

In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica da luglio a settembre 2010. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del motore di ricerca Google.

29/09/2010 - Annunciata la prima stazione spaziale commerciale - Due compagnie aerospaziali Russe stanno collaborando
per costruire quella che sarà la “prima stazione spaziale commerciale al mondo”, un avamposto orbitante aperto ai privati cittadini, agli
astronauti di professione ed agli scienziati ed il tutto per un costo. Chiamata Commercial Space Station (CSS) il laboratorio orbitante
spaziale ed albergo sarà capace di sostenere fino a sette persone alla volta. Il progetto è una collaborazione fra le compagnie Russe Orbital
Technologies e la RSC Energia. Le compagnie hanno annunciato il programma di una nuova stazione spaziale oggi ma non hanno rivelato la stima
dei costi. La stazione spaziale dovrebbe essere lanciata fra il 2015 e il 2016. Il costo di un viaggio individuale potrebbe variare a seconda
del veicolo di lancio, della durata e dello scopo della missione. ”Una volta lanciata ed operativa la CSS fornirà un luogo unico per le
missioni commerciali, da parte degli stati e per voli spaziali privati.” annuncia il capo esecutivo della Orbital Technologies, Sergey
Kostenko. ”La CSS darà un contributo notevole allo sviluppo orbitale.” Esperimenti medici ed osservazione della Terra sono solo alcuni
dei servizi che la stazione spaziale potrà offrire ed anche il turismo spaziale, sostiene Kostenko, è un altro grande campo. ”Abbiamo
anche proposto delle implementazioni per progetti dei media,” egli aggiunge. ”e, ovviamente alcuni sono interessati in permanenze di
breve durata sulla stazione per divertimento.” La compagnia Orbital Technologies di Mosca è formata da ingegneri, scienziati e veterani
dell’industria spaziale che si dedicano ad aprire lo spazio alle società private, secondo il loro sito web. La RSC Energia è la maggiore
industria che fornisce l’Agenzia Spaziale Federale Russa ed ha una grande esperienza nella costruzione di moduli di stazioni spaziali e veicoli
spaziali. La compagnia ha costruito la stazione spaziale Russa Salyut, i multi moduli della stazione spaziale MIR e la maggior parte degli
elementi della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La RCS Energia inoltre costruisce i veicoli spaziali Soyuz e Progress che vengono lanciati
continuamente verso la ISS. Vitaly Lopota, il presidente della RCS Energia ha dichiarato che la compagnia ha 40 anni di esperienza nella
costruzione di stazioni spaziali e sta preparando i piani per la Commercial Space Station da oltre dieci anni. La nuova stazione spaziale avrò
una vita operativa iniziale di circa 15 anni, secondo quanto dichiarato ufficialmente dalla Orbital Technologies. I veicoli Soyuz trasporteranno
gli equipaggi alla stazione mentre i veicoli automatici Progress consegneranno i rifornimenti. La stazione volerà a circa 100 km. dalla ISS e
con una inclinazione simile per facilitarei trasferimenti di equipaggi e merci dalle due stazioni più facili, dichiara la compagnia. Nella
descrizione della stazione non viene specificato il sistema energetico sebbene un portavoce a dichiarato a Space.com che il modulo iniziale
avrà un sistema simile a quello che si trova a bordo del modulo di servizio Zvezda della ISS. Il modulo di servizio Zvezda è equipaggiato con
i pannelli solari e con i razzi di assetto per mantenere il controllo della posizione. L’annuncio Russo darà una spinta maggiore per i veicoli
spaziali commerciali e di razzi negli Stati Uniti, dove almeno una compagnia, la Bigelow Aerospace di Las Vegas, sta progettando una stazione
spaziale commerciale per proprio conto. La Bigelow Aerospace ha già due prototipi di moduli di stazione spaziale nello spazio, Genesis 1 e
Genesis 2. I moduli sono gonfiabili e sono stati lanciati rispettivamente nel 2006 e 2007 ed entrambi sono ancora in orbita. La compagnia sta
preparando una stazione privata spaziale completa pronta per ricevere ospiti dal 2015, secondo i passati rapporti. Se così fosse i moduli
della stazione spaziale della Bigelow Aerospace si guadagnerebbero il titolo di prima stazione spaziale commerciale in orbita se venisse
lanciata prima della CSS Russa. Un’altra compagnia, la Excalibur Almaz dell’Isola di Man, sta procedendo ad utilizzare una nave spaziale
originalmente ideata nell’era Sovietica per le stazione spaziali Almaz ed offrire voli spaziali della durata di una settimana per clienti
paganti. Gli Stati Uniti spingono per la costruzione di navi spaziali private anche nei piani della NASA per l’utilizzo di veicoli spaziali
commerciali per trasportare gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale una volta che la flotta delle navette spaziali verrà
ritirata nel 2011. Ma i piani della Commercial Space Station ha attratto anche l’interesse dell’Agenzia Spaziale Federale (FSA) Russa. ”Consideriamo
la CSS un progetto molto interessante che incoraggia la partecipazione privata,” afferma Vitaly Devydov, vicecapo della FSA, ”E
questo attrarrà investimenti privati per l’industria spaziale Russa.”. Il capo dell’agenzia spaziale Russa, Alexey Krasnov, ha aggiunto
che la stazione spaziale commerciale potrebbe servire anche come riserva per gli equipaggi della Stazione Spaziale Internazionale. “Ad
esempio, se vi fosse il bisogno di una procedura di manutenzione o una reale emergenza, sarebbe possibile evacuare l’equipaggio della ISS,
invece che sulla Terra, a bordo della CSS come rifugio sicuro.” aggiunge Krasnov. Come previsto la CSS utilizzerebbe un sistema di
aggancio universale che potrebbe ospitare veicoli spaziali Russi, degli Stati Uniti e dell’Europa. Inoltre la stazione potrebbe ricevere anche
le capsule spaziali Shenzhou Cinesi, che hanno già volato nello spazio tre volte dal 2003. La stazione spaziale potrebbe anche essere utilizzata
come trampolino di lancio per pià ambiziosi viaggi nello spazio profondo, conclude Kostenko. ”Una breve sosta a bordo della nostra stazione
sarebbe un perfetto inizio di un viaggio attorno alla Luna,” aggiunge. ”L’esplorazione dello spazio profondo previste per il prossimo
decennio sono il modo migliore per utilizzare la CSS come punto di partenza e stazione di rifornimento,” Nella illustrazione (Credit: Orbit
Technologies) la CSS con attraccati veicoli Soyuz e Progress.
Fonte: Space.com |
|
28/09/2010 - L’ultimo serbatoio esterno consegnato al KSC - Il serbatoio esterno per la missione STS-134 della navetta spaziale Endeavour è stato
scaricato questa mattina dalla chiatta Pegasus e trasportato all’interno del Vehicle Assembly Building. I tecnici inizieranno poi le procedure per la preparazione del serbatoio
per il lancio del prossimo anno. Il serbatoio è stato rimorchiato appena prima delle 9.30 a.m. (le 15.30 ora italiana) al Kennedy Space Center in Florida. Intanto la preparazione
della missione STS-133 prosegue. I tecnici hanno condotto un controllo di tenuta sui connettori rapidi per il sistema anteriore di manovra e le unità ausiliarie di potenza della
navetta spaziale Discovery. Lo shuttle si trova sulla rampa 39A al Kennedy Space Center in Florida, il sito di lancio di tutte le missioni shuttle. Intanto, al Johnson Space
Center di Houston, luogo di addestramento per gli astronauti della NASA, l’equipaggio di STS-133 effettuerà delle simulazioni all’interno della piscina del Neutral Buoyancy
Laboratory (laboratorio di galleggiamento neutro) per la prima attività extraveicolare della missione.
Fonte: NASA |
|
26/09/2010 - Minotaur 4 mette in orbita satellite di sorveglianza - Un razzo vettore Minotaur 4 è decollato con successo alle 9.41 p.m. PDT (le 18.41
ora italiana) dalla rampa SLC-8 della Base dell’Aeronautica USA Vandemberg, in California, con a bordo il satellite SBSS (Space Based Space Surveillance). L’ascesa del
vettore a tre stadi a propellente solido verso l’orbita è durata circa 15 minuti ed il satellite è stato piazzato su un’orbita sincrona solare a circa 540 km. dalla superficie
terrestre. Si è trattato del lancio inaugurale del vettore Minotaur 4 che deriva per i primi tre stadi, dal missile balistico intercontinentale Peacekeeper mentre lo stadio
superiore è il motore commerciale Orion 38. Tutto il progetto è gestito dalla Orbital Sciences Corp. e permetterà alla US Air Force di utilizzare un razzo per immettere in
orbita satelliti dal peso di circa due tonnellate. Il satellite SBSS è un osservatorio che promette un miglioramente notevole nell’abilità dei militari di identificare e
tracciare oggetti dall’orbita. Equipaggiato con un telescopio di 30 centimetri di diametro e un piano focale di 2.4 megapixel il veicolo può utilizzare le sue ottiche per
immagini del cielo dove può tenere sotto controllo detriti spaziali e mettere in guardia contro possibili collisioni. La Boeing è capocommessa del progetto SBSS e la Ball
Aerospace ha costruito il satellite basandosi sul bus BCP-2000. Un paio di pannelli solari sporgono come ali e forniscono l’energia necessaria mentre un assetto sui due assi
permette di puntare rapidamente le sue ottiche ed al computer di bordo di essere riprogrammato con aggiornamenti. I primi test in orbita dureranno diversi mesi prima che SBSS
diventi operativo e sono previste diverse manovre per alzare ulteriormente l’orbita di altri 80 km. e l’entrata in servizio è prevista per la prossima primavera con una
previsione di vita di circa sette anni. Quello di oggi è stato il 50esimo lancio orbitale del 2010, il 48esimo conclusosi con successo.
Fonte: SpaceflightNow |
25/09/2010 - Rientrato regolarmente l’equipaggio di Spedizione 24 - Il Comandante di Spedizione 24 Alexander Skvortsov e gli Ingegneri di Volo Tracy Caldwell
Dyson e Mikhail Kornienko sono atterrati a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-18 nel Kazakhstan sabato 25 settembre concludendo così la loro permanenza di sei mesi a
bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Skvortsov era ai comandi del veicolo spaziale che si era sganciato alle 10.02 p.m. EDT (le 4.02 ora italiana di sabato mattina) i
venerdì dal boccaporto del modulo Poisk posto sul modulo Svezda della stazione. Lo sgancio della Soyuz era avvenuto un giorno più tardi del previsto a causa di un problema
con un sensore del portello del modulo Poisk avvenuto giovedì notte. Dopo le normali procedure di discesa l’equipaggio atterrava alle 1.23 a.m. (le 7.23 ora italiana) vicino
a Arkalyk, nel Kazakhstan mentre la stazione orbitava sopra l’Oceano Pacifico vicino alle coste del Giappone. Le squadre di recupero Russe hanno dato una mano all’equipaggio
per uscire dal veicolo Soyuz e riabituarsi alla gravità terrestre dopo 176 giorni trascorsi nello spazio. Skvortsov e Kornienko rientreranno al Gagarin Cosmonaut Training Center
di Star City, vicino Mosca mentre la Caldwell Dyson rietrerà a Houston a bordo di un aereo della NASA. Il trio era stato lanciato a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-
18 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, ad aprile. Come membri degli equipaggi di Spedizione 23 e 24 hanno trascorso 174 giorni sulla stazione. Caldwell Dyson ed il
Comandante di Spedizione 25, Doug Wheelock hanno condotto tre attività extraveicolari (EVA) per sostituire una pompa di raffreddamento guasta posta nel traliccio principale della
stazione. Kornienko ha condotto una EVA per seguire un lavoro di assemblaggio sul segmento Russo della stazione. La ISS è ora occupata da Wheelock, che ha assunto il comando
della stazione mercoledì, dall’Ingengere di Volo Shannon Walker e dall’Ingegnere di Volo Russo Fyodor Yurchikhin, arrivati tutti a metà giugno. Un nuovo trio di equipaggio per
Spedizione 25, Scott Kelly della NASA e Alexander Kaleri e Oleg Skripochka Russi verranno lanciati dal Cosmodromo di Baikonur il 7 ottobre prossimo ed arriveranno alla stazione
circa 48 ore dopo. Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) l’equipaggio di Soyuz TMA-18 poco dopo il rientro sulla Terra attorniato dalle squadre di recupero.
Fonte: NASA |
|
24/09/2010 - L’IAC 2010 al via - Dopo 33 anni lo IAC (International Astronautical Congress) torna a Praga: l’edizione numero 61 del più atteso e
importante appuntamento mondiale per l’intero settore si svolgerà infatti dal 27 settembre al primo ottobre nella capitale ceca, che già aveva ospitato il Congresso del 1977.
Quest’anno, per sottolineare il riferimento alle attività spaziali a fini pacifici, il titolo della manifestazione è “Space for Human benefit and Exploration”. Vi prenderanno
parte oltre tremila partecipanti, in rappresentanza dei maggiori soggetti ed operatori nel mercato internazionale delle attività spaziali, oltre a tutte le agenzie spaziali
nazionali e numerose Organizzazioni Internazionali e regionali. Ci sarà, naturalmente, anche l’ASI, con una delegazione guidata dal Presidente dell’Agenzia Enrico Saggese,
accompagnato dal Responsabile dell’Unità Relazioni Nazionali e Internazionali Augusto Cramarossa e la Responsabile delle Relazioni Internazionali con i Paesi extra Europei
Gabriella Arrigo. La delegazione ASI incontrerà ufficialmente i Presidenti di NASA, Roscosmos, JAXA, ISRO, CSA, ISA, KARI e, per la prima volta, le delegazioni dell’Australia
e del Sud Africa. Quest’ultimo paese ospiterà lo IAC 2011 a Cape Town e contribuirà alla preparazione dello IAC 2012 a Napoli. Alla cerimonia di apertura del Congresso sarà
presente il Presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus, il Sindaco di Praga, Pavel Bém, e i Ministri della Ricerca, dei Trasporti e dell’Industria. La cerimonia sarà
preceduta da un Workshop delle Nazioni Unite su "GNSS Applications for Human Benefit and Development", il 24 e 25 settembre, in preparazione tra l’altro dell’International
Committee on Global Navigation Satellite Systems , che si svolgerà a Torino dal 18 al 22 ottobre 2010 (www.icg2010.org). Il Comitato Organizzatore IAC Napoli 2012, costituito
da ASI (Agenzia Spaziale Italiana), Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli, Autorità Portuale e Polo High Tech di Napoli Est, parteciperà all’evento con una
delegazione campana composta da Liliana Boccolini, Presidente Onorario del Comitato, Norberto Salza, Presidente del Polo High Tech di Napoli Est e Coordinatore del Comitato,
Luigi Carrino, Presidente del CARN (Campania Aerospace Research Network), Antonio Moccia, Responsabile Scientifico del Congresso, Giovanni Squame, Presidente del Comitato
Operativo del Polo High Tech e Vincenzo Lipardi, Coordinatore del Dipartimento Comunicazione Istituzionale e Immagine del Comune di Napoli. La delegazione sarà accolta da
Enrico Saggese, Presidente dell’ASI e del Comitato Organizzatore IAC Napoli 2012, nello stand “azzurro partenopeo” che l’Agenzia ha allestito all’interno del Congresso, nel
quale sarà possibile vedere immagini e video delle location di Napoli, della Regione Campania e della Provincia, scelti per lo svolgimento dello IAC 2012. “L’allestimento
dello stand – sottolinea Saggese – è stato pensato non soltanto per valorizzare al meglio le eccellenze industriali di settore presenti nel nostro Paese, ma anche per
presentare gli splendidi luoghi in cui si svolgerà l’evento del 2012, e far conoscere alla Comunità scientifica quelle persone che, tenacemente, stanno lavorando affinché
Napoli e il territorio campano brillino in un contesto mondiale così importante”. “La designazione di Napoli quale città ospitante del 63mo IAC – spiega Salza – è stata
ufficializzata lo scorso 16 ottobre 2009, nell’ambito del Congresso tenutosi a Daejon in Korea del Sud. A valle di una gara mondiale alla quale hanno partecipato anche
importanti capitali europee, tra cui Parigi, Lisbona, Vienna e Bruxelles. L’appuntamento del 2012 rappresenta un’occasione, forse unica, per mostrare al mondo le eccellenze
in ambito spaziale presenti sul territorio.”
Fonte: ASI |
|
22/09/2010 - Cina mette in orbita satellite spia - Un carico militare segreto è stato lanciato con successo nello spazio a bordo di un razzo Lunga
Marcia mercoledì, continuando una frenetica attività spaziale Cinese che include misteriosi randez-vous orbitali, una prossima sonda lunare ed i preparativi per le missioni
umane. Quello di oggi è stato il quinto lancio spaziale effettuato negli scorsi 50 giorni per la Cina e la seconda missione che, in questo lasso di tempo, ha inviato un
satellite da ricognizioni Yaogan. Il lancio di mercoledì è iniziato con il decollo di un razzo vettore Lunga Marcia 2D alle 10.42 ora di Pechino (le 4.42 ora italiana di
giovedì) dal Centro Spaziale Jiuquan posto nel deserto del nordovest della Cina, secondo quanto riportato dall’agenzia di stato Xinhua. Il carico orbitale composto dal satellite
Yaogan 11 condurrà esperimenti scientifici, sorveglianza del territorio e delle risorse, stima della crescita delle colture e contribuirà alle risposte ai disastri naturali,
sempre secondo quanto riportato dalla Xinhua. Ma il satellite Yaogan fornirà anche ai militari Cinesi immagini ad alta risoluzione attraverso telecamere elettro ottiche ed a
sistemi radar di visione notturna. Il successo di questa missione segna il nono lancio Cinese dell’anno mentre il Paese ha in preparazione altri lanci prima della fine del
2010. Il Lunga Marcia infatti effettuerà anche il lancio della sonda lunare Chang’e 2 previsto per la fine di settembre o i primi di ottobre. Il prossimo anno la Cina prevede
di inviare il suo modulo spaziale Tiangong 1 nello spazio. A seguire una serie di capsule Shenzhou automatiche ed abitate faranno visita al modulo, formando una modesta
stazione spaziale per missioni di ricerca di lunga durata per gli astronauti Cinesi. Ma altri successi Cinesi sono stati osservati a 560 km di altezza quando due satelliti
dimostrativi tecnologici sono stati visti volare in formazione stretta alla metà di agosto. Osservatori di satelliti amatoriali hanno visto il veicolo spaziale SJ-12 avvicinarsi
ad una vecchia piattaforma chiamata SJ-6F, calcolando che gli oggetti si sono avvicinati fino a 200 metri, secondo i dati forniti dal tracciamento dell’U.S. Air Force. I
satelliti hanno volato assieme e si sono avvicinati ulteriormente alla fine di agosto. Da allora, dicono gli analisti, i veicoli Shijian si sono mantenuti separati di solo
pochi km. dimostrando una capacità di mantenere stabilmente la posizione. Fonti ufficiali Cinesi hanno mantenuto il silenzio su queste osservazioni sebbene i media statali
avessero riportato le notizie Russe che riportavano le osservazioni di Igor Lissov, un rispettato esperto spaziale che aveva rilasciato uno dei primi resoconti dei randezvous
di agosto. Quello di oggi è stato il 49esimo lancio orbitale del 2010, il 47esimo effettuato con successo.
Fonte: SpaceflightNow |
21/09/2010 - Discovery in rampa un’ultima volta - La navetta spaziale Discovery ha completato il suo 39esimo ed ultimo viaggio verso la rampa di lancio alle
1.49 a.m. (le 7.49 ora italiana) al Kennedy Space Center in Florida. I tecnici hanno connesso i numerosi cavi e stanno controllando i sistemi della rampa di lancio 39A prima
che la struttura di servizio ruotante sia posizionata sopra il Discovery più avanti nella giornata. Il Discovery ha lasciato il VAB (Vehicle Assembly Building) circa alle
7.23 p.m. (le 1.23 ora italiana) di lunedì notte ed ha iniziato il suo lento viaggio di circa 5,5 chilometri verso la rampa. Il Discovery venne lanciato nello spazio la prima
volta il 30 agosto 1984 per la missione STS-41D, e verrà messa in pensione dopo la missione STS-133 destinata alla Stazione Spaziale Internazionale. Il decollo della missione
è prevista per il 1° novembre alle 4.40 p.m. EDT (le 22.40) ora italiana). Questa missione sarà l’ultima missione per il più anziano dei tre orbiter ancora in servizio attivo
per la NASA. L’astronauta Steve Lindsey comanderà un equipaggio di veterani per STS-133, incluso il pilota Eric Boe e gli Specialisti di Missione Alvin Drew, Tim Kopra,
Michael Barratt e Nicole Stott. La missione consegnerà, oltre a vari rifornimenti, il modulo PMM (Permanent Multipurpose Module) assieme con il robot umanoide chiamato Robonaut 2.
Intanto il 23 settembre il Comandante Steve Lindsey ed il pilota Eric Boe voleranno fino al Kennedy Space Center per condurre delle prove di atterraggio a bordo di un apposito
aereo modificato che simula lo shuttle nelle fasi finali di rientro e che viene chiamato STA (Shuttle Training Aircraft). Nei prossimi giorni i tecnici della NASA eseguiranno
tutta una serie di attività sulla rampa di lancio per preparare la navetta al decollo. Il 15 ottobre verrà eseguito una esercitazione di conto alla rovescia con tutto l’equipaggio
al completo che ripercorrerà tutte le fasi fino a pochi secondi dal lancio mentre il 19 ottobre una riunione dei dirigenti della NASA deciderò la data ufficiale del lancio. La
missione STS-133 prevede l’attracco alla ISS il 3 novembre e due attività extraveicolari per il 5 e 7 novembre. Il Discovery lascerà la ISS il 10 novembre con un atterraggio
al KSC previsto per il 12 novembre alle 10.39 a.m. (le 16.39 ora italiana). Nella foto (Credit: SpaceflightNow photo by Ben Cooper) il complesso, o stack, STS-133 composto dal
serbatoio esterno, i due booster a propellente solido e l’orbiter Discovery sulla rampa 39A dopo il suo viaggio notturno dal VAB dove è stato assemblato.
Fonte: NASA |
|
20/09/2010 - Atlas V piazza in orbita satellite spia - Un vettore Atlas V (configurazione 501) della United Launch Alliance, decollato alle ore 9.03
p.m. (le 6.03 ora italiana del 21 settembre) dallo SLC-3 East della Base Aerea di Vanderberg, in California, ha portato con successo in orbita un satellite per la NRO
(National Reconnaissance Office). La missione era in supporto della difesa nazionale. La missione segna il terzo lancio di un Atlas 5 dalla costa occidentale nella storia del
programma. Questa missione ha utilizzato un vettore Atlas V 501 con una ogiva in materiale composito del diametro di 5,4 metri di diametro e della lunghezza di 21 metri. La
missione è stata eseguita da un solo blocco principale che utilizzava un motore RD AMROSS RD-180 ed un razzo di spinta superiore Centaur che utilizzava un singolo motore RL-10A
della Pratt & Whitney Rocketdyne. Il prossimo lancio della ULA è previsto per il prossimo 19 ottobre con un Delta IV Heavy per una missione per la NRO in supporto della difesa
nazionale dallo Space Launch Complex-37 a Cape Canaveral, in Florida. Quello di oggi è stato il 48esimo lancio orbitale del 2010, il 46esimo effettuato con successo.
