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Shuttle - STS 75 |
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Qui sopra lo stemma della missione e a destra l'equipaggio di STS-75: seduti da sinistra il pilota Scott J. Horowitz (1), il comandante Andrew M. Allen (3), il comandante del carico utile Franklin R. Chang-Diaz (5), in piedi da sinistra lo specialista di missione Maurizio Cheli (1- ESA- Italia), lo specialista del carico utile Umberto Guidoni (1 - ASI Italia), gli specialisti di missione Jeffrey A. Hoffman (5) e Claude Nicollier (3 - ESA- Francia) . In alto a sinistra l'immagine del lancio. |
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STS-75 (75) - OV102 Columbia (19) Volo: STS-75 Carico Utile: TSS-1R - USMP-03 Equipaggio: (7) Comandante Andrew M. Allen (3), pilota Scott J. Horowitz (1), Comandante del Carico Utile Franklin R. Chang-Diaz (5), Specialista di Missione (ESA- Italia) Maurizio Cheli (1), Specialista di Missione Jeffrey A. Hoffman (5), Specialista di Missione (ESA- Francia) Claude Nicollier (3), Specialista del Carico Utile (Italia) Umberto Guidoni (1). Lancio: KSC Pad 39/B (36) 22 febbraio 1996 - ore 3:18:00.061 pm EST (le 21.18 ora italiana) Rientro: KSC (29) 9 marzo 1996 - ore 8.58.38 a.m. EST (le 14.58 ora italiana) Durata della missione: 15 giorni, 17 ore, 41 minuti e 25 secondi. Orbite: 251 Inclinazione: 28,45° Obiettivi della missione: L'obiettivo principale della missione è il portare in orbita il satellite italiano a filo TSS (Tethered Satellite System Reflight) e lo USMP-3 (United States Microgravity Payload) ideato per sperimentare in assenza di gravità. Il TSS-1R è il secondo volo del satellite TSS-1 che avvenne nella missione STS-46 nel luglio/agosto 1992 e durante la quale il cavo a cui è appeso il satellite si srotolò di solo 250 metri circa contro i 20,7 chilometri previsti. Mentre il satellite orbita attorno alla Terra il lungo cavo taglia il campo magnetico del nostro pianeta e crea una corrente elettrica rilevabile con gli strumenti posti nel vano di carico della navetta. Questi studi sono importanti per lo studio del campo magnetico e per possibili applicazioni spaziali future quali produzione di corrente elettrica per stazioni spaziali. Lo USMP-3 ha invece vari esperimenti con i quali studiare la fusione dei metalli in microgravità, la crescita di cristalli e le accelerazioni a cui vengono esposti gli esperimenti a bordo della navetta.
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22/02/1996
- Giorno 1 - Circa quattro secondi dopo il decollo il comandante Allen
comunicava che gli strumenti di bordo mostravano che i tre motori
principali del Columbia funzionavano soltanto al 45%. I controllori di
volo ad Houston confermavano invece che i motori funzionavano regolarmente
e questo fino al loro spegnimento pianificato a circa 8 minuti e 30
secondi dal via. Una breve accensione dei motori orbitale OMS piazzava il
Columbia nell'orbita stabilita. I setti astronauti iniziavano così le
operazioni di bordo aprendo i portelli del vano di carico per permettere
ai radiatori di raffreddarsi. Circa due ore dopo il lancio l'astronauta
Claude Nicollier e Franklin Chang-Diaz attivavano l'equipaggiamento di
supporto del satellite TSS. Ulteriori equipaggiamenti ed esperimenti
venivano attivati nel corso della giornata con l'intervento di Hoffman,
Cheli, Guidoni. Intanto l'equipaggio veniva diviso in due squadre: la
Rossa e la Blu per poter lavorare quasi senza interruzione durante i 14
giorni di missione. Anche tutti gli esperimenti legati al USMP-3 venivano
attivati e testati dagli astronauti prima del periodo di riposo. Nella
foto (cortesia NASA) l'equipaggio del Columbia mentre si avvia all'astrovan
che li porterà alla rampa di lancio.
