News 2005 - gennaio/giugno

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In questa pagina troverete le notizie dal mondo dell'astronautica pubblicate nella prima metà del 2005. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta.

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23/06/2005 – Deep Impact vicina all'obiettivo – La sonda della NASA Deep Impact si trova ormai a pochi giorni di viaggio dal suo obiettivo: la cometa Tempel 1. Infatti il 4 luglio prossimo dalla sonda verrà sganciato un penetratore che colpirà il nucleo della cometa con una velocità di circa 37.000 chilometri orari. Come risultato dell'impatto dovrebbe formarsi un cratere di circa un centinaio di metri di diametro e l'esplosione potrebbe essere visibile da Terra ad occhio nudo. Il risultato dell'impatto permetterà di studiare così per la prima volta il materiale che si trova sotto la superficie di una cometa. La sonda madre invece riprenderà l'evento con tutti gli strumenti di bordo compresa la telecamera che nei mesi scorsi aveva dato delle preoccupazioni ai tecnici della NASA. Al momento tutto procede bene e sono state acquisite immagini del nucleo della cometa che permetteranno di indirizzare il più precisamente possibile il penetratore sull'obiettivo. Dallo studio del nucleo della Tempel 1 è stato evidenziato che la sua struttura non è sferica ma si tratta di un corpo delle dimensioni di 14x4,8 chilometri. Per poter sapere esattamente il punto di impatto si cercherà ora di stabilire la rotazione del nucleo. Nell'immagine il nucleo (il punto rosso) della cometa Tempel 1 ripreso dalla sonda Deep Impact lo scorso 30 maggio.

Fonte: Space.com

 

22/06/2005 - La vela solare non raggiunge l'orbita? - Purtroppo quella che doveva essere la prima storica missione di una astronave mossa da una vela solare sembra essersi conclusa dopo circa 90 secondi dal lancio. Cosmos 1 doveva essere immessa in orbita ieri per mezzo di un vettore militare russo riconvertito Volna lanciato da un sottomarino nel mare di Barens. Il lancio è avvenuto regolarmente alle 19.46, ora italiana, del 21 giugno ma poi l'Agenzia Spaziale Russa RKA ha ammesso che il motore del primo stadio del Volna si è spento prematuramente e quindi il Cosmos 1 non avrebbe potuto raggiungere l'orbita. Al contrario di queste notizie russe i responsabili della Planetary Society, che ha costruito la Cosmos 1, affermano di aver ricevuto alcuni dati telemetrici che potrebbero indicare che la nave ha raggiunto un'orbita anche se molto più bassa di quella prevista. Adesso si attendono i prossimi giorni per avere la conferma se la Cosmos 1 è definitivamente persa o se ci sono ancora speranze di poter vedere la vela salpare verso lo spazio. Infatti il sistema automatico a bordo di Cosmos 1 dovrebbe dispiegare la vela (a forma di pale di mulino come nel disegno a lato) a quattro giorni dal lancio e quindi i responsabili della Planetary Society chiedono a tutti gli osservatori ed astrofili di fare attenzione nei prossimi giorni perché la vela, una volta dispiegata, sarebbe visibile anche ad occhio nudo. 

Fonte: SpaceflightNow

 

21/06/2005 - Vettore militare russo fallisce il lancio - Un satellite per telecomunicazioni militari si è schiantato sulla Terra questa mattina dopo che il razzo vettore Molniya ha fallito il lancio. Il lancio era avvenuto alle 00.49 GMT dal cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia. Fonti russe affermano che il terzo stadio del razzo si è spento inesplicabilmente a circa sei minuti dal lancio facendo cadere il satellite ed il suo quarto stadio in una zona disabitata della Siberia. Non si riportano danni al momento. Il razzo vettore Molniya deriva dai veicoli della famiglia Soyuz che dominano il programma spaziale russo da almeno 50 anni. Il fallito lancio di oggi è il primo dei 22 effettuati nel 2005 in tutto il mondo.

Fonte: Spaceflightnow

 

18/06/2005 - Progress 18 raggiunge la Stazione Spaziale - L'arrivo del nuovo cargo automatico Progress 18 è avvenuto oggi ma non senza un attimo di preoccupazione quando il sistema di aggancio automatico sembrava non funzionare regolarmente. A quel punto il comandante della missione Spedizione Undici, il russo Sergei Krikalev, ha preso i comandi radiocontrollati TORU del veicolo ed ha eseguito l'aggancio manualmente. A bordo del cargo vi sono rifornimenti di ossigeno, acqua, cibo, vestiario, esperimenti ed anche alcuni filtri di ricambio per il generatore di ossigeno Elektron che è nuovamente fuori uso. Solo con il prossimo Progress previsto ad agosto dovrebbero arrivare i pezzi di ricambio necessari per riportare il generatore di ossigeno alla piena funzionalità. In preparazione per l'arrivo del Progress 18 il vecchio Progress 17 era stato riempito di rifiuti e lasciato cadere nell'atmosfera terrestre a bruciare il 15 giugno. Krikalev e l'americano Phillips sono ora in preparazione per l'arrivo della navetta spaziale Discovery previsto in luglio con la ripresa dei voli dello shuttle. Con il nuovo cargo è arrivata anche una nuova telecamera che servirà per riprendere da vicino la navetta poco prima dell'aggancio con la ISS e mostrare se vi sono stati danni al lancio.

Fonte: NASA

 

16/06/2005 - Mars Express dispiega anche la seconda antenna del radar - La sonda europea dell'ESA, Mars Express ha dispiegato regolarmente anche la seconda lunga antenna del radar MARSIS e la terza è prevista per domani. A questo punto, ad oltre un anno e mezzo dall'arrivo in orbita marziana, l'esperimento del radar MARSIS potrà prendere il via e scoprire, se vi è ancora, l'acqua all'interno della superficie di Marte fino ad una profondità di alcuni chilometri. L'avvio di questo importante esperimento è stato rinviato così a lungo per problemi tecnici che avrebbero potuto mettere in pericolo la missione. Attendiamo quindi ora con trepidazione notizie nei giorni e nelle settimane che verranno.

Fonte: ESA

 

15/06/2005 - Discovery di nuovo sulla rampa di lancio - La navetta spaziale Discovery, dopo aver avuto un nuovo serbatoio e due nuovi razzi a combustibile solido, è stata riportata sulla rampa di lancio 39/B del Centro Spaziale Kennedy, in Florida. A questo punto alla NASA tutto sembra pronto per il lancio della missione STS-114 la cui finestra di lancio si apre il 13 luglio. Questo sarà il primo lancio di uno space shuttle dopo il tragico incidente della navetta Columbia avvenuto il 1° febbraio 2003.

Fonte: NASA

 

31/05/2005 - In orbita la capsula Foton M2 - La capsula di costruzione russa Foton-M2 è entrata felicemente in orbita a bordo di un vettore Soyuz U lanciato da Baikonur, nel Kazakhstan oggi allel 14.00 CET. Si tratta di una missione in collaborazione con l'ESA europea e che a bordo ha una serie di esperimenti. La capsula orbiterà per circa due settimane e rientrerà sulla terra come le capsule Soyuz. Il primo volo di Foton M1 era fallito nel 2002 per un problema con il vettore di lancio. Questa volta tutto è andato bene e gli esperimenti a bordo spaziano dalla scienza della vita, ai materiali ed a un nuovo sistema per produrre ossigeno a bordo delle astronavi.

Fonte: ESA

 

27/05/2005 – White Knight pronto per nuove missioni – L’innovativo aereo creato appositamente per lanciare il primo veicolo suborbitale privato, lo SpaceShipOne, ha iniziato una nuova serie di missioni. Nel deserto della California, presso la base aerea di Mojave, il White Knight (Cavaliere Bianco) viene ora utilizzato come nave madre per il veicolo spaziale non pilotato riutilizzabile X-37. Il veicolo X-37 è stato costruito dalla Boeing, sotto contratto con l’agenzia governativa di ricerche avanzate del Pentagono Advanced Research Projects Agency (DARPA) dopo essere stato sviluppato presso la NASA. L’X-37 è stato pensato come un veicolo automatico riutilizzabile per testare in orbita tutta una serie di operazioni per una nuova serie di veicoli spaziali. Con il White Knight sono stati al momento condotti soltanto test di velocità a terra e per ora non è stata rilasciata un’agenda dei futuri voli con appeso con l’X-37. La DARPA ha scelto la Scaled Composites, costruttrice dello White Knight, per eseguire questi test dal momento che è andato in pensione il vecchio bombardiere B-52 che veniva utilizzato per questi scopi. Il progetto dell’X-37 risale al 1998 quando la NASA scelse questo velivolo per i test e, dopo svariate vicissitudini, nel 2006 ci sarebbe dovuto essere il primo volo orbitale di prova. Al momento non sono state rilasciate ulteriori informazioni sul futuro di questo progetto anche se non sembra che rientri nella nuova iniziativa spaziale americana.

Fonte: Space.com

 

27/05/2005 - Falcon 1 prova i motori a Vandemberg - Il vettore spaziale privato Falcon 1, costruito dalla Space Exploration Technologies Corp., ha eseguito oggi la prima accensione del motore del primo stadio alla base di lancio di Vandemberg, in California. Falcon 1 nasce dal sogno del milionario Sud-Africano, Elon Musk, di costruire un razzo vettore con i costi operativi più bassi al mondo. Basti pensare che per la prova dei motori di oggi la squadra era composta in totale da soltanto 16 persone e che la sala controllo si trovava in un rimorchio di un camion parcheggiato a circa sette chilometri dalla rampa di lancio. Anche i tempi di preparazione del razzo sono veramente rapidi, il vettore è stato portato a bordo di un rimorchio questa mattina alla rampa  e qui innalzato in verticale. Alla fine della giornata i tecnici della Space-X erano già tornati al loro centro principale con il razzo pronto per essere controllato. Il primo volo del Falcon 1 è previsto per la metà di luglio con a bordo il piccolo TacSat-1 satellite sperimentale di telecomunicazioni del Pentagono. Se tutto andrà bene questo nuovo vettore potrebbe essere un osso molto duro nel mercato dei lanciatori di piccoli satelliti proprio per il bassissimo costo di lancio. Nella foto il Falcon 1 durante la prova dei motori di oggi.

