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In questa pagina troverete le
ultime notizie dal mondo dell'astronautica aggiornate continuamente.
Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata
tratta.
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30/06/2008
- SOHO scopre la 1.500° cometa! - Il SOlar and
Heliospheric Observatory (SOHO) ha celebrato la scoperta della sua
millecinquecentesima cometa nel corso della sua missione che dura da
13 anni e rendendolo il maggior scopritore di comete di tutti i
precedenti messi assieme. Si pensa che l'85% delle scoperte di SOHO
siano frammenti di una cometa molto più grande andati in mille
pezzi nell'incontro con il Sole molti secoli fa. I frammenti sono
conosciuti come gruppo Kreutz, comete che sfiorano il Sole a meno di
0,01 Unità Astronomiche (UA), circa 1.460.000 chilometri e
l'ultimo di questi frammenti scoperto è molto piccolo e debole e
ricade in questa categoria. Una volta giunti in prossimità del Sole
questi frammenti evaporano per l'intensità della radiazione solare.
Dal luogo privilegiato dove si trova SOHO, a metà strada fra la
Terra ed il Sole, tutto questo accade sotto gli occhi elettronici
del suo sistema di immagini Large Angle and Spectrometric
Coronograph. Un gran numero di volontari riuniti in un network ha
poi il compito di studiare una immagine alla volta alla ricerca
della traccia di una cometa. Quando qualcuno crede di aver
individuato una candidata sottopone la scoperta a Karl Battams del
Naval Research Laboratory di Washington, che controlla i dati prima
di sottoporli al Minor Planet Center dove viene ulteriormente
verificata, catalogata e la sua orbita calcolata. L'osservazione di
1.500 cometa ha permesso di comprendere bene come una cometa muore e
questo enorme archivio non sarebbe stato possibile ottenerlo in
nessuna altro modo. SOHO, frutto di una collaborazione fra NASA, ESA
e diversi instituti e dipartimenti sia americani che europei è in
orbita attorno al Sole da 13 anni, monitorando l'attività solare e
l'ambiente attorno ad esso. "Catturare questo numero enorme di
comete è stato un bonus non previsto," ha dichiarato Bernhard
Fleck, ESA SOHO Project Scientist. Ricordiamo che la 999° e la
1000° cometa di SOHO sono state scoperte dall'italiano Toni
Scarmato il 5 agosto del 2005 utilizzando le immagini del LASCO. Se
qualcun altro vuole aiutare SOHO nella ricerca delle comete può
visitare il sito Sungrazing a questa pagina: http://ares.nrl.navy.mil/sungrazer
Fonte:
AstronomyNow
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27/06/2008
- Nuovo satellite militare Russo in orbita - La Russia
ha lanciato un razzo vettore Proton nella notte di giovedì con a
bordo un satellite di allarme per difendere il paese dagli attacchi
missilistici nemici, secondo quanto riportato da una agenzia di
stampa. Il lanciatore pesante è decollato alle 23.59 GMT (le 1.59
ora italiana del 28 giugno) dal Cosmodromo di Baikonur, nel
Kazakhstan, secondo quanto riportato dalla società Khrunichev,
costruttrice principale del razzo. Il Proton Block DM ha il compito
di guidare il carico utile segreto in un'orbita circolare
geosincrona alta circa 36.000 chilometri. Il razzo ha rilasciato il
satellite, come previsto, alle 07.37 GMT (le 9.37 ora italiana), ha
reso noto la Khrunichev in un comunicato scritto. Il satellite
aiuterà le forze militari russe ad essere allertate su ogni lancio
missilistico che avviene nel mondo, questo quanto riportato
dall'Agenzia Novosti. I militari ribattezzeranno il satellite Kosmos
2440 come parte della nomenclatura spaziale del Ministero della
Difesa. Il lancio di oggi è la prima missione di un Proton sin da
quando una differente versione del razzo lasciò il satellite per
telecomunicazioni AMC-14 su un'orbita inutilizzabile durante una
missione del marzo scorso. Ma il vettore utilizzato questa settimana
è un vecchio modello di Proton, con incluso un differente stadio
superiore al posto del Breeze M usato nel fallimento di marzo. Una
commissione investigatrice sull'incidente di marzo ha scoperto che
la rottura di una conduttura di gas fra il generatore e la
turbopompa all'interno del motore principale del Breeze M aveva
provocato uno spegnimento prematuro dello stadio, secondo quanto
riportato dalla ILS (International Launch Services) la società
mista Russa-USA che si occupa di commercializzare il Proton. Gli
ingegneri rimpiazzeranno il condotto nei prossimi stadi Breeze M con
uno con pareti più spesse per prevenire il problema. Il prossimo
lancio commerciale di un Proton è previsto entro questa estate con
l'immissione in obita di un satellite Inmarsat 4-F3 per
telecomunicazioni mobili a larga banda, secondo quanto comunicato
dalla ILS.
Fonte:
SpaceflightNow
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20/06/2008 -
Phoenix conferma l'acqua ghiacciata su Marte - Gli scienziati hanno trovato la
conferma della presenza di ghiaccio d'acqua appena sotto la superficie di Marte grazie allo scavo
effettuato dalla sonda Phoenix. "E' con grande gioia ed orgoglio che oggi annunciamo che abbiamo
trovato la prova che il materiale consistente chiaro è veramente ghiaccio d'acqua e non qualche
altra sostanza." Questo ha detto lo scienziato a capo del progetto Phoenix, Peter Smith,
dell'Università dell'Arizona, durante una conferenza stampa che annunciava la conferma della
scoperta. "La verità è che non stiamo cercando soltanto al ghiaccio. Noi stiamo cercando minerali
e composti chimici che speriamo siano associati a materiale organico", ha proseguito Smith. La
missione ha gli strumenti giusti per analizzare il suolo ed il ghiaccio per determinare se
l'ambiente locale appena sotto la superficie della zona nord di Marte possa essere stato
favorevole alla vita microbiologica. Fattore chiave è capire se l'acqua possa mai essere stata
allo stato liquido e se i composti organici sono stati presenti per formari i blocchi per la
vita. Phoenix è atterrata il 25 maggio su Marte e la sua missione dovrebbe durare almeno tre
mesi. La prova chiave è stata vedere i piccoli pezzetti di materiale chiaro esposti dallo scafo
effettuato il 15 giugno, ancora presenti il 16 giugno, completamente vaporizzati il 19 giugno.
"Questo ci dice che abbiamo il ghiaccio d'acqua a portata del braccio di scavo, vuol dire che
possiamo proseguire questa indagine con i nuovi strumenti che abbiamo
portato," ha affermato Mark Lemmon della Texas A&M University, College Station, capo scienziato dello strumento Surface
Stereo Imager camera. I piccoli pezzi scomparsi si trovavano in uno scavo a nordovest del lander.
Intanto un materiale più duro, forse altro ghiaccio, ma più scuro del materiale chiaro trovato
nel primo scavo, è stato scoperto nel secondo scavo, posto a nordest del lander.
"Abbiamo il nostro arsenale di armi per attaccare il ghiaccio, raschiare e raspare e li proveremo
tutti." Ha affermato Ray Arvidson della Washington University di St. Louis, capo scienziato per il braccio
robotico di Phoenix. Barry Goldstein, direttore del progetto Phoenix del centro NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, ha confermato che è stato preparato un software correttivo per ovviare al problema che impedisce di salvare i dati scientifici raccolti nella memoria flash della sonda. Infatti ogni giorno i dati raccolti nel corso della giornata vengono inviati a Terra prima della notte per risparmiare la preziosa energia della sonda.
Nella foto (Credit:
Fonte: NASA
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20/06/2008
- Lanciato satellite climatico Jason-2 -
Un nuovo satellite per lo studio degli Oceani e del clima è stato
lanciato oggi dalla Base dell'USAF di Vandemberg, in California.
Ocean Surface Topography Mission/Jason-2, questo il nome del
satellite nato dalla collaborazione fra Francia (CNES) e gli USA
(NASA) è decollato a bordo di un razzo vettore Delta-2
configurazione 7320-10 alle 12.46 a.m. PDT (le 9.46 ora italiana).
Cinque minuti più tardi il OSTM/Jason-2 si è separato dal secondo
stadio del razzo ed ha dsipiegato i suoi pannelli solari. I
controllori di volo hanno poi acquisito con successo la telemetria e
dichiarato che il satellite si trovava in perfette condizioni. Come
i suoi predecessori Topex/Poseidon e Jason-1 anche questo satellite
misurerà con precisione il livello degli Oceani ed il loro
contributo nella mutazione del clima mondiale. La vita
prevista per OSTM/Jason-2 è di almeno tre anni e questo permetterà
di avere un archivio di dati continui dal 1992, anno del lancio del
Topex/Poseidon e proseguiti dal 2001 con Jason-1, tutt'ora
funzionante. Nella missione sono coinvolte anche la NOAA (National
Oceanic and Atmospheric Administration) americana e la EUMETSAT
(European Organisation for the Exploitation of Meteorological
Satellites) europea. Le apparecchiature a bordo del satellite sono
versioni migliorate di quelle a bordo del suo predecessore Jason-1.
Il satellite raggiungerà lentamente l'orbita definitiva di 1.336
chilometri a si porrà a circa 60 secondi di distanza dietro a
Jason-1, eseguendo un volo in formazione di almeno sei mesi. Una
volta completata la calibrazione Jason-1 verrà allontanato e la sua
orbita cambiata permettendo una copertura doppia della superficie
degli Oceani. Il CNES (Centre National d'Etudes Spatiales,) francese
ha fornito il satellite, e la NASA ed il CNES assieme gli strumenti
di bordo. Nella foto (Credit: NASA/Mark Mackley) il satellite
oceanografico OSTM/Jason-2 all'interno dell'edificio di preparazione
a Vandemberg prima di essere piazzato sulla sommità del vettore
Delta-2 che lo ha lanciato oggi.
Fonte:
NASA
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20/06/2008
- ATV rialza l'orbita della ISS per la seconda volta -
Per la seconda volta da aprile l'ATV Jules Verne dell'ESA è stato
utilizzato ieri per rialzare l'orbita della Stazione Spaziale
Internazionale. Una spinta record della durata di 20 minuti da parte
dei motori dell'Automated Transfer Vehicle ha rialzato l'orbita
della stazione, pesante 300 tonnellate, di circa 7 chilometri di
altezza portandola a 345 chilometri sopra la superfice terrestre.
L'ATV è stato preparato alla manovra di "reboost" dal
Centro controllo ATV (ATV-CC) di Tolosa, Francia, e la manovra è
iniziata alle 8.42 ora italiana di ieri mattina con una spinta di
4,05 metri al secondo per una durata di venti minuti utilizzando due
dei 4 motori principali. Mentre l'ordine automatico è stato inviato
dal Centro Controllo di Mosca, due dozzine di controllori di volo
dell'ESA, CNES ed Astrium hanno tenuto sotto controllo i
sottosistemi di ATV durante la cruciale manovra. "Oggi Jules
Verne ATV ha dimostrato ancora con successo che è capace di
eseguire le sue funzioni vitali su basi regolari. Solo i Progress e
l'ATV possono fornire spinti così potenti. Adesso ci rimane un
ulteriore reboost in luglio e due in agosto" ha affermato
Hervé Côme, Direttore della missione ATV del ATV-CC di Tolosa.
Spinte regolari sono necessarie per contrastare la resistenza
atmosferica che tende a far scendere di 100 metri al giorno l'orbita
della Stazione. Questa seconda spinta viene dopo la prima effettuata
il 25 aprile ma che aveva avuto una potenza inferiore, soltanto 2,6
metri al secondo. Il reboost di oggi ha consumato circa 400
chilogrammi di combustibile di bordo del Jules Verne. Durante la
manovra l'equipaggio della ISS era occupato con le attività di
bordo e non ha quasi avvertito la leggera accelerazione data
dall'ATV. L'ATV Jules Verne è previsto rimanga agganciato alla ISS
fino a settembre. Al termine della sua missione ATV, caricato con
circa 6,5 tonnellate di materiale non più necessario sulla
stazione, verrà sganciato e brucierà completamente nel rientro
atmosferico sopra l'Oceano Pacifico. Due giorni fa l'ATV aveva
eseguito il rifornimento automatico della stazione con circa 811
chilogrammi di propellente, 280 Kg. di UDMH (dimeltitrazina
asimmetrica) e 530 Kg. di Tetrossido di Azoto (N204). A causa della
tossicità dell'idrazina il trasferimento dai serbatoi dell'ATV a
quelli della parte russa della stazione è avvenuto attraverso
speciali condotti che corrono all'esterno della parte pressurizzata
dell'astronave. Fino ad ora soltanto i Progress russi avevano la
capacità di rifornire il modulo di servizio della ISS (l'unico
elemento con capacità propulsive della stazione) con lo stesso
quantitativo di propellente. Anche questa importante operazione di
ATV si è svolta senza l'intervento dell'equipaggio di Spedizione 17
della ISS. In questi mesi la parte pressurizzata di ATV è stata
inoltre utilizzata da alcuni membri dell'equipaggio della stazione
come luogo di riposo essendo più silenziosa del resto della
stazione.
Fonte:
ESA
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19/06/2008
- Sei satelliti lanciati con un Kosmos 3-M - Sei
satelliti ripetitori per telecomunicazioni sono stati lanciati in
orbita a bordo di un vettore Kosmos-3M lanciato dal Cosmodromo di
Kapustin Yar, nel sud ovest della Russia alle 8.36 ora italiana. Il
vettore a due stadi ha immesso cinque satelliti gestiti dalla
società ORBCOMM in orbita ad una quota di 664 chilometri ed
inclinazione di 48,5°. I satelliti si uniranno alla flotta composta
da 29 veicoli che provvedono a inviare messaggi da
macchina-a-macchina per compagnie industriali varie come la General
Electric, Caterpillar Corp., Volvo Group, e Komatsu Ltd. I
controllori prevedono l'entrata in servizio dei sei nuovi satelliti
alla fine dell'estate. I satelliti messi in orbita oggi pesano
ognuno circa 98 chilogrammi e la loro vita operativa è di almeno
quattro anni. il sesto satellite è un dimostratore che dovrà
tenere i collegamenti fra le navi della Guardia Costiera degli
U.S.A. ed è pesante 281 chilogrammi.
Fonte:
SpaceflightNow
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14/06/2008
- Conclusa con un perfetto atterraggio la missione STS-124 -
La navetta spaziale Discovery è atterrata al Kennedy Space Center
sull apista n.15 completando una missione di 14 giorni. Il carrello
principale ha toccato la pista alle 11:15:19 a.m. EDT (le 17.15 ora
italiana). Il carrello anteriore ha toccato 11 secondi dopo e la
navetta si è fermata completamente alle 11:16:19 a.m. Questa è
stata la quinta volta in fila che una missione di uno space shuttle
atterra al Kennedy, la 69° nella sua storia. Cinquantuno missioni
sono atterrate alla Edwards Air Force Base, in California e soltanto
una missione, STS-3, è atterrata alla White Sands Space Harbor, New
Mexico. STS-124 è stata la 123° missione space shuttle, la 35°
missione per la navetta Discovery e la ventiseiesima dedicata alla
costruzione e mantenimento della Stazione Spaziale Internazionale.
Una conferenza stampa post-atterraggio è prevista circa due ore
dopo e parteciperanno Bill Gerstenmaier, NASA associate
administrator for Space Operations, - Kaoru Mamiya, Vice Presidente
della Japan Aerospace Exploration Agency e Mike Leinbach, NASA Space
Shuttle Launch Director. L'equipaggio di STS-124 dovrebbe effettuare
una conferenza con la stampa alla NASA/TV alle 4.15 p.m. (le 22.15
ora italiana). Nella foto (Credit: NASA) la navetta spaziale
Discovery all'atterraggio dopo aver rilasciato il paracadute.
Fonte:
NASA
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14/06/2008
- Il Discovery pronto al rientro - La navetta spaziale
Discovery è pronta al rientro dalla missione STS-124.
Oggi alle 17.15 ora italiana ci sarà la prima opportunità di
atterraggio sulla pista 15 del Kennedy Space Center. Le condizioni
meteo sono buone e non si segnalano problemi alla navetta.
SEGUI
IN DIRETTA VIDEO IL RIENTRO DEL DISCOVERY SUL SITO DELLA NASA A
QUESTA PAGINA.
oppure
segui e commenta la missione con gli amici di Forumastronautico.it
!
Fonte:
NASA
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13/06/2008
- Altro lancio di successo per Ariane 5 - Il decollo
per l'Ariane 5 ECA (V-138) è avvenuto regolarmente alle 0.05 ora
italiana dalla base di lancio di Kourou, nella Guyana Francese e
dopo 30 minuti i due satelliti a bordo sono stati inseriti in
orbita. Il carico utile comprendeva lo Skynet 5C, un satellite
per telecomunicazioni militari e governative della Gran Bretagna e
il Turksat 3A, che fornirà sevizi di telecomunicazioni e
diretta televisiva per la Turchia, l'Europa, il Medio Oriente,
Africa del Nord e Asia Centrale. Quello di oggi era il terzo lancio
dell'anno per Ariane, dei sette previsti per il 2008 ed il peso
totale del carico utile totale era di 8541 chilogrammi. Il prossimo
lancio è previsto per la fine di questo mese, un Ariane 5 ECA
(V-184) con a bordo altri due satelliti; ProtoStar 1 e BADR-6.
Un primo tentativo del lancio di oggi era stato abortito lo scorso
30 maggio ma una rapida inchiesta aveva scoperto il problema con il
software di bordo ed era stato risolto.
Fonte:
ESA
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11/06/2008
- Lanciato con successo GLAST - Alle 12.05 p.m. EDT
(le 18.05 ora italiana) un razzo vettore Delta 2, decollato dalla
Cape Canaveral Air Force Station in Florida, ha portato nello spazio
l'osservatorio scientifico GLAST (Gamma-ray Large Area Space
Telescope - Telescopio Spaziale a grande campo per i raggi gamma).
L'osservatorio GLAST si è separato regolarmente dal secondo stadio
del Delta 2 alle 1.20 p.m. (le 20.20 ora italiana) ed il computer di
volo ha immediatamente iniziato ad alimentare tutti i componenti
necessari per controllare il satellite. Dodici minuti dopo la
separazione dal veicolo di lancio entrambi i pannelli solari di
GLAST sono stati dispiegati. I pannelli hanno iniziato
immediatamente a produrre l'energia necessaria per mantenere il
satellite e la sua strumentazione. La squadra operativa continua a
controllare tutti i sottosistemi del veicolo spaziale. Fra circa due
mesi GLAST potrà iniziare a trasmettere i dati raccolti dal
telescopio. La missione
di GLAST
è dedicata allo studio delle sorgenti celesti di raggi gamma e, con
la sua sensibilità senza precedenti, permetterà di ottenere
informazioni dettagliate su buchi neri, stelle di neutroni,
esplosioni di supernovae, lampi gamma, quasar, getti di particelle
accelerate in prossimità di buchi neri e brillamenti solari. GLAST
fornirà anche una mappa accurata dell’emissione del gas della
nostra galassia che, colpito dai raggi cosmici, è una intensa
sorgente di radiazione gamma. I raggi gamma sono la forma più
energetica di emissione che ci giunge dagli oggetti celesti, ogni
fotone gamma trasporta un’energia equivalente a quella di miliardi
di fotoni della luce visibile. Vengono prodotti da fenomeni spesso
molto violenti o addirittura esplosivi, che avvengono
nell’universo e possono essere osservati solo dallo spazio perché
l’atmosfera terrestre li assorbe, proteggendoci da questa
radiazione pericolosissima per ogni forma di vita. La
missione di GLAST è una cooperazione nel campo dell'astrofisica e
delle particelle composta dal Dipartimento dell'Energia U.S.A.
assieme con importanti contributi di istituzioni accademiche di
Francia, Germania, Italia, Giappone, Svezia e Stati Uniti. Nella
foto (Credit: NASA) il momento dell'accensione dei motori del
vettore Delta 2 alla rampa 17B
Fonte:
NASA
- ASI
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09/06/2008
- Nuovo satellite per telecomunicazioni cinese -
La Cina ha lanciato oggi un nuovo satellite per telecomunicazioni
che permetterà di ricevere direttamente a casa di milioni di cinesi
i programmi televisivi ed il tutto con piccole parabole. Il Chinasat
9 è stato lanciato dal Centro Spaziale Xichang alle 12.15 GMT (le
14.15 ora italiana) a bordo di un vettore cinese Lunga Marcia 3B, il
più potente razzo del programma spaziale cinese. Costruito dalla
Thales Alenia Space il Chinasat 9 verrà stazionato in orbita
geosincrona sull'equatore a 92,2° di longitudine est sull'equatore.
Il veicolo possiede 22 transponder in banda Ku e dovrebbe funzionare
per almeno 15 anni. Il satellite trasmetterà programmi televisivi
diretti per le Olimpiadi di Pechino in agosto. Quello di oggi era il
ventottesimo satellite immesso in orbita questo anno, il terzo per
la Cina.
Fonte:
SpaceflightNow
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08/06/2008
- WhiteKnightTwo verrà presentato a fine luglio - La
presentazione ufficiale della mega-madrenave della Scaled Composite
fondata da Burt Rutan, la WhiteKnightTwo, verrà anticipata alla
fine di luglio. La WhiteKnightTwo è il primo passo per
iniziare i voli suborbitali a pagamento trasportando in quota
l'aerorazzo SpaceShipTwo
e rilasciarlo alla quota di circa 17.000 metri. La Virgin Galactic,
l'azienda fondata dal miliardario Richard Branson
e dal suo Virgin Group, ha già 254 biglietti venduti per un totale
di circa 36 milioni di dollari già incassati. Ma prima di poter
vedere i primi turisti portati a 110 chilometri di quota per assaporare
alcuni minuti di gravità ridotta dovranno essere svolti tutta una
lunga serie di test al sistema di lancio. Con la presentazione del WhiteKnightTwo
alla fine di luglio inizieranno i test di prova di questa nave-madre
che, se tutto va come previsto, dovrebbe volare per la prima volta
entro settembre. L'aereo è in realtà il primo al mondo ad essere
costruito al 100% in composito e le sue capacità gli consentiranno
non solo di portare in volo la navicella SpaceShipTwo ma anche da
fare da piattaforma di lancio per piccoli satelliti in orbita e
potrebbe anche essere utilizzato per spegnere gli incendi
trasportando un grosso serbatoio sotto le sue ali. Nella foto
(Credit: Virgin Galactic) il miliardario
fondatore della Virgin Galactic (Sir Richard Branson) mostra il
modellino del WhiteKnightTwo con al centro lo SpaceShipTwo.
Fonte:
Space.com
- VirginGalactic
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07/06/2008
- Primi campioni di terreno da analizzare per Phoenix
- Il braccio robotico della sonda della NASA Phoenix Mars Lander ha
rilasciato una manciata di terreno marziano all'interno del
laboratorio per le prime analisi, ma lo strumento non ha confermato
che alcun campione abbia superato la griglia di protezione. Gli
ingegneri e gli scienziati del team di Phoenix stanno cercando la
soluzione per far scendere il materiale nello strumento. Immagini
dell’imboccatura del fornello d’analisi mostrano il terreno
fermo sopra lo schermo protettivo che è piazzato all’imboccatura
dello strumento TEGA. Il Thermal and Evolved Gas Analyzer ha un
filtro metallico con aperture di circa un millimetro per evitare che
troppo materiale in ingresso possa ostruire il condotto verso il
piccolo fornello di misura. Un fascio di infrarossi verifica poi la
presenza di materiale nel fornello. E questo fascio dimostra che il
fornello è rimasto vuoto. I ricercatori non hanno ancora
determinato il motivo per cui il materiale non abbia superato il
setaccio all’ingresso, ma hanno iniziato a proporre delle
possibilità.
“Penso che il terreno sia composto da grumi e che non abbia
sufficiente granulosità fine da oltrepassare il filtro,”
ha detto Ray Arvidson della Washington University di St. Louis,
componente del team di Phoenix. “Proveremo ora a preparare il
suolo schiacciando il terreno con la benna prima di raccoglierlo in
modo da sbriciolare la granulosità e spargerne una quantità minore
sulla griglia.” Un’altra strategia in studio potrebbe essere
l’uso degli scuotitori inseriti nel TEGA invece dei cinque minuti
di scuotimenti che hanno fatto parte del processo standard di
ricezione dei campioni. Durante il Sol 12 non sono previste altre
attività con la strumentazione scientifica, in attesa di trovare
una soluzione al problema. Il braccio robotico continuerà ad
allargare il primo buco fatto per esercitarsi nello scavo e saranno
fatte fotografie dettagliate del cumulo di materiale scaricato dalla
benna durante le prove. Arvidson ha aggiunto: “Siamo fiduciosi,
impareremo le proprietà fisiche del suolo di questa zona. Potrebbe
essere più compatto e coeso di quello a cui eravamo abituati negli
altri siti d’atterraggio.” Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/University
of Arizona/Max Planck Institute) il campione di terreno rilasciato
dalla benna sopra lo schermo protettivo posto all'imboccatura del
TEGA.
Fonte:
Spaceref.com
- Forumastronatico.it
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06/06/2008
- Inchiesta per scoprire le cause del problema con Ariane 5
- Un problema con un software scoperto durante le fasi finali dei
controlli per il lancio di Ariane 5 ECA (V-183) è sotto inchiesta
da un gruppo di esperti indipendenti e dovrà essere chiarito prima
che il volo con i due satelliti (Skynet
5C e
Turksat 3A)
venga riprogrammato. Il
software di volo di Ariane 5 è regolarmente aggiornato per incorporare
i dati dai lanci più recenti e durante una validazione di routine
eseguita il 30 maggio scorso è emerso un errore nel programma che
sarebbe stato utilizzato soltanto nell'eventualità di un guasto in
volo. Il Presidente di Arianespace, Jean-Yves Le
Gall, ha dichiarato che l'utilizzo
di un gruppo indipendente di assicura di scoprire che cosa è
successo senza essere influenzato e far si che le condizioni non si
ripetano. Il programma di volo era stato modificato dopo il volo di
successo della versione Ariane 5ES che aveva piazzato regolarmente
in orbita il veicolo automatico di trasferimento ATV verso la Stazione
Spaziale Internazionale. Il lavoro del gruppo di esperti
dovrebbe concludersi entro questa settimana in modo che possa essere
stabilita la nuova data di lancio, la prima opportunità sarebbe il
12 giugno. Il volo era il terzo, dei sette previsti da Ariane 5 per
il 2008, ed il vettore è stato riportato dalla rampa al FAB (Final
Assembly Building) dove il razzo ed il suo carico utile sono in
sicurezza. Arianespace continua a mantenere l'obiettivo delle sette
missioni entro il 2008, dato che la flessibilità dello Spazioporto
della Guyana permette di preparare due Ariane 5 in parallelo. Nella
foto (Credit: ©Arianespace
/ S. Corvaja 2008)
il vettore Ariane 5 ECA (V-183) mentre viene riportato verso il
Final Assembly Building dopo lo stop del lancio per il problema con
il software.
