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News 2010 - primo trimestre

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In questa pagina troverete le notizie dal mondo dell'astronautica pubblicate da gennaio a marzo 2010. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del motore di ricerca Google.

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31/03/2010 - L'ESA punta sulla Luna - La regione polare sud della Luna con crateri oscuri ed alti picchi è tutto un'altro mondo relativamente lontano dai terreni pianeggianti visitati dagli astronauti di Apollo quattro decadi fa. Questo paesaggio lunare così tormentato è il prossimo obiettivo Europeo nello spazio. I possibili depositi di ghiaccio d'acqua, il terreno pesantemente craterizzato ed i lunghi periodi di illuminazione solare fanno del polo sud lunare un'area di estremo interesse per esploratori e scienziati. Questo sarà il primo obiettivo per una futura missione umana sulla Luna. L'Europa sta ora studiando una missione di atterraggio che dovrebbe spianare la strada agli astronauti. Questo precursore sarà il primo Moonlander Europeo ed il primo a visitare la regione polare sud. ESA ha chiesto alle industrie di sottoporre delle proposte per la sua missione Lunar Lander. Sono due gli obiettivi principali. Il primo richiede l'utilizzo di una tecnologia di navigazione con una rotta precisa che vada dall'orbita lunare alla sua superficie ed effettui un atterraggio sicuro ed accurato. Per fare questo il veicolo deve riprendere immagini della superficie e riconoscere da solo le zone pericolose, utilizzando la sua "intelligenza". Una volta atterrato il Lander dovrà investigare su questa regione unica con una serie di strumenti. Fra le ricerche le proprietà ed i possibili effetti delle radiazioni e della polvere lunare sugli astronauti ed inoltre eseguirà controlli del suolo in cerca di possibili risorse da poter utilizzare dagli esploratori lunari. Diverse industrie Europee hanno presentato varie opzioni di missioni e design. Il prossimo passo è la "Fase B1" con la quale prenderà forma la missione ed il design del veicolo spaziale e veranno esaminate in dettaglio le richieste di atterraggio e di lavoro ad uno specifico sito. Questa fase, della durata di 18 mesi, inizierà questa estate portando il Lunar Lander da un foglio di carta alla realtà dell'hardware. L'obiettivo è quello di lanciare la missione entro il decennio. Coinvolgere ricercatori ed industrie Europee è cruciale per definire dettagliatamente gli obiettivi della missione ed identificare gli strumenti di cui c'è bisogno. Ad esempio questa richiesta di informazioni nel 2009 ha prodotto oltre 200 risposte. Come parte del processo che coinvolge ricercatori ed industrie Europee una giornata di studi ed informazioni si terrà presso il centro ESTEC dell'ESA in Olanda il prossimo 14 aprile. La giornata includerà un aggiornamento degli obiettivi della missione, del sio avanzamento e di un modello del carico utile che verrà utilizzato per la Fase B1.

Fonte: ESA

30/03/2010 - Anche l'India studia un veicolo riutilizzabile- Come primo passo per la realizzazione di un vettore spaziale completamente riutilizzabile TSTO (Two Stage To Orbit) sono state concepite una serie di missioni tecnologiche dimostrative. Per questo scopo l'Organizzazione di Ricerca Spaziale Indiana (ISRO) sta allestendo il prototipo RLV-TV (Winged Reusable Launch Vehicle technology Demonstrator). L'RLV-TD fungerà da test volante per sperimentare le varie tecnologie di volo ipersonico, atterraggio autonomo, fase di volo propulsa e volo ipersonico utilizzando un motore a funzionamento atmosferico. Il primo di una serie di test dimostrativi è l'esperimento di volo supersonico (HEX).

Fonte: ISRO

Il nuovo sistema di comunicazione per il veicolo Dragon mentre viene testato dall'astronauta Williams sotto lo sguardo vigile del Controllo Missione della SpaceX, ad Hawthorne, California 29/03/2010 - SpaceX attiva il proprio sistema di comunicazioni sulla ISS - La Space Exploration Technologies (SpaceX) ha annunciato il successo nell'attivazione, a bordo della ISS, della sua nuova apparecchiatura di comunicazione per il suo nuovo veicolo spaziale Dragon durante una serie di operazioni condotto in gennaio e marzo. Chiamato Commercial Orbital Transportation Services (COTS) Ultra High Frequency (UHF) Communication Unit, il nuovo sistema permetterà all'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale di monitorare e controllare l'avvicinamento e la partenza del veicolo Dragon durante le missioni di rifornimento al laboratorio orbitante. La navetta spaziale Atlantis aveva consegnato il sistema alla ISS durante la missione STS-129 nel novembre 2009. Il test dell'apparecchiatura è iniziato in orbita il 25 gennaio 2010, quando l'astronauta Jeff Williams, il Comandante di Spedizione 22, ha lavorato in collaborazione con i membri della sede centrale della SpaceX e con i Controllori di Missione di Houston, per accendere e controllare il nuovo sistema. L'11 marzo poi, la SpaceX e la NASA di Houston hanno eseguito una ulteriore serie di test, utilizzando il nuovo sistema per inviare comunicazioni fra la ISS e la stazione di terra della NASA di Dryden. Questo ha fornito la base per controllare le performance delle radio frequenze e confermare che il primo set di antenne hanno funzionato some previsto e che sono pronte per le operazioni delle missioni. Ulteriori test verranno eseguiti con un secondo set di antenne per verificare l'intero sistema. I test includono l'invio di trasmissione video diretta e telemetria dalla ISS per verificare la funzionalità dell'apparecchiatura, la forza di invio e ricezione del segnale e la stabilità del sistema durante operazioni di lunga durata. "Il successo di questa serie di test ci dicono che la nostra collaborazione stretta fra la NASA e la SpaceX ci permetterà di sviluppare velocemente il nuovo hardware." Ha dichiarato Marco Villa, SpaceX Mission Operations Manager, "Inoltre il test di gennaio ha segnato la prima operazione ufficiale congiunta fra il Controllo Missione della SpaceX, in California, ed il Centro Controllo Missione della NASA a Houston. Ogni cosa si è svolta vene e siamo entusiasti per la prima visita del Dragon alla ISS." Sviluppato dalla SpaceX sotto il contratto Space Act Agreement della NASA, il nuovo sistema permette le comunicazioni fra la ISS ed il veicolo spaziale Dragon della SpaceX quando questo si trova in vicinanza della stazione spaziale. Il suo funzionamento permette al sistema di comunicazione della ISS di scambiare dati con i controllo missione sulla Terra. Ideato fin dall'inizio per trasportare equipaggi, il vettore Falcon 9 ed la capsula Dragon della SpaceX sono stati selezionati dalla NASA per trasportare cargo alla ISS e ritorno ad iniziare dal 2011. Il contratto, del valore di 1,68 miliardi di dollari, prevede 12 voli con un minimo di 20 tonnellate per e dalla ISS. Il primo volo dimostrativo sotto il programma COTS è previsto per il 2010, dopo il volo inaugurale del razzo vettore Falcon 9 della SpaceX. Nella foto (Credit: Roger Gilbertson / SpaceX) Il nuovo sistema di comunicazione per il veicolo Dragon mentre viene testato dall'astronauta Williams sotto lo sguardo vigile del Controllo Missione della SpaceX, ad Hawthorne, California.

Fonte: SpaceX

Il Museo Intrepid a New York ripreso dall'alto, a sinistra il Concorde 28/03/2010 - New York vuole uno Space Shuttle - Mentre la NASA deciderà nei prossimi mesi dove verranno permanentemente esibiti i tre Space Shuttle, vicini al pensionamento, i Senatori degli Stati Uniti Chuck Schumer e Kirsten Gillibrand hanno visitato il Museo Intrepid Air e Space di New York dove, assieme ai dirigenti del Museo e con dozzine di bambini delle scolaresche in visita, hanno annunciato l'inizio di una petizione per far atterrare una navetta a New York. L'esibizione di uno shuttle fornirebbe un altissimo grado di interesse per programmi scientifici educativi per bambini e studenti. Fonti ufficiali hanno annunciato che l'accordo con il Museo Intrepid per esporre permanentemente una navetta spaziale potrebbe generare ricadute economiche rilevanti anche per la città di New York. Secondo i due Senatori New York, proprio grazie al suo interesse turistico mondiale sarebbe il luogo ideale per ospitare una delle tre navetta spaziali della NASA. Al momento sono circa 20 le istituzioni del Paese che stanno competendo per ricevere uno degli orbiter pensionati. Lo shuttle sarebbe esposto all'interno di una costruzione di vetro da costruirsi sul Pier 86. Al momento il Museo Intrepid ospita quasi un milione di visitatori l'anno, il 70% dei quali proviene da fuori l'area di New York. Dal 2003 il museo espone anche un aereo supersonico Franco/Inglese Concorde. Il Museo Intrepid è ospitato a bordo della portaerei omonima che ha svolto un ruolo importante nel Programma Spaziale americano, è stata infatti questo vascello ad occuparsi, nel maggio 1962, del recupero della capsula Mercury 7 dell'astronauta Scott Carpenter e nel marzo del 1965 i suoi elicotteri recuperarono i due astronauti John Young e Virgil “Gus” Grissom di ritorno con la Gemini 3. Grazie alle sue capacità di raccogliere fondi il Museo Intrepid potrà accollarsi gli onerosi costi di movimentare lo shuttle e costruire la sua struttura per esporlo. La petizione per richiedere che uno shuttle vada a New York possono essere firmate sul sito del museo o in persona durante una visita. Nella foto (Credit: http://www.skybeckons.com/photo_gallery.html) la portaerei Intrepid che ospita il Museo Air & Space di New York.

Fonte: Intrepid Air & Space Museum

A destra il decollo del razzo di prova del programma HiFiRE, a sinistra il razzo in preparazione sulla rampa di lancio 26/03/2010 - Eseguito test di razzo ipersonico in Australia - Scienziati militari Australiani e degli Stati Uniti hanno eseguito un test lanciando un nuovo razzo ipersonico questa settimana (il 22 marzo ndt), l'ultimo di una serie di voli dimostrativi per aprire la strada allo sviluppo di aerei ultraveloci supersonici. Il razzo di prova è sfrecciato attraverso l'atmosfera ad una velocità di oltre 5,5 Mach che è equivalente ad oltre cique volte la velocità del suono (circa 6.000 hm/h). Il volo era il secondo in una serie di oltre 10 voli previsti per una ricerca avanzata di voli ad alta velocità e con tecnologia ipersonica, ha dichiarato Greg Combet, Ministro Australiano della Difesa, Materiali e Scienza, durante una dichiarazione fatta lunedì. Un primo test era stato eseguito lo scorso maggio. "Il volo di oggi rappresenta un significativo passo avanti scientifico, permettendo agli scienziati di raccogliere dati critici fondamentali per progettare e sviluppare un motore capace di sostenere un volo ipersonico." ha aggiunto Combet. Il volo, decollato dal Test Range di Woomera, in Australia, è parte di un programma congiunto USA/Australia chiamato HiFiRE (Hypersonic International Flight Research Experimentation). Il programma si propone di investigare le leggi fondamentali della tecnologia ipersonica con il potenziali di future applicazioni per la prossima generazione di sistemi volanti. La ricerca è condotta come parte della collaborazione fra la DSTO (Defense Science and Technology Organization) e la AFRL (U.S. Air Force Research Laboratory). Nel 2006 la AFRL segnò un contratto di 54 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa Australiano per finanziare il programma HiFiRE della durata di sei anni. Il progetto vede la partecipazioni di scienziati della NASA, come quelli dell'Industria USA ed altri scienziati Australiani del settore ipersonico. Gli scienziati stanno studiando il potenziali di veicoli e di tecnologie propulsive che possano un giorno sostenere il volo ipersonico. Progressi nella tecnologia ipersonica potrebbero avere enormi ricadute sia in Australia che nel resto del mondo. Il volo ipersonico ha il potenziale di rivoluzionare i viaggi aerei globali e potrebbe rappresentare il modo più a buon mercato di accedere allo spazio e di lanciare satelliti per telecomunicazioni. "Grazie al lavoro di questo motivato team di scienziati dell'DSTO l'Australia si trova in prima linea in questa tecnologia." ha concluso Combet.

Fonte: Dsto

26/03/2010 - La NASA assegna cinque contratti per ricerche sulla propulsione spaziale - La NASA ha assegnato contratti a cinque compagnie per la fornitura di tecnologie di sistemi di propulsione spaziale in supporto dello sviluppo di attività di ricerca e tecnologia da sviluppare presso il Centro Ricerche Glenn di Cleveland. Ognuno dei cinque contratti è stato assegnato con un prezzo fissato con il valore massimo di 50 milioni di dollari per i prossimi cinque anni. Le compagnie selezionate sono la Aerojet di Sacramento, California; la ATK Mission Systems di Ronkonkoma, N.Y.; la Northrop Grumman Aerospace Corporation di Redondo Beach, California; la Orbital Technologies Corporation di Madison, Wisconsin e la Pratt & Whitney Rocketdyne Inc. di Canoga Park, California. Le compagnie selezionate eseguiranno i lavori in sei discipline: propulsione, sistemi di propulsione chimica non tossica, sistemi di propulsione ipergolica, sistemi di propellenti, propulsione elettrica e sistemi di razzi basati su cicli di combustione combinata. Il lavoro fornirà lo sviluppo per le tecnologie per la propulsione spaziale per permettere missioni con più alte prestazioni, riduzione dei costi, miglioramento dell'affidabilità e della sicurezza. Le sfide tecniche includono propellenti alternativi, miglioramento della spinta, nuovi concetti, controllo termico, criogenico, proprietà dei propellenti e della combustione, chimica, fluido dinamica ed avanzati sviluppi di fabbricazione.

Fonte: NASA

Il decollo del razzo sonda Maxus 8 26/03/2010 - Una cavalcata a bordo di Maxus-8 - Il razzo sonda Maxus-8 dell'ESA è stato lanciato oggi da Kiruna in Svezia settentrionale trasportando quattro moduli di ricerca in microgravità con un frenetico viaggio di 12 minuti di spazio. Il risultato finale potrebbe portare a costruire palette di turbina migliori per motori aeronautici. Alle 14:43 CET, Maxus-8 è decollato dalla rampa di lancio del Centro Spaziale Esrange osservato da Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell'ESA, Simonetta Di Pippo, Direttore del Volo Spaziale Umano ESA, Olle Norberg, direttore generale della National Space Board Svedese e Lars Persson, direttore dello Swedish Space Corporation. Le personalità che hanno assistito al lancio, hanno reso omaggio all'importanza della ricerca in microgravità in Europa e per la cooperazione internazionale Europea che rende possibile questa ricerca. "Sono molto felice di essere tornato a Esrange per prendere parte a questa campagna di volo di nuovo a razzo", ha detto Dordain. "Il team della campagna ha fatto un lavoro enorme ed i ricercatori sono soddisfatti dei risultati ottenuti finora. Devo dire che sono impressionato da questo straordinario sito di lancio e orgoglioso di avere un tale impianto in Europa. Si tratta, per la comunità scientifica, del complemento ideale alla utilizzazione della International Space Station". La Signora Di Pippo ha poi aggiunto, "Con la missione Maxus-8, l'ESA continua il suo ruolo guida nel mantenimento autonomo di piattaforme di microgravità Europee in grado di offrire alla comunità degli utenti possibilità di voli frequenti per fornire alla comunità scientifica quello che avverrà anche con la Stazione Spaziale Internazionale fino al 2020 e oltre". Martin Zell, capo della ISS Utilisation dell'ESA, " I razzi sonda di Esrange sono una piattaforma fondamentale per la ricerca e forniscono un rapporto costo-efficacia e mezzi indipendenti per l'Europa, con una inversione di tendenza relativamente rapida dei risultati. Essi consentono esperimenti critici con le esigenze di gestione rigorosi, in particolare in biologia. Essi forniscono inoltre test precursori dei protocolli di nuova scienza e le attrezzature di ricerca che in seguito potranno essere utilizzate per gli esperimenti a lungo termine sulla ISS." I piccoli razzi vengono utilizzati per le ricerche sulla microgravità in tutto il mondo, ma Maxus pesa più di 12 tonnellate e misura fino a 17 m di lunghezza. Il motore a propellente solido è in grado di sollevare un carico di 800 kg nello spazio. La quota massima del razzo è di circa 750 km, circa due volte l'altezza a cui orbita la stazione spaziale. Questa campagna è l'ottava per Maxus ed è stata progettata per fornire una grande quantità di dati riguardanti la scienza dei materiali e la biologia. Gli esperimenti aiuteranno, per esempio, per la produzione di nuove turbine per motori aeronautici più leggere e nuovi catalizzatori per i reattori chimici e le celle a combustibile a idrogeno. "Dopo una serie di preparazioni standard e messa a punto degli esperimenti la campagna di lancio è andata bene e non abbiamo affrontato problemi significativi", ha detto Antonio Verga, dirigente ESA da Kiruna. "In base ai dati ricevuti, abbiamo raggiunto l'altitudine desiderata e un ottimo livello di microgravità. Questa è una buona notizia per i team scientifici. La sezione scientifica, lunga 6,5 metri, è atterrata con un paracadute a circa 80 km da qui e degli elicotteri sono stati inviati per recuperarla ". Maxus è un programma finanziato da ESA attraverso il programma Europeo per la Vita e Physical Science in Space (ELIPS), con i razzi sonda ed i servizi di lancio forniti ad ESA da una joint-venture industriale tra EADS Astrium e la Swedish Space Corporation. Tre degli esperimenti a bordo di Maxus-8 coinvolgono la scienza dei materiali, il primo è uno studio di nuove leghe di titanio ed alluminio, un altro guardava la creazione di particelle di vapore di nichel e la terza ha studiato la diffusione di un liquido in leghe metalliche effettuato con i raggi-X. Un esperimento di biologia ha mappato le forze cito-scheletriche che stanno alla base dei meccanismi dei sensori di gravità posti nelle radici delle piante e dei funghi. I primi due esperimenti derivano da un progetto della durata di 5 anni, finanziato con diversi milioni di euro dalla Commissione europea (CE), che l'ESA ha guidato con 40 partner e che è co-finanziato dalla CE nell'ambito del Sesto programma quadro. Il progetto IMPRESS (Inter-Metallic processo di solidificazione in relazione alla Terra ed allo Spazio) mira invece a comprendere i collegamenti tra il processo di solidificazione delle leghe 'intermetalliche', la struttura del materiale su micro e nano-scala e la meccanica finale e le proprietà chimiche e fisiche delle leghe che ne derivano. Maxus-8 ha inoltre effettuato un esperimento di dimostratore tecnologico: lo SHARK Hypersonic Atmospheric Sounding con una capsula di rientro che è stata rilasciata durante la salita, ad una altitudine di circa 150 km. SHARK era completamente autonomo e finalizzato a dimostrare la fattibilità di far cadere un contenitore da fuori l'atmosfera. Ciò aiuterà nella progettazione di veicoli spaziali del futuro e per la comprensione della fisica di rientro atmosferico. Questa versione di prova era stata realizzata a cura del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali). Nella foto (Credit: SSC) il decollo del razzo sonda Maxus 8.

Fonte: ESA

26/03/2010 - Approvati gli esperimenti per la missione di Vittori - La NASA ha approvato l’integrazione, sulla missione della navetta spaziale STS-134, del programma di esperimenti definito congiuntamente dall’ASI e Aeronautica Militare e che rappresenterà il contributo scientifico e tecnologico italiano al volo. La missione STS-134 ospiterà Colonnello Roberto Vittori, astronauta del Corpo Europeo, che sarà al suo terzo volo diretto alla Stazione Spaziale Internazionale. Il programma sperimentale che centri di ricerca scientifica e tecnologica italiani potranno svolgere a bordo della missione STS-134 è stato selezionato attraverso il Bando di ricerca sul volo umano spaziale, emesso dall’ASI nel giugno dello scorso anno. Il programma approvato dalla NASA comprende sei esperimenti e si avvale dell’accesso diretto alle risorse della Stazione Spaziale Internazionale di cui il nostro Paese gode, grazie alla cooperazione bilaterale tra NASA e ASI, nell’ambito dell’accordo per la fornitura dei moduli logistici italiani Leonardo, Raffaello e Donatello. La missione è inoltre caratterizzata dalla stretta collaborazione nelle attività spaziali istituita tra l’ASI e l’Aeronautica Militare, di cui Vittori è Colonnello, nell’ambito dell’Accordo Esecutivo per la Collaborazione nell’Attività di Volo Umano Spaziale sottoscritto nel 2008. Il Colonnello Roberto Vittori era stato assegnato all’equipaggio della missione shuttle STS-134 ad agosto del 2009 nell’ambito delle opportunità di volo che la NASA ha concesso all’ASI e della cooperazione tra ASI e ESA per l’impiego degli astronauti del Corpo Europeo, cui lo stesso Vittori appartiene.

Fonte: ASI

26/03/2010 - La NASA conferma il 5 aprile per STS-131 - I responsabili della NASA hanno dato l'ok per il lancio della navetta spaziale Discovery il prossimo 5 aprile per l'avvio della missione STS-131 dedicata all'assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Dopo una giornata di incontri fra i responsabili si è conclusa la FRR (Flight Readiness Review - Revisione di prontezza al volo) senza nessun problema da segnalare che possa impedire al Discovery ed al suo equipaggio di volare sicuri per una missione di successo. In discussione il punto principale riguardava la risoluzione del guasto della valvola di isolamento dell'elio ed è stato deciso che i regolatori ridondanti forniranno la protezione necessaria per il sistema RCS (reaction control system). Tutti gli altri sistemi dello shuttle, come anche il carico utile e l'equipaggio, sono dannatamente pronti per volare. Durante la conferenza stampa seguita all'incontro FRR, Bill Gerstenmaier, Amministratore Associato per le Operazioni Spaziali, ha concluso con una frase significativa, "Siamo pronti a volare". Il Discovery è previsto per il decollo nelle prime ore del mattino dalla rampa del Kennedy Space Center alle 6.21 a.m. EDT (le 11.21 ora italiana).

Fonte: NASA

Il volo della prima SpaceShipTwo, la VSS Enterprise, appesa sotto la carlinga dell'aereo madre WhiteNightTwo, Eve. 22/03/2010 - Primo volo per la VSS Enterprise - La Virgin Galactic ha annunciato che oggi la VSS Enterprise ha completato il suo volo inaugurale appeso all'aereo madre sopra il Mojave Air and Spaceport. Questo primo volo "captive" (ovvero appeso sotto la carlinga dell'aereo madre WhiteNightTwo) è stato un grande successo e sia l'aereo madre che il veicolo spaziale sono apparsi assolutamente impressionanti contro lo sfondo blu del cielo del Mojave. Commentando questo storico volo Burt Rutan ha dichiarato: "Questo è un giorno memorabile per i team della Scaled che della Virgin. Il volo captive significa l'inizio di quello che speriamo sia un programma di test estremamente eccitante e di successo." sir Richard Branson, fondatore della Virgin Galactic ha aggiunto: "Vedere la nave spaziale completata in dicembre è stato un gran giorno ma vedere la VSS Enterprise volare veramente per la prima volta dimostra che meraviglia di veicolo Burt e la sua squadra hanno sviluppato per noi. Non sono sorpreso che il volo sia andato così bene; la Scalded è un team qualificato in modo unico è può trasformare questo sogno in realta. Oggi è stato per noi un altro grosso passo sulla strada dell'innovazione e dell'ingegneria. Il programma di test di volo della VSS Enterprise proseguirà per tutto il 2010 ed il 2011 progredendo da voli captive poi voli planati ed infine voli spinti dal motore a razzo prima di poter iniziare le operazioni commerciali. Nella foto in alto (Credit: Mark Greenberg) il volo della prima SpaceShipTwo, la VSS Enterprise, appesa sotto la carlinga dell'aereo madre WhiteNightTwo di nome Eve.

Fonte: Virgin Galactic

20/03/2010 - Proton mette in orbita EchoStar XIV - Un razzo vettore Russo Proton M, gestito dalla società ILS (International Launch Services) è stato lanciato alle 2.27 p.m EDT (le 19.27 ora italiana) di oggi dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan con a bordo il satellite per trasmissione televisiva diretta EchoStar 14. Occorreranno ancora nove ore al vettore commerciale Proton ed il suo stadio superiore Breeze M per rilasciare il satellite nella sua orbita di trasferimento geostazionaria di 35.786x3.120 km con inclinazione di 26,7°. Il satellite EchoStar 14 è basato sul bus SS/L 1300 ed è stato costruito dalla Space Systems/Loral di Palo Alto, California, ed è fornito di 103 trasmettitori in banda Ku ed ha una vita operativa complessiva di almeno 15 anni. Il peso complessivo del satellite è di circa 6.384 kg ed è il satellite commerciale più pesante mai lanciato in orbita con un vettore Proton. Il satellite verrà gestito dalla azienda americana Dish Network che fornisce canali televisi satellitari anche in Alta Definizione (HD) agli oltre 14 milioni di utenti degli Stati Uniti e Canada. Quello di oggi è il decimo lancio orbitale mondiale del 2010, tutti di successo. Per la ILS si è trattato del secondo Proton lanciato nel 2010.

Fonte: ILS

La regista Tony Myers e l'astronauta Mike Massimino, con indosso gli occhialini tridimensionali, alla prima del film Hubble 3-D 19/03/2010 - Esce oggi negli USA il documentario - Hubble 3-D - Narrato da un premio Oscar come Leonardo DiCaprio esce oggi sugli schermi USA il film che documenta la missione STS-125 dello space shuttle per aggiornare il Telescopio Spaziale Hubble. Il film è frutto di una collaborazione fra la NASA, la IMAX Corporation e la Warner Bros. Pictures. Le cineprese IMAX 3-D erano state lanciate a bordo della navetta spaziale Atlantis lo scorso 11 maggio 2009 durante la missione STS-125 per riparare ed aggiornare Hubble. Gli astronauti avevano utilizzato queste cineprese speciali per documentare le cinque passeggiate spaziali che erano state necessarie per aggiustare ed aggiornare il Telescopio Spaziale. Le immagini IMAX sono state poi combinate con le dettagliate e fantastiche immagini di lontane galassie riprese da Hubble. L'equipaggio di Atlantis, composto dal Comandante Scott Altman, il Pilota Gregory C. Johnson e gli Specialisti di Missione Andrew Feustel, Michael Good, John Grunsfeld, Mike Massimino e Megan McArthur sono stati la quinta missione shuttle a volare verso il telescopio. I loro predecessori avevano sostituito e riparato componenti guasti ed aggiunto nuove e migliorate telecamere ed attrezzature scientifiche e l'equipaggio di STS-125 non è stato da meno. Una squadra della IMAX aveva addestrato l'equipaggio di Atlantis al Johnson Space Center della NASA a Houston ad utilizzare le speciali macchine da ripresa. Una di queste era montata fuori della cabina dell'equipaggio dello shuttle, nel vano di carico, per catturare immagini IMAX 3-D della storica ed ultima missione di servizio. Il Comandante ed il Pilota ne utilizzavano una seconda per riprendere le due coppie di astronauti mentre lavoravano all'esterno con l'aiuto del braccio robotico. "Questo è un viaggio stellare." Afferma Tony Myers, il produttore e regista del film , "E' proprio come essere là fuori, muovendosi nello spazio. Il Telescopio Spaziale Hubble ha accumulato una montagna di dati provenienti dalle immense distanze del cosmo, la nascita di sistemi solari e le zone ricche di galassie lontanissime oltre la nostra. Questi dati sono stati trasformati in immagini a tre dimensioni per poter trasportare gli spettatori ai confini osservabili del nostro Universo in un modo che nessuno avrebbe mai immaginato." Attraverso la più completa e più avvolgente esperienza cinematica, Hubble 3D darà agli spettatori una prima fila di una storia mai raccontata. Questo rivelerà il cosmo come non è mai stato visto prima, permettendo agli spettatori di tutte le età di esplorare la grandezza delle nebulose e delle galassie, la nascita e la morte delle stelle ed alcuni dei più grandi misteri dei nostri celestiali vicini, il tutto in IMAX 3-D. La lunga collaborazione di IMAX con la NASA ha permesso a milioni di persone di viaggiare nello spazio attraverso una serie di film IMAX che hanno anche vinto diversi premi. Le cineprese IMAX 3-D hanno eseguito il loro primo viaggio nello spazio nel 2001 per la produzione del documentario Space Statio 3D. Per ulteriori informazioni sul film, video di presentazione, materiale educativo e download visitate il sito: http://www.imax.com/hubble/. Nella foto (Credit: IMAX) la regista Tony Myers e l'astronauta Mike Massimino, con indosso gli occhialini tridimensionali, alla prima del film Hubble 3-D.