Fonte: SpaceflightNow

 

26/05/2005 - Discovery rientrato nel VAB - Con un viaggio durato dieci ore la navetta spaziale Discovery è stata riportata dalla rampa di lancio 39/B all'interno del VAB (Vertical Assembly Building - Edificio di Assemblaggio Verticale). Questo ritorno è necessario per il cambio di serbatoio esterno per istallarne uno con maggiori modifiche di sicurezza dopo che il test condotto lo scorso aprile aveva mostrato preoccupanti formazioni di ghiaccio sul serbatoio. La sostituzione del serbatoio dovrebbe avvenire il 7 giugno ed il ritorno sulla rampa verso metà dello stesso mese per il lancio previsto con la missione di ritorno al volo  STS-114 fissata al 13 luglio.

Fonte: NASA

 

24/05/2005 - Voyager 1 raggiunge l'ultima frontiera - La sonda spaziale della NASA Voyager 1 ha superato i confini del Sistema Solare. L'annuncio è stato dato nei giorni scorsi a New Orleans in una conferenza stampa a margine del Convegno annuale di tutte le organizzazioni che si occupano dello studio dello spazio e del nostro pianeta. I dati analizzati dai tecnici del JPL che seguono la missione Voyager risalgono allo scorso dicembre e sono quelli inviati dai magnetometri a bordo della sonda. L'intensità del campo magnetico misurata dagli strumenti era improvvisamente diventata due volte e mezzo più elevata, un valore che si adattava alla perfezione ai modelli teorici che descrivono la turbolenta regione posta ai limiti del dominio del Sole. Gli strumenti di Voyager 1, inoltre, stavano registrando anche un aumento nel numero di particelle cariche e una maggiore intensità del rumore di fondo dovuto al plasma in prossimità del "termination shock", il muro contro cui si infrange il vento solare. Era l'atteso segnale che nella regione in cui Voyager si stava inoltrando il potente soffio della nostra stella doveva fare i conti con quello proveniente dalle altre stelle. "Voyager 1 ha cominciato l'ultimo giro della sua corsa verso lo spazio interstellare" - ha commentato Edward Stone, uno dei pochi scienziati del JPL rimasti a seguire e controllare la missione della sonda. Lo scorso 21 gennaio Voyager 1 aveva festeggiato i 10 mila giorni di attività. La sonda, infatti, era stata lanciata il 5 settembre 1977, sedici giorni dopo Voyager 2, la sonda gemella. Ora si trova a oltre 14 miliardi di chilometri e dal 17 febbraio 1998 - quando ha "superato" la sonda Pioneer 10 - è l'oggetto costruito dall'uomo che si trova più lontano dalla Terra.

Fonte: Coelum - NASA-JPL


 

20/05/2005 – Lanciato con successo satellite meteorologico – Dopo ben cinque tentativi questa mattina dal Centro Spaziale di Vandenberg, in California, alle 10.22 GMT (le 11.22 ora italiana) è stato lanciato il vettore Delta 2 con a bordo il satellite meteorologico NOAA-N. Questo satellite, pesante oltre una tonnellata, sessanta minuti dopo entrava in orbita polare che effettuerà 14 volte al giorno. NOAA-N, che verrà ribattezzato una volta in servizio, NOAA-18 rimpiazzerà questa estate il vecchio NOAA-16. Questi satelliti sono attrezzati con telecamere che riprendono i cambiamenti climatici e sensori che misurano la temperatura dell’atmosfera e sono di grande aiuto per il servizio meteorologico USA. Inoltre a bordo dei satelliti della serie NOAA trova posto anche il Search and Rescue Satellite-Aided Tracking System, chiamato COSPAS-SARSAT, che serve da ricevitore di segnali di emergenza in caso di naufragi o catastrofi naturali. Questo sistema ha salvato, durante 23 anni di servizio, oltre 23.000 persone in tutto il mondo. Il prossimo satellite della serie NOAA verrà lanciato a dicembre 2007. Recentemente è stato firmato un accordo fra 60 paesi (compresi gli USA e l’Europa) per la realizzazione di un Centro di coordinamento mondiale di tutte queste informazioni ed i satelliti come il NOAA americano o l’europeo Meteosat svolgeranno un ruolo primario per raggiungere questo obiettivo.

Fonte: SpaceflightNow

 

16/05/2005 - Primo fotomosaico completo di Titano - Con tutti i dati raccolti durante la discesa della sonda europea Huygens sulla superficie di Titano l'ESA comincia a rilasciare immagini veramente interessanti come questo fotomosaico in copertina ripreso da un'altezza di circa 20 chilometri con il Descent Imager Spectral Radiometer (DISR). A causa della rotazione della sonda c'è voluto del tempo per poter ricostruire le immagini e montarle come un enorme puzzle. Si possono notare molti particolari della superficie ed il luogo dove è poi atterrata la Huygens. Attendiamo ulteriori studi per conoscere meglio questo satellite di Saturno.

Fonte: Spacedaily

 

15/05/2005 - Opportunity prova ad uscire dalle dune - Come ogni buon fuoristrada che si rispetti anche il Mars Rover Opportunity si è insabbiato in una zona di dune ribattezzata "Rub al Khali" ed è ormai bloccato lì dai primi di giugno. Le ruote non ne vogliono sapere di fare presa sulla fine sabbia e, nonostante gli scienziati del JPL di Pasadena abbiano tentato ripetutamente il rover non si è mosso. Al momento questo improvviso stop è stato utilizzato per riprendere foto panoramiche della zona mentre a terra si utilizza un modello identico per trovare il modo di uscire dall'insabbiamento. Alla NASA comunque sono ottimisti e pensano che movendo opportunamente le sei ruote del rover potranno farlo uscire dalla duna. Opportunity si trova al suo Sol 465 (i giorni trascorsi dal suo arrivo su Marte)  ed ha percorso già un totale di ben 5.350 metri. Spirit, il rover gemello invece sta esaminando la prima zona di rocce stratificate trovate durante il suo cammino che adesso ha raggiunto un totale di 4.310 metri. La scorsa settimana Spirit ha ripreso per la prima volta un mulinello di sabbia creato dal vento e chiamato sulla Terra "dust devil". Gli scienziati della NASA pensano che questo sia il fenomeno permette periodicamente la pulizia dei pannelli solari dalla polvere ed conseguentemente la lunga vita dei due robot.  La missione quindi continua... Nella foto il mulinello di sabbia ripreso da Spirit. 

Fonte: SpaceflightNow

 

14/05/2005 – Sulla ISS si guasta nuovamente il generatore di ossigeno – L’equipaggio di Spedizione Undici della Stazione Spaziale Internazionale, composto dal comandante russo Sergei Krikalev e dall’astronauta della NASA John Phillips, venerdì ha dovuto assistere ad un nuovo guasto del generatore di ossigeno russo Elektron. Questa vitale attrezzatura ha già in passato dato problemi agli equipaggi che si sono succeduti sulla stazione e le varie riparazioni non sono mai state durature. Al momento comunque la ISS ha una riserva di ossigeno per la respirazione dell’equipaggio almeno per altri 140 giorni (circa cinque mesi e quindi teoricamente fino a settembre 2005). Un invio di pezzi di ricambio per l’Elektron è prevista con il cargo automatico russo Progress verso la metà di agosto. Con lo stop di Elektron l’ossigeno viene prelevato dai serbatoio del vecchio cargo Progress ancora attraccato alla ISS, dopo di che verrà utilizzato quello prodotto con speciali candele e per ultimo potrebbe essere utilizzato anche quello contenuto nei serbatoi del modulo di decompressione USA Quest. Comunque l’invio di un nuovo cargo automatico Progress verso la ISS è previsto per la metà di giugno e con l’ossigeno di quei serbatoi l’autonomia della stazione crescerò nuovamente. Insomma non ci sarebbe da allarmarsi, dicono alla NASA e da parte dell’Agenzia Spaziale Russa. L’equipaggio di Spedizione Undici è arrivato sulla ISS il 16 aprile e dovrà rimanere almeno fino ad ottobre. Intanto è stato scelto l'equipaggio di Spedizione Dodici che sostituirà da ottobre quello ora nello spazio: si tratta dell'astronauta americano S. McArthur e del cosmonauta russo Valery I. Tokarev. Assieme a loro anche l'astronauta tedesco dell'ESA Thomas Reiter che però arriverà a bordo della stazione a settembre con lo shuttle Atlantis STS-121. Questo riporterà gli equipaggi nuovamente a tre individui dopo che erano stati ristretti a due a causa dell'incidente del Columbia e dell'impossibilità per i russi di inviare rifornimenti per tre inquilini della ISS. Reiter sarà anche il primo europeo ad effettuare una lunga permanenza a bordo della ISS. 

