CEV/Orion

 

Introduzione.

La NASA ha deciso di mandare in pensione la sua flotta di navette spaziali dal 2010, dopo il completamento della Stazione Spaziale Internazionale. Il suo posto sarebbe stato preso dal nuovo veicolo per l'esplorazione umana dello spazio: il CEV/Orion, per Crew Exploration Vehicle (Veicolo di esplorazione con equipaggio). La prima volta che abbiamo sentito parlare del CEV fù durante un discorso del Presidente USA George Bush Jr. nel gennaio 2004, nel quale veniva affermato che la NASA sarebbe tornata sulla Luna ed avrebbe proseguito l'esplorazione umana dei pianeti. Da allora la NASA ha proposto una propria visione del futuro esplorativo umano basato principalmente su un nuovo veicolo Primo concept NASA del Crew Exploration Vehiclespaziale che ricordava molto le vecchie capsule Apollo degli anni '60. l'Orion sarebbe stato composto da due parti principali, la capsula conica che ospita l'equipaggio ed un modulo di servizio contenente tutte le attrezzature per la propulsione, i sistemi vitali e l'energia. Al lancio questo Orion si sarebbe trovato sulla sommità di un nuovo veicolo di lancio chiamato CLV (Crew Launch Vehicle) composto da un primo stadio derivato da un booster utilizzato oggi per lo shuttle ed un secondo stadio propulso da un motore discendente da quelli utilizzati dal glorioso Saturno 5 che portò le missioni Apollo sulla Luna. Orion avrebbe avuto, al momento del lancio, sulla parte superiore una torre di fuga che sarebbe stata utilizzata inEcco l'ultima versione di Orion, la 606D caso di emergenza per allontanare la capsula dal razzo (come avviene sulle Soyuz russe). Una volta in orbita Orion avrebbe dispiegato i pannelli solari (a differenza delle capsule Apollo che non li avevano) ed avrebbe potuto manovrare grazie al suo motore orbitale ed a una serie di piccoli motori di manovra posti sullo scafo del modulo di servizio. Al suo interno Orion avrebbe ospitato da 4 a 6 astronauti a seconda del tipo di missione grazie ad un diametro più grande (5 metri contro i 3.60 delle capsule Apollo) ed a una miniaturizzazione avanzata dei componenti elettronici. Passata la fase più pericolosa del lancio la torre di fuga sarebbe stata sganciata e la sommità di Orion sarebbe rimasta scoperta mostrando il portello di attracco. Orion avrebbe potuto, in una prima fase, attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale e portare quindi equipaggi e merci.  Al momento di rientrare sulla Terra l'Orion avrebbe sganciato il Modulo di Servizio ed affrontato l'attrito dell'atmosfera con la parte inferiore della capsula conica come accadeva per le Apollo. Una volta rallentata la sua discesa si sarebbero aperti i paracadute ed a pochi metri dal suolo degli airbag avrebbero attutito l'atterraggio. Infatti, a differenza delle capsule Apollo che ammaravano nell'oceano per Orion la NASA aveva deciso inizialmente un rientro sul terreno, come fanno i russi. A luglio 2006 la NASA scelse il nome dei nuovi vettori di lancio: Ares I per il CLV e Ares V per il CaLV (Cargo Launch Vehicle). Questi nomi ricordavano molto i vettori Saturno I e Saturno V che hanno portato l'uomo sulla Luna e la scelta del nome ARES era, senza dubbio, un omaggio al pianeta Marte.  Nella tabella in basso a sinistra i due nuovi vettori che sarebbero stati costruiti per trasportare Orion ed il veicolo lunare a confronto con un Saturno 5 ed uno Space Shuttle. Nell'immagine in alto (Credit: NASA) uno dei primo concept del CEV (2006) mentre qui a destra (Credit: Lockeed Martin) l'ultima versione di Orion, la 606-D, prima della chiusura del Programma Constellation nel febbraio 2010.


Aggiornamenti 

(quello in alto è il più recente)

