
30 aprile 2001 - ore 16.00 ora italiana
Conferenza stampa dell'astronauta italiano Umberto Guidoni a bordo della navetta Endeavour. Trasmesso in diretta dal NASA Channel.
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Dopo circa 26 minuti di intervista con l’equipaggio dell’Endeavour tocca ai giornalisti italiani presenti al Centro Controllo Missione di Houston, nel Texas, rivolgere le domande al nostro astronauta.
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Umberto, buongiorno sono Adriana d’Aquino della ADN Kronos innanzitutto buon rientro. Senti quando riuscirai a tornare in Italia probabilmente ci sarà già un nuovo governo cosa ti piacerebbe scrivere a chi ci sarà dopo il voto del 13 maggio
Guidoni - Ma credo che l’Italia abbia già dato un ottimo contributo, il governo italiano, avendo approvato, diciamo, la nostra partecipazione alla Stazione Spaziale direi al nuovo governo di continuare in questa strada e di mostrare che l’Italia ha un ruolo da giocare all’interno delle nazioni più avanzate all’interno del nostro sforzo di fare il primo passo della conquista dello spazio.
Guidoni buon giorno sono Vittorio Argento del Giornale Radio siamo in diretta all’interno delle nostre trasmissioni veniamo alla missione. Che bilancio si può fare a questo punto visto che siete vicini al rientro.
Guidoni - Direi che il bilancio è sicuramente molto positivo la missione è andata molto bene ovviamente in ogni attività come un viaggio nello spazio ci sono delle incognite ma anche alcune delle difficoltà che abbiamo incontrato a bordo della stazione sono state superate egregiamente con l’aiuto del centro di controllo Huston e proprio oggi abbiamo sentito che i computer hanno ripreso a funzionare in maniera corretta a bordo della stazione. Direi che la missione dello shuttle prevedeva l’aggancio del braccio canadese e questo è stato fatto brillantemente ed il nostro modulo italiano Raffaello è stato portato a bordo è stato scaricato e ricaricato con tutto quello che non serve più a bordo della stazione e lo stiamo riportando a terra e quindi direi che il bilancio è sicuramente un successo
Sono Ugo Barbara dell’Agenzia Italia. Ora che Dennis Tito è sulla stazione Alfa la vicenda è stata commentata dall’equipaggio dell’Endevour?
Guidoni - Ma direi che c’è stato un grosso ovviamente accento posto sulla visita di Tito a bordo della stazione. Secondo me il turismo spaziale, in generale, è un ottimo programma anche per ampliare la possibilità a tutti quanti di andare nello spazio e di provare quell’esperienza che soltanto pochi astronauti hanno avuto modo di fare. Certo non era questo probabilmente il momento migliore per avere un non, come dire, non una persona professionista a bordo della stazione.
Ciao sono Massimo Bozzo agenzia ANSA. Volevo chiederti una cosa un po’ più tecnica diciamo. Come si è verificato il guasto ai computer , che cosa questo ha comportato, quali inconvenienti, quali ritardi e come sono stati risolti questi problemi.
Guidoni - Che cosa sia successo esattamente ancora è oggetto di investigazione. Il risultato è che naturalmente che la stazione è controllata dai tre computer principali e chiaramente averne persi aver perso la facoltà di poter dialogare da Terra di mandare comandi è ha impedito alcune delle operazioni ad esempio ha impedito a noi per un giorno di portare a termine il ritorno della piattaforma su cui era stato montato il braccio adesso le cose sono funzionanti e credo che da Terra sia stato ricaricato il software è stato fisicamente scambiato uno dei computer principali con uno dei secondari ed infatti noi riportiamo a Terra uno dei computer proprio uno di quelli che non ha funzionato ed è qui in questo loker (mostra).
Umberto sono Francesco ti faccio io una domanda un po’ per tutti sei in attesa del rientro e per la prima volta sarai sul cockpit c’è cattivo tempo come ti senti per questo importante ruolo.
Guidoni - Eh mi sento molto emozionato naturalmente è un importante ruolo come hai detto e speriamo che tutto vada bene domani nell’atterraggio al Kennedy il tempo è marginalmente buono quindi c’è qualche possibilità comunque che ce la facciamo.
Rispetto alla prima missione del modulo MPLM questa seconda volta ci sono state delle novità o è stata una missione identica alla precedente. Mi può dire qualche cosa di particolare che avete portato a bordo di qualche esperimento che avete portato e che riportate indietro.
Guidoni - Si questa missione di Raffaello è stata abbastanza simile a quella di Leonardo. Direi che probabilmente anche grazie all’esperienza del primo modulo è stata più efficiente il modo con cui abbiamo gestito il trasferimento del materiale dal modulo alla stazione e viceversa. In questo modulo nel modulo Raffaello c’erano due rack che sono stati montati sulla stazione spaziale ed alcuni degli esperimenti li avevamo qui nello shuttle e li abbiamo trasferiti sulla stazione quindi adesso ci sono 4 esperimenti che studiano soprattutto la crescita di cristalli di proteine in condizioni di zero g. Quindi direi che dal punto di vista dell’utilizzazione della stazione spaziale siamo già nella fase che ci sono esperimenti attivi e che potranno dare dei buoni risultati in futuro.
Tornando a Tito questa del turismo spaziale può essere anche vista con un sistema per finanziare le missioni spaziali anche alla luce dei tagli di bilancio decisi dal governo Bush.
Guidoni - Non c’è dubbio che la stazione spaziale sia stata prevista anche con un’applicazione commerciale, uno degli esperimenti che abbiamo portato a bordo è praticamente fatto da un’agenzia privata che vuole fare ricerca in condizioni particolari che sono ottenibili soltanto a bordo della stazione. Quindi non c’è dubbio che i piani della NASA ed anche delle altre agenzie spaziali sono aperte al contributo dei privati il turismo potrebbe essere una di queste fonti di apertura verso il privato.
Umberto un’ultima domanda. Hai ricevuto molti messaggi da Terra moltissime e-mail ai quali in gran parte hai potuto rispondere. Se dovessi dare un giudizio anche dopo questo viaggio come ti senti dopo questa missione anche visto il rapporto con la Terra.
Guidoni - Ma ricevere i messaggi naturalmente mi ha fatto un grande piacere e ancor di più il fatto che fossero soprattutto giovani e giovanissimi a chiedere domande ad essere interessati dello spazio. Non c’è dubbio che quello che stiamo facendo è e sarà ancor più importante per gli anni a venire e per le generazioni che vengano e quindi questo interesse che viene dai giovani è sicuramente incoraggiante e mi fa particolarmente contento il fatto che io nel mio piccolo ho potuto contribuire a questo passo in avanti nella ricerca e nell’esplorazione dello spazio.
Durata complessiva delle domande a Umberto Guidoni, otto minuti.
Durata complessiva della conferenza stampa a tutto l’equipaggio dell’Endeavour, 34 minuti e 31 secondi.
Trascrizione di Bianca Maria Bassetti.