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In questa pagina troverete le
ultime notizie dal mondo dell'astronautica aggiornate continuamente.
Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata
tratta.

29/12/2005
- Ultimo lancio del 2005, Proton a segno - L'ultimo
lancio del 2005 è stato effettuato da un vettore russo Proton-M
lanciato alle 2.28 GMT (le 3.28 ora italiana) dal Cosmodromo di
Baikonur, nel Kazakhstan,e che ha portato in orbita il satellite
americano AMERICOM-23. Meno di dieci minuti dopo il lancio il Proton
aveva concluso il suo lavoro e da quel momento era la volta dello
stadio superiore Breeze-M che con quattro successive accensioni
nell'arco delle seguenti nove ore piazzava il satellite nell'orbita
geostazionaria quasi definitiva a 172° EST. Da questa posizione
sull'Oceano Pacifico l'AMERICOM-23 può coprire dall'Alaska fino
all'Australia e dalla costa della California al Bangladesh.
AMERICOM-23 è stato
costruito in Francia dalla Alcatel Alenia Space, la nuova azienda
europea creata dalla fusione di Alcatel Space ed Alenia Spazio. Il
satellite, la cui vita operativa è stimata in 16 anni, sarà
utilizzato per le comunicazioni a banda larga a bordo degli aerei di
linea permettendo così ai passeggeri in voli transoceanici di
utilizzare i propri laptop e ricevere e-mail e navigare in internet.
Questo lancio era stato previsto inizialmente per il 5 dicembre ma
venne rinviato per un problema con un giroscopio del sistema di
navigazione del razzo. Si è trattato del quarto volo commerciale di
un Proton quest'anno sotto il controllo dell'azienda ILS (International Launch Services)
che utilizza anche gli Atlas americani. In quattro decadi questo era
il 318°volo di un Proton. Per il 2005 si sono avuti 52 lanci dai
vari spazioporti sparsi nel mondo con un totale di tre fallimenti.
Nell'immagine (cortesia ILS) come apparirà il satellite AMERICOM-23
una volta nella sua posizione finale.
Fonte: SpaceflightNow.com
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28/12/2005 –
Parte Giove A, primo satellite di Galileo – GIOVE-A
(Galileo In-Orbit Validation Element) - elemento di prova in orbita
della missione Galileo - è stato lanciato oggi alle 6.19 ora
italiana con un lanciatore russo Soyuz-Fregat dal Cosmodromo di
Baikonur in Kazakhstan. Lo stadio superiore Fregat ha eseguito una
serie di accensioni che hanno portato il satellite alle 10.01 CET
alla sua orbita circolare definitiva ad una quota di 23.258
chilometri e con una inclinazione di 56 gradi sull'equatore. Si
tratta del primo lancio per Galileo, il sistema di navigazione
satellitare globale europeo. Il satellite pesa 600 chilogrammi e
dispone di due orologi atomici al rubidio oltre ad una serie di
antenne per trasmettere il segnale a Terra. Questo primo satellite
serve per dimostrare tutta una serie di operazioni prima della messe
in orbita della flotta. A Giove-A seguirà il suo gemello Giove-B
nella prima parte del 2006 e poi altri due satelliti che
completeranno la prima fase di validazione del sistema. Entro il
2010 tutta la costellazione completa di 30 satelliti, progettati
specificatamente per scopi civili, offrirà ai cittadini e agli
utenti istituzionali europei servizi di posizionamento globale e di
sincronizzazione all'avanguardia, con straordinari livelli di
precisione, disponibilità, integrità e garanzia del segnale.
Galileo è un'iniziativa congiunta di Commissione Europea ed ESA.
Nella foto (cortesia ESA) il lancio del vettore Soyuz-Fregat con a
bordo il satellite Giove-A.
Fonte: ESA
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25/12/2005 – Tre
satelliti GLONASS in orbita in un colpo solo – Con un
lancio spaziale avvenuto il giorno di Natale la Russia ha immesso in
orbita tre satelliti per il posizionamento globale. Un vettore
Proton Block-DM è decollato alle ore 5.07 GMT (le ore 6.07 ora
italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nella Repubblica del
Kazakhstan, con a bordo tre satelliti della serie GLONASS (Global
Navigation Satellite System) l’equivalente russo dello
statunitense GPS o del futuro europeo Galileo. Dei tre satelliti due
sono del tipo più recente mentre il terzo si tratta del vecchio
modello con una vita operativa stimata inferiore. Ogni GLONASS pesa
circa una tonnellata e lo stadio superiore del Proton, il Block-DM,
ha compiuto diverse accensioni per poter immettere i tre satelliti
nelle rispettive orbite circolari a circa 15.000 chilometri di
altezza ed inclinati di 64,8 gradi rispetto all’equatore.
Attualmente in orbita si trovano 14 satelliti del sistema GLONASS e
la Russia prevede di poterne avere 18 nel 2007 rendendo così il
sistema finalmente operativo e completarlo con 24 nel 2010. Con
questo sistema, pensato prevalentemente per le forze armate Russe,
si può avere la posizione di automezzi, navi ed aerei su tutto il
globo. Anche le ricerche scientifiche ed i privati cittadini possono
utilizzare questo sistema di posizionamento satellitare globale.
Fonte: SpaceflightNow
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23/12/2005
- Progress 20 attracca alla ISS - Il
veicolo cargo automatico Progress 20 ha attraccato regolarmente al
modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale alle ore 19.55
GMT (le 20.55 ora italiana).
A bordo del Progress 20 si trovano ben 2.576 chilogrammi di rifornimenti
comprendenti
210 Kg.
di ossigeno ed aria, 210 Kg. di acqua e 879 Kg. di propellente per i
motori di manovra della ISS. Il
Progress 20 ha
inoltre trasportato 1.406 Kg.
di altro materiale comprendente cibo, esperimenti, parti di ricambio
e regali di Natale per l'equipaggio. Il Progress 20 ha attraccato in
modo completamente automatico anche se l'equipaggio di Spedizione
Dodici composto dal cosmonauta Valery Tokarev e dall'astronauta
della NASA Bill McArthur erano pronti a prendere i comandi manuali
del veicolo cargo. Al momento quindi, attraccati alla ISS, si
trovano sia il Progress 19 che il Progress 20. Questa scelta è
stata fatta per permettere di usufruire dello spazio per i rifiuti e
del combustibile ancora a bordo del Progress 19 che rimarrà
attraccato fino a Marzo 2006. Ora il Progress 20 verrà scaricato di
tutto il materiale di cui è caricato. L'equipaggio di Spedizione
Dodici si trova a metà del suo periodo di permanenza a bordo della
ISS e verrà sostituito il 1° Aprile dall'equipaggio di Spedizione
Tredici composto dal cosmonauta Pavel
Vinogradov e
dall'astronauta della NASA Jeffrey Williams.
Nella foto (cortesia NASA/TV) il Progress 20 (in alto) mentre si
aggancia al modulo Pirs.
Fonte:
NASA
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21/12/2005
- Nuovo doppio successo per Ariane 5 - Il satellite meteorologico europeo
Meteosat-9
di seconda generazione (MSG-2) è
stato lanciato con successo oggi, alle 22.33 GMT (le 23.33 ora
italiana), da un Ariane 5 GS (in configurazione generica) dallo
spazioporto europeo di Kourou, nella Guiana francese. Assieme al
Meteosat-9 si trovava a bordo di Ariane 5 anche il satellite Indiano
Insat
4A.
Il satellite Meteosat-9 è il secondo lanciato facente parte della
nuova generazione di satelliti meteorologi europei. E' pesante circa
2 tonnellate ed è stato costruito dalla Alcatel
Alenia Space.
A bordo telecamere che permettono di inviare
immagini meteorologiche ogni 15 minuti (invece che ogni 30 come i
satelliti Meteosat di prima generazione) su 12 canali spettrali
(invece di 3) e fornisce dati di vitale importanza per numerose
applicazioni nelle previsioni del tempo e nel monitoraggio del clima
e dell'ambiente. Per quanto riguarda invece il satellite indiano
Insat 4A si tratta di un satellite per telecomunicazioni, broadcasting
e meteorologia, di proprietà dell'Organizzazione indiana per la
ricerca spaziale (ISRO, Indian Space Research Organisation) pesante
3,2 tonnellate e che coprirà tutto il continente indiano. Quello di
oggi era il 21° lancio riuscito di un Ariane 5, l'undicesimo di
fila ed il quinto del 2005. Prossima missione per Ariane 5 (versione
potenziata ECA) il 21 febbraio con un altro lancio doppio: HOT
BIRD 7A per
Eutelsat e lo
SPAINSAT della
Hisdesat. Nella foto (cortesia
Arianespace) il momento del lancio di Ariane 5- V169 avvenuto oggi.
Fonte:
Space.com
- ESA
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21/12/2005
- Kosmos 3M mette in orbita due satelliti - Con un
lancio avvenuto alle 19.34 GMT (le 20.34 ora italiana) da una base
di lancio nel nord della Russia un vettore Kosmos 3M ha immesso in
orbita a circa 900 chilometri di quota due satelliti per
comunicazioni: il primo Gonets-D1M servirà per le 30 agenzie
governative ed il secondo Rodnik, ma poi ribattezzato Kosmos 2416,
per il Ministero della Difesa. Si tratta di piccoli satelliti, circa
150 chilogrammi, che possono ricevere e ritrasmettere piccoli
messaggi come le e-mail e che fanno parte di una flotta (i Gonets)
che sorvolano tutta la Russia. Il Rodnik ha a bordo anche speciali
apparecchiature per tracciare svariati oggetti. Con il Progress 20,
questo Kosmos 3M e il prossimo Ariane 5 sono ben tre i lanci
avvenuti oggi dopo quasi un mese senza che ne fosse avvenuto
nessuno.
Fonte:
Spaceflightnow.com
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21/12/2005
- In viaggio il Progress 20 - Lanciata regolarmente la
Progress 20 (M-55) diretta verso la Stazione Spaziale
Internazionale. Il lancio è avvenuto alle ore 18.38 GMT (le 19.38
ora italiana) dalla base di Baikonur, nel Kazhakstan a bordo di un
vettore Soyuz-U a tre stadi. A nove minuti dal lancio la Progress è
entrata in orbita. A bordo del veicolo automatico trovano posto
2.576 chilogrammi di rifornimenti comprendenti: ossigeno, acqua,
cibo e vestiario per l'equipaggio di Spedizione
Dodici composto da McArthur
e Tokarev che
si trova attualmente a bordo della ISS. Visto che la Progress 20
arriverà alla stazione spaziale il 23 dicembre a bordo ci sono
anche alcuni regali natalizi per i due astronauti. L'attracco con la
ISS è previsto per venerdì alle 19.55 GMT (le 20.55 ora italiana)
al portello di attracco Pirs. Di solito i Progress vengono fatti
attraccare al portello posteriore del modulo Zvezda ma questo è
ancora occupato dal precedente Progress 19 che, a differenza di
quanto viene fatto si solito, non è stato sganciato per fare posto
al nuovo arrivo. La decisione di lasciare il vecchio Progress 19
ancorato alla ISS, fino al prossimo marzo, è stata presa dai
controllori di volo russi per dare più tempo ai due astronauti di
utilizzare il veicolo come pattumiera.
Fonte:
SpaceflightNow
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19/12/2005
- Ancora un rinvio per il debutto del Falcon 1 - Il
debutto del razzo vettore privato della Space-X, il Falcon 1, che
doveva avvenire questa sera alle ore 19.00 GMT (le 20.00 ora
italiana) dalla base di lancio posta sull'isola Omelek
situata nell'atollo di Kwajalei
nell'Oceano Pacifico, è stato rinviato a data da destinarsi per un
non meglio specificato problema con il serbatoio del primo stadio.
Il Falcon 1 aveva già subito un primo rinvio del suo lancio di
debutto lo scorso 26 novembre per problemi con il computer di bordo
ed una perdita di ossigeno. A bordo del Falcon 1 si trova il
satellite FalconSat 2 dell'USAF costruito dai cadetti dell'Accademia
del Colorado ed ideato per lo studio del plasma nello spazio. Il
Falcon 1 è un razzo alto 21 metri a due stadi propulso da un motore
Merlin (di costruzione Space-X e derivato da quello che si trovava a
bordo del Modulo Lunare delle missioni Apollo) alimentato a kerosene
RP-1 e ossigeno liquidi. Il primo stadio è recuperabile come i
booster della navetta spaziale NASA. Il Falcon 1 può immettere in
orbita bassa un satellite di 570 chilogrammi. La Space X, società
privata fondata dal miliardario americano Elon
Musk, mira a realizzare una serie di lanciatori con il più basso
costo di lancio di tutto il panorama mondiale. Purtroppo questo
secondo rinvio mette seriamente a rischio tutto il progetto. Un
nuovo tentativo non potrà essere eseguito fino alla seconda metà
di gennaio 2006. Se invece questo primo lancio riuscisse si
aprirebbero le porte per lo sviluppo dei più potenti Falcon 5 e
Falcon 9 rispettivamente capaci di immettere in orbita bassa 4.000 e
24.750 chilogrammi. Nella foto (cortesia Space-X) il Falcon 1 sulla
rampa di lancio dell'isola Omelek con sullo sfondo un aereo da
trasposto C-17 diretto alla base militare USAF situata proprio lì.