Il sistema di aborto al lancio con il simulacro di una capsula Orion pronto per il test 06/05/2010 - Pad Abort-1 svolto con successo- Il test Pad Abort 1 della NASA, un lancio del sistema di aborto (LAS) designato per il veicolo per equipaggio Orion, è decollato alle 9 a.m. EDT (le 15.00 ora italiana) di giovedì dal poligono missilistico dell'US Army di White Sand (WSMR) vicino a Las Cruces, New Mexico. Il volo è durato circa 135 secondi dal momento del lancio fino a che il modulo dell'equipaggio ha toccato il suolo circa un chilometro e mezzo dalla rampa. Il volo era il primo test integrato per il sistema di aborto al lancio. Le informazioni acquisite dal test aiuteranno a migliorare le caratteristiche e le analisi dei sistemi futuri di aborto al lancio, con il risultato di rendere più sicuri ed affidabili la capacità di salvataggio dell'equipaggio in un'emergenza al razzo durante il lancio. Il test ha coinvolto tre motori. Un motore di aborto ha prodotto quasi istantaneamente 250 tonnellate di spinta per spingere il modulo equipaggio lontano dalla rampa. Questo motore ha funzionato approssimativamente per 6 secondi con la spinta maggiore nei primi 2,5 secondi. Il modulo equipaggio ha raggiunto una velocità di circa 716 km/h nei primi tre secondi, con una velocità massima di 867 km/h, in una traiettoria parabolica con un'altezza massima di circa 1.600 metri. Il motore di controllo di assetto si è acceso simultaneamente al motore di aborto ed ha deviato il veicolo utilizzando otto propulsori che producevano 3 tonnellate di spinta. Questi motori davano la giusta spinta per far si che il modulo equipaggio eseguisse una traiettoria di volo controllata ed orientasse il veicolo mentre il sistema di aborto si spegneva. Il motore di rilascio, il solo dei tre motori che sarebbe poi utilizzato in tutti i lanci nominali del razzo, ha tirato via l'intero sistema di aborto al lancio lontano dal modulo equipaggio ed ha liberato la strada al paracadute per l'apertura e l'atterraggio. Dopo che i bulloni esplosivi sono saltati ed il motore di rilascio separava il sistema dal modulo equipaggio veniva dispiegato il sistema di paracadute. I paracadute quidavano il modulo equipaggio ad un atterraggio a circa 25 km/h a circa 1.600 metri dalla rampa di lancio. Il Progetto Orion ha iniziato l'operazione di recupero di tutti i vari dispositivi dal WSMR e tutti questi verranno valutati assieme ai dati ottenuti nel corso delle prossime settimane. Nella immagine (Credit: NASA/TV) il simulacro della capsula Orion ed il LAS pronti al via del test.

Fonte: NASA

 

05/05/2010 - Pad Abort-1 pronto per il lancio di domani - Con centinaia di test e verifiche ufficialmente completate i membri della Flight Test Readiness Review si sono trovati d'accordo all'unanimità che il Pad Abort-1 (PA-1) è pronto per il lancio del 6 maggio al Poligono Missilistico di White Sands, New Mexico. Anche se in una revisione prima di ogni lancio vi sono sempre aperte delle questioni che devono essere chiuse prima che la missione riceva il "via". Se infatti ci fosse qualche problema con l'attrezzatura o con il software la data di lancio verrebbe rinviata fino a che i problemi non fossero risolti. Ma, il 22 aprile, il team responsabile di PA-1 ha concluso che tutto l'hardware ed il software in supporto al lancio è pronto per il volo e che le strutture e l'assetto del poligono sono a posto e che il team del volo di prova è preparato per eseguire PA-1 efficientemente ed in sicurezza. PA-1 è il primo volo di prova completamente integrato del sistema di aborto al lancio che è stato sviluppato per il veicolo esplorativo con equipaggio Orion. Il test fa parte di una missione in corso per sviluppare veicoli più sicuri per le applicazioni nel volo spaziale umano. La sola questione che rimane in dubbio sono le condizioni meteo ed in particolare il vento. La squadra del volo di prova controllerà da vicino le condizioni meteo nel giorno del test con il lancio previsto per le 9 a.m. EDT (15.00 ora italiana).

Fonte: NASA

 

15/04/2010 - Orion diventa la scialuppa della ISS - Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante il suo discorso tenuto al Kennedy Space Center, in Florida, sulla sua visione dell'esplorazione spaziale della NASA per i prossimi decenni, ha confermato la cancellazione del Programma Constellation di ritorno alla Luna ma ha inaspettatamente parlato di una capsula Orion trasformata in scialuppa di salvataggio per l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. In seguito Orion potrebbe inoltre essere utilizzata come punto di partenza per un veicolo spaziale abitato per esplorare lo spazio esterno, gli asteroidi ed arrivare fino a Marte. 

Fonte: NASA

 

