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In questa pagina troverete le
ultime notizie dal mondo dell'astronautica aggiornate continuamente.
Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata
tratta.

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30/06/2006
– Maltempo previsto per il KSC – La NASA
prevede un 60% di condizioni proibitive al Centro Spaziale Kennedy,
in Florida, per il lancio della navetta Discovery missione STS-121
prevista per il 1° luglio 2006. Comunque il conto alla rovescia
continua regolarmente senza nessun problema tecnico. Anche i due
giorni seguenti, 2 e 3 luglio le condizioni meteo non dovrebbero
migliorare.
Fonte: NASA
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29/06/2006
– Primo Delta IV decolla da Vandemberg –
Alle 3.33 GMT (le 5.33 ora italiana) è decollato regolarmente dalla
Base di Vandemberg, in California, il razzo vettore Delta IV
(versione Medium+ 4,2) con a bordo un satellite spia della NRO (National
Reconnaissance Office).
Si è trattato del volo inaugurale dalla rampa di lancio SLC-6 che
venne costruita negli anni '80 per lanciare la navetta spaziale in
missioni militari ma che non venne mai utilizzata. Anche per il
Delta IV si è trattato del primo lancio da Vandemberg. La missione
ha avuto una lunga sequenza di ritardi dovuti principalmente al
carico utile; basti pensare che il razzo venne assemblato per il
lancio fin dal 2003. Con questo lancio la Difesa Americana può
disporre in pieno del progetto EELV (Evolved
Expendable Launch Vehicle)
che venne ideato negli anni '90 per poter disporre di moderni
vettori a perdere da poter utilizzare in entrambi i siti di lancio
USA (Florida e California) con due famiglie di veicoli, il Delta IV
e l'Altas 5. Il prossimo lancio da Vandemberg è previsto per
novembre, sempre con un vettore Boeing Delta IV, con un satellite
meteorologico della Difesa chiamato DMSP-17 in orbita polare. Il
satellite lanciato oggi invece rimane classificato ma si può supporre
si tratti di un veicolo per telecomunicazioni militari.
Fonte: Space.com
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27/06/2006
– L'equipaggio di STS-121 arriva al KSC – A
bordo di tre aviogetti da addestramento T-38 l'equipaggio della
prossima missione shuttle Discovery STS-121 è giunto un volo, oggi
alle 14.30 GMT (le 16.30 ora italiana) dal Centro Spaziale Johnson
di Houston, Texas, al Centro Spaziale Kennedy, in Florida.
L'equipaggio di STS-121 è composto dal comandante Steve
Lindsey, il pilota Mark Kelly e gli specialisti di missione Mike
Fossum, Lisa Nowak, Stephanie Wilson, Piers Sellers e l'astronauta
tedesco dell'ESA Thomas Reiter. Il conto alla rovescia per il lancio
inizierà domani alle 5.00 p.m.EDT (le 23.00 ora italiana) ed la
partenza è prevista per sabato 1° luglio alle 3.48.37 p.m. (le
21.48 ora italiana). Lo shuttle Discovery si attraccherà alla Stazione
Spaziale Internazionale lunedì 3 luglio portando rifornimenti
per la ISS e lasciandovi l'astronauta europeo Reiter che inizierà
un soggiorno di circa sei mesi sulla stazione. Il rientro del
Discovery è previsto dopo dodici giorni di missione, il 13 luglio.
Questo è il secondo volo di uno shuttle dopo il tragico incidente
del Columbia avvenuto il 1° febbraio 2003 al rientro dallo spazio.
Lo scorso anno, sempre la navetta Discovery, aveva compiuto la
missione STS-114 ma durante il lancio si era verificata la perdita
di blocchi di isolante dal serbatoio esterno, lo stesso problema che
aveva danneggiato irrimediabilmente il Columbia, ma per fortuna,
questa volta, nessun detrito aveva colpito la navetta. Quasi un anno
di lavoro per modificare il serbatoio esterno non ha però portato
ai miglioramenti previsti e la possibilità di vedere staccarsi
altri pezzi di isolante dal serbatoio durante il lancio di sabato
rimane alta. Segui la missione giorno per giorno all nostra pagina
dedicata alla missione STS-121.
Nella foto in alto (cortesia NASA-TV) l'equipaggio appena atterrato
al Kennedy Space Center.
Fonte: NASA
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26/06/2006
– Progress attracca alla ISS – I due
astronauti a bordo della ISS (Stazione Spaziale Internazionale)
hanno dato il benvenuto oggi all'arrivo del veicolo spaziale cargo
russo carico di cibo fresco, equipaggiamenti ed altre attrezzature
per il loro laboratorio orbitale. Il comandante di Spedizione
Tredici Pavel Vinogradov e l'ingegnere di volo Jeffrey Williams
hanno osservato il veicolo cargo automatico Progress 22P-M57
attraccare alla stazione spaziale alle 16.25 GMT (le 18.25 ora
italiana) con quasi sei minuti di anticipo sul previsto dopo quasi
due giorni di volo orbitale. Infatti il Progress era stato lanciato
sabato scorso da Baikonur e dopo un inseguimento durato due
giorni ha attraccato in modo automatico al boccaporto del modulo
russo Pirs. A bordo del Progress 22P-M57 si trovano ben 2.500
chilogrammi di rifornimenti vari: 1.296 chilogrammi sono composti da
cibo, attrezzature ed altro carico solido, 113 chilogrammi sono di
acqua, 45 chilogrammi di aria ed ossigeno e 861 di propellente per
la ISS. L'equipaggio inizierà a scaricare il Progress questa
settimana ma poi si fermerà per concentrarsi sull''arrivo dei loro
primi visitatori umani previsto il 3 luglio con la navetta
Discovery nella missione STS-121.
Infatti anche a bordo dello shuttle si trova un grosso carico di
rifornimenti stivati nel modulo logistico multifunzionale MPLM
italiano Leonardo .Con STS-121 arriverà sulla ISS anche il terzo
membro dell'equipaggio di Spedizione Tredici, ovvero il tedesco
dell'ESA Thomas Reiter che dovrebbe trascorrere sulla stazione
spaziale un periodo di circa 6/7 mesi. Nella foto (cortesia NASA-TV)
il Progress 22P-M57 (a destra) mentre attracca al modulo Pirs della
ISS. Accanto si vede la Soyuz-12 con la quale l'equipaggio di
Spedizione Tredici è giunto sulla ISS. Attraccato alla stazione si
trova ancora il precedente cargo automatico Progress 21P-M56.
Fonte: Space.com
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26/06/2006
– Secondo stadio del VEGA supera la prima prova –
Con un rombo fortissimo ed una scia di fumo di centinaia di metri il
secondo stadio del nuovo vettore europeo VEGA è stato testato nella
base militare di Salto di Quirra, in
Sardegna. Il motore a combustibile solido, Zefiro 23, è lungo sette
metri e mezzo ad ha un diametro di due metri. Al suo interno 24
tonnellate di combustibile solido che sono state bruciate in 75
secondi. Il test è andato tutto come previsto. Zefiro 23 viene
costruito dalla Avio di Colleferro. Il motore del terzo stadio di
VEGA, lo Zefiro 9 è stato testato perfettamente a dicembre 2005. Il
primo stadio di VEGA invece è il motore P80. Il primo lancio di
VEGA è previsto dalla base di lancio di Kourou, nella Guyana
francese alla fine del 2007. Con questo nuovo vettore Arieanespace
coprirà anche il mercato dei piccoli satelliti ora in grande
espansione. Infatti VEGA sarò capace di portare in orbita carichi
da 300 a 2.000 chilogrammi.
Fonte:
ESA
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25/06/2006
– La Russia lancia un satellite militare da ricognizione
– La Russia ha lanciato in orbita un nuovo satellite
militare da ricognizione con un vettore Tsyklon 2 dal Cosmodromo di
Baikonur, nel Kazakhstan, alle 04.00 GMT (le 6.00 ora italiana).
Dopo cinque minuti dal lancio il veicolo si è sganciato dal secondo
stadio del vettore ed ha acceso i suoi propulsori per piazzarsi su
un'orbita circolare inclinata di 65°. Dopo il lancio il satellite
è stato ribattezzato Kosmos 2421 e questo è il secondo satellite
militare lanciato questo anno. Quello di oggi era il 26° lancio
spaziale del 2006. Il vettore Tsyklon 2 ha invece compiuto il suo
106° lancio in quasi 40 anni di servizio.
Fonte SpaceflightNow.com
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21/06/2006 – MITEx
lanciato con un Delta 2 – Una coppia di piccoli
satelliti sperimentali militari degli USA sono stati lanciati oggi
con un vettore Delta 2 (7925) dalla rampa SLC-17A di Cape Canaveral
in Florida. Il MITEx (Micro Satellite Tecnology Experiment) è stato
portato nello spazio con un perfetto lancio alle 22.15 GMT (0.15 ora
italiana) e dopo circa mezz'ora il Delta 2 ha completato il suo
lavoro e la coppia di satelliti era inserita in una orbita ellittica
geosincrona di trasferimento. I due microsatelliti che compongono il
progetto MITEx utilizzeranno un nuovo stadio superiore per piazzarsi
in una orbita geostazionaria a 36.000 chilometri di altezza in un
punto non divulgato, perché coperto da segreto militare. Da lì i
due satelliti avranno un anno di tempo per sperimentare tutta una
varietà di avanzate nuove tecnologie in vari campi dai sistemi
propulsivi, l'avionica e le strutture spaziali oltre che l'utilizzo
di componenti in commercio per l'elettronica di bordo. I MITEx sono
stati costruiti dal U.S. Naval Research Laboratory, pesano soltanto
226 chilogrammi ognuno e sono un progetto che vede coinvolte la
DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), la U.S. Air Force
e la Navy. Quello di oggi è stato il 67° lancio consecutivo di
successo per il Delta 2 fin dal 1997. Dal 1989 il Delta 2 ha
compiuto ben 120 lanci di successo su 122 totali.
Fonte: SpaceflightNow
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19/06/2006
– Paolo Nespoli volerà con STS-121 – La
NASA ha definito l'equipaggio della missione shuttle STS-120 che
nell'agosto del 2007 porterà alla Stazione Spaziale Internazionale
il Nodo 2. Fra i sei astronauti spicca finalmente il nome
dell'italiano Paolo Nespoli, qui alla sua prima missione nello
spazio dopo aver atteso per quasi dieci anni. Nespoli sarà specialista
di missione con l'equipaggio composto dal comandante Pamela
A. Melroy, che sarà la seconda donna a pilotare uno shuttle, dal
Colonnello del Corpo dei Marines George D. Zamka, al suo primo volo
spaziale e che fungerà da pilota, e dagli specialisti di missione
Scott E. Parazynski, Douglas H. Wheelock e Michael J. Foreman,
anch'egli al suo primo volo. La missione di STS-120 porterà alla
ISS il secondo modulo definito "Nodo", un modulo
pressurizzato che, come i Nodi 1 e 3, connette fra loro i moduli di
ricerca, abitativi, di controllo e di attracco della Stazione
Spaziale. I Nodi sono usati per controllare e distribuire le risorse
tra gli elementi connessi. Questo volo del Nodo 2 precede il lancio
del modulo laboratorio Columbus dell'ESA alla ISS. Il Nodo 2 e tre
sono stati costruiti in Italia dalla Alcatel Alenia Space. Ogni
nodo è un cilindro a 6 porte: due lungo l'asse portante della ISS e
quattro laterali, alle quali sono attaccati in modo temporaneo o
permanente altre strutture. Per esempio, dalle porte del nodo 2 si
accederà al laboratorio americano Destiny, a quello giapponese JEM
ed al laboratorio Columbus. Le restanti due porte sono a
disposizione dello Space shuttle e dei moduli logistici europei o
giapponese. Il nodo 1 è stato costruito negli Stati Uniti dalla
Boeing, ed è il secondo elemento della ISS andato in orbita. La
costruzione del nodo 2 e del nodo 3 è stata invece affidata all'ESA
e commissionata a un team industriale guidato dall'Alenia. Dal punto
di vista strutturale, i nodi svolgono una funzione assolutamente
cruciale, anche perché devono essere capaci di svolgere una serie
di funzioni diverse fra loro: devono essere abitabili, dunque
pressurizzati, devono consentire il passaggio di persone e cose,
devono essere dotati di porte di attracco per varie navicelle
spaziali. Sono veri e propri elementi multifunzionali, la cui
efficienza è critica per il progetto nel suo complesso. Paolo
Nespoli è nato il
6 aprile 1957 a Milano. Presso la Polytechnic University di New York
ha conseguito nel 1988 il Bachelor of Science in ingegneria
aerospaziale e l’anno successivo il Master of Science in
aeronautica e astronautica. Nel 1990 ha conseguito la Laurea in
Ingegneria Meccanica presso l’Università degli Studi di Firenze.
Nespoli è abilitato alla professione di ingegnere ed ha conseguito
il brevetto di pilota privato con la qualifica per il volo
strumentale. Inoltre, è in possesso del brevetto avanzato
d’immersione subacquea e all’immersione NitrOx. Nel corso del
servizio militare nell’esercito italiano, tra il 1977 e il 1984,
ha ottenuto la qualifica di paracadutista, istruttore di
paracadutismo, direttore di lancio, abilitazione al lancio con la
tecnica della caduta libera, abilitazione al lancio d’alta quota,
incursore. Nespoli ha ripreso gli
studi universitari nel 1985, lasciando l’esercito nel 1987. Due
anni più tardi, dopo aver completato il Master of Science, ha fatto
ritorno in Italia per lavorare come ingegnere progettista a Firenze,
dove ha eseguito analisi meccaniche e fornito il supporto per la
qualifica delle unità di volo dell’Electron Gun Assembly, uno dei
principali componenti del sistema del “satellite al guinzaglio”
(Tethered Satellite System, TSS) dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Nel 1991, è entrato a far parte del corpo astronautico europeo
dell’ESA, a Colonia, Germania. In qualità di ingegnere per la
formazione degli astronauti ha contribuito alla preparazione e allo
sviluppo della formazione di base degli astronauti europei ed è
stato responsabile della preparazione e della gestione del
mantenimento delle competenze degli astronauti. È stato
responsabile anche del Astronaut Training Database, un software
utilizzato per la preparazione e la gestione della formazione degli
astronauti. Nel 1995 è stato assegnato al progetto EuroMir presso
lo stabilimento ESTEC dell’ESA, a Noordwijk nei Paesi Bassi, dove
ha assunto la responsabilità del team che ha preparato, integrato e
supportato il Payload and Crew Support Computer utilizzato a bordo
della stazione spaziale russa Mir. In 1996, è stato assegnato al
Johnson Space Center della NASA, a Houston, in Texas, dove ha
lavorato nella Spaceflight Training Division per la formazione per
il personale di terra e per gli equipaggi in orbita a bordo della
Stazione Spaziale Internazionale. Nel luglio 1998, è stato
selezionato come astronauta dall’Agenzia Spaziale Italiana e un
mese dopo si è aggregato al Corpo Astronautico Europeo dell’ESA,
nella base del Centro Astronautico Europeo (European Astronaut
Centre, EAC) di Colonia, in Germania. Nell’agosto 1998, è stato
trasferito presso lo Johnson Space Center della NASA e assegnato
alla classe di astronauti XVII della NASA. Nel 2000 ha conseguito le
qualificazioni di base per essere assegnato a una missione a bordo
di uno Shuttle e alla Stazione Spaziale Internazionale. Nel luglio
2001 ha completato con successo il corso di allenamento per
comandare il braccio robotico dello Shuttle. Nel settembre 2003 ha
completato il corso avanzato per le attività extraveicolari (Extra
Vehicular Activities). Purtroppo in questa prima missione nello
spazio non è previsto che esegua nessuna attività extraveicolare
(che nessun astronauta italiano ha ancora mai svolto) ma ci sono
ancora diversi volo da assegnare fino al termine dei voli degli
shuttle nel 2010 e speriamo che in uno di essi il nostro Nespoli
possa volteggiare in un tuta spaziale all'esterno della Stazione
Spaziale Internazionale. Nella foto in alto l'astronauta italiano
ESA Paolo Nespoli e nell'altra una rappresentazione del Nodo 2.
