

In questa pagina troverete le notizie dal mondo dell'astronautica pubblicate da aprile a giugno 2010. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del motore di ricerca Google.

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30/06/2010 - Lanciato il Progress 38 verso la Stazione Spaziale - Il veicolo cargo ISS/Progress 38 (M-06M) è stato lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhistan il 30 giugno alle 11.35 EDT (le 17.35 ora italiana). Il cargo è previsto che attracchi alla Stazione Spaziale Internazionale alle 12.58 p.m. di venerdì (le 18.58 ora italiana). Il veicolo automatico è stato caricato con 2,5 tonnellate di rifornimenti per la ISS, incluso 870 kg. di propellente, 50 kg. di ossigeno, 100 kg. di acqua e 1.200 kg. di attrezzatura, pezzi di ricambio ed esperimenti. Per lasciare spazio al Progress 38 l'equipaggio di Spedizione 24 aveva riposizionato la Soyuz TMA-19 al modulo Rassvet lo scorso 26 giugno. Il Progress è simili nell'apparenza ed ha alcuni elementi dei veicoli Soyuz, che portano i membri dell'equipaggio alla stazione e serve come scialuppa di salvataggio mentre si trovano alla stazione e li riporta sulla Terra al termine della loro permanenza. Il modulo di coda, il modulo di propulsione e strumentazione, è quasi identico. Ma la seconda delle tre sezioni del Progress sono un modulo di riformimento e la terza, la parte superiore del Progress durante il lancio, è il modulo di carico. Sulla Soyuz il modulo di discesa, dove l'equipaggio è seduto durante il lancio ed al ritorno sulla Terra è il modulo centrale mentre il terzo è chiamato modulo orbitale. Quello di oggi era il 35esimo lancio orbitale del 2010, il 33esimo a concludersi con successo.
Fonte: NASA |
28/06/2010 - L'equipaggio della ISS sposta una Soyuz - In orbita sopra la Terra, tre membri della Spedizione 24 alla Stazione Spaziale Internazionale hanno cambiato di boccaporto oggi al veicolo spaziale Soyuz. La Soyuz sui è sganciata dal boccaporto retrostante del modulo di servizio Zvezda alle 3.13 p.m. EDT (le 21.13 ora italiana) con i più recenti membri giunti sulla stazione, gli Ingegneri di Volo Fyodor Yurchikhin, Doug Wheelock e Shannon Walker,a bordo. Yurchinkhin ha manovrato manualmente il veicolo verso la sua nuova posizione, il modulo Rassvet, dove ha attraccato con successo alle 3.38 p.m.. Questo è il primo attracco a Rassvet, che è stato consegnato alla stazione nel maggio scorso durante la missione STS-132 della navetta spaziale Atlantis. I direttori di volo avevano rinviato lo spostamento a causa di un guasto elettrico di un regolatore di energia remoto che controlla il movimento dei pannelli solari 4B del traliccio P4. Una volta che i pannelli sono stati riposizionati le operazioni sono continuate come previsto. Il volo e l'aggancio è stato effettuato in manuale perchè Rassvet non è ancora stato fornito dell'attrezzatura di attracco automatica Kurs. L'attrezzatura verrà installata durante una passeggiata spaziale da effettuarsi il 26 luglio da Yurchikhin e l'Ingegnere di Volo Mikhail Kornienko che equipaggeranno il modulo con il bersaglio di attracco, le connessioni elettriche, quelle dei dati ed i cavi Ethernet. Lo spostamento fa spazio per il veicolo cargo Progress ISS 38 (M-06M) che arriverà alla stazione venerdì. Il veicolo cargo verrà lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, mercoledì alle 9.35 p.m. ora locale (le 17.35 ora italiana). Il nuovo Progress è carico con oltre 2,5 tonnellate di rifornimenti per la ISS, incluso 870 kg. di propellente, 50 kg. di ossigeno, 100 kg. di acqua e 1.200 kg. di attrezzatura, pezzi di ricambio ed esperimenti. Intanto Kornienko, assistito dal Comandante Alexander Skvortsov, ha effettuato una sessione di esperimenti Russi Pilot-M. L'esperimento Pilot-M controlla le prestazioni di pilotaggio con una simulazione con un computer portatile entro un tempo limite e studia le risposte del cosmonauta sotto condizioni di stress. L'Ingegnere di Volo Tracy Caldwell Dyson ha trascorso del tempo analizzando i campioni di acqua ottenuti con il sistema di recupero dell'acqua (Water Recovery System) dell'avamposto orbitale. Nella foto (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-19 durante lo spostamento da un boccaporto all'altro avvenuto oggi.
Fonte: NASA |
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27/06/2010 - Ariane 5 decolla al secondo tentativo - La missione di Arianespace V-195 con i satelliti Arabsat-5A e COMS è stata effettuata con successo dopo il decollo di un razzo vettore Ariane 5 ECA dallo Spazioporto dell'Europa, posto a Kourou nella Guyana Francese, avvenuto alle 21.41 GMT (le 23.41 ora italiana) di sabato. Il carico utile al decollo di questa notte era approssimativamente di 8.390 kg. con i due veicoli spaziali che sono stati rilasciati nelle rispettive orbite circa 32 minuti dopo il decollo. Si è trattato del 37esimo lancio conclusosi con successo per il vettore europeo. Un primo tentativo di lancio il 24 giugno scorso era stato interrotto a pochi secondi dal via per un'anomalia riscontrata nel sistema di pressurizzazione del primo stadio criogenico del vettore. Il veicolo di lancio ed i due satelliti erano stati messi immediatamente in modalità di stand-by ed erano stati portati in condizioni di sicurezza. Dopo un'analisi del problema dell'atipica pressurizzazione del motore criogenico principale da parte dei tecnici di Arianespace il vettore era stato preparato nuovamente al lancio fissato per il 26 giugno con una finestra di lancio che si protraeva dalle 6.41 p.m. alle 7.52 p.m. locali della Guyana Francesce. I due satelliti portati in orbita oggi sono l'Arabsat-5A che trasmetterà segnali televisivi, telefonia ed internet per il mercato Arabo ed è stato costruito dalla Astrium e dalla Thales Alenia. Il satellite è basato sul modello Eurostar E3000 ed è fornito di 26 trasmettitori in banda C e 24 in banda Ku con una vita operativa prevista di 15 anni. Il satellite verrà posizionato a 30,5 gradi Est e coprirà con i suoi servizi buona parte dell'Africa, l'Asia Centrale ed il Medio Oriente. La società che lo gestirà, la Arabsat, ha sede a Rijadh, in Arabia Saudita e possiede un gruppo di satelliti con i quali raggiunge milioni di case in oltre 100 paesi. COMS invece è un satellite della Corea del Sud e funzionerà per diverse applicazioni. Il satellite sperimenterà comunicazioni in banda Ku, fungerà da osservatorio meteorologico e studierà gli oceani ed il sistema ecomarino per l'industria della pesca. La Astrium ha costruito il satellite per la Korea Aerospace Research Institute ed è basato sulla piattaforma Eurostar E3000 con vita operativa di circa 10 anni. Quello di oggi è stato il 34esimo lancio orbitale del 2010, il 32esimo conclusosi con successo.
Fonte: Arianespace |
25/06/2010 - Gli astronauti di STS-130 in Italia - Quattro mesi fa orbitavano a circa 340 km di distanza dalla superficie terrestre per istallare sulla Stazione Spaziale Internazionale il Nodo3 (Tranquillity) e la Cupola, gli ultimi due ‘gioielli’ del Made in Italy per lo Spazio. Adesso sono qui, invitati proprio dall'Agenzia Spaziale Italiana. Nicholas Patrick, Kay Hire e Terry Virtis, tre dei sei membri della missione STS-130 (nella foto a sinistra, la crew al completo) conclusasi lo scorso 22 febbraio, atterreranno in Italia il 28 giugno e ci resteranno fino al 2 luglio. Prima destinazione Torino, per incontrare il team di tecnici di Thales Alenia Space che ha materialmente realizzato gli ultimi due elementi della ISS per conto dell’ESA. Per i tre astronauti statunitensi, che avranno modo di visitare i luoghi e i laboratori dove la Cupola e Tranquillity sono diventati realtà, l’appuntamento rappresenta un fondamentale momento di confronto. Entrambi i moduli sono stati infatti progettati, sviluppati e integrati negli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space, che ha inoltre avuto la responsabilità delle attività di preparazione al lancio e di supporto alla Nasa attraverso il centro ALTEC, società costituita da Thales Alenia Space, Agenzia Spaziale ed Enti pubblici piemontesi. Proprio per questo, la missione Shuttle STS 130 lanciata dalla NASA il 7 febbraio scorso, ha rappresentato un passaggio importante non solo per la messa a punto della Stazione spaziale, ma anche per l’Italia. La ISS, infatti, il più grande e ambizioso progetto spaziale concepito dopo la conquista della Luna, volge verso il suo completamento con l’arrivo a bordo di un altro pezzo significativo del nostro paese: sarà italiano anche PMM, l’ultimo modulo permanente abitativo. Al termine della visita nel capoluogo piemontese, Patrick, Hire e Virtis incontreranno il Primo cittadino della città, Sergio Chiamparino. A seguire - nel pomeriggio del 30 giugno - partiranno alla volta di Roma dove saranno accolti dal presidente dell'ASI Enrico Saggese e, in serata, riceveranno il benvenuto da parte del Ministro dell’Istruzione, Università e della Ricerca, Maristella Gelmini. Per il giorno successivo, vigilia del volo di ritorno negli Stati Uniti, è in programma il saluto del sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. Nella foto in alto (Credit: NASA) l'equipaggio al completo di STS-130.
Fonte: ASI |
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25/06/2010 - Nuova capsula della Boeing - Mentre la flotta di navette della NASA si avvicina al pensionamento, il colosso aerospaziale Boeing sta lavorando alacremente ad una nuova capsula spaziale per far volare esseri umani verso la Stazione Spaziale Internazionale. La nuova capsula spaziale della Boeing è un progetto che utilizza il recente contratto da 18 milioni di dollari che la NASA le ha firmato per i concetti avanzati e la tecnologia necessaria per costruire un sistema commerciale di trasporto spaziale per equipaggio. Questo è uno dei diversi sforzi effettuati dalle compagnie USA per colmare il vuoto lasciato dal ritiro delle navette NASA. Fonti della Boeing dichiarano che i progressi del progetto sono in linea con le previsioni e che la capsula della Boeing, per ora conosciuta come CST-100, potrebbe essere pronta al primo volo anche prima del 2016. La capsula è simile nella forma all'Apollo ed all'Orion anche se è più grande della prima e più piccola della seconda. La CST-100 potrebbe ospitare sette astronauti anche se molto più scomodi che sulla spaziosa Orion (per il momento sviluppata soltanto come scialuppa di salvataggio per la ISS). La capsula sarà costruita per brevi missioni alla stazione e quindi non potrà rimanere, a differenza di Orion, per lunghi periodi nello spazio. La Boeing prevede di lanciare la CST-100 dalla Florida anche se non ha ancora scelto il vettore che potrebbe portarla nello spazio. Il veicolo infatti è stato ideato per adattarsi a vari razzi vettori, un pò come accade per i satelliti dando alla Boeing la flessibilità di scegliere il razzo appropriato più avanti nel processo di sviluppo. La NASA non è la sola interessata alla capsula della Boeing, infatti la Bigelow Aerospace ha un accordo con la Boeing per utilizzare il veicolo per raggiungere le proprie stazioni orbitanti gonfiabili. L'obiettivo della Bigelow è quello di inviare in orbita la prima stazione spaziale commerciale abitata nel 2014 ed ha già al suo attivo due prototipi perfettamente funzionanti in orbita.
Fonte: Space.com |
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25/06/2010 - I tecnici rimuovono i motori principali del Discovery - All'interno dell'OPF-3 (Orbiter Processing Facility) del Centro Spaziale Kennedy della NASA, i tecnici hanno completato la rimozione dei tre motori principali della navetta spaziale Discovery ed ora sostituiranno la turbopompa sospetta nel motore n.1 e, successivamente, reinstalleranno i motori. La turbopompa aveva mostrato un problema, questa settimana, durante un controllo. L'installazione dei freni del carrello principale è prevista per oggi. Durante il fine settimana le squadre completeranno l'installazione del sistema di protezione termico dei portelli del vano di carico. Intanto al Johnson Space Center della NASA di Houston, nel Texas, gli astronauti di STS-133 hanno trascorso la giornata assieme ai direttori di lancio e rientro e conducendo un addestramento nell'apposita camera di altitudine. Il lancio del Discovery per la missione STS-133 diretta alla Stazione Spaziale Internazionale è ufficialmente in calendario per il prossimo 16 settembre ma una richiesta formale è stata fatta per spostarlo al 29 ottobre mentre STS-134 verrebbe spostato nel febbraio 2011. La richiesta viene ora vagliata attentamente ed un annuncio in questo senso è previsto per i primi di ottobre.
Fonte: NASA |
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22/06/2010 - Israele piazza in orbita satellite spia - Israele ha lanciato con successo un satellite segreto in orbita bassa terrestre (LEO) martedì da una base aerea sita sulla costa del Mediterraneo, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa Israeliano. Il lancio è avvenuto alle 19.00 GMT (le 21.00 ora italiana) con un razzo Shavit dalla base aerea di Palmachim posta a circa 24 km. a sud della periferia di Tel Aviv, ha comunicato la Difesa Israeliana. Il decollo è avvenuto alle 22 ora locale. Il razzo Shavit, spinto da un motore a propellente solido, è stato lanciato verso ovest volando sopra il Mar Mediterraneo per evitare di mettrere in pericolo zone abitate in Israele e sulle nazioni Arabe. Il tracciamento ha mostrato che il satellite Ofeq 9 e lo stadio superiore del lanciatore Shavit sta circolando la Terra in moto retrogrado con un'orbita inclinata di 141,8 gradi con un'altezza che varia dai 320x576 km. Un'orbita del genere porta il satellite a sorvolare la porzione del mondo che spazia dai 40 gradi nord ai 40 gradi sud incluso quindi i vicini Arabi di Israele. Il lancio in orbita retrograda sacrifica la capacità di carico utile del vettore Shavit per motivi di sicurezza. La maggior parte dei lanci spaziali infatti avvengono in direzione est per massimizzare la spinta ulteriore fornita dalla rotazione terrestre per raggiungere l'orbita. Un'agenzia stampa del Ministero delle Difesa Israeliano non offre dettagli sul veicolo spaziale eccetto che l'Ofeq 9 viene definito "un satellite avanzato di ricognizione". Pesante circa 240 kg. al lancio il veicolo ospita una macchina fotografica ad alta risoluzione per sorvegliare le attività militari sul Medio Oriente, in particolare il programma nucleare Iraniano. Sia il vettore Shavit che il satellite Ofeq 9 sono stati costruiti dalla Israel Aerospace Industries Ltd. Elbit Systems Electro-optics Elop Ltd. "Il prossimo passo sarà sottoporre il satellite ad una serie di test per validare le sue capacità di servizio e le sue prestazioni," ha commentato il Ministero della Difesa. L'Ofeq 9 si unisce agli altri due satelliti spia ancora operativi in orbita, incluso un veicolo equipaggiato con un radar e lanciato dall'India nel 2008 capace di osservare obiettivi anche di notte ed in tutte le condizioni meteo. Un altro satellite ottico chiamato Ofeq 7 è ancora in funzione dopo il suo lancio da Israele nel 2007. La parola Ofeq significa "orizzonte" in Ebraico. Il lancio di martedì è stato il nono del vettore Ofeq fin dal 1988 e tre missioni hanno fallito l'inserimento dei loro carichi utili in orbita. Quello di oggi è stato il 33esimo lancio orbitale del 2010, il 31esimo conclusosi con succcesso.
Fonte: SpaceflightNow |
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21/06/2010 - Lanciato veicolo spaziale per mappare la Terra con le onde radar - Il satellite tedesco TanDEM-X è stato lanciato con successo in orbita dove volerà per assieme ad un altro veicolo radar per compilare una mappa con le precise elevazioni del nostro pianeta. Il veicolo di lancio Dnepr ha preso il via alle 2.14 GMT (le 4.14 ora italiana) quando il missile balistico intercontinentale convertito è sbucato da un silos sotterraneo posto al Cosmodromo di Baikonur, in Kasakhstan. TanDEM-X si unirà in orbita con il satellite quasi gemello TerraSAR-X che è stato lanciato nel 2007 ed assieme formeranno il primo SAR (Radar ad Apertura Sintetica) configurabile come interferometro con una separazione di soltanto qualche centinaia di metri. I due satelliti voleranno in formazione per almeno tre anni per coprire l'intera superficie terrestre. La DLR (L'Agenzia Spaziale Tedesca) è responsabile della divulgazione dei dati scientifici e controlla anche lo sviluppo della missione generando un modello digitale delle elevazioni della superficie terrestre. La Astrium ha costruito il satellite mentre la responsabilità della commercializzazione dei risultati è della Infoterra GmbH, una sussidiaria della Astrium. Al momento al mondo questo è l'unico sistema operativo e lo rende quindi molto importante sul mercato. Quello di oggi era il 32esimo lancio orbitale del 2010, il 30esimo a raggiungere con successo l'orbita.
Fonte: SpaceflightNow |
19/06/2010 - La vela solare IKAROS si fotografa - La JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha ricevuto le immagini dell'intera vela solare del piccolo dimostratore IKAROS (Small Solar Power Sail Demonstrator) dopo il rilascio della telecamera separata il 15 giugno JST (Japan Standard Time). La IKAROS è stata lanciata il 21 maggio 2010 dal Centro Spaziale di Tanegashima. Il veicolo spaziale misurerà ed osserverà l'energia generata e lo stato del sottile strato di celle solari, accelererà il satellite con la pressione dei fotoni e verificherà il controllo dell'orbita attraverso questa accelerazione. Per mezzo di queste attività i tecnici sperano di aquisire la tecnologia per navigare utilizzando le vele solari. La telecamera separata è un cilindro di circa 6 cm. di diametro e di altezza ed è stato separato dal satellite utilizzando una molla e per riprendere immagini ed inviarle al satellite per mezzo di onde radio. La telecamera non ritornerà più al satellite per riagganciarsi. Le immagini riprese questa volta erano distanti quanto la distanza fra il primo ed il secondo stadio del razzo che ha lanciato la sonda. Per le immagini riprese dalla telecamera si prega compararle con quelle digitali al seguente sito: http://www.jaxa.jp/countdown/f17/overview/ikaros_e.html.
Fonte: JAXA |
17/06/2010 - Jean-Jacques Dordain riconfermato Direttore Generale dell'ESA - Il Consiglio dell'Agenzia spaziale europea ha annunciato oggi che Jean-Jacques Dordain proseguirà l'incarico come direttore generale dell'ESA per un ulteriore periodo di quattro anni. Dordain ha servito come direttore generale dell'ESA dal 2003. Questo terzo mandato si estende fino a giugno 2015. Durante il mandato di Dordain presso l'ESA sono avvenute molte importanti pietre miliari spaziali dell'Europa. Alla fine del 2003 Dordain ha firmato il primo accordo quadro tra l'ESA e la Comunità europea, iniziando così un nuovo rapporto che continua a consolidarsi. Il primo Consiglio dedicato allo spazio fra l'ESA e la UE ha avuto luogo alla fine del 2004, mentre nel gennaio 2005 Dordain fu testimone dello sbarco storico della sonda Huygens dell'ESA su Titano, la più grande luna di Saturno. Il lancio della sonda europea Venus Express seguito in novembre, come l'ampliamento dell'ESA con l'adesione di Grecia e Lussemburgo. Una importante riunione ESA del Consiglio a livello ministeriale ha avuto luogo nel dicembre 2005 a Berlino, quando i ministri responsabili delle attività spaziali europee hanno deciso di avviare nuovi importanti programmi, come il monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES), che è diventato per l'Unione europea il secondo programma spaziale di punta. Il satellite GIOVE-A, prima prova del sistema di navigazione satellitare Galileo, è stato lanciato qualche settimana dopo. Nel luglio 2006, il Consiglio dell'ESA ha rinnovato il mandato a Dordain fino al 1° luglio 2011. Nel maggio 2007 il quarto Consiglio Spaziale ESA / UE ha adottato una politica spaziale europea, la creazione di un quadro politico comune per le attività spaziali all'interno dell'Unione europea, l'ESA ed i suoi Stati membri. Alla fine del 2007, i ministri dei Trasporti europei hanno raggiunto un accordo sulla fornitura, sulla struttura e la governance del programma Galileo. L'inizio del 2008 ha visto il lancio del laboratorio Columbus dell'ESA alla Stazione Spaziale Internazionale, con due astronauti dell'ESA, e il lancio del primo veicolo di rifornimento in Europa completamente automatizzato, Jules Verne, alla Stazione. Un accordo sul GMES tra la CE e ESA è stato approvato nel mese di febbraio, mentre il secondo satellite di prova del sistema Galileo è stato lanciato nel mese di aprile. Nel novembre 2008 il Consiglio dell'ESA a livello ministeriale ha finanziato nuovi programmi per circa 10 miliardi di €, tra cui un aumento significativo del bilancio delle attività di Space Science. Nel 2009, dopo il lancio della prima missione Earth Explorer, GOCE, a marzo, Dordain ha selezionato sei nuovi astronauti europei. Due astronauti in servizio dell'ESA hanno raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale a maggio ed agosto. La scienza europea ha segnato un altro gol con il lancio congiunto di Herschel e Planck su un veicolo Ariane 5 sempre a maggio. La Repubblica ceca è diventata il 18esimo Stato membro dell'ESA nel novembre 2009. Nello stesso mese, è stato avviato lo studio dell'umidità del suolo e la salinità degli oceani con il satellite SMOS. Alla fine dell'anno, il programma ExoMars è stato adottato nell'ambito di un accordo di cooperazione a lungo termine con la NASA per l'esplorazione robotica del pianeta rosso. Gli anni recenti hanno visto anche importanti partnership fra pubblico e privato, come ad esempio il satellite Hylas di Avanti (GB), Alphasat con Inmarsat (GB) e l'iniziativa Small Geo con Hispasat (Spagna). Anche la prima metà del 2010 è stata segnata da eventi importanti, tra cui l'accordo di cooperazione con la Slovenia, il lancio di CryoSat per monitorare lo spessore del ghiaccio, e l'inizio di una missione simulata di 520 giorni su Marte. L'equipaggio di sei uomini è composto da due europei, tre russi e un cinese. Questo periodo ha visto un costante aumento nella cooperazione internazionale, tra cui la NASA (esplorazione di Marte robotica), Russia (Soyuz, che sarà lanciato presto dallo spazioporto europeo nella Guyana francese), Giappone (missioni come BepiColombo a Mercurio e Earthcare), Cina ( un accordo quadro e di cooperazione nella missione Chang'e sulla Luna) e India (contributo alla missione lunare Chadrayaan). Prima di entrare in ESA nel 1986, il francese Jean-Jacques Dordain ha ricoperto diversi incarichi presso l'Ufficio nazionale d'Etudes et de Recherches Aérospatiales (ONERA): in primo luogo, dal 1970 al 1976, come ricercatore in propulsione e veicoli di lancio, poi, dal 1976 al 1986, come coordinatore delle attività spaziali, e infine, dal 1983 al 1986, come Direttore di fisica fondamentale. Nel 1977 è stato selezionato dall'agenzia spaziale francese CNES, come uno dei primi candidati astronauti francesi. Quando è entrato a far parte di ESA nel maggio 1986, è stato nominato capo del Dipartimento per la promozione e l'utilizzo delle piattaforme della nuova Stazione Spaziale. Egli divenne poi capo del Dipartimento di microgravità e dell'utilizzo di Columbus, con la gestione di circa 80 persone ed il controllo di numerose attività industriali. Nel 1993 è stato nominato Direttore associato per la strategia, la pianificazione e la politica internazionale. Nel maggio 1999 è stato nominato Direttore della nuova Direzione della Strategia e di Valutazione Tecnica. Il 15 febbraio 2001 ha assunto la carica di Direttore dei Lanciatori. Jean-Jacques Dordain è membro dell'Accademia Internazionale di Astronautica e l'Académie des Technologies, e un membro associato della Acadmie Royale de Belgique (Accademia Reale del Belgio). Ha ricoperto le cattedre presso l'Ecole Polytechnique, Ecole Nationale Supérieure des Techniques Avancées e l'Ecole Nationale de l'Aeronautique et de l'Espace.
Fonte: ESA |
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17/06/2010 - Cassini sta per effettuare un passaggio ravvicinato di Titano - La sonda Cassini della NASA effettuerà il più vicino passaggio ravvicinato della luna Titano di Saturno nelle prime ore della mattina del 21 giugno UTC. Il sorvolo di questo fine settimana sarà il 71esimo flyby di Titano della missione sebbene sia conosciuto come "T70" e porterà la Cassini 70 km più in basso di quanto sia mai stato fatto in passato. L'atmosfera di Titano applica delle spinte agli oggetti che gli volano attorno proprio come il flusso di aria sposta la mano tenuta fuori da un finestrino di un'auto in movimento. I responsabili che hanno pianificato la Missione Cassini e gli ingegneri della NASA dell'Engineering and Safety Center in Hampton, Va., hanno analizzato le forze applicate dall'atmosfera in dettaglio per essere sicuri che il veicolo spaziale possa passare a circa 880 km sopra la superficie della luna. Quando gli ingegneri hanno calcolato l'angolo più stabile per la sonda per il sorvolo hanno scoperto che era quasi lo stesso angolo che avrebbe permesso alla Cassini di puntare la sua antenna ad alto guadagno verso la Terra. In questo modo hanno orientato la sonda di una frazione di grado permettendo così di tracciare il veicolo spaziale in tempo reale durante l'avvicinamento maggiore. I piccoli razzi di manovra della Cassini verranno utilizzati durante il flyby per mantenere il puntamento automaticamente.
Fonte: JPL/NASA |
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18/06/2010 - L'equipaggio della Soyuz TMA-19 attracca alla ISS - Gli Ingegneri di Volo di Spedizione 24, Doug Wheelock, Shannon Walker e Fyodor Yurchikhin hanno attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale alle 6.21 p.m. EDT di giovedì (le 0.21 ora italiana di venerdì). Il trio ha iniziato il viaggio verso la nuova casa quando sono stati lanciati a bordo della loro Soyuz TMA-19 da Baikonur, nel Kazakhstan, due giorni prima. All'interno della stazione il Comandante di Spedizione 24, Alexander Skvortsov e gli Ingegneri di Volo Tracy Caldwell Dyson e Mikhail Kornienko hanno tenuto sotto controllo l'avvicinamento del veicolo spaziale russo fino all'attracco al boccaporto posteriore del modulo di servizio Zvezda. Dopo il completamento dei controlli di tenuta fra i due veicoli, i portelli sono stati aperti alle 8.52 p.m. (le 2.52 ora italiana). Skvortsov, Caldwell Dyson e Kornienko, arrivati a bordo della stazione lo scorso 4 aprile a bordo della Soyuz TMA-18, hanno dato il benvenuto ai nuovi membri dell'equipaggio di Spedizione 24 nella loro casa orbitale durante la consueta cerimonia di benvenuto.
Fonte: NASA |
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16/06/2010 - Contratto fra la Iridium e la SpaceX - La Iridium Communications Inc. e la Space Exploration Technologies (SpaceX) hanno il piacere di annunciare che il Falcon 9 sarà il principale fornitore di servizi di lancio per gli Iridium NEXT, la prossima generazione della costellazione di satelliti. Il contratto di 492 milioni di dollari è il più grande accordo commerciale singolo per la messa in orbita di satelliti. La Iridium opera con la maggiore flotta di satelliti commerciali del mondo ed è l'unica ad offrire la telecomunicazione mobile di voce e data attraverso l'intero globo. Il veicolo Falcon 9 della SpaceX trasporterà più di un satellite Iridium NEXT per ogni lancio inserendo i satelliti in orbita bassa terrestre (LEO) e con questi la Iridium sostituirà la flotta attuale. Gli Iridium NEXT verranno lanciati dalla Air Force Base di Vandemberg, in California, fra il 2015 ed il 2017. La Iridium prevede di affidarsi anche ad un altro fornitore di servizi di lancio ed il costo totale del programma Iridium NEXT è stato stimato in circa 2.9 miliardi di dollari. I satelliti saranno costruiti dalla Thales Alenia Space. La SpaceX ha, al momento, una lista di lancio di ben 29 Falcon 9 nei prossimi cinque anni. Il Falcon 9 ha compiuto il suo volo inaugurale lo scorso 4 giugno raggiungendo il 100 per cento degli obiettivi fissati ed è capace di portare 11 tonnellate in LEO. La SpaceX ha già un contratto con la NASA del valore di 1.6 miliardi di dollari per la fornitura di 12 voli di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale per mezzo della capsula Dragon, che sarà lanciata appunto per mezzo del Falcon 9 da Cape Canaveral, in Florida, a partire dal 2011.
