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In questa pagina troverete le notizie dal mondo dell'astronautica
pubblicate nella prima metà del 2005.
Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata
tratta.

23/06/2005
– Deep Impact vicina all'obiettivo – La sonda
della NASA Deep Impact si trova ormai a pochi giorni di viaggio dal
suo obiettivo: la cometa Tempel 1. Infatti il 4 luglio prossimo
dalla sonda verrà sganciato un penetratore che colpirà il nucleo
della cometa con una velocità di circa 37.000 chilometri orari.
Come risultato dell'impatto dovrebbe formarsi un cratere di circa un
centinaio di metri di diametro e l'esplosione potrebbe essere
visibile da Terra ad occhio nudo. Il risultato dell'impatto
permetterà di studiare così per la prima volta il materiale che si
trova sotto la superficie di una cometa. La sonda madre invece
riprenderà l'evento con tutti gli strumenti di bordo compresa la
telecamera che nei mesi scorsi aveva dato delle preoccupazioni ai
tecnici della NASA. Al momento tutto procede bene e sono state
acquisite immagini del nucleo della cometa che permetteranno di
indirizzare il più precisamente possibile il penetratore
sull'obiettivo. Dallo studio del nucleo della Tempel 1 è stato
evidenziato che la sua struttura non è sferica ma si tratta di un
corpo delle dimensioni di 14x4,8 chilometri. Per poter sapere
esattamente il punto di impatto si cercherà ora di stabilire la
rotazione del nucleo. Nell'immagine il nucleo (il punto rosso) della
cometa Tempel 1 ripreso dalla sonda Deep Impact lo scorso 30 maggio.
Fonte: Space.com
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22/06/2005
- La vela solare non raggiunge l'orbita? - Purtroppo
quella che doveva essere la prima storica missione di una astronave
mossa da una vela solare sembra essersi conclusa dopo circa 90
secondi dal lancio. Cosmos 1 doveva essere immessa in orbita ieri
per mezzo di un vettore militare russo riconvertito Volna lanciato
da un sottomarino nel mare di Barens. Il lancio è avvenuto
regolarmente alle 19.46, ora italiana, del 21 giugno ma poi
l'Agenzia Spaziale Russa RKA ha ammesso che il motore del primo
stadio del Volna si è spento prematuramente e quindi il Cosmos 1
non avrebbe potuto raggiungere l'orbita. Al contrario di queste
notizie russe i responsabili della Planetary Society, che ha
costruito la Cosmos 1, affermano di aver ricevuto alcuni dati
telemetrici che potrebbero indicare che la nave ha raggiunto
un'orbita anche se molto più bassa di quella prevista. Adesso si
attendono i prossimi giorni per avere la conferma se la Cosmos 1 è definitivamente
persa o se ci sono ancora speranze di poter vedere la vela salpare
verso lo spazio. Infatti il sistema automatico a bordo di Cosmos 1
dovrebbe dispiegare la vela (a forma di pale di mulino come nel
disegno a lato) a quattro giorni dal lancio e quindi i responsabili
della Planetary Society chiedono a tutti gli osservatori ed
astrofili di fare attenzione nei prossimi giorni perché la vela,
una volta dispiegata, sarebbe visibile anche ad occhio nudo.
Fonte: SpaceflightNow
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21/06/2005 - Vettore
militare russo fallisce il lancio - Un satellite per
telecomunicazioni militari si è schiantato sulla Terra questa
mattina dopo che il razzo vettore Molniya ha fallito il lancio. Il
lancio era avvenuto alle 00.49 GMT dal cosmodromo di Plesetsk, nel
nord della Russia. Fonti russe affermano che il terzo stadio del
razzo si è spento inesplicabilmente a circa sei minuti dal lancio
facendo cadere il satellite ed il suo quarto stadio in una zona
disabitata della Siberia. Non si riportano danni al momento. Il
razzo vettore Molniya deriva dai veicoli della famiglia Soyuz che
dominano il programma spaziale russo da almeno 50 anni. Il fallito
lancio di oggi è il primo dei 22 effettuati nel 2005 in tutto il
mondo.
Fonte: Spaceflightnow
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18/06/2005 - Progress
18 raggiunge la Stazione Spaziale - L'arrivo del nuovo cargo
automatico Progress 18 è avvenuto oggi ma non senza un attimo di
preoccupazione quando il sistema di aggancio automatico sembrava non
funzionare regolarmente. A quel punto il comandante della missione
Spedizione Undici, il russo Sergei Krikalev, ha preso i comandi
radiocontrollati TORU del veicolo ed ha eseguito l'aggancio
manualmente. A bordo del cargo vi sono rifornimenti di ossigeno,
acqua, cibo, vestiario, esperimenti ed anche alcuni filtri di
ricambio per il generatore di ossigeno Elektron che è nuovamente
fuori uso. Solo con il prossimo Progress previsto ad agosto
dovrebbero arrivare i pezzi di ricambio necessari per riportare il
generatore di ossigeno alla piena funzionalità. In preparazione per
l'arrivo del Progress 18 il vecchio Progress 17 era stato riempito
di rifiuti e lasciato cadere nell'atmosfera terrestre a bruciare il
15 giugno. Krikalev e l'americano Phillips sono ora in preparazione
per l'arrivo della navetta spaziale Discovery previsto in luglio con
la ripresa dei voli dello shuttle. Con il nuovo cargo è arrivata
anche una nuova telecamera che servirà per riprendere da vicino la
navetta poco prima dell'aggancio con la ISS e mostrare se vi sono
stati danni al lancio.
Fonte: NASA
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16/06/2005 - Mars
Express dispiega anche la seconda antenna del radar - La
sonda europea dell'ESA, Mars Express ha dispiegato regolarmente
anche la seconda lunga antenna del radar MARSIS e la terza è
prevista per domani. A questo punto, ad oltre un anno e mezzo
dall'arrivo in orbita marziana, l'esperimento del radar MARSIS
potrà prendere il via e scoprire, se vi è ancora, l'acqua
all'interno della superficie di Marte fino ad una profondità di
alcuni chilometri. L'avvio di questo importante esperimento è stato
rinviato così a lungo per problemi tecnici che avrebbero potuto
mettere in pericolo la missione. Attendiamo quindi ora con
trepidazione notizie nei giorni e nelle settimane che verranno.
Fonte: ESA
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15/06/2005 - Discovery
di nuovo sulla rampa di lancio - La navetta spaziale
Discovery, dopo aver avuto un nuovo serbatoio e due nuovi razzi a
combustibile solido, è stata riportata sulla rampa di lancio 39/B
del Centro Spaziale Kennedy, in Florida. A questo punto alla NASA
tutto sembra pronto per il lancio della missione STS-114 la cui
finestra di lancio si apre il 13 luglio. Questo sarà il primo
lancio di uno space shuttle dopo il tragico incidente della navetta
Columbia avvenuto il 1° febbraio 2003.
Fonte: NASA
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31/05/2005 - In
orbita la capsula Foton M2 - La capsula di costruzione russa
Foton-M2 è entrata felicemente in orbita a bordo di un vettore
Soyuz U lanciato da Baikonur, nel Kazakhstan oggi allel 14.00 CET.
Si tratta di una missione in collaborazione con l'ESA europea e che
a bordo ha una serie di esperimenti. La capsula orbiterà per circa
due settimane e rientrerà sulla terra come le capsule Soyuz. Il
primo volo di Foton M1 era fallito nel 2002 per un problema con il
vettore di lancio. Questa volta tutto è andato bene e gli
esperimenti a bordo spaziano dalla scienza della vita, ai materiali
ed a un nuovo sistema per produrre ossigeno a bordo delle astronavi.
Fonte: ESA
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27/05/2005 – White Knight pronto per
nuove missioni – L’innovativo aereo creato appositamente
per lanciare il primo veicolo suborbitale privato, lo SpaceShipOne,
ha iniziato una nuova serie di missioni. Nel deserto della
California, presso la base aerea di Mojave, il White Knight
(Cavaliere Bianco) viene ora utilizzato come nave madre per il
veicolo spaziale non pilotato riutilizzabile X-37. Il veicolo X-37
è stato costruito dalla Boeing, sotto contratto con l’agenzia
governativa di ricerche avanzate del Pentagono Advanced Research
Projects Agency (DARPA) dopo essere stato sviluppato presso la NASA.
L’X-37 è stato pensato come un veicolo automatico riutilizzabile
per testare in orbita tutta una serie di operazioni per una nuova
serie di veicoli spaziali. Con il White Knight sono stati al momento
condotti soltanto test di velocità a terra e per ora non è stata
rilasciata un’agenda dei futuri voli con appeso con l’X-37. La
DARPA ha scelto la Scaled Composites, costruttrice dello White
Knight, per eseguire questi test dal momento che è andato in
pensione il vecchio bombardiere B-52 che veniva utilizzato per
questi scopi. Il progetto dell’X-37 risale al 1998 quando la NASA
scelse questo velivolo per i test e, dopo svariate vicissitudini, nel
2006 ci sarebbe dovuto essere il primo volo orbitale di prova. Al
momento non sono state rilasciate ulteriori informazioni sul futuro
di questo progetto anche se non sembra che rientri nella nuova
iniziativa spaziale americana.
Fonte: Space.com
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27/05/2005
- Falcon 1 prova i motori a Vandemberg - Il vettore
spaziale privato Falcon 1, costruito dalla Space Exploration
Technologies Corp., ha eseguito oggi la prima accensione del motore
del primo stadio alla base di lancio di Vandemberg, in California.
Falcon 1 nasce dal sogno del milionario Sud-Africano, Elon Musk, di
costruire un razzo vettore con i costi operativi più bassi al
mondo. Basti pensare che per la prova dei motori di oggi la squadra
era composta in totale da soltanto 16 persone e che la sala
controllo si trovava in un rimorchio di un camion parcheggiato a
circa sette chilometri dalla rampa di lancio. Anche i tempi di
preparazione del razzo sono veramente rapidi, il vettore è stato
portato a bordo di un rimorchio questa mattina alla rampa e
qui innalzato in verticale. Alla fine della giornata i tecnici della
Space-X erano già tornati al loro centro principale con il razzo
pronto per essere controllato. Il primo volo del Falcon 1 è
previsto per la metà di luglio con a bordo il piccolo TacSat-1
satellite sperimentale di telecomunicazioni del Pentagono. Se tutto
andrà bene questo nuovo vettore potrebbe essere un osso molto duro
nel mercato dei lanciatori di piccoli satelliti proprio per il
bassissimo costo di lancio. Nella foto il Falcon 1 durante la prova
dei motori di oggi.
