

In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica da luglio a settembre 2011. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del sito AtomZ.

30/09/2011 - Elon Musk svela il razzo interamente racuperabile di SpaceX - Il fondatore di SpaceX, Elon Musk, ha parlato di fronte ai giornalisti
riuniti presso il National Press Club di Washington, ed ha svelato l'innovativo piano di riutilizzo della sua compagnia per gli stadi esauriti dei razzi. Il piano prevede che sia il
primo stadio che il secondo stadio del razzo vettore Falcon 9 ritornino al sito di lancio atterrando in verticale grazie ai propri propulsori e a delle gambe retrattili. Grazie
a questa innovazione rivoluzionaria, mai utilizzata prima da nessun razzo vettore, Musk ha dichiarato che prevede un drastico calo dei costi di lancio. "E' soltanto un
problema ingegneristico," ha detto Musk, "ma siamo giunti alla conclusione che puà essere risolto e la SpaceX ci proverà." Al momento tutti i razzi vettori che
portano in orbita carichi utili sono chiamati 'razzi a perdere' (expendable launch vehicle) perchè i loro stadi, una volta completato il loro compito, ricadono nell'oceano
o bruciano nell'atmosfera. La navetta spaziale della NASA era parzialmente riutilizzabile dato che sia l'orbiter che i due booster a combustibile solido venivano riutilizzati
dopo la missione. Ma, anche in questo caso, i costi di lancio rimanevano alti per una varietà di motivi. "Ora potremmo fallire," ha proseguito Musk "Non sto dicendo
che siamo certi del successo ma ci proveremo, Abbiamo il progetto sulla carta, abbiamo fatto i nostri calcoli e le simulazioni e queste funzionano. Ora dobbiamo essere sicuri
che le simulazioni e la realtà coincidano perchè, di solito, se questo non avviene vince la realtà." Il recupero ed il riutilizzo del primo stadio del Falcon 9 è sempre
stato un obiettivo della SpaceX fin dall'inizio ma il progetto svelato oggi va ben oltre il recupero per mezzo di paracadute precedentemente ipotizzato. In un video esplicativo
(che potete vedere in fondo alla notizia, ndr) un Falcon 9 decolla da Cape Canaveral e dopo la separazione dal secondo stadio il primo stadio si volta, mettendo i motori nella
direzione del moto. A questo punto tre dei nove motori si accendono per rallentare lo stadio che poi dispiega tre zampe di atterraggio e effettua un atterraggio verticale
fermandosi su una piattaforma di cemento. Allo stesso modo il secondo stadio si gira, dopo aver sganciato il suo carico utile in orbita, accende il suo motore e rientra dallo
spazio protetto da uno scudo termico posto sulla cima dello stadio. Una volta fuori dalla zona di massima velocità e calore il secondo stadio si volta nuovamente per effettuare
una discesa controllata ed un atterraggio in verticale sulle zampe estendibili. La SpaceX inoltre prevede che la versione per equipaggio della sua capsula spaziale Dragon
possa effettuare un rientro di questo tipo. "Vedremo se funziona," ha detto Musk. "Ma siamo certi che sarà un interessante avventura. E se funziona, sarà grandioso.
Se guardiamo ai costi di un Falcon 9 ... sono circa dai 50 ai 60 milioni di dollari. Ma il costo del propellente e dell'ossigeno è soltanto 200.000 dollari. Così, è ovvio, se
possiamo riutilizzare il razzo, diciamo, un centinaio di volte, questo porterebbe il costo del razzo per ogni lancio a solo 50.000 dollari ... Questo permetterebbe una riduzione
di centinaia di volte dei costi di lancio. Musk ha inoltre specificato che la progettazione e la costruzione del sistema di recupero non rallenterà il lavoro della compagnia
nelle capsule automatiche o di quelle con equipaggio e che lo sviluppo proseguirà in parallelo. La SpaceX ha un contratto con la NASA per la costruzione e l'invio di capsule
cargo automatiche Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale utilizzando il vettore a due stadi Falcon 9. Inoltre la compagnia sta lavorando alla seconda fase del
programma NASA per lo sviluppo di una versione abitata della capsual Dragon come possibile impresa commerciale. La SpaceX sta preparandosi alla prima missione cargo automatica diretta alla
Stazione Spaziale Internazionale dopo il primo test dello scorso anno. Il decollo di questa missione era previsto per il 30 novembre ma Musk ha confermato che il recente fallimento
della missione di rifornimento per mezzo del veicolo Russo Progress, ed i conseguenti ritardi delle missioni con equipaggio, molto probabilmente rinvieranno il lancio di
SpaceX a gennaio 2012. Nella illustrazione in alto (Credit: SpaceX) l'atterraggio del primo stadio del vettore Falcon 9 al termine della sua missione.
VIDEO CHE MOSTRA LE FASI DI MISSIONE DEL FALCON 9 RIUTILIZZABILE (CREDIT: SPACEX)
Fonti: SpaceflightNow - SpaceX |
29/09/2011 - Mars Express scopre la supersaturazione d'acqua nell'atmosfera marziana - Nuove analisi dei dati inviati dallo spettrometro SPICAM, che
si trova a bordo della sonda Mars Express dell'ESA, hanno rivelato per la prima volta che l'atmosfera del pianeta è supersaturata di vapore acqueo. La sorpendente scoperta
ha grosse ripercussioni sulla comprensione del ciclo dell'acqua su Marte e sull'evoluzione storica dell'atmosfera. Sebbene numerosi veicoli spaziali abbiano visitato Marte
in quasi mezzo secolo, misurazioni dirette della struttura verticale dell'atmosfera del pianeta dovevano ancora essere eseguite. Poiché la maggior parte degli strumenti della
sonda sono puntati in giù verso la superficie, è stato possibile solo osservare la distribuzione orizzontale dei gas in atmosfera, lasciando la questione di come il vapore
acqueo viene miscelato nell'atmosfera quasi inesplorato. Questa mancanza di misure dirette ha fatto sì che le descrizioni della distribuzione verticale del vapore acqueo -
un fattore chiave per lo studio del ciclo idrologico Marte '- siano in genere basate su modelli climatici globali. Questo vuoto di dati è stato ora colmato con lo spettrometro
SPICAM (Spectroscopy for Investigation of Characteristics of the Atmosphere of Mars) di cui è fornita la Mars Express. Lo strumento studia la luce del Sole che attraversa
l'atmosfera al tramonto o al sorgere della stella e le misure generano dei profili verticali delle concentrazioni dei costituenti atmosferici, compreso il vapore acqueo. Con
un articolo pubblicato questa settimana sulla rivista scientifica Science, una squadra di scienziati internazionali capeggiati da Luca Maltagliati dei Laboratoire Atmosphères,
Milieux, Observations Spatiales (LATMOS) di Guyancourt, Francia, descrive le osservazioni di SPICAM fatte per nella regione dell'infrarosso che provano, per la prima volta,
l'esistenza del fenomeno di supersaturazione del vapore acqueo marziano. Supersaturazione - L'atmosfera di Marte possiede 10.000 volte meno vapore acqueo di
quella terrestre. Nonostante questo il vapore acqueo è un gas molto dinamico ed uno dei principali costituenti stagionali variabili nell'atmosfera di Marte. Sotto le normali
condizioni terrestri il vapore acqueo si condensa attorno a piccole particelle di polvere, di aerosol o di sale quando la temperatura dell'atmosfera scende sotto un determinato
valore chiamato 'punto di rugiada'. A questo punto si dice che l'atmosfera è satura dato che non può più trattenere ancora acqua a questo livello di temperatura e pressione.
