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La NASA ha
deciso di mandare in pensione la sua flotta di navette spaziali dal 2010, dopo
il completamento della Stazione Spaziale Internazionale. Il suo posto verrà
preso dal nuovo veicolo per l'esplorazione umana dello spazio: il CEV, per Crew
Exploration Vehicle (Veicolo di esplorazione con equipaggio). La prima volta che
abbiamo sentito parlare del CEV fù durante un discorso del Presidente USA
George Bush Jr. nel gennaio 2004, nel quale veniva affermato che la NASA sarebbe
tornata sulla Luna ed avrebbe proseguito l'esplorazione umana dei pianeti. Da
allora la NASA ha proposto una propria visione del futuro esplorativo umano
basato principalmente su un nuovo veicolo
spaziale
che ricorda molto le vecchie capsule Apollo degli anni '60. Il CEV è composto
da due parti principali, la capsula conica che ospita l'equipaggio ed un modulo
di servizio contenente tutte le attrezzature per la propulsione, i sistemi
vitali e l'energia. Al lancio questo CEV sarà posto sulla sommità di un nuovo
veicolo di lancio chiamato CLV (Crew Launch Vehicle) composto da un primo stadio
derivato da un booster utilizzato oggi per lo shuttle ed un secondo stadio
propulso da un motore discendente da quelli utilizzati dal glorioso Saturno 5
che portò le missioni Apollo sulla Luna. Il CEV avrà, al momento del lancio,
sulla parte superiore una torre di fuga che verrà utilizzata in caso di
emergenza per allontanare la capsula dal razzo (come avviene sulle Soyuz russe).
Una volta in orbita il CEV dispiegherà i pannelli solari (a differenza delle
capsule Apollo che non li avevano) e potrà manovrare grazie al suo motore
orbitale ed a una serie di piccoli motori di manovra posti sullo scafo del
modulo di servizio. Al suo interno il CEV potrà ospitare da 4 a 6 astronauti a
seconda del tipo di missione grazie ad un diametro più grande (5 metri contro i
3.60 delle capsule Apollo) ed a una miniaturizzazione avanzata dei componenti
elettronici. Passata la fase più pericolosa del lancio la torre di fuga viene
sganciata e la sommità del CEV verrà scoperta mostrando il portello di
attracco. Il CEV potrà, in una prima fase, attraccare alla Stazione Spaziale
Internazionale e portare quindi equipaggi e merci. Al momento di rientrare
sulla Terra il CEV sgancia il Modulo di Servizio ed affronta l'attrito
dell'atmosfera con la parte inferiore della capsula conica come accadeva per le
Apollo. Una volta rallentata la sua discesa si aprono i paracadute ed a pochi
metri dal suolo degli airbag attutiscono l'atterraggio. Infatti, a differenza
delle capsule Apollo che ammaravano nell'oceano per il CEV la nASA ha deciso un
rientro sul terreno, come fanno i russi. A luglio 2006 la NASA
ha scelto il nome dei nuovi vettori di lancio: Ares 1 per il CLV e Ares 5 per il
CaLV (Cargo Launch Vehicle). Questi nomi ricordano molto i vettori Saturno I e Saturno
V che hanno
portato l'uomo sulla Luna e la scelta del nome ARES è, senza dubbio un omaggio
al pianeta Marte. Nella tabella in basso a sinistra i due nuovi
vettori che verranno costruiti per trasportare il CEV ed il veicolo lunare a
confronto con un Saturno 5 ed uno Space Shuttle.
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Nella illustrazione il vettore Aries 1 con, sulla sommità, la capsula CEV appena dopo il lancio dal Centro Spaziale Kennedy (cortesia NASA-/John Frassanito and Associates) |
Nella Illustrazione il veicolo lunare LSAM (Lunar Surface Access Module) che dovrebbe riportare gli astronauti della NASA sulla Luna verso il 2018 (cortesia NASA-/John Frassanito and Associates) |

Oltre al CEV la NASA ha iniziato a studiare una nuova famiglia di razzi vettori di derivazione Shuttle che avranno il compito di portare nello spazio la capsula ed i successivi veicoli per l'allunaggio e magari, in un più lontano futuro, l'uomo su Marte. I nuovi vettori sono stati battezzati Ares 1 per il razzo che dovrà portare in orbita il CEV e Ares 5 il più potente a cui spetta invece il compito di lanciare il nuovo veicolo da sbarco lunare ribattezzato (per il momento) LSAM (Lunar Surface Access Module - Modulo di Accesso alla Superficie Lunare) oppure altro hardware spaziale. Tutti e due i vettori sono derivati da tecnologia utilizzata per lo Space Shuttle. L'Ares-1 ha un primo stadio composto da un booster a combustibile solido più grande di quelli utilizzati per lo shuttle (5 segmenti anzichè 4) ed un secondo stadio composto da un grosso serbatoio che alimenta un motore ad idrogeno ed ossigeno liquidi chiamato J-2X derivato direttamente dal J-2 che spingeva il secondo stadio del Saturno 5 negli anni '60. La capsula CEV si trova sulla sommità di questo complesso ed è dotata di una torre di fuga che, in caso di incidente al lancio provvede a portare lontano dal pericolo la capsula con i suoi occupanti. Ares 1 può portare in orbita bassa circa 25 tonnellate.