Il modulo per il test PA-1 in fase di allestimento a White Sands03/04/2010 - Quasi pronto il test PA1- L'ultimo test di volo della NASA, denominato Pad Abort 1 (PA-1) verrà condotto il 6 maggio prossimo presso l'Orion Abort Flight Test Launch Complex 32E al poligono dell'Esercito USA di White Sands, nel Nuovo Messico vicino a Las Cruces. Sebbene si tratti di un componente del Programma Constellation e del veicolo di esplorazione con equipaggio Orion, il cui futuro è attualmente al vaglio del Congresso USA, il test verrà condotto come parte del progetto della NASA di sviluppare veicoli spaziali più sicuri per tutte le applicazioni del volo spaziale umano. Le informazioni ottenute attraverso il PA-1 saranno utilizzate per sviluppare sistemi futuri per la fuga di emergenza degli equipaggi dai veicoli. Il sistema di aborto al lancio, o LAS (launch abort system), è stato ideato per attivarsi entro pochi millisecondi nell'evento di un emergenza sulla rampa di lancio o durante la fase iniziale di ascesa. Il LAS è composto da tre motori: il motore di aborto fornisce una spinta di circa 220 tonnellate per portare il modulo dell'equipaggio in alto e lontano dal veicolo di lancio; il motore di assetto può invece produrre una spinta di circa 3 tonnellate per orientare la posizione del veicolo e poi c'è il motore di separazione che allontana il modulo equipaggio dal LAS in modo che i paracadute della capsula possano essere dispiegati per un atterraggio sicuro. Testare le performance del LAS e dell'interfaccia fra il LAS ed il modulo equipaggio sono l'obiettivo principale del test PA-1. La prestazione del sistema integrato LAS non possono essere adeguatamente testate eccetto che nello condizioni del test di volo come il PA-1. Le informazioni raccolte dal test aiuteranno a ridurre le incertezze dei modelli e delle analisi in modo da rimuovere eccessive posizioni conservative e migliorare la sicurezza. I principali obiettivi del test sono i seguenti: 1) dimostrare la possibilità di aborto ad altezza zero, dimostrare la capacità del LAS di spingere il modulo a distanza di sicurezza dal veicolo di lancio durante un aborto sulla rampa di lancio, dimostrare le capacità di stabilità e controllo del nuovo modulo nei confronti del LAS, ottenere dati acustici sui carichi strutturali dell'interfaccia LAS/modulo equipaggio, determinare le prestazioni dei motori di aborto, assetto e separazione, dimostrare la sequenza degli eventi di un aborto attraverso il distacco del LAS. Gli obiettivi secondari del test sono invece i seguenti: dimostrare la sequenza di apertura dei paracadute e le prestazioni del paracadute principale. Questi dati avranno molte applicazioni nei futuri veicoli di lancio e dimostreranno le prestazioni dei tre nuovi tipi di motorie le innovazioni nella loro realizzazione. Il motore del sistema di assetto del LAS fornisce un controllo preciso del volo utilizzando una tecnologia a spinta variabile che elimina tutte le pesanti zavorre, alette aerodinamiche e sistemi per garantire la stabilità aerodinamica utilizzata nel design dell'Apollo. La tecnologia utilizzata per il motore di assetto è stata ereditata dai sistemi di guida dei missili ma non è stata mai prodotta in queste dimensioni (il motore di assetto ha un diametro di 32 centimetri). L'ACM sviluppato impiega materiali compositi con alta resistenza al calore, alla pressione ed allo sforzo che potranno essere adattati a future applicazioni dell'esplorazione spaziale. Il motore di separazione ha ugelli coperti e la sua configurazione è simile a quella dell'Apollo sebbene sia molto più potente per poter sopportare la massa maggiore del LAS di Orion. A causa del fatto che il motore di separazione del LAS deve funzionare sia durante uno scenario nominale che durante una situazione di aborto di emergenza la sua funzione deve essere estremamente flessibile. Il motore di aborto invece è un sistema molto avanzato nei campi del combustibile a reazione rapida, progettazione del flusso del razzo solido rovesciata, rivestimento in materiali compositi e tecnologie per la protezione diretta dai fulmini che è adattabile a future applicazioni esplorative. La composizione del rivestimento del motore e dell'ignitore e l'utilizzo degli ugelli di flusso rovesciati spinge la fiamma di sfogo lontana dal modulo dell'equipaggio ed ha permesso l'eliminazione della struttura a torre presente nella configurazione dell'Apollo. Tutte queste innovazioni hanno permesso di minimizzare la massa e massimizzare il carico utile. Nella foto (Credit: NASA) il veicolo per il test PA-1 nelle ultime fasi di allestimento presso White Sands.

Fonti: NASA

 

