
CEV/Orion
Introduzione.
La NASA ha
deciso di mandare in pensione la sua flotta di navette spaziali dal 2010, dopo
il completamento della Stazione Spaziale Internazionale. Il suo posto sarebbe
stato preso dal nuovo veicolo per l'esplorazione umana dello spazio: il CEV/Orion, per Crew
Exploration Vehicle (Veicolo di esplorazione con equipaggio). La prima volta che
abbiamo sentito parlare del CEV fù durante un discorso del Presidente USA
George Bush Jr. nel gennaio 2004, nel quale veniva affermato che la NASA sarebbe
tornata sulla Luna ed avrebbe proseguito l'esplorazione umana dei pianeti. Da
allora la NASA ha proposto una propria visione del futuro esplorativo umano
basato principalmente su un nuovo veicolo
spaziale
che ricordava molto le vecchie capsule Apollo degli anni '60. l'Orion sarebbe
stato composto
da due parti principali, la capsula conica che ospita l'equipaggio ed un modulo
di servizio contenente tutte le attrezzature per la propulsione, i sistemi
vitali e l'energia. Al lancio questo Orion si sarebbe trovato sulla sommità di un nuovo
veicolo di lancio chiamato CLV (Crew Launch Vehicle) composto da un primo stadio
derivato da un booster utilizzato oggi per lo shuttle ed un secondo stadio
propulso da un motore discendente da quelli utilizzati dal glorioso Saturno 5
che portò le missioni Apollo sulla Luna. Orion avrebbe avuto, al momento del lancio,
sulla parte superiore una torre di fuga che sarebbe stata utilizzata in
caso di
emergenza per allontanare la capsula dal razzo (come avviene sulle Soyuz russe).
Una volta in orbita Orion avrebbe dispiegato i pannelli solari (a differenza delle
capsule Apollo che non li avevano) ed avrebbe potuto manovrare grazie al suo motore
orbitale ed a una serie di piccoli motori di manovra posti sullo scafo del
modulo di servizio. Al suo interno Orion avrebbe ospitato da 4 a 6 astronauti a
seconda del tipo di missione grazie ad un diametro più grande (5 metri contro i
3.60 delle capsule Apollo) ed a una miniaturizzazione avanzata dei componenti
elettronici. Passata la fase più pericolosa del lancio la torre di fuga sarebbe
stata sganciata e la sommità di Orion sarebbe rimasta scoperta mostrando il portello di
attracco. Orion avrebbe potuto, in una prima fase, attraccare alla Stazione Spaziale
Internazionale e portare quindi equipaggi e merci. Al momento di rientrare
sulla Terra l'Orion avrebbe sganciato il Modulo di Servizio ed affrontato l'attrito
dell'atmosfera con la parte inferiore della capsula conica come accadeva per le
Apollo. Una volta rallentata la sua discesa si sarebbero aperti i paracadute ed a pochi
metri dal suolo degli airbag avrebbero attutito l'atterraggio. Infatti, a differenza
delle capsule Apollo che ammaravano nell'oceano per Orion la NASA aveva deciso
inizialmente un
rientro sul terreno, come fanno i russi. A luglio 2006 la NASA scelse il nome dei nuovi vettori di lancio: Ares I per il CLV e Ares V per il
CaLV (Cargo Launch Vehicle). Questi nomi ricordavano molto i vettori Saturno I e Saturno
V che hanno
portato l'uomo sulla Luna e la scelta del nome ARES era, senza dubbio, un omaggio
al pianeta Marte. Nella tabella in basso a sinistra i due nuovi
vettori che sarebbero stati costruiti per trasportare Orion ed il veicolo lunare a
confronto con un Saturno 5 ed uno Space Shuttle. Nell'immagine in alto (Credit:
NASA) uno dei primo concept del CEV (2006) mentre qui a destra (Credit: Lockeed
Martin) l'ultima versione di Orion, la 606-D, prima della chiusura del Programma
Constellation nel febbraio 2010.