Fonte: SpaceflightNow
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26/05/2005 - Discovery
rientrato nel VAB - Con un viaggio durato dieci ore la
navetta spaziale Discovery è stata riportata dalla rampa di lancio
39/B all'interno del VAB (Vertical Assembly Building - Edificio di
Assemblaggio Verticale). Questo ritorno è necessario per il cambio
di serbatoio esterno per istallarne uno con maggiori modifiche di
sicurezza dopo che il test condotto lo scorso aprile aveva mostrato preoccupanti
formazioni di ghiaccio sul serbatoio. La sostituzione del serbatoio
dovrebbe avvenire il 7 giugno ed il ritorno sulla rampa verso metà
dello stesso mese per il lancio previsto con la missione di ritorno
al volo STS-114
fissata al 13 luglio.
Fonte: NASA
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24/05/2005 - Voyager
1 raggiunge l'ultima frontiera - La sonda spaziale della
NASA Voyager 1 ha superato i confini del Sistema Solare. L'annuncio
è stato dato nei giorni scorsi a New Orleans in una conferenza
stampa a margine del Convegno annuale di tutte le organizzazioni che
si occupano dello studio dello spazio e del nostro pianeta. I dati
analizzati dai tecnici del JPL che seguono la missione Voyager
risalgono allo scorso dicembre e sono quelli inviati dai
magnetometri a bordo della sonda. L'intensità del campo magnetico
misurata dagli strumenti era improvvisamente diventata due volte e
mezzo più elevata, un valore che si adattava alla perfezione ai
modelli teorici che descrivono la turbolenta regione posta ai limiti
del dominio del Sole. Gli strumenti di Voyager 1, inoltre, stavano
registrando anche un aumento nel numero di particelle cariche e una
maggiore intensità del rumore di fondo dovuto al plasma in
prossimità del "termination shock", il muro contro cui si
infrange il vento solare. Era l'atteso segnale che nella regione in
cui Voyager si stava inoltrando il potente soffio della nostra
stella doveva fare i conti con quello proveniente dalle altre
stelle. "Voyager 1 ha cominciato l'ultimo giro della sua corsa
verso lo spazio interstellare" - ha commentato Edward Stone,
uno dei pochi scienziati del JPL rimasti a seguire e controllare la
missione della sonda. Lo scorso 21 gennaio Voyager 1 aveva
festeggiato i 10 mila giorni di attività. La sonda, infatti, era
stata lanciata il 5 settembre 1977, sedici giorni dopo Voyager 2, la
sonda gemella. Ora si trova a oltre 14 miliardi di chilometri e dal
17 febbraio 1998 - quando ha "superato" la sonda Pioneer
10 - è l'oggetto costruito dall'uomo che si trova più lontano
dalla Terra.
Fonte: Coelum
- NASA-JPL
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20/05/2005 – Lanciato
con successo satellite meteorologico – Dopo ben cinque
tentativi questa mattina dal Centro Spaziale di Vandenberg, in
California, alle 10.22 GMT (le 11.22 ora italiana) è stato lanciato
il vettore Delta 2 con a bordo il satellite meteorologico NOAA-N.
Questo satellite, pesante oltre una tonnellata, sessanta minuti dopo
entrava in orbita polare che effettuerà 14 volte al giorno. NOAA-N,
che verrà ribattezzato una volta in servizio, NOAA-18 rimpiazzerà
questa estate il vecchio NOAA-16. Questi satelliti sono attrezzati
con telecamere che riprendono i cambiamenti climatici e sensori che
misurano la temperatura dell’atmosfera e sono di grande aiuto per
il servizio meteorologico USA. Inoltre a bordo dei satelliti della
serie NOAA trova posto anche il Search and Rescue Satellite-Aided
Tracking System, chiamato COSPAS-SARSAT, che serve da ricevitore di
segnali di emergenza in caso di naufragi o catastrofi naturali.
Questo sistema ha salvato, durante 23 anni di servizio, oltre 23.000
persone in tutto il mondo. Il prossimo satellite della serie NOAA
verrà lanciato a dicembre 2007. Recentemente è stato firmato un
accordo fra 60 paesi (compresi gli USA e l’Europa) per la
realizzazione di un Centro di coordinamento mondiale di tutte queste
informazioni ed i satelliti come il NOAA americano o l’europeo
Meteosat svolgeranno un ruolo primario per raggiungere questo
obiettivo.
Fonte: SpaceflightNow
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16/05/2005 - Primo
fotomosaico completo di Titano - Con tutti i dati raccolti
durante la discesa della sonda europea Huygens sulla superficie di
Titano l'ESA comincia a rilasciare immagini veramente interessanti
come questo fotomosaico in copertina ripreso da un'altezza di circa
20 chilometri con il Descent Imager Spectral Radiometer (DISR). A
causa della rotazione della sonda c'è voluto del tempo per poter
ricostruire le immagini e montarle come un enorme puzzle. Si possono
notare molti particolari della superficie ed il luogo dove è poi
atterrata la Huygens. Attendiamo ulteriori studi per conoscere
meglio questo satellite di Saturno.
Fonte: Spacedaily
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15/05/2005
- Opportunity prova ad uscire dalle dune - Come ogni
buon fuoristrada che si rispetti anche il Mars Rover Opportunity si
è insabbiato in una zona di dune ribattezzata "Rub al Khali"
ed è ormai bloccato lì dai primi di giugno. Le ruote non ne
vogliono sapere di fare presa sulla fine sabbia e, nonostante gli
scienziati del JPL di Pasadena abbiano tentato ripetutamente il
rover non si è mosso. Al momento questo improvviso stop è stato
utilizzato per riprendere foto panoramiche della zona mentre a terra
si utilizza un modello identico per trovare il modo di uscire
dall'insabbiamento. Alla NASA comunque sono ottimisti e pensano che movendo
opportunamente le sei ruote del rover potranno farlo uscire
dalla duna. Opportunity si trova al suo Sol 465 (i giorni trascorsi
dal suo arrivo su Marte) ed ha percorso già un totale di ben
5.350 metri. Spirit, il rover gemello invece sta esaminando la prima
zona di rocce stratificate trovate durante il suo cammino che adesso
ha raggiunto un totale di 4.310 metri. La scorsa settimana Spirit ha
ripreso per la prima volta un mulinello di sabbia creato dal vento e
chiamato sulla Terra "dust devil". Gli scienziati della
NASA pensano che questo sia il fenomeno permette periodicamente la
pulizia dei pannelli solari dalla polvere ed conseguentemente la
lunga vita dei due robot. La missione quindi continua... Nella
foto il mulinello di sabbia ripreso da Spirit.
Fonte: SpaceflightNow
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14/05/2005 – Sulla
ISS si guasta nuovamente il generatore di ossigeno – L’equipaggio
di Spedizione
Undici della Stazione Spaziale Internazionale, composto dal
comandante russo Sergei Krikalev e dall’astronauta della NASA John
Phillips, venerdì ha dovuto assistere ad un nuovo guasto del
generatore di ossigeno russo Elektron. Questa vitale attrezzatura ha
già in passato dato problemi agli equipaggi che si sono succeduti
sulla stazione e le varie riparazioni non sono mai state durature.
Al momento comunque la ISS
ha una riserva di ossigeno per la respirazione dell’equipaggio
almeno per altri 140 giorni (circa cinque mesi e quindi teoricamente
fino a settembre 2005). Un invio di pezzi di ricambio per l’Elektron
è prevista con il cargo automatico russo Progress verso la metà di
agosto. Con lo stop di Elektron l’ossigeno viene prelevato dai
serbatoio del vecchio cargo Progress ancora attraccato alla ISS,
dopo di che verrà utilizzato quello prodotto con speciali candele e
per ultimo potrebbe essere utilizzato anche quello contenuto nei
serbatoi del modulo di decompressione USA Quest. Comunque l’invio
di un nuovo cargo automatico Progress verso la ISS è previsto per
la metà di giugno e con l’ossigeno di quei serbatoi l’autonomia
della stazione crescerò nuovamente. Insomma non ci sarebbe da
allarmarsi, dicono alla NASA e da parte dell’Agenzia Spaziale
Russa. L’equipaggio di Spedizione Undici è arrivato sulla ISS il
16 aprile e dovrà rimanere almeno fino ad ottobre. Intanto è stato
scelto l'equipaggio di Spedizione Dodici che sostituirà da ottobre
quello ora nello spazio: si tratta dell'astronauta americano S.
McArthur e del cosmonauta russo Valery I. Tokarev. Assieme a loro
anche l'astronauta tedesco dell'ESA Thomas Reiter che però
arriverà a bordo della stazione a settembre con lo shuttle Atlantis
STS-121. Questo riporterà gli equipaggi nuovamente a tre individui
dopo che erano stati ristretti a due a causa dell'incidente del
Columbia e dell'impossibilità per i russi di inviare rifornimenti
per tre inquilini della ISS. Reiter sarà anche il primo europeo ad
effettuare una lunga permanenza a bordo della ISS.
Fonte: Space.com
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06/05/2005 - Discovery
rinviato al 13 luglio - Ancora un rinvio per il lancio della
navetta spaziale Discovery missione STS-114.
