STS-46

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Qui sopra lo stemma della missione e a destra l'equipaggio di STS-46: da destra seduti il Comandante Loren J. Shriver ed il Pilota Andrew M. Allen, in piedi da sinistra Marsha S. Ivins, Specialista di Missione 4; Claude Nicollier (ESA - Francia) Specialista di Missione 3; Jeffrey A. Hoffman, Specialista di Missione 1; Franklin R. Chang-Diaz, Specialista di Missione 2  e Franco Malerba, Specialista del Carico Utile 1. 

STS-46  (49) - OV-104 Atlantis (12)

 

Volo : STS-46 - quarantanovesima missione della navetta spaziale americana.

Carico Utile : TSS-1 (Satellite appeso al filo di costruzione italiana) e EURECA (satellite europeo posto in orbita con diversi esperimenti e che verrà recuperato da STS-68 nel 1994). Altri esperimenti nel vano di carico fra cui AMOS.

Orbiter : OV-104 Atlantis - Serbatoio esterno : ET-50/LWT-43 - Razzi ausiliari : BI-052 SRM: 360W/L025 - Motori principali (SSME) : 2032 - 2033 - 2027

Equipaggio: (7) Comandante Loren J. Shriver, Pilota Andrew M. Allen, Comandante del carico utile Jeffrey A Hoffman, Specialisti di Missione. Franklin R. Chang-Diaz e Marsha S. Ivins, Specialisti del carico utile Claude Nicollier (ESA nazionalità francese) e Franco Malerba (ASI nazionalità italiana)

Lancio:  31 luglio 1992 - ore 9.56.48 a.m. EDT (le 16.56.48 ora italiana) dalla rampa 39B del Kennedy Space Center in Florida.

Rientro : 8 agosto 1992 - ore 9.11.50 a.m. EDT (le 16.11.50 ora italiana) sulla pista 33 del Kennedy Space Center in Florida.

Durata della missione:  7 giorni, 23 ore, 15 minuti e 3 secondi 

Orbite:  127

Inclinazione:  28,45°

Altezza: 368 chilometri

Obiettivi della missione : L'obiettivo principale della missione era lo sgancio del European Retrievable Carrier (EURECA) dell'Agenzia Spaziale Europea e le operazioni congiunte USA/Italia del primo Tethered Satellite System (TSS) - sistema di satellite a filo. A bordo anche il primo astronauta italiano, Franco Malerba.

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Il momento del decolla della navetta Atlantis per la missione STS-4631/07/1992 - Giorno 1 - La missione con il primo astronauta italiano, Franco Malerba, parte alle 13.57 GMT (le 15.57 ora italiana) a bordo della navetta spaziale Atlantis per la missione STS-46 dal Centro Spaziale Kennedy, in Florida. Un piccolo ritardo di 48 secondi sul previsto per un ritardo dovuto ad una errata configurazione di una valvola di una APU (auxiliary power unit). Ad otto minuti e mezzo dal decollo e, subito dopo lo spegnimento dei motori principali e del distacco del serbatoio esterno, gli astronauti a bordo iniziano tutta una serie di procedure per trasformare il razzo in un laboratorio spaziale. La prima operazione per i sette astronauti è il togliersi le tute spaziali, un'operazione complessa sulla Terra ed ancora più difficile in orbita ed in assenza di peso. Una volta usciti dalle tute spaziali queste devono essere riposte per lasciare libero lo spazio di bordo. Per questa volta, dato che non sono previste attività EVA, le tute vengono tutte chiuse all'interno del vano di decompressione. Per la precisione del lancio non viene effettuata l'accensione dei motori orbitali OMS-1 mentre la OMS-2 viene eseguita per la durata di 224 secondi inserendo la navetta in un'orbita circolare di 415x412 km. Dopo due ore di lavoro, che si completano con l'apertura dei portelli della navetta e l'esposizione del grande vano di carico contenente il satellite EURECA dell'ESA e il TSS-1 dell'ASI, viene conclusa definitivamente la fase di lancio. L'apertura dei portelli è un'operazione critica di ogni missione shuttle, infatti l'interno delle porte è rivestito con dei radiatori che servono per dissipare il calore generato a bordo della navetta sia dalle apparecchiature elettroniche che dagli astronauti stessi. La mancata apertura dei portelli del vano di carico costringerebbe la missione ad un brusco stop ed a un rientro precipitoso sulla Terra. Dopo un breve collegamento con il Direttore della NASA Daniel Goldwin che vuole complimentarsi per il perfetto lancio, l'equipaggio si divide nei due turni che permetteranno, per il resto della missione, di lavorare 24 ore su 24. La squadra blu, composta dal Pilota Allen e dallo Specialista di Missione Nicollier e dallo Specialista del Carico Utile Malerba, si reca a dormire mentre la squadra rossa, composta dal Comandante Shriver, dagli Specialisti di Missione Ivins e Chang-Diaz e dallo Specialista del Carico Utile Hoffman, iniziano l'attivazione di EURECA e di TSS ed effettuano il test del braccio robotico canadese Canadarm. Nella foto (Credit: NASA Kennedy Space Center ) la navetta Atlantis al decollo per la missione STS-46.