Fonte: ULA |
|
16/09/2010 - LRO svela i segreti della Luna -
La Luna è stata bombardata da due distinte popolazioni di asteroidi e comete durante la sua gioventù e la sua superficie è più complessa di quanto pensato in precedenza, secondo
i nuovi risultati della sonda LRO (Lunar Reconnissance Orbiter) della NASA e apparsi su tre articoli pubblicati nel numero di Science del 17 settembre. Nel primo articolo, il
cui autore è James Head della Brown University di Providence, vengono descritti i risultati ottenuti dalla dettagliata mappa topografia della Luna realizzata utilizzando il
laser altimentro (LOLA) di LRO. Grazie a questi nuovi dati ottenuti è stato possibile distinguere i vecchi impatti sugli altopiani da quelli più recenti sui “mari”. ”La
Luna è come la stele di Rosetta per comprendere la storia del bombardamente meteorico della Terra. Proprio come la stele di Rosetta, le registrazioni lunari possono essere
utilizzate come i geroglifici degli impatti cancellati della Terra. Infatti l’attività della tettonica a placche e l’azione erosiva di acqua e vento hanno cancellato gli
impatti meteorici o cometari della gioventà del nostro pianeta. Le precedenti mappe avevano una risoluzione che non permetteva di identificare bene e conteggiare i crateri
lunari. Head ed il team hanno utilizzato lo strumento LOLA a bordo di LRO per costruire una mappa che metteva in evidenza i crateri come mai prima d’ora. Lo strumento inviava
un impulso laser sulla superficie lunare e la misurazione avveniva con la riflessione al veicolo spaziale e, conoscendo con precisione estrema l’orbita di LRO era possibile
convertire queste informazioni i una mappa dettagliata della Luna. Negli altri due articoli apparsi su Science i ricercatori descrivono come i dati provenienti dallo strumento
Divine Lunar Radiometer Experiment a bordo di LRO hanno mostrato che i processi che hanno forgiato la superficie lunare sono molto complessi. I dati hanno rivelato differenti
composizioni mai viste prime nella crosta degli altopiani ed hanno confermato la presenza di anomali materiali ricchi di silicati in cinque regioni distinte. Per la prima volta
lo strumento Divine di LRO ha fornito agli scienziati una mappa globale della Luna ad alta risoluzione nell’infrarosso che ha permesso di localizzare con precisione i silicati
che conpongono la crosta superficiale.
Fonte: NASA |
14/09/2010 - Scelto l’equipaggio della possibile ultima missione Shuttle - Il veterano di voli Shuttle il Comandante Christopher Ferguson, il Pilota
Douglas Hurley, Rex Walheim e Sandra Magnus inizieranno l’addestramento per un volo di soccorso a bordo della navetta Atlantis se l’equipaggio dell’ultima missione prevista del
Programma Space Shuttle il prossimo febbraio, rimanesse bloccato in orbita, lo ha annunciato la NASA oggi. Se questo non dovesse accadere ed il Congresso approvasse i fondi
necessari la NASA spera di lanciare Ferguson ed i suoi compagni in un vero volo il prossimo giugno in quello che diventerebbe l’ultimo volo per consegnare parti di ricambio e
rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Al momento non è ancora chiaro quali differenze fra la versione del Senato e quella della Casa Bianca sul finanziamento
della NASA per il 2011 verranno scelte e da questo dipende se Atlantis verrà lanciato per un’ultima missione o meno. Nel frattempo comunque Ferguson, Hurley, Walheim e la
Magnus inizieranno un addestramento generico per lasciare aperte tutte le opzioni per l’agenzia spaziale. ”Questi astronauti inizieranno immediatamente un addestramento
come equipaggio di soccorso, missione definita STS-335, come base in caso venisse richiesto un ulteriore volo Shuttle,” ha dichiarato Bill Gerstenmaier, direttore delle operazioni spaziali al
quartier generale della NASA. “L’addestramento normale per un equipaggio di una navetta inizia circa un anno prima del lancio e così abbiamo la necessità di iniziare ora
l’addestramento per mantenere la flessibilità necessaria di un volo di soccorso, in caso ve ne fosse bisogno, o alterare il corso e poter effettuare una ulteriore missione
Shuttle se questo venisse deciso.” Ferguson è un veterano di due missioni shuttle alla ISS, è stato pilota di STS-115 a bordo di Atlantis nel settembre 2006 e Comandante
di Endeavour per STS-126 nel novembre 2008. Walheim ha volato su Atlantis due volte, nel 2002 e 2008 mentre Hurley ha compiuto una sola missione con Endeavour nel 2009. La
Magnus ha volato a bordo di Atlantis nel 2002 ed ha trascorso quattro mesi e mezzo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale fra il 2008 ed il 2009. Dopo la perdita del
Columbia nel disastro del 2003, l’Amministrazione Bush decise di completare la costruzione della stazione spaziale ed il ritiro dello Shuttle entro la fine dell’anno fiscale
2010. Il Congresso in seguito promise un ulteriore cifra di 600 milioni di dollari permettendo di allentare la stretta delle date di lancio e dilatare i voli per evitare
problemi e conflitti con i vari carichi utili e le altre missioni. Al momento la navetta Discovery dovrebbe decollare il 1° novembre per consegnare rifornimenti ed un modulo
di stoccaggio alla Stazione Spaziale Internazionale. Endeavour la seguirebbe il 26 febbraio per consegnare l’esperimento di fisica delle particelle dal costo di due miliardi
di dollari ed altro materiale di scorta. Tutti i voli shuttle avvenuti dopo il Columbia sono programmati in modo che una seconda navetta sia disponibile nel caso che un
problema rende l’equipaggio bloccato in orbita. Per la missione del Discovery, la Endeavour ed il suo equipaggio sono pronti per la chiamata di soccorso. Per Endeavour invece
è Atlantis quella designata come veicolo di lancio su richiesta di soccorso. Ma i responsabili dell’agenzia hanno ragionato per mesi di convertire la missione di soccorso di
Atlantis in un vero volo di rifornimento per la stazione spaziale avvantaggiandosi dal fatto che, sia il serbatoio esterno che i due booster, andrebbero comunque persi. La
missione di soccorso, od il volo reale, se approvati potrebbe decollare il 28 giugno 2011. Ma lanciando Atlantis con un equipaggio di solo quattro astronauti non vi sarebbe
bisogno di tenere pronta un’altra missione di soccorso. Infatti se un problema con la navetta rendesse bloccato l’equipaggio di Atlantis questo potrebbe rimanere al sicuro
sulla ISS e potrbbe essere fatto rientrare sulla Terra utilizzando una rotazione a bordo dei veicoli Soyuz. Questa ultima opzione porterebbe tutti e quattro gli astronauti a
casa in circa un anno. Ma i responsabili della NASA sono convinti che un ulteriore volo per consegnare altro materiale di scorta e rifornimenti alla ISS varrebbe il rischio
da correre e la spesa maggiore da sostenere. Sia il serbatoio esterno che i due booster per la missione si soccorso sono già pronti ma mettere in preparazione una navetta e
tutte le squadre di supporto per altri mesi richiede altre centinaia di milioni di dollari. La versione del Senato del bilancio NASA 2011 include l’aumento dei fondi per la
missione ulteriore, conosciuta come STS-135, mentre la versione della Casa Bianca include una “autorizzazione contingente” che permetterebbe all’agenzia di reindirizzare una
parte dei fondi destinati alla Stazione Spaziale ed alla esplorazione per coprire i costi se l’Amministratore della NASA, Charles Bolden, decidesse che il volo è necessario e
sicuro da effettuare. Ancora non è chiaro quindi se verrà raggiunto un compromesso fra queste due visioni e se la NASA possa passare al volo ulteriore utilizzando nuovi fondi
o utilizzando parte di quelli che ha già. Nella foto da sinistra l’equipaggio scelto per STS-335/135: il Comandante Christopher Ferguson, il Pilota Douglas Hurley, Rex Walheim
e Sandra Magnus
Fonte: SpaceflightNow |
|
12/09/2010 - Attracco del Progress 39P alla ISS - Un cargo di rifornimento Russo volando con un pilota automatico ha attraccato con successo alla
stazione spaziale questa mattina, trasportando due tonnellate e mezzo di rifornimenti per l’avamposto internazionale. Il Progress M-07M ha attraccato al boccaporto posteriore
del modulo di servizio Zvezda alle 7.58 a.m. EDT (le 13.58 ora italiana) mentre sorvolava la Mongolia a 347 km. di quota. ”Attracco confermato,” ha annunciato il
commentatore della NASA Rob Navias dal Centro Controllo Missione di Houston. ”Un approccio ed avvicinamento da libro di testo per il veicolo di rifornimento Progress 39.”
Non si sono ripetuti i problemi di comunicazione che avevano interferito con il randez-vous del precedente veicolo di rifornimento avvenuto a luglio. I ganci ed i bulloni
di bloccaggio sono stati serrati alcuni minuti dopo assicurando il veicolo lungo circa 7,5 metri alla stazione.
Fonte: SpaceflightNow |
|
11/09/2010 - Discovery agganciato a serbatoio e booster per l’ultima volta - La navetta spaziale Discovery è ora perfettamente agganciata al suo
serbatoio esterno ed ai due razzi booster a propellente solido. L’operazione conclusiva conosciuta come “hard mate” è stata completata alle 9.27 a.m. EDT (le 15.27 ora italiana)
I tecnici hanno risolto il problema con uno dei bulloni principali di separazione nelle prime ore di sabato mattina. Il problema aveva costretto a rinviare l’operazione di
almeno un giorno. Il bullone era caduto all’interno del compartimento di poppa venerdì mattina mentre i tecnici stavano agganciando il bullone di separazione del lato sinistro
della navetta che la collega al serbatoio esterno. L’operazione era in corso all’interno del VAB (Vehicle Assembly Building) al Kennedy Space Center in Florida. Il bullone del
lato destro era già stato agganciato con successo e non vi sono stati danni a causa dell’incidente. Dopo varie valutazioni della situazione è stato sviluppato un piano per
sistemare il problema ed i tecnici hanno sistemato diverse piattaforme venerdì notte e le hanno utilizzate per accedere all’interno della porzione poppiera del Discovery
attraverso un portello di accesso. Il bullone è stato rimesso in posizione ed è stata così completata l’operazione di aggancio. Questo bullone è quello che viene utilizzato per
separare il Discovery dal suo serbatoio esterno una volta che lo shuttle ha raggiunto l’orbita. Il rollout del Discovery verso la rampa di lancio 39A è ancora previsto per il
prossimo 20 settembre. La navetta ed i suoi sei astronauti sono previsti per il lancio della missione STS-133 che consegnerà rifornimenti ed un nuovo modulo alla Stazione
Spaziale Internazionale il 1° novembre.
Fonte: NASA |
|
11/09/2010 - Il Giappone lancia satellite Michibiki - La Mitsubishi Heavy Industries, Ltd. e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) hanno
lanciato il primo Quasi-Zenith Satellite “MICHIBIKI” con il Veicolo di Lancio H-IIA n.18 (H-IIA F18 tipo 202) alle 8.17.00 p.m. dell’11 settembre (Japan Standard Time, JST - le ore
13.17 in Italia) dal Centro Spaziale di Tanegashima. Il veicolo di lancio ha funzionato perfettamente e, dopo circa 28 minuti e 27 secondi dal decollo, la separazione di
MICHIBIKI è stata confermata. “Vogliamo esprimere il nostro profondo ringraziamento per la cooperazione ed il supporto di tutto il personale coinvolto ed all’organizzazione
che ci ha aiutato al successo del lancio di H-IIA F18,” ha riportato la nota della JAXA. Al momento del lancio le condizioni meteo erano buone, il vento soffiava a 3,7
metri al secondo da Ovest/Sud Ovest e la temperatura era di 26 gradi Celsius. L’orbita Quasi-Zenith è una particolare orbita che traccia una asimettrica figura ad 8 per creare
una maggiore permanenza del satellite sopra il Giappone. MICHIBIKI, del peso di circa 4.000 kg., è un primo satellite del Quasi-Zenith Satellite System (QZSS) che dovrà verificare gli aspetti tecnologici
e di utilizzazione per poter implementare e rinforzare il segnale GPS. L’utilizzo della telefonia mobile o della posizione satellitare tramite GPS sono diventati quasi indispensabili
al mondo d’oggi e, a volte, palazzi o colline creano difficoltà nella ricezione del segnale. Ecco che il progetto QZSS prevede un numero di satelliti che, in ogni momento, grazie
alla particolare orbita, ne avrà sempre uno sopra il Giappone permettendo di ovviare a questi inconvenienti. Quello di oggi è stato il 47esimo lancio orbitale del 2010, il 45esimo di successo.
Fonte: JAXA |
10/09/2010 - Partito il Progress 39P M-07M - Il cargo automatico Progress 39P (designazione Russa M-07M) è stato lanciato dal Cosmodromo di Baikonur,
nel Kazakhstan, alle 6.22 a.m. EDT (le 12.22 ora italiana). Il veicolo di rifornimento Russo consegnerà circa 870 kg. di propellente, 50 kg. di ossigeno, 170 kg. di acqua e
1.200 kg. di pezzi di ricambio, attrezzature per esperimenti ed altri rifornimenti per i sei membri dell’equipaggio di Spedizione 24 a bordo della stazione. L’attracco è
previsto per domenica alle 7.58 a.m. (le 13.58 ora italiana) al boccaporto posteriore del modulo di servizio Zvezda. La copertura diretta dell’operazione di attracco verrà
trasmessa da NASA/TV ad iniziare dalle 7.15 a.m. (le 13.15 ora italiana) di domenica. Il lancio era stato rinviato mercoledì a causa dei forti venti presso il sito di lancio.
L’equipaggio della stazione ha testato il sistema di aggancio di Zvezda ed ha configurato il sistema per l’arrivo del Progress 39. Il suo predecessore, il Progress 38, era
stato sganciato dalla ISS lo scorso 31 agosto ed era stato fatto rientrare nell’atmosfera per la sua distruzione nell’Oceano Pacifico. Mentre l’equipaggio di Spedizione 24 si
prepara per l’arrivo del materiale si sta anche preparando al termine della missione. Infatti il Comandante Alexander Skvortsov e gli Ingegneri di Volo Tracy Caldwell Dyson e
Mikhail Kornienko lasceranno la stazione il 23 settembre a bordo della loro Soyuz TMA-18 per un atterraggio in Kazakhstan poche ore dopo. La loro partenza segnerà la fine
ufficiale della Spedizione 24 e l’inizio di Spedizione 25. Intanto a Star City, nei pressi di Mosca, i loro sostituti, gli Ingegneri di Volo di Spedizione 25 Scott Kelly,
Alexander Kaleri e Oleg Skripochka si stanno preparando per la loro missione che inizierà in ottobre. L’equipaggio di Spedizione 25 verrà lanciato a bordo di un nuovo e più
avanzato veicolo Soyuz, la Soyuz TMA-01M. La nuova Soyuz avrà un computer ed il sistema di telemetria più avanzato. I tre nuovi membri dell’equipaggio si uniranno a Spedizione
25 del Comandante Doug Wheelock e gli Ingegneri di Volo Shannon Walker e Fyodor Yurchikhin. Il trio si trova a bordo della stazione fin dal 17 giugno scorso e si unirono a
Spedizione 24 dopo il loro arrivo con il veicolo spaziale Soyuz TMA-19. Quello di oggi è stato 46esimo lancio orbitale del 2010, il 44esimo a raggiungere regolarmente l’orbita.
Nella foto (Credit: Roscosmos) il veicolo spaziale Progress 39P durante gli ultimi preparativi a Baikonur prima di essere imbarcato sul vettore SoyuzFonte: NASA |
10/09/2010 - La navetta Discovery trasferita nel VAB - La navetta spaziale Discovery si trova da oggi all’interno del gigantesco VAB (Vehicle Assem
bly Building) al Centro Spaziale Kennedy della NASA dopo lo spostamento dal suo hangar di preparazione avvenuto questa mattina. Alle 6.54 a.m. EDT (le 12.54 ora italiana) la
navetta ha iniziato il suo breve viaggio dall’OPF-3 verso il VAB. La navetta era montata sopra uno speciale veicolo ruotato che, lo ha trasportato per il breve tragitto.
Durante lo spostamento, o rollover, la navetta è stata fermata a metà del viaggio per diverse ore permettendo così ai dipendenti del KSC ed ai fotografi di riprendere questa
operazione del Discovery per l’ultima volta nella sua lunga carriera. L’arrivo al VAB è avvenuto alle 11.30 a.m. EDT (le 17.30 ora italiana). L’operazione, prevista inizialmente
per ieri, era stata interrotta per la mancanza dell’acqua in tutto il Centro Spaziale. Il guasto era stato riparato nel pomeriggio di ieri permettendo l’effettuazione del
rollover per oggi. Erano state monitorate le condizioni meteo che, fortunatamente, hanno collaborato all’operazione. Il lancio del Discovery previsto per il prossimo 1°
novembre alle 4.40 p.m. EDT (le 22.40 ora italiana) per la missione STS-133 dedicata all’assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale. L’equipaggio del Discovery intanto
prosegue l’addestramento alla missione simulando le varie vasi della missione presso il Centro Spaziale Johnson della NASA a Houston, nel Texas.
Fonte: NASA |
|
08/09/2010 - Perdita idrica al KSC, chiuso il Centro Spaziale e rinviato il rollover del Discovery - Il Centro Spaziale Kennedy è stato chiuso oggi a causa di una grossa perdita di acqua.
Solo il personale essenziale (sicurezza, vigili del fuoco ed operazioni) ha avuto accesso al centro. Le squadre di manutenzione stanno lavorando su una conduttura che si trova
sulla strada che porta dal VAB (Vehicle Assembly Building) al complesso LC-39. Vi sono anche altri problemi identificati nel sistema idrico del Kennedy ed al momento non è
presente l’acqua potabile nel centro. Lo spostamente del Discovery, conosciuta come manovra rollover, dal suo hangar, l’Orbiter Processing Facility-3 al VAB, che era previsto
per le 6.30 a.m. EDT (le 12.30 ora italiana) questa mattina, è stato rinviato almeno fino a domattina. Il ritardo di oggi non dovrebbe avere effetto sul lancio del Discovery
previsto per il prossimo 1° novembre per la missione STS-133 per la Stazione Spaziale Internazionale.
Fonte: NASA |
08/09/2010 - Firmati i contratti di produzione per i primi VEGA - Con l'avvicinarsi del termine della fase di sviluppo di Vega e con il volo di qualifica previsto per il 2011, due contratti sono
stati siglati per permettere al progetto di passare alla fase successiva. Ieri ESA (Agenzia Spaziale Europea) ed Arianespace hanno firmato l'ordine per la produzione del
primo lanciatore Vega, dopo il collaudo, come parte del contratto quadro firmato nel 2009 per i voli dimostrativi della flessibilità di Vega. Alla stessa cerimonia,
Arianespace ed ELV (European Launch Vehicle, AVIO Group) hanno concluso un contratto quadro per cinque veicoli di lancio con un ordine confermato per un veicolo di lancio.
Antonio Fabrizi, Direttore ESA dei Lanciatori, Jean-Yves Le Gall, CEO di Arianespace e Francesco De Pasquale, Amministratore Delegato di ELV S.p.A., hanno firmato i contratti
durante la cerimonia che si è svolta a Parigi, Francia. "Questa firma è una pietra miliare nel programma VEGA in quanto segna la transizione dalla fase di sviluppo alla fase
di utilizzo e salvaguarda la tempistica dell'ESA per le prime missioni di Vega" ha detto Antonio Fabrizi. "Insieme all'Ariane-5 e alla Soyuz, Vega contribuirà a fornire
all'Europa una gamma completa e flessibile di servizi di lancio come richiesto dalle missioni europee istituzionali e commerciali". Lo sviluppo del lanciatore Vega è
attualmente nella fase finale della campagna di collaudo presso lo spazio-porto europeo nella Guyana francese, per verificare che il sistema di lancio nel suo complesso sia
pronto per essere operativo. Il XXI secolo è iniziato con un interesse significativo per i satelliti più piccoli, in particolare per le missioni scientifiche e di
osservazione della Terra. L'Europa ha sviluppato il sistema di lancio Vega per rispondere in modo adeguato alla domanda istituzionale europea e per mantenere la sua
competitività sul mercato dei servizi di lancio a livello mondiale. Vega lancerà carichi utili in orbita polare bassa (da 300 a 1500 Km). Con un'altezza di 30mt ed un
diametro di 3mt, sarà in grado di piazzare in orbita carichi da 1.5 tonnellate. Vega è un lanciatore a corpo unico con tre stadi a propulsione solida (P80, Zefiro 23 e Zefiro
9) e con uno stadio addizionale a propulsione liquida (AVUM). A differenza di molti altri piccoli lanciatori, Vega potrà portare in orbita carichi multipli. Il programma
VERTA (Vega Research and Technology Accompaniment) copre un insieme di cinque missioni disegnate per dimostrare la flessibilità del sistema di lancio Vega. Con la frequenza
di due lanci l'anno, il programma si propone di inserire gradualmente Vega per l'utilizzo commerciale. Sette Paesi Membri dell'ESA hanno contribuito al programma: Italia,
Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia. Il capo commessa industriale di Vega è la ELV S.p.A. che è controllata al 70% da AVIO S.p.A. ed al 30% da ASI
(Agenzia Spaziale Italiana). ELV è responsabile per lo sviluppo completo e la produzione del lanciatore, la sua consegna ed integrazione sul sito di lancio. Come futuro
operatore del servizio di lancio di Vega, Arianespace è invece responsabile per le operazioni di lancio.
Fonte: ESA |
|
08/09/2010 - Rinviato per il vento il lancio del Progress verso la ISS - Il lancio del veicolo cargo Progress 39 dal Cosmodromo di Baikonur, nel
Kazakhstan, è stato rinviato di 48 ore a causa dei forti venti alla rampa di lancio. Il lancio del veicolo spaziale è stato spostato alle 6.22 a.m. EDT di venerdì (le 12.22
ora italiana) e l’attracco al boccaporto posteriore di Zvezda è previsto per le 7.58 a.m. di domenica (le 13.58 ora italiana). Secondo la Roscosmos, l’agenzia spaziale Russa,
i limiti per il vento sulla rampa di lancio di Baikonur sono di 15 metri al secondo ed oggi erano molto vicini a questo limite e la Commissione di Stato Russa ha preferito un
rinvio del lancio di 48 ore. Una volta alla stazione il nuovo Progress consegnerà circa 870 kg. di propellente, 50 kg. di ossigeno, 170 kg. di acqua e 1.200 kg. di pezzi di
ricambio, attrezzature per esperimenti ed altri rifornimenti per i sei membri dell’equipaggio a bordo della stazione.
Fonte: NASA |
|
08/09/2010 - Rockot piazza tre satelliti Russi in orbita - Tre piccoli satelliti per telecomunicazioni sono decollati mercoledì dal nord della Russia
per l’orbita bassa a bordo di un missile balistico riconvertito. Il razzo Rockot, di circa 30 metri di altezza, è decollato alle 3.30 GMT (le 5.30 ora italiana) dal Complesso
113 del Cosmodromo di Plesetsk, che si trova a circa 800 km. a nord di Mosca. Costruito con parti di missile balistico, il vettore a due stadi Rockot ha completato il proprio
lavoro pochi minuti dopo il lancio. Uno stadio superiore Breeze KM ha poi successivamente inserito il carico utile nell’orbita prevista, secondo quanto dichiarato dalla
Khrunichev, il costruttore principale del veicolo di lancio. La separazione dei satelliti era prevista per le 5.14 GMT (le 7.14 ora italiana), secondo quanto riportato dall’a
genzia Novosti. Si è trattato del 14esimo volo del veicolo Rockot che ha lanciato anche satelliti commerciali e per la ricerca scientifica. Il razzo trasportava oggi tre
satelliti per il Governo Russo, compreso il secondo satellite civile per telecomunicazioni Gonets M ideato per immagazzinare e distribuire messaggi personali. I satelliti
Gonets sono costruiti dalla Information Satellite Systems Reshetnev Co. Il satellite, del peso di circa 280 kg., è stato lanciato assieme a due carichi militari. La Russia
non ha specificato l’identitò dei due carichi ma, molto probabilmente, potrebbe trattarsi di due satelliti Strela per telecomunicazioni, variante militare del Gonets. Quello
di oggi è stato il 45esimo lancio orbitale del 2010, il 43esimo conclusosi con successo. Inoltre si è trattato anche del decimo lancio della Russia nel 2010.