Fonte: Space.com
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08/12/2005
- Nuovi problemi per lo Shuttle? - Non bastassero i
problemi con il rivestimento del serbatoio esterno dello shuttle
adesso una nuova possibile minaccia proviene nientemeno che dai
motori principali della navetta! Ma andiamo con ordine: durante una
ispezione del vano dei motori principali della navetta Discovery,
effettuato dopo il suo rientro dalla missione STS-114,
i tecnici della NASA hanno scoperto che in due delle cosiddette
"catch bottles" erano stati registrati valori di ossigeno
che indicavano una perdita di carburante durante il lancio. Le
"catch bottles" sono 6 strumenti di misura utilizzati per
prelevare campioni di aria all'interno dei vani motori di poppa
della navetta durante il lancio. Purtroppo le rilevazioni di questi
strumenti possono essere controllate soltanto dopo rientro dai
tecnici di Terra. Secondo questi sensori all'interno del vano
poppiero dei motori principali, durante il lancio della missione
STS-114, c'era una anomala concentrazione di ossigeno spiegabile
soltanto con una grossa perdita nei motori. Ma questo contrasta con
le prestazioni dei tre motori del Discovery che non hanno mostrato
anomalie durante tutto il lancio e con le altre "catch bottles"
che invece hanno registrato valori normali di ossigeno. Al momento i
tecnici della NASA stanno studiando attentamente i dati in loro
possesso sperando che si tratti soltanto di una di quelle
"anomalie di volo" che sono state registrate durante tutte
le missioni delle navette e quindi non sono ritenute pericolose.
Comunque lo studio continua e non si sa se questa scoperta possa
influire sulla possibile data di lancio della prossima missione STS-121
prevista per il prossimo maggio.
Fonte: Spaceflightnow
- CBS
News
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07/12/2005
- Hayabusa ha fallito la missione! - Nuova doccia fredda dai
responsabili dell'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA durante una
conferenza stampa il responsabile del progetto: Mr. Kawaguchi (nella
foto cortesia JAXA), ha affermato che non ci sono indicazioni che
sia stata sparata il piccola sfera di metallo al momento in cui la
sonda Hayabusa ha toccato il suolo dell'asteroide Itokawa. In
pratica, se il proiettile non è stato sparato nessuna nuvola di
particelle del suolo può essere stata raccolta a bordo della sonda.
Questo fallimento della missione mette al momento in secondo piano i
gravi problemi di comunicazioni che sono sorti dopo l'atterraggio.
Infatti al momento gli scienziati giapponesi non sono per
niente sicuri di poter riportare la sonda verso la Terra, come
previsto inizialmente anche a causa di problemi con un propulsore.
Rimane al momento una lieve speranza di poter inserire la sonda in
una rotta di rientro entro la metà di dicembre altrimenti dovranno
attendere altri tre anni perché le condizioni geometriche di Terra
ed asteroide siano nuovamente ottimali ma a quel punto le batterie
di Hayabusa potrebbero essersi esaurite. Insomma la piccola sonda
giapponese sembra essere veramente nei guai.
Fonte: Spacedaily
- JAXA
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30/11/2005
- Mars Express: ecco i primi risultati di MARSIS -
L'attesa finalmente è terminata oggi con una conferenza stampa
svoltasi a Parigi nella sede dell'ESA quando sono stati mostrati i
primi dati ottenuti con il radar italiano MARSIS che si trova a
bordo della sonda europea Mars Express. Il radar ha scoperto sotto
la superficie del pianeta rosso delle formazioni geologiche più
antiche, forse dei bacini da impatto meteorico, ed al polo nord,
coperto da 700 metri di terreno una grande quantità di puro
ghiaccio d'acqua, fino ad un chilometro di spessore in alcuni punti,
al di sopra di uno strato più profondo di rocce basaltiche!
Purtroppo al momento, ma siamo ancora all'inizio dell'esplorazione,
non sono state segnalate zone con acqua allo stato liquido. La zona
dove è stato "visto" il possibile cratere di circa 250
chilometri di diametro si chiama Chryse Planitia e si trova circa
all'equatore di Marte ed anche al suo interno sembra trovarsi del
ghiaccio. Altre evidenze inoltre di una presenza massiccia di acqua
liquida sul pianeta rosso in ere antiche. MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding)
è stato attivato soltanto lo scorso luglio a causa di problemi con
il dispiegamento dell'antenna ed è stato progettato per esplorare il sottosuolo da 2 fino a 5 chilometri tramite segnali radio a bassa frequenza. Utilizza una particolare antenna formata da due bracci sottilissimi lunghi 20 metri.
Le scoperte rivelate oggi saranno pubblicate sulla prestigiosa
rivista "Science". Nella foto (cortesia ESA) non
bellissima ma sicuramente storica possiamo vedere la struttura a
forma di cratere che si trova al di sotto della superficie di Marte.
Fonte: ESA
- Corriere
della Sera
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29/11/2005
- Rinviato il lancio del Falcon 1 - L'atteso
lancio del primo vettore privato parzialmente riutilizzabile Falcon
1 dell'azienda Space-X è stato rinviato di almeno due settimane per
permettere ai tecnici di risolvere alcuni problemi sorti durante il
conto alla rovescia di tre giorni fa. Infatti dal sito di lancio
situato nell'isola Kwajalein, nell'arcipelago delle Isole Marshall,
nell'Oceano Pacifico, arrivano le notizie che spiegherebbero il
mancato lancio. Una valvola del serbatoio di ossigeno liquido era
stata inspiegabilmente lasciata aperta e questo aveva compromesso il
rifornimento ed inoltre il computer di lancio si era resettato
durante il conto alla rovescia. Adesso si attende che dalle Hawaii
giunga nuovamente altro ossigeno liquido per il razzo e soltanto
dopo di ciò si potrà tentare nuovamente. La data candidata sembra
essere il 17 dicembre. Ricordiamo che a bordo del Falcon 1, si trova
il satellite FalconSat 2 costruito dagli studenti dell'Accademia
della US Air Force. Nella foto il razzo Falcon 1 (cortesia Space-X) prima di essere
eretto sulla rampa.
Fonte: Space.com
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28/11/2005
- Cassini scopre le "fontane" su Encelado -
La sonda Cassini, in orbita attorno al sistema di Saturno, ha
ripreso questa incredibile immagine di una delle sue lune: Encelado.
La sonda si è portata dietro alla luna lasciando l'illuminazione
solare dietro ed ecco che sono apparse quelle che sono state definite
"le fontane di Encelado" dagli scienziati della NASA.
Infatti nella foto si vede chiaramente delle emissioni di polvere di
ghiaccio che si allontanano dalla superficie del polo sud della luna
per centinaia di chilometri. Questo ghiaccio fuoriuscirebbe dalle
spaccature del terreno già viste nelle immagini trasmesse in
precedenza dalla Cassini durante uno dei tanti passaggi riavvicinati
con Encelado. In pratica si tratterebbero di geyser, ma a differenza
di quelli terrestri e per via della temperatura e della pressione,
freddi. L'immagine è stata ripresa da una distanza di circa 209.400
chilometri e, per essere sicuri che non si tratti di un artifatto
della telecamera di bordo sono state confrontate con quelle eseguite
a Tethis e Mimas nelle stesse condizioni di luce e geometrie e nelle
quali le "fontane" non ci sono. Nella foto (cortesia
NASA/JPL) la luna di Saturno Encelado con le sue
"fontane".
Fonte: Spaceref
- Cassini Imaging
- SpaceflightNow
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27/11/2005 -
Umberto Guidoni a Bari - Bari, 12 Marzo 2006 –
APULIA CONVENTION. Scienza e Fantascienza: due realtà che si
rincorrono, si incrociano, si fondono, si sostengono. Inutile
elencarli, innumerevoli sono i casi in cui la Scienza fornisce
materia prima, sulla quale la fantasia umana possa sognare,
immaginare, costruire realtà inesistenti, ma non sempre
impossibili. Meno noto è forse che la Fantascienza, con le sue
speculazioni spesso estreme sulle ultime conquiste della ricerca
scientifica, fornisce punti di vista insoliti e bizzarri, ma che
spesso costituiscono uno stimolo, uno sprone, una nuova idea alla
ricerca ufficiale. Ecco quindi come la Scienza, indispensabile per
la Fantascienza, trovi spesso un prezioso impulso provenire proprio
da questa ultima. Ed è per questo motivo che nasce la APULIA
CONVENTION: manifestazione a carattere nazionale che al suo interno,
accoglie la "Giornata della Divulgazione Scientifica", il
"Premio Nazionale di Letteratura Fantascientifica ApuliaCon",
la "Star Trek ApuliaCon" e il Concorso Nazionale di
Modellismo Statico AC". Per meglio evidenziare e promuovere la
manifestazione APULIA CONVENTION quest'anno sarà ospite gradito
l'astronauta italiano, Umberto Guidoni.
Fonte: Responsabile
ApuliaConvention
Giuseppe Picca
www.apuliacon.it
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26/11/2005 - Hayabusa
ha compiuto la missione! - La sonda giapponese Hayabusa
sembra essere riuscita nel suo compito principale durante il secondo tentativo
di atterraggio su sull'asteroide Itokawa. Infatti alle 23 circa ora
italiana la sonda giapponese Hayabusa ha toccato per pochi
secondi il suolo dell'asteroide Itokava e sono stati sparate due
piccole sfere di metallo che colpendo la superficie hanno sollevato
una nuvola di detriti che sono stati raccolti dalla sonda prima che
questa si risollevasse. Dopo che la settimana scorsa Hayabusa aveva
toccato la superficie per trenta minuti ma non aveva raccolto i
campioni questa volta tutto sembra essere andato bene anche se gli
scienziati giapponesi hanno notato un consumo anomalo di carburante
forse dovuto ad una perdita. Comunque al momento la sonda è
nuovamente in safe mode ed i tecnici stanno preparando il ritorno
verso la Terra che avverrà, se tutto andrà come previsto, nel
2007. Ricordiamo che sarebbe la prima volta che campioni di un
asteroide potrebbero essere studiati direttamente a casa nostra!
Insomma sembra che questa piccola sonda costata molto poco (rispetto
agli standard NASA) possa aver battuto sul tempo gli americani.
Fonte: Space.com
- UAI
(interessantissima trascrizione in italiano della conferenza stampa
degli scienziati della JAXA)
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22/11/2005 - Hayabusa
ha toccato o no l'asteroide? - La sonda giapponese Hayabusa
(Muses-C) potrebbe tentare nuovamente nei prossimi giorni
l'atterraggio sulla superficie dell'asteroide Itokawa per la
raccolta di campioni. Il primo tentativo effettuato il 19 novembre,
che in un primo momento non sembrava riuscito, sembra invece che
abbia raggiunto l'obiettivo di toccare la superficie ma non quello
di raccogliere i campioni. Infatti quando la sonda si trovava a
soltanto 17 metri dall'asteroide sono stati persi i contatti con il
Centro di Controllo della JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese) di
Tokio. Il collegamento con Hayabusa è stato ripristinato soltanto
il giorno seguente quando la sonda, grazie ai programmi automatici
di bordo, era stato riportata a circa 100 chilometri dall'asteroide.
Non sono conosciute le cause della perdita di contatti anche se i
tecnici della JAXA stanno valutando il problema. Quello che è certo
è che quando Hayabusa era a 40 metri ha sganciato regolarmente un
segnalatore-bersaglio, una piccola scatola che deve servire come
punto di riferimento sulla superficie, e che successivamente abbia
toccato la superficie dell'asteroide per almeno mezzora. Ora i
tecnici della JAXA temono che il primo tentativo abbia consumato una
quantità eccessiva di carburante ed inoltre la sonda ha soltanto un
giroscopio funzionante dei tre di cui è fornita. Un secondo
tentativo era previsto per il fine settimana ma non si sa se si
farà in tempo a riportare la sonda nei pressi dell'asteroide.
Insomma la missione diventa sempre più una vera sfida ai limiti
delle possibilità tecnologiche. Ricordo infatti che l'asteroide
Itokawa si trova ad oltre 200 milioni di chilometri dalla Terra e
che ogni trasmissione radio impiega circa 16 minuti a raggiungerlo!
Nella foto di copertina l'ombra della sonda giapponese vicino al
segnalatore circolettato (foto cortesia JAXA).
Fonte: Space.com
- UAI
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18/11/2005
- Spostata la Soyuz sulla ISS - L'equipaggio di
Spedizione Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha compiuto
oggi un breve viaggio durato 25 minuti nei quali è salito a bordo
della Soyuz TMA-7, l'ha distaccata dal portello del modulo Pirs alle
9.46 ora italiana e l'ha riagganciata poco dopo al portello puntato
verso Terra del modulo Zarya. Questo spostamento serve per lasciare
libero il portello di uscita del modulo Pirs per una prossima
attività extraveicolare dei due astronauti Tokarev e McArthur
prevista prossimamente con le tute spaziali russe Sokol. Prima di
salire a bordo della Soyuz i due astronauti avevano, per
precauzione, messo i sistemi di bordo della ISS in uno stato di
riposo nel malaugurato caso che non avessero potuto rientrare nella
stazione.Nella foto (cortesia NASA-TV) la capsula Soyuz mentre viene
spostata di portello di attracco mentre la ISS sorvola il deserto
del Sahara.
Fonte: NASA
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17/11/2005 - Ariane 5 nuovo lancio di
successo - Un vettore Ariane 5 ECA ha oggi messo
regolarmente in orbita due satelliti per telecomunicazioni con
un perfetto lancio avvenuto alle 0.46 ora italiana dalla base di
lancio di Korou nella Guyana francese. A bordo del più potente
vettore europeo si trovavano DirecTV's Spaceway 2, pesante ben 6,1
tonnellate e Telkom 2 di circa due tonnellate. Spaceway 2
provvederà alla trasmissione diretta di canali televisivi
satellitari sugli Stati Uniti mentre Telkom 2 appartiene
all'Indonesia che lo userà per trasmissioni satellitari
governative. Il lancio di oggi è un vero record perché sono stati
messi in orbita un totale di oltre 8 tonnellate di carico utile. Il
vettore Ariane 5 ECA (una versione potenziata) può immettere fino a
10 tonnellate di carico utile in orbita. I due satelliti sono stati
immessi in orbite altamente ellittiche e si trasferiranno nei loro
punti esatti geostazionario durante le prossime settimane. Questo
era il 168° lancio di un Ariane ed il 25 di un Ariane 5. il decimo
di seguito eseguito con successo. Questo lancio era stato previsto
inizialmente per il 24 giugno scorso ma poi era stato rinviato per
motivi tecnici.
