Breve Storia dell'Astronautica

di Patrizio Claudio Casiraghi

 

Tecnica Astronautica - Parte 12. Romanticismo e pragmatismo.

In questa ultima parte lasciamo la descrizione tecnica del come si và o si andrà nello spazio per concentrarci sui motivi che spingono ad affrontare lo spazio. I primi pionieri avevano una visione romantica basata sull'esplorazione fine a sé stesssa. Esplorare per esplorare, ma già Tziolkoskij aveva sviluppato una sua filosofia al riguardo che si sintetizza con il motto "la Terra é la culla dell'umanità e non potrà vivere per sempre". Sin dall'inizio comunque era noto che il sistema solare poteva offrire risorse minerarie in abbondanza e nell'ingenuità dei primordi anche la possibilità d'incontrare gli alieni. Ma i primi pionieri erano gente che costruiva razzi "in cantina". E' in Germania, tra le due guerre mondiali, che s'intuiscono le potenzialità militari del propulsore a razzo ed é in Germania che nascono i primi missili della storia. Essi saranno la base per i grandi missili di oggi, ma anche uno spunto bellico irresistibile. Infatti i primi missili sono derivazioni di missili balistici destinati alla guerra atomica. I militari scoprono un sempre crescente interesse per lo spazio ed il suo impiego bellico. Questo và di pari passo con un sempre crescente interesse dei militari per la scienza in quanto il Secondo Conflitto Mondiale ha insegnato che il progresso tecnico e scientifico sono una chiave importante per la Nella foto (Credits: Wikipedia) il lancio di un missile balistico intercontinentale Atlas. soluzione di una guerra. Gli studi sulla missilistica sono tolti dalle mani di pochi pionieri romantici ed affidati a tecnici esperti e militari e gli investimenti crescono di anno in anno e con essi anche i progressi tecnici e scientifici. La corsa allo spazio si galvanizza con il lancio del primo satellite in orbita. Il mondo militare si rende conto che lo spazio, oltre che luogo di transito dei missili balistici, si presta alla messa in orbita di piattaforme adatte a scopi bellici che possono rivoluzionare le strategie e le tattiche belliche dando a chi lo può sfruttare una netta superiorità. [Nella foto a destra (Credits: Wikipedia) il lancio di un missile balistico intercontinentale Atlas.] Le masse popolari invece vedono che l'esplorazione spaziale può diventare una realtà e non é più appannaggio di romanzieri e sognatori. L'interesse per lo spazio aumenta e con esso i finanziamenti. La politica ne fa uno scopo da perseguire, inizialmente solo per una questione d'immagine, poi per una questione d'affari. Infatti l'esplorazione spaziale coinvolge i colossi dell'industria aeronautica per la realizzazione di missili e veicoli, che in breve erano diventati troppo complessi perché istituti di ricerca e laboratori militari continuassero a realizzarli in proprio. E' anche in questa ottica che và inquadrato l'avvio del Programma Apollo. Con questo programma l'amministrazione USA dava una risposta che soddisfava l'opinione pubblica, la quale voleva una rivincita nei confronti dell'URSS e dei loro primati spaziali. Poi elargiva fondi pubblici alle imprese aeronautiche e rendeva disponibili tecnologie che avrebbero avuto implicazioni anche militari. In più l'immagine mondiale di uno stato che poteva realizzare l'impossibile. Lo spazio iniziò a creare businnes con le telecomunicazioni. Negli USA le compagnie telefoniche erano private e sfruttando le possibilità offerte dai satelliti fecero da apripista per molte altre imprese nuove o pubbliche nell'aprire nuove fonti di guadagno. Ora che il privato si rendeva libero e disponibile ad investire nello spazio, si decise di privatizzare lo spazio liberando gli enti pubblici dall'incombenza di dover gestire impianti ormai divenuti numerosi ed impegnativi. Gli enti crearono società a maggioranza pubblica con il compito di gestire tutte quelle attività secondarie, come la gestione dei siti di lancio o la costruzione di missili, tenendosi solo le attività principali come la gestione diretta dei veicoli e della parte relativa alla ricerca. Il programma lunare però aveva sorpreso il mondo quando le tecnologie utilizzate per le missioni lunari trovarono impieghi nelle attività civili, compensando abbondantemente le spese sostenute dal governo attraverso il prelievo fiscale. Il programma lunare americano sarà un caso molto fortunato di ritorno economico insperato, però lo spazio come banco di prova per tecnologie all'avanguardia diventa anche un metro per giudicare le capacità tecnico/belliche di uno stato. Ogni stato con velleità di grande potenza o che vuole avere peso nel mondo, mette in piedi un programma spaziale. CosÏ il numero di stati