Shuttle - STS 75

Qui sopra lo stemma della missione e a destra l'equipaggio di STS-75: seduti da sinistra il pilota Scott J. Horowitz (1), il comandante Andrew M. Allen (3), il comandante del carico utile Franklin R. Chang-Diaz (5), in piedi da sinistra lo specialista di missione Maurizio Cheli (1- ESA- Italia), lo specialista del carico utile Umberto Guidoni (1 - ASI Italia), gli specialisti di missione Jeffrey A. Hoffman (5) e Claude Nicollier (3 - ESA- Svizzera) . In alto a sinistra l'immagine del lancio.

 

STS-75 (75) - OV102 Columbia (19)

Volo: STS-75

Carico Utile: TSS-1R - USMP-03

Equipaggio: (7) Comandante Andrew M. Allen (3), pilota Scott J. Horowitz (1), Comandante del Carico Utile Franklin R. Chang-Diaz (5), Specialista di Missione (ESA-Italia) Maurizio Cheli (1), Specialista di Missione Jeffrey A. Hoffman (5), Specialista di Missione (ESA-Svizzera) Claude Nicollier (3), Specialista del Carico Utile (ASI-Italia) Umberto Guidoni (1).

Lancio: KSC Pad 39/B (36) 22 febbraio 1996 - ore 3:18:00.061 pm EST (le 21.18 ora italiana)

Rientro: KSC (29) 9 marzo 1996 - ore 8.58.38 a.m. EST (le 14.58 ora italiana)

Durata della missione: 15 giorni, 17 ore, 41 minuti e 25 secondi.

Orbite: 251

Inclinazione: 28,45°

Obiettivi della missione: L'obiettivo principale della missione è il portare in orbita il satellite italiano a filo TSS (Tethered Satellite System Reflight) e lo USMP-3 (United States Microgravity Payload) ideato per sperimentare in assenza di gravità. Il TSS-1R è il secondo volo del satellite TSS-1 che avvenne nella missione STS-46 nel luglio/agosto 1992 e durante la quale il cavo a cui è appeso il satellite si srotolò di solo 250 metri circa contro i 20,7 chilometri previsti. Mentre il satellite orbita attorno alla Terra il lungo cavo taglia il campo magnetico del nostro pianeta e crea una corrente elettrica rilevabile con gli strumenti posti nel vano di carico della navetta. Questi studi sono importanti per lo studio del campo magnetico e per possibili applicazioni spaziali future quali produzione di corrente elettrica per stazioni spaziali. Lo USMP-3 ha invece vari esperimenti con i quali studiare la fusione dei metalli in microgravità, la crescita di cristalli e le accelerazioni a cui vengono esposti gli esperimenti a bordo della navetta.

 

22/02/1996 - Giorno 1 - Circa quattro secondi dopo il decollo il comandante Allen comunicava che gli strumenti di bordo mostravano che i tre motori principali del Columbia funzionavano soltanto al 45%. I controllori di volo ad Houston confermavano invece che i motori funzionavano regolarmente e questo fino al loro spegnimento pianificato a circa 8 minuti e 30 secondi dal via. Una breve accensione dei motori orbitale OMS piazzava il Columbia nell'orbita stabilita. I sette astronauti iniziavano così le operazioni di bordo aprendo i portelli del vano di carico per permettere ai radiatori di raffreddarsi. Circa due ore dopo il lancio l'astronauta Claude Nicollier e Franklin Chang-Diaz attivavano l'equipaggiamento di supporto del satellite TSS. Ulteriori equipaggiamenti ed esperimenti venivano attivati nel corso della giornata con l'intervento di Hoffman, Cheli, Guidoni. Intanto l'equipaggio veniva diviso in due squadre: la Rossa e la Blu per poter lavorare quasi senza interruzione durante i 14 giorni di missione. Anche tutti gli esperimenti legati al USMP-3 venivano attivati e testati dagli astronauti prima del periodo di riposo. Nella foto (cortesia NASA) l'equipaggio del Columbia mentre si avvia all'astrovan che li porterà alla rampa di lancio.