Fonte: NASA

Il satellite scientifico Europeo CryoSat-2 mentre viene incapsulato nell'ogiva di lancio 19/03/2010 - Confermata la nuova data di lancio di CryoSat-2 - Il problema tecnico con il secondo stadio del razzo Dnepr, che ha ritardato il lancio del satellite Earth Explorer dell'ESA CryoSat-2 nel mese di febbraio, è stato risolto e la nuova data di lancio è stata fissata l'8 aprile. Il lancio di CryoSat-2 era originariamente previsto per svolgersi dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan il 25 febbraio, ma ha dovuto essere rinviato a causa di un problema con la riserva di carburante nel secondo stadio del lanciatore. Il problema era emerso una settimana prima della data prevista di lancio e dopo che l'ogiva, che racchiude il satellite CryoSat-2, era stato accoppiato al resto del razzo nel silo di lancio. Di conseguenza, l'ogiva con il satellite è stato restituito ai servizi di integrazione in attesa di una indagine e nuova data di lancio. Nel corso dell'inchiesta, la società Ucraina responsabile per il design complessivo del vettore Dnepr, Yuzhnoye SDO, e la società che sviluppa il sistema di avvio di controllo, la Hartron-Arkos, hanno confermato che il rapporto del combustibile con l'ossidante può essere adattato per migliorare le prestazioni del motore del secondo stadio. Questo piccolo aggiustamento ha coinvolto modifiche al software che controlla l'uso del combustibile. Le modifiche sono state fatte da allora e convalidate, e di conseguenza la nuova data di lancio prescelta è stata concordata con l'ESA ed è quella dell '8 aprile alle 15:57 CEST (13:57 UT). Richard Francis, ESA's Project Manager per CryoSat-2, ha dichiarato: "Quando abbiamo visitato Dnepropetrovsk in Ucraina abbiamo avuto un briefing approfondito sul problema e la soluzione di entrambe le aziende coinvolte, la SDO Yuzhnoye e Hartron-Arkos. Siamo fiduciosi che il cambiamento in atto aumenti l'affidabilità e che sia stato opportunamente convalidato ". CryoSat-2 è attualmente in fase di 'baby sitter' (opportunamente tenuto all'interno di un contenitore apposito ndt) nei servizi di integrazione da parte dei due team. Tuttavia, il resto del team della campagna tornerà a Baikonur il 23 marzo per riprendere i preparativi per il lancio. CryoSat è la prima missione europea dedicata al monitoraggio delle distese di ghiaccio della Terra. Le tecniche avanzate di osservazione installate a bordo della missione CryoSat fornirà misurazioni precise sulle variazioni nello spessore del ghiaccio marino galleggiante così come i grandi strati di ghiaccio che si sovrappongono in Antartide e nella Groenlandia. Queste informazioni porteranno ad una migliore comprensione del rapporto tra i ghiacci e il cambiamento climatico. Nella foto (Credit: ESA/W. Simpson) il satellite scientifico Europeo CryoSat-2 mentre viene incapsulato nell'apposito contenitore di lancio.

Fonte: ESA

18/03/2010 - Rientrato sulla Terra l'equipaggio di Spedizione 22 - Il Comandante di Spedizione 22 Jeff Williams e l'Ingegnere di Volo Max Suraev hanno completato la loro missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dopo 167 giorni. I due astronauti sono atterrati con il modulo di rientro della Soyuz TMA-16 appeso ai paracadute alle 7.24 EDT (le 13.24 ora italiana) nel Kazakhstan. A bordo della ISS sono rimasti gli Ingegneri di Volo Soichi Noguchi e T.J. Creamer ed il nuovo Comandante di Spedizione 23 Oleg Kotov. La Spedizione 23 è iniziata ufficialmente quando Williams e Suraev si sono staccati alle 4.03 a.m. (le 10.03 ora italiana) dal mini-modulo di ricerca Poisk. Il trio, che rimarrà a bordo della stazione fino a giugno, si era unito a Williams e Suraev quando era arrivato a bordo della Soyuz TMA-17 nel dicembre del 2009. L'equipaggio di Spedizione 23 si amplierà a sei membri con l'arrivo di Alexander Skvortsov, Tracy Caldwell Dyson e Mikhail Kornienko che giungeranno sulla ISS a bordo della Soyuz TMA-18 il 4 aprile prossimo.

Fonte: NASA

La sonda Luna 20 ripresa dalla sonda NASA LRO 17/03/2010 - LRO fotografa i resti delle missioni lunari Sovietiche - L'Unione Sovietica eseguì con successo tre missioni robotiche lunari con raccolta di campioni della superficie durante la competizione spaziale che fu parte della Guerra Fredda con gli Stati Uniti. La prima missione, Luna 16, riportò sulla Terra un piccolo campione (101 grammi) dal Mare Feconditatis nel settembre 1970, un periodo fra gli allunaggi con equipaggi dell'Apollo 12 e della 14. Un anno e mezzo dopo (febbraio 1972) Luna 20 riportò sulla Terra 55 grammi di suolo dalla zona delle colline di Apollonius. Luna 16 e 20 erano simili nella costruzione e nei metodi di raccolta dei campioni. Un trapano al termine di un braccio raccoglieva il suolo di alcuni decimi di centimetro sotto la superficie. Il braccio poi piazzava il campione dentro la capsula di ritorno posta sulla sommità del veicolo. L'ombra del Luna 20 ripresa nelle immagini dello strumento LROC è probabilmente il braccio di raccolta. I campioni della Luna 20 contenevano minerali simili a quelli raccolti dagli astronauti di Apollo 16 due mosi dopo nelle pianure Cayley ((8°58"S, 15°30"E). Nell'ottobre del 1974 la sonda Luna 24 scendeva nel Mare Crisium ma problemi tecnici impedirono la raccolta dei campioni. Senza abbattersi i Sovietici riprovarono ancora nell'agosto del 1976 e questa volta ebbero migliora fortuna. La Luna 24 era ideata per scavare oltre due metri sotto la superficie e raccogliere migliori e più grandi campioni, 170 grammi. La posizione di Luna 23 e 24 non erano ben conosciute anche se dovevano trovarsi a poche centinaia di metri una dall'altra. Dalle nuove immagini NAC è stata misurata accuratamente la distanza fra le due sonde e di essere circa 2.400 metri. Tuttavia la posizione assoluta dei lander si conoscono solo con una precisione di 500 metri anche se con le effemeridi fornite da LRO possono essere conosciute con una precisione di soli 100 metri. Scorrendo il mosaico di immagini di NAC si possono vedere sia la Luna 23 che la 24. I piccoli pixel luminosi accanto a Luna 24 possono essere piccoli pezzi di materiale volato via al momento della discesa o del modulo di risalita verso la Terra. Nella foto (Credit: NASA/Goddard/Arizona State University) un ingrandimento dello stadio di discesa di Luna 20. Notare l'ombra del braccio per la raccolta dei campioni. Queste eccezionali immagini, dopo quelle dei siti delle missioni Apollo divulgate nei mesi scorsi, dimostrano le straordinarie capacità degli strumenti a bordo della sonda LRO della NASA.

Fonte: NASA

17/03/2010 - STS-131 ancora a rischio rinvio - Sulla rampa di lancio 39A al Kennedy Space Center in Florida i tecnici proseguono con la seconda giornata di pressurizzazione del serbatoio di elio della navetta spaziale Discovery in preparazione per il test del sistema di regolazione che verrà effettuato entro la settimana. I responsabili e gli ingegneri del programma hanno discusso lunedì le opzioni da intraprendere per superare il problema sorto nel fine settimana scorso mentre venivano sfiatati i serbatoi di elio in preparazione del carico del propellente. La pressione del serbatoio di elio era scesa inaspettamente all'unisono con quella del propellente dell'RRCS (Right Reaction Control System) del pod destro degli OMS (Orbital Maneuvering System) mentre i serbatoi venivano sfiatati. Questo indicava che almeno una delle due valvole parallele di isolamenteo dell'elio aveva una perdita oppure era rimasta in posizione aperta quando invece avrebbe dovuto essere chiusa. I due regolatori del sistema dell'elio, uno primario ed uno secondario, verranno testati per verificare che il loro funzionamento sia corretto. Questi regolatori sono a valle delle valvole di isolamento ed aiutano a mantenere l'elio in pressione dentro il serbatoio. Sapere se i regolatori funzionano regolarmente è un elemento chiave per i responsabili della NASA per decidere se lanciare anche con una condizione errata delle valvole di isolamento. Il test verrà eseguito entro la settimana corrente una volta che il supporto a terra sia stato prelevato dalla rampa 39B, spostato sulla 39A e ben calibrato. Il sistema dell'elio verrà portato alla pressione di volo e gli ingegneri monitoreranno i dati per essere certi che i regolatori funzionino bene. Sempre entro questa settimana i dirigenti hanno deciso di spostare a venerdì il carico utile di Discovery alla rampa di lancio 39A ad iniziare dalle 12.01 a.m. EDT (6.01 ora italiana). Rimangono ancora alcuni giorni liberi nel programma per poter mantenere possibile la data di lancio il 5 aprile.

Fonte: NASA

A sinistra il prof. Ugo, il figlio di Amaldi, che presenta l'ATV con il nome del padre, a destra in una foto di qualche decennio fa 16/03/2010 - Il terzo ATV nominato Edoardo Amaldi - La produzione degli ATV (Automated Transfer Vehicles) stà procedendo. Dopo la perfetta missione del primo ATV, Jules Verne, il secondo, Johannes Kepler, sta per essere completato in preparazione del lancio entro la fine di quest'anno. Ora al terzo ATV è stato dato il nome del fisico italiano e pioniere spaziale Edoardo Amaldi. Il cargo spaziale europeo ATV ha dimostrato la sua maturità nel 2008, quando Jules Verne ha completato un volo diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), caricato con 4,5 tonnellate di cibo, acqua, carburante, forniture e attrezzature, ha servito anche da modulo di propulsione per sei mesi e poi finalmente si è sganciato ed è rientrato nell'atmosfera terrestre sul Pacifico meridionale. Le navicelle spaziali ATV sono fondamentali per la logistica della Stazione e le operazioni. Si tratta di un eccellente dimostrazione di capacità dell'Europa nella creazione di infrastrutture spaziali per il volo spaziale umano e l'esplorazione. Al primo ATV è stato dato il nome del visionario scrittore di fantascienza francese Jules Verne, ed al secondo quello dell'onorato matematico e astronomo tedesco Johannes Kepler. "L'Italia è un paese chiave europea della nostra partecipazione alla partnership ISS. Denominando ATV-3 Edoardo Amaldi, si celebra un grande italiano, ma anche un impegno europeo che ha compreso l'importanza di mettere in comune le risorse e le menti insieme per ottenere risultati importanti, ", ha detto Simonetta Di Pippo, Direttore ESA per il Volo Spaziale, in occasione di una conferenza stampa tenutasi al Ministero di Roma alla presenza del Sottosegretario del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Giuseppe Pizza ed Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia spaziale italiana ASI. "Stiamo pagando il tributo ad una mente visionaria, di un grande scienziato, ma anche ad un'idea di cooperazione che si incarna nel partenariato per l'ISS. L'ATV è la prima produzione in serie di un veicolo spaziale di esplorazione e pone l'Europa di un passo più vicini ai nostri partner. Sono lieta che l'Italia accolga con così tanto orgoglio la sua partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale, è un riconoscimento delle nostre capacità umane e industriali. Amaldi fu uno dei pochi nel dopoguerra che si impegnò per far partire il processo che avrebbe portato alla nascita di ESRO, e in seguito di ESA. E 'ampiamente riconosciuto che, fin dal 1950, l'inizio del concetto visionario il cui obiettivo era di unificare le capacità europee di esplorare lo spazio esterno è in gran parte dovuto ad un gruppo di eminenti scienziati europei, di cui Edoardo Amaldi era fra i più importanti." Edoardo Amaldi è stato una figura di spicco nel campo della scienza italiana del 20esimo secolo, in particolare nei fondamentali di fisica sperimentale. A Roma, nel 1930, Amaldi faceva parte di un gruppo di giovani scienziati che, guidati da Enrico Fermi, hanno fatto la scoperta dei neutroni lenti, famosi per aver reso possibile l'ideazione del reattore nucleare. Amaldi ha contribuito alla fisica nucleare negli anni 1930 e 1940 ed in seguito allo studio dei raggi cosmici e della fisica delle particelle. Amaldi divenne un pioniere nella ricerca di onde gravitazionali nel 1970. Approssimativamente ogni 17 mesi, l'ATV trasporta 6,6 tonnellate di carico utile verso la ISS in orbita a 400 km sopra la Terra. Le sue nuove tecnologie possono essere adattate in futuro per lo sviluppo di nuovi veicoli spaziali, come l'Advanced Reentry Vehicle. La parte pressurizzata del ATV potrebbe essere sostituita da una capsula di rientro in grado di tornare sulla Terra carica di preziosi esperimenti. Le capacità di ATV potrebbero anche essere utilizzate in seguito per lo sviluppo di un veicolo spaziale per il trasporto degli astronauti, la costruzione di infrastrutture complesse o missioni robotiche di prelievo e ritorno di campioni. Nella foto (Credit: ESA) il Prof. Ugo Amaldi (figlio di Edoardo) alla presentazione dell'ATV con il mome del padre (a destra).

Fonte: ESA

Una illustrazione con il veicolo automatico Cygnus mentre si avvicina alla ISS per consegnare rifornimenti 16/03/2010 - Completati i test dei motori del Taurus II - L'Aerojet e la Orbital Sciences, insieme al partner russo, SNTK, hanno annunciato che una serie di prove del motore a razzo NK-33 sono stati condotti a Samara, in Russia e sono terminati con successo a sostegno dello sviluppo del veicolo di lancio spaziale Orbital Taurus II. L'obiettivo del lungo test del motore NK-33, sul quale il motore del primo stadio AJ26 si basa il razzo Taurus II, era quello di dimostrare un funzionamento pari a due volte un test normale di un Taurus II e il profilo del ciclo di lancio completo. Nel corso delle ultime due settimane, le tre prove sono state condotte da SNTK con una durata complessiva di più di 600 secondi. Questi test ha verificato dei significativi margini tecnici delle prestazioni del motore e la durata richiesta dalla Orbital per il programma di sviluppo di Taurus II. Il Presidente della GenCorp e CEO e Presidente della Aerojet, Scott Seymour, ha detto, "Il completamento del test è una pietra miliare nel contratto di Aerojet con Orbital. Questo successo dimostra un robusto design del motore e la sua capacità di operare a livelli di potenza e tempi di durata compatibili con il profilo di volo di Taurus II con un margine di prestazioni supplementari. Il successo della prova motore dell'NK-33 in Russia è un importante passo avanti nello sviluppo del razzo Taurus II", ha detto Ron Grabe, Orbital Executive Vice President e General Manager del Launch Systems Group. "Grazie alle prestazioni del motore ora confermate e ben comprese, si può andare avanti con fiducia alla verifica di configurazione e collaudo di accettazione dei motori AJ26 allo Stennis Space Center della NASA nel Mississippi ad inizio nel mese di aprile." Aerojet è il fornitore del motore a razzo AJ26/NK-33 per il primo stadio del lanciatore Taurus II. Il motore NK-33 di base è stato progettato e prodotto in Russia per il veicolo di lancio lunare N1. L'Aerojet ha successivamente acquistato circa 40 motori base NK-33 a metà degli anni 1990 e, sotto contratto con Orbital, l'azienda sta attualmente modificando i motori appositamente per il veicolo di lancio Taurus II. L'Aerojet e la Orbital hanno in programma di iniziare le prove a terra del motore AJ26 al centro NASA Stennis Space Center nel Mississippi, entro due mesi. Il test in america convaliderà la configurazione specifica del motore per il Taurus II e proseguirà lo sviluppo sulla ricca banca dati del motore che comprende più di 17 anni di test di sviluppo, e che comprende circa 1.500 prove motori a vari livelli per un totale di 194.000 secondi di durata di funzionamento. Dopo che le prove di verifica della progettazione saranno stati completati allo Stennis, la produzione sarà avviata, spianando la strada per i primi voli del razzo Taurus II nel 2011. La Orbital Sciences ha un contratto con la NASA per portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale per mezzo del veicolo spaziale Cygnus (nella illustrazione Credit: Orbital Sciences) grazie al vettore Taurus II.

Fonte: Space Daily

Le zone previste per l'atterraggio della sonda Russa Phobos-Grunt nella immagine della Mars Express 15/03/2010 - Ecco le immagini di Mars Express del sorvolo di Phobos - Immagini dal recente flyby di Phobos, il 7 marzo 2010, sono state rilasciate oggi. Le immagini mostrano la luna di rocce di Marte "nei minimi dettagli", con una risoluzione di soli 4,4 m per pixel. Essi mostrano i siti di atterraggio proposti per la prossima missione diretta a Phobos, la Grunt. La sonda Mars Express dell'ESA compie un'orbita molto ellittica attorno al Pianeta Rosso, un'orbita polare che la porta nei pressi di Phobos ogni cinque mesi. E l'unica sonda attualmente in orbita attorno a Marte la cui orbita raggiunge una distanza abbastanza lontana dal pianeta per fornire una vista ravvicinata di Phobos. Come la nostra Luna, Phobos mostra sempre lo stesso emisfero al pianeta, quindi è solo volando al di fuori dell'orbita che diventa possibile osservarne il lato opposto. Mars Express ha fatto proprio questo il 7, 10 e 13 marzo 2010. Mars Express ha inoltre raccolto i dati con altri strumenti. Phobos è un corpo irregolare di misura circa 27 × 22 × 19 km. La sua origine è discussa. Sembra condividere molte caratteristiche superficiali con la classe di asteroidi del "carbonio C-type", il che suggerisce che potrebbe essere stato catturato da questa popolazione. Tuttavia, è difficile spiegarene il meccanismo di cattura o l'evoluzione successiva della orbita nel piano equatoriale di Marte. Una ipotesi alternativa è che Phobos si sia formato intorno a Marte, ed è quindi sia un retaggio del periodo di formazione planetario. Nel 2011 la Russia invierà una missione chiamata Phobos-Grunt (che significa 'suolo di Phobos') destinata a sbarcare sulla luna marziana, raccogliere un campione di terreno da far tornare sulla Terra per essere analizzato. Per motivi operativi e della sicurezza di sbarco, i siti proposti per l'atterraggio sono stati scelti su Phobos all'interno della zona 5 ° S-5 ° N, 230-235 ° E. Questa regione è stata ripresa dalla fotocamera HRSC ad alta risoluzione della Mars Express, durante i sorvoli di Phobos nel periodo di luglio-agosto 2008. Ma nuove immagini HRSC mostrano la zona di atterraggio in condizioni diverse, come ad esempio una migliore illuminazione dal Sole, e quindi sono di grande utilità per i pianificatori della missione. Si prevede che le stazioni a Terra dell'ESA parteciperanno al controllo della missione Phobos-Grunt, alla ricezione della telemetria e di misurazioni della traiettoria, compresa l'attuazione della lunghissima interferometria di base (VLBI). Tale cooperazione è realizzata sulla base dell'accordo sulla collaborazione della Agenzia Spaziale Russa e dall'ESA nel quadro della missione 'Phobos-Grunt' e 'progetti di ExoMars'. Mars Express continuerà ad incontrare Phobos fino alla fine di marzo, quando la luna passerà fuori portata. Durante i flyby rimanenti, HRSC e altri strumenti continueranno a raccogliere i dati. Nella foto (Credit: ESA/DLR/FU Berlin - G. Neukum) la HRSC a bordo della sonda dell'ESA, Mars Express, ha ripreso lo scorso 7 marzo questa immagine della luna di Marte, Phobos, nella quale sono stati evidenziati i possibili luoghi di atterraggio della futura sonda Russa Phobos-Grunt.

Fonte: ESA

15/03/2010 - Presentazione di un nuovo libro italiano sull'epopea lunare - L'appassionato di astronautica Luigi Pizzimenti presenterà il prossimo 20 marzo alle ore 18.00 presso l'osservatorio astronomico di Tradate (VA) il suo libro "Progetto Apollo" dell'editore Elara. Ma ecco le parole dell'autore con le quali descrive questa sua opera: "A distanza di quarant'anni dal primo sbarco dell'uomo sul nostro satellite, ho incontrato gli uomini protagonisti di quelle imprese. Questo libro è dedicato a loro. Libro che nasce dal desiderio di far conoscere anche a chi non l'ha vissuto il fascino straordinario di un'epoca irripetibile. Dai teorici dell'esplorazione spaziale passando per le imprese dei Russi, i programmi Mercury e Gemini, per approdare al più straordinario atto di ottimismo del XX° secolo. Immagini, resoconti, interviste, schede tecniche e curiosità delle missioni Apollo che hanno reso memorabile l'era delle esplorazioni spaziali." Ricordiamo che Luigi Pizzimenti ha realizzato la copia pressochè perfetta della tuta spaziale utilizzata dagli astronauti di Apollo 11 e che è stata esposta lo scorso anno a Rovereto per la mostra "Back to the Moon" e lo sarà anche il prossimo 11 aprile alla manifestazione "Festival dello Spazio" di Bari.

Fonte: Collectionspace

Uno spaccato di un OMS della navetta spaziale 14/03/2010 - E' sorto un problema per STS-131 - La scorsa notte, mentre veniva eseguita sulla navetta Discovery la procedura di sfiato dei serbatoi di propellente del sistema di destra del RCS (Reaction Control System), in preparazione per il carico dei propellenti, la pressione del serbatoio di elio inaspettatamente scendeva assieme a quella del serbatoio di propellente. Dopo la ricerca delle cause del problema avvenuta per tutta la notte è stato scoperto che almeno una valvola di isolamento dell'elio stava perdendo oppure era rimasta in posizione aperta quando invece avrebbe dovuto essere chiusa. Dopo una riunione svoltasi questa mattina gli ingegneri hanno deciso di completare comunque entro il fine settimana il carico di combustibile dell'RCS del'OMS (Orbital Maneuvering System), degli HPU (Hydraulic Power Unit) dei booster a propellente solido e dell'idrazina per le APU (Auxiliary Power Unit). Gli ingegneri si incontreranno nuovamente lunedì mattina per discutere le varie opzioni. Fra queste vi è la possibilità di volare così visto che comunque il sistema è ridondante oppure di sostituire la valvola anche se questo non può avvenire sulla rampa di lancio e quindi porterebbe a dover riportare la navetta nel VAB, essere sganciata dal serbatoio esterno e dai booster e poi essere riportata nell'OPF dove verrebbe smontato tutto l'OMS di destra per la sostituzione della valvola. Questa ultima possibilità porterebbe inevitabilmente ad un rinvio del lancio di diversi mesi sia per STS-131 che per STS-133 che deve essere compiuto sempre dall'orbiter Discovery. Al momento, la rotazione della RSS (Rotating Service Structure) verrà rinviata almeno fino a martedì 16 marzo e la consegna del carico utile alla rampa di lancio verrà rinviata di conseguenza fino a mercoledì 17 marzo. Nella illustrazione (Credit: NASA) uno spaccato di un OMS dello shuttle con spiegato i vari componenti principali.

Fonte: NASA

13/03/2010 - Falcon 9 compie regolarmente il test di accensione dei motori - La SpaceX ha rilasciato questo pomeriggio il seguente comunicato: "Oggi, la SpaceX ha completato con successo il test di accensione del veicolo di lancio inaugurale Falcon 9 allo Space Launch Complex 40, situato a Cape Canaveral. Seguendo un numinale conto alla rovescia il sequenziatore del comando di lancio ha acceso tutti e 9 i motori Merlin del primo stadio per un periodo di 3.5 secondi. Appena prima dell'ignizione dei motori, il sistema idrico di allagamento è stato attivato per sopprimere le vibrazioni a livelli entro i limiti accettabili. Il test ha validato la rampa di lancio ed il sistema di carico dei propellenti, i sistemi pneumatici come anche i software di controllo di volo della rampa e della configurazione del veicolo di lancio. Il successo nel completamento del test di accensione statico è l'ultimo passo importante sulla strada del primo volo del vettore Falcon 9 che trasporterà la capsula di qualificazione Dragon fino all'orbita."

Fonte: Spaceref

12/03/2010 - Presentati i candidati europei alla simulazione Mars500 - Un equipaggio di sei persone, tra cui due europei, inizierà presto una missione simulata su Marte in un mockup che include una nave spaziale interplanetaria, un modulo di atterraggio su Marte ed un paesaggio marziano. L'esperimento, chiamato Mars500, lungo come un vero e proprio viaggio su Marte, sarà secondo a nessuno, come l'ultima prova della sopportazione umana. Quattro candidati ESA europei, il belga Jerome Clevers, Arc'hanmael Gaillard e Romain Charles dalla Francia e l'italo-colombiano Diego Urbina, hanno iniziato l'addestramento per la missione, dalla fine del mese di febbraio con l'equipaggio di altri membri Russi presso l'Istituto per i Problemi Biomedici (IBMP) a Mosca. Due di questi quattro candidati saranno selezionati come partecipanti europei al Mars500. Questa prima missione simulata su Marte inizierà in un habitat speciale costruito presso l'IBMP a Mosca la prossima estate. Il nome Mars500 deriva dal progetto di una possibile futura missione umana su Marte con propulsione convenzionale: 250 giorni per il viaggio verso Marte, 30 giorni sulla superficie marziana e 240 giorni per il viaggio di ritorno, per un totale appunto di 520 giorni. A parte le difficoltà tecniche, il grande interrogativo per una lunga missione su Marte è il fattore umano: il modo migliore per selezionare e preparare persone mentalmente e fisicamente pronte per sopportare un volo spaziale di almeno un anno e mezzo - forse più - in un ambiente chiuso, è vederli dal vivo, costantemente sotto stress e isolati dalla famiglia e dagli amici sulla Terra. I candidati europei, che contribuiranno a rispondere a queste domande fondamentali, saranno presentati alla stampa il 22 marzo 2010 presso l'European Space Research and Technology Centre dell'ESA a Noordwijk, nei Paesi Bassi.

