Archivio notizie gennaio/giugno 2009

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In questa pagina troverete le notizie dal mondo dell'astronautica pubblicate nel periodo da gennaio a giugno 2009. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta.

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30/06/2009 - Proton mette in orbita satellite per telecomunicazioni SIRIUS FM-5 - Oggi un razzo vettore Proton/Breeze M è stato lanciato alle 21.10 ora italiana dalla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, con a bordo il satellite per telecomunicazioni Sirius FM-5. Il satellite Sirius FM-5 è stato costruito dalla Space System/Loral sulla piattaforma 1300 ed è il quarto satellite della costellazione Sirius XM Radio. L'FM-5 è il più potente di tutti potendo disporre di trasmettitori sia in banda X che in banda S. Una volta raggiunta la posizione definitiva si troverà a 96° di longitudine Ovest coprendo così con i suoi servizi di trasmissione di emittenti radio per le auto tutti gli Stati Uniti. Si è trattato della terza missione commerciale della ILS (International Launch Services) dell'anno e del quinto Proton lanciato con successo durante il 2009. Dopo 9 ore e 14 minuti di missione lo stadio superiore Breeze M ha rilasciato con successo il satellite Sirius FM-5, pesante circa 5,8 tonnellate, nell'orbita di trasferimento geostazionaria. Si è trattato del 346° lancio del vettore Proton che viene costruito dalla Khrunichev Research and Production Space Center di Mosca come principale contraente. Quello di oggi era il 36° lancio orbitale del 2009, il 34° a raggiungere felicemente l'orbita prevista. 

Fonte: ILS

 

27/06/2009 - Lanciato satellite ambientale GOES-O - L'ultimo Geostationary Operational Environmental Satellite, GOES-O, è volato verso lo spazio oggi dopo un lancio di successo eseguito dallo Space Launch Complex 37 sito al Cape Canaveral Air Force Station in Florida. Il veicolo GOES-O è decollato alle 6.51 p.m. EDT (le 0.51 ora italiana del 28 giugno) a bordo di un razzo vettore Delta IV. L'ente governativo USA che si occupa dell'ambiente, la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) utilizzerà il GOES-O per migliorare le previsioni meteo e monitorare l'ambiente della Terra. Il satellite è il secondo della serie GOES N ad essere lanciato in orbita geostazionaria. "Tutte le indicazioni ci confermano che GOES-O è in orbita regolarmente e che tutti i sistemi a bordo del veicolo funzionano normalmente" conferma Andre Dress, il vice direttore del progetto GOES al Centro del Volo Spaziale Goddard di Greenbelt, Maryland, "Siamo fieri del supporto delle nostre squadre e delle performance del veicolo di lancio Delta IV". Circa 4 ore e 21 minuti dal lancio il veicolo spaziale si è separato dal veicolo di lancio. La Universal Space Network Western Australia del sito di iinseguimento di Dongara ha monitorato la separazione del veicolo. Il prossimo 7 luglio il GOES-O sarà posto nella sua orbita definitiva e rinominato GOES-14. Circa 24 ore dopo il lancio la Boeing Space and Intelligence Systems passerà i controlli alla NASA e cinque mesi dopo le operazioni verranno trasferite alla NOAA per una vita operativa di almeno 10 anni. Il satellite verrà controllato ed utilizzato come sostituto di uno dei GOES operativi nel caso abbiano un'avaria o terminino il combustibile. La NASA aveva un contratto con la Boeing per la costruzione ed il lancio di GOES-N mentra la NOAA gestisce tutto il programma dei GOES, stabilisce i requisiti e provvede ai fondi e distribuisce i dati dei satelliti meteo negli Stati Uniti. Il Goddard progetta e segue lo sviluppo del veicolo. Si è trattato del 35° lancio orbitale del 2009, il 33° a raggiungere felicemente l'orbita.

Fonte: NASA

 

Immagine della luna di Saturno, Encelado, ripresa dalla sonda Cassini24/06/2009 - Un oceano liquido e salato su Encelado - La scoperta sembrerebbe confermare quanto lo studio di Encelado, grande satellite naturale di Saturno, sia rilevante per l’Astrobiologia. Certo, "con tutte le cautele del caso", avverte Enrico Flamini, responsabile dell'Unità di Osservazione dell'Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana, "perché non basta trovare acqua e sale per parlare di vita". Ad ogni modo, non c'è dubbio che i risultati ottenuti da due distinti gruppi di ricerca internazionali, entrambi pubblicati sull'ultimo numero di Nature, faranno discutere. Soprattutto quello che ha lavorato sui dati della sonda Cassini (frutto della missione Cassini-Huygens di Nasa, Esa e Asi), guidato dal tedesco Frank Postberg dell'Istituto Max-Planck per la fisica nucleare, a Heidelberg. Che ha individuato enormi getti di vapore acqueo espulsi dai geyser del Polo Sud di Encelado (nell’anello E). E, all'interno di questi, gas, vapori, ghiaccio e minuscoli granelli di sodio. I quali proverebbero che sul “sesto gigante” che ruota attorno a Saturno esiste un grande oceano di acqua, liquida e salata. Conclusioni su cui un po' frena invece il gruppo di ricerca coordinato dall'americano Nicholas Schneider dell'Università del Colorado, che ha lavorato sulle osservazioni eseguite con il telescopio Keck-1, basato a terra a Boulder, negli Stati Uniti. "Encelado - dice la professoressa Angioletta Corradini, responsabile italiano del team dello strumento Vims, su Cassini - ha cominciato a farci vedere strane cose già due anni fa, quando sia le camere di bordo che Vims hanno mostrato l'esistenza di geiser in atto". Come sottolinea Flamini, "c'è un grande fermento scientifico attorno a Encelado, e la ricerca pubblicata da Nature, ovvero il fatto che l'acqua contiene sali disciolti, può forse contribuire a spiegare perché c'è dell'acqua allo stato liquido nelle profondità di un corpo che dovrebbe essere completamente ghiacciato". Le immagini inviate da Cassini hanno come già detto svelato l'esistenza di geyser al Polo Sud di Encelado che emettono pennacchi di vapore acqueo e di particelle di ghiaccio alti centinaia di chilometri. I quali, a loro volta, alimentano l'anello E, il più esterno e anche il più esteso di Saturno. Proprio il vapore acqueo aveva già a suo tempo fatto ipotizzare che sotto la superficie del satellite ci fosse acqua: restava in dubbio se allo stato liquido o ghiacciato. Adesso questo studio pubblicato da Nature dimostrerebbe che si tratta proprio di un oceano liquido. E, stando alle alte percentuali di sali individuate tra i pennacchi, prova di alte percentuali di sodio nelle viscere del satellite, sembrerebbe certo che si tratti di acqua salata, proprio come quella dei nostri mari terrestri. "Ora - sottolinea Flamini - si aspettano i prossimi fly-by ravvicinati e l'elaborazione dei dati che saranno ottenuti dai vari strumenti, tra cui, oltre Vims, anche il radar e la radio scienza, tutti per metà italiani". Nella foto (Credit: NASA/JPL/Space Science Institute) Encelado ripreso dalla sonda Cassini.

Fonte:  ASI

 

23/06/2009 - 1° luglio test di rifornimento per STS-127 - Al Kennedy Space Center in Florida squadre di tecnici sono al lavoro per riparare la placca di aggancio della conduttura di idrogeno gassoso del sistema di ventilazione che si trova all'esterno del serbatoio esterno di Endeavour. Una fuga di idrogeno dall'area del GUCP (Ground Umbilical Carrier Plate) aveva fatto annullare i tentativi di lancio del 13 e del 17 giugno facendo rinviare la missione di 16 giorni diretta alla Stazione Spaziale Internazionale. La GUCP era stata parzialmente estesa lunedì permettendo ai tecnici di continuare le analisi ingegneristiche e verificare le esatte misure della posizione della placca. I bulloni esplosivi che connettono la conduttura di ventilazione con il serbatoio esterno sono state disconnesse per sicurezza. In precedenza le perdite riscontrare sono avvenute soltanto durante i tentativi di lancio quando l'idrogeno gassoso super raffreddato era passato nelle tubature. Le cause del problema sono state rilevate in un leggero disallineamento fra la placca della rampa e quella del serbatoio esterno. Il lavoro dei tecnici è quello di  riallineare le placche e sostituire le guarnizioni con un nuovo set. Le riparazioni saranno confermate con un test di riempimento deciso dai responsabili della NASA e previsto per mercoledì 1° luglio quando il serbatoio esterno della navetta Endeavour verrà riempito di idrogeno ed ossigeno liquidi proprio come prima di un lancio. Se la riparazione avrà avuto successo il prossimo tentativo di lancio di Endeavour per la missione STS-127 è previsto per l'11 luglio  alle 7.39 p.m. EDT (le 1.39 ora italiana del 12 luglio). Quest'oggi i componenti dell'equipaggio hanno eseguito del lavoro amministrativo e sono volati a bordo dei loro Jet T-38 da addestramento dal Johnson Space Center di Houston ad El Paso e ritorno.

Fonte: NASA

 

La Luna fotografata dalla sonda LCROSS durante il primo passaggio ravvicinato avvenuto oggi23/06/2009 - Una sonda lunare NASA entra regolarmente in orbita, l'altra le gira attorno - Dopo quattro giorni e mezzo di viaggio dalla Terra, la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, o LRO, è entrata con successo in un'orbita preliminare attorno alla Luna. Gli ingegneri del Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, hanno confermato che la sonda si è inserita nell'orbita lunare alle 6.27 a.m. EDT di martedì (le 12.27 ora italiana). Durante il viaggio verso la Luna, gli ingegneri hanno eseguito una correzione di orbita della sonda a metà strada permettendole così di raggiungere la sua destinazione finale. Visto che che la Luna è sempre in movimento la sonda è stata diretta verso un punto che si trovava davanti al nostro satellite naturale. Quando si è trovata vicino alla Luna la LRO ha utilizzato il suo motore a razzo per circa 40 minuti rallentando così la sua velocità e permettendo così alla gravità lunare di catturarla. "L'inserimento in orbita lunare è un passo cruciale della missione", ha detto Cathy Peddie, vicedirettore del progetto LRO al Goddard, "La missione LRO non sarebbe iniziata se la Luna non l'avesse catturata. Una volta entrati nell'orbita lunare possiamo iniziare a costruire l'archivio di dati di cui abbiamo bisogno per comprendere in grande dettaglio la topografia lunare, le sue risorse e le caratteristiche. Siamo fieri di essere parte di questa eccitante missione e del pianificato ritorno della NASA sulla Luna." Una serie di quattro accensioni programmate nei prossimi giorni porrà la sonda nell'orbita definitiva per l'inizio della fase di commissionamento. Durante questa fase ognuno dei sette strumenti scientifici a bordo sarà controllato e messo in funzione. La fase di commissionamento si concluderà all'incirca 60 giorni dopo il lancio quando la LRO utilizzerà i suoi motori per portarsi nell'orbita della missione primaria. Come missione primaria la LRO orbiterà a circa 50 km dalla superficie lunare per un anno intero. Gli strumenti del veicolo spaziale aiuteranno gli scienziati a compilare una mappa tridimensionale ad alta risoluzione della Luna e la scandaglierà in diverse lunghezze d'onda. Il satellite esplorerà i più profondi crateri lunari, esaminando le regioni permanentemente in ombra od alla luce e fornirà importanti informazioni sugli effetti delle radiazioni dell'ambiente lunare per gli esseri umani. La LRO fornirà più dati sulla Luna di ogni altra precedente missione. Intanto la sonda LCROSS, ancora agganciata allo stadio superiore Centaur, ha effettuato oggi il primo passaggio ravvicinato (swing-by) attorno alla Luna. La manovra ha fornito una spinta gravitazionale che ha piazzato LCROSS nell'orbita definita di crociera e geocentrica. Durante questa fase della missione i team di Terra effettueranno un controllo della salute della sonda. La sonda LCROSS non sarà più così vicina alla Luna fino al 9 ottobre di quest'anno quando ci si schianterà sopra! Nell'immagine (Credit: NASA) la Luna ripresa dalla sonda LCROSS durante il passaggio ravvicinato eseguito oggi.

Fonte: NASA

 

22/06/2009 - Inaugurato l'avvio dei lavori per Spaceport America - Spaceport America sarà il primo spazioporto commerciale ad essere costruito nel mondo. Una cerimonia ufficiale avvenuta il 19 giugno, al quale era presente il Governatore del New Mexico Bill Richardson, ha segnato l'avvio dei lavori che verranno completati entro 18 mesi. Il principale utilizzatore di Spaceport America sarà la compagnia privata Virgin Galactic, che ha già firmato per un contratto di affitto di 10 anni, fondata dall'imprenditore inglese Sir Richard Branson già cratore della compagnia aerea Virgin. La Virgin Galactic utilizzerà l'astronava Space Ship Two (SS2) in costruzione presso la società aeronautica Scaled Composite di Burt Rutan. Il veicolo suborbitale SS2 verrà portato in quota da un aereo madre chiamato White Knight Two che la sgancerà permettendogli di proseguire il volo da solo fino ad oltre 100 km di quota dove i suoi 6 passeggeri ed i due piloti potranno provare l'ebrezza della gravità ridotta per un periodo da 3 a 5 minuti. Il veicolo madre è già stato presentato alla stampa lo scorso anno ed al momento ha eseguito 12 voli di prova, l'ultimo proprio sorvolando il sito dove sorgerà lo Spaceport America lo scorso 20 giugno. Oltre alla Virgin Galactic altre compagnie private che stanno ideando voli suborbitali per turisti stanno orientando la loro scelta per una base operativa proprio allo Spaceport America in quanto sarà il primo spazioporto ad essere operativo nel 2011.

Fonte: Spaceport America

 

21/06/2009 - Lanciato MEASAT con un vettore Zenith 3SLB - Un razzo vettore Zenith 3SLB decollato alle 23.50 ora italiana dalla rampa 45 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, ha immesso regolarmente in orbita il satellite malese per telecomunicazioni MEASAT 1R. Il satellite, del peso di circa 2.366 kg, costruito dalla Orbital (USA) ha una vita operativa prevista di circa 15 anni e, grazie ai suoi 12 transponder in banda Ku ed altrettanti in banda C potrà fornire tv diretta, distribuzione di programmi via cavo, dati per network e comunicazione mobile per la Malesia e l'Indonesia dalla sua posizione orbitale posta a 91,5° di longitudine Est. Il lancio era gestito dalla Land Launch, una società mista composta dalla Boeing (USA), Aker ASA (Norvegia), RSC Energia (Russia) e SDO Yuzhnoye/PO Yuzhmash (Ucraina), la stessa che utilizza anche la piattaforma oceanica Odyssey della Sea Launch. Il primo stadio del vettore Zenith 3SLB ha funzionato per due minuti e mezzo ed a questo a fatto seguito l'accensione del secondo stadio e la separazioe dell'ogiva protettiva del carico utile. Dopo sei minuti di funzionamento anche il secondo stadio si è spento ed è così rimasto lo stadio superiore Block DM-SLB che ha eseguito la prima, delle tre accensioni previste per la missione, immettendo il satellite in un'orbita stabile. Nelle cinque ore seguenti altre due accensioni del motore dello stadio superiore inseriranno il satellite verso l'orbita definitiva ed a questo punto i due veicoli si separeranno mettendo fine alla fase di lancio. Quello di oggi era il 34° lancio orbitale del 2009, il 32° di successo.

Fonte: Federal Space Agency - Land Launch

 

Il momento del decollo del vettore Atlas 5 con a bordo le due sonde lunari della NASA LRO e LCROSS18/06/2009 - Nonostante il maltempo sono partite LRO e LCROSS - Le avverse condizioni meteo in prossimità del sito di lancio avevano costretto i responsabili della missione della NASA a non utilizzare le prime due (sulle tre disponibili oggi) finestre di lancio, quella delle 5.12 p.m. e delle 5.22 p.m. EDT (rispettivamente le 23.12 e 23.22 ora italiana). Quando sembrava che la missione delle sonde lunari LRO e LCROSS dovesse essere rinviata a domani o sabato il tempo ha subito un miglioramento ed il direttore di lancio ha dato il "go" definitivo. Alle 5.32 p.m. (le 23.32 ora italiana) il motore a combustibile liquido idrogeno/ossigeno RD-180 del primo stadio si è acceso ed ha spinto il vettore Atlas V (AV 020) nel nuvoloso cielo della Florida. Il decollo è avvenuto dalla rampa LC 41 della Cape Canaveral Air Force Station ed il razzo è sparito alla vista dopo pochi secondi dal decollo. Dopo 4 minuti ed 8 secondi è avvenuto lo spegnimento del motore del primo stadio che è stato separato dal razzo. A questo punto è avvenuta la regolare accensione dello stadio superiore Centaur con il suo motore RL10 e dopo pochi secondi la separazione delle due metà dell'ogiva lasciando così scoperte le due sonde LRO e LCROSS. A 14 minuti e 6 secondi dal lancio è avvenuto il primo spegnimento del motore dopo che è stata raggiunta un'orbita preliminare di oltre 160 km ed una velocità di circa 25.000 km/h. Ventiquattro minuti più tardi, mentre il complesso Centaur/LRCROSS/LRO sorvolava l'Africa, il motore del Centaur veniva riacceso per circa 4 minuti immettendo tutto il complesso in rotta verso la Luna. Quattro minuti più tardi avveniva la separazione della sonda LRO, immessa in orbita diretta verso il nostro satellite naturale, che raggiungerà martedì mattina alle 5.43 a.m. EDT (le 11.43 ora italiana) quando effettuerà l'accensione dei propri motori per rallentare la velocità ed inserirsi in un'orbita preliminare di 30x216 km. Intanto lo stadio superiore Centaur e la sonda LCROSS saldamente ancorata ad esso hanno iniziato una lunga orbita della durata di tre mesi che porterà, prima lo stadio superiore, e poi quattro minuti dopo la sonda stessa, ad una collisione con un cratere lunare il prossimo 9 ottobre. Nei quattro minuti prima dell'impatto la sonda LCROSS studierà il materiale espulso dalla collisione dello stadio superiore Centaur alla ricerca di tracce di acqua. Nella foto (Credit: NASA/Tom Farrar, Kevin O'Connell) il vettore Atlas V mentre decolla dalla rampa 41 di Cape Canaveral inaugurando la ripresa della conquista lunare da parte della NASA. Quello di oggi era il 33° lancio orbitale del 2009, il 31° a raggiungere felicemente l'orbita.

Fonte: NASA

 

18/06/2009 - Kourou quasi pronta per il debutto Soyuz - Proseguono senza sosta i lavori per terminare il nuovo sito di lancio del lanciatore russo Soyuz nella base Esa di Kourou, in Guayana francese. In particolare è ormai quasi finita la struttura che serve a mantenere in posizione eretta il lanciatore. La “zona operativa” si trova circa 12 chilometri a nordovest del complesso di lancio dell’Ariane 5. A breve, quindi, l’Agenzia Spaziale Europea potrà disporre pienamente del vettore, in una versione opportunamente modificata. Non appena sarà terminato anche lo sviluppo del lanciatore Vega, l'Esa avrà in funzione un ventaglio di tre lanciatori in grado di coprire ogni esigenza: Ariane 5 per le orbite alte, Soyuz per le medie e Vega per le basse. Le procedure per il trasferimento orizzontale del lanciatore Soyuz  che verranno seguite a Kourou saranno sostanzialmente analoghe a quelle seguite nella base russa Roscomos di Baikonur. La prima missione Soyuz in partenza dallo Spazioporto della Guyana è previsto ora per la metà del 2010 con un vettore in versione 2-1a e la rampa di lancio sarà ribattezzata ELS (Ensemble de Lancement Soyouz). Intanto durante la manifestazione aerea di Le Bourget, a Parigi, è stato siglato l'accordo per la messa in orbita dei primi quattro satelliti operativi della costellazione del nuovo sistema di navigazione europeo Galileo con due vettori Soyuz dalla Guyana entro il 2010.

Fonte: ASI

 

Illustrazione delle sonde NASA LRO e LCROSS mentre vengono spinte dallo stadio superiore di Atlas V verso la Luna18/06/2009 - Riparte oggi la corsa della NASA alla Luna - Le sonde della NASA LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) e LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) sono pronti per il lancio a bordo di un vettore Atlas V oggi alle 5.12 p.m. EDT (le 23.12 ora italiana) dalla rampa 41 di Cape Canaveral. Due ulteriori possibilità di lancio sono disponibili alle 5.22 p.m. ed alle 5.32 p.m. La missione LRO e LCROSS verranno lanciate verso la Luna a bordo dello stesso razzo vettore Atlas V anche se utilizzeranno metodi molto differenti per studiare l'ambiente lunare. LRO entrerà in orbita attorno alla Luna e punterà i propri strumenti verso la superficie per studiarla. La sonda inoltre osserverà con attenzione potenziali siti di atterraggio per gli astronauti, le radiazioni, potenziali risorse e realizzerà una migliore cartografia lunare. LCROSS, d'altro canto, seguirà lo stadio superiore del razzo in rotta di collisione verso un cratere perennemente in ombra per cercare tracce di acqua nei poli lunari. LCROSS stesso poi impatterà sulla superficie lunare nel corso di questo studio. A bordo della sonda LRO si trovano diversi strumenti di studio, ad esempio, DLRE (Diviner Lunar Radiometer Experiment) che effettuerà la prima osservazione globale della temperatura della superficie lunare mentre la sonda orbiterà a soltanto 50 km sopra la Luna. La missione di LRO è la prima della nuova Visione del Programma di Esplorazione Spaziale, varato nel 2004, che ha in agenda il ritorno dell'uomo sulla Luna ed i viaggi verso Marte ed oltre. Questa missione fornirà dati cruciali per lo studio dell'ambiente lunare che aiuteranno gli astronauti a preparare le future missioni esplorative di lunga durata. A bordo di LRO si trovano sette strumenti scientifici uno dei quali (LEND - Lunar Exploration Neutron Detector) costruito in Russia dall'Istituto di Ricerca Spaziale di Mosca. Gli altri strumenti a bordo sono: LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera), LAMP (Lyman Alpha Mapping Project), Mini-RF, LOLA (Lunar Orbiter Laser Altimeter) e CRaTER (Cosmic Ray Telescope for the Effects of Radiation). L'ultima missione della NASA diretta allo studio della Luna fu la Lunar Prospector del 1998.  Nell'illustrazione (Credit: NASA) le sonde LRO e LCROSS mentre vengono spinte, dallo stadio superiore del vettore Atlas V, verso la Luna. 

Fonte: NASA - LRO press kits

 

17/06/2009 - Nuovo rinvio per Endeavour, se ne riparla a luglio - Il lancio della navetta spaziale Endeavour per la missione STS-127 è stato ufficialmente annullato ("scrub" in inglese) alle 1.55 a.m. EDT (le 7.55 ora italiana) quando la stessa perdita di idrogeno gassoso è stata segnalata sul GUCP (Ground Umbilical Carrier Plate) durante la delicata fase di rifornimento di idrogeno ed ossigeno liquidi nel serbatoio esterno. E' lo stesso tipo di perdita che aveva già costretto all'annullamento del lancio il 13 giugno scorso. "Dobbiamo fare un passo indietro e capire che tipo di problema sia e ripararlo", ha detto il vice-direttore del Programma Space Shuttle LeRoy Cain durante una conferenza stampa seguita alla decisione del rinvio. "Una volta che lo avremo riparato, e siamo fiduciosi di avere la soluzione per questo lavoro, potremo tornare a volare in sicurezza e procederemo in avanti." Le squadre di tecnici avevano seguito lo stesso metodo di riparazione affrontato durante la perdita del GUCP incontrata durante il conto alla rovescia di STS-119. Adesso entrambe le perdite di STS-119 ed STS-127 saranno valutate attentamente per scoprirne le cause. I dati registrati durante il rifornimento dovrebbero fornire un aiuto nella risoluzione del problema. Il prossimo tentativo di lancio di STS-127 è fissato non prima del 11 luglio alle 7.39 p.m. EDT (le 1.39 ora italiana del 12 luglio). L'equipaggio è rientrato al centro spaziale Johnson di Houston, nel Texas.

Fonte: NASA

 

Illustrazione IXV al rientro sulla Terra16/06/2009 - ESA e Thales Alenia Space si accordano per lo sviluppo di IXV - Oggi alla manifestazione aerea di Le Bourget (Parigi) l'ESA e la Thales Alenia Space hanno firmato un accordo per lo sviluppo dello Intermediate eXperimental Vehicle, un dimostratore atmosferico. Il progetto IXV è parte del programma ESA che si chiama FLPP (Future Launchers Preparatory Programme). L'obiettivo di IXV è di sviluppare un dimostratore di sistema autonomo di rientro atmosferico, caratterizzato da un'elevata prestazione aerodinamica fornita dal corpo portante, equipaggiato da un controllo ad alte prestazioni basato sulla propulsione e superfici aerodinamiche e con un avanzato sistema di protezione termica atmosferico. Il veicolo peserà circa 1.800 kg e verrà lanciato da un vettore Vega dallo spazioporto di Kourou. Il vettore piazzerà IXV ad un'altezza di circa 450 km dalla quale IXV inizierà il rientro verso la Terra con un ammaraggio nell'Oceano Pacifico. La Thales Alenia Space sarà responsabile dello sviluppo, costruzione ed integrazione del veicolo come capo commessa con altre industrie e centri di ricerca ed università europei di Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Svezia, Svizzera ed Olanda. Il veicolo sarà consegnato ad ESA entro la fine del 2012. Sempre a Le Bourget l'ESA ha segnato il contratto con il consorzio Joint Propulsion Team, composto da Avio Spa (Italia), Astrium (Germania) e SNECMA (Francese del gruppo SAFRAN) per lo sviluppo del dimostratore di propulsore a combustibile liquido per la Prossima Generazione del primo stadio dei Lanciatori Europei, ribattezzato anche High Thrust Engine Demonstrator. Nella Illustrazione (Credit: ESA) l'IXV al rientro verso la Terra.

Fonte: ESA

 

Tecnici della NASA al lavoro sul GUCP del serbatoio esterno di Endeavour15/06/2009 - Riparazioni in corso sul serbatoio esterno di Endeavour - I responsabili della NASA deciderann oggi pomeriggio se procedere con il lancio della navetta spaziale Endeavour per la missione STS-127 mercoledì 17 giugno o attendere più avanti. I tecnici del Kennedy Space Center hanno lavorato per riparare la perdita di idrogeno gassoso del sistema di ventilazione che si trova all'esterno del serbatoio esterno di Endeavour. La perdita aveva fatto rinviare il lancio previsto per sabato mattina verso la Stazione Spaziale Internazionale. Le squadre di tecnici alla rampa di lancio 39A hanno effettuato la sostituzione delle guarnizione interne del GUCP (Ground Umbilical Carrier Plate) poste sul serbatoio esterno. I responsabili si erano riuniti sabato domenica pomeriggio per valutare come effettuare la riparazione e valutare quando Endeavour potrebbe essere pronto al lancio. Se lo shuttle venisse lanciato il 17 la sonda lunare LRO/LCROSS della NASA potrebbe essere lanciata il 19 o 20 giugno. Se, al contrario, la navetta non fosse lanciata il 17 potrebbe essere la sonda ad essere lanciata quel giorno e la navetta il 20. La perdita di Endeavour è simile a quella occorsa a marzo durante il primo tentativo di lancio della navetta spaziale Discovery per la missione STS-119. I tecnici hanno utilizzato lo stesso metodo di riparazione che poi ha permesso al Discovery un lancio di successo al secondo tentativo. AGGIORNAMENTO. ore 21.00 ora italiana - I responsabili della NASA hanno deciso di procedere con il lancio per il 17 giugno alle 5.40 a.m. EDT (le 11.40 ora italiana). Le condizioni meteo danno soltanto un 20% di probabilità di condizioni meteo negative per mercoledì. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2009-3714) a lato tecnici della NASA al lavoro sul GUCP posto sul serbatoio esterno della navetta Endeavour. 

Fonte:  NASA

 

13/06/2009 - Rinviato il lancio di Endeavour - Il lancio della navetta spaziale Endeavour STS-127 per la missione alla Stazione Spaziale Internazionale è rinviato a data da destinarsi a causa di una perdita dal sistema di ventilazione dell'idrogeno gassosso posto fuori del serbatoio esterno. Il sistema chiamato GUCP (Ground Umbilical Carrier Plate) serve ad espellere l'idrogeno in eccesso lontano dalla rampa di lancio al Kennedy Space Center in Florida. La perdita è stata riscontrata quasi al termine del riempimento del serbatoio esterno dello shuttle ed è stata considerata da subito superiore ai limiti costringendo il direttore di lancio a fermare le operazioni. Alle 12.26 a.m. EDT (le 6.26 ora italiana) i responsabili NASA hanno comunicato il rinvio ufficiale del lancio di almeno 96 ore. La prima data utile quindi nella quale potrà essere ritentato il lancio è il 17 giugno, sebbene vi sia un possibile conflitto proprio in quella data con il previsto lancio della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter/Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (LRO/LCROSS) dalla Cape Canaveral Air Force Station. I responsabili della missione hanno indetto una riunione per le 2 p.m. (le 20 ora italiana) di domenica sera per discutere le possibilità di riparazione e le opportunità di lancio possibili. Una conferenza stampa seguirà la riunione e verrà trasmessa in diretta da NASA Television e sul sito web dell'agenzia. La perdita riscontrata questa mattina è simile a quella occorsa durante il primo tentativo di lancio dello Space Shuttle Discovery per la missione STS-119 a marzo scorso.

Fonte: NASA

 

12/06/2009 - Poche ore al lancio di Endeavour - La navetta spaziale Endeavour è pronta per portare sette astronauti e un componente chiave del laboratorio Giapponese sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il conteggio alla rovescia per il lancio previsto per domani alle 7.17 a.m. EDT (le 13.17 ora italiana) prosegue senza problemi. La struttura mobile della rampa di lancio è stata spostata oggi alle 11 a.m. (le 17 ora italiana) svelando la navetta Endeavour pronta al decollo. Il team MMT (Mission Management Team) si riuniràalle 9.15 p.m. (le 3 ora italiana di domani sabato) per dare un "go/no go" ed iniziare le operazioni di riempimento del serbatoio con i propellenti. Se verrà dato il via "go" il processo di rifornimento chiamato in inglese "tanking" inizierà alle 9.52 p.m. (le 3.52 ora italiana). Il Direttore di Lancio, Pete Nickolenko ha confermato che al momento non vi sono problemi tecnici che possano impedire il lancio ed anche il meteo sembra cooperare con la NASA per l'avvio della missione STS-127.

