Breve Storia dell'Astronautica

di Patrizio Claudio Casiraghi

 

Tecnica Astronautica - Parte 7. Centri di lancio e controllo.

Parte 7. Centri di lancio e controllo. La realizzazione di un missile e dei satelliti é la parte più appariscente di un apparato estremamente più complesso. Se i primi missili di Goddard e di Oberth potevano essere realizzati in piccole officine meccaniche, già l'A4 di von Braun richiedeva un apparato industriale di grosse dimensioni solo per la sua realizzazione. Per il lancio invece occorreva soltanto un apposito piedistallo ed un rimorchio ruotabile per il trasporto. Ma questi erano ancora missili di dimensioni contenute. Per volare in orbita occorrevano missili molto più grandi. Essendo i primi missili di uso bellico, le strutture di lancio furono costruite inizialmente in poligoni militari già adibiti alla sperimentazione o costruiti appositamente. I siti di lancio più famosi al mondo sono quello russo di Baikonour e quello americano a Cape Canaveral, il Kennedy Space Center. [Nell'immagine (Credits: NASA/KSC) la rampa di lancio 39A e, sullo sfondo il VAB del Kennedy Space Center della NASA in Florida.] Nell'immagine (Credits: NASA/KSC) la rampa di lancio 39A e, sullo sfondo il VAB del Kennedy Space Center della NASA in Florida Entrambi nacquero come poligoni missilistici sperimentali militari, poi quello americano fu assegnato alla NASA mentre il russo mantiene la sua caratteristica militare sebbene sia in uso anche da parte civile ed al momento appartenga alla repubblica del Kazakistan. Da questi due poligoni sono partite tutte le missioni spaziali che hanno fatto la storia dell'astronautica, dal primo satellite al primo uomo nello spazio per arrivare alla Luna. Non sono comunque gli unici. Per uso militare sia in Russia che negli USA esistono altri grandi poligoni, mentre sono nati altri poligoni nel mondo per soddisfare le esigenze degli stati che via via si sono avventurati nello spazio. C'é quello europeo di Kourou, nella Guyana francese, da cui partono tutti i vettori europei Ariane ed a breve anche i Soyuz di fabbricazione russa ed il Vega Italiano. Poi Giappone, Cina, India, Israele, Brasile, Italia ed Iran sono alcuni degli stati che hanno realizzato o adattato poligoni militari al lancio di missili per mettere in orbita satelliti ed altri ancora se ne aggiungeranno. Generalmente in una base di lancio vi é un edificio nel quale si assemblano i pezzi dei missili, dopo che sono arrivati dalle industrie che li hanno realizzati. Quindi si procede all'installazione del carico pagante, al trasporto verso la rampa di lancio. Al mondo esistono due "filosofie" per l'assemblaggio dei missili. C'é chi lo fa verticalmente e chi orizzontalmente. Per l'assemblaggio verticale occorrono edifici più alti del missile, in quanto occorre proteggere il missile dagli agenti esterni che possono deteriorarlo ed infastidire gli operatori al lavoro. Il trasporto del missile verso la rampa però é una fase molto delicata, perché sebbene il missile abbia un peso discreto anche con i serbatoi vuoti, esso dev'essere portato a destinazione lentamente, cosa che comporta Nell'immagine (Credits: Roscosmos) un razzo vettore Soyuz trasportato verso la rampa di lancio in posizione orizzontale anche una pianificazione delle attività di lancio. L'assemblaggio orizzontale avviene su appositi sostegni realizzati su carrelli ferroviari o rimorchi ruotati. [Nell'immagine (Credits: Roscosmos) un razzo vettore Soyuz trasportato verso la rampa di lancio in posizione orizzontale.] Servono edifici più bassi ed una volta completato l'assemblaggio, il trasporto alla rampa é più spedito. Una volta in rampa appositi martinetti alzano il missile sulla coda. A parte i razzi a combustibile solido, i serbatoi del missile vengono riempiti solo nell'imminenza del lancio. Il famoso conto alla rovescia prima del lancio non é solo una trovata per rendere più spettacolare il lancio, ma un metodo per organizzare le procedure che lo precedono. Esso infatti continua anche dopo il lancio, ovviamente non più alla rovescia e continua a scandire i tempi per le attività che dovranno essere svolte in seguito. Spesso i poligoni di lancio si trovano in prossimità del mare. Infatti la traiettoria dei missili li porta a sorvolarlo per questioni di sicurezza, infatti in caso d'incidente i missili possono precipitare senza causare danni e lo stesso dicasi per i loro stadi esausti. Purtroppo alcuni poligoni non sono in riva al mare e questo ha causato delle vittime investite sia dai frammenti di missili esplosi, che di stadi precipitati in luoghi abitati. Alcuni poligoni però sono mobili. La ex piattaforma petrolifera mobile Odyssey ha servito come base di lancio e lo stesso dicasi per alcuni lanci effettuati a bordo di sottomarini nucleari militari. Caso particolare sono le piste aeroportuali utilizzate per il decollo dei veicoli che hanno trasportato missili come il Pegasus o aerorazzi come l'X 15 e lo Spaceship One. Molti poligoni di lancio sono adibiti solo a questo, lasciando ad altri centri il controllo dei veicoli. Ad esempio il Kennedy Space Center segue il lancio di una navetta spaziale fino a che non lascia la rampa di lancio, dopo, tutti i collegamenti con l'equipaggio e l'acquisizione della telemetria del veicolo passano al Johnson Space Center di Houston, nel Texas, per tutta la durata della missione orbitale. Solo al momento della fase di rientro viene di nuovo seguita dal Kennedy Space Center fino all'atterraggio sulla pista della base. Ogni veicolo e missile é dotato di sensori che rimandano al centro di controllo le indicazioni sul funzionamento di tutti i dispositivi. Tale controllo é chiamato "telemetria" perché le comunicazioni avvengono via radio. Per tenere sotto controllo continuamente il veicolo però occorre anche avere una rete di antenne sparse per il mondo, altrimenti il veicolo può trasmettere i suoi dati solo quando passa sopra al centro di controllo.

La rampa di lancio Odyssey della Sea Launch

La nave Vanguard della NASA utilizzata per seguire le missioni Apollo dall'Oceano Atlantico

La base di lancio Giapponese di Tanegashima sulle rive dell'Oceano Pacifico

La rampa di lancio galleggiante Odyssey della Sea Launch (Credit: Sea Launch)

La nave Vanguard della NASA utilizzata per seguire le missioni Apollo dall'Oceano Atlantico (Credit: NASA)

La base di lancio Giapponese di Tanegashima sulle rive dell'Oceano Pacifico (Credit: JAXA)

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Ultimo aggiornamento 23/03/2017

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