Fonte: ESA

Il capo dell'agenzia spaziale Russa Anatoly Perminov 12/03/2010 - Russia e Giappone insieme per una missione su Mercurio - I dirigenti delle agenzie spaziali Russa e Giapponese hanno discusso i dettagli di un progetto per una missione dedicata al pianeta Mercurio e che potrebbe essere implementata con la partecipazione dell'Unione Europea. Il capo dell'Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), Anatoly Perminov ha rilasciato una intervista alla Itar-Tass venerdì. Perminov ha partecipato a Tokio ad un incontro con gli altri responsabili delle agenzie spaziali USA, Europea, Giapponese e Canadese per discutere sull'utilizzo futuro della Stazione Spaziale Internazionale. All'inizio della settimana Perminov aveva avuto un colloquio separato con il presidente della JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), Keiji Tachikawa. L'incontro includeva i dettagli per un progetto di missione diretto a Mercurio e nel quale l'ESA partecipa. Il progetto prevede la preparazione dell'equipaggiamento, la creazione del veicolo spaziale per un volo al pianeta più vicino al Sole dell'intero Sistema Solare, un volo attorno a Mercurio e lo studio della sua atmosfera e superficie, ha spiegato Perminov. Il progetto è in preparazione e l'implementazione pratica comincerà nel 2014. Durante il colloquio con Tachikawa sono stati discussi argomenti riguardanti la cooperazione Russo-Giapponese in tre aree. La prima vi sono i piani di cooperazione per il programma ISS incluso gli esperimenti congiunti da effettuare a bordo. Negli scorsi anni c'è stato un inizio positivo e Perminov ha notato che, con il modulo Giapponese Kibo ora aggiunto alla stazione queste capacità non possono che aumentare. Buoni risultati sono stati recentemente raggiunti nel campo degli esperimenti medico-biologici con la formazione di cristalli di proteine per creare nuove medicine contro la tubercolosi e questo lavoro prosegue, ha aggiunto il capo della Roscosmos. Un'altra area di cooperazione con il Giappone è connessa con la creazione di un sistema di controllo della Terra e l'utilizzo dei dati per poter monitorare il territorio dei due Paesi e ricevere informazioni in tempo reale su terremoti e tsunami. Un'ultima importante area di cooperazione fra i due Paesi, discussa durante l'incontro, e la creazione di vari sistemi scientifici, incluso il progetto Mercurio ed altre ricerche per lo spazio esterno. Nella foto (Credit: Roscosmos) il capo dell'Agenzia Spaziale Russa.

Fonte: Itar Tass

11/03/2010 - Riunione delle agenzie spaziali coinvolte nella ISS - I responsabili delle agenzie spaziali del Canada, Europa, Giappone, Russia e Stati Uniti si sono riuniti a Tokio, in Giappone, per discutere della cooperazione nel programma della Stazione Spaziale Internazionale. E' stato preso atto che, con l'assemblaggio della ISS quasi completato e la capacità di supportare un equipaggio permanente di sei persone, è stato ribadito che le eccezionali opportunità ora offerte dalla stazione spaziale come laboratorio di ricerca includono anche il funzionamento e la gestione del più grande complesso internazionale al mondo. In particolare è stato notato che le opportunità senza precedenti offerte da questa unico complesso porteranno un avanzamento nella scienza e nella tecnologia. Queste ricerche porteranno benefici per l'umanità sulla Terra e prepareranno la strada per le attività di esplorazione futura oltre l'orbita terrestre. Inoltre la ISS ha permesso di sviluppare e sperimentare una cooperazione internazionale molto integrata e permetterà una maggiore collaborazione anche in missioni future. I capi delle agenzie hanno inoltre riaffermato l'importanza del pieno utilizzo delle attività scientifiche, ingegneristiche, di utilizzo e di potenziale educativo. E' stato evidenziato che non vi sono motivazioni tecniche per non utilizzare continuativamente la stazione fino al previsto 2015 ed almeno al 2020 e che le partnership lavorano costantemente per certificare gli elementi in orbita fino al 2028. E' stato anche preso atto che la richiesta di budget della NASA per il 2011 permetterà di utilizzare la stazione almeno fino al 2020. Guradando più avanti i capi delle agenzie spaziali hanno concordato che devono essere coordinate efficacemente anche le capcacità di trasporto spaziale sia per gli equipaggi che per le merci per tutta la vita del programma.

Fonte: ESA

10/03/2010 - La Cina ha scelto le prime donne astronauta - La Cina ha scelto il secondo lotto di astronauti, tra cui cinque uomini e due donne, per la prima volta sono state scelte delle donne per il programma spaziale del Paese. Le due donne, entrambe piloti di aereo da trasporto del People's Liberation Army (PLA), Air Force, potrebbero partecipare con un equipaggio ad una missione a bordo del futuro laboratorio spaziale cinese, ha detto Zhang Jianqi, ex vice comandante del programma spaziale con equipaggio. "Nella scelta, abbiamo utilizzato quasi gli stessi requisiti anche per le donne candidate, come quelli degli uomini, ma l'unica differenza è che esse devono essere sposate, infatti noi crediamo che le donne sposate siano più mature fisicamente e psicologicamente", ha detto Zhang a margine della sessione annuale del Parlamento. Zhang ha dichiarato inoltre che, in teoria, le donne astronauta godono di vantaggi rispetto ai loro colleghi maschi in termini di resistenza ed attenzione. La Cina ha scelto il suo primo lotto di 14 astronauti a metà degli anni '90. Fino ad ora ha inviato sei astronauti nello spazio a partire dal 2003, tra cui l'astronauta Zhai Zhigang che è stato il primo cinese nello spazio. Nel settembre 2008 un terzo equipaggio ha eseguito la prima passeggiata spaziale del Paese. La Cina prevede di inviare nello spazio un modulo orbitale nel 2011, e questo è considerato come un passo essenziale verso la costruzione di una stazione spaziale.

Fonte: Xinhuan

Il momento della fallita accensione dei nove motori del Falcon 9 09/03/2010 - Falcon 9 fallisce il test di accensione del primo stadio - Questo pomeriggio alle 1.40 p.m. EST (le 19.30 ora italiana) alla rampa di lancio SLC-40 di Cape Canaveral, in Florida, il primo razzo vettore completo Falcon 9 ha effettuato un test di accensione dei suoi nove motori Merlin 1C. Il test prevedeva una durata di 3,5 secondi con tutti i motori in funzione ma qualcosa non è andato per il verso giusto e soltanto una fiammata è stata osservata alla base del razzo subito seguita da una nube di fumo bianco che ha avvolto il vettore. Al momento non ci sono notizie ufficiali da parte della SpaceX anche se voci parlano di un annullamento dell'accensione appena prima che i motori potessero avviarsi alla massima potenza. Gli spettatori presenti sul posto hanno segnalato un gran botto al momento dell'ignizione ma a questo non ha avuto seguito nessun rumore di motori in funzione. Questo test avrebbe dovuto spianare la strada al lancio vero e proprio previsto in un periodo a partire dal 22 marzo. AGGIORNAMENTO dalla SpaceX: Oggi la SpaceX ha eseguito il primo test statico del veicolo di lancio Falcon 9. Il conteggio alla rovescia è arrivato a T-2 secondi e poi è stato abortito prima della partenza. Dato che si tratta del nostro primo evento di aborto sulla rampa, abbiamo deciso di rinviare per oggi e dare una buona controllata al razzo prima di riprovare ancora. Comunque ogni cosa sembra, ad una prima occhiata, a posto. Abbiamo completato i preparativi nei tempi previsti e con buona esecuzione. Il countdown integrato include i controlli del sistema di accensione, la telemetria in banda S, in banda C ed i controlli simulati di FTS: Abbiamo completato il carico dell'elio, dell'idrogeno liquido (LOX) e del combustibile mantenendo le condizioni entro il 10% al momento del T-0. La pressione del serbatoio era nominale quando abbiamo completato tutto il conteggio finale, il software di volo ed il software al suolo hanno effettuato i controlli di aborto giusto a T-2 secondi. Abbiamo quindi incontrato un problema con il sistema di accensione rotativo ed è stato effettuato un aborto nominale. Come parte della procedura di aborto abbiamo chiuso le pre-valvole per isolare i motori dal serbatoio di propellente e spurgare quello residuo. Le brevi fiamme viste nel video sono LOX e Kerosene che hanno bruciato sulla rampa. I motori non si sono accesi e quindi non vi sono state fiamme dai motori. Abbiamo svuotato i serbatoi e messo in sicurezza il veicolo e la rampa. Controlli preliminari mostrano che tutti gli altri sistemi richiesti per eseguire la piena accensione erano dentro le specifiche. Tutti gli altri sistemi sulla rampa hanno funzionato normalmente. Le ispezioni verranno completato stanotte. Domani controlleremo i dati ed aggiorneremo le procedure. Le materie prime verranno rifornite domani compreso il TEA TEB (il sistema di accensione dei motori, ndt) il LOX e l'elio. Pensiamo di poter eseguire la prossima accensione statica entro tre o quattro giorni. Nella foto (Credit: SpaceX) il momento della mancata accensione dei nove motori del primo stadio del vettore Falcon 9.

Fonti: SpaceflightNow - SpaceX

Una illustrazione dell'X-51 09/03/2010 - L'Air Force sta per testare un veicolo ipersonico - La U.S. Air Force si sta preparando al primo dei quattro test di volo previsti per un nuovo veicolo ipersonico ideato per operare più a lungo e coprire una maggiore distanza delle precedenti piattaforme di questo tipo. Il volo inaugurale del veicolo X-51 Waveraider, il primo veicolo ipersonico degli Stati Uniti a volare negli ultimi sei anni, è previsto per essere effettuato entro marzo. La Boeing Defense, Space & Security System di St. Louis ha sviluppato questo veicolo fin dal 2003 con l'assistenza dell'Air Force Research Laboratory and Defense Advanced Research Projects Agency. L'X-51 a forma di missile verrà portato sotto l'ala di un bombardiere B-52 e verrà sganciato quando l'aereo si troverà sopra l'Oceano Pacifico e sarà in caduta libera per quattro secondi prima dell'accensione del motore a razzo che lo accelererà a circa 5.800 km/h. Una volta raggiunta questa velocità il motore scramjet, a combustione supersonica ramjet, costruito dalla Pratt & Whitney Rocketdyne di Canoga Park, California, entrerà in funzione portando il veicolo ad oltre 7.400 km/h. Grandi piani per veicoli ipersonici sono nell'aria da decenni ma i loro obiettivi erano spesso non realistici e non sostenuti da finanziamenti e risultavano fallimentari. L'approccio dell'X-51 è stato quello di dimostrare la tecnologia che potrebbe un giorno portare al veicolo con un singolo stadio per raggiungere l'orbita. Potenziali applicazioni per la tecnologia ipersonica sono arei superveloci, missili e veicoli di lancio spaziale riutilizzabili. La Boeing aveva anche costruito il precedente veicolo dimostratore ipersonico, l'X-43A, sotto il controllo NASA. L'X-43 effettuò due voli di successo nel 2004, il primo di 11 secondi di durata raggiunse Mach 7 mentre il secondo di 10 secondi si avvicinò a Mach 10 fissando così il record per il volo di un areo alimentato da motori a getto. Entrambi i veicoli erano progettati per finire distrutti nell'Oceano alla fine del volo. I motori scramjet come quelli di X-43A e X-51 devono essere accelerati ad alte velocità per poter comprimere l'aria nella camera di combustione ed è per questo che entrambi i veicoli hanno un propulsore a razzo che li spinge per raggiungere la velocità iniziale. Anche se l'X-51 non raggiungerà la velocità record del suo predecessore è stato ideato per dimostrare una tecnologia operativa più realistica. Infatti se l'X-43A utilizzava un combustibile idrogeno altamente energetico l'X-51 utilizza lo stesso JP-7 che alimentava il veicolo di sorveglianza SR-71 Blackbird ed il suo motore può essere adattato per utilizzare altri carburanti di origine idrocarburi. L'X-51 dovrebbe volare sotto la spinta del motore scramjet per circa 900 km in circa 5 minuti, 30 volte più lungo in durata dei voli dell'X-43A. La Boeing ha costruito quattro X-51 veicoli per l'imminente campagna di test. Sebbene nessuno di questi veicoli sarà recuperato dopo il volo di prova i loro motori scramjet hanno mostrato durante i test a terra di essere molto durevole. Il motore dell'X43A non era attivamente raffreddato e non era ideato per essere riutilizzato. Joe Vogel, direttore del settore ipersonico della Boeing, ha affermato che "Questo motore (dell'X-51) è stato testato estensivamente in laboratorio, e potrebbe andare su e giù e riutilizzato diverse volte. In teoria se avessimo a disposizione più tempo e più soldi e più spazio nel veicolo probabilmente potremmo sistemare un sistema di recupero al suo interno. Futuri veicoli potrebbero avere un sistema di recupero e noi abbiamo già iniziato a vedere per un sistema per recuperare il motore." Il governo non ha, al momento, piani per supportare il programma X-51 oltre i quattro voli programmati. La Boeing ha proposto una prossima fase del programma al governo ma ha preferito non essere più specifica. Fin dal 2003 il governo ha speso circa 250 milioni di dollari nel programma X-51. Nella illustrazione (Credit: Pratt & Whitney) l'X-51 Waverider.

Fonte: Space.com

08/03/2010 - L'India testa lo stadio principale del nuovo vettore GLSV-MkIII - L'Organizzazione di Ricerca Spaziale Indiana (ISRO) ha condotto un test statico dello stadio centrale (L110) del suo nuovo veicolo di lancio GLSV-MkIII, per 150 secondi al suo centro di test Liquid Propulsion Systems Centre (LPSC) di Mahendragiri alle 16:00 di ieri (5 marzo 2010). Mentre il test era previsto per una durata originaria di 200 secondi è stato fermato a 150 secondi per una deviazione di uno dei parametri che venivano controllati. Circa 500 importanti parametri erano monitorati durante il test statico. Il prossimo test statico di 200 secondi verrà condotto dopo le analisi dei dati raccolti. Il veicolo di lancio GLSV-MkIII viene sviluppato per poter lanciare i satelliti del peso di quattro tonnellate nell'orbita geosincrona di trasferimento (GTO). Misurando 17 metri di lunghezza e quattro di diametro il L110 è uno stadio a propellente liquido che a pieno carico pesa circa 110 tonnellate. L'L110 utilizza due motori ad alta pressione Vikas in configurazione accoppiata e deriva dal secondo stadio del PSLV e del GLSV. Mentre però nel PSLV e nel GLSV lo stadio a liquido ha una configurazione con un solo motore e funziona per 150 secondi il nuovo vettore GSLV-MkIII richiede un'accensione di 200 secondi ed una configurazione a due motori.

Fonte: Spaceref

Un modello di come dovrebbe apparire la prima mini stazione spaziale Cinese Tiangong 1 08/03/2010 - La Cina si prepara a nuove "prime" nello spazio - I responsabili del volo spaziale umano Cinese si apprestano alla sfida del 2011 che definiscono essere il più ambizioso anno nella storia del programma spaziale del Paese. La Cina infatti prevede di lanciare il primo pezzo del nuovo laboratorio spaziale orbitante proprio entro il 2011. Pesante circa 7.500 kg il modulo Tianogong 1 verrà lanciato senza uomini a bordo con un razzo Lunga Marcia 2F dal centro spaziale di Jiuquan, nel deserto del Gobi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Xinhua. Sempre la Xinhua riporta che Qi Faren, il progettista a capo della capsula pilotata Shenzhou, ha svelato il piano per il futuro del volo umano Cinese durante un incontro con un comitato politico cinese. Tiangong significa "palazzo del paradiso" in cinese. Dal 2011 in poi la Cina lancerà nello spazio tre capsule Shenzhou che dovranno avvicinarsi ed attraccare al Tiangong 1 già in orbita. La prima missione, denominata Shenzhou 8 verrà lanciata senza equipaggio e dovrà effettuare il primo aggancio nello spazio per la Cina. Entro due anni dal lancio del Tiangong altre due capsule Shenzhou voleranno verso la stazione spaziale e questa volta con astronauti cinesi a bordo. I volo con equipaggio potranno contenere due o tre astronauti per visite temporanee all'avamposto orbitale, secondo quanto riportato dalla Xinhua. Gli astronauti cinesi condurranno esperimenti scientifici a bordo del complesso. Anche osservazioni militari potranno essere effettuate dalla piccola stazione spaziale. La Cina sta poi preparando il suo secondo veicolo orbitante lunare che verrà lanciato nell'ottobre di questo anno. La sonda Chang'e 2 trasporterà una macchina fotografica ad alta risoluzione capace di riprendere immagini di dettagli di circa 1 metro. La Chang'e 2 mappare la superficie alla ricerca di potenziali siti di atterraggio per ulteriori missioni robotiche che tenteranno di raggiungere la superficie lunare, un'altra "prima" per il programma spaziale Cinese. La Cina non ha, al momento, indicato nessuna data per la missione lunare di atterraggio della Chang'e 3. Nel campo dei vettori un nuovo razzo modulare chiamato Lunga Marcia 5 dovrebbe essere lanciato per la prima volta nel 2014, secondo quanto affermato da Liang Xiaohong, un altro membro del comitato politico Cinese e capo dell'organizzazione Cinese che si occupa dei sistemi di lancio. Il Lunga Marcia 5 dovrebbe essere capace di piazzare circa 22 tonnellate in orbita bassa terrestre, secondo quanto riportato ufficialmente da responsabili Cinesi. Nella foto (Credit: CCTV) un concetto della prima apparizione pubblica della stazione spaziale Tiangong 1.

Fonte: Space.com

05/03/2010 - L'equipaggio di STS-131 effettua la simulazione di lancio - Questa mattina al Kennedy Space Center in Florida gli astronauti di STS-131 hanno completato la settimana di addestramento prelancio che è culminato alla rampa 39A quando sono saliti a bordo della navetta spaziale Discovery per la simulazione completa di lancio conosciuta anche come TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test). Questo esercizio da all'equipaggio, alla squadra di lancio ed ai tecnici l'opportunità di ripassare tutti i passi che portano al lancio. Gli astronauti ripartiranno poi dalla pista del Kennedy's Shuttle Landing Facility alle 1.30 p.m. EST (le 19.30 ora italiana) a bordo dei loro jet T-38 per tornare alla loro base al Johnson Space Center della NASA ad Houston, nel Texas.

Fonte: NASA

05/03/2010 - Cina lancia nuovo satellite da osservazione terrestre - La Cina ha lanciato con successo in orbita un nuovo satellite da osservazione terrestre. Lo "Yaogan IX", questo il nome del satellite, decollato alle 12.55 p.m. (le 17.55 ora italiana) dal Jiuquan Satellite Launch Center posto nel nordovest della provincia di Gansu, secondo quanto dichiarato da un comunicato diramato oggi dal centro. Il satellite è stato inviato nello spazio a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 4C e verrà utilizzato per condurre esperimenti scientifici, sorvegliare le risorse del suolo, controllare la crescita dei campi di grano ed aiutare nella prevenzione e riduzione dei disastri. Il suo predecessore "Yaogan VIII" è stato lanciato dal Taiyuan Satellite Launch Center nel nord della provincia di Shanxi lo scorso dicembre. Questo è stato il nono lancio orbitale del 2010, tutti avvenuti con successo.

Fonte: China Daily

Il momento del decollo del vettore Delta 4 cona bordo il satellite GOES-P 05/03/2010 - Lanciato con successo GOES-P - Il vettore Delta IV che trasportava il satellite GOES-P è decollato alle 6.57 p.m. EST (le 0.57 ora italiana) dal Launch Complex 37B al Cape Canaveral Air Force Station in Florida. Dopo aver raggiunto l'orbita gerostazionaria prevista il GOES-P verrà rinominato GOES-15. Il satellite verrà utilizzato per monitorare e fornire previsioni meteorologiche, misurare le temperature dell'oceano, eseguire studi del clima, individuare i rischi e fornire supporto alle emergenze con i trasmettitori di Search e Rescue. Il satellite GOES-P è stato costruito dalla Boeing per la NASA e la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). Il Geostationary Operational Environmental Satellite (GOES)-P rappresenta la prosecuzione della più recente generazione di satelliti ambientali. La guida tecnica e la gestione è affidata al Centro del Volo Spaziale Goddard della NASA di Greenbelt, Maryland. La risoluzione dei satelliti O e P è stata migliorata nel canale dei 13 micrometri da 8 a 4 km. Una più fine risoluzione spaziale consente di osservare meglio la parte superiore delle nubi e l'individuazione della cenere vulcanica. Il GOES-P ha inoltre migliorato il sistema delle immagini e della loro registrazione. Aumentata inoltre anche la durata del carburante. Gli strumenti scientifici a bordo del satellite sono un sensore di immagini multi-canale che può fornire una visione completa del disco terrestre ed ottenere ingrandimenti di zone prescelte. Il Sounder è invece un radiometro con filtro di 19 canali che copre tutto lo spettro dal visibile fino ai 15 microns e fornirà dati sulle temperature atmosferiche, sulla superficie, sulla parte superiore delle nubi e sulla distribuzione dell'ozono. Poi abbiamo lo Space Environment Monitor (SEM) che consiste in tre gruppi di strumenti che forniscono dati sulle condizioni meteo dell'ambiente attorno alla Terra e potranno avvisare gli scienziati sulle tempeste geomagnetiche e l'attività solare. Infine a bordo di GOES-P si trova anche il Solar X-Ray Imager che monitorerà l'attività solare e le sue condizioni fornendo immagini della nostra stella ai raggi X. GOES-P è l'ultimo dei satelliti dell'ultima generazione della serie N. il vettore Delta IV di oggi era in versione Medium+4,2 ovvero fornito di una ogiva di quattro metri di diametro e due booster di spinta in aiuto al primo stadio. Quello di oggi era l'ottavo lancio orbitale del 2010 e tutti eseguiti con successo. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2010-2131) il momento del decollo del vettore Delta 4 con a bordo il satellite GOES-P.

Fonte: NASA

La superficie di Phobos ripresa dalla Mars Express il 3 agosto 2008 04/03/2010 - Successo del sorvolo di Phobos - La sonda Mars Express ha incontrato Phobos la scorsa notta sorvolandolo soltanto a 67 km di distanza, è stato quindi l'oggetto creato dall'uomo mai passato più vicino all'enigmatica luna di Marte. I dati registrati durante l'incontro potrebbero schiudere le origini non solo di Phobos ma altre lune di seconda generazione. Qualcosa non torna con Phobos, appare come un oggetto solido ma precedenti sorvoli hanno mostrato che non è così denso abbastanza per essere solido del tutto ma essere poroso al 25-35%. Questo ha portato gli scienziati a credere che attorno a Marte orbiti poco più di una specie di "pila di sassi". Come una pila di sassi potrebbe essere composto da blocchi abbastanza grandi e da piccoli ciottoli mischiati assieme, con spazi abbastanza larghi fra loro dove non si incastrano facilmente insieme. Il flyby della scorsa notte era vicino abbastanza per dare agli scienziati dati interessanti sul campo gravitazionale di Phobos. Mars Express ha bloccato il segnale radio dalla Terra a circa le 21.20 CET. Gli oscillatori di radio frequenza al suolo sono 100.000 volte più stabili di quelli posti sulla sonda e poichè per questo esperimento era richiesta la miglior precisione possibile il segnale era inviato verso la Mars Express e ritornava a Terra. Le onde radio viaggiando alla velocità della luce ed impiegano 6 minuti e 34 secondi per viaggiare dalla Terra alla sondala scorsa notte. In questo modo l'intero viaggio richiede 13 minuti e 8 secondi. Una volta che il segnale viene nuovamente ricevuto sulla Terra era molto forte e buono. Il segnale era così forte che anche i radioamatori sono stati capaci di rilevarlo sebbene non sia stato per loro possibile captare le sottili variazioni indotte dalla gravità di Phobos. Ora che i dati sono stati raccolti possono iniziare le loro analisi. Per prima cosa verrà stimata la variazione di densità della luna. Questo potrà dire agli scienziati quanto dell'interno di Phobos potrà essere composto di vuoti. "Phobos è probabilmente un oggetto del Sistema Solare di seconda generazione," dice Martin Patzold, dell'Università di Koln, in Colonia, Germania e capo scienziato dell'esperimento MaRS (Mars Radio Science). Seconda generazione vuol dire che è entrato in orbita attorno a Marte dopo che questo si era formato, invece di essersi formato dalla stessa nube dal quale è nato il Pianeta Rosso. Esistono altre lune attorno ai pianeti che hanno avuto la stessa sorte come Amaltea attorno a Giove. Qualunque sia la sua precisa origine Phobos eventualmente tornerà al suo stato originario. Infatti Phobos sta lentamente scendendo verso Marte e finirà per essere disgregato. "Viene dai detriti e tornerà in detriti," conclude Patzold. Nel frattempo questa luna può essere studiata ed esplorata. Il sorvolo della scorsa notte è stato soltanto uno dei 12 previsti nella campagna di Mars Express che hanno preso il via fra febbraio e marzo 2010. Per i precedenti due flyby il radar è stato messo in funzione per tentare di sondare sotto la superficie della luna, guardando alla reflettività delle strutture interne. Nei prossimi sorvoli verranno azionate le telecamere della Mars Express che forniranno così immagini ad alta risoluzione della superficie della luna. Nella foto (Credit: ESA/ DLR/ FU Berlin - G. Neukum) un dettaglio della superficie di Phobos ripresa dalla sonda Mars Express il 3 agosto 2008.

Fonte: ESA

03/03/2010 - Discovery sulla rampa per STS-131 - Appena prima di mezzanotte di martedì (le 6 ora italiana di mercoledì mattina) la navetta spaziale Discovery ha iniziato il suo lento viaggio dal Vehicle Assembly Building alla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center della NASA, in Florida. Trasportata dallo speciale mezzo cingolato, lo shuttle ha completato il viaggio di circa 5 km ed è stata assicurata alla rampa alle 7 a.m. EST di mercoledì (le 13 ora italiana). Entro poche ore la struttura rotante di servizio verrà chiusa attorno alla navetta per fornire protezione ed accesso al veicolo. I sette astronauti della missione Discovery STS-131 sono giunti lunedì al KSC per effettuare la loro simulazione di lancio questa settimana ed hanno visto di persona l'inizio del movimento del complesso verso la rampa.