 

 

23/02/1996 - Giorno 2 - Durante la notte e nelle prime ore del secondo giorno di missione l'equipaggio del Columbia ha incontrato alcuni problemi con i computer che controllano le operazioni del satellite italiano TSS. Nicollier, Chang-Diaz e Guidoni hanno iniziato ad attivare tutta una serie di esperimenti legati al TSS come il SETS (Shuttle Electrodynamic Thether System) coordinato dal Prof. Brian Gilchrist dell'Università del Michigan che studia le caratteristiche elettriche del sistema ed esplora i possibili utilizzi scientifici e il DCORE (Deployer Core Equipment) seguito a Terra dal Prof.Carlo Bonifazi dell'Agenzia Spaziale Italiana che serve per dimostrare la capacità del sistema di produrre elettricità. Durante la prima giornata completa in orbita Guidoni ed Hoffman hanno dovuto sostituire anche un computer portatile collegato all'esperimento del TSS perché non funzionava regolarmente. Anche un particolare computer che sovrintende agli esperimenti nel vano di carico, lo Smart Flexible Multiplexer Demultiplexer (SFMDM), e chiamato anche "Smartflex" ha segnalato anomalie ed è entrato in funzione quello di riserva. Chang-Diaz ha trascorso gran parte del suo turno cercando di risolvere il problema anche se quello di riserva ha funzionato regolarmente. Questi problemi incontrati oggi non hanno comunque disturbato lo svolgersi degli altri vari esperimenti. Nella foto (cortesia NASA) il vano di carico del Columbia con in primo piano l'attrezzatura per il TSS-1R.

 

24/02/1996 - Giorno 3 - Nella notte i problemi di trasmissione fra i computer portatili posti all'interno della cabina del Columbia e lo "Smartflex" posto nel vano di carico e che sovrintende a quattro esperimenti in relazione con il satellite TSS si sono ripresentati. Dopo svariate simulazioni dei tecnici del Centro Controllo di Houston è stato chiesto all'astronauta Chang-Diaz di sostituire un cavo di collegamento. Dopo questa operazione sono stati ricollegati i computer ma ci sono voluti ben quattro reset prima di riuscire a far funzionare tutto regolarmente. Comunque la NASA ha deciso questa mattina di rinviare di 24 ore il rilascio del satellite TSS per meglio studiare le varie procedure di rilascio anche nel caso si ripresentino i problemi di oggi. Intanto Nicollier ha iniziato a riprendere immagini video dell'orizzonte terrestre utilizzando l'equipaggiamento TOP (Tether Optical Phenomena) che consiste principalmente in una speciale videocamera munita di intensificatori di immagini e filtri di varie lunghezze d'onda. Questo esperimento permetterà di conoscere meglio l'interazione fra il cavo del TSS e la ionosfera attraversata. Nella foto (cortesia NASA) l'equipaggio alle prese con le delicate operazioni di bordo.

 

 

25/02/1996 - Giorno 4 - Dopo un'intera mattinata passata a ricontrollare tutte le varie procedure ed attivare la decina di esperimenti correlati al rilascio del satellite italiano TSS quest'ultimo ha finalmente iniziato il suo viaggio. Ad oltre tre anni e mezzo dal primo tentativo nel quale un bullone fuori posto né impedì lo srotolamento il TSS si è staccato dalla cima dello speciale traliccio alto 11 metri che è stato dispiegato nel vano di carico del Columbia. Erano le ore 2.45 p.m. CST (le 21.45 ora italiana) quando il TSS, seguito dai finestrini e dai monitor da tutti gli astronauti a bordo del Columbia, ha iniziato ad innalzarsi agganciato al cavo. Con la velocità con cui il cavo si srotola saranno necessarie oltre 5 ore e mezzo per raggiungere i 20 chilometri previsti. Già a sei chilometri di distanza l'esperimento DCORE, del Prof. Bonifazi dell'ASI mostrava già una produzione di energia elettrica in 195 milliamperes (97 volte maggiore di quella raggiunta durante la prima missione TSS). Nella foto (cortesia NASA) l'inizio del rilascio del satellite TSS-1R  dalla cima dell'apposito traliccio posto nel vano di carico della navetta Columbia.