Fonte: ESA
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18/06/2006
– Via libera per il lancio di STS-121 il 1° luglio –
Dopo una lunga discussione, avvenuta durante il Flight Readiness
Review alla NASA ed alla quale hanno partecipato tutti i diretti
responsabili per i voli spaziali dello space shuttle, il direttore
dell'Ente Spaziale USA, Mike Griffin, ha preso la decisione di
andare avanti con la preparazione al lancio della missione STS-121
per il 1° luglio 2006 nonostante il parere negativo del Safety
Manager e del Capo ingegnere. I due pareri contrari parlavano
addirittura di un evento "probabile/catastrofico" a causa
del pericolo di distacco di materiale isolante dal serbatoio esterno
al momento del lancio. Questo problema si era già verificato
durante l'ultimo lancio di uno shuttle, il Discovery, quasi un anno
fa, ed aveva costretto la NASA ha tentare una modifica della
cosiddetta "PAL ramp", uno delle zone del serbatoio dove
è maggiormente utilizzata la schiuma isolante. Purtroppo questa
modifica non sembra, almeno durante i test in galleria del vento e
in simulazioni al computer, aver eliminato il problema. L'equipaggio
di STS-121 comunque è tranquillo e, anche nel malaugurato caso di
gravi danni al lancio, vi è la possibilità di effettuare
riparazioni nello spazio o di attendere una navetta di salvataggio a
bordo della ISS. Il conto alla rovescia inizierà il 28 giugno
prossimo ed il lancio à previsto per le 3.48 p.m. EDT (le 21.48 ora
italiana) del 1° luglio.
Fonte: NASA
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18/06/2006
– Nuovo successo per Sea Launch – Alle 7.50
GMT (le 9.50 ora italiana) un razzo vettore Zenith 3SL è decollato
dalla piattaforma oceanica posta nelle acque equatoriali dell'Oceano
Pacifico a circa 1.400 miglia a Sud delle Hawaii. A bordo il
satellite Galaxy 16 della società PanAmSat che, dopo varie
accensioni del motore dello stadio superiore Block DM-SL, è stato
immesso nella sua orbita geostazionaria a 36.000 chilometri di quota
posizionata a 99° Ovest e da dove può coprire, con i suoi servizi,
Stati Uniti, Alaska, Hawaii e Messico. A bordo del satellite,
pesante oltre 3.000 chilogrammi, si trovano ben 24 trasmettitori in
banda-C e 24 in banda-KU che permetteranno di trasmettere immagini
televisive in alta definizione (HDTV) oltre a collegare varie
aziende. Fra le emittenti che potranno sfruttare questo potenziale
di trasmissione televisiva diretta ai telespettatori ci sono la ABC,
Comcast, FOX Broadcasting, Warner Bros., Buena Vista, Televisa,
National Public Radio e Hughes Network Systems. Questo è stato il
43° satellite lanciato per la PanAmSat fin dal 1983 e molto
probabilmente l'ultimo prima di essere inglobata nella Intelsat.
Fonte: SpaceflightNow
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17/06/2006
– Primo satellite Kazaco in orbita – Il Kazakhstan
ha il suo primo satellite in orbita. Infatti con un vettore Proton
DM lanciato alle 22.44 GMT (le 0.44 del 18 giugno) dal poligono di
lancio di Baikonur, nel Kazakhstan questo stesso paese ha immesso il
satellite KazSat-1 in orbita. Questo satellite per
telecomunicazioni servirà sopratutto per collegare telefonicamente
varie repubbliche ex-sovietiche quali il Kazakhstan, Uzbekistan,
Kyrgyzstan, Turkmenistan è parte della Russia. Pensato per una vita
operativa di 12 anni verrà seguito dal KazSat-2 fra alcuni anni.
Questo è la prima collaborazione spaziale fra Russia e Kazakhstan
che fornisce la base di lancio più utilizzata del pianeta: Baikonur
appunto.Il costo di KazSat-1 è stato di circa 100 milioni di
dollari ed è parte di un accordo fra Russia e Kazakhstan che
prevede anche la fornitura delle stazioni di Terra, centri di
controllo satellitare e addestramento del personale.
Fonte: SpaceflightNow
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15/06/2006
– Resurs DK-1 e Pamela in orbita – Con un perfetto
lancio di un vettore Soyuz avvenuto alle 8.00 GMT (le 10.00 ora
italiana) dalla Base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, è stato
messo in orbita il satellite per osservazione terrestre Resurs DK-1.
Assieme al satellite russo si trova anche il piccolo satellite
italiano Pamela ( Payload for Antimatter-Matter Exploration and
Light-nuclei Astrophysics) per lo studio dei raggi cosmici in orbita
terrestre e per cercare di capire di più della materia oscura e
della relazione fra materia ed antimateria. Resurs-DK1 è
equipaggiato di telecamere capaci di inviare a Terra immagini con
risoluzione della superficie terrestre di un metro in bianco e nero
e di due metri a colori. Pamela è invece stato preparato
dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Fonte: Pamela
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04/06/2006
– Anche i russi tornano sulla Luna – A trenta anni
dall'ultima missione lunare automatica sulla Luna i russi stanno
preparandosi per tornare. Si chiamerà Luna-Glob o Luna-25 e sarà
una sonda che entrerà in orbita lunare e sgancerà sulla superficie
tredici piccoli penetratori per lo studio del terreno ed un lander
in uno dei crateri del polo per la ricerca del ghiaccio. La missione
dovrebbe vedere il via nel 2012. Ecco che anche la Russia, dopo
l'India, la Cina e gli USA si prepara a tornare a studiare da vicino
il nostro satellite naturale. Al momento l'unica sonda in orbita
attorno alla Luna e la Smart-1 dell'Agenzia Spaziale Europea.
Fonte: AviationNow
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02/06/2006
– Prima EVA per l'Equipaggio Tredici della ISS – I
due cosmonauti facenti parte dell'equipaggio di Spedizione Tredici a
bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno eseguito oggi la
loro prima attività extraveicolare (EVA) rimanendo all'esterno
della ISS per sei ore e trenta. L'EVA era iniziata alle 6.48 p.m.
EDT (le 0.49 ora italiana) quando Pavel Vinogradov e Jeffrey
Williams con indosso le tute russe Orlan sono usciti dal portello
del modulo russo Pirs mentre la ISS sorvolava l'Asia del Sud. Erano
due i principali obiettivi della EVA di oggi: la prima era di
rimpiazzare un apparecchio utilizzato per disperdere nello spazio
l'idrogeno in eccesso creato da Elektron, il generatore primario di
ossigeno della Stazione Spaziale Internazionale. Poi i due
astronauti hanno rimpiazzato una telecamera guasta posta sul
traliccio principale e che verrà utilizzata durante la missione STS-115,
prevista per l'estate, e durante la quale verrà installato un nuovo
set di pannelli solari che raddoppieranno la capacità energetica
della stazione. Altri piccoli compiti durante l'EVA sono stati i
prelievi dei campioni di microrganismi dai contenitori
dell'esperimento Biorisk, il recupero di una lastra di metallo
dell'esperimento Kromka che studia gli effetti dei propulsori di
assetto sullo scafo esterno della stazione e fotografare alcune
antenne poste nella parte terminale del modulo Zvezda e che
potrebbero interferire con l'arrivo del modulo di rifornimenti
europeo ATV. L'attività extraveicolare si è conclusa regolarmente
alle 7.19 ora italiana quando i due cosmonauti sono rientrati nel
modulo Pirs. Unico inconveniente la perdita, da parte di Vinogradov,
di un laccio che viene utilizzato per tenere ancorati i piedi dei
cosmonauti, e che se ne è volato lontano oltre i pannelli solari.
Ma i responsabili della NASA hanno in seguito affermato che questo
detrito non sarà un pericolo per la ISS perché è orbitato fuori
dal piano orbitale della stazione. Questa era la 65° attività
extraveicolare originata dalla ISS, la seconda per Williams e la
sesta per Vinogradov. Durante la loro permanenza dovranno eseguirne
altre due. Nella foto (cortesia NASA) Williams durante l'EVA di
oggi.
Fonte: NASA
- Space.com
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28/05/2006
– Ariane 5 record di peso in orbita – Con un
perfetto lancio, avvenuto alle 18.09 locali (le 23.09 ora italiana)
dalla Base di Lancio di Kourou, nella Guyana Francese rampa ELA-3,
il razzo vettore Ariane 5 ECA (V-171) ha messo in orbita due
satelliti per telecomunicazioni battendo ogni record precedente di
peso immesso in orbita di trasferimento geostazionaria con circa
8.300 chilogrammi. I due satelliti di oggi erano il messicano Satmex
6
ed il Thaicom
6
operante per una compagnia privata Tailandese. Entrambi sono
satelliti per telecomunicazioni e, mentre Satmex 6, costruito dalla
Space System Loral e pesante 5,4 tonnellate, coprirà tutta l'aerea
del Messico, Sud America, Hawaii e Caraibi posizionato a 113°
Ovest, il Thaicom 6, costruito dalla Alcatel Alenia Space e pesante
2.7 tonnellate, sarà utilizzato per coprire la Thailandia. il
Sud-Est asiatico e dall'Australia fino all'Europa posto a 78,5°
Est. Per primo è stato sganciato il satellite messicano a circa
1.400 chilometri di quota raggiunti dopo 27 minuti dal lancio
seguito, cinque minuti dopo, dal più piccolo satellite Thailandese.
Si tratta del secondo lancio dell'anno per Arianespace ed anche il
precedente era stato eseguito da un vettore Ariane 5 nella più
potente versione ECA. Il prossimo lancio di un Ariane 5 è
previsto per agosto prossimo. Quello di oggi era il 27° lancio del
vettore Ariane 5 ed il 13° lancio consecutivo perfettamente
riuscito. Nella foto (cortesia Arianespace) il lancio di oggi.
Fonte: Space.com
- ESA
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27/05/2006
– Lanciato satellite per ricerche sui terremoti –
Utilizzando un sottomarino strategico della Marina Russa ed un
missile balistico riconvertito è stato lanciato in orbita un
piccolo satellite per ricerche sui terremoti. Il razzo Shtil 1 è
stato lanciato dal tubo lanciamissili alle 18.50 GMT (le 20.50 ora
italiana) ed il vettore a tre stadi a combustibile liquido ha
rilasciato il suo carico utile come pianificato con un'orbita di
480X400 chilometri ed un'inclinazione di 79 gradi sull'equatore. Il
lancio è avvenuto dal sottomarino nucleare della Marina Russa
Ekateringburg immerso nel Mare di Barens, all'interno del circolo
polare artico. Sette ore dopo il lancio i controllori di volo hanno
ricevuto i primi segnali dal satellite COMPASS-2 (Complex Orbital
Magneto-Plasma Autonomous Small Satellite 2) che confermavano la sua
buona salute Pesante circa 55 chilogrammi, Kompas-2 (nella lingua
Russa), è un satellite che monitorando la magnetosfera, la
litosfera, l'atmosfera e la ionosfera terrestre potrebbe fornire
importanti indizi sull'arrivo dei terremoti ed altri fenomeni
naturali. Il satellite è seguito da scienziati dalla Russia, la
Polonia, la Svezia, l'Ungheria e l'Ucraina e la missione viene
gestita dall'Accademia delle Scienze ed in particolare dall'Istituto
IZMIRAN che si occupa del Magnetismo Terrestre, della Ionosfera e
della propagazione delle onde radio. Si è trattato del sesto lancio
spaziale russo del 2006 e del 19° che ha raggiunto regolarmente
l'orbita nel 2006. Un primo satellite Kompas era stato lanciato nel
2001 ma i suoi strumenti avevano subito smesso di funzionare. Un
terzo satellite è previsto per il lancio prima della fine
dell'anno.
Fonte: SpaceflightNow
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25/05/2006
– Nuovo osservatorio meteo in orbita – Con un
perfetto lancio eseguito alle 0.11 ora italiana dalla base di lancio
di Cape Canaveral, in Florida, rampa SLC-39/B, un razzo vettore
Delta 4 ha immesso in orbita il satellite per osservazione
meteorologia GOES-N. Il razzo vettore Delta 4 era la versione
Medium+, ovvero quella equipaggiata con un paio di razzi ausiliari a
combustibile solido che aiutano il primo stadio, propulso dal motore
alimentato ad idrogeno ed ossigeno liquido RS-68 costruito dalla
Rocketdyne (la stessa che fabbrica gli SSME, i motori della navetta
spaziale). L'RS-68 è stato sviluppato in solo cinque anni ed è
anche il più potente motore esistente; è capace di fornire ben
650.000 cavalli vapore e di consumare anche una tonnellata di
propellente al secondo! Dopo 1 minuto e 40 secondi dal lancio i due
booster hanno esaurito il combustibile solido e vengono sganciati
mentre il motore del primo stadio continua per altri due
minuti e 25 secondi. A quel punto è avvenuto lo spegnimento del
motore ed il distacco del primo stadio. Alcuni secondi dopo è stato
acceso regolarmente il secondo stadio propulso da un motore RL10B-2
sempre ad ossigeno e idrogeno liquidi. Questo motore ha compiuto
altre due accensioni durante un periodo di oltre 4 ore portando
l'orbita molto vicina a quella definitiva equatoriale geosincrona.