 

L'equipaggio del turno "blu" al lavoro all'interno della cabina di pilotaggio di Atlantis01/08/1992 - Giorno 2 - La sveglia del turno blu vede le operazioni iniziali per il rilascio del satellite EURECA. Con il braccio robotico, manovrato dallo svizzero Nicollier, coadiuvato da Allen e Malerba, il satellite viene agganciato ed estratto dalla stiva di carico. Una volta controllato che tutto funzioni regolarmente viene dato l'ordine di apertura dei due pannelli solari che permetteranno il carico delle batterie di bordo. Viene anche attivata la cinepresa IMAX da 70 mm posta nella stiva per ottenere immagini del satellite agganciato alla navetta. Si verificano alcuni problemi di comunicazione con EURECA che non sono ancora stati risolti al momento di lasciare il turno alla squadra rossa. Sembra che ci siano problemi di incompatibilità fra i segnali dello shuttle ed il satellite nella fase in cui gli esperimenti non sono ancora attivi. In attesa di una decisione da parte del Centro Controllo Missione l'equipaggio al completo effettua una cena nella quale Malerba fa assaggiare del formaggio Parmigiano ai suoi colleghi. Nella foto (Credit: NASA Johnson Space Center) l'equipaggio del turno blu al lavoro all'interno della cabina di pilotaggio di Atlantis. Da sinistra il Pilota Andrew M. Allen, lo Specialista del Carico Utile, l'italiano Franco Malerba e l'astronauta della European Space Agency (ESA) Specialista di Missione, il francese Claude Nicollier. 

 

Il satellite Eureka mentre viene rilasciato dal vano di carico della navetta02/08/1992 - Giorno 3 - Dopo aver eseguito ulteriori controlli fra i collegamenti fra EURECA e le basi a Terra dell'ESA viene finalmente deciso il rilascio del satellite che avviene alle 07.06 GMT (le 9.06 ora italiana). Dopo il rilascio l'orbiter è stato allontanato di circa 350 metri e rimane per un'orbita in più a quella distanza per completare i controlli finali del carico utile. A causa di questo ritardo di un giorno nel rilascio di EURECA il MMT (Mission Management Team) decide di allungare la missione di un giorno per dare la possibilità di completare tutti gli esperimenti previsti. A questo punto viene dato l'ok da Terra e vengono accesi i motori di EURECA che lo porteranno su un'orbita circolare di circa 520 km. Qui il satellite rimarrà per circa dieci mesi prima di essere recuperato e riportato sulla Terra con la missione STS-57 nel 1993. Nella foto (Credit: NASA Johnson Space Center) il satellite European Retrievable Carrier 1L (EURECA-1L) con i suoi pannelli solari estesi, è agganciato al braccio robotico sopra il vano di carico di Atlantis durante le attività di pre-rilascio. Nel vano di carico si possono notare, a sinistra in primo piano il contenitore della macchina da ripresa IMAX mentre al centro si trova il container con il   Tethered Satellite System 1 (TSS-1). La scena ha sullo sfondo il limbo terrestre ed è stata ripresa con una lente di 16mm che, applicata a questo fotogramma di 35mm, da l'effetto da  "fish-eye".

