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In questa pagina troverete le
ultime notizie dal mondo dell'astronautica aggiornate continuamente.
Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata
tratta.
30/12/2008
- La NASA rilascia documento finale sul disastro del Columbia
- La NASA ha pubblicato uno studio dettagliato sulla sicurezza e le
procedure adottate durante il disastro della navetta Columbia
con raccomandazioni per aumentare la sicurezza di ogni futuro volo
spaziale. La presentazione del rapporto è avvenuta durante una
conferenza stampa alla quale hanno partecipato Wayne
Hale, Amministratore
Associato della NASA per le collaborazioni strategiche;
l'astronauta Pam Melroy, responsabile della squadra investigativa (The
Spacecraft Crew Survival Integrated Investigation Team);
Nigel Packham, manager della squadra investigativa e Jeff Hanley,
Responsabile del Programma Constellation. Il voluminoso rapporto di
400 pagine dal nome Columbia Crew Survival Investigation Report
è disponibile per lo scarico a questo indirizzo
in formato pdf (circa 16 Mb). Il rapporto svela cruciali dettagli
sugli eventi che hanno portato alla disintegrazione del Columbia ed
hanno portato alla morte dell'equipaggio. "La
depressurizzazione del Columbia è avvenuta così rapidamente che
l'equipaggio ha perso conoscenza in pochi secondi prima di poter
configurare la tuta spaziale per avere la massima protezione dalla
perdita della pressione in cabina. Sebbene il sistema circolatorio
abbia funzionato per un breve tempo, gli effetti della
depressurizzazione sono stati così gravi che l'equipaggio non avrebbe
potuto comunque riprendere conoscenza. Questo è stato l'evento letale
per l'intero equipaggio." L'equipaggio si è reso conto che
qualcosa non andava nella fase di rientro forse per un minuto, al
massimo, per avere il tempo di reagire. Secondo il rapporto conclusivo
e le raccomandazioni, "Dopo la perdita di controllo della
navetta, avvenuta alle 13:59:37 GMT, e prima dello spezzarsi
dell'orbiter, avvenuto alle 14:00:18 GMT, la pressione della cabina
del Columbia era normale e l'equipaggio era capace di azioni
coscienti. La depressurizzazione è avvenuta a causa di una
piccola falla creatasi di sotto e di fronte al pavimento del ponte
mediano e non è stato il risultato della perdita di integrità
strutturale totale della cabina. L'equipaggio non è stato esposto a
fiamme o ferite termiche prima della depressurizzazione, cessazione
del respiro e perdita di conoscenza. La depressurizzazione è stata
così rapida che non ha permesso all'equipaggio nemmeno di abbassare
il visore dell'elmetto." E' inevitabile, dopo un incidente
come quello del Columbia, attribuibile sia ad errori umani che
meccanici, cercare di capire esattamente che cosa sia accaduto e
trovare i mezzi e le procedure più idonee affinché questi non si
ripetano. Nell'immagine (Credit: NASA) il logo della missione STS-107.
Fonte: NASA
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25/12/2008 - Tre satelliti GLONASS piazzati in orbita - Tre satelliti del Russian Global Navigation Satellite System (GLONASS) hanno raggiunto con successo la loro orbita, ha dichiarato il portavoce delle Space Troops, Alexei Zolotukhin. "Il razzo vettore Proton-M si è sollevato dal Cosmodromo di Baikonur alle 13.43, ora di Mosca (le 11.34 ora italiana) di oggi. Grazie ad una spinta dello stadio superiore DM avvenuta alle 17.15, ora di Mosca (le 15.15 ora italiana) i tre satelliti sono stati piazzati su un'orbita inclinata di 64,8° a circa 19.000 km di altezza." Dopo un periodo di test di circa 1/2 mesi i satelliti entreranno in servizio nominale. Con quello di oggi la costellazione GLONASS raggiunge il numero di 20 satelliti che permettono la copertura totale della Russia. Il razzo vettore Proton-M è costruito dal Khrunichev Space Center, lo stadio superiore DM dalla RSC-Energia ed i nuovi satelliti Glonass-M dalla Reshetnev Informational Satellite Systems. Il lancio è avvenuto dal sito 81 di Baikonur e si è trattato del 27° lancio orbitale del 2008 per la Russia che ha così battuto il record di 26 lo scorso anno. La Russia inoltre ha nettamente battuto, nel numero di lanci orbitali del 2008, tutte le altre nazioni: USA 14, Cina 11, Europa 6, 5 Sea Launch (che comunque utilizza i vettori Zenith-SL costruiti da Ucraina e Russia), 3 l'India ed uno il Giappone.
Fonte: Itar-Tass
- Roscomos
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23/12/2008 -
Effettuata EVA sulla Stazione Spaziale Internazionale - Il Comandante della Stazione Spaziale Internazionale, Mike Finke e l'Ingegnere di Volo Yury Lonchakov, hanno condotto oggi un'attività extraveicolare (EVA) di 5 ore e 38 minuti per installare all'esterno dell'avamposto una sonda per misurare l'energia elettromagnetica ed altri esperimenti. L'inizio dell'EVA è avvenuto alle 7.51 p.m. di lunedì (le 2.51 ora italiana di martedì), quando i due astronauti sono usciti dal compartimento di attracco Pirs indossando le loro tute spaziali russe Orlan. Lonchakov, il capo dell'attività di oggi era alla sua prima EVA mentre Finke alla sua quinta. Dopo aver fatto delle foto i due hanno lavorato assieme per installare un misuratore di energia elettromagnetica chiamato Langmuir probe, sul Pirs. Misurazioni dell'energia elettromagnetica potrebbero fornire dei validi aiuti nel comprendere i suoi effetti sui bulloni di separazioni delle capsule Soyuz. Questi bulloni sono stati i principali sospettati, durante le indagini per scoprire il motivo dei due rientri balistici delle Soyuz con gli equipaggi di Spedizione 15 e 16. Finke ha poi rimosso l'esperimento di lunga durata russo Biorisk, con il quale sono stati esposti campioni biologici all'esterno di Pirs e con Lonchakov che li ha riposti all'interno del boccaporto. Dopo di questo i due hanno installato l'esperimento Expose-R all'esterno del modulo di servizio Zvezda. Al suo interno ci sono esperimenti di astrobiologia dell'Agenzia Spaziale Europea, simili a quelli di Biorisk, con
l'esposizione di campioni biologici all'estreme condizioni dello spazio. Un esperimento simile è montato all'esterno del modulo Columbus. Lonchakov e Finke sono poi passati ad installare
l'esperimento Impulse, che misurerà le perturbazioni nella ionosfera attorno alla stazione. Entrambi hanno lavorato a cablare i cavi di Expose-R e Impulse, montati sulla stessa piattaforma. I due sono riusciti nell'operazione dopo aver dovuto faticare con alcuni connettori recalcitranti.
Purtroppo il Controllo Missione di Mosca non riceveva la telemetria da Expose-R, ed i responsabili decidevano quindi di ordinare ai due astronauti di smontarlo e di riportarlo nel modulo di decompressione per un eventuale ritorno sulla Terra. I controllori del volo riportavano che l'esperimento Impulse invece funzionava regolarmente. Dopo un controllo alle loro tute spaziali Lonchakov e Finke rientravano all'interno di Pirs e la chiusura del portello segnava la conclusione di questa attività extraveicolare, la 19° di questo anno e la 119° totale per l'assemblaggio e la manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale.
Nella foto (Credit: NASA/TV) i due astronauti al lavoro all'esterno
del modulo Pirs.
Fonte: NASA
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23/12/2008 - La NASA sceglie SpaceX ed Orbital per portare rifornimenti alla ISS - La NASA ha firmato due contratti, uno alla Orbital Sciences di Dulles, Virginia e l'altro alla Space Exploration Technologies (SpaceX) di Hawthorne, California, per il servizio commerciale di trasporto di rifornimenti (COTS) - alla Stazione Spaziale Internazionale. Al momento del contratto la NASA ha ordinato otto voli valutati in circa 1,9 miliardi di dollari alla Orbital e 12 voli, valutati circa 1,6 miliardi di dollari, alla SpaceX. Questi sono i prezzi fissati, senza limiti di carico e quantità, che inizieranno dal 1° gennaio 2009 e proseguiranno fino al 31 dicembre 2016. Il contratto fissa un minimo di 20 tonnellate di cargo totali da portare alla stazione spaziale. I contratti inoltre includono anche servizi di rifornimento non standard ed includono analisi e speciali compiti che il governo potrebbe determinare come necessari. La NASA ha determinato punti ben precisi di revisione dei contratti per monitorare i progressi verso l'inizio del servizio. Il valore potenziale massimo di ogni contratto era di 3,1 miliardi di dollari . Basandosi sulle richieste conosciute il valore di entrambi i contratti combinati è previsto in 3,5 miliardi di dollari. Questi accordi permetteranno alla NASA di procurarsi servizi di carico di materiale utilizzando vettori commerciali dopo il ritiro dello Space Shuttle previsto nel 2010.
La SpaceX utilizzerà la sua capsula Dragon lanciata da un vettore
Falcon 9 mentre la Orbital la
Fonte: NASA
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23/12/2008 -
La Cina lancia nuovo satellite meteo - La Cina ha lanciato il suo terzo satellite
meteorologico geostazionario, il Fengyun-2-06. Il satellite è stato lanciato con un vettore Lunga Marcia 3A dallo Xichang Satellite Launch Center, nel sudovest della Provincia di Sichuan alle 8.54 a.m. ora di Pechino (le 1.54 ora italiana). Il satellite è entrato regolarmente in orbita 24 minuti più tardi. Fengyun-2-06 pesa 1.390 kg ed è stato sviluppato dalla hanghai Academy of Spaceflight Technology affiliata con la China Aerospace Science and Technology Corporation, è capace di
acquisire dati della superficie, degli oceani e dello spazio per la China Meteorological Administration (CMA). I suoi predecessori, Fengyun-2-04 e -05, furono lanciati
rispettivamente nel 2004 e nel 2005. Il Fengyun-2-06 diventerà il successore di questa serie di satelliti incrementando la possibilità di giocare un importante ruolo nelle previsioni meteorologiche per la Cina ed i Paesi vicini e nella riduzione dei disastri, ha affermato la CMA. Questo satellite inoltre
aumenterà la cooperazione della Cina con le organizzazioni meteorologiche internazionali. Il lancio è stato il
116° della serie Lunga Marcia fin dall'aprile del 1970 che, con il Lunga Marcia 1 immise in orbita il primo satellite cinese, il Dongfanghong-1.
Nell'immagine (Credit: Xinhua/Li Gang Photo), il razzo vettore Lunga
Marcia 3A che vola verso lo spazio con a bordo il nuovo satellite
geostazionario meteorologico Fengyun-2-06.
Fonte: Xinhuanet.com
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20/12/2008 - Ariane 5 completa la sua sesta missione del 2008 - Arianespace ha completato oggi la quinta missione di un Ariane 5 con altri due satelliti per telecomunicazioni di Eutelsat messi regolarmente in orbita. Il vettore Ariane 5-ECA è decollato dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese, alle 7.23 p.m. locali (le 23.23 ora italiana) ed ha deposto Hot Bird 9 e W2M regolarmente in orbita 32 minuti dopo. Le prestazioni del lancio di oggi hanno raggiunto gli 8.340 kg per il peso combinato dei due satelliti di Eutelsat. Il lancio di oggi è stato il ventottesimo consecutivo di successo per il vettore Ariane 5. Hot Bird 2 era piazzato sulla parte superiore della struttura doppia di lancio ed il suo rilascio è avvenuto a 28 minuti dal lancio. Il satellite, stato costruito dalla EADS
Astrium, è fornito di 64 trasmettitori in banda Ku per poter irradiare canali televisivi tradizionali ed in Alta definizione. Hot Bird 9 verrà posizionato su un'orbita geostazionaria a 13 gradi Est coprendo così tutta l'Europa, il Nord Africa ed il Medio Oriente. il satellite W2M è stato costruito in collaborazione europea-indiana dalla EADS Astrium e dalla ANTRIX (il settore commerciale della Indian Space Research Organisation). il satellite è stato rilasciato 32 minuti dopo il lancio e verrà posizionato a 16 gradi Est e fornirà servizi televisivi e radio per la Eutelsat. Il prossimo volo di un Ariane 5 è previsto per il 12 febbraio con ancora due satelliti, Hot Bird 10 e NSS-9.
Fonte: Arianespace
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18/12/2008
- L'equipaggio della ISS ricorda il 40° anniversario del primo
viaggio umano verso la Luna - L'equipaggio della Stazione
Spaziale Internazionale, in preparazione del ritorno della NASA sulla
Luna, ha ricordato i primi uomini che fecero quel viaggio, 40 anni fa,
con uno speciale messaggio. Il Comandante di Spedizione 18, Mike Finke
e gli Ingegneri di Volo Sandy Magnus e Yury Lonchakov renderanno
omaggio con un video a quel intrepido viaggio del dicembre 1968. Il
video verrà trasmesso alle 11 a.m. CST (le 18.00 ora italiana) di
venerdì 19 dicembre dal canale NASA Television come parte dei video giornalieri.
Gli astronauti di Apollo 8, Frank Borman, Jim Lovell e Bill Anders
volarono verso lo spazio a bordo del primo Saturno 5 il 21 dicembre
1968. Essi divennero i primi uomini a circumnavigare la Luna il 24
dicembre 1968 e tornarono felicemente sulla Terra tre giorni dopo. La
missione dimostrò l'abilità del Saturno 5 e del modulo di comando e
di servizio dell'Apollo di viaggiare per 400.000 km dalla Terra alla
Luna e spianarono la strada per il primo allunaggio che sarebbe
avvenuto sei mesi più tardi. Nella foto (Credit: NASA - S68-55997)
L'equipaggio di Apollo 8 mentre esce dall'edificio Manned Spacecraft
Operations e diretto verso la rampa durante il conto alla rovescia per
il lancio.
Fonte: NASA
- Se vuoi assistere al video http://www.nasa.gov/ntv
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17/12/2008 - La NASA propone la vendita delle navette spaziali per esposizioni - La NASA ha oggi emesso una Richiesta di Informazioni (RFI) per istituzioni educative, musei della scienza ed altre organizzazioni appropriate che abbiano la possibilità di acquisire e mettere in mostra le navette spaziali ed i motori principali degli orbiter dopo la conclusione del Programma Space Shuttle. Sponsorizzato dall'ufficio NASA delle Infrastrutture la richiesta è indirizzata a quelle organizzazioni che possiedono la capacità di esporre a scopo educativo hardware spaziale che siano riconosciuti come
artefatti di interesse storico. La NASA utilizzerà le informazioni raccolte con questa RFI per sviluppare le opportune strategie per piazzare due orbiter e un minimo di sei motori SSME
(Space Shuttle Main Engine) in appositi kit espositivi. L'obiettivo principale di questa operazione è quello di raccogliere una larga varietà di punti di vista da queste organizzazioni che possono essere capaci di esporre una navetta spaziale ed i suoi motori e calcolare così un costo di preparazione dell'hardware per la preparazione ed il trasporto alla sua destinazione finale. La RFI inoltre richiede che vengano proposte idee su come utilizzare al meglio questa opportunità nell'ottica dell'interesse nazionale nell'ispirare il pubblico, ed in particolar modi gli studenti, sull'argomento. Le organizzazioni interessate che vogliono rispondere a questa RFI devono dare il loro imput alla NASA entro il 17 marzo 2009. Al momento al Museo della Scienza di Washington è esposta la navetta spaziale Enterprise che venne utilizzata per i test atmosferici.
Fonte: NASA
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16/12/2008 - Satellite Yaogan 5 lanciato dalla Cina - Un nuovo satellite di sorveglianza, lo Yaogan 5, è stato lanciato dal Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan, nella provincia di Shanxi, nel nord della Cina. Il satellite è stato lanciato a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 4B. Si è trattato del 115° lancio cinese della serie Lunga Marcia, il 73° consecutivo di successo. Il satellite è stato sviluppato dalla China Academy of Space Technology e sarà utilizzato il controllo delle risorse terrestri, sorveglianza ambientale, prevenzione e monitoraggio dei disastri ed anche per esperimenti scientifici. Il precedente satellite di questo tipo, il Yaogan 4, era stato lanciato lo scorso primo dicembre.
Fonte: CCTV
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16/12/2008
- Asi e Difesa insieme per il Broglio Space Center -
Oggi alle ore 10:00, presso la sala Madonna di Loreto di Palazzo
Aeronautica a Roma, i rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Italiana
(ASI) e dell’Aeronautica Militare hanno firmato l’accordo
esecutivo per la cooperazione nell’ambito delle attività poste in
essere dall’ASI nel Progetto San Marco, volte alla valorizzazione
strategica del centro spaziale "Luigi Broglio" ubicato in
Kenya presso la località di Malindi. La firma dell’accordo è stata
approvata dal Ministro della Difesa, anche sulla scorta dei risultati
conseguiti in precedenti cooperazioni nel settore Spazio come il
progetto satellitare “Cosmo Sky Med”. Un’iniziativa che ha
consentito una ottimale gestione delle risorse e importanti ritorni
nel settore dello sviluppo e della ricerca spaziale, seguendo il
concetto di presenza “duale”, civile e militare, nello spazio. L’accordo
firmato dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare,
Generale di Squadra Aerea Daniele Tei, e dal Commissario Straordinario
ASI Enrico Saggese, prevede una cooperazione sotto il punto di vista
operativo e programmatico. In particolare, sotto il punto di vista
operativo, l’Aeronautica, dal 2009, invierà in Kenya personale
altamente qualificato, ingegneri spaziali e specialisti nella gestione
di reti informatiche, che coopererà con il personale dell’ASI e
dell’Università La Sapienza di Roma, fornendo supporto e assistenza
alle operazioni satellitari. L’ASI provvederà alla qualificazione e
all’addestramento specifico del personale messo a disposizione
dall’Aeronautica per il suo impiego nella gestione del Progetto San
Marco relativamente al funzionamento delle stazioni di TT&C (Telemetry
Tracking & Control), di telerilevamento e per le attività
inerenti al Progetto San Marco. Sotto l’aspetto programmatico
l’Aeronautica Militare e l’ASI costituiranno un comitato di
coordinamento e un gruppo di lavoro specialistico che avrà il compito
di pianificare l’impiego delle risorse e valutare le attività del
Progetto San Marco. La base di Malindi, grazie alla sua posizione
equatoriale, rappresenta un punto strategico e privilegiato nello
scambio di dati con i satelliti. L’Aeronautica
Militare ha collaborato alle attività di conduzione e gestione del
“Progetto San Marco” in Kenya fin dal 1964. Nel 1988, dopo aver
conseguito importanti successi, come il traguardo di terzo Paese al
mondo a lanciare un satellite artificiale dopo USA e Unione Sovietica,
l’Aeronautica lascia il poligono di Malindi. Lo stesso verrà
gestito, fino al 2004, dall’Università La Sapienza di Roma. Dal
2004 l’ASI assume la gestione del Progetto San Marco e implementa le
attività già presenti allargando lo specchio di attività con
l’assistenza a satelliti italiani e statunitensi e, recentemente,
fornendo un fondamentale supporto all’agenzia spaziale cinese in
occasione del lancio del primo takionauta. Nella foto (Credit:
Swift.psu.edu) l'antenna del Broglio Space Center a Malindi in Kenia.
Fonte: ASI
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12/12/2008
- Endeavour finalmente a casa - Dopo un viaggio durato
tre giorni ed iniziato in California lo speciale Boeing 747 adattato a
trasportare la navetta spaziale della NASA, lo SCA (shuttle carrier
aircraft) ed il suo passeggero sul dorso, l'orbiter Endeavour hanno
atterrato sulla pista dello Shuttle Landing Facility del Centro
Spaziale Kennedy, in Florida alle 2:44 p.m. EST (le 20.44 ora
italiana). Endeavour era atterrato in California lo scorso 30 novembre
al termine della missione STS-126. Il suo ritorno vero il KSC era
iniziato l'8 dicembre ed era durato quattro giorni comprese le soste
per rifornire il 747. L'ultima fermata era stata effettuata alla
Barksdale Air Force Base di Shreveport, La. Le condizioni meteo
avverse nella rotta verso la Florida avevano rinviato l'atterraggio al
Kennedy fino ad oggi. Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) lo SCA
con Endeavour appena prima di toccare la pista della del Shuttle
Landing Facility al Kennedy Space Center.
Fonte: NASA
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11/12/2008 - Proton mette in orbita Ciel 2 - Il primo satellite commerciale di un nuovo operatore canadese di telecomunicazioni, la Canadian Ciel Satellite Group, è stato portato in orbita mercoledì da un razzo vettore russo Proton-M gestito dalla ILS. Il Proton è decollato alle 14.43 ora italiana dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan portando come carico utile il satellite Ciel 2. Dopo circa 9 ore e cinque accensioni dello stadio superiore Breeze M il satellite, pesante 5561 kg, è stato rilasciato su un'orbita di trasferimento geosincrona. Il satellite è stato costruito dalla Thales-Alenia Space sul modello Spacebus-4000C4, è fornito di 32 trasmettitori in banda Ku che possono diffondere diversi servizi compresi segnali televisivi anche in Alta Definizione (HDTV) su tutto il territorio del Nord America e la sua vita operativa prevista è di 15 anni. Il fornitore dei servizi di questo nuovo satellite per la copertura degli USA è la società di trasmissione televisiva DISH Network.
Fonte: CCSG
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10/12/2008 -
La NASA inizia a testare gli specchi del James Webb Telescope - Il primo dei 18 segmenti dello specchio principale che voleranno sul Telescopio Spaziale James Webb della NASA è arrivato questa settimana al Marshall Space Flight Center, di Huntsville, Alabama, per essere testato nelle condizioni di temperature estreme che incontrerà nello spazio. La speciale camera XRCF (X-ray & Cryogenic Facility) al Centro Marshall è la più grande al mondo per testare le ottiche a raggi X in un ambiente raffreddato . Il test criogenico verrà effettuato grazie alla camera raffreddata da circa 2.000 metri cubi di elio che porteranno la temperatura dello specchio del Webb da quella ambiente a -247° centigradi. Mentre lo specchio cambierà la temperatura gli ingegneri misureranno con precisione la stabilità strutturale per assicurare che le specifiche progettate siano operative anche alle temperature estreme dello spazio.
"Per ottenere le migliori prestazioni richieste dobbiamo testare gli specchi nell'XRCF a temperature fredde come lo
spazio." dichiara Helen Cole, responsabile per le attività dello specchio del Telescopio Webb al XRCF,
"Le misurazioni ottiche dei 18 segmenti che formano lo specchio vengono fatte a bassissime temperature e verranno utilizzate per creare specchi che metteranno a fuoco nitidamente nello spazio. Questo ci permetterà di vedere nuove meraviglie del nostro
Universo." Il Telescopio Spaziale James Webb (JWST) della NASA è un telescopio di grandi dimensioni ottimizzato per osservare nell'infrarosso e sarà il principale osservatorio spaziale per la prossima decade. JWST studierà ogni fase della storia del nostro Universo, spaziando dalla prima luce formatesi dopo il Big-Bang, alla formazione di sistemi solari capaci di ospitare la vita su pianeti come la Terra, all'evoluzione dl nostro Sistema Solare. I suoi strumenti sono stati ideati per funzionare principalmente nella banda elettromagnetica dell'infrarosso con alcune capacità nella luce visibile. Il Telescopio Webb ha uno specchio primario di 6,5 metri di diametro composto da 18 segmenti di circa 1,5 metri. La residenza del telescopio si troverà a circa 1 milione e 600 mila km dalla Terra. Il telescopio primario sarà circa 2,5 volte più grande di quello di Hubble (che ha 2,4 metri di diametro) ma il suo peso sarà della metà grazie alla suo composizione in berillio, uno dei metalli più leggeri conosciuti. Il totale dei dettagli osservabili da un telescopio spaziale è direttamente in relazione alle dimensioni dello specchio primario che cattura la luce dell'universo. Una grande area cattura più luce e può vedere più in profondità ed in maggior dettaglio rispetto ad uno specchio più piccolo. Questo è il motivo per il quale lo specchio primario è stato costruito con 18 segmenti per formare un'area totale di circa 25 metri
quadrati una volta che saranno montati tutti assieme. Quello che è unico in questo specchio principale è il fatto che ognuno dei 18 segmenti che lo compongono possono muoversi individualmente in modo da allinearsi come un solo grande specchio. Scienziati ed ingegneri possono inoltre correggere le imperfezioni dopo che il telescopio si troverà nello spazio o nel caso che intervengano dei cambiamenti nello specchio durante la vita operativa della missione. Test di precisione, come questo ciclo al XRCF, forniscono misure dettagliate per fabbricare uno specchio con un'alta risoluzione.
"Questi test agli specchi del JWST iniziano oggi e proseguiranno fino al 2011. Le attrezzature che abbiamo qui forniscono un ambiente nel quale i test possono misurare cambiamenti infinitesimali agli specchi quando essi sono
raffreddati". spiega Jeff Kegley, direttore dei test al XRCF. Il James Webb Space Telescope verrà lanciato nel 2013. Il centro Goddard Space Flight di Greenbelt, Maryland, coordina lo sviluppo del Telescopio Webb. Il JWST è un progetto congiunto di NASA, ESA e Agenzia Spaziale Canadese oltre ad altri paesi.
Nella foto in alto (Credit: NASA) il primo dei 18 specchi che
compongono il primario viene maneggiato dai dipendenti della Axsys, la
ditta costruttrice mentre nell'illustrazione a destra (Credit: NASA)
il confronto fra gli specchi primari di Hubble e JWST.
Fonte: NASA
HQ
Ulteriori notizie sul JWST: http://jwst.gsfc.nasa.gov
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08/12/2008 - La NASA assegna gli equipaggi per STS-130 e STS-131 - La NASA ha assegnato gli equipaggi per le future missioni della navetta spaziale STS-130 e STS-131. La missione STS-130 porterà il terzo modulo di connessione alla Stazione Spaziale Internazionale e la cupola fornita di sette finestre che verrà utilizzata come sala controllo per la robotica. La missione STS-131 invece consegnerà attrezzature scientifiche, una nuova area per il riposo e rifornimenti per la stazione contenuti all'interno del modulo logistico posto all'interno del vano di carico della navetta. Il Colonnello dei Marines George Zamka sarà il Comandante di Endeavour per STS-130, il cui lancio è previsto a dicembre 2009. Il Colonnello dell'Air Force Terry Virts Jr. sarà il Pilota mentre gli Specialisti di Missione saranno il Tenente Colonnello dell'Air Force Robert Behnken, Nicholas Patrick, Kathryn Hire e Stephen Robinson. Virts è al suo primo volo nello spazio. Il Capitano della Navy, Alan Pointdexter sarà il Comandante della navetta Atlantis per la missione STS-131, il cui lancio è previsto per febbraio 2010. Il Tenente Colonnello dell'Air Force James P. Dutton Jr. sarà il Pilota mentre gli Specialisti di Missione Rick Mastracchio, Clayton Anderson, Dorothy Metcalf-Lindenburger, Stephanie Wilson e l'astronauta della JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), Naoko Yamazaki. Dutton, Metcalf-Lindenburger e Yamazaki sono tutti alla loro prima missione nello spazio.
Fonte: NASA
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04/12/2008 -
La prossima missione della NASA su Marte posticipata al 2011 - Il Mars Science Laboratory (MSL) della NASA verrà lanciato due anni dopo quanto previsto inizialmente, e quindi nell'autunno del 2011. La missione invierà un rover di nuova generazione con apparecchiature senza precedenti per studiare la storia iniziale dell'ambiente di Marte. La data di lancio prevista per ottobre 2009 non è più possibile a causa delle molteplici sfide tecnologiche e test che devono essere effettuati per assicurare il successo della missione. La finestra di lancio per il 2009 terminava a fine ottobre. La posizione relativa fra le Terra e Marte permette voli favorevoli verso il pianeta rosso solo per alcune settimane ogni due anni e la prossima opportunità di lancio dopo il 2009 è appunto il 2011.
"Non abbiamo scelto di abbassare gli standard per le prove di un sistema di volo così complesso e così
abbiamo scelto più responsabilmente l'opzione di cambiare la data di
lancio," ha dichiarato Doug McCuistion, direttore del Mars Exploration Program al Quartier Generale della NASA a Washington.
"D'altro canto questo rinvio aumenterà il costo della missione ma, raggiunto questo punto, non era possibile condensare il programma ulteriormente senza compromettere dei test
vitali." La squadra del Mars Science Laboratory aveva recentemente fatto un punto dei progressi eseguiti nei tre mesi passati. Il risultato di questa revisione a portato al cambiamento della data di lancio.
"Nonostante il duro lavoro ed i turni multipli delle squadre dedicate, i progressi, nelle scorse settimane, non sono stati abbastanza rapidi nel risolvere le sfide tecniche e l'integrazione delle apparecchiature,
" ha confermato Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory della NASA in Pasadena, California.
"La via giusta per il successo della missione è lanciare nel
2011." Il rover è una delle più grandi sfide tecnologiche in missioni interplanetarie mai progettato. MSL utilizza nuove tecnologie per aggiustare il suo volo mentre discende nell'atmosfera di Marte, e per deporre il rover sulla superficie calandolo con un cavo dallo stadio di discesa in volo sospeso. Strumenti nati da ricerche avanzate hanno portato ad un aumento di massa del carico scientifico 10 volte superiore a quello dei rover Spirit ed Opportunity della NASA. Il MSL è progettato per percorrere distanze più lunghe di quelle dei precedenti rover ed impiega un nuovo sistema propulsivo per la superficie. Rigorosi controlli dei componenti e dei sistemi sono essenziali per sviluppare una missione così complicata e prepararla al lancio. Prove effettuare nelle fasi intermedie e di sviluppo hanno portato alla decisione di ri-progettare componenti chiave della sonda.
"Costi e programmazione sono presi molto seriamente in ogni missione
scientifica," ribadisce Ed Weiler, amministratore associato della NASA per il Science Mission Directorate.
