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News 2010 - quarto trimestre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica da ottobre a dicembre 2010. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del motore di ricerca Google.

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31/12/2010 - Bilancio di un anno di astronautica - Siamo giunti alla fine del 2010 e voglio tracciare, come di consuetudine, un bilancio di questo 2010 nel campo spaziale. Cercherò di segnalare i punti pricipali emersi durante questo anno. Per prima cosa in abito di volo spaziale umano abbiamo avuto tre missioni shuttle dedicate alla costruzione , manutenzione e rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale ed altre quattro missioni di capsule Russe Soyuz che hanno portato gli equipaggi. Da segnalare l'ultima missione Soyuz, la TMA-20 con l'astronauta Italiano dell'ESA Paolo Nespoli per la prima missione di lunga durata a bordo della ISS. Con la missione shuttle STS-130 ha raggiunto la ISS anche un altro importante pezzo costruito in Italia, la Cupola, che permette una vista a 360 gradi dell'esterno dell'avamposto orbitale. A novembre poi la ISS ha festeggiato i suoi primi dieci anni di presenza permanente di equipaggi in orbita, un traguardo importantissimo. Ma il 2010 è stato anche l'anno che ha visto volare nello spazio la prima capsula spaziale privata, la Dragon, della compagnia SpaceX, assieme al nuovo vettore Falcon 9. Questa capsula, a partire dal prossimo anno, una volta conclusi definitivamente i voli dello Space Shuttle, porterà i rifornimenti della NASA alla stazione spaziale. Sempre in campo privato ha effettuato il suo primo volo planato il veicolo suborbitale SpaceShipTwo della Virgin ed il momento dell'avvio dei voli di passeggeri si avvicina sempre più. Altre società stanno sviluppando veicoli spaziali e la NASA dovrà decidere a quale affidare il testimone dopo la cessazione dei voli shuttle. Sempre la NASA poi, con la missione EPOXI, ci ha mostrato il nucleo della cometa Hartley 2 e la sonda Cassini da Saturno ha continuato la sua decennale missione inviando sulla Terra immagini eccezionali dal pianeta con l'anello. Su Marte è rimasto in vita solo Opportunity che però prosegue la sua missione aiutato dalle sonde NASA ed ESA in orbita marziana. L'aviazione degli Stati Uniti ha lanciato e riportato sulla Terra, dopo una missione orbitale di quasi sei mesi, la prima navetta automatizzata, l'X-37A. Come non ricordare poi che il 2010 ha visto la cancellazione del Programma Constellation della NASA per il ritorno alla Luna? L'ESA ed Arianespace hanno effettuato 6 lancio del vettore Ariane 5 e tutti e sei di successo immettendo in orbita ben dodici satelliti confermando la leadership in questo mercato commerciale. Anche la Cina ha raggiunto un altro obiettivo inviando in orbita attorno alla Luna la sua seconda sonda mentre l'India ha incontrato grossi problemi con il suo vettore GSLV che ha incontrato due fallimenti. Il Giappone è riuscito in una impresa quasi impossibile con il recupero dei campioni dell'asteroide Itokawa con la sonda Hayabusa che era stata data per spacciata. L'Italia dal canto suo ha completato la costellazione dei satelliti COSMO-SkyMed con l'entrata in orbita del quarto ed ultimo veicolo. L'utilità di questa costellazione di satelliti è stata dimostrata con l'uso delle riprese dei luoghi colpiti dai recenti disastri di Haiti e dell'alluvione del Veneto. Il CIRA ha effettuato con successo il secondo volo atmosferico del veicolo alato Polluce, un prototipo di navetta automatica. Insomma tanti fatti, sicuramente tanti altrettanto importanti mi saranno sfuggiti, che ci hanno accompagnato per tutto questo anno. Il 2011 si preannuncia ricco di altrettante novità interessanti. Fra le tante che ci aspettano vedremo ancora volare lo Space Shuttle due o forse tre volte mentre andrà in orbita il primo laboratorio spaziale Cinese e la Stazione Spaziale Internazionale verrà finalmente completata. Senza dimenticare le sonde automatiche con ben due dirette su Marte, l'americana MLS e la Russo/Cinese Phobos Grunt, l'arrivo della Messanger attorno a Mercurio e tutte le altre in giro per il Sistema Solare. Concludo questo breve intervento augurando a tutti gli appassionati di astronautica un Felice 2011!

Massimo Martini - Curatore di Astronautica.us

30/12/2010 - Scoperte altre crepe sul serbatoio esterno del Discovery che devono essere riparate - I responsabili del Programma Space Shuttle hanno fornito una comunicazione giovedì sulle indagini, i test e le analisi che riguardano il serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery ed il problema con le crepe nei rinforzi. Dopo il rollback, il ritorno del Discovery STS-133 nel VAB (Vehicle Assembly Building - Edificio di Assemblaggio Veicolo), avvenuto mercoledì 22 dicembre, gli ingegneri hanno iniziato immediatamente il lavoro di valutazione attorno all'area dell'intertank del serbatoio esterno. Fin dal rollback le analisi dei dati ottenuti con il test di riempimento erano proseguiti per essere controllati con sistemi 'non distruttivi' (raggi-X) sui rinforzi che non erano accessibili sulla rampa di lancio. I raggi X hanno mostrato altre quattro piccole crepe su tre rinforzi sul lato opposto del serbatoio del Discovery ed i manager della NASA hanno deciso di riparare queste crepe allo stesso modo con il quale sono state riparate le prime crepe scoperte dopo il tentativo di lancio dello scorso 5 novembre. Il lavoro è stimato in 2/3 giorni. Ogni altro lavoro sarà deciso nella prossima settimana dopo che altri dati saranno controllati. L'attrezzatura per le riparazioni si trova già sul posto ed il lavoro verrà eseguito all'interno del VAB. I responsabili proseguono la valutazione di una opzione per eseguire modifiche conosciute sugli ulteriori rinforzi. Una decisione potrebbe essere presa non prima di lunedì 3 gennaio. La prossima finestra di lancio si apre giovedì 3 febbraio e prosegue fino al 10 febbraio. Il momento preferito per il lancio è il 3 febbraio alle 1.37 a.m. EST (le 7.37 ora italiana).

Fonte: NASA

Il vettore Ariane 5 ECA mentre si alza nel cielo di Kourou per la 199esima missione di un razzo della famiglia Ariane 29/12/2010 - Lanciato ultimo Ariane 5 del 2010 - Questa sera un lanciatore Ariane 5 ECA è decollato dallo Spazioporto Europeo per piazzare due satelliti per telecomunicazionim Hispasat-1E e Koreasat-6, nelle loro previste orbite di trasferimento. Il volo V-199 era il sesto Ariane 5 ad essere lanciato nel 2010 e l'ultimo per questo anno. Il decollo della 55esima missione di un Ariane 5 è avvenuta alle 18.27 ora della Guyana Francese (le 22.27 ora italiana). Il punto di inserimento in orbita ha un perigeo di 250 km. di altezza, un apogeo di 35.786 km. ed una inclinazione di 3°. I satelliti sono stati inseriti nelle loro orbite di trasferimento rispettivamente 27 e 34 minuti dopo il decollo. Hispasat-1E verrà posizionato in orbita geostazionaria sopra l'equatore a 30° Ovest e fornirà segnali televisivi diretti nelle case, televisione digitale terrestre, televisione ad alta definizione assieme a servizi a larga banda e telefonia mobile sia per utilizzatori terrestri che marittimi. Il Koreasat-6 verrà invece posizionato a 116° Est ed è fornito di 24 trasmettitori in banda Ku per fornire servizi satellitari e sei canali per i servizi di trasmissione di produzione televisiva. I satelliti in orbita circolare attorno alla Terra all'altezza di 35.800 km. sono allineati con la rotazione del pianeta ed appaiono stazionari da un osservatore al suolo, da qui il nome di 'geostazionari'. La massa del carico utile per questo lancio ammontava a 9.259 kg., 8.170 kg. era il peso dei due satelliti e 1.089 kg. la massa dell'adattatore del carico utile e dei dispenser. Il motore principale di Ariane 5, alimentato a propellente criogenico liquido, è stato acceso per primo e sette secondi dopo i due booster a propellente solido sono stati accesi ed il veicolo ha iniziato a sollevarsi una frazione di secondo pià tardi. I due booster a propellente solido sono stati sganciati a 2 minuti e 20 secondi dall'accensione del motore principalee l'ogiva di protezione è stata rilasciata a 3 minuti e 9 secondi. Il motore principale del lanciatore è stato spento a 8 minuti e 55 secondi e sei secondi dopo lo stadio principale criogenico si è separato dallo stadio superiore e dal suo carico utile. Quattro secondi dopo la separazione dello stadio principale il motore criogenico dello stadio superiore è stato acceso ed il viaggio è proseguito. Il motore è stato spento a 25 minuti e due secondi di volo mentre il veicolo viaggiava a 9.358 metri al secondo (33.692 km/h) ed a un'altitudine di 642 km. Le condizioni per l'inserimento nell'orbita di trasferimento geostazionario erano state raggiunte. A 27 minuti e 27 secondi dall'accensione del motore principale il satellite Hispasat-1E è stato rilasciato dallo stadio superiore seguito dal Koreasat-6 a 34 minuti e 23 secondi di missione. Le operazioni di volo di Ariane 5 sono state completate a 47 minuti e 34 secondi dopo l'accensione del motore principale. Quello di oggi era il 74esimo lancio orbitale del 2010, il 70esimo a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella immagine (Credit: 010 ESA / CNES / Arianespace / Photo Optique vidéo du CSG) il vettore Ariane 5 ECA mentre si alza nel cielo di Kourou per la 199esima missione di un razzo della famiglia Ariane.

Fonte: ESA

Una rappresentazione del satellite GIOVE-A in orbita 28/12/2010 - Giove-A festeggia i cinque anni in orbita - Il satellite dell'ESA GIOVE-A, il primo prototipo del sistema di navigazione Galileo, è ancora perfettamente funzionante dopo cinque anni nello spazio. Il primo 'Galileo In-Orbit Validation Element’, GIOVE-A, venne lanciato il 28 dicembre del 2005 per mezzo di un razzo Soyuz da Baikonur, nel Kazakhstan, trasportando un prototipo di un orologio atomico al rubidio ideato per la costellazione Galileo. A questo primo satellite si unì il 27 aprile 2008 GIOVE-B, equipaggiato con un ultra preciso maser all'idrogeno progettato come un secondo orologio al rubidio. I satelliti operativi del sistema Galileo imbarcheranno entrambi i tipi di orologi per avere il massimo dell'affidabilità. "Entrambi i satelliti sono stati progettati per una vita operativa di 27 mesi," dice Valter Alpe, che gestisce le attività di GIOVE per l'ESA. "E' una piacevole sorpresa avere ancora GIOVE-A ancora operativo dopo 60 mesi in orbita mentre GIOVE-B non da ancora segno di problemi dopo 33 mesi nello spazio. Parte della loro longevità è dovuta ai margini di progettazione sebbene ci sia anche una parte di fortuna. I satelliti sono stati in orbita durante una eccezionale e quieto ciclo solare di undici anni durante il quale ha accumulato una dose di radiazioni molto minore di quanto previsto." L'ESA e la prima appaltatrice Surrey Satellite Technology Ltd del Regno Unito hanno completato GIOVE-A molto velocemente. Dal momento della firma del contratto nel luglio 2003 sono trascorsi soltanto due anni e mezzo fino al lancio. L'ESA e la Commissione Europea avevano bisogno di iniziare ad utilizzare le frequenze radio che la International Telecommunications Union aveva riservato per Galileo per assicurarsi l'accesso futuro. "GIOVE-A era andato in orbita poco prima della scadenza della ITU ed aveva iniziato a trasmettere il primo segnale di navigazione sull'Europa dallo spazio il 12 gennaio 2006,"" prosegue Valter. "Questo rappresenta il maggiore obiettivo delle due missioni GIOVE, ma ve ne sono molti altri. L'Europa non ha utilizzato questo tipo di orbite molte volte prima e così entrambi i satelliti stanno testando l'ambiente radioattivo," Aggiunge Stefano Binda, Systems Performance Engineer di GIOVE. "Avevamo bisogno di eseguire test in orbita per gli orologi atomici Europei che sono il cuore del sistema Galileo e la versione sperimentale del segmento di terra globale di Galileo che non poteva essere provato prima che i GIOVE inviassero i segnali dallo spazio. Questi stessi segnali si sono diostrati anche molto utili per la produzione dei ricevitori in tutto il mondo, permetttendo di testarli facilmente e con una versione realistica del segnale finale di navigazione di Galileo." I risultati di GIOVE-A e B sono stati promettenti. Entrambi gli orologi atomici progettati hanno provato la loro resistenza agli effetti delle radiazioni, con GIOVE-B ed il suo maser passivo all'idrogeno - ideato per perdere soltanto un secondo ogni 3 milioni di anni - che ha funzionato così bene che l'errore non è stato facile individuarlo al di sopra del rumore del sistema. Con i satelliti Galileo IOV quasi pronti, GIOVE-A dovrà farsi da parte per dare spazio a questi nuovi satelliti ed infatti ha iniziato a manovrare nel luglio 2009 verso un'orbita cimitero posta a circa 300 km. sopra l'orbita operativa. "Entrambi i GIOVE continueranno ad avere un ruolo importante," aggiunge Stefano. "Possiamo sperimentare utilizzandoli in modi che non potremmo usare con i Galileo operativi della costellazione e che dovranno essere in servizio 24 ore al giorno sette giorni su sette. E vogliamo vedere quanto le loro performane cambieranno nel tempo, specialmente quando il nuovo ciclo solare sarà più attivo. Mentre le piattaforme GIOVE non sono equivalente a quelle dei Galileo il loro carico utile è comparabile. Quindi, considerando che i satelliti Galileo sono stati progettati per una vita operativa di 12 anni, siamo molto interessati a vedere quando il carico utile dei GIOVE comincerà a mostrare i segni dell'età." Nella illustrazione (Credit: ESA - P. Carril) il satellite GIOVE-A in orbita.

Fonte: ESA

27/12/2010 - Proton mette in orbita satellite Eutelsat - Un lanciatore Russo Proton-M è decollato con successo dalla rampa 200 di Baikonur, nel Kazahstan, alle 00.51 ora di Mosca (le 22.51 ora italiana del 26 dicembre). Il Proton trasportava il satellite della Eutelsat KA-SAT. Dopo circa nove ore il satellite si è separato dallo stadio superiore Breeze-M ed è entrato nell'orbita di trasferimento geostazionaria prestabilita. Una volta arrivato nella posizione finale il satellite si troverà a nove gradi di longitudine est. Il satellite KA-SAT ospita 82 transponder in banda KA che possono trasferire 70 Gigabits al secondo fra l'Europa, il Nord Africa ed il Medio Oriente. Il satellite, pesante, 6.150 kg., costruito dalla Astrium servirà per aumentare i servizi a larga banda per internet e con prezzi paragonabili a quelli di trasferimento dati per via terrestre. Oltre alla trasmissione dati il satellite potrà anche inviare programmi televisivi in Alta Definizione e di cinema in 3D. La vita operativa del KA-SAT è stimata in 15 anni. Si è trattato del 12esimo lancio di un vettore Proton quest'anno. Il lancio di oggi era stato rimandato di una settimana a causa della missione fallita di un altro Proton lo scorso 5 dicembre. L'inchiesta aveva stabilito che i tecnici avevano inserito troppo propellente nello stadio superiore Block DM del Proton. I tre stadi principali del Proton non potevano sollevare la massa aggiuntiva nella giusta traiettoria ed il razzo, con i suoi tre satelltii per navigazione Glonass erano ricaduti nell'Oceano Pacifico. Dopo queste conclusioni i responsabili della ILS (International Launch Services), l'azienda che commercializza i lanci del Proton, decidevano di proseguire con il lancio del KA-SAT. Quello di oggi inoltre era il 73esimo lancio orbitale del 2010, il 69esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: Roscosmos

Il razzo Indiano GSLV mentre si trasforma in una palla di fuoco 25/12/2010 - Lancio Indiano finisce in una palla di fuoco - Sabato il più potente razzo vettore Indiano ha perso il controllo al momento del lancio ed ha concluso la sua corsa in una palla di fuoco. E' la seconda volta di fila che il programma spaziale del paese asiatico incotra un fallimento nel lancio del GSLV (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle). Il lanciatore, alto circa 50 metri, era decollato dal Centro Spaziale di Satish Dhawan alle 16.04 ora locale (le 11.34 ora italiana) dal sito di lancio dell'isola di Shiharikota sulla costa Est dell'India. Il problema ha colpito il razzo meno di un minuto dopo il decollo quando le riprese video hanno mostrato il veicolo che deviava dalla rotta, rotolava fuori controllo ed infine era ingoiato da una palla di fuoco. "Il controllo del veicolo è stato perso circa 47 secondi dopo il lancio a causa della perdita dei comandi che controllano gli attuatori (dei booster)," ha dichiarato K. Radhakrishnan, capo della ISRO (Indian Space Research Organization - l'agenzia spaziale Indiana). Il GSLV è infatti spinto al lancio da un singolo motore a combustibile solido centrale e da quattro booster di spinta L40 a combustibile liquido. Ognuno dei booster L40 fornisce una spinta di circa 77 tonnellate. I motori bruciano idrazina ed i loro ugelli possono essere orientati per far virare il razzo durante i primi due minuti e mezzo di volo. Qualcosa ha impedito al computer di inviare i comandi per orientare gli ugelli, ha dichiarato Radhakrishnan in una conferenza stampa alcune ore dopo l'incidente del razzo. "Che cosa ha causato l'interruzione a 47 secondi deve ancora essere studiato in dettaglio e speriamo di poter capire esattamente che cosa è successo. Radhakrishnan ha detto che il razzo: "ha registrato una moltitudine di errori relativi al suo angolo di salita" quando il sistema di virata si è guastato. "L'anomalia ha indotto tutta una serie di carichi strutturali oltre i limiti che hanno portato alla distruzione del veicolo" ha concluso il capo della ISRO. Il personale incaricato della sicurezza al lancio ha poi inviato il comando di distruzione alcuni secondi dopo quando il GSLV si trovava a circa 9.000 metri. Le riprese hanno mostrato i detriti del razzo che precipitavano nel Golfo del Bengala appena al largo dal sito di lancio. Una nube aracione dei gas dell'esplosione ha stazionato per un pò sopra Sriharikota. Il razzo trasportava il GSAT 5P, il veicolo spaziale più grande mai lanciato con un vettore Indiano. Il GSAT 5P era stato progettato per sostituire un vecchio satellite ed estendere i servizi di telefonia e televisione su tutta l'India. I responsabili spaziali Indiani avevano dovuto rinviare il lancio previsto per lunedì a causa di un problema minore occorso per una perdita ad una valvola all'interno del terzo stadio di costruzione Russa. Il disastro di sabato è stato il secondo fallimento per il vettore GSLV, il più potente razzo vettore Indiano. Il GSLV è stato lanciato sette volte e la ISRO ha dichiarato il fallimento per quattro di queste missioni. Il 15 aprile un altro GSLV non riuscì a raggiungere l'orbita a causa di una anomalia in una pompa del combustibile del terzo stadio criogenico di costruzione Indiana del vettore. L'India infatti sta sviluppando e testando un suo stadio superiore per sostituire i motori acquistati dalla Russia. Mentre gli ingegneri riparavano il problema di aprile, la ISRO approvava un paio di lanci di GSLV utilizzando gli ultimi due stadi sueriori Russi. Dopo il lancio di sabato è quindi rimasto un solo motore Russo nel magazzino Indiano. Nei primi momenti della progettazione del vettore GSLV come lanciatore di satelliti, l'India aveva firmato un accordo con la Russia per la fornitura dei motori alimentati ad idrogeno e per le conoscenze tecniche. L'accordo venne revocato nel 1992 dopo che le autorità USA imposero delle sanzioni alla Glavkosmos, la compagnia Russa che forniva tecnologia all'India. Gli Stati Uniti infatti avevano paura del trasferimento di tecnologia missilistica dalla dissolvente Unione Sovietica ai paese emergenti. L'India rispose acquistando sette motori criogenici già pronti al volo dalla Russia ed iniziando la progettazione di uno stadio superiore completamente Indiano da zero. I piani ufficiali prevedevano un altro test di volo del terzo stadio Indiano nel 2011 ma il calendario era stato annunciato prima dell'incidente di sabato. L'ISRO chiama la seconda generazione di razzi tutti Indiani GSLV Mk2. Il GSLV avrebbe dovuto deporre in orbita il satellite GSAT 5P per telecomunicazioni, pesante 2.300 kg., circa 19 minuti dopo il decollo. A causa del peso del GSAT 5P gli ingegneri Indiani e Russi erano stati costretti a modificare alcune parti del razzo per sollevare il satellite, il più grande mai lanciato da ISRO. Il terzo stadio Russo era stato allungato di circa un metro per poter inserire altre 2,7 tonnellate di propellente al suo interno. Lidrogeno e l'ossigeno criogenici addizionali avrebbero permesso al motore dello stadio superiore di bruciare per circa due minuti di più dei voli precedenti. Fonti ufficiali Indiane avevano detto che il GSLV aveva bisogno di prestazioni superiori per poter immettere il grande GSAT 5P nella corretta orbita. Il lancio inoltre avrebbe dovuto testare anche una nuova ogiva in materiali compositi con un diametro di 4 metri contro i 3,4 del precedente modello in alluminio. Dopo aver raggiunto la sua posizione a circa 36.000 km. di quota sopra l'equatore il GSAT 5P avrebbe iniziato la sua missione dei 12 anni per servizi di telefonia, televisione e trasmissione dati per tutta l'India. Il GSAT 5P sarebbe stato posizionato in orbita geosincrona a 55 gradi di longitudine est, sostituendo un altro satellite vicino al termine della sua vita operativa. Quello di oggi era il 72esimo lancio orbitale del 2010, il quarto a concludersi negativamente. Nella foto (Credit: V. Ganesan/The Hindu) l'eplosione del razzo GLSV-F06 avvenuta sabato in India.

Fonte: SpaceflightNow

Paolo Nespoli a bordo della ISS mentre effettua esercizio fisico con un apposita cyclette 23/12/2010 - Gli auguri di Nespoli dallo Spazio - "Sarei andato volentieri al cinema a Natale ma ovviamente da qui non è possibile": scherza, Paolo Nespoli, collegato questo pomeriggio in diretta con il planetario di Roma dallo Stazione Spaziale Internazionale, dove si trova dalle prime ore dello scorso 17 dicembre . Per la precisione, era da poco passata la mezzanotte in Italia quando il portello di accesso al modulo russo Zaryasi si è aperto e i 3 membri della Expedition 26 hanno fatto il loro ingresso sulla ISS: assieme all’astronauta italiano dell’ESA, la collega della NASA Catherine Coleman e il cosmonauta russo Dmitry Kondratyev. "Scienza, tecnologia ed educazione sono aspetti fondamentali della mia missione - ha detto Nespoli -. Ed è per questo - ha aggiunto - che vorrei incoraggiare la gente e di giovani ad avere attenzione per la tecnologia e la ricerca scientifica che oggi molto spesso vengono lasciate da parte". Ieri aveva già mandato sulla Terra i primi auguri, in italiano e in inglese, assieme ai suoi due compagni di avventura. Oggi - in collegamento in diretta dallo spazio con la responsabile del Direttorato dei voli abitati dell'Agenzia spaziale europea, Simona Di Pippo - Nespoli ha assicurato di stare bene e che tutto procede tranquillamente, precisando addirittura di avere già iniziato con i primi esperimenti. "Dalla gente - ha poi sottolineato - arrivano tantissimi messaggi di incoraggiamento e questo per noi è importante. Insomma stiamo cercando di portavi tutti qui insieme a noi sulla Stazione spaziale internazionale". Nespoli ha poi ricordato che durante la sua missione di sei mesi cadrà l'anniversario dei 50 anni del volo di Yuri Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio. "Il suo volo -ha detto - è stato storico, è stato importante però noi siamo proiettati verso il futuro". Poco prima, collegato con twitter, l’astronauta italiano dell’ESA aveva annunciato di tenersi in forma pedalando a bordo della ISS: "è una bicicletta un pò strana ma va a 28.540 chilometri orari", ha detto, ancora scherzando e riferendosi alla velocità di spostamento della Stazione. "Ma io – ha aggiunto - pedalo tranquillamente a 40. ..!". L'aggancio della Soyuz TMA-20 alla ISS era avvenuto con successo poche ore prima, alle 21:12, a due giorni dal lancio della navetta russa dal Cosmodromo di Baikonur. La missione MagISStra, che porta per la terza volta l’astronauta italiano dell’ESA Paolo Nespoli nello spazio, è partita alle 20:09 di mercoledì 15 dicembre (ora italiana, in Kazakhstan le due e nove minuti del 16) dal Launch Pad numero 1, il 'Gagarin'. "Il lancio della navicella Suyuz, con a bordo tre astronauti diretti alla Stazione Spaziale Internazionale e in particolare Paolo Nespoli - ha dichiarato subito dopo il lancio il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Enrico Saggese - rappresenta per l'Italia e per lo spazio italiano un passo importante e il riconoscimento di un grande successo. Con l'arrivo degli astronauti sulla ISS inizia un nuovo percorso di sviluppo delle attività di ricerca. Paolo Nespoli resterà in orbita fino a maggio 2011 e sarà parte attiva della conduzione di importanti esperimenti, tra cui l'analisi degli effetti della microgravità sul corpo umano. L'Agenzia Spaziale Italiana per questa missione ringrazia l'ESA per l'opportunità data a quello che è il quinto astronauta italiano a raggiungere l'ISS, al quale presto se ne aggiungeranno altri due." Insieme a Nespoli sono arrivati sulla base orbitante anche l’americana Catherine 'Kady' Coleman (NASA) e il cosmonauta russo Dimitri Kondradyev (ROSCOSMOS): sono i tre nuovi membri della 'Expedition 26' che resteranno nello spazio per ben sei mesi, fino a maggio dell’anno prossimo. Il gruppo ha raggiunto sulla ISS gli altri tre componenti della medesima spedizione: il russo Oleg Skripochka, il lettone Alexander Kaleri e l’americano Scott Kelly. Paolo Nespoli (che assieme alla Coleman e Kondradyev ha appena superato con 4,8 punti su 5 gli ultimi due 'esami' pre-lancio, dopo ben due anni e mezzo di addestramento) sarà così il primo italiano a trascorrere sei mesi nello Spazio: circa 152 giorni, per l’esattezza. Nespoli (che torna sulla ISS a tre anni di distanza dalla missione Esperia) sarà anche il primo astronauta europeo di nazionalità italiana a tenersi in contatto dallo spazio via Twitter e YouTube. In particolare, Nespoli userà i due strumenti per rispondere alle domande che gli verranno poste da terra da studenti, curiosi e appassionati, nel corso della sua missione. Per quasi metà del tempo di permanenza sulla ISS saranno applicati ben 30 esperimenti che sfrutteranno il laboratorio Columbus: dalla fisiologia umana alla fisica dei fluidi, dallo studio delle radiazioni alla biologia. Durante la missione è prevista inoltre l’apertura di una nuova finestra sulla Stazione Spaziale Internazionale per la quale l’astronauta italiano userà dei sofisticati 'occhi' stereoscopici, grazie ad una nuova videocamera in 3D sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea, per inviare immagini inedite del primo avamposto umano nello spazio. Nella foto (Credit: ESA) Paolo Nespoli a bordo della ISS mentre effettua esercizio fisico con un apposito attrezzo ginnico.

Fonte: ASI

22/12/2010 - Discovery effettua il rollback - Al Kennedy Space Center della NASA in Florida la navetta spaziale Discovery è stata riportata all'interno del VAB (Vehicle Assembly Building) completando il viaggio di 5,47 km. iniziato alla rampa di lancio 39A. Lo spostamento, conosciuto come 'rollback' era iniziato martedì alle 10.48 p.m. EST (le 4.48 ora italiana di mercoledì mattina). Una volta nel VAB i tecnici potranno effettuare una scansione ai raggi-X dei 108 rinforzi in metallo che si trovano dietro la schiuma isolante del serbatoio esterno del Discovery. Inoltre verranno rimossi i sensori dal serbatoio esterno che lo scorso venerdì sono stati utilizzati per il test di rifornimento e poi riapplicheranno la schiuma isolante su queste aree. Intanto nel pomeriggio di martedì i responsabili del Programma Space Shuttle avevano deciso di mantenere aperta l'opzione di eseguire delle modifiche già testate su alcuni rinforzi, se i test aggiuntivi e le analisi seguenti dovessero indicare che sono necessarie. I dirigenti si aspettano di decidere entro il 30 dicembre se queste modifiche siano necessarie o meno.

Fonte: NASA

20/12/2010 - Aperto al Fucino il centro di controllo di Galileo - Il centro nevralgico a terra del sistema Galileo è formalmente entrato in servizio oggi. Situato al Fucino, in Abruzzo, presiederà a tutti i servizi di navigazione forniti dal sistema satellitare globale europeo. La stazione del Fucino, 130 Km ad est della capitale, è stata inaugurata dal Vice Presidente della Commissione Europea per l'Industria e per l'Imprenditoria, On. Antonio Tajani. Insieme a quello di Oberpfaffenhofen vicino a Monaco, in Germania, sarà uno dei due Centri di Controllo di Galileo (GCCs) preposti al controllo dei satelliti della costellazione Galileo nello spazio e alla gestione dei servizi di navigazione che tali satelliti forniranno. Galileo sarà presto una realtà – il lancio dei primi due satelliti di validazione in orbita (Galileo In Orbit Validation satellites) è previsto per il 2011 – e per questo si sta formando una rete di stazioni di terra a livello mondiale, il cui compito sarà controllare la qualità del segnale di Galileo, seguire le tracce dei satelliti e inviare comandi. Il cuore di questa grande rete sono i due centri gemelli di controllo (GCCs) e benché si siano divisi le responsabilità essi sono stati progettati per essere completamente ridondanti, ossia l'uno può prendere il posto dell'altro in caso di necessità visto che Galileo dovrà operare continuamente, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Mentre il Centro di Controllo di Galileo di Oberpfaffenhofen ha l'incarico di controllare i satelliti nello spazio, il Fucino ha ufficialmente la responsabilità per tutti i servizi di navigazione forniti dal sistema Galileo. Il centro genererà, trasmetterà e distribuirà il segnale di navigazione, assicurandone l'integrità, la qualità e la precisione. Inoltre, manterrà gli orologi a bordo dei singoli satelliti della costellazione Galileo sincronizzati con il sistema Galileo generale. Il Centro di Controllo di Galileo al Fucino è situato in una delle più grandi stazioni di comunicazione satellitare del mondo. Aperta nel 1963, ospita più di 90 antenne dislocate su un terreno di 370.000 metri quadrati ed è utilizzata da vari operatori commerciali di servizi satellitari, tra cui Inmarsat. Il Fucino è inoltre utilizzato da numerose missioni spaziali ESA, compreso il centro di controllo per il prototipo del satellite Galileo, GIOVE-B. L'altopiano in cui è situato il centro rende il posto ideale per le comunicazioni satellitari e le colline circostanti lo tengono al riparo dai segnali elettromagnetici terrestri. Questo posto dalla geografia così particolare, è il risultato di una delle più grandi imprese ingegneristiche del mondo antico – i romani scavarono infatti un tunnel per prosciugare parte di un lago che originariamente occupava il bacino del Fucino. Questo lavoro pionieristico voluto dall'Imperatore Claudio fu completato nel 1875, quando il resto del lago fu drenato, utilizzando lo stesso tunnel. Il ricco suolo che ne è risultato è usato oggi per l'attività agricola. I lavori per il Centro di Controllo di Galileo sono cominciati nel 2007. Il centro è stato costruito da Telespazio, che gestice la stazione di terra del Fucino. Il Centro di Controllo di Galileo al Fucino, come il suo equivalente in Germania, sarà operato da Spaceopal, una joint-venture paritetica tra Telespazio e Gesellschaft für Raumfahrtanwendunger (GfR) mbH, la società creata dal Centro Spaziale Tedesco DLR per fornire i servizi operativi per il sistema Galileo.

Fonte: ESA

Il motore AJ26 durante il test di accensione a Stennis 19/12/2010 - Testato il motore del primo stadio del Taurus 2 Il motore Russo del primo stadio del vettore Taurus 2 ha superato un test di accettazione venerdì al Centro Spaziale Stennis in Mississippi, secondo quanto comunicato dalla NASA e dalla Orbital Sciences Corp. Il motore acceso è stato il secondo dei tre test previsti per verificare la preparazione per il lancio. Il primo volo del Taurus 2 è previsto per la seconda metà del 2011 da Wallops Island, in Virginia. Il test di venerdì è durato 5 secondi ed ha portato il motore AJ26 al 108% del suo livello base di spinta, secondo la Orbital. "Il test del sistema principale di controllo del motore ha raggiunto tutti gli obiettivi principali, compresa l'accensione del motore, il comando delle valvole, il controllo vettoriale di spinta e la sequenza dello spegnimento," ha postato la Orbital sul suo sito web. "Le analisi preliminari dei dati del test indica che tutti gli obiettivi del test sono stati raggiunti." Questo era il primo motore AJ26 a testare il sistema di spinta vettoriale. Il meccanismo cardanico permette di orientare il razzo Taurus 2 durante l'accensione del primo stadio, che funziona per quasi quattro minuti durante un lancio standard. Il razzo Taurus 2 è stato sviluppato dalla Orbital per lanciare il veicolo spaziale robotico di rifornimento Cygnus alla Stazione Spaziale Internazionale. I voli operativi di trasporto cargo del Taurus 2 e del Cygnus dovrebbero iniziare all'inizio del 2012. "Ancora una volta la Orbital e la Aerojet hanno raggiunto assieme una pietra miliare con il motore AJ26," ha detto Doug Cooke, amministratore associato per la divisione eplorativa della NASA. "Questo successo porta la Orbital più vicino all'obiettivo di fornire alla NASA un servizio commerciale di trasporto spaziale per la stazione spaziale." Il motore AJ26 funziona a kerosene ed è una modifica della Aerojet di un motore Russo NK-33. Ogni primo stadio del razzo Taurus 2 disporrà di due motori AJ26. Tenuti in magazzino per quattro decenni, i motori NK-33 sono stati originariamente progettati e costruiti negli anni '60 e '70 per l'infausto razzo lunare Sovietico N1. L'Aerojet ha convertito l'NK-33 in un motore AJ26 rimuovendo alcune attrezzature, aggiungendo dell'elettronica USA, qualificandolo per i propellenti USA e modificando il sistema cardanico, secondo quanto riportato ufficialmente dalla compagnia. Un'altra accensione di un motore AJ26 è previsto per metà di gennaio per controllare il funzionamento esatto delle valvole. L'NK-33 è stato acceso in Russia per assicurarsi che il motore fosse in buone condizioni dopo essere stato immagazzinato per così a lungo. La NASA ha modificato il banco prova dello Stennis per supportare il test dell'AJ26 e la Orbital ha previsto di portare ogni AJ26 scelto per il volo in Mississippi ad essere sottoposto ad un test di funzionamento prima di essere inviato al sito di lancio del Taurus 2 in Virginia. Nella foto (Credit: Orbital) il motore AJ26 durante il test di accensione a Stennis.

Fonte: Orbital Sciences Corp.