Invece l'Ares 5 utilizza un primo stadio con due booster a 5 segmenti ed un cuore centrale dotato di 5 motori RS-68 (gli stessi utilizzati dal vettore Delta IV) piazzati su un serbatoio modificato dello shuttle. Il motore RS-68 è alimentato ad ossigeno ed idrogeno liquidi ed è il più potente motore di questo tipo al mondo in produzione. Il secondo stadio di Ares 5 è invece di nuovo composto da un motore J-2X come per Ares 1. La possibilità di carico utile di Ares 5 raggiungerà le 130 tonnellate in orbita bassa. Accoppiato a questo sistema si trova anche l'EDS (Earth Departure Stage - Stadio di Partenza dalla Terra) ovvero uno stadio ulteriore che, in una missione lunare, dovrebbe spingere il complesso LSAM/CEV (una volta che i due veicoli si sono uniti in orbita terrestre). l'EDS si basa sullo stadio superiore S-IVB del glorioso Saturno 5 e sarà alimentato anch'esso da un motore J-2X.
Aggiornamenti
23/08/2006 -
Orion sarà il nome del CEV - La NASA ha ufficializzato
una notizia trapelata alcuni giorni fa, il nome scelto per il CEV (Crew
Exploration Vehicle), veicolo spaziale che dovrà sostituire lo
space shuttle dopo il 2010 è Orion. E così dopo il progetto Apollo
degli anni '60 che ha portato l'uomo per la prima volta sulla Luna
nel 2020 toccherà al progetto Orion riportare, e questa volta si
spera stabilmente, l'uomo sul suo satellite naturale ed alcuni anni
dopo magari su Marte. Orion (Orione in italiano) è il nome di una
delle costellazioni del cielo del nord e nel logo (qui a sinistra
cortesia Collectspace/NASA) sono evidenziate le tre stelle che fanno
parte della cosiddetta "cintura di Orione". Orion sarà
una capsula di forma tronco conica come l'Apollo ma dal diametro
superiore (5 metri contro i 3.5 dell'Apollo) e pesante circa 25
tonnellate. All'inizio (2014) potrà trasportare sei
astronauti verso la ISS e più tardi (nel 2018 al più presto) 4
astronauti verso la Luna. Orion fa parte del più grande progetto
inaugurato nel 2004 dal Presidente USA George W. Bush per il ritorno
dell'uomo sulla Luna, la conquista di Marte ed oltre.
Fonte: NASA - CollectSPACE
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31/08/2006 -
La NASA sceglie Lockeed per Orion - La NASA ha oggi
svelato quale azienda ha vinto il contratto per la costruzione del CEV-Orion. La Lockeed Martin ha battuto l'altra cordata di aziende
capitanata dalla Northop Grumman/Boeing. Il contratto ha valore dal
8 settembre 2006 fino al 7 settembre 2013 per un valore di circa 3,8
miliardi di dollari e comprende il design, lo sviluppo, il test e la
valutazione del nuovo veicolo. La costruzione del nuovo veicolo di
trasporto spaziale americano avverrà principalmente a Houston, nel
Texas e al Kennedy space Center in Florida. Il primo volo del CEV/Orion
è previsto non oltre il 2014. Le altre industrie che partecipano
alla costruzione assieme alla Lockeed Martion sono: EADS SPACE
Transportation, United Space Alliance, Honeywell, Orbital Sciences,
Hamilton Sundstrand e Wyle Laboratories. Principali caratteristiche
notate alla presentazione sono la forma dei pannelli solari del
modulo di servizio che, per la prima volta appaiono di forma
circolare. Nell'immagine a lato (cortesia NASA/Lockked Martin) è
raffigurato il CEV/Orion in orbita lunare con i grandi pannelli
solari.
Fonte: NASA - Lockeed Martin
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05/01/2007
- Ares 1 supera la prima fase di revisione - La
NASA ha completato la prima fase di revisione del nuovo sistema di
lancio Ares-I, la prima di un sistema capace di portare uomini nello
spazio da oltre 30 anni. Questa revisione ha portato l'Agenzia
Spaziale americana un passo più vicino alla realizzazione del nuovo
modo di trasportare gli astronauti nello spazio in missioni per
esplorare la Luna, Marte ed altre destinazioni. "Questo è un
passaggio critico nello sviluppo del veicolo di lancio con
equipaggio Ares-1" ha affermato il direttore del programma
Constellation Jeff Hanley. "Un grande lavoro di analisi
ingegneristica e pianificazione culminata in una seria revisione e
che ci rende confidenti nell'andare avanti con il lavoro preparativo
di Ares I". La revisione dell'intero sistema hanno confermato
che Ares I può soddisfare tutte le richieste della missione. Un
design preliminare di Ares I è previsto per metà 2008. Questa
revisione iniziale è la prima di una serie che porterà alla
costruzione vera e propria del nuovo lanciatore per equipaggi umani
che, con il CEV/Orion sostituirà la navetta spaziale dal 2014 in
poi. Da questo gennaio una nuova serie di analisi del progetto
prenderanno il via e questo dovrebbe portare ad un primo volo di
prova (Ares I-1) previsto per il 2009.