Fonte: SpaceX |
15/06/2010 - Partita la Soyuz TMA-19 - Il veicolo spaziale Russo Soyuz con a bordo i tre nuovi Ingegneri di Volo di Spedizione 24 è decollata alla volta della Stazione Spaziale Internazionale alle 5.35 p.m. EDT (le 23.35 ora italiana) di martedì. Con il lancio della Soyuz TMA-19 nel cielo pre-alba del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, gli astronauti della NASA Doug Wheelock e Shannon Walker ed il cosmonata Russo Fyodor Yurchikhin hanno iniziato il viaggio di due giorni per raggiungere la stazione spaziale al momento in orbita a circa 352 km. sopra la Terra. I nuovi Ingengeri di Volo inizieranno un turno di cinque mesi e mezzo dopo l'attracco con il modulo di servizio Zvezda alle 6.25 p.m. EDT di giovedì (le 1.25 ora italiana di venerdì. I loro compagni di Spedizione 24, il Comandante Alexander Skvortsov e gli Ingegneri di Volo Mikhail Kornienko e Tracy Caldwell Dyson daranno il loro benvenuto a bordo del complesso orbitale quando i portelli verranno aperti verso le 10 p.m. (le 4 ora italiana). Durante la Spedizione 24 l'equipaggio composto da sei persone proseguirà l'attività scientifica di ricerca e le attività di manutenzione della stazione. Il 28 giugno Yurchikhin, Wheelock e la Walker saliranno a bordo della loro Soyuz e la sposteranno al boccaporto del nuovo modulo Mini-Research Module-1, chiamato anche Rassvet. La missione inoltro comprende tre passeggiate spaziali, una condotta dai cosmonauti Russi Yurchikhin e Kornienko il 26 luglio e due dagli astronauti della NASA Wheelock e Caldwell Dyson il 5 ed il 17 agosto. A settembre Wheelock, Walker e Yurchikhin diventeranno membri dell'equipaggio di Spedizione 25 quando Skvortsov, Kornienko e Caldwell Dyson torneranno a casa a bordo della loro Soyuz TMA-18 che li aveva portati alla stazione lo scorso 4 aprile. L'astronauta della NASA Scott Kelly ed i cosmonauti Russi Alexander Kaleri e Oleg Skripochka si uniranno in orbita in ottobre a Wheelock, Walker e Yurchikhin per completare l'equipaggio di Spedizione 25. Il Colonnello dell'Esercito USA, Wheelock, 50 anni, è al suo secondo volo spaziale essendo stato Specialista di Missione di STS-120 a bordo della navetta Discovery nel 2007, viaggiando alla stazione spaziale e conducendo tre attività extraveicolari. La Walker è una laureata alla Rice University ed è la prima nativa di Houston a diventare astronauta ed è al suo primo volo spaziale. Yurchikhin, 51 anni, è al suo terzo viaggio spaziale ed alla seconda missione di lunga durata a bordo della stazione. Il suo primo volo è stato a bordo della navetta Atlantis con la missione STS-112 diretta alla ISS nell'ottobre 2002 mentre il secondo è stato trascorrere sei mesi a bordo della stazione nel 2007 come Comandante di Spedizione 15. Nella foto (Credit: NASA/Carla Cioffi) l'equipaggio di Spedizione 24 composto (dall'alto) da Shannon Walker, Doug Wheelock ed il Comandante della Soyuz Fyodor Yurchikhin salutano prima di salire a bordo del razzo Soyuz al cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan. Quello di oggi era il 31esimo lancio orbitale del 2010, il 29esimo a raggiungere regolarmente l'orbita ed il quinto abitato.
Fonte: NASA |
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15/06/2010 - Razzo Russo piazza in orbita satellite francese e svedese - Un missile balistico dell'era Sovietica è decollato dal sud della Russia con a bordo un satellite Francese per l'osservazione del Sole ed un esperimento Svedese per dimostrare il volo in formazione con due satelliti. Il razzo vettore Dnepr è stato lanciato da un silos della base spaziale Russa vicino a Yasny, nella regione di Orenburg, nel sud del paese. Il razzo a tre stadi ha rilasciato il suo carico utile dopo circa 16 minuti dal lancio su un'orbita sincrona solare ad un'altezza di circa 720 km. Una stazione di rilevamento posizionata in Oman ha confermato che il razzo ha rilasciato Picard e Prisma come previsto. Il lancio era il 15esimo del vettore Dnepr, un missile balistico SS-18 Ucraino costruito per l'Unione Sovietica. Picard, il satellite sviluppato dal CNES (l'Agenzia Spaziale Francese) ha iniziato la sua missione di due anni per l'osservazione del Sole con i tre strumenti di cui è fornito. Gli scienziati sperano che il satellite possa fornire indizi sulla variabilità del Sole e la sua connessione con gli effetti sulla Terra. Il CNES, in collaborazione con il Belgio, la Svizzera ed altre istituzioni Francesi ha sviluppato il satellite scientifico Picard al costo di circa 70 milioni di Euro. Gli strumenti a bordo di Picard sono il SODISM, SOVAP e PREMOS. SODISM è un telescopio che può ottenere immagini ultra precise della misura del diametro del Sole, la forma e la rotazione. SOVAP e PREMOS invece misureranno il totale della irradiazione solare e le sue fluttuazioni nell'ultravioletto, nel visibile e nell'infrarosso. Picard sarà complementare alle osservazioni di SDO (Solar Dynamics Observatory) della NASA ed utilizzando differenti metodi di osservazione forniranno un controllo incrociato ai risultati delle missioni. Prisma invece è stato costruito dalla Svezia e consiste in due satelliti che dovranno dimostrare nuove tecnologie per il volo in formazione automatica e randezvous fra veicoli spaziali in orbita. I due satelliti si chiamano Mango e Tango e sono stati lanciati agganciati uno all'altro e soltanto il 3 agosto prossimo si separeranno per iniziare le operazioni orbitali. I satelliti testeranno le tecnologie di avvicinamento autonomo utilizzando strumenti provenienti dalla Svezia, dalla Germania, dalla Francia e dalla Danimarca. Mango, che svolgerà il ruolo di satellite attivo effettuerà ripetutamente avvicinamenti a Tango per oltre dieci mesi. Quello di oggi era il 30esimo lancio orbitale del 2010, il 28esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonte: SpaceflightNow |
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15/06/2010 - Nuovo lancio orbitale Cinese - La Cina ha lanciato con successo un satellite di ricerca scientifica in orbita per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 2D. Il decollo è avvenuto alle 01.39 GMT (le 3.39 ora italiana) di martedì dal centro spaziale di Jiuquan, al confine con la Mongolia e la provincia di Gansu. Questo di oggi era il quarto lancio orbitale cinese dell'anno. Il vettore, alto come un palazzo di 13 piani, era alimentato da due stadi ad idrazina ed ha piazzato in orbita polare il satellite Shijian 12 con un'inclinazione di 97.7 gradi ed un'altezza di 571x593 km. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa cinese Xinhua il veicolo spaziale potrà condurre una serie di esperimenti che includono lo studio dell'ambiente spaziale, misurazioni e comunicazioni. Il satellite è stato sviluppato dalla Academy of Spaceflight Technology di Shanghai. Quello di oggi è stato il 29esimo lancio spaziale mondiale del 2010, il 27esimo a raggiungere l'orbita con successo.
Fonte: SpaceflightNow |
14/06/2010 - Recuperata la capsula di Hayabusa - Tecnici giapponesi ed australiani hanno recuperato lunedì la capsula di rientro dalla superficie del deserto. Ora inizieranno mesi di esami per determinare se il contenitore contiene preziosi campioni di polvere della superficie dell'asteroide Itokawa. Le squadre hanno completato il recupero della capsula, del diametro di circa 20 centimetri dal poligono WPA (Woomera Prohibited Area) nel sud dell'Australia verso le 07.00 GMT (le 9 ora italiana) di lunedì. Gli elicotteri hanno ritrovato anche due pezzi dello scudo termico vicino al luogo dove si trovava la capsula. Il sistema di protezione termico era stato sganciato dalla capsula al momento del dispiegamento del paracadute, a circa 10 km. di altezza. Gli addetti al recupero hanno prelevato anche lo scudo termico per analizzare come ha reagito durante il rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre ed ha raggiunto la temperatura di circa 2.760 gradi centigradi. "E 'un grande piacere vedere Hayabusa completare con successo i 6 miliardi di km (3,7 miliardi miglia) viaggio, dopo aver incontrato difficoltà estreme che hanno posto la sonda in pericolo numerose volte", ha detto Keiji Tachikawa, presidente della Japan Aerospace Exploration Agenzia. "Noi, JAXA, desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine al governo australiano, alle persone di riferimento, ai responsabili dell'area Proibita di Woomera e la NASA per la loro costante collaborazione per il progetto Hayabusa. Vorremmo anche ringraziare tutte le persone del Giappone e del mondo , il governo giapponese, ed i media per il loro caloroso sostegno e incoraggiamento ". Nella foto (Credit: JAXA) la piccola capsula di rientro dopo l'atterraggio nel deserto australiano.
Fonte: SpaceflightNow |
13/06/2010 - Hayabusa è tornata sulla Terra - La JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha confermato che la capsula di rientro della sonda Hayabusa è rientrata nell'atmosfera terrestre alle 10.51 p.m. del 13 giugno 2010 (Ora del Giappone), le 15.51 ora italiana. La separazione della capsula di rientro dalla sonda principale era avvenuta circa 3 ore prima. Dopo l'atterraggio un elicottero ha cercato la capsula di rientro nella zona proibita del poligono militare di Woomera, in Australia, ed attorno alle 11.56 p.m. l'ha localizzata. Per circa sette anni fin dal suo lancio con un veicolo M-V nel maggio 2003 la Hayabusa ha completato con successo un grande compito atterrando sull'asteroide Itokawa, raccogliendone dei campioni e ritornando sulla Terra dopo tutta una serie di vari problemi tecnici. La capsula di rientro ha attraversato il cielo notturno dell'Asia ad una velocità di circa 43.000 km/h prima di rallentare quel tanto che bastava per far entrare in funzione i paracadute ed atterrare dolcemente in una remota regione dell'Australia. La capsula verrà recuperata lunedì pomeriggio, ora australiana. Uno scudo termico in fibra di carbonio dovrebbe aver protetto la capsula ed il suo prezioso contenuto. Infatti all'interno della capsula gli scienziati della JAXA sperano di trovare un poco di campioni presi dalla superficie dell'asteroide Itokawa. Se ciò fosse stato realizzato si tratterebbe della prima volta che campioni da un altro corpo celeste vengono riportati sulla Terra per essere analizzati dopo le ultime missioni Apollo, nel 1972. La sonda principale invece ha seguito la capsula nell'atmosfera terrestre ma, non essendo fornita di scudo termico è andata disintegrata con l'impatto nell'atmosfera. Dopo il recupero la capsula di rientro verrà trasportata in Giappone in uno speciale laboratorio dell'Università di Sagamihara, nei sobborghi di Tokio non prima di martedì o mercoledì. L'apertura della capsula potrebbe avvenire entro alcune settimane e solo allora sapremo se vi sono campioni dell'asteroide. Infatti, al momento della raccolta un dispositivo che avrebbe dovuto sparare una sfera di metallo sulla superficie dell'asteroide, per poter sollevare della polvere, non aveva funzionato. Gli scienziati Giapponesi sperano comunque che qualche granello di polvere della superficie del corpo celeste sia entrata nel contenitore della sonda. Proprio per questo occorrà diverso tempo per stabilire se all'interno del contenitore si trovano o meno delle particelle dell'asteroide e non una contaminazione terrestre, date le dimensioni microscopiche dei campioni. Nella foto (Credit: NASA/SETI Institute/University of North Dakota/Spaceflight Now) il rientro della sonda Hayabusa e della capsula nell'atmosfera terrestre ripresa da un DC-8 appositamente attrezzato della NASA
Fonte: JAXA |
11/06/2010 - Proseguono i preparativi per STS-133 - I tecnici all'interno dell'Orbiter Processing Facility-3 (OPF-3) e nel Vehicle Assembly Building (VAB) al Centro Spaziale Kennedy della NASA in Florida stanno dando gli ultimi ritocchi in preparazione di diversi importanti passi previsti per la prossima settimana. All'interno dell'OPF la navetta spaziale Discovery è stata preparata per l'installazione dei tre motori principali che inizieranno lunedì. Inoltre gli specialisti lavoreranno per tutto il fine settimana sulle sezioni dello scudo termico della navetta che sono a prova d'acqua. All'interno del VAB invece i tecnici sono pronti per l'operazione, prevista per martedì, di sollevare il serbatoio esterno per la missione STS-133 della navetta Discovery per posizionarlo fra i due booster a propellente solido che aiuteranno lo shuttle Discovery ed il suo equipaggio a volare verso lo spazio. Invece all'interno dello Space Station Processing Facility gli ingegneri della NASA stanno completando la preparazione del modulo italiano Leonardo che diventerà il PMM (Permanent Multipurpose Module) una volta che gli astronauti di STS-133 lo lasceranno permanentemente agganciato alla ISS fornendo così un ulteriore spazio per condurre esperimenti in microgravità. Il modulo Leonardo, dopo il suo ritorno dall'ultimo volo spaziale, è stato modificato aggiungendo scudi di protezione per i micrometeoriti che gli permetteranno di rimanere agganciato con maggior sicurezza alla ISS. Intanto, gli astronauti che voleranno con il Discovery verso la Stazione Spaziale Internazionale durante la missione STS-133 stanno effettuando delle prove di lancio ed ascesa nel simulatore mobile al Centro Spaziale Johnson della NASA ad Houston, nel Texas. Il simulatore è l'esatto duplicato del ponte di volo dello shuttle e permette agli equipaggi di fare pratica con tutti gli scenari di lancio ed atterraggio in perfetta sicurezza. Al momento il lancio di STS-133, l'ultima missione prevista per la navetta Discovery, è previsto per il prossimo 16 settembre ma la data non è ancora stata fissata ufficialmente e potrebbe slittare anche ad ottobre o novembre. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2010-3459) il modulo logistico multi funzione italiano Leonardo durante le operazioni di trasformazione in modulo permanente per la ISS.
Fonte: NASA |
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11/06/2010 - Successo della piccola vela solare dimostrativa IKAROS - La JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha iniziato il dispiegamento della vela solare del veicolo spaziale IKAROS (Small Solar Power Sail Demonstrator) il 3 giugno ora del Giappone. Il 10 giugno (Japan Standard Time) è stato confermato che la vela si era aperta regolarmente e stava generando energia elettrica dal sottile strato a celle solari ad una distanza di circa 770 km. dalla Terra. La IKAROS è stata lanciata lo scorso 21 maggio 2010 (JST) dal Centro Spaziale di Tanegashima, in Giappone. Adesso verrà misurata ed osservata la generazione di energia del sottile strato di celle solari, l'accelerazione del satellite con la pressione dei fotoni e la verifica del controllo dell'orbita attraverso la sua accelerazione. Attraverso queste attività la JAXA aquisirà la tecnologia per la navigazione spaziale tramite le vele solari. Sul sito della JAXA linkato sotto si possono vedere le immagini ottenute da una telecamera montata a bordo di IKAROS e che mostrano il dispiegamento della vela solare ultra sottile. La membrana della vela è stata realizzata con una materiale sintetico dello spessore di soltanto 7,5 micron, ovvero 13 volte più sottile di una capello umano. Un lato della vela è ricoperto di materiale di alluminio argentato per favorire la riflettività solare. La vela ha forma quadrata ed ogni lato misura circa 14 metri mentre la diagonale da un angolo all'altro è di 20 metri. La IKAROS venne lanciata assieme alla sonda Giapponese Akatsuki destianta a studiare Venere. Mentre la Akatsuki entrerà in orbita attorno a Venere la IKAROS sorvolerà il pianeta e proseguirà il suo viaggio nell'interno del Sistema Solare.
Fonte: JAXA |
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10/06/2010 - Lanciato e perso il nuovo razzo Coreano - La Corea del Sud ha lanciato giovedì verso lo spazio un razzo vettore mezzo Russo e mezzo Coreano ma, secondo quanto riportato da fonti ufficiali i contatti sono stati persi quando il veicolo era ad appena due minuti di volo. Il veicolo di lancio KSLV-1 è decollato dal Centro Spaziale di Naro alle 8.01 GMT (le 6.01 ora italiana), le 5.01 p.m. locali. Il razzo si è alzato nel cielo verso uno strato quasi trasparente di nubi circa un minuto dopo il decollo. Le immagini video in diretta non hanno mostrato segni di problemi al vettore al momento del lancio la i contatti con il razzo sono stati persi dopo 137 secondi di volo. A quel punto il razzo avrebbe dovuto essere ad un'altezza fra i 65 e 80 chilometri di quota spinto dal motore del primo stadio Russo costruito dalla Khrunichev, la stessa azienda che produce il vettore Proton. Alcune fonti giornalistiche coreane hanno affermato che il razzo avrebbe potuto essere esploso quando il Centro Controllo ha perso i contatti con il vettore. Una stazione di ascolto in Norvegia avrebbe dovuto acquisire il segnale dal carico utile del razzo attorno alle 9.40 GMT (le 7.40 ora italiana) per confermare che il volo avesse raggiunto l'orbita. Quello di oggi era il 28esimo lancio orbitale del 2009, il secondo a non completare la missione.
Fonte: SpaceflightNow |
09/06/2010 - Rinviato il lancio del razzo Coreano - Un razzo vettore mezzo Coreano e mezzo Russo avrebbe dovuto decollare dalla Corea del Sud mercoledì, ma il volo è stato rinviato a causa di problemi con il sistema di sicurezza antincendio del sito, questo secondo quanto riportato dai servizi dei giornalisti locali. Nove mesi dopo che il suo precursore non raggiunse l'orbita la Corea del Sud un secondo lanciatore di satelliti era stato preparato per il lancio sulla rampa di fronte all'oceano. Ingegneri Coreani e Russi hanno spostato il razzo dall'edificio di assemblaggio alla rampa di lancio del Naro Space Center lo scorso lunedì. Il veicolo KSLV-1 (Korea Space Launch Vehicle 1) è poi stato alzato in verticale sulla rampa. Il centro di lancio si trova nella parte sud della penisola coreana, a circa 450 km. dalla capitale Seul. La finestra di lancio si apriva alle 7.30 GMT (le 9.30 ora italiana) e si chiudeva due ore e dieci minuti più tardi. Il primo stadio del KSLV è costruito dalla Russa Khrunichev ed il motore RD-151 doveva portare il razzo ad un'altezza di circa 200 km. sopra il Mar Cinese Orientale in circa 4 minuti di volo. Il motore RD-151 è una versione più piccola del sistema propulsivo utilizzato dallo Zenit e dall'Atlas. Il contributo della Khrunichev al programma KSLV è basato sullo stadio universale del razzo Russo Angara che dovrebbe iniziare a portare un vasto assortimento di satelliti nello spazio a partire dal 2012. L'Angara può volare con un grappolo da tre a cinque stadi universali per portare un maggior carico in orbita. Lo sviluppo di Angara ha subito diversi ritardi a causa della mancanza di fondi e così il primo volo del nuovo stadio Russo è avvenuto lo scorso anno dal territorio Coreano. Gli ingegneri Russi e Coreani confermarono che il primo stadio aveva funzionato bene durante il volo di agosto 2009. La Khrunichev ha anche supervisionato la costruzione del sito di lancio Naro compresa la rampa, il centro controllo e gli edifici di assemblaggio. Durante il lancio di agosto la mancanza di rilascio del guscio protettivo del satellite fece perdere il controllo del secondo stadio di costruzione coreana con la conseguente ricaduta del razzo. Gli ingegneri pensano adesso di aver risolto il problema e, se tutto andrà bene lo stadio superiore a combustibile solido piazzerà il satellite di prova STSAT 2B, del peso di circa 80 kg. in orbita. Il piccolo satellite dovrebbe separarsi circa nove minuti dopo il lancio. Nella foto (Credit: Khrunichev) il razzo vettore Coreano KSLV mentre esce dall'edificio di assemblaggio per essere portato sulla rampa di lancio al Centro Spaziale Naro.
Fonte: SpaceflightNow |
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09/06/2010 - Gli astronauti ESA presenti all'ILA di Berlino - Dieci astronauti dell'ESA del passato e del presente saranno alla fiera internazionale aerospaziale ILA a Schoenefeld di Berlino, venerdì 11 giugno. Allo stesso tempo, l'ESA continuerà la sua presenza presso il suo stand.
L'ESA partecipa infatti alla sessione "Il Volo Spaziale di Ieri-Oggi-Domani" presso l'ILA venerdì, a partire dalle 12:00 CEST nella Sala Space (Raumfahrt-Halle). L'ex astronauti dell'ESA Ulf Merbold e Ernst Messerschmid rappresenteranno la precedente generazione di astronauti ed avvieranno la sessione. Si uniranno a loro gli astronauti attuali Hans Schlegel, Léopold Eyharts, Gerhard Thiele e Frank De Winne. L'astronauta olandese André Kuipers dell'ESA descriverà l'addestramento per la sua missione alla Stazione Spaziale Internazionale prevista per il 2011. I nuovi astronauti ESA Alexander Gerst e Samantha Cristoforetti appariranno attraverso un collegamento video in diretta, dalla European Astronaut Centre di Colonia, dove sono in fase di formazione di base. Thomas Reiter, membro esecutivo del German Aerospace Center, parteciperà rispondendo alle domande sulle attività del volo spaziale in Germania. Infine, l'ESA Director of Human Spaceflight Simonetta Di Pippo parlerà del futuro del contributo dell'Agenzia per il programma della stazione spaziale e la sua visione per le attività umane del volo spaziale in Europa.
Fonte: ESA |
05/06/2010 - Che cosa consuma Idrogeno ed Acetilene su Titano? - Due nuovi articoli basati sui dati ottenuti dalla sonda Cassini della NASA esaminano la complessa attività chimica sulla superficie di Titano, la luna di Saturno. Anche se la chimica non biologica offre una possibile spiegazione, secondo alcuni scienziati queste firme chimiche potrebbero sostenere l'ipotesi di una primitiva, forma esotica di vita o di precursori per la vita sulla superficie di Titano. Secondo una teoria avanzata dagli astrobiologi, le firme soddisfano le due condizioni necessarie per una ipotetica "vita basata sul metano." Un risultato chiave è proposto da un articolo online apparso sulla rivista Icarus e che mostra che le molecole di idrogeno che attraversano l'atmosfera di Titano scompaiono una volta giunte sulla superficie. Un altro articolo online ora sul Journal of Geophysical Research mostra le mappe di idrocarburi sulla superficie di Titano ed evidenzia una mancanza di acetilene. Questa mancanza di acetilene è importante perché la sostanza chimica sarebbe probabilmente la migliore fonte di energia per una vita a base di metano su Titano, ha detto Chris McKay, un astrobiologo del centro Ames Research Center della NASA a Moffett Field, in California, che ha proposto una serie di condizioni necessarie per questo tipo di vita a base di metano su Titano già nel 2005. Una interpretazione dei dati dell'acetilene è che l'idrocarburo venga consumata come alimento. Ma McKay ha detto che il flusso di idrogeno è ancora più critico perché tutti i loro meccanismi proposti coinvolgono il consumo di idrogeno. "Abbiamo suggerito il consumo di idrogeno perché è il gas più ovvio da utilizzare per una forma di vita su Titano, simile al nostro modo di consumare l'ossigeno sulla Terra", ha detto McKay. "Se questi indizi si rivelano essere un segno di vita, sarebbe doppiamente emozionante perché rappresenterebbe una seconda forma di vita indipendente dalla vita a base di acqua che abbiamo sulla Terra". Ad oggi, le forme di vita a base di metano sono solo ipotetiche. Gli scienziati non hanno ancora rilevato questa forma di vita da nessuna parte, anche se ci sono microbi basati sull'acqua sulla Terra che prosperano nel metano o lo produzono come un prodotto di scarto. Su Titano, dove le temperature sono circa 90 Kelvin (meno 290 gradi Fahrenheit), un organismo a base di metano avrebbe dovuto usare una sostanza che è liquido come mezzo per i processi di vita, ma non l'acqua stessa. L'acqua infatti si solidifica sulla superficie di Titano ed è troppo freddo per sostenere la vita come noi la conosciamo. L'elenco dei candidati liquidi è molto breve: il metano liquido e le molecole correlate come l'etano. Mentre l'acqua liquida è ampiamente considerata come necessaria per la vita, c'è stata una vasta speculazione di pubblicazioni nella letteratura scientifica che obiettano che questo non è un requisito rigoroso. Le nuove scoperte dell'idrogeno sono coerenti con le condizioni che potrebbero produrre una esotica, forma di vita a base di metano, ma questo non è una prova definitiva della sua esistenza, ha detto Darrell Strobel, scienziato interdisciplinare per la sonda Cassini che ha sede presso la Johns Hopkins University a Baltimora, Maryland, autore dell'articolo sull'idrogeno. Strobel, che studia le atmosfere superiori di Saturno e Titano, ha analizzato i dati dello spettrometro a infrarossi della Cassini e dello spettrometro di massa neutra nel suo nuovo articolo. Il documento descrive la densità di idrogeno in diverse parti dell'atmosfera e sulla superficie. I modelli precedenti avevano previsto che le molecole di idrogeno, un sottoprodotto causato dalla luce solare ultravioletta, dello spezzarsi delle molecole di acetilene e di metano nell'atmosfera superiore, dovrebbero essere distribuiti abbastanza equamente in tutti gli strati atmosferici. Strobel ha invece trovato una disparità nella densità di idrogeno che portano ad un flusso verso la superficie ad una velocità di circa 10.000 trilioni di trilioni di molecole di idrogeno al secondo. Ciò è circa lo stesso tasso a cui le molecole fuggono fuori dall'atmosfera superiore. "È come se si spruzzasse con un tubo l'idrogeno a terra, e questo scomparisse", ha detto Strobel. "Non mi aspettavo questo risultato, perché l'idrogeno molecolare è estremamente inerte chimicamente in atmosfera, è molto leggero e galleggia sull'atmosfera e sfugge via." Strobel ha detto che non è probabile che l'idrogeno sia conservato in un grotte o sotto la superficie di Titano. La superficie di Titano è così fredda che un processo chimico che ha coinvolto un catalizzatore sarebbe necessaria per convertire le molecole di idrogeno e acetilene a ritornare metano, anche se complessivamente ci sarebbe un rilascio netto di energia. La barriera di energia potrebbe essere superata se ci fosse un minerale sconosciuto che agisce da catalizzatore sulla superficie di Titano. La ricerca di mappatura degli idrocarburi, guidata da Roger Clark, uno scienziato del team Cassini che ha sede presso l'US Geological Survey di Denver, ha esaminato i dati di mappatura visiva e dello spettrometro ad infrarossi di Cassini. Gli scienziati si aspettavano le interazioni del Sole con prodotti chimici in atmosfera per la produzione di acetilene che scende giù per ricoprire la superficie di Titano. Ma gli strumenti della Cassini non hanno rilevato nessuna traccia di acetilene in superficie. Inoltre lo spettrometro di Cassini ha rilevato un assenza di ghiaccio d'acqua sulla superficie di Titano, ma trovato grosse quantità di benzene e di altro materiale, che sembra essere un composto organico che gli scienziati non sono ancora stati in grado di identificare. I risultati portano gli scienziati a credere che i composti organici siano inglobati nel ghiaccio d'acqua che costituisce lo strato superficiale di Titano con una pellicola di idrocarburi spessa da almeno pochi millimetri a centimetri, ma forse in alcuni luoghi molto più in profondità. Il ghiaccio rimane coperto anche dal flusso di etano e metano liquido su tutta la superficie di Titano e riempie i laghi come fa l'acqua allo stato liquido sulla Terra. "La chimica dell'atmosfera di Titano è capace di sfornare composti organici che piovono sulla superficie così velocemente che i flussi di metano ed etano liquidi sulla superficie potrebbero lavare via le sostanze organiche, e così il ghiaccio diventa presto oggetto di nuovo", ha detto Clark. "Tutto ciò implica che Titano è un luogo dinamico dove la chimica organica sta agendo ora." L'assenza di acetilene rilevabile sulla superficie di Titano può benissimo avere una spiegazione non biologica, ha dichiarato Mark Allen, ricercatore principale con la squadra della NASA Astrobiology Institute Titan. Allen che ha sede presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, in California. Allen afferma che una possibilità potrebbe essere che la luce solare o raggi cosmici stiano trasformando l'acetilene in aerosol, nell'atmosfera gelida, in molecole più complesse che cadono a terra senza contenere più l'acetilene. "Il conservatorismo scientifico suggerisce che una spiegazione biologica dovrebbe essere l'ultima scelta, dopo che tutte le spiegazioni non biologiche sono state messe alla prova", ha detto Allen. "Abbiamo un sacco di lavoro da fare per escludere possibili spiegazioni non biologiche. E 'più probabile che un processo chimico, senza la biologia, sia in grado di spiegare questi risultati - per esempio, reazioni che coinvolgono catalizzatori minerali". "Questi nuovi risultati sono sorprendenti e interessanti" ha affermato Linda Spilker, scienziato del progetto Cassini al JPL. "Cassini ha molti altri flyby di Titano da effettuare e che potrebbero aiutarci a comprendere proprio ciò che accade sulla sua superficie." Nella foto (Credit: NASA/JPL) laghi di metano sulla supeficie di Titano fotografati dalla sonda Cassini della NASA.