Fonte:
Arianespace
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03/06/2008
- Kibo installato sulla ISS - Dopo il laboratorio USA
Destiny e quello europeo Columbus anche il Giappone ha il suo modulo
scientifico sull'avamposto spaziale. Kibo è infatti stato
installato sulla ISS oggi alle 6.01 p.m. (la mezzanotte in Italia)
durante un'attività extraveicolare dei due astronauti Garan e
Fossum della durata di 6 ore e 42 minuti. Domani, dopo che saranno
stati svolti tutti i controlli di routine il portello interno verrà
aperto e l'equipaggio di Discovery STS-124
e di Spedizione 17 faranno il suo
ingresso nel grande laboratorio pressurizzato, il più grande sulla
stazione. La missione del Discovery è iniziata il 31 maggio scorso
ed il rientro sulla Terra è previsto il 14 giugno.
Fonte:
NASA
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02/06/2008
- Discovery attracca alla ISS - Dopo una perfetta manovra di
avvicinamento la navetta spaziale Discovery, missione STS-124,
ha attraccato regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale
alle 2.03 p.m. EDT (le 20.03 ora italiana). L'aggancio prepara la
strada per l'ambizioso compito di installare il Modulo Pressurizzato
Giapponese Kibo ed il suo sistema di braccio robotico alla stazione
effettuando tre attività extraveicolari e la rotazione di un membro
dell'equipaggio. I portelli fra le due astronavi sono stati aperti
alle 3.36 p.m. EDT (le 21.36 ora italiana) mentre sorvolavano il
Pacifico del Sud. Alle 4.57 p.m. (le 10.57 ora italiana) il membro
di Spedizione
17
Garrett
Reisman e l'astronauta del Discovery Greg Chamitoff scambieranno i
loro sedili delle Soyuz e questo significherà l'inizio dei loro
nuovi assegnamenti. Chamitoff si unirà a Spedizione 17 e Reisman si
unirà all'equipaggio del Discovery per il suo ritorno sulla Terra.
Chamtoff rimarrà a bordo della stazione fino a novembre quando
tornerà con STS-126.
Fonte:
NASA
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02/06/08
- Phoenix fotografa del ghiaccio? - Gli scienziati
hanno scoperto quello che potrebbe essere ghiaccio al di sotto del
lander Phoenix, esposto quando il terreno è stato spazzato via
durante l'atterraggio su Marte la scorsa settimana. Il possibile
ghiaccio appare in una immagine presa dalla telecamera posta sul
braccio robotico al di sotto del lander, vicino ad una zampa di
atterraggio. La vista dal lato nord del lander verso la zampa a sud
mostra una superficie che potrebbe essere stata ripulita dalla
sabbia che la copriva dai motori dell'atterraggio. Questo potrebbe
avvalorare l'ipotesi che il ghiaccio si troverebbe al di sotto di un
sottile strato di terreno. Questo tipo di terreno è proprio quello
che gli scienziati della missione
speravano
di trovare e che vogliono scavare. Phoenix ha appena iniziato a
muovere il braccio robotico per raggiungere e toccare il suolo
marziano per iniziare a scavare e portare i campioni di terreno da
analizzare. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of
Arizona/Max Planck Institute) la possibile formazione di ghiaccio
sotto Phoenix.
Fonte:
SpaceflightNow
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31/06/08
- Lanciata STS-124 - Perfetto lancio alle 23.03 ora
italiana della navetta spaziale Discovery dal Kennedy Space Center,
in Florida, per la missione STS-124.
A bordo sette astronauti: il Comandante Mark Kelly, il Pilota Kenneth Ham e gli Specialisti di Missione Karen
Nyberg, Ronald Garan, Michael Fossum, l'astronauta giapponese Akihiko Hoshide e l'Ingegnere di Volo della stazione spaziale Gregory Chamitoff.
Il compito principale della missione è la consegna ed installazione
alla Stazione Spaziale Internazionale del modulo laboratorio
pressurizzato giapponese Kibo e lo scambio di un membro
dell'equipaggio di Spedizione 17. La NASA Television provvederà ad
una copertura in diretta di tutta la missione con conferenze stampa
giornaliere e commento 24 ore su 24. Quella del Discovery è la
123° missione della navetta spaziale, la 35° del Discovery e la
26° dedicata alla stazione spaziale.
Fonte:
NASA
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28/05/2008 -
Inizia il conto alla rovescia per STS-124 - L'equipaggio internazionale della navetta Discovery è volato al Kennedy Space Center questa mattina per l'inizio del conto alla rovescia per il decollo, previsto per sabato, in una missione che vede l'aggancio del grande laboratorio giapponese Kibo alla Stazione Spaziale Internazionale. Il Comandante Mark Kelly, il Pilota Kenneth Ham e gli Specialisti di Missione Karen Nyberg, Ronald Garan, Michael Fossum, l'astronauta giapponese Akihiko Hoshide e l'Ingegnere di Volo della stazione spaziale Gregory Chamitoff sono arrivati sulla pista dello shuttle dopo un volo dal Texas a bordo dei jet da addestramento della NASA T-38 poco dopo mezzogiorno.
"Come potete vedere, siamo molto felici di essere qui," ha detto Chamitoff, che rimpiazzerà Garrett Reisman a bordo della stazione.
"Mi sento fortunato di far parte di questo equipaggio e di questa missione. L'aggancio del modulo esperimenti alla stazione spaziale sarà un punto di svolta storico per il Giappone. Il popolo giapponese avrà, a questo punto, una continua presenza per fare ricerca ed operare al di fuori del pianeta. Questo è un momento eccitante per il
Giappone." Il conto alla rovescia del Discovery è iniziato oggi alle 3 p.m. (le 20 ora italiana) in preparazione per il lancio dalla rampa 39/A previsto per le 5.02 p.m. (le 23.02 ora italiana) di sabato. Le condizioni meteorologiche, secondo quanto affermato da Kathy Winters responsabile dell'ufficio meteo shuttle, sono buone all'80% sia per sabato che per domenica. Gli obiettivi di questa missione di due settimane sono tre passeggiate spaziali per installare il modulo Kibo grande quanto un autobus, aggiungere un nuovo serbatoio di azoto per pressurizzare il sistema di raffreddamento della stazione, ispezionare e tentare di ripulire dalla contaminazione un ingranaggio di un pannello solare, recuperare la prolunga per ispezioni allo scudo termico e scambiare Chamitoff e Reisman. Al momento non ci sono problemi tecnici significativi sulla rampa di lancio ma un guasto della toilette russa a bordo della stazione spaziale ha costretto la NASA a scaricare circa 15 chilogrammi di equipaggiamento a bassa priorità dalla navetta per far spazio ai pezzi di ricambio che sono stati trasferiti in Florida all'interno di una borsa diplomatica. Infatti dopo la missione STS-124 la prossima navetta spaziale prevista per fare visita alla ISS è fra circa sei mesi e la toilette è una priorità visto che quella russa, nel modulo Zvezda è l'unica sulla stazione. Le alternative sarebbero l'utilizzo delle "Apollo bags" ma questa non è una soluzione a lungo termine. L'arrivo dei pezzi di ricambio è previsto in aereo da Mosca verso le 10 p.m. (le 3.00 di venerdì mattina ora italiana) e la sua installazione a bordo del Discovery entro domani.
Nella foto in alto (Credit: NASA) i tecnici del KSC mentre imbarcano
i pezzi di ricambio per la toilette della ISS sul Discovery.
Fonte: NASA -
SpaceflightNow
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27/05/2008 -
Lanciato satellite meteorologico in supporto alle Olimpiadi - La Cina ha lanciato un satellite meteorologico polare che dovrebbe aiutare ad avere maggiori dettagli sulle previsioni meteo per le Olimpiadi di Pechino previste il prossimo agosto. Il Feng Yun 3A è il primo satellite di una nuova serie di osservatori meteo ed è stato messo in orbita con un vettore Lunga Marcia 4C lanciato dallo spazioporto di Taiyuan nel nordovest del paese, nella provincia di Shanxi alle 5.02 ora italiana. Il Feng Yun 3A studierà, durante la sua missione orbitando attorno ai poli, il clima e le caratteristiche meteo permettendo di migliorare le previsioni. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Xinhua il satellite potrà affinare le previsioni per due settimane. Il veicolo, pesante circa 2 tonnellate è il secondo osservatorio spaziale inviato dalla Cina in aiuto alle Olimpiadi. Una piattaforma meteo simile venne piazzata in orbita geostazionaria nel 2006 per previsioni di breve periodo. I responsabili della missione sperano che il Feng Yun 3A sia operativo per l'apertura delle Olimpiadi prevista per l'8 agosto. Quello di oggi era il 26° lancio spaziale a raggiungere l'orbita questo anno ed il secondo della Cina. Il prossimo lancio spaziale cinese sarà il Chinasat 9, satellite per la diffusione diretta di programmi televisivi, previsto per i primi di giugno.
Fonte: SpaceflightNow
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26/05/2008 -
MRO riprende la Phoenix mentre atterra su Marte - Gli ingegneri del programma Phoenix hanno svelato oggi un'incredibile immagine ripresa dalla sonda orbitante della NASA Mars Reconnaissance Orbiter mentre sorvolava la zona dove stava, in quel preciso momento, scendendo Phoenix. Nell'immagine in bianco e nero,
ripresa con l'apparecchiatura HiRise, si vede il paracadute e lo scudo inferiore che supporta Phoenix appeso sotto mentre l'altezza che li separa dal suolo è ormai fra i 3.000 ed i 300 metri.
"L'immagine è affascinante." ha affermato Peter Smith, Principal Investigator della missione Phoenix, oggi durante la conferenza stampa.
"Ora stiamo attendendo altre immagini dalla MRO che mostrino la nostra sonda sulla superficie ora che ne conosciamo esattamente la posizione. Speriamo di vedere anche lo scudo termico, lo scudo inferiore ed il paracadute. Tutte queste cose dovrebbero essere visibili anche se per il momento non le abbiamo ancora trovate. Ma questo accadrà ed una volta trovate riprenderemo immagini di tutta la zona e potremo confrontarle con quelle riprese prima e con quelle dopo l'atterraggio della sonda e questo dovrebbe essere veramente
spettacolare." La sonda Phoenix è equipaggiata per inviare le immagini riprese ed i dati a Terra utilizzando i segnali radio UHF che verranno ritrasmessi dalle sonde orbitanti MRO e Mars Odyssey. Ulteriori immagini che dovrebbero mostrare l'aspetto completo del paesaggio attorno a Phoenix sono attese nelle prossime ore e permetteranno agli scienziati del JPL di Pasadena di creare una foto a 360° della zona attorno alla sonda. Due nuove immagini rese pubbliche questo pomeriggio sono a colori ed un primo piano della superficie smossa da una delle zampe di atterraggio. La zona di atterraggio nel polo nord marziano è stata scelta
perché generalmente la superficie è piatta e senza grossi massi ed altre particolarità topografiche che avrebbero potuto creare problemi all'atterraggio di Phoenix. Più importante da un punto di vista scientifico, la Mars Odyssey ha scoperto quello che gli scienziati credono sia uno strato di ghiaccio d'acqua posto alcuni centimetri sotto la superficie di Marte alle latitudini estreme nord e sud. Immagini dalle sonde orbitanti della NASA ed ora dalla Phoenix mostrano ripetuti schemi poligonali sul terreno che ne indicano una certa "attività"."Quando il ghiaccio si riscalda, tende a contrarsi un poco e forma piccole linee di frattura che la sabbia tende a riempire. Quando il sole scende il ghiaccio prova di nuovo ad espandersi ma trova le linee di frattura piene di sabbia e quindi non può farlo e tende a salire un poco formando queste particolari
strutture." spiega Smith. Simili strutture sono state trovate anche nelle regioni fredde della Terra.
"Un'altra cosa che abbiamo imparato dalle regioni polari della Terra è che mantengono memoria dei cambiamenti climatici. La nostra missione è quella di scavare sotto la superficie alla ricerca di segnali dei cambiamenti climatici avvenuti su Marte durante gli ultimi milioni di anni e magari la possibilità di scoprire segni di organismi viventi che hanno popolato il pianeta rosso nel passato. Non avremo immagini bellissime come i due rover (Spirit ed Opportunity) ma l'interesse scientifico è
altissimo". Phoenix è equipaggiato con un braccio robotico lungo circa 2 metri e capace di scavare fino alla profondità di circa 40 centimetri e raccogliere campioni di terreno e ghiaccio che verrà sottoposto ad analisi microscopica da uno strumento sofisticato capace di riconoscere componenti organici e di come il suolo è stato influenzato dall'acqua nel passato. Se tutto procede normalmente gli ingegneri della NASA attiveranno il braccio robotico del lander martedì, dopo che i vari giunti avranno raggiunto la temperatura adeguata. Le prime operazioni di scavo non sono previste prima di una settimana, dopo che le macchine fotografiche di Phoenix avranno ripreso tutta la superficie attorno al lander per dare agli scienziati una scelta dei possibili obiettivi di scavo.
Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona) la sonda
Phoenix ripresa dalla MRO mentre discende nell'atmosfera marziane.
Fonte:
SpaceflightNow
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26/05/2008
- Phoenix è su Marte! - Alle 1.53 ora italiana la
sonda della NASA Phoenix (Fenice) ha toccato la superficie di Marte
effettuando un atterraggio morbido con razzi di frenata dopo oltre
30 anni dalle Viking 1 e 2.
Aggiornamento
ore 02.04 - I primi dati provenienti da Phoenix via Mars Odyssey
dopo l'atterraggio indicano che il lander è inclinato di soltanto
un quarto di grado ed è orientato est-ovest nella migliore
posizione per poter assorbire la massima radiazione solare per i
pannelli. Questo ha detto Barry Goldstein, Phoenix project manager
del Jet Propulsion Laboratory.
Aggiornamento
ore 02.55 - Si è svolta un sondaggio post atterraggio fra i
controllori di volo. Nessun problema ai sistemi della sonda secondo
i primi dati ricevuti. L'apertura del paracadute è avvenuta con
solo 7 secondi di ritardo sul previsto e le informazioni sulla
traiettoria della sonda appaiono normali.
Aggiornamento
ore 03.33 - Il punto di atterraggio sembra essere a 68.22 gradi
di latitudine le 234.3 gradi di longitudine.
Aggiornamento
ore 3.55 - Prime immagini da Marte! Nelle foto in alto (Credit:
NASA/JPL-Caltech/University of Arizona), a sinistra la prima foto
giunta sulla Terra dove si vede uno dei due pannelli solari
dispiegato ed il terreno. Nella seconda foto un panorama della zona
di atterraggio.
Fonte:
NASA
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24/05/08
- 24 ore all'arrivo di Phoenix su Marte! - Ultime
notizie dalla conferenza stampa eseguita oggi al JPL di Pasadena
(California) che controlla la missione di Phoenix. Una decisione
verrà presa entro oggi se eseguire o meno una ulteriore manovra di
correzione questa notte. Una nube di polveri che il Mars
Reconnaissance Orbiter della NASA sta tracciando si sta muovendo
verso la prevista area di atterraggio sebbene non ci si aspetti che
questo ponga pericoli per la discesa di Phoenix. A mezzogiorno di
oggi (le 19 ora italiana) alla sonda Phoenix rimangono circa 2
milioni di chilometri di viaggio prima di arrivare su Marte. Queste
le fasi principali (in ora italiana) della discesa lunedì 26
maggio:
01:39:00
... Separazione dello stadio di viaggio
01:40:00 ... Il veicolo assume l’assetto di ingresso
01:46:33 ... Ingresso nell'atmosfera di Marte
01:47:00 ... Inizio probabile blackout a causa del plasma
01:50:15 ... Apertura paracadute (altezza 12,5 km)
01:50:30 ... Sgancio scudo termico (altezza 11 km; velocità 430
km/h)
01:50:40 ... Apertura zampe d’atterraggio.
01:51:30 ... Attivazione Radar altimetro.
01:53:08 ... Cambio d’antenna, interruzione nelle comunicazioni.
01:53:12 ... Accensione motori di discesa
01:53:14 ... Termine interruzione nelle comunicazioni
01:53:34 ... Inizio della fase a velocità costante
01:53:52 ... TOUCHDOWN! - Contatto col suolo.
02:13:00 ... Apertura pannelli solari
Una
prima conferenza stampa della NASA/JPL è prevista per le 6
del mattino mentre, se tutto è andato come previsto, le prime
immagini dalla superficie di Marte potrebbero essere visibili fra le
3 e le 4 circa.
Fonte:
NASA -
Landing
Events
Per
vedere il NASA/TV che trasmette in diretta la discesa di Phoenix vai
qui.
Se
vuoi seguire i commenti da parte degli appassionati italiani in
diretta vai su Forumastronautico.it
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23/05/08
- La Russia lancia un satellite commemorativo dello Sputnik
- La Russia ha lanciato in orbita quattro satelliti a bordo di un
vettore Rockot con uno stadio superiore Breeze KM dal suo Cosmodromo
di Plesetsk, nel nord del paese. Il decollo è avvenuto alle
15.20 GMT (le 17.20 ora italiana) con un missile balistico
riconvertito che ha deposto i quattro satelliti su un'orbita alta
circa 1.440 chilometri. Il lancio di oggi vedeva il ritorno al volo
dello stadio superiore Breeze dopo che lo scorso marzo, a bordo di
un vettore Proton, aveva subito un guasto che aveva causato la
perdita del satellite AMC-14. Oggi sono stati messi in orbita tre
satelliti per telecomunicazioni Gonets ed un piccolo satellite per
commemorare l'anniversario dei 50 anni dal lancio dello Sputnik, il
primo satellite artificiale, nel 1957. Il piccolo satellite
ribattezzato Yubileiny (Giubileo) trasmetterà messaggi audio,
immagini e segnali simili a quelli trasmessi dallo Sputnik (il
mitico bip-bip) e che potranno essere captati dai
radioamatori.
Fonte:
SpaceflightNow
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21/05/08 -
Sea Launch immette in orbita potente satellite per telecomunicazioni
- Un razzo vettore Zenit ha spiccato il volo nella mattina di mercoledì lanciando con successo in orbita un satellite, del peso di oltre 4 tonnellate, destinato a trasmettere programmi televisivi sopra il Nord America. Il satellite Galaxy 18 ha iniziato il suo viaggio verso lo spazio alle 9.43 GMT (le 11.43 ora italiana) dal sito equatoriale al centro dell'Oceano Pacifico. Allontanato dalla piattaforma di lancio oceanica dalla spinta di
725 tonnellate, il booster ucraino, con sopra di esso il primo stadio ed il carico utile nell'ogiva, ha virato verso est funzionando per quattro minuti. Il secondo stadio e lo stadio superiore Block DM-SL si sono separati come previsto circa otto minuti e mezzo dall'inizio della missione. Lo stadio superiore russo è stato acceso due volte, la prima per entrare in una temporanea orbita di parcheggio e successivamente per immettere il Galaxy 18 in una orbita ellittica con il punto più alto a 35.430 chilometri sopra la Terra. Il razzo ha rilasciato il satellite circa 61 minuti dopo il lancio. Una stazione di rilevamento in Sud Africa ha ricevuto il primo segnale dal satellite alcuni minuti dopo, confermando l'ottima condizione dopo l'arrivo in orbita. Galaxy 18 trascorrerà le prossime settimane per circolarizzare l'orbita a circa 36.000 chilometri. Il veicolo sarà stazionato definitivamente sull'equatore a 123° ovest di longitudine e la sua missione dovrebbe durare almeno 15 anni sostituendo il Galaxy 10R, un satellite che ha avuto problemi con il suo motore allo xeno nel 2004. Galaxy 18 è equipaggiato con 24
trasmettitori in banda C e 24 in banda U con i quali trasmetterà canali televisivi via cavo sugli Stati Uniti, Alaska, Hawaii, Puerto Rico, Canada, e Messico. La nave di controllo Sea Launch Commander e la piattaforma di lancio Odyssey hanno ripreso la rotta per rientrare al loro porto in California ed iniziare i preparativi per il prossimo lancio previsto per luglio. Un vettore simile, lanciato da una base a terra, Land Launch, era stato lanciato il mese scorso ed aveva immesso in orbita un satellite israeliano ma solo per un soffio a causa di un non meglio precisato problema tecnico e per questo motivo non è stato dato l'ok al lancio di Galaxy 18 fino a lunedì. Infatti i responsabili della Sea Launch avevano atteso di conoscere il parere degli ingegneri che costruiscono entrambi i vettori e solo dopo rassicurazioni in merito hanno proceduto con il lancio di oggi.
Fonte: SpaceflightNow
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19/05/2008
- Discovery supera la riunione finale prima del lancio del 31
maggio - I dirigenti della NASA hanno sciolto le ultime
riserve per il lancio della navetta spaziale Discovery il 31 maggio
alle 5.02.09 p.m. EDT (le 23.02.09 ora italiana) nella missione
lungamente attesa che consegnerà il grande laboratorio spaziale
giapponese Kibo alla Stazione
Spaziale Internazionale. La decisione di procedere è giunta
dopo una lunga discussione sulla sicurezza della Soyuz utilizzata
come scialuppa di salvataggio dopo i problemi avuti al rientro in
due missioni consecutive e che hanno portato ad atterraggi fuori
dalla zona prevista. Gli ingegneri russi stanno valutando che cosa
è andato storto nella discesa della Soyuz TMA-11 lo scorso 19
aprile quando due, dei tre moduli che compongono il veicolo, non si
sono separati al momento previsto prima del rientro in atmosfera. Il
modulo propulsivo alla fine si è liberato permettendo alla sezione
con l'equipaggio composto da Yuri Malenchenko, il comandante della
stazione Peggy Whitson e la turista Sud Coreana di completare un
atterraggio sicuro nelle steppe del Kazakstan. Si è trattato del
secondo rientro di fila ad avere problemi e gli ingegneri russi
hanno iniziato un'investigazione approfondita per determinare che
cosa ha fallito e se la corrente Soyuz TMA-12 attraccata alla ISS
sia sicura. SI tratta di un punto critico perchè i tre posti della
Soyuz sono l'unico modo per rientrare sulla Terra nel caso non vi
sia la navetta spaziale attraccata e nell'evenienza di un'emergenza
che obblighi l'evacuazione forzata dell'avamposto. Per la NASA
questo è un punto critico perchè l'agenzia ha pianificato di dare
il cambio all'astronauta americano a bordo utilizzando il volo del
Discovery, portando su Gregory Chamitoff alla stazione per unirsi
con il Comandante di Spedizione
17 Sergei Volkov e Oleg Kononenko e riportare Garrett Reisman
sulla Terra. Un'altra missione shuttle alla ISS non è prevista
prima di novembre e la Soyuz TMA-12 serve come scialuppa di
salvataggio della stazione fino ad ottobre, quando un nuovo
equipaggio verrà lanciato a bordo di una nuova Soyuz. I piani
attuali prevedono che Volkov, Kononenko ed il turista spaziale
americano Richard Garriott, che verrà portato con la nuova Soyuz in
orbita, torneranno a Terra a bordo della TMA-12 il 23 ottobre. Nella
discussione avvenuta oggi fra i dirigenti NASA per decidere la data
finale per il lancio di Discovery sono state valutate una varietà
di opzioni, inclusa quella di rinviare il lancio della navetta fino
a che gli ingegneri russi non avessero una idea precisa delle
condizioni della Soyuz attualmente in orbita. Ma la conclusione
dell'inchiesta russa non sembra vicina e le probabilità di un
guasto alla ISS che preveda un abbandono della stazione utilizzando
la Soyuz sono più basse di quelle di un evento disastroso nella
missione della navetta e quindi è stato deciso di lasciare le cose
come stanno e procedere con la missione STS-124.
intanto la preparazione al lancio procede regolarmente alla rampa
39/A del Kennedy Space Center e l'unico inconveniente di rilievo è
stato il guasto scoperto in un MDM (multiplexer-demultiplexer) che
causava la perdita di sincronizzazione fra i quattro computer di
bordo del Discovery ed è stato rimpiazzato senza problemi.
L'equipaggio di STS-124 composto dal comandante Mark Kelly, il
pilota Kenneth Ham, gli ingegneri di volo Ronald Garan, Karen Nyberg,
Michael Fossum, l'astronauta giapponese Akihiko Hoshide e Chamitoff
arriveranno in volo da Houston al KSC il 28 maggio, all'inizio del
conto alla rovescia.
