News 2005 luglio - dicembre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica aggiornate continuamente. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta.

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29/12/2005 - Ultimo lancio del 2005, Proton a segno - L'ultimo lancio del 2005 è stato effettuato da un vettore russo Proton-M lanciato alle 2.28 GMT (le 3.28 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan,e che ha portato in orbita il satellite americano AMERICOM-23. Meno di dieci minuti dopo il lancio il Proton aveva concluso il suo lavoro e da quel momento era la volta dello stadio superiore Breeze-M che con quattro successive accensioni nell'arco delle seguenti nove ore piazzava il satellite nell'orbita geostazionaria quasi definitiva a 172° EST. Da questa posizione sull'Oceano Pacifico l'AMERICOM-23 può coprire dall'Alaska fino all'Australia e dalla costa della California al Bangladesh. AMERICOM-23 è stato costruito in Francia dalla Alcatel Alenia Space, la nuova azienda europea creata dalla fusione di Alcatel Space ed Alenia Spazio. Il satellite, la cui vita operativa è stimata in 16 anni, sarà utilizzato per le comunicazioni a banda larga a bordo degli aerei di linea permettendo così ai passeggeri in voli transoceanici di utilizzare i propri laptop e ricevere e-mail e navigare in internet. Questo lancio era stato previsto inizialmente per il 5 dicembre ma venne rinviato per un problema con un giroscopio del sistema di navigazione del razzo. Si è trattato del quarto volo commerciale di un Proton quest'anno sotto il controllo dell'azienda ILS (International Launch Services) che utilizza anche gli Atlas americani. In quattro decadi questo era il 318°volo di un Proton. Per il 2005 si sono avuti 52 lanci dai vari spazioporti sparsi nel mondo con un totale di tre fallimenti. Nell'immagine (cortesia ILS) come apparirà il satellite AMERICOM-23 una volta nella sua posizione finale.

Fonte: SpaceflightNow.com

 

28/12/2005 – Parte Giove A, primo satellite di Galileo – GIOVE-A (Galileo In-Orbit Validation Element) - elemento di prova in orbita della missione Galileo - è stato lanciato oggi alle 6.19 ora italiana con un lanciatore russo Soyuz-Fregat dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan. Lo stadio superiore Fregat ha eseguito una serie di accensioni che hanno portato il satellite alle 10.01 CET alla sua orbita circolare definitiva ad una quota di 23.258 chilometri e con una inclinazione di 56 gradi sull'equatore. Si tratta del primo lancio per Galileo, il sistema di navigazione satellitare globale europeo. Il satellite pesa 600 chilogrammi e dispone di due orologi atomici al rubidio oltre ad una serie di antenne per trasmettere il segnale a Terra. Questo primo satellite serve per dimostrare tutta una serie di operazioni prima della messe in orbita della flotta. A Giove-A seguirà il suo gemello Giove-B nella prima parte del 2006 e poi altri due satelliti che completeranno la prima fase di validazione del sistema. Entro il 2010 tutta la costellazione completa di 30 satelliti, progettati specificatamente per scopi civili, offrirà ai cittadini e agli utenti istituzionali europei servizi di posizionamento globale e di sincronizzazione all'avanguardia, con straordinari livelli di precisione, disponibilità, integrità e garanzia del segnale. Galileo è un'iniziativa congiunta di Commissione Europea ed ESA. Nella foto (cortesia ESA) il lancio del vettore Soyuz-Fregat con a bordo il satellite Giove-A.

Fonte: ESA

 

25/12/2005 – Tre satelliti GLONASS in orbita in un colpo solo – Con un lancio spaziale avvenuto il giorno di Natale la Russia ha immesso in orbita tre satelliti per il posizionamento globale. Un vettore Proton Block-DM è decollato alle ore 5.07 GMT (le ore 6.07 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nella Repubblica del Kazakhstan, con a bordo tre satelliti della serie GLONASS (Global Navigation Satellite System) l’equivalente russo dello statunitense GPS o del futuro europeo Galileo. Dei tre satelliti due sono del tipo più recente mentre il terzo si tratta del vecchio modello con una vita operativa stimata inferiore. Ogni GLONASS pesa circa una tonnellata e lo stadio superiore del Proton, il Block-DM, ha compiuto diverse accensioni per poter immettere i tre satelliti nelle rispettive orbite circolari a circa 15.000 chilometri di altezza ed inclinati di 64,8 gradi rispetto all’equatore. Attualmente in orbita si trovano 14 satelliti del sistema GLONASS e la Russia prevede di poterne avere 18 nel 2007 rendendo così il sistema finalmente operativo e completarlo con 24 nel 2010. Con questo sistema, pensato prevalentemente per le forze armate Russe, si può avere la posizione di automezzi, navi ed aerei su tutto il globo. Anche le ricerche scientifiche ed i privati cittadini possono utilizzare questo sistema di posizionamento satellitare globale.

Fonte: SpaceflightNow

 

23/12/2005 - Progress 20 attracca alla ISS - Il veicolo cargo automatico Progress 20 ha attraccato regolarmente al modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale alle ore 19.55 GMT (le 20.55 ora italiana). A bordo del Progress 20 si trovano ben 2.576 chilogrammi di rifornimenti comprendenti 210 Kg. di ossigeno ed aria, 210 Kg. di acqua e 879 Kg. di propellente per i motori di manovra della ISS. Il Progress 20 ha inoltre trasportato 1.406 Kg. di altro materiale comprendente cibo, esperimenti, parti di ricambio e regali di Natale per l'equipaggio. Il Progress 20 ha attraccato in modo completamente automatico anche se l'equipaggio di Spedizione Dodici composto dal cosmonauta Valery Tokarev e dall'astronauta della NASA Bill McArthur erano pronti a prendere i comandi manuali del veicolo cargo. Al momento quindi, attraccati alla ISS, si trovano sia il Progress 19 che il Progress 20. Questa scelta è stata fatta per permettere di usufruire dello spazio per i rifiuti e del combustibile ancora a bordo del Progress 19 che rimarrà attraccato fino a Marzo 2006. Ora il Progress 20 verrà scaricato di tutto il materiale di cui è caricato. L'equipaggio di Spedizione Dodici si trova a metà del suo periodo di permanenza a bordo della ISS e verrà sostituito il 1° Aprile dall'equipaggio di Spedizione Tredici composto dal cosmonauta Pavel Vinogradov e dall'astronauta della NASA Jeffrey Williams. Nella foto (cortesia NASA/TV) il Progress 20 (in alto) mentre si aggancia al modulo Pirs. 

Fonte: NASA

 

21/12/2005 - Nuovo doppio successo per Ariane 5 - Il satellite meteorologico europeo Meteosat-9 di seconda generazione (MSG-2) è stato lanciato con successo oggi, alle 22.33 GMT (le 23.33 ora italiana), da un Ariane 5 GS (in configurazione generica) dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guiana francese. Assieme al Meteosat-9 si trovava a bordo di Ariane 5 anche il satellite Indiano Insat 4A. Il satellite Meteosat-9 è il secondo lanciato facente parte della nuova generazione di satelliti meteorologi europei. E' pesante circa 2 tonnellate ed è stato costruito dalla Alcatel Alenia Space. A bordo telecamere che permettono di inviare immagini meteorologiche ogni 15 minuti (invece che ogni 30 come i satelliti Meteosat di prima generazione) su 12 canali spettrali (invece di 3) e fornisce dati di vitale importanza per numerose applicazioni nelle previsioni del tempo e nel monitoraggio del clima e dell'ambiente. Per quanto riguarda invece il satellite indiano Insat 4A si tratta di un satellite per telecomunicazioni, broadcasting e meteorologia, di proprietà dell'Organizzazione indiana per la ricerca spaziale (ISRO, Indian Space Research Organisation) pesante 3,2 tonnellate e che coprirà tutto il continente indiano. Quello di oggi era il 21° lancio riuscito di un Ariane 5, l'undicesimo di fila ed il quinto del 2005. Prossima missione per Ariane 5 (versione potenziata ECA) il 21 febbraio con un altro lancio doppio: HOT BIRD 7A per Eutelsat e lo SPAINSAT della Hisdesat. Nella foto (cortesia Arianespace) il momento del lancio di Ariane 5- V169 avvenuto oggi.

Fonte: Space.com - ESA

 

21/12/2005 - Kosmos 3M mette in orbita due satelliti - Con un lancio avvenuto alle 19.34 GMT (le 20.34 ora italiana) da una base di lancio nel nord della Russia un vettore Kosmos 3M ha immesso in orbita a circa 900 chilometri di quota due satelliti per comunicazioni: il primo Gonets-D1M servirà per le 30 agenzie governative ed il secondo Rodnik, ma poi ribattezzato Kosmos 2416, per il Ministero della Difesa. Si tratta di piccoli satelliti, circa 150 chilogrammi, che possono ricevere e ritrasmettere piccoli messaggi come le e-mail e che fanno parte di una flotta (i Gonets) che sorvolano tutta la Russia. Il Rodnik ha a bordo anche speciali apparecchiature per tracciare svariati oggetti. Con il Progress 20, questo Kosmos 3M e il prossimo Ariane 5 sono ben tre i lanci avvenuti oggi dopo quasi un mese senza che ne fosse avvenuto nessuno.

Fonte: Spaceflightnow.com

 

21/12/2005 - In viaggio il Progress 20 - Lanciata regolarmente la Progress 20 (M-55) diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il lancio è avvenuto alle ore 18.38 GMT (le 19.38 ora italiana) dalla base di Baikonur, nel Kazhakstan a bordo di un vettore Soyuz-U a tre stadi. A nove minuti dal lancio la Progress è entrata in orbita. A bordo del veicolo automatico trovano posto 2.576 chilogrammi di rifornimenti comprendenti: ossigeno, acqua, cibo e vestiario per l'equipaggio di Spedizione Dodici composto da McArthur e Tokarev che si trova attualmente a bordo della ISS. Visto che la Progress 20 arriverà alla stazione spaziale il 23 dicembre a bordo ci sono anche alcuni regali natalizi per i due astronauti. L'attracco con la ISS è previsto per venerdì alle 19.55 GMT (le 20.55 ora italiana) al portello di attracco Pirs. Di solito i Progress vengono fatti attraccare al portello posteriore del modulo Zvezda ma questo è ancora occupato dal precedente Progress 19 che, a differenza di quanto viene fatto si solito, non è stato sganciato per fare posto al nuovo arrivo. La decisione di lasciare il vecchio Progress 19 ancorato alla ISS, fino al prossimo marzo, è stata presa dai controllori di volo russi per dare più tempo ai due astronauti di utilizzare il veicolo come pattumiera.  

Fonte: SpaceflightNow

 

19/12/2005 - Ancora un rinvio per il debutto del Falcon 1 - Il debutto del razzo vettore privato della Space-X, il Falcon 1, che doveva avvenire questa sera alle ore 19.00 GMT (le 20.00 ora italiana) dalla base di lancio posta sull'isola Omelek situata nell'atollo di Kwajalei nell'Oceano Pacifico, è stato rinviato a data da destinarsi per un non meglio specificato problema con il serbatoio del primo stadio. Il Falcon 1 aveva già subito un primo rinvio del suo lancio di debutto lo scorso 26 novembre per problemi con il computer di bordo ed una perdita di ossigeno. A bordo del Falcon 1 si trova il satellite FalconSat 2 dell'USAF costruito dai cadetti dell'Accademia del Colorado ed ideato per lo studio del plasma nello spazio. Il Falcon 1 è un razzo alto 21 metri a due stadi propulso da un motore Merlin (di costruzione Space-X e derivato da quello che si trovava a bordo del Modulo Lunare delle missioni Apollo) alimentato a kerosene RP-1 e ossigeno liquidi. Il primo stadio è recuperabile come i booster della navetta spaziale NASA. Il Falcon 1 può immettere in orbita bassa un satellite di 570 chilogrammi. La Space X, società privata fondata dal miliardario americano Elon Musk, mira a realizzare una serie di lanciatori con il più basso costo di lancio di tutto il panorama mondiale. Purtroppo questo secondo rinvio mette seriamente a rischio tutto il progetto. Un nuovo tentativo non potrà essere eseguito fino alla seconda metà di gennaio 2006. Se invece questo primo lancio riuscisse si aprirebbero le porte per lo sviluppo dei più potenti Falcon 5 e Falcon 9 rispettivamente capaci di immettere in orbita bassa 4.000 e 24.750 chilogrammi. Nella foto (cortesia Space-X) il Falcon 1 sulla rampa di lancio dell'isola Omelek con sullo sfondo un aereo da trasposto C-17 diretto alla base militare USAF situata proprio lì.

