News - gennaio/giugno 2006

werhsepd.gif (1132 byte)

In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica aggiornate continuamente. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta.

werhsepd.gif (1132 byte)

30/06/2006 – Maltempo previsto per il KSC  – La NASA prevede un 60% di condizioni proibitive al Centro Spaziale Kennedy, in Florida, per il lancio della navetta Discovery missione STS-121 prevista per il 1° luglio 2006. Comunque il conto alla rovescia continua regolarmente senza nessun problema tecnico. Anche i due giorni seguenti, 2 e 3 luglio le condizioni meteo non dovrebbero migliorare. 

Fonte: NASA

 

29/06/2006 – Primo Delta IV decolla da Vandemberg  – Alle 3.33 GMT (le 5.33 ora italiana) è decollato regolarmente dalla Base di Vandemberg, in California, il razzo vettore Delta IV (versione Medium+ 4,2) con a bordo un satellite spia della NRO (National Reconnaissance Office). Si è trattato del volo inaugurale dalla rampa di lancio SLC-6 che venne costruita negli anni '80 per lanciare la navetta spaziale in missioni militari ma che non venne mai utilizzata. Anche per il Delta IV si è trattato del primo lancio da Vandemberg. La missione ha avuto una lunga sequenza di ritardi dovuti principalmente al carico utile; basti pensare che il razzo venne assemblato per il lancio fin dal 2003. Con questo lancio la Difesa Americana può disporre in pieno del progetto EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle) che venne ideato negli anni '90 per poter disporre di moderni vettori a perdere da poter utilizzare in entrambi i siti di lancio USA (Florida e California) con due famiglie di veicoli, il Delta IV e l'Altas 5. Il prossimo lancio da Vandemberg è previsto per novembre, sempre con un vettore Boeing Delta IV, con un satellite meteorologico della Difesa chiamato DMSP-17 in orbita polare. Il satellite lanciato oggi invece rimane classificato ma si può supporre si tratti di un veicolo per telecomunicazioni militari.

Fonte: Space.com

 

27/06/2006 – L'equipaggio di STS-121 arriva al KSC  – A bordo di tre aviogetti da addestramento T-38 l'equipaggio della prossima missione shuttle Discovery STS-121 è giunto un volo, oggi alle 14.30 GMT (le 16.30 ora italiana) dal Centro Spaziale Johnson di Houston, Texas, al Centro Spaziale Kennedy, in Florida. L'equipaggio di STS-121 è composto dal comandante Steve Lindsey, il pilota Mark Kelly e gli specialisti di missione Mike Fossum, Lisa Nowak, Stephanie Wilson, Piers Sellers e l'astronauta tedesco dell'ESA Thomas Reiter. Il conto alla rovescia per il lancio inizierà domani alle 5.00 p.m.EDT (le 23.00 ora italiana) ed la partenza è prevista per sabato 1° luglio alle 3.48.37 p.m. (le 21.48 ora italiana). Lo shuttle Discovery si attraccherà alla Stazione Spaziale Internazionale lunedì 3 luglio portando rifornimenti per la ISS e lasciandovi l'astronauta europeo Reiter che inizierà un soggiorno di circa sei mesi sulla stazione. Il rientro del Discovery è previsto dopo dodici giorni di missione, il 13 luglio. Questo è il secondo volo di uno shuttle dopo il tragico incidente del Columbia avvenuto il 1° febbraio 2003 al rientro dallo spazio. Lo scorso anno, sempre la navetta Discovery, aveva compiuto la missione STS-114 ma durante il lancio si era verificata la perdita di blocchi di isolante dal serbatoio esterno, lo stesso problema che aveva danneggiato irrimediabilmente il Columbia, ma per fortuna, questa volta, nessun detrito aveva colpito la navetta. Quasi un anno di lavoro per modificare il serbatoio esterno non ha però portato ai miglioramenti previsti e la possibilità di vedere staccarsi altri pezzi di isolante dal serbatoio durante il lancio di sabato rimane alta. Segui la missione giorno per giorno all nostra pagina dedicata alla missione STS-121. Nella foto in alto (cortesia NASA-TV) l'equipaggio appena atterrato al Kennedy Space Center.

Fonte: NASA

 

26/06/2006 – Progress attracca alla ISS  – I due astronauti a bordo della ISS (Stazione Spaziale Internazionale) hanno dato il benvenuto oggi all'arrivo del veicolo spaziale cargo russo carico di cibo fresco, equipaggiamenti ed altre attrezzature per il loro laboratorio orbitale. Il comandante di Spedizione Tredici Pavel Vinogradov e l'ingegnere di volo Jeffrey Williams hanno osservato il veicolo cargo automatico Progress 22P-M57 attraccare alla stazione spaziale alle 16.25 GMT (le 18.25 ora italiana) con quasi sei minuti di anticipo sul previsto dopo quasi due giorni di volo orbitale. Infatti il Progress era stato lanciato sabato scorso da Baikonur e dopo un inseguimento durato due  giorni ha attraccato in modo automatico al boccaporto del modulo russo Pirs. A bordo del Progress 22P-M57 si trovano ben 2.500 chilogrammi di rifornimenti vari: 1.296 chilogrammi sono composti da cibo, attrezzature ed altro carico solido, 113 chilogrammi sono di acqua, 45 chilogrammi di aria ed ossigeno e 861 di propellente per la ISS. L'equipaggio inizierà a scaricare il Progress questa settimana ma poi si fermerà per concentrarsi sull''arrivo dei loro primi visitatori umani previsto il 3 luglio  con la navetta Discovery nella missione STS-121. Infatti anche a bordo dello shuttle si trova un grosso carico di rifornimenti stivati nel modulo logistico multifunzionale MPLM italiano Leonardo .Con STS-121 arriverà sulla ISS anche il terzo membro dell'equipaggio di Spedizione Tredici, ovvero il tedesco dell'ESA Thomas Reiter che dovrebbe trascorrere sulla stazione spaziale un periodo di circa 6/7 mesi. Nella foto (cortesia NASA-TV) il Progress 22P-M57 (a destra) mentre attracca al modulo Pirs della ISS. Accanto si vede la Soyuz-12 con la quale l'equipaggio di Spedizione Tredici è giunto sulla ISS. Attraccato alla stazione si trova ancora il precedente cargo automatico Progress 21P-M56. 

Fonte: Space.com

 

26/06/2006 – Secondo stadio del VEGA supera la prima prova  – Con un rombo fortissimo ed una scia di fumo di centinaia di metri il secondo stadio del nuovo vettore europeo VEGA è stato testato nella base militare di Salto di Quirra, in Sardegna. Il motore a combustibile solido, Zefiro 23, è lungo sette metri e mezzo ad ha un diametro di due metri. Al suo interno 24 tonnellate di combustibile solido che sono state bruciate in 75 secondi. Il test è andato tutto come previsto. Zefiro 23 viene costruito dalla Avio di Colleferro. Il motore del terzo stadio di VEGA, lo Zefiro 9 è stato testato perfettamente a dicembre 2005. Il primo stadio di VEGA invece è il motore P80. Il primo lancio di VEGA è previsto dalla base di lancio di Kourou, nella Guyana francese alla fine del 2007. Con questo nuovo vettore Arieanespace coprirà anche il mercato dei piccoli satelliti ora in grande espansione. Infatti VEGA sarò capace di portare in orbita carichi da 300 a 2.000 chilogrammi.

Fonte: ESA

 

25/06/2006 – La Russia lancia un satellite militare da ricognizione  – La Russia ha lanciato in orbita un nuovo satellite militare da ricognizione con un vettore Tsyklon 2 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 04.00 GMT (le 6.00 ora italiana). Dopo cinque minuti dal lancio il veicolo si è sganciato dal secondo stadio del vettore ed ha acceso i suoi propulsori per piazzarsi su un'orbita circolare inclinata di 65°. Dopo il lancio il satellite è stato ribattezzato Kosmos 2421 e questo è il secondo satellite militare lanciato questo anno. Quello di oggi era il 26° lancio spaziale del 2006. Il vettore Tsyklon 2 ha invece compiuto il suo 106° lancio in quasi 40 anni di servizio.

Fonte SpaceflightNow.com

 

21/06/2006 – MITEx lanciato con un Delta 2  – Una coppia di piccoli satelliti sperimentali militari degli USA sono stati lanciati oggi con un vettore Delta 2 (7925) dalla rampa SLC-17A di Cape Canaveral in Florida. Il MITEx (Micro Satellite Tecnology Experiment) è stato portato nello spazio con un perfetto lancio alle 22.15 GMT (0.15 ora italiana) e dopo circa mezz'ora il Delta 2 ha completato il suo lavoro e la coppia di satelliti era inserita in una orbita ellittica geosincrona di trasferimento. I due microsatelliti che compongono il progetto MITEx utilizzeranno un nuovo stadio superiore per piazzarsi in una orbita geostazionaria a 36.000 chilometri di altezza in un punto non divulgato, perché coperto da segreto militare. Da lì i due satelliti avranno un anno di tempo per sperimentare tutta una varietà di avanzate nuove tecnologie in vari campi dai sistemi propulsivi, l'avionica e le strutture spaziali oltre che l'utilizzo di componenti in commercio per l'elettronica di bordo. I MITEx sono stati costruiti dal U.S. Naval Research Laboratory, pesano soltanto 226 chilogrammi ognuno e sono un progetto che vede coinvolte la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), la U.S. Air Force e la Navy. Quello di oggi è stato il 67° lancio consecutivo di successo per il Delta 2 fin dal 1997. Dal 1989 il Delta 2 ha compiuto ben 120 lanci di successo su 122 totali.

Fonte: SpaceflightNow

 

19/06/2006 – Paolo Nespoli volerà con STS-121  – La NASA ha definito l'equipaggio della missione shuttle STS-120 che nell'agosto del 2007 porterà alla Stazione Spaziale Internazionale il Nodo 2. Fra i sei astronauti spicca finalmente il nome dell'italiano Paolo Nespoli, qui alla sua prima missione nello spazio dopo aver atteso per quasi dieci anni. Nespoli sarà specialista di missione con l'equipaggio composto dal comandante Pamela A. Melroy, che sarà la seconda donna a pilotare uno shuttle, dal Colonnello del Corpo dei Marines George D. Zamka, al suo primo volo spaziale e che fungerà da pilota, e dagli specialisti di missione Scott E. Parazynski, Douglas H. Wheelock e Michael J. Foreman, anch'egli al suo primo volo. La missione di STS-120 porterà alla ISS il secondo modulo definito "Nodo", un modulo pressurizzato che, come i Nodi 1 e 3, connette fra loro i moduli di ricerca, abitativi, di controllo e di attracco della Stazione Spaziale. I Nodi sono usati per controllare e distribuire le risorse tra gli elementi connessi. Questo volo del Nodo 2 precede il lancio del modulo laboratorio Columbus dell'ESA alla ISS. Il Nodo 2 e tre sono stati costruiti in Italia dalla Alcatel Alenia Space. Ogni nodo è un cilindro a 6 porte: due lungo l'asse portante della ISS e quattro laterali, alle quali sono attaccati in modo temporaneo o permanente altre strutture. Per esempio, dalle porte del nodo 2 si accederà al laboratorio americano Destiny, a quello giapponese JEM ed al laboratorio Columbus. Le restanti due porte sono a disposizione dello Space shuttle e dei moduli logistici europei o giapponese. Il nodo 1 è stato costruito negli Stati Uniti dalla Boeing, ed è il secondo elemento della ISS andato in orbita. La costruzione del nodo 2 e del nodo 3 è stata invece affidata all'ESA e commissionata a un team industriale guidato dall'Alenia. Dal punto di vista strutturale, i nodi svolgono una funzione assolutamente cruciale, anche perché devono essere capaci di svolgere una serie di funzioni diverse fra loro: devono essere abitabili, dunque pressurizzati, devono consentire il passaggio di persone e cose, devono essere dotati di porte di attracco per varie navicelle spaziali. Sono veri e propri elementi multifunzionali, la cui efficienza è critica per il progetto nel suo complesso. Paolo Nespoli è nato il 6 aprile 1957 a Milano. Presso la Polytechnic University di New York ha conseguito nel 1988 il Bachelor of Science in ingegneria aerospaziale e l’anno successivo il Master of Science in aeronautica e astronautica. Nel 1990 ha conseguito la Laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università degli Studi di Firenze. Nespoli è abilitato alla professione di ingegnere ed ha conseguito il brevetto di pilota privato con la qualifica per il volo strumentale. Inoltre, è in possesso del brevetto avanzato d’immersione subacquea e all’immersione NitrOx. Nel corso del servizio militare nell’esercito italiano, tra il 1977 e il 1984, ha ottenuto la qualifica di paracadutista, istruttore di paracadutismo, direttore di lancio, abilitazione al lancio con la tecnica della caduta libera, abilitazione al lancio d’alta quota, incursore. Nespoli ha ripreso gli studi universitari nel 1985, lasciando l’esercito nel 1987. Due anni più tardi, dopo aver completato il Master of Science, ha fatto ritorno in Italia per lavorare come ingegnere progettista a Firenze, dove ha eseguito analisi meccaniche e fornito il supporto per la qualifica delle unità di volo dell’Electron Gun Assembly, uno dei principali componenti del sistema del “satellite al guinzaglio” (Tethered Satellite System, TSS) dell’Agenzia Spaziale Italiana. Nel 1991, è entrato a far parte del corpo astronautico europeo dell’ESA, a Colonia, Germania. In qualità di ingegnere per la formazione degli astronauti ha contribuito alla preparazione e allo sviluppo della formazione di base degli astronauti europei ed è stato responsabile della preparazione e della gestione del mantenimento delle competenze degli astronauti. È stato responsabile anche del Astronaut Training Database, un software utilizzato per la preparazione e la gestione della formazione degli astronauti. Nel 1995 è stato assegnato al progetto EuroMir presso lo stabilimento ESTEC dell’ESA, a Noordwijk nei Paesi Bassi, dove ha assunto la responsabilità del team che ha preparato, integrato e supportato il Payload and Crew Support Computer utilizzato a bordo della stazione spaziale russa Mir. In 1996, è stato assegnato al Johnson Space Center della NASA, a Houston, in Texas, dove ha lavorato nella Spaceflight Training Division per la formazione per il personale di terra e per gli equipaggi in orbita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nel luglio 1998, è stato selezionato come astronauta dall’Agenzia Spaziale Italiana e un mese dopo si è aggregato al Corpo Astronautico Europeo dell’ESA, nella base del Centro Astronautico Europeo (European Astronaut Centre, EAC) di Colonia, in Germania. Nell’agosto 1998, è stato trasferito presso lo Johnson Space Center della NASA e assegnato alla classe di astronauti XVII della NASA. Nel 2000 ha conseguito le qualificazioni di base per essere assegnato a una missione a bordo di uno Shuttle e alla Stazione Spaziale Internazionale. Nel luglio 2001 ha completato con successo il corso di allenamento per comandare il braccio robotico dello Shuttle. Nel settembre 2003 ha completato il corso avanzato per le attività extraveicolari (Extra Vehicular Activities). Purtroppo in questa prima missione nello spazio non è previsto che esegua nessuna attività extraveicolare (che nessun astronauta italiano ha ancora mai svolto) ma ci sono ancora diversi volo da assegnare fino al termine dei voli degli shuttle nel 2010 e speriamo che in uno di essi il nostro Nespoli possa volteggiare in un tuta spaziale all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto in alto l'astronauta italiano ESA Paolo Nespoli e nell'altra una rappresentazione del Nodo 2.