Il previsto lancio per il 22 maggio prossimo è stato nuovamente
spostato a non prima del 13 luglio. Questo nuovo rinvio è stato
deciso dopo aver analizzato la prova di riempimento del serbatoio
esterno avvenuta lo scorso mese e che in un primo momento sembrava
non aver dato problemi ma che ad un accurato esame ha posto dei
dubbi ai tecnici della NASA. Infatti durante il test due dei quattro
sensori posti all'interno del serbatoio e che servono a controllare
la sequenza di spegnimento dei motori principali della navetta non
aveva operato in modo normale. A questo si era aggiunto che erano
state notate delle formazioni di ghiaccio lungo la tubazione esterna
che porta l'ossigeno liquido ai motori principali. Grazie ai nuovi
studi fatti proprio sulla formazione di ghiaccio è emerso che se
durante il lancio se ne staccassero dei pezzi e colpissero la
navetta i danni potrebbero essere gravi quanto quelli generati con
l'isolante termico nel caso del volo dello sfortunato Columbia
STS-107. A questo punto la NASA ha deciso che effettuerà un
nuovo test di riempimento e poi riporterà la navetta nel VAB dove
verrà tolto il serbatoio esterno ed i booster e verranno sostituiti
con quelli che erano pronti per la prossima missione Atlantis
STS-121. Questo perché il secondo serbatoio ha delle modifiche che
dovrebbero minimizzare la formazione di ghiaccio in questa
determinata zona. Ovviamente tutte queste manovre fanno saltare la
finestra di lancio della missione prevista per il 22 maggio/3 giugno
e la prossima finestra libera è appunto quella 13 luglio/31luglio.
Ma ormai alla NASA si muovono con i piedi di piombo e non vogliono
certo rischiare proprio alla ripresa dei voli dopo oltre due anni e
mezzo dalla tragedia del Columbia.
Fonte: NASA
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25/04/2005
- Vittori torna sulla Terra - Con
il rientro a Terra dell’astronauta ESA Roberto Vittori e dei
membri del Decimo
Equipaggio (Expedition 10 composto da Leroy Chiao e Salizhan Sharipov),
termina con pieno successo la missione Eneide per la Stazione
Spaziale Internazionale (ISS). Il modulo di comando della navicella
Soyuz TMA-5 è atterrato nei pressi della città di Arkalyk in
Kazakhstan alle 04:07 ora locale (00:07 Central European Summer
Time).
Sono stati raggiunti tutti gli obiettivi primari della missione, che
ha avuto una durata di dieci giorni, inclusi otto sulla Stazione
Spaziale Internazionale. Il programma scientifico è stato condotto
e completato con successo; è stato dato il cambio all’equipaggio
della Stazione ed è stata sostituita la navicella Soyuz TMA-5, che
negli ultimi sei mesi era rimasta attraccata alla ISS, con la
funzione di scialuppa di salvataggio per l’equipaggio. Nel
corso dei dieci giorni di missione in orbita, Roberto Vittori ha
condotto un programma scientifico di 22 esperimenti nei settori
della biologia, della fisiologia umana, della dimostrazione
tecnologica e della didattica. Molti di questi esperimenti sono
stati sviluppati da ricercatori italiani e costruiti da industrie e
istituti di ricerca italiani. Nel programma sperimentale sono stati
coinvolti anche ricercatori danesi, tedeschi, russi svizzeri,
statunitensi e dell’ESA. La missione Eneide è stata
co-sponsorizzata dal Ministero della Difesa italiano e dalla regione
Lazio, nell’ambito di un accordo tra ESA e Roscosmos, l’Agenzia
Spaziale della Federazione Russa. Nel corso della missione, Roberto
Vittori ha avuto numerosi contatti con rappresentanti del governo
italiano, il Ministero della Difesa, la regione Lazio, i media e gli
scolari. Nella foto l'astronauta italiano Vittori mentre si trova
all'interno della Stazione Spaziale Internazionale.
Fonte: ESA
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17/04/2005 - DART
successo parziale - La missione sperimentale della NASA,
costata 110 milioni di dollari, si è conclusa prematuramente poche
ore dopo il lancio di cui abbiamo parlato in questa stessa pagina.
Infatti DART (questo il nome del costoso satellite automatizzato)
dopo aver avvicinato a circa 200 metri il suo obiettivo costituito
da un vecchio satellite militare, ha abortito la manovra per una
inspiegabile mancanza di combustibile ai razzi di manovra. Fin dal
distacco dal razzo vettore Pegasus XL la missione era proseguita
senza nessun intervento umano e il computer di bordo, dopo un
controllo che tutte le apparecchiature fossero funzionanti ha dato
il via all'avvicinamento al bersaglio. Da Terra i controllori della
missione non potevano fare altro che guardare come DART eseguiva il
compito affidatogli. DART avrebbe dovuto avvicinarsi a circa 2 metri
dall'obiettivo, eseguire un giro attorno, allontanarsi e ripetere la
manovra ancora una volta. Purtroppo quando la distanza che separava
i due satelliti era di circa 200 metri il computer di bordo ha
bloccato tutto perchè il combustibile rimasto nei serbatoio era
sceso sotto il minimo programmato. A questo punto DART si è
allontanato dal satellite bersaglio e si è inserito così in
un 'orbita che lo porterà a bruciare nell'atmosfera terrestre fra
circa dieci anni. Al momento sono inspiegabile le cause che hanno
portato ad un consumo così abnorme del combustibile. La NASA ha
aperto un'inchiesta anche se molte delle tecnologie che dovevano
essere testate nella missione hanno funzionato regolarmente.
Fonte: Space.com
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17/04/2005
- Spedizione 11 attracca alla ISS - Il veicolo
spaziale Soyuz TMA-6 ha completato con successo la manovra
automatica di aggancio con la Stazione
Spaziale Internazionale (ISS). A bordo della Soyuz TMA-6 si
trovano l'astronauta italiano dell'ESA Roberto Vittori, impegnato
nella missione ENEIDE, oltre a due membri della Spedizione
11. Il veicolo spaziale si è agganciato al compartimento
dedicato russo Pirs alle ore 4:20 ora italiana. Dopo il
completamento dei controlli successivi alla fase di aggancio, il
portello tra il veicolo spaziale e la ISS si è aperto alle 7:12 ora
italiana e l'equipaggio di Spedizione 10, nello spazio da circa sei
mesi e che non ha mai ricevuto la visita di altri astronauti, ha
salutato calorosamente i nuovi arrivati. La Soyuz TMA-6 è decollata
dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan due giorni fa con il Volo
10S. Durante il viaggio Vittori ha ricoperto l'incarico di ingegnere
di volo della Soyuz, assumendo un ruolo attivo nel pilotaggio e
nella manovra di aggancio del veicolo spaziale a fianco del
comandante della Soyuz, il cosmonauta russo Sergei Krikalev.
Krikalev ha già fatto parte di Spedizione
1 nel 2000/2001 e sarà il comandante della Spedizione 11. Il
terzo membro dell'equipaggio è l'astronauta NASA John L. Phillips,
ingegnere di volo della ISS Expedition 11. Durante il primo giorno
di permanenza a bordo, oltre al programma di esperimenti della
missione ENEIDE, Vittori prenderà parte all'addestramento per le
attività di comunicazione e di emergenza della ISS. Il
programma di esperimenti scientifici, dimostrazioni tecnologiche e
attività didattiche di Vittori continuerà per tutta la durata
della missione, che si concluderà quando l’astronauta dell’ESA
farà ritorno a Terra con l'equipaggio della ISS Expedition
10, composto da Leroy Chiao e Salizhan Sharipov. L'atterraggio
in Kazakistan di questo equipaggio è programmato per la mezzanotte
(CET) del 24/25 Aprile. Nella foto il momento dell'attracco della
Soyuz al modulo russo Pirs della ISS (in basso).
Fonte:
ESA
Pagina in italiano dedicata alla missione ENEIDE
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15/04/2005
- Lanciata la DART - Alle 18.26 ora italiana è stato
lanciato, per mezzo di un vettore Pegasus XL, il veicolo
dimostrativo della NASA dal nome DART (Demonstration of Autonomous
Rendezvous Technology). La missione di questo piccolo satellite è
di quelle storiche per l'astronautica, infatti eseguirà, nelle
prossime 24 ore, un randezvous automatico con un satellite bersaglio
MUBLCOM lanciato all'inizio della settimana. Questa tecnologia già
utilizzata con successo dai russi con i loro veicoli da cargo
Progress e che verrà utilizzata in futuro dagli europei ATV non era
mai stata sperimentata dagli Stati Uniti. Questo passo viene
considerato decisivo per la nuova esplorazione dello spazio verso la
Luna, Marte ed oltre. Il DART, pesante circa 200 chilogrammi è
equipaggiato con telecamere, laser e radar per far si che il suo
sofisticato cervello di guida possa trovare il bersaglio ed
avvicinarsi in modo automatico. L'aereo Tristar L1011 che
trasportava sotto la carlinga il vettore Pegasus Xl è decollato
dalla base aerea di Vanderberg e lo sgancio è avvenuto sopra
l'Oceano Pacifico a circa 60 miglia dalla costa. Nelle prossime ore
sapremo se la delicata manovra automatica avrà avuto successo.
Nella foto il momento dell'accensione del primo stadio a
combustibile solido del Pegasus XL.
Fonte: Space.com
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15/04/2005
- Roberto Vittori in
orbita con Expedtion 11 - La navicella spaziale Soyuz
TMA-6 e’ stata lanciata oggi per il volo 10S alla volta della
Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Oltre all'undicesimo
equipaggio della ISS (Expedition
11), composto dal cosmonauta russo Sergei Krikalev, che assumerà
il comando della Expedition 11 sulla ISS, e l'astronauta NASA John
L. Phillips, che svolgera’ il ruolo di ingegnere di volo della
Expedition 11, il veicolo spaziale trasporta anche la missione ESA
Eneide, con l'astronauta italiano Roberto Vittori. La navicella
spaziale è stata lanciata dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan
alle 06.46 ora locale (le 2.46 ora italiana). Tutto ha funzionato
regolarmente ed al momento la capsula è in rotta verso la ISS che
raggiungerà domenica per un aggancio automatico. Vittori
è l’ingegnere di volo della Soyuz TMA-6 e ha assunto un ruolo
attivo nelle operazioni di pilotaggio e aggancio del veicolo
spaziale, affiancando a tutti gli effetti il comandante della Soyuz,
il cosmonauta russo Sergei Krikalev. Vittori avra’ inoltre un
ruolo importante anche nelle operazioni di rientro, discesa e
atterraggio del volo di ritorno. Roberto
Vittori sarà il primo astronauta europeo a visitare la ISS per la
seconda volta. Durante la sua missione di 10 giorni, otto dei quali
da trascorrere a bordo della Stazione Spaziale Internazionale,
Vittori condurrà un intenso programma di esperimenti nel campo
della fisiologia umana, della biologia, della tecnologia e
dell'istruzione. La missione Eneide è co-sponsorizzata dal
Ministero della Difesa Italiano e dalla regione Lazio, nel quadro di
un accordo tra l'ESA e l'Agenzia Spaziale Federale Russa Roscosmos.