che avviano programmi spaziali diventa sempre più numeroso di anno in anno. La partecipazione a programmi spaziali stranieri diventa un modo per suggellare accordi economici, politici e militari tra stati. Questo é lo scenario attuale. Ma nuove forze cercano d'entrare in questo mondo con lo scopo di fare lucro cercando anche d'essere innovative. Si và dalla Nella foto (Credits: SpaceX) il lancio del primo razzo Falcon 9 della società privata SpaceX realizzazione di nuovi missili a veicoli spaziali. [Nella foto (Credits: SpaceX) il lancio del primo razzo Falcon 9 della società privata SpaceX.] Magnati dell'economia che riescono a racimolare finanziatori sul mercato sono in corsa con i grandi colossi dell'industri aerospaziale sia nel proporre i loro prodotti al mercato che partecipando alle gare pubbliche per la realizzazione e la gestione dei veicoli di cui necessitano i grandi enti spaziali per i programmi del futuro. Ecco che la possibilità che privati volino nello spazio senza fini sperimentali ma per semplice turismo può diventare una realtà. Anzi, é già successo che facoltosi turisti sono volati nello spazio, affrontando il duro addestramento che devono sopportare anche gli astronauti veri. Stando alle agenzie che lo promuovono, il turismo spaziale potrebbe diventare il nuovo ramo dell'astronautica in un futuro nemmeno troppo lontano. Al momento quindi l'astronautica si é creata un mercato che si alimenta anche senza l'apporto del servizio pubblico. La mole di denaro che circola intorno a questo mondo é notevole, ma proprio per questo esistono dei meccanismi di controllo per evitare le frodi. In questo le compagnie assicurative stanno ben attente ed esigono che prima di stipulare una polizza il cliente produca documentazioni e prove che attestino l'efficienza dei sistemi che verranno impiegati. Solo a titolo conoscitivo, le assicurazioni accettano di assicurare il lancio di un satellite solo se il missile ha un coefficiente di affidabilità almeno del 99,98 %. Questo non toglie che gli incidenti siano possibili e dà chiaramente un'idea dello sforzo tecnico ma anche economico per garantire l'affidabilità dei sistemi spaziali. E' interessante notare anche che il mercato astronautico, nonostante le crisi economiche ed internazionali, non ha conosciuto flessioni e tutte le società che "noleggiano" missili abbiano sempre avuto commissioni per gli anni a seguire. Certo, i satelliti non sono eterni e necessitano prima o poi d'essere sostituiti per continuare a garantire il servizio, eppure specialmente il mercato delle telecomunicazioni non ha conosciuto flessioni. Questo ha permesso ai costruttori di continuare a migliorare i loro missili e progettarne di nuovi. L'astronautica di oggi e del prossimo futuro vedrà quindi il mercato libero dei servizi continuare per la sua strada, lasciando ricerca ed esplorazione agli enti spaziali. La possibilità però d'avere strutture private in orbita potrebbe drenare la richiesta di ricerca spaziale da pubblico al privato e se il privato riesce a creare un buon profitto, anche l'esplorazione potrebbe passare in mano privata. Meno soggetto a vicoli, un privato può, come già proposto, portare turisti in volo translunare prima degli enti spaziali o assieme. Ma il privato può anche aprire le porte alla vera industrializzazione dello spazio, offrendo posto nei suoi veicoli a dispositivi che possono realizzare nello spazio lavorazioni speciali, che a loro volta possono trovare applicazioni in apparecchi di pregio o destinati alla ricerca se non anche ad attività militari. Già il mondo militare e quello industriale sono strettamente legati, per ovvi motivi, e se risulterà che nello spazio si possono realizzare componenti destinati a sistemi d'arma più performanti degli attuali, ancora una volta potrebbero essere i militari a rinnovare la corsa allo spazio, a cui farà seguito una corsa civile. Al momento però questa industrializzazione é ferma perché ci sono ostacoli naturali che sono ancora in fase di studio ed impediscono di sfruttare appieno tutte le potenzialità dell'ambiente spaziale.

Il miliardario Richard Branson e la sua Virgin Galactic (Credit: Virgin Galactic)

Il primo turista spaziale Dennis Tito (Credit: Space Adventures)

Illustrazione della stazione spaziale private della Bigelow Aerospace

Il miliardario Richard Branson e la sua Virgin Galactic (Credit: Virgin Galactic)

Il primo turista spaziale Dennis Tito (Credit: Space Adventures)

Illustrazione della stazione spaziale private della Bigelow Aerospace (Credit: Bigelow Aerospace)

Vai al capitolo successivo

Torna al sommario


Ultimo aggiornamento 23/03/2017

Torna alla Home page

Sito curato da Massimo Martini