01/02/2010 - Obama cancella il programma Constellation ! - Dopo mesi di illazioni oggi è arrivata la conferma che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha chiesto la cancellazione del Programma Constellation della NASA che avrebbe dovuto sostituire la navetta spaziale e riportare l'uomo sulla Luna nel 2020. A causa della crisi economica di fronte alla quale si è trovato, dai ritardi accumulati dal programma a causa dei finanziamenti non adeguati della precedente amministrazione Bush e non potendo aumentare il budget della NASA dei 3 miliardi di dollari all'anno per mantenere gli impegni del ritorno alla Luna Obama ha scelto la via più traumatica. Da questo momento i vettori Ares I, Ares V, la capsula Orion ed il modulo lunare Altair, così come la futura base lunare, tornano nel mondo dei sogni. La NASA dovrà anche affidarsi ai privati per l'invio dei propri astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale che però sarà mantenuta almeno fino al 2020. Certo, questa è una proposta per il budget dal 2011 in avanti e prima che possa diventare legge dovrà passare al vaglio del Senato USA. Ci sono infatti diversi senatori contrari a questo cambio di rotta soprattutto a causa della perdita di posti di lavoro che questa decisione porterà negli stati di loro competenza. La lotta si annuncia quindi dura in Senato anche se, pare, le speranze di poter mantenere almeno qualche cosa del programma originale sono veramente ridotte. Fino a questo momento la NASA ha speso qualcosa come 9 miliardi di dollari nel progetto ed aveva eseguito con successo il lancio di prova di Ares-1X lo scorso ottobre mentre proprio alcuni giorni fa la torre di lancio per il vettore Ares I era stata completata al Kennedy Space Center. Qui in esclusiva la trascrizione in italiano del discorso tenuto dall'Amministratore della NASA Charlie Bolden il 1° febbraio e che illustra il nuovo budget NASA 2011.

Fonte: Casa Bianca

 

07/04/2009 - La NASA seleziona il materiale per lo scudo termico di Orion - La NASA ha scelto il materiale dello scudo termico che proteggerà una nuova generazione di esploratori spaziali quando rientreranno dall Luna. Dopo studi intensivi la NASA ha selezionato il sistema ablativo Avcoat per il modulo equipaggio di Orion. Orion è parte del Programma Constellation che svilupperà l'astronave della prossima generazione per l'esplorazione della Luna ed altre destinazioni nel Sistema Solare. Il modulo equipaggio di Orion, che verrà lanciato sulla sommità di un razzo Ares I, dovrebbe trasportare gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 e sulla Luna nel 2020. Orion incontrerà condizioni estreme durante il suo viaggio verso la Luna ed il ritorno a casa. Uno dei momenti critici sarà l'attraversamento dell'atmosfera terrestre dove il modulo incontrerà temperature più di alte di 2.760° centigradi. Si tratta di temperature cinque volte più alte di quelle incontrate durante un rientro da una missione di rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale. Lo scudo termico di Orion, a forma di disco e che si troverà alla base del veicolo spaziale, verrà eroso dalla maggior parte del riscaldamento in modo controllato trasportando il calore lontano dal modulo equipaggio durante la sua discesa attraverso l'atmosfera. Per proteggere il veicolo spaziale ed il suo equipaggio da condizioni così estreme, l'Orion Project Office della NASA al Johnson Space Center di Houston ha identificato un apposito team a cui ha affidare lo sviluppo del sistema di protezione termico, o TPS. Per più di tre anni il team della NASA, chiamato Orion Thermal Protection System Advanced Development Project, ha considerato otto differenti materiali candidati, inclusi i due finalisti, l'Avcoat ed il PICA (Phenolic Impregnated Carbon Ablator) entrambi dei quali provati in precedenti missioni spaziali. Avcoat è stato utilizzato sullo scudo termico della capsula Apollo ed in alcune zone della navetta spaziale durante i suoi primi voli. Si tratta di un materiale ablativo, realizzato con fibre di silicio e resina epossidica su supporto di fibra di vetro a nido d'ape formando un unico corpo già al momento della produzione. PICA, costruito invece in blocchi ed attaccato al veicolo dopo la fabbricazione è già stato utilizzato sulla sonda Stardust, la prima missione robotica dedicata all'esplorazione di una cometa ed al ritorno di campioni fin dai tempi dell'Apollo. La squadra incaricata di scegliere il sistema TPS ha effettuato comparazione fra i due materiali, il loro peso, le performance termiche, il costo, la facilità di lavorazione, l'affidabilità e le sfide nelle certificazione. La NASA, lavorando assieme alla Lockheed Martin, fornitore principale di Orion, ha infine raccomandato Avcoat come il sistema più robusto, affidabile e maturo. Sebbene Avcoat sia stato selezionato come il migliore dei due candidati, occorreranno altre ricerche per integrarlo completamente nella struttura di Orion.

Fonte: NASA

 