 

 

26/02/1996 - Giorno 5 - Alle ore 7.30 p.m. CST (le ore 2.30 ora italiana) il cavo che teneva legato il satellite italiano TSS si è spezzato in vicinanza del traliccio di rilascio. A quel momento TSS si trovava vicinissimo all'obiettivo dei 20.7chilometri previsti. L'equipaggio del Columbia non è mai stato in pericolo durante la rottura del cavo. A causa della differenza orbitale il satellite, seguito dal lunghissimo cavo, ha iniziato ad allontanarsi dalla navetta ed i controllori di Houston hanno chiesto agli astronauti a bordo del Columbia di effettuare riprese fotografiche e video dell'incidente. Comunque cinque ore di risultati degli esperimenti legati al TSS sono stati immagazzinati a bordo del Columbia. Ad esempio l 'esperimento di misurazione della produzione di corrente elettrica (DCORE) aveva raggiunto i 3.500 volt e i 480 milliamperes, molto di più di quanto previsto. Lo specialista del carico utile Umberto Guidoni ha rilevato che: "... per la prima volta abbiamo dimostrato che l'applicazione del satellite al filo come sistema per produrre energia elettrica funziona...". Al momento della rottura il cavo non era attraversato da corrente elettrica da quasi quattro minuti. Il TSS si è allontanato dalla navetta alla velocità di circa 864 chilometri ogni 90 minuti, il periodo di un'orbita completa. Circa 10 metri di cavo sono rimasti nell'apparecchiatura di riavvolgimento e sono stati recuperati prima di ritirare il traliccio all'interno del vano di carico della navetta. Il Centro Controllo Missione di Houston sta discutendo se riattivare le comunicazioni con il satellite TSS quando questo passerà sopra il centro per cercare di raccogliere ulteriori dati. Nelle due foto (cortesia NASA) il cavo al momento della rottura (a sinistra) ed un dettaglio del resto di cavo tranciato rimasto nel sistema di avvolgimento.

 

27/02/1996 - Giorno 6 - Con la conclusione degli esperimenti associati al TSS-1R l'equipaggio del Columbia ha oggi rivolto la sua attenzione nell'attivazione degli esperimenti legati al USMP-03. Il comandante Allen ha scambiato il suo turno entrando nella Squadra Rossa formata da Horowitz, Cheli e Guidoni mentre Hoffman è entrato a far parte della Squadra Blu composta da Nicollier e Chang-Diaz. Le due squadre permettono di avere gli esperimenti sotto controllo 24 ore su 24. Uno dei primi esperimenti del USMP-03 è il cosiddetto Glovebox, un'apparecchiatura a tenuta stagna dentro la quale possono essere inseriti dei guanti per manipolare gli esperimenti senza esporli all'atmosfera interna della navetta. Con il Glovebox verranno studiati vari tipi di combustione in condizione di microgravità. MEPHISTO è un altro esperimento che studia la fusione e risolidificazione dei metalli ed è qui al suo terzo volo è una collaborazione fra NASA, CNES (Agenzia Spaziale Francese) e Commissione Atomica Francese. IDGE (Isothermal Dendritic Growth Experiment) studia invece la formazione dei cristalli di dendride eseguendo riprese video continue dell'esperimento. SAMS (Space Acceleration Measurement System) è un esperimento che studia le microaccelerazioni a bordo della navetta causate dal movimento degli astronauti o il riposizionamento dell'antenna in banda K e che possono influenzare i quattro maggiori esperimenti a bordo. Oggi l'equipaggio del Columbia si è preso anche una breve pausa per rispondere alle domande dei giornalisti della CNN e della CCN. Intanto continuano i tentativi del MCC (Mission Control) di comunicare con il satellite TSS-1R e del quale è stato previsto il suo rientro nell'atmosfera terrestre entro trenta giorni. TSS è ancora acceso e la sua telemetria è stata ricevuta da varie stazioni radio sulla Terra ma purtroppo il satellite non ha più combustibile per effettuare alcuna manovra. Nella foto (cortesia NASA) l'astronauta Cheli ed Hoffman alle prese con uno degli esperimenti del USMP-03 presenti a bordo della navetta.