Fonte: NASA - Segui il lancio con Forumastronautico.it - Sito dove vedere il NASA/TV

 

I componenti principali del vettore Ares i-X11/06/2009 - Ares I-X comincia a prendere forma - Il Programma Constellation della NASA ha raggiunto due pietre miliari questa settimana con nuovi elementi di hardware della missione Ares I-X che sono stati trasferiti per l'assemblaggio finale in preparazione per il primo volo di prova del nuovo razzo previsto per questa estare al Kennedy Space Center. Entro il mese inizieranno le fasi di montaggio del nuovo vettore e sarà la prima volta, in oltre 25 anni, che la MLP-1 (Mobile Launch Platform n.1) ospiterà un nuovo veicolo spaziale. Tutto il complesso superiore del primo stadio del razzo, composto da: forward skirt, l'estensione della forward skirt e dal frustum, sono stati trasferiti dall'ARF (Assembly Refurbishment Facility) al VAB (Vehicle Assembly Building) giovedì. Invece la parte inferiore del primo stadio, la aft skirt, è stata traferita lunedì dall'ARF al Rotation Processing and Surge Facility dove verrà assemblata al segmento di motore inferiore per formare il complesso inferiore del primo stadio. Anche questo poi verrà spostato nel VAB per essere montato sulla MLP-1 con tutto il resto dell'hardware. Il razzo Ares I-X è una combinazione di hardware esistente e simulato che ricorda il veicolo di lancio per equipaggi Ares I in dimensioni, forma e peso. Questo lancio di prova fornirà preziose informazioni sul volo e la guida di Ares I che aiuteranno alla progettazione finale del veicolo che porterà gli astronauti con il modulo esplorativo Orion. "E' stata una settimana eccitante per la squadra che ha portato l'hardware fuori dall'ARF dimostrando quanti progressi stiamo facendo e che siamo prossimi al lancio," ha dichiarato Bob Ess, mission manager di Ares I-X al Johnson Space Center di Houston, Texas. Il complesso superiore del primo stadio (forward assembly) connette il motore del primo stadio del diametro di 3,6 metri con lo stadio superiore simulato del diametro di 5,4 metri. Il peso è di oltre 16 tonnellate e comprende anche i nuovi paracadute di discesa per il recupero del primo stadio. L'aft skirt, che viene utilizzato nella parte inferiore dei booster a propellente solido della navetta spaziale, è stato modificato lo scorso anno e mezzo per essere utilizzato su Ares I-X. Alcune modifiche includono dei motori di decelerazione e di rotazione, avionica ed un controllo per l'unità di enegia ausiliaria. La United Space Alliance, di Houston, sotto contratto di fornitura per la ATK Space System di Salt Lake City, completerà il processo di integrazione del complesso superiore e dell'aft skirt. Al momento il rollot del vettore Ares I-X alla rampa 39B del KSC è previsto non prima del 14 settembre con il lancio per il 18 dello stesso mese. Nell'illustrazione in alto (Credit: NASA) il vettore Ares I-X con i suoi componenti principali e, nella piccola foto a destra in alto la forward skirt mentre viene portata nel VAB.

Fonte: NASA

 

10/06/2009 - La prima sonda lunare Giapponese si schianterà sulla Luna - Oggi alle 18.30 GMT (le 20.30 ora italiana) la sonda lunare Kaguya (Selene) dell'agenzia spaziale giapponese JAXA si schianterà sulla superficie lunare a conclusione di una manovra controllata. Il punto di impatto della sonda sarà vicino al cratere Gill, posto nell'angolo in basso a destra della Luna vista dalla Terra. Grossi telescopi sparsi fra l'Asia e l'Australia potrebbero vedere il lampo dell'impatto visto che, in quel momento, la zona sarà in ombra. La sonda ha orbitato attorno al nostro satellite dall'ottobre del 2007 studiando, con i suoi strumenti di bordo, la composizione della superficie lunare con un dettaglio mai raggiunto fino a questo momento. Inoltre, grazie anche ad una videocamera ad alta risoluzione posta a bordo di Kaguya si sono ottenuti filmati ed immagini dall'orbita polare di circa 100 km di quota di un dettaglio incredibile. La sonda inoltre aveva rilasciato altri due piccoli satelliti polari, uno dei quali è stato fatto rientrare sulla Luna lo scorso febbraio mentre l'altro è ancora operativo. La scelta di far cadere la sonda sulla superficie lunare al termine della missione scientifica, oltre a lasciare l'orbita bassa lunare pulita, si è resa necessaria per studiare anche le tecniche di rientro controllato che potrebbero essere utili per le prossime missioni di discesa al suolo. Selene è stata la prima sonda Giapponese a raggiungere l'orbita lunare. Da due anni a questa parte la Luna si trova sotto l'assalto di sonde inviate dalla Terra: nel 2007 la prima sonda cinese China's Chang'e 1 che poi è stata fatta cadere a marzo di quest'anno sulla superficie lunare, la Indiana Chandrayaan 1, ancora operativa in orbita e lanciata lo scorso ottobre e la prossima settimana è previsto il lancio della sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter che dovrebbe effettuare una completa mappatura lunare alla ricerca di potenziali siti di atterraggio per le missioni pilotate del prossimo decennio. Ricordo infine la sonda europea SMART-1 che nel periodo 2003-2006 orbitò attorno alla Luna effettuando studi scientifici importantissimi. AGGIORNAMENTO. La sonda giapponese Kaguya (Selene) ha impattato la superficie lunare alle 20.25 ora italiana ed il lampo è stato fotografato dall'Osservatorio Anglo-Australiano con una macchina a grande campo infrarossa ed uno spettografo chiamato IRIS2. Ulteriori informazioni al sito JAXA dedicato alla missione.

Fonte: JAXA

 

10/06/2009 - Compiuta una IVA sulla Stazione Spaziale Internazionale - Il Comandante di Spedizione 20, Gennady Padalka, e l'Ingegnere di Volo Michael Barratt hanno completato una passeggiata spaziale "interna" (EVA-23) oggi alle 3.07 a.m. EDT (le 9.07 ora italiana). Padalka e Barratt hanno sostituito un portello di Zvezda con un cono di attracco. L'escursione è avvenuta internamente (in effetti si è trattato di una IVA - Attività Intraveicolare: serie di attività compiute un ambiente depressurizzato) con i due astronauti con i condotti di sopravvivenza agganciati al supporto vitale di Zvezda per circa 12 minuti. Le antenne di supporto per l'attracco, il bersaglio di aggancio e le relative connessioni elettriche erano state installate all'esterno di Zvezda durante l'attività extraveicolare di venerdì scorso. La stazione è ora pronta per l'aggancio del Mini-Research Module 2, o (MRM2) che avverrà entro l'anno. Il MRM2 attraccherà automaticamente al portello che guarda verso l'alto del modulo Zvezda e servirà come ulteriore attracco per i veicoli spaziali Russi. 

Fonte: NASA

 

09/06/2009 - L'equipaggio di Endeavour al Kennedy per il lancio di sabato - I sette astronauti della navetta spaziale Endeavour per la missione STS-127 alla Stazione Spaziale Internazionale sono arrivati al Kennedy Space Center della NASA, in Florida. L'equipaggio è atterrato alle 11.53 p.m. EDT dell'8 giugno (le 5.53 ora italiana del 9 giugno) sulla Shuttle Landing Facility provenienti di Houston a bordo dello Shuttle Training Aircraft, un jet Gulfstream II modificato. Dopo il loro arrivo il Comandante di STS-127, Mark Polansky, ed il suo equipaggio hanno fatto delle brevi dichiarazioni ai giornalisti che attendevano sulla pista di atterraggio dello shuttle. Gli astronauti ora inizieranno la loro fase finale di preparazione per il lancio di Endeavour previsto per sabato 13 giugno alle 7.17 a.m. EDT (le 13.17 ora italiana). Ieri intanto il carico utile della missione STS-127 era stato caricato all'interno del vano di carico della navetta Endeavour ed i portelloni erano stati chiusi ed assicurati per il lancio. AGGIORNAMENTO - 10/09/2009 - Alle 9 a.m. di oggi (le 15 ora italiana) è iniziato il conto alla rovescia per la missione STS-127 partendo da T-43 ore. Nessun problema viene segnalato al momento ed anche il meteo per sabato, girono del lancio, da un 80% di condizioni favorevoli.

Fonte: NASA

 

I due astronauti Padalka e Barratt durante l'attività extraveicolare di oggi05/06/2009 - Eseguita la prima EVA per Spedizione 20 - Il Comandante di Spedizione 20 della Stazione Spaziale Internazionale Gennady Padalka e l'Ingegnere di Volo Mike Barratt hanno completato un'attività extraveicolare sulla Stazione Spaziale Internazionale della durata di 4 ore e 54 minuti e conclusasi alle 8.46 a.m. EDT (le 14.46 ora italiana) per preparare il modulo di servizio Zvezda all'arrivo di un nuovo modulo Russo. L'EVA è stata la settima per Padalka e la prima per Barratt. I due astronauti hanno installato antenne per l'aggancio, un bersaglio di aggancio e connettori elettrici per il sistema automatico di avvicinamento Kurs. Barratt poi si è issato all'estremità del braccio manuale Strela per riprendere fotografie delle antenne. Questo lavoro è stato eseguito in preparazione dell'arrivo del modulo Russo MRM2 (Mini-Research Module-2) previsto entro l'anno. Il MRM2 attraccherà automaticamente al boccaporto che punta allo zenith di Zvezda e verrà utilizzato come aggancio addizionale per i veicoli spaziali Russi. L'inizio dell'EVA n.22 è iniziato in ritardo a causa di una lettura proveniente dalle tute Russe Orlan che indicavano un alto livello di anidride carbonica e che ha obbligato i controllori di Mosca a verificare attentamente la situazione. I due astronauti confermavano che invece tutto era regolare e così la passeggiata spaziale poteva iniziare. Padalka, indicato come EV-1,  indossava la tuta con strisce rosse mentre Barratt, EV-2, quella con strisce blu. All'interno della ISS, durante l'EVA, l'Ingegnere di Volo Koichi Wakata supervisionava la manovra mentre gli altri tre astronauti a bordo della stazione proseguivano le attività di ambientamento.  Una seconda EVA "interna" verrà eseguita sempre da Padalka e Barratt il 10 giugno per riposizionare un meccanismo interno di aggancio nel modulo di servizio Zvezda sempre in preparazione dell'arrivo di MRM2. Nell'immagine (Credit-. NASA/TV) i due astronauti al lavoro all'esterno della stazione spaziale durante l'attività extraveicolare di oggi.

Fonte: NASA

 

04/06/2009 - Mars Reconnaissance Orbiter ha resettato il computer di bordo - La sonda della NASA MRO orbitante attorno al Pianeta Rosso è entrato nel cosiddetto "safe mode" (modo di sicurezza) dopo che aveva avuto un improvviso reset del computer di bordo giovedì pomeriggio. Il riavvio spontaneo ricorda l'evento avvenuto lo scorso 23 febbraio sempre sulla sonda MRO. Gli ingegneri hanno concluso che la causa più probabile potrebbe essere un evento prodotto da un raggio cosmico od una particella solare che abbia colpito l'elettronica causando una lettura errata del voltaggio. Jim Erickson, a capo del progetto MRO al Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, ha così concluso "Il veicolo spaziale sta inviando dati di controllo ad alta velocità, l'energia è positiva, le batterie cariche, il Sole puntato e le condizioni termiche sicure. Il team di volo sta riportando lentamente l'orbiter alle operazioni normali e presumibilmente potremo riprendere la nostra esplorazione di Marte la prossima settimana." Il riavvio del computer di bordo è avvenuto approssimativamente alle 6.10 p.m. PDT (le 3.10 ora italiana del 4 giugno). Questa è la sesta volta, fin dal lancio avvenuto nel'agosto del 2005, che la sonda entra in safe mode, che è una programmazione precauzionale che si attiva quando i vari apparecchi di bordo si trovano di fronte a condizioni alle quali non sono stati progettati a rispondere automaticamente. 

Fonte: Spaceref

 

03/06/2009 - La combinazione Atlantis/Jumbo arriva in Florida dopo aver volato da un lato all'altro degli USA - Il Jumbo 747 modificato della NASA (SCA - Shuttle Carrier Aircraft) che trasportava sul dorso la navetta spaziale Atlantis è atterrato al Kennedy Space Center martedì pomeriggio locali dopo un volo di oltre 4.000 km iniziato alla Base del Dryden Flight Research Center della Edwards Air Force Base nel sud della California. Il volo era iniziato due giorni prima e sono state compiute 3 soste intermedie e l'atterraggio è avvenuto alle 6.53 p.m. EDT (le 0.53 ora italiana di mercoledì) sulla Shuttle Landing Facility del KSC. Atlantis aveva atterrato a Edwards in conclusione della missione STS-125 lo scorso 24 maggio dopo che le avverse condizioni meteo le avevano impedito di rientrare in Florida. Intanto l'equipaggio della missione STS-127 è giunto al KCS per il previsto TCDT (terminal countdown demonstration test) che si concluderà con una perfetta simulazione del conteggio alla rovescia, compreso l'imbarco dell'equipaggio sulla navetta sulla rampa, fino al momento del lancio. AGGIORNAMENTO: ore 5 p.m. (le 23 ora italiana) La FRR (Flight Readiness Review), la riunione conclusiva che viene tenuta per ricapitolare lo stato di preparazione di una missione dello space shuttle, svoltasi oggi ha confermato la data di lancio per STS-127 al 13 giugno ore 7.17 a.m. EDT (le 13.17 ora italiana). La votazione per procedere con il lancio è stata unanime da tutti i settori coinvolti e nessun problema che possa bloccare il processo è emerso al momento. 

Fonte: NASA

 

03/06/2009 - XMM-Newton scopre un buco nero massiccio - I dati rilevati da XXM-Newton, il supertelescopio a raggi X dell’ESA realizzato con un importante contributo italiano, stanno permettendo di studiare un buco nero massivo collocato nel cuore di una lontana galassia attiva chiamata 1H0707-495. Attraverso l’osservazione e l’analisi dello spettro elettromagnetico rilevato, e in particolare delle linee di emissione che indicano la presenza di ferro, gli astronomi stanno effettuando alcune importanti misurazioni su questo gigantesco buco nero. Come stimarne la massa, corrispondente a circa 3-5 milioni di volte quella del Sole, e rilevarne una velocità di rotazione tale da permettergli di “divorare” ogni ora una quantità di materia equivalente a due pianeti grandi come la Terra. I risultati sono pubblicati sull'ultimo numero della rivista Nature. Le osservazioni, condotte nel corso di 4 orbite attorno alla Terra di 48 ore ciascuna a partire dal gennaio 2008, hanno permesso gettare uno sguardo nelle profondità della galassia 1H0707-495, oltre il parziale oscuramento che veniva attribuito alla presenza di nuvole di gas e polveri. XMM (X-ray Multi Mirror satellite) - Newton è il più grande satellite scientifico mai costruito in Europa e il più potente telescopio X mai messo in orbita. Il satellite è stato lanciato nel 1999 e la sua vita operativa, che inizialmente doveva essere di due anni, è stata estesa fino al 2010. Grazie all'orbita eccentrica che lo porta a una distanza dalla Terra pari a circa un terzo di quella della Luna, i suoi strumenti possono effettuare per la prima volta osservazioni molto lunghe, consentendo agli scienziati di tutto il mondo di studiare anche i fenomeni energetici che hanno avuto origine quando l'universo era molto giovane. A bordo i tre specchi sono frutto di una tecnologia molto avanzata e sono stati realizzati in Italia così come uno dei tre strumenti del satellite, l'European Photon Imaging Camera (EPIC), che è stato progettato e realizzato sotto la direzione italiana. Lo strumento, costruito da un consorzio di quattro paesi, consente di ottenere immagini e dati spettroscopi di elevata sensibilità.

Fonte: ASI

 

31/05/2009 - Endeavour è stata spostata sulla rampa 39A - Quello accaduto oggi è avvenuto soltanto quattro volte nella storia del programma Shuttle. Un orbiter è stato trasferito da una rampa di lancio all'altra in un'operazione chiamata "rollaround". La navetta Endeavour ha effettuato un viaggio dalla rampa 39B alla 39A posto sopra la piattaforma mobile di lancio (MLP) a sua volta trasportato da un cingolato dell'era Apollo, il crawler o CT. La rampa 39A è ora considerato il sito primario di lancio per gli shuttle ed è per questo che Endeavour è stato spostato qui per la missione STS-127 il cui lancio è previsto per il 13 giugno. La rampa 39B verrà ora completamente dedicata al programma Constellation e per le modifiche finali che supporteranno il lancio del razzo di prova Ares 1-X previsto entro questa estate. Le altre tre volte in cui una navetta ha compiuto un "rollaround" sono state il Columbia per la missione STS-35 nel 1990, l'Endeavour per la missione STS-61 nel 1993 e sempre l'Endeavour per STS-126 lo scorso ottobre. L'inizio della manovra di "rollaround" è iniziata questa mattina alle 3.16 a.m. EDT (le 9.21 ora italiana) e si è concluso alle 11.05 a.m. EDT (le 17.05 ora italiana). Intanto ad Edwards la navetta Atlantis, rientrata sulla Terra dalla fantastica missione di riparazione del Telescopio Spaziale Hubble STS-125, partirà domani sul dorso di uno speciale Jumbo 747 per essere riportata al Kennedy Space Center, in Florida, ed iniziare i preparativi per la prossima missione.

Fonte: SpaceflightNow

 

La Soyuz TMA-15 con a bordo l'equipaggio di Spedizione 20 mentra sta per attraccare alla ISS29/05/2009 - Spedizione 20 attracca alla Stazione Spaziale Internazionale - L'Ingegnere di Volo Roman Romanenko, Frank De Winnie e Robert Thirsk del ventesimo equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale hanno attraccato la loro Soyuz TMA-15 alla ISS alle 8.34 a.m. EDT (le 14.34 ora italiana). I portelli fra i due veicoli spaziali sono stati aperti alle 10.14 a.m. (le 16.34 ora italiana) segnando l'inizio della missione di Spedizione 20 e le operazioni con un equipaggio di sei persone. E' seguitau una cerimonia di benvenuto ed una riunione di sicurezza per i nuovi arrivati. Tutte e cinque le agenzie spaziali coinvolte nel progetto della Stazione Spaziale Internazionale hanno almeno un loro rappresentante a bordo: NASA, Roscosmos, JAXA, ESA e CSA. Romanenko, un cosmonauta della Russa Roscosmos, fungerà da Ingegnere di Volo per Spedizione 20 e 21. De Winnie, astronauta ESA, sarà Ingegnere di Volo per Spedizione 20 e Comandante di Spedizione 21. Thrisk, canadese della CSA, avrà il compito di Ingegnere di Volo per Spedizone 20 e 21. A bordo della ISS si trovavano già il Comandante di Spedizione 19/20, il Russo, Gennady Padalka, l'astronauta della NASA Mike Barratt che fungerà da Ingegnere di Volo anche per Spedizione 20 e Koichi Wakata, giapponese della JAXA, sarà l'Ingegnere di Volo di Spedizione 20 (dopo esserlo stato anche per la 18 e la 19). Se vuoi conoscere meglio l'equipaggio di Spedizione 20 vai alla pagina dedicata a questa missione. Nella foto (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-15 con a bordo l'equipaggio di Spedizione 20 mentre si avvicina alla ISS. 

Fonte: NASA

 

Curiosity è il nuovo nome del prossimo rover marziano della NASA, lo ha scelto una bambina di 12 anni28/05/2009 - Si chiamerà "Curiosity" il prossimo rover marziano della NASA - Il nuovo rover Mars Science Laboratory (MSL) della NASA, il cui lancio è previsto per il 2011, ha finalmente un nome grazie ad una studentessa delle medie del Kansas. Clara Ma, dodici anni, della Scuola di Lenexa, è risultata prescelta per il nome che aveva inviato al concorso indetto dalla NASA. "Curiosity" (curiosità) questo è il nome prescelto che le ha dato anche il diritto di essere invitata a visitare il JPL (Jet Propulsion Laboratory) della NASA dove il rover viene preparato per la missione. Una giuria della NASA ha selezionato questo nome fra gli oltre 9.000 proposti dagli studenti di tutti gli Stati Uniti ed inviati per posta o per e-mail. Il concorso è stato condotto in collaborazione con la Disney-Pixar ed il suo film "WALL-E" e era dedicato agli studenti fra gli 8 ed i 18 anni di tutte le scuole degli USA. Il concorso è iniziato a novembre 2008 e si concludeva a mezzanotte del 25 gennaio 2009. "Sono veramente interessata allo spazio, ma credevo che lo spazio fosse soltanto qualcosa che si poteva leggere sui libri o guardare la notte da molto lontano," confida Ma, "Non credevo che sarei mai stata così vicino e così, per me, dare il nome al rover marziano mi fa sentire almeno un passo più vicino. La curiosità è una fiamma che brucia nella mente di ognuno. Mi fa saltare fuori dal letto la mattina e mi fa meravigliare delle sorprese che la vita mi mette di fronte ogni giorno. La curiosità ha una forza così grande che senza di essa noi non potremmo essere chi siamo oggi. La curiosità è la passione che ci guida nella vita di ogni giorno. Siamo diventati esploratori e scienziati grazie al bisogno di risposte alle meraviglie." A nove finalisti del concorso sarà possibile scrivere un messaggio che verrà posto su un microchip montato su Curiosity. Lo stesso microchip contiene i nomi di migliaia di persone di tutto il mondo che hanno "firmato" i loro nomi elettronicamente via internet. E' ancora possibile inserire il proprio nome su Curiosity andando a questo indirizzo internet: http://marsprogram.jpl.nasa.gov/msl/participate/sendyourname. Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) il rover Curiosity. 

Fonte: NASA

 

29/05/2009 - STS-127, i preparativi proseguono - I responsabili della NASA hanno indetto una conferenza stampa per mercoledì 3 giugno al Kennedy Space Center, in Florida, per discutere sullo stato di preparazione per la prossima missione della navetta spaziale. Il briefing avverrà al termine della FRR (Flight Readiness Review), il consueto incontro che viene tenuto per ricapitolare lo stato di preparazione di una missione dello space shuttle. In questo caso quello della navetta spaziale Endeavour per la missione STS-127 dedicata all'assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale. La conferenza dovrebbe concludersi attorno alle 5 p.m. EDT (le 23 ora italiana) e dovrebbe fissare ufficialmente la data ed ora di lancio che per il momento è fissata per le 7.17 a.m. (le 13.17 ora italiana) del 13 giugno. Alla conferenza stampa parteciperanno Bill Gerstenmaier, amministratore associato per le Operazioni Spaziali al Quartier Generale della NASA a Washington, - LeRoy Cain, vice direttore dello Space Shuttle Program al Johnson Space Center della NASA a Houston e Pete Nickolenko, direttore di lancio al Kennedy Space Center della NASA. Intanto lo spostamento della navetta Endeavour dalla rampa 39B alla 39A è stato fissato per le ore 12.01 a.m. EDT di domenica 31 maggio (le 6.01 del mattino ora italiana), condizioni meteorologiche permettendo. L'equipaggio della missione STS-127 raggiungerà il Kennedy il 4 maggio per partecipare al TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test), la procedura finale di simulazione di lancio, due giorni dopo quanto previsto. Questo rinvio permetterà ai tecnici ed ingegneri di rimettersi in linea con le procedure rimaste indietro a causa del maltempo. Lo speciale contenitore con il carico utile per la missione STS-127 si trova già dalla scorsa settimana in rampa in attesa di venire caricato nella stiva di Endeavour. 

Fonte: NASA

 

27/05/2009 - Partita la Soyuz TMA-15 diretta alla ISS - Gli ingegneri di bordo Roman Romanenko, Frank De Winne e Robert Thirsk del ventesimo equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale sono stati lanciati dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 6.34 a.m. EDT (le 12.34 ora italiana) a bordo della loro Soyuz TMA-15 per iniziare un viaggio di sei mesi nello spazio. La Spedizione 20 segnerà l'inizio delle operazioni a bordo della ISS con un equipaggio di sei persone. Tutti e cinque le agenzie spaziali principali che partecipano al programma ISS: la NASA, la Roscosmos (Agenzia Federale Spaziale Russa), la JAXA (Agenzia Aerospaziale di Esplorazione Giapponese), l'ESA (l'Agenzia Spaziale Europea) e la CSA (Agenzia Spaziale Canadese) saranno rappresentate in orbita per la prima volta tutte assieme. Romanenko, cosmonauta della Roscosmos Russa, comanderà la Soyuz durante il lancio e l'aggancio e servirà come Ingegnere di Volo per le Spedizioni 20 e 21 è al suo primo volo. De Winnie, astronauta dell'ESA, servirà come Ingegnere di Volo di Spedizione 20 e Comandante per Spedizione 21. De Winnie ha già trascorso nove giorni a bordo della stazione nel 2002 come membro della missione Odissea. Thirsk, astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese, fungerà da Ingegnere di Volo per Spedizione 20 e 21 è già stato nello spazio con la navetta nella missione STS-78. L'attracco della Soyuz con la ISS è previsto per il 29 maggio. A bordo della stazione spaziale ad attendere i tre nuovi membri si trovano il Comandante di Spedizione 19 Gennady Padalka e gli Ingegneri di Volo Michael Barratt e Koichi Wakata. Quello di oggi era il 32° lancio orbitale del 2009, il 30° a raggiungere felicemente l'orbita ed il quarto con equipaggio umano.

Fonte: NASA

 

24/05/2009 - Atlantis inizia il rientro sulla Terra - Dopo due giorni di rinvii a causa delle pessime condizioni meteo in Florida i responsabili della NASA hanno deciso di far rientrare oggi la navetta Atlantis dalla sua missione STS-125 in California, nella Base Militare di Edwards. La manovra di uscita dall'orbita è iniziata alle 16.27 con un atterraggio previsto per le 17.40 ora italiana.

AGGIORNAMENTO - ore 17.07 - Il Controllo Missione di Houston, nel Texas si aspetta a momenti la sospensione delle comunicazioni con Atlantis per circa otto minuti, da ora, a causa del plasma attorno alla navetta, quando questa incontrerà gli strati più densi dell'atmosfera, nella fase più delicata del rientro. Le comunicazioni riprenderanno quando il  veicolo si avvicinerà alla costa Ovest. La navetta atterrerà sulla pista 22, quella che va da nordest a sudovest, lunga 5 km e larga 100 metri della Base Aerea di Edwards.. 

Ore 17.08 - Velocità Mach 25, muso a 40° verso l'alto ed altitudine di circa 130 km sopra l'oceano Pacifico. Ora il sistema di protezione termico sta sopportando la sollecitazione maggiore. 

Ore 17.13 - Atlantis ha iniziato le prima di quattro larghe virate per rallentare la velocità accumulata durante il lancio. Le comunicazioni fra la navetta ed Houston si sono interrotte, come previsto.

Ore 17.16 - La traiettoria di avvicinamento ha portato Atlantis a sorvolare l'Oceano Pacifico poco a nord delle isole Hawaii.

Ore 17.17 - Comunicazioni ristabilite con Atlantis. "Sembra proprio bello" ha esclamato il Comandante Altman riferendosi al sorgere del Sole sopra il Pacifico.

Ore 17.23 - Atlantis ha una velocità di Mach 15 ad un'altezza di circa 70 km., e distanza di 1.700 da Edwards. 17 minuti all'atterraggio.

Ore 17.29 - Undici minuti all'atterraggio. 

Ore 17.31 - Atlantis è apparso nel cielo della California. Nove minuti all'atterraggio, altitudine 30 km, velocità 4.800 km/h.

Ore 17.35 - Il Comandante Altman ha preso il controllo e sta allineando la navetta per l'atterraggio. Appena ascoltati chiaramente i due boom sonici, segno che la navetta ha superato la barriera del suono. 

Ore 17.39 - Atterraggio perfetto della navetta Atlantis sulla pista 22 della Base Aerea di Edwards in California al termine della missione STS-125, dopo 197 orbite attorno alla Terra ed aver riportato il Telescopio Spaziale Hubble a nuova vita.

Fonte: NASA - Landing blog

 

L'ex astronauta Charles Bolden come si presentava negli anni '9023/05/2009 - Obama sceglie un ex-astronauta come nuovo Direttore della NASA - Il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha nominato il Generale in pensione Charles Bolden come prossimo amministratore della NASA. Assieme a Bolden il Presidente ha anche nominato Lory Garver come suo Vice. Bolden è entrato nella NASA nel 1981 ed ha volato nello spazio in quattro missioni shuttle: STS-61C nel 1986, STS-31 nel 1990, STS-45 nel 1992 e STS-60 nel 1994. Bolden lasciò la NASA nel 1994 e divenne Vice Comandante nell'Accademia Navale degli Stati Uniti. Bolden è andato in pensione dal Corpo dei Marines nel 2003 con il grado di Generale Maggiore del Third Marine Aircraft Wing dopo 34 anni di servizio. Il Generale Bolden è entrato nel Corpo dei Marines nel 1968 ed ha volato in oltre 100 missioni in Vietnam e nel 1980 veniva selezionato come astronauta dalla NASA. Ha volato in due missioni come pilota ed in due come comandante. A seguito dell'incidente del Challenger nel 1986 il Gen . Bolden venne nominato Capo della Divisione Sicurezza del Johnson Space Center con la responsabilità di supervisionare gli sforzi per il ritorno al volo. Ha inoltre avuto incarichi di prestigio in alcune aziende private ed inoltre possiede una laurea in Ingegneria Elettrica ottenuta all'Accademia Navale di Annapolis ed un Master in Systems Management dall'università della California del Sud. Il Gen. Bolden è anche il primo afroamericano a ricoprire la carica più alta nell'agenzia spaziale americana e sostituisce Mike Griffin, cha ha dato le dimissioni quattro mesi fa.  Nella foto (Credit: NASA) l'ex-astronauta Charles Bolden scelto dal Presidente Barack Obama come prossimo Amministratore della NASA.

Fonte: Spaceref - Biografia del sito NASA

 

22/05/2009 - Razzo Soyuz lancia satellite militare Russo - La Russia ha immesso con successo in orbita un satellite per telecomunicazioni militari della serie Kosmos. Il vettore aggiornato Soyuz-2 è decollato dal poligono di Plesetsk alle 01.53 ora di Mosca (le 23.53 ora italiana del 21 maggio) ed ha piazzato il suo carico utile in orbita bassa terrestre. Il Maggiore Generale Oleg Ostapenko, Comandante delle Forze Spaziali, ha commentato che: "Abbiamo atteso a lungo per questo satellite militare. La sua missione in orbita è importante", aggiungendo inoltre che il lancio è stato eccellente. Si è trattato del sesto lancio di successo del modernizzato vettore Soyuz-2 che permette un miglioramento di precisione di orbita raggiunta, stabilizzazione e controllo del razzo migliorati grazie alla gestione digitale. "La famiglia dei razzi vettori Soyuz ha raggiunto il numero di 1.650 lanci, il più affidabile missile della moderna ricerca spaziale". ha aggiunto Sergei Tyulevin, responsabile dell'Ufficio Progettazione Progress. Lo stadio superiore Fregat ha inserito il satellite nell'orbita prevista circa 3 ore e 20 minuti dopo il lancio. Il satellite militare è un Meridian per telecomunicazioni militare della Difesa Russa ed orbiterà in un'orbita altamente ellittica a circa 40.000 km dalla Terra. I satelliti Meridian dovrebbero sostituire i vecchi Molniya utilizzati dagli enti governativi russi. Quello di oggi era il 31° lancio orbitale del 2009, il 29° a raggiungere felicemente l'orbita.