Fonte: NASA
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| 10/07/2007 -
Prende forma il sistema di salvataggio di Orion - La ATK ha vinto un contratto del valore di 62,5 milioni di dollari per il motore principale del LAS
(Launch Abort System) della capsula CEV/Orion. Il LAS, una torre posta sulla cima della capsula verrà utilizzata in caso di emergenza per portarla lontano dal vettore di lancio Ares I in caso di problemi durante il lancio. La Orbital Sciences Corporation, che si occupa come subcontraente della Lockheed Martin per lo sviluppo del LAS avrà a sua volta come fornitore per il motore principale la ATK con il suo LAM
(Launch Abort Motor). Questo particolare motore a combustibile solido ha la particolarità di poter sviluppare la spinta in direzione quasi opposta a quella in cui è montato permettendo di non danneggiare la capsula che si troverà sotto. Il LAS agirà durante tre fasi del lancio: la prima quando Ares I si trova ancora sulla rampa di lancio separando la capsula dal resto del razzo e portandola a distanza di sicurezza con ammaraggio per mezzo dei paracadute principali di fronte alla costa di Cape Canaveral, la seconda, chiamata "metà altitudine" funzionerebbe fino a circa 50 chilometri e prevederebbe anche l'entrata in funzione dei paracadute di frenata vista la velocità elevata raggiunta e l'ultima che funzionerebbe fino a circa 100 chilometri di quota che poi è il momento della separazione nominale per il LAS. Inoltre la rampa di lancio sarà fornita di un nuovo sistema di evacuazione rapido per mezzo di una specie di montagna russa chiamato Rollercoaster Emergency Egress System
(EES). A differenza del sistema utilizzato sulle vecchie capsule Apollo il LAS ha un'entrata in funzione di pochi millisecondi ma è molto meno "duro" per quanto riguarda le forze G applicate agli astronauti all'interno della capsula ed inoltre sarà anche più leggero visto l'utilizzo di materiali avanzati. Sono previsti due test in scala del LAM questa estate. Fonte: NASAspaceflight.com
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16/07/2007 - La NASA decide il contratto per il motore dei vettori Ares - La NASA ha firmato un contratto di 1,2 miliardi di dollari con la Pratt and Whitney Rocketdyne Inc., di Canoga Park, Calif. per lo sviluppo, la costruzione ed i test dei nuovo motore J-2X che dovrebbe spingere gli stadi superiori dei vettori Ares-I ed Ares-V. Il contratto prevede anche i test a terra e quelli in volo ed è valido fino al 31 dicembre 2012. Per i motori che verranno utilizzati nelle missioni operative verrà stilato un ulteriore contratto. La scelta della Pratt and Whitney Rocketdyne Inc. è stata obbligata dal fatto che soltanto questa Società ha le capacità e le conoscenze tecniche per poter soddisfare le richieste della NASA. Il motore J-2X è un derivato del potente J-2 che spingeva gli stadi superiori del vettore Saturno IB e V negli anni '60. Ovviamente il nuovo J-2X incorpora tutta una serie di significativi miglioramenti per raggiungere gli alti standard richiesti per i veicoli Ares. Nel vettore Ares I un motore J-2X sarà utilizzato dopo il distacco del primo stadio composto da un SRB a combustibile solido e spingerà la capsula Orion in orbita. Invece nel vettore Ares-V il primo stadio sarà fornito da 5 motori RS-68 ad ossigeno ed idrogeno liquidi mentre, anche qui, un J-2X spingerà il secondo stadio con il suo carico utile in orbita.
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| 11/08/2007 - Segnato
contratto per il primo stadio di Ares-I - La NASA ha firmato
un contratto dal valore di 1.8 miliardi di dollari Alliant
Techsystem, conosciuta come ATK, che risiede vicino a Brigham City,
Utah, per la progettazione, sviluppo, test e valutazione del primo
stadio, derivato dagli SRB dello Shuttle, dei vettori 'Ares I e
dell'Ares V. Il contratto riparte dal 17 aprile 2006 e si concluderà
il 31 Dicembre 2014, e comprende 5 stadi per i test di funzionamento
a terra, 2 per i test a terra per le vibrazioni, e 4 stadi per i
test in volo, compreso quello per l'Ares I-X. Per le missioni
operative ci sarà, come per gli altri componenti, un contratto
separato. Attualmente i SRB dello Shuttle sono gli unici propulsori
a combustibile solido in grado di assicurare la necessaria
affidabilità e sicurezza per il volo umano. Il design prevede 5
segmenti anzichè i 4 attuali dello Shuttle, i quali verranno
gestiti con le attuali infrastrutture utilizzate per il programma
Shuttle.
Fonte: Spaceref.com
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| 29/08/2007 - Boeing costruirà il secondo stadio di Ares I - La NASA ha firmato un contratto di 514,7 milioni di dollari per la produzione del secondo stadio del vettore Ares I. Questo elemento fornirà la navigazione, guida, controllo e propulsione del secondo stadio del vettore Ares I in orbita bassa terrestre. L'Ares I lancerà nello spazio il veicolo di esplorazione con equipaggio Orion che sarà il mezzo destinato a riportare l'uomo sulla Luna per il 2020. La Boeing produrrà da 2 a 6 stadi propulsivi all'anno una volta a regime a seconda delle richieste della NASA. La fase iniziale del contratto prevede anche diverse unità peri test di volo. Se tutte le opzioni venissero confermate la Boeing potrebbe produrre fino a 23 stadi fino al 2017. La produzione del secondo stadio di Ares-I avverrà al Michoud Assembly Facility della NASA a New Orleans, dove al momento viene costruito il serbatoio esterno della navetta spaziale.
Fonte: NASA
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| 27/09/2007 - Motore
J-2X di prova posto sul banco - I componenti principali del
motore J-2X che sarà testato per il programma della NASA
Constellation è stato recentemente piazzato sul banco di prova A-1
del Centro Spaziale Stennis, vicino a S. Louis, MIss. La prova dei
componenti, conosciuta come Powerpack 1A, verrà condotta da
novembre 2007 fino a febbraio 2008. Il Powerpack 1A consiste nel
generatore di gas e nelle turbopompe originali sviluppate per il
programma Apollo che portarono gli americani sulla Luna fra la fine
degli anni '60 e l'inizio degli anni '70. Gli ingegneri proveranno
questi componenti per ottenere dati importanti che aiuteranno a
modificare i motori ed avere la potenza richiesta per i nuovi
veicoli di lancio Ares-1 e Ares-5. I test simuleranno le condizioni
interne ed esterne che si presenteranno durante un vero test
completo di un motore.