 

28/02/1996 - Giorno 7 - Con il lavoro a pieno regime per gli esperimenti del USMP-03 i controllori di volo di Houston ed Huntsville cercano di tranne maggiori dati possibili dal satellite TSS-1R prima che le batterie di cui è fornito si esauriscano. La NASA ha intanto deciso di non procedere con un possibile incontro e magari recupero del satellite TSS-1R a causa del troppo carburante che sarebbe occorso per la manovra ed i sei giorni di preparativi necessari. La distanza fra il Columbia e il TSS-1R si sta nuovamente accorciando ad ogni orbita ed i due veicoli passeranno a circa 80 chilometri di distanza domani. L'occasione verrà sfruttata per cercare di captare, da parte degli strumenti di bordo, i segnali dal satellite. Comunque nella comunità scientifica vi è soddisfazione per i risultati e le misurazione ottenute sulla fisica del plasma e del campo magnetico attraversato dal satellite italiano prima che il cavo si spezzasse. Sono stati ottenuti dati impossibili da riprodurre a Terra e con simulazioni al computer.Uno dei principali esperimenti del USMP-03 svoltosi oggi è quello chiamato AADSF (Automated Directional Solidification Furnace) con il quale vengono studiati i cristalli e la loro crescita per migliorare i semiconduttori utilizzati nei computer e negli apparecchi a bordo delle auto. Metà dell'equipaggio ha trascorso mezza giornata di riposo e durante la pausa Scott Horowitz, Maurizio Cheli ed Umberto Guidoni hanno risposto alle domande degli ascoltatori della rete televisiva C-SPAN. Intanto Jeff Hoffamn ha battuto oggi il record di permanenza nello spazio a bordo dello shuttle superando le 1.000 ore. Nella foto (cortesia NASA) il vano di carico della navetta Columbia con lo splendido sfondo stellato.

 

29/02/1996 - Giorno 8 - Oggi gli esperimenti a bordo della navetta Columbia si sono concentrati sullo studio delle possibili influenze che possono arrecare agli sperimenti in condizioni di microgravità le accensioni dei motori e persino il movimento degli astronauti a bordo della navetta. MEPHISTO, è uno di questi esperimenti, ed è stato commissionato dall'Agenzia per l'Energia Atomica francese misura proprio le microaccelerazioni (fino a un decimillesimo di g) indotte dai motori di manovra della navetta e viene comparato con l'altro esperimento chiamato SAMS (Space Acceeleration Microgravity System) posto nel vano di carico del Columbia. Durante queste misurazioni anche a l'equipaggio è stato chiesto di restare il più possibile immobile per poter misurare anche gli effetti dei loro movimenti. Comprendere meglio gli effetti delle microaccelerazioni può aiutare a sviluppare ambienti orbitali dove i materiali in formazione od i fluidi abbiano minori interferenze possibili. Horowitz e Claude Nicollier hanno effettuato esperimenti con FFFT (Forced Flow Flamespreading Test) bruciando fogli di carta all'interno del Glovebox e studiando come la fiamma reagisce e si propaga nell'ambiente di microgravità. Continuano inoltre gli esperimenti di crescita di cristalli con IDGE e di studio del momento in cui lo Xeno passa da liquido a gassoso nell'esperimento ZENO. Domattina ora italiana il satellite TSS-1R transiterà a circa 92 chilometri dal Columbia permettendo agli astronauti forse di poterlo osservare per un ultima volta. Nella foto (cortesia NASA/TV) l'equipaggio del Columbia alle prese con un'intervista. Il microfono è a sinistra nelle mani dell'astronauta italiano dell'ESA Maurizio Cheli. A destra dietro al secondo si vede il secondo astronauta italiano della missione Umberto Guidoni.