Fonte: Space.com

 

06/05/2005 - Discovery rinviato al 13 luglio - Ancora un rinvio per il lancio della navetta spaziale Discovery missione STS-114. Il previsto lancio per il 22 maggio prossimo è stato nuovamente spostato a non prima del 13 luglio. Questo nuovo rinvio è stato deciso dopo aver analizzato la prova di riempimento del serbatoio esterno avvenuta lo scorso mese e che in un primo momento sembrava non aver dato problemi ma che ad un accurato esame ha posto dei dubbi ai tecnici della NASA. Infatti durante il test due dei quattro sensori posti all'interno del serbatoio e che servono a controllare la sequenza di spegnimento dei motori principali della navetta non aveva operato in modo normale. A questo si era aggiunto che erano state notate delle formazioni di ghiaccio lungo la tubazione esterna che porta l'ossigeno liquido ai motori principali. Grazie ai nuovi studi fatti proprio sulla formazione di ghiaccio è emerso che se durante il lancio se ne staccassero dei pezzi e colpissero la navetta i danni potrebbero essere gravi quanto quelli generati con l'isolante termico nel caso del volo dello sfortunato Columbia STS-107. A questo punto la NASA ha deciso che effettuerà un nuovo test di riempimento e poi riporterà la navetta nel VAB dove verrà tolto il serbatoio esterno ed i booster e verranno sostituiti con quelli che erano pronti per la prossima missione Atlantis STS-121. Questo perché il secondo serbatoio ha delle modifiche che dovrebbero minimizzare la formazione di ghiaccio in questa determinata zona. Ovviamente tutte queste manovre fanno saltare la finestra di lancio della missione prevista per il 22 maggio/3 giugno e la prossima finestra libera è appunto quella 13 luglio/31luglio. Ma ormai alla NASA si muovono con i piedi di piombo e non vogliono certo rischiare proprio alla ripresa dei voli dopo oltre due anni e mezzo dalla tragedia del Columbia.

Fonte: NASA

 

25/04/2005 - Vittori torna sulla Terra - Con il rientro a Terra dell’astronauta ESA Roberto Vittori e dei membri del Decimo Equipaggio (Expedition 10 composto da Leroy Chiao e Salizhan Sharipov), termina con pieno successo la missione Eneide per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il modulo di comando della navicella Soyuz TMA-5 è atterrato nei pressi della città di Arkalyk in Kazakhstan alle 04:07 ora locale (00:07 Central European Summer Time).  
Sono stati raggiunti tutti gli obiettivi primari della missione, che ha avuto una durata di dieci giorni, inclusi otto sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il programma scientifico è stato condotto e completato con successo; è stato dato il cambio all’equipaggio della Stazione ed è stata sostituita la navicella Soyuz TMA-5, che negli ultimi sei mesi era rimasta attraccata alla ISS, con la funzione di scialuppa di salvataggio per l’equipaggio.
Nel corso dei dieci giorni di missione in orbita, Roberto Vittori ha condotto un programma scientifico di 22 esperimenti nei settori della biologia, della fisiologia umana, della dimostrazione tecnologica e della didattica. Molti di questi esperimenti sono stati sviluppati da ricercatori italiani e costruiti da industrie e istituti di ricerca italiani. Nel programma sperimentale sono stati coinvolti anche ricercatori danesi, tedeschi, russi svizzeri, statunitensi e dell’ESA. La missione Eneide è stata co-sponsorizzata dal Ministero della Difesa italiano e dalla regione Lazio, nell’ambito di un accordo tra ESA e Roscosmos, l’Agenzia Spaziale della Federazione Russa. Nel corso della missione, Roberto Vittori ha avuto numerosi contatti con rappresentanti del governo italiano, il Ministero della Difesa, la regione Lazio, i media e gli scolari. Nella foto l'astronauta italiano Vittori mentre si trova all'interno della Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte: ESA

 

17/04/2005 - DART successo parziale - La missione sperimentale della NASA, costata 110 milioni di dollari, si è conclusa prematuramente poche ore dopo il lancio di cui abbiamo parlato in questa stessa pagina. Infatti DART (questo il nome del costoso satellite automatizzato) dopo aver avvicinato a circa 200 metri il suo obiettivo costituito da un vecchio satellite militare, ha abortito la manovra per una inspiegabile mancanza di combustibile ai razzi di manovra. Fin dal distacco dal razzo vettore Pegasus XL la missione era proseguita senza nessun intervento umano e il computer di bordo, dopo un controllo che tutte le apparecchiature fossero funzionanti ha dato il via all'avvicinamento al bersaglio. Da Terra i controllori della missione non potevano fare altro che guardare come DART eseguiva il compito affidatogli. DART avrebbe dovuto avvicinarsi a circa 2 metri dall'obiettivo, eseguire un giro attorno, allontanarsi e ripetere la manovra ancora una volta. Purtroppo quando la distanza che separava i due satelliti era di circa 200 metri il computer di bordo ha bloccato tutto perchè il combustibile rimasto nei serbatoio era sceso sotto il minimo programmato. A questo punto DART si è allontanato dal satellite bersaglio e si è  inserito così in un 'orbita che lo porterà a bruciare nell'atmosfera terrestre fra circa dieci anni. Al momento sono inspiegabile le cause che hanno portato ad un consumo così abnorme del combustibile. La NASA ha aperto un'inchiesta anche se molte delle tecnologie che dovevano essere testate nella missione hanno funzionato regolarmente.

Fonte: Space.com

 

17/04/2005 - Spedizione 11 attracca alla ISS - Il veicolo spaziale Soyuz TMA-6 ha completato con successo la manovra automatica di aggancio con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). A bordo della Soyuz TMA-6 si trovano l'astronauta italiano dell'ESA Roberto Vittori, impegnato nella missione ENEIDE, oltre a due membri della Spedizione 11. Il veicolo spaziale si è agganciato al compartimento dedicato russo Pirs alle ore 4:20 ora italiana. Dopo il completamento dei controlli successivi alla fase di aggancio, il portello tra il veicolo spaziale e la ISS si è aperto alle 7:12 ora italiana e l'equipaggio di Spedizione 10, nello spazio da circa sei mesi e che non ha mai ricevuto la visita di altri astronauti, ha salutato calorosamente i nuovi arrivati. La Soyuz TMA-6 è decollata dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan due giorni fa con il Volo 10S. Durante il viaggio Vittori ha ricoperto l'incarico di ingegnere di volo della Soyuz, assumendo un ruolo attivo nel pilotaggio e nella manovra di aggancio del veicolo spaziale a fianco del comandante della Soyuz, il cosmonauta russo Sergei Krikalev. Krikalev ha già fatto parte di Spedizione 1 nel 2000/2001 e sarà il comandante della Spedizione 11. Il terzo membro dell'equipaggio è l'astronauta NASA John L. Phillips, ingegnere di volo della ISS Expedition 11. Durante il primo giorno di permanenza a bordo, oltre al programma di esperimenti della missione ENEIDE, Vittori prenderà parte all'addestramento per le attività di comunicazione e di emergenza della ISS. Il programma di esperimenti scientifici, dimostrazioni tecnologiche e attività didattiche di Vittori continuerà per tutta la durata della missione, che si concluderà quando l’astronauta dell’ESA farà ritorno a Terra con l'equipaggio della ISS Expedition 10,  composto da Leroy Chiao e Salizhan Sharipov. L'atterraggio in Kazakistan di questo equipaggio è programmato per la mezzanotte (CET) del 24/25 Aprile. Nella foto il momento dell'attracco della Soyuz al modulo russo Pirs della ISS (in basso).

Fonte: ESA Pagina in italiano dedicata alla missione ENEIDE


15/04/2005 - Lanciata la DART - Alle 18.26 ora italiana è stato lanciato, per mezzo di un vettore Pegasus XL, il veicolo dimostrativo della NASA dal nome DART (Demonstration of Autonomous Rendezvous Technology). La missione di questo piccolo satellite è di quelle storiche per l'astronautica, infatti eseguirà, nelle prossime 24 ore, un randezvous automatico con un satellite bersaglio MUBLCOM lanciato all'inizio della settimana. Questa tecnologia già utilizzata con successo dai russi con i loro veicoli da cargo Progress e che verrà utilizzata in futuro dagli europei ATV non era mai stata sperimentata dagli Stati Uniti. Questo passo viene considerato decisivo per la nuova esplorazione dello spazio verso la Luna, Marte ed oltre. Il DART, pesante circa 200 chilogrammi è equipaggiato con telecamere, laser e radar per far si che il suo sofisticato cervello di guida possa trovare il bersaglio ed avvicinarsi in modo automatico. L'aereo Tristar L1011 che trasportava sotto la carlinga il vettore Pegasus Xl è decollato dalla base aerea di Vanderberg e lo sgancio è avvenuto sopra l'Oceano Pacifico a circa 60 miglia dalla costa. Nelle prossime ore sapremo se la delicata manovra automatica avrà avuto successo. Nella foto il momento dell'accensione del primo stadio a combustibile solido del Pegasus XL.