Fonte: SpaceflightNow
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16/05/2008
-Progress attracca alla ISS - Gli astronauti a bordo
della ISS (International Space Station) hanno dato il benvenuto
all'arrivo del nuovo cargo russo carico di cibo fresco, acqua ed
altre attrezzature vitali. Il veicolo, controllato da un autopilota,
ha attraccato con successo alla stazione spaziale venerdì sera,
completando un volo di due giorni verso il complesso orbitale. Il
Progress 29 (M-64) russo si è connesso con il boccaporto che guarda
verso la Terra alle 5.39 p.m. EDT (le 23.39 ora italiana) mentre
sorvolavano le coste sopra il Brasile a circa 346 chilometri di
quota. "Okay, ragazzi! Congratulazioni per il perfetto
aggancio!" Il Controllo Missione Russo comunicava via radio
con l'equipaggio della stazione. Caricato con circa 2,3 tonnellate
di carico, il Progress 29 era stato lanciato verso la stazione
mercoledì a bordo di un vettore russo Soyuz dal Cosmodromo di
Baikonur, nel Kazakhstan. Il Comandante di Spedizione 17, Sergei
Volkov, e l'ingegnere di Volo Oleg Kononenko
hanno osservato l'arrivo del Progress 29 dall'interno della
stazione, pronti a prendere il controllo manuale del cargo nel caso
che il sistema automatico di aggancio fallisse. Ma il cargo
automatico ha eseguito tutto regolarmente. Il portello con il cargo
verrà aperto dall'equipaggio della ISS fra alcune ore e Volkov,
Kononenko e l'Ingegnere di Volo della NASA Garrett Reisman,
inizieranno a scaricare il materiale sabato. Oltre ai rifornimenti a
bordo del Progress 29 si trovano anche 90 lumache che fanno parte di
un esperimento per studiare gli effetti dell'assenza di peso su
questi organismi viventi. Originariamente il Progress 29 avrebbe
dovuto attraccare al boccaporto del modulo Pirs ma al momento questo
è occupato dalla Soyuz TMA-12 che ha trasportato Volkov
e Kononenko alla stazione il mese scorso. Era previsto che la Soyuz
venisse spostata al boccaporto del modulo Zvezda lasciando quindi
posto per il Progress ma i controllori di volo della NASA e Russi
hanno cancellato questo breve volo a causa dell'inchiesta ancora in
corso sul rientro fuori bersaglio avvenuto con la Soyuz TMA-11 il
mese scorso. Nella foto il Progress 29 in avvicinamento alla ISS (Credit:
NASA/TV)
Fonte:
Space.com
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15/05/2008
- La sonda europea Venus Express ha scoperto per la prima volta su
un'altro pianeta la molecola idrossile. Questa scoperta ha dato agli
scienziati un importante nuovo strumento per scoprire il
funzionamento della densa atmosfera di Venere. L'idrossile, una
importante molecola difficile da scoprire e composta da una atomo di
idrogeno ed uno di ossigeno. E' stata scoperta nell'alta atmosfera
di Venere, a circa 100 chilometri dalla superficie dallo strumento
VIRTIS (Venus Express’s Visible and Infrared Thermal Imaging
Spectrometer) che si trova a bordo della sonda. La fascia di
atmosfera nella quale è stata rinvenuta questa molecola ha
un'estensione di soltanto 10 Km ma osservando il limbo del pianeta
gli strumenti della sonda sono riusciti ad incrementare il segnale
di circa 50 volte. Si ritiene che l'idrossile sia importante per
l'atmosfera di ogni pianeta per via della sua elevata reattività.
Sulla Terra esso ha un ruolo chiave nella rimozione degli inquinanti
dall'atmosfera, e si ritiene che serva a stabilizzare il biossido di
carbonio nell'atmosfera marziana, impedendone la conversione in
carbonio monossido. Sempre riguardo a Marte, si ritiene che l'idrossile
giochi un ruolo vitale nella sterilizzazione del suolo, rendendolo
ostile alla vita microbica. La molecola dell'idrossile (OH) è stata
osservata anche nelle vicinanze delle comete anche se si pensa che
il suo processo di formazione in questi ambiti sia sostanzialmente
differente da quello esistente nelle atmosfere planetarie. “Poiché
l'atmosfera venusiana non era mai stata studiata così ampiamente
prima dell'arrivo di Venus Express, non siamo stati in grado di
confermare molto di quanto ci predicono i nostri modelli, tramite
l'osservazione diretta di quello che sta attualmente accadendo
nell'atmosfera di Venere. Questa scoperta ci aiuterà a perfezionare
i nostri modelli nel tentativo di imparare molto di più.” Ha
spiegato uno dei principali scienziati che seguono l'esperimento
VIRTIS, Giuseppe Piccioni, dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e
Fisica Cosmica di Roma. Sulla Terra, il bagliore dell'idrossile
nell'atmosfera (bagliore riscontrato strumentalmente anche su
Venere) ha dimostrato di essere strettamente legato all'abbondanza
di ozono. Da questa scoperta, si pensa che ciò sia valido anche per
Venere. Ora gli scienziati possono stimare la quantità di ozono
presente nell'atmosfera venusiana. Venus Express ha dimostrato che
l'ammontare di idrossile su Venere è estremamente variabile. Esso
può variare anche del 50 % da un'orbita all'altra a causa dei
diversi quantitativi di ozono atmosferico. “L'ozono è una
molecola importante per qualsiasi atmosfera per il fatto che esso è
un ottimo abbattitore di radiazione ultravioletta solare,”
afferma Piccioni. La quantità di radiazione assorbita è un
parametro chiave che guida il riscaldamento e le dinamiche
atmosferiche di un pianeta. Sulla Terra, la reazione ozono-UV
riscalda la stratosfera (uno degli strati che compongono
l'atmosfera) rendendola stabile proteggendo la biosfera dai raggi
ultravioletti pericolosi. Ora, i modelli al computer, saranno in
grado di spiegare come le repentine variazioni dei livelli di ozono
in così brevi intervalli influenzino l'inquieta atmosfera di questo
singolare pianeta. “Venus Express ci ha già mostrato che
Venere è più simile alla Terra di quanto ritenuto in precedenza.
L'individuazione dell'idrossile non fa altro che avvicinare di un
ulteriore passo questi due pianeti.” Ha concluso Piccioni. Lo
scienziato italiano ed i suoi colleghi hanno effettuato questa
scoperta esaminando i dati di poche orbite della sonda, ora essi
stanno analizzando anche i dati raccolti in altre 50 orbite.
Fonte:
ESA
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14/05/2008
- Lanciato Progress verso la ISS - Il Progress 29
(M-64) è decollato a bordo di un vettore russo Soyuz alle 20.22 GMT
(le 22.22 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan,
per portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale.
L'arrivo del cargo automatico Progress è previsto per venerdì. A
bordo del Progress si trovano oltre due tonnellate di rifornimenti
vari per l'equipaggio di Spedizione 17 che si trova a bordo della
ISS e che è formato dal Comandante Sergei
Volkov e gli Ingegneri di Volo Oleg Kononenko e Garrett Reisman.
Impacchettati all'interno del cargo si trovano 350 chilogrammi di
propellente per i motori della stazione, 45 chilogrammi di ossigeno
e 420 chilogrammi di acqua. Inoltre a bordo si trovano 258
chilogrammi di generi alimentari, 126 di medicine, 128 di oggetti
per l'igiene personale ed due tute spaziali Sokol KV-2 per il
Comandante Sergey Volkov. L'attracco del Progress 29 avverrà al
modulo Zarya al boccaporto che guarda verso la Terra.
Fonte:
Space.com
- Nasaspaceflight.com
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12/05/2008 -
Intensi test hanno preparato la strada di Phoenix verso Marte - Quando il 25 maggio il Phoenix Mars lander della NASA scenderà verso la superficie del pianeta rosso le persone che osserveranno con più attenzione e preoccupazione saranno gli uomini e le donne che hanno trascorso anni pianificando, analizzando e conducendo test per prepararsi al momento drammatico conosciuto come EDL (Entry, Descent e Landing - Entrata nell'atmosfera, discesa ed atterraggio). Con tutto il lavoro svolto queste persone sanno bene che atterrare su Marte non è come una passeggiata nel parco. Meno del 50 percento di tutte le precedenti missioni di atterraggio su Marte sono giunte felicemente al suolo. Come tutte le missioni, Phoenix è stata motivata dalle potenziali scoperte scientifiche che potrà effettuare. Con il suo braccio robotico Phoenix sarà la prima missione a raggiungere e toccare il ghiaccio d'acqua della calotta polare nord di Marte. La missione studierà la storia dell'acqua, monitorerà le condizioni meteo della regione polare e cercherà di scoprire se le condizioni delle pianure nord di Marte sono state favorevoli a sostenere la vita microbiologica. La maggior parte dei componenti della sonda Phoenix erano immagazzinati al sicuro quando, nel 2003, la NASA l'ha selezionata come proposta per volare verso Marte. I sistemi principali di Phoenix erano stati ideati e costruiti per il lancio come Mars Surveyor 2001 Lander, ma la missione venne cancellata nel febbraio 2000 dopo la perdita di una sonda simile, la Mars Polar Lander, durante il suo arrivo su Marte nel 1999. La squadra che propose la missione Phoenix, con a capo Peter Smith dell'Università dell'Arizona di Tucson, sviluppò un piano per togliere la sonda dal magazzino e, testandola ed analizzandola, risolvere tutti i problemi conosciuti ed aggiornarla per poter raggiungere nuovi obiettivi scientifici. La sonda ereditava dal lander del 2001 la filosofia "faster, better, cheaper" (veloce, migliore e poco costoso) con tutte le sue opportunità e con tutte le sue sfide. Il Direttore del Progetto Phoenix, Barry Goldstein del Jet Propulsion Laboratory della NASA, in Pasadena, California, discute gli approcci del team utilizzando una sonda già pronta per la missione anzichè costruirne una da capo: "Una conseguenza di avere così tanto hardware già pronto fin dall'inizio e che abbiamo potuto concentrare le risorse sui test e sulle analisi. Abbiamo valutato la robustezza del veicolo per eseguire la missione scelta e principalmente nella fase di entrata nell'atmosfera, discesa ed atterraggio". Il team si è inizialmente concentrato sul correggere tutte le vulnerbilità identificate dalle prime investigazioni nella perdita della Mars Polar Lander. "Ma questo non era abbastanza" afferma Goldestein. "Abbiamo successivamente identificato e mitigato una dozzina di altri potenziali problemi con la sonda e che avrebbero potuto avere brutte conseguenze" Test estensivi ed analisi hanno identificato problemi che avrebbero potuto affliggere il lander, lo spiegamento dei pannelli solari e degli strumenti una volta giunti sulla superficie marziana. Una accettabile dose di rischio esiste sempre, ad esempio parte dell'hardware è vecchio dagli otto ai dieci anni ed alcuni sottosistemi non hanno ridondanza durante la fase EDL. Aggiunge Goldenstein: "Abbiamo fatto di tutto per portare i rischi della missione ad un livello accettabile ma non c'è modo per eliminarli del tutto. L'esplorazione planetaria è rischiosa per sua natura e ci sono tante sfide che ci aspettano iniziando proprio dalla fase
EDL". L'atterraggio della sonda Phoenix è previsto per il 25
maggio alle ore 7:53 p.m. EDT (le 1.53 ora italiana del 26 maggio)
in una zona a circa 68° nord. Nell'immagine (Credit: NASA//JPL-Caltech)
i punti di atterraggio delle precedenti missioni della NASA su Marte
e il punto previsto per la discesa di Phoenix.
Fonte:
SpaceflightNow
- NASA
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11/05/2008
- Si farà la prima missione sul Sole! - La NASA ha
dato l'incarico alla prestigiosa università Johns Hopkins
University, cattedra di Applied Physics Laboratory lo sviluppo della
sonda Solar Probe, in grado di arrivare più vicino al Sole di
quanto non siamo mai giunti prima. Il veicolo dovrà essere in grado
di volare nientemeno che all'interno della corona solare. Nel suo
punto più vicino, Solar Probe sfreccerà a oltre 200 km/s protetta
da uno scudo di carbonio composito rinforzato che resiste a
temperature di oltre 1500°C e sopravvive a esplosioni di radiazioni
e polveri energetiche come nessun altro scudo mai progettato. Questa
meraviglia costerà circa 750 milioni di dollari e dovrà partire
nel 2015. Effettuerà 7 passaggi ravvicinati con Venere per
sfruttare il suo campo gravitazionale e deformare la sua orbita fino
al passaggio decisivo a 6,6 milioni di chilometri dal Sole, quando
dovrà affidarsi al suo scudo del diametro di 2,7 metri e dallo
spessore di 15 cm per sopportare una radiazione solare di 500 volte
superiore rispetto a quella che riceviamo dalla Terra. Anche i
pannelli solari dovranno essere ad estensione variabile per evitare
sovraccarichi nelle situazioni più critiche. Questa missione è
pura esplorazione e sfida tecnologica, per
arrivare là, dove nessuno è mai giunto prima. Lo scudo
termico è stato in parte frutto dello studio di quello utilizzato
sulla sonda MESSENGER ora in viaggio verso Mercurio dove si
immetterà in orbita nel 2011. Gli strumenti scientifici a bordo
verranno utilizzati per determinare la struttura e la dinamica
dei campi magnetici e la fonte del vento solare, tracciare il flusso
di energia che riscalda la corona ed accelera il vento solare,
determinare quali meccanismi accelerano e trasportano le particelle
energetiche, esplorare il plasma vicino al Sole e la sua influenza
sulla formazione del vento solare e sulle particelle energetiche. In
un primo studio la sonda doveva essere alimentata da tre generatori
a radioisotopi (RGT) mentre adesso sembra che sarà fornita di
pannelli solari. Nella illustrazione (Credit: NASA/Johns Hopkins
University Applied Physics Laboratory) la Solar Probe vicino al
Sole.
Fonte:
NASA (sito della
Solar Probe) - Astroworld
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10/05/2008
- COSMO fotografa il ciclone Nargis - La catastrofe in
Birmania documentata dalle immagini del sistema satellitare ASI. Gli
effetti devastanti del passaggio del ciclone Nargis sulla Birmania
documentati da COSMO-SkyMed, il sistema satellitare per
l’osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Nell’immagine,
ripresa il 6 maggio 2008, è visibile la zona circostante la
capitale Rangoon: le aree più scure in basso a sinistra
corrispondono alle zone allagate. “COSMO-SkyMed si sta
confermando una preziosa risorsa per fare fronte a emergenze
ambientali e umanitarie” commenta il presidente dell’Agenzia
Spaziale Italiana Giovanni F. Bignami. “Può essere puntato
verso un’area specifica con tempi di risposta rapidissimi e
osservarla in ogni condizione meteo, di giorno come di notte”.
Inoltre, i suoi quattro satelliti consentono di monitorare
costantemente l’evolversi della situazione. Nessun altro sistema
satellitare oggi è in grado di fare lo stesso.
Fonte: ASI
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09/05/2008
- La NASA completa con successo la prima serie di test dei
motori di Ares - Si è felicemente conclusa la prima
campagna di test al John C. Stennis Space Center per il "Power
Pack" del propulsore J-2X la cui evoluzione equipaggerà i
futuri stadi superiori di Ares I e Ares V, chiave del programma
Constellation della NASA che mira a riportare l'uomo sulla Luna
entro il 2020 e successivamente su Marte ed oltre. L'8 Maggio
è avvenuta la nona e ultima prova sul banco dello
Stennis e per l'occasione tutta la stampa è stata invitata ad
assistervi. Questa serie di test è stata svolta per analizzare il
funzionamento del power pack del propulsore, ovvero della pompa e
del generatore di gas senza quindi testarne l'accensione vera e
propria. Al termine di questa ultima prova tutta l'installazione
verrà smontata e si comincerà a modificare il banco A-1 per la
successiva campagna di test che si svolgerà dal 2010 e servirà per
testare una nuova versione del power pack ulteriormente potenziata
con le prime componenti prodotte di recente del propulsore.
Attualmente per questa prima campagna è stato montato un power pack
realizzato alcuni anni fa per testare il propulsore dell'X-33 il
quale montava un'ulteriore evoluzione del propulsore utilizzato
operativamente per le missioni Apollo, in quanto ultima evoluzione
di questa famiglia di propulsori e montato questa volta
temporaneamente su una camera di combustione degli anni '60 di un
vecchio J-2, dai dati ricavati si realizzerà la prima evoluzione
prevista per la prossima serie di test. La versione finale del J-2X,
diretta evoluzione del predecessore J-2 montato sui vettori Saturn,
produrrà una spinta di 133 tonnellate contro le 104 della
precedente versione. Il motore J-2X è costruito dalla Pratt and
Whitney Rocketdyne Inc., di Canoga Park, California che ha vinto il
contratto della NASA nel luglio 2007.
Fonte:
Spacedaily.com
- NASA
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06/05/2008 -
L'equipaggio del Discovery al Kennedy per la tre giorni di test - Gli astronauti della navetta spaziale Discovery ha volato verso il Centro Spaziale Kennedy martedì pomeriggio per la prova finale di conto alla rovescia e le attività pratiche di emergenza alla rampa di lancio 39/A. Il Comandante Mark Kelly si è espresso così:
"I ragazzi qui al KSC hanno lavorato veramente bene per molti mesi per portare lo shuttle pronto al lancio. Questa settimana avviene una specie di incrocio fra il loro duro lavoro ed il nostro addestramento, che si svolge principalmente a Houston. Poi tutto viene messo assieme in Florida e noi siamo veramente molto lieti di essere qui." "L'uccello è sulla rampa. Abbiamo soltanto un pò di addestramento ed un pò di pratica da eseguire. Saremo pronti al lancio entro poche settimane," aggiunge Mike Fossum, Specialista di Missione ed il capo degli astronauti addetti alle attività extraveicolari di questa missione. Il lancio
della navetta spaziale Discovery è previsto per il 31 maggio per una missione di due settimane che ha lo scopo principale di consegnare il modulo laboratorio scientifico giapponese Kibo alla Stazione Spaziale Internazionale.
L'equipaggio di sette astronauti, che include anche il Pilota Ken
Ham, gli Specialisti di Missione Karen Nyberg, Ron Garan, Akihiko Hoshide
e l'astronauta Greg Chamitoff, hanno volato da Houston a bordo di
alcuni jet T-38 ed hanno toccato la pista del Centro Spaziale
Kennedy appena prima delle 4 p.m. EDT (le 22 ora italiana).
L'equipaggio ha raggiunto la Florida per partecipare al TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test).
Ogni equipaggio di una navetta spaziale esegue questa ultima fase
dell'addestramento nelle settimane finali prima di un lancio. Gli
astronauti impareranno come evacuare la rampa di lancio in caso di
emergenza, inclusa la procedura di lanciarsi a bordo di una speciale
teleferica fino ad un bunker posto ad ovest della rampa ed una prova
di guida di un veicolo corazzato disponibile per gli astronauti per
sfuggire dall'area. Altre attività includono una ispezione al
laboratorio giapponese ora caricato all'interno del vano di carico
della navetta,indossare le tute di lancio e rientro e chiacchiere
informali con i giornalisti sulla rampa di lancio. Il TCDT si
concluderà venerdì con l'equipaggio che salirà a bordo del
Discovery per una completa simulazione di conto alla rovescia. Una
volta completate tutte queste attività l'equipaggio tornerà ad
Houston, nel Texas, per le ultime settimane di addestramento per poi
tornare in Florida verso il 28 maggio per l'inizio del vero conto
alla rovescia prima del lancio. Nella insolita foto in alto (Credit:
NASA) l'equipaggio durante il test di guida del cingolato che
sarebbe utilizzato in caso di evacuazione della rampa. Nel riquadro
il Comandante Kelly al posto di guida e sullo sfondo la rampa 39/B
del Kennedy Space Center.
Fonte:
SpaceflightNow
- NASA
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03/05/2008
- Discovery sulla rampa di lancio - La navetta
spaziale Discovery ha effettuato il lungo, lento, viaggio fino alla
rampa di lancio 39/A al Kennedy Space Center della NASA. Il viaggio
di 5,4 chilometri è una delle più grandi pietre miliari per il
lancio della missione STS-124 del Discovery, il cui lancio è
previsto per il 31 maggio. Trasportati sopra un lento trattore, il
complesso shuttle e la piattaforma mobile di lancio hanno iniziato a
muoversi dal VAB (Vehicle Assembly Building) alle 11.47 p.m. EDT (le
5.47 ora italiana di sabato mattina) e nel suo viaggio notturno
hanno raggiunto la rampa alle 6.06 a.m. (le 12 ora italiana). Il
contenitore con il carico utile di STS-124 era già arrivato presso
la rampa lo scorso 29 aprile. Il carico principale è il laboratorio
giapponese pressurizzato (JEM-PM - Japanese Experiment
Module-Pressurized Module) grande quanto un autobus ed il suo
sistema di braccio robotico. I componenti saranno presto installati
all'interno del vano di carico della navetta. Gli astronauti di
STS-124, con al comando l'astronauta Mark Kelly, arriveranno al
Kennedy il 6 maggio per il TCDT (Terminal Countdown Demonstration
Test), un evento della durata di tre giorni durante il quale verrà
eseguito una prova completa di conto alla rovescia per il lancio.
Prima del rollout di oggi gli ingegneri della NASA si sono trovati
di fronte a 21 problemi, tutti di minore importanza, che sono stati
risolti prima del viaggio in rampa e di alcuni che verranno
sistemati una volta là. Uno di questi problemi era una telecamera
posta su uno dei booster per la quale è stata decisa la
sostituzione sul pad. E' sorto poi nuovamente il problema già avuto
in passato con STS-121 dei "tin whiskers", ovvero la
crescita di piccole e finissime schegge sulla superficie
metallica e questa volta il danneggiamento è stato
individuato sul TACAN, il sistema di navigazione terrestre
utilizzato nelle ultime fasi del volo prima dell'atterraggio o
durante un eventuale "return-to-launch-site abort". Il
TACAN determina la distanza e l'orientamento della prua in base alla
ricezione in VHF dei segnali inviati dalle stazioni di terra con
antenne omnidirezionali. L'orbiter è equipaggiato con tre sistemi
TACAN differenti i quali lavorano in ridondanza, ogni TACAN ha due
antenne, una sul dorso e l'altra sulla pancia dell'orbiter. Comunque
anche nella zona di ricezione del segnale non dovrebbero esserci
problemi di operatività per STS-124. L'equipaggio intanto si trova
ad Edwards per fare alcune simulazioni di atterraggio con lo
speciale velivolo STA (Shuttle Training Aircraft), che simula il
comportamento di una navetta nella fase di atterraggi, sulla nuova
pista 22. Nella foto (Credit: NASA/Troy Cryder) il complesso STS-124
in uscita dal VAB.
Fonte:
NASA
- Nasaspaceflight.com
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28/04/2008
- Vettore indiano mette in orbita diversi satelliti -
Un vettore indiano a effettuato un viaggio di 14 minuti rilasciando
nove satelliti di sei paesi con missioni che vanno dall'osservazione
terrestre, dimostrazione di tecnologie a basso costo ed educative.
Il PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle) è decollato alle 03.53 GMT
(le 5.53 ora italiana) dal Centro Spaziale Satish Dhawan, sull'isola
di Sriharikota, posta sulle coste est dell'India. Cinque minuti dopo
il lancio tutti e nove i satelliti a bordo erano rilasciati con
successo. il peso totale era di circa 816 chilogrammi permettendo
all'India di utilizzare la configurazione PSLV senza i booster di
spinta. Quello di oggi è stato il terzo lancio di questa versione e
l'undicesimo lancio di successo di un PSLV in tredici missioni
effettuate fin dal 1993. Il primo satellite rilasciato è stato
l'indiano Cartosat 2A, pesante circa 690 chilogrammi, che fornirà
immagini della superficie terrestre con una risoluzione di circa un
metro da una quota di 637 chilometri. Il satellite lanciato oggi si
unirà al suo predecessore Cartosat 2, lanciato nel gennaio 2007. Il
secondo satellite è stato il Mini-Satellite Indiano (IMS-1) in
orbita per la ISRO (Indian Space Research Organization - l'Agenzia
Spaziale Indiana), del peso di soli 83 chilogrammi, è fornito di
due fotocamere a media ed alta risoluzione per riprendere immagini
della Terra. Fra gli altri satelliti a bordo del vettore si
trovavano poi sei piccoli CubeSat, ognuno pesante fra un 1 e 3,5
chilogrammi. I CubeSat sono costruiti da studenti universitari di
varie nazioni: Canada, Giappone, Germania, Danimarca ed Olanda.
L'ultimo satellite ad essere liberato è stato il CanX 6, un
satellite canadese del peso di 6,5 chilogrammi ideato per tracciare
le navi utilizzando i segnali di navigazione marittima trasmessi dai
vascelli. Una strumentazione di costruzione tedesca simile è
rimasta agganciata al quarto stadio per condurre prove per un
sistema di comunicazione per le navi attraverso la flotta
commerciale satellitare ORBCOMM. Il carico di 10 satelliti segna un
record per il lanciatore indiano. Nella foto (Credit: ISRO) il
lancio di oggi.
Fonte:
SpaceflightNow
- ISRO
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28/04/2008
- Primo lancio di Land Launch - Un vettore Zenit-3SLB
ha lanciato in orbita con successo il satellite israeliano per
telecomunicazioni AMOS-3 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan,
dalla rampa 45 alle 05.00 GMT (le 7 ora italiana). Il lancio di oggi
ha inaugurato il programma Land Launch che nasce come derivazione
dal programma Sea Launch che vede il lancio di vettori Zenit-2SL da
una piattaforma oceanica. Il vettore utilizzato oggi ha portato in
orbita il satellite israeliano di ricognizione AMOS-3, che verrà
ribattezzato AMOS-60 per ricordare i 60 anni dall'indipendenza di
Israele. AMOS-3, pesante 1270 chilogrammi, opererà per circa 15
anni distribuendo telecomunicazioni sia commerciali che governative.
Il satellite, che verrà posizionato in orbita geostazionaria a 4
gradi ovest direttamente sopra l'Oceano Atlantico, vicino alle coste
Africane, è stato costruito dalla Israeli Aerospace Industries Ltd.
e con le attrezzature per le telecomunicazioni fornite dalle Thales
Alenia Space e Telespazio, per rimpiazzare il vecchio AMOS-1
lanciato nel 1996. Il satellite fornirà trasmissioni televisive
digitali dirette, servizi Internet ed altri contenuti multimediali
che verranno forniti dalla Spacecom Ltd, un operatore satellitare
israeliano. Sono varie le modifiche introdotte al vettore Zenit
dalla versione 2SL a quella 3SL, innanzitutto il cono protettivo è
costruito dai Russi mentre quello della versione Sea dalla Boeing.
Anche lo stadio superiore Block DM-SLB ha subito diverse modifiche
per ridurne il peso di circa 1.800 chilogrammi mentre l'avionica è
stata divisa in diversi contenitori superleggeri. Un'antenna
dispiegabile per la telemetria è stata sostituita da una fissa e
sono stati rimossi dei contenitori di propellente per il controllo
del sistema di assetto. Gli ingegneri hanno infine aggiunto due jet
di controllo per incrementare la stabilità durante la fase finale
dell'accensione del motore principale. Land Launch può eseguire
missioni per satelliti in orbita geostazionaria del peso di 1.600
chilogrammi o di circa 3.600 chilogrammi in orbita standard di
trasferimento geosincrona. Una versione a due stadi dello Zenit (la
2SLB) è stata invece ottimizzata per rilascio di satelliti in
orbita bassa terrestre e può trasportare fino a 13,6 tonnellate
fino alla Stazione Spaziale Internazionale o più di 4 tonnellate in
orbita sincrona solare di solito utilizzata per i satelliti di
osservazione terrestre. Il prossimo volo di Land Launch è previsto
per questa estate mentre quello di Sea Launch per la metà di
maggio.