Fonte: SpaceflightNow |
|
07/09/2010 - GOCE torna in azione - GOCE, la missione dell’ESA dedicata allo studio della gravità terrestre, ha ripreso le attività dopo che, l’8
luglio scorso, un’anomalia nelle comunicazioni aveva causato l’interruzione del flusso di dati inviati alle stazioni di terra. Grazie agli enormi sforzi compiuti dalla
squadra di esperti impegnati nel problema, il satellite è tornato in azione molto prima del previsto.
Fonte: ESA |
06/09/2010 - Paolo Nespoli in partenza per la prima missione di lunga durata sulla ISS - Si avvicina per Paolo Nespoli, astronauta ESA, la data di
partenza per la missione a bordo della ISS. Quella di Nespoli, che servirà come ingegnere di volo per le Spedizioni 26 e 27, sarà la terza missione di lunga-durata da parte
di un astronauta europeo sulla Stazione Spaziale Internazionale. Le attività a bordo della ISS durante la missione saranno molte e di diverso tipo. Tra queste, l'arrivo del
secondo ATV europeo denominato Johannes Kepler e del modulo giapponese HTV. Poi, un vasto programma di esperimenti scientifici, che spaziano dal monitoraggio delle radiazioni
allo studio del sonno nello spazio per trattare l'insonnia sulla Terra. E ancora, attività educative che includono la promozione di un programma educativo internazionale che
riguarda la salute, il benessere e la nutrizione nei bambini. Grazie ad una nuova videocamera 3D infine, Nespoli mostrerà la Terra dalla ISS come non l'avete mai vista prima.
Nespoli parlerà della sua prossima missione e risponderà alle domande di giornalisti internazionali nel corso della conferenza stampa che si terrà mercoledì 15 settembre da
Houston e che è solo il primo di una serie di appuntamenti ed eventi con l'astronauta italiano dell'ESA.
Fonte: ESA |
|
05/09/2010 - Intervista in esclusiva con il Prof. Velli ! - Dopo aver riportato la notizia degli esperimenti scelti per la Solar Probe Plus (vedi qualche
riga sotto) ho deciso di chiedere direttamente al Prof. Marco Velli la cortesia di concedere un’intervista ad astronautica.us. Il Prof. Velli è stato veramente gentilissimo ed ecco le
sue risposte alle domande che gli sono state fatte e relative alla missione Solar Probe Plus e non solo. Clicca sul link sotto per vedere la pagina dedicata a questa intervista.
Link interno: Intervista al Prof. Velli |
|
04/09/2010 - Satellite Cinese per le telecomunicazioni posto in orbita - Un satellite Cinese per telecomunicazioni è stato lanciato sabato con un
razzo Lunga Marcia, iniziando una missione per la trasmissione di programmi televisivi e segnali radio attraverso la Cina. Posto sulla sommità dei 60 metri del razzo Lunga
Marcia 3B, il satellite Chinasat 6A è decollato dal centro spaziale di Xichang, nella Provincia di Sichuan, nel sudovest della Cina, alle 16.14 GMT (le 18.14 ora italiana).
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stato il lanciatore a tre stadi ha rilasciato Chinasat 6A su un’orbita di trasferimento supersincrona di 41.800x196 km. con una
inclinazione di 25 gradi. Si è trattato del quarto lancio nello spazio di cinque settimane per la Cina, che ora lanciato ben otto razzi in orbita fin dall’inizio dell’anno.
Chinasat 6A utilizzerà il suo sistema propulsivo per circolarizzare l’orbita ad un’altezza di 36.000 km. sopra l’equatore sopra l’Indonesia. Il satellite ha una vita operativa
di 15 anni nei quali trasmetterà segnali televisivi e programmi radio nelle regioni montagnose e remote della Cina. Il satellite Chiansat 6A è stato costruito dalla China
Aerospace Science and Tecnology Corp. ed è basato sul bus del satellite DFH-4 per telecomunicazioni. L’agenzia di notizie Cinese Xinhua ha riferito che il nuovo veicolo
spaziale servirà come riserva per il Chinasat 5C, un altro satellite per telecomunicazioni lanciato nel 2007. Quello di oggi era il 44esimo lancio orbitale del 2010, il 42esimo
a raggiungere regolarmente l’orbita.
Fonte: SpaceflightNow |
|
04/09/2010 - Il Giappone testa un esperimento spaziale con un cavo - Un razzo sonda S-250-25 è stato lanciato con successo alle 5.00 a.m. del 31
agosto 2010 Japan Standard Time (le 12.00 ora italiana) dal Centro Spaziale di Uchinoura. L’angolo verticale al lancio è stata di 82,5 gradi. L’S-250-25 è
stato designato per condurre esperimenti basici con un cavo elettro-dinamico (EDT) nella ionosfera e per controllare la posizione del robot utilizzando il cavo in un ambiente
a micro-gravità mentre il razzo eseguiva un volo sub-orbitale per circa 10 minuti raggiungendo la massima altitudine di 300 km. Il razzo ha volato normalmente e, 55 secondi
dopo il lancio, la sua parte superiore si è aperta e, a 58 secondi la sonda per il misuramento del plasma (FLP, SSP) è stata deposta ed ha iniziato le osservazioni. Il cavo
conduttivoè stato esteso a circa 120 secondi, e le immagini della estensione sono state trasmesse a Terra attraverso la telemetria in banda Ku. Il Tethered Space Robot (TSR)
si è separato dall’unità ausiliaria del razzo (DAU) a 297 secondi ed il suo orientamento è stato controllato dal braccio del TSR fino a 310 secondi dal lancio. Per quanto
riguarda l’esperimento di raccolta del plasma, è stato possibile estendere con successo il cavo conduttivo e la prolunga e verificare le funzioni di accensione ad alta velocità
nell’Hollow Catode (HC) nonostante il fatto che il controllo dell’alto voltaggio non sia stato portato come previsto, è stato compreso come poter sviluppare un apparecchio
di raccolta del plasma più efficiente. Il razzo sonda S-250-25 ha raggiunto ma massima altitudine di 300 km dopo 283 secondi dal lancio, ha completato tutte le osservazioni
previste ed è ricaduto nell’oceano a sud-est di Uchinoura. (ndr) La notizia non riporta il dato sulla lunghezza del cavo deposto e l’energia rilevata ma segna l’importante fatto
che lo studio sui cavi spaziali, come il famoso satellite al guinzaglio Italiano che ha volato due volte con lo Space Shuttle, non sono dimenticati, anzi.
Fonte: Spaceref |
|
Fonte: Space.com |
03/09/2010 - La NASA seleziona gli strumenti per la prossima sonda solare - La NASA ha iniziato lo sviluppo di una missione per lo studio del Sole
da vicino come mai prima. Il progetto, senza precedenti, si chiama Solar Probe Plus e dovrebbe essere lanciato non più tardi del 2018. La sonda, delle dimensioni di una piccola
auto si infilerà direttamente nell’atmosfera solare approssimativamente a 6 milioni e mezzo di km. dalla superficie della nostra stella. La sonda esplorerà una regione che
nessun altro veicolo spaziale ha mai incontrato. La NASA ha selezionato cinque apparecchiature scientifiche da imbarcare sulla sonda che potrebbero svelare i più grandi
misteri del Sole. ”Gli esperimenti selezionati per la Solar Probe Plus sono ideati per risolvere due questioni chiave della fisica solare - perchè l’atmosfera esterna del
Sole è molto più calda della superficie visibile e che proprietà ha il vento solare che hanno poi effetto sulla Terra e sul Sistema Solare?” dice Dick Fischer, direttore
della Divisione di Eliofisica della NASA a Washington. ”Ci siamo arrovellati su queste domande per decenni e questa missione potrebbe finalmente fornire le risposte che
cerchiamo.” Mentre la sonda si avvicinerà al Sole il suo rivoluzionario scudo termico composto di carbonio dovrà resistere a temperature che supereranno i 1.370 gradi
Celsius ed a sferzate di intense radiazioni. La sonda fornirà dati di prima mano dal Sole che permetteranno agli scienziati di comprendere meglio e forse prevedere l’ambiente
radiattivo per i futuri esploratori spaziali. La NASA aveva invitato i ricercatori nel 2009 ha fornire le proposte scientifiche. Cinque sono state selezionate per un totale
di 180 milioni di dollari per le analisi preliminari, il design, lo sviluppo ed i test. Le proposte selezionate sono: Solar Wind Electrons Alphas and Protons Investigation,
studierà e misuerà le più abbondanti particelle che si trovano nel vento solare come gli elettroni, i protoni e gli atomi di elio. Verranno anche catturate alcune particelle
all’interno di un contenitore per essere sottoposte ad analisi dirette. A questo studio fa capo Justin C. Kasper dello Smithsonian Astrophysical Observatory in Cambridge, Mass.
Il Wide-field Imager, è un telescopio che fornirà immagini in 3D della corona solare e fa capo a Russell Howard del Naval Research Laboratory in Washington. Il Fields Experiment,
effettuerà una misura diretta del campo magnetico, elettrico, radio e delle onde di plasma del Sole ed inoltre misurerà la polvere che colpirà l’antenna della sonda. Lo studio
è capeggiato da Stuart Bale, della University of California Space Sciences Laboratory di Berkeley, Calif. L’Integrated Science Investigation of the Sun consiste in due
strumenti che faranno l’inventario degli elementi dell’atmosfera solare utilizzando uno spettrometro di massa che peserà ed analizzerà gli ioni nelle vicinanze della sonda. A
capo di questo esperimento troviamo David McComas del Southwest Research Institute di San Antonio, Texas. Infine l’Heliospheric Origins with Solar Probe Plus a cui fa capo lo
scienziato Italiano Marco Velli dell’Università di Firenze e del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, Calif. e che ha la funzione di coordinare tutto il gruppo scientifico della missione e
fornirà una visione indipendente delle performance dei risultati scientifici. Nella illustrazione (Credit: JHU/APL) la sonda Solar Probe Plus in vicinanza del Sole.
Fonte: NASA |
|
02/09/2010 - Le osservazioni satellitari in aiuto al disastro del Pakistan - Devastando circa un terzo del paese si stima che le alluvioni del
Pakistan hanno colpito circa 20 milioni di persone. Come parte degli sforzi di soccorso umanitario i dati dei satelliti sono stati utilizzati per generare mappe importantissime
delle aree colpite. L’alluvione del Pakistan è la peggiore a memoria d’uomo ed ha lasciato migliaia di morti e milioni di senza tetto e villaggi abbandonati ed infrastrutture
distrutte. La paura ora è che altre migliaia di persone potrebbero morire di malattie portate dal disastro. Le Nazioni Unite hanno stimato che circa 3,5 milioni di bambini
potrebbero essere colpiti da infezioni e soccombere. Mentre i dati delle osservazioni satellitari sono stati utilizzati all’interno della iniziativa International Charter
Space and Major Disasters e della Global Monitoring for Environment and Security (GMES) anche l’astronauta ESA Frank De Winne sta supportando le iniziative dell’UNICEF per la
fornitura di acqua pulita a chi ne ha bisogno. Le mappe generate per mezzo di Charter sono essenziali perchè soltanto le ultime immagini satellitari possono mostrare esattamente
quanto territorio le acque hanno coperto permettendo alle squadre di terra di identificare la migliore via di accesso per i soccorsi. Di solito le mappe sono create utilizzando
le immagini acquisite tramite il radar ad apertura sintetica del satellite Envisat dell’ESA o il Francese Spot 5. Al progetto SAFER (GMES Services and Applications for Emergency Response)
partecipano 55 partner Europei che forniscono supporto per tutti i tipi di disastri. Oltre al Pakistan i servizi del SAFER sono stati utilizzati per le alluvioni del Burkina
Faso in Africa e della Bulgaria e la Moldavia.
Fonte: ESA |
02/09/2010 - Proton mette in orbita tre satelliti Glonass - Alle 4.53.50 ora di Mosca (le 6.26 ora italiana) un razzo vettore Proton-M è decollato
dalla rampa 81 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan con a bordo tre satelliti Glonass-M facenti parte del Sistema di Navigazione Globale Russo (Russian Global
Navigation System). Dopo il lancio lo stadio superiore DM-2 si è separato dal vettore ed ha completato la sua missione inserendo i tre satelliti nelle orbite previste alle
8.26 ora di Mosca (le 10,26 ora italiana) grazie ad una doppia accensione dei propri motori. L’orbita raggiunta è di circa 19.312 km. con una inclinazione di 64,8 gradi
sull’equatore. Ogni satellite pesa circa 1.360 kg. ed è stato concepito per una vita operativa di sette anni, secondo quanto riportato dal costruttore Information Satellite
Systems Reshetnev Co. Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia Spaziale Russa al momento sono operativi 21 satelliti della costellazione Glonass mentre altri due sono
considerati di riserva. Il sistema di navigazione satellitare Glonass, simile al GPS americano, invia segnali sia per i militari che per i civili coprendo quasi la totalità
del globo. Altri tre Glonass M sono previsti per il lancio il prossimo novembre completando così la flotta di 24 veicoli spaziali necessari per la copertura globale.
La società Reshetnev sta intanto testando il primo Glonass K che dovrebbe essere lanciato per mezzo di un vettore Soyuz dal Cosmodromo di Plesetsk in dicembre. Questa nuova
serie di satelliti Glonass avrà una vita operativa incrementata a dieci anni. Quello di oggi era il 43esimo lancio orbitale del 2010, il 41esimo a raggiungere regolarmente
l’orbita. Nella foto (Credit: TsENKI TV) il momento del decollo del vettore Proton.
Fonte: Roscosmos Fonte: SpaceflightNow |
|
31/08/2010 - Eseguito DM-2, il secondo test del booster a cinque segmenti - Il DM-2 (Developement Motor-2), ovvero il secondo test di un booster a
propellente solido (come quelli che spingono la navetta spaziale nei primi due minuti di volo) è stato eseguito regolarmente presso la sede della ATK presso Promontory, Utah.
Il motore a cinque segmenti, uno in più di quelli utilizzati sullo Shuttle, ruola un gioco decisivo nello sviluppo futuro del lanciatore pesante SD-HLV che verrà sviluppato
dalla NASA nei prossimi anni. Durante il test ben 750 sensori misureranno tutte le prestazioni del razzo che, per l’occasione, sarà raffreddato a 4 gradi sopra lo zero per
simulare condizioni di lancio fredde. Altri scopi del test vedere come si comportano tutta una serie di nuovi materiali che dovrebbero permettere un risparmio di peso e la
semplificazione delle procedure di lancio.
Fonte: NasaSpaceflight.com |
|
31/08/2010 - Progress 38P lascia la ISS - Il veicolo automatico cargo Progress 38P (M-06M) si è sganciato dal boccaporto posto nella parte terminale del
modulo Zvezda della Stazione Spaziale Internazionale alle 7.22 a.m. EDT (le 13.22 ora italiana). Il veicolo automatico era stato caricato di materiale non più utile ed
immondizia dall’equipaggio di Spedizione 24 che risiede sulla stazione spaziale. Il Progress effettuerà, nei prossimi giorni, dei test di accensione dei motori e poi verrà
fatto rientrare lunedì prossimo nell’atmosfera per disintegrarsi sopra l’Oceano Pacifico. Un nuovo veicolo cargo, Progress 39, verrà lanciato il prossimo 8 settembre da
Baikonur, nel Kazakhstan e raggiungerà la ISS il 10 settembre per portare nuovi rifornimenti ed attrezzature all’equipaggio della ISS.
Fonte: NASA |
|
30/08/2010 - Si tenterà il salvataggio dell’ultimo satellite militare USA - E’ stato predisposto un piano per salvare il nuovo satellite per telecomunicazioni
degli Stati Uniti AEHF-1 dopo che un grave guasto al suo motore principale aveva messo in pericolo la sua manovrabilità. L’Advanced Extremely High Frequency 1 era stato
lanciato su un’orbita preliminare da un vettore Atlas 5 lo scorso 14 agosto da Cape Canaveral, in Florida. Dopo che il vettore aveva compiuto perfettamente il suo lavoro
immettendo il satellite su un’orbita preliminare supersincrona di trasferimento di 50.000x225 km. inclinata di 22,2 gradi. A questo punto il motore a propellente liquido del
satellite AEHF-1 avrebbe dovuto compiere tre accensioni successive per alzare l’apogeo a 18.990 km e ridurre l’inclinazione a 6 gradi sull’equatore, raggiungendo così la
sua orbita intermedia. Da quel momento sarebbe toccato al motore a propulsione elettrica ionico che, funzionando continuativamente per settimane, avrebbe circolarizzato
l’orbita a 35.888 km con inclinazione di 4,8 gradi. L’AEHF-1 avrebbe così raggiunto la sua posizione a 90 gradi di longitudine Ovest sopra l’equatore entro 105 giorni dal
lancio. Tutti questi piani perà sono stati spaiati quando, il giorno dopo il lancio, una prima accensione del motore a propellente liquido si è fermata poco dopo l’avvio per
motivi inaspettati. Un secondo tentativo il 17 agosto veniva interrotto immediatamente quando il centro controllo si rendeva conto che la spinta richiesta non era raggiunta.
Con il LAE (Liquid Apogee Engine) fuori uso il satellite, costruito dalla Lockheed Martin, una squadra di supporto composta da ingegneri e tecnici anche dell’Air Force e
dalla Aerospace Corp. ha iniziato a studiare una strategia per salvare la missione del satellite. Una prima mossa è stata eseguita domenica con un’accensione della durata di
40 minuti dei piccoli motori ad idrazina di cui è fornito il satellite. Questo ha portato l’orbita ellittica a 49.889x426 km con un periodo di 15 ore. Ulteriori accensioni di
questi motori sono previsti durante la settimana per aumentare il punto più basso dell’orbita fino a 949 km e portare così il satellite al sicuro sopra l’influenza della
resistenza atmosferica. I successivi passi saranno continuare ad impiegare questi motori per raddoppiare l’altitudine ed a questo punto la propulsione elettrica verrà
utilizzata, nel corso di diversi mesi, per raggiungere la posizione corretta. L’utilizzo dei piccoli motori di manovra ha il costo di aggiungere diversi mesi al raggiungimento
della posizione prevista e poi sacrificherà la possibilità di utilizzarli per il mantenimento della posizione dovendo utilizzare i meno potenti motori elettro-ionici. Inoltre
la durata della missione, prevista inizialmente in 14 anni, potrebbe essere accorciata a causa del consumo non previsto di combustibile.
Fonte: SpaceflightNow |
28/08/2010 - Una serie di poster dedicati agli Orbiter Space Shuttle - Degli enormi murali commemorano le tre decadi di storica esplorazione ed obiettivi
scientifici ottenuti grazie a tutti e cinque gli Space Shuttle - Columbia, Challenger, Discovery, Atlantis ed Endeavour - che ora si trovano nella Shuttle Firing Room
all’interno del LCC (Launch Control Center - Centro di Controllo di Lancio) al Kennedy Space Center in Florida. Le opere d’arte sono state ideate come un tributo al Programma
Space Shuttle visto che i rimanenti tre Orbiter sono ormai prossimi alla data di ritiro dal servizio prevista fra l’inizio e la metà del 2011 e che coincide con il 30esimo
anniversario del primo lancio. l’LCC è il vero “cervello” dello Shuttle Launch Complex 39 dal quale tutti gli orbiter sono partiti per i loro viaggi verso l’Ultima Frontiera.
L’edificio di quattro piani è collegato con il lato est del VAB (Vehicle Assembly Building) ed è stato costruito negli anni ‘60 per il Progetto Apollo. Mike Leinbach, il
Direttore di Lancio Shuttle al KSC è a capo del progetto per la creazione dei poster lavorando a stretto contatto con la NASA e le varie squadre di appaltatori che preparano
assieme gli orbiter per il volo. Leinbach è la persona responsabilie di dare il “GO” finale per il lancio durante il conto alla rovescia all’interno della Firing Room 4 sita
all’interno dell’LCC. I poster mostrano il magnifico completamento delle 132 missioni della navetta eseguite fino ad ora e sono anche un ricordo delle tragedie degli equipaggi
del Columbia e del Challenger. ”I murali sono un tributo all’amore con il quale è stato eseguito questo lavoro.” ha detto Leinbach. Leinbach è capo della squadra di
lancio di tutte le missioni Shuttle fin da quando è stato nominato Direttore di Lancio nell’agosto del 2000. Ogni poster è un collage in 3D che mostra immagini significative
ed eventi di ogni orbiter. ”Volevo qualcosa che rimanesse nella Firing Room in onore degli Orbiter e la loro eredità, le squadre di preparazione e la squadra di lancio.
Le squadre del Discovery, Atlantis ed Endeavour hanno ideato i loro, con alcuni consigli da parte mia,” prosegue Leinbach. ”I poster del Columbia e del Challenger
invece li ho ideati io, ci sono differenze nei dettagli ma alcune cose in comune che li legano.” Ogni poster è adornato con gli stemmi delle missioni eseguiti da
quell’Orbiter, comprese le missioni già approvate STS-133 ed STS-134. I poster del Columbia e del Challenger riportano i ritratti degli equipaggi degli astronauti periti
durante gli incidenti del 1986 e del 2003 che hanno portato alla distruzione di entrambi gli Orbiter. L’intera flotta delle navette della NASA ha preso il nome in onore di
antichi vascelli di pionieri della navigazione marittima e le immagini astronomiche di sfondo dei poster sono state prese da sonde che sono state trasportate degli Shuttle.
Per vedere le immagini in alta risoluzione dei cinque poster potete andare al seguente link NASA ed immettere nello
spazio per la ricerca la frase “firing room shuttle tribute”. Nella immagine (Credit: NASA) il poster dedicato all’Orbiter OV-105 Endeavour.