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23/02/1996
- Giorno 2 - Durante la notte e nelle prime ore del secondo giorno di
missione l'equipaggio del Columbia ha incontrato alcuni problemi con i
computer che controllano le operazioni del satellite italiano TSS.
Nicollier, Chang-Diaz e Guidoni hanno iniziato ad attivare tutta una serie
di esperimenti legati al TSS come il SETS (Shuttle Electrodynamic Thether
System) coordinato dal Prof. Brian Gilchrist dell'Università del Michigan
che studia le caratteristiche elettriche del sistema ed esplora i
possibili utilizzi scientifici e il DCORE (Deployer Core Equipment)
seguito a Terra dal Prof.Carlo Bonifazi dell'Agenzia Spaziale Italiana che
serve per dimostrare la capacità del sistema di produrre elettricità.
Durante la prima giornata completa in orbita Guidoni ed
Hoffman hanno dovuto sostituire anche un computer portatile collegato
all'esperimento del TSS perché non funzionava regolarmente. Anche un
particolare computer che sovrintende agli esperimenti nel vano di carico,
lo Smart Flexible Multiplexer Demultiplexer (SFMDM), e chiamato anche
"Smartflex" ha segnalato anomalie ed è entrato in funzione
quello di riserva. Chang-Diaz ha trascorso gran parte del suo turno
cercando di risolvere il problema anche se quello di riserva ha funzionato
regolarmente. Questi problemi incontrati oggi non hanno comunque
disturbato lo svolgersi degli altri vari esperimenti. Nella foto (cortesia
NASA) il vano di carico del Columbia con in primo piano l'attrezzatura per
il TSS-1R.
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24/02/1996
- Giorno 3 - Nella notte i problemi di trasmissione fra i computer
portatili posti all'interno della cabina del Columbia e lo "Smartflex"
posto nel vano di carico e che sovrintende a quattro esperimenti in
relazione con il satellite TSS si sono ripresentati. Dopo svariate
simulazioni dei tecnici del Centro Controllo di Houston è stato chiesto
all'astronauta Chang-Diaz di sostituire un cavo di collegamento. Dopo
questa operazione sono stati ricollegati i computer ma ci sono voluti ben
quattro reset prima di riuscire a far funzionare tutto regolarmente.
Comunque la NASA ha deciso questa mattina di rinviare di 24 ore il
rilascio del satellite TSS per meglio studiare le varie procedure di
rilascio anche nel caso si ripresentino i problemi di oggi. Intanto
Nicollier ha iniziato a riprendere immagini video dell'orizzonte terrestre
utilizzando l'equipaggiamento TOP (Tether Optical Phenomena) che consiste
principalmente in una speciale videocamera munita di intensificatori di
immagini e filtri di varie lunghezze d'onda. Questo esperimento
permetterà di conoscere meglio l'interazione fra il cavo del TSS e la
ionosfera attraversata. Nella foto (cortesia NASA) l'equipaggio alle
prese con le delicate operazioni di bordo.
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25/02/1996 -
Giorno 4 - Dopo un'intera mattinata passata a ricontrollare tutte le varie
procedure ed attivare la decina di esperimenti correlati al rilascio del
satellite italiano TSS quest'ultimo ha finalmente iniziato il suo viaggio.
Ad oltre tre anni e mezzo dal primo tentativo nel quale un bullone fuori
posto né impedì lo srotolamento il TSS si è staccato dalla cima dello
speciale traliccio alto 11 metri che è stato dispiegato nel vano di
carico
del Columbia. Erano le ore 2.45 p.m. CST (le 21.45 ora italiana) quando il
TSS, seguito dai finestrini e dai monitor da tutti gli astronauti a bordo
del Columbia, ha iniziato ad innalzarsi agganciato al cavo. Con la
velocità con cui il cavo si srotola saranno necessarie oltre 5 ore e
mezzo per raggiungere i 20 chilometri previsti. Già a sei chilometri di
distanza l'esperimento DCORE, del Prof. Bonifazi dell'ASI mostrava già
una produzione di energia elettrica in 195 milliamperes (97 volte maggiore
di quella raggiunta durante la prima missione TSS). Nella foto (cortesia
NASA) l'inizio del rilascio del satellite TSS-1R dalla cima
dell'apposito traliccio posto nel vano di carico della navetta Columbia.