Fonte: NASA

Il serbatoio esterno ET-136 mentre viene portato verso il VAB 01/03/2010 - Arriva al Kennedy il serbatoio esterno per l'ultimo volo di Atlantis - Il serbatoio esterno per il volo finale della navetta spaziale Atlantis è arrivato lunedì al Kennedy Space Center in preparazione del lancio previsto per maggio. Il serbatoio ET-136 a forma di proiettile è stato costruito dalla Lockheed Martin nel suo stabilimento di Michoud ad Now Orleans e poi imbarcato su una chiatta per il suo viaggio verso la Florida. Il viaggio di 1.440 km è iniziato la notte del 24 febbraio con la nave "Liberty Star", che di solito si occupa del recupero dei booster a combustibile solido dello shuttle, che trainava la chiatta chiamata "Pegasus". Dopo aver attraccato al molo vicino al sito stampa del KSC il serbatoio è stato scaricato dalla chiatta e guidato fin dentro il VAB (Vehicle Assembly Building). Il serbatoio verrà posto in una zona di controllo all'interno del gigantesco edificio di 52 piani per alcune settimane di allestimento finale. L'aggancio del serbatoio con i due booster a propellente solido è previsto per il 29 marzo. L'orbiter Atlantis è in preparazione pre-volo nel suo hangar adiacente all'edificio di assemblaggio. L'orbiter verrà portato nel VAB il 13 aprile per essere connesso con il serbatoio ed i due booster sopra la piattaforma mobile di lancio. Lo spostamento alla rampa 39A è previsto per il 20 aprile. Lo shuttle Atlantis porterà un modulo di attracco di costruzione Russa verso la Stazione Spaziale Internazionale durante la sua 32esima ed ultima missione. Il lancio della missione STS-132 è previsto per il 14 maggio alle 3 p.m. EDT (le 21.00 ora italiana). Nella foto (Credit: NASA - KSC-2010-1970) il serbatoio esterno ET-136 mentre viene trasportato verso il VAB.

Fonte: SpaceflightNow

Un cratere lunare mostra il suo CPR evidenziando la presenza di ghiaccio d'acqua 01/03/2010 - Ulteriori conferme di presenza di acqua sulla Luna - Utilizzando i dati provenienti da una radar della NASA che ha volato a bordo della sonda spaziale Indiana Chandrayaan-1 gli scienziati hanno scoperto depositi di ghiaccio vicino al polo nord lunare. Lo strumento Mini-SAR della NASA, un leggero radar ad apertura sintetica, ha scoperto oltre 40 piccoli crateri con ghiaccio d'acqua. I crateri misurano da 2 a 15 km di diametro. Sebbene il totale di ghiaccio presente dipenda molto dal suo spessore è stato stimato che ci potrebbero essere almeno 500 milioni di tonnellate di ghiaccio d'acqua. Il Mini-SAR ha ripreso immagini delle regioni perennemente in ombra che esistono in entrambi i poli della Luna. Queste zone oscure sono estremamente fredde ed è stato ipotizzato che materiali volatili, compreso il ghiaccio d'acqua, potrebbero essere presenti in quantità. L'obiettivo scientifico principale dell'esperimento Mini-SAR era quello di mappare e caratterizzare ogni deposito che esisteva. Il Mini-SAR è un radar estremamente leggero (meno di 10 kg). Esso utilizza le proprietà delle onde radio riflesse per registrare le caratteristiche presenti sulla superficie. Mini-SAR invia impulsi radar che sono polarizzati circolarmente a sinistra. Le tipiche superfici planetarie rovesciano la polarizzazione durante la riflessione delle onde radio, in questo modo gli echi ottenuti dal Mini-SAR sono polarizzati circolarmente a destra. La frequenza dell'energia ricevuta fra quella inviata e quella ricevuta è chiamata "frequenza polarizzata circolare". Di solito il valore CPR (circular polarization ratio) ottenuto è, per la Luna, basso. Alcuni siti invece mostrano un CPR alto e questo può essere prodotto da crateri giovani e da ghiaccio che è trasparente all'energia radio e ne moltiplica gli impulsi riflessi nello stesso verso causando un alto CPR. Il CPR non è l'unica diagnosi di una rugosità o di ghiaccio, il team scientifico deve prendere in considerazione anche l'ambiente da cui gli eventi di segnale ad alta CPR provengono ed interpretare la loro causa. Numerosi crateri che si trovano vicino ai poli della Luna hanno alcune parti interne che sono perennemente all'ombra del Sole. Queste aree sono molto fredde ed il ghiaccio d'acqua potrebbe rimanere stabile per un tempo indefinito. I crateri più giovani mostrano una superficie più rugosa (alto CPR) sia all'esterno che all'interno del bordo del cratere, causato da roccie appuntite ed aree di blocchi di roccia che sono distribuiti nell'intera zona del cratere. Ma Mini-SAR ha trovato crateri vicino al polo nord che hanno un alto CPR al loro interno ma non all'esterno del bordo. Questa relazione suggerisce che l'alto CPR non sia causato dalla ruvidità ma da qualche materiale che è ristretto all'interno di questi crateri. Gli scienziati hanno interpretato questa relazione come la consistenza che ghiaccio di acqua sia presente in questi crateri. Il ghiaccio deve essere relativamente puro e spesso almeno un paio di metri per poter dare questo segnale. La stima del totale di ghiaccio d'acqua potenzialmente presente è comparabile con la quantità stimata durante la precedente missione del Lunar Prospector con i dati dei neutroni (diverse centinaia di milioni di tonnellate). La variazione delle stime fra il Mini-SAR e lo spettrometro a neutroni del Lunar Prospector è data dal fatto che quest'ultimo poteva soltanto misurare una profonditaà di circa mezzo metro e quindi aver sottostimato il totale della quantità di ghiaccio d'acqua presente. Altro ghiaccio potrebbe essere mischiato con il suolo lunare e così essere invisibile al radar. I risultati sono coerenti con le recenti scoperte degli altri strumenti della NASA ed ampliano la conoscenza scientifica della molteciplità di forme d'acqua trovate sulla Luna. Lo strumento Moon Mineralogy Mapper della NASA ha scoperto molecole d'acqua nelle regioni polari della Luna mentre vapore d'acqua è stato captato dalla sonda NASA LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite). Il Mini-SAR ed il Moon Mineralogy Mapper sono due degli 11 strumenti che si trovavano a bordo della sonda dell'ISRO Chandrayaan-1. Nella foto (Credit: NASA) il giovane cratere Main L che mostra segni di alto CPR sia all'esterno che al suo interno. L'istogramma mostra che i valori di alto CPR all'interno (riga rossa) ed all'esterno (linea verde) sono quasi identici.

Fonte: NASA

01/03/2010 - Proton mette in orbita tre Glonass - Un razzo vettore Proton-M, decollato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 00.19 ora di Mosca del 2 marzo (le 22.19 ora italiana del primo marzo) ha portato nello spazio tre satelliti Russi della serie Glonass-M. Dopo la separazione dello stadio superiore DM con i tre satelliti agganciati è iniziata la fase finale della missione che si concluderà alle 0.00 ora italiana con il rilascio del carico utile nell'orbita prevista. I tre Glonass-M verranno immessi infatti su un'orbita circolare di 19.200 km di altezza con una inclinazione di 64,8°. Ogni satellite pesa circa 1 tonnellata al lancio ed è stato progettato per funzionare sette anni in orbita. I satelliti di navigazione Glonass trasmettono segnali agli utilizzatori civili e militari e coprono la Terra quasi da polo a polo. Vi sono 18 satelliti operativi nella flotta e due satelliti sono fuori servizio per manutenzione. La costellazione di satelliti è disposta su tre piani orbitali ognuno composto da otto satelliti. Un servizio globale richiede 24 satelliti Glonass operativi mentre per la copertura del territorio Russo ne sono sufficienti solo 18. il sistema di ausilio alla navigazione Glonass è simili al GPS americano ed al futuro Galileo Europeo. Si è trattato del terzo lancio di un Proton per quest'anno ed il prossimo è previsto già per il 20 marzo con il satellite americano per telecomunicazioni EchoStar 14. Quello di oggi era il settimo lancio orbitale del 2010, tutti effettuati con successo.

Fonte: SpaceflightNow

Lo spazioplano Polluce in preparazione per il suo volo di prova 01/03/2010 - Spazioplano italiano vicino al secondo volo - Aerei spaziali Ipersonici potranno un giorno volare nello spazio da piste aeroportuali, ma una società aerospaziale italiana vuole prima verificare se tali veicoli futuristici possano effettuare le manovre ad alta velocità necessarie durante il rientro infuocato nell'atmosfera terrestre. Il Centro Italiano per le Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua, in Italia, ha preparato un nuovo prototipo di veicolo spaziale senza equipaggio chiamato Polluce ed il cui volo è previsto entro marzo. Polluce dovrebbe eseguire manovre di prova dopo aver raggiunto la velocità di Mach 1,2. "Vogliamo farlo volare, mentre effettua il rientro e vogliamo ridurre il divario tra l'aeronautica e lo spazio", ha dichiarato Gennaro Russo, Capo dei Programmi Spaziali del CIRA e direttore del progetto dell'USV (Unmanned Space Vehicles). Un prototipo meno avanzato e gemello di Polluce, Castore, ha volato con successo a velocità transonica tra l'altezza da 16 a 10 km, ed ha raggiunto una velocità massima di Mach 1,08, appena al di sopra della velocità del suono. Polluce raggiungerà l'altezza di caduta di circa 24 km grazie ad un pallone stratosferico. A seguito del rilascio, il veicolo spaziale effettuerà una serie di manovre pre-programmate aeronautiche. Prima alzerà il muso e condurrà una manovra di attacco, due virate e concluderà con una seconda manovra con il muso alzato prima di aprire il suo paracadute ad un'altezza di poco più di 5 km. Tutte quelle curve e tornanti permetteranno ai 500 sensori sperimentali installati a bordo di Polluce di registrare l'accelerazione, la pressione aerodinamica, e la tensione durante tutto il volo. Le informazioni aiuteranno i ricercatori nel lungo cammino per capire quali manovre un veicolo ipersonico può effettuare e come si rientra dallo spazio. "Essere in grado di gestire il volo e non semplicemente discendere lungo la traiettoria di rientro, ci renderà in grado di selezionare lo spazioporto di atterraggio, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche durante il rientro," ha aggiunto Russo. Come il suo gemello Castore, Polluce è lungo 9,1 metri, con una apertura alare di 4 metri ed un peso di 1.319 kg. Ma Polluce ha sistemi di controllo più avanzati che consentono al veicolo spaziale senza equipaggio di rendersi autonomo, in alcune fasi, durante l'ultimo minuto di volo. Polluce ha anche un singolo paracadute, piuttosto che il paracadute a tre stadi utilizzati da Castore nel 2007. Infatti il paracadute a tre stadi di Castore non rallentò abbastanza per evitare alcuni danni durante l'atterraggio di due anni fa, ma i gestori di Polluce sembrano fiduciosi di poter controllare meglio il prototipo più recente e rallentarlo con il paracadute a singola fase. Due esperimenti sono anche in programma a bordo Polluce durante il volo. Il primo è un system-on-a-chip progettato dalla società Strago Ricerche, che contribuirà a misurare le accelerazioni per il volo. Il secondo è un esperimento di fisica delle scuole di secondo grado della regione Puglia che passerà in rassegna l'opacità atmosferica dovuta agli aerosol. I voli di Castore e Polluce possono anche aiutare ad informare gli altri interessati degli sforzi in corso per sviluppare spazioplani. La società britannica Reaction Engines Limited ha ricevuto un finanziamento iniziale, l'anno scorso, dall'Agenzia spaziale europea e del governo Britannico per sviluppare il suo concetto di spazioplano Skylon. La US Air Force ha un proprio spazioplano segreto pronto per il lancio entro la fine dell'anno. Russo e il CIRA hanno già iniziato la pianificazione di un loro prototipo di veicolo spaziale gemello. Una versione ipersonica, che potrebbe raggiungere Mach 7 o 8, è già sui tavoli da disegno grazie alla collaborazione con l'Università di Queensland in Australia e il Dipartimento della Difesa Australiano.

Fonte: Space.com

26/02/2010 - La NASA e l'ASI trovano un nuovo modo di utilizzare un modulo - La NASA e l'Agenzia Spaziale Italiana hanno annunciato il nuovo utilizzo di un esistente MPLM (Multi Purpose Logistics Module) conosciuto con il nome di "Leonardo". Il modulo verrà trasformato in un PMM (Permanent Multipurpose Module) per la Stazione Spaziale Internazionale. Per quasi un decennio il modulo logistico costruito dall'Italia ha volato all'interno del vano di carico della flotta di navette spaziali della NASA, trasportando con successo attrezzature vitali e rifornimenti per la stazione. Questo nuovo utilizzo di questo mezzo ben testato permetterà di incrementare l'utilizzo della stazione. Leonardo verrà sottoposto a modifiche per incrementare la sicurezza, le operazioni a lungo termine come PMM e per incrementare il totale di massa che potrà portare in orbita. Il PMM volerà a bordo della navetta spaziale Discovery durante la missione STS-133 prevista in settembre e verrà agganciato alla stazione. Lo spazio aggiunto all'interno del PMM sarà sufficiente per posizionare ulteriori esperimenti nel complesso della stazione. All'interno del PMM vi prenderanno posto esperimenti di fisica dei fluidi, scienza dei materiali, biologia, biotecnologia ed altri esperimenti in microgravità.

Fonte: Spaceref

La lunga colonna di fuoco emessa durante l'ultimo test statico di un booster dello space shuttle 25/02/2010 - Compiuto l'ultimo test di un booster dello shuttle. - Il programma Space Shuttle della NASA ha compiuyo il test conclusivo di un motore a combustibile solido riutilizzabile il 25 febbraio a Promontory, Utah. Il motore di supporto al volo, o FSM-17 ha funzionato approssimativamente per 123 secondi - lo stesso tempo del funzionamento durante un vero lancio della navetta spaziale. Indicazioni preliminari mostrano che tutti gli obiettivi del test sono stati raggiunti. Dopo che i dati di questo test finale saranno analizzati i risultati di ogni obiettivo saranno pubblicati in un rapporto della NASA. La ATK Launch System, una divisione della Alliant Techsystems Inc., in Promontory, a nord di Salt Lake City ha costruito e testato i motori a propellente solido. Il test - il 52esimo condotto per la NASA dalla ATK - segna la fine del programma di test che si è prolungato per oltre tre decenni. Il primo di questi test avvenne nel luglio del 1977. I motori costruiti dalla ATK hanno permesso il lancio con successo dello Space Shuttle in orbita per 129 volte. "Il test di oggi è stato molto di pià della conclusione positiva di una serie di prove statiche di grande successo che NASA ed ATK hanno iniziato più di tre decenni fa." ha dichiarato David Beamanm project manager dei RSRB (Reusable Solid Rocket Booster) al Centro di Volo Spaziale NASA Marshall di Huntsville, Alabama. Il progetto, parte dello Space Shuttle Propulsion Office, è responsabile per la progettazione dei motori, lo sviluppo, la costruzione, l'assemblaggio, le prove e le performance di volo. "Questi test hanno costruito la base delle conoscenze ingegneristiche che hanno permesso lo sviluppo del sistema di motori a combustibile solido riutilizzabili e che hanno continuato a rendere sicuro e di successo il lancio delle navette spaziali," prosegue Beaman. "Questi test hanno fornito modelli ingegneristici e lezioni utilizzabili per ulteriori applicazioni nei futuri sistemi di lancio." Il test conclusivo è stato condotto per assicurare un volo sicuro per le restanti quattro missioni rimanenti dello space shuttle. Un totale di 43 obiettivi di progettazione sono stati misurati attraverso 258 canali di dati per gli strumenti durante i due minuti di accensione statica. Il motore di volo testato rappresenta motori che saranno utilizzati per tutti i restanti lanci dello Space Shuttle. L'SRBS è il più grande motore a combustibile solido che abbia mai volato, il solo ad essere utilizzato per il volo umano ed il primo progettato per essere riutilizzato. Ogni lancio di una navetta richiede la spinta di due motori riutilizzabili a combustibile solido per poter sollevare oltre 2.000 tonnellate dell'intero veicolo. Durante il lancio dello space shuttle i motori a combustibile solido forniscono l'80 percento della spinta durante i primi due minuti del volo. Ogni motore, il componente principale della coppia dei booster a combustibile solido, genera una spinta di circa 1.200 tonnellate in appena 38 metri di lunghezza e 4 metri di diametro. Nella foto (Credit: NASA) la lunga colonna di fuoco emessa durante l'ultimo test statico di un booster dello space shuttle.

Fonte: NASA

Il primo Falcon 9 operativo appena uscito dall'hangar a Cape canaveral 25/02/2010 - Falcon 9 sulla rampa per il primo lancio - Il veicolo di lancio Falcon 9 si trova sulla rampa dello Space Launch Complex 40, a Cape Canaveral, in Florida. Mettere il razzo in verticale è il più recente passo in una serie di preparativi che sono stati effettuati a Cape nelle scorse settimane. Prima di questo era stato integrato, all'interno dell'hangar della SpaceX alla SLC-40, il primo hardware di volo completo connettendo il primo stadio, il secondo stadio ed un veicolo spaziale Dragon di qualificazione. Il primo stadio comprende i nove motori Merlin 1C mentre il secondo stadio ha un solo motore Merlin Vacuum. Una volta assemblato il vettore, sempre in orizzontale, è stato montato sul trasportatore mobile e sono stati connessi i sistemi di supporto, incluse le linee del combustibile RP-1 e dell'ossigeno liquido (LOX), l'azoto e l'elio per la pressurizzazione e numerose connessioni elettriche e di dati. Dopo aver effettuato le verifiche di tenuta dei fluidi e dei gas ed il funzionamento del sistema elettrico la squadra ha piazzato l'intero Falcon 9 sul sistema di supporto e poi il complesso è stato fatto uscire dall'hangar. La mattina del 20 febbraio il veicolo è stato messo in verticale e sono iniziati i preparativi per il rifornimento dei serbatoi e per la prova statica di accensione dei motori. Adesso il prossimo passo sarà la prova statica di accensione dei motori sulla rampa. Durante questo test verranno raccolti moltissimi dati dai sensori sparsi sul veicolo ed attorno ad esso. Tutti questi dati dovranno essere visionati prma del lancio vero e proprio previsto fra marzo e maggio. La data finale sarà decisa quando tutti i dati raccolti saranno positivi e non vi saranno imprevisti. Nella foto (Credit: SpaceX) il primo vettore Falcon 9 operativo appena uscito dall'hangar a Cape canaveral.

Fonte: Space X

22/02/2010 - L'ESA fa un passo verso il Meteosat di terza generazione - Fin dal lancio del primo Meteosat nel 1977, 33 anni di immagini sommate all'incremento della potenza dei computer hanno dato ai metereologi gli strumenti per migliorare le previsioni del tempo meteo, con benefici diretti a tutti noi. Le previsioni meteo numeriche sono migliorate ulteriormente con i dati dei satelliti operativi, come il Meteosat di seconda generazione (MGS - Meteosat Second Generation). Oggi migliaia di misurazioni giornaliere sono la base per le previsioni numeriche, facendo uso dei più potenti computer del mondo. I satelliti MGS sono previsti per rimanere operativi almeno fino al 2015. Per poter avere una missione consecutiva in orbita geostazionaria l'ESA e la EUMETSAT (European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites) hanno previsto una terza generazione di Meteosat (MTG) il cui lancio è previsto per il 2015. MTG dovrebbe consentire un notevole miglioramento delle capacità dei cossenti satelliti Meteosat. La finalizzazione dei contratti è ancora in corso. Dopo un'attenta valutazione delle proposte ricevute dalle industrie la TEB (Tender Evaluation Board) ha fatto delle raccomandazioni al Direttore Generale dell'ESA. Il Direttore Generale dell'ESA ha chiesto a sua volta alcuni chiarimenti con un rapporto più dettagliato. Questi chiarimenti verranno forniti all'inizio di marzo. L'annuncio della compagnia con la quale verrà iniziato il negoziato seguirà subito dopo in modo da consentire allo speciale consiglio della EUMETSAT, previsto per il 15 marzo, di approvare la Proposta di Programma MTG. I satelliti meteorologici ci permettono di monitorare larghe aree del globo, compensando i gap nei dati provenienti dai network terrestri o marittimi. La vista a largo campo dei satelliti permette di avere in una sola immagine l'intero sistema metorologico con una singola immagine infrarossa. MTG fornirà all'Europa un sistema satellitare geostazionario operativo che rivoluzionerà le previsioni meteo e il monitoraggio ambientale. Al momento si trovano i primi due satelliti MSG operativi (Meteosat-8 e Meteosat-9) mentre anche il Meteosat-7, lanciato nel 1997, è ancora funzionante nonostante fosse stato costruito per un periodo di 5 anni.

Fonte: ESA

La navetta Discovery mentre viene trasferita all'interno del VAB 22/02/2010 - Effettuato il rollover del Discovery - Questa mattina le squadre del Kennedy Space Center hanno avuto due navette spaziali da gestire. Infatti, dopo il rientro di Endeavour all'interno dell'hangar OPF (Orbiter Processing Facility) è toccato all'orbiter Discovery spostarsi dallo stesso hangar al vicino VAB (Vehicle Assembly Building). Il trasferimento spiana la strada all'invio del Discovery sulla rampa di lancio previsto per il prossimo 2 marzo. Gli astronauti del Discovery sono arrivati questa mattina al Kennedy Space Center in volo dal Johnson Space Center di Houston, in Texas. Gli astronauti, che voleranno con il Discovery nella missione STS-131 prevista in aprile, sono al KSC per ispezionare le attrezzature che utilizzeranno durante la loro missione. Nella foto (Credit: NASA) l'orbiter Discovery mentre sta per entrare nel VAB.

Fonte: NASA

L'atterraggio notturno di Endeavour ripreso da dietro 22/02/2010 - Endeavour atterra regolarmente in Florida - La navetta spaziale Endeavour è atterrata regolarmente sulla pista del Kennedy Space Center in Florida alle 10.20 p.m. EST di domenica (le 4.20 ora italiana di lunedì) dopo 217 orbite. La prima opportunità prevedeva una accensione dei motori orbitali per l'uscita dall'orbita alle 9.14 p.m. (le 3.14 ora italiana) e, nonostante le condizioni meteo fossero inizialmente poco favorevoli una miglioramento, segnalato anche dall'astronauta Christopher Ferguson che volava con il jet di addestramento vicino alla pista di atterraggio, ha permesso al Controllo Missione di dare il via alla fase di rientro. La missione STS-130 alla Stazione Spaziale Internazionale prevedeva tre attività extraveicolari e l'installazione del nodo Tranquillity, un modulo che fornisce spazio addizionale per i membri dell'equipaggio e molti dei sistemi di supporto vitale e di controllo ambientale. Attaccato a Tranquillity si trova la Cupola con sette finestre che offrono una vista panoramica della Terra, dei corpi celesti e delle astronavi in visita. Tranquillity e la Cupola sono le ultime porzioni principali statunitensi della stazione. Ora il laboratorio orbitante è approssimativamente completa al 90 percento in termini di massa. Una cerimonia di benvenuto ai sei astronauti , il Comandante George Zamka, il Pilota Terry Virts e gli Specialisti di Missione Kathryn Hire, Stephen Robinson, Nicholas Patrick e Robert Behnken, è prevista per lunedì ad Houston all'hangar 900 di Ellington Field alle 4 p.m. CST (le 23 ora italiana). Nella foto (Credit: NASA) la navetta Endeavour ripresa da dietro mentre sta per toccare la pista del Centro Spaziale Kennedy in Florida.

Fonte: NASA


20/02/2010 - Endeavour lascia la stazione spaziale - Mentre volava ad un'altezza di 332 km. sopra l'Oceano Atlantico ad ovest della Mauritania ed a est del Sahara la navetta spaziale Endeavour si è sganciata dalla Stazione Spaziale Internazionale alle 7.54 p.m. EST (le 1.54 ora italiana di sabato) dopo nove giorni, 19 ore e 48 minuti dopo l'attracco avvenuto lo scorso 10 febbraio. Il pilota dello shuttle, Terry Virts ha eseguito un giro attorno alla stazione permettendo ai suoi colleghi di condurre una completa ripresa fotografica del complesso. La stazione è ora completa al 98 percento del volume e per il 90 percento della massa. Tempo permettendo, la manovra di uscita dall'orbita è prevista per le 9.13 p.m. di domenica (le 3.13 ora italiana di lunedì) con un atterraggio della navetta Endeavour a conclusione della missione STS-130 alle 10.16 p.m. sulla pista del Kennedy Space Center's Shuttle Landing Facility.

Fonte: NASA


19/02/2010 - Rinviato il lancio di CryoSat-2 - Il lancio del satellite dell'ESA CryoSat-2 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, programmato per il 25 febbraio, è stato rinviato a causa di un problema relativo al motore di guida del secondo stadio del lanciatore Dnepr. Nonostante la quantità di carburante del motore del secondo stadio sia sufficiente per lanciare in orbita CryoSat, la riserva di carburante non è così elevata come dovrebbe essere, secondo la compagnia ucraina Yuzhnoye, che ha sviluppato il lanciatore e ne è responsabile. La situazione è allo studio, e saranno prese le misure necessarie per risolvere il problema. Kosmotras, responsabile del lancio, fornirà all'ESA una nuova data di lancio non appena possibile. Cryosat-2 volerà su un'orbita polare molto inclinata, raggiungendo le latitudini di 88 gradi Nord e Sud, per poter coprire al massimo la superficie dei poli. Da un'altezza di poco più di 700 km, CryoSat monitorerà accuratamente i cambiamenti dello spessore del ghiaccio marino e le variazioni nello spessore degli strati di ghiaccio sulla terra. Gli scienziati attendono con urgenza di conoscere questi dati per capire esattamente come si sta modificando il ghiaccio della Terra in seguito al cambiamento climatico. Per oltre 15 anni, i satelliti ERS e Envisat hanno mappato l'estensione della calotta di ghiaccio. Cercando di comprendere in che modo il cambiamento climatico stia riguardando le sensibili regioni polari, c'è quindi urgente necessità di determinare esattamente come stia mutando lo spessore del ghiaccio per poter avere il quadro completo della situazione.

Fonte: ESA


Una delle prime immagini della Cupola aperta vista dall'interno 17/02/2010 - Sulla ISS completata l'installazione di Cupola - Dopo la conclusione della terza ed ultima attività extraveicolare prevista per la missione STS-130 le finestre della Cupola hanno potuto finalmente essere scoperte dalle speciali protezioni. Si è trattato della prima volta che la "camera con vista", come è stata definita scherzosamente la Cupola dalla NASA, ha mostrato tutte e sette le finestre di cui è fornita. La terza EVA eseguita questa notte dagli Specialisti di Missione Robert Behnken e Nicholas Patrick è durata 5 ore e 48 minuti e sono stati completati tutti i compiti previsti. Appena prima del rientro dei due astronauti nella camera di equilibrio del modulo Quest è stato dato il comando di apertura del primo dei sette "scuri" che proteggono le finestre dall'ambiente esterno; erano le 12.25 a.m. EST (le 6.25 ora italiana). Sono stati eseguiti dei test di apertura e chiusura di ogni protezione ed al termine sono stati lasciati tutti aperti. Siamo al decimo giorno di missione della navetta Endeavour e, fino a questo momento tutte le operazioni previste sono state eseguite regolarmente. Il nuovo modulo Tranquillity e la Cupola sono stati installati ed attivati. Ieri è stato spostato da un boccaporto del modulo Harmony ad uno di Tranquillity il PMA-3, uno dei tre adattatori pressurizzati di connessione di cui è fornita la ISS. Il distacco di Endeavour dalla stazione è previsto per venerdì mentre il rientro sulla Terra per domenica. Nella foto (Credit: NASA/TV) una delle prime immagini della Cupola con le finestre scoperte vista dall'interno.