 

01/03/1996 - Giorno 9 - Questa mattina gli astronauti della navetta spaziale Columbia hanno potuto vedere con chiarezza il satellite TSS-1R transitare a circa 90 chilometri da loro alle 7.17 ora italiana. Il satellite era ben visibile con i suoi 19 chilometri di cavo. Sono state effettuare riprese con macchine fotografiche e con telecamere. Ormai le batterie di bordo erano quasi esaurite e quando il satellite ha sorvolato il sud degli Stati Uniti per la seconda volta oggi non si ricevevano più segnali e la missione veniva considerata conclusa. Durante la mattina gli astronauti sono stati protagonisti di due eventi con i media. Nel primo Cheli e Guidoni hanno potuto parlare con una personalità italiana mentre più tardi Nicollier ha parlato con degli scolari svizzeri. Nel pomeriggio gli astronauti Allen, Cheli e Guidoni hanno ricevuto una telefonata dal Ministro della Ricerca Scientifica Giorgio Salvini il quale si è congratulato per la missione. Intanto durante il giorno l'equipaggio è stato impegnato per la maggior parte del tempo con gli esperimenti del USMP-3 che oggi sono stati definiti "incredibile viaggio atomico" dal responsabile Robert Gammon del Controllo Operativo Missione Spacelab. Infatti oggi l'esperimento ZENO ha mostrato il punto critico nel quale il gas Xenon passa dalla forma gassosa a quella liquida. Un incredibile momento nel quale il gas coesiste in queste due forme della materia e che aiuterà gli scienziati a raccogliere dati mai osservati in precedenza proprio perché avvengono in condizioni di microgravità. L'esperimento di solidificazione AADSF è stato ritardato invece fino a domani per permettere agli astronauti di ottimizzare i tempi. IDGE (Isothermal Dendritic Growth Experiment) e  MEPHISTO invece continuano a produrre regolarmente i loro cicli previsti di cristalli con diversi metodi. Con l'aiuto del Glovebox il comandante Allen ha effettuato uno studio per capire come meglio prevenire gli incendi a bordo dei veicoli spaziali. Nella foto il POCC (Payload Operations Control Center) centro di controllo del carico utile della missione.

 

02/03/1996 - Giorno 10 - Mentre continuano gli esperimenti a bordo del Columbia è stata eseguita con successo una procedura per rimuovere il ghiaccio che si forma nel sistema di evaporazione rapida della navetta che si era spento improvvisamente questa mattina. Il FES (Flash Evaporator System) viene utilizzato per espellere fuori bordo l'acqua in eccesso che si forma durante il raffreddamento dei radiatori e dell'elettronica a bordo della navetta. Tutti i sistemi del Columbia funzionano regolarmente ed anche oggi la maggior parte del tempo a disposizione degli astronauti è stato utilizzato per gli esperimenti USMP-03 di microgravità. . L'esperimento AADSF ha oggi evidenziato le potenzialità della cosiddetta "telescienza" perchè gli studiosi a Terra hanno potuto seguire in video le varie fasi dell'esperimento di solidificazione e sono intervenuti per effettuare delle correzioni. Anche l'esperimento MEPHISTO seguito in diretta sia da Tolosa (Francia) che da Huntsville (Alabama, USA) ha dimostrato la stessa particolare adattabilità. Ma anche gli esperimenti IDGE e ZENO possono vantare questo interessante ed utile interscambio con i team di scienziati a Terra permettendo anche agli astronauti di seguire diverse funzioni per volta. Per le solite interviste Franklin Chang-Diaz è stato in collegamento a rispondere alle domande dei giornalisti dello Spanish News Channel mentre più tardi a lui si sono uniti anche Andy Allen e Jeff Hoffman per un colloquio con la CNN. Nella foto (cortesia NASA) ripresa da uno dei finestrini del Columbia si vedono le isole Bahamas.