Fonte: Spacedaily.com
- ESA
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15/11/2005 - Continua
la sfida Giapponese all'asteroide Itokawa - La sonda
giapponese Hayabusa, che si trova da settembre in orbita attorno
all'asteroide Itokawa (1998
SF36), è pronta per effettuare la
prima, delle due previste, discese sulla superficie per la raccolta
di campioni. Lo scorso 12 novembre la sonda era stata avvicinata a
circa 55 metri dalla superficie dell'asteroide ed aveva rilasciato
il piccolo robot MINERVA (MIcro/Nano Experimental Robot Vehicle for
Asteroid) che però ha forse rimbalzato sulla superficie di Itokawa
e si è perso nello spazio. MINERVA aveva tre telecamere a colori ed
un sistema di movimento autonomo che avrebbe permesso di avere
immagini di vari punti della superficie dell'asteroide. Purtroppo a
causa della scarsità di gravità del piccolo corpo celeste
sganciare un oggetto sulla sua superficie è molto difficile come
dimostra il risultato negativo ottenuto. L'Agenzia Aerospaziale di
Esplorazione Giapponese (JAXA) ha fissato il primo tentativo di
atterraggio della sonda Hayabusa per il 19 novembre ed il secondo
per il 25 novembre. Se tutto andrà come previsto verranno raccolti
campioni da due zone diverse dell'asteroide che saranno poi chiuse
in uno speciale contenitore e torneranno sulla Terra nel 2007. Sarà
la prima volta che scienziati potranno studiare da vicino la
composizione di questi oggetti che si trovano sparsi a migliaia per
il Sistema Solare. La sonda giapponese, anche se non dovesse
riuscire nell'impresa di prelevare i campioni, ha comunque ottenuto
dei risultati tecnologici e scientifici molto importanti nonostante
il silenzio di TV e giornali. Ricordiamo che Hayabusa ha viaggiato
per circa 288 milioni di chilometri dalla Terra e la sonda giapponese ha
utilizzato un motore a Ioni in un viaggio durato oltre due anni per
raggiungere il piccolo asteroide. Nella foto spettacolare l'ombra
della sonda sull'asteroide (Courtesy of JAXA).
Fonte: Space.com
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09/11/2005
- Venus Express in volo verso il pianeta cugino - La
sonda Venus Express dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) è stata
lanciata con successo questa mattina alle 04.33 ora italiana dal
Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, a bordo di un razzo vettore
russo Soyuz-Fregat. La sonda, dopo l'accensione dello stadio
superiore Fregat, è regolarmente in viaggio verso Venere che
raggiungerà l'11 aprile 2006. Dopo vari aggiustamenti di orbita a
giugno dello stesso anno inizierà lo studio del pinaeta che
dovrebbe durare circa 15 mesi anche se l'ESA spera di poter
prolungare tale periodo. La sonda è destinata allo studio della
spessa atmosfera del pianeta e dei dettagli della sua superficie che
saranno indagati con gli appositi strumenti a bordo della Venus
Express. La sonda è stata la più rapida ad essere costruita
dall'ESA, soltanto quattro anni dal concetto al lancio. Venus
Express è pesante 1240 chilogrammi e porta a bordo sette strumenti
alcuni dei quali ereditati, per velocizzare lo sviluppo, dalle
precedenti missioni Mars Express e Rosetta. Un primo tentativo di
lancio lo scorso 26 ottobre venne fermato a causa di una
contaminazione scoperta all'interno del vano di carico del vettore
russo. Riparato il problema l'Agenzia Spaziale Russa aveva fissato
la nuova data di lancio per oggi e tutto sembra essere andato bene
confermando ancora una volta l'affidabilità del vettore Soyuz.
Nella foto il momento del lancio del razzo Soyuz-Fregat con a bordo
la sonda europea Venus Express (cortesia ESA)
Fonte: Space.com
- ESA
(in italiano)
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07/11/2005 -
Prima EVA di Spedizione Dodici - L'equipaggio
di Spedizione
Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha compiuto oggi
la prima delle previste attività extraveicolari. Il comandante
della ISS ed ufficiale scientifico della NASA Bill McArthur e
l'ingegnere di volo Valery Tokarev sono usciti dal modulo
pressurizzato Quest alle 10.32 a.m. (le ore 15.32 ora italiana) ed
hanno trascorso 5 ore e 22 minuti all'esterno della stazione
realizzando vari compiti assegnati. L'inizio della EVA è stato
ritardato di circa un'ora a causa di un problema di pressurizzazione
poi risolto. Il primo compito dei due astronauti è stato quello di
installare una nuova telecamera sul traliccio di destra della
stazione. Tale nuova telecamere sarà utile nelle successive
missioni di ampliamento del traliccio stesso. McArthur e
Tokarev hanno trascorso circa 2 ore e 10 minuti in questa prima
operazione. Il secondo compito è stato poi quello di recuperare un
pezzo difettoso del motore di rotazione dei giunti per far si
che i tecnici a Terra possano studiarlo prima di inviarne uno nuovo.
Il terzo compito per i due astronauti è stato anche divertente,
infatti si sono recati all'estremità del traliccio P6 ed hanno
smontato il FPP (Floating Potential Probe). Questa attrezzatura
serviva per misurare il potenziale elettrico od elettricità statica
accumulata dalla stazione ma non funzionava più. Ed ecco che dopo
averlo smontato McArthur lo ha spinto lontano dalla stazione. Questa
attrezzatura è destinata quindi a rientrare nell'atmosfera e
bruciare. Per ultimo i due hanno dovuto sostituire un componente
ridondante difettoso che fa parte del sistema di trasporto posto
sopra il traliccio principale. Il rientro nel modulo Quest è
avvenuto alle 20.54 ora italiana ponendo così fine alla 63esima EVA
destinata all'assemblaggio della ISS, la 18esima eseguita dal modulo
Quest che non era stato più usato dall'aprile 2003 a causa di un
problema agli scambiatori di calore. Per McArthur si è trattata
della sua terza EVA mentre per Tokarev è stata la sua prima. In
totale sono state trascorse 378 ore e 40 minuti di attività
extraveicolare per l'assemblaggio della ISS da parte di 41
astronauti USA, 12 Russi e 3 fra Giappone, Canada e Francia. Nella
foto (cortesia NASA/TV) i due astronauti alle prese con il PFF da
liberare nello spazio.
Fonte: NASA
- SpaceflightNow
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02/11/2005 -
Quinto anniversario della ISS - L'equipaggio
di Spedizione
Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha festeggiato
oggi il quinto anniversario di presenza continua dell'uomo a bordo
della stazione. Infatti è dal 2 novembre 2000 quando arrivò
l'equipaggio di Spedizione Uno
composto da Yuri P. Gidzenko, William M. Shepherd, e Sergei K. Krikalev
che la stazione è stata sempre abitata. Sono passati ben 1826
giorni da quel 2 novembre 2000 e sulla stazione hanno vissuto dodici
equipaggi per un totale di 29 fra astronauti e cosmonauti. A bordo
della ISS sono stati anche altri 97 visitatori provenienti da ben 10
paesi diversi. Gli astronauti italiani sono stati a bordo della ISS
per ben tre volte con Umberto Guidoni (STS-100)
e con Roberto Vittori (Soyuz TM-34 e Soyuz
TMA-6). Gli esperimenti scientifici che si sono svolti a
bordo della ISS sono stati centinaia ed hanno riguardato tutte le
branche della scienza, della medicina e della tecnologia. Questo
costoso ma indispensabile caposaldo dell'umanità nello spazio è
riuscito a superare momenti di crisi come quello seguito al disastro
del Columbia
grazie alla capacità Russa di continuare i voli delle missioni con
le Soyuz ed i cargo di rifornimento Progress. Adesso speriamo che
con la ripresa delle missioni Shuttle, la costruzione della ISS
prosegua più spedita e porti a compimento l'opera iniziata nel
1998. La NASA prevede di concludere la costruzione della ISS nel
2010, quando verrà messa in pensione la flotta degli shuttle
rimasti, e forse dopo toccherà all'ESA, alla Russia, al Canada ed
al Giappone proseguire nel suo mantenimento. Per la prima volta
16 nazioni hanno cooperato nell'esplorazione umana dello spazio e
speriamo che questo sia solo l'inizio. Intanto i residenti di oggi
si preparano alla loro prima EVA prevista per il 7 novembre
prossimo. Nella foto (cortesia NASA/TV) Valery Tokarev ed il
comandante Bill McArthur mentre sono in collegamento con la Terra
per rispondere alle domande dei giornalisti in occasione
dell'anniversario. In copertina la ISS (foto NASA) ed in basso tutte
le missioni e gli equipaggi che l'anno abitata in questi cinque
anni.
Fonte: NASA
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01/11/2005 - Plutone
ha tre lune? - Grazie ad osservazioni
eseguito lo scorso maggio con il telescopio spaziale Hubble
sarebbero state scoperte altre due lune che orbiterebbero attorno al
nono e più lontano pianeta del Sistema Solare, Plutone.
Infatti Plutone ha già una luna, Caronte, scoperta nel 1978. Questi
due nuovi oggetti scoperti attorno a Plutone sono al momento stati
battezzati S/2005 P1 e S/2005 P2 ed orbitano a circa 2/3 volte la
distanza di Caronte dal pianeta. La scoperta è stata fatta
effettuando due pose a lunga durata del sistema Plutone con le quali
sono state evidenziate le due lune che sono circa 5.000 volte meno
luminose del pianeta. Nelle due immagini, riprese rispettivamente il
15 ed il 18 maggio 2005 i due piccoli corpi appaiono spostati
rispetto al pianeta ed alla sua luna maggiore.
Fonte: Hubblesite.org
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31/10/2005 - Persi
i contatti con il SSeti Express - Da
venerdì mattina il centro di controllo di Aalborg non riceve più
segnali dal satellite SSeti Express lanciato tre giorni fa. Il
problema sembra essere stato individuato in una perdita di energia
che non ha permesso la ricarica delle batterie di bordo. Comunque
nonostante la perdita dei segnali dal satellite la missione può
comunque considerarsi un successo visto che è riuscita la messa in
orbita dei tre microsatelliti e sopratutto è stato dimostrato che
un gruppo di studenti provenienti da Università europee può
collaborare all'invio di un satellite in orbita.
Fonte: ESA
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30/10/2005 -
Nuova data di lancio per la Venus Express - Dopo
aver risolto i problemi di contaminazione che erano stati scoperti
lo scorso 21 ottobre l'Agenzia Spaziale Russa ha fissato una nuova
data di lancio per la sonda destinata allo studio del pianeta
Venere. Il 9 novembre la sonda Venus Express dell'ESA verrà
lanciata a bordo di un vettore russo Soyuz-Fregat in direzione di
Venere che raggiungerà il prossimo aprile. Il problema di
contaminazione scoperto a pochi giorni dal lancio lo aveva fatto
rinviare per motivi di sicurezza. La contaminazione era risultata da
un pezzo di isolante dell'interno del vettore contenente la sonda
che si era staccato cadendo sulla Venus Express. La sonda era stata
così estratta dal vettore, ripulita e quindi rimessa al suo posto.
La finestra di lancio è aperta fino al 23 novembre ma sia i russi
che i responsabili europei sono certi di poter lanciare all'interno
di essa. La precauzione con la quale è stato affrontato il problema
di contaminazione della sonda deriva anche dai recenti problemi
riscontrati dai vettori russi, infatti proprio l'ESA aveva perso l'8
ottobre scorso il satellite CryoSat a causa di un problema al razzo
Rockot. Nella foto (cortesia ESA) il razzo Soyuz-Fregat con a bordo
la sonda europea Venus Express mentre viene completato
l'assemblaggio alla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan.
Fonte: Space.com
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27/10/2005 - Il
satellite degli studenti è in orbita! - Con un perfetto
lancio dalla base di Plesetsk,
in Russia, a bordo di un razzo vettore Kosmos 3M, il satellite del
progetto SSeti è stato portato regolarmente in orbita. Dopo
l'entrata in orbita il satellite SSeti Express ha rilasciato tre
microsatelliti: XI-V del Giappone,
Università di Tokio, UWE-1 dalla Germania, Universita di Würzburg
e Ncube-2 della Norvegia, Andoya Rocket Range di quest'ultimo perso
ogni segnale. Purtroppo poco dopo il satellite è entrato in una
fase chiamata "safe mode" a causa di un sovravoltaggio
causato al momento del ricarico delle batterie di bordo. Questo
intoppo non dovrebbe comunque mettere in pericolo il resto della
missione che consiste nel riprendere immagini della superficie
terrestre e servire da ripetitore per i radioamatori. Assieme al
SSeti Express a bordo del razzo vettore Kosmos 3M si trovavano
diversi altri satelliti fra cui il primo satellite iraniano Sina-1,
il cinese China-DMC, il britannico Topsat ed il russo Mozhayets-5.