Fonte:
Land
Launch - SpaceflightNow
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26/04/2008 -
Partito il secondo satellite test del sistema Galileo - Il sistema europeo di navigazione satellitare Galileo ha compiuto un altro passo avanti con il lancio di GIOVE B (Galileo In-Orbit Validation Element) avvenuto sabato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 22.16 GMT (le 0.16 ora italiana di domenica mattina) con un razzo vettore Soyuz ed uno stadio superiore Fregat. L'immissione in orbita è avvenuta regolarmente e lo stadio superiore Fregat, con due ulteriori accensioni, ha piazzato il satellite, pesante poco più di
500 chilogrammi, in un'orbita circolare inclinata di 56° sull'equatore ed alla quota di circa 23.000 chilometri. Il lancio di oggi prepara la strada all'inizio dell'invio in orbita dei primi quattro satelliti operativi della flotta Galileo previsti per il 2010. Entro il 2013 dovrebbero essere 27 i satelliti in orbita con 3 come riserva che copriranno, con il loro servizio, completamente l'Europa e quasi tutta la popolazione mondiale. Galileo è un sistema di navigazione globale simile al GPS degli Stati Uniti ma che fornirà una maggiore precisione. Dopo il fallimento della creazione di un'azienda privata/pubblica europea è stata la stessa ESA, assieme alla Comunità Europea a decidere di finanziare il progetto. Giovedì scorso la Commissione europea ha superato l'ultimo ostacolo con il voto della spesa di 5 miliardi di Euro entro il 2013 per la messa in funzione del sistema Galileo. Il primo satellite di prova, GIOVE-A costruito dalla Surrey Satellite Technology Ltd britannica, venne lanciato alla fine del 2005 ed a questo sarebbe dovuto subito seguire GIOVE-B (costruito dalla EADS Astrium, Thales Alenia Space e Telespazio) ma purtroppo vari intoppi rallentarono il lancio fino ad oggi. GIOVE-A, che ha sorpassato di quattro mesi la sua vita operativa di due anni, ha mantenuto la trasmissione sui due canali di navigazione per poter mantenerne i diritti internazionali. Ora GIOVE-B trasmetterà su tre canali di navigazione fino al 2010 quando inizierà il dispiegamento dei primi satelliti operativi. A bordo del satellite lanciato oggi si trova l'orologio atomico più preciso mai messo in orbita, una errore di un secondo ogni 2,7 milioni di anni. Lavorando assieme ai satelliti EGNOS il Galileo potrà fornire una precisione di posizionamento tale da poter essere utilizzata anche per una maggiore sicurezza del traffico aereo e marittimo. A bordo del GIOVE-B si trova anche uno speciale ricevitore che permetterà, agli utilizzatori finali, di utilizzare sia i segnali dei satelliti USA GPS che quelli del sistema Galileo con un unico apparecchio. "Noi non abbiamo costruito Galileo per competere con l'americano GPS, ma lo vediamo più come un suo fratello gemello, permettendo all'Europa di avere un suo segnale, ed utilizzare il vantaggio di avere i nostri amici al di là dell'Atlantico" ha dichiarato Jacques Barrot, della Commissione Europea ai Trasporti. Al momento il GPS americano è l'unico sistema di navigazione satellitare disponibile in tutto il mondo. Il sistema Russo GLONASS copre soltanto gli usi domestici ed il servizio globale potrebbe essere ripristinato soltanto alla fine del prossimo anno, secondo quanto riportato da fonti ufficiali russe.
Nella foto (Credit: ESA) il GIOVE-B a Terra prima di essere piazzato
sul vettore di lancio.
Fonte:
SpaceflightNow
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26/04/2008
- Discovery trasferito nel VAB per il lancio del 31 maggio
- Con due giorni di anticipo sulla tabella di lancio per il 31
Maggio prossimo si è svolto oggi, a partire dalle 7:00am EDT (le 12
ora italiana), il trasferimento (rollover) nel VAB della navetta
spaziale Discovery per la missione STS-124
alla ISS. La navetta è stata poi agganciata al serbatoio
esterno ET-128 il quale era già stato, a sua volta, agganciato ai
due booster a propellente solido SRB la scorsa settimana. Il rollout
in rampa è previsto per il 3 Maggio e se verrà confermata la data
saranno confermati anche i due giorni di margine accumulati fino ad
ora dopo che per un certo periodo si era stati al limite del
processo. Nessun problema è in fase di analisi ne per la navetta,
ne per il serbatoio e neanche per i due SRB. Le due riunioni FRR
(Flight Readiness Reviews) sono programmate per il 13 e 14 Maggio:
la prima, quella dedicata al Space Shuttle Program (SSP) e il 19
Maggio la seconda, la "Agency-level". L'ora di lancio è
stata ridefinita in seguito al recente reboost di ATV della ISS ed
è fissata ora alle 5:02:07 PM EDT (le 23.02 ora italiana). Ancora
attenzione è prestata ai condotti flessibili del circuito di
raffreddamento che hanno creato qualche problema nelle ultime
missioni e che dovranno essere monitorati durante la chiusura finale
della stiva un paio di giorni prima della partenza. Questa volta
sembra che il condotto più a rischio sia quello anteriore che è
sensibilmente più difficile da raggiungere in posizione verticale e
non si potrà usare solo la speciale prolunga come avvenuto in
passato. Da segnalare inoltre un piccolo incidente avvenuto in una
camera del vuoto situata nell'edificio n.7 al Jonhson Space Center
di Houston, nel Texas, dove si stava addestrando un astronauta in
tuta spaziale. La pressione è calata improvvisamente e questo ha
fatto terminare improvvisamente il test. Nessun problema per
l'astronauta o per l'hardware. Nella foto (Credit: NASA) la navetta
Discovery mentre viene accoppiata al resto del sistema nel grande
VAB.
Fonte:
Nasaspaceflight
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25/04/2008
- ATV-1 Jules Verne rialza l'orbita della ISS - L'ATV
Jules Verne dell'ESA è stato utilizzato per la prima volta questa
mattina per alzare la quota della Stazione Spaziale Internazionale.
Un'accensione di 740 secondi dei motori principali del Veicolo
Automatico di Trasferimento ha innalzato l'altitudine della ISS di
circa 4,5 chilometri portandola a 342 Km. sopra la superficie
terrestre. Dopo che il Centro di Controllo di ATV (ATV-CC) di
Tolosa, in Francia, aveva svegliato Jules Verne la manovra è stata
iniziata alle 6.22 ora italiana di questa mattina, utilizzando due
dei quattro motori principali di ATV. I controllori al ATV-CC hanno
monitorato attentamente i sottosistemi di Jules Verne durante la
lunga operazione. La manovra di spinta avviene appena dopo tre
settimane dopo che Jules Verne aveva attraccato alla ISS portando
vari rifornimenti alla stazione. Fin da quel momento il veicolo di
rifornimento europeo, attraccato al portello di aggancio del modulo
Russo Zvezda, era stato posto in modalità
""dormiente". L'innalzamento dell'orbita eseguito
oggi prepara la ISS per l'arrivo della navetta spaziale Discovery
con la missione STS-124 prevista per la fine di maggio. Ulteriori
manovra di innalzamento dell'orbita utilizzando i motori di ATV sono
previsti per il 12 giugno, l'8 luglio ed il 6 agosto. Jules Verne
dovrebbe rimanere agganciato alla ISS fino agli inizi di agosto ed
al termine della sua missione verrà caricato con oltre 6,5
tonnellate di rifiuti e di altro materiale non più utilizzato,
sarà sganciato dalla ISS e brucerà completamente durante il
rientro controllato nell'atmosfera terrestre sopra l'Oceano
Pacifico.
Fonte:
ESA
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25/04/2008
- Satellite cinese in orbita - La Cina ha lanciato un
satellite di ritrasmissione dati che verrà utilizzato come
collegamento fra i controllori di volo e la prossima missione umana
nello spazio prevista entro questo anno. Un vettore Lunga Marcia 3C
con un paio di booster a propellente liquido è decollato dalla base
di Xichang, nel sudovest della Cina, alle 15.35 GMT (le 17.35 ora
italiana), secondo quanto riportato dall'agenzia governativa di
notizie Xinhua. La versione del Lunga Marcia 3C utilizzata oggi era
al suo primo volo ed è capace di immettere satelliti in orbita geostazionaria
del peso di circa 3.500 chilogrammi coprendo così il vuoto fra i
vettori più piccoli e quelli più grandi dell'arsenale cinese. Il
lanciatore ha rilasciato il satellite circa mezzora dopo il lancio
in un'orbita ellittica con un punto più lontano di 41.600
chilometri. Chiamato Tianlian 1 il satellite si sposterà con i suoi
mezzi su un'orbita circolare nelle prossime settimane. Tianlian 1 è
il primo di una serie di veicoli designati appositamente per
alleviare la dipendenza cinese da stazioni di terra internazionali e
navi di tracciamento per comunicare con la sua crescente flotta di
satelliti. Il veicolo lanciato oggi sarà utilizzato per la prima
volta questo autunno durante il prossimo passo della Cina nel volo
umano con la missione Shenzhou 7. La Shenzhou 7 trasporterà tre
astronauti cinesi in orbita ed includerà la prima attività
extraveicolare cinese. Tianlian 1 coprirà circa metà dell'orbita
prevista per la Shenzhou 7, più di quattro volte la copertura
fornita dalle stazioni di Terra e delle navi di tracciamento. Quello
di oggi era il primo lancio cinese del 2008, mentre lo scorso anno
furono 10 e tutti coronati dal successo.
Fonte:
SpaceflightNow
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19/04/2008
- Rientro "difficile" per Spedizione 16 - Il
Comandante Peggy Whitson ed il cosmonauta Yuri Malenchenko del sedicesimo
equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale sono atterrati
nelle steppe del Kazakhstan verso le 4.30 a.m. EDT (le 10.30 ora
italiana) di sabato, dopo 192 giorni trascorsi nello spazio. Tutte e
tre le persone a bordo della Soyuz TMA-11 hanno comunicato di essere
in buone condizioni dopo il rientro e l'atterraggio. L'atterraggio
è stato approssimativamente 470 chilometri più ad ovest del luogo
previsto ritardando così l'arrivo delle squadre di recupero di
almeno 45 minuti. Assieme alla Whitson ed a Malenchenko si trovava
la partecipante al volo spaziale sud-coreana So-yeon Yi. La Yi
era stata lanciata verso la stazione lo scorso 8 aprile assieme
all'equipaggio di Spedizione
17, il Comandante Sergei Volkov e l'Ingegnere di Volo Oleg
Kononenko. L'astronauta Garrett Reisman era arrivato sulla stazione
a bordo della navetta spaziale Endeavour con la missione STS-123, lanciata
l'11 marzo. Reisman ha servito per alcune settimane come membro di
Spedizione 16 ed ora è rimasto a bordo come membro di Spedizione
17. L'equipaggio di Spedizione 16 ha sganciato la propria Soyuz
dalla stazione alle 1.06 a.m. (le 7.06 ora italiana). Con
Malenchenko ai comandi della Soyuz la manovra di uscita dall'orbita
è avvenuta alle 9.41 ora italiana per circa 4 minuti e mezzo ed
alle 10.06, 4 minuti prima di rientrare nell'atmosfera terrestre è
avvenuto il distacco fra il modulo di rientro, il modulo orbitale e
quello di servizio. Proprio in questo momento si è verificato un
problema che ha portato i computer di bordo a passare su quello che
viene definito "rientro balistico". In questo modo la
discesa è più ripida del normale e questo provoca un aumento delle
accelerazioni di gravità che l'equipaggio deve sopportare, circa 8
contro le 4/6 di un rientro nominale. E' già il secondo rientro
consecutivo di una Soyuz che subisce questo problema, infatti anche
la Soyuz TMA-10 nello scorso ottobre aveva eseguito un rientro
balistico. A causa della discesa fuori dalla zona prevista e dalla
mancanza di notizie sull'equipaggio si sono vissuti alcuni minuti di
preoccupazione nei centri di controllo Russi e della NASA. Poi il
Comandante della Soyuz Malenchenko ha utilizzato il telefono satellitare
in dotazione per chiamare le squadre di recupero e rassicurare sulle
condizioni dell'equipaggio. Al momento dell'atterraggio la Whitson e
Malenchenko avevano trascorso 192 giorni nello spazio durante la
Spedizione 16, 190 dei quali a bordo della stazione. La Whitson, 48
anni, ritornava dalla sua seconda missione di lunga durata sulla
ISS, infatti aveva prestato servizio come Ingegnere di Volo durante Spedizione
5, lanciata il 5 giugno 2002 e rientrata sulla Terra il 7
dicembre dopo 185 giorni nello spazio. Al momento dell'atterraggio
odierno, con un totale di 377 trascorsi nello spazio, la Whitson
superava ogni altro astronauta americano in questa particolare
classifica. Il 16 aprile aveva battuto il precedente record di 374 giorni
detenuto da Mike Foale nei suoi sei voli spaziali. Malenchenko, 46
anni, è al suo terzo volo di lunga durata , il primo sulla MIR nel
1994 con 126 giorni di permanenza, poi come Comandante di Spedizione
7, nel 2003, con 185 giorni nello spazio Oltre a queste missioni
lunghe ha volato anche nell'equipaggio di Atlantis STS-106
nel settembre 2000. Con oggi Malenchenko ha raggiunto il totale di
515 giorni trascorsi nello spazio durante le sue quattro missioni e
questo lo porta al nono posto nella classifica mondiale di
permanenza in orbita. Nella foto (Credit:AP/Reuters) il Comandante
di Spedizione 16, l'americana Peggy Whitson appena dopo il recupero
da parte delle squadre di soccorso russe.
Fonte:
NASA
- Space.com
- La
Repubblica.com
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18/04/2008
- Ariane 5 piazza due satelliti in orbita - Un mese
dopo il lancio di ATV-1 Jules Verne verso la Stazione Spaziale
Internazionale il vettore europeo Ariane 5 ha compiuto una nuova
missione piazzando in orbita due satelliti per telecomunicazioni;
uno brasiliano ed uno vietnamita. Il lancio (V-182) è avvenuto alle
22.17 GMT (le 0.17 ora italiana) dalla base di lancio di Kourou,
nella Guyana Francese, con una inclinazione altamente ellittica di
35.720x248 chilometri ed inclinata di soltanto 2 gradi
sull'equatore. Mezzora dopo il lancio il terzo stadio del vettore ha
rilasciato il primo satellite; Star One C2 e successivamente ha
deposto Vinasat 1. Quello di oggi era il 182esimo lancio di un
vettore della famiglia Ariane, il 38 di un Ariane 5 ed il secondo
del 2008. Lo Star One C2 è un satellite per telecomunicazioni
brasiliano costruito
in Francia da Thales Alenia Space e pesante circa 3.600 chilogrammi.
Star One C2, equipaggiato con 28 transponder in banda C, 16 in banda
Ku ed uno militare in banda X, verrà posizionato a 70° Ovest e
coprirà gran parte del traffico video del Brasile, Mexico e parte
degli Stati Uniti. Con la sua vita operativa prevista di 15 anni,
Star One C2 sostituisce Brasilsat B2 lanciato nel 1995. Il secondo
satellite portato in orbita da Ariane oggi è Vinasat 1, il primo
satellite Vietnamita dedicato alle telecomunicazioni che porterà
servizi TV e telefonia nelle comunità rurali ed abbasserà la dipendenza
da fornitori satellitari esteri del Vietnam. Costruito dalla
Lockheed Martin, per le Vietnamese Posts e Telecommunications Group,
ha una massa al lancio di 2.320 chilogrammi Vinasat 1 dovrebbe
funzionare per almeno 15 anni. Vinasat 1 verrà posizionato a 132
gradi Est permettendo ai suo 12 trasmettitori in banda Ku di servire
Vietnam, Laos, Cambogia, Tailandia e parte del Myanmar. I restanti
otto trasponder in banda C copriranno anche il Sud Est Asiatico,
l'India, il Giappone e l'Australia. Il prossimo lancio di un Ariane
5 è previsto per il prossimo 23 maggio con altri due satelliti, uno
inglese ed uno turco.
Fonte:
SpaceflightNow
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17/04/2008 - Il radar italiano scopre Marte in tre dimensioni
- Il MARSIS (Mars Advanced Radar for
Subsurface and Ionosphere Sounding)
a bordo della sonda europea Mars Express in orbita attorno a Marte
ha fornito, per la prima volta, una dettagliata visione degli strati
che compongono il sottosuolo di un altro pianeta. Fino ad ora non
esisteva altro metodo che inviare un lander, atterrare ed iniziare a
scavare, ma anche così soltanto per pochi centimetri ed in un solo
luogo. Grazie al radar, costruito dall'Italia, MARSIS è possibile
"vedere" sotto la superficie di un altro pianeta per
diversi chilometri. In
questo modo MARSIS ha colto l'acqua che si trova sotto i poli
marziani. Ora all'ESA si pensa di utilizzare questa tecnologia per
studiare altri luoghi nel sistema solare, il primo fra tutti
potrebbe essere Europa, la luna di Giove, sotto il cui spesso strato
di ghiaccio superficiale si ipotizza un immenso oceano liquido.
Anche Titano, luna di Saturno, ora studiata dalla sonda della NASA
Cassini, è un altro candidato per questo tipo di osservazione.
Intanto sono in corso discussioni fra la NASA e l'ESA per una
possibile missione futura ad uno di questi due pianeti e il radar
italiano ha buone possibilità di volare verso una di queste due
destinazioni.
Fonte: ESA
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16/04/2008 - Razzo Pegasus lancia satellite sperimentale
- Un satellite sperimentale della U.S. Air Force ideato per
monitorare la ionosfera terrestre ed allertare per le possibili
interruzioni delle telecomunicazioni è stato deposto con successo
nello spazio da un vettore aviolanciato Pegasus della Orbital
Sciences. L'aereo L-1011 ha sganciato il razzo alato sopra l'Oceano
Pacifico nei pressi del U.S.
Army's Reagan Test Site nell'atollo delle isole Kwajalein alle 17.01
GMT (le 19.01 ora italiana) per iniziare la sua ascesa di otto
minuti verso lo spazio. Il razzo a tre stadi solidi ha rilasciato
con successo il satellite Communication/Navigation
Outage Forecasting System (C/NOFS) in un'orbita ellittica di 840x400
chilometri e con un'inclinazione fra i 13° nord e sud
dell'equatore. Il lancio ha segnato il venticinquesimo lancio
consecutivo di successo per il Pegasus negli ultimi dieci anni. Con
la sua orbita a cavallo dell'equatore C/NOFS è stato costruito per
misurare le condizioni dell'ambiente spaziale ed incrementare la
possibilità di allarme di condizioni particolari che possono
mettere in crisi le comunicazioni con le altissime frequenze (UHF) e
che degradano il segnale di navigazione dei sistemi GPS (Global
Positioning System). I disturbi della ionosfera sono chiamati
scintillazioni e C/NOFS
sarà il primo satellite capace di predire quando alcune critiche
interruzioni di comunicazioni potrebbero avvenire. C/NOFS
è un progetto del Dipartimento della Difesa, settore Test Program,
della Space and Missile Center's Space
Development and Test Wing della Air Force Research Laboratory. La
General Dynamics ha
costruito il satellite costato (lancio compreso) 135 milioni di
dollari. Dopo un primo periodo di 30 giorni nei quali verranno
testati tutti i sistemi di bordo si passerà a 12 mesi di raccolta
dei dati con gli strumenti di cui è fornito il satelllite per
verificare se può realmente essere utile nell'avvisare di possibili
problemi alle telecomunicazioni, soprattutto in campo
militare.
Fonte: Space.com
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14/04/2008 - Atlas 5 mette in orbita satellite per telecomunicazioni - Un vettore Atlas 5 (AV-014) è decollato dalla rampa 41 di Cape Canaveral alle 20.12 GMT (le 22.12 ora italiana) portando in orbita il satellite per telecomunicazioni ICO G1. Si è trattato del 14° lancio di un razzo vettore Atlas 5 e quello di oggi era il satellite più pesante mai messo in orbita da un Atlas, 6.645 chilogrammi. Dopo 90 secondi dalla partenza i due booster a propellente solido hanno completato il loro lavoro ed il motore principale ha funzionato per altri quattro minuti prima di spegnersi e sganciarsi. Lo stadio superiore Centaur è stato avviato due volte ed ha permesso al satellite di raggiungere l'orbita di trasferimento di 35.680x184 chilometri. Una volta raggiunta la sua posizione orbitale definitiva geostazionaria sopra gli Stati Uniti ICO G1, costruito dalla Space Systems/Loral, aprirà i suoi pannelli solari lunghi trenta metri ed un'antenna riflettore di 12 metri di diametro. La ICO prevede, con questo nuovo tipo di satellite per telecomunicazioni, di trasmettere canali televisivi ed altri media direttamente ai veicoli in movimento. I primi test sono previsti per questa estate.
Fonte: SpaceflightNow
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10/04/2008 -
Spedizione 17 arriva sulla ISS - Il Comandante Sergei Alexandrovich Volkoved il cosmonauta Oleg Dmitrievich Kononenko del 17° equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale hanno attraccato con la loro Soyuz TMA-12 al Compartimento di Aggancio Pirs alle 8.57 a.m. EDT (le 14.57 ora italiana) segnando l'inizio della loro permanenza di sei mesi a bordo della stazione. Assieme a
Volkov, un tenente colonnello delle Forze Aeree Russe, e Kononenko si trova la partecipante al volo spaziale So-yeon
Yi, una ragazza sud-coreana che vola grazie ad un contratto commerciale del suo paese con l'Agenzia Spaziale Federale Russa. Dopo l'apertura dei portelli, avvenuta alle 11.40 a.m. EDT (le 17.40 ora italiana), il Comandante di
Spedizione 16 Peggy Whitson e gli Ingegneri di Volo Yuri Malenchenko e Garrett Reisman hanno dato un caloroso benvenuto ai nuovi arrivati. La Whitson e Malenchenko rientreranno sulla Terra il prossimo 19 aprile a bordo della Soyuz TMA-11 assieme alla partecipante al volo spaziale sud-coreana che avrà trascorso nove giorni sulla stazione spaziale. Assieme a Volkov e Kononenko rimarrà sulla ISS l'astronauta americano Reisman che è salito a bordo lo scorso mese con la missione
STS-123 della navetta spaziale
Endeaovur. Resiman verrà a sua volta sostituito dall'astronauta Greg Chamitoff che salirà sulla ISS ai primi di giugno con la missione
STS-124. Volkov e Kononenko saranno sostituiti dall'equipaggio di Spedizione 18 che arriverà sulla stazione spaziale il prossimo autunno.
Nella foto (Credit: NASA/TV) i membri dell'equipaggio di Spedizione
16 e Spedizione
17 assieme durante un'intervista a bordo della Stazione Spaziale
Internazionale.
Fonte: NASA
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10/04/2008 -
La sonda Phoenix della NASA aggiusta la traiettoria per l'atterraggio su Marte - Gli ingegneri della NASA hanno corretto la traiettoria di volo della sonda Phoenix Mars Lander, per immetterla nella giusta posizione per il suo atterraggio sul pianeta rosso previsto per il 25 maggio prossimo.
"Si è trattata della nostra prima manovra per puntare esattamente ad un obiettivo specifico nella regione polare di
Marte", ha dichiarato Brian Portock, capo della squadra navigazione della sonda Phoenix al NASA's Jet Propulsion Laboratory in Pasadena. California. Le due precedenti correzioni di traiettoria avvenute in agosto ed ottobre scorsi avevano aggiustato la rotta per far si che Phoenix intercettasse Marte. Al momento la NASA ha previsto il punto di atterraggio in una valle pianeggiante chiamata "Green Valley". La decisione definitiva verrà fatta dopo che la sonda Mars Reconnaissance Orbiter avrà catturato, entro questo mese, ulteriori immagini ad alta risoluzione della zona. Il punto di atterraggio
si estende in un'ellisse di 100x20 chilometri entro il quale i ricercatori hanno mappato circa 5 milioni di rocce grandi abbastanza da fermare la missione se la sonda li colpisse al momento dell'atterraggio. Conoscendo il pericolo la squadra addetta della NASA ha selezionato una zona dove il pericolo di sbattere contro un masso è minore.
"La nostra area di atterraggio ha la maggior concentrazione
di ghiaccio al di fuori delle calotte polari marziane. Se vogliamo
cercare una zona abitabile nel permafrost artico, questo è il posto
dove andare," ha detto Peter Smith dell'Università
dell'Arizona di Tucson, uno dei principali scienziati coinvolti nel
progetto. Phoenix scaverà la crosta della superficie ricca di ghiaccio
a portata del suo braccio meccanico. Analizzerà l'acqua e il
terreno alla ricerca di un ciclo climatico e per scoprire se questo
ambiente è stato favorevole alla vita microbiologica. Prima
dell'arrivo su Marte Phoenix ha ancora tre opportunità di
correggere la traiettoria e dirigersi nel punto più sicuro per
l'atterraggio. Negli ultimi minuti prima di toccare il suolo
marziano la sonda dovrà compiere una serie di operazioni: la prima
decelerare da una velocità di circa 21.000 chilometri l'ora con lo
speciale scudo termico, poi aprire il paracadute ed infine accendere
i motori di frenata a circa 900 metri dalla superficie che
porteranno la velocità di discesa a circa 8 chilometri orari e
toccare il suolo con le tre gambe di cui è dotata. "Atterrare
su Marte è una sfida complessa. In effetti fin dagli anni '70 non
abbiamo mai fatto un atterraggio utilizzando i motori su questo
pianeta. Non ci sono garanzie di successo, ma abbiamo fatto il
possibile per far calare i rischi" ha dichiarato Doug
McCuistion, direttore del Mars Exploration Program della NASA dal
suo quartier generale di Washington. Per maggiori informazioni sulla
missione Phoenix visita il sito web: http://www.nasa.gov/phoenix
e http://phoenix.lpl.arizona.edu .
La missione Phoenix è guidata da Peter Smith
della University of Arizona, Tucson, con la direzione operativa
del JPL e sviluppata congiuntamente dalla Lockheed Martin, Denver.