Nella foto i tecnici della NASA stanno completando il simulacro di Orion per Ares I-X22/01/2009 - Si assemblano i pezzi del primo Ares I di prova - La NASA ha utilizzato potentissimi computer e software per realizzare il razzo che trasporterà equipaggi e carichi nello spazio dopo il ritiro della navetta spaziale. Ma questi computer verranno messi alla prova del loro lavoro con il vecchio metodo, il primo di questi test di lancio dimostrativi senza equipaggio inizierà nel 2009. Ares I-X, il primo test del razzo Ares I, verrà lanciato dal Centro Spaziale Kennedy nell'estate di questo anno, salirà fino a 40 km di altezza in circa due minuti di spinta per testare le prestazioni del primo stadio, la separazione dal secondo ed il sistema di recupero con i paracadute. Meno ovvio, ma non meno critico, il test comprenderà l'intera aerodinamica del veicolo. E' questo design stabile e sicuro in volo? Questa è una domanda che deve avere una risposta prima che gli astronauti inizino a viaggiare verso l'orbita terrestre ed oltre. Dopo aver risposto a queste domande il volo di Ares I-X sarà un'importante passo verso la verifica e le analisi delle attrezzature e delle tecniche occorrenti per realizzare i futuri Ares I, il prossimo veicolo di lancio della NASA. Per essere sicuri che le caratteristiche del volo siano pienamente comprese estrema cura è stata dedicata per realizzare lo stadio superiore, il modulo dell'equipaggio Orion e la sua torre di salvataggio, tutti simulacri. Questi componenti a scala intera devono riflettere esattamente la forma e le proprietà fisiche dei modelli utilizzati per le analisi computerizzate e nelle prove in galleria del vento per comparare i risultati del volo con quelli previsti. Al Centro di Ricerca NASA di Langley, Hampton, Virginia, dove prende forma il simulacro della capsula Orion e della torre di aborto al lancio, i ricercatori ed i dirigenti stanno lavorando a molteplici sfide. "Abbiamo una squadra estremamente varia - un sacco di persone da varie organizzazioni - che devono lavorare assieme in tempi molto stretti," spiega Kevin Brown, responsabile per il progetto Ares I-X relativo alla parte del Modulo Equipaggio/Sistema di Aborto al Lancio "abbiamo un team che segue la fabbricazione e l'assemblaggio in cooperazione con appaltatori esterni, ed abbiamo un'altra squadra pronta ad installare circa 150 sensori, una volta che il modulo equipaggio e la torre di aborto al lancio saranno completati," ha aggiunto Brown. Il simulacro del modulo equipaggio, fedele al veicolo che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale dal 2015 sulla Luna dal 2020 ed oltre, misura approssimativamente 5 metri di diametro. Mentre il modulo conico ha la stessa forma del Modulo di Comando Apollo, sarà significativamente più largo. Il simulacro del sistema di aborto al lancio, posizionato sopra il modulo dell'equipaggio, aggiunge altri 14 metri all'altezza del complesso. I sensori misureranno la pressione aerodinamica e la temperatura della punta del razzo e contribuiranno a fornire dati sull'accelerazione e sull'angolo di attacco. In che modo il razzo attraversa l'atmosfera è importante per determinare come il flusso d'aria scorre sull'intero veicolo. "Questo lancio ci dirà cosa è giusto e cosa è sbagliato nel design e nella fase di analisi," dice Jonathan Cruz, vice responsabile di progetto per Ares I-X CM/LAS. "Siamo molto fiduciosi , ma abbiamo bisogno di questi due minuti di dati di volo prima che la NASA possa procedere con la prossima fase di sviluppo del razzo." Le due parti di simulacro per i test verranno inviati al Kennedy nei prossimi giorni. Prima del lancio, la combinazione modulo di equipaggio/sistema di aborto al lancio verrà utilizzato per testare anche le varie fasi di assemblaggio degli elementi della missione Ares I-X. Ares I-X fornirà dati molto importanti per lo sviluppo del vettore Ares I prima della revisione finale del veicolo prevista per il 2010. Nella foto (Credit: NASA/Sean Smith) il simulacro del modulo equipaggio di Orion mentre viene completato.

Fonte: NASA

 