Infatti ogni vapore acqueo in eccesso al 'punto di rugiada' viene normalmente condensato sotto forma di gocce o di cristalli di ghiaccio. Tuttavia, la sovrasaturazione può
verificarsi quando una parte del vapore d'acqua rimane nell'atmosfera, invece di condensarsi o di congelare. Quando i nuclei di condensazione (da aerosol di polvere su Marte)
sono troppo rari, la condensazione è impedita, lasciando notevoli quantità di vapore acqueo in eccesso. Fino a questo momento si era pensato che la sovrasaturazione non potesse
avvenire nella fredda atmosfera marziana: ogni vapore acqueo in eccesso di saturazione si sarebbe dovuto convertire immediatamente in ghiaccio. Invece lo SPICAM ha rilevato
che la sovrasautrazione avviene frequentemente nell'atmosfera di Marte - ad altezze oltre i 50 km di quota - durante la stagione dell'afelio, quando Marte si trova nel punto
della sua orbita più lontana dal Sole. Sono stati scoperti su Marte livelli molto alti di sovrasaturazione, fino a 10 volte superiori di quelli misurati sulla Terra. Chiaramente
questo significa che c'è molto più vapore acqueo negli strati più alti dell'atmosfera marziana di quanto nessuno avesse mai immaginato. Sembra proprio che i modelli precedenti
abbiano fortemente sottostimato la quantità di vapore acqueo alle altezze fra 25 e 50 km, che è da 10 a 100 volte maggiore di quanto ci si aspettasse a quelle altezze.
"La distribuzione verticale del vapor d'acqua è un fattore chiave per lo studio del ciclo idrologico di Marte, ed il vecchio paradigma che sia controllata principalmente
dalla saturazione fisica ha ora bisogno di essere rivisto", ha detto Luca Maltagliati. "La nostra scoperta ha importanti implicazioni per la comprensione del clima
globale del pianeta e il trasporto di acqua da un emisfero all'altro." ""I dati suggeriscono che molto più vapore acqueo viene portato abbastanza in alto nell'atmosfera da
essere colpito da fotodissociazione", ha aggiunto Franck Montmessin, anche lui del Latmos, che è il Principal Investigator per SPICAM e co-autore dell'articolo.
La radiazione solare può dividere le molecole di acqua in atomi di ossigeno e idrogeno, che possono poi sfuggire nello spazio. Ciò ha implicazioni per la velocità con cui
l'acqua è stata persa dal pianeta e per l'evoluzione a lungo termine della superficie di Marte e della sua atmosfera. " Il nuovo documento analizza i dati ottenuti da
SPICAM quando l'atmosfera marziana era relativamente priva di polvere. L'assenza di polvere permette allo strumento di misurare il profilo verticale a meno di 10 km dalla
superficie del pianeta. I livelli di sovrasaturazione sono suscettibili di scendere bruscamente durante l'estate del sud, quando le tempeste di polvere iniettano grandi
quantità di aerosol in atmosfera, incrementando l'offerta di nuclei di condensazione. Pubblicazione di riferimento "Evidence of Water Vapor in Excess of
Saturation in the Atmosphere of Mars", by L. Maltagliati, F. Montmessin, A. Fedorova, O. Korablev, F. Forget, and J.-L. Bertaux, published in the 30 September 2011
issue of Science. Nella illustrazione (Credit :ESA - Illustration by Medialab) la sonda Europea Mars Express in orbita attorno a Marte.
Fonti: ESA Science |
29/09/2011 - Proton mette in orbita satellite per il Messico - Con un perfetto lancio avvenuto dalla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan,
alle 18:32 GMT (le 22:32 ora italiana) un razzo vettore Proton M è tornato al successo portando in orbita il satellite messicano QuetzSat 1. Infatti dopo 9 ore e 13 minuti di
missione lo stadio superiore Breeze M ha rilasciato il QuetzSat 1 nell'orbita di trasferimento geostazionario; la posizione finale del satellite sarà l'orbita geostazionaria
a 77° Ovest. Il satellite per telecomunicazioni,
gestito dalla SES, compagnia di sede in Lussemburgo, è fornito di 32 transponder in banda Ku con 20 kw di potenza fornirà trasmissioni televisive sulla zona del Messico, degli
Stati Uniti e dell'America Centrale per almeno 15 anni. QuetzSat 1, pesante 5.600 kg è stato costruito dalla Space System/Loral di Palo Alto, California, e finanziato con un prestito dalla
banca di Import-Export degli Stati Uniti, per un valore di 171,5 milioni di dollari e con una porzione dell'assicurazione fornita dalla Aon di Chicago. Il lancio è il secondo
volo di un veicolo Proton M/Breeze M ma il primo volo commerciale gestito dalla ILS (International Launch Services) fin dal fallimento del 18 agosto scorso quando il satellite per telecomunicazioni Russo
Express AM4 finì su un'orbita inutilizzabile. Il satellite, assicurato per circa 300 milioni di dollari, è stato dichiarato perso definitivamente e la causa del guasto è
stata riscontrata in un errore del programma di volo del razzo. Il razzo è costruito dalla Khrunichev Research and Production Space Center di Mosca, uno dei pilastri dell'industria
spaziale Russa e maggiore azionista della ILS. Il Proton era al suo 368° lancio fin dal volo inaugurale del 1965. Quello di oggi era il 57° lancio orbitale del 2011, il 52°
a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: ILS) il momento del decollo del vettore Proton M con a bordo il satellite QuetzSat 1.
Fonti: ILS |
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29/09/2011 - Padiglione dello Spazio inaugurato a Volandia - Volandia ha una nuova area espositiva dove l'esplorazione aeronautica è volata ad un
livello ancora più alto: il padiglione dello Spazio. Dal 2 giugno 2011, i visitatori possono esplorare il cielo grazie al nuovo planetario, camminare attraverso pianeti e
satelliti, sperimentare in una stanza 3D come si vive sulla Stazione Spaziale Internazionale e rivivere le missioni dei più grandi astronauti. Il Professor Vallerani è il
curatore scientifico del nuovo padiglione che è stato creato in collaborazione con ESA, con ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, e con il gruppo industriale Finmeccanica.
Il Parco e Museo del Volo "Volandia" è situato vicino l'aeroporto milanese di Malpensa.