Aggiornamenti
(quello in alto è il più recente)
| 05/05/2010
- Pad Abort-1 pronto per il lancio di domani - Con centinaia
di test e verifiche ufficialmente completate i membri della Flight Test
Readiness Review si sono trovati d'accordo all'unanimità che il Pad
Abort-1 (PA-1) è pronto per il lancio del 6 maggio al Poligono
Missilistico di White Sands, New Mexico. Anche se in una revisione prima
di ogni lancio vi sono sempre aperte delle questioni che devono essere
chiuse prima che la missione riceva il "via". Se infatti ci
fosse qualche problema con l'attrezzatura o con il software la data di
lancio verrebbe rinviata fino a che i problemi non fossero risolti. Ma, il
22 aprile, il team responsabile di PA-1 ha concluso che tutto l'hardware
ed il software in supporto al lancio è pronto per il volo e che le
strutture e l'assetto del poligono sono a posto e che il team del volo di
prova è preparato per eseguire PA-1 efficientemente ed in sicurezza. PA-1
è il primo volo di prova completamente integrato del sistema di aborto al
lancio che è stato sviluppato per il veicolo esplorativo con equipaggio
Orion. Il test fa parte di una missione in corso per sviluppare veicoli più
sicuri per le applicazioni nel volo spaziale umano. La sola questione che
rimane in dubbio sono le condizioni meteo ed in particolare il vento. La
squadra del volo di prova controllerà da vicino le condizioni meteo nel
giorno del test con il lancio previsto per le 9 a.m. EDT (15.00 ora
italiana). Fonte: NASA
|
| 15/04/2010
- Orion diventa la scialuppa della ISS - Il Presidente degli
Stati Uniti, Barack Obama, durante il suo discorso tenuto al Kennedy Space
Center, in Florida, sulla sua visione dell'esplorazione spaziale della
NASA per i prossimi decenni, ha confermato la cancellazione del Programma
Constellation di ritorno alla Luna ma ha inaspettatamente parlato di una
capsula Orion trasformata in scialuppa di salvataggio per l'equipaggio
della Stazione Spaziale Internazionale. In seguito Orion potrebbe inoltre
essere utilizzata come punto di partenza per un veicolo spaziale abitato
per esplorare lo spazio esterno, gli asteroidi ed arrivare fino a
Marte.
Fonte: NASA
|
03/04/2010
- Quasi pronto il test PA1- L'ultimo test di volo della
NASA, denominato Pad Abort 1 (PA-1) verrà condotto il 6 maggio prossimo
presso l'Orion Abort Flight Test Launch Complex 32E al poligono
dell'Esercito USA di White Sands, nel Nuovo Messico vicino a Las Cruces.
Sebbene si tratti di un componente del Programma Constellation e del
veicolo di esplorazione con equipaggio Orion, il cui futuro è attualmente
al vaglio del Congresso USA, il test verrà condotto come parte del
progetto della NASA di sviluppare veicoli spaziali più sicuri per tutte
le applicazioni del volo spaziale umano. Le informazioni ottenute
attraverso il PA-1 saranno utilizzate per sviluppare sistemi futuri per la
fuga di emergenza degli equipaggi dai veicoli. Il sistema di aborto al
lancio, o LAS (launch abort system), è stato ideato per attivarsi entro
pochi millisecondi nell'evento di un emergenza sulla rampa di lancio o
durante la fase iniziale di ascesa. Il LAS è composto da tre motori: il
motore di aborto fornisce una spinta di circa 220 tonnellate per portare
il modulo dell'equipaggio in alto e lontano dal veicolo di lancio; il
motore di assetto può invece produrre una spinta di circa 3 tonnellate
per orientare la posizione del veicolo e poi c'è il motore di separazione
che allontana il modulo equipaggio dal LAS in modo che i paracadute della
capsula possano essere dispiegati per un atterraggio sicuro. Testare le
performance del LAS e dell'interfaccia fra il LAS ed il modulo equipaggio
sono l'obiettivo principale del test PA-1. La prestazione del sistema
integrato LAS non possono essere adeguatamente testate eccetto che nello
condizioni del test di volo come il PA-1. Le informazioni raccolte dal
test aiuteranno a ridurre le incertezze dei modelli e delle analisi in
modo da rimuovere eccessive posizioni conservative e migliorare la
sicurezza. I principali obiettivi del test sono i seguenti: 1) dimostrare
la possibilità di aborto ad altezza zero, dimostrare la capacità del LAS
di spingere il modulo a distanza di sicurezza dal veicolo di lancio