 

03/03/1996 - Giorno 11 - Anche oggi gli esperimenti scientifici legati all'USMP-03 hanno occupato la maggior parte del tempo dei sette astronauti del Columbia. Se ieri abbiamo visto l'importanza della possibilità di seguire ed intervenire a distanza su alcuni esperimenti oggi sia l'esperimento RITSI, seguito dall'astronauta italiano Cheli, che FFFT, entrambi sulla combustione in condizioni di microgravità, hanno mostrato l'importanza dell'intervento umano sul posto, in questo caso gli astronauti. Questa mattina il comodante Allen assieme al pilota Horowitz, lo specialista di missione Cheli e lo specialista del carico utile Guidoni hanno fatto una breve pausa negli esperimenti per dialogare con la radio Voice of America sui progressi della missione. In seguito Allen è tornato al lavoro mentre gli altri tre hanno continuato il mezzo turno in relax. La navetta Columbia funziona regolarmente e continua la sua orbita a 288 chilometri di quota percorrendo un intero giro della Terra in circa 90 minuti. Nella foto (cortesia NASA/TV) il comandante Allen alle prese con la Glovebox, uno speciale contenitore ermetico che permette di manipolare con tutta sicurezza esperimenti anche con fiamme libere o materiali tossici.

 

 

04/03/1996 - Giorno 12 - Oggi i controllori di volo della NASA ad Houston hanno deciso di concedere un ulteriore giorno in orbita per il Columbia in base alle richieste pervenute dai responsabili degli esperimenti USMP-03. Viste le buone condizioni dello shuttle e dell'equipaggio questa richiesta è stata accordata spostando l'atterraggio per le ore 6.13 a.m. CST (le 13.13 ora italiana dell'8 marzo). Oggi uno dei tre IMU (Inertial Measurement Unit) a bordo del Columbia è stato disattivato perché i controllori di volo avevano visto dei valori leggermente anomali di funzionamento. Questo fatto non incide minimamente sulle operazioni a bordo della navetta perché in orbita basta un solo IMU funzionante. L'IMU disinserito verrà riattivato poco prima dell'inizio della fase di rientro. Gli esperimenti del USMP-03 continuano regolarmente e AADSF ha completato il suo terzo ed ultimo campione di crescita di materiale semiconduttore. Ora trascorreranno 15 ore di raffreddamento prima del definitivo imballo dell'esperimento per il ritorno sulla Terra. AADSF ha compiuto tre diverse campionature con l'orientamento ogni volta diverso e questo per aiutare a capire agli scienziati quello che potrà accadere una volta che apparecchiature come queste saranno poste nella Stazione Spaziale e quale sarà la migliore posizione. Nella foto (cortesia NASA/TV) una spettacolare vista della Terra ripresa da una telecamera fissata nel vano di carico della navetta speziale Columbia.

 

05/03/1996 - Giorno 13 - Nonostante oggi si sia ripresentato il problema con il FES (Flash Evaporator System) gli esperimenti per lo USMP-03 a bordo della navetta Columbia continuano senza sosta. Questa mattina lo shuttle è nuovamente passato a poche decine di chilometri dal satellite TSS ormai spento. In questa occasione non è stato possibile, per l'equipaggio del Columbia, vedere il satellite a causa delle condizioni sfavorevoli di illuminazione ma novanta minuti dopo ciò è stato possibile anche se ormai la distanza che separava i due veicoli era di nuovo aumentata a circa 540 chilometri. Oggi, per la prima volta nella storia un esperimento (IDGE) è stato controllato direttamente dal campus dell'Università che lo ha ideato, in questo caso l'Istituto Tecnico Rensselaer di Troy, N.Y. Nella foto (cortesia NASA/TV il TSS con i suoi 20 chilometri di cavo mentre viene ripreso da uno dei finestrini del Columbia durante l'ultimo passaggio ravvicinato. 