Il modello del Drem Chaser appeso all'elicottero in volo a Dryden 18/12/2010 - Modello del Dream Chaser testato al centro NASA di Dryden - Il centro NASA di Dryden ha supportato con un elicottero le prove in volo di un modello di scala di 1,5 metri di lunghezza, il 15 per cento del Dream Chaser della Sierra Nevada Corporation (SNC) in forza di un accordo tra le due organizzazioni. L'azienda ha ideato il veicolo spaziale Dream Chaser, basato sul corpo-portante della NASA HL-20, è progettato per trasportare fino a sette persone dirette alla Stazione Spaziale Internazionale e ritorno. Il veicolo è previsto per il lancio in verticale su un razzo Atlas V ed il rientro orizzontalmente su piste convenzionali. Dryden ha fornito il supporto a terra e alla sicurezza, tra cui un aereo caccia T-34 per foto e immagini video. Il Centro inoltre ha fornito supporto alla programmazione per il test di volo e nelle operazioni, hangar e spazi di lavoro. "Lavorare con il team SNC CU stato un privilegio. Il loro lavoro di squadra e dedizione sono stati fenomenali, soprattutto attraverso una molto dinamica, faticosa settimana di test," ha detto Jonathan Pickrel, ingegnere alle operazioni di supervisione del test di volo della NASA a Dryden. Il volo appeso del modello da 40 kg. ha aiutato a convalidare vari aspetti della configurazione del veicolo Dream Chaser e le sue prestazioni, quali la stabilità di volo e di dati aerodinamici per le superfici di controllo di volo. "Lavorare con la NASA a Dryden è sempre stato un piacere per me personalmente", ha detto il Dott. Merri Sanchez, Senior Director for Space Exploration Systems della SNC. "La Sierra Nevada apprezza l'eccellente supporto operativo, la flessibilità e la prova di competenza delle squadre del Dryden della NASA e dell'Air Force durante lo svolgimento dei nostri voli di prova del modello di scala", ha detto Sanchez. "Stiamo sfruttando la il patrimonio di progettazione dell'HL-20 della NASA con il nostro veicolo Dream Chaser che stiamo costruendo per soddisfare l'esigenza della nostra nazione per un sistema commerciale di trasporto dell'equipaggio, ed è bello che il nostro primo volo del modello in scala sia avvenuto in questo centro della NASA." La Sierra Nevada ha un contratto con la Northwest per l'elicottero Bell Jet Ranger 206B3 che ha trasportato il modello Dream Chaser appeso ad un cavo di circa 30 metri. L'elicottero ha lasciato il modello da un'altezza di 4.200 metri, che poi ha effettuato un atterraggio tramite paracadute. Il modello è stato progettato, costruito e gestito da una collaborazione tra SNC e il Research and Engineering Center per veicoli senza pilota presso l'Università del Colorado a Boulder (CU). La NASA ha selezionato la Sierra Nevada Corporation nel febbraio 2010 per iniziare lo sviluppo del sistema commerciale di trasporto da e per l'equipaggio in orbita bassa terrestre come parte dell'iniziativa commerciale per equipaggio della NASA per lo sviluppo e la concorrenza. E 'parte di uno sforzo innovativo da parte della NASA per favorire l'attività imprenditoriale che porta a un'elevata crescita high-tech in ingegneria, analisi, progettazione e ricerca e per promuovere la crescita economica. Gray Creech, Affari Pubblici della NASA a Dryden. Nella foto (Credit: NASA photo / Tony Landis) il modellino del Drem Chaser appeso all'elicottero in volo a Dryden.

Fonte: Spaceref

Un dettaglio dei cavi e dei sensori piazzati sul serbatoio esterno del Discovery durante il test di rifornimento 17/12/2010 - La NASA valuta i risultati del test del serbatoio esterno del Discovery - Un lungo test al serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery, che ha preso tutta una giornata il 17 dicembre e svoltosi al Kennedy Space Center della NASA in Florida, aiuterà gli ingegneri a valutare i supporti che rinforzano una porzione del serbatoio. Il 'test di rifornimento', così come è stato chiamato, è un passo critico in preparazione del Discovery per il lancio della missione STS-133 destinata alla Stazione Spaziale Internazionale. La finestra di lancio per STS-133 si apre il 3 febbraio. Diverse ore dopo l'inizio del test, Mike Moses, responsabile del Space Shuttle Program Launch Integration, ha detto che i risultati sembrano buoni sebbene ci vorranno alcune settimane per analizzare completamente i dati ottenuti. I tecnici hanno piazzato 39 estensimetri e 50 sensori termici lungo tutta l'area dei rinforzi longitudinali del serbatoio per misurare la pressione sui rinforzi mentre il serbatoio veniva riempito con ulteriore propellenti. Tipicamente il diametro del serbatoio si restringe di circa 1,5 cm. mentre si raffredda. I sensori sono stati installati principalmente in due aree del serbatoio, una dove sono state riparate un paio di crepe ed una su una sezione dei rinforzi del serbatoio che non hanno avuto danni. Ma la preparazione non si è fermata qui. Gli operai hanno dovuto stendere circa 162 cavi, ognuno lungo circa 60 metri, dall'attrezzatura di registrazione attraverso la struttura di supporto e lungo un braccio di accesso alla navette e finalmente connettendoli ad ogni sensore. E tutta questa operazione è stata fatta durante un repentino colpo di freddo che ha colpito lo spazioporto della Florida. "La sfida più grande è stata quella del tempo meteorologico," dice Alicia Mendoza, dirigente al Kennedy Space Center per il serbatoio esterno ed i razzi a propellente solido della NASA. I sensori dovrebbero aver registrato almeno 6 Terabytes di dati. Moses ha spiegato che i dati verranno prima comparati con i modelli al computer e poi, nel corso delle prossime settiman, verranno utilizzati per avere dei riferimenti di volo di riserva per i rinforzi longitudinali. Altri aspetti dei dati non verranno completati che fra dei mesi e verranno utizzati per previsioni a lungo termine ma non saranno informazioni che saranno necessarie alla prevista missione del Discovery. "Ci stiamo finalmente sistemando per il lancio," ha detto Moses. Il GUCP, che era stato sostituito, ha superato tutto il conto alla rovescia senza nessuna perdita, verificando che il componente è pronto per il suo scopo al momento del lancio. Il GUCP, si pronuncia 'gup', connette la valvola di sfiato dell'idrogeno del serbatoio esterno con una tubazione che porta l'idrogeno gassoso in eccesso dal serbatoio ad una fiamma che si trova vicino alla rampa di lancio. "E' certamente un fatto positivo di esserci lasciati alle spalle questo problema," ha aggiunto Charlie Blackwell-Thompson, direttore dei test NASA. Il test di riempimento ha visto il serbatoio esterno alto circa 15 piani riempito con 2 milioni di litri di ossigeno ed idrogeno a temperature super fredde, gli stessi propellenti utilizzati per azionare i tre motori principali della navetta. L'ossigeno liquido è ad una temperatura di circa -147 gradi centigradi e l'ossigeno liquido a -217°. Il test ha seguito le varie fasi di una giornata di lancio regolare, con alcune ovvie eccezioni, la più significativa era l'assenza degli astronauti. Anche alcuni passi nel software del sequenziatore di lancio avevano avuto delle modifiche, ha dichiarato Mike Leinbach, direttore di Lancio dello Shuttle. Ad esempio i programmatori hanno rimosso il processo che allontana il braccio di accesso alla navetta e che avviene nelle fasi finali del conto alla rovescia. "Siamo in attesa di quello vero," ha aggiunto Leinbach. Le squadre ora prevedono di riportare il Discovery all'interno del VAB (Vehicle Assembly Building) del Kennedy in modo che i tecnici possano utilizzare delle apparecchiature ai raggi X per fare una scansione dei rinforzi longitudinali del serbatoio esterno sul lato posteriore del serbatoio, quello che non guarda verso lo shuttle. Inoltre la schiuma verrà riapplicato dopo che i sensori saranno stati rimossi. A seconda di quanto tempo occorrerà per le operazioni all'interno del VAB e di quanto lavoro addizionale dovrà essere eseguito il Discovery dovrebbe essere riportato sulla rampa di lancio 39A a metà gennaio. Nella foto (Credit: NASA/TV) un dettaglio dei cavi e dei sensori piazzati sul serbatoio esterno del Discovery durante il test di rifornimento.

Fonte: NASA

Il boccaporto di attracco della ISS visto dalla telecamera di allineamento della Soyuz TMA-20 17/12/2010 - La Soyuz TMA-20 attracca alla ISS - Alle 21.12 ora italiana la Soyuz TMA-20 con a bordo il cosmonauta Russo Dmitry Kondratyev, l'astronauta della NASA Cady Coleman e l'astronauta Italiano dell'ESA Paolo Nespoli ha attraccato al boccaporto del modulo Rassvet della Stazione Spaziale Internazionale. Nelle prossime ore il portello fra i due veicoli spaziali verrà aperto ed i nuovi inquilini dell'avamposto orbitale potranno incontrare il resto dell'equipaggio di Spedizione 26 composto dal Comandante Scott Kelly e degli Ingegneri di Volo Russi Alexander Kaleri e Oleg Skripochka. La Soyuz TMA-20 era stata lanciata dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, lo scorso 15 dicembre ed il volo verso la stazione spaziale si è svolto senza problemi. Unico inconveniente è stata martedì l'interruzione dei collegamenti fra il veicolo spaziale e il Centro Controllo Missione di Mosca per alcune ore a causa di un cavo tagliato fra il CCM di Mosca e le stazioni di Terra. Le stazioni di collegamento avevano mantenuto i collegamenti con i tre astronauti e successivamente il Centro Controllo Missione era riuscito a ripristinare le connessioni. Durante questo periodo l'equipaggio non è mai stato in pericolo e le attività previste a bordo della Soyuz sono state eseguite regolarmente. Dopo l'apertura del portello, prevista per le 6 p.m. EST (la mezzanotte ora italiana) l'equipaggio parteciperà ad una breve cerimonia di benvenuto, parlerà con le famiglie e con le personalitò a Terra prima di effettuare una riunione sulle procedure di sicurezza della stazione tenuta dal Comandante Scott Kelly. Nella foto (Credit: ESA) il boccaporto di attracco della ISS visto dalla telecamera di allineamento della Soyuz TMA-20 poco prima dell'aggancio di questa sera.

Fonte: SpaceflightNow

Fonte: NASA

17/12/2010 - Cina lancia un altro satellite del sistema Compass - Questo pomeriggio alle 3.20 p.m. EST la Cina ha lanciato il satellite Beidou-2 L2, il settimo satellite del Sistema di Navigazine Satellitare Compass. Il satellite è stato lanciato dal Centro di Lancio Satelliti di XiChang, vicino a Liangshan nella provincia di Sichuan con un vettore Lunga Marcia 3A. Si tratta del 15esimo lancio consecutivo di successo Cinese di questo anno. Il BeiDou-2 o Compass Navigation Satellite System è il secondo satellite Cinese di seconda generazione della costellazione e che consisterà in 35 satelliti. La costellazione sarà capace di fornire, continuamente posizioni geo-spaziali in tre dimensioni in tempo reale e misuramento della velocità sia per utilizzi civili che militari. Quello di oggi è il settimo satellite della costellazione ad essere lanciato. Quello di oggi è il 71esimo lancio orbitale del 2010, il 68esimo a concludersi con successo.

Fonte: Spaceref

Le isole di Skye in Scozia riprese dal satellite COSMO SkyMed-4 16/12/2010 - COSMO4: al via le prime immagini - COSMO4 è entrato ufficialmente "in servizio" ed ha iniziato a "scattare" le prime spettacolari immagini che ritraggono la città di Washington, Budapest, le isole di Skye in Scozia (a lato) e l'atollo di Nukualofa nelle isole Tonga. Con il posizionamento in orbita del quarto satellite, lanciato lo scorso 5 novembre dalla base militare di Vanderberg in California, la costellazione italiana preposta all’Osservazione della Terra ha raggiunto la piena operatività, e nelle stazioni di ricezione a terra stanno arrivando i primi "scatti" del sistema nella configurazione definitiva. Da questo momento i satelliti forniranno 1800 immagini al giorno, riprese con qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione, sorvegliando e fotografando la Terra in modo completo e costante per un migliore ed efficace monitoraggio del territorio. I suoi radar permettono di verificare modifiche e variazioni millimetriche del suolo o le evoluzioni che possono subire tutte le situazioni di rischio o di emergenza ambientali. Le informazioni e le immagini rilevate da COSMO-SkyMed sono state già precedentemente di grande aiuto alle istituzioni soprattutto negli scenari di intervento più critici ed ora grazie alla messa a punto completa del sistema forniranno una copertura ancora più accurata. COSMO-SkyMed è una costellazione composta da quattro satelliti tutti uguali, equipaggiati con tecnologia SAR (Synthetic Aperture Radar) in banda X, che a differenza dei satellite ottici è in grado di guardare e monitorare la Terra giorno e notte con tutte le condizioni atmosferiche. Il sistema è stato realizzato sotto l'egida del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca attraverso il finanziamento e coordinamento tecnico e operativo dall'Agenzia Spaziale Italiana e il co-finanziamento del Ministero della Difesa. Si tratta di una costellazione duale ideata per scopi militari, civili, istituzionali e commerciali. Il sistema è in grado di acquisire dati flessibili e innovativi ed è capace di integrarsi con altri sistemi spaziali, soddisfacendo in tal modo una vasta comunità di utenti. Nello specifico le sue applicazioni si dispiegano nel campo della difesa e della sicurezza nazionale senza trascurare i compiti a carattere scientifico e i servizi a valenza commerciale. La costellazione dei quattro satelliti è stata realizzata in Italia da Thales Alenia Space Italia in qualità di capocommessa responsabile dell’intero progetto, con il supporto di Selex Galileo e la responsabilità dei servizi di Telespazio. L’acquisizione e l’ elaborazione dei dati e la commercializzazione a livello mondiale è gestita da e-Geos, società costituita da ASI e Telespazio. Le operazione di messa in orbita anche del quarto satellite COSMO-SkyMed sono state gestite con successo dal team LEOP (Launch and Early Orbit Phase) del Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, mentre le prime immagini radar di COSMO-SkyMed 4 sono state regolarmente acquisite dal Centro Spaziale di Matera e sono oggi disponibili. Il Centro Spaziale di Matera dell'ASI è responsabile dell'acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati dai satelliti COSMO-SkyMed, per le applicazioni civili, una vera e propria banca dati delle immagini satellitari. Sul sito dell'ASI si possono ammirare le prime immagini (ndr). Nella foto (Credit: ASI) le isole di Skye in Scozia riprese dal satellite COSMO SkyMed-4.

Fonte: ASI

16/12/2010 - Il fallimento della sonda Akatsuki mette in crisi le ambizioni spaziali Giapponesi - Il fallimento dell'inserimento in orbita attorno a della sonda Giapponese la scorsa settimana potrebbe facilmente causare un piccolo ridemsionamento delle ambizioni spaziali del Paese del Sol Levante, ha dichiarato uno scienziato della missione. I ricercatori stanno lavorando duramente per scoprire che cosa ha causato alla sonda Akatsuki il mancato inserimento in orbita la notte del 6 dicembre. Ma questo nuovo fallimento - aggiunto a quello dell'unica altra sonda planetaira del Giappone, la missione Nozomi diretta a Marte nel 2003 - hanno impartito alcune importanti lezioni. "Il nostro punteggio è di zero vittorie e due sconfitte," ha dichiarato Takehiko Satoh, della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), durante un'intervista con la Space.com nel corso del meeting del 2010 dell'Unione Geofisica Americana. "Dovremmo sviluppare delle missioni meno ambiziose per le nostre prossime missioni interplanetarie in modo da non fallire in ogni aspetto." Dopo oltre sei mesi di viaggio interplanetario, la sonda spaziale Akatsuki, costata circa 300 milioni di dollari, nella notte del 6 dicembre sorvolava Venere ad una distanza di circa 550 km. ed azionava i suoi motori per l'inserimento orbitale che avrebbero rallentato la sonda abbastanza per farla catturare dalla gravità del pianeta. I motori avrebbero dovuto essere azionati per 12 minuti ma per un'inaspettato calo di pressione nelle tubature del carburante ha causato l'interruzione del motore dopo soltanto 2,5 minuti, secondo quanto riportato dalla JAXA. A causa di questo la sonda ha oltrepassato Venere facendo saltare la missione per lo studio del clima del pianeta e delle sue condizioni meteo con dettagli senza precedenti. Gli scienziati della missione non conoscono ancora le cause dirette del problema, ha detto Satoh. "Il calo della pressione è stata la causa diretta del problema, ma non sappiamo il perchè la pressione sia calata." Alcune speculazioni sul fatto che una collisione con qualcosa avesse potuto causare il problema alla Akatsuki sono quasi certamente da escludere, aggiunge Satoh. Gli scienziati della Akatsuki sperano di sapere esattamente che cosa sia andato storto entro febbraio e questo perchè per aprile è prevista una correzione di rotta della sonda. L'idea è di posizionare la sonda per un altro giro attorno a Venere quando la sonda sarà abbastanza vicina e dovrebbe avvenire fra sei anni. Il tentativo dovrebbe avvenire fra il novembre 2016 ed il gennaio 2017. Il team degli scienziati della Akatsuki è cautamente ottimista sul fatto che la sonda possa fare un buon tentativo fra sei anni. La sonda ha abbastanza carburante per tentare un secondo tentativo di inserzione orbitale visto che aveva utilizzato così poco nel primo tentativo. Anche le batterie e lo scudo dovrebbero essere ancora in buono stato fra altri sei anni e proteggerlo dalle pericolose radazioni durante il suo viaggio annuale di 200 giorni attorno al Sole. Se il team potrà aggiustare il problema del carburante, la sonda potrà essere riportata sulla giusta strada. Satoh dice che gli scienziati possono prendere ispirazione dalla missione Hayabusa per i campioni di asteroide, che era data per morta ed invece ha eseguito un trionfante ritorno sulla Terra riportando un poco di roccia spaziale come previsto. "Tutti avevamo pensato che Hayabusa fosse irrecuperabile," dice Satoh. "Ora dobbiamo assorbire lo spirito del mai arrendersi del team della Hayabusa." Sia che la Akatsuki riesca o meno nell'impresa fra sei anni il fallimento iniziale della sonda avrà un grosso impatto sui piani delle future sonde interplanetarie della JAXA. "L'agenzia spaziale sarà molto più cauta e la prossima sonda destinata alla missione su Marte avrebbe dovuto essere un grande lander ed un grande rover ma ora, forse dovremmo fare un piccolo lander ed un piccolo rover. aggiunge Sotah, che fà parte del gruppo di studio per le future missioni marziani. Niente, in altre parole, sulla scala del rover Curiosity delle dimensioni di una piccola autovettura e che dovrebbe atterrare sul Pianeta Rosso nell'agosto del 2012. "Possiamo sognare questo," conclude con un sospiro Satoh. "Ma lo potremo fare nel lontano futuro." Il Giappone potrebbe anche considerare una collaborazione con la NASA e con l'European Space Agency per imparare dai successi di queste agenzie.

Fonte: Space.com

Il decollo notturno della Soyuz TMA-20 con a bordo anche l'astronauta italiano Paolo Nespoli 15/12/2010 - Paolo Nespoli verso la Stazione Spaziale per la missione MagISStra - L'astronauta Italiano dell'ESA Paolo Nespoli è in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale assieme ai suoi compagni di equipaggio Dmitri Kondratyev e Catherine Coleman a bordo della loro Soyuz dopo il loro decollo avvenuto dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 20.09 CET (ora italiana) di oggi. Venti ugelli principali posti sotto il venerabile lanciatore Soyuz hanno preso vita alle 01:09:25 ora locale del 16 dicembre del cosmodromo e la Soyuz TMA-20 è schizzata nel cielo. Circa nove minuti dopo il veicolo spaziale ed i suoi tre passeggeri erano nello spazio, le antenne ed i pannelli solari dispiegati, a girare attorno alla Terra ogni 90 minuti. Così inizia MagISStra, la terza missione di lunga durata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Durante la permanenza di sei mesi Paolo fungerà da Ingegnere di Volo assieme a Kondratyev e la Coleman come membri di Spedizione 26 e 27. Il loro rientro sulla Terra è previsto per il prossimo maggio. Dopo il lancio l'equipaggio è occupato nella preparazione del veicolo per le operazioni orbitali. Durante la crociera di due giorni la loro orbita verrà gradatamente alzata ed aggiustata per arrivare alla stazione nella serata di venerdì 17 dicembre. Il viaggio durerà 35 orbite attorno al globo e prevede tre accensioni principali dei motori. La Soyuz effettuerà queste operazioni automaticamente ma sotto la guida del Controllo Missione di Korolev, vicino a Mosca, ma con l'equipaggio pronto ad intervenire se necessario. Paolo ed i suoi compagni trascorreranno questo periodo tenendo sotto controllo il volo, osservando i sistemi e preparando le attrezzature per l'arrivo alla ISS. Inoltre questa fase tranquilla della missione sarà utile per far adattare i loro corpi alle condizioni dello spazio. L'avvicinamento e l'attracco sono anche queste automatiche. Quando la Soyuz si troverà a 150 metri dalla stazione, il Controllo Missione controllerà attentamente la traiettoria e tutti i sistemi mentre l'equipaggio sarà sempre pronto ad intervenire manualmente in ogni momento dell'operazione. L'attracco è previsto poco prima delle 21.00 CET (ora italiana). Il Direttore del Volo Umano dell'ESA, Simonetta Di Pippo seguirà l'aggancio dal centro di controllo della missione in Russia. "Dieci anni dopo la prima spedizione alla ISS, la missione di Paolo segna l'inizio di un nuovo decennio di questo laboratorio spaziale permanente abitato e laboratorio spaziale. Con i grandi traguardi di questi ultimi due anni l'assemblaggio è quasi completato. Paolo ed i suoi colleghi inaugureranno un 'Decennio di Ricerca' sulla ISS. Auguro a Paolo ed ai suoi compagni esploratori un buon viaggio a bordo della Soyuz per raggiungere la ISS ed attendo il loro attracco." Paolo Nespoli ha più di 30 esperimenti che lo attendono nello spazio. Gli esperimenti spaziano dalla ricerca umana, alla fisica dei fluidi, alle radiazioni, alla biologia ed alla dimostrazione tecnologica - non solo per l'ESA ma anche per le agenzie spaziali USA, Giapponese e Canadese. Come parte del programma educativo, Paolo parteciperà alla "Mission X: addestrati come un astronauta", una iniziativa internazionale per promuovere la salute e la nutrizione, e nelle attività della 'Serra nello Spazio', dove una serra verrà utilizzata per vedere crescere le piante ed osservare il loro ciclo vitael mentre gli scolari utilizzeranno una serra molto simile con le stesse specie di piante al suo interno. Paolo inoltre effettuerà alcune riprese con una nuova macchina fotografica 3D per poi mostrare la ISS in un nuovo modo. A bordo della ISS si trovano al momento, in attesa dell'arrivo del nuovo trio, il Comandante di Spedizione 26 Scott Kelly e gli Ingegneri di Volo Alexander Kaleri e Oleg Skripochka che vivono e lavorano sulla stazione spaziale fin dal 9 ottobre scorso. I tre rimarranno sulla ISS fino a marzo quando atterreranno in Kazakhstan a bordo del loro veicolo Soyuz TMA-01M. I tre nuovi membri di Spedizione 26 diventeranno ufficialmente membri di Spedizione 27 quando Kelly, Kaleri e Skripochka lasceranno la stazione e torneranno a casa. Kondratyev, Coleman e Nespoli hanno trascorso le ultime due settimane presso il Cosmonaut Hotel di Baikonur per completare gli ultimi preparativi al lancio. Prima di raggiungere Baikonur i tre si trovavano a Star City per completare l'addestramento, partecipare a cerimonie ufficiali e condurre incontri e riunioni con gli ufficiali spaziali Russi. Il prossimo gruppo di visitatori del laboratorio orbitante è previsto che arrivi a bordo della navetta spaziale Discovery. L'equipaggio della missione STS-133 consegnerà ed installerà una piattaforma logistica ed un nuovo modulo magazzino. Durante la sua permanenza sulla stazione Kelly posterà alcune delle sue foto della Terra su Twitter per un gioco a domande di carattere geografico. Quello di oggi era il 70esimo lancio orbitale del 2010, il 67esimo a raggiungere regolarmente l'orbita ed il settimo con equipaggio. Nella foto (Credit: ESA - S. Corvaja, 2010) il momento del decollo notturno del vettore Soyuz con a bordo Paolo Nespoli.

Fonte: ESA

Fonte: NASA

15/12/2010 - Proton pronto per un nuovo lancio - La Russia afferma che ha confermato i suoi razzi Proton per l'uso dopo la loro messa a terra la scorsa settimana in seguito alla perdita di tre satelliti in un lancio non riuscito. Un'indagine governativa ha scoperto il 5 dicembre che il guasto è stato causato da un eccesso di rifornimento dello stadio superiore del razzo e non per problemi tecnici di progettazione, rendendo quindi la classe Proton pronta per riprendere i lanci, ha spiegato il Capo della Roscosmosm Anatoly Perminov, ai mezzi di informazione a Baikonur, secondo quanto citato da Interfax . Una indagine di una commissione di stato sul lancio non riuscito, che ha causato la perdita di tre satelliti per la navigazione Glonass russo, ha escluso i tre stadi inferiori del Proton da qualsiasi coinvolgimento nel malfunzionamento, hanno dichiarato i funzionari spaziali Russi. Il lancio dei Glonass utilizzava una nuova versione dello stadio superiore Russo Block DM-03 con serbatoi di propellente maggiorato. Come risultato del propellente in eccesso, il terzo stadio del Proton, portando il peso in eccesso, non è riuscito ad immettere i satelliti in orbita, e si è schiantato nell'oceano Pacifico. Il fallimento del rifornimento è stato causato da un errore nella documentazione dal Rocket Space Corporation Energia, che sviluppa lo stadio superiore. "E 'stato un errore evidente nella documentazione. La squadra di rifornimento ha seguito il manuale con precisione, lo abbiamo controllato oggi sul posto ... il Proton non ha colpa ", ha detto oggi a Baikonur il Capo della Roscosmos. Il prossimo lancio di un vettore Proton, fissato per la fine di dicembre, è una missione destinata a portare un satellite commerciale per telecomunicazioni di grandi dimensioni, KA-SAT in orbita.

Fonte: Roscosmos

15/12/2010 - Test del serbatoio del Discovery fissato il 17 dicembre - Al Kennedy Space Center della NASA in Florida i tecnici stanno completando i preparativi alla rampa 39A per il test di riforinimento del serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery fissato per venerdì 17 dicembre. La struttura ruotante di servizio verrà allontanata dal veicolo spaziale questa sera alle 9.30 p.m. EST (le 3 ora italiana del 16 dicembre). I responsabili si incontreranno alle 6.30 a.m. EST (le 12.30 ora italiana) di venerdì per una riunione sulle condizioni meteo prima dell'inizio del test fissato per le ore 7 a.m. Il test dovrà verificare lo stato delle riparazioni effettuare sui rinforzi longitudinali dopo la scoperta delle crepe sul serbatoio esterno. I dati registrati dagli appositi sensori installati dovranno aiutare gli ingegneri a determinare che cosa ha causato le crepe durante il conteggio alla rovescia del Discovery lo scorso 5 novembre. I tecnici in seguito avevano riparato le crepe e riapplicato la schiuma isolante sui rinforzi longitudinali il mese scorso. I risultati di questo test non saranno conosciuti immediatamente ed i manager e gli ingegneri dovranno controllare i dati ottenuti dal test prima di decidere in quale direzione muoversi. Comunque il complesso STS-133 verrà rimosso dalla rampa di lancio alcuni giorni dopo il test e riportato all'interno del VAB (Vehicle Assembly Building) dove potranno essere effettuati ulteriori controlli più accurati. Solo dopo si potrà decidere se riportate la navetta in rampa per il primo tentativo di lancio fissato per il 3 febbraio 2011. Il test, inizialmente previsto per il 13 dicembre, era stato rinviato al 17 a causa delle temperature troppo fredde a Cape Canaveral.

Fonte: NASA

L'equipaggio della Soyuz TMA-20 in posa di fronte al loro razzo Soyuz 14/12/2010 - Tutto pronto per il lancio domani di Paolo Nespoli - Il prossimo volo spaziale di un astronauta Europeo è quasi all'inizio: l'astronauta dell'ESA Paolo Nespoli ed il suo equipaggio verrà lanciato a bordo di un veicolo spaziale Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur il 15 dicembre alle 20.09 ora italiana e diretto alla Stazione Spaziale Internazionale. La missione MagISStra di Paolo Nespoli è il terzo volo di lunga durata dell'Europa alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Durante la sua permanenza di sei mesi sulla stazione spaziale Paolo fungerà da Ingegnere di Volo assieme a Dmitri Kondratyev e Catherine Coleman come membri delle Spedizioni 26 e 27. L'equipaggio si trova al momento in quarantena in attesa del lancio al Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, trascorrendo queste ultime ore nelle simulazioni e preparazioni finali. Il lanciatore Soyuz con il loro veicolo spaziale sulla cima è stato trasportato lunedì mattina al sito di lancio, la stessa rampa da dove Yuri Gagarin iniziò il primo volo spaziale umano quasi 50 anni fa. L'equipaggio indosserà le tute spaziali mercoledì pomeriggio prima di imbarcarsi nella Soyuz TMA-20 alcune ore prima del lancio nella notte del 16 dicembre alle 1.09 a.m. locali di Baikonur. Dopo due giorni e mezzo di viaggio e di aggiustamento dell'orbita l'equipaggio attraccherà alla ISS venerdì 17 dicembre. La missione MagISStra di Paolo terminerà nel maggio del 2011 quando gli astronauti atterreranno nelle steppe del Kazakhstan a bordo della loro capsula. Paolo Nespoli ha più di 30 esperimenti che lo attendono nello spazio. Gli esperimenti spaziano dalla ricerca umana, alla fisica dei fluidi, alle radiazioni, alla biologia ed alla dimostrazione tecnologica - non solo per l'ESA ma anche per le agenzie spaziali USA, Giapponese e Canadese. La maggior parte degli esperimenti utilizzeranno il laboratorio europeo Columbus, il laboratorio multi-ruolo di ricarca che è parte vitale della ISS fin dal febbraio 2008. Inoltre i compiti di Nespoli come Ingegnere di Volo prevedono anche la sua partecipazione nelle operazioni di attracco di due veicoli cargo automatici: il secondo Automated Transfer Vehicle (ATV-2), Johannes Kepler, Europeo e il secondo veicolo di rifornimento Giapponese. Entrambi i veicoli sono previsti al rifornimento della ISS per febbraio 2011. Il prossimo aprile Paolo verrà raggiunto da un suo collega italiano per 12 giorni: l'astronauta ESA Roberto Vittori che arriverà con la missione STS-134 dello Space Shuttle che consegnerà l'Alpha Magnetic Spectrometer alla stazione. Utilizzando una nuova macchina fotografica 3D dell'ESA Paolo avrà il privilegio di un punto di osservazione nello spazio che gli permetteranno di ottenere immagini senza precedenti dalla ISS. Alcune di queste immagini verranno diffuse durante la missione via twitter ed al canale YouTube dell'ESA. Come parte del programma educativo, Paolo parteciperà alla "Mission X: addestrati come un astronauta", una iniziativa internazionale per promuovere gli esercizi e la nutrizione nei ragazzi dagli 8 ai 12 anni, e nelle attività della "Serra nello Spazio", per i ragazzi dai 12 ai 14 anni. Entrambe queste attività includono un servizio online aperto a tutti.

Fonte: ESA



11/12/2010 - La vela solare della NASA non da segno di vita - La NASA non ha più notizie della piccola vela solare NanoSail-D da quasi una settimana nonostante che abbia avuto indicazioni iniziali che la separazione dal satellite madre più grande era avvenuta con successo. Dopo la separazione avvenuta lo scorso lunedì dal satellite FASTSAT dovevano trascorrere tre giorni prima che la vela, delle dimensioni di circa 10 metri quadrati, avesse il comando di dispiegarsi. Ma i responsabili temono che qualcosa sia andato storto con la NanoSail-D. Gli ingegneri non stati più in grado di comunicare con il nanosatellite fin dalla separazione. La NASA aveva posto un aggiornamento sul sito della missione il venerdì pomeriggio indicando che "non era chiaro" se il piccolo veicolo spaziale si era separato dal FASTSAT. La NASA aveva lanciato una identica NanoSail-D nel 2008 ma il satellite era rimasto distrutto assieme al razzo di lancio. Gli ingegneri avevano quindi trascorso gli ultimi due anni a preparare una copia per il lancio ed avevano speso circa 500.000 dollari per farlo. La NanoSail-D avrebbe dovuto sperimentare la spinta propulsiva data dal vento solare e che potrebbe essere utilizzata in futuro per far uscire dall'orbita i satelliti ormai fuori uso e farli precipitare nell'atmosfera terrestre aiutando così a mantenere l'orbita bassa più pulita dai detriti.

Fonte: SpaceflightNow

10/12/2010 - La NASA si prepara ad un test sul serbatoio del Discovery - I tecnici lavoreranno questo fine settimana per preparare il serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery per un test di rifornimento previsto per mercoledì. I tecnici sperano di poter ottenere un gran numero di informazioni da questo test ed hanno piazzato 89 strumenti compresi estensimetri al serbatoio per registrare in modo preciso i movimenti e le temperature dalla zona intertank mentre si raffredda e si riscalda durante il processo di rifornimento. Il serbatoio ospiterà ossigeno e idrogeno liquidi a temperature super-fredde. I propellenti criogenici causano un restringimento del serbatoio di circa 1,27 cm. Il test aiuterà a verificare le riparazioni associate alle crepe che sono state scoperte sulle traverse di alluminio a forma di U che si trovano sulla parte di intertank del serbatoio esterno. I tecnici ripararono le crepe e vi riapplicarono sopra la schiuma isolante lo scorso mese. I dirigenti hanno deciso la scorsa settimana che vi era il bisogno di maggiori test ed analisi necessarie prima di procedere all'avvio della missione STS-133 del Discovery alla Stazione Spaziale Internazionale. La prossima opportunità di lancio per il Discovery è il 3 febbraio 2011 alle 1.34 a.m. EST (le 7.34 ora italiana).

Fonte: NASA

09/12/2010 - CIRA e AVIO guardano insieme insieme lo Spazio - Che pubblico e privato debbano andare di pari passo e, soprattutto, camminare insieme, è ormai una vera e propria parola d'ordine sia nel mondo della ricerca che in quello dell'industria aerospaziale. Ma anche uno dei temi su cui il presidente dell'ASI Enrico Saggese ha sempre più insistito, fin dall'indomani della nomina ai vertici del CIRA (il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali) ormai oltre un anno e mezzo fa, quando - contestualmente - sottolineò l'importanza di "integrare sempre di più il Centro nella realtà dell'ASI" . L'intesa appena firmata dallo stesso CIRA, in accordo con l'Agenzia Spaziale Italiana, con una delle maggiori eccellenze mondiali nel settore, AVIO, rientra in pieno in questa strategia. "L'obiettivo della collaborazione - ha spiegato Saggese - è sviluppare congiuntamente le strategie nell'ambito della propulsione, in particolare per i sistemi a liquido o ibridi, mettendo a fattor comune la leadership del CIRA nelle discipline aerospaziali, attraverso l'applicazione delle sue capacità teoriche e sperimentali, in quanto soggetto attuatore dell'impianto di prova per propulsori ad ossigeno liquido idrocarburi per lanciatori spaziali (Hyprob)". Il progetto di collaborazione nasce per coadiuvare il CIRA nella proposta al programma nazionale sulla propulsione spaziale, capitalizzando gli investimenti del Centro in programmi internazionali e afferendoli nell'ambito dei programmi industriali AVIO. L'accordo - che avrà durata triennale e prevede l'interrelazione tra personale, sia presso gli stabilimenti AVIO di Colleferro sia presso la sede di Capua del Centro - punta infatti ad esplorare ed implementare le sinergie possibili nei piani di sviluppo delle tecnologie critiche ed abilitanti per future applicazioni sui sistemi di propulsione spaziale. Ma non solo: ambisce anche ad ottenere ed eseguire congiuntamente la committenza di programmi anche finalizzati allo sviluppo di dimostratori volanti. "Il nostro intento - ha voluto sottolineare Saggese - è sviluppare sia i lanciatori sia gli USV, unmanned space vehicle, ma sempre in un'ottica duale, che preveda applicazioni civili e militari". "La collaborazione con il CIRA - ha dichiarato il direttore della Divisione Spazio di AVIO, Pier Giuliano Lasagni- consentirà al Gruppo di dare un'accelerazione ai programmi di ricerca e sviluppo per la propulsione spaziale ed in particolare a liquidi LOX-HC. L'esperienza di AVIO nel settore della Criogenia, derivante dallo sviluppo e dalla produzione dei motori Vulcain e Vinci ci consente di mettere a disposizione del progetto di collaborazione un significativo ed esclusivo know how industriale".