I contributi internazionali sono forniti dalla Canadian Space Agency;
l'Università di Neuchatel, Svizzera; l'università di Copenhagen e
Aarhus, Danimarca; il Max Planck Institute, Germania e l'Istituto
Meteorologico Finlandese. Nell'immagine in alto (Credit:
Fonte:
NASA
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08/04/2008 - Lanciato in orbita l'equipaggio di Spedizione 17 - Un razzo vettore Soyuz con a bordo il primo astronauta della Corea del Sud e due cosmonauti russi è decollato alle 7.16.39 a.m. EDT (le 13.16 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan dalla stessa rampa di lancio da dove partì Yuri Gagarin il 12 aprile 1961. A bordo della Soyuz TMA-12 il Comandante Sergei Volkov e l'Ingegnere di Volo Oleg Kononenko che, a nove minuti dal lancio, hanno separato, come previsto, la capsula dal terzo stadio del vettore. I pannelli solari del veicolo sono stati dispiegati poco dopo. "Congratulazioni all'intero equipaggio. Sergei, complimenti a tutti," ha trasmesso il capo dell'Agenzia Spaziale Russa Anatoly Perminov. "Grazie molte, Anatoly" ha risposto Volkov. La Soyuz TMA-12 ora dovrà trascorrere due giorni all'inseguimento della Stazione Spaziale Internazionale prima di agganciarsi al modulo Pirs alle 9:02 a.m. EDT (le 15.02 ora italiana) di giovedì. A bordo della capsula So-Yeon Yi, la prima astronauta della Corea del Sud che trascorrerà nove giorni sulla ISS prima di rientrare assieme al Comandante di Spedizione 16 Peggy Whitson e Yuri Malenchenko a bordo della Soyuz TMA-11. Sulla stazione invece rimarrà l'astronauta della NASA Garrett Reisman che entrerà a far parte dell'equipaggio di Spedizione 17. Reisman rientrerà sulla Terra a giugno quando la navetta spaziale Endeavour con la missione STS-124 porterà il suo sostituto Gregory Chamitoff. Durante i sei mesi di missione per l'equipaggio di Spedizione 17 sono previsti, oltre allo shuttle in giugno con l'installazione del grande laboratorio giapponese Kibo, l'arrivo di tre veicoli di rifornimento Progress e la partenza, prevista per l'estate, del cargo
automatico europeo ATV. Volkov e Kononenko dovrebbero inoltre compiere almeno un'attività extraveicolare in luglio. Volkov è il primo Comandante della ISS a non essere mai andato nello spazio in precedenza ed inoltre è anche il primo
cosmonauta o astronauta di "seconda generazione" essendo figlio del cosmonauta russo Alexander Volkov che ha soggiornato anche sulla stazione spaziale MIR. Anche l'Ingegnere di Volo Kononenko è un novellino dello spazio.
Nella foto (Credit: NASA/TV) il decollo del vettore Soyuz con a
bordo l'equipaggio di Spedizione 17.
Fonte: NASA
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06/04/2008 - Venus Express rilancia la ricerca di vulcani
attivi su Venere - La sonda dell'ESA, Venus Express, ha
misurato una grossa quantità variabile di anidride solforosa
nell'atmosfera di Venere. Gli scienziati devono ora decidere se
questa scoperta è l'evidenza di vulcani attivi su Venere oppure di
un meccanismo sconosciuto che produce questo gas nell'alta
atmosfera. La ricera dei vulcani ha una lunga tradizione
nell'esplorazione di Venere. "I vulcani sono la chiave di parte del
sistema climatico", ha affermato Fred Taylor, uno scienziato della
Oxford University che studia i risultati della sonda Venus Express.
Questo perchè i vulcani rilasciano anidride solforosa nell'atmosfera
dei pianeti. Sulla Terra, i composti sulfurei non rimangono
nell'atmosfera a lungo, invece reagiscono con la superficie. La
stessa cosa potrebbe succedere su Venere, sebbene le reazioni siano
molto più lente, su una scala temporale di circa 20 milioni di anni.
Dai risultati delle prime sonde venusiane gli scienziati avevano
dedotto che vi fossero vulcani attivi su Venere ma il ritrovamento
di anidride solforosa nell'atmosfera poteva anche essere spiegato
come un residuo (fino a 10 milioni di anni dopo l'ultima eruzione
vulcanica) a causa del maggior tempo inpiegato da questo gas a
reagire con le rocce della superfice. Ma ora lo strumento SPICAV
(Spectroscopy for Investigation of Characteristics of the Atmosphere
of Venus) a bordo di Venus Express ha rivelato sbalzi di oltre 2/3
della quantità di anidride solforosa ad una quota di circa 70/90
chilometri in pochi giorni. Sebbene gli scienziati coinvolti nel
programma siano scettici sull'ipotesi vulcanica non riescono
comunque a spiegare la quantità di CO2 presente nell'alta atmosfera
di Venere che dovrebbe essere scomposta rapidamente dalla luce
solare. Anche lo strumento italiano a bordo della sonda, VIRTIS
(Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer) ha rilevato
variazioni nella presenza di anidride solforosa a quote più basse ma
in misura minore "non più del 40% in circa due anni su scala
globale" ha dichiarato Giuseppe Piccioni, VIRTIS co-Principal
Investigator, dell'Istituto IASF-INAF di Roma. L'unico modo per
essere sicuri del vulcanismo attivo su Venere sarebbe quello di
poter vedere un vulcano in azione ma con l'atmosfera così spessa non
è facile. Verranno comunque fatti dei tentativi cercando, sempre
attraverso VIRTIS, zone più concentrate di anidride solforosa e che
potrebbero indicare il pennacchio di un vulcano in eruzione e la
modifica di temperatura della superfice che potrebbe indicare la
presenza di una colata lavica. La ricerca quindi continua.
Nell'immagine in alto (Credit: ESA - Image by AOES Medialab) la
sonda europea in orbita attorno a Venere.
Fonte:
ESA |
03/04/2008
- Jules Verne attracca regolarmente alla Stazione Spaziale
Internazionale - Alle 16.45 il veicolo cargo automatico
europeo Jules Verne ha attraccato regolarmente alla Stazione
Spaziale Internazionale.. Si tratta di un grosso successo per
l'astronautica europea. Alle 17.57 è stato confermato che i
bulloni che tengono ben fisso l'ATV alla stazione sono serrati in
posizione finale: quello che in gergo si chiama "hard
docking". Le manovre di avvicinamento di Jules Verne alla ISS
erano iniziate alle 12.33 ora italiana quando erano stati inviati i
comandi per muovere ATV dal suo punto di parcheggio posto a 39
chilometri dietro la stazione e cinque chilometri sotto. Alle 14.37
ATV era arrivato a circa 250 metri dalla stazione ed erano stati
attivati sia il sistema di aggancio automatico KURS che l'utilizzo
dei segnali GPS seguiti dall'attivazione dei sensori videometri
e telegoniometri. Alle 16.15 Jules Verne è stato fermato a 19
metri dal portello del modulo Zvezda in attesa degli ultimi
controlli da parte del Centro Controllo ATV di Tolosa e del via
libera da parte dei Controlli Missione Russo e statunitense. Dopo un
ultimo stop ad 11 metri è stato dato il via libera all'aggancio che
è avvenuto mentre il complesso sorvolava l'Oceano Atlantico. Ora
proseguiranno i controlli per assicurare la tenuta fra le due
astronavi e per domattina è prevista l'apertura del portello e
l'entrata dell'equipaggio di Spedizione
16 della Stazione Spaziale Internazionale all'interno di Jules
Verne. Ricordiamo che a bordo del primo ATV si trovano oltre 2
tonnellate di rifornimenti per la stazione. Nell'immagine in alto (Credit:
NASA/TV) Jules Verne a pochi metri dall'aggancio di oggi.
Fonte: Forumastronautico.it
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01/04/2008 - Prima pioggia di meteore registrata su Marte
- La sonda della NASA Mars Global Surveyor
ha registrato per la prima volta un intero sciame di meteore che ha
incontrato la tenue atmosfera di Marte. Alcune riprese di meteore
erano già state filmate in passato dai due rover Spirit ed
Opportunity dalla superficie di Marte ma questa è la prima volte
che si riesce a riprendere una intera pioggia. Astronomi britannici
dell'Armagh Observatory, avevano previsto che il pianeta rosso
sarebbe passato nell'orbita della cometa 79P/du
Toit-Hartley sei volte dal 1997 ed avevano richiesto alla NASA di
poter utilizzare la sua sonda MGS in orbita attorno al pianeta per
cercare di registrare gli impatti meteorici con la rarefatta
atmosfera marziana. La NASA ha fornito i dati soltanto per il 2003
ed il 2005 e soltanto nei dati del MGS del 2003 è stata registrata
la prevista pioggia cometaria. Non ci sono immagini fotografiche di
questo evento ma soltanto registrazioni radio della magnetosfera
marziana, come prova, al momento del contatto delle meteore.
Fonte: Space.com
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31/03/2008
- Impressionante test finale per ATV Jules Verne -
Oggi l'ATV-1 Jules Verne si è avvicinato fino a 11 metri dal
portello di attracco del modulo russo Zvezda della Stazione Spaziale
Internazionale. L'avvicinamento era parte della seconda
dimostrazione di ATV che apre la strada al primo aggancio previsto
per il 3 aprile prossimo. La manovra di oggi includeva la prima dimostrazione
del critico sistema di navigazione ottico utilizzando la tecnologia
europea del Videometer. E' stato confermato che ATV può utilizzare
questo sistema per navigare in automatico fino a 11 metri dalla ISS.
"Questa dimostrazione conferma che le prestazioni del
veicolo sono migliori di quelle che speravamo." ha detto Nicolas
Chamussy, Astrium ATV Project Manager,
"Questa è una prima mondiale per un randezvous automatico
utilizzando sensori ottici, e che segue la prima dimostrazione al
mondo di navigazione utilizzando il GPS fra l'ATV e la Stazione
eseguita sabato." Questo è anche un importante successo
per il Centro Controllo di Tolosa. "E' un'incredibile sfida
avere tre centri controllo che lavorano assieme ed interagiscono in
diretta con l'equipaggio della ISS" ha aggiunto Lionel
Baize, ATV-CC Project Manager per
l'Agenzia Spaziale Francese CNES. I controllori di volo del
ATV Control Centre (ATV-CC) di Tolosa, Francia, hanno confermato che
ogni comando specifico inviato al Jules Verne è stato eseguito,
compresi gli "Hold Retreat" ed i "Resume".
Questi comandi possono essere utilizzati in ogni momento se qualche
problema occorre al sistema di guida automatico di ATV. La
dimostrazione di oggi ha anche incluso la prima partecipazione
attiva dell'equipaggio di ISS nella missione. Una volta che ATV ha
raggiunto il punto fissato ad 11 metri dalla stazione l'astronauta
ha inviato un comando "Retreat" che ha allontanato Jules
Verne a 19 metri dalla ISS. L'equipaggio ha poi inviato all'ATV il
comando "Escape" d il Jules Verne si è allontanato
automaticamente in una posizione sicura lontano dalla ISS.
L'avvicinamento di oggi ha permesso alla squadra di ATV di
ispezionare visivamente alcune coperture termiche esterne
all'astronave che sembrano essere deteriorate. Al momento questo non
ha impatto sul previsto aggancio di giovedì. I dati registrati
durante questo Demonstration Day 2 sarà disponibile per i
responsabili della missione per dare il via al primo tentativo di
aggancio con la ISS previsto per le 16.41 ora italiana del 3 aprile.
Nell'immagine (Credit: NASA/TV) l'ATV Jules Verne in avvicinamento
alla ISS.
Fonte: ESA
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28/03/2008
- Jules Verne pronto alla dimostrazione finale - Il
nuovo veicolo da trasporto spaziale europeo ATV Jules Verne ha
acceso i suoi motori giovedì per lasciare l'orbita di parcheggio e
muoversi verso la Stazione Spaziale Internazionale in preparazione
dei due test di avvicinamento previsti per questo fine settimana.
L'accensione è iniziata alle 5.58 GMT (le 7.58 ora italiana) mentre
l'ATV Jules Verne era parcheggiato a circa 2.000 chilometri di
fronte all'avamposto, una decisione presa da tutti i componenti
internazionali della stazione spaziale in attesa dell'atterraggio
della navetta Endeavour avvenuto giovedì mattina. La serie di tre
accensioni è stata completata un ora e mezzo più tardi immettendo il
veicolo, grande quanto un autobus, in rotta per iniziare il primo
giorno di dimostrazione previsto per sabato mattina. Jules Verne ha
iniziato la sua missione il 9 marzo con un lancio notturno a bordo
di un vettore Ariane 5 ES dalla base di Kourou, nella Guiana
Francese. Dopo aver eseguito i test preliminari è stato inserito in
orbita di parcheggio lo scorso mercoledì. Le regole decise dai
partner internazionali della stazione proibiscono qualsiasi aggancio
mentre una navetta è presente alla ISS. Il Jules Verne è il primo
Automated Transfer Vehicle dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA),
misura oltre 13 metri di lunghezza e 6 di larghezza. A bordo si
trovano oltre 1 tonnellata di rifornimenti per l'equipaggio, 760
chilogrammi di propellente per rifornire la stazione, quasi 250
litri di acqua e 20 di ossigeno. Dopo quasi due giorni di viaggio
verso la stazione, il Jules Verne condurrà altre manovre venerdì
notte che guideranno la nave ad un punto chiamato "interface point"
(punto di interfacciamento) posto a 43 chilometri indietro e 5 sotto
la stazione sabato mattina. Sabato è previsto il primo "demo-day"
(giorno di dimostrazione) per dimostrare l'abilità del veicolo di
volare autonomamente in prossimità dell'avamposto. "in ognuno di
questi test dobbiamo dimostrare vari aspetti dell'ATV di eseguire le
varie manovre per assicurare la sicurezza del veicolo e della
stazione", ha dichiarato Bob Chesson, capo dei voli umani e delle
operazioni esplorative dell'ESA. Con alle spalle i Controllori di
Volo, il futuristico pilota automatico, la nave volerà
automaticamente verso la stazione attraverso vari punti di
riferimento distribuiti a varie distanze dal complesso orbitale. Il
primo "Demo-day" inizierà alle 14.19 GMT (le 16.19 ora italiana)
partendo dal punto di "interface point" ed avvicinandosi alla
stazione. L'ATV stabilirà una comunicazione a due vie con la ISS
alcuni minuti più tardi attraverso un'antenna posta su un traliccio.
I computer della nave processeranno i dati ottenuti dal sistema di
navigazione relativa GPS di ATV che genera una posizione esatta
dalle antenne del Jules Verne e della stazione spaziale nelle fasi
iniziali della sequenza di randezvous. Il computer confronta
automaticamente le posizioni ed utilizza queste per tracciare una
rotta verso il prossimo punto di riferimento. Jules Verne passerà ad
un punto a 17 chilometri dietro e 5,5 chilometri sotto la stazione
alle 15.05 GMT (le 17.05 ora italiana) da dove inizierà ad alzare la
quota progressivamente fino a raggiungere quella della ISS.
Approssimativamente alle 17.51 ora italiana di sabato il Jules Verne
arriverà al punto posto a circa 4 chilometri dietro alla stazione
dove verranno attivate le luci ed il radar di attracco, di
costruzione russa Kurs. Il vecchio sistema russo fornisce dati
aggiuntivi durante l'avvicinamento di ATV. L'equipaggio della
stazione invierà diversi comandi al Jules Verne mentre il veicolo è
in posizione di parcheggio per dimostrare la possibilità di
intervento umano in caso di problemi con i sistemi di controllo. Il
Cosmonauta russo Yuri Malenchenko, l'Ingegnere di Volo della
stazione, può inviare comandi di emergenza al veicolo per farlo
allontanare velocemente dalla stazione. Il Comandante della ISS
Peggy Whitson agirà come aiutante di Malenchenko. Dopo circa 90
minuti di prove il Centro Controllo ATV di Tolosa, in Francia,
ordinerà al veicolo di allontanarsi dalle vicinanze della stazione e
riportarsi al punto di inizio della dimostrazione. Se tutto andrà
come previsto il secondo giorno di test, previsto per lunedì 31
marzo, porterà l'ATV ancora più vicino alla stazione, soltanto 12
metri dal portello di attracco del modulo Zvezda. Se anche questo
secondo test sarà eseguito perfettamente verrà data l'autorizzazione
per procedere con l'attracco vero e proprio previsto per le 16.38
ora italiana del 3 aprile.
Fonte:
SpaceflightNow
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27/03/2008 - Lanciato nuovo satellite militare tedesco
- Un altro satellite radar da ricognizione militare della Germania è
stato lanciato dalla Russia giovedì per unirsi alla costellazione
orbitale di veicoli designati per spiare durante la notte vari posti
sulla Terra. Il veicolo, chiamato SAR-Lupe 4 dai militari tedeschi, ha
iniziato il suo viaggio di mezz'ora verso lo spazio alle 17.15 GMT (le
18.15 ora italiana) dal Cosmodromo di Plesetsk, nell'estremo nord della
Russia. Il razzo vettore utilizzato è stato il Kosmos 3M cha ha portato
il satellite, pesante 765 chilogrammi, in un'orbita alta circa 500
chilometri. Il lancio era stato rinviato per due giorni a causa dei
venti troppo forti in quota. I tecnici del Centro controllo tedesco
hanno contattato con successo il SAR-Lupe 4 novanta minuti dopo il
decollo, confermando la buona salute del satellite. I responsabili
della missione aspettano di ricevere la prima immagine dal satellite
entro la fine del mese. SAR-Lupe 4 si unisce alla flotta di altri tre
identici satelliti già in orbita che forniscono immagini radar alle
forze armate della Germania. Ogni satellite è fornito di un sistema
radar che invia le onde verso terra e con quelle riflesse produce
immagini ad alta risoluzione. Il radar ad apertura sintetica, SAR
appunto, è capace di distinguere oggetti di circa un metro, sia di
notte che con le nuvole. Il lancio dell'ultimo satellite della flotta
SAR-Lupe è previsto entro la fine dell'anno e con questo verranno
coperti tre piani orbitali e regolare copertura globale. La vita
operativa del sistema è prevista in dieci anni. Il sistema SAR-Lupe fa
parte di un accordo fra Germania e Francia per lo scambio di immagini
satellitari militari fra le due nazioni. In cambio la Germania riceverà
dai satelliti francesi Helios immagini ottiche ed all'infrarosso.
Fonte: SpaceflightNow
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26/03/2008 -
Questa notte previsto il rientro di Endeavour - I sette
astronauti della navetta spaziale Endeavour sono pronti al rientro
sulla Terra, previsto questa notte 5 minuti dopo la mezzanotte (ora
italiana) se sfrutteranno la prima possibilità di uscita
dall'orbita. Le condizioni meteo al Centro Spaziale Kennedy, in
Florida, sono buone. SEGUI
STS-123 ALLA NOSTRA
PAGINA TUTTA DEDICATA A QUESTA MISSIONE CON APPROFONDIMENTI E FOTO !
AGGIORNAMENTO: Saltata la prima opportunità a causa delle nubi
sopra la pista del Kennedy Space Center i responsabili della NASA
hanno deciso il rientro all'orbita successiva. L'atterraggio è
avvenuto quindi regolarmente ma in notturna alle 1.39 ora italiana
del 27 marzo.
Fonte:
NASA
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21/03/2008 - Problemi con i serbatoi, possibili rinvii delle prossime missioni Shuttle ?
- Nelle ultime settimane è sorto un problema imprecisato sulla linea di
produzione degli ET (i serbatoi esterni del sistema STS) al MAF
(Michoud Assembly Facility, in Louisiana) che potrebbe causare pesanti
ritardi, si parla di mesi, nella consegna dei prossimi serbatoi. John
Shannon, Responsabile del Programma dello Shuttle è stato questa
settimana in Louisiana per discutere del problema e analizzare la
situazione che potrebbe portare a pesanti ripercussioni sul lungo
periodo nel mantenimento del programma di lanci. Questa settimana è
stato completato e spedito al KSC, dove dovrebbe arrivare nel fine
settimana, l'ET-128 per la missione STS-124. Il problema sembra
interessare non un singolo serbatoio ma tutta la linea dal serbatoio
successivo, quello per la LON (Launch on Need - la missione di
soccorso) di STS-124
e a seguire tutte le altre. Sembra essere già in pericolo quindi,
STS-124 perché fino a quando non sarà pronto il serbatoio per la
propria missione di soccorso non potrà partire. In questi giorni ci
saranno ulteriori riunioni, non è ancora chiaro se il problema è
realmente così serio o se si tratta di un caso sopravvalutato come già
è avvenuto con i pannelli RCC e il NESC dell'orbiter. Rimane comunque
possibile che i prossimi serbatoi, per velocizzare la linea, vengano
inviati al Kennedy Space Center ancora da terminare, in modo da
liberare il prima possibile l' "ingorgo" al MAF e terminare le
lavorazioni in Florida. Shannon ha già chiesto di fare di tutto a
Michoud per riuscire a rispettare le scadenze, perché un ulteriore
ritardo a STS-124 farebbe slittare anche STS-125, ora previsto per fine
agosto, mettendo a rischio l'integrità del telescopio spaziale Hubble
per le batterie che sono in esaurimento. Nella foto (Credit: Lockeed
Martin) il serbatoio ET-128 alla partenza dal MAF il 18 marzo
scorso.

Questo l'elenco degli ET fino al termine del programma:
STS-124 / ET-128
STS-125 / ET-127
STS-126 / ET-129
STS-119 / ET-130
STS-127 / ET-131
STS-128 / ET-132
STS-129 / ET-133
STS-130 / ET-134
STS-131 / ET-135
STS-132 / ET-136
STS-133 / ET-137
LONx133 / ET-138
Fonte: Nasaspaceflight.com
- Forumastronautico.it
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20/03/2008 - Sea Launch lancia satellite per la HDTV
- Alle 0.48 ora italiana il razzo vettore Zenit 3SL è partito dalla
piattaforma oceanica Odyssey, posta sull'equatore a metà dell'Oceano
Pacifico, con a bordo un satellite per la trasmissione diretta nelle
case degli Stati Uniti di programmi televisivi in Alta Definizione. Il
satellite, DirectTV 11, pesante oltre cinque tonnellate, è stato
rilasciato dallo stadio superiore Block DM-SL del vettore a tre stadi
russo/ucraino dopo 61 minuti dal lancio immettendolo in un'orbita di
trasferimento geosincrono di 279x36.000 chilometri. Dopo varie manovra
compiute nei prossimi giorni dai motori orbitali del satellite il
DirectTV 11 sarà posizionato definitivamente in orbita geostazionaria
equatoriale di 99,2° Ovest. Costruito dalla Boeing sul modello 702 il
satellite ha una vita operativa di 15 anni ed è fornito di una dozzina
di trasmettitori in banda Ka e due larghe parabole da 2.70 metri che
permetteranno ad oltre 16,6 milioni di clienti sul suolo statunitense
di ricevere trasmissioni televisive in HDTV (l'Alta Definizione USA).
DirectTV 11 è il quarto satellite della flotta e porterà il numero di
canali televisivi disponibili ad alta definizione a 200. L'attenzione
della società Sea Launch è ora focalizzato sul prossimo lancio che
vedrà il debutto della compagnia sorella Land Launch che utilizzerà un
vettore Zenit 3SLB lanciato dalla rampa 45 del Cosmodromo di Baikonur.
Questa versione "terrestre" di Sea Launch dovrà immettere in orbita il
satellite israeliano AMOS 3 a fine aprile/inizi maggio. Per Land Launch
sono previste altre due missioni nel 2008 mentre altre quattro
aspettano Sea Launch, la prossima prevista per maggio con il satellite
per telecomunicazioni di Intalsat, Galaxy 18.
Fonte: SpaceflightNow
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18/03/2008
- Arthur C. Clarke ci ha lasciato - Arthur C. Clarke,
il visionario scrittore di fantascienza acclamato in tutto il Mondo
con oltre 100 libri scritti di spazio, scienza e futuro, si è
spento martedì nella sua nazione adottiva, lo Sri Lanka, all'età
di 90 anni. Clarke, che ha combattuto la debilitazione dovuta alla
poliomelite sin dal 1960 e che qualche volte utilizzava la sedia a
rotelle, è deceduto alle 1.30 a.m. dopo aver sofferto di problemi
respiratori, così ha affermato la sua aiutante Rohan De Silva.
Clarke si era trasferito nello Sri Lanka nel 1956, affascinato dal
suo interesse il nuoto subacqueo che, diceva, lo portava così
vicino alla sensazione di assenza di peso dello spazio. "Sono
perfettamente operativo sott'acqua", disse una volta. Clarke aveva
scritto "2001: A Space Odyssey" che il regista Stanley
Kubrick trasformò nel famoso film. Ma Clarke era affermato non solo
come scrittore di fantascienza. Suo era il concetto di un sistema di
satelliti per telecomunicazioni ideato nel 1945 che decenni dopo
divenne realtà. L'orbita geosincrona, nella quale i satelliti sono
in una posizione fissa rispetto al suolo, è anche chiamata
"orbita Clarke". Alla fine degli anni '60 Clarke commentò
anche le missioni Apollo sulla Luna assieme al famoso giornalista
americano Walter Cronkite. Nella foto lo scrittore Arthur Charles
Clarke che nacque a Minehead, nel Somerset (Inghilterra), il 16
dicembre del 1917.
Fonte: CNN
- www.clarkefoundation.org
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17/03/2008
- Vanguard compie 50 anni in orbita! - Vanguard 1, il
più longevo satellite
artificiale, costruito dalla Naval Research
Laboratory e lanciato da Cape
Canaveral in Florida, nel 1958 ha compiuto 50 anni nello spazio
proprio oggi. Negli anni che ne hanno seguito il lancio il piccolo
satellite ha compiuto oltre 178.061 orbite attorno alla Terra e
percorso oltre 9,18 miliardi di chilometri. Il primo satellite ad
essere alimentato da pannelli solari, il Vanguard è il secondo
satellite lanciato con successo nello spazio dagli Stati Uniti, il
terzo al mondo. I suoi due predecessori: Sputnik e Explorer-1 sono
ricaduti sulla Terra da molto tempo. Solo 10 centimetri di diametro
e pesante poco più di 1 kg. il Vanguard venne definito dal Premier
Sovietico Nikita Khrushchev come "il satellite pompelmo".