Fonte: Space.com
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26/10/2005 - Il
satellite degli studenti pronto al lancio - Mancano ormai
poche ore al lancio del satellite SSeti Express costruito grazie
agli studenti universitari appartenenti a vari paesi europei. Il
lancio dovrebbe avvenire alle 8.52 di giovedì mattina 27 ottobre
dal poligono di lancio di Plesetsk,
in Russia, a bordo di un razzo vettore Kosmos 3M. Il programma SSeti
è iniziato nel 2000 e ne avevamo parlato intervistando uno degli
studenti italiani che ha partecipato alla prima fase del progetto
(vedi qui). Sseti è
la sigla di Student Space Exploration and Technology Initiative ed
ha coinvolto 15 squadre di studenti provenienti da quasi tutti i
paesi europei facenti parte dell'ESA. Grazie ad Internet gli
studenti hanno elaborato e progettato questo primo microsatellite
(60 Kg.) al quale dovrebbe seguirne un secondo con un periodo di
permanenza in orbita maggiore ed a seguire un satellite da inserire
in orbita lunare ed infine un lander lunare. Il primo passo di
questo piano è quindi il lancio di domani con il quale verranno
rilasciati dal SSeti Express tre picosatelliti chiamati Cubesat per
la loro forma. I tre picosatelliti sono XI-V del Giappone,
Università di Tokio, UWE-1 dalla Germania, Universita di Würzburg
e Ncube-2 della Norvegia, Andoya Rocket Range. Questi piccoli
satelliti studieranno la Terra, prenderanno misure ma
soprattutto testeranno il funzionamento di questi apparecchi in
orbita. A bordo di SSeti Express si trova anche una telecamera che
invierà a Terra immagini del nostro pianeta. Facciamo quindi gli
auguri a questi giovani pionieri dello spazio. Nella foto (cortesia
ESA/SSeti) il satellite nelle fasi finali della preparazione al
lancio.
Fonte: SSeti
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22/10/2005 - Il
Telescopio Hubble guarda la Luna - Utilizzando le uniche
capacità del telescopio spaziale Hubble quest'ultimo viene
utilizzato per scrutare la superficie lunare come non è possibile
ad altro telescopio da Terra. La NASA ha iniziato ad utilizzare
Hubble per riprendere immagini ad altissima risoluzione della
superficie della Luna alla ricerca di possibili risorse per una
futura utilizzazione del nostro satellite. Le prime immagini riprese
sono veramente mozzafiato! La Advanced Camera for Surveys è stata
utilizzata per riprendere nel visibile e nell'ultravioletto il
cratere Aristarco (vedi la foto di copertina/cortesia Hubble NASA).
La ricerca di minerali lunari contenenti ossigeno possono dare un impulso
importante per le future missioni umane sul nostro satellite
naturale. Intanto il nuovo amministratore della NASA non ha ancora
cancellato definitivamente la missione dello shuttle dedicata al telescopio
spaziale Hubble e rimane quindi una debole speranza di un volo di
riparazione nel 2007/2008.
Fonte: NASA
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21/10/2005 - Venus
Express: lancio rinviato - L'ESA ha comunicato che il lancio
della sonda Venus Express, previsto per il prossimo 26 ottobre, è
stato rinviato a data da destinarsi per una non meglio precisata
"contaminazione all'interno della copertura della
sonda". La Starsem, società russa che gestisce il lancio
tramite un vettore Soyuz-Fregat, non ha rilasciato ulteriori
commenti alla notizia.
Fonte: ESA
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19/10/2005 - Progress
fallisce accensione motori – Oggi erano previste due
accensioni dei motori del cargo automatico Progress 19 attraccato
alla Stazione Spaziale Internazionale per rialzare l'orbita del
complesso orbitale. La prima di queste accensioni avrebbe dovuto
durare per circa 11 minuti e 40 secondi ma dopo soltanto due minuti
i motori del Progress si sono spenti senza nessun motivo apparente.
Al momento non ci sono problemi per l'equipaggio di Spedizione
Dodici che si trova a bordo della ISS ed i Controllori di volo Russi
stanno valutando cosa potrebbe essere accaduto. Al momento l'ipotesi
più probabile è quella di un problema di comunicazione fra i
motori ed il computer di navigazione che comandava la manovra.
Questa doppia accensione di oggi sarebbe stata seguita da una
seconda più avanti nell'anno per regolare l'orbita con l'invio del
Progress 20 previsto in dicembre.
Fonte: Space.com
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19/10/2005 - Lanciato
l'ultimo Titan IV – Alle 20.05 ora italiana è
decollato dalla rampa di lancio SLC-4E di Vandemberg, in California,
l'ultimo razzo vettore Titan (per l'esattezza un Titan IV - B-26)
concludendo così quasi 50 anni di servizio durante i quali vettori
di nome Titan hanno volato 368 volte. Con il lancio di oggi è
stato messo in orbita un satellite segreto per la ricognizione
fotografica militare della National Reconnaissance Office. Il
progetto Titan nacque negli anni '50 come vettore a due stadi per il
lancio di testate nucleari e poi venne trasformato negli anni '60 per il lancio di
astronauti (progetto Gemini) e successivamente per la messa in
orbita di satelliti e sonde spaziali (fra le altre Viking, Voyager e
Cassini). Al suo posto dal 2002 sono entrati in servizio gli
EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle) con i meno costosi Atlas 5
e i Delta 4.
Fonte: SpaceflightNow.com
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15/10/2005 -
Rientrati
sulla Terra i due Takionauti – Fei
Junlong e Nie Haisheng, nella foto (cortesia AP Photo/Xinhua, Zhao Jianwei)
a sinistra appena usciti dalla capsula, sono atterrati regolarmente questa sera alle ore 22.32 ora
italiana nella Cina del nord, nella Mongolia interna. Il loro
viaggio è durato esattamente 4 giorni 19 ore e 32 minuti durante i
quali hanno compiuto circa 75 orbite attorno alla Terra e compiuto
oltre 3 milioni di chilometri. La discesa del modulo di rientro
della Shenzhou 6 è avvenuta in modo così perfetto che il
paracadute l'ha deposta a soltanto un chilometro dal luogo previsto
per l'atterraggio. Subito sono accorsi i circa 300 addetti al
recupero con elicotteri e jeep che hanno ben presto estratto Fei e
Nie dalla capsula adagiata sul terreno. La capsula aveva ancora
riserve di cibo ed ossigeno per altri tre giorni. I due uomini sono
apparsi felici ed in buona forma confermando che hanno passato il
volo nel confort del modulo orbitale, lusso che non era toccato al
loro predecessore Liwei nella missione del 2003. Durante il volo Fei
e Nie hanno anche azionato i motori di manovra della capsula per
mantenere l'orbita prestabilita e verificare che anche questo
operazione fosse possibile. Inoltre durante il soggiorno nello
spazio hanno eseguito tutta una serie di esperimenti non
specificati. Al momento il modulo orbitale è rimasto nello spazio
dove resterà per i prossimi mesi permettendo così di eseguire
ancora esperimenti a bordo in modo automatico o controllati da
Terra. Ora il prossimo passo del programma spaziale cinese potrebbe
essere nel 2006 o 2007 con la Shenzhou 7 che vedrà forse la prima
EVA (attività extraveicolare) cinese ed alla quale seguiranno altre
missioni fino alla costruzione di una stazione spaziale dopo il
2010. Questi sono gli ambiziosi piani spaziali della nazione più
popolosa della Terra. Il programma di voli umani cinese è costato
fino a questo momento circa 1,8 miliardi di euro, soltanto una
frazione del programma spaziale NASA di solo un anno. Per
maggiori informazioni visita la nostra pagina dedicata alla Cina
nello Spazio.
Fonte: Space.com
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14/10/2005 - Ariane
5 mette in orbita due satelliti –
Alle 0.31 ora italiana è decollato dalla rampa ELA-3 della base di
Kourou, nella Guyana Francese, il vettore europeo Ariane 5G con a
bordo due satelliti posti regolarmente in orbita 30 minuti più
tardi. Si trattava del satellite militare francese per
telecomunicazioni Syracuse 3A e del satellite della PanAmSat, Galaxy
15, che verrà utilizzato per le trasmissioni televisive sugli Stati
Uniti. Dopo 2 minuti e 23 secondi dal lancio i due booster a
combustibile solido si sono regolarmente spenti e sono stati
sganciati nell’Oceano. Dopo 10 minuti e 8 secondi il primo stadio
con il motore Vulcain ha esaurito il suo compito ed è stato
sganciato e dopo pochi secondi si è acceso lo stadio superiore. A
29 minuti e 45 secondi è stato sganciato il satellite Syracuse 3A e
ad 37 minuti e 12 secondi il Galaxy 15. A questo punto si
concludevano le fasi principali del lancio di oggi, il terzo di un
vettore Ariane 5 nel 2005.
Fonte: SpaceflightNow
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12/10/2005 - Shenzhou
6 in orbita! - La Cina ha lanciato questa mattina alle 3.00,
ora italiana, il razzo vettore Lunga Marcia 2F con alla sommità la
capsula Shenzhou 6 (Vascello Divino) con a bordo i due takionauti Fei
Junlong e Nie Haisheng. Si tratta del secondo volo spaziale umano
della Cina dopo quello inaugurale di due anni fa con la Shenzou 5 e
il takionatua Yang Liwei. Alcuni minuti dopo la capsula è entrata
regolarmente in orbita ed una delle prime parole di Fei sono state
"La sensazione è buona". La missione della Shenzhou 6 è
molto più ambiziosa del volo di Liwei, infatti i due takionauti
dovrebbero rimanere in orbita per almeno 5 giorni e svolgere
esperimenti all'interno del modulo orbitale. Ricordiamo che nel volo
del 15 ottobre 2003, che durò soltanto 21 ore e 30 minuti, Liwei
non si alzò mai dal suo seggiolino di lancio. Questa volta invece i
due cinesi si sposteranno nel modulo orbitale per "vivere"
realmente nello spazio per 5 giorni. A questo proposito verrà
sperimentato per la prima volta una specie di forno per riscaldare
il cibo, dei sacchi per dormire ed una toilette per i bisogni
fisiologici. Anche la strumentazione di bordo ha degli aggiornamenti
tecnici rispetto alla precedente missione. Ricordiamo inoltre che la
capsula Shenzhou è simile nella tipologia alle Soyuz russe anche se
più avanzata tecnologicamente. Il lancio è stato trasmesso in
diretta dalla TV cinese a differenza di quanto fatto nel 2003 anche
se la base di lancio del Jiuquan Satellite Launch Center era chiusa
per i giornalisti. Poco prima del lancio Fei e Nie sono stati
salutati dal Primo Ministro cinese Wen Jiabao. Maggiori dettagli
sulla missione alla nostra speciale sezione dedicata alla Cina
nello Spazio. Nella foto di copertina il lancio della Shenzhou 6
ed i due takionauti che salutano i tecnici prima dell'imbarco sulla
capsula.
Fonte: Space.com
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11/10/2005
- Spedizione
11 tornata sulla Terra - Con un atterraggio regolare nella
steppa Kazaka si è conclusa felicemente la missione dei tre
cosmonauti della Soyuz TMA-6 alle ore 3.10 ora italiana di oggi. A
bordo si trovava l'equipaggio della Stazione Spaziale
Internazionale, Spedizione
Undici, che ha trascorso sei mesi sull'avamposto cosmico e che
è composto dal comandante Sergei Krikalev e dall'ingegnere di bordo
John Phillips oltre al turista americano Greg Olsen che era arrivato
sulla ISS dieci giorni fa assieme al nuovo equipaggio. La Soyuz
TMA-6 si era sganciata dalla Stazione Spaziale alle 23.49 ora
italiana di lunedì dopo che i due equipaggi si erano calorosamente
salutati. A bordo della ISS si trova ora l'equipaggio di Spedizione
Dodici composto dal comandante ed ufficiale scientifico NASA Bill McArthur
e l'ingegnere di volo russo Valery Tokarev. Krikalev ha battuto ogni
record di permanenza nello spazio e con oggi ha raggiunto gli 803
giorni, 9 ore e 39 minuti. Nella foto (cortesia AP Photo/Ivan
Sekretarev) il turista Olsen estratto dalla capsula Soyuz appena
atterrata.
Fonte: NASA
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08/10/2005
- CryoSat perso al lancio - L'ESA ha confermato che il
satellite scientifico CryoSat per lo studio dei ghiacci polari è
precipitato nell'Oceano Artico dopo aver mancato l'entrata in
orbita. Il lancio era avvenuto alle 16.02 dalla base di lancio di Plesetsk,
nel nord della Russia, con il vettore euro-russo Rockot derivato dal
vettore militare SS-19. Il primo stadio aveva funzionato
regolarmente ed anche il secondo fino al momento in cui avrebbe
dovuto spegnersi e sganciarsi. Purtroppo a causa di un comando
errato del computer di bordo il secondo stadio ha continuato a
funzionare fino all'esaurimento del combustibile e non è avvenuta
la prevista separazione. Quindi il secondo stadio ormai esaurito
assieme allo stadio superiore ed al satellite sono precipitati
nell'Oceano Artico distruggendosi. Gli scienziati europei coinvolti
in questo atteso progetto sono delusi ed amareggiati. E' stata
aperta un'inchiesta per capire le cause precise del problema. Il
razzo vettore Eurockot ha debuttato nel 2000 e su sei lanci solo
quello di oggi non è andato a buon fine. Il satellite dell'Agenzia Spaziale Europea Cryosat era il primo della serie "Earth Explorers", sonde votate all'analisi della superficie terrestre e dell'atmosfera. In particolare il Cryosat (che ha richiesto 6 anni di progettazione e sviluppo) sarebbe stato il primo satellite completamente dedicato all'analisi delle calotte polari, con particolare riguardo al tasso di scioglimento dei ghiacciai e alle relazioni esistenti fra le calotte polari e il clima globale.Nell'immagine
a lato (cortesia ESA) il lancio del Rockot con a bordo il satellite
ed una immagine di come sarebbe apparso in orbita.
Fonte: ESA
- UAI
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04/10/2005
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Spedizione 12 attracca alla ISS – Alle 7.27 (ora
italiana) di lunedì la Soyuz TMA-7 con a bordo l'equipaggio di Spedizione
Dodici composto dal comandante ed ufficiale scientifico della NASA William S.
McArthur Jr., Valery I. Tokarev, ingegnere di volo e comandante
della Soyuz e Greg Olsen, turista pagante ha attraccato in modo automatico
al modulo di aggancio Pirs della Stazione Spaziale Internazionale.