Una volta sganciato dal secondo stadio il satellite GOES-N inizierà
una fase di una settimana durante la quale alzerà la sua orbita per
portarla a quella definitiva a 36.000 chilometri e poi circa 200
giorni per testare tutti gli strumenti di bordo e verificarne il
perfetto funzionamento. GOES-N (che verrà ribattezzato GOES-13 una
volta operativo) è un satellite meteorologico di nuova generazione
destinato ad incrementare lo studio e l'osservazione dei cambiamenti
meteo e climatici del nostro pianeta. In orbita ci sono una flotta
di altri satelliti GOES (Geostationary Operational Environmental
Satellites - Satelliti Ambientali Operativi Geostazionari) e questo
ultimo verrà per il momento messo in attesa e potrebbe entrare in
servizio nel periodo 2008-2011 quando uno degli operativi andrà
fuori servizio. Una volta operativo il satellite passa dal controllo
della NASA a quello della NOAA (National Oceanographic and
Atmospheric Administration) per un periodo di funzionamento previsto
di almeno 10 anni. Al momento i satelliti in servizio sono GOES-9 -
11 e 12 posti ognuno lungo l'equatore a coprire così tutto il
globo. GOES-10 è stato tolto dal servizio lo scorso lunedì per
l'esaurimento del combustibile di manovra ed è stato rimpiazzato
dal GOES-12. GOES-N lanciato oggi potrebbe quindi rimpiazzare
GOES-12. Il lancio di questo satellite è stato molto travagliato
visto che era previsto inizialmente per febbraio 2005. Una serie di
problemi tecnici, rinvii per il maltempo, esaurimento delle batterie
del satellite, scioperi del personale Boeing hanno infine portato al
lancio di oggi. Nella foto (cortesia Boeing) il lancio del Delta 4
(315) con a bordo il satellite GOES-N.
Fonte: SpaceflightNow
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19/05/2006
– Discovery sulla rampa di lancio – Finalmente
dopo 12 mesi una navetta spaziale è nuovamente sulla rampa di
lancio del Centro Spaziale Kennedy, in Florida. Lo space shuttle
Discovery è infatti uscito dal VAB (Vertical Assembly Building)
alle 12.45 p.m. EDT (le 18.45 ora italiana) assemblato assieme al
serbatoio esterno ed ai due booster a propellente solido. Lo
speciale trattore che trasporta tutto il sistema viaggia alla
velocità di circa 1600 metri l'ora ed il suo arrivo alla rampa di
lancio 39/B si è concluso con le prime ombre della sera, alle 8.40
a.m. EDT (le 2.40 di sabato ora italiana) dopo un viaggio di circa
otto ore. Il Discovery dovrebbe essere lanciato, per la missione STS-121,
nella prima finestra di opportunità fra il 1° ed il 19 luglio
2006. Questi periodi ben definiti sono dovuti al fatto di dover
lanciare verso la Stazione Spaziale Internazionale in luce diurna
per permettere di avere chiare riprese del lancio in caso di
malaugurati problemi (tipo perdita di detriti come lo scorso
agosto). La missione STS-121 dovrà portare rifornimenti alla ISS ed
il primo astronauta europeo in una permanenza di lunga durata:
Thomas Reiter. Anche in questo volo verranno testati nuovi metodi da
applicare in caso di falle nel sistema di protezione esterno della
navetta. Intanto il responsabile del programma shuttle, Wayne Hale,
ha confermato che i primi risultati dei test in galleria del vento
sulle modifiche apportate al serbatoio esterno sono positivi e che
la rimozione della cosiddetta rampa PAL non dovrebbe creare altri
problemi al lancio. Ora nei prossimi giorni nel vano di carico della
navetta verrà stivato il modulo logistico italiano Leonardo che
trasporta al suo interno anche due importanti "racks", il
primo è MELFI uno speciale congelatore per i campioni di
esperimenti biologici ed il secondo l'indispensabile generatore di
ossigeno che permetterà di sostenere un equipaggio completo di sei
astronauti.
Fonte: SpaceflightNow
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09/05/2006
– Strumenti NASA sulla sonda lunare indiana – La
prima missione lunare dell'India avrà a bordo due strumenti
scientifici della NASA in base ad un accordo stilato a Bangalore dal
direttore dell'agenzia spaziale USA Mike Griffin, in visita ai
centri spaziali del colosso asiatico, ed il presidente dell'agenzia
spaziale indiana ISRO G.
Madhavan Nair. La sonda destinata ad orbitare attorno
alla Luna nel 2007/2008 si chiama Chandrayaan-1
e gli strumenti della NASA saranno destinati alla ricerca di
ghiaccio nei poli ed eseguire una dettagliata mappa minerologica
della superficie lunare. A bordo della sonda indiana anche tre
strumenti europei dell'ESA che dimostrano come questa sia veramente
la prima missione internazionale destinata allo studio del nostro
satellite naturale. Nella foto il momento della firma dell'accordo
fra Griffin, a destra, ed la sua controparte Nair a sinistra
(cortesia ISRO).
Fonte:
Space.com
- ISRO
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08/05/2006
– Venus Express in orbita operativa – Meno
di un mese dall'inserimento nell'orbita di Venere la sonda europea
Venus Express si trova adesso nell'orbita operativa definitiva e
presto potrà iniziare la fase scientifica. La conferma del raggiungimento
dell'orbita operativa è venuto il 7 maggio scorso quando la sonda
ha trasmesso a Terra il segnale captato poi dall'antenna di New
Norcia (Australia), il segnale è stato poi ritrasmesso all' ESA’s
European Spacecraft Operations Centre (ESOC) in Darmstadt (Germany)
che controlla la missione. L'orbita attuale è una ellittica polare
e varia da un minimo di 250 ad un massimo di 66.000 chilometri che
la sonda percorre in circa 24 ore. Questo tipo di orbita è la
migliore possibile per tutta la serie di osservazioni che la sonda
si prepara ad iniziare a partire dai primi di giugno, una volta
conclusi tutti i test della strumentazione a bordo.
Fonte:
ESA
- SpaceflightNow.com
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03/05/2006
– Vettore Soyuz mette in orbita satellite spia – Alle
17.38 GMT (le 19.38 ora italiana) un razzo vettore Soyuz è
decollato dalla rampa di lancio n.16 del cosmodromo di Plesetsk, nel
nord della Russia, con a bordo un satellite militare classificato.
La designazione internazionale utilizzata è quella di Cosmos 2420
sotto la quale potrebbe nascondersi un satellite del tipo Yantar o
Kobal. Questo tipo di satelliti sono utilizzati per la ricognizione
fotografica ad altissima risoluzione e poi, al termine della
missione, una parte rientra sulla Terra con i rullini fotografici da
sviluppare. Si è trattato del 17° lancio di successo del 2006 e
dal primo militare russo. La base di Plesetsk non era utilizzata
dallo scorso dicembre.
Fonte:
Space.com
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02/05/2006
– Columbus pronto per la ISS – Il
laboratorio europeo Columbus, una pietra miliare dei contributi
europei al progetto della Stazione Spaziale Internazionale, è in
attesa di essere trasferito, a fine maggio, presso il Kennedy Space
Center di Cape Canaveral. Da qui a bordo di uno Space Shuttle,
compirà il grande salto nello spazio nella seconda metà del 2007,
quando sarà finalmente agganciato alla Stazione Spaziale. Il 2
maggio, presso la sede dell’industria spaziale EADS SPACE
Transportation, si è tenuta una breve cerimonia per celebrare il
completamento del Columbus, e il suo prossimo trasferimento negli
USA. Alla cerimonia, oltre a figure di primo piano dell’industria
spaziale europea, degli istituti di ricerca, delle agenzie spaziali
e delle istituzioni governative, ha partecipato anche il Cancelliere
tedesco Angela Merkel, che è stata accolta dal Direttore Generale
dell’ESA Jean-Jacques Dordain e dal Presidente dell’EADS SPACE
Transportation Evert Dudok, responsabile industriale del progetto.
Alla cerimonia era presente anche Shana Dale, vice-amministratore
della NASA. “È terminato un lavoro di sviluppo durato 10 anni
e questo ci riempie di soddisfazione. Il trasferimento al Kennedy
Space Center darà alla NASA un incentivo in più per centrare
l’obiettivo del lancio del modulo entro il 2007,” commenta
Bernardo Patti (ESA), project manager del Columbus. Come per la
maggior parte dei moduli che compongono la Stazione Spaziale, il
laboratorio Columbus è di forma approssimativamente cilindrica. È
lungo poco meno di 7 metri per un diametro di circa 4 metri e mezzo,
ma nonostante le ragguardevoli dimensioni la sua massa supera di
poco le 10 tonnellate, essendo costruito quasi completamente di
leghe di alluminio. La costruzione del Columbus è stata coordinata
dalla EADS Space Transportation e vi hanno contribuito industrie di
10 nazioni europee. Fra queste un ruolo di primissimo piano è stato
svolto da Alenia Alcatel Space, a cui si deve in particolare la
progettazione, lo sviluppo e l’integrazione negli stabilimenti di
Torino. Nella foto il laboratorio Columbus durante la fase di pre-allestimento svoltasi nello stabilimento di Torino (cortesia
ESA).
Fonte: ESA
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28/04/2006
– CloudSat e CALIPSO in orbita – Alle 10.02 GMT
(le ore 12.02 ora italiana) è finalmente decollato il razzo vettore
Delta 2 (7420) dalla base di lancio di Vandemberg, in California,
con a bordo i due satelliti per lo studio dell'atmosfera terrestre
CALIPSO e CloudSat. Il lancio era stato già rinviato per ben sei
volte per svariati motivi. I due satelliti scientifici sono stati
inseriti in un'orbita alta 705 chilometri e si affiancheranno agli
altri satelliti di una flotta destinata allo studio dell'atmosfera
terrestre (i NASA Aqua, Aura ed il francese PARASOL) già nello
spazio. CloudSat, che ospita un potente radar 1.000 volte più
potente di quelli meteorologici e capace di distinguere fra le
particelle d'acqua e le precipitazioni vere e proprie, ha i suoi principali
ricercatori nell'Università dello Stato del Colorado. CALIPSO
invece è nato da una collaborazione fra NASA e CNES (Centro
Nazionale di Studi Spaziali) francese ed ospita a bordo un Lidar,
uno speciale radar capace di identificare e caratterizzare le
particelle di aerosol nell'atmosfera terrestre, ed altri strumenti.
Questi due nuovi satelliti si uniranno sulla stessa orbita (chiamata
A-train) che vede già i due satelliti NASA Aqua e Aura, lanciati
nel maggio 2002 il primo, e nel luglio 2004 il secondo, con due
vettori Delta 2, ed il nanosatellite francese PARASOL inviato nello
spazio nel dicembre 2004 con un vettore Ariane 5. Tutti e cinque i
satelliti orbiteranno a poca distanza uno dall'altro permettendo di
analizzare le varie composizioni dell'atmosfera terrestre su uno
spettro così vasto come non era mai stato possibile. Queste
osservazioni e studi dovrebbero permetterci di comprendere meglio
una delle cose più complesse, il clima terrestre ed i suoi
cambiamenti che hanno impatto sulle attività umane.
Fonte: Space.com
- SpaceflightNow.com
- Sito CloudSat -
Sito CALIPSO
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26/04/2006
– Progress attracca alla ISS – Il veicolo
automatico russo Progress P21 (M-56) ha attraccato regolarmente alla
Stazione Spaziale Internazionale alle 17.41 GMT (le 19.41 ora
italiana) portando oltre 2.500 chilogrammi di rifornimenti per
l'equipaggio di Spedizione
Tredici composto dal comandante
Pavel Vinogradov e l'ufficiale scientifico NASA Jeffrey Williams. Il
Progress ha attraccato al modulo russo Svezda dopo un viaggio di due
giorni iniziato il 24 aprile dalla base di lancio di Baikonur, nel
Kazakhstan.
Fonte: NASA
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27/04/2006
– La Cina mette in orbita satellite da osservazione –
Con un lancio avvenuto alle 22.48 GMT del 26 aprile (le 0.48 ora
italiana del 27 aprile) la Cina ha messo in orbita il satellite per
osservazione terrestre Called Remote Sensing Satellite-1. Il lancio
è avvenuto dalla base di lancio di Taiyuan a bordo di un
razzo vettore Lunga Marcia 4B. Il pesante satellite CRSS-1 (circa
2.700 chilogrammi) è stato messo in un'orbita quasi polare alta
circa 600 chilometri e da lì, con gli strumenti che ha a bordo
potrà studiare la superficie terrestre, studiare le coltivazioni ed
essere utilizzato per monitorare i disastri ambientali. Quello di
oggi era il 47° lancio consecutivo riuscito da parte cinese fin dal
1996 ed il quindicesimo satellite ad essere messo in orbita nel
mondo dall'inizio dell'anno.
Fonte: SpaceflightNow.com
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24/04/2006
– Progress lanciato verso la ISS – Oggi alle 16.03
GMT (le 18.03 ora italiana) è decollato dalla base di lancio di
Baikonur, nel Kazahstan, il razzo vettore Soyuz che ha portato in
orbita il veicolo cargo automatico Progress 21P-M56. A bordo del
cargo si trovano due tonnellate e mezzo di rifornimenti per
l'equipaggio di Spedizione
Tredici ora a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Assieme a cibo, ossigeno, carburante per i motori, equipaggiamenti e
pezzi di ricambio si trova anche del materiale di svago per
l'equipaggio come libri, CD musicali e film in DVD. Ma senza dubbio
il carico più curioso è rappresentato da una mazza da golf con
relativa pallina e che verrà utilizzata dal cosmonauta Vinogradov
durante la prima passeggiata spaziale (EVA) prevista prossimamente.
L'attracco del Progress alla ISS è previsto per il 26 aprile alle
17.40 GMT (le 19.40 ora italiana) al portello di attracco del modulo
russo Zvezda. Il precedente Progress (20P-M55) è ancora attraccato
alla stazione al portello di attracco del modulo russo Pirs ed il
suo rilascio è previsto per giugno prossimo.
Fonte: Space.com
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20/04/2006
– Atlas 5 inserisce in orbita satellite europeo –
Con un perfetto lancio effettuato alle 20.27 GMT (le 22.27 ora
italiana) dalla rampa di lancio 41 di Cape canaveral, in Florida, il
razzo vettore Atlas 5 (AV-008) ha posto in orbita il satellite per
trasmissione diretta televisiva Astra 1KR della compagnia europea
Astra. Il satellite è stato rilasciato dal terzo stadio Centaur
dopo un'ora e 48 minuti dal lancio in un'orbita ellittica che verrà
gradualmente circolarizzata nelle settimane seguenti fino a portare
Astra 1KR nella posizione geostazionaria definitiva a 19,2° Est
sopra l'Europa. Questo satellite, costruito dalla Lockheed Martin,
dovrà rimpiazzare i vecchi Astra 1B ed 1C entrati rispettivamente
in servizio nel 1991 e nel 1993 . Con i suoi 32 transponder, ognuno
capace di trasmettere dai 10 ai 12 canali televisivi, Astra 1KR
raggiungerà le case di 107 milioni di europei. L'Atlas era invece
al suo ottavo volo nella nuova versione 5 ed ha portato il totale di
lanci eseguiti regolarmente a 79 dal 1993, un vero record positivo.
Il lancio di oggi è avvenuto con la configurazione chiamata Atlas
5-411 con un solo booster a combustibile solido che ha conferito al
lancio una strana ascesa dell'intero complesso nel cielo della
Florida. Questa particolarità dell'Atlas 5 permette di utilizzare
un numero di booster anche dispari, come in questo, caso perché è
il controllo direzionale del motore principale RD-180 del primo
stadio che assicura una perfetta ascesa bilanciata al centro di
gravità del razzo. Quello di oggi era il 100° lancio eseguito
dalla compagnia ILS (International Launch Services) che utilizza gli
Atlas ed i Proton russi.