durante un aborto sulla rampa di lancio, dimostrare le capacità di
stabilità e controllo del nuovo modulo nei confronti del LAS, ottenere
dati acustici sui carichi strutturali dell'interfaccia LAS/modulo
equipaggio, determinare le prestazioni dei motori di aborto, assetto e
separazione, dimostrare la sequenza degli eventi di un aborto attraverso
il distacco del LAS. Gli obiettivi secondari del test sono invece i
seguenti: dimostrare la sequenza di apertura dei paracadute e le
prestazioni del paracadute principale. Questi dati avranno molte
applicazioni nei futuri veicoli di lancio e dimostreranno le prestazioni
dei tre nuovi tipi di motorie le innovazioni nella loro realizzazione. Il
motore del sistema di assetto del LAS fornisce un controllo preciso del
volo utilizzando una tecnologia a spinta variabile che elimina tutte le
pesanti zavorre, alette aerodinamiche e sistemi per garantire la stabilità
aerodinamica utilizzata nel design dell'Apollo. La tecnologia utilizzata
per il motore di assetto è stata ereditata dai sistemi di guida dei
missili ma non è stata mai prodotta in queste dimensioni (il motore di
assetto ha un diametro di 32 centimetri). L'ACM sviluppato impiega
materiali compositi con alta resistenza al calore, alla pressione ed allo
sforzo che potranno essere adattati a future applicazioni
dell'esplorazione spaziale. Il motore di separazione ha ugelli coperti e
la sua configurazione è simile a quella dell'Apollo sebbene sia molto più
potente per poter sopportare la massa maggiore del LAS di Orion. A causa
del fatto che il motore di separazione del LAS deve funzionare sia durante
uno scenario nominale che durante una situazione di aborto di emergenza la
sua funzione deve essere estremamente flessibile. Il motore di aborto invece è un sistema molto avanzato nei campi del combustibile a reazione
rapida, progettazione del flusso del razzo solido rovesciata, rivestimento
in materiali compositi e tecnologie per la protezione diretta dai fulmini
che è adattabile a future applicazioni esplorative. La composizione del
rivestimento del motore e dell'ignitore e l'utilizzo degli ugelli di
flusso rovesciati spinge la fiamma di sfogo lontana dal modulo
dell'equipaggio ed ha permesso l'eliminazione della struttura a torre
presente nella configurazione dell'Apollo. Tutte queste innovazioni hanno
permesso di minimizzare la massa e massimizzare il carico utile. Nella
foto (Credit: NASA) il veicolo per il test PA-1 nelle ultime fasi di
allestimento presso White Sands.Fonti: NASA
|
| 01/02/2010
- Obama cancella il programma Constellation ! - Dopo mesi di
illazioni oggi è arrivata la conferma che il Presidente degli Stati Uniti
Barack Obama ha chiesto la cancellazione del Programma Constellation della
NASA che avrebbe dovuto sostituire la navetta spaziale e riportare l'uomo
sulla Luna nel 2020. A causa della crisi economica di fronte alla quale si
è trovato, dai ritardi accumulati dal programma a causa dei finanziamenti
non adeguati della precedente amministrazione Bush e non potendo aumentare
il budget della NASA dei 3 miliardi di dollari all'anno per mantenere gli
impegni del ritorno alla Luna Obama ha scelto la via più traumatica. Da
questo momento i vettori Ares I, Ares V, la capsula Orion ed il modulo
lunare Altair, così come la futura base lunare, tornano nel mondo dei
sogni. La NASA dovrà anche affidarsi ai privati per l'invio dei propri
astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale che però sarà
mantenuta almeno fino al 2020. Certo, questa è una proposta per il budget
dal 2011 in avanti e prima che possa diventare legge dovrà passare al
vaglio del Senato USA. Ci sono infatti diversi senatori contrari a questo
cambio di rotta soprattutto a causa della perdita di posti di lavoro che
questa decisione porterà negli stati di loro competenza. La lotta si
annuncia quindi dura in Senato anche se, pare, le speranze di poter
mantenere almeno qualche cosa del programma originale sono veramente
ridotte. Fino a questo momento la NASA ha speso qualcosa come 9 miliardi
di dollari nel progetto ed aveva eseguito con successo il lancio di prova
di Ares-1X lo scorso ottobre mentre proprio alcuni giorni fa la torre di
lancio per il vettore Ares I era stata completata al Kennedy Space Center.