Fonte: Spaceref |
27/08/2010 - Europa e Giappone al lavoro su un veicolo cargo capace di rientro - Le agenzie spaziali Europea e Giapponese stanno considerando di
aggiornare i loro veicoli di rifornimento robotici per la stazione spaziale in modo da poter riportare del carico sulla Terra ed in previsione di una capsula per equipaggio
negli anni 2020. Fonti ufficiali affermano che una decisione verrà presa il prossimo anno. Nessuna delle due organizzazioni ha intrapreso lo sviluppo di capsule pilotate
ma entrambe hanno iniziato gli studi per veicoli che possano riportare carichi sulla Terra. L’abilità di riportare carichi dalla stazione spaziale, la cosiddetta massa di
ritorno calerà drasticamente una volta che lo Space Shuttle verrà ritirato il prossimo anno. Le organizzazioni stanno studiando di aggiornare l’ATV (Automated Transfer
Vehicle) ed l’HTV (H-2 Transfer Vehicle) per viaggi di andata e ritorno verso la Stazione Spaziale Internazionale. Entrambi i nuovi veicoli potrebbero debuttare per la fine
del decennio, dando alle due agenzie un sistema capace di viaggi di andata e ritorno di carico pressurizzato che potrebbe anche includere piante e piccoli animali. Al momento,
dopo aver consegnato preziosi rifornimenti e merci di consumo, i residenti della stazione caricano l’ATV e l’HTV con i rifiuti per la loro distruzione che avviene al veicolo
al momento del rientro nell’atmosfera terrestre. L’ESA ha firmato un contratto con la EADS Astrium nel luglio 2009 per uno studio, della durata di 18 mesi, su un Advanced
Re-entry Vehicle. Con il finanziamento di 21 milioni di € il contratto copre le analisi e gli studi della Astrium per una capsula con uno scudo termico che possa resistere
al rientro sulla Terra e l’ammaraggio nell’oceano. L’Astrium è l’azienda capo commessa per ATV. Gli ingegneri hanno previsto di completare la Fase A, della durata di 18 mesi
verso la fine del 2010, secondo quanto dichiarato da Simonetta Di Pippo, la direttrice dei programmi del volo spaziale umano ESA. ”Quello che vogliamo è di mettere sul
tavolo l’approvazione della Fase B entro la fine dell’anno,” ha dichiarato la Di Pippo a SpaceflightNow. La prossima fase del progetto dovrà trovare una definizione più
dettagliata dei requisiti del veicolo e le sue capacità per portare ad un lavoro di design nel 2012. Una precisa tabella di marcia dovrebbe venire dal continuo supporto degli
stati membri dell’ESA al prossimo Consiglio Ministeriale che si svolgerà nel 2011, quando l’agenzia proporrà il pieno sviluppo dell’ARV, ha concluso la Di Pippo, giovedì. Gli
stati membri avevano approvato gli studi per l’ARV durante l’ultimo Consiglio Ministeriale nel 2008. Ma la crisi finanziaria ha per il momento forzato molti governi Europei
ad applicare misure di austerità sebbene le spese per lo spazio non siano state significativamente tagliate. La Di Pippo ha detto che il primo lancio di un veicolo cargo ARV
è previsto ora per il 2017/18, leggermente più tardi di quanto annunciato lo scorso anno ovvero il 2016. La Japan Aerospace Exploration Agency sta invece definendo un modello
per un HTV recuperabile che potrebbe essere lanciato nel 2016. Durante una presentazione alla Commissione Giapponese per le attività spaziali, avvenuta all’inizio di questo
mese sono stati delineati tre configurazioini per il veicolo HTV-R. Il Giappone ha studiato lo sviluppo di una modesta capsula per riportare un piccolo carico sulla Terra.
Ma ufficialmente vi sarebbe più propensione per un più ambizioso progetto di un grosso veicolo di rientro per utilizzarlo in una vasta gamma di applicazioni. Una delle
alternative è basata su una capsula del diametro di circa 2,5 metri che potrebbe dimostrare la capacità di rientro con circa 270 kg. Ma gli ingegneri hanno anche disegnato
una capsula a forma conica di circa 4 metri di diametro alta 3,75 metri e che potrebbe riportare quasi 1.600 kg. sulla Terra e, che equipaggiata al meglio, potrebbe anche
trasportare astronauti. La JAXA ha dichiarato che inizierà uno sviluppo più avanzato del sistema HTV-R nel 2011 per poter lanciare il primo veicolo spaziale nella metà degli
anni 2010. Se approvati questi veicoli di rientro internazionali si uniranno alla capsula Dragon della SpaceX per assumere il compito della capacità di rientro della navetta
spaziale. La SpaceX ha dichiarato che il Dragon inizierà i viaggi di andata e ritorno per la stazione spaziale il prossimo anno. Nella illustrazione (Credit JAXA) Uno dei
possibili design del veicolo di rientro Giapponese HTV-R.
Fonte: Spaceflightnow |
|
24/08/2010 - Lanciato satellite Cinese per la mappatura terrestre - Un satellite Cinese per la mappatura della Terra è in orbita attorno alla Terra
dopo il lancio per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia avvenuto martedì, secondo quanto riportato dagli organi di informazione ufficiale. Il satellite Tianhui 1 è stato
rilasciato su un’orbita circolare ad oltre 480 km. sopra la superficie terrestre a seguito del decollo a bordo di un Lunga Marcia 2D avvenuto alle 3.10 p.m. locali (le 21.10
ora italiana) dalla base di lancio di Jiuquan situata vicino al confine nord con la Mongolia e la provincia di Gansu. Il vettore a due stadi ha deposto il satellite Tianhui 1
su una traiettoria polare con inclinazione di circa 97 gradi. Le autorità utilizzeranno Tianhui 1 per ricerce scientifiche, cartografia e risorse terrestri e controllo per
promuovere lo sviluppo economico, secondo quanto riportato in un comunicato rilasciato sul sito web dal Ministero Cinese della Difesa. Il satellite è stato sviluppato da una
compagnia sotto il controllo della China Aerospace Science and Technology Corp., ha riportato l’agenzia di notizie Xinhua. Quello di oggi è stato il settimo lancio spaziale
Cinese dell’anno e la tredicesima missione del razzo Lunga Marcia 2D fin dal 1992. Si è trattato anche del 42esimo lancio orbitale del 2010, il 40esimo a raggiungere
regolarmente l’orbita.
Fonte: Spaceflightnow |
|
23/08/2010 - Ultime notizie da Opportunity - Il rover della NASA su Marte, Opportunity, ha guidato per altre cinque volte nella scorsa settimana, agggiungendo
altri metri nella sua odometria totale e nella strada verso il createre Endeavour. Il rover ha guidato durante i Sol 2329, 2330, 2333, 2334 e 2335 (il 12, 13, 16, 17 e 18
agosto) totalizzando altri 330 metri. Il rover è stato guidato con lunghi comandi di guida (circa 70 metri per volta) seguiti da corti tratti utilizzando il sistema di
navigazione autonoma (AutoNav) e aumentando la distanza di guida ad ogni sol. Un test diagnostico è stato condotto sullo spettrometro miniaturizzato ad emissione termica
(Mini-TES) il Sol 2332 (15 agosto 2010). Lo strumento ha mostrato le stesse risposte anomale del Sol 2257 (30 maggio 2010). Le squadre degli strumenti e del progetto proseguono
lo studio del problema. Al Sol 2334 (17 agosto 2010) l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari era di 581 watt-ora con un’opacità atmosferica (Tau) di 0,484 e la polv
ere sui pannelli solari un fattore 0,749. L’odometria totale (i metri percorsi dal rover fin dal suo arrivo su Marte) hanno raggiunto il totale di 22.640 metri.
Fonte: Spaceref |
|
22/08/2010 - AMS-02 pronto a partire - Per vederlo effettivamente all’opera bisogna ancora aspettare qualche mese: il lancio dello Shuttle Endeavour
STS-134 che porterà in orbita l’AMS-02 (Alpha Magnetic Spectromer) è previsto per il 26 febbraio 2011. Intanto lui, l’”Hubble dei raggi cosmici” come è stato soprannominato
per la sua straordinaria sensibilità cento volte superiore a qualsiasi altro strumento, è pronto. Giovedì 26 agosto, dopo essere stato impacchettato in un contenitore di
alluminio e policarbonato, lascerà il CERN di Ginevra a bordo del gigantesco cargo C-5M SuperGalaxy dell’Aeronautica militare USA, il celebre “Tir con le ali”. Per atterrare
intorno alle 12:30 (ora locale) al Kennedy’s Space Center della Florida, sulla SLF (Shuttle Landing Facility), esattamente la stessa pista dove atterra lo Shuttle.
Sul C-5M statunitense, oltre all’AMS e a 40 tonnellate di materiali tecnici e di supporto necessari per tutti i test in programma, viaggeranno anche 65 degli oltre 500
tecnici di 16 paesi diversi che hanno lavorato al progetto. Tra di loro c’è naturalmente Roberto Battiston, responsabile italiano dell’Alpha Magnetic Spectromer per INFN
e ASI. “E come potevamo mancare? – sottolinea Battiston – ”E’ 15 anni che ci lavoriamo”. L’ambizioso laboratorio orbitante europeo per la fisica delle particelle (ribattezzato
il “Cacciatore di antimateria”) è stato realizzato – attraverso l’ASI e l’INFN - con un determinante contributo italiano: il nostro paese risulta il primo contributore del
progetto con il 25% dei finanziamenti. Una volta agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale, per almeno 10 anni (che non è escluso diventino 18) AMS-02 cercherà di
rivelare antiprotoni, antideutoni e anti-nuclei di elio determinandone la traiettoria e l’energia grazie a un potente magnete superconduttore, il più grande che sia mai
stato usato in orbita
Fonte: ASI |
20/08/2010 - La capsula Dragon completa i test di discesa con paracadute - Oggi la SpaceX (Space Exploration Tecnology) ha annunciato che il loro veicolo spaziale Dragon
ha completato con successo un test di rilascio in altitudine, completando il 100% degli obiettivi del test. Questo è l’ultimo di una serie di test per validare il sistema di rilascio del paracadute
e le operazioni di recupero prima del primo lancio del veicolo. Durante il test del 12 agosto scorso un elicottero gru volante Erikson S-64F ha rilasciato un veicolo test del Dragon da un’altezza
di circa 5.000 metri da una zona a circa 15 km. dalle coste di Morro Bay, California. In una precisa catena di eventi per primo si sono aperti i due paracadute di frenata per stabilizzare e rallentare
il veicolo prima dell’apertura dei paracatute principali di 35 metri di diametro ciascuno che hanno portato la capsula ad un prefetto ammaraggio. Da qui una nave di recupero ha riportato i paracadute
e il Dragon al molo. Mentre all’inizio il Dragon verrà utilizzato per trasportare merci, il veicolo spaziale è stato progettato per trasportare un equipaggio ed il sistema di paracadute utilizzato
durante il test è lo stesso che verrebbe utilizzato per un Dragon per trasporto equipaggio. ”Abbiamo ideato il Dragon con stringenti standard per le missioni con equipaggio fin dall’inizio e test
come questo ci assicurano la più alta qualità ed affidabilità per il Dragon sul lungo periodo,” ha spiegato Elon Musk, Presidente e Fondatore della SpaceX. ”Stiamo provando, ogni giorno, che il
futuro delle missioni americane nello spazio puà essere compiuto attraverso compagnie commerciali americane. I due paracadute di frenata hanno creato una più graduale riduzione di velocità, importante
per le future missioni umane, mentre i tre grandi paracadute sono importanti per assicurare un atterraggio sicuro e confortevole rallentando la capsula a circa 3/4 metri al secondo. In condizioni nominali
gli astronauti non sperimenterebbero più di 2-3 g durante questo tipo di discesa (meno di quanto provato in un parco di divertimenti). Con i tre paracadute principali, anche se il Dragon ne perdesse uno,
l’equipaggio potrebbe sempre atterrare in sicurezza. ”I dati acquisiti durante questo test di rilascio saranno per noi molto importanti in preparazione dell’imminente dimostrazione di lancio del primo
Dragon operativo,” ha dichiarato Chris Thompson, Vice Presidente delle Strutture della SpaceX. Nel giugno 2010 la SpaceX aveva lanciato con successo un razzo Falcon 9 che trasportava una capsula
Dragon di prova. Sempre entro l’anno la SpaceX effettuerà il prossimo volo di prova portando un Dragon operativo in orbita bassa a bordo di un Falcon 9. Questo sarà il primo volo dimostrativo effettuato
sotto il contratto COTS (Commercial Orbital Transportation Services) per la NASA segnato nel 2006 per incoraggiare le compagnie private a sviluppare un sistema commerciale di trasporto spaziale. La capsula
Dragon e il vettore Falcon 9 sono state selezionate dalla NASA per consegnare rifornimenti per e dalla Stazione Spaziale Internazionale a partire dal 2011. Il veicolo Dragon può riportare sulla Terra circa
2.500 kg. di merci dalla stazione spaziale, un servizio che non viene fornito da nessun altro sistema commerciale di riformimento. L’atterraggio di un Dragon operativo sarà molto pià preciso di quello
visto nel test di rilascio. I razzi di manovra Draco verranno accesi durante il rientro per assicurare che il veicolo Dragon possa atterrare a meno di 1,6 km. dal sito prescelto. Una volta che l’abilità e
l’accuratezza del controllo del rientro saranno dimostrati la SpaceX prevede di aggiungere un sistema di atterraggio e di utilizare dei razzi per poter far scendere in sicurezza un Dragon anche sul terreno.
Nella foto (Credit: Roger Gilbertson / SpaceX) la capsula di prova Dragon mentre scende verso l’Oceano Pacifico appesa ai paracadute durante il test del 12 agosto scorso.
Fonte: SpaceX |
|
16/08/2010 - Completata con successo la riparazione sulla ISS - Gli astronauti Douglas Wheelock e Tracy Caldwell Dyson hanno compiuto con successo la terza attività extraveicolare per la sostituzione della pompa dell’ammoniaca del sistema di raffreddamento del ciclo A della Stazione Spaziale Internazionale. Whelock e la Caldwell Dyson speravano di poter completare l’escursione di oggi installando un lungo cavo tra il modulo di decompressione Quest ed il modulo Unity necessario per il modulo cargo in arrivo con la navetta in visita a novembre. Ma il lavoro di risistemazione degli attrezzi e le apparecchiature utilizzate durante la sostituzione della pompa si erano prolungati oltre il previsto e l’installazione del cavo è stata rinviata. La passeggiata spaziale era iniziata alle 6.20 a.m. EDT (le 12.20 ora italiana) e si è conclusa alle 1.40 p.m. EDT (le 19.40 ora italiana) per un totale quindi di sette ore e 20 minuti portando il totale delle ore di EVA destinate alla riparazione del sistema di raffreddamento a 22 ore e 49 minuti. Con questa EVA Wheelock ha effettuato la sua sesta attività extraveicolare della carriera per un totale personale di 43 ore e 30 minuti portandosi al decimo posto fra gli astronauti con più esperienza. Il totale di ore di EVA effettuate per l’assemblaggio e la manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale raggiungono quota 944 e 24 minuti (ben 39,4 giorni attraverso 150 passeggiate spaziali). Ora i controllori di Volo, lavorando a fianco degli astronauti della stazione, recupereranno entro mercoledì o giovedì le normali operazioni della ISS interrotte lo scorso 31 luglio con il guasto della pompa del circuito A di ammoniaca. Con metà del sistema di raffreddamento della stazione fuori uso gli astronauti erano stati costretti ad installare un ponticello per trasferire il carico dal ciclo A al ciclo B e dirottato energia addizionale per il segmento Russo della stazione. Tutto questo aveva permesso di proseguire quasi normalmente le operazioni con tre giroscopi stabilizzatori anzichè quattro e con il sistema di supporto vitale e le comunicazioni principali operative. Ma con un ciclo fuori uso il modulo di esperimenti Giapponese Kibo e il modulo laboratorio dell’Agenzia Spaziale Europea Columbus erano stati disattivati e con loro la maggior parte dei rack per esperimenti del segmento USA della stazione. E con un solo ciclo di raffreddamento operativo la stazione aveva anche perso la ridondanza nei sistemi critici. Durante l’EVA di oggi gli astronauti non hanno incontrati problemi nell’installazione della pompa di scorta (la più vecchia delle quattro disponibili) ed i controllori di volo hanno in seguito attivato la pompa e riportata alla normale operatività.
Fonte: SpaceflightNow |
|
14/08/2010 - Un Atlas 5 mette in orbita un sofisticato satellite militare USA - Un sofisticato satellite è stato lanciato nello spazio oggi per rafforzare le linee di comunicazione fra il Presidente USA, i suoi comandanti militari e le truppe sul campo di battaglia anche nel peggiore scenario possibile di una guerra nucleare. Il satellite inaugurale del programma AEHF (Advanced Extremely High Frequency) è decollato a bordo di un razzo vettore Atlas 5 (AV-019) dalla rampa 41 di Cape Canaveral alle 7.07 a.m. EDT (le 13.07 ora italiana). I tre razzi a propellente solido agganciati al primo stadio alimentato a kerosene ed ossigeno hanno fornito la spinta e la velocità iniziale per spingere il missile, alto 60 metri, lontano dalla rampa in una traiettoria verso est. Circa 5 minuti più tardi il razzo, dopo aver superato l'atmosfera, ha ricevuto altre due accensioni dello stadio criogenico Centaur alimentato ad idrogeno ed ossigeno liquidi. La seconda accensione ha fornito la spinta necessaria a deporre il satellite AEHF-1 nell'orbita geosincrona di trsferimento. Il carico utile del peso di circa 5.400 kg. si è separato dal razzo 51 minuti dopo il decollo mentre sorvolava l'Oceano Indiano. Questo satellite dovrebbe essere pronto ad entrare in servizio operativo all'inizio del prossimo anno da una posizione stabilita dalle necessità del momento. I controllori di volo prevedono di trascorrere i prossimo 100 giorni utilizzando il sistema di propulsione ionico per circolarizzare l'orbita a 36.000 km di altezza sopra l'equatore a 90° di longitudine Ovest per i mesi di test. Costruito in collaborazione fra la Lockheed Martin e la Northrop Grumman, questa serie di satelliti sostituirà i precedenti Milstar fornendo una comunicazione più rapida e simultanea utilizzando le più moderne tecnologie. Un solo AEHF ha più capacità di trasmissione di tutti e cinque i vecchi Milstar combinati e di questo beneficieranno le comunicazioni tattiche permettendo l'invio di mappe più dettagliate, dati sugli obiettivi e trasmissioni video in diretta che potranno essere trasmesse senza poter essere individuate dal nemico. I nuovi satelliti AEHF verranno affiancati inizialmente agli esistenti Milstar e sono compatibili con tutto l'equipaggiamento già dispiegato sul campo. I satelliti AEHF possono mantenere le comunicazioni fra i responsabili militari e politici anche nel peggior ambiente di combattimento dando agli USA una superiorità nelle informazioni. Il satellite è stato costruito utilizzando il modello A2100 della Lockheed Martin ed è previsto per una vita operativa di 14 anni. AEHF è fornito di pannelli solari di quasi 30 metri di lunghezza e di due antenne paraboliche che si estendono dal corpo del satellite che gli permettono una velocità di trasmissione dai 75 agli 8,2 milioni di bits per secondo. Altri due satelliti AEHF sono in costruzione e dovrebbero essere lanciati rispettivamente nel 2011 e 2012 mentre un quarto è stato ordinato. Oltre a questi altri quattro satelliti saranno poi necessari per raggiungere la copertura globale. Anche il Regno Unito, il Canada e l'Olanda partecipano al programma AEHF fornendo alcuni fondi in cambio di corrispondenti risorse dai satelliti. Quello di oggi era il 41esimo lancio orbitale del 2010, il 39esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonte: SpaceflightNow |
11/08/2010 - Completata con successo la seconda EVA sulla ISS - Gli Ingegneri di Volo di Spedizione 24 Doug Wheelock e Tracy Caldwell Dyson hanno completato la seconda, delle tre attività extraveicolari previste, per rimuovere il modulo con la pompa guasta del sistema refrigerante di ammoniaca posto nel traliccio S1 della Stazione Spaziale Internazionale. La loro EVA era iniziata alle 8.27 a.m. EDT (le 14.27 ora italiana) ed è terminata alle 3.53 p.m. (le 21.53 ora italiana) di mercoledì dopo sette ore e 26 minuti. Per prima cosa Wheelock ha chiuso con successo la valvola dell'ultimo connettore dei fluidi della pompa di ammoniaca guasta e poi ha successivamente sganciato l'ultima linea, la M3, che aveva dato grossi problemi durante la prima EVA. La Caldwell Dyson ha disconnesso cinque cavi elettrici e di trasmissione dati mentre Wheelock allentava e rimuoveva quattro bulloni che tenevano ancorata la vecchia pompa. Il modulo contenente la pompa è stato poi estratto da Wheelock dal traliccio utilizzando delle maniglie ed è stato installato su una piattaforma di carico posta sul Mobile Base System del traliccio della stazione. Con la pompa guasta rimossa e posizionata al sicuro la Caldwell Dyson ha iniziato a preparare la nuova pompa per l'installazione che verrà effettuata durante la prossima passeggiata spaziale prevista per non prima di domenica. Prima di rientrare all'interno del modulo di decompressione Quest i due spacewalker hanno eseguito le procedure di pulizia delle tute per evitare di portare all'interno della stazione residui di ammoniaca. Si è trattato della 149esima attività extraveicolare dedicata alla'ssemblaggio della ISS e la 13esima del 2010. Per Wheelock si è trattato della quinta EVA per un totale di 36 ore e 10 minuti mentre per la Caldwell Dyson della seconda per un totale di 15 ore e 29 minuti. Intanto, in risposta ai passi per la riconfigurazione dell'energia fatti lo scorso fine settimana, il team scientifico ha lavorato velocemente per stabilire un piano che preservi i campioni degli esperimenti posti nel freezer del Modulo Esperimenti Giapponese. L'equipaggio in orbita è stato capace di trasferire i campioni ad un freezer operativo nel modulo laboratorio Kibo. Nessun campione degli esperimenti è andato perduto durante l'anomalia alla pompa dell'ammoniaca. Mentre le tempistiche dell'equipaggio venivano interrotte per supportate le nuove EVA impreviste, le squadre a Terra, incaricate di seguire gli esperimenti, hanno lavorato a stretto contatto con i controllori di missione per preservare e ripianificare le priorità delle attività più importanti. Altre attività che potevano essere ripianificate con poco o nessun impatto sono stati rinviate a date successive. Nella foto (Credit: NASA/TV) l'astronauta Wheelock mentre estrae il modulo della pompa di ammoniaca guasto dal traliccio S1 durante la seconda EVA. AGGIORNAMENTO - La NASA ha dichiarato che saranno necessarie altre due attività extraveicolari (quattro in tutto, il doppio di quanto previsto in un primo momento) per completare l'operazione di ripristino del sistema di raffreddamento ad ammoniaca del Loop A a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. La terza EVA è ora prevista per lunedì anzichè domenica.
Fonte: NASA |
10/08/2010 - Il primo robonauta pronto per lo spazio - Andare nello spazio non è particolarmente facile per gli astronauti e non loè neppure per un astronauta robotico. Racchiuso all'interno di un contenitore di alluminio e protetto da imbottiture il Robonaut 2, o R2 in omaggio a Guerre Stellari, è stato preparato per l'invio alla Stazione Spaziale Internazionale all'interno dell PMM (Permanent Multipurpose Module) che verrà posto all'interno del vano di carico della navetta Discovery come parte della missione STS-133. Una volta a bordo della stazione, R2, con le sue mani e braccia simili a quelle umane e visione stereo, ci si aspetta che possa effettuare alcune operazioni ripetitive all'interno del laboratorio orbitante per liberare gli astronauti per compiti più complessi ed esperimenti. Un giorno R2 potrebbe anche effettuare attività extraveicolari. I tecnici e gli ingegneri del Kennedy e del Johson Space Center che si occupano da decenni su come impacchettare le attrezzature da inviare nello spazio hanno trascorso gli ultimi mesi assicurandosi che il robot potesse sopportare senza danni le vibrazioni e le intense forze gravitazionali dal lancio. "Ripenso a quando, in maggio, abbiamo compreso appieno la sfida che avevamo di fronte," dice Michael Haddock, ingegnere meccanico che ha seguito le procedure ed altri aspetti della preparazione di R2 per il lancio, incluso le delicate operazioni con la gru all'interno dell'edificio Space Station Processing Facility. Di solito preparare per il lancio del materiale è una operazione abbastanza veloce ma questa volta R2 ha aggiunto una motivazione ulteriore agli ingegneri coinvolti, considerando anche che il robot è forse il peso maggiore mai ospitato nel modulo cargo. Infatti R2 pesa circa 150 kg. ma con l'aggiunta dell'involucro protettivo per il lancio raggiunge i 226,8 kg. Proprio a causa del suo peso non era possibile mettere R2 su uno dei sedili dell'equipaggio ma, anche se racchiuso nel suo contenitore protettivo posto a dieci metri dietro l'equipaggio, al momento del lancio anche lui sarà orientato come gli astronauti con lo sguardo rivolto al cielo. Sebbene il robot sia fondamentalmente una macchina molto complessa piena di sensori e che opera con un sofisticato software è la sua forma che affascina maggiormente. Costruito dalla NASA e dalla General Motors come assistente robotico per gli astronauti che lavorano nello spazio, R2 assomiglia, alla parte superiore di un culturista e nella testa a forma di elmetto ospita una coppia di telecamere che forniscono la visione tridimensionale oltre a diversi sensori. E' stato definito simile al cacciatore di taglia Boba Fett di Star Wars, all'esoscheletro dei film di Terminator ed al robot animato del football della Fox Sport. Assomiglia a qualcosa di fantascientifico ma, in questo caso, è tutto vero. Le sue mani, complete di quattro dita, possono stringere la mano di un umano senza stritolarla, proprio come un saluto. Questo grado di sensibilità gli permette di maneggiare le attrezzature senza romperle. All'inizio il Robonauta non era stato costruito per volare ma soltanto per essere utilizzato come modello e testato al suolo. Sebbene ora sia stato adattato al volo e ben testato per il lancio. Questo è un po il motivo della missione STS-133, infatti anche il PMM era un modulo logistico multifunzionale chiamato Leonardo e costruito solo per rimanere nello spazio per brevi periodi. Ma la sua missione è cambiata e gli ingegneri gli hanno aggiunto una corazza ed aggiunto alcuni particolari interni in modo che possa rimanere agganciato permanentemente alla stazione ed utilizzato come uno spazio aggiuntivo per riporre il materiale. "Qualcuno dice che questa missione è tutto fuorchè ordinaria," conclude Scott Higginbotham, payload manager per la missione STS-133, "e questo è un fatto." Nella foto (Credit: NASA) Robonaut 2 assieme all'equipaggio di STS-133 prima di essere impacchettato per il lancio.