 

 

 

06/03/1996 - Giorno 14 - Anche oggi continua il lavoro dei sette membri dell'equipaggio del Columbia impegnati nella serie di esperimenti legati al USMP-03. Sono state effettuate piccole accensioni dei motori di manovra della navetta per effettuare una completa rotazione di 360° e vedere come questi movimenti avevano effetti sull'esperimento di fusione e risolidificazione dei metalli (MEPHISTO). Intanto tutti gli scienziati che a Terra seguono l'evolversi degli esperimenti programmati mostrano soddisfazione per il giorno in più concesso alla missione. Infatti ogni giorno di esperimenti in più permette di aggiungere un altro 10% di risultati al totale dando così una visione di quello che succederà quando sarà disponibile la Stazione Spaziale. Intanto, questa mattina, mentre la navetta Columbia transitava sopra la base di lancio del Centro Spaziale Kennedy il comandante Allen si è collegato via radio con il suo collega Kevin Chilton a bordo dell'Atlantis che si trova sulla rampa di lancio in attesa della missione STS-76.I due comandanti si sono scambiati i saluti per le loro rispettive missioni mentre dai finestrini del Columbia si vedeva scorrere, sotto di loro, la base di lancio. E' stata la prima volta che, da una nave spaziale in orbita, l'equipaggio ha parlato direttamente con i suoi colleghi a bordo di un'altra nave spaziale sulla rampa di lancio. Nella foto (cortesia NASA) l'astronauta italiano Maurizio Cheli mentre è al lavoro sul ponte superiore della navetta spaziale Columbia.

 

07/03/1996 - Giorno 15 - Con la missione del Columbia ormai in dirittura finale il premio raggiunto per gli scienziati che hanno lavorato intorno al USMP-03 è la mole di dati raccolti durante tutti gli esperimenti. "USMP-3 ha dato agli scienziati una ricchezza di informazioni sull'ambiente nello spazio, ed una interazione in tempo reale che ora si estende dal campus universitario fino allo spazio." ha detto uno degli scienziati della missione USMP-3 Prof.. Peter Curreri riferendosi sia al successo della missione che al primo esempio di manipolazione a distanza di un esperimento a bordo della navetta direttamente da un'aula universitaria. Fra gli esperimenti ZENO, sulla trasformazione del gas Xenon da liquido a gassoso, ha permesso agli scienziati di capire meglio questo misterioso punto in cui questo elemento è fra uno stato e l'altro della materia. MEPHISTO ha eseguito oggi l'ultimo campione di solidificazione di bismuto ed i tre campioni sono stati preparati per il rientro ed il successivo studio da parte degli scienziati americani e francesi che hanno preparato l'esperimento. L'esperimento sulle proprietà della combustione in condizioni di microgravità eseguite all'interno del Glovebox, uno speciale contenitore ermetico, è stato riposto ieri per il rientro sulla Terra. Anche IDGE nelle prossime ore verrà preparato per il rientro assieme alle centinaia di ore di video che hanno seguito la formazione dei cristalli di dendride senza la forza di gravità a influenzarli. Questa mattina durante il pre-controllo per il rientro uno dei quattro canali di dati del sistema di volo ha mostrato un guasto ma gli altri tre sono perfettamente ridondanti per il rientro. Intanto i controllori di volo stanno controllando le condizioni meteo per il rientro previsto domani. Ci sono tre opportunità di rientro al Centro Spaziale Kennedy, la prima alle 6.16 a.m. CET (le 14.16 ora italiana) mentre per le altre due si teme il maltempo. Nella foto (cortesia NASA) l'intero equipaggio posa per una foto. 