Qui in
esclusiva la trascrizione in italiano del discorso tenuto
dall'Amministratore della NASA Charlie Bolden il 1° febbraio e che
illustra il nuovo budget NASA 2011. Fonte: Casa Bianca
|
| 07/04/2009 - La NASA seleziona il materiale per lo scudo termico di Orion - La NASA ha scelto il materiale dello scudo termico che proteggerà una nuova generazione di esploratori spaziali quando rientreranno dall Luna. Dopo studi intensivi la NASA ha selezionato il sistema ablativo Avcoat per il modulo equipaggio di Orion. Orion è parte del Programma Constellation che svilupperà l'astronave della prossima generazione per l'esplorazione della Luna ed altre destinazioni nel Sistema Solare. Il modulo equipaggio di Orion, che verrà lanciato sulla sommità di un razzo Ares I, dovrebbe trasportare gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 e sulla Luna nel 2020. Orion incontrerà condizioni estreme durante il suo viaggio verso la Luna ed il ritorno a casa. Uno dei momenti critici sarà l'attraversamento dell'atmosfera terrestre dove il modulo incontrerà temperature più di alte di 2.760° centigradi. Si tratta di temperature cinque volte più alte di quelle incontrate durante un rientro da una missione di rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale. Lo scudo termico di Orion, a forma di disco e che si troverà alla base del veicolo spaziale, verrà eroso dalla maggior parte del riscaldamento in modo controllato trasportando il calore lontano dal modulo equipaggio durante la sua discesa attraverso l'atmosfera. Per proteggere il veicolo spaziale ed il suo equipaggio da condizioni così estreme, l'Orion Project Office della NASA al Johnson Space Center di Houston ha identificato
un apposito team a cui ha affidare lo sviluppo del sistema di protezione termico, o TPS. Per più di tre anni il team della NASA, chiamato Orion Thermal Protection System Advanced Development Project, ha considerato otto differenti materiali candidati, inclusi i due finalisti,
l'Avcoat ed il PICA (Phenolic Impregnated Carbon Ablator) entrambi dei quali provati in precedenti missioni spaziali. Avcoat è stato utilizzato sullo scudo termico della capsula Apollo ed in alcune zone della navetta spaziale durante i suoi primi voli. Si tratta di un materiale ablativo, realizzato con fibre di silicio e resina epossidica su supporto di fibra di vetro a nido d'ape formando un unico corpo già al momento della produzione. PICA, costruito invece in blocchi ed attaccato al veicolo dopo la fabbricazione è già stato utilizzato sulla sonda Stardust, la prima missione robotica dedicata all'esplorazione di una cometa ed al ritorno di campioni fin dai tempi dell'Apollo. La squadra incaricata di scegliere il sistema TPS ha effettuato comparazione fra i due materiali, il loro peso, le performance termiche, il costo, la facilità di lavorazione, l'affidabilità e le sfide nelle certificazione. La NASA, lavorando assieme alla Lockheed Martin, fornitore principale di Orion, ha infine raccomandato Avcoat come il sistema più robusto, affidabile e maturo. Sebbene Avcoat sia stato selezionato come il migliore dei due candidati, occorreranno altre ricerche per integrarlo completamente nella struttura di Orion. Fonte: NASA
|
22/01/2009 -
Si assemblano i pezzi del primo Ares I
di prova - La NASA ha utilizzato potentissimi computer e software per realizzare il razzo che trasporterà equipaggi e carichi nello spazio dopo il ritiro della navetta spaziale. Ma questi computer verranno messi alla prova del loro lavoro con il vecchio metodo, il primo di questi test di lancio dimostrativi senza equipaggio inizierà nel 2009. Ares I-X, il primo test del razzo Ares I, verrà lanciato dal Centro Spaziale Kennedy nell'estate di questo
anno, salirà fino a 40 km di altezza in circa due minuti di spinta per testare le prestazioni del primo stadio, la separazione dal secondo ed il sistema di recupero con i paracadute. Meno ovvio, ma non meno critico, il test comprenderà l'intera
aerodinamica del veicolo. E' questo design stabile e sicuro in volo? Questa è una domanda che deve avere una risposta prima che gli astronauti inizino a viaggiare verso l'orbita
terrestre ed oltre. Dopo aver risposto a queste domande il volo di Ares I-X sarà un'importante passo verso la verifica e le analisi delle attrezzature e delle
tecniche occorrenti per realizzare i futuri Ares I, il prossimo veicolo di lancio della NASA. Per essere sicuri che le caratteristiche del volo siano pienamente comprese estrema cura è stata dedicata per realizzare lo stadio superiore, il modulo dell'equipaggio Orion e la sua torre di salvataggio, tutti simulacri. Questi componenti a scala intera devono riflettere esattamente la forma e le proprietà fisiche dei modelli utilizzati per le analisi computerizzate e nelle prove in galleria del vento per comparare i risultati del volo con quelli previsti. Al Centro di Ricerca NASA di
Langley, Hampton,
Virginia, dove prende forma il simulacro della capsula Orion e della torre di aborto al lancio, i ricercatori ed i dirigenti stanno lavorando a molteplici sfide.