Fonte: ESA 

 

18/06/2006 – Via libera per il lancio di STS-121 il 1° luglio  – Dopo una lunga discussione, avvenuta durante il Flight Readiness Review alla NASA ed alla quale hanno partecipato tutti i diretti responsabili per i voli spaziali dello space shuttle, il direttore dell'Ente Spaziale USA, Mike Griffin, ha preso la decisione di andare avanti con la preparazione al lancio della missione STS-121 per il 1° luglio 2006 nonostante il parere negativo del Safety Manager e del Capo ingegnere. I due pareri contrari parlavano addirittura di un evento "probabile/catastrofico" a causa del pericolo di distacco di materiale isolante dal serbatoio esterno al momento del lancio. Questo problema si era già verificato durante l'ultimo lancio di uno shuttle, il Discovery, quasi un anno fa, ed aveva costretto la NASA ha tentare una modifica della cosiddetta "PAL ramp", uno delle zone del serbatoio dove è maggiormente utilizzata la schiuma isolante. Purtroppo questa modifica non sembra, almeno durante i test in galleria del vento e in simulazioni al computer, aver eliminato il problema. L'equipaggio di STS-121 comunque è tranquillo e, anche nel malaugurato caso di gravi danni al lancio, vi è la possibilità di effettuare riparazioni nello spazio o di attendere una navetta di salvataggio a bordo della ISS. Il conto alla rovescia inizierà il 28 giugno prossimo ed il lancio à previsto per le 3.48 p.m. EDT (le 21.48 ora italiana) del 1° luglio.

Fonte: NASA

 

18/06/2006 – Nuovo successo per Sea Launch  – Alle 7.50 GMT (le 9.50 ora italiana) un razzo vettore Zenith 3SL è decollato dalla piattaforma oceanica posta nelle acque equatoriali dell'Oceano Pacifico a circa 1.400 miglia a Sud delle Hawaii. A bordo il satellite Galaxy 16 della società PanAmSat che, dopo varie accensioni del motore dello stadio superiore Block DM-SL, è stato immesso nella sua orbita geostazionaria a 36.000 chilometri di quota posizionata a 99° Ovest e da dove può coprire, con i suoi servizi, Stati Uniti, Alaska, Hawaii e Messico. A bordo del satellite, pesante oltre 3.000 chilogrammi, si trovano ben 24 trasmettitori in banda-C e 24 in banda-KU che permetteranno di trasmettere immagini televisive in alta definizione (HDTV) oltre a collegare varie aziende. Fra le emittenti che potranno sfruttare questo potenziale di trasmissione televisiva diretta ai telespettatori ci sono la ABC, Comcast, FOX Broadcasting, Warner Bros., Buena Vista, Televisa, National Public Radio e Hughes Network Systems. Questo è stato il 43° satellite lanciato per la PanAmSat fin dal 1983 e molto probabilmente l'ultimo prima di essere inglobata nella Intelsat. 

Fonte: SpaceflightNow

 

17/06/2006 – Primo satellite Kazaco in orbita – Il Kazakhstan ha il suo primo satellite in orbita. Infatti con un vettore Proton DM lanciato alle 22.44 GMT (le 0.44 del 18 giugno) dal poligono di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan questo stesso paese ha immesso il satellite KazSat-1 in orbita.  Questo satellite per telecomunicazioni servirà sopratutto per collegare telefonicamente varie repubbliche ex-sovietiche quali il Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Turkmenistan è parte della Russia. Pensato per una vita operativa di 12 anni verrà seguito dal KazSat-2 fra alcuni anni. Questo è la prima collaborazione spaziale fra Russia e Kazakhstan che fornisce la base di lancio più utilizzata del pianeta: Baikonur appunto.Il costo di KazSat-1 è stato di circa 100 milioni di dollari ed è parte di un accordo fra Russia e Kazakhstan che prevede anche la fornitura delle stazioni di Terra, centri di controllo satellitare e addestramento del personale.

Fonte: SpaceflightNow

 

15/06/2006 – Resurs DK-1 e Pamela in orbita – Con un perfetto lancio di un vettore Soyuz avvenuto alle 8.00 GMT (le 10.00 ora italiana) dalla Base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, è stato messo in orbita il satellite per osservazione terrestre Resurs DK-1. Assieme al satellite russo si trova anche il piccolo satellite italiano Pamela ( Payload for Antimatter-Matter Exploration and Light-nuclei Astrophysics) per lo studio dei raggi cosmici in orbita terrestre e per cercare di capire di più della materia oscura e della relazione fra materia ed antimateria. Resurs-DK1 è equipaggiato di telecamere capaci di inviare a Terra immagini con risoluzione della superficie terrestre di un metro in bianco e nero e di due metri a colori. Pamela è invece stato preparato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. 

Fonte: Pamela Home Page

 

04/06/2006 – Anche i russi tornano sulla Luna – A trenta anni dall'ultima missione lunare automatica sulla Luna i russi stanno preparandosi per tornare. Si chiamerà Luna-Glob o Luna-25 e sarà una sonda che entrerà in orbita lunare e sgancerà sulla superficie tredici piccoli penetratori per lo studio del terreno ed un lander in uno dei crateri del polo per la ricerca del ghiaccio. La missione dovrebbe vedere il via nel 2012. Ecco che anche la Russia, dopo l'India, la Cina e gli USA si prepara a tornare a studiare da vicino il nostro satellite naturale. Al momento l'unica sonda in orbita attorno alla Luna e la Smart-1 dell'Agenzia Spaziale Europea. 

Fonte: AviationNow

 

02/06/2006 – Prima EVA per l'Equipaggio Tredici della ISS – I due cosmonauti facenti parte dell'equipaggio di Spedizione Tredici a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno eseguito oggi la loro prima attività extraveicolare (EVA) rimanendo all'esterno della ISS per sei ore e trenta. L'EVA era iniziata alle 6.48 p.m. EDT (le 0.49 ora italiana) quando Pavel Vinogradov e Jeffrey Williams con indosso le tute russe Orlan sono usciti dal portello del modulo russo Pirs mentre la ISS sorvolava l'Asia del Sud. Erano due i principali obiettivi della EVA di oggi: la prima era di rimpiazzare un apparecchio utilizzato per disperdere nello spazio l'idrogeno in eccesso creato da Elektron, il generatore primario di ossigeno della Stazione Spaziale Internazionale. Poi i due astronauti hanno rimpiazzato una telecamera guasta posta sul traliccio principale e che verrà utilizzata durante la missione STS-115, prevista per l'estate, e durante la quale verrà installato un nuovo set di pannelli solari che raddoppieranno la capacità energetica della stazione. Altri piccoli compiti durante l'EVA sono stati i prelievi dei campioni di microrganismi dai contenitori dell'esperimento Biorisk, il recupero di una lastra di metallo dell'esperimento Kromka che studia gli effetti dei propulsori di assetto sullo scafo esterno della stazione e fotografare alcune antenne poste nella parte terminale del modulo Zvezda e che potrebbero interferire con l'arrivo del modulo di rifornimenti europeo ATV. L'attività extraveicolare si è conclusa regolarmente alle 7.19 ora italiana quando i due cosmonauti sono rientrati nel modulo Pirs. Unico inconveniente la perdita, da parte di Vinogradov, di un laccio che viene utilizzato per tenere ancorati i piedi dei cosmonauti, e che se ne è volato lontano oltre i pannelli solari. Ma i responsabili della NASA hanno in seguito affermato che questo detrito non sarà un pericolo per la ISS perché è orbitato fuori dal piano orbitale della stazione. Questa era la 65° attività extraveicolare originata dalla ISS, la seconda per Williams e la sesta per Vinogradov. Durante la loro permanenza dovranno eseguirne altre due. Nella foto (cortesia NASA) Williams durante l'EVA di oggi.

Fonte: NASA - Space.com

 

28/05/2006 – Ariane 5 record di peso in orbita – Con un perfetto lancio, avvenuto alle 18.09 locali (le 23.09 ora italiana) dalla Base di Lancio di Kourou, nella Guyana Francese rampa ELA-3, il razzo vettore Ariane 5 ECA (V-171) ha messo in orbita due satelliti per telecomunicazioni battendo ogni record precedente di peso immesso in orbita di trasferimento geostazionaria con circa 8.300 chilogrammi. I due satelliti di oggi erano il messicano Satmex 6 ed il Thaicom 6 operante per una compagnia privata Tailandese. Entrambi sono satelliti per telecomunicazioni e, mentre Satmex 6, costruito dalla Space System Loral e pesante 5,4 tonnellate, coprirà tutta l'aerea del Messico, Sud America, Hawaii e Caraibi posizionato a 113° Ovest, il Thaicom 6, costruito dalla Alcatel Alenia Space e pesante 2.7 tonnellate, sarà utilizzato per coprire la Thailandia. il Sud-Est asiatico e dall'Australia fino all'Europa posto a 78,5° Est. Per primo è stato sganciato il satellite messicano a circa 1.400 chilometri di quota raggiunti dopo 27 minuti dal lancio seguito, cinque minuti dopo, dal più piccolo satellite Thailandese. Si tratta del secondo lancio dell'anno per Arianespace ed anche il precedente era stato eseguito da un vettore Ariane 5 nella più potente versione  ECA. Il prossimo lancio di un Ariane 5 è previsto per agosto prossimo. Quello di oggi era il 27° lancio del vettore Ariane 5 ed il 13° lancio consecutivo perfettamente riuscito. Nella foto (cortesia Arianespace) il lancio di oggi.

Fonte: Space.com - ESA

 

27/05/2006 – Lanciato satellite per ricerche sui terremoti – Utilizzando un sottomarino strategico della Marina Russa ed un missile balistico riconvertito è stato lanciato in orbita un piccolo satellite per ricerche sui terremoti. Il razzo Shtil 1 è stato lanciato dal tubo lanciamissili alle 18.50 GMT (le 20.50 ora italiana) ed il vettore a tre stadi a combustibile liquido ha rilasciato il suo carico utile come pianificato con un'orbita di 480X400 chilometri ed un'inclinazione di 79 gradi sull'equatore. Il lancio è avvenuto dal sottomarino nucleare della Marina Russa Ekateringburg immerso nel Mare di Barens, all'interno del circolo polare artico. Sette ore dopo il lancio i controllori di volo hanno ricevuto i primi segnali dal satellite COMPASS-2 (Complex Orbital Magneto-Plasma Autonomous Small Satellite 2) che confermavano la sua buona salute Pesante circa 55 chilogrammi, Kompas-2 (nella lingua Russa), è un satellite che monitorando la magnetosfera, la litosfera, l'atmosfera e la ionosfera terrestre potrebbe fornire importanti indizi sull'arrivo dei terremoti ed altri fenomeni naturali. Il satellite è seguito da scienziati dalla Russia, la Polonia, la Svezia, l'Ungheria e l'Ucraina e la missione viene gestita dall'Accademia delle Scienze ed in particolare dall'Istituto IZMIRAN che si occupa del Magnetismo Terrestre, della Ionosfera e della propagazione delle onde radio. Si è trattato del sesto lancio spaziale russo del 2006 e del 19° che ha raggiunto regolarmente l'orbita nel 2006. Un primo satellite Kompas era stato lanciato nel 2001 ma i suoi strumenti avevano subito smesso di funzionare. Un terzo satellite è previsto per il lancio prima della fine dell'anno.

Fonte: SpaceflightNow

 

25/05/2006 – Nuovo osservatorio meteo in orbita – Con un perfetto lancio eseguito alle 0.11 ora italiana dalla base di lancio di Cape Canaveral, in Florida, rampa SLC-39/B, un razzo vettore Delta 4 ha immesso in orbita il satellite per osservazione meteorologia GOES-N. Il razzo vettore Delta 4 era la versione Medium+, ovvero quella equipaggiata con un paio di razzi ausiliari a combustibile solido che aiutano il primo stadio, propulso dal motore alimentato ad idrogeno ed ossigeno liquido RS-68 costruito dalla Rocketdyne (la stessa che fabbrica gli SSME, i motori della navetta spaziale). L'RS-68 è stato sviluppato in solo cinque anni ed è anche il più potente motore esistente; è capace di fornire ben 650.000 cavalli vapore e di consumare anche una tonnellata di propellente al secondo! Dopo 1 minuto e 40 secondi dal lancio i due booster hanno esaurito il combustibile solido e vengono sganciati mentre il motore del primo stadio continua per altri  due minuti e 25 secondi. A quel punto è avvenuto lo spegnimento del motore ed il distacco del primo stadio. Alcuni secondi dopo è stato acceso regolarmente il secondo stadio propulso da un motore RL10B-2 sempre ad ossigeno e idrogeno liquidi. Questo motore ha compiuto altre due accensioni durante un periodo di oltre 4 ore portando l'orbita molto vicina a quella definitiva equatoriale geosincrona. Una volta sganciato dal secondo stadio il satellite GOES-N inizierà una fase di una settimana durante la quale alzerà la sua orbita per portarla a quella definitiva a 36.000 chilometri e poi circa 200 giorni per testare tutti gli strumenti di bordo e verificarne il perfetto funzionamento. GOES-N (che verrà ribattezzato GOES-13 una volta operativo) è un satellite meteorologico di nuova generazione destinato ad incrementare lo studio e l'osservazione dei cambiamenti meteo e climatici del nostro pianeta. In orbita ci sono una flotta di altri satelliti GOES (Geostationary Operational Environmental Satellites - Satelliti Ambientali Operativi Geostazionari) e questo ultimo verrà per il momento messo in attesa e potrebbe entrare in servizio nel periodo 2008-2011 quando uno degli operativi andrà fuori servizio. Una volta operativo il satellite passa dal controllo della NASA a quello della NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration) per un periodo di funzionamento previsto di almeno 10 anni. Al momento i satelliti in servizio sono GOES-9 - 11 e 12 posti ognuno lungo l'equatore a coprire così tutto il globo. GOES-10 è stato tolto dal servizio lo scorso lunedì per l'esaurimento del combustibile di manovra ed è stato rimpiazzato dal GOES-12. GOES-N lanciato oggi potrebbe quindi rimpiazzare GOES-12. Il lancio di questo satellite è stato molto travagliato visto che era previsto inizialmente per febbraio 2005. Una serie di problemi tecnici, rinvii per il maltempo, esaurimento delle batterie del satellite, scioperi del personale Boeing hanno infine portato al lancio di oggi. Nella foto (cortesia Boeing) il lancio del Delta 4 (315) con a bordo il satellite GOES-N.