Fonte: NASA |
04/06/2010 - Nuovo razzo privato arriva nello spazio al primo volo - Il nuovo veicolo commerciale Falcon 9 è volato verso l'orbita venerdì durante il suo volo inaugurale, il primo test di una nuova era di veicoli privati che potranno un giorno inviare carichi, è possibilmente astronauti, nello spazio. Il razzo Falcon 9, costruito dalla compagnia privata Space Exploration Technologies (SpaceX) è decollato alle 2.45 p.m. EDT (le 20.45 ora italiana) dalla rampa 40 della Cape Canaveral Air Force Station in Florida. "E' stato un gran giorno per la SpaceX" ha subito dichiarato il commentatore del lancio per la SpaceX, Robyn Ringuette. Il volo in orbita è apparso essere andato come previsto sebbene una videocamera montata sul Falcon 9 ha mostrato un leggero rollio durante l'ascesa allo spazio. Non sono conosciuti gli effetti che questo rollio potrebbe avere sulle performance del razzo ma la SpaceX ha dichiarato che il razzo ha raggiunto l'orbita prevista. Un primo tentativo di lancio, sempre oggi, alle 1.30 p.m. EDT (le 19.30 ora italiana) era stato interrotto da un problema dell'ultimo minuto che aveva costretto la SpaceX a fermare tutto appena prima dell'accensione dei motori del razzo. Il problema era stato definito "parametri di avvio fuori dai limiti.". Prima di questo il lancio era stato rinviato dalle iniziali 11 a.m. EDT (le 17.00 ora italiana) previste ad un segnale errato del sistema di telemetria del razzo che avrebbe impedito alla squadra di lancio di tracciare il veicolo. Dopo che questo problema era stato risolto un rapporto proveniente dalla U.S. Air Force segnalava che una nave era entrata nella zona interdetta dell'Oceano Atlantico sopra il quale il Falcon 9 avrebbe volato durante il suo volo verso lo spazio. Il lancio aveva quindi dovuto attendere fino a che la nave uscisse dalla zona prima di procedere. Finalmente la SpaceX riciclava il conto alla rovescia e proseguiva con il lancio con il secondo tentativo quando tutti i sistemi apparivano funzionare come previsto per un perfetto primo decollo del razzo. "Questo risultato è una pietra miliare per la SpaceX come azienda, perché hanno investito un sacco di tempo, un sacco di soldi, un sacco di ingegneria, e per arrivare a un test di volo reale è sicuramente un risultato impressionante", ha detto Brett Alexander , presidente della Federazione Commerciale del Volo Spaziale, un gruppo industriale privato. "E 'davvero stata una giornata fantastica," ha dichiarato Elon Musk, il fondatore della SpaceX, ai giornalisti. "Sicuramente uno dei più grandi giorni della mia vita. Come molti sanno, saremmo stati felici di avere un perfetto primo stadio funzionante, o ottenere anche una parte del funzionamento del secondo stadio." Prima del lancio, SpaceX ha detto che sarebbe un grande giorno, se il razzo avesse raggiunto l'orbita. "Fortunatamente, è stato un grande giorno". ha concluso Musk. Il veicolo Falcon 9 ha già un contratto per 1,6 miliardi di dollari con la NASA per il trasporto di merci alla Stazione Spaziale Internazionale e potrebbe anche, un giorno, trasportare gli astronauti alla ISS. Il successo del lancio di oggi inietta fiducia che il razzo potrebbe essere il primo veicolo spaziale non governativo a portare l'uomo in orbita. Il razzo, alto 54 metri ed alimentato ad ossigeno liquido e kerosene raffinato, ha volato con un simulacro della capsula Dragon, costruita anch'essa dalla SpaceX, la compagnia Californiana di Hawthorne, che è previsto trasporti cargo ed, eventualmente, equipaggi umani nello spazio. Il Falcon 9 ha viaggiato verso est inserendosi su un'orbita circolare di circa 250 km di altezza con un'inclinazione di 34,5 gradi. La SpaceX sperava di poter recuperare il primo stadio del razzo, che è ricaduto nell'Oceano Pacifico dopo il lancio e che doveva scendere appeso ai paracadute ma, purtroppo lo stadio è andato in pezzi dopo la separazione dal secondo stadio e la nave di recupero Freedom Star ha localizzato i detriti in mare. Musk ha detto che questo non era un obiettivo primario del lancio di oggi, ma SpaceX spera di recuperare e riutilizzare il primo stadio del Falcon 9 per i voli futuri. Con il successo del lancio di oggi il prossimo volo dovrebbe facilmente vedere un test di avvicinamento alla ISS seguito da un terzo volo che attraccherebbe alla stazione spaziale. Questo successo inoltre aiuta il Presidente Barack Obama nel suo piano di spostare la responsabilità di inviare gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale utilizzando il settore spaziale commerciale dopo il ritiro dello Space Shuttle previsto questo anno. Il Presidente ha proposto la cancellazione del Programma Constellation che avrebbe dovuto sostituire la navetta spaziale. Quello di oggi era il 27esimo lancio orbitale del 2010, il 26esimo a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: Spaceflight Now photos by Ben Cooper) il Falcon 9 mentre, spinto dai suoi nove motori Merlin 1C del primo stadio sale verso lo spazio.
Fonte: Space.com |
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03/06/2010 - Protn mette in orbita satellite Arabo - La International Launch Services (ILS) ha immesso con successo il satellite BADR-5 in orbita di trasferimento geosincrona per mezzo di un razzo vettore Proton. Il BADR-5 è un satellite della Arabsat di Riyadh, Arabia Saudita, il maggiore operatore del Medio Oriente ed Africa ed è il nono gestore di satelliti del mondo. Quello di oggi è stato il quarto lancio di un Proton per la ILS ed il sesto del vettore per questo anno. Il satellite BADR-5 è stato costruito dalla ADS Astrium e dalla Thales Alenia Space e si è trattato del 23esimo lancio consecutivo di successo di un vettore Proton. Il decollo del Proton Breeze M è avvenuto dalla rampa di lancio 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 4 a.m. locali (la mezzanotte ora italiana) e, dopo nove ore e tredici minuti di missione, lo stadio superiore Breeze M ha rilasciato il satellite BADR-5, pesante 5.420 kg., nell'orbita di trasferimento geosincrona. Il razzo Proton Breeze M è costruito dalla Khrunichev Research and Production Space Center di Mosca, una dei pilastri dell'industria spaziale Russa. BADR-5 fornirà trasmissioni televisive dirette posto a 26 gradi di longitudine Est per mezzo dei suoi 56 trasmettitori in banda Ku e quattro in banda Ka con una vita operativa prevista di 15 anni. Quello di oggi era il 26esimo lancio orbitale del 2010, il 25esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonte: ILS |
03/06/2010 - Partita Mars500 - Oggi alle 11.49 ora italiana è iniziata questa grande, moderna, avventura. Ve ne abbiamo già parlato in questi mesi di preparazione e selezione dei partecipanti e continueremo a farlo.Come sito italiano dell'ESA siamo anche molto contenti che uno dei partecipanti, Diego Urbina, sia italiano. Vi diamo ora qualche informazione particolarmente significativa in modo che vi possiate meglio rendere conto di cosa sia Mars500. Mars500 è uno studio internazionale sui possibili voli spaziali interplanetari che nel 2010-2011 condurrà la prima simulazione in assoluto dell'intera durata di un volo abitato verso Marte.
Cronistoria
Fonte: ESA |
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02/06/2010 - La Cina mette in orbita satellite per la navigazione - La Cina ha lanciato un altro satellite verso l'orbita alta 36.000 km. mercoledì segnando una altro passo per la costruzione del sistema nazionale di navigazione spaziale. Il satellite BeiDou-2 è stato lanciato alle 15.53 GMT (le 13.53 ora italiana) con un razzo vettore Lunga Marcia 3C dal Centro Spaziale Xinchang nella provincia di Sichuan, posta nel sudovest della Cina, quando era appena prima della mezzanotte locale. Spinto da tre stadi e due booster il razzo alto circa 54 metri ha inserito il satellite di navigazione BeiDou-2 su un'orbita di trasferimento geosincrona, secondo quanto dichiarato dalla China Academy of Launch Vehicle Technology. I motori del satellite alzeranno ulteriormente l'orbita ed il veicolo verrà posizionato a 36.000 km. sopra l'equatore per coprire la regione Asiatica del Pacifico. Il satellite è il quarto veicolo ad essere lanciato per la seconda generazione della costellazione Beidou. La Cina sta sviluppando il sistema di navigazione BeiDou, conosciuto anche come Compass, per fornire sia ai propri militari che ai cittadini una precisa informazione di navigazione. Il Paese al momento utilizza il sistema GPS dell'US Air Force. I primi satelliti sperimentali BeiDou sono stati lanciati a partire dal 2000 e la Cina spera di fornire un sistema completo per la copertura del proprio Paese per il 2012. La Cina inoltre dovrebbe lanciare altri 35 satelliti per espandere il sistema a copertura globale per il 2020. In questo modo la Cina avrebbe un proprio sistema di assistenza alla navigazione globale in competizione con il GPS degli Stati Uniti, il Galileo dell'Europa ed il La Cina informa che il servizio BeiDou sarà disponibile senza costi ai civili e con una precisione di 10 metri mentre una maggiore precisione verrà fornita al Governo Cinese ed agli utilizzatori militari. Quello di oggi era il 25esimo lancio orbitale del 2010, il 24esimo di successo.
Fonte: SpaceflightNow |
02/06/2010 - Satellite giapponese in orbita con razzo Russo - Il lanciatore Rockot, un missile balistico Russo modificato è decollato mercoledì con un satellite giapponese a bordo costrutito utilizzando componenti in commercio e provare quindi il loro utilizzo nello spazio. I motori del primo stadio del razzo, alto circa 30 metri, si sono accesi alle 01.59 GMT (le 23.59 ora italiana di martedì) e la spinta ha prodotto in pochi secondi circa 190 tonnellate. E' accaduto poco dopo il sorgere del sole al Cosmodromo di Plesetsk, una base posta a sud del Circolo Polare Artico. Il lanciatore è schizzato nel cielo sereno sopra Plesetsk ed ha virato a nord per accelerare verso l'orbita sopra l'Oceano Artico. I booster del primo e secondo stadio hanno completato il loro lavoro alcuni minuti dopo il lancio. Lo stadio superiore Breeze KM del Rockot si è acceso a circa 9 minuti dal lancio una prima volta per spingere il razzo ed il suo carico utile su un'orbita di parcheggio ellittica dopo circa 14 minuti di volo. Dopo circa un'altra ora il motore Breeze è stato acceso ancora per circa 45 secondi per circolarizzare l'orbita a cira 1.193 km. di altezza. Lo stadio superiore aveva un obiettivo di inclinazione di circa 100.4 gradi. Il veicolo di lancio ha rilasciato il satellite SERVIS 2, del peso di circa 640 kg. alle 3.36 GMT (le 1.36 ora italiana) di mercoledì mentre veniva sorvolata l'Europa dell'Est. Fonti ufficiali Russe hanno dichiarato il lancio un successo secondo la Khrunichev, il primo appaltatore del razzo Rockot. Il lancio di mercoledì è stato condotto sotto il controllo di Eurockot, una società della Germania che offre i voli del Rockot per il mercato internazionale. Dopo il dispiegamento dei pannelli solari ed i controlli di funzionamento il satellite SERVIS 2 entrerà in servizio per testare nove carichi utili costruiti utilizzando componenti commerciali che vanno dal controllo di orientamento, produzione dell'elettricità e sistemi computerizzati. Gli esperimenti verranno esposti all'ambiente estremo per valutare i componenti che possono essere utilizzati in future missioni spaziali. Utilizzare componenti commerciali potrebbe portare ad un calo dei costi di realizzazioni di veicoli spaziali. SERVIS sta per Space Environment Reliability Verification Integrated System ed il progetto è gestito dall'istituto di Tokio per gli Esperimenti Spaziali in Volo Libero Non Abitati, USEF (Unmanned Space Experiment Free Flyer). La Mitsubishi Electric Corp. ha costruito il satellite con un contratto rilasciato dal Ministero Giapponese dell'Economia e l'Organizzazione per lo Sviluppo delle Nuove Energie e Tecnologie Industriali. Un simile satellite SERVIS era stato lanciato sempre con un vettore Rockot nel 2003 ed aveva completato una missione di due anni nei quali aveva testato parti a basso costo in orbita. Quello di oggi è stato il 24esimo lancio orbitale del 2010, il 23esimo conclusosi con successo. Nella foto (Credit: Eurockot) il momento del decollo del vettore Rockot con a bordo il satellite Giapponese SERVIS 2.
Fonte: SpaceflightNow |
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02/06/2010 - L'equipaggio di Spedizione 23 rientra sulla Terra - Il Comandante di Spedizione 23 Oleg Kotov e gli Ingegneri di Volo T.J. Creamer e Soichi Noguchi sono atterrati a bordo della Soyuz TMA-17 nelle steppe del Kazakhstan alle 11.25 p.m. EDT del 1° giugno (le 5.25 ora italiana del 2 giugno), le 9.25 a.m. di mercoledì ora del Kazakhstan completando la loro permanenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Kotov si trovava ai controlli del veicolo spaziale quando si è sganciata alle 8.04 p.m. EDT (le 2.04 ora italiana) dal modulo Zvezda della stazione. La ISS ora rimane occupata dal Comandante di Spedizione 24 Alexander Skvortsov e dagli Ingegneri di Volo Tracy Caldwell Dyson e Mikhail Kornienko. Un nuovo trio di Ingegneri di Volo di Spedizione 24, composto dagli astronauti NASA Shannon Walker e Doug Wheelock e dal cosmonauta Russo Fyodor Yurchikin, verrà lanciato dal Cosmodromo di Baikonur il 16 giugno prossimo a bordo della Soyuz TMA-19.
Fonte: NASA |
01/06/2010 - Dai un nome alla missione di Nespoli - L'astronauta dell'ESA Paolo Nespoli, che visiterà presto la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha bisogno del tuo aiuto per dare un nome alla sua missione. Paolo Nespoli sta facendo un training intensivo per la sua impegnativa missione di 6 mesi che inizierà il prossimo novembre. Sarà lanciato il 30 Novembre a bordo di una navicella spaziale Soyuz TMA dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan insieme a Dmitri Kondratyev e Catherine Coleman. Dopo l'aggancio, due giorni dopo, essi rimarranno sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) come membri delle spedizioni 26/27. Questa sarà la seconda volta di Paolo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale avendo infatti volato nel 2007 su uno Space Shuttle per fornire ed installare il Nodo-2. Questa sarà invece la terza missione di sei mesi di un astronauta europeo sulla Stazione. Tra dicembre 2010 e il giugno 2011 Paolo sarà parte dell'equipaggio della ISS come ingegnere di volo. In aggiunta alle sue funzioni tecniche e operative, egli avrà un ampio programma di esperimenti scientifici e attività educative e utilizzerà un nuova macchina fotografica in 3D per mostrare vedute molto realistiche da dentro e fuori la ISS. L'ISS ha molti più anni di utilizzo davanti a sé - almeno fino al 2020 - e le missioni degli astronauti europei contribuiscono in maniera significativa alla sfruttamento scientifico del laboratorio europeo Columbus. La missione di Paolo è attualmente conosciuta come 'E3', terza missione europea di lunga durata sulla ISS. La precedente missione di Paolo è stato chiamata Esperia dall'antico nome greco della penisola italiana. Dopo la risposta entusiasta ai concorsi precedenti, l'ESA ancora una volta invita i cittadini europei a proporre un nome per la sua nuova missione. Il concorso è aperto a tutti i cittadini e residenti degli Stati membri dell'ESA. Il nome che verrá scelto diventerà il nome ufficiale della missione di Nespoli e il vincitore riceverà una targa con il logo della missione firmato dagli astronauti europei. Il nome dovrebbe riflettere i seguenti aspetti:
* il ruolo importante dell'Europa nell'impresa globale del volo spaziale umano e dell'esplorazione spaziale, come dimostrato dalle numerose missioni e dai moduli portati sulla ISS;
* Le tre 'dimensioni' delle missioni con astronauti a bordo: scienza, tecnologia e istruzione, come le immagini in 3D e i video che Paolo farà durante la sua missione;
* Gli astronauti devono mantenersi in forma sulla terra e nello spazio. Cosí come le attività educative di Paolo si concentreranno sull'importanza di uno stile di vita sano e attivo, anche il nome della missione dovrá riflettere questo aspetto;
* Paolo è italiano, così il nome della missione può anche riflettere la cultura italiana come ingrediente di una prospettiva pan-europea.
Come presentare le proposte?
* Invia la tua proposta all'indirizzo e-mail ISSE3name@esa.int entro le ore 18:00 italiane del 30 giugno 2010 con oggetto 'Paolo Nespoli Mission Name Competition'.
* Il nome dovrebbe essere una parola o una breve combinazione di parole. Non utilizzare un nome di persona, a meno che non sia un nome mitologico con un significato simbolico comunemente noto.
* Includi nella tua e-mail il tuo nome completo, età, indirizzo e numero di telefono.
* Leggi attentamente le tutte le condizioni (vedi link).
Fonte: ESA |
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30/05/2010 - Hayabusa in rotta per l'atterraggio fra due settimane - A due settimane dal rientro previsto sulla Terra, la sonda Giapponese Hayabusa ha effettuato una serie di manovre senza precedenti utilizzando i suoi motori ad ioni per immettere il veicolo spaziali nello stretto corridoio di rientro verso l'Australia. L'agenzia spaziale giapponese afferma che la sonda rimane in rotta per il suo sbarco previsto per il 13 giugno presso il Test Facility Woomera nell'Australia del Sud. Il rientro dovrebbe avvenire intorno alle 1400 GMT, o nelle ore tarda notte del 13 giugno, ora australiana. La nave madre Hayabusa rilascerà la capsula di rientro del diametro di circa 30 centimetri circa tre ore prima dello sbarco della sonda mentre si troverà a circa 25.000 miglia (circa 40.000 km.) dalla Terra. Durante il rientro, le temperature attorno alla capsula raggiungerano circa 4.900 gradi Fahrenheit, ma la piccola sonda sarà protetta da uno scudo termico in fibra di carbonio. I paracadute rallenteranno ulteriormente la velocità della capsula prima dell'atterraggio nell'entroterra australiano. Con i serbatoi di carburante vuoti gli ingegneri giapponesi hanno dovuto escogitare un modo diverso per tenere il veicolo spaziale in rotta utilizzando i propulsori ionici che hanno poca spinta ma possono rimanere accesi per molto più tempo. Il propulsore ionico, afflitto da diversi problemi tecnici, è stato azionato tre volte dall'inizio di aprile per guidare la sonda verso la Terra. A causa della scarsa spinta del motore ionico le manovre di accensione richiedono diversi giorni per essere completate. La terza accensione dei motori è stata eseguita giovedì scorso e con quasi 100 ore di funzionamento la velocità della sonda è stata modificata di circa 17 km/h immettendo il veicolo in rotta per un punto immaginario posto a circa 200 km. sopra la superficie del pianeta. Gli aggiustamenti di rotta sono iniziati in Aprile, dopo che era terminata la fase di lunga propulsione nel tardo marzo. La sonda è attualmente in viaggio a 3,5 milioni miglia dalla Terra, secondo la Japan Aerospace Exploration Agency.
Hayabusa utilizzerà il suo motore a ioni, altre due volte nelle prossime settimane per indirizzare la traiettoria della sonda per il sito di atterraggio di Woomera. La prossima accensione è prevista per il 6 giugno per orientare la traiettoria di Hayabusa verso la sua destinazione in Australia. Una manovra finale, indicativamente prevista tre giorni prima del rientro e correggerà gli eventuali errori di rotta verso il luogo di atterraggio. Hayabusa, che ha circa la dimensione di una piccola autovettura, è stata lanciata dal Giappone nel 2003 ed ha trascorso tre mesi ad esplorare asteroide Itokawa alla fine del 2005. Hayabusa significa falco in giapponese. Anche se la sonda probabilmente non ha raggiunto il suo obiettivo di raccogliere campioni dell'asteroide di Itokawa, gli scienziati sono fiduciosi che l'atterraggio della capsula Hayabusa porti con se qualche residuo di asteroide. Anche se il contenitore è vuoto, la missione da 200 milioni di dollari avrebbe completato il primo viaggio di andata e ritorno da e per un asteroide, sperando che la navicella danneggiata sia in grado di completare regolarmente le ultime due settimane di viaggio.
Fonte: SpaceflightNow |
28/05/2010 - 50° Anniversario del vettore Delta celebrato con un successo - Celebrati i 50 anni di lanci spaziali di uno dei programmi di maggior successo nella storia degli Stati Uniti, un vettore Delta IV della United Launch Alliance ha lanciato con successo un satellite GPS IIF SV-1 dell'Air Force alle 11 p.m. EDT del 27 maggio (le 5 ora italiana del 28 maggio) dal Complesso di Lancio Spaziale 37 a Cape Canaveral in Florida. Il GPS IIF SV-1 ha segnato il 349esimo lancio nei 50 anni di programma Delta, iniziato con il primo lancio il 13 maggio 1960. "Ci congratuliamo con l'Air Force ed i partner della nostra missione per il lancio di successo del primo satellite GPS di una nuova generazione," Ha dichiarato Jim Sponnick, vice presidente della Delta Product Line. "Il lancio di oggi arriva ad appena una settimana dal 50esimo anniversario del lancio del primo Delta e si tratta della 13esima missione di successo per il nuovo veicolo di lancio Delta, il Delta IV. La collaborazione fra l'Air Force ed il team del Delta ha portato al risultato di successo per molte missioni di sicurezza nazionale ed il supporto diretto delle nostre truppe sui campi di battaglia. Il lancio del primo di una nuova generazione di satelliti GPS è un bel modo per iniziare i nostri prossimi 50 anni." Il GPS IIF SV-1 è infatti il primo di una nuova serie di satelliti GPS e, dopo quasi 3 ore e 33 minuti di volo si è unito alla costellazione che utilizza 24 satelliti per fornire l'asatta posizione ed il tempo su tutto il globo. Posizionati su sei differenti piani orbitali i 24 satelliti orbitano a circa 17.600 km. dalla superficie terrestre. Durante le cinque passate decadi, la famiglia di missili non riutilizzabili Delta ha raggiunto un'invidiabile numero di lanci di successo, al momento al 95.7 percento. Il Delta II, fin dal suo primo lancio nel febbraio 2009 ha l'incredibile rateo di successi al 95.6 percento. Con il lancio della missione NASA WISE nel dicembre 2009 ha raggiunto il 95esimo lancio consecutivo di successo del sistema Delta II. Il Delta IV, che ha fatto il suo debutto nel novembre 2002, prosegue questo legame con il 100 percento di missioni di successo nelle sue 13 missioni compiute negli ultimo otto anni. La versione del vettore Delta IV lanciato oggi è quello definito Medium+(4,2), ovvero con due booster a propellente solido per incrementare il carico utile da poter rilasciare in orbita di trasferimento geostazionario. Il lancio di oggi era il 23esimo lancio orbitale del 2010, il 22esimo di successo.
Fonte: ULA |
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26/05/2010 - Falcon 9 slitta a giugno - Il volo inaugurale del nuovo razzo commerciale Falcon 9 è slittato dal 28 maggio a non prima del 2 di giugno, secondo quanto riportato dalla costruttrice Space Exploration Technologies (SpaceX). Il primo Falcon 9 assemblato sulla rampa di lancio della SpaceX a Cape Canaveral, in Florida, sta ancora aspettando che l'US Air Force approvi il suo sistema di terminazione del volo, una carica esplosiva ideata per distruggere il razzo nel caso, durante il lancio, deviasse dalla traiettoria definita. Ma la compagnia ha attribuito il più recente rinvio del debutto del Falcon 9 al fitto manifesto di lancio di Cape Canaveral, dal rientro dello Space Shuttle al volo di un Delta 4 con un satellite GPS previsto per domani.
Fonte: Space.com |
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26/05/2010 - L'US Air Force lancia l'X-51 - La US Air Force ha testo con successo mercoledì un missile da crociera ipersonico, con il velivolo che ha accelerato fino a Mach 6 prima di precipitare nell'Oceano Pacifico. L'Air Force ha dichiarato che il volo di prova del X-51A Weverider è durato oltre 200 secondi, il più lungo volo ipersonico propulso da un motore scramjet. Il precedente record era di soli 12 secondi con il veicolo X-43 della NASA. "Siamo estasiati di aver compiuto la maggior parte dei punti cruciali del test con la prima missione ipersonica di X-51A," ha dichiarato Charlie Brink, program manager dell'Air Force Research Laboratory alla Base dell'Air Force di Wright-Patterson in Ohio. "Possiamo comparare questo salto nella tecnologia dei motori con quello che vide, dopo la seconda Guerra Mondiale il balzo dagli aerei ad elica ai motori a jet," Ma a circa 200 secondi di volo una anomalia è occorsa ed il volo è stato terminato, ha dichiarato un comunicato dell'Air Force. Gli ingegneri sono ora molto occupati ad esaminare i dati per identificare le cause del problema. Il Waverider è stato lanciato dalla Base dell'Air Force di Edwards, in California, poi, trasportato sotto l'ala di un aereo B-52H è stato rilasciato ad un'altezza di circa 15.000 metri sopra le coste del Pacifico. Un razzo a propellente solido ha accelerato il veicolo fino ad una velocità di circa Mach 4.8 prima che lo speciale motore scramjet si avviasse. Il Waverider, costruito dalla Boeing e dalla Pratt and Whitney Rocketdyne ha raggiunto un'altezza di circa 21 km. ed una velocità massima di Mach 6, ha dichiarato l'Air Force. Il volo ipersonico è iniziato a Mach 5, ovvero cinque volte la velocità del suono. L'X-51 rientra nei progetti degli Stati Uniti di poter colpire obiettivi distanti con armi convenzionali entro un'ora, "risposta globale". Il Waverider, o un aereo ipersonico sperimentale in fase di sviluppo, potrebbe sostituire un missile balistico armato con una testata convenzionale ed altri paesi potrebbero sospettare che il missile rappresenti un attacco nucleare.
Fonte: Spacedaily |
26/05/2010 - Atlantis completa la sua ultima missione - Atlantis ha concluso la sua ultima missione nello spazio, la STS-132. La prima opportunità di rientro in Florida, delle due previste per oggi, è stata colta immediatamente grazie alle condizioni meteo favorevoli. Così, alle 6.41 a.m. CDT (le 13.41 ora italiana), durante l'orbita 186 è avvenuta l'accensione dei motori orbitali a cui ha fatto seguito un perfetto atterraggio sulla Shuttle Landing Facility n. 33 del Kennedy Space Center alle 7.48 a.m. (le 14.48 ora italiana). Concludendo un volo durato 11 giorni, 18 ore e 28 minuti Atlantis ha compiuto la sua ultima missione prevista. Nella sua lunga carriera la navetta spaziale Atlantis ha volato in 32 missioni e viaggiato per oltre 192 milioni di km. "Siamo lieti di avervi di nuovo con noi", ha esclamato il Capcom Charlie Hobaugh all'equipaggio appena dopo che le ruote si erano fermate. "Voi ragazzi avete eseguito la missione senza problemi ed avete avuto un gran momento per farlo". Il Comandante Ham, il Pilota Antonelli e gli Specialisti di Missione Reisman, Good, Bowen e Sellers hanno trascorso appena sette giorni sulla stazione e durante questo tempo Reisman, Bowen e Good hanno compiuto ognuno due delle tre attività extraveicolari. La prima delle tre EVA ha incluso l'installazione di un'antenna di riserva e vari pezzi di ricambio per Dextre, il monipolatore esterno a forma di robot. La seconda e la terza attività extraveicolare sono state dedicate principalmente alla sostituzione delle sei batterie di 170 kg. del traliccio di sinistra P6. Le vecchie batterie sono state riposte nella stiva di Atlantis, per il previsto ritorno sulla Terra, sulla stessa piattaforma utilizzata per portare quelle nuove nello spazio. Il Mini-Modulo di Ricerca Russo n.1 Rassvet è stato installato al boccaporto che guarda la Terra del modulo Zarya. Per la delicata e complessa operazione Reisman e Sellers hanno utlizzato i l braccio robotico della stazione, il Canadarm2, della lunghezza di quasi 18 metri e di un computer con il linguaggio in Russo. Atlantis ha anche consegnato equipaggiamenti, rifornimenti ed esperimenti per la stazione, e fra i rifornimenti vi erano anche acqua, ossigeno ed azoto. L'equipaggio è atteso ad Houston per una cerimonia ufficiale di benvenuto presso l'Hangar 276 di Ellington Field alle 4 p.m. (le 23 ora italiana) di giovedì al quale anche il pubblico è invitato. Nell'immagine (Credit: NASA/TV) il momento in cui il carrello principale di Atlantis tocca la pista del KSC ponendo fine alla sua lunga carriera di navetta spaziale.