Il Vanguard venne ideato come contributo all'Anno Geofisico
Internazionale del 1957/1958 e fu affidato alla NRL il compito di
progettarlo e costruirlo. Il programma venne poi appoggiato dalla
Marina degli Stati Uniti e dal Dipartimento della Difesa. Nel tardo
1958 il programma Vanguard venne trasferito alla NASA formando il
nucleo del Goddard Space Flight Center. Vanguard raggiunse il 100%
degli obiettivi scientifici fornendo informazioni sulle dimensioni e
forma della Terra, densità dell'aria, temperature ed impatti di
meteoriti oltre a dimostrare che la Terra non era perfettamente
sferica ma assomigliava di più ad una pera. Nella foto Credit: US
Navy) un modello del Vanguard 1 esposto al Museo Smithsonian
Institution's National Air and Space Museum
di Washington.
Fonte: Spacedaily.com
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15/03/2008 - Delta
2 invia in orbita un nuovo satellite GPS - La ULA (United
Launch Alliance) ha lanciato con successo un vettore Delta 2 oggi
dalla rampa SLC-17A di Cape Canaveral alle 2.09 a.m. EDT (le 7.09
ora italiana) con a bordo il satellite GPS IIR-19(M). Dopo un volo
nominale di 1 ora e 8 minuti di volo è stato deposto regolarmente in
orbita il sesto satellite modernizzato della flotta NAVSTAR GPS
blocco 2 R-M. il vettore di oggi era un Delta 2 versione 7925-9.5
con il primo stadio con un motore Pratt & Whitney Rocketdyne RS-27A
e nove booster a propellente solido Alliant Techsystems (ATK), il
secondo stadio con un motore Aerojet AJ10- 118K. Il terzo stadio
invece è un motore a combustibile solido Star-48B stabilizzato per
rotazione. Il carico utile invece era incapsulato in una protezione
di 2,85 metri di diametro. Quello di oggi era la prima
missione spaziale dell'US Air Force da Cape Canaveral nel 2008.
Fonte:
Spacedaily.com
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| 15/03/2008
- Proton fallisce l'invio in orbita di un satellite USA -
Un problema durante la seconda, delle tre previste, accensioni dello
stadio superiore Breeze M ha concluso il lancio di questa notte del
satellite AMERICOM 14 in un fallimento. Un razzo russo Proton è
stato lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 0.18
ora italiana ed i primi dieci minuti di volo sono trascorsi
regolarmente con il funzionamento dei tre stadi. Poi è toccato allo
stadio superiore Breeze-M ad eseguire la fase finale della durata di
alcune ore per l'immissione in orbita definitiva con tre accensioni
pianificate durante le successive sette ore di volo. Un problema con
la seconda accensione ha determinato la mancanza di raggiungimento
dell'orbita prevista per il satellite per telecomunicazioni AMC-14
che sarebbe stato utilizzato per il servizio EchoStar's DISH
Network. Un'investigazione è stata avviata per determinare che cosa
è andato storto oggi.
Fonte:
SpaceflightNow
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14/03/2008
- ATV-1 Jules Verne esegue le prime operazioni con successo
- I controllori della missione hanno ricevuto la conferma alle 10.45
ora italiana di questa mattina che il veicolo automatico Jules Verne
ATV-1 ha eseguito con successo la dimostrazione della critica
manovra chiamata Collision Avoidance Manoeuvre (CAM). Il test
cruciale era iniziato alle 8.57 e comprendeva il posizionare
l'astronave in una modalità di funzionamento minimo "modo di
sopravvivenza". La dimostrazione del CAM era necessaria per
provare che ATV-1 è capace di allontanarsi autonomamente
dalla ISS in caso che un qualsiasi problema sorga durante le
fasi finali del randez-vous o dell'aggancio con la Stazione Spaziale
Internazionale. Sono i computer di bordo che, al momento che
registrano un qualsiasi evento anomalo, inviano il comando CAM ed
isolano i sistemi nominali di ATV. "Si è svolto tutto
perfettamente, proprio come era previsto," ha dichiarato
Alberto Novelli, Direttore della Missione ESA al Centro Controllo
ATV di Tolosa, in Francia. Il test è stato condotto molto lontano
dalla ISS e comprendeva un'accensione dei motori orbitali della
durata di circa 200 secondi che è avvenuta mentre il veicolo
sorvolava l'Africa del Nord. Il test è stato seguito con attenzione
dai partner dell'ESA nella costruzione della ISS. Ulteriori test
sono previsti per la fine del mese con l'avvicinamento e l'attracco
alla ISS previsto per il 3 aprile 2008. Poco dopo il lancio era
stato riscontrato un problema con uno dei quattro PDE (il n.2
dell'ATV-1), che era entrato in modalità di sicurezza. Dopo una notte di lavoro, il sistema di propulsione di
Jules Verne è stato ripristinato completamente. Subito dopo sono
state eseguite le prime manovre di rialzo dell'orbita per
raggiungere il punto di attesa e successivamente la ISS. Dopo aver
re-installato tutte le procedure inviandole dal centro di controllo
si è riusciti a riattivare tutti i PDE uno dopo l'altro, ritornando
non solo alla piena operatività ma anche alla completa ridondanza
con tutti e 4 i computer attivi. l'11 marzo sono state eseguite
numerose correzioni con due accensioni principali, una alle 15:54
CET e l'altra alle 17:06 CET. Nell'illustrazione (Credit: ESA)
l'ATV-1 Jules Verne mentre si avvicina alla ISS.
Fonte:
ESA
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13/03/2008
- Atlas 5 compie primo lancio da Vandemberg - Dopo in
conto alla rovescia senza problemi un motore RD-180 alimentato a
ossigeno e kerosene ed un singolo booster a propellente solido si
sono accesi alle 3.02 a.m. locali (le 11.02 ora italiana) per
spingere un razzo Atlas 5 (AV006) nel cielo notturno della Base
dell'Air Force di Vandemberg, in California. A bordo del razzo il
satellite NROL-28 della NRO (National Reconnaissance Office),
l'agenzia governativa che gestisce la flotta di satelliti spia degli
Stati Uniti d'America. Circa 90 secondi dopo il decollo il booster a
propellente solido è stato sganciato lasciando al motore del primo
stadio di portare il razzo ai confini dell'atmosfera. Una volta
concluso il lavoro del primo stadio è toccato allo stadio superiore
Centaur, alimentato da ossigeno ed idrogeno liquido a proseguire le
fasi della missione conclusasi regolaremnte circa un'ora dopo il
via. A causa del carico segreto non sono stati divulgati i parametri
orbitali ma appassionati privati del settore hanno calcolato che il
satellite è stato immesso in un'orbita ellittica di 43.200x1260
chilometri ed inclinata di 63° sull'equatore. Quello di oggi era il
primo lancio di un vettore Altlas 5 da Vandenberg dopo le pesanti
modifiche eseguite alla rampa di lancio SLC-3E che, fino al 2002
aveva ospitato tre lanci del più vecchio vettore Atlas 2AS. Il
prossimo lancio di un vettore Atlas 5 è previsto per il 14 aprile
da Cape Canaveral con un satellite per telecomunicazioni ICO. Nella
foto (Credit: Gene Blevins/LA Daily News) il momento del lancio di
Atlas 5 questa notte.
Fonte:
SpaceflightNow
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| 11/03/2008
- Endeavour STS-123 in orbita! - Con un perfetto
lancio avvenuto alle 1.28 a.m. EDT (le 7.28 ora italiana) di oggi la
navetta spaziale Endeavour ha iniziato la sua missione STS-123
di 16 giorni
alla Stazione Spaziale Internazionale. A bordo l'equipaggio formato
dal Comandante Dominic Gorie, il Pilota Gregory H. Johnson e gli
Specialisti di Missione Rick Linnehan, Robert L. Behnken, Mike
Foreman, Garrett Reisman e l'astronauta Giapponese Takao Doi.
Verranno installati il primo modulo logistico giapponese e la
"mano" robotica Dextre.
SEGUI
STS-123 CON TUTTE LE NOTIZIE E LE IMMAGINI ALLA NOSTRA PAGINA
DEDICATA!
Fonte:
NASA
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10/03/2008
- Piccoli problemi tecnici per ATV-1 - Subito dopo le
prime fasi di volo, all'attivazione dei computer e dei sistemi di
bordo ci si è accorti di un problema sul PDE-2 dell'ATV-1, che è
entrato in modalità di sicurezza. Il PDE-2 è uno dei quattro
computer che gestiscono il sistema propulsivo dell'ATV e dopo la sua
attivazione ha rilevato una piccola differenza di pressione fra il
circuito dell'ossidante e quello del propellente cui era demandato
il controllo, entrando automaticamente, come previsto, in standby.
Ognuno dei quattro PDE, in condizioni nominali ha la gestione di 1/4
dei thruster di bordo ovvero 7 dei 28 RCS e 1 dei quattro propulsori
principali. Alan Thirkettle responsabile del programma ISS per l'ESA
ha dichiarato che il problema non dovrebbe essere grave ma che verrà
analizzato attentamente nelle prossime ore per capire tutte le
conseguenze che potrà avere sulla missione. Le prime ipotesi
sembra possano orientarsi verso un guasto nell'elettronica oppure un
problema fisico nelle linee di elio o propellente del sistema di
propulsione. Fortunatamente il tempo per l'analisi non manca, ci
sono circa 10 giorni di margine prima di iniziare i demo-day
previsti. Se si trovasse la causa potrebbe essere ripristinata la
funzionalità dell'intero sistema, dopo aver eseguito tutta una
serie di test di verifica. Nella foto (Credits ESA/Arianespace) il
momento del decollo di Ariane 5 ES V-181 con a bordo il primo ATV
dell'ESA: Jules Verne.
Fonte:
Forumastronautico.it
(estratto - cortesia Alberto Zampieron)
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| 09/03/2008
- In orbita il primo ATV europeo - Il primo Automated
Trasfer Vehicle (ATV-1) "Jules Verne" è decollato in
perfetto orario alle 5.03 ora italiana dallo Spazioporto di Kourou,
nella Guyana Francese, a bordo di un vettore Ariane 5 versione ES
(V-181). Dopo il distacco di Jules Verne dallo stadio superiore
verranno dispiegati i quattro pannelli solari ed inizierà il
viaggio verso la ISS. L'arrivo di ATV-1 alla Stazione Spaziale
Internazionale è previsto per il 29 marzo/5 aprile. A questo punto
il veicolo effettuerà diversi test di avvicinamento ed
allontanamento per provare il sistema automatico di aggancio prima
di proseguire con l'attracco vero e proprio.
Fonte:
ESA
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08/03/2008
- ATV-1 Jules Verne sulla rampa per il lancio di domattina
- Il potente vettore europeo Ariane 5 ES con a bordo il primo
veicolo di rifornimento automatico ATV-1 Jules Verne è giunto sulla
rampa di lancio ELA-3 allo Spazioporto europeo di Kourou, nella
Guyana Francese. Nei giorni scorsi ATV-1 era stato integrato sulla
sommità del vettore europeo ed ieri è iniziato il lento viaggio
dal Final Assembly Building
fino alla rampa ELA-3. Dopo due ore di
viaggio l'Ariane 5 è giunto sul pad e durante la notte una
cinquantina di ingegneri e tecnici hanno connesso tutti i cavi al
lanciatore. Mentre avveniva questa operazione gli ingegneri di
Astrium (la società costruttrice del veicolo automatico) e dell'ESA
controllavano che tutti i collegamenti fra ATV e l'Ariane 5 fossero
regolari e funzionanti. Inoltre veniva anche testata la connessione
di Prossimità, con l'antenna ripiegata sull'ATV, che permetterà le
comunicazioni con la ISS durante la fase di attracco del veicolo con
la stazione previsto fra il 29 marzo ed il 3 aprile. Il caricamento
del propellente nel vettore inizierà domenica alle 2 ora italiana
(le 22.00 di sabato ora di Kourou) e durerà tre ore, fin quasi al
momento del lancio previsto per le 1.03 (le 5.03 ora italiana) di
domenica. Al momento le condizioni meteo sono favorevoli per il
lancio dato che non vi sono temporali, fulmini o forti venti nella
zona. "Vedere Ariane 5 ES ed il Jules Verne sulla rampa
rappresentano un passo speciale per me in otto anni di sforzi verso
questo obiettivo." ha detto Jean-Michel
Desobeau, Direttore del
Programma ATV presso Arianespace
mentre osservava, assieme ad altre 300 persone, la piattaforma da
2.000 tonnellate con sopra l'Ariane 5 mentre viaggiava verso la
rampa. Nella foto (Credit: ESA/Arianespace) il vettore sulla rampa.
A questo indirizzo di Arianespace potrete assistere al lancio in
diretta/web: http://www.videocorner.tv/index.php?langue=en
oppure ascoltare i commenti degli appassionati italiani su Forumstronautico.it
Fonte:
ESA
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| 08/03/2008
- Iniziato il conto alla rovescia per Endeavour - Il
conto alla rovescia per la seconda missione della navetta spaziale
dell'anno è iniziato al Kennedy Space Center, In Florida. Alle 3
a.m. EST (le 9 ora italiana) è iniziato il countdown per il lancio
di STS-123 che porterà lo shuttle Endeavour alla partenza di martedì
prossimo alle 7:28 ora italiana. Gli astronauti sono arrivati questa
notte al KSC sotto una fitta pioggia e con fulmini nell'area,
probabilmente il peggior tempo che abbia mai accolto un equipaggio
al KSC, e si prepareranno nelle prossime ore per il lancio, l'arrivo
era già stato rimandato di qualche ora sempre a causa del meteo. Al
momento non vi sono problemi tecnici di rilievo ed anche il meteo
prevede solo un 10% di condizioni negative per l'ora del lancio.
Fonte:
NASA
- Forumastronautico.it
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03/03/2008 -
Il lancio dell'ATV Jules Verne spostato di un giorno
- Arianespace e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno confermato oggi
che il lancio di Jules Verne, il primo ATV (Automated Transfer Vehicle
- Veicolo di Trasferimento Automatico) è stato rinviato di 24 ore a
causa di problemi tecnici sul sistema di separazione Ariane5/ATV.
Durante gli ultimi passi per la validazione del meccanismo di
separazione fra il veicolo europeo pesante 20 tonnellate ed il suo
lanciatore è stato identificato un potenziale problema in uno dei ganci
di separazione. Oggi, dopo la rimozione dell'ogiva di protezione
dell'Ariane 5, il sistema verrà nuovamente controllato proprio per la
precauzione presa dall'ESA per questa particolare missione. Per poter
mantenere i margini di sicurezza per il conto alla rovescia ESA ed
Arianespace hanno deciso di rinviare il lancio di un giorno. Il lancio
di Jules Verne è ora previsto per le 00:59 ora di Kourou le 04:59 ora
italiana di domenica 9 Marzo 2008. L'ATV Jules Verne dell'ESA porterà
rifornimenti, esperimenti, equipaggiamento e parti di ricambio alla
Stazione Spaziale Internazionale ed inoltre cibo, aria ed acqua per
l'equipaggio permanente che si trova a bordo. Nella immagine (Credit:
ESA) lo spaccato del veicolo automatico ATV.
Fonte: ESA
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25/02/2008
- Gli astronauti di STS-123 hanno effettuato la prova finale
di lancio - L'equipaggio della navetta spaziale Endeavour ha
eseguito oggi alla rampa 39A del Centro Spaziale Kennedy la prova
finale di lancio (terminal countdown demonstration test, o TCDT) per
la missione STS-123 la
cui partenza è prevista per l'11 marzo prossimo. Il Comandante
Dominic Gorie, il Pilotat Gregory Johnson, gli Specialisti di
Missione Michael Foreman, Richard Linnehan, Robert Behnken, l'astroanuta
giapponese Takao Doi e l'Ingegnere della stazione spaziale Garrett
Reisman si sono imbarcati a bordo della navetta ed hanno simulato le
fasi finali del conto alla rovescia fino al momento dell'avvio dei
motori principali ed il loro successivo spegnimento. Gli astronauti
sperano di imbarcarsi per il volo la notte del 10 marzo con un
lancio nelle prime ore del mattino dell'11 marzo, alle 2.28.10 a.m.
(le 8.28 ora italiana) Al momento la NASA dispone di due
possibilità di lancio, l'11 ed il 12 marzo ma poi dovrà attendere
alcuni giorni per dare spazio al lancio di un razzo vettore Delta 2
con un satellite GPS. Lo scopo principale della missione STS-123 è
la consegna del modulo pressurizzato logistico giapponese Kibo-PLM,
l'installazione del sofisticato manipolatore robotico canadese, la
sperimentazione di una nuova tecnica per riparare lo scudo termico e
lo scambio di un membro dell'equipaggio di Spedizione 16 della Stazione
Spaziale Internazionale portando su Reisman e riportando sulla
Terra l'astronauta europeo Eyharts che ha trascorso sei settimane in
orbita. Il modulo giapponese verrà installato provvisoriamente sul
lato superiore del nodo Harmony. Durante il volo seguente, in
maggio, il più grande laboratorio KIBO verrà montato sul lato
sinistro di Harmony ed il modulo logistico verrà spostato al di
sopra del nuovo laboratorio. Verranno eseguite tre EVA durante le
quali gli astronauti Linnehan, Reisman, Behnken e Foreman
installeranno il nuovo manipolatore al braccio robotico della
stazione, Dextre. Durante l'ultima EVA verranno anche testate delle
nuove tecniche per la riparazione dello scudo termico della navetta.
Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio di STS-123 sulla rampa di
lancio durante il TCDT.
Fonte:
NASA
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23/02/2004
- Satellite giapponese per internet in orbita - Il
satellite per telecomunicazioni a larga banda Internet è stato
lanciato a bordo di un razzo H-2A dal complesso di Yoshinobu posto
sull'isola di Tanegashima, al sud dell'arcipelago giapponese. Il
rezzo bianco ed arancione, aiutato da due grossi booster a
propellente solido e quattro piccoli motori di spinta è schizzato
nel cielo alle 8.55 GMT (le 9.55 ora italiana). Il secondo stadio
del vettore H-2A è stato acceso due volte per spingere WINDS (Wideband
Internetworking engineering test and Demonstration Satellite) nella
sua orbita prevista e la separazione del satellite è avvenuta
regolarmente 28 minuti dopo il lancio. Soprannominato Kizuma, il
satellite è pesante circa 4 tonnellate verrà posto in orbita
geostazionaria a 143° Est di longitudine sopra l'Oceano Pacifico a
nord della Nuova Guinea e permetterà la trasmissione di dati
internet a velocità massima di 1,2 gigabytes al secondo. Questo è
un satellite sperimentale della JAXA (l'Agenzia Spaziale Giapponese)
che vuole testare i limiti della trasmissione dati a due vie per via
satellitare. Il satellite, costruito dalla Mitsubishi Heavy
Industries Ltd., deporrà ora le sue due antenne da 2,5 metri e che
trasmettono in banda Ka ed indizierà un periodo di test prima
dell'entrata in servizio dimostrativa prevista per luglio. La vita
operativa di Kizuma è di cinque anni. Con questo sistema si
potrebbe raggiungere con internet aree montane o poco accessibili
anche con piccole antenne terrestri e quindi eliminare il "digital
divde" che colpisce anche l'avanzatissimo Giappone.
Fonte:
SpaceflightNow
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22/02/2008 -
La missione di Ulysses verso la fine
- Ulysses, la missione per lo studio dei poli solari e l'influenza
della nostra stella sullo spazio limitrofo si avvicina alla
conclusione. Dopo più di 17 anni nello spazio, quasi quattro volte più
del previsto, la missione sta per soccombere all'ambiente estremo e
probabilmente lo farà entro il prossimo mese o due. La missione
congiunta ESA/NASA Ulysses venne lanciata da una navetta spaziale nel
1990 e fu la prima missione per studiare l'ambiente spaziale sopra e
sotto i poli del Sole. La quantità di dati trasmessi da Ulysses avrebbe
cambiato per sempre il modo con il quale gli scienziati hanno visto il
Sole ed i suoi effetti nell'ambiente circostante. Ulysses era una
missione di sei anni che avrebbe orbitato attorno al Sole. La sua lunga
orbita l'avrebbe portata verso Giove e ritorno. Più lontano si
avventurava dal Sole e più la sonda diventava fredda. Se la temperatura
scende sotto i 2 gradi centigradi l'idrazina della sonda congela ma
questo non è un problema perché Ulysses dispone di appositi
riscaldatori per mantenere una temperatura di funzionamento di bordo.
L'a sonda è alimentata dall'energia fornita dal decadimento di un
isotopo radioattivo ma ora, dopo oltre 17 anni, l'energia ha cominciato
a scendere drasticamente. Ora la sonda non è più in grado di far
funzionare tutte le comunicazioni, il riscaldamento e l'equipaggiamento
scientifico simultaneamente. "Ci aspettiamo che alcune parti della
sonda raggiungano i 2 gradi molto presto," ha detto Richard Marsden,
Project Scientist e Mission Manager ESA di Ulysses. Questo bloccherà i
condotti del combustibile rendendo la sonda impossibile da manovrare.
Nel tentativo di risolvere il problema, la squadra congiunta del
progetto ESA/NASA ha approvato un piano che prevede di spegnere
temporaneamente la trasmittente della sonda. Questa manovra libererà 60
watt che potranno essere utilizzate per riscaldare la strumentazione
scientifica. Quando i dati devono essere trasmessi a Terra, la squadra
prevede di riaccendere il trasmettitore. Sfortunatamente, durante le
prime prove di questo metodo svoltesi in gennaio, l'energia per il
trasmettitore non si è riaccesa. "La decisione di spegnere il
trasmettitore non è stata presa alla leggera. Era il solo modo per
proseguire la missione scientifica." prosegue Marsden, veterano di 30
anni di questo progetto avendoci lavorato fin da dodici anni prima del
lancio. Dopo molti tentativi la squadra del progetto non crede sia più
possibile recuperare il trasmettitore in banda-X. Se il problema si
trova nel sistema distributivo energetico potrebbe significare che non
sarà più possibile alimentare gli strumenti scientifici con l'energia
risparmiata. In questo modo la sonda ha perso la capacità di inviare
grandi quantità di dati scientifici sulla Terra e gradualmente
congeleranno le tubazioni del carburante. Questa sarà la fine di una
missione di grande successo. "Ulysses è stato un vero cavallo da tiro.
Ha prodotto scienza di grande livello ed ha funzionato molto più a
lungo di quanto avrebbe dovuto," dice Marsden. "Questo sarebbe comunque
successo entro il prossimo anno o due, è accaduto soltanto un poco
prima di quanto speravamo." Il piano della squadra prevede di far
continuare a far funzionare la sonda con le sue ridotte capacità più a
lungo possibile per le prossime settimane. "Cercheremo di spremere ogni
ultimo sprazzo di scienza," confessa Marsden. Nella foto (Credit: ESA)
la sonda Ulysses nelle ultime fasi prima del lancio.
Fonte: ESA
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21/02/2008 -
Satellite USA-193 abbattuto da un missile
- La Marina degli Stati Uniti ha colpito il satellite spia fuori
controllo sopra l'Oceano Pacifico giovedì mattina, ha annunciato
un'agenzia della Difesa. Secondo il rapporto, il satellite, delle
dimensioni di un piccolo autobus, è stato intercettato a circa 210
chilometri sopra la Terra con un missile tattico modificato Standard
Missile-3 (SM-3). L'abbattimento è avvenuto approssimativamente alle
10.26 p.m. EST (le 4.26 ora italiana) quando una nave militare della
U.S. Navy, la USS Lake Erie, ha lanciato il missile che ha intercettato
il satellite sopra l'Oceano Pacifico ad una velocità di circa 28.000
chilometri orari. Il satellite USA-193, anche conosciuto come NROL-21
era stato lanciato in orbita il 14 dicembre 2006 ma poco dopo aver
raggiunto l'orbita i controllori a Terra avevano perso il contatto.
Sebbene gli obiettivi del satellite fossero segreti molti esperti del
settore hanno immaginato trattarsi di un satellite da ricognizione
radar che avrebbe prodotto immagini ad alta risoluzione per il National
Reconnaissance Office (NRO). Il Pentagono ha dato l'ordine di abbattere
il satellite perché i serbatoi di combustibile avrebbero potuto
resistere al rientro atmosferico con 454 chilogrammi di tossico gas
idrazina e contaminare un'area grande come due campi di calcio. Le
indicazioni iniziali sembrano confermare che sia stato distrutto anche
il serbatoio ma al momento non si ha la certezza se la minaccia sia
stata completamente eliminata. La Cina (che condusse un criticassimo
test antisatellite lo scorso anno) ha condannato l'utilizzo di armi in
orbita bassa.
Fonte: Space.com
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20/02/2008
- Atlantis: rientro perfetto in Florida - La navetta
spaziale Atlantis è sbucata attraverso la fine coltre di nubi sopra
il Centro Spaziale Kennedy prima di toccare con le sue ruote sulla
pista n.15 e completare la missione STS-122.
"E' stata un'incredibile super-missione per noi," ha detto
Bill Gersenmaier, Amministratore Associato della NASA per le
operazioni spaziali, "Non avrei potuto pensare di un modo
migliore per iniziare l'anno con questo grande volo."
L'atterraggio perfetto è avvenuto alle 9.07 a.m. (le 15.07 ora
italiana) dopo quasi 13 giorni di missione nello spazio. A bordo
della navetta spaziale Atlantis il Comandante Steve Frick, il Pilota
Alan Poindexter e gli Specialisti di Missione Leland Melvin, Rex
Walheim, Stanley Love, Dan Tani e l'astronauta dell'Agenzia Spaziale
Europea Hans Schlegel. Tani rientra sulla Terra dopo aver trascorso
120 giorni a bordo della Stazione
Spaziale Internazionale. Il suo posto sulla stazione è stato
preso dall'astronauta francese dell'ESA Leopold Eyharts che
rientrerà sulla Terra alla fine di marzo. La navetta ha consegnato
alla ISS il laboratorio scientifico dell'ESA Columbus. Intanto sulla
rampa del Kennedy Space Center si trova già la navetta spaziale
Endeavour per la missione STS-123
la cui partenza è prevista per l'11 marzo. A bordo di questa
navetta il primo modulo del laboratorio scientifico giapponese Kibo
da installare sulla ISS. "E' bello avere una missione già
pronta al via, " ha commentato Mike Leinbach, direttore di
lancio del Centro Spaziale Kennedy, "la squadra è pronta ed in
gran forma per il prossimo volo.". I sette astronauti
trascorreranno la notte al sito di lancio prima di rientrare a
Houston, in Texas. Nella foto (Credit: NASA) la navetta Atlantis
appena prima di toccare la pista del KSC.