Fonte: ASI

09/12/2010 - La sonda Odyssey vicina al record di longevità in orbita marziana - Alla metà della prossima settimana la sonda Mars Odyssey della NASA avrà lavorato in orbita marziana più a lungo di ogni altro veicolo spaziale nella storia. L'Odyssey entrò in orbita attorno a Marte il 24 ottobre 2001 ed il prossimo 15 dicembre, 3.340 giorni dal suo arrivo, sorpasserà il record di longevità marziana detenuto dal suo predecessore, la Mars Global Surveyor che ha operato dall'11 settembre 1997 fino al 2 novembre 2006. Odyssey ha compiuto la sua scoperta più famosa, la prova che una grossa quantità di acqua ghiacciata si trova appena sotto la superficie marziana, è stato eseguita dopo pochi mesi ed ha concluso il suo controllo delle radiazioni per l'arrivo di futuri astronauti, al termine dell missione principale nel 2004. Gli anni successivi di estensione della missione hanno permesso di completare altri compiti che altrimenti non sarebbero stati possibili altrimenti. "Gli anni supplementari ci hanno permesso di ottenere una mappa ad alta risoluzione che copre quasi tutto il pianeta," dichiara lo scienziato a capo del progetto Odyssey Jeffrey Plaut del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. Le mappe sono state realizzate assemblando le immagini ottenute con l'apposita camera fotografica THEMIS (Thermal Emission Imaging System) fornita dalla Università dello Stato di Arizona di Tempe. In segno dell'avvicinamento al record di longevità la squadra della NASA ha preparato una raccolta delle più belle immagini sono state postate oggi a questo sito. La longevità del veicolo ha dato agli scieniziati di Odyssey l'opportunità di monitorare i cambiamenti stagionali di Marte anno dopo anno e di come il ciclo del congelamento del biossido di carbonio nell'atmosfera delle zone polari durante l'inverno di ogni emisfero. Delle performance di Odyssey hanno potuto beneficiare anche anche missioni come i due Mars Exploration Rover, Spirit ed Opportunity che, superando abbondantemente i loro limiti di funzionamento hanno potuto comunicare con la Terra utilizzando la sonda orbitante come ripetitore dei segnali. Odyssey inoltre ha fornito assistenza nelle comunicazioni con il lander Mars Phoenix ed ha inoltre lavorato assieme alle altre sonde NASA - la Mars Global Surveyor e la Mars Reconnaissance Orbiter in orbita marziana per monitorare le condizioni meteo del pianeta. La NASA ha pianificato ulteriore lavoro in futuro per la Odyssey, oltre alla trasmissione dei dati della missione dei rover sulla superficie. Se richiesto la sonda verrà spostata di orbita per metterla in una posizione più favorevole per essere utilizzata come ripetitore durante l'atterraggio, nell'agosto del 2012, del prossimo rover della NASA sul pinaeta rosso; Curiosity.

Fonte: NASA

La capsula Dragon dopo il suo ammaraggio nell'Oceano Pacifico al termine della missione inaugurale 08/12/2010 - Lancio e rientro di successo della capsula Dragon al suo debutto - Oggi la SpaceX diventa la prima compagnia commerciale nella storia a far rientrare un veicolo spaziale dall'orbita terrestre. La SpaceX e la NASA hanno convocato una conferenza stampa alle 3.30 p.m. EST (le 21.30 ora italiana) presso il centro stampa del Kennedy Space Center della NASA in Florida. Hanno partecipato alla conferenza stampa Elon Musk, Amministratore delegato della SpaceX; Gwynne Shotwell, Presidente della SpaceX e Alan Lindenmoyer, responsabile del Programma NASA Commercial Crew and Cargo. La SpaceX ha lanciato il suo veicolo spaziale Dragon in orbita bassa terrestre per mezzo di un Il decollo della missione inaugurale del Dragon razzo vettore Falcon 9 alle 10.43 a.m. EST (le 16.43 ora italiana) dal Complesso di Lancio 40 dell'Air Force Station di Cape Canaveral. Il decollo di successo è avvenuto dopo un precedente tentativo effettuato alle 9.06 a.m. EST (le 15.06 ora italiana) era abortito a poco meno di 3 minuti dal lancio a causa di un falso allarme del computer. Il controllo missione aveva resettato il lancio per le 10.43 a.m.. Dopo 3 minuti e 15 secondi dal lancio il primo stadio ha completato il suo compito, i nove motori Merlin sono stati spenti e lo stadio è stato sganciato ricadendo verso l'Oceano Atlantico dove un'apposita nave di recupero era in attesa. A questo punto il motore del secondo stadio si è acceso ed ha spinto la capsula Dragon verso l'orbita. Dopo 9 minuti e 15 secondi anche il secondo stadio ha completato il suo compito ed il motore è stato spento ed a questo è seguita la separazione della capsula. La capsula Dragon ha orbitato attorno alla Terra alla velocità di 27.358 km/h, è rientrata nell'atmosfera terrestre ed è atterrata nell'Oceano Pacifico appena dopo le 2 p.m. EST (le 20 ora italiana). L'orbita raggiunta dal vettore Falcon è stata di 288x301 km. ed inclinazione di 34,53°. Dopo due orbite il controllo missione della SpaceX di Hawthorne, California, ha comandato l'accensione dei quattro motori di manovra Draco che hanno rallentato la capsula e l'hanno fatta ricadere verso l'atmosfera terrestre. Una volta nell'atmosfera terrestre ed a una quota di circa 13.700 metri sono stati dispiegati i tre paracadute di circa 35 metri di diametro. Gwynne Shotwell, durante la conferenza stampa, ha affermato che il punto di ammaraggio è stato ad appena 800 metri dal punto prefissato, nell'Oceano Pacifico a circa 800 km ad ovest del Messico del nord, con una velocità di discesa appeso ai paracadute di appena 29 km/h. e che la prestazione del Dragon in orbita è stata un successo al 100%. Dopo l'ammaraggio un equipaggio di recupero ha raggiunto la capsula e vi ha agganciato un'unità di galleggiamento. Questo segna la prima volta che una compagnia commerciale ha recuperato con successo un veicolo spaziale rientrato dall'orbita bassa terrestre. E' un successo ottenuto soltanto da sei nazioni o agenzie governative: gli Stati Uniti, la Russia, la Cina , il Giappone, l'India e l'Agenzia Spaziale Europea. Si tratta anche del primo volo sotto il programma COTS della NASA per sviluppare un veicolo commerciale di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. Dopo il ritiro dello Space Shuttle la SpaceX effettuerà almeno 12 missioni di trasporto di carico da e per la Stazione Spaziale Internazionale come parte del Commercial Resupply Services della NASA. Il razzo Falcon 9 ed il veicolo spaziale Dragon è stato progettato per portare un giorno astronauti e sia le missioni COTS che le CRS sono esperienze di volo importanti verso questo obiettivo. Quello di oggi è stato il 69esimo lancio orbitale del 2010, il 66esimo a raggiungere l'orbita con successo. Nella foto in alto (Credit: SpaceX) la capsula Dragon dopo il suo ammaraggio nell'Oceano Pacifico al termine della missione inaugurale metre in quella a destra il momento del decollo della missione inaugurale della capsula privata.

Fonte: SpaceX

08/12/2010 - La SpaceX tenta oggi il lancio di Falcon 9 - La SpaceX, dopo aver tolto una porzione dell'ugello del motore del secondo stadio, ha deciso di tentare oggi a lanciare il razzo vettore. La finestra di lancio si apre alle 9 a.m. EST (le 15.00 ora italiana) ma la SpaceX ha fissato il momento del decollo tre minuti dopo l'apertura della finestra. Se il Falcon 9 dovesse essere ancora a terra per le 12.22 p.m. EST (le 18.22 ora italiana) il lancio verrebbe riprogrammato a data successiva. AGGIORNAMENTO - La SpaceX ha appena spostato l'ora di lancio alle 9.06 a.m. EST (le 15.06 ora italiana). Le condizioni meteo a Cape Canaveral sono, al momento, buone per il lancio.

Fonte: SpaceflightNow

07/12/2010 - Sonda Giapponese lotta per entrare in orbita attorno a Venere - La JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency - l'agenzia aeospaziale di esplorazione Giapponese) ha dichiarato martedì pomeriggio che deve ancora essere confermato se la sonda spaziale Akatsuki sia entrata con successo in orbita attorno a Venere a causa di problemi con le comunicazioni dopo che sono stati accesi i motori per la manovra finale. Ma la JAXA ufficialmente dichiara che la Akutsaki ha, presumibilmente ripreso la sua posizione normale per assicurarsi l'energia ed automaticamente si è inserita in una modalità che gli permette di orientare i suoi pannelli solari verso l'astro. Appena dopo le 9 a.m. di questa mattina ora del Giappone (le 1 ora italiana) la JAXA ha ricevuto i dati che mostravano che la sonda aveva iniziato l'accensione dei motori per frenare la velocità quando si trovava a 550 km. sopra la superficie di Venere. La manovra avrebbe dovuto durare circa 12 minuti ed avrebbe permesso alla sonda di essere catturara dalla gravità di Venere. Gli ingegneri confermavano l'accensione dei motori prima che la Akatsuki transitasse dietro il pianeta. A questo punto vi era l'attesa interruzione del segnale radio per circa 22 minuti. Ma dopo questo periodo non venivano ripristinate le comunicazioni con la sonda come era stato previsto ed il dramma si consumava all'interno del centro controllo missione di Sagamihara, in Giappone. Finalmente i controllori ricevevano dei segnali dalla sonde alle 10.28 a.m. ora di Tokio (le 2.28 ora italiana). Al momento gli ingegneri stanno cercando di determinare se la sonda sia entrata o meno in orbita attorno a Venere. Altre tre accensioni dei motori sono previste per regolare l'orbita finale di 550x80.000 km. La sonda dovrebbe osservare Venere con i suoi strumenti scientifici per un periodo di due anni. Le osservazioni scientifiche dovrebbero iniziare in gennaio ed includono studi in collaborazione con la sonda europea Venus Express che si trova attorno al pianeta fin dal 2006. AGGIORNAMENTO 08/12/2010 - La JAXA ha diramato uno scarno comunicato nel quale afferma che la sonda Akatsuki non è stata inserita nell'orbita prevista attorno a Venere. E' stata istituita una commissione che indagherà sulle cause del fallimento. Al momento non si conoscono altri dettagli. Fonte: Spaceref

Fonte: News of Japan

Lo stemma della missione Falcon 9 / COTS Demo 1 06/12/2010 - Debutto del Dragon rinviato al 9 dicembre - Un problema con un ugello del motore a razzo ha costretto al rinvio il volo inaugurale di prova della nuova capsula spaziale privata a non prima di giovedì 9 dicembre, ha dichiarato il costruttore del veicolo spaziale. La compagnia privata spaziale della California Space Exploration Technologies, SpaceX, aveva previsto il lancio del suo vettore Falcon 9 e della sua capsula spaziale Dragon per martedì 7 dicembre. Ma la compagnia ora ha dichiarato che ci vorrà almeno fino a giovedì per fare il tentativo. "Gli ingegneri della SpaceX stanno analizzando due piccole crepe scoperte nella parte finale dell'ugello del motore del secondo stadio. Queste crepe si trovano in una regione posta vicino alla parte finale dell'estensione dell'ugello dove è sottoposto da poco stress e quindi questo non dovrebbe causare guasti ulteiori durante il lancio di per se. Nonostante questo ulteriori indagini sono state avviate per assicurare che queste crepe non siano un sintomo di un problema più serio. Una decisione se tentare o meno il lancio giovedì verrà effettuata domani pomeriggio." Questo ha riportato un comunicato della SpaceX. "L'estensione dell'ugello del motore Merlin è composto di un foglio di metallo niobio, misura in altezza 2,74 metri ed ha un diametro di 2,40 metri alla base ed è spesso circa il doppio di una lattina. Sebbene sia costruito con un metallo esotico refrattario e con una temperatura di fusione abbastanza alta da far bollire l'acciaio, questo componente è geometricamente la più semplice parte del motore. E' importante notare che l'estensione dell'ugello incrementa l'efficienza del motore Merlin nel vuoto e viene installato in tutti gli stadi superiori dei motori Merlin ma, l'incremento dell'efficienza non è richiesta in questa missione. L'estensione dell'ugello è molto utile quando devono essere lanciati satelliti pesanti o per massimizzare la spinta di una massa per destinazioni distanti come Marte. Il percorso più probabile è che si proceda con il tagliare la porzione più sottile dell'estensione dell'ugello, che è dove le crepe sono situate, fare un accurato controllo dei sistemi e riprendere la preparazione del lancio. Nell'illustrazione (Credit: SpaceX) lo stemma della missione Falcon 9 / COTS Demo 1.

Fonte: Space.com

Fonte: SpaceX

Il nanosatellite NanoSail-D prima del lancio 06/12/2010 - NASA esegue rilascio di un nanosatellite da un microsatellite - Il 6 didembre alle 1.31 a.m. EST (le 7.31 ora italiana) la NASA, per la prima volta, ha deposto con successo un nanosatellite da un microsatellite in orbita. NanoSail-D è stato rilasciato dal microsatellite FASTSAT per dimostrare la capacità di poter rilasciare piccoli cubesat da un satellite autonomo nello spazio. I nanosatelliti, o cubesat, sono di solito lanciati e deposti con un meccanismo chiamato P-POD (Poly- PicoSatellite Orbital Deployer) montato direttamente sul veicolo di lancio. Questa volta invece la NASA ha installato il P-POD sul microsatellite per rilasciare il cubesat. FASTSAT, equipaggiato con sei carichi utili di dimostratori tecnologici e scientifici, incluso il NanoSail-D, sono stati lanciati venerdì 19 novembre alle 8.25 p.m. EST (le 2.25 ora italiana del 20 novembre) dall'isola di Kodiak, in Alaska. Durante il lancio NanoSail-D, delle dimensioni di una pagnotta, era stivato all'iterno del FASTSAT dentro un P-POD. "Il successo nel rilascio di NanoSail-D dimostra le capacità operative di FASTSAT come sistema a basso costo ed indipendente per immettere cubesat in orbita in modo sicuro," ha dichiarato Mark Boudreaux, FASTSAT project manager al Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama. "Con questo primo passo, abbiamo dimostrato che possiamo lanciare un numero di tipi differenti di carichi utili utilizzando questo sistema comune di rilascio da un microsatellite autonomo come FASTSAT." "NanoSail-D ospita diverse tecnologie multiple da dimostrare in questo volo," dice Joe Casas, scienziato del progetto FASTSAT al Marshall. Casas afferma che quando il NanoSail-D è stato deposto inzierà a dispiegare la sua grande vela costruita con un sottile foglio di polimeri, così sottile come quello di un singolo capello umano. L'utilizzo della vela solare aiuterà l'uscita dall'orbita del piccolo satellite senza l'utilizzo di propellenti come tutti gli altri satelliti. I risultati del volo di NanoSail-D aiuteranno a far maturare questa tecnologia che, in futuro, potrebbe essere utilizzata per missioni spaziali più grandi ed aiutare l'uscita dall'orbita di satelliti ormai fuori uso senza l'utilizzo di prezioso propellente e l'eliminazione dei detriti. "Questo è un grande passo per la nostra squadra che segue la vela solare dopo il successo del rilascio del satellite NanoSail-D dal FASTSAT," dice Dean Alhorn, ingegnere aerospaziale e capo scienziato di NanoSail-D. "Abbiamo pianificato con attenzione il tempo di immissione, in modo di essere in linea con i passaggi sopra gli Stati Uniti ed i controllori di Terra per la prossima fase della missione. Dopo il rilascio, un timer all'interno di NanoSail-D, ha iniziato un conto alla rovescia della durata di tre giorni mentre il satellite orbitava attorno alla Terra. Una volta che il timer ha raggiunto lo zero, quattro aste si sono allungate ed hanno dispiegato la vela di circa 10 metri quadrati in polimero. In cinque secondi la vela è stata dispiegata completamente. Se tutto avrà successo NanoSail-D rimarrà in orbita fra i 70 ed i 120 giorni, dipende dalle condizioni atmosferiche. NanoSail-D è stato progettato e costruito dagli ingegneri di Huntsville e gestito dal Centro Marshall con supporto tecnico del Centro di Ricerca NASA di Ames, a Moffett Field in California. Questo esperimento è svolto congiuntamente dalla Space and Missile Defense Command, il Von Braun Center for Science and Innovation, entrambi di Huntsville, Alabama e la NASA. FASTSAT è stato lanciato con la missione STP-S26, un'attività congiunta fra la NASA e il U.S. Department of Defense Space Test Program. Nella foto (Credit: NASA/MSFC) il nanosatellite NanoSail-D durante i test prima del lancio.

Fonte: NASA

05/12/2010 - Proton fallisce il lancio e perde 3 satelliti Russi - Uno stadio superiore DM-3 con agganciati tre satelliti Glonass-M sono precipitati nell'Oceano Pacifico a 1.500 km. a nordovest di Honolulu, ha riportato una fonte dell'industria aerospaziale, aggiungendo che non vi sono stati danni o feriti. Un razzo vettore Proton-M, lanciato dal centro spaziale di Baikonur, nel Kazakhstan alle 13.25 p.m. ora di Mosca (le 11.25 ora italiana) avrebbe dovuto immettere in orbita tre satelliti Glonass-M per completare la costellazione del sistema di navigazione satellitare Russo. Il lancio è avvenuto regolarmente ed alle 16.27 ora di Mosca (le 14.27 ora italiana) era prevista l'immissione nell'orbita prevista dei tre satelliti. Il vettore però ha deviato di 8 gradi facendo così ricadere tutto il carico utile nell'oceano. Il sistema Glonass è l'equivalente Russo del GPS degli Stati Uniti ed è progettato per uso civile e militare. Con questo sistema gli utilizzatori possono conoscere la loro posizione con una precisione di alcuni metri. La Russia, al momento, dispone di 26 satelliti Glonass in orbita ma tre non sono operativi. I tre Glonass-M che avrebbero dovuto essere messi in orbita domenica avrebbero permesso alla Russia di avere il sistema completamente operativo di 24 satelliti ed alcuni di riserva. Quello di oggi era il 68esimo lancio orbitale del 2010, il terzo a non concludersi regolarmente.

Fonte: Ria Novosti

Il razzo Falcon 9 al momento del test motori di oggi 04/12/2010 - Riuscito il secondo tentativo test statico dei motori del Falcon 9 / COTS-1 - Un nuovo tentativo, effettuato oggi, di accensione dei motori del primo stadio del Falcon 9 / COTS-1 ha avuto esito positivo. Il razzo, costruito dalla compagnia privata SpaceX, ha eseguito un test motori, alcuni giorni prima del lancio previsto per inviare una nuova capsula spaziale commerciale per il suo viaggio inaugurale. I nove motori Merlin del razzo Falcon 9 della SpaceX si sono accesi alle 10.50 a.m. EST (le 16.50 ora italiana) per il breve periodo di 2 secondi per il test del primo stadio avvenuto alla Cape Canaveral Air Force Station in Florida. I risultati di questo test statico, eseguito mentre il razzo era bloccato alla rampa di lancio, devono ancora essere analizzati ma i rapporti preliminari suggeriscono che tutto si è svolto secondo i piani, ha dichiarato ufficialmente la SpaceX. "Stiamo continuando a controllare i dati, ma il test statico di oggi appare essere stato un successo," ha rilasciato la SpaceX in un comunicato. Il test fa parte dei controlli finali prima del lancio del Falcon 9 previsto per il 7 dicembre con a bordo la prima capsula spaziale Dragon - un veicolo spaziale a forma di proiettile ideata per fare un volo in orbita bassa. La SpaceX inizialmente aveva tentato il test statico poco prima, alle 9.30 a.m. EST (le 15.30 ora italiana) ma il tentativo era abortito a T-1,9 secondi. Un altro precedente test motori effettuato venerdì 3 dicembre era anch'esso abortito dopo che uno dei motori aveva sperimentato alti valori di pressione nella camera di combustione. La società SpaceX di Hawthorne, California, abbreviazione di Space Exploration Technologies, è stata fondata dal milionario Elon Musk, co-fondatore del sistema di pagamente online PayPal e amministratore generale della compagnie di autovetture elettriche Tesla. Nella immagine (Credit: SpaceX) il momento della breve accensione di prova dei motori del primo stadio del vettore Falcon 9 / COTS-1

Fonte: SpaceX

Fonte: Space.com

03/12/2010 - Falcon 9 abortisce il test motori sulla rampa - Il vettore Falcon 9 /COTS-1 ha eseguito oggi un test statico dei nove motori del primo stadio sulla rampa 40 di Cape Canaveral. Il test è stato eseguito alle 19.00 ora italiana e prevedeva l'accensione di tutti e nove i motori Merlin del primo stadio a piena potenza per due secondi. Sebbene la SpaceX abbia dichiarato che il test si era concluso senza aggiungere altro è subito apparso chiaro, vedendo le immagini trasmesse via web, che la durata dell'accensione era stata inferiore ai 2 secondi previsti. Infatti poco dopo, da fonti non ufficiali, è emerso che il motore n.6 aveva dato delle letture di pressione troppo elevata norma ed era intervenuto il software di controllo della sequenza di lancio che aveva bloccato l'accensione dopo 1,1 secondi. Poco dopo queste notizie, trapelate da fonti non ufficiali interne alla SpaceX, è stato comunicato che il tentativo di oggi era abortito. Al momento non è ancora chiaro se un nuovo tentativo di accensione statica dei motori Merlin del primo stadio del Falcon 9 possa essere tentata nuovamente domani e se questo avrà conseguenze sul previsto lancio del 7 dicembre della missione COTS-1 con la capsula cargo Dragon.

Fonte: SpaceX twitter

Fonte: Nasaspaceflight

03/12/2010 - Discovery rinviato fino a febbraio 2011 - Il lancio della navetta spaziale Discovery per la missione STS-133 è stato rinviato a non prima del 3 febbraio 2011, per far si che possano essere svolti maggiori test sui rinforzi dell'intertank del serbatoio esterno. Questo rinvio si ripercuote anche sulla missione successiva STS-134 che slitta approssimativamente al 1° aprile 2011. Entro dicembre la NASA prevede di effettuare una serie di test intensivi sul serbatoio esterno per assicurarsi che tutto sia sicuro per il lancio. Questa serie di test comprenderanno la rimozione della schiuma isolante dalla zona dove si sono presentate le crepe nel serbatoio esterno, l'installazione di una serie di sensori, la stesura di nuova schiuma isolante e la simulazione di una condizione di volo. Dettagli specifici sulle tempistiche verranno resi noti nella prossima settimana. Al momento non è previsto un rientro del complesso STS-133 all'interno del VAB e quindi tutte le attività verranno svolte sulla rampa 39A. La finestra di lancio che si apre il 3 febbraio si estende fino al 10 febbraio e poi la successiva va dal 27 febbraio al 6 marzo.

Fonte: NASA

L'X-37B sulla pista di Vandenberg poco dopo l'atterraggio 03/12/2010 - L'X-37B atterra a Vandenberg - Il primo veicolo spaziale senza equipaggio dell'U.S. Air Force è atterrato alla base delle Forze Aeree di Vanbenberg oggi alle 1.16 a.m. (le 10.16 ora italiana). L'X-37B, chiamato OTV-1 (Orbital Test Vehicle 1) ha condotto esperimenti in orbita per 220 giorni durante il suo volo inaugurale. Il veicolo ha acceso i suoi motori di manovra orbitale in orbita bassa terrestre per eseguire un rientro autonomo prima dell'atterraggio. L'X-37B è il più nuovo ed avanzato veicolo spaziale di rientro. Gestito dall'ufficio Rapid Capabilities dell'Air Force (AFRCO), il programma X-37B persegue l'obiettivo di riduzione dei rischi, sperimentazione e concetti di sviluppo di operazioni con tecnologie di veicolo spaziale riutilizzabile. "L'atterraggio di oggi è il culmine di una missione di successo basata sul lavoro di squadra fra il 30° Space Wing, la Boeing e l'Air Force Rapid Capabilities Office," ha dichiarato il Tenente Colonnello Troy Giese, responsabile del programma X-37B da parte dell'AFRCO. "Siamo molto felici che il programma abbia completato tutti gli obiettivi in orbita della prima missione." L'uscita dall'orbita e l'atterraggio di OTV-1 segna la transizione fra la fase dimostrativa in orbita e la fase di preparazione per il riutilizzo. L'Air Force sta preparando il lancio del prossimo X-37B, OTV-2, previsto per la primavera 2011 a bordo di un vettore Atlas V. Nella foto (Credit: Boeing) l'X-37B sulla pista di Vandenberg poco dopo l'atterraggio di questa mattina.

Fonte: Vandenberg Air Force Base


Una visione del particolare lago Mono ed il batterio basato sull'arsenico 02/12/2010 - Ricercatori NASA scoprono forme di vita composte di agenti tossici - Una ricerca di astrobiologia fondata dalla NASA ha cambiato le conoscenze fondamentali circa quello che conosciamo della vita sulla Terra. I ricercatori hanno condotto dei test nell'ambiente estremo del lago Mono che si trova in California ed ha scoperto per la prima volta dei microrganismi sulla Terra che sono capaci di vivere e riprodursi utilizzando il velenoso arsenico. I microrganismi hanno sostituito il fosforo con l'arsenico per i componenti delle sue celle. "La definizione di vita si è appena estesa," dice Ed Weller, Amministratore Associato per le Scienze della NASA a Washington. "Dobbiamo proseguire i nostri sforzi per cercare segni di vita nel sistema solare, dobbiamo pensare in modo più ampio, più diversamente e considerare la vita come noi non abbiamo mai fatto. Questa scoperta di una biochimica alternativa altererà i testi di biologia e amplierà l'ambito della ricerca della vita oltre la Terra. La ricerca è pubblicata nell'edizione di questa settimana di Science Express. Carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo sono i sei elementi di base di tutte le forme di vita conosciute sulla Terra. Il fosforo è una parte della spina dorsale chimica del DNA e RNA, le strutture che portano istruzioni genetiche per la vita, ed è considerato un elemento essenziale per tutte le cellule viventi. Il fosforo è un elemento centrale della molecola che trasporta l'energia in tutte le cellule (adenosina trifosfato) e anche i fosfolipidi che formano tutte le membrane cellulari. L'arsenico, che è chimicamente simile al fosforo, è velenoso per la maggior parte della vita sulla Terra. L'arsenico sconvolge vie metaboliche perché chimicamente si comporta in modo simile a fosfato. "Sappiamo che alcuni microbi possono respirare l'arsenico, ma quello che abbiamo trovato è un microbo che fa qualcosa di nuovo - costruisce parte di se stesso eutilizzando l'arsenico", ha affermato Felisa Wolfe-Simon, un'astrobiologa NASA che lavora presso il Servizio Geologico degli Stati Uniti a Menlo Park, in California, ed è il capo scienziato che guidava il team di ricerca. "Se qualcosa qui sulla Terra, può fare qualcosa in modo così inaspettato, che altro può fare la vita che non abbiamo ancora visto?" Il microbo di recente scoperta, ceppo GFAJ-1, è un membro di un comune gruppo di batteri, la Gammaproteobacteria. In laboratorio, i ricercatori sono riusciti a far crescere i microbi dal lago con una dieta che era molto povera di fosforo, ma che ha includeva generose porzioni di arsenico. Quando i ricercatori hanno rimosso il fosforo e lo hanno sostituito con l'arsenico i microbi continuato a crescere . Successive analisi hanno indicato che l'arsenico era utilizzato per produrre i blocchetti di costruzione di nuove celle GFAJ-1. La questione chiave che i ricercatori hanno studiato è stato quando il microbo è stato coltivato su arsenico e lo ha incorporato nei meccanismi biochimici vitali degli organismi, come il DNA, le proteine e le membrane delle cellule. Una varietà di tecniche sofisticate in laboratorio sono state utilizzate per determinare dove l'arsenico è stato incorporato. Il team ha scelto di esplorare il Mono Lake a causa della sua chimica insolita, in particolare la sua elevata salinità, l'elevata alcalinità, e alti livelli di arsenico. Questa chimica è in parte conseguenza dell'isolamento di Mono Lake, dalle sorgenti di acqua dolce per 50 anni. I risultati di questo studio contribuiranno alle ricerche in corso in molte aree, tra cui lo studio dell'evoluzione della Terra, la chimica organica, i cicli biogeochimici, la mitigazione delle malattie e il sistema di ricerca della Terra. Questi dati apriranno nuove frontiere nel campo della microbiologia e di altri settori di ricerca. "L'idea di biochimica alternativa per la vita è comune nella fantascienza", ha detto Carl Pilcher, direttore del NASA Astrobiology Institute presso l'agenzia all'Ames Research Center di Moffett Field, in California, "Fino ad ora una forma di vita con l'arsenico che lo utilizzava come i blocchi costituenti era stato solo teorica, ma ora sappiamo che la vita esiste in Mono Lake." Il gruppo di ricerca include scienziati della US Geological Survey, Arizona State University a Tempe, Arizona, Lawrence Livermore National Laboratory di Livermore, in California, Duquesne University di Pittsburgh, Penn., e la Synchroton Radiation Stanford Lightsource a Menlo Park, California. Il programma Astrobiology della NASA a Washington, ha erogato finanziamenti per la ricerca attraverso il suo programma di Esobiologia e Biologia dell'Evoluzione ed il NASA Astrobiology Institute. Il Programma di Astrobiologia della NASA Astrobiology supporta la ricerca sulla origine, l'evoluzione, la distribuzione e il futuro della vita sulla Terra. Per ulteriori informazioni sulla ricerca e l'elenco completo dei ricercatori, visitare il sito: http://astrobiology.nasa.gov Nella foto (Credit: NASA) una immagine del lago Mono ed i batteri GFAJ-1 che crescono nell'arsenico.

Fonte: NASA

02/12/2010 - L'Agenzia Spaziale Italiana e le Scienze della Vita - Si è svolto ieri sera, nella prestigiosa cornice della Sala Marinozzi presso l’ Università degli Studi di Roma 'Foro Italico', il seminario 'L’Agenzia Spaziale Italiana e le Scienze della Vita' promosso dall’Ateneo romano in collaborazione con l’ASI. Sono intervenuti il vice presidente dell’ASI Ezio Bussoletti, il consigliere d’amministrazione dell’ASI e Pro Rettore Vicario dell’Università di Roma 'Foro Italico', Fabio Pigozzi e il responsabile della microgravità dell’ASI, Francesco Svelto. Ampio spazio è stato dedicato ai programmi sviluppati dall’Agenzia Spaziale Italiana che si occupano di acquisire ed utilizzare conoscenze da trasferire in applicazioni bio-mediche terrestri. Particolare attenzione è stata dedicata ad alcuni di questi programmi: il CAB (Controllo Ambientale Biorigenerativo), che mira a fornire tecnologie utili alla vita dell’uomo nello spazio tramite, ad esempio, la creazione di serre spaziali e di sistemi di depurazione dell’acqua; il BED-REST, attività che simula gli effetti fisiologici dell’assenza di gravità sull’organismo; l’OSMA (Osteoporosi ed Atrofia Muscolare), che affronta i problemi legati a malattie degenerative dei tessuti e dello scheletro riscontrabili anche negli astronauti. La collaborazione tra le agenzie spaziali italiana, europea, statunitense e russa (ASI , ESA, NASA e ROSCOSMOS) ha permesso la realizzazione di numerosi programmi per esperimenti medici a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Tra questi, nel corso del seminario ci si è soffermati soprattutto su ALTEA (Anomalous Long Term Effects on Astronauts), uno strumento operativo dal 2006 che studia le interazioni tra radiazioni cosmiche, funzionalità cerebrale e sistema visivo. Tra i passaggi più interessanti della giornata, l’ampia discussione sulle problematiche e le potenzialità del volo umano nello Spazio. Nel corso del panel, concluso con la proiezione di un filmato istituzionale prodotto dall’Agenzia Spaziale, è stato evidenziato come le esperienze di volo e di permanenza nello spazio pongano nuovi e stimolanti quesiti alla ricerca scientifica. E soprattutto quanto la creazione di investimenti e network industriali a livello globale rappresenti la condizione necessaria al proseguimento della ricerca. "Sono molto soddisfatto di questo evento che ha portato proficui risultati," ha commentato il prof. Fabio Pigozzi "spero che questo sia solo il primo di una serie di proficui incontri e collaborazioni tra ASI e l’Università degli Studi di Roma 'Foro Italico'."

Fonte: ASI

L'equipaggio di Soyuz TMA-20 incontra il capo della Roscosmos 01/12/2010 - L'equipaggio di Soyuz TMA-20 ricevuto dal capo dell'agenzia spaziale Russa - La cerimonia tradizionale chiamata Tea Party si è svolta oggi fra il Capo della Roscosmos Anatoly Perminov e l'equipaggio principale e di riserva della Soyuz TMA-20 / ISS-26/27 composto da Dmitry Kondratiev, Katrin Colleman, Paolo Nespoli, e Anatoly Ivanishin, Satoshi Furukawa, Michael Fossum - alla sede della Roscosmos di Mosca. Alla cerimonia erano presenti diversi dirigenti della Roscosmos e rappresentanti delle altre agenzie spaziali internazionali NASA, ESA, JAXA oltre ai giornalisti. Il capo della Roscosmos ha dichiarato che l'equipaggio della ISS avrà un duro lavoro da fare in orbita. Durante la loro missione sulla ISS l'equipaggio riceverà veicoli di rifornimenti cargo Russi, Europei e Giapponesi ed eseguire 2 EVA Russe e 3 degli Stati Uniti. Il piano prevede anche missioni della navetta spaziale alla ISS, ma il volo potrebbe essere rinviato significativamente secondo quanto comunicato dalla NASA alla Roscosmos. La missione ISS 26/27 inoltre include un sacco di differenti esperimenti scientifici. Il Comandante della Soyuz TMA-20 Dmitry Kondratiev ha confermato la preparazione della sua squadra. "Siamo pronti a raggiungere tutti gli obiettivi della missione con eccellente qualità," ha dichiarato Dmitry. Alla fine della cerimonia l'equipaggio ha ricevuto i regali tradizionali, compresi gli orologi Fortis. L'equipaggio principale ha presentato la loro foto ufficiale al capo della Roscosmos, che la terrà nel suo ufficio durante tutta la missione. E' previsto che la Soyuz voli verso la Stazione Spaziale Internazionale il 15 dicembre. Il 3 dicembre gli equipaggi si recheranno a Baikonur per l'inizio delle attività prelancio. Nella foto (Credit: Roscosmos PAO), da sinistra Paolo Nespoli, Katrin Colleman e il Comandante della Soyuz Dmitry Kondratiev mentre stringono la mano al capo della Roscosmos Anatoly Perminov durante la cerimonia di oggi.