La fiammata del test del motore di aborto della nuova capsula della NASA, Orion20/11/2008 - Testato con successo il primo motore di aborto al lancio per Orion - Le fiamme si sono alzate per oltre trenta metri in un positivo test a terra, della durata di5,5 secondi di un motore di aborto al lancio per l'astronave di prossima generazione, il veicolo di esplorazione per equipaggio Orion. La NASA e la squadra di industrie che costruisce Orion hanno condotto il test alla sede della Alliant Techsystems, o ATK, di Promontory, nello Utah. Il motore di aborto fornisce una spinta di 200 tonnellate per sollevare il modulo dell'equipaggio dal razzo Ares I, portando gli astronauti in salvo nel caso di un emergenza alla rampa di lancio o durante i primi 100 chilometri mentre il vettore sale verso l'orbita. L'accensione di giovedì è stata la prima di un motore con flusso della propulsione inverse testato in questa scala. Si tratta anche del primo test di questo tipo fin dall'inizio del programma Apollo. "Questa è una pietra miliare che porta il Programma Constellation un passo più vicino al completamento del veicolo Orion che porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 ed il ritorno dell'uomo sulla Luna nel 2020." ha affermato Mark Geyer, direttore del progetto Orion al Centro Spaziale Johnson della NASA a Houston, Texas. "Il motore di aborto al lancio deve essere pronto per operare in molte differenti condizioni ambientali, e test come questo sono critici per assicurare la sicurezza e la protezione dei nostri astronauti." Il test di accensione di giovedì è il culmine di tutta una serie di prove di motori e componenti condotti questo anno in preparazione dell'importante passo successivo, un test previsto per la primavera del 2009 con un modello in scala reale della capsula Orion. Il banco di prova per il motore di aborto è alto circa 6 metri ed uno di diametro. Durante l'accensione di giovedì il motore era fissato al banco prova in verticale con i suoi quattro ugelli che puntavano verso il cielo nel complesso della ATK. All'accensione il motore di aborto ha funzionato per 5,5 secondi. L'alto impulso del motore è stato sviluppato per consumare la maggior parte del propellente nei primi tre secondi, scatenando una potenza di circa 200 tonnellate di spinta necessarie per espellere la capsula lontano dal veicolo di lancio du emergenza. Sebbene simile al motore di aborto del programma Apollo, questo di Orion incorpora le tecnologie odierne ed un più robusto design. Il motore di aborto al lancio utilizza un corpo costruito con materiali in composito e un flusso della fiamma inverso invece di una torre, portando ad un risparmio di peso e migliori performance e sicurezza della sopravvivenza dell'equipaggio in caso di un aborto al lancio. Invece di avere un getto di scarico che fuoriesce dalla parte inferiore il combustibile solido è piazzato in basso rispetto agli ugelli. Il flusso quindi sale verso l'alto e viene piegato di 155° e forzato nei quattro ugelli creando la spinta verso l'alto. Per poter provare questa nuova tecnologia sono stati eseguiti tutta una serie di test prima di procedere con quello a dimensioni reali. Le prime prove hanno riguardato cinque test di accensione in scala minore per validare la tecnologia del flusso inverso, poi è stata fatta una prova di integrità strutturale del corpo del motore, un test di ignizione e controlli di sorveglianza durante la preparazione chimica del combustibile solido per raggiungere le prestazioni richieste. La ATK è responsabile del sub-appalto del motore di aborto al lancio all'interno del Progetto Orion della NASA. La Orbital Sciences Corporation di Dulles, Virginia, è responsabile per l'integrazione del sistema di aborto al lancio (LAS) nel veicolo per la Lockheed Martin Corporation di Denver, principale appaltatore di Orion. L'ufficio responsabile per Programma Orion si trova al Johnson Space Center della NASA di Houston e riceve supporto tecnico e logistico per il Launch Abort System dal Centro di Ricerca Langley della NASA di Hampton, Virginia e dal Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA di Huntsville, Alabama. Nella foto (Credit: NASA) il test del LAS.

Fonte: NASA

 

11/08/2008 - Primo volo di Orion slitta di un anno. - La NASA ha reso noto che il primo volo con un equipaggio a bordo per la capsula Orion, che ricordiamo,  sostituirà lo Space Shuttle in pensione dal 2010, non avverrà prima del settembre 2014, un anno esatto dopo quanto previsto in un primo momento. La nuova data è stata rivelata oggi dai dirigenti del programma e riflette in modo più realistico l'assegnazione dei fondi e le richieste tecniche del progetto, in assenza di nuovi e più significativi supporti da parte del Congresso USA. In questo modo le operazioni iniziali di Orion rimangono fissate al marzo 2015, quasi cinque anni dopo che la navetta spaziale Endeavour compirà il suo ultimo volo nel 2010. Fra il ritiro della flotta di shuttle ed il debutto di Orion gli astronauti americani saranno quindi costretti e volare a bordo delle capsule russe Soyuz. I manager della NASA speravano di poter "chiudere il divario" fra le operazioni shuttle ed Orion premendo per il primo volo della capsula abitata al settembre 2013 ma, dopo avere attentamente rivisto i fondi disponibili e le problematiche tecniche del progetto, la data è slittata di un anno lasciando poche speranze in un miglioramento. Il primo lancio di prova per il vettore Ares 1-X, previsto per la prossima primavera rimane confermato, come i test di aborto al lancio. Intanto negli ultimi mesi è emerso un grosso problema tecnico proprio con il primo stadio di Ares 1. Infatti, secondo le simulazioni condotte al computer, le vibrazioni al lancio per il vettore sarebbero pericolose per l'equipaggio. Sono in corso tutta una serie di studi per ovviare al grave problema e Jeff Hanley, direttore del programma Constellation al Johnson Space Center di Houston, è fiducioso che possano essere risolti. Per poter abbassare le vibrazioni al lancio ad un livello paragonabile a quelle subite a bordo di uno space shuttle verranno installati due sistemi di smorzatori, uno sistemato fra il primo ed il secondo stadio e l'altro alla base del booster. Questi sistemi faranno calare le prestazioni, in termini di carico utile, di circa 625 chilogammi. 