Fonte: Space.com

 

08/12/2005 - Nuovi problemi per lo Shuttle? - Non bastassero i problemi con il rivestimento del serbatoio esterno dello shuttle adesso una nuova possibile minaccia proviene nientemeno che dai motori principali della navetta! Ma andiamo con ordine: durante una ispezione del vano dei motori principali della navetta Discovery, effettuato dopo il suo rientro dalla missione STS-114, i tecnici della NASA hanno scoperto che in due delle cosiddette "catch bottles" erano stati registrati valori di ossigeno che indicavano una perdita di carburante durante il lancio. Le "catch bottles" sono 6 strumenti di misura utilizzati per prelevare campioni di aria all'interno dei vani motori di poppa della navetta durante il lancio. Purtroppo le rilevazioni di questi strumenti possono essere controllate soltanto dopo rientro  dai tecnici di Terra. Secondo questi sensori all'interno del vano poppiero dei motori principali, durante il lancio della missione STS-114, c'era una anomala concentrazione di ossigeno spiegabile soltanto con una grossa perdita nei motori. Ma questo contrasta con le prestazioni dei tre motori del Discovery che non hanno mostrato anomalie durante tutto il lancio e con le altre "catch bottles" che invece hanno registrato valori normali di ossigeno. Al momento i tecnici della NASA stanno studiando attentamente i dati in loro possesso sperando che si tratti soltanto di una di quelle "anomalie di volo" che sono state registrate durante tutte le missioni delle navette e quindi non sono ritenute pericolose. Comunque lo studio continua e non si sa se questa scoperta possa influire sulla possibile data di lancio della prossima missione STS-121 prevista per il prossimo maggio.

Fonte: Spaceflightnow - CBS News

 

07/12/2005 - Hayabusa ha fallito la missione! - Nuova doccia fredda dai responsabili dell'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA durante una conferenza stampa il responsabile del progetto: Mr. Kawaguchi (nella foto cortesia JAXA), ha affermato che non ci sono indicazioni che sia stata sparata il piccola sfera di metallo al momento in cui la sonda Hayabusa ha toccato il suolo dell'asteroide Itokawa. In pratica, se il proiettile non è stato sparato nessuna nuvola di particelle del suolo può essere stata raccolta a bordo della sonda. Questo fallimento della missione mette al momento in secondo piano i gravi problemi di comunicazioni che sono sorti dopo l'atterraggio. Infatti al momento gli scienziati  giapponesi non sono per niente sicuri di poter riportare la sonda verso la Terra, come previsto inizialmente anche a causa di problemi con un propulsore. Rimane al momento una lieve speranza di poter inserire la sonda in una rotta di rientro entro la metà di dicembre altrimenti dovranno attendere altri tre anni perché le condizioni geometriche di Terra ed asteroide siano nuovamente ottimali ma a quel punto le batterie di Hayabusa potrebbero essersi esaurite. Insomma la piccola sonda giapponese sembra essere veramente nei guai.

Fonte: Spacedaily - JAXA

 

30/11/2005 - Mars Express: ecco i primi risultati di MARSIS - L'attesa finalmente è terminata oggi con una conferenza stampa svoltasi a Parigi nella sede dell'ESA quando sono stati mostrati i primi dati ottenuti con il radar italiano MARSIS che si trova a bordo della sonda europea Mars Express. Il radar ha scoperto sotto la superficie del pianeta rosso delle formazioni geologiche più antiche, forse dei bacini da impatto meteorico, ed al polo nord, coperto da 700 metri di terreno una grande quantità di puro ghiaccio d'acqua, fino ad un chilometro di spessore in alcuni punti, al di sopra di uno strato più profondo di rocce basaltiche!  Purtroppo al momento, ma siamo ancora all'inizio dell'esplorazione, non sono state segnalate zone con acqua allo stato liquido. La zona dove è stato "visto" il possibile cratere di circa 250 chilometri di diametro si chiama Chryse Planitia e si trova circa all'equatore di Marte ed anche al suo interno sembra trovarsi del ghiaccio. Altre evidenze inoltre di una presenza massiccia di acqua liquida sul pianeta rosso in ere antiche. MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding) è stato attivato soltanto lo scorso luglio a causa di problemi con il dispiegamento dell'antenna ed è stato progettato per esplorare il sottosuolo da 2 fino a 5 chilometri tramite segnali radio a bassa frequenza. Utilizza una particolare antenna formata da due bracci sottilissimi lunghi 20 metri. Le scoperte rivelate oggi saranno pubblicate sulla prestigiosa rivista "Science". Nella foto (cortesia ESA) non bellissima ma sicuramente storica possiamo vedere la struttura a forma di cratere che si trova al di sotto della superficie di Marte.

Fonte: ESA - Corriere della Sera

 

29/11/2005 - Rinviato il lancio del Falcon 1  - L'atteso lancio del primo vettore privato parzialmente riutilizzabile Falcon 1 dell'azienda Space-X è stato rinviato di almeno due settimane per permettere ai tecnici di risolvere alcuni problemi sorti durante il conto alla rovescia di tre giorni fa. Infatti dal sito di lancio situato nell'isola Kwajalein, nell'arcipelago delle Isole Marshall, nell'Oceano Pacifico, arrivano le notizie che spiegherebbero il mancato lancio. Una valvola del serbatoio di ossigeno liquido era stata inspiegabilmente lasciata aperta e questo aveva compromesso il rifornimento ed inoltre il computer di lancio si era resettato durante il conto alla rovescia. Adesso si attende che dalle Hawaii giunga nuovamente altro ossigeno liquido per il razzo e soltanto dopo di ciò si potrà tentare nuovamente. La data candidata sembra essere il 17 dicembre. Ricordiamo che a bordo del Falcon 1, si trova il satellite FalconSat 2 costruito dagli studenti dell'Accademia della US Air Force. Nella foto il razzo Falcon 1 (cortesia Space-X) prima di essere eretto sulla rampa.

Fonte: Space.com

 

28/11/2005 - Cassini scopre le "fontane" su Encelado  - La sonda Cassini, in orbita attorno al sistema di Saturno, ha ripreso questa incredibile immagine di una delle sue lune: Encelado. La sonda si è portata dietro alla luna lasciando l'illuminazione solare dietro ed ecco che sono apparse quelle che sono state definite "le fontane di Encelado" dagli scienziati della NASA. Infatti nella foto si vede chiaramente delle emissioni di polvere di ghiaccio che si allontanano dalla superficie del polo sud della luna per centinaia di chilometri. Questo ghiaccio fuoriuscirebbe dalle spaccature del terreno già viste nelle immagini trasmesse in precedenza dalla Cassini durante uno dei tanti passaggi riavvicinati con Encelado. In pratica si tratterebbero di geyser, ma a differenza di quelli terrestri e per via della temperatura e della pressione, freddi. L'immagine è stata ripresa da una distanza di circa 209.400 chilometri e, per essere sicuri che non si tratti di un artifatto della telecamera di bordo sono state confrontate con quelle eseguite a Tethis e Mimas nelle stesse condizioni di luce e geometrie e nelle quali le "fontane" non ci sono.  Nella foto (cortesia NASA/JPL) la luna di Saturno Encelado con le sue "fontane".

Fonte: Spaceref - Cassini Imaging - SpaceflightNow

 

27/11/2005 - Umberto Guidoni a Bari - Bari, 12 Marzo 2006 – APULIA CONVENTION. Scienza e Fantascienza: due realtà che si rincorrono, si incrociano, si fondono, si sostengono. Inutile elencarli, innumerevoli sono i casi in cui la Scienza fornisce materia prima, sulla quale la fantasia umana possa sognare, immaginare, costruire realtà inesistenti, ma non sempre impossibili. Meno noto è forse che la Fantascienza, con le sue speculazioni spesso estreme sulle ultime conquiste della ricerca scientifica, fornisce punti di vista insoliti e bizzarri, ma che spesso costituiscono uno stimolo, uno sprone, una nuova idea alla ricerca ufficiale. Ecco quindi come la Scienza, indispensabile per la Fantascienza, trovi spesso un prezioso impulso provenire proprio da questa ultima. Ed è per questo motivo che nasce la APULIA CONVENTION: manifestazione a carattere nazionale che al suo interno, accoglie la "Giornata della Divulgazione Scientifica", il "Premio Nazionale di Letteratura Fantascientifica ApuliaCon", la "Star Trek ApuliaCon" e il Concorso Nazionale di Modellismo Statico AC". Per meglio evidenziare e promuovere la manifestazione APULIA CONVENTION quest'anno sarà ospite gradito l'astronauta italiano, Umberto Guidoni.

Fonte: Responsabile ApuliaConvention
Giuseppe Picca
www.apuliacon.it 

 

26/11/2005 - Hayabusa ha compiuto la missione! - La sonda giapponese Hayabusa sembra essere riuscita nel suo compito principale durante il secondo tentativo di atterraggio su sull'asteroide Itokawa. Infatti alle 23 circa ora italiana  la sonda giapponese Hayabusa ha toccato per pochi secondi il suolo dell'asteroide Itokava e sono stati sparate due piccole sfere di metallo che colpendo la superficie hanno sollevato una nuvola di detriti che sono stati raccolti dalla sonda prima che questa si risollevasse. Dopo che la settimana scorsa Hayabusa aveva toccato la superficie per trenta minuti ma non aveva raccolto i campioni questa volta tutto sembra essere andato bene anche se gli scienziati giapponesi hanno notato un consumo anomalo di carburante forse dovuto ad una perdita. Comunque al momento la sonda è nuovamente in safe mode ed i tecnici stanno preparando il ritorno verso la Terra che avverrà, se tutto andrà come previsto, nel 2007. Ricordiamo che sarebbe la prima volta che campioni di un asteroide potrebbero essere studiati direttamente a casa nostra! Insomma sembra che questa piccola sonda costata molto poco (rispetto agli standard NASA) possa aver battuto sul tempo gli americani.

Fonte: Space.com - UAI (interessantissima trascrizione in italiano della conferenza stampa degli scienziati della JAXA)

 

22/11/2005 - Hayabusa ha toccato o no l'asteroide? - La sonda giapponese Hayabusa (Muses-C) potrebbe tentare nuovamente nei prossimi giorni l'atterraggio sulla superficie dell'asteroide Itokawa per la raccolta di campioni. Il primo tentativo effettuato il 19 novembre, che in un primo momento non sembrava riuscito, sembra invece che abbia raggiunto l'obiettivo di toccare la superficie ma non quello di raccogliere i campioni. Infatti quando la sonda si trovava a soltanto 17 metri dall'asteroide sono stati persi i contatti con il Centro di Controllo della JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese) di Tokio. Il collegamento con Hayabusa è stato ripristinato soltanto il giorno seguente quando la sonda, grazie ai programmi automatici di bordo, era stato riportata a circa 100 chilometri dall'asteroide. Non sono conosciute le cause della perdita di contatti anche se i tecnici della JAXA stanno valutando il problema. Quello che è certo è che quando Hayabusa era a 40 metri ha sganciato regolarmente un segnalatore-bersaglio, una piccola scatola che deve servire come punto di riferimento sulla superficie, e che successivamente abbia toccato la superficie dell'asteroide per almeno mezzora. Ora i tecnici della JAXA temono che il primo tentativo abbia consumato una quantità eccessiva di carburante ed inoltre la sonda ha soltanto un giroscopio funzionante dei tre di cui è fornita. Un secondo tentativo era previsto per il fine settimana ma non si sa se si farà in tempo a riportare la sonda nei pressi dell'asteroide. Insomma la missione diventa sempre più una vera sfida ai limiti delle possibilità tecnologiche. Ricordo infatti che l'asteroide Itokawa si trova ad oltre 200 milioni di chilometri dalla Terra e che ogni trasmissione radio impiega circa 16 minuti a raggiungerlo! Nella foto di copertina l'ombra della sonda giapponese vicino al segnalatore circolettato (foto cortesia JAXA).

Fonte: Space.com - UAI

 

18/11/2005 - Spostata la Soyuz sulla ISS - L'equipaggio di Spedizione Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha compiuto oggi un breve viaggio durato 25 minuti nei quali è salito a bordo della Soyuz TMA-7, l'ha distaccata dal portello del modulo Pirs alle 9.46 ora italiana e l'ha riagganciata poco dopo al portello puntato verso Terra del modulo Zarya. Questo spostamento serve per lasciare libero il portello di uscita del modulo Pirs per una prossima attività extraveicolare dei due astronauti Tokarev e McArthur prevista prossimamente con le tute spaziali russe Sokol. Prima di salire a bordo della Soyuz i due astronauti avevano, per precauzione, messo i sistemi di bordo della ISS in uno stato di riposo nel malaugurato caso che non avessero potuto rientrare nella stazione.Nella foto (cortesia NASA-TV) la capsula Soyuz mentre viene spostata di portello di attracco mentre la ISS sorvola il deserto del Sahara.

Fonte: NASA

 

17/11/2005 - Ariane 5 nuovo lancio di successo - Un vettore Ariane 5 ECA ha oggi messo regolarmente in orbita due satelliti per telecomunicazioni  con un perfetto lancio avvenuto alle 0.46 ora italiana dalla base di lancio di Korou nella Guyana francese. A bordo del più potente vettore europeo si trovavano DirecTV's Spaceway 2, pesante ben 6,1 tonnellate e Telkom 2 di circa due tonnellate. Spaceway 2 provvederà alla trasmissione diretta di canali televisivi satellitari sugli Stati Uniti mentre Telkom 2 appartiene all'Indonesia che lo userà per trasmissioni satellitari governative. Il lancio di oggi è un vero record perché sono stati messi in orbita un totale di oltre 8 tonnellate di carico utile. Il vettore Ariane 5 ECA (una versione potenziata) può immettere fino a 10 tonnellate di carico utile in orbita. I due satelliti sono stati immessi in orbite altamente ellittiche e si trasferiranno nei loro punti esatti geostazionario durante le prossime settimane. Questo era il 168° lancio di un Ariane ed il 25 di un Ariane 5. il decimo di seguito eseguito con successo. Questo lancio era stato previsto inizialmente per il 24 giugno scorso ma poi era stato rinviato per motivi tecnici.