Fonte: Roscosmos PAO

SOFIA in volo con l'apertura per il telescopio 01/12/2010 - L'osservatorio volante SOFIA completa il primo volo scientifico - L'Osservatorio Stratorsferico per l'Astronomia Infrarossa della NASA (SOFIA) ha completato il primo di tre voli scientifici mercoledì mattina per dimostrare il potenziale dell'aereo per poter fare scoperte sull'universo infrarosso. L'osservatorio volante è una collaborazione internazionale fra la NASA e la DLR (Deutsches Zentrum fur Luft und Raumfahrt), l'agenzia spaziale della Germania. SOFIA è un Boeing 747SP pesantemente modificato e che, volando fra la quota di 12.000 e 13.700 metri. Questo permette ai ricercatori di meglio comprendere una larga parte dei fenomeni astronomici incluso come le stelle ed i pianeti sono nati, come le sostanze organiche si formano nello spazio interstellare e come i buchi neri supermassivi nascono e crescono. Questo primo volo scienfitico è decollato dalla pista dell'Air Force di Palmdale, in California, il 30 novembre ed il volo è durato circa 10 ore. "Questo volo scientifico iniziale segna un importante pietra miliare nello sviluppo di SOFIA e l'abilità di condurre osservazioni scientifiche," ha detto il Direttore della Divisione di Astrofisica della NASA, Jon Morse. "Anticiperemo un numero di importanti scoperte da questo osservatorio unico e come bene potremmo estendere la ricerca delle scoperte fatte da altri telescopi spaziali." SOFIA è fornito di un telescopio infrarosso di circa 2,5 metri ed è basato e gestito dal Dryden Aircraft Operations Facility della NASA a Palmdale. Gli strumenti del velivolo sono in grado di analizzare la luce da una vasta gamma di oggetti celesti, tra i gas caldi e le polveri interstellari di stelle luminosa in regioni di formazione, con lunghezze d'onda di osservazione tra 0,3 e 1.600 micron. Un micron equivale a un milionesimo di metro. Per confronto, l'occhio umano vede le radiazioni elettromagnetiche, o la luce visibile, con lunghezze d'onda tra 0,4 e 0,7 micron. Questi primi tre voli scientifici, la fase uno del programma iniziale di SOFIA, impiegherà il FORCAST (Faint Object InfraRed Camera for the SOFIA Telescope) uno strumento sviluppato dalla Cornell University e guidato dallo scienziato capo Terry Herter. Le osservazioni di FORCAST saranno fatte nello spettro del medio infrarosso da 5 a 40 micron. I ricercatori hanno usato la macchina fotografica FORCAST su Sofia durante un volo di prova effettuata due settimane fa per produrre immagini ad infrarossi di aree all'interno del complesso di formazione stellare di Orione, una regione del cielo per i quali sono stati raccolti dati più completi durante il volo del 30 novembre. Una galleria di queste immagini è disponibile all'indirizzo: http://www.nasa.gov/mission_pages/SOFIA/multimedia/imagegallery/index.html Ulteriori immagini da SOFIA, incluse le immagini del volo del 30 novembre, verranno aggiunte a questa galleria. "Il primo programma di volo scientifico serve a convalidare le capacità di SOFIA e dimostrare la capacità dell'osservatorio di fare osservazioni, non possibili da telescopi terrestri ", ha dichiarato Bob Meyer, il manager del programma della Nasa SOFIA. "Essa segna anche passaggio di SOFIA da banco di prova ad osservatorio volante, e dà la comunità internazionale della ricerca astronomica una nuova piattaforma estremamente versatile per studiare l'universo." Nel febbraio 2011, il ricevitore tedesco per l'Astronomia a frequenze terahertz (GREAT), sviluppata dal Max-Planck-Institut fur Radioastronomie, di Bonn, in Germania, sarà installato presso l'Osservatorio per tre voli da effettuare durante la seconda fase del programma. "Il primo volo scientifico ha dimostrato che l'osservatorio SOFIA funziona molto bene", ha detto Alois Himmes, responsabile del progetto SOFIA alla DLR. "E ha anche dimostrato l'eccellente collaborazione tra gli Stati Uniti ed i partner tedeschi e l'intenso lavoro delle squadre nelle ultime settimane". Il centro NASA di Ames Research Center di Moffett Field, in California, gestisce le operazioni scientifiche della missione SOFIA in collaborazione con l'Università Space Research Association a Columbia, Maryland, e il Deutsches Institut SOFIA presso l'Università di Stoccarda, in Germania. Nella foto (Credit: NASA/Jim Ross) l'osservatorio SOFIA in volo e l'apertura per il telescopio infrarosso aperta sulla fusoliera.

Fonte: NASA

30/11/2010 - Previsto per il 7 dicembre il lancio di COTS-1 - Il primo lancio dimostrativo Falcon 9 della SpaceX per il programma COTS (Commercial Orbital Transportation Services) per la NASA è previsto per il 7 dicembre. Il decollo avverrà dalla rampa di lancio 40 della Cape Canaveral Air Force Station in Florida. La finestre di lancio si estende dalle 9.03 a.m. alle 12.22 p.m. EST (dalle 15.03 alle 18.22 ora italiana). Se necessario le opportunità di lancio sono disponibili anche per l'8 ed il 9 dicembre con la stessa finestra. Conosciuto come COTS-1, il lancio è il primo volo del veicolo spaziale Dragon ed il primo tentativo commerciale del rientro di un'astronave dall'orbita. Questo è il primo di tre test di lancio al momento previsti per il Falcon 9. Questa missione è intesa come una dimostrazione per provare le capacità chiave come il lancio, l'integrità strutturale del veicolo spaziale Dragon, le operazioni in orbita, il rientro, la discesa e l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico. La NASA ha stabilito il programma COTS per fornirsi di un servizio commerciale di lancio e stimolare l'industria commerciale spaziale, per facilitare la capacità cargo dell'industria privata per la Stazione Spaziale Internazionale prima possibile e per raggiungere un basso costo di accesso all'orbita bassa terrestre che potrebbero attrarre clienti privati. Una conferenza stampa prima del lancio per la missione COTS-1 del Falcon 9 è prevista per il giorno precedente il lancio (L-1), lunedì 6 dicembre alle 1.30 p.m. (le 19.30 ora italiana) presso la sala stampa della NASA al Kennedy Space Center in Florida. La NASA Television fornirà la diretta della conferenza stampa e potrà essere vista in streaming al sito: http://www.nasa.gov/ntv. Per tutte le informazioni sui COTS visita il sito: http://www.nasa.gov/cots

Fonte: NASA

Una illustrazione dell'X-37B durante la fase di rientro nell'atmosfera terrestre 30/11/2010 - Navetta spaziale segreta USA pronta al rientro - I militari annunciano che a partire da venerdì lo spazioplano della U.S. Air Force X-37B potrebbe rientrare sulla Terra ed atterrare su una pista della California. Il veicolo spaziale X-37B, conosciuto anche come Orbital Test Vehicle, è in orbita attorno alla Terra fin dallo scorso 22 aprile conducendo una serie di dimostrazioni e test classificati sotto lo sguardo vigile degli osservatori amatoriali al suolo. In due righe di un comunicato divulgato dal 30° Space Wing della Base dell'Air Force di Vandemberg, in California si dice che: "la data e l'ora esatta di atterraggio dipenderanno da considerazioni tecniche e meteorologiche," ma ci si aspetta che possa avvenire fra venerdì e lunedì prossimi. I preparativi per l'atterraggio sono in corso a Vandenberg, prosegue il comunicato. Le opportunità di atterraggio sono disponibili nelle prime ore del mattino della costa del Pacifico, secondo quanto riportato da diverse fonti. Sarà il primo tentativo di rientro completamente automatico dall'orbita terrestre e di un atterraggio su una pista aeroportuale nella storia del programma spaziale degli Stati Uniti. La navetta spaziale Buran, dell'Unione Sovietica, aveva compiuto un singolo test di volo automatico nel 1988. L'avvicinamento finale dell'X-37B verrà guidato da un sistema di atterraggio di precisione basato sul GPS (Global Positioning System) che verrà utilizzato dal computer di volo dando al veicolo la possibilità di volare verso Vandenberg ed allinearsi con la pista. lo spazioplano arriverà vicino al sito di atterraggio e si allineerà con la pista per un ultima fase di volo veleggiato. Negli ultimi secondi di volo il veicolo alzerà il muso, deporrà il triciclo di atterraggio e toccherà sulla pista. Il veicolo possiede comunque un sistema di distruzione da attivare in caso vada fuori rotta. La pista di Vandenberg è lunga 4.500 metri e si estende da nordovest e sudest. La Base dell'Air Force di Edwards è il sito di atterraggio alternativo. L'Air Force non ha fornito altri dettagli martedì ma un portavoce del Pentagono ha detto che ulteriori informazioni verranno rilasciate nel corso della settimana. Prima del comunicato di martedì, l'Air Force è stato una mummia sui progressi della missione dell'X-37B fin da quando è entrato in un blackout di notizie 17 minuti dopo il lancio del 22 aprile. Ted Molczan, un rispettato astrofilo Canadese, riporta che lo spazioplano si trova ora su un'orbita quasi circolare di circa 285 km. con un'inclinazione di 40°. Fin dal suo lancio gli osservatori di satelliti hanno catalogato quattro manovre principali dell'X-37B fin dal suo lancio. Una volta in agosto ed ottobre, due volte in novembre, gli osservatori avevano perso le tracce del veicolo spaziale solo per ritrovarlo su un'orbita differente. L'accensione del potente motore principale dell'X-37B, delle dimesioni simili a quelle dei motori principali per i cambiamenti d'orbita, il 6 ottobre, il 1° ed il 12 di novembre hanno fatto calare l'altitudine del veicolo, un potenziale indizio dell'avvicinarsi dell'atterraggio. Il veicolo è delle dimensioni di quasi un quarto dell'orbiter dello Space Shuttle. Le sue misure sono di circa 9 metri di lunghezza e alto 2,9 metri con una ampiezza delle ali di quasi 4 metri e 50, secondo quanto riportato da un foglio dell'Air Force. Sebbene l'esterno rassomigli allo shuttle, l'X-37B dispone di sistemi moderni ma significatamente più limitato degli orbiter della flotta della NASA. Il suo vano di carico è delle dimensioni paragonabili ad un bagagliaio di un'auto. Invece di funzionare con le celle a combustibile come lo shuttle, il veicolo spaziale può dispiegare un piccolo pannello solare in orbita per produrre elettricità, rendendo quindi l'X-37B capace di rimanere in orbita fino a 270 giorni. Altre tecnologie che lo spazioplano si suppone abbia testato includono sistemi avanzati di navigazione, di controllo, sistema di protezone termico, avionica, tenuta delle strutture alle alte temperature e sistemi di isolamento riutilizzabili. Il piccolo vano di carico della navetta può inoltre contenere diverse centinaia di chilogrammi di carico utile, ma esattamente quale tipo di missione stia testando rimane un segreto. Originariamente sviluppato per la NASA ma poi preso dal Pentagono, lo spazioplano riutilizzabile X-37B venne sviluppato come banco di prova per tecnologie di veicolo di lancio e come esploratore per un accesso all'orbita bassa terrestre meno costoso e più affidabile. La NASA trasferì la direzione del programma alla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) nel 2004 e successivamente l'Air Force nel suo ufficio per la Rapid Capabilities nel 2006. La visione dell'Air Force su l'X-37B è simile a quella della NASA. I capi militari sperano che il sistema provi che sia possibile avere un agile veicolo per risposte veloci sul campo di battaglia. I dirigenti possono decidere di collegare un dispositivo di elaborazione di immagini o altro esperimento nella stiva di carico di X-37B e lanciarlo su un razzo Atlas 5 o 4 Delta da Cape Canaveral e Vandenberg. Ma la fattibilità di un programma del genere si scontra sul costo della preparazione del veicolo X-37B per un altro volo e la disponibilità di lancio. La missione proseguirà dopo l'atterraggio attraverso un controllo di come lo spazioplano ha superato più di 32 settimane in orbita. Gli ingegneri poi prepareranno il veicolo per una seconda missione. Un altro veicolo X-37B è in costruzione alla Boeing divisione Progetti Fantasma per un lancio nella primavera del 2011. Nella illustrazione (Credit: NASA/MSFC) l'X-37B durante la fase di rientro nell'atmosfera terrestre quando era ancora un progetto sotto controllo NASA.

Fonte: SpaceflightNow

Tecnici al lavoro su un modello in scala reale di Orion al Kennedy Space Center 30/11/2010 - La capsula Orion potrebbe fare il primo volo nel 2013 - La Lockheed Martin Space Systems sta negoziando con la United Launch Alliance (ULA) l'acquisto un razzo vettore Delta 4 Heavy per un test senza equipaggio del Veicolo di Esplorazione per Equipaggio (CEV) Orion nel 2013 anche se la NASA non dovesse fornire i fondi per la dimostrazione. La NASA ufficialmente sta rivedendo i costi e gli scopi del volo dimostrativo Orion in automatico nel contesto della nuova legislazione che richiede lo sviluppo per il 2016 di una capsula spaziale e di un razzo pesante capace di portare gli astronauti fuori dall'orbita terrestre. Ma John Stevens, vicepresidente della sviluppo per il programma Orion della Lockheed Martin, ha dichiarato che la compagnia di Denver semplicemente non ha tempo di aspettare che la NASA completi la sua revisione. "Se vogliamo raggiungere la data di volo del 2016 specificata nell'autorizzazione di spesa dobbiamo avere un volo di prova nel 2013," Ha dichiarato a Space News il 23 novembre riferito al linguaggio nel suo Atto di Autorizzazione del 2010 che il Presidente Barack Obama ha firmato trasformandolo in legge l'11 di ottobre. "Siamo costretti a mettere dei fondi in modo da poter riservare una possibilità di lancio per il test del 2013, perchè questo ci è richiesto per poter raggiungere la data del 2016 fissata dal Congresso" Stevens non ha voluto dire quanti soldi la Lockheed Martin ha messo nella negoziazione con ULA, la società che offre servizi di lancio e che appartiene dalla Lockeed Martin e Boeing. Stevens dice che finchè la NASA ha approvato i fondi per il volo dimostrativo, "tutti i soldi messi lì sono a rischio." Il portavoce della ULA, Chris Chavez non ha commentato sul volo test, ma dice che i soldi depositati sono divisi equamente fra la Lockeed Martin e la Boeing e che vuol dire che la Lockeed potrebbe perdere metà del suo deposito se non fosse capace di reggiungere un accordo contrattuale per il lancio. La Lockeed Martin, che aveva battuto la Northrop Grumman Corp. e la sua alleata Boeing, nel 2009 per il contratto da 3,9 miliardi di dollari per la progettazione e la costruzione di Orion, si aspetta di completare un test di volo senza equipaggio, anche se il futuro di Orion è stato messo in discussione fin da febbraio quando Obama ha proposto la cancellazione della capsula a sei posti assieme a tutto il resto del Programma Constellation per la Luna. Sebbene l'agenzia ancora preveda la cancellazione della famiglia di razzi vettori Ares, sebbene questo dipenda ancora dall'approvazione del Congresso della legge di spesa del 2011, Orion ha avuto una sospensione della pena in aprile quando Obama ha annunciato i piani per utilizzarla come scialuppa di salvataggio per la Stazione Spaziale Internazionale. La proposta della scialuppa di salvataggio di Obama vista più come una concessione politica che di una necessità tecnica, ha incontrato resistenze anche all'interno della NASA, delle industrie ed alla fine anche del Congresso. L'Atto di Autorizzazione della NASA che il Presidente ha firmato e trasformato in legge in ottobre ha finito per trasformare lo sviluppo di un veicolo multiruolo per equipaggio, MPCV in breve, pronta per il 2016 per portare gli astronauti in missione nello spazio profondo, e non solo come scialuppa di ritorno dalla stazione spaziale. Sebbene la legge non specifichi che debba essere Orion il MPCV questo dirige comunque la NASA a sviluppare l'hardware e la progettazione di Orion. Inoltre il disegno di spesa legislativa del Senate Appropriations Committee approvato in luglio includeva 1,1 miliardi di dollari per proseguire il lavoro su Orion, lo stesso ammontare autorizzato per l'MPCV. La legge di spesa della NASA è stata approvata completamente dal Senato ma alcuni elementi faranno parte di un altro pacchetto di spesa del 2011 che arriverà nelle prossime settimane. Ufficialmente la NASA intanto è determinata a procedere con Orion e il suo sviluppo per implementarlo nelle specifiche di MPCV delineate nell'Atto di Autorizzazione del 2010. "Molto del lavoro relativo a MPCV può proseguire sotto il contratto esistente ma, come appropriato la NASA dovrà condurre una strategia per determinare se sono necessari altri passi per raggiungere gli scopi di MPCV, i suoi requisiti e gli obbiettivi dei test principali. Ha dichiarato il portavoce della NASA, Michael Braukus, in una e-mail del 19 novembre, aggiungendo che il volo di prova di Orion del 2013 è ancora sotto revisione per determinare se sono disponibili fondi sufficienti. "A questo punto la NASA non ha ancora anticipato le specifiche per un particolare veicolo agli appaltatori; l'agenzia si dovrà focalizzare su un incontro per decidere gli obiettivi principali del test," ha scritto Braukus. Nonostante l'approccio non ortodosso della Lockeed Martin all'acquisto di un veicolo di lancio per il test del 2013, Stevens dice che la mossa si addice alla nuova visione di Obama della NASA, che cerca di forzare il mercato per un razzo commerciale e altre attrezzature in una combinazione di investimenti pubblici e privati. Stevens dice che la parte originale dei test di Orion prevedeva dei voli di prova della capsula senza equipaggio in orbita terrestre sulla sommità di un razzo Ares 1. Con i piani della NASA di dare discontinuità alla famiglia dei razzi Ares in favore di un servizio di trasporto privato, gli scopi e gli obiettivi del test per Orion sono cambiati. "Nel piano originale del test di volo doveva essere un anticipo di missione per la stazione spaziale," ha detto. "Ora dobbiamo fare un test più completo del veicolo, in qualche senso dobbiamo farlo prima del previsto." Stevens dice che il volo di prova del 2013 della Lockheed dovrebbe lanciare Orion su un'alta orbita ellittica con un apogeo di 17.000 km., simulando il rientro della capsula nell'atmosfera Una illustrazione della missione definita Plymouth Rock di Orion ad un asteroide terrestre alla velocità che incontrerebbe ritornando da una missione nello spazio profondo. Scendendo da un'orbita altemente ellittica si produce una grande velocità di rientro simile a quella che è quella di rientro dall'orbita lunare. La variante lunare di Orion potrebbe essere quella utilizzata per il test del 2013 che volerà su un Delta 4 Heavy capace di portare 25 tonnellate in orbita bassa. Ad esempio la capsula potrebbe volare con una versione modificata del sistema di aborto al lancio (LAS), solo con un motore di espulsione progettato per portare via il sistema dalla capsula una volta attivato, ha proseguito Stevens. Perchè non è una missione abitata non ci sarà il sistema di aborto al lancio (LAS) ma, per motivi aerodinamici vi sarà un simulacro," aggiungendo che il veicolo spaziale non avrà nemmeno i pannelli solari per questa missione. Stevens dice che la Lockheed Martin non prevede di acquistare altri Delta 4 Heavy per le missioni Orion dopo il test di volo senza equipaggio del 2013, principalmente perchè la NASA prevede di iniziare la costruzione ed i test di un veicolo pesante di lancio come indicato dall'Atto di Autorizzazione. "Possiamo anticipare che ci potrebbero essere altri test di volo prima del 2016 e che devono sincronizzarli con questi testi di volo," prosegue Stevens "Questa sarebbe l'opzione preferita piuttosto che utilizzare (Delta 5 o Altas 5) se il veicolo di lancio pesante fosse disponibile," conclude. Mentre la Lockheed Martin preferisce vedere Orion lanciato con il nuovo razzo pesante della NASA, la ULA non fa segreto delle sue ambizioni per lanciare veicoli abitati, sia con la NASA che con clienti commerciali. Ad esempio il capo esecutivo della ULA Michael Gass, aveva spinto il Delta 4 Heavy nel 2009 di fronte alla Commissione Augustine, il comitato creato dalla Casa Bianca per rivedere i piani del volo abitato umano NASA. "Già ora il Delta 4 Heavy è il solo razzo nella flotta degli Stati Uniti con le possibilità di carico richieste," ha detto George Sowers, vicepresidente dello sviluppo economico della ULA, durante un simposio, "Questo prevede un volo di prova senza equipaggio al più presto nel 2013 e volo con equipaggio nel 2014 o 2015. Sowers dice che una volta che Orion vola tutto quello di cui ha bisogno per facilitare le missioni oltre l'orbita bassa terrestre è la sua capacità di rifornire lo stadio superiore Centaur nello spazio. "Un rifornimento significa che la capacità di andare verso un punto Lagrangiano del sistema Terra-Luna o di fare un sorvolo lunare tipo Apollo 8," ha detto. La ULA è una delle cinque compagnie che la NASA ha scelto a febbraio per partecipare al primo round del progetto CCD (Commercial Crew Development) inteso per supportare le iniziative di equipaggi commerciali di Obama. La compagnia ha utilizzato i suoi 7,6 milioni di dollari per lavorare sul sistema di segnalazione di emergenza necessario per rendere i razzi Atlas 5 e Delta 4 pronti per il volo abitato. Gass aveva detto alla Commissione Augustine nel 2009 che la ULA aveva bisogno di quattro anni e mezzo per rendere idenei al volo umano i razzi Delta 4 Heavy al costo di 500 milioni di dollari più 300 milioni di dollari per ogni lancio. Sebbene uno studio della compagnia Aerospace Corp. che aveva esaminato i costi e le applicazioni dell'agenda associate per rendere idonei al volo umano il lanciatore Delta 4 Heavy potrebbe durare da cinque anni e mezzo a sette anni per completarsi. Per quanto rigurda il Delta 4, la Lockheed Martin dice che la proposta più memorabile della NASA al momento è il volo di prova proposto per Orion nel 2013. "Sarebbe prematuro per me fare una dichiarazione se faremo o meno una prova di lancio di umani con un Orion a bordo di un Delta 4," ha concluso Gass. Nella foto in alto (Credit: NASA) i tecnici al lavoro su un modello in scala reale di Orion al Kennedy Space Center. Nella illustrazione a destra (Credit: Lockheed Martin) una illustrazione della missione definita 'Plymouth Rock' di Orion ad un asteroide proposta dalla Lockheed Martin.

Fonte: Space.com

30/11/2010 - La sonda Cassini è tornata a funzionare normalmente - La sonda spaziale Cassini ha ripreso le normali operazioni il 24 novembre, tutti gli strumenti scientifici sono stati riaccesi e la sonda è configurata esattamente ed in buono stato di salute. I dirigenti della missione si aspettano di ottenere un grosso flusso di dati la prossima settimana durante il sorvolo di Encelado, una delle lune di Saturno. La Cassini era andata in safe mode lo scorso 2 novembre quando un bit era saltato sul computer dei sottosistemi dei dati e dei comandi. Il salto del bit aveva impedito al computer di registrare un'importante istruzione e la sonda, come programmato, era andata in modalità standby. Gli ingegneri hanno rintracciato i passi presi dal computer durante il tempo ad hanno determinato che tutte le risposte della sonda erano appropriate ma ancora non sanno perchè il bit è saltato. Il sorvolo del 30 novembre porterà la sonda Cassini a circa 48 km. dalla superficie di Encelado. A 61° di latitudine nord, questo incontro e l'altro previsto tre settimane più tardi ed alla stessa altitudine e latitudine, sono i più ravvicinati che la Cassini effettuerà nell'emisfero nord di Encelado durante la missione estesa del Solstizio. Il maggior avvicinamento della Cassini alla sua superficie avvenne nell'ottobre del 2008, quando sorvolò la superficie di Encelado da appena 25 km. di quota. Durante la parte di massimo avvicinamento del sorvolo del 30 novembre il sottosistema radio scientifico eseguirà misurazioni della gravità. I risultati verranno confrontati con quelli dei sorvoli precedenti del polo sud di Encelado per capire meglio la struttura interna della luna. Gli strumenti di campi e particelle della Cassini invece cattureranno campioni di particelle cariche dell'ambiente attorno ad Encelado. Altri strumenti registreranno immagini nella luce visibile ed in altri parti dello spettro dopo che la Cassini avrà eseguito l'avvicinamento maggiore.

Fonte: SpaceDaily

Il decollo del vettore Ariane5 per la missione V-198 26/11/2010 - Hylas-1 porta in orbita la banda larga per l'Europa - Un perfetto lancio ha portato il satellite Hylas-1, il primo esempio di collaborazione pubblica e privata in un perfetto sistema satellitare, nello spazio. Il satellite è stato rilasciato oggi su un'orbita di trasferimento dopo un lancio da manuale di un veicolo Ariane 5 dalla rampa ELA-3 dallo Spazioporto Europeo della Guyana Frnacese. Il satellite, di proprietà della Avanti Communications plc del Regno Unito e con i suo carico utile sviluppato dalla EADS Astrium all'interno del programma ARTES (Advanced Research in Telecommunication Systems) dell'ESA, attraverso i fondi forniti dalla Agenzia Spaziale Inglese. Il satellite Hylas-1 dovrà dimostrare le tecnologie avanzate e fornire servizi a larga banda innovativi attraverso l'Europa. Il 54esimo Ariane 5 (V-198) è decollato da Kourou, nella Guyana Francese, alle 15.39 ora locale (le 19.39 ora italiana) ed ha rilasciato i due carichi utili, Hylas-1 e Intelsat-17, nelle loro previste orbite di trasferimento. L'ESA ha dedicato anni per sviluppare tecnologie a larga banda per satelliti attraverso il programma ARTES. Ora diverse di queste innovazioni sono state installate per funzionare su Hylas-1. L'ESA si è concentrata sul più innovativo elemento della missione, il carico utile altamente adattbile. La tecnologie flessibile del satellite vuol dire che esso può modificare i dati attraverso le regioni Europee che vengono servite tenendosi al passo con le richieste del mercato. "La cooperazione dell'ESA con Avanti Communication per Hylas-1 è il primo esempio di collaborazione pubblico/privato, un veloce sistema creativo per dimostrare e raccogliere i benefici della tecnologia avanzata come parte di una missione operativa," ha commentato Magali Vaissiere, direttore dell'ESA Director per le Applicazioni Integrati e Telecomunicazioni. Questo è un nuovo modo per lavorare per ESA per le telecomuniczioni. Entro i prossimi 24 mesi due iniziative simili in collaborazione con gli operatori di satelliti Inmarsat e Hispasat che adotteranno lo sviluppo di tecnologie allo stato dell'arte per servire i nuovi bisogni per il mercato mondiale e per i cittadini Europei. La Avanti Communication e la Arianespace hanno scelto di lanciare anche il satellite Hylas-2 nella prima metà del 2012. L'altro satellite portato in orbita oggi, l'Intelsat 17, è stato rilasciato per primo durante la missione di oggi, del peso di 5.500 kg. costruito dalla Space Systems/Loral utilizzando il bus LS 1300 Omega e fornirà un'ampia gamma di servizi per telecomunicazioni per l'Europa, Africa, il Medio Oriente e l'India. Il satellite verrà posizionato nel suo slot orbitale a 66° Est, operando con 25 trasmettitori in banda Ku e 24 in banda C. Quello di oggi era il 40esimo lancio consecutivo di successo di Ariane 5. Quello di oggi era il 67esimo lancio orbitale mondiale del 2010, il 65esimo conclusosi con successo. Nella foto (Credit: Arianespace) il momento del decollo del 54esimo razzo vettore Ariane 5 in una bella giornata di sole in Guyana Francese.

Fonte: ESA

Fonte: Arianespace

26/11/2010 - Atterrato in Kazakhstan l'equipaggio di Spedizione 25 - La Spedizione 25 è atterrata in sicurezza in Kazakhstan alle 10.46 a.m. ora del Kazakhstan (le 5.46 ora italiana) di venerdì. Il trio, Doug Wheelock, Shannon Walker ed il Comandante della Soyuz Fyodor Yurchikhin avevano sganciato la loro Soyuz TMA-19 alle 8.23 p.m. EST (le 2.23 ora italiana) completando la loro permanenza di 5 mesi e mezzo sulla Stazione Spaziale Internazionale. Wheelock ha trascorso 178 giorni nello spazio nelle due missioni (15 giorni con STS-120). Walker ha trascorso 163 giorni nello spazio con questa sua prima missione di lunga durata, 161 giorni a bordo della stazione come membro di Spedizione 24/25. Yurchukhin ha totalizzato 371 giorni nello spazio (163 giorni durante la Spedizione 24/25). Inoltre Yurchikhin ha volato come Ingegnere di Volo durante la Spedizione 15 (197 giorni) e come specialista di missione di STS-122 (11 giorni). A bordo del laboratorio orbitante rimane il Comandante di Spedizione 26 Scott Kelly e gli Ingegneri di Volo Alexander Kaleri e Oleg Skripochka. L'incremento di Spedizione 26 è iniziato ufficialmente quando la Soyuz TMA-19 si è sganciata dalla stazione. L'equipaggio di Spedizione 25 ha trascorso i suoi ultimi giorni di permanenza impacchettando il materiale per il ritorno sulla Terra e ricontrollando le procedure di atterraggio. Inoltre i tre hanno anche partecipato alle usuali attività scientifiche e di manutenzione della stazione.

Fonte: NASA

25/11/2010 - Nuovo satellite Cinese in orbita - La Cina ha lanciato con successo un satellite per telecomunicazioni, lo Zhongxing-20A, alle 12.09 a.m. di giovedì dal centro di lancio Xichang Satellite Launch Center posto nel sudovest della provincia Cinese di Sichuan. Il satellite Zhongxing-20A aumenterà la possibilità di programmazione della radio e della televisione del Paese. Il satellite è stato inviato in orbita per mezzo di un razzo Lunga Marcia 3A. Quello di oggi era il 135esimo lancio di un razzo Cinese della serie Lunga Marcia fin dal suo debutto il 24 aprile 1974 quando un Lunga Marcia 1 inviò in orbita il primo satellite Cinese, il Dongfanghong-1. Quello di oggi era il 66esimo lancio orbitale del 2010, il 64esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: Xinhua News

24/11/2010 - Nuovo rinvio per il lancio del Discovery - I dirigenti della NASA ha fissato il lancio della navetta spaziale Discovery per non prima del 17 dicembre. I responsabili dello Shuttle hanno deciso la necessità di ulteriori test ed analisi prima di procedere con la missione STS-133. La riunione sulla stato dei preparativi prevista per lunedì 29 novembre è stata rinviata e verrà riprogrammata. Il PRCB (Program Requirements Control Board), l'ufficio di controllo del programma, ha ricontrollato le riparazioni e le valutazioni associate alle crepe dei due rinforzi di alluminio della lunghezza totale di 6 metri e quaranta a forma di U chiamati traverse, sul serbatoio esterno della navetta. I dirigenti decidono che le analisi ed i test richiesti per lanciare in sicurezza il Discovery non sono completati. Il lavoro proseguirà durante tutta la prossima settimana. La prossima revisione dello stato di avanzamento verrà eseguita dal PRCB giovedì 2 dicembre. Se i responsabili troveranno tutto in ordine decideranno per il lancio del Discovery il 17 dicembre preferibilmente alle 8.51 p.m. EST (le 2.51 ora italiana del 18 dicembre).

Fonte: NASA

23/11/2010 - CryoSat entra in azione - Conclusa la fase di calibrazione e validazione, la missione dell'ESA CryoSat è ora ufficialmente sotto il controllo del team operativo: questo passaggio fondamentale segna l’inizio della vita operativa del satellite, progettato per fornire dati sullo spessore dei ghiacci e comprendere meglio l’impatto del cambiamento climatico sull’ambiente polare. Il 19 novembre, presso l’ESTEC, sede olandese dell’ESA, ha avuto luogo la cerimonia del passaggio delle consegne, durante la quale la responsabilità della missione è stata trasferita ufficialmente dal Project Manager Richard Francis al Mission Manager Tommaso Parrinello. Richard Francis ha tenuto le redini della missione fin dal 2006, quando fu presa la decisione di ricostruire CryoSat, in seguito alla perdita del primo satellite dovuta ad un difetto del lanciatore. Dopo il lancio di CryoSat-2, avvenuto l’8 aprile scorso, la missione è entrata nella sua fase post-lancio, durante la quale il satellite, gli strumenti e i processori di terra sono stati verificati, per assicurarsi che tutto funzioni come previsto. Ora che queste attività sono concluse, la missione entra nella sua fase scientifica. Tommaso Parrinello detiene ora le "chiavi" della missione ed è responsabile delle operazioni e della gestione del satellite, nonché dell’acquisizione e della distribuzione dei dati. Tutte queste operazioni sono gestite dall’ESRIN, il centro dell’ESA dedicato all’osservazione della Terra, sito a Frascati, vicino Roma. Durante la cerimonia il dott. Parrinello ha dichiarato: «Sono onorato di assumere la responsabilità di questa importante missione, che avrà un ruolo chiave nella comprensione dei cambiamenti climatici del pianeta. La fase successiva al lancio ha dimostrato che il satellite e i sistemi di terra sono in ottime condizioni. A partire dal mese prossimo inizieremo a distribuire i dati alla comunità scientifica internazionale, e non vediamo l'ora di ricevere i primi risultati».

Fonte: ESA

22/11/2010 - La SpaceX riceve il permesso di rientro sulla Terra - Fin da quando la Federal Aviation Admonistration (FAA) ha creato il suo ufficio di Commercial Space Transportation nel 1984 ha dato la licenza per oltre 200 lanci spaziali. Oggi la FAA ha fatto della SpaceX la prima compagnia a ricevere la licenza per far rientrare un veicolo spaziel dall'orbita. Il prossimo mese la SpaceX ha previsto il lancio del suo veicolo spaziale Dragon per un volo in orbita terrestre con il suo razzo Falcon 9. La capsula Dragon dovrebbe orbitare attorno alla Terra alla velocitò di 28.000 km/h, rientrerà nell'atmosfera terrestre ed atterrerà nell'Oceano Pacifico alcune ore dopo. QUesto sarà il primo tentativo di una compagnia commerciale di recuperare una capsula che rientra dall'orbita terrestre. Questo compito è stato svolto soltanto da 6 nazioni o agenzie governative: gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Giappone, l'India e l'Agenzia Spaziale Europea. Sarà anche il primo volo che si svolge sotto il contratto COTS (Commercial Orbital Transportation Services) della NASA per sviluppare servizi di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale facendo così crescere l'industria privata spaziale. Dopo il ritiro della navetta spazialela SpaceX dovrà eseguire almeno 12 missioni di trasporto materiali per la ISS come parte del contratto Commercial Resupply Services firmato con la NASA. Il razzo vettore Falcon 9 ed il veicolo spaziale Dragon sono stati progettati anche per trasportare astronauti e sia le missioni COTS che CRS saranno utili per raccogliere esperienza per questo traguardo. La licenza della FAA è valida per un anno dalla data di concessione.

