Breve Storia dell'Astronautica

di Patrizio Claudio Casiraghi

Parte 13. Miti e leggende da sfatare.



I Lost Cosmonaut, una leggenda da sfatare.La figura dell’astronauta suscita sempre un certo fascino, specialmente tra i giovani. In effetti è la versione moderna del cavaliere medioevale, mitizzato nei secoli passati e riportato in auge dalla propaganda bellica durante la Grande Guerra nella figura del pilota. Tra le due guerre il mito s’accrebbe con la fantascienza e raggiunse l’apice con i privi voli umani nello spazio. Il mito fu allora preso in mano dalla propaganda e dai media, che trasformarono gli astronauti in esempi da seguire. Ad un certo punto la scelta degli astronauti avvenne anche in base a caratteristiche sociali che nulla avevano a che vedere con il volo. Finita la corsa alla Luna, però, gli astronauti furono scartati dalla propaganda ed i media andarono a caccia dei loro difetti, dimostrando che alla fine erano solo esseri umani, indipendentemente che fossero sovietici o statunitensi. Come disse un commentatore, gli astronauti, preparati ad affrontare le mille insidie del volo spaziale, non erano stati addestrati ad affrontare il successo.
Una figura che appare spesso nei vecchi cartoni animati americani o in film, è lo scienziato che in cantina si costruisce un’astronave o altre diavolerie tecniche. Ebbene, l’idea dello scienziato che fa studi in cantina era vera ai primordi dell’astronautica. I laboratori dove Goddard, Oberth ed i primi pionieri realizzavano i loro primi missili, più simili ad elaborati fuochi d’artificio tecnologici, sembravano l’officina di un meccanico. Nonostante ciò i media continuano a proporci questa immagine, che piace tanto al pubblico, ma che non ha alcuna attinenza con la realtà.
Un’altra leggenda è quella dei Lost Cosmonauts, i cosmonauti perduti. Essa nasce dalla cortina di ferrea segretezza che avvolgeva i programmi spaziali sovietici e dal vizio dei suoi media, gestiti dalla censura, di pubblicare immagini spesso visibilmente ritoccate. Nella fattispecie immagini di gruppi di cosmonauti che venivano riproposte identiche dopo diverso tempo, ma senza alcuni cosmonauti, come se non fossero mai stati fotografati. Se in Unione Sovietica chiunque si fosse accorto di tale mancanza non poteva farlo notare, in occidente questo era ben visibile. La notizia di lanci falliti mai dichiarati fece nascere il sospetto che i sovietici avessero avuto degli incidenti in cui erano stati coinvolti loro cosmonauti. Ma la cortina di segreto non era così impenetrabile. I servizi segreti occidentali ed i giornalisti poi, venivano in qualche modo a conoscenza dei segreti sovietici. Solo alla fine degli anni ’80, nel clima di trasparenza, molti segreti iniziarono a trapelare, poi l’Unione Sovietica svanì ed i segreti non furono più tali. Si è così saputa la sorte dei cosmonauti spariti dalle foto perché morti in incidenti e simulazioni o semplicemente perché erano usciti dal programma spaziale. Dettagli sugli incidenti già noti, quelli sconosciuti, prove, documenti e testimonianze hanno raccontato la verità della cosmonautica, ora sorprendente, ora agghiacciante. Nonostante tutto vi è ancora chi crede che non si sia ancora fatta chiarezza e che vi siano ancora grossi segreti. Il problema è che non esistono prove, testimonianze e documentiI fratelli Judica-Cordiglia all'ascolto delle voci dallo Spazio che accennino minimamente all’esistenza di cosmonauti perduti o di altri inconfessabili segreti. Le uniche possibili prove sono le registrazioni dei fratelli Judica-Cordilia che ai primordi dell’astronautica seguivano le comunicazioni radio dei veicoli spaziali. Essi possiedono strane registrazioni di voci e suoni captati dallo spazio attribuibili a sconosciute missioni umane sovietiche. I due fratelli avevano meritato una rispettabilità perché con i loro apparati riuscivano ad anticipare la notizia dei voli missilistici sovietici. Le loro registrazioni però lasciano molto scettici gli esperti e gli appassionati d’astronautica. Lungi dal volerli tacciare di falso, perché alcune loro registrazioni sono state effettuate anche da altri radio amatori, ma in date diverse, la sensazione è che sia loro che gli altri radioamatori siano stati vittime di un tentativo di screditare il loro operato.
Ancora oggi c’è chi non si capacita chi come si sia potuto volare vero la Luna. Un certo Kaysing, in qualità di ex ingegnere ed ex dipendente di un’azienda aerospaziale scrisse un libro: ”Non siamo mai andati sulla Luna”. Egli sosteneva che tutto il programma Apollo era solo una copertura, che i soldi del programma erano stati stornati in altre misteriose attività. A prova delle sue affermazioni solo sospetti su avvenimenti interni o collegati alla NASA e che alcune fotografie scattate sulla Luna che secondo lui erano fasulle e spiegava i perché. I fatti da lui riportati possono essere ritenuti come parte di un complotto o meno, a seconda di come li si interpreta, ma non forniscono alcuna prova a suo sostegno e le critiche alle foto, per altro limitate nel dettaglio solo ad alcune, sono state smontate da schiere di appassionati di fotografia professionale e fotografia astronomica, ma se le tesi dell’ex ingegnere trovano ancora ampio spazio nei media a corto di notizie, spesso le repliche non trovano altrettanto spazio, continuando così ad alimentare l’idea del “Moon Hoax”, il complotto lunare, come è chiamato dagli appassionati d’astronautica. Tale complotto si è poi evoluto dividendosi in vari rami, talvolta opposti. Quello originale vuole che le missioni Apollo non siano mai arrivate sulla Luna, un altro che siano arrivate usando tecnologie estrapolate dalla retro-ingegneria sui veicoli alieni caduti a Roswell e custoditi nella famosa Area 51, un'altra ancora che in realtà esiste un programma segreto di voli lunari e che ci siano già una o più basi lunari, un'altra ancora che la NASA non abbia mai mostrato il vero obiettivo delle missioni Apollo, ovvero uno o più relitti di veicoli alieni schiantatisi sulla Luna, il tutto con la complicità dell’allora Unione Sovietica. Coloro che sostengono tutte queste tesi hanno spesso una visione dell’astronautica piuttosto puerile o approssimativa, eppure le loro idee potrebbero anche essere plausibili, ma in mancanza di prove restano solo congetture e fantasie.

 

Secondo alcuni lo sbarco dell'uomo sulla Luna sarebbe tutta una messa in scena

Uno dei cartelli di avviso all'ingresso della famigerata Area 51, nel deserto del Nevada

Falsa foto di una nave aliena fotografata da un'ancora più improbabile Apollo 20

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Ultimo aggiornamento 23/03/2017

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