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Iniziamo questa piccola storia del Volo Spaziale dal 1903, infatti è in
quell'anno che lo scienziato russo Konstantin E. Tsiolkovsky (1857-1935) scrive, nel suo
libro "Esplorazione dello Spazio Cosmico mediante Apparecchi a Reazione",
le possibilità di utilizzare dei razzi determinando il loro rendimento, la resistenza che
affrontano nell'attraversare l'atmosfera e altri aspetti determinanti. Nel 1929 compie
altri passi avanti pubblicando "Treni di razzi cosmici" dove esamina la
teoria dei razzi a più stadi oltre ad affrontare la propulsione con propellenti liquidi,
la possibilità delle colonie spaziali e collegamenti interplanetari. Ma se Tsiolkovski teorizzava negli Stati Uniti c'èra Robert H. Goddard
(1882-1945) che invece applicava praticamente i suoi studi sui motori a razzo. Il 16 marzo
1926 riesce a far volare il primo razzo azionato da propellenti liquidi che, in un
brevissimo volo di due secondi e mezzo, raggiunge la velocità di 100 Km/h. ed un'altezza
di 13 metri. Goddard aveva intuito che l'impulso specifico raggiungibile con i
combustibili liquidi era maggiore di quello a combustibile solido. Così nel missile
venivano impiegati due serbatoi separati, uno per l'ossigeno e l'altro con la benzina, che
venivano poi miscelati solo nella camera di combustione ed espulsi dall'ugello. Goddard
continua i suoi studi installando una vera e propria base di lancio nel New Mexico, vicino
a Roswell, dove nel 1935 lancia un razzo a ossigeno liquido e kerosene che raggiunge i
2200 metri di altezza ed una velocità di 880 Km/h. Ma nonostante questi eccezionali
risultati il suo paese riconoscerà queste fondamentali ricerche nel campo spaziale
soltanto dopo la sua morte. Nel 1927 in Germania viene fondata la "Società per il
Viaggio nello Spazio" o VfR da parte di Hermann Oberth e Wernher Von Braun oltre ad
altri scienziati convinti della possibilità del volo dell'uomo nello spazio. Nel
1930 riescono a far volare un razzo ma quando tentano di realizzarne uno più potente a
ossigeno e metano liquido questo esplode al lancio di fronte alla presenza delle
autorità, finanziatori e ufficiali della Marina. Dopo questo fallimento il gruppo si
scioglie ma con l'ascesa al potere di Hitler alcuni di questi scienziati vengono inseriti
nel programma militare per la costruzione delle bombe volanti con base a Peenemunde,
piccolo paese che si affaccia sul Mar Baltico. Nasce così, dopo vari tentativi e
prototipi, il missile A-4 (conosciuto anche come V2) che compie il suo primo volo il
3 ottobre 1942 raggiungendo la velocità di 1340 m/sec. una quota di 85 chilometri ed una
distanza di 190 chilometri. Migliaia di questi razzi verranno fatti cadere sull'Europa
portando morte e distruzione. Mentre la guerra si avvia alla fine a Peenemunde si progettano
missili capaci di arrivare a 5000 chilometri di distanza e portare quindi la morte fin
sulla costa degli Stati Uniti. Ma con la caduta del nazismo i cervelli tedeschi non
vengono dimenticati, anzi! Von Braun ed altri saranno portati negli USA a White Sands in
New Mexico assieme a varie V2 catturate. Una parte di scienziati tedeschi finirà invece
nelle mani dei russi assieme alla base di Peenemunde dalla quale nel 1947 partiranno i
primi razzi sperimentali dell'Unione Sovietica derivati dalle V2 tedesche. Intanto
negli USA comincia una vera e propria corsa allo spazio anche se i fallimenti sono
inizialmente superiori ai successi. Vengono fatte prove di resistenza al volo suborbitale
utilizzando vari tipi di animali: cani scimmie e topi dimostrando la fattibilità degli
studi teorici. Il 24 febbraio 1949 il razzo bistadio Bumper-WAC realizzato dal JPL (Jet
Propulsion Laboratory - Laboratorio per la Propulsione a Razzo) utilizzando per il
primo stadio una V2 riesce a raggiungere la quota di 244 miglia, è il primo razzo a
raggiungere lo spazio. Intanto la US Air Force da il via al programma Atlas per un missile
intercontinentale ICBM per poter trasportare testate nucleari. Nel 1953 viene lanciato con
successo il primo razzo Redstone (dal nome del luogo dove Von Braun ed il suo gruppo di
scienziati effettuava gli esperimenti per l'Esercito USA, Redstone Arsenal ad Huntsville
in Alabama) sempre derivato da una V2. Dal Redstone gli americani, guidati dallo
scienziato tedesco riescono, ad arrivare nel 1956 al lancio del vettore Jupiter-C. Il
Jupiter-C viene sviluppato come vettore balistico intermedio. Intanto in Unione
Sovietica Sergei Korolev (1906-1965) contribuiva alla costruzione del vettore balistico
intercontinentale R-7 che fece il suo primo volo il 3 agosto 1957. Korolev aveva avuto una
carriera molto simile a Von Braun, anche lui iniziò presto ad occuparsi di missili e nel
1930 costruì motori a razzo quando faceva parte di una famosa società russa che si
occupava dello studio dei razzi, come la VfR tedesca. Nel 1933 gli venne affidata la
direzione tecnica dei primi razzi a propellenti liquidi per scopi militari dai quali poi
derivò anche l'R-7. Ma fino a questo punto si è trattato ancora di lanci spaziali
balistici, cioè senza un inserimento in orbita. In pratica quando la spinta del razzo si
esauriva questo ricadeva verso la Terra attirato dalla forza di gravità. Ma ecco che,
mentre in occidente si teorizza su satelliti e navi spaziali pilotate, il 4 ottobre 1957
il mondo veniva colpito dalla notizia che l'URSS aveva messo in orbita il primo satellite
artificiale, lo Sputnik 1 (nella foto in alto). Non si trattava che di una sfera metallica
con all'interno un trasmettitore radio che inviava a Terra dei semplici
"bip-bip" ma era il primo grande passo. Questo successo inaspettato preoccupò
molto l'occidente che non credeva che l'URSS fosse così avanti nel volo spaziale. Questa
data, il 4 ottobre 1957, segna l'inizio dell'era spaziale.
Da questo momento
in poi la "corsa allo spazio" assumerà, negli Stati Uniti ed in
Unione Sovietica, una velocità
inarrestabile. Ed è di questo che trattiamo nella
seconda parte che segue:
Dallo Sputnik al
primo uomo nello Spazio
12
Aprile - Un doppio anniversario
21 luglio 1969: l'Uomo sulla Luna
Disastri
Spaziali
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