Fonte: SpaceX

Il decollo del vettore Delta 4 Heavy per la missione NROL-32 21/11/2010 - Delta 4 mette in orbita satellite segreto - Un potente razzo Delta 4 è decollato nel cielo di Cape Canaveral domenica pomeriggio per una missione prioritaria di immettere in orbita un satellite spia della NRO (National Reconnaissance Office). Sotto un cielo nuvoloso i motori ad idrogeno liquido dei tre stadi principali del Delta 4 della United Launch Alliance si sono accesi con un gigantesco fuoco arancione alle 5.58 p.m. EST (le 0.58 ora italiana di lunedì) e rapidamente hanno sviluppato i quasi due milioni di libbre di spinta (oltre 900 tonnellate di spinta). I ganci che tenevano ancorato il razzo alla rampa sono stati rilasciati ed il gigantesco razzo ha iniziato a sollevarsi dalla rampa di lancio 37. Circa 30 secondi dopo il razzo ha tagliato le nubi basse ed è scomparso alla vista. Dato che il carico utile di NROL-32 è classificato la United Launch Alliance ha fermato il commento del lancio sette minuti dopo il decollo, appena prima che l'ogiva protettiva si separasse e ricadesse giù. Il veicolo aveva funzionato bene fino a quel momento ma altri dati non sono stati forniti. Il carico utile dovrebbe essere un satellite di ascolto elettronico che utilizza una antenna gigantesca. In settembre, parlando di fronte alla Air Force Association, il direttore della NRO, Bruce Carlson, aveva affermato che il Delta 4 avrebbe portato "il satellite più grande al mondo." "Credo che il carico utile sia il quinto di una serie che noi chiamiamo veicoli spaziali Mentor, anche Advanced Orion, e che captano segnali elettronici da orbite inclinate geosincrone," ha detto Ted Molczan, un competente tracciatore di satelliti, a SpeceflightNow. "Sono fra i più grandi satelliti mai rilasciati." Una volta stazionato, il satellite presumibilmente dispiegherà una leggerissima e gigantesca antenna che potrà captare sia comunicazioni civili che militari. "Il satellite molto probabilmente consiste in una serie di ricevitori radio e di un'antenna che di solito si estende per circa 100 metri per captare segnali da inviare alla NSA (National Security Agency)," ha proseguito Molczan. La ULA e la Air Force avevano sperato di lanciare il Delta 4 lo scorso giovedì ma il volo venne rinviato di un giorno per sostituire un cavo sospetto nel sistema di rilascio del razzo dalla rampa. Durante il rifornimento del tentativo di lancio di venerdì, una lettura di temperature inaspettate nello stadio comune destro e sinistro avevano costretto ad un altro rinvio. Dopo estensivi controlli gli ingegneri avevano concluso che i due sensori erano guasti e così li avevano sostituiti e riprogrammato il lancio per domenica. Quello di oggi era il 351esimo lancio di un Delta fin dall'inizio del programma nel 1961, il 14esimo volo di un Delta 4 e la quarta missione della configurazione più potente, il Delta 4 Heavy. Quello di oggi era il 65esimo lancio orbitale del 2010, il 63esimo conclusosi con successo. Nella foto (Credit: Pat Corkery/United Launch Alliance) il momento del decollo del razzo vettore Delta 4 Heavy per la missione segreta NROL-32.

Fonte: SpaceflightNow

19/11/2010 - Proseguono le riparazioni sul serbatoio esterno del Discovery - I tecnici della NASA al Kennedy Space Center in Florida hanno installato le nuove sezioni di metallo, chiamate "duplicatori" a causa del loro spessore doppio rispetto all'originale rinforzo di metallo, per sostituire i due rinforzi che si sono crepati sul serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery. Le coperture nelle parti finali dei rinforzi verranno installati questa mattina mentre la prima applicazione di schiuma isolante al di sopra inizierà subito dopo. Intanto ieri si sono conclusi con successo il test di tenuta del GUCP, il bocchettone per l'aspirazione dell'idrogeno gassoso dal serbatoio esterno, dopo la riparazione dell'attrezzatura. Il GUCP è stato sostituito con un pezzo tutto nuovo ed i test sono stati condotti a temperatura ambiente ma con una pressione maggiore rispetto a quella che verrà utilizzata durante le fasi di conto alla rovescia per il lancio. Una riunione avvenuta ieri da parte del PRCB (Program Requirements Control Board) del Programma Space Shuttle ha chiaramente identificato le analisi e le riparazioni che sono stati richiesti per lanciare in sicurezza la navetta Discovery per la missione STS-133. Queste analisi verranno ricontrollate una speciale PRCB che si svolgerà mercoledì 24 novembre. A secondo del successo di questa riunione sulle condizioni di volo si terrà un incontro degli alti funzionari della NASA per lunedì 29 novembre. Un briefing sullo stato di lancio ed una conferenza stampa prevista per lunedì 22 novembre è stata cancellata. La chiamata delle postazioni al Kennedy Space Center per iniziare il conto alla rovescia non potrà quindi avvenire prima del 30 novembre, supportando il primo tentativo di lancio non prima del 3 dicembre circa alle 2.52 a.m. EST (le 8.25 ora italiana).

Fonte: NASA

Il decollo del vettore Minotaur IV con a bordo il satellite FASTSAT 19/11/2010 - Lanciato nuovo microsatellite della NASA - Il satellite della NASA chiamato FASTSAT (Fast, Affordable, Science and Technology Satellite) è stato lanciato venerdì alle 7.25 p.m. CST (le 2.25 ora italiana) a bordo di un razzo vettore Minotaur IV dalla rampa di lancio Kodiak posta sull'isola di Kodiak, nell'Alaska. FASTSAT è una piattaforma unica che ospita multipli piccoli carichi utili da utilizzare in orbita bassa e permettere ai ricercatori di condurre esperimenti a basso costo e ricerche tecnologiche. FASTSAT si è separato dal razzo Minotaur IV approssimativamente 22 minuti dopo il lancio, entrando in orbita bassa a 653 km. sopra la superficie terrestre iniziando immediatamente a fornire energia al satellite. Le stazioni di terra della NASA stanno tracciando il veicolo spaziale e lo hanno attivato. Il piccolo centro di controllo del satellite si trova all'Huntsville Operations and Science Control Center del Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA di Huntsville in Alabama. "Questa è una pietra miliare per il team di FASTSAT che ha lavorato senza sosta per costruire e testare un satellite a basso costo pienamente operativo in un solo anno," ha detto Mark Boudreaux, principale responsabile di FASTSAT al Centro Marshall. Boudreaux ha dichiarato che il team ha massimizzato il numero di carichi utili a bordo e designato il satellite per essere imbarcato anche sui razzi vettori EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle come il Delta 4 ed il Atlas 5) con uno speciale adattattore per aumentare le opportunità di lancio utilizzandolo come carico secondario di missioni per il Dipartimento della Difesa. Per i primi 11 giorni dopo il lancio il veicolo spaziale ed i sei esperimenti atmosferici e tecnologici di bordo seguiranno una fase di controllo. Una volta che questa fase sarà completata i seguenti 180 giorni saranno dedicati alla fase di operazioni scientifiche. Un controllo ed un'analisi delle capacità di ogni singolo strumento verrà eseguito e poi, uno ad uno, ogni esperimento verrà attivato per condurre gli obiettivi scientifici. Dopo che la fase scientifica verrà completata verranno condotti ulteriori verifiche con test aggiuntivi. Queste operazioni verranno condotte in parallelo ad un controllo delle abilità del veicolo spaziale. Questa nuova fase durerà circa 100 giorni dopo la quale verranno inviati i comandi per spegnere il veicolo spaziale e questo darè inizio alla fase di decommissionamento. Il microsatellite FASTSAT, pesante poco sotto i 180 kg., serve come laboratorio scientifico contenente tutte le risorse necessarie per poter portare avanti le operazioni di ricerca tecnologica per il periodo della missione. FASTSAT è stato sviluppato con un sistema che ha semplificato la progettazione dei sottosistemi del satellite che forniscono l'energia, l'immagazzinamento dei dati sperimentali, il controllo degli esperimenti, la comunicazione ed il controllo con le stazioni di terra, il sistema dei propellenti per il controllo dell'orbita ed il GPS per la navigazione. FASTSAT è stato lanciato per la missione STP-26, una attività congiunta fra NASA e Dipartimento della Difesa Programmi SPaziali. Il satellite è stato ideato, sviluppato e testato al Centro Marshall in cooperazione con il Von Braun Center for Science & Innovation and Dynetics Inc. di Huntsville. Dynetics ha fornito esperienza ingegneristica, costruttiva e per le operazioni a terra in supporto deò nuovo microsatellite. Altre 13 aziende dell'area di Huntsville, come l'Università dell'Alabama, sono state parte del team del progetto. Oltre al FASTSAT a bordo del razzo si trovavano altri sei microsatelliti; O/OREOS (Organism/Organic Exposure to Orbital Stresses) sempre della NASA e del peso di appena 5,5 kg. che studierà come i microbi crescono e si riproducono nello spazio, STPSat-2 della U.S. Air Force con a bordo due esperimenti, uno di trasmissione dati da sensori oceanici e terrestri e l'altro che valuta la compatibilità dei sensori nello spazio ed infine FASTRAC, FalconSat-5 e RAX. FASTRAC è stato costruito dagli studenti dell'Università del Texas di Austin ed è composto da due satelliti delle dimensioni di una gomma per auto che si separeranno in orbita per dimostrare le capacità di comunicazione e coordinazione. Anche FalconSat-5 è stato costruito dagli studenti della U.S. Air Force Academy di Colorado Springs, Colorado e monitorerà le condizioni meteo dello spazio come i suoi effetti sui segnali radio. RAX (Radio Eurora Explorer) è un nanosatellite del peso di appena 2,8 kg. costruito congiuntamente dall'University of Michigan e dalla SRI International, ed è sponsorizzato dalla U.S. National Science Foundation. Lo studio principale di RAX è lo studio delle nubi di plasma nell'atmosfera superiore terrestre che, a volte possono disturbare le comunicazioni fra la Terra ed i veicoli in orbita terrestre. Quello di oggi è stato il 64esimo lancio orbitale del 2010, il 62esimo conclusosi con successo. Nella foto (Credit: Steven Young/Spaceflight Now) il momento del lancio del vettore Minotaur IV con a bordo FASTSAT.

Fonte: NASA

Fonte: Space.com

I sei nuovi astronauti dell'ESA 17/11/2010 - I nuovi astronauti Europei riceveranno il diploma - L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha organizzato per lunedì 22 novembre presso il Centro Astronauti Europeo (EAC) di Colonia, in Germania, una cerimonia ufficiale in onore dei nuovi astronauti, tra cui i due italiani Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano , per segnare il completamento del loro Addestramento di Base. Durante l'evento, la stampa e gli invitati selezionati avranno la possibilità di vedere immagini esclusive di un intenso primo anno di addestramento di questi nuovi astronauti in carriera. Dopo le presentazioni ufficiali, i rappresentanti della stampa avranno la possibilità di effettuare interviste individuali con gli astronauti. "Questi giovani rappresentato l'ambizione dell'Europa ed una grande abilità e competenza nel volo abitato e nell'esplorazione. Sono orgogliosa di averli selezionati e di vederli prepararsi per le missioni che verranno loro assegnate. È ora compito di tutti noi di assicurare un livello di partecipazione nei programmi internazionali tale da garantire sufficienti opportunità per tutti loro", ha detto Simonetta di Pippo, Direttore ESA del Volo Abitato. A seguito del successo dei lanci del Laboratorio Columbus e del primo ATV (Automated Transfer Vehicle), ESA è diventata un membro a tutti gli effetti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Con l'inizio di una nuova fase di utilizzo grazie alle capacità uniche offerte dalla ISS con un equipaggio permanente di sei persone, il 20 maggio 2009 l'ESA ha presentato i suoi sei nuovi candidati astronauti: Samantha Cristoforetti, Italia / Alexander Gerst, Germania / Andreas Mogensen, Danimarca / Luca Parmitano, Italia / Timothy Peake, Regno Unito / Thomas Pesquet, Francia. I nuovi astronauti hanno completato l'Addestramento di Base, la prima fase di preparazione di un astronauta. Tale addestramento comprendeva informazioni sull'ESA e su altre Agenzie spaziali e sui loro principali programmi. Il corso copriva inoltre le conoscenze di base di ingegneria spaziale, di ingegneria elettrica e di diverse altre discipline. I candidati astronauti hanno poi studiato i principali sistemi della ISS ed i sistemi di trasporto, come lo Space Shuttle e la Soyuz. L'addestramento si è concluso con temi specifici quali immersioni subacquee (basilari per l'addestramento alle passeggiate spaziali o EVA), robotica , addestramento di sopravvivenza, avvicinamento ed attracco, studio della lingua russa, comportamento umano e prove attitudinali. "Sono orgoglioso del lavoro svolto dai team dell'ESA-EAC che hanno portato questo gruppo eterogeneo di sei incredibili persone ad un livello equivalente di conoscenza, certificandoli come astronauti di carriera", ha detto Michel Tognini, Capo del Centro Astronauti Europeo. Nella foto (Credit: ESA/J. Mai) i sei nuovi astronauti dell'ESA.

Fonte: EASA

16/11/2010 - Confermato il successo della sonda Giapponese Hayabusa: le particelle riportate sulla Terra sono dell'asteroide Itokawa - La JAXA è stata coinvolta nella catalogazione delle particelle ritrovate all'interno dello speciale contenitore riportato sulla Terra dalla sonda esploratrice Hayabusa. Dal risultato della scansione con il mocroscopio elettronico (SEM) e dalle analisi dei campioni, circa 1.500 granelli di polvere sono stati identificati come particelle di roccia e la maggior parte di origine extraterrestre e definitivamente provenienti dall'asteroide Itokawa. Ulteriori studi dei risultati delle analisi potranno specificare la composizione dei minerali. La misura di questi granelli è di circa 10 micrometri e maneggiare queste particelle richiedono attenzioni particolari. La JAXA ha sviluppato le necessarie tecniche preparatorio e l'attrezzatura necessaria per le iniziali (ma più dettagliate) analisi di queste particelle piccolissime.

Fonte: JAXA

L'immagine via satellite della nube che si sprigiona dal vulcano Merapi 16/11/2010 - I satelliti seguono dallo spazio la nube di cenere del vulcano Merapi - Dopo le ultime violente eruzioni, il vulcano Merapi a Giava ha continuato a sprigionare nell’aria nuvole di cenere vulcanica. I dati satellitari sono fondamentali nel valutare i pericoli dell’eruzione per il traffico aereo e la sicurezza pubblica. Il vulcano Merapi ha cominciato ad eruttare il 26 ottobre scorso, provocando la morte di più di 200 persone. Numerosi voli internazionali in transito nello spazio aereo indonesiano sono stati cancellati a causa della coltre di cenere, poiché volare attraverso di essa, potrebbe causare avarie ai motori. Ad esempio il 28 ottobre un airbus della Thomas Cook Scandinavia partito dall’Indonesia e diretto in Arabia Saudita ha volato attraverso la nube. Allo scalo a Batam, durante un controllo, si è scoperto che i motori erano stati danneggiati ed è stato necessario sostituirli. I centri di notifica di cenere vulcanica, VAACs nella sigla inglese, sono responsabili per la raccolta delle informazioni sulle nuvole di cenere e la valutazione dei rischi per il traffico aereo. Il centro australiano Darwin sta utilizzando i dati satellitari relativi alla nube per diramare le sue previsioni. I satelliti, infatti, forniscono informazioni sulla cenere e i gas tossici rilasciati nell’atmosfera, come l’anidride solforosa. L’ESA invia per posta elettronica le notifiche sull’anidride solforosa quasi in tempo reale, indicando la pagina web dove trovare la mappa dell’area maggiormente interessata dall’anidride solforosa. Questo servizio si basa su dati raccolti dai satelliti Envisat dell’ESA, MetOp di EUMETSAT e Aura della NASA. L’immagine a destra mostra la nube di anidride solforosa in movimento dall’Indonesia verso l’Australia fra il 4 e il 14 novembre. Per sapere se gli aerei possono volare in sicurezza sopra o sotto le nubi di cenere e prevedere i movimenti di queste ultime, i centri VAACs hanno bisogno di informazioni accurate sull’altezza e le dimensioni delle nuvole. L’ESA ha dato il via al progetto ‘Support to Aviation for Volcanic Ash Avoidance’, che mira a dimostrare l’utilità dei dati satellitari e delle misurazioni del vento per calcolare l’altezza delle emissioni vulcaniche. L’animazione a sinistra mostra altezza e movimento della nube di anidride solforosa emessa dal vulcano Merapi. Satelliti in via di sviluppo come l’europeo Meteosat di terza generazione e le Sentinelle, previste nell’ambito del programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security), assicureranno per il futuro il monitoraggio dallo spazio delle ceneri vulcaniche. Nell'immagine in alto (tratta da un'animazione che potete vedere sul sito internet della fonte ESA) la nube del vulcano Merapi ripresa dal satellite.

Fonte: ESA

15/11/2010 - Completata passeggiata spaziale sulla ISS - Gli Ingegneri di Volo di Spedizione 25 della Stazione Spaziale Internazionale Fyodor Yurchikhin e Oleg Skripochka hanno completato lunedì alle 4.22 a.m. EST (le 10.22 ora italiana) la loro attività extraveicolare della durata di 6 ore e 27 minuti. Gli obiettivi principali di assemblaggio e manutenzione della passeggiata spaziale n.26 erano quelli di installare una piattaforma di lavoro sul lato destro del modulo di servizio Zvezda nella sezione di maggior diametro e di riposizionare una telecamera televisiva da un lato all'altro del compartimento di aggancio Rassvet. Fra gli obiettivi di ricerca vi era la pulizia e la rimozione di un esperimento robotico conosciuto come Kontur (abbreviazione di Development of a System of Supervisory Control Over the Internet) del braccio manipolatore robotico del segmento Russo della ISS, dal lato sinistro di Zvezda fino al boccaporto di Pirs; l'installazione di un nuovo esperimento sui materiali da porre sulla maniglia del modulo Rassvet e la raccolta di campioni dalla parte inferiore dell'isolante esterno di Zvezda e Pirs. Skripochka e Yurchikhin hanno completato tutti i compiti assegnati tranne il riposizionamento della telecamera a causa di una interferenza da parte dell'isolante nella zona dove avrebbe dovuto essere installata.

Fonte: NASA

15/11/2010 - Scoperta quarta crepa sul serbatoio esterno del Discovery - Gli ingegneri che stavano ispezionando il serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery hanno scoperto una quarta crepa nella zona delle costole strutturali, o traverse, che compongono lo scafo esterno del compartimento che si trova fra le sezioni fra il serbatoio di ossigeno ed idrogeno liquido. Gli analisti stanno discutendo le tecniche per assicurarsi che non vi siano altre crepe presenti sotto la schiuma isolante mentre proseguono i lavori di riparazioni delle crepe iniziali. Per riparare le crepe iniziali gli ingegneri hanno deciso di tagliare la sezione danneggiata e di imbullonare una parte sostitutiva spessa il doppio per fornire maggiore resistenza. Presumibilmente la stessa tecnica di riparazione sarà utilizzata per riparare la seconda traversa. Le riparazioni di crepe nei serbatoi esterni non sono inusuali. 29 crepe sono state trovate in precedenti 18 serbatoi esterni, secondo quanto riportato da fonti ufficiali storiche. La riparazione utilizzando la parte sostitutiva doppia è già stata utilizzata 23 volte. Gli ingegneri sospettano che l'utilizzo della lega superleggera alluminio-litio per la costruzione dei serbatoi potrebbe aver contribuito al problema delle crepe. Mentre la riparazione di crepe non sono inusuali, le crepe del serbatoio del Discovery sono le prime ad essere scoperte sulla rampa di lancio, dove l'accesso è reso più difficoltoso. Un ambiente chiuso è stato eretto attorno alla parte danneggiata per facilitare le riparazioni e l'eventuale applicazione di nuova schiuma isolante. Non è ancora chiaro se altri difetti saranno scoperti, ma gli ingegneri sono ottimisti sull'utilizzo di strumentazione ad high-tech capace di scoprire danni al di sotto della schiuma e che potrà essere utilizzata per trovare ulteriori problemi. Intanto proseguono le riparazioni della bocchetta di estrazione dell'idrogeno liquido (GUCP). Per il 22 novembre è prevista una riunione dei responsabili della NASA al Johnson Space Center ed in video conferenza per poter rivedere i lavori di riparazione ed il preparativo per il lancio. Sebbene i manager non abbiano ancora deciso una data di lancio per la missione Discovery STS-133 destinata alla Stazione Spaziale Internazionale, il lavoro di riparazione e la pianificazione rimane fissato per supportare un tentativo di lancio per la prossima finestra che si apre il 30 novembre.

Fonte: SpaceflightNow

L'immagine della galassia M100 dove si trova l'oggetto SN 1979C 15/11/2010 - Chandra scopre il buco nero più giovane - Gli astronomi, utilizzando l'osservatorio spaziale a raggi X Chandra hanno scoperto la prova del più giovane buco nero conosciuto nelle nostre vicinanze cosmiche. Il buco nero di 30 anni di età fornisce un'opportunità unica per osservare questo tipo di oggetti fin dalla sua infanzia. Il buco nero potrebbe aiutare gli scienziati a comprendere meglio come le stelle giganti esplodono e come lasciano dietro di se un buco nero o una stella di neutroni, quale sarà il numero di buchi nero nella nostra galassie e nelle altre galassie. L'oggetto vecchio di 30 anni è il resto della SN 1979C, una supernova nella galassia M100 lontana approssimativamente 50 milioni di anni luce dalla Terra. I dati di Chandra, del satellite della NASA Swift, l'XMM-Newton dell'ESA e l'osservatorio tedesco ROSAT hanno rivelato un luminosa sorgente di raggi X che è rimasta costante nelle osservazioni dal 1995 al 2007. Questo suggerisce che l'oggetto è un buco nero nascosto dal materiale che cade al suo interno da una supernova o da una compagna binaria. "Se la nostra interpretazione è corretta, questo è il più vicino esempio dove la nascita di un buco nero può essere osservato," ha detto Daniel Patnaude della Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, che guida lo studio. Gli scienziati pensano che la SN 1979C, scoperta da un astrofilo nel 1979, si sia formata quando una stella 20 volte più massiva del nostro Sole è collassata. Molti nuovi buchi neri distanti nell'universo sono stati scoperti per aver prima emesso un GRB (gamma ray burst - un getto di raggi gamma). Sebbene la SN 1979C sia differente perchè è molto più vicina e proviene da una classe di supernove difficilmente assimilabili per essere associate ad un GRB. La teoria prevede che la maggior parte dei buchi neri nell'universo deve provenire dal cuore di una stella collassata che non produce GRB. "Questa potrebbe essere la prima volta che riusciamo ad osservare la formazione di un buco nero," dice il co-autore Abraham Loeb sempre della Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. "Sebbene sia molto difficile registrare la nascita di questo tipo di buco nero perchè il decadimento delle osservazioni dei raggi X non sono necessari per il caso." L'idea di un buco nero con un'età delle osservazioni di solo 30 anni è consistente con i più recenti lavori teorici. Nel 2005 una teoria presentata spiegava che la brillante luce ottica di questa supernova era generata da un getto proveniente dal buco nero e che non poteva penetrare l'inviluppo di idrogeno di una stella per formare un GRB. I risultati visti nelle osservazioni della SN 1979C si adattano a questa teoria piuttosto bene. Sebbene le prove indichino che si sia formato un buco nero in SN 1979C, sebbene l'intrigante possibilità che una giovane, rapida ruotante stella a neutroni con un potente vento di particelle ad alta energia potrebbe essere responsabile per l'emissione a raggi X. Questo potrebbe fare dell'oggetto SN 1979C il più giovane e luminoso esempio di come una "pulsar wind nebula" e la più giovane stella di neutroni. La pulsar della Nebulosa Granchio, conosciuta come il miglior esempio di pulsar luminosa è vecchia di circa 950 anni. "E 'molto gratificante vedere come l'impegno di alcuni tra i più avanzati telescopi spaziali, come Chandra, pussono aiutare a completare la storia," dice Jon Morse capo della Divisione Astrofisica della Science Mission Directorate della NASA. I risultati appariranno sulla rivista New Astronomy in un articolo di Patnaude, Loeb, and Christine Jones of the Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. Il Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, Alabama, dirige il programma Chandra per la Science Mission Directorate dell'agenzia a Washington. Lo Smithsonian Astrophysical Observatory controlla le operazioni scientifiche e di volo di Chandra da Cambridge. Per ulteriori informazioni su Chandra compreso immagini ed altro materiali multimediali visitate il sito: http://chandra.harvard.edu Nell'immagine la galassia M100 dove si trova il buco nero SN 1979C in una composizione (Credit: nei raggi X: NASA/CXC/SAO/D.Patnaude et al, Optical: ESO/VLT, nellinfrarosso: NASA/JPL/Caltech)

Fonte: NASA

14/11/2010 - Lanciato Proton-M con il satellite MSV 1 - Un razzo vettore Proton-M con il satellite MSV 1 è stato lanciato da Baikonur oggi segnando il decimo lancio di questo razzo questo anno. Il decollo è avvenuto alle 8.29 p.m. ora di Mosca (le 18.29 ora italiana) dalla rampa 39 e dieci minuti più tardi lo stadio superiore Breeze-M con agganciato il satellite si è separato dal terzo stadio del lanciatore. La separazione del satellite MSV dallo stadio superiore avverrà alle 5.43 a.m. ora di Mosca (le 3.43 ora italiana) del 15 novembre. Il Proton M/MSV 1 è stato lanciato sotto contratto di servizio della International Launch Services Inc. di Reston, Virginia. Il satellite MSV 1 è conosciuto commercialmente come SkyTerra1. Con il suo peso di volo di 5.390 kg. il satellite è costruito attorno alla piattaforma Boeing 702 Geo-Mobile (GEM), una piattaforma modificata Boeing 702. Anche il satellite MSV 1/SkyTerra1 è stato progettato e fabbricato dalla Boeing Satellite System per l'operatore USA LightSquared e la sua vita operativa è prevista in 15 anni. Il satellite verrà posto in orbita geostazionaria a 101,3 gradi di longitudine Ovest e fornirà servizi di telefonia 4G di ultima generazione che combinano tecnologie terrestri e satellitari su tutti gli Stati Uniti. Quello di oggi è stato il 63esimo lancio orbitale del 2010, il 61esimo conclusosi con successo.

Fonte: Roscosmos

Fonte: ILS

12/11/2010 - Scoperta nuova crepa sul serbatoio esterno del Discovery - Gli ingegneri, rimuovendo ulteriore schiuma isolante vicino alla crepa sulla costola strutturale scoperta venerdì sul serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery, hanno scoperto un'ulteriore crepa su una traversa adiacente. Gli ingegneri, dopo la scoperta delle prime due crepe avevano sviluppato velocemente un piano per riparare il danno installando una sezione sostitutiva, imbullonandola sopra e fornire così robustezza addizionale e poi ricoprire di nuovo con schiuma isolante. Ma per prima cosa, ulteriore schiuma andava rimossa dalla zona per assicurarsi che non vi fossero altri problemi. Ed è stato allora che gli ingegneri hanno scoperto una terza piccola crepa su una traversa adiacente. Al momento in cui scriviamo le dimensioni della nuova crepa non sono ancora conosciute come se vi sia il bisogno di ripararla. Intanto altre squadre di ingegneri stanno finalizzando il piano per sostituire la tubazione che ha subito la perdita di idrogeno. Originariamente era prevista la sostituzione venerdì ma i responsabili hanno rinviato l'operazione all'inizio della prossima settimana per immagazzinare ulteriori dati. Lo scopo è di misurare ed ispezionare ulteriormente la GUCP (ground umbilical carrier plate), il bocchettone che fa da interfaccia fra la tubatura di sfiato ed il serbatoio esterno per essere sicuri che l'attrezzatura individuata possa funzionare al meglio possibile. Sembra infatti che sia stato identificata una guranizione che, sotto le condizioni criogeniche dell'idrogeno gassoso, si deforma causando la perdita. I responsabili della NASA stanno considerando l'effettuazione di un test di riempimento del serbatoio per essere sicuri che l'attrezzatura sostituita rimanga perfettamente a tenuta anche quando il propellente superfreddo viene pompato nel serbatoio. Ma, a causa del lavoro da effettuare per ripare la schiuma isolante, i responsabili non hanno ancora potuto fissare una data per il test.

Fonte: SpaceflightNow

Una schermata che mostra le immagini dei satelliti COSMO-SkyMed della zona alluvionata 10/11/2010 - COSMO-SkyMed: un supporto alla gestione dell'emergenza alluvione in Veneto - L’Unità Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana e il team di Opera, Civil Protection from Flooding - OPerational Eo-based RAinfall - runoff forecasting - progetto pilota destinato alla gestione del rischio alluvione - dall’inizio dell’emergenza atmosferica stanno fornendo le mappe satellitari per il controllo delle aree del nord-est colpite dalle inondazioni. I radar di COSMO-SkyMed sono stati puntati sulle zone interessate dall’evento e l’acquisizione delle prime immagini è avvenuta il 4 novembre. La rilevazione è poi continuata nei giorni successivi fornendo mappe dettagliate sull’intero territorio coinvolto, con elaborazioni relative anche alla misura del livello delle acque e ai danni alle strutture civili, economiche e agricole. Tutte le mappe sono ora a disposizione per l’attuazione degli interventi e la gestione dell’emergenza. “Anche in questa grave calamità che ha colpito il Veneto - sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese - COSMO-SkyMed ha mostrato le sue capacità di supporto determinante per interventi tempestivi, accurati e puntuali nelle operazioni di protezione civile. Il nostro sistema di Osservazione della Terra è diventato a livello nazionale e internazionale un vero strumento operativo per tutte le istituzioni specie negli scenari più critici. Il recente completamento con il lancio del quarto satellite, avvenuto lo scorso 5 novembre dalla base di Vandenberg in California, permetterà di avere servizi sempre più efficienti e rapidi”. Nella immagine (Credit: ASI) una schermata che mostra le immagini dei satelliti COSMO-SkyMed della zona alluvionata.

Fonte: ASI

I tecnici del KSC mentre disconnettono in rampa il GUCP dal serbatoio esterno 10/11/2010 - Proseguono le analisi sulla rampa di lancio per il Discovery - Al Kennedy Space Center della NASA in Florida i tecnici alla rampa di lancio 39A hanno iniziato la scorsa notte a disconnettere il GUCP (ground umbilical carrier plate) dalla navetta spaziale Discovery ed abbassare la tubazione agganciata al bocchettone del serbatoio esterno. Mentre prosegue il processo di sconnessione vengono analizzate passo a passo le varie opzioni di riparazione. Oggi le squadre hanno iniziato a rimuovere il disconnettore rapido del diametro di 17,78 cm. Inoltre i team proseguono l'analisi e l'ispezione della crepa di circa 50 cm. di lunghezza scoperta nella schiuma isolante del serbatoio esterno. Domani i tecnici si aspettano di iniziare la scansione con speciali apparecchi che permetteranno di poter "vedere" cose c'è sotto la schiuma e poter così dare una occhiata per prevenire ulteriori problemi. I piani prevedono di poter riapplicare la schiuma sul serbatoio dopo che l'ispezione sia completata. I responsabili dello shuttle proseguono la valutazione dei dati per determinare i migliori metodi di riparazione e la prossima opportunità di lancio della missione STS-133 del Discovery per la Stazione Spaziale Internazionale al momento prevista per non prima del 30 novembre 2010 alle ore 4.02 a.m. EST (le 10.02 ora italiana). Oggi al Johnson Space Center della NASA di Houston, nel Texas, gli Specialisti di Missione di STS-133 Tim Kopra e Alvin Drew hanno effettuato dell'addestramento all'interno del Neutral Buoyancy Laboratory, la grande piscina dove gli astronauti possono utilizzare le tute spaziali per simulare il lavoro all'esterno dell'astronave, in preparazione della prima attività extraveicolare della missione. Nella immagine (Credit: NASA) i tecnici del KSC mentre disconnettono il GUCP dal serbatoio esterno del sistema Space Shuttle Discovery in rampa.

AGGIORNAMENTO ORE 21.13 Questa mattina durante la rimozione della schiuma isolante, che aveva mostrato una crepa durante le operazioni di svuotamento del serbatoio esterno dopo il rinvio di lancio della navetta Discovery avvenuta lo scorso 5 novembre, i tecnici hanno identificato due cricche nella sezione del metallo esterno. Questo ritrovamento è posizionato nella sezione dell'anello di alluminio dell'intertank. Le cricche sono lunghe approssimativamente 23 centimetri. Gli ingegneri stanno ricontrollando le immagini delle cricche per determinare il miglior modo possibile di riparazione e se questo può essere eseguito sulla rampa di lancio. Al momento le opzioni ed i tempi di riparazioni sono in corso di valutazione.

Fonte: NASA

La piccola serra che Paolo Nespoli porterà sulla ISS 09/11/2010 - Una serra nello spazio - É piccola, ma è una serra per i viaggiatori spaziali – e per te. Paolo Nespoli porterà con se sulla Stazione Spaziale Internazionale una speciale serra ed invita tutti i giovani entusiasti di scienza a condurre l'esperimento insieme a lui. L'esperimento sarà lanciato a metà febbraio 2011 con un evento che coinvolgerà circa 750 studenti in collegamento diretto da quattro diversi siti in Europa: l'ESA-ESRIN a Frascati; il Centro Astronauti Europeo a Colonia, Germania; La Cité de l'Espace a Tolosa, Francia; e Ciência Viva – l'Agenzia Nazionale per la Cultura Scientifica e Tecnologica di Lisbona, Portogallo. Paolo parteciperà ovviamente all'evento con la sua serra in miniatura in diretta dalla Stazione Spaziale. Crescere piante nello spazio sarà fondamentale per gli astronauti del futuro. Quando voleranno verso Marte o forse anche oltre, sarà necessario produrre a bordo cibi freschi ed essere parzialmente autosufficienti. Installare delle serre sulla Luna, su Marte o su altri pianeti sarà una parte importante delle future missioni di esplorazione. Le serre forniscono tra l'altro ossigeno e portano un po' di vita alla desolazione dello spazio. Prendersi cura delle piante è un buon modo di ricordarsi della Terra ed un modo divertente di passare il tempo durante la lunga e possibilmente noiosa crociera interplanetaria. Non ci sarà il rischio di annoiarsi per Paolo durante la missione MagISStra, in quanto sarà piena zeppa di attività e di scienza. Il progetto "Una serra nello spazio" (Greenhouse in Space), proposto e concepito dal Direttorato del Volo Abitato dell'ESA, non è solo un esperimento scientifico ma anche un'opportunità educativa per gli scolari di età compresa tra i 12 e di 14 anni. Paolo userà una serra sviluppata appositamente per crescere piante nello spazio e farà delle osservazioni sul ciclo di vita di una pianta in fiore. Gli studenti saranno in grado di seguire tutto ciò con il loro esperimento a terra, usando una serra simile e la stessa specie di pianta. L'esperimento inizia con l'innaffiare alcune piante della famiglia del crescione (Arabidopsis thaliana) sistemate all'interno del laboratorio Columbus a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. I ragazzi inizieranno il loro esperimento, da terra, allo stesso tempo. Paolo prenderà delle immagini del ciclo di crescita e farà delle registrazioni video dei passi più significativi della germinazione delle piante e le pubblicherà sulla pagina web dell'ESA dedicata alla missione MagISStra. I ragazzi saranno in grado di comparare l'esperimento nello spazio con quello a terra. I giovani scienziati al suolo e Paolo in orbita, seguiranno insieme il ciclo di crescita delle piante per 10 settimane. Gli studenti saranno incoraggiati a scambiarsi osservazioni durante tutto il periodo, creando una rete europea che permetta all'esperimento di unire i giovani scienziati in modo speciale. Le scuole che desiderano partecipare all'esperimento possono ordinare il kit della mini-serra collegandosi alla pagina web del sito di Educazione dell'ESA del Volo Abitato , considerando che i kit sono in numero limitato. Le istruzioni saranno scaricabili sempre dallo stesso sito a partire da gennaio 2011. I ragazzi saranno invitati ad inviare i loro risultati finali e le propri osservazioni al team di Educazione del Volo Abitato dell'ESA , il quale creerà una lezione finale online che Paolo Nespoli mentre illustra la missione MagISStra a Milano altre scuole ed altri insegnanti potranno a loro volta scaricare. Intanto ha avuto grande successo domenica 7 novembre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano l'incontro, organizzato in collaborazione con ESA, con Paolo Nespoli. L'evento, aperto con il saluto del Direttore Generale del Museo, Fiorenzo Galli, è stato moderato dal giornalista scientifico Giovanni Caprara. All'evento ha partecipato il Direttore del Programma Volo Abitato dell'ESA, Simonetta Di Pippo, ed è stata presentata in dettaglio la missione MagISStra. L'astronauta europeo di nazionalità italiana Paolo Nespoli partirà il prossimo dicembre per la sua seconda missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ma, a differenza della precedente, questa volta rimarrà nello spazio per ben sei mesi. Sarà il primo italiano a partecipare ad una missione di lunga durata.Nella foto in alto (Credit: Orbital Technologies Corporation) la serra che Paolo Nespoli porterà sulla ISS mentre qui a destra (credit: ESA) l'astronauta italiano Paolo Nespoli mentre illustra la missione MagISStra durante la conferenza di presentazione svoltasi a Milano.