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26/02/1996 -
Giorno 5 - Alle ore 7.30 p.m. CST (le ore 2.30 ora italiana) il cavo che
teneva legato il satellite italiano TSS si è spezzato in vicinanza del
traliccio di rilascio. A quel momento TSS si trovava vicinissimo
all'obiettivo dei 20.7chilometri previsti. L'equipaggio del Columbia non
è mai stato in pericolo durante la rottura del cavo. A causa della
differenza orbitale il satellite, seguito dal lunghissimo cavo, ha
iniziato ad allontanarsi dalla navetta ed i controllori di Houston hanno
chiesto agli astronauti a bordo del Columbia di effettuare riprese
fotografiche e video dell'incidente. Comunque cinque ore di risultati
degli esperimenti legati al TSS sono stati immagazzinati a bordo del
Columbia. Ad esempio l 'esperimento di misurazione della produzione di
corrente elettrica (DCORE) aveva raggiunto i 3.500 volt e i 480
milliamperes, molto di più di quanto previsto. Lo specialista del carico
utile Umberto Guidoni ha rilevato che: "... per la prima volta
abbiamo dimostrato che l'applicazione del satellite al filo come sistema
per produrre energia elettrica funziona...". Al momento della rottura
il cavo non era attraversato da corrente elettrica da quasi quattro minuti.
Il TSS si è allontanato dalla navetta alla velocità di circa 864
chilometri ogni 90 minuti, il periodo di un'orbita completa. Circa 10
metri di cavo sono rimasti nell'apparecchiatura di riavvolgimento e sono
stati recuperati prima di ritirare il traliccio all'interno del vano di
carico della navetta. Il Centro Controllo Missione di Houston sta
discutendo se riattivare le comunicazioni con il satellite TSS quando
questo passerà sopra il centro per cercare di raccogliere ulteriori dati.
Nelle due foto (cortesia NASA) il cavo al momento della rottura (a
sinistra) ed un dettaglio del resto di cavo tranciato rimasto nel sistema
di avvolgimento.
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27/02/1996 -
Giorno 6 - Con la conclusione degli esperimenti associati al TSS-1R
l'equipaggio del Columbia ha oggi rivolto la sua attenzione
nell'attivazione degli esperimenti legati al USMP-03. Il comandante Allen
ha scambiato il suo turno entrando nella Squadra Rossa formata da Horowitz,
Cheli e Guidoni mentre Hoffman è entrato a far parte della Squadra Blu
composta da Nicollier e Chang-Diaz. Le due squadre permettono di avere gli
esperimenti sotto controllo 24 ore su 24. Uno dei primi esperimenti del
USMP-03 è il cosiddetto Glovebox, un'apparecchiatura a tenuta stagna
dentro la quale possono essere inseriti dei guanti per manipolare gli
esperimenti senza esporli all'atmosfera interna della navetta. Con il
Glovebox verranno studiati vari tipi di combustione in condizione di
microgravità. MEPHISTO è un altro esperimento che studia la fusione e
risolidificazione dei metalli ed è qui al suo terzo volo è una
collaborazione fra NASA, CNES (Agenzia Spaziale Francese) e Commissione
Atomica Francese. IDGE (Isothermal Dendritic Growth Experiment) studia
invece la formazione dei cristalli di dendride eseguendo riprese video
continue dell'esperimento. SAMS (Space Acceleration Measurement System) è
un esperimento che studia le microaccelerazioni a bordo della navetta
causate dal movimento degli astronauti o il riposizionamento dell'antenna
in banda K e che possono influenzare i quattro maggiori esperimenti a
bordo. Oggi l'equipaggio del Columbia si è preso anche una breve pausa
per rispondere alle domande dei giornalisti della CNN e della CCN. Intanto
continuano i tentativi del MCC (Mission Control) di comunicare con il
satellite TSS-1R e del quale è stato previsto il suo rientro
nell'atmosfera terrestre entro trenta giorni. TSS è ancora acceso e la
sua telemetria è stata ricevuta da varie stazioni radio sulla Terra ma
purtroppo il satellite non ha più combustibile per effettuare alcuna
manovra. Nella foto (cortesia NASA) l'astronauta Cheli ed Hoffman alle
prese con uno degli esperimenti del USMP-03 presenti a bordo della
navetta.
