Breve Storia dell'Astronautica

di Patrizio Claudio Casiraghi

Parte 7. Il nuovo Millennio.


Nella prima decade del nuovo millennio nuovi eventi arricchiscono la storia dell’astronautica. Il primo è l’abbandono del Mir, dopo che i primi moduli della ISS 1 sono finalmente disponibili ad ospitare un equipaggio. Il Mir ormai era troppo vecchio e Zarya, il primo modulo della Stazione Spaziale Internazionale ad essere messo in orbita. logoro. Guasti ed incidenti riempivano le giornate degli equipaggi che alla fine lavoravano nello spazio solo per mantenere l’efficienza minima del laboratorio. Ci fu anche chi cercò fondi per prolungare la vita operativa del Mir chiedendo soldi persino a registi cinematografici, ma la sua pericolosità aumentava di giorno in giorno e dopo 14 anni di onorato servizio il Mir fu abbandonato e portato a disintegrarsi contro l’atmosfera terrestre. Fu una perdita dolorosa per gli appassionati del volo spaziale ma ormai cercare di mantenere il Mir nello spazio era quasi considerato un accanimento terapeutico.
Poco prima che venissero messi in orbita i primi moduli della ISS 1 iniziarono le polemiche, perché molta della sperimentazione da eseguirsi sulla stazione spaziale era stata anticipata sul Mir. Già da tempo la comunità scientifica chiedeva l’installazione di una colonia scientifica sulla Luna e diversi dubbi furono espressi sull’effettiva utilità della ISS 1. In realtà al sperimentazione ha sempre bisogno della ISS 1. La stazione spaziale era ed è ancora piena di esperimenti che non possono più essere demandati.
I primi anni del nuovo secolo sono densi d’avvenimenti. L’abbandono del Mir e l’avvio del programma ISS 1 sono solo l’inizio. La Russia manda in pensione le Soyuz TM (1986-2002) che avevano sostituito le Soyuz T (1979-1986). Ora ecco le nuove Soyuz TMA.
Nel febbraio 2003 una nuova sciagura colpisce la navetta statunitense, quando a causa di un danno irreparabile alla protezione termica la navetta Columbia va in pezzi nelle delicate fasi di rientro in atmosfera, provocando al morte dei sette membri del’equipaggio: Rick D. Husband, William C. McCool, Michael P. Anderson, David M. Brown, Kalpana Chawla, Laurel B. Clark e Ilan Ramon. Questo nuovo incidente riportava in auge la pericolosità di un veicolo che volava dagli anni ’80. Molti i progetti per sostituirlo, ma tutti naufragati solo per questioni economiche. Adesso era impossibile proseguire ed il governo statunitense doveva prendere una decisione.
Nel frattempo, i privati s’affacciano in quello che prima era stato un feudo delle grandi agenzie spaziali: l’uomo nello spazio. SpaceShipOne (2004) per ben 3 volte raggiunge lo spazio con voli suborbitali, vincendo un congruo premio in denaro messo in palio appositamente. Progettisti e finanziatori però sono intenzionati a proseguire con l’obiettivo dichiarato di realizzare un veicolo orbitante pilotato.
Altri privati cominciano a realizzare razzi vettori o rampe di lancio mobili come la Odissey. Il mercato dello spazio si fa sempre più vivo ed interessante quando i cinesi iniziano a mettere in orbita i loro primi astronauti, i taikonauti. La capsula Shenzhou, Vascello Divino, costruita su brevetto delle Soyuz russe, inizia a volare nel 1999 e da portare il primo cinese nello spazio nel 2003, poi due nel 2005 e tre nel 2008, di cui uno effettuerà la prima EVA cinese. Già al lancio della prima missione umana il governo cinese dichiara di voler mandare un uomo sulla Luna. La dichiarazione sembra colpire particolarmente gli Stati Uniti che farneticano di un loro diritto a difendere la loro supremazia spaziale e persino lunare. Non possono stare a guardare, anche se la Cina non è l’Unione Sovietica. Così, nel 2006 nasce il programma Constellation. Questa volta gli Stati Uniti sembrano fare sul serio. Stop ai voli delle navette e loro sostituzione con una capsula, l’Orion. Nuovi razzi vettori, gli Aries. Stop a molti progetti di sonde spaziali perNie Haisheng e Fei Junlong appena rientrati sulla Terra dopo il volo di Shenzhou 6 recuperare finanze, ridimensionamento delle attività spaziali inerenti la ISS 1 ed abbandono del Telescopio Spaziale Hubble, ma quest’ultimo tornerà nei programmi per la generale protesta del mondo scientifico. Nel progetto, Orion deve portare gli astronauti statunitensi in sicurezza nello spazio e specialmente sulla Luna. Il programma unisce la filosofia delle missioni Apollo con le tecnologie delle navette. A molti sembra una brutta copia delle vecchie Apollo, per altro sicure ed affidabili. Comunque il progetto viene approvato e sono in corso i lavori per smantellare le vecchie strutture per la navetta e creare le nuove per i nuovi veicoli, che nel frattempo stanno effettuando i primi test. Le navette rimaste, Discovery, Atlantis, Endeavour, verranno gradatamente mandate in pensione. Nel frattempo però, dal momento che il programma prevedeva alcuni anni di vuoto tra l’ultimo volo di una navetta ed il primo di Orion, alla NASA si stà valutando la possibilità d’estendere la vita operativa dell’ultima navetta per lasciare una certa operatività spaziale, anche perché la Russia si è ripresa e torna a guardare allo spazio in un’ottica di grande potenza non più dipendente dai soldi occidentali. Recenti dissapori in termini politica estera fanno poi ragionevolmente pensare che la proficua collaborazione spaziale degli anni ’90 stia per giungere al termine e che vi potrebbe essere ancora concorrenza spaziale tra gli Stati Uniti, la Russia (che cerca alleanze per sviluppare un veicolo alternativo alla Soyuz), l’Europa (che da tempo cerca un veicolo spaziale pilotabile e continua a cercare un accordo con la Russia), la Cina e forse l’India, che ha dichiarato di voler realizzare il suo primo veicolo abitato. Infine non si possono dimenticare i privati, che visto il loro stabile ingresso nel mondo spaziale potrebbero riuscire a realizzare veicoli abitati, anche con l’aiuto della NASA dal momento che il programma Constellation contempla la presenza privata nello spazio (veicoli orbitali per la ISS 1).
Insomma, c’è fermento nello spazio. Quali scenari si prospetteranno veramente per il futuro è comunque presto a dirsi. Non sarebbe la prima volta che grandiosi programmi vengono cancellati, sospesi o modificati a seconda delle esigenze del momento.

 

I resti della navetta Columbia mentre cadono verso la Terra, è il 1° febbraio 2003

Space Ship One, il primo veicolo suborbitale privato a raggiungere lo spazio

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Ultimo aggiornamento 23/03/2017

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