Fonte: SpaceflightNow.com
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15/04/2006
– Minotaur mette in orbita sei microsatelliti –
Con un lancio avvenuto alle 1.40 GMT (le 3.40 ora italiana) dalla
base di lancio di Vandemberg, in California, un razzo vettore
Minotaur ha messo in orbita sei microsatelliti chiamati COSMIC (Constellation
Observing System for Meteorology, Ionosphere and Climate). I
satelliti serviranno per studiare gli uragani, registrare i
cambiamenti climatici e analizzare il clima nello spazio. Costata
100 milioni di dollari, la missione e' stata finanziata da Taiwan e
da diverse agenzie americane, tra cui la National Science Foundation.
Il lancio è avvenuto dalla rampa n.8 immersa in una nebbia
abbastanza fitta e che ha fatto scomparire alla vista il razzo
appena dopo il decollo. I sei satelliti orbiteranno a circa 800
chilometri di quota e le loro misurazioni scientifiche inizieranno
tra qualche mese.
Fonte: SpaceflightNow.com
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14/04/2006
– Satellite giapponese in orbita con Zenith – Il
satellite giapponese per telecomunicazioni JCSAT
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è stato inserito regolarmente in orbita dopo il lancio avvenuto con
un vettore Zenith 3SL dalla base di lancio galleggiante Odissey
posta nell'Oceano Pacifico. Il satellite, pesante 4.399 chilogrammi,
costruito dalla statunitense Lockeed Martin è equipaggiato con
transponder in banda C, KU e S per la telefonia mobile, una volta
raggiunta la sua posizione definitiva servirà per le isole Hawaii,
l'Oceania e il sud-est asiatico e la sua vita operativa è stimata
in dodici anni.
Fonte: Space.com
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11/04/2006
– Venus Express attorno a Venere – Questa mattina,
dopo un viaggio di 153 giorni e 400 milioni di chilometri percorsi
la prima sonda automatica dell'ESA è entrata regolarmente in orbita
attorno a Venere. Alle 9.57 la sonda europea ha acceso il suo motore
per cinquanta minuti riducendo la velocità da 29.000 a 25.000
chilometri orari e permettendo così a Venere di catturare la sonda
nella sua orbita. Durante le prossime quattro settimane la sonda
effettuerà ulteriori accensioni del motore per stabilizzare
l'orbita e raggiungere la posizione ottimale per l'inizio delle
osservazioni scientifiche del pianeta. Al termine di queste manovre
la Venus Express avrà un'orbita polare di 24 ore. Tutte
le operazioni della sonda sono controllate e seguite dal gruppo di
controllo di missione della sonda Venus Express dislocato allo
European Spacecraft Operations Centre (ESOC) dell'ESA che si trova a
Darmstadt, in Germania. ULTIMISSIME. La sonda europea ha inviato a
Terra la prima immagine eseguita con l'apparecchiatura VIRTIS (Visible
and Infrared Thermal Imaging Spectrometer) costruita dalle Officine
Galileo e gestita da NAF - IASF Roma. Si tratta del polo sud del
pianeta ripreso il 12 aprile da un'altezza di 206.452 chilometri.
Gli scienziati dell'ESA sono rimasti particolarmente colpiti dal
dettaglio raggiunto dall'immagine nonostante la distanza della sonda
dal pianeta. Foto (cortesia ESA) ripresa il 12 aprile 2006.
Fonte: ESA
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10/04/2006
– La NASA invierà due sonde sulla Luna – La
prossima missione automatica della NASA destinata ad essere lanciata
verso la Luna nel 2008 e chiamata LRO (Lunar
Reconnaissance Orbiter)
non si limiterà ad immettere in orbita un veicolo per lo studio
della superficie ma sgancerà anche un impattatore destinato a
schiantarsi al polo sud del satellite. La
scelta di aggiungere una seconda sonda destinata all'impatto con la
superficie lunare è scaturita dalla decisione della NASA di
utilizzare un vettore più potente (un Atlas 5 o un Delta 4 anziché
un Delta 2) che ha messo a disposizione circa 1.000 chili da poter
portare extra sulla Luna. La scelta è caduta sulla sonda LCROSS (Lunar
Crater Observation and Sensing Satellite)
che seguirà lo stadio superiore che ha portato i veicoli verso la
Luna e che si schianterà anch'esso sul polo sud lunare seguito poi
dalla LCROSS quindici minuti più tardi. Questi due impatti saranno
utili per chiarire una volta per tutte il mistero del ghiaccio
d'acqua presente ai poli lunari e che la sonda Clementine del 1994
aveva individuato ma poi la successiva Lunar Prospector del 1998 non
aveva confermato. LCROSS seguirà l'impatto dello stadio superiore e
cercherà di individuare l'acqua che si dovrebbe liberare al momento
del crash. La conferma della presenza di ghiaccio d'acqua sui poli
lunari potrebbe avere importanti ripercussioni sulle missioni umane
che seguiranno nei prossimi decenni.
Fonte: Space.com
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09/04/2006
– Felice rientro per l'equipaggio di Spedizione Dodici –
Alle 23.48 GMT (le ore 1.48 del 9 aprile ora italiana) la capsula
Soyuz TMA-7 ha toccato nella steppa del Kazakhstan riportando sulla
Terra l'equipaggio di Spedizione Dodici composto dal comandante Bill
McArthur, l'ingegnere
di volo Valery
Tokarev ed il primo astronauta brasiliano Marcos Pontes. Il ritorno
verso la Terra era iniziato alle 22.48 ora italiana con il distacco
della Soyuz TMA-7 dalla Stazione Spaziale Internazionale. A bordo
rimaneva l'equipaggio di Spedizione Tredici composto dal comandante
Pavel Vinogradov e l'ufficiale scientifico NASA Jeffrey Williams che
iniziano il loro periodo di sei mesi a bordo dell'avamposto
spaziale. Ai due dovrebbe aggiungersi l'astronauta tedesco dell'ESA
Thomas Reiter che arriverà sulla ISS a bordo della navetta spaziale
Discovery il cui lancio è previsto per luglio. Con questo arrivo
l'equipaggio della stazione spaziale tornerà a tre membri dopo
essere stato ridotto a due dal maggio 2003 a causa del disastro del
Columbia. Reiter sarà anche il primo astronauta nom-russo e
non-americano a trascorrere un lungo periodo di permanenza sulla
ISS. Nella foto (cortesia NASA/TV) il momento del distacco della
Soyuz TMA-7 dalla Stazione Spaziale Internazionale per iniziare il
ritorno verso la Terra.
Fonte:
NASA
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05/04/2006
– L'US Air Force verso un nuovo sistema spaziale? –
La nota azienda aerospaziale USA Northop Grumman, ha svelato i piani
per un nuovo vettore spaziale automatico studiato per l'Aviazione degli Stati
Uniti e capace, con solo 48 ore di preavviso, di inviare nello
spazio un carico utile. Il nuovo sistema battezzato HLV (da Hybrid
Launch Vehicle) sarebbe composto da un primo stadio alato ed
alimentato da motori a razzo che, una volta raggiunta la quota di
circa 50 chilometri, sgancerebbe uno stadio superiore a perdere che
porterebbe il carico utile (satellite o armamenti) in orbita.
Intanto il primo stadio rientrerebbe sulla Terra scendendo su una
pista di aeroporto aiutato da normali motori a reazione atmosferici
ed in modo del tutto autonomo. Una volta atterrato avrebbe bisogno
soltanto di essere rifornito, di un minimo di manutenzione e sarebbe
pronto per un nuovo volo. In questo modo l'Aviazione militare
americana si troverebbe con un sistema di accesso allo spazio molto
meno costoso di un razzo tradizionale a perdere e con la
possibilità di rispondere rapidamente a qualsiasi bisogno urgente.
Ora inizia una fase di studio della durata di venti mesi al termine
della quale verrà scelto il sistema definitivo. E' previsto anche
la costruzione di un modello dimostrativo in scala.
Nell'illustrazione (cortesia Northp Grumman) il sistema HLV ripreso
mentre avviene la separazione fra il primo ed il secondo stadio.
Fonte: Spacedaily
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01/04/2006
– Soyuz attracca regolarmente alla ISS – Alle 4.19
GMT (le 6.19 ora italiana) la Soyuz TMA-8 con a bordo l'equipaggio
di Spedizione
Tredici composto dal comandante russo Pavel Vinogradov e l’ingegnere
di volo della NASA Jeffrey Williams e con il
primo astronauta brasiliano Marcos Pontes, ha attraccato
regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale dopo un
volo di due giorni. Poche ore dopo i nuovi arrivati sono entrati
nella stazione e sono stati salutati dall'equipaggio di Spedizione
Dodici che si trova dallo scorso ottobre a bordo dell'avamposto
spaziale. Marcos Pontes rimarrà sulla ISS fino all'8 aprile
quando, assieme a Bill
McArthur e Valery Tokarev, rientrerà sulla Terra a bordo della
capsula Soyuz TMA-7. Nei prossimi giorni i cinque astronauti e
cosmonauti lavoreranno assieme per passarsi le consegne e verranno
effettuati diversi esperimenti scientifici da parte del primo
astronauta brasiliano Pontes. Il nuovo equipaggio dovrà soggiornare
sulla ISS per sei mesi durante i quali dovrà effettuare due EVA,
una con tute spaziali NASA e l'altra con quelle russe. Vinogradov e
Williams saranno raggiunti da un terzo membro dell'equipaggio,
l'europeo Thomas Reiter, con il volo della navetta spaziale
Discovery STS-121
previsto ora per luglio. In agosto poi dovrebbe riprendere la
costruzione della stazione spaziale, interrotta da oltre tre anni,
con la missione STS-115
che porterà un nuovo set di pannelli solari. Nella immagine
(cortesia NASA-TV) un momento della breve cerimonia di benvenuto al
nuovo equipaggio arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Fonte: NASA
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30/03/2006
– In volo verso la ISS il tredicesimo equipaggio –
Con un perfetto decollo, a bordo del razzo vettore Soyuz. dalla base
di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, avvenuto alle 2.30 GMT (le
4.30 ora italiana) del 30 marzo, sono in viaggio verso la Stazione
Spaziale Internazionale tre cosmonauti. Due sono l’equipaggio di
Spedizione Tredici e sono il comandante russo Pavel Vinogradov e l’ingegnere
di volo della NASA Jeffrey Williams. Assieme a loro si trova il
primo astronauta brasiliano Marcos Pontes che soggiornerà sulla ISS
per otto giorni e rientrerà sulla Terra assieme a l’equipaggio di
Spedizione Dodici composto dal comandante NASA Bill McArthur e l’ingegnere
di volo russo Valery Tokarev che si trovano sulla stazione dallo
scorso ottobre. La capsula Soyuz TMA-8 è in viaggio verso la ISS
che raggiungerà il primo aprile alle ore 4.19 GMT (le 6.19 ora italiana)
ed attraccherà al portello del modulo di controllo Zarya. Assieme a
Pontes vi sono diversi esperimenti del Brasile che verranno condotti
durante la sua breve permanenza a bordo della stazione. Il nuovo
equipaggio trascorrerà sei mesi sulla ISS durante i quali dovrebbe
ricevere due missioni shuttle, la prima prevista per luglio con STS-121
e la seconda con STS-115
ad agosto. Con la ripresa dei voli del traghetto spaziale con STS-114
arriverà sulla ISS il primo astronauta europeo, Thomas Reiter, per
un volo di lunga durata riportando l’equipaggio al numero di tre
dopo la tragedia del Columbia di tre anni fa. Nella stupenda foto
(cortesia NASA) il momento del decollo del razzo vettore Soyuz con
la capsula TMA-8 dalla base di lancio di Baikonur.
Fonte: Space.com
- NASA
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27/03/2006 – La
NASA ci ripensa: Dawn si farà – A meno di un mese
dall'annuncio con il quale la NASA aveva cancellato la missione Dawn
dedicata allo studio degli asteroidi Cerere e Vesta ecco che viene
il contrordine... La missione si farà ed il lancio sembra ora
previsto per l'estate del 2007 a bordo di un vettore Delta 2.
Speriamo non ci siano altri colpi di scena e questa interessante
missione scientifica alle origini del Sistema Solare possa
finalmente prendere il via. Dopo l'annuncio della cancellazione un
coro unanime di proteste si era levato dagli scienziati coinvolti
nel programma ed anche dai partner stranieri della missione,
compresa l'Italia. La cancellazione era stata decisa a causa del
superamento del 20% del costo previsto e per diversi ritardi
tecnici.
Fonte: SpaceflightNow
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25/03/2006 –
Falcon 1 fallisce il lancio – Il nuovo razzo vettore
privato dell'azienda SpaceX, il Falcon 1, ha terninato il suo lancio
inaugurale a meno di un minuto dal decollo avvenuto alle 22.30 GMT
(le 23.30 ora italiana) dalla rampa di
lancio della base militare posta sull'isola Omelek nell'atollo Kwajalein
sito
nelle isole Marshall,
nell'Oceano Pacifico..
Dopo il decollo avvenuto regolarmente è stata notata dopo
venticinque secondi, dalle immagini televisive, una fiamma anomala
nella zona del motore Merlin del primo stadio. Questo incendio ha
innescato il calo della pressione nel sistema della pressurizzazione
dell'elio del serbatoio del primo stadio. In conseguenza di questo
il sistema elettronico di controllo ha spento il motore a T+29 ed il
razzo, senza più spinta, è caduto nell'Oceano Pacifico
distruggendosi a T+41. A bordo del Falcon 1 si trovava il satellite
FalconSat-2 costruito dall'Accademia della U.S. Air Force. Al
momento la SpaceX, costruttrice del razzo, non riesce a spiegarsi la
perdita di carburante che ha generato l'incendio alla base del
motore. E' in corso un'investigazione per chiarire le cause
dell'incidente. In effetti, a parte la perdita di carburante, ogni
altro funzionamento del vettore è risultato perfetto. Elon Musk,
fondatore della Californiana SpaceX, ha affermato che questo
incidente non fermerà il suo progetto di realizzare un razzo
vettore con i costi di lancio più bassi del mondo e che entro sei
mesi, una volta scoperto il problema e risolto, verrà eseguito un
secondo lancio. Nella foto il Falcon 1 al momento del decollo
(cortesia SpaceX) e sulla sinistra un ingrandimento in cui si
può notare bene l'incendio alla base del motore Merlin.
Fonte: SpaceX
- SpaceflightNow
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24/03/2006 –
Prima immagine della MRO – Quella che potete ammirare in
copertina è la prima immagine ad alta risoluzione trasmessa dalla
sonda MRO della NASA entrata regolarmente in orbita attorno a Marte
lo scorso 10 marzo. La risoluzione dell'immagine originale che
potete vedere a questo indirizzo (NASA/JPL)
è di 2,48 metri per pixel e l'immagine copre un'area di 4,5x2,1
chilometri per lato è stata ottenuta con lo strumento HiRISE (High
Resolution Imaging Science Experiment camera). Questa è soltanto
parte di un'immagine di prova ripresa da una quota di 2.489
chilometri, infatti quando l'orbita della sonda verrà completamente
stabilizzata, in autunno, ed inizierà la fase scientifica, si
potranno ottenere immagini con una risoluzione ancora migliore: ben
28 cm. per pixel! Si tratterà delle migliori immagini della
superficie marziana mai realizzate. Questa poi è soltanto una
piccola parte di un'immagine più grande ottenuta con 10 pose
diverse e delle dimensioni finali di 20.000x9.500 pixel di
lato.