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28/02/1996
- Giorno 7 - Con il lavoro a pieno regime per gli esperimenti del USMP-03
i controllori di volo di Houston ed Huntsville cercano di tranne maggiori
dati possibili dal satellite TSS-1R prima che le batterie di cui è
fornito si esauriscano. La NASA ha intanto deciso di non procedere con un
possibile incontro e magari recupero del satellite TSS-1R a causa del
troppo carburante che sarebbe occorso per la manovra ed i sei giorni di
preparativi necessari. La distanza fra il Columbia e il TSS-1R si sta
nuovamente accorciando ad ogni orbita ed i due veicoli passeranno a circa
80 chilometri di distanza domani. L'occasione verrà sfruttata per cercare
di captare, da parte degli strumenti di bordo, i segnali dal satellite.
Comunque nella comunità scientifica vi è soddisfazione per i risultati e
le misurazione ottenute sulla fisica del plasma e del campo magnetico
attraversato dal satellite italiano prima che il cavo si spezzasse. Sono
stati ottenuti dati impossibili da riprodurre a Terra e con simulazioni al
computer.Uno dei principali esperimenti del USMP-03 svoltosi oggi è
quello chiamato AADSF (Automated Directional Solidification Furnace) con
il quale vengono studiati i cristalli e la loro crescita per migliorare i
semiconduttori utilizzati nei computer e negli apparecchi a bordo delle
auto. Metà dell'equipaggio ha trascorso mezza giornata di riposo e
durante la pausa Scott Horowitz, Maurizio Cheli ed Umberto Guidoni hanno
risposto alle domande degli ascoltatori della rete televisiva C-SPAN.
Intanto Jeff Hoffamn ha battuto oggi il record di permanenza nello spazio
a bordo dello shuttle superando le 1.000 ore. Nella foto (cortesia NASA)
il vano di carico della navetta Columbia con lo splendido sfondo stellato.
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29/02/1996
- Giorno 8 - Oggi gli esperimenti a bordo della navetta Columbia si sono
concentrati sullo studio delle possibili influenze che possono arrecare
agli sperimenti in condizioni di microgravità le accensioni dei motori e
persino il movimento degli astronauti a bordo della navetta. MEPHISTO, è
uno di questi esperimenti, ed è stato commissionato dall'Agenzia per
l'Energia Atomica francese misura proprio le microaccelerazioni (fino a un
decimillesimo di g) indotte dai motori di manovra della navetta e viene
comparato con l'altro esperimento chiamato SAMS (Space Acceeleration
Microgravity System) posto nel vano di carico del Columbia. Durante queste
misurazioni anche a l'equipaggio è stato chiesto di restare il più
possibile immobile per poter misurare anche gli effetti dei loro
movimenti. Comprendere meglio gli effetti delle microaccelerazioni può
aiutare a sviluppare ambienti orbitali dove i materiali in formazione od i
fluidi abbiano minori interferenze possibili. Horowitz e Claude Nicollier
hanno effettuato esperimenti con FFFT (Forced Flow Flamespreading Test)
bruciando fogli di carta all'interno del Glovebox e studiando come la
fiamma reagisce e si propaga nell'ambiente di microgravità. Continuano
inoltre gli esperimenti di crescita di cristalli con IDGE e di studio del
momento in cui lo Xeno passa da liquido a gassoso nell'esperimento ZENO.