Fonte: Space.com

 

15/04/2005 - Roberto Vittori in orbita con Expedtion 11 -  La navicella spaziale Soyuz TMA-6 e’ stata lanciata oggi per il volo 10S alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Oltre all'undicesimo equipaggio della ISS (Expedition 11), composto dal cosmonauta russo Sergei Krikalev, che assumerà il comando della Expedition 11 sulla ISS, e l'astronauta NASA John L. Phillips, che svolgera’ il ruolo di ingegnere di volo della Expedition 11, il veicolo spaziale trasporta anche la missione ESA Eneide, con l'astronauta italiano Roberto Vittori. La navicella spaziale è stata lanciata dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan alle 06.46 ora locale (le 2.46 ora italiana). Tutto ha funzionato regolarmente ed al momento la capsula è in rotta verso la ISS che raggiungerà domenica per un aggancio automatico. Vittori è l’ingegnere di volo della Soyuz TMA-6 e ha assunto un ruolo attivo nelle operazioni di pilotaggio e aggancio del veicolo spaziale, affiancando a tutti gli effetti il comandante della Soyuz, il cosmonauta russo Sergei Krikalev. Vittori avra’ inoltre un ruolo importante anche nelle operazioni di rientro, discesa e atterraggio del volo di ritorno. Roberto Vittori sarà il primo astronauta europeo a visitare la ISS per la seconda volta. Durante la sua missione di 10 giorni, otto dei quali da trascorrere a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, Vittori condurrà un intenso programma di esperimenti nel campo della fisiologia umana, della biologia, della tecnologia e dell'istruzione. La missione Eneide è co-sponsorizzata dal Ministero della Difesa Italiano e dalla regione Lazio, nel quadro di un accordo tra l'ESA e l'Agenzia Spaziale Federale Russa Roscosmos. Molti degli esperimenti sono stati sviluppati da ricercatori italiani e preparati da industrie e istituti di ricerca italiani. Questo è il sesto volo della nuova serie di Soyuz TMA, inaugurata con il volo dell’astronauta belga dell’ESA Frank De Winne, nell'ottobre del 2002. Al termine della missione Eneide, astronauti europei avranno volato su tutti i veicoli spaziali della serie Soyuz TMA. La nuova Soyuz TMA-6 sostituirà la vecchia Soyuz TMA-5, la navicella spaziale che nell'ottobre del 2004 ha portato sulla ISS l'equipaggio della Expedition 10 e che da quel momento è sempre rimasta agganciata alla Stazione. La nuova Soyuz TMA-6 rimarrà agganciata alla ISS per i prossimi sei mesi nel ruolo di veicolo di rientro d’emergenza. Nella foto il momento del lancio della Soyuz TMA6.

Fonte: ESA Pagina in italiano dedicata alla missione ENEIDE


14/04/2005 - Discovery esegue test del serbatoio - Oggi è stato compiuto un nuovo passo in avanti per la ripresa dei voli delle navette. Infatti la navetta Discovery, che si trova alla rampa 39/B al Centro Spaziale Kennedy, ha subito oggi un test di prova per il nuovo serbatoio esterno. In pratica il serbatoio è stato riempito con i propellenti che verranno utilizzati al lancio per vedere come tutte le nuove componenti reagivano. Il test è stato superato in modo brillante. Infatti per riempire il serbatoio con i propellenti liquidi superaffreddati sarebbe stato evidenziato in quali punti si sarebbe formato del ghiaccio sulla superficie esterna permettendo così uno studio accurato per evitare il ripetersi di distacchi pericolosi di frammenti durante il lancio. Il serbatoio è stato infatti completamente ridisegnato dopo l'incidente del Columbia del 2003 proprio nell'ottica di portare al minimo il rischio di impatti di frammenti sia di isolante che di ghiaccio al momento del lancio. A questo punto con un mese dall'apertura della finestra di lancio per la missione STS-114 tutto sembra ancora procedere senza intoppi. All'ottimismo della NASA fanno però riscontro i dubbi della commissione Stafford-Covey (dal nome dei due astronauti veterani che la compongono) sull'effettiva conoscenza dei rischi di impatti di frammenti al lancio. Intanto anche il Senato ha dato l'ok per la nomina di Mike Griffin come nuovo amministratore della NASA. Durante un'udienza al Senato Griffin ha messo l'accento su tre priorità: il ritorno dei voli shuttle in sicurezza per completare la Stazione Spaziale Internazioale, la necessità di accelerare il programma CEV per minimizzare il periodo fra il termine dei voli shuttle (2010) e l'entrata in servizio del nuovo veicolo spaziale e la possibilità di rivedere la decisione di cancellare la missione destinata a riparare il Telescopio Spaziale Hubble. 

Fonte: SpaceflightNow 

 

07/04/2005 - Discovery verso la rampa di lancio - Dopo oltre due anni dal disastro della navetta Columbia oggi uno shuttle è di nuovo diretto verso la rampa di lancio. Lo space shuttle Discovery ha infatti iniziato un lento tragitto della durata di circa 8 ore oggi alle 20.00 ora italiana che lo porterà dal VAB fino alla rampa di lancio situata a circa 7 chilometri di distanza. La partenza della navetta è prevista per il 15 maggio prossimo con la missione STS-114 diretta a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale ed a testare tutta una serie di aggiornamenti a seguito dell'incidente del Columbia del 1° febbraio 2003. Nella foto di copertina la navetta Discovery accoppiata al serbatoio esterno ed ai due booster mentre viene trasportata verso la rampa di lancio. 

Fonte: NASA

 

28/03/2005 - Completata la Seconda EVA - A bordo della Stazione Spaziale Internazionale l'equipaggio di Spedizione Dieci composto dal comandante Leroy Chiao e dall'ingegnere di volo Salizhan Sharipov ha completato con successo la seconda attività extraveicolare prevista per questa missione. I due astronauti sono usciti dal compartimento di attracco Pirs alle 18.25 ora italiana ed hanno eseguito tutti i compiti prefissati in un'ora di meno del previsto. Infatti l'EVA è terminata dopo 4 ore e trenta minuti. Chiao e Sharipov hanno per prima cosa hanno installato tre antenne per telecomunicazioni nella sezione conica di prua del modulo Zvezda. Queste attrezzature verranno utilizzate sia dal cargo automatico europeo ATV "Jules Verne" (che attraccherà alla stazione all'inizio del prossimo anno portando i rifornimenti alla ISS) che da altri veicoli in arrivo. Dopo due ore e mezzo dall'inizio della passeggiata i due sono tornati vicino al modulo Pirs e Sharipov ha lanciato nello spazio un piccolo satellite (Nanosatellite) russo grande come un pallone da rugby mentre Chiao riprendeva con la telecamera la manovra. In seguito il controllo missione di Mosca ha confermato che il satellite trasmette regolarmente. Al termine della passeggiata Chiao e Sharipov sono tornati vicino al modulo Zvezda dove hanno installato, nella parte terminale, un ricevitore GPS che verrà utilizzato anch'esso per l'arrivo del modulo europeo ATV. Dopo un breve controllo al materiale installato nelle scorse attività extraveicolari i due sono rientrati nel modulo Pirs ed hanno iniziato la pressurizzazione del modulo. Con questa EVA l'equipaggio di Spedizione Dieci ha compiuto un totale di 10 ore di attività extraveicolare. In totale sono state eseguite oltre 348 ore e 15 minuti di EVA dall'inizio della costruzione della ISS e questa era la 15 compiuta dal modulo russo Pirs. Purtroppo il successo di questa seconda EVA deve fare i conti con un nuovo inatteso problema con uno dei due giroscopi funzionanti rimanenti. Appena pochi minuti dopo che i due astronauti erano rientrati a bordo della ISS infatti il giroscopio n.3 ha avuto delle anomale vibrazioni. Al momento è tornato a funzionare regolarmente ma i tecnici della NASA a Terra stanno valutando attentamente il problema. Ricordiamo che la stazione ha quattro giroscopi che servono per mantenerla orientata in modo corretto. Il primo è andato in avaria nel 2002 ed un secondo si è guastato per la seconda volta il sedici marzo scorso. Intanto al Centro Spaziale Kennedy continuano i preparativi per la ripresa dei voli delle navette spaziali ed oggi l'orbiter Discovery è uscito dall'hangar OPF (Orbiter Processing Facility) per essere portato al VAB dove verrà accoppiato con il serbatoio esterno ed i due booster a propellente solido. La data del lancio per la missione STS-114 rimane fissato per il 15 maggio. Nella foto un momento della passeggiata spaziale di oggi.

Fonte: NASA

 

18/03/2005 - Un ghiacciaio in un cratere? - La sonda europea Mars Express ha inviato a Terra questa immagine di due crateri che assieme ricordano la forma di una clessidra. Ma il fatto interessante è che all'interno del cratere più piccolo vi sono segni che fanno pensare ai resti lasciati da un antico ghiacciaio. La zona di Marte dove questa formazione geologica si trova è  nel Promethei Terra all'estremo confine con Hellas Basin, all'incirca alla latitudine 38º Sud e longitudine 104º Est. La superficie di Marte alle medie latitudini è stata modellata dai ghiacciai fino ad alcuni milioni di anni fa e l'acqua potrebbe essere oggi rimasta nel profondo del terreno all'interno di queste formazioni. Le striature che si vedono (meglio nella foto a maggiore risoluzione al sito dell'ESA) sembrano proprio quelle che lasciano i ghiacciai terrestri dopo che il ghiaccio si è ritirato. Anche questa scoperta non fa che aumentare l'attesa per il momento in cui verrà attivato l'esperimento MARSIS, a bordo della Mars Express, capace di rilevare la presenza di acqua fino ad una profondità di cinque chilometri nel terreno del pianeta rosso. MARSIS dovrebbe essere attivato entro maggio dopo una serie di rinvii a causa di problemi legati al dispiegamento delle due antenne.

Fonte: ESA

 

16/03/2005 - Sulla ISS ancora problemi - Sulla Stazione Spaziale Internazionale si è nuovamente guastato il circuito di controllo remoto energetico di uno dei tre giroscopi ancora funzionanti (il quarto era andato in avaria l'8 giugno del 2002). Infatti quello guastatosi oggi era già stato sostituito durante una attività extraveicolare svoltasi ad aprile 2004 dall'equipaggio di spedizione nove. Al momento quindi sulla ISS sono rimasti soltanto due giroscopi funzionanti, il minimo per tenere orientata la stazione senza ricorrere ai razzi di manovra del veicolo cargo Progress. Un ricambio del giroscopio andato in avaria nel 2002 è previsto durante la missione Discovery STS-114 che vedrà la ripresa delle missioni della navetta spaziale americana. Un circuito di controllo di ricambio si trova a bordo della stazione ed altri quattro verranno portati dalla navetta. La NASA sta monitorando la situazione anche se al momento non sembra che questo nuovo guasto crei problemi insormontabili per il lancio del Discovery previsto per maggio/giugno. Intanto il generatore di ossigeno russo Elektro, che la scorsa settimana era di nuovo andato in avaria, è tornato operativo oggi. L'equipaggio di Spedizione Dieci si sta inoltre preparando alla seconda EVA che si svolgerà il 28 marzo prossimo e durante la quale Sharipov e Chiao installeranno nuove attrezzature per l'arrivo del cargo automatico europeo ATV e metteranno in orbita un minisatellite tedesco.

