Breve Storia dell'Astronautica

di Patrizio Claudio Casiraghi

Parte 6. L’unione fa la forza.


All’inizio degli anni ’90 l’unione sovietica apre le porte della cosmonautica alle attività scientifiche e commerciali occidentali, nel quadro del nuovo corso sovietico. Il contatto fra le due realtà mostra che l’unione Sovietica è tecnicamente arretrata rispetto all’occidente, ma ha comunque alle spalle un bagaglio di conoscenze enormi in termini di spazio. Tutto questo rischia d’andare perduto quando l’Unione Sovietica svanisce trasformandosi in una serie di nuovi stati indipendenti. La Russia diventa l’erede della L'equipaggio della Soyuz TM-12: Artsebarskii, H. Sharman, S. Krikalyov. cosmonautica sovietica ma si dibatte in una grave crisi finanziaria. I due cosmonauti (nella foto Artsebarskii e Krikalyov) presenti sul MIR sono costretti a prolungare la loro permanenza a bordo perché la Russia deve reperire i fondi per permettere il loro ritorno in sicurezza. I primi tempi della cosmonautica Russa sono tempi di profonda crisi. C’è il rischio che la Russia chiuda il suo programma spaziale e che molti scienziati e tecnici esperti vadano perduti o che si vendano a governi stranieri. L’occidente decide d’intervenire e grazie al suo pesante aiuto la cosmonautica si riprende. Il Mir viene completato con l’aggiunta dei moduli che giacevano nei magazzini, i razzi vettori trovano un impiego sempre più commerciale mentre il governo russo insiste per partecipare al programma della stazione spaziale Alpha, dal momento che nei magazzini alcuni moduli del nuovo laboratorio spaziale Mir 2 sono già pronti. Alpha viene quindi ridisegnata per l’aggiunta di molti moduli russi che ampliano la sua volumetria e l’internazionalità della stazione. Il nuovo progetto viene rinominato ISS1 (International Space Station N° 1), ma per far entrare anche i nuovi moduli russi, tutto il programma di lanci dev’essere ripianificato e viene posticipato. Nel frattempo l’attività a bordo del MIR diventa frenetica. L’occidente ha la possibilità di poter eseguire esperimenti di lunga durata prima della realizzazione della stazione spaziale e ne approfitta abbondantemente. Si apre così una stagione di seria e solida collaborazione internazionale nello spazio che vede uniti quelli che prima erano i due grandi contendenti spaziali, gli Stati Uniti e la Russia, ex Unione Sovietica. Il sogno di molti appassionati d’astronautica si concretizza quando astronauti statunitensi possono volare con le Soyuz verso il Mir e quando le navette spaziali americane attraccano ai portelli del Mir stesso. L’esperienzaEquipaggi Russi e Statunitensi a bordo della MIR durante STS-71 accumulata in un decennio di cooperazione spaziale è importantissima. Molte conoscenze vengono acquisite in questo periodo ed a bordo del Mir il medico russo Valery Poliakov stabilisce il primato di permanenza nello spazio di oltre 400 giorni consecutivi. Altri astronauti e cosmonauti possono sfondare traguardi di permanenza nello spazio più brevi ma significativi per i paesi di provenienza. Ma il Mir invecchia rapidamente. Progettato per una permanenza di soli 5 anni, alla fine del decennio il Mir ha accumulato una operatività doppia rispetto al previsto. Rimase pure vittima di una collisione con un modulo Progress che a causa di un errore di manovra si schianta contro un modulo del Mir, costringendo l’equipaggio ad isolarlo per sempre a causa di una perdita di pressurizzazione.
Nel frattempo ogni nazione che può permetterselo investe in tecnologie spaziali. Nuovi poligoni di lancio e razzi vettori si affacciano sulla scena mondiale. L’ESA collauda il suo razzo più potente, l’Ariane V, che nelle intenzioni originali doveva avere la potenza necessaria a portare nello spazio la piccola navetta spaziale europea Hermes, progetto poi abbandonato.

 

Il simbolo del programma congiunto Shuttle-MIR degli anni '90

La navetta spaziale Atlantis ripresa mentre è attraccata alla MIR, 4 luglio 1995

Il cosmonauta russo Valeriy Polyakov ha trascorso 437 consecutivi nello spazio

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Ultimo aggiornamento 23/03/2017

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