Breve Storia dell'Astronautica

di Patrizio Claudio Casiraghi

Parte 10. Lo spazio militare.


Il lancio di un ICBM Titan armato di testate nucleariNelle scienze e nelle tecnologie moderne il confine fra militare e civile è labile e spesso indefinibile. E’ facile vedere ricercatori civili lavorare gomito a gomito con personale militare e viceversa. Ma perché i militari sono così interessati allo spazio? La prima risposta è che ogni esercito sa che le posizioni alte e dominanti sono strategicamente vitali e più in alto dello spazio non si può andare. Tutte le tecnologie che ruotano attorno a missili ed alla propulsione a razzo sono diventate militarmente interessanti dal Secondo Conflitto Mondiale in poi. I militari hanno sin da subito capito l’importanza dell’osservazione della Terra dall’alto e delle telecomunicazioni. Grazie ai satelliti è possibile vedere installazioni militari, movimenti di truppe, vedere veicoli o imbarcazioni, scovare sommergibili in immersione e lanci di missili. La necessità poi di comunicare in tempo reale con altri reparti senza usare ponti radio, reti civili o in assenza di qualsiasi rete o ripetitore, hanno fatto si che i satelliti si dimostrassero estremamente importanti, anche nel rilevare le radio comunicazioni avversarie.
E’ poco noto che sono proprio i satelliti da osservazione militare i veri garanti della pace fra le grandi nazioni dotate di armi nucleari. Non solo perché grazie a loro è impossibile un ipotetico attacco di sorpresa missilistico, ma anche perché in seguito ad accordi internazionali gli stati si sono impegnati a consentire che i propri avversari possano contare aerei, carri armati e navi. Non è più possibile spostare contingenti di truppe senza che l’avversario lo venga a sapere, costringendo così i contendenti a giocare a carte scoperte. Inoltre non è possibile impedire ad un satellite di sorvolare e scandagliare una qualsiasi zona del nostro pianeta, perché nel loro moto i satelliti sono guidati dalle forze della natura e quindi, che piaccia o meno, non possono cambiare rotta come un qualsiasi altro veicolo terrestre o aereo.
L’esigenza di conoscere con precisione la posizione sul globo terrestre s’era rivelata fondamentale nella guerra sul mare molti secoli fa, ma oggi questa esigenza è valida per ogni forza armata, dal momento che oggi la guerra si fa in ogni luogo ed in ogni condizione meteorologica. Per dare alle proprie forze armate punti sicuri di riferimento, l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti hanno posto e mantenuto nello spazio una rete di satelliti in grado di fornire con una certa precisione il punto in cui ci li trova. Come detto nella Parte 9, si tratta dei sistemi GPS e Glonass. Il Glonass si è rivelato meno preciso del GPS, che viene utilizzato quasi abusivamente anche dal trasporto civile.
La guerra però è arrivata anche nello spazio. Tanti i progetti di veri veicoli da battaglia spaziali. Addirittura si dice di un piccolo cannoncino montato a bordo di un laboratorio Almaz. Di sicuro c’è che sono stati realizzati e collaudati satelliti antisatellite. Ci sono cannoni laser capaci d’accecare le ottiche di un satellite spia o gli occhi di sfortunati astronauti. Non ci sono invece piattaforme cariche di armi atomiche in orbita. Una serie di difficoltà tecniche impediscono al momento di piazzare nello spazio una tale arma. Dal momento che non si prevede una facile soluzione in tempi brevi a questi inconvenienti, gli stati si sono limitati a firmare dei protocolli d’intesa internazionali che vietano di portare ordigni atomici in orbita. Insomma, fare buon viso a cattivo gioco.
Per uno stato moderno, avere ordigni atomici significa poter minacciare gli stati vicini, ma possedere ICBM significa poter minacciare chiunque. Ecco un altro motivo del perché molti stati investono nella missilistica, perché spedire una satellite nello spazio significa possedere un certo livello di tecnologia militare, spedire nello spazio un veicolo abitato un livello superiore e spedire una sonda sulla Luna ancora di più. E’ il concetto di deterrenza, il mostrare i muscoli per mettere in guardia gli avversari, senza minacciare nessuno direttamente.Una delle armi orbitali laser proposte per le famose "Guerre Stellari" del Presidente Reagan
Ovviamente tutto quanto detto sopra si realizza con i soldi di uno stato, con i soldi pubblici che arrivano dal gettito fiscale: le tasse. E’ certamente interessante sapere, per esempio, che il budget annuale dedicato allo spazio dalle forze armate statunitensi è superiore a quello della NASA. Ma se questa può essere bollata come la solita retorica sull’inutilità delle spese militari, è comunque importante ricordare che per anni il budget della NASA subì pesanti tagli, paralizzandone le attività a causa degli alti costi del programma Shuttle, mentre le forze armate vedevano aumentare i fondi per le loro attività spaziali.
Oggi il segreto militare e quello industriale coprono molte delle attività spaziali ed è difficile sapere in anticipo se sono disponibili apparati, propulsori o altri dispositivi che permetteranno in un futuro più o meno vicino la realizzazione di attività spaziali più progredite di quelle attuali ed attualmente concepibili. Ne sono un esempio i sensori che oggi scandagliano la Terra dai satelliti geodetici, sensori che dieci anni fa erano solo in dotazione alle forze armate e che una volta diventati obsoleti si sono resi disponibili per usi civili, tanto che oggi sono considerati il meglio della produzione, civile.
La nuova corsa alla Luna che gli Stati Uniti avrebbero in via ufficiosa iniziato con la Cina, oltre che a risvolti tecnici e scientifici, ha anche molti risvolti politici e militari che spesso vengono coperti dalla retorica sul destino dell’umanità nello spazio.

 

Il vettore sovietico Energia con il Polyus, primo componente del programma difensivo spaziale

L'X-20 Dyna Soar, il progetto degli anni '60 che avrebbe portato i militari nello spazio

Il lancio di un missile antisatellite ASM-135 da parte di un caccia americano F-15 Eagle

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Ultimo aggiornamento 23/03/2017

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