Fonte: NASA |
|
10/08/2010 - Hawking: la terra non basta - Per evitare l'estinzione, nei prossimi 200 anni la razza umana dovrà colonizzare lo spazio. La terra, infatti, rischia il disastro già nel prossimo secolo e in un futuro più lontano questo rischio aumenterà ulteriormente. Per salvarsi l’uomo dovrà per forza abbandonare il proprio pianeta natale. Non è la trama di un nuovo film di fantascienza, ma la tesi assai inquietante di Stephen Hawking, l’astrofisico britannico, considerato uno dei massimi esperti al mondo in materia. "La razza umana non deve mettere tutte le sue uova in un solo paniere nè su un solo pianeta," ha ammonito lo scienziato in un’intervista messa in rete da "Big Think", un sito Internet creato «per relazionare uomini e idee». "Vedo un grande pericolo per l’uomo, nel passato ha già corso rischi molto gravi, come nel caso della crisi dei missili a Cuba nel 1963, ma in futuro ce saranno sempre di più," ha affermato. "E se riusciremo a scongiurare catastrofi nel corso dei prossimi 200 anni, dovremo comunque salvare l’umanità lasciando una Terra troppo ormai inospitale a causa dell’aumento della sua popolazione e delle sue insufficienti risorse." Hawking ritiene che quello di assicurare la propria sopravvivenza sia un preciso dovere dell’umanità, soprattutto "se siamo noi gli unici esseri intelligenti della galassia". A questo riguardo, lo scorso aprile l’astrofisico britannico aveva ammonito che se esistono civiltà extraterrestri l’uomo deve evitare qualsiasi contatto in quanto le conseguenze potrebbero essere devastanti. Lo scienziato, 68 anni, docente all’università inglese di Cambridge, è noto per le sue ricerche sulla gravità e sui buchi neri. È affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso che lo obbliga a muoversi su una sedia a rotelle e che gli permette di comunicare solo attraverso un sintetizzatore vocale.
Fonte: La Stampa |
|
10/08/2010 - Cina invia nuovo satellite spia in orbita terrestre - Un satellite Cinese segreto da ricognizione è stato lanciato con successo con un razzo vettore Lunga Marcia lunedì, è la sesta volta che la Cina invia un satellite in orbita durante questo anno. La decima missione Yaogan è decollata a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 4C alle 22.49 GMT (le 0.49 ora italiana di martedì mattina) dal centro di lancio Taiyuan situato nella provincia Shanxi, a nord della Cina. Il booster a tre stadi ha piazzato il veicolo spaziale su un'orbita di circa 600 km. con un'inclinazione di 97,8°, secondo fonti di tracciamento dati indipendenti. L'agenzia di notizie di stato Xinhua ha riportato che il satellite Yaogan 10 condurrà esperimenti scientifici, effettuerà sorveglianza del suolo, stimerà la crescita delle culture e risponderà in caso di disastri naturali. Ma il satellite Yaogan è, probabilmente, un satellite militare con un radar ad apertura sintetica che può osservare ogni località con qualsiasi condizione meteo e di illuminazione. Osservatori indipendenti credono che la serie Yaogan, i cui lanci sono iniziati nel 2006, siano una nuova flotta di satelliti da ricognizione con alta risoluzione ottica e radar. I lanci avvengono alternativamente da Taiyuan e Jiuquan nel nordovest della Cina con satelliti spia radar ed elettrottici. La Cina ha annunciato il lancio di lunedì con circa 24 ore di anticipo, una politica seguita di solito per la maggior parte dei carichi militari. Quello di oggi è stato il 40esimo lancio orbitale del 2010, il 38esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonte: Space.com |
|
09/08/2010 - Discovery nell'ultimo mese di preparazione prima del rollover - La navetta spaziale Discovery è entrata ora nell'ultimo mese di preparazione all'interno dell'OPF-3 (Orbiter Processing Facility numero 3) per la sua 39esima ed ultima missione. Una volta completata la preparazione verrà trasferito, un'operazione chiamata "rollover", nel VAB (Vehicle Assembly Building) l'8 settembre prossimo. Qui verrà accoppiato al serbatoio esterno ET-137 e la coppia di razzi a propellente solido (booster) all'interno della HB-3 (High Bay n.3) per completare il montaggio dell'interno sistema spaziale per la missione STS-133 il cui inizio è fissato per il 1° novembre 2010. I responsabili della NASA confermano che le tempistiche sono perfettamente in linea per la data prevista per il rollover. Probabilmente una piccola cerimonia verrà compiuta al momento dell'uscita del Discovery dalla OPF visto che si tratterà dell'ultima volta che questo evento accadrà. Al momento gli ingegneri si stanno dedicando alla chiusura delle PLBD (Payload Bay Doors - i portelli della stiva) che avverrà nelle prossime settimane e che verranno aperte un'ultima volta sulla rampa di lancio per imbarcare il carico utile della missione. Rimangono ancora da effettuare alcuni lavori con il sistema di protezione termico e il controllo di tenuta del modulo equipaggio. Un problema minore con una valvola dell'ossigeno è al momento sotto indagine mentre sono stati completati i controlli dell'antenna in banda S che aveva smesso di funzionare durante l'ultima missione. Nonostante il tentativo di duplicare il problema avvenuto in orbita questo non ha avuto successo e quindi è stato definito come una UA (Unexplained Anomaly - anomalia inspiegabile). Infine anche una riparazione al carrello di atterraggio anteriore è stata completata. L'equipaggio di STS-133 sta conducendo le fasi finali dell'addestramento al Johnson Space Center ad Houston, nel Texas.
Fonte: NasaSpaceflight |
07/08/2010 - Un problema con un connettore complica la prima EVA - La prima EVA per la riparazione del sistema di raffreddamento della ISS ha incontrato un problema con uno dei quattro connettori della pompa per l'ammoniaca da sostituire. Gli astronauti Doug Wheelock e Tracy Caldwell Dyson avevano eseguito le operazioni richieste per la rimozione della pompa guasta in perfetto orario fino al momento in cui hanno dovuto sconnettere i quattro tubi di collegamento del sistema di circolazione dell'ammoniaca. Uno dei quattro connettori, quello segnalato come M3, ha opposto resistenza alla disconnessione e, per quanti sforzi facesse Doug, sono trascorse quasi due ore di inutili tentativi. Quando, finalmente, il connettore ha mostrato segni di sbloccarsi è iniziata una perdita di ammoniaca dal connettore stesso che ha costretto lo spacewalker a sospendere l'operazione. Le immagini su NASA/TV mostravano l'ammoniaca che fuoriusciva dal connettore e, istantaneamente congelava disperdendosi nello spazio in piccoli frammenti bianchi. Dopo qualche minuto la perdita è diminuita e poi si è fermata. Ma a questo punto erano trascorso oltre 6 ore di EVA ed i responsabili del Controllo Missione hanno dovuto chiedere ai due astronauti di mettere in sicurezza i vari connettori e dedicarsi alla decontaminazione delle tute spaziali dai possibili residui di ammoniaca prima di rientrare nella stazione. A questo punto il sistema è in sicurezza ma gli obiettivi della EVA di oggi non sono stati raggiunti ed al momento non è chiaro se, oltre alla passeggiata spaziale prevista per mercoledì, ci sarà bisogno di una ulteriore EVA finale. Wheelock e la Caldwell Dyson sono rientrati nel modulo di decompressione Quest e l'EVA è stata dichiarata completata alle 3.22 p.m. EDT (le 21.22 ora italiana) dopo 8 ore e 3 minuti. Questa EVA è stata la 148esima dedicata all'assemblaggio e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale ed il tempo totale accumulato fin dal 1998 è di 929 ore e 38 minuti. Si è anche trattato della 12esima EVA dell'anno e della prima compiuta senza la navetta spaziale attraccata alla ISS fin dal gennaio 2008. Infine la passeggiata spaziale di oggi è diventata la più lunga mai svolta sulla ISS e la sesta più lunga nella storia dell'astronautica. Nella immagine (Credit: NASA/TV) il problematico connettore M3 incontrato dagli astronauti durante la prima EVA di sostituzione della pompa per l'ammoniaca. Cliccando qui potete vedere una traduzione del grafico esplicativo (Credit: Karl Tate, SPACE.com) del sistema di raffreddamento della Stazione Spaziale Internazionale.
Fonte: SpaceflightNow |
|
07/08/2010 - In corso la prima EVA di riparazione sulla ISS - Gli Ingegneri di Volo di Spedizione 24 Doug Wheelock e Tracy Caldwell Dyson hanno iniziato la prima delle due attività extraveicolari per la rimozione della pompa di ammoniaca passando all'energia delle loro tute spaziali alle 7.19 a.m. EDT (le 13.19 ora italiana). La pompa del sistema di raffreddamento del circuito A si era guastata lo scorso sabato ed aveva costretto la NASA a preparare due EVA per sostituire l'apparecchiatura guasta. I compiti dell'EVA di oggi sono la rimozione del modulo contente la pompa guasta dal traliccio S1 dove si trova e sostituirla con una di riserva che si trova su una piattaforma esterna vicino al modulo di decompressione Quest. Tutta l'operazione di oggi dovrebbe durare circa 6,5/7 ore. La completa installazione ed attivazione della nuova pompa avverrà durante una seconda EVA prevista per mercoledì alle 6.55 a.m. EDT. Wheelock, designato EV1, o membro equipaggio extraveicolare 1, indossa la tuta spaziale con le righe rosse ed è alla sua quarta passeggiata spaziale della sua carriera. La Caldwell Dyson, designata EV2, indossa la tuta spaziale completamente bianca ed è alla sua prima EVA. L'Ingegnere di Volo Shannon Walker manovra il Canadarm2, il braccio robotico della stazione ed assiste i due spacewalker dall'interno della stazione. Circa due ore dopo la fine dell'EVA il NASA/TV trasmetterà un briefing dal Johnson Space Center di Houston al quale parteciperanno Mike Suffredini, International Space Station program manager; Courtenay McMillan, Expedition 24 spacewalk flight director; e David Beaver, Expedition 24 spacewalk officer.
Fonte: NASA |
|
05/08/2010 - La prima EVA di riparazione spostata a sabato - I manager della Stazione Spaziale Internazionale hanno rinviato a sabato e mercoledì le due attività extraveicolari per sostituire il componente del sistema di raffreddamento guasto. La prima EVA di sabato è ora stata fissata con inizio alle 6.55 a.m. EDT (le 12.55 ora italiana) e verrà seguita dalla seconda passeggiata spaziale mercoledì per completare la sostituzione del modulo pompa di ammoniaca che si è guastato lo scorso sabato. Squadre di controllori di volo, ingegneri, astronauti ed esperti di robotica hanno compiuto significativi progressi nel preparare le attività extraveicolari ma avevano bisogno di ulteriore giorno per completare il lavoro su tutti i dettagli. Il tempo addizionale per preparare la prima EVA permette di inviare le procedure finali domani e dare all'equipaggio della stazione un giorno intero per rivedere i piani che sono stati preparati dal Controllo Missione. Inoltre i responsabili hanno spostato la seconda EVA a mercoledì per dare ulteriore tempo agli astronauti della ISS per riposarsi e prepararsi. Durante la prima EVA il modulo con la pompa verrà rimosso e sostituito. L'equipaggio completerà la connessione dei fluidi della nuova pompa durante la seconda escursione di mercoledì. Le due passeggiate spaziali sono una sfida perchè l'equipaggio dovrà maneggiare le condotte di ammoniaca a piena pressione operativa e questo potrebbe causare delle perdite durante le riconnessioni e gli agganci. I tempi della passeggiata contengono numerosi controlli per assicurare che vi sia abbastanza tempo per completare le procedure di decontaminazione se l'equipaggio venisse a contatto con l'ammoniaca. Intanto a Houston, al Johnson Space Center, diversi astronauti si sono dedicati ad effettuare simulazioni delle procedure delle due EVA all'interno della gigantesca piscina NBL (Neutral Buoyancy Laboratory - Laboratorio di galleggiamento neutro) che ricrea il più possibile le condizioni di lavoro in assenza di gravità.
Fonte: NASA |
04/08/2010 - Ariane 5 piazza in orbita due satelliti - Arianespace ha compiuto una missione con il lancio di due satelliti: RASCOM-QAF1R e NILESAT 201 da parte di un razzo vettore Ariane 5 ECA (V-196) con un perfetto decollo dalla rampa ELA-3 sita allo Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, avvenuto alle 22.59 ora italiana. Il peso del carico utile complessivo di oggi era di 7.058 kg. con i due satelliti che sono stati rilasciati dopo circa 30 minuti dal decollo. NILESAT 201, costruito dalla Thales Alenia Space per l'Egiziana Nilesat e rilasciato per primo, fornirà servizi di trasmissione diretta televisiva sull'Africa e Medio Oriente oltre a copertura radio ed internet a banda larga. La posizione finale di NILESAT 201 saeà a circa 36.000 km di altezza e con un'inclinazione di 7 grafi di longitudine ovest. Il satellite si unirà ad altri tre satelliti nella stessa posizione, incluso il Nilesat 101, il Nilesat 102 e l'Eutelsat Atlantic Bird 4A. Le operazioni commerciali di NILESAT 201 inizieranno a settembre grazie ai 24 trasmettitori in banda Ku ed i 4 in banda Ka. L'altro satellite. RASCOM-QAF1R, costruito anchesso dalla Thales Alenia Space, alloggiato all'interno del contenitore Sylda e quindi rilasciato per secondo, è un satellite per le telecomunicazioni che verrà gestito dalla RascomStar-QAF, una organizzazione satellitare africana che raccoglie circa 45 operatori satellitari del continente. Grazie ai 12 trasmettitori in banca Ku e gli otto in banda C potrà coprire con i suoi servizi tutta l'Africa, comprese le zone più sperdute, con una vita operativa di circa 15 anni. Le applicazioni andranno dalla telemedicina, dall'insegnamento a distanza, la televisione, la radio ed internet. Questo satellite permetterà all'Africa di avere accesso ai mezzi di comunicazione più avanzati. Quello di oggi era il 39esimo lancio orbitale del 2010, il 37esimo a raggiungere regolarmente l'orbita. Per Ariane era il terzo lancio del 2010 (il 52esimo di un Ariane 5 ed il ed il prossimo è previsto per metà settembre sempre con il lancio doppio di satelliti, W3B e BSAT-3b. Nella foto (Credit: Arianespace) il decollo del vettore Ariane 5 ECA per la missione V-196.
Fonte: Arianespace |
|
03/08/2010 - Jiram pronto alla missione verso Giove - Presso la clean-room della Lockheed Martin a Denver è stata completata l'integrazione dello strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana. Jiram, che volerà sulla sonda Juno della NASA, ha superato brillantemente tutti i test funzionali. Lo strumento, sviluppato nell'ambito della Direzione Tecnica dell'ASI, ha rispettato appieno gli stringenti vincoli temporali di consegna a JPL/NASA e i costi preventivati. Lo strumento, che permette di acquisire simultaneamente immagini ed informazioni spettrali nell'infrarosso attraverso l'uso di un doppio piano focale, è dotato di uno specchio di de-spinning in grado di compensare la rotazione della sonda. Gli obiettivi scientifici di Jiram, sono legati alla comprensione della dinamica e della composizione chimica delle zone "aurorali" di Giove e, in generale, allo studio della composizione della sua atmosfera. Il lancio è previsto per l'agosto del 2011; Juno raggiungerà dopo 5 anni il più grande pianeta del Sistema Solare, accumulando dati sui poli, sulle aurore, sulle caratteristiche dinamiche dell'atmosfera e sulle proprietà gravitazionali del pianeta, rendendo così possibile una più ampia conoscenza della composizione del pianeta Giove e dei processi di formazione, fornendo importanti contributi sulla formazione dell'intero Sistema Solare. "Complimenti ai team dell'ASI, dell'industria e degli istituti scientifici per l'ottimo lavoro svolto fino ad ora, che sicuramente confermerà l'eccellenza raggiunta anche durante le fasi operative attorno a Giove: Jiram rappresenta infatti il primo spettrometro ad immagine, associato ad una camera nel range dell'infrarosso, presente su un satellite in rotazione" ha detto la responsabile dell'Esplorazione ed Osservazione dell'Universo dell'ASI, dottoressa Barbara Negri. "Abbiamo raggiunto un risultato eccellente: ringrazio sia la Selex-Galileo che ha confermato, ancora una volta, l'altissima competenza e professionalità dimostrata in questi tre anni che i componenti del Team scentifico dell'INAF", sottolinea l'ingegner R. Formaro, Responsabile del Programma Jiram. Lo strumento Jiram si aggiunge ad un altro strumento: KaT (Ka-Band Translator), il cui primo modello è stato consegnato nell'aprile 2010, con il quale sarà effettuato l'esperimento di radio-scienza che permetterà di conoscere la composizione interna del pianeta oltre che contribuire allo studio del campo gravitazionale di Giove. Lo strumento è stato realizzato da Thales Alenia Space Italia con il supporto del team scientifico dell'Università di Roma.
Fonte: ASI |
02/08/2010 - La ISS nei guai per il sistema di raffreddamento - La scorsa settimana una pompa di ammoniaca del sistema di raffreddamento della Stazione Spaziale Internazionale si è guastato e, dopo due giorni di intense analisi ingegneristiche da parte dei controllori di volo è stato deciso di procedere con due attività extraveicolari di emergenza per riparare il guasto. Gli astronauti di Spedizione 24 Doug Wheelock e Tracy Caldwell Dyson dovrebbero iniziare la riparazione sul traliccio destro della stazione. Una riunione per discutere la situazione corrente della stazione è prevista per la messe in onda sul canale televisivo NASA alle 4 p.m. EDT (le 22 ora italiana) di oggi. La pompa si è guastata sabato notte dopo che un picco di corrente ha messo fuori uso un interruttore del circuito. Quando la pompa, del peso di circa 300 kg., si è guastata ha messo fuori uso la metà del sistema di raffreddamento della stazione. I tentativi di far ripartire la pompa, che spinge l'ammoniaca nel sistema di raffreddamento per mantenere la temperatura appropriata per i sistemi elettrici e l'avionica, non ha avuto successo. L'equipaggio della stazione ha lavorato con i controllori di missione per mettere la ISS in configurazione stabile. L'equipaggio, che non si trova in pericolo, ha ripreso le normali attività ed una riunione per rivedere le procedure con gli specialisti delle attività extraveicolari è prevista per oggi. Mercoledì i controllori di volo sposteranno il Mobile Transporter, che viene utilizzato come supporto per le operazioni robotiche in aiuto alle attività extraveicolari, in posizione al punto di lavoro per la sostituzione. I piani in continua revisione prevedono l'inizio della prima EVA appena dopo le 7 a.m. di giovedì (le 13 ora italiana) con Wheelock e la Caldwell Dyson che sviteranno i bulloni che tengono ferma la pompa guasta e la sostituiranno con una di scorta. La copertura video del NASA TV inizierà alle 6 a.m. Una seconda passeggiata spaziale verrà eseguita per connettere tutti i sistemi elettrici e le connessioni dei fluidi per la nuova pompa e potrebbe avvenire due o tre giorni dopo la prima EVA. Wheelock, designato EV1, o membro dell'equipaggio extraveicolare numero 1, indosserà la tuta spaziale bianca con righe rosse e questa sarà la sua quarta attività extraveicolare della carriera mentre la Caldwell Dyson, designata EV2, indosserà una tuta completamente bianca e questa sarà la sua prima EVA. Nella foto (Credit: NASA) la Stazione Spaziale Internazionale e la posizione, sul traliccio principale, dove si trova la pompa da sostituire. AGGIORNAMENTO - La prima EVA per la sostituzione della pompa del sistema di raffreddamento è slittata a venerdì e la seconda a lunedì per dare più tempo per rivedere le procedure e preparare gli astronauti al compito che li aspetta.
Fonte: NASA |
|
02/08/2010 - Selezionati gli strumenti per la prima missione marziana congiunta - La NASA e l'ESA hanno selezionato gli strumenti scientifici per la prima missione marziana congiunta. Prevista per il 2016 la missione prevede lo studio della composizione chimica dell'atmosfera marziana, incluso il metano. Il metano, scoperto nel 2003, potrebbe segnalare la presenza di forme di vita sul Pianeta Rosso. La NASA e l'ESA si sono imbarcate in un programma congiunto di esplorazione marziana, una nuova alleanza per future avventure su Marte. L'orbiter Trace Gas ExoMars è il primo di una serie di missioni congiunte che culmineranno con il ritorno di campioni dalla superficie di Marte. Gli scienziati di tutto il mondo erano stati invitati a proporre il tipo di strumenti da imbarcare sulla sonda. "Per esplorare Marte completamente abbiamo bisogno dei migliori talenti che abbiamo sulla Terra," ha dichiarato David Southwood, direttore ESA del settore Esplorazione per la Scienza e la Robotica. "ora la NASA e l'ESA stanno sommando le loro forze per la missione congiunta ExoMars Trace Gas Orbiter. La maggior parte dei loro obiettivi sono per caratterizzare l'atmosfera planetaria ed in particolare la ricerca di gas come il metano. Noi abbiamo avuto il primo segnale di questo gas dalla sonda Mars Express nel 2003 e la NASA da allora ha confermato chiaramente questa scoperta. Mappare il metano ci permette di investigare ulteriormente sulla questione più importante: Marte è un pianeta vivente e se no lo potrebbe diventare in futuro?" L'ESA e la NASA hanno selezionato cinque strumenti dalle 19 proposte inviate nel gennaio 2009 in risposta ad una richiesta di opportunità per questa prima missione. Queste proposte sono state giudicate per avere il maggior valore scientifico ed il minor rischio e saranno sviluppate da un team internazionale di scienziati ed ingegneri da entrambi i lati dell'Atlantico. "Indipendentemente, NASA ed ESA hanno effettuato scoperte affascinanti su questo punto," conferma Ed Weller, amministratore associato delle Missioni Scientifiche della NASA a Washington. "lavorando assieme riduciamo i duplicati e moltiplichiamo gli sforzi, aumentiamo le nostre capacità e vedremo risultati che nessuno avrebbe potuto raggiungere da solo." Oltre al Trace Gas Orbiter la missione del 2016 trasporterà un veicolo di rientro ed atterraggio dimostrativo e l'intera missione verrà lanciata con un razzo NASA. La prossima missione ExoMars, prevista per il 2018, consisterà in un rover europeo capace di effettuare trivellazione, ed un rover americano capace di raccogliere campioni per possibili futuri invii verso la Terra con un sistema di atterraggio NASA ed utilizzando un lanciatore NASA. Tutte queste attività servono poi come fondamenta di un programma in collaborazione che incrementi il ritorno scientifico e porti le due agenzie spaziali ad una missione congiunta di rientro sulla Terra di campioni di suolo marziano prevista per gli anni '20. Gli strumenti selezionati sono: Mars Atmospheric Trace Molecule Occultation Spectrometer (MATMOS), High-resolution solar occultation and nadir spectrometer (SOIR/NOMAD), ExoMars Climate Sounder (EMCS), High-resolution Stereo Color Imager (HiSCI) e Mars Atmospheric Global Imaging Experiment (MAGIE). MATMOS è uno spettrometro capace di individuare tracce molto piccole di molecole atmosferiche, SOIR/NOMAD è un altro spettrometro capace di individuare i componenti dell'atmosfera e mappare la loro posizione sulla superficie, EMCS è un radiometro infrarosso che fornirà misure globali sulla polvere, il vapor d'acqua e le componenti chimiche dell'atmosfera ed aiuterà le analisi dei dati ottenuti con gli spettrometri, HiSCI è una fotocamera che fornirà immagini stereo con risoluzione di 2 metri mentre la MAGIE è una fotocamera multispettrale a grandangolo che fornirà immagini globali in supporto degli altri strumenti.