Fonte: Itar-Tass

 

L'astronauta americano Charlie Duke durante la conferenza tenuta a Rovereto il 21 maggio 200921/05/2009 - Inaugurata a Rovereto la mostra "Back to the Moon" - Si è aperta al Museo Civico di Rovereto (Trento) la mostra "Back to the Moon" (Ritorno alla Luna), mostra temporanea dal 21 maggio al 31 luglio dove, in un allestimento veramente di effetto, potrete ammirare, fra le altre cose, una roccia lunare di 100 gr. della missione Apollo 16, una replica dettagliata di una tuta spaziale A7L utilizzata dagli astronauti sulla Luna e anche un rover funzionante ricostruito dalla Ditta Marangoni. Inoltre pannelli esplicativi delle missioni e delle scoperte scientifiche della conquista della Luna, di cui quest'anno ricorre il 40° anniversario. La mostra rientra nel più vasto programma "Discovery on Film", mostra del film scientifico e tecnologico giunto alla nona edizione e che quest'anno fa parte delle celebrazioni per l'Anno Internazionale dell'Astronomia. Inoltre da segnalare anche una grossa rappresentativa di scuole ed università con progetti di robotica da poter vedere in funzione fra i quali il pESApod della Scuola Superiore di Sant'Anna di Pisa. Ci siamo però recati subito all'inaugurazione perché, oltre all'interessante mostra, vi era l'opportunità, più unica che rara in Italia, di poter vedere ed ascoltare di persona il racconto di una di quelle 12 persone (ormai ridotte a nove) che hanno camminato sulla Luna dal 1969 al 1972. Infatti ospite di onore per la prima giornata della mostra vi era nientemeno era l'astronauta Charlie Duke, che effettuò la missione Apollo 16 nell'aprile del 1972 assieme a John Young e Thomas K. Mattingly. Duke si è dimostrato ancora ben conscio dell'avventura a cui ha partecipato e ce ne ha reso partecipi durante una conferenza tenuta la sera stessa all'auditorium del MART (Museo di Arte Moderna e Contemporaea di Rovereto e Trento) di Rovereto. Assieme a lui sul palco il Prof. Fiorini dell'Università di Trento e il Prof. Flamini dell'ASI. Duke ha iniziato il suo racconto parlandoci di come, da pilota di caccia, era entrato nella NASA. Ci ha dettagliato quegli ultimi, febbrili, momenti dell'allunaggio di Apollo 11 di cui lui era CapCom ad Houston ed infine della sua missione lunare. Poi ha mostrato un breve video con le immagini della sua missione commentando i momenti più interessanti ed infine ha risposto alle domande del numeroso pubblico composto da grandi e piccini che affollavano l'auditorium. Non contento di questa sua performance (ricordo che Duke ha 75 anni ed è qui in Italia con l'inseparabile moglie Doroty) ha firmato autografi per tutti i presenti che lo desideravano! Insomma un'esperienza umana veramente unica che abbiamo avuto l'onore ed il piacere di poter apprezzare e che ci ha fatto dimenticare i 600 e passa km fatti per essere li. Abbiamo realizzato anche un video che è stato inserito nella nostra pagina dedicata quanto prima per potervi rendere almeno partecipi di una parte di questa interessante manifestazione che dimostra come, se le autorità locali uniscono le sinergie con sponsor ed appassionati, si possano realizzare iniziative di rilevanza internazionale anche nel nostro Paese. Nella foto (Credit: Bianca Maria Bassetti) l'astronauta Charlie Duke saluta il numeroso pubblico durante la conferenza tenuta a Rovereto il 21 maggio 2009.

Dai nostri inviati Massimo e Bianca Maria - Programma completo

 

I sei nuovi astronauti selezionati dall'ESA20/05/2009 - L'ESA presenta i nuovi astronauti, due sono italiani! - Oggi a Parigi, il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jacques Dordain e il Direttore ESA del Volo Spaziale Umano Simonetta di Pippo, hanno presentato i nuovi sei astronauti selezionati per l'Agenzia Spaziale Europea. I loro nomi sono: Samantha Cristoforetti, Italia - 2. Alexander Gerst, Germania - 3. Andreas Mogensen, Danimarca - 4. Luca Parmitano, Italia - 5. Timothy Peake, Gran Bretagna e 6. Thomas Pesquet, Francia. Quindi su sei nuovi prescelti a volare nello spazio con i colori dell'Europa l'Italia si trova ben due rappresentanti e fra questi la prima donna astronauta italiana. La selezione è stata lunga e difficile ed era iniziata lo scorso anno. Su 8.413 candidati validi dopo una selezione rigorosa i finalisti sono rimasti i sei presentati oggi. La scelta dei sei nuovi astronauti è stata fatta tenendo conto, non solo, delle opportunità di volo pianificate per ESA ma anche quelle del Memorandum di intesa fra l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e la NASA. Si è trattato della seconda selezione di astronauti per l'ESA (la prima risale al 1992). Ora i sei prescelti inizieranno l'addestramento basico all'European Astronaut Centre (EAC) di Colonia, in Germany, ed in seguito, l'ESA, con i partner della ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) discuterà le possibiltà di volo e da allora i nuovi astronauti si prepareranno alle prossime missioni sulla stazione spaziale a partire dal 2013. Nella foto (Credit: ESA/S.Corvaja 2009) i sei nuovi astronauti dell'ESA. Da sinistra: Luca Parmitano, Alexander Gerst, Andreas Mogensen, Samantha Cristoforetti, Timothy Peake e Thomas Pesquet.

Ed ora una breve biografia dei nostri due connazionali:

Samantha CristoforettiSamantha Cristoforetti, Nata a Milano nel 1977 ha studiato alla Technische Universität di Monaco in Germany, alla Ecole Nationale Supérieure de l’Aéronautique et de l’Espace di Tolosa, Francia e alla Mendeleev University of Chemical Technologies di Mosca in Russia. Ha ottenuto un master in Scienza Aeronautica dall'Università di Napoli Federico II. E' pilota di caccia nell'Aviazione Militare Italiana. Fin dall'Accademia militare si è sempre distinta come prima nei corsi frequentati. Il volo è la sua passione e nella sua breve ma brillante carriera militare ha volato con Jet T-37, MB339 e AM-X. Nel suo tempo libero pratica la speleologia, le immersioni subacquee e la montagna. 

 

 

Salvo ParmitanoSalvo Parmitano, Nato a Paternò nel 1976. Capitano del centro sperimentale del volo di Pratica di Mare e dopo aver frequentato l’Accademia Aeronautica con il Corso Sparviero IV e ottenuto la laurea in scienze politiche presso l’Università Federico II di Napoli. Viene addestrato come pilota collaudatore al EPNR, la scuola dei piloti collaudatori di Istres, in Francia. inoltre si è specializzato negli Stati Uniti presso la scuola di volo per piloti militari Euro – Nato Joint Pilot Training di Sheppard, in Texas. Il capitano Parmitano si occupa del collaudo dei nuovi aerei ed ha volato anche su AM-X ed altri 40 tipi di velivoli diversi compresi gli elicotteri. Nel suo tempo libero è un attivo subacqueo e si diverte con le scalate e il parapendio.

 

Un augurio specialie a tutti i nuovi prescelti ed in particolar modo ai nostri due connazionali... uno dei quali abbiamo avuto l'onore ed il piacere di conoscere personalmente! In bocca al lupo Samantha

Fonti: ESA - ASI - Brevi biografie sito ESA - Prima intervista audio da Capital

 

I tre paracadute principali di Ares I nel test svoltosi il 20 maggio 200920/05/2009 - Testati i paracadute principali di Ares I - Dispiegandosi con i maestosi colori patriottici, un test completo dei tre paracadute del primo stadio del nuovo vettore Ares 1 è stato condotto allo U.S. Army Yuma Proving Ground situato vicino a Yuma, Arizona. Il paracadute principale è ideato per rallentare rapidamente la discesa dello spento primo stadio e permetterne il recupero per l'utilizzo in voli futuri. Il paracadute principale , il più grande paracadute ideato per un razzo, misura 50 metri di diametro e pesa quasi una tonnellata ognuno. Questo è l'elemento principale del sistema di decelerazione che include anche un paracadute pilota ed il paracadute di frenata. I paracadute principali si aprono tutti assieme e forniscono l'attrito necessario per rallentare la discesa del grosso motore a combustile solido per un atterraggio morbido nell'Oceano.  Il test si è svolto sganciando un peso di oltre 16 tonnellate da un'altezza di 3.500 metri da un aereo cargo C-17 dell'Air Force. Il test di oggi, l'ottavo della serie, è stato coronato dal pieno successo. Il prossimo ciclo di test, previsto per l'autunno del 2009, coinvolgerà i limiti di design con prove su un singolo paracadute. Il sistema di recupero ora testato utilizza paracadute simili a quelli utilizzati per i booster a quattro segmenti dello space shuttle ma sono stati riprogettati per poter assecondare le nuove richieste del primo stadio di Ares I. Infatti Ares I avrà un booster a cinque segmenti che voleranno più velocemente e cadranno da un'altezza maggiore di quella dei booster dello shuttle. Nella foto (Credit: U.S. Army Yuma Proving Grounds) i tre paracadute principali di Ares I testati oggi.

Fonte: NASA

 

20/05/2009 - Lanciato TacSat-3 da Wallops - Alle 7.55 p.m. EDT del 19 maggio (le 1.55 ora italiana del 20 maggio) dal sito di lancio del Mid-Atlantic Regional Spaceport a Wallops Island, Virginia, un vettore Minotaur 1 ha lanciato in orbita il satellite della U.S. Air Force Research Laboratory TacSat-3. Assieme al satellite è stato lanciato anche un secondo satellite come carico secondario del vettore, il PharmaSat, della NASA e tre CubeSat: CP6 della California Polytechnic State University, HawkSat 1 dello Hawk Institute for Space Sciences del Maryland ed AeroCube 3 della Aerospace Corporation. Il vettore a quattro stadi solidi è basato, per i primi due, dal riutilizzo di vecchi stadi di Minuteman II, mentre i restanti sono stati costruiti dalla Orbital Sciences Corporation (OSC). Il Minotarur 1 è alto circa 23 metri ed ha un diametro di 1,5. Il TacSat-3 è un satellite sperimentale del peso di circa 400 kg destinato all'osservazione multispettrale della superficie terrestre in appoggio alle truppe al suolo. L'innovazione di questo particolare satellite sta nella velocità di risposta alle richieste da parte di militari, anche di rango inferiore, direttamente dal campo di battaglia. Il suo predecessore TacSat-2 venne lanciato nel 2006. PharmaSat, del peso di solo 4 kg. è invece un microsatellite gestito dal Centro Ricerche NASA di Ames che ospita un piccolo laboratorio biologico al suo interno nel quale verrà testata la risposta di antibiotici alla microgravità. I CubeSat. pesanti soltanto un kg o poco più, hanno una varietà di esperimenti ideati e gestiti dalle università americane coinvolte. Il lancio del Minotaur 1 è stato rinviato più volte sia per motivi tecnici che di condizioni meteo. Si è trattato del 30° lancio orbitale del 2009, il 28° a raggiungere felicemente l'orbita. 

Fonte: NASA

 

18/05/2009 - Completata la riparazione di Hubble - Gli Specialisti di MIssione John Grunsfeld e Drew Feustel hanno completato la quinta ed ultima attività extraveicolare al Telescopio Spaziale Hubble alle 3.22 p.m. EDT (le 21.22 ora italiana). Prima di rientrare all'interno di Atlantis Grunsfeld ha detto, "Quella che abbiamo fatto è stata un'avventura incredibile, una missione piena di sfide. Hubble non è soltanto un satellite, ma è la sfida dell'umanità alla conoscenza." Oggi Grusnfeld e Feustel hanno completato la sostituzione delle batterie, sostituito un sensore di puntamento e sostituito alcune coperture termiche. La passeggiata spaziale di oggi è durata 7 ore e 2 minuti. Ora l'equipaggio di Atlantis dovrà domani rilasciare il Telescopio Spaziale Hubble ed effettuare il giorno successivo un ultimo controllo allo scudo termico della navetta prima di prepararsi per il rientro sulla Terra previsto per venerdì. Maggiori notizie ed immagini della missione STS-125 alla nostra pagina dedicata.

Fonte: NASA

 

Il lancio del Proton Breeze M con a bordo il satellite IndostarII/Protostar16/05/2009 - Nuovo lancio di un Proton mette in orbita satellite Indonesiano - La International Launch Services (ILS), uno dei leader mondiali nel servizio di messa in orbita di satelliti commerciali, ha lanciato con successo l'Indostar II/Protostar oggi. Il decollo è avvenuto alle 6.57 a.m. locali (le 2.57 ora italiana) dalla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, a bordo di un razzo vettore Proton Breeze-M. Dopo nove ore e 15 minuti di missione lo stadio superiore Breeze M ha rilasciato il satellite nella prevista orbita. Si è trattato del 345° lancio di un Proton. Il Proton Breeze M è sviluppato e costruito dalla Khrunichev Research and Production Space Center di Mosca, il primo contraente Russo. Il satellite Indostar II/Protostar è stato costruito dalla Boeing su piattaforma 601HP ed si tratta del secondo satellite della costellazione Protostar. Il satellite, posto a 107,7° Est, rimpiazza l'esistente Chakarawarta 1 ed amplierà la capacità di trasmissione in banda S e Ku sopra l'Indonesia, con espansione sull'India, le Filippine e Taiwan. I trasmettitori in banda S del satellite supportano la TV diretta nelle abitazioni ed i servizi radio per la Indovision. Inoltre il satellite offre servizi a larga banda e TV in Alta Definizione. Quello di oggi era il 29° lancio orbitale del 2009, il 27° a raggiungere felicemente l'orbita, la seconda missione commerciale per la ILS ed il quarto Proton dell'anno. Nella foto (Credit: ILS) il momento del decollo del vettore Proton Breeze M con a bordo il satellite Indostar2/Protostar.

Fonte: ILS

 

 

Scene dal film "Star Trek" del 2009 della Paramount Pictures15/05/2009 - Nello spazio gli astronauti hanno visto il nuovo "Star Trek" - Molti appassionati di cinema avranno fatto la fila per vedere il nuovo film di "Star Trek", ma non l'astronauta della NASA Michael Barratt. Egli ha avuto l'opportunità di vedere il film a bordo della Stazione Spaziale Internazionale mentre lui ed i suoi due compagni volavano a circa 350 km sopra la Terra. L'unica cosa che mancava erano i popcorn. La casa di produzione Paramount Pictures ha trasferito il film al Centro Controllo Missione di Houston e da qui è stato trasferito alla stazione spaziale. Barratt ha potuto vedere il film venerdì su un computer portatile all'interno del modulo Unity. "Ricordo di aver visto la serie originale di "Star Trek" e, come molti altri colleghi della NASA, essere ispirato da questa idea che persone di tutte le nazioni lavorassero assieme per esplorare lo Spazio" ha detto Barratt. "La visione di "Star Trek" di avventura, scoperte, intelligenza e saper raccontare la storia ha assunto un ruolo positivo per il futuro dell'umanità. La ISS è un vero passo in questa direzione, con molte nazioni che si mettono assieme in un'avventura di cui tutto il mondo può essere fiero". A bordo della ISS ci sono una collezione di DVD e film che vengono inviati da Terra. Di solito i DVD vengono inviati durante le missioni shuttle alla stazione e poi rimangono a bordo come passatempo per i futuri equipaggi. Alcuni equipaggi hanno inserito la visione di un film come attività regolare serale. L'astronauta Greg Chamitoff ed i suoi compagni di missione hanno visto tutta la serie "Star Trek" come appuntamento regolare settimanale. I film, i libri e la musica sono importanti aspetti psicologici per supportare gli astronauti durante le missioni di lunga durata. Barratt è stato lanciato a bordo della ISS a marzo ed ora si trova assieme ai suoi compagni di missione Gennady Padalka e Koichi Wakata. Tutti e tre entreranno a far parte del primo equipaggio permanente composto da sei persone, Spedizione 20, quando altri tre nuovi membri raggiungeranno la stazione il 29 maggio. Nella immagine in alto (Credit: Paramout Pictures) due scene tratte dal film "Star Trek" del 2009 di J.J. Abrams.

Fonte: NASA

 

Il momento del decollo del vettore europeo Ariane 5 con a bordo i due satelliti scientifici Herschel e Planck14/05/2009 - In orbita due telescopi spaziali con Ariane 5 - Con la seconda missione dell'anno Arianespace ha messo con successo in orbita due satelliti scientifici dell'ESA (European Space Agency): il telescopio spaziale Herschel e l'osservatorio scientifico Planck. I due satelliti sono stati lanciati verso il punto di Lagrange chiamato L2, dimostrando ancora una volta la capacità operativa del vettore Ariane 5. Con il 30° lancio consecutivo di fila Ariane 5 ha ampiamente provato la sua affidabilità e disponibilità. La missione è stata compiuta con un Ariane 5 ECA lanciato dallo Spazioporto di Kourou, nella Guyana francese. Il decollo è avvenuto alle 10.12 a.m. locali (le 15.12 ora italiana) dalla rampa di lancio ELA-3. Una volta immessi nell'orbita di trasferimento i due satelliti si porteranno in modo indipendente nelle loro orbite operative attorno al punto L2 del Sistema Terra-Sole, a circa 1,5 milioni di km dalla Terra sul lato opposto al Sole. I due osservatori raggiungeranno l'orbita in L2 alla metà di luglio. Herschel è l'erede del programma ISO (Infrared Space Observatory) della metà degli anni '90. I suoi obiettivi principali sono due; l'osservazione del "freddo" Universo, in particolare la formazione di stelle e galassie, lo studio della composizione chimica delle atmosfere attorno ai corpi celesti e la chimica molecolare dell'Universo. Lo specchio di Herschel, del diametro di 3,5 metri, è il più grande mai portato nello spazio. Il telescopio pesava al lancio 3.402 kg. Planck è invece un osservatorio scientifico ideato per analizzare i resti della radiazione che ha permeato l'Universo immediatamente dopo il Big Bang, e che può essere osservata ancora oggi come microonde cosmiche di fondo, con una risoluzione e sensibilità senza precedenti. Planck invece fornirà informazioni importantissime concernenti la creazione dell'Universo e le origini delle strutture cosmiche. Il peso dell'osservatorio al lancio era di 1.921 kg. Gran parte degli strumenti a bordo dei due osservatori sono stati costruiti nel nostro Paese in collaborazione fra ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e INAF (Istituto Nazionale Astrofisica) e la costruzione è stata realizzata dalla Thales Alenia Space. Si è trattato del 28° lancio orbitale del 2009, il 26° a raggiungere felicemente l'orbita, il secondo per Ariane 5 nel 2009. Nella foto (Credit: Arianespace) il vettore Ariane 5 decolla per la missione V-188. 

Fonte: Arianespace - ASI

 

13/05/2009 - Atlantis aggancia Hubble - Utilizzando il braccio robotico della navetta la Specialista di Missione Megan McArthur ha catturato il Telescopio Spaziale Hubble alle 12.14 p.m. CDT (le 19.14 ora italiana) e lo ha deposto sulla speciale piattaforma FSS (Flight Support System) all'interno del vano di carico di navetta Atlantis. Domani inizieranno le cinque attività extraveicolari previste per la sostituzione delle varie apparecchiature di bordo. Ulteriori notizie ed immagini della missione alla nostra pagina dedicata a STS-125

Fonte: NASA

 

12/05/2009 - Progress attracca alla ISS - Oggi, 12 maggio, il veicolo automatico cargo Progress M-02M (33P) ha attraccato con successo alla Stazione Spaziale Internazionale. Il Progress M-02M è il secondo veicolo di questa nuova serie ed è equipaggiato con un moderno sistema di controllo digitale. La missione del Progress verso la stazione è durata cinque giorni, più del solito, per dare modo di testare i nuovi sistemi di bordo. Il contatto fra il Progress e la ISS è avvenuto in modo automatico alle 23.24.23 ora di Mosca (le 21.24.23 ora italiana). Il Progress trasporta circa 2,5 tonnellate di rifornimenti per la stazione incluso propellente, cibo, acqua, equipaggiamenti scientifici, una nuova tuta Orlan-MK per le attività extraveicolari e pacchi personali per l'equipaggio. Il Progress ha portato inoltre tre nastri di San Giorgio che simboleggiano la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. I nastri verranno sistemati sui pannelli interni della zona della stazione adibita per le trasmissioni tv. Intanto proseguono a Baikonur i test sulla capsula Soyuz TMA-15 con la quale il prossimo 27 maggio verrà lanciato l'equipaggio di Spedizione 20, composto da Roman Romanenko, Frank de Winne e Robert Thirsk, verso la ISS. Da quella data l'equipaggio permanente della ISS raggiungerà il numero di sei membri. 

 Fonte: Roscosmos

 

A destra nell'immagine una delle ruote quasi insabbiate di Spirit, il rover della NASA su Marte11/05/2009 - Rischio di insabbiamento per Spirit - Le cinque ruote ancora funzionanti sul Mars Exploration Rover Spirit della NASA sono affondate di circa la metà del loro diametro nel tentativo di uscire da un terreno troppo soffice. La squadra di ingegneri e gli scienziati che segue il rover hanno temporaneamente sospeso il suo cammino mentre stanno valutando la situazione ed effettuando dei test al Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Spirit si trova in una difficile situazione" ha confermato John Callas, responsabile del progetto per Spirit ed il suo gemello Opportunity. "Stiamo procedendo in modo metodico e cauto. Forse ci vorranno settimane prima di poter spostare Spirit nuovamente. Intanto stiamo utilizzando la strumentazione scientifica per imparare quanto è possibile delle proprietà fisiche del terreno che ci da così tanti problemi." Sia Spirit che Opportunity hanno funzionato cinque anni oltre il previsto e durante questo lungo tempo il team dei rover ha sviluppato diversi modi per proseguire il lavoro nonostante i sintomi dell'età si facciano sentire sempre di più. Spirit, negli ultimi due mesi, ha viaggiato in una zona chiamata "Home Plate" ed ha compiuto circa 122 metri prima di fermarsi nella posizione attuale. Una delle sei ruote di Spirit ha cessato di funzionare tre anni fa e le altre cinque hanno incontrato difficoltà sempre maggiori in un terreno rivelatosi così soffice. Unica nota positiva il fatto che tre volte nel corso del mese scorso il vento ha ripulito i pannelli solari e questo ha incrementato la capacità di generare elettricità. Oltre a questo problema Spirit ha sperimentato in aprile una sorta di "amnesia", un reset del computer di bordo e problemi di comunicazione con la Terra. al momento questo tipo di problema non è presente ma sono ancora in corso indagini da parte dei tecnici per diagnosticarne le possibili cause. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) la ruota insabbiata durante i vari tentativi di uscire dalla sabbia soffice. L'immagine è stata ripresa dal rover al Sol 1.899 (i giorni trascorsi da Spirit su Marte). 

Fonte: NASA/JPL

 

 

11/05/2009 - Atlantis in rotta verso Hubble - Con un decollo in perfetto orario la navetta spaziale Atlantis ha iniziato la missione STS-125/SM4 dedicata alla riparazione ed aggiornamento del Telescopio Spaziale Hubble. Lo shuttle è decollato alle 20.01.56 ora italiana dalla rampa 39/A del Kennedy Space Center in Florida. A bordo un equipaggio di sette astronauti che, durante gli 11 giorni di missione previsti, effettueranno cinque attività extraveicolari sostituendo una parte delle apparecchiature di bordo. Tutte le informazioni ed immagini della missione alla nostra pagina dedicata a STS-125. Quello di oggi è stato il 27° lancio orbitale del 2009, il 25° a raggiungere regolarmente l'orbita ed il terzo con equipaggio a bordo.

Fonte: NASA

 

La navetta Atlantis a poche ore dal lancio11/05/2009 - Atlantis a poche ore dal lancio - Durante l'ultima riunione svoltasi questa mattina al Kennedy Space Center della NASA il Direttore Test Charlie Blackwell-Thompson ha detto che le tempistiche del conteggio alla rovescia sono allineate e: "Atlantis è pronto al volo." Gli ultimi preparativi proseguiranno per tutto il giorno alla rampa 39/A mentre la struttura ruotante di supporto è stata ritratta nella posizione di lancio alle 5 p.m. EDT di ieri pomeriggio (le ore 23.00 in Italia) lasciando Atlantis libero ed in vista. L'ufficiale che si occupa delle previsioni meteo per il lancio dello shuttle, Kathy Winters, ha confermato un miglioramento delle previsioni che ora danno una possibilità del 90% di condizioni favorevoli al momento del lancio di Atlantis previsto per le 2.01 p.m. EDT (le 20.01 ora italiana) di oggi. Sempre questa mattina il Comandante di STS-125 Scott Altman ed il Pilota Gregory C. Johnson effettueranno nuovamente dei voli di simulazione di atterraggio con lo speciale aereo STA (Shuttle Training Aircraft) e poi l'intero equipaggio inizierà i preparativi finali per la missione al Telescopio Spaziale Hubble. Il conteggio alla rovescia in diretta e copertura della missione inizieranno questa mattina alle 8.30 a.m. (le 14.30 ora italiana) sul NASA/TV e sul web all'indirizzo www.nasa.gov/mission_pages/shuttle/launch/launch_blog.html.

AGGIORNAMENTO ORE 10.49 (T-6 ore) - E' iniziato il rifornimento di idrogeno ed ossigeno liquidi al serbatoio esterno della navetta Atlantis. Tutta l'operazione durerà tre ore.

AGGIORNAMENTO ORE 11.30 (T-5.10 ore) - L'equipaggio è stato svegliato al Kennedy Space Center. Ora affronterà la colazione e poi inizierà l'opera di vestizione. La partenza verso la rampa 39/A è prevista per le 10.16 a.m. EDT (le 16.16 ora italiana). Unica incertezza, al momento, per il lancio sono le condizioni meteo in Spagna (a Moron) dove si trova l'unico sito per un TAL (Transoceanic Abort Landing) nel malaugurato caso di un rientro prima dell'entrata in orbita per un guasto ai motori. Infatti proprio a causa dell'inclinazione dell'orbita del telescopio spaziale (diversa da quella della ISS) invece dei soliti due siti TAL per questa missione ne è previsto soltanto uno.

AGGIORNAMENTO ORE 15.00 (T-3 ORE ED HOLDING) - Completato regolarmente il rifornimento ora è in corso l'ispezione della rampa da parte della speciale squadra composta da sette tecnici ed ingegneri della NASA (la Final Inspection Team o Ice Team). I risultati della loro ispezione visiva su tutta la rampa daranno il via finale al lancio. La squadra ricerca, in particolare, formazioni di ghiaccio che potrebbero rivelarsi pericolose al lancio ed altre anomalie. Intanto le condizioni meteo rimangono favorevoli ed anche a Moron (sito TAL in Spagna) al momento sono accettabili. L'equipaggio sta effettuando ora una riunione sulle condizioni meteo e fra circa 40 minuti inizierà la vestizione con le tute spaziali LES (Launch and Entry Suit) che vengono utilizzate durante il lancio ed il rientro della navetta spaziale. Intanto anche la squadra di supporto alla sistemazione dell'equipaggio all'interno della navetta è arrivata nella White Room (la stanza posta quasi sulla cima della rampa e dalla quale si accede all'interno della navetta) ed ha iniziato a predisporre l'abitacolo per l'arrivo degli astronauti. 

AGGIORNAMENTO ORE 16.30 (T-2.15 ORE) - L'equipaggio di Atlantis ha raggiunto la rampa 39/A del KSC e inizierà ad imbarcarsi a bordo della navetta aiutato dalla squadra  nella White Room. Le condizioni meteo sono ancora favorevoli. Nessun problema tecnico riscontrato al momento. 

AGGIORNAMENTO ORE 19.25 (T-9 MINUTI ED HOLDING) - L'equipaggio di Atlantis è a bordo della navetta spaziale. Un ulteriore controllo per la formazione di ghiaccio ha confermato l'esistenza di un accumulo nella zona di connessione del combustibile ma è stato considerato accettabile per il lancio. Il meteo è ancora favorevole sia al KSC che al sito TAL di Moron. Nessun problema tecnico al momento. A momenti verrà chiamato l'ultimo "GO"/"NO-GO" per il decollo.

AGGIORNAMENTO ORE 19.42 (T-9 MINUTI ED HOLDING) - La finestra di lancio è ufficialmente aperta. Il lancio rimane fissato per le 20.01.49 ora italiana. Alle 19.52.49 il conteggio alla rovescia verrà ripreso da T-9 minuti.

AGGIORNAMENTO ORE 19.48 (T-9 MINUTI ED HOLDING) - Mike Leinbach (Direttore di Lancio) ha appena chiamato un GO/NO GO alle varie postazioni del Centro di Lancio ed è' appena stato dato il "GO" da tutte le postazioni. 

AGGIORNAMENTO ORE 19.52 (T-9 MINUTI) - E' appena ripartito il conteggio alla rovescia per gli ultimi nove minuti prima del lancio di Atlantis per la missione STS-125 al Telescopio Spaziale Hubble.

AGGIORNAMENTO ORE 20.01 (T-0) - E' decollata regolarmente la navetta Atlantis per la missione STS-125.

AGGIORNAMENTO ORE 20.12 (T+11MINUTI) - La navetta spaziale Atlantis ha raggiunto l'orbita terrestre ed è in perfetta rotta per raggiungere il Telescopio Spaziale Hubble che verrà catturato con il braccio robotico fra due giorni.

Fonte: NASA - Blog del lancio: NASA/blog

Diretta del lancio: NASA/TV

Diretta del lancio e commenti in italiano su: ForumAstronautico.it

 

08/05/2009 - Iniziato il conto alla rovescia per STS-125 - Questa sera alle 22.00 ora italiana (le 16 p.m. EDT ora della Florida) è iniziato il conto alla rovescia finale per il lancio della navetta spaziale Atlantis per la missione STS-125, la quarta, ed ultima, missione di riparazione ed aggiornamento del Telescopio Spaziale Hubble. Le previsioni meteo per il giorno del lancio, previsto alle ore 20.01 ora italiana del 11 maggio, danno l'80% di tempo favorevole. Al momento, nessun problema tecnico viene segnalato. Sempre questa sera l'equipaggio di Atlantis raggiungerà il Kennedy Space Center in volo da Houston. 

Fonte: NASA

 

08/05/2009 - Nuovo Progress lanciato verso la ISS - Un veicolo cargo Russo della famiglia Progress è stato lanciato dalla rampa 1/5 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 22.37 ora di Mosca (le 20.37 ora italiana di giovedì) con un consistente carico di materiale per l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Alle 20.46 ora italiana il razzo vettore Soyuz-U ha rilasciato con successo il veicolo spaziale sull'orbita prevista di circa 200 km di altezza che da quel momento ha iniziato il volo autonomo verso l'obiettivo prefissato. L'orbita ha un apogeo di 245 km ed un perigeo di 193 km con un'inclinazione di 51.66° ed un periodo di 88.59 minuti. Questo è il secondo veicolo cargo con il nuovo sistema di navigazione digitale ed il suo nome è Progress M-02M (33P). A bordo del cargo si trovano circa 2,5 tonnellate di materiale, inclusa una terza tuta computerizzata Orlan-MK per le attività extraveicolari. Entro cinque giorni il Progress M-02M raggiungerà la ISS, dove è previsto l'attracco al modulo Pirs per le 21.23 ora italiana del 12 maggio, portando cibo, acqua, combustibile, equipaggiamenti e regali da parte dei familiari dell'equipaggio residente sulla ISS. Dopo il lancio un frammento di un booster del secondo stadio di vettore Soyuz è stato trovato in un giardino di una casa del villaggio di Baranovka, nei Territori Altai. In un primo momento la Roskosmos aveva negato potesse trattarsi di un frammento di vettore data la distanza (circa 50 km del villaggio dalla zona di caduta prevista per i secondi stadi dei vettori) ma gli esperti inviati subito sul posto hanno invece confermato la sua natura. Il frammento è di metallo lungo circa un metro, 32 cm di altezza e 5 di spessore. Al momento non è chiaro se il frammento proviene dal lancio del Progress M-02M oppure appartiene ad un lancio precedente. Questo è stato il 26° lancio orbitale del 2009, il 24° a raggiungere regolarmente l'orbita. 

Fonte: ITAR-TASS

Foto del lancio - Roscosmos

 

06/05/2009 - Progress M-66 lascia la ISS - Un veicolo cargo automatico russo Progress M-66 (32P) si è sganciato dalla Stazione Spaziale Internazionale alle 19.18 ora di Mosca (le 17.18 ora italiana) a seguito di un comando da parte del Controllo Missione. Il Progress M-66 verrà fatto scendere nell'atmosfera per la sua distruzione il 18 maggio sopra l'Oceano Pacifico. In questa settimana di volo automatico verrà compiuto l'esperimento geofisico Plazma-Progress. L'esperimento è dedicato allo studio dei parametri spazio-temporali della densità del plasma nell'ambiente in cui si muove il Progress. Il plasma verrà generato dall'utilizzo dei propulsori di spinta a combustibile liquido del Progress stesso. 