Fonte: SpaceflightNow

 

19/05/2006 – Discovery sulla rampa di lancio – Finalmente dopo 12 mesi una navetta spaziale è nuovamente sulla rampa di lancio del Centro Spaziale Kennedy, in Florida. Lo space shuttle Discovery è infatti uscito dal VAB (Vertical Assembly Building) alle 12.45 p.m. EDT (le 18.45 ora italiana) assemblato assieme al serbatoio esterno ed ai due booster a propellente solido. Lo speciale trattore che trasporta tutto il sistema viaggia alla velocità di circa 1600 metri l'ora ed il suo arrivo alla rampa di lancio 39/B si è concluso con le prime ombre della sera, alle 8.40 a.m. EDT (le 2.40 di sabato ora italiana) dopo un viaggio di circa otto ore. Il Discovery dovrebbe essere lanciato, per la missione STS-121, nella prima finestra di opportunità fra il 1° ed il 19 luglio 2006. Questi periodi ben definiti sono dovuti al fatto di dover lanciare verso la Stazione Spaziale Internazionale in luce diurna per permettere di avere chiare riprese del lancio in caso di malaugurati problemi (tipo perdita di detriti come lo scorso agosto). La missione STS-121 dovrà portare rifornimenti alla ISS ed il primo astronauta europeo in una permanenza di lunga durata: Thomas Reiter. Anche in questo volo verranno testati nuovi metodi da applicare in caso di falle nel sistema di protezione esterno della navetta. Intanto il responsabile del programma shuttle, Wayne Hale, ha confermato che i primi risultati dei test in galleria del vento sulle modifiche apportate al serbatoio esterno sono positivi e che la rimozione della cosiddetta rampa PAL non dovrebbe creare altri problemi al lancio. Ora nei prossimi giorni nel vano di carico della navetta verrà stivato il modulo logistico italiano Leonardo che trasporta al suo interno anche due importanti "racks", il primo è MELFI uno speciale congelatore per i campioni di esperimenti biologici ed il secondo l'indispensabile generatore di ossigeno che permetterà di sostenere un equipaggio completo di sei astronauti.

Fonte: SpaceflightNow

 

09/05/2006 – Strumenti NASA sulla sonda lunare indiana – La prima missione lunare dell'India avrà a bordo due strumenti scientifici della NASA in base ad un accordo stilato a Bangalore dal direttore dell'agenzia spaziale USA Mike Griffin, in visita ai centri spaziali del colosso asiatico, ed il presidente dell'agenzia spaziale indiana ISRO G. Madhavan Nair. La sonda destinata ad orbitare attorno alla Luna nel 2007/2008 si chiama Chandrayaan-1 e gli strumenti della NASA saranno destinati alla ricerca di ghiaccio nei poli ed eseguire una dettagliata mappa minerologica della superficie lunare. A bordo della sonda indiana anche tre strumenti europei dell'ESA che dimostrano come questa sia veramente la prima missione internazionale destinata allo studio del nostro satellite naturale. Nella foto il momento della firma dell'accordo fra Griffin, a destra, ed la sua controparte Nair a sinistra (cortesia ISRO).

Fonte: Space.com - ISRO 

 

08/05/2006 – Venus Express in orbita operativa Meno di un mese dall'inserimento nell'orbita di Venere la sonda europea Venus Express si trova adesso nell'orbita operativa definitiva e presto potrà iniziare la fase scientifica. La conferma del raggiungimento dell'orbita operativa è venuto il 7 maggio scorso quando la sonda ha trasmesso a Terra il segnale captato poi dall'antenna di New Norcia (Australia), il segnale è stato poi ritrasmesso all' ESA’s European Spacecraft Operations Centre (ESOC) in Darmstadt (Germany) che controlla la missione. L'orbita attuale è una ellittica polare e varia da un minimo di 250 ad un massimo di 66.000 chilometri che la sonda percorre in circa 24 ore. Questo tipo di orbita è la migliore possibile per tutta la serie di osservazioni che la sonda si prepara ad iniziare a partire dai primi di giugno, una volta conclusi tutti i test della strumentazione a bordo. 

Fonte: ESA - SpaceflightNow.com

 

03/05/2006 – Vettore Soyuz mette in orbita satellite spia Alle 17.38 GMT (le 19.38 ora italiana) un razzo vettore Soyuz è decollato dalla rampa di lancio n.16 del cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia, con a bordo un satellite militare classificato. La designazione internazionale utilizzata è quella di Cosmos 2420 sotto la quale potrebbe nascondersi un satellite del tipo Yantar o Kobal. Questo tipo di satelliti sono utilizzati per la ricognizione fotografica ad altissima risoluzione e poi, al termine della missione, una parte rientra sulla Terra con i rullini fotografici da sviluppare. Si è trattato del 17° lancio di successo del 2006 e dal primo militare russo. La base di Plesetsk non era utilizzata dallo scorso dicembre. 

Fonte: Space.com

 

02/05/2006 – Columbus pronto per la ISS Il laboratorio europeo Columbus, una pietra miliare dei contributi europei al progetto della Stazione Spaziale Internazionale, è in attesa di essere trasferito, a fine maggio, presso il Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Da qui a bordo di uno Space Shuttle, compirà il grande salto nello spazio nella seconda metà del 2007, quando sarà finalmente agganciato alla Stazione Spaziale. Il 2 maggio, presso la sede dell’industria spaziale EADS SPACE Transportation, si è tenuta una breve cerimonia per celebrare il completamento del Columbus, e il suo prossimo trasferimento negli USA. Alla cerimonia, oltre a figure di primo piano dell’industria spaziale europea, degli istituti di ricerca, delle agenzie spaziali e delle istituzioni governative, ha partecipato anche il Cancelliere tedesco Angela Merkel, che è stata accolta dal Direttore Generale dell’ESA Jean-Jacques Dordain e dal Presidente dell’EADS SPACE Transportation Evert Dudok, responsabile industriale del progetto. Alla cerimonia era presente anche Shana Dale, vice-amministratore della NASA. “È terminato un lavoro di sviluppo durato 10 anni e questo ci riempie di soddisfazione. Il trasferimento al Kennedy Space Center darà alla NASA un incentivo in più per centrare l’obiettivo del lancio del modulo entro il 2007,” commenta Bernardo Patti (ESA), project manager del Columbus. Come per la maggior parte dei moduli che compongono la Stazione Spaziale, il laboratorio Columbus è di forma approssimativamente cilindrica. È lungo poco meno di 7 metri per un diametro di circa 4 metri e mezzo, ma nonostante le ragguardevoli dimensioni la sua massa supera di poco le 10 tonnellate, essendo costruito quasi completamente di leghe di alluminio. La costruzione del Columbus è stata coordinata dalla EADS Space Transportation e vi hanno contribuito industrie di 10 nazioni europee. Fra queste un ruolo di primissimo piano è stato svolto da Alenia Alcatel Space, a cui si deve in particolare la progettazione, lo sviluppo e l’integrazione negli stabilimenti di Torino. Nella foto il laboratorio Columbus durante la fase di pre-allestimento svoltasi nello stabilimento di Torino (cortesia ESA).

Fonte: ESA

 

28/04/2006 – CloudSat e CALIPSO in orbita – Alle 10.02 GMT (le ore 12.02 ora italiana) è finalmente decollato il razzo vettore Delta 2 (7420) dalla base di lancio di Vandemberg, in California, con a bordo i due satelliti per lo studio dell'atmosfera terrestre CALIPSO e CloudSat. Il lancio era stato già rinviato per ben sei volte per svariati motivi. I due satelliti scientifici sono stati inseriti in un'orbita alta 705 chilometri e si affiancheranno agli altri satelliti di una flotta destinata allo studio dell'atmosfera terrestre (i NASA Aqua, Aura ed il francese PARASOL) già nello spazio. CloudSat, che ospita un potente radar 1.000 volte più potente di quelli meteorologici e capace di distinguere fra le particelle d'acqua e le precipitazioni vere e proprie, ha i suoi principali ricercatori nell'Università dello Stato del Colorado. CALIPSO invece è nato da una collaborazione fra NASA e CNES (Centro Nazionale di Studi Spaziali) francese ed ospita a bordo un Lidar, uno speciale radar capace di identificare e caratterizzare le particelle di aerosol nell'atmosfera terrestre, ed altri strumenti. Questi due nuovi satelliti si uniranno sulla stessa orbita (chiamata A-train) che vede già i due satelliti NASA Aqua e Aura, lanciati nel maggio 2002 il primo, e nel luglio 2004 il secondo, con due vettori Delta 2, ed il nanosatellite francese PARASOL inviato nello spazio nel dicembre 2004 con un vettore Ariane 5. Tutti e cinque i satelliti orbiteranno a poca distanza uno dall'altro permettendo di analizzare le varie composizioni dell'atmosfera terrestre su uno spettro così vasto come non era mai stato possibile. Queste osservazioni e studi dovrebbero permetterci di comprendere meglio una delle cose più complesse, il clima terrestre ed i suoi cambiamenti che hanno impatto sulle attività umane.

Fonte: Space.com - SpaceflightNow.com - Sito CloudSat - Sito CALIPSO

 

26/04/2006 – Progress attracca alla ISS – Il veicolo automatico russo Progress P21 (M-56) ha attraccato regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale alle 17.41 GMT (le 19.41 ora italiana) portando oltre 2.500 chilogrammi di rifornimenti per l'equipaggio di Spedizione Tredici composto dal comandante Pavel Vinogradov e l'ufficiale scientifico NASA Jeffrey Williams. Il Progress ha attraccato al modulo russo Svezda dopo un viaggio di due giorni iniziato il 24 aprile dalla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan.

Fonte: NASA

 

27/04/2006 – La Cina mette in orbita satellite da osservazione – Con un lancio avvenuto alle 22.48 GMT del 26 aprile (le 0.48 ora italiana del 27 aprile) la Cina ha messo in orbita il satellite per osservazione terrestre Called Remote Sensing Satellite-1. Il lancio è avvenuto dalla base di lancio di  Taiyuan a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 4B. Il pesante satellite CRSS-1 (circa 2.700 chilogrammi) è stato messo in un'orbita quasi polare alta circa 600 chilometri e da lì, con gli strumenti che ha a bordo potrà studiare la superficie terrestre, studiare le coltivazioni ed essere utilizzato per monitorare i disastri ambientali. Quello di oggi era il 47° lancio consecutivo riuscito da parte cinese fin dal 1996 ed il quindicesimo satellite ad essere messo in orbita nel mondo dall'inizio dell'anno.

Fonte: SpaceflightNow.com

 

24/04/2006 – Progress lanciato verso la ISS – Oggi alle 16.03 GMT (le 18.03 ora italiana) è decollato dalla base di lancio di Baikonur, nel Kazahstan, il razzo vettore Soyuz che ha portato in orbita il veicolo cargo automatico Progress 21P-M56. A bordo del cargo si trovano due tonnellate e mezzo di rifornimenti per l'equipaggio di Spedizione Tredici ora a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Assieme a cibo, ossigeno, carburante per i motori, equipaggiamenti e pezzi di ricambio si trova anche del materiale di svago per l'equipaggio come libri, CD musicali e film in DVD. Ma senza dubbio il carico più curioso è rappresentato da una mazza da golf con relativa pallina e che verrà utilizzata dal cosmonauta Vinogradov durante la prima passeggiata spaziale (EVA) prevista prossimamente. L'attracco del Progress alla ISS è previsto per il 26 aprile alle 17.40 GMT (le 19.40 ora italiana) al portello di attracco del modulo russo Zvezda. Il precedente Progress (20P-M55) è ancora attraccato alla stazione al portello di attracco del modulo russo Pirs ed il suo rilascio è previsto per giugno prossimo. 

Fonte: Space.com

 

20/04/2006 – Atlas 5 inserisce in orbita satellite europeo – Con un perfetto lancio effettuato alle 20.27 GMT (le 22.27 ora italiana) dalla rampa di lancio 41 di Cape canaveral, in Florida, il razzo vettore Atlas 5 (AV-008) ha posto in orbita il satellite per trasmissione diretta televisiva Astra 1KR della compagnia europea Astra. Il satellite è stato rilasciato dal terzo stadio Centaur dopo un'ora e 48 minuti dal lancio in un'orbita ellittica che verrà gradualmente circolarizzata nelle settimane seguenti fino a portare Astra 1KR nella posizione geostazionaria definitiva a 19,2° Est sopra l'Europa. Questo satellite, costruito dalla Lockheed Martin, dovrà rimpiazzare i vecchi Astra 1B ed 1C entrati rispettivamente in servizio nel 1991 e nel 1993 . Con i suoi 32 transponder, ognuno capace di trasmettere dai 10 ai 12 canali televisivi, Astra 1KR raggiungerà le case di 107 milioni di europei. L'Atlas era invece al suo ottavo volo nella nuova versione 5 ed ha portato il totale di lanci eseguiti regolarmente a 79 dal 1993, un vero record positivo. Il lancio di oggi è avvenuto con la configurazione chiamata Atlas 5-411 con un solo booster a combustibile solido che ha conferito al lancio una strana ascesa dell'intero complesso nel cielo della Florida. Questa particolarità dell'Atlas 5 permette di utilizzare un numero di booster anche dispari, come in questo, caso perché è il controllo direzionale del motore principale RD-180 del primo stadio che assicura una perfetta ascesa bilanciata al centro di gravità del razzo. Quello di oggi era il 100° lancio eseguito dalla compagnia ILS (International Launch Services) che utilizza gli Atlas ed i Proton russi. 