Fonte: NASA |
24/05/2010 - Phoenix è stata danneggiata pesantemente dall'inverno marziano - La NASA ha dichiarato che il lander marziano Phoenix ha cessato le operazioni dopo i ripetuti tentativi di contattare il veicolo spaziale non hanno avuto successo. Una nuova immagine trasmesso dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) che mostra segni di danni pesanti ai pannelli solari causati dal ghiaccio. "La sonda Phoenix è riuscita nelle sue ricerche ed ha superato ampiamente il suo ciclo di vita pianificato", ha detto Fuk Li, direttore del Mars Exploration Program della NASA al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California "Anche se il suo lavoro è finito, l'analisi delle informazioni provenienti dalle attività scientifiche di Phoenix continuaranno per qualche tempo a venire ". La scorsa settimana la sonda orbitale Mars Odyssey della NASA ha sorvolato il sito di atterraggio di Phoenix per 61 volte durante gli ultimi tentativi di comunicare con il lander. Nessuna trasmissione dal lander è stata captata. Phoenix non avveva nemmeno comunicato durante 150 sorvoli nelle precedenti tre campagne di ascolto svolte all'inizio dell'anno. Sulla Terra proseguono le ricerche sulle scoperte fatte da Phoenix durante l'estate marziana al sito posto al nord dove la sonda atterrò il 25 maggio 2008. Phoenix ha svolto il suo lavoro per i tre mesi previsti ed ha continuato a lavorare fino a quando la luce solare è scemata due mesi dopo. Phoenix non era stato progettato per sopravvivere al buio, al freddo ed al gelido inverno marziano. Tuttavia la piccola possibilità di Phoenix di sopravvivere è stata definitivamente cancellata dopo che il Sole è tornato e l'ascolto non ha avuto successo. Una immagine di Phoenix fatta questo mese dalla HiRISE (High Imaging Science Experiment), la macchina fotografica a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter suggerisce che il lander non getta più ombre come aveva fatto durante la sua vita operativa. "Prima e dopo le immagini sono drammaticamente diversi", ha detto Michael Mellon della University of Colorado di Boulder, un membro del team scientifico sia di Phoenix e HiRISE. "Il lander sembra più piccolo, e solo una parte della differenza può essere spiegata con l'accumulo di polvere sul lander, il che rende le superfici meno distinguibili dal terreno circostante." I cambiamenti apparenti nelle ombre proiettate dal lander sono coerenti con le previsioni di come la Phoenix potrebbe essere rimasta danneggiata dalle condizioni di rigido inverno. E 'stato anticipato che il peso di un accumulo di ghiaccio di anidride carbonica potrebbe piegare o rompere i pannelli solari del lander. Mellon ha calcolato che centinaia di chili di ghiaccio, hanno probabilmente ricoperto il lander in pieno inverno. Durante la sua missione, Phoenix ha confermato ed ha esaminato alcune zone dei depositi di ghiaccio d'acqua sotterranea scoperte dalla Mars Odyssey ed ha identificato un minerale chiamato carbonato di calcio che ha suggerito la presenza occasionale di acqua scongelata. Il lander ha scoperto che la chimica del suolo ha conseguenze significative per la vita ed ha osservato cadere la neve. La più grande sorpresa della missione è stata la scoperta di perclorato, una sostanza chimica ossidante che sulla Terra è cibo per alcuni microbi e potenzialmente tossica per gli altri. Nella immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona) le immagini a confronto della sonda Phoenix ripresa dall'orbita a distanza di due anni. I danni ai pannelli solari sono evidenti.
Fonte: NASA |
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23/05/2010 - Atlantis lascia la ISS - Dopo più di una settimana di lavoro assieme, comprese tre attività extraveicolari e l'installazione di un nuovo modulo, gli equipaggi della Stazione Spaziale Internazionale e della navetta si sono lasciati oggi alle 11.22 a.m. EDT (le 17.22 ora italiana). Gli equipaggi combinati della navetta con il Comandante Ken Ham, il Pilota Tony Antonelli, gli Specialisti di Missione Michael Good, Garrett Reisman, Steve Bowen e Piers Sellers, ed il Comandante di Spedizione 23 Oleg Kotov e gli Ingegneri di Volo Alexander Skovortsov, Tracy Caldwell Dyson, Mikhail Kornienko, Soichi Noguchi, e T.J. Creamer hanno avuto un'ultima volta assieme nella stazione spaziale per una conferenza congiunta ed hanno risposto alle domande dei giornalisti degli Stati Uniti e di Tokio, Giappone. Gli equipaggi si sono poi salutati e chiuso i portelli fra le due navi spaziali alle 8.43 a.m. EDT (le 14.43 ora italiana). Antonelli, dopo il distacco di Atlantis, ha poi eseguito un giro completo attorno alla stazione mentre l'equipaggio della navetta ha registrato immagini della stazione durante le 1,5 rivoluzioni attorno al complesso orbitale. Il rientro sulla Terra di Atlantis in conclusione della missione STS-132 è previsto per martedì alle 8.48 a.m. EDT (le 14.48 ora italiana) al Kennedy Space Center.
Fonte: NASA |
21/05/2010 - Lanciato il 50esimo Ariane 5 - Arianespace ha immesso in orbita oggi un carico di due satelliti con un volo che è una pietra miliare del programma essendo il 50esimo lancio di un Ariane 5. Il decollo dallo Spazioporto della Guyana Francese di questo Ariane 5 versione ECA ha immesso regolarmente in orbita il satellite per telecomunicazioni commerciali ASTRA 3B ed il COMSATBw-2, un satellite di trasmissioni militari per le Forze Armate della Germania. Con la missione di oggi il veicolo di lancio pesante della flotta di Arianespace ha portato nello spazio un totale di 300 tonnellate sin dal primo volo del 1996. Con questa missione si è trattato anche del 194esimo volo di un vettore della famiglia Ariane fin dal debutto nel 1979. Il peso totale dei due satelliti lanciati oggi era di circa 7.970 kg. che arriva a circa 9.115 kg. per l'hardware associato ed al dispensatore SYLDA-5 per i due satelliti. Il decollo è avvenuto all'apertura della finestra di lancio ovvero alle 7.01 p.m. locali (le 0.01 ora italiana di sabato) ed il satellite ASTRA 3B si è separato dal vettore dopo 27 minuti dall'avvio della missione immettendo i due carichi utili su un'orbita di trasferimento geostazionario con 248.5x35.970 km. di quota con inclinazione di 3 gradi. Il satellite ASTRA 3Bè stato prodotto dalla EADS Astrium per la SES ASTRA ed aveva un peso al decollo di 5.470 kg. Il satellite è fornito di 60 trasmettitori in banda Ku e quattro in banda Ka e si tratta del decimo satellite operante per la SES ASTRA, verrà posizionato a 23.5 gradi Est dal quale fornirà servizi di trasmissione televisiva diretta sul Belgio e nei paesi Europei dell'Est e dalla sua posizione potrò anche fornire servizi di telecomunicazioni pubbliche e private dall'Europa al Medio Oriente. Il COMSATBw-2 invece è stato rilasciato da Ariane 5 dopo circa 33 minuti dal decollo. Questo satellite pesa 2.440 kg ed è stato prodotto dalla Thales Alenia Space sotto contratto per l'EADS Astrium e si tratta del 34esimo satellite militare lanciato da Arianespace e verrà posizionato a 13.2 gradi Est fornendo comunicazioni sicure a larga banda per il Governo Tedesco e le sue Forze Armate sparse nel mondo. Il satellite è fornito di quattro trasmettitori in banda SHF e cinque in UHF e si affiancherà al COMSATBw-1 lanciato lo scorso ottobre da un altro Ariane 5. Il lancio di oggi è stato il primo del 2010 per Ariane 5 ed era stato rinviato di due mesi a causa di un problema tecnico sul vettore che è stato poi risolto felicemente permettendo la ripresa dei voli di Ariane 5. Quello di oggi è stato il 22esimo lancio orbitale mondiale del 2010, il 21 esimo conclusosi con successo.
Fonte: Arianespace |
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20/05/2010 - Partita la sonda Giapponese diretta a Venere - Dopo un rinvio del lancio di alcuni giorni a causa delle condizioni meteo avverse, questa sera, il vettore Giapponese H-IIA n.17 è decollato regolarmente alle 6.58.22 a.m. locali (le 23.58 ora italiana) dallo Yoshinobu Launch Complex dell'isola di Tanegashima con a bordo la sonda interplanetaria AKATSUKI (Alba in giapponese) ma conosciuta anche come Planet-C o Venus Climate Orbiter. Assieme alla sonda destinata ad entrare in orbita attorno a Venere si trova anche una piccola vela solare chiamata IKAROS che dovrà dimostrare il concetto base di funzionamento di questo sistema di navigazione spaziale. Il lancio si è svolto senza nessun problema e, dopo circa 27 minuti dal decollo, la sonda AKATSUKI è stata rilasciata dal secondo stadio del razzo vettore e si trova in rotta verso Venere che raggiungerà fra circa sei mesi. Il 6 dicembre infatti la sonda si dovrebbe inserire in orbita equatoriale attorno a Venere ed iniziare una fase di studio dell'atmosfera del pianeta che di dovrebbe concludere nel 2012. Si è trattato del 21esimo lancio orbitale del 2010, il 20esimo conclusosi con successo.
Fonte: JAXA |
19/05/2010 - Opportunity supera il record di longevità su Marte - Il progetto Mars Exploration Rover Project della NASA supererà il record storico di longevità il 20 maggio 2010. Il rover Opportunity ha superato il record di durata detenuto dal lander Viking 1 della NASA che era di 6 anni e 116 giorni operativi sulla superficie di Marte. Gli effetti delle condizioni meteo sul pianeta rosso potrebbero anche aiutare i rovers a generare maggiore energia. Il gemello di Opportunity, Spirit, ha iniziato a lavorare tre settimane prima di Opportunity ma, in questo momento Spirit ha cessato di comunicare fin dallo scorso 22 marzo. Se Spirit si risveglierà dall'ibernazione e riprenderà le comunicazioni allora questo rover acquisirà il record di longevità sulla superficie di Marte. L'ibernazione di Spirit è stata anticipata, basandosi sulle previsioni energetiche ed all'ammontare di insolazione che avrebbe colpito i pannelli solari durante l'autunno marziano nell'emisfero sud. Sfortunatamente i problemi di mobilità aveva impedito agli operatori del rover di posizionare Spirit con un'inclinazione favorevole verso nord così come era stato fatto nei precedenti tre inverni. Il quarto solstizio invernale dei rover, il giorno dell'anno marziano con il minimo Sole presso le loro posizioni è stato mercoledì 12 maggio (13 maggio Tempo Universale). A meno di interferenze della polvere, che difficilmente dovrebbero sorgere nei prossimi mesi, i pannelli solari di entrambi i rover dovrebbero gradualmente generare maggiore elettricità. Gli operatori sperano che Spirit possa ricaricare le sue batterie abbastanza da risvegliarsi dall'ibernazione ed iniziare a comunicare ed a riprendere l'attività scientifica. A differenza di recenti operazioni, Opportunity non dovrà riposarsi per recuperare energia tra i giorni di guida. Il graduale aumento della luce del Sole disponibile potrà eventualmente migliorare il tasso di progressi di Opportunity attraverso la vasta pianura fino alla sua destinazione a lungo termine, il cratere Endeavour. Questo mese alcuni dei giorni di guida sono stati pianificati con lo scopo di inclinare favorevolmente in modo energetico il rover verso la faccia a nord della piccole increspature della superficie marziana. Questa posizione ha sacrificato il percorso ma permetterà di guadagnare energia per il prossimo tratto guidato. Le telecamere di Opportunity possono già vedere una porzione del bordo del cratere Endeavour all'orizzonte approssimativamente a circa 13 km. di distanza attraverso le dune di sabbia della pianura. "Le increspature sembrano onde del mare, come se fossimo nel bel mezzo del mare con la terra all'orizzonte, la nostra meta", ha detto Steve Squyres della Cornell University di Ithaca, NY. Squyres è il ricercatore principale di Opportunity e Spirit. "Anche se sappiamo che potremmo non arrivarci mai, Endeavour è l'obiettivo che guida la nostra esplorazione." La squadra ha scelto come destinazione Endeavour verso la metà del 2008, dopo che Opportunity aveva completato l'esame durato due anni al più piccolo cratere Victoria. Da allora, l'obiettivo è diventato ancora più affascinante quando le osservazioni orbitali hanno trovato minerali argillosi esposti su Endeavour. Minerali argillosi sono stati trovati ampiamente su Marte dall'orbita, ma non sono stati esaminati in superficie. "Questa forma di minerali in condizioni umide sono più neutrali rispetto al bagnato, nell'ambiente acido che ha formato i solfati che abbiamo trovato con Opportunity", ha detto Squyres. "I minerali argillosi di Endeavour ci parlano di un momento in cui la chimica era molto più amichevole alla vita di tutti gli ambienti con i minerali che Opportunity ha visto finora. Vogliamo arrivare ad apprendere il contesto. C'era acqua che scorreva? C'erano sfiati di vapore ? sorgenti calde? Noi vogliamo scoprirlo."Lanciato nel 1975, il progetto Viking era costituito da due orbiter, ciascuno trasportava un lander stazionario. Viking Lander 1 è stata la prima missione di successo per la superficie di Marte, atterrando il 20 luglio 1976. E' rimasto in funzione fino al 13 Novembre, 1982, più di due anni in più rispetto al suo lander gemello o una delle due orbiter Viking. Il record per la più lunga operatività di una sonda spaziale su Marte è di un orbiter seguente: NASA Mars Global Surveyor ha operato per più di 9 anni dopo il suo arrivo nel 1997. Mars Odyssey della NASA, in orbita dal 2001, ha lavorato più di qualsiasi altra missione in corso su Marte ed è sulla buona strada per conquistare il record di longevità su Marte alla fine di quest'anno. Le scoperte scientifiche del Mars Exploration Rover Opportunity hanno incluso la prima prova mineralogica che su Marte ci fosse acqua allo stato liquido, e quelle di Spirit hanno dato la prova della presenza di sorgenti termali o sfiati di vapore e di un ambiente del passato fatto di vulcanismo esplosivo. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) le traccie lasciate sulle dune di sabbia dal rover Opportunity mentre naviga verso il cratere Endeavour
Fonte: NASA/JPL |
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16/05/2010 - Atlantis attracca regolarmente alla ISS - Alle 10.28 a.m. EDT (le 16.28 ora italiana) il Comandante Ken Ham ha fatto attraccare la navetta spaziale Atlantis all'adattatore pressurizzato n.2 del nodo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale. I due veicoli spaziali stavano volando a circa 396 chilometri sopra l'Oceano Pacifico al momento dell'aggancio. Prima dell'attracco il Comandante Ham aveva fatto ruotare la navetta permettendo così all'equipaggio della stazione di effetturare fotografie ad alta risoluzione dello scudo termico della navetta. Gli equipaggi dello shuttle e della stazione apriranno i loro portelli ed effettueranno la consueta cerimonia di benvenuto circa alle 12.30 p.m. (le 18.30 ora italiana). L'equipaggio di Atlantis lavorerà assieme al Comandante di Spedizione 23 Oleg Kotov ed agli Ingegneri di Volo Russi Alexander Skvortsov e Mikhail Kornienko, Soichi Noguchi della Japan Aerospace Exploration Agency, e gli Ingegneri di Volo della NASA T.J. Creamer e Tracy Caldwell Dyson. Circa un'ora dopo l'apertura dei portelli la Dyson e lo Specialista di Missione Piers Sellers utilizzeranno il braccio robotico della stazione per rimuovere l'Integrated Cargo Carrier (una speciale piattaforma carica di pezzi di ricambio per la ISS) e la poseranno sul trasportatore mobile della stazione (MT). Questa operazione permetterà alla piattaforma ed alle sue attrezzature di essere preposizionate per essere utilizzate più avanti nella missione. Gli Specialisti di Missione Garrett Reisman, Michael Good e Steve Bowen trasferiranno subito dopo le tute spaziali e l'equipaggiamento per la passeggiata spaziale nel modulo di decompressione Quest della stazione ed inizieranno i preparativi per la prima EVA (attività extraveicolare) prevista per domani.
Fonte: NASA |
15/05/2010 - La Germania testa un prototipo di veicolo di rientro spaziale - Il rientro nell'atmosfera terrestre è considerato uno dei momenti più critici nel volo spaziale. Per rendere il viaggio nello spazio ed il rientro sulla Terra più sicuro, più economico e più flessibile, il centro aerospaziale tedesco (Deutsches Zentrum für Luft-und Raumfahrt, DLR), ha progettato un veicolo spaziale sperimentale. Il progetto Shefex II utilizza tecnologie avanzate come un design spigoloso ed il raffreddamento attivo dello scudo termico. Per la prima volta, gli scienziati hanno testato un modello del veicolo spaziale in una galleria del vento a Gottinga. Per i primi mesi del 2011, Shefex II (Sharp Edge Flight Experiment) è previsto il lancio di prova dal poligono Australiano di Woomera. Questo è per molti versi un veicolo spaziale unico. Basandosi sul successo del volo di Shefex 1, a differenza dei veicoli spaziali precedenti, la forma dello scafo non è rotondo, ma ha bordi taglienti. Shefex II è inoltre fornito, per la prima volta da testare nello spazio, di un sistema di raffreddamento attivo dello scudo termico. Si tratta di un progetto spaziale finanziato e gestito interamente dalla Germania e ha la capacità di tornare sulla Terra sotto il controllo automatico. Per verificare i loro calcoli del computer prima del volo, i ricercatori DLR hanno simulato la reintroduzione di questa navicella spaziale con un modello. Prove in galleria del vento sono in corso nel tunnel del vento al DLR di Göttingen, uno dei principali impianti europei su larga scala per la ricerca in volo ipersonico e del rientro della navicella spaziale.
In una galleria del vento lunga 62 metri, un pistone comprime inizialmente il gas propellente. Dopo il rilascio una potente onda d'urto comprime e riscalda il gas che viene accelerato nella galleria del vento a 10 volte la velocità del suono. Ciò equivale a una velocità superiore a 12 mila chilometri all'ora. Questo gas scorre attorno al modello Shefex II. Questo simula il rientro di un veicolo spaziale nell'atmosfera terrestre da un'altezza di circa 35 chilometri. "A questo punto, il dispositivo di prova sta subendo una temperatura di circa 5000 gradi Celsius - caldo come la superficie del Sole", spiega Klaus Hannemann, che si occupa del Dipartimento Spacecraft DLR presso l'Istituto di Aerodinamica e Tecnologia del flusso in Göttingen.
La forma a spigolo vivo di Shefex promette due vantaggi sostanziali. In primo luogo, questo potrebbe permettere di costruire uno scudo termico dal design molto più semplice e più sicuro. "Uno Space Shuttle ha più di 25.000 piastrelle di diversa fattura. La forma semplice delle piastrelle Shefex riduce i costi di manutenzione del sistema di protezione termica e significa che la sostituzione di una di esse, in volo, diventa possibile", spiega Hannemann.
Inoltre, questa forma sfaccettata da risultati migliori nelle proprietà aerodinamiche. "La capsula raggiunge quasi le stesse proprietà aerodinamiche dello Space Shuttle, ma è più piccola e non ha bisogno di avere le ali", spiega Hendrik Weihs Project Manager presso l'Istituto DLR delle strutture e Design di Stoccarda. In collaborazione con il sistema di raffreddamento attivo, questo apre nuove prospettive per i viaggi nello spazio europeo. "Potremmo utilizzare un sito di atterraggio in Germania, alla quale la capsula potrebbe tornare con precisione e accuratezza," spiega Weihs.
Con il raffreddamento attivo dello schermo termico, flussi di gas attraversano i pori nelle piastrelle. "Come il gas emerge, si forma una sorta di strato protettivo di raffreddamento su tutta la superficie, impedendo ai gas atmosferici di entrare in contatto diretto con il veicolo spaziale", dice Weihs. Questa tecnologia, nota come il raffreddamento effusivo è già utilizzata per raffreddare le camere di combustione dei razzi. "La Germania sta assumendo un ruolo pionieristico in relazione ai sistemi avanzati di rientro", afferma Weihs come spiega il programma nazionale Shefex. Egli spera che il programma porterà alla fine ad un sistema europeo di volo spaziale, forse anche uno con equipaggio. L'obiettivo del programma Shefex è quello di testare le tecnologie più economicamente efficaci di reingresso in un esperimento di volo. Per eseguire il test, la capsula è posta sulla cima di un razzo sonda a basso costo. Shefex 1 è stato lanciato nel 2005 dalla Svezia settentrionale. Con un'altezza di 12,6 metri, Shefex II sarà lanciato su un razzo brasiliano e raggiungerà una velocità superiore. Inoltre, contrariamente al suo predecessore, Shefex II è dotato di piccole ali canard, che consentono al veicolo di essere manovrato. Da Woomera, Shefex II dovrebbe raggiungere un'altitudine di 200 chilometri. Per i ricercatori, la parte interessante comincia quando rientra nell'atmosfera terrestre. Quindi la capsula atterrerà nel deserto con un paracadute. Il design aerodinamico, la previsione teorica delle caratteristiche del flusso e test in galleria del vento al plasma sono stati condotti presso l'Istituto di Aerodinamica DLR e Tecnologia del flusso a Braunschweig, Colonia e Göttingen. Il sito di Colonia è responsabile per la strumentazione di carico utile. L'esperimento Shefex II è stato sviluppato, prodotto e integrato dall'Istituto DLR delle strutture e Design di Stoccarda. L'implementazione del programma di avvio e le operazioni di lancio sono in corso di trattazione da DLR Mobile Rocket Base (MObile RAketenBAsis; MORABA), che ha sede a Oberpfaffenhofen. Il nuovo DLR Space Institute di Brema è coinvolto, contribuendo con un esperimento di navigazione per il progetto. Nella foto (Credit: DLR) il prototipo Shefex II in galleria del vento ed il modello generato al computer
Fonte: DLR |
14/05/2010 - Partita STS-132, l'ultima missione di Atlantis - Con uno stemma di missione che mostra un tramonto ed un nuovo modulo per la Stazione Spaziale Internazionale chiamato Alba nella sua stiva, Atlantis è stato lanciato nei cieli chiari della Florida questo pomeriggio per la sua prevista ultima missione. La navetta ed il suo equipaggio di sei astronauti sono stati lanciati dal Kennedy Space Center alle 1.20 p.m. CDT (le 20.20 ora italiana) con un carico di batterie di ricambio ed il piccolo modulo Russo assieme a diversi equipaggiamenti ed altri rifornimenti per la stazione. Il Comandante Ken Ham, il Pilota Tony Antonelli e gli Specialisti di Missione Garrett Reisman, Michael Good, Steve Bowen e Piers Sellers trascorreranno più di sette giorni alla stazione. Durante questo periodo Reisman, Bowen e Good eseguiranno un totale di tre passeggiate spaziali. La prima delle tre EVA (Extravehicular Activity - attività extraveicolari), della durata prevista di 6.5 ore, ed eseguita da Reisman e Bowen sarà incentrata sull'installazione di un'antenna di ricambio per le comunicazioni con la Terra e pezzi di ricambio per Dextre, il robot Special Purpose Dexterous Manipulator. Inoltre i due astronauti allenteranno i bulloni delle batterie della sezione di traliccio P6 in preparazione di altre EVA. La seconda passeggiata, eseguita da Good e Bowen sarà focalizzata alla sostituzione di tre delle sei batterie del traliccio di sinistra con quelle nuove portate da Altantis. La terza passeggiata infine, eseguita da Reisman e Good completerà la sostituzione delle altre tre batterie. Il componente Russo della stazione, il Mini-Research Module-1 (chiamato Rassvet, la parola Russa per alba) verrà installato sul boccaporto che guarda verso Terra del modulo Zarya da Reisman e Sellers utilizzando il braccio robotico Canadarm2 della stazione. A bordo della stazione attendono l'arrivo di Atlantis, previsto per le 9.27 a.m. CDT (le 16.27 ora italiana) di domenica, il Comandante di Spedizione 23 Oleg Kotov, gli Ingegneri di Volo Russi Alexander Skvortsov e Mikhail Kornienko, Soichi Noguchi della Japan Aerospace Exploration Agency, e gli Ingegneri di Volo NASA T.J. Creamer e Tracy Caldwell Dyson. Quello di oggi era il 20esimo lancio orbitale del 2010, il 19esimo a raggiungere regolarmente l'orbita ed il quarto abitato.
Fonte: NASA |
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14/05/2010 - Poche ore al lancio di Atlantis - Il Mission Management Team del Programma Space Shuttle si è riunito alle 4.15 a.m. EDT (le 10.15 ora italiana) ed ha deciso di procedere con il riempimento del serbatoio esterno con l'idrogeno e l'ossigeno liquidi della navetta spaziale Atlantis per la sua missione STS-132, l'ultima prima del pensionamento. L'operazione è iniziata regolarmente quaranta minuti più tardi e si è completata alle 7.56 a.m. EDT (le 13.56 ora italiana). Al momento il conteggio alla rovescia è entrato in una pausa prevista della durata di due ore e mezzo a T-3 ore dal lancio che è previsto per le 2.20 p.m. EDT (le 20.20 ora italiana) dal Kennedy Space Center in Florida. La squadra di tecnici apposita si trova adesso nella White Room (il corridoio di accesso al portello della navetta) per preparare il tutto all'arrivo dell'equipaggio il cui imbarco è previsto per le 17.00 ora italiana. Le condizioni meteo danno una percentuale del 70% di condizioni favorevoli al momento del decollo.
Fonte: NASA |
14/05/2010 - I nuovi candidati astronauti Europei proseguono l'addestramento - Samantha Cristoforetti prova la gravità zero in un volo parabolico insieme ai suoi colleghi. Il 7 maggio scorso i sei nuovi candidati astronauta dell'ESA, tra cui gli italiani Samantha Cristoforetti e Luca parmisano, hanno preso parte al 52esimo volo parabolico organizzato dall'Agenzia Spaziale Europea a bordo dell'Airbus A300 Zero-G dall'aereporto di Bordeaux in Francia. I candidati sono chiamati tali fino al termine dell'addestramento base ed al superamento degli esami relativi. Gli altri candidati, oltre ai due italiani sono Alexander Gerst, Andreas Mogensen, Timothy Peake e Thomas Pesquet. L'Airbus A300 "Zero-G" è il più grande ed avanzato aereo nel mondo per questo tipo di voli. L'aereo effettua una particolare traiettoria a parabola che permette di simulare l'assenza di peso per ricercatori e per l'addestramento degli astronauti per circa 22 secondi e, ripetendo la manovra più volte, in ogni sessione si riescono a sommare circa 12 minuti di assenza di gravità. Durante il volo i candidati astronauti si sono confrontati con varie operazioni in assenza di gravità come indossare i guanti di una tuta spaziale o cercare di montare una scatola. Nella foto (Credit: ESA / Anneke Le Floc'h) Samantha Cristoforetti, assieme ai suoi colleghi, mentre prova la senzazione dell'assenza di peso durante il volo parabolico.
Fonte: ESA |
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13/05/2010 - Arianespace fissa la data del prossimo lancio - Dopo un mese di revisione dei problemi riscontrati al sistema di pressurizzazione dell'elio di Ariane 5, al vettore commerciale è stata fissata la data di lancio del 21 maggio con a bordo due satelliti per telecomunicazioni. "Abbiamo corretto il problema al sottosistema dell'elio che regola la pressurizzazione del veicolo di lancio," ha affermato Jean-Yves Le Gall, Presidente ed Amministratore Delegato. "Ora siamo pronti per il lancio del 21 di maggio." Il primo lancio dell'anno per la compagnia era stato rinviato tre volte fin da metà marzo, compreso quello all'ultimo minuto del 9 aprile attribuito ad un guasto ad un regolatore di pressione del primo stadio del razzo Ariane 5. Secondo Le Gall, il componente è utilizzato per mantenere pressurizzati i serbatoi di idrogeno ed ossigeno liquidi di Ariane 5 durante il lancio. L'elio è utilizzato per mantenere pressurizzati i serbatoi durante il conto alla rovescia. Il sistema di pressurizzazione dell'elio aveva causato un rinvio anche all'ultimo lancio di Ariane 5 in dicembre. Gli ingegneri avevano poi risolto il problema ed il razzo era regolarmente partito nove giorni dopo, dopo un'altro rinvio per altre ragioni. Arianespace aveva subito iniziato un'inchiesta per scoprire le cause tecniche del problema al sottosistema dell'elio ed aveva compiuto diverse audizioni sulle procedure di controllo della qualità di Ariane 5. Il pezzo incriminato era stato sostituito e quello nuovo sottoposto ad un test che è stato superato perfettamente permettendo ai responsabili di dare la luce verde per il lancio la prossima settimana. Il decollo è previsto alle 22.01 GMT (le 20.01 ora italiana) del 21 maggio per la 50esima missione Ariane 5 con, a bordo, il satellite per trasmissioni ASTRA 3B ed il satellite militare della Germania COMSATBw 2. Arianespace dovrà lavorare sodo per il resto dell'anno per recuperare questo ritardo di due mesi nel primo lancio del 2010. Le Gall dice che si aspetta che la compagnia faccia volare sette razzi Ariane 5 quest'anno, concludendo con il lancio del secondo Automated Transfer Vehicle (ATV) diretto alla Stazione Spaziale Internazionale.