Fonte:
NASA
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| 19/08/2008
- La Gran Bretagna pensa ad una missione lunare - La
Gran Bretagna intenderebbe progettare una missione robotica lunare
con gli Stati Uniti e ridare vigore alle sue attività spaziali,
anche abitate, dalle quali si è tagliata fuori con una decisione
presa nel 1986. Lo ha rivelato il ministro con delega per lo spazio
Ian Pearson, spiegando che il suo Paese non vuole essere "tagliato
fuori dalla nuova ondata internazionale nell’esplorazione spaziale
che si svilupperà nei prossimi 10-20 anni". Decisioni in
merito saranno prese di qui a due anni. La missione lunare,
denominata MoonLITE sarà dotata di penetratori per studiare la
composizione sottosuperficiale del nostro satellite e fornire
misurazioni sismiche. Un'area chiave di interesse sotto
considerazione per la missione è infatti proprio la comprensione
della struttura interna, l'ascolto dei "lunamoti" e il
test di una rete per telefonia cellulare lunare del futuro. Il
lancio di MoonLITE potrebbe avvenire dopo il 2012. Questo accordo
con la NASA nasce dalla firma di un accordo di intenti in ambito
spaziale fra l'Amministratore della NASA Mike Griffin e il Direttore
Generale per la Scienza e l'Innovazione del Regno Unito Sir Keith O'Nions
il 19 aprile 2007 a Washington, D.C.
Fonte:
Dedalonews
- BNSC (British
National Space Centre)
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| 18/02/2008
- Endeaovur sulla rampa di lancio - Dopo aver
raggiunto oggi la rampa di lancio al Kennedy Space Center, la
navetta spaziale Endeavour ora attende il prossimo passo importante
per la missione STS-123. Un completo test di lancio conosciuto come
TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test) verrà eseguito al
Kennedy fra il 23 ed il 25 febbraio. Lo shuttle è arrivato sulla
rampa approssimativamente alle 4.45 a.m. EST (le 10.45 ora
italiana) a cavallo del gigantesco veicolo cingolato di
trasporto che aveva iniziato il suo lento viaggio circa 5 ore
prima dal VAB (Vehicle Assembly Building) viaggiando a circa 1,6
chilometri l'ora durante il suo viaggio lungo 5,44 chilometri.
Endeavour era completamente assicurato alla rampa 39/A alle 6.22
a.m. (le 12.22 ora italiana). Il lancio è previsto per l'11 marzo
per una missione di 16 giorni alla Stazione Spaziale Internazionale.
L'equipaggio di sette astronauti consegnerà la prima sezione del
modulo laboratorio Kibo della JAXA (L'Agenzia Spaziale Giapponese) e
della "mano robotica" canadese che completerà il braccio
robotico Canadarm 2. L'equipaggio arriverà al KSC il 23 febbraio
per partecipare a tutte le attività connesse con il test alla rampa
di lancio.
Fonte:NASA
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15/02/2008
- Gli USA abbatteranno il satellite fuori controllo -
Con una decisione assolutamente imprevista il Dipartimento della
Difesa degli Stati Uniti ha ricevuto l'ordine esecutivo direttamente
dal Presidente George W. Bush di abbattere un satellite militare
fuori controllo. Il satellite da ricognizione della U.S.
National Reconnaissance Office è pesante circa 2.275 chilogrammi e
fonti americane affermano che circa metà dei componenti potrebbero
sopravvivere al rientro nell''atmosfera. La decisione è stata presa
perché a bordo del satellite ci sarebbero tutti e 450 chilogrammi
di idrazina altamente tossica a bordo che avrebbe dovuto servire
come combustibile per i motori di manovra orbitale. Il satellite USA
193 (conosciuto anche come NROL-21) venne lanciato nel dicembre 2006
da Vandemberg, in California, a bordo di un razzo vettore Delta 2.
Appena dopo aver raggiunto l'orbita di circa 347x363 chilometri il
satellite andò in avaria ed il controllo venne perso. Adesso sta
rientrando lentamente nell'atmosfera ed è previsto un impatto nelle
prossime tre/quattro settimane. Il satellite ha però questo
serbatoio di idrazina, composto altamente tossico che, se arrivasse
intatto al suolo, potrebbe contaminare un'area di circa due campi di
calcio. Ecco quindi che è stato deciso di lanciare un missile Standard
Missile 3 da una nave Aegis. L'impatto fra il missile ed il
satellite avverrà in modo da far si che la maggior parte dei
detriti precipiti sull'oceano. Il test dovrebbe essere condotto
appena la navetta spaziale Atlantis sarà rientrata sulla Terra,
quindi verso la fine del mese. A differenza del test antisatellite
cinese dello scorso anno la distruzione di questo satellite avverrà
ad una quota molto più bassa, circa 210 chilometri, e quindi i
detriti formati dall'impatto rientreranno bruciando nell'atmosfera
nel gito di poche ore, massimo qualche settimana. C'è chi vede in
questo test soltanto una risposta "di forza" USA al test
antisatellite cinese dello scorso anno ma anche il Direttore della
NASA Mike Griffin si è detto d'accordo con questa linea di azione
proprio per la pericolosità dell'idrazina e per il fatto che il
serbatoio nel quale è stivata è come quelli della navetta Columbia
che rientrarono sulla Terra senza bruciare (vedi foto Credit: http://www.collectspace.com/).
Fonte:
Space.com
- SpaceflightNow.com
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| 12/02/2008
- Columbus
agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale - Dalle
22.44 di ieri ora dell’Europa Centrale il laboratorio
dell’Agenzia Spaziale Europea Columbus è agganciato alla Stazione
Spaziale Internazionale (ISS). Gli astronauti della NASA, Rex
Walheim e Stanley Love (quest’ultimo in sostituzione
dell’astronauta tedesco dell’ESA, Hans Schlegel colpito da
un’indisposizione) hanno effettuato una intensa e laboriosa
attività extraveicolare per predisporre il modulo europeo
all’aggancio con il Nodo 2 chiamato Harmony. L’intera operazione
è stata seguita dall’interno della stazione dagli altri membri
dell’equipaggio tra i quali l’astronauta francese dell’ESA, Léopold
Eyharts che resterà a bordo della ISS prendendo il posto
dell’astronauta della NASA, Daniel Tani. Il ritorno sulla Terra di
Eyharts è previsto nella seconda metà di marzo a bordo dello Space
Shuttle STS-123 Endeavour. Da oggi, quindi, l’Europa sarà
presente sulla stazione con un proprio territorio e spazio di lavoro
e gli astronauti europei a bordo della ISS non saranno più
considerati “ospiti” ma inquilini a tutti gli effetti. Il
laboratorio Columbus verrà aperto in maniera ufficiale solo nella
giornata di oggi intorno alle ore 21. Columbus può ospitare quattro
piattaforme esterne per esperimenti relativi a diversi campi. Delle
quattro piattaforme, due saranno utilizzate dall’ESA e le altre
due dalla NASA. All'inizio il laboratorio ospiterà le due
piattaforme europee denominate EuTEF e SOLAR alla cui realizzazione
hanno collaborato Thales Alenia Space Italia di Torino e Carlo
Gavazzi Space di Milano. Thales Alenia Space Italia ha anche
progettato e costruito presso i suoi stabilimenti di Torino, la
struttura primaria e secondaria del modulo europeo ed ha inoltre
sviluppato la parte termomeccanica del laboratorio europeo. Columbus
è una struttura pressurizzata di alluminio ed è lungo circa 7
metri con un diametro di 4.5 metri. Il volume interno è di circa 75
metri cubi ed il suo peso raggiunge i 12.400 Kg di cui 2500 Kg
rappresentano il carico utile.
Fonte:
ESA
- SEGUI
LE VARIE FASI DELLA MISSIONE STS-122 NELLA NOSTRA
PAGINA
APPOSITA!
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| 11/02/2008
- Endeavour portato nel VAB in preparazione di STS-123
- Oggi l'orbiter OV-105 Endeavour è stato portato dall'hangar OPF-2
al VAB (Vertical Assembly Building - Edificio di Assemblaggio
Verticale) per essere accoppiato domani ai due booster a propellente
solido ed al serbatoio esterno ET-126 per la missione space shuttle
STS-123 prevista per l'11 marzo 2008. Il rollout verso la rampa di
lancio di tutto il complesso è previsto per lunedì 18 febbraio.
Sull'ET-126, il serbatoio della missione, è in corso lo stesso
lavoro effettuato sull'ET di STS-122, i tempi sono stretti e ancor
più stretti se si deciderà per un anticipo, ma si è fiduciosi per
mantenere le scadenze date. Per i booster invece è' stato
implementato un nuovo miglioramento volto ad aumentare sempre più
la sicurezza dei SRB dello Shuttle il quale per la prima volta volerà
con STS-123. E' un'ulteriore evoluzione delle modifiche apportate al
set di SRB di STS-122 sul giunto di unione dell'ugello con il case.
La modifica era in fase di studio da anni e una prima parte è stata
implementata su STS-122 e arriverà a completamento proprio con
STS-123. Alla presentazione durante la PCRB è classificata come
RSRM-101 (Reusable Solid Rocket Motor) va a interessare, per questa
missione, la sezione di unione fra l'ugello e il SRB nelle giunzioni
2 e 5. Entrambe le modifiche sono volte ad aumentare la sicurezza
nell'evitare che possibili fughe del gas incandescente dell'ugello
vadano ad insinuarsi nella giuntura fuoriuscendo lateralmente,
inserendovi quindi una "corda" che funziona come un OR in
fibra di carbonio fra le giunture.
Fonte:
NASA
- Forumastronautico.it
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| 11/02/2008
- Satellite norvegese in orbita - Un razzo vettore
Proton, con a bordo un satellite norvegese per telecomunicazioni è
decollato dalle pianure ricoperte di neve del Kazakhstan lunedì
immettendo il suo carico da 217 milioni di dollari in orbita oltre
nove ore più tardi. Il razzo alto oltre 60 metri ha iniziato la sua
lunga missione alle 11.34 GMT (le 12.34 ora italiana) di lunedì con
un fiero lancio dal Cosmodromo di Baikonur, nelle steppe del
Kazakhstan. I tre stadi centrali del Proton hanno funzionato per
nove minuti di volo, seguiti dalla separazione dello stadio
superiore Breeze M ed del suo carico dal terzo stadio del
lanciatore. Il Breeze M ha completato quattro accensioni, prima per
raggiungere un'orbita sicura
a circa 170 chilometri di quota poi per alzare gradualmente
l'altitudine e ridurre a zero l'inclinazione. Oltre nove ore dopo il
lancio lo stadio superiore ha rilasciato il satellite per
telecomunicazioni Thor 5, pesante circa 1.100 chilogrammi in
un'orbita circolare geosincrona. Il lancio, prima programmato per
domenica, era stato rinviato per problemi incontrati durante il
conto alla rovescia. Il satellite Thor 5, costruito dalla Orbital
Sciences Corp. della Virginia, entrerà presto in servizio per la
Telenor Satellite Broadcasting norvegese e coprirà le regioni
scandinave. Posto a 0,8° Ovest di longitudine, il veicolo rimpiazzerà
il vecchio di dieci anni Thor 2, vicino alla sua fine operativa.
Quello di oggi è stato il secondo lancio di un Proton quest'anno ed
il primo gestito dalla International Launch Services
Fonte:
SpaceflightNow
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| 07/02/2008
- Atlantis in orbita! Lancio perfetto - Alle 2.45.30
a.m. (le 20.45.30 ora italiana) la missione della navetta spaziale
Atlantis
STS-122
è decollata dalla rampa di lancio del Centro Spaziale
Kennedy portando con se il modulo laboratorio europeo Columbus verso
la
Stazione Spaziale Internazionale
che raggiungerà domenica. Il
conteggio alla rovescia era proseguito senza nessun problema tecnico
e l'unica incognita era per le condizioni meteo ma i temporali
previsti sono rimasti lontani circa 45 miglia dalla rampa e il
direttore di lancio ha potuto dare il "go" per la
missione. Dopo 2 minuti e 10 secondi di volo i due razzi a
combustibile solido (SRB - Solid Rocket Booster) hanno terminato il
loro lavoro e sono stati aganciati per essere, più tardi,
recuperati nell'Oceano Atlantico. A T+8minuti e 30 secondi anche i
tre motori principali SSME (Space Shuttle Main Engines) sono stati
spenti e, pochi secondi dopo il grosso serbatoio è stato sganciato.
A 39 minuti dal lancio un'accensione dei motori orbitali ha
regolarizzato l'orbita per l'inseguimento della ISS. A bordo di
Atlantis un equipaggio di sette astronauti: Comandante
Stephen Frick, Pilota Alan Poindexter,Specialisti di Missione Rex
Walheim, Stanley Love, Leland Melvin e due astronauti della ESA
(European Space Agency) Hans Schlegel e Leopold Eyharts. Nel vano di
carico della navetta il laboratorio spaziale Columbus. Grazie alle
sue esclusive caratteristiche, il laboratorio Columbus rappresenta
una vero e proprio caposaldo tra i contribuiti dell'Europa alla
Stazione Spaziale Internazionale. Una volta agganciato al suo
avamposto orbitale, questo modulo tubolare lungo 7 metri e del peso
di 12,8 tonnellate fornirà infatti un ambiente in cui gli
astronauti potranno lavorare con apparecchiature scientifiche e
condurre in assenza di gravità numerosi esperimenti nel campo delle
scienze della vita, dalla fisiologia umana alla biologia, alla
fisica dei fluidi, alle scienze della materia, alla tecnologia e
all'educazione. Sono inoltre previste strutture esterne per la
conduzione di esperimenti di scienze spaziali, l'osservazione della
Terra e per testare materiali e tecnologie spaziali avanzate.
SEGUI
LE VARIE FASI DELLA MISSIONE STS-122 NELLA NOSTRA
PAGINA
APPOSITA!
Fonte:
NASA
- ESA
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| 07/02/2008
- Progress attracca alla ISS - Alle 14.30.13 GMT di
oggi (le 15.30 ora italiana) il veicolo automatico Progress 28
(M-63) ha regolarmente attraccato al modulo di decompressione russo
Pirs. A bordo oltre 2,5 tonnellate di rifornimenti fra cibo, ossigeno,
acqua ed attrezzature per l'equipaggio di Spedizione
16.
Fonte:
Space.com
- NASA
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| 07/02/2008 -
Ultime ore del conto alla rovescia per STS-122
- Alle 5.26 a.m. EST (le 11.26 ora italiana) sono iniziate le
operazioni di rifornimento del grande serbatoio esterno della navetta
spaziale Atlantis sulla rampa 39/A del Kennedy Space Center. Circa
mezzora più tardi i sensori ECO (engine cut-off) sono stati sommersi
dall'idrogeno e dall'ossigeno liquidi nei due serbatoi. I tecnici della
NASA attendevano con ansia il risultato delle modifiche fatte ai
connettori e che avevano impedito per due volte il lancio di dicembre.
Questa volta i sensori non hanno mai mostrato problemi durante il
riempimento dei serbatoi e sembra proprio che la soluzione di saldare
direttamente i connettori sia stata quella giusta. Tutto procede
regolarmente per il lancio previsto alle 2.45 p.m. (le 20.45 ora
italiana) con l'unica incognita nel maltempo per il quale è previsto
l'arrivo di un fronte freddo sopra il Centro Spaziale proprio al
momento del lancio. Per ora le previsioni sono di soltanto un 30% di
meteo favorevole per il lancio oggi. Le condizioni potrebbero
migliorare leggermente per domani e sabato.
SEGUI
IN DIRETTA IL LANCIO IN ITALIANO SU Forumastronautico.it
!!
Fonte: SpaceflightNow.com
-
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| 05/02/2008
- Lanciato Progress 28 verso la Stazione Spaziale - Un
veicolo cargo automatico, Progress 28, è stato lanciato oggi con un
vettore Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 13.03
GMT (le 14.03 ora italiana). con a bordo viveri e rifornimento per
l'equipaggio della Stazione Spaziale
Internazionale. A bordo del
veicolo circa 2,5 tonnellate di rifornimenti fra, cibo, ossigeno,
acqua ed attrezzature per l'equipaggio di Spedizione
16. Il Progress
arriverà alla ISS giovedì alle 15.38 ora italiana, appena poche
ore prima del lancio della navetta spaziale Atlantis. Il suo
predecessore, Progress 27, è stato sganciato lunedì carico di
rifiuti e si distruggerà nel rientro nell'atmosfera terrestre. Il
cargo lanciato oggi rimarrà agganciato alla ISS soltanto fino al 15
febbraio, quando dovrà lasciare il posto al nuovo veicolo da
trasporto automatico europeo ATV, il cui lancio è previsto per il
22 febbraio con aggancio alla ISS il 15 marzo.
Fonte:
Space.com
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04/02/2008 -
L'equipaggio di STS-122 arriva al KSC per il lancio
- Gli astronauti della navetta spaziale Atlantis sono giunti al Kennedy
Space Center per l'inizio del nuovo conto alla rovescia per il lancio,
previsto per giovedì, per la missione, a lungo rinviata, di
assemblaggio alla stazione spaziale. In ritardo di due mesi a causa di
un problema ai sensori del carburante che hanno rinviato due tentativi
di lancio in dicembre, l'equipaggio internazionale è atterrato allo
spazioporto della Florida alle 10.30 a.m. (le 16.30 ora italiana).
"Abbiamo buona fiducia in questa opportunità," ha detto il Comandante
Steve Frick appena arrivato sulla pista. "Stiamo tenendo d'occhio il tempo, ma siamo molto contenti delle condizioni di
Atlantis."
Il conto alla rovescia inizierà domani alle 5 p.m. (le 23 ora italiana)
con il lancio previsto per le 2.45.28 p.m. (20.45 ora italiana) di
giovedì. Le previsioni meteo indicano un 60% di probabilità di rinvio a
causa di pioggia ma le condizioni dovrebbero migliorare all'80% per
venerdì e sabato, dopo che il fronte di brutto tempo si sarà
allontanato dalla zona. "Il tempo sembra buono per i prossimi giorni, ma
sfortunatamente avremo un fronte nuvoloso che arriverà sulla zona
proprio il giorno del lancio, " ha dichiarato Kathy Winters, dell'ufficio meteorologico per lo Shuttle.
"Abbiamo
quindi una possibilità di avere brutto tempo il giorno del lancio... ma
il tempo dovrebbe migliorare i due giorni successivi al Kennedy Space
Center." Il solo piccolo problema tecnico che era
rimasto è stato risolto domenica quando gli ingegneri hanno eseguito
con successo la chiusura finale del vano di carico di Atlantis.
Infatti, uno dei quattro tubi flessibili che portano il liquido
refrigerante Freon ai radiatori montati all'interno dei portelli della
stiva aveva mostrato una piega anomala. Questa piega si era causata al
momento della chiusura dei portelloni durante le missioni precedenti.
Per evitare di nuovo questa possibilità il tubo è stato guidato,
all'inizio a mano da un tecnico della USA (United Space Alliance), e
successivamente con l'ausilio di un'asta apposita, mentre venivano
chiusi i portelli. A questo punto il tubo flessibile non dovrebbe
causare problemi una volta in orbita. "Tutti i nostri sistemi sono in perfetta forma, il nostro lavoro è in linea con il conteggio finale e non ci sono problemi da
segnalare," ha affermato la NASA Test Director Charlene
Blackwell-Thompson.
"Atlantis è pronto al volo... e stiamo guardando fiduciosi per il lancio di giovedì."
Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio di STS-122
appena arrivato in Florida.
Fonte:
SpaceflightNow
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30/01/2008
- Sostituito motore dei pannelli solari sulla ISS - Il
Comandante di Spedizione 16 Peggy Whitson e l'Ingegnere di Volo Dan
Tani hanno sostituito un motore elettrico alla base di un pannello
solare della Stazione Spaziale Internazionale durnate una EVA durata
7 ore e 10 minuti e conclusasi alle 12.06 a.m. EST (le 18.06 ora
italiana). Whitson e Tani, durante la passeggiata spaziale, hanno
inoltre ispezionato un giunto che aiuta la rotazione della coppia di
pannelli solari di destra. La maggior parte dell'attività
extraveicolare si è focalizzata sulla sostituzione del BMRRM (Bearing
Motor Roll Ring Module), chiamato "broom" che permette al
set dei pannelli solari di dritta di ruotare il loto asse per
seguire nel modo migliore il Sole per una generazione ottimale
dell'energia elettrica per la stazione spaziale. I Controllori di
Missione hanno riportato un ottimo comportamento nel nuovo BMRRM,
dopo l'installazione, ed hanno eseguito prima una rotazione di tre
gradi e poi un giro completo di 360° dei pannelli solari. Le
attività principali per la sostituzione del BMRRM si sono svolte
durante le parti notturne dell'orbita, quando il voltaggio prodotto
dai pannelli solari era minore. Il motore BMRRM nuovo era stato
tolto dal suo contenitore all'interno del PMA-3 (Pressurized Mating
Adapter) all'inizio del mese in preparazione alla passeggiata
spaziale di oggi. Il motore è parte del Beta Gimbal Assembly, che
aveva mostrato problemi elettrici lo scorso 8 dicembre. La rimozione
e la sostituzione del BMRRM è durata circa 3 ore, incluse le pause
durante la parte illuminata dell'orbita. Il compito secondario
dell'EVA di oggi era l'ispezione del SARJ (Solar Alpha Rotary Joint)
di destra. Questo ingranaggio permette la rotazione nell'altro asse
ai pannelli solari. Precedenti ispezioni avevano rilevato
contaminazioni e detriti metallici all'interno del giunto. Otto coperture
del SARJ sono state rimosse per l'ispezione di oggi. L'ingegnere di
Volo della stazione, Yuri Malenchenko, ha aiutato l'equipaggio per
la vestizione e per il supporto durante l'EVA. L'astronauta Tom
Marshburn ha coordinato l'attività extraveicolare da Terra, dal
Centro Controllo Missione di Houston, agendo come un coreografo. Una
volta eseguiti i compiti previsti i due astronauti sono rientrati
nel modulo di decompressione Quest e chiuso il portello. L'inizio
della ripressurizzazione che segnava la conclusione dell'EVA di
oggi, la sesta per la Comandante Whitson e per Tani. Quella di oggi
era la 101esima attività extraveicolare per l'assemblaggio della
stazione spaziale per un totale di 631 ore e 35 minuti. Nella foto (Credit:
NASA/TV) gli astronauti della ISS al lavoro sul traliccio principale
della ISS.
Fonte:
NASA
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29/01/2008 -
Satellite spia USA ricadrà sulla Terra
- Il Pentagono ha informato che un satellite di sorveglianza USA è
fuori controllo e molto probabilmente ricadrà nell'atmosfera terrestre
a fine febbraio/primi marzo. La notizia ha allarmato i media mondiali
visto che non si conosce il probabile luogo di impatto e si sono avute
voci di materiali pericolosi a bordo (radioattivi o tossici). Il
satellite dovrebbe essere USA-193, lanciato a dicembre 2006 dal Centro
Spaziale di Vandenberg, in California, a bordo di un razzo vettore
Delta 2 7920 e gestito dall'agenzia governativa NRO (National
Reconnaissance Office). Il peso si aggirerebbe sulle cinque tonnellate
e l'unico materiale tossico a bordo dovrebbe essere l'idrazina per i
motori di cambiamento orbitale (che comunque si distrugge con il calore
e con i raggi ultravioletti) mentre sembra essere escluso un carico
radioattivo a bordo. Alcuni materiali possono resistere al calore del
rientro: acciaio, titanio e vetro e finire per colpire la superficie
terrestre. Le probabilità però che creino vittime o danni sono però
remote dato che 2/3 del pianeta sono ricoperti d'acqua e molte regioni
sono quasi disabitate. L'unico incidente di rilievo per il rientro di
un satellite avvenne nel 1978 quando il sovietico Cosmos 954, fuori
controllo, precipitò sul Canada con a bordo un piccolo carico
radioattivo. In quel caso comunque non ci furono vittime e la zona
contaminata venne ripulita. In quel caso il Canada chiese un rimborso
per le spese all'Unione Sovietica.
Fonti: Space.com -
Spacedaily.com
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| 28/01/2008
- Proton mette in orbita satellite per telecomunicazioni russo
- Un satellite per telecomunicazioni Russo è stato lanciato oggi a
bordo della prima missione di un vettore Proton per il 2008. Il
vettore Proton-M è decollato dal complesso 200 del Cosmodromo di
Baikonur, nel Kazakhstan, alle 00.18 GMT (le 1.18 ora italiana) e
dopo dieci minuti anche il terzo stadio del razzo aveva compiuto la
sua missione lasciando allo stadio superiore Breeze M di compiere
varie accensioni per portare il satellite Express AM33 nella sua
orbita prevista. La separazione del satellite è avvenuta
regolarmente circa nove ore dopo il decollo. Il satellite, pesante
2.600 chilogrammi, si inserirà in una posizione orbitale
geostazionaria a 36.000 chilometri di altezza e 96,5° di
longitudine Est da dove i suoi strumenti per comunicazioni potranno
raggiungere case ed uffici dalla regione Asiatica del Pacifico fino
all'Europa dell'Est. Express AM33, dopo alcune settimane di test,
dovrebbe entrare in servizio alla fine di febbraio o all'inizio di
marzo. La vita operativa di questo satellite, costruito dalla russa NPO-PM
con il carico utile fornito da Thales Alenia
Space di Francia ed Italia, è di 12 anni durante i quali fornirà
internet, video, radio e servizi di dati gestiti dalla società
russa Russian Satellite Communications Co.. Express AM33 è fornito
di 16 transponder in banda Ku, 10 in banda C ed uno in banda L. Il
prossimo lancio di un vettore Proton è previsto per il 10 febbraio
prossimo con a bordo il satellite norvegese per telecomunicazioni
Thor 5 sotto gli auspici della International Launch Services.
Fonte:
SpaceflightNow.com
- Space.com
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| 27/01/2008
- Ricordiamo oggi Apollo 1 e tutte le altre vittime
dell'astronautica - Oggi, 41 anni fa, tre astronauti della
NASA perivano durante l'addestramento per la prima missione della
capsula Apollo. Gus Grissom, Edward
White e Roger
Chaffee sarebbero stati i primi astronauti
a perire nella lunga strada dell'uomo verso lo spazio. Ma oggi, in
una settimana che porta altri tragici ricordi per la NASA, vogliamo
anche ricordare tutti gli altri, americani e sovietici, che hanno
dato le loro vite per il futuro dell'umanità. Visita la nostra
speciale pagina dedicata a
questi moderni eroi.