Fonti: ESA Italia |
29/09/2011 - In orbita TianGong-1 - Un razzo vettore Lunga Marcia 2F (Chang Zheng 2F), decollato alle 9:16 ora di Pechino (le 15:16 ora italiana)
dalla rampa di lancio SLS-2 del Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan, nel nordovest della Cina, ha immesso con successo in orbita il laboratorio orbitale TianGong-1. Il
veicolo spaziale è stato lanciato a due giorni dalla Festa Nazionale Cinese che si terrà il 1° ottobre. A bordo di TianGong-1 si trovano anche esperimenti medici ed ingegneristici
oltre a 300 bandierine della Federazione Internazionale di Astronautica per commemorare la missione. In copertina (Credit: ChinaNwes.com) il momento del lancio del razzo, la
sala del centro di controllo ed, in alto, una raffigurazione di TianGong-1 in orbita.
La massa di TianGong-1 è di 8.506 kg con una lunghezza totale di 10,4 metri ed è composta da due sezioni cilindriche con un boccaporto
di attracco all'estremità frontale. I due moduli sono chiamati 'modulo sperimentale' e 'modulo risorse'. Il modulo sperimentale, di 3,35 metri di diametro, è composto da una
zona frontale tronco-conica, una sezione cilindrica ed una zona tronco-conica posteriore. Nella parte anteriore del modulo sperimentale vi sono il sistema di attracco e le
attrezzature di comunicazione e misurazione utili per supportare le fasi di randezvous ed aggancio delle future navi spaziali. Il modulo sperimentale sarà dove vivranno e
lavoreranno i taikonauti, con circa 15 metri cubi di spazio a disposizione. Questa sezione è anche fornita di due postazioni per dormire dotate di un sistema di illuminazione
orientabile, attrezzature per gli esercizi fisici, un sistema di intrattenimento, apparecchiature per le comunicazioni e sistemi di controllo. Il modulo è stato pitturato
internamente per aiutare i taikonauti a mantenere il senso dell'orientamento anche a gravità ridotta. Il pavimento ha un colore associato al suolo mentre il soffitto un colore
associato al cielo. Il modulo risorse è invece di 2,8 metri di diametro e fornisce l'energia necessaria al volo - essendo dotato di due pannelli solari, serbatoi di propellente
ed altri sistemi. Il TianGong-1 potrà rimanere in orbita per almeno due anni. Dopo un periodo iniziale di test e controlli del TianGong-1, la Cina sarà pronta al lancio del
veicolo spaziale disabitato Shenzhou-8 per mezzo del razzo vettore Lunga Marcia (Chang Zheng) CZ-2F (Y8) previsto per il primo novembre. L'aggancio potrà avvenire dopo che
i sistemi di entrambi i veicoli siano stati verificati e controllati. Nei due anni previsti di attività operativa di TianGong-1 è previsto che venga visitato da tre veicoli
spaziali differenti. Infatti dopo lo Shenzhuo-8 arriveranno anche il 9 ed il 10 ed almeno uno dei due avrà un equipaggio a bordo. I takoinauti potranno rimanere a bordo del
laboratorio spaziale per un massimo di due settimane. Il TianGong-1 verrà posto su un'orbita circolare di 350 km dopo due manovre orbitali. Prima del lancio della Shenzhou-8
la quota verrà abbassata a 343 km e due giorni dopo il lancio potrà avvenire l'aggancio fra le due astronaivi. La missione di Shenzhou-8 a TianGong-1 è prevista per un primo
periodo di 12 giorni di durata seguita da uno sgancio del veicolo spaziale e di un secondo attracco. Dopo questo secondo periodo di missione congiunta il veicolo automatico
si staccherà e, dopo un volo autonomo, rientrerà sulla Terra. Prima di iniziare la costruzione della propria Stazione Spaziale la Cina prevede di lanciare un secondo laboratorio
TianGong-2 nel 2014 (che servirà per sviluppare le tecnologie necessarie per la rigenerazione dell'acqua e dell'ossigeno necessarie a brevi permanenze in orbita e preparare
alcuni esperimenti scientifici) e dal TianGong-3 nel periodo 2015/2016. Il TG-3 sarà equipaggiato di due boccaporti di attracco, rendendo così possibile una residenza permanente
nel modulo. La missione TG-3 coinvolgerà lo sviluppo delle tecnologie necessarie per le permanenze orbitali medie e di lungo periodo e sarà fornito di attrezzature scientifiche
ed esperimenti più sofisticati. Nella foto in alto (Credit: CCTV) un altro momento del decollo del razzo CZ-2F con il laboratorio spaziale TianGong-1. Quello di oggi era il
56° lancio orbitale del 2010, il 51° a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonti: Space.com |
28/09/2011 - Indicato il punto di rientro del satellite UARS - Il satellite fuori uso UARS (Upper Atmosphere Research Satellite) è rientrato sulla
Terra alle 04:00 GMT (le 6 ora italiana) di venerdì 23 settembre. Il Joint Space Operations Center della Base dell'Air Force di Vandemberg, in California, ha determinato che
il satellite è entrato nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico a 14,1° di Latitudine Sud e 189,8° di Longitudine Est (o 170,2° Longitudine Ovest). Questa posizione è sopra una
remota area dell'emisfero sud, lontana da ogni terra emersa. I detriti sono caduti su una zona di mare che si estende fra i 480 ed i 1.290 km di larghezza, comunque generalmente a
nordest del punto di rientro. La NASA non è stata in grado di segnalare possibili avvistamenti dei detriti in rientro da questa zona geografica. Questa è la fonte ufficiale
delle informazioni per il rientro di UARS. Tutte le informazioni postate sul sito citato nella fonte sono state verificate per mezzo di agenzie governative. Questo è l'ultimo
rapporto che verrà pubblicato sul rientro del satellite UARS. Nel disegno (Credit: NASA) il circoletto verde al termine della traiettoria è il punto di rientro del satellite
UARS accertato dalla NASA.
Fonti: NASA |
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28/09/2011 - L'ultima frontiera del turismo spaziale, spedire nello spazio il vostro DNA - La società rSpace LCC ha presentato un nuovo modo di andare
nello spazio senza dover spendere migliaia o milioni di dollari. La società ha lanciato l'Astronauta DNA, un metodo per inviare nello spazio campioni di DNA di persone che
pagano per usufruire di questo servizio. Il sito internet sul quale viene propagandata l'offerta è molto curato ed accattivante ed i prezzi sono veramente alla portata di
tutti: si va da 59,99 dollari a 99,99 dollari per i vari kit proposti. Ma come funziona? Basta comprare uno dei kit (maggiore il prezzo e maggiori sono i gadget offerti)
e, quando vi arriverà a casa spedire alla società tre campioni dei vostri capelli. A questo punto il laboratorio della DNA Astronaut prepararà il vostro DNA mitocondriale
e lo spedirà nello spazio con un razzo (ancora non specificato) per rimanere in orbita a lungo a bordo di un veicolo spaziale (anch'esso non specificato). La data del
primo lancio non è fornita ma si parla vagamente del 2012. Una grossa bufala oppure un nuovo mercato per appassionati di spazio? Resta comunque il problema di affidare ad
una società privata estera il proprio patrimonio genetico senza nessuna sicurezza di come questo verrà utilizzato.