"Abbiamo una squadra estremamente varia - un sacco di persone da varie organizzazioni - che devono lavorare assieme in tempi molto
stretti," spiega Kevin Brown, responsabile per il progetto Ares I-X relativo alla parte del Modulo
Equipaggio/Sistema di Aborto al Lancio "abbiamo un team che segue la fabbricazione e l'assemblaggio in cooperazione con appaltatori esterni, ed abbiamo un'altra squadra pronta ad installare circa 150 sensori, una volta che il modulo equipaggio e la torre di aborto al lancio saranno
completati," ha aggiunto Brown. Il simulacro del modulo equipaggio, fedele al veicolo che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale dal 2015 sulla Luna dal 2020 ed oltre, misura approssimativamente 5 metri di diametro. Mentre il modulo conico ha la stessa forma del Modulo di Comando Apollo, sarà significativamente più largo. Il simulacro del sistema di aborto al lancio, posizionato sopra il modulo dell'equipaggio, aggiunge altri 14 metri all'altezza del
complesso. I sensori misureranno la pressione aerodinamica e la temperatura della punta del razzo e contribuiranno a fornire dati
sull'accelerazione e sull'angolo di attacco. In che modo il razzo attraversa l'atmosfera è importante per determinare come il flusso d'aria scorre sull'intero veicolo.
"Questo lancio ci dirà cosa è giusto e cosa è sbagliato nel design e nella fase di
analisi," dice Jonathan Cruz, vice responsabile di progetto per Ares I-X
CM/LAS.
"Siamo molto fiduciosi , ma abbiamo bisogno di questi due minuti di dati di volo prima che la NASA possa procedere con la prossima fase di sviluppo del
razzo." Le due parti di simulacro per i test verranno inviati al Kennedy nei prossimi giorni. Prima del lancio, la combinazione modulo di equipaggio/sistema di aborto al lancio verrà utilizzato per testare anche le varie fasi di assemblaggio degli elementi della missione Ares
I-X. Ares I-X fornirà dati molto importanti per lo sviluppo del vettore Ares I prima della revisione finale del veicolo prevista per il 2010.
Nella foto (Credit: NASA/Sean Smith) il simulacro del modulo
equipaggio di Orion mentre viene completato.Fonte: NASA
|
20/11/2008 -
Testato con successo il primo motore di aborto al lancio per Orion - Le fiamme si sono alzate per oltre trenta metri in un positivo test a terra, della durata di5,5
secondi di un motore di aborto al lancio per l'astronave di prossima generazione, il veicolo di esplorazione per equipaggio
Orion. La NASA e la squadra di industrie che costruisce Orion hanno condotto il test alla sede della Alliant
Techsystems, o ATK, di Promontory, nello Utah. Il motore di aborto fornisce una spinta di 200 tonnellate per sollevare il modulo dell'equipaggio dal razzo Ares I, portando gli astronauti in salvo nel caso di un emergenza alla rampa di lancio o durante i primi 100 chilometri mentre il vettore sale verso l'orbita. L'accensione di giovedì è stata la prima di un motore con flusso della propulsione inverse testato in questa scala. Si tratta anche del primo test di questo tipo fin dall'inizio del programma Apollo. "Questa è una pietra miliare che porta il Programma Constellation un passo più vicino al completamento del veicolo Orion che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 ed il ritorno dell'uomo sulla Luna nel 2020." ha affermato Mark
Geyer, direttore del progetto Orion al Centro Spaziale Johnson della NASA a Houston, Texas. "Il motore di aborto al lancio deve essere pronto per operare in molte differenti condizioni ambientali, e test come questo sono critici per assicurare la sicurezza e la protezione dei nostri astronauti." Il test di accensione di giovedì è il culmine di tutta una serie di prove di motori e componenti condotti questo anno in preparazione dell'importante passo successivo, un test previsto per la primavera del 2009 con un modello in scala reale della capsula
Orion. Il banco di prova per il motore di aborto è alto circa 6 metri ed uno di diametro. Durante
l'accensione di giovedì il motore era fissato al banco prova in verticale con i suoi quattro ugelli che puntavano verso il cielo nel complesso della