Dopo tre ore i portelli delle due astronavi sono stati aperti e
l'equipaggio residente della ISS composto dal comandante Sergei Krikalev
e l'ingegnere di volo ed uffciale scientifico della NASA John Phillips
hanno accolto calorosamente i nuovi arrivati. Krikalev e Phillips
hanno trascorso 169 giorni sulla ISS fin dal loro arrivo lo scorso
aprile e rientreranno sulla Terra assieme al turista Olsen la
prossima settimana. McArthur e Tokarev rimarranno sulla stazione
fino al prossimo aprile. Appena dopo l'arrivo gli equipaggi hanno
compiuto una breve riunione per familiarizzare con le procedure di
sicurezza. Sono stati anche trasferiti dei rifornimenti dalla Soyuz
alla stazione. Durante la settimana i due equipaggi lavoreranno
assieme per preparare la permanenza di Spedizione Dodici sulla ISS.
Nella foto (cortesia NASA/TV) la Soyuz TMA-7 mentre sta per attraccare
alla ISS.
Fonte: NASA
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02/10/2005 –
Il decimo pianeta ha una luna – Quello che per il
momento viene definito il "decimo pianeta", ovvero
l'asteroide gigante 2003 UB313, scoperto il 29 luglio ha una su luna
che gli orbita attorno. La sensazionale scoperta è stata eseguito
lo scorso 10 settembre grazie al telescopio hawaiiano W.M. Keck da
10 metri di diametro e dallo stesso team degli scopritori di Xena
(così ribattezzato 2003 UB313 in modo non ufficiale). Xena orbita a
circa 95 U.A. dal Sole (un U.A. è media la distanza Sole-Terra) e
quindi ben oltre l'orbita dell'ultimo pianeta conosciuto del Sistema
Solare, Plutone. Ma la particolarità di Xena è senza dubbio il suo
diametro che sembra essere più grande di quello di Plutone, ovvero
circa 3.000 chilometri contro i 2.300 del nono pianeta. Al momento
comunque l'assegnazione di "decimo pianeta" non è ancora
stata ufficializzata dalla IAU (Unione Astronomica Internazionale)
ed una decisione è attesa in merito. Infatti negli ultimi anni
grazie ai miglioramenti dei telescopi sono stati scoperti molti
corpi celesti oltre le 40 U.A. ed alcuni hanno misure vicine a
quelle di Plutone e vengono chiamati oggetti Trans-Nettuniani. In
effetti secondo alcuni astronomi anche Plutone andrebbe declassato
da pianeta a grosso asteroide. Nella foto (cortesia W.M. Keck)
l'immagine di 2003 UB313 con, a sinistra la piccola luna (chiamata
al momento Gabrielle).
Fonte: Coelum.com
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01/10/2005 –
L'equipaggio di Spedizione 12 verso la ISS – Alle
4.55 ora italiana è stata lanciata dal cosmodromo di Baikonur nel Kazakhstanla
la Soyuz TMA-7 con a bordo l'equipaggio di Spedizione Dodici
composto dal comandante ed ufficiale scientifico della NASA William S.
McArthur Jr., Valery I. Tokarev, ingegnere di volo e comandante
della Soyuz e Greg Olsen, turista pagante. La capsula attraccherà alla
Stazione Spaziale Internazionale lunedì mattina per dare il cambio
ai due residenti della ISS. Verranno eseguiti otto giorni di
operazioni congiunte dei due equipaggi e poi l'equipaggio di
Spedizione Undici rientrerà sulla Terra assieme al milionario Olsen
a bordo della Soyuz TMA-6. Intanto il controllo della Stazione
Spaziale Internazionale è tornato al Centro Spaziale Johnson di Houston,
Texas, dopo il passato pericolo dell'uragano Rita della scorsa
settimana e che fortunatamente non ha fatto gravi danni alle
strutture. Nella foto (cortesia NASA-TV) il momento del lancio della
Soyuz.
Fonte: NASA
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29/09/2005 –
Nuova antenna per le sonde ESA – E' stato inaugurato
nella località di Cebreros, in Spagna, la nuova antenna parabolica
di 35 metri di diametro che entrerà a far parte del sistema di
ricezione dello spazio profondo dell'ESA. Assieme all'antenna
gemella DSA 1 posta a New Norcia, in Australia. L'entrata in
funzione di questa nuova antenna permetterà all'ESA di mantenere i
collegamenti con le proprie sonde che esplorano il sistema solare
senza dipendere troppo dal sistema Deep Space Network della NASA. Il
primo battesimo di questa nuova antenna sarà la missione Venus
Express pronta a decollare per Venere nelle prossime settimane. Cebreros si trova a circa 90 km a ovest di Madrid, in aperta campagna. E rispetto all’altro centro dell’ESA in Spagna, a Villafranca, vicino a Madrid, è molto meno urbanizzato. Il segnale che è possibile scambiare con la navicella, dunque, è più “pulito”: ci sono molte meno interferenze.
Nella foto (cortesia ESA)la parabola di Cebreros.
Fonte:ESA
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26/09/2005 – In
orbita nuovo satellite GPS – Alle 4.36 ora italiana è
decollato dalla rampa 17/A dal Centro Spaziale di Cape Canaveral, in
Florida, il vettore Boeing Delta 2 (7925) con a bordo il satellite
della U.S. Air Force costruito dalla Lockheed Martin, GPS 2R-M1. Si
tratta del primo satellite della nuova generazione di satelliti per
il Sistema di Posizionamento Globale (GPS) ad essere inviato in
orbita. Il lancio era stato rinviato lo scorso 18 settembre per un
problema tecnico non specificato. Il lancio oggi è avvenuto
regolarmente e dopo 24 minuti e 30 secondi il satellite è stato
rilasciato dal terzo stadio del vettore Delta-2. Questo nuovo
satellite della flotta di GPS aggiunge ulteriori segnali e promette
una migliore precisione nella posizione sia per gli scopi militari
che per quelli civili. Il GPS 2R-M1 andrà ad aggiungersi agli altri
28 satelliti del sistema GPS mentre altri sette del modello
migliorato saranno lanciati entro i prossimi due anni. Una versione
ancora più perfezionata vedrà la via dello spazio dal 2007.
Fonte: Space.com
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24/09/2005
- Estesa la missione della Mars Express - L'Agenzia
Spaziale Europea ha esteso la missione della sonda Mars Express di
un altro anno marziano (23 mesi) a partire dal dicembre 2005. La
decisione è stata presa del Comitato scientifico dell'ESA lo scorso
19 settembre permettendo di continuare a costruire il successo
scientifico della missione. Questa estensione della missione
permetterà di ampliare la cartografia ad alta risoluzione del
pianeta rosso, per il momento eseguita al 19%, e soprattutto di
completare la ricerca dell'acqua grazie al radar MARSIS. Ricordiamo
che MARSIS, per vari problemi tecnici, ha iniziato il suo lavoro
soltanto a luglio di quest'anno. Mars Express venne lanciata il 2
giugno 2003 con un vettore Soyuz/Fregat da Baikonur, nel Kazahstan,
ed entrò in orbita marziana il 25 dicembre 2003. Intanto si
avvicina anche il momento del lancio della sonda Venus Express,
quasi gemella di quella intorno a Marte, che dovrà studiare Venere.
Il lancio di Venus Express è previsto per ottobre/novembre 2005
sempre con un vettore russo Soyuz/Fregat. Questa sarà la prima
missione dedicata allo studio del pianeta Venere da parte
dell'Europa.
Fonte: ESA
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23/09/2005
- L'uragano Rita verso il Centro Spaziale Johnson - A
meno di un mese dai gravi danni causati dall'uragano Katrina a due
centri della NASA in Louisiana anche l'uragano Rita sta mettendo a
serio rischio un'altra istallazione, il Johnson Space Center di
Houston, nel Texas. La sede è stata evacuata da tutto il personale
ed il controllo della Stazione Spaziale Internazionale è stato
passato nelle mani del Centro Controllo di Mosca, in Russia. Al
momento l'uragano con venti di oltre 200 chilometri orari si trova
nel golfo del Messico vicino alle coste degli Stati Uniti che
verranno raggiunte sabato pomeriggio, ora italiana. Come al
solito un gruppo di controllori della NASA si trova a Mosca per i
collegamenti con l'equipaggio di Spedizione Undici che si trova
sulla ISS mentre begli ultimi due giorni il personale del Centro
Spaziale di Houston ha lavorato per mettere al sicuro sia i
documenti che il materiale che si trova alla base. La NASA pensa di
riaprire il Centro al più presto appena l'uragano sarà passato e
se i danni non saranno eccessivi. Nella foto (cortesia NASA)
l'uragano Rita ripreso dal satellite meteorologico Aqua il 21
settembre quando si trovava ancora al centro del Golfo del Messico.
Fonte: NASA
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20/09/2005
- Svelato il piano della NASA per il ritorno sulla Luna - La
NASA ha svelato oggi il piano per il ritorno dell'uomo sulla Luna
per il 2018 e lo sbarco su Marte alcuni anni dopo. Alla base di
questa nuova iniziativa spaziale americana si trova il CEV (Crew
Exploration Vehicle) che dovrebbe sostituire nel 2012 la navetta
spaziale per il trasporto di equipaggi nello spazio, prima verso la
Stazione Spaziale Internazionale ed in seguito verso la Luna e
Marte. La concezione del CEV è quella di una versione più grande
della capsula del progetto Apollo degli anni '60. A bordo di questo
CEV potrebbero trovare posto sei astronauti per il viaggio verso la
ISS e quattro per un viaggio lunare. Questo ambizioso progetto era
stato lanciato dal Presidente Bush il 14 gennaio 2004 ed adesso la
NASA ha finalmente chiarito alcuni punti chiave del piano. Il
concetto, anche per accelerare il progetto e per problemi di costi,
è quello di utilizzare molte strutture usate per la navetta
spaziale. Infatti sarà costruito un grosso razzo per il trasporto
del materiale nello spazio utilizzando due booster a combustibile
solido accoppiati ad un grosso serbatoio con ben cinque motori dello
shuttle. Questo nuovo super-razzo potrebbe portare in orbita bassa
ben 125 tonnellate di materiale. Il CEV invece verrebbe
portato in orbita da un razzo composto da un primo stadio a
combustibile solido (in pratica un booster dello shuttle) ed un
secondo stadio composto da un motore della navetta. Per la missione
lunare un CEV con equipaggio attraccherebbe in orbita terrestre con
un Modulo Lunare lanciato separatamente. A questo punto un grosso
motore spingerebbe il complesso verso la Luna. Una volta in orbita
lunare tutto l'equipaggio si trasferirebbe dal CEV al Modulo Lunare
che scenderebbe sulla superficie selenica. Una volta sulla Luna
l'equipaggio potrebbe esplorare per una settimana prima di risalire
sul modulo di rientro che poi attraccherebbe nuovamente al CEV
rimasto in orbita. Il rientro sulla Terra con i paracadute e degli
airbag atterrando in un deserto degli USA, forse White Sand in New
Mexico. Non viene escluso, in caso di emergenza, la possibilità di
un ammaraggio. La capsula sarebbe riutilizzabile per almeno 10
lanci. L'amministratore della NASA Griffin ha definito il CEV come
"un Apollo con gli steroidi". in effetti il
diametro del CEV sarebbe di 5,5 metri contro i 3.9 della vecchia
capsula Apollo. Come si vede quindi un ritorno al passato ma forse
più realistico di certi spazioplani rimasti soltanto sugli schermi
dei computer. Nella copertina il CEV sulla sommità del nuovo razzo
di derivazione shuttle e qui in alto un CEV agganciato ad un Modulo
Lunare (cortesia NASA/John Frassanito and Associates).
Fonte; NASA
- Space.com
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12/09/2005
- Sonda giapponese vicino all'asteroide
- La sonda Hayabusa (Muses-C) dell'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA si
trova ormai a soltanto 20 chilometri dall'asteroide Itokawa (1998 SF36).
Questa piccola ed ambiziosa missione giapponese potrebbe essere la
prima a riportare sulla Terra nel 2007 campioni di suolo da un
asteroide battendo sul tempo la NASA con la sua Stardust. La Hayabusa
venne lanciata a bordo di un razzo M-V-5 il 9 maggio 2003 e dopo un
lungo inseguimento di quasi tre miliardi di chilometri, tutti
eseguiti grazie agli innovativi motori ad ioni di cui dispone la
sonda, ha ora raggiunto il proprio obiettivo. Nei prossimi giorni
verrò scelto il punto dove la sonda scenderà e raccoglierà i
campioni di suolo prima di riprendere il viaggio verso la Terra. Una
volta sulla superficie verrà anche sganciato un minuscolo rover
(circa le dimensioni di una lattina di coca cola) chiamato Minerva
che si sposterà sulla superficie senza ruote ma soltanto spostando
il peso al suo interno, in pratica rotolando. Minerva dovrebbe
inviare a Terra immagini dell'asteroide e dati sulla temperatura nel
periodo fra novembre e dicembre 2005. Intanto la sonda una volta
decollata dall'asteroide si immetterà in orbita verso la Terra che
raggiungerà nel giugno 2007 con il rientro del contenitore dei preziosi
campioni nel deserto australiano. Come si vede quindi una missione veramente
entusiasmante ma che non ha avuto l'attenzione dei media come per
quelle della NASA... Nella foto (cortesia JAXA) l'asteroide Ikotawa
che misura circa 450x600 metri,
obiettivo della missione giapponese ripreso oggi da 20 chilometri di
distanza.
Fonte: Space.com
- UAI
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10/09/2005
- Progress attracca regolarmente alla ISS - Con un perfetto
aggancio automatico il veicolo cargo Progress 19 ha attraccato al
portello posteriore del modulo Zvezda della Stazione
Spaziale Internazionale alle ore 16.42 ora italiana. A bordo
circa 2,5 tonnellate di rifornimenti per l'equipaggio di Spedizione
Undici a bordo della ISS dallo scorso aprile. I rifornimenti
consistono in propellente, ossigeno, materiale vario e cibo per
l'equipaggio. Fra il materiale vario anche i pezzi di ricambio per
il generatore di ossigeno russo Elektron andato in avaria alcuni
mesi fa e rifornimenti per il prossimo equipaggio: Spedizione
Dodici che verrà lanciato con una Soyuz il prossimo 30
settembre per dare il cambio a Krikalev e Phillips.