"Sebbene, quando tutto questo è adempiuto, il risultato è il successo della
missione." La missione MSL esplorerà il sito su Marte dove, con immagini prese dalle sonde orbitali della NASA, vi sono indicazioni di umidità nel passato. Quattro luoghi di atterraggio sono fra i candidati sotto osservazione. Il rover cercherà prove di un antico ambiente marziano con condizioni più favorevoli per supportare la vita microbiologica e preserverà le prove se questa vita è mai esistita li. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA gestisce la missione MSL su incarico dello Science Mission Directorate.
Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) MSL sulla superficie
marziana.
Fonte: NASA
Sito della missione: NASA/JPL
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02/12/2008 - Nuovo satellite militare russo in orbita - La Russia ha lanciato un nuovo satellite militare da ricognizione martedì mattina in un'orbita fortemente ellittica dalla sua base spaziale posta più a nord del paese, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa . Il lancio è avvenuto alle 6 del mattino, ora italiana, dal complesso 16, rampa 2 del Cosmodromo di Plesetsk nel lontano nord della Russia. Il vettore a 4 stadi Molniya-M ha raggiunto la sua orbita prevista circa un'ora dopo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa
Itar-Tass. Il vettore Molniya-M è una versione modificata del Soyuz, e può facilmente trasportare in orbita un satellite da primo allarme classe
Oko, per captare i lanci missilistici U.S.A.. I satelliti classe Oko girano attorno alla Terra con un'orbita ellittica con un punto più lontano a circa 40.000 km dalla superficie del pianeta. Il carico utile del lancio di oggi è stato ribattezzato Kosmos 2446 secondo il sistema militare russo di nomenclatura dei satelliti. Il vettore Molniya faceva parte dell'arsenale militare russo ed con il lancio di oggi si è esaurito la scorta disponibile. Questo vettore ha volato 225 volte fin dal suo debutto nel 1964. La Russia aveva già annunciato in precedenza che tutti i voli militari futuri utilizzeranno i razzi Soyuz.
Fonte: Itar-Tass
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01/12/2008 - La NASA cessa l'ascolto di Phoenix - Dopo quasi un mese di controlli giornalieri per determinare se la sonda marziana della NASA Phoenix Mars Lander fosse capace di comunicare ancora, l'agenzia spaziale ha deciso di terminare i tentativi delle sonde orbitali di contattare il lander in attesa di una possibile risposta. Come previsto la riduzione della luce solare ha lasciato le celle solari di Phoenix senza l'energia necessaria per ricaricare le batterie di bordo. L'ultima comunicazione ricevuta da Phoenix rimane un breve segnale ricevuto dalla sonda Mars Odyssey lo scorso 2 novembre. Il lander Phoenix ha funzionato per altri due mesi dopo la missione originaria prevista, della durata di tre mesi. Ricordiamo che Phoenix era atterrato nelle pianure artiche di Marte lo scorso 25 maggio. "la variabilità delle condizioni meteo di Marte ha contribuito alla perdita di comunicazioni ed ora speriamo in un'altra variazione nel meteo che ci dia l'opportunità di contattare il lander ancora," ha affermato Chris Lewicki, Mission Manager della missione Phoenix al JPL della NASA. La conclusione dei tentativi di ascolto di Phoenix da parte delle sonde orbitali Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter era stata già programmata con l'inizio della congiunzione solare, quando le comunicazioni fra la Terra e le astronavi in orbita marziana sarebbero comunque state ridotte al minimo per alcune
settimane. Infatti questo periodo, quando il Sole è molto vicino alla linea immaginaria che congiunge la Terra e Marte, è già iniziato e si concluderà a metà dicembre. L'ultimo tentativo di ascolto dei segnali provenienti da Phoenix è stato fatto lo scorso 29 novembre quando l'orbiter Odyssey è transitato sopra la zona di atterraggio. Questo ultimo tentativo era già stato previsto settimane prima per confermare il destino del lander e coincideva con l'inizio della congiunzione solare. La congiunzione solare inoltre coincide con l'inizio del periodo più freddo per la zona polare artica di Marte ed il declino del Sole sull'orizzonte del sito di atterraggio ha cancellato ogni speranza di ascoltare Phoenix.
Fonte: NASA
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01/12/2008 - Cina mette in orbita satellite di rilevamento terrestre - La Cina ha lanciato nello spazio il satellite per telerilevamento "Yaogan IV", con un razzo vettore Long March-2D alle 12.42 locali, dal Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan, nella provincia a nordovest di Gansu. Il satellite sarà utilizzato per scopi scientifici, sorveglianza del territorio, stima della crescita dei raccolti e prevenzione disastri naturali ed
assistenza in caso che essi avvengano, secondo quanto dichiarato dal ripartimento che lo ha sviluppato , la China Academy of Space Technology. Il suo predecesore "Yaogan III" venne lanciato dal Centro Lancio Satelliti di Taiyuan nel nord della provincia di Shanxi il 12 novembre 2007. Lo "Yaogan I" venne lanciato sempre da Taiyuan il 27 aprile 2006 e lo "Yaogan II" da Jiuquan il 25 maggio 2007. Quello di oggi è stato il 113° lancio di un vettore della serie Lunga Marcia.
Fonte: CNSA/CAST
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30/11/2008
- Conclusa regolarmente la missione STS-126 - Si è
conclusa felicemente sulla pista della base aerea di Edwards in
California la missione STS-126
della navetta spaziale americana Endeavour. Dopo quasi 16 giorni nello
spazio i sette astronauti: il Comandante Chris Ferguson, il Pilota Eric Boe,
gli Specialisti di Missione Don Pettit, Heidemarie Stefanyshyn-Piper, Stephen Bowen,
Robert "Shane" Kimbrough e Greg Chamitoff sono tornati oggi sulla
Terra. La navetta ha toccato la pista di Edwards alle 22.25 ora
italiana dopo che i primi due tentativi di atterraggio al Kennedy
Space Center in Florida erano stati annullati per il maltempo che
imperversava sulla costa est degli Stati Uniti. La STS-126 era la
124° missione spaziale delle navette e il 27° volo di costruzione e
manutenzione dedicato alla Stazione
Spaziale Internazionale.
Durante la missione Endeavour ha trascorso oltre 11 giorni alla Stazione Spaziale Internazionale. Ha consegnato materiale per ampliare l'equipaggio permanente da tre a sei membri. Durante quattro attività extraveicolari gli astronauti di Endeavour hanno ripulito, lubrificato ed installato nuovi cuscinetti nel giunto di rotazione alfa del traliccio destro. Inoltre la missione ha portato l'Ingegnere di Volo di
Spedizione 18 Sandra Magnus sulla stazione a sostituire Chamitoff che si trovava sulla ISS da sei mesi.
La prossima missione shuttle è prevista per il 12 febbraio 2009 con
la navetta Discovery STS-119.
Maggiori informazioni sulla
missione e foto alla nostra pagina dedicata alla missione STS-126.
Nella foto (Credit: NASA/Tom Tschida) il momento in cui le ruote del
carrello di Endeavour toccano la pista di Edwards.
Fonte: NASA
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26/11/2008 - Nuovo cargo Progress lanciato verso la ISS - Oggi, alle 15.38 ora di Mosca (le 13.38 ora italiana), un vettore Soyuz-U è stato lanciato dalla rampa 1 del
Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, dando così il via alla missione del veicolo automatico Progress M-01M diretto alla Stazione Spaziale Internazionale. L'attracco del Progress M-01M alla ISS è previsto per il 30 novembre prossimo, alle 15.23 ora di Mosca (le 13.23 ora italiana). A bordo si trovano 2.626 kg di rifornimenti suddivisi fra 1.322 materiali all'interno della capsula (pezzi di ricambio, materiali di consumo, cibo, acqua ecc. ecc.) e 1.304 fra combustibile e ossigeno per l'equipaggio. Questa è una versione aggiornata nell'avionica del veicolo cargo che permette, a costo di un tempo maggiore nel raggiungere la ISS (quattro giorni contro i due della versione precedente), permette un incremento del carico trasportato. AGGIORNAMENTO:
il Progress è attraccato regolarmente il 30 novembre alla ISS (modulo
Pirs) alle 13.29 ora italiana dopo che nelle ultime fasi erano stati
presi i comandi manuali dall'Ingegnere di Volo di Spedizione 18 Yury
Lonchakov.
Fonte: RSA (Russian Space Agency -
Roscomos)
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24/11/2008 -
Falcon 9 esegue prima accensione completa - La SpaceX ha condotto con successo la prima accensione completa del primo stadio del suo vettore Falcon 9 al McGregor Test Facility in Texas, lo scorso 22 novembre. Per il test statico il primo stadio era fissato ad
un apposito traliccio verticale quando ha funzionato per 178 secondi, simulando una salita del gigantesco razzo dalla Terra verso l'orbita. A piena potenza il razzo genera circa 342 tonnellate di spinta al livello del mare. Nel vuoto la spinta aumenta a circa 400 tonnellate equivalenti alla massima potenza di 4 Jumbo 747. Il test ha consumato oltre 200 tonnellate di propellente. Tutti e nove i motori Merlin 1C hanno funzionato per 160 secondi, poi due sono stati spenti per limitare l'accelerazione ed i rimanenti sette hanno continuato a funzionare per altri 18 secondi, proprio come sarebbe successo in una tipica missione reale. Il test valida la scelta di SpaceX di utilizzare nove motori al primo stadio e l'abilità di spegnerne alcuni senza complicazioni per i restanti. Questo dimostra la possibilità di Falcon 9 di perdere il funzionamento di alcuni motori e comunque di completare la missione, proprio come un aereo di linea è costruito per essere sicuro anche con la perdita di un motore. Proprio come quelli di un aereo i motori del Falcon 9 sono costruiti in uno scudo protettivo che assicura che le fiamme o la perdita distruttiva di un motore non abbia effetti sul resto del veicolo. Il Falcon 9 sarà il primo razzo, fin dal Saturno V e I, ad avere la capacità di perdere un motore e di completare comunque la missione senza perdere equipaggio e carico. Elon Musk, fondatore della SpaceX, ha dichiarato
"Il test completo ci apre la strada al primo lancio di un Falcon 9, previsto nel 2009 da Cape
Canaveral".
Nell'a foto (Credit :SpaceX) il momento del test di tutti e nove i
motori del primo stadio del Falcon 9.
Fonte: SpaceX
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24/11/2008
- La NASA si prepara per la missione Juno diretta a Giove
- La NASA ha iniziato a muoversi ufficialmente per una missione senza
precedenti per lo studio in profondità del pianeta Giove. Chiamata
Juno (Giunone, la sorella del dio Giove), la missione sarà la prima
nella quale una sonda verrà piazzata in un'orbita polare altamente
ellittica attorno al pianeta gigante per comprenderne la sua
formazione, l'evoluzione e la struttura. Coperto dalla sua spessa
coltre di nubi, Giove mantiene celati i suoi segreti sui processi
fondamentali e le condizioni che governano il nostro Sistema Solare.
"Giove è l'archetipo dei pianeti giganti nel nostro Sistema
Solare e si è formato molto presto, catturando la maggior parte del
materiale che ruotava attorno al Sole appena formato," spiega
Scott Bolton, del Southwest Research Institute in San Antonio, uno
degli scienziati a capo del progetto Juno. "A differenza della
Terra, la massa gigantesca del pianeta permette i vedere la sua
composizione originale, fornendoci il modo di tracciare la storia del
Sistema Solare". La sonda verrà lanciata a bordo di un razzo
vettore Atlas da Cape Canaveral, in Florida, nell'agosto del 2011 e
raggiungerà Giove nel 2016. La sonda orbiterà attorno al pianeta 32
volte sorvolando la sommità delle nubi a circa 4.800 km di altezza
per circa un anno. La missione sarà la prima fornita di pannelli
solari per la produzione dell'energia elettrica in una sonda che
opererà così lontano dal Sole. "Giove si trova a circa 644
milioni di km dal Sole, cinque volte più lontano che la Terra,"
prosegue Bolton. "Juno è stato ideato per essere estremamente
efficiente nel campo energetico," La sonda utilizzerà una
macchina fotografica e nove strumenti scientifici per studiare il
mondo nascosto sotto le colorate nubi di Giove. La varietà di
strumenti scientifici a bordo indagherà sull'esistenza di un nucleo
di roccia e ghiaccio, il suo intenso campo magnetico, le nubi di acqua
ed ammoniaca nelle profondità dell'atmosfera ed esplorerà le sue
aurore boreali. La missione è guidata dal JPL (Jet Propulsion
Laboratory) della NASA, di Pasadena, California. La Lockheed Martin di
Denver costruirà la sonda e l'ASI (Agenzia Spaziale Europea)
contribuirà con uno spettrometro infrarosso e con parte degli
esperimenti scientifici radio. Nell'illustrazione (Credit: NASA) la
sonda in avvicinamento a Giove.
Fonte: NASA
(estratto) - visita la Juno Mission
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21/11/2008 -
De Winne sarà il primo europeo a diventare Comandante della ISS e anche Nespoli sulla stazione nel 2010 -
Frank De Winne, belga, volerà sulla stazione su una capsula Soyuz nel maggio 2009 assieme al cosmonauta russo Roman Romanenko e l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese Robert Thirsk, per portare il numero totale di equipaggio sulla ISS a sei per la prima volta. Per i primi quattro mesi De Winne sarà l'Ingegnere di Volo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) come membro di Spedizione 20. Con la rotazione da tre a sei membri di equipaggio prevista per ottobre, De Winne diventerà il Comandante di Spedizione 21 fino al suo ritorno sulla Terra nel novembre 2009, prendendo la responsabilità dal Comandante di Spedizione 20 Gennady Padalka. De Winne è stato nominato per servire come Comandante della ISS dal Multilateral Crew Operations Panel del programma ISS. Come Comandante della ISS De Winne sara responsabile, fra le altre cose, della conduzione delle operazioni sulla stazione, direzione delle attività dei membri dell'equipaggio come una singola squadra integrata e per la sicurezza dell'equipaggio e per la protezione degli elementi, equipaggiamenti e carichi utili della ISS. Inoltre Frank De Winne sarà il principale operatore del braccio robotico giapponese e sarà uno dei due astronauti che agganceranno il veicolo cargo giapponese HTV-1
utilizzando il braccio robotico della stazione quando HTV-1 arriverà nell'autunno del prossimo anno. Questo è il secondo volo spaziale per De Winne dopo che nel 2002 aveva preso parte alla missione Odissea come Ingegnere di Volo della nuova Soyuz TMA. "Questa è un'altra simbolica prima volta per l'Europa," dice il Direttore del Volo Umano dell'ESA, l'italiana Simonetta di Pippo. "E' un giorno di orgoglio per l'Agenzia e chiaramente dimostra che il programma ISS ed i suoi partner internazionali onorano la professionalità e le capacità dei nostra astronauti dell'ESA. Inoltre riflette il ruolo importante che riveste l'Europa nel volo spaziale umano ed esplorativo dopo il grande successo di Columbus e ATV nella prima parte dell'anno e promette bene per i programmi futuri." Anche la successiva missione europea a lungo termine è stata confermata. L'astronauta italiano dell'ESA Paolo Nespoli assumerà il ruolo di Ingegnere di Volo di Spedizione 26 e 27. Il suo lancio è previsto per il novembre 2010 ed il suo ritorno sulla Terra dopo sei mesi, nel maggio 2011. Questa sarà la seconda missione nello spazio per Nespoli. Nell'ottobre dell'anno scorso Nespoli ha volato sulla missione della navetta spaziale STS-120 che ha portato il Nodo 2, costruito dall'ESA, alla ISS. Il Nodo 2, conosciuto anche come
Harmony, è il modulo di interconnessione con il laboratorio spaziale Europeo Columbus che è stato agganciato a febbraio di questo anno.
Nella foto (Credit: ESA) Frank De Winne, a sinistra, e Paolo Nespoli a
destra.
Fonte: ESA
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20/11/2008 - La
ISS compie 10 anni - Le nazioni attorno al mondo si sono unite
assieme per ricordare e celebrare la ricorrenza, che cade in questa
settimana, del decimo anno dall'inizio della costruzione di un
laboratorio scientifico unico, la Stazione Spaziale Internazionale. Al
momento la più grande astronave mai costruita, la sua costruzione
iniziò con il lancio dal Kazakhstan del primo componente grande
quanto un autobus, il modulo Zarya, il 20 novembre 1998. Il lancio
segnò l'inizio di un progetto di costruzione in collaborazione
internazionale senza precedenti per complessità e sofisticazione. Se
vuoi sapere tutto della ISS vai
alla nostra sezione del sito e troverai tutti i dettagli, la sua
costruzione, le missioni, i moduli e gli equipaggi che l'hanno abitata
continuativamente dal 2000 ad oggi.
Fonte: NASA
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20/11/2008 -
Testato con successo il primo motore di aborto al lancio per Orion - Le fiamme si sono alzate per oltre trenta metri in un positivo test a terra, della durata di5,5
secondi di un motore di aborto al lancio per l'astronave di prossima generazione, il veicolo di esplorazione per equipaggio Orion. La NASA e la squadra di industrie che costruisce Orion hanno condotto il test alla sede della Alliant Techsystems, o ATK, di Promontory, nello Utah. Il motore di aborto fornisce una spinta di 200 tonnellate per sollevare il modulo dell'equipaggio dal razzo Ares I, portando gli astronauti in salvo nel caso di un emergenza alla rampa di lancio o durante i primi 100 chilometri mentre il vettore sale verso l'orbita. L'accensione di giovedì è stata la prima di un motore con flusso della propulsione inverse testato in questa scala. Si tratta anche del primo test di questo tipo fin dall'inizio del programma Apollo. "Questa è una pietra miliare che porta il Programma Constellation un passo più vicino al completamento del veicolo Orion che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 ed il ritorno dell'uomo sulla Luna nel 2020." ha affermato Mark Geyer, direttore del progetto Orion al Centro Spaziale Johnson della NASA a Houston, Texas. "Il motore di aborto al lancio deve essere pronto per operare in molte differenti condizioni ambientali, e test come questo sono critici per assicurare la sicurezza e la protezione dei nostri astronauti." Il test di accensione di giovedì è il culmine di tutta una serie di prove di motori e componenti condotti questo anno in preparazione dell'importante passo successivo, un test previsto per la primavera del 2009 con un modello in scala reale della capsula Orion. Il banco di prova per il motore di aborto è alto circa 6 metri ed uno di diametro. Durante
l'accensione di giovedì il motore era fissato al banco prova in verticale con i suoi quattro ugelli che puntavano verso il cielo nel complesso della ATK. All'accensione il motore di aborto ha funzionato per 5,5 secondi. L'alto impulso del motore è stato sviluppato per consumare la maggior parte del propellente nei primi tre secondi, scatenando una potenza di circa 200 tonnellate di spinta necessarie per espellere la capsula lontano dal veicolo di lancio
di emergenza. Sebbene simile al motore di aborto del programma Apollo, questo di Orion incorpora le tecnologie odierne ed un più robusto design. Il motore di aborto al lancio utilizza un corpo costruito con materiali in composito e un flusso della fiamma inverso invece di una torre, portando ad un risparmio di peso e migliori performance e sicurezza della sopravvivenza dell'equipaggio in caso di un aborto al lancio. Invece di avere un getto di scarico che fuoriesce dalla parte inferiore il combustibile solido è piazzato in basso rispetto agli ugelli. Il flusso quindi sale verso l'alto e viene piegato di 155° e forzato nei quattro ugelli creando la spinta verso l'alto. Per poter provare questa nuova tecnologia sono stati eseguiti tutta una serie di test prima di procedere con quello a dimensioni reali. Le prime prove hanno riguardato cinque test di accensione in scala minore per validare la tecnologia del flusso inverso, poi è stata fatta una prova di integrità strutturale del corpo del motore, un test di ignizione e controlli di sorveglianza durante la preparazione chimica del combustibile solido per raggiungere le prestazioni richieste. La ATK è responsabile del sub-appalto del motore di aborto al lancio all'interno del Progetto Orion della NASA. La Orbital Sciences Corporation di Dulles, Virginia, è responsabile per l'integrazione del sistema di aborto al lancio (LAS) nel veicolo per la Lockheed Martin Corporation di Denver, principale appaltatore di Orion. L'ufficio responsabile per Programma Orion si trova al Johnson Space Center della NASA di Houston e riceve supporto tecnico e logistico per il Launch Abort System
dal Centro di Ricerca Langley della NASA di Hampton, Virginia e dal Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA di Huntsville, Alabama.
Nella foto (Credit: NASA) il test del LAS.
Fonte: NASA
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15/11/2008 - Lanciata
con successo la missione STS-126 Endeavour - La navetta
spaziale Endeavour STS-126
ed i suoi sette membri dell'equipaggio è decollata dal Kennedy Space
Center della NASA alle 7.55 p.m. EST di venerdì (le 1.55 ora italiana
di sabato) per una missione destinata a riparare e rimodellare la Stazione
Spaziale Internazionale. La missione di Endeavour trasporta nello
spazio circa 12.800 kg di materiale comprendente rifornimenti ed
equipaggiamenti necessari per raddoppiare la presenza dell'equipaggio
permanente da tre a sei membri dalla primavera del 2009. Il nuovo
carico per la stazione include nuovi posti letto, una seconda toilet,
un sistema di riciclaggio dell'acqua e strumenti per esercizi fisici.
Le quattro attività extraveicolari previste sono soprattutto
concentrate sulla riparazione dei due giunti dei tralicci che permettono
la rotazione dei pannelli solari. Il SARJ di destra è utilizzato in
modo ridotto fin dal settembre 2007. Maggiori informazioni sulla
missione e foto alla nostra pagina dedicata alla missione STS-126.
Fonte: NASA
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14/11/2008
- L'India piazza la sua prima bandiera sulla Luna -
Durante uno storico evento oggi il programma spaziale indiano ha
piazzato il tricolore indiano sulla superficie della Luna durante il
compleanno di Pandit Jawaharlal Nehru. La bandiera dell'India era
dipinta sul lato del Moon Impact Probe (MIP), uno degli undici carichi
scientifici a bordo della sonda Chandrayaan-1. Il MIP ha colpito la
superficie lunare alle 20.31 IST (le 15.01 ora italiana). Si tratta
del primo oggetto costruito dall'India a raggiungere la superficie
lunare. Il punto dove il MIP ha impattato si trova vicino alla regione
polare sud della Luna. Il moderno programma spaziale Indiano venne
iniziato nel 1962 quando Pandit Jawaharlal Nehru era il Primo Ministro
dell'India. Pesante 34 kg al momento del lancio da Chandrayaan-1, il
MIP, di forma squadrata, conteneva tre strumenti, un sistema video di
ripresa, un radar altimetro e uno spettrometro di massa. Il sistema
video ha permesso di ottenere immagini (come quella qui a lato Credit:
ISRO) mentre il MIP si avvicinava alla superficie. Il radar altimetro
doveva misurare la velocità di discesa e lo spettrometro di massa
avrebbe studiato la evanescente atmosfera lunare. Il viaggio di MIP
dalla sonda Chandrayaan-1 alla superficie lunare è durato circa 25
minuti. Il primo tentativo indiano di inviare una sonda sulla
superficie lunare ha avuto pieno successo.
Fonte: ISRO
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13/11/2008 -
Hubble fotografa il primo pianeta extrasolare - Stimato non più grande di tre volte la massa di Giove, il pianeta, ribattezzato Fomalhaut b, orbita attorno alla luminosa stella Fomalhaut, distante 25 anni luce dalla Terra, nella costellazione dei Pesci Australi. Fomalhaut era stata una delle possibili candidate nella caccia ai pianeti fin da quando era stato scoperto da IRAS (Infrared Astronomy Satellite della NASA), nei primi anni '80, che era circondata da un anello di polveri. Questo grande disco di detriti è simile alla fascia di Kuiper che circonda il Sistema Solare e contiene una varietà di corpi ghiacciati dalle dimensioni di un chicco di grano a quello di un pianeta nano, come Plutone. L'astronomo Paul Kalas, dell'Università della California a Berkeley, ed i membri del suo team proposero nel 2005 che l'anello poteva essere stato modificato gravitazionalmente da un pianeta che si trovasse fra la stella ed il confine esterno dell'anello. Evidenze circostanziali e ricerche indipendenti di altri studiosi erano giunte a conclusioni simili. Ora, il Telescopio Spaziale Hubble ha fotografato un punto di luce distante
3 miliardi di km all'interno dell'anello. Il risultato verrà riportato il 14
novembre sulla rivista Science. "La nostra osservazione di
Hubble è incredibilmente ricercata. Fomalhaut b è un miliardo
di volte più debole della stella. Abbiamo iniziato questo progetto
nel 2001 ed ora la nostra insistenza ha finalmente pagato," ha
affermato Kalas. Le osservazioni sono proseguite per 21 mesi
utilizzando il coronografo della Advanced Camera for Survey di Hubble.
Abbiamo potuto riprendere un oggetto che si muoveva attorno alla
stella e che ne era legato gravitazionalmente. Il pianeta si trova ad
una distanza dalla stella pari a 10 volte la distanza di Saturno dal
nostro Sole. Il pianeta è più luminoso di quanto ci si aspetterebbe
da un oggetto che è tre volte la massa di Giove. Una possibilità p
che disponga di una specie di anello come Saturno che riflette la luce
stellare. La prima volta che Kalas e la sua squadra ha
fotografato Fomalahout era il 2004 e quando hanno potuto ripetere la
ripresa nel 2006 hanno notato che uno dei piccoli punti luminosi
all'interno del disco di polvere si era mosso e la distanza percorsa
in due anni faceva calcolare in un'orbita di 872 anni attorno alla
stella Fomalhaut. Osservazioni future potrebbero cercare di vedere il
pianeta in luce infrarossa alla ricerca di vapore d'acqua nelle nubi e
nuove misure astrometriche potrebbero fornire una maggiore precisione
per la sua massa. Il nuovo telescopio spaziale della NASA, il James
Webb, il cui lancio è previsto nel 2013, lavorando soprattutto
nell'infrarosso potrebbe anche scoprire altri pianeti appartenenti a
quel sistema. Nella foto (Credit:
Fonte: NASA
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12/11/2008 -
Tutto pronto per il via di Endeavour - Il conteggio alla rovescia per il lancio della navetta
STS-126 Endeavour è iniziato regolarmente martedì notte ed al momento non vi sono problemi tecnici significativi. Il MMT (Mission Management Team) della NASA ha dichiarato oggi che la navetta è pronta per il lancio di venerdì per la sua critica missione di assemblaggio e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale. Il lancio è previsto per le 7.55.34 p.m. EST di venerdì (le 1.55 ora italiana di sabato). Le previsioni meteo continuano a fornire un 60 per cento di probabilità di condizioni meteo favorevoli al lancio.
"Al termine della discussione abbiamo concluso che non ci sono problemi rimasti aperti, nessun lavoro da fare, nessuna condizione
aperta," ha detto il capo del MMT LeRoy Cain. "Siamo pronti al via, il veicolo, l'equipaggio e le squadre di terra si sono preparate duramente per questa missione. Pensavamo di dover far volare una missione differente soltanto un mese fa. Ma questa missione era pianificata per questo autunno e così siamo pronti per andare
ora." Il riferimento era per la prevista missione di metà ottobre per la navetta Atlantis per la manutenzione e l'aggiornamento del Telescopio Spaziale Hubble. A causa di un componente andato in avaria in orbita il volo è stato rinviato almeno fino a maggio prossimo per dare agli ingegneri il tempo di testare e preparare il componente di riserva. Endeavour, che sarebbe stato utilizzato come veicolo di recupero di emergenza per l'equipaggio di Atlantis, ora ha in agenda la stessa missione che avrebbe comunque compiuto dopo il volo ad Hubble. Una visita
importante alla stazione spaziale per installare un'apparecchiatura di riciclo dell'acqua, un nuovo servizio
igienico, una seconda dispensa e due nuove cuccette che preparano l'espansione dell'equipaggio permanente da tre a sei, previsto per il prossimo anno. L'equipaggio di Endeavour ha in programma l'esecuzione di quattro EVA (attività extraveicolari) per agganciare equipaggiamenti e parti di ricambio della stazione e pulire e lubrificare un giunto del pannello solare del traliccio di destra della stazione. Un giunto simile sul lato sinistro del traliccio principale della stazione funziona regolarmente ma gli astronauti gli applicheranno il lubrificante come misura preventiva. Inoltre l'astronauta Sandra Magnus, che salirà sulla stazione a bordo di Endeavour, rimpiazzerà l'Ingegnere di Volo Gregory Chamitoff, che era stato lanciato verso il complesso orbitale lo scorso giugno. Chamitoff tornerà sulla Terra a bordo di Endeavour. Assieme alla Magnus, il Comandante Chris Ferguson, il Pilota Eric Boe, lo Specialista di Missione Don Pettit e gli astronauti addetti alla passeggiata spaziale Heidemarie Stefanyshyn-Piper, Stephen Bowen and Robert "Shane" Kimbrough, hanno volato martedì da Houston al Centro Spaziale Kennedy per effettuare i preparativi finali per il lancio.
Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio di STS-126: da sinistra lo
Specialista di Missione Donald Pettit, il Pilota Eric Boe, il
Comandante Chris Ferguson, gli Specialisti di Missione Heidemarie
Stefanyshyn-Piper, Shane Kimbrough, Steve Bowen e Sandra Magnus.
Fonte: SpaceflightNow
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10/11/2008 - Phoenix
si spegne per sempre - La sonda della NASA Phoenix Mars Lander
ha cessato le comunicazioni dopo aver operato per oltre cinque mesi.
Come anticipato, il declino stagionale dell'insolazione al sito del
robot non ha fornito più abbastanza luce solare per i pannelli solari
per immagazzinare l'energia necessaria a ricaricare le batterie che
alimentano gli strumenti di bordo. Gli ingegneri della missione hanno
ricevuto l'ultimo segnale dal lander il 2 novembre. Phoenix, oltre
all'accorciamento della luce diurna, ha incontrato anche un cielo più
polveroso, più nuvoloso e con temperatura più bassa mentre nelle
regioni a nord di Marte si passava dall'estate all'autunno. La
missione ha comunque superato abbondantemente i previsti tre mesi di
vita fornendo importanti dati scientifici. Le squadre resteranno in
ascolto durante le prossime settimane se Phoenix si rifacesse vivo e
chiamasse casa, sebbene gli ingegneri non sperino molto in questo dato
il peggiorare delle condizioni su Marte. Mentre il lavoro della sonda
è giunto alla fine l'analisi dei suoi dati è soltanto
all'inizio.