Fonte: Spacedaily.com - ESA

 

15/11/2005 - Continua la sfida Giapponese all'asteroide Itokawa - La sonda giapponese Hayabusa, che si trova da settembre in orbita attorno all'asteroide Itokawa (1998 SF36), è pronta per effettuare la prima, delle due previste, discese sulla superficie per la raccolta di campioni. Lo scorso 12 novembre la sonda era stata avvicinata a circa 55 metri dalla superficie dell'asteroide ed aveva rilasciato il piccolo robot MINERVA (MIcro/Nano Experimental Robot Vehicle for Asteroid) che però ha forse rimbalzato sulla superficie di Itokawa e si è perso nello spazio. MINERVA aveva tre telecamere a colori ed un sistema di movimento autonomo che avrebbe permesso di avere immagini di vari punti della superficie dell'asteroide. Purtroppo a causa della scarsità di gravità del piccolo corpo celeste sganciare un oggetto sulla sua superficie è molto difficile come dimostra il risultato negativo ottenuto. L'Agenzia Aerospaziale di Esplorazione Giapponese (JAXA) ha fissato il primo tentativo di atterraggio della sonda Hayabusa per il 19 novembre ed il secondo per il 25 novembre. Se tutto andrà come previsto verranno raccolti campioni da due zone diverse dell'asteroide che saranno poi chiuse in uno speciale contenitore e torneranno sulla Terra nel 2007. Sarà la prima volta che scienziati potranno studiare da vicino la composizione di questi oggetti che si trovano sparsi a migliaia per il Sistema Solare. La sonda giapponese, anche se non dovesse riuscire nell'impresa di prelevare i campioni, ha comunque ottenuto dei risultati tecnologici e scientifici molto importanti nonostante il silenzio di TV e giornali. Ricordiamo che Hayabusa ha viaggiato per circa 288 milioni di chilometri dalla Terra e la sonda giapponese ha utilizzato un motore a Ioni in un viaggio durato oltre due anni per raggiungere il piccolo asteroide. Nella foto spettacolare l'ombra della sonda sull'asteroide (Courtesy of JAXA).

Fonte: Space.com

 

09/11/2005 - Venus Express in volo verso il pianeta cugino - La sonda Venus Express dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) è stata lanciata con successo questa mattina alle 04.33 ora italiana dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, a bordo di un razzo vettore russo Soyuz-Fregat. La sonda, dopo l'accensione dello stadio superiore Fregat, è regolarmente in viaggio verso Venere che raggiungerà l'11 aprile 2006. Dopo vari aggiustamenti di orbita a giugno dello stesso anno inizierà lo studio del pinaeta che dovrebbe durare circa 15 mesi anche se l'ESA spera di poter prolungare tale periodo. La sonda è destinata allo studio della spessa atmosfera del pianeta e dei dettagli della sua superficie che saranno indagati con gli appositi strumenti a bordo della Venus Express. La sonda è stata la più rapida ad essere costruita dall'ESA, soltanto quattro anni dal concetto al lancio. Venus Express è pesante 1240 chilogrammi e porta a bordo sette strumenti alcuni dei quali ereditati, per velocizzare lo sviluppo, dalle precedenti missioni Mars Express e Rosetta. Un primo tentativo di lancio lo scorso 26 ottobre venne fermato a causa di una contaminazione scoperta all'interno del vano di carico del vettore russo. Riparato il problema l'Agenzia Spaziale Russa aveva fissato la nuova data di lancio per oggi e tutto sembra essere andato bene confermando ancora una volta l'affidabilità del vettore Soyuz. Nella foto il momento del lancio del razzo Soyuz-Fregat con a bordo la sonda europea Venus Express (cortesia ESA)

Fonte: Space.com - ESA (in italiano)

 

07/11/2005 - Prima EVA di Spedizione Dodici L'equipaggio di Spedizione Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha compiuto oggi la prima delle previste attività extraveicolari. Il comandante della ISS ed ufficiale scientifico della NASA Bill McArthur e l'ingegnere di volo Valery Tokarev sono usciti dal modulo pressurizzato Quest alle 10.32 a.m. (le ore 15.32 ora italiana) ed hanno trascorso 5 ore e 22 minuti all'esterno della stazione realizzando vari compiti assegnati. L'inizio della EVA è stato ritardato di circa un'ora a causa di un problema di pressurizzazione poi risolto. Il primo compito dei due astronauti è stato quello di installare una nuova telecamera sul traliccio di destra della stazione. Tale nuova telecamere sarà utile nelle successive missioni di ampliamento del traliccio stesso.   McArthur e Tokarev hanno trascorso circa 2 ore e 10 minuti in questa prima operazione. Il secondo compito è stato poi quello di recuperare un pezzo difettoso del motore di rotazione dei giunti  per far si che i tecnici a Terra possano studiarlo prima di inviarne uno nuovo. Il terzo compito per i due astronauti è stato anche divertente, infatti si sono recati all'estremità del traliccio P6 ed hanno smontato il FPP (Floating Potential Probe). Questa attrezzatura serviva per misurare il potenziale elettrico od elettricità statica accumulata dalla stazione ma non funzionava più. Ed ecco che dopo averlo smontato McArthur lo ha spinto lontano dalla stazione. Questa attrezzatura è destinata quindi a rientrare nell'atmosfera e bruciare. Per ultimo i due hanno dovuto sostituire un componente ridondante difettoso che fa parte del sistema di trasporto posto sopra il traliccio principale. Il rientro nel modulo Quest è avvenuto alle 20.54 ora italiana ponendo così fine alla 63esima EVA destinata all'assemblaggio della ISS, la 18esima eseguita dal modulo Quest che non era stato più usato dall'aprile 2003 a causa di un problema agli scambiatori di calore. Per McArthur si è trattata della sua terza EVA mentre per Tokarev è stata la sua prima. In totale sono state trascorse 378 ore e 40 minuti di attività extraveicolare per l'assemblaggio della ISS da parte di 41 astronauti USA, 12 Russi e 3 fra Giappone, Canada e Francia. Nella foto (cortesia NASA/TV) i due astronauti alle prese con il PFF da liberare nello spazio.

Fonte: NASA - SpaceflightNow

 

02/11/2005 - Quinto anniversario della ISS L'equipaggio di Spedizione Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha festeggiato oggi il quinto anniversario di presenza continua dell'uomo a bordo della stazione. Infatti è dal 2 novembre 2000 quando arrivò l'equipaggio di Spedizione Uno composto da Yuri P. Gidzenko,  William M. Shepherd, e Sergei K. Krikalev che la stazione è stata sempre abitata. Sono passati ben 1826 giorni da quel 2 novembre 2000 e sulla stazione hanno vissuto dodici equipaggi per un totale di 29 fra astronauti e cosmonauti. A bordo della ISS sono stati anche altri 97 visitatori provenienti da ben 10 paesi diversi. Gli astronauti italiani sono stati a bordo della ISS per ben tre volte con Umberto Guidoni (STS-100) e con Roberto Vittori (Soyuz TM-34 e Soyuz TMA-6). Gli esperimenti scientifici che si sono svolti a bordo della ISS sono stati centinaia ed hanno riguardato tutte le branche della scienza, della medicina e della tecnologia. Questo costoso ma indispensabile caposaldo dell'umanità nello spazio è riuscito a superare momenti di crisi come quello seguito al disastro del Columbia grazie alla capacità Russa di continuare i voli delle missioni con le Soyuz ed i cargo di rifornimento Progress. Adesso speriamo che con la ripresa delle missioni Shuttle, la costruzione della ISS prosegua più spedita e porti a compimento l'opera iniziata nel 1998. La NASA prevede di concludere la costruzione della ISS nel 2010, quando verrà messa in pensione la flotta degli shuttle rimasti, e forse dopo toccherà all'ESA, alla Russia, al Canada ed al Giappone proseguire nel suo mantenimento. Per la prima volta 16 nazioni hanno cooperato nell'esplorazione umana dello spazio e speriamo che questo sia solo l'inizio. Intanto i residenti di oggi si preparano alla loro prima EVA prevista per il 7 novembre prossimo. Nella foto (cortesia NASA/TV) Valery Tokarev ed il comandante Bill McArthur mentre sono in collegamento con la Terra per rispondere alle domande dei giornalisti in occasione dell'anniversario. In copertina la ISS (foto NASA) ed in basso tutte le missioni e gli equipaggi che l'anno abitata in questi cinque anni.

Fonte: NASA

 

01/11/2005 - Plutone ha tre lune? Grazie ad osservazioni eseguito lo scorso maggio con il telescopio spaziale Hubble sarebbero state scoperte altre due lune che orbiterebbero attorno al nono e più lontano pianeta del Sistema Solare, Plutone.  Infatti Plutone ha già una luna, Caronte, scoperta nel 1978. Questi due nuovi oggetti scoperti attorno a Plutone sono al momento stati battezzati S/2005 P1 e S/2005 P2 ed orbitano a circa 2/3 volte la distanza di Caronte dal pianeta. La scoperta è  stata fatta effettuando due pose a lunga durata del sistema Plutone con le quali sono state evidenziate le due lune che sono circa 5.000 volte meno luminose del pianeta. Nelle due immagini, riprese rispettivamente il 15 ed il 18 maggio 2005 i due piccoli corpi appaiono spostati rispetto al pianeta ed alla sua luna maggiore. 

Fonte: Hubblesite.org

 

31/10/2005 - Persi i contatti con il SSeti Express Da venerdì mattina il centro di controllo di Aalborg non riceve più segnali dal satellite SSeti Express lanciato tre giorni fa. Il problema sembra essere stato individuato in una perdita di energia che non ha permesso la ricarica delle batterie di bordo. Comunque nonostante la perdita dei segnali dal satellite la missione può comunque considerarsi un successo visto che è riuscita la messa in orbita dei tre microsatelliti e sopratutto è stato dimostrato che un gruppo di studenti provenienti da Università europee può collaborare all'invio di un satellite in orbita.  

Fonte: ESA

 

30/10/2005 - Nuova data di lancio per la Venus Express  - Dopo aver risolto i problemi di contaminazione che erano stati scoperti lo scorso 21 ottobre l'Agenzia Spaziale Russa ha fissato una nuova data di lancio per la sonda destinata allo studio del pianeta Venere. Il 9 novembre la sonda Venus Express dell'ESA verrà lanciata a bordo di un vettore russo Soyuz-Fregat in direzione di Venere che raggiungerà il prossimo aprile. Il problema di contaminazione scoperto a pochi giorni dal lancio lo aveva fatto rinviare per motivi di sicurezza. La contaminazione era risultata da un pezzo di isolante dell'interno del vettore contenente la sonda che si era staccato cadendo sulla Venus Express. La sonda era stata così estratta dal vettore, ripulita e quindi rimessa al suo posto. La finestra di lancio è aperta fino al 23 novembre ma sia i russi che i responsabili europei sono certi di poter lanciare all'interno di essa. La precauzione con la quale è stato affrontato il problema di contaminazione della sonda deriva anche dai recenti problemi riscontrati dai vettori russi, infatti proprio l'ESA aveva perso l'8 ottobre scorso il satellite CryoSat a causa di un problema al razzo Rockot. Nella foto (cortesia ESA) il razzo Soyuz-Fregat con a bordo la sonda europea Venus Express mentre viene completato l'assemblaggio alla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan. 

Fonte: Space.com

 

27/10/2005 - Il satellite degli studenti è in orbita! - Con un perfetto lancio dalla base di Plesetsk, in Russia, a bordo di un razzo vettore Kosmos 3M, il satellite del progetto SSeti è stato portato regolarmente in orbita. Dopo l'entrata in orbita il satellite SSeti Express ha rilasciato tre microsatelliti: XI-V del Giappone, Università di Tokio, UWE-1 dalla Germania, Universita di Würzburg e Ncube-2 della Norvegia, Andoya Rocket Range di quest'ultimo perso ogni segnale. Purtroppo poco dopo il satellite è entrato in una fase chiamata "safe mode" a causa di un sovravoltaggio causato al momento del ricarico delle batterie di bordo. Questo intoppo non dovrebbe comunque mettere in pericolo il resto della missione che consiste nel riprendere immagini della superficie terrestre e servire da ripetitore per i radioamatori. Assieme al SSeti Express a bordo del razzo vettore Kosmos 3M si trovavano diversi altri satelliti fra cui il primo satellite iraniano Sina-1, il cinese China-DMC, il britannico Topsat ed il russo Mozhayets-5.

Fonte: Space.com

 

26/10/2005 - Il satellite degli studenti pronto al lancio - Mancano ormai poche ore al lancio del satellite SSeti Express costruito grazie agli studenti universitari appartenenti a vari paesi europei. Il lancio dovrebbe avvenire alle 8.52 di giovedì mattina 27 ottobre dal poligono di lancio di Plesetsk, in Russia, a bordo di un razzo vettore Kosmos 3M. Il programma SSeti è iniziato nel 2000 e ne avevamo parlato intervistando uno degli studenti italiani che ha partecipato alla prima fase del progetto (vedi qui). Sseti è la sigla di Student Space Exploration and Technology Initiative ed ha coinvolto 15 squadre di studenti provenienti da quasi tutti i paesi europei facenti parte dell'ESA. Grazie ad Internet gli studenti hanno elaborato e progettato questo primo microsatellite (60 Kg.) al quale dovrebbe seguirne un secondo con un periodo di permanenza in orbita maggiore ed a seguire un satellite da inserire in orbita lunare ed infine un lander lunare. Il primo passo di questo piano è quindi il lancio di domani con il quale verranno rilasciati dal SSeti Express tre picosatelliti chiamati Cubesat per la loro forma. I tre picosatelliti sono XI-V del Giappone, Università di Tokio, UWE-1 dalla Germania, Universita di Würzburg e Ncube-2 della Norvegia, Andoya Rocket Range. Questi piccoli satelliti studieranno la Terra, prenderanno misure ma soprattutto testeranno il funzionamento di questi apparecchi in orbita. A bordo di SSeti Express si trova anche una telecamera che invierà a Terra immagini del nostro pianeta. Facciamo quindi gli auguri a questi giovani pionieri dello spazio. Nella foto (cortesia ESA/SSeti) il satellite nelle fasi finali della preparazione al lancio.