Fonte: NASA
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08/09/2005 - Proton
mette in orbita satellite canadese - Giornata di grande
traffico alla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan. Infatti
alle 23.53 ora italiana è stato lanciato il razzo vettore Proton-M
con a bordo il satellite per telecomunicazioni canadese Anik-F1R.
Non erano quindi passate nemmeno 9 ore dal lancio precedente del
Progress diretto alla Stazione Spaziale Internazionale! Un vero
record. Il lancio è stato eseguito regolarmente ed al momento il
satellite è in viaggio verso la sua orbita definitiva
geostazionaria sopra l'Oceano Pacifico spinto dallo stadio superiore
Breeze-M. Anik-F1R verrà utilizzato per collegamenti televisivi e
internet su tutto il Nord America. Il lancio di oggi era gestito
dalla società mista russa-americana ILS (International Launch
Services) che utilizza i vettori Atlas e Proton. Il satellite,
costruito dalla società europea EADS Astrium, appartiene alla
canadese Telesat che gestisce anche il satellite predecessore
Anik-F1 lanciato nel 2000 e che lo affiancherà nella stessa orbita.
Fonte: Space.com
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08/09/2005
- Progress verso la ISS - E' in rotta verso la Stazione
Spaziale Internazionale il veicolo di rifornimento automatico
russo Progress 19P (anche M-54) lanciato oggi alle 15.07 ora
italiana dalla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan sulla
sommità di un razzo vettore Soyuz. A bordo del Progress oltre 3
tonnellate di rifornimenti per la ISS sulla quale vivono i due
astronauti di Spedizione
Undici, il comandante Sergei Konstantinovich Krikalev
e l'ufficiale scientifico NASA ed ingegnere di bordo John L.
Phillips. Il cargo attraccherà sabato alle 16.49 ora italiana alla parte
posteriore del modulo di servizio Zvezda. Fino ad ieri a questo
boccaporto si trovava agganciato il precedente cargo Progress 18P
che è stato riempito di rifiuti ed equipaggiamento non più utile e
fatto rientrare nell'atmosfera terrestre dove è bruciato.
Fonte: SpaceflightNow.com
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03/09/2005
- Spirit è arrivato in cima alla collina - Su Marte
il piccolo rover della NASA Spirit ha raggiunto la sommità della
collina chiamata ""Husband Hill" che si trova a circa
82 metri di altezza sopra la piana dalla quale il robot è arrivato.
Da questo elevato punto di osservazione Spirit ha potuto cogliere
delle splendide immagini (nella foto a lato cortesia NASA/JPL) della
pianura del cratere Gusev nel quale è atterrato ormai ben 20 mesi
fa. Il nome di questa serie di colline "Columbia Hill" è
stato dato dagli scienziati della NASA in onore ai sette astronauti
periti con la navetta spaziale Columbia il 1° febbraio 2003. Più
specificatamente la collina dove Spirit si è arrampicato, la
Husband, viene dal nome del comandante della sfortunata missione STS-107.
L'idea di far salire il piccolo rover è venuta quasi subito ai
tecnici del JPL di Pasadena quando hanno visto, nelle prime immagini
giunte a Terra, questa serie di basse colline poste a circa 3
chilometri dal punto di atterraggio della sonda. "Infatti
mano a mano che il rover saliva sulla collina cambiava anche il tipo
di rocce. Quindi questa scelta è stata soprattutto motivata dalla
scienza." Afferma Steve Squyres, a capo degli strumenti di
Spirit. Le rocce studiate da Spirit durante il suo lungo viaggio
hanno confermato che l'acqua ha avuto un ruolo importante nella loro
formazione ed evoluzione. Al momento Spirit ha viaggiato per ben
4.827 metri ed il suo gemello Opportunity 5.737. E pensare che erano
stati ideati per una missione di 90 giorni... Senz'altro una delle
missioni marziane più riuscite. Intanto la sonda della NASA MRO (Mars
Reconnaisnace Orbiter) lanciata lo scorso 12 agosto ed in viaggio
verso Marte ha eseguito una importante correzione di rotta
accendendo i suoi sei motori per 15 secondi. La sonda è in ottime
condizioni e l'arrivo in orbita marziana è previsto per il prossimo
10 marzo 2006.
Fonte: Spacedaily.com
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01/09/2005 - Katrina,
l'uragano più disastroso. - L'uragano Katrina, che negli
scorsi giorni ha colpito la costa meridionale degli Stati Uniti,
oltre al terribile bilancio di vittime non ancora arrestatosi
potrebbe influire anche nella ripresa dei voli degli shuttle NASA!
Infatti proprio nella zona dove ha colpito Katrina si trova la
fabbrica che produce i giganteschi serbatoi esterni della navetta
spaziale ed un centro NASA dove vengono provati i motori delle
navette ed in quella zona i danni causati dall'uragano sono
tremendi. Il Centro Spaziale NASA Stennis in Mississippi e il Michoud Assembly Facility
di New Orleans sono chiusi. Il SSC (Centro Spaziale Stennis) non ha
subito danni ma al momento è senza elettricità ed i suoi
dipendenti sono assenti dal lavoro per evidenti motivi. Invece a
Michoud la fabbrica degli ET (Serbatoi Esterni) non è raggiungibile
che in elicottero perché le strade intorno sono allegate anche se
sembra che gli edifici non abbiano subito gravi danni. L'energia
elettrica manca e le comunicazioni sono limitate. A questo punto
potrebbe quindi essere in forse la data di marzo 2006 per la seconda
missione di ritorno al volo per lo shuttle Discovery. Ricordiamo che
lo scorso anno l'uragano Frances colpì il Centro Spaziale Kennedy
danneggiando l'edificio di assemblaggio VAB. Insomma oltre a tutti
gli altri problemi anche il clima sembra accanirsi contro la NASA!
Fonte: SpaceflightNow
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29/08/2005
- La Cina non si ferma - Lunedì è stato un giorno
molto affollato per i voli spaziali cinesi, infatti è stata
recuperata una capsula FSW lanciata il 2 agosto scorso e che ha
trascorso 27 giorni in orbita con a bordo esperimenti di vario
genere. Questa era la ventesima missione riuscita di questo
programma iniziato
a metà degli anni 70. Ma contemporaneamente è avvenuto anche il
lancio della 22° missione FSW dalla base di lancio di Jiuquan
situata nel deserto del Gobi sempre con un razzo vettore Lunga
Marcia 2IV. Fra l'altro questo vettore ha compiuto, con quello di
oggi, ben 45 lanci consecutivi di successo fin dal 1996. Queste
capsule possono contenere svariati esperimenti, anche di natura
militare, ed una volta rimaste in orbita per diversi giorni
rientrano sulla Terra e scendono appese ad un paracadute. In questo
modo gli esperimenti a bordo possono venire studiati in seguito
dagli scienziati a Terra. Ma sicuramente ora tutta l'attenzione per
l'astronautica cinese verrà focalizzata sulla prossima missione
umana: la Shenzou VI. che dovrebbe partire ad ottobre con a bordo
due takionauti (il nome dato agli astronauti cinesi) che dovrebbero
rimanere in orbita da alcuni giorni fino ad una settimana. Si
tratterà della seconda missione umana dopo quella storica
dell'ottobre del 2003 di Yang Liwei. Nella foto un'immagine di
repertorio di una capsula FSW appena atterrata.
Fonte: SpaceflighNow
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27/08/2005 - I
Russi riprendono il controllo di un satellite - Nonostante
il perfetto lancio con un vettore Rockot dal cosmodromo russo di Plesetsk
alle 20.34, ora italiana di venerdì, i controllori di volo hanno
perso il contatto con il satellite Monitor-E dopo che aveva raggiunto
l'orbita. Ma fortunatmanete l'agenzia di stampa Interfax ha in
seguito comunicato che i controllori di volo erano riusciti a
ristabilire il collegamento con il satellite. Monitor-E è un
piccolo satellite (750 chilogrammi) sperimentale fornito di due
telecamere per lo studio della superficie terrestre, gli effetti
dell'inquinamento e monitorare le situazioni di emergenze anche di
carattere naturale od umano. L'orbita è a circa 540 chilometri di
altezza e la durata della missione è stimata in cinque anni, come
affermato dai responsabili del centro Khrunichev State Research.
Fonte: Space.com
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23/08/2005
- L'ESA interessata al Kliper russo - Alla mostra
biennale dell'Aviazione e Spazio svoltasi a Mosca, i responsabili
dell'Agenzia Spaziale Europei presenti si sono mostrati molto
interessati al progetto russo di navicella riutilizzabile Kliper.
Per la prima volta era presentato un modello in scala 1:1 della
navetta Kliper nel quale era possibile salire all'interno. Anche il
nostro astronauta Roberto Vittori, presente alla mostra, è stato
invitato a salire sul modello del Kliper. Nel corso della visita, Sevastyanov,
presidente della RKA Energia ha brevemente aggiornato i presenti sullo sviluppo e le prospettive di questo nuovo sistema di trasporto spaziale. Vittori ha seduto al posto di comando del Clipper, mentre un istruttore russo lo introduceva brevemente ai comandi della navicella. Più tardi Vittori, che è ancora membro del team di volo acrobatico italiano delle Frecce Tricolori, ha preso parte, a bordo di un MB 339, al colorato show eseguito nel cielo di Zhukovsky dai piloti italiani, celebri in tutto il mondo.
Secondo i piani russi la capsula Kliper dovrebbe sostituire dal 2012
la veneranda Soyuz per il trasporto di cosmonauti verso l'orbita
terrestre. A bordo troverebbero posto per sei cosmonauti: un
comandante, un pilota e quattro passeggeri. La Kliper verrebbe
lanciata sulla sommità di un razzo vettore Onega, versione
potenziata di un Soyuz, e dopo aver eseguito il suo compito in
orbita compreso l'attracco alla ISS, rientrerebbe come una capsula
pilotata che potrebbe atterrare con un paracadute per poter essere riutilizzata
più volte. Una decisione sul possibile coinvolgimento dell'ESA
nello sviluppo del Kliper sarà deciso a dicembre durante il
Consiglio dei Ministri Europei. Nella foto il modello del Cliper
mentre viene visitato dal Presidente Russo Putin.
Fonte: ESA
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19/08/2005
- Shuttle fermi fino a marzo 2006 -
E' questa la decisione della NASA dopo gl i imbarazzanti avvenimenti
del lancio della missione STS-114 Discovery dello scorso mese. Il
prossimo volo di una navetta (nuovamente il Discovery) per la
missione STS-121 non potrà avvenire prima della finestra di lancio
3-19 marzo 2006 per permettere ai tecnici di risolvere il problema
del distacco della schiuma isolante dal serbatoio esterno. E' stato
inoltre deciso che la missione STS-121 sarà nuovamente eseguita
dalla navetta Discovery lasciando così all'Atlantis, più leggera e
moderna, il compito di riprendere la costruzione della ISS. Il
serbatoio esterno previsto per questa missione verrà riportato alla
ditta costruttrice (la Lockheed Martin's Michoud Assembly Facility
vicino a New Orleans) dove verrà controllato ulteriormente prima di
essere destinato al volo. In coincidenza con questa decisione è
apparsa una interessante ipotesi alternativa alla distruzione dello
shuttle Columbia, vedi l'aggiornamento che abbiamo alla pagina
dedicata al disastro
della navetta.
Fonte: SpaceflightNow.com
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18/08/2005
- Eseguita EVA sulla Stazione Spaziale Internazionale -
E' durata 4 ore e 58 minuti la passeggiata spaziale eseguita dal
comandante di Spedizione Undici Sergei Krikalev e dall'ufficiale
scientifico NASA John Phillips durante la quale sono stati
recuperati diversi esperimenti posti all'esterno della stazione ed
è stata installata una nuova telecamera che servirà per il veicolo
di rifornimento europeo ATV. I due cosmonauti erano usciti dal
modulo di decompressione Pirs alle 21.02 ora italiana e
per prima cosa hanno recuperato uno dei tre contenitori del Biorisk
Esperiment che erano stati posti all'esterno di Pirs durante una EVA
dell'equipaggio di Spedizione Dieci a gennaio scorso. La seconda
operazione è stata recarsi sul modulo Zvezda e recuperare altri due
esperimenti: MPAC (Micro-Particles Capturer) che utilizza uno
speciale gel per imprigionare i microscopici detriti spaziali e SEED
(Space Environment Exposure Device) che invece espone al vuoto dello
spazio diversi materiali per studiarne il comportamento. E' stato
anche recuperato Matroshka, un esperimento russo per verificare
l'assorbimento di radiazioni del corpo umano specialmente durante le
attività extravicolari. Poi i due astronauti si sono portati nella
parte terminale di Zvezda dove hanno installato una seconda
telecamera per assistere l'approccio del veicolo di rifornimento
ATV-Jules Verne dell'ESA previsto per il prossimo anno. Mentre si
trovavano lì i due cosmonauti hanno anche fatto foto per
documentare l'esperimento Kromka, che misura i residui
dell'accensioni dei razzi di manovra, e scambiare alcuni campioni di
materiale esposto dell'esperimento SKK, le iniziali russe di
contenitore di cassette di ricambio. Purtroppo a questo punto i
controllori di volo si sono resi conto che l'ultima operazione
prevista, il riposizionamento di un apposita asta gru Strela dal
modulo Zarya al modulo Unity, non poteva essere più eseguita per
non sforare il tempo a disposizione ed hanno deciso di concludere in
anticipo l'EVA. L'ultima operazione prevista verrà eseguita in una
prossima EVA da decidere. Krikalev e Phillips sono rientrati nel
modulo Pirs alle 2.00 ora italiana. Krikalev intanto ha battuto il
record di permanenza totale nello spazio superando i 747 giorni, 14
ore e 14 minuti alle 19.44 ora italiana. Krikalev è al suo sesto
volo nello spazio: due volte sulla MIR,
due volte sullo Shuttle e due
volte membro dell'equipaggio della ISS (Spedizione
Uno e Spedizione Undici). Intanto l'apparecchiatura russa per la
rimozione dell'anidride carbonica Vozdukh andato in avaria la scorsa
settimana verrà esaminato da Krikalev domani mentre anche l'analogo
apparecchio USA si è guastato questa mattina ma è stato
prontamente rimesso in funzione. Comunque i controllori di volo
confermano che i livelli di anidride carbonica a bordo della
stazione sono ben al di sotto della soglia di pericolo. Nella
foto (cortesia NASA) i due cosmonauti al lavoro all'esterno della
ISS durante l'EVA di oggi.