Fonte: NASA
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08/11/2008 - Chandrayaan-1 si inserisce in orbita lunare - Chandrayaan-1, la prima missione automatica Indiana verso la Luna, è entrata in orbita lunare oggi. Questa è la prima volta che una sonda costruita dall'India ha superato il campo gravitazionale terrestre ed ha raggiunto la Luna. Questo storico evento è occorso dopo l'accensione del motore a combustibile liquido della sonda alle 16.51 IST (le
11.21 italiane) per una durata di 817 secondi. La complessa manovra di "inserimento in orbita lunare" è stata comandata dal Centro Controllo Astronave Chandrayaan-1 dell'ISRO, Telemetry, Tracking and Command Network di Bangalore. L'ISDN (Indian Deep Space Network) di Byalalu ha supportato le fasi cruciali trasmettendo i comandi e controllando continuamente questi eventi vitali con le due antenne a parabola di 18 e 32 metri di diametro. Il motore a combustibile liquido di Chandrayaan-1 è stato acceso quando la sonda è passata alla distanza di circa 500 km dalla Luna per ridurre la propria velocità e permettere alla gravità lunare di catturarla e porla in orbita attorno ad essa. La sonda ora gira attorno alla Luna su un'orbita ellittica che passa sopra le regioni polari. Il punto più vicino della sua orbita (periselene) si trova a circa 504 km dalla superficie lunare mentre quello più lontano (aposelene) a circa 7.502 km. Chandrayaan-1 impiega circa 11 ore per ruotare attorno alla Luna con questa orbita. Tutti i sistemi a bordo della sonda funzionano normalmente. Nei prossimi giorni l'altezza di Chandrayaan-1 verrà lentamente abbassata fino a raggiungere quella prevista polare a circa 100 km dalla superficie lunare. Dopo di questo il MIP (Moon Impact Probe) verrà rilasciato e colpirà la superficie lunare. Al termine di questa operazione gli altri strumenti scientifici verranno attivati in sequenza per l'inizio della normale fase della missione. Con il successo della manovra odierna, l'India diventa il quinto Paese ad inviare una sonda spaziale verso la Luna. Gli altri Paesi che lo hanno fatto sono gli Stati Uniti, la Russia (Ex Unione Sovietica), Giappone e Cina. Daltro lato l'ESA (European Space Agency), un consorzio di 17 Paesi, ha anche'esso inviato una sonda verso la Luna. Ricordiamo che la Chandrayaan-1 fu lanciata il 22 ottobre 2008 con un vettore PSLV-C11 dallo spazioporto Indiano di Satish Dhawan Space Centre (SDSC) SHAR, Sriharikota. Come previsto il PSLV ha piazzato la sonda in un'orbita
altamente ellittica con un perigeo (punto più vicino alla Terra) di 225 km ed un apogeo (punto più lontano dalla Terra) di 22.860 km. Nelle scorse due settimane, il motore a combustibile liquido di Chandrayaan-1 è stato acceso cinque volte nei momenti opportuni per incrementare l'apogeo, la prima volta a 37.900 km, la seconda a 74.715 km, la terza a 164.600 km, la quarta a 267.000 km ed infine a 380.000 km, come previsto. Durante questo periodo la camera fotografica TMC (Terrain Mapping Camera), uno dei dodici carichi scientifici della sonda, è stato utilizzato due volte per riprendere le prima immagini, prima della Terra e poi della Luna.
Fonte: ISRO
(Indian Space Research Organization)
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06/11/2008 - Proton
mette in orbita un satellite Astra - L'azienda SES Astra
prevede l'entrata in servizio del suo nuovo satellite Astra 1M in
gennaio nella posizione orbitale primaria a 19,2 gradi Est, a seguito
del perfetto lancio eseguito giovedì dalla International Launch
Services (ILS) con un razzo vettore russo Proton-M .Il satellite Astra
1M, pesante 5.300 kg, è costruito sulla piattaforma Eurostar E3000
della Astrium Satellite, ospita 36 trasmettitori in banda Ku e tre
antenne con le quali trasmetterà segnali televisivi diretti, compresi
quelli in alta definizione, su tutta l'Europa. Il satellite è capace
di generare 10 kilowatts di energia e la sua vita operativa è
prevista in 15 anni. Il razzo Proton M, costruito dalla Khrunichev
State Research and Production Space Center
di Mosca, è decollato alle 21.44 GMT dal Cosmodromo Russo di Baikonur,
nel Kazakhstan. Lo stadio superiore Breeze M ha compiuto cinque
accensioni per piazzare il satellite Astra 1M su un'orbita di
trasferimento geostazionario, nove ore e 12 minuti dopo il lancio,
secondo quanto riportato dalla ILS, con base a Reston, Virginia, che
commercializza i lanci del Proton. Il lancio è il terzo che ha avuto
successo per la ILS dopo il fallimento del marzo scorso e che aveva
portato alla distruzione del satellite SES
Americom AMC-14. Un altro Proton, con una differente configurazione e
con a bordo un satellite governativo russo, era stato lanciato dopo il
fallimento di marzo. Il prossimo lancio della ILS, previsto per
dicembre, porterà il satellite per telecomunicazioni Ciel-2, della
nuova azienda Ciel Satellite LP, ma sempre di maggioranza della SES.
Fonte: Space.com
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05/11/2008 - Altri
due satelliti messi in orbita dalla Cina - La Cina ha lanciato
due nuovi satelliti in orbita segnando il terzo lancio spaziale in tre
settimane. I due satelliti sono stati lanciati a bordo di un vettore
Lunga Marcia 2D alle 1.15 di mercoledì mattina ora italiana dal
Cnetro Spaziale di Jiuquan, nel nordest della Cina. Il vettore a due
stadi ha rilasciato il carico utile su un'orbita sincrona solare di
circa 800 chilometri di altezza. Dei due satelliti il primo, Shiyan 3,
testerà nuove tecnologie per l'esplorazione atmosferica ed è stato
costruito dall'Harbin Institute of Technology. Il secondo carico utile
del razzo invece, chiamato Chuangxin 1-02, è un piccolo satellite per
telecomunicazioni fra altri satelliti meteorologici e
dell'osservazione della Terra. Questo satellite è il secondo di
questo tipo ed è stato sviluppato dalla Chinese Academy of Sciences.
Quello di oggi è l'ottavo lancio spaziale dell'anno per il programma
spaziale cinese ed è anche il 56° lancio a raggiungere felicemente
l'orbita nel 2008.
Fonte: SpaceflightNow
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04/11/2008
- Conclusa la sfida ESA fra i robot lunari - Un robot
semovente ideato dall'Università di Bremen ha vinto la gara indetta
dall'ESA per simulare un recupero di campioni lunari da un cratere
terrestre che somiglia a quelli del nostro satellite naturale. Otto
squadre di studenti hanno portato i loro robot durante l'evento che si
è svolto lo scorso 26 ottobre a Minas de San José all'interno del
Parco Nazionale di Tenerife Teide e che si chiamava ESA Lunar Robotics
Challenge (LRC). La gara comprendeva la costruzione del robot con
specifiche misure e pesi, la sua discesa all'interno del cratere con
una pendenza di circa 40° e ad una profondità di circa 15 metri,
raccogliere almeno 0,1 kg di terreno selezionato e riportarlo fuori,
il tutto nel buio delle tenebre per simulare l'ambiente lunare.
Lavorando a circa 2.000 metri di altezza le otto squadre hanno dovuto
confrontarsi con condizioni ambientali poco lunari, quali forti piogge
e nuvole. Durante l'evento soltanto un rover è riuscito nell'impresa,
il robot a tre ruote CESAR (Crater Exploration and Sample Return)
dell'Università tedesca di Brema che quindi si è aggiudicato la
vittoria di questa prima LRC. Le squadre finaliste alla gara erano le
seguenti: University of Oulu, Politechnic University di Madrid, Jacobs
University, University del Surrey, University di Brema , Scuola
Superiore di Sant'Anna di , Università di Pisa e lo Swiss Institute
of Technology di Zurigo. Le avverse condizioni meteo si sono accanite
proprio sui due rover italiani ed hanno costretto ad eseguire la sfida
di giorno invece che di notte. Inoltre il robot SELENE
dell'Università del Surrey è stato afflitto da un guasto tecnico
mentre il pESApod della Scuola Superiore Sant'Anna ha dovuto
accorciare la sua prova per un improvviso temporale. ULTIMORA!
il robot pESApod, che ha partecipato alla LRC dell'ESA, sarà presente,
per una piccola dimostrazione, all'AstronautiCON
3 la mattina del 15 novembre! Un evento da non perdere! Tutte le
informazioni sulla manifestazione, di cui anche Astronautica.us è uno
dei promotori, sul sito oppure su ForumAstroanutico.it,
il punto di incontro per gli appassionati italiani di astronautica e
scienze aerospaziali. Nella foto (Credit: Scuola Superiore Sant'Anna)
il pESApod durante la sfida alle Canarie.
Fonte: ESA
- Scuola Superiore Sant'Anna -
blog pESApod
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31/10/2008
- Prime immagini dalla sonda lunare Indiana - La TMC (Terrain
Mapping Camera) a bordo della sonda Chandrayaan-1 ha iniziato a
funzionare il 29 ottobre attraverso una serie di comandi inviati dal
Centro Controllo della ISRO (Indian Space Research Organization) di
Bangalore. Le analisi della prime immagini ricevute dal Indian
Deep Space Network (IDSN) di Byalalu e più tardi processate dal
Indian Space Science Data Centre (ISSDC) hanno confermato le
eccellenti prestazioni della camera. La prima immagine, presa alle
8.00 a.m. IST (le 13.30 ora italiana) da un'altezza di 9.000 km mostra
la costa nord dell'Australia mentre le immagini seguenti riprese alle
12.30 p.m. (le 18.00 ora italiana) da un'altezza di 70.000 Km mostrano
la costa sud dell'Australia. TMC è uno dei dodici strumenti
scientifici di Chandrayaan-1 e può riprendere immagini in bianco e
nero di un oggetto registrando la luce visibile riflessa. Lo strumento
ha una risoluzione di circa 5 metri. Dopo essere stata lanciata il 22
ottobre la sonda Chandrayaan-1 ha eseguito quattro orbite nelle quali
ha alzato sempre di più la sua orbita. Al momento la sonda ha un
apogeo (il punto più lontano dalla Terra) di 267.000 km ed un perigeo
(il punto più vicino alla Terra) solo 465 km. Con questa orbita
Chandrayaan-1 impiega circa sei giorni per girare attorno alla Terra.
Nella foto (Credit: ISRO) la prima immagine pervenuta dalla camera TMC
a bordo della sonda Chandrayaan-1.
Fonte: Spaceref
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30/10/2008 - Lanciato dai cinesi il primo satellite Venezuelano - Un razzo vettore cinese Lunga Marcia
CZ-3B, partito alle 17.53 ora italiana, dal Xichang Satellite Launch Center, nella regione cinese del Sichuan, ha immesso regolarmente in orbita il primo satellite per telecomunicazioni del
Venezuela, VENESAT-1, ribattezzato "Simon Bolivar". Rodolfo Navaro, direttore tecnico della Bolivarian Space Activity Agency, ha dichiarato che questo satellite,
pesante 5.100 kg e costruito dai cinesi su piattaforma DFH-4, fornirà accesso all'educazione ed alle informazioni mediche delle comunità rurali del Venezuela che hanno problemi in questi campi proprio per il loro relativo isolamento. "Questo satellite non è stato realizzato per fini commerciali, ma per dare un servizio alle comunità che non sono mai state raggiunte da un moderno sistema di comunicazioni", ha proseguito Navaro. "comunità aborigene, ad esempio, possono ricevere educazione a distanza o forse potrebbero richiedere medicinali, un servizio di ambulanze via fiume o aereo, controlli medici assieme ad altre opzioni." Il satellite è destinato ad operare per almeno 15 anni. Il Presidente Hugo Chavez aveva annunciato, appena dopo la sua elezione, che il Venezuela avrebbe inviato veicoli nello spazio, ed il paese ha speso 241 milioni di dollari in cinque anni per sviluppare il satellite Simon Bolivar, dal nome del generale che con le sue vittorie militari ottenne l'indipendenza dalla Spagna per diverse nazioni sud-americane nella prima parte dell'800. Chavez ha affermato che il lancio del satellite è un grande passo decisivo verso
l'indipendenza scientifica e tecnologica del Venezuela. Il satellite potrà coprire, con i suoi servizi, i Caraibi, l'America Centrale e parte del Sud America.
Fonte: CNN -
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30/10/2008 - Endeavour via il 14 novembre, Atlantis slitta a metà 2009 - I responsabili della NASA hanno dato oggi l'ok
definitivo per il via al lancio di Endeavour il 14 novembre per la missione
STS-126 di rifornimento alla stazione spaziale. Ma il lavoro richiesto per testare un componente vitale del Telescopio Spaziale Hubble non potrà essere completato in tempo per un lancio a bordo di Atlantis in febbraio. Quel volo, Missione di Servizio Hubble n.4, era originariamente prevista per il 14 ottobre scorso ma venne rinviata quando un componente elettronico critico per l'attività scientifica di Hubble si guastò in settembre. I dirigenti della NASA avevano deciso di rinviare il lancio di Atlantis a febbraio per dare tempo agli ingegneri di testare il componente elettronico di riserva, ma controlli più dettagliati e problemi con l'attrezzatura richiedono studi aggiuntivi ed il volo non potrà prendere il via almeno fino a maggio. Gli ingegneri ora prevedono di rimuovere Atlantis dal suo serbatoio esterno e dai razzi a combustibile solido ed avviare la preparazione per la navetta Discovery per il lancio previsto il 12 febbraio per la consegna dell'ultimo paio di pannelli solari alla ISS. Se tutto andrà bene la missione shuttle per Hubble, con Atlantis, potrebbe partire intorno al 12 maggio 2009, due settimane prima del lancio della capsula russa Soyuz (prevista per il 25) e che porterà tre membri dell'equipaggio alla stazione spaziale portando a 6 il numero di astronauti totali permanenti a bordo. Ma questo ruolino di marcia prevede che gli ingegneri del Goddard Space Center possano risolvere l'anomalia nel componente elettronico di rimpiazzo e completare tutta una serie di
esaustivi test per verificare la sua resistenza al volo. Preston Burch, direttore del programma Hubble al
Goddard, è confidente che l'attrezzatura sarà pronta al volo di maggio.
Fonte: NASA
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28/10/2008 -
La missione della NASA, Phoenix, affronta la sfida della sopravvivenza - In una corsa contro il tempo e gli elementi, gli ingegneri NASA della missione Phoenix Mars Lander sperano di poter prolungare la vita del lander spegnendo gradualmente alcuni dei suoi strumenti e dei riscaldatori a partire da oggi. Originariamente prevista per 90 giorni, Phoenix ha completato il suo quinto mese di esplorazione dell'artico marziano. Come previsto, con l'emisfero nord di Marte che passa dall'estate all'autunno, il lander genera meno energia a causa dell'accorciamento delle giornate e delle poche ore di luce solare che raggiunge i suoi pannelli solari. Nello stesso tempo, la sonda richiede maggiore energia per tenere accesi diversi riscaldatori di sopravvivenza che permettono di operare anche con la temperatura che scende. "Se non facciamo niente, non passerà molto tempo prima che l'energia necessaria alla sonda per funzionare superi quella prodotta giornalmente" ha dichiarato Barry Goldstein, responsabile del progetto Phoenix al Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Ma spegnendo alcuni riscaldatori e strumenti possiamo estendere la vita del lander di alcune settimane e condurre ancora qualche ricerca scientifica". Entro le prossime settimane quattro riscaldatori di sopravvivenza verranno spenti, uno alla volta, nel tentativo di risparmiare energia. I riscaldatori vengono utilizzati per mantenere i circuiti elettronici entro i parametri di funzionamento. L'energia risparmiata verrà utilizzata per alimentare la macchina fotografica principale e gli strumenti meteorologici fino al termine della missione. Entro oggi, gli ingegneri invieranno un comando alla sonda per spegnere il primo riscaldatore, quello che manteneva a temperatura operativa il braccio robotico della sonda Phoenix, la sua telecamera e l'analizzatore termico e dei gas (TEGA), uno strumento che ha saggiato il terreno marziano per scoprirne la composizione. Spegnendo questo riscaldatore ci si aspetta di risparmiare 250 w/h di energia elettrica ogni giorno marziano. La squadra degli ingegneri che seguono Phoenix ha parcheggiato il braccio robotico su uno scavo rappresentativo del suolo di Marte. Non verranno presi altri campioni. Lo strumento per lo studio della conduttività elettrica e termica (TECP), posto sulla punta del braccio è stato inserito nel terreno e continuerà a misurare la
temperatura e la conduttività del terreno, assieme all'umidità atmosferica vicina alla superficie. Questo particolare strumento non ha bisogno di essere riscaldato per operare e dovrebbe inviare ancora dati per settimane. Durante la missione, il braccio robotico del lander ha scavato con successo il terreno marziano ed ha consegnato campioni da analizzare nel laboratorio di bordo. "Spegniamo questo sto cavallo di razza, con la consapevolezza che ha superato tutte le nostre più rosee aspettative" ha detto Ray Arvidson, ricercatore responsabile del braccio robotico e professore alla Washington University di St. Louis. Quando i livelli di energia richiederanno ulteriori interventi gli ingegneri di Phoenix disabiliteranno un secondo riscaldatore, quello che serviva per l'unità di accensione pirotecnica del lander. Questa unità non è più stata utilizzata fin dall'atterraggio, e lo spegnimento del suo riscaldatore dovrebbe aggiungere quattro/cinque giorni di vita per la missione. A seguire di questo passo gli ingegneri spegneranno il terzo riscaldatore, quello che mantiene la temperatura operativa della macchina fotografica principale - la Surface Stereo Imager - e tutta la
componente di strumenti meteorologici. L'elettronica che fa funzionare gli strumenti meteo dovrebbe generare abbastanza calore di per se per mantenere operativa la strumentazione e la macchina fotografica. Nel passo finale, gli ingegneri di Phoenix spegneranno il quarto riscaldatore - uno o due di quelli che tengono calde la sonda e le sue batterie. Questo dovrebbe lasciare un solo riscaldatore di sopravvivenza a funzionare da solo. "A quel punto, Phoenix sarà in balia di Marte," ha aggiunto Chris Lewicki del JPL, a capo della missione. Gli ingegneri intanto si stanno preparando per la congiunzione solare, ovvero quando il Sole sarà direttamente fra la Terra e Marte. Fra il 28 novembre e il 13 dicembre Marte ed il Sole saranno a circa due gradi di distanza, visti dalla Terra, bloccando così le trasmissioni radio fra la sonda e la Terra. Durante quel periodo di tempo non verranno inviati comandi a Phoenix, ma ci saranno contatti giornalieri con il lander tramite le sonde orbitanti Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter. A questo punto i controllori della missione non possono prevedere se il quarto riscaldatore sarà disattivato prima o dopo la congiunzione. La missione Phoenix è guidata da Peter Smith della University of Arizona, Tucson e gestita dal Jet Propulsion Laboratory e sviluppata assieme alla Lockheed Martin di Denver. I contributi internazionali provengono dalla Canadian Space Agency; dalla University of Neuchatel, Switzerland;dalle Università di Copenhagen e Aarhus in Danimarca; il Max Planck Institute in Germania ed il Finnish Meteorological Institute.
Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Texas
A&M University) una immagine ripresa il 10 giugno 2008 (Sol 16)
dalla sonda Phoenix. Si vede bene uno dei pannelli solari della sonda
ed il braccio robotico con la piccola benna che ha prelevato un
campione di terreno marziano.
Fonte: NASA-JPL
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26/10/2008 -
L'equipaggio di Endeavour al Kennedy Space Center - Una simulazione di conto alla rovescia e delle procedure di emergenza è in corso questa settimana al Kennedy Space Center in preparazione della missione
STS-126 della navetta Endeavour, il cui lancio è previsto per il 14 novembre, e che dovrà portare materiale alla
Stazione Spaziale
Internazionale. Assieme al Comandante Christopher Ferguson, il pilota Eric Boe e gli Specialisti di Missione Stephen Bowen, Shane Kimbrough, Heidemarie Stefanyshyn-Piper, Don Pettit ed il nuovo residente della stazione Sandy Magnus sono giunti in volo da Houston domenica pomeriggio. Endeavour trasporterà il modulo logistico riutilizzabile, di costruzione italiana, stivato con materiale critico per ampliare l'equipaggio residente sulla stazione da tre a sei persone, incluso un alloggio addizionale, un secondo tapis-roulant ed attrezzature per il sistema rigenerativo del supporto vitale. Durante la missione, della durata prevista di 15 giorni, Magnus salirà a bordo della stazione per rimpiazzare l'Ingegnere di Volo Greg Chamitoff che tornerà sulla Terra a bordo di Endeavour dopo oltre cinque mesi di permanenza sulla stazione. L'equipaggio è arrivato in Florida per partecipare al TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test). Ogni equipaggio di navetta spaziale si sottopone a questo addestramento di alcuni giorni nelle settimane finali prima di ogni lancio programmato. Gli astronauti trascorreranno questo tempo imparando come evacuare la rampa di lancio 39A in caso di emergenza, incluso le procedure per azionare le teleferiche nelle quali l'equipaggio dovrebbe fuggire verso un bunker posto ad ovest della rampa e un test di guida di un cingolato disponibile per gli astronauti per lasciare velocemente, ed al sicuro, l'area. Altre attività programmate in questa settimana includono voli di prova all'atterraggio utilizzando lo Shuttle Training Aircraft. provare le tute spaziali e
chiacchiere informali con i media alla rampa. Il TCDT culminerà mercoledì con l'equipaggio che si imbarcherà su Endeavour per una simulazione completa del conto alla rovescia. Gli astronauti eseguiranno una normale mattina di routine per il lancio con la colazione, la riunione per le condizioni meteo al Cape e sui vari siti di atterraggio di emergenza, indosseranno le tute e partiranno dagli alloggi dell'equipaggio alle 7.45 a.m. per salire a bordo dell'Astrovan che li porterà alla rampa 39A. Arrivati alla rampa poco dopo le 8 a.m. tutti e sette gli astronauti saliranno all'interno della navetta e si siederanno ai loro posti per le ultime tre ore del conto alla rovescia. Verso le 11 a.m. gli orologi del conto alla rovescia si fermeranno a pochi secondi dal via per simulare uno spegnimento dei tre motori principali appena prima del decollo. A questo punto l'equipaggio uscirà dalla navetta e prenderà confidenza con il sistema di fuga dalla rampa, la teleferica. Per il TCDT la navetta non è caricata con il combustibile e l'equipaggio non lascerà la torre di lancio all'interno dei canestri della teleferica. Una volta completato il conteggio l'equipaggio tornerà ad Houston per le ultime settimane di addestramento.
Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio della missione STS-126
Endeavour ripresa di fronte alla rampa 39A durante il TCDT.
Fonte: SpaceflightNow
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25/10/2008
- Lanciato il terzo satellite italiano della costellazione
COSMO-SkyMed - Il terzo satellite governativo dell'Italia e
dedicato all'osservazione della Terra, e che fa parte di una
costellazione costruita per ricognizione civile e militare, ha
ricevuto la giusta spinta in orbita venerdì con un razzo vettore
Delta 2. Il COSMO-SkyMed è decollato dalla Base della Aviazione USA
di Vandemberg, in California, alle 7.28 p.m. locali (le 4.28 ora
italiana di sabato 25 ottobre). Assieme ai due satelliti gemelli che
orbitano il pianeta in formazione, il COSMO 3 aveva a disposizione
soltanto una seconda opportunità di lancio venerdì notte per
assicurare il giusto posizionamento nel network. Il vettore Delta 2 ha
collezionato il suo 84° successo consecutivo. I due stadi e quattro
booster montati sul razzo vettore alto 12 piani hanno fatto bene il
loro lavoro durante l'ascesa e le seguenti accensioni di un'ora
piazzando il satellite di 1.260 kg in un'orbita alta 600 km. Costruito
dalla Thales Alenia Space Italia
per l'Agenzia Spaziale Italiana ed il Ministero della Difesa Italiano.
Il sistema italiano
COSMO-SkyMed, che rappresenta la prima costellazione mondiale di
Osservazione della Terra per applicazioni duali (civili e militari),
prevede la messa in orbita di quattro satelliti equipaggiati con
sensori radar ad apertura sintetica, in grado di “vedere” in ogni
condizione meteorologica e di illuminazione. Scopo del sistema
COSMO-SkyMed è la sorveglianza del nostro pianeta su scala globale
per la previsione dei rischi e la gestione delle emergenze ambientali,
per applicazioni nel campo della Difesa e della Sicurezza Nazionale,
ma anche per finalità scientifiche e per servizi a valenza
commerciale. La realizzazione dell’intero sistema ha richiesto un
investimento complessivo di circa un miliardo di Euro. Con il lancio
del terzo satellite la capacità di acquisizione di immagini della
Terra da parte della costellazione COSMO-SkyMed crescerà
ulteriormente, passando dalle attuali 900 a 1350 immagini al giorno.
Inoltre, il nuovo satellite sarà posto in una posizione orbitale tale
da permettere di sperimentare la modalità interferometria in
combinazione con uno dei satelliti già in orbita; questa
configurazione, denominata “tandem like” consentirà di osservare
la medesima zona geografica in due giorni successivi e con angoli di
vista leggermente differenti per misurare eventuali deformazioni della
superficie terrestre. La costellazione COSMO-SkyMed sarà completata
con il lancio del quarto satellite, previsto nella prima metà del
2010. Nella foto (Credit: William G. Hartenstein/Boeing) il momento
del decollo del vettore Delta 2 da Vandemberg con a bordo il satellite
COSMO-SkyMed 3.
Fonte: Space.com
- ASI
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25/10/2008 - Cina
lancia due satelliti in orbita - La Cina ha immesso due
satelliti per l'esplorazione ambientale in orbita grazie al vettore
Lunga Marcia 4B lanciato oggi dal Centro Spaziale di Taiyuan. I due
satelliti, di cui si conosce soltanto che fanno parte del gruppo 3 dei
Shijian-6, avranno una vita operativa di due anni e
sostituiscono i satelliti lanciati nel 2006. I due satelliti
condurranno esperimenti di esplorazione spaziale ed altri progetti
scientifici relativi allo spazio.
Fonte CCTV
- Xinhua
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24/10/2008
- Una Soyuz a Genova - Anche
quest'anno l'Agenzia Spaziale Italiana sarà tra i protagonisti del
Festival della Scienza di Genova, che si svolge nella città ligure
dal 23 ottobre al 4 novembre. In occasione del ventennale della sua
fondazione, l'ASI regala al pubblico italiano una iniziativa senza
precedenti: a Palazzo Ducale, nel cuore della città, sarà esposta
per tutta la durata del Festival una capsula Soyuz TM-34 originale
proveniente dalla Russia. Un pezzo di storia dell'esplorazione dello
spazio, e il mezzo con cui Roberto Vittori ha volato nel 2002 con la
missione Marco Polo. La capsula, che i visitatori potranno vedere da
vicino gettando anche uno sguardo sul suo interno, è circondata da
uno stand multimediale di grande impatto, e corredata di testi
illustrativi sulla storia delle missioni spaziali italiane e
internazionali. Oltre all'allestimento di Palazzo Ducale, l'ASI (che
da quest'anno è anche tra i soci dell'Associazione Festival della
Scienza) partecipa al programma di conferenze del Festival,
contribuendo a due eventi: - Il 25 ottobre alle 14:30 il prof. Mariano
Bizzarri, responsabile dei progetti scientifico-tecnologici dell'ASI,
parteciperà all’incontro “Un mondo senza gravità: la
sperimentazione spaziale italiana nelle scienze della vita” . - il 1
novembre alle ore 15:00, il Sub commissario dell'ASI, professor Piero
Benvenuti, sarà tra i protagonisti della tavola rotonda “Dalla
missione Esperia verso il futuro”, dedicata all'esplorazione umana
dello spazio. Maggiori informazioni e il programma completo sul sito
del Festival della Scienza. Nella foto (Credit: Massimo Martini) il
modulo di rientro della Soyuz TM-34 esposta a Genova così come si
presentava all'interno dello stand multimediale che ASI aveva
allestito all'interno del cortile del Palazzo Ducale di Genova.
Fonte:
ASI
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23/10/2008 - Soyuz
TMA-12 rientra felicemente sulla Terra - Il Comandante Sergei
Volkov e l'Ingegnere di Volo Oleg Kononenko del 17° equipaggio della
Stazione Spaziale Internazionale sono atterrati nelle steppe del
Kazakhstan alle 11.37 p.m. (le 5.37 ora italiana del 24 ottobre) dopo
più di sei mesi trascorsi nello spazio. Tutte e tre le persone a
bordo della Soyuz TMA-12 sono in buone condizioni dopo il rientro e
l'atterraggio sulla Terra. Una squadra di recupero Russa ed il
personale della NASA hanno raggiunto il sito di atterraggio in
elicottero poco dopo che la Soyuz aveva toccato il suolo. Le squadre
di recupero hanno aiutato i membri dell'equipaggio ad uscire dalla
capsula e sedersi su poltrone reclinabili dove hanno subito i primi
test medici per controllare le loro condizioni di salute. Assieme a
Volov e Kononenko si trovava anche il partecipante spaziale Richard
Garriott che era stato lanciato verso la stazione il 12 ottobre scorso
assieme all'equipaggio di Spedizione
18 composto dal Comandante Mike Fincke e l'Ingegnere di Volo Yury
Lonchakov, sotto contratto con l'Agenzia Spaziale Federale Russa.