Fonte: NASA
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| 02/10/2007 - Prima
prova per i paracadute di Ares-1 - E' stato eseguito con
successo il primo test ai nuovi paracaduti del primo stadio
dell'Ares I. Il test è stato svolto dal U.S. Army's Yuma Proving
Ground di Yuma in Arizona. Il sistema è derivato da quelli
utilizzati per i SRB dello Shuttle e comprende, pilotino, paracadute
di frenata e paracadute vero e proprio e saranno utilizzati tre
paracaduti per ogni stadio. Il prossimo test è previsto per il prossimo Novembre e proseguiranno poi fino al 2010 aggiungendo ogni volta nuovi elementi. In questo caso il lancio è avvenuto da un C-17 che ha lasciato un carico di 18,4ton da 5300m di quota. Tutto ha funzionato al meglio ed ora si prosegue con gli altri test previsti. Fonti: NASA - Forumastronautico.it
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15/11/2007
- Testati i paracadute per i vettori Ares - La NASA e
gli ingegneri delle industrie hanno testato con successo il paracadute
principale per i vettori del programma Constellation durante una prova
di rilascio eseguita allo U.S. Army's Yuma Proving Ground, vicino a
Yuma, Arizona. Il sistema di paracadute permetterà al primo stadio a
propellenti solidi di Ares I e Ares V di essere recuperati e
riutilizzati. Il test di oggi ha convalidato i risultati raggiunti in
un precedente test eseguito in settembre. "Misurando 50 metri di
diametro e pesando circa 800 chilogrammi è il più grande paracadute
di questo tipo ad essere testato," ha affermato Steve Cook,
direttore del Ares Projects Office al Marshall Space Flight Center
della NASA a Huntsville, Alabama. "E' un passo miliare che ci
porta più vicino alla futura esplorazione lunare". Un simulacro
di un booster dello stesso peso è stato portato in quota da un aereo
da trasporto C-17 e portato ad una quota di circa 5000 metri prima di
essere sganciato. Il paracadute con tutta la sua attrezzatura di
supporto ha funzionato regolarmente atterrando in sicurezza
approssimativamente tre minuti più tardi allo Yuma Proving Ground
test. Il paracadute è derivato da quelli utilizzati nei booster dello
space shuttle ma utilizzando il primo stadio di Ares I un booster a
cinque segmenti anziché a quattro il peso è aumentato e quindi sono
necessari test per ottimizzarlo e che dureranno fino al 2010. La
società ATK Launch System, di Promontory, Utah è il fornitore dei
booster del primo stadio mentre la United Space Alliance di Houston si
occupa della progettazione, costruzione e test del paracadute nelle
sue officine al Kennedy Space Center in Florida. Intanto nella base
militare di White Sand, nel Nuovo Messico sono iniziati gli scavi per
la costruzione della rampa di lancio nella quale verrà testo il
sistema di salvataggio per la capsula Orion che inizieranno
nell'autunno del 2008 con il PA-1 o Pad Abort 1. Nella foto (Credit:
NASA/MSFC) il paracadute utilizzato in questo secondo test.
Fonte: NASA
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| 22/11/2007 - Aggiornamento
programma Constellation - Si è completata la Integrated Stack
(IS) Technical Interchange Meeting (TIM) che ha aperto la strada
all'inizio della fase di PDR (Program Design Review). Durante la fase
appena conclusa sono stati risolti molti problemi che l'avevano
afflitta mentre altri continuano ad essere valutati per essere risolti
successivamente. Quello che il management vuole far notare è che
questa revisione non ha modificato le prestazioni dei mezzi risolvendo
però molti punti interrogativi che rimanevano aperti. Per quanto
riguarda l'Ares I, è il segmento messo meglio con ormai tutti i dubbi
principali risolti. Sono per cui stati valutati degli studi
preliminari che ipotizzano nuove versioni del lanciatore, come ad
esempio il già annunciato nuovo ugello del primo stadio oppure una
versione senza sistema di recupero del primo stadio con un risparmio
in peso di circa 1,3ton. Nessuna delle due è comunque stata per ora
approvata e si aspetta la conclusione degli studi preliminari per una
valutazione definitiva. Il problema maggiore su cui si sta ora
lavorando è il rischio di vibrazioni acustiche provocate dalla
frequenza di vibrazione durante l'utilizzo dei SRB che potrebbe essere
nociva se non letale per il mezzo e l'equipaggio. Un rapporto del
Tiger Team è previsto per Marzo del prossimo anno. Altre questioni
minori sono il sistema "Pogo" dell'upper stage che potrebbe
essere rivisto con degli smorzatori aggiuntivi e il transitorio di
spegnimento del J-2X che potrebbe provocare una decelerazione
aggiuntiva di 0.4G e una pari accelerazione laterale. Le buone notizie
arrivano dall'orbita di inserimento, ulteriormente alzata dalla
precedente -11x100nmi all'attuale 10x100 nmi. Per quanto riguarda
Orion, con la nuova strategia denominata Zero Base Vehicle sembra che
la crescita del peso sia rimasta sotto controllo permettendo la
prosecuzione dei lavori. E' stato dato anche l'ok definitivo
all'inizio della Preliminary Design Review (PDR) per quanto riguarda
l'integrazione fra Ares e Orion, ormai giunti ad un buon livello di
definizione fra di loro. La nuova Mobile Launcher è ormai al termine
della progettazione e si prevede l'inizio della costruzione il
prossimo Febbraio, i lavori termineranno nel Dicembre 2009,
l'installazione dei sistemi da Gennaio 2010 a Luglio 2011, i test e
attivazione dal Ottobre 2011 a Marzo 2012 con il lancio dell'Ares I-Y
previsto per Settembre 2012. Tutte le date potrebbero slittare di
qualche mese a causa di alcuni problemi con il primo lancio dell'Ares
I-X previsto per Aprile 2009. I problemi sarebbero nel limite di vento
sopportabile dal nuovo vettore che rischierebbe di toccare la rampa
sopra un certo limite richiedendo limiti meteo più stringenti.