Fonte: NASA

 

11/03/2005 - Mike Griffin il nuovo direttore della NASA - La Casa Bianca ha confermato oggi che è sua intenzione nominare Mike Griffin nuovo amministratore della NASA al posto del dimissionario Sean O’Keefe. Griffin al momento è capo del Dipartimento Spaziale al Johns Hopkins University’s Applied Physics Laboratory (APL). Il suo curriculum è di tutto rispetto: laureato in ingegneria aerospaziale, master in scienza aerospaziale, ingegneria applicata all'energia elettrica, fisica applicata ,ingegneria civile ed amministrazione! Ha lavorato già per la NASA negli anni '80 e primi novanta quando il Presidente Bush senior tentò di far decollare una Iniziativa Spaziale per portare l'uomo al di l'à dell'orbita terrestre ma purtroppo senza seguito. Negli anni '90 ha lavorato per la Orbital Sciences Corp., un'industria privata che costruisce satelliti e razzi vettori. Alla nomina di Griffin molte autorevoli voci del Congresso hanno espresso la loro positiva reazione a questa scelta che dovrebbe portare alla guida della NASA l'uomo che ha già ottenuto ottimi risultati nei vari settori di cui si è interessato. Nell'ottobre del 2003 Griffin aveva parlato ad una Commissione Scientifica della Casa Bianca esprimendo la sua opinione sul fatto che la visione della Presidenza Bush per un ritorno sulla Luna e verso Marte non poteva essere realistica senza una creazione di una nuova classe di lanciatori pesanti magari anche derivati da materiale degli Space Shuttle.

Fonte: Space.com

 

11/03/2005 - Atlas 5 mette in orbita satellite - Con un perfetto lancio avvenuto alle 22.42 ora italiana dalla rampa 41 del Centro Spaziale di Cape Canaveral, in Florida, il potente razzo vettore Atlas 5 (AV-004) ha immesso in orbita il satellite per telecomunicazioni Inmarsat 4 F-1, il più grande mai lanciato nello spazio. Un nuovo successo del potente vettore della Lockheed Martin dopo quello del dicembre scorso. Quello di oggi era il quinto lancio del nuovo Atlas 5 ed il 75° consecutivo di successo di un razzo della famiglia Atlas dal 1993. Questo lancio à stato gestito dalla società privata ILS (International Launch Service) che utilizza anche il vettore russo Proton.

Fonte: SpaceflightNow

 

01/03/2005 - Progress arrivato alla Stazione Spaziale Internazionale - Il veicolo automatico di rifornimento Progress 17P (M-52) ha attraccato regolarmente alla ISS alle ore 20.10 di oggi, ora italiana, dopo un viaggio iniziato il 28 febbraio. Il giorno precedente a bordo della stazione spaziale l'equipaggio di Spedizione Dieci aveva sganciato il Progress 16P, carico di rifiuti,  per far posto all'arrivo del cargo. Mentre il veicolo si avvicinava alla stazione l'ingegnere di bordo Salizhan Sharipov era pronto ad intervenire per guidare manualmente le fasi finali dell'attracco nell'evenienza che ci fosse qualcosa che non andava. A bordo del Progress 17P equipaggiamenti vari, acqua, ossigeno e cibo per oltre 160 giorni. Assieme a tutta l'attrezzatura a bordo del Progress si trova anche un equipaggiamento di telecamere e macchine fotografiche che verranno utilizzate dal prossimo equipaggio della stazione. Infatti quando a maggio prossimo arriverà la navetta Discovery STS-114  verranno eseguite tutta una serie di riprese dello scudo termico dagli astronauti a bordo della stazione. Inoltre fra i rifornimenti è arrivato un nuovo componente per il modulo di decompressione Quest che dovrebbe permettere di nuovo di effettuare attività extraveicolare con le tute spaziali  della NASA. Intanto al Centro Spaziale Kennedy, in Florida, procedono i lavori per il ritorno nello spazio della navetta spaziale. All'interno del VAB il primo serbatoio esterno modificato è stato agganciato ai due booster laterali ed entro la fine del mese l'orbiter Discovery verrà accoppiato e tutto il complesso portato sulla rampa di lancio.

Fonte: NASA 

 

26/02/2005 - Il Giappone torna al successo! - Con un perfetto lancio avvenuto alle 10.25 ora italiana dal Centro Spaziale di Tanegashima, nel sud della prefettura di  Kagoshima, il vettore H-2A ha portato con successo in orbita il satellite per previsioni meteorologiche MTSAT-1R. Questo successo cancella l'imbarazzante disastro del novembre 2003 quando, un vettore H-2A con a bordo un satellite spia giapponese, venne distrutto per un malfunzionamento del razzo. Il Giappone punta molto su questo potente vettore per poter immettere in orbita i propri satelliti e magari accaparrarsi una piccola fetta del mercato dei lanciatori per paesi terzi. Con quello di oggi sono stati sette i lanci dl vettore H-2A e dei quali soltanto quello del 2003 (il sesto) non ha avuto successo. Il vettore H-2A deriva dal precedente H-2 utilizzato fino al 1999. Questo razzo è simile al vettore Delta-2 americano. Il satellite è del tipo geostazionario ed è stato costruito dall'americana Space Systems/Loral. Pesa circa 2900 chilogrammi ed oltre a fornire immagini per aiutare le previsioni meteorologiche sul Pacifico è fornito di attrezzature che aiuteranno la navigazione ed il traffico aereo nell'area.

Fonte: Spacedaily.com

 

20/02/2005 - La NASA smentisce... - L'Ente Spaziale degli Stati Uniti ha smentito con un annuncio ufficiale quanto affermato appena il giorno prima da  Carol Stoker e Larry Lemke del Centro Ricerce NASA di Ames sulla presenza della vita su Marte. Per l'esattezza il comunicato dice: "...le notizie riportate il 16 febbraio 2005 secondo le quali scienziati del Centro Ricerche Ames di Moffett Field (California) della NASA avrebbero trovato forti evidenze che la vita esiste su Marte sono incorrette. La NASA non ha nessun dato osservato da nessuna missione corrente su Marte che avvalori questo annuncio. Il lavoro degli scienziati menzionati nelle notizie non può essere usato per affermare che vi è la vita su Marte, ma soltanto per formulare strategie per come cercare la vita marziana. Le loro ricerche riguardano ambienti estremi sulla Terra come analogia di possibili ambienti marziani. Nessun articolo di ricerca è stato sottoposto a  dei giornali scientifici che asserisce alla vita marziana...". Come si vede dalla puntigliosa spiegazione l'argomento vita su Marte è un nervo scoperto negli ambienti NASA. Ma che anche un ricercatore italiano dell'ESA, Vittorio Formisano, che lavora con i dati dello spettrometro PFS (Planetary Fourier Spectrometer) a bordo della sonda europea Mars Express affermava all'incirca le stesse cose di Stoker e Lemke già un anno fa... “Se escludiamo l’ipotesi vulcanica, possiamo sempre considerare la possibilità di vita”, conclude Formisano. Speriamo che il prossimo dispiegamento dell'antenna della sonda europea possa finalmente chiarire la presenza dell'acqua nel sottosuolo di Marte ed allora vedremo chi ha ragione, se i pessimisti o gli ottimisti.

Fonte: NASA / ESA

 

17/02/2005 - La vita su Marte... ora? - I due scienziati Carol Stoker e Larry Lemke del Centro Ricerce NASA di Ames nella  Silicon Valley hanno divulgato la notizia, durante un meeting non pubblico, di avere gli indizi che proverebbero che la vita è presente su Marte anche oggi! Gli studi che porterebbero a questa straordinaria scoperta saranno pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature nel numero di giugno. L'indizio principale sarebbe la presenza di metano nell'atmosfera di Marte in una quantità spiegabile soltanto con la presenza di forme di vita. La misurazione si deve alla sonda europea Mars Express che orbita attorno al pianeta rosso da oltre un anno. Stoker e Lemke avevano eseguito nel 2003 una ricerca di attività microbiologica nel sottosuolo in Spagna nelle vicinanze del Rio Tinto, chiamato così per la colorazione rossastra del fiume a causa della presenza di ferro e quindi abbastanza inospitale alla vita. L'ipotesi che anche su Marte possano esistere forme di vita microbiologica sotto la superficie e quindi al riparo dalle condizioni inospitali del pianeta era già stata formulata in passato ma questa rivelazione sembra essere appoggiata da valide spiegazioni. Certo, fino a che non avremo la prova "fisica" della presenza di vita su Marte tutto questo rimarrà soltanto un 'avvincente teoria. Speriamo che con le prossime missioni previste il mistero possa essere finalmente svelato.