Fonte: SpaceflightNow.com

 

15/04/2006 – Minotaur mette in orbita sei microsatelliti – Con un lancio avvenuto alle 1.40 GMT (le 3.40 ora italiana) dalla base di lancio di Vandemberg, in California, un razzo vettore Minotaur ha messo in orbita sei microsatelliti chiamati COSMIC (Constellation Observing System for Meteorology, Ionosphere and Climate). I satelliti serviranno per studiare gli uragani, registrare i cambiamenti climatici e analizzare il clima nello spazio. Costata 100 milioni di dollari, la missione e' stata finanziata da Taiwan e da diverse agenzie americane, tra cui la National Science Foundation. Il lancio è avvenuto dalla rampa n.8 immersa in una nebbia abbastanza fitta e che ha fatto scomparire alla vista il razzo appena dopo il decollo. I sei satelliti orbiteranno a circa 800 chilometri di quota e le loro misurazioni scientifiche inizieranno tra qualche mese. 

Fonte: SpaceflightNow.com

 

14/04/2006 – Satellite giapponese in orbita con Zenith – Il satellite giapponese per telecomunicazioni JCSAT 9 è stato inserito regolarmente in orbita dopo il lancio avvenuto con un vettore Zenith 3SL dalla base di lancio galleggiante Odissey posta nell'Oceano Pacifico. Il satellite, pesante 4.399 chilogrammi, costruito dalla statunitense Lockeed Martin è equipaggiato con transponder in banda C, KU e S per la telefonia mobile, una volta raggiunta la sua posizione definitiva servirà per le isole Hawaii, l'Oceania e il sud-est asiatico e la sua vita operativa è stimata in dodici anni. 

Fonte: Space.com

 

11/04/2006 – Venus Express attorno a Venere – Questa mattina, dopo un viaggio di 153 giorni e 400 milioni di chilometri percorsi la prima sonda automatica dell'ESA è entrata regolarmente in orbita attorno a Venere. Alle 9.57 la sonda europea ha acceso il suo motore per cinquanta minuti riducendo la velocità da 29.000 a 25.000 chilometri orari e permettendo così a Venere di catturare la sonda nella sua orbita. Durante le prossime quattro settimane la sonda effettuerà ulteriori accensioni del motore per stabilizzare l'orbita e raggiungere la posizione ottimale per l'inizio delle osservazioni scientifiche del pianeta. Al termine di queste manovre la Venus Express avrà un'orbita polare di 24 ore. Tutte le operazioni della sonda sono controllate e seguite dal gruppo di controllo di missione della sonda Venus Express dislocato allo European Spacecraft Operations Centre (ESOC) dell'ESA che si trova a Darmstadt, in Germania. ULTIMISSIME. La sonda europea ha inviato a Terra la prima immagine eseguita con l'apparecchiatura VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer) costruita dalle Officine Galileo e gestita da NAF - IASF Roma. Si tratta del polo sud del pianeta ripreso il 12 aprile da un'altezza di 206.452 chilometri. Gli scienziati dell'ESA sono rimasti particolarmente colpiti dal dettaglio raggiunto dall'immagine nonostante la distanza della sonda dal pianeta. Foto (cortesia ESA) ripresa il 12 aprile 2006.

Fonte: ESA

 

10/04/2006 – La NASA invierà due sonde sulla Luna  – La prossima missione automatica della NASA destinata ad essere lanciata verso la Luna nel 2008 e chiamata LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) non si limiterà ad immettere in orbita un veicolo per lo studio della superficie ma sgancerà anche un impattatore destinato a schiantarsi al polo sud del satellite. La scelta di aggiungere una seconda sonda destinata all'impatto con la superficie lunare è scaturita dalla decisione della NASA di utilizzare un vettore più potente (un Atlas 5 o un Delta 4 anziché un Delta 2) che ha messo a disposizione circa 1.000 chili da poter portare extra sulla Luna. La scelta è caduta sulla sonda LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) che seguirà lo stadio superiore che ha portato i veicoli verso la Luna e che si schianterà anch'esso sul polo sud lunare seguito poi dalla LCROSS quindici minuti più tardi. Questi due impatti saranno utili per chiarire una volta per tutte il mistero del ghiaccio d'acqua presente ai poli lunari e che la sonda Clementine del 1994 aveva individuato ma poi la successiva Lunar Prospector del 1998 non aveva confermato. LCROSS seguirà l'impatto dello stadio superiore e cercherà di individuare l'acqua che si dovrebbe liberare al momento del crash. La conferma della presenza di ghiaccio d'acqua sui poli lunari potrebbe avere importanti ripercussioni sulle missioni umane che seguiranno nei prossimi decenni.

Fonte: Space.com

 

09/04/2006 – Felice rientro per l'equipaggio di Spedizione Dodici – Alle 23.48 GMT (le ore 1.48 del 9 aprile ora italiana) la capsula Soyuz TMA-7 ha toccato nella steppa del Kazakhstan riportando sulla Terra l'equipaggio di Spedizione Dodici composto dal comandante Bill McArthur, l'ingegnere di volo Valery Tokarev ed il primo astronauta brasiliano Marcos Pontes. Il ritorno verso la Terra era iniziato alle 22.48 ora italiana con il distacco della Soyuz TMA-7 dalla Stazione Spaziale Internazionale. A bordo rimaneva l'equipaggio di Spedizione Tredici composto dal comandante Pavel Vinogradov e l'ufficiale scientifico NASA Jeffrey Williams che iniziano il loro periodo di sei mesi a bordo dell'avamposto spaziale. Ai due dovrebbe aggiungersi l'astronauta tedesco dell'ESA Thomas Reiter che arriverà sulla ISS a bordo della navetta spaziale Discovery il cui lancio è previsto per luglio. Con questo arrivo l'equipaggio della stazione spaziale tornerà a tre membri dopo essere stato ridotto a due dal maggio 2003 a causa del disastro del Columbia. Reiter sarà anche il primo astronauta nom-russo e non-americano a trascorrere un lungo periodo di permanenza sulla ISS. Nella foto (cortesia NASA/TV) il momento del distacco della Soyuz TMA-7 dalla Stazione Spaziale Internazionale per iniziare il ritorno verso la Terra.

Fonte: NASA

 

05/04/2006 – L'US Air Force verso un nuovo sistema spaziale? – La nota azienda aerospaziale USA Northop Grumman, ha svelato i piani per un nuovo vettore spaziale automatico studiato per l'Aviazione degli Stati Uniti e capace, con solo 48 ore di preavviso, di inviare nello spazio un carico utile. Il nuovo sistema battezzato HLV (da Hybrid Launch Vehicle) sarebbe composto da un primo stadio alato ed alimentato da motori a razzo che, una volta raggiunta la quota di circa 50 chilometri, sgancerebbe uno stadio superiore a perdere che porterebbe il carico utile (satellite o armamenti) in orbita. Intanto il primo stadio rientrerebbe sulla Terra scendendo su una pista di aeroporto aiutato da normali motori a reazione atmosferici ed in modo del tutto autonomo. Una volta atterrato avrebbe bisogno soltanto di essere rifornito, di un minimo di manutenzione e sarebbe pronto per un nuovo volo. In questo modo l'Aviazione militare americana si troverebbe con un sistema di accesso allo spazio molto meno costoso di un razzo tradizionale a perdere e con la possibilità di rispondere rapidamente a qualsiasi bisogno urgente. Ora inizia una fase di studio della durata di venti mesi al termine della quale verrà scelto il sistema definitivo. E' previsto anche la costruzione di un modello dimostrativo in scala. Nell'illustrazione (cortesia Northp Grumman) il sistema HLV ripreso mentre avviene la separazione fra il primo ed il secondo stadio.

Fonte: Spacedaily

 

01/04/2006 – Soyuz attracca regolarmente alla ISS – Alle 4.19 GMT (le 6.19 ora italiana) la Soyuz TMA-8 con a bordo l'equipaggio di Spedizione Tredici composto dal comandante russo Pavel Vinogradov e l’ingegnere di volo della NASA Jeffrey Williams e con il primo astronauta brasiliano Marcos Pontes, ha attraccato regolarmente alla  Stazione Spaziale Internazionale dopo un volo di due giorni. Poche ore dopo i nuovi arrivati sono entrati nella stazione e sono stati salutati dall'equipaggio di Spedizione Dodici che si trova dallo scorso ottobre a bordo dell'avamposto spaziale.  Marcos Pontes rimarrà sulla ISS fino all'8 aprile quando, assieme a  Bill McArthur e Valery Tokarev, rientrerà sulla Terra a bordo della capsula Soyuz TMA-7. Nei prossimi giorni i cinque astronauti e cosmonauti lavoreranno assieme per passarsi le consegne e verranno effettuati diversi esperimenti scientifici da parte del primo astronauta brasiliano Pontes. Il nuovo equipaggio dovrà soggiornare sulla ISS per sei mesi durante i quali dovrà effettuare due EVA, una con tute spaziali NASA e l'altra con quelle russe. Vinogradov e Williams saranno raggiunti da un terzo membro dell'equipaggio, l'europeo Thomas Reiter, con il volo della navetta spaziale Discovery STS-121 previsto ora per luglio. In agosto poi dovrebbe riprendere la costruzione della stazione spaziale, interrotta da oltre tre anni, con la missione STS-115 che porterà un nuovo set di pannelli solari. Nella immagine (cortesia NASA-TV) un momento della breve cerimonia di benvenuto al nuovo equipaggio arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte: NASA 

 

30/03/2006 – In volo verso la ISS il tredicesimo equipaggio – Con un perfetto decollo, a bordo del razzo vettore Soyuz. dalla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, avvenuto alle 2.30 GMT (le 4.30 ora italiana) del 30 marzo, sono in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale tre cosmonauti. Due sono l’equipaggio di Spedizione Tredici e sono il comandante russo Pavel Vinogradov e l’ingegnere di volo della NASA Jeffrey Williams. Assieme a loro si trova il primo astronauta brasiliano Marcos Pontes che soggiornerà sulla ISS per otto giorni e rientrerà sulla Terra assieme a l’equipaggio di Spedizione Dodici composto dal comandante NASA Bill McArthur e l’ingegnere di volo russo Valery Tokarev che si trovano sulla stazione dallo scorso ottobre. La capsula Soyuz TMA-8 è in viaggio verso la ISS che raggiungerà il primo aprile alle ore 4.19 GMT (le 6.19 ora italiana) ed attraccherà al portello del modulo di controllo Zarya. Assieme a Pontes vi sono diversi esperimenti del Brasile che verranno condotti durante la sua breve permanenza a bordo della stazione. Il nuovo equipaggio trascorrerà sei mesi sulla ISS durante i quali dovrebbe ricevere due missioni shuttle, la prima prevista per luglio con STS-121 e la seconda con STS-115 ad agosto. Con la ripresa dei voli del traghetto spaziale con STS-114 arriverà sulla ISS il primo astronauta europeo, Thomas Reiter, per un volo di lunga durata riportando l’equipaggio al numero di tre dopo la tragedia del Columbia di tre anni fa. Nella stupenda foto (cortesia NASA) il momento del decollo del razzo vettore Soyuz con la capsula TMA-8 dalla base di lancio di Baikonur. 

Fonte: Space.com - NASA

 

 

27/03/2006 – La NASA ci ripensa: Dawn si farà – A meno di un mese dall'annuncio con il quale la NASA aveva cancellato la missione Dawn dedicata allo studio degli asteroidi Cerere e Vesta ecco che viene il contrordine... La missione si farà ed il lancio sembra ora previsto per l'estate del 2007 a bordo di un vettore Delta 2. Speriamo non ci siano altri colpi di scena e questa interessante missione scientifica alle origini del Sistema Solare possa finalmente prendere il via. Dopo l'annuncio della cancellazione un coro unanime di proteste si era levato dagli scienziati coinvolti nel programma ed anche dai partner stranieri della missione, compresa l'Italia. La cancellazione era stata decisa a causa del superamento del 20% del costo previsto e per diversi ritardi tecnici. 

Fonte: SpaceflightNow

 

25/03/2006 – Falcon 1 fallisce il lancio – Il nuovo razzo vettore privato dell'azienda SpaceX, il Falcon 1, ha terninato il suo lancio inaugurale a meno di un minuto dal decollo avvenuto alle 22.30 GMT (le 23.30 ora italiana) dalla rampa di lancio della base militare posta sull'isola Omelek nell'atollo Kwajalein sito nelle isole Marshall, nell'Oceano Pacifico.. Dopo il decollo avvenuto regolarmente è stata notata dopo venticinque secondi, dalle immagini televisive, una fiamma anomala nella zona del motore Merlin del primo stadio. Questo incendio ha innescato il calo della pressione nel sistema della pressurizzazione dell'elio del serbatoio del primo stadio. In conseguenza di questo il sistema elettronico di controllo ha spento il motore a T+29 ed il razzo, senza più spinta, è caduto nell'Oceano Pacifico distruggendosi a T+41. A bordo del Falcon 1 si trovava il satellite FalconSat-2 costruito dall'Accademia della U.S. Air Force. Al momento la SpaceX, costruttrice del razzo, non riesce a spiegarsi la perdita di carburante che ha generato l'incendio alla base del motore. E' in corso un'investigazione per chiarire le cause dell'incidente. In effetti, a parte la perdita di carburante, ogni altro funzionamento del vettore è risultato perfetto. Elon Musk, fondatore della Californiana SpaceX, ha affermato che questo incidente non fermerà il suo progetto di realizzare un razzo vettore con i costi di lancio più bassi del mondo e che entro sei mesi, una volta scoperto il problema e risolto, verrà eseguito un secondo lancio. Nella foto il Falcon 1 al momento del decollo (cortesia SpaceX) e sulla sinistra un ingrandimento in cui si può  notare bene l'incendio alla base del motore Merlin.

Fonte: SpaceX - SpaceflightNow

 

24/03/2006 – Prima immagine della MRO – Quella che potete ammirare in copertina è la prima immagine ad alta risoluzione trasmessa dalla sonda MRO della NASA entrata regolarmente in orbita attorno a Marte lo scorso 10 marzo. La risoluzione dell'immagine originale che potete vedere a questo indirizzo (NASA/JPL) è di 2,48 metri per pixel e l'immagine copre un'area di 4,5x2,1 chilometri per lato è stata ottenuta con lo strumento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment camera). Questa è soltanto parte di un'immagine di prova ripresa da una quota di 2.489 chilometri, infatti quando l'orbita della sonda verrà completamente stabilizzata, in autunno, ed inizierà la fase scientifica, si potranno ottenere immagini con una risoluzione ancora migliore: ben 28 cm. per pixel! Si tratterà delle migliori immagini della superficie marziana mai realizzate. Questa poi è soltanto una piccola parte di un'immagine più grande ottenuta con 10 pose diverse e delle dimensioni finali di 20.000x9.500 pixel di lato. 