L'altro problema è che l'attuale sistema di ritenzione a terra
dell'ugello non è compatibile con quello nella nuova versione per cui
si dovrà decidere cosa fare. Con l'Ares I-Y verrà testato il nuovo
upper stage ma senza propulsore e volerà un simulacro del CEV senza
torre di lancio.
Fonte: Forumastronautico.it - Nasaspaceflight.com
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12/12/2007 - La NASA affida nuovo
contratto per Ares 1 - La NASA ha selezionato la Boeing
Company di Huntsville, Alabama, per il contratto di produzione,
consegna ed installazione del sistema di guida elettronico del vettore
Ares I che lancerà il nuovo veicolo di esplorazione umana Orion in
orbita. Questa selezione è l'ultimo importante contratto assegnato
per Ares I ed è stato frutto di una piena ed aperta competizione. Il
veicolo di lancio Ares I è la componente chiave del programma
Constellation che invierà nuovamente gli uomini sulla Luna dal 2020
per impiantare un avamposto. La Boeing costruirà il sistema di guida
elettronico di Ares I che verrà integrato con il resto del secondo
stadio nell'impianto NASA di Michoud Assembly Facility in Louisiana,
lo stesso che ora produce i serbatoi esterni dello shuttle. Il sistema
di guida è il "cervello" di Ares I e fornirà la guida, la
navigazione ed il controllo del vettore fino al raggiungimento
dell'orbita. Questo sistema di guida sarà installato fra i due stadi
di Ares I e consisterà in diversi computer di bordo, controlli del
volo, sistemi di comunicazione ed altra strumentazione e software che
controlleranno ed aggiusteranno la velocità e la posizione del razzo
durante il volo. Il costo totale del contratto si aggira sugli 800
milioni di dollari. La Boeing fornirà un primo sistema di guida per i
test a terra, tre unità di volo di prova e sei unità di volo finali
fino al 2016. Ulteriori 12 unità di volo potranno essere costruite in
seguito.
Fonte: NASA |
14/12/2007 - Nasa
sceglie il nome ALTAIR per il lander lunare - La NASA ha
scelto il nome ed il logo del futuro lander lunare LSAM (Lunar Surface
Access Module) che riporterà l'uomo sulla Luna nel 2020: ALTAIR. Il
logo riprende la forma geometrica scelta per il nuovo programma
Constellation, il triangolo, mentre il disegno riprende l'aquila del
mitico emblema della missione Apollo 11 del 1969. Tutti i nuovi
emblemi del programma Constellation sono stati ideati da Michael
Okuda, ben conosciuto dagli appassionati della serie di fantascienza
STAR TREK per i suoi lavori grafici. In alto potete vedere il nuovo
logo (Credit: NASA) per il futuro modulo lunare: Altair.
Fonte: CollectSpace.com
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09/05/2008 - La NASA completa con successo la prima serie di test dei motori di Ares - Si è felicemente conclusa la prima campagna di test al John C. Stennis Space Center per il "Power Pack" del propulsore J-2X la cui evoluzione equipaggerà i futuri stadi superiori di Ares I e Ares V, chiave del programma Constellation della NASA che mira a riportare l'uomo sulla Luna entro il 2020 e successivamente su Marte ed oltre. L'8 Maggio è avvenuta la nona e ultima prova sul banco dello Stennis e per l'occasione tutta la stampa è stata invitata ad assistervi. Questa serie di test è stata svolta per analizzare il funzionamento del power pack del propulsore, ovvero della pompa e del generatore di gas senza quindi testarne l'accensione vera e propria. Al termine di questa ultima prova tutta l'installazione verrà smontata e si comincerà a modificare il banco A-1 per la successiva campagna di test che si svolgerà dal 2010 e servirà per testare una nuova versione del power pack ulteriormente potenziata con le prime componenti prodotte di recente del propulsore. Attualmente per questa prima campagna è stato montato un power pack realizzato alcuni anni fa per testare il propulsore dell'X-33 il quale montava un'ulteriore evoluzione del propulsore utilizzato operativamente per le missioni Apollo, in quanto ultima evoluzione di questa famiglia di propulsori e montato questa volta temporaneamente su una camera di combustione degli anni '60 di un vecchio J-2, dai dati ricavati si realizzerà la prima evoluzione prevista per la prossima serie di test. La versione finale del J-2X, diretta evoluzione del predecessore J-2 montato sui vettori Saturn, produrrà una spinta di 133 tonnellate contro le 104 della precedente versione. Il motore J-2X è costruito dalla Pratt and Whitney Rocketdyne Inc., di Canoga Park, California che ha vinto il contratto della NASA nel luglio 2007. Fonte: Spacedaily.com - NASA
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06/08/2008
- Fallito test di paracadute per Orion - Lo scorso 2
agosto, nel sito di prova dello US Army Yuma Proving Ground con un
lancio da un aereo da trasporto C-17, è fallito un test per i
paracadute di rientro della capsula Orion. Il problema è stato
identificato nel primo paracadute che veniva utilizzato per
stabilizzare la discesa del modello di Orion prima dell'apertura dei
paracaduti veri e propri della capsula. Il test prevedeva l'utilizzo
in totale di 18 paracaduti, 10 utilizzati per la fase di
"preparazione" al test orientando il modello e 8 veri e
propri montati sul modello e da testare. I 10 paracaduti iniziali
comprendono quelli per l'estrazione del modello dall'aereo, quelli di
recupero della slitta e quelli di stabilizzazione del modello stesso
durante la discesa. Purtroppo non ha funzionato quello per la
stabilizzazione del modello dopo la separazione dalla slitta per il
mantenimento della velocità corretta nella prima parte della discesa.