Fonte: ESA

Una delle prime immagini lunari in alta risoluzione riprese dalla sonda Cinese Chang'e-2 08/11/2010 - La Cina annuncia il successo della missione lunare Chang'e-2 - Il Premier Cinese Wen Jiabao ha svelato lunedì una immagine del Sinus Iridum, o baia dell'arcobaleno, fotografate dalla Chang'e-2, segnando il successo della seconda sonda lunare della Cina. Il Premier Wen ha presediuto alla cerimonia dove è stata svelata l'immagine presso gli uffici della State Administration of Science, Technology and Industry for National Defense (SASTIND) ed ha avuto un briefing della missione lunare del paese. Prima della scoperta dell'immagine Wen ha incontrato una rappresentativa di scienziati e personale che stanno partecipando alla missione della sonda lunare. "Il successo di Chang'e-2 nel compimento della missione segna un altro grande traguardo dopo il successo della prima missione lunare," Ha detto il vice Premier Zhang Dejiang leggendo un messaggio di congratulazioni agli scienziati ed al personale presente alla cerimonia. Zhang ha consegnato il messaggio per conto del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (CPC), il Consiglio di Stato e la Commissione Centrale Militare. "Il popolo Cinese svilupperà tecnologie per l'esplorazione dello spazio profondo e per l'utilizzo pacifico dello spazio esterno," diceva il messaggio. L'immagine è stata scattata per mezzo di un sensore CCD della sonda Chang'e-2 da un'altezza di 18,7 chilometri lo scorso 28 ottobre. Il frame dell'immagine copre un'area di 8 km. di larghezza da est ad ovest e di 15,9 km. da nord a sud, centrata a 31,05 gradi di longitudine ovest e 43,07 gradi di latitudine nord. L'area è stata proposta come luogo di atterraggio per future missioni lunari Cinesi. Dopo aver concluso la sua missione di sei mesi, la Chang'e-2 potrebbe eseguire uno dei tre scopi seguenti: schiantarsi sulla superficie lunare, volare verso lo spazio esterno o tornare verso la Terra. Chang'e-2 è stata costruita come alternativa a Chang'e-1, che venne lanciata nell'ottobre del 2007 per una missione in orbita lunare durata cira 16 mesi. La sonda ha preso il nome Chang'e di una leggendaria dea della Luna. Nella foto (Credit: Xinhua) una delle prime immagini lunari in alta risoluzione riprese dalla sonda Cinese Chang'e-2.

Fonte: Xinhua News

08/11/2010 - Primo volo orbitale di Dragon rinviato al 7 dicembre - La SpaceX ha intenzione di lanciare il primo volo di prova del veicolo cargo Dragon non prima del 7 dicembre, un ritardo di circa due settimane e mezzo darà al team più tempo per completare le prove a terra. Il razzo Falcon 9 avrà l'8 e 9 dicembre come date di riserva. La compagnia ha annunciato la nuova data di lancio lunedì dopo averlo richiesto ufficialmente alla U.S. Air Force, che controlla i lanci a Cape Canaveral, Florida. La missione avrebbe dovuto partire il 18 novembre ma poi il rinvio del lancio del Delta 4 Heavy ha spostato la data del Falcon 9 per alcuni giorni dopo. Il lancio del Delta con un satellite della NRO (National Reconnaissance Office) è ora previsto per il 18 novembre. La SpaceX ha optato per ricandelizzare il lancio dopo quello del Delta 4 Heavy, per la festa del Ringraziamento, e la prossima finestra di lancio per la navetta Discovery per l'inizio della missione. "Ci sono ancora molti test da effettuare per poter realizzare una missione di successo," ha dichiarato Kirstin Brost, un portavoce della SpaceX. Il lancio era già stato rinviato dall'8 al 18 novembre per poter effettuare ulteriori simulazioni, verificare l'hardware ed il software di volo per la missione dimostrativa che dovrebbe durare diverse ore. La SpaceX sta anche aspettando l'approvazione della licensa di rientro dalla FAA (Federal Aviation Administration) l'agenzia di controllo governativa statunitense che si occupa del volo spaziale commerciale. Dopo aver orbitato attorno alla Terra due o tre volte, la capsula Dragon accenderà i suoi retrorazzi per uscire dall'orbita e ricadere per un atterraggio con paracadute nell'Oceano Pacifico di fronte alle coste della California. La data di lancio della SpaceX è anche in rapporto al decollo del Discovery, che dovrebbe accadere non prima del 30 novembre. Infatti uno dei vascelli che si occupano del recupero dei booster a propellente solido degli shuttle che deve anche essere utilizzato per cercare di recuperare il primo stadio del Falcon 9. Se il decollo rimane previsto per il 7 dicembre verrà effettuato un test di tutti e nove i motori del primo stadio in rampa il 3 dicembre.

Fonte: SpaceflightNow

Titano, la luna di Saturno fotografata lo scorso 18 ottobre e si notano delle nuvole chiare nell'atmosfera 06/11/2010 - Un malfunzionamento della sonda Cassini impedisce un sorvolo di Titano - La sonda Cassini che orbita attorno a Saturno ha sofferto un guasto che ha bloccato tutte le osservazioni scientifiche per qualche tempo, forzando la sonda a saltare un'occhiata a Titano, la più grande lune di Saturno, lo ha annunciato la NASA questa settimana. Cassini ha messo se stessa in "safe mode", uno stato di ibernazione in attesa di comandi dalla Terra, dopo aver sofferto un guasto il 3 novembre circa alle 7 p.m. EDT (le 1 ora italiana del 3 novembre). Una volta in safe mode la Cassini ha inviato a Terra i dati della sua salute ma non ha potuto eseguire osservazioni scientifiche su Saturno e delle sue molte lune. Cassini aveva in programma di osservare una di queste lune; Titano, quando avrebbe volato fra i satelliti di Saturno. Ma il recente malfunzionamento ha forzato la Cassini ad abbandonare le osservazioni scientifiche durante questo passaggio. "Gli ingegneri non credono che Cassini possa essere capace di riprendere la piena operatività prima del previsto sorvolo, il prossimo 11 novembre, di Titano," è stato divolgato da un comunicato NASA lo scorso 4 novembre. "Ma Cassini ha altri 53 sorvoli di Titano nella sua missione estesa, da qui fino al 2017." Il safe mode è uno modo precauzionale nel quale la sonda entra dopo aver incontrato dei problemi che non possono essere risolti da comandi dei computer di bordo. Questa è la sesta volta fin dal lancio nel 1997 che la sonda Cassini è entrata nel safe mode e la seconda volta da quando orbita atorno a Saturno. "La sonda ha risposto esattamente come doveva, e mi aspetto che possa tornare in funzione senza problemi," ha dichiarato Bob Mitchell capo del programma Cassini al JPL della NASA a Pasadena, California. "In oltre sei anni che siamo su Saturno questa è soltanto il secondo evento in sicurezza. Considerando quindi la complessità delle azioni richieste a Cassini, la sonda ha risposto eccezionalmente bene per noi." La sonda Cassini orbita attorno a Saturno fin dal 2004 ed ha rilasciato la sonda Europea Huygens che atterrò su Titano all'inizio del 2006. Cassini ha completato la sua missione principale nel 2008, da quel momento la sua missione a Saturno è stata estesa altre due volte. Al momento la conclusione della missione Cassini è prevista per il maggio 2017. Nella foto (Credit: NASA/JPL/SSI) Titano, la luna di Saturno fotografata lo scorso 18 ottobre e si notano delle nuvole chiare nell'atmosfera.

Fonte: Space.com

Il momento del lancio del vettore Delta II con a bordo l'ultimo satellite della costellazione COSMO SkyMed 06/11/2010 - COSMO-SkyMed: partito! - Il razzo Delta II della Boeing (in configurazione 7420) si è staccato da terra dalla base USAF di Vanderberg, in California, alle 3:20 del mattino di oggi (ora italiana) per portare in orbita il suo prezioso carico. Il quarto occhio di COSMO-SkyMed, l’ultimo tassello che completa la costellazione italiana di osservazione della Terra e si va ad aggiungere ai suoi tre gemelli già operativi. Cinquantotto minuti dopo il satellite italiano si è regolarmente separato dal secondo stadio del lanciatore. Sono stati dunque risolti tutti i problemi tecnici all’origine dei quattro precedenti rinvii, che avevano fatto slittare il lancio - originariamente previsto per la notte tra il 29 e il 30 ottobre – fino a martedì scorso, quando un problema di carica alla batteria aveva determinato lo stop ad appena 50 secondi dal via. L’unica incognita era quella metereologica, ma il tempo si è mantenuto decisamente favorevole permettendo il lancio tanto atteso. "Per tutti noi è una grande soddisfazione - ha commentato il presidente ASI Enrico Saggese -, il coronamento di un lungo lavoro e un successo della tecnologia italiana. La costellazione di COSMO-SkyMed adesso è completata e pienamente operativa". »Guarda il videoservizio su AsiTV.it FM4 è così finalmente partito, dopo una settimana di 'passione', da questa stessa base USAF nella Contea di Santa Barbara, di fronte al Pacifico, da dove il 24/10/2008 era stato lanciato il penultimo “pezzo” del primo programma di Osservazione della Terra per applicazioni duali. Il lancio dei satelliti COSMO-SkyMed è caratterizzato da una finestra estremamente precisa, dovuta alla necessità di immetterli quanto più precisamente possibile sul piano orbitale dei gemelli già in orbita. Oltre che sull’identico piano orbitale, i quattro satelliti devono essere collocati esattamente a 90° di distanza uno dall’altro, per garantire il massimo delle prestazioni. ntegrando in orbita i tre omologhi già operativi, COSMO-SkyMed 4 - il più grande programma spaziale italiano, specificato dall'ASI e dal Ministero della Difesa, finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero della Difesa con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico - permetterà al sistema di funzionare sfruttando pienamente le proprie potenzialità. Così configurato l’occhio radar della Costellazione ricoprirà un ruolo di sempre maggiore importanza nella protezione dell’ambiente, nella prevenzione di catastrofi naturali e in generale nella gestione di ogni tematica inerente la sicurezza del territorio. Per il Delta II si è trattato del 148° lancio ed il 350° per la serie Delta il cui primo lancio risale al maggio 1960. Quello di oggi era il 62esimo lancio orbitale del 2010, il 60esimo conclusosi con successo. Nella foto (Credit: United Launch Alliance, LCC) il momento del lancio del razzo Delta II con a bordo il satellite italiano COSMO SkyMed 4.

Fonte: ASI
Fonte Immagini lancio: ULA

Il bocchettone GUCP che ha avuto la perdita di idrogeno gassoso 05/11/2010 - Perdita di idrogeno ferma il lancio del Discovery - I responsabili dello Space Shuttle hanno annullato (scrub) il tentativo di lancio del Discovery di oggi a causa di una perdita di idrogeno al GUCP (Ground Umbilical Carrier Plate). Durante la procedura di riempimento del serbatoio esterno è stata individuata una perdita di idrogeno dal GUCP. L'idrogeno gassoso è quello che evapora mano a mano che l'idrogeno liquido all'interno del serbatoio bolle a causa dell'aumento della temperatura. Il GUCP è una bocchetta di ventilazione che si trova nella regione intermedia (intertank) del serbatoio esterno (quella che divide il serbatoio di idrogeno da quello di ossigeno) e serve per espellere l'idrogeno che evapora a causa del riscaldamento. Una volta aspirato con lo speciale condotto l'idrogeno gassoso viene portato ad una torcia posta vicino alla rampa che lo brucia a distanza di sicurezza. Ora i responsabili dovranno effettuare una riunione per determinare i prossimi passi e la NASA trasmetterà una conferenza stampa più tardi nella mattinata. Un problema simile aveva già creato dei rinvii per le missioni shuttle STS-119 e STS-127. AGGIORNAMENTO Dopo che lo scrub è stato annunciato gli ingegneri hanno scoperto una rottura nella schiuma isolante del serbatoio esterno e che probabilmente avrebbe costretto un rinvio del lancio anche se la perdita non fosse avvenuta. Gli ingegneri non hanno ancora valutato la gravità della rottura per poter affrontare qualunque tipo di riparazione, se possibile, sia che possa essere riparata sulla rampa di lancio o meno. Ma comuqnue gli ingegneri sperano di poter risolvere i problemi entro la fine del mese per un altro tentativo di lancio alle 4:05:46 a.m. EST (le 10.05 ora italiana). "Avremo un'altro tentativo per la fine di novembre," ha dichiarato il Direttore di Lancio Michael Leinbach. "Mi dispiace per la squadra per quello che è successo oggi. Ma, come diciamo sempre, dobbiamo dire la verità ed è che voleremo quando saremo pronti ed oggi non lo eravamo. Così ci riproveremo un'altra volta." La perdita di idrogeno è stata scoperta durante il rifornimento quando i sensori situati vicino al bocchettone di ventilazione hanno rilevato una "significativa" perdita con una concentrazione di oltre 60.000 parti per milione. Leinbach ha detto che la concentrazione era più alta ma che i sensori possono arrivare fino al 6%. I lanci non sono permessi con una concentrazione superiore al 4%. Il problema di perdita dal bocchettone chiamato GUCP aveva causato dei rinvii a due missioni shuttle nel 2009 ma poi erano state prese azioni correttive con le quali gli ingegneri speravano di aver risolto il problema. Le perdite precedenti erano avvenute quando il serbatoio era pieno ma invece la perdita di venerdì è iniziata molto prima, mentre il serbatoio si stava riempiendo e la quantità era molto più alta. Gli ingegneri avevano aperto e chiuso più volte la valvola posta all'interno per cercarla di ripulirla dal ghiaccio e da altre La crepa scoperta sul serbatoio esterno della navetta spaziale Discovery contaminazioni ma il sistema rimaneva fuori dai limiti violando i criteri della NASA per la sicurezza. A quel punto Leinbach e MiKe Moses, capo del MMT (Mission Management Team) decidevano di fermare il conto alla rovescia e rinviare il lancio. Gli ingegneri a quel punto iniziavano a studiare possibili riparazioni per tentare il lancio lunedì, l'ultima possibilità per il Discovery in questa finestra di lancio. Ma i tempi erano troppo ristretti e gli ingegneri non avrebbero potuto comunque avere l'attrezzatura fra le mani per capire che cosa non aveva funzionato fino a sabato. E così il management team decideva di saltare lunedì e di puntare all'apertura dell'ultima finestra di lancio dell'anno il 30 novembre. All'incirca nello stesso momento gli ingegneri che ispezionavano il serbatoio esterno del Discovery scoprivano una crepa di circa 18 centimetri nella schiuma isolante vicino alla parte superiore dell'intertank sul lato del serbatoio che guarda la navetta. Non sono ancora chiare le ragioni che hanno causato la crepa e se vi è il bisogno di ripararla anche se, visto che si trova dallo stesso lato del serbatoio dove è la navetta la riparazione sarà quasi obbligatoria. Rimane anche da vedere se la riparazione possa essere fatta sulla rampa, dove l'accesso è difficoltoso. L'equipaggio del Discovery ha interrotto la quarantena pre-lancio ed è volato al Jonhson Space Center di Houston appena il rinvio è stato annunciato. La prossima finestra di lancio si apre il 30 novembre e si chiude il 5 o 6 dicembre. Se il Discovery non dovesse riuscire a volare entro quella data, il volo potrebbe slittare alla fine di febbraio spostando di conseguenza il lancio shuttle di Endeavour alla fine di aprile o i primi di maggio. Un ulteriore volo della navetta Atlantis per rifornire la stazione spaziale è previsto per la prossima estate. Nella immagine in alto il bocchettone GUCP la cui perdita di idrogeno gassoso ha portato al rinvio del lancio di oggi. Nella immagine a destra la grossa crepa scoperta nella schiuma isolante del serbatoio esterno della navetta spaziale. Tutte le foto Credit NASA/TV.

Fonte: NASA

05/11/2010 - La Cina lancia un nuovo satellite in orbita - La Cina ha lanciato un nuovo satellite meteorologico nelle prime ore del mattino di venerdì dal Taiyuan Satellite Launch Center posto nella provincia Shanxi che si trova a nord del Paese. Un razzo vettore Lunga Marcia 4C ha portato il satellite, il secondo della serie Fengyun-3 (FY-3), nello spazio alle 2.37 a.m. ora di Pechino (le 19.37 ora italiana). Il satellite entra in orbita solare sincrona 19 minuti dopo, secondo quanto riportato dai dati al Centro di Controllo Satelliti Xi'an nella provincia Shaanxi. Dopo un test in orbita, il centro di lancio passerà il controllo del satellite al National Satellite Meteorological Center che opera sotto la China Meteorological Administration. Un comunicato del centro di lancio informa che il satellite è fornito di una dozzina di avanzati rilevatori e che può fornire immagini tridimesionali, in ogni condizione di tempo, multi spettrali sia della superficie del suolo che dell'oceano che dello spazio. Il satellite formerà un network con il primo satellite FY-3 lanciato il 27 maggio 2007 per migliorare le osservazioni meteorologiche Cinesi e le previsioni a medio raggio. Sia il satellite che il razzo vettore sono stati sviluppati dalla Academy of Spaceflight Technology di Shanghai ed affiliata con la China Aerospace Science and Technology Corporation. Il lancio di oggi era la 134esima missione di un razzo della famiglia Cinese Lunga Marcia fin dal 24 aprile 1970. La Cina prevede di lanciare un totale di 12 satelliti della serie FY-3 e sei della serie FY-4 entro il 2020. Con quello di oggi la Cina batte il record di lanci con 13 missioni spaziali nel 2010. Quello di oggi è stato il 61esimo lancio orbitale del 2010, il 59esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: Xinhuanet

La navetta spaziale Discovery sulla rampa di lancio ad 8 ore dalla partenza 05/11/2010 - In corso il rifornimento del serbatoio esterno del Discovery - L'ossigeno e l'idrogeno liquidi fluiranno all'interno del serbatoio esterno arancione della navetta spaziale Discovery per le prossime tre ore mentre proseguono i preparativi per il lancio della missione STS-133. L'operazione di riformimento è iniziata alle 5.58 a.m. EDT (le 10.58 ora italiana) mentre il decollo è previsto per le 3.04 p.m. EDT (le 20.04 ora italiana). L'idrogeno e l'ossigeno alimentano i tre motori principali del Discovery durante l'ascesa verso l'orbita. Entrambi i propellenti devono essere mantenuti a bassissima temperatura mentre vengono pompati all'interno del serbatoio. L'idrogeno liquido viene tenuto a 258 gradi sotto zero mentre l'ossigeno liquido a meno 147 gradi Celsius. Steve Lindsey, Comandante della missione diretta alla Stazione Spaziale Internazionale sarà accompagnato, sul ponte di volo superiore dello shuttle, dal Pilota Eric Boe e dagli Specialisti di Missione Alvin Drew e Tim Kopra. Gli Specialisti di Missione Michael Barratt e Nicole Stott invece siederanno sul ponte inferiore durante il lancio. Le previsioni meteo sono migliorate durante la notte prima del nuovo tentativo di lancio. Ora viene dato un 70 percento di condizioni meteo accettabili al momento del lancio. L'unico problema principale potrebbe essere la possibilità di vento forte attorno al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, il sito di lancio della flotta shuttle. Per vedere in diretta le immagini dalla rampa di lancio vai al seguente indirizzo. Nella immagine (Credit: NASA/TV) la navetta spaziale Discovery sulla rampa di lancio ad 8 ore dalla partenza durante la fase di rifornimento del serbatoio esterno.

Fonte: NASA

Il nucleo della cometa Hartley 2 fotografata dalla sonda Deep Impact 04/11/2010 - La missione della NASA verso la cometa Hartley 2 è un successo - La missione EPOXI della NASA ha effettuato con successo il sorvolo della cometa Hartley 2 alle 7 a.m. PDT circa (le 15 ora italiana) di oggi e la sonda ha iniziato ad inviare le immagini ottenute. La Hartley 2 è la quinta cometa di cui siamo in grado di visitare il suo nucleo. Gli scienziati ed i controllori della missione sono al momento impegnati a guardare sui monitor dei computer le immagini mai viste della Hartley 2. "Gli scienziati e il team della missione hanno lavorato duro per questo giorno," ha dichiarato Tim Larson, project manager di EPOXI al Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, California. "E' bello vedere la Hartley 2 così vicino." I navigatori della missione sono al lavoro per determinare la distanza esatta a cui è avvenuto l'avvicinamento. Le stime preliminari piazzano la sonda nel momento di massimo avvicinamento a 700 km. Otto minuti dopo il massimo avvicinamento, alle 6:59:47 a.m. PDT l'antenna ad alto guadagno della sonda è stata puntata verso la Terra ed ha iniziato ad inviare i dati delle condizioni vitali del veicolo spaziale ed altri dati ingegneristici immagazzinati nei computer di bordo. Circa 20 minuti più tardi, le prime immagini dell'incontro avvenuto a 37 milioni di km. sono arrivate all'antenna del Deep Space Network della NASA a Goldstone, in California e sono apparse pochi secondi dopo sugli schermi dei computer del controllo missione. "Siamo con il respiro trattenuto per vedere quali scoperte ci attendono dalle osservazioni vicine al massimo avvicinamento," dice il capo scienziato di EPOXI, Michael A'Hearn della University of Maryland, College Park. Una conferenza stampa a seguito dell'incontro con la cometa avverrà alle 1 p.m. EDT (le 21 ora italiana) nell'auditorium Von Karman al JPL. La conferenza verrà trasmessa in diretta su NASA/TV e l'evento sarà anche trasmesso in diretta su http://www.ustream.tv/nasajpl2 . Il JPL coordina la missione EPOXI per lo Science Mission Directorate della NASA di Washington. Dall'Università del Maryland proviene Michael A'Hearn capo della missione scientifica. Drake Deming del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Md è il capo scienziato per la missione dell'osservazion dei pianeti extrasolari. La sonda è stata costruita per la NASA dalla Ball Aerospace & Technologies Corp., Boulder, Colorado. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/UMD) una vista ravvicinata del nucleo della cometa Hartley 2 come è stata fotografata dalla sonda Deep Impact per la missione EPOXI.

Fonte: NASA

04/11/2010 - Ora è il maltempo che ferma il Discovery - I responsabili della NASA hanno posticipato di altre 24 ore il lancio del Discovery per la missione STS-133 a causa delle condizioni meteo avverse. I responsabili della missione affettueranno una nuova riunione domani alle 5 a.m. (le 10 ora italiana) per valutare nuovamente le condizioni meteo. Venerdì il tentativo di lancio è previsto per le 3.04 p.m. EDT (le 20.04 ora italiana). Ieri si era svolta la riunione pre-lancio da parte dei componenti del Mission Management Team che avevano dichiarato risolto il problema elettrico al sistema di controllo dei motori principali e quindi in modo unanime era stato dato il "go" per le operazioni di pre-lancio. Il conto alla rovescia era quindi proseguito per tutta la notte, compresa la retrazione della struttura ruotante di servizio (Rotating Service Structure) che proteggeva la navetta. Ma le condizioni meteo erano nettamente negative con nuvole basse e pioggia entro le 20 miglia (32 km.) dalla pista di atterraggio del Kennedy Space Center, la Shuttle Landing Facility. "Le condizioni meteo sembrano essere brutte anche per domani," dichiara Mike Moses, capo del MMT (Mission Management Team), "C'è una possibilità e dovremo decidere se spendere o meno la nostra opportunità di lancio."

Fonte: NASA

03/11/2010 - Ulteriore rinvio per il lancio del COSMO-SkyMed 4 - Lo stop è arrivato a soli un minuto dal lancio. La causa: un problema di carica alla batteria insufficiente per consentire il lancio. Il nuovo tentativo è previsto non prima di 48 ore. Il liftoff (sempre dalla base dell'Aeronautica militare americana di Vandenberg, con vettore Delta II della Boeing) sarà effettuato nei prossimi giorni. "Siamo sereni - ha commentato il presidente ASI, Enrico Saggese- il satellite sta bene e continueremo a lavorare nelle prossime ore per completare la costellazione, abbiamo a disposizione ancora dieci giorni per lanciare il satellite." Il razzo Delta II della Boeing (in configurazione 7420-10) è comunque pronto.

Fonte: ASI

La sonda Deep Impact in una illustrazione che la mostra nella condizione di volo spaziale 02/11/2010 - EPOXI si avvicina alla cometa Hartley 2 - Il veicolo spaziale della missione EPOXI ha aggiustato la sua rotta in previsione del suo incontro con la cometa Hartley 2 previsto per il 4 novembre. La manovra di correzione di rotta è avvenuta alle 8 a.m. PDT (le 16 ora italiana) di oggi. La sonda ha acceso i suoi motori per 6,8 secondi modificando la velocità del veicolo spaziale di 1,5 metri al secondo. "Abbiamo lavorato per il sorvolo della cometa Wild 2 da parte della sonda Stardust e dell'incontro della Deep Impact con la cometa Tempel 1 e non ho mai visto una cometa muoversi così velocemente nel cielo come questa," dice il navigatore della missione Shyam Bhaskaran del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Abbiamo dovuto eseguire questa accensione per ri-posizionare la sonda spaziale per il suo sorvolo a distanza di 700 km." Un altro motivo è dovuto al fatto che la Hartley 2 è difficile da avvicinare a causa delle sue ridotte dimensioni e della sua attività. "La Hartely 2 è un settimo delle dimensioni della cometa Tempel 1, ma rilascia quasi lo stesso ammontare di materiale rilasciato nello spazio." spiega lo scienziato capo di EPOXI, Mike A'Hearn della Università del Maryland. "Questi getti possono agire come spinta e modificare leggermente l'orbita della cometa attorno al Sole." Giovedì 4 novembre il veicolo spaziale sorvolerà la cometa con il maggiore avvicinamento che avverrà circa alle 7 a.m. PDT (le 15 ora italiana). Questo flyby sarà il quinto nella storia effettuato da un sonda così da vicino da permettere di ottenere immagini del cuore della cometa, più comunemente conosciuto come nucleo. EPOXI è una estensione di una missione che utilizza il veicolo spaziale Deep Impact per avere l'opportunità di esplorare distinti corpi celesti. Il nome EPOXI stesso è una combinazione dei nomi per due componenti di estensioni di missione; l'osservazione di pianeti extrasolari, chiamata Extrasolar Planet Observations and Characterization (EPOCh), e dal sorvolo della cometa Hartley 2 chiamato Deep Impact Extended Investigation (DIXI). Il veicolo spaziale invece verrù ancora chiamato "Deep Impact". Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) la sonda Deep Impact impegnata nella missione EPOXI.

Fonte: NASA

02/11/2010 - Nuovo rinvio di almeno 24 ore per il decollo del Discovery - La dirigenza del team del Programma Space Shuttle ha deciso il rinvio di almeno un giorno per il lancio della navetta Discovery per l'inizio della sua missione di 11 giorni diretta alla Stazione Spaziale Internazionale. La struttura ruotante di servizio non verrà quindi retratta questa notte. La NASA television manderà in onda una conferenza stampa alle 6.30 p.m. EDT (le 23.30 ora italiana) con il capo del Mission Management Team Mike Moses ed il direttore di lancio shuttle Mike Leinbach. Il rinvio fornirà agli ingegneri più tempo per valutare i dati dopo che si sono avute letture irregolari quando è stata data energia ai motori principali e soprattutto al numero 3 dello shuttle martedì mattina. Il problema sembra essere dovuto ad un voltaggio irregolare di una delle tre fasi elettriche. Le condizioni meteo però danno soltanto un 30% favorevole al lancio per giovedì al KSC.

Fonte: NASA

02/11/2010 - Un giorno al lancio del Discovery - Le attività del conto alla rovescia per la navetta spaziale Discovery proseguono quando manca solo in giorno al lancio. I tecnici oggi ispezioneranno le tubature di ossigeno del serbatoio esterno. I sistemi di comunicazione di bordo e di terra verranno attivati questo pomeriggio e verranno eseguiti in serata i preparativi per muovere la struttura ruotante di servizio lontana dalla navetta. La NASA/TV menderà in onda un briefing del conto alla rovescia di STS-133 alle 10.30 a.m. (le 15.30 ora italiana) con Steve Payne, direttore test della NASA, Scott Higginbotham, manager del carico utile di STS-133 e Kathy Winters, ufficiale del servizio meteo shuttle.

Fonte: NASA

02/11/2010 - Lanciato satellite Russo Meridian - Un razzo vettore della famiglia aggiornata Soyuz-2-1a con stadio superiore Fregat è stato lanciato dal centro spaziale di Plesetsk alle 03.59 ora di Mosca (le 0.59 ora italiana) dalla rampa n.4 del sito n.43 per mettere in orbita il satellite Meridian M-3. La missione è sotto il controllo del Ministero Russo della Difesa, secondo quanto riportato da un portavoce delle Truppe Spaziali Russe. Il satellite Meridian lanciato oggi è il terzo tentativo di mettere in orbita un veicolo spaziale di nuova generazione per le telecomunicazioni militari che dovrebbe sostituire i Molniya-1 e 3 ed i veicoli spaziali Parus. I precedenti due tentativi sono stati entrambi dichiarati ufficialmente un fallimento. Quello di oggi è il 60esimo lancio orbitale del 2010, il 58esimo a concludersi con successo.

Fonte: Itar-Tass
Fonte: Russianspaceweb

02/11/2010 - Rinviato di altre 24 ore il lancio di COSMO-SkyMed4 - Il razzo Delta 2 della United Launch Alliance con a bordo il quarto satellite della costellazione COSMO-SkyMed farà un altro tentativo martedì sera. Oggi infatti il lancio è stato fermato a T-2 minuti a causa di un problema con lo spurgo di azoto dalla zona dei motori. L'azoto gassoso viene utilizzato per pulire gli ugelli del sistema criogenico del motore. Per far si che gli ingegneri possano correggere il problema il lancio è stato rinviato di 24 ore. Ora il momento del lancio è stato fissato per le 7.20 ora del Pacifico (le 3.20 ora italiana di mercoledì mattina) e le previsioni meteo sono ancora buone.

Fonte: SpaceflightNow

L'equipaggio di Spedizione 1, da sinistra il Comadante Bill Shepherd e gli Ingegneri di Volo Sergei Krikalev and Yuri Gidzenko 02/11/2010 - I primi dieci anni della Stazione Spaziale Internazionale - La seconda decade di una nuova era nella storia dell'umanità - e vissuta da non tutti sul nostro pianeta - è iniziata il 2 novembre 2010, con la Stazione Spaziale Internazionale che tagliava il traguardo dei 2,5 miliardi di chilometri percorsi nel suo viaggio assieme ai suoi sei residenti a bordo e con sei visitatori che stanno per raggiungerli. Il 25 ottobre la stazione aveva già stabilito il record per il veicolo spaziale abitato da più lungo tempo. Quel giorno la Stazione Spaziale Internazionale eclissava il precedente record di 3.644 giorni detenuto dalla Stazione Spaziale Russa MIR. E da allora ogni nuovo giorno la NASA ed i suoi parter spingono il limite raggiunto dagli esseri umani nello spazio in un territorio inesplorato. Dieci anni fa, Bill Shepherd, Yuri Gidzenko e Sergei Krikalev (nella foto Credit: NASA a sinistra in alto) venivano lanciati nella storia come il primo equipaggio che avrebbe vissuto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Il loro decollo dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, avvenne il 31 ottobre 2000 e l'attracco con la stazione avvenne due giorni dopo. Dal momento dell'apertura del portello della loro capsula Soyuz e della loro entrata nella nascente stazione spaziale, ci sono state persone che hanno vissuto e lavorato in orbita, 24 ore al giorno, sette giorni a settimana, 365 giorni all'anno. "Se guardiamo ai prossimi dieci anni, e pensiamo fino al 2020, la stazione spaziale sarà utilizzata in diversi ruoli," ci dice Mike Suffredini, responsabile del programma della Stazione Spaziale Internazionale dal 2005. "Con la sua presenza umana permanente, servirà come punto d'appoggio per l'esplorazione a lungo termine dello spazio, diventando parte integrale per la prova delle possibilità umane, funzionamento di attrezzature e processi essenziali per l'esplorazione spaziale." Prima del suo lancio, il Comandante di Spedizione 1, Shepherd spiegava che la stazione "ci darà una possibilità unica di accesso all'ambiente spaziale dove noi speriamo di poter eseguire ricerca interessante e produttiva, ma quello che noi vogliamo veramente sviluppare è una gran capacità di tecnologie che potranno permettere all'umanità di potersi recare in ogni direzione dal nostro pianeta." Compresi i giganteschi pannelli solari, la stazione spaziale è grande come un campo di calcio. All'interno i suoi moduli pressurizzati, dove vivono, lavorano e qualche volta giocano, i suoi residenti è grande come una casa con cinque camere da letto, compresi due bagni, una zona per le attività ginniche e una finestra di 360 gradi sul mondo. Il suo volume totale abitabile sarà di oltre 3.600 metri cubi dopo che la navetta spaziale Discovery consegnerà al complesso l'ultimo modulo previsto. Nella foto (Credt: NASA) l'astronauta Tracy Caldwell Dyson, Ingegnere di Volo di Spedizione 24, sostituisce un contenitore di campioni biologici all'interno del modulo laboratorio Kibo L'astronauta Tracy Caldwell Dyson, Ingegnere di Volo di Spedizione 24, sostituisce un contenitore di campioni biologici all'interno del modulo laboratorio Kibo "Avere costruito in orbita qualcosa di grande come un campo di football in lunghezza con più volume interno pressurizzato di un Jumbo 747, con parti e pezzi e la partecipazione di 15 paesi da tutto il mondo e con la presenza umana ininterrotta a tempo pieno 24 ore al giorno per sette giorni a settimana per 10 anni, mi riempe di un incredibile senso di orgoglio in quello che la nostra organizzazione può ottenere," dice Peggy Whitson, capo astronauti della NASA e primo Comandante donna della stazione per la Spedizione 16. Con oltre 600 esperimenti compiuti, il laboratorio orbitante ha fornito accesso continuo che ha permesso a ricercatori ed ingegneri l'opportunità di un costante aggiustamento delle loro ricerche in questo unico, ambiente a quasi gravità zero. Come avaposto di ricerca, la stazione è il luogo ideale per testare tecnologie future e ricerche per nuovi ed avanzati materiali industriali, tecnologia delle comunicazioni, ricerca medica e molto altro. "La ISS rappresenta un risultato incredibile di ingegneria internazionale," prosegue la Whitson, che è anche a capo di un esperimento che valuta come funzionano i reni umani in orbita. "La costruzione, l'assemblaggio e l'operatività devono essere viste come un miracolo se tu non consideri il GRANDE sforzo delle nostre squadre per far sembrare il tutto facile." L'equipaggio di Spedizione 20 mentre pranza tutto assieme all'interno della ISS La stazione è una iniziativa di cooperazione internazionale fra la NASA, la Russian Federal Space Agency, la Canadian Space Agency, la Japan Aerospace Exploration Agency ed 11 membri della European Space Agency: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera ed il Regno Unito. Oltre 100.000 persone delle varie agenzie spaziali e degli appaltatori in 37 stati degli USA e di tutto il mondo sono coinvolti in questa impresa. "La partecipazione per la costruzione della stazione servirà come fondamenta per la collaborazione internazionale nelle tecnologie che saranno necessarie per gli ulteriori passi dell'uomo nello spazio," dice Suffredini. "Le capacità della stazione che vediamo per il domani sono veramente affascinanti. Gli obiettivi eccezionali raggiunti in orbita sono stati possibili solo grazie alla cooperazione ed alla perseveranza dei suoi partenr sulla Terra. Abbiamo da superare differenti linguaggi, filosofie geografiche ed ingegneristiche." Mentre i popoli della Terra si sono uniti per costruire ed utilizzare il complesso, gli equipaggi residenti provenienti da diverse parti del mondo si sono dovuti unire nello spazio. Dal maggio 2009 abbiamo visto la stazione diventare la casa per il suo primo equipaggio di sei persone, Spedizione 20, e questo ha anche segnato la prima volta che almeno un membro dell'equipaggio proveniente da una delle agenzie spaziali che partecipano al progetto si trovava a bordo assieme agli altri. La Stazione Spaziale Internazionale ospita 29 installazioni di ricerca, fornendo un esempio di collaborazione fra umani e robot che ci si aspetta diventerà un perno dell'esplorazione spaziale attraverso il sistema solare. Quando chiediamo quale sia il più bel ricordo del periodo trascorso a bordo della stazione, l'Ingegnere di bordo di Spedizione 19 e 20, Mike Barratt dice, "La vista della Terra è stupenda e la microgravità è incredibile, ma il mio ricordo più forte viene quando eravamo assieme attorno al tavolo per mangiare, ascoltare la musica e conversare. Ognuno che non si trovava sul pianeta era a cena qui!" Garrett Reisman, Ingegnere di Volo di Spedizione 16 e 17, ha detto che uno dei ricordi preferiti era stata la settimana trascorsa a dormire nel Columbus, il modulo laboratorio fornito dall'ESA. "C'è una finestra nel nodo grande circa come un piccolo piatto da pranzo, e quando ero steso nella mia cuccetta la luce della Terra entrava dalla finestra ed illuminava il soffitto del Nodo 2 (conosciuto anche come Harmony), ed io potevo vedere il riflesso della Terra. Non c'era un gran numero di dettagli, ma abbastanza per poter vedere le nuvole e le formazioni delle terre emerse," Quando è partita con un equipaggio di tre "accendendo le luci" continua oggi con un equipaggio di sei conducendo esperimenti scientifici e mantenendo la loro casa lontano da casa. La stazione che supporta voli spaziali di lunga durata è la base, il fondamento, di ogni missione remota," dice l'Ingegnere di Volo Russo Krikalev, "Questo perchè le missioni remote tenderanno ad essere sempre più lunghe e noi dovremmo imparare come volare per così tanto tempo e supportare la vita a bordo per lungo tempo e per far questo dovremmo imparare come costruire dei sistemi di supporto vitale che possano essere utili. Il secondo fattore è l'ulteriore sviluppo della collaborazione internazionale," Prosegue Krikalev. "Abbiamo ancora dei dubbi se potremo o meno costruire progretti significativi assieme e se saremo in grado di completarli e la stazione è un buon esempio di che cosa siamo in grado di fare e dei risultati raggiunti assieme," Ad ogni partner internazionale viene assegnato un certo numero di risorse per lo sviluppo della ricerca e della tecnologie compreso il tempo che l'equipaggio deve assistere l'esperimento. La NASA al momento utilizza la metà del suo tempo assegnato sulla stazione per la ricerca e questo lascia l'altra metà ad avere il diritto di utilizzo sotto le linee guida stabilite dal Congresso nel 2005 come Laboratorio Nazionale degli USA. "Come Laboratorio Nazionale," aggiunge Suffredini, "(la stazione) fornirà opportunità per le accademie, entità commerciali ed altre agenzie governative di condurre le proprie ricerche e svilupperà bisogni in supporto di una grande varietà di domande scientifiche nel campo della tecnologia, biologia, fisiologia umana, fisica, materiali, scienze spaziali e terrestri. La stazione inoltre sarà la prima destinazione delle imprese commerciali in orbita bassa terrestre con la consegna sicura di carichi ed equipaggio. Nella foto (Credit: NASA) L'equipaggio di Spedizione 20 all'interno dell'avamposto orbitale. L'equipaggio di Spedizione 20 all'interno dell'avamposto orbitale "Lavoriamo con un numero di altre agenzie governative," dice Marybeth Edeen, manager del National Laboratory, "ed abbiamo un numero di clienti commerciali che stanno utilizzando il laboratorio per i loro obiettivi che siano di affari commerciali o di ricerca."
"Le ricerche guidate dalla NASA includono la microgravità, la fisica e le scienza della vita, lo Human Research Program (HRP), lo sviluppo dele tecnologie esplorative della NASA ed lo Science Mission Directorate,"
dice la Dottoressa Julie Robinson, scienziato del programma della stazione spaziale. "Per esempio il nostro HRP sta testando e valutando gli effetti dello spazio sul corpo umano e di che cosa abbiamo bisogno per far si che un astronauta possa andare oltre l'orbita terrestre in modo sicuro." La stazione è un complesso orbitale di laboratori allo stato dell'arte senza precedenti e continua ad espandere i confini della ricer ca spaziale. Il suo sistema di supporto vitale ha portato il riciclo in territori inesplorati ed i suoi residenti bevono molta della stessa acqua più volte e respirano la stessa aria ancora ed ancora. Le capacità uniche dei suoi sistemi e laboratori guideranno le scoperte di cui poi beneficeranno le missioni più lontane nello spazio esterno. Queste scoperte saranno poi utilizzate anche dai popoli della Terra ora ed in futuro. "Con ancora dieci anni di operatività di una matura ISS, ci dobbiamo aspettare di realizzare i ritorni scientifici per i quali la stazione è stata costruita. Noi dobbiamo al mondo le risposte a domande di scienza di base e medicina e la ISS può realizzarle abbondante mente se utilizzata con cura," dice Barratt. "Inoltre dobbiamo raggiungere la maturità e testare tecnologie e sistemi per andare oltre con sempre maggiore confidenza. Tutti i partner delle agenzie e nazioni sono coinvolti in questo sforzo e la ISS diventerà un unico collante ad alta tecnologia che unirà assieme la comunità spaziale interna zionale in modi inimmaginabili senza di essa."