Fonte: SSeti

 

22/10/2005 - Il Telescopio Hubble guarda la Luna - Utilizzando le uniche capacità del telescopio spaziale Hubble quest'ultimo viene utilizzato per scrutare la superficie lunare come non è possibile ad altro telescopio da Terra. La NASA ha iniziato ad utilizzare Hubble per riprendere immagini ad altissima risoluzione della superficie della Luna alla ricerca di possibili risorse per una futura utilizzazione del nostro satellite. Le prime immagini riprese sono veramente mozzafiato! La Advanced Camera for Surveys è stata utilizzata per riprendere nel visibile e nell'ultravioletto il cratere Aristarco (vedi la foto di copertina/cortesia Hubble NASA). La ricerca di minerali lunari contenenti ossigeno possono dare un impulso importante per le future missioni umane sul nostro satellite naturale. Intanto il nuovo amministratore della NASA non ha ancora cancellato definitivamente la missione dello shuttle dedicata al telescopio spaziale Hubble e rimane quindi una debole speranza di un volo di riparazione nel 2007/2008. 

Fonte: NASA

 

21/10/2005 - Venus Express: lancio rinviato - L'ESA ha comunicato che il lancio della sonda Venus Express, previsto per il prossimo 26 ottobre, è stato rinviato a data da destinarsi per una non meglio precisata "contaminazione all'interno della copertura della sonda". La Starsem, società russa che gestisce il lancio tramite un vettore Soyuz-Fregat, non ha rilasciato ulteriori commenti alla notizia.

Fonte: ESA

 

19/10/2005 - Progress fallisce accensione motori  – Oggi erano previste due accensioni dei motori del cargo automatico Progress 19 attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale per rialzare l'orbita del complesso orbitale. La prima di queste accensioni avrebbe dovuto durare per circa 11 minuti e 40 secondi ma dopo soltanto due minuti i motori del Progress si sono spenti senza nessun motivo apparente. Al momento non ci sono problemi per l'equipaggio di Spedizione Dodici che si trova a bordo della ISS ed i Controllori di volo Russi stanno valutando cosa potrebbe essere accaduto. Al momento l'ipotesi più probabile è quella di un problema di comunicazione fra i motori ed il computer di navigazione che comandava la manovra. Questa doppia accensione di oggi sarebbe stata seguita da una seconda più avanti nell'anno per regolare l'orbita con l'invio del Progress 20 previsto in dicembre.

Fonte: Space.com

 

19/10/2005 - Lanciato l'ultimo Titan IV  – Alle 20.05 ora italiana è decollato dalla rampa di lancio SLC-4E di Vandemberg, in California, l'ultimo razzo vettore Titan (per l'esattezza un Titan IV - B-26) concludendo così quasi 50 anni di servizio durante i quali vettori di nome Titan hanno volato 368 volte. Con il lancio di oggi è stato messo in orbita un satellite segreto per la ricognizione fotografica militare della  National Reconnaissance Office. Il progetto Titan nacque negli anni '50 come vettore a due stadi per il lancio di testate nucleari e poi venne trasformato negli anni '60 per il lancio di astronauti (progetto Gemini) e successivamente per la messa in orbita di satelliti e sonde spaziali (fra le altre Viking, Voyager e Cassini). Al suo posto dal 2002 sono entrati in servizio gli EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle) con i meno costosi Atlas 5 e i Delta 4. 

Fonte: SpaceflightNow.com

 

15/10/2005 - Rientrati sulla Terra i due Takionauti  – Fei Junlong e Nie Haisheng, nella foto (cortesia AP Photo/Xinhua, Zhao Jianwei) a sinistra appena usciti dalla capsula, sono atterrati regolarmente questa sera alle ore 22.32 ora italiana nella Cina del nord, nella Mongolia interna. Il loro viaggio è durato esattamente 4 giorni 19 ore e 32 minuti durante i quali hanno compiuto circa 75 orbite attorno alla Terra e compiuto oltre 3 milioni di chilometri. La discesa del modulo di rientro della Shenzhou 6 è avvenuta in modo così perfetto che il paracadute l'ha deposta a soltanto un chilometro dal luogo previsto per l'atterraggio. Subito sono accorsi i circa 300 addetti al recupero con elicotteri e jeep che hanno ben presto estratto Fei e Nie dalla capsula adagiata sul terreno. La capsula aveva ancora riserve di cibo ed ossigeno per altri tre giorni. I due uomini sono apparsi felici ed in buona forma confermando che hanno passato il volo nel confort del modulo orbitale, lusso che non era toccato al loro predecessore Liwei nella missione del 2003. Durante il volo Fei e Nie hanno anche azionato i motori di manovra della capsula per mantenere l'orbita prestabilita e verificare che anche questo operazione fosse possibile.  Inoltre durante il soggiorno nello spazio hanno eseguito tutta una serie di esperimenti non specificati. Al momento il modulo orbitale è rimasto nello spazio dove resterà per i prossimi mesi permettendo così di eseguire ancora esperimenti a bordo in modo automatico o controllati da Terra. Ora il prossimo passo del programma spaziale cinese potrebbe essere nel 2006 o 2007 con la Shenzhou 7 che vedrà forse la prima EVA (attività extraveicolare) cinese ed alla quale seguiranno altre missioni fino alla costruzione di una stazione spaziale dopo il 2010. Questi sono gli ambiziosi piani spaziali della nazione più popolosa della Terra. Il programma di voli umani cinese è costato fino a questo momento circa 1,8 miliardi di euro, soltanto una frazione del programma spaziale NASA di solo un anno. Per maggiori informazioni visita la nostra pagina dedicata alla Cina nello Spazio.

Fonte: Space.com

 

14/10/2005 - Ariane 5 mette in orbita due satelliti – Alle 0.31 ora italiana è decollato dalla rampa ELA-3 della base di Kourou, nella Guyana Francese, il vettore europeo Ariane 5G con a bordo due satelliti posti regolarmente in orbita 30 minuti più tardi. Si trattava del satellite militare francese per telecomunicazioni Syracuse 3A e del satellite della PanAmSat, Galaxy 15, che verrà utilizzato per le trasmissioni televisive sugli Stati Uniti. Dopo 2 minuti e 23 secondi dal lancio i due booster a combustibile solido si sono regolarmente spenti e sono stati sganciati nell’Oceano. Dopo 10 minuti e 8 secondi il primo stadio con il motore Vulcain ha esaurito il suo compito ed è stato sganciato e dopo pochi secondi si è acceso lo stadio superiore. A 29 minuti e 45 secondi è stato sganciato il satellite Syracuse 3A e ad 37 minuti e 12 secondi il Galaxy 15. A questo punto si concludevano le fasi principali del lancio di oggi, il terzo di un vettore Ariane 5 nel 2005.

Fonte: SpaceflightNow

 

12/10/2005 - Shenzhou 6 in orbita! - La Cina ha lanciato questa mattina alle 3.00, ora italiana, il razzo vettore Lunga Marcia 2F con alla sommità la capsula Shenzhou 6 (Vascello Divino) con a bordo i due takionauti Fei Junlong e Nie Haisheng. Si tratta del secondo volo spaziale umano della Cina dopo quello inaugurale di due anni fa con la Shenzou 5 e il takionatua Yang Liwei. Alcuni minuti dopo la capsula è entrata regolarmente in orbita ed una delle prime parole di Fei sono state "La sensazione è buona". La missione della Shenzhou 6 è molto più ambiziosa del volo di Liwei, infatti i due takionauti dovrebbero rimanere in orbita per almeno 5 giorni e svolgere esperimenti all'interno del modulo orbitale. Ricordiamo che nel volo del 15 ottobre 2003, che durò soltanto 21 ore e 30 minuti, Liwei non si alzò mai dal suo seggiolino di lancio. Questa volta invece i due cinesi si sposteranno nel modulo orbitale per "vivere" realmente nello spazio per 5 giorni. A questo proposito verrà sperimentato per la prima volta una specie di forno per riscaldare il cibo, dei sacchi per dormire ed una toilette per i bisogni fisiologici. Anche la strumentazione di bordo ha degli aggiornamenti tecnici rispetto alla precedente missione. Ricordiamo inoltre che la capsula Shenzhou è simile nella tipologia alle Soyuz russe anche se più avanzata tecnologicamente. Il lancio è stato trasmesso in diretta dalla TV cinese a differenza di quanto fatto nel 2003 anche se la base di lancio del Jiuquan Satellite Launch Center era chiusa per i giornalisti. Poco prima del lancio Fei e Nie sono stati salutati dal Primo Ministro cinese Wen Jiabao. Maggiori dettagli sulla missione alla nostra speciale sezione dedicata alla Cina nello Spazio. Nella foto di copertina il lancio della Shenzhou 6 ed i due takionauti che salutano i tecnici prima dell'imbarco sulla capsula.

Fonte: Space.com -

 

11/10/2005 - Spedizione 11 tornata sulla Terra - Con un atterraggio regolare nella steppa Kazaka si è conclusa felicemente la missione dei tre cosmonauti della Soyuz TMA-6 alle ore 3.10 ora italiana di oggi. A bordo si trovava l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, Spedizione Undici, che ha trascorso sei mesi sull'avamposto cosmico e che è composto dal comandante Sergei Krikalev e dall'ingegnere di bordo John Phillips oltre al turista americano Greg Olsen che era arrivato sulla ISS dieci giorni fa assieme al nuovo equipaggio. La Soyuz TMA-6 si era sganciata dalla Stazione Spaziale alle 23.49 ora italiana di lunedì dopo che i due equipaggi si erano calorosamente salutati. A bordo della ISS si trova ora l'equipaggio di Spedizione Dodici composto dal comandante ed ufficiale scientifico NASA Bill McArthur e l'ingegnere di volo russo Valery Tokarev. Krikalev ha battuto ogni record di permanenza nello spazio e con oggi ha raggiunto gli 803 giorni, 9 ore e 39 minuti. Nella foto (cortesia AP Photo/Ivan Sekretarev) il turista Olsen estratto dalla capsula Soyuz appena atterrata.

Fonte: NASA

 

08/10/2005 - CryoSat perso al lancio - L'ESA ha confermato che il satellite scientifico CryoSat per lo studio dei ghiacci polari è precipitato nell'Oceano Artico dopo aver mancato l'entrata in orbita. Il lancio era avvenuto alle 16.02 dalla base di lancio di Plesetsk, nel nord della Russia, con il vettore euro-russo Rockot derivato dal vettore militare SS-19. Il primo stadio aveva funzionato regolarmente ed anche il secondo fino al momento in cui avrebbe dovuto spegnersi e sganciarsi. Purtroppo a causa di un comando errato del computer di bordo il secondo stadio ha continuato a funzionare fino all'esaurimento del combustibile e non è avvenuta la prevista separazione. Quindi il secondo stadio ormai esaurito assieme allo stadio superiore ed al satellite sono precipitati nell'Oceano Artico distruggendosi. Gli scienziati europei coinvolti in questo atteso progetto sono delusi ed amareggiati. E' stata aperta un'inchiesta per capire le cause precise del problema. Il razzo vettore Eurockot ha debuttato nel 2000 e su sei lanci solo quello di oggi non è andato a buon fine. Il satellite dell'Agenzia Spaziale Europea Cryosat era il primo della serie "Earth Explorers", sonde votate all'analisi della superficie terrestre e dell'atmosfera. In particolare il Cryosat (che ha richiesto 6 anni di progettazione e sviluppo) sarebbe stato il primo satellite completamente dedicato all'analisi delle calotte polari, con particolare riguardo al tasso di scioglimento dei ghiacciai e alle relazioni esistenti fra le calotte polari e il clima globale.Nell'immagine a lato (cortesia ESA) il lancio del Rockot con a bordo il satellite ed una immagine di come sarebbe apparso in orbita. 

Fonte: ESA - UAI

 

04/10/2005 – Spedizione 12 attracca alla ISS – Alle 7.27 (ora italiana) di lunedì la Soyuz TMA-7 con a bordo l'equipaggio di Spedizione Dodici composto dal comandante ed ufficiale scientifico della NASA William S. McArthur Jr.,  Valery I. Tokarev, ingegnere di volo e comandante della Soyuz e Greg Olsen, turista pagante ha attraccato in modo automatico al modulo di aggancio Pirs della Stazione Spaziale Internazionale. Dopo tre ore i portelli delle due astronavi sono stati aperti e l'equipaggio residente della ISS composto dal comandante Sergei Krikalev e l'ingegnere di volo ed uffciale scientifico della NASA John Phillips hanno accolto calorosamente i nuovi arrivati. Krikalev e Phillips hanno trascorso 169 giorni sulla ISS fin dal loro arrivo lo scorso aprile e rientreranno sulla Terra assieme al turista Olsen la prossima settimana. McArthur e Tokarev rimarranno sulla stazione fino al prossimo aprile. Appena dopo l'arrivo gli equipaggi hanno compiuto una breve riunione per familiarizzare con le procedure di sicurezza. Sono stati anche trasferiti dei rifornimenti dalla Soyuz alla stazione. Durante la settimana i due equipaggi lavoreranno assieme per preparare la permanenza di Spedizione Dodici sulla ISS. Nella foto (cortesia NASA/TV) la Soyuz TMA-7 mentre sta per attraccare alla ISS.