Fonte: NASA


17/02/2010 - Rinviato al 5 aprile il lancio di STS-131 - Le condizioni meteo di inusuale freddo al Kennedy Space Center hanno costretto i responsabili della NASA a rinviare lo spostamento della navetta spaziale Discovery dall'hangar OPF-3 al VAB che era previsto la settimana scorsa. Infatti c'era il rischio che i razzi di manovra potessero rimanere danneggiati dalle basse temperature esterne durante il trasferimento dall'hangar all'edificio di assemblaggio verticale. Ora la manovra è prevista non prima della fine di questa settimana e questo porterà al rollout alla rampa di tutto il complesso STS-131 verso il 2 marzo ed il lancio, per non incrociare con la missione Soyuz prevista per il 2 aprile, ora è stato fissato non prima del 5 aprile 2010. Non è ancora chiaro al momento l'impatto di questo rinvio che effetti potrà avere sulle missioni seguenti.

Fonte: SpaceflightNow


12/02/2010 - AGILE scopre lampi gamma che possono disturbare i voli aerei. - Il satellite italiano AGILE per lo studio dei misteriori lampi gamma ha scoperto che, oltre alle sorgenti galattiche, vi sono dei "super-lampi" composti di radiazioni gamma ad alta energia che sono prodotti da fenomeni atmosferici soprattutto nella fascia tropicale terrrestre. AGILE è una missione dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) con la partecipazione dell'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dell'INFN (Istituto di Fisica Nucleare) dedicata allo studio del cosmo ma con i suoi strumenti molto sofisticati è riuscito a cogliere fenomeni gamma anche nell'atmosfera terrestre e simili a quelli che possiamo osservare dalle lontane galassie. In pratica AGILE (lanciato nello spazio il 23 aprile 2007 a bordo di un razzo vettore Indiano PSLV-C8 e pesante 352 kg.) ha raccolto in questi anni di osservazione dei lampi gamma molto rapidi (qualche millesimo di secondo) che sono originati da tempeste tropicali di tipo particolare. Proprio grazie alla sua orbita AGILE ha potuto scoprire questi super-lampi terrestri (chiamati in inglese Terrestrial Gamma-Ray Flashes) e che hanno un'energia di decine di milioni di elettronvolt, centinaia di volte più energetici quindi dei fulmini a cui siamo abituati alle nostre latitudini. Il gruppo di studiosi che segue AGILE intraprenderà quindi assieme a ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) una valutazione di questa scoperta che potrebbe avere ripercussioni sulla navigazione aeronautica soprattutto alle latitudini equatoriali. “Il fenomeno dei super-lampi terrestri è di grande interesse”, dice Marco Tavani, Responsabile Scientifico della missione AGILE. “Abbiamo bisogno di studiare a fondo questo fenomeno atmosferico. Gli strumenti di AGILE sono attualmente i migliori in orbita per rivelare eventi così rapidi che durano qualche millesimo di secondo e ci permettono di poter rapidamente comunicare la loro posizione e intensità”. “La missione AGILE dell’ASI si rivela uno strumento prezioso anche per studi di Fisica della Terra”, dice Paolo Giommi, Direttore del Centro Dati dell’ASI di Frascati, “a dimostrazione di come delle strumentazioni e le tecniche speciali elaborate per studiare eventi cosmici del così detto universo violento si possano rivelare poi utilissimi anche per lo studio del nostro pianeta e eventualmente migliorare la sicurezza della navigazione aerea”.

Fonte: ASI


12/02/2010 - Proton mette in orbita satellite dell'America Latina - Alle 3.39 ora di Mosca (le 1.39 ora italiana di venerdì) un razzo vettore Proton-M con a bordo il satellite americano per telecomunicazioni Intelsat-16 è decollato verso lo spazio dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Lo stadio superiore Briz-M ha poi proseguito, dopo le prime fasi di lancio, nella missione fino all'inserimento finale del satellite nell'orbita desiderata, avvenuta circa dieci ore dal lancio. Il lancio è stato eseguito sotto l'egida della ILS (Intenational Launch Services), una società statunitense che commercializza i lanci del Proton Russo. Il satellite Intelsat-16, per la sua massa ridotta, inserito direttamente nell'orbita definitiva permettendo così di risparmiare il prezioso carburante a bordo del satellite che gli permetterà di rimanere operativo oltre i 15 anni previsti. La posizione finale di Intelsat-16 sarà a 58° di longitudine Ovest che gli permetterà di coprire in HDTV con Sky Messico e Sky Brasile una buona parte del Sud America. Questo di oggi era il sesto lancio orbitale del 2010, tutti effettuati con successo.

Fonte: SpaceflightNow - Roscosmos


In questa illustrazione il satellite SDO come apparirà nello spazio 11/02/2010 - La NASA lancia SDO per lo studio del Sole - Un razzo vettore Atlas V (AV-021) è decollato giovedì mattina per immettere il Solar Dynamics Observatory nello spazio. La missione di SDO è quella di valutare i complessi meccanismi del nostro Sole. Il lancio è avvenuto alle 10.23 a.m. EST dal Complesso di Lancio 41 della Cape Canaveral Air Force Station della costa Atlantica della Florida. Il veicolo spaziale SDO è in ottime condizioni dopo la fase di lancio che lo ha piazzato su un'orbita ellettica con il punto massimo a circa 33.600 km. In seguito l'orbita di SDO verrà circolarizzata a 36.000 km in modo da diventare geosincrona con la rotazione terrestre. Da quella posizione il satellite potrà puntare i suoi strumenti al Sole ed inviare i dati instantaneamente alla stazione di terra nel New Mexico. Dalla ricerca ci si aspetta di poter rivelare il funzionamento interno del Sole riprendendo costantemente immagini in alta risoluzione, registrare letture dall'interno della stella e misurare l'attività del campo magnetico. Questi dati dovrebbero dare ai ricercatori i valori di cui hanno bisogno per poter prevedere le tempeste solari ed altre attività del Sole che possono avere effetti sui veicoli spaziali in orbita, sugli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e sugli apparecchi elettronici sulla Terra. SDO è il primo satellite del programma LWS (Living with a Star - Vivere con una Stella). Il veicolo spaziale è stato designato per funzionare cinque anni sebbene le speranze sono che possa durare molto di più come, ad esempio, ha fatto SOHO che, anch'essa costruita per funzionare cinque anni, ha superato nel 2005 i 10 anni. SDOè differente da ogni altro satellite e può collezionare un numero elevatissimo di dati ogni giorno. In effetti SDO può produrre abbastanza dati da riempire un singolo CD ogni 36 secondi... Proprio a causa di questa gigantesca capacità di raccolta dati è stato scelto di non fornire un sistema di registrazione a bordo del satellite ma di costruire il suo sistema personale di raccolta dati in tempo reale a terra. Per rendere questo possibile il satellite verrà posto quindi in orbita geosincrona (GEO) in modo da poter ruotare alla stessa velocità della Terra e questo lo renderà sempre in constante comunicazione con la stazione di terra nel New Mexico. Gli strumenti posti a bordo di SDO sono HMI, AIA e EVE. Con HMI si tenterà di comprendere quello che avviene all'interno del Sole osservando quello che succede all'esterno. Con AIA che riprenderà immagini della corona, l'atmosfera solare, ad alta risoluzione. AIA è formato da 4 telescopi con due filtri ognuno che forniranno otto immagini complete del Sole ogni dieci secondi, ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana. HMI invece misurerà il campo magnetico della superficie visibile, la fotosfera utilizzando diverse lunghezze d'onda. Infine EVE è composto da diversi strumenti che riusciranno a raccogliere i raggi ultravioletti del Sole nelle diverse lunghezze d'onda e potendo misurare lo spettro ogni 10 secondi. Il lancio era previsto per il giorno precedente ma la velocità del vento era superiore ai limiti fissati e quindi il lancio era stato rinviato ad oggi. Questo di oggi era il quinto lancio orbitale del 2010, tutti effettuati con successo. Nella illustrazione (Credit: NASA) SDO una volta in orbita.

Fonte: NASA


10/02/2010 - Endeavour attracca alla ISS - Alle 12.06 a.m. EST (le 6.06 ora italiana) il Comandante George Zamka ha portato al contatto la navetta spaziale Endeavour con il PMA-2 della Stazione Spaziale Internazionale del nodo Harmony. I due veicoli spaziali stavano volando in quel momento a 405 km. sopra la costa nord della Spagna al momento dell'attracco. Gli equipaggi dello shuttle e della stazione apriranno i portelli ed eseguiranno la tradizionale cerimonia di benvenuto alle 2.04 a.m. L'equipaggio di STS-130 Endeavour lavorerà assieme al Comandante di Spedizione 22 Jeff Williams e gli Ingegneri di Volo Max Suraev, l'astronauta della NASA T.J. Creamer e l'astronauta dell'Agenzia Esplorativa Aerospaziale Giapponese Soichi Noguci. Meno di tre ore dopo che i portelli saranno stati aperti lo Specialista di Missione Nicholas Patrick e Creamer utilizzeranno il braccio robotico della stazione per rimuovere l'OBSS (Orbiter Boom Sensor System) dal vano di carico di Endeavour e lo passeranno al braccio robotico della stazione operato da Terry Virtis e Kay Hire.

Fonte: NASA


09/02/2010 - Scoperti segnali di acqua liquida su Encelado - Nel recente tuffo della sonda Cassini all'interno delle fontane di acqua ghiacciata di Encelado lo spettrometro della sonda ha scoperto un'inaspettato numero di molecole cariche e polvere che rafforzano gli argomenti sulla presenza di acqua liquida e degli ingredienti della vita nell luna ghiacciata di Saturno. Lo spettrometro al plasma della Cassini era stato ideato originariamente per rilevare i dati del campo magnetico di Saturno, misurarne l'intensità, la velocità del flusso e la temperatura degli ioni ed elettroni che attraversavano lo strumento. Ma, dopo la scoperta degli sbuffi di acqua ghiacciata di Encelado, lo strumento è stato utilizzato per catturare ed analizzare i campioni di materiale di questi getti. All'inizio della missione Cassini aveva scoperto gli sbuffi come fontane di vapor d'acqua e particelle ghiacciate sopra Encelado. Da allora gli scienziati hanno trovato che questo prodotto d'acqua domina l'ambiente magnetico di Saturno e crea il gigantesco anello E. Ora gli scienziati della Cassini hanno segnalato la scoperta di ioni caricati negativamente negli sbuffi, molti dei quali sono d'acqua ma che includono anche tipi diversi di idrocarburi. Queste scoperte, basate sulle analisi dei dati registrati durante il volo attraverso uno sbuffo nel 2008 è stato pubblicato sul giornale scientifico Icarus. Encelado si unisce quindi alla Terra, Titano e le comete dove si possono trovare ioni caricati negativamente nel Sistema Solare. Ioni negativi di ossigeno sono stati scoperti nella ionosfera terrestre all'alba dell'era spaziale. Sulla superficie terrestre gli ioni d'acqua negativi sono presenti nell'acqua liquida in movimento come nelle cascate o nelle onde dell'oceano che si infrangono. "Mentre non è una sorpresa che ci sia l'acqua, questi ioni di breve durata sono la prova supplementare per la presenza di acqua sotto la superficie e dove c'è l'acqua, il carbonio e l'energia, sono presenti alcuni degli ingredienti più importanti per la vita," dice l'autore dell'articolo Andrew Coates della University College London's Mullard Space Science Laboratory. "La sorpresa per noi è stata la massa di questi ioni. Ci sono diversi picchi nello spettro e quando li analizziamo vediamo l'effetto delle molecole d'acqua che si aggregano l'un l'altra una dopo l'altra." Le misurazioni furono fatte dalla sonda Cassini durante il suo attraversamento di uno sbuffo il 12 marzo 2008. Osservando alle alte latitudini di Titano la sonda Cassini ha spiato delle bande che circondano il polo. Su Titano lo stesso strumento ha rilevato un gran numero di ioni negati di idrocarburi con masse oltre 13.800 volte quelle dell'idrogeno. Un articolo sul Planetary and Space Science di Coates e dei suoi colleghi è stato pubblicato nel dicembre 2009. La scoperta mostra che, su Titano, l'idrocarburo più grande o ioni di nitrile sono osservati alle quote più basse di quelle in cui volò la Cassini (950 km o 590 miglia). Questo suggerisce che questi grandi ioni sono la fonte dello smog simile alla foschia che blocca alla vista la maggior parte della superficie di Titano . Essi possono essere rappresentativi del mix organico chiamato "tholins" da Carl Sagan, quando produce la miscela di sostanze chimiche rossastre prebiotiche in laboratorio a partire da gas che erano noti per essere presenti nell'atmosfera di Titano. Tholins, che potrebbe essere prodotta nell'atmosfera di Titano, potrebbe cadere sulla superficie della luna e può addirittura portare i granelli di sabbia delle dune che dominano parte della regione equatoriale di Titano. Queste scoperte aumentano la nostra conoscenza in dettaglio della chimica degli sbuffi di Encelado e dell'atmosfera di Titano dandoci nuova comprensione sugli ambienti oltre la Terra dove la vita pre-biotica o gli ambienti favorevoli alla vita, potrebbero esistere.

Fonte: Spaceref


La spettacolare illuminazione sopra il Kennedy Space Center al momento del decollo della navetta spaziale Endeavour 08/02/2010 - Spettacolare inizio per una complessa missione. - La navetta spaziale Endeavour è partita regolarmente per la missione STS-130 questa mattina alle 4.14 a.m. EST (le 10.14 ora italiana). A bordo sei astronauti e due moduli costruiti in Italia e che andranno a far parte della Stazione Spaziale Internazionale: nodo 3 Tranquillity e la Cupola. L'attracco con la ISS è previsto fra due giorni. "Che bellissimo lancio abbiamo avuto questa mattina...l'orbiter ha funzionato estremamente bene," ha dichiarato Bill Gerstenmaier, amministratore assiociato per le Operazioni Spaziali, durante la conferenza stampa seguita al lancio di STS-130. "Questo è stato un grande inizio per una missione così complessa." Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell'ESA ha ringraziato la NASA, l'equipaggio ed i team di terra per un "un lancio veramente bellissimo." ha dichiarato Dordain. "E' un evento molto importante. Ancora più importante per noi perchè la navetta è carica di attrezzature Europee." Mike Moses, dirigente dell'integrazione al lancio dello shuttle, ha confermato che il conteggio alla rovescia è andato incredibilmente liscio. Ha commentato di come i vincoli delle condizioni meteo hanno influenzato il lancio della navetta spaziale Endeavour e di come sia felice di come tutto sia andato oggi. L'attracco è previsto per il terzo giorno di missione con tre passeggiate spaziali (EVA) che permetteranno l'istallazione del nodo Tranquillity e della Cupola in modo permanente alla Stazione Spaziale Internazionle. "Questo è un buon esempio di collaborazione internazionale e di cooperazione fra l'equipaggio dello shuttle e della stazione," ha detto Moses. "Si è trattato di uno dei più lisci conteggia alla rovescia mai visti," ha concluso Mike Leinbach, direttore di lancio dello space shuttle. "Il team è stato molto, molto eccitato di effettuare il conteggio alla rovescia." Segui la missione giorno per giorno alla nostra pagina dedicata alla missione STS-130. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2010-1651) lo spettacolare bagliore che ha spezzato la notte sopra il Kennedy Space Center al momento del decollo della navetta spaziale Endeavour. Quello di oggi è stato il quarto lancio orbitale del 2010, il primo abitato.

Fonte: NASA


07/02/2010 - Rinviato per le condizioni meteo il lancio di Endeavour - Un fronte di nubi a bassa quota arrivato sopra il Kennedy Space Center nelle ultime ore ha forzato il Direttore di lancio Mike Leinbach ha dichiarare il rinvio per oggi quando mancavano circa 9 minuti al momento previsto del decollo di STS-130. Al momento il rinvio è di 24 ore con le 4.14 a.m. EST (le 10.31 ora italiana di lunedì mattina) per il prossimo tentativo anche se i responsabili della NASA controlleranno le previsioni meteo durante la giornata di oggi prima di fissare definitivamente la data. Per domani le condizioni meteo prevedono un 60% di condizioni positive.

Fonte: NASA


05/02/2010 - Un lander automatico europeo sulla Luna nel 2018? - Simonetta Di Pippo, direttore del programma di volo umano dell'ESA, ha dichiarato, durante una conferenza stampa tenutasi oggi a Cape Canaveral in occasione dell'imminenza del lancio del nodo Tranquillity e della Cupola con la missione shuttle STS-130, che l'Europa starebbe pensando ad una missione di un piccolo lander automatico diretto verso la Luna. Proprio nei giorni della bufera scatenata dalla decisione del Presidente Obama di cancellare il programma Constellation ecco che l'Europa svela questa sorpresa. La missione sarebbe un piccolo dimostratore tecnologico lanciato nel 2017/18 con un vettore Soyuz e capace di allunare nei pressi del polo sud lunare dimostrando questa capacità automatica di poter rifornire una futura base lunare abitata. Il costo della missione sarebbe sui 500 milioni di Euro e fra le nazioni europee che premono di più per questa missione ci sarebbe la Germania. La missione dovrebbe essere finanziata durante la prossima ministeriale europea.

Fonte: Blog Storie Spaziali


05/02/2010 - Progress M-04M attracca regolarmente alla ISS - Il veicolo spaziale cargo Russo Progress M-04M ha attraccato regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale questa mattina alle 7.58 ora di Mosca (le 5.58 ora italiana). Il Progress ha agganciato al boccaporto del compartimento strumentale di Zvezda. La sequenza si è svolta regolarmente in modo automatico sotto il controllo degli equipaggi della ISS e del MCC (Centro Controllo Missione). Il Progress M-04M consegnerà oltre 2.600 kg di cargo alla stazione, incluso il propellente, ossigeno, cibo, attrezzature scientifiche, hardware addizionale per ISS RS e USOS, pacchi personali per l'equipaggio e frutta fresca per l'equipaggio. Al momento vi sono ben quattro veicoli Russi attraccati alla stazione, due Soyuz e due Progress.

Fonte: Roscomos


I dettagli della superficie di Plutone riprese dal telescopio spaziale Hubble 04/02/2010 - Hubble scopre modifiche della superficie di Plutone - La NASA ha rilasciato oggi il più dettagliato set di immagini mai effettuate del distante pianeta nano Plutone. Le immagini prese dal Telescopio Spaziale Hubble mostrano una colorazione del ghiaccio chiara e scura con modifiche stagionali della superficie sia nel colore che nella brillantezza. Plutone è diventato significativamente più rossastro mentre l'emisfero nord è più luminoso. Questi cambiamenti sono molto probabilmente conseguenti della sublimazione del ghiaccio del polo illuminato e il raffreddamento dell'altro polo mentre il pianeta nano si avvicina alla prossima fase del suo ciclo stagionale lungo 248 anni. Il drammatico cambiamento nel colore è avvenuto nel periodo che va dal 2000 al 2002. Le immagini di Plutone riprese da Hubble rimarranno le più dettagliate fino a che la sonda New Horizons della NASA non effettuerà il sorvolo del pianeta nano nel 2015. Le riprese di Plutone riprese da Hubble nel 1994 sono state confrontate con il nuovo set di immagini prese nel 2002 e 2003 e gli astronomi hanno notato le differenze con le regioni polari nord più chiare e quelle sud più scure. Queste modifiche sono processi molto complessi che si ripercuotono sulla superficie visibile ed i nuovi dati saranno utilizzati per proseguire le ricerche. "Le immagini di Hubble aiuteranno gli scienziati della sonda New Horizons a calibrare meglio i tempi di esposizione per ogni immagine e questo è importante per ottenere le più dettagliate immagini possibili," afferma Marc Buie del Southwest Research Institute in Boulder, Colorado. Le immagini di Hubble erano soltanto di alcuni pixel ma con complessi programmi di processamento delle immagini che hanno occupato quattro anni e 20 computer in funzione contemporaneamente abbiamo potuto vedere l'immagine più nitida di Plutone fino ad ora. I risultati delle scoperte di Hubble appariranno nel numero di Marzo 2010 del Astronomical Journal. Buie è a capo di un team formato da William Grundy del Lowell Observatory di Flagstaff, Arizona ed Eliot Young, Leslie Young, e Alan Stern del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado. Buie ha previsto di utilizzare la nuova Wide Field Camera 3 di Hubble per ulteriori osservazioni di Plutone prima dell'arrivo della sonda New Horizons. Nella foto (Credit: NASA, ESA, and M. Buie/Southwest Research Institute) i dettagli della superficie di Plutone ripresi dal Telescopio Spaziale Hubble.

Fonte: NASA


04/02/2010 - Partito il conto alla rovescia per il lancio di STS-130 - "Tutto procede molto bene... siamo esattamente entro i tempi previsti e siamo sicuri che continueremo così per tutto il giorno rimanente di preparazione," ha dichiarato Jeff Spaulding, Test Director della NASA durante la riunione L-3 Countdown Status Briefing svoltasi questa mattina al Kennedy Space Center in Florida. I preparativi e controlli alla rampa di lancio 39A proseguiranno con le ultime fasi di imbarco ed i test di comunicazione che si svolgeranno sabato. La struttura ruotante di servizio che protegge lo shuttle dal tempo inclemente prima del lancio verrà portata lontana dal veicolo sabato alle 8 a.m. (le 14 ora italiana). Il Payload Manager NASA Joe Delai ha descritto i preparativi del nodo Tranquillity come uno dei più complessi moduli ai quali abbia avuto il privilegio di lavorare. "Dobbiamo essere tutti orgogliosi di quello che abbiamo fatto... ed io sono molto orgoglioso del lavoro di questo team." ha concluso Delai. Lo Shuttle Weather Officer Kathy Winters ha dichiarato che le condizioni meteo sono buone per il lancio con un 70 percento di probabilità che il tempo collabori per il lancio. I venti continuano ad essere tenuti sotto controllo, ma la Winters ha dichiarato che dovrebbero essere abbastanza deboli per il lancio. Le condizioni meteo sembrano anche molto buone per l'operazione di carico dei propellenti nel serbatoio esterno della navetta spaziale Endeavour il cui inizio è previsto per le 7.15 p.m. EST di sabato (le 1.15 ora italiana)- Il decollo della missione di 13 giorni di Endeavour per STS-130 è previsto per le 4.39 a.m. di domenica (le 10.39 ora italiana di domenica mattina).

Fonte: NASA


04/02/2010 - Inizia oggi la manifestazione SAT Expo Europe 2010 - Inizia il 4 febbraio, alla Fiera di Roma, la terza edizione di SAT Expo Europe 2010, la manifestazione internazionale dedicata ai servizi e alle applicazioni dello spazio e alle telecomunicazioni integrate. Il calendario della manifestazione, che si concluderà sabato 6, prevede oltre 30 convegni e conferenze, esposizioni, mostre e programmi di didattica per i più giovani. Dopo la Cina dell'edizione 2009, quest'anno, sarà l'India partner straniero di Sat Expo, a conferma dell’attenzione sempre maggiore dei paesi emergenti nel settore spaziale. Alla vigilia dell’inaugurazione di Sat Expo, il 3 febbraio, si è svolto in Campidoglio un incontro dedicato alla cooperazione e le strategie aerospaziali nel Mediterraneo, con i rappresentanti delle agenzie spaziali di Algeria, Tunisia, Egitto, Israele, Siria, Turchia, insieme all’Agenzia italiana ed europea, e ad esponenti delle Agenzie indiana (Isro), statunitense (Nasa), russa (Federal Russian Space Agency) e turca. I lavori saranno aperti dal Sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, dal Vicesindaco del Comune di Roma, Mauro Cutrufo, e dal Rettore dell'Università di Roma La Sapienza, Luigi Frati. L’ASI sarà protagonista in diversi appuntamenti organizzati nell’ambito di Sat Expo, tra cui il convegno dedicato a BLUEMASSMED (venerdì 5 febbraio, dalle 14.00 alle 17.00, Sala Sat Expo), il convegno sulle PMI (venerdì 5 febbraio, dalle 14.00 alle 16.30, Sala Copernico) e l’incontro sulla cooperazione internazionale NASA-ASI (sabato 6 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00, sala SAT Expo).

Fonte: ASI


Saturno e le sue luna ripreso dalla Cassini il 12 agosto 2009 da una distanza di 847.000 km 03/02/2010 - La NASA estende la missione Cassini fino al 2017 - La NASA ha deciso di estendere la missione internazionale Cassini-Huygens che esplora Saturno e le sue lune fino al 2017. Il budget dell'agenzia per il 2011 fornirà infatti ulteriori 60 milioni di dollari l'anno per estendere gli studi del pianeta con gli anelli. "Questa è una missione che non smette mai di fornire sorprendenti risultati scientifici e ce lo mostrano con nuovi occhi" afferma Jim Green, direttore della divisione delle scienze planetarie della NASA al quartier generale di Washington. "Le fantastiche scoperte di questo viaggiatore e le sue immagini hanno rivoluzionato la nostra conoscenza di Saturno e delle sue lune." Cassini venne lanciata nell'ottobre 1997 assieme alla sonda Huygens della Agenzia Spaziale Europea. Il veicolo spaziale arrivò a Saturno nel 2004. La sonda era fornita con sei strumenti per studiare Titano, la luna più grande di Saturno. I dodici strumenti della Cassini hanno inviato un flusso giornaliero di dati dal sistema di Saturno per quasi sei anni. Il progetto era destinato a concludersi nel 2008 ma la missione aveva ricevuto 27 mesi di estensione fino al settembre 2010. "L'estensione rappresenta una unica opportunità di seguire i cambiamenti stagionali di un sistema di un pianeta esterno dall'inverno alla sua estate," dice Bob Pappalardo, capo scienziato della Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Alcune delle più eccitanti scoperte di Cassini sono ancora da venire." Questa seconda estensione, chiamata Cassini Solstice Mission, permetterà agli scienziati di studiare i cambiamenti climatici stagionali e quelli a lungo periodo del pianeta e delle sue lune. Cassini aveva raggiunto Saturno durante il soltizio invernale dell'emisfero nord e questa estensione proseguirà fino a pochi mesi dopo il solstizio estivo dell'emisfero nord nel maggio 2017. Il solstizio estivo dell'emisfero nord segna l'inizio dell'estate nell'emisfero nord e l'inverno in quello sud. Un periodo completo stagionale di Saturno non è mai stato studiato così in dettaglio. La missione Solstice comprende altre 155 orbite attorno al pianeta, 54 sorvoli di Titano e 11 della luna ghiacciata Encelado. L'estensione della missione permetteranno anche agli scienziati di proseguire le osservazioni degli anelli di Saturno e della bolla magnetica attorno al pianeta conosciuta come magnetosfera. Il veicolo spaziale effettuerà ripetuti tuffi fra Saturno egli anelli per ottenere una conoscenza approfondita del gigante gassoso. Durante questi sorvoli il veicolo spaziale studierà la struttura interna di Saturno, le sue fluttuazioni magnetiche e la massa degli anelli. La missione verrà valutata periodicamente per assicurare che la sonda possieda ancora le sue capacità di raggiungere gli obiettivi scientifici per tutta l'estensione. "Il veicolo spaziale funziona alla grande, anche se ci aspettiamo alcuni effetti della sua età dopo che ha viaggiato per oltre 4 miliardi di km." conferma Bob Mitchell, responsabile del programma Cassini al JPL. "Questa estensione è importante perchè c'è ancora così tanto da imparare su Saturno. Il pianeta è pieno di segreti e non ce li lascia scoprire con facilità." Il diario di viaggio di Cassini include oltre 210.000 immagini, informazioni registrare durante le oltre 125 rivoluzioni attorno a Saturno, 67 sorvoli di Titano ed otto passaggi ravvicinati di Encelado. Cassini ha rivelato inaspettati dettagli nella forma degli anelli del pianeta e le osservazioni di Titano hanno dato agli scienziati uno sguardo di come avrebbe potuto essere la Terra prima dello sviluppo della vita. Gli scienziati sperano di scoprire alcune risposte a molte domande durante il corso della missione incluso perchè Saturno sembra avere una velocità di rotazione incosistente e come i probabili oceani che si trovano sotto la superficie ghiacciata di Encelado possano avere dei getti. Nella foto (Credit: NASA/JPL/Space Science Institute) Saturno e le sue luna ripreso dalla Cassini il 12 agosto 2009 da una distanza di 847.000 km.