Fonte: NASA

Una illustrazione di come appare il satellite una volta in orbita 01/11/2010 - Rinviato di 24 ore il lancio di COSMO-Skymed 4 - A ventisei minuti dal lancio è arrivato lo stop dei tecnici per un guasto a un interruttore che regola il riscaldamento dell'ossigeno liquido del primo stadio del razzo. Il nuovo tentativo di lancio è previsto domani alle 3,20 del 2 novembre. Il liftoff (sempre dalla base dell'Aeronautica militare americana di Vandenberg, con vettore Delta II della Boeing) sarà effettuato quindi la notte del 2 novembre anche se per la conferma ufficiale bisognerà attendere domani. Il razzo Delta II della Boeing (in configurazione 7420-10) è comunque pronto. Da questa stessa base USAF nella Contea di Santa Barbara, di fronte al Pacifico, da dove il 24/10/2008 partiva il penultimo “pezzo” del primo programma di Osservazione della Terra per applicazioni duali. Integrando in orbita i tre omologhi già operativi, COSMO-SkyMed 4 - il più grande programma spaziale italiano -permetterà al sistema di funzionare sfruttando pienamente le proprie potenzialità. Così configurato l’occhio radar della Costellazione ricoprirà un ruolo di sempre maggiore importanza nella protezione dell’ambiente, nella prevenzione di catastrofi naturali e in generale nella gestione di ogni tematica inerente la sicurezza del territorio. Quando anche quest'ultimo satellite sarà operativo, l'intero sistema aumenterà le sue capacità di acquisire immagini, passando dalle attuali 1350 a 1800 al giorno. E’ dal 2008 che le Nazioni Unite, e molte diverse organizzazioni umanitarie, hanno a disposizione immagini radar dettagliate – nonostante la costellazione non fosse ancora completa - di ogni evento “critico” di rilievo avvenuto sul pianeta. Dal ciclone Nargis in Birmania agli uragani Hannah e Ike , dal sisma in Cina a quello ad Haiti. Fino alle immagini che hanno recentemente mostrato al mondo la deriva del gigantesco iceberg staccatasi dalla Groenlandia nei primi giorni di agosto, immediatamente riprese dagli “occhi” di COSMO-SkyMed ed elaborate dai tecnici di e-Geos. L'intera costellazione, compreso il sistema per la gestione dei dati, è stata progettata e costruita in Italia dalle aziende della Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex Galileo. A gestire l'acquisizione e la commercializzazione dei dati dei satelliti è la societè e-Geos, costituita per il 20% dall'ASI e per l'80% da Telespazio. Il programma COSMO-SkyMed include un Segmento spaziale e uno di Terra. Il primo è costituito da una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado naturalmente di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il Segmento di Terra è invece suddiviso in due “aree” operative, il Centro Spaziale del Fucino e il Centro Spaziale di Matera. Il primo gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, oltre alle attività di comando e di controllo. Il secondo, infine, è responsabile dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati. COSMO-SkyMed consente la copertura globale del nostro pianeta, operando in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione (giorno/notte) e fornisce immagini geolocate ad elevata risoluzione spaziale con tempi di risposta estremamente rapidi. È in grado di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per lo studio e il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, la elevata qualità dei prodotti e la loro integrabilità con dati di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, con particolare riferimento alla prevenzione, al monitoraggio e alla gestione dei rischi naturali ed antropici. Ma il vero punto di forza di COSMO-SkyMed è probabilmente la sua straordinaria flessibilità di utilizzo: è stato infatti concepito come un sistema multi-missione in grado di integrarsi con altri sistemi satellitari, proprio per soddisfare le esigenze di una vasta comunità di utenze. Nella illustrazione (Credit: ASI) un satellite COMSMO-SkyMed come appare una volta in orbita.

Fonte: ASI

01/11/2010 - La Cina lancia in orbita il suo sesto satellite di navigazione globale - La Cina, nelle prime ore della mattina di lunedì, ha piazzato con successo in orbita il suo sesto satellite che fa parte del suo network del sistema di navigazione globale. Un razzo vettore Lunga Marcia 3C ha portato in orbita un satellite del sistema di navigazione Beidou, chiamato anche Compass, decollando alle 0.26 a.m. ora di Pechino del mattino di lunedì (le 14.26 ora italiana di domenica) dal Centro di Lancio Satelliti di Xichang nel sudovest della Cina, nella regione di Sichuan. Questo satellite si affiancherà agli altri cinque già in orbita per formare un network che alla fine sarà composto da ben 35 satelliti. Il network provvederà a fornire servizi di navigazione satellitare per la regione Asiatica del Pacifico fin dal 2012 e per la copertura globale dal 2020. La China Academy of Space Technology ha sviluppato il satellite e la China Academy of Launch Vehicle Technology ha realizzato il razzo vettore. Quello di oggi era il 59esimo lancio orbitale del 2010, il 57esimo conclusosi con successo.

Fonte: Xinhua News

Ecco evidenziata la zona della navetta dove si trovano le connessioni che hanno riscontrato la perdita 30/10/2010 - STS-133 rinviato a mercoledì - Il Direttore Test dalla NASA, Jeff Spaulding, ha affermato questa mattina che il team di lancio è sicuro di riparare il sistema di disconnessione rapido utilizzato per pressurizzare il sistema orbitale di manovra (OMS) destro del Discovery e permettere così il lancio ora fissato per mercoledì 3 novembre 2010 alle 3.52 p.m. (le 21.52 ora italiana). "Già adesso siamo sulla buona strada per concludere," ha detto Spaulding. La navetta ha tempo fino al 7 novembre per poter essere lanciato durante la finestra corrente, ha confermato Sapulding. Il Discovery dovrà raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale per la missione STS-133. La missione prevede l'aggancio del PMM (Permanent Multipurpose Module) carico di rifornimenti, attrezzature, esperimenti e del Robonaut 2, alla stazione. L'equipaggio di sei astronauti dovrà condurre due attività extraveicolari durante la missione della durata di 11 giorni. Le previsioni meteo per il lancio di mercoledì danno una percentuale del 70 percento di condizioni accettabili, secondo quanto riferito dall'Ufficiale Meteo Shuttle, Kathy Winter. Le proccupazioni principali riguardano le nuvole basse e la possibilità di pioggia entro 32 km. dalla pista di atterraggio per lo Shuttle, la Shuttle Landing Facility, posta al Kennedy Space Center, in Florida, del sito di lancio ed atterraggio della navetta. Il lancio era inizialmente previsto per lunedì, ma gli ingegneri hanno incontrato un problema durante la nottata di giovedì con una perdita di azoto ed elio da una serie di connettori rapidi utilizzati sul pod OMS destro del Discovery. L'azoto è un gas utilizzato per aprire e chiudere diverse valvole mentre l'elio è utilizzato per pressurizzare i serbatoi di propellente nel pod del razzo. Gli ingegneri decidevano quindi venerdì di sostituire gli impianti, rinviando la partenza del conto alla rovescia del Discovery a sabato e spostando quindi il lancio da lunedì a martedì. Ma la riparazione prendeva più tempo di quanto previsto e quindi sabato mattina i responsabili della NASA erano costretti a posticipare di altre 24 ore l'avvio del conto alla rovescia e quindi, di conseguenza, il lancio. Nella foto (Credit: NASA/TV) ecco evidenziata la zona della navetta dove si trovano le connessioni che hanno riscontrato la perdita.

Fonte: NASA

30/10/2010 - Progress attracca in manuale alla ISS - Per la quarantesima volta negli ultimi dieci anni, un cargo automatico Russo è arrivato alla Stazione Spaziale Internazionale portando rifornimenti vitali per i bisogni del laboratorio orbitale e del suo equipaggio di residenti. Ma l'aggancio ha richiesto l'intervento di uno dei cosmonauti più esperti. Il veicolo spaziale Progress M-08M, volando in automatico, ha eseguito un randez-vous con la stazione spaziale dopo un viaggio di tre giorni iniziato con il lancio dal cosmodromo di Baikonur. Ma un problema non ancora specificato ha costretto all'ultimo minuto l'intervento del cosmonauta Alexander Kalery che ha preso il comando manuale del veicolo e lo ha guidato all'attracco. L'aggancio con il compartimento di attracco Pirs è avvenuto alle 16.36 GMT (le 14.36 ora italiana) mentre sorvolova il Kazakhstan a 354 km. di quota. I bulloni ed i fermi sono stati attivati alcuni minuti dopo per assicurare fermamente il veicolo, lungo circa 7,30 metri, alla stazione.

Fonte: SpaceflightNow

L'equipaggio di STS-133 in posa di fronte al murale tributo per i 30 anni dello Space Shuttle con tutte le firme di chi ha lavorato al programma 29/10/2010 - Eseguito il quinto lancio di Ariane 5 del 2010 - La scorsa notte un Ariane 5 è decollato dallo Spazioporto Europeo posto nella Guyana Francese per un viaggio che ha lo scopo di immettere in orbita due satelliti per telecomunicazioni, W3B e BSAT-3b. Il volo V-197 è stato il quarto lancio doppio eseguito con un Ariane 5 durante l'anno. Il decollo del 53esimo Ariane è avvenuto alle 18.51 ora locale (le 23.51 ora italiana). L'obiettivo di inserimento in orbita aveva un perigeo con altitudine di 250 km. ed un apogeo di 35.913 km. ed una inclinazione di 2 gradi. I satelliti sono stati accuratamente inseriti nelle loro orbite di trasferimento orbitale dopo circa 28 minuti il primo, e 37 minuti il secondo dal momento del decollo. W3B verà posizionato in orbita geostazionaria sopra l'equatore a 30.5° e fornirà una vasta gamma di servizi dalla trasmissioni televisive ai network professionali ed alla trasmissione in larga banda per l'Europa, il Medio Oriente, l'Asia Centrale, l'Africa e le Isole dell'Oceano Indiano. BSAT-3b invece verrà posizionato a 110° Est e fornirà televisione via satellite sul Giappone utilizzando i suoi 8 trasmettitori in banda Ku. I satelliti, orbitando ad un'altitudine di circa 35.000 km. viaggeranno alla stessa velocità di rotazione della Terra e quindi, per un osservatore al suolo appariranno stazionari nel cielo, da qui la parola "geostazionari". Il totale di massa al lancio era di circa 8.260 kg., i satelliti circa 2.46 kg. mentre l'adattatore del carico utile ed il dispenser pesavano ulteriori 800 kg. Arianespace e lo Spazioporto Europeo hanno in previsione altri due lanci di Ariane entro l'anno mantendo quindi una alto rateo di lanci. La possibilità di mantenere un alto rateo di lanci era stata testata nel periodo di 12 mesi da agosto 2007 ad agosto 2008 quando erano stati eseguiti ben nove lanci (V177-V185). Il motore principale criogenico di Ariane 5 era stato acceso per primo, sette secondi più tardi i due motori a propellente solido si erano a loro volta accesi ed il veicolo aveva iniziato a salire una frazione di secondo più tardi. I booster a propellente solido erano stati sganciati dopo 2 minuti e 22 secondi dall'accensione del motore principale e l'ogiva che proteggeva il carico utile durante l'attraversamento degli strati più densi dell'atmosfera era stata sganciata a 3 minuti e 9 secondi. Il motore principale del vettore era stato spento a 8 minuti e 50 secondi di missione e sei secondi più tardi lo stadio principale criogenico si era separato dallo stadio superiore ed il suo carico utile. Dieci secondi dopo la separazione dello stadio superiore il motore criogenico del secondo stadio si era acceso per proseguire il viaggio. Il motore veniva spento a 24 minuti e 47 secondi di missione mentre il veicolo viaggiava a 33.689 km/h ed a un'altezza di 646 km. L'orbita di trasferimento geostazionario veniva raggiunta con successo. Dopo 28 minuti e 11 secondi dall'accensione dei motori principali il W3C si era separato dalla stadio superiore seguito dal BSAT-3b a 37 minuti e 50 secondi di missione, Il volo operativo del volo di Ariane era stato completato poi a 49 minuti e 50 secondi dall'accensione del motore principale. Quello di oggi è stato il 58esimo lancio orbitale del 2010, il 56esimo eseguito regolarmente. Nella foto (Credit: Arianespace) il decollo del quinto Ariane 5 dell'anno. AGGIORNAMENTO - Il satellite W3B è stato considarato perso dopo che una perdita di propellente ha completamente tolto ogni possibilità di manovra. La perdita è stata segnalata dopo poche ore dal rilascio dal razzo Ariane 5 e sembra non aver nessun legame con il vettore. Un portavoce della Eutelsat ha dichiarato che la compagnia avanzerà una richiesta di rimborso all'assicurazione. La Thales Alenia Space, costruttrice del satellite, ha preferito non emettere nessuna dichiarazione sul grave guasto occorso.

Fonte: ESA

27/10/2010 - Partita la Progress M-8M diretta alla ISS - Un razzo vettore Soyuz-U progettato e costruito dalla società Russ TSKB-Progress Space Center è decollato oggi dalla rampa n.1 (rampa di lancio di Gagarin) di Baikonur alle 19.11.50 ora di Mosca (le 17.11 ora italiana). Il razzo ha portato con successo in orbita il veicolo spaziale automatico cargo Progress M-08M che consegnerà circa 2,5 tonnellate di rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale e più in dettaglio: 250 kg. di propellente per la ISS , ossigeno 50 kg., acqua 272 kg., alimenti 278 kg. e vario materiale scientifico e di pezzi di ricambio. Dopo la separazione del Progress M-08M dal suo terzo stadio il controllo del veicolo è stato preso dal MCC-M (Centro Controllo Missione di Mosca). Il veicolo spaziale si trova ora su un'orbita di 192x243 km. con una inclinazione di 51,64° ed un periodo di rivoluzione di 88,57 minuti. Il Progress attraccherà alla stazione il 30 ottobre alle 20.40 ora di Mosca (le 18.40 ora italiana). Quello di oggi era il 57esimo lancio orbitale del 2010, il 55esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: Roscosmos

25/10/2010 - Riparato il guasto, Discovery pronto al via - I tecnici del Centro Spaziale Kennedy della NASA, in Florida, hanno completato il riempimento di propellente dei quattro serbatoio dei motori orbitali del Discovery e del sistema di controllo a reazione. I serbatoi sono stati riempiti dopo che le squadre avevano sostituito le due flangie dove, in precedenza, era stata scoperta una piccola perdita di combustibile ipergolico nella parte destra del Discovery. I tecnici ora sono passati ad occuparsi della preparazione finale del veicolo spaziale per il suo prossimo lancio. Oggi al Kennedy i dirigenti della NASA hanno eseguito la riunione finale chiamata Flight Readiness Review dove hanno discusso il livello di preparazione della navetta, degli equipaggi, del carico utile e della Stazione Spaziale Internazionale ed hanno fissato la data ufficiale di lancio per il prossimo primo novembre alle ore 4.40 p.m. EDT (le 22.40 ora italiana). Una conferenza stampa è stata trasmessa in diretta sul canale NASA/TV alla conclusione dell'incontro. Il conto alla rovescia inizierà venerdì alle 3 p.m. (le 21 ora italiana) ed il giorno seguente i sei astronauti del Discovery arriveranno al Kennedy Space Center. Il direttore di lancio Mike Leinbach ha dichiarato: "Siamo tutti in gran forma qui e sulla rampa." Gli astronauti di STS-133 entreranno in quarantena al Johnson Space Center della NASA di Houston questo pomeriggio in preparazione della missione.

Fonte: NASA

25/10/2010 - Progress lascia la ISS - Oggi, 25 ottobre, il veicolo spaziale cargo Progress M-05M si è sganciato dal modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale alle 18.25 ora di Mosca (le 16.25 ora italiana). La missione autonoma durerà circa tre settimane. Nei prossimi giorni inizieranno degli esperimenti di geofisica e poi il Progress verrà fatto uscire dall'orbita e si distruggerà sopra il Sud del Pacifico. Il Progress M-05M venne lanciato da Baikonur lo scorso 28 febbraio e consegnò circa 2.600 kg. di cargo alla stazione, compreso il cibo, l'acqua, il propellente, l'aria, ecc. I motori del Progress inoltre vennero utilizzati per rialzare l'orbita della ISS lo scorso 26 maggio. Intanto sulla rampa di lancio del Cosmodromo di Baikonur è pronto il Progress 40 (M-08M) destinato alla ISS il cui lancio è previsto per il 27 ottobre alle 19.11.53 ora di Mosca (le 17.11 ora italiana) e l'attracco con la ISS tre giorni dopo. A bordo del Progress M-08M si trovano circa 2.500 kg. di rifornimenti per la stazione spaziale compreso un esperimento (Molniya-Gamma and Coulomb Crystal) ed un'attrezzatura per le trasmissioni ad alta velocità che verrà installata all'esterno della ISS durante una EVA dei cosmonauti Oleg Skripochka e Dmitry Kondratiev prevista per il prossimo gennaio. Intanto, nei giorni scorsi, la Stazione Spaziale Internazionale ha battuto il record detenuto dalla stazione spaziale MIR da diversi anni. La ISS è diventato il più longevo avamposto abitato mai costruito. Il precedente record era detenuto dalla stazione orbitale Russa MIR. Gli equipaggi avevano lavorato permanentemente sulla MIR dal 8 settembre 1989 al 28 agosto 1999, 3.641 giorni, quasi dieci anni. Sebbene questo conteggio comprenda anche il tempo trascorso durante molti spostamenti di veicoli Soyuz TM. Il nuovo record è stato conquistato dalla ISS il 22 ottobre alle 11.13 ora di Mosca (le 9.13 ora italiana) con equipaggi che hanno volato continuativamente sulla ISS fin dal 2 novembre 2000. Così la ISS celebrerà anche il suo decimo anniversario della prima spedizione questo anno. Infatti il 2 novembre 2000 il comandante della ISS-1 William Shepherd assieme ai due cosmonauti Russi Sergey Krikalev e Yury Gidzenko arrivavano alla stazione.

Fonte: Roscosmos

25/10/2010 - Slitta al 18 novembre il debutto del Dragon - La compagnia privata Space Exploration Technologies (SpaceX) ha slittato il lancio previsto per l'8 novembre prossimo del proprio razzo vettore Falcon 9 e del veicolo spaziale Dragon al 18 novembre. "La SpaceX ha fissato il 18 novembre per il prossimo lancio e con il 19 e 20 come date di riserva," ha dichiarato il portavoce della SpaceX, Kirstin Brost, in una e-mail inviata il 23 ottobre. Il volo dimostrativo del razzo vettore di medio carico Falcon 9 e della sua capsula da trasporto merci Dragon, è stato sviluppato sotto il programa COTS (Commercial Orbital Transportation Services) della NASA ed in origine avrebbe dovuto avvenire nel settembre 2008, secondo l'accordo firmato dalla compagnia californiana e la NASA. Il documento venne in seguito modificato per riflettere il volo dimostrativo che avrebbe dovuto avvenire nel giugno 2009. Voli di routine diretti alla Stazione Spaziale Internazionale avrebbero dovuto seguire fin da dicembre di quell'anno in base all'accordo con il prezzo fissato a 1,6 miliardi di dollari, ma lo sviluppo delle varie attrezzature aveva preso più tempo del previsto. Il primo volo COTS sarà un volo di quattro oree questo vuol dire che la capsula Dragon effettuerà quattro orbite attorno alla Terra, trasmetterà la telemetria, ricevera comandi, effettuerà manovre rientrerà nell'atmosfera terrestre ed effettuerà un atterraggio sicuro in acqua per il suo recupero. La SpaceX è una delle due compagnie USA che hanno un contratto per fornire servizi di trasporto cargo diretti alla Stazione Spaziale Internazionale utilizzando veicoli commerciali non abitati. L'altra compagnia è la Orbital Sciences Corp. della Virginia che sta sviluppando il veicolo robotico Cygnus ed il nuovo razzo Taurus 2 da lanciare verso la Stazione Spaziale Internazionale. La Orbital Sciences ha vinto un contratto da 1,9 miliardi di dollari per fornire otto voli cargo verso la stazione spaziale. Nella prima parte dell'anno la SpaceX aveva lanciato il suo primo razzo vettore Falcon 9 con un debutto completamente riuscito. Quel test trasportata anche un modello del veicolo Dragon che però non si era separato dallo stadio superiore del razzo.

Fonte: Space.com

21/10/2010 - Un nuovo standard internazionale per i boccaporti di attracco - I partecipanti al programma della Stazione Spaziale Internazionale si sono accordati per definire un nuovo standard di sistema di aggancio che sarà anche capace di implementare la possibilità di ancoraggio. L'accordo permette una varietò di meccanismi compatibili ma non necessariamente identici per l'attracco. Una prima versione dell'accordo della Definizione dell'Interfaccia verrà pubblicata il 25 ottobre. International Docking System Standard (IDSS) fornirà le linee guida per una interfaccia comune per connettere assieme le navi spaziali. Il nuovo sistema verrà costruito sull'eredità del sistema APAS (Androgynous Peripheral Attachment System) Russo utilizzato dalla navetta spaziale USA per l'attracco "duro" e dall'innovativo sistema di cattura "morbida" dei sistemi NASA ed ESA. Altre agenzie saranno libere di scegliere specifiche caratteristiche dietro l'interfaccia. "L'IDSS è un fulgido esempio di collaborazione internazionale. Abbiamo sviluppato un linguaggio comune per i sistemi di attracco che usa le stesse "parole" nello spazio quando verrà il momento di lavorare assieme," dice Simonetta Di Pippo, Direttore del Volo Spaziale Umano dell'ESA. "Lo Standard di Attracco esce dai confini per una vera sfida all'esplorazione globale. Inoltre questo renderà le attività di aggancio fra le navi spaziali più di routine ed elimineranno gli ostacoli critici per un'esplorazione spaziale congiunta," prosegue la Di Pippo. "Oggi il nostro futuro nello spazio è più aperto che mai. L'ESA ha spinto per lo sviluppo di questo standard fino dall'inizio dell'attività del gruppo ed ha contribuito al documento che definisce lo standard dell'interfaccia, conclude Simonetta Di Pippo. La definizione del documento iniziale dell'IDSS verrà reso pubblico il 25 ottobre e conterrà la descrizione preliminare delle caratteristiche fisiche ed i carichi dell'interfaccia di attracco standard. I team tecnici delle cinque agenzie spaziali che partecipano alla ISS proseguiranno il lavoro di rifinitura da aggiungere agli standard iniziali. L'ESA, la NASA, la Roscosmos, la Japan Aerospace Exploration Agency e la Canadian Space Agency sono rappresentate nella Coordinazione Multilaterale, che coordina le attività della stazione fra i partener.

Fonte: Spacedaily

19/10/2010 - Soyuz mette in orbita sei satelliti Globastar - La flotta orbitante di satelliti per telecomunicazioni Globastar ha ricevuto un rinforzo martedì quando un razzo commerciale Soyuz lanciato dal Kazakhstan ha rilasciato sei veicoli spaziali più avanzati per riportare al pieno funzionamento il servizio di voce e dati. Costruiti dalla Thales Alenia Space, i satelliti sono anche la pietra miliare della rinnovata costellazione Globalstar. Tre altri lanci di Soyuz sono previsti nell'estate del 2011, portando così la flotta di seconda generazione della costellazione di satelliti a 24 piattaforme. Il razzo vettore Soyuz è decollato alle 17:10:59 GMT (le 19.10 ora italiana) dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Sfrecciando in una notte nuvolosa il Soyuz 2-1a e lo stadio superiore Fregat hanno accelerato alla velocità orbitale dopo pochi minuti dal decollo. Dopo aver girato attorno al mondo per oltre un ora lo stadio superiore Fregat si è acceso ancora per raggiungere la prevista separazione orbitale. Montati sopra uno speciale dispensatore i sei satelliti Globalstar sono stati rilasciati in sequenza per evitare possibili collisioni. Due satelliti erano piazzati sulla cima dell'adattatore conico e si sono separati per primi mentre i restanti quattro nella porzione più bassa li hanno seguiti 96 secondi dopo. Ogni satellite pesa circa 700 kg. ed ha una vita operativa stimata di 15 anni. Al momento la costellazione di satelliti Globastar è composta da 40 veicoli la maggior parte lanciata fra il 1998 ed il 2000. Costruiti dalla Space System/Loral e con una vita prevista di sette anni ora hanno bisogno di essere sostituiti. I controllori ora ritireranno i vecchi satelliti e quelli più nuovi entreranno in servizio. Quando la nuova campagna di lancio della Globastar si concluderà il prossimo anno la flotta comprenderà 24 satelliti della seconda generazione ed otto della prima generazione utilizzati come riserva e lanciati nel 2007. Quello di oggi era il nono lancio di Globastar utilizzando il vettore Soyuz. La missione di oggi è stata gestita dalla Starsem, una sussidiaria di Arianspace, che si occupa del lancio dei vettori Russi Soyuz. Quello di oggi è stato il 56esimo lancio orbitale del 2010, il 54esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: SpaceflightNow

L'equipaggio di STS-133 in posa di fronte al murale tributo per i 30 anni dello Space Shuttle con tutte le firme di chi ha lavorato al programma 18/10/2010 - I tecnici al lavoro per risolvere una piccola perdita sul Discovery - Una piccola perdita è stata scoperta nella tubatura del propellente dei motori orbitali di manovra della navetta spaziale Discovery. La perdita è stata scoperta su una flangia che si trova nell'interfaccia dove le due linee di propellente si incontrano nel compartimento di coda dello shuttle. Le tubature portano il propellente chiamato monometrilidrazina, uno dei due componenti chimici utilizzati per accendere i motori da 2.700 chilogrammi di spinta che si trovano ai due lati del timone della navetta, sopra i motori principali. Gli ingegneri ed i tecnici lavorano sulla navetta Discovery che si trova sulla rampa 39A al Kennedy Space Center, in Florida, ed stringeranno i sei bulloni attorno alla flangia sospetta e poi ricontrollerano se vi sono ancora perdite. Se questo non funzionasse, il propellente che si trova già all'interno dei serbatoi verrebbe pompato fuori ed i tecnici sostituirebbero tutte e due le guarnizioni. La programmazione delle fasi preparatorie al lancio potrebbe permettere la sostituzione delle guarnizioni senza rinviare il lancio del Discovery previsto per il 1° novembre. Nonostante questo i responsabili del Programma Space Shuttle vogliono essere sicuri che ogni possibile risoluzione del problema abbia successo prima di procedere con l'avvio del conto alla rovescia. Questa notte intanto i tecnici hanno in previsione di installare il PMM (Permanent Multipurpose Module) e la piattaforma Express all'interno del vano di carico della navetta. Venerdì si era concluso con successo il TCDT (Terminal Countdown Demonstration test) e l'equipaggio di STS-133 poteva tornare al Johnson Space Center in Texas dopo una settimana di intenso addestramento per il conto alla rovescia finale. La sessione di addestramento da agli astronauti ed ai controllori di volo la possibilità di prendere pratica di tutti i passi da eseguire nel giorno del lancio prima di farlo realmente fra un paio di settimane. L'equipaggio di STS-133, composto dal Comandante Steve Lindsey, il Pilota Eric Boe e gli Specialisti di Missione Michael Barratt, Nicole Stott, Alvin Drew e Tim Kopra tornerà al Kennedy alcuni giorni prima del lancio del Discovery per la sua missione conclusiva. Nella foto (Credit:NASA/ Kim Shiflett) l'equipaggio di STS-133 in posa di fronte al murale tributo per i 30 anni dello Space Shuttle con tutte le firme di chi ha lavorato al programma.

Fonte: NASA

Foto del meteorite Oileán Ruaidh fotografato da Opportunity il 16 settembre scorso durante il suo
viaggio verso il cratere Endeavour 15/10/2010 - Opportunity; quasi 24 km. su Marte - Opportunity si è mosso soltanto una volta durante la scorsa settimana; il 6 ottobre 2010 il rover della NASA ha coperto circa 94 metri portando il totale del percorso effettuato su Marte a ben 23,99 chilometri. Opportunity sta seguendo la sua rotta verso il cratere Endeavour utilizzando anche la modalità automatica e, mentre fa questo, il rover raccoglie molti altri dati che riempiono la sua memoria flash. Occasionalmente quindi il tempo viene impiegato per inviare i dati limitando l'attività di guida. Il processo è stato inoltre ritardato a causa di un guasto ad una delle antenne di ricezione del sistema Deep Space Network della NASA. La guida verrà ripristinata quanto prima mentre al Sol 2388 (12 ottobre 2010) i pannelli solari del rover producevano 607 watt/ora con una opacità atmosferica (Tau) a 0,518 ed un fattore di polvere sui pannelli di 0,691. Intanto Spirit rimane silenzioso nella sua posizione sul lato occidentale di Home Plate. Dal rover non sono state più ricevute comunicazioni fin dal Sol 2210 (22 marzo 2010). Il progetto di utilizzare le antenne del Deep Space Network e della sonda Mars Odyssey per ascoltare Spirit è in corso nel caso che l'orologio della missione si sia guastato. L'aumento dell'insolazione solare dovrebbe facilitare la ricarica delle batterie del rover permettendo un più facile ascolto di Spirit nel prossimo periodo. La distanza totale percorsa da Spirit su Marte rimane ferma a 7.730,50 metri. Nella foto (Credit: NASA/JPL) Foto del meteorite ferroso "Oileán Ruaidh" fotografato da Opportunity il 16 settembre scorso durante il suo viaggio verso il cratere Endeavour.

Fonte: SpaceDaily

15/10/2010 - Satellite USA lanciato con un Proton - Il 14 ottobre 2010 alle 22.53 ora di Mosca (le 20.53 ora italiana) un razzo vettore Proton-M equipaggiato di uno stadio superiore Breeze-M, è decollato con successo dalla rampa 24 del cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, per mettere in orbita il satellite Sirius-XM5. Il lancio è stato eseguito dalle compagnie della Roscosmos sotto la ILS (International Launch Services). Dopo la separazione del terzo stadio del razzo lo stadio superiore Breeze-M ha proseguito la sua missione per inserire il satellite, pesante quasi 6 tonnellate, regolarmente in orbita. Questa mattina alle 8.05 ora di Mosca (le 6.05 ora italiana), perfettamente in linea con la sequenza di rilascio, il satellite si è separato dallo stadio superiore. Al momento il satellite Sirius-XM5 è nella sua orbita prevista ed entrerà presto in servizio per la compagnia Statunitense Sirius XM Radio che trasmette 130 canali radiofonici da satellite su tutto il continente Americano. Il satellite Sirius-XM5, costruito dalla Space System Loral su piattaforma 1300, fungerà da riserva per la flotta dei quattro satelliti già in orbita. Quello di oggi è il 55esimo lancio orbitale del 2010, il 53esimo a raggiungere regolarmente l'orbita. Inoltre si è trattato del nono lancio di un Proton del 2010.