Fonte: Space.com

 

12/02/2005 - Ariane 5 ECA lanciato con successo - Con un perfetto lancio dalla rampa ELA-3 nalla base di lancio di Korou, Guyana Francese, avvenuto alle 22.03 ora italiana, il vettore europeo Ariane 5 versione ECA ha finalmente cancellato il fallimento del suo debutto della stessa versione avvenuto nel 2002. L'Ariane 5 ECA - V164 ha infatti immesso in orbita il satellite XTAR-EUR (pesante 3600 chilogrammi) per telecomunicazioni governative in banda X e che verrà utilizzato dagli Stati Uniti, la Spagna ed altri paesi alleati. Inoltre a bordo aveva anche Sloshsat FLEVO (un piccolo satellite di 129 chilogrammi a forma di cubo costruito dall'Olanda per lo studio in orbita dei fluidi) e Maqsat B2, pesante 3500 chilogrammi e che è servito per simulare un secondo satellite all'interno dell'ogiva del razzo e le prestazioni aereodinamiche. Questa ultima versione di Ariane 5 è capace di immettere in orbita geostazionaria oltre 10 tonnellate di carico utile e quindi 2 grandi satelliti per volta. La versione Ariane 5 ECA ha infatti potenziato i due booster laterali e il motore principale del primo stadio Vulcain 2 di oltre il 20%. Con questa nuova versione, che si affianca a quella chiamata "Generica", Arianespace, l'azienda europea che si occupa della commercializzazione del vettore torna nuovamente al top del mercato commerciale per il lancio dei satelliti. Prossimo lancio di Ariane 5 previsto per il 14 aprile prossimo con a bordo due satelliti per telecomunicazioni. 

Fonte: SpaceflightNow

 

11/02/2005 – L’equipaggio di Discovery ispeziona la navetta – I sette astronauti designati dalla NASA come primo equipaggio per la ripresa dei voli delle navette spaziali dopo l’incidente del Columbia sono fiduciosi del loro orbiter e del ridisegnato serbatoio esterno anche se ammettono che alcuni dettagli devono ancora essere definiti. L’equipaggio di STS-114, la prima missione di ripresa dei voli delle navette, ha effettuato un’ispezione della durata di due giorni al Centro Spaziale Kennedy per controllare lo stato di preparazione dello shuttle. "Questo sarà un volo di prova," confessa ai cronisti il comandante della missione Eileen Collins "Io credo in quello che stiamo facendo… credo che siamo coperti." La NASA ha la partenza fissata per il 12 maggio, ma con soltanto tre mesi fino all’apertura della finestra di lancio, ci sono ancora alcune cose da definire. La più importante da risolvere è la capacità dell’equipaggio di STS-114 di riparare la protezione termica del Discovery ed i pannelli in carbonio di rivestimento delle ali. La Collins afferma di essere sicura che verranno lanciati con un qualche tipo di capacità di riparazione del rivestimento termico anche se ammette che non sa bene ancora quale. "Stiamo sperimentando cinque diversi tipi di tecniche di riparazione e potremmo volare con tutte quante o soltanto con una parte di esse." Uno di questi metodi consiste in una specie di pasta arancione con la quale coprire gli eventuali buchi nello scudo termico. Oltre a questo il Discovery monta anche una prolunga del braccio robotico Canadarm fornita di telecamere e sensori che aiuteranno ad ispezionare, una volta in orbita, tutto lo scafo alla ricerca di eventuali danni verificatisi al lancio ed un serbatoio esterno molto più sicuro del precedente perché non dovrebbero più staccarsi da esso parti del materiale isolante come accaduto tragicamente al Columbia. Ma sebbene lo scopo principale della missione STS-114 sia il testare tutta una serie di nuove tecnologie che renderanno la navetta più sicura il Discovery ha anche il cruciale compito di portare rifornimenti, pezzi di ricambio e cibo per la Stazione Spaziale Internazionale. In conclusione, "E’ stata una dettagliata analisi a cui il veicolo è stato sottoposto." Ha commentato lo specialista di missione Andrew Thomas. Dello stesso parere il comandante Collins che ha affermato: "Chiaramente non volerei se non fosse sicura (la navetta). Sono la persona che non sale sulle montagne russe perché mi spaventano. Siamo molto eccitati per la missione e l’equipaggio sarà pronto." Nella foto il comandante Collins assieme allo specialista di missione giapponese Noguchi mentre ispeziona il bordo dell'ala del Discovery.

Fonte: NASA

 

08/02/2005 - La Mars Express pronta a dispiegare il MARSIS - Dopo oltre un anno di ritardo gli scienziati dell'ESA hanno finalmente dato la luce verde per il dispiegamento dell'antenna dello strumento MARSIS, ideato dall'Italia, e che si trova a bordo della sonda Mars Express. Con MARSIS sarà possibile cercare l'acqua fino ad una profondità di cinque chilometri. Quindi se su Marte vi è ancora acqua sotto la superficie del pianeta solo questo strumento potrà finalmente rivelarcelo. Lo strumento verrà attivato fra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Il motivo di tanto ritardo è dovuto alla particolarità delle due antenne dello strumento che arrivano ad oltre venti metri di lunghezza ognuna. Dopo che la sonda era stata lanciata (maggio 2003) ci si accorse che le due antenne, al momento del dispiegamento, avrebbero potuto sbilanciare la sonda od addirittura colpirla in una specie di colpo di frusta. A questo sono seguiti otto mesi di indagini da parte degli scienziati dell'ESA e del JPL della NASA che hanno concluso che le possibilità di gravi danni alla sonda sono minimi e che nel peggiore dei casi le due antenne potrebbero bloccarsi durante il dispiegamento impedendo il funzionamento del MARSIS.  Ricordiamo che l'attrezzatura MARSIS è un radar ad apertura sintetica ideato dagli scienziati italiani e che dovrebbe studiare sia l'acqua nel sottosuolo di Marte, fino ad una profondità di cinque chilometri, che la ionosfera.

Fonte: ESA 

 

03/02/2005 - L'equipaggio di Spedizione 11 si prepara al ritorno delle navette alla ISS – Il prossimo equipaggio che visiterà la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si sta preparando per una missione, essi sperano, che possa vedere l'arrivo di almeno uno space shuttle e possibilmente l'aggiunta di un terzo membro dell'equipaggio. Il cosmonauta russo Sergei Krikalev e l'astronauta della NASA John Phillips, l'equipaggio di Spedizione 11 per la ISS, si preparano per il lancio previsto per il 15 aprile prossimo. I due veterani dello spazio si imbarcheranno a bordo della capsula spaziale Soyuz TMA-6 per trascorrere sei mesi a bordo della stazione spaziale. Durante questo periodo la navetta spaziale Discovery e Atlantis dovrebbero agganciarsi al laboratorio orbitante. "E' un passo molto importante." ha detto Krikalev, che comanda la missione, durante una conferenza stampa tenuta oggi ad Houston. L'astronauta Phillips ha il compito di ufficiale scientifico NASA ed ingegnere di volo. Lui e Krikalev sostituiranno il corrente equipaggio della stazione composto dal comandante di Spedizione 10 Leroy Chiao e dall'ingegnere di volo Salizhan Sharipov. Assieme all'equipaggio di Spedizione 11 ci sarà anche l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Italiana Roberto Vittori che rappresenta l'ESA (Agenzia Spaziale Europea). Vittori trascorrerà soltanto dieci giorni a bordo della ISS effettuando importanti esperimenti e rientrerà sulla Terra assieme all'equipaggio di Spedizione 10 a bordo della Soyuz TMA-5. Fra gli esperimenti italiani Vittori ha il compito di seguirne uno che per la prima volta potrebbe aiutare a rivelare un terremoto che sta per verificarsi dal cambiamento del campo magnetico terrestre. Durante la permanenza di sei mesi a bordo della ISS l'equipaggio di Spedizione 11 dovrebbe ospitare non soltanto una ma addirittura due navette spaziali. Dopo il disastro del 1° febbraio 2003 la prima navetta spaziale a riprendere il volo sarà la Discovery con la missione STS-114 che dovrebbe essere lanciata fra maggio e giugno 2005 seguita dalla navetta Atlantis prevista per luglio con la missione STS-121. Alla NASA sono fiduciosi che la data possa essere quella prevista per la ripresa dei voli indispensabili per il mantenimento e il completamento della ISS. Ma l'Agenzia Spaziale USA si prepara anche all'ipotesi peggiore e cioè che l'equipaggio del Discovery non possa rientrare sulla Terra per danni subiti al lancio dalla navetta ed ecco quindi che Atlantis sarà pronto sulla rampa nel caso di dover eseguire una missione di salvataggio. Ma Krikalev e Phillips sperano anche di poter ricevere, durante la loro permanenza sulla ISS, anche l'aggiunta di un terzo membro dell'equipaggio che potrebbe essere sia il russo Sergei Volkov che l'astronauta tedesco dell'ESA Thomas Reitner. Questo terzo inquilino potrebbe arrivare sulla ISS con la navetta Atlantis STS-121. Infatti è dall'incidente del Columbia che gli equipaggi a bordo della ISS sono stati ridotti, per mancanza di rifornimenti, dagli iniziali tre a solo due astronauti. Ma con un numero così ridotto di equipaggio molte delle attività a bordo della ISS non possono essere eseguite in modo completo ed anche le attività extraveicolari (come quella eseguita da Chiao e Sharipov lo scorso mese) devono essere condotte con nessun uomo a bordo rendendo il tutto più rischioso. Tutto l'equipaggio di Spedizione 11 ed anche Roberto Vittori sono veterani del volo spaziale. Krikalev poi ha trascorso già un totale di un anno, cinque mesi e 10 giorni nello spazio dalla MIR, alla ISS allo shuttle. Anche Vittori ha già trascorso 10 giorni sulla ISS a maggio 2002.