ATK. All'accensione il motore di aborto ha funzionato per 5,5 secondi. L'alto impulso del motore è stato sviluppato per consumare la maggior parte del propellente nei primi tre secondi, scatenando una potenza di circa 200 tonnellate di spinta necessarie per espellere la capsula lontano dal veicolo di lancio du emergenza. Sebbene simile al motore di aborto del programma Apollo, questo di Orion incorpora le tecnologie odierne ed un più robusto design. Il motore di aborto al lancio utilizza un corpo costruito con materiali in composito e un flusso della fiamma inverso invece di una torre, portando ad un risparmio di peso e migliori performance e sicurezza della sopravvivenza dell'equipaggio in caso di un aborto al lancio. Invece di avere un getto di scarico che fuoriesce dalla parte inferiore il combustibile solido è piazzato in basso rispetto agli ugelli. Il flusso quindi sale verso l'alto e viene piegato di 155° e forzato nei quattro ugelli creando la spinta verso l'alto. Per poter provare questa nuova tecnologia sono stati eseguiti tutta una serie di test prima di procedere con quello a dimensioni reali. Le prime prove hanno riguardato cinque test di accensione in scala minore per validare la tecnologia del flusso inverso, poi è stata fatta una prova di integrità strutturale del corpo del motore, un test di ignizione e controlli di sorveglianza durante la preparazione chimica del combustibile solido per raggiungere le prestazioni richieste. La ATK è responsabile del sub-appalto del motore di aborto al lancio all'interno del Progetto Orion della NASA. La Orbital Sciences Corporation di
Dulles, Virginia, è responsabile per l'integrazione del sistema di aborto al lancio (LAS) nel veicolo per la Lockheed Martin Corporation di Denver, principale appaltatore di
Orion. L'ufficio responsabile per Programma Orion si trova al Johnson Space Center della NASA di Houston e riceve supporto tecnico e logistico per il Launch Abort System
dal Centro di Ricerca Langley della NASA di Hampton, Virginia e dal Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA di
Huntsville, Alabama.
Nella foto (Credit: NASA) il test del LAS.Fonte: NASA
|
|
11/08/2008 - Primo
volo di Orion slitta di un anno. - La NASA ha reso noto che il
primo volo con un equipaggio a bordo per la capsula Orion, che ricordiamo,
sostituirà lo Space Shuttle in pensione dal 2010, non avverrà prima
del settembre 2014, un anno esatto dopo quanto previsto in un primo
momento. La nuova data è stata rivelata oggi dai dirigenti del
programma e riflette in modo più realistico l'assegnazione dei fondi
e le richieste tecniche del progetto, in assenza di nuovi e più
significativi supporti da parte del Congresso USA. In questo modo le
operazioni iniziali di Orion rimangono fissate al marzo 2015, quasi
cinque anni dopo che la navetta spaziale Endeavour compirà il suo
ultimo volo nel 2010. Fra il ritiro della flotta di shuttle ed il
debutto di Orion gli astronauti americani saranno quindi costretti e
volare a bordo delle capsule russe Soyuz. I manager della NASA
speravano di poter "chiudere il divario" fra le operazioni
shuttle ed Orion premendo per il primo volo della capsula abitata al
settembre 2013 ma, dopo avere attentamente rivisto i fondi disponibili
e le problematiche tecniche del progetto, la data è slittata di un
anno lasciando poche speranze in un miglioramento. Il primo lancio di
prova per il vettore Ares 1-X, previsto per la prossima primavera
rimane confermato, come i test di aborto al lancio. Intanto negli
ultimi mesi è emerso un grosso problema tecnico proprio con il primo
stadio di Ares 1. Infatti, secondo le simulazioni condotte al
computer, le vibrazioni al lancio per il vettore sarebbero pericolose
per l'equipaggio. Sono in corso tutta una serie di studi per ovviare
al grave problema e Jeff Hanley, direttore del programma Constellation
al Johnson Space Center di Houston, è fiducioso che possano essere
risolti. Per poter abbassare le vibrazioni al lancio ad un livello
paragonabile a quelle subite a bordo di uno space shuttle verranno
installati due sistemi di smorzatori, uno sistemato fra il primo ed il
secondo stadio e l'altro alla base del booster. Questi sistemi faranno
calare le prestazioni, in termini di carico utile, di circa 625
chilogammi.
Fonte: Space.com
|
06/08/2008
- Fallito test di paracadute per Orion - Lo scorso 2
agosto, nel sito di prova dello US Army Yuma Proving Ground con un
lancio da un aereo da trasporto C-17, è fallito un test per i
paracadute di rientro della capsula Orion. Il problema è stato
identificato nel primo paracadute che veniva utilizzato per
stabilizzare la discesa del modello di Orion prima dell'apertura dei
paracaduti veri e propri della capsula. Il test prevedeva l'utilizzo
in totale di 18 paracaduti, 10 utilizzati per la fase di
"preparazione" al test orientando il modello e 8 veri e
propri montati sul modello e da testare. I 10 paracaduti iniziali
comprendono quelli per l'estrazione del modello dall'aereo, quelli di
recupero della slitta e quelli di stabilizzazione del modello stesso
durante la discesa. Purtroppo non ha funzionato quello per la
stabilizzazione del modello dopo la separazione dalla slitta per il
mantenimento della velocità corretta nella prima parte della discesa.