Fonte: Roscosmos
Fonte: ILS

14/10/2010 - PMM verso il lancio - Ci siamo. E’ lì, nella stiva dello Shuttle. Sabato 16 le “Cargo bay doors” con dentro PMM si chiudono. Il Modulo abitativo vi era stato istallato lunedì, 11 ottobre. E tutti i test con la navetta (IVT, Interface Verification Test: funzionale, di interfaccia e di configurazione coi sottosistemi) erano stati completati con successo il giorno successivo, 12 ottobre. Ora si aspetta il lancio: l’ora x scatta il primo novembre, a conclusione dello straordinario “week-end” spaziale italiano che si aprirà il 29 ottobre a Vanderberg con il lancio di COSMO-SkyMed4. PMM ed il resto del launch package (cioè del carico che deve essere lanciato con lo stesso volo) erano stati installati nel canister, il veicolo per il trasporto alla rampa di lancio, la notte del 4 ottobre. La Constraints Review , per il closeout interno del modulo con l'istallazione di tutto il carico e la chiusura positiva di tutti i check, era stata perfezionata il 22 settembre scorso. Il canister ha quindi lasciato la Space Station Processing Facility (SSPF) e il 5 ottobre è stato ruotato in verticale e preparato per lo spostamento alla rampa di lancio, effettuato il 7 Ottobre. Il countdown verso la nuova vita di Leonardo, il 'vecchio' modulo logistico realizzato dall'ASI che ha servito la Stazione Spaziale Internazionale per nove anni trasportando attrezzature e rifornimenti nella pancia dello Shuttle, procede inesorabile. Ribattezzato PMM (Permanent Multipurpose Module) dopo una serie di modifiche messe a punto a Torino da Thales Alenia Space Italia e realizzate oltreoceano al Kennedy Space Center, il "nuovo" modulo verrà lanciato verso la ISS con la missione STS-133 dello Space Shuttle in agenda - appunto - per il prossimo primo novembre. Da dicembre diventerà parte integrante della Stazione in veste di modulo permanente. La navetta interessata è il Discovery, che proprio lo scorso 20 settembre ha effettuato il rolls out verso il complesso di lancio 39/A. La chiusura ufficiale dei lavori sul modulo era stata ufficializzata il 9 settembre scorso nella base di lancio USA di Cape Canaveral, con una cerimonia che ha anche sancito il passaggio di proprietà di PMM dall'Agenzia Spaziale Italiana alla NASA. "L'attività di modifica ad MPLM FM1 Leoonardo per la realizzazione del PMM" - ha commentato il responsabile del progetto, Salvatore Pignataro - " si inserisce nella lunga tradizione di collaborazione bilaterale tra ASI e NASA per lo sviluppo di moduli della Stazione Spaziale, collaborazione iniziata proprio con gli MPLM e transitata per il programma Nodi". »

Fonte: ASI

14/10/2010 - Sosituito il modulo di discesa della Soyuz - Il modulo di rientro per il veicolo spaziale Soyuz TMA-20 è arrivato oggi presso l'edificio della RSC-Energia a Baikonur. La capsula verrà utilizzata in sostituzione di quella sulla quale sono state riscontrate delle anomalie durante una ispezione al cosmodromo. La decisione di sostituire il modulo di rietro è stata presa al termine dell'inchiesta svolta dalla commissione presieduta dal presidente della RSA-Energia, Vitaly Lapota. L'inchiesta era stata decisa dopo che erano stati riscontrati dei danni al contenitore per il trasporto del veicolo fino al cosmodromo di Baikonur. Al momento i moduli abitativo, della strumentazione e di rientro della Soyuz TMA-20 non sono ancora stati assemblati assieme. Gli esperti stanno preparandosi per i test ed il montaggio e, per rimanere nei tempi previsti il lavoro viene svolto con personale su tre turni, assieme agli esperti della Energia che hanno accompagnato la capsula di rientro durante la spedizione.

Fonte: Roscosmos

13/10/2010 - Gli astronauti di STS-133 arrivano al KSC - Il Comandante di STS-133, Steve Lindsey ed il suo equipaggio di cinque astronauti è giunto al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, per effettuare il Terminal Countdown Demostration Test, o TCDT ed il relativo addestramento. Diversi giorni di addestramento approfondito si concluderanno venerdì mattina con un interno giorno dedicato alle fasi finali prima del lancio a bordo della navetta spaziale Discovery. Lindsey, il Pilota Eric Boe e gli Specialisti di Missione Michael Barratt, Nicole Stott, Alvin Drew e Tim Kopra hanno volato al KSC dal Johnson Space Center della NASA a Houston martedì pomeriggio. Gli astronauti sono atterrati sulla Shuttle Landing Facility del Kennedy con i loro jet T-38, aerei supersonici dipinti di bianco che vengono utilizzati per mantenere attive le loro abilità di guida aerea negli intervalli durante le missioni spaziali. Mentre si troveranno al Kennedy questa settimana gli astronauti parteciperanno a diverse sessioni di addestramento, rilasceranno interviste con i giornalisti e condurranno la simulazione del conteggio alla rovescia per il lancio. Gli astronauti rientreranno a Houston venerdì pomeriggio.

Fonte: NASA

11/10/2010 - Obama firma la nuova strategia per l'esplorazione spaziale USA - Il Presidente degli Stati uniti Barak Obama ha firmato oggi l'atto principale per la NASA che trasforma la sua visione per l'esplorazione spaziale degli asteroidi e di Marte in legge. La firma ha reso ufficiale l'autorizzazione alla NASA che cancella il precedente obiettivo orientato verso la Luna e spiana la strada per una missione abitata verso gli asteroidi per il 2025 mentre una missione diretta a Marte è prevista nel decennio successivo. La legge ha stanziato un budget di 19 miliardi di dollari per la NASA per il 2011, aggiungendo una ulteriore missione della navetta spaziale prima del ritiro definitivo il prossimo anno e l'estensione della Stazione Spaziale Internazionale almeno fino al 2020. La firma del Presidente Obama arriva dopo che il Congresso aveva approvato la legge lo scorso 6 ottobre. Ora è attesa una revisione finale che il Congresso effettuerà a metà novembre. Il nuovo piano della NASA prevede la cancellazione del programma Constellation orientato ad un ritorno sulla Luna stabilito durante la precedente amministrazione del Presidente Bush e che prevedeva un ritorno di astronauti sulla Luna dal 2020. Il programma Constellation prevedeva lo sviluppo di nuovi razzi, Ares I ed Ares V e la capsula Orion che avrebbe rimpiazzato la flotta di space shuttle. Obama aveva recuperato la capsula Orion per un utilizzo come scialuppa di salvataggio per l'equipaggio della ISS e come possibile veicolo per lo spazio profondo. Un comitato instaurato dall'amministrazione Obama lo scorso anno aveva scoperto che il programma Constellation era sotto finanziato ed insostenibile. Il nuovo piano della NASA prevede il ritiro delle tre navette nel 2010 e l'inizio dei lavori per la costruzione di un nuovo vettore pesante che sarà necessario per il lancio dei grandi componenti per le future missioni nello spazio profondo. Inoltre il piano apre la via per la crescita dei veicoli spaziali commerciali. Nell'originale piano di Obama la NASA avrebbe affittato veicoli spaziali dai Russi, dagli Europei e dai Giapponesi per il trasporto degli equipaggi e delle merci verso la ISS nel breve termine e poi l'utilizzo di navi spaziali costruite da compagnie private per portare gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale appena diventati operativi. "Questo avrebbe permesso alla NASA di dedicarsi a sfide più complesse ed eccitanti per le quali la NASA è stata ideata," ha dichiarato l'ex-astronauta Sally Ride, "Portare gli astronauti oltre l'orbita terrestre." La dipendenza da veicoli spaziali esteri come di privati aveva sollevato le critiche da parte di molti politici a causa del gap creato dal ritiro della flotta di navette spaziali dal 2011. Alcuni congressisti, assieme a rinomati astronauti NASA come Neil Armstrong, Gene Cernan e Jim Lovell, avevano pubblicamente criticato il piano a causa dei problemi legati alla sicurezza dell'utilizzo di navi spaziali private. Ma il vice amministratore della NASA, Lory Garver, aveva assicurato che le compagnie private dovranno seguire delle linee guida stringenti sul lato sicurezza e che il campo dei competitori per i contratti NASA include aziende come la Boeing che non sono certo estranee ai bisogni di sicurezza del volo spaziale umano.

Fonte: Space.com

Il momento del rilascio della VSS Enterprise dalla nave madre Eve 10/10/2010 - Primo volo libero per la SS2 - VSS Enterprise - La VSS Enterprise ha compiuto il primo volo libero da una quota di 13.700 metri ed ha veleggiato con successo fino ad atterrare allo Spazioporto di Mojave. Il 10 ottobre 2010 da Mojave, California, la Virgin Galactic, la compagnia americana che sta sviluppando il primo sistema di volo spaziale commerciale privato per il turismo, è orgogliosa di annunciare il completamento con successo del primo volo libero pilotato della Space Ship Two, nominata VSS Enterprise. La nave spaziale è stata rilasciata dalla sua nave madre da un'altitudine di 13.700 metri. Durante il suo primo volo la nave spaziale era pilotata da Pete Siebold assistito da Mike Alsbury nel ruolo del copilota. I due obiettivi principali del volo erano di effettuare un rilascio pulito della nave spaziale dalla nave madre e, per i piloti, di effettuare il volo libero e veleggiare ed infine atterrare nello spazioporto di Mojave in California. Altri obiettivi più dettagliati sono stati raggiunti con successo come; verifica che tutti i sistemi funzionassero prima del rilascio di Enterprise, valutazioni iniziali di manovrabilità e caratteristiche di stallo, valutazioni qualitative di stabilità e di controllo di SS2 in confronto con le previsioni del lavoro di progettazione e simulazione, verifica delle performance valutando il valore di resistenza aerodinamica della nave spaziale durante il volo planato, prova di avvicinamento all'atterraggio e discesa ed atterraggio. I preparativi per questo volo decisivo sono stati intensi. La nave madre WhiteKnightTwo (ribattezzata Eve) ha effettuato 40 voli compresi quattro con la nave spaziale appesa. Il più recente volo di questo tipo è avvenuto lo scorso 30 settembre mentre il più recente volo solo della nave madre si era svolto il 5 ottobre ed aveva dimostrato che tutti i sistemi richiesti per un volo libero della VSS Enterprise funzionavano correttamente senza nessun problema. Commentando il successo del volo il pilota Pete Siebold ha così dichiarato: "Pilotare la VSS Enterprise è un vero divertimento, specialmente quando uno considera il fatto che il veicolo spaziale è stato progettato non solo per viaggiare nello spazio a Mach 3,5 ma anche per essere l'unico aliante al mondo che vola alla più grande altezza," Sir Richard Branson, fondatore del Virgin Group, presente durante il primo volo, ha così commentato: "E' stato uno dei momenti più eccitanti nell'intera storia della Virgin. Per la prima volta fin da quando il progetto è nato nel 2004, ho visto la prima nave spaziale passeggeri atterrare sulla pista dello spazioporto del Mojave ed è stato un grande momento. Ora, il cielo non è più il limite ed inizieremo il processo di spingerci oltre l'ultima frontiera dello spazio durante il prossimo anno." La Virgin Galactic si trova ora sulla strada per diventare la prima compagnia passeggeri spaziale con i depositi di anticipo di 370 clienti per un totale di 50 milioni di dollari. Le operazioni future avverranno dallo Spazioporto America nel New Mexico dopo si sta ultimando i preparativi per l'inaugurazione della pista prevista il 22 ottobre prossimo. Il National Geographic Channel USA mostrerà un documentario sulla costruzione e preparazione del primo volo della VSS Enterprise il 18 ottobre alle 10.00 p.m. ET. George Whitesides, amministratore delegato della Virgin Galactic era anch'esso presente allo storico volo ed ha aggiunto: "Vedere la prima nave spaziale commerciale passeggeri atterrare sulla pista è un sogno che si avvera. Ora la nostra sfida è di andare avanti e di completare il programma sperimentale, ottenere la licenza dalla FAA (Federal Aviation Administration) e portare il sistema con sicurezza in servizio allo Spazioporto America, New Mexico."

Fonte: Virgin Galactic

Una navicella spaziale Soyuz come appare in orbita 10/10/2010 - Nuovo equipaggio raggiunge la ISS - Dopo un viaggio durato due giorni i tre nuovi membri dell'equipaggio di Spedizione 25) sono arrivati alla Stazione Spaziale Internazionale ed hanno attraccato al boccaporto del modulo Poisk alle 8.01 p.m. EDT (le 2.01 ora italiana di domenica). Gli Ingegneri di Volo Scott Kelly, Alexander Kaleri e Oleg Skripochka erano stati lanciati dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, a bordo della loro astronave Soyuz TMA-01M lo scorso giovedì alle 7.10 p.m. (le 1.10 ora italiana di venerdì mattina), per iniziare la loro permanenza di circa 5 mesi e mezzo che si concluderà con un atterraggio in Kazakhstan nel marzo del 2011. Il Comandante di Spedizione 25 Doug Wheelock e gli Ingegneri di Volo Shanno Walker e Fyodor Yurchikhin, che si trovano già sulla stazione spaziale fin dallo scorso giugno, hanno accolto i nuovi compagni quando sono stati aperti i portelli fra le due navi spaziali alle 11.09 p.m. (le 5.09 ora italiana). I nuovi arrivati, dopo una rapida cerimonia di benvenuto ed i saluti hanno ricevuto un'aggiornamento sulle misure standard di sicurezza da parte dei loro colleghi. La permenenza di Spedizione 25 sul laboratorio orbitale si concluderà in novembre. La Spedizione 26 infatti inizierà ufficialmente quando Wheelock, Walker e Yurchikhin sganceranno dalla stazione la loro capsula Soyuz TMA-19. Kelly, assieme a Kaleri ed Skripochka. Kelly assumerà in quel momento il Comando della stazione spaziale come Comandante di Spedizione 26. La nuova capsula Soyuz TMA-01M è un veicolo digitale e la manovra di attracco è stata tutta realizzata in automatico dimostrando le capacità delle nuove apparecchiature del veicolo. Questa trasformazione dal veicolo Soyuz analogico a quresto nuovo modello digitale permetterà di testare nello spazio tutta una serie di apparecchiature da utilizzare poi nel nuovo veicolo spaziale Russo che dovrà sostituire la Soyuz dopo oltre 40 anni di onorato servizio. Nella foto (Credit: NASA) un veicolo spaziale Soyuz come quello arrivato oggi alla Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte: NASA
Fonte: SpaceflightNow

L'equipaggio della Soyuz TMA-01M si avvia verso la rampa di lancio 08/10/2010 - Lanciata la Soyuz TMA-01M da Baikonur - Nelle prime ore del mattino di oggi, alle 03.10 a.m. (le 1.10 ora italiana) un razzo vettore Soyuz-FG è decollato da Baikonur. Dopo circa nove minuti, dopo la sequenza di separazione, il veicolo abitato Soyuz TMA-M ha raggiunto con successo la LEO (Low Earth Orbit - Orbita bassa terrestre) ed ha dispiegato regolarmente i pannelli solari e le antenne di trasmissioni. La Soyuz è prevista per l'attracco alla Stazione Spaziale Internazionale il 10 ottobre alle 04.02 a.m. (le 2.02 ora italiana) al boccaporto del modulo Poisk. A bordo della Soyuz si trova il Comandante Alexander Kaleri, il cosmonauta Oleg Skripochka e l'astronauta della NASA Scott Kelly. Una volta arrivati alla ISS si uniranno al Comandante Doug Wheelock, al cosmonauta Fiodor Yurchikhin ed all'astronauta NASA Shannon Walker per iniziare l'incremento 25 per l'equipaggio di sei persone. Ad assistere al lancio, fra il pubblico, oltre ai dignitari ed alte cariche degli Stati Uniti e della Russia era presente Mark Kelly, il fratello gemello di Scott Kelly, che sarà il Comandante della navetta Endeavour durante la missione di assemblaggio della ISS il prossimo febbraio. Se i programmi verranno rispettati sarà la prima volta che due fratelli di sangue saranno nello spazio assieme. La Soyuz lanciata oggi è la prima del modello aggiornato in varie apparecchiature elettroniche di bordo. In questo diagramma potete vedere il dettaglio della nuova capsula Soyuz TMA-M. Quello di oggi era il 54esimo lancio orbitale del 2010, il 52esimo a raggiungere con successo l'orbita ed il sesto abitato.

Fonte: Roscosmos
Fonte SpaceflightNow

Il logo della missione di Nespoli sulla ISS 08/10/2010 - MagISStra la missione di Nespoli sulla ISS - Magistra è il corrispettivo latino di maestra, ed ora la terza missione europea di lunga durata di un astronauta verso la Stazione Spaziale Internazionale porterà quasi lo stesso nome: MagISStra. Quando l'astronauta italiano dell'ESA Paolo Nespoli partirà a bordo della Soyuz TMA il 13 dicembre, insieme al russo Dmitri Kondratyev e a Catherine Coleman della NASA, guarderà con entusiasmo ai sei mesi intensi e pieni di esperimenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Durante la sua missione, denominata MagISStra, Paolo vivrà e lavorerà sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con Kondratyev e Coleman come membri della Spedizione 26 e 27. Durante la loro permanenza accoglieranno l'ultima missione pianificata di uno Shuttle ed i trasporti cargo, cioè senza personale a bordo, provenienti dall'Europa e dal Giappone, prima di rientrare a Terra nel maggio 2011. Lo scorso giugno l'ESA ha lanciato una competizione a livello europeo per dare un nome alla missione di Paolo e ha infine selezionato il suggerimento dell'italiana Antonella Pezzani (nell'illustrazione il logo scelto - Credit: ESA). Il nome di ispirazione latina, combina la parola magistra, con l'acronimo della Stazione Spaziale Internazionale, continuando così la tradizione dell'ESA di avere la sigla ISS all'interno del nome della missione. MagISStra rievoca inoltre il valore umanistico della missione, in quanto riflette quel collegamento speciale con l'istruzione, che è una delle tre dimensioni del volo, insieme alla scienza e alla tecnologia. Il logo della missione comprende un essere umano, che può essere interpretato come Paolo stesso, proiettato dalla ISS. Il valore della missione sulla terra è simboleggiato da 3 icone tra le braccia: la pianta, che denota la ricerca scientifica, gli ingranaggi per la tecnologia, ed il libro per la conoscenza. Le sei stelle rappresentano i sei membri dell'equipaggio che vivono nella Stazione durante la missione ed i sei mesi che Paolo passerà nello spazio, nonché l'idea dell'Europa. Paolo Nespoli ed i suoi compagni di viaggio hanno visitato oggi ad Oberpfaffenhofen, Germania, il centro di controllo del modulo per esperimenti europeo Columbus. La ricerca scientifica sarà una della attività principali durante la missione MagISStra. Più di 30 esperimenti lo attendono, spaziando dalla ricerca umana ai fluidi della fisica, alla radiazione, alla biologia e alle dimostrazioni tecnologiche. Paolo eseguirà inoltre diversi esperimenti per le agenzie spaziali statunitense, giapponese e canadese. Come parte del programma educativo dell'ESA, i bambini potranno seguire l'iniziativa internazionale "Mission X: Train Like an Astronaut" (Missione X: allenati come un astronauta) costruita intorno a temi quali la salute, il benessere e la nutrizione, più uno speciale progetto di serra nello spazio. Paolo, infine, farà delle riprese a bordo utilizzando la nuova videocamera 3D dell’ESA, mostrando così la Stazione Spaziale sotto una nuova prospettiva. Per maggiori informazioni sulla missione MagISStra, visitate il sito www.esa.int/magisstra. Il sito, che apre oggi, offre le ultime notizie, foto e video dalla missione e, occasionalmente, qualche messaggio dallo stesso Paolo. È la vostra scorciatoia per la ISS nei mesi a venire!

Fonte: ESA

Il logo vincitrice del concorso 07/10/2010 - Scelto il logo della missione di Vittori su Endeavour - Si è svolta questa mattina a Roma, nella sede del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, la Cerimonia di premiazione del Concorso “Disegna e Designa”, indetto nel corso dello scorso anno scolastico dall’Agenzia Spaziale Italiana tra gli studenti delle Medie Inferiori e delle ultime due classi delle Elementari. All’evento, realizzato con l'importante contributo di ALTEC - sia nella selezione dei premi da assegnare che degli istituti ammessi a concorrere - hanno preso parte, tra gli altri, il presidente dell’ASI Enrico Saggese e l’astronauta italiano dell'ESA e Colonnello pilota dell’Aeronautica Militare, Roberto Vittori. I giovani studenti erano stati chiamati a trovare il nome e il logo (qui a sinistra il primo classificato tra i vincitori) per la missione STS-134 dello Shuttle Endeavour in calendario per il prossimo febbraio, in cui l’Italia riveste un ruolo di primissimo piano. La STS-134, infatti, porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale per la terza volta Roberto Vittori (primo italiano in assoluto a fare tris sulla ISS). Ma non solo: trasporterà anche l’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS), un sofisticato laboratorio di ricerca scientifica, realizzato col fondamentale contributo dell’Italia, che si spera possa risolvere l’enigma della materia oscura nell’Universo. La nomina ufficiale dei sei vincitori, le cui idee verranno utilizzate come concept verbale e grafico per il nome e il logo italiani ufficiali della Missione, risale allo scorso 4 maggio. Per la categoria “Miglior Nome” i vincitori sono nell’ordine: Alessia Casasanta di Chieti, Antonella Marin di Padova e Carlos Repetto di Genova. Nella categoria “Miglio logo”, invece, i vincitori sono nell’ordine: Elena Nadalini di Modena, Eda Sula di Casale Monferrato e Alessandra Giliberto di Messina. La Commissione giudicatrice ha inoltre deciso una speciale “Menzione Simpatia” per i lavori di Deborah Morrione (Castelvetrano, Trapani), Lorenzo Dindelli (Sassomarconi, Bologna ), Daniela Mazzone G. Marconi (Casamassima, Bari), Lara Toscana (Altopiano della Paganella, Andalo, Trento) e Sofia Stella Malaguti (Perugia). Nel corso della medesima cerimonia, è stato consegnato il premio “Silver Snoopy: The Astronaut Personal Achievement Award” a Salvatore Pignataro, dell’Unità Microgravità dell’Agenzia Spaziale Italiana: si tratta di un riconoscimento che la NASA ha voluto assegnare per le attività di coordinamento della Utilizzazione ASI della Stazione Spaziale e di gestione del Programma MDS, svolte in ambito IPC e, successivamente, in Direzione Tecnica. La motivazione della lettera recita: “ [..] this letter is to express our appreciation for the outstanding support you have provided to NASA’s space programs as the Italian Space Agency Utilization Manager, especially your contributions to the Mice Drawer System (MDS) science investigation as the MDS Program Manager”. “Sono onorato di ricevere questo riconoscimento – ha commentato Pignataro - quale dipendente dell’Agenzia Spaziale Italiana , in organico alla Direzione tecnica e a Microgravità”.

Fonte: ASI

06/10/2010 - La Cina invia altri due satelliti in orbita - Due satelliti di ricerca sono volati su un'orbita alta circa 650 km. nelle prime ore di mercoledì con un razzo vettore Lunga Marcia e proseguon una sequenza di quasi un lancio Cinese a settimana iniziata alla fine di luglio. Il vettore Lunga Marcia 4B è decollato alle 00.49 GMT (le 1.49 ora italiana) dal centro spaziale Taiyuan nel nord della Cina. Il lancio è avvenuto solo poche ore dopo che l'orbiter lunare Chang'e-2 era arrivata in orbita lunare dopo un viaggio di cinque giorni dalla Terra. Secondo l'agenzia di stampa Xinhua, il razzo alto come un palazzo di 15 piani, trasportava due satelliti Shijian 6. Il tracciamento dei militari USA mostra che i due veicoli spaziali orbitano a circa 600 km. sopra la Terra con una inclinazione di circa 98 gradi sull'equatore. Si è trattato dell'undicesimo lancio spaziale Cinese dell'anno. Sette di queste missioni sono state compiute fin dalla fine di luglio, in circa 10 settimane. Il carico utile sono il quarto paio di satelliti Shijian 6. I veicoli spaziali, ribatezzati Shijian 6G e 6H, sonderanno l'ambiente spaziale, secondo quanto riportato dalla Xinhua. Non sono stati rilasciati altri dettagli della missione. I satelliti della famiglia Shijian si pensa possano servire come dimostratori di tecnologia anche perchè la parola "Shijian" in Cinese significa "pratica". L'ultimo set di satelliti Shijian 6 venne lanciato nell'ottobre del 2008. Uno dei due veicoli, Shijian 6F, divenne l'obiettivo di una dimostrazione di avvicinamento in agosto. In quella occasione un satellite appena lanciato, Shijian 12, si avvicinò a circa 200 metri dallo Shijian 6F, secondo quanto riportato da osservatori amatoriali e dati della U.S. Air Force. Quello di oggi era il 53esimo lancio orbitale globale del 2010, il 51esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: SpaceflightNews

06/10/2010 - La sonda Cinese raggiunge l'orbita lunare - La nuova sonda lunare Cinese ha raggiunto oggi la sua destinazione dopo aver acceso i suoi razzi di frenata per entrare in orbita lunare, secondo quanto riportato da fonti statali. La sonda automatica Chang'e 2 è il secondo orbiter lunare Cinese a raggiungere la Luna. La sonda è entrata in un'orbita dal periodo di 12 ore dopo aver completato un viaggio della durata di cinque giorni iniziato sulla Terra, ha riportato l'agenzia di notizi Cinese Xinhua. La Cina aveva lanciato la sonda Chang'è 2 lo scorso 1° ottobre per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 3C dalla provincia di Sichuan. La missione segue il successo della prima missione lunare Cinese, Chang'e 1, che si schiantò sulla superficie lunare come previsto nel marzo del 2009. La manovra di frenata di oggi ha rallentato Chang'e 2 e gli ha permesso di entrare in orbita lunare ellittica attorno alla Luna, secondo quanto dichiarato dal Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino e la Xinhua. Due altre manovre sono previste per portare la sonda nella sua orbita definitiva della durata di 118 minuti. La manovra metterà delle "solide fondamenta" alla Changìe 2 che gli permetteranno di effettuare osservazioni scientifiche dalla sua orbita definitiva, ha comunicato la BACC (Beijing Aerospace Control Center). Questa seconda sonda lunare dovrà avvicinarsi maggiormente alla Luna, circa 100 km. dalla superficie, contro i 200 km della precedente Chang'e 1 ed inoltre la Chang'e 2 ha viaggiato verso la Luna molto più velocemente della sua predecessore. La nuova sonda è il secondo tassello delle tre fasi del programma di esplorazione lunare Cinese ed il suo nome deriva dalla mitica dea lunare.

Fonte: Space Daily

05/10/2010 - Danneggiata una Soyuz durante il trasporto - Un veicolo spaziale Russo Soyuz, il cui lancio è previsto in dicembre, ha subito dei danni al container che lo trasportava, ha comunicato il costruttore. Questo è l'ultimo in una serie di problemi del programma spaziale di quel paese. Gli ingegneri hanno scoperto che il container che trasportava la Soyuz TMA-20 si è danneggiato durante il trasporto per via ferroviaria al cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. La notizia è stata resa pubblica dal presidente della società Energiya (costruttrice della capsula), Vitaly Lopota, all'agenzia di informazione Russa Interfax. "Quando abbiamo tolto il veicolo spaziale dal container abbiamo scoperto il danno, al container, non alla nave." ha chiarito Lopota. "Adesso controlleremo tutto da ora fino a dicembre e spero che riusciremo a farla volare senza ritardi," ha concluso Lopota. La Soyuz in questione è quella prevista per il lancio il 13 dicembre prossimo con a bordo il cosmonauta Russo Dmitry Kondratyev, l'astronauta della NASA Catherine Coleman e l'astronata Italiano dell'ESA Paolo Nespoli, diretti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il contrattempo segue il problema tecnico che, lo scorso mese, aveva costretto ad un rinvio di 24 ore nello sgancio della Soyuz per il rientro di un equipaggio dalla ISS. Questo rinvio nell' atterraggio è il primo che accade nell'ultimo decennio. "Secondo i risultati di una prima ispezione del danno eseguita, non ci dovrebbe essere il pericolo di dover far tornare il veicolo spaziale alla fabbrica costruttrice," ha detto la fonte. "Una decisione finale verrà comunque presa nei prossimi giorni." Il capo dell'agenzia spaziale Russa Anatoly Perminov dovrebbe ispezionare la nave spaziale mercoledì, ha dichiarato il portavoce della Roskosmos, Alexander Vorobyov, alla Interfax. Il lancio di dicembre non dovrebbe comunque essere a rischio visto che è pronta un'altra Soyuz per l'invio a Baikonur, ha aggiunto Vorobyov.

Fonte: Space Daily

04/10/2010 - Proseguono i preparativi per STS-133 - Alla rampa n.39A del Kennedy Space Center della NASA proseguono regolarmente le operzioni per preparare la navetta spaziale Discovery per la sua missione STS-133 prevista per il lancio il 1° novembre alle 4.40 p.m. EDT (le 22.40 ora italiana). I tecnici hanno completato le operazioni di servizio propellente prelancio, ed il carico utile della missione, il PMM (Permanent Multipurpose Module) e l'ELC-4 (Express Logistics Carrier 4 ) oltre ad una serie di pezzi di ricambio per la Stazione Spaziale Internazional, verranno installati giovedì nel vano di carico del Discovery. L'equipaggio di STS-133, composto dai sei astronauti, effet tuerà oggi al Johnson Space Center di Houston delle simulazioni per le attività extraveicolari all'interno del Neutral Buoyancy Laboratory.

Fonte: NASA Archive

Il momento del decollo del vettore Lunga Marcia 3C con a bordo la seconda sonda lunare Cinese Chang’e-2 01/10/2010 - Partita la seconda sonda lunare Cinese - La sonda lunare Cinese Chang’e-2 è stata lanciata con successo, lo ha annunciato il centro di controllo al sito di lancio per satelliti di Xichang posto nel sudovest della Provincia Cinese dello Sichuan. La sonda Chang’e-2 è giunta nell’orbita di trasferimento Terra- Luna dopo la sua separazione dal vettore di lancio ed ha un perigeo di 200 chilometri ed un apogeo di circa 380.000 chilometri dalla Terra, secondo quanto riferito dal centro di controllo. Il centro di controllo ha inoltre annunciato che, dopo il successo dell’inserimento in orbita il satellite ha dispiegato i suoi pannelli solari. Erano le 6:59:57 p.m. (le 12:59:57 ora italiana) quando il satellite è decollato a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 3C (CZ-3C) dalla torre di lancio n.2 del Xichang Satellite Launch Center. La sonda impiegherà circa 112 ore per raggiungere l’orbita lunare. Se Chang’e-2 riuscirà ad inviare a Terra immagini ad alta risoluzione della Baia degli Arcobaleni la missione potrà dirsi di aver raggiunto il pieno successo, questo ha dichiarato il capo progettista del programma di esplorazione lunare, Wu Weiren. Weirein inoltre aggiunto che la Cahng’e-2 dovrà riprendere foto ad alta risoluzione della zona lunare attorno alla Baia degli Arcobaleni perchè quello è il luogo scelto per far allunare la prossima sonda Chang’e-3. Nella foto (Credit: CALT) il decollo del razzo vettore Lunga Marcia 3C con a bordo la seconda sonda lunare Cinese, la Chang’e-2. Quello di oggi è stato il 52esimo lancio orbitale del 2010, il 50esimo a raggiungere regolarmente l’orbita.

Fonte: Xinhua

01/10/2010 - Scoperto nuovo pianeta che potrebbe avere acqua in superficie - Un team di astronomi dell’Università delle Hawaii e che include Manoa's Nader Haghighipour ha annunciato la scoperta di un pianeta che potrebbe avere acqua liquida sulla superficie. Il pianeta, che è probabilmente il 30 per cento più grande della Terra, è stato scoperto utilizzando uno dei telescopi del W. M. Keck Observatory sul Mauna Kea. Questo pianeta orbita attorno ad una relativamente piccola stella, Gliese 581, che si trova nella costellazione della Libra a circa 20 anni luce dalla Terra. ”Determinando l’orbita di questo pianeta abbiamo potuto dedurre che sulla sua superficie la temperatura è simile a quella della Terra,” ha dichiarato Haghighipour. Questo significa che almeno un po dell’acqua sulla superficie del pianeta e nella sua atmosfera potrebbe essere in forma liquida piuttosto che in ghiaccio o vapore. La scoperta di acqua liquida nello spazio è un passo importante nella ricerca di vita extraterrestre. Il team stima che il nuovo pianeta, chiamato Gliese 581g, ha una massa da tre a quattro volte quella della Terra ed orbita attorno alla sua stella in appena 37 giorni terrestri. La sua massa indica che è probabilmente un pianeta roccioso con abbastanza gravità per poter mantenere la sua atmosfera. Questo è uno dei sei pianeti conosciuti che orbitano questa stella. Per scoprire il pianeta il team ha osservato i piccoli cambiamenti nella velocità della stella che decresce a causa della spinta gravitazionale del pianeta. Sono stati utilizzate 238 osservazioni separate di Gliese 581 nell’arco di undici anni per arrivare alla scoperta. Haghighipour dice che il team sta tenendo sotto osservazione diverse stelle nelle vicinanze utilizzando l’Osservatorio Keck. ”Stiamo acquisendo molti dati di come le stelle si muovono e ci aspettiamo di trovare molti altri pianeti nelle condizioni potenziali della Terra,” ha detto. Inoltre egli ha notato che per poter conoscere maggiori informazioni sulle condizioni di questi pianeti vi è la necessità di telescopi ancora più grandi, come il Thirty Meter Telescope previsto per il Mauna Kea. Il team che ha fatto la scoperta è guidato da Steven Vogt della University of California, Santa Cruz (UCSC) e Paul Butler del Carnegie Institution di Washington. Altri membri del team includono il ricercatore scientifico associato dell’UCSC Eugenio Rivera, e Gregory Henry e Michael Williamson della Tennessee State University. Questa ricerca è supportata inoltre dalla National Science Foundation, dalla NASA, e dal NASA Astrobiology Institute. Per il completo comunicato stampa visitate il sito: http://news.ucsc.edu/2010/09/planet.html.

Fonte: SpaceRef

01/10/2010 - Lanciato satellite militare Russo - La Russia giovedì 30 settembre ha lanciato con successo nello spazio un satellite militare, così come dichiarato dal portavoce delle Forze Spaziali Russe Alexei Zolotukhin. Un razzo vettore Molniya-M è decollato dal centro spaziale di Plesetsk, posto nel nord della Russia, alle 9.01 p.m . ora di Mosca (le 19.01 ora italiana) con a bordo un satellite militare della serie “Cosmos” aggiungendo che il lancio si è svolto normalmente. Il lancio è stato seguito da una squadra delle Forze Spaziali Russe e supervisionato dal Comandante delle Forze Spaziali Oleg Ostapenko. Il satellite era previsto per l’entrata in orbita alle 9.57 p.m. ora di Mosca (le 19.57 ora italiana) ha dichiarato Zolotukhin. Questo nuovo satellite aumenterà le capacità militari Russe nel gruppo orbitale. ”I lanci dei vettori Molniya da Plesetsk sono iniziati nel 1970 e fino ad oggi sono stati 229 confermando questa tecnologia così affidabile” ha concluso il portavoce come riportato dalla Agenzia di notizie Itar-Tass. Quello di oggi è stato l’ultimo lancio del vettore della famiglia Molniya perchè da ora in poi questi satelliti verranno messi in orbita con i vettori Soyuz-2 e Angara. Quello di oggi è stato il 51esimo lancio orbitale del 2010, il 49esimo arrivato regolarmente in orbita.

Fonte: Space Daily

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