Fonte: Roscosmos

 

05/05/2009 - Lanciato satellite per la Difesa USA - Un razzo vettore Delta II della United Launch Alliance ha messo in orbita regolarmente un satellite per la Difesa degli Stati Uniti. Il satellite, chiamato Space Tracking and Surveillance System (STSS) Advanced Technology Risk Reduction (ATRR) è decollato alle 1.24 p.m. PDT di oggi (le 20.24 ora italiana) dalla rampa di lancio n.2 (SLC-2) della Base di Vandenberg, in California. il vettore utilizzato è stato un Delta II in versione 7920-10c, configurazione con il primo stadio spinto dal motore Pratt & Whitney Rocketdyne RS-27A e nove booster a combustibile solido della Alliant Techsystems. Il secondo stadio era invece fornito di un motore Aerojet AJ10-118K ed il carico utile era incapsulato in un'ogiva di circa 3 metri. il satellite STSS-ATRR, entrato in orbita polare a circa 160 km di quota, ha lo scopo di testare tecnologie per i successivi satelliti operativi STSS che faranno parte del Sistema di Difesa Balistico Missilistico. Si è trattato del 25° lancio orbitale del 2009, il 23° a raggiungere con successo l'orbita. 

Fonte: ULA

 

Lo Specialista di Missione Michael Good osserva l'interno del vano di carico di Atlantis stivato di apparecchiature per la missione01/05/2009 - Confermato il lancio di STS-125 per l'11 maggio - A seguito della riunione dei vertici NASA svoltasi ieri (la Flight Readiness Review o FRR) al Kennedy Space Center in Florida è stata ufficializzata la data di lancio della missione STS-125 dedicata alla riparazione ed aggiornamento del Telescopio Spaziale Hubble. Il lancio avrà luogo l'11 maggio alle 2:01 p.m. Eastern Time (le 20.01 ora italiana). "Le squadre sono pronte a fare quello per cui sono preparati ed i veicoli sono in ottima forma" ha dichiarato Bill Gerstenmaier (Amministratore Associato per le Operazioni Spaziali). Il responsabile del Programma Space Shuttle John Shannon si è dichiarato concorde con le conclusioni dell'incontro "Un FRR veramente liscio... senza nessun intoppo. Non abbiamo avuto opinioni dissenzienti e nessuna reale grossa discussione sulla quale dibattere." Intanto i tecnici alla rampa 39/A continuano i preparativi sulla navetta Atlantis installando a bordo le tute spaziali che verranno utilizzate durante le cinque attività extraveicolari previste. Gli astronauti dell'equipaggio di STS-125 sono volati da Houston per eseguire un sopralluogo al carico utile imbarcato sulla navetta e poi sono ritornati in Texas per concludere le ultime fasi dell'addestramento. Tre nuove valvole FCV (flow control valves) sono state installate ieri. Le FCV avevano causato preoccupazioni dopo che una di esse era stata trovata danneggiata dopo la missione STS-126. Un piccolo danno ad un radiatore della navetta, causato da un utensile caduto inavvertitamente durante l'installazione del carico utile la scorsa settimana, è stato osservato nei giorni scorsi e sono in corso riunioni fra i tecnici e gli ingegneri per decidere il miglior modo di riparlo. Comunque questo piccolo problema non dovrebbe incidere sulla data di lancio. Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) lo Specialista di Missione Michael Good osserva l'interno del vano di carico di Atlantis stivato con il materiale che verrà utilizzato durante la missione. 

Fonte: NASA

 

30/04/2009 - Nuovo test per i motori di Vega - Lo scorso 28 aprile si è svolto l'ultimo test di accensione del terzo stadio del motore a combustibile solido per il vettore Vega. Il test si è svolto in Sardegna, a Salto di Quirra, sede dell'Interforce Test Range. Alle 15.30 la pace e la quiete della costa sarda è stata bruscamente interrotta dal potente ruggito del motore Zefiro 9A acceso per la qualificazione finale. Il motore ha funzionato per quasi due minuti bruciando il suo propellente solido. Durante il test ingegneri e tecnici della Avio, ELV ed ESA/IPT hanno trattenuto il respiro attendendo i risultati dell'importante test. L'obiettivo principale del test era verificare il funzionamento di Zefiro 9A in configurazione di volo, confermare le prestazioni previste e raccogliere informazioni ulteriori. Le prime analisi confermano il successo del test. Il motore Zefiro 9A è lungo 3.17 metri ed ha un diametro di 1.92 metri, è caricato con dieci tonnellate di propellente solido e forma il terzo stadio del lanciatore europeo Vega. Il primo lancio del lanciatore è ora previsto per i primi mesi del 2010 da Kourou, nella Guyana francese. 

Fonte: ESA

 

29/04/2009 - Lanciato Cosmos 2450 - Il 29 aprile 2009 le Forze Spaziali Russe hanno lanciato con successo un razzo vettore Soyuz-U dal Csomodromo di Plesetsk. A bordo il satellite Cosmos 2450, un satellite da ricognizione ottica del tipo Kobal-M. Il lancio è stato eseguito dalla rampa n.2 del complesso n.16 di Plesetsk alle 20.58 ora di Mosca (le 18.58 ora italiana). Il Cosmos 2450 ha ricevuto la designazione internazionale 2009-022A ed il catalogo del NORAD 34871. Secondo i dati del NORAD il Cosmos 2450 è stato deposto su un'orbita inclinata di 67°, periodo orbitale di 89 minuti, apogeo di 260 km e perigeo di 180 km. Si tratta del quinto satellite di tipo Kobalt-M messo in orbita. Secondo alcune fonti questo Cosmos 2450 potrebbe essere l'ultimo satellite di questo tipo ad essere lanciato e verrà sostituito dal Persona. Il primo satellite di tipo Persona venne lanciato nel luglio 2008 ma non ebbe successo. Si è trattato del 24° lancio orbitale del 2009, il 22° a raggiungere con successo l'orbita, il terzo di un vettore Soyuz ed il nono russo. 

Fonte: Russian strategic nuclear forces blog

 

26/04/2009 - Partenza di STS-125 anticipata di un giorno ?- Mentre proseguono i preparativi per il lancio della missione STS-125, la quarta ed ultima missione di riparazione ed aggiornamento del Telescopio Spaziale Hubble (HST), i dirigenti della NASA hanno anticipato, anche se per il momento non ufficialmente, da data di partenza di un giorno, dal 12 al 11 maggio. Il carico utile della missione, composto dagli attrezzi e dalle apparecchiature che dovranno essere sostituite sul HST, è stato caricato nel vano della navetta Atlantis il 22 aprile scorso e l'equipaggio sta eseguendo le ultime fasi dell'addestramento al JSC (Johnson Space Center) di Houston, in Texas. Al momento non vi sono grossi problemi nei preparativi ed il 30 aprile vi sarà una conferenza stampa dei manager della NASA dove verrà ufficializzata data ed ora di lancio della missione.  

Fonte: NASA

 

22/04/2009 - Cina lancia satellite per rilevazioni terrestri - La Cina ha lanciato oggi nello spazio il satellite per il telerilevamento YG-6 (YaoGan Weixing-6) per mezzo di un vettore CZ-2C (Lunga Marcia 2C) alle 2.55 UTC (le 4.55 ora italiana) dal Taiyuan Satellite Launch Center. Secondo i media cinesi il satellite sarà utilizzato per esperimenti scientifici, sorveglianza del territorio, valutazione della resa delle colture e monitoraggio dei disastri. Si è trattato del secondo lancio orbitale della Cina quest'anno, il 118° lancio cinese, il 28° lancio orbitale da Taiyuan Satellite Launch Center. Situato nella Contea di Kelan, nella parte nordoccidentale della Provincia di Shanxi, il Taiyuan Satellite Launch Center è anche conosciuto come Wuzhai ed è utilizzato principalmente per lanci polari (meteorologici, risorse terrestri e satelliti scientifici). Il vettore CZ-2C è un due stadi a propellenti ipergolici della lunghezza di 35,15 metri, diametro di 3,35 metri e massa totale di 192 tonnellate. Il primo stadio è equipaggiato con quattro motori YF-20A, è lungo 20.52 metri e funziona per 122 secondi. Il secondo stadio è equipaggiato di un motore YF-22A, è lungo 7,5 metri e brucia per 120 secondi. I precedenti satelliti della famiglia YG sono stati lanciati dal 2006 al 2008. Si è trattato del 23° lancio orbitale del 2009, il 21° a raggiungere con successo l'orbita.

Fonte: CCTV9

 

Immagine del modulo lunare Orion della missione Apollo 16 in 3D21/04/2009 - Immagini spaziali in tre dimensioni! - L'amico astrofilo ed appassionato di astronautica Roberto Beltramini ha realizzato una pagina web del sito del GAV (Gruppo Astronomico Viareggio) completamente dedicata alle immagini i tre dimensioni (anaglifi) a tema astronautico con particolare riferimento alle missioni lunari Apollo. Le immagini 3D sono state realizzate da Roberto utilizzando quelle disponibili negli sterminati archivi della NASA. Il risultato è veramente spettacolare e ci fa conferma, se mai ve ne fosse bisogno, della profondità di certi paesaggi lunari. Ma lasciamo la parola a Roberto: "Il fenomeno del Moon Hoax, letteralmente la truffa lunare o falso allunaggio, che infanga con ipotesi senza alcun fondamento ed alcuna prova, una delle più grandi conquiste dell'ingegno umano, è stata una delle molle che mi ha spinto a ricercare negli archivi fotografici di dominio pubblico della NASA, immagini che mostrassero la realtà delle missioni lunari. Non che ce ne fosse bisogno, ma per fornire un elemento in più a chi dubita di questa realtà storica. Quale migliore dimostrazione poteva essere prendere quelle immagini contestate o additate come falsi, realizzati in studio creandone immagini 3D o anaglifi che mostrassero la reale profondità dei panorami ripresi dagli astronauti delle missioni Apollo?". E prosegue spiegandoci il lavoro fatto "Con grande sorpresa, anche se avevo già visto nel web anaglifi sul tema, realizzati da altri, ho trovato molte più immagini di quanto sperassi che potevano essere utilizzate. Probabilmente però, la difficoltà di realizzare anaglifi, dovuta alle inquadrature non eseguite appositamente per lo scopo, possono aver frenato i tentativi di altri appassionati. Per superare l'ostacolo, ho dovuto lavorare adattando le coppie di immagini con programmi di grafica, ritagliandole, ridimensionandole,  ripulendole da graffi e macchie presenti a causa delle scansioni sui film originali." Non resta quindi che armarsi di un paio di occhialini con le lenti rosse/azzurre e sbalordirsi! Nella immagine a lato (Credit: Anaglifo realizzato da Roberto Beltramini) il modulo lunare Orion sulla superficie lunare durante la missione Apollo 16. Per gustare veramente l'effetto 3D visita il sito del GAV (indicato sotto) dove le immagini sono disponibile in alta risoluzione.

Fonte: GAV

 

Il vettore Zenit-3SL con a bordo il satellite italiano Sicral-1B eretto sulla rampa di lancio oceanica Odyssey20/04/2009 - Sicral 1B è in orbita - È partito alle ore 10:16 italiane il satellite italiano per telecomunicazioni della Difesa Sicral 1B e alle ore 12.04 è stato acquisito il primo segnale dallo spazio. Attualmente sono in corso le operazioni relative al dispiegamento dei pannelli solari e quelle che progressivamente, nei prossimi tre giorni, permetteranno di collocare il satellite nell'orbita definitiva, quella geostazionaria, nella quale sarà attivo per i prossimi 13 anni. Il satellite è stato lanciato con un vettore Zenit-3SL dalla piattaforma Sea Launch, posizionata nell'oceano Pacifico all'altezza dell'Equatore. La diretta del lancio è stato seguita a Roma nella sede del Casd - Centro alti studi per la difesa di Palazzo Salviati. Durante l'evento è stata sottolineata la rilevanza strategica nazionale dei programmi spaziali dell'ASI realizzati in collaborazione con il ministero della Difesa. Particolare soddisfazione è stata espressa per la costellazione satellitare a uso duale COSMO Sky-MED, che ha recentemente consentito il monitoraggio dallo spazio del terremoto in Abruzzo. Su questa strada, la collaborazione tra ASI e Difesa proseguirà nel futuro con il programma ATHENA-FIDUS (Access on THeatres and European Nations for Allied forces – French Italian Dual Use Satellite), un innovativo sistema di telecomunicazioni via satellite che prenderà il volo nel 2011. Sicral 1B è il secondo satellite del programma SICRAL (Sistema italiano per Comunicazioni Riservate e Allarmi) e affiancherà Sicral 1 (in orbita dal 2001) ampliando le potenzialità di comunicazione secondo le nuove esigenze operative della Difesa e della NATO. Il nuovo satellite avrà una vita operativa di 13 anni. Nel 2012, in cooperazione con la Francia, si realizzera' il lancio del Sicral 2 (fase tutt'ora in via di pianificazione e cooperazione). A curare la progettazione del sistema e la costruzione del satellite (realizzando anche il Centro di Controllo Telecomunicazioni a Vigna di Valle) e' stata la società Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) mentre Telespazio (società Finmeccanica-Thales) e' stata la responsabile dei servizi di lancio, messa in orbita e collaudo. Telespazio, inoltre, ha gestito la realizzazione del Segmento di Terra del sistema presso il Centro di Controllo Satellite a Vigna di Valle e il Centro Spaziale del Fucino. Il programma Sicral 1B e' stato realizzato attraverso una Public private Partnership stipulata tra Stato Maggiore della Difesa e Finmeccanica. ll satellite sarà collocato nell'orbita geostazionaria a 36.000 chilometri. Giuseppe Veredice, amministratore delegato di Telespazio (Finmeccanica-Thales), che ha contribuito alle operazioni di lancio e messa in orbita, ha detto che ''le attivita' di collaudo del satellite saranno gestite nelle prossime settimane dal Centro Spaziale del Fucino, in Abruzzo, che gestirà il satellite fino al trasferimento delle operazioni al Centro di Vigna di Valle della Difesa". Si è trattato del 22° lancio orbitale del 2009, il 20° a raggiungere felicemente l'orbita. Nella foto (Credit: Sea Launch) il vettore Zenit-3SL issato sulla rampa di lancio oceanica Odyssey.

Fonte: ASI

 

20/04/2009 - India mette in orbita satellite spia - Il vettore indiano Polar Satellite Launch Vehicle (PSLV-C12) ha immesso oggi in orbita due satelliti, il RISAT-2 e l'ANUSAT-2, decollando dal Satish Dhawan Space Centre SHAR (SDSC SHAR), di Sriharikota alle 6.45 a.m. (le 3.15 ora italiana). Il primo è un satellite che cattura immagini radar della superficie terrestre con la capacità di farlo anche di notte e con le nubi. Al momento del lancio il peso di RISAT-2 era di circa 300 kg e l'ISRO (Indian Space Research Organization) lo ha realizzato con il contributo della Israel Aerospace Industries. Il satellite è stato posto su un'orbita di 550 km di altezza e con una inclinazione di 41° sull'equatore ed un periodo orbitale di circa 90 minuti. Questo satellite amplierà la capacità di ISRO per le osservazioni terrestri, specialmente durante le inondazioni, i cicloni, frane e nel monitoraggio dei disastri in un modo più completo. Il vettore PSLV-C12, alto 44 metri e pesante 230 tonnellate è decollato dalla Second Launch Pad (SLP) del centro di lancio SDSC SHAR con la configurazione senza l'utilizzo dei booster aggiuntivi di spinta. Assieme al satellite RISAT-2 si trovava anche il piccolo microsatellite (40 kg) ANUSAT costruito dall'Università di Anna nel Chennai. ANUSAT è il primo satellite sperimentale di comunicazioni costruito da una Università Indiana sotto la guida di ISRO e dimostrerà tecnologie  relative all'immagazzinamento di messaggi e successive operazioni. Si è trattato del 21° lancio orbitale del 2009, il 19° a raggiungere felicemente l'orbita.

Fonte: ISRO

 

Per l'ultima volta nella storia le due rampe di lancio 39 occupate con due navette spaziali17/04/2009 - Endeavour ed Atlantis in rampa assieme - Venerdì al Centro Spaziale Kennedy (KSC), in Florida, la navetta spaziale Endeavour ha completato il suo viaggio di circa 6,7 km dal VAB (Vehicle Assembly Building) alla rampa di lancio 39/B. Con Atlantis collocato sulla rampa vicina 39/A si tratta dell'ultima volta che due space shuttle saranno assieme sulle due rampe dato che il programma shuttle terminerà il prossimo anno. Atlantis ha il lancio previsto per il 12 maggio alle 1.31 p.m. EDT (le 19.31 ora italiana) quando il suo equipaggio inizierà la missione STS-125 destinata alla riparazione e manutenzione del Telescopio Spaziale Hubble. Il carico utile della missione di Atlantis arriverà alla rampa di lancio sabato pomeriggio. Prima della missione STS-127 destinata alla Stazione Spaziale Internazionale, Endeavour rimarrà in attesa sulla rampa di lancio nel malaugurato evento di dover eseguire una missione di soccorso per l'equipaggio di Atlantis. Dopo che la navetta Endeavour sarà liberata dalla missione di soccorso i tecnici la sposteranno alla rampa 39/A in preparazione per la sua missione prevista per il 13 giugno alle 7.19 a.m. EDT (le 13.19 ora italiana). Intanto al Centro Spaziale Johnson (JSC) di Houston gli astronauti di STS-125 proseguono le ultime fasi di addestramento alla missione di manutenzione che include ben 5 attività extraveicolari (EVA). Nella foto (Credit: NASA) la rampa 36/A (in primo piano) con la navetta Atlantis per la missione STS-125 e sullo sfondo la rampa 39/B con la navetta Endeavour per la missione STS-127 (LON-400).

Fonte: NASA

 

Il lancio del secondo satellite del sistema di navigazione globlae COMPASS cinese15/04/2009 - Cina mette in orbita secondo satellite di navigazione globale - La Cina ha lanciato con successo il secondo satellite del sistema nazionale indipendente di navigazione globale, il BeiDou-2 (COMPASS G2). Il vettore che lo ha immesso in orbita è un Lunga Marcia 3C decollato dallo Xichang Satellite Launch Center posto nella Provincia dello Sichuan, a sudovest del Paese, alle 0.16 a.m. locali (le 18.16 ora italiana). Una fonte ufficiale del National Engineering Center of Satellite Navigation ha affermato che il lancio del satellite in orbita geostazionaria è di grande importanza ed è il secondo satellite del sistema di navigazione indipendente da tecnologia straniera. Il sistema, nome "COMPASS" è una parte importante delle infrastrutture spaziali del Paese potendo fornire servizi di navigazione e posizione nei trasporti, meteorologia, prospezioni petrolifere, monitoraggio incendi forestali, controllo dei disastri e telecomunicazioni e servizi di sicurezza pubblica oltre a poter portare importanti benefici sociali ed economici. Il sistema fornirà aiuto nel localizzare la posizione in ogni luogo con una accurata longitudine, latitudine ed altitudine. Il sistema COMPASS sarà un completo sistema di navigazione satellitare entro il 2015 con un circa 30 satelliti. I primi 10 satelliti di navigazione saranno posti in orbita fra il 2009 ed il 2010. Il sistema completato entro il 2011 permetterà soltanto un servizio di navigazione regionale all'interno della Cina e regioni limitrofe. Si è trattato del 116° lancio di un vettore della serie Lunga Marcia. Il primo satellite del sistema COMPASS è stato posto in orbita geostazionaria nell'aprile del 2007 seguendo così il sistema di navigazione globale degli Stati Uniti GPS (Global Positioning System), l'Europeo Galileo ed il Russo GLONASS. Si è trattato del 20° lancio orbitale del 2009, il 18° a raggiungere felicemente l'orbita. Nella foto (Credit: Xinhua/Li Gang) il lancio del vettore Lunga Marcia 3C con a bordo il satellite Beidou2.

Fonte: CAST

 

14/04/2009 - Tranquillity è il nome del Nodo-3 - Il nuovo modulo Nodo 3 della Stazione Spaziale Internazionale ha ufficialmente un nome: Tranquillity. Il nome Tranquillity (Tranquillità) è stato scelto fra le centinaia di suggerimenti sottoposti dai partecipanti ad una votazione indetta su internet dalla NASA per la scelta del nome del Nodo 3. Tranquillity era uno dei primi dieci ed è stato scelto perché questo anno ricorre il 40° anniversario del primo sbarco dell'uomo sulla Luna avvenuto proprio nel Mare della Tranquillità. La NASA ha annunciato il nome ufficiale del Nodo 3 durante la trasmissione "The Colbert Report" con l'ausilio dell'astronauta di Spedizione 14 e 15 Suni Williams. Il comico dello show, Stephen Colbert, aveva chiesto ai suoi ascoltatori di votare il suo nome e questo aveva ben presto superato, nelle preferenze, tutti gli altri. Ma la NASA, per voce di Bill Gerstenmaier, Amministratore Associato per le Operazioni Spaziali, aveva dichiarato che "La NASA di solito non da il nome di persone viventi a strutture della Stazione Spaziale e questo non fa eccezione". Ma comunque la NASA darà il nome COLBERT al nuovo  tapis-roulant del Nodo 3. COLBERT in questo caso sta per (Combined Operational Load Bearing External Resistance Treadmill". 

Fonte: NASA

 

Il Capitano Walter Villadei, un nuovo astronauta dell'Aviazione Militare Italiana09/04/2009 - Workshop sul volo umano spaziale - Si è svolto presso la Casa dell'Aviatore a Roma il convegno dedicato alla sperimentazione sulla Stazione Spaziale Internazionale in vista delle prossime missioni di astronauti italiani. L'Aeronautica Militare e l'Agenzia Spaziale Italiana, nell’ambito degli accordi bilaterali ASI-NASA che prevedono l’assegnazione ad un astronauta italiano di una opportunità di volo di breve durata a bordo dello Shuttle e di due opportunità di volo di lunga durata con permanenza di sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e in attuazione dell’Accordo Esecutivo per la Collaborazione nell'Attività di Volo Umano Spaziale, hanno infatti presentato e proposto alla comunità scientifica e tecnologica nazionale le possibilità di utilizzo di cui l’Italia gode per attività di ricerca in ambiente di microgravità, a bordo del laboratorio orbitante unico al mondo quale è la Stazione Spaziale Internazionale. L'Aeronautica Militare e l'Agenzia Spaziale Europea hanno così inteso avviare un processo comune, e aperto alle comunità nazionali di riferimento, di definizione del programma sperimentale che verrà associato alle missioni dell’astronauta europeo colonnello Roberto Vittori. Nel corso del workshop è stata presentata e lanciata una Call for ideas con cui si invitano tutti i soggetti interessati a proporre sperimentazioni innovative di utilizzo delle risorse della Stazione Spaziale, per opportunità relative in particolare, ma non esclusivamente, al campo delle Scienze della Vita, delle Scienze Fisiche e delle tecnologie innovative. Il convegno è stato aperto dal Commissario dell'ASI, Ing. Enrico Saggese e dal Generale B.A. Gabriele Salvestroni. Nella foto (Credit: AMI) il capitano Walter Villadei durante il convegno. Villadei ha ottenuto a febbraio la qualifica di ‘Flight Engineer n° 1’ sulla navicella spaziale Soyuz presso il Gagarin Cosmonaut Traning Centre (GCTC) di Star City (Russia. Il capitano Villadei, proveniente dai corsi regolari dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (Napoli) con il corso ‘Pegaso IV’, è laureato in Ingegneria Aerospaziale. Dal 2000 al 2003 si è occupato di manutenzione aeromobili presso la 46° Brigata Aerea di Pisa, per essere poi assegnato al 4° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica presso l’Ufficio tecnologia avanzate dei sistemi non pilotati e sistemi spaziali. Ha frequentato diversi corsi di specializzazione, tra i quali, il NASA Training Academy presso il Johnson Space Centre di Houston (USA), relativamente al segmento americano della Stazione Spaziale Internazionale, ed l’Instructor Training Corse ESA/NASA presso l’European Astronauts Centre (EAC) di Colonia (Germania.

Fonte: AMI (Aeronautica Militare Italiana)

 

La capsula Soyuz TMA-13 con a bordo l'equipaggio di Spedizione 18 mentre sta per atterrare nella steppa08/04/2009 - Rientrato sulla Terra l'equipaggio 18 della ISS - Due membri del diciottesimo equipaggio a vivere e lavorare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e un astronauta partecipante sono atterrati alle 2.16 a.m. CDT (le 9.15 ora italiana) di mercoledì. L'astronauta della NASA, Mike Finke, il cosmonauta russo Yury Lonchakov e l'astronauta partecipante Charles Simonyi sono atterrati con successo a bordo della loro astronave Soyuz nelle steppe del sud del Kazakhstan. L'equipaggio di Spedizione 18 aveva sganciato la loro Soyuz dalla stazione alle 10.55 p.m. del 7 aprile (le 5.55 ora italiana dell'8 aprile). La manovra di uscita dall'orbita per rallentare la Soyuz ed iniziare la discesa verso la Terra era iniziata alle 1.24 a.m. (le 8.24 ora italiana). La zona di atterraggio era stata spostata più a sud del previsto a causa di pessime condizioni del terreno nel sito originale. Finke, che ha comandato la Spedizione 18, ha visto portare la stazione alla sua massima potenza energetica e l'inizio del riciclo dell'acqua di bordo. Finke ha trascorso 178 giorni in orbita e con questo volo ha accumulato un intero anno nello spazio durante la sua carriera. Lanciato verso la stazione il 12 ottobre 2008 è anche diventato il primo Americano a volare per ben due volte verso la stazione a bordo di un veicolo russo Soyuz. Infatti Finke aveva già trascorso 188 giorni come Ingegnere di Volo dell'equipaggio di Spedizione 9 , lanciato il 18 aprile 2004 e rientrato sulla Terra il 23 ottobre 2004. Lonchakov ha invece completato il suo primo volo spaziale di lunga permanenza, infatti aveva trascorso 12 giorni a bordo della navetta spaziale Endeavour nel 2001 e 11 giorni nel 2002 a bordo di una Soyuz. Con la missione conclusa oggi Lonchakov ha accumulato un totale di più di 200 giorni nello spazio. Infine Simonyi, un Americano, ha trascorso 11 giorni sulla ISS sulla base di un contratto commerciale con l'Agenzia Federale Spaziale Russa ed è, al momento, il solo partecipante spaziale ad aver visitato la stazione due volte. L'equipaggio di Spedizione 18 ha lavorato con una varietà di esperimenti, inclusi quelli medici, di fisica e di osservazione terrestre. Molti degli esperimenti erano ideati per raccogliere informazioni sugli effetti di lunghe permanenze nello spazio sul corpo umano in modo da poter aiutare a pianificare le future missioni sulla Luna ed oltre. Altri esperimenti comprendevano la ricerca di soluzioni pratiche a vari tipi di sfide incontrate durante le lunghe missioni, come la riparazione di componenti elettrici e lo spegnimenti di incendi in ambiente di microgravità. Prima dello sgancio, Finke e Lonchakov hanno salutato il nuovo equipaggio della stazione, il Comandante di Spedizione 19 Gennady Padalka e l'Ingegnere di Volo Mike Barratt, lanciati verso la stazione con una Soyuz il 26 marzo. A bordo della stazione, assieme a Padalka e Barratt, è rimasto anche l'astronauta giapponese Koichi Wakata. Wakata è stato lanciato verso il laboratorio orbitale a bordo della navetta spaziale Discovery con la missione STS-119 il 15 marzo scorso. L'equipaggio di Spedizione 19 sarà raggiunto in orbita dal cosmonauta Russo Roman Romanenko, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Frank De Winnie e dall'astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese Robert Thirsk a maggio, inaugurando così il primo equipaggio permanente di sei persone. Sarà anche la prima volta che membri dell'equipaggio di tutti e cinque i partner internazionali vivranno a bordo della stazione tutti assieme. 

Fonte: NASA

 

08/04/2009 - Semaforo verde per Herschel e Plank - L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha ufficialmente comunicato che i satelliti Herschel e Planck partiranno il 6 maggio 2009 dalla base di Kourou, nella Gujana francese, a bordo del lanciatore Ariane 5. La decisione definitiva è arrivata dopo il via libera di un panel di esperti indipendente, guidato dall’Ispettorato generale dell’Esa e da Arianspace, che ha condotto nei giorni scorsi gli ultimi test di controllo sul telescopio Herschel, confermando che “i margini di sicurezza richiesti sono stati raggiunti e il telescopio è pienamente qualificato per il lancio”. Lo specchio monolitico dell’osservatorio Herschel, con i suoi 3,5 metri di diametro, è il più grande mai mandato in orbita e rappresenta uno dei primati tecnologici della missione. Proprio per questo sono state necessarie procedure di verifica eccezionali, per avere l'assoluta sicurezza che un satellite di così grandi dimensioni e dotato di dispositivi così delicati sopporti senza problemi le sollecitazioni della fase di lancio. Nello spazioporto di Kourou sono state avviate le ultime operazioni di preparazione al lancio, che erano state temporaneamente interrotte, come il pieno di carburante per i due satelliti e il pieno di elio per i criostati di Hershel. 

Fonte: ASI

 

07/04/2009 - La NASA seleziona il materiale per lo scudo termico di Orion - La NASA ha scelto il materiale dello scudo termico che proteggerà una nuova generazione di esploratori spaziali quando rientreranno dall Luna. Dopo studi intensivi la NASA ha selezionato il sistema ablativo Avcoat per il modulo equipaggio di Orion. Orion è parte del Programma Constellation che svilupperà l'astronave della prossima generazione per l'esplorazione della Luna ed altre destinazioni nel Sistema Solare. Il modulo equipaggio di Orion, che verrà lanciato sulla sommità di un razzo Ares I, dovrebbe trasportare gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 e sulla Luna nel 2020. Orion incontrerà condizioni estreme durante il suo viaggio verso la Luna ed il ritorno a casa. Uno dei momenti critici sarà l'attraversamento dell'atmosfera terrestre dove il modulo incontrerà temperature più di alte di 2.760° centigradi. Si tratta di temperature cinque volte più alte di quelle incontrate durante un rientro da una missione di rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale. Lo scudo termico di Orion, a forma di disco e che si troverà alla base del veicolo spaziale, verrà eroso dalla maggior parte del riscaldamento in modo controllato trasportando il calore lontano dal modulo equipaggio durante la sua discesa attraverso l'atmosfera. Per proteggere il veicolo spaziale ed il suo equipaggio da condizioni così estreme, l'Orion Project Office della NASA al Johnson Space Center di Houston ha identificato un apposito team a cui ha affidare lo sviluppo del sistema di protezione termico, o TPS. Per più di tre anni il team della NASA, chiamato Orion Thermal Protection System Advanced Development Project, ha considerato otto differenti materiali candidati, inclusi i due finalisti, l'Avcoat ed il PICA (Phenolic Impregnated Carbon Ablator) entrambi dei quali provati in precedenti missioni spaziali. Avcoat è stato utilizzato sullo scudo termico della capsula Apollo ed in alcune zone della navetta spaziale durante i suoi primi voli. Si tratta di un materiale ablativo, realizzato con fibre di silicio e resina epossidica su supporto di fibra di vetro a nido d'ape formando un unico corpo già al momento della produzione. PICA, costruito invece in blocchi ed attaccato al veicolo dopo la fabbricazione è già stato utilizzato sulla sonda Stardust, la prima missione robotica dedicata all'esplorazione di una cometa ed al ritorno di campioni fin dai tempi dell'Apollo. La squadra incaricata di scegliere il sistema TPS ha effettuato comparazione fra i due materiali, il loro peso, le performance termiche, il costo, la facilità di lavorazione, l'affidabilità e le sfide nelle certificazione. La NASA, lavorando assieme alla Lockheed Martin, fornitore principale di Orion, ha infine raccomandato Avcoat come il sistema più robusto, affidabile e maturo. Sebbene Avcoat sia stato selezionato come il migliore dei due candidati, occorreranno altre ricerche per integrarlo completamente nella struttura di Orion.