Non si è aperto correttamente impedendo la stabilizzazione della
capsula, di conseguenza tutti i successivi, uno dietro l'altro, appena
estratti si sono strappati per l'eccessiva velocità. La NASA ha
dichiarato che, per le motivazioni che hanno provocato il
malfunzionamento, l'incidente è stato classificato come fallimento
delle tecniche di test e non come fallimento del sistema CPAS (CEV
Parachute Assembly System). Parte del modello della capsula Orion è
andato parzialmente distrutto (come si vede nella foto Credit: NASA)
ma alcune parti di hardware saranno riutilizzabili. L'impatto sul
programma Constellation dovrebbe essere minimo.
Fonte: Space.com - Forumastronautico.it
|
|
22/11/2007 - Aggiornamento
programma Constellation - Si è completata la Integrated Stack
(IS) Technical Interchange Meeting (TIM) che ha aperto la strada
all'inizio della fase di PDR (Program Design Review). Durante la fase
appena conclusa sono stati risolti molti problemi che l'avevano
afflitta mentre altri continuano ad essere valutati per essere risolti
successivamente. Quello che il management vuole far notare è che
questa revisione non ha modificato le prestazioni dei mezzi risolvendo
però molti punti interrogativi che rimanevano aperti. Per quanto
riguarda l'Ares I, è il segmento messo meglio con ormai tutti i dubbi
principali risolti. Sono per cui stati valutati degli studi
preliminari che ipotizzano nuove versioni del lanciatore, come ad
esempio il già annunciato nuovo ugello del primo stadio oppure una
versione senza sistema di recupero del primo stadio con un risparmio
in peso di circa 1,3ton. Nessuna delle due è comunque stata per ora
approvata e si aspetta la conclusione degli studi preliminari per una
valutazione definitiva. Il problema maggiore su cui si sta ora
lavorando è il rischio di vibrazioni acustiche provocate dalla
frequenza di vibrazione durante l'utilizzo dei SRB che potrebbe essere
nociva se non letale per il mezzo e l'equipaggio. Un rapporto del
Tiger Team è previsto per Marzo del prossimo anno. Altre questioni
minori sono il sistema "Pogo" dell'upper stage che potrebbe
essere rivisto con degli smorzatori aggiuntivi e il transitorio di
spegnimento del J-2X che potrebbe provocare una decelerazione
aggiuntiva di 0.4G e una pari accelerazione laterale. Le buone notizie
arrivano dall'orbita di inserimento, ulteriormente alzata dalla
precedente -11x100nmi all'attuale 10x100 nmi. Per quanto riguarda
Orion, con la nuova strategia denominata Zero Base Vehicle sembra che
la crescita del peso sia rimasta sotto controllo permettendo la
prosecuzione dei lavori. E' stato dato anche l'ok definitivo
all'inizio della Preliminary Design Review (PDR) per quanto riguarda
l'integrazione fra Ares e Orion, ormai giunti ad un buon livello di
definizione fra di loro. La nuova Mobile Launcher è ormai al termine
della progettazione e si prevede l'inizio della costruzione il
prossimo Febbraio, i lavori termineranno nel Dicembre 2009,
l'installazione dei sistemi da Gennaio 2010 a Luglio 2011, i test e
attivazione dal Ottobre 2011 a Marzo 2012 con il lancio dell'Ares I-Y
previsto per Settembre 2012. Tutte le date potrebbero slittare di
qualche mese a causa di alcuni problemi con il primo lancio dell'Ares
I-X previsto per Aprile 2009. I problemi sarebbero nel limite di vento
sopportabile dal nuovo vettore che rischierebbe di toccare la rampa
sopra un certo limite richiedendo limiti meteo più stringenti.
L'altro problema è che l'attuale sistema di ritenzione a terra
dell'ugello non è compatibile con quello nella nuova versione per cui
si dovrà decidere cosa fare. Con l'Ares I-Y verrà testato il nuovo
upper stage ma senza propulsore e volerà un simulacro del CEV senza
torre di lancio.