Fonte: NASA/JPL

 

22/03/2006 – Lanciata con successo ST5 – Dopo due rinvii è partita oggi la missione della NASA ST5. Il lancio è avvenuto alle 14.03 GMT (le 15.03 ora italiana) con un razzo vettore Pagasus XL lanciato da un aereo Stargazer L1011 dalla quota di 11.887 metri. L'aereo ed il suo prezioso carico erano decollati dalla base aerea di Vandemberg, in California. Dopo lo sgancio il razzo ha azionato il suo motore a propellente solido ed ha iniziato la corsa verso lo spazio. Alle 14.20 GMT i tre microsatelliti che compongono la missione scientifica ST5 (Space Tecnology 5) sono stati rilasciati in un'orbita polare di 300x4.500 chilometri di quota. Ogni satellite è pesante circa 25 chilogrammi ed ha un diametro di solo 52 centimetri. A bordo si trovano vari strumenti per la misurazione della magnetosfera terrestre. Oltre alla strumentazione scientifica i tre microsatelliti saranno utilizzati per testare varie nuove tecnologie da utilizzare in futuri veicoli spaziali. Inizialmente i tre satelliti resteranno vicini ma successivamente verranno allontanati l'uno dal'altro fino a 200 chilometri per eserguire misurazioni incrociate. Nella illustrazione (cortesia NASA) i tre microsatelliti al momento del rilascio dal terzo stadio del Pegasus XL. 

Fonte: Space.com

 

20/03/2006 – L'equipaggio della ISS sposta la Soyuz – L'equipaggio di Spedizione Dodici della Stazione Spaziale Internazionale ha effettuato oggi lo spostamento della capsula Soyuz TMA dal boccaporto che guarda verso Terra del modulo Zarya a quello posteriore del modulo Zvezda. Questo breve viaggio è stato eseguito per lasciare il boccaporto libero all'arrivo del prossimo equipaggio previsto per il 31 marzo. Il comandante Bill McArthur e l'ingegnere di bordo Valery Tokarev hanno indossato le loro tute Sokol e sono entrati nella capsula Soyuz TMA-7 che alle 6.49 GMT (le 7.49 ora italiana) si è sganciata e con i piccoli razzi di manovra si è allontanata a circa 30 metri dalla stazione. Qui il pilota ha effettuato uno spostamento laterale lungo tutta la stazione che infine si è riagganciata al boccaporto del modulo Zvezda alle 7.11 GMT (le 8.11 ora italiana). Il boccaporto lasciato libero ora è pronto per ospitare la Soyuz TMA-8 il cui arrivo è previsto per il 31 marzo con a bordo l'equipaggio di Spedizione Tredici composto dal comandante Pavel Vinogradov e l'ingegnere di bordo Jeff Williams, assieme a loro anche il primo astronauta dell'Agenzia Spaziale Brasiliana, Marcos Pontes. Quando infine l'8 aprile l'equipaggio di Spedizione Dodici lascerà la ISS con la Soyuz TMA-7 per tornare sulla Terra lascerà libero il boccaporto posteriore del modulo Zvezda per l'arrivo del veicolo di rifornimento automatico Progress 21P-M56 previsto per aprile. E' curioso notare che McArthur e Tokarev, durante la loro permanenza di sei mesi sulla ISS, hanno attraccato a tutti e tre i boccaporti, infatti al loro arrivo si agganciarono al modulo Pirs, a novembre poi avevano eseguito uno spostamento dal modulo Pirs allo Zarya ed infine quello di oggi a Zvezda. Prima di salire a bordo della Soyuz i due astronauti avevano, per precauzione, messo i sistemi di bordo della ISS in uno stato di riposo nel malaugurato caso che non avessero potuto rientrare nella stazione. Nella foto (cortesia NASA-TV) la Soyuz mentre si sgancia dalla stazione.

Fonte: NASA

 

18/03/2006 – Spirit verso l'inverno – Il rover della NASA Spirit continua ad arrampicarsi verso la cima della collina chiamata "McCool Hill" (dal nome di uno degli sfortunati astronauti del Columbia: William McCool) anche se una delle sei ruote è andata in avaria e l'energia elettrica prodotta dai pannelli solari sta calando progressivamente. L'idea degli scienziati del JPL di Pasadena è di far arrivare Spirit sulla sommità della collina e farlo rimanere fermo lì per almeno cento giorni orientato verso il lontano Sole. Infatti su Marte sta per iniziare l'inverno e la durata delle giornata si accorcerà ed il Sole sarà sempre più basso sull'orizzonte. Facendo trascorrere l'inverno in questa posizione alla NASA sperano di poter accumulare più energia e non consumarla sperando di poter continuare così l'esplorazione. L'arrivo di Spirit sulla sommità della McCool Hill è previsto entro dieci giorni. Spirit ha percorso 6.797 metri e compie oggi al suo 783° giorno sulla superficie di Marte, ben 693 giorni oltre il previsto funzionamento! Nella foto (cortesia NASA/JPL) si nota la traccia della ruota di destra che non gira ma che lascia una scia di trascinamento.

Fonte: Spaceref.com

 

17/03/2006 – Falcon 1 ci riprova – Il nuovo razzo vettore Falcon 1 della compagnia provata SpaceX è stato riportato sulla rampa di lancio della base militare posta sull'isola Omelek nell'atollo Kwajalein sito nelle isole Marshall, nell'Oceano Pacifico. Il nuovo tentativo di lancio è fissato fra il 20 ed il 25 marzo. L'ultimo tentativo di lancio era avvenuto lo scorso 10 febbraio per un problema riscontrato con il primo stadio. Una prova statica dei motori è prevista per domani.

Fonte: SpaceX

 

14/03/2006 – E' ufficiale, STS-121 rinviato a luglio – Oggi, durante una conferenza stampa tenutasi al Centro Spaziale Johnson, ad Houston, nel Texas, il direttore del programma Space Shuttle, Wayne Hale, ha informato i giornalisti che la prossima missione shuttle Discovery STS-121 è stata rinviata dal 10 maggio al 1/19 luglio. Questa sofferta decisione è stata presa dopo che, durante due giorni di riunioni tecniche, è stato deciso di sostituire tutti e quattro i sensori ECO del serbatoio esterno dopo che uno di essi aveva fornito valori non perfetti. Inoltre anche il braccio robotico dovrà essere sostituito a causa di alcuni danni provocati durante alcuni lavori all'interno del vano di carico della navetta Discovery. Il rinvio per la finestra di lancio del 1°  luglio- 19 luglio permette inoltre anche un maggiore studio degli effetti aereodinamici derivati dalla eliminazione, sul serbatoio esterno, della "famosa" rampa PAL. Infatti i risultati di esperimenti in galleria del vento e con simulazioni al computer saranno disponibili soltanto ad aprile-maggio.

Fonte: NASA

 

11/03/2006 – Ripreso il segnale di Haybusa – L'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA ha annunciato di aver ripreso il collegamento con la sonda Hayabusa che si trova nei pressi dell'asteroide Itokawa. Haybusa si era posata per pochi secondi sulla superficie dell'asteroide lo scorso 26 novembre ma non è sicuro che abbia potuto prelevare i campioni di polvere come previsto. A quel punto, proprio quando la sonda avrebbe dovuto riaccendere i motori per tornare verso la Terra era successo un problema che aveva fatto perdere alla Hayabusa l'orientamento della sua antenna con il nostro pianeta e dall'8 dicembre la JAXA non era più riuscita a collegarsi con essa. Il problema poi è stato scoperto essere stata una fuga di propellente che ha posto la sonda in rotazione incontrollata. Ma i giapponesi non si sono arresi ed hanno continuato nei tentativi di ristabilire le comunicazioni con la sonda ed il successo lo hanno avuto lo scorso 23 gennaio quando sono stati captati i primi segnali. Da quel momento i tecnici sono riusciti a riportare la sonda in posizione controllata utilizzando il gas xenon invece che i propellenti chimici e le comunicazioni sono tornate stabili all'inizio di febbraio. Ora rimane ancora molto lavoro da fare e, se tutto procederà come previsto, all'inizio del 2007 la Haybusa potrà iniziare il suo ritorno verso casa, che dovrebbe avvenire nel 2010. Solo allora sapremo se la prima raccolta di campioni dalla superficie di un asteroide ha avuto successo.

Fonte: JAXA - SpaceflightNow

 

11/03/2006 – Ariane 5 finalmente decolla – Alle 22.33 GMT (le 23.33 ora italiana) è decollato dalla rampa ELA-3 della base di lancio di Kourou, nella Guyana Francese, il razzo vettore europeo Ariane 5 ECA (V-170) con a bordo due satelliti. Il lancio era stato rinviato già quattro volte fin dallo scorso mese di febbraio. Il primo tentativo fissato per il 21 febbraio venne rinviato per un problema con attrezzature di terra, il secondo il 24 febbraio per la telemetria di uno dei satelliti e il terzo il 9 marzo per un difetto di pressurizzazione fra la torre di lancio ed il vettore. Questo primo lancio di Arianespace del 2006 ha immesso regolarmente in orbita due satelliti: l'Hot Bird 7A per le trasmissioni radio-televisive dirette sull'Europa e lo spagnolo SPAINSAT per telecomunicazioni del Ministero della Difesa. A 27 minuti dal lancio il primo satellite ad essere sganciato è stato lo SPAINSAT, pesante 3.700 chilogrammi e costruito dalla Space Systems/Loral in Palo Alto, California, seguito tre minuti più tardi dal Hot Bird 7A, pesante 4.100 chilogrammi e costruito dalla Alcatel Alenia Space. Il satellite spagnolo verrà posizionato in orbita geostazionaria a 30° Ovest sopra l'Atlantico. l'Hot Bird 7A invece sarà posto in orbita geostazionaria a 13° EST ed entrerà  nella grande flotta di Eutelsat che al momento trasmette ben 850 canali televisivi e 550 radiofonici coprendo l'Europa, il Medio Oriente ed il Nord Afirca.

Fonte: SpaceflightNow.com

 

10/03/2006 – Terza sonda NASA in orbita marziana! – Questa sera alle 23.16 i primi dati della telemetria provenienti dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) hanno confermato l'entrata in orbita attorno a Marte. Un lungo applauso dei responsabili del centro controllo del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, ha siglato il momento della buona notizia. MRO si aggiunge così alla flotta di sonde spaziali terrestri attorno al pianeta rosso e composta dalle americane Mars Global Surveyor e Mars Odyssey e dalla europea Mars Express, senza contare anche i due rover Spirit ed Opportunity ancora perfettamente funzionanti sulla superficie. Quella di stasera era la manovra più complessa per frenare la sonda, lanciata lo scorso 12 agosto, e farla entrare in orbita attorno a Marte e prevedeva un'accensione del motore di oltre 26 minuti. Ora si attendono i dati orbitali per poter passare alla fase successiva che prevede una lenta circolarizzazione dell'orbita, utilizzando l'aerofrenata, prima di iniziare gli studi scientifici con gli strumenti di bordo. In copertina una illustrazione della sonda MRO in orbita attorno al pianeta Marte (cortesia NASA/JPL). 

Fonte: NASA/JPL

 

09/03/2006 – Cassini scopre acqua liquida su Encelado – La notizia è di quelle bomba! La sonda Cassini della NASA avrebbe scoperto la prova dell'esistenza di acqua liquida su una delle lune di Saturno, Encelado. Si tratterebbe di giacimenti sotterranei dai quali scaturiscono Geyser simili a quelli di Yellowstone sulla Terra. Questo il sunto di un recentissimo comunicato stampa della NASA: "Ci rendiamo conto che è una conclusione un po' radicale stabilire che in un corpo celeste così piccolo e così freddo sia presente acqua liquida " - questa la considerazione di Carolyn Porco, responsabile dell'elaborazione informatica delle immagini presso Lo Space Science Institute di Boulder, Colorado - "Ma se questa situazione fosse comprovata, allora avremmo ampliato, e non poco, la varietà di situazioni in cui ci possono essere opportunità di sopravvivenza per organismi viventi." Nelle immagini ad alta risoluzione registrate dalla sonda Cassini si possono osservare getti di ghiaccio dai quali vengono scagliate particelle ad alta velocità. Queste immagini hanno imposto agli scienziati di studiare il processo osservato. L'ipotesi formulata dagli studiosi è che si tratti di vapore creato nel momento in cui il ghiaccio di acqua si converte in gas oppure, possibilità molto più elettrizante, che siano il risultato di fenomeni di geyser come Old Faithful a Yellowstone. Nella immagine ripresa nel febbraio 2005 (cortesia NASA/JPL/Space Science Institute) dalla sonda Cassini si nota bene lo sbuffo di ghiaccio che parte dal polo sud della piccola luna (circa 500 chilometri di diametro).

Fonte: UAI - SpaceflightNow.com

 

08/03/2006 – Aumentano i problemi per STS-121 – Sembrano non aver fine i problemi che sta incontrando la prossima missione shuttle STS-121 il cui lancio è previsto per il 10 maggio prossimo. Il serbatoio esterno (ET-119) appena arrivato al Centro Spaziale Kennedy, in Florida, ha un sensore, dei quattro responsabili dello spegnimento dei motori quando il serbatoio si è svuotato, che da letture non esatte. Inoltre la scorsa settimana l’orbiter Discovery, posto nell’hangar per essere preparato al volo, ha subito un danno, non ancora ben precisato al braccio robotico mentre veniva effettuata la raccolta dei pezzi di vetro di una lampada del soffitto che si era rotta ed aveva fatto cadere i suoi detriti all’interno del vano di carico aperto della navetta. Il problema del sensore è identico a quello già sperimento lo scorso anno durante la preparazione per la missione "Ritorno al Volo" STS-114. La posizione del sensore, sul fondo del serbatoio, non permette di effettuare nessun controllo senza aprire il serbatoio stesso e questo implicherebbe un notevole rinvio del lancio senza contare il rischio di provocare altri problemi. L’altra opzione che la NASA può seguire è la stessa utilizzata per STS-114, ovvero volare con soltanto i dati dei tre sensori funzionanti escludendo dal controllo quello difettoso. Il braccio robotico potrebbe dover essere sostituito se i danni subiti nell’urto fossero consistenti. Al momento i responsabili della NASA non hanno ancora deciso come agire anche se appare sempre più plausibile l’ipotesi di perdere la finestra di lancio di maggio e puntare invece su quella, più realistica, di luglio per poter lavorare sui vari problemi senza la pressione di una data così vicina.