L'astronauta Gregory Chamitoff è salito sulla stazione a bordo del
Discovery con la missione STS-124, lanciata il 31 maggio. Chamitoff ha
servito come Ingegnere di Volo per l'ultima parte della missione di Spedizione
17 ed ora rimarrà a bordo della stazione come membro
dell'equipaggio di Spedizione 18. L'equipaggio di Spedizione 17 aveva
sganciato la capsula Soyuz dalla stazione alle 8.16 p.m. (le 2.16 ora
italiana). L'accensione dei motori per rallentare la Soyuz,
permettendo così l'inizio della discesa verso la Terra, è iniziato
verso le 10.45 p.m. (le 4.45 ora italiana). Quando sono atterrati
Volkov e Kononenko hanno trascorso 199 giorni nello spazio per il volo
di Spedizione 17, 197 dei quali sulla stazione. Volkov, 35 anni,
un tenente delle Forze Aeree Russe, è ritornato dal suo primo volo
spaziale. Kononenko, un ingegnere progettista di veicoli spaziali, era
anch'esso al primo volo nello spazio. Nessun problema è stato
finalmente riscontrato nel rientro della Soyuz dopo che, le due
precedenti missioni, avevano avuto dei rientri balistici causati da
inconvenienti al distacco fra i vari moduli che compongono il veicolo
spaziale.
Fonte: NASA
- Se vuoi leggere le cronache di Richard Garriott dal suo
addestramento fino alla missione nello spazio vai al sito:
www.richardinspace.com.
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23/10/2008 - Endeavour
trasferito dalla rampa 39/B alla 39/A - La navetta spaziale
Endeavour è stata spostata alla nuova rampa di lancio in preparazione
della missione STS-126
di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale il prossimo
mese. Il lento movimento è iniziato alle 14.28 ora italiana al
Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, con gli ingegneri
che hanno accompagnato Endeavour fuori dalla rampa 39/B grazie al
gigantesco cingolato. La navetta è arrivata alla nuova rampa 39/A
alle 22.40 ora italiana in preparazione per il lancio previsto per il
14 novembre. La NASA aveva previsto la manovra di scambio delle rampe
"roll around" per sabato ma il rischio di fulmini hanno
forzato i dirigenti della missione di anticipare la procedura. Questa
è soltanto la terza volta che viene effettuato un "roll around"
ed il viaggio è durato circa 8 ore alla velocità di circa 1,6 km/h.
L'ultima volta che era avvenuto uno scambio di rampa era stato nel
1993, sempre la navetta Endeavour, per la missione STS-61. La NASA sta
utilizzando la rampa 39/A come principale per i lanci dello Space
Shuttle mentre la rampa gemella B ha già iniziato la conversione per
le future missioni di Ares 1, il successore della navetta. Endeavour
ha trascorso settimane alla rampa 39/B in attesa nel caso dovesse
essere utilizzato per una missione di soccorso per Atlantis STS-125.
Ora il lancio per STS-126 è previsto per il 14 novembre alle ore 7.55
p.m. EDT (le 1.55 ora italiana del 15 novembre).
Fonte: Space.com
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22/10/2008 -
Partita la prima missione lunare indiana - Nel suo 14° volo condotto dal Satish Dhawan Space Centre (SDSC) SHAR, a Sriharikota, questa mattina la ISRO (Indian Space Research Organisation) ha lanciato con successo il razzo vettore Polar Satellite Launch Vehicle, PSLV-C11, che ha immesso la sonda Chandrayaan-1, pesante 1.380 kg su un'orbita di trasferimento con un perigeo (punto più vicino alla Terra) di 225 km ed un apogeo (punto più lontano dalla Terra) di 22.860 km, ed inclinato con un angolo di 17,9 gradi sull'equatore. Dopo un conto alla rovescia di 52 ore il vettore PSLV-C11 è decollato dalla seconda rampa del SDSC SHAR alle 6.22 ora locale (le XXX ora italiana) con l'accensione del cuore del primo stadio. Gli altri eventi principali del lancio sono stati la separazione del primo stadio, l'accensione del secondo,
separazione della copertura ogivale del carico a circa 116 km di altezza dopo che il veicolo aveva superata la densa atmosfera, separazione del secondo stadio, accensione del terzo stadio, separazione del terzo stadio, accensione del quarto stadio e spegnimento dello stesso. Il PSLV-C11 è una evoluzione del Polar Satellite Launch Vehicle in configurazione standard. Pesante 320 tonnellate al decollo, il veicolo utilizza grossi booster (PSOM-XL) per raggiungere la massima capacità di carico. I PSOM-XL utilizzano 12 tonnellate di propellente solido invece dei 9 utilizzati nelle precedenti versioni del PSLV. Il PSLV è un vettore a quattro stadi che utilizza sia propellenti liquidi che solidi. Il PSLV è il principale veicolo di lancio per ISRO. Durante il periodo 1993-2008, PSLV ha effettuato 14 lanci dei quali gli ultimi tredici (incluso quello di oggi) consecutivi sono andati a buon fine. PSLV ha ripetutamente confermato la sua capacità e versatilità lanciando 30 satelliti (14 indiani e 16 da clienti internazionali) in una varietà di orbite. Chandrayaan-1 è la prima missione indiana oltre l'orbita terrestre. Il suo scopo è quello di espandere la nostra conoscenza sull'unico satellite naturale della Terra, la Luna. Con i suoi obiettivi ben definiti, la missione di Chandrayaan-1 intende mettere una sonda automatica in orbita attorno alla Luna ed eseguire una serie di rilevamenti del nostro corpo celeste più vicino per un periodo di circa 2 anni utilizzando dodici strumenti scientifici costruiti in India ed altri cinque Paesi. I principali obiettivi di Chandrayaan-1 sono i seguenti:
Immettere in orbita lunare una sonda automatica - Condurre una mappatura
mineralogica e chimica della superficie lunare - Aggiornare la base tecnologica del Paese.

Chandrayaan-1 raggiungerà questo obiettivi ben delineati attraverso una scansione ad alta risoluzione nelle regioni elettromagnetiche dello spettro visibile, infrarosso, microonde e raggi-x. Con questo sarà possibile realizzare un atlante a 3
dimensioni della superficie lunare e una mappatura completa delle risorse chimiche e minerali. PSLV ha piazzato Chandrayaan-1 in un'orbita altamente ellittica di Trasferimento Orbitale (TO) attorno alla Terra. In seguito, grazie ad una serie di manovre molto complesse, verrà
raggiunta la traiettoria desiderata. Dopo aver orbitato attorno alla Terra nella sua Orbita di Trasferimento, la sonda Chandrayaan-1 verrà inserita in una più ellittica "Orbita di Trasferimento Estesa" con ripetute accensioni in sequenze predeterminate del suo motore liquido di apogeo (LAM). Successivamente il LAM verrà nuovamente acceso permettendo alla sonda di viaggiare in prossimità della Luna. Una volta giunta in prossimità della Luna e passata a poche centinaia di km da esse, il LAM verrà acceso ancora per rallentare la sonda
sufficientemente per far si che la gravità lunare la catturi in un'orbita ellittica. Dopo di questo l'altezza dell'orbita della sonda attorno alla luna verrà ridotta in passi successivi. Dopo un'attenta e dettagliata osservazione delle perturbazioni orbitali l'altezza verrà portata a 100 km dalla superficie. Il Moon Impact Probe verrà rilasciato dalla sonda Chandrayaan-1 alla prima opportunità per colpire la
superficie lunare nell'area prescelta. In seguito le macchine fotografiche e gli altri strumenti scientifici verranno attivati e testati. Questo darà il via alla fase operativa della missione. Questa fase dovrebbe durare circa due anni durante i quali Chandrayaan-1 esplorerà la
superficie lunare con la sua batteria di strumenti che includono macchine fotografiche, spettrometri e SAR. Il carico utile: ci sono 11 strumenti scientifici attraverso i quali Chandrayaan-1 raggiungerà i suoi obiettivi. Questi includono cinque strumenti ideati e costruiti in India, tre costruiti dall'Agenzia Spaziale Europea (uno di questi in collaborazione con l'India e gli altri con contributo indiano), uno della Bulgaria e due dagli Stati Uniti. I cinque strumenti indiani di Chandrayaan-1 sono: Terrain Mapping Camera (TMC), un camera CCD che mapperà la topografia della Luna e grazie alla quale potrà essere meglio compreso il suo processo evolutivo. Hyperspectral Imager (HySI), un'altra camera CCD ideata per mappare i minerali sulla
superficie lunare e comprendere meglio la composizione interna della Luna. Lunar Laser Ranging Instrument (LLRI), che fornirà i dati necessari a determinare con accuratezza le altezze dei rilievi della superficie lunare. High Energy X-ray Spectrometer (HEX) designato per esplorare la possibilità di identificare regioni polari ricoperte di sottili depositi di ghiaccio d'acqua e scoprire regioni con alte concentrazioni di Uranio e Torio. Moon Impact Probe (MIP) che dimostrerà la tecnologia richiesta per far atterrare una sonda in una zona prescelta della Luna. MIP è stato anche concepito per qualificare alcune tecnologie relative a future missioni con atterraggi morbidi.
I sei strumenti internazionali sono i seguenti: Chandrayaan-1 Imaging
X ray Spectrometer (C1XS) dell'ESA costruito assieme al Rutherford
Appleton Laboratory of England e del ISRO Satellite Centre, di
Bangalore e fornirà una mappa della Luna utilizzando la tecnica della
fluorescenza a raggi-x per trovare la presenza di Magnesio, Alluminio,
Silicio, Ferro e Titanio distribuito sulla superficie lunare. Smart
Near Infrared Spectrometer (SIR-2) un altro strumento ESA ideato dal
Max Plank Institute della Germania sempre per lo studio della
superficie e le risorse minerarie. Sub kiloelectronvolt Atom
Reflecting Analyser (SAR) un terzo strumento ESA costruito dallo
Swedish Institute of Space Physics e lo Space Physics Laboratory del
Vikram Sarabhai Space Centre, Tiruvananthapuram. Lo scopo di questo
strumento è quello di studiare la composizione della superficie
lunare e le anomalie magnetiche ad esse associate. Radiation Dose
Monitor (RADOM) fornito dalla Bulgarian Academy of Sciences e dedicato
allo studio dell'ambiente radioattivo nella regione di spazio che
circonda la Luna. Mini Synthetic Aperture Radar (MiniSAR) uno dei due
strumenti forniti dalla NASA, Costruito dal Johns Hopkins
University’s Applied Physics Laboratory ed il Naval Air Warfare
Centre per scoprire il ghiaccio d'acqua nelle regioni polari lunari
fino a qualche metro di profondità. Moon Mineralogy Mapper (M3) uno
spettrometro della Brown University e del Jet Propulsion Laboratory
della NASA che dovrebbe fornire una mappa dettagliata delle risorse
minerarie ad alta risoluzione spaziale. Nella foto in alto (Credit:
ISRO) la sonda mentre viene preparata per il lancio. A destra (Credit:
ISRO) un'illustrazione di come opererà la sonda una volta giunta in
orbita lunare.
Fonte:
ISRO
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20/10/2008
- Nuovo satellite per lo studio della frontiera del Sistema
Solare - Domenica è stato lanciato un piccolo satellite
ottagonale che inizierà una missione di due anni per studiare da
lunga distanza le zone poco conosciute ai confini del Sistema Solare
ed il resto della Galassia. IBEX (Interstellar Boundary Explorer -
esploratore del confine interstellare) è stato lanciato domenica a
bordo di un razzo Pegasus XL sganciato da una aereo sopra l'Oceano
Pacifico. L'aereo utilizzato come rampa di lancio, un L-1001
ribattezzato Stargazer, ha rilasciato il razzo pesante circa 2
tonnellate alle 1.47 p.m. EDT (le 19.47 ora italiana) mentre stava
volando a circa 160 km a nord dell'atollo Kwajalein nelle Isole
Marshall. Una volta sganciato dall'aereo il razzo alato ha acceso il
suo motore Star 27 che, dopo i primi otto minuti di funzionamento, ha
raggiunto una temporanea orbita di parcheggio. Alcuni minuti più
tardi il motore è stato riacceso piazzando IBEX in un'orbita più
alta ed ellittica. L'orbita prevista aveva il punto più lontano
(apogeo) a circa 203.000 km con un'inclinazione di 11 gradi. Ma il
satellite, pesante soltanto 94 kg, è stato piazzato su un'orbita
leggermente più alta del previsto, secondo quanto dichiarato da David
McComas del Southwest Research Institute, principale ricercatore della
missione. IBEX, utilizzando il suo carburante, l'idrazina di cui è
fornito, effettuerà diverse accensioni del suo motore per
allontanarsi ancora di più fino a raggiungere un'orbita di fortemente
ellittica di 7.040x320.000 km, a circa l'80% della distanza dalla
Luna. Le attività scientifiche del satellite dovrebbero iniziare
entro 5 settimane. La missione richiede che il satellite voli
all'esterno del campo magnetico terrestre per poter catturare le
particelle energetiche provenienti dai confini del Sistema Solare.
IBEX osserverà il materiale proveniente dall'esterno del Sistema
Solare e chiamato atomi energetici neutri. Questi atomi sono creati
durante un processo chiamato scambio di carica, nel quale le
particelle cariche sono neutralizzate dagli atomi vicini e formano così
gli atomi energetici neutri. Ma queste particelle sono anche prodotte
nella magnetosfera terrestre e questo ha complicato la progettazione
della missione. "Abbiamo dovuto trovare il modo di inserire il
satellite in un'orbita molto lontana dalla Terra, fuori dalla
magnetosfera terrestre, in modo da non registrare le particelle
prodotte localmente", ha dichiarato McComas. "La
missione, costata 169 milioni di dollari, è stata possibile perché
la squadra che ha progettato IBEX ha trovato un modo ingegnoso di
spedire un piccolo satellite così lontano come richiedevano i
parametri per le misurazioni." ha affermato Greg Frazier,
direttore della missione IBEX per la NASA. Il vettore Pegasus è
progettato per portare carichi utili in orbite molto più basse. "Noi
siamo andati ad un paio di centinaia di migliaia di miglia, 1.000
volte più alti", ha aggiunto McComas. Il lavoro per poter
progettare un lancio di questo tipo doveva sfruttare i 15 minuti di
utilizzo del razzo. Gli scienziati ora prevedono almeno due anni di
operazioni per poter sondare il confine fra il Sistema Solare e lo
spazio interstellare. Il gas caldo fluisce dal Sole a circa 1.600.000
km/h e gonfia una gigantesca bolla che si estende per 16 miliardi di
km. La bolla è schiacciata ed allungata dalla pressione del mezzo
interstellare e diventa a forma di goccia. Il vento solare ed il
materiale proveniente dalla Via Lattea si incontra nella eliopausa.
"E' come essere ai confini di casa nostra", prosegue
McComas, "Quasi tutti quello che è qui proviene dal Sole. E'
la parte dello spazio che è stata formata dal nostro sole. Quasi
tutto quello che si trova fuori dal confine dell'eliopausa proviene
dal resto della galassia". Gli scienziati si aspettano molte
sorprese dai dati di IBEX perché non si conosce molto di questa
lontana regione.
Fonte: SpaceflightNow
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20/10/2008 -
Atlantis riportato nel VAB - La navetta spaziale Atlantis è tornata al sicuro all'interno del VAB (Vehicle Assembly Building - Edificio di Assemblaggio Verticale) questo pomeriggio. La manovra, chiamata
"rollback", è iniziata ufficialmente alle 6.45 a.m. (le 12.45 ora italiana), quando il gigantesco cingolato si è staccato dalla rampa 39/A del Kennedy Space Center con sopra di esso il complesso STS-125, ed è stata completata alle 1.42 p.m. EDT (le 18.42 ora italiana) quando la navetta Atlantis con il suo serbatoio esterno ed i due booster a propellente solido sono entrati all'interno del VAB. I rollback sono operazioni relativamente rare nel programma shuttle. Quella di oggi è la 19° dal 1983, la maggior parte delle quali effettuate per problemi tecnici. Alcune volte invece sono state effettuare per il pericolo di tempeste tropicali o uragani. Ma questo rollback è il soltanto il secondo che viene effettuato per problemi relativi al carico utile della missione. Il primo occorse nel marzo del 1985 quando il Challenger venne tolto dalla rampa 39/A ed il suo volo STS-51E cancellato a causa di problemi con il carico, il satellite TDRS-B (Tracking and Data Relay Satellite-B). A causa dei problemi avuti al Telescopio Spaziale Hubble la missione di servizio di Atlantis è stata per il momento "congelata" almeno fino a metà febbraio, come minimo. Una volta che la rampa 39/A è stata liberata la navetta spaziale Endeavour potrà essere spostata dalla rampa 39/B dove si trovava parcheggiata. Il carico utile di Endeavour verrà portato alla rampa 39/A entro la settimana e la navetta Endeavour sarà spostata lì domenica prossima. Il lancio della missione STS-126 Endeavour è previsto per il 14 novembre 2008.
Nella
foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) la navetta Atlantis mentre viene
riportata verso il VAB.
Fonte: SpaceflightNow
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14/10/2008 - Spedizione
18 raggiunge la ISS - Il Comandante Edward Michael
"Mike" Fincke e l'Ingegnere di Volo Yury Valentinovich
Lonchakov del diciottesimp equipaggio della Stazione Spaziale
Internazionale hanno attraccato la loro Soyuz TMA-13 al boccaporto del
modulo Zarya che guarda verso la Terra alle 4.26 a.m. EDT (le 10.26
ora italiana) di martedì. I portelli fra le due astronavi sono stati
aperti alle 5.55 a.m. (le 11.55 ora italiana) ed una cerimonia di
benvenuto a bordo dei nuovi arrivati ed una riunione di sicurezza è
stata subito eseguita. Il nuovo equipaggio era stato lanciato domenica
per iniziare una permanenza di sei mesi nello spazio. Assieme a Finke
ed a Lonchakov si trova anche il partecipante spaziale (conosciuto
meglio come "turista spaziale") Richard Garriott, che
tornerà sulla Terra assieme all'equipaggio di Spedizione 17, Comandante
Sergei Volkov ed Ingegnere di Volo Oleg Kononenko, a bordo della Soyuz
TMA-12 il prossimo 22 ottobre. A bordo della stazione, a dare il
benvenuto all'equipaggio di Spedizione 18 si trova anche l'astronauta
Gregory E. Chamitoff, lanciato sulla stazione con la missione
Discovery STS-124 a maggio scorso. Garriott, un programmatore di
giochi per computer e figlio dell'astronauta Owen Garriott che ha
volato sullo Skylab e sullo Shuttle, ha pagato ai russi una somma di
circa 30 milioni di dollari per visitare la Stazione Spaziale. Si
tratta della sesta persona a comprare un volo commerciale sulla
stazione utilizzando la Space Adventures Ltd. Anche Volkov è figlio
del cosmonauta Alexander Volkov ed entrambi i genitori erano presenti
alla conferenza stampa avvenuta dopo l'aggancio al Controllo Missione
presso Mosca. Nei prossimi dieci giorni Volkov, Kononenko e Chamitoff
istruiranno Finke e Lonchakov sulle intricate operazioni da svolgere a
bordo della stazione. Finke aveva già trascorso sei mesi a bordo
della ISS nel 2004 come Ingegnere di Volo mentre Lonchakov aveva
effettuato due brevi visite nel 2001 e nel 2002. Da allora la stazione
è cresciuta in modo considerevole con l'aggiunta dei moduli europei,
giapponesi ed americani.
Fonte: NASA
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14/10/2008 - La
NASA pronta ad "operare" Hubble - Dopo due settimane
di riunioni e discussioni fra ingegneri i dirigenti della NASA hanno
deciso di avviare il piano per effettuare una specie di
"chirurgia celebrale" sul Telescopio Spaziale Hubble a
partire da domani. Per poter far questo le squadre di ingegneri della
NASA dovranno passare il controllo dei dati scientifici dall'unità
principale, andata in avaria, a quella di riserva che non è stata mai
accesa fin dal lancio, circa 18 anni fa. La NASA stava preparando la
navetta spaziale Atlantis per il lancio, previsto proprio per oggi,
quando il canale A dell'unità elettronica di controllo dei dati
scientifici (CU/SDF-A) ha iniziato a fornire dati errati. Il computer
di volo del telescopio, a questo punto, seguendo una procedura
programmata ha messo in sicurezza il computer del carico utile e degli
strumenti scientifici. Un tentativo da Terra di riformattare
l'unità non ha avuto successo e gli ingegneri hanno rapidamente
determinato che il componente aveva sofferto un guasto fisico. A
questo punto, con un sistema di riserva disponibile a bordo, la NASA
aveva deciso di rinviare il lancio di Atlantis per la missione
STS-125, conosciuta anche come Hubble Servicing Mission 4, almeno fino
a metà febbraio per dare agli ingegneri il tempo per testare e
certificare l'unità di riserva che veniva utilizzata a Terra per
prove. I test a cui sarà sottoposta questa unità di riserva
inizieranno la prossima settimana e dovrebbero essere completati entro
i primi di novembre permettendo il lancio con la navetta di questo
componente vitale in febbraio. Intanto i responsabili NASA hanno
deciso di tentare di passare il controllo dei dati di Hubble al Side-B
per riportare le operazioni scientifiche al livello normale. Questa
cruciale operazione inizierà domani e dovrebbe durare un paio di
giorni e riportare così il telescopio a lavorare al 100%. Per come è
stato costruita l'elettronica del Telescopio Spaziale Hubble negli
anni '70 non è possibile semplicemente accendere il Side-B ed
aggiungerlo al Side-A. In pratica i controllori di volo dovranno
spegnere il telescopio e poi passare da uno a l'altro di una mezza
dozzina di componenti. Al momento la NASA lavora per un possibile
lancio della missione Shuttle Atlantis STS-125 per il 17 febbraio ma,
a causa delle operazione della Stazione Spaziale Internazionale ed una
varietà di altri fattori la data potrebbe slittare fino a
maggio.
Fonte: SpaceflightNow.com
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12 ottobre 2008 -
Lanciata la Spedizione 18 alla ISS - Il Comandante Edward Michael "Mike" Fincke e l'Ingegnere di Volo Yury Valentinovich Lonchakov della
Spedizione 18 alla
Stazione Spaziale Internazionale sono stati lanciati oggi a bordo della Soyuz TMA-13 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 3.01 a.m. EDT (le 9.01 ora
italiana), per iniziare una permanenza di sei mesi nello spazio. Meno di 10 minuti dopo il lancio la loro astronave ha raggiunto l'orbita e le sue antenne ed i pannelli solari sono stati dispiegati poco dopo. Assieme a Finke, un colonnello dell'aviazione militare USA, e Lonchakov, un colonnello delle Forze Aeree Russe, si trova l'astronauta partecipante Richard Garriott che vola grazie ad un contratto con l'Agenzia Spaziale Federale Russa. Garriott rientrerà sulla Terra con i membri di
Spedizione 17, il Comandante Sergei Volkov e l'Ingegnere di Volo Oleg Kononenko a bordo della loro Soyuz TMA-12 il 23 ottobre prossimo. Spedizione 17 era stata lanciata l'8 aprile. All'equipaggio di Spedizione 18 verrà dato il benvenuto a bordo da parte dell'equipaggio di Spedizione 17 incluso l'astronauta Gregory E. Chamitoff, dopo l'aggancio con il laboratorio orbitante previsto per martedì. Chamitoff è stato lanciato verso la stazione a bordo della missione
STS-124 Discovery lo scorso 31 maggio. Egli si è unito all'equipaggio di Spedizione 17 che era già sulla ISS e fornirà la sua esperienza a quello di Spedizione 18 nella prima parte della loro missione. Finke, 41 anni, è già alla sua seconda permanenza prolungata sulla stazione avendo servito come Ingegnere di Volo della ISS nella Spedizione 9 da aprile ad ottobre del 2004. Lonchakov, 43 anni, ha già volato due volte nello spazio, nel 2001 a bordo della missione
STS-100 diretta alla Stazione Spaziale Internazionale e nel 2002 con una Soyuz per un volo di avvicendamento della capsula.
Nella foto (Credit: AP Photo/NASA - Bill Ingalls) il momento del
lancio del razzo Soyuz FG con a bordo la capsula Soyuz TMA-13 diretta
alla ISS.
Fonte: NASA
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07/10/2008
- Messenger rivela stupende immagini di Mercurio -
Durante il suo secondo sorvolo di Mercurio la sonda della NASA Messenger
ha inviato a Terra stupefacenti immagini del pianeta più vicino al
Sole. LA sonda ha catturato delle immagine della superficie mai viste
prima durante il suo incontro di ieri con Mercurio. Per la seconda
volta questo anno la sonda è transitata vicina al pianeta per
aggiustare la sua traiettoria che le permetterà di diventare il primo
oggetto costruito dall'uomo ad entrare in orbita attorno a Mercurio
nel marzo del 2011. Grazie a queste immagini, a quelle riprese con il
primo passaggio ravvicinato dello scorso 14 gennaio e le immagini
della sonda Mariner 10 negli anni '70 la NASA ha ottenuto, per la
prima volta, la mappatura dell'intera superficie del pianeta. Infatti
Messenger (abbreviazione di MErcury
Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging)
è la prima sonda dopo 33 anni a raggiungere Mercurio. La sonda dovrà
effettuare un nuovo flyby nel 2009 prima di entrare finalmente in
orbita il 18 marzo del 2011. Messenger, costata circa 446 milioni di
dollari, dovrebbe funzionare per circa un anno studiando Mercurio e
l'ambiente circostante. Il punto di massimo avvicinamento è avvenuto
alle 10.45 ora italiana a circa 200 km dalla superficie del pianeta e
tutte le immagini riprese si possono osservare sul sito della NASA
dedicato a questa missione: http://www.nasa.gov/mission_pages/messenger/main/index.html.
Nella foto (Credit:
Fonte: Space.com
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01/10/2009 - Satellite
della Tailandia in orbita con vettore Russo/Ucraino - Il
satellite per l'osservazione della Terra ad alta risoluzione
tailandese Theos è stato piazzato con successo in orbita di
trasferimento retrograda mercoledì, da un razzo vettore Russo/Ucraino
Dnepr lanciato alle 8.37 ora italiana da in silos sotterraneo, dopo
quasi due anni di rinvii dovuti alla disponibilità del veicolo,
secondo quanto riportato dalle autorità tailandesi, che hanno
acquistato il satellite dalla Astrium Satellite. Il Dnepr, un missile
balistico ICBM SS-18 riconvertito, ha piazzato il Theos, pesante 715
kg in un'orbita di parcheggio alta 690 km, dopo essere decollato dallo
Spazioporto di Yasny,
nella regione di Orenburg, a circa 120 km ad ovest di Orsk. Dopo i
test iniziali in orbita nei primi giorni il Theos utilizzerà la
propulsione di bordo per alzare la sua quota a quella operativa di 822
km ed inclinata di 98,7° relativi all'equatore. Il Theos possiede due
sensori ottici, uno con una risoluzione di 2 metri e con una larghezza
di ripresa di 22 km, ed il secondo fornisce immagini a colori di 15
metri di risoluzione e 90 km di larghezza. Il satellite è designato
per una vita operativa di 5 anni ma possiede abbastanza combustibile
per almeno sette. Le autorità della Tailandia utilizzeranno Thaos per
il controllo ambientale, sicurezza civile incluso il controllo dei
disastri naturali ed applicazioni di difesa e del controllo dei
confini e marittimo. La Thailand's
Geo-Informatics and Space Technology Development Agency (GISTDA) aveva
affidato il contratto per la costruzione alla Astrium nel luglio 2004.
Il lancio sarebbe dovuto avvenire all'inizio del 2007 con la società
Russo/Tedesca Eurockot
Launch Services che utilizza i vettori Rockot dal Cosmodromo di
Baikonur, nel Kazakhstan, ma il contratto venne cancellato quando la
Eurockot non poté garantire il lancio nel 2007. Ma anche la ISC Kosmotras
di
Mosca, che gestisce i lanci con i Dnepr, incontrò delle difficoltà a
causa della traiettoria del razzo che avrebbe portato la caduta del
primo stadio nei territori di Kazakhstan,
Uzbekistan e Turkmenistan che vogliono dei pesanti risarcimenti per i
danni provocati. Alla fine la modifica della
traiettoria ed un accordo economico raggiunto con il Kazakhstan ha
permesso il lancio di oggi. E' la prima volta che un razzo viene
lanciato da Yasny con una traiettoria retrograda ovvero contraria alla
rotazione terrestre.
Fonte: Space.com
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30/09/2008
- Grave guasto ad Hubble fa rinviare il lancio di Atlantis
- A causa di un grave guasto al Telescopio Spaziale Hubble occorso
durante il fine settimana e che ha compromesso l'immagazzinamento e la
trasmissione dei dati scientifici sulla Terra, la NASA valuterà i
risultati dell'investigazione prima di determinare le conseguenze sul
lancio della missione di servizio STS-125.
Viene considerata la possibilità di far volare un'unità di rimpiazzo
del sistema come parte del carico utile che verrebbe poi installato
durante la missione. L'unità di riserva deve però prima essere
testata e controllata al Goddard Spaceflight Center di Greenbelt, nel
Maryland, ma così questo non sarà pronto per l'invio al Kennedy
Space Center fino alla prima settimana di gennaio. La NASA ha ora
deciso di far volare per prima la missione di Endeavour STS-126
spostando la missione di servizio ad Hubble STS-125 nel 2009. Il
lancio di Endeavour è ora previsto per il 16 novembre. I responsabili
della NASA stanno anche pensando di spostare la data di lancio di un
paio di giorni, se possibile. Il guasto di Hubble è avvenuto al
Control Unit/Science Data Formatter - Lato A, il sistema di controllo
principale. Appena dopo le 8 p.m. di sabato (le 1 ora italiane di
domenica) il computer del telescopio spaziale ha inviato un comando
per salvaguardare il computer e gli strumenti scientifici quando un
errore è stato riscontrato all'interno dello CUSDF (Control Unit/Science
Data Formatter). Un tentativo di resettare il sistema ed ottenere un
riavvio della memoria del computer del carico scientifico non ha avuto
successo. Ulteriori prove dimostrano che il Lato A non riesce più a supportare
il trasferimento dei dati scientifici sulla Terra. Una transizione con
il sistema di riserva Lato B potrebbe riportare alla piena
funzionalità degli strumenti scientifici e le operazioni. La
transizione al Lato B è complessa e richiede che altri cinque moduli
usati per manipolare i dati possano essere spostati sul Lato B del
sistema. Il Lato B di questi moduli è stato attivato l'ultima volta a
Terra prima del lancio agli inizi degli anni '90. La squadra
operazioni di Hubble ha iniziato la transizione al Lato B e spera di
poter riconfigurare Hubble prima della fine della settimana. La
transizione verrà completata dopo che le squadre completeranno una
revisione di tutta l'operazione. Hubble potrebbe ritornare alle
operazioni scientifiche nell'immediato futuro se la riconfigurazione
avrà successo. Nella foto (Credit: NASA) il Telescopio Spaziale
Hubble dopo la missione di servizio n.2 effettuata durante STS-82 nel
febbraio 1997.