Fonte: NASA

 

07/04/2009 - La zona del sisma in Abruzzo ripresa da COSMO-SkyMed  - Sono state pubblicate sul sito ASI le prime immagini della zona de L'Aquila riprese dai satelliti di COSMO-SkyMed dopo il sisma di magnitudo 5.8 della scala Richter che ha colpito l'area nella notte tra domenica e lunedì. Le immagini,  utilizzando la tecnica dei falsi colori, evidenziano alcune modificazioni provocate dal sisma a edifici e infrastrutture. "L'immagine precedente al sisma" spiega Alessandro Coletta, mission manager di COSMO-SkyMed "è stata colorata in rosso, quella successiva in blu. Le zone che appaiono bianche corrispondono ad aree in cui non si riscontrano differenze tra le due riprese. Le zone rosse sono oggetti che riflettevano il segnale radar nella prima immagine, ma non nella seconda. Potrebbero quindi corrispondere a edifici non più presenti dopo il sisma." Le zone blu sono infine quelle dove appaiono elementi che non erano visibili nella prima immagine. Anche in questo caso, sembrerebbe trattarsi di zone dove sono avvenuti spostamenti significativi. "Una analisi più precisa è possibile solo dopo il confronto con una ripresa ottica" spiega però Coletta, che ricorda come la rapida acquisizione ed elaborazione delle immagini sia stata resa possibile dall'impegno del personale di Telespazio, che gestisce il segmento di terra del satellite. Immagini come queste (o come quelle seguenti relative alla basilica di Collemaggio) che il satellite continuerà a riprendere nei prossimi giorni, possono essere preziose per la Protezione Civile per localizzare, nei centri abitati, gli edifici ed infrastrutture che appaiono lesionati, e su di essi effettuare verifiche mirate da aereo o elicottero.

Fonte: ASI (dove si possono vedere le foto indicate nella news)


05/04/2009 - Fallisce il lancio di un satellite Nord-Coreano - La Corea del Nord ha annunciato il lancio di un satellite con il proprio razzo vettore Taepo-Dong-2 avvenuto il 2.30 GMT (le 4.30 ora italiana) di sabato dal sito di Musudan-ri. I radar delle navi militari del Giappone e degli Stati Uniti che stazionavano nel Mar del Giappone hanno subito captato il lancio e lo hanno seguito fino a quando gli stadi superiori del veicolo sono ricaduti nel Pacifico alcuni minuti dopo. Il primo stadio ha funzionato regolarmente ed è caduto nel Mar del Giappone a circa 280 km a nord del Giappone. Il secondo stadio potrebbe essersi acceso regolarmente ma non ha funzionato a lungo e come risultato di questo l'intero veicolo ha impattato l'Oceano Pacifico a circa 1.070 km dalle coste est del Giappone. Nelle intenzioni Nord Coreane il secondo e successivamente il terzo stadio avrebbero dovuto accelerare il carico utile composto da un piccolo satellite alla velocità orbitale. Con poche variazioni il TD-2 potrebbe, secondo gli esperti di armamenti USA, portare anche una testata nucleare o batteriologica ad oltre 15.000 km di distanza e quindi minacciare anche le città del Nord America. Nonostante le affermazioni delle autorità Nord Coreane non ci sono prove che il satellite sia entrato in orbita ed, anzi, tutte le evidenze raccolte da USA e Giappone indicano che il lancio è fallito. Questo era il 19° lancio orbitale del 2009, il secondo a non raggiungere l'orbita.

Fonte: CNN

 

03/04/2009 - Atlas 5 mette in orbita satellite per le truppe USA - Un vettore Atlas V (AV-016) della ULA (United Launch Alliance) è stato lanciato con successo con a bordo il secondo satellite del sistema Wideband Global SATCOM (WGS) alle 8.31 p.m. EDT (le 2.31 ora italiana del 4 aprile) dalla rampa SLC (Space Launch Complex) n.41 della Base di Cape Canaveral, in Florida. Dopo 31 minuti di volo il satellite WGS-2 è stato rilasciato regolarmente in orbita. Questo satellite utilizzerà le trasmissioni a larga banda per le truppe degli Stati Uniti sui campi di battaglia. Il WGS-2 è il secondo satellite del sistema Wideband Global SATCOM (WGS). Questo satellite è un importante elemento del nuovo sistema di comunicazioni ad alta capacità per le truppe americane sui campi di battaglia per il prossimo decennio ed oltre. Il vettore Atlas V utilizzato oggi era quello in configurazione 421, con un'ogiva di 4 metri di diametro, due motori a propellenti solidi per la spinta iniziale ed un singolo motore Centaur per lo stadio superiore attaccato al primo stadio fornito di un motore RD-180. Si è trattato del 15° lancio di un Atlas V. Questo era il 18° lancio orbitale del 2009, il diciassettesimo a raggiungere regolarmente l'orbita. 

Fonte: ULA

 

03/04/2009 - W2A di Eutelsat in orbita - La ILS (International Launch Services) ha immesso con successo in orbita il satellite W2A per la francese Eutelsat a bordo di un vettore russo Proton. Il razzo è decollato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 10.24 p.m. locali (le 18.24 ora italiana). Il lancio di W2A segna il primo lancio della ILS del 2009 e segna il 50° lancio commerciale della società ILS. Il vettore Proton Breeze-M è costruito dalla Khrunichev Space Center di Mosca ed ha, al suo attivo, 334 missioni sin dal suo debutto. Il satellite W2A della ThalesAleniaSpace, si basa sul modello Spacebus 4000 C4 e trasporta tre carichi utili incluso il primo a banda S per l'Europa. A bordo del satellite anche transponder in banda Ku e C che permetteranno la copertura video professionale e servizi per il business fra Europa, Africa e Medio Oriente. Il satellite, il 27° della flotta Eutelsat, opererà alla locazione di 10° Est, una posizione che Eutelsat utilizza da oltre 20 anni. Questo era il 17° lancio orbitale del 2009, il sedicesimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: ILS

 

03/04/2009 - Ancora verifiche per Herschel e Planck - In un comunicato dell'Agenzia Spaziale Europea è stato affermato che le verifiche delle procedure operative di Herschel e Planck sono state completate. Queste nuove verifiche sono state richieste per assicurare che lo stress del lancio non danneggi i due delicati telescopi spaziali europei. Ancora però non è stata fissata la data di lancio, che in origine era per il 16 aprile poi spostato per poter eseguire ulteriori test. I due telescopi spaziali sono al momento a Kourou, nella Guyana francese, in attesa del lancio a bordo del vettore Ariane 5. I due osservatori sono stati costruiti entrambi da Thales Alenia Space ed Hershel, in particolare, è il più grande telescopio spaziale mai costruito con il suo specchio principale di 3,5 m di diametro. Hershel studierà la formazione delle stelle e delle galassie nell'infrarosso. Sull'altro telescopio, Planck, che dovrebbe misurare la radiazione cosmica di fondo dell'universo, si trova lo strumento scientifico italiano LFI (Low Frequency Intstrument). 


Fonte: ASI

 

La navetta spaziale Atlantis ha raggiunto la rampa di lancio 39/A del KSC in preparazione alla missione STS-12531/03/2009 - Atlantis in rampa per STS-125 - A poco più di due giorni dalla conclusione della missione precedente, la navetta spaziale Atlantis è stata trasportata alla rampa di lancio 39/A del Kennedy Space Center, in Florida, per la sua missione, prevista per il 12 maggio prossimo, al Telescopio Spaziale Hubble. L'arrivo alla rampa di lancio del complesso STS-125 è avvenuto alle 9.10 a.m. EDT (le 15.10 ora italiana) a bordo del gigantesco cingolato da trasporto (crawler). L'inizio del viaggio del complesso STS-125 dal VAB (Vehicle Assembly Building) è avvenuto alle 3.54 a.m. (le 9.54 ora italiana) e con una velocità di circa 1,6 km orari sul percorso di circa 5,5 km. Lo shuttle è stato definitivamente assicurato alla rampa alle 11.17 a.m. (le 17.17 ora italiana). Durante la missione di 11 giorni di Atlantis al Telescopio Spaziale Hubble, la quarta ed ultima prevista, verranno eseguite cinque attività extraveicolari (EVA) che permetteranno l'installazione da parte degli astronauti di due nuovi strumenti, la riparazione di altri due e la sostituzione di altri. Il SIC-DHU (Science Instrument Command and Data Handling Unit) che verrà installato sul telescopio arriverà al KSC lunedì. Questo strumento rimpiazzerà quello che si è guastato su Hubble nel settembre 2008 e che ha comportato il rinvio della missione di servizio. I risultati di aggiornamento di questa missione aumenteranno le capacità del telescopio ben oltre il previsto e ne estenderanno la vita operativa almeno fino al 2014. L'equipaggio di STS-125 è formato dal Comandante Scott Altman, il Pilota Gregory C. Johnson e gli specialisti di missione John Grunsfeld, Mike Massimino, Megan McArthur, Andrew Feustel e Michael Good. Questa sarà la 126° missione del programma shuttle, la 30° per l'orbiter Atlantis e la quinta dedicata al Telescopio Spaziale Hubble, compresa la sua messa in orbita. La navetta spaziale Endeavour è prevista che sia trasferita alla rampa gemella, la 39/B, il 17 aprile in preparazione di una malaugurata missione di soccorso all'equipaggio di Atlantis (la cosiddetta Launch On Need, STS-400). Una volta che Atlantis sarà dichiarato sicuro per il rientro la navetta Endeavour verrà trasferita alla rampa 39/A per la sua missione STS-127 dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale con il lancio previsto a metà giugno. Endeavour verrà trasferita dall'OPF-2, dove si trova attualmente, al VAB il prossimo 10 aprile. Una volta qui verrà accoppiata al serbatoio esterno ed ai due booster a combustibile solito in preparazione al trasferimento alla rampa 39/B. I dirigenti della NASA hanno deciso di procedere con questo approccio di doppia rampa che permette un risparmio di circa un mese nelle operazioni di preparazione di STS-125 e STS-127. Endeavour, durante la sua missione, consegnerà il Japanese Exposed Facility alla ISS completando così il laboratorio scientifico giapponese Kibo. Intanto il Programma Space Shuttle prosegue il lavoro assieme al Programma Constellation per minimizzare l'impatto sul test Ares I-X che utilizzerà la rampa 39/B entro l'anno. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2009-2453) la navetta spaziale Atlantis ha raggiunto la rampa di lancio 39/A del KSC in preparazione alla missione STS-125.

Fonte: NASA

 

La navetta Discovery all'atterraggio con sullo sfondo il VAB al Kennedy Space Center28/03:/2009 - Discovery conclude STS-119 - La navetta spaziale Discovery ed il suo equipaggio è atterrata alle 3.14 p.m. EDT (le 20.14 ora italiana) di sabato al Kennedy Space Center in Florida completando un viaggio di 13 giorni ed oltre 7 milioni di km. Il volo STS-119 ha consegnato alla stazione spaziale il suo quarto ed ultimo paio di pannelli solari, completando il traliccio principale della stazione, chiamato anche "ossatura". L'energia elettrica fornita in più potrà dare piena potenza agli esperimenti scientifici ed aiuterà nelle operazioni di supporto alla stazione. Durante tre attività extraveicolari, gli astronauti hanno installato il segmento S6 al traliccio destro della stazione e compiuto altre importanti operazioni che saranno utili durante le missioni future durante l'anno. Il volo ha permesso anche la sostituzione di una unità gusta che converte le urine in acqua potabile. Campioni di acqua ottenuti con il WRS (Water Recovery System) saranno analizzati ed entro un mese potrà essere dato il via all'equipaggio della stazione di bere l'acqua ottenuta con il riciclo. il 24 marzo gli astronauti hanno avuto l'onore di parlare con il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, membri del congresso ed una scolaresca dalla Sala Roosevelt della Casa Bianca. Il Presidente ed i suoi ospiti si sono congratulati con l'equipaggio per la missione ed hanno fatto una serie di domande che andavano a come si dormiva in assenza di peso alla velocità della stazione. La missione ha inoltre rimpiazzato l'Ingegnere di Volo a bordo della stazione Sandra Magnus con il giapponese Koichi Wakata. La Magnus è rientrata sulla Terra con il Discovery dopo 4 mesi trascorsi sulla ISS. La missione STS-119 è stata la 125° missione del programma shuttle, il 36° volo dell'orbiter Discovery e la 28° missione dedicata all'assemblaggio e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale. La prossima missione shuttle è ora prevista per il prossimo 12 maggio con STS-125, la missione della navetta Atlantis dedicata alla quarta ed ultima visita di manutenzione al Telescopio Spaziale Hubble. Durante questa missione l'equipaggio di Atlantis aggiornerà il telescopio preparandolo per almeno altri cinque anni di ricerca scientifica.

Fonte: NASA

 

Gli equipaggi di Spedizione 18 e 19 assieme dopo l'arrivo della Soyuz con il nuovo equipaggio.28/03/2009 - Spedizione 19 arriva alla ISS - Il Comandante Gennady Padalka e l'Ingegnere di Volo Michael Barratt del diciannovesimo equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale hanno agganciato la loro Soyuz TMA-14 alla stazione alle 9.05 a.m. EDT (le 14.05 ora italiana). La manovra automatica di aggancio è stata interrotta quando mancavano circa 70 metri ed il Comandante Padalka ha preso i comandi manuali ed ha completato regolarmente la manovra. Più tardi i dirigenti russi hanno affermato che il sistema automatico di controllo aveva un problema con uno specifico razzo di manovra ed è stato questo a far decidere il Comandante Padalka a passare al controllo automatico. La Soyuz TMA-14 ha attraccato al modulo Zvezda della ISS. I portelli fra le due astronavi sono stati aperti alle 12.36 p.m. (le 17.36 ora italiana) ed alla cerimonia di benvenuto e seguita subito dopo una riunione di sicurezza. Il nuovo equipaggio era stato lanciato giovedì alle 7.49 a.m. EDT (le 12.49 ora italiana) da Baikonur, nel Kazakhstan, per iniziare la loro permanenza di sei mesi nello spazio.  Assieme a Padalka e Barratt si trova per la seconda volta il Partecipante Astronauta Charles Simonyi, che vola sotto contratto con l'Agenzia Federale Spaziale Russa. Simonyi ha già volato sulla ISS nell'aprile del 2007 come partecipante astronauta assieme all'equipaggio di Spedizione 15. A bordo della stazione il benvenuto al nuovo equipaggio è stato dato dai membri di Spedizione 18 composti dal Comandante Mike Finke e dall'Ingegneri di Volo Yury Lonchakov e Koichi Wakata. Wakata è giunto sulla ISS a bordo della navetta spaziale Discovery con la missione STS-119 rimpiazzando l'astronauta Sandra Magnus. Nella immagine (Credit: NASA/TV) i due equipaggi di Spedizione 18 (in alto) e di Spedizione 19 (in basso) assieme all'astronauta partecipante Somonyi. 

Fonte: NASA

 

L'orbiter Altantis agganciato al serbatoio esterno ET-130 ed i due booster a combustibile solido per la missione STS-12527/03/2009 - Atlantis agganciato al serbatoio ET-130 - L'orbiter Atlantis è stato oggi agganciato al serbatoio esterno ET-130 ed ai due booster a propellente solido in preparazione della missione shuttle STS-125 prevista per il prossimo 12 maggio. L'orbiter Atlantis era stato riportato nel VAB (Vehicle Assembly Building) lo scorso 23 marzo proveniente dalla OPF-1 (Orbiter Processing Facility 1). Qui la navetta Atlantis era rimasta fin dallo scorso '11 novembre scorso dopo essere stato sconnesso dal serbatoio ET-127 ed i relativi 2 booster a causa del rinvio del lancio per i problemi tecnici del Telescopio Spaziale Hubble. Ora il rollout del complesso Atlantis/ET-130/booster verso la rampa 39/A è previsto per il prossimo 31 marzo. Purtroppo si è verificato un piccolo inconveniente mentre l'orbiter veniva agganciato al serbatoio, un attrezzo è caduto dall'alto delle passerelle di lavoro dell' High Bay 3 all'interno del VAB ed ha colpito lo scudo termico della navetta danneggiando una mattonella. Il danno non è grave e la riparazione potrà essere effettuata prima del trasporto del sistema in rampa senza quindi avere conseguenze con la data prevista di lancio. La zona del danno si trova fra i due portelli di entrata delle tubature di ossigeno ed idrogeno liquidi posti nella parte inferiore della navetta. La riparazione verrà effettuata con una speciale pasta senza sostituire la piastrella in questione, cosa questa che avrebbe costretto a disconnettere nuovamente la navetta dal serbatoio e riportarlo all'interno delll'hangar OPF-1 ritardando nuovamente il lancio di alcune settimane. Intanto arrivano anche buone notizie dal dispositivo da sostituire su Hubble (lo Science Instrument Command and Data Handler Side-A) che era andato in avaria a settembre ed aveva costretto la NASA a rinviare la missione. Il rimpiazzo del SIC&DH ha completato una serie completa di test con risultati positivi tanto che il pezzo sta per essere inviato al Kennedy Space Center per essere inserito nel carico utile di STS-125. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2009-2281) l'orbiter Altantis agganciato al serbatoio esterno ET-130 ed i due booster a combustibile solido per la missione STS-125. 

Fonte: NASA

 

26/03/2009 - Lanciata Spedizione 19 verso la ISS - Il Comandante Gennady Padalka e l'Ingegnere di Volo Michael Barratt del diciannovesimo equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale sono stati lanciati a bordo della Soyuz TMA-14 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 7.49 a.m. EDT (le 12.49 ora italiana) per iniziare la loro permanenza di sei mesi nello spazio. Meno di 10 minuti dopo il lancio la loro astronave aveva raggiunto l'orbita. Le antenne ed i pannelli solari della Soyuz si sono dispiegate poco dopo. Assieme a Padalka e Barratt si trova l'Astronauta Partecipante Charles Simonyi, al suo secondo volo nello spazio, sotto contratto per la Agenzia Spaziale Federale Russa. Simonyi ha volato sulla stazione nell'aprile del 2007, sempre come Astronauta Partecipante, assieme all'equipaggio di Spedizione 15. Simonyi ritornerà sulla Terra con l'equipaggio di Spedizione 18, il Comandante Mike Finke e l'Ingegnere di Volo Yury Lonchakov a bordo della loro Soyuz TMA-13 il sette aprile prossimo. L'equipaggio di Spedizione 18 era stato lanciato verso la stazione lo scorso 12 ottobre. L'equipaggio di Spedizione 19 verrà accolto, sulla ISS, dall'equipaggio di Spedizione 18, incluso l'astronauta giapponese della JAXA Koichi Wakata, dopo l'attracco previsto per sabato. Wakata ha raggiunto la stazione a bordo della missione STS-119 Discovery lo scorso 15 marzo. Si è trattato del 16° lancio orbitale del 2009, il secondo con equipaggio umano ed il quindicesimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: NASA

 

La parabola di 32 metri del radiosservatorio di Medicina (BO)25/03/2009 - Un "super-radar" per la spazzatura spaziale - Ricercatori dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna e dell’Osservatorio Astronomico di Torino, entrambe strutture dell’INAF (l’Istituto Nazionale di Astrofisica) hanno individuato sei detriti spaziali fra le centinaia che si sono formati quando, il 10 febbraio scorso, a 800 chilometri sopra le nostre teste, il satellite americano Iridium 33 e quello russo Cosmos 2251 sono entrati in collisione. Dando origine al primo "scontro spaziale" documentato, nonché a una pericolosissima scia di frammenti di svariate dimensioni. L’occasione ideale per mettere a punto un progetto italiano per il monitoraggio dei detriti spaziali, finanziato dall’ASI (l’Agenzia Spaziale Italiana), basato sull’utilizzo di due radiotelescopi, strumenti dedicati di solito alla ricerca astrofisica, come se fossero un cosiddetto "radar bistatico": costituito cioè da un trasmettitore e un ricevitore indipendenti. "Come trasmettitore abbiamo usato il radiotelescopio di Evpatoria, in Ucraina, e come ricevitore la parabola da 32 metri di Medicina, nei pressi di Bologna", spiega Stelio Montebugnoli, responsabile della Stazione radioastronomica di Medicina. Il test, condotto nel tardo pomeriggio del 23 marzo scorso, ha avuto pieno successo. "Tutti e i sei i detriti da noi scelti", conferma Emma Salerno, ricercatrice presso l’Istituto di Radioastronomia, "sono stati registrati con rapporti segnale/rumore molto elevati. Tutti piccoli frammenti che viaggiano a velocità elevatissime, attorno ai 25mila chilometri all’ora". "Il problema della spazzatura spaziale è sempre più pressante, come ha dimostrato anche l’episodio avvenuto il 12 marzo scorso, quando il rischio di una collisione ha costretto a evacuare d’emergenza per alcuni minuti la Stazione spaziale internazionale", commenta Claudio Portelli, responsabile del progetto per l’Agenzia Spaziale Italiana. "L’esperimento di Medicina dimostra che i radiotelescopi possono essere un valido aiuto per monitorare i detriti in orbita, destinati a essere sempre più numerosi". Proprio in questi giorni, tra l’altro, è in corso a Darmstadt, in Germania, la riunione dell’Inter Agency Space Debris Coordination Commitee, che vede riunite 11 agenzie spaziali di tutto il mondo, tra cui l’ASI, per elaborare soluzioni per il problema di detriti spaziali. Nella foto (Credit: INAF) la parabola da 32 metri di Medicina (Bologna) impegnata nell'individuazione dei detriti spaziali.

Fonte: ASi

 

25/03/2009 - Discovery lascia la ISS - La navetta spaziale Discovery ha lasciato la Stazione Spaziale Internazionale alle 3.53 p.m. EDT (le 20.53 ora italiana). Lo shuttle ha trascorso 9 giorni, 20 ore e 10 minuti attraccato alla stazione. L'astronauta Sandy Magnus ha trascorso 129 giorni sulla ISS e 134 nello spazio. Dopo aver completato il solito giro attorno alla stazione la navetta Discovery ha effettuato la manovra di separazione. I portelli fra le due astronavi erano stati chiusi alle 1.59 p.m. EDT (le 17.59 ora italiana) concludendo la fase congiunta della missione STS-119. L'atterraggio del Discovery è previsto per sabato al Kennedy Space Center in Florida. 

Fonte: NASA

 

Il momento del decollo del Delta II con il nuovo satellite GPS a bordo24/03/2009 - Lanciato satellite GPS con un Delta2 - Un vettore Delta II della United Launch Alliance ha lanciato con successo il satellite dell'Air Force GPS-2R-20(M). Il decollo è avvenuto alle 4.34 a.m. EDT (le 9.34 ora italiana) dalla rampa 17/A di Cape Canaveral. Si è trattato del 47° lancio di un satellite GPS avvenuto in 20 anni di storia. Infatti il primo lancio di un Delta II avvenne il 14 febbraio 1989 con a bordo un satellite NAVSTAR II-1 (ora i NAVSTAR sono comunemente conosciuti come GPS). Seguendo la nominale 1 ora ed 8 minuti di volo il vettore ha deposto il GPS IIR-20(M), il settimo modello modernizzato della serie NAVSTAR. Designato per operare per 10 anni il GPS orbiterà attorno alla Terra una volta ogni 12 emettendo in continuo segnali di navigazione. Questo satellite si unirà alla flotta di GPS che, con 24 satelliti posti su tre piani orbitali terrestri, fornisce la possibilità sulla Terra di conoscere la propria esatta posizione in ogni momento. Il veicolo di lancio era un Delta II in configurazione 7925-9.5, primo stadio con motore principale Pratt & Whitney Rocketdyne RS-27A e nove booster ATK. Il secondo stadio aveva un motore Aerojet AJ10-118K mentre un motore a propellente solido stabilizzato per rotazione Star-48B della ATK spingeva il terzo stadio. Si è trattato del 15° lancio orbitale del 2009, il quattordicesimo a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella immagine (Credit: NASA/TV Il momento del decollo del Delta II con il nuovo satellite GPS a bordo.

Fonte: ULA

 

L'astronauta Acaba mentre sposta il CETA durante la EVA n.3 svoltasi oggi.23/03/2009 - Conclusa con successo anche la terza EVA di STS-119 - Gli astronauti Joseph Acaba e Richard Arnold hanno effettuato questa sera la terza ed ultima attività extraveicolare prevista durante la missione STS-119. L'EVA è durata oltre 6 ore e 30 minuti. I due spacewalker hanno effettuato varie operazioni all'esterno della stazione spaziale. Per prima cosa Acaba, con l'aiuto del braccio robotico della stazione pilotato da John Phillips e Koichi Wakata, ha spostato il Crew Equipment Translation Aid (CETA) dal segmento di traliccio sinistro P1 a quello destro S1. CETA è una specie di carrello che può muoversi sulle rotaie che si trovano sul traliccio principale ed è stato ideato per favorire gli spostamenti di materiale all'esterno della ISS. Dopo questa operazione i due astronauti hanno tentato nuovamente (dopo il primo tentativo effettuato durante l'EVA n.2) di fissare saldamente l'UCCAS (unpressurized cargo carrier attachment system) al segmento di traliccio P3 ma non ci sono riusciti. Il Centro Controllo Missione ha comunicato di assicurarlo al meglio in vista di un futuro posizionamento. Dopo di questo Arnold si è recato a lubrificare uno dei due punti di ancoraggio del Canadarm2 mentre Acaba ha effettuato dei lavori sul CETA. Prima dell'inizio dell'attività extraveicolare l'orientamento della ISS è stato ruotato di 180° facendo così in modo che il Discovery fosse nel senso di marcia. In questo modo la ISS ha rallentato la sua velocità orbitale di circa 30 cm al secondo permettendo di abbassare la quota del complesso orbitale quel tanto da schivare un detrito spaziale di un razzo cinese che avrebbe potuto mettere a rischio la stazione. La navetta Discovery lascerà la Stazione Spaziale Internazionale il 25 marzo alle 9.47 a.m. (le 15.47 ora italiana) ed il suo rientro sulla Terra è previsto per il 28 marzo alle 1.42 p.m. (le 19.42 ora italiana). A bordo anche l'astronauta Sandra Magnus che rientra sulla Terra dopo quasi quattro mesi nello spazio; il suo posto è stato preso dall'astronauta giapponese Koichi Wakata. Nell'immagine (Credit: NASA/TV) l'astronauta Joseph  Acaba mentre sposta il CETA durante la EVA n.3 svoltasi oggi.

Fonte: NASA

 

19/03/2009 - Si apre oggi a Roma il Sat Expo Europe 2009. - Sistema di Navigazione Galileo e Velivoli UAV, Osservazione della Terra e Monitoraggio territoriale, Ricerca spaziale e Trasporti, Telecomunicazioni integrate saranno i quattro focus tematici ed espositivi di SAT Expo Europe 2009, che si terrà presso i padiglioni della Nuova Fiera Roma, dal 19 al 21 marzo. La presenza di delegazioni straniere e di rappresentative istituzionali dei paesi dell’area mediterranea, balcanica ed orientale, fa della manifestazione la vetrina mediterranea privilegiata per la promozione culturale, scientifica e commerciale delle istituzioni e del segmento dell’industria aerospaziale europea ed italiana. SAT Expo Europe ha ricevuto il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. All'Expo sarà presente anche uno stand della ISAA (Italian Space Astronautical Association) emanazione di ForumAstronautico.it il punto di incontro per chi ama lo spazio e le scienze ad esso collegate. Per chi è interessato al tema niente di meglio che recarsi questi giorni a Roma.

Fonte: http://www.satexpo.it/

 

17/03/2009 - Discovery attracca alla ISS - Alle 4.20 p.m. CDT (le 22.20 ora italiana) di oggi la navetta spaziale Discovery ha attraccato regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale. Inizia ora per i due equipaggi una settimana intensa di lavoro che culminerà con l'istallazione dell'ultimo segmento di traliccio con un paio di pannelli solari e lo scambio di un membro dell'equipaggio di Spedizione 18 fra il giapponese Wakata che sale e la Magnus che rientra sulla Terra dopo quattro mesi nello spazio. Tutte le informazioni più dettagliate e le immagini della missione alla nostra pagina speciale qui.

Fonte: NASA

 

17/03/2008 - GOCE è in orbita! - Questa volta nessun problema tecnico alla torre di lancio ed il vettore russo Rockot è partito regolarmente dal cosmodromo di Plesetsk, alle 15.21 ora italiana, portando nello spazio il satellite scientifico europeo GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer). Le varie fasi di lancio si sono svolte regolarmente ed il satellite scientifico è ora in orbita. Quello di oggi è stato il quattordicesimo lancio orbitale del 2009, il tredicesimo a raggiungere regolarmente l'orbita. AGGIORNAMENTO! - Alle 16.45 il Centro di Controllo ESOC di Darmstad in Germania ha ricevuto i primi segnali dal satellite che hanno confermato il pieno funzionamento di GOCE. Quello di oggi era il 14° lancio orbitale del 2009, il tredicesimo a raggiungere l'orbita. 

Fonte: ESA

 

16/03/2009 - Il lancio del satellite GOCE rinviato - Questo pomeriggio, il satellite dell'ESA GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer) doveva essere lanciato a bordo di un vettore Russo Rockot dal Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia. Purtroppo le operazioni di lancio sono state fermate a pochi secondi dal via a causa della non apertura delle porte della torre di lancio. A causa di questa anomalia la torre di lancio non si è mossa indietro come richiesto per il lancio per lasciare libero il vettore. Le squadre incaricate delle operazioni di lancio stanno al momento investigando sulle cause di questa anomalia e dovrebbero essere in grado di fornire una spiegazione entro la giornata. Al momento vi è la speranza di poter lanciare domani alla stessa ora (15.21 ora italiana). Il satellite GOCE è in condizioni di controllo e rimane al sicuro all'interno dell'ogiva del lanciatore attendendo la prossima opportunità di lancio.

Fonte: ESA

 

13/03/2009 - Ultimo pezzo di Ares I-X partito per la base di lancio - L'ultimo componente per il volo di prova Ares I-X ha lasciato la fabbrica della ATK (Alliant Tech Systems) di Promontory, Utah, per iniziare il suo lungo viaggio di oltre 4.500 km fino al sito di lancio del Kennedy space center in Florida. I segmenti del primo stadio sono l'ultimo pezzo fra quelli più importanti di Ares I-X ad essere inviati. L'hardware arriverà in Florida entro il mese e verrà sottoposto alle fasi finali di preparazione prima di essere assemblato con gli altri pezzi del razzo. "Questo invio è molto importante per la missione Ares I-X" dice il Responsabile della Missione Ares I-X, Steve Davis. "E' meraviglioso vedere la prossima generazione di volo spaziale Americano che continua a prendere forma. L'eccitazione sta aumentando mentre stiamo per iniziare il montaggio dei pezzi e la preparazione del lancio di questo anno." L'Ares I-X sarà il primo test per il nuovo vettore Ares I, la prossima generazione di veicoli di lancio per equipaggio. Il volo fornirà alla NASA una prima opportunità di testare e provare il sistema, analizzare i modelli, le strutture e le operazioni a terra associate con Ares I. Il razzo Ares I-X è una combinazione di hardware esistente e di simulato che duplica il razzo Ares I nella forma, le dimensioni ed il peso. Questo volo fornirà dati indispensabili che guideranno la progettazione finale di Ares I. Il test di volo porterà la NASA un passo più vicino al suo obiettivo di tornare sulla Luna e viaggiare verso destinazioni oltre questa. Il lancio di Ares I-X è previsto più avanti nel 2009. Il primo stadio di Ares I-X utilizza un motore a combustibile solido a quattro segmenti , capace di generare 130 tonnellate di spinta, e fornisce la propulsione principale del veicolo dal decollo fino alla separazione dello stadio a circa 120 secondi di volo. I segmenti di questo motore sono stati presi dal magazzino degli SSRB (Shuttle Solid Rocket Booster) esistenti per la navetta spaziale. I booster utilizzati per il volo test Ares I-X sono stati poi modificati per i bisogni di Ares e vi sono state aggiunte delle nuove strutture ed un quinto segmento simulato per replicare al meglio le dimensioni e la forma del veicolo di lancio per equipaggio Ares I. Il progetto del primo stadio di Ares I è gestito dal Marshall Space Flight Center della NASA in Huntsville, Alabama, mentre la missione Ares I-X è coordinata dal Johnson Space Center della NASA di Houston, in Texas. 