Fonte: Space.com

 

03/03/2006 – Progress lascia la ISS – Alle 10.06 GMT (le 11.06 ora italiana) è stato comandato il distacco del veicolo di rifornimento Progress 19(M-54) dalla Stazione Spaziale Internazionale. L'equipaggio di Spedizione Dodici, composto dal comandante Bill McArthur e dall'ingegnere di volo Valery Tokarev, avevano riempito il cargo di rifiuti e materiale non più utilizzabile e dopo lo sgancio il Progress è finito nell'atmosfera terrestre dove si è disintegrato sopra l'Oceano Pacifico. Il Progress 19(M-54) era arrivato alla stazione con i rifornimenti per l'equipaggio il 10 settembre dello scorso anno agganciandosi alla parte finale del modulo russo Zvezda ed era stato raggiunto lo scorso 21 dicembre dal Progress 20(M-55) che invece aveva attraccato al modulo Pirs. I due astronauti a bordo della ISS effettueranno il 20 marzo uno spostamento della loro Soyuz TMA-7 dal portello verso Terra a quello della parte finale del modulo Zvezda, proprio quello che occupava il Progress 19(M-54). Tutte queste manovre per lasciare libero il portello di aggancio per l'arrivo della Soyuz TMA-8 con a bordo l'equipaggio di Spedizione Tredici composto dal comandante Pavel Vinogradov e dall'ufficiale scientifico della NASA  Jeff Williams assieme al primo astronauta brasiliano Marcos Pontes previsto per il prossimo 29 marzo. Era la prima volta che due Progress erano agganciati nello stesso momento alla stazione.

Fonte: NASA

 

03/03/2006 – Cancellata la missione Dawn – La NASA ha cancellato definitivamente la missione della sonda Dawn destinata ad esplorare i due maggiori asteroidi della fascia compresa fra Marte e Giove, Vesta e Cerere. La sonda avrebbe dovuto essere lanciata nel giugno prossimo ma lo scorso anno il progetto era stato bloccato a causa di problemi di natura tecnica e sopratutto per uno sforamento del costo previsto di oltre il 20% ed un ritardo accumulato di 14 mesi. I problemi tecnici sono emersi con la propulsione ad ioni come quello che ha utilizzato la Deep Space One. La sonda avrebbe dovuto raggiungere l'asteroide lVesta nel 2011 e Cerere nel 2015 orbitandovi attorno per un certo periodo e permettendone così lo studio con gli strumenti di bordo. Dalla comunità scientifica si è sollevato un coro di proteste per questa decisione dei responsabili della NASA.

fonte: Space.com

 

28/02/2006 – Proton mette in orbita Arabsat 4B – Alle 20.10 GMT (le 21.10 ora italiana) un vettore Proton Breeze M è decollato dalla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur nel Kazakhstan con a bordo il primo di due nuovi satelliti dell'Arabia Saudita, ARABSAT 4B. Dopo due minuti e venti secondi il primo stadio si è spento regolarmente ed è stato sganciato permettendo l'accensione del secondo stadio. Dopo otto minuti si è avuta la conferma dello spegnimento del secondo stadio e dell'apertura dell'ogiva di protezione del satellite. A questo punto il terzo stadio ha iniziato a spingere il complesso ancora più in alto in una traiettoria suborbitale e concludendo così il suo lavoro a circa dieci minuti dal lancio. A quel punto lo stadio superiore Breeze-M ha effettuato la sua prima (delle quattro previste) accensioni portando l'orbita a diventare circolare a circa 173 chilometri di quota ed inclinata di 51,5°. Nelle successive quattro ore lo stadio superiore Breeze M effettuerà altre tre accensioni prima di sganciare il satellite in un'orbita 35.786x3.150 chilometri ed inclinata di 14,2°. Da quel momento Arabsat 4B, utilizzando i suoi piccoli motori trasformerà l'orbita in geostazionaria. Arabsat 4B è un satellite per telecomunicazioni, costruito dalla francese EADS Astrium e pesante 3.341 chilogrammi, che coprirà con i suoi servizi l'Arabia ed i paesi vicini trasmettendo canali televisivi diretti, TV interattiva ed internet. Quello di oggi era il secondo lancio del 2006 fornito dalla società mista USA-Russia ILS che utilizza sia i Proton che gli Atlas V. ULTIMORA! Lo stadio superiore Breeze M si è spento prematuramente inserendo il satellite in un'orbita inutilizzabile.

Fonte: Space.com - ILS International Launch Services

 

27/02/2006 – Partito per il KSC il nuovo serbatoio per lo shuttle – E' in viaggio via mare verso il Centro Spaziale Kennedy, in Florida, il nuovo serbatoio esterno modificato nello stabilimento della Lockeed Martin di Michoud, nel Missisipi. L'arrivo del serbatoio esterno ET-119 è previsto per giovedì. La spedizione del serbatoio è stata effettuata una settimana prima del previsto anche se altri lavori sul rivestimento isolante dovranno essere effettuati dopo il suo arrivo in Florida. Questo serbatoio, modificato eliminando la cosiddetta PAL ramp dopo i problemi di distacco di pezzi di isolante avuti al lancio della missione STS-114, verrà utilizzato nella prossima missione shuttle Discovery STS-121 prevista per il 10 maggio prossimo. Alla NASA però alcuni voci fanno trapelare che la data del 10 maggio sarà difficilmente rispettata. Intanto è in discussione questa settimana fra i vari responsabili delle agenzie spaziali coinvolte nel progetto della Stazione Spaziale Internazionale l'agenda per la ripresa della costruzione della ISS che dovrebbe riavviarsi con la missione Atlantis STS-115 prevista per agosto. L'ESA ha fatto pressioni per poter avere il proprio modulo pressurizzato Columbus in orbita per il prossimo anno ed anche il Giappone sta seguendo questa strada. Nella foto (cortesia Lockheed Martin) il serbatoio ET-119 all'uscita dallo stabilimento vicino a New Orleans.

Fonte: NASA

 

24/02/2006 – Lancio di Ariane 5 rinviato ancora – Il previsto lancio del vettore Ariane 5 con a bordo i due satelliti per telecomunicazioni SPAINSAT ed Hot Bird 7A è stato nuovamente rinviato per non specificati problemi con la telemetria del satellite di Eutelsat. Originariamente il lancio di Ariane 5 ECA V-170 era previsto per il 21 febbraio scorso ma un problema con attrezzature di lancio avevano costretto i responsabili di Arianespace a rinviare ad oggi. Ora il razzo verrà riportato all'interno dell'hangar per poter avviare le necessarie operazioni di controllo del satellite Hot Bird 7A. Il satellite SPAINSAT è un satellite spagnolo per telecomunicazioni del ministero della difesa mentre Hot Bird 7A è un satellite per la trasmissione diretta di segnali televisivi.

Fonte: SpaceflightNow

 

21/02/2006 – Osservatorio infrarosso lanciato dal Giappone – Questa sera alle 21.28 GMT dal Centro Spaziale Uchinoura, in Giappone, è stato lanciato con successo un razzo M-5 con a bordo l’osservatorio infrarosso ASTRO-F. Il vettore a propellente solido M-5 ha immesso ASTRO-F in un’orbita sincrona polare con una quota di circa 745 chilometri ed il periodo orbitale di 100 minuti. ASTRO-F, pesante 952 chilogrammi, è il primo osservatorio dedicato all’infrarosso costruito dall’Agenzia Spaziale Giapponese JAXA ed è un progetto in collaborazione con i ricercatori della Corea del Sud e dell’ESA. Un primo tentativo di lancio era stato eseguito lunedì ma le condizioni meteo avverse ne avevano costretto il rinvio ad oggi. Quello di oggi è anche il secondo lancio spaziale giapponese riuscito in quattro giorni, infatti sabato scorso un razzo vettore H-2A aveva messo in orbita il satellite multifunzione MTSAT-2. Nel disegno l'osservatorio ASTRO-F una volta in orbita (cortesia JAXA)

Fonte: Space.com

 

18/02/2006 – Nuovo lancio di successo per il Giappone – Nuovo lancio di un vettore giapponese dalla base di lancio di Tanegashima alle 8.27 ora italiana. A bordo del vettore H-2A si trovava il satellite MTSAT-2 concepito per aiutare il traffico aereo e le previsioni meteorologiche. Dopo 28 minuti dal lancio il satellite veniva sganciato dal secondo stadio del vettore ed inserito in un'orbita ellittica di 35.888x250 chilometri con una inclinazione di 28°,5. Dopo aver aperto i pannelli solari e ricaricato le batterie di bordo il satellite sarà riacceso il piccolo motore di bordo che porterà l'orbita a quella definitiva geostazionaria posizionata sopra la Micronesia, nell'Oceano Pacifico. Da questo punto MTSAT-2 coprirà tutta la zona dell'Asia orientale e del Pacifico fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Questo satellite si affiancherà al MTSAT-1 già lanciato lo scorso anno ed entrambi fanno parte di una rete che permetterà il miglioramento del controllo aereo in quell'area e la sicurezza del volo commerciale. A bordo del satellite si trova anche un sistema di GPS per migliorare la rilevazione degli apparecchi in volo al di fuori delle aree di copertura radar terrestri. Inoltre i due satelliti sono dotati di sensori sensibili all'infrarosso ed al visibile per effettuare la ripresa di immagini per aiutare gli studiosi nelle previsioni meteorologiche. La vita operativa è prevista in dieci anni. Quello di oggi era il nono lancio di un vettore giapponese H-2A, l'ottavo riuscito, fin dal 2001. La versione era la "2024" composta da due grossi booster e da quattro piccoli strap-booster proprio a causa dell'elevato peso del satellite trasportato: infatti MTSAT-2 pesava circa 4.500 chilogrammi, il più pesante mai messo in orbita dal vettore del Sol Levante.  Nei prossimi 12 mesi sono previsti altri tre lanci di questo razzo. Nella foto (cortesia JAXA).

Fonte: SpaceflightNow

 

17/02/2006 – Altantis in pensione nel 2008 – Atlantis sarà la prima delle navette ad essere ritirate dal servizio nel 2008. Questa sembra essere la decisione della NASA dovuta al fatto che comunque Atlantis avrebbe dovuto essere destinata proprio nel 2008 al suo periodo di revisione (OMDP - orbiter maintenance down period) della durata di oltre sei mese E' quindi sembrato inutile visto che poco dopo il rientro dal OMDP Atlantis sarebbe comunque finita con il resto delle navette nella chiusura del programma shuttle previsto per il settembre 2010. Al momento sono previsti 18 missioni (17 per il completamento della Stazione Spaziale Internazionale ed uno per la riparazione del Telescopio Spaziale Hubble) che verranno suddivise in 5 per Atlantis dal 2006 al 2008 e le restanti 13 fra la Discovery e l'Endeavour. Questi periodi di manutenzione prevista vengono effettuati a rotazione fra la flotta delle navette ed il Discovery sta per andare in OMDP mentre Endeavour è appena uscito da una OMM (una revisione molto più approfondita) e quindi questa scelta sembra la più logica. Al momento alla NASA stanno anche pensando che Atlantis dopo il 2008 sia utilizzato come fornitore di pezzi di ricambio per le navette rimaste in linea di volo. Inoltre questa scelta dovrebbe anche far scendere i costi di mantenimento della flotta shuttle fino al suo ritiro nel 2010. la costruzione di Atlantis (OV-104) venne iniziata nel marzo 1980 e completata nel marzo 1985. Il suo primo volo avvenne nell'ottobre 1985 con la missione STS-51-J ed al momento ha compiuto 26 voli, l'ultimo è stato STS-112 nel 2002. Nella foto (cortesia NASA) Atlantis mentre viene issato all'interno del VAB per essere accoppiato con il serbatoio esterno ed i due booster.

Fonte: Space.com - NASA

 

17/02/2006 – Partito EchoStar 10 con uno Zenith – Il satellite per telecomunicazioni Echostar 10, pesante 4333 chilogrammi, è stato messo felicemente in orbita alle 0.35 da un razzo vettore Zenith 3SL decollato alle  dalla rampa di lancio galleggiante Odissey della Sea Launch Services posta nell'Oceano Pacifico sull'equatore. Il satellite è di proprietà della società Dish Network System e verrà utilizzato per la trasmissione dei segnali televisivi diretti a circa 12 milioni di spettatori negli Stati Uniti. Il lancio era stato rinviato la scorsa settimana per due problemi, il primo per un disguido con un sistema di controllo ed il secondo per il maltempo. Questa volta il vettore, di costruzione Ucraina e Russa, aveva anche uno stadio superiore Block DM che permetterà l'inserimento di EchoStar 10 nell'orbita definitiva geostazionaria a 36.000 chilometri ed a 110° Est. Il satellite si inserisce nella flotta della Dish Network che copre tutti gli Stati Uniti dall'Alaska alle Hawaii e fino a Portorico. La vita operativa del satellite dovrebbe essere di 15 anni. Quello di oggi era il primo lancio del 2006 per la Sea Launch che prevede di effettuarne altri cinque entro l'anno. Sea Lauch ha effettuato 19 lanci dalla sua piattaforma marina Odissey con il razzo vettore Zenith-3SL e soltanto uno di questi, il terzo nel 2000, è fallito.

Fonte: SeaLaunch

 

10/02/2006 – Nuovo rinvio per il lancio di Falcon 1 – E' stato nuovamente rinviato, nel sito di lancio di Omelek, il lancio del nuovo razzo vettore Falcon 1, dell'azienda privata SpaceX, previsto per oggi. Questa volta il problema sembra riguardare il motore del primo stadio Merlin 1. La SpeceX potrebbe comunque provare a fare una test statico del motore domani. Il lancio inaugurale del Falcon 1 era stato inizialmente fissato per il 27 novembre dello scorso anno ma un problema riscontrato con un computer di bordo e successivamente con una valvola del serbatoio di carburante aveva rinviato il lancio fino a due giorni fa. Nuovo rinvio per dare tempo di controllare maggiormente il motore ed ecco che proprio durante questi test è saltato fuori il problema. Ora dovranno passare almeno due settimane, ha confermato il fondatore della SpaceX Elon Musk, prima di poter ritentare. Falcon 1 è alto 21 metri ed il primo stadio è recuperabile e riutilizzabile. A bordo di Falcon 1 si trova il satellite FalconSat-2 pesante soltanto 19,5 chilogrammi e sviluppato dagli studenti dell'Accademia dell'USAF per lo studio del plasma nello spazio. Entro questo anno sono previsti altre due missioni del Falcon 1, oltre a questa, la seconda dalla base di Vademberg e la terza ancora dal sito dell'isola Omelek, nell'atollo delle Kwajalein nel Pacifico.