Fonte: NASA
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29/09/2008
- ATV Jules Verne conclude la missione con un fuoco d'artificio -
Il primo ATV (Automated Transfer Vehicle) europeo Jules Verne ha completato oggi con successo la sua missione logistica con un rientro distruttivo controllato sopra una zona disabitata
dell'Oceano Pacifico. Dopo aver eseguito un'ultima accensione dei motori alle 14.58 ora italiana che ne ha rallentato la velocità di 70 m/s, l'ATV è entrato negli strati alti dell'atmosfera ad una altitudine di circa 120 Km alle 15.31. Jules verne si è disintegrato ad una altezza di 75 Km ed i frammenti sono caduti nell'Oceano Pacifico circa 12 minuti dopo. L'ATV ha dato prova delle sue capacità logistiche per la ISS. Dopo il lancio avvenuto il 9 marzo con un vettore Ariane 5 dallo Spazioporto della Guyana Francese l'ATV ha trasportato 6 tonnellate di carico alla
Stazione Spaziale Internazionale con il quale è rimasto agganciato per cinque mesi. Durante questo periodo ATV ha mostrato
tuttte le sue capacità, incluso l'avvicinamento e l'aggancio automatico, quattro accensioni dei propri motori per risollevare l'orbita della ISS, controllo della posizione della stazione ed è stato utilizzato anche per far cambiare orbita alla ISS per evitare dei detriti di un vecchio satellite ed infine ha caricato 2 tonnellate e mezzo di rifiuti per il suo viaggio finale. Dopo lo sgancio dalla ISS, avvenuto il 5 settembre, ATV ha trascorso 23 giorni effettuando diverse manovre per portarsi nella corretta posizione per poter eseguire il rientro in modo
da poter essere osservato anche dalla stazione stessa e da due aerei attrezzati
con telecamere speciali. Questa campagna per osservare il rientro di ATV
servirà per determinare se la distruzione del veicolo corrisponde con le simulazioni al computer.
"La missione è un fantastico risultato che completa un grande anno nel volo spaziale umano per l'Agenzia Spaziale Europea"
ha detto Simona Di Pippo, direttori dei voli umani dell'ESA. "Assieme al laboratorio Columbus, l'ATV ha mostrato realmente le capacità europee di sviluppare, costruire, lanciare e controllare infrastrutture spaziali. L'Europa ha ora fatto un passo ulteriore verso la capacità di trasportare carichi e riportare a Terra cargo ed astronauti ed aiutare a definire l'immagine
globale del volo spaziale dalla ISS alle future attività di
esplorazione". Nella foto (Credit: ESA) i resti in fiamme di
ATV nel momento del rientro sulla Terra.
Fonte: ESA
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29/09/2008
- Falcon 1 raggiunge l'orbita l quarto tentativo -
"Questo è un grande giorno per SpaceX ed il culmine di un
enorme lavoro svolto da una grande squadra. I dati mostrano che
abbiamo raggiunto una super precisa inserzione orbitale e che con la
riaccensione del secondo stadio abbiamo aggiunto la ciliegina sulla
torta. Avremo una più completa relazione post lancio domani, per ora
sono un poco su di giri ed ho bisogno di andare a festeggiare."
Queste sono state le parole di Elon Musk, il proprietario di SpaceX,
dopo la conferma del raggiungimento dell'orbita del vettore Falcon 1
al suo quarto tentativo. Il lancio è avvenuto alle 1.15 ora italiana
dall'isola di Omelek, nell'Atollo delle Kwajalein, nell'Oceano
Pacifico a circa 4.000 chilometri a sud-ovest delle isole Hawaii. Dopo
due minuti e 37 secondi nel volo è avvenuto il momento più delicato
dello spegnimento del primo stadio Merlin 1C, il suo distacco e
l'accensione del secondo stadio Kestrel. Infatti nel terzo tentativo
proprio l'urto, al momento del distacco, del primo stadio con il
secondo aveva compromesso la missione. Alcuni secondi dopo l'accensione
del secondo stadio la copertura dell'ogiva del vettore si è sganciata
regolarmente ed è precipitata sulla Terra. Infine, a circa nove
minuti e mezzo dal lancio anche il secondo stadio è stato spento ed
il Falcon 1 è diventato il primo razzo a propellente liquido
costruito da privati a raggiungere l'orbita terrestre. A bordo del
Falcon 1-4 non si trovava nessun satellite ma soltanto un contenitore
di alluminio che ne simulava la forma e pesante circa 150 chilogrammi
e battezzato "Ratsat". L'orbita iniziale raggiunta è stata
di 328x646 chilometri con una inclinazione di 9,3°. Dopo aver atteso
diversi minuti il secondo stadio è stato riacceso per rendere
l'orbita circolare a circa 640 chilometri. Originariamente questo volo
avrebbe dovuto ospitare il satellite malese RazakSat ma la
SpaceX ha preferito mostrare un lancio eseguito con successo prima di
accettare un carico utile pagante. Ora RazakSat è atteso al quinto
volo, ora previsto per gennaio o febbraio prossimi. Nei programmi
della SpaceX il primo stadio del Falcon 1 dovrebbe essere
riutilizzabile ma, secondo i primi rapporti, quello lanciato oggi si
è distrutto al rientro sulla Terra. Elon ha dichiarato che i tecnici
non hanno avuto abbastanza tempo per integrare una protezione termica
al primo stadio ma questa sarà pronta quanto prima i permettendo un
ulteriore risparmio potendo usare di nuovo il primo stadio per
ulteriori lanci. Al momento il costo di un lancio di un Falcon 1 è di
7,9 milioni di dollari, almeno tre volte meno costoso qualsiasi altro
vettore commerciale mondiale, compresa Russia, Cina ed India. Nella
foto (Credit: SpaceX) il primo stadio appena sganciato si allontana
verso la Terra. In primo piano a sinistra il motore del secondo
stadio.
Fonte: SpaceX
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28/09/2008
- Rientro sulla Terra per l'equipaggio di Shenzhou 7 -
Tre astronauti cinesi sono rientrati sani e salvi sulla Terra
domenica, dopo aver compiuto la prima attività extraveicolare del
Paese, con un benvenuto da eroi. La capsula di rientro della missione
Shenzhou 7 è stata mostrata sulla televisione di stato mentre
scendeva appesa ad un gigantesco paracadute rosso e bianco verso una
desolata pianura della Mongolia interna. Gli applausi sono scaturiti
dal Centro Controllo Missione di Pechino appena la capsula ha toccato
il suolo alle 5.37 p. m. locali (le 11.37 ora italiana). Il comandante
della missione Zhai Zhigang ha scritto il suo nome sui libri di storia
del suo Paese di 1,3 miliardi di abitanti con una passeggiata spaziale
di 15 minuti eseguita sabato e che segna un altra pietra miliare della
Cina nella sua trasformazione in potenza globale. "La missione
è stata gloriosa e piena di sfide ma il risultato è stato perfetto.
Sono fiero del mio Paese." ha detto Zhai alla troupe
televisiva giunta sul luogo dell'atterraggio. Zhai, 41 anni, è stato
visto da milioni di persone in tutto il mondo sabato durante la sua
attività extraveicolare che ha piazzato la Cina assieme agli Stati
Uniti ed alla ex-Unione Sovietica fra le sole nazioni capaci di
effettuare una EVA. Durante la manovra Zhai ha galleggiato nello
spazio con una bandiera cinese, un momento di grande commozione e
simbolismo fatto proprio il giorno prima del 50° anniversario della
costituzione della NASA ed anche il giorno della festa nazionale
cinese. Circa due ore dopo la passeggiata spaziale l'equipaggio della
Shenzhou 7 ha sganciato un piccolo satellite pesante circa 40
chilogrammi che ha orbitato nei pressi del modulo orbitale inviando a
Terra immagini della capsula. Il piccolo satellite è equipaggiato con
due macchine fotografiche ed ha assistito la nave spaziale principale
con le comunicazioni, esperimenti scientifici ed osservazioni della
Terra ed astronomiche. Il premier Wen Jiabao ha seguito le fasi finali
della missione dal Centro Controllo Aerospaziale di Pechino ed ha
applaudito all'atterraggio della capsula che concludeva la propria
missione durata 68 ore. La missione della Shenzhou 7 è considerato un
passo decisivo nei piani cinesi di costruire una propria stazione
spaziale. I tre astronauti dovranno ora attendere almeno due settimane
prima di festeggiare il successo della missione, infatti Zhai ed i
suoi compagni dovranno eseguire tutta una serie di esami medici ed
altri controlli che sono di routine per gli astronauti cinesi al
rientro dallo spazio. Nell'immagine (Credit: Xinhua) l'equipaggio
della Shenzhou 7 appena uscito dalla capsula di rientro che si vede
posata su un fianco dopo l'atterraggio. Ulteriori immagini della
missione le trovi alla nostra pagina
dedicata alle missioni spaziali umane cinesi.
Fonte: Spacedaily.com
- Xinhua
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27/09/2008
- Effettuata con successo la prima EVA cinese - Il
Taikonauta cinese Zhai Zhigang ha completato una
passeggiata spaziale oggi, segnando un notevole progresso
nell'ambizioso piano spaziale cinese, che potrà portare a stabilire
una stazione spaziale permanente. Indossando una tuta spaziale
costruita in Cina, la Feitian, del costo di circa 4,4 milioni di
dollari USA, Zhai è uscito dal modulo orbitale della Shenzhou 7
mettendo fuori per prima la testa alle 4.43 p.m. locali (le 10.43 ora
italiana). Grazie ad una telecamera montata sul modulo di servizio ed
una sul modulo orbitale l'astronauta è apparso chiaramente sui
monitor del Centro Controllo Spaziale di Pechino (BACC). "Qui
Shenzhou 7, ora sono fuori dalla capsula. Mi sento bene. Saluto tutto
il popolo cinese e quello di tutto il mondo," ha riportato il
taikonauta al Centro Controllo di Pechino dove il Presidente cinese Hu
Jintao osservava il collegamento video diretto assieme ai migliori
scienziati spaziali del Paese. Alcuni minuti dopo che Zhai è uscito
dalla capsula il suo collega Liu Boming, con indosso una tuta spaziale
Orlan acquistata dai Russi, è emerso dal boccaporto del modulo ed ha
passato una bandierina nazionale cinese che Zhai ha sventolato nello
spazio. Il terzo membro dell'equipaggio, Jing Haipeng, ha monitorato
tutta l'operazione dall'interno del modulo di rientro. I monitor del
Centro di Controllo hanno mostrato Zhai che lentamente si spostava
all'esterno del modulo orbitale e recuperava un contenitore di
campioni di lubrificante solido e lo passava a Liu, in attesa
affacciato al portello. Il lubrificante solido è largamente
utilizzato sulle astronavi. Il campione trasportato su Shenzhou
include 11 tipi di lubrificante. Gli scienziati cinesi sperano di
migliorare le proprietà e la durata del materiale studiando questi
campioni. Dopo questa operazione, Zhai, che sognava di volare nello
spazio fin da piccolo, ha iniziato la parte centrale dell'avventura
spaziale, la passeggiata. Il taikonauta, tenuto da due cavi di
sicurezza e connesso con un cordone ombelicale che provvede
all'ossigeno ad alle comunicazioni, si è spostato lentamente lungo i
corrimano attorno al modulo orbitale scambiando i cavi di connessione
fra lui e l'astronave. Il momento storico, visto da milioni di
telespettatori cinesi, è stato salutato con un applauso scrosciante
da parte dei tecnici nella Sala di Controllo. Sedici minuti dopo
l'uscita Zhai è tornato all'interno del modulo orbitale infilando per
primo i piedi, segnando il completo successo della prima attività
extraveicolare cinese. Dopo aver chiuso ed eseguito i controlli di
chiusura del portello, Zhai e Liu hanno iniziato la delicata fase
della ri-pressurizzazione del modulo orbitale. Dopo di questo i due
taikonauti hanno iniziato a sistemare le loro tute EVA
all'interno del modulo orbitale. Poco dopo il Presidente cinese Hu
Jintao ha chiamato telefonicamente i tre taikonauti e si è
congratulato con loro. La Cina è la terza nazione al mondo ad aver
effettuato una passeggiata spaziale autonoma dopo la Ex Unione
Sovietica e gli USA nel 1965. Il rientro di Zhenzhou 7 è previsto per
domani dopo tre giorni di missione. Nella foto (Credit: CCTV/Xinhua)
il taikonauta Zhai sventola la bandiera cinese nello spazio durante la
prima attività extraveicolare cinese della Storia.
Fonte: Xinhua
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26/09/2008 - ATV
Jules Verne pronto alla fine della missione - Poco dopo le ore
15.30 ora italiana di lunedì 29 settembre il Veicolo Automatico di
Trasferimento ATV Jules Verne, inizierà il suo rientro distruttivo
controllato sopra una zona disabitata dell'Oceano Pacifico. Il primo
ATV (Automated Transfer Vehicle) battezzato Jules Verne si è
sganciato dalla Stazione Spaziale Internazionale lo scorso 5 settembre
dopo una missione pienamente riuscita dove ha consegnato rifiorimenti
all'avamposto orbitale. I motori principali utilizzeranno il
combustibile rimanente per eseguire due diverse accensioni per
concludere le tre settimane di volo solitario di Jules Verne. Le
accensioni di uscita dall'orbita immetteranno la nave spaziale di 13,5
tonnellate in un traiettoria di rientro distruttivo controllato sopra
l'Oceano Pacifico. E' stata pianificata da parte di ESA e NASA una
serie di osservazioni del rientro nell'atmosfera di ATV da parte di
due aerei con ripresa di immagini ottiche e spettrometriche. Inoltre
anche l'equipaggio della ISS potrà osservare il rientro di ATV con l'attrezzatura
russa ultravioletta e spettrometrica chiamata FIALKA. Il rientro
sarà seguito dal Centro Controllo ATV dell'ESA di Tolosa, Francia.
Per tutta la giornata del rientro il blog di ATV (qui)
terrà aggiornamenti regolari dall'interno del Centro di Controllo ATV.
Fonte: ESA
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25/09/2008
- In orbita Shenzhou 7 - La Cina ha lanciato oggi il
volo spaziale più rischioso inviando tre uomini in orbita in una
missione che include la prima passeggiata spaziale. La nave spaziale
Shenzhou 7 è decollata dal Satellite Launch Centre di Jiuquan, nel
nordovest della Cina, alle 9.10 p.m locali (le 15.10 ora italiana)su
di un razzo vettore Lunga Marcia 2-F alla presenza del Presidente Hu
Jintao e di altri importanti personaggi del governo ed è stata
trasmessa in diretta televisiva. Appena giunti in orbita i tre taikonauti
(come sono stati ribattezzati gli astronauti in cinese)
hanno preso contatto con il centro di controllo mostrando alle
telecamere come i notebooks galleggiavano all'interno della cabina
della capsula. L'orbita della capsula è di 343 Km sopra la superficie
terrestre. Il Presidente Hu aveva salutato personalmente i tre
uomini appena prima che venissero imbarcati sulla nave spaziale. Il
Comandante della missione è Zhai Zhigang, pilota militare di 41 anni,
e venerdì o sabato effettuerà la prima passeggiata spaziale cinese
della durata di circa 30 minuti, assieme a lui Liu Boming e Jing
Haipeng. Zhai testerà una nuova tuta spaziale tutta costruita in Cina
durante la prima attività extraveicolare all'esterno della capsula.
Il lancio è avvenuto a quasi 50 anni esatti dalla fondazione della
NASA, avvenuta il primo ottobre 1958. Secondo il giornale China Daily,
nel 2010 verranno lanciati due veicoli senza equipaggio che verranno
poi raggiunte da una terza capsula con un equipaggio di tre uomini che
si aggancerà ed una volta salito a bordo inizierà a lavorare nel
complesso orbitale. La Shenzhou 7 rientrerà sulla Terra dopo tre
giorni nello spazio in una zona della Mongolia interna. Nella foto in
alto (Credit: Xinhua) l'equipaggio di Shenzhou 7 prima di imbarcarsi
sulla capsula: da sinistra Jing Haipeng, Zhai Zhigang e Liu Boming.
Ulteriori immagini della missione nella nostra speciale pagina
dedicata alle missioni umane cinesi.
Forma: Spacedaily.com
- Xinhua
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25/09/2008
- Proton mette in orbita tre satelliti di navigazione -
Un razzo vettore russo Proton è decollato dal Cosmodromo di Baikonur,
nel Kazakhstan, alle 10.49 ora italiana, con a bordo tre nuovi
satelliti per il sistema di navigazione satellitare Glonass. I tre
stadi hanno completato il loro lavoro nei primi nove minuti della
missione e poi lo stadio superiore Block DM è stato riacceso due
volte per inserire i tre satelliti Glonass nell'orbita di altitudine
medio alta. I satelliti, del peso di circa 1.200 chilogrammi, sono
stati rilasciati ad una quota di circa 19.200 Km ed inclinazione di
64,8° completando così il settimo lancio di un Proton quest'anno. Il
sistema di navigazione Glonass, la controparte russa dell'americano
GPS, è composto attualmente da 16 satelliti, dei quali però uno è
in manutenzione ed un'altro fuori servizio lasciandone soltanto 14 per
le operazioni giornaliere. Il Glonass è un sistema gestito dalle
Forze Militari Russe e trasmette due segnali di navigazione per le
forse militari ed i civili. Il canale civile permette una posizione
con una esattezza di circa 60 metri. Per poter coprire tutta la Russia
i satelliti dovranno essere 18 mentre per la copertura globale 24.
Fonti ufficiali russe prevedono di raggiungere i 30 satelliti in
orbita, compresi quelli di riserva, per il 2011. Altri tre Glonass
saranno lanciati a dicembre ed altri seguiranno l'anno prossimo. I
satelliti lanciati hanno una vita operativa di circa sette anni.
Quello di oggi era il secondo lancio di un Proton in sei giorni mentre
il prossimo è previsto per fine ottobre inizi novembre con il
satellite per telecomunicazioni ASTRA 1M.
Fonte:
Space.com
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24/09/2008 -
La NASA potrà acquistare posti sulle Soyuz anche dopo il 2011 - La Camera dei Rappresentanti, nello sforzo di assicurare adeguati fondi per operazioni governative anche nel delicato momento di transizione delle elezioni presidenziali, ha esteso una rinuncia al patto di Non proliferazione delle armi per Iran, Corea del Nord e Siria che permetterà alla NASA di acquistare posti sulle capsule russe Soyuz anche dopo che la corrente sospensione sarà estinta alla fine del 2011. A causa del tempo occorrente (tre anni) ai russi per costruire ogni nuova Soyuz una sospensione dell'INKSNA (Iran, North Korea and Syria Nonproliferation
Act) è necessaria alla NASA per impedire di abbandonare la Stazione Spaziale Internazionale a partire dal 2012. Se anche il Senato approverà l'estensione e questa diventerà legge la NASA potrà mantenere la sua presenza continua sul complesso orbitale e fare da ponte al gap fra la fine delle operazioni shuttle nel 2010 e l'entrata in servizio del suo
rimpiazzo nel 2014/2015. L'estensione avrà effetto dal primo gennaio 2012 e fino al luglio 2016.
L'INKSNA è stato creato per impedire agli USA di acquistare beni tecnologici dai paesi che hanno rapporti con l'Iran, la Corea del Nord e la Siria, e la Russia, che ha fornito in passato tecnologia nucleare all'Iran rientra in questo divieto. La NASA, fino a questo momento, ha potuto comprare posti sulle Soyuz russe grazie ad una sospensione dell'INKSNA nei confronti della Russia e votato dal Congresso. La NASA utilizza a volte i posti sulle Soyuz per inviare propri astronauti sulla ISS e questa è anche utilizzata come scialuppa di salvataggio della stazione. Nelle settimane scorse l'estensione della sospensione dell'INKSNA sembrava in stallo a causa del conflitto della Russia con la Georgia ed il direttore della NASA Mike Griffin aveva espresso pessimismo nella possibilità della votazione prima delle elezioni presidenziali. A questo punto si erano aperte tre possibilità: la prima che la ISS non potesse più ospitare astronauti USA dal 31 dicembre 2011, la seconda era quella di prolungare i voli dello shuttle fino all'entrata in servizio di
Orion aumentando i fondi disponibili e la terza era quella di proseguire i voli shuttle ma senza aumentare i fondi e questo avrebbe inevitabilmente portato ad un allungamento indefinito dell'entrata in servizio di Orion. Anche se, a dire il vero le ultime due possibilità non tenevano conto che ci sarebbe stata la mancanza di un veicolo di salvataggio per gli astronauti NASA dato che comunque lo shuttle non può rimanere nello spazio per più di 20 giorni. La votazione di oggi riapre le speranze che, dopo un investimento di miliardi di dollari, gli USA non abbandonino la ISS dopo il 2011, ad appena un anno dal suo completamento definitivo.
Fonte: SpaceflightNow
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24/09/2008 - Rinvio
confermato per Atlantis - La NASA ha deciso oggi di spostare
la data di lancio della missione STS-125
Atlantis dal 10 al 14 ottobre alle ore 10:19 p.m. EDT (le 1.19 ora
italiana del 15 ottobre). Una data ed un orario ufficiale verranno
comunicati il prossimo 3 ottobre durante una conferenza stampa che seguirà
la tre giorni di FRR. Questo slittamento avrà impatto anche sul
lancio della missione successiva STS-126
Endeavour spostata ora dal 12 al 16 novembre.
Fonte: NASA
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24/08/2008
- Sea Launch mette in orbita un Galaxy - Il satellite
per telecomunicazioni Galaxy 19 è stato messo in orbita oggi per
mezzo di un vettore Sea Launch Zenith 3SL decollato alle 09.27 GMT (le
11.27 ora italiana) dalla piattaforma oceanica Odyssey posta ad oltre
2.400 chilometri a sud delle isole Hawaii. I due stadi iniziali del
vettore, costruiti dalla Ucraina, hanno permesso allo stadio superiore
russo Block DM-SL di inserire il satellite americano nella giusta
orbita. Lo stadio superiore è stato riacceso un'altra volta dopo
circa mezzora prima di rilasciare il Galaxy 19 in un'orbita ellittica
geosincrona di trasferimento di 35.438x2.793 chilometri. Il Galaxy 19
utilizzerà ora i suoi motori di bordo per raggiungere l'orbita
circolare a 36.000 chilometri sopra l'equatore ad una longitudine di
97° Ovest dove rimpiazzerà il Galaxy 25 (conosciuto anche come
Telstar 5) che si trova nello spazio da oltre 11 anni. Il Presidente
della Intelsat, che gestirà il Galaxy, ha dichiarato che il satellite
fornirà copertura video sugli Stati Uniti, Caraibi, Canada e Messico.
Il satellite, costruito dalla Space Systems/Loral sul modello 1300, è
pesante circa 4 tonnellate ed è fornito di 52 trasmettitori fra
quelli in banda C e quelli banda Ku. Si è trattato del 43° satellite
della Space Systems/Loral ad entrare in servizio nella flotta della
Intelsat. Il Galaxy 19 ha segnato l'ottavo volo della Intelsat con Sea
Launch ed il secondo dell'anno, seguendo il Galaxy 18 avvenuto in
maggio. Per Sea Launch si è trattato della quinta ed ultima missione
dell'anno. Il prossimo lancio è previsto per gennaio con il satellite
per telecomunicazioni militari italiano Sicral 1B. Nella foto in alto
(Credit: Sea Launch) il momento del decollo del vettore Zenith 3SL con
a bordo il satellite Galaxy 19.
Fonte: SpaceflightNow
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22/09/2008 -
La NASA potrebbe rinviare il lancio di Atlantis - Gli astronauti assegnati alla missione Atlantis STS-125 hanno ricontrollato le procedure di emergenza al Kennedy Space Center prima di partecipare alla simulazione di conto alla rovescia previsto per mercoledì. Il lancio per la complessa missione dedicata alla manutenzione ed aggiornamento del Telescopio Spaziale Hubble rimane fissato pe le 12.43.35 a.m. del 10 ottobre (le 17.43 ora italiana) ma fonti non ufficiali parlano di uno slittamento di un paio di giorni a causa dei problemi di addestramento dell'equipaggio e dei ritardi avutisi con il carico utile. Una revisione del programma shuttle è prevista entro la settimana. I responsabili della missione effettueranno una revisione dello stato della navetta, dell'addestramento dell'equipaggio, della preparazione dei controllori di volo e degli effetti dell'uragano Ike sul personale del Johnson Space Center, prima di rilasciare una raccomandazione per la data di lancio ai dirigenti della NASA. Un ulteriore FRR (Flight Readiness Review - Revisione
di preparazione al volo) è prevista per il 2 e 3 ottobre prossimo. Sebbene il lancio rimanga, al momento, previsto per il 10 ottobre fonti interne affermano che uno slittamento di due o più giorni potrebbe essere deciso a causa della perdita di addestramento dell'equipaggio dovuto alla chiusura del Johnson Space Center la scorsa settimana e per i problemi nella preparazione del carico utile al Kennedy Space Center. Gli astronauti di Atlantis, che sono arrivati in volo al KSC domenica per partecipare questa settimana al TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test - Prova finale del conto alla rovescia) sono in ottima forma psicologica e pronti al compito che li attende.
"Voglio soltanto prendere un minuto per dirvi quanto siamo felici di essere qui e quanto è grande la voglia di volare e vedere la rampa con il veicolo pronto al
via" ha dichiarato il Comandante Scott Altman ai giornalisti sulla pista.
"E' bello essere qui e poter voltare le spalle all'uragano e guardare al volo che ci
aspetta,". La scorsa settimana gli ingegneri sono stati costretti a rinviare la consegna del carico utile di Atlantis sulla rampa a causa di una contaminazione di uno strato isolante di uno degli strumenti. Il
problema è stato risolto ed il carico è stato portato alla rampa sabato notte, il giorno seguente la navetta Endeavour è stata trasportata alla rampa 39/B per essere pronta in caso di emergenza per recuperare l'equipaggio di Atlantis. Gli ingegneri hanno incontrato altri problemi nello spostare il contenitore del carico nell'apposita camera di scambio della rampa 36/A ma il lavoro è stato completato lunedì. Il carico per Hubble, due nuovi strumenti scientifici, nuove batterie, giroscopi ed altre attrezzature verranno installate nel vano di carico di Atlantis martedì. Altman ed i suoi compagni, il Pilota Gregory C. Johnson, l'Ingegnere di Volo Megan McArthur e gli specialisti per le attività extraveicolari John Grunsfeld, Michael Massimino, Andrew Feustel e Michael Good giovedì indosseranno le tute di volo, saliranno su Atlantis ed effettueranno una fedele simulazione di conto alla rovescia per il lancio fino all'accensione ed il successivo spegnimento dei motori principali della navetta. I pianificatori della missione hanno deciso di predisporre il lancio 10 minuti dopo l'apertura della finestra di lancio giornaliera per massimizzare le performance di ascesa del veicolo.
Nella foto (Credit: NASA - KSC-08PD-2910) l'equipaggio di Atlantis al
termine della simulazione di lancio TCDT del 24 settembre.
Fonte: SpaceflightNow
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20/09/2008
- Shenzhou 7 sulla rampa pronta al lancio. - Sabato il
razzo alto 19 piani che porterà tre astronauti cinesi all'ultima
frontiera è stato portato dal grande edificio di assemblaggio alla
rampa di lancio. Il vettore Lunga Marcia 2F, con sulla sommità la
capsula Shenzhou 7, ha effettuato un viaggio su un apposito veicolo
ferroviario di circa 1.600 metri fino alla rampa di lancio del centro
spaziale Jiuquan del nord-ovest della Cina. Jiuquan si trova vicino al
confine fra le provincie di Gansu e la Mongolia interna. Il
trasferimento ha avuto inizio alle 07.15 GMT (le 9.15 ora italiana),
secondo quanto riferito dall'agenzia notizie di stato Xinhua. La
Xinhua è una delle poche agenzie di notizie che fornisce dettagli
sulla missione della Shenzhou 7. Il trasferimento è durato circa
un'ora. Il vettore è stato montato orizzontalmente all'interno del
vasto edificio di integrazione. Il lancio della missione è previsto
per Giovedì 25 settembre alle 13.10 GMT (le 15.10 ora italiana)
che corrispondono alle 9.10 p.m. locali. La finestra di lancio
si estende però fino al 30 settembre. La capsula Shenzhou 7 porterà
nello spazio tre piloti militari cinesi in una missione della durata
di tre giorni che include la prima EVA (attività extraveicolare più impropriamente
conosciuta come "passeggiata spaziale") cinese. Zhai Zhigang,
pilota di 42 anni delle Forze Aeree Cinesi indosserà una tuta pesante
circa 120 chilogrammi, costruita dal suo paese e ribattezzata "Feitian"
per un'escursione della durata di circa 40 minuti all'esterno
della capsula. Zhai sarà vincolato con un cavo alla Shenzhou 7
e questa operazione dovrebbe avvenire il secondo giorno di missione.
Zhai rilascerà un piccolo satellite, effettuerà delle riprese video
e recupererà un "materiale solido lubrificante" posto
all'esterno della capsula, secondo quanto riportato dalla Xinhua.