Fonte: SpaceflightNow |
12/05/2010 - Pronta alla partenza la sonda Giapponese per Venere - Il 18 maggio la Venus Climate Orbiter "AKATSUKI" (Planet-C) ed la piccola vela solare dimostrativa "IKAROS" saranno lanciati a bordo del vettore H-IIA n.17. I due carichi utili si trovano ora nelle fasi finali di preparazione al Vehicle Assembly Building (VAB) del Tanegashima Space Center (TNSC). Il lancio è previsto per le 6:44:14 a.m. JST (le 23.44 ora italiana del 17 maggio) dallo Yoshinobu Launch Complex sito al Tanegashima Space Center. La AKATSUKI è una sonda planetaria che si inserirà in orbita attorno a Venere e studierà la circolazione atmosferica del pianeta. Le informazioni meteorologiche di Venere verranno ottenute mappando le nubi ed i componenti minori con quattro telecamere sensibili agli ultravioletti ed all'infrarosso. Le osservazioni continue e sistematiche forniranno una base di dati senza precedenti delle dinamiche dell'atmosfera venusiana. Ulteriori obiettivi della missione sono l'esplorazione della superficie e della luce zodiacale. La missione sarà complementare alla Venus Express dell'ESA che esplora anch'essa l0'ambiente venusiano ma con approcci differenti. IKAROS (Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation Of the Sun) invece è uno studio dell'utilizzo di una vela solare sia come spinta dal vento solare che come produzione di energia elettrica tramite celle fotovoltaiche installate su di essa. Nella missione successiva poi la vela potrà azionare un motore ionico. In pratica una specie di "ibrido" spaziale. Una volta dispiegata la vela quadrata misurerà circa 20 metri in diagonale con uno spessore di soltanto 0,0075 millimetri. Se questo primo test funzionerà la JAXA ha in programma sempre entro quest'anno una seconda vela solare, più grande e fornita del motore ionico, che potrebbe essere diretta verso Giove e gli asteroidi Troiani. Nella illustrazione (Credit: PLANET-C Team / Japan Aerospace Exploration Agency) la sonda in orbita attorno a Venere.
Fonte: JAXA |
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12/05/2010 - Spostata una Soyuz sulla ISS - I residenti della Stazione Spaziale Internazionale hanno spostato la loro capsula Soyuz da un boccaporto di attracco ad un altro mercoledì mattina, lasciando libero il posto dove gli astronauti della navetta spaziale Atlantis installeranno il nuovo modulo Rassvet il prossimo martedì. Il Comandante Oleg Kotov e gli Ingegneri di Volo T.J. Creamer e Soichi Noguchi sono saliti a bordo della Soyuz TMA-17 nelle prime ore del mattino ed hanno indossato le loro tute spaziali Sokol per un breve viaggio attorno all'avamposto. Originalmente parcheggiata al boccaporto che guarda verso la Terra del modulo Zarya della stazione, il riposizionamento della Soyuz era un prerequisito critico per l'imminente missione costruttiva di Atlantis. La navetta trasporterà il Mini Research Module 1 Russo, chiamato Rassvet, che verrà agganciato permanentemente al boccaporto di Zarya. Il nuovo modulo ha il duplice scopo di dare spazio per esperimenti scientifici e di servire come compartimento di attracco per i futuri veicoli in visita. Ora che la stazione è cresciuta Rassvet darà un maggiore spazio dalle altre strutture quando un veicolo spaziale si avvicinerà per il l'attracco. Con Kotov ai comandila Soyuz TMA-17 ha lasciato Zarya alle 9.26 a.m. EDT (le 15.26 ora italiana) mentre volava a circa 352 km sopra il nord Africa. Una telecamera posta nel muso della capsula ha permesso di controllare che non ci fossero ostruzioni o detriti per l'arrivo di Rassvet. La capsula si è allontanata a distanza di sicurezza dalla stazione, ha completato una manovra di rotazione, ha volato attorno al di sotto e poi si è allineata con il boccaporto posteriore del modulo Zvezda. I Controllori di Volo Russi hanno dato ai cosmonauti l'approvazione per iniziare l'avvicinamento finale mentre iniziava la notte orbitale. Il veicolo spaziale si è riagganciato alla stazione alle 9.53 a.m. EDT mentre il complesso orbitale sorvolava il Pacifico a sudest del Giappone. I controlli di tenuta e pressione hanno richiesto un paio di orbite per essere completate prima che i portelli potessero essere riaperti alle 12.40 p.m. EDT (le 18.40 ora italiana) e l'equipaggio potesse fluttuare all'interno della stazione. La capsula Soyuz TMA-17 è stata lanciata verso l'avamposto lo scorso dicembre e rimarrà al boccaporto di Zvezda fino a che Kotov, Creamer e Noguchi non lasceranno la stazione il 1° giugno per tornare sulla Terra.
Fonte: SpaceflightNow |
11/05/2010 - La prima Soyuz verrà lanciata dalla Guyana entro il 2010 - Il Comitato di Consultazione Soyuz, composto dai rappresentanti dell'Agenzia spaziale russa Roscosmos, l'Agenzia spaziale europea (ESA), la francese CNES ed Arianespace, si è riunito martedì 11 Maggio nella Guiana francese. Ha confermato che il lancio inaugurale della Soyuz dalla Guiana Space Centre si terrà durante il quarto trimestre del 2010.
L'incontro è stato chiamato a prendere atto dei progressi del lavoro effettivo sulla rampa di lancio Soyuz al Centro spaziale della Guyana, e di approvare il calendario generale per l'assemblaggio e le prove che porteranno al lancio inaugurale. Quasi tutti i sistemi russi ed europei sono ora in fase di qualificazione. Il primo lanciatore Soyuz che si alzerà in volo dalla Guiana Space Centre è già in montaggio nell'edificio di assemblaggio (nella foto Credit: ESA/CNES/ARIANESPACE - Optique Video CSG - P. Baudon). La riunione del Comitato consultivo Soyuz è stata co-presieduta da Anatoli Perminov, direttore di Roscosmos, Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell'ESA, Yannick d'Escatha, Presidente del CNES, e Jean-Yves Le Gall, presidente e CEO di Arianespace. Hanno anche partecipato alla riunione i capi della direzione del lanciatore dell'ESA, della Guiana Space Centre, della direzione CNES Launcher, il Samara TsSKB-Progress (prime contractor per il sistema di lancio Soyuz), la NPO-Lavotchkine (prime contractor per il Fregat superiore stadio) e la TsENKI (prime contractor per le infrastrutture a terra). Con Ariane 5, Vega e Soyuz tutti lanciabili dalla Guiana Space Centre, l'Europa potrà offrire una gamma completa di veicoli di lancio, consentendo di soddisfare l'intera gamma di requisiti per tutti i clienti Arianespace. L'Agenzia spaziale europea (ESA) ha istituito il programma "Soyuz al Centro spaziale della Guiana (CSG)" per rafforzare la collaborazione con la Russia su veicoli di lancio. Il programma è organizzato come segue:
* L'ESA è il proprietario ed è responsabile per il pieno sviluppo del programma e controlla le strutture di lancio del Complesso Soyuz ad Arianespace per il suo sfruttamento.
* L'Agenzia Spaziale Federale Russa (Roscosmos) ha la responsabilità globale del programma da parte Russa, e coordina le attività del settore russo coinvolto nel programma.
* Il CNES (agenzia spaziale francese) è prime contractor del progetto e architetto di sistema per il sistema di lancio Soyuz al CSG.
* L'Arianespace è responsabile per la fornitura di sistemi russi al CSG, del coordinamento e del supporto delle attività Russe per la fase di sviluppo. Arianespace sarà inoltre l'operatore per la fase operativa per il lancio della Soyuz-ST presso CSG.
Fonte: ESA |
11/05/2010 - L'equipaggio di Atlantis arriva al KSC - Il conto alla rovescia per il lancio della navetta spaziale Atlantis per la sua missione STS-132 è ufficialmente partito. L'orologio del countdown al Kennedy Space Center della NASA in Florida è stato attivato alle 4 p.m. EDT (le 22 ora italiana) ed ha iniziato a scorrere all'indietro partendo da T-43 ore. "Le squadre al Kennedy Space Center e negli altri centri sparsi nel Paese hanno lavorato duramente per preparare il veicolo per il volo, ed io sono felice di confermare che tutto sta proseguendo senza problemi alla rampa 39A," ha dichiarato questa mattina Steve Payne, Test Director della NASA. "Atlantis, equipaggio e team di lancio sono pronti per il via e guardano con fiducia verso un bellissimo lancio venerdì pomeriggio." Durante la missione di 12 giorni, Atlantis ed i sei astronauti consegneranno un Integrated cargo Carrier ed il Mini Research Module Russo alla Stazione Spaziale Internazionale. I tecnici chiuderanno i portelloni della stiva oggi sebbene alcuni esperimenti verranno aggiunti nel ponte mediano di Atlantis circa 28 ore prima del lancio. Gli astronauti di Atlantis sono arrivati al Kennedy lunedì sera, atterrando nella Shuttle Landing Facility a bordo di quattro jet T-38 alle 6.49 p.m. (le 1.49 ora italiana di martedì). Oggi i membri dell'equipaggio ripasseranno il materiale dei giorni di volo e prenderanno parte ad un controllo delle loro tute aranciani che saranno utilizzate durante il lancio ed il rientro. Il decollo è previsto per il 14 maggio alle 2.20 p.m. (le 20.20 ora italiana). Secondo l'ufficiale meterologico della NASA che si occupa dei lanci shuttle, Kathy Winters, il tempo dovrebbe essere favorevole, con un 70 per cento di probabilità di buone condizioni. La preoccupazione primaria per venerdì riguarda la possibilità di uno strato di nubi basse. Parzialmente nuvoloso e generalmente condizioni di secco domineranno le ore pomeridiane durante tutto il fine settimana. La missione STS-132 sarà la 34esima missione dello Space Shuttle in supporto all'assemblaggio e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale e la terzultima di tutto il Programma Space Trasportation System. Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) l'equipaggio di Atlantis appena dopo l'arrivo al KSC. Da sinistra gli Specialisti di Missione Michael Good e Garrett Reisman, il Pilota Tony Antonelli, il Commandante Ken Ham e gli Specialisti di Missione Steve Bowen e Piers Sellers.
Fonte: NASA |
11/05/2010 - Diego Urbina é stato scelto per Mars500 ! - Due europei, tre russi ed un cinese chiuderanno il portello dei moduli di Mars500 in Giugno per iniziare una missione da record. Uno di loro è l'italo-colombiano Diego Urbina. L'altro europeo é il francese Romain Charles. L'annuncio con la lista finale dei partecipanti verrà dato più avanti ma i membri Europei sono già stati selezionati per permettere loro di visitare la famiglia e gli amici prima di cominciare questa speciale "missione spaziale" per molti versi ancora più complessa di quelle in cui si è veramente lanciati in orbita. Diego Urbina ha 26 anni e già una significativa esperienza in campo spaziale e, al momento della selezione, ha detto: "Sono veramente eccitato e felice per questa possibità che mi viene offerta ma naturalmente ho anche un misto di sentimenti e sono un po' preoccupato dagli imprevisti, soprattutto psicologici, che potrebbero accadere durante l'isolamento." Durante la missione, Diego ci informerá via web:"spero di avere molte risposte!" Simonetta Di Pippo, Direttore del Programme ESA per i voli Umani, ha dichiarato:"Sono orgogliosa di questi giovani che non solo sono così coraggiosi da partecipare a questo esperimento che farà storia ma che sono anche pronti a dedicare così tanto del loro tempo a favore dell'attività spaziale e alle generazioni future. Marte rimane un obiettivo del programma globale di esplorazione umana e Mars500 fornirà informazioni estremamente interessanti sugli aspetti umani delle missioni spaziali abitate future che andranno verso il pianeta a noi vicino" Nella foto (Credit: ESA) da sinistra il francese Romain e l'italo-colombiano Urbina di fronte all'edificio che ospita il complesso Mars500, vicino Mosca.
Fonte: ESA |
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10/05/2010 - Progress M04-M: Missione Autonoma - Il Progress M-04M si è sganciato oggi con successo dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il comando di partenza è stato dato dalla ISS alle 14.13 ora di Mosca (le 12.13 ora italiana) e tre minuti dopo, il Progress si è separato dal boccaporto del modulo Zvezda. Il veicolo era rimasto attraccato a questo boccaporto fin dallo scorso 3 febbraio. Dopo la separazione il Progress proseguirà il suo volo autonomamente per circa un mese e mezzo. Prima della uscita dall'orbita verranno compiuti una serie di esperimenti geofisici. Entro un paio di giorni il veicolo per equipaggio Soyuz TMA-17 verrà riposizionato dal modulo Zarya al boccaporto lasciato libero dal Progress. Il boccaporto di Zarya verrà infatti occupato dal nuovo modulo Russo Rassvet che arriverà alla ISS a bordo della navetta USA a metà maggio.
Fonte: Roscosmos |
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09/05/2010 - Cinque giorni al lancio di STS-132 -A solo cinque giorni dal lancio della navetta spaziale Atlantis per la sua missione STS-132 alla Stazione Spaziale Internazionale i preparativi finali sono in corso. Il lancio è stato ufficialmente fissato per il 14 maggio alle 2.20 p.m. EDT (le 20.20 ora italiana). Alla rampa 39A del Kennedy Space Center della NASA i tecnici sono pronti a chiudere i portelli della stiva di Atlantis a supporto delle operazioni di carico. Il Comandante Ken Ham guiderà i sei membri dell'equipaggio durante il volo della durata di 12 giorni. Gli astronauti si sono presi un secondo giorno di riposo prima di entrare nel periodo di quarantena venerdì in preparazione per l'imminente missione. L'equipaggio è previsto che arriverà al Kennedy lunedì 10 maggio nel pomeriggio. Atlantis ed il suo equipaggio consegneranno un Integrated Cargo Carrier ed il modulo Russo Mini Research Module alla Stazione Spaziale Internazionale. Il conteggio alla rovescia partirà l'11 maggio alle 4 p.m. (le 22 ora italiana) quando l'orologio posto al complesso di lancio che si affaccia sul mara inizierà a scorrere all'indietro da T-43 ore.
Fonte: NASA |
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07/05/2010 - Proclamato il vincitore del Premio Letterario Galileo 2010 - Di fronte a oltre 700 studenti delle quarte superiori, in rappresentanza dei circa 2500 ragazzi che hanno composto la giuria popolare del Premio Galileo per la divulgazione scientifica 2010, è risultato vincitore della IV edizione: Rino Rappuoli-Lisa Vozza "I vaccini dell'era globale" Zanichelli 2009. La cerimonia finale, si è tenuta nella splendida cornice del Palazzo della Ragione di Padova, con i suoi affreschi un tempio della scienza del ‘300. Mentre sul maxischermo venivano proiettati i risultati dello spoglio delle schede, tra il “tifo” degli studenti presenti, gli autori finalisti hanno spiegato il significato delle loro opere e risposto alle domande dei ragazzi sollecitati dal conduttore Patrizio Roversi, brillante e simpatico padrone di casa. Il Sindaco di Padova Flavio Zanonato, gran patron del Premio, ha sottolineato il valore del sapere scientifico “che favorisce il dialogo e il confronto civile tra diverse posizioni attraverso il metodo razionale. E’ significativo – ha continuato - che il Premio si tenga a Padova, città dove nata la scienza sperimentale”. Per l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio “il Premio aiuta la cultura italiana a uscire da quell’ambito ‘Crociano’ che per troppi anni l’ha contraddistinta”. Paolo Rossi, presidente della Giuria scientifica, ha commentato il Premio come un segnale “della crescita in Italia della cultura scientifica che negli ultimi anni ha dimostrato grandi progressi.” Un volume agile e veloce quello scritto da Rino Rappuoli e Lisa Vozza che si è conteso all’ultimo voto la quarta edizione del Premio Galileo, 33 voti contro i 32 voti del volume di Leonard Susskind La Guerra dei buchi neri, Adelphi editore. “Penso che sia piaciuto tanto ai giovani – dice Luisa Vozza – perché è un volume che parla di problemi vicini all’esperienza e fornisce informazioni scientifiche di grande utilità ma racconta anche una storia e tante curiosità. Nel volume si parla, infatti, della peste che nel 1348 ha bloccato lo sviluppo di Siena e di come già nel 500 a.c. in Cina si praticava una sorta di protovacinazione”. Ma chi ha salvato più vite umane? ha chiesto Patrizio Roversi. “I vaccini – risponde sicura Lisa Vozza - hanno salvato più vite umane che qualsiasi altra medicina.” Ma nel nostro mondo sviluppato ha ancora senso vaccinare i bambini? “Bisogna vaccinarli – è la risposta di Vozza -. Sembra che le malattie infettive siano scomparse solo perché continuiamo con i vaccini. Non dobbiamo smettere, non possiamo abbassare la guardia”.
Gli altri finalisti: “La Guerra dei Buchi Neri” di Leonard Susskind (Adelphi 2009), secondo con 32 voti; “I Geni altruisti. Come il DNA può essere usato per migliorare la nostra vita” di Gabriele Milanesi (Mondadori, 2009) terzo con 27 voti; “La lettera di Pascal. Storia dell’equazione che ha fondato la teoria della probabilità”, di Keith Devlin (Rizzoli 2008) quarto con 18 voti; “Il fascino della matematica. Un viaggio attraverso i teoremi”, di Antonio Ambrosetti (Bollati Boringhieri 2009) quinto con un voto. Fonte: Ufficio Stampa Premio Galileo |
06/05/2010 - Pad Abort-1 svolto con successo - Il test Pad Abort 1 della NASA, un lancio del sistema di aborto (LAS) designato per il veicolo per equipaggio Orion, è decollato alle 9 a.m. EDT (le 15.00 ora italiana) di giovedì dal poligono missilistico dell'US Army di White Sand (WSMR) vicino a Las Cruces, New Mexico. Il volo è durato circa 135 secondi dal momento del lancio fino a che il modulo dell'equipaggio ha toccato il suolo circa un chilometro e mezzo dalla rampa. Il volo era il primo test integrato per il sistema di aborto al lancio. Le informazioni acquisite dal test aiuteranno a migliorare le caratteristiche e le analisi dei sistemi futuri di aborto al lancio, con il risultato di rendere più sicuri ed affidabili la capacità di salvataggio dell'equipaggio in un'emergenza al razzo durante il lancio. Il test ha coinvolto tre motori. Un motore di aborto ha prodotto quasi istantaneamente 250 tonnellate di spinta per spingere il modulo equipaggio lontano dalla rampa. Questo motore ha funzionato approssimativamente per 6 secondi con la spinta maggiore nei primi 2,5 secondi. Il modulo equipaggio ha raggiunto una velocità di circa 716 km/h nei primi tre secondi, con una velocità massima di 867 km/h, in una traiettoria parabolica con un'altezza massima di circa 1.600 metri. Il motore di controllo di assetto si è acceso simultaneamente al motore di aborto ed ha deviato il veicolo utilizzando otto propulsori che producevano 3 tonnellate di spinta. Questi motori davano la giusta spinta per far si che il modulo equipaggio eseguisse una traiettoria di volo controllata ed orientasse il veicolo mentre il sistema di aborto si spegneva. Il motore di rilascio, il solo dei tre motori che sarebbe poi utilizzato in tutti i lanci nominali del razzo, ha tirato via l'intero sistema di aborto al lancio lontano dal modulo equipaggio ed ha liberato la strada al paracadute per l'apertura e l'atterraggio. Dopo che i bulloni esplosivi sono saltati ed il motore di rilascio separava il sistema dal modulo equipaggio veniva dispiegato il sistema di paracadute. I paracadute quidavano il modulo equipaggio ad un atterraggio a circa 25 km/h a circa 1.600 metri dalla rampa di lancio. Il Progetto Orion ha iniziato l'operazione di recupero di tutti i vari dispositivi dal WSMR e tutti questi verranno valutati assieme ai dati ottenuti nel corso delle prossime settimane. Nella immagine (Credit: NASA/TV) il simulacro della capsula Orion ed il LAS pronti al via del test.
Fonte: NASA |
06/05/2010 - Herschel rivela i segreti della nascita delle stelle - "Prima di Herschel, non era chiaro come il materiale della Via Lattea si fosse composto a densitá abbastanza alte ed a temperature sufficientemente basse da formare le stelle." ha dichiarato Sergio Molinari dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Roma. I primi risultati scientifici dell'osservatorio spaziale a raggi infrarossi Herschel dell'ESA presentati oggi nella sede ESA in Olanda mostrano dettagli prima sconosciuti nella formazione delle stelle. Nuove immagini mostrano migliaia di galassie distanti che costruiscono furiosamente stelle e bellissime nuvole di stelle in formazione attraversano la Via Lattea. Una immagine ha addirittura ripreso una stella "impossibile" nell'atto della sua formazione. Herschel è il più grande telescopio astronomico mai piazzato nello spazio. Il diametro del suo specchio principale è quattro volte più largo di ogni altro telescopio infrarosso ed è una volta e mezzo più grande di quello dell'Hubble Space Telescope. Utilizzando la sua risoluzione e sensibilità senza precedenti Herschel sta conducendo un censimento delle regioni di formazioni delle stelle nella nostra Galassia. Le osservazioni di Herschel della nuvola di formazione di stelle RCV 120 ha rivelato un embrione di stella che sembra possa diventare una stella più grande e più luminosa di tutta la Galassia entro alcuni centinaia o migliaia di anni. Infatti già adesso contiene circa da otto a dieci volte la massa del nostro Sole ed attorno è circondata da altre 2.000 masse solari di gas e polvere dal quale potrà accrescersi ancora. Nella foto (Credit: ESA/PACS/SPIRE/HOBYS Consortia) la bolla galattica RCV 120.
Fonte: ESA |
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05/05/2010 - Pad Abort-1 pronto per il lancio di domani - Con centinaia di test e verifiche ufficialmente completate i membri della Flight Test Readiness Review si sono trovati d'accordo all'unanimità che il Pad Abort-1 (PA-1) è pronto per il lancio del 6 maggio al Poligono Missilistico di White Sands, New Mexico. Anche se in una revisione prima di ogni lancio vi sono sempre aperte delle questioni che devono essere chiuse prima che la missione riceva il "via". Se infatti ci fosse qualche problema con l'attrezzatura o con il software la data di lancio verrebbe rinviata fino a che i problemi non fossero risolti. Ma, il 22 aprile, il team responsabile di PA-1 ha concluso che tutto l'hardware ed il software in supporto al lancio è pronto per il volo e che le strutture e l'assetto del poligono sono a posto e che il team del volo di prova è preparato per eseguire PA-1 efficientemente ed in sicurezza. PA-1 è il primo volo di prova completamente integrato del sistema di aborto al lancio che è stato sviluppato per il veicolo esplorativo con equipaggio Orion. Il test fa parte di una missione in corso per sviluppare veicoli più sicuri per le applicazioni nel volo spaziale umano. La sola questione che rimane in dubbio sono le condizioni meteo ed in particolare il vento. La squadra del volo di prova controllerà da vicino le condizioni meteo nel giorno del test con il lancio previsto per le 9 a.m. EDT (15.00 ora italiana).
Fonte: NASA |
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04/05/2010 - Spedito il penultimo serbatoio esterno per lo Shuttle - Il serbatoio esterno ET-137 partirà oggi dal Michoud Assembly Facility della NASA diretto al Kennedy Space Center. La Lockheed Martin ha completato la costruzione di ET-137 per la NASA il 30 aprile ed lo ha sistemato sull'apposita chiatta, Pegasus, il primo maggio. A causa dei forti venti nella zona di New Orleans è stata rinviata la partenza da Michoud. Il viaggio per il Kennedy Space Center è di circa 1.450 km ed occorrono circa sei giorni. Due rimorchiatori scorteranno la Pegasus con a bordo ET-137 dall'Intracoastal Canal fino a porto di Gulfport dove verrà presa in consegna dalla nave Freedom Star, quella che si occupa del recupero dei booster dello shuttle. La Freedom Star trainerà la Pegasus per tutto il Golfo del Messico, attorno a Key West e poi di nuovo su per la costa est della Florida fino al KSC. L'arrivo della Freedom Star è prevista per il 9 maggio. La Lockheed Martin ha costruito 133 serbatoio che hanno volato per il programma Space Shuttle e che si concluderà entro il 2010 dopo 29 anni. l'ET-137 è il penultimo serbatoio che verrà consegnato al KSC ed al momento è previsto che sia destinato alla navetta Endeavour, alla sua ultima missione, che dovrebbe volare in orbita a metà novembre con destinazione Stazione Spaziale Internazionale. La Lockheed Martin sta costruendo l'ET-138 che dovrebbe essere terminato il prossimo mese e dovrebbe volare con la navetta Discovery il 16 settembre. Inoltra la compagnia sta completando l'ET-122, un serbatoio di riserva che venne danneggiato durante l'uragano Katrina, ma al momento non è previsto che voli. Troppo largo per viaggiare per ferrovia o per le strade, il serbatoio esterno è alto come un palazzo di 15 piani ed è 8,5 metri di diametro.
Fonte: Spaceref |
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04/05/2010 - La Slovacchia firma un accordo di cooperazione con l'ESA - La Repubblica Slovacca ha firmato il 28 aprile un accordo di cooperazione con l'ESA. Questo accordo permetterà alla Repubblica Slovacca ed all'ESA di creare un sistema per consolidare le relazioni nel futuro. Peter Ulsroj, Direttore degli Affari Legali e delle Relazioni Esterne dell'ESA e Ján Mikolaj, Ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica Slovacca hanno firmato l'accordo a Bratislava. L'accordo di cooperazione è solo un punto di partenza ed alcune aree di cooperazione sono già state identificate nella scienza spaziale, osservazione della Terra e ricerca in microgravità. Contatti e discussioni con ESA erano iniziati nel 2004 attraverso il rappresentante Slovacco dell'High Level Space Policy Group. Dopo una visita di una delegazione ESA a Bratislava alla fine del 2008, il Ministero della Pubblica Istruzione Slovacco è stato designato come agenzia nazionale per proseguire le discussioni con l'ESA ed è stato creato un comitato di esperti. Tale Comitato è composto di rappresentanti non solo dei Ministeri dei Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, Agricoltura, Economia, Ambiente, Affari Esteri e dell'Istruzione, ma anche presso l'Accademia slovacca delle scienze, l'Ufficio di Governo della Repubblica slovacca, la Conferenza dei Rettori Slovacchi, l'Associazione delle Industrie e le organizzazioni di Ricerca a Sviluppo. La Repubblica slovacca ha una lunga tradizione nelle scienze spaziali. Il cosmonauta Cecoslovacco Vladimír Remek (che ha madre ceca e padre slovacco) ha volato nello spazio nel 1978, mentre Ivan Bella divenne il primo cittadino slovacco nello spazio a bordo della Soyuz TM-29 nel 1999. Varie organizzazioni slovacche sono già state coinvolte in attività dell'ESA attraverso partecipazioni con altri Stati membri dell'ESA. L'Istituto Slovacco di Fisica Sperimentale, per esempio, ha lavorato su Rosetta, BepiColombo, Venus Express e Double Star con l'Università Nazionale d'Irlanda. L'Accademia delle Scienze slovacca partecipa al progetto IMPRESS. Questa attività è stata co-finanziato dalla Comunità Europea e dall'ESA, con l'obiettivo di comprendere i collegamenti critici tra i processi di solidificazione delle leghe intermetalliche, la struttura di questi materiali su scala micro e nanometrica, e la loro meccanica finale, chimicha e fisica. Sono già avvenuti importanti contributi slovacchi verso lo sviluppo di queste leghe e gli esperimenti di microgravità nello spazio sono stati importanti.
Fonte: ESA |
04/05/2010 - Slitta ancora il primo volo del Falcon 9 - Il primo lancio del razzo Falcon 9 potrebbe avvenire il 23 maggio, al più presto, ma questo dipende dai test di qualificazione di un componente del sistema esplosivo di Terminazione del Volo. La SpaceX ha chiesto ai responsabili dell'Air Force che si occupano della sicurezza del poligono di Cape Canaveral di tenersi comunque pronti amche per il 16 o 17 maggio se queste date diventassero disponibili. Infatti il poligono della Florida ha un calendario di lanci molto fitto questo mese con il previsto decollo di Atlantis il 14 maggio e quello di un Delta il 20. Anche l'atterraggio di Atlantis previsto per il 26 maggio potrebbe richiedere il supporto del poligono che ha bisogno di due giorni per resettarsi fra due lanci o atterraggi. Secondo quanto riportato ufficialmente dall'Air Force la SpaceX ha chiesto il 23 maggio dopo il rifiuto per il 16 e 17. I responsabili della SpaceX sono cauti nel dichiarare una data di lancio. Il lancio non avverrà fino a che i test di qualificazione del sistema di distruzione del Falcon 9 non saranno completati. Al momento la parte critica è il congegno che si occupa di mettere in sicura o di armare il dispositivo, secondo quanto dichiarato dal fondatore di SpaceX, Elon Musk, in una e-mail. Dopo la positiva accensione dei nove motori Merlin avvenuta lo scorso 13 marzo la SpaceX aveva eseguito nuovamente un rifornimento del razzo il 16 aprile per verificare che il sughero, utilizzato come isolante termico del primo stadio, rimanesse aderente al vettore durante questa operazione e per dare maggiore pratica alla squadra di lancio prima del volo. Anche questo ultimo test si era svolto regolarmente e quindi ora si attende soltanto la certificazione del sistema di distruzione controllato del vettore per far si che l'Air Force che gestisce il poligono di lancio di Cape Canaveral dia il benestare per il lancio. Nella foto (Credit: SpaceX) il momento dell'accensione di prova dei nove motori del Falcon 9 sulla rampa 40 di Cape Canaveral avvenuto lo scorso 13 marzo.