Non si è aperto correttamente impedendo la stabilizzazione della
capsula, di conseguenza tutti i successivi, uno dietro l'altro, appena
estratti si sono strappati per l'eccessiva velocità. La NASA ha
dichiarato che, per le motivazioni che hanno provocato il
malfunzionamento, l'incidente è stato classificato come fallimento
delle tecniche di test e non come fallimento del sistema CPAS (CEV
Parachute Assembly System). Parte del modello della capsula Orion è
andato parzialmente distrutto (come si vede nella foto Credit: NASA)
ma alcune parti di hardware saranno riutilizzabili. L'impatto sul
programma Constellation dovrebbe essere minimo.
Fonte: Space.com - Forumastronautico.it
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| 11/08/2008 - Primo
volo di Orion slitta di un anno. - La NASA ha reso noto che il
primo volo con un equipaggio a bordo per la capsula Orion, che ricordiamo,
sostituirà lo Space Shuttle in pensione dal 2010, non avverrà prima
del settembre 2014, un anno esatto dopo quanto previsto in un primo
momento. La nuova data è stata rivelata oggi dai dirigenti del
programma e riflette in modo più realistico l'assegnazione dei fondi
e le richieste tecniche del progetto, in assenza di nuovi e più
significativi supporti da parte del Congresso USA. In questo modo le
operazioni iniziali di Orion rimangono fissate al marzo 2015, quasi
cinque anni dopo che la navetta spaziale Endeavour compirà il suo
ultimo volo nel 2010. Fra il ritiro della flotta di shuttle ed il
debutto di Orion gli astronauti americani saranno quindi costretti e
volare a bordo delle capsule russe Soyuz. I manager della NASA
speravano di poter "chiudere il divario" fra le operazioni
shuttle ed Orion premendo per il primo volo della capsula abitata al
settembre 2013 ma, dopo avere attentamente rivisto i fondi disponibili
e le problematiche tecniche del progetto, la data è slittata di un
anno lasciando poche speranze in un miglioramento. Il primo lancio di
prova per il vettore Ares 1-X, previsto per la prossima primavera
rimane confermato, come i test di aborto al lancio. Intanto negli
ultimi mesi è emerso un grosso problema tecnico proprio con il primo
stadio di Ares 1. Infatti, secondo le simulazioni condotte al
computer, le vibrazioni al lancio per il vettore sarebbero pericolose
per l'equipaggio. Sono in corso tutta una serie di studi per ovviare
al grave problema e Jeff Hanley, direttore del programma Constellation
al Johnson Space Center di Houston, è fiducioso che possano essere
risolti. Per poter abbassare le vibrazioni al lancio ad un livello
paragonabile a quelle subite a bordo di uno space shuttle verranno
installati due sistemi di smorzatori, uno sistemato fra il primo ed il
secondo stadio e l'altro alla base del booster. Questi sistemi faranno
calare le prestazioni, in termini di carico utile, di circa 625
chilogammi.
Fonte: Space.com
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20/11/2008 -
Testato con successo il primo motore di aborto al lancio per Orion - Le fiamme si sono alzate per oltre trenta metri in un positivo test a terra, della durata di5,5
secondi di un motore di aborto al lancio per l'astronave di prossima generazione, il veicolo di esplorazione per equipaggio Orion. La NASA e la squadra di industrie che costruisce Orion hanno condotto il test alla sede della Alliant Techsystems, o ATK, di Promontory, nello Utah. Il motore di aborto fornisce una spinta di 200 tonnellate per sollevare il modulo dell'equipaggio dal razzo Ares I, portando gli astronauti in salvo nel caso di un emergenza alla rampa di lancio o durante i primi 100 chilometri mentre il vettore sale verso l'orbita. L'accensione di giovedì è stata la prima di un motore con flusso della propulsione inverse testato in questa scala. Si tratta anche del primo test di questo tipo fin dall'inizio del programma Apollo. "Questa è una pietra miliare che porta il Programma Constellation un passo più vicino al completamento del veicolo Orion che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 ed il ritorno dell'uomo sulla Luna nel 2020." ha affermato Mark Geyer, direttore del progetto Orion al Centro Spaziale Johnson della NASA a Houston, Texas. "Il motore di aborto al lancio deve essere pronto per operare in molte differenti condizioni ambientali, e test come questo sono critici per assicurare la sicurezza e la protezione dei nostri astronauti." Il test di accensione di giovedì è il culmine di tutta una serie di prove di motori e componenti condotti questo anno in preparazione dell'importante passo successivo, un test previsto per la primavera del 2009 con un modello in scala reale della capsula Orion. Il banco di prova per il motore di aborto è alto circa 6 metri ed uno di diametro. Durante
l'accensione di giovedì il motore era fissato al banco prova in verticale con i suoi quattro ugelli che puntavano verso il cielo nel complesso della ATK. All'accensione il motore di aborto ha funzionato per 5,5 secondi. L'alto impulso del motore è stato sviluppato per consumare la maggior parte del propellente nei primi tre secondi, scatenando una potenza di circa 200 tonnellate di spinta necessarie per espellere la capsula lontano dal veicolo di lancio du emergenza. Sebbene simile al motore di aborto del programma Apollo, questo di Orion incorpora le tecnologie odierne ed un più robusto design. Il motore di aborto al lancio utilizza un corpo costruito con materiali in composito e un flusso della fiamma inverso invece di una torre, portando ad un risparmio di peso e migliori performance e sicurezza della sopravvivenza dell'equipaggio in caso di un aborto al lancio. Invece di avere un getto di scarico che fuoriesce dalla parte inferiore il combustibile solido è piazzato in basso rispetto agli ugelli. Il flusso quindi sale verso l'alto e viene piegato di 155° e forzato nei quattro ugelli creando la spinta verso l'alto. Per poter provare questa nuova tecnologia sono stati eseguiti tutta una serie di test prima di procedere con quello a dimensioni reali. Le prime prove hanno riguardato cinque test di accensione in scala minore per validare la tecnologia del flusso inverso, poi è stata fatta una prova di integrità strutturale del corpo del motore, un test di ignizione e controlli di sorveglianza durante la preparazione chimica del combustibile solido per raggiungere le prestazioni richieste. La ATK è responsabile del sub-appalto del motore di aborto al lancio all'interno del Progetto Orion della NASA. La Orbital Sciences Corporation di Dulles, Virginia, è responsabile per l'integrazione del sistema di aborto al lancio (LAS) nel veicolo per la Lockheed Martin Corporation di Denver, principale appaltatore di Orion. L'ufficio responsabile per Programma Orion si trova al Johnson Space Center della NASA di Houston e riceve supporto tecnico e logistico per il Launch Abort System
dal Centro di Ricerca Langley della NASA di Hampton, Virginia e dal Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA di Huntsville, Alabama.