Fonte: Space.com

 

04/02/2006 – Eseguita la EVA sulla ISS – E' iniziata alle 23.44 ora italiana del 3 febbraio 2006 la passeggiata spaziale dell'equipaggio di Spedizione Dodici della Stazione Spaziale Intarnazionale composto dal comandante Bill McArthur e l'ingegnere di volo Valery Tokarev: L'EVA è iniziata dal modulo russo Pirs con le tute spaziali russe Orlan. Il primo compito dei due astronauti è stato il rilascio nello spazio di una tuta spaziale usata attrezzata con un sistema radio e video ricevibile da Terra con dei normali apparecchi da radioamatori. La tuta, chiamata per questa occasione, SuiSat (dalle parole Suit, tuta, e Satellite) resterà in orbita alcuni giorni prima di rientrare nell'atmosfera e bruciare. Questo esperimento è stato effettuato anche per verificare i limiti (temperatura, resistenza delle batterie) di una tuta spaziale utilizzata dagli astronauti della ISS utilizzandone una che aveva superato il periodo di utilizzo. Inoltre scaricandola nello spazio si è risparmiato lo spazio ed il peso di un rientro sulla Terra con una prossima missione. I due astronauti si sono poi diretti verso il modulo Zarya dal quale hanno rimosso il boom adapter (una specie di lunga asta con la quale i cosmonauti possono spostare carichi all'esterno della stazione)  per posizionarlo sul PMA-3. Questa operazione serve per liberare la zona del modulo Zarya che in una prossima missione shuttle (STS-116) sarà utilizzata per stivare temporaneamente la copertura per i detriti. Poi McArthur e Tokarev si sono spostati sul traliccio S0 dove hanno lavorato per oltre un'ora nel tentativo di installare uno speciale bullone che sarebbe servito per impedire il taglio accidentale del cavo di trasmissione dati, comandi ed energia del Mobile Trasporter. Purtroppo l'operazione è riuscita a metà e dovrà essere completata durante una delle tre EVA previste durante la prossima missione shuttle STS-121. A questo punto i due astronauti sono tornati sullo scafo di Zvezda dove hanno recuperato un esperimento pieno di microrganismi chiamato Biorisk ed effettuato varie foto per documentare lo stato esterno del modulo. I due astronauti sono rientrati nel modulo di decompressione Pirs dopo 5 ore e 43 minuti di attività extraveicolare. Nella foto in alto (cortesia NASA) la SuiSat a bordo della ISS prima di essere espulsa dalla stazione spaziale. In copertina la SuiSat appena rilasciata dalla ISS (cortesia NASA TV). Qui a destra (cortesia NASA TV) i due astronauti al lavoro all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte: Space.com - NASA

 

01/02/2006 – Motori spaziali ecologici – Mentre si stanno definendo le particolarità del nuovo veicolo della NASA, il CEV (Crew Exploration Vehicle), l'agenzia spaziale USA ha testato dei nuovi motori a razzo di assetto orbitale alimentati ad ossigeno ed alcool estratto dal granturco. Questo nuovo combustibile spaziale ecologico dovrebbe avere anche il vantaggio di essere poco costoso, avere un'ottima efficienza e diminuire l'assistenza fra un volo e l'altro. Il test è stato eseguito al White Sands Test Facility vicino a Las Cruces, New Mexico ed il motore è stato costruito dalla Aerojet in collaborazione con i due centri NASA del Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama., e il Johnson Space Center di Houston, Texas. Il test si è svolto in varie condizioni di utilizzo in una camera del vuoto che simulava l'ambiente spaziale. I risultati saranno utilissimi per lo sviluppo di un sistema avanzato di propulsione ausilaria per futuri dimostratori spaziali.

Fonte: SpaceflightNow.com

 

31/01/2006 – Stardust posta in ibernazione – La NASA ha disattivato la maggior parte della sonda Stardust, che quindici giorni fa ha sganciato sulla Terra il modulo contenente la preziosa polvere cometaria e interstellare. Infatti la sonda madre dopo aver sganciato il modulo di rientro ha continuato la sua corsa nello spazio che la porterà in orbita solare. I responsabili della missione hanno lasciato attivi i pannelli solari e l'antenna di ricezione mettendo tutto il resto in stato di ibernazione per un possibile utilizzo futuro. Con l'orbita attuale la Stardust tornerà dalle parti della Terra il 14 gennaio 2009. Intanto ad Houston gli scienziati hanno fotografato con un microscopio tutti i minuscoli granelli di polvere intrappolati nell'aerogel ed il prossimo passo sarà l'invio di questi preziosi campioni a circa 150 scienziati sparsi per il mondo. Lo studio di questa polvere ci darà una maggiore conoscenza sulla formazione del nostro Sistema Solare, 4,5 miliardi di anni fa.

Fonte: Space.com

 

27/01/2006 – La NASA ricorda i suoi uomini – Trentatre anni fa, il 27 gennaio 1967, si consumava la prima tragedia spaziale della NASA. L’equipaggio dell’Apollo 1 periva nell’incendio della capsula durante un test di lancio. A questo triste anniversario si è aggiunto negli anni anche quello dello shuttle Challenger, 28 gennaio 1986, e più recentemente quello dello shuttle Columbia, 1 febbraio 2003. In questi giorni quindi così carichi di dolore per le famiglie degli astronauti periti vogliamo rivolgere un ricordo a questi moderni pionieri dello spazio che hanno dimostrato, con le loro vite, che il volo spaziale umano è ancora un’attività pericolosa ma non per questo va abbandonata. Tutt’altro, bisogna incrementare la sicurezza dei voli, sapendo però che la sicurezza assoluta non potrà essere raggiunta in tempi brevi. Vai alla nostra pagina dedicata alle tragedie spaziali per saperne di più.

 

26/01/2006 - Mars Rover: due anni su Marte! - La NASA ha festeggiato il perfetto funzionamento dei due rover; Spirit e Opportunity a spasso sulla superficie di Marte da ben due anni. Infatti Spirit atterrò all'interno del cratere Gusev il 3 gennaio 2004 ed il suo gemello Opportunity il 24 gennaio 2004 nella zona chiamata Meridiani Planum. Alla data del 24 gennaio 2006 Spirit aveva percorso ben 6.178 metri ed Opportunity 6.445. Spirit, al suo Sol 733 (giorni trascorsi dall'arrivo su Marte), si trova adesso diretta verso una zona che gli scienziati di Pasadena hanno ribattezzato "Home Plate" una formazione di rocce stratificate posta dietro le "Columbia Hill" che il rover ha scalato lo scorso anno. Al momento Spirit si trova a circa 170 metri dall'obiettivo e dovrebbe raggiungerlo la prossima settimana anche se sono stati riscontrati alcuni problemi a due motori delle ruote. Opportunity invece, che si trova al suo Sol 711, sta esaminando con il microsopio una formazione rocciosa chiamata "Lower Overgaard". Sono stati rilevati dei problemi con il giunto n.1 del braccio dove è posto il microscopio ma dopo alcuni tentativi i tecnici sono comunque riusciti ad ottenere delle immagini. Opportunity ha inoltre condotto anche osservazioni in cooperazione con la sonda europea Mars Express (ricordiamo che si trova da due anni in orbita attorno al pianeta rosso e sta trovando estese formazioni di ghiaccio d'acqua nel sottosuolo) utilizzando lo spettrometro e il rivelatore termico. Insomma i due "vecchi" rover sembrano non volerne sapere di andare in pensione anche se l'età comincia a farsi sentire! Ricordiamo infatti che erano state pensate per funzionare soltanto 90 giorni... Immagine realizzata sovrapponendo Spirit su una foto ottenuta dallo stesso per dare questo bellissimo risultato virtuale (cortesia NASA/JPL).

Fonte: NASA/JPL

 

26/01/2006 – Scoperto il più piccolo pianeta extrasolare – Ieri è rimbalzata la notizia su tutti i media: un team di vari astronomi sparsi per il mondo ha scoperto un pianeta extrasolare roccioso a 20.000 anni luce dalla Terra. Si tratta di OGLE-2005-BLG-390Lb che orbita a circa tre volte la distanza della Terra dal Sole. Sempre paragonato alla Terra il nuovo pianeta ha una massa di cinque volte e mezza quella del nostro pianeta ma, data la distanza dalla sua stella (una nana rossa molto meno calda del nostro Sole), la temperatura superficiale dovrebbe essere sui -220 gradi, molto poco ospitale per la vita quindi. Un mondo forse ricoperto di ghiaccio ma con una leggera atmosfera. Dettagli sono stati pubblicati oggi sulla prestigiosa rivista scientifica "Nature". La scoperta è stata possibile utilizzando una nuova tecnica conosciuta con il nome di "microlente", il fenomeno che si verifica quando la luce di una stella lontana viene deviata e focalizzata dal campo gravitazionale della stella più vicina, trasformandosi in una vera e propria lente che ingrandisce gli oggetti in secondo piano. L’impresa, descritta nei dettagli sulla rivista britannica Nature, non è stata facile perché ha richiesto la collaborazione di 73 astronomi appartenenti a 32 istituzioni internazionali e il lavoro in rete di una serie di telescopi nei vari continenti tra cui quelli dell’Eso (European Southern Observatory) in Cile.

Fonte: Space.com - Il Corriere della Sera (articolo di Giovanni Caprara)

 

24/01/2006 – Partito ALOS con un vettore H2-A Lanciato regolarmente a bordo del vettore giapponese H2-A dalla base di lancio di Yoshinobu posta sull'isola di Tanegashima è stato messo in orbita il satellite per telerilevamento ALOS (Advanced Land Observation Satellite). Il lancio è avvenuto alle ore 2.33 italiane. Il razzo ha immesso il satellite su un'orbita sincrona solare alta 691 chilometri dopo 16 minuti e 30 secondi dal lancio. ALOS ha dispiegato il gigantesco pannello solare lungo quasi 25 metri le sue antenne per la trasmissione dei dati. A bordo si trovano telecamere per riprese a diverse lunghezze d'onda ed un radar ad apertura sintetica. L'obiettivo della missione, prevista dai tre ai cinque anni, è quello di mappare la superficie terrestre per lo studio del clima e per contribuire alle ricerche sui disastri naturali. ALOS è il più grosso satellite mai messo in orbita dal Giappone, quattro tonnellate, ed è stato ribattezzato "Daichi", che vuol dire "terreno". Per questa occasione il vettore H2-A era equipaggiato con quattro booster, due grossi e due più piccoli che sono stati sganciati a 2 minuti e dieci secondi dal lancio. Il primo stadio, propulso dal motore criogenico LE-7A, ha funzionato per sei minuti e 39 secondi mentre il secondo stadio circa nove minuti.  Il prossimo lancio dal sol levante è previsto per il 15 febbraio prossimo sempre con un vettore H2-A che dovrà immettere in orbita un satellite multifunzionale per il traffico aereo sull'Asia e per le previsioni meteo. Questo lancio era previsto per l'estate scorsa ma un difetto nell'elettronica del satellite aveva fatto rinviare tutto. Un ulteriore rinvio era avvenuto lunedì scorso per un sospetto problema con la telemetria poi risolto. Nell'immagine il satellite ALOS una volta in orbita (cortesia JAXA).

Fonte: Spaceflightnow

 

21/01/2006 – La NASA rinvia la sonda Dawn – A causa di sforamenti del budget previsto ed alcuni problemi tecnici la NASA non lancerà, come previsto quest'anno, la sonda Dawn (Alba) destinata allo studio dei più grandi asteroidi della fascia principale Cerere e Vesta. La sonda sarebbe dovuta partire in giugno dalla Florida ma durante i test dei serbatoi di gas Xenon si erano verificate due rotture che avevano costretto i tecnici a ridurre la quantità di combustibile imbarcata. Dawn infatti è azionata da un motore ad ioni con combustibile allo xenon. Per poter risolvere quindi questi problemi ci vorrà almeno un altro anno, senza considerare che lo sforamento del budget previsto di almeno 40 milioni di dollari ha messo in moto una commissione indipendente che deve scoprirne il motivo. Peccato, perchè Dawn avrebbe compiuta una missione della durata di nove anni orbitando per diversi mesi sia intorno a Cerere che a Vesta. Il primo è il più grande asteoride della fascia che orbita fra Marte e Giove mentre Vesta è il secondo. Studiare così a fondo due asteroidi vuol dire poter scrutare nel profondo passato del sistema solare, circa 4,5 miliardi e mezzo di anni fa quando questi corpi celesti si sono formati. Al momento quindi non si conosce se, e quando, la missione sarà in grado di partire.

Fonte: Space.com

 

19/01/2006 - New Horizon in rotta verso Plutone - Al terzo tentativo il lancio della sonda della NASA New Horizon diretta verso Plutone ha avuto successo. Il vettore Atlas 5 (AV 010) è decollato dalla rampa del Centro Spaziale di Cape Canaveral, in Florida alle 20.00 ora italiana dopo aver atteso quasi un'ora che le sottili nubi che stazionavano sulla base si diradassero. Dopo un minuto e mezzo di volo i cinque booster a combustibile solido si sono regolarmente spenti e sono stati sganciati. Il motore russo RD-180 del primo stadio ha continuato a bruciare regolarmente per quattro minuti e mezzo quando è entrato in funzione il secondo stadio Centaur che ha effettuato una prima accensione che ha portato la sonda in un'orbita di parcheggio. La seconda accensione del Centaur si è avuta circa 20 minuti dopo ed ha spinto New Horizon in un'orbita attorno al Sole facendo uscire dall'influenza gravitazionale terrestre. Centaur si è poi sganciato ed è toccato allo stadio superiore Star 48B agganciato alla sonda accelerarla ulteriormente. A nove ora dal lancio New Horizons supererà l'orbita lunare e fra 18 mesi incontrerà Giove. Il 14 luglio 2015 raggiungerà il sistema Plutone-Caronte. A bordo tutto funziona perfettamente ed il generatore di nucleare a radioisotopi fornisce l'energia prevista alla sonda. Nella foto (cortesia NASA) il momento del decollo del vettore Atlas 5 con a bordo la sonda New Horizons.

Fonte: SpaceflightNow.com

 

19/01/2006 - Stardust: un enorme successo! - Dopo il suo arrivo sulla Terra, avvenuto lo scorso fine settimana, la capsula di rientro della sonda Stardust è stata aperta all'interno dello speciale laboratorio del Johnson Space Center di Houston, nel Texas. "Supera tutte le aspettative" è stato il primo commento di Donald Brownlee, pricipale responsabile scientifico della missione Stardust per l'Università di Seattle, nello Stato di Washington. "Un successo gigantesco" ha poi continuato "Si possono vedere un sacco di impatti. Ci sono quelli grandi e ci sono quelli più piccoli. Quelli più grandi sono già visibili da circa tre metri di distanza." Ha continuato Brownlee. Una stima preliminare individua milioni di granelli di polvere intrappolati nell'aerogel . Le misure dei granelli vanno da qualche micron ad un millimetro circa. Si possono vedere i granelli di polvere di cometa, più scuri, al termine della scia lasciata all'interno dell'aerogel. Ora un gruppo di 150 scienziati in tutto il mondo potrà studiare questo prezioso carico. A marzo anche da casa, grazie ad internet, gli appassionati saranno coinvolti nella ricerca delle particelle di polvere all'interno dell'aerogel con il progetto Stardust@home. Nella foto (cortesia NASA il momento in cui il Professor Brownlee esulta dopo aver visto la polvere cosmica intrappolata nella griglia di aerogel.