Fonte: Space.com

 

Il risultato del fallimento del test paracadute della capsula Orion06/08/2008 - Fallito test di paracadute per Orion - Lo scorso 2 agosto, nel sito di prova dello US Army Yuma Proving Ground con un lancio da un aereo da trasporto C-17, è fallito un test per i paracadute di rientro della capsula Orion. Il problema è stato identificato nel primo paracadute che veniva utilizzato per stabilizzare la discesa del modello di Orion prima dell'apertura dei paracaduti veri e propri della capsula. Il test prevedeva l'utilizzo in totale di 18 paracaduti, 10 utilizzati per la fase di "preparazione" al test orientando il modello e 8 veri e propri montati sul modello e da testare. I 10 paracaduti iniziali comprendono quelli per l'estrazione del modello dall'aereo, quelli di recupero della slitta e quelli di stabilizzazione del modello stesso durante la discesa. Purtroppo non ha funzionato quello per la stabilizzazione del modello dopo la separazione dalla slitta per il mantenimento della velocità corretta nella prima parte della discesa. Non si è aperto correttamente impedendo la stabilizzazione della capsula, di conseguenza tutti i successivi, uno dietro l'altro, appena estratti si sono strappati per l'eccessiva velocità. La NASA ha dichiarato che, per le motivazioni che hanno provocato il malfunzionamento, l'incidente è stato classificato come fallimento delle tecniche di test e non come fallimento del sistema CPAS (CEV Parachute Assembly System). Parte del modello della capsula Orion è andato parzialmente distrutto (come si vede nella foto Credit: NASA) ma alcune parti di hardware saranno riutilizzabili. L'impatto sul programma Constellation dovrebbe essere minimo. 

Fonte: Space.com - Forumastronautico.it

 

22/11/2007 - Aggiornamento programma Constellation - Si è completata la Integrated Stack (IS) Technical Interchange Meeting (TIM) che ha aperto la strada all'inizio della fase di PDR (Program Design Review). Durante la fase appena conclusa sono stati risolti molti problemi che l'avevano afflitta mentre altri continuano ad essere valutati per essere risolti successivamente. Quello che il management vuole far notare è che questa revisione non ha modificato le prestazioni dei mezzi risolvendo però molti punti interrogativi che rimanevano aperti. Per quanto riguarda l'Ares I, è il segmento messo meglio con ormai tutti i dubbi principali risolti. Sono per cui stati valutati degli studi preliminari che ipotizzano nuove versioni del lanciatore, come ad esempio il già annunciato nuovo ugello del primo stadio oppure una versione senza sistema di recupero del primo stadio con un risparmio in peso di circa 1,3ton. Nessuna delle due è comunque stata per ora approvata e si aspetta la conclusione degli studi preliminari per una valutazione definitiva. Il problema maggiore su cui si sta ora lavorando è il rischio di vibrazioni acustiche provocate dalla frequenza di vibrazione durante l'utilizzo dei SRB che potrebbe essere nociva se non letale per il mezzo e l'equipaggio. Un rapporto del Tiger Team è previsto per Marzo del prossimo anno. Altre questioni minori sono il sistema "Pogo" dell'upper stage che potrebbe essere rivisto con degli smorzatori aggiuntivi e il transitorio di spegnimento del J-2X che potrebbe provocare una decelerazione aggiuntiva di 0.4G e una pari accelerazione laterale. Le buone notizie arrivano dall'orbita di inserimento, ulteriormente alzata dalla precedente -11x100nmi all'attuale 10x100 nmi. Per quanto riguarda Orion, con la nuova strategia denominata Zero Base Vehicle sembra che la crescita del peso sia rimasta sotto controllo permettendo la prosecuzione dei lavori. E' stato dato anche l'ok definitivo all'inizio della Preliminary Design Review (PDR) per quanto riguarda l'integrazione fra Ares e Orion, ormai giunti ad un buon livello di definizione fra di loro. La nuova Mobile Launcher è ormai al termine della progettazione e si prevede l'inizio della costruzione il prossimo Febbraio, i lavori termineranno nel Dicembre 2009, l'installazione dei sistemi da Gennaio 2010 a Luglio 2011, i test e attivazione dal Ottobre 2011 a Marzo 2012 con il lancio dell'Ares I-Y previsto per Settembre 2012. Tutte le date potrebbero slittare di qualche mese a causa di alcuni problemi con il primo lancio dell'Ares I-X previsto per Aprile 2009. I problemi sarebbero nel limite di vento sopportabile dal nuovo vettore che rischierebbe di toccare la rampa sopra un certo limite richiedendo limiti meteo più stringenti. L'altro problema è che l'attuale sistema di ritenzione a terra dell'ugello non è compatibile con quello nella nuova versione per cui si dovrà decidere cosa fare. Con l'Ares I-Y verrà testato il nuovo upper stage ma senza propulsore e volerà un simulacro del CEV senza torre di lancio.