Molti degli esperimenti sono stati sviluppati da ricercatori
italiani e preparati da industrie e istituti di ricerca italiani.
Questo è il sesto volo della nuova serie di Soyuz TMA, inaugurata
con il volo dell’astronauta belga dell’ESA Frank De Winne,
nell'ottobre del 2002. Al termine della missione Eneide, astronauti
europei avranno volato su tutti i veicoli spaziali della serie Soyuz
TMA. La nuova Soyuz TMA-6 sostituirà la vecchia Soyuz TMA-5, la
navicella spaziale che nell'ottobre del 2004 ha portato sulla ISS
l'equipaggio della Expedition
10 e che da quel momento è sempre rimasta agganciata alla
Stazione. La nuova Soyuz TMA-6 rimarrà agganciata alla ISS per i
prossimi sei mesi nel ruolo di veicolo di rientro d’emergenza.
Nella foto il momento del lancio della Soyuz TMA6.
Fonte: ESA
Pagina in italiano dedicata alla missione
ENEIDE
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14/04/2005
- Discovery esegue test del serbatoio - Oggi è stato
compiuto un nuovo passo in avanti per la ripresa dei voli delle
navette. Infatti la navetta Discovery, che si trova alla rampa 39/B
al Centro Spaziale Kennedy, ha subito oggi un test di prova per il
nuovo serbatoio esterno. In pratica il serbatoio è stato riempito
con i propellenti che verranno utilizzati al lancio per vedere come
tutte le nuove componenti reagivano. Il test è stato superato in
modo brillante. Infatti per riempire il serbatoio con i propellenti
liquidi superaffreddati sarebbe stato evidenziato in quali punti si
sarebbe formato del ghiaccio sulla superficie esterna permettendo
così uno studio accurato per evitare il ripetersi di distacchi
pericolosi di frammenti durante il lancio. Il serbatoio è stato
infatti completamente ridisegnato dopo l'incidente del Columbia del
2003 proprio nell'ottica di portare al minimo il rischio di impatti
di frammenti sia di isolante che di ghiaccio al momento del lancio.
A questo punto con un mese dall'apertura della finestra di lancio
per la missione STS-114 tutto sembra ancora procedere senza intoppi.
All'ottimismo della NASA fanno però riscontro i dubbi della
commissione Stafford-Covey (dal nome dei due astronauti veterani che
la compongono) sull'effettiva conoscenza dei rischi di impatti di
frammenti al lancio. Intanto anche il Senato ha dato l'ok per la
nomina di Mike Griffin come nuovo amministratore della NASA. Durante
un'udienza al Senato Griffin ha messo l'accento su tre priorità: il
ritorno dei voli shuttle in sicurezza per completare la Stazione
Spaziale Internazioale, la necessità di accelerare il programma CEV
per minimizzare il periodo fra il termine dei voli shuttle (2010) e
l'entrata in servizio del nuovo veicolo spaziale e la possibilità
di rivedere la decisione di cancellare la missione destinata a
riparare il Telescopio Spaziale Hubble.
Fonte: SpaceflightNow
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07/04/2005 - Discovery
verso la rampa di lancio - Dopo oltre due anni dal disastro
della navetta Columbia
oggi uno shuttle è di nuovo diretto verso la rampa di lancio. Lo
space shuttle Discovery ha infatti iniziato un lento tragitto della
durata di circa 8 ore oggi alle 20.00 ora italiana che lo porterà
dal VAB fino alla rampa di lancio situata a circa 7 chilometri di
distanza. La partenza della navetta è prevista per il 15 maggio
prossimo con la missione STS-114
diretta a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale
ed a testare tutta una serie di aggiornamenti a seguito
dell'incidente del Columbia del 1° febbraio 2003. Nella foto di
copertina la navetta Discovery accoppiata al serbatoio esterno ed ai
due booster mentre viene trasportata verso la rampa di lancio.
Fonte: NASA
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28/03/2005
- Completata la Seconda EVA - A bordo
della Stazione Spaziale Internazionale l'equipaggio di Spedizione
Dieci composto dal comandante Leroy Chiao e dall'ingegnere di
volo Salizhan Sharipov ha completato con successo la seconda
attività extraveicolare prevista per questa missione. I due
astronauti sono usciti dal compartimento di attracco Pirs alle 18.25
ora italiana ed hanno eseguito tutti i compiti prefissati in un'ora
di meno del previsto. Infatti l'EVA è terminata dopo 4 ore e trenta
minuti. Chiao e Sharipov hanno per prima cosa hanno installato tre
antenne per telecomunicazioni nella sezione conica di prua del
modulo Zvezda. Queste attrezzature verranno utilizzate sia dal cargo
automatico europeo ATV "Jules Verne" (che attraccherà
alla stazione all'inizio del prossimo anno portando i rifornimenti
alla ISS) che da altri veicoli in arrivo. Dopo due ore e mezzo
dall'inizio della passeggiata i due sono tornati vicino al modulo
Pirs e Sharipov ha lanciato nello spazio un piccolo satellite (Nanosatellite)
russo grande come un pallone da rugby mentre Chiao riprendeva con la
telecamera la manovra. In seguito il controllo missione di Mosca ha
confermato che il satellite trasmette regolarmente. Al termine della
passeggiata Chiao e Sharipov sono tornati vicino al modulo Zvezda
dove hanno installato, nella parte terminale, un ricevitore GPS che
verrà utilizzato anch'esso per l'arrivo del modulo europeo ATV.
Dopo un breve controllo al materiale installato nelle scorse
attività extraveicolari i due sono rientrati nel modulo Pirs ed
hanno iniziato la pressurizzazione del modulo. Con questa EVA
l'equipaggio di Spedizione Dieci ha compiuto un totale di 10 ore di
attività extraveicolare. In totale sono state eseguite oltre 348
ore e 15 minuti di EVA dall'inizio della costruzione della ISS e
questa era la 15 compiuta dal modulo russo Pirs. Purtroppo il
successo di questa seconda EVA deve fare i conti con un nuovo
inatteso problema con uno dei due giroscopi funzionanti rimanenti.
Appena pochi minuti dopo che i due astronauti erano rientrati a
bordo della ISS infatti il giroscopio n.3 ha avuto delle anomale
vibrazioni. Al momento è tornato a funzionare regolarmente ma i
tecnici della NASA a Terra stanno valutando attentamente il
problema. Ricordiamo che la stazione ha quattro giroscopi che
servono per mantenerla orientata in modo corretto. Il primo è
andato in avaria nel 2002 ed un secondo si è guastato per la
seconda volta il sedici marzo scorso. Intanto al Centro Spaziale
Kennedy continuano i preparativi per la ripresa dei voli delle
navette spaziali ed oggi l'orbiter Discovery è uscito dall'hangar
OPF (Orbiter Processing Facility) per essere portato al VAB dove
verrà accoppiato con il serbatoio esterno ed i due booster a
propellente solido. La data del lancio per la missione STS-114
rimane fissato per il 15 maggio. Nella foto un momento della
passeggiata spaziale di oggi.
Fonte: NASA
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18/03/2005
- Un ghiacciaio in un cratere? - La sonda europea Mars
Express ha inviato a Terra questa immagine di due crateri che
assieme ricordano la forma di una clessidra. Ma il fatto
interessante è che all'interno del cratere più piccolo vi sono
segni che fanno pensare ai resti lasciati da un antico ghiacciaio.
La zona di Marte dove questa formazione geologica si trova è
nel Promethei Terra all'estremo confine con Hellas Basin,
all'incirca alla latitudine 38º Sud e longitudine 104º Est. La
superficie di Marte alle medie latitudini è stata modellata dai
ghiacciai fino ad alcuni milioni di anni fa e l'acqua potrebbe
essere oggi rimasta nel profondo del terreno all'interno di queste
formazioni. Le striature che si vedono (meglio nella foto a maggiore
risoluzione al sito dell'ESA) sembrano proprio quelle che lasciano i
ghiacciai terrestri dopo che il ghiaccio si è ritirato. Anche
questa scoperta non fa che aumentare l'attesa per il momento in cui
verrà attivato l'esperimento MARSIS, a bordo della Mars Express,
capace di rilevare la presenza di acqua fino ad una profondità di
cinque chilometri nel terreno del pianeta rosso. MARSIS dovrebbe
essere attivato entro maggio dopo una serie di rinvii a causa di
problemi legati al dispiegamento delle due antenne.
Fonte: ESA
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16/03/2005 - Sulla
ISS ancora problemi - Sulla Stazione Spaziale Internazionale
si è nuovamente guastato il circuito di controllo remoto energetico
di uno dei tre giroscopi ancora funzionanti (il quarto era andato in
avaria l'8 giugno del 2002). Infatti quello guastatosi oggi era già
stato sostituito durante una attività extraveicolare svoltasi ad
aprile 2004 dall'equipaggio di spedizione nove. Al momento quindi
sulla ISS sono rimasti soltanto due giroscopi funzionanti, il minimo
per tenere orientata la stazione senza ricorrere ai razzi di manovra
del veicolo cargo Progress. Un ricambio del giroscopio andato in
avaria nel 2002 è previsto durante la missione Discovery
STS-114 che vedrà la ripresa delle missioni della navetta
spaziale americana. Un circuito di controllo di ricambio si trova a
bordo della stazione ed altri quattro verranno portati dalla
navetta. La NASA sta monitorando la situazione anche se al momento
non sembra che questo nuovo guasto crei problemi insormontabili per
il lancio del Discovery previsto per maggio/giugno. Intanto il
generatore di ossigeno russo Elektro, che la scorsa settimana era di
nuovo andato in avaria, è tornato operativo oggi. L'equipaggio di Spedizione
Dieci si sta inoltre preparando alla seconda EVA che si svolgerà
il 28 marzo prossimo e durante la quale Sharipov e Chiao
installeranno nuove attrezzature per l'arrivo del cargo automatico
europeo ATV e metteranno in orbita un minisatellite tedesco.