Fonte: NASA


Il momento del decollo del razzo vettore Soyuz-U con a bordo il veicolo automatico di rifornimento Progress M-04M 03/02/2010 - Lanciato Progress verso la ISS - La Russia ha lanciato oggi un veicolo spaziale cargo Progress in missione di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha dichiarato un portavoce del Controllo Missione Russo. Un razzo vettore Soyuz-U con a bordo il veicolo Progress M-04M è decollato dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 06.45 ora di Mosca (le 4.45 ora italiana) e l'attracco con la ISS è atteso per il 5 febbraio. "Il lancio e la separazione del veicolo spaziale cargo dal razzo vettore sono avvenuti con successo. L'attracco dei rifornimenti con la ISS è previsto per le ore 7.26 ora di Mosca (le 5.26 ora italiana) di venerdì" ha confermato il portavoce. Il Progress controllato digitalmente consegnerà oltre 2,5 tonnellate di cibo e forniture di acqua, combustibile ed equipaggiamenti scientifici alla stazione orbitale che è abitata da un equipaggio internazionale di 5 astronauti di Russia, Stati Uniti e Giappone, La serie di veicoli di rifornimento Progress è stata la spina dorsale della flotta di veicoli spaziali cargo per decenni. Oltre alla principale missione di consegna di rifornimenti il veicolo spaziale verrà anche utilizzato per rialzare l'orbita della ISS e condurrre esperimenti scientifici. La Russia aveva "affondato" il suo ultimo veicolo spaziale analogico, il Progress M-67, nel sud dell'Oceano Pacifico lo scorso settembre. Quello di oggi era il terzo lancio orbitale del 2010 e tutti hanno avuto pieno successo. Nella foto (Credit: Roscosmos) il momento del decollo del vettore Soyuz-U con a bordo il veicolo automatico di rifornimento Progress M-04M. Quello di oggi è stato il terzo lancio orbitale del 2010.

Fonte: Ria-Novosti


03/02/2010 - L'equipaggio di STS-130 arriva al KSC - Sulla rampa di lancio 39A al Kennedy Space Center della NASA in Florida la pressurizzazione dei serbatoi di azoto ed elio gassoso della navetta spaziale Endeavour è stata completata in nottata. Le squadre di tecnici stanno preparando la rampa per l'avvio del conteggio alla rovescia che inizierà alle 2 a.m. EST di giovedì (le 8 ora italiana di giovedì). I sei astronauti della missione STS-130 sono arrivati al Kennedy Shuttle Landing Facility circa alle 10.10 p.m. (le 4 ora italiana). Dopo essersi sistemati negli alloggi equipaggi posto nel Operations and Checkout Building gli astronauti hanno lavorato nella notte per ricontrollar i dati e le attrezzature, comprese le procedure per sostituire le condutture di ammoniaca che verranno utilizzate per raffreddare il nodo Tranquillity. L'equipaggio ora aggiusterà i periodi di sonno per farli combaciare con le ore di lavoro che verranno effettuate durante la missione. Una riunione prima del lancio verrà eseguita questa mattina alle 10 a.m. (le 16 ora italiana) e verrà messa in onda sul NASA Tv all'indirizzo http://www.nasa.gov/ntv. I partecipanti saranno il Direttore Test della NASA Jeremy Graeber, il Payload Manager di STS-130 Joe Delai e la Shuttle Weather Officer Kathy Winters.

Fonte: NASA


L'immagine dell'oggetto P/2010 A2 ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble 02/02/2010 - Fotografato uno scontro fra asteroidi - Il Telescopio Spaziale Hubble ha osservato un misterioso sciame di detriti a forma di X e coda di polveri che suggeriscono l'avvenuta collisione fra due asteroidi. Gli astronomi hanno a lungo ipotizzato che nella fascia degli asteroidi vi potevano essere collisioni ma non ne avevano mai osservata una direttamente. La collisione dei due asteroidi è fortemente energetica dato che la velocità relativa dell'impatto è stata di circa 17.600 km/h, cinque volte la velocità di una pallottola. L'oggetto, che appariva come una cometa, chiamato P/2010 A2 era stato scoperto per la prima volta da LINEAR (Lincoln Near-Earth Asteroid Research), un programma di sorveglianza del cielo, lo scorso 6 gennaio. L'immagine di Hubble è stata presa il 25 e 29 gennaio e mostra una complessa forma ad X di strutture filamentose vicino al nucleo. "Questo è molto differente dall'alone di polveri che circonda le normali comete." ha affermato David Jewitt ricercatore della University of California di Los Angeles. "I filamenti sono fatti di polvere e ghiaia presumibilmente espulsa dal nucleo. Alcuni sono stati piegate all'indietro dalla pressione della radiazione solare ed hanno creato strie di polvere dritte. All'interno dei filamenti si trovano grumi di polvere più addensati." Hubble è stato capace di mostrare il nucleo principale di P/2010 A2 che si trova fuori dall'alone di polvere. Un effetto del genere non era mai stato osservato in un oggetto simile ad una cometa. Il nucleo è stato stimato avere un diametro di circa 150 metri. Le comete normali cadono verso le regioni interne del Sistema Solare dalle riserve ghiacciate che si trovano nelle fascie di Oort e Kuiper. Quando la cometa si avvicinano al Sole cominciano a scaldarsi ed il ghiaccio vicino alla superficie si vaporizza ed espelle materiale dal nucleo solido della cometa con dei getti. Ma la P/2010 A2 ha una origine differente; la sua orbita si trova nella tiepida regione interna della fascia di asteroidi dove i vicini sono corpi di roccia secca che hanno perduto i materiali volatili. Questo lascia aperta la possibilità che il complesso disegno di detriti sia il risultato di un impatto fra due oggetti pittosto che dalla fusione di un corpo ghiacciato. "Se questa interpretazione è corretta due piccoli e sconosciuti corpi asteroidiali si sono recentemente scontrati creando una nube di detriti che è stata piegata all'indietro dal punto dello scontro dalla pressione solare." prosegue Jewitt. I resti del nucleo principale di P/2010 A2 potrebbe aver resistito a questo impatto ad alta velocità. "I filamenti di P/2010 A2 appaiono differnti da tutti quelli osservati nelle immagini di normali comete eseguite da Hubble e che coinvolgono differenti processi." continua Jewitt. Una origine da impatto è coerente con l'assenza di gas negli spettri ottenuti con telescopi da Terra. La fascia di asteroidi contiene un'abbonante prova di collisioni antiche che hanno frammentato i corpi originari. L'orbita di P/2010 A2 lo farebbe appartenere alla famiglia degli asteroidi chiamati Flora e prodotti da una grossa collisione avvenuta circa 100 milioni di anni fa. Un frammento di questo antico scontro potrebbe aver colpito la Terra circa 65 milioni di anni fa provocando l'estinzione di massa dei dinosauri. Ma fino ad ora nessuna collisione di asteroidi era stata vista "in azione". Al momento delle osservazioni di Hubble l'oggetto si trovava a circa 288 milioni di km dal Sole ed a 144 milioni dalla Terra. Le immagini di Hubble sono state registrate con la nuova Wide Field Camera 3 (WFC3) installata durante l'ultima missione shuttle dedicata al telescopio spaziale lo scorso anno. Il Telescopio Spaziale Hubble è un progetto internazionale in cooperazione fra la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il Goddard Space Flight Center della NASA gestisce il telescopio. Lo Space Telescope Science Institute conduce le operazioni scientifiche di Hubble. L'istituto opera per la NASA con l'Association of Universities for Research in Astronomy, Inc. in Washington, D.C.

Fonte: NASA


Una illustrazione del Dream Chaser in sviluppo dalla Sierra Nevada Corporation 02/02/2010 - La NASA seleziona nuove aziende per il futuro trasporto di astronauti - La NASA ha aggiudicato una serie di contratti per un valore di 50 milioni di dollari a cinque aziende private per far partire la capacità commerciale in supporto al trasporto di equipaggi verso l'orbita bassa. Questo è il primo passo intrapreso della NASA e coerente con le direttive Presidenziali che indicano l'aumento delle capacità commerciali del volo spaziale umano. "Il Presidente ha chiesto alla NASA di partecipare assieme all'industria aerospaziale in un modo fondamentalmente nuovo, facendo della fornitura commerciale un modo principale di trasporto degli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale," ha affermato l'Amministratore della NASA Charles Bolden. "Abbiamo il piacere di muoverci velocemente verso questo nuovo interessante piano per la NASA," Attraverso una competizione aperta con fondi ottenuti dall'American Recovery and Reinvestment Act of 2009, la NASA ha assegnato lo Space Act Agreements alla Blue Origin di Kent, Washington, alla The Boeing Company di Houston, alla Paragon Space Development Corporation di Tucson, Arizona, alla Sierra Nevada Corporation di Louisville, Colorado e alla United Launch Alliance di Centennial, Colorado. Gli accordi sono per lo sviluppo di concetti per lo sviluppo di veicoli per equipaggio, per dimostratori tecnologici e la ricerca di supporto commerciale per il trasporto di esseri umani nello spazio. "Queste selezioni rapprentano un passo cruciale per permettere il volo spaziale commerciale umano," ha detto Doug Cooke, amministratore associato per l'Exploration System della NASA. "Queste impressionanti proposte permetteranno alla NASA di avanzare significativamente lunga la strada di utilizzo di servizi commerciali per portare gli astronauti su e giù dall'orbita terrestre e guardiamo avanti al lavoro che ci aspetta con i team selezionati." ha concluso Cooke. Tutti gli Space Act Agreements sono ideati per finanziare parzialmente lo sviluppo di concetti di sistemi, tecnologie chiave e capacità che potranno alla fine essere utilizzate per un sistema di trasporto commerciale umano. I team selezionati inoltre hanno proposto di raccogliere ulteriori fondi per aumentare gli investimenti dei contribuenti. I team selezionati hanno ricevuto le seguenti cifre: Blue Origin 3.7 milioni di dollari, The Boeing Company 18 milioni, Paragon Space Development Corporation 1.4 milioni, Sierra Nevada Corporation 20 milioni e la United Space Alliance 6.7 milioni. I finanziamenti dello Space Act Agreements verranno elargiti a partire da febbraio 2010. Il valore aggregato del finanziamento Space Act Agreements è approssimativamente di 50 milioni di dollari. Il Commercial Crew and Cargo Program Office della NASA al Johnson Space Center di Houston supervisionerà questi sforzi. Una illustrazione (Credit: SpaceDev) del Dream Chaser in sviluppo dalla SpaceDev, una divisone della Sierra Nevada Corporation.

Fonte: NASA


01/02/2010 - Obama cancella il programma Constellation ! - Dopo mesi di illazioni oggi è arrivata la conferma che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha chiesto la cancellazione del Programma Constellation della NASA che avrebbe dovuto sostituire la navetta spaziale e riportare l'uomo sulla Luna nel 2020. A causa della crisi economica di fronte alla quale si è trovato, dai ritardi accumulati dal programma a causa dei finanziamenti non adeguati della precedente amministrazione Bush e non potendo aumentare il budget della NASA dei 3 miliardi di dollari all'anno per mantenere gli impegni del ritorno alla Luna Obama ha scelto la via più traumatica. Da questo momento i vettori Ares I, Ares V, la capsula Orion ed il modulo lunare Altair, così come la futura base lunare, tornano nel mondo dei sogni. La NASA dovrà anche affidarsi ai privati per l'invio dei propri astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale che però sarà mantenuta almeno fino al 2020. Certo, questa è una proposta per il budget dal 2011 in avanti e prima che possa diventare legge dovrà passare al vaglio del Senato USA. Ci sono infatti diversi senatori contrari a questo cambio di rotta soprattutto a causa della perdita di posti di lavoro che questa decisione porterà negli stati di loro competenza. La lotta si annuncia quindi dura in Senato anche se, pare, le speranze di poter mantenere almeno qualche cosa del programma originale sono veramente ridotte. Fino a questo momento la NASA ha speso qualcosa come 9 miliardi di dollari nel progetto ed aveva eseguito con successo il lancio di prova di Ares-1X lo scorso ottobre mentre proprio alcuni giorni fa la torre di lancio per il vettore Ares I era stata completata al Kennedy Space Center.

Qui in esclusiva la trascrizione in italiano del discorso tenuto dall'Amministratore della NASA Charlie Bolden il 1° febbraio e che illustra il nuovo budget NASA 2011.

Fonte: Casa Bianca


E' stata completata la piattaforma mobile per il programma Constellation 28/01/2010 - Completata la rampa per Constellation - Al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, una vista aerea (Credit: NASA) mostra il decimo ed ultimo segmento della nuova piattaforma mobile di lancio, o ML, che è stato agganciato sulla cima della torre. La nuova ML è stata costruita in supporto del Programma Constellation. Una volta completata la torre sarà alta circa 100 metri e sarà fornita di molteplici piattaforme per l'accesso del personale. La sua base è stata costruita più leggera rispetto alla piattaforma mobile di lancio della navetta spaziale in modo che il cingolato di trasporto potesse sopportare il carico della più pesante torre e del razzo vettore (Ares-1) più alto. La NASA ha iniziato la costruzione della nuova ML lo scorso ottobre ed ha aggiunto un segmento alla volta nella zona posta poco a nord del VAB e vicino agli hangar dove vengono preparati i tre Space Shuttle per le loro missioni. La costruzione è stata eseguita dalla società Hensel Phelps di Orlando, Florida, ed il contratto è valutato in circa 264 milioni di dollari, se la NASA facesse valere anche l'opzione per una seconda piattaforma e torre di lancio. Il costo totale del progetto della piattaforma mobile è stimato in circa 500 milioni di dollari. Ma il futuro di questo nuovo grattacielo è ancora in dubbio a causa delle voci che vorrebbero la Casa Bianca vicina a cancellare il vettore Ares-1 e ridimensionare pesantemente il Programma Constellation ed il ritorno alla Luna. La struttura costruita è stata ideata specificatamente per Ares-1 ma potrebbe essere modificata anche per supportare un altro nuovo lanciatore pesante, anche se ad un costo sconosciuto. Se il programma Ares-1 rimanesse attivo il portavoce della NASA ha dichiarato che la rampa mobile sarà pronta per supportare il primo lancio di Ares-1 nel gennaio 2014. Prima di quella data gli ingegneri dovranno aggiungere alla piattaforma gli impianti elettrici, le comunicazioni, i sistemi di controllo della torre così come le linee di collegamento, di rifornimento per il razzo e tutta la varia strumentazione. La NASA ha in programma di iniziare lo smantellamento della rampa 39B dell'era shuttle questa estate.

Fonte: NASA MediaArchive - SpaceflightNow


Il momento del decollo del Proton-M avvenuto questa mattina 28/01/2010 - Proton-M mette in orbita satellite militare Russo - Un razzo vettore 8K82KM Proton-M/Breeze-M, con a bordo un satellite militare Russo Raduga-1M (Globus), è decollato dalla rampa LC81 Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 3.18 ora di Mosca (le 1.18 ora italiana). Il satellite fornirà servizi di telecomunicazioni fra le truppe sul campo ed i comandi militari Russi e si posizionerà in orbita geostazionaria a 36.000 km sopra la Terra. Per poter immettere il satellite su questa orbita lo stadio superiore Breeze-M dovrà effettuare diverse accensioni durante nove ore di missione. Quello di oggi è stato il primo lancio Russo del 2010, il secondo lancio orbitale di successo del 2010.

Fonte: Itar-Tass


27/01/2010 - Oggi ricordiamo tutti i caduti sulla via dello spazio - Il 27 gennaio del 1967, sono trascorsi quindi ben 43 anni, avveniva la prima tragedia dello spazio. A bordo della capsula Apollo 1, durante un test sulla rampa di lancio, un incendio uccideva l'equipaggio composto da Edward White, Gus Grissom e Roger Chaffee. Vogliamo ricordare oggi tutti i caduti sulla via dello spazio. Abbiamo una pagina dedicata a questi moderni "eroi". Oltre a loro vorremmo inoltre anche ricordare tutti quelli che, anche dietro le quinte, hanno dato la loro vita per il sogno dell'uomo, conquistare lo spazio. Nel link sotto il sito NASA con il quale vengono ricordati gli astronauti americani deceduti. La NASA ricorderà gli astronauti caduti con una commemorazione ufficiale il 29 gennaio al Kennedy Space Center.

Fonte: NASA


L'equipaggio di STS-130 fotografato sulla rampa di lancio 39A durante i test del recente TCDT 27/01/2010 - E' ufficiale: STS-130 verrà lanciato il 7 febbraio - Durante la riunione FRR (Flight Readiness Review) svoltasi oggi al Kennedy Space Center, in Florida, i responsabili della NASA, assieme all'equipaggio ed alle squadre di supporto hanno confermato che è tutto pronto per la consegna del nodo Tranquillity e della Cupola alla Stazione Spaziale Internazionale. Il lancio della navetta Endeavour è stato fissato quindi per le 4.39 a.m. EST (le 10.39 ora italiana) del 7 febbraio. "Abbiamo rivisto tutti gli aspetti della navetta e della stazione spaziale... la preparazione in Florida si è svolta eccezionalmente bene," ha dichiarato Bill Gerstenmaier, amministratore associato per le Operazioni Spaziali, durante una conferenza stampa a seguito della FRR. "Questa è veramente una missione complessa... se date un'occhiata al press kit potrete apprezzare quello che verrà fatto sulla stazione." Anche il Program Manager della Stazione Spaziale Internazionale, Mike Suffredini si è detto d'accordo, "Questo è il principale obiettivo della missione - l'installazione e l'attivazione di questo modulo." Suffredini ha affrontato poi l'argomento del problema dei tubi per l'ammoniaca e di come i pezzi di ricambio sono stati ricostruiti e testati riuscendo a mantenere la data di lancio prevista. "La squadra ha avuto il grande merito di riuscire con questa soluzione ed averla attuata nel più breve tempo possibile." Mike Leinbach, direttore di lancio, ha aggiunto che, "Siamo in perfetta forma." ed ha aggiunto che i portelli di Endeavour verranno chiusi con otto/nove giorni di anticipo sul previsto e che le squadre stanno seguendo il programma standard. "Non ci sono problemi e siamo in grande forma." ha concluso Leinbach. Intanto sulla rampa 39A i tecnici hanno completato tutte le connessioni in preparazione del lancio di Endeavour mentre al Johnson Space Center della NASA a Houston il Comandante di STS-130, George Zamka ed il Pilota Terry Virtis hanno condotto una serie di voli con i loro jet T-38. Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio di Endeavour fotografato sulla cima della rampa 39A durante la recente simulazione di lancio TCDT.

Fonte: NASA


26/01/2010 - Spirit si ferma per sempre - Dopo sei anni di esplorazione senza precedenti sul pianeta rosso, il Mars Exploration Rover Spirit della NASA non è più un robot semovente. La NASA ha deciso di trasformare l'esploratore scientifico robotico in una piattaforma fissa per ulteriori studi di Marte. Infatti tutti i tentativi effettuati nei mesi scorsi per liberarlo dalla trappola di sabbia sono stati senza successo. Lo scopo principale degli scienziati e tecnici del JPL, nelle prossime settimane, sarà quello di posizionarlo per combattere il severo inverno marziano. Se Spirit sopravviverà all'inverno potrà proseguire nello studio scientifico dalla sua posizione finale. La missione potrebbe così proseguire per mesi o perfino anni. "Spirit non è morto; è soltanto entrato in un'altra fase della sua lunga vita," ha dichiarato Doug McCuistion, direttore del programma esplorativo di Marte al quartier generale della NASA a Washington. "Avevamo già detto al mondo lo scorso anno che i tentativi di liberare il robot avrebbero potuto non avere successo. Sembra proprio che la posizione attuale di Spirit su Marte sia il suo ultimo luogo di riposo." Dieci mesi fa, mentre Spirit stava viaggiando verso sud sul bordo occidentale di un basso plateau chiamato "Home Plate", le sue ruote avevano sfondato la sottile crosta ed erano affondate nella sabbia al di sotto. Tutti i tentativi di far uscire il rover da quella posizione non avevano avuto successo anche perchè non tutte le sei ruote erano funzionanti. Una prima ruota si era rotta nel 2006 mentre a novembre 2009 una seconda aveva smesso di funzionare regolarmente. Ora l'inverno imminente ha costretto ad un cambio di strategia. Nel luogo dove è bloccato Spirit, è metà autunno e l'inverno arriverà a maggio. L'energia solare comincia a calare e sarà insufficente per muovere le ruote già a metà febbraio. La squadra del rover utilizzerà l'energia rimasta per cercare di aumentare l'inclinazione del rover verso sud in modo da poter raccogliere il massimo dei raggi solari. Se necessario si cercherà di affondare le ruote ancora più nella sabbia pur di aumentare di qualche grado l'inclinazione. Con l'angolo che ha in questo momento potrebbe non essere sufficiente ad avere abbastanza energia per comunicare con la Terra per tutto l'inverno marziano. Con l'inverno la temperatura scenderà e c'è bisogno di ogni bit di energia prodotta dai pannelli solari del rover per mantenere gli elementi elettronici critici riscaldati. Ma anche in posizione stazionaria Spirit prosegue la ricerca scientifica. "C'è tutta una serie di ricerche che possiamo svolgere anche con un veicolo stazionario quanto tutti gli anni che ha viaggiato," conferma Steve Squyres, ricercatore della Cornell University e capo scienziato per Spirit ed Opportunity, "La mobilità degradata non vuol dire che la missione finisce bruscamente. Avremo una transizione alla scienza stazionaria." Un tipo di ricerca può essere svolta soltanto stando fermi in un posto per diversi mesi e potrebbe permettere la soluzione dell'enigma se il nucleo di Marte è solido o liquido. Inoltre il braccio robotico di Spirit potrebbe ancora studiare la superficie dei dintorni per confermare la presenza di acqua mentre gli altri strumenti studierebbero come il vento muove le particelle di sabbia e controllerebbero l'atmosfera marziana. Spirit ed Opportunity sono atterrati su Marte nel gennaio 2004. Opportunity al momento si sta dirigendo verso il cratere Endeavour ed ha percorso oltre 19 km e trasmesso 133.000 immagini. Spirit ha percorso 7.730,24 metri.

Fonte: NASA/JPL


Immagine del booster Indiano s200 poco prima del test 25/01/2010 - Testato con successo booster Indiano - L'ISRO (Indian Space Research Organisation) ha condotto con successo un test statico del motore a propellente solido S200 al Centro Spaziale SDSC (Indian Space Research Organisation) a Sriharikota il 24 gennaio. Il successo di S200 segna il terzo più grande booster a combustibile solido del mondo, dopo gli RSRM dello Space Shuttle e i P230 di Ariane-5. Il booster S200 fornirà la spinta iniziale al nuovo veicolo di lancio Indiano GSLV-MkIII (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle Mark III) che si trova in fase di sviluppo avanzata per poter lanciare nello spazio satelliti per telecomunicazioni fino a 4 tonnellate di peso. Il booster S200 contiene 200 tonnellate di propellente solido suddiviso in tre segmenti. Il motore misura 22 metri di lunghezza e 3.2 metri di diametro ed è stato completamente sviluppato in India da ikram Sarabhai Space Centre, Thiruvananthapuram ed il Satish Shawan Space Centre (SDSC) di Sriharikota con la partecipazione di industrie Indiane. S200 deriva da precedenti booster sviluppati dalla ISRO per i veicoli di lancio e la preparazione dei segmenti è stata effettuata nell'impianto SPP (Solid Propellant Plant) del SDSC di Sriharikota. Durante il test il booster è stato acceso per 130 secondi ed ha generato picchi di spinta di circa 500 tonnellate, esattamente quanto previsto. Quasi 600 parametri sono stati monitorati durante il test ed i dati iniziali confermano le normali performance. Il test di oggi di S200 è una pietra miliare nel programma del motore a razzo a combustibile solido della ISRO ed un passo vitale nello sviluppo del vettore GSLV Mk III. Nella foto (Credit:ISRO) il booster s200 appena prima del test di accensione.