Fonte: Forumastronautico.it - Nasaspaceflight.com

 

10/07/2007 - Prende forma il sistema di salvataggio di Orion - La ATK ha vinto un contratto del valore di 62,5 milioni di dollari per il motore principale del LAS (Launch Abort System) della capsula CEV/Orion. Il LAS, una torre posta sulla cima della capsula verrà utilizzata in caso di emergenza per portarla lontano dal vettore di lancio Ares I in caso di problemi durante il lancio. La Orbital Sciences Corporation, che si occupa come subcontraente della Lockheed Martin per lo sviluppo del LAS avrà a sua volta come fornitore per il motore principale la ATK con il suo LAM (Launch Abort Motor). Questo particolare motore a combustibile solido ha la particolarità di poter sviluppare la spinta in direzione quasi opposta a quella in cui è montato permettendo di non danneggiare la capsula che si troverà sotto. Il LAS agirà durante tre fasi del lancio: la prima quando Ares I si trova ancora sulla rampa di lancio separando la capsula dal resto del razzo e portandola a distanza di sicurezza con ammaraggio per mezzo dei paracadute principali di fronte alla costa di Cape Canaveral, la seconda, chiamata "metà altitudine" funzionerebbe fino a circa 50 chilometri e prevederebbe anche l'entrata in funzione dei paracadute di frenata vista la velocità elevata raggiunta e l'ultima che funzionerebbe fino a circa 100 chilometri di quota che poi è il momento della separazione nominale per il LAS. Inoltre la rampa di lancio sarà fornita di un nuovo sistema di evacuazione rapido per mezzo di una specie di montagna russa chiamato Rollercoaster Emergency Egress System (EES). A differenza del sistema utilizzato sulle vecchie capsule Apollo il LAS ha un'entrata in funzione di pochi millisecondi ma è molto meno "duro" per quanto riguarda le forze G applicate agli astronauti all'interno della capsula ed inoltre sarà anche più leggero visto l'utilizzo di materiali avanzati. Sono previsti due test in scala del LAM questa estate. 

Fonte: NASAspaceflight.com

 

31/08/2006 - La NASA sceglie Lockeed per Orion - La NASA ha oggi svelato quale azienda ha vinto il contratto per la costruzione del CEV-Orion. La Lockeed Martin ha battuto l'altra cordata di aziende capitanata dalla Northop Grumman/Boeing. Il contratto ha valore dal 8 settembre 2006 fino al 7 settembre 2013 per un valore di circa 3,8 miliardi di dollari e comprende il design, lo sviluppo, il test e la valutazione del nuovo veicolo. La costruzione del nuovo veicolo di trasporto spaziale americano avverrà principalmente a Houston, nel Texas e al Kennedy space Center in Florida. Il primo volo del CEV/Orion è previsto non oltre il 2014. Le altre industrie che partecipano alla costruzione assieme alla Lockeed Martion sono: EADS SPACE Transportation, United Space Alliance, Honeywell, Orbital Sciences, Hamilton Sundstrand e Wyle Laboratories. Principali caratteristiche notate alla presentazione sono la forma dei pannelli solari del modulo di servizio che, per la prima volta appaiono di forma circolare. Nell'immagine a lato (cortesia NASA/Lockked Martin) è raffigurato il CEV/Orion in orbita lunare con i grandi pannelli solari. 

Fonte: NASA - Lockeed Martin

 

23/08/2006 - Orion sarà il nome del CEV  - La NASA ha ufficializzato una notizia trapelata alcuni giorni fa, il nome scelto per il CEV (Crew Exploration Vehicle), veicolo spaziale che dovrà sostituire lo space shuttle dopo il 2010 è Orion. E così dopo il progetto Apollo degli anni '60 che ha portato l'uomo per la prima volta sulla Luna nel 2020 toccherà al progetto Orion riportare, e questa volta si spera stabilmente, l'uomo sul suo satellite naturale ed alcuni anni dopo magari su Marte. Orion (Orione in italiano) è il nome di una delle costellazioni del cielo del nord e nel logo (qui a sinistra cortesia Collectspace/NASA) sono evidenziate le tre stelle che fanno parte della cosiddetta "cintura di Orione". Orion sarà una capsula di forma tronco conica come l'Apollo ma dal diametro superiore (5 metri contro i 3.5 dell'Apollo) e pesante circa 25 tonnellate. All'inizio (2014)  potrà trasportare sei astronauti verso la ISS e più tardi (nel 2018 al più presto) 4 astronauti verso la Luna. Orion fa parte del più grande progetto inaugurato nel 2004 dal Presidente USA George W. Bush per il ritorno dell'uomo sulla Luna, la conquista di Marte ed oltre. 

Fonte: NASA - CollectSPACE

 

 


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