 

03/08/1992 - Giorno 4 - La giornata di oggi viene iniziata eseguendo due accensioni dei motori orbitali (OMS-3 ed OMS-4) per abbassare l'orbita prevista a circa 288 chilometri. Purtroppo si profila un problema con il sistema idraulico del gabinetto. Dopo vari tentativi durati per tutto il giorno si decide di far funzionare il motore di riserva che, anche se con minor potenza, riuscirà comunque a far defluire le "acque nere" per il resto della missione. Nel pericolo che il problema con il gabinetto potesse continuare era stato anche presa in considerazione l'idea di utilizzare quelli che si chiamano "Apollo bags", speciali sacchi di plastica da riempire e riportare sulla Terra. 

 

Il momento del rilascio del satellite a filo dalla navetta Atlantis04/08/1992 - Giorno 5 - Prosegue la preparazione per il rilascio del TSS-1 dopo l'abbassamento di orbita eseguita ieri. L'estensione dell'apposito traliccio di rilascio del TSS-1 viene completato regolarmente alle 18.13 ora italiana. Un primo tentativo di separazione non ha successo ma poi, grazie anche ad una manovra di traslazione effettuata dall'orbiter, avviene il distacco del connettore di bloccaggio U-2. Finalmente alle 23.21 il satellite inizia ad essere rilasciato ma, dopo poco, l'equipaggio ferma l'operazione a causa delle eccessive oscillazioni osservate. Dopo un controllo del cavo e dei motori venieri del TSS-1 viene ripreso il rilascio fino ad una lunghezza di circa 179 metri quando il satellite verrà fermato nuovamente alle 1.47 ora italiana del 5 agosto. La causa di questo nuovo stop nel rilascio sembra essere causato da un piccolo aggrovigliamento del cavo. Nel tentativo di sbrogliare la situazione il cavo viene riavvolto di circa 5 metri e poi di nuovo rilasciato fino ad una distanza di 256 metri prima di fermarsi nuovamente. Dopo circa un'ora e mezza l'attività viene ripresa ma il satellite si blocca di nuovo dopo due minuti alla distanza di 257 metri. A questo punto il Centro Controllo Missione decide di spegnere il satellite per risparmiare le batterie di bordo durante il periodo di riposo dell'equipaggio. Nella foto (Credit: NASA Marshall Space Flight Center) il Tethered Satellite System (TSS) mentre viene rilasciato dall'apposito traliccio posto nel vano di carico della navetta spaziale Atlantis. 

 

 

L'equipaggio di STS-46 ripreso all'interno del ponte mediano di Atlantis05/08/1992 - Giorno 6 - Alle 15.01 del 5 agosto il satellite viene riacceso e riavvolto fino a 224 metri quando il cavo inizia a mostrare segni di resistenza e questo ne impedisce il movimento in ogni direzione. Dai tecnici viene concepito un piano per scoprire dove il cavo ha il problema, ovvero se nella parte alta o in quella bassa del sistema di controllo del cavo, e tentare di risolverlo. A causa deiIl satellite TSS1 mentre viene rilasciato dalla navetta spaziale molteplici problemi incontrati durante i tentativi di deporre il satellite al filo i responsabili NASA della missione prendono la decisione di riportare il satellite nella stiva della navetta e riagganciarlo appena risolto il problema. Per poter coprire ogni eventualità la pressione della cabina viene ridotta a 10,4 psi nell'eventualità di una EVA di emergenza nel caso il piano principale di recupero non funzionasse. Il piano per risolvere il problema è avviato alle 21.51 ora italiana ritraendo di un pannello il traliccio di rilascio e controllando visualmente il movimento del cavo all'interno della struttura. L'equipaggio ha riportato di non notare segni di grovigli e questo indica che il problema si trova nel sistema di controllo superiore del cavo. A questo punto il traliccio viene di nuovo esteso completamente con la frizione attivata e questa azione libera il cavo e permette l'inizio del recupero del satellite. Il satellite si ricongiunge con il traliccio di rilascio alle 0.53 ora italiana del 6 agosto ed il traliccio stesso venne ritratto completamente ed il satellite assicurato ad esso circa un'ora più tardi. Con il successo nel recupero del satellite TSS-1 l'attività extraveicolare di emergenza non era più necessaria e la pressione della cabina venne riportata al valore di 14,7 psi alle 2.54 ora italiana del 6 agosto. Nella foto in alto (Credit: NASA) l'equipaggio in posa all'interno del ponte mediano. Da sinistra in alto il Commandante Loren J. Shriver, il Pilota Andrew M. Allen, e lo Specialista di Missione (MS) Franklin R. Chang-Diaz. Di fronte da sinistra European Space Agency (ESA) MS Claude Nicollier, MS e Comandante del Carico Utile (PLC) Jeffrey A. Hoffman, MS Marsha S. Ivins, e lo Specialista del Carico Utile Franco Malerba. A destra (Credit: NASA) il TSS1 durante il rilascio. 