Fonte: SpaceflightNow |
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03/05/2010 - Satellite fuori controllo mette in pericolo altri veicoli spaziali. - Un satellite della Intelsat ha cessato le comunicazioni con i suoi controllori lo scorso mese e senza più controllo ha iniziato a muoversi verso est lungo l'orbita geostazionaria minacciando di interferire con altri satelliti su questa posizione. In quello che fonti ufficiali della compagnia hanno definito un evento senza precedenti, il satellite per telecomunicazioni Intelast Galaxy 15, è rimasto pienamente acceso con i suoi trasmettitori in banda C ancora in funzione anche se ha lasciato la sua posizione orbitale a 133° ovest di longitudine a 36.000 km sopra l'equatore. Galaxy 15 ha cessato di rispondere ai comandi il 5 aprile ed il satellite, costruito dalla Orbital Sciences Corp. della Virginia, aveva dovuto subire un'intensa tempesta solare nei primi giorni di aprile che avrebbe potuto causare i problemi di comunicazioni. Il satellite era stato lanciato nel 2005. Il primo satellite che dovrà subire le interferenze del Galaxy 15 sarà l'AMC-11 della Lussemburghese SES che staziona a 131° gradi ovest, appena a due gradi di distanza dalla posizione di partenza del Galaxy 15. I responsabili della Intelsat e della SES hanno avuto degli incontri fin dal 5 aprile per coordinare come minimizzare l'impatto del Galaxy 15 sui fruitori dell'AMC-11. Non rimane però chiaro se la SES sarà in grado di impedire i problemi di interferenza quando il Galaxy 15 entrerà nel territorio orbitale di AMC-11 anche se la compagnia ha beneficiato della piena collaborazione della Intelsat, il più grande competitor della SES. Le stime indicano che il 23 maggio il Galaxy 15 transiterà a circa un grado di distanza dall'AMC-11 e continuerà a muoversi fino ad uscire dalla zona attorno al 7 giugno. L'Intelsat tenterà il 3 maggio un'ultima carta, invierà un potente segnale diretto verso il satellite Galaxy 15 nel tentativo di farlo spegnere completamente. Comunque anche se il tentativo avesse successo Galaxy 15 rimarrebbe comunque un problema per il suo continuo spostamento lungo l'arco geostazionario. Sebbene questo sia un problema con il quale gli operatori dei satelliti devono convivere e gli esperti sanno che vi sono dozzine di veicoli spaziali e questi a volte sono chiamati "zombiesat" che per varie ragioni non sono stati rimossi dalla superstrada geostazionaria prima di guastarsi completamente.
Fonte: Space.com |
03/05/2010 - Le immagini NASA della marea di petrolio nel Golfo del Messico - Il satellite Terra della NASA ha sorvolato la fuga di petrolio della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico sabato 1° maggio ed ha catturato una immagine a colori naturali della gigantesca macchia nera. La perdita di petrolio è il risultato di un incidente, avvenuto il 20 aprile, che ha distrutto la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon posta nel Golfo del Messico a circa 80 km dalla costa. Lo strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) del satellite Terra ha catturato questa immagine a colori naturali e la macchia di petrolio appare come una zona grigia sulla superficie dell'Oceano rendendola visibile al sensore del satellite dalla riflessione del Sole sulla superficie del mare. Il 1° maggio gran parte della macchia oleosa si trovava a sudest del delta del Mississippi. LA NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) è l'agenzia federale a capo dell'emergenza della fuga di petrolio ed utilizza aerei che sorvolano la zona per controllare la situazione. I satelliti della NASA Terra ed Aqua stanno aiutando la NOAA con le immagini dell'area interessata dal disastro ecologico. Domenica 2 maggio la NOAA ha vietato la pesca nelle acque del Golfo del Messico dalla foce del Mississippi a Pensacola Bay per una durata di 10 giorni. Nella foto (Credit: NASA/Goddard/MODIS Rapid Response Team) l'immagine del satellite Terra della macchia di petrolio nel Golfo del Messico.
Fonte: NASA |
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02/05/2010 - Progress 37 attracca in manuale alla Stazione Spaziale Internazionale - Questa notte alle 01.35 ora di Mosca (le 23.35 ora italiana di sabato) i membri Russi della Stazione Spaziale Internazionale hanno aperto i portelli fra la stazione ed il veicolo automatico cargo di rifornimento Progress M-05M. Il Progress 37 (M-05M) aveva attraccato al boccaporto del modulo Pirs ieri, primo maggio, alle 10.30 p.m. ora di Mosca (le 20.30 ora italiana), in modalità manuale a causa di un problema sconosciuto nella sequenza automatica. La situazione verrà analizzata più avanti ma gli esperti sospettano che ci sia stato un guasto al sistema di propulsione del Progress. Il Comandante di Spedizione 23 Oleg Kotov ha avuto ordine dai controllori di volo Russi alle 2.12 p.m. EDT (le 20.12 ora italiana) di attivare il sistema TORU, che utilizza schermi video e joystick per telecomandare in remoto il volo della Progress M-05M dall'interno della stazione. Kotov ha escluso l'autopilota del Progress ed ha preso i comandi del veicolo quando si trovava a circa 1.000 metri dalla stazione. Nonostante il cambio di programma il Progress è stato rilevato con successo ed attraccato al boccaporto del compartimento Pirs. Il Progress ha trasportato oltre 2.600 kg di materiale alla stazione incluso propellente, ossigeno, cibo, attrezzatura scientifica, apparecchiature per la sezione Russa ed Statunitense della stazione e pacchi personali per l'equipaggio. Il Progress era stato lanciato con un razzo vettore Soyuz da Baikonur il 28 aprile scorso.
Fonte: Roscosmos - SpaceflightNow |
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30/04/2010 - Cresce la competizione nei voli suborbitali passeggeri. - Una compagnia americana specializzata nel turismo spaziale che offre viaggi multimilionari verso la Stazione Spaziale Internazionale ha appena siglato un accordo per offrire voli suborbitali a metà del prezzo della concorrenza, 102.000 dollari. La compagnia della Virginia, la Space Adventures, ha firmato infatti un contratto in esclusiva con la Armadillo Aerospace, una compagnia del Texas fondata dall'imprenditore di giochi per computer, John Carmack, per offrire poltrone a turisti spaziali per il nuovo veicolo a razzo suborbitale che è al momento in sviluppo alla Armadillo. I voli a bordo del razzo lanciato verticalmente della Armadillo avverranno da uno spazioporto posto negli USA e porteranno i passeggeri ad oltre 100 km di altezza, dove comincia lo spazio. Al momento dello spegnimento del motore le persone a bordo sperimenteranno circa 5 minuti di assenza di gravità e potranno avere l'opportunità di vedere l'orizzone della Terra dallo spazio a 360 gradi. Il tempo nello spazio sarà di pochi minuti ma l'esperienza completa compreso l'addestramento durerà alcuni giorni. E se i 102.000 dollari di prezzo per un volo suborbitale della Space Adventures vi sembra caro dovete pensare che è 100.000 dollari meno di quello offerto dalla compagnia rivale Virgin Galactic per un posto sul loro SpaceShipTwo, che al momento è in fase di test. Il presidente della Space Adventures ha dichiarato che maggiori informazioni verranno rilasciate il prossimo mese durante la International Space Development Conference che si terrà a Chicago. La Space Adventures è l'unica compagnia che ha venduto voli spaziali diretti alla Stazione Spaziale Internazionale attraverso un accordo diretto con la Russian Federal Space Agency, al costo di circa 35 milioni di dollari l'uno. L'ultimo volo è avvenuto nell'ottobre del 2009 con l'invio del miliardario canadese Guy Laliberte 11 giorni nello spazio. La Armadillo Aerospace è un'azienda leader nello sviluppo di veicoli a razzo riutilizzabili e produce anche i motori a razzo per i velivoli X-racer della Rocket Racing League, una specie di gara nel cielo con aerei propulsi da razzi. La compagnia ha inoltre costruito razzi che decollano ed atterrano verticalmente per competere in una gara a premi indetta dalla NASA. Nel novembre 2009 la Armadillo Aerospace si è classificata al secondo posto ed ha vinto un premio di 500.000 dollari in una gara sponsorizzata dalla NASA per far volare un veicolo a razzo autocostruito che simulava una missione di atterraggio lunare.
Fonte: Space.com |
30/04/2010 - Galileo fa un altro passo avanti - La notizia risale allo scorso febbraio, ma è stata ufficializzata solo adesso: la prima delle “stazioni di terra” che serviranno il sistema di navigazione satellitare europeo GALILEO è cosa fatta. Si chiama IST (Ice Station Troll) ed è situata in uno dei luoghi più freddi, secchi e ventosi del mondo: l’Antartide. BT (British Telecom), contractor ESA anche per le altre stazioni da realizzare in una serie di isole (tra cui Pasqua, Reunion, Nuova Caledonia e Hawai), ne aveva cominciato la pianificazione nel 2008. Ma è solo dal novembre scorso che, approfittando di una benevola finestra meteo, si è potuto iniziare a costruirla. BT ha tra l’altro da poco sottoscritto un ampliamento del contratto con ESA per l’ulteriore sviluppo della rete di diffusione dati durante la fase pilota di GALILEO. Nel frattempo l’ESA ha aperto un “Announcement of Opportunity” per studi scientifici avanzati focalizzati proprio sull’”Evolution Programme” del GNSS (il sistema globale di navigazione satellitare che integra il segnale del GPS con quello russo di GLONASS e quello europeo di GALILEO). L’Agenzia Spaziale Europea vuole promuovere l’utilizzo scientifico di EGNOS e GALILEO. Assestando una decisa accelerazione allo sviluppo tecnologico di tutte le applicazione legate al segnale proprio in vista dello sviluppo dei satelliti di navigazione di nuova generazione. Ma non è tutto. Perché proprio a partire dal 27 si è svolta a Taipei, Taiwan, una intensa due giorni intitolata “GALILEO Executive Forum”. Era presente Michel Bosco, che per la Commissione Europea coordina gli sviluppi applicativi del GNSS curandone anche le relazioni internazionali. Sottolineando non solo la compatibilità dei segnali GPS, GLONASS e GALILEO, ma anche le strette sinergie che si verranno a creare, Bosco ha invitato tutto il comparto dell’Hi-Tech taiwanese (da MediaTek a SkyTraq Technology, da Garmin Corp a Quanta Computer) ad esaminare ogni possibilità di cooperazione. Il ministro degli affari economici di Taipei ha nell’occasione dichiarato che qualora “tutto procedesse secondo i piani” nella fase iniziale di GALILEO le compagnie taiwanesi sarebbero “pronte ad investire circa 20 miliardi di dollari”.
Non ci poteva essere modo migliore per celebrare il secondo compleanno in orbita di GIOVE-B. Il satellite di validazione numero due del sistema GALILEO, lanciato dal cosmodromo russo di Baikonur il 27 aprile del 2008, gode di ottima salute e prosegue nel suo delicatissimo lavoro. Nella illustrazione (Credit: ESA) il logo del programma Europeo Galileo.
Fonte: ASI |
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28/04/2010 - Progress 37 lanciato verso la Stazione Spaziale - Il veicolo cargo ISS Progress 37 (M-05M) è stato lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, nel KAzakhstan il 28 aprile alle 12.15 p.m. EDT (le 18.15 ora italiana). L'attracco alla Stazione Spaziale Internazionale è previsto per sabato ed il veicolo spaziale automatico Progress è carico di 2.6 tonnellate di cibo, carburante, ossigeno, propellente e rifornimenti per l'equipaggio di Spedizione 23. Al momento del lancio la stazione stava passando esattamente sopra la rampa di lancio di Baikonur e l'equipaggio ha riportato di aver visto il momento dell'accensione dei motori del razzo sulla superficie buia della Terra. Il Progress è simile in apparenza ed ha alcuni elementi comuni del design del veicolo Soyuz, che trasporta i membri dell'equipaggi alla stazione, funge da scialuppa di salvataggio mentre sono li e poi li riporta a Terra. Il modulo di coda, il modulo strumentale e di propulsione, è quasi identico. Ma la seconda, delle tre sezioni che compongono il Progress, è un serbatoio per il propellente ed il terzo, la parte anteriore, è il modulo cargo. Sulla Soyuz il modulo di discesa, dove l'equipaggio è seduto al momento del lancio e del ritorno sulla Terra, è il modulo centrale ed il terzo è chiamato modulo orbitale. Il Progress 35 è stato deorbitato il 23 aprile quando ha acceso i propri motori per un'ultima volta alle 2.05 p.m. mandando il veicolo incontro ad un rientro distruttivo controllato sopra l'0ceano Pacifico. Il Progress 35 si era sganciato dal compartimento di attracco Pirs della stazione il 22 aprile. Quello di oggi era il 19esimo lancio orbitale mondiale, il 18esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonte: NASA |
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27/04/2010 - Rinviato a novembre il lancio di STS-134 - La NASA sta prendendo in considerazione di fare alcuni cambiamenti per le date di lancio degli ultimi due voli dello Space Shuttle. Gli scienziati dell'Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) hanno deciso di sostituire il magnete all'interno del modulo sperimentale di fisica delle particelle. Questa sostituzione permetterà un funzionamento di AMS più prolungato e questo sarà un vantaggio visto il prolungamento dell'operatività della Stazione Spaziale Internazionale almeno fino al 2020. Ma a causa della sostituzione del magnete la missione STS-134 di Endeavour, che dovrebbe trasportate AMS alla stazione e che era prevista per il 29 luglio ora non potrà essere effettuata prima di metà novembre 2010. Al momento una data esatta per il lancio non è ancora stata determinata. AMS è stato ideato per aiutare nello studio della formazione dell'Universoe per la ricerca della materia oscura, dell'antimateria e per la misurazione dei raggi cosmici. La missione STS-133 della navetta spaziale Discovery rimane al momento in linea per il lancio il 16 settembre ma i responsabili proseguiranno a valutare lo stato di avanzamento verso il volo e potranno apportare delle modifiche. Intanto i preparativi alla rampa 39A del Kennedy Space Center proseguono in preparazione dell'imminente missione STS-132 della navetta Atlantis. Durante la missione della durata di 12 giorni Atlantis ed il suo equipaggio consegneranno alla stazione spaziale l'Integrated Cargo Carrier (una specie di piattaforma carica di pezzi di ricambio per la ISS) ed il Mini modulo di Ricerca Russo "Rassvet". Al momento il carico è stato installato nella stiva della navetta ed oggi i tecnici provvederanno alla chiusura della parte finale dei razzi a combustibile solido. I sei astronauti di Atlantis, capeggiati dal Comandante Ken Ham, sono rientrati al Johnson Space Center della NASA a Houston, Texas, dopo aver partecipato la scorsa settimana al TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test) svoltosi al Kennedy. Oggi i membri dell'equipaggio hanno preparato la terza attività extraveicolare della missione facendo pratica delle procedure all'interno della piscina del Neutral Buoyancy Lab del Johnson. Il lancio della missione STS-132 è previsto per il 14 maggio alle 2.20 p.m. EDT (le 20.20 ora italiana).
Fonte: NASA |
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27/04/2010 - Lanciato satellite militare Russo - Un razzo Kosmos 3M lanciato dal nord della Russia durante la notte ha piazzato in orbita un satellite militare di navigazione a circa 960 km sopra la Terra. Il lanciatore a due stadi è decollato alle 5.05 ora di Mosca (le 3.05 ora italiana) dalla rampa 132 al Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia. Il carico utile segreto è giunto in orbita circa un'ora dopo, secondo l'agenzia di notizie Novosti. I dati di tracciamento USA mostrano che il satellite è stato rilasciato in un'orbita quasi circolare ad oltre 960 km di quota con un'inclinazione di circa 83 gradi. Il veicolo spaziale è stato chiamato Kosmos 2463 secondo la numerazione militare Russa dei sistemi di difesa satellitare. Le fonti ufficiali Russe non hanno divulgato nessun altra informazione sulla missione del satellite. Il carico utile dovrebbe essere un satellite Parus di navigazione e comunicazione per il Ministero della Difesa Russo. L'orbita raggiunta durante il lancio di martedì è infatti molto vicina a quella operativa per i satelliti Parus. Secondo fonti dei media riportati all'inizio del mese il Comandante delle Forze Spaziali Russe ha dichiarato che il razzo Kosmos 3M sarà ritirato questo anno dopo una serie di voli finali. Il Kosmos 3M è stato lanciato oltre 400 volte fin dagli anni '60. Il decollo di martedì era il 10mo lancio spaziale russo del 2010 da Plesetsk e Baikonur. Si è trattato del 18esimo lancio orbitale mondiale del 2010, il 17esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonte: SpaceflightNow |
27/04/2010 - La 'macchia nera' nel Golfo del Messico vista dallo spazio - Queste due immagini prese dal satellite Envisat mostrano la macchia di petrolio che si sta riversando nel Golfo del Messico, dopo lo scoppio della piattaforma petrolifera al largo delle coste della Louisiana, avvenuto il 22 Aprile scorso. Nell'immagine radar in bianco e nero la fuga di petrolio è visibile come un grigio scuro nell'angolo destro in basso mentre nell'immagine ottica si vede come una macchia chiara. Il delta del Mississippi si trova in alto a sinistra ed il Delta National Wildlife Refuge si estende all'interno del Golfo. Secondo fonti ufficiali circa 1.000 barili di petrolio si riversano ogni giorno in mare dalla tubatura danneggiata che si trova circa 1.500 metri sotto la piattaforma esplosa. Ieri pomeriggio la macchia ricopriva un'area di circa 77 km di lunghezza e 63 di larghezza. La Guardia Costiera USA, la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), la Britannica BP ed esperti industriali del petrolio stavano tentando di fermare la fuga in modo che la macchia non raggiunga la Costa del Golfo ed il suo fragile ecosistema. Per poter osservare i tentativi di pulizia la US Geological Survey, con l'aiuto della Guardia Costiera USA hanno richiesto mappe satellitari della zona all'International Charter Space and Major Disasters. la Charter è un'organizzazione internazionale, iniziata dall'ESA e dall'Agenzia Spaziale Francese (CNES) che mette i satelliti di ricognizione ambientale al servizio delle agenzie della protezione civile ed altri organismi che si occupano dei disastri naturali o causati dall'uomo. Envisat ha acquisito queste immagini con il suo Advanced Synthetic Aperture Radar (quella in bianco e nero) e con il Medium Resolution Imaging Spectrometer rispettivamente il 26 laprile alle 15.58 UTC (le 17.58 ora italiana) ed il 25 aprile alle 16.28 UTC (le 18.28 ora italiana). Nella foto (Credit: ESA) le due immagini della macchia di petrolio nel Golfo del Messico ottenute dal satellite ESA Envisat, a sinistra quella radar ed a destra quella nell'ottico
Fonte: ESA |
24/04/2010 - La NASA celebra 20 anni di HST - Il Telescopio Spaziale Hubble ha raggiunto il grande obiettivo di due decadi in orbita e la NASA e lo Space Telescope Science Institute, o STScI, di Baltimora, stanno celebrando il viaggio di esplorazione di Hubble con una nuova stupefacente serie di immagini e tutta una serie di attività educative online. Questo dà anche l'opportunità alle persone di esplorare le galassie comodamente seduti in poltrona come gli scienziati ed inviare saluti personali ad Hubble per i posteri. La NASA ha rilasciato una serie di nuove foto ottenute da Hubble di una piccola porzione di una delle regioni conosciute dove nascono nuove stelle nella nostra Galassia, la Nebulosa Carina. Le colonne alte tre anni luce di freddo idrogeno mischiato con polvere che formano le pareti della nebulosa. La scena ricorda la classica fotografia di Hubble chiamata "Pilastri della Creazione" del 1995, ma ancor più sorprendente. Il più famoso, dalla vita più lunga e più prolifico osservatorio spaziale venne lanciato il 24 aprile del 1990 a bordo dello Space Shuttle Discovery durante la missione STS-31. Le scoperte di Hubble hanno rivoluzionato quasi tutti i campi della ricerca astronomica moderna da quella planetaria a quella cosmologica. Durante gli anni Hubble ha sofferto di vari guasti alle apparecchiature, di uno specchio primario annebbiato e la cancellazione di una missione di servizio shuttle. Ma lo spirito e dedizione degli scienziati di Hubble, degli ingegneri e degli astronauti della NASA hanno permesso all'osservatorio di risollevarsi e prosperare. Le nitide visioni del telescopio continuano a sfidare gli scienziati ed il pubblico con nuove scoperte ed immagini evocative. "Hubble è senza dubbio uno dei progetti scientifici più conosciuti e di successo nella storia", ha detto Ed Weiler, amministratore associato per la missione della Direzione Scientifica presso il quartier generale della NASA a Washington. "La missione dello space shuttle dell'anno scorso ha lasciato l'Osservatorio nel pieno delle sue capacità, dandogli un nuovo inizio per dei risultati scientifici che avranno grande impatto nella nostra società". Gli appassionati di Hubble di tutto il mondo sono invitate ad un viaggio interattivo con Hubble oppure possono visitare il sito Hubble per condividere i vari modi in cui il telescopio li ha maggiormente colpiti. Al momento Hubble ha osservato più di 30.000 obiettivi celesti ed ammassato oltre mezzo milione di immagini nel suo archivio. L'ultima missione di servizio con astronauti ad Hubble, nel maggio del 2009, ha reso il telescopio 100 volte più potente di quando è stato lanciato. Per il 20esimo anniversario di Hubble immagini e file ed altre informazioni possono essere trovate visitando il sito http://hubblesite.org/news/2010/13 oppure http://www.spacetelescope.org/news/html/heic1007/. Nella foto (Credit: NASA) un dettaglio della foto della nebulosa Carina rilasciata dalla NASA in occasione del 20esimo anniversario del Telescopio Spaziale Hubble.
Fonte: NASA |
24/04/2010 - Pentagono perde i contatti con un veicolo ipersonico lanciato da un nuovo razzo - Un nuovo veicolo di lancio Minotaur, derivato da parti di missili in pensione, è stato lanciato giovedì con successo dalla costa della California, ma secondo voci ufficiali sono stati persi i contatti con l'aliante ipersonico che veniva testato per i militari. Il Minotaur 4, volando in configurazione a tre stadi, è stato lanciato per una missione suborbitale alle 4 p.m. locali (le 1 ora italiana di venerdì) dal Complesso di Lancio n.8 della Base dell'Air Force di Vandemberg, in California. La versione a tre stadi del lanciatore utilizza i motori del pensionato missile Peacekeeper. La configurazione è chiamata Minotaur 4 lite. Il carico utile era un veicolo alato senza motore ideato dai ricercatori del Pentagono. Il veicolo, chiamato Falcon Hypersonic Test Vehicle 2a, apparentemente non ha completato tutte le manovre previste per dimostrare i suoi sistemi di volo ipersonico. HTV 2a si è separato del Minotaur nell'alta atmosfera ad una velocità prossima a circa 20 volte quella del suono. Ma il sistema di tracciamento ha perso il contatto con il veicolo di forma triangolare circa 9 minuti dopo il decollo, ha riferito la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) in un comunicato. HTV 2a avrebbe dovuto compiere una serie di manovre e poi scendere nell'Oceano Pacifico vicino al sito dei test militari Reagan nell'atollo Kwajalein. La DARPA ha detto che il veicolo HTV ha una forma con un alto grado di resistenza aerodinamica, un leggero sistema di protezione termica e guida autonoma con un controllo e volo compiuto con sistemi di sicurezza. HTV è costruito dalla Lockheed Martin Corp. ed un secondo lancio di un veicolo di prova è previsto per il 2011. Il lancio di giovedì era un momento cruciale prima che l'Air Force possa iniziare a lanciare una serie di satelliti in attesa. La Air Force e la Orbital Sciences Corp. aggiungeranno un quarto stadio Orion 38 al Minotaur per un lancio di un satellite previsto per l'8 di luglio. Il Minotaur 4 è un modello più potente del vettore Minotaur 1 che ha già lanciato otto carichi militari utilizzando componenti del ritirato missile Minuteman. Il Minotaur 4 è capace di immettere circa 1.500 kg. in orbita bassa terrestre. Il satellite militare Space Based Space Surveillance, del costo di 800 milioni di dollari e prossimo carico utile di un Minotaur 4, verrà presto inviato a Vandemberg in preparazione al lancio previsto a luglio. Nel disegno (Credit: DARPA) il veicolo ipersonico HTV 2a lanciato oggi con un vettore Minotaur 4.
Fonte: Space.com - DARPA |
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24/04/2010 - Proton-M decolla da Baikonur - Un razzo vettore Proton è stato lanciato oggi con successo dalla rampa 200 di Baikonur, nel Kazakhstan. Il Proton trasportava il satellite per telecomunicazioni degli Stati Uniti AMC-4R. Il decollo è avvenuto in perfetto orario, le 15.19 ora di Mosca (le 13.19 ora italiana). Alcune ore dopo (le 22.17 ora italiana) il satellite si è separato dallo stadio superiore Breeze-M. AMC-4R è gestito dalla SES World Skies ed è il 25esimo satellite di questa compagnia, parte di una flotta di 40 veicoli spaziali che forniscono telecomunicazioni e servizi per i media a tutto il mercato mondiale, da quelli emergenti a quelli più affermati. Sopra il Nord America ed i Caraibi questi satelliti distribuiscono avanzati servizi media come la televisione ad Alta Definizione, comunicazioni per zone rurali, per affari e per agenzie governative ed altre imprese. Sia il Proton-M che lo stadio superiore Breeze-M sono prodotti dal Khrunichev Space Center Russo mentre i servizi di lancio del vettore sono gestiti da un'azienda, la ILS (International Launch Services) formata da una joint venture Russa/Americana. Si è trattato del quinto Proton-M lanciato quest'anno. Quello di oggi era anche il 17esimo lancio orbitale del 2009, il 16esimo completato con successo.
Fonte: Roscosmos |
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23/04/2010 - Progress lascia la ISS - Un veicolo spaziale cargo si è staccato dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) giovedì ed ha iniziato il suo volo autonomo di cinque giorni, ha reso noto il Centro Controllo Missione vicino a Mosca. Il cargo spaziale Progress M-03M (35-P), carico di rifiuti accumulati a bordo della ISS, si è sganciato dal modulo di attracco Pirs alle 8.29 p.m. ora di Mosca (le 18.29 ora italiana) ha dichiarato Valery Lyndin, portavoce del Centro Controllo Missione. L'intera procedura è durata all'incirca tre minuti, ha aggiunto Lyndin. Durante i prossimi cinque giorni di volo autonomo il Progress M-03M fungerà da laboratorio di ricerca per condurre una serie di esperimenti, prima di tuffarsi nel sud dell'Oceano Pacifico il 27 aaprile. Il Progress M-03M è il terzo veicolo spaziale avanzato tecnologicamente ed equipaggiato con un moderno sistema di controllo digitale ed è stato lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan lo scorso 15 ottobre, consegnado circa 2,5 tonnellate di cibo, acqua, carburante, attrezzature e beni personali per gli astronauti. Dopo la sua partenza altri tre veicoli spaziali, la Soyuz TMA-17, la TMA-18 ed il Progress M-04M rimangono agganciati alla ISS.
Fonte: Spacedaily |
23/04/2010 - Lanciata la prima navetta automatica USA - Con un perfetto decollo alle 7.52 p.m. EDT del 22 aprile (le 1.52 ora italiana del 23 aprile) dallo Space Launch Complex-41 a Cape Canaveral Air Force Station, Florida, un razzo vettore Atlas V-501 (AV-012) ha messo in orbita il primo spazioplano automatico degli USA. OTV FLT-1, questo il nome ufficiale ma anche conosciuto come X-37B, è una piccola navetta automatica militare costruita dalla Boeing e destinata a testare (da questo il nome Orbital Test Vehicle) la possibilità di utilizzo di questi veicoli spaziali per scopi militari. OTV era racchiuso nell'ogiva di cinque metri di diametro del vettore Atlas 5 per la prima volta in configurazione 501 e quindi senza nessun booster in aiuto al primo stadio e con uno stadio superiore Centaur. Il distacco della navetta dallo stadio superiore Centaur del vettore è avvenuta dopo circa 20 minuti dal lancio. La missione di OTV è segreta e non si conosce quindi l'altezza dell'orbita ne la durata del volo. OTV è fornito di una piccola stiva che permette di esporre al vuoto dello spazio esperimenti ed altre attrezzature oltre ai pannelli solari che gli permettono di poter rimanere nello spazio anche sei mesi. Il veicolo è lungo circa otto metri e l'apertura alare è di 4.6 metri, circa un quarto di uno Space Shuttle. Il rietro avviene tutto in automatico e l'atterraggio su una normale pista aeronautica è previsto nella Base dell'USAF a Vandemberg, in California. Quello di oggi era il 21esimo lancio di un Atlas 5 nella storia del programma. Quello di oggi era anche il 16esimo lancio orbitale, il 15esimo di successo. Nella immagine (Credit: ULA/TV) un momento del lancio del vettore Atlas 5 con a bordo la prima navetta spaziale automatica.