 

08/03/1996 - Giorno 16 - A causa delle nuvole basse stazionanti sopra il KSC la NASA ha deciso, questa mattina, di rinviare di un altro giorno il rientro della navetta spaziale Columbia. A bordo dello shuttle l'equipaggio aveva già iniziato ieri sera i preparativi per il rientro impacchettando tutto il materiale e chiudendo i portelli del vano di carico. A seguito della notizia del rinvio l'equipaggio è stato costretto a riaprire i portelli permettendo così ai radiatori posti sopra di essi di ricominciare a raffreddare l'eccesso di calore sviluppato a bordo della navetta dalle apparecchiature elettroniche. Intanto viene fatto un bilancio della missione che ha permesso di completare entrambi gli obiettivi principali del volo: il satellite italiano al filo TSS-1R e gli esperimenti in condizioni di microgravità USMP-3. Per quanto riguarda il TSS il Professor Carlo Bonifazi dell'ASI e il Prof. Nobie Stone della NASA hanno dichiarato che, nonostante la perdita del satellite, i dati raccolti sulla produzione di energia elettrica e lo studio del campo magnetico terrestre e gli effetti su un satellite che lo attraversa sono andati al di là delle migliori aspettative ed aprono scenari nuovi di utilizzo di questa tecnica. Infatti i satelliti legati al filo potrebbero essere utilizzati in molteplici modi; dalla creazione di energia elettrica per le future basi orbitali, alla spinta per orbite più alte oltre allo studio di zone dell'atmosfera troppo alte per gli aerei e troppo basse per i normali satelliti. Anche il bilancio degli esperimenti USMP-3 è più che positivo anche grazie al giorno in più concesso dalla NASA. Parte di questi esperimenti potranno essere portati sulla futura Stazione Spaziale Internazionale Anche domani ci sono tre opportunità di atterraggio al KSC ed una alla Base di Edwards, in California. Nella foto (cortesia NASA) l'astronauta italiano Umberto Guidoni indossa la tuta pressurizzata per il rientro sulla Terra.

 

 

09/03/1996 - Giorno 17 - Lo Space Shuttle Columbia ha terminato una missione scientifica di 16 giorni atterrando questa mattina alle 7.58 a.m. CST (le 14.58 ora italiana) al Kennedy Space Center in Florida. La prima opportunità di atterraggio era fallita per le nuvole che coprivano il KSC ma all'orbita seguente queste si erano diradate permettendo la discesa. I sette astronauti della missione torneranno al Centro Spaziale Johnson di Houston, nel Texas, nel pomeriggio dove li attende una cerimonia di benvenuto. Columbia ha compiuto circa 10 milioni di chilometri e 251 orbite attorno alla Terra ed era al suo diciannovesimo volo nello spazio. Originariamente previsto per giovedì il rientro era stato rinviato di un giorno per permettere ulteriori esperimenti del USMP-03 e poi nuovamente da venerdì a sabato per le non buone condizioni meteo in Florida. Il Columbia ha sorvolato, durante la fase di rientro, il Messico, il Texas, la Louisiana e il Golfo del Messico prima di raggiungere la pista di atterraggio in Florida. Nella foto (cortesia NASA) il momento dell'atterraggio della navetta spaziale Columbia al termine della missione STS-75.

 

Se volete conoscere la missione dal punto di vista di un astronauta andate al sito di Umberto Guidoni dove potrete leggere le sue impressioni di quello che è accaduto durante la missione STS-75 direttamente da chi vi ha partecipato! www.umbertoguidoni.it

Nella foto a sinistra l'astronauta italiano Umberto Guidoni fotografato assieme alla moglie Marianita e nella foto a destra l'astronauta italiano Maurizio Cheli fotografato assieme alla moglie Marianne. La foto è stata fatta appena dopo l'arrivo dell'equipaggio al Centro Spaziale Kennedy tre giorni prima del lancio della navetta Columbia per la missione STS-75.

Foto cortesia NASA archives:

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Ultimo aggiornamento 17/08/2012

 Sito curato da Massimo Martini