Fonte: NASA

 

02/10/2005 – Il decimo pianeta ha una luna – Quello che per il momento viene definito il "decimo pianeta", ovvero l'asteroide gigante 2003 UB313, scoperto il 29 luglio ha una su luna che gli orbita attorno. La sensazionale scoperta è stata eseguito lo scorso 10 settembre grazie al telescopio hawaiiano W.M. Keck da 10 metri di diametro e dallo stesso team degli scopritori di Xena (così ribattezzato 2003 UB313 in modo non ufficiale). Xena orbita a circa 95 U.A. dal Sole (un U.A. è media la distanza Sole-Terra) e quindi ben oltre l'orbita dell'ultimo pianeta conosciuto del Sistema Solare, Plutone. Ma la particolarità di Xena è senza dubbio il suo diametro che sembra essere più grande di quello di Plutone, ovvero circa 3.000 chilometri contro i 2.300 del nono pianeta. Al momento comunque l'assegnazione di "decimo pianeta" non è ancora stata ufficializzata dalla IAU (Unione Astronomica Internazionale) ed una decisione è attesa in merito. Infatti negli ultimi anni grazie ai miglioramenti dei telescopi sono stati scoperti molti corpi celesti oltre le 40 U.A. ed alcuni hanno misure vicine a quelle di Plutone e vengono chiamati oggetti Trans-Nettuniani. In effetti secondo alcuni astronomi anche Plutone andrebbe declassato da pianeta a grosso asteroide. Nella foto (cortesia W.M. Keck) l'immagine di 2003 UB313 con, a sinistra la piccola luna (chiamata al momento Gabrielle). 

Fonte: Coelum.com

 

01/10/2005 – L'equipaggio di Spedizione 12 verso la ISS – Alle 4.55 ora italiana è stata lanciata dal cosmodromo di Baikonur nel Kazakhstanla la Soyuz TMA-7 con a bordo l'equipaggio di Spedizione Dodici composto dal comandante ed ufficiale scientifico della NASA William S. McArthur Jr.,  Valery I. Tokarev, ingegnere di volo e comandante della Soyuz e Greg Olsen, turista pagante. La capsula attraccherà alla Stazione Spaziale Internazionale lunedì mattina per dare il cambio ai due residenti della ISS. Verranno eseguiti otto giorni di operazioni congiunte dei due equipaggi e poi l'equipaggio di Spedizione Undici rientrerà sulla Terra assieme al milionario Olsen a bordo della Soyuz TMA-6.  Intanto il controllo della Stazione Spaziale Internazionale è tornato al Centro Spaziale Johnson di Houston, Texas, dopo il passato pericolo dell'uragano Rita della scorsa settimana e che fortunatamente non ha fatto gravi danni alle strutture. Nella foto (cortesia NASA-TV) il momento del lancio della Soyuz.

Fonte: NASA

 

29/09/2005 – Nuova antenna per le sonde ESA – E' stato inaugurato nella località di Cebreros, in Spagna, la nuova antenna parabolica di 35 metri di diametro che entrerà a far parte del sistema di ricezione dello spazio profondo dell'ESA. Assieme all'antenna gemella  DSA 1 posta a New Norcia, in Australia. L'entrata in funzione di questa nuova antenna permetterà all'ESA di mantenere i collegamenti con le proprie sonde che esplorano il sistema solare senza dipendere troppo dal sistema Deep Space Network della NASA. Il primo battesimo di questa nuova antenna sarà la missione Venus Express pronta a decollare per Venere nelle prossime settimane. Cebreros si trova a circa 90 km a ovest di Madrid, in aperta campagna. E rispetto all’altro centro dell’ESA in Spagna, a Villafranca, vicino a Madrid, è molto meno urbanizzato. Il segnale che è possibile scambiare con la navicella, dunque, è più “pulito”: ci sono molte meno interferenze. Nella foto (cortesia ESA)la parabola di Cebreros. 

Fonte:ESA

 

26/09/2005 – In orbita nuovo satellite GPS – Alle 4.36 ora italiana è decollato dalla rampa 17/A dal Centro Spaziale di Cape Canaveral, in Florida, il vettore Boeing Delta 2 (7925) con a bordo il satellite della U.S. Air Force costruito dalla Lockheed Martin, GPS 2R-M1. Si tratta del primo satellite della nuova generazione di satelliti per il Sistema di Posizionamento Globale (GPS) ad essere inviato in orbita. Il lancio era stato rinviato lo scorso 18 settembre per un problema tecnico non specificato. Il lancio oggi è avvenuto regolarmente e dopo 24 minuti e 30 secondi il satellite è stato rilasciato dal terzo stadio del vettore Delta-2. Questo nuovo satellite della flotta di GPS aggiunge ulteriori segnali e promette una migliore precisione nella posizione sia per gli scopi militari che per quelli civili. Il GPS 2R-M1 andrà ad aggiungersi agli altri 28 satelliti del sistema GPS mentre altri sette del modello migliorato saranno lanciati entro i prossimi due anni. Una versione ancora più perfezionata vedrà la via dello spazio dal 2007.

Fonte: Space.com

 

24/09/2005 - Estesa la missione della Mars Express - L'Agenzia Spaziale Europea ha esteso la missione della sonda Mars Express di un altro anno marziano (23 mesi) a partire dal dicembre 2005. La decisione è stata presa del Comitato scientifico dell'ESA lo scorso 19 settembre permettendo di continuare a costruire il successo scientifico della missione. Questa estensione della missione permetterà di ampliare la cartografia ad alta risoluzione del pianeta rosso, per il momento eseguita al 19%, e soprattutto di completare la ricerca dell'acqua grazie al radar MARSIS. Ricordiamo che MARSIS, per vari problemi tecnici, ha iniziato il suo lavoro soltanto a luglio di quest'anno. Mars Express venne lanciata il 2 giugno 2003 con un vettore Soyuz/Fregat da Baikonur, nel Kazahstan, ed entrò in orbita marziana il 25 dicembre 2003. Intanto si avvicina anche il momento del lancio della sonda Venus Express, quasi gemella di quella intorno a Marte, che dovrà studiare Venere. Il lancio di Venus Express è previsto per ottobre/novembre 2005 sempre con un vettore russo Soyuz/Fregat. Questa sarà la prima missione dedicata allo studio del pianeta Venere da parte dell'Europa.

Fonte: ESA

 

23/09/2005 - L'uragano Rita verso il Centro Spaziale Johnson - A meno di un mese dai gravi danni causati dall'uragano Katrina a due centri della NASA in Louisiana anche l'uragano Rita sta mettendo a serio rischio un'altra istallazione, il Johnson Space Center di Houston, nel Texas. La sede è stata evacuata da tutto il personale ed il controllo della Stazione Spaziale Internazionale è stato passato nelle mani del Centro Controllo di Mosca, in Russia. Al momento l'uragano con venti di oltre 200 chilometri orari si trova nel golfo del Messico vicino alle coste degli Stati Uniti che verranno raggiunte sabato pomeriggio, ora italiana.  Come al solito un gruppo di controllori della NASA si trova a Mosca per i collegamenti con l'equipaggio di Spedizione Undici che si trova sulla ISS mentre begli ultimi due giorni il personale del Centro Spaziale di Houston ha lavorato per mettere al sicuro sia i documenti che il materiale che si trova alla base. La NASA pensa di riaprire il Centro al più presto appena l'uragano sarà passato e se i danni non saranno eccessivi. Nella foto (cortesia NASA) l'uragano Rita ripreso dal satellite meteorologico Aqua il 21 settembre quando si trovava ancora al centro del Golfo del Messico.

Fonte: NASA

 

20/09/2005 - Svelato il piano della NASA per il ritorno sulla Luna - La NASA ha svelato oggi il piano per il ritorno dell'uomo sulla Luna per il 2018 e lo sbarco su Marte alcuni anni dopo. Alla base di questa nuova iniziativa spaziale americana si trova il CEV (Crew Exploration Vehicle) che dovrebbe sostituire nel 2012 la navetta spaziale per il trasporto di equipaggi nello spazio, prima verso la Stazione Spaziale Internazionale ed in seguito verso la Luna e Marte. La concezione del CEV è quella di una versione più grande della capsula del progetto Apollo degli anni '60. A bordo di questo CEV potrebbero trovare posto sei astronauti per il viaggio verso la ISS e quattro per un viaggio lunare. Questo ambizioso progetto era stato lanciato dal Presidente Bush il 14 gennaio 2004 ed adesso la NASA ha finalmente chiarito alcuni punti chiave del piano. Il concetto, anche per accelerare il progetto e per problemi di costi, è quello di utilizzare molte strutture usate per la navetta spaziale. Infatti sarà costruito un grosso razzo per il trasporto del materiale nello spazio utilizzando due booster a combustibile solido accoppiati ad un grosso serbatoio con ben cinque motori dello shuttle. Questo nuovo super-razzo potrebbe portare in orbita bassa ben 125 tonnellate di materiale.  Il CEV invece verrebbe portato in orbita da un razzo composto da un primo stadio a combustibile solido (in pratica un booster dello shuttle) ed un secondo stadio composto da un motore della navetta. Per la missione lunare un CEV con equipaggio attraccherebbe in orbita terrestre con un Modulo Lunare lanciato separatamente. A questo punto un grosso motore spingerebbe il complesso verso la Luna. Una volta in orbita lunare tutto l'equipaggio si trasferirebbe dal CEV al Modulo Lunare che scenderebbe sulla superficie selenica. Una volta sulla Luna l'equipaggio potrebbe esplorare per una settimana prima di risalire sul modulo di rientro che poi attraccherebbe nuovamente al CEV rimasto in orbita. Il rientro sulla Terra con i paracadute e degli airbag atterrando in un deserto degli USA, forse White Sand in New Mexico. Non viene escluso, in caso di emergenza, la possibilità di un ammaraggio. La capsula sarebbe riutilizzabile per almeno 10 lanci. L'amministratore della NASA Griffin ha definito il CEV come "un Apollo con gli steroidi". in effetti il diametro del CEV sarebbe di 5,5 metri contro i 3.9 della vecchia capsula Apollo. Come si vede quindi un ritorno al passato ma forse più realistico di certi spazioplani rimasti soltanto sugli schermi dei computer. Nella copertina il CEV sulla sommità del nuovo razzo di derivazione shuttle e qui in alto un CEV agganciato ad un Modulo Lunare (cortesia NASA/John Frassanito and Associates).

Fonte; NASA - Space.com

 

12/09/2005 - Sonda giapponese vicino all'asteroide - La sonda Hayabusa (Muses-C) dell'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA si trova ormai a soltanto 20 chilometri dall'asteroide Itokawa (1998 SF36). Questa piccola ed ambiziosa missione giapponese potrebbe essere la prima a riportare sulla Terra nel 2007 campioni di suolo da un asteroide battendo sul tempo la NASA con la sua Stardust. La Hayabusa venne lanciata a bordo di un razzo M-V-5 il 9 maggio 2003 e dopo un lungo inseguimento di quasi tre miliardi di chilometri, tutti eseguiti grazie agli innovativi motori ad ioni di cui dispone la sonda, ha ora raggiunto il proprio obiettivo. Nei prossimi giorni verrò scelto il punto dove la sonda scenderà e raccoglierà i campioni di suolo prima di riprendere il viaggio verso la Terra. Una volta sulla superficie verrà anche sganciato un minuscolo rover (circa le dimensioni di una lattina di coca cola) chiamato Minerva che si sposterà sulla superficie senza ruote ma soltanto spostando il peso al suo interno, in pratica rotolando. Minerva dovrebbe inviare a Terra immagini dell'asteroide e dati sulla temperatura nel periodo fra novembre e dicembre 2005. Intanto la sonda una volta decollata dall'asteroide si immetterà in orbita verso la Terra che raggiungerà nel giugno 2007 con il rientro del contenitore dei preziosi campioni nel deserto australiano. Come si vede quindi una missione veramente entusiasmante ma che non ha avuto l'attenzione dei media come per quelle della NASA... Nella foto (cortesia JAXA) l'asteroide Ikotawa che misura circa 450x600 metri, obiettivo della missione giapponese ripreso oggi da 20 chilometri di distanza.

Fonte: Space.com - UAI

 

10/09/2005 - Progress attracca regolarmente alla ISS - Con un perfetto aggancio automatico il veicolo cargo Progress 19 ha attraccato al portello posteriore del modulo Zvezda della Stazione Spaziale Internazionale alle ore 16.42 ora italiana. A bordo circa 2,5 tonnellate di rifornimenti per l'equipaggio di Spedizione Undici a bordo della ISS dallo scorso aprile. I rifornimenti consistono in propellente, ossigeno, materiale vario e cibo per l'equipaggio. Fra il materiale vario anche i pezzi di ricambio per il generatore di ossigeno russo Elektron andato in avaria alcuni mesi fa e rifornimenti per il prossimo equipaggio: Spedizione Dodici che verrà lanciato con una Soyuz il prossimo 30 settembre per dare il cambio a Krikalev e Phillips. 