Fonte: ISRO


22/01/2010 - La NASA estende internet nello spazio - Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno ricevuto uno speciale aggiornamento software questa settimana, un accesso personale ad Internet ed al World Wide Web attraverso una connessione senza filo dell'ultima generazione. L'Ingegnere di Volo di Spedizione 22 T.J. Creamer ha utilizzato il nuovo sistema venerdì per la prima volta quando ha postato il suo primo messaggio twitter con il suo account @Astro_TJ dalla stazione spaziale. I precedenti messaggi twitter effettuati dallo spazio erano infatti sempre inoltrati dal personale di supporto a Terra che postavano sull'account dell'astronauta su Twitter. Quello che segue è il testo tradotto del primo messaggio in diretta dall'astronauta T.J. Creamer. "Salve a tutto l'universo di twitter! Ora sono in diretta a trasmettere dalla Stazione Spaziale Internazionale - è la prima volta che un messaggio Twitter arriva dallo spazio! :) Altre notizie presto". Questo personale accesso alla rete, chiamato Crew Support LAN, raccoglie i vantaggi dei contatti delle comunicazioni esistenti da e per la stazione e fornisce agli astronauti la capacità di navigare su internet ed utilizzare la rete. Il sistema fornirà agli astronauti un miglioramento delle comunicazioni private e questo contribuirà a migliorare la qualità della vita in missioni di lunga durata aiutando a limitare l'isolamento dentro un sistema chiuso. Durante i periodi con i quali le comunicazioni fra la stazione e la Terra sono effettuate utilizzando il sistema ad alta velocità in banda Ku l'equipaggio avrà un accesso remoto ad internet attraverso i computer terrestri. L'equipaggio potrà visualizzare lo schermo del computer terrestre utilizzando un pc portatile che si trova a bordo della ISS e potrà interagire con esso in modalità remota con la loro tastiera. Gli astronauti dovranno seguire le stesse linee guida di tutti gli impiegati governativi sulla Terra. Oltre a questa nuova capacità l'equipaggio potrò continuare ad avere posta elettronica ufficiale, telefonate con protocollo internet e limitate capacità di videoconferenza. Per seguire gli aggiornamenti con Twitter di Creamer e due dei suoi colleghi, il Comandante della ISS Jeff Williams e Soichi Noguchi visita il sito: http://twitter.com/NASA_Astronauts

Fonte: NASA


Immagine della Soyuz TMA-16 durante la manovra di oggi 21/01/2010 - Una Soyuz con due cosmonauti effettua manovra alla ISS - La capsula Soyuz con due cosmonauti dell'equipaggio di Spedizione 22 ha effettuato con successo uno spostamento da un boccaporto ad un altro della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo un breve viaggio orbitale. Il portavoce del Centro Controllo Missione fuori Mosca, Valery Lyndin, ha detto alla Itar-Tass che "Alle 13.24, ora di Mosca (le 11.24 ora italiana), il cosmonauta Russo Maxim Suraev ha agganciato in manuale la Soyuz TMA-16 al boccaporto di attracco del modulo Poisk (MIM-2)." Il comandante della Spedizione 22, Jeff Williams, ha aiutato Suraev a controllare il lavoro dei sistemi di bordo della nave spaziale durante il riaggancio dal modulo di servizio Zvezda. "La manovra è stata condotta in modo normale," ha confermato Lyndin. Il modulo Zvezda è stato liberato dalla Soyuz per dare spazio all'attracco con il veicolo automatico cargo Progress il cui lancio dal cosmodromo di Baikonur è previsto per il prossimo 3 febbraio. In questo modo per effettuare le manovre di correzione d'orbita potranno essere utilizzati i motori del modulo di servizio. La manovra è durata circa 20 minuti e mentre Suraev e Williams conducevano il breve volo fino a Poisk, gli Ingegneri di Volo Oleg Kotov, T.J Kramer e Soichi Noguchi osservavano la manovra dall'interno riprendendo l'attività attraverso foto-documentazione. Il 14 gennaio scorso Surev e Kotov avevano preparato Poisk per lo spostamento della Soyuz e per futuri agganci durante la prima attività extraveicolare della missione di Spedizione 22, rimanendo all'esterno per 5 ore e 44 minuti. Sabato l'Ingegnere di Volo T.J. Kramer e Williams utilizzeranno il braccio robotico Canadarm2 per riposizionare il Pressurized Mating Adapter-3 dal lato sinistro del nodo Unity al lato che guarda lo spazio del nodo Harmony. Questa operazione lascerà libera la strada per l'installazione del nodo costruito dall'Italia, Tranquillity, che verrà consegnato dalla navetta spaziale Endeavour e dall'equipaggio di STS-130 in febbraio. Tranquillity è un modulo pressurizzato che fornirà ulteriore spazio per i molteplici sistemi di supporto vitale della stazione. Attaccato al nodo si trova la Cupola, una specie di postazione di lavoro fornita di sei finestre su tutti i lati ed una sul tetto. Oltre ai preparativi per il riposizionamento della Soyouz l'equipaggio ha svolto anche alcune attività di osservazione terrestre e fotografia e fra i siti selezionati vi erano anche le aree di Haiti colpite dal disastro. Intanto il sistema di riciclo dell'acqua della stazione è stato temporaneamente sospeso. Fino a questa settimana il sistema di riciclo della stazione (Water Recovery System) era capace di ottenere acqua dall'umidità dell'atmosfera della stazione sebbene il sistema di riciclo delle urine non funzionasse. Ma questa settimana il WPC è stato spento a causa di un blocco nel suo impianto idraulico. Nel frattempo l'equipaggio è stato costretto ad utilizzare l'acqua dalle sacche per alimentare il sistema di generazione dell'ossigeno (Oxygen Generation System), la toilette ed il distributore di acqua da bere. Una pompa di ricambio ed un nuovo filtro verranno istallati durante l'imminente missione dello shuttle con i quali il distillatore di acqua potrà tornare a funzionare e verrà protetto da ulteriori blocchi. In aggiunta un nuovo Distillation Assembly è previsto per l'invio, sempre con la missione STS-130, e ci si attende che possa ripristinare il riciclo delle urine. Nella foto (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-16 durante l'operazione di rilocazione effettuata oggi.

Fonte: Itar-Tass - NASA


21/01/2010 - Per ora Phoenix non risponde... - La sonda della NASA orbitante attorno a Marte, Mars Odyssey, ha completato tutti e 30 i sorvoli del sito di atterraggio del Phoenix previsti fra il 18 ed il 21 gennaio e nessun messaggio è giunto dal lander. Ulteriori campagne di ascolto sono previste per febbraio e marzo. Il sito di atterraggio di Phoenix riceverà più luce solare durante questi periodi, ma il lander difficilmente sarà capace di svegliarsi dopo le difficili condizioni di un inverno marziano per il quale non era stato preparato. Phoenix ha operato su Marte nel 2008 due mesi più a lungo dei tre, originariamente previsti .

Fonte: NASA


Immagine della presenza di metano nell'atmosfera di Marte 18/01/2010 - L'ESA prepara ExoMars - L'ESA e la NASA hanno invitato gli scienziati di tutto il mondo a proporre strumenti per la loro missione congiunta diretta a Marte, l'ExoMars Trace Gas Orbiter. Previsto per il lancio nel 2016 il veicolo spaziale focalizzarà il suo studio sulla comprensione dei rari costituenti dell'atmosfera, incluso il misterioso metano che potrebbe indicare segni di vita su Marte. Stabilire se la vita è esistita o è ancora attiva su Marte oggi, è uno dei grandi enigmi scientifici dei nostri tempi. Entrambe le missioni nel programma ExoMars cercheranno di raggiungere questo importante obiettivo. La prima sonda è la Trace Gas Orbiter che l'ESA costruirà e la NASA lancerà verso Marte. Oggi entrambe le agenzie spaziali hanno emesso un Annuncement of Opportunity che invita gli scienziati a proporre strumenti che possano essere imbarcati sulla missione. Le proposte saranno valutate e le squadre vincitrici potranno costruire gli strumenti. Un team di definizione degli strumenti ha identificato un modello di carico utile basato sulla corrente tecnologia, ma trasformare un disegno tecnico in realtà è ora il lavoro per la comunità scientifica. "Siamo aperti a tutte le proposte di strumenti che possano aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi scientifici" ha detto Jorge Vargo, capo scienziato del Progetto EsoMars di ESA. La priorità di questa missione è di mappare le tracce di gas nell'atmosfera di Marte, distinguendo le varie concentrazioni chimiche anche solo di alcune parti per miliardo. Di questi gas uno in particolare attrae una speciale attenzione: il metano. Scoperto su Marte nel 2003 appare come essere un possibile "marcatore biologico" di un gas che viene prodotto rapidamente da attività biologica. Comprendere da dove viene il metano, se dalla vita o da processi di attività geologica e vulcanica, ha la precedenza. "Il metano è il perno attorno al quale ruota tutta la ricerca scientifica di questa missione marziana," prosegue Vargo. Aggiungiamo al mistero che il metano è stato trovato in tre zone concentrate su Marte e che scompare molto più rapidamente dall'atmosfera di quanto gli scienziati si aspettavano. Questo punto sconosciuto del meccanismo di distruzione è molto più potente di ogni altro conosciuto sulla Terra. Questo fatto potrebbe anche indicare che il processo di crazione del metano è molto più veloce e che ha prodotto quindi una grande quantità di questo gas. Nell'immagine (Credit:NASA) la concentrazione, in rosso, di metano nell'atmosfera di Marte

Fonte: ESA


18/01/2010 - Gli astronauti di STS-130 arrivano al KSC - Il nodo Tranquillity è stato trasferito alla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center durante la notte arrivando alle 3.00 a.m. EST (le 9 ora italiana). I tecnici oggi hanno installato uno degli ultimi moduli destinati alla Stazione Spaziale Internazionale nel vano di carico della navetta Endeavour in preparazione per il lancio della missione STS-130. Intanto i sei astronauti della missione STS-130 sono volati al KSC per il loro TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test) e il relativo addestramento. Gli Specialisti di Missione Behnken e Patrick sono già arrivati sulla pista Shuttle Landing Facility del Kennedy. Il resto dell'equipaggio di STS-130 giungeranno al KSC verso le 5.30 p.m. EST (le 23.30 ora italiana) dopo aver fatto una breve sosta a Mobile, Alabama.

Fonte: NASA


17/01/2010 - Anche il sistema satellitare SkyMed fornisce immagini del sisma di Haiti - La costellazione italiana di satelliti radar COSMO-SkyMed ha acquisito il 14 gennaio una prima immagine Spot (ad alta risoluzione) della capitale di Haiti Port-au-Prince. Sono allora state pianificate altre acquisizioni per ottenere elementi utili alla valutazione degli effetti del sisma nella zona interessata. Infatti il 17 gennaio è stata distribuita da ASI una nuova mappa ILU (Interferometric Land use modified) con gli elementi in rosso che mostrano aree con una grande differenza nell'effetto di backscattering tra le riprese effettuate prima e dopo l'evento e che potrebbero essere aree che sono state danneggiate dal terremoto. In copertina ed al link indicato potrete vedere l'immagine descritta.

Fonte: ASI


Immagine del lancio del vettore Cinese Lunga Marcia 3C con il terzo satellite della costellazione Beidou 16/01/2010 - E' Cinese il primo lancio orbitale del 2010 - La Cina ha lanciato con successo un satellite in orbita decollato dal Xichang Satellite Launch Center situato nella provincia Sichuan. Il decollo è avvenuto alle 0.12 a.m. di domenica 17 gennaio ora di Pechino (le 17.12 ora italiana di sabato 16 gennaio) con un razzo vettore Lunga Marcia 3C ed il satellite è stato immesso in orbita geostazionaria. Il satellite, Beidou-2 (COMPASS G1), andrà ad unirsi ai primi due già in orbita. Una volta completata la costellazione di satelliti Beidou (o COMPASS) sarà composta di ben 35 satelliti che potranno fornire un ausilio alla navigazione globale entro il 2020. Intanto già nel 2012 i satelliti in orbita potranno coprire le zone di Asia e Pacifico. Il sistema COMPASS fornirà sia servizi gratuiti che a pagamento. Il sistema gratuito avrà una risoluzione di 10 metri per la posizione, un'accuratezza di 10 nanosecondi per il segnale orario e 0.2 metri al secondo per la misura della velocità. I servizi a pagamento potranno invece fornire servizi ancora più precisi. La Cina ha iniziato a creare un proprio sistema di navigazione, per rompere la dipendenza dal sistema GPS degli Stati Uniti, nel 2000 quando ha inviato in orbita due satelliti per sperimentare il sistema Beidou. Con il sistema Beidou, la prima generazione di satelliti di navigazione e posizionamento la Cina diventa il terzo Paese al mondo, dopo USA e Russia, ad avere un sistema indipendente di navigazione satellitare. Il sistema Beidou originale ha svolto un ruolo regionale importante per i trasporti, le telecomunicazioni ed il soccorso per le calamità naturali ed ha giocato un ruolo di primo piano specialmente nelle Olimpiadi di Pechino e nella fase del terremoto di magnitudine 8.0 nel Wenchuan. La Cina ha iniziato ad aggiornare il sistema Beidou con la seconda generazione di satelliti inviati in orbita rispettivamente nel 2007 e 2009. Quello di oggi è stato il primo lancio orbitale mondiale del 2010.

Fonte: Xinhuan news


Foto satellitare fornita dal programma internazionale The Chart e che mostra Port-au-Prince, la capitale di Haiti appena dopo il disastroso sisma 15/01/2010 - Prime mappe satellitari del terremoto di Haiti - Un terremoto di magnitudine oltre la 7.0 della scala Ritcher ha colpito la capitale di Haiti, Port-au Prince lo scorso 12 gennaio causando morte e distruzione. La scossa principale è stata seguita da diverse altre con magnitudine oltre la 5.0. Un terremoto così potente può rendere le mappe correnti completamente inutili e causare un'ulteriore rischio per le squadre di soccorso sul territorio. Le immagini della Terra ottenute dai satelliti possono aiutare gli sforzi dei soccorritori fornendo una vista aggiornata del territorio e delle infrastrutture colpite. A seguito dell'evento le autorità della protezione civile Francese, il Public Safety del Canada, la American Earthquake Hazards Programme della USGS (United States Geological Survey) e la missione di stabilizzazione dell'ONU ad Haiti hanno richiesto dati satellitari dell'area all'organismo internazionale International Charter on ‘Space and Major Disasters’. L'iniziativa, conosciuta come "The Charter" (La Carta) permette di fornire dati satellitari gratuiti per qualsiasi zona colpita da disastri nel mondo. Per poter rispondere ai requisiti delle squadre di soccorso che operano ad Haiti c'è bisogno di immagini in altissima risoluzione sia nell'ottico che con sensori radar. Attraverso The Charter la comunità spaziale internazionale può acquisire le immagini satellitari nel più breve tempo possibile. Al momento i dati sono forniti da numerosi satelliti che includono il Giapponese ALOS, lo SPOT-5 del CNES Francese, gli Statunitensi WorldView e QuickBird, il Canadese RADARSAT-2 e gli Europei ERS-2 e Envisat dell'ESA. Grazie a questo meccanismo internazionale la prima mappa satellitare aggiornata si è resa disponibili alle squadre di soccorritori entro 24 ore dal sisma. Assieme ad ESA e CNES il programma The Charter, fondato nel 2000, ha al momento dieci membri: l'Agenzia Spaziale Canadese (CSA), l'Organizzazione Indiana di Ricerca Spaziale (ISRO), l'Amministrazione degli Stati Uniti per gli Oceani e l'Atmosfera (NOAA), l'Agenzia Spaziale Argentina (CONAE), l'Agenzia di Esplorazione Aerospaziale del Giappone (JAXA), il Centro Spaziale Nazionale Britannico/Costellazione Monitoraggio Disastri (BNSC/DMC), la Sorveglianza Geologica degli Stati Uniti (USGS) e l'Amministrazione Spaziale Nazionale della Cina (CNSA). Nella foto (Credit: ESA) la prima mappa di Port-au-Prince appena dopo il sisma del 12 gennaio.

Fonte: ESA


Una immagine dei due cosmonauti di Spedizione 21 durante l'EVA avvenuta attorno al nuovo modulo Poisk 14/01/2010 - Prima EVA di Spedizione 22 sulla ISS - Gli Ingegneri di Volo Oleg Kotov e Max Suraev hanno completato la prima attività extraveicolare di Spedizione 22 alle 10.49 a.m. EST (le 18.49 ora italiana). Durante l'EVA i due cosmonauti hanno preparato il Mini-Research Module 2, conosciuto come Poisk, per futuri agganci di veicoli russi. Suraev ed il Comandante Jeff Williams saranno i primi ad utilizzare il nuovo boccaporto di attracco quando sposteranno la loro Soyuz TMA-16 dal boccaporto anteriore del modulo di servizio Zvezda il prossimo 21 gennaio. Quella di oggi era la terza EVA di Kotov che ne aveva compiute due nel 2007 come Ingegnere di Volo di Spedizione 15 e si è trattato della prima per Suraev. Durante la settimana Kotov e Suraev hanno completato una varietà di compiti in preparazione della passeggiata spaziale incluso la sistemazione delle tute spaziali, condurre una manutenzione ordinaria delle tute spaziali, configurare l'equipaggiamento da utilizzare per l'EVA e condurre un controllo finale. Intanto al Kennedy Space Center della NASA in Florida proseguono i preparativi per l'imminente lancio della navetta spaziale Endeavour diretta alla stazione spaziale. Uno dei principali obiettivi della missione STS-130/20A è la consegna e l'attivazione del nuovo modulo Tranquillity. Per poter attivare il modulo i compiti principali sono l'installazione di quattro tubature flessibili che connetteranno Tranquillity al sistema di raffreddamento della stazione. Durante uno dei test finali avvenuti presso il costruttore in California il 7 gennaio una di queste tubature ha avuto una rottura. Martedì i responsabili della stazione hanno deciso di proseguire i preparativi verso il lancio del 7 febbraio con la missione al completo. E' stato selezionata un'alternativa assemblando assieme tubi più corti, che erano stati precedentemente certificati e testati per il loro uso sulla stazione, come tubazioni principali. Inoltre sono stati accelerati lo sviluppo di un nuovo set di tubazioni flessibili da utilizzare in caso che un altro problema si manifesti con il sistema primario.

Fonte: NASA


13/01/2010 - Il secondo ATV in preparazione - "Johannes Kepler", il secondo veicolo spaziale europeo automatico cargo (ATV - Automated Transport Vehicle) destinato a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è attualmente nelle fasi di test funzionali dopo che l'unità è stata integrata interamente nella sede della Astrium a Bremen, in Germania. I preparativi per i test finali del sistema stanno procedendo a piena capacità. La data di consegna di "Johannes Kepler" è prevista per il novembre 2010. Astrium è responsabile sia dello sviluppo che della produzione degli ATV su incarico dell'ESA (European Space Agency). Kepler è il secondo veicolo costruito sui cinque previsti dal contratto fra la Astrium e l'ESA. Lo scopo dei test è di verificare la funzionalità e la preparazione non solo dei componenti hardware ma anche del software di volo. Questo ultimo è responsabile per l'intera gestione della missione in particolare la fase delicata ed altamente precisa delle fasi completamente automatiche di attracco alla ISS. "Johannes Kepler" verrà inviato allo Spazioporto di Kourou in Guyana Francesce nel secondo quarto del 2010. Una volta giunto al sito di lancio il veicolo questo verrà interfacciato con il lanciatore Ariane. Prima di questo ATV-002 verrà sottoposto ad un'altra serie di test prima di essere installato su Ariane 5. "Se tutto andrà come previsto saremo capaci di lanciare la nostra seconda missione verso la ISS nel novembre 2010" conferma il Dottor Michael Menking, Vice Presidente e capo della Orbital Systems and Exploration della Astrium. Entro il 2015 la Astrium dovrà produrre altri tre veicoli ATV per ESA. In una tipica missione la capacità massima di ATV è di circa 7 tonnellate comprendenti cibo, acqua, aria, esperimenti e combustibile per rifornire la stazione. Il primo ATV - Jules Verne - viaggiò con successo verso la ISS nel 2008. Come parte degli studi ESA l'Astrium sta effettuando delle ricerche su un Veicolo di Rientro Avanzato (ARV - Advanced Re-entry Vehicle) basato sulla tecnologia di ATV. Questo ARV permetterebbe di far rientrare sulla Terra esperimenti e materiale. Ci sono buone ragioni per questa linea di sviluppo dato che la capacità di far rientrare sulla Terra materiali dalla stazione spaziale verrà fortemente limitato una volta che gli americani cesseranno i voli shuttle nel 2010. Dopo questo il solo veicolo disponibile per trasportare materiali ed equipaggio su e giù dalla ISS sarà la capsula Russa Soyuz.

Fonte: EADS Astrium

13/01/2010 - La Russia svilupperà un veicolo spaziale nucleare - Il governo Russo ha pianificato diversi milioni di dollari per sviluppare un veicolo spaziale propulso dall'energia nucleare. La proposta è l'unica che potrebbe rendere possibile un viaggio umano su Marte. Circa 600 milioni di dollari verrebbero spesi nello sviluppo dell'astronave con il suo motore nucleare che gli permetterebbe di entrare in orbita senza altre sorgenti di energia. Andrey Ionin, un esperto di ricerca spaziale, dice che il progetto è aperto a collaborazioni multilaterali. "Un progetto su larga scala come un volo verso Marte non può essere intrapreso da un singolo paese, nemmeno dagli Stati Uniti." Nota Ionin. "Se la Russia contriburà con questa tecnologia ad un progetto spaziale globale, si tratterà di un grande contributo. Questo è un grande progetto. Nessuno ha mai fatto una cosa del genere e questo renderebbe la Russia un partner di primo piano in questa impresa veramente universale." Yury Karash, un altro esperto spaziale, si unisce all'entusiasmo di Ionin per i significato del progetto. Egli dice che "La Russia ha buone possibilità di essere il primo paese di effettuare una spedizione senza atterraggio su Marte entro i prossimi 12-14 anni se verranno forniti adeguati fondi per il progetto." Sia gli Stati Uniti che la Russia hanno delle esperienze passate con veicoli alimentati da energia nucleare avendo lavorato su vari progetti negli anni dal 1950 al 1960. Sebbene aver raccolto alcuni successi i progetti vennero abbandonati. Nel frattempo gli scettici avvisarono sui possibili rischi del progetto facendo riferimento ai tragici incidenti passati come il disastro del Columbia nel 2003. La principale causa dei rischi sono basati sulla possibilità che un veicolo con un motore nucleare abbia un incidente e ricadendo sulla Terra possa produrre le conseguenze simili a quelle del disastro di Chernobyl. Le radiazioni potrebbero essere un grosso problema ma altre minaccie spaziali potrebbero essere più pericolose. Anatoly Koroteev, capo del nuovo programma di veicolo spaziale, dice che l'energia nucleare potrebbe proteggere il nostro pianeta dagli asteroidi. "Abbiamo sentito parlare di missioni nello spazio profondo come un volo sulla Luna, Marte o gli altri pianeti. Ma questa nuova tecnologia potrebbe essere utilizzata per risolvere altre sfide come quella di proteggere la Terra dagli asteroidi. Fino a poco tempo fa nessuno prendeva questa minaccia sul serio ma è chiaro che non si tratta di una barzelletta, specialmente dopo la scoperta di Apophis, l'asteroide che potrebbe colpire la Terra nel 2036" afferma Anatoly Koroteev, Direttore del Keldysh Research Center. I progetti dell'astronave dovrebbero essere pronti per il 2012 mentre un modello dovrebbe essere sviluppato per il 2018.

Fonte: Roscosmos

Spaccato della possibile conformazione interna di Encelado 12/01/2010 - Novità su Encelado - La sonda Cassini ha ripreso Encelado, la luna di Saturno, mentre espelle dalla superficie lava di ghiaccio caldo proveniente dal mantello. Questi getti di grandi dimensioni osservati nelle regioni del Polo Sud rappresentano l’ultimo atto del tumultuoso e rarissimo processo di ricambio della crosta lunare, come hanno spiegato Craig O'Neill, della Macquarie University di Sydney, e Francis Nimmo, planetologo dell’Università della California Santa Cruz, nella ricerca pubblicata questa settimana su Nature Geoscience. In base alle recenti osservazioni della missione ASI-ESA-NASA, partita 12 anni fa alla volta di Saturno, i ricercatori hanno elaborato un modello di moti convettivi che finalmente spiegherebbe molte stranezze di questo satellite, come la sua superficie deformata e le correnti di calore. Circa quattro anni fa lo spettrometro a infrarossi di Cassini rilevò infatti un flusso di calore gigantesco. Inoltre anche la datazione della crosta di Encelado si è rivelata un mistero per gli astrofisici a causa della grande variabilità: nell’emisfero nord alcuni crateri sembrano essersi formati più di 4 miliardi di anni fa, mentre la regione equatoriale avrebbe tra i 170 milioni e i 3,7 miliardi di anni. Le rocce al Polo Sud invece sarebbero molto più giovani, si sarebbero formate meno di 100 milioni di anni fa, alcune forse appena 500 mila anni or sono. Tutte queste anomalie si spiegherebbero con la nuova teoria per cui periodicamente parte del mantello interno di Encelado viene riciclato ed eruttato fuori attraverso bolle di ghiaccio leggero e caldo, mentre il ghiaccio freddo e pesante in superficie viene risucchiato all’interno della crosta. Questi forti moti convettivi, spiegano gli scienziati, potrebbero aver avuto ruolo anche nel plasmare la superficie di altri satelliti ghiacciati del Sistema Solare. Ma il fatto più sorprendente è che si tratta di fenomeni episodici: moti convettivi catastrofici di questo tipo durano circa 10 milioni di anni, intervallati da lunghi periodi di quiete che durerebbero da 100 milioni fino a 2 miliardi di anni. Encelado è stato attivo solo dall’1 al 10% della sua esistenza, e avrebbe riclicato in questo modo dal 10 al 40% della sua superficie. Gli autori hanno concluso che stiamo assistendo a una delle rare fasi di rifacimento del manto di Encelado. Nella illustrazione (Credit: JPL/NASA tradotta) il possibile meccanismo dei geyser di Encelado.

Fonte: ASI - JPL/NASA

12/01/2010 - Ultime opzioni per STS-130 Endeavour - Sulla rampa di lancio 39A al Kennedy Space Center in Florida, i tecnici proseguono nei preparativi prelancio con il carico dei propellenti alla navetta spaziale Endeavour. Il carico utile della missione STS-130, incluso il nodo costruito dall'Italia Tranquillity e la Cupola, la quale verrà attaccata ad uno dei portelli del nodo, verranno trasportati sulla rampa venerdì. Intanto gli ingegneri hanno fatto significativi progressi verso una soluzione del problema con uno delle quattro tubazioni di ammoniaca ad alta pressione che non hanno superato un test il 7 gennaio. Le quattro tubazioni verranno utilizzate per connettere Tranquillity al sistema di raffreddamento della Stazione Spaziale Internazionale dopo l'installazione effettuata dai memebri dell'equipaggio di Endeavour. I manager della NASA e della Boeing, il primo appaltatore della stazione, stanno lavorando simultaneamente su tre opzioni, una delle quali permetterebbe il lancio alla data prevista del 7 febbraio. Le opzioni includono la modifica dei tubi che non hanno superato i test creandone un secondo set utilizzando parti di ricambio che si trovano a Terra e destinate alla stazione, eseguendo una minima attività di Tranquillity senza l'attivazione del raffreddamento, che richiederebbe l'installazione dei tubi in un volo successivo oppure il rinvio dell'attivazione completa del nodo. I dirigenti della NASA stanno esamindano queste opzioni e la decisione verrà presa in questa settimana. Intanto al Johnson Space Center della NASA a Houston, in Texas, gli astronauti di STS-130 proseguono nelle simulazioni di attività extraveicolare nella piscina del Neutral Buoyancy Lab.