Fonte: ESA |
|
01/08/2010 - Lunga Marcia immette satellite Cinese in orbita - Un altro satellite di navigazione è decollato sabato per la sua orbita alta 36.000 km. sopra la Terra per ampliare la flotta di veicoli di posizionamento Beidou. Un razzo vettore a tre stadi Lunga Marcia 3A è partito alle 5.30 locali (le 19.30 ora italiana) dalla base spaziale di Xichang situata nella provincia a sudest della Cina, Sichuan. Il razzo ha portato in orbita il quinto satellite di seconda generazione del sistema di navigazione Beidou (Compass) che si inserirà su un'orbita altamente ellittica con il perigeo posto a circa 160 km. ed l'apogeo a 36.000 km con un'inclinazione di 55 gradi sull'equatore. Secondo l'agenzia di stato Xinhua la missione ha avuto successo. Il satellite Beidou si unirà agli altri quattro satelliti già nello spazio per fornire un sistema di navigazione autonomo alla Cina per le forze armate ed i civili. Al momento la Cina utilizza il sistema dispiegato dagli Stati Uniti GPS (Global Positioning System). Beidou dovrebbe essere pienamente funzionante per il territorio cinese e limitrofo nel 2012 mentre con l'eventuale lancio di altri 35 satelliti la copertura potrebbe essere globale. Il lancio di oggi è stato il 38esimo lancio orbitale del 2010, il 36esimo a raggiungere regolarmente l'orbita. Si è trattato anche del quinto lancio orbitale Cinese dell'anno ed il 17esimo di un razzo vettore Lunga Marcia 3A.
Fonte: SpaceflightNow |
30/07/2010 - Spirit potrebbe non chiamare più - I controllori di missione della NASA non hanno avuto più segnali dal Mars Exploration Rover Spirit fin dallo scorso 22 marzo ed il rover sta combattendo la sua sfida più grande, provare a sopravvivere all'ostile ambiente marziano. Il team di scienziati del rover hanno anticipato che Spirit è andato nella modalità di bassa energia definita di "ibernazione". fin da quando il rover non è stato più capace di orientarsi in modo favorevole per affrontare il suo quarto inverno marziano, che inizia a maggio e si conclude a novembre. Il basso angolo di inclinazione del Sole durante questi mesi limita la generazione di energia dei pannelli solari del rover. Durante il periodo di ibernazione il rover sospende le comunicazioni e le altre attività in modo che la poca energia disponibile possa essere utilizzata per ricaricare e riscaldare le batterie e mantenere in funzione l'orologio di missione. Il 26 luglio i responsabili della missione hanno iniziato una tecnica chiamata "spazzare e squillare" nel tentativo di comunicare con Spirit. "Invece di ascoltare solamente, abbiamo inviato comandi al rover che dovrebbe risponderci con uno squillo di comunicazione," ha spiegato John Callas, project manager per Spirit ed il suo gemello Opportunity al Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "se il rover è sveglio e ci ascolta ci invierà il suo beep." Basandosi sui modelli del tempo meteorologio marziano ed i suoi effetti sull'energia disponibile, i responsabili della missione sperano che, se Spirit risponde, questò avverrà più facilmente nei prossimi mesi anche se è possibile che Spirit non risponda mai più. "Sarebbe un miracolo di Marte se il nostro amato rover chiamasse casa," dice Doug McCuiston, direttore del Programma di Esplorazione di Marte della NASA a Washington, "Non abbiamo mai avuto a che fare con questo tipo di condizioni così severe prima, è un territorio sconosciuto." Questo inverno la maggior parte dei riscaldatori del rover non hanno avuto energia e Spirit sta sperimentando al suo interno le temperature più basse - meno 55 gradi centigradi. Durante i tre precedenti inverni marziani Spirit ha comunicato con la Terra circa una volta a settimana utilizzando i riscaldatori per tenere al caldo i componenti elettronici grazie al parcheggio con i pannelli solari esposti verso il Sole. Come risultato i riscaldatori erano stati capaci di mantenere la temperatura interna sui meno 40 gradi centigradi. Spirit è programmato per svegliari dall'ibernazione e comunicare con la Terra quando la ricarica delle sue batterie è adeguata. Ma se le batterie hanno perso troppa energia l'orologio interno di Spirit potrebbe essersi fermato e perso la cognizione del tempo. Il rover può risvegliarsi ma non saprebbe il momento del giorno, una situazione chiamata "errore nell'orologio missione". Spirit riprenderebbe l'orologio dall'inizio e si risveglierebb ogni quattro ore e rimarrebbe in ascolto di segnali dalla Terra per 20 minuti di ogni ora mentre il Sole è nel cielo. La data più vicina calcolata nella quale il rover avrebbe generato abbastanza energia per inviare un beep a Terra era il 23 luglio. Sebbene i responsabili di missione abbiano anticipato che le batterie potrebbero essere cariche in modo sufficiente soltanto dal tardo settembre/metà ottobre. Ma se l'orologio di missione si fosse fermato questo potrebbe accadere anche più in la. Se Spirit si sveglierà i responsabili della missione effettueranno un controllo completo della strumentazione del rover e della sua elettronica. Basandosi sui precedenti inverni marziani la squadra di scienziati che segue il rover ha anticipato che l'incremento di foschia nei cieli sopra Spirit potrebbe impedire una maggiore illuminazione per i prossimi due mesi. Il totale di energia solare disponibile per Spirit aumenterà fino al soltizio d'estate marziano nel marzo del 2011. Se per quella data non abbiamo ricevuto nessun segnale da Spirit è molto probabile che non lo sentiremo più. "Questo è stato un lungo inverno per Spirit ed una lunga attesa per noi," ha concluso Steve Squyres, il capo scienziato dei due rover della NASA della Cornell University, Ithaca, N.Y. "Se anche non sentiremo più Spirit credo che il suo contributo scientifico sia al sicuro. Ma noi speriamo ancora di sentirlo e saremmo felici di poter fare ancora ricerca scientifica con i due rover-" Spirit ed il suo gemello Opportunity hanno iniziato ad esplorare Marte nel gennaio 2004 per una missione prevista di tre mesi. Spirit è diventato stazionario fin dall'aprile del 2009 mentre Opportunity sta muovendosi verso un grande cratere chiamato Endeavour. Opportunity ha coperto più distanza nel 2009 che in ogni anno precedente. Entrambi i rover hanno fatto importanti scoperte circa l'ambiente umido dell'antico Marte e questo avrebbe potuto essere favorevole per mantenere la vita microbiologica. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) una delle ultime immagini del paesaggio attorno a Spirit giunte sulla Terra prima dell'interruzione delle comunicazioni.
Fonte: NASA |
29/07/2010 - Addestramento di sopravvivenza per i neo-astronauti - Lo scorso mese di giugno, i sei candidati astronauti dell'ESA sono stati abbandonati in mare sotto il caldo sole mediterraneo, dopo essere stati lanciati da un elicottero. Per fortuna, l'addestramento di sopravvivenza ha permesso loro di affrontare tutte le situazioni più difficili. Gli astronauti devono essere preparati a quasi tutto nello spazio, ma anche a qualsiasi cosa a terra. Potrebbe trattarsi, per esempio, di un atterraggio di emergenza in un posto lontano. La navicella, nel lasciare la Stazione Spaziale Internazionale, potrebbe essere costretta a scendere in mare, nel deserto, in una foresta tropicale o su un ghiacciaio, in estate come in inverno. Prima che gli astronauti possano essere soccorsi, devono contare su risorse di base e sul kit di emergenza presente nella capsula Soyuz. L'addestramento di sopravvivenza è dunque una parte vitale dell'addestramento di base di tutti gli astronauti. Le nuove reclute europee, Samantha Cristoforetti, Alexander Gerst, Andreas Mogensen, Luca Parmitano, Timothy Peake and Thomas Pesquet, hanno raggiunto questo traguardo a fine giugno, quando hanno trascorso due settimane intensive di addestramento di sopravvivenza imparando e mettendo in pratica le qualità necessarie per rimanere in vita in un contesto difficile e con pochissime attrezzature. “Volevamo dargli le conoscenze di base di sopravvivenza in una regione selvaggia” dice Loredana Bessone, responsabile per l’addestramento di sopravvivenza al Centro Astronauti Europeo di Colonia. “Dopo aver appreso elementi generali di sopravvivenza, applicabili in ogni condizione atmosferica ed in ogni ambiente, più in là durante la loro missione di addestramento impareranno gli elementi di sopravvivenza specifici di un ambiente o di un veicolo”. Ora che avevano appreso la teoria, era tempo di metterla in pratica. Con l'assistenza di istruttori, la forza aerea della Polizia italiana, la guardia costiera, le autorità locali e l'organizzazione nazionale di recupero di montagna, i candidati astronauti sono stati portati in elicottero in una località remota. È stato chiesto loro di preparare un campo, accendere un fuoco e procurarsi cibo: pesca, trappole per animali, preparazione e cottura del cibo con arnesi primitivi. I futuri astronauti hanno inoltre recuperato da una vecchia macchina gli arnesi utilizzabili e le parti di ricambio, che hanno poi utilizzato per costruire i loro ripari, oggetti personali e trappole, e anche come aiuti per la pesca. Sono stati introdotti alle conoscenze ed abilità della scalata, scendendo in sicurezza da alte scogliere, attraversando fiumi e navigando nella natura selvaggia usando la natura stessa e le stelle come guida. La medicina di sopravvivenza era anche parte vitale dell'addestramento. Dopo tre giorni, sono stati dati loro dei vestiti asciutti ed una nuova missione: portarsi, a piedi, ad un punto d'incontro prestabilito passando attraverso canyon, stagni e scogliere, cercare e trattare l'acqua, e passare la notte in un riparo improvvisato. Infine, le sei reclute sono state "salvate" da un elicottero, ma il sollievo è stato di breve durata. Sono stati costretti a saltare in mare, gonfiare una zattera di salvataggio e lasciati da soli a galleggiare nel Mediterraneo fino al mattino successivo. "Fortunatamente il tempo è sempre stato buono", ha detto Samantha Cristoforetti. "La temperatura di giorno non superava i 30 gradi centigradi e durante la notte non era più freddo di 10 gradi centigradi circa". Ma comunque l'addestramento era ben lontano da una vacanza in campeggio: asciugare i vestiti dopo aver attraversato un fiume o nuotato in mare prende tempo, scalare montagne richiede nervi d'acciaio e cacciare animali per fame non è qualcosa per abitanti di città – neanche per gli astronauti. "Eravamo alquanto affamati dopo le prime 48 ore", ricorda Tim Peake. "Dormire in quelle condizioni non è facile. Nell'insieme è stata dura. Ma guardando indietro adesso, è stata una grande esperienza".
Per le reclute con una storia militare alle spalle, l'addestramento di sopravvivenza non è cosa nuova. "Ma nelle forze armate principalmente cercavamo di trovare dei modi per nasconderci, per non essere trovati", ride Tim, egli stesso insegnante di sopravvivenza nella sua precedente carriera con il Corpo Aereo Armato Britannico. Non ha niente se non lodi per gli istruttori locali e per il supporto da loro ricevuto. Dopo essere "sopravvissuti" all'addestramento di sopravvivenza, i candidati astronauti dell'ESA sono adesso a casa a riposare prima che possano essere ufficialmente chiamati astronauti il prossimo autunno, quando affronteranno gli esami finali. Nella foto (Credit: ESA - V. Crobu, 2010) i futuri astronauti europei durante l'addestramento di sopravvivenza.
Fonte: ESA |
|
28/07/2010 - Kepler scopre centinaia di candidati pianeti delle dimensioni terrestri - L'astrofisico Dimitar Sasselov, dell'Università di Harvard e scienziato del team Kepler, durante la conferenza TEDGlobal 2010 tenutasi ai primi di luglio presso l'Università di Hoxford in Gran Bretagna, aveva dichiarato che l'osservatorio orbitale aveva scoperto "140 pianeti di tipo terrestre" solo nei primi 43 giorni di osservazioni. La notizia è rimbalzata soltanto negli ultimi giorni sui media (compresi i nostri telegiornali nostrani) trasformata in "scoperti centinaia di pianeti che ospitano la vita come quella terrestre". Purtroppo lo stesso Dimitar è stato costretto (sul blog linkato qui sotto) a scusarsi e correggere il tiro. Adesso l'astronomo parla di 140 pianeti candidati per essere "di dimensioni simili alla Terra" e che non si può sapere quanti di questo numero possano essere poi effettivamente di dimensioni terrestri o come la Terra. Dimitar ha spiegato che il termine da lui utilizzato "Earth-like" ha generato confusione e pertanto è intervenuto sul blog precisando meglio la scoperta e sgombrare il campo da questo grosso equivoco. In totale Kepler ha scoperto, fino al 15 giugno 2010, ben 706 candidati pianeti. La missione di Kepler è stata ideata per scoprire i pianeti di taglia terrestre attraverso il loro transito di fronte alle loro stelle. Il team di scienziati della missione Kepler sta raccogliendo informazioni aggiuntive a questo lavoro per confermare l'effettiva scoperta di un pianeta ma uno dei parametri fisici essenziali che fornisce Kepler è proprio quello rigurdante le DIMENSIONI, il raggio planetario. Purtroppo non sappiamo ancora se pianeti con la taglia della Terra possano anche essere come la Terra e viceversa. Questo non toglie però l'importanza della scoperta e che permette di immaginare che da ora fino al 2012, quando la missione Kepler terminerà, saranno migliaia i pianeti extrasolari catalogati, molti dei quali, potrebbero essere anche simili alla Terra.
Fonte: NASA blog/Kepler |
|
27/07/2010 - Licenziati 1.300 lavoratori del programma Space Shuttle - Oltre 1.300 lavoratori del programma Space Shuttle hanno ricevuto la lettera di licenziamento questa settimana dalla USA (United Space Alliance), l'appaltatore principale della NASA che ha tagliato il 15% della forza lavoro composta da 8.100 dipendenti, in conseguenza del ritiro della flotta delle navette spaziali il prossimo anno. La notifica di licenziamento è stata inviata complessivamente a 1.394 dipendenti della USA, ha dichiarato il portavoce della compagnia, Kari Fluegel, a Space.com. La cessazione del lavoro avrà effetto dal 1° ottobre prossimo ed era stato preannunciato all'inizio di questo mese da fonti ufficiali USA. "La nostra forza lavoro sapeva ormai da diversi anni che il Programma Space Shuttle era destinato a concludersi ma i licenziamenti sono sempre difficili per coloro che ne sono coinvolti," aveva dichiarato Virginia Barnes, Presidente e Capo Esecutivo della USA, durante un comunicato lo scorso 6 luglio. "Stiamo cercando di rendere questa transizione la più indolore possibile". La compagnia USA, con base a Houston, Texas, è una collaborazione fra la Boeing Co. e la Lockheed Martin e si occupa della gestione delle navette spaziali della NASA dal 1995. Fluegel ha specificato che il licenziamento di 902 lavoratori è stato comunicato ai lavoratori in Florida, dove si trova il Kennedy Space Center della NASA e che viene utilizzato sia come sito di lancio che come base per le tre navette. Altri 478 licenziamenti sono riferiti ai lavoratori in Texas, base delle operazioni delle missioni shuttle ed altre 14 in Alabama, dove si trova il Marshall Space Flight Center della NASA. Sempre secondo Fluegel circa un terzo dei licenziati di ogni divisione si era proposto per l'uscita dalla compagnia. La flotta delle navette spaziali della NASA verrà ritirata dal prossimo anno dopo 30 anni di missioni nello spazio avendo iniziato nel 1981 ed avendo eseguito 132 missioni fino ad oggi. Le due ultime missioni dello shuttle sono previste per novembre e febbraio per completare la Stazione Spaziale Internazionale, in costruzione fin dal 1988 da un consorzio di 16 Nazioni. Il Congresso sta discutendo la possibile aggiunta di una terza ed ultima missione. Se approvata questo volo ulteriore potrebbe essere lanciato nell'estate del prossimo anno, hanno dichiarato fonti ufficiali NASA. Non ci dovrebbero essere ripercussioni di questi licenziamenti anche se fosse approvata un'ulteriore missione anche se ci potrebbero essere con gli ulteriori licenziamenti che dovranno essere fatti più avanti.
Fonte: Space.com |
|
27/07/2010 - Approvato il piano di rinascita della Sea Launch - Una corte che si occupa di fallimenti del Delaware ha accettato il piano di riorganizzazione della società Sea Launch, grazie ad un impegno di rilevare la maggioranza della compagnia da parte dei Russi, per farla risorgere dopo la bancarotta dichiarata lo scorso anno. Questa pietra miliare arriva 13 mesi dopo che la Sea Launch era stata iscritti nel Capitolo 11 per bancarotta nel giugno 2009. Il nuovo piano prevede che la Energia Overseas Ltd., una sussidiaria del gigante aerospaziale Russo Energia, acquisisca dell'85% della compagnia Sea Launch per 140 milioni di dollari in contanti. I creditori non garantiti o le società che hanno partecipazioni in Sea Launch, in cambio dei loro debiti avranno il 15% delle azioni della società riorganizzata. La Sea Launch precedentemente era composta da una partecipazione della Boeing Co. al 40%. Energia, la Aker Norvegese e le Yuzhnoye e Yuzhmash Ucraine detenevano piccole porzioni delle azioni. La compagnia aveva eseguito 30 lanci spaziali utilizzando il vettore Zenith 3SL dalla piattaforma di lancio oceanica Odyssey dall'Oceano Pacifico nel periodo 1999/2009 prima di andare in bancarotta. La Land Launch, una sussidiaria Californiana della compagnia, aveva eseguito quattro lanci di Zenith fin dal 2008 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Mentre il nuovo piano della Sea Launch è in corso si sta ampliando il numero di contratti per il lancio dei satelliti. All'inizio del mese la Sea Launch aveva annunciato la firma del contratto per l'invio in orbita di un satellite AsiaSat per telecomunicazioni fra il 2012 ed il 2014. La scorsa settimana vi era stato un accordo con la EchoStar Satellite Provider per altri tre satelliti da inviare nello spazio per mezzo dello Zenith 3SL. Oltre a questi vi erano nella lista di lancio della nuova compagnia anche un satellite della Intelsat ed uno della Eutelsat. Intanto il prossimo lancio della Land Launch dovrebbe avvenire fra gennaio e marzo 2011 con un satellite per telecomunicazioni Intelsat 18 mentre il primo lancio da parte della Sea Launch dal Pacifico è previsto per l'autunno del 2011. Altri contratti di lancio sono stati preannunciati dalla compagnia per i prossimi mesi. Inoltre la Energia Overseas ha stanziato 200 milioni di dollari per l'acquisto di hardware dai fornitori negli Stati Uniti, in Russia e Ucraina. Per il razzo Zenith 3SL la Boeing co. fornisce l'ogiva che racchiude il carico utile, l'Energia lo stadio superiore Block DM mentre le Ucraine Yuzhnoye e Yuzhmash si occupano della costruzione del primo e secondo stadio del vettore.
Fonte: SpaceflightNow |
27/07/2010 - Cosmonauti completano la prima EVA di Spedizione 24 - Gli Ingegneri di Volo Fyodor Yurchikhin e Mikhail Kornienko hanno concluso la passeggiata spaziale di 6 ore e 42 minuti alle 6.53 a.m. EDT di martedì (le 12.53 ora italiana). I cosmonauti avevano iniziato la loro attività extraveicolare quando avevano aperto il portello del boccaporto del modulo di attracco Pirs alle 12.11 a.m. (le 6.11 ora italiana). Questa EVA è stata la 147esima EVA in supporto dell'assemblaggio e manutenzione della stazione e la prima da parte dell'equipaggio di Spedizione 24. I cosmonauti indossavano le tute Russe Orlan per compiere l'operazione di allestire l'esterno del nuovo modulo Rassvet con il sistema automatico di avvicinamento Kurs in modo da permettere la capacità di futuri agganci di veicoli Russi in arrivo alla stazione per mezzo del modulo. Inoltre i due cosmonauti hanno connesso nuovi cavi di collegamento dati fra i moduli Zvezda e Zarya. Inoltre è stata rimossa e sostituita una videocamera posta nella parte finale del modulo Zvezda. La vecchia telecamera è stata rilasciata a distanza di sicurezza dalla Stazione Spaziale Internazionale. La nuova telecamera verrà utilizzata per fornire le immagini dell'avvicinamento finale e dell'attracco del prossimo Veicolo cargo Automatico di Trasferimento Europeo (ATV) in arrivo al complesso orbitale. Durante la passeggiata spaziale due oggetti sono stati visti allontanarsi dalla stazione. Uno di questi è stato identificato come un fermacavo lasciato fuori dalla stazione durante una precedente EVA. Sia questo oggetto che l'altro, non identificato, sono entrambi partiti da un punto in basso in vicinanza del complesso e non hanno messo a rischio il laboratorio orbitante. Quella di Kornienko è stata la prima attività extraveicolare mentre per Yurchikhin la quarta. Le altre tre EVA di Yurchikhin sono avvenute quando è stato Comandante di Spedizione 15 nel 2007. La seconda EVA prevista per Spedizione 24 è fissata per il 5 agosto e verrà compiuta dagli Ingegneri di Volo Doug Wheelock e Tracy Caldwell Dyson con le tute spaziali USA dal modulo di decompressione Quest. I due astronauti installerano un cavo di connessione elettrica fra il modulo Unity in preparazione dell'arrivo del PMM (Permament Multipurpose Module) durante la missione Shuttle STS-133 prevista a novembre. Inoltre, sempre durante la seconda attività extraveicolare, verrà installato un Portable Data Grapple Fixture sul modulo Zarya che permetterà al Canadarm2, il braccio robotico della stazione, di operare fino a quel punto ed incrementare quindi l'accesso per i lavori di assemblaggio e manutenzione durante le passeggiate spaziali. Infine i due astronauti rimuoveranno la copertura isolante del punto di ancoraggio e completeranno le connessioni elettriche con Zarya. Durante la seconda EVA la Caldwell Dyson effettuerà la sua prima EVA della carriera mentre per Wheelock si tratterà della quarta. Tutte e tre le prime EVA di Wheelock si sono svolte quando era Specialista di Missione durante STS-120 nel 2007. Nella foto (Credit: NASA/TV) i due cosmonauti al lavoro all'esterno del modulo Pirs della ISS.