Fonte: NASA

 

08/09/2005 - Proton mette in orbita satellite canadese - Giornata di grande traffico alla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan. Infatti alle 23.53 ora italiana è stato lanciato il razzo vettore Proton-M con a bordo il satellite per telecomunicazioni canadese Anik-F1R. Non erano quindi passate nemmeno 9 ore dal lancio precedente del Progress diretto alla Stazione Spaziale Internazionale! Un vero record. Il lancio è stato eseguito regolarmente ed al momento il satellite è in viaggio verso la sua orbita definitiva geostazionaria sopra l'Oceano Pacifico spinto dallo stadio superiore Breeze-M. Anik-F1R verrà utilizzato per collegamenti televisivi e internet su tutto il Nord America. Il lancio di oggi era gestito dalla società mista russa-americana ILS (International Launch Services) che utilizza i vettori Atlas  e Proton. Il satellite, costruito dalla società europea EADS Astrium, appartiene alla canadese Telesat che gestisce anche il satellite predecessore Anik-F1 lanciato nel 2000 e che lo affiancherà nella stessa orbita.

Fonte: Space.com

 

08/09/2005 - Progress verso la ISS - E' in rotta verso la Stazione Spaziale Internazionale il veicolo di rifornimento automatico russo Progress 19P (anche M-54) lanciato oggi alle 15.07 ora italiana dalla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan sulla sommità di un razzo vettore Soyuz. A bordo del Progress oltre 3 tonnellate di rifornimenti per la ISS sulla quale vivono i due astronauti di Spedizione Undici, il comandante Sergei Konstantinovich Krikalev e l'ufficiale scientifico NASA ed ingegnere di bordo John L. Phillips. Il cargo attraccherà sabato alle 16.49 ora italiana alla parte posteriore del modulo di servizio Zvezda. Fino ad ieri a questo boccaporto si trovava agganciato il precedente cargo Progress 18P che è stato riempito di rifiuti ed equipaggiamento non più utile e fatto rientrare nell'atmosfera terrestre dove è bruciato. 

Fonte: SpaceflightNow.com

 

03/09/2005 - Spirit è arrivato in cima alla collina - Su Marte il piccolo rover della NASA Spirit ha raggiunto la sommità della collina chiamata ""Husband Hill" che si trova a circa 82 metri di altezza sopra la piana dalla quale il robot è arrivato. Da questo elevato punto di osservazione Spirit ha potuto cogliere delle splendide immagini (nella foto a lato cortesia NASA/JPL) della pianura del cratere Gusev nel quale è atterrato ormai ben 20 mesi fa. Il nome di questa serie di colline "Columbia Hill" è stato dato dagli scienziati della NASA in onore ai sette astronauti periti con la navetta spaziale Columbia il 1° febbraio 2003. Più specificatamente la collina dove Spirit si è arrampicato, la Husband, viene dal nome del comandante della sfortunata missione STS-107. L'idea di far salire il piccolo rover è venuta quasi subito ai tecnici del JPL di Pasadena quando hanno visto, nelle prime immagini giunte a Terra, questa serie di basse colline poste a circa 3 chilometri dal punto di atterraggio della sonda. "Infatti mano a mano che il rover saliva sulla collina cambiava anche il tipo di rocce. Quindi questa scelta è stata soprattutto motivata dalla scienza." Afferma Steve Squyres, a capo degli strumenti di Spirit. Le rocce studiate da Spirit durante il suo lungo viaggio hanno confermato che l'acqua ha avuto un ruolo importante nella loro formazione ed evoluzione. Al momento Spirit ha viaggiato per ben 4.827 metri ed il suo gemello Opportunity 5.737. E pensare che erano stati ideati per una missione di 90 giorni... Senz'altro una delle missioni marziane più riuscite. Intanto la sonda della NASA MRO (Mars Reconnaisnace Orbiter) lanciata lo scorso 12 agosto ed in viaggio verso Marte ha eseguito una importante correzione di rotta accendendo i suoi sei motori per 15 secondi. La sonda è in ottime condizioni e l'arrivo in orbita marziana è previsto per il prossimo 10 marzo 2006.

Fonte: Spacedaily.com

 

01/09/2005 - Katrina, l'uragano più disastroso. - L'uragano Katrina, che negli scorsi giorni ha colpito la costa meridionale degli Stati Uniti, oltre al terribile bilancio di vittime non ancora arrestatosi potrebbe influire anche nella ripresa dei voli degli shuttle NASA! Infatti proprio nella zona dove ha colpito Katrina si trova la fabbrica che produce i giganteschi serbatoi esterni della navetta spaziale ed un centro NASA dove vengono provati i motori delle navette ed in quella zona i danni causati dall'uragano sono tremendi. Il Centro Spaziale NASA Stennis  in Mississippi e il Michoud Assembly Facility di New Orleans sono chiusi. Il SSC (Centro Spaziale Stennis) non ha subito danni ma al momento è senza elettricità ed i suoi dipendenti sono assenti dal lavoro per evidenti motivi. Invece a Michoud la fabbrica degli ET (Serbatoi Esterni) non è raggiungibile che in elicottero perché le strade intorno sono allegate anche se sembra che gli edifici non abbiano subito gravi danni. L'energia elettrica manca e le comunicazioni sono limitate. A questo punto potrebbe quindi essere in forse la data di marzo 2006 per la seconda missione di ritorno al volo per lo shuttle Discovery. Ricordiamo che lo scorso anno l'uragano Frances colpì il Centro Spaziale Kennedy danneggiando l'edificio di assemblaggio VAB. Insomma oltre a tutti gli altri problemi anche il clima sembra accanirsi contro la NASA!

Fonte: SpaceflightNow

 

29/08/2005 - La Cina non si ferma - Lunedì è stato un giorno molto affollato per i voli spaziali cinesi, infatti è stata recuperata una capsula FSW lanciata il 2 agosto scorso e che ha trascorso 27 giorni in orbita con a bordo esperimenti di vario genere. Questa era la ventesima missione riuscita di questo programma iniziato a metà degli anni 70. Ma contemporaneamente è avvenuto anche il lancio della 22° missione FSW dalla base di lancio di Jiuquan situata nel deserto del Gobi sempre con un razzo vettore Lunga Marcia 2IV. Fra l'altro questo vettore ha compiuto, con quello di oggi, ben 45 lanci consecutivi di successo fin dal 1996. Queste capsule possono contenere svariati esperimenti, anche di natura militare, ed una volta rimaste in orbita per diversi giorni rientrano sulla Terra e scendono appese ad un paracadute. In questo modo gli esperimenti a bordo possono venire studiati in seguito dagli scienziati a Terra. Ma sicuramente ora tutta l'attenzione per l'astronautica cinese verrà focalizzata sulla prossima missione umana: la Shenzou VI. che dovrebbe partire ad ottobre con a bordo due takionauti (il nome dato agli astronauti cinesi) che dovrebbero rimanere in orbita da alcuni giorni fino ad una settimana. Si tratterà della seconda missione umana dopo quella storica dell'ottobre del 2003 di Yang Liwei. Nella foto un'immagine di repertorio di una capsula FSW appena atterrata. 

Fonte: SpaceflighNow

 

27/08/2005 - I Russi riprendono il controllo di un satellite - Nonostante il perfetto lancio con un vettore Rockot dal cosmodromo russo di Plesetsk alle 20.34, ora italiana di venerdì, i controllori di volo hanno perso il contatto con il satellite Monitor-E dopo che aveva raggiunto l'orbita. Ma fortunatmanete l'agenzia di stampa Interfax ha in seguito comunicato che i controllori di volo erano riusciti a ristabilire il collegamento con il satellite. Monitor-E è un piccolo satellite (750 chilogrammi) sperimentale fornito di due telecamere per lo studio della superficie terrestre, gli effetti dell'inquinamento e monitorare le situazioni di emergenze anche di carattere naturale od umano. L'orbita è a circa 540 chilometri di altezza e la durata della missione è stimata in cinque anni, come affermato dai responsabili del centro Khrunichev State Research. 

Fonte: Space.com

 

23/08/2005 - L'ESA interessata al Kliper russo - Alla mostra biennale dell'Aviazione e Spazio svoltasi a Mosca, i responsabili dell'Agenzia Spaziale Europei presenti si sono mostrati molto interessati al progetto russo di navicella riutilizzabile Kliper. Per la prima volta era presentato un modello in scala 1:1 della navetta Kliper nel quale era possibile salire all'interno. Anche il nostro astronauta Roberto Vittori, presente alla mostra, è stato invitato a salire sul modello del Kliper. Nel corso della visita, Sevastyanov, presidente della RKA Energia ha brevemente aggiornato i presenti sullo sviluppo e le prospettive di questo nuovo sistema di trasporto spaziale. Vittori ha seduto al posto di comando del Clipper, mentre un istruttore russo lo introduceva brevemente ai comandi della navicella. Più tardi Vittori, che è ancora membro del team di volo acrobatico italiano delle Frecce Tricolori, ha preso parte, a bordo di un MB 339, al colorato show eseguito nel cielo di Zhukovsky dai piloti italiani, celebri in tutto il mondo. Secondo i piani russi la capsula Kliper dovrebbe sostituire dal 2012 la veneranda Soyuz per il trasporto di cosmonauti verso l'orbita terrestre. A bordo troverebbero posto per sei cosmonauti: un comandante, un pilota e quattro passeggeri. La Kliper verrebbe lanciata sulla sommità di un razzo vettore Onega, versione potenziata di un Soyuz, e dopo aver eseguito il suo compito in orbita compreso l'attracco alla ISS, rientrerebbe come una capsula pilotata che potrebbe atterrare con un paracadute per poter essere riutilizzata più volte. Una decisione sul possibile coinvolgimento dell'ESA nello sviluppo del Kliper sarà deciso a dicembre durante il Consiglio dei Ministri Europei. Nella foto il modello del Cliper mentre viene visitato dal Presidente Russo Putin.

Fonte: ESA

 

19/08/2005 - Shuttle fermi fino a marzo 2006 - E' questa la decisione della NASA dopo gl i imbarazzanti avvenimenti del lancio della missione STS-114 Discovery dello scorso mese. Il prossimo volo di una navetta (nuovamente il Discovery) per la missione STS-121 non potrà avvenire prima della finestra di lancio 3-19 marzo 2006 per permettere ai tecnici di risolvere il problema del distacco della schiuma isolante dal serbatoio esterno. E' stato inoltre deciso che la missione STS-121 sarà nuovamente eseguita dalla navetta Discovery lasciando così all'Atlantis, più leggera e moderna, il compito di riprendere la costruzione della ISS. Il serbatoio esterno previsto per questa missione verrà riportato alla ditta costruttrice (la Lockheed Martin's Michoud Assembly Facility vicino a New Orleans) dove verrà controllato ulteriormente prima di essere destinato al volo. In coincidenza con questa decisione è apparsa una interessante ipotesi alternativa alla distruzione dello shuttle Columbia, vedi l'aggiornamento che abbiamo alla pagina dedicata al disastro della navetta

Fonte: SpaceflightNow.com

 

18/08/2005 - Eseguita EVA sulla Stazione Spaziale Internazionale - E' durata 4 ore e 58 minuti la passeggiata spaziale eseguita dal comandante di Spedizione Undici Sergei Krikalev e dall'ufficiale scientifico NASA John Phillips durante la quale sono stati recuperati diversi esperimenti posti all'esterno della stazione ed è stata installata una nuova telecamera che servirà per il veicolo di rifornimento europeo ATV. I due cosmonauti erano usciti dal modulo di decompressione Pirs alle 21.02 ora italiana e per prima cosa hanno recuperato uno dei tre contenitori del Biorisk Esperiment che erano stati posti all'esterno di Pirs durante una EVA dell'equipaggio di Spedizione Dieci a gennaio scorso. La seconda operazione è stata recarsi sul modulo Zvezda e recuperare altri due esperimenti: MPAC  (Micro-Particles Capturer) che utilizza uno speciale gel per imprigionare i microscopici detriti spaziali e SEED (Space Environment Exposure Device) che invece espone al vuoto dello spazio diversi materiali per studiarne il comportamento. E' stato anche recuperato Matroshka, un esperimento russo per verificare l'assorbimento di radiazioni del corpo umano specialmente durante le attività extravicolari. Poi i due astronauti si sono portati nella parte terminale di Zvezda dove hanno installato una seconda telecamera per assistere l'approccio del veicolo di rifornimento ATV-Jules Verne dell'ESA previsto per il prossimo anno. Mentre si trovavano lì i due cosmonauti hanno anche fatto foto per documentare l'esperimento Kromka, che misura i residui dell'accensioni dei razzi di manovra, e scambiare alcuni campioni di materiale esposto dell'esperimento SKK, le iniziali russe di contenitore di cassette di ricambio. Purtroppo a questo punto i controllori di volo si sono resi conto che l'ultima operazione prevista, il riposizionamento di un apposita asta gru Strela dal modulo Zarya al modulo Unity, non poteva essere più eseguita per non sforare il tempo a disposizione ed hanno deciso di concludere in anticipo l'EVA. L'ultima operazione prevista verrà eseguita in una prossima EVA da decidere. Krikalev e Phillips sono rientrati nel modulo Pirs alle 2.00 ora italiana. Krikalev intanto ha battuto il record di permanenza totale nello spazio superando i 747 giorni, 14 ore e 14 minuti alle 19.44 ora italiana. Krikalev è al suo sesto volo nello spazio: due volte sulla MIR, due volte sullo Shuttle e due volte membro dell'equipaggio della ISS (Spedizione Uno e Spedizione Undici). Intanto l'apparecchiatura russa per la rimozione dell'anidride carbonica Vozdukh andato in avaria la scorsa settimana verrà esaminato da Krikalev domani mentre anche l'analogo apparecchio USA si è guastato questa mattina ma è stato prontamente rimesso in funzione. Comunque i controllori di volo confermano che i livelli di anidride carbonica a bordo della stazione sono ben al di sotto della soglia di pericolo.  Nella foto (cortesia NASA) i due cosmonauti al lavoro all'esterno della ISS durante l'EVA di oggi. 