Fonte: NASA

Una ripresa microscopica del meteorite Nakhla 09/01/2010 - La NASA chiama Phoenix ma la sonda risponderà? - La sonda della NASA Mars Odyssey inizierà il prossimo 18 gennaio ad ascoltare per una possibile, benchè improbabile, trasmissione radio dal Phoenix Mars Lander che ha completato cinque mesi di studi del sito artico nel novembre 2008. Il lander alimentato ad energia solare ha funzionato due mesi più dei tre previsti durante l'estate al nord di Marte prima che il calo dell'lluminazione mettesse fine al suo lavoro. Fin da quel momento il sito di Phoenix ha attraversato l'autunno, l'inverno e parte della primavera. L'hardware del lander non era stato ideato per sopravvivere alle temperature estreme ed alla copertura ghiacciata dell'inverno artico marziano. Nel caso estremamente improbabile che Phoenix sia sopravvissuto all'inverno ci si aspetta che esegua le istruzioni programmate nel suo computer. Se il sistema sarà ancora operativo, una volta che l'energia generata dai pannelli solari sarà abbastanza il lander tenterà periodicamente di comunicare con ogni orbiter marziano disponibile nel tentativo di contattare la Terra. Durante ogni tentativo di comunicazione il lander utilizzerà alternativamente una delle due radio e delle due antenne disponibili. La Odyssey sorvolerà il sito di Phoenix circa 10 volte ogni giorno durante tre giorni consecutivi di ascolto questo mese e per campagne di ascolto più lunghe in Febbraio e Marzo. "Non ci aspettiamo che Phoenix sia sopravvissuta e quindi non ci aspettiamo di sentire niente. Ma, se Phoenix trasmette, Odyssey sarà lì ad ascoltare" dice Chad Edwards, capo ingegnere comunicazioni per il Programma Esplorativo di Marte al JPL della NASA a Pasadena, California. "Eseguiremo un numero sufficiente di contatti tramite Odyssey che, se non sentiremo niente da Phoenix, avremo un alto grado di sicurezza che il lander non è attivo." L'ammontare dell'illuminazione solare al sito di Phoenix è adesso circa la stessa che il lander aveva durante l'ultima trasmissione, il 2 novembre 2008, quando il Sole era al di sopra dell'orizzonte per circa 17 ore al giorno. I tentativi di ascolto proseguiranno fino a che il Sole sarà sopra l'orizzonte per tutte le 24.7 ore del giorno marziano alla latitudine del sito di atterraggio. Durante i tentativi più tardi di Febbario e Marzo la sonda Odyssey trasmetterà segnali radio che potrebbero potenzialmente essere ascoltati da Phoenix in ascolto passivo. Se Odyssey ascolterà Phoenix l'orbiter tenterà di agganciare il segnale e prelevare informazioni dello status del lander. Il compito principale sarebbe, a questo punto, determinare le capacità di Phoenix; informazioni che aiuterebbero la NASA a decidere i passi successivi. La sonda Mars Odyssey è gestita per la NASA dal JPL, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena ed è stata costruita dalla Lockheed Martin Space Systems di Denver. La missione Phoenix ha a capo Peter Smith della University of Arizona di Tucson con il progetto diretto dal JPL in partership con la Lockheed Martin. I contributi internazionali provengono dalla Canadian Space Agency; l'Università di Neuchatel, Svizzera; le Università di Copenhagen e Aarhus in Danimarca; il Max Planck Institute della Germania; il Finnish Meteorological Institute; e l'Imperial College di Londra. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona) della superficie marziana ripresa dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter, il rettangolo rosso contiene la sonda Phoenix come appariva lo scorso 6 gennaio 2010.

Fonte: JPL/NASA

Una ripresa microscopica del meteorite Nakhla 09/01/2010 - Tripla evidenza di vita su Marte ? - La squadra che ha scoperto indizi di vita marziana su un meteorite caduto in Antartide crede che, durante il 2010, utilizzando una strumentazione più avanzata su tre meteoriti marziani, sarà capace di provare definitivamente che alcune formazioni sono veri fossili di vita aliena sul Pianeta Rosso. Questa nuova informazione va ben oltre gli aggiornamenti rilasciati dalla NASA a novembre 2009 sulle segnature magnetiche di un tipo di batterio. "Non crediamo che abbiamo rigorosamente provato che c'è (o c'era) vita su Marte." dichiara Davis S. McKay, capo astrobiologo della NASA al Johnson Space Center (JSC). "Ma crediamo che siamo molto, molto vicini a provare che c'è o c'è stata vita lì" prosegue McKay in un'intervista rilasciata a Spaceflight Now. "La possibilità di vita su Marte è diventata un argomento scientifico di profonda importanza e di grande interesse pubblico," ha recentemente dichiarato Michael Meyer, lo scienziato senior per l'esplorazione di Marte del Quartier Generale della NASA, di fronte ad una sala piena di centinaia di scienziati al recente Congresso della American Geophysical Union tenutosi a San Francisco. Nella metà degli anni '90, quando la squadra del JSC trovò quello che venne interpretato come un fossile marziano all'interno di un meteorite rinvenuto vicino alle Allen Hills, in Antartide, era, in quel momento il solo esempio di fossile sospetto in un meteorite marziano. Ma il team, da quella data, ha triplicato il tipo di fossili chiamati "biomorphs" (sospetti fossili marziani) trovandone altri all'interno di due altri meteoriti marziani e ne hanno inoltre trovati ulteriori nel meterorite Allen Hills. Alcuni di questi nuovi indizi sono stati trovati all'interno di un meteorite caduto in Egitto e che si trovava al British Museum of Natural History di Londra da quasi 100 anni, dice McKay. "Nakhla", questo il nome del meteorite inglese, ha un'età che va dai 3.6 ai 1.4 miliardi di anni fa e ci mostra un pianeta con una vasta copertura di micro-organismi che erano in vita sotto la superficie di Marte. Marte a quel tempo era molto più caldo ed umido e con un'atmosfera più densa e le forme di vita più semplici hanno iniziato a formarsi anche sulla Terra nello stesso periodo. Per essere sicuri che un meteorite sia di provenienza marziana gli scienziati utilizzano i gas nobili intrappolati al suo interno ed le caratteristiche geologiche per confrontarli con le misurazioni dei gas marziani misurati sul posto dalle due sonde NASA Viking degli anni '70. Al momento sono circa 80 i meteoriti la cui provenienza è stata attribuita a Marte. Il terzo meteorite indiziato venne trovato nel 2000 dai Giapponesi, sempre in Antartide ed è stato chiamato "Yamato 593" ed anch'esso contiene segni di vita fossile simili a quelli dei meteoriti Allen Hills e Nakhla. "Ogni biologo a cui abbiamo mostrato le nuove immagini al microscopio dei meteoriti Nakhla e Yamato si sono detti in accordo con la conclusione che si tratti di resti microbiotici fossili" Conclude McKay. Inoltre tutti i campioni marziani hanno un aspetto quasi identico ai campioni di vita fossile ritrovati sulla Terra nel basalto del Fiume Columbia, nello stato di Washngton. Queste nuove scoperte avranno senza dubbio ripercussioni sulle missioni robotiche già sul Pianeta Rosso come Opportunity fino al prossimo rover, il Mars Sciences Laboratory "Curiosity" destinato a raggiungere Marte nel 2012. Nella foto (Credit: NASA) una ripresa al microscopio di Nakhla che mostrerebbe i resti fossili di vita marziana.

Fonte: estratto da SpaceflightNow

09/01/2010 - Proseguono i preparativi di Endeavour ma sorge un problema con Tranquillity - Al Centro Spaziale Kennedy in Florida i tecnici proseguono le attività di prelancio della navetta spaziale Endeavour con l'inizio del carico dei propellenti alla rampa 39A. Lo shuttle è ancora riparato dalle inusuali caratteristiche di freddo della costa della Florida con speciali riscaldatori e soffi di aria calda. Queste procedure permettono ai sistemi del veicolo spaziale di rimanere alla temperatura appropriata. Mentre la Stazione Spaziale Internazionale e le squadre dello shuttle si preparano al lancio di febbraio un connettore ad alta pressione di ammoniaca della linea di raffreddamento si è guastata durante un test eseguito giovedì. Quattro di questi tubi saranno utilizzati per connettere il nuovo nodo Tranquillity al sistema di raffreddamento della stazione e verranno installati ed attivati dagli spacewalker durante la missione STS-130. Le squadre proseguono il lavoro con l'obiettivo del lancio il 7 febbraio sebbene gli ingegneri stanno ricontrollando i dati del test e valutando se questo possa o meno avere conseguenze sulla missione dello shuttle. Le analisi proseguiranno per diversi giorni prima di sapere le decisioni dei responsabili della NASA e che potrebbero vedere, nella peggiore delle ipotesi, il rinvio del lancio di Endeavour.

Fonte: NASA

La roccia chiamata Marquette Island ripresa dal rover Opportunity su Marte 08/01/2010 - Opportunity studia una roccia vulcanica - Opportunity, il rover NASA che si trova su Marte e gemello di Spirit, ha studiato una roccia chiamata "Marquette Island". Questa roccia particolare potrebbe essere un meteorite caduto sul pianeta rosso oppure una roccia espulsa durante un'eruzione vulcanica. Il RAT (rock abrasion tool), lo speciale strumento posto sulla cima del braccio robotico, è stato utilizzato per scavare un buco di circa 1.5 millimetri di profondità in una zona della roccia ribattezzato "Peck Bay 2". Lo spettrometro a raggi X particelle alfa (APXS) ha misurato differenti valori rispetto a quelle osservati prima della grattatura. In base a questi risultati Opportunity trascorrerà ancora una settimana a Marquette Island per osservare in modo dettagliato Peck Bay 2. Opportunity ha completato la ripulitura del buco creato con il RAT ed ha permesso di confermare, con una ripresa a mosaico del Microscopic Image (MI), il successo dell'operazione. Opportunity ha inoltre proseguito con le misure APXS in differenti posizioni a Peck Bay 2. E' stato aperta la copertura dello spettrometro Mini-TES (miniature thermal emission spectrometer) nella speranza che lo specchio venisse ripulito dalla polvere. Al Sol 2117 (6 gennaio 2010) e quasi sei anni trascorsi su Marte, la produzione dei pannelli solari del rover è di 320 w/h con una opacità atmosferica (tau) di 0.438 ed un fattore di polvere nell'aria di 0.519. La distanza percorsa da Opportunity è in totale di 18.927 metri. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) la roccia chiamata Marquette Island ripresa dal rover Opportunity su Marte.

Fonte: NASA

07/01/2010 - Sistema Galileo, la UE fa importanti passi avanti - Antonio Tajani, Vice-Presidente della Commissione Europea per i Trasporti, ha annunciato oggi la prossima firma di tre dei sei contratti per le iniziali capacità operative del sistema Galileo. Questi contratti saranno segnati ufficialmente nelle prossime settimane fra l'ESA, con l'accordo della Comunità Europea, e le compagnie scelte. La Thales Alenia Space Italiana ha vinto la gara per i servizi dei sistemi di supporto, la OHB System AG della Germania i primi 14 satelliti della costellazione (che al completo sarà di 32 satelliti) e la Arianespace della Francia i servizi di lancio dei veicoli con i vettori Soyuz da Kourou. La fase di definizione e di sviluppo della parte di validazione in orbita del programma Galileo sono stati guidati dalla European Space Agency (ESA) e co-fondati dall'ESA e dalla Comunità Europea. La fase di piena operatività del programma Galileo è completamente finanziata dalla Commissione Europea. La Commissione e l'ESA hanno firmato un accordo con il quale l'ESA agisce come agente per la Commissione. Il programma Galileo sarà un sistema di posizionamento globale più avanzato del GPS americano e dovrebbe entrare in servizio nel 2014.

Fonte: ESA - Commissione Europea



Prima immagine di un campo stellato in infrarosso ripreso da WISE 07/01/2010 - WISE mostra la sua prima immagine. - WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer), della NASA ha catturato la sua prima immagine del cielo nella luce infrarossa. Lanciato lo scorso 14 dicembre, WISE osserverà l'intero cielo alla ricerca di milioni di oggetti nascosti, compresi gli asteroidi, stelle "fallite" e galassie potentissime. I dati di WISE serviranno per creare carte di navigazione per altre missioni come i telescopi spaziali Hubble e Spizter della NASA, permettendo di puntare agli obiettivi più interessanti. Una prima immagine all'infrarosso è stata ripresa appena dopo la rimozione della copertura del telescopio esponendo gli strumenti alla luce delle stelle per la prima volta. L'immagine mostra circa 3.000 stella nella costellazione Carina. L'immagine copre una porzione di cielo grande all'incirca tre volte la luna piena ed è stata presentata ieri alla 215esima conferenza della American Astronomical Society che si svolge a Washington. La zona è stata scelta perchè non contiene nessun oggetto celeste molto luminoso che avrebbe potuto danneggiare gli strumenti se osservato troppo a lungo. L'immagine è stata presa mentre il veicolo spaziale prendeva dei punti di riferimento nel cielo che verranno utilizzati per calibrare il sistema di puntamento. Quando le osservazioni di WISE inizieranno il veicolo potrà scansionare il cielo in continuo mentre orbita attorno alla Terra ed uno specchio interno controbilancia il suo movimento. Questo permette a WISE di riprendere un fotogramma congelato ogni 11 secondi con il risultato di avere milioni di immagini per l'intero cielo. Per poter captare la luminosità infrarossa di stelle e galassie il telescopio di WISE è raffreddato a circa 8 gradi sopra lo zero assoluto. La prima osservazione completa del cielo verrà compiuta in circa sei mesi seguita da una seconda scansione di metà del cielo prima che, nell'ottobre 2010, l'azoto liquido che mantiene gli strumenti al superfreddo sia evaporato. Nell'immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA) la zona della costellazione della Carina ripresa da WISE.

Fonte: NASA



Immagine del design generale del rover Indiano Chadrayaan 2 06/01/2010 - Endeavour sulla rampa per STS-130 - Al Kennedy Space Center in Florida la navetta spaziale Endeavour, posta sulla piattaforma di lancio mobile numero 2 (MLP2), ha iniziato il suo viaggio dal VAB (Vehicle Assembly Building) alla rampa di lancio 39A alle 4.13 a.m. EST (le 10.13 ora italiana). Dopo circa sei ore, alle 10.37 a.m. EST (le 16.37 ora italiana), ed aver percorso circa 5.5 km è stata assicurata alla rampa. Il viaggio è stato effettuato sopra l'enorme cingolato (crawler) che ha sopportato il peso di tutta la piattaforma mobile di lancio e dell'intero complesso Shuttle composto dall'orbiter Endeavour, il gigantesco serbatoio esterno ed i due booster a combustibile solido. Quello di oggi, il rollout alla rampa di lancio, è uno dei passi decisivi per l'imminente missione STS-130 che dovrà consegnare il nodo "Tranquillity" e la Cupola alla Stazione Spaziale Internazionale. A metà gennaio verranno installati questi importanti carichi all'interno del vano di carico dello shuttle. La riunione finale (FRR - light Readiness Review) per decidere la data di lancio verrà effettuata il 27 gennaio. Il lancio di Endeavour è previsto al momento per il prossimo 7 febbraio alle 4.39 a.m. (le 10.39 ora italiana). Nella foto (Credit: NASA) la navetta Endeavour in viaggio verso la rampa 39A.

Fonte: NASA



Immagine del design generale del rover Indiano Chadrayaan 2 05/01/2010 - La SpaceX si prepara al primo volo di un Falcon 9 - La squadra di SpaceX ha iniziato il 2010 con un test, eseguito il 2 gennaio e pienamente riuscito, di accensione, per la durata complessiva di 329 secondi, del secondo stadio del vettore Falcon 9 nel nuovo sito di prova del Texas. Si è trattato dell'ultima accensione richiesta prima del lancio e dopo il test il secondo stadio verrà imballato e spedito a Cape Canaveral, in Florida, entro la fine del mese. A seconda di come procederà l'integrazione del veicolo il lancio potrebbe avvenire da uno a tre mesi dopo. Nel corso delle ultime settimane altri progressi sono stati fatti con la fabbricazione del primo ugello di espansione del motore Merlin Vacuum composto di metalli resistenti alle alte temperature. Questo ugello maggiorato permetterà un maggior raffreddamento del motore permettendo un aumento delle performance. L'ugello di espansione misura 2.7 metri di altezza per 2.4 metri di diametro. Sono stati inoltre connessi fisicamente il primo ed il secondo stadio per mezzo di un interstadio - un cilindro di fibra di carbonio di 8 metri di altezza e 3.6 di diametro. Il sistema di sgancio fra il primo ed il secondo stadio è azionato da attuatori pneumatici al posto delle cariche esplosive utilizzate da tutti gli altri vettori. In questo modo il sistema è intrensicamente più sicuro permettendo anche di effettuare dei test prima del lancio. Sono stati eseguiti tutta una serie di test con varie situazioni di carico. L'interstadio inoltre ospita il paracadute per il recupero del primo stadio e sono stati eseguiti anche test per questa operazione oltre che quella per il recupero della capsula Dragon. Il 2009 è stato un anno importante per la SpaceX. In luglio è avvenuto il lancio riuscito del RazakSAT ed il Falcon 1 è diventato il primo razzo a combustibile liquido sviluppato da privati a mettere un satellite commerciale in orbita. Durante lo stesso mese il DragonEye - il sensore LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) - lanciato a bordo della missione STS-127 della navetta spaziale ha completo con successo il test di volo in preparazione della guida del veicolo Dragon all'avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale. Lo scorso anno è stato inoltre testato con successo il PICA-X, lo scudo termico ad alte prestazioni sviluppato in collaborazione con la NASA e che verrà utilizzato dal veicolo Dragon per il rientro sulla Terra. Inoltre il motore Merlin Vacuum ha dimostrato la più alta efficienza per un motore di razzo ad idrocarburi costruito negli Stati Uniti. La SpaceX ha inoltre firmato contratti con diversi clienti chiave come la CONAE (Argentina's National Commission on Space Activity), Astrium ed Orbcomm. Nella foto (Credit: SpaceX) il momento del test di accensione del secondo stadio del Falcon 9 per la durata complessiva prevista.

Fonte: SpaceX

Immagine del design generale del rover Indiano Chadrayaan 2 05/01/2010 - Seconda missione lunare per l'India nel 2013 - Il lancio della seconda missione lunare Indiana, Chandrayaan II, è previsto per i primi mesi del 2013, secondo quanto rivelato dal capo del progetto. Il progetto sta avanzando come previsto, ha dichiatato Mylswamy Annadurai, direttore del progetto Chandarayaan I e II della Indian Space Research organization ai giornalisti. Chandrayaan II, la seconda missione lunare, un progetto della durata di quattro anni nato da una collaborazione India-Russia è stato avviato dalla ISRO (L'Agenzia Spaziale Indiana) dopo il successo di Chandrayaan I. Il design del rover e dell'orbiter per la missione sono stati definiti e la fabbricazione inizierà a breve. Chabdrayaan II, una missione robotica, atterrerà sulla superficie lunare per effettuare tutta una serie di indagini chimiche, mineralogiche e mappatura foto-geologica della Luna per confermare le scoperte di Chadrayaan I. A differenza della prima missione lunare, Chadrayaan II non avrà 11 strumenti a bordo ma soltanto alcuni strumenti. Nella illustrazione (Credit: ISRO) il design generale del rover lunare.

Fonte: Spacedaily.com





Immagine non in scala dei tre obiettivi delle nuove missioni scientifiche: la Luna, Venere ed un asteroide 04/01/2010 - La NASA sceglie le tre missioni scientifiche finaliste - La NASA ha selezionato tre proposte come candidate alla prossima avventura spaziale dell'agenzia verso un altro corpo celeste nel nostro Sistema Solare. Il progetto finale verrà scelto a metà 2011 e potrebbe fornire una migliore comprensione della formazione della Terra e forse delle origini della vita sul nostro pianeta. Le missioni proposte sono una sonda diretta a studiare l'atmosfera e la crosta di Venere, il ritorno di campioni di suolo da un asteroide NEO (near-Earth ovvero di quelli che si avvicinano all'orbita terrestre) o un lander lunare che possa riportare campioni sulla Terra dal polo sud lunare per ulteriori studi. Gli studi per la scelta della finalista inizieranno entro l'anno e la missione selezionata dovrà essere pronta al lancio non pià tardi del 2018. Il costo della missione, escluso il veicolo di lancio, dovrà essere limitato a 650 milioni di dollari. Ognuna delle tre proposte finaliste riceverà circa 3.3 milioni di dollari nel 2010 per condurre un dettagliato studio della missione. Le tre proposte sono le seguenti: SAGE (Surface and Atmosphere Geochemical Explorer) diretta a Venere. Una sonda dovrebbe discendere all'interno dell'atmosfera, studiarne la composizione ed atterrare sulla superficie per poter studiare la crosta del pianeta con varie attrezzature. Con questa missione gli scienziati sperano di poter comprendere l'origine di Venere e perchè è così differente dalla Terra. Larry Esposito della University of Colorado in Boulder, è lo scienziato a capo del progetto. La seconda proposta è Osiris-Rex (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer) che dovrebbe effettuare un randez-vous ed entrare in orbita con un asteroide primitivo. Dopo estese misurazioni gli strumenti dovrebbero raccogliere circa 60 grammi di materiale della superficie da inviare verso la Terra. Il rientro dei campioni potrebbe permettere agli scienziati di meglio comprendere il quesito a lungo dibattuto sulla formazione del Sistema Solare e sull'origine delle complesse molecole necessarie per la vita. Michael Drake, della the University of Arizona in Tucson è lo scienziato a capo del progetto. Ed infine la terza proposta si chiama MoonRise (Lunar South Pole-Aitken Basin Sample Return Mission) e dovrebbe piazzare un modulo di atterraggio in un ampio bacino vicino al polo sud lunare e far ritornare sulla Terra circa 60 grammi di campioni della superficie per studio. La regione scelta si pensa sia composta da rocce provenienti dal mantello della Luna. I campioni potrebbero permettere di comprendere meglio la relazione Luna/Terra. Bradley Jolliff, della Washington University in St. Louis è lo scienziato a capo del progetto. Una volta selezionata la missione scelta questa diventerà la terza del programma New Frontier, la prima è stata la sonda New Horizons lanciata nel 2006 e diretta al sistema Plutone/caronte che raggiungerà nel 2015. La seconda missione del programma New Frontier è la sonda chiamata Juno diretta al sistema di Giove e che orbiterà attorno ai suoi poli ed il cui lancio è previsto per il 2011. Nella foto (Credit: NASA) una immagine non in scala dei tre obiettivi delle nuove missioni scientifiche: la Luna, Venere ed un asteroide.

Fonte: NASA


Immagine delle ruote di Spirit dopo l'ultimo tentativo di estrazione dalla sabbia 01/01/2010 - Spirit: sesto anniversario su Marte ma è incerto il suo futuro - Il rover della NASA Spirit sta per segnare sei anni di esplorazione scientifica senza precedenti domenica prossima ma l'imminente arrivo dell'inverno marziano potrebbe chiudere la carriera dell'amato robot. Spirit infatti era atterrato con successo sul Pianeta Rosso alle 8.35 p.m. PST del 3 gennaio 2004, mentre il suo gemello Opportunity era arrivato alle 9.05 p.m. del 24 gennaio 2004. I due rovers iniziavano la missione prevista di tre mesi ed invece avrebbero girovagato su Marte per sei anni terrestri o 3.2 anni marziani. Durante questo periodo Spirit ha scoperto evidenti tracce di un ambiente coperto di vapore e violento di un Marte antico molto differente dall'umido e acido passato documentato da Opportunity che operava con successo dall'altra parte del pianeta. Una trappola di sabbia ed una ruota guasta sono le sfide alla mobilità di Spirit che potrebbero impedire alla squadra della NASA di utilizzare una strategia di sopravvivenza per il rover. La squadra potrebbe infatti non essere in grado di posizionare i pannelli solari del rover orientati verso il Sole per immagazzinare abbastanza energia per sopravvivere al severo inverno marziano. Nove mesi fa le ruote di Spirit hanno rotto una sottile crosta di terreno e sono sprofondate nella sabbia sottostante. I tentativi di uscire da questa trappola di sabbia hanno smosso il rover. L'impossibilità di muovere tutte e sei le ruote hanno peggiorato la situazione. La ruota anteriore destra di Spirit non funziona dal 2006 e la sua ruota posteriore destra si è stallata un mese fa. Con sopresa la ruota anteriore destra ha ripreso a funzionare, sebbene ad intermittenza. Guidare con quattro o cinque ruote hanno prodotto dei piccoli progressi verso l'uscita dalla trappola di sabbia ma gli ultimi tentativi sembrano aver fatto affondare ancora di più le ruote nel suolo. "La nostra priorità principale della missione è quella di potersi muovere, se è possibile" ha detto Steve Squyres della Cornell University di Ithaca, N.Y., il capo scienziato per i rover. Se la mobilità non è possibile la priorità seguente è quella di aumentare l'angolazione del rover mentre Spirit è ancora in grado di generare ancora abbastanza elettricità per far girare le ruote. Spirit si trova nell'emisfero sud di Marte dove ora è autunno, e l'ammontare di sole giornaliero per alimentare i pannelli solari del rover sta diminuendo. Questo potrebbe costringere a cessare i tentativi di estrazione in gennaio, dipende da quanta energia rimane. L'inclinazione di Spirit, quasi cinque gradi verso sud, non è favorevole perchè il Sole invernale è basso nel cielo del nord. A meno che non possa essere aumentata l'inclinazione o la fortuna faccia spirare un vento che ripulisca dalla polvere i pannelli solari l'ammontare di raggi solari disponibili continuerà a diminuire fino a maggio 2010. A maggio quindi, o forse prima, Spirit potrebbe non avere più abbastanza energia elettrica per rimanere operativo. La squadra sta studiando strategie alternative per aumentare l'inclinazione anche se Spirit non fosse in grado di uscire dalla trappola di sabbia; come quella di provare a far affondare ancora di più le ruote sul lato nord. In febbraio la NASA farà il punto delle missioni su Marte, compreso Spirit, per il loro potenziale di costi contro i risultati scientifici per determinare come distribuire le risorse limitate. Intanto il team sta studiando ulteriori ricerche che uno Spirit possa eseguire anche in modo stazionario. "Spirit potrebbe proseguire anche significative ricerche da dove si trova," ha detto Ray Arvidson of Washington University in St. Louis, vice capo degli scienziati dei rover. "Possiamo studiare l'interno di Marte, monitorare le condizioni meteo e proseguire con l'esame degli interessanti depositi scoperti dalle ruote di Spirit." Nel 2004 Opportunity ha scoperto le prime prove mineralogiche che Marte ha avuto acqua liquida. Il rover ha completato uno studio di due anni del cratere del diametro di circa 800 metri chiamato Victoria ed ora si sta recando verso il cratere Endeavour, che si trova a circa 11 chilometri da Victoria. Fin dal suo atterraggio Opportunity ha viaggiato per oltre 17.6 km. ed inviato oltre 132.000 immagini. Nella foto (Credit:NASA/JPL-Caltech) le ruote anteriori di Spirit dopo l'ultimo tentativo di estrazione dalla sabbia.

Fonte: NASA


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