Assieme a Zhai ci saranno Jing Haipeng e Liu Boming, quest'ultimo
riserva per la EVA. Liu si unirà a Zhai nel modulo orbitale della
nave ed aiuterà l'altro astronauta a prepararsi per l'uscita,
indossando anche lui una tuta spaziale ma questa volta una russa Orlan,
mentre Jing rimarrà nel modulo di rientro che ospita l'equipaggio al
lancio ed al rientro. Secondo quanto riportato da fonti ufficiali la
televisione cinese di stato effettuerà una copertura diretta del
lancio e della passeggiata spaziale. Shenzhou 7 è la terza missione
cinese con equipaggio dopo quella del 2003 e del 2005. Nella foto (Credit:
agenzia di stampa cinese Xinhua) l'uscita del vettore dall'edificio di
assemblaggio diretto verso la rampa di lancio.
Fonte: SpaceflightNow
- Xinhua
- Ulteriori informazioni sulle missioni spaziali umane cinesi alla
nostra pagina qui.
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20/09/2008
- Proton mette in orbita satellite canadese - Un razzo
vettore Proton, gestito dalla ILS (International Launch Services)
ha messo
regolarmente in orbita il satellite Nimiq 4 della Telesat canadese. Il
Proton M con uno stadio superiore Briz M è decollato dal Cosmodromo
di Baikonur, nel Kazakhstan alle 3.48 ora locale (le 23.48 ora
italiana del 19 settembre). Dopo 9 ore e 11 minuti di volo il
satellite pesante cinque tonnellate è stato rilasciato in un'orbita
geosincrona di trasferimento. I tecnici della Astrium (costruttrice
del satellite, ndt.) provvederanno poi a manovrare il satellite alla
posizione di 82° di longitudine Ovest dove fornirà segnali
televisivi diretti alle case dei canadesi. Il Nimiq 4 è stato
costruito dalla EADS Astrium ed è basato sul bus Eurostar 3000. La
missione avrebbe dovuto svolgersi il 17 settembre ma poi venne
spostata al 19 e nuovamente rinviata di 24 ore a causa di alcune
anomalie all'avionica del primo stadio del Proton che ne avevano reso
necessario la sostituzione.
Fonte: Russiaspaceweb
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19/09/2008
- Due shuttle in rampa per l'ultima volta! - Per la
prima volta dal luglio 2001, due diversi shuttle si trovano sulle
rispettive rampe di lancio nello stesso momento al Centro Spaziale
Kennedy. La navetta spaziale Endeavour ha infatti completato il
viaggio di circa 7 chilometri fino alla rampa 39/B oggi alle 6.59 am.
EDT (le 11.59 ora italiana). Endeavour aveva lasciato il VAB (Vertical
Assembly Building) alle 11.15 p.m. (le 4.15 ora italiana) viaggiando a
meno di 2 chilometri orari sopra al gigantesco trattore da trasporto.
Endeavour rimarrà in attesa alla rampa B nella sfortunata evenienza
di una missione di recupero (LON-400)
che si renda necessaria durante la missione di riparazione del
Telescopio Spaziale Hubble STS-125
della navetta Atlantis, il cui lancio è previsto per il 10
ottobre. Dopo che Endeavour sarà liberato dal compito della missione
di recupero verrà spostato alla rampa 39/A in preparazione della
missione STS-126
destinata alla Stazione
Spaziale Internazionale il cui lancio è previsto per il 12
novembre.
Fonte: NASA
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18/09/2008 - Progress
attracca alla ISS - Dopo essere rimasto in attesa in orbita
per tutta la settimana a causa dell'uragano Ike cha ha costretto i
responsabili della NASA a chiudere il Controllo Missione, il veicolo
automatico cargo Progress M65-30P ha attraccato con successo alla
Stazione Spaziale Internazionale alle 2.43 p.m. EDT di giovedì (le
19.43 ora italiana). Il Centro Controllo Missione di riserva di
Huntsville è stato utilizzato mentre Houston si riprende dalla
tempesta. Il Johnson Space Center di Houston verrà riaperto lunedì
prossimo.
Fonte: SpaceflightNow
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12/09/2008
- "Diavoli di polvere" fanno visita a Phoenix
- Dopo aver eseguito esperimenti per tre mesi nelle regioni polari di
Marte, il lander della NASA Phoenix ha finalmente ricevuto la visita
di un cosiddetto "dust devils" (diavolo di polvere), piccoli
vortici di polvere sollevati dal vento, ed ha captato un
leggero movimento dell'aria al suo passaggio. "Ci aspettavamo
i dust devil, ma non possiamo sapere con quale frequenza
appaiono," ha detto Leslie Tamppari, uno scienziato del
Progetto Phoenix al JPL della NASA. "potrebbero essere rari e
Phoenix è stato solo fortunato. Stiamo cercando i dust devil al sito
di atterraggio di Phoenix per vedere se sono comuni o meno."
Almeno sei differenti dust devils con diametri da due a cinque metri
sono apparsi nelle immagini riprese questa settimana, più piccoli di
quelli fotografati dal rover Spirit che si trova vicino all'equatore. "E'
stata una sorpresa avere dei dust devils così visibili," ha
aggiunto Mark Lemmon, capo degli scienziati che si occupano della
macchina fotografica stereo che ha ripreso i dust devils in azione. "Una
volta ne abbiamo visti un paio ma con ulteriori elaborazioni abbiamo
trovato dust devils in altre 12 immagini. Sarà molto interessante
osservare nei prossimi giorni o settimane se ci sono un mucchio di
dust devils o se si è trattato di un caso isolato." Mentre
vengono effettuati gli esperimenti con il laboratorio di bordo Phoenix
monitorizza anche la pressione dell'aria e, nello stesso giorno nel
quale sono stati ripresi i dust devils la misura della pressione
dell'aria ha registrato un picco mai riscontrato prima. Phoenix ha
inoltre misurato un vento di almeno cinque metri al secondo. Sembra
che questo fatto sia collegato al aumento della differenza di
temperatura fra giorni e notte man mano che l'inverno si avvicina. Il
diminuire delle ore di luce spinge gli scienziati del progetto a
cercare di spremere ogni informazione scientifica dalla missione prima
che Phoenix non sia più capace di fornire l'elettricità per eseguire
gli esperimenti. Questo ha portato gli scienziati alla decisione di
prelevare l'ultimo campione di scavo dal sito chiamato "Snow
White" per farlo analizzare nel laboratorio interno della sonda. "Ora
che il Sole non è più costantemente sopra l'orizzonte al nostro sito
di atterraggio i pannelli solari forniscono sempre meno energia,"
ha affermato Barry Goldstein, a capo del Progetto Phoenix, "Siamo
atterrati a fine maggio e per buona parte della missione sono stati
generati 3.500 watt/ora per ogni giorno. Ora siamo a circa 2.500
watt/ora e questo valore scende ogni giorno di più." Nella
foto in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Texas
A&M University), uno dei dust devils ripresi dalla sonda
Phoenix.
Fonte: SpaceflightNow
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11/09/2008
- Endeavour portato nel VAB - La navetta spaziale
Endeavour, l'astronave di salvataggio per la missione prevista ad
ottobre per il Telescopio Spaziale Hubble, ha fatto un passo ulteriore
per la rampa di lancio. L'Endeavour è stata portata fuori dall'hangar
al Kennedy Space Center dove è stata preparata per la missione alle
7.01 a.m. EDT (le 13.01 ora italiana) ed ha compiuto in circa un'ora
il breve percorso che l'ha condotta all'interno del gigantesco
edificio di assemblaggio verticale (VAB). "Ora agganceremo
l'orbiter al suo serbatoio esterno ed ai booster a combustibile solido
sulla Piattaforma Mobile di Lancio (MPL)" ha affermato Candrea
Thomas,
portavoce del KSC. Gli ingegneri prevedono di portare il complesso STS-126/LON-400
alla rampa 39/B il prossimo 18 settembre. La navetta Atlantis si trova
già sulla rampa gemella 39/A per il suo lancio previsto il mese
prossimo. Endeavour dovrà portare rifornimenti ed attrezzature alla Stazione
Spaziale Internazionale (ISS) con la missione STS-126 il cui
lancio è previsto per il 12 novembre. Ma prima di questo la navetta
Endeavour avrà il doppio compito di missione di salvataggio per la
sua gemella Atlantis. A causa dell'orbita molto più elevata di
Atlantis per poter agganciare Hubble la navetta non potrà utilizzare
la ISS come rifugio in caso di gravi danni allo scudo termico. Proprio
per questo è stata preparata la missione LON-400 con un equipaggio
minimo di quattro astronauti che avrebbero il compito di salvare
l'equipaggio di Atlantis e riportarlo sano e salvo sulla Terra. Mentre
in Florida gli ingegneri preparano Atlantis ed Endeavour per i loro
rispettivi lanci, la NASA ha ufficialmente chiuso il Johnson Space
Center di Hoston, nel Texas, a causa del pericolo dell'uragano Ike, al
momento di categoria 2, si trova vicino alle coste del Texas. Anche
l'addestramento dell'equipaggio di STS-125
ed STS-126 è stato interrotto ed è stato allestito un Centro
Controllo Missione provvisorio ad Austin, Texas, per mantenere i
contatti con l'equipaggio di Spedizione 18 a bordo della ISS. Anche
l'importante FRR (Flight Readiness Review),
una riunione finale per la missione STS-125 è stata rinviata alla
prossima settimana e l'equipaggio si recherà il 21 settembre al
Kennedy Space Center per le ultime fasi di addestramento sulla rampa
di lancio. "Non crediamo che questo problema (l'uragano ndt.)
avrà impatto ed al momento siamo perfettamente in linea con il
programma previsto" ha concluso Thomas. Nella foto (Credit: NASA)
la navetta spaziale Endeavour appena giunta all'interno del VAB.
Fonte: Space.com
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| 10/09/2008
- Progress lanciato verso la ISS - Il veicolo di
rifornimento automatico Progress M65-30P è stato lanciato questa sera
alle 19.50 GMT (le 21.50 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel
Kazakhstan, a bordo di un razzo vettore Soyuz con destinazione la Stazione
Spaziale Internazionale. Una serie di precise accensioni dei
motori orbitali porteranno il Progress a raggiungere la ISS venerdì
alle 23.01 ota italiana. Questo è il trentesimo veicolo da
rifornimento Russo dedicato alla Stazione Spaziale Internazionale.
L'aggancio avverrà al boccaporto posteriore del modulo di servizio
Zvezda, quello lasciato libero dal primo veicolo automatico di
rifornimento europeo ATV Jules Verne lo scorso 5 settembre. Invece il
precedente Progress era stato sganciato dalla stazione lo scorso 1°
settembre ed era stato deorbitato sopra l'Oceano Pacifico lunedì 8
settembre. A bordo del Progress M65-30P si trovano circa due
tonnellate e mezzo di rifornimenti per l'equipaggio di Spedizione 17,
composto dal Comandante Sergei Volkov, l'Ingegnere di Volo Oleg
Kononenko e l'astronauta della NASA Greg Chamitoff, che si trova a
bordo della ISS.
Fonte:
SpaceflightNow
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| 08/09/2008
- La Cina invia nello spazio due satelliti ambientali -
La Cina ha lanciato alle 11.25 a.m. ora locale di sabato (le 5.25 ora
italiana) due satelliti per monitorare l'ambiente ed i disastri
naturali. I due satelliti, lanciati dal Taiyuan
Satellite Launch Center nella provincia di Shanxi erano a bordo di un
razzo vettore Lunga Marcia 2C. I satelliti sono i primi di questo tipo
ad essere immessi in orbita dalla Cina. La vita operativa è di circa
tre anni e sono forniti dei migliori sistemi per le immagini e camere
infrarosse che forniranno una copertura globale ogni due giorni. I
satelliti possono seguire da vicino i disastri naturali e potranno
fornire rapide indicazioni per il conteggio dei danni e guidare i
soccorsi ed i lavori di ricostruzione.
Fonte: Spacedaily.com
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| 06/09/2008
- Satellite commerciale con la maggior risoluzione in orbita
- Un razzo vettore Delta 2, decollato alle 20.50 ora italiana, dalla
base USAF di Vandemberg, in California, ha portato in orbita un
satellite commerciale che promette di fornire immagini della
superficie terrestre con una risoluzione che nessuna altro satellite
commerciale ha mai avuto. Un'ora dopo il lancio sopra l'Africa, il satellite
GeoEye 1 è stato rilasciato con successo per iniziare la sua missione
che promette di poter fornire immagini mai così nitide, circa 41
centimetri di risoluzione in bianco e nero e 1,65 metri a colori. Ogni
giorno GeoEye 1 coprirà un territorio vasto quanto il Texas. Il
fruitore principale delle immagini di GeoEye 1 sarà il governo degli
Stati Uniti con un contratto di 500 milioni di dollari per la NGA (National
Geospatial-Intelligence Agency). Ma nonostante questo accordo il
satellite rimane di una compagnia privata che ha già stipulato altri
contratti per l'utilizzo di queste immagini fra cui Google per il suo
Google Earth e vari enti locali o nazionali di tutto il mondo. La
compagnia GeoEye è stata creata nel 2006 con la fusione dei due operatori
di immagini satellitari Space Imaging e OrbView. Il nuovo satellite
GeoEye 1 si unisce ad Ikonos che venne lanciato, sempre da Vandemberg,
nel 1999. Il lancio di oggi era l'83° consecutivo di successo per un
Delta 2 fin dal maggio 1997 che in tutta la sua storia ha totalizzato
136 successi su 138 voli.
Fonte: SpaceflightNow
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06/09/2008
- Rosetta incontra Steins - La sonda dell'ESA, Rosetta,
ha sorvolato alle 20.58 ora italiana, l'asteroide 2867 Steins
arrivando ad una distanza di circa 800 chilometri. Steins è il primo
bersaglio scientifico nella sua missione della durata di ben 11,5 anni
che ha come obiettivo finale esplorare il nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
La conferma del successo del sorvolo è avvenuto quando le prime
immagini del sistema di ripresa OSIRIS e dello spettrometro infrarosso
VIRTIS di Rosetta hanno inviato a Terra i primi risultati. Le immagini
di Steins ricordano un diamante e questo asteroide di forma irregolare
e delle dimensioni di circa 4,6 chilometri di diametro ha mostrato un
grande cratere di circa 1,5 chilometri di circonferenza. Durante le
operazione di sorvolo Rosetta ha perso il contatto con la Terra a
causa di un problema con l'antenna che ha perso l'allineamento. Alla
distanza di 360 milioni di chilometri (la distanza a cui si trovava
Steins dalla Terra) le onde radio impiegano circa 20 minuti per
raggiungere la Terra. Steins non è mai stato osservato prima a
distanza così ravvicinata ed appartiene alla categoria E e si trova
ad orbitare nella fascia principale degli asteroidi posta fra Marte e
Giove. Probabilmente la sua formazione è avvenuta all'inizio della
storia del Sistema Solare e si pensa sia composto principalmente da
minerali di silicati con poco ferro. I dati raccolti da Rosetta la
scorsa notte saranno analizzati nei prossimi giorni e settimane per
poter finalmente svelare la vera natura di Steins. Quella di oggi non
era la prima occhiata di Rosetta a Steins, oltre due anni fa, nel
marzo 2006, la camera OSIRIS aveva osservato le variazioni di
luminosità da una distanza di 159 milioni di chilometri (circa la
distanza fra la Terra ed il Sole) e questo aveva permesso di scoprire
la rotazione di circa sei ore del piccolo asteroide sul suo asse. Al
momento del massimo avvicinamento a Steins Rosetta viaggiava alla
velocità relativa di 8,6 chilometri al secondo e per poter mantenere
inquadrato l'asteroide la sonda ha effettuato una rapida e precisa
manovra di rotazione, proprio come era stato provato a marzo di
quest'anno. Prima di raggiungere la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko
nel 2014 la sonda Rosetta incontrerà un altro asteroide, questa volta
molto più grande, 21 Lutetia, il 10 luglio del 2010. Nell'immagine (Credit:
ESA ©2008 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA
/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA) l'asteroide Steins in varie riprese durante
l'avvicinamento di Rosetta.
Fonte: ESA
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| 05/09/2008
- Atlantis finalmente in rampa - La navetta spaziale
Atlantis ha raggiunto giovedì la rampa di lancio 39/A del Centro
Spaziale Kennedy alle 3.52 p.m. EDT (le 20.52 ora italiana del 4
settembre) dopo il viaggio di circa sei ore. La navetta era stata
trasferita nel VAB dodici giorni fa e per diverse volte era stato
rinviato il rollout in rampa sia per problemi tecnici che per il
pericolo dell'uragano Hanna.
Il lancio di STS-125 dedicato all'ultima missione di servizio per il
Telescopio Spaziale Hubble è ora fissato per il 10 ottobre alle 12.33
a.m. EDT (le 17.33 ora italiana), due giorni dopo quando inizialmente
previsto a causa di un piccolo ritardo nella preparazione del carico
utile. La missione della durata di 11 giorni includerà ben cinque
attività extraveicolari da parte di quattro dei sette astronauti a
bordo per riparare ed aggiornare Hubble. L'atterraggio al KSC è
previsto per il 20 ottobre. Intanto anche il lancio della navetta
spaziale Endeavour è stato spostato di due giorni, ora è fissato per
il 12 novembre e l'atterraggio per il 27 novembre. Ricordiamo che, a
causa dell'impossibilità di Atlantis di raggiungere la Stazione
Spaziale Internazionale in caso di gravi problemi allo scudo termico
che ne rendano pericoloso il rientro sulla Terra, proprio la navetta
spaziale Endeavour sarà incaricata di effettuare una missione di
salvataggio. A questo proposito anche Endeavour sta procedendo
speditamente nella preparazione ed il 12 settembre sarà trasferita
nel VAB per essere accoppiata al serbatoio esterno ed ai due booster.
Il 19 dello stesso mese il complesso STS-400 (numero della missione di
salvataggio) verrà portato alla rampa 39/B dove attenderà l'esito
dei primi giorni di missione di Atlantis. Se tutto andrà come
previsto ed Atlantis non avrà problemi per il rientro Endeavour
verrà spostata dalla rampa 39/B alla 39/A per proseguire i
preparativi per la missione regolare STS-126.
Fonte: NASA
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| 05/09/2008
- ATV Jules Verne lascia la ISS - Al termine di una
perfetta missione della durata di sei mesi il primo Veicolo di Trasferimento
Automatico "Jules Verne" si è sganciato dalla
Stazione Spaziale Internazionale oggi alle 23.29 ora italiana. L'ATV
ha ora iniziato il suo ultimo viaggio nello spazio che si concluderà
con un controllato e distruttivo rientro nell'atmosfera terrestre
previsto per il 29 settembre prossimo. I portelli fra la ISS e l'ATV
sono stati chiusi dall'equipaggio della stazione il 4 settembre dopo
la preparazione del veicolo per lo sgancio automatico. Una volta che i
controlli sono stati eseguiti è stato comandato l'apertura dei ganci
di attracco e ATV si è allontanato lentamente dalla stazione con la
spinta di un meccanismo a molla. Un minuto dopo ed alla distanza di
circa 3 metri sono stati accesi i piccoli motori di manovra per
allontanarlo ulteriormente dalla ISS. Dopo 22 minuti dallo sgancio ATV
si trovava già a 5 chilometri dalla ISS. Per i prossimi 23 giorni ATV
effettuerà diverse manovre anche per ottimizzare il consumo di
combustibile ed arrivare al punto corretto per il rientro sopra
l'Oceano Pacifico che sarà ben visibile anche dagli astronauti della
stazione spaziale. l'ATV è stato lanciato lo scorso 9 marzo ed aveva
attraccato alla ISS il 3 aprile effettuando una missione con dei
risultati superiori alle aspettative. Ora tutta l'attenzione
comincerà a focalizzarsi su ATV-2 la cui missione è prevista nel
2010.
Fonte: ESA
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| 02/09/2008
- Progress lascia la ISS - Il Progress 29 si è
sganciato dal modulo russo Zarya della Stazione Spaziale
Internazionale alle 19.46 GMT (le 21.46 ora italiana) di oggi per
iniziare una settimana di test in orbita prima di rientrare
nell'atmosfera e distruggersi. L'Agenzia Spaziale Federale Russa ha
confermato che il Progress 29 rimarrà in orbita fino al 9 settembre
per eseguire una serie di esperimenti designati per lo studio
dell'ambiente di plasma che avvolge i motori a razzo. Poi, il veicolo
pieno di spazzatura della ISS verrà guidato a bruciare a contatto con
l'atmosfera sopra il sud dell'Oceano Pacifico. Il Progress 29 era
decollato lo scorso 14 maggio ed era arrivato due giorni dopo alla ISS
con 2,3 tonnellate di rifornimenti per la stazione ed i suoi tre
uomini di equipaggio, il Comandante Sergei
Volkov e l'Ingegnere di Volo Oleg Kononenko - entrambi russi - e
l'Ingegnere di Volo della NASA Greg Chamitoff. Lo
sgancio di lunedì è il primo dei due previsti per questa settimana.
Il veicolo cargo europeo Jules Verne, il primo ATV (Automated Trasfert
Vehicle) dell'ESA, dovrebbe infatti sganciarsi venerdì prossimo alle
21.30 GMT (le 23.30 ora italiana).
Fonte: Space.com
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02/09/2008 -
La Cina potrebbe lanciare la sua terza missione umana a giorni
- La Cina ha anticipato la data di lancio della sua terza missione umana nello spazio, questo secondo il quotidiano di Honk Kong, Wen Wei Po, citando fonti non precisate. Il lancio di Shenzhou VII potrebbe
avvenire dal 17 settembre, la fine delle Paraolimpiadi di Pechino, ed il Giorno Nazionale Cinese del 1° ottobre. Il periodo offrirebbe la migliore finestra di lancio per la Shenzhou VII, riferisce la fonte senza fornire ulteriori dettagli. La missione decollerà dal Centro di Lancio Jiuquan nel nordest della provincia di Gansu ed atterrerà nella Mongolia interna del nord. La data prevista di lancio è cambiata diverse volte e prima i media cinesi suggerivano un lancio di ottobre o novembre.
Tre "taikonauti" saranno a bordo per questo volo ed uno di loro condurrà la prima passeggiata spaziale cinese. La Cina ha lanciato il suo primo uomo,Yang Liwei, nel 2003 divento il terzo paese, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti a spedire un uomo nello spazio. Altri due astronauti sono stati poi immessi in orbita nel 2005 per cinque giorni.
Fonte: Spacedaily.com
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29/08/2008
- Opportunity lascia il cratere Victoria -
Dopo quasi un anno trascorso a girellare all'interno del cratere
Victoria, il rover Opportunity della NASA è ritornato ad esplorare le
pianure marziane. "Il rover è tornato sulla superficie
piatta," ha detto Paolo Bellutta, ingegnere e pilota del
rover al Jet
Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena in California.
Opportunity è uscito dal cratere Victoria, del diametro di circa 800
metri con una delle ultime manovre di 6,8 metri. La manovra segna la
fine degli studi di Opportunity del cratere Victoria che era iniziata
nel settembre 2007 quando il rover aveva fatto i suoi primi passi
all'interno del cratere. "Ora guardiamo alla prossima avventura
al piano di Meridiani" ha detto John Callas, manager del progetto
rover, "Siamo entrati con successo nel cratere, abbiamo
completato la sua esplorazione ed ora ne siamo usciti."
Opportunity e Spirit hanno esplorato differenti parti di Marte fin dal
loro atterraggio nel gennaio 2004. Da allora i rover hanno trovato
prove che una volta l'acqua ricopriva il terreno di Marte, assieme ad
altre scoperte. Ma il cratere Victoria, una profonda depressione della
superficie di Marte con rocce esposte che forniscono come una finestra
sulla storia geologica del pianeta rosso, ha dominato l'attenzione di
Opportunity. Il rover ha trascorso quasi metà del suo tempo trascorso
su Marte, per studiare il grande cratere. Una volta giunto nei pressi
di Victoria Opportunity ha trascorso poi quasi un anno per girargli
intorno fino a trovare il posto migliore per scendere al suo interno.
I responsabili di Opportunity hanno deciso lo scorso mese di ordinare
al rover di lasciare il cratere Victoria dopo aver notato qualche
problema con una delle sei ruote prima di rimanere intrappolati
all'interno del cratere. Un problema simile si era presentato ad una
ruota di Spirit nel 2006 e ne aveva preannunciato il suo guasto.
Spirit al momento si trova nella zona chiamata "Home Plate",
nell'attesa di migliori condizioni di illuminazione per i suoi
pannelli solari che gli forniscono l'energia. Una terza sonda marziana
della NASA, Phoenix mars lander ha raggiunto un traguardo importante
la scorsa settimana superando i primi 90 giorni di missione per i quali
era stata programmata ed iniziando l'estensione della missione mentre
scava il ghiaccio marziano del circolo polare artico. Dall'atterraggio
di Opportunity sono passati 1.635 giorni e sono stati percorsi
oltre 11 km.
Fonte: Space.com
- Forumastronautico.it
(linea diretta con Paolo Bellutta!)
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29/08/2008
- Cinque satelliti in un lancio - I cinque satelliti
RapidEye per l'osservazione commerciale della superficie terrestre
sono stati lanciati con successo venerdì alle 9:15:58 ora italiana a
bordo di un razzo vettore Dnepr dalla rampa 109 del Cosmodromo di
Baikonur, nel Kazakhstan. Tutti e cinque i satelliti hanno hanno
trasmesso i loro segnali e sono in perfetta forma nella loro orbita
bassa. La RapidEye AG, società tedesca di Brandeburgo fondata 10 anni
fa, con lo scopo di costituire un sistema fondato interamente da
privati per l'osservazione terrestre , attende di iniziare le
operazioni dei cinque identici satelliti entro tre mesi dopo averli
posizionati e testati. "Il lancio e le condizioni dei
satelliti in orbita sono tutti perfetti," ha commentato il
Capo Esecutivo della RapidEye Wolfgang
Beidermann, in un'intervista . "Ci aspettiamo di essere
operativi entro 13 settimane. Per il 2009 abbiamo stimato un fatturato
di almeno 20 milioni di Euro". I satelliti sono stati
costruiti dalla SSTL (Surrey Satellite Technology
Ltd. di Guildford, Inghilterra) mentre le cinque macchine fotografiche
multispettrali sono state fornite dalla Jena-Optronik
di Jena, in Germania. I satelliti saranno capaci di riprendere
immagini con una risoluzione di 6,5 metri ed ogni immagine sarà di 78
chilometri di lato. I cinque satelliti, pesanti ognuno 150
chilogrammi, insieme potranno coprire circa 4 milioni di chilometri
quadrati al giorno dalla loro orbita alta 650 chilometri. I satelliti
saranno posizionati a 19 minuti uno dall'altro sulla stessa orbita
quasi polare e che copre da 75° nord a 75° sud di latitudine. La
compagnia Ucraina ISC Kosmotras, che costruisce il vettore Dnepr (un
missile balistico riconvertito) , ha fornito i servizi di lancio per
la RapidEye. Assicurazioni, foreste e mercato agricolo dovrebbero
essere i principali campi di utilizzo del sistema RapidEye. La
rapidEye venne fondata nel 1998 con l'obiettivo di completare il
programma di finanziamenti per essere operativi nel 2002. Furono
incontrate difficoltà nella raccolta dei fondi e solo l'intervento
della DLR (German Aerospace Center - l'Agenzia
Spaziale Tedesca) che è intervenuta con 15 milioni di Euro, permise
di portare avanti il progetto. Si tratta così di un consorzio
pubblico-privato con la Canadian
Commercial Corp., canadese, che si occuperà di commercializzare il
servizio. Il 50 per cento del consorzio è finanziato da due banche
tedesche, il 25% da partner strategici come la MDA (la MaDonald,
Dettwiler and Associates canadese), la DLR ed altri mentre il
restante è stato finanziato con fondi overnativi dallo Stato del
Brandeburgo e dal fondo di sviluppo innovativo regionale Efre, della
Comunità Europea. Nella foto (Credit:
SSTL/UK) i cinque satelliti RapidEye.
Fonte: Space.com
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| 27/08/2008
- Rinviato ancora il rollout di Atlantis - Problemi con
le tubature di connessione dell'idrogeno liquido fra la navetta
spaziale Atlantis ed il suo serbatoio esterno hanno costretto al
rinvio del trasferimento (rollout) dello shuttle alla rampa 39/A del
Kennedy Space Center. Il viaggio di circa 5 chilometri fra il VAB
(Veicolo di Assemblaggio Verticale) e la rampa sarebbe dovuto avvenire
sabato mattina ma le difficoltà incontrate durante la settimana
costringeranno a rinviare almeno fino a martedì mattina. L'Atlantis
era giunto nel VAB lo scorso venerdì per essere agganciato al
serbatoio ed ai due razzi ausiliari. Durante il lavoro successivo per
connettere le condotte di idrogeno liquido un bullone di fissaggio è
andato fuori fase e si è bloccato. I tecnici hanno rimosso la guida
del bullone ormai rovinata e l'hanno sostituita ed ora verranno
condotte ispezioni di controllo prima di procedere nuovamente alla
manovra di connessione. Questo problema, unito a quello dell'uragano
Fay, che è passato vicino al Centro Spaziale Kennedy, potrebbero far
slittare di almeno tre giorni la data prevista per il lancio di STS-125, ora
fissata per l'8 ottobre.