Fonti: DNA Astronaut |
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27/09/2011 - Minotaur IV lancia satellite militare - Con un perfetto decollo avvenuto alle 7:49 a.m. ora dell'Alaska (le 17:49 ora italiana) un razzo
vettore Minotaur IV ha portato in orbita il satellite militare USA TacSat-4. Il lancio è avvenuto dal Kodiak Launch Complex che si trova in Alaska. Il razzo Minotaur IV è un vettore
a 4 stadi a combustibile solido derivato dai missili balistici intercontinentali Peacekeeper e gestito dalla Orbital Sciences Corporation. Il satellite TacSat-4, pesante 450
kg., verrà posto su un'orbita ellittica di 700x12.050 km e, grazie ai suoi 10 canali in banda UHF potrà fornire servizi di trasmissione ai militari impegnati sui teatri di
battaglia estendendo di molto le capacità delle ricetrasmittenti portatili. La sua zona di copertura principale sarà il Medio Oriente ed il SudEst Asiatico. Quello di oggi era
il 55° lancio orbitale del 2011, il 50° a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonti: SpaceflightNow |
25/09/2011 - Il futuro dell'esplorazione spaziale umana discusso dalle agenzie spaziali mondiali - Nel 2006 la NASA, assieme ad altre 13 agenzie spaziali, ha iniziato una serie di colloqui
sugli interessi globali e gli obiettivi comuni dell'esplorazione spaziale. Il risultato è stato il "The
Global Exploration Strategy: The Framework for Coordination,", sviluppato dalle 14 agenzie spaziali che venne reso pubblico nel maggio del 2007. Questo documento articolava
una visione comune di missioni esplorative coordinate sia di tipo robotico che umano incentrate su destinazioni nel Sistema Solare dove un giorno gli esseri umani avrebbero
potuto vivere e lavorare. Un punto chiave del documento era la necessità di stabilire un sistema di coordinamento volontario, non vincolante, attraverso il quale ogni singola
agenzia avrebbe potuto scambiare informazioni sugli interessi, gli obiettivi ed i piani futuri dell'esplorazione spaziale con l'obiettivo di rafforzare ogni programma individuale
di esplorazione come anche gli sforzi collettivi. Il meccanismo di coordinamento è ora chiamato l'International Space Exploration Coordination Group (ISECG). Le seguenti
agenzie spaziali sono membri dell'ISECG (in ordine alfabetico): ASI (Italia), CNES (Francia), CNSA (Cina), CSA (Canada), CSIRO (Australia), DLR (Germania), ESA (European Space
Agency), ISRO (India), JAXA (Giappone), KARI (Corea del Sud), NASA (United States of America), NSAU (Ucraina), Roscosmos (Russia) e UKSA (Regno Unito). La Global Exploration
Roadmap (GER) è stata sviluppata dall'ISECG ed è il culmine del lavoro di 12 agenzie spaziali, compresa la NASA, che, nel corso dell'anno hanno messo giu un piano coordinato di
esplorazione spaziale. La tabella di marcia inizia con la Stazione Spaziale Internazionale ed espande la presenza umana attraverso il Sistema Solare con il fine ultimo di una
missione umana sulla superficie di Marte. La prima iterazione della tabella di marcia identifica due potenziali percorsi possibili: 'Asteorid Next" e 'Moon Next' ('Prossimo passo un asteroide' oppure 'Prossimo passo la Luna'). Ogni percorso
rappresenta uno scenario di missione su un periodo di 25 anni, descrivendo la consequenza logica di missioni robotiche ed umane. Entrambi i percorsi sono stati ritenuti approcci
pratici per affrontare obiettivi comuni di esplorazione ad alto livello sviluppati dalle agenzie partecipanti - che servono per prendere le decisioni relative alle singole
agenzie per le attività di preparazione all'esplorazione. Fra le novità che troviamo nel documento c'è il Deep Space Habitat, una specie di piccola stazione spaziale da poter
inviare in orbita lunare (per l'approccio 'Moon Next') oppure nei punti Lagrangiani o vicino agli asteroidi (per l'approccio 'Asteroid Next'") in supporto agli astronauti. Le seguenti agenzie spaziali hanno partecipato allo sviluppo del GER (in ordine alfabetico): ASI, CNES, CSA, DLR, ESA,
ISRO, JAXA, KARI, NASA, NSAU, Roscosmos e UKSA. Dal sito della NASA indicato sotto si può scaricare integralmente il documento GER, in inglese. Nell'immagine (Credit: NASA) la copertina del documento
Global Exploration Roadmap.
Fonti: NASA - ISECG |
24/09/2011 - Sea Launch invia il satellite Atlantic Bird 7 in orbita - La Sea Launch AG ha lanciato con successo il satellite per telecomunicazioni
ATLANTIC BIRD 7 dalla piattaforma di lancio galleggiante Odyssey posizionata sull'equatore, segnando la sua prima missione per la Eutelsat Communications (Euronext Paris: ETL)
e l'atteso ritorno alle operazioni di lancio a seguito della riorganizzazione avvenuta nella seconda metà del 2010. Il razzo Zenit-3SL che trasportava l'Atlantic Bird 7 è
decollato alle 13:18 PDT (le 22:18 ora italiana) del 24 settembre dalla piattaforma di lancio, posizionata a 154 gradi di Longitudine Ovest nelle acque internazionali dell'Oceano
Pacifico. Un'ora e sette minuti più tardi lo stadio superiore Block DM-SL ha inserito il satellite, pesante approssimativamente 4.600 kg e costruito dalla Astrium, una compagnia
della EADS, in orbita di trasferimento geostazionario, sulla strada per raggiungere la sua posizione finale a 7 gradi di Longitudine Ovest. Gli operatori della stazione al
suolo di Hartebeesthoek, vicino a Pretoria, in Sud Africa, hanno acquisito i primi segnali dal veicolo spaziale in orbita poco dopo la separazione dallo stadio superiore. Tutti
i sistemi hanno funzionato regolarmente durante tutte le fasi della missione. Il satellite fornirà trasmissioni digitali e servizi di internet sul Medio Oriente e l'Africa.
L'Atlantic Bird 7 è stato costruito sulla piattaforma Eurostar 3000 ed è equipaggiato con trasmettitori in banda Ku, due pannelli solari lunghi oltre 30 metri ed una vita
operativa stimata di 15 anni. Il satellite opererà assieme a tre satelliti Egiziani Nilesat per ampliare le capacità di comunicazione della zona. Al momento Eutelsat trasmette
oltre 450 canali televisivi e può raggiungere 38 milioni di case. Dei trasponder di cui è fornito il satellite, 44 verranno utilizzati per coprire il Medio Oriente e il Nord
Africa con le trasmissioni televisive dirette mentre altri 12 daranno accesso ad internet al Nord-Ovest dell'Africa. I controllori al suolo trascorreranno i prossimi 9 giorni
a manovrare l'Atlantic Bird 7 verso la sua orbita geostazionaria. Dopo questa fase verranno eseguiti i test e dopo circa un mese il satellite potrà diventare pienamente operativo.
Quello di oggi era il primo lancio di Sea Launch dopo due anni e mezzo. Quello di oggi era il 54° lancio orbitale del 2011, il 49° a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella
foto (Credit: Sea Launch) il momento del lancio del razzo vettore Zenit-3SL con il satellite Altantic Bird 7 dalla piattaforma galleggiante Odyssey.
