Breve Storia dell'Astronautica

di Patrizio Claudio Casiraghi

 

Parte 2. Primi passi

“Entro la fine di questo decennio faremo sbarcare un uomo sulla Luna e lo faremo tornare indietro sano e salvo”. 1961, estratto del discorso del Presidente John Fitzgerald Kennedy al Congresso USA

Sergei Pavlovich KorolevAlla fine della Seconda Guerra Mondiale i sogni della fantascienza s’erano concretizzati: il radar, i missili e la bomba atomica. Fu quest’ultima a spingere l’evoluzione della missilistica. Infatti l’Unione Sovietica era riuscita a dotarsi dell’arma atomica, ma scarseggiava di bombardieri in grado di trasportarla efficacemente. Fu allora che l’ingegnere Sergej Pavlovic Korolev (1906-1966) suggerì d’installare le bombe in cima a missili, come avevano fatto i nazisti con le V2. Grazie ai materiali ed ai tecnici catturati alla fine del conflitto mondiale, Korolev aveva potuto fare grandi passi avanti nel campo della missilistica e convinse il governo che l’Unione Sovietica poteva dotarsi di un armamento missilistico efficace. Nascevano così gli ICBMs, Inter Continental Balistic Missles, ovvero quei missili capaci di portare la distruzione atomica in ogni angolo del nostro pianeta in soli trenta minuti.
Il 1957 era stato dichiarato Anno Geofisico Internazionale. Gli Stati Uniti dichiararono che per celebrare l’evento avrebbero messo in orbita il primo satelliteLo Sputnik 1, il primo satellite artificiale della Terra artificiale. Anche l’Unione Sovietica fece lo stesso tipo di dichiarazione, ma non fu presa sul serio fino al 4 ottobre 1957, quando il primo ICBM sovietico, durante il suo secondo volo di collaudo e con opportune modifiche, pone in orbita terrestre il primo satellite artificiale: lo Sputnik 1. Il mondo è ancora stupito che il 3 novembre l’Unione Sovietica spedisce nello spazio lo Sputnik 2, con a bordo la cagnetta Laika. Solo molti anni più tardi si scoprirà che le immagini di Laika nello spazio sono immagini riprese a terra: la cagnetta non resse alle sollecitazioni del decollo e morì in orbita. Laika sarebbe morta lo stesso in orbita perché la sua capsula non era dotata di scudi termici per il rientro a terra. Comunque il secondo volo sprona gli Stati Uniti a rivedere i propri piani spaziali. Sono i militari i primi a rendersi conto del vantaggio strategico dell’Unione Sovietica, ma i programma spaziale statunitense è frantumato tra le tre forze armate ed un ente civile: il NACA. Il razzo Vanguard, sviluppato dalla marina, non era ancora affidabile. Solo l’esercito, grazie a Von Braun, aveva un progetto serio a disposizione. L’unico test del missile dell’esercito era stato sabotato dalla CIA perché non si voleva che gli Stati Uniti volassero nello spazio con missili ideati da un ex nazista. La minaccia sovietica pose in secondo piano le questioni di nazionalismo. Il 31 gennaio 1958 il satellite Explorer 1 diventò il primo satellite statunitense in orbita, spinto da un missile progettato dall’ex nazista, che diventò quasi un eroe nazionale. Per mettere ordine e razionalizzare gli studi, nell’estate del 1958 tutti i progetti ed i laboratori statunitensi impegnati nella ricerca aerospaziale furono riuniti in un unico ente: la NASA, National Aeronautic and Space Administration e come primo presidente fu nominato Von Braun, il quale si prodigò per convincere il mondo militare, politico, economico e sociale dell’importanza dell’esplorazione spaziale. 
A partire dal 1958 si assiste ad un proliferare di lanci di satelliti ma anche delle prime sonde spaziali. Grande interesse suscita la scoperta delle fasce di Van Allen, cinture radioattive che sembrano sbarrare il passo alla conquista umana dello spazio. Moltissimi sono i satelliti destinati allo studio delle radiazioni spaziali ma anche quelli destinati ad usi militari ed i primi per le telecomunicazioni.

 

Laika, il primo essere vivente a volare nello spazio

Pickering, Allen e von Braun  gioiscono al riuscito lancio del'Explorer-1

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Ultimo aggiornamento 23/03/2017

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