Fonte: NASA |
23/07/2010 - Curiosity muove i primi passi - Proprio come dei genitori fieri dei primi passi compiuti dal loro bambino i membri della squadra tecnica si sono affacciati dalla galleria che dava sulla "sala pulita" del Jet Propulsion Laboratory della NASA per vedere il rover Mars Curiosity muoversi per la prima volta. Gli ingegneri ed i tecnici, vestiti con le tute bianche, hanno guidato Curiosity nei suoi primi passi, o più precisamente, i suoi primi spostamenti sul pavimento della "sala pulita". Il rover si è mosso avanti ed indietro di circa un metro. Il Mars Science Laboratory (ribattezzato Curiosity) è previsto per il decollo nell'autunno 2011 ed il successivo atterraggio sul Pianeta Rosso nell'agosto del 2012. Curiosity è il più grande rover mai inviato su Marte ed ospita 10 strumenti che aiuteranno nella ricerca di itriganti regioni del Pianeta Rosso su due cose: ambienti dove la vita avrebbe potuto esistere e la capacità di questi ambienti di preservare le prove di vita passata. Nei prossimi giorni verrà installato sul rover il collo e la sua testa chiamato Remote Sensing Mast e che ospita le telecamere ed altri strumenti. In questo modo l'altezza del rover raggiungerà circa due metri. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) il rover Curiosity muove i primi movimenti sulle sue ruote all'interno della speciale "sala pulita" del JPL sotto gli sguardi dei tecnici.
Fonte: NASA |
|
23/07/2010 - I Russi vogliono inviare una missione su Mercurio - La società aerospaziale NPO Lavochkin intende inviare una missione interplanetaria su Mercurio entro 4-5 anni, ha dichiarato il dirigente della Lavochkin durante l'International Airshow 2010 di Farnborough. "La missione consisterà nel volo a Mercurio e nell'atterraggio sulla sua superficie," ha detto Maxim Martynov. "Pensiamo che la sonda sarà una versione modificata della Phobos-Grunt." Martynov ha inoltre aggiunto che la NPO è al momento impegnata nella fase di pre-definizione della missione e che missioni simili sono previste per Venere e la Luna. Mercurio è il più piccolo pianeta del Sistema Solare ed è quello più vicino al Sole con un'orbita compiuta ogni 88 giorni circa. La missione Phobos-Grunt è invece il previsto ritorno di una missione Russa a Phobos, una delle lune di Marte ed il suo lancio è previsto per il 2011. La missione studierà la superficie di Phobos e poi tornerà verso la Terra con campioni di suolo.
Fonte: Spacedaily |
|
21/07/2010 - Iniziato il montaggio dei booster per l'ultima missione Shuttle - Questa settimana sono iniziati i lavori per il montaggio della coppia di razzi a propellente solido che aiuteranno l'Endeavour a raggiungere l'orbita il prossimo febbraio per l'ultimo lancio previsto nel programma Space Shuttle. Una possente gru ha sollevato lunedì il segmento iniziale (quello con l'ugello di scarico) del booster sinistro della navetta e lo ha posizionato sopra la piattaforma mobile di lancio. I booster che verranno utilizzati per la missione STS-134 di Endeavour saranno montati all'interno della High Bay n.1 all'interno del Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center. I tecnici hanno ripetuto la procedura martedì sollevando il segmento della parte iniziale del booster di destra e trasferendolo nella High Bay n.1 del VAB. Ci vorranno circa tre settimane per montare i booster. Ogni motore è composto di quattro segmenti già carichi del propellente solido. I booster a combustibili solido della navetta sono alti circa 50 metri e di 4 metri di diametro pesante ognuno circa 589 tonnellate, compreso il combustibile. Il serbatoio esterno di Endeavour verrà agganciato ai booster ai primi di settembre. Il serbatoio a forma di proiettile è arrivato al KSC lo scorso 13 luglio e spostato all'interno del VAB il 14 luglio. Il serbatoio è stato poi alzato nella zona di controllo per essere testato prima di essere collegato ai due booster. La missione STS-134 è, al momento, l'ultimo volo previsto del Programma Shuttle anche se i dirigenti della NASA sperano di poter aggiungere un altro volo se l'agenzia raggiungerà un accordo con il Congresso e la Casa Bianca. La partenza di Endeavour è prevista per le 4.19 p.m. EDT (le 22.19 ora italiana) del 26 febbraio 2011 con un equipaggio di sei astronauti diretti dal veterano Comandante Mark Kelly, il Pilota Gregory H. Johnson e gli Specialisti di Missione Andrew Feustel, Michael Fincke, Gregory Chamitoff e Roberto Vittori.
Fonte: SpaceflightNow |
|
19/07/2010 - Inizia a Farnborough la manifestazione di Aria e Spazio - Era già dal 12 maggio scorso che vi era il "tutto esaurito" per gli espositori per l’edizione numero 47 dell’International Air Show di Farnborough. Quella di questo anno vedrà la partecipazione di 38 paesi partecipanti e ben 22 padiglioni nazionali (per la prima volta Marocco, Brasile e Portogallo) e resterà negli annali anche perché segna un nuovo significativo impegno per l’Agenzia Spaziale Italiana. Per la prima volta, l’ASI sarà presente con un grande stand - in cui ospita le maggiori industrie nazionali del settore - e una importante delegazione guidata dal ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini e dal presidente dell’Agenzia Enrico Saggese. Entrambi interverranno mercoledì mattina ad un Forum sulla 'vision' internazionale per lo Spazio, cui prenderà parte anche il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea Jean-Jacques Dordain e l'omologo briannico del ministro Gelmini, David Willetts. L’area dello stand ASI, adiacente proprio a quella dell’ESA, occupa una superficie di circa 100 metri quadrati suddivisa in sei diverse aree tematiche: istituzionale; lanciatori; osservazione della Terra; navigazione e telecomunicazioni; esplorazioni e scienza; missioni. All’interno di ciascuna di queste aree, i visitatori possono trovare una ricca documentazione sui programmi e le missioni, ammirare decine di modellini tridimensionali e usufruire di tutta una serie di supporti multimediali, come i filmati messi a punto per l’occasione dall’Unità Relazioni con il Pubblico dell’Agenzia. Tra i programmi di cui è stata curata in modo particolare la presentazione a Farnborough – e non solo per i visitatori ‘business’ – ci sono Swift, Planck e Cassini (le missioni NASA ed ESA che ‘montano’ a bordo fondamentali strumenti scientifici italiani); i grandi programmi europei Galileo e GMES; la Stazione Spaziale Internazionale e il modulo PMM, che sarà l'ultimo componente di costruzione italiana a raggiungere la Stazione; il progetto del lanciatore europeo Vega. Oltre, naturalmente, al sistema duale di Osservazione Terrestre radar in banda X completamente ‘made in Italy’ COSMO-SkyMed.
Fonte: ASI |
|
16/07/2010 - Decimo anniversario per i Cluster - La missione pioneristica Cluster dell'ESA ha celebrato il suo decimo anniversario. Durante la passata decade i quattro satelliti della missione Cluster hanno fornito una straordinaria vista all'interno dell'invisibile interazione fra il Sole e la Terra. I quattro satelliti Cluster: Rumba, Samba, Salsa e Tango volano in formazione attorno alla Terra per fornire una immagine in 3 dimesioni di come il continuo "vento solare" di particelle cariche o plasma proveniente dal Sole influenza l'ambiente spaziale nelle vicinanze della Terra e la sua bolla protettiva conosciuta come magnetosfera. Occasionalmente il vento solare diventa più turbolento ed energetico e colpisce il campo magnetico della Terra e producendo particelle ad alta energia. Queste tempeste nella magnetosfera possono causare danni ai sistemi elettrici dei satelliti e persino al suolo. Nei peggiori casi possono anche distruggere componenti elettronici vitali rendendo i satelliti ed altre apparecchiature tecnologiche morte. "Cluster ci hanno fornito un gran numero di dati per comprendere i processi fisici e migliorare la nostra meteorologia spaziale," ha affermato Philippe Escoubet, responsabile ESA della missione Cluster. Le osservazioni hanno rivelato un drammatico reame di invisibile violenza. I Cluster hanno investigato su come il vento solare penetra nello spazio vicino alla Terra e scoperto che, in determinate circostanze, gorghi magnetici più grandi dell'intero nostro pianeta colpiscono la nostra magnetosfera con le loro pericolose particelle. Cluster ha inoltre permesso di svelare che, quando queste particelle del vento solare raggiungono l'atmosfera terrestre formano le aurore negli emisferi nord e sud. Inoltre Cluster ha anche scoperto le aurore oscure, una specie di 'anti-aurora', che risucchia gli elettroni dalla ionosfera. Ma indubbiamente una delle maggiori scoperte della missione è stata poter vedere in 3D la mappa del cuore di un ambiguo processo chiamato riconnessione e che ha permesso di vedere il 'punto nullo', ovvero quello che avviene al centro dell'evento. Capire il fenomeno della riconnessione magnetica è una delle maggiori sfide della fisica ed è responsabile dei brillamenti solari, tremende esplosioni solari che possono essere miliardi di volte più potenti della nostra più potente bomba atomica. Nei laboratori terrestri il non poter arrivare alla riconnessione preclude i tentativi di produrre elettricità con la fusione nucleare. E pensare che la missione Cluster era iniziata nel peggiore dei modi, il 4 giugno 1996 il primo quartetto di satelliti era andato distrutto nel catastrofico fallimento dell'Ariane 501 avvenuto poco dopo il lancio. Ma i satelliti vennero ricostruiti e, solo quattro anni dopo, inviati in orbita con due differenti lanci a distanza di un mese uno dall'altro a bordo di vettori Russi Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. E cosi è iniziata una decade di straordinarie scoperte scientifiche: I Cluster hanno aiutato gli scienziati a meglio comprendere come il plasma influenza tutti gli ambienti e. con quattro satelliti in eccellenti condizioni la missione è stata ora estesa al 2012.
Fonte: ESA |
16/07/2010 - La SpaceX non riposa sugli allori - Appena sei settimane dopo che il primo razzo vettore Falcon 9 è andato in orbita, i primi pezzi del secondo lanciatore hanno iniziato ad arrivare a Cape Canaveral per il volo, previsto in settembre, della capsula Dragon perfettamente funzionale, ha dichiarato la dirigenza della compagnia. Il primo stadio del Falcon 9 è giunto a Cape Canaveral giovedì dopo un viaggio su strada dal sito di prova della SpaceX che si trova nel Texas centrale. Lo stadio è stato piazzato all'interno dell'hangar di assemblaggio che la compagnia ha alla rampa 40. Fonti ufficiali hanno dichiarato che il razzo verrà spacchettato ed inizieranno le ispezioni giovedì notte. Gli ingegneri hanno previsto una lunga serie di test per essere sicuri che lo stadio ed i suoi nove motori Merlin siano pronti per il volo. Lo stadio superiore del Falcon 9 arriverà in Florida in agosto, secondo quanto dichiarato da Elon Musk, fondatore e presidente della SpaceX. L'obiettivo della seconda missione del razzo privato è quello di inviare il primo veicolo Dragon operativo in orbita, dove verrà testata la propulsione, la pressione, le telecomunicazioni, la guida, la navigazione ed i sistemi di controllo. L'inizio del trasporto di materiale per mezzo del Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale inizierà il prossimo anno grazie al contratto segnato con la NASA. La compagnia è inoltre pronta, in circa tre anni dal momento del via, di modificare la capsula Dragon per trasportare anche equipaggi alla ISS. Il primo lancio del Falcon 9 lo scorso 4 giugno aveva piazzato una capsula Dragon inerte in orbita ma il veicolo era rimasto agganciato al secondo stadio del razzo. La Dragon dovrebbe essere inviata a Cape Canaveral in agosto ed il lancio è, al momento, fissato per il 9 settembre anche se, proprio per alcune modifiche da introdurre su Dragon, la data potrebbe slittare. Il volo dimostrativo del Dragon dovrebbe durare almeno tre orbite ma la decisione finale non è stata ancora presa. La capsula Dragon è fornita di uno scudo termico costruito in PICA-X, un materiale ablativo sviluppato dalla NASA e ceduto alla SpaceX. La capsula di rientro della sonda Stardust era fornita dello scudo nello stesso materiale. "Con questo scudo termico il Dragon potrebbe sopportare un rientro a velocità orbitale dalla Luna ed anche da Marte," conferma Musk. La capsula è poi fornita di tre paracadute che la porteranno ad ammarare nell'Oceano Pacifico ad alcuni centinaia di km. dalla coste della California. Durante il primo volo il secondo stadio del Falcon 9 aveva iniziato a ruotare su se stesso e la SpaceX ha individuato la causa del problema ed ha lavorato per eliminarla nel secondo volo. La SpaceX sperava di poter recuperare il primo stadio nel volo inaugurale ma il razzo si era frantumato ed era ricaduto a pezzi nell'Oceano Atlantico. Durante il secondo volo uno degli obiettivi è proprio quello di recuperare il primo stadio del Falcon 9. Nella foto (Credit: SpaceX) il primo stadio del vettore del secondo Falcon 9 all'interno dell'hangar a Cape Canaveral.
Fonte: SpaceflightNow |
| 15/07/2010 - ET-138 arrivato al Kennedy Space Center - Il serbatoio esterno destinato all'ultimo lancio programmato di uno Space Shuttle è arrivato al Kennedy Space Center dopo un viaggio di cinque giorni, 1.440 km. dei quali su una chiatta dalla Luisiana a Cape Canaveral. Costruito dalla Lockheed Martin presso lo stabilimento di Michoud vicino a New Orleans, il serbatoio esterno 138 ha raggiunto giovedì il molo di scarico presso il sito della stampa della rampa 39. Il serbatoio a forma di proiettile, caricato su un rimorchio all'interno della chiatta coperta, ha toccato il suolo della Florida alle 9.20 a.m. EDT (le 15.20 ora italiana). Un breve viaggio ha portato il serbatoio lungo una strada fino al gigantesco Vehicle Assembly Building (VAB) dove il serbatoio verrà ospitato all'interno di un'apposito vano dove verranno effettuate le ispezioni e le operazioni di preparazione finale. ET-138 verrà utilizzato dalla navetta Endeavour per il suo decollo previsto il 26 febbraio per consegnare l'esperimento di fisica delle particelle Alpha Magnetic Spectrometer ed una piattaforma di pezzi di ricambio per la Stazione Spaziale Internazionale. Il montaggio dei due booster a propellente solido per la missione STS-134 inizieranno la prossima settimana all'interno del VAB. I segmenti dei motori verranno posti uno sopra l'altro sulla piattaforma mobile di lancio all'interno della High Bay n.1. L'accoppiamento del serbatoio con i booster è previsto verso il 1° settembre. Endeavour si trova occupata con le attività di pre-volo all'interno di un hangar che si trova adiacente al VAB e la previsione di spostarla all'interno dell'Edificio di Assemblaggio Veicoli è previsto per il 5 gennaio con successivo accoppiamento con il serbatoio ed i booster. Il veicolo di lancio completo (il cosiddetto "stack") verrà portato alla rampa di lancio 39A il 18 gennaio 2011. L'equipaggio di sei astronauti include il Comandante Mark Kelly, il Pilota Greg H. Johnson e gli Specialisti di Missione Greg Chamitoff, Mike Fincke, Roberto Vittori e Drew Feustel. Una splendida serie di foto dell'arrivo del serbatoio al KSC si possono vedere alla pagina di SpaceflightNow sotto linkata.
Fonte: SpaceflightNow |
| 12/07/2010 - Primi astronauti Indiani nel 2015 - Il Vikram Sarabhai Space Centre (VSSC), una divisione del programma di ricerca spaziale Indiano ha programmato di inviare due propri astronauti nello spazio entro il 2015, ha dichiarato un portavoce ufficiale. Parlando con i giornalisti il direttore del VSSC, K. Randhakrishnan ha rivelato che il progetto attende soltanto l'ultimo via libera da parte governativa. "L'approvazione preliminare del costo di Rs.95 crore (circa 20 milioni di Euro) è già stata avviata e l'approvazione del progetto principale è attesa fra poco," ha detto Randhakrishnan. Il volo spaziale umano prevede lo sviluppo ed il lancio di un veicolo orbitale per portare un equipaggio composto da due membri in orbita bassa terrestre. "La nostra stima è che questo possa accadere entro il 2015", ha proseguito Randhakrishnan. Il direttore ha inoltre confermato ai giornalisti che le tute spaziali per il progetti verranno realizzate da questa divisione. "Si, vogliamo realizzare qui le nostre tute spaziali. Ma questo è solo un dei tanti aspetti che dobbiamo fare qui come parte del programma principale," ha concluso.
Fonte: Times of india |
12/07/2010 - Juno si corazza per andare a Giove - Il veicolo spaziale Juno della NASA verrà preparato per resistere al tremendo ambiente attorno a Giove dove si trovano il maggior numero di radiazioni rispetto ad ogni altro posto eccetto il Sole. All'interno di una speciale sala "pulita" di Denver, dove la sonda Juno viene assemblata, gli ingegneri hanno recentemente aggiunto uno scudo protettivo attorno alla sua elettronica. "Juno è in pratica un veicolo corazzato per andare su Giove," dice Scott Bolton, capo scienziato del progetto Juno, del Southwest Research Institute di San Antonio, Texas. "Senza il suo scudo protettivo per le radiazioni il cervello elettronico di Juno verrebbe bruciato al primo passaggio ravvicinato attorno a Giove." Un invisibile campo di forze composto da particelle ad alta energia proviene da Giove e le sue lune e si avviluppa attorno al più grande pianeta del Sistema Solare. Questo campo magnetico, simile a quello meno potente che si trova attorno alla Terra, scherma Giove dalle particelle cariche provenienti dal Sole. Gli elettroni, i protoni e li ioni che si trovano attorno a Giove acquistano energia dalla rapida rotazione del pianeta fin quasi alla velocità della luce. La cintura di radiazioni di Giove ha la forma di una ciambella attorno alla regione equatoriale del pianeta e si estende fin oltre la luna Europa a circa 650.000 km. dalla parte superiori delle nubi. "Per i 15 mesi che Juno orbiterà attorno a Giove, la sonda verrà colpita dall'equivalente di 100 milioni di lastre a raggi X dentali," Afferma Bill McAlpine, Juno's radiation control manager, del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Nello stesso modo in cui gli esseri umani hanno bisogno di proteggere i loro organi durante un esame ai raggi X dobbiamo proteggere il cervello ed il cuore di Juno. La strategia? Dare a Juno una specie di grembiule di piombo a sei facce con gli steroidi. Sotto la guida del JPL ed i ricercatori principali, i tecnici della Lockheed Martin Space Systems hanno progettato e costruito, per la centrale elettronica una speciale protezione in titanio contro le radiazioni. Benchè vi siano altri materiali esistenti che bloccano bene le radiazioni , gli ingegneri hanno scelto titanio perché il piombo è troppo morbido per resistere alle vibrazioni del lancio, mentre alcuni altri materiali sono troppo difficile da lavorare. Ogni parete di titanio misura quasi un metro quadrato, con circa 1 centimetro di spessore ed un peso di 18 kg.. Questa scatola di titanio - circa le dimensioni di un mezzo SUV - racchiude il comando di Juno e la scatola di gestione dei dati (il cervello della navicella), la distribuzione di energia all'unità dati (il suo cuore) e circa 20 altre apparecchiature elettroniche. L'intero complesso pesa circa 200 kg.. La schermatura non è progettata per impedire completamente ad ogni elettrone di Giove, agli ioni o protoni da colpire il sistema, ma servirà a rallentare drasticamente l'effetto di invecchiamento che la radiazione ha sull'elettronica per tutta la durata della missione. "La schermatura centralizzata per le radiazioni è la prima del suo genere", ha detto Bolton. "L'abbiamo fondamentalmente progettata da zero." Quando sonda Galileo della NASA ha visitato Giove nel periodo 1995-2003, la sua elettronica era protetta da speciali componenti progettati per essere resistenti alle radiazioni. Galileo inoltre non aveva bisogno di sopravvivere nelle regioni più difficili radiazioni, dove invece opererà Juno. Ma Juno non fa affidamento esclusivamente sulla schermatura dalle radiazioni. Gli scienziati hanno progettato un percorso che porta Juno intorno ai poli di Giove, in questo modo la sonda trascorre il minor tempo possibile nelle fasce di radiazione più intensa intorno all'equatore di Giove. Gli ingegneri hanno utilizzato anche progetti per l'elettronica già approvati per le radiazioni dell'ambiente marziano, che è più ostile di quello della Terra, anche se non così come Giove. Parti dei dispositivi elettronici sono state costruite in tantalio, o tungsteno, metalli resistenti alle radiazioni. Alcuni gruppi hanno anche loro mini-contenitori per una maggiore protezione. Posti uno accanto all'altro permette loro di proteggere anche i loro vicini. Il JPL ha testato pezzi della schermatura in un ambiente di radiazioni simili a Giove per assicurarsi che il progetto sia in grado di gestire lo stress del volo spaziale e dell'ambiente di Giove, ha confermato McAlpine. In una vasca di prova speciale pezzi della navicella spaziale sono stati colpiti con raggi gamma da cobalto radioattivo e poi i dati ottenuti analizzati per la spedizione di Juno. La schermatura è stata installata su modulo di propulsione di Juno il 19 maggio all'interno della camera bianca della Lockheed Martin. Essa sarà oggetto di ulteriori test una volta che il veicolo spaziale sarà completamente assemblato. Il montaggio e il processo di testing, che comprende anche l'installazione di pannelli solari per la prima missione in assoluto ad energia solare a Giove, si prevede possa avvenire la prossima primavera. Il lancio di Juno è previsto nel mese di agosto 2011. "L'assemblaggio di Juno sta procedendo bene", ha detto Tim Gasparrini, responsabile del programma per la Lockheed Martin. "Abbiamo un certo numero di unità di volo per i test per le radiazioni ed abbiamo anche appena installato il primo strumento, il radiometro a microonde". Il JPL dirigerà la missione Juno tramite Scott Bolton, del Southwest Research Institute di San Antonio, Texas. Mentre la Lockheed Martin Space Systems di Denver, Colorado, è responsabile della costruzione del veicolo spaziale. L'Agenzia Spaziale Italiana di Roma fornisce uno strumento che contribuisce allo spettrometro ad infrarossi come parte di un esperimento scientifico radio. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/LMSS) i tecnici mentre installano la schermatura per le radiazioni sopra il modulo propulsivo della sonda Juno.