Fonti: Sea-Launch |
24/09/2011 - UARS rietrato sulla Terra - Al momento in cui scriviamo la NASA non ha ancora confermato il rientro sulla Terra del satellite UARS.
Secondo fonti non ancora confermate alcuni frammenti sarebbero caduti nei pressi di Okotoks, nell'Alberta, in Canada. Non vengono segnalati danni o feriti ma nemmeno immagini
o testimoni dell'evento. Il momento del rientro nell'atmosfera si colloca fra le
3:45 e le 4:45 GMT (le 5:45 e le 6:45 ora italiana) quando l'orbita del satellite attraversava il Canada, l'Africa, vaste aree dell'Oceano Pacifico, l'Atlantico e l'Oceano
Indiano. Come si vede l'incertezza è molto ampia perchè il satellite, in quel momento, percorreva un'orbita completa attorno alla Terra in circa 87 minuti.- AGGIORNAMENTO ORE 9:16 - Nel comunicato n.14 la NASA ha confermato ufficialmente che il satellite UARS (Upper Atmosphere Research Satellite) è caduto sulla Terra fra le 11:23 p.m. EDT di venerdì 23 settembre e le 1:09 a.m. EDT di sabato 24 settembre (fra le 5:23 e le 7:09 ora italiana). La zona di rientro ed il momento esatto non sono ancora conosciuti con esattezza. - AGGIORNAMENTO ORE 9:55 - Secondo un portavoce della NASA gli specialisti nel tracciamento satellitare dell'U.S. Air Force avrebbero segnalato che UARS è rientrato nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico. Comunque il momento ed il punto esatto non sono ancora conosciuti. - AGGIORNAMENTO ORE 21:28 - Nel comunicato n.16 della NASA è stato comunicato che il satellite Upper Atmosphere Research Satellite è caduto sulla Terra fra le 11:23 p.m. EDT di venerdì 23 settembre e le 1:09 a.m. EDT di sabato 24 settembre (fra le 5:23 e le 7:09 ora italiana). Il Centro Congiunto di Operazioni Spaziali presso la Base dell'Air Force di Vandemberg in California ha dichiarato che il satellite è entrato nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico del Nord, al largo delle coste degli Stati Uniti. Il momento ed il luogo preciso degli impatti dei detriti deve essere ancora determinato. La NASA non è a conoscenza di nessun rapporto di feriti o di danni a proprietà. Nella illustrazione (Credit: NASA) a mappa mostra l'ultima orbita del satellite UARS ed il possibile punto di caduta (il punto cerchiato). Fonti: NASA - Twitter UARS_Reentry - SpaceflightNow |
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23/09/2011 - I neutrini sono più veloci della luce? - Dal 2009 un gruppo di ricercatori ha studiato gli spostamenti dei neutrini – le particelle
subatomiche dalla massa piccolissima – tra il CERN di Ginevra e il Gran Sasso, scoprendo che viaggiano più veloci della luce. Se confermata, si tratterebbe della scoperta
più importante per la fisica degli ultimi cinquant’anni e potrebbe portare a una revisione di alcune teorie formulate da Einstein e sulle quali i fisici hanno basato buona
parte dei loro studi per capire come sono fatti il mondo e l’intero universo. La velocità della luce è considerata una costante in fisica e, secondo le teorie della
relatività, nulla può viaggiare più veloce. L'esperimento che ha catturato i neutrini sparati dal CERN si chiama OPERA (Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus),
un rilevatore di particelle che si trova nel cuore del Gran Sasso, a centinaia di metri sotto la roccia. In circa tre anni di esperimento gli scienziati di OPERA sono riusciti
a registrare circa 16.000 eventi del passaggio dei neutrini che venivano sparati dal CERN di Ginevra che si trova a 730 km di distanza. Gli scienziati hanno misurato che queste
particelle elementari percorrevano la distanza fra Ginevra ed il Gran Sasso in 2,43 millisecondi, cioè circa 60 nanosecondi in anticipo di quanto ci avrebbero dovuto mettere
se avessero viaggiato alla velocità della luce. Il sistema di rilevazione ha un margine di errore che non supera i 10 nanosecondi e quindi non sembra un problema con le
apparecchiature. La misurazione fra i due punti è stata fatta tramite il sistema satellitare GPS con un margine di errore di circa 20 cm. A confronto la differenza di 60
nanosecondi è pari a circa 18 metri. Al CERN oggi si è svolto un seminario nel quale il portavoce del progetto OPERA, l'italiano Antonio Ereditato, ha illustrato agli
scienziati ed alla stampa i risultati dell'esperimento esprimendo lui stesso una certa cautela nei risultati e spronando la comunità scientifica ad aiutarli a confermare o
meno questa scoperta di portata 'storica'.
Fonte: Il Post |
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23/09/2011 - Situazione UARS; aggiornamento - Aggiornamento ore 23:00 - Nel corso dell’ultimo aggiornamento del Comitato Operativo, il Comitato
tecnico scientifico, sulla base dell’ultimo bollettino emesso dall’Istituto Isti del Cnr per nome e conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (quest’ultima anche membro dello
IADC – Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, rete delle 12 maggiori agenzie spaziali mondiali, tra cui la Nasa) ha comunicato il seguente aggiornamento: la
previsione di rientro è centrata intorno alle 5.30 (ora italiana) di sabato 24 settembre, con una finestra di incertezza che si apre alle 3.00 e si chiude alle 8.00.
All'interno di questa fascia oraria l'intervallo di interesse per l'Italia rimane compreso tra le 3.34 e le 4.12. Anche se questo passaggio sta diventando progressivamente
marginale, non è ancora da escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul territorio italiano.
Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato alle 1.30 di sabato 24 settembre Fonte: Protezione Civile Italiana |
23/09/2011 - Situazione UARS; aggiornamento - Aggiornamento ore 17:30 - Novità dal Comitato Operativo. Nel corso dell’ultimo
aggiornamento del Comitato Operativo, il Comitato tecnico scientifico, sulla base dell’ultimo bollettino emesso dall’Istituto Isti del Cnr per nome e conto dell’Agenzia
Spaziale Italiana (quest’ultima anche membro dello IADC – Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, rete delle 12 maggiori agenzie spaziali mondiali, tra cui la
Nasa) ha comunicato i seguenti aggiornamenti:- la diminuzione allo 0,9% della probabilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere in territorio italiano; - l’esclusione, al momento, della traiettoria compresa nella fascia oraria tra le 21:25 e le 22:03 di oggi, 23 settembre. Pertanto rimane solo una fascia di interesse per l’Italia, quella tra le 03:34 e le 04:12 del 24 settembre. In considerazione della nuova rivisitazione dello scenario, il territorio potenzialmente interessato dall’evento comprende le Province Autonome di Trento e Bolzano, tutte le province del Veneto e del Friuli Venezia Giulia; Brescia e Sondrio per la Lombardia. Sarebbero di conseguenza escluse la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Liguria e l’Emilia Romagna. Cliccando sulla miniatura della mappa potrete vedere la versione ingrandita con la traiettoria del passaggio di UARS sull'Italia dalle 03:34 e le 04:12 di domani mattina. Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato alle 19.30 Fonte: Protezione Civile Italiana |
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23/09/2011 - Situazione UARS; aggiornamento - Aggiornamento ore 12:30 - Novità dal Comitato Operativo. Le novità importanti emerse nel corso
dell’ultimo aggiornamento del Comitato Operativo, sulla base delle indicazioni e delle valutazioni fornite dal Comitato tecnico scientifico in seguito all’ultimo bollettino
emesso dall’Istituto Isti del Cnr sono: - l’aumento all’1,5% della probabilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere in territorio italiano - la reinclusione della seconda traiettoria nei possibili scenari. Pertanto, tornano ad essere due le finestre temporali d’interesse per l’Italia: la prima tra le 21:25 e le 22:03 di oggi, 23 settembre, e la seconda tra le 3:34 e le 4:12 di sabato 24 settembre. Più in generale, la previsione di rientro del satellite è centrata intorno alle 23:30 di oggi (ora italiana), con una finestra d’incertezza che si apre alle 19:30 del 23 settembre e si chiude alle 5:00 del 24 settembre. Aree potenzialmente a rischio. In considerazione della nuova rivisitazione dello scenario, il territorio potenzialmente interessato dall’evento comprende le Province Autonome di Trento e Bolzano, tutte le province di Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia; Piacenza e Parma per l’Emilia Romagna. Traffico aereo. In analogia alla decisione assunta ieri da Enav in ambito di Comitato Operativo di emettere un avviso-notam (notice to air men) agli aereo naviganti per informare sulla possibile presenza di frammenti del satellite nello spazio aereo del Nord Italia, oggi anche l’Eurocontrol, organizzazione responsabile della gestione dei flussi di traffico aereo in Europa, ha emanato una info aeronautica Aim (Aereonauticl information message), sulla base delle indicazioni provenienti dalla Nasa, che corrispondono per la parte generale a quanto già previsto in ambito italiano. Norme di auto protezione. Ricordiamo che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi. Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, così come confermato in sede di Comitato Operativo, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione qualora si trovi, nelle due finestre temporali d’interesse per l’Italia, nei territori potenzialmente esposti all’impatto: - è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti; - i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; - all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi); - è poco probabile che i frammenti siano visibili da terra prima dell'impatto; - i frammenti di satellite possono sprigionare gas tossici (idrazina). Chiunque avvistasse un frammento dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità e comunque dovrà mantenersi a un distanza di almeno 20 metri. Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato alle 15.00 Fonte: Protezione Civile Italiana |
23/09/2011 - Giappone lancia nuovo satellite militare - Con il perfetto decollo avvenuto questa mattina alle 4:36 UTC dal Centro Spaziale di Tanegashima,
un razzo vettore Giapponese H-2A (F-19) ha portato in orbita un satellite militare IGS (Information Gathering Satellite) conosciuto come Optical-4. Il veicolo di lancio utilizzato
era nella versione 202, ovvero quella fornita di due booster a propellente solido con un'ogiva di 4 metri di diametro. Il primo stadio del vettore è lungo 37,2 metri con un
diametro di 4 ed è alimentato da idrogeno ed ossigeno liquidi per una massa complessiva di 114 tonnellate. Il funzionamento dei due booster (SRB-A), di 15 metri di lunghezza
e 2,5 metri di diametro con una massa di 77 tonnellate, operano per i primi 60 secondi di volo prima di essere sganciati. Il primo stadio invece funziona per 390 secondi e poi
viene rilasciato e si avvia il secondo stadio, lungo 9,2 metri, del diametro di 4 metri e con una massa di 20 tonnellate. Anche questo stadio è alimentato a propellenti criogenici
come il primo e rimane in funzione per 530 secondi. La capacità di lancio del vettore H-2A è di circa 2 tonnellate in orbita di trasferimento geosincrono (GTO) e di 10 tonnellate
in orbita bassa terrestre (LEO ). La missione avrebbe dovuto prendere il via ad agosto ma diversi ritardi hanno costretto ad attendere fino ad oggi. I satelliti IGS hanno lo
scopo di tenere sotto controllo la Corea del Nord dopo che nel 1998 vennero lanciati dai missili in direzione del Giappone. Questo satellite è stato preceduto da almeno altri
nove satelliti di questo tipo, sia con possibilità osservative ottiche che radar. L'ultimo, IGS 5A venne lanciato nel novembre 2009 ed anche questo, come quello inviato oggi
nello spazio, aveva capacità di osservazione terrestre nella banda ottica. Non si conoscono altri particolari della missione dato il velo di segretezza che l'avvolge ed anche
le immagini del lancio sono state 'rubate' da fotografi amatoriali che si trovavano nei pressi del sito di lancio. Quello di oggi era il 53° lancio orbitale del 2011, il 48°
a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: NASAspaceflight) il momento del decollo del razzo H-2A con il satellite Optical4.
Fonte: Nasaspaceflight |
23/09/2011 - Situazione UARS; aggiornamento - Aggiornamento ore 20:30 - Il Comitato tecnico scientifico, costituito nell’ambito del Comitato
Operativo, nell’aggiornamento delle ore 20:00 ha modificato lo scenario prospettato nel precedente punto di situazione. Sulla base degli ultimi dati disponibili, sia sullo
stato orbitale che sull’attività solare prevista, la previsione di rientro è centrata intorno alle 19:20 (ora italiana) di venerdì 23 settembre, con una finestra di
incertezza che si apre alle 14:00 del 23 settembre e si chiude alle 03:00 del 24 settembre. All’interno di questo arco temporale, non è ancora possibile escludere la remota
possibilità, corrispondente ad una probabilità stimabile intorno allo 0,6%, che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio. La traiettoria. La principale novità è che solo una traiettoria potrà interessare l’Italia in un’unica finestra temporale compresa tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre. L’area potenzialmente a rischio, di conseguenza, è ridotta e interessa interamente le regioni Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia e Province Autonome di Trento e Bolzano, e parzialmente l’Emilia Romagna (Piacenza e Parma), il Veneto (Verona, Vicenza, Belluno, Treviso) e il Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Udine). Tutte le Regioni interessate e le Province Autonome hanno comunicato di aver attivato le proprie strutture operative che monitoreranno l’evolversi della situazione e adotteranno le misure necessarie in constante contatto con il Comitato centrale. Indicazioni di auto protezione. Restano valide le indicazioni già fornite sulle norme di auto protezione da adottare: - è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi; - i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; - all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi). Recupero frammenti. Le Regioni stanno inoltre predisponendo le procedure per il recupero degli eventuali frammenti di materiale con l’impiego di personale specializzato se dovesse verificarsi lo scenario configurato. In tal caso chi rilevasse la presenza di frammenti, dovrà segnalarla alle autorità locali, evitando di entrarne in diretto contatto. Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato alle 9.30 del 23 settembre. Nel disegno la traiettoria di UARS nel passaggio sopra l'Italia previsto fra le 21:25 e le 22:03 di questa sera. Fonte: Protezione Civile Italiana |
22/09/2011 - Satellite UARS in rientro nell'atmosfera - Il satellite UARS (Upper Atmosphere Research Satellite) della NASA sta rientrando nell'atmosfera
terrestre fra oggi o domani, dopo quasi sei anni dalla conclusione della missione scientifica. Sebbene il veicolo spaziale si disintegrerà durante il rientro atmosferico non
tutti i frammenti bruceranno completamente. Il rischio per la salute pubblica o per le proprietà è estremamente basso e la sicurezza è una priorità della NASA. Fin dall'inizio
dell'Era Spaziale alla fine degli anni '50 non si sono mai avute segnalazioni di danni o di vittime a causa del rietro di oggetti spaziali. Nemmeno vi è un significativo
numero di danni alle proprietà risultanti dal rientro di un satellite. E' troppo presto per dire esattamente quando e dove UARS rientrerà e quale area geografica potrebbe
esserne colpita. La NASA sta comunque monitorando attentamente il satellite per tenervi informati. Visitate questa pagina sulla traiettoria del satellite ed il punto previsto
di rientro. La NASA ha aggiornato questa pagina settimanalmente fino a quattro giorni prima del previsto rientro, poi ogni 24 ore e poi ogni 12, 6 e 2 ore prima del rientro.