Fonte: Space.com

 

03/02/2005 – Lanciato l'ultimo Atlas-3 – L'ultimo lancio di un vettore Lockheed Martin Atlas 3B è avvenuto questa mattina alle 8.41 ora italiana dalla rampa 36/B di Cape Canaverall, in Florida. A bordo due satelliti spia NOSS della NRO (National Reconnaissance Office) che si occupa della gestione della sorveglianza dallo spazio. La messa in orbita del carico classificato è avvenuta regolarmente alle 10.00 ora italiana dopo due accensioni del vettore superiore Centaur. Questo era il sesto ed l'ultimo lancio del vettore Atlas 3B che con questa missione perfettamente riuscita porta il totale dei successi Atlas a 75 fin dal 1993. In totale dagli anni '60 sono stati ben 145 i lanci eseguiti dalle rampe di lancio 36/A e 36/B prima con gli Atlas ed in seguito con gli Atlas-2. L'Atlas 3 è stato concepito per poter passare dal vecchio Atlas al nuovo Atlas 5. La prticolarità del vettore Atlas 3 è nel primo stadio alimentato da un motore di costruzione russa, l'RD-180. Ora le due rampe verranno mandate in pensione perchè il nuovo Atlas 5 verrà lanciato dalla rampa 41. E' probabile però che le due vecchie rampe di lancio vengano date a nolo alla compagnia privata Space-X che da lì vorrebbe lanciare i suoi vettori Falcon-1 e Falcon-5 entro il 2007. Il lancio di oggi era stato originariamente previsto per il 27 gennaio ma, le sfavorevoli condizioni meteo, lo hanno rinviato fino a questo momento. Anche questo lancio era stato organizzato dalla compagnia privata ILS come quello del Proton avvenuto soltanto poche ore prima.

Fonte: Space.com

 

02/02/2005 – Proton M mette in orbita Americom 12 – Con un lancio perfetto eseguito alle 3.26 ora italiana dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, un razzo vettore Proton-M ha portato nello spazio il satellite per telecomunicazioni Americom-12. Per la ILS, la compagnia mista USA/Russia che utilizza i vettori americani Atlas ed i russi Proton, si è trattato del 32° lancio di un Proton, il primo dei cinque programmati per quest'anno. Il satellite, AMC-12/Worldsar-2, pesante oltre 3 tonnellate, opererà per la compagnia SES Americom e con i suoi 72 transponder in banda-C permetterà trasmissioni televisive ed internet fra l'America, l'Europa e l'Africa. Il satellite è stato costruito dalla Alcatel e la sua vita è prevista in almeno 16 anni. Dopo il lancio lo stadio superiore Breeze-M ha compiuto diverse accensioni portando il satellite, dopo circa nove ore dal lancio, in un'orbita ellittica con un apogeo di 35.500 chilometri ed un perigeo di 6.400 chilometri inclinato di 18,3 sull'equatore. In seguito i motori del satellite lo porteranno nella posizione definitiva geostazionaria a 37,5 gradi ovest di longitudine.

Fonte: Space.com

 

28/01/2005 – Settimana del Ricordo alla NASA- La NASA ha iniziato una settimana di ricordo per i caduti nel nome dell'esplorazione spaziale. Infatti ieri, 27 gennaio, cadeva il 38° anniversario dell'incidente dell'Apollo 1 nel quale persero la vita i tre astronauti Virgil I. Grissom, Edward H. White II, Roger B. Chafee. Ma per triste ironia della sorte oggi, 28 gennaio, è anche il 19° anniversario della tragedia della navetta spaziale Challenger nella quale perirono i sette astronauti Francis R. “Dick:” Scobee, Judith Resnick, Ronald McNair, Michael Smith, Christa McAuliffe, Ellison Onizuka, Gregory Jarvis. E per concludere il 1° febbraio di due anni fa altri sette astronauti, Rick Husband, William McCool, David Brown, Laurel Clark, Kalpana Chawla and Michael Anderson e Ilan Ramon morirono nella distruzione della navetta Columbia durante il suo rientro sulla Terra al termine della missione STS-107. Un periodo quindi nel quale, nel giro di soli sei giorni sono avvenute tutte e tre le principali tragedie spaziali della NASA. Ma ovviamente la NASA non ricorderà soltanto gli astronauti ma anche tutto quel personale, dai piloti collaudatori ai tecnici, che sono periti in questi primi 57 anni di vita dell'agenzia. Vogliamo includere in questo momento di Ricordo per i caduti dell'esplorazione spaziale anche tutti quelli degli altri paesi, prima fra tutte la Russia con Vladimir Komarov, Georgy Dobrovolsky, Vladislav Volkov e Viktor Patsayev fino ai tecnici brasiliani del sito di lancio di Alcantara Launch Center vicino a Sao Luis che morirono nel 2002 nell'esplosione sulla rampa del razzo VLS-3. E' proprio per onorare questi caduti, oltre che per il bene di tutta l'umanità e per la curiosità umana, che dovremo continuare nell'esplorare il cosmo nonostante tutte le difficoltà che incontreremo. Speriamo soltanto che queste dure lezioni siano state recepite e che non avvengano mai più. Naturalmente il pericolo è insito in questa esplorazione ma dobbiamo fare tutto ciò che è umanamente possibile per portarlo vicino allo zero. Maggiori informazioni sui caduti dello spazio alla nostra pagina speciale.

 

27/01/2005 – E' proprio un meteorite! - Quello strano sasso scoperto dal rover della NASA Opportunity nei pressi del proprio scudo termico si è rivelato proprio per quello che sembrava, un meteorite ferroso! Si tratta della prima scoperta di un meteorite sul suolo di un altro pianeta. La conferma si è avuta quando il rover ha potuto utilizzare i suoi apparecchi di indagine sulla composizione del sasso. I due rover della NASA, Spirit ed Opportunity, continuano senza grossi problemi l'esplorazione marziana entrando nel secondo anno di missione, un traguardo che sta meravigliando anche i tecnici e gli scienziati stessi. Intanto mancano pochi mesi al lancio del Mars Reconnaissance Orbiter, una sonda destinata ad entrare in orbita marziana ed a fornire una mappa ancora più dettagliata della sua superficie e migliorare la trasmissione dei dati dalle sonda che sono già lì e da quelle che arriveranno nel futuro. Ricordiamo che al momento su Marte si trova una vera e propria flotta internazionale di astronavi in funzione composta dalla Mars Express europea e dalle sonde Mars Odyssey, Mars Global Surveyor, e dai due rover sulla superficie. A questi all'inizio del 2006 si andrà ad aggiungere anche il MRO. Nella foto il meteorite sulla superficie di Marte ribattezzato, con poca fantasia, dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA, Heat Shield Rock (roccia dello scudo termico).

Fonte: NASA

 

27/01/2005 – Un europeo in lunga missione sulla ISS? - Sembra che l'ESA abbia finalmente richiesto ai partner USA e Russia di inviare un proprio astronauta in missione di lunga durata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale già a partire da questo anno. La scelta sarebbe dovuta alla vicina ripresa dei voli delle navette spaziali americane, previste per maggio/giugno, ed al volo del primo cargo automatico europeo di rifornimento ATV "Jules Verne" previsto in autunno. A quel punto gli equipaggi della ISS dovrebbero tornare da due a tre uomini e quindi si aprirebbe la possibilità di inserire anche un astronauta europeo. Peccato che il nostro Roberto Vittori sia già stato scelto per la prossima missione Soyuz per il cambio dell'equipaggio destinata alla ISS per aprile e quindi non possa essere fra i possibili astronauti europei a sperimentare un volo di lunga durata sulla stazione. L'ESA sarebbe invece orientata per l'astronauta tedesco Thomas Reiter già veterano di un lungo volo nello spazio a bordo della stazione spaziale russa MIR fra il 3 settembre 1995 e 29 febbraio 1996, ben 179 giorni.

Fonte: SpaceDaily

 

26/01/2005 - Passeggiata spaziale sulla ISS - Con una attività extraveicolare (EVA) durata 5 ore e 28 minuti i due residenti della Stazione Spaziale Internazionale hanno installato una piattaforma da lavoro, cavi, materiale robotico ed esperimenti all'esterno del modulo di servizio Zvezda. Indossate le loro tute russe Orlan il comandante di Spedizione Dieci ed ufficiale scientifico NASA della stazione Leroy Chiao e l'ingegnere di volo Salizhan Sharipov hanno lasciato il portello del compartimento di aggancio Pirs alle 1:43 a.m. CST (le 8.43 ora italiana). Con a bordo della stazione nessuno i sistemi erano stati preventivamente disattivati e messi in modo da operare autonomamente per la durata della passeggiata. I portelli fra i segmenti russi ed americani della stazione erano stati chiusi  nello spiacevole evento che l'equipaggio non avesse potuto rientrare nell'avamposto. Il primo compito dei due astronauti è stata l'installazione del UWP (Universal Work Platform - piattaforma di lavoro universale) piazzata alla fine della larga sezione conica di Zvezda. In cima alla piattaforma vi era piazzato l'esperimento commerciale della Germania chiamato Rokviss. Si tratta di un  piccolo braccio robotico con un doppio snodo che potrà essere manovrato sia da Terra che dall'interno della ISS. Dopo questo primo lavoro Chiao e Sharipov hanno spostato un esperimento giapponese il cui scopo è quello di collezionare impatti di micrometeoriti su una vasta gamma di materiali per studiarne gli effetti. L'esperimento era stato installato dall'equipaggio di Spedizione Tre nell'ottobre 2001. A questo punto i due astronauti si sono spostati in un altro settore di Zvezda per ispezionare una valvola di scarico del sistema di controllo ambientale che viene utilizzato dal generatore di ossigeno Elektron, dall'eliminatore di anidride carbonica Vozdukh e dall'attrezzatura di purificazione delle particelle contaminate. Veniva scoperto che le bocchette di Elektron e del Vozdukh erano parzialmente ostruite da un residuo di colore bianco e marrone dall'apparenza oleosa. Questa ispezione era stata decisa alcune settimane fa dai controllori di volo proprio a causa dei ripetuti malfunzionamenti di Elektron e dal fatto che fino ad ora nessuna riparazione aveva dato il successo sperato. I due astronauti hanno preso delle foto che verranno analizzate a Terra per decidere come procedere. Al termine dell'EVA veniva installato un esperimento chiamato Biorisk vicino al portello di Pirs. Questo esperimento contiene diverse provette al cui interno si trovano microrganismi ed altro materiale che verrà utilizzato per vedere gli effetti dell'ambiente spaziale su di essi. Chiao e Sharipov sono rientrati all'interno di Pirs alle 14:11 ora italiana concludendo così questa attività extraveicolare perfettamente riuscita. Questa era la prima EVA di Sharipov e la quinta di Chiao che ne dovranno affrontare un'altra a marzo per installare equipaggiamento addizionale per l'arrivo del primo cargo automatico europeo ATV "Jules Verne" previsto entro l'anno. Nella foto i due astronauti al lavoro fuori dalla ISS.