Fonte: NASA |
12/07/2010 - L'india invia cinque satelliti in orbita - L'India ha inviato un satellite per l'osservazione terrestre in orbita nelle prime ore di lunedì, rinforzando la flotta di veicoli di osservazione e la previsione delle risorse e le applicazioni di sicurezza. Il PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle) C15 è decollato alle 3.52 GMT (le 5.52 ora italiana) dal Centro Spaziale Satish Dhawan posto sulla costa est dell'India quando erano le 9.22 a.m. locali. Il razzo alto circa 50 metri è schizzato nel cielo pulito ed ha volato verso sud-est dal sito di lancio. Il lanciatore a quattro stadi ha raggiunto un'orbita alta 632 km. dopo circa 17 minuti dal decollo, secondo quanto riportato dalla ISRO (Indian Space Research Organization), l'agenzia spaziale Indiana. Il PSLV ha rilasciato il satellite Cartosat 2B, il carico principale della missione, circa 40 secondi più tardi. Dopo aver sganciato l'adattatore per coppie di satelliti, il quarto stadio del razzo ha rilasciato un satellite Algerino per l'osservazione terrestre e tre satelliti costruiti dagli studenti completando così la sequenza di lancio. Il PSLV che ha volato oggi era nella configurazione con solo lo stadio principale senza i sei booster a combustibile solido. Durante una conferenza stampa i rappresentanti ufficiali della ISRO hanno dichiarato che il volo è stato un completo successo. "Sono estremamente felice di poter dire che il PSLV ha compiuto un volo eccellente," ha dichiarato K. Radhakrishnan, capo dell'ISRO. "Il 16esimo volo consecutivo di successo ha immesso precisamente in orbita cinque satelliti." Il decollo perfetto è avvenuto circa tre mesi dopo che la ISRO era stata colpita dal fallimento del razzo vettore Indiano più grande, il GSLV (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle). L'ISRO ha attribuito il fallimento ad un problema della turbopompa dell'idrogeno liquido del terzo stadio criogenico di GSLV. Il lancio del 15 aprile era il primo volo del terzo stadio costruito interamente dall'India, sviluppato per sostituire il motore Russo utilizzato sul GSLV nelle precedenti missioni. Una volta individuato e risolto il problema l'ISRO prevede di lanciare nuovamente il vettore GLSV entro un anno. Il lancio era stato rinviato più volte negli ultimi due mesi a causa di problemi minori al secondo stadio. Il satellite Cartosat 2B sarà il terzo satellite dell'India con una risoluzione di immagine di circa un metro. Il satellite, del peso di circa 500 kg., ha una macchina da ripresa in bianco e nero con risoluzione di 0,8 metri e fornirà immagini ravvicinate di città, paese vicini, risorse naturali e siti militari sparsi in tutto il mondo. Cartosat 2B è il decimo satellite della flotta Indiana di sorveglianza remota. Il satellite Algerino, Alsat 2A è anch'esso un satellite di ricognizione ed è fornito di strumenti che gli permettono di ottenere immagini con risoluzione di 2,5 metri. Assieme a questi due satelliti principali a bordo del razzo si trovava anche AISSat1, costruito dall'Università di Toronto per il governo Norvegese. Questo satellite dovrebbe tracciare il traffico marittimo utilizzando l'Automatic Identification System, un network di comunicazioni radio che viene trasmesso sulle grandi navi. Altri due piccoli satelliti, TIsat 1 e Studsat sono stati lanciati durante la missione, entrambi per gli studenti di Svizzera ed India. Quello di oggi era il 37esimo lancio orbitale del 2010, il 35esimo conclusosi con successo. Nella foto (Credit: ISRO) il lancio del vettore PSLV-C15.
Fonte: SpaceflightNow - ISRO |
| 12/07/2010 - Buzz Aldrin in Italia - Il racconto della più grande avventura intrapresa dall’uomo, narrata da uno dei tre uomini che ne presero parte. L’ospite d’onore de 'Il Cielo di Argoli 2010': l’astronauta Buzz Aldrin, l’uomo che, insieme a Neil Alden Armstrong, mise per la prima volta piede sul nostro satellite, ci racconterà in prima persona questa grande avventura. Sarà presente con lui il giornalista Tito Stagno, che raccontò agli Italiani in diretta TV l’evento di quel 20 Luglio 1969. A condurre l’evento il fisico e divulgatore Ettore Perozzi con la compagnia della scrittrice e fisico Anna Parisi. L’evento si terrà presso il Cinema multisala ASTRA di Avezzano, via Newton, Zona Industriale. L’evento (contrariamente a quanto inizialmente comunicato) sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento posti (max 400) e non è richieso alcun accredito o prenotazione.
Fonte: Il Cielo di Argoli |
11/07/2010 - Svelato dalla sonda Rosetta l'aspetto di Lutetia - L'aspetto dell'asteroide Lutetia è stato svelato come un mondo costellato da molti crateri. La missione Rosetta dell'ESA ha inviato le prime immagini ravvicinate dell'asteroide mostrando quello che dovrebbe essere un primitivo sopravvissuto dalla violenza nascita del Sistema Solare. Il sorvolo è stato uno spettacolare successo che la sonda Rosetta ha eseguito senza problemi. Il momento di massimo avvicinamento è avvenuto alle 18.10 CEST (ora italiana) ad una distanza di circa 3.612 km. Le immagini mostrano Lutetia pesantemente craterizzato, avendo dovuto subire molti impatti durante i suoi 4,5 miliardi di esistenza. Quando Rosetta si è avvicinata un grossa depressione di forma ovoidale stava proprio mostrandosi verso la sonda. Le immagini confermano che Lutetia è un corpo elongato con il lato più lungo di circa 130 km di lunghezza. Le immagini provenienti da Rosetta vengono dallo strumento OSIRIS che combina un grand'angolo ed un campo ristretto. Al massimo avvicinamento, i dettagli di Lutetia più piccoli sono di circa 60 metri. "Penso che questo è un oggetto molto antico. Stasera abbiamo visto un residuo della creazione del sistema solare", spiega Holger Sierks, ricercatore principale OSIRIS al Max Planck Institute for Solar System Research, di Lindau, in Germania. Rosetta ha superato l'asteroide a circa 15 km. al secondo, completando il flyby in appena un minuto. Ma le telecamere e altri strumenti avevano lavorato per ore e in alcuni casi giorni prima, e continueranno in seguito. Poco dopo il massimo avvicinamento, Rosetta ha iniziato a trasmettere dati a Terra per l'elaborazione. Lutetia è un mistero da molti anni. I telescopi sulla Terra mostravano caratteristiche diverse ed opposte. Per certi versi assomigliava a un asteroide di tipo 'C', un corpo primitivo rimasto dalla formazione del Sistema Solare. In altri, appariva come un 'tipo M-'. Questi sono stati associati con meteoriti di ferro, di solito sono rossastri e si pensa che possano essere frammenti di nuclei di oggetti molto più grandi. Le nuove immagini ei dati di altri strumenti di Rosetta aiuteranno a decidere, ma non stasera. Per questo sarà necessario conoscerne la composizione. Rosetta ha utilizzato una serie completa di sensori per l'incontro, tra cui il telerilevamento e misure in situ. Anche alcuni dei payload del suo lander, Philae, sono stati accesi. Questi strumenti, assieme, hanno cercato la prova di un'atmosfera altamente tenue, effetti magnetici, e studio della composizione della superficie e la densità dell'asteroide. Essi hanno anche tentato di catturare eventuali granelli di polvere che potevano fluttuare nello spazio vicino all'asteroide per essere analizzati a bordo della sonda. I risultati di questi strumenti verranno più avanti. Il flyby segna il raggiungimento di uno dei principali obiettivi scientifici di Rosetta. La sonda continuerà ora a un appuntamento 2014 con il suo obiettivo primario, la cometa Churyumov-Gerasimenko. La sua missione sarà quindi quella di accompagnare la cometa per mesi, da vicino l'orbita di Giove fino al suo massimo avvicinamento al Sole. Nel novembre del 2014, Rosetta rilascerà Philae che dovrà atterrare sul nucleo della cometa.
"Wunderbar!" dice David Southwood, Direttore della Esplorazione Scientifica e Robotica dell'ESA, "E 'stato un grande giorno per l'esplorazione, un grande giorno per la scienza europea. La precisione come di un orologio è un grande tributo agli scienziati e gli ingegneri nei nostri Stati membri nel nostro settore e, non ultimo, nel SEC stessa. Ora puntiamo sul 2014 e il nostro appuntamento con la cometa". Ma per ora, l'analisi dei dati di Lutetia sono al centro dell'attenzione per le squadre che gestiscono gli strumenti di Rosetta. Appena 24 ore fa, Lutetia era uno sconosciuto lontano. Ora, grazie a Rosetta, è diventato un caro amico.
Fonte: ESA |
| 10/07/2010 - Lancio riuscito per Proton/EchoStar-15 - Un razzo vettore Proton-M è decollato con successo dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, oggi alle 22.40.36 ora di Mosca (le 20.40 ora italiana) trasportando il satellite degli Stati Uniti EchoStar-15. Il satellite EchoStar-15 è stato prodotto dalla Space Systems Loral ed è il nuovo satellite per la trasmissione televisiva diretta (DBS - direct broadcast satellite) della EchoStar Orbital Corporation II, una sussidiaria della EchoStar Communications Corporation. Il satellite è basato sulla piattaforma SS/L 1300 ed espanderà i servizi e la flessibilità del DISH Network ad oltre 13 milioni di abbonati USA ai servizi televisivi diretti a casa (DTH - direct-to-home) grazie ai suoi 32 trasnponder in banda Ku. Il servizio dei lancio del Proton-M per il lancio di EchoStar-15 è stato eseguito con un contratto con la ILS (International Launch Services Inc.), che ha i diritti per tutto il mondo per i servizi di lancio dei vettori russi Proton che sono costruiti dalla società Russa Khrunichev State Research and Production Space Center come anche lo stadio superiore Breez-M. Anche il precedente EchoStar-14 è stato lanciato sempre da un vettore Proton-M lo scorso marzo e si è unito alla constellazione di satelliti della EchoStar Orbital essendo anche il più pesante satellite mai lanciato con un Proton da quando è gerstito dalla ILS. Questo di oggi era il 358esimo Proton lanciato fin dal suo debutto nel 1965, il 36esimo lancio orbitale del 2010, il 34esimo conclusosi con successo.
Fonte: Roscosmos |
| 09/07/2010 - Confermato il funzionamento della vela solare Giapponese - Il piccolo dimostratore di vela solare IKAROS , che aveva aperto con successo la vela, ha inviato dati che confermano l'accelerazione del veicolo tramite la pressione ricevuta dal Sole. Questo prova che la IKAROS ha generato la maggiore accelerazione attraverso i fotoni solari mai raggiunta nella storia del volo spaziale. Infatti l'analisi dei tracciati radar confermano che il veicolo spaziale IKAROS sta accelerando gradualmente fin dal momento del dispiegamento della vela solare avvenuto lo scorso 9 giugno. L'accelerazione misurata è di 1.12 millinewtonton, appena un millesimo di kg. di spinta, mentre la sonda si trova a circa 17,6 milioni di km. dalla Terra in rotta verso Venere. La IKAROS venne lanciata il 20 maggio assieme alla sonda Akatsuki della JAXA che accenderà i propri motori per frenare ed entrare in orbita attorno a Venere il prossimo 7 dicembre mentre la Ikaros proseguirà la sua rotta all'interno del Sistema Solare. Le speranze ufficiali nelle vele solari sono di avere risposte alle missioni di lunga durata che sono limitate a causa del propellente imbarcato. Trovare una risorsa naturale ed infinita come la luce solare potrebbe spingere missioni future più lontano ed a una maggiore velocità.
Fonti: JAXA - SpaceflightNow |
08/07/2010 - Pronto l'ultimo serbatoio esterno del Programma Shuttle - Per commemorare i 37 anni di successo nella produzione dei serbatoi, la NASA e la Lockheed Martin Space Systems Company hanno effettuato una cerimonia l'8 luglio nel complesso del Michoud Assembly Facility di New Orleans per l'uscita dell'ultimo serbatoio esterno per l'ultima missione dello Space Shuttle. L'ultimo serbatoio esterno a volare con una missione shuttle è stato completato il 25 giugno dai lavoratori della Lockheed Martin di Michoud. Il serbatoio, designato ET-138 verrà trasportato con un veicolo ruotato per circa 1,6 km. fino al molo di Michoud. Qui verrà accompagnato dalla banda tradizionale degli Storyville Stompers e da centinaia di impiegati che sventoleranno i fazzoletti nello stile tipico di New Orleans. L'ET-138 viaggerà poi per circa 1.500 km verso il Kennedy Space Center in Florida dove supporterà il lancio della navetta Endeavour per la missione STS-134. Il serbatoio esterno, il "serbatoio di carburante" dell'orbiter contiene il propellente per i motori principali dello Space Shuttle. Inoltre il serbatoio esterno funge anche da "ossatura" dello shuttle durante il lancio, fornendo supporto strutturale dove agganciare i booster a combustile solido e l'orbiter. Si tratta anche del solo componente dello Space Shuttle che non viene riutilizzato. A circa 8,5 minuti di volo, quando il propellente è stato consumato, il serbatoio viene sganciato nell'oceano. Più alto di un palazzo di quindici piani e con più di 8 metri di diametro, il serbatoio esterno assorbe la spinta di circa 3.900 tonnellate dei tre motori principali dello shuttle e dei due razzi a propellente solido durante il decollo. L'ET fornisce circa 549.000 litri di ossigeno liquido e circa 1.476.000 di litri di idrogeno liquido ai motori principali. I tre maggiori componenti del serbatoio esterno includono il serbatoio per l'ossigeno liquido, quello dell'idrogeno liquido ed un intertank che, come un collare, connette i due serbatoi. Inoltre l'intertank ospita la strumentazione e le apparecchiature e fornisce la struttura di attacco per i due booster a combustibile solido. Quando l'ET-138 arriverà al Kennedy Space Center, inizierà la fase di installazione per agganciare la navetta Endeavour ed i booster a combustibili solido per la missione STS-134, prevista non prima di metà novembre. La missione consegnerà l'Express Logistic Carrier 3 e l'Alpha Magnetic Spectrometer alla Stazione Spaziale Internazionale. Si tratterà della 36esima missione shuttle alla stazione spaziale ed il 134esimo ed ultimo volo di una navetta spaziale. I lavoratori del Michoud Space Systems e della Lockheed Martin Corporation, di Littleton, Colorado hanno consegnato 135 serbatoi alla NASA durante i quasi 30 anni di missioni della navetta spaziale. Il lavoro verrà completato con un ulteriore serbatoio esterno, ET-122, che si trovava a Michoud durante l'uragano Katrina nell'agosto del 2005 e venne danneggiato dalla caduta di detriti. Questo serbatoio è stato ripristinato in configurazione di volo e verrà inviato al KSC nel tardo settembre per fungere da serbatoio per il "Launch on Need", se necessario, di STS-134. Nella foto (Credit: NASA) il serbatoio esterno ET-138 durante la cerimonia di oggi.
Fonte: NASA |
| 06/07/2010 - Scoperte particelle di polvere all'interno della capsula Giapponese - La JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha annunciato lunedì che sono state trovare particelle all'interno della capsula della missione Hayabusa che avrebbe dovuto prelevare campioni dalla superficie dell'asteroide Itokawa nel 2005. Una dichiarazione ufficiale della JAXA ammette di non sapere se le particelle sono polvere proveniente dall'asteroide o se il materiale è originario della Terra o dello spazio interplanetario. La capsula di rientro di Hayabusa è scesa in Australia appesa ad un paracadute il 13 giugno scorso completando una missione durata sette anni e dopo aver percorso 6.4 miliardi di km. attraverso il sistema solare. La missione ha compiuto il primo viaggio di andata e ritorno da un asteroide. La capsula di rientro, di circa 20 centimetri di diametro è ritornata senza danni e le squadre di recupero l'hanno inviata in Giappone, dove è arrivata il 18 giugno scorso, presso un apposito edificio ad alta tecnologia posto a Sagamihara, vicino a Tokio. Un primo esame ai raggi X non ha mostrato segni di particelle più grandi di un millimetro, aveva dichiarato la JAXA in uno dei primi comunicati. I tecnici avevano però misurato tracce di gas provenienti dalla capsula. La JAXA ha comunicato la conferma delle particelle di polvere lunedì in un aggiornamento sul proprio sito internet in lingua Giappponese. La scoperta arriva dopo l'apertura del contenitore. La polvere potrebbe provenire dall'asteroide Itokawa, dallo spazio interplanetario così come da una contaminazione terrestre che si trovava all'interno del contenitore prima del lancio o dopo l'atterraggio. Solo dettagliate indagini sul materiale potranno stabilire la provenienza, dichiara la JAXA. Fonti ufficiali parlano di mesi prima che gli scienziati provino definitivamente se i campioni sono stati raccolti dalla sueprficie di Itokawa, una roccia a forma di patata poco più grande delle dimensioni di un isolato cittadino. I ricercatori utilizzeranno un microscopio ed uno spettrometro per poter vedere le dimensioni, le origini e la composizione chimica dei campioni. La Hayabusa era stata concepita per raccogliere campioni utilizzando un proiettile sparato sulla superficie che avrebbe sollevato la polvere che sarebbe poi ricaduta all'interno del contenitore, tutto questo mentre eseguiva un atterraggio "toccata e fuga". Ma il sistema subì un guasto durante due tentativi nel novembre 2005 anche se Hayabusa atterrò inaspettatamente sull'asteroide per circa 30 minuti al primo tentivo. Un secondo tentativo andò meglio ma gli ingegneri capirono dai dati che il proiettile non era mai stato sparato, mettendo così in dubbio l'obiettivo primario della missione. Nonostante i problemi i responsabili della missione rimangono speranzosi che alcune particelle di polvere dell'asteroide si siano depositate all'interno del contenitore dei campioni quando la sonda ha toccato la sua superficie.
Fonte: SpaceflightNow |
05/07/2010 - Planck svela l’Universo - di ora e di allora - La missione Planck dell'ESA ha rilasciato la sua prima immagine a tutto cielo. Un'immagine che non solo amplia le nostre conoscenze sul modo in cui si formano stelle e galassie, ma ci racconta anche come l'Universo stesso è venuto alla luce dopo il Big Bang. "Questo è il momento per il quale Planck è stato concepito", dichiara il direttore del Direttorato di Scienza ed Esplorazione Robotica dell'ESA, David Southwood. "Non stiamo offrendo la risposta. Stiamo aprendo le porte di un Eldorado in cui gli scienziati potranno andare a caccia di pepite d'oro, che li porteranno ad approfondire la nostra comprensione su come l'Universo è nato e su come funziona. L'eccezionale qualità di quest'immagine è un tributo agli ingegneri che hanno costruito e gestito Planck. Ora è il momento di dare il via al raccolto scientifico". Dalle regioni più vicine della Via Lattea ai più lontani meandri dello spazio e del tempo, la nuova immagine a tutto cielo di Planck è per gli astronomi uno straordinario scrigno, colmo di dati inediti. Al centro dell'immagine scorre il disco principale della nostra Galassia, sul quale si stagliano pennacchi di polvere fredda che si estendono al di sopra e al di sotto della Via Lattea. È in questa tela galattica che si stanno formando le nuove stelle. Planck ha individuato numerose zone in cui singole stelle stanno per affacciarsi alla vita, o sono in procinto di iniziare il loro ciclo evolutivo. Meno spettacolare, ma forse più intrigante, il fondale screziato nella parte alta e bassa della mappa. È la radiazione cosmica di fondo a microonde (CMBR - Cosmic Microwave Background Radiation). La più antica luce dell'Universo, quello che rimane della palla di fuoco dalla quale il nostro Universo ha avuto inizio, circa 13.7 miliardi di anni fa. Se la Via Lattea ci mostra com'è l'Universo oggi, sono quelle microonde a farci vedere qual'era il suo aspetto all'epoca della sua formazione, quando ancora non esistevano stelle o galassie. In esse, dunque, sta il cuore della missione Planck: ricostruire, a partire dal disegno di quel fondale screziato, cosa avvenne nell'Universo primordiale. Quel disegno a microonde è il progetto cosmico che sta dietro alla costruzione degli attuali ammassi e superammassi di galassie. I diversi colori rappresentano impercettibili differenze di temperatura e densità di materia nel cielo. Minuscole irregolarità attorno alle quali si sono mano a mano formate regioni più dense, le odierne galassie. La CMBR copre l'intero cielo, ma nell'immagine di Planck la maggior parte di esso è nascosta dall'emissione della Via Lattea: per cogliere il fondo cosmico a microonde nella sua interezza, questa emissione dovrà essere rimossa digitalmente attraverso complessi algoritmi. A lavoro terminato, Planck sarà in grado di mostrarci l'immagine del fondo a microonde più precisa che sia mai stata ottenuta. La grande scommessa è vedere se da quei dati emergerà la firma cosmica di quell'evento primordiale chiamato inflazione cosmica. Evento che dovrebbe aver avuto luogo immediatamente dopo il Big Bang, e durante il quale, in un tempo brevissimo, l'Universo si sarebbe espanso enormemente. Planck sta continuando a disegnare la mappa dell'Universo. Entro la fine del 2012, termine della missione, avrà completato quattro ricognizioni dell'intero cielo. Proprio per il 2012 è in programma il rilascio del primo insieme completo di dati della CMBR. Già nel mese di gennaio del 2011 sarà invece disponibile il catalogo contenente le galassie distanti e le singole sorgenti della nostra Galassia. "Quest'immagine", conclude Jan Tauber dell'ESA, Project Scientist di Planck, "è appena un assaggio di quello che Planck arriverà a vedere".
Fonte: ESA |
| 04/07/2010 - Progress attracca alla ISS al secondo tentativo - Il cargo di rifornimento automatico ISS Progress 38 (M-06M) ha attraccato con successo nella parte posteriore del modulo di servizio Zvezda della Stazione Spaziale Internazionale alle 12.17 p.m. EDT (le 18.17 ora italiana) di domenica. L'attracco è stato eseguito senza problòemi con il sistema automatico di randez-vous Kurs del Progress. Il Progress trasporta 2,5 tonnellate di rifornimenti per la ISS, incluso 870 kg. di propellente, 50 kg. di ossigeno, 100 kg. di acqua e 1.200 kg. di attrezzatura, pezzi di ricambio ed esperimenti. Il veicolo spaziale era stato lanciato da l Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, il 30 giugno scorso ed un primo tentativo di attracco venerdì 2 luglio era stato annullato quando la telemetria fra il Progress e la stazione spaziale era stata persa a circa 25 minuti dal previsto attracco. La causa più probabile dell'annullamento dell'attracco di venerdì è stata individuata nell'attivazione del trasmettitore televisivo "Klest" del sistema TORU, che ha creato interferenze con il TORU stesso, causando la perdita della connessione comandi fra il Progress e la Stazione Spaziale Internazionale che ha portato all'annullamento della manovra. Il TORU non è stato attivato per l'attracco di oggi. Il sistema televisivo TORU è stato concepito per fornire la visione del bersaglio di attracco del modulo Zvezda al Comandante della Stazione Alexander Skvorstov, se avesse dovuto guidare manualmente con il joystick posto nel modulo di servizio il Progress per l'attracco. I membri della Spedizione 24 hanno tenuto sotto controllo l'arrivo dell'astronave e poi usufruiranno di una giornata di riposo domani in osservanza del Giorno dell'Indipendenza degli Stati Uniti. Fonte: NASA |
01/07/2010 - Ufficializzate le nuove date di lancio per gli ultimi due Space Shuttle - La missione STS-133 navetta spaziale Discovery è ora prevista ufficialmente per il lancio il primo novembre 2010 alle 4.33 p.m. EDT (le 22.33 ora italiana) mentre la missione STS-134 dell'orbiter Endeavour è prevista al decollo per il 26 febbraio 2011 alle 4.19 p.m. EST (le 22.19 ora italiana). Le date previste sono state modificate a causa del carico utile critico della missione STS-133 che non sarà pronto in tempo per la prevista data di lancio. Con lo spostamento della data del Discovery anche Endeavour ha visto modificata la sua finestra di lancio che ora è fissata per febbraio. Intanto all'orbiter Discovery sono stati installati al loro posto due dei tre motori principali ed il terzo verrà installato domani proseguendo i lavori al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, in preparazione del veicolo per la missione STS-133. I motori erano stati rimossi la scorsa settimana in modo da poter sostituire una turbopompa del motore centrale. Il lavoro ai motori non è il solo che viene eseguito al Discovery. Infatti, sempre oggi, i tecnici hanno testato l'OBSS (Orbiter Boom Sensor System) che gli astronauti utilizzeranno per ispezionare lo scudo termico dopo che lo shuttle ha raggiunto l'orbita. Al Johnson Space Center della NASA ad Houston, in Texas, l'equipaggio di STS-133 ha condotto oggi la sua prima simulazione integrata di ascesa. Nella foto (Credit: NASA - KSC-2010-3936) i tecnici della NASA al lavoro nel rimontaggio dei motori principali della navetta DiscoveryFonte: NASA |



Aggiornato il 30 settembre 2010 - ore 19.26 CEST
Torna alla pagina iniziale del sito
a cura di
Maxi