Nella foto (Credit: NASA) il test del LAS.Fonte: NASA
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22/01/2009 - Si assemblano i pezzi del primo Ares I
di prova - La NASA ha utilizzato potentissimi computer e software per realizzare il razzo che trasporterà equipaggi e carichi nello spazio dopo il ritiro della navetta spaziale. Ma questi computer verranno messi alla prova del loro lavoro con il vecchio metodo, il primo di questi test di lancio dimostrativi senza equipaggio inizierà nel 2009. Ares I-X, il primo test del razzo Ares I, verrà lanciato dal Centro Spaziale Kennedy nell'estate di questo
anno, salirà fino a 40 km di altezza in circa due minuti di spinta per testare le prestazioni del primo stadio, la separazione dal secondo ed il sistema di recupero con i paracadute. Meno ovvio, ma non meno critico, il test comprenderà l'intera
aerodinamica del veicolo. E' questo design stabile e sicuro in volo? Questa è una domanda che deve avere una risposta prima che gli astronauti inizino a viaggiare verso l'orbita
terrestre ed oltre. Dopo aver risposto a queste domande il volo di Ares I-X sarà un'importante passo verso la verifica e le analisi delle attrezzature e delle
tecniche occorrenti per realizzare i futuri Ares I, il prossimo veicolo di lancio della NASA. Per essere sicuri che le caratteristiche del volo siano pienamente comprese estrema cura è stata dedicata per realizzare lo stadio superiore, il modulo dell'equipaggio Orion e la sua torre di salvataggio, tutti simulacri. Questi componenti a scala intera devono riflettere esattamente la forma e le proprietà fisiche dei modelli utilizzati per le analisi computerizzate e nelle prove in galleria del vento per comparare i risultati del volo con quelli previsti. Al Centro di Ricerca NASA di Langley, Hampton,
Virginia, dove prende forma il simulacro della capsula Orion e della torre di aborto al lancio, i ricercatori ed i dirigenti stanno lavorando a molteplici sfide.
"Abbiamo una squadra estremamente varia - un sacco di persone da varie organizzazioni - che devono lavorare assieme in tempi molto
stretti," spiega Kevin Brown, responsabile per il progetto Ares I-X relativo alla parte del Modulo
Equipaggio/Sistema di Aborto al Lancio "abbiamo un team che segue la fabbricazione e l'assemblaggio in cooperazione con appaltatori esterni, ed abbiamo un'altra squadra pronta ad installare circa 150 sensori, una volta che il modulo equipaggio e la torre di aborto al lancio saranno
completati," ha aggiunto Brown. Il simulacro del modulo equipaggio, fedele al veicolo che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale dal 2015 sulla Luna dal 2020 ed oltre, misura approssimativamente 5 metri di diametro. Mentre il modulo conico ha la stessa forma del Modulo di Comando Apollo, sarà significativamente più largo. Il simulacro del sistema di aborto al lancio, posizionato sopra il modulo dell'equipaggio, aggiunge altri 14 metri all'altezza del
complesso. I sensori misureranno la pressione aerodinamica e la temperatura della punta del razzo e contribuiranno a fornire dati
sull'accelerazione e sull'angolo di attacco. In che modo il razzo attraversa l'atmosfera è importante per determinare come il flusso d'aria scorre sull'intero veicolo.
"Questo lancio ci dirà cosa è giusto e cosa è sbagliato nel design e nella fase di
analisi," dice Jonathan Cruz, vice responsabile di progetto per Ares I-X CM/LAS.
"Siamo molto fiduciosi , ma abbiamo bisogno di questi due minuti di dati di volo prima che la NASA possa procedere con la prossima fase di sviluppo del
razzo." Le due parti di simulacro per i test verranno inviati al Kennedy nei prossimi giorni. Prima del lancio, la combinazione modulo di equipaggio/sistema di aborto al lancio verrà utilizzato per testare anche le varie fasi di assemblaggio degli elementi della missione Ares I-X. Ares I-X fornirà dati molto importanti per lo sviluppo del vettore Ares I prima della revisione finale del veicolo prevista per il 2010.