Gli aggiornamenti provengono dal Joint Space Operations Center del Comando Strategico degli Stati Uniti a Vandenberg Air Force Base, in California, che lavora 24 ore al giorno
per individuare, segnalare e tracciare ogni oggetto costruito dall'uomo che si trova in orbita terrestre, compresi i rifiuti spaziali. Il momento preciso del rientro è difficile
da prevedere perchè dipende dal flusso solare e dall'orientamento del veicolo spaziale mentre scende di quota. Più ci avvicineremo al momento del rientro e maggiore sarà la
precisione dei dati. Al momento (7 a.m. EDT del 22 settembre - le 13 ora italiana) l'orbita di UARS è di 185x195 km. Il rientro è atteso dopo il mezzogiorno del 23 settembre
EDT (dopo le ore 18 ora italiana). Il satellite non sorvolerà il Nord America durante questo periodo ma l'Europa e l'Asia. E' ancora troppo presto per prevedere il momento
ed il luogo con maggiore precisione ma le previsioni miglioreranno nelle prossima 24/36 ore. Nel diagramma in basso a destra (Credit: NASA) la superficie terrestre sorvolata
da UARS in queste ultime ore. In copertina invece il satellite UARS appena dopo il rilascio in orbia da parte dello Space Shuttle.- Riportiamo dal sito della Protezione Civile Italiana - Aggiornamento ore 13.30 Si chiama Upper Atmosphere Research Satellite (UARS) il veicolo spaziale NASA che nel settembre 1991 fu collocato su un’orbita circolare in prossimità della navetta spaziale Discovery. Il satellite ha una massa di 5668 kg, è lungo circa 10 metri e ha un diametro di 5 metri. Nel 2005, dopo 14 anni di missione scientifica, il propellente residuo è stato utilizzato per modificare, abbassandola, l’orbita del satellite: otto manovre per contribuire alla disintegrazione dell’oggetto, ormai in fase di abbandono. Nelle prossime ore, nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 settembre, il processo di decadimento naturale giungerà al suo epilogo, entrando in contatto con l’atmosfera terrestre. Sulla base delle simulazioni effettuate nel 2002 dalla Nasa, ipotizzando la frammentazione del satellite a 78 km di quota, alcuni componenti di dimensioni variabili, non avendo subito la totale disintegrazione dovuta al rientro negli strati più densi della nostra atmosfera, potrebbero raggiungere il suolo terrestre dopo aver percorso un arco di 800 km, interessando anche il territorio italiano. L’eventuale impatto avverrà lungo la verticale locale. Le previsioni di rientro sono soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del satellite stesso rispetto all’orientamento che assumerà nello spazio e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché alle conseguenze sulla materia dell’attività solare. Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la previsione di rientro sulla terra è centrata intorno alle 19:15 (ora italiana) di venerdì 23 settembre, con una finestra di incertezza che si apre alle ore 13:00 del 23 settembre e si chiude alle ore 05:00 del 24 settembre. All’interno di questo arco temporale, non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio. Le finestre di interesse per l’Italia sono al momento comprese tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre e tra le 3:34 e le 4:12 di sabato 24 settembre coinvolgendo potenzialmente le regioni del Nord Italia (Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano). Allo stato attuale non è quindi ancora possibile escludere la possibilità, corrispondente a una probabilità stimabile attualmente intorno allo 0,9%, che uno o più frammenti del satellite UARS possano cadere sul territorio italiano. Sarà possibile determinare con precisione l’area interessata e l’orario dell’impatto un’ora /40 minuti prima dell’evento stesso. Il Comitato Operativo convocato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, sarà riunito in seduta permanente fino al cessato allarme, sia per analizzare gli scenari che per prendere le dovute decisioni in tempo reale. E’ stata inoltre definita una struttura tecnica di supporto al Comitato Operativo costituita da esperti del Dipartimento della Protezione Civile, ASI, Forze Armate, Vigili del Fuoco, ISPRA, ENAV, con il compito di monitorare l’evoluzione della situazione e fornire le corrette informazioni scientifiche al Comitato Operativo. Inoltre nelle regioni interessate si stanno costituendo dei Centri di coordinamento che coinvolgono le strutture e i soggetti interessati. In riferimento agli aggiornamenti che perverranno dal Comitato Operativo l’ufficio stampa provvederà a dare informazioni tecniche agli organi di stampa e a pubblicare bollettini periodici sul sito web del Dipartimento www.protezionecivile.gov.it. Eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi. Tuttavia sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, così come confermato in sede di Comitato Operativo, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione qualora si trovi, nel corso degli intervalli temporali di interesse per l’Italia, nei territori potenzialmente esposti all’impatto: - è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi; - i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; - all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi). Si chiede alle televisioni e radio nazionali e locali e ai siti web istituzionali di trasmettere in tempo reale tutte le informazioni disponibili che saranno progressivamente più precise con l’avvicinarsi dell’evento stesso. Fonte dell'immagine: Asi-Agenzia Spaziale Italiana.
Aggiornamento ore 15:30
Il Comitato tecnico scientifico, costituito nell’ambito del Comitato Operativo, nell’aggiornamento delle ore 15.30 ha confermato lo scenario prospettato nel precedente punto di situazione.
Restano attualmente inalterate le indicazioni rispetto alle due possibili traiettorie e alle finestre di attenzione. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno inoltre annunciato che nelle prossime ore sarà individuata con maggiore precisione l’area potenzialmente a rischio, ma che nell’ora – quaranta minuti che precederanno l’evento sarà difficile circoscrivere ulteriormente l’area di possibile impatto.
Le simulazioni relative all’impatto dei frammenti sull’edilizia tipica degli anni Cinquanta confermano lo scenario generale di danno atteso, ossia la possibilità che i frammenti di maggiori dimensioni danneggino tetti e solai sottostanti, senza provocare il crollo degli edifici.
Restano pertanto valide le indicazioni già fornite sulle norme di auto protezione da adottare:
- è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi;
- i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
- all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi).
Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato alle ore 20.00.