Fonte: NASA/JPL
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22/03/2006 –
Lanciata con successo ST5 – Dopo due rinvii è partita
oggi la missione della NASA ST5. Il lancio è avvenuto alle 14.03
GMT (le 15.03 ora italiana) con un razzo vettore Pagasus XL lanciato
da un aereo Stargazer L1011 dalla quota di 11.887 metri. L'aereo ed
il suo prezioso carico erano decollati dalla base aerea di
Vandemberg, in California. Dopo lo
sgancio il razzo ha azionato il suo motore a propellente solido ed
ha iniziato la corsa verso lo spazio. Alle 14.20 GMT i tre
microsatelliti che compongono la missione scientifica ST5 (Space
Tecnology 5) sono stati rilasciati in un'orbita polare di 300x4.500
chilometri di quota. Ogni satellite è pesante circa 25 chilogrammi
ed ha un diametro di solo 52 centimetri. A bordo si trovano vari
strumenti per la misurazione della magnetosfera terrestre. Oltre
alla strumentazione scientifica i tre microsatelliti saranno
utilizzati per testare varie nuove tecnologie da utilizzare in
futuri veicoli spaziali. Inizialmente i tre satelliti resteranno
vicini ma successivamente verranno allontanati l'uno dal'altro fino
a 200 chilometri per eserguire misurazioni incrociate. Nella illustrazione (cortesia NASA) i tre
microsatelliti al momento del rilascio dal terzo stadio del Pegasus
XL.
Fonte: Space.com
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20/03/2006 –
L'equipaggio della ISS sposta la Soyuz – L'equipaggio di Spedizione
Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha effettuato oggi
lo spostamento della capsula Soyuz TMA dal boccaporto che guarda
verso Terra del modulo Zarya a quello posteriore del modulo Zvezda.
Questo breve viaggio è stato eseguito per lasciare il boccaporto
libero all'arrivo del prossimo equipaggio previsto per il 31 marzo.
Il comandante Bill McArthur e l'ingegnere di bordo Valery Tokarev
hanno indossato le loro tute Sokol e sono entrati nella capsula
Soyuz TMA-7 che alle 6.49 GMT (le 7.49 ora italiana) si è sganciata
e con i piccoli razzi di manovra si è allontanata a circa 30 metri
dalla stazione. Qui il pilota ha effettuato uno spostamento laterale
lungo tutta la stazione che infine si è riagganciata al boccaporto
del modulo Zvezda alle 7.11 GMT (le 8.11 ora italiana). Il
boccaporto lasciato libero ora è pronto per ospitare la Soyuz TMA-8
il cui arrivo è previsto per il 31 marzo con a bordo l'equipaggio
di Spedizione
Tredici composto dal comandante Pavel Vinogradov e l'ingegnere
di bordo Jeff Williams, assieme a loro anche il primo astronauta
dell'Agenzia Spaziale Brasiliana, Marcos Pontes. Quando infine l'8
aprile l'equipaggio di Spedizione Dodici lascerà la ISS con la
Soyuz TMA-7 per tornare sulla Terra lascerà libero il boccaporto
posteriore del modulo Zvezda per l'arrivo del veicolo di
rifornimento automatico Progress 21P-M56 previsto per aprile. E'
curioso notare che McArthur e Tokarev, durante la loro permanenza di
sei mesi sulla ISS, hanno attraccato a tutti e tre i boccaporti,
infatti al loro arrivo si agganciarono al modulo Pirs, a novembre
poi avevano eseguito uno spostamento dal modulo Pirs allo Zarya ed
infine quello di oggi a Zvezda. Prima di salire a bordo della Soyuz
i due astronauti avevano, per precauzione, messo i sistemi di bordo
della ISS in uno stato di riposo nel malaugurato caso che non
avessero potuto rientrare nella stazione. Nella foto (cortesia
NASA-TV) la Soyuz mentre si sgancia dalla stazione.
Fonte: NASA
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18/03/2006 –
Spirit verso l'inverno – Il rover della NASA Spirit
continua ad arrampicarsi verso la cima della collina chiamata "McCool
Hill"
(dal nome di uno degli sfortunati astronauti del Columbia:
William McCool) anche se una delle sei ruote è andata in avaria e
l'energia elettrica prodotta dai pannelli solari sta calando
progressivamente. L'idea degli scienziati del JPL di Pasadena è di
far arrivare Spirit sulla sommità della collina e farlo rimanere
fermo lì per almeno cento giorni orientato verso il lontano Sole.
Infatti su Marte sta per iniziare l'inverno e la durata delle
giornata si accorcerà ed il Sole sarà sempre più basso
sull'orizzonte. Facendo trascorrere l'inverno in questa posizione
alla NASA sperano di poter accumulare più energia e non consumarla
sperando di poter continuare così l'esplorazione. L'arrivo di
Spirit sulla sommità della McCool Hill è previsto entro dieci
giorni. Spirit ha percorso 6.797 metri e compie oggi al suo 783°
giorno sulla superficie di Marte, ben 693 giorni oltre il previsto
funzionamento! Nella foto (cortesia NASA/JPL) si nota la traccia
della ruota di destra che non gira ma che lascia una scia di
trascinamento.
Fonte: Spaceref.com
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17/03/2006 –
Falcon 1 ci riprova – Il nuovo razzo vettore Falcon 1
della compagnia provata SpaceX è stato riportato sulla rampa di
lancio della base militare posta sull'isola Omelek nell'atollo Kwajalein
sito
nelle isole Marshall,
nell'Oceano Pacifico. Il nuovo tentativo di lancio è fissato fra il
20 ed il 25 marzo. L'ultimo tentativo di lancio era avvenuto lo
scorso 10 febbraio per un problema riscontrato con il primo stadio.
Una prova statica dei motori è prevista per domani.
Fonte: SpaceX
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14/03/2006 – E'
ufficiale, STS-121 rinviato a luglio – Oggi, durante una
conferenza stampa tenutasi al Centro Spaziale Johnson, ad Houston,
nel Texas, il direttore del programma Space Shuttle, Wayne Hale, ha
informato i giornalisti che la prossima missione shuttle Discovery STS-121
è stata rinviata dal 10 maggio al 1/19 luglio. Questa sofferta
decisione è stata presa dopo che, durante due giorni di riunioni
tecniche, è stato deciso di sostituire tutti e quattro i sensori
ECO del serbatoio esterno dopo che uno di essi aveva fornito valori
non perfetti. Inoltre anche il braccio robotico dovrà essere
sostituito a causa di alcuni danni provocati durante alcuni lavori
all'interno del vano di carico della navetta Discovery. Il rinvio
per la finestra di lancio del 1° luglio- 19 luglio permette
inoltre anche un maggiore studio degli effetti aereodinamici
derivati dalla eliminazione, sul serbatoio esterno, della
"famosa" rampa PAL. Infatti i risultati di esperimenti in
galleria del vento e con simulazioni al computer saranno disponibili
soltanto ad aprile-maggio.
Fonte: NASA
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11/03/2006 – Ripreso
il segnale di Haybusa – L'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA
ha annunciato di aver ripreso il collegamento con la sonda Hayabusa
che si trova nei pressi dell'asteroide Itokawa. Haybusa si era
posata per pochi secondi sulla superficie dell'asteroide lo scorso
26 novembre ma non è sicuro che abbia potuto prelevare i campioni
di polvere come previsto. A quel punto, proprio quando la sonda
avrebbe dovuto riaccendere i motori per tornare verso la Terra era
successo un problema che aveva fatto perdere alla Hayabusa
l'orientamento della sua antenna con il nostro pianeta e dall'8
dicembre la JAXA non era più riuscita a collegarsi con essa. Il
problema poi è stato scoperto essere stata una fuga di propellente
che ha posto la sonda in rotazione incontrollata. Ma i giapponesi
non si sono arresi ed hanno continuato nei tentativi di ristabilire
le comunicazioni con la sonda ed il successo lo hanno avuto lo
scorso 23 gennaio quando sono stati captati i primi segnali. Da quel
momento i tecnici sono riusciti a riportare la sonda in posizione
controllata utilizzando il gas xenon invece che i propellenti
chimici e le comunicazioni sono tornate stabili all'inizio di
febbraio. Ora rimane ancora molto lavoro da fare e, se tutto
procederà come previsto, all'inizio del 2007 la Haybusa potrà
iniziare il suo ritorno verso casa, che dovrebbe avvenire nel 2010.
Solo allora sapremo se la prima raccolta di campioni dalla
superficie di un asteroide ha avuto successo.
Fonte: JAXA
- SpaceflightNow
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11/03/2006 – Ariane
5 finalmente decolla – Alle 22.33 GMT (le 23.33 ora
italiana) è decollato dalla rampa ELA-3 della base di lancio di
Kourou, nella Guyana Francese, il razzo vettore europeo Ariane 5 ECA
(V-170) con a bordo due satelliti. Il lancio era stato rinviato già
quattro volte fin dallo scorso mese di febbraio. Il primo tentativo
fissato per il 21 febbraio venne rinviato per un problema con
attrezzature di terra, il secondo il 24 febbraio per la telemetria
di uno dei satelliti e il terzo il 9 marzo per un difetto di
pressurizzazione fra la torre di lancio ed il vettore. Questo primo
lancio di Arianespace del 2006 ha immesso regolarmente in orbita due
satelliti: l'Hot Bird 7A per le trasmissioni radio-televisive
dirette sull'Europa e lo spagnolo SPAINSAT per telecomunicazioni del
Ministero della Difesa. A 27 minuti dal lancio il primo satellite ad
essere sganciato è stato lo SPAINSAT, pesante 3.700 chilogrammi e
costruito dalla Space
Systems/Loral in Palo Alto, California, seguito tre
minuti più tardi dal Hot Bird 7A, pesante 4.100 chilogrammi e
costruito dalla Alcatel
Alenia Space. Il satellite spagnolo verrà posizionato in orbita
geostazionaria a 30° Ovest sopra l'Atlantico. l'Hot Bird 7A invece
sarà posto in orbita geostazionaria a 13° EST ed entrerà
nella grande flotta di Eutelsat che al momento trasmette ben 850
canali televisivi e 550 radiofonici coprendo l'Europa, il Medio
Oriente ed il Nord Afirca.
Fonte: SpaceflightNow.com
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10/03/2006 –
Terza sonda NASA in orbita marziana! – Questa sera
alle 23.16 i primi dati della telemetria provenienti dalla sonda
della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) hanno confermato
l'entrata in orbita attorno a Marte. Un lungo applauso dei
responsabili del centro controllo del Jet Propulsion Laboratory di
Pasadena, California, ha siglato il momento della buona notizia. MRO
si aggiunge così alla flotta di sonde spaziali terrestri attorno al
pianeta rosso e composta dalle americane Mars Global Surveyor e Mars
Odyssey e dalla europea Mars Express, senza contare anche i due
rover Spirit ed Opportunity ancora perfettamente funzionanti sulla
superficie. Quella di stasera era la manovra più complessa per
frenare la sonda, lanciata lo scorso 12 agosto, e farla entrare in
orbita attorno a Marte e prevedeva un'accensione del motore di oltre
26 minuti. Ora si attendono i dati orbitali per poter passare alla
fase successiva che prevede una lenta circolarizzazione dell'orbita,
utilizzando l'aerofrenata, prima di iniziare gli studi scientifici
con gli strumenti di bordo. In copertina una illustrazione della
sonda MRO in orbita attorno al pianeta Marte (cortesia NASA/JPL).
Fonte: NASA/JPL
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09/03/2006 –
Cassini scopre acqua liquida su Encelado – La
notizia è di quelle bomba! La sonda Cassini della NASA avrebbe
scoperto la prova dell'esistenza di acqua liquida su una delle lune
di Saturno, Encelado. Si
tratterebbe di giacimenti sotterranei dai quali scaturiscono Geyser
simili a quelli di Yellowstone sulla Terra. Questo il sunto di un
recentissimo comunicato stampa della NASA: "Ci rendiamo
conto che è una conclusione un po' radicale stabilire che in un
corpo celeste così piccolo e così freddo sia presente acqua
liquida " - questa la considerazione di Carolyn Porco,
responsabile dell'elaborazione informatica delle immagini presso Lo
Space Science Institute di Boulder, Colorado - "Ma se questa
situazione fosse comprovata, allora avremmo ampliato, e non poco, la
varietà di situazioni in cui ci possono essere opportunità di
sopravvivenza per organismi viventi." Nelle immagini ad
alta risoluzione registrate dalla sonda Cassini si possono osservare
getti di ghiaccio dai quali vengono scagliate particelle ad alta
velocità. Queste immagini hanno imposto agli scienziati di studiare
il processo osservato. L'ipotesi formulata dagli studiosi è che si
tratti di vapore creato nel momento in cui il ghiaccio di acqua si
converte in gas oppure, possibilità molto più elettrizante, che
siano il risultato di fenomeni di geyser come Old Faithful a
Yellowstone. Nella immagine ripresa nel febbraio 2005 (cortesia
NASA/JPL/Space Science Institute)
dalla sonda Cassini si nota bene lo sbuffo di ghiaccio che parte dal
polo sud della piccola luna (circa 500 chilometri di diametro).
Fonte: UAI
- SpaceflightNow.com
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08/03/2006 – Aumentano
i problemi per STS-121 – Sembrano non aver fine i problemi
che sta incontrando la prossima missione shuttle STS-121
il cui lancio è previsto per il 10 maggio prossimo. Il serbatoio
esterno (ET-119) appena arrivato al Centro Spaziale Kennedy, in
Florida, ha un sensore, dei quattro responsabili dello spegnimento
dei motori quando il serbatoio si è svuotato, che da letture non
esatte. Inoltre la scorsa settimana l’orbiter Discovery, posto
nell’hangar per essere preparato al volo, ha subito un danno, non
ancora ben precisato al braccio robotico mentre veniva effettuata la
raccolta dei pezzi di vetro di una lampada del soffitto che si era
rotta ed aveva fatto cadere i suoi detriti all’interno del vano di
carico aperto della navetta. Il problema del sensore è identico a
quello già sperimento lo scorso anno durante la preparazione per la
missione "Ritorno al Volo" STS-114.
La posizione del sensore, sul fondo del serbatoio, non permette di
effettuare nessun controllo senza aprire il serbatoio stesso e
questo implicherebbe un notevole rinvio del lancio senza contare il
rischio di provocare altri problemi. L’altra opzione che la NASA
può seguire è la stessa utilizzata per STS-114, ovvero volare con
soltanto i dati dei tre sensori funzionanti escludendo dal controllo
quello difettoso. Il braccio robotico potrebbe dover essere
sostituito se i danni subiti nell’urto fossero consistenti. Al
momento i responsabili della NASA non hanno ancora deciso come agire
anche se appare sempre più plausibile l’ipotesi di perdere la
finestra di lancio di maggio e puntare invece su quella, più
realistica, di luglio per poter lavorare sui vari problemi senza la
pressione di una data così vicina.