Fonte: NASA/JSCSpace.com

 

18/01/2006 - Nuovo rinvio per la New Horizon - Anche oggi la NASA è stata costretta a rinviare il lancio della sonda New Horizon. Il motivo questa volta è dovuto ad una mancanza di energia elettrica nella zona dell'Università Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory a Laurel, nel Maryland da dove viene seguita la sonda. Esiste ovviamente un sistema di riserva ma la NASA ha preferito non rischiare per le fasi cruciali del lancio e quindi ha rinviato tutto a domani con una finestra di lancio che si aprirà alle 19.08 alle 21.07 ora italiana. La mancanza di energia elettrica si è verificata per le pessime condizioni del tempo nel Maryland colpito da tempeste. Al Centro Spaziale di Cape Canaveral invece le condizioni meteo per il lancio sono buone e le previsioni danno un 80% di bel tempo anche per domani.

Fonte: NASA/APL

 

17/01/2006 - Lancio rinviato per il vento - La NASA ha rinviato il lancio della sonda New Horizon, previsto per oggi alle 19.24 ora italiana, a causa del vento ad alta quota che superava il limite di sicurezza di 33 nodi orari fissato per il vettore Atlas 5. La finestra di lancio di oggi era di circa due ore nelle quali si sono succedute una serie di rinvii sperando che il vento calasse e soltanto a 2 minuti e 44 secondi dalla chiusura della finestra il controllo missione ha definitivamente rinviato a domani il lancio. Durante il conto alla rovescia non si sono avuti inconvenienti tecnici di sorta e se domani non avremo l'incognita delle condizioni meteo il lancio potrà essere eseguito regolarmente. Ricordiamo che il vettore Atlas 5, che ha debuttato nel 2002, ha fino a questo momento effettuato sei lanci tutti riusciti perfettamente. 

Fonte: SpaceflightNow

 

16/01/2006 – SMART-1 si schianterà sulla Luna? – Gli scienziati dell'ESA stanno pensando di far schiantare la sonda europea Smart-1, la prima mai inviata dall'Europa in orbita lunare, sulla superficie visibile del nostro satellite naturale, ad agosto, quando le riserve di propellente saranno ormai quasi esaurite. L'idea è quella di utilizzare la fine della missione per studiare l'impatto sulla superficie selenica e la dinamica della formazione di un cratere studiando anche da Terra il momento dello scontro. La Smart-1 venne lanciata nel settembre 2003 e, grazie all'innovativo motore ad ioni raggiunse l'orbita lunare definitiva il 15 novembre 2004. La sonda ha fotografato la superficie lunare con le sue speciali telecamere permettendo lo studio dei minerali che la compongono ed inoltre ha effettuato ricerche di ghiaccio d'acqua. La Smart-1 è la seconda sonda costruita dall'uomo ad utilizzare come propulsione principale un motore ad Ioni (la prima è stata nel 1998 la Deep Space 1 della NASA.). Nel disegno (cortesia ESA) la sonda Smart-1.

Fonte: Space.com

 

16/01/2006 – New Horizon pronta al lancio – La sonda New Horizon della NASA dedicata allo studio del più lontano dei nove pianeti del sistema solare Plutone è ormai pronta al lancio. La partenza è prevista per domani alle 19.23 ora italiana dalla base di lancio di Cape Canaveral a bordo di un vettore Atlas 5. New Horizon affronterà un viaggio lungo nove anni che la porterà nel 2007 nei pressi di Giove e nel 2015 visiterà, per la prima volta nella storia dell'esplorazione spaziale, il pianeta Plutone con la sua luna principale Caronte e le altre due piccole lune P1 e P2; queste ultime scoperte dal telescopio spaziale Hubble soltanto lo scorso anno. Sarà l'oggetto più veloce mai lanciato dall'uomo, infatti supererà l'orbita della Luna in soltanto nove ore e raggiungerà Giove in un anno e mezzo (quando la sonda Cassini ne aveva impiegati quattro).Nel 2015 arriverà nei pressi del sistema Plutone/Caronte dove i suoi strumenti permetteranno un dettagliato studio del pianeta e dei suoi satelliti. Data la distanza dalla Terra, quasi 5 miliardi di chilometri, anche con i migliori telescopi la sua morfologia rimane sconosciuta anche se si ipotizza che sia un pianeta ghiacciato resto della formazione del Sistema Solare. Ma non è finita qui, infatti se tutto andrà come previsto è programmato che la sonda continui il suo viaggio in quella che viene definita la "Fascia di Kuiper" dal nome dell'astronomo che per primo l'ha ipotizzata. Infatti oltre l'orbita di Plutone si troverebbe una fascia di corpi solidi grandi, alcuni, anche più di Plutone, scoperti tutti negli ultimi anni. Non si esclude quindi di poterne far visitare qualcuno alla New Horizon. Infatti la sonda, pesante 478 chilogrammi è fornita di un generatore a radioisotopi (come sulle sonde Voyager o sulla Cassini) che gli permette di avere energia per parecchi anni. Plutone venne scoperto nel 1930 dall'astronomo USA Clyde Tombaugh utilizzando il telescopio del Lowell Observatory in Flagstaff, Arizona. Soltanto nel 1978 venne scoperta la sua luna Caronte e nel 2005 le piccole P1 e P2. La missione ha avuto diverse vicissitudini ed è stata più volte sul punto di essere cancellata ma, anche grazie alle proteste degli astronomi ed astrofili mondiali, alla fine si è deciso di colmare l'unico vuoto nell'esplorazione dei nove pianeti del nostro Sistema Solare. Quindi, dopo il felice rientro dei campioni di cometa e di polvere interstellare della Stardust, una nuova affascinante missione dell'astronautica prende domani il via rendendo il 2006, appena iniziato, un anno che si preannuncia molto proficuo per lo studio dello Spazio. Nella foto (copyright Ben Cooper/Spaceflight Now) l'Atlas 5 pronto al lancio.

Fonte: NASA/JPL – Space.com - SpaceflightNow

 

15/01/2006 - Stardust è atterrata regolarmente - Con uno spettacolare sorvolo notturno della costa ovest degli USA il piccolo modulo di rientro della sonda Stardust ha regolarmente toccato il suolo appesa ad un paracadute alle 5.10 a.m. EST (le ore 10.10 ora italiana) nel deserto dello Utah. Un applauso, da parte degli scienziati del JPL in Pasadena, California, ha segnato il momento della conferma dell'atterraggio.  Al momento gli elicotteri di recupero si stanno dirigendo verso il punto di caduta. Le informazioni iniziali sembravamo indicare un qualche tipo di problema con il paracadute di frenata ma successivamente è stato confermato che tutto è andato bene ed il paracadute principale si è aperto regolarmente portando la sonda verso il suolo alla velocità  programmata. La missione Stardust si conclude così felicemente dopo sette anni e la raccolta della prima polvere di cometa e di materiale interstellare. Alle 10.44 gli elicotteri di recupero hanno trovato la capsula ed il suo paracadute vicino. Al momento la capsula si trova in un primo laboratorio allestito nella base militare e viene preparata per l'invio al Johnson Space Center dove l'arrivo è previsto per martedì. Nella foto di copertina (cortesia NASA) la sonda appena dopo il suo ritrovamento sul suolo del deserto dello Utah. Nella foto qui a sinistra possiamo vedere i tecnici della NASA che scaricano dall'elicottero il modulo di rientro della Stardust.

Fonte: NASA - SpaceflightNow -

 

12/01/2006 - Stardust verso casa - Alle 11:12 ora italiana di domenica 15 gennaio 2006 un piccolo modulo di rientro, pesante soltanto 40 chilogrammi, appeso ad un paracadute dovrebbe scendere nel deserto dello Utah nella base dell'esercito a sud ovest di Salt Lake City. A bordo nientemeno che la polvere di una cometa, la WIld 2, e la polvere interstellare raccolta nel 2004 dalla sonda della NASA Stardust (Polvere di stelle). La Stardust è stata lanciata il 7 febbraio del 1999 con un razzo vettore Boeing Delta 2. La sua rotta l'ha portata all'incontro con la cometa Wild 2 il 2 gennaio del 2004. Mentre la sonda passava nella coda della cometa veniva esposto all'ambiente esterno uno speciale contenitore, delle dimensioni di una racchetta da tennis, formato da cellette piene di aerogel, uno speciale materiale leggerissimo, definito "fumo solido" e capace di intrappolare i grani di polvere stellare. Una volta raccolta la polvere il contenitore  è stato richiuso ed è iniziato il lungo viaggio verso la Terra. La sonda sgancerà il modulo contenente la preziosa raccolta alle ore 6:57 ora italiana e questo penetrerà nell'atmosfera terrestre alla velocità vertiginosa di oltre 40 mila chilometri all'ora. Dopo essere stato decelerato dall'attrito dell'atmosfera ed aver superato un surriscaldamento di circa 4.000 gradi celsius un piccolo paracadute di frenata verrà aperto alla quota di circa 32 chilometri seguito da quello principale a circa tre chilometri di altezza. La discesa terminerà con un atterraggio morbido nel deserto della base militare "US Army Dugway Proving Ground" nello Utah. Un elicottero porterà i primi tecnici della NASA sul luogo del rientro e la preziosa sonda verrà portata successivamente, per lo studio, al Johnson Space Center di Houston, nel Texas. La NASA ha anche lanciato una interessante iniziativa per i navigatori di internet che possono così partecipare alla ricerca delle minuscole particelle intrappolate nell'aerogel (questo l'indirizzo per chi fosse interessato: http://stardustathome.ssl.berkeley.edu/). Si prevede che la ricerca delle particelle di polvere cometaria e interstellare possa iniziare a marzo 2006. Per il momento speriamo che la fasi di rientro proceda per il meglio e che sia evitata la brutta fine della sonda Genesis alla quale, ricordiamo, non si aprì il paracadute per un banale errore di montaggio e finì sfracellata al suolo l'8 settembre 2004 proprio nello stesso sito dove rientrerà anche la Stardust. In copertina una visione della Stardust mentre si avvicina alla Terra (cortesia NASA/JLP).

Fonte: NASA

 

06/01/2006 – TOPEX/Poseidon in pensione – Dopo una carriera durata 13 anni (contro i 5 previsti) la NASA e il CNES (Centre National d’Etudes Spatial – l’Agenzia Spaziale Francese) hanno dichiarata conclusa la missione del satellite per lo studio degli oceani TOPEX/Poseidon. La conclusione della missione è dovuta al guasto dell’ultimo giroscopio che ne permetteva il puntamento. Lanciato nel 1992 il satellite, costruito e gestito in collaborazioni fra le due agenzie spaziali, è stato il primo dedicato interamente allo studio degli oceani. Dalla sua orbita posta a 1.335 chilometri il TOPEX/Poseidon ha seguito i cambiamenti dei mari e per la prima volta ha permesso di ottenere una mappa delle altezze delle onde su tutto l’emisfero. Lo studio della temperatura del mare ha permesso inoltre una migliore comprensione dei fenomeni del cambiamento del clima come "El Niño" mentre il suo sistema GPS a bordo ha confermato il suo positivo utilizzo su un satellite. La missione ha compiuto oltre 62.000 orbite attorno alla Terra ed anche se ora non ha più controllo il suo rientro nell’atmosfera avverrà soltanto fra circa 1.000 anni a causa della ridotta resistenza alla sua quota orbitale. Il suo successore, Jason, lanciato nel dicembre 2001 ha funzionato in coppia assieme al TOPEX/Poseidon e nel 2008 verrà affiancato da un terzo satellite, Ocean Surface Topography Mission, anche questo in cooperazione fra NASA e CNES. Lee-Lueng Fu, uno degli scienziati del JPL di Pasadena che ha seguito la missione TOPEX/Poseidon ed ora segue il Jason, ha espresso la speranza che questa continuità di dati possa estendersi permanentemente alla comunità internazionale. Nella foto (cortesia NASA/JPL) il logo della missione.

Fonte: SpaceflightNow.com

 

5/01/2006 – Nominato il nuovo equipaggio della ISS – La NASA ha formalmente annunciato l’equipaggio di Spedizione Tredici che salirà sulla Stazione Spaziale Internazionale il prossimo marzo: si tratta del comandante russo Pavel Vinogradov e dell’ufficiale scientifico NASA ed ingegnere di bordo Jeffrey Williams. Vinograd è un veterano di una missione di lunga durata sulla stazione spaziale MIR mentre Williams ha voltato sullo shuttle nel 2000 con la missione STS-101. Assieme a loro, a bordo della Soyuz TMA-8, verrà lanciato anche il primo astronauta brasiliano Marcos Pontes, Pontes rimarrà sulla ISS per una settimana e poi rientrerà sulla Terra a bordo della Soyuz TMA-7 e l’attuale equipaggio della stazione, Spedizione Dodici, composto dal comandante Bill McArthur e dall’ingegnere di volo Valery Tokarev. L’equipaggio di Spedizione Tredici sarà a bordo della ISS quando la seconda missione dello shuttle, dopo la ripresa dei voli a seguito del disastro del Columbia nel febbraio 2003, prevista per maggio, la STS-121, attraccherà alla stazione portando rifornimenti. Assieme all’equipaggio della navetta ci sarà anche l’astronauta tedesco dell’ESA Thomas Reiter che condurrà la prima missione di lunga durata a bordo della ISS assieme all’equipaggio di Spedizione Tredici e rientrerà sulla Terra assieme a loro.

Fonte: Space.com

 

 

WB01540_.gif (632 byte)Archivio 2000 WB01540_.gif (632 byte)Archivio 2001 WB01540_.gif (632 byte)Archivio 2002 WB01540_.gif (632 byte)  2005 - lug/dic
WB01540_.gif (632 byte)Archivio 2003 WB01540_.gif (632 byte)Archivio 2004 WB01540_.gif (632 byte) 2005 - gen/giu  

werhsepd.gif (1132 byte)

Torna alla Home Page 

Ultima modifica 30/06/2006 - 00.33 TMEC

Sito curato da  Massimo Martini