Fonte: NASA

 

Il momento del lancio della navetta Discovery per la missione STS-11916/03/2009 - Discovery inizia la missione STS-119 - La navetta spaziale Discovery ha effettuato un perfetto lancio alle 7.43 p.m. EDT del 15 marzo (le 0.43 ora italiana del 16 marzo), dopo un conteggio alla rovescia senza nessun problema, per dare inizio alla missione STS-119. La scia della navetta si è illuminata di bianco ed arancio mentre le prime luci della sera scendevano sul Centro Spaziale Kennedy. A T+2 minuti e 10 secondi i due booster a propellenti solidi hanno concluso il loro lavoro e sono stati sganciati regolarmente cadendo nell'Oceano Atlantico appesi a paracadute per essere recuperati e riutilizzati. I tre motori principali della navetta hanno proseguito a funzionare per altri 7 minuti ed alle 0.52 ora italiana sono stati spenti (il cosiddetto MECO - Main Engine Cut Off) e pochi secondi più tardi il grande serbatoio esterno è stato sganciato. A quel punto la navetta Discovery si trovava in orbita attorno alla Terra e nelle prossime ore eseguirà una serie di accensioni dei motori orbitali per rifinire l'inseguimento della Stazione Spaziale Internazionale che raggiungerà fra due giorni per consegnare il quarto, ed ultimo, elemento del traliccio principale con i relativi pannelli solari. Unico "inconveniente" durante le ultime fasi del conto alla rovescia un pipistrello che aveva scelto proprio la superficie del serbatoio esterno per riposare. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2009-2059) il momento del decollo della navetta spaziale Discovery. Quello di oggi era il tredicesimo lancio orbitale del 2009, il primo con equipaggio a bordo e il dodicesimo a raggiungere regolarmente l'orbita. 

Fonte: NASA

 

12/03/2009 - Rischio collisione per la ISS - Breve allarme oggi sulla Stazione Spaziale Internazionale per i tre astronauti attualmente a bordo, il Comandante Michael Fincke e gli Ingegneri di volo Sandra H. Magnus e il russo Yury V. Lonchakov, membri della Spedizione 18. La traiettoria di un detrito spaziale (catalogato come 5090 PAM-D, un pezzo di un vettore lanciato nel 1993) era pericolosamente vicina a quella della ISS, e il detrito è stato individuato troppo tardi perché fosse possibile correggere la rotta. Il detrito, che seconda la NASA misurava circa 13 cm di diametro e del peso di circa un kg, viaggiava a velocità di migliaia di km all’ora. A quelle velocità, un eventuale impatto avrebbe potuto, sulla carta, causare una depressurizzazione della ISS. Anche se il rischio di collisione era definito "basso" dalla NASA, alle 12.35 p.m. EDT (le 17.35 ora italiana) i tre membri dell'equipaggio hanno ricevuto l'ordine dal Centro Controllo Missione di Houston di salire a bordo della capsula Soyuz TMA-13, che è sempre agganciata alla stazione per consentire una evacuazione immediata. In caso di impatto, si sarebbero sganciati facendo ritorno a Terra a bordo della capsula. Esattamente undici minuti dopo, però, dopo che il detrito era transitato senza problemi, è stato comunicato il cessato allarme e gli astronauti hanno fatto ritorno sulla Stazione tornando ai loro compiti previsti fra i quali le procedure post-EVA di ieri l'altro e la preparazione per l'imminente arrivo della missione Discovery STS-119. La Stazione spaziale internazionale ha corso altre volte il rischio di un impatto con detriti spaziali, ma questa è la prima volta che l'equipaggio viene trasferito per precauzione sulla Soyuz.

Fonte: NASA - ASI - Discussione molto competente sull'accaduto dagli esperti di ForumAstronautico.it

Inutile dire come alcuni dei mass media italiani hanno commentato la notizia; con il solito sensazionalismo e pressapochismo che li contraddistingue quando si occupano di notizie che esulino appena un poco dal gossip o dal calcio. (nota del curatore del sito)

 

Nell'immagine il condotto che ieri ha costretto, a causa di una perdita di idrogeno gassoso, l'annullamento del lancio di STS-11912/03/2009 - STS-119, lancio non prima di domenica - Il direttore di lancio dello Shuttle, Mike Leinbach ha dichiarato che oggi i tecnici potranno dare un'occhiata da vicino al condotto di ventilazione dell'idrogeno gassoso che ha iniziato a mostrare perdite durante il conteggio alla rovescia di mercoledì. La perdita ha costretto la NASA a rinviare il lancio di STS-119 Discovery alla Stazione Spaziale Internazionale. L'ispezione di oggi dovrebbe fornire le opzioni di riparazione per tentare un altro tentativo di lancio al più presto domenica. Se venisse confermato il lancio per domenica l'orario sarebbe le 7.43 p.m. EDT (le 0.43 ora italiana di lunedì 16 marzo). Leinbach ha confermato che la perdita è avvenuta nella posizione dove il condotto di ventilazione dell'idrogeno gassoso si connette con il serbatoio esterno. L'idrogeno gassoso è quello che evapora mano a mano che l'idrogeno liquido all'interno del serbatoio bolle a causa dell'aumento della temperatura. Una volta aspirato con lo speciale condotto l'idrogeno gassoso viene portato ad una torcia posta vicino alla rampa che lo brucia a distanza di sicurezza. Leinbach ha assicurato inoltre che la navetta non è mai stata in pericolo durante il rifornimento ma che la perdita era troppo elevata per i parametri di sicurezza. Se la missione iniziasse domenica le attività extraveicolari previste per STS-119 sarebbero comunque calate da 4 a 3 per permettere alla navetta di lasciare la stazione prima dell'arrivo della Soyuz TMA-14 con a bordo il nuovo equipaggio di Spedizione 19. Nell'immagine (Credit: Nasa/TV) il condotto che ieri ha costretto, a causa di una perdita di idrogeno gassoso, l'annullamento del lancio di STS-119.

Fonte: NASA

 

11/03/2009 - Rinviato il lancio del Discovery - La NASA, alle 2.37 p.m. EDT (le 19.37 ora italiana) ha ufficialmente annullato il tentativo di lancio di oggi della navetta Discovery per la missione STS-119 a causa di una leggera perdita in una delle bocchette di ventilazione dell'idrogeno gassoso. La bocchetta di ventilazione si trova nella regione intermedia (intertank) del serbatoio esterno (quella che divide il serbatoio di idrogeno da quello di ossigeno) e serve per espellere l'idrogeno che evapora a causa del riscaldamento. La squadra di lancio sta resettando il conteggio in modo da preservare l'opzione di lanciare domani notte alle 8.54 p.m. EDT (le 1.54 ora italiana di venerdì 13 marzo). La nuova data di lancio però dipende da quale riparazioni saranno necessarie e che cosa decideranno i responsabili. Una riunione dell'MMT (Mission Management Team) è prevista alle 5 p.m. (le 22 ora italiana) di oggi per discutere il problema. Al momento del rinvio il serbatoio esterno veniva riempito di idrogeno ed ossigeno liquidi, un'operazione per la quale occorrono oltre tre ore.

Fonte: NASA

 

11/03/2009 - Il conto alla rovescia per STS-119 procede regolarmente - Il conto alla rovescia per il lancio della navetta spaziale Discovery STS-119 è ripreso, come previsto, alle 4.55 a.m. EDT (le 9.55 ora italiana) e non vi sono significativi problemi tecnici che si frappongono sulla via del lancio di questa notte. Il Mission Management Team si incontrerà per una riunione per dare il "go" o il "no go" per il rifornimento del serbatoio esterno del Discovery alle 11.55 a.m. (le 16.55 ora italiana). L'orario di lancio è stato corretto di quattro secondi ed adesso è fissato per le 9.20.14 p.m. EDT (le 2.20.14 ora italiana). 

Fonte: NASA

 

Nalla bella foto NASA l'astronauta Finke durante l'EVA 22 del 10 marzo 200910/03/2009 - Spedizione 18 completa EVA n.22 - L'attività extraveicolare del Comandante Mike Finke e dell'Ingegnere di Volo Yury Lonchakov di Spedizione 18 si è conclusa alle 5.11 p.m. EDT (le 22.11 ora italiana) quando il portello del modulo di decompressione Pirs è stato richiuso. La EVA n.22 si è conclusa dopo 4 ore e 49 minuti. Fra le varie attività effettuate dai due astronauti l'installazione dell'esperimento Expose-R (Exposing Specimens of Organic and Biological Materials to Open Space) installato sulla piattaforma esterna del Modulo di Servizio Zvezda. Inoltre i due astronauti hanno rimosso i lacci, o nastri, dall'aerea del bersaglio di attracco del modulo di decompressione Pirs. I nastri sono stati rimossi per assicurarsi che non vi sia modo che intralcino l'arrivo di veicolo Soyuz o Progress. Finke e Lochankov hanno effettuato delle riprese fotografiche dell'esterno della porzione russa della stazione per documentare le condizioni dopo un decennio di operazioni nell'ambiente estremo dello spazio. Le fotografie verranno utilizzate per conoscere le condizioni delle superfici e degli elementi strutturali della stazione, incluso i componenti attivi come le bocchette ed i razzi di manovra. Durante l'escursione dei due astronauti l'Ingegnere di Volo Sandra Magnus è rimasta all'interno della stazione a coordinare i suoi colleghi all'esterno. Quella di martedì è stata la 120° attività extraveicolare in supporto alla costruzione e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale. Finke e Lonchakov rientreranno sulla Terra il 7 aprile prossimo a bordo della loro Soyuz TMA-13 ora attraccata alla stazione. I due si trovano a bordo della ISS fin dall'ottobre 2008. Nella foto (Credit: NASA - ISS018-E-03902) il Comandante Finke durante l'EVA n.22. 

Fonte: NASA

 

L'equipaggio di STS-119 appena dopo l'arrivo al KSC per il lancio previsto per venerdi08/03/2009 - L'equipaggio di STS-119 arriva al KSC per l'inizio del conto alla rovescia - I sette astronauti della navetta spaziale Discovery sono arrivati alla Shuttle Landing Facility del Centro Spaziale Kennedy a bordo dei loro aerei T-38 alle 2.45 p.m. EDT (le 20.45 ora italiana) in preparazione del lancio di mercoledì. Dopo l'arrivo il Comandante Lee Archambault ha fatto alcuni commenti ai media in attesa sulla pista. "Siamo eccitati per essere quelli che porteranno il traliccio S6 per il completamento del sistema energetico della stazione spaziale. Siamo pronti per farlo e partiremo con la procedura oggi." Il conto alla rovescia ufficiale per STS-119 inizierà da T-43 ore a partire dalle 7 p.m. di domenica sera  (le 1.00 ora italiana di lunedì) per il lancio previsto alle 9.20 p.m. di giovedì 11 marzo (le 2.20 ora italiana di giovedì mattina). La data finale di lancio è stata ufficializzata il 6 marzo durante la riunione FRR. Durante la riunione i principali responsabili della NASA ed i dirigenti delle aziende appaltatrici hanno valutato i rischi associati con la missione e determinato le attrezzature della navetta, i sistemi di supporto e le procedure per essere pronti al volo. Durante una conferenza stampa eseguita dopo la FRR di venerdì, l'Amministratore Associato per le Operazioni Spaziali Bill Gerstenmaier ha confermato che la FRR è stata una revisione completa e profonda. Sulla risoluzione del problema delle valvole di controllo di flusso (FCV), John Shannon, Space Shuttle Program manager ha detto, "Questo è uno di quei problemi che richiede un sacco di lavoro. Questo era prematuro prima di oggi.  I segnali erano che quello che avevamo fosse sicuro ma le squadre coinvolte volevano venire da noi con la prova definitiva." Mike Leinbach, direttore di lancio per lo Space Shuttle, ha detto che questo punto della procedura la navetta è in ottima forma, "E' bello essere qui con una data definitiva di lancio. Ho visto un sacco di persone dopo la riunione e l'atmosfera è davvero ottimista." Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) l'equipaggio di Discovery STS-119 appena dopo l'arrivo al Kennedy Space Center per il lancio di giovedì.

Fonte: NASA

 

Parti principali che compongono il telescopio spaziale Kepler07/03/2009 - Kepler regolarmente in orbita - La missione Kepler della NASA è stata lanciata con successo nello spazio dalla rampa 17B della Base Aerea di Cape Canaveral, in Florida, a bordo di un razzo vettore Delta 2 (configurazione 7925) della United Launch Alliance alle 10.49 p.m. est del 6 marzo (le 4.49 ora italiana del 7 marzo). Kepler è stato ideato per cercare i primi pianeti di dimensioni simili a quelle della Terra orbitanti attorno a stelle a distanze dove l'acqua potrebbe scorrere sulla superficie. L'acqua liquida si pensa sia essenziale per la formazione della vita. "E' stato un lancio fantastico," ha dichiarato il Project Manager di Kepler, James Fanson, del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California. "la nostra squadra è eccitata per essere parte di qualcosa che potrebbe essere così significativo per la razza umana -- Kepler ci aiuterà a capire se la Terra è unica o ve ne sono altre la fuori." Gli ingengeri hanno aquisito il segnale di Kepler alle 12.11 a.m. di sabato (le 8.11 ora italiana), dopo la separazione dal terzo stadio che l'ha immessa nella sua orbita solare, 1.520 km dietro la Terra. L'osservatorio spaziale Kepler genera l'energia di cui ha bisogno dai pannelli solari. "Kepler ora si trova nel posto perfetto per poter osservare più di 100.000 stelle in cerca di pianeti," osserva William Borucki, il principale responsabile scientifico della NASA al Ames Research Center di Moffett Field, California. Borucki ha lavorato alla missione per 17 anni. "Ognuno è molto eccitato di vedere il proprio sogno diventare realtà. Siamo alla vigilia di capire se altre Terre sono onnipresenti nella Galassia". I tecnici hanno iniziato a controllare che Kepler funzioni regolarmente, un processo chiamato "commissioning" e che si svolgerà in circa 60 giorni. Fra circa un mese la NASA invierà i comandi a Kepler per espellere la copertura antipolvere e fare le sue prime misure. Dopo un altro mese di calibrazioni degli strumenti di Kepler la macchina fotografica a largo campo del telescopio inizierà la ricerca dei pianeti. I primi pianeti che ci si aspetta che Kepler individui sono i cosiddetti "Giove-caldi", giganteschi pianeti gassosi che orbitano vicino e velocemente attorno alle loro stelle. I telescopi Hubble e Spitzer della NASA sono capaci di trovare questi pianeti e conoscere di più circa le loro atmosfere. I pianeti della taglia di Nettuno saranno i prossimi da trovare seguiti da quelli rocciosi e piccoli come la Terra. I veri analoghi della Terra, saranno pianeti delle dimensioni comparabili con il nostro ed orbitanti attorno alla loro stella ad una distanza simile alla nostra permettendo così la possibilità di avere acqua liquida in superficie e, possibilmente, la vita, ne potremmo avere la scoperta e conferma nei seguenti tre anni. I telescopi basati a terra daranno anche il loro contributo alla missione verificando alcune scoperte. In conclusione Kepler ci fornirà una prima impressione di quanto frequenti i pianeti di taglia terrestre sono presenti nella nostra galassia, la Via Lattea, e con quale frequenza possono esser abitabili. "Anche se non trovassimo pianeti come la Terra, la scoperta in se stessa sarebbe profonda. Indicherebbe che siamo probabilmente i soli nella galassia", conclude Borucki. Mentre la missione prosegue Kepler continuerà ad allontanarsi sempre più dalla Terra, nella sua orbita attorno al Sole. Il Telescopio Spaziale Spitzer, lanciato sulla stessa orbita quasi cinque anni fa, si trova ora a circa 99 milioni di km dietro alla Terra. Il telescopio a bordo di Kepler è un riflettore Schmidt con un'apertura di 95cm ed è fornito di una camera CCD composta da 42 componenti ognuno di 2200x1024 pixel. In tutta la durata della missione il telescopio punterà una sola zona di cielo di circa 12° di diametro posta fra le costellazioni del Cigno e della Lira. Kepler è una missione del progetto Discovery della NASA. Ames è il centro scientifico principale ed è il responsabile per lo sviluppo dei sistemi di terra, le operazioni della missione e le analisi scientifiche dei dati. Il JPL gestisce lo sviluppo della missione Kepler, la Ball Aerospace & Technologies Corp. di Boulder, Colorado, è responsabile della costruzione del sistema di volo e del supporto operativo della missione. Il Launch Services Program del Kennedy Space Center della NASA, in Florida, ha gestito il servizio di lancio inclusa l'integrazione del carico utile e la certificazione del veicolo Delta 2 utilizzato. Quello di oggi è stato il dodicesimo lancio orbitale del 2009, l'undicesimo a raggiungere l'orbita. Per il Delta 2 questo è stato l'86° lancio consecutivo di successo dal 1997, in totale soltanto 2 fallimenti su 139 missioni. Nell'illustrazione i componenti principali di Kepler (Credit: www.kepler.nasa.gov).

Fonte: NASA - http://kepler.nasa.gov/sci/design/spacecraft.html - http://www.nasa.gov/home/hqnews/2009/mar/HQ_09-052_Kepler_launches.html

 

04/03/2009 - Possibile lancio di STS-119 l'11 marzo - La NASA ha previsto una conferenza stampa per venerdì prossimo, a seguito di una riunione finale per decidere la data di lancio di Discvoery STS-119 sul problema delle valvole di controllo di flusso (FCV) ed del loro controllo ed ispezione. La conferenza stampa inizierà non prima delle 2.30 p.m. EST (le 20.30 ora italiana) dal Kennedy Space Center, in Florida. La riunione FRR (flight readiness review) dovrà decidere la data finale di lancio della missione, ora prevista orientativamente per l'11 marzo alle ore 9.20 p.m. EDT (le 3.20 ora italiana) del 12 marzo. Lo Space Shuttle Program ha spostato la data di lancio di un giorno a seguito degli intensivi controlli ed ispezioni delle FCV e dell'avanzamento del lavoro  pianificato. Una presentazione di tutto il lavoro svolto e delle valutazioni di ogni aspetto del volo verranno fatti durante la riunione FRR di venerdì. Intanto i sette astronauti della missione STS-119 entreranno in quarantena questa sera al Johnson Space Center di Houston, in preparazione del possibile lancio della prossima settimana. 

Fonte: NASA

 

Nella foto il paracadute di frenata del nuovo vettore Ares I durante il test03/02/2009 - Testati con successo i paracadute di Ares I - Gli ingegneri della NASA e delle aziende coinvolte hanno completato con successo il secondo turno di test di rilascio dei paracadute di frenata del nuovo vettore Ares I. Il test è avvenuto il 28 febbraio scorso allo U.S. Army's Yuma Proving Ground vicino a Yuma, in Arizona. L'Ares I è il primo veicolo di lancio del Programma Constellation della NASA che invierà esploratori alla Stazione Spaziale Internazionale, sulla Luna ed oltre nei prossimi decenni. Il paracadute di frenata è un elemento vitale per il sistema di decelerazione del razzo; è designato per rallentare velocemente il primo stadio spento di Ares I una volta sganciato durante la sua salita verso lo spazio. Il paracadute permetterà il recupero del motore riutilizzabile del primo stadio di Ares I per utilizzi in missioni successive. Il primo stadio a combustibile solido che alimenta Ares I funzionerà per i primi due minuti di lancio. Questo è stato il settimo di una serie di test per lo sviluppo dell'intero sistema di recupero compreso il paracadute guida, quello frenante ed i tre principali. I ricercatori hanno sganciato il paracadute di 20 metri di diametro con un peso che simulavo un primo stadio di Ares I di 22.500 kg da un'altezza di circa 7.600 metri di altezza da un aereo C-17 in volo. Il paracadute e tutto il dispositivo ha funzionato regolarmente ed è atterrato in sicurezza. I paracadute che sono sviluppati per Ares I sono simili a quelli utilizzati per i booster a quattro segmenti della navetta spaziale ma sono stati riprogettati per esaudire le nuove richieste del primo stadio. Infatti Ares I ha un booster a cinque segmenti che cade più velocemente e da un'altitudine maggiore dei booster dello shuttle. Ingegneri del Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama, della NASA hanno diretto la squadra che ha condotto il test. la ATK Launch Systems vicino a Promontory, Utah, è l'azienda appaltatrice del primo stadio  e la United Space Alliance di Houston è invece responsabile del design, lo sviluppo e le prove dei paracadute. Nella foto (Credit: ATK/NASA) il paracadute di frenata in azione durante il test.

Fonte: NASA

 

01/03/2009 - Conclusa la prima missione lunare Cinese - La Chang'e-1, la prima sonda lunare cinese, ha impattato il suolo lunare alle 4.13 ora di Pechino (le 9.13 ora italiana), secondo una fonte della State Administration of Science, Technology and Industry for National Defense. Il satellite ha concluso la sua missione durata 16 mesi quando ha colpito la superficie lunare a 1,5° latitudine Sud e 52.36° longitudine Est. Chang'è-1 ha iniziato a ridurre la sua velocità alle 8.36 ora italiana sotto controllo a distanza da parte di due stazioni di controllo poste, una nella zona est della Cina, Qingdao, ed una a nord-ovest Kashi. Questa era la prima, delle tre fasi, che comprendono la missione lunare della Cina. Le prossime due saranno l'atterraggio di un rover intorno al 2012 e di una raccolta di campioni da riportare sulla Terra entro il 2017. Chang'è-1 venne lanciata nello spazio il 24 ottobre 2007 ed un mese dopo aveva già effettuato la completa mappatura della superficie lunare. Una dozzina di test sono stati eseguiti mentre la sonda era in orbita lunare e comprenderne così le capacità orbitali. L'impatto previsto era stato ideato per accumulare esperienze che saranno utili per l'atterraggio della seconda sonda lunare. 

Fonte: Xinhuanet 

 

28/02/2009 - Proton-K mette in orbita satellite militare Russo - Un vettore pesante Proton-K/DM-2 lanciato dal Centro Spaziale di Baikonur, nel Kazakhstan, ha messo in orbita con successo un satellite militare Russo, secondo quanto riportato da un portavoce delle Forze Spaziali. "La separazione del satellite dallo stadio superiore è avvenuta in maniera regolare," ha dichiarato il Tenente Colonnello Alexei Zolotukhin. Il decollo del razzo è avvenuto alle 7.10 ora di Mosca (le 5.10 ora italiana) ed il satellite militare Raduga-1 è entrato nella sua orbita prevista alle 13.45 ora di Mosca (le 11.45 ora italiana). Poco dopo l'entrata in orbita il satellite è stato preso sotto il controllo del Titov Main Test and Space Systems Control Centre. Quello di oggi è stato l'undicesimo lancio orbitale del 2009, il decimo a raggiungere con successo l'orbita. Il Proton era al suo secondo lancio del 2009, il primo era avvenuto l'11 febbraio. 

Fonte: Ria Novosti - Itar-Tass

 

26/02/2009 - Telstar 11N in orbita - La missione Telstar 11N prosegue regolarmente dopo un lancio avvenuto oggi alle 19.30 ora italiana dal sito 42 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan per mezzo del razzo vettore Zenit-3SLB. Il razzo è prodotto dalla Ucraina Yuzhnoye Machine Building Plant con lo stadio superiore Block DM-SLB di fabbricazione russa. Il satellite per telecomunicazioni è stato costruito dalla Space Systems/Loral (SS/L) per la società canadese Telstar, uno dei più grandi operatori al mondo. Telstar 11N possiede 39 trasmettitori in banda KU, pesa 4.010 kg ed è basato sulla piattaforma 1300 che permette un alto grado di flessibilità e di applicazioni. Il satellite possiede anche una unica antenna per l'Oceano Atlantico che supporta la crescita della domanda di larga banda mobile per il mercato marittimo ed aeronautico. Dopo il lancio il Telstar 11N opererà dalla posizione geostazionaria di 37.5° di longitudine ovest e connetterà i continenti del Nord America, Europa ed Africa. Quello di oggi era il decimo lancio orbitale del 2009 ed il nono a raggiungere con successo l'orbita.

Fonte: ILS

 

25/02/2009 - lI 12 marzo è la data per STS-119 -  Il Programma Space Shuttle della NASA ha stabilito un piano che potrebbe supportare il lancio della navetta Discovery STS-119 per la Stazione Spaziale Internazionale attorno al prossimo 12 marzo. Una data esatta di lancio verrà determinata a compimento del lavoro sulle tre valvole di controllo dell'idrogeno gassoso (FCV - Flow Control Valves). Al Kennedy Space Center, in Florida, i tecnici della NASA hanno iniziato la rimozione delle tre valvole del Discovery, due delle quali verranno sottoposte a dettagliate ispezioni. Circa 4.000 immagini di ogni valvola verranno esaminate alla ricerca di possibili fratture. Le valvole che hanno volato alcune volte verranno installate sul Discovery. Diverse squadre di ingegneri stanno completando intanto le analisi e test per capire le conseguenze se un pezzo di valvola rotto potesse colpire una delle condotte di pressurizzazione fra la navetta ed il serbatoio esterno. Le eventuali modifiche all'hardware potrebbero comprendere una ulteriore protezione nell'eventualità remota che un detrito venga rilasciato. Il Programma Space Shuttle attende ora un incontro previsto per il 4 marzo nel quale verranno presentati i risultati degli studi e del lavoro eseguito. I responsabili NASA determineranno a quel punto se procedere o meno con una riunione finale (FRR - Flight Readiness Review) per il 6 marzo.  Se il Discovery potrà mantenere questa data di lancio non ci saranno effetti sulle prossime due missioni shuttle previste di STS-125 e STS-127.

 Fonte: NASA

 

24/02/2009 - OCO non raggiunge l'orbita - L'osservatorio OCO (Orbiting Carbon Observatory) della NASA ha non ha raggiunto l'orbita questa mattina dopo che alle 4.55 a.m. EST (le 10.55 ora italiana) era stato lanciato dalla Bese Aerea di Vandemberg, in California, dalla rampa SLC-576E. Dopo diversi minuti dal lancio, a bordo del vettore TaurusXL , i direttori di lancio hanno dovuto dichiarare un problema dopo che l'ogiva protettiva del satellite aveva fallito la separazione. Una conferenza stampa per spiegare il problema occorso è prevista nelle prossime ore. A causa della mancata separazione dell'ogiva il satellite, con questo peso aggiuntivo, non ha raggiunto la prevista velocità orbitale ed è ricaduto sull'Antartide. OCO era il primo satellite scientifico della NASA dedicato allo studio delle dinamiche dell'anidride carbonica nell'atmosfera terrestre. Il vettore Taurus XL è composto da quattro stadi a combustibile solido ed è costruito dalla Orbital Sciences Corporation. Il primo stadio, Castor 120, è fornito dalla Thiokol. Si è trattato del primo satellite a non raggiungere l'orbita nel 2009, il nono lancio orbitale dall'inizio dell'anno.

Fonte: NASA - maggiori informazioni sulla missione di OCO

Una delle tre valvole FCV dello shuttle mostrata durante una conferenza stampa NASA21/02/2009 - Nuovo rinvio per Discovery - Durante la riunione avvenuta ieri fra i dirigenti della NASA per decidere la data finale di lancio della missione STS-119 è stato concordato che dovranno essere raccolti più dati ed effettuati dei test sulle valvole FCV prima di dare il via al lancio verso la Stazione Spaziale Internazionale. Squadre di ingegneri hanno lavorato per comprendere le cause del danno di una delle tre valvole di controllo di flusso (FCV) di Endeavour durante il volo di novembre 2008. "Abbiamo bisogno di completare altro lavoro per comprendere meglio il problema prima di volare," ha detto Bill Gerstenmaier, Amministratore Associato per le Space Operations al Quartier Generale della NASA a Washington, che ha presieduto la riunione delta FRR (Flight Readiness Review) di venerdì. "Non siamo guidati dalla pressione del calendario e faremo la cosa giusta. Quando voleremo, vogliamo farlo con la piena fiducia." Lo shuttle ha tre FCV che portano l'idrogeno gassoso dai motori principali verso il serbatoio esterno. I team hanno provato a determinare le conseguenze se un pezzo di valvola si rompesse e colpisse parti della navetta ed il serbatoio esterno. Al Programma Space Shuttle è stato chiesto di sviluppare un piano per ispezionare le altre valvole simili di quelle installate nel Discovery. Questo piano verrà rivisto durante una ulteriore riunione prevista per il 25 febbraio. Dopo di questa il programma potrà considerare una nuova data di lancio. Nella immagine (Credit: NASA/TV) una delle tre valvole FCV in questione.

Fonte: NASA

 

La proposta missione congiunta ESA/NAS al sistema di Giove18/02/2009 - Nasa ed Esa pensano a missioni congiunte ai pianeti esterni - Durante un incontro che si è svolto a Washington la scorsa settimana i responsabili di NASA ed ESA hanno deciso di sommare le forze per una missione robotica diretta a studiare  Giove e le sue quattro grandi lune ed hanno gettato le basi per una nuova missione per visitare Saturno e le sue grandi lune, Titano ed Encelado. Le missioni, chiamate Europa Jupiter System Mission e Titan Saturn System Mission, sono il risultato di una fusione di due concetti elaborati da NASA ed ESA separatamente. La NASA aveva studiato originariamente quattro missioni durante il 2007 e da questi ne erano usciti due nel 2008. Uno dei finalisti era l'Europa orbiter per esplorare la luna ghiacciata di Giove ed il suo oceano d'acqua nascosto sotto la superficie. L'altra missione era un orbiter destinato ad esplorare nuovamente Titano, la luna di Saturno. Nello stesso tempo anche l'ESA aveva iniziato una competizione per selezionare le missioni scientifiche robotiche per il periodo 2015/2025. Due finaliste, chiamate Laplace e Tandem erano state selezionate per proseguire lo studio di fattibilità. Laplace era una sonda che avrebbe dovuto orbitare attorno a Giove e possibilmente atterrare sulla luna Europa. Tandem invece proponeva una coppie di sonde orbitanti attorno a Titano ed Encelado con la possibilità di atterrare su entrambe le lune. Gli ingegneri e scienziati di ESA e NASA hanno studiato nel dettaglio queste missioni in preparazione dell'incontro della scorsa settimana. Secondo questi studi la missione chiamata US Europa Jupiter System Mission, Laplace per gli europei, era quella più flessibile e con probabilità di essere lanciata per prima. Nonostante questo però entrambe le missioni sono state dichiarate  meritorie di ulteriori studi ed implementazioni. La Europa Jupiter System Mission/Laplace utilizzerà due sonde robotiche per condurre dettagliati studi senza precedenti del gigante gassoso Giove e delle sue lune Io, Europa, Ganymede e Callisto. La NASA costruirà una sonda chiamata inizialmente Jupiter Europa Orbiter mentre l'ESA costruirà l'altra chiamata Jupiter Ganymede Orbiter. Le due sonde verranno lanciate nel 2020 con due separati veicoli di lancio da differenti siti. Entrambe raggiungeranno  Giove nel 2026 e trascorreranno tre anni di ricerche nel sistema approfondendo gli studi sulle lune e particolarmente Europa e Ganimede. Invece la proposta missione a Saturno sarebbe composta da un orbiter della NASA ed un lander con un pallone aerostatico. La complessità della missione pone diverse sfide tecniche e significanti studi e sviluppi tecnologici ed è proprio questo il motivo per il quale gli è stata preferita, temporalmente, la missione a Giove. Nella illustrazione le due sonde della missione congiunta ESA/NASA a Giove per il 2020.