Fonte: Space.com
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03/03/2006
– Progress lascia la ISS – Alle 10.06 GMT
(le 11.06 ora italiana) è stato comandato il distacco del veicolo
di rifornimento Progress 19(M-54) dalla Stazione Spaziale
Internazionale. L'equipaggio di Spedizione Dodici, composto dal
comandante Bill
McArthur e
dall'ingegnere di volo
Valery Tokarev, avevano riempito il cargo di rifiuti e materiale non
più utilizzabile e dopo lo sgancio il Progress è finito
nell'atmosfera terrestre dove si è disintegrato sopra l'Oceano
Pacifico. Il Progress 19(M-54) era arrivato alla stazione con i
rifornimenti per l'equipaggio il 10 settembre dello scorso anno
agganciandosi alla parte finale del modulo russo Zvezda ed era stato
raggiunto lo scorso 21 dicembre dal Progress 20(M-55) che invece
aveva attraccato al modulo Pirs. I due astronauti a bordo della ISS
effettueranno il 20 marzo uno spostamento della loro Soyuz TMA-7 dal
portello verso Terra a quello della parte finale del modulo Zvezda,
proprio quello che occupava il Progress 19(M-54). Tutte queste
manovre per lasciare libero il portello di aggancio per l'arrivo
della Soyuz TMA-8 con a bordo l'equipaggio di Spedizione Tredici
composto dal comandante Pavel
Vinogradov
e dall'ufficiale scientifico della NASA
Jeff Williams assieme al primo astronauta brasiliano Marcos
Pontes
previsto per il
prossimo 29 marzo. Era la prima volta che due Progress erano
agganciati nello stesso momento alla stazione.
Fonte:
NASA
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03/03/2006
– Cancellata la missione Dawn – La NASA ha
cancellato definitivamente la missione della sonda Dawn destinata ad
esplorare i due maggiori asteroidi della fascia compresa fra Marte e
Giove, Vesta e Cerere. La sonda avrebbe dovuto essere lanciata nel
giugno prossimo ma lo scorso anno il progetto era stato bloccato a
causa di problemi di natura tecnica e sopratutto per uno sforamento
del costo previsto di oltre il 20% ed un ritardo accumulato di 14
mesi. I problemi tecnici sono emersi con la propulsione ad ioni come
quello che ha utilizzato la Deep Space One. La sonda avrebbe dovuto
raggiungere l'asteroide lVesta nel 2011 e Cerere nel 2015
orbitandovi attorno per un certo periodo e permettendone così lo
studio con gli strumenti di bordo. Dalla comunità scientifica si è
sollevato un coro di proteste per questa decisione dei responsabili
della NASA.
fonte: Space.com
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28/02/2006
– Proton mette in orbita Arabsat 4B – Alle 20.10
GMT (le 21.10 ora italiana) un vettore Proton Breeze M è decollato
dalla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur nel Kazakhstan con a bordo
il primo di due nuovi satelliti dell'Arabia Saudita, ARABSAT 4B.
Dopo due minuti e venti secondi il primo stadio si è spento
regolarmente ed è stato sganciato permettendo l'accensione del
secondo stadio. Dopo otto minuti si è avuta la conferma dello
spegnimento del secondo stadio e dell'apertura dell'ogiva di
protezione del satellite. A questo punto il terzo stadio ha iniziato
a spingere il complesso ancora più in alto in una traiettoria
suborbitale e concludendo così il suo lavoro a circa dieci minuti
dal lancio. A quel punto lo stadio superiore Breeze-M ha effettuato
la sua prima (delle quattro previste) accensioni portando l'orbita a
diventare circolare a circa 173 chilometri di quota ed inclinata di
51,5°. Nelle successive quattro ore lo stadio superiore Breeze M
effettuerà altre tre accensioni prima di sganciare il satellite in
un'orbita 35.786x3.150 chilometri ed inclinata di 14,2°. Da quel
momento Arabsat 4B, utilizzando i suoi piccoli motori trasformerà
l'orbita in geostazionaria. Arabsat 4B è un satellite per telecomunicazioni,
costruito dalla francese EADS Astrium e pesante 3.341 chilogrammi,
che coprirà con i suoi servizi l'Arabia ed i paesi vicini trasmettendo
canali televisivi diretti, TV interattiva ed internet. Quello di
oggi era il secondo lancio del 2006 fornito dalla società mista
USA-Russia ILS che utilizza sia i Proton che gli Atlas V. ULTIMORA!
Lo stadio superiore Breeze M si è spento prematuramente inserendo
il satellite in un'orbita inutilizzabile.
Fonte: Space.com
- ILS
International Launch Services
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27/02/2006
– Partito per il KSC il nuovo serbatoio per lo shuttle –
E' in viaggio via mare verso il Centro Spaziale Kennedy, in Florida,
il nuovo serbatoio esterno modificato nello stabilimento della
Lockeed Martin di Michoud, nel Missisipi. L'arrivo del serbatoio
esterno ET-119 è previsto per giovedì. La spedizione del serbatoio
è stata effettuata una settimana prima del previsto anche se altri
lavori sul rivestimento isolante dovranno essere effettuati dopo il
suo arrivo in Florida. Questo serbatoio, modificato eliminando la
cosiddetta PAL ramp dopo i problemi di distacco di pezzi di isolante
avuti al lancio della missione STS-114,
verrà utilizzato nella prossima missione shuttle Discovery STS-121
prevista per il 10 maggio prossimo. Alla NASA però alcuni voci
fanno trapelare che la data del 10 maggio sarà difficilmente
rispettata. Intanto è in discussione questa settimana fra i vari
responsabili delle agenzie spaziali coinvolte nel progetto della
Stazione Spaziale Internazionale l'agenda per la ripresa della
costruzione della ISS che dovrebbe riavviarsi con la missione
Atlantis STS-115
prevista per agosto. L'ESA ha fatto pressioni per poter avere il
proprio modulo pressurizzato Columbus in orbita per il prossimo anno
ed anche il Giappone sta seguendo questa strada. Nella foto
(cortesia Lockheed Martin) il serbatoio ET-119 all'uscita dallo
stabilimento vicino a New Orleans.
Fonte: NASA
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24/02/2006
– Lancio di Ariane 5 rinviato ancora – Il previsto
lancio del vettore Ariane 5 con a bordo i due satelliti per
telecomunicazioni SPAINSAT
ed Hot Bird 7A è stato nuovamente rinviato per non specificati
problemi con la telemetria del satellite di Eutelsat.
Originariamente il lancio di Ariane 5 ECA V-170 era previsto per il
21 febbraio scorso ma un problema con attrezzature di lancio avevano
costretto i responsabili di Arianespace a rinviare ad oggi. Ora il
razzo verrà riportato all'interno dell'hangar per poter avviare le
necessarie operazioni di controllo del satellite Hot Bird 7A. Il
satellite SPAINSAT è un satellite spagnolo per telecomunicazioni
del ministero della difesa mentre Hot Bird 7A è un satellite per la
trasmissione diretta di segnali televisivi.
Fonte: SpaceflightNow
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21/02/2006
– Osservatorio infrarosso lanciato dal Giappone –
Questa sera alle 21.28 GMT dal Centro Spaziale Uchinoura, in
Giappone, è stato lanciato con successo un razzo M-5 con a bordo l’osservatorio
infrarosso ASTRO-F. Il vettore a propellente solido M-5 ha immesso
ASTRO-F in un’orbita sincrona polare con una quota di circa 745
chilometri ed il periodo orbitale di 100 minuti. ASTRO-F, pesante
952 chilogrammi, è il primo osservatorio dedicato all’infrarosso
costruito dall’Agenzia Spaziale Giapponese JAXA ed è un progetto
in collaborazione con i ricercatori della Corea del Sud e dell’ESA.
Un primo tentativo di lancio era stato eseguito lunedì ma le
condizioni meteo avverse ne avevano costretto il rinvio ad oggi.
Quello di oggi è anche il secondo lancio spaziale giapponese
riuscito in quattro giorni, infatti sabato scorso un razzo vettore
H-2A aveva messo in orbita il satellite multifunzione MTSAT-2. Nel
disegno l'osservatorio ASTRO-F una volta in orbita (cortesia JAXA)
Fonte: Space.com
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18/02/2006
– Nuovo lancio di successo per il Giappone – Nuovo
lancio di un vettore giapponese dalla base di lancio di Tanegashima
alle 8.27 ora italiana. A bordo del vettore H-2A si trovava il
satellite MTSAT-2 concepito per aiutare il traffico aereo e le
previsioni meteorologiche. Dopo 28 minuti dal lancio il satellite
veniva sganciato dal secondo stadio del vettore ed inserito in
un'orbita ellittica di 35.888x250 chilometri con una inclinazione di
28°,5. Dopo aver aperto i pannelli solari e ricaricato le batterie
di bordo il satellite sarà riacceso il piccolo motore di bordo che
porterà l'orbita a quella definitiva geostazionaria posizionata
sopra la Micronesia, nell'Oceano Pacifico. Da questo punto MTSAT-2
coprirà tutta la zona dell'Asia orientale e del Pacifico fino alla
costa orientale degli Stati Uniti. Questo satellite si affiancherà
al MTSAT-1 già lanciato lo scorso anno ed entrambi fanno parte di
una rete che permetterà il miglioramento del controllo aereo in
quell'area e la sicurezza del volo commerciale. A bordo del
satellite si trova anche un sistema di GPS per migliorare la
rilevazione degli apparecchi in volo al di fuori delle aree di
copertura radar terrestri. Inoltre i due satelliti sono dotati di
sensori sensibili all'infrarosso ed al visibile per effettuare la
ripresa di immagini per aiutare gli studiosi nelle previsioni
meteorologiche. La vita operativa è prevista in dieci anni. Quello
di oggi era il nono lancio di un vettore giapponese H-2A, l'ottavo
riuscito, fin dal 2001. La versione era la "2024" composta
da due grossi booster e da quattro piccoli strap-booster proprio a
causa dell'elevato peso del satellite trasportato: infatti MTSAT-2
pesava circa 4.500 chilogrammi, il più pesante mai messo in orbita
dal vettore del Sol Levante. Nei prossimi 12 mesi sono
previsti altri tre lanci di questo razzo. Nella foto (cortesia JAXA).
Fonte: SpaceflightNow
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17/02/2006
– Altantis in pensione nel 2008 – Atlantis sarà
la prima delle navette ad essere ritirate dal servizio nel 2008.
Questa sembra essere la decisione della NASA dovuta al fatto che
comunque Atlantis avrebbe dovuto essere destinata proprio nel 2008
al suo periodo di revisione (OMDP - orbiter maintenance down period)
della durata di oltre sei mese E' quindi sembrato inutile visto che
poco dopo il rientro dal OMDP Atlantis sarebbe comunque finita con
il resto delle navette nella chiusura del programma shuttle previsto
per il settembre 2010. Al momento sono previsti 18 missioni (17 per
il completamento della Stazione Spaziale Internazionale ed uno per
la riparazione del Telescopio Spaziale Hubble) che verranno
suddivise in 5 per Atlantis dal 2006 al 2008 e le restanti 13 fra la
Discovery e l'Endeavour. Questi periodi di manutenzione prevista
vengono effettuati a rotazione fra la flotta delle navette ed il
Discovery sta per andare in OMDP mentre Endeavour è appena uscito
da una OMM (una revisione molto più approfondita) e quindi questa
scelta sembra la più logica. Al momento alla NASA stanno anche
pensando che Atlantis dopo il 2008 sia utilizzato come fornitore di
pezzi di ricambio per le navette rimaste in linea di volo. Inoltre
questa scelta dovrebbe anche far scendere i costi di mantenimento
della flotta shuttle fino al suo ritiro nel 2010. la costruzione di
Atlantis (OV-104) venne iniziata nel marzo 1980 e completata nel
marzo 1985. Il suo primo volo avvenne nell'ottobre 1985 con la
missione STS-51-J ed al momento ha compiuto 26 voli, l'ultimo è
stato STS-112 nel
2002. Nella foto (cortesia NASA) Atlantis mentre viene issato
all'interno del VAB per essere accoppiato con il serbatoio esterno
ed i due booster.
Fonte: Space.com
- NASA
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17/02/2006
– Partito EchoStar 10 con uno Zenith – Il
satellite per telecomunicazioni Echostar 10, pesante 4333
chilogrammi, è stato messo felicemente in orbita alle 0.35 da un
razzo vettore Zenith 3SL decollato alle dalla rampa di lancio
galleggiante Odissey della Sea Launch Services posta nell'Oceano
Pacifico sull'equatore. Il satellite è di proprietà della società
Dish Network System e verrà utilizzato per la trasmissione dei
segnali televisivi diretti a circa 12 milioni di spettatori negli
Stati Uniti. Il lancio era stato rinviato la scorsa settimana per
due problemi, il primo per un disguido con un sistema di controllo
ed il secondo per il maltempo. Questa volta il vettore, di
costruzione Ucraina e Russa, aveva anche uno stadio superiore Block
DM che permetterà l'inserimento di EchoStar 10 nell'orbita
definitiva geostazionaria a 36.000 chilometri ed a 110° Est. Il
satellite si inserisce nella flotta della Dish Network che copre
tutti gli Stati Uniti dall'Alaska alle Hawaii e fino a Portorico. La
vita operativa del satellite dovrebbe essere di 15 anni. Quello di
oggi era il primo lancio del 2006 per la Sea Launch che prevede di
effettuarne altri cinque entro l'anno. Sea Lauch ha effettuato 19
lanci dalla sua piattaforma marina Odissey con il razzo vettore
Zenith-3SL e soltanto uno di questi, il terzo nel 2000, è fallito.
Fonte: SeaLaunch
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10/02/2006
– Nuovo rinvio per il lancio di Falcon 1 – E'
stato nuovamente rinviato, nel sito di lancio di Omelek, il lancio
del nuovo razzo vettore Falcon 1, dell'azienda privata SpaceX,
previsto per oggi. Questa volta il problema sembra riguardare il
motore del primo stadio Merlin 1. La SpeceX potrebbe comunque
provare a fare una test statico del motore domani. Il lancio
inaugurale del Falcon 1 era stato inizialmente fissato per il 27 novembre
dello scorso anno ma un problema riscontrato con un computer di
bordo e successivamente con una valvola del serbatoio di carburante
aveva rinviato il lancio fino a due giorni fa. Nuovo rinvio per dare
tempo di controllare maggiormente il motore ed ecco che proprio
durante questi test è saltato fuori il problema. Ora dovranno
passare almeno due settimane, ha confermato il fondatore della
SpaceX Elon Musk, prima di poter ritentare. Falcon 1 è alto 21
metri ed il primo stadio è recuperabile e riutilizzabile. A bordo
di Falcon 1 si trova il satellite FalconSat-2 pesante soltanto 19,5
chilogrammi e sviluppato dagli studenti dell'Accademia dell'USAF per
lo studio del plasma nello spazio. Entro questo anno sono previsti
altre due missioni del Falcon 1, oltre a questa, la seconda dalla
base di Vademberg e la terza ancora dal sito dell'isola Omelek,
nell'atollo delle Kwajalein
nel Pacifico.