Fonte: SpaceflightNow
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26/08/2008
- Inizia il lavoro il Telescopio Spaziale Fermi -
L'ultimo telescopio spaziale della NASA, conosciuto come GLAST, ha
passato con successo i controlli orbitali iniziando una missione per
esplorare il violento ed imprevedibile universo dei raggi gamma. E
l'inizio della missione ha avuto anche un battesimo, la NASA ha
infatti annunciato oggi che GLAST è stato ribattezzato Fermi
Gamma-ray Space Telescope iin onore del Prof. Enrico Fermi (1901 -
1954), un pioniere della fisica alle alte energie. "Enrico Fermi
è stato il primo a suggerire come le particelle cosmiche potessero
essere accelerate ad alta velocità" ha detto Paul Hertz, capo
scienziato per lo Science Mission Directorate al Quartier
Generale della NASA a Washington. " La sua teoria ha fornito i
fondamenti per comprendere i nuovi fenomeni che ora, il telescopio a
suo nome, potrebbe scoprire". Gli scienziati sperano che Fermi,
osservando i raggi gamma energetici, possa scoprire molte nuove
pulsar, svelare l'interno dei buchi neri massicci ed aiutare i fisici
a trovare nuove leggi della Natura. Nei due mesi che hanno seguito il
lancio (avvenuto l'11 giugno) gli scienziati hanno calibrato e testato
due nuovi strumenti: il Large Area Telescope (LAT) ed il GLAST Burst
Monitor (GBM). Oggi il team di LAT ha svelato un'immagine di tutto il
cielo che mostra chiaramente il gas luminoso che pervade la della Via
Lattea, pulsar lampeggianti ed una luminosissima galassia lontana
miliardi di anni luce. La mappa combina 95 ore di osservazioni
compiute durante la "prima luce" dell'osservatorio. Un'immagine
simile, prodotta dal defunto Compton Gamma-ray Observatory della NASA,
venne realizzata in anni di osservazioni. Grazie alla superiore
sensibilità di Fermi nuove scoperte arriveranno di sicuro.
Caratteristica fondamentale del LAT è la copertura dell’intera
volta celeste ogni tre ore durante la sua attività in modalità di
scansione, modalità che occuperà la maggior parte del tempo di
attività del telescopio durante il suo primo anno di orbita. La
scansione del cielo così rapida permette agli scienziati di
monitorare in tempi molto brevi i cambiamenti che avvengono nelle
sorgenti di raggi gamma. Gli strumenti individuano fotoni con energia
che va dai 20 milioni di electron volt ad oltre 300 miliardi di
electron volt. Il punto più elevato di questa scala, corrispondente a
energie maggiori di 5 milioni di volte ai raggi X per uso dentale, è
poco esplorata. Il secondo strumento del satellite astronomico ha
individuato già 31 emissioni di raggi gamma nel suo primo mese di
operatività. Queste emissioni di alta energia accadono quando stelle
supermassicce muoiono o quando stelle di neutroni ruotano a spirale
insieme fino a congiungersi. Il GBM è sensibile ad un intervallo di
emissione energetica dei raggi gamma (da 8000 a 30 milioni di
elettronvolts) inferiore, ma complementare a quella del LAT. I lampi
visti da entrambi gli strumenti forniranno dati senza precedenti per
l’ampiezza dello spettro dei raggi gamma individuati che
permetteranno agli scienziati di approfondire i processi propri di
questi fenomeni. GLAST/Fermi è stato realizzato dalla NASA con un
contributo italiano di assoluto rilievo, coordinato e finanziato
dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con INFN e
INAF. Le PMI G&A Engineering, Mipot, Plyform e Centrotecnica, con
alcune facility Thales Alenia Space, e la comunità scientifica
nazionale, INAF ed INFN in primis, grazie all’esperienza acquisita
negli anni passati e culminata con la messa in orbita il 23 aprile
2007 del satellite tutto italiano AGILE, hanno infatti costruito il
cuore dello strumento principale a bordo del satellite, partecipano
all’attività scientifica e forniscono supporto per l'archiviazione,
l’analisi e la distribuzione dei dati attraverso l’ASI Science
Data Center. Nella immagine (Credit: NASA) la "prima luce"
del Telescopio Spaziale Fermi.
Fonte: NASA
- ASI
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| 23/08/2008
- Atlantis trasferito finalmente nel VAB - Questa sera
alle 11.05 p.m. EDT (le 5.05 ora italiana del 23 agosto) si è
completato il trasferimento dell'orbiter Atlantis dal suo hangar OPF-1
fino al VAB (operazione chiamata "rollover"). Il
trasferimento era previsto lunedì scorso ma, a causa dell'uragano
Frey che ha investito la Florida, era stato rimandato di quattro
giorni. Atlantis era stato caricato sull'apposito vagone di 76
ruote che ha effettuato il percorso di circa 400 metri che separa l'OPF
dal VAB. Una volta qui domani verrà sollevato in verticale ed
assemblato con il serbatoio esterno e con i due booster. Fra circa una
settimana avverrà il rollout, ovvero il trasferimento di tutto il
complesso STS-125 alla
rampa di lancio 39/A del Kennedy Space Center per mezzo dello speciale
cingolato "crawler". Il lancio della missione STS-125 per il
telescopio spaziale Hubble è prevista per l'8 ottobre. L'equipaggio
di Atlantis, composto da sette astronauti, riprenderà le fasi
finali dell'addestramento alla missione lunedì prossimo al Johnson
Space Center della NASA ad Houston, nel Texas. Rimane invece a rischio
la data per la STS-400, la missione di soccorso della navetta
Endeavour che deve essere pronta sul pad di lancio in caso di problemi
gravi ad Atlantis. Infatti le cose sono invece un po' più critiche a
causa di due problemi attualmente in fase di lavorazione, il primo è
il problema già presentato nei giorni scorsi con la valvola da
sostituire dell'impianto dell'ossigeno della navetta. L'ultima volta
che è avvenuta una sostituzione di quel componente si sono impiegate
5 settimane, questa volta utilizzando turni di 7 giorni e 24 ore si
dovrebbe riuscire a compiere la sostituzione in 18 giorni mettendo
comunque una certa pressione alla data di rollover del prossimo mese.
Esiste anche la possibilità di bypassare la valvola ma questo
implicherebbe alcune altre complicazioni fra cui il rischio di avere
FOD (Foreign Object Debris) nella linea di bypass che verrebbe
installata. Il secondo riguarda il problema con un rumore metallico
udito provenire dall'interno del serbatoio ET-129 mentre veniva
posizionato in verticale nel VAB. Si sarebbero dovuti compiere alcuni
test ai raggi X e boroscopici nei giorni scorsi, ma con la chiusura
del KSC a causa dell'uragano Frey sono stati rinviati, una decisione
verrà presa solo al compimento di queste analisi.
Fonte: NASA
- Forumastronautico.it
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22/08/2008
- Primo volo del vettore ALV-X1 finisce male - Venerdì
un nuovo vettore realizzato dalla Alliant
Techsystems (ATK), lo ALV-X1, che trasportava due esperimenti
suborbitali della NASA si è distrutto a pochi secondi dal lancio
avvenuto dalla base della Wallops Flight Facility
in Virginia. La NASA conferma ufficialmente che non ci sono feriti e
nemmeno danni dato che la maggior parte dei detriti sono caduti
nell'Oceano Pacifico. Il decollo del vettore a combustibile solido era
avvenuto alle 8.10 GMT (le 10.10 ora italiana) dopo un conteggio alla
rovescia senza particolari problemi. Kent Rominger,
vice-presidente dei programmi avanzati della ATK ha detto ai
giornalisti che il vettore è decollato come previsto ma che poi ha
deviato dalla traiettoria prevista obbligando i controllori del lancio
di comandarne la distruzione a circa T+27 secondi. Rominger ha
affermato che il razzo aveva raggiunto circa 3.300/3.600 metri al
momento della distruzione. Il lancio di oggi segnava il debutto del
vettore ALV con a bordo due esperimenti suborbitali della NASA: Hypersonic
Boundary Layer Transition (HYBOLT) ed il Sub-Orbital Aerodynamic
Re-entry Experiment (SOAREX). Il primo, sviluppato dal Centro NASA di
Langley, dveva studiare gli effetti della resistenza e del
riscaldamento di veicoli ipersonici a velocità maggiori di mach 8. Il
SOAREX invece, costruito dal Centro NASA di Ames, in California,
consisteva in tre sonde separate che sarebbero state rilasciate dopo
HYBOLT ed avrebbero valutato nuove tecniche di rientro atmosferico per
veicoli spaziali. Una delle tre sonde avrebbe avuto a bordo dei prototipi
di ricevitori e di trasmittenti che avrebbero aiutato a localizzare
oggetti per il loro recupero in mare. Nella immagine (Credit:
NASA/TV) il momento dell'esplosione di ALV-X1.
Fonte: Space.com
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| 19/08/2008
- Proton rientra in servizio - Il vettore russo Proton
è tornato al servizio commerciale cinque mesi dopo il fallimento
dello scorso 14 marzo dello stadio superiore Breeze M. Alle 22.43 GMT
(le 0.43 ora italiana del 20 agosto) il vettore Proton è decollato
dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Dopo due minuti di volo si
è spento e separato il primo stadio ed i quattro motori a bordo del
secondo stadio si sono accesi per altri tre minuti e mezzo. E' toccato
poi al quarto stadio per il suo compito di altri quattro minuti
durante i quali l'ogiva protettiva veniva sganciata liberando il
satellite Inmarsat 4-F3. Lo stadio superiore Breeze M veniva inserito
in una traiettoria suborbitale a T+10 minuti dal lancio. Il Breeze M
eseguiva poi con successo cinque accensioni durante le nove ore
seguenti immettendo il satellite pesante 5.960 chilogrammi nell'orbita
di trasferimento geosincrona desiderata di 4.264x35.678 chilometri.
Nelle settimane successive il satellite, con i suoi motori di bordo
circolarizzerà l'orbita a 36.000 chilometri sull'equatore a 98 gradi
di longitudine Ovest. Costruito in Europa dalla EADS Astrium l'Inmarsat
4-F3 è dotato di una gigantesca antenna gonfiabile di 10x14 metri di
diametro che trasmette 200 segnali contemporaneamente per piccoli
ricevitori, palmari e computer portatili. Una volta che il veicolo F-3
diventerà operativo assieme agli altri due satelliti della serie
Inmarsat 4 copriranno con i loro servizi tutto il globo eccetto le
zone polari. La società ILS (International
Launch Services) che gestisce il vettore Proton prevede altri tre
lanci commerciali entro l'anno ai quali vanno sommati altri tre del
Governo Federale Russo.
Fonte: Space.com
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14/08/2008
- Nuovo lancio di successo per Ariane 5 - Con il terzo
lancio in due mesi, l'Ariane 5 ECA (V-185) ha immesso regolarmente in
orbita due satelliti per telecomunicazioni, uno giapponese ed uno
americano. Il lancio, inusualmente di giorno, è avvenuto alle 20.44
GMT (le 22.44 ora italiana) dal Centro Spaziale di Kourou, nella
Guyana Francese. Il primo e secondo stadio criogenici di Ariane 5,
hanno portato i carichi utili su un'orbita geosincrona di
trasferimento di 248x35.643 chilometri di quota con una inclinazione
di due gradi sull'equatore. Il razzo ha rilasciato il satellite
giapponese Superbird 7, pesante circa 4.300 chilogrammi circa 26
minuti dopo il decollo e, dopo aver rilasciato l'adattatore doppio lo
stadio ha rilasciato il satellite americano AMC 21. L'AMC 21 entrerà
in servizio il prossimo mese per una missione di 15 anni. Il
satellite, costruito da Thales Alenia Space ed Orbital Sciences Corp.
coprirà in banda Ku le trasmissioni televisive su USA, Canada,
Messico ed America Centrale da una posizione a 125 gradi Ovest in
orbita geostazionaria. AMC 21 si unisce alla flotta di altri 15
satelliti gestiti dalla SES AMERICOM. Invece il Superbird 7 si
immetterà in orbita geostazionaria a 144 gradi est di longitudine ed
entrerà in servizio per la Space Communications Corp. of Japan
dopo due mesi di test. Il satellite giapponese verrà ribattezzato
Superbird C2 rimpiazzando il vecchio Superbird C, in servizio da 11
anni. La vita operativa di Siperbird 7 è prevista in 15 anni durante
i quali coprirà, con i suoi 28 trasmettitori in banda Ku, servizi
internet ad alta velocità e televisione ad alta definizione il
Giappone, l'Asia dell'Est e l'Oceano Pacifico. Superbird 7 è
stato costruito dalla azienda giapponese Mitsubishi Electric Corp. ed
è il primo satellite commerciale costruito nel paese. Nella foto (Credit:
©2008 - ESA/CNES/ARIANESPACE/Activité Photo Optique Video CSG) il
momento del lancio di oggi.
Fonte: SpaceflightNow
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| 11/08/2008
- Primo volo di Orion slitta di un anno. - La NASA ha
reso noto che il primo volo con un equipaggio a bordo per la capsula
Orion, che ricordiamo, sostituirà lo Space Shuttle in pensione
dal 2010, non avverrà prima del settembre 2014, un anno esatto dopo
quanto previsto in un primo momento. La nuova data è stata rivelata
oggi dai dirigenti del programma e riflette in modo più realistico
l'assegnazione dei fondi e le richieste tecniche del progetto, in
assenza di nuovi e più significativi supporti da parte del Congresso
USA. In questo modo le operazioni iniziali di Orion rimangono fissate
al marzo 2015, quasi cinque anni dopo che la navetta spaziale
Endeavour compirà il suo ultimo volo nel 2010. Fra il ritiro della
flotta di shuttle ed il debutto di Orion gli astronauti americani
saranno quindi costretti e volare a bordo delle capsule russe Soyuz. I
manager della NASA speravano di poter "chiudere il divario"
fra le operazioni shuttle ed Orion premendo per il primo volo della
capsula abitata al settembre 2013 ma, dopo avere attentamente rivisto
i fondi disponibili e le problematiche tecniche del progetto, la data
è slittata di un anno lasciando poche speranze in un miglioramento.
Il primo lancio di prova per il vettore Ares 1-X, previsto per la
prossima primavera rimane confermato, come i test di aborto al lancio.
Intanto negli ultimi mesi è emerso un grosso problema tecnico proprio
con il primo stadio di Ares 1. Infatti, secondo le simulazioni
condotte al computer, le vibrazioni al lancio per il vettore sarebbero
pericolose per l'equipaggio. Sono in corso tutta una serie di studi
per ovviare al grave problema e Jeff Hanley, direttore del programma
Constellation al Johnson Space Center di Houston, è fiducioso che
possano essere risolti. Per poter abbassare le vibrazioni al lancio ad
un livello paragonabile a quelle subite a bordo di uno space shuttle
verranno installati due sistemi di smorzatori, uno sistemato fra il
primo ed il secondo stadio e l'altro alla base del booster. Questi
sistemi faranno calare le prestazioni, in termini di carico utile, di
circa 625 chilogrammi.
Fonte: Space.com
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| 06/08/2008
- La collisione fra i due stadi a distrutto il Falcon 1
- La SpaceX ha scoperto che cosa non ha funzionato nel terzo lancio
del vettore Falcon 1. Al momento dello spegnimento del primo stadio
una spinta residua della versione potenziata del motore Merlin 1C lo
ha fatto sbattere contro il secondo stadio causando il disastro. Il
problema è semplice e "Se avessimo un Falcon 1 sulla rampa
oggi sarebbe questione di pochi minuti modificare i tempi di distacco
del primo stadio di un secondo e mezzo in più ed evitare quello che
è accaduto". Così si è espresso Elon Musk, il fondatore
della SpaceX, "Nessuno stadio è esploso, abbiamo avuto solo
un piccolo urto." Infatti i voli precedenti utilizzavano un
propulsore a raffreddamento ablativo mentre in quest'ultimo, il Merlin
1C, è a raffreddamento attivo. Il divario fra lo spegnimento del
propulsore del primo stadio e la sua separazione è stato di 1,5
secondi, che era ottimo per un propulsore ablativo ma troppo poco per
il nuovo propulsore a raffreddamento attivo in quanto esso mantiene
una piccola dose di spinta per un certo periodo anche dopo lo
spegnimento, e questa è stata la causa, come inizialmente era
trapelato del fallimento della missione, con un ricongiungimento
violento fra i due stadi dopo la separazione. Il razzo ha raggiunto la
quota di circa 217 chilometri prima di ricadere nell'Oceano Pacifico
ad est del sito di lancio dell'isola di Omelek, nell'atollo delle
Kwajalein. Nessun detrito è stato recuperato. Il problema è
considerato minore e verrà risolto in tempo per il prossimo lancio di
un vettore Falcon1, il quarto, previsto per i primi di settembre. A
bordo ci sarebbe dovuto essere il satellite malese RazakSat ma la
SpaceX ha deciso che il prossimo lancio sarà senza carico utile.
"Vogliano dimostrare ai nostri clienti di essere in grado di
raggiungere l'orbita prima di caricare i loro veicoli a bordo",
ha aggiunto Musk. L'errore nel calcolo dei tempi di spegnimento del
motore Merlin 1C è dovuto al fatto che le simulazioni eseguite a
Terra non hanno tenuto di conto che nel vuoto anche soltanto quattro
chilogrammi residui di spinta per centimetro quadrato sono sufficienti
a muovere tutto il primo stadio. I dati indicano inoltre che il
secondo stadio si è acceso regolarmente e che la separazione della
copertura del carico utile è avvenuta con successo. Questo fa ben
sperare nel prossimo tentativo della SpaceX.
Fonte: SpaceflightNow
- SpaceX
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06/08/2008
- Fallito test di paracadute per Orion - Lo scorso 2
agosto, nel sito di prova dello US Army Yuma Proving Ground con un
lancio da un aereo da trasporto C-17, è fallito un test per i
paracadute di rientro della capsula Orion. Il problema è stato
identificato nel primo paracadute che veniva utilizzato per
stabilizzare la discesa del modello di Orion prima dell'apertura dei
paracaduti veri e propri della capsula. Il test prevedeva l'utilizzo
in totale di 18 paracaduti, 10 utilizzati per la fase di
"preparazione" al test orientando il modello e 8 veri e
propri montati sul modello e da testare. I 10 paracaduti iniziali
comprendono quelli per l'estrazione del modello dall'aereo, quelli di
recupero della slitta e quelli di stabilizzazione del modello stesso
durante la discesa. Purtroppo non ha funzionato quello per la
stabilizzazione del modello dopo la separazione dalla slitta per il
mantenimento della velocità corretta nella prima parte della discesa.
Non si è aperto correttamente impedendo la stabilizzazione della
capsula, di conseguenza tutti i successivi, uno dietro l'altro, appena
estratti si sono strappati per l'eccessiva velocità. La NASA ha
dichiarato che, per le motivazioni che hanno provocato il
malfunzionamento, l'incidente è stato classificato come fallimento
delle tecniche di test e non come fallimento del sistema CPAS (CEV
Parachute Assembly System). Parte del modello della capsula Orion è
andato parzialmente distrutto (come si vede nella foto Credit: NASA)
ma alcune parti di hardware saranno riutilizzabili. L'impatto sul
programma Constellation dovrebbe essere minimo.
Fonte: Space.com
- Forumastronautico.it
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03/08/2008
- Nuovo lancio fallito per la SpaceX - Un vettore Falcon
1 ha fallito il raggiungimento dell'orbita segnando così il terzo
insuccesso consecutivo per l'azienda privata SpaceX. I due stadi del
vettore non si sono separati a circa 2 minuti e 20 secondi dal lancio
effettuato dalla U.S.
Army's Reagan Test Site posto sull'isola di Omelek, nell'atollo
Kwajalein posto nell'Oceano Pacifico a 2.500 miglia a sudovest delle
isole Hawaii. "E' certamente un grande disappunto non aver
raggiunto l'orbita con questo terzo volo del Falcon 1" ha
dichiarato subito dopo Elon Musk, il fondatore della SpaceX. Il
problema è ancora sotto investigazione da parte della SpaceX. Il
Falcon 1 trasportava tre piccoli satelliti andati perduti, il
Trailblazer, costruito per il Pentagono dalla SpaceDev in soltanto
cinque mesi per rispondere ad una richiesta del Operationally
Responsive Space Office e due piccoli satelliti della NASA: NanoSail-D
che avrebbe dovuto dispiegare una vela solare e testare il suo
funzionamento e PRESat con un piccolo laboratorio biologico a bordo.
Assieme a questi satelliti anche un piccolo contenitore con le ceneri
di alcune persone fra le quali l'astronauta Gordon Cooper e l'attore
di Star Trek James Doohan. Il vettore Falcon 1 è alto 21 metri e
dispone di un primo stadio riutilizzabile ad ossigeno e kerosene
capace di mettere in orbita carichi di circa 570 chilogrammi. Questo
incidente viene dopo i due precedenti avvenuti nel marzo 2006 e nel
marzo 2007. Nel primo caso fu una perdita di carburante ad innescare
un incendio che fece esplodere subito il razzo mentre nel secondo il
vettore raggiunse la quota di 289 chilometri ma il motore del
secondo stadio si spense prematuramente per problemi di controllo. il
terzo tentativo era stato originariamente previsto per la fine di
giugno ma un difetto scoperto nell'ugello fece rinviare il lancio fino
ad oggi. Anche oggi il conteggio alla rovescia è stato fermato e
fatto ripartire più volte ed una prima accensione del motore ha fatto
seguito subito il suo spegnimento per un problema con uno dei
parametri di lancio. Dopo una ventina di minuti il conteggio
riprendeva regolarmente ed il lancio avveniva alle 5.34 del mattino
ora italiana. Purtroppo quando mancavano pochi secondi dal momento
della separazione fra il primo ed il secondo stadio la trasmissione
internet in diretta del lancio veniva oscurata e si capiva che il
vettore aveva avuto una importante "anomalia". In giornata
il comunicato di Musk che termina con queste parole: "Da parte
mia non molleremo mai." Infatti la compagnia ha confermato il
lancio di un quarto Falcon 1 a breve e la prosecuzione del programma
Falcon 9 che, recentemente, ha compiuto un test statico riuscito con
tutti e 9 i motori Merlin 1C del primo stadio. Nell'immagine in alto (Credit:
SpaceX) il Falcon 1 volo 3 appena prima del lancio fallito di
oggi.
Fonte: Space.com
- SpaceX
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31/07/2008
- C'è acqua su Marte! Lo conferma Phoenix - Le prove di
laboratorio a bordo della sonda NASA Phoenix Mars Lander hanno
identificato l'acqua in un campione di terreno. Il braccio robotico
della sonda ha consegnato un campione mercoledì ad uno strumento che
ha identificato i vapori prodotti dal riscaldamento del campione.
"Abbiamo l'acqua" ha confermato William Boynton della
University of Arizona, capo scienziato responsabile dello strumento di
analisi del terreno (Thermal and Evolved-Gas Analyzer, o TEGA). "Abbiamo
già visto prove della presenza di acqua in precedenza grazie alla
sonda Mars Odyssey e nei sassolini scomparsi osservati da Phoenix il
mese scorso, ma questa è la prima volta che l'acqua marziana è stata
toccata ed annusata." Con questo eccitante risultato e la
sonda in ottimo stato la NASA ha anche annunciato di prolungare la
missione fino al 30 settembre. La missione originaria si sarebbe
conclusa dopo tre mesi, fino alla fine di agosto, ma questa estensione
aggiunge altre cinque settimane ai 90 giorni iniziali. "La
salute di Phoenix e le previsioni per l'energia solare sono molto
buone così vogliamo approfittare il più possibile di queste risorse
in una delle più interessanti zone di Marte." ha detto
Michael Meyer, capo scienziato del Mars Exploration Program al
Quartier Generale della NASA a Washington. Il campione di terreno
proviene da uno scavo profondo circa 6 centimetri. Quando il braccio
robotico ha raggiunto per la prima volta quella profondità ha colpito
uno strato di duro ghiaccio. Due tentativi di prelevare campioni dal
terreno ghiacciato nei giorni precedenti erano terminati con il
materiale troppo fresco che si era appiccicato all'interno della
benna. Parecchio del materiale di mercoledì invece è stato lasciato
esposto all'aria due giorni nei quali un poco di acqua del campione
era vaporizzata ma questo aveva reso il terreno più facilmente maneggevole.
"Marte ci sta dando alcune sorprese" ha dichiarato
Peter Smith, scienziato a capo di Phoenix per l'Università
dell'Arizona. "Siamo eccitati perché le sorprese arrivano da
dove arrivano le scoperte. Una di queste sorprese è come il terreno
si comporta. Gli strati ricchi di ghiaccio si appiccicano alla benna quando
questa è esposta al Sole, completamente differente da quello che ci
aspettavamo dopo tutte le simulazioni fatte. Questo ci crea delle
difficoltà nella consegna dei campioni, ma abbiamo trovato i modi per
effettuare il lavoro e stiamo imparando un sacco di cose su come
comprendere questo terreno." Fin dal suo atterraggio, lo
scorso 25 maggio, Phoenix ha studiato il suolo con un laboratorio
chimico, TEGA, microscopio, sonda conduttiva e telecamere. Oltre alla
conferma della scoperta di ghiaccio d'acqua in superficie, dopo quella
già avvenuta nel 2002 dall'orbita, ora il team scientifico di Phoenix
sta cercando di capire se l'acqua trovata è stata abbastanza
disponibile per portare dai composti chimici alla vita. La missione
esamina inoltre anche il cielo come il terreno. Uno strumento canadese
utilizza un raggio laser per studiare la polvere e le nuvole sopra la
sonda. "Una lampadina da 30 watt fornisce la stessa energia
del nostro laser su Marte" ha confermato Victoria Hipkin
della Canadian Space Agency. Intanto anche un completo panorama di
360° è stato ottenuto da Phoenix. "I dettagli e le
formazioni naturali viste sul suolo mostrano un terreno dominato dal
ghiaccio fin dove possiamo vedere", ha detto Mark Lemmon
della Texas A&M University, capo scienziato della Surface Stereo
Imager camera di Phoenix. "Questo ci aiuta a pianificare le
misure che stiamo prendendo con il braccio robotico ed interpretare
queste misure su una scale più grande." Nella foto in alto (Credit:
NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Max Planck Institute) in alto i
resti di uno dei primi campioni di terreno rimasti appiccicati
all'interno della benna. Nella foto qui sopra (
Fonte: NASA
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30/07/2008
- Mars Express fotografa Phobos con un dettaglio mai visto prima
- La sonda europea Mars Express si è avvicinata all'intrigante luna
marziana Phobos alle 6.50 ora italiana del 23 luglio, sorvolandola
alla velocità di 2,96 Km/sec. a solo 100 chilometri dal centro del
satellite. Il
sorvolo della sonda dell'ESA ha ottenuto come risultato la più
dettagliata serie di immagini di questa luna come mai prima, anche in
3-D, utilizzando la High Resolution Stereo Camera (HSRC) posta a
bordo. Phobos è quello che gli scienziati chiamano "piccolo
corpo irregolare" e misura 27x22x19 chilometri. Phobos è uno
degli oggetti meno riflettenti del Sistema Solare e potrebbe essere un
asteroide catturato oppure i resti del materiale che hanno formato il
pianeta. Le immagini ottenute con l'HRSC durante i sorvoli effettuati
durante le ultime tre settimane sono ancora in elaborazione e sono
studiate da un team di scienziati. Al meglio le immagini hanno una
risoluzione di 3,7 metri per pixel e sono state riprese in cinque
diverse lunghezze d'onda per ottenere anche immagini in 3-D e per
poter eseguire analisi delle proprietà fisiche della superficie. Le
immagini ottenute in precedenza da altre sonde erano sempre state ad
una risoluzione inferiore, non erano in 3-D e non coprivano l'intera
superficie di Phobos. Questa è anche la prima volta che una porzione
del lato oscuro della luna è stato ripreso a così alta risoluzione (Phobos
mostra sempre la stessa faccia a Marte). Le riprese del lato oscuro di
Phobos ripresa dal Mars Express saranno anche utilizzate per decidere
il luogo di atterraggio della sonda russa Phobos-Grunt, una missione
che prevede di poter far tornare dei campioni di quella luna sulla
Terra per essere studiati ed il cui lancio è previsto per il 2009.
Ulteriori informazioni ed immagini ad alta risoluzione al sito ESA
indicato qui sotto. Foto Credit: ESA/ DLR/ FU Berlin (G. Neukum)
Fonte: ESA
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28/07/2008
- Virgin Galactic svela la Nave Madre - Con un'entrata
regale il White Knight Two (Cavaliere Bianco Due), un enorme base di
lancio volante per supportare i viaggi spaziali suborbitali, ha fatto
il suo debutto pubblico lunedì. Il rollout del gigantesco aereo in
materiali compositi segna la prima fase di un critico programma di
test per stabilire un servizio passeggeri spaziale privato. Il
progetto è guidato dal miliardario britannico Sir Richard Branson e
dal suo Virgin Group. Come un gigantesco catamarano del cielo, il
velivolo è formato da doppia fusoliera collegata da un'unica ala
lunga 42 metri. Il velivolo porterà alla quota di lancio (circa
14.000 metri) la SpaceShipTwo, un veicolo da sei passeggeri e due
piloti che, una volta rilasciato accederà il suo motore a razzo e
porterà i passeggeri paganti a circa 104 chilometri di altezza dalla
Terra. "Questo è un grande aereo", ha affermato Burt
Rutan, il fondatore della Scaled Composite, e Capo dell'Ufficio
Tecnologico e Presidente Emerito della compagnia. "Non è
esagerato dire che questo è il più grande aereo in materiali
compositi mai realizzato," Di fronte ad un grande telo con il
logo della Virgin Galactic, il pubblico ha assistito alla debutto del
WhiteKnightTwo con Branson e Rutan che salutavano dai finestrini
dell'aereo. Il velivolo da trasporto è stato battezzato "EVE"
in onore della mamma di Branson. Quattro motori a turbina spingono il
WhiteKnightTwo con una capacità maggiore di quella necessaria per le
operazioni con la SpaceShipTwo. Il mega-plano ha usufruito di
intensivi calcoli e test fluido dinamici (CFD), in pratica utilizzando
una galleria del vento elettronica invece di una reale. Il
WhiteKnightTwo dovrebbe essere pronto al primo lancio spaziale dopo
soltanto una quarantina di voli di prova. Durante il lancio di
SpaceShipTwo altri passeggeri potranno assistere all'evento
dall'interno delle due fusoliere della nave madre. Will
Whitehorn, presidente della Virgin Galactic, ha affermato che i
collaudi a terra inizieranno subito dopo l'evento di oggi ed il primo
volo dell'aereo dovrebbe avvenire entro un paio di mesi. SpaceShipTwo
invece è stato completato al 70% ed il programma prevede di poterlo
veder volare verso lo spazio per la prima volta alla fine del 2009,
inizi del 2010. Oltre al supporto al lancio suborbitale il
WhiteKnightTwo può eseguire altri compiti come il lancio di piccoli
satelliti, lo sgancio di veicoli robotici, portare l'acqua per
spegnere incendi e trasportare grossi carichi da un posto all'altro.