Fonte. Space.com

 

14/08/2005 - Satellite USA in orbita con un Soyuz -  La moderna astronautica ci ha abituato anche a questo: un satellite USA che va in orbita con un razzo Russo gestito da una società Europea! Infatti oggi con un perfetto lancio dalla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, avvenuto alle 1.28 ora italiana, il razzo vettore Soyuz-Fregat ha immesso in orbita geostazionaria il satellite per trasmissioni televisive USA Galaxy 14 della Pan-Am-Sat. La società che ha gestito il lancio è l'europea Arianespace che collabora con la Russa Starsem che costruisce i Soyuz e che soltanto 48 ore prima aveva lanciato l'Ariane 5 (vedi notizia sotto). Il satellite Galaxy 14 pesante circa 1.500 chilogrammi verrà nei prossimi giorni portato lentamente verso la sua orbita definitiva a 125° Est sopra l'Oceano Pacifico e potrà servire per una vasta gamma di bisogni di telecomunicazioni, dalla trasmissione TV alla comunicazione internet. La sua vita operativa è prevista in quindici anni ed affiancherà il Galaxy 12 posto nella stessa posizione orbitale a 36.000 dalla Terra. Costruito dalla Orbital Sciences in Dulles, Virginia, questo satellite è basato sullo schema dello Star-2 e possiede dei pannelli solari lunghi ben 12 metri che gli assicurano una potenza doppia rispetto ai suoi predecessori. Quello di oggi è stato il 1699° lancio di un vettore Soyuz che ah al suo attivo oltre il 98% di lanci riusciti. Il prossimo lancio di un vettore Soyuz è previsto per il prossimo 8 settembre quando porterà verso la Stazione Spaziale Internazionale il cargo automatico Progress-19. 

Fonte: SpaceflightNow

 

12/08/2005 - Partito per Marte MRO -  Continua l'assalto a Marte, infatti oggi, alla già nutrita schiera di sonde e robot che orbitano e che scorrazzano sul pianeta rosso, si è aggiunta anche la nuova sonda della NASA chiamata MRO (acronimo di Mars Reconnaissance Orbiter). Lanciata con un vettore Atlas 5 (AV-007) dalla rampa 41 della base di lancio di Cape Canaveral, in Florida, alle 13.43 italiane, la sonda è destinata ad inserirsi in orbita marziana a marzo del 2006 e poi dovrebbe inviare a Terra una mole di dati ed immagini di una qualità mai raggiunta prima e che aiuterà gli scienziati a scegliere i prossimi luoghi di discesa. A bordo anche uno strumento italiano, il radar SHARAD, studiato all’Università La Sapienza di Roma, è un modello più perfezionato di quello che adesso è imbarcato sulla sonda europea Mars Express e potrà rilevare chiazze d’acqua o ghiaccio sotterranei (fino a circa un chilometro) estese una quindicina di metri. La sonda dovrebbe rimanere in attività sino al 2010, fungendo anche da ripetitore per i robot al lavoro in superficie. Al momento attorno a Marte orbitano le seguenti sonde: Mars Odyssey, Mars Global Surveyor e Mars Express (le prime due della NASA e la terza dell'ESA) mentre sulla sua superficie continuano con successo l'esplorazione i due robot USA Spirit ed Opportunity. Nella foto (cortesia NASA-TV) il momento del lancio del vettore Atlas 5 con a bordo la sonda MRO.

Fonte: NASA-JPL - Corriere della Sera

 

11/08/2005 - Ariane 5 mette in orbita il satellite più pesante -  Alle 10.20 ora italiana è stato lanciato, dalla rampa ELA-3 della base di lancio di Kourou, nella Guiana Francese, con un razzo vettore europeo Ariane 5 versione 5G, il più pesante satellite commerciale mai lanciato: si tratta dell'iPSTAR THAICOM 4 della società Shin Satellite (Thailandese) di ben 6.500 chilogrammi. Il THAICOM 4 verrà utilizzato per le telecomunicazioni di internet a banda larga per tutta l'Asia, l'Australia e la Nuova Zelanda. Questa lancio è stato il secondo del 2005 eseguito dal vettore europeo e del 22° in tutta la sua carriera. Il prossimo lancio di un vettore Ariane 5 è previsto per il prossimo mese con a bordo il satellite Galaxy 15 della Pan-Am-Sat. 

Fonte: ESA

 

09/08/2005 - Discovery atterra ad Edwards -  Con un perfetto atterraggio notturno nella base di Edwards, in California, si è conclusa la missione STS-114 dello shuttle Discovery. Il rientro è avvenuto alle 14.11 ora italiana dopo una missione durata 14 giorni e che ha visto la ripresa dei voli delle navette spaziali della NASA dopo una pausa di due anni e mezzo dopo il disastro del Columbia STS-107. L'atterraggio in California è stato causato dalle condizioni meteo non buone al Centro Spaziale Kennedy, in Florida che avevano costretto i responsabili della NASA a rinviare il rientro già previsto il giorno precedente. La delicata fase di rientro si è svolta regolarmente nonostante tutti i timori dopo i problemi avuti durante il lancio. Si è trattato del cinquantesimo atterraggio ad Edwards. Purtroppo rimane lo stop delle prossime missioni fino a che non verrà compreso il motivo per cui durante il lancio del Discovery ancora dei grossi pezzi di schiuma isolante si sono staccati dal serbatoio esterno rischiando di colpire l'orbiter. Comunque dopo la visita del Discovery la Stazione Spaziale Internazionale ha nuovamente i suoi quattro giroscopi funzionanti e molti rifornimenti che permetteranno una vita più tranquilla nei prossimi mesi per i suoi due inquilini. Durante i nove giorni di permanenza del Discovery alla ISS è stato anche istallato un nuovo deposito esterno di pezzi di ricambio e compiute ben tre EVA, l'ultima delle quali una vera e propria "prima" nella storia dell'astronautica con la riparazione dello scudo termico da parte dell'astronauta Robinson. Nella foto (cortesia NASA-TV) il momento in cui il Discovery ha toccato la pista della base di Edwards.

Fonte: NASA

 

30/07/2005 - Scoperto il decimo pianeta? -  Pianeta o asteroide? Questo è il dilemma. Non si era ancora spenta l'eco della scoperta di un grande corpo celeste, poco più piccolo di Plutone (il più lontano dei nove pianeti storici del nostro sistema solare), che è arrivato un altro annuncio sbalorditivo. L'astronomo Mike Brown del California Institute of Technology ha comunicato la scoperta di un altro corpo celeste, grande più di due volte e mezzo Plutone e circa tre volte più distante dal Sole. Per ora il corpo viene identificato con una anonima sigla: «2003 UB313», ma ancora una volta si è riproposto il dilemma se debba essere considerato un pianeta, il decimo della serie, oppure un grande asteroide. Gli astronomi sono profondamente divisi. Per alcuni è ormai evidente che ai margini del sistema solare c'è un numeroso gruppo di corpi celesti, alcuni dei quali con dimensioni planetarie, i quali formano una vera e propria fascia asteroidale, simile a quella che c'è fra Marte e Giove. I pezzi di questa fascia periferica, battezzata «Kuiper Belt», vengono scoperti solo ora grazie ai progressi tecnologici dei telescopi. Secondo questo punto di vista, anche se alcuni oggetti Kuiper hanno grandi dimensioni, non avrebbe senso attribuire ad essi lo status di pianeta perchè la loro natura è diversa. Per esempio l'orbita di «2003 UB313» è sbilenca, cioè molto più inclinata rispetto a quelle dei pianeti, forse a causa di remote collisioni avvenute fra i corpi della fascia di Kuiper. Altri astronomi, invece, pensano che le dimensioni e la forma dettano legge: «2003 UB313» è il primo corpo di dimensioni ultra plutoniane scoperto finora, è rotondo, quindi merita l'appellativo di pianeta. C'è una terza opinione maturata in questi ultimi mesi. Lo stesso Plutone, che ha caratteristiche fisiche e orbitali anomale, andrebbe declassato da pianeta e ridotto allo stato asteroidale. Ma questa proposta fa rabbrividire gli astronomi tradizionalisti, soprattutto gli americani, i quali pensano che sarebbe un affronto al loro connazionale Clide Tombaugh, scopritore di Plutone nel 1930. La contesa, a questo punto, sarà arbitrata da un organismo super partes, l'Unione astronomica internazionale, che si dovrà pronunciare nei prossimi mesi.

Fonte: Corriere della Sera - articolo di Franco Foresta Martin - 30 luglio 2005

 

28/07/2005 - Discovery attracca regolarmente alla ISS - Nonostante le brutte notizie sul futuro dei voli degli shuttle oggi alle 13.19 ora italiana la navetta spaziale Discovery missione STS-114 ha attraccato regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta della prima visita di uno shuttle alla stazione in quasi tre anni. L'avvicinamento della navetta alla stazione era stato eseguito facendo anche fare un vera e propria capriola al Discovery permettendo così ai due residenti della stazione, il comandante Sergei Krikalev e l'ingegnere di volo John Phillips, di scattare una serie di foto ravvicinate ed ad alto ingrandimento della parte inferiore dello shuttle. Questo per cercare se vi erano possibili danni al rivestimento di mattonelle di silicio che ricopre lo scafo. Le foto digitali sono poi state inviate ai tecnici a terra per ulteriori analisi. Dopo l'attracco ed il controllo di routine di possibili perdite i portelli fra le due astronavi sono stati aperti alle 15.50 ora italiana e l'equipaggio del Discovery composto dal comandante Eileen Collins, il pilota Jim Kelly e gli specialisti di missione Soichi Noguchi dell'Agenzia Spaziale Giapponese, Steve Robinson, Andy Thomas, Wendy Lawrence e Charlie Camarda è entrato nella stazione salutato dai membri dell'equipaggio di Spedizione 11. Ora per i nove astronauti nello spazio li attendono delle giornate veramente piene di lavoro. Domani il prelevamento dalla stiva del modulo italiano di rifornimento Raffaello che verrà agganciato alla stazione e poi la preparazione delle tre EVA che si svolgeranno nei prossimi giorni. Al termine della giornata le possibili preoccupazioni per lo stato del rivestimento della navetta sembravano fugate e tutti gli scenari catastrofici perdevano probabilità. Nella foto (cortesia NASA TV) gli equipaggi si salutano a bordo della ISS.

Fonte: NASA

 

28/07/2005 - La NASA blocca i voli delle navette - La NASA ha preso la decisione di bloccare tutte le future missioni shuttle fino a che non verrà risolto il problema del distacco di pezzi di schiuma isolante dal serbatoio esterno. La missione della navetta Atlantis STS-121, prevista per il 9 settembre prossimo, è al momento rinviata a data da destinarsi. Nella giornata di ieri erano state rese pubbliche le immagini riprese dagli astronauti a bordo del Discovery mentre il serbatoio esterno era stato sganciato. In queste immagini si vedono diversi punti del serbatoio dove manca il tipico colore del rivestimento e si vede bene anche la zona da dove si è  staccato il grosso frammento che era stato filmato dalla telecamera posta sul serbatoio stesso. Questo frammento era poco più piccolo di quello che aveva colpito il Columbia Il responsabile dei voli shuttle, Bill Parson, è apparso molto contrariato durante la conferenza stampa affermando: "Fino a che non saremo pronti non voleremo più. Non so se ci vorrà in mese, tre o più. So soltanto che di fronte a noi abbiamo un sacco di lavoro da fare ." Anche altri responsabili della NASA sono apparsi stupiti dal fatto che due anni e mezzo di lavoro per eliminare il pericolo maggiore che aveva portato al disastro del Columbia non fosse stato risolto. "Se questo incidente fosse accaduto ad una quota più bassa sarebbe potuto essere molto brutto e questo non va per niente bene..." ha dichiarato Wayne Hale, uno dei dirigenti del programma shuttle. Il pezzo più grande di schiuma isolante si è staccata da quello che viene chiamato rampa PAL (Protuberance Air Load) uno scalino fatto di questo materiale che serve per rendere più aerodinamico il serbatoio nei punti dove passano i tubi ed i cavi. La zona della rampa PAL era stata oggetto di studio durante gli anni scorsi proprio perché essendo di grandi dimensioni poteva creare i maggiori problemi di distacco della schiuma isolante che viene applicata con un procedimento manuale. Erano stati testati vari tipi di materiali ed era stato scelto quello che sembrava garantire, in prove a terra, il migliore risultato. Purtroppo questo non si è rivelato vero alla prova dei fatti. Nella foto (cortesia NASA) ripresa dagli astronauti del Discovery dopo il distacco del serbatoio esterno si vede il punto dal quale si è staccato il frammento con un 'ingrandimento. 