Fonte: ULA |
22/04/2010 - Atlantis in rampa ed equipaggio al KSC - Gli astronauti che voleranno sulla navetta spaziale Atlantis in orbita il prossimo mese hanno avuto una rara occasione giovedì mattina di seguire il lento viaggio del loro veicolo spaziale dal VAB (Vehicle Assembly Building) alla rampa di lancio del Kennedy Space Center in Florida. "Viaggiare sul crawler (lo speciale veicolo cingolato che trasporta il veicolo spaziale alla rampa di lancio. ndt) questa notte è stato fantastico." Ha dichiarato il Comandante di STS-132 Ken Ham. Ham ha inoltre detto che il crawler, che è spinto da motori navali, gli ha ricordato una nave della U.S. Navy anche se si sposta sulla ghiaia invece che solcare le onde. "E' incredibile vedere una nave da battaglia al suolo." A causa delle limitazioni nei tempi pochi equipaggio arrivano al Kennedy in tempo per vedere il rollout dello shuttle, ma in questo caso il rollout è stato rinviato di alcune notti a causa del brutto tempo al Kennedy. Gli astronauti di STS-132 sono al KSC per il TCDT (Terminal Countdown Demonstration Test), una serie di esercizi che offrono all'equipaggio ed alle squadre di lancio una completa simulazione di un giorno di lancio reale. "Non credo che affronteremo troppe cose nuove ma è sempre meglio dare una rinfrescata," ha detto il Pilota Tony Antonelli. Lo Specialista di Missione Michael Good, il cui nomignolo è "Bueno", ha dichiarato che il TCDT da all'equipaggio l'opportunità di apprezzare quanto ci sia di più vicino ad un decollo. "Ritorni a casa pensando che sarai nello spazio fra un paio di settimane," ha concluso Good. Il complesso composto dalla navetta Atlantis, il suo enorme serbatoio esterno ed i due booster a propellente solido ha iniziato il lento viaggio verso la rampa alle 11.31 p.m. (le 5.31 ora italiana) e si è concluso alle 6.03 a.m. (le 12.03 ora italiana). Si è trattato dell'ultima volta in un quarto di secolo di servizio che Atlantis ha compiuto il viaggio verso la rampa di lancio. Infatti dopo STS-132 è previsto il pensionamento di questo orbiter entrato in servizio nell'ottobre del 1985. Durante la sua lunga carriera Atlantis ha compiuto oltre 30 missioni portando nello spazio una varietà di carichi utili, dai satelliti militari, alle sonde Magellano e Galileo, l'osservatorio Gamma Ray Explorer, ha contribuito alle relazioni fra USA e URSS con le missioni alla stazione spaziale MIR, ha completato missioni critiche per l'assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale ed ha esteso la vita dell'Hubble Space Telescope della NASA. Al momento STS-132 è l'ultima missione prevista per Atlantis anche se, dopo il suo rientro sulla Terra, verrà comunque preparato per una possibile missione di soccorso come è sempre stato fatto dalla NASA dopo l'incidente del Columbia. Rimane ancora la remota possibilità per Atlantis di effettuare una ulteriore missione, STS-135, utilizzando un serbatoio esterno rimasto ed i booster ancora disponibili. Ma questa missione non è stata ancora decisa e, dopo le ultime decisioni politiche, la sua realizzazione rimane molto difficile. L'equipaggio di Atlantis rientrerà al Johnson Space Center della NASA ad Houston dopo la simulazione di lancio prevista per sabato. Il vero decollo è previsto per il 14 maggio alle 2.19 p.m. EDT (le 20.19 ora italiana). Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio di STS-132 con sullo sfondo la rampa di lancio con la navetta Atlantis pronta per la sua ultima missione.
Fonte: NASA |
22/04/2010 - Eccezionali immagini del Sole da SDO - Il Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA lanciato recentemente ha inviato le prime immagini che confermano una capacità senza precedenti per gli scienziati di comprendere meglio i processi dinamici del nostro Sole. Queste attività solari hanno poi effetti su ogni cosa sulla Terra. Alcuni delle immagini del veicolo spaziale mostrano dettagli mai visti prima del materiale espulso dalle macchie solari. Altre mostrano estremi primi piani dell'attività superficiale. Inoltre l'osservatorio ha compiuto la prima misurazione ad alta risoluzione di un flare solare in una larga banda dell'ultravioletto. "Queste immagini iniziali mostrano, come non abbiamo mai visto in oltre 40 anni di ricerca solare, quanto sia dinamico il Sole," ha detto Richard Fisher, direttore della Divisione Eliofisica al Quartier Generale della NASA a Washington. "SDO cambierà la nostra comprensione del Sole e dei suoi processi che hanno effetti sulle nostre vite e sulla società. Questa missione avrà un pesante impatto sulla scienza, un impatto simile a quello fatto dal Telescopio Spaziale Hubble sull'astrofisica." Lanciato l'11 febbraio del 2010, SDO è il più avanzato veicolo spaziale ideato per lo studio del Sole. Durante la sua missione prevista di cinque anni esaminerà il campo magnetico del Sole e fornirà una migliore comprensione del ruolo che il Sole gioca nella chimica e nel clima dell'atmosfera terrestre. Fin dal suo lancio gli ingegneri hanno condotto una serie di test e verifiche dei componenti del veicolo spaziale. Ora SDO è pienamente operativo e fornirà immagini con un dettaglio dieci volte migliore di quelle di un TV ad Alta Definizione ed invierà i dati scientifici più velocemente di ogni altro osservatorio spaziale. SDO dovrà determinare come si genera il campo magnetico solare, la struttura e la sua conversione in eventi violenti come il turbolento vento solare, i flare e le espulsioni di materia coronale. Queste immense nubi di materiale, quando vengono dirette verso la Terra, causano grandi tempeste magnetiche nella magnetosfera e nell'alta atmosfera terrestre. SDO dovrà inoltre fornire importanti dati per migliorare l'abilità di prevedere questi eventi. Il Centro di Volo Spaziale Goddard della NASA a Greenbelt, in Maryland, gestisce la sonda SDO per conto della Science Mission Directorate di Washington. Le condizioni meteo spaziali sono state riconosciute come la causa di problemi tecnologici fin dall'invenzione del telegrafo nel IXX secolo. Questi eventi producono disturbi nel campo elettromagnetico della Terra e possono indurre forti correnti nei cavi, interropere le linee elettriche e causare blackout. Inoltre queste tempeste solari possono interferire con le comunicazioni fra i controllori di volo, i satelliti e gli aerei che volano nei pressi dei poli terrestri. Anche il rumore radio prodotto può disturbare le comunicazioni con i telefoni cellulari. SDO invierà a Terra 1,5 terabytes di dati al giorno, l'equivalente di mezzo milioni di canzoni in mp3. L'osservatorio dispone di tre strumenti avanzatissimi per condurre le ricerche solari. L' Helioseismic and Magnetic Imager, l'Atmospheric Imaging Assembly ed l'Extreme Ultraviolet Variability Experiment. HMI permette di ottenere mappe del campo magnetico solare e di guardare attraverso la superficie opaca del Sole. L'esperimento potrà decifrare la fisica dell'attività solare, riprendere immagini in diverse lunghezze d'onda della luce visibile e gli scienziati saranno capaci di ottenere immagini ad ultrasuoni del Sole e delle sue regioni attive in un modo simile a quello di osservare la sabbia che si sposta in un deserto di dune. L'AIA invece è composto da un gruppo di quattro telescopi ideati per fotografare la superficie e l'atmosfera solare. Lo strumento copre ben 10 bande differenti di lunghezza d'onda e si potranno ottenere immagini con dettagli mai visti. L'EUVE misurerà le fluttuazioni dell'emissione radiante del Sole. Queste emissioni hanno un diretto e potente effetto sull'alta atmosfera terrestre, riscaldandola e rompendo le molecole che la compongoni in atomi. I ricercatori non sanno quanto velocemente il Sole può variare alle varie lunghezze d'onda e così ci si attende di fare delle scoperte sugli eventi flare. SDO è la prima missione del programma NASA Vivere con una Stella, o LSW (Living with a Star), ed è il gioiello di una flotta di missioni NASA destinate allo studio del Sole e del suo ambiente. Lo scopo principale di LSW è quello di sviluppare le conoscenze necessarie a capire questi aspetti della connessione dei sistemi Sole-Terra che hanno effetti diretti sulle nostre vite e sulla società. Nella foto (Credit: NASA/Goddard/SDO AIA Team) l'intero globo del Sole ripreso nell'estremo ultravioletto dalla SDO il 30 marzo 2010. I falsi colori tracciano le differenti temperature dei gas. Il rosso è relativamente freddo mentre blu e verde sono i più caldi.
Fonti: Spaceref - NASA |
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20/04/2010 - Discovery conclude la missione STS-131 - La navetta spaziale Discovery è atterrata oggi al Kennedy Space Center, in Florida, dove ha concluso la missione STS-131 destinata all'assemblaggio e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale. L'equipaggio, composto da 4 uomini e 3 donne ha trascorso 15 giorni, 2 ore e 47 minuti nello spazio. Immagini e notizie approfondite sulla missione alla nostra pagina dedicata alla missione shuttle STS-131.
Fonte: NASA |
19/04/2010 - 500 lampi gamma osservati da Swift - La sonda Explorer-84 della Nasa, meglio conosciuta come Swift, continua a collezionare successi. Il 13 aprile scorso il "cacciatore" di lampi gamma, in orbita dal 2004 per studiare e mappare gli eventi più energetici dell'universo, ha catturato la 500esima emissione gamma della sua "carriera". L'esplosione, avvenuta nella costellazione Cassiopea, ha prodotto un lungo lampo del tipo generalmente associato al collasso di un stella massiva. Il lampo "numero 500" si chiama GRB 100413B e nella sua sigla oltre all'acronimo di "gamma-ray burst" (GRB) sono nascosti l'anno, il mese e il giorno in cui l'evento è avvenuto, seguiti da una lettera, in questo caso la "B", che rappresenta l'ordine delle esplosioni registrate nello stesso anno. 100413B è dunque il secondo gamma-ray burst "catturato" da Swift nel 2010 e il 500esimo "puntino" nella mappa di GRB (nell'immagine a lato) prodotta dalle osservazioni della sonda dal 2004 a oggi. Nella sua lunga e prolifica “caccia” ai lampi gamma, Swift ha finora dato agli astronomi di tutto il mondo grandi soddisfazioni. “Dall’identificazione dei lampi di raggi gamma “brevi” allo studio “in diretta” dell’esplosione di una Supernova fino alla scoperta del GRB più distante mai identificato, ad oltre 13 miliardi di anni luce da noi, solo per citarne alcuni, Swift ha collezionato una lunga serie di successi” dice Guido Chincarini, responsabile scientifico italiano per la missione. “Oggi l’enorme mole di dati accumulati è una miniera di informazioni preziosissime per comprendere in dettaglio i processi fisici che stanno alla base dei fenomeni più violenti del nostro Universo”. Il merito di questi risultati, fondamentali per la ricerca astrofisica, è anche di scienziati, tecnici e industrie del nostro Paese. “Swift ha rappresentato per l'Italia non solo un grande successo scientifico, ma anche tecnologico” sottolinea Giovanni Pareschi, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera. “Il modulo ottico con specchi in nichel elettroformato, sviluppato per ASI sotto la responsabilità INAF-Osservatorio di Brera in collaborazione con Media Lario, ha funzionato secondo le aspettative”. L'Agenzia Spaziale Italiana fornisce inoltre al progetto Swift l'utilizzo della stazione di Malindi in Kenia, una struttura decisiva per il corretto svolgimento della missione. Italiano è anche il consorzio responsabile dello sviluppo delle procedure di analisi dei dati raccolti dal telescopio X. Nel nostro Paese tutti i dati registrati da Swift sono sotto la responsabilità del Centro Dati denominato Italian Swift Archive Center (ISAC), che è composto da due soggetti: l'ASI Science Data Center (ASDC) a Roma e l'INAF-Osservatorio Astronomico di Brera. "Nonostante la complessità del sistema, basato su attrezzature e personale distribuiti su tre continenti, Swift è in grado di fornire regolarmente i suoi dati in tempi da record servendo in maniera impeccabile tutta la comunità scientifica mondiale" spiega Paolo Giommi, responsabile dell'ASI ASDC. "Grazie alla sua efficienza e versatilità Swift è diventato uno degli osservatori scientificamente piu' produttivi degli ultimi anni".
I successi di Swift sono solo gli ultimi in ordine di tempo per l'Italia, che da decenni è all'avanguardia nel campo dell'astrofisica delle alte energie e, in particolar modo, nello studio dei lampi di raggi gamma, una tradizione iniziata con il glorioso satellite BeppoSAX negli anni Novanta. E l'impegno dell'Italia e del'Asi nelle missioni spaziali dedicate all’Astrofisica delle alte energie continua. Con AGILE, missione tutta italiana per lo studio dell’Universo nei raggi gamma, con gli osservatori spaziali Fermi, XMM-Newton, Chandra, INTEGRAL, e con quelli a terra, come il telescopio MAGIC.
Fonte: ASI |
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16/04/2010 - Russia lancia satellite militare - La Russia ha lanciato venerdì un satellite militare, secondo quanto riportato dal Ministro della Difesa. Il prtavoce Alexei Zolotukhin ha dichiarato che un razzo vettore Soyuz-U con il satellite è decollato alle 7.00 p.m. ora di Mosca (le 17 ora italiana) dal centro spaziale di Plesetsk, nel nordovest della Russia. Si è trattato del primo lancio quest'anno di un satellite militare. La Russia controlla una costellazione di circa 60-70 satelliti militari per ricognizione, avviso di lanci missilistici ed altre capacità. Fonti ufficiali militari avevano dichiarato poco prima che la Russia vuole utilizzare i nuovi razzi vettori della famiglia classe Angara per i suoi lanci da Plesetsk per ridurre la dipendenza di Mosca da Baikonur, la principale base di lancio affittata dal Kazakhstan, per la odierna generazione di missili Russi. Quello di oggi era il 15esimo lancio orbitale del 2010, il 14esimo ad avere successo.
Fonte: Ria Novosti |
16/04/2010 - La nuvola di cenere del vulcano Islandese - Questa immagine (Credit: ESA), acquisita ieri dal satellite Envisat dell'ESA, ci mostra la gigantesca nube di cenere provocata dall'eruzione in Islanda e trasportata dai venti verso il Regno Unito a più di 1000 km di distanza. La nube di cenere, provocata dall'eruzione del vulcano situato sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokul nel sud ovest dell'Islanda, può causare seri danni ai reattori degli aerei, e ha perciò costretto le autorità competenti a chiudere l'intero spazio aereo nel Regno Unito e in Scandinavia, con la successiva estensione in serata anche ai paesi del Nord Europa. La cenere, che è visibile in alto nell'immagine come una lunga striscia grigia, si muove da ovest a est ad un'altezza di circa 11 km dalla superficie. Il vulcano è entrato in eruzione, per la prima volta dal 1821, il 20 marzo scorso e mercoledì è avvenuta la seconda eruzione, che ha causato lo scioglimento del ghiacciaio e gravi inondazioni in tutta la regione. L'immagine è stata acquisita il 15 aprile alle 13.25 dallo strumento MERIS, a bordo del satellite Envisat dell'ESA, in modalità Full Resolution per ottenere una risoluzione spaziale di 300 metri.
Fonte: ESA |
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16/04/2010 - Si avvia alla conclusione la visita dello shuttle alla ISS - Con l'ispezione finale dello scudo termico completata la missione della navetta spaziale Discovery alla ISS si avvia alla conclusione. La partenza dello shuttle è prevista per domani e l'atterraggio lunedì. Per ogni notizia e le immagini più belle della missione vai alla nostra pagina dedicata interamente a STS-131.
Fonte: NASA |
15/04/2010 - Obama visita il KSC ed illustra il futuro della NASA - Oggi, nel pomeriggio, il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha visitato Cape Canaveral in Florida ed ha spiegato il nuovo corso dell'Amministrazione per la NASA ed il futuro della leadership USA nel volo spaziale umano. Nella visita Obama era accompagnato dall'Amministratore della NASA, Charlie Bolden e dal Senatore Bill Nelson. Nella prima parte della visita Obama ha fatto un tour delle attrezzature della SpaceX e del vettore Falcon 9 sulla rampa in attesa del suo debutto. Alle 2.55 p.m. EDT (le 20.55 ora italiana) il Presidente ha tenuto un discorso al Kennedy Space Center nell'edificio Operations and Checkout Building. Qui di fronte ad un numeroso pubblico composto di personale NASA e di giornalisti ha spiegato i motivi della cancellazione del programma lunare Costellation, da lui deciso due mesi fa, ed il nuovo corso NASA. "Ve lo dico chiaramente, sulla Luna siamo già stati", ha detto. "C'è altro da esplorare e altro da fare. Credo che dobbiamo spostare il nostro obiettivo più lontano". Obama ha quindi spiegato che la capsula Orion non verrà cancellata del tutto ma verrà trasformata in una specie di scialuppa di salvataggio per la ISS con la possibilità di modificarla in seguito per uscire dall'orbita terrestre. La ISS verrà mantenuta operativa anche oltre il 2020 ed entro 3/5 anni gli astronauti NASA la potranno raggiungere con le capsule costruite dai privati. Il Presidente ha poi illustrato anche la tempistica del programma: entro il 2015 la Nasa avrà pronto il primo progetto per un vettore 'pesante' completamente nuovo, capace di missioni spaziali, ha detto, "per andare ben oltre la Luna". Entro il 2025, ha proseguito, "ci aspettiamo che il nuovo veicolo ci permetta di mandare il primo equipaggio nello spazio più profondo". Prima di arrivare su Marte, ha spiegato ancora Obama, si tenterà di inviare una missione umana su un asteroide. "Entro la metà del decennio del 2030, credo che potremo mandare esseri umani nell'orbita di Marte e farli ritornare sani e salvi sulla Terra", ha concluso. "A seguire ci sarà l'approdo su Marte ed io sarò ancora qui per assistervi". "Nessuno più di me crede nella necessità di continuare a portare l'uomo nello spazio e nella necessità di investire nella ricerca spaziale", ha affermato Obama. Nel discorso è anche emerso che, secondo Obama, la colpa della fine del Constellation è da ricercarsi anche in chi, nelle passate Amministrazioni, ha deciso un'obiettivo senza poi appoggiarlo con il giusto contributo economico. Confermata anche la chiusura del programma Space Shuttle con le ultime missioni già pianificate. Enfatizzato il fatto che la richiesta del budget per la NASA è stato 'aumentato' di ben 6 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni e l'aumento dei fondi per le missioni robotiche e la possibilità di un sostituto del Telescopio Spaziale Hubble. Obama ha infine ribadito che la sfida che la NASA deve affrontare nei prossimi anni è quella di studiare nuovi sistemi propulsivi che abbattano decisamente i costi per raggiungere lo spazio. Il Presidente ha respinto in questo modo le critiche piovute da tutte le parti dopo la decisione di cancellare tutto il programma Cosntellation. Nei giorni scorsi era stata recapitata ad Obama una lettera sottoscritta da quasi tutti gli astronauti americani del programma Apollo, in testa Neil Armstrong, che lo accusavano di voler riservare agli Stati Uniti un ruolo di secondo piano per quanto riguarda il futuro nello spazio. Unico controcorrente Buzz Aldrin, il secondo uomo a cammninare sulla Luna dopo Armstrong, che aveva dichiarato che le mosse di Obama andavano nella giusta direzione e che alla fine la NASA riuscirà a mandare un uomo su Marte. Da notare infine che questa visita di un Presidente USA al Kennedy Space Center è la prima dopo quella di Bill Clinton nel 1998. Nella foto (Credit: NASA/Jim Grossmann) il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante il discorso tenuto sul futuro della NASA al Kennedy Space Center.
Fonte: NASA |
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15/04/2010 - Fallisce il lancio di prova del nuovo terzo stadio del vettore Indiano GSLV - Il volo di prova di questo pomeriggio del nuovo motore criogenico completamente costruito dall'India sul razzo vettore Geosynchronous Satellite Launch Vehicle GSLV-D3 non ha avuto successo. Il vettore GSLV-D3 è decollato come previsto alle 16.27 locali (le 12.57 ora italiana) dalla base spaziale dell'isola di Sriharikota dopo un conteggio alla rovescia durato 29 ore. Il conteggio alla rovescia si era svolto come previsto ed il veicolo GLSV-D3 ha funzionato normalmente fino al termine del funzionamento del secondo stadio (GS2) a 293 secondi di missione. Dopo la separazione del secondo stadio è stato attivato il terzo stadio criogenico completamente sviluppato dall'India che avrebbe dovuto funzionare per altri 720 secondi per fornire la velocità sufficiente per inserire il satellite GSAT-4 nella sua orbita di trasferiemento geostazionaria. Al momento deve essere ancora accertato se il motore criogenico si è acceso o meno. Il veicolo ha subito iniziato a rotolare, ha perso altitudine e si è schiantato in mare. Dettagliate analisi dei dati di volo dovranno essere compiute per accertare le esatte ragioni del fallimento e poter prendere così le misure adeguate per realizzare il prossimo volo di prova del motore criogenico entro una anno. Quello di oggi era il 14esimo lancio orbitale del 2010, il primo non completato con successo.
Fonte: ISRO |
14/04/2010 - Eruzione solare ripresa dalla Proba-2 - I cieli polari sono stati illuminati dalla aurore in queste ultime settimane durante la più grande tempesta solare del 2010. L'evento ha avuto origine con un'eruzione solare alcuni giorni prima ed a rivelarlo sono stati i dettagli del Sole ripreso con la piccola sonda dell'ESA, Proba-2. Eruzioni solari come queste sono composte da diversi componenti, i più evidenti sono i flare solari e le CME (Coronal Mass Ejections). I flare solari sono causati da un rilascio rapidissimo di energia magnetica dalla superficie del Sole. Il flare visto è stato registrato alle 11.54 CET di sabato 3 aprile. E' stato ufficialmente classificato 'debole' sebbene le temperature coinvolte sono dell'ordine della decina di milioni di gradi e comparabili con la stessa energia che tutta la razza umana consuma in un anno. Significativamente questa eruzione era allineata con la Terra e sono state inviati un cospiquo numero di particelle cariche verso di noi. Viaggiando a circa 500 km al secondo il fronte di questa CME ha raggiunto la Terra il lunedì seguente, 5 aprile. La tempesta geomagnetica risultante è stata la più potentte degli ultimi tre anni ed ha provocato impressionanti aurore ma non sono stati segnalati danni nemmeno ai sistemi più suscettibili come i satelliti ed il GPS, le comunicazioni e le infrastrutture elettriche. I flare solari sono raramente visibili nella luce ordinaria ma spesso offrono spettacoli nelle lunghezze d'onda dell'estremo ultravioletto. La sonda della ESA/NASA SOHO è stato il 'cane da guardia' producendo immagini notevoli per quasi 15 anni ma l'anno scorso è stata affiancata in orbita terrestre dal piccolo satellite dell'ESA, Proba-2. Misurando soltanto un metro cubo il satellite è zeppo di tecnologia all'avanguardia e di carichi scientifici. SWAP (Sun Watcher using APS detectors and imaging processing), ad esempio, è delle dimensioni di una scatola da scarpe ma fornisce immagini molto più frequantemente del sensore equivalente a bordo di SOHO. "SWAP aquisisce una immagine ogni 100 secondi durante un flare mentre SOHO ne gestisce una ogni 15 minuti," dice David Berghmans del Royal Observatory del Belgio(ROB)e supervisore delle operazioni di SWAP. "Questo vuol dire che abbiamo circa 40 immagini comparate con le sei di SOHO permettendoci di vedere chiaramente l'ampia gamma di fenomeni associati a questo evento." Nella foto (Credit: ESA and Royal Observatory of Belgium) la regione attiva del Sole che ha originato la tempesta solare del 5 aprile ripresa con lo strumento SWAP del satellite Proba-2
Fonte: ESA |
13/04/2010 - Atlantis nel VAB - La navetta spaziale Atlantis è stata trasferita oggi dall'hangar, dove è stata preparata per la missione STS-132, al VAB (Vehicle Assembly Building). Domani lo space shuttle verrà accoppiato al serbatoio esterno ed ai due booster a combustibile solido già assemblati sulla piattaforma di lancio mobile posta nella zona del VAB chiamata High-Bay 1. Il complesso verrà trasferito alla rampa di lancio La missione STS-132 è prevista per il 14 maggio con un equipaggio di sei astronauti che consegneranno un apposito pianale carico di pezzi di ricambio per la stazione ed il modulo Russo Mini-Research Module-1 (MRM-1). Nella foto (Credit: NASA KSC-2010-2674) la navetta spaziale Atlantis mentre viene sollevata dall'apposita gru all'interno del VAB.
Fonte: NASA Multimedia |
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11/04/2010 - Lanciato l'USV Polluce - Alle ore 8:45 il velivolo Polluce è decollato dalla base di Arbatax Tortolì, dando inizio alla missione DTFT_2. Alle ore 10:25, dopo aver raggiunto la quota di 24 km, il velivolo è stato sganciato ed ha compiuto in autonomia le manovre previste. Il paracadute si è aperto regolarmente, e Polluce è ammarato nell'area prevista poco dopo le 10:35 (ammaraggio della gondola alle 11:10 circa). Poco dopo le 12 il velivolo è stato recuperato dalla nave Tavolare: la struttura, ad un primo esame, appare integra.
Fonte: CIRA |
09/04/2010 - Venere come le Hawaii - Cosa hanno in comune Venere e la sua atmosfera infernale con gli scenari paradisiaci delle isole Hawaii? Difficile immaginare dei punti di contatto tra due "mondi" tanto diversi. Eppure uno studio pubblicato oggi sulla rivista Science prende lo spunto proprio dalle analogie tra questi due luoghi del cosmo, apparentemente, molto diversi. La ricerca, realizzata dal team di Venus Express guidato da Suzanne Smreakar del JPL (Jet Propulsion Laboratory) di Pasadena, conferma la presenza di attività vulcaniche recenti sul pianeta venusiano evidenziate dalla presenza di depositi lavici con un'età minima di 'solo' 250.000 anni. Per 'scovare' i segni di attività vulcanica su Venere dunque, gli scienziati hanno dapprima guardato alla Terra: esistono infatti sul nostro pianeta dei 'punti caldi', in inglese 'hot-spot', situati appena sotto la superficie terrestre, costuiti da sacche di magma e caratterizzati da un'attività vulcanica di lungo periodo. Tali hot-spot, uno dei quali in seguito a numerose eruzioni ha dato vita alle isole Hawaii, presentano in superficie dei segni distintivi: vulcanismi, vaste alture e anomalie gravitazionali. Applicando il modello terrestre sono stati osservati su Venere nove hot-spot, aree con catteristiche analoghe all'arcipelago hawaiano che suggeriscono la presenza in profondità di 'mantle plumes', zampilli di magma primordiale identificati come possibili attivi. Tre dei nove punti caldi, localizzati nelle regioni di Imdr, Themis e Dione, sono stati mappati dalla sonda ESA Venus Express e più precisamente dallo spettrografo VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), una potente telecamera a infrarossi realizzata per conto dell'ASI, con la leadership scientifica dell'INAF. VIRTIS ha guardato attraverso la densa atmosfera venusiana registrando sulle zone oggetto di studio delle anomalie termiche superficiali. Il team della Smreaker ha così scoperto che le colate laviche solidificate che compongono il suolo venusiano in corrispondenza dei tre hot spot emettono una grande quantità di calore se comparate con le zone limitrofe. Ciò significa che l'area presa in esame ha subito solo in parte il processo di degradazione delle rocce avvenuto a causa dell'esposizione all'estremo clima venusiano. Fattore che ha portato gli scienziati a conferire ai getti lavici sedimentati un'età relativamente giovane, compresa tra i 2 milioni e mezzo di anni e i 250.000 anni. Ciò non solo conferma l'ipotesi di attività vulcaniche recenti su Venere ma suggerisce anche la possibilità, corroborata dalle analisi topografiche e gravitazionali, che sotto la crosta del pianeta, in corrispondenza dei punti caldi, si nascondano dei 'mantle plumes' e che, quindi, il pianeta sia ancora oggi geologicamente 'vivo' e il rimodellamento della superficie sia tutt'ora in corso.