Fino a questo momento circa 250 persone hanno firmato un contratto per
volare a bordo dello SpaceShipTwo al costo di circa 200.000 dollari
(circa 130.000 euro). Foto Credit: Virgin Galactic
Fonte: Space.com
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| 25/07/2008
- Soyuz 2-1b lancia satellite spia russo - Secondo
quanto riportato dalle agenzie di stampa locali, la Russia ha lanciato
un satellite da ricognizione militare sabato utilizzando una versione
modernizzata del rezzo vettore Soyuz. Il Soyuz 2-1b è decollato alle
18.31 GMT (le 20.31 ora italiana) dal Complesso 43 del Cosmodromo di
Plesetsk, nel nord della Russia. Il carico utile del razzo, che
dovrebbe essere il primo di una nuova serie di satelliti spia, ha
raggiunto regolarmente l'orbita nove minuti più tardi secondo
l'agenzia di notizie Interfax. La nuova serie di satelliti, chiamati
Persona, dispongono di una tecnologia avanzata per la raccolta di
immagini ed una vita operativa fino a sette anni. Il primo satellite
Persona è stato ribattezzato Kosmos 2441 nella nomenclatura militare
dei satelliti Russi. Il lancio di oggi è stato il primo volo di u
razzo Soyuz 2-1b da Plesetsk. La versione aggiornata del vecchio
lanciatore ha volato per la prima volta da Baikonur nel 2006. Il Soyuz
2-1b include un sistema di controllo digitale avanzato ed un terzo
stadio più potente per aumentare le perfomance. La missione segna il
37° lancio spaziale a raggiungere l'orbita questo anno. E' stato
anche il quarto lancio spaziale dell'anno da Plesetsk.
Fonte: SpaceflightNow
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24/07/2008
- Continua regolarmente la preparazione di STS-125 - Nella OPF-1 (Orbiter Processing Facility 1) del Centro Spaziale
Kennedy, in Florida, un dipendente della USA (United Space Alliance)
da il segnale che i portelli del vano di carico della navetta
spaziale Atlantis sono stati chiusi. Il vano di carico è stato
preparato ad accogliere gli strumenti e le attrezzature di cui ha
bisogno per servire il Telescopio Spaziale Hubble. Il lancio di Atlantis
è previsto per l'8 ottobre per la missione di servizio
STS-125 ad Hubble. L'equipaggio di STS-125 della eseguirà una
storica missione di "chirurgia" in orbita per riparare due
importanti strumenti scientifici a bordo del telescopio. Dopo la
cattura del telescopio due squadre di astronauti eseguiranno cinque
attività extraveicolari (EVA) per poter eseguire tutte le
riparazioni. Intanto nell'edificio Payload Hazardous Servicing
Facility sempre del KSC sono stati trasferiti tre speciali canestri
che contengono le attrezzature che dovranno essere rimpiazzate sul
Telescopio Spaziale Hubble. Si tratta del Flight Support System o
FSS, l'Orbital Replacement Unit Carrier o ORUC, ed il Super
Lightweight Interchangeable Carrier o SLIC. Il Multi-Use Lightweight
Equipment carrier verrà trasferito agli inizi di agosto. Il carico
di queste attrezzature per la riparazione di Hubble verranno montati
a bordo di Atlantis una volta che il complesso STS-125 sarà
arrivato sulla rampa di lancio. Atlantis verrà portato nel VAB per
essere accoppiato con i due booster a propellente solido e con il
serbatoio esterno ET-127 il 18 agosto ed il rollout di tutto il
complesso verso la rampa di lancio 39/A è previsto per il 25
agosto. Intanto fervono i lavori di riparazione alla rampa
39/A rimasta danneggiata durante l'ultimo lancio di STS-124. Infatti
durante il lancio centinaia di mattoni che rivestono la trincea
inferiore della rampa vennero letteralmente fatti schizzare a
centinaia di metri di distanza. La riparazione sarà comunque
completata prima del rollout del sistema STS-125 sulla rampa. Foto (Credit:
NASA/Jack Pfaller)
Fonte: NASA
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| 22/07/2008 -
Razzo russo lancia satellite da ricognizione Tedesco. - L'ultimo tassello dei satelliti militari della Germania è stato inviato nello spazio nelle prime ore di martedì, completando una serie di cinque lanci di veicoli designati per scrutare località in tutto il mondo. Il satellite SAR-Lupe 5 , pesante 771 chilogrammi, fornito di un radar per la visione notturna ed attraverso le nubi, è stato lanciato a bordo di un razzo vettore russo Kosmos 3M alle 2.40 GMT (le 4.40 ora italiana), secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa. Il vettore, alto circa 32 metri, è decollato dal Cosmodromo di
Plesetsk, una base spaziale nell'estremo nord della Russia, vicino al Circolo Polare Artico. Il razzo ha rilasciato poi con successo il SAR-Lupe 5 in un'orbita di 482 chilometri di altezza circa mezz'ora dopo il lancio, secondo quanto riportato dalla
OHB-System, fornitore principale del satellite. Il veicolo è dotato di una grande antenna parabolica connessa ad un potente radar in banda X. I segnali del radar ad apertura sintetica possono distinguere oggetti al suolo attraverso le nubi ed anche di notte. I satelliti di ricognizione ottici sono bloccati dalle condizioni meteo e dalle tenebre, riducendo significativamente le possibilità di spiare l'attività nemica. Le immagini prodotte dagli strumenti a bordo possono mostrare oggetti di circa un metro, secondo la
OHB-System. I cinque satelliti sono posti su tre piani orbitali differenti e forniscono copertura regolare globale. I lanci della serie dei satelliti SAR-Lupe sono iniziati nel dicembre 2006 ed i satelliti successivi nel luglio 2007, novembre 2007 e marzo di
quest'ann. L'esercito della Germania, che prenderà il controllo di questo ultimo satellite in dicembre, utilizzerà il sistema per i prossimi dieci anni. Il sistema SAR-Lupe è parte di un accordo di sicurezza fra la Germania e la Francia. La Francia riceve le immagini dei SAR-Lupe e la Germania riceve i dati del sistema di ricognizione ottico ed infrarosso dei satelliti francesi
Helios.
Fonte: SpaceflightNow
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| 20/07/2008
- Primo osservatorio lunare privato? - Oggi è stato
annunciato che il primo osservatorio astronomico sulla superficie
lunare sarà frutto di una collaborazione fra la International
Lunar Observatory Association (ILOA) ed
la Odyssey Moon
Limited che partecipa al Google Lunar X PRIZE. Gli strumenti
scientifici della ILOA saranno imbarcati sul primo volo della sonda
MoonOne, il cui atterraggio sulla superficie lunare è previsto per il
2011, in una zona equatoriale. Gli strumenti della ILOA condurranno
osservazioni astrofisiche ed esperimenti di comunicazione. L'annuncio
è stato fatto durante la conferenza della NASA
Lunar Science Institute
che si è tenuta al NASA
Ames Research Center di Mountain View, in California. Lo scopo finale
è quello di finanziare ed inviare un Osservatorio Lunare
Internazionale pienamente operativo nella zona montuosa del Polo Sud
dove l'energia e le risorse dovrebbero essere abbondanti.
L'Osservatorio Lunare Internazionale sarà inviato sulla Luna a bordo
della MoonTwo, la seconda missione prevista dal team Odyssey Moon
all'inizio del prossimo decennio, per stabilire osservazioni
astrofisiche permanenti e sistemi commerciali di comunicazioni che
serviranno a catalizzare lo sfruttamento lunare internazionale. La
ILOA è un consorzio di scienziati e visionari provenienti da vari
paesi: Canada, Cina, India, Europa, Giappone, Hawaii e Stati Uniti che
vogliono dimostrare il valore della Luna nello studio della Galassia,
la Luna, la Terra, il Sole e le stelle a cui seguirà l'esplorazione
umana ed eventuale colonizzazione. La Odyssey Moon è stato il primo
team ad iscriversi al Google Lunar X PRIZE, che prevede un premio
complessivo di 30 milioni di dollari per chi riuscirà a compiere una
missione commerciale robotica sulla Luna compiendo almeno 500 metri di
percorso sulla superficie. La Odyssey Moon Limited è una compagnia
privata che ha il suo quartier generale sull'Isola di Man ma che
comprende partner di varie nazioni. La compagnia vuole offrire servizi
commerciali frequenti ed a basso costo per l'accesso alla superficie
lunare sia per privati che per entità governative. Alla competizione
partecipa anche una squadra italiana (il Team Italia) guidato dalla
Prof. Amalia Ercoli-Finzi e che coinvolge le seguenti entità:
Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università La Sapienza
di Roma, Università Federico II di Napoli. Thales Alenia Space SpA di
Torino e la Carlo Gavazzi Space SpA di Milano.
Fonte: Spaceref
- OdysseyMoon - Google
Lunar X Prize (in italiano)
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17/07/2008
- Mars Express incontrerà la luna marziana Phobos -
Scienziati ed ingegneri stanno preparando la sonda dell'ESA Mars
Express per diversi incontri ravvicinati con la luna marziana Phobos.
Passando entro 100 chilometri dalla superficie, la Mars Express
condurrà alcuni dei più dettagliati studi della luna fatta fino ad
ora. La serie di incontri è iniziata il 12 luglio e si protrarrà
fino al 3 agosto. Durante il secondo incontro la sonda volerà a circa
273 chilometri dalla superficie mentre sei giorni più tardi Mars
Express si avvicinerà a soli 97 chilometri. Sebbene il Pianeta Rosso
sia stato studiato in dettaglio molto poco si conosce delle origini
delle sue piccole lune: Phobos e Deimos. Non è chiaro se le lune sono
asteroidi catturati dalla gravità di Marte, planetoidi formati
all'inizio del Sistema Solare o se i resti di un impatto di un grosso
oggetto con il pianeta. Quando Mars Express si avvicinerà a Phobos i
dati ottenuti potranno aiutare gli scienziati a rispondere a queste
domande. Mars Express ha già volato vicino a Phobos in passato ma
questa è la prima volta che la sonda si avvicinerà a meno di 100
chilometri dalla luna. Per raggiungere questo obiettivo gli ingegneri
responsabili delle operazioni della sonda e gli scienziati hanno
lavorato assieme per ottimizzare la traiettoria di Mars Express per
ottenere i migliori risultati scientifici. Mentre sorvolerà Phobos
alla distanza di 97 chilometri la MArs Express riprenderà zone di
Phobos mai viste fino ad ora. La High-Resolution Stereo Camera (HRSC)
a bordo dell'orbiter prenderà immagini della superficie della luna
con la più alta risoluzione possibile sia a colori che in 3-D. I dati
ottenuti saranno aggiunti ad un modello digitale di terreno (digital
terrain model - DTM) che aiuterà gli scienziati a visualizzare la
topografia di Phobos e le sue elevazioni sulla superficie. La camera
inoltre potrebbe catturare immagini del sito di atterraggio per la
sonda russa Phobos-Grunt, che verrà lanciata nel 2009. I seguenti
strumenti saranno attivati durante i sorvoli: The Visible and Infrared
Mineralogical Mapping Spectrometer, OMEGA, the Planetary Fourier
Spectrometer, PFS, and the Ultraviolet and Infrared Atmospheric
Spectrometer, SPICAM, e potranno registrare dettagli della
composizione della superficie, geochimica e temperatura di Phobos. Il
Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding (MARSIS)
collezionerà informazioni durante due fly-by, quelli del 23 e del 28
luglio, sulla topografia della superficie e della struttura interna di
Phobos. L'Energetic neutral atoms analyser, ASPERA, studierà invece
l'ambiente attorno a Phobos, in particolare il plasma in cui la una è
immersa e l'interazione fra il vento solare e la luna stessa.
Durante il secondo passaggio tutti gli sforzi saranno concentrati sul
determinare con accuratezza la massa della luna
utilizzando il Mars Radio Science experiment (MaRS). Nella foto la
luna marziana Phobos ripresa dallo strumento High Resolution Stereo
Camera (HRSC) della Mars Express il 22 agosto 2004. Credits: ESA/DLR/FU
Berlin (G. Neukum)
| Data |
Altitudine
al momento dell'incontro |
| 12
luglio |
563
km
|
| 17
luglio |
273
km
|
| 23
luglio |
97
km
|
| 28
luglio |
361
km
|
| 3
agosto |
664
km
|
Fonte: ESA
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| 16/07/2008
- Nuovo lancio di successo di Sea Launch - Un nuovo
potente satellite per il Network di trasmissione televisiva DISH è
stato messo in orbita oggi a bordo di un razzo vettore multi-nazionale
Sea Lauch Zenith 3SL. Il razzo ha iniziato la sua ascesa della durata
di un'ora trasportando il satellite EchoStar 11 alle 5.20 GMT (le 7.20
ora italiana) appena dopo il tramonto dalla sua piattaforma di lancio
oceanica Odyssey posizionata sull'equatore ad oltre 2.000 chilometri a
sud delle Hawaii. I due stadi a propellente solido dello Zenit
costruiti in Ucraina hanno propulso lo stadio superiore russo Block
DM-SL con il satellite a bordo per otto minuti e mezzo. Una
volta separato dagli stadi inferiori il Block DM-SL ha eseguito la sua
prima accensione della durata d 14 minuti inserendo il complesso per
un'orbita preliminare. Lo stadio superiore ha proseguito per circa
mezzora volando sopra il Sud America prima di effettuare una nuova
accensione della durata di sette minuti per accelerare il carico utile
in un'orbita geosincrona di trasferimento di 36.000x745 chilometri. Il
satellite è stato rilasciato mentre veniva sorvolato l'Oceano Indiano
per iniziare la sua vita operativa di 15 anni. Il satellite ora
utilizzerà i suoi motori di bordo per raggiungere l'orbita
geostazionaria di 36.000 chilometri sopra l'equatore e verrà
posizionato a 110° Ovest per coprire gli Stati Uniti. Costruito dalla
Space Systems/Loral di Palo Alto, California, il veicolo è
equipaggiato con trasmettitori banda Ku per trasmettere segnali
televisivi diretti nelle case per il DISH Network. Si è trattato del
terzo lancio per mezzo del Sea Launch di satelliti EchoStar, il primo
EchoStar 9 nel 2003 ed EchoStar 10 nel 2006. Questo è un anno pieno
per la Sea Launch, ora ha completato quattro voli ed altri due sono
previsti per i prossimi mesi.
Fonte:
SpaceflightNow
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| 15/07/2008
- Seconda EVA in una settimana sulla ISS - La seconda
attività extraveicolare per l'equipaggio di Spedizione 17 a bordo
della Stazione Spaziale Internazionale è iniziata alle 17.08 GMT (le
19.08 ora italiana) ed è durata quasi sei ore. I due cosmonauti, il
Comandante Sergei
Volkov e
l'Ingegnere di Volo Oleg Kononenko, hanno effettuato una EVA più
tranquilla di quella svoltasi lo scorso 10 luglio quando avevano
rimosso un bullone esplosivo dalla Soyuz TMA-12. Durante le quasi sei
ore di uscita
all'esterno della stazione i due cosmonauti hanno installato un
bersaglio di aggancio allo zenit del modulo Zvezda che servirà per
l'aggancio del nuovo modulo di decompressione MRM-2 (Mini-Research
Module 2)
che verrà consegnato alla parte russa della stazione nel 2009. Dopo
questo compito i due si sono recati ad installare sopra il modulo
Zvezda un esperimento chiamato Vsplesk o "Burst" utilizzando
cavi, supporti e morsetti. Lo scopo di questo esperimento è quello di
misurare gli effetti dei flussi di particelle ad alta energia nei
dintorni della Terra. Al termine di questa operazione Volkov ed
Kononenko si sono presi una breve pausa per ammirare i temporali sulla
Terra. Volkov ha poi riparato un'antenna per radioamatori e prima di
terminare l'attività extraveicolare i due cosmonauti hanno recuperato
l'esperimento Biorisk installato dall'equipaggio di Spedizione 15 la
scorsa estate. L'esperimento studia gli effetti delle radiazioni
spaziali e della microgravità sui microorganismi. L'EVA n.20 si è
conclusa alle 23.02 GMT (le 1.02 ora italiana del 16 luglio) quando
Volkov e Kononenko sono rientrati all'interno del modulo di
decompressione Pirs.
Fonte: Space.com
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10/07/2008
- Due cosmonauti prelevano un congegno pirotecnico dalla Soyuz
- Il Comandante della Stazione Spaziale Internazionale Sergei Volkov e
l'Ingegnere di Volo Oleg Kononenko hanno compiuto oggi un'attività
extraveicolare di 6 ore e 18 minuti ispezionando la loro Soyuz TMA-12
e recuperando un bullone esplosivo da essa. La passeggiata di oggi
(EVA 20a) è una conseguenza dei due rientri balistici compiuti dalle
ultime due Soyuz, rientri che hanno sollecitato gli equipaggi con un
alto numero di forza G ed atterraggi a centinaia di chilometri dai
punti previsti. Gli ingegneri russi sono convinti che i responsabili
di questi problemi siano proprio i bulloni esplosivi che servono per
separare i moduli della Soyuz prima della fase di rientro. La
passeggiata spaziale di oggi, la 113esima di assemblaggio e
manutenzione della ISS, è stata principalmente focalizzata nella zona
fra il modulo di rientro e quello propulsivo della Soyuz. Volkov and
Kononenko hanno lasciato il modulo di decompressione Pirs e si sono
mossi verso lo speciale braccio telescopico manuale Strela. Per essere
ben riconoscibili Volkov era con la tuta spaziale Orlan con una
striscia rossa, designato EV-1, o capo dell'attività extraveicolare,
e Kononenko, EV-2 con la tuta con la striscia blu. Kononenko ha
installato uno speciale attrezzo dove infilare i piedi nella parte
finale di Strela ma Kononenko non è stato capace di assicurarci i
suoi piedi e così si è soltanto aggrappato al braccio telescopico
che Volkov ha mosso fino a fargli raggiungere la Soyuz che si trova
agganciata al portello di Pirs. Dopo aver fatto delle foto ed
installato delle coperture protettive ai razzi di manovra del modulo
propulsivo della Soyuz, Kononenko ha tagliato un pezzo di isolamento
ed ispezionato l'aerea dietro di esso. Poi anche Volkov ha raggiunto
il suo compagno muovendosi lungo il braccio telescopico ed assieme
hanno sconnesso diversi connettori elettrici e tagliato con un
coltello i cavi di un bullone esplosivo sospetto di essere la causa
dei problemi recenti. Volkov ha svitato il bullone e recuperato il
dispositivo esplosivo che è stato riposto con cura all'interno di un
contenitore cilindrico a prova di scoppio. Per terminare I due
cosmonauti hanno rimesso al suo posto la copertura termica e
fotografato nuovamente la zona. Volkov e Kononenko sono tornati
indietro ed hanno riposto Strela nella sua posizione di parcheggio
all'esterno di Pirs. L'installazione di un bersaglio di aggancio,
previsto in questa EVA, è stato posticipata alla prossima prevista
per il 15 luglio. I cosmonauti sono rientrati nel modulo di
decompressione assieme al contenitore del bullone esplosivo ed hanno
chiuso il portello concludendo la passeggiata spaziale alle 9.06 p.m.
Durante l'attività l'astronauta ed Ingegnere di Volo della NASA
Greg Chamitoff è rimasto all'interno della Soyuz, nel caso
malaugurato che il modulo Pirs non potesse essere ripressurizzato. In
questo caso Chamitoff, se fosse stato all'interno della ISS, non
avrebbe potuto rientrare sulla Soyuz. La prossima EVA di Volkov e
Kononenko è prevista per il prossimo 15 luglio prossimo. Nella foto (Credit: NASA) la freccia rossa indica il punto (dove si incontrano le
strutture a formare una "v"), dove sono locati i 10 bulloni
esplosivi che separano il Modulo di Rientro da quello Propulsivo della
Soyuz.
Fonte: NASA
- SpaceflightNow
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07/07/2008
- Ariane 5 nuovo lancio di successo - Un razzo
Ariane 5 ha rombato fuori dalla base di lancio nella jungla
sudamericana lunedì per mettere in orbita due satelliti commerciali,
uno Arabo ed uno Asiatico, segnando un altro successo per il vettore
pesante europeo. L'Ariane 5 ECA (V-184) è decollato dal Centro
Spaziale della Guiana alle 21.47 GMT (le 23.47 ora italiana) e dopo
due minuti i due booster a propellente solido si sono sganciati
lasciando al motore principale altri sei minuti e mezzo di accensione sopra
l'Oceano Atlantico e verso lo spazio. Dopo che il primo stadio
ha compiuto il suo lavoro lo stadio superiore criogenico ha funzionato
per altri 14 minuti per inserirsi in un'orbita altamente ellittica.
L'orbita di trasferimento raggiunta è stata di 248x35.745 chilometri
con inclinazione di solo 2° sull'equatore. Per primo è stato
rilasciato ProtoStar 1 seguito dallo sgancio del sistema multiplo di
lancio e poi dal secondo satellite BADR 6. ProtoStar 1 è il primo
satellite di un operatore con lo stesso nome con base a San Francisco
e Singapore. La compagnia prevede di utilizzarlo per affittare la
capacità di invio diretto di programmi televisivi ed internet a larga
banda attraverso la regione Asia-Pacifico. Il satellite venne
costruito negli anni '90 dalla Space Systems/Loral per la Cina ma a
causa di problemi di esportazione di tecnologia fra USA e Cina
il trasferimento alla base di lancio venne bloccato. Un accordo
raggiunto due anni fra la Chinasat Corp. e la Protostar ha sbloccato
la situazione permettendo a quest'ultima società di acquistare il
satellite ed utilizzarlo per lanciare la propria iniziativa di DHT (Direct to Home - televisione diretta nelle case) per coprire l'Asia
del Pacifico. I ProtoStar 2 e 3 sono in costruzione e verranno
lanciati il prossimo anno. ProtoStar 1 verrà posizionato a 98.5° Est
con una vita operativa prevista di 15 anni ed è dotato di ben 32
transponder in banda C e 16 in banda Ku. Il secondo satellite a bordo
di Ariane 5 era il BADR 6, che coprirà il Medio Oriente ed il Nord
Africa essendo posizionato a 26° Est. Questo satellite, dotato di 24
transponder in banda C e 20 in banda Ku, potrà raggiungere un
pubblico di 130 milioni di telespettatori trasmettendo televisione in
diretta e servizi internet dal Marocco al Golfo Persico. La Arab
Satellite Communications Organization ordinò il satellite nel 2006,
appena dopo che aveva perso l'Arabsat 4A durante il fallimento di un
lancio di un vettore russo Proton. BADR 6 è stato costruito dalla
Astrium utilizzando l'ultimo veicolo Eurostar 2000+, ha una vita
operativa prevista di 15 anni e gli strumenti di trasmissione sono
stati fornito dalla Thales Alenia Space. Quello di oggi era il
184esimo lancio di un razzo della famiglia Ariane, il quarantesimo
della versione Ariane 5 ed il quarto per questo anno. Il prossimo
lancio di Ariane 5 è previsto per agosto con altri due satelliti per
telecomunicazioni: il giapponese Superbird 7 e l''americano AMC 21.
Nella foto (Credit: Arianespace) il vettore mentre sale nel cielo del
mattino.
Fonte: SpaceflightNow
- ESA
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08/07/2008
- Il risveglio di Rosetta - La sonda Rosetta è stata
appena riattivata dai controllori della sonda spaziale per prepararla
all'incontro con l'asteroide (2867) Steins che avverrà il 5
settembre. Rosetta, il cacciatore di comete dell’ESA, studierà
questo asteroide relativamente raro durante il suo viaggio verso la
cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. Lanciata nel mese di marzo 2004, la
sonda Rosetta raggiungerà la sua destinazione finale solo nel 2014,
dopo aver viaggiato per un totale di circa 6500 milioni di km. La
distanza tra la sonda spaziale e il Sole durante il viaggio di
avvicinamento alla cometa sarà di circa 600 milioni o 4 AU, dove 1 AU
o Unità astronomica, è equivalente a 150 milioni di km, vale a dire
la distanza media tra la Terra e il Sole. Rosetta ha transitato due
volte intorno alla Terra e una volta intorno a Marte, con manovre di
rotazione che le hanno garantito la spinta gravitazionale necessaria
per continuare il suo viaggio. Il terzo ed ultimo passaggio intorno
alla Terra è previsto per il mese di novembre 2009. Durante il suo
viaggio, la sonda volerà in prossimità di due asteroidi e li studierà:
(2867) Steins, a settembre di quest'anno e (21) Lutetia nel mese di
giugno 2010. Nel momento in cui affiancherà (2867) Steins a
settembre, Rosetta avrà percorso circa 3700 milioni di km e sarà a
circa 2,1 unità astronomiche dal Sole. Rosetta raggiungerà il punto
più vicino a (2867) Steins alle ore 20:37 CEST del 5 settembre, ad
una distanza di 800 km. Si avvicinerà all'asteroide ad una velocità
relativa di 8,6 km/s. In preparazione all’avvicinamento, durante il
mese di luglio verranno controllati e testati tutti gli strumenti di
bordo. Tra il 4 agosto e il 4 settembre, gli operatori della sonda
spaziale condurranno una campagna di navigazione ottica: l'asteroide
Steins verrà seguito visivamente dalle telecamere di bordo che
consentiranno di perfezionare la conoscenza della sua orbita, ottenuta
dalle misurazioni condotte a terra. Le osservazioni verranno
utilizzate per individuare le caratteristiche dell'asteroide di tipo
E, relativamente raro, composto principalmente da silicati e basalti,
e il suo ambiente, oltre che per testare gli strumenti di Rosetta, la
maggior parte dei quali sarà attiva durante il passaggio ravvicinato.
Proprio l'avvicinamento porterà la sonda Rosetta fino ai limiti di
progettazione, in particolare per la rotazione veloce della sonda nel
momento di massima prossimità. La manovra è necessaria per
assicurare che l'asteroide resti sempre nel campo visivo degli
strumenti. Il 24 marzo 2008 è stata eseguita, proprio in vista di
questo, una simulazione completa del passaggio ravvicinato. Le prove
hanno avuto totale successo e hanno confermato la resistenza della
sonda spaziale. Nell'illustrazione (Credits: ESA/AOES Medialab) la
sonda Rosetta come si presenterà all'avvicinamento a Steins.
fonte: ESA
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| 03/07/2008/
- Ulysses vicino alla fine - La sonda spaziale Ulysses,
la cui missione si sarebbe dovuta concludere il primo luglio 2008, è
alle prese con i suoi ultimi giorni di vita. I controllori di volo stanno
aspettando il segnale che il combustibile di bordo si sia
completamente congelato e questo porrà termine alla missione e questo
potrebbe avvenire in ogni momento da ora in poi. I controllori sanno
esattamente di quanto propellente la sonda ha bisogno per tenersi
orientata con l'antenna verso la Terra. Quando questo accadrà i
segnali dalla sonda cominceranno a degradare sempre di più fino a non
essere più captati da Terra. Nel frattempo Ulysses continua a fornire
importanti dati scientifici con il suo compito di esplorare
l'eliosfera, la sfera di influenza della nostra stella. Sebbene la
sonda ora trasmetta dati soltanto in tempo reale l'incredibile
missione iniziata 17,5 anni fa utilizza tutto il tempo ancora
disponibile per aggiungere ulteriori informazioni. Ulysses è una
missione congiunta fra NASA ed ESA, l'Agenzia Spaziale Europea ha
fornito la sonda, costruita dalla Astrium GmbH, Friedrichshafen,
Germany (già Dornier Systems), la NASA il lancio a bordo della
navetta spaziale, lo stadio superiore ed il modulo che ha permesso di
inserire Ulysses nella corretta orbita. La NASA ha inoltre fornito il
Radioisotope Thermoelectric Generator (RTG) che ha fornito l'energia
necessaria alla sonda ed al suo carico scientifico. La missione è
sotto il controllo di ESA European Space Research and Technology
Centre (ESTEC) e del European Space Operations Centre (ESOC) i quali
l'hanno coordinata assieme al Jet Propulsion Laboratory (JPL) della
NASA tramite l'utilizzo della rete Deep Space Network sempre della
NASA. I dieci strumenti a bordo sono stati forniti da Università e
centri di ricerca auropei ed americani.
Fonte: ESA
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| 02/07/2008
- Previste due EVA sulla ISS la prossima settimana - La
NASA ha dettagliato l'attività che verrà svolta durante le due
attività extraveicolari che saranno compiute dai cosmonauti della ISS
la prossima settimana. Il 10 luglio il Comandante di Spedizione 17
Sergei Volkov ed l'Ingegnere di Volo Oleg Kononenko eseguiranno la
prima EVA uscendo dal modulo di decompressione russo Pirs. Durante
questa prima EVA i due cosmonauti ispezioneranno la Soyuz TMA-12
attraccata alla stazione e ne preleveranno uno dei cinque bulloni
esplosivi che connettono due sezioni del veicolo. Questo alla luce di
un controllo dopo i rientri balistici delle ultime due Soyuz. Oltre a
questa operazione i due cosmonauti installeranno un nuovo target per
il nuovo modulo russo il cui arrivo alla ISS è previsto per la
prossima estate. Durante la seconda EVA, prevista per il 15 luglio
sempre da Volkov e Kononenko, verranno installati elementi addizionali
di aggancio ed esperimenti all'esterno del modulo di servizio Zvezda.
Intanto l'astronauta della NASA Greg Chamitoff ha trascorso buona
parte della giornata di oggi nel settare e calibrare l'equipaggiamento
di invio dati ad alta velocità all'interno del modulo giapponese
Kibo. In preparazione alle due EVA i tre componenti di Spedizione 17
sono stati svegliati alle 5.30 a.m. EDT (le 10.30 ora italiana), circa
3 ore e mezzo prima del solito.
Fonte: Spacedaily
- NASA
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