Nella foto (Credit: NASA/Sean Smith) il simulacro del modulo
equipaggio di Orion mentre viene completato.Fonte: NASA
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03/02/2009
- Testati con successo i paracadute di Ares I - Gli ingegneri della
NASA e delle aziende coinvolte hanno completato con successo il
secondo turno di test di rilascio dei paracadute di frenata del nuovo
vettore Ares I. Il test è avvenuto il 28 febbraio scorso allo U.S.
Army's Yuma Proving Ground vicino a Yuma, in Arizona. L'Ares I è il
primo veicolo di lancio del Programma Constellation della NASA che
invierà esploratori alla Stazione Spaziale Internazionale, sulla Luna
ed oltre nei prossimi decenni. Il paracadute di frenata è un elemento
vitale per il sistema di decelerazione del razzo; è designato per
rallentare velocemente il primo stadio spento di Ares I una volta
sganciato durante la sua salita verso lo spazio. Il paracadute
permetterà il recupero del motore riutilizzabile del primo stadio di
Ares I per utilizzi in missioni successive. Il primo stadio a
combustibile solido che alimenta Ares I funzionerà per i primi due
minuti di lancio. Questo è stato il settimo di una serie di test per
lo sviluppo dell'intero sistema di recupero compreso il paracadute
guida, quello frenante ed i tre principali. I ricercatori hanno sganciato
il paracadute di 20 metri di diametro con un peso che simulavo un
primo stadio di Ares I di 22.500 kg da un'altezza di circa 7.600 metri
di altezza da un aereo C-17 in volo. Il paracadute e tutto il
dispositivo ha funzionato regolarmente ed è atterrato in sicurezza. I
paracadute che sono sviluppati per Ares I sono simili a quelli
utilizzati per i booster a quattro segmenti della navetta spaziale ma
sono stati riprogettati per esaudire le nuove richieste del primo
stadio. Infatti Ares I ha un booster a cinque segmenti che cade più velocemente
e da un'altitudine maggiore dei booster dello shuttle. Ingegneri del
Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama, della NASA hanno
diretto la squadra che ha condotto il test. la ATK Launch Systems
vicino a Promontory, Utah, è l'azienda appaltatrice del primo
stadio e la United Space Alliance di Houston è invece
responsabile del design, lo sviluppo e le prove dei paracadute. Nella
foto (Credit: ATK/NASA) il paracadute di frenata in azione durante il
test.
Fonte: NASA
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Seconda bozza delle missioni previste per il nuovo veicolo spaziale della NASA (luglio 2007)
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Missioni Pianificate |
|---|
| n. | Mese | Anno | Missione | Durate | Equipaggio | Rampa di lancio | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Maggio | 2009 | Ares I-X | ~2 min. | 0 | 39B | Test del primo stadio del vettore Ares I con booster a quattro segmenti, un quinto inerte ed uno stadio superiore fittizio. |
| 2 | Luglio | 2011 | Ares I-Y | ~8 min. | 0 | 39B | Test del primo stadio del vettore Ares I con booster a cinque segmenti, stadio superiore completo ma con motore J-2X fittizio. |
| 3 | Settembre | 2012 | Orion 3 | ~14gg, | 0 | 39B | Primo volo di un veicolo Ares-I/Orion completo senza equipaggio. |
| 4 | Ottobre | 2013 | Orion 4 | ~14gg. | 0 | 39B | Primo volo di prova di un Ares-I/Orion per equipaggio con dimostrazione di un randez-vous ed operazioni in prossimità della ISS. |
| 5 | Settembre | 2014 | Orion 5 | ~14gg, | 2 | 39B | Primo volo con equipaggio di un Orion e primo aggancio con la ISS. |
| 6 | Dicembre | 2014 | Orion 6 | ~90gg. | 0 | 39B | Prima missione cargo verso la ISS. |
| 7 | Marzo | 2015 | Orion 7 | ~180gg. | 3 | 39B | Prima missione operativa alla ISS con scambio di equipaggio. |
| 8 | Maggio | 2015 | Orion 8 | ~30gg. | 0 | 39B | Volo cargo verso la ISS. |
| 9 | Luglio | 2015 | Orion 9 | ~30gg. | 0 | 39B | Volo cargo verso la ISS. |
| 10 | Settembre | 2015 | Orion 10 | ~180gg. | 3 | 39B | Ultimo volo con equipaggio alla ISS - scambio di equipaggio. |
| 11 | Dicembre | 2015 | Orion 11 | ~30gg. | 0 | 39B | Ultima missione di Orion alla ISS - volo cargo. |
| 12 | Giugno | 2018 | Ares V-1 | 0 | 39A | Primo volo di un Ares V.. | |
| 13 | Febbraio | 2019 | LSAM 2 | 0 | 39A | Primo volo di un LSAM.. | |
| 14 | Giugno | 2019 | Orion 12 | 21gg. | 4 | 39B | Volo orbitale lunare. Volo di prova di LSAM 2 simile a quello di Apollo 10. Prima missione umana alla Luna dal 1972. |
| 15 | Dicembre | 2019 | LSAM 3 | 0 | 39A | LSAM per Orion 13. | |
| 16 | Dicembre | 2019 | Orion 13 | 21gg. | 4 | 39B | Settimo allunaggio umano sulla Luna (equipaggio di 3 astronauti). |
| 17 | Giugno | 2020 | LSAM 4 | 0 | 39A | LSAM per Orion 14. | |
| 18 | Agosto | 2020 | Orion 14 | 21gg. | 4 | 39B | Ottavo allunaggio umano sulla Luna (equipaggio di 3 astronauti). |
Fonte: NASA - Nasaspaceflight.com
Sito curato da Massimo Martini - aggiornato al 04/03/2009