Fonte: Space.com

 

27/07/2005 - Lancio perfetto ma quanti detriti! - I responsabili della NASA stanno valutando attentamente tutta la serie di eventi che sono stati ripresi durante il lancio della navetta spaziale Discovery. Al momento comunque nessuno di questi eventi crea preoccupazione. Ma venivamo con ordine: il primo evento è accaduto a pochi secondi dal lancio quando un uccello è stato colpito dalla punta del serbatoio esterno ed è successivamente caduto. Il secondo evento, quello che è al momento più sotto osservazione dalle squadre di tecnici ed ingegneri della NASA, è avvenuto prima del distacco dei booster ed è stato ripreso dalla nuova telecamera posta sul serbatoio esterno. La ripresa mostra la pancia della navetta e vi si nota la formazione di due punti bianchi nelle mattonelle scure. La posizione è nei pressi del portello del carrello anteriore del Discovery. Dalla ripresa non si vede che cosa abbia provocato le due piccole "sbucciature" sul rivestimento termico in silicio. Comunque ci si aspetta di avere delle immagini migliore al terzo giorno di missione quando la navetta, in avvicinamento alla ISS, verrà fotografata con dettaglio maggiore dai due astronauti a bordo della Stazione Spaziale. Il terzo evento è accaduto pochi secondi dopo il distacco dei booster ed è stato immortalato sempre dalla nuova telecamera posta sul serbatoio esterno. Si vede un oggetto di forma irregolare sbucare dal fianco del serbatoio e volare via senza colpire l'orbiter. Anche di questo oggetto al momento non si conosce la natura. Durante la prima conferenza stampa NASA i responsabili della missione hanno tenuto a ribadire che tutti questi eventi sono stati visti per la prima volta durante il lancio di ieri proprio perché sono stati aggiunte tante possibilità di ripresa, sia da bordo della navetta che da terra e persino da due aerei in volo che fino a questo momento non erano possibili. Oggi gli astronauti a bordo del Discovery faranno fare un giro di ispezione con il braccio robotico utilizzando il nuovo prolungamento ed i sensori laser per rilevare ogni possibile danno sull'esterno dell'orbiter. Domani l'aggancio con la ISS. Nella foto (cortesia NASA) la ripresa dove si notano i due piccoli "buchi" sul rivestimento.

Fonte: SpaceflightNow - NASA

 

26/07/2005 ore 16.39 - Discovery in volo ! - Con un perfetto lancio in orario la navetta spaziale Discovery è partita per la missione STS-114 che segna il ritorno al volo delle missioni umane della NASA. Dopo otto minuti e ventitré secondi lo shuttle ha spento i motori principali e sganciato il serbatoio esterno. Ora si prevedono alcune operazioni di aggiustamento dell'orbita prima che l'equipaggio vada al meritato riposo. Intanto durante il lancio grazie alla moltitudine di riprese video sono stati notati alcuni eventi di detriti che cadono mentre la navetta sala nello spazio. Al momento però non ci sono preoccupazioni da parte della NASA anche se ci vorranno ancora alcuni giorni per vagliare fotogramma per fotogramma tutte le varie riprese video del lancio. Nella foto (cortesia NASA) la navetta mentre decolla verso lo spazio.

Fonte: Space.com - NASA

 

26/07/2005 ore 09.39 - Discovery a poche ore dal lancio - Il conto alla rovescia per il lancio della navetta spaziale Discovery missione STS-114, che segnerà la ripresa dei voli per la NASA dopo due anni e mezzo di stop a causa della tragedia del Columbia nel 2003,  procede regolarmente. Il lancio è fissato per le 16.39 ora italiana di oggi e le condizioni meteo sono favorevoli all'80%. L'equipaggio ha già fatto colazione. E' stato completato il riempimento del serbatoio di idrogeno ed ossigeno esterno e non viene segnalata nessuna anomalia con i sensori. Nella foto in copertina di ieri la struttura di servizio della rampa 39/B dopo essere stata ruotata lasciando libero il complesso shuttle. La foto piccola qui accanto è di adesso.                            Segui gli aggiornamenti in tempo reale sulla pagina della missione!

Fonte: NASA TV

 

21/07/2005 – Lancio del Discovery fissato per il 26 luglio – La NASA ha programmato la ripresa del conto alla rovescia per il lancio della navetta spaziale STS-114 Discovery per sabato con il lancio fissato per le ore 16.39 (ora italiana) del 26 luglio. Bill Parsons, manager del programma shuttle, ha affermato che: "al momento pensiamo di aver eliminato ogni possibile causa conosciuta e crediamo di aver fatto tutto quello che era possibile sul veicolo", riferito al problema del sensore del combustibile che aveva bloccato il lancio la scorsa settimana. Durante il tentativo di lancio del Discovery dello scorso 13 luglio un sensore del combustibile, uno dei quattro che monitorizza il livello dell’idrogeno liquido all’interno del serbatoio esterno dello shuttle, ha fallito un test durate il conto alla rovescia. Conosciuto come sensore ECO (Engine Cut-Off – Spegni motore), il sistema del sensore è predisposto per segnalare i livelli di combustibile durante il lancio ed assicurare che i tre motori principali si spengano regolarmente quando il serbatoio è vuoto. Se i motori continuassero a funzionare senza combustibile questo potrebbe causare un disastro per l’orbiter ed il suo equipaggio. Le squadre di tecnici ed ingegneri che hanno lavorato fin dal primo momento al problema pensano che potrebbe essere stato causato da un’interferenza fra le nuove attrezzature montate sul serbatoio esterno (le nuove telecamere ed i riscaldatori per evitare la formazione del ghiaccio) ed il sensore. Ulteriori test nelle prossime 48 ore verranno eseguiti per eliminare completamente ogni dubbio anche se resta aperta la possibilità di fare un'eccezione alla regola che debbano essere per forza quattro su quattro i sensori funzionanti. Ricordiamo che questa finestra di lancio si chiude il 31 luglio e la prossima si riaprirebbe soltanto il 9 settembre. La finestra di lancio è vincolata alla possibilità di lanciare con le migliori condizioni di illuminazione della navetta per ottenere immagini chiare del decollo nel caso che detriti colpissero l'orbiter. Se il 26 ci dovesse essere un problema rimarrebbero soltanto altri tre tentativi: il 27, il 29 e 31 luglio.

Fonte: NASA

 

19/07/2005 – Spostata la Soyuz sulla ISS – L’equipaggio di Spedizione Undici della Stazione Spaziale Internazionale ha effettuato uno spostamento della capsula Soyuz da una parte all’altra della stazione per facilitare le future passeggiate spaziali. Il cosmonauta russo Sergei Krikalyov e l’astronauta americano John Phillips hanno effettuato lo sgancio della Soyuz TMA-6, che si trovava da aprile ancorata al modulo di aggancio Pirs della stazione, verso le 2.40 p.m. (le 12.40 ora italiana). Dopo 25 minuti hanno attraccato la capsula al modulo Zarya, di solito usato per stivaggio di materiale, a circa 14 metri di distanza. I due hanno incontrato un piccolo problema mentre preparavano lo sgancio a causa di un sensore malfunzionante, poi velocemente risolto. La manovra, concepita per dare più spazio all’equipaggio in vista dell’attività extraveicolare, era prevista per agosto, ma i responsabili russi l'hanno anticipata ad oggi a causa del ritardo del lancio della navetta spaziale Discovery.

Fonte: Associated Press

 

13/07/2005 – La NASA a caccia del guasto al Discovery – Gli ingegneri della NASA sono alla ricerca delle cause del guasto al sensore che ha fermato oggi il previsto lancio della navetta Discovery. Al momento gli ingegneri della rampa di lancio stanno provvedendo a svuotare i serbatoi di propellente prima di poter accedere con sicurezza alla navetta spaziale. Il lancio era previsto per le 21.50 ora italiana ma, durante un controllo pre-lancio dei quattro sensori che sono adibiti a segnalare la quantità di propellente all’interno del serbatoio, uno di essi dava valori errati violando così le procedure di sicurezza ed obbligando il direttore di lancio Michael Leinbach a rinviare il lancio. Al momento la più ottimistica previsione vede un nuovo tentativo di lancio per sabato 16 luglio alle 20.40 ora italiana anche se in serata il direttore della NASA Michael Griffin ha ammesso che la missione potrà partire forse lunedì o più tardi ancora. La finestra di lancio per la missione STS-114 si estende fino al 31 luglio. Il problema era già occorso durante un test eseguito in aprile e che aveva costretto la NASA a cambiare il serbatoio esterno con quello destinato alla missione successiva STS-121 perché non era riuscita del tutto a risolvere il problema. Il guasto potrebbe essere in qualsiasi punto dalla scatola di controllo a bordo del Discovery fino al sensore vero e proprio all’interno del serbatoio esterno. L’equipaggio per il momento rimane al Centro Spaziale Kennedy ma se il rinvio dovesse protrarsi più a lungo i setti membri della missione potrebbero rientrare a Houston. Nella foto la navetta sulla rampa.

Fonte: NASA

 

12/07/2005 – Discovery, piccolo incidente a 24 ore dal lancio – Gli ingegneri della NASA hanno dovuto intervenire a circa 24 ore dal lancio della navetta Discovery dopo che una copertura dei finestrini dell’orbiter è caduta urtando le piastrelle di rivestimento dei motori di manovra sinistri, danneggiandone alcune. La riparazione ha preso circa un’ora di tempo con la sostituzione di tre mattonelle ed è avvenuta durante la lunga e pianificata sospensione del conteggio alla rovescia. Il problema non ha preoccupato più di tanto i responsabili della NASA visto che il pezzo di plastica che ha urtato la navetta pesa poco più di 600 grammi ed è caduto per gravità per circa 20 metri prima di colpire le mattonelle. Gli ingegneri si sono accorti della copertura mancante del finestrino poco prima di effettuare lo spostamento della struttura rotante della rampa di lancio che avrebbe lasciato scoperta la navetta .A questo punto hanno rinviato di un’ora la manovra permettendo ai tecnici di raggiungere facilmente il punto ed effettuare la riparazione. L’incidente non ha quindi per il momento ripercussioni con il lancio previsto per domani 13 luglio 2005 alle ore 3:50:53 p.m. EDT (le ore 21.50 ora italiana). Comunque per sicurezza gli ingegneri del Centro Spaziale Johnson in Texas stanno studiando se possono esserci stati danni anche all’interno della struttura della navetta e dovrebbero dare il via libera domattina.

Fonte: Space.com

 

04/07/2005 - La Tempel 1 centrata dalla Deep Impact  - La spettacolare immagine di copertina è stata ripresa dalla sonda madre Deep Impact dopo che il penetratore aveva centrato il nucleo della cometa Tempel 1 alle ore 7.52 ora italiana del 4 luglio 2005. Durante la prima conferenza stampa eseguita poche ore dopo l'impatto è stato accennato a un aumento della luminosità della cometa "di circa 5 volte" (A'Hearn). In particolare, la luminosità sarebbe aumentata di tale valore nel corso delle prime due ore, per poi ridiscendere di circa due terzi. [Osservatori statunitensi avevano in mattinata riportato osservazioni di un repentino aumento di magnitudine, in grado - ad esempio - di rendere evidente la cometa, altrimenti osservabile soltanto con visione distolta. La sonda è in ottima forma, la memoria è piena di dati che sono in fase di scaricamento a Terra. Ha ancora 160 kg di carburante disponibile. Nei prossimi giorni si deciderà se fare una extended missione o crearne una nuova. Le immagini riprese da Deep Impact, riunite in un video, sono sensazionali. Si nota chiaramente un intenso flash iniziale; pochi istanti dopo uno sbuffo di materiale si espande rapidamente al di sopra dell'area di impatto, e solo successivamente un secondo sbuffo di materiale comincia a espandersi più lentamente dal punto di impatto, proiettando un'ombra sulla superficie. La questione dei "due sbuffi" è fra quelle che ha maggiormente interessato gli scienziati presenti alla conferenza stampa: sembra essere una chiara indicazione - confermata da una delle numerose simulazioni realizzate in precedenza - che l'impactor ha attraversato prima una crosta superficiale di bassissima densità, incontrando poi improvvisamente un materiale molto più compatto che ha causato il secondo sbuffo di materia. Un'altra caratteristica osservata è stata la distribuzione della temperatura sul nucleo prima dell'impatto. Le zone più spesso in ombra hanno una temperatura decisamente inferiore: ciò darà indicazioni utili per comprendere le proprietà termiche della cometa e contribuire a definirne meglio la composizione. Altre nuove domande cui dare una risposta: già sulla cometa Borrelly erano state osservate delle zone piatte. Ora, anche su Tempel 1 sono state riscontrate alcune regioni dello stesso tipo. Il fenomeno che le ha originate non è ancora chiaro. Non ci sono ancora immagini del cratere, che probabilmente sarà "ben più grande di una casa". Non ci sono soprattutto per la quantità di ejecta prodotti. Occorrerà almeno una settimana di lavoro per filtrare le immagini e riuscire a guardare attraverso gli sbuffi di materiale. La cometa, dopo l'impatto della sonda, è stata ripresa inoltre, oltre che da osservatori terrestri, anche da diversi osservatori orbitanti come il telescopio spaziale Hubble (vedi foto in alto), l'europeo XMM-Newton  e la sonda ESA Rosetta.

Fonte: NASA/JPL - UAI

 

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Ultima modifica 30/12/2005

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