Fonte: NASA
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11/03/2005 - Mike
Griffin il nuovo direttore della NASA - La Casa Bianca ha
confermato oggi che è sua intenzione nominare Mike Griffin nuovo
amministratore della NASA al posto del dimissionario Sean O’Keefe.
Griffin al momento è capo del Dipartimento Spaziale al Johns
Hopkins University’s Applied Physics Laboratory (APL). Il suo
curriculum è di tutto rispetto: laureato in ingegneria
aerospaziale, master in scienza aerospaziale, ingegneria applicata
all'energia elettrica, fisica applicata ,ingegneria civile ed
amministrazione! Ha lavorato già per la NASA negli anni '80 e primi
novanta quando il Presidente Bush senior tentò di far decollare una
Iniziativa Spaziale per portare l'uomo al di l'à dell'orbita
terrestre ma purtroppo senza seguito. Negli anni '90 ha lavorato per
la Orbital Sciences Corp., un'industria privata che costruisce
satelliti e razzi vettori. Alla nomina di Griffin molte autorevoli
voci del Congresso hanno espresso la loro positiva reazione a questa
scelta che dovrebbe portare alla guida della NASA l'uomo che ha già
ottenuto ottimi risultati nei vari settori di cui si è interessato.
Nell'ottobre del 2003 Griffin aveva parlato ad una Commissione
Scientifica della Casa Bianca esprimendo la sua opinione sul fatto
che la visione della Presidenza Bush per un ritorno sulla Luna e
verso Marte non poteva essere realistica senza una creazione di una
nuova classe di lanciatori pesanti magari anche derivati da
materiale degli Space Shuttle.
Fonte: Space.com
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11/03/2005 - Atlas
5 mette in orbita satellite - Con un perfetto lancio
avvenuto alle 22.42 ora italiana dalla rampa 41 del Centro Spaziale
di Cape Canaveral, in Florida, il potente razzo vettore Atlas 5
(AV-004) ha immesso in orbita il satellite per telecomunicazioni
Inmarsat 4 F-1, il più grande mai lanciato nello spazio. Un nuovo
successo del potente vettore della Lockheed Martin dopo quello del
dicembre scorso. Quello di oggi era il quinto lancio del nuovo Atlas
5 ed il 75° consecutivo di successo di un razzo della famiglia
Atlas dal 1993. Questo lancio à stato gestito dalla società
privata ILS (International Launch Service) che utilizza anche il
vettore russo Proton.
Fonte: SpaceflightNow
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01/03/2005
- Progress arrivato alla Stazione Spaziale Internazionale -
Il veicolo automatico di rifornimento Progress 17P (M-52) ha
attraccato regolarmente alla ISS alle ore 20.10 di oggi, ora
italiana, dopo un viaggio iniziato il 28 febbraio. Il giorno
precedente a bordo della stazione spaziale l'equipaggio di
Spedizione Dieci aveva sganciato il Progress 16P, carico di
rifiuti, per far posto all'arrivo del cargo. Mentre il veicolo
si avvicinava alla stazione l'ingegnere di bordo Salizhan Sharipov
era pronto ad intervenire per guidare manualmente le fasi finali
dell'attracco nell'evenienza che ci fosse qualcosa che non andava. A
bordo del Progress 17P equipaggiamenti vari, acqua, ossigeno e cibo
per oltre 160 giorni. Assieme a tutta l'attrezzatura a bordo del
Progress si trova anche un equipaggiamento di telecamere e macchine
fotografiche che verranno utilizzate dal prossimo equipaggio della
stazione. Infatti quando a maggio prossimo arriverà la navetta
Discovery STS-114 verranno eseguite tutta una serie di riprese
dello scudo termico dagli astronauti a bordo della stazione. Inoltre
fra i rifornimenti è arrivato un nuovo componente per il modulo di
decompressione Quest che dovrebbe permettere di nuovo di effettuare
attività extraveicolare con le tute spaziali della NASA.
Intanto al Centro Spaziale Kennedy, in Florida, procedono i lavori
per il ritorno nello spazio della navetta spaziale. All'interno del VAB
il primo serbatoio esterno modificato è stato agganciato ai due booster laterali
ed entro la fine del mese l'orbiter Discovery verrà accoppiato e
tutto il complesso portato sulla rampa di lancio.
Fonte: NASA
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26/02/2005
- Il Giappone torna al successo! - Con un perfetto
lancio avvenuto alle 10.25 ora italiana dal Centro Spaziale di
Tanegashima, nel sud della prefettura di Kagoshima, il vettore
H-2A ha portato con successo in orbita il satellite per previsioni
meteorologiche MTSAT-1R. Questo successo cancella l'imbarazzante
disastro del novembre 2003 quando, un vettore H-2A con a bordo un
satellite spia giapponese, venne distrutto per un malfunzionamento
del razzo. Il Giappone punta molto su questo potente vettore per
poter immettere in orbita i propri satelliti e magari accaparrarsi
una piccola fetta del mercato dei lanciatori per paesi terzi. Con
quello di oggi sono stati sette i lanci dl vettore H-2A e dei quali
soltanto quello del 2003 (il sesto) non ha avuto successo. Il
vettore H-2A deriva dal precedente H-2 utilizzato fino al 1999.
Questo razzo è simile al vettore Delta-2 americano. Il satellite è
del tipo geostazionario ed è stato costruito dall'americana Space
Systems/Loral. Pesa circa 2900 chilogrammi ed oltre a fornire
immagini per aiutare le previsioni meteorologiche sul Pacifico è
fornito di attrezzature che aiuteranno la navigazione ed il traffico
aereo nell'area.
Fonte: Spacedaily.com
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20/02/2005 - La
NASA smentisce... - L'Ente Spaziale degli Stati Uniti ha
smentito con un annuncio ufficiale quanto affermato appena il
giorno prima da Carol
Stoker e Larry Lemke del Centro Ricerce NASA di Ames sulla presenza
della vita su Marte. Per l'esattezza il comunicato dice: "...le
notizie riportate il 16 febbraio 2005 secondo le quali scienziati
del Centro Ricerche Ames di Moffett Field (California) della NASA
avrebbero trovato forti evidenze che la vita esiste su Marte sono
incorrette. La NASA non ha nessun dato osservato da nessuna missione
corrente su Marte che avvalori questo annuncio. Il lavoro degli
scienziati menzionati nelle notizie non può essere usato per affermare
che vi è la vita su Marte, ma soltanto per formulare strategie per
come cercare la vita marziana. Le loro ricerche riguardano ambienti
estremi sulla Terra come analogia di possibili ambienti marziani.
Nessun articolo di ricerca è stato sottoposto a dei giornali
scientifici che asserisce alla vita marziana...". Come si
vede dalla puntigliosa spiegazione l'argomento vita su Marte è un
nervo scoperto negli ambienti NASA. Ma che anche un ricercatore
italiano dell'ESA, Vittorio Formisano, che lavora con i dati dello
spettrometro PFS (Planetary Fourier Spectrometer) a bordo della
sonda europea Mars Express affermava all'incirca le stesse cose di
Stoker e Lemke già un anno fa... “Se escludiamo l’ipotesi
vulcanica, possiamo sempre considerare la possibilità di vita”,
conclude Formisano. Speriamo che il prossimo dispiegamento
dell'antenna della sonda europea possa finalmente chiarire la
presenza dell'acqua nel sottosuolo di Marte ed allora vedremo chi ha
ragione, se i pessimisti o gli ottimisti.
Fonte: NASA
/ ESA
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17/02/2005
- La vita su Marte... ora? - I due scienziati Carol
Stoker e Larry Lemke del Centro Ricerce NASA di Ames nella
Silicon Valley hanno divulgato la notizia, durante un meeting non
pubblico, di avere gli indizi che proverebbero che la vita è
presente su Marte anche oggi! Gli studi che porterebbero a questa
straordinaria scoperta saranno pubblicati sulla prestigiosa rivista
scientifica Nature nel numero di giugno. L'indizio principale
sarebbe la presenza di metano nell'atmosfera di Marte in una
quantità spiegabile soltanto con la presenza di forme di vita. La
misurazione si deve alla sonda europea Mars Express che orbita
attorno al pianeta rosso da oltre un anno. Stoker e Lemke avevano
eseguito nel 2003 una ricerca di attività microbiologica nel
sottosuolo in Spagna nelle vicinanze del Rio Tinto, chiamato così
per la colorazione rossastra del fiume a causa della presenza di
ferro e quindi abbastanza inospitale alla vita. L'ipotesi che anche su Marte
possano esistere forme di vita microbiologica sotto la superficie e quindi
al riparo dalle condizioni inospitali del pianeta era già stata
formulata in passato ma questa rivelazione sembra essere appoggiata
da valide spiegazioni. Certo, fino a che non avremo la prova
"fisica" della presenza di vita su Marte tutto questo
rimarrà soltanto un 'avvincente teoria. Speriamo che con le
prossime missioni previste il mistero possa essere finalmente
svelato.