Domattina ora italiana il satellite TSS-1R transiterà a circa 92
chilometri dal Columbia permettendo agli astronauti forse di poterlo osservare
per un ultima volta. Nella foto (cortesia NASA/TV) l'equipaggio del
Columbia alle prese con un'intervista. Il microfono è a sinistra nelle
mani dell'astronauta italiano dell'ESA Maurizio Cheli. A destra dietro al
secondo si vede il secondo astronauta italiano della missione Umberto
Guidoni.
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01/03/1996
- Giorno 9 - Questa mattina gli astronauti della navetta spaziale
Columbia hanno potuto vedere con chiarezza il satellite TSS-1R transitare
a circa 90 chilometri da loro alle 7.17 ora italiana. Il satellite era ben
visibile con i suoi 19 chilometri di cavo. Sono state effettuare riprese
con macchine fotografiche e con telecamere. Ormai le batterie di bordo
erano quasi esaurite e quando il satellite ha sorvolato il sud degli Stati
Uniti per la seconda volta oggi non si ricevevano più segnali e la
missione veniva considerata conclusa. Durante la mattina gli astronauti
sono stati protagonisti di due eventi con i media. Nel primo Cheli e
Guidoni hanno potuto parlare con una personalità italiana mentre più
tardi Nicollier ha parlato con degli scolari svizzeri. Nel pomeriggio gli
astronauti Allen, Cheli e Guidoni hanno ricevuto una telefonata dal
Ministro della Ricerca Scientifica Giorgio Salvini il quale si è
congratulato per la missione. Intanto durante il giorno l'equipaggio è
stato impegnato per la maggior parte del tempo con gli esperimenti del
USMP-3 che oggi sono stati definiti "incredibile viaggio
atomico" dal responsabile Robert Gammon del Controllo Operativo
Missione Spacelab. Infatti oggi l'esperimento ZENO ha mostrato il punto
critico nel quale il gas Xenon passa dalla forma gassosa a quella liquida.
Un incredibile momento nel quale il gas coesiste in queste due forme della
materia e che aiuterà gli scienziati a raccogliere dati mai osservati in
precedenza proprio perché avvengono in condizioni di microgravità.
L'esperimento di solidificazione AADSF è stato ritardato invece fino a
domani per permettere agli astronauti di ottimizzare i tempi. IDGE (Isothermal
Dendritic Growth Experiment) e MEPHISTO invece continuano a produrre
regolarmente i loro cicli previsti di cristalli con diversi metodi. Con
l'aiuto del Glovebox il comandante Allen ha effettuato uno studio per
capire come meglio prevenire gli incendi a bordo dei veicoli spaziali.
Nella foto il POCC (Payload Operations Control Center) centro
di controllo del carico utile della missione.
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Se volete conoscere la missione dal punto di vista di un astronauta andate al sito di Umberto Guidoni dove potrete leggere le sue impressioni di quello che è accaduto durante la missione STS-75 direttamente da chi vi ha partecipato! http://www.umbertoguidoni.it/diario1.asp
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Nella foto a sinistra l'astronauta italiano Umberto Guidoni fotografato assieme alla moglie Marianita e nella foto a destra l'astronauta italiano Maurizio Cheli fotografato assieme alla moglie Marianne. La foto è stata fatta appena dopo l'arrivo dell'equipaggio al Centro Spaziale Kennedy tre giorni prima del lancio della navetta Columbia per la missione STS-75. Foto cortesia NASA archives: http://images.ksc.nasa.gov/photos/1996/slide/KSC-96PC-0315.gif http://images.ksc.nasa.gov/photos/1996/slide/KSC-96PC-0317.gif |
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Ultimo aggiornamento 27/01/2006
Sito curato da Massimo Martini