L'obiettivo dei ricercatori era non solo scoprire se Venere sia o meno geologicamente attivo ma anche studiare come il pianeta abbia rimodellato la sua superficie negli ultimi miliardi di anni e quanto questi due fattori abbiano inciso sulle dinamiche interne del pianeta e la sua evoluzione climatica. "VIRTIS continua a fornirci nuove, fondamentali scoperte su Venere" commenta Giuseppe Piccioni dell'INAF-IASF (Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica), Principal Investigator di VIRTIS e coautore dello studio. "Grazie ad esso siamo stati in grado di studiare con grande accuratezza la superficie del pianeta e la sua atmosfera, potendone determinare la composizione chimica e la dinamica delle sue correnti. Pensare ora a Venere come a un pianeta geologicamente attivo, ci permette anche di comprendere molte anomalie presenti nella sua atmosfera”. Se oggi conosciamo meglio l'ambiente del 'gemello bollente' della Terra, è anche merito di questo strumento quasi tutto italiano. Nella foto (Credit: ESA/NASA/JPL) uno dei punti caldi di Venere così come ripreso dallo strumento Italiano VIRTIS.
Fonte: ASI |
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09/04/2010 - Completata la prima EVA di STS-131 - A bordo della Stazione Spaziale Internazionale gli astronauti Rick Mastracchio e Clayton Anderson hanno completato la prima delle tre previste attività extraveicolari della missione STS-131. Segui in dettaglio e con le immagini la missione dello shuttle alla nostra pagina dedicata alla missione STS-131
Fonte: NASA |
08/04/2010 - CryoSat-2 in orbita - Il satellite per lo studio dei ghiacci terrestri è stato lanciato oggi dal Kazakistan. Dalla sua orbita polare CryoSat-2, che sostituisce il primo CryoSat andato perduto subito dopo il lancio nel 2005, invierà dati per la comprensione del ruolo dei ghiacci nel sistema Terra e per valutare l’effetto che su di loro hanno i cambiamenti climatici. CryoSat-2 è stato lanciato a 15:57 ora italiana da un razzo Dnepr dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan. Il segnale che conferma che la separazione del satellite dal lanciatore è avvenuta è stato acquisito 17 minuti dopo dalla stazione di terra di Malindi in Kenya. Gli obiettivi della missione sono la misurazione delle variazioni dello spessore dei ghiacciai dell'Antartide e della Groenlandia, nonché le variazioni di spessore del ghiaccio relativamente sottile che galleggia sugli oceani polari. "Sappiamo dai nostri satelliti radar che il ghiaccio del mare è in diminuzione, ma resta ancora un urgente bisogno di capire come il volume di ghiaccio stia cambiando", ha dichiarato Volker Liebig, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra con sede alla Esrin di Frascati. "Per fare questi calcoli, gli scienziati hanno anche bisogno di informazioni sullo spessore del ghiaccio, che è esattamente quello che il nostro nuovo satellite fornirà. Siamo ora in attesa di ricevere i primi dati dalla missione ". Dopo il lancio e quando il satellite sará operativo la distribuzione dei dati scientifici agli utenti di tutto il mondo verrá gestita all'Esrin, il centro dell’ESA a Frascati. Il satellite volerà su un'orbita polare inclinata di 88° ad una quota di poco più di 700 km. A bordo del satellite scientifico si trova un radar altimetro, SIRAL (SAR Interferometric Radar Altimeter) costruito dalla Thales Alenia Space che sfruttando le tecniche di apertura sintetica e interferometria è capace di misurare lo spessore del ghiaccio con grande precisione. Il lancio di CryoSat-2 segna un significativo risultato per il programma di osservazione della Terra dell'ESA e porta a tre il numero dei satelliti posti in orbita in poco più di 12 mesi. CryoSat-2 segue infatti GOCE, lanciato nel marzo 2009, e SMOS, lanciato lo scorso novembre. Quello di oggi era il 13esimo lancio orbitale del 2010.
Fonti: ESA - ASI |
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07/04/2010 - Discovery attracca alla ISS - Questa mattina alle 3.44 a.m. EDT (le 9.44 ora italiana) la navetta spaziale Discovery ha compiuto un perfetto attracco alla Stazione Spaziale Internazionale. Un'ora e mezzo più tardi i portelli fra i due veicoli spaziali sono stati aperti e l'equipaggio di Spedizione 23 della stazione ha dato un caloroso benvenuto ai sette astronauti della navetta. Ora iniziano otto giorni di operazioni congiunte che vedranno impegnati tutti e 13 gli astronauti a bordo del complesso orbitale. Fra le prime operazioni il trasferimento del modulo logistico Leonardo dalla stiva della navetta ad uno dei boccaporti della stazione per poter iniziare lo scarico del materiale. In seguito verranno effettuate le tre attività extraveicolari previste. Il guasto all'antenna di trasmissione in banda Ku non ha, al momento, creato grossi problemi alla missione. Ulteriori notizie e foto di STS-131 alla nostra pagina dedicata.
Fonte: NASA |
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06/04/2010 - La NASA estende il contratto con la Russia - La NASA ha firmato una modifica al contratto con l'Agenzia Federale Spaziale Russa per il trasporto di equipaggi, recupero e servizi collegati alla Stazione Spaziale Internazionale, per il periodo 2013 e 2014, dal costo di 335 milioni di dollari. Il prezzo delle modifiche comprende il supporto delle Soyuz, tutto l'addestramento e la preparazione per il lancio, il recupero dell'equipaggio e l'atterraggio per missioni di lunga durata per sei membri individuali dell'equipaggio della stazione. In questa modifica del contratto i membri dell'equipaggio della stazione spaziale saranno lanciati a bordo di quattro veicoli Soyuz nel 2013 e torneranno a bordo di due veicoli nel 2013 e due nel 2014. Entro la modifica del contratto i voli delle Soyuz porteranno un carico limitato associato all'equipaggio trasportato alla stazione e distruzione di spazzatura. Il cargo permesso per ogni persona lanciata verso la stazione è ci circa 50 kg, 17 kg per il materiale da riportare sulls Terra e circa 30 kg. di spazzatura.
Fonte: NASA |
05/04/2010 - Partita la missione Shuttle STS-131 - E' partita regolarmente la missione Space Shuttle STS-131 della navetta spaziale Discovery con il suo equipaggio composto da sette astronauti: il Comandante Alan Poindexter, il Pilota James Dutton e gli Specialisti di Missione Richard Mastracchio, Dorothy M. Metcalf-Lindenburger, Clayton Anderson, Stephanie Wilson e Naoko Yamazaki della JAXA. L'arrivo della navetta alla Stazione Spaziale Internazionale è prevista per il 7 aprile. Immagini, notizie e tutto quello che riguarda la missione potete andare alla nostra pagina dedicata alla missione STS-131. Quello di oggi è stato il dodicesimo lancio orbitale del 2010, il terzo abitato. Inoltre, per la prima volta, si trovano nello spazio quattro donne, tre a bordo della navetta Discovery ed una già sulla stazione spaziale. Nella foto (Credit: NASA/Ben Cooper) la navetta spaziale al momento del decollo della missione STS-131. - AGGIORNAMENTO - Appena dopo l'inizio delle operazioni orbitali l'equipaggio del Discovery ha incontrato problemi tecnici nel funzionamento dell'antenna in banda KU che viene utilizzata per le fasi di attracco alla stazione e per la trasmissione video e dati dalla navetta verso la Terra. Al momento i tecnici della NASA stanno lavorando al problema anche se la missione può proseguire anche utilizzando per la trasmissione quella in banda S e UHF anche se a minor velocità di trasmissione. Una volta attraccato poi alla ISS le immagini dalla navetta potranno essere trasmesse tramite l'antenna in banda KU di cui è fornita la stazione spaziale. Per l'ispezione dello scudo termico previsto per domani le immagini ed i dati raccolti verranno immagazzinati a bordo della navetta e ritrasmessi a Terra una volta attraccati alla ISS.
Fonte: NASA |
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05/04/2010 - Inizia il terzo periodo di ascolto di Phoenix - Dal 5 al 9 aprile la sonda della NASA Mars Odyssey condurrà la terza campagna di ascolto in cerca di segnali provenienti dalla Mars Phoenix. La sonda potrebbe essere tornata in vita dopo aver superato l'inverno marziano per il quale non era stata comunque ideata. L'orbiter non ha ricevuto nessun segnale durante le precedenti due campagne di ascolto all'inizio dell'anno. mentre Odyssey resterà in ascolto durante i 60 sorvoli della zona durante la settimana, il sito dove si trova Phoenix sarà illuminato dal sole tutto il tempo. Phoenix ha completato la sua missione di tre mesi nella zona artica marziana nel 2008 ed ha lavorato per due mesi aggiuntivi prima che l'energia disponibile diventasse insufficiente.
Fonte: Spacedaily |
04/04/2010 - Soyuz TMA-18 attracca alla ISS - A bordo della Stazione Spaziale Internazionale vi sono tre nuovi membri dell'equipaggio di Spedizione 23. Dopo i controlli di tenuta i portelli fra il veicolo spaziale Soyuz TMA-18 e la stazione sono stati aperti alle 3.19 a.m. EDT (le 9.18 ora italiana). Una cerimonia di benvenuto ai nuovi arrivati è stata tenuta dai tre residenti dell'avamposto orbitale. L'astronauta della NASA Tracy Caldwell Dyson ed i cosmonauti Russi Alexander Skvortsov e Mikhail Kornienko erano decollati con la loro capsula Soyuz TMA-18 dal Cosmodromo di Baikonur nel Kazakhstan alle 12.04 a.m. (le 6.04 ora italiana) di venerdì. Il trio ha attraccato alla stazione alle 1.25 a.m. (le 7.25 ora italiana) di domenica mattina rendendo completo l'equipaggio di Spedizione 23. I nuovi membri dell'equipaggio sono stati ricevuti dal Comandante di Spedizione 23 Oleg Kotov e dagli Ingegneri di Volo, l'astronauta della NASA T.J. Creamer e l'astronauta Giapponese Soichi Noguchi che erano giunti sulla stazione il 22 dicembre 2009 a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMA-17. Intanto il lancio della navetta spaziale Discovery e l'equipaggio di STS-131 è previsto per lunedì dal Kennedy Space Center in Florida alle 6.21 a.m. (le 12.21 ora italiana) e l'attracco con il laboratorio orbitale per il 7 aprile. Il Discovery consegnerà nuovi contenitori di esperimenti (rack) e serbatoi di ammoniaca. Una volta alla ISS due astronauti dello shuttle eseguiranno tre passeggiate spaziali per sostituire i serbatoi di ammoniaca vuoti della stazione. Nella foto (Credit: NASA/TV) l'equipaggio al completo di Spedizione 23 alla Stazione Spaziale Internazionale durante un primo collegamento con la Terra. In alto da sinistra Noguchi, Kotov e Creamer e sotto i nuovi arrivati Kornienko, Caldwell Dyson e Skvortsov.
Fonte: NASA |
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03/04/2010 - Nuova data di lancio per il primo Falcon 9 - La SpaceX sta lavorando a stretto contatto con la Ensign Bickford Aerospace & Defense Co. che fornisce un componente chiave del sistema FTS (Flight Termination System - sistema che serve per la distruzione controllata del vettore in caso di problemi al lancio) che verrà utilizzato sul nuovo vettore Falcon 9, per completare i test dell'apparecchiatura e fornire i dati finali alla SpaceX ed agli ufficiali dell'Air Force Range per essere controllati ed accettati. La certificazione del sistema FTS del Falcon 9 e la conseguente disponibilità del range di lancio permetterà di decidere il primo test di lancio del Falcon 9 verso una finestra di lancio che si trova a metà del periodo anticipato che andava da marzo a maggio, con un primo tentativo non prima dell'8 maggio.
Fonte: Spaceref |
03/04/2010 - Si avvicina il lancio del primo spazioplano militare - Oltre un decennio dopo il suo concepimento nelle stanze della NASA ed aver superato i vari gorghi burocratici del Pentagono, uno spazioplano militare senza equipaggio è finalmente arrivato vicino al lancio in un volo test senza precedenti. Il veicolo spaziale alato chiamato Orbital Test Vehicle volerà nello spazio a bordo di un razzo vettore Atlas 5 per un viaggio per conto dell'U.S. Air Force. "Quello che ci viene offerto raramente è la capacità di riportare a Terra carichi utili ed esperimenti da esaminare dopo che sono stati effettuati in orbita" ha detto Gary Payton, il sottosegretario dell'Air Force per i programmi spaziali. "Questa è una cosa nuova per noi." Payton, un ex astronauta shuttle e manager della NASA, è ora un alto funzionario civile dell'Air Force. Il decollo dovrebbe avvenire il 19 aprile prossimo con una finestra di lancio che si apre alle 6.49 p.m. EDT e si chiude alle 9.12 p.m. (dalle 0.49 alle 3.12 ora italiana del 20 aprile) secondo un portavoce dell'US Air Force. Diverse settimane o mesi dopo il veicolo spaziale rientrerà nell'atmosfera ed automaticamente atterrerà alla base dell'Air Force di Vandemberg, in California. Lo spazioplano, del peso di circa 5 tonnellate, è più popolarmente conosciuto come X-37B ma i costi e gli obiettivi finali rimangono top secret. La NASA aveva iniziato il progetto prima che i fondi venissero tagliati nel 2004 e l'agenzia trasferisse tutto il materiale alla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Nel 2006 l'Air Force a sua volta ereditò il progetto. L'agenzia spaziale civile non ha più coinvolgimento formale nel progetto ma fonti ufficiali riportano che l'imminente test fornirà un'opportunità senza precedenti di studiare come un piccolo spazioplano reagisce durante il rientro. "Rimaniamo in rapporti con l'Air Force per il sistema di protezione termico ed il sistema di guida, navigazione, rientro autonomo ed atterraggio," conferma Daniel Dumbacher, l'ex capo del progetto X-37 al Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, Alabama. "Rimaniamo in contatto per condividere i dati, niente di più." Squadre di tecnici hanno preparato il veicolo spaziale a Cape Canaveral fin dal suo arrivo al sito di lancio lo scorso febbraio. L'X-37B è stato costruito dalla Boeing Phantom Works in California. La United Space Alliance si occupa del vettore di lancio Atlas 5 che è stato portato alla rampa di lancio 41 lo scorso martedì per un test di conteggio alla rovescia e rifornimento dei serbatoi. Dopo che i tecnici avranno riportato il razzo all'interno del vicino edificio di integrazione verticale (Vertical Integration Facility) lo spazioplano X-37B verrà posto sopra lo stadio superiore Centaur. Le misure del veicolo sono di circa un quarto di uno space shuttle orbiter e può rimanere nello spazio fino a nove mesi ma l'astronave sarà nascosta all'interno dell'ogiva del vettore Atlas per il lancio. L'Atlas 5 utilizzato questa volta ha una versione più larga dell'ogiva per poter far entrare i quasi cinque metri di larghezza alare dell'X-37B. L'Air Force non ha divulgato che cosa verrà ospitato all'interno del vano di carico non pressurizzato dello spazioplano che ha all'incirca le dimensioni di un bagagliaio di un furgoncino. I potenziali carichi utili di OTV possono essere materiali per esperimenti scientifici o tecnologie a basso costo pronte per essere adottate in breve tempo in missioni per l'Air Force. Altri suggeriscono che OTV sarebbe capace di deporre o recuperare piccoli satelliti od effettuare randez-vous con essi per dimostrare la possibilità di ispezioni orbitali e riparazioni tecniche. L'X-37B è dotato di un grosso motore a razzo sul retro per poter effettuare significativi cambi orbitali e manovre di uscita dall'orbita, ma l'Air Force non ha fornito dettagli. La quota alla quale il veicolo puà operare va dai 200 ai 900 km di quota. Sebbene l'X37B possa rimanere nello spazio fino a 270 giorni, grazie anche ai pannelli solari che lo riforniscono di energia, la lunghezza della prima missione verrà decisa a seconda dei risultati raggiunti. L'Air Force prevede ulteriori missioni per l'X-37B ed il secondo volo potrebbe avvenire già nel 2011. L'OTV potrebbe aprire la strada a veicoli riutilizzabili militari lanciabili da Vandemberg con poco preavviso per mezzo di un Atlas o di un Delta, rimanere in orbita, fare il lavoro necessario per le forze armate e rientrare sulla Terra. Una delle innovazioni tecnologiche più significative di questa missione sono dimostrare la possibilità di rientro automatico ed atterraggio su una pista di uno spazioplano, cosa riuscita finora soltanto all'Ex Unione Sovietica con la sua navetta spaziale Buran nel 1988. Nel 2006 la DARPA aveva eseguito diversi voli del veicolo appeso sotto le ali del White Knight della Scaled Composite (quello della Space Ship One) prima di passare il progetto all'Air Force. All'inizio il veicolo avrebbe dovuto essere lanciato per mezzo di uno space shuttle, poi di un Delta 2 ed infine l'Air Force scelse l'Atlas 5. La prima volta che i militari si avvicinarono all'idea di un veicolo alato spaziale riutilizzabile fu alle fine degli anni '50 con il progetto Dyna-Soar, conosciuto anche come X-20, ma che poi venne cancellato nel 1963. I militari poi contribuirono allo sviluppo preliminare dello space shuttle agli inizi del 1971 e l'Air Force scelse Vandemberg come base di lancio per le missioni militari delle navette spaziali. Ma il Pentagono bloccò tutto dopo il disastro del Challenger nel 1986 e l'ultima missione militare dello space shuttle è stata lanciata dalla Florida nel 1992. "Ci sono un sacco di differenze fra l'esperienza con lo shuttle e questo nuovo veicolo," conclude Payton. "La nostra priorità è quella di piazzare 'l'uccellino' in orbita e riportarlo a terra. A sinistra una illustrazione dell'X-37B in orbita mentre a destra il veicolo durante le fasi finali di integrazione (Credits: NASA/MSFC - Air Force)
Fonte: Space.com |
03/04/2010 - Quasi pronto il test PA1- L'ultimo test di volo della NASA, denominato Pad Abort 1 (PA-1) verrà condotto il 6 maggio prossimo presso l'Orion Abort Flight Test Launch Complex 32E al poligono dell'Esercito USA di White Sands, nel Nuovo Messico vicino a Las Cruces. Sebbene si tratti di un componente del Programma Constellation e del veicolo di esplorazione con equipaggio Orion, il cui futuro è attualmente al vaglio del Congresso USA, il test verrà condotto come parte del progetto della NASA di sviluppare veicoli spaziali più sicuri per tutte le applicazioni del volo spaziale umano. Le informazioni ottenute attraverso il PA-1 saranno utilizzate per sviluppare sistemi futuri per la fuga di emergenza degli equipaggi dai veicoli. Il sistema di aborto al lancio, o LAS (launch abort system), è stato ideato per attivarsi entro pochi millisecondi nell'evento di un emergenza sulla rampa di lancio o durante la fase iniziale di ascesa. Il LAS è composto da tre motori: il motore di aborto fornisce una spinta di circa 220 tonnellate per portare il modulo dell'equipaggio in alto e lontano dal veicolo di lancio; il motore di assetto può invece produrre una spinta di circa 3 tonnellate per orientare la posizione del veicolo e poi c'è il motore di separazione che allontana il modulo equipaggio dal LAS in modo che i paracadute della capsula possano essere dispiegati per un atterraggio sicuro. Testare le performance del LAS e dell'interfaccia fra il LAS ed il modulo equipaggio sono l'obiettivo principale del test PA-1. La prestazione del sistema integrato LAS non possono essere adeguatamente testate eccetto che nello condizioni del test di volo come il PA-1. Le informazioni raccolte dal test aiuteranno a ridurre le incertezze dei modelli e delle analisi in modo da rimuovere eccessive posizioni conservative e migliorare la sicurezza. I principali obiettivi del test sono i seguenti: 1) dimostrare la possibilità di aborto ad altezza zero, dimostrare la capacità del LAS di spingere il modulo a distanza di sicurezza dal veicolo di lancio durante un aborto sulla rampa di lancio, dimostrare le capacità di stabilità e controllo del nuovo modulo nei confronti del LAS, ottenere dati acustici sui carichi strutturali dell'interfaccia LAS/modulo equipaggio, determinare le prestazioni dei motori di aborto, assetto e separazione, dimostrare la sequenza degli eventi di un aborto attraverso il distacco del LAS. Gli obiettivi secondari del test sono invece i seguenti: dimostrare la sequenza di apertura dei paracadute e le prestazioni del paracadute principale. Questi dati avranno molte applicazioni nei futuri veicoli di lancio e dimostreranno le prestazioni dei tre nuovi tipi di motorie le innovazioni nella loro realizzazione. Il motore del sistema di assetto del LAS fornisce un controllo preciso del volo utilizzando una tecnologia a spinta variabile che elimina tutte le pesanti zavorre, alette aerodinamiche e sistemi per garantire la stabilità aerodinamicha utilizzata nel design dell'Apollo. La tecnologia utilizzata per il motore di assetto è stata ereditata dai sistemi di guida dei missili ma non è stata mai prodotta in queste dimensioni (il motore di assetto ha un diametro di 32 centimetri). L'ACM sviluppato impiega materiali compositi con alta resistenza al calore, alla pressione ed allo sforzo che potranno essere adattati a future applicazioni dell'esplorazione spaziale. Il motore di separazione ha ugelli coperti e la sua configurazione è simile a quella dell'Apollo sebbene sia molto più potente per poter sopportare la massa maggiore del LAS di Orion. A causa del fatto che il motore di separazione del LAS deve funzionare sia durante uno scenario nominale che durante una situazione di aborto di emergenza la sua funzione deve essere estremamente flessibile. Il motore di aboro invece è un sistema molto avanzato nei campi del combustibile a reazione rapida, progettazione del flusso del razzo solido rovesciata, rivestimento in materiali compositi e tecnologie per la protezione diretta dai fulmini che è adattabile a future applicazioni esplorative. La composizione del rivestimento del motore e dell'ignitore e l'utilizzo degli ugelli di flusso rovesciati spinge la fiamma di sfogo lontana dal modulo dell'equipaggio ed ha permesso l'eliminazione della struttura a torre presente nella configurazione dell'Apollo. Tutte queste innovazioni hanno permesso di minimizzare la massa e massimizzare il carico utile. Nella foto (Credit: NASA) il veicolo per il test PA-1 nelle ultime fasi di allestimento presso White Sands.
Fonte: NASA |
02/04/2010 - Iniziato il conto alla rovescia per STS-131 - Il conteggio alla rovescia per il lancio della missione STS-131 della navetta spaziale Discovery è iniziato venerdì mattina alle 3 a.m. EDT (le 9 ora italiana) da T-43 ore. Durante il primo bollettino diramato dalla NASA, dopo l'avvio del countdown, il Direttore dei Test NASA, Steve Payne, ha comunicato che tutti i preparativi per il lancio proseguono bene, "Siamo ansiosi di far volare il Discovery lunedì mattina." Anche la responsabile delle previsioni meteo Shuttle, Kathy Winters, ha riportato buone notizie dicendo che le condizioni meteorologiche previste per il momento del lancio sono molto favorevoli. La sola ragione per avere un 20 per cento di possibilità "no-go" rimane la nebbia prevista per le prime ore della mattina. Le condizioni meteo dovrebbero poi rimanere invariate anche nel caso di un rinvio di 24 ore del lancio. Una conferenza stampa pre-lancio è prevista per sabato alle 11.30 a.m. EDT (le 17.30 ora italiana) e verrà trasmessa in diretta su NASA/TV e sul web all'indirizzo www.nasa.gov/ntv. Il decollo del Discovery e dei sette membri dell'equipaggio per la missione STS-131, diretta alla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per le 6.21 a.m. EDT (le 12.21 ora italiana) del 5 aprile. Intanto ieri alle 6.53 a.m. EDT (le 12.53 ora italiana) l'equipaggio del Discovery, formato dal Comandante Alan Poindexter, il Pilota James P. Dutton e gli Specialisti di Missione Clayton Anderson, Naoko Yamazaki, Stephanie Wilson, Dorothy Metcalf-Lindenburger e Rick Mastracchio è giunto in volo da Houston al Kennedy Space Center in preparazione per l'avvio della missione. La navetta Discovery trasporta nel suo vano di carico il modulo logistico multi-funzionale (MLPM) Leonardo rienpito con esperimenti per la sezione laboratorio della stazione. Durante la missione sono previste inoltre tre attività extraveicolari durante le quali verrà sostituito un serbatoio di ammoniaca, recuperato un esperimento Giapponese dall'esterno della stazione e disattivato un giroscopio del segmento S0 del traliccio principale della stazione. Quella di STS-131 sarà la 33esima missione dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto (Credit: NASA/Jim Grossmann) l'equipaggio durante una pausa dopo appena essere sceso dall'aereo che lo ha portato in volo al KSC direttamente dal Jonhson Space Center di Houston, nel Texas.
Fonte: NASA |
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02/04/2010 - Partita la Soyuz TMA-18 - L'astronauta della NASA Tracy Caldwell Dyson ed i cosmonauti Russi Alexander Skvortsov e Mikhail Kornienko, tutti ingegneri di volo, sono stati lanciati nello spazio a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-18 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, venerdì 2 aprile alle 8.04 ora di Mosca (le 6.04 ora italiana) iniziando un viaggio di due giorni per la Stazione Spaziale Internazionale. Una volta arrivati alla ISS si uniranno al resto dell'equipaggio della Spedizione 23 composto dal Comandante Oleg Kotov e l'astronauta della NASA Timothy Creamer ed il Giapponese Soichi Noguchi. La durata della missione è prevista in sei mesi. Quello di oggi era l'undicesimo lancio orbitale del 2010, il secondo abitato.
Fonti: NASA - Roscosmos |
01/04/2010 - Spirit potrebbe essere andato in ibernazione - Il rover Spirit della NASA ha saltato la sessione di comunicazione settimanale prevista il 30 marzo scorso e, come anticipato dalle recenti previsioni di produzione energetica, è entrato probabilmente nella modalità di ibernazione a bassa energia. In questa modalità gli orologi interni del rover continuano a funzionare ma le comunicazioni e le altre attività sono sospese in modo da lasciare ogni energia disponibile per la ricarica delle batterie ed il riscaldamento dei principali circuiti. Una volta che la ricarica delle batterie sarà tornata adeguata il rover tenterà autonomamente di comunicare durante i periodi previsti. "Potremmo non avere più notizie da Spirit ancora per settimane o mesi, ma noi resteremo in ascolto ad ogni opportunità e le nostre speranze sono che Spirit riprenderà le comunicazioni quando le batterie saranno sufficientemente cariche," ha dichiarato John Callas del Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, California, che è a capo del progetto per i due rover Spirit ed il suo gemello, Opportunity. L'energia prodotta da Spirit è bassa perchè la luce solare giornaliera per i polverosi pannelli solari sta diminuendo con l'approssimarsi del soltizio invernale che, nell'emisfero sud di Marte, è previsto per metà maggio. Durante i precedenti tre inverni marziani nei quali Spirit è sopravvissuto fin dal suo atterraggio nel gennaio 2004, il rover è stato sempre inclinato verso nord per far si che i pannelli solari fossero con il migliore angolo verso il Sole. Questo inverno questa procedura non è stata possibile a causa della mobilità impedita. Le ruote di Spirit sono affondate dentro la sabbia soffice ed il rover ha perso l'uso di una seconda ruota quattro mesi fa. In precedenza Spirit aveva perso l'uso di un delle sei ruote di cui è dotato quattro anni fa. La missione originaria di Spirit era prevista per almeno tre mesi. Il rover ha lavorato con l'estensione della missione fin dall'aprile del 2004. Opportunity sta al momento effettuando un lungo viaggio verso un grande cratere chiamato Endeavour. Spirit ha sempre comunicato una volta alla settimana negli ultimi tempi. Durante il tempo previsto per la comunicazione dal rover per mezzo della sonda della NASA Mars Odyssey che lo ha sorvolato lo scorso 30 marzo, Odyssey non ha ricevuto niente dal rover. "Stiamo controllando altre possibilità del perchè sia stata mancata la comunicazione ma questo è stato causato molto probabilmente dal fatto che l'energia a disposizione di Spirit è calata ulteriormente dall'ultima contatto effettuato il 22 marzo e l'altroieri," prosegue Callas. "Le recenti chiamate stavano indicando che lo stato di carica delle batterie stava diminuendo portando Spirit vicino al livello in cui sarebbe entrata in funzione l'ibernazione." Nelle scorse settimane la principale parte elettronica di Spirit era diventata più fredda di ogni altra mai sperimentata su Marte. Le previsioni delle temperature indicavano che probabilmente l'elettronica sarebbe stata sottoposta ad un livello al quale era stata ideata e testata ma l'età avanzata del rover aggiunge un'incertezza alla sua sopravvivenza. "Il limite delle temperature era stato testato per un rover nuovo. Ora noi ci troviamo invece con un vecchio rover che ha sostenuto migliaia di cicli termici su Marte e queste temperature così basse aggiungono ulteriore stress." conclude Callas. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell University) panorama a 360° di Troy, il luogo dove Spirit si è fermato per sempre, fotografato fra maggio e giugno del 2009.
Fonte: NASA/JPL |



Aggiornato il 30 giugno 2010 - ore 23.32 CET
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Maxi