Fonte:
NASA
- Wikipedia - Astroblog
|
23/01/2008
- Virgin Galactic svela la Space Ship 2 - La Virgin
Galactic, la compagnia fondata da Sir Richard Branson, ha svelato
oggi al museo di Storia Naturale di New York, il design del nuovo
veicolo suborbitale passeggeri, la Space Ship 2 ed il suo aereo
madre WhiteKnightTwo. Il completamento del primo veicolo è nelle
fasi finali alla Scaled Composite a Mojave, in California ed i primi
voli di prova dovrebbero iniziare il prossimo agosto. Il veicolo
madre WhiteKnightTwo è equipaggiato con quattro motori Pratt and
Whitney PW308A i più potenti, economici ed efficienti disponibili.
WK2 ha un doppio scafo unito da un'ala alta ed al di sotto di
questa, al centro trova posto il veicolo suborbitale SS2. WK2 sarà
capace anche di portare altri carichi utili da lanciare nello
spazio. SpaceShipTwo invece ha la capacità di trasportare sei
passeggeri paganti e due uomini di equipaggio. Una volta portata in
quota (15.000 metri) dal WK2 la SpaceShipTwo verrà sganciata ed
accenderà il proprio motore a razzo ibrido che la accelererà fino
a 4.000 chilometri orari e la porterà a circa 110 chilometri di
quota. Una volta giunta all'apogeo i passeggeri a bordo potranno
provare l'ebbrezza dell'assenza di peso e della visione della Terra
dallo spazio, grazie ai numerosi oblò di cui è fornito lo scafo,
per un periodo di circa 5 minuti. Quando la gravità terrestre
ricomincerà ad attrarre il veicolo le ali cambieranno posizione e
permetteranno a SS2 un rientro a bassa velocità fino ad un
atterraggio planato sulla pista da dove era decollata sotto la
pancia dell'aereo madre 2 ore e mezzo prima. I primi voli di prova
saranno svolti al Mojave Spaceport, in California, ma l'inizio dei
voli regolari si svolgeranno allo Spaceport America, in costruzione
nel New Mexico. La Virgin Galalctic ha ordinato cinque veicoli SS2 e
due aereo madri WK2. Il primo veicolo orbitale sarà battezzato VSS
Enterprise (Virgin Space Ship) mentre il secondo VSS Spirit of Steve
Fossett. Ci sono già oltre 100 persone che hanno prenotato il volo
ed hanno iniziato l'addestramento alla centrifuga per poter provare
i 4g , fra questi anche Branson stesso che inaugurerà il primo volo
commerciale suborbitale previsto per il 2009/2010. Nella
illustrazione (Credit: Virgin Galactic) l'aereo madre White Knight
Two in volo con, al centro sotto l'ala, il veicolo suborbitale
pronto per essere sganciato.
Fonte:
Virgin
Galactic - Wikipedia
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22/01/2008
- L'equipaggio di STS-120 in Italia! - Mai nome di una
piazza poteva essere più azzeccato quando, lo scorso 17 gennaio
alle 21.40, l'equipaggio di STS-120 entrava in Piazza dei Miracoli a
Pisa. Infatti Paolo Nespoli, con al seguito tutto l'equipaggio di
STS-120, sta facendo un giro completo dell'Italia per far conoscere
questa importante missione spaziale a cui l'Italia ha dato un
contributo eccezionale. Il tour è iniziato il 14 gennaio a Torino e
poi è proseguito per Milano, Modena, Pisa, Livorno, Viterbo e si
concluderà a Roma il 25 gennaio. L'equipaggio ha incontrato
istituzioni locali, popolazione e stampa per raccontare la loro
indimenticabile esperienza sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Assieme a Nespoli il Comandante Pamela Melroy, il Pilota George
Zamka e
gli Specialisti di Missione Scott
Parazynski, Doug Wheelock, Stephanie Wilson e l'Ingegnere di Volo di
Spedizione 16 Clayton Anderson. Domenica l'equipaggio al completo ha
partecipato, assieme al Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Prof.
Giovanni Fabrizio Bignami,
alla trasmissione televisiva di RAIUNO Domenica In... Cinque minuti
scarsi nei quali purtroppo Nespoli e gli altri astronauti hanno
potuto dire ben poco. Una nuova occasione sprecata per il servizio
televisivo pubblico. Ma veniamo alla foto di copertina... grazie ad
un amico del Forumastronautico.it abbiamo saputo che giovedì scorso
l'equipaggio sarebbe stato a fare una visita alla famosa Torre di
Pisa e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione! In cinque temerari
abbiamo atteso al freddo gli astronauti ed abbiamo avuto così
l'opportunità di conoscere l'astronauta italiano Paolo Nespoli che
ci ha salutati e si è mostrato interessato al fatto che fossimo lì
per vederli. Nespoli è stato disponibilissimo ed abbiamo anche
fatto delle foto assieme a lui ed al resto dell'equipaggio. La
visita si è conclusa con la salita dell'equipaggio sulla famosa
torre pendente. Voglio terminare con una frase che ci ha detto
Nespoli quando ci ha lasciato stringendoci la mano ad uno ad uno:
"Grazie
per il vostro supporto" e, indicando il cielo, "Ci
rivediamo fra le stelle.". Un grazie a Paolo Nespoli, ai
suoi colleghi astronauti ed agli amici che hanno permesso questo
incontro quasi "miracoloso". Nella foto (Credit: Massimo
Martini) l'equipaggio di STS-120 posa di fronte alla Torre di Pisa
assieme ai familiari.
Fonte:
Forumastronautico.it
- ASI
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| 21/01/2008
- India lancia satellite israeliano - Il vettore
indiano PSLV-10 è decollato alle 3.45 GMT (le 4.45 ora italiana)
dalla base di lancio di Satish Dhawan Space Center sull'isola di
Sriharikota ad est delle coste dell'India con a bordo il satellite
TECSAR del governo Israeliano. Dopo venti minuti dal lancio il satellite
ha lasciato lo stadio superiore del vettore e si è inserito in
un'orbita ellittica di 576x448 chilometri con un'inclinazione di
41° sull'equatore. TACSAR, pesante 300 chilogrammi, è
fornito di una grande antenna parabolica che trasmette e riceve
segnali radar capaci di penetrare nell'oscurità e le nubi sottili.
Il governo israeliano potrà così avere a disposizione immagini 24
ore al giorno, senza problemi di condizioni meteo. TACSAR, chiamato
anche Polaris, si unisce alla flotta di satelliti ottici da
ricognizione che possono distinguere oggetti piccoli circa 60
centimetri. Secondo alcuni fonti di agenzia israeliana questo nuovo
satellite da ricognizione opererà soprattutto per controllare
l'attività militare all'interno di Iran e Siria. Per il vettore
indiano PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle) si è trattato del
dodicesimo lancio consecutivo con successo dal 1994. Questo stesso
vettore è destinato a lanciare la prima sonda indiana verso la
Luna, Chandrayaan-1,
nel corso di quest'anno.
Fonte:
Spaceref.com
- SpaceflightNow.com
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18/01/2008
- Firmato il contratto industriale per la missione BepiColombo
- Lo
sviluppo industriale di BepiColombo, la prima missione europea verso
Mercurio, ha avuto ufficialmente inizio. Il contratto principale,
assegnato dall'ESA ad Astrium, è stato firmato oggi durante una
cerimonia che si è svolta a Friedrichshafen, in Germania.
BepiColombo, la più completa missione di studio di Mercurio mai
effettuata, è stata selezionata nell'ottobre del 2000 dall'ESA come
una delle missioni fondamentali per l'Agenzia. Da allora sono stati
effettuati numerosi studi industriali la cui valutazione ha portato,
nel 2006, alla selezione di Astrium come capo commessa. Il lancio di
BepiColombo è previsto per l'agosto del 2013. La sonda raggiungerà
Mercurio nel 2019 dopo un viaggio di sei anni verso la parte più
interna del sistema solare. Si tratta della prima missione doppia
verso Mercurio, che prevede la fornitura di una sonda europea ed una
giapponese. Sotto la leadership dell'ESA, il programma verrà
portato avanti come missione congiunta della Japanese Aerospace
Exploration Agency (JAXA) e dell'ESA. “Le
due sonde cercheranno di trovare risposta a quesiti scientifici
appassionanti quali l'origine e l'evoluzione di un pianeta vicino
alla sua stella madre, lo stato dell'interno di Mercurio e del suo
campo magnetico. Inoltre, durante la missione verrà svolto un test
sulla teoria della relatività generale di Einstein”, ha
dichiarato Johannes Benkhoff, Project Scientist dell'ESA per la
missione BepiColombo. Una delle sonde, il Mercury Planetary Orbiter
(MPO) dell'ESA, trasporterà 11 strumenti destinati allo studio
della superficie e della composizione interna del pianeta. Questo
studio si affiderà a diverse lunghezze d'onda e tecniche di
indagine per ottenere risultati di un'accuratezza senza precedenti.
La seconda sonda, il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) della JAXA,
trasporterà cinque strumenti dedicati allo studio della
magnetosfera del pianeta, la regione dello spazio intorno a Mercurio
dominata dal suo campo magnetico. Astrium guiderà per conto
dell'ESA una rete di subappaltatori incaricati di progettare e
realizzare la sonda MPO dell'ESA e il cosiddetto Mercury Transfer
Module, cioè il modulo che porterà a destinazione le due sonde
MPO-MMO. “Astrium dovrà trovare soluzione a diversi problemi
tecnici,” ha aggiunto Jan van Casteren, Project Manager
dell'ESA per la missione BepiColombo. “Principalmente questi
problemi derivano dal difficile ambiente del pianeta, così vicino
al Sole. Le radiazioni nei suoi pressi sono circa dieci volte più
intense rispetto a quelle registrate in prossimità della Terra e
questo rende molto più complessa la guida e la gestione di una
sonda.” Una
difficoltà ulteriore è rappresentata dal fatto che l'arrivo su
Mercurio e il successivo ingresso nella sua orbita richiedono una
grande quantità di energia per contrastare l'attrazione
gravitazionale del Sole. Per superare queste sfide, per le fasi di
viaggio e inserimento nell'orbita ci si affiderà principalmente
alla propulsione elettrico - solare, implementate con diverse
manovre a gravità assistita e propulsione convenzionale (chimica).
Per ottenere i migliori risultati scientifici, l'assetto di volo del
Mercury Planetary Orbiter sarà orientato in modo da puntare gli
strumenti verso il pianeta. Si tratta di un'operazione mai tentata
prima d'ora nei pressi di Mercurio a causa dell'intenso calore
proveniente dalla sua superficie. La sonda sarà dotata della più
elevata capacità di trasmissione dati mai utilizzata nelle
vicinanze di Mercurio e sarà in grado di inviare verso la Terra un
elevato volume di dati di alta qualità utile per massimizzare i
risultati scientifici. Nell'illustrazione le orbite attorno a
Mercurio dei due veicoli che compongono la missione, la MPO fra i
400 ed i 1.500 chilometri mentre la MMO fra i 400 e i 12.000
chilometri. (Credits: ESA - image by C.Carreau)
Fonte:
ESA
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16/01/2008 -
Sea Launch riprende il volo
- Alle 11.49 GMT (le 12.49 ora italiana) è decollato il vettore Sea
Launch Zenit 3SL dalla piattaforma Odyssey posta sull'equatore
nell'Oceano Pacifico. A bordo del vettore a tre stadi si trova il
satellite Thuraya 3, per le telecomunicazioni di una società degli
Emirati Arabi. La separazione del satellite dal terzo stadio è avvenuto
dopo 99 minuti dal lancio piazzando il carico utile in un'orbita
ellittica di trasferimento di 732x35.700 chilometri. Questo lancio era
stato già tentato a novembre ma le pessime condizioni meteorologiche
avevano costretto la piattaforma di lancio a rientrare in porto. Questo
è inoltre la ripresa dei lanci da parte della Sea Launch dopo quasi un
anno dal disastro avvenuto il 21 gennaio 2007 e che vide il razzo
esplodere sulla rampa danneggiandola lievemente. In questo momento la
società che gestisce Sea Launch sta preparando una versione terrestre
del vettore chiamato Land Launch che dovrebbe debuttare dal Cosmodromo
di Baikonur
nel Kazakhstan entro il 2008. Prossimo lancio di Sea Launch previsto
per marzo. Quello di oggi, Thuraya 3 è un satellite per
telecomunicazioni costruito dalla Boeing e pesante circa 4.500
chilogrammi verrà piazzato a 154° di longitudine Ovest
sull'equatore e fornirà servizi per la zona dell'Oceano Indiano.
Nella foto (Credit: Sea Launch) il momento del decollo del razzo
vettore Zenith 3SL dalla rampa di lancio galleggiante Sea Launch.
Fonte: Space.com
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| 14/01/2008
- Messenger sorvola Mercurio - Oggi alle 19.04.39 UTC
(le 20.04 ora italiana) la sonda spaziale della NASA Messenger ha
effettuato il più vicino sorvolo di Mercurio passando a circa 200
chilometri dalla sua superficie. Si tratta del primo dei tre sorvoli
previsti prima dell'entrata in orbita definitiva prevista per il
marzo 2011. L'immagine di copertina è stata ottenuta il 13 gennaio
quando la sonda si trovava ancora a 760.000 chilometri dal pianeta.
Durante lo storico incontro di oggi (sono passati 34 anni dal
passaggio di una sonda vicino a Mercurio, la Mariner 10) sono stati
registrati innumerevoli dati scientifici ed eqcuisite circa 1200
immagini con la camera MDIS, incluse zone della superficie mai
riprese prima. E' stata osservata la tenue atmosfera di Mercurio e
misurato il campo magnetico e l'iterazione con il vento solare. La
maggior parte dei dati raccolti dovrebbe giungere a Terra circa 22
ore dopo la fine del flyby.
Fonte:
NASA/APL
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| 14/01/2008
- E' confermata l'anomalia del connettore di STS-122 -
Si sono rivelate giuste le ipotesi dei tecnici della NASA sul
connettore degli ECO sensor rimosso dal serbatoio esterno di
STS-122; è proprio quella la causa dei falsi segnali registrati
durante i tentativi di lancio del 6 e del 9 dicembre scorso e del
successivo test di riempimento del serbatoio. Al centro della NASA
del Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama, il
connettore rimosso dall'ET-125 è stato testato in ambiente
criogenico ed ha mostrato gli stessi segnali intermittenti. Le
cause, secondo quanto accertato dai tecnici della NASA e basati sui
molti dati raccolti, sono da ricercare nel possibile movimento fra
lo zoccoletto e il perno di alcuni connettori che produce contatti
non continui. Ora questa possibilità è stata eliminata dal
connettore montato sul serbatoio ET-125, in quanto i contatti sono
stati tutti saldati due giorni fa. Al Kennedy Space Center, sulla
rampa 39/A la zona dove hanno lavorato i tecnici al connettore
verrà ora di nuovo ricoperta di schiuma isolante ed il tutto
dovrebbe di nuovo essere "pronto al volo" per il 28
gennaio e quindi allineato con la nuova data di lancio prevista per
il 7 febbraio 2008 alle ore 2.47 p.m. (le 20.47 ora italiana).
Intanto nei giorni scorsi era anche stato sostituita una scatola
elettronica ATVC (Ascent Thrust Vector Control) che serve per
controllare l'inclinazione degli ugelli dei tre motori principali
della navetta e dei due SRB (Solid Rocket Booster) durante il volo.
Proprio nei controlli di questi ultimi si era registrata una
anomalia di segnale ed era stato quindi deciso di sostituire tutto
l'ATVC 2, quello difettoso dei quattro che si trovano nella
fusoliera posteriore dell'orbiter. Questo ulteriore piccolo problema
non ha avuto influenza sui tempi di preparazione della
missione.
Fonte:
NASA
- Nasaspaceflight.com
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| 10/01/2008
- Nuove date di lancio per gli Shuttle NASA - La
riunione odierna della commissione PRCB (Program Requirements
Control Board) della NASA, ha concluso con la decisione di
organizzare un piano che preveda il lancio di tre missioni spaziali
Shuttle nel giro di 10 settimane. I responsabili hanno discusso lo
stato del problema dei connettori dei sensori di idrogeno liquido e
deciso di non procedere con un test di riempimento del serbatoio
esterno e procedere con il lancio di STS-122
per non prima del 7 febbraio. I progressi nell'avanzamento della
preparazione alla missione avrebbero previsto ancora un lancio per
il 2 febbraio ma il possibile conflitto con il lancio di un veicolo
cargo russo destinato alla ISS ha fatto spostare la prima missione
dell'anno al 7 febbraio. Per far si che STS-122 venisse lanciato il
2 febbraio i russi avrebbero dovuto spostare il lancio del Progress
M-63 o alla fine di gennaio o dopo la metà di febbraio, dopo che
Atlantis fosse rientrato sulla Terra. Ulteriori discussioni fra i
responsabili hanno spostato il lancio del Progress al 5 febbraio e
quello di Atlantis al 7/8 febbraio. A questo punto i dirigenti della
NASA hanno assestato anche le date per le missioni successive che
vengono così a portare STS-123
Endeavour al 17 marzo e STS-124 Discovery il 24 aprile. In questo
modo le restanti tre missioni per il 2008 rimarranno nelle date
previste.
Fonte:
Nasaspaceflight.com
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10/01/2008 -
Prime immagini ottiche di navigazione da Messanger - Gli operatori della missione
Messenger
al Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL) in Laurel,
Md., hanno ricevuto le prime otto immagini di navigazione dalla sonda
diretta verso Mercurio. La navigazione ottica è comunemente usata per
ottere la posizione del veicolo spaziale in relazione all'obiettivo ed
assicurare così un preciso passaggio ravvicinato. Dato che Messenger
dovrà
effettuare un passaggio molto ravvicinato della superficie di Mercurio
il prossimo 14 gennaio, la navigazione ottica verrà utilizzata per
fornire un metodo indipendente per trovare e correggere errori nella
traiettoria della sonda. Per poter determinare la posizione della sonda
è necessario vedere l'obiettivo, in questo caso Mercurio, assieme alle
stelle di sfondo utilizzando lo strumento MDIS (Mercury Dual Imaging
System). MDIS è composto da due rilevatori di immagini: WAC (Wide Angle
Camera - camera a grande campo) con un campo di ripresa di 10,5°, e NAC
(Narrow Angle Camera - camera a campo stretto) con un campo più
piccolo, soltanto 1,5°. In questo modo puntando il pianeta si riesce ad
ottenere anche l'immagine delle stelle sullo sfondo ma bisogna agire in
due fasi. Purtroppo la sensibilità di WAC è più bassa di quella di NAC
e quindi viene prima ripresa una immagine delle stelle di fondo con il
grandangolo che però sovraespongono il pianeta, ma subito dopo viene
fatta una ripresa con il NAC che permette di avere una immagine
perfetta solo della zona del limbo del pianeta. Sommando le due
immagini si ottiene così una perfetta conoscenza della posizione della
sonda e si possono mettere in atto tutta quella serie di manovre atte
a rendere preciso il sorvolo. Nella foto una illustrazione del
sorvolo di MESSENGER a Mercurio (Credit: NASA/Johns Hopkins University
Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington)
Fonte: Spacedaily -
APL
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03/01/2008 -
14 astroanuti in addestramento per il terzo volo cinese
- Un gruppo di 14 astronauti (o taikonauti come si dice in cinese),
inclusi i primi tre astronauti cinesi, sono in competizione per i posti
per la terza missione umana cinese prevista per ottobre 2008. Yang
Liwei, il primo astronauta cinese e Fei Junlong e Nie Haisheng, che
hanno volato entrambi a bordo della seconda missione, si stanno
addestrando assieme ad altri 11 potenziali astronauti, secondo quanto
riportato dall 'Agenzia di notizie Xinhua. Durante la missione della
Shenzhou 7 gli astronauti effettueranno per la prima volta un'uscita
fuori dalla capsula. Ogni fase verrà ripresa e trasmessa in diretta e
gli astronauti installeranno alcuni equipaggiamenti e "avviteranno
bulloni". Il primo veicolo spaziale abitato cinese, la Shenzhou 5,
venne lanciato il 15 ottobre 2003 e la Cina divenne il terzo paese al
mondo, dopo Russia e Stati Uniti, ad inviare un uomo nello spazio con
un veicolo proprio. La Shenzhou 6 completò una missione di cinque
giorni con a bordo due astronauti il 12 ottobre 2005.
Fonte: Spacedaily
-
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03/01/2008
- Nuove date per il lancio di Atlantis - Durante la
riunione odierna del PCRB (Program Requirements
Control Board)
della NASA i responsabili hanno deciso due nuove possibili date per
il lancio di Atlantis STS-122:
il 2 e l'8 febbraio. La differenza fra le due date dipende se verrà
deciso di effettuare o meno un nuovo riempimento di prova del
serbatoio esterno per vedere se la riparazione ha avuto effetto. E'
stato rimosso la scorsa settimana, e spedito a Michoud, il
connettore esterno cui si pensa siano dovuti i problemi riscontrati
con l'ET-125 che hanno posticipato la missione STS-122. Gli
ingegneri sono fiduciosi nell'aver individuato definitivamente il
problema nella parte esterna del sistema di connessione con l'ET,
confermabile solo con i previsti test in laboratorio con il pezzo
rimosso dal pad. Oggi sono finalmente iniziati i test al Marshall
Space Flight Center (MSFC) sul componente rimosso con un team
specializzato che è in attesa al KSC di ricevere il ricambio, in
arrivo per domani e iniziare il lavoro di rimontaggio e richiusura
della zona in cui si è operato. Le previsioni sono di 25 giorni di
lavoro per terminare il processo e riportare lo shuttle in
condizione "S0007" per riprendere il countdown. Se nei
prossimi giorni si dovesse invece evidenziare che il problema è
all'interno del tank si procederebbe con un rollback (riportare
tutto il sistema nel VAB) per aprire e lavorare sulla parte interna
dell'ET. Se eseguire il tanking test verrà deciso il 21 Gennaio, e
solo in quella occasione si saprà quale delle due date è quella
definitiva. Nella foto (Credit: NASA) il connettore dei sensori ECO
del serbatoio esterno mentre viene rimosso.
Fonte:
NASA
- Forumastronautico.it
- NASAspaceflight.com
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| 01/01/2008
- Sonda sfiora la Terra - La sonda della NASA Deep
Impact ha sfiorato la Terra lunedì passando soltanto a 16.000 chilometri
sopra l'Australia. Questa è una delle tre manovre di assistenza
gravitazionale che la NASA ha elaborato permettendo così alla Deep
Impact di andare ad incontrare il nucleo della cometa Hartley
2
nel 2010. Nella sua missione originaria la sonda Deep Impact aveva
incontrato la cometa Tempel 1 nel 2005 ed aveva sparato un
proiettile al nucleo permettendo di studiare il materiale espulso.
La sonda era sopravvissuta a quell'incontro e la NASA ha deciso di
utilizzarla ancora per studiare un'altra cometa. Questa nuova
missione è stata ribattezzata Epoxi e la Deep Impact incontrerà la
cometa Hartley 2 a circa 19 milioni di
chilometri dalla Terra e la studierà con i suoi due telescopi e con
lo spettrometro infrarosso. Durante il viaggio verso la cometa la
sonda utilizzerà per sei mesi uno dei telescopi di bordo per
cercare pianeti extrasolari delle dimensioni terrestri. Inizialmente
la NASA voleva inviare la Deep Impact verso la cometa 85P/Boethin
nel 2008 ma, con grande sorpresa degli scienziati, lo scorso autunno
i telescopi terrestri non erano stati in grado di ritrovarla. Gli
astronomi credono che la cometa possa essersi disgregata in pezzi
troppo piccoli per essere visti dalla Terra. A questo punto i
responsabili della missione hanno puntato sulla Hartley 2 anche se
questo ha richiesto un cambiamento di rotta ed un prolungamento del
viaggio di due anni.
Fonte: Space.com
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01/01/2008
- Aumentano le probabilità dell'impatto su Marte -
Astronomi hanno identificato l'asteroide 2007 WD 5 in immagini di
archivio. Con queste nuove osservazioni gli scienziati della NASA
del Near-Earth Object Program Office al Jet Propulsion Laboratory in
Pasadena, California, hanno raffinato le stime della traiettoria
dell'asteroide e basandosi sulle ultime analisi, le possibilità che
l'asteroide impatti Marte il 30 gennaio sono ora di 1 su 25, circa
il 4 percento. Secondo i calcoli degli astronomi l'asteroide 2007 WD
5 ha un diametro di circa 50 metri e potrebbe colpire Marte circa
alle 6.00 a.m. (le 12.00 ora italiana) del 30 gennaio 2008. Nelle
prossime settimane gli scienziati della NASA sperano di poter
raccogliere maggiori informazioni per poter ulteriormente definire
la traiettoria dell'asteroide. 2007 WD 5 è stato scoperto il 20
novembre 2007 durante una sorveglianza del cielo e messo sulla lista
"osservati speciali" perchè la sua orbita passa vicina
alla Terra. Ulteriori osservazioni fatte dallo Spacewatch di Kitt
Peak, Arizona.,e del Magdalena Ridge Observatory in New Mexico hanno
escluso il pericolo di collisione con la Terra ma hanno evidenziato
quello possibile con Marte. All'inizio le probabilità erano
calcolate in una su 75 ma dopo ulteriori osservazioni sono salite ad
1 su 25. In caso di impatto l'asteroide potrebbe creare un cratere
di circa un chilometro di diametro. AGGIORNAMENTO -
09/01/2008 - Dal nostro ultimo aggiornamento, abbiamo ricevuto
numerose misure di monitoraggio dell'asteroide 2007 WD5 da quattro
diversi osservatori.
Questi nuovi dati hanno portato ad una significativa riduzione
dell'incertezza nella posizione dell'asteroide . Come risultato, la
probabilità di impatto è calata drammaticamente, a circa il 0,01%
o 1 su 10.000 probabilità, in modo da escludere la possibile di
collisione con Marte. La nostra migliore stima è che ora
l'asteroide passerà a circa 26.000 km dal centro del pianeta (circa
7 raggi di Marte dalla superficie) alle ore 12:00 UTC circa ( il 30
gennaio).
Con il 99,7% di probabilità, il passaggio non dovrebbe essere più
vicino di 4000 km dalla superficie. Traduzione dal testo di: Don
Yeomans, Paul Chodas and Steve Chesley NASA/JPL
Near-Earth Object Program Office - Tratto dal sito www.astrogav.eu
- traduzione di Roberto Beltramini
Fonte: NASA |
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