Fonte: Space.com
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12/02/2005
- Ariane 5 ECA lanciato con successo - Con un perfetto
lancio dalla rampa ELA-3 nalla base di lancio di Korou, Guyana
Francese, avvenuto alle 22.03 ora italiana, il vettore europeo
Ariane 5 versione ECA ha finalmente cancellato il fallimento del suo
debutto della stessa versione avvenuto nel 2002. L'Ariane 5 ECA -
V164 ha infatti immesso in orbita il satellite XTAR-EUR (pesante
3600 chilogrammi) per telecomunicazioni governative in banda X e che
verrà utilizzato dagli Stati Uniti, la Spagna ed altri paesi
alleati. Inoltre a bordo aveva anche Sloshsat FLEVO (un piccolo
satellite di 129 chilogrammi a forma di cubo costruito dall'Olanda
per lo studio in orbita dei fluidi) e Maqsat B2, pesante 3500
chilogrammi e che è servito per simulare un secondo satellite
all'interno dell'ogiva del razzo e le prestazioni aereodinamiche.
Questa ultima versione di Ariane 5 è capace di immettere in orbita
geostazionaria oltre 10 tonnellate di carico utile e quindi 2 grandi
satelliti per volta. La versione Ariane 5 ECA ha infatti potenziato
i due booster laterali e il motore principale del primo stadio
Vulcain 2 di oltre il 20%. Con questa nuova versione, che si
affianca a quella chiamata "Generica", Arianespace,
l'azienda europea che si occupa della commercializzazione del
vettore torna nuovamente al top del mercato commerciale per il
lancio dei satelliti. Prossimo lancio di Ariane 5 previsto per il 14
aprile prossimo con a bordo due satelliti per telecomunicazioni.
Fonte:
SpaceflightNow
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11/02/2005
– L’equipaggio
di Discovery ispeziona la navetta – I sette astronauti
designati dalla NASA come primo equipaggio per la ripresa dei voli
delle navette spaziali dopo l’incidente del Columbia
sono fiduciosi del loro orbiter e del ridisegnato serbatoio esterno
anche se ammettono che alcuni dettagli devono ancora essere definiti.
L’equipaggio di STS-114,
la prima missione di ripresa dei voli delle navette, ha effettuato un’ispezione
della durata di due giorni al Centro Spaziale Kennedy per controllare
lo stato di preparazione dello shuttle. "Questo sarà un volo
di prova," confessa ai cronisti il comandante della missione
Eileen Collins "Io credo in quello che stiamo facendo… credo
che siamo coperti." La NASA ha la partenza fissata per il 12
maggio, ma con soltanto tre mesi fino all’apertura della finestra di
lancio, ci sono ancora alcune cose da definire. La più importante da
risolvere è la capacità dell’equipaggio di STS-114 di riparare la
protezione termica del Discovery ed i pannelli in carbonio di
rivestimento delle ali. La Collins afferma di essere sicura che
verranno lanciati con un qualche tipo di capacità di riparazione del rivestimento
termico anche se ammette che non sa bene ancora quale.
"Stiamo sperimentando cinque diversi tipi di tecniche di
riparazione e potremmo volare con tutte quante o soltanto con una
parte di esse." Uno di questi metodi consiste in una specie
di pasta arancione con la quale coprire gli eventuali buchi nello
scudo termico. Oltre a questo il Discovery monta anche una prolunga
del braccio robotico Canadarm fornita di telecamere e sensori che
aiuteranno ad ispezionare, una volta in orbita, tutto lo scafo alla
ricerca di eventuali danni verificatisi al lancio ed un serbatoio
esterno molto più sicuro del precedente perché non dovrebbero più
staccarsi da esso parti del materiale isolante come accaduto
tragicamente al Columbia. Ma sebbene lo scopo principale della
missione STS-114 sia il testare tutta una serie di nuove tecnologie
che renderanno la navetta più sicura il Discovery ha anche il
cruciale compito di portare rifornimenti, pezzi di ricambio e cibo per
la Stazione Spaziale
Internazionale. In conclusione, "E’ stata una
dettagliata analisi a cui il veicolo è stato sottoposto." Ha
commentato lo specialista di missione Andrew Thomas. Dello stesso
parere il comandante Collins che ha affermato: "Chiaramente
non volerei se non fosse sicura (la navetta). Sono la persona che non
sale sulle montagne russe perché mi spaventano. Siamo molto eccitati
per la missione e l’equipaggio sarà pronto." Nella foto il
comandante Collins assieme allo specialista di missione giapponese
Noguchi mentre ispeziona il bordo dell'ala del Discovery.
Fonte: NASA
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08/02/2005
- La Mars Express pronta a dispiegare il MARSIS - Dopo
oltre un anno di ritardo gli scienziati dell'ESA hanno finalmente dato
la luce verde per il dispiegamento dell'antenna dello strumento MARSIS,
ideato dall'Italia, e che si trova a bordo della sonda Mars Express.
Con MARSIS sarà possibile cercare l'acqua fino ad una profondità di
cinque chilometri. Quindi se su Marte vi è ancora acqua sotto la
superficie del pianeta solo questo strumento potrà finalmente
rivelarcelo. Lo strumento verrà attivato fra la fine di aprile e
l'inizio di maggio. Il motivo di tanto ritardo è dovuto alla
particolarità delle due antenne dello strumento che arrivano ad oltre
venti metri di lunghezza ognuna. Dopo che la sonda era stata lanciata
(maggio 2003) ci si accorse che le due antenne, al momento del
dispiegamento, avrebbero potuto sbilanciare la sonda od addirittura
colpirla in una specie di colpo di frusta. A questo sono seguiti otto
mesi di indagini da parte degli scienziati dell'ESA e del JPL della
NASA che hanno concluso che le possibilità di gravi danni alla sonda
sono minimi e che nel peggiore dei casi le due antenne potrebbero
bloccarsi durante il dispiegamento impedendo il funzionamento del
MARSIS. Ricordiamo che l'attrezzatura MARSIS è un radar ad
apertura sintetica ideato dagli scienziati italiani e che dovrebbe
studiare sia l'acqua nel sottosuolo di Marte, fino ad una profondità
di cinque chilometri, che la ionosfera.
Fonte: ESA
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03/02/2005 - L'equipaggio di
Spedizione 11 si prepara al ritorno delle navette alla ISS – Il
prossimo equipaggio che visiterà la Stazione Spaziale Internazionale (ISS)
si sta preparando per una missione, essi sperano, che possa vedere l'arrivo
di almeno uno space shuttle e possibilmente l'aggiunta di un terzo membro
dell'equipaggio. Il cosmonauta russo Sergei Krikalev e l'astronauta della
NASA John Phillips, l'equipaggio di Spedizione 11 per la ISS, si preparano
per il lancio previsto per il 15 aprile prossimo. I due veterani dello
spazio si imbarcheranno a bordo della capsula spaziale Soyuz TMA-6 per
trascorrere sei mesi a bordo della stazione spaziale. Durante questo periodo
la navetta spaziale Discovery e Atlantis dovrebbero agganciarsi al
laboratorio orbitante. "E' un passo molto importante." ha
detto Krikalev, che comanda la missione, durante una conferenza stampa
tenuta oggi ad Houston. L'astronauta Phillips ha il compito di ufficiale scientifico
NASA ed ingegnere di volo. Lui e Krikalev sostituiranno il corrente
equipaggio della stazione composto dal comandante di Spedizione 10 Leroy
Chiao e dall'ingegnere di volo Salizhan Sharipov. Assieme all'equipaggio di
Spedizione 11 ci sarà anche l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Italiana
Roberto Vittori che rappresenta l'ESA (Agenzia Spaziale Europea). Vittori
trascorrerà soltanto dieci giorni a bordo della ISS effettuando importanti
esperimenti e rientrerà sulla Terra assieme all'equipaggio di Spedizione 10
a bordo della Soyuz TMA-5. Fra gli esperimenti italiani Vittori ha il
compito di seguirne uno che per la prima volta potrebbe aiutare a rivelare
un terremoto che sta per verificarsi dal cambiamento del campo magnetico
terrestre. Durante la permanenza di sei mesi a bordo della ISS l'equipaggio
di Spedizione 11 dovrebbe ospitare non soltanto una ma addirittura due
navette spaziali. Dopo il disastro del 1° febbraio 2003 la prima navetta
spaziale a riprendere il volo sarà la Discovery con la missione STS-114 che
dovrebbe essere lanciata fra maggio e giugno 2005 seguita dalla navetta
Atlantis prevista per luglio con la missione STS-121. Alla NASA sono
fiduciosi che la data possa essere quella prevista per la ripresa dei voli
indispensabili per il mantenimento e il completamento della ISS. Ma
l'Agenzia Spaziale USA si prepara anche all'ipotesi peggiore e cioè che
l'equipaggio del Discovery non possa rientrare sulla Terra per danni subiti
al lancio dalla navetta ed ecco quindi che Atlantis sarà pronto sulla rampa
nel caso di dover eseguire una missione di salvataggio. Ma
Krikalev e Phillips sperano anche di poter ricevere, durante la loro
permanenza sulla ISS, anche l'aggiunta di un terzo membro dell'equipaggio
che potrebbe essere sia il russo Sergei Volkov che l'astronauta tedesco
dell'ESA Thomas Reitner. Questo terzo inquilino potrebbe arrivare sulla ISS
con la navetta Atlantis STS-121. Infatti è dall'incidente del Columbia che
gli equipaggi a bordo della ISS sono stati ridotti, per mancanza di
rifornimenti, dagli iniziali tre a solo due astronauti. Ma con un numero
così ridotto di equipaggio molte delle attività a bordo della ISS non
possono essere eseguite in modo completo ed anche le attività
extraveicolari (come quella eseguita da Chiao e Sharipov lo scorso mese)
devono essere condotte con nessun uomo a bordo rendendo il tutto più
rischioso. Tutto l'equipaggio di Spedizione 11 ed anche Roberto Vittori sono
veterani del volo spaziale. Krikalev poi ha trascorso già un totale di un
anno, cinque mesi e 10 giorni nello spazio dalla MIR, alla ISS allo shuttle.
Anche Vittori ha già trascorso 10 giorni sulla ISS a maggio 2002.
Fonte: Space.com
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03/02/2005 – Lanciato
l'ultimo Atlas-3 – L'ultimo lancio di un vettore Lockheed Martin
Atlas 3B è avvenuto questa mattina alle 8.41 ora italiana dalla rampa 36/B
di Cape Canaverall, in Florida. A bordo due satelliti spia NOSS della NRO (National
Reconnaissance Office) che si occupa della gestione della sorveglianza dallo
spazio. La messa in orbita del carico classificato è avvenuta regolarmente
alle 10.00 ora italiana dopo due accensioni del vettore superiore Centaur.