Fonte: Space.com
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04/02/2006
– Eseguita la EVA sulla ISS – E' iniziata alle
23.44 ora italiana del 3 febbraio 2006 la passeggiata spaziale
dell'equipaggio di Spedizione Dodici della Stazione Spaziale
Intarnazionale composto dal comandante
Bill McArthur e
l'ingegnere di volo
Valery Tokarev: L'EVA è iniziata dal modulo russo Pirs con le tute
spaziali russe Orlan. Il primo compito dei due astronauti è stato
il rilascio nello spazio di una tuta spaziale usata attrezzata con
un sistema radio e video ricevibile da Terra con dei normali
apparecchi da radioamatori. La tuta, chiamata per questa occasione,
SuiSat (dalle parole Suit, tuta, e Satellite) resterà in orbita
alcuni giorni prima di rientrare nell'atmosfera e bruciare. Questo
esperimento è stato effettuato anche per verificare i limiti
(temperatura, resistenza delle batterie) di una tuta spaziale
utilizzata dagli astronauti della ISS utilizzandone una che aveva
superato il periodo di utilizzo. Inoltre scaricandola nello spazio
si è risparmiato lo spazio ed il peso di un rientro sulla Terra con
una prossima missione. I due astronauti
si sono poi
diretti verso il modulo Zarya dal quale hanno rimosso il boom
adapter (una specie di lunga asta con la quale i cosmonauti possono
spostare carichi all'esterno della stazione) per posizionarlo
sul PMA-3. Questa operazione serve per liberare la zona del modulo
Zarya che in una prossima missione shuttle (STS-116) sarà
utilizzata per stivare temporaneamente la copertura per i detriti.
Poi McArthur e Tokarev si sono spostati sul traliccio S0 dove hanno
lavorato per oltre un'ora
nel tentativo di installare uno speciale bullone
che sarebbe servito per impedire il taglio accidentale del cavo di
trasmissione dati, comandi ed energia del Mobile Trasporter.
Purtroppo l'operazione è riuscita a metà e dovrà essere
completata durante una delle tre EVA previste durante la prossima
missione shuttle STS-121. A questo punto i due astronauti sono
tornati sullo scafo di Zvezda dove hanno recuperato un esperimento
pieno di microrganismi chiamato Biorisk ed effettuato varie foto per
documentare lo stato esterno del modulo. I due astronauti sono
rientrati nel modulo di decompressione Pirs dopo 5 ore e 43 minuti
di attività extraveicolare. Nella foto in alto (cortesia NASA) la SuiSat a bordo della ISS prima di essere espulsa
dalla stazione spaziale. In copertina la SuiSat appena rilasciata
dalla ISS (cortesia NASA TV). Qui a destra (cortesia NASA TV) i due
astronauti al lavoro all'esterno della Stazione Spaziale
Internazionale.
Fonte: Space.com
- NASA
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| 01/02/2006
– Motori spaziali ecologici – Mentre si stanno
definendo le particolarità del nuovo veicolo della NASA, il CEV (Crew
Exploration Vehicle), l'agenzia spaziale USA ha testato dei nuovi
motori a razzo di assetto orbitale alimentati ad ossigeno ed alcool
estratto dal granturco. Questo nuovo combustibile spaziale ecologico
dovrebbe avere anche il vantaggio di essere poco costoso, avere
un'ottima efficienza e diminuire l'assistenza fra un volo e l'altro.
Il test è stato eseguito al White Sands Test Facility vicino a Las
Cruces, New Mexico ed il motore è stato costruito dalla Aerojet in
collaborazione con i due centri NASA del Marshall Space Flight
Center di Huntsville, Alabama., e il Johnson Space Center di
Houston, Texas. Il test si è svolto in varie condizioni di utilizzo
in una camera del vuoto che simulava l'ambiente spaziale. I
risultati saranno utilissimi per lo sviluppo di un sistema avanzato
di propulsione ausilaria per futuri dimostratori spaziali.
Fonte: SpaceflightNow.com
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| 31/01/2006
– Stardust posta in ibernazione – La NASA ha
disattivato la maggior parte della sonda Stardust, che quindici
giorni fa ha sganciato sulla Terra il modulo contenente la preziosa
polvere cometaria e interstellare. Infatti la sonda madre dopo aver
sganciato il modulo di rientro ha continuato la sua corsa nello
spazio che la porterà in orbita solare. I responsabili della
missione hanno lasciato attivi i pannelli solari e l'antenna di
ricezione mettendo tutto il resto in stato di ibernazione per un
possibile utilizzo futuro. Con l'orbita attuale la Stardust tornerà
dalle parti della Terra il 14 gennaio 2009. Intanto ad Houston gli
scienziati hanno fotografato con un microscopio tutti i minuscoli
granelli di polvere intrappolati nell'aerogel ed il prossimo passo
sarà l'invio di questi preziosi campioni a circa 150 scienziati
sparsi per il mondo. Lo studio di questa polvere ci darà una
maggiore conoscenza sulla formazione del nostro Sistema Solare, 4,5
miliardi di anni fa.
Fonte: Space.com
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| 27/01/2006
– La NASA ricorda i suoi uomini – Trentatre anni
fa, il 27 gennaio 1967, si consumava la prima tragedia spaziale
della NASA. L’equipaggio dell’Apollo 1 periva nell’incendio
della capsula durante un test di lancio. A questo triste
anniversario si è aggiunto negli anni anche quello dello shuttle
Challenger, 28 gennaio 1986, e più recentemente quello dello
shuttle Columbia, 1 febbraio 2003. In questi giorni quindi così
carichi di dolore per le famiglie degli astronauti periti vogliamo
rivolgere un ricordo a questi moderni pionieri dello spazio che
hanno dimostrato, con le loro vite, che il volo spaziale umano è
ancora un’attività pericolosa ma non per questo va abbandonata.
Tutt’altro, bisogna incrementare la sicurezza dei voli, sapendo
però che la sicurezza assoluta non potrà essere raggiunta in tempi
brevi. Vai alla nostra pagina dedicata alle tragedie
spaziali per saperne di più.
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26/01/2006
- Mars Rover: due anni su Marte! - La NASA ha
festeggiato il perfetto funzionamento dei due rover; Spirit e
Opportunity a spasso sulla superficie di Marte da ben due anni.
Infatti Spirit atterrò all'interno del cratere Gusev il 3 gennaio
2004 ed il suo gemello Opportunity il 24 gennaio 2004 nella zona
chiamata Meridiani
Planum.
Alla data del 24 gennaio 2006 Spirit aveva percorso ben 6.178 metri
ed Opportunity 6.445. Spirit, al suo Sol 733 (giorni trascorsi
dall'arrivo su Marte), si trova adesso diretta verso una zona che
gli scienziati di Pasadena hanno ribattezzato "Home Plate"
una formazione di rocce stratificate posta dietro le "Columbia
Hill" che il rover ha scalato lo scorso anno. Al momento Spirit
si trova a circa 170 metri dall'obiettivo e dovrebbe raggiungerlo la
prossima settimana anche se sono stati riscontrati alcuni problemi a
due motori delle ruote. Opportunity invece, che si trova al suo Sol
711, sta esaminando con il microsopio una formazione rocciosa
chiamata "Lower Overgaard". Sono stati rilevati dei
problemi con il giunto n.1 del braccio dove è posto il microscopio
ma dopo alcuni tentativi i tecnici sono comunque riusciti ad
ottenere delle immagini. Opportunity ha inoltre condotto anche
osservazioni in cooperazione con la sonda europea Mars Express
(ricordiamo che si trova da due anni in orbita attorno al pianeta
rosso e sta trovando estese formazioni di ghiaccio d'acqua nel
sottosuolo) utilizzando lo spettrometro e il rivelatore termico.
Insomma i due "vecchi" rover sembrano non volerne sapere
di andare in pensione anche se l'età comincia a farsi sentire!
Ricordiamo infatti che erano state pensate per funzionare soltanto
90 giorni... Immagine realizzata sovrapponendo Spirit su una foto
ottenuta dallo stesso per dare questo bellissimo risultato virtuale
(cortesia NASA/JPL).
Fonte: NASA/JPL
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| 26/01/2006 –
Scoperto il più piccolo pianeta extrasolare – Ieri
è rimbalzata la notizia su tutti i media: un team di vari astronomi
sparsi per il mondo ha scoperto un pianeta extrasolare roccioso a
20.000 anni luce dalla Terra. Si tratta di OGLE-2005-BLG-390Lb
che orbita a circa tre volte la distanza della Terra dal Sole.
Sempre paragonato alla Terra il nuovo pianeta ha una massa di cinque
volte e mezza quella del nostro pianeta ma, data la distanza dalla
sua stella (una nana rossa molto meno calda del nostro Sole), la
temperatura superficiale dovrebbe essere sui -220 gradi, molto poco
ospitale per la vita quindi. Un mondo forse ricoperto di ghiaccio ma
con una leggera atmosfera. Dettagli sono stati pubblicati oggi sulla
prestigiosa rivista scientifica "Nature". La scoperta è
stata possibile utilizzando una nuova tecnica conosciuta con il nome
di "microlente", il fenomeno che si verifica quando la
luce di una stella lontana viene deviata e focalizzata dal campo
gravitazionale della stella più vicina, trasformandosi in una vera
e propria lente che ingrandisce gli oggetti in secondo piano.
L’impresa, descritta nei dettagli sulla rivista britannica Nature,
non è stata facile perché ha richiesto la collaborazione di 73
astronomi appartenenti a 32 istituzioni internazionali e il lavoro
in rete di una serie di telescopi nei vari continenti tra cui quelli
dell’Eso (European Southern Observatory) in Cile.
Fonte: Space.com
- Il
Corriere della Sera (articolo di Giovanni Caprara)
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24/01/2006 –
Partito ALOS con un vettore H2-A –
Lanciato
regolarmente a bordo del vettore giapponese H2-A dalla base di
lancio di Yoshinobu posta sull'isola di Tanegashima è stato messo
in orbita il satellite per telerilevamento ALOS (Advanced Land
Observation Satellite). Il lancio è avvenuto alle ore 2.33
italiane. Il razzo ha immesso il satellite su un'orbita sincrona
solare alta 691 chilometri dopo 16 minuti e 30 secondi dal lancio.
ALOS ha dispiegato il gigantesco pannello solare lungo quasi 25 metri
le sue antenne per la trasmissione dei dati. A bordo si trovano
telecamere per riprese a diverse lunghezze d'onda ed un radar ad
apertura sintetica. L'obiettivo della missione, prevista dai tre ai
cinque anni, è quello di mappare la superficie terrestre per lo
studio del clima e per contribuire alle ricerche sui disastri
naturali. ALOS è il più grosso satellite mai messo in orbita dal
Giappone, quattro tonnellate, ed è stato ribattezzato "Daichi",
che vuol dire "terreno". Per questa occasione il vettore
H2-A era equipaggiato con quattro booster, due grossi e due più
piccoli che sono stati sganciati a 2 minuti e dieci secondi dal
lancio. Il primo stadio, propulso dal motore criogenico LE-7A, ha
funzionato per sei minuti e 39 secondi mentre il secondo stadio
circa nove minuti. Il prossimo lancio dal sol levante è
previsto per il 15 febbraio prossimo sempre con un vettore H2-A che
dovrà immettere in orbita un satellite multifunzionale per il
traffico aereo sull'Asia e per le previsioni meteo. Questo lancio
era previsto per l'estate scorsa ma un difetto nell'elettronica del
satellite aveva fatto rinviare tutto. Un ulteriore rinvio era
avvenuto lunedì scorso per un sospetto problema con la telemetria
poi risolto. Nell'immagine il satellite ALOS una volta in orbita
(cortesia JAXA).
Fonte: Spaceflightnow
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21/01/2006 – La
NASA rinvia la sonda Dawn – A causa di sforamenti del
budget previsto ed alcuni problemi tecnici la NASA non lancerà,
come previsto quest'anno, la sonda Dawn (Alba) destinata allo studio
dei più grandi asteroidi della fascia principale Cerere e Vesta. La
sonda sarebbe dovuta partire in giugno dalla Florida ma durante i
test dei serbatoi di gas Xenon si erano verificate due rotture che
avevano costretto i tecnici a ridurre la quantità di combustibile
imbarcata. Dawn infatti è azionata da un motore ad ioni con
combustibile allo xenon. Per poter risolvere quindi questi problemi
ci vorrà almeno un altro anno, senza considerare che lo sforamento
del budget previsto di almeno 40 milioni di dollari ha messo in moto
una commissione indipendente che deve scoprirne il motivo. Peccato,
perchè Dawn avrebbe compiuta una missione della durata di nove anni
orbitando per diversi mesi sia intorno a Cerere che a Vesta. Il
primo è il più grande asteoride della fascia che orbita fra Marte
e Giove mentre Vesta è il secondo. Studiare così a fondo due
asteroidi vuol dire poter scrutare nel profondo passato del sistema
solare, circa 4,5 miliardi e mezzo di anni fa quando questi corpi
celesti si sono formati. Al momento quindi non si conosce se, e
quando, la missione sarà in grado di partire.
Fonte: Space.com
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19/01/2006
- New Horizon in rotta verso Plutone - Al terzo
tentativo il lancio della sonda della NASA New Horizon diretta verso
Plutone ha avuto successo. Il vettore Atlas 5 (AV 010) è decollato
dalla rampa del Centro Spaziale di Cape Canaveral, in Florida alle
20.00 ora italiana dopo aver atteso quasi un'ora che le sottili nubi
che stazionavano sulla base si diradassero. Dopo un minuto e mezzo
di volo i cinque booster a combustibile solido si sono regolarmente
spenti e sono stati sganciati. Il motore russo RD-180 del primo
stadio ha continuato a bruciare regolarmente per quattro minuti e
mezzo quando è entrato in funzione il secondo stadio Centaur che ha
effettuato una prima accensione che ha portato la sonda in un'orbita
di parcheggio. La seconda accensione del Centaur si è avuta circa
20 minuti dopo ed ha spinto New Horizon in un'orbita attorno al Sole
facendo uscire dall'influenza gravitazionale terrestre. Centaur si
è poi sganciato ed è toccato allo stadio superiore Star 48B
agganciato alla sonda accelerarla ulteriormente. A nove ora dal
lancio New Horizons supererà l'orbita lunare e fra 18 mesi
incontrerà Giove. Il 14 luglio 2015 raggiungerà il sistema
Plutone-Caronte. A bordo tutto funziona perfettamente ed il
generatore di nucleare a radioisotopi fornisce l'energia prevista
alla sonda. Nella foto (cortesia NASA) il momento del decollo del
vettore Atlas 5 con a bordo la sonda New Horizons.