Fonte: NASA

 

26/01/2005 - Prime immagini della Luna da SMART-1 - La sonda europea SMART-1 ha inviato a Terra le prime immagini ravvicinate della Luna riprese dopo quasi cinque anni. La SMART-1, prima missione lunare dell'ESA, ha utilizzato una tecnologia molto avanzata per sfuggire gradualmente alla gravità della Terra dopo il suo lancio avvenuto il 27 settembre 2003.  Questo innovativo sistema di propulsione ad Ioni ha permesso una missione molto meno costosa di una eseguita con motori a razzo tradizionali. Con una serie di orbite sempre più allungata la SMART-1 è stata finalmente catturata dalla gravità lunare il 15 novembre 2004 e nei passati due mesi ha ciroclarizzato l'orbita avvicinandosi sempre di più alla Luna. Una volta spento il motore ad Ioni è stato attivato l'esperimento AMIE (Asteroid-Moon Imager Experiment) e sono state riprese le prime immagini rilasciate oggi. Le foto sono state prese da un'altezza variabile dai 1.000 ai 5.000 chilometri dalla superficie. Nelle prossime settimane la sonda europea dovrebbe eseguire una mappatura a media risoluzione di tutta la Luna a cui ne seguirà una ad alta risoluzione facendola scendere ancora più vicino alla superficie. Nei prossimi mesi le immagini della SMART-1 dovrebbero riuscire a svelare il mistero della presenza o meno di ghiaccio nei crateri dei poli dove i raggi del Sole non arrivano e che potrebbe essere la chiave di volta di una futura presenza umana sul nostro satellite naturale. Nella foto una ripresa effettuata da SMART-1 il 29 dicembre scorso che mostra una zona lunare vicino alla longitudine lunare zero ed in basso si può vedere il cratere Mouchez.

Fonte: ESA

 

14/01/2005 - La Huygens è atterrata su Titano! - Oggi è stato un momento storico nell'esplorazione dello spazio, dopo il suo viaggio durato sette anni attraverso il Sistema Solare a bordo della sonda Cassini, la sonda Huygens dell'ESA è discesa con successo attraverso l'atmosfera di Titano, la più grande luna di Saturno, ed è atterrata felicemente sulla sua superficie. I primi dati scientifici sono arrivati all'ESOC (European Space Operation Centre) di Darmstadt, in Germania, questo pomeriggio alle 17.19 CET. La Huygens ha compiuto con successo il primo atterraggio di un manufatto dell'uomo su un mondo del Sistema Solare esterno. "Questo è un grande obiettivo raggiunto dall'Europa e dagli Stati Uniti in questa impresa internazionale di esplorare il sistema di Saturno," ha detto il direttore generale  dell'ESA Jean-Jacques Dordain. Seguendo il rilascio dalla nave madre Cassini avvenuto il 25 dicembre, Huygens ha raggiunto gli strati esterni dell'atmosfera di Titano dopo 20 giorni ed un viaggio di quattro milioni di chilometri. La sonda ha iniziato la sua discesa dentro la spessa coltre atmosferica ad un'altezza di circa 1270 chilometri alle 11.13 CET. Durante i tre minuti seguenti Huygens ha decelerato la sua velocità da 18.000 a 1.400 chilometri orari. Una serie di paracadute ha poi rallentato la discesa a meno di 300 chilometri orari. Ad un'altezza di circa 160 Km gli strumenti scientifici della sonda sono stati esposti all'atmosfera di Titano. A circa 120 Km. il paracadute principale è stato rimpiazzato da uno più piccolo che ha completato la discesa. La sonda aveva iniziato a trasmettere dati alla Cassini quattro minuti dall'inizio della discesa ed ha continuato a trasmettere dopo l'atterraggio per oltre un'ora e mezzo. La certezza che Huygens era sopravvissuta all'atterraggio è arrivata alle 11.25 quando il radiotelescopio di Green Bank, in Virginia, USA, ha captato il segnale portante della sonda. Altri radiotelescopi sulla Terra hanno continuato a ricevere il segnale ben oltre la durata stimata della sonda. I dati scientifici e le immagini ripresi dalla Huygens sono stati trasmessi alla nave madre Cassini che li ha ritrasmessi per ben otto volte ai centri di ascolto dello Deep Space Network della NASA che li ha poi inviati immediatamente al Centro di Darmstadt dell'ESA dove al momento sono analizzati. La prima immagine ripresa dalla Huygens è stata resa pubblica alle 21.05 seguita da un applauso al Centro di Controllo dell'ESA. Al momento in cui scriviamo le immagini non ancora elaborate (grezze) sono tre: una ripresa da circa 16 chilometri di altezza e nella quali si vede un terreno attraversato da quelli che sembrano fiumi ed sulla destra la costa di un mare(!?). Nella seconda la ripresa invece è già della superficie una volta che la sonda è atterrata e si vedono quelli che sono stati definiti blocchi di ghiaccio. Queste due immagini sono quelle che potete vedere in copertina. La terza è stata ripresa da un'altezza di circa 8 chilometri e mostra il luogo dove poi la sonda è atterrata con zone chiare e scure. Purtroppo uno dei due canali di trasmissione dati non ha funzionato e questo potrebbe averci fatto perdere qualche informazione ma fortunatamente il canale B non ha avuto nessun problema. John Zarnecki "Il sensore dell'impatto riporta un valore intorno a 15 G: un atterraggio tra il duro e il morbido. Abbiamo anche visto un’eco sempre più vicina delle ultime fasi. Durante la discesa abbiamo anche probabilmente rivelato la presenza di nuvole, attraverso le quali Huygens stava scendendo ma che producevano un’eco. La sonda, dal momento dell’atterraggio, è rimasta assolutamente immobile. Non siamo quindi atterrati su una superficie liquida: è solida ma non sappiamo quanto. Come consistenza meccanica sembra più qualcosa come neve compattata, da soffice a media. Sembra davvero che vi sia qualcosa di morbido. Dall’accelerometro abbiamo anche un perfetto profilo dell’impatto con l’atmosfera."

Fonte: ESA - NASA - Space.com - UAI

 

12/01/2005 - Lanciata la Deep Impact - La sonda della NASA destinata allo studio della cometa Tempel-1 è stata lanciata regolarmente oggi alle 19.47 ora italiana dalla rampa 17/B dalla base spaziale di Cape Canaveral, in Florida, a bordo di un vettore Delta-2 (7925). Il suo lungo viaggio la porterà il 4 di luglio ad incrociare il nucleo della cometa Tempel-1 ed a questo punto sgancerà un penetratore che andrà a conficcarsi nella superficie cometaria scavando un cratere di alcune centinaia di metri. A bordo del penetratore gli strumenti potranno così studiare per la prima volta la composizione non solo superficiale di una cometa e quindi scavare nel passato del nostro sistema solare. Il lancio era già stato rinviato per ben due volte facendo temere la perdita della finestra e quindi la possibilità di raggiungere l'obiettivo; la prima volta il 30 dicembre a causa di problemi con il software della sonda e successivamente l'8 gennaio per problemi con il vettore Delta-2.

Fonte: SpaceflightNow

 

08/01/2005 - La sonda Huygens vicina all'arrivo - La sonda europea Huygens, staccatasi dalla sonda orbitante Cassini il 25 dicembre scorso, sta per terminare il suo viaggio iniziato sette anni fa tuffandosi nell'atmosfera di Titano il 14 gennaio prossimo. Dal momento in cui la sonda toccherà la parte più alta dell'atmosfera di Titano al momento in cui toccherà la superficie (o l'oceano) della luna di Saturno passeranno le due ore più incredibili della storia dell'esplorazione spaziale. Gli strumento a bordo della sonda misureranno i gas presenti nell'atmosfera, analizzeranno il vento e la pioggia, la pressione e il campo magnetico e, quando le nubi si faranno meno dense, riprenderà immagini della superficie della luna. La sonda è equipaggiata per poter anche galleggiare in caso finisca in un mare di metano. La Huygens ha le dimensioni di una piccola autovettura e la forma a disco e la sua discesa verso la superficie verrà rallentata da alcuni paracadute. 

Fonte: ESA

 

 

03/01/2005 - Spirit compie un anno su Marte - La NASA ha festeggiato con una piccola cerimonia al JPL, alla quale era presente anche il direttore O'Keefe, il primo anno di missione del rover Spirit sulla superficie di Marte. Inizialmente prevista per una durata di tre mesi venne poi ampliata ed al momento, visto le buone condizione del robot, non si prevede la data di conclusione del suo viaggio dimostrando una longevità che ha stupito gli stessi scienziati. Spirit scese su Marte il 3 dicembre 2004 all'interno del grande cratere Gusev seguito dal gemello Opportunity il 24 dello stesso mese .

Fonte: NASA

 

 

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Ultima modifica 19/10/2005

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