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Tecnica Astronautica - Parte 14. Il futuro.
Lasciamo agli storici definire se siamo nell'Era Atomica o nell'Era Spaziale o in un altra Era a loro piacimento. I sogni fantascientifici vedevano nel 2000 il realizzarsi
di cose spaziali mirabolanti, invece la Luna è stata conquistata con largo anticipo nel 1969 ma la prima vera stazione spaziale è stata iniziata solo nel 2000. Motivazioni
politiche, economiche e sociali hanno portato a programmi spaziali senza nè capo nè coda. Anche il futuro più recente sarà influenzato allo stesso modo. Ma quello più
lontano come sarà? Si prevede che in un futuro lontano una discreta fetta dell'umanità vivrà in colonie extraterrestri. L'ipotesi più accreditata vede la costruzione di
immensi cilindri rotanti per ricreare la forza di gravità al loro interno. Qui si potranno ricostruire ambienti terrestri. [Nella illustrazione (Credits: Gerard O'Neill) l'interno di un immenso cilindro spaziale immaginato da Gerard O'Neill negli anni '80.] Ancora grandi centrali di pannelli fotovoltaici
che catturano l'energia della luce solare per trasformarla in energia elettrica convogliabile ovunque tramite raggi laser. Astronavi che sfrutteranno le risorse del
sistema solare ma forse anche ambiziosi veicoli pronti per la traversata cosmica che separa le stelle. Per affrontare questo lungo viaggio si pensa ad astronavi
generazionali, ovvero coloro che partono non arriveranno mai, ma saranno i loro pronipoti a raggiungere la meta. Realizzare strutture di questo tipo oggi è un compito
immenso, ma l'esperienza che l'umanità accumulerà nel campo delle colonie spaziali potrebbe essere di grande aiuto. La recente scoperta di pianeti gioviani extrastellari
potrebbe spingere ad utilizzarli come "stazioni di servizio" lungo la rotta. altri progettisti ventilano la possibilità d'ibernare l'equipaggio, sebbene i risultati
ottenuti al momento siano particolarmente scoraggianti. Ma forme di propulsione e di movimento oggi inconcepibili potrebbero essere disponibili in un futuro non meglio
precisabile ed allora le distanze abissali che ci separano anche da corpi celesti relativamente vicini potrebbero essere superate in tempi umanamente accettabili. L'ingegneria
genetica potrebbe tornare utile per selezionare un umanità più adatta a sopravvivere nello spazio o in futuro su pianeti lontani, ma non credo ci si debba fare troppe
illusioni perchè il corpo umano non si adatta facilmente ed introdurre modifiche troppo radicali potrebbe non essere possibile, anche perchè l'umanità più che adattarsi ha
sempre adattato l'ambiente ai suoi bisogni e forse lo farà anche con gli altri pianeti, terraformandoli, ovvero inquinando le loro atmosfere in modo da renderle compatibili
all'uomo ma anche alle specie viventi che lo accompagneranno nell'esplorazione e nella colonizzazione del cosmo. Sono in molti a sostenere che l'umanità colonizzerà prima
il sistema solare, poi la Via Lattea e poi le altre galassie e vede in questo una sorta di destino ineluttabile. Non sappiamo se sia vero. Questo tipo di futuro potrebbe
che non avverarsi mai, per i motivi più disparati. Potrebbe anche essere che non esistano altri modi di volare nello spazio oltre a quelli già noti e l'umanità del futuro
potrebbe non avere interesse a solcare gli abissi cosmici. Ma una riflessione s'impone alla luce di quanto accade ai giorni nostri. Lo sfruttamento sempre più intenso
delle nostre risorse ed i problemi d'inquinamento ci fanno capire che la Terra presto o tardi arriverà al punto da non riusciere a reggere l'umanità con i suoi ritmi.
Trasferire nello spazio molte delle attività industriali che oggi si concentrano sulla Terra porterà una vera "boccata d'ossigeno" all'umanità ed all'intero pianeta. Le
possibilità di nuove lavorazioni possibili nello spazio potrebbero portare ad una vera rivoluzione industriale dai risvolti imprevedibili e ci si augura benefici per
l'umanità, rendendo disponibili cose che oggi possono appartenere solo alla fantasia ed altre inconcepibili. Restando in campo astronautico nuovi materiali potrebbero
risolvere il problema del rientro in atmosfera dei veicoli dotandoli di "scudi termici" più leggeri e versatili di quelli oggi in uso. Ma anche materiali più leggeri per
relaizzare propulsori e strutture con un guadagno di peso che si traduce in decine di litri di combustibili in meno da imbarcare sui veicoli, ovvero minori consumi e anche
minore inquinamento. Secondo il fisico Stephen Hawking, se l'umanità entro i prossimi due secoli non avrà imboccato la strada della colonizzazione spaziale è destinata
ad andare in contro ad una grave crisi. Si crede non alla tanto temuta guerra atomica, ma il futuro non sarà dei più rosei. Sarà vero come teorizzava Tziolkovskij che il
futuro dell'umanità è nello spazio e come diceva von Braun, che "l'uomo è fatto per ovunque voglia andare"?
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