Fonte. Space.com
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14/08/2005
- Satellite USA in orbita con un Soyuz - La
moderna astronautica ci ha abituato anche a questo: un satellite USA
che va in orbita con un razzo Russo gestito da una società Europea!
Infatti oggi con un perfetto lancio dalla base di lancio di Baikonur,
nel Kazakhstan, avvenuto alle 1.28 ora italiana, il razzo vettore
Soyuz-Fregat ha immesso in orbita geostazionaria il satellite per
trasmissioni televisive USA Galaxy 14 della Pan-Am-Sat. La società
che ha gestito il lancio è l'europea Arianespace che collabora con
la Russa Starsem che costruisce i Soyuz e che soltanto 48 ore prima
aveva lanciato l'Ariane 5 (vedi notizia sotto). Il satellite Galaxy
14 pesante circa 1.500 chilogrammi verrà nei prossimi giorni
portato lentamente verso la sua orbita definitiva a 125° Est sopra
l'Oceano Pacifico e potrà servire per una vasta gamma di bisogni di
telecomunicazioni, dalla trasmissione TV alla comunicazione
internet. La sua vita operativa è prevista in quindici anni ed
affiancherà il Galaxy 12 posto nella stessa posizione orbitale a
36.000 dalla Terra. Costruito dalla Orbital Sciences in Dulles,
Virginia, questo satellite è basato sullo schema dello Star-2 e
possiede dei pannelli solari lunghi ben 12 metri che gli assicurano
una potenza doppia rispetto ai suoi predecessori. Quello di oggi è
stato il 1699° lancio di un vettore Soyuz che ah al suo attivo
oltre il 98% di lanci riusciti. Il prossimo lancio di un vettore
Soyuz è previsto per il prossimo 8 settembre quando porterà verso
la Stazione Spaziale Internazionale il cargo automatico
Progress-19.
Fonte: SpaceflightNow
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12/08/2005
- Partito per Marte MRO - Continua l'assalto a
Marte, infatti oggi, alla già nutrita schiera di sonde e robot che
orbitano e che scorrazzano sul pianeta rosso, si è aggiunta anche
la nuova sonda della NASA chiamata MRO (acronimo di Mars Reconnaissance Orbiter).
Lanciata con un vettore Atlas 5 (AV-007) dalla rampa 41 della base
di lancio di Cape Canaveral, in Florida, alle 13.43 italiane, la
sonda è destinata ad inserirsi in orbita marziana a marzo del 2006
e poi dovrebbe inviare a Terra una mole di dati ed immagini di una
qualità mai raggiunta prima e che aiuterà gli scienziati a
scegliere i prossimi luoghi di discesa. A bordo anche uno strumento
italiano, il radar SHARAD, studiato all’Università La Sapienza di Roma, è un modello più perfezionato di quello che adesso è imbarcato sulla sonda europea
Mars Express e potrà rilevare chiazze d’acqua o ghiaccio sotterranei (fino a circa un chilometro) estese una quindicina di metri. La sonda dovrebbe rimanere in attività sino al 2010, fungendo anche da ripetitore per i robot al lavoro in superficie.
Al momento attorno a Marte orbitano le seguenti sonde: Mars Odyssey,
Mars Global Surveyor e Mars Express (le prime due della NASA e la
terza dell'ESA) mentre sulla sua superficie continuano con successo
l'esplorazione i due robot USA Spirit ed Opportunity. Nella foto
(cortesia NASA-TV) il momento del lancio del vettore Atlas 5 con a
bordo la sonda MRO.
Fonte: NASA-JPL
- Corriere
della Sera
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11/08/2005
- Ariane 5 mette in orbita il satellite più pesante -
Alle 10.20 ora italiana è stato lanciato, dalla rampa ELA-3 della base
di lancio di Kourou, nella Guiana Francese, con un razzo vettore europeo
Ariane 5 versione 5G, il più pesante satellite commerciale mai
lanciato: si tratta dell'iPSTAR THAICOM 4 della società Shin
Satellite (Thailandese) di ben 6.500 chilogrammi. Il THAICOM 4
verrà utilizzato per le telecomunicazioni di internet a banda larga
per tutta l'Asia, l'Australia e la Nuova Zelanda. Questa lancio è
stato il secondo del 2005 eseguito dal vettore europeo e del 22° in
tutta la sua carriera. Il prossimo lancio di un vettore Ariane 5 è
previsto per il prossimo mese con a bordo il satellite Galaxy 15
della Pan-Am-Sat.
Fonte: ESA
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09/08/2005
- Discovery atterra ad Edwards - Con un perfetto
atterraggio notturno nella base di Edwards, in California, si è
conclusa la missione STS-114
dello shuttle Discovery. Il rientro è avvenuto alle 14.11 ora
italiana dopo una missione durata 14 giorni e che ha visto la
ripresa dei voli delle navette spaziali della NASA dopo una pausa di
due anni e mezzo dopo il disastro del Columbia
STS-107. L'atterraggio in California è stato causato dalle
condizioni meteo non buone al Centro Spaziale Kennedy, in Florida
che avevano costretto i responsabili della NASA a rinviare il
rientro già previsto il giorno precedente. La delicata fase di
rientro si è svolta regolarmente nonostante tutti i timori dopo i
problemi avuti durante il lancio. Si è trattato del cinquantesimo
atterraggio ad Edwards. Purtroppo rimane lo stop delle prossime
missioni fino a che non verrà compreso il motivo per cui durante il
lancio del Discovery ancora dei grossi pezzi di schiuma isolante si
sono staccati dal serbatoio esterno rischiando di colpire l'orbiter.
Comunque dopo la visita del Discovery la Stazione Spaziale
Internazionale ha nuovamente i suoi quattro giroscopi funzionanti e
molti rifornimenti che permetteranno una vita più tranquilla nei
prossimi mesi per i suoi due inquilini. Durante i nove giorni di
permanenza del Discovery alla ISS è stato anche istallato un nuovo
deposito esterno di pezzi di ricambio e compiute ben tre EVA,
l'ultima delle quali una vera e propria "prima" nella
storia dell'astronautica con la riparazione dello scudo termico da
parte dell'astronauta Robinson. Nella foto (cortesia NASA-TV) il
momento in cui il Discovery ha toccato la pista della base di
Edwards.
Fonte: NASA
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30/07/2005
- Scoperto il decimo pianeta? - Pianeta o asteroide? Questo è il dilemma. Non si era ancora spenta l'eco della scoperta di un grande corpo celeste, poco più piccolo di Plutone (il più lontano dei nove pianeti storici del nostro sistema solare), che è arrivato un altro annuncio sbalorditivo. L'astronomo Mike Brown del California Institute of Technology ha comunicato la scoperta di un altro corpo celeste, grande più di due volte e mezzo Plutone e circa tre volte più distante dal Sole.
Per ora il corpo viene identificato con una anonima sigla: «2003 UB313», ma ancora una volta si è riproposto il dilemma se debba essere considerato un pianeta, il decimo della serie, oppure un grande asteroide. Gli astronomi sono profondamente divisi. Per alcuni è ormai evidente che ai margini del sistema solare c'è un numeroso gruppo di corpi celesti, alcuni dei quali con dimensioni planetarie, i quali formano una vera e propria fascia asteroidale, simile a quella che c'è fra Marte e Giove. I pezzi di questa fascia periferica, battezzata «Kuiper Belt», vengono scoperti solo ora grazie ai progressi tecnologici dei telescopi. Secondo questo punto di vista, anche se alcuni oggetti Kuiper hanno grandi dimensioni, non avrebbe senso attribuire ad essi lo status di pianeta perchè la loro natura è diversa. Per esempio l'orbita di «2003 UB313» è sbilenca, cioè molto più inclinata rispetto a quelle dei pianeti, forse a causa di remote collisioni avvenute fra i corpi della fascia di Kuiper. Altri astronomi, invece, pensano che le dimensioni e la forma dettano legge: «2003 UB313» è il primo corpo di dimensioni ultra plutoniane scoperto finora, è rotondo, quindi merita l'appellativo di pianeta.
C'è una terza opinione maturata in questi ultimi mesi. Lo stesso Plutone, che ha caratteristiche fisiche e orbitali anomale, andrebbe declassato da pianeta e ridotto allo stato asteroidale. Ma questa proposta fa rabbrividire gli astronomi tradizionalisti, soprattutto gli americani, i quali pensano che sarebbe un affronto al loro connazionale Clide Tombaugh, scopritore di Plutone nel 1930. La contesa, a questo punto, sarà arbitrata da un organismo super partes, l'Unione astronomica internazionale, che si dovrà pronunciare nei prossimi mesi.
Fonte: Corriere
della Sera - articolo di Franco Foresta Martin - 30 luglio 2005
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28/07/2005
- Discovery attracca regolarmente alla ISS - Nonostante
le brutte notizie sul futuro dei voli degli shuttle oggi alle 13.19
ora italiana la navetta spaziale Discovery missione STS-114
ha attraccato regolarmente alla Stazione
Spaziale Internazionale. Si tratta della prima visita di uno
shuttle alla stazione in quasi tre anni. L'avvicinamento della
navetta alla stazione era stato eseguito facendo anche fare un vera
e propria capriola al Discovery permettendo così ai due residenti della
stazione, il comandante Sergei Krikalev e l'ingegnere di volo John Phillips,
di scattare una serie di foto ravvicinate ed ad alto ingrandimento
della parte inferiore dello shuttle. Questo per cercare se vi erano
possibili danni al rivestimento di mattonelle di silicio che ricopre
lo scafo. Le foto digitali sono poi state inviate ai tecnici a terra
per ulteriori analisi. Dopo l'attracco ed il controllo di routine di
possibili perdite i portelli fra le due astronavi sono stati aperti
alle 15.50 ora italiana e l'equipaggio del Discovery composto dal
comandante Eileen Collins, il pilota Jim Kelly e gli specialisti di
missione Soichi Noguchi dell'Agenzia Spaziale Giapponese, Steve Robinson, Andy Thomas, Wendy Lawrence
e Charlie Camarda è entrato nella stazione salutato dai membri
dell'equipaggio di Spedizione 11. Ora per i nove astronauti nello
spazio li attendono delle giornate veramente piene di lavoro. Domani
il prelevamento dalla stiva del modulo italiano di rifornimento
Raffaello che verrà agganciato alla stazione e poi la preparazione
delle tre EVA che si svolgeranno nei prossimi giorni. Al termine
della giornata le possibili preoccupazioni per lo stato del
rivestimento della navetta sembravano fugate e tutti gli scenari
catastrofici perdevano probabilità. Nella foto (cortesia NASA TV)
gli equipaggi si salutano a bordo della ISS.
Fonte: NASA
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28/07/2005
- La NASA blocca i voli delle navette - La NASA ha
preso la decisione di bloccare tutte le future missioni shuttle fino
a che non verrà risolto il problema del distacco di pezzi di
schiuma isolante dal serbatoio esterno. La missione della navetta
Atlantis STS-121, prevista per il 9 settembre prossimo, è al
momento rinviata a data da destinarsi. Nella giornata di ieri erano
state rese pubbliche le immagini riprese dagli astronauti a bordo
del Discovery mentre il serbatoio esterno era stato sganciato. In
queste immagini si vedono diversi punti del serbatoio dove manca il
tipico colore del rivestimento e si vede bene anche la zona da dove
si è staccato il grosso frammento che era stato filmato dalla
telecamera posta sul serbatoio stesso. Questo frammento era poco
più piccolo di quello che aveva colpito il Columbia Il responsabile
dei voli shuttle, Bill Parson, è apparso molto contrariato durante
la conferenza stampa affermando: "Fino a che non saremo
pronti non voleremo più. Non so se ci vorrà in mese, tre o più.
So soltanto che di fronte a noi abbiamo un sacco di lavoro da fare ."
Anche altri responsabili della NASA sono apparsi stupiti dal fatto
che due anni e mezzo di lavoro per eliminare il pericolo maggiore
che aveva portato al disastro del Columbia non fosse stato risolto.
"Se questo incidente fosse accaduto ad una quota più bassa
sarebbe potuto essere molto brutto e questo non va per niente
bene..." ha dichiarato Wayne Hale, uno dei dirigenti del
programma shuttle. Il pezzo più grande di schiuma isolante si è
staccata da quello che viene chiamato rampa PAL (Protuberance Air Load)
uno scalino fatto di questo materiale che serve per rendere più aerodinamico
il serbatoio nei punti dove passano i tubi ed i cavi. La zona della
rampa PAL era stata oggetto di studio durante gli anni scorsi
proprio perché essendo di grandi dimensioni poteva creare i
maggiori problemi di distacco della schiuma isolante che viene
applicata con un procedimento manuale. Erano stati testati vari tipi
di materiali ed era stato scelto quello che sembrava garantire, in
prove a terra, il migliore risultato. Purtroppo questo non si è
rivelato vero alla prova dei fatti. Nella foto (cortesia NASA)
ripresa dagli astronauti del Discovery dopo il distacco del
serbatoio esterno si vede il punto dal quale si è staccato il
frammento con un 'ingrandimento.
