Glossario minimo


In questa pagina troverete alcune delle parole usate più frequentemente nell'ambito della tecnica spaziale. Iniziamo con alcune di esse tratte da uno dei migliori testi di astronautica in italiano: "Il Libro dei Voli Spaziali" di Giovanni Caprara.


Accelerometro, uno strumento che misura le variazioni di accelerazione del veicolo nel quale è installato.

Apogeo, il punto di un'orbita più lontano dalla Terra.

Astronautica, è la scienza del volo spaziale.

Booster, è un razzo a propellenti liquidi o solidi che aiuta il decollo di un razzovettore. L'aggiunta dei boosters ad un razzovettore consente di aumentare, in proporzione alla loro potenza, il carico utile trasportato. , è un razzo a propellenti liquidi o solidi che aiuta il decollo di un razzovettore. L'aggiunta dei boosters ad un razzovettore consente di aumentare, in proporzione alla loro potenza, il carico utile trasportato.

Carico utile, il carico trasportato in orbita da un razzovettore. 

Docking, l'aggancio di due veicoli spaziali.

Eclittica, così è definito il piano sul quale ruota la Terra intorno al Sole. Anche gli altri pianeti del sistema solare si trovano pressappoco sullo stesso piano orbitale sia pure con minime variazioni. Fanno eccezione Mercurio e Plutone le cui orbite, invece, sono inclinate di 7 gradi il primo e 17,2 il secondo. G (o " g "), è il sìmbolo dell'accelerazìone di gravità che al livello dei mare alle nostre latitudini è dì 9,81 metri al secondo al quadrato. Essa è usata come unità di misura dello stress per i corpi sottoposti ad accelerazione. Quando in un veicolo spaziale l'accelerazione aumenta, l'astronauta avverte nei movimenti una fatica tanto più alta quanto più è elevata l'accelerazione stessa. Se l'accelerazione, ad esempio, ha un valore di 3 G è come se il corpo dell'astronauta pesasse tre volte di più.

Impulso specifico, è un parametro fondamentale per indicare le caratteristiche dì un propulsore a razzo. Esso, espresso in secondi, specifica il tempo durante il quale un chilogrammo di propellente fornisce la spinta di un chilogrammo.

Materiale ablativo, un materiale che disperde il calore consumando una parte di se stesso. Tale parte viene fusa o vaporizzata.

Microgravità, è la condizione esistente a bordo di un veicolo spaziale in orbita attorno alla Terra ad un'altezza non molto elevata. In questi casi non esiste assenza totale di gravità,

Orbita geostazionaria, è un'orbita circolare collocata sul piano dell'equatore e distante dalla Terra 35.785 chilometri. A tale quota un satellite ha un periodo orbitale di 24 ore (meno 4 minuti); vale a dire che gira intorno alla Terra con la sua stessa velocità angolare e quindi un satellite posto su tale orbita appare sempre fermo in cielo rispetto alle stazioni terrestri.

Orbita polare, è un'orbita che passa sopra o nelle immediate vicinanze dei poli per cui un satellite che la percorre ha la possibilità di osservare tutta la superficie del pianeta.

PAD, termine usuale per indicare la piattaforma dalla quale parte un veicolo spaziale.

Perigeo, il punto di un'orbita più vicino alla Terra.

Propellente, è la sostanza chimica solida o liquida la cui combustione assicura la propulsione di un razzo. Un propellente liquido è in genere formato da un ossidante e da un combustibile.

Propellenti criogenici, propellenti che mantengono il loro stato liquido soltanto a temperature molto basse, molto al di sotto dello zero centigrado. Ad esempio, l'idrogeno e l'ossigeno liquidi impiegati dai motori della navetta americana.

Propulsori d'assetto, motori di cui è dotato un veicolo spaziale per modificare o mantenere la posizione nel cosmo.

Propulsori vernieri, motori a razzo con una spinta inferiore ai propulsori d'assetto ed usati sui veicoli spaziali per degli aggiustamenti della velocità e della traiettoria.

Rendez-vous, incontro ravvicinato di due veicoli spaziali.

Spinta, indica la potenza fornita da un motore a razzo nell'unità di tempo. Si misura in chilogrammi.

Unità astronomica, unità di misura in campo astronomico. Essa corrisponde alla distanza Terra-Sole che è approssimativamente pari a 149.600.000 chilometri.

Velocità di fuga, la velocità che un corpo deve raggiungere per sottrarsi all'azione gravitazionale del pianeta. Essa dipende dalla massa del pianeta stesso.

 

Tratto da "Il Libro dei voli spaziali" di Giovanni Caprara - Garzanti 1984

 


Ultimo aggiornamento 24/11/2000

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