Fonte: ESA

 

14/02/2009 - Slitta ancora il lancio di STS-119 - Durante la riunione di ieri i dirigenti della NASA hanno deciso di spostare la possibile data di lancio della missione shuttle STS-119 di una settimana ancora. La nuova data di lancio, 27 febbraio, non dovrebbe influire sulle missioni seguenti, la STS-125 dedicata alla riparazione del Telescopio Spaziale Hubble e STS-127 per la Stazione Spaziale Internazionale. La decisione della nuova data per l'avvio della missione STS-119 è venuta dopo una riunione durata tutta la giornata di ieri nel quale è stato discusso il problema delle valvole. Vari team dei centri NASA coinvolti hanno riportato significativi progressi nel comprendere le cause del danno ad una delle valvole di controllo di flusso (FCV) nella navetta Endeavour nella missione dello scorso novembre. Ci sono tre valvole in ogni shuttle che incanalano l'idrogeno gassoso dai motori principali al serbatoio esterno per mantenerlo in pressione. Le squadre di ingegneri NASA hanno compiuto una mole di lavoro tremendo, compreso modelli al computer e test per determinare le conseguenze se un pezzo di valvola si rompesse e colpisse lo shuttle o i componenti del serbatoio esterno. Altro tempo sarà necessario per completare le analisi e testarlo necessariamente per volare in sicurezza. Ulteriore riunione finale per decidere la data ufficiale è prevista per il 20 febbraio. 

Fonte: NASA

 

13/02/2009 - Progress M-66 attracca alla ISS - Il Veicolo cargo automatico Progress M-66 ha attraccato con successo alla Stazione Spaziale Internazionale questa mattina alle 10.18 ora di Mosca (le 8.18 ora italiana). Il Progress si è agganciato al portello di attracco del modulo Pirs. Il Progress M-66 ha consegnato oltra 2.400 kg di materiale alla stazione spaziale. La sequenza di attracco si è svolta in automatico, sotto il controllo del Centro Controllo Missione di Mosca. 

Fonte: Roscosmos

 

L'Ariane 5 ECA pronto al via della missione V-18712/02/2009 - Primo successo 2009 per Ariane 5 (V-187) - Arianespace ha iniziato un altro anno affollato di missioni con il lancio senza problemi di stanotte di un Ariane 5 ECA, con il quale ha immesso in orbita due satelliti per i maggiori operatori mondiali, l'HOT BIRD 10 della europea Eutelsat e il NSS-9 della SES New Skies. Dopo il decollo dalla rampa ELA-3, nella Base di Kourou, nella Guyana Frnacese, avvenuto alle 7.09 p.m. ora locale (le 23.09 ora italiana), la separazione dei due booster a combustibile solido è avvenuta regolarmente a due minuti di volo. Infine, a 34 minuti dal via, lo stadio superiore ha piazzato in orbita di trasferimento geostazionaria i due satelliti per telecomunicazioni e due microsatelliti del programma dimostrativo SPIRALE. HOT BIRD 10, il cui scopo è la trasmissione televisiva dispone di 64 trasmettitori in banda Ku, è pesante 4.892 kg ed è stato costruito dalla EADS Astrium su piattaforma Eurostar 3000. Prima di essere posizionato a 13° Est, la sua locazione definitiva, verrà posizionato a 7°Ovest per incrementare le risorse di trasmissione nel Medio Oriente. Il NSS-9, costruito dalla Orbital Sciences Corporation utilizzando una piattaforma Star-2, pesa 2.290 kg al lancio ed è fornito di 44 trasmettitori in banda C con una vita operativa di 15 anni. Dalla sua posizione orbitale a 183° Ovest il satellite NSS-9 fornirà servizi di vario tipo, compreso trasmissioni TV, utilizzi governativi ed industria marittima nelle Isole del Pacifico. Assieme ai due satelliti maggiori sono stati inseriti in orbita anche i due microsatelliti SPIRALE A e B costruiti dalla EADS Astrium per il Ministro della Difesa Francese e pesanti ognuno 120 kg. Il loro scopo è quello di dimostrare la possibilità di riprendere immagini infrarosse del terreno terrestre e poterlo analizzare per poter distinguere i missili balistici durante la loro fase di lancio. Questo potrebbe aprire la strada per un futuro sistema di allarme balistico. Quello di oggi era il primo lancio di un Ariane 5 per il 2009 sugli otto previsti, il 29° consecutivo di successo. Con quello di oggi sono 8 i lanci orbitali mondiali del 2009. Nella foto (Credit: Arianespace) il razzo vettore europeo Ariane 5 ECA pronto al via per la missione V-187.

Fonte: Arianespace

 

12/02/2009 - Scontro in orbita: distrutti due satelliti - La società Iridium LLC ha confermato oggi che uno dei suoi satelliti è stato distrutto ieri durante una collisione senza precedenti con un satellite fuori uso Russo e che l'incidente potrebbe avere limitate conseguenze sul servizio. Secondo quanto riportato in una e-mail di allarme della NASA, il satellite Russo Cosmos 2251 ha colpito un satellite Iridium alle 04.55 GMT (le 5.55 ora italiana) mentre i due veicoli sorvolavano la Siberia ad un'altezza di 790 Km. L'incidente è stato osservato Dal U.S. Defense Department's Space Surveillance Network che, più tardi ha tracciato due grandi nubi di detriti. "E' la prima volta che due navi spaziali intatte urtano accidentalmente l'una contro l'altra", ha detto Nicholas Johnson, capo scienziato al NASA's Orbital Debris Program Office al Johnson Space Center di Houston. "E' un brutto giorno per tutti". La collisione appare essere il peggior evento di detriti spaziali fin da quando la Cina distrusse intenzionalmente un proprio vecchio satellite durante un test anti-satellite nel 2007. Quell'evento da solo produsse circa 2.500 detriti a cui si aggiungeranno quelli prodotti nello scontro di oggi. "Stiamo tracciando circa 500 pezzi che possono mettere a rischio il funzionamento di altri satelliti", conferma il Tenente della U.S. Navy Charlie Drey, portavoce del Comando Strategico che supervisiona il U.S. Space Surveillance Network. Intanto la società Iridium corrre ai ripari e conferma che entro 30 giorni un satellite di riserva verrà sposato d'orbita per ricoprire il ruolo di quello perso oggi. L'Iridiun 33 era stato lanciato nel 1997 ed era pesante circa 560 kg mentre il satellite Russo pesava circa 900 kg ed era stato lanciato nel 1993 e, da tempo, non era più operativo. I detriti creati nella collisione vengono tracciati per controllare che non mettano a rischio la vita di altri satelliti e della Stazione Spaziale Internazionale che però orbita molto più in basso, circa 354 km. Secondo Johnson soltanto una piccola parte dei detriti potrà finire nell'orbita della stazione spaziale . Intanto la preoccupazione cresce per una serie di satelliti NASA, quelli del programma Earth Observing System, che invece sono proprio sulla stessa orbita dove è avvenuto lo scontro. 

Fonte:  Space.com 

 

Il lancio del vettore Proton con i due satelliti Russi Express11/02/2009 - Proton piazza due satelliti Russi in orbita - Due nuovi satelliti per telecomunicazioni Russi, Express-AM44 e Express MD1, sono stati lanciati a bordo di un razzo vettore Proton-M con uno stadio supplementare Breeze-M. Il lancio è avvenuto alle 03.03 ora di Mosca (le 1.03 ora italiana) ed i satelliti sono stati inseriti regolarmente in orbita geostazionaria. Quello di oggi è stato il primo lancio duale di satelliti della nuova serie Express Am e Express-MD. I due satelliti, ordinati e gestiti dalla RSCC (Russian Satellite Communication Company) sono stati costruiti all'interno del Programma Spaziale Federale Russo per il 2006-2015. L'Express Am33 è stato il primo RSCC lanciato all'interno del Programma nel gennaio 2008 sempre con un Proton. Quando operativi i due satelliti saranno capaci di soddisfare la crescente domanda dello stato Russo e delle aziende commerciali per un sistema aggiornato di comunicazione e trasmissione di dati, internet e servizi satellitari. L'Express-AM44 è stato costruito in collaborazione fra la società Russa Information Satellite Systems – Reshetnev Company e la italiana Thales Alenia Space, a bordo si trovano 10 transponder in banda C (40 MHz), 16 in banda Ku (54 MHz) e 1 in banda L (1 MHz). L'Express-MD1 è stato invece costruito dalla Khrunichev State Research and Production Space Center (Russia) collaborazione con l'italiana Thales Alenia Space ed è equipaggiato con 8 transponder in banda C (40 MHz) ed uno in banda L (0.5 Mhz). La Khrunichev State Research and Production Space Center (Russia) è anche il costruttore del vettore Proton e dello stadio superiore Breeze-M. Il doppio lancio di oggi è il primo per il Proton per il 2009, il 50° da quando il vettore Proton è gestito dall'azienda internazionale ILS (International Launch Services). Nella foto (Credit: Khrunichev) il momento del lancio del Proton con a bordo i due satelliti Express della Russia.

Fonte: Khrunichev

 

10/02/2009 - Lanciato Progress diretto alla ISS - Un razzo vettore Soyuz-U con a bordo il veicolo cargo automatico Progress M-66 è stato lanciato con successo dalla rampa 31 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 8.49 ora di Mosca (le 6.49 ora italiana). Il Progress M-66 trasporterà circa 2.5 tonnellate di rifornimenti alla ISS (Stazione Spaziale Internazionale) e più in dettaglio: propellente, attrezzature scientifiche, una tuta spaziale, contenitori con cibo e acqua, materiale di consumo e pacchi per l'equipaggio. Questa è la prima missione di rifornimento russa, delle cinque previste per il 2009. Dieci minuti dopo il decollo il Progress si è regolarmente separato dal terzo stadio del lanciatore. Si tratta della penultima missione per un veicolo automatico Progress del vecchio modello. Questa volta è stato utilizzata la rampa 31 anziché la classica rampa 1 (chiamata anche "Rampa di lancio Gagarin"). La rampa 31 è quella di riserva per la 1 nel programma ISS.

Fonte: Roscosmos 

 

10/02/2009 - L'ESA prolunga le missioni di Marte, Venere e della magnetosfera terrestre - Il Comitato Scientifico dell'ESA ha esteso le operazioni per le sonde Mars Express, Venus Express e Cluster fino al 31 dicembre 2009. La decisione di prolungare queste tre missioni è stata presa il 4 febbraio. La sonda europea Mars Express, lanciata nel giugno 2003, orbita attorno al Pianeta Rosso dalla fine del 2003 ed ha prodotto un tesoro di scoperte. La prima missione europea su Marte ha effettuato riprese ad alta risoluzione ed in 3D della superficie e con il primo strumento radar che abbia mai volato verso quel pianeta ha potuto sondare il sottosuolo e scoprire giacimenti di ghiaccio d'acqua. Inoltre Mars Express ha rilevato, per la prima volta, anche la presenza di metano nell'atmosfera di Marte. La missione era già stata prolungata due volte nel passato e l'ultima sarebbe scaduta a maggio 2009. La terza estensione rende possibile un'ulteriore studio intensivo della sua superficie, del sottosuolo e dell'atmosfera. Venus Express venne lanciata nel novembre 2005 e raggiunse Venere nell'aprile 2006 ed ha iniziato la più completa mappatura della sua atmosfera in 3D.: Con questi dati gli scienziati hanno potuto mettere assieme una serie di informazioni dettagliate sui venti, le temperature e la composizione chimica dell'atmosfera venusiana. L'estensione della missione permetterà di continuare la ricerca di vulcanismo attivo sulla superficie. Infine la missione Cluster, composta da quattro satelliti lanciati nell'estate del 2000 e che hanno iniziato a lavorare dal 2001. Fino da allora la costellazione Cluster ha eseguito la più dettagliata ricerca sulla magnetosfera terrestre, la bolla magnetica che circonda il nostro pianeta. Grazie a Cluster, gli scienziati hanno raggiunto una comprensione senza precedenti dell'iterazione fra l'attività solare e l'ambiente vicino alla Terra. Cluster ha fornito inoltre la prima osservazione tridimensionale della connessione magnetica nello spazio, rivelato la natura delle aurore scure e scoperto che il plasma proveniente dal Sole arriva a ondate. Cluster è stata prolungata già due volte, l'ultima fino al giugno 2009. La nuova estensione potrà permettere di studiare in particolare la regione interna della magnetosfera. 

Fonte: ESA

 

07/02/2009 - Nuovo rinvio per STS-119 - I responsabili della NASA, dopo aver concordato un'incontro per decidere la data finale di lancio della navetta Discovery per la missione STS-119, hanno deciso di spostare la data a non prima del 22 febbraio alle 3.31 EST (le 9.31 ora italiana). La data ufficiale verrà ufficializzata durante la FRR (la riunione finale prima del via) prevista ora per il 18 febbraio in modo da avere tutti i dati disponibili sulle valvole FCV (fuel control valves) nella riunione precedente fissata per il 13 febbraio. Una delle tre valvole era stata trovata danneggiata e mancante di un pezzo. I test in corso vengono utilizzati per capire se il problema è stato causato dallo stress del componente (che aveva già volato 16 volte) o si tratta di un danno di produzione. La prevista data di lancio del 19 febbraio è stata considerata troppo vicina per effettuare una FRR con tutti i dati delle FCV in mano.

Fonte: NASA

 

Nella foto il momento del decollo del vettore Delta II con a bordo il satellite meteo NOAA-N Prime06/02/2009 - Lanciato nuovo satellite meteo della NOAA - Un vettore Delta II (7320-10C) con a bordo il satellite meteo NOAA-N Prime è decollato alle 2.22 a.m. ora del Pacifico (le 11.22 ora italiana) dallo Space Launch Complex-2 della Base delle Forze Aeree di Vandemberg, in California. Il conto alla rovescia è proseguito regolarmente durante tutta la notte e nelle prime ore del mattino. Sia il veicolo che il Delta II della United Launch Alliance hanno riscontrato problemi e le condizioni meteo sono rimaste favorevoli. Sia il conto alla rovescia che il lancio sono stati seguiti dal Launch Services Program della NASA del Centro Spaziale Kennedy, in Florida. Il satellite NOAA-N Prime, costruito per la NASA dalla Lockheed Martin, migliorerà le previsioni meteorologiche e monitorerà gli eventi ambientali mondiali. NOAA-N Prime è il quinto ed ultimo della presente serie di satelliti polari con miglioramenti nelle apparecchiature per la ripresa delle immagini e capacità di sorveglianza. Il satellite raccoglierà le informazioni meteo e le trasmetterà al Servizio Informativo Satellitare della NOAA ( National Oceanic and Atmospheric Administration - l'Agenzia governativa USA che si occupa delle previsioni meteorologiche ed ambientali). Gli studiosi di tutto il mondo potranno avere accesso alle immagini ed ai dati del satellite. Inoltre i sensori di NOAA-N Prime saranno utilizzati anche per il sistema che monitorizza i segnali si soccorso in tutto il mondo (Search and Rescue Satellite-Aided Tracking System). Il satellite, una volta in orbita ribattezzato NOAA-19, gira attorno alla Terra su un'orbita polare ogni 102 minuti alla quota di 864 km e si unirà al NOAA-19 ed al satellite ambientale europeo MetOP-A già in orbita polare. Quello di oggi è stato il secondo lancio orbitale degli USA per il 2008, il quinto mondiale. Il Delta II ha conseguito il 76° lancio consecutivo di successo fin dal 1997. In tutta la sua storia, iniziata nel 1989, il vettore Delta II ha eseguito 136 lanci di successo su 138. Il lancio di oggi era già stato rinviato due volte nei giorni scorsi, mercoledì per problema ad una valvola di pressurizzazione e giovedì per un problema all'impianto di condizionamento dell'ogiva contenente il satellite. Nella foto (Credit: NASA/Carleton Bailie, ULA) il momento del decollo del vettore Delta 2 con a bordo il satellite meteo NOAA-N Prime.

Fonte: NASA - NOAA

 

06/02/2009 - Progress M-01M lascia la ISS - Oggi, 6 febbraio, alle 07.10 ora di Mosca (le 05.10 ora italiana) il veicolo cargo automatico Progress M-01M si è sganciato dalla Stazione Spaziale Internazionale. Test di volo del Progress modificato proseguiranno durante la sua missione autonoma, la quale proseguirà fino all'8 febbraio. In accordo con il piano della missione scaricato dal MCC, i razzi di rientro del Progress M-01M inizieranno l'accensione alle 10.32 ora di Mosca (le 8.32 ora italiana). Il veicolo cargo verrà deorbitato sopra un'aerea ben definita sopra il Pacifico. Gli elementi che non verranno bruciati nel rientro cadranno nell'oceano alle 11.19 (le 9.19 ora italiana). AGGIORNAMENTO: Il Progress M-01M, il primo veicolo cargo russo equipaggiato con un sistema di controllo digitale è stato deorbitato oggi, 8 febbraio 2009. L'accensione del motore è avvenuta alle 10.32 ora di Mosca (le 8.32 ora italiana) e le rimanenti parti del Progress che non si sono disintegrate nell'atmosfera sono cadute  nel Sud del Pacifico approssimativamente alle 11.20.

Fonte: Roskosmos

 

05/02/2009 - La prossima missione ESA sulla ISS ha un nome: OasISS - Nel maggio 2009, Frank De Winnie, di nazionalità belga e parte del corpo astronauti dell'ESA, volerà sulla Stazione Spaziale Internazionale ed inizierà la sua missione di sei mesi. Questa missione vedrà anche il primo europeo diventare comandante della stazione nell'ottobre 2009. Ora l'ESA ha ufficialmente nominato la missione OasISS. Durante la sua permanenza sulla ISS, De Winnie condurrà esperimenti scientifici provenienti da diversi paesi europei e da altre parti del mondo. Inoltre eseguirà dimostrazioni tecnologiche e programmi educativi. De Winnie potrà anche manovrare il braccio robotico della stazione e quello del modulo Kibo per aiutare nell'istallazione di strumentazioni sul laboratorio giapponese. OasISS, la seconda missione europea di lunga permanenza sulla ISS, porterà anche l'equipaggio della stazione a sei permettendo un incremento del tempo disponibile per gli esperimenti. Il nome della missione, OasISS, è stato scelto fra 250 suggerimenti pervenuti in risposta ad un concorso lanciato dal Direttorio del Volo Spaziale Umano dell'ESA lo scorso settembre. "Sono molto contento dell'interesse nella scelta del nome che ha ricevuto da così tante persone in tutti i Paesi dell'Europa. Questo dimostra che il volo spaziale umano attrae ed interessa un sacco di europei," dice De Winnie, "Il nome selezionato rappresenta lo spirito dell'esplorazione ed indirizza tutti gli aspetti coinvolti nella competizione, inclusa l'importanza dell'acqua nella vita dell'uomo. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito con il loro tempo e la loro creatività per trovare il nome della missione. Sono onorato che la mia missione porti un nome proposto da un cittadino europeo." Il nome vincitore riporta molti aspetti sia della Stazione Spaziale Internazionale che quelli dell'esplorazione umana, spaziando dall'esplorazione dei deserti della Terra dagli esploratori europei ai deserti che troveremo sugli altri pianeti, dove l'umanità potrà essere capace di creare oasi e fornire avamposti permanenti per vivere sugli altri pianeti. La ISS stessa si può considerare un'oasi nello spazio per i suoi astronauti e cosmonauti, dove la Terra è vista come il Pianeta Blu e rappresenta un'oasi dell'umanità nell'Universo. Il nome inoltre si riferisce alla sfida di trovare un'oasi, dove l'esplorazione umana è una sfida essa stessa. OasISS vedrà anche De Winnie come ambasciatore dell'UNICEF per il Belgio per la campagna per la salvaguardia dell'acqua sulla Terra. Il nome OasISS è stato proposto da Jan Puylaert from Ghent, del Belgio.

Fonte: ESA

 

Nell'illustrazione il satellite GOCE in orbita con la sua inconsueta forma04/02/2009 - A marzo parte la missione europea GOCE - ESA è in procinto di ritornare in Russia dove supervisionerà le operazioni di preparazione per il lancio del satellite GOCE, previsto per il 16 marzo 2009. A seguito dell’anomalia verificatasi al vettore Rockot lo scorso ottobre, che ha causato il ritardo del lancio di GOCE da parte di Eurockot Launch Services, le misure correttive sono state implementate. Una equipe avanzata dell’ESA-ESTEC, nei Paesi Bassi, è già arrivata al Cosmodromo di Plesetsk nel nord della Russia, per predisporre gli aspetti logistici, mentre il team ingegneristico arriverà a metà febbraio. Il satellite GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), di lunghezza pari a cinque metri, è fermo in deposito nel sito del lancio dallo scorso ottobre. I lavori di preparazione del satellite per il lancio avranno inizio non appena i team ESA e Thales Alenia Space saranno sul luogo. In qualità di capo commessa, la Thales Alenia Space ha guidato il consorzio a partecipazione totalmente europea di oltre 40 società che hanno contribuito alla costruzione del satellite GOCE. Danilo Muzi, Project Manager della missione GOCE dell’ESA, ha commentato che "… il team è pronto a riprendere la campagna di lancio ed è ansioso di concludere il lavoro interrotto lo scorso autunno. Il lancio, che avverrà tra poche settimane, rappresenterà il coronamento di tutti i loro sforzi". GOCE è il primo di una serie di satelliti di osservazione della Terra chiamati Earth Explorer. Queste missioni di entità ridotta sono sviluppate in risposta diretta ad una serie di aspetti relativi alle scienze della Terra identificati dalla comunità scientifica e contemporaneamente sono una dimostrazione della nuova tecnologia spaziale. GOCE ne è certamente all’altezza: la struttura sottile e altamente tecnologica incorpora svariati record sia in termini di design che di uso di nuove tecnologie per la mappatura del campo gravitazionale terrestre. Il satellite è stato progettato per orbitare ad appena 250 km sopra la superficie della Terra, fendendo quel che resta dell’atmosfera grazie alla insolita forma aerodinamica. Questo satellite ad orbita bassa è la prima missione che utilizza la tecnologia del gradiometro nello spazio. Il principio comprende la misurazione delle differenze di accelerazione su distanze brevi tra un insieme di masse di prova all’interno del satellite che rispondono a piccole variazioni nella 'spinta gravitazionale' della Terra, durante il viaggio lungo il suo percorso orbitale. I dati acquisiti dal GOCE porteranno la comprensione di una tra le principali forze della natura della Terra ad un nuovo livello . La migliore conoscenza del campo gravitazionale è uno dei pilastri su cui si regge la comprensione della Terra e dei suoi meccanismi. Eseguendo la mappatura del campo gravitazionale con precisione senza precedenti, la missione GOCE realizza una vasta serie di affascinanti nuove possibilità per i campi dell’oceanografia, della fisica dei solidi terrestri, della geodesia e delle ricerche marine, migliorando anche la nostra comprensione del cambiamento climatico. Non appena il team sarà a Plesetsk, potrete seguite le fasi delle operazioni grazie ai regolari aggiornamenti che troverete alla pagina dedicata al lancio di GOCE. Nell'illustrazione (Credit: ESA - AOES Medialab) il satellite GOCE in orbita con la sua inconsueta forma. 

Fonte: ESA

 

04/02/2009 - Hayabusa riprende il lungo viaggio verso casa - La JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha fatto del suo meglio per far si che la sonda esploratrice di asteroide Hayabusa possa tornare sulla Terra nel giugno 2010. Dopo aver lasciato l'orbita attorno all'asteroide Itokawa il motore a ioni della sonda venne spento il 18 ottobre 2007 completando così la prima fase di manovre orbitali per rientrare sulla Terra. Fin da allora la sonda ha volato per inerzia ma oggi il motore è stato riacceso alle 11.35 a.m. JST dopo aver riattivato i suoi giroscopi e ristabilitola sua posizione sui tre assi. Hayabusa verrà accelerata dal motore ad ioni fino al marzo 2010 permettendo così l'esecuzione della seconda fase di rientro verso la Terra. Da aprile a giugno 2010 Hayabusa verrà guidata vicino alla Terra in modo sempre più preciso permettendo così il ritorno della capsula di rientro nell'atmosfera nel giugno 2010. Il motore ad ioni ha già accumulato 31.000 ore di funzionamento ed il propellente è sufficiente per il ritorno sulla Terra. A bordo della sonda si potrebbero trovare i primi campioni di un asteroide raccolti dalla sonda. La capsula di rientro che contiene i campioni dovrebbe rientrare sulla Terra e permetteranno lo studio di campioni di asteroide per la prima volta. 

Fonte: JAXA

 

03/02/2009 - STS-119 rinviato di una settimana - Durante una revisione finale della missione della prossima navetta spaziale Discovery, i responsabili della NASA, hanno deciso che il lancio non potrà avvenire prima del 19 febbraio. La nuova data è dovuta all'attesa dei risultati delle analisi sui test associati alla valvola di controllo di flusso dell'idrogeno gassoso che va dai motori principali della navetta al serbatoio esterno. La missione STS-119 Discovery per la Stazione Spaziale Internazionale era prevista inizialmente per il 12 febbraio. La valvola è una delle tre che ri-portano l'idrogeno gassoso dai motori al serbatoio esterno ed utilizzato per  mantenerne la pressurizzazione durante il lancio. Una delle tre valvole della navetta Endeavour venne trovata danneggiata dopo la sua missione in novembre. Come precauzione nei giorni scorsi sono state rimosse, ispezionate e reinstallate quelle del Discovery. I dirigenti del Programma Space Shuttle effettueranno una nuova riunione il 10 febbraio per controllare i risultati delle analisi. Il 12 febbraio infine verrà effettuata la riunione finale dei responsabili NASA e delle aziende collegate per decidere il via libera per la missione (la cosiddetta FRR - flight readiness review) e selezionare la data officiale del lancio. La missione di 14 giorni porterà alla stazione il quarto ed ultimo set di pannelli solare completando il traliccio principale, la sua ossatura. I pannelli provvederanno a fornire piena potenza agli esperimenti scientifici e permetteranno l'espansione dell'equipaggio a sei membri in maggio. Tutti assieme le quattro coppie di pannelli solari forniscono 120 kw di potenza elettrica, circa 42 abitazioni medie. Discovery inoltre porterà sulla ISS un pezzo di ricambio per il sistema di riciclaggio dell'acqua. La unità è parte della Urine Processing Assembly che rimuove le impurità dalle urine nelle fasi principali del processo di riciclo . Il WRS (Water Recovery System - Sistema di Recupero dell'Acqua) è stato consegnato ed installato durante la missione STS-126 nel novembre scorso, ma l'unità si è guastata dopo la partenza di Endeavour. Assieme al Comandante Archambault, su STS-119, troviamo il Pilota Tony Antonelli e gli Specialisti di Missione Joseph Acaba, Richard Arnold, John Phillips, Steve Swanson e l'astronauta della Japan Aerospace Exploration Agency, Koichi Wakata. Wakata sostituirà Sandra Magnus a bordo della stazione. Acaba ed Arnold inoltre sono professori di scienze adesso pienamente addestrati come astronauti della NASA. Entrambi faranno il loro primo viaggio in orbita durante questa missione e usciranno da essa per eseguire importanti attività extraveicolari. La missione STS-119 sarà la 36° missione dell'orbiter Discovery ed il 25° volo dedicato all'assemblaggio ed alla manutenzione della stazione. 

Fonte: NASA

 

Il momento del lancio del vettore iraniano Safir2 con a bordo il satellite Omid03/02/2009 - Iran mette in orbita il suo primo satellite - L'iran ha piazzato in orbita per la prima volta un satellite utilizzando un suo proprio vettore. PressTV ha ricevuto la conferma che satellite costruito in Iran, Omid (che significa "Speranza" in persiano) è stato posto in orbita con un razzo vettore indigeno, il Safir 2. Questo vettore è una versione migliorata del Safir 1. Il satellite Omid è fornito di due bande di frequenza per la trasmissione e di otto antenne e trasmette informazioni verso la Terra mentre orbita attorno al pianeta 15 volte al giorno. Il satellite è leggero ed è equipaggiato di sensori, apparecchiature di telemetria per la trasmissione di informazioni geografiche. Omid è un satellite di ricerca costruito per ottenere informazioni e testare le attrezzature. Dopo che avrà orbitato per due o tre mesi Omid rientrerà sulla Terra fornendo così i dati che aiuteranno gli esperti iraniani ad inviare un satellite operativo nello spazio. La sua orbita si trova fra i 250 ed i 350 km dalla Terra ed il suo lancio arriva nel momento delle celebrazioni del 30° Anniversario della Rivoluzione Islamica del 1979. Il Presidente Iraniano Mahmoud Ahmadinejad si è congratulato con la nazione per la nuova conquista spaziale. Omid è il terzo satellite costruito in Iran ad essere inviato nello spazio. La Russia lanciò il primo satellite nel 2005 mentre tre anni dopo un satellite costruito assieme a Cina e Tailandia raggiunse l'orbita. Al momento soltanto otto paesi hanno inviato satelliti nello spazio costruiti nella loro nazione. I prossimi satelliti ad essere inviati nello spazio saranno Mesbah, già completato, e Besharat, appena definito dagli scienziati iraniani e che verrà lanciato in uno sforzo congiunto della Organization of Islamic Conference (OIC). Nella foto (Credit: IRNA) il momento del decollo del vettore iraniano Safir2 con a bordo il satellite Omid.

Fonte: PressTV

 

30/01/2009 - Lanciato satellite scientifico Koronas-Foton - Un razzo vettore Tsiklon-3 con a bordo il satellite Koronas-Foton è stato lanciato dal Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia, alle 16.30 ora di Mosca (le 14.30 ora italiana). lo ha reso noto il Capo delle relazione pubbliche delle Forze Spaziali, Alexei Zolotukhin, alla Itar-Tass. Il lancio, previsto inizialmente per il 29 gennaio era stato rinviato per problemi non comunicati. Si è trattato del terzo lancio orbitale mondiale del 2009, il primo Russo. Il satellite Koronas-Foton sarà utilizzato (come i suoi precedenti Coronas-I e Coronas-F) per lo studio del Sole con uno strumento in particolare Sphinx, fornito da un consorzio internazionale che include Istituti di Fisica Russi, Ceci ed Italiani (l'Osservatorio Astronomico di Palermo - INAF) che fa parte del più complesso Tesis. Il satellite si posizionerà su un'orbita circolare di 550 Km di altezza semi-sincrona solare. Questo dovrebbe essere anche l'ultimo lancio di un vettore Tsiklon.