Questo era il sesto ed l'ultimo lancio del vettore Atlas 3B che con questa
missione perfettamente riuscita porta il totale dei successi Atlas a 75 fin
dal 1993. In totale dagli anni '60 sono stati ben 145 i lanci eseguiti dalle
rampe di lancio 36/A e 36/B prima con gli Atlas ed in seguito con gli
Atlas-2. L'Atlas 3 è stato concepito per poter passare dal vecchio Atlas al
nuovo Atlas 5. La prticolarità del vettore Atlas 3 è nel primo stadio
alimentato da un motore di costruzione russa, l'RD-180. Ora le due rampe
verranno mandate in pensione perchè il nuovo Atlas 5 verrà lanciato dalla
rampa 41. E' probabile però che le due vecchie rampe di lancio vengano date
a nolo alla compagnia privata Space-X che da lì vorrebbe lanciare i suoi
vettori Falcon-1 e Falcon-5 entro il 2007. Il lancio di oggi era stato
originariamente previsto per il 27 gennaio ma, le sfavorevoli condizioni
meteo, lo hanno rinviato fino a questo momento. Anche questo lancio era
stato organizzato dalla compagnia privata ILS come quello del Proton
avvenuto soltanto poche ore prima.
Fonte: Space.com
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02/02/2005 – Proton M mette
in orbita Americom 12 – Con un lancio perfetto eseguito alle 3.26
ora italiana dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, un razzo vettore
Proton-M ha portato nello spazio il satellite per telecomunicazioni
Americom-12. Per la ILS, la compagnia mista USA/Russia che utilizza i
vettori americani Atlas ed i russi Proton, si è trattato del 32° lancio di
un Proton, il primo dei cinque programmati per quest'anno. Il satellite,
AMC-12/Worldsar-2, pesante oltre 3 tonnellate, opererà per la compagnia SES
Americom e con i suoi 72 transponder in banda-C permetterà trasmissioni
televisive ed internet fra l'America, l'Europa e l'Africa. Il satellite è
stato costruito dalla Alcatel e la sua vita è prevista in almeno 16 anni.
Dopo il lancio lo stadio superiore Breeze-M ha compiuto diverse accensioni
portando il satellite, dopo circa nove ore dal lancio, in un'orbita
ellittica con un apogeo di 35.500 chilometri ed un perigeo di 6.400
chilometri inclinato di 18,3 sull'equatore. In seguito i motori del
satellite lo porteranno nella posizione definitiva geostazionaria a 37,5
gradi ovest di longitudine.
Fonte: Space.com
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| 28/01/2005
– Settimana del Ricordo alla NASA- La NASA ha iniziato una
settimana di ricordo per i caduti nel nome dell'esplorazione spaziale.
Infatti ieri, 27 gennaio, cadeva il 38° anniversario dell'incidente dell'Apollo
1 nel quale persero la vita i tre astronauti Virgil I. Grissom, Edward
H. White II, Roger B. Chafee. Ma per triste ironia della sorte oggi, 28
gennaio, è anche il 19° anniversario della tragedia della navetta
spaziale Challenger nella quale perirono i sette astronauti Francis R. “Dick:”
Scobee, Judith Resnick, Ronald McNair, Michael Smith, Christa McAuliffe,
Ellison Onizuka, Gregory Jarvis. E per concludere il 1° febbraio di due
anni fa altri sette astronauti, Rick Husband, William McCool, David Brown,
Laurel Clark, Kalpana Chawla and Michael Anderson e Ilan Ramon morirono
nella distruzione della navetta Columbia durante il suo rientro sulla
Terra al termine della missione STS-107. Un periodo quindi nel quale, nel
giro di soli sei giorni sono avvenute tutte e tre le principali tragedie
spaziali della NASA. Ma ovviamente la NASA non ricorderà soltanto gli
astronauti ma anche tutto quel personale, dai piloti collaudatori ai
tecnici, che sono periti in questi primi 57 anni di vita dell'agenzia.
Vogliamo includere in questo momento di Ricordo per i caduti
dell'esplorazione spaziale anche tutti quelli degli altri paesi, prima fra
tutte la Russia con Vladimir Komarov,
Georgy Dobrovolsky, Vladislav Volkov e Viktor Patsayev
fino ai tecnici brasiliani del sito di lancio di Alcantara Launch Center
vicino a Sao Luis che morirono nel 2002 nell'esplosione sulla rampa del
razzo VLS-3. E' proprio per onorare questi caduti, oltre che per il bene
di tutta l'umanità e per la curiosità umana, che dovremo continuare
nell'esplorare il cosmo nonostante tutte le difficoltà che incontreremo.
Speriamo soltanto che queste dure lezioni siano state recepite e che non
avvengano mai più. Naturalmente il pericolo è insito in questa
esplorazione ma dobbiamo fare tutto ciò che è umanamente possibile per
portarlo vicino allo zero. Maggiori informazioni sui caduti dello spazio
alla nostra pagina speciale.
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27/01/2005
– E' proprio un meteorite! - Quello strano sasso scoperto
dal rover della NASA Opportunity nei pressi del proprio scudo termico si
è rivelato proprio per quello che sembrava, un meteorite ferroso! Si
tratta della prima scoperta di un meteorite sul suolo di un altro pianeta.
La conferma si è avuta quando il rover ha potuto utilizzare i suoi
apparecchi di indagine sulla composizione del sasso. I due rover della
NASA, Spirit ed Opportunity, continuano senza grossi problemi
l'esplorazione marziana entrando nel secondo anno di missione, un
traguardo che sta meravigliando anche i tecnici e gli scienziati stessi.
Intanto mancano pochi mesi al lancio del Mars
Reconnaissance Orbiter, una sonda destinata ad entrare in orbita
marziana ed a fornire una mappa ancora più dettagliata della sua superficie
e migliorare la trasmissione dei dati dalle sonda che sono già lì e da
quelle che arriveranno nel futuro. Ricordiamo che al momento su Marte si
trova una vera e propria flotta internazionale di astronavi in funzione
composta dalla Mars Express europea e dalle sonde Mars Odyssey, Mars
Global Surveyor, e dai due rover sulla superficie. A questi all'inizio del
2006 si andrà ad aggiungere anche il MRO. Nella foto il meteorite sulla
superficie di Marte ribattezzato, con poca fantasia, dagli scienziati del
Jet Propulsion Laboratory della NASA, Heat Shield Rock (roccia dello scudo
termico).
Fonte: NASA
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27/01/2005
– Un europeo in lunga missione sulla ISS? - Sembra che
l'ESA abbia finalmente richiesto ai partner USA e Russia di inviare un
proprio astronauta in missione di lunga durata a bordo della Stazione Spaziale
Internazionale già a partire da questo anno. La scelta sarebbe dovuta
alla vicina ripresa dei voli delle navette spaziali americane, previste
per maggio/giugno, ed al volo del primo cargo automatico europeo di
rifornimento ATV "Jules Verne" previsto in autunno. A quel punto
gli equipaggi della ISS dovrebbero tornare da due a tre uomini e quindi si
aprirebbe la possibilità di inserire anche un astronauta europeo. Peccato
che il nostro Roberto Vittori sia già stato scelto per la prossima
missione Soyuz per il cambio dell'equipaggio destinata alla ISS per aprile
e quindi non possa essere fra i possibili astronauti europei a
sperimentare un volo di lunga durata sulla stazione. L'ESA sarebbe invece
orientata per l'astronauta tedesco Thomas Reiter già veterano di un lungo
volo nello spazio a bordo della stazione spaziale russa MIR
fra il 3 settembre 1995 e 29 febbraio 1996, ben 179 giorni.
Fonte: SpaceDaily
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26/01/2005 -
Passeggiata spaziale sulla ISS - Con una attività
extraveicolare (EVA) durata 5 ore e 28 minuti i due residenti della Stazione
Spaziale Internazionale hanno installato una piattaforma da lavoro, cavi,
materiale robotico ed esperimenti all'esterno del modulo di servizio Zvezda.
Indossate le loro tute russe Orlan il comandante di Spedizione Dieci ed
ufficiale scientifico NASA della stazione Leroy Chiao e l'ingegnere di volo
Salizhan Sharipov hanno lasciato il portello del compartimento di aggancio
Pirs alle 1:43 a.m. CST (le 8.43 ora italiana). Con a bordo della stazione
nessuno i sistemi erano stati preventivamente disattivati e messi in modo da
operare autonomamente per la durata della passeggiata. I portelli fra i
segmenti russi ed americani della stazione erano stati chiusi nello
spiacevole evento che l'equipaggio non avesse potuto rientrare
nell'avamposto. Il primo compito dei due astronauti è stata l'installazione
del UWP (Universal Work Platform - piattaforma di lavoro universale)
piazzata alla fine della larga sezione conica di Zvezda. In cima alla
piattaforma vi era piazzato l'esperimento commerciale della Germania
chiamato Rokviss. Si tratta di un piccolo braccio robotico con un
doppio snodo che potrà essere manovrato sia da Terra che dall'interno della
ISS. Dopo questo primo lavoro Chiao e Sharipov hanno spostato un esperimento
giapponese il cui scopo è quello di collezionare impatti di micrometeoriti
su una vasta gamma di materiali per studiarne gli effetti. L'esperimento era
stato installato dall'equipaggio di Spedizione Tre nell'ottobre 2001. A
questo punto i due astronauti si sono spostati in un altro settore di Zvezda
per ispezionare una valvola di scarico del sistema di controllo ambientale
che viene utilizzato dal generatore di ossigeno Elektron, dall'eliminatore
di anidride carbonica Vozdukh e dall'attrezzatura di purificazione delle
particelle contaminate. Veniva scoperto che le bocchette di Elektron e del
Vozdukh erano parzialmente ostruite da un residuo di colore bianco e marrone
dall'apparenza oleosa. Questa ispezione era stata decisa alcune settimane fa
dai controllori di volo proprio a causa dei ripetuti malfunzionamenti di
Elektron e dal fatto che fino ad ora nessuna riparazione aveva dato il
successo sperato. I due astronauti hanno preso delle foto che verranno
analizzate a Terra per decidere come procedere. Al termine dell'EVA veniva
installato un esperimento chiamato Biorisk vicino al portello di Pirs.