Fonte: Space.com
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27/07/2005
- Lancio perfetto ma quanti detriti! - I responsabili
della NASA stanno valutando attentamente tutta la serie di eventi
che sono stati ripresi durante il lancio della navetta spaziale
Discovery. Al momento comunque nessuno di questi eventi crea
preoccupazione. Ma venivamo con ordine: il primo evento è accaduto
a pochi secondi dal lancio quando un uccello è stato colpito dalla
punta del serbatoio esterno ed è successivamente caduto. Il secondo
evento, quello che è al momento più sotto osservazione dalle
squadre di tecnici ed ingegneri della NASA, è avvenuto prima del
distacco dei booster ed è stato ripreso dalla nuova telecamera
posta sul serbatoio esterno. La ripresa mostra la pancia della
navetta e vi si nota la formazione di due punti bianchi nelle
mattonelle scure. La posizione è nei pressi del portello del
carrello anteriore del Discovery. Dalla ripresa non si vede che cosa
abbia provocato le due piccole "sbucciature" sul
rivestimento termico in silicio. Comunque ci si aspetta di avere
delle immagini migliore al terzo giorno di missione quando la
navetta, in avvicinamento alla ISS,
verrà fotografata con dettaglio maggiore dai due astronauti a bordo
della Stazione Spaziale. Il terzo evento è accaduto pochi secondi
dopo il distacco dei booster ed è stato immortalato sempre dalla
nuova telecamera posta sul serbatoio esterno. Si vede un oggetto di
forma irregolare sbucare dal fianco del serbatoio e volare via senza
colpire l'orbiter. Anche di questo oggetto al momento non si conosce
la natura. Durante la prima conferenza stampa NASA i responsabili
della missione hanno tenuto a ribadire che tutti questi eventi sono
stati visti per la prima volta durante il lancio di ieri proprio perché
sono stati aggiunte tante possibilità di ripresa, sia da bordo
della navetta che da terra e persino da due aerei in volo che fino a
questo momento non erano possibili. Oggi gli astronauti a bordo del
Discovery faranno fare un giro di ispezione con il braccio robotico
utilizzando il nuovo prolungamento ed i sensori laser per rilevare
ogni possibile danno sull'esterno dell'orbiter. Domani l'aggancio
con la ISS. Nella foto (cortesia NASA) la ripresa dove si notano i
due piccoli "buchi" sul rivestimento.
Fonte: SpaceflightNow
- NASA
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26/07/2005
ore 16.39 - Discovery in volo ! - Con un perfetto
lancio in orario la navetta spaziale Discovery è partita per la
missione STS-114 che
segna il ritorno al volo delle missioni umane della NASA. Dopo otto
minuti e ventitré secondi lo shuttle ha spento i motori principali
e sganciato il serbatoio esterno. Ora si prevedono alcune operazioni
di aggiustamento dell'orbita prima che l'equipaggio vada al meritato
riposo. Intanto durante il lancio grazie alla moltitudine di riprese
video sono stati notati alcuni eventi di detriti che cadono mentre
la navetta sala nello spazio. Al momento però non ci sono
preoccupazioni da parte della NASA anche se ci vorranno ancora
alcuni giorni per vagliare fotogramma per fotogramma tutte le varie
riprese video del lancio. Nella foto (cortesia NASA) la navetta
mentre decolla verso lo spazio.
Fonte: Space.com
- NASA
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26/07/2005
ore 09.39 - Discovery a poche ore dal lancio - Il
conto alla rovescia per il lancio della navetta spaziale Discovery
missione STS-114, che
segnerà la ripresa dei voli per la NASA dopo due anni e mezzo di
stop a causa della tragedia del Columbia nel 2003, procede
regolarmente. Il lancio è fissato per le 16.39 ora italiana di oggi
e le condizioni meteo sono favorevoli all'80%. L'equipaggio ha già
fatto colazione. E' stato completato il riempimento del serbatoio di
idrogeno ed ossigeno esterno e non viene segnalata nessuna anomalia
con i sensori. Nella foto in copertina di ieri la struttura di servizio
della rampa 39/B dopo essere stata ruotata lasciando libero il
complesso shuttle. La foto piccola qui accanto è di
adesso.
Segui
gli aggiornamenti in tempo reale sulla pagina della missione!
Fonte: NASA
TV
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21/07/2005 – Lancio
del Discovery fissato per il 26 luglio – La NASA ha
programmato la ripresa del conto alla rovescia per il lancio della
navetta spaziale STS-114
Discovery per sabato con il lancio fissato per le ore 16.39 (ora
italiana) del 26 luglio. Bill Parsons, manager del programma
shuttle, ha affermato che: "al momento pensiamo di aver
eliminato ogni possibile causa conosciuta e crediamo di aver fatto
tutto quello che era possibile sul veicolo", riferito al
problema del sensore del combustibile che aveva bloccato il lancio
la scorsa settimana. Durante il tentativo di lancio del Discovery
dello scorso 13 luglio un sensore del combustibile, uno dei quattro
che monitorizza il livello dell’idrogeno liquido all’interno del
serbatoio esterno dello shuttle, ha fallito un test durate il conto
alla rovescia. Conosciuto come sensore ECO (Engine Cut-Off –
Spegni motore), il sistema del sensore è predisposto per segnalare
i livelli di combustibile durante il lancio ed assicurare che i tre
motori principali si spengano regolarmente quando il serbatoio è
vuoto. Se i motori continuassero a funzionare senza combustibile
questo potrebbe causare un disastro per l’orbiter ed il suo equipaggio.
Le squadre di tecnici ed ingegneri che hanno lavorato fin dal primo
momento al problema pensano che potrebbe essere stato causato da un’interferenza
fra le nuove attrezzature montate sul serbatoio esterno (le nuove
telecamere ed i riscaldatori per evitare la formazione del ghiaccio)
ed il sensore. Ulteriori test nelle prossime 48 ore verranno
eseguiti per eliminare completamente ogni dubbio anche se resta
aperta la possibilità di fare un'eccezione alla regola che debbano
essere per forza quattro su quattro i sensori funzionanti.
Ricordiamo che questa finestra di lancio si chiude il 31 luglio e la
prossima si riaprirebbe soltanto il 9 settembre. La finestra di
lancio è vincolata alla possibilità di lanciare con le migliori
condizioni di illuminazione della navetta per ottenere immagini
chiare del decollo nel caso che detriti colpissero l'orbiter. Se il
26 ci dovesse essere un problema rimarrebbero soltanto altri tre
tentativi: il 27, il 29 e 31 luglio.
Fonte: NASA
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19/07/2005 – Spostata
la Soyuz sulla ISS – L’equipaggio di Spedizione
Undici della Stazione Spaziale Internazionale ha effettuato uno
spostamento della capsula Soyuz da una parte all’altra della
stazione per facilitare le future passeggiate spaziali. Il
cosmonauta russo Sergei Krikalyov e l’astronauta americano John
Phillips hanno effettuato lo sgancio della Soyuz TMA-6, che si
trovava da aprile ancorata al modulo di aggancio Pirs della
stazione, verso le 2.40 p.m. (le 12.40 ora italiana). Dopo 25 minuti
hanno attraccato la capsula al modulo Zarya, di solito usato per
stivaggio di materiale, a circa 14 metri di distanza. I due hanno
incontrato un piccolo problema mentre preparavano lo sgancio a causa
di un sensore malfunzionante, poi velocemente risolto. La manovra,
concepita per dare più spazio all’equipaggio in vista dell’attività
extraveicolare, era prevista per agosto, ma i responsabili russi l'hanno
anticipata ad oggi a causa del ritardo del lancio della navetta
spaziale Discovery.
Fonte: Associated Press
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13/07/2005
– La NASA a caccia del guasto al Discovery – Gli
ingegneri della NASA sono alla ricerca delle cause del guasto al
sensore che ha fermato oggi il previsto lancio della navetta
Discovery. Al momento gli ingegneri della rampa di lancio stanno
provvedendo a svuotare i serbatoi di propellente prima di poter
accedere con sicurezza alla navetta spaziale. Il lancio era previsto
per le 21.50 ora italiana ma, durante un controllo pre-lancio dei
quattro sensori che sono adibiti a segnalare la quantità di
propellente all’interno del serbatoio, uno di essi dava valori
errati violando così le procedure di sicurezza ed obbligando il
direttore di lancio Michael Leinbach a rinviare il lancio. Al
momento la più ottimistica previsione vede un nuovo tentativo di
lancio per sabato 16 luglio alle 20.40 ora italiana anche se in
serata il direttore della NASA Michael Griffin ha ammesso che la
missione potrà partire forse lunedì o più tardi ancora. La
finestra di lancio per la missione STS-114
si estende fino al 31 luglio. Il problema era già occorso durante
un test eseguito in aprile e che aveva costretto la NASA a cambiare
il serbatoio esterno con quello destinato alla missione successiva
STS-121 perché non era riuscita del tutto a risolvere il problema.
Il guasto potrebbe essere in qualsiasi punto dalla scatola di
controllo a bordo del Discovery fino al sensore vero e proprio all’interno
del serbatoio esterno. L’equipaggio per il momento rimane al
Centro Spaziale Kennedy ma se il rinvio dovesse protrarsi più a
lungo i setti membri della missione potrebbero rientrare a Houston.
Nella foto la navetta sulla rampa.
Fonte: NASA
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12/07/2005 – Discovery, piccolo incidente
a 24 ore dal lancio – Gli ingegneri della NASA hanno
dovuto intervenire a circa 24 ore dal lancio della navetta Discovery
dopo che una copertura dei finestrini dell’orbiter è caduta
urtando le piastrelle di rivestimento dei motori di manovra
sinistri, danneggiandone alcune. La riparazione ha preso circa un’ora
di tempo con la sostituzione di tre mattonelle ed è avvenuta
durante la lunga e pianificata sospensione del conteggio alla
rovescia. Il problema non ha preoccupato più di tanto i
responsabili della NASA visto che il pezzo di plastica che ha urtato
la navetta pesa poco più di 600 grammi ed è caduto per gravità
per circa 20 metri prima di colpire le mattonelle. Gli ingegneri si
sono accorti della copertura mancante del finestrino poco prima di
effettuare lo spostamento della struttura rotante della rampa di
lancio che avrebbe lasciato scoperta la navetta .A questo punto
hanno rinviato di un’ora la manovra permettendo ai tecnici di
raggiungere facilmente il punto ed effettuare la riparazione. L’incidente
non ha quindi per il momento ripercussioni con il lancio previsto
per domani 13 luglio 2005 alle ore 3:50:53 p.m. EDT (le ore 21.50
ora italiana). Comunque per sicurezza gli ingegneri del Centro
Spaziale Johnson in Texas stanno studiando se possono esserci stati
danni anche all’interno della struttura della navetta e dovrebbero
dare il via libera domattina.
Fonte: Space.com
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04/07/2005
- La Tempel 1 centrata dalla Deep Impact - La
spettacolare immagine di copertina è stata ripresa dalla sonda
madre Deep Impact dopo che il penetratore aveva centrato il nucleo
della cometa Tempel 1 alle ore 7.52 ora italiana del 4 luglio 2005.
Durante la prima conferenza stampa eseguita poche ore dopo l'impatto
è stato accennato a un aumento della luminosità della cometa
"di circa 5 volte" (A'Hearn). In particolare, la luminosità
sarebbe aumentata di tale valore nel corso delle prime due ore, per
poi ridiscendere di circa due terzi. [Osservatori statunitensi
avevano in mattinata riportato osservazioni di un repentino aumento
di magnitudine, in grado - ad esempio - di rendere evidente la
cometa, altrimenti osservabile soltanto con visione distolta. La
sonda è in ottima forma, la memoria è piena di dati che sono in
fase di scaricamento a Terra. Ha ancora 160 kg di carburante
disponibile. Nei prossimi giorni si deciderà se fare una extended
missione o crearne una nuova. Le immagini riprese da Deep Impact,
riunite in un video, sono sensazionali. Si nota chiaramente un
intenso flash iniziale; pochi istanti dopo uno sbuffo di materiale
si espande rapidamente al di sopra dell'area di impatto, e solo
successivamente un secondo sbuffo di materiale comincia a espandersi
più lentamente dal punto di impatto, proiettando un'ombra sulla
superficie. La questione dei "due sbuffi" è fra quelle
che ha maggiormente interessato gli scienziati presenti alla
conferenza stampa: sembra essere una chiara indicazione - confermata
da una delle numerose simulazioni realizzate in precedenza - che l'impactor
ha attraversato prima una crosta superficiale di bassissima densità,
incontrando poi improvvisamente un materiale molto più compatto che
ha causato il secondo sbuffo di materia. Un'altra caratteristica
osservata è stata la distribuzione della temperatura sul nucleo
prima dell'impatto. Le zone più spesso in ombra hanno una
temperatura decisamente inferiore: ciò darà indicazioni utili per
comprendere le proprietà termiche della cometa e contribuire a
definirne meglio la composizione. Altre nuove domande cui dare una
risposta: già sulla cometa Borrelly erano state osservate delle
zone piatte. Ora, anche su Tempel 1 sono state riscontrate alcune
regioni dello stesso tipo. Il fenomeno che le ha originate non è
ancora chiaro. Non ci sono ancora immagini del cratere, che
probabilmente sarà "ben più grande di una casa". Non ci
sono soprattutto per la quantità di ejecta prodotti.
Occorrerà almeno una settimana di lavoro per filtrare le immagini e
riuscire a guardare attraverso gli sbuffi di materiale. La cometa,
dopo l'impatto della sonda, è stata ripresa inoltre, oltre che da
osservatori terrestri, anche da diversi osservatori orbitanti come
il telescopio spaziale Hubble (vedi foto in alto), l'europeo
XMM-Newton e la sonda ESA Rosetta.
Fonte: NASA/JPL
- UAI
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modifica 30/12/2005
Sito curato da Massimo
Martini
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