Fonte: Itar-Tass - Sphinx
Nelle due foto della stessa zona di Titano si notano le differenze ad un anno di distanza dovute alle piogge di idrocarburi29/01/2009 - La sonda Cassini continua a stupire - Recenti immagini di Titano riprese dalla sonda della NASA Cassini confermano la presenza di laghi di idrocarburi liquidi osservandone i cambiamenti a seguito delle piogge. Per diversi anni gli scienziati della Cassini hanno sospettato che le aree scure poste vicino ai poli nord e sud del più grande satellite di Saturno potessero essere laghi pieni di metano liquido. Una ricerca pubblicata oggi sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters mostra recenti immagini di regioni del polo sud di Titano che mostrano formazioni di nuovi laghi che non erano visibili in immagini della stessa zona riprese un anno prima. La presenza inoltre di estesi sistemi nuvolosi che coprono l'area durante l'anno suggeriscono che questi nuovi laghi possano essersi formati a causa di violenti piogge di idrocarburi e della presenza di cambiamenti climatici stagionali. La camera ad alta risoluzione di Cassini Imaging Science Subsystem (ISS) ha quasi ripreso tutta la superficie di Titano. Una mappa aggiornata è stata rilasciata oggi dalla squadra addetta alle immagini di Cassini ed include la prima immagine nel vicino infrarosso della zona dell'emisfero nord di Titano ribattezzata "distretto dei laghi" ed ottenuta il 15/16 agosto 2008. Questa immagine di ISS è un complemento delle immagini ottenute con quelle ad alta risoluzione nel visibile, con la Infrared Mapping Spectrometer (VIMS) e RADAR. Alcuni dei laghi del polo nord sono veramente grandi, ad esempio il Kraken Mare, con i suoi 400 mila km quadrati è quasi cinque volte le dimensioni del Lago Superiore nel Nord America. Sebbene l'evaporazione di queste grandi superfici non è grande abbastanza per compensare il metano perso nell'atmosfera dalle piogge e dalla formazione ed eventuali depositi sulla superficie di particelle derivate dal metano. Sommando questo con altre analisi precedenti il risultato è che ci devono essere riserve di metano nel sottosuolo di Titano. La sonda Cassini è un progetto congiunto NASA/ESA/ASI ed è stata lanciata il 15 ottobre 1997 con un vettore Titan IVB/Centaur ed ha raggiunto il sistema di Saturno, immettendosi in orbita attorno ad esso, il 30 giugno 2004. Quattro anni dopo ha completato la missione principale ed ora sta eseguendo quella che è stata chiamata "Equinox Mission" prevista fino a settembre 2010. Nelle immagini (Credits: NASA/JPL/Space Science Institute) la zona dei laghi ripresa a 12 mesi di distanza mostra alcune zone scure in più. Secondo la NASA sarebbero nuovi laghi formatisi con le piogge di idrocarburi.

Fonte: NASA/JPL

 

28/01/2009 - Fuori uso il satellite W2M - La Eutelsat ha annunciato che le prestazioni del satellite per telecomunicazioni W2M, lanciato lo scorso 20 dicembre 2008, non hanno raggiunto i requisiti disposti dai loro costruttori, EADS Astrium/ISRO Antrix a seguito di una grave anomalia che ha colpito i sotto-sistemi energetici del satellite. Questa anomalia è avvenuta durante il trasferimento del satellite dalla sua posizione utilizzata per i test orbitali verso la posizione operativa di 16 gradi Est dove avrebbe dovuto prendere il posto del satellite Eutelsat W2. Nell'interesse di proteggere la continuità del servizio per i clienti nella posizione di 16° Est, la Eutelsat ha conseguentemente preso la decisione di non integrare W2M nella sua flotta di satelliti. Al momento il satellite è sotto controllo della ISRO (Indian Space Research Organization n.d.t.) ed è sotto investigazione tecnica da parte di ISRO ed EADS. Al momento quinidi W2 proseguirà la sua missione a 16° Est senza nessun impatto operativo sul servizio. Intanto il satellite W3B, ordinato a febbraio 2008, ed originariamente previsto per coprire altri posizioni orbitali verrà adibito, quando verrà lanciato nella metà del 2010, a operare a 16°Est. La Eutelsat si rammarica del problema avuto e conferma però che questo non avrà conseguenze sulle capacità orbitali di servizio per i clienti. Anche da un punto di vista finaziario la Eutelsat conferma che il problema con W2M non ha conseguenze sul bilancio altamente positivo del Gruppo che, per il bilancio 2008/2009, ha un attivo di 900 milioni di Euro e che il W2M era totalmente coperto dal punto di vista assicurativo.

Fonte: Eutelsat

 

Il logo della NASA per ricordare i caduti delle missioni Apollo1, Challenger e Columbia27/01/2009 - La NASA onora i colleghi caduti nel Giorno della Memoria - Il Centro Spaziale Kennedy della NASA ricorderà il più alto tributo pagato dagli equipaggi di Apollo 1 e delle navette spaziali Challenger e Columbia, assieme ad altri colleghi della NASA periti durante il loro lavoro, durante il Giorno della Memoria previsto per il 29 gennaio. I media ed il pubblico è invitato alle 9.30 a.m. EST (le 15.30 ora italiana) al Kennedy Space Center Visitor Complex dove il Direttore del Centro ed ex-astronauta Bob Cabana, prenderà parte alla cerimonia. Il Giorno della Memoria della NASA onora i familiari di membri dell'agenzia spaziale che hanno perso le loro vite mentre perseguivano lo scopo dell'esplorazione e della scoperta. Tutti i dipendenti di aziende che lavorano all'interno del Centro e funzionari pubblici potranno avere accesso allo Space Mirror Memorial per portare i loro omaggi ai caduti. La Astronauts Memorial Foundation è una organizzazione privata senza scopo di lucro che ha costruito e mantiene lo Space Mirror Memorial. Questo monumento venne edificato nel 1991 in onore degli astronauti che avevano perso le loro vite in missione o durante l'addestramento e, fin da allora, è stato indicato come Memoriale Nazionale dal Congresso degli Stati Uniti. Immagini della commemorazione verranno resi disponibili on-line al seguente indirizzo: http://mediaarchive.ksc.nasa.gov/index.cfm. Video della commemorazione andrà in onda su NASA/TV anche in streaming in internet al seguente indirizzo: http://www.nasa.gov/ntv. I nomi che sono scolpiti nello Space Mirror Memorial sono i seguenti: Theodore Freeman, Elliott See, Charles Bassett, Virgil Grissom, Edward White, Roger Chaffee, Clifton Williams, Michael J. Adams, Robert H. Lawrence, Jr., Francis "Dick" Scobee, Michael J. Smith, Ronald McNair, Gregory Jarvis, Judith Resnik, Ellison Onizuka, Christa McAuliffe, M. L. "Sonny" Carter, Rick D. Husband, William C. McCool, David M. Brown, Kalpana Chawla, Michael P. Anderson, Laurel Clark e Ilan Ramon. Proprio oggi, il 27 gennaio 1967, i tre dell'Apollo 1, perivano all'interno della loro capsula durante una simulazione di lancio. Per ironia del destino domani, 28 gennaio, sarà l'anniversario anche del disastro della navetta Challenger avvenuto nel 1986 e fra tre giorni, il primo febbraio, l'anniversario della sciagura della navetta Columbia avvenuto nel 2003. Se vuoi saperne di più vai alla nostra pagina dedicata alle tragedie spaziali dove, doverosamente, ricordiamo anche i sacrifici dei sovietici della Soyuz-1 e della Soyuz-11. Nell'immagine il logo che ricorda gli equipaggi di Apollo 1, Challenger e Columbia.

Fonte: NASA

 

Lancio del vettore H-IIA con il satellite GOSAT23/01/2009 - Lanciati otto satelliti giapponesi con un H-IIA - La Mitsubishi Heavy Industries, Ltd. e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) hanno lanciato in orbita il satellite "IBUKI" (GOSAT - Greenhouse Gases Observing Satellite) a bordo di un razzo vettore H-IIA, veicolo n.15 modello H2A202 con due booster a prepellente solido, alle 12.54 p.m. JST (le 20.54 ora italiana) dal poligono del Tanegashima Space Center. Il veicolo di lancio ha funzionato perfettamente e, circa 16 minuti dopo il decollo, la separazione di IBUKI è stata confermata. Al momento del lancio le condizioni meteo erano le seguenti: nuvoloso, vento 11,4 m/Sec. da nordovest e temperatura 12,4 gradi celsius. IBUKI verrà utilizzato per misurare i gas serra nell'atmosfera terrestre su tutto il globo. I gas serra, soprattutto l'anidride carbonica, sono considerati i maggiori responsabili del riscaldamento dell'atmosfera terrestre e dei relativi cambiamenti climatici. Grazie a questo satellite si potrà avere oltre 56.000 misurazioni di questi gas su tutta la Terra. Oltre ad IBUKI, a bordo del vettore giapponese, si trovavano altri 7 satelliti più piccoli: KAGAYAKI (sviluppato dalla Sorun Corporation con lo scopo di collegare i sogni dei bambini disabili con lo spazio, fornito di controllo autonomo e di estensione gonfiabile misurerà i detriti, osserverà la corrente elettrica delle aurore e testerà il design per magnetismo residuo), STARS (della Kagawa University testerà un sistema di satellite al filo), KKS-1 (della Tokyo Metropolitan College of Industrial Technology, testerà il sistema di controllo con microspinte sui tre assi), PRISM (della University of Tokyo, condurrà esperimenti sull'acquisizione di immagini terrestri utilizzando un telescopio rifrattore allungabile oltre a dimostrare tecnologicamente l'utilizzo di prodotti commerciali per la costruzione di satelliti ultra-piccoli), SOHLA-1 (della Astro Technology Sohla misurerà i temporali ed i fulmini), SPRITE-SAT (della Tohoku University osserverà il fenomeno degli Sprite e le radiazioni gamma di origine terrestre) ed infine SDS-1 (Small Demonstration Satellite-1 della JAXA per verificare varie tecnologie di comunicazione spaziale). Quello di oggi è stato il secondo lancio orbitale mondiale del 2009. Nella foto (Credit: JAXA-http://h2a.mhi.co.jp/en/f15/gallery/gallery_10.html) il momento del lancio del vettore giapponese H-IIA con il satellite GOSAT.


Fonti: JAXA
Nella foto i tecnici della NASA stanno completando il simulacro di Orion per Ares I-X22/01/2009 - Si assemblano i pezzi del primo Ares I di prova - La NASA ha utilizzato potentissimi computer e software per realizzare il razzo che trasporterà equipaggi e carichi nello spazio dopo il ritiro della navetta spaziale. Ma questi computer verranno messi alla prova del loro lavoro con il vecchio metodo, il primo di questi test di lancio dimostrativi senza equipaggio inizierà nel 2009. Ares I-X, il primo test del razzo Ares I, verrà lanciato dal Centro Spaziale Kennedy nell'estate di questo anno, salirà fino a 40 km di altezza in circa due minuti di spinta per testare le prestazioni del primo stadio, la separazione dal secondo ed il sistema di recupero con i paracadute. Meno ovvio, ma non meno critico, il test comprenderà l'intera aerodinamica del veicolo. E' questo design stabile e sicuro in volo? Questa è una domanda che deve avere una risposta prima che gli astronauti inizino a viaggiare verso l'orbita terrestre ed oltre. Dopo aver risposto a queste domande il volo di Ares I-X sarà un'importante passo verso la verifica e le analisi delle attrezzature e delle tecniche occorrenti per realizzare i futuri Ares I, il prossimo veicolo di lancio della NASA. Per essere sicuri che le caratteristiche del volo siano pienamente comprese estrema cura è stata dedicata per realizzare lo stadio superiore, il modulo dell'equipaggio Orion e la sua torre di salvataggio, tutti simulacri. Questi componenti a scala intera devono riflettere esattamente la forma e le proprietà fisiche dei modelli utilizzati per le analisi computerizzate e nelle prove in galleria del vento per comparare i risultati del volo con quelli previsti. Al Centro di Ricerca NASA di Langley, Hampton, Virginia, dove prende forma il simulacro della capsula Orion e della torre di aborto al lancio, i ricercatori ed i dirigenti stanno lavorando a molteplici sfide. "Abbiamo una squadra estremamente varia - un sacco di persone da varie organizzazioni - che devono lavorare assieme in tempi molto stretti," spiega Kevin Brown, responsabile per il progetto Ares I-X relativo alla parte del Modulo Equipaggio/Sistema di Aborto al Lancio "abbiamo un team che segue la fabbricazione e l'assemblaggio in cooperazione con appaltatori esterni, ed abbiamo un'altra squadra pronta ad installare circa 150 sensori, una volta che il modulo equipaggio e la torre di aborto al lancio saranno completati," ha aggiunto Brown. Il simulacro del modulo equipaggio, fedele al veicolo che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale dal 2015 sulla Luna dal 2020 ed oltre, misura approssimativamente 5 metri di diametro. Mentre il modulo conico ha la stessa forma del Modulo di Comando Apollo, sarà significativamente più largo. Il simulacro del sistema di aborto al lancio, posizionato sopra il modulo dell'equipaggio, aggiunge altri 14 metri all'altezza del complesso. I sensori misureranno la pressione aerodinamica e la temperatura della punta del razzo e contribuiranno a fornire dati sull'accelerazione e sull'angolo di attacco. In che modo il razzo attraversa l'atmosfera è importante per determinare come il flusso d'aria scorre sull'intero veicolo. "Questo lancio ci dirà cosa è giusto e cosa è sbagliato nel design e nella fase di analisi," dice Jonathan Cruz, vice responsabile di progetto per Ares I-X CM/LAS. "Siamo molto fiduciosi , ma abbiamo bisogno di questi due minuti di dati di volo prima che la NASA possa procedere con la prossima fase di sviluppo del razzo." Le due parti di simulacro per i test verranno inviati al Kennedy nei prossimi giorni. Prima del lancio, la combinazione modulo di equipaggio/sistema di aborto al lancio verrà utilizzato per testare anche le varie fasi di assemblaggio degli elementi della missione Ares I-X. Ares I-X fornirà dati molto importanti per lo sviluppo del vettore Ares I prima della revisione finale del veicolo prevista per il 2010. Nella foto (Credit: NASA/Sean Smith) il simulacro del modulo equipaggio di Orion mentre viene completato.

Fonte: NASA

 

21/01/2009 - Preparazione per il lancio di STS-119 - Al Centro Spaziale Kennedy della NASA, i sette astronauti della missione STS-119 hanno compiuto oggi il loro TCDT (Terminal Countdown Demostration Test) e tutte le attività relative. Dopo aver indossato le loro tute di volo arancioni, le stesse che indosseranno il giorno del lancio, l'equipaggio è stato portato alla rampa di lancio 39/A. L'attività principale della giornata è stato un conto alla rovescia simulato che include il salire all'interno del ponte di volo del Discovery aiutati dal personale NASA addetto. I membri del Closeout Crew (la squadra addetta ad aiutare l'equipaggio della navetta a salire ed ha posizionarsi per il lancio) si prendono cura delle ultime fasi prima dell'inizio della missione. Il portello del veicolo è stato chiuso per i controlli di eventuali perdite di pressione ed aperti nuovamente per eseguire tutte le altre procedure del conteggio, proprio come per il giorno del lancio tranne l'accensione dei booster e dei motori della navetta. Più tardi gli astronauti torneranno al Johnson Space Center di Houston a bordo dei loro jet T-38. Il lancio della navetta spaziale Discovery per la missione STS-119 è prevista per il 12 febbraio alle 7.32 a.m. Est (le 13.32 ora italiana). L'equipaggio era arrivato al KSC lo scorso 19 gennaio per le ultime fasi di addestramento al centro di lancio prima della missione. Il Comandante della missione Lee Archambault ed il pilota Tony Antonelli avevano anche effettuato addestramento all'atterraggio sulla pista di atterraggio del Kennedy utilizzando l'apposito aereo STA (Shuttle Training Aircraft) che simula la navetta nelle fasi finali della discesa. Tutto l'equipaggio aveva poi visitato il vano di carico del Discovery controllando il traliccio S6 ed i pannelli solari al loro interno, tutto il materiale che dovranno portare alla Stazione Spaziale Internazionale durante la missione. 

Fonte: NASA

 

17/01/2009 - Delta 4 mette in orbita satellite da ricognizione - Un razzo vettore Delta IV Heavy della ULA (United Launch Alliance) con a bordo un carico utile segreto della NRO (National Reconnaissance Office) è stato lanciato con successo dallo Space Launch Complex 37 di Cape Canaveral alle 9.47 p.m. Est (le 3.47 ora italiana del 18 gennaio). Questo è stata la prima missione di un Delta IV Heavy per la NRO. Chiamato NROL-26, la missione è in supporto della difesa nazionale. Quello di oggi era il terzo Delta IV Heavy lanciato. Il vettore Delta IV Heavy è composto da uno stadio centrale con due booster identici (common booster core) ognuno equipaggiato da un motore criogenico RS-68. Il secondo stadio invece utilizza un motore criogenico RL10B-2. Entrambi i motori sono costruiti dalla Pratt & Whitney Rocketdyne. Il carico utile è contenuto all'interno dell'ogiva di alluminio del diametro di 5 metri. Si è trattato del primo lancio della ULA per il 2009 mentre il prossimo è previsto per il 4 febbraio da Vandemberg con un Delta II con a bordo il satellite meteorologico NOAA-N. 

Fonte: ULA

 

Nell'immagine le zone più rosse hanno maggiori concentrazioni di metano nell'atmosfera di Marte16/01/2009 - Metano su Marte, il pianeta non è morto. - Marte oggi è un mondo freddo e deserto, apparentemente senza nessun tipo di vita, almeno sulla sua superficie. Ma peggio ancora sembra che Marte sia stato freddo e secco da miliardi di anni, con un'atmosfera così sottile che ogni presenza di acqua le radiazioni ultraviolette del Sole spazzavano il terreno. Ma ci sono prove di un passato più caldo ed umido come minerali e composti che si formano soltanto in presenza di acqua liquida. E siccome l'acqua allo stato liquido è una condizione per tutte le forme conosciute di vita, gli scienziati si interrogano su cosa ne sia successo, se la vita è mai sorta su Marte, quando sono avvenuti questi cambiamenti del clima. Nuove ricerche rivelano che vi è la speranza che Marte abbia dato un'opportunità alla vita. La prima segnalazione sicura di presenza di metano nell'atmosfera di Marte indica che il pianeta è ancora vivo, sia in modo biologico che in quello geologico, secondo quanto riportato da un team della NASA e scienziati universitari. "Il metano viene distrutto in molti modi nell'atmosfera di Marte e così la nostra scoperta nel 2003 che nell'emisfero nord di Marte vi erano dei pennacchi di metano indica che c'è qualche processo di rilascio di quel gas." ha dichiarato il Dr. Michael Mumma del NASA's Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland. Il metano sulla Terra è prodotto dagli organismi durante il processo digestivo e da processi geologici come, ad esempio, l'ossidazione del ferro. "Al momento non abbiamo abbastanza informazioni per stabilire se si tratti di metano di natura biologica o geologica, o di entrambi, ma questo ci indica comunque che Marte è ancora un pianeta vivo, almeno dal punto di vista geologico." Se esiste vita microscopica marziana che produce metano è molto probabile che risieda sotto la superficie dove la temperatura è più calda e l'acqua può esistere allo stato liquido. "Sulla Terra alcuni microorganismi vivono a 2/3 km sotto la superficie sfruttando il calore prodotto dalla radioattività naturale che scinde le molecole di acqua in idrogeno ed ossigeno. Questi organismi utilizzano l'idrogeno per l'energia. E' possibile che organismi simili siano sopravvissuti per miliardi di anni sotto lo strato di permafrost di Marte, dove l'acqua è liquida, la radiazione fornisce l'energia e l'anidride carbonica fornisce il carbonio." conclude Mumma. "Il gas accumulatosi poi in sacche sotterranee troverebbe una via di uscita attraverso fessure del terreno e si accumulerebbe in crateri o canyons." Il team che ha scoperto il metano di Marte ha osservato l'atmosfera del pianeta per diversi anni marziani utilizzando due telescopi: il NASA's Infrared Telescope Facility, dell'University of Hawaii, ed il W. M. Keck telescope, entrambi al Mauna Kea, Hawaii. La squadra di scienziati ha utilizzato spettrometri collegati ai telescopi ed hanno trovato aree del pianeta dove il metano era presente. "I pennacchi di metano erano intermittenti e si concentravano nei periodi primaverili ed estivi dell'emisfero nord." ci conferma Dr. Geronimo Villanueva della Catholic University of America, Washington, D.C., uno dei coautori dello studio. I pennacchi di metano inoltre si presentano sempre in corrispondenza di zone dove, in passato, l'acqua liquida era sicuramente presente. In missioni robotiche future, come la MSL (Mars Science Laboratory) prevista per il 2011, un sistema per capire se questo metano è di provenienza biologica o geologica sarà quello di misurare i suoi isotopi. Infatti la vita sembra preferire isotopi leggeri e se venisse scoperto che il metano di Marte ha meno deuterio dell'acqua rilasciata sarebbe un segno che è una forma di vita che l'ha prodotto. Nell'immagine (Credit: NASA) le zone più rosse hanno maggiore concentrazione di metano nell'atmosfera marziana.

Fonte: NASA

 

La navetta Discovery sulla rampa 39/A in preparazione di STS-11914/01/2009 - Discovery in rampa per STS-119 - Il complesso STS-119, composto dalla navetta spaziale Discovery e dal suo serbatoio esterno ed i due booster a combustibile solido ha raggiunto la rampa 39/A del Centro Spaziale Kennedy questa mattina ora della costa est. Il gigantesco cingolato (crawler) si è mosso alle ore 11.17 ora italiana dal VAB (Vertical Assembly Building) con sopra di lui la piattaforma di lancio MPL (Mobile Launch Platform) e tutto il sistema STS. Con un viaggio di circa sei ore, occorrenti per percorrere le 3,4 miglia (5,4 km), che separavano il complesso dalla rampa di lancio il tutto è stato finalmente assicurato alle 18.16 ora italiana. Due giorni prima, il 12 gennaio, il carico utile di questa missione, il traliccio S6 con relativa coppia finale di pannelli solari e batterie per la Stazione Spaziale Internazionale, era già arrivato in rampa ed issato nella speciale posizione per essere caricato sulla navetta una volta che quest'ultima ha raggiunto la rampa. Intanto ad Houston, Texas, al Johnson Space Center della NASA l'equipaggio di STS-119 prosegue l'addestramento nella speciale vasca a galleggiabilità neutra in preparazione per le attività extraveicolari previste per la missione. Nella stessa giornata il Comandante Lee Archambault ed il Pilota Tony Antonelli sono volati alla Base dell'Aviazione Militare di Edwards, in California, per allenarsi all'atterraggio con lo speciale aereo STA (Shuttle Training Aircraft) della NASA che simula una navetta al rientro. Durante il fine settimana il carico utile della missione verrà trasferito nella stiva del Discovery e lunedì mattina tutto l'equipaggio di STS-119 si trasferirà al Kennedy Space Center per prendere parte alla fase di TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test), il tradizionale addestramento prima di ogni volo che da la possibilità ai membri dell'equipaggio di controllare la navetta ed il carico utile, provare i loro seggiolini su misura, ripassare le procedure di sicurezza e simulare un conto alla rovescia di un lancio seduti nella cabina del Discovery. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2009-1148) il complesso STS-119 in rampa.

Fonte: NASA

 

12/01/2009 - La storia dell'Astronautica italiana - Il racconto di quasi mezzo secolo di avventura italiana nello Spazio, pubblicato a puntate, in cui appassionati e curiosi potranno leggere tutti i dettagli su ogni missione, conoscere le personalità dei 'padri' di questa avvincente vicenda e sapere quanto lavoro c'è stato dietro ogni successo. L'iniziativa è della rivista "Storia in rete", che a cadenza mensile - a partire proprio da gennaio - ospiterà per tutto l'anno un inserto curato assieme all'ASI. Mancava, sinora, una pubblicazione che ricostruisse in modo organico la storia dell'attività spaziale italiana. A 45 anni dalla messa in orbita del primo satellite tricolore e proprio mentre l'Agenzia Spaziale Italiana si appresta a spegnere la sua ventunesima candelina, viene così a cadere anche questa piccola lacuna. A questo indirizzo si può scaricare la versione in PDF.

Fonte: ASI

 

Il primo vettore Falcon 9 eretto sulla rampa di Cape Canaveral10/01/2009 - Il primo Falcon 9 assemblato a Cape Canaveral - Dopo un'operazione di aggancio del vettore Falcon 9 al traliccio della rampa numero 40 è iniziato il processo di innalzamento che si è concluso in circa 30 minuti ed ora il primo razzo vettore Falcon 9 è verticale a Cape Canaveral. Il processo di mettere in verticale il Falcon 9 è un passo cruciale nella preparazione del primo lancio di questo nuovo vettore previsto più in avanti questo anno. Questo successo culmina diversi mesi di rapidi progressi , resi possibili soltanto dal duro lavoro e della dedicazione dell'intero team della SpaceX. Il 7 gennaio era stata innalzata per la prima volta la torre di servizio mentre l'intero vettore era stato assemblato in orizzontale lo scorso 30 dicembre. Nella foto (Credit: SpaceX) il primo Falcon 9 eretto in verticale alla rampa 40 di Cape Canaveral.

Fonte: SpaceX

 

Parte di un panorama realizzato da Spirit nel quale sono annotati tutti i maggiori punti studiati dal rover nei cinque anni trascorsi su Marte09/01/2009 - Spirit compie 5 anni su Marte ! - Il rover della NASA Spirit ha compiuto cinque anni su Marte lo scorso 4 gennaio. Infatti il MER era atterrato il 4 gennaio 2004 UT mentre il suo gemello Opportunity lo ha seguito soltanto 21 giorni dopo. Dei centinaia di ingegneri e scienziati che applaudirono quel giorno al Jet Propulsion Laboratory del,la NASA in Pasadena, California, nessuno avrebbe potuto prevedere che la squadra avrebbe ancora operato con entrambi i rover nel 2009. "I contribuenti americani avevano sborsato i soldi per una missione di tre mesi per ogni rover" ha detto Ed Weller, Amministratore Associato per il Direttivo Scientifico al Quartier Generale della NASA a Washington. "i gemelli hanno lavorato quasi venti volte quel periodo. E questo è un ritorno di investimenti straordinari in questi momenti di sfide ai budget." I due rover hanno compiuto importanti scoperte sull'ambiente umido e violento dell'antico Marte, hanno trasmesso 250.000 immagini, percorso oltre 21 km, scalato una montagna, disceso nei crateri, sfuggiti a trappole di sabbia ed usurato la meccanica, sopravvissuto a tempeste di sabbia ed inviato oltre 36 Gb di dati per mezzo dell'orbiter della NASA Odyssey. Al momento i due rover sono operativi per le nuove campagne che i team hanno programmato per loro. Per Spirit il team di scienziati ha deciso di inviarlo a circa 183 metri di distanza da dove si trova adesso a studiare una nuova zona di home plate e successivamente un grosso avvallamento chiamato Goddard. "Goddard non assomiglia ad un cratere da impatto" ci dice Steve Squyres della Cornell University di Ithaca, NY. Squyres è ha capo della strumentazione scientifica dei rover. "Sospettiamo che potrebbe essere un cratere di esplosione vulcanica e questo è qualcosa che non abbiamo mai visto prima." Per Opportunity invece la prossima destinazione è il cratere chiamato Endeavour, di circa 22 km di diametro e quindi circa 20 volte più grande dell'altro cratere da impatto, Victoria, dove il rover ha trascorso gli ultimi due anni. Sebbene Endeavour si trovi a circa 12 km da Victoria il percorso del rover sarà ancora più lungo nel cercare di evitare i maggiori ostacoli, aiutato in questo dalle immagini ad altissima risoluzione inviate a Terra dall'altra sonda orbitante Mars Reconnaissance Orbiter giunta in orbita marziana nel 2006. Frank Hartman, uno dei piloti dei rover al JPL, ha affermato "Una volta sarebbe sembrata un'idea pazzesca andare fino ad Endeavour ma ora lo stiamo facendo." Nella foto (Credit: NASA/JPL/Cornell University/New Mexico Museum of Natural History and Science) una parte di un panorama di 360° ripreso da Spirit dal 28 febbraio al 5 ottobre del 2008. Sono indicate la zona di atterraggio e la sommità della collina Husband raggiunta quasi due anni dopo l'atterraggio. 

Fonte: NASA

 

L'orbiter Discovery viene trasferito dall'hangar OPF fino al VAB in preprazione della missione STS-11907/01/2009 - Discovery nel VAB per STS-119 - Dopo un rinvio di otto ore per sostituire una ruota del carrello ed attendere la fine della pioggia, la navetta Discovery è ora più vicina alla rampa del Kennedy Space Center. In preparazione per il lancio della missione STS-119, previsto per il 12 febbraio con destinazione la Stazione Spaziale Internazionale, l'orbiter è stato portato dall'hangar di processamento al VAB (Vehicle Assembly Building) dove, domani, verrà accoppiato al suo serbatoio esterno ed ai due booster a combustibile solido. Questo spostamento da un edificio all'altro è chiamato "rollover". Uno speciale veicolo (di costruzione italiana) composto da 76 ruote e lungo oltre 30 metri ha trasportato il Discovery per circa 400 metri dal suo hangar al VAB in circa un'ora. La manovra era stata rinviata a causa della scoperta che una gomma del carrello di sinistra aveva perso pressione e doveva essere sostituita. Più tardi i tecnici esaminavano il carrello di destra per assicurarsi che i cavi elettrici fossero posizionati regolarmente. Nel pomeriggio la pioggia aveva costretto i tecnici ad aspettare l'uscita dall'hangar della navetta vecchia di 25 anni, che era finalmente avvenuta alle 2.30 p.m. (le 20.30 ora italiana). Il Discovery e la piattaforma mobile di lancio (MPL) è previsto che effettui il suo trasferimento alla rampa 39/A il prossimo mercoledì 14 gennaio. Nella foto (Credit: NASA KSC-09PD-0030) l'orbiter Discovery mentre viene trasferito al VAB per l'assemblaggio finale in preparazione di STS-119.

Fonte: Florida Today

 

01/01/2009 - 2009 Anno Internazionale dell'AstronomiaIl 2009 è stato proclamato dall'ONU Anno Internazionale dell'Astronomia, IYA2009, accogliendo in questo modo una mozione avanzata già nel 2005 dall'UNESCO, che ne curerà ora il coordinamento internazionale, affiancato dall'Unione Astronomica Internazionale, IAU. L'Anno Internazionale dell'Astronomia rappresenta un'ottima opportunità per dare visibilità e ritorno di immagine all'Italia, che ha svolto un ruolo determinante in tutte le sedi internazionali e che è inoltre, la patri di Galileo Galilei che nel 1609, giusto 400 anni fa, a Padova alzò per la prima volta al cielo il suo cannocchiale. Per l'Italia il referente, a livello globale, per il coordinamento delle iniziative di IYA2009 è INAF, incaricato formalmente ad "agire per conto del Ministero dell'Università e Ricerca in questo specifico ambito, continuando a rappresentare l'Italia presso la comunità astrofisica internazionale e svolgendo un ruolo di coordinamento nei confronti di quella nazionale". IYA2009, a cui partecipano più di 100 Paesi, riveste grande importanza sul piano culturale e si pone, con i progetti di eventi e manifestazioni per il pubblico, degli obiettivi "alti" che toccano, tra gli altri, temi come il ruolo della scienza e il suo contributo alla società e alla cultura, la crescita dei Paesi in via di sviluppo, l'avvicinamento dei giovani all'Astronomia, ed alla scienza in generale, la riscoperta del cielo come eredità universale dell'uomo, lo sviluppo sostenibile. Attraverso l'osservazione del cielo, si invitano i cittadini di tutto il mondo, e soprattutto i giovani, a riscoprire il proprio posto nell'Universo, il senso profondo dello stupore e della scoperta, le ricadute e l'importanza della scienza sulla vita quotidiana e sugli equilibri globali della società.

Fonte: INAF (Istituto Nazionale AstroFisica)

Sito ufficiale: http://www.astronomy2009.it/

 

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Ultima modifica 01/07/2009 - 15.00 CEST

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