Fonte: Forumastronautico.it - Nasaspaceflight.com
|
| 10/07/2007 - Prende forma il sistema di salvataggio di Orion - La ATK ha vinto un contratto del valore di 62,5 milioni di dollari per il motore principale del LAS
(Launch Abort System) della capsula CEV/Orion. Il LAS, una torre posta sulla cima della capsula verrà utilizzata in caso di emergenza per portarla lontano dal vettore di lancio Ares I in caso di problemi durante il lancio. La Orbital Sciences Corporation, che si occupa come subcontraente della Lockheed Martin per lo sviluppo del LAS avrà a sua volta come fornitore per il motore principale la ATK con il suo LAM
(Launch Abort Motor). Questo particolare motore a combustibile solido ha la particolarità di poter sviluppare la spinta in direzione quasi opposta a quella in cui è montato permettendo di non danneggiare la capsula che si troverà sotto. Il LAS agirà durante tre fasi del lancio: la prima quando Ares I si trova ancora sulla rampa di lancio separando la capsula dal resto del razzo e portandola a distanza di sicurezza con ammaraggio per mezzo dei paracadute principali di fronte alla costa di Cape Canaveral, la seconda, chiamata "metà altitudine" funzionerebbe fino a circa 50 chilometri e prevederebbe anche l'entrata in funzione dei paracadute di frenata vista la velocità elevata raggiunta e l'ultima che funzionerebbe fino a circa 100 chilometri di quota che poi è il momento della separazione nominale per il LAS. Inoltre la rampa di lancio sarà fornita di un nuovo sistema di evacuazione rapido per mezzo di una specie di montagna russa chiamato Rollercoaster Emergency Egress System
(EES). A differenza del sistema utilizzato sulle vecchie capsule Apollo il LAS ha un'entrata in funzione di pochi millisecondi ma è molto meno "duro" per quanto riguarda le forze G applicate agli astronauti all'interno della capsula ed inoltre sarà anche più leggero visto l'utilizzo di materiali avanzati. Sono previsti due test in scala del LAM questa estate. Fonte: NASAspaceflight.com
|
31/08/2006
-
La NASA sceglie Lockeed per Orion - La NASA ha oggi
svelato quale azienda ha vinto il contratto per la costruzione del CEV-Orion.
La Lockeed Martin ha battuto l'altra cordata di aziende capitanata dalla
Northop Grumman/Boeing. Il contratto ha valore dal 8 settembre 2006 fino
al 7 settembre 2013 per un valore di circa 3,8 miliardi di dollari e
comprende il design, lo sviluppo, il test e la valutazione del nuovo
veicolo. La costruzione del nuovo veicolo di trasporto spaziale americano
avverrà principalmente a Houston, nel Texas e al Kennedy space Center in
Florida. Il primo volo del CEV/Orion è previsto non oltre il 2014. Le
altre industrie che partecipano alla costruzione assieme alla Lockeed
Martion sono: EADS SPACE Transportation, United Space Alliance, Honeywell,
Orbital Sciences, Hamilton Sundstrand e Wyle Laboratories. Principali
caratteristiche notate alla presentazione sono la forma dei pannelli
solari del modulo di servizio che, per la prima volta appaiono di forma
circolare. Nell'immagine a lato (cortesia NASA/Lockked Martin) è
raffigurato il CEV/Orion in orbita lunare con i grandi pannelli
solari.
Fonte: NASA - Lockeed Martin
|
23/08/2006
-
Orion sarà il nome del CEV - La NASA ha
ufficializzato una notizia trapelata alcuni giorni fa, il nome scelto per
il CEV (Crew Exploration Vehicle), veicolo spaziale che dovrà sostituire
lo space shuttle dopo il 2010 è Orion. E così dopo il progetto Apollo
degli anni '60 che ha portato l'uomo per la prima volta sulla Luna nel
2020 toccherà al progetto Orion riportare, e questa volta si spera
stabilmente, l'uomo sul suo satellite naturale ed alcuni anni dopo magari
su Marte. Orion (Orione in italiano) è il nome di una delle costellazioni
del cielo del nord e nel logo (qui a sinistra cortesia Collectspace/NASA)
sono evidenziate le tre stelle che fanno parte della cosiddetta
"cintura di Orione". Orion sarà una capsula di forma tronco
conica come l'Apollo ma dal diametro superiore (5 metri contro i 3.5
dell'Apollo) e pesante circa 25 tonnellate. All'inizio (2014) potrà
trasportare sei astronauti verso la ISS e più tardi (nel 2018 al più
presto) 4 astronauti verso la Luna. Orion fa parte del più grande
progetto inaugurato nel 2004 dal Presidente USA George W. Bush per il
ritorno dell'uomo sulla Luna, la conquista di Marte ed oltre.
Fonte: NASA - CollectSPACE
|

Torna al Programma Constellation
Sito curato da Massimo Martini - aggiornato al 03/04/2010