Fonte: SpaceflightNow.com
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19/01/2006
- Stardust:
un enorme successo! -
Dopo il suo arrivo sulla Terra, avvenuto lo scorso fine settimana,
la capsula di rientro della sonda Stardust è stata aperta
all'interno dello speciale laboratorio del Johnson Space Center di
Houston, nel Texas. "Supera tutte le aspettative"
è stato il primo commento di Donald Brownlee, pricipale
responsabile scientifico della missione Stardust per l'Università
di Seattle, nello Stato di Washington. "Un successo
gigantesco" ha poi continuato "Si possono vedere un
sacco di impatti. Ci sono quelli grandi e ci sono quelli più
piccoli. Quelli più grandi sono già visibili da circa tre metri di
distanza." Ha continuato Brownlee. Una stima preliminare
individua milioni di granelli di polvere intrappolati nell'aerogel .
Le misure dei granelli vanno da qualche micron ad un millimetro
circa. Si possono vedere i granelli di polvere di cometa, più
scuri, al termine della scia lasciata all'interno dell'aerogel. Ora
un gruppo di 150 scienziati in tutto il mondo potrà studiare questo
prezioso carico. A marzo anche da casa, grazie ad internet, gli
appassionati saranno coinvolti nella ricerca delle particelle di
polvere all'interno dell'aerogel con il progetto Stardust@home.
Nella foto (cortesia NASA il momento in cui il Professor Brownlee esulta
dopo aver visto la polvere cosmica intrappolata nella griglia di
aerogel.
Fonte: NASA/JSC – Space.com
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| 18/01/2006
- Nuovo rinvio per la New Horizon - Anche oggi la
NASA è stata costretta a rinviare il lancio della sonda New Horizon.
Il motivo questa volta è dovuto ad una mancanza di energia
elettrica nella zona dell'Università Johns Hopkins University
Applied Physics Laboratory a Laurel, nel Maryland da dove viene
seguita la sonda. Esiste ovviamente un sistema di riserva ma la NASA
ha preferito non rischiare per le fasi cruciali del lancio e quindi
ha rinviato tutto a domani con una finestra di lancio che si aprirà
alle 19.08 alle 21.07 ora italiana. La mancanza di energia elettrica
si è verificata per le pessime condizioni del tempo nel Maryland
colpito da tempeste. Al Centro Spaziale di Cape Canaveral invece le
condizioni meteo per il lancio sono buone e le previsioni danno un
80% di bel tempo anche per domani.
Fonte: NASA/APL
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| 17/01/2006
- Lancio rinviato per il vento - La NASA ha
rinviato il lancio della sonda New Horizon, previsto per oggi alle
19.24 ora italiana, a causa del vento ad alta quota che superava il
limite di sicurezza di 33 nodi orari fissato per il vettore Atlas 5.
La finestra di lancio di oggi era di circa due ore nelle quali si
sono succedute una serie di rinvii sperando che il vento calasse e
soltanto a 2 minuti e 44 secondi dalla chiusura della finestra il
controllo missione ha definitivamente rinviato a domani il lancio.
Durante il conto alla rovescia non si sono avuti inconvenienti
tecnici di sorta e se domani non avremo l'incognita delle condizioni
meteo il lancio potrà essere eseguito regolarmente. Ricordiamo che
il vettore Atlas 5, che ha debuttato nel 2002, ha fino a questo
momento effettuato sei lanci tutti riusciti perfettamente.
Fonte: SpaceflightNow
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16/01/2006
– SMART-1 si schianterà sulla Luna? – Gli
scienziati dell'ESA stanno pensando di far schiantare la sonda
europea Smart-1, la prima mai inviata dall'Europa in orbita lunare,
sulla superficie visibile del nostro satellite naturale, ad agosto,
quando le riserve di propellente saranno ormai quasi esaurite.
L'idea è quella di utilizzare la fine della missione per studiare
l'impatto sulla superficie selenica e la dinamica della formazione
di un cratere studiando anche da Terra il momento dello scontro. La
Smart-1 venne lanciata nel settembre 2003 e, grazie all'innovativo
motore ad ioni raggiunse l'orbita lunare definitiva il 15 novembre
2004. La sonda ha fotografato la superficie lunare con le sue
speciali telecamere permettendo lo studio dei minerali che la compongono
ed inoltre ha effettuato ricerche di ghiaccio d'acqua. La Smart-1 è
la seconda sonda costruita dall'uomo ad utilizzare come propulsione
principale un motore ad Ioni (la prima è stata nel 1998 la Deep
Space 1 della NASA.). Nel disegno (cortesia ESA) la sonda Smart-1.
Fonte: Space.com
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16/01/2006
– New Horizon pronta al lancio – La sonda New
Horizon della NASA dedicata allo studio del più lontano dei nove
pianeti del sistema solare Plutone è ormai pronta al lancio. La
partenza è prevista per domani alle 19.23 ora italiana dalla base
di lancio di Cape Canaveral a bordo di un vettore Atlas 5. New
Horizon affronterà un viaggio lungo nove anni che la porterà nel
2007 nei pressi di Giove e nel 2015 visiterà, per la prima volta
nella storia dell'esplorazione spaziale, il pianeta Plutone con la
sua luna principale Caronte e le altre due piccole lune P1 e P2;
queste ultime scoperte dal telescopio spaziale Hubble soltanto lo
scorso anno. Sarà l'oggetto più veloce mai lanciato dall'uomo,
infatti supererà l'orbita della Luna in soltanto nove ore e
raggiungerà Giove in un anno e mezzo (quando la sonda Cassini ne
aveva impiegati quattro).Nel 2015 arriverà nei pressi del sistema
Plutone/Caronte dove i suoi strumenti permetteranno un dettagliato
studio del pianeta e dei suoi satelliti. Data la distanza dalla
Terra, quasi 5 miliardi di chilometri, anche con i migliori
telescopi la sua morfologia rimane sconosciuta anche se si ipotizza
che sia un pianeta ghiacciato resto della formazione del Sistema
Solare. Ma non è finita qui, infatti se tutto andrà come previsto
è programmato che la sonda continui il suo viaggio in quella che
viene definita la "Fascia di Kuiper" dal nome
dell'astronomo che per primo l'ha ipotizzata. Infatti oltre l'orbita
di Plutone si troverebbe una fascia di corpi solidi grandi, alcuni,
anche più di Plutone, scoperti tutti negli ultimi anni. Non si
esclude quindi di poterne far visitare qualcuno alla New Horizon.
Infatti la sonda, pesante 478 chilogrammi è fornita di un
generatore a radioisotopi (come sulle sonde Voyager o sulla Cassini)
che gli permette di avere energia per parecchi anni. Plutone venne
scoperto nel 1930 dall'astronomo USA Clyde Tombaugh utilizzando il
telescopio del Lowell Observatory in Flagstaff, Arizona. Soltanto
nel 1978 venne scoperta la sua luna Caronte e nel 2005 le piccole P1
e P2. La missione ha avuto diverse vicissitudini ed è stata più
volte sul punto di essere cancellata ma, anche grazie alle proteste
degli astronomi ed astrofili mondiali, alla fine si è deciso di
colmare l'unico vuoto nell'esplorazione dei nove pianeti del nostro
Sistema Solare. Quindi, dopo il felice rientro dei campioni di
cometa e di polvere interstellare della Stardust, una nuova
affascinante missione dell'astronautica prende domani il via
rendendo il 2006, appena iniziato, un anno che si preannuncia molto
proficuo per lo studio dello Spazio. Nella foto (copyright
Ben Cooper/Spaceflight Now) l'Atlas 5 pronto al lancio.
Fonte: NASA/JPL – Space.com
- SpaceflightNow
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15/01/2006
- Stardust è atterrata regolarmente - Con uno
spettacolare sorvolo notturno della costa ovest degli USA il piccolo
modulo di rientro della sonda Stardust ha regolarmente toccato il
suolo appesa ad un paracadute alle 5.10 a.m. EST (le ore 10.10 ora
italiana) nel deserto dello Utah. Un applauso, da parte degli
scienziati del JPL in Pasadena, California, ha segnato il momento
della conferma dell'atterraggio. Al momento gli elicotteri di
recupero si stanno dirigendo verso il punto di caduta. Le
informazioni iniziali sembravamo indicare un qualche tipo di problema
con il paracadute di frenata ma successivamente è stato confermato
che tutto è andato bene ed il paracadute
principale si è aperto regolarmente portando la sonda verso il
suolo alla velocità programmata. La missione Stardust si
conclude così felicemente dopo sette anni e la raccolta della prima
polvere di cometa e di materiale interstellare. Alle
10.44 gli elicotteri di recupero hanno trovato la capsula ed il suo
paracadute vicino. Al momento la capsula si trova in un primo
laboratorio allestito nella base militare e viene preparata per
l'invio al Johnson Space Center dove l'arrivo è previsto per
martedì. Nella foto di copertina (cortesia NASA) la sonda appena
dopo il suo ritrovamento sul suolo del deserto dello Utah. Nella
foto qui a sinistra possiamo vedere i tecnici della NASA che
scaricano dall'elicottero il modulo di rientro della Stardust.
Fonte: NASA
- SpaceflightNow
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| 12/01/2006
- Stardust verso casa - Alle 11:12 ora italiana di
domenica 15 gennaio 2006 un piccolo modulo di rientro, pesante
soltanto 40 chilogrammi, appeso ad un paracadute dovrebbe scendere
nel deserto dello Utah nella base dell'esercito a sud ovest di Salt
Lake City. A bordo nientemeno che la polvere di una cometa, la WIld
2, e la polvere interstellare raccolta nel 2004 dalla sonda della
NASA Stardust (Polvere di stelle). La Stardust è stata lanciata il
7 febbraio del 1999 con un razzo vettore Boeing Delta 2. La sua
rotta l'ha portata all'incontro con la cometa Wild 2 il 2 gennaio
del 2004. Mentre la sonda passava nella coda della cometa veniva
esposto all'ambiente esterno uno speciale contenitore, delle
dimensioni di una racchetta da tennis, formato da cellette piene di
aerogel, uno speciale materiale leggerissimo, definito "fumo
solido" e capace di intrappolare i grani di polvere stellare.
Una volta raccolta la polvere il contenitore è stato richiuso
ed è iniziato il lungo viaggio verso la Terra. La sonda sgancerà
il modulo contenente la preziosa raccolta alle ore 6:57 ora italiana
e questo penetrerà nell'atmosfera terrestre alla velocità
vertiginosa di oltre 40 mila chilometri all'ora. Dopo essere stato
decelerato dall'attrito dell'atmosfera ed aver superato un
surriscaldamento di circa 4.000 gradi celsius un piccolo paracadute
di frenata verrà aperto alla quota di circa 32 chilometri seguito
da quello principale a circa tre chilometri di altezza. La discesa
terminerà con un atterraggio morbido nel deserto della base
militare "US Army Dugway Proving Ground"
nello Utah. Un elicottero porterà i primi tecnici della NASA sul
luogo del rientro e la preziosa sonda verrà portata
successivamente, per lo studio, al Johnson Space Center di Houston,
nel Texas. La NASA ha anche lanciato una interessante iniziativa per
i navigatori di internet che possono così partecipare alla ricerca
delle minuscole particelle intrappolate nell'aerogel (questo
l'indirizzo per chi fosse interessato: http://stardustathome.ssl.berkeley.edu/).
Si prevede che la ricerca delle particelle di polvere cometaria e
interstellare possa iniziare a marzo 2006. Per il momento speriamo
che la fasi di rientro proceda per il meglio e che sia evitata la
brutta fine della sonda Genesis alla quale, ricordiamo, non si aprì
il paracadute per un banale errore di montaggio e finì sfracellata
al suolo l'8 settembre 2004 proprio nello stesso sito dove
rientrerà anche la Stardust. In copertina una visione della
Stardust mentre si avvicina alla Terra (cortesia NASA/JLP).
Fonte: NASA
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06/01/2006
– TOPEX/Poseidon in pensione – Dopo una carriera
durata 13 anni (contro i 5 previsti) la NASA e il CNES (Centre
National d’Etudes Spatial – l’Agenzia Spaziale Francese) hanno
dichiarata conclusa la missione del satellite per lo studio degli
oceani TOPEX/Poseidon. La conclusione della missione è dovuta al
guasto dell’ultimo giroscopio che ne permetteva il puntamento.
Lanciato nel 1992 il satellite, costruito e gestito in
collaborazioni fra le due agenzie spaziali, è stato il primo
dedicato interamente allo studio degli oceani. Dalla sua orbita
posta a 1.335 chilometri il TOPEX/Poseidon ha seguito i cambiamenti
dei mari e per la prima volta ha permesso di ottenere una mappa
delle altezze delle onde su tutto l’emisfero. Lo studio della
temperatura del mare ha permesso inoltre una migliore comprensione
dei fenomeni del cambiamento del clima come "El Niño"
mentre il suo sistema GPS a bordo ha confermato il suo positivo
utilizzo su un satellite. La missione ha compiuto oltre 62.000
orbite attorno alla Terra ed anche se ora non ha più controllo il
suo rientro nell’atmosfera avverrà soltanto fra circa 1.000 anni
a causa della ridotta resistenza alla sua quota orbitale. Il suo
successore, Jason, lanciato nel dicembre 2001 ha funzionato in
coppia assieme al TOPEX/Poseidon e nel 2008 verrà affiancato da un
terzo satellite, Ocean Surface Topography Mission, anche questo in
cooperazione fra NASA e CNES. Lee-Lueng Fu, uno degli scienziati del
JPL di Pasadena che ha seguito la missione TOPEX/Poseidon ed ora
segue il Jason, ha espresso la speranza che questa continuità di
dati possa estendersi permanentemente alla comunità internazionale.
Nella foto (cortesia NASA/JPL) il logo della missione.
Fonte: SpaceflightNow.com
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| 5/01/2006
– Nominato il nuovo equipaggio della ISS – La NASA
ha formalmente annunciato l’equipaggio di Spedizione Tredici che
salirà sulla Stazione Spaziale Internazionale il prossimo marzo: si
tratta del comandante russo Pavel Vinogradov e dell’ufficiale
scientifico NASA ed ingegnere di bordo Jeffrey Williams. Vinograd è
un veterano di una missione di lunga durata sulla stazione spaziale
MIR mentre Williams ha voltato sullo shuttle nel 2000 con la
missione STS-101. Assieme a loro, a bordo della Soyuz TMA-8, verrà
lanciato anche il primo astronauta brasiliano Marcos Pontes, Pontes
rimarrà sulla ISS per una settimana e poi rientrerà sulla Terra a
bordo della Soyuz TMA-7 e l’attuale equipaggio della stazione, Spedizione
Dodici, composto dal comandante Bill McArthur e dall’ingegnere
di volo Valery Tokarev. L’equipaggio di Spedizione Tredici sarà a
bordo della ISS quando la seconda missione dello shuttle, dopo la
ripresa dei voli a seguito del disastro del Columbia nel febbraio
2003, prevista per maggio, la STS-121, attraccherà alla stazione
portando rifornimenti. Assieme all’equipaggio della navetta ci
sarà anche l’astronauta tedesco dell’ESA Thomas Reiter che
condurrà la prima missione di lunga durata a bordo della ISS
assieme all’equipaggio di Spedizione Tredici e rientrerà sulla
Terra assieme a loro.
Fonte: Space.com
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modifica 30/06/2006 -
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