Questo esperimento contiene diverse provette al cui interno si trovano microrganismi
ed altro materiale che verrà utilizzato per vedere gli effetti
dell'ambiente spaziale su di essi. Chiao e Sharipov sono rientrati
all'interno di Pirs alle 14:11 ora italiana concludendo così questa
attività extraveicolare perfettamente riuscita. Questa era la prima EVA di
Sharipov e la quinta di Chiao che ne dovranno affrontare un'altra a marzo
per installare equipaggiamento addizionale per l'arrivo del primo cargo automatico
europeo ATV "Jules Verne" previsto entro l'anno. Nella foto i due
astronauti al lavoro fuori dalla ISS.
Fonte: NASA
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26/01/2005
- Prime immagini della Luna da SMART-1 - La sonda europea
SMART-1 ha inviato a Terra le prime immagini ravvicinate della Luna riprese
dopo quasi cinque anni. La SMART-1, prima missione lunare dell'ESA, ha
utilizzato una tecnologia molto avanzata per sfuggire gradualmente alla
gravità della Terra dopo il suo lancio avvenuto il 27 settembre 2003.
Questo innovativo sistema di propulsione ad Ioni ha permesso una missione
molto meno costosa di una eseguita con motori a razzo tradizionali. Con una
serie di orbite sempre più allungata la SMART-1 è stata finalmente
catturata dalla gravità lunare il 15 novembre 2004 e nei passati due mesi
ha ciroclarizzato l'orbita avvicinandosi sempre di più alla Luna. Una volta
spento il motore ad Ioni è stato attivato l'esperimento AMIE (Asteroid-Moon
Imager Experiment) e sono state riprese le prime immagini rilasciate oggi.
Le foto sono state prese da un'altezza variabile dai 1.000 ai 5.000
chilometri dalla superficie. Nelle prossime settimane la sonda europea
dovrebbe eseguire una mappatura a media risoluzione di tutta la Luna a cui
ne seguirà una ad alta risoluzione facendola scendere ancora più vicino
alla superficie. Nei prossimi mesi le immagini della SMART-1 dovrebbero
riuscire a svelare il mistero della presenza o meno di ghiaccio nei crateri
dei poli dove i raggi del Sole non arrivano e che potrebbe essere la chiave
di volta di una futura presenza umana sul nostro satellite naturale. Nella
foto una ripresa effettuata da SMART-1 il 29 dicembre scorso che mostra una
zona lunare vicino alla longitudine lunare zero ed in basso si può vedere
il cratere Mouchez.
Fonte: ESA
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14/01/2005 -
La Huygens è atterrata su Titano! - Oggi è stato un momento
storico nell'esplorazione dello spazio, dopo il suo viaggio durato sette
anni attraverso il Sistema Solare a bordo della sonda Cassini, la sonda
Huygens dell'ESA è discesa con successo attraverso l'atmosfera di Titano,
la più grande luna di Saturno, ed è atterrata felicemente sulla sua
superficie. I primi dati scientifici sono arrivati all'ESOC (European Space
Operation Centre) di Darmstadt, in Germania, questo pomeriggio alle 17.19
CET. La Huygens ha compiuto con successo il primo atterraggio di un
manufatto dell'uomo su un mondo del Sistema Solare esterno. "Questo
è un grande obiettivo raggiunto dall'Europa e dagli Stati Uniti in questa
impresa internazionale di esplorare il sistema di Saturno," ha
detto il direttore generale dell'ESA Jean-Jacques Dordain. Seguendo il
rilascio dalla nave madre Cassini avvenuto il 25 dicembre, Huygens ha
raggiunto gli strati esterni dell'atmosfera di Titano dopo 20 giorni ed un
viaggio di quattro milioni di chilometri. La sonda ha iniziato la sua
discesa dentro la spessa coltre atmosferica ad un'altezza di circa 1270
chilometri alle 11.13 CET. Durante i tre minuti seguenti Huygens ha
decelerato la sua velocità da 18.000 a 1.400 chilometri orari. Una serie di
paracadute ha poi rallentato la discesa a meno di 300 chilometri orari. Ad
un'altezza di circa 160 Km gli strumenti scientifici della sonda sono stati
esposti all'atmosfera di Titano. A circa 120 Km. il paracadute principale è
stato rimpiazzato da uno più piccolo che ha completato la discesa. La sonda
aveva iniziato a trasmettere dati alla Cassini quattro minuti dall'inizio
della discesa ed ha continuato a trasmettere dopo l'atterraggio per oltre
un'ora e mezzo. La certezza che Huygens era sopravvissuta all'atterraggio è
arrivata alle 11.25 quando il radiotelescopio di Green Bank, in Virginia,
USA, ha captato il segnale portante della sonda. Altri radiotelescopi sulla
Terra hanno continuato a ricevere il segnale ben oltre la durata stimata
della sonda. I dati scientifici e le immagini ripresi dalla Huygens sono
stati trasmessi alla nave madre Cassini che li ha ritrasmessi per ben otto
volte ai centri di ascolto dello Deep Space Network della NASA che li ha poi
inviati immediatamente al Centro di Darmstadt dell'ESA dove al momento sono
analizzati. La prima immagine ripresa dalla Huygens è stata resa pubblica
alle 21.05 seguita da un applauso al Centro di Controllo dell'ESA. Al
momento in cui scriviamo le immagini non ancora elaborate (grezze) sono tre:
una ripresa da circa 16 chilometri di altezza e nella quali si vede un
terreno attraversato da quelli che sembrano fiumi ed sulla destra la costa
di un mare(!?). Nella seconda la ripresa invece è già della superficie una
volta che la sonda è atterrata e si vedono quelli che sono stati definiti
blocchi di ghiaccio. Queste due immagini sono quelle che potete vedere in
copertina. La terza è stata ripresa da un'altezza di circa 8 chilometri e
mostra il luogo dove poi la sonda è atterrata con zone chiare e scure. Purtroppo
uno dei due canali di trasmissione dati non ha funzionato e questo potrebbe
averci fatto perdere qualche informazione ma fortunatamente il canale B non
ha avuto nessun problema. John Zarnecki "Il sensore dell'impatto
riporta un valore intorno a 15 G: un atterraggio tra il duro e il morbido.
Abbiamo anche visto un’eco sempre più vicina delle ultime fasi. Durante
la discesa abbiamo anche probabilmente rivelato la presenza di nuvole,
attraverso le quali Huygens stava scendendo ma che producevano un’eco. La
sonda, dal momento dell’atterraggio, è rimasta assolutamente immobile.
Non siamo quindi atterrati su una superficie liquida: è solida ma non
sappiamo quanto. Come consistenza meccanica sembra più qualcosa come neve
compattata, da soffice a media. Sembra davvero che vi sia qualcosa di
morbido. Dall’accelerometro abbiamo anche un perfetto profilo
dell’impatto con l’atmosfera."
Fonte: ESA
- NASA - Space.com
- UAI
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12/01/2005 - Lanciata la Deep
Impact - La sonda della NASA destinata allo studio della cometa
Tempel-1 è stata lanciata regolarmente oggi alle 19.47 ora italiana
dalla rampa 17/B dalla base spaziale di Cape Canaveral, in Florida, a bordo
di un vettore Delta-2 (7925). Il suo lungo viaggio la porterà il 4 di
luglio ad incrociare il nucleo della cometa Tempel-1 ed a questo punto sgancerà
un penetratore che andrà a conficcarsi nella superficie cometaria scavando
un cratere di alcune centinaia di metri. A bordo del penetratore gli
strumenti potranno così studiare per la prima volta la composizione non
solo superficiale di una cometa e quindi scavare nel passato del nostro
sistema solare. Il lancio era già stato rinviato per ben due volte facendo
temere la perdita della finestra e quindi la possibilità di raggiungere
l'obiettivo; la prima volta il 30 dicembre a causa di problemi con il
software della sonda e successivamente l'8 gennaio per problemi con il
vettore Delta-2.
Fonte: SpaceflightNow
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08/01/2005 -
La sonda Huygens vicina all'arrivo - La sonda europea Huygens,
staccatasi dalla sonda orbitante Cassini il 25 dicembre scorso, sta per
terminare il suo viaggio iniziato sette anni fa tuffandosi nell'atmosfera di
Titano il 14 gennaio prossimo. Dal momento in cui la sonda toccherà la
parte più alta dell'atmosfera di Titano al momento in cui toccherà la
superficie (o l'oceano) della luna di Saturno passeranno le due ore più
incredibili della storia dell'esplorazione spaziale. Gli strumento a bordo
della sonda misureranno i gas presenti nell'atmosfera, analizzeranno il
vento e la pioggia, la pressione e il campo magnetico e, quando le nubi si
faranno meno dense, riprenderà immagini della superficie della luna. La
sonda è equipaggiata per poter anche galleggiare in caso finisca in un mare
di metano. La Huygens ha le dimensioni di una piccola autovettura e la forma
a disco e la sua discesa verso la superficie verrà rallentata da alcuni paracadute.
Fonte: ESA
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03/01/2005 - Spirit compie un
anno su Marte - La NASA ha festeggiato con una piccola cerimonia al
JPL, alla quale era presente anche il direttore O'Keefe, il primo anno di
missione del rover Spirit sulla superficie di Marte. Inizialmente prevista
per una durata di tre mesi venne poi ampliata ed al momento, visto le buone
condizione del robot, non si prevede la data di conclusione del suo viaggio
dimostrando una longevità che ha stupito gli stessi scienziati. Spirit scese su Marte il 3 dicembre 2004 all'interno del
grande cratere Gusev seguito dal gemello Opportunity il 24 dello stesso mese .
Fonte: NASA
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modifica 19/10/2005
Sito curato da Massimo
Martini
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