 

06/08/1992 - Giorno 7 - Alle 11.39 ora italiana venne eseguita l'accensione dei motori orbitali OMS-5 della durata di 33 secondi ed un delta V di 18 m/sec. La manovra OMS-6 invece venne eseguita alle 12.23 ora italiana con una durata di 35 secondi ed un delta V di 20 m/sec. Queste due manovre portavano la navetta ad un'orbita circolare di 222 km che era la più adatta sia per verificare le condizioni dell'esperimento EOIM (Evaluation of Oxygen Interaction with Materials) per la valutazione dell'interazione dell'ossigeno con i materiali sia per l'atterraggio alla prima opportunità al giorno di volo 8 al KSC.

 

07/08/1992 - Giorno 8 - Un controllo dei sistemi di volo (FCS) venne eseguito alle 10.13 GMT utilizzando la APU n.2 avviata per l'occasione. L'APU venne fatta funzionare per 4 minuti e 52 secondi e tutti i sistemi risultarono perfettamente funzionanti. Durante il controllo FCS una differenza approssimativa di 4,5° Celsius veniva riscontrata fra le temperature misurate nella sonda dell'aria di sinistra mentre si trovava in OPS 8. Una verifica post-missione verrà eseguita per determinare se il problema riguarda un convertitore analogico-digitale oppure uno dei circuiti per la registrazione della temperatura. Un test dei motori RCS (reaction control system) venne eseguito alle 11.00 GMT e tutti i motori operarono regolarmente. A causa delle condizioni meteo non soddisfacenti al KSC la NASA decise di non effettuare il rientro dell'orbiter alla prima opportunità prevista. Le condizioni migliorarono in seguito e venne presa la decisione di atterrare al KSC alla seconda opportunità del giorno 8 di missione.

 

L'atterraggio della navetta spaziale Atlantis al termine della missione STS-4608/08/1992 - Giorno 9 - Entrambe le porte del vano di carico vennero chiuse alle 9.35 GMT e la manovra di uscita dall'orbita venne eseguita alle 12.17 GMT. La manovra durò approssimativamente 123 secondi e il delta V ottenuto fu di 67 m/sec.. L'entrata nell'atmosfera avvenne alle 12.39 GMT. Il carrello principale toccò la pista di cemento n.33 del Kennedy Space Center alle 13.11 GMT mentre il ruotino di prua circa 15 secondi più tardi. Le ruote si fermarono completamente alle 13.12.54 GMT dell'8 agosto 1992. Il volo è durato 7 giorni, 23 ore e 15 minuti. Al momento dell'atterraggio l'orbiter pesava circa 84 tonnellate. L'equipaggio completò la prevista riconfigurazione post-missione ed uscì dalla navetta circa un'ora e mezzo dopo l'atterraggio. Nella foto (Credit: NASA Johnson Space Center) la navetta Atlantis al momento dell'atterraggio al termine della missione STS-46.

 


VIDEO COMPLETO CONFERENZA STAMPA POST-MISSIONE STS-46 - DURATA 1:23:18 - LINGUA INGLESE



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Ultimo aggiornamento 19/04/2015

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