Fonti: NASA con aggiornamenti della situazione ogni poche ore - Protezione Civile Italiana |
21/09/2011 - Incontro con i sette astronauti a Pisa - dal nostro inviato Marco Bassetti - - Alla conferenza tenutasi a Pisa, presso l'Aula Magna
della Facoltà di Scienza MFN dell'Università di Pisa hanno preso parte l'astronauta Italiano dell'ESA Paolo Nespoli, l'astronauta della NASA Catherine Coleman (Expedition
27, Sojuz TMA-20), l'astronauta Italiano dell'ESA Roberto Vittori (arrivato in ritardo per colpa di un ritardo dell'aereo Alitalia) assieme agli astronauti NASA Gregory H. Johnson,
Michael Fincke, Andrew Feustel, Gregory Chamitoff (STS 134, ultimo volo Shuttle Endeavour). Dopo i vari discorsi di benvenuto
da parte del prof. Paolo Rossi, direttore del Dipartimento di Fisica dell'università di Pisa e dal Prof. Roberto Petronzio, del direttore dell' INFN (Istituto Nazionale di
Fisica Nucleare) è stato presentato il progetto AMS-02. AMS (Alpha Magnetic Spectrometer) è un progetto a cui hanno collaborato 56 istituti di 16 paesi situati in 3 diversi
continenti. Questo mastodontico strumento del peso di ben 8 tonnellate, inviato nello spazio durante la missione
STS-134, studierà le particelle che compongono i raggi cosmici e forse, grazie ad esso, saremo in grado di capire meglio cosa sia la materia oscura, di cui per ora ipotizziamo
l'esistenza, e come mai l'antimateria non sia più presente nel nostro
universo in quantità consistenti. L'università di Pisa e l'INFN hanno contribuito alla realizzazione costruendo il Calorimetro
Elettromagnetico montato sull'AMS-02 e sviluppato in collaborazione con il LAPP (Annecy, Francia) e con il IHEP (Pechino, Cina). L'esperimento che viene eseguito in orbita è molto simile a quello del centro Cern di Ginevra, in cui però i macchinari non hanno
problemi di peso e di potenza. Per AMS-02 è stato necessario limare il peso e diminuire il più possibile la potenza consumata e il calore da dissipare. Sono poi stati
presentati i vari astronauti che avevano preparato foto e filmati con i quali hanno raccontato la loro esperienza nello spazio. Ci è stato mostrato com'è vivere lassù e
quali esperimenti erano presenti sulla ISS (ad asempio, in microgravità si può vedere come un fluido "vuole" muoversi). Gregory Chamitoff ha detto che ogni giorno Mark Kelly
(il Comandante della navetta Endeavour durante la missione STS-134) gli diceva "guess what? we are in space" (indovinate un po? siamo nello spazio). Parlando delle "space
walks" (le passeggiate spaziali o, più tecnicamente le attività extraveicolari) sempre Chamitoff ha detto che è dovuto stare là fuori anche fino ad 8 ore a lavorare, senza
pause, ma non gli è mai pesato, nemmeno un secondo, perchè essere là fuori era una esperienza straordinaria. Michael Fincke, Specialista di Missione di STS-134, parlando
dell'atterraggio dello shuttle pilotato dal comandante Gregory H. Johnson ha detto "it was a smooth landing, from ipersonic to supersonic to transonic and in the end to
subsonic" (è stato un atterraggio morbido, da ipersonico a transonico poi supersonico a alla fine subsonico). Nel video proiettato si vedevano anche vari astronauti che
facevano i "buffoni" senza la gravità, roteavano e si lanciavano velocissimi per i corridoi della stazione e facevano a gara a chi mangiava più caramelle usando solo la
bocca. E' arrivato infine il momento delle domande da parte del numeroso pubblico. Tra le più interessanti è stato chiesto agli astronauti cosa avesse cambiato nella loro
vita e nella loro mentalità essere stati nello spazio. La loro risposta è stata che da lassù la terra sembra molto piccola, e avrebbero voluto dire a tutti quanti "smettetela
di combattervi!". Parlando del cargo di rifornimenti caduto prima di raggiungere l'ISS; Paolo Nespoli ha detto che già in rientro i 4.5g che si sentono sono abbastanza, a
volte per problemi si è arrivati anche a 10g, ma che se in quel cargo ci fosse stato qualcuno avrebbe sentito fino a 20g. Tutti gli astronauti sono convinti che la presenza
di umani nello spazio sia necessaria allo sviluppo e che non si possano mandare solo robot in orbita (anche se precisano che dobbiamo sfruttare la possibilità di utilizzarli
il più possibile). Sempre gli astronauti hanno poi espresso l'opinione che nei prossimi 20 anni sia improbaile, ma non impossibile, che l'uomo arrivi su Marte; adesso
saremmo pronti a partire ma il viaggio sarebbe troppo lungo e potremmo stare sul pianeta per troppo poco tempo a causa delle radiazioni solari. Finite le domande è
finalmente arrivato Roberto Vittori che non sapendo bene cosa avessero raccontato i suoi colleghi si è messo a parlare un pò della sua storia, di come avesse iniziato gli
studi in Fisica proprio all'università di Pisa, prendendosi poi una pausa per diventare un pilota dell'aeronautica e finendo poi con ottenere un master in scienza aeronautica
all'Università di Napoli ed uno in Fisica all'Università di Perugia. La visita dei sette astronauti a Pisa fa parte di un tour degli astronauti che sono stati impegnati nelle
missioni DAMA (STS-134 con Roberto Vittori) e MagISStra (la Spedizione 26/27 con Paolo Nespoli). Oltre a Pisa gli astronauti si sono recati a Castelgandolfo in visita dal
Papa, al Quartier Generale dell'ASI, al Laboratorio del Gran Sasso, a Perugia e Terni, poi di nuovo a Roma dove incontreranno il Presidente della Repubblica, poi Bologna
ed infine a Maranello nella fabbrica della Ferrari. Nella foto in alto (Photo Credit: Marco Bassetti) gli astronauti durante la conferenza a Pisa (manca soltanto Vittori)
ed in quella a destra tutti gli astronauti al termine della conferenza.
- Marco Bassetti, nato a Carrara 22 anni fa, è uno studente universitario in Ingegneria Aerospaziale presso l'Università di Pisa. VIDEO DELL'ARRIVO DI QUATTRO DEGLI ASTRONAUTI NASA (CREDIT: MARCO BASSETTI)
VIDEO SULLA PREPARAZIONE DELL'ESPERIENTO AMS-02 (CREDIT: WIDLAB/AMS.ORG)
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21/09/2011 - Ariane 5 mette in orbita due satelliti - Satelliti per telecomunicazioni di due clienti chiave di Arianespace sono stati lanciati questa
notte in compragnia del quinto volo di un razzo vettore Ariane 5 per il 2011, portando la lista di successi consecutivi a 46. Il decollo del potente vettore Ariane 5 ECA (VA204)
è avvenuto alle 18:38 ora locale (le 23:38 ora italiana) dalla rampa ELA-3 dello Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese. Per un carico utile totale di 8.975 kg, la missione
ha consegnato in orbita l'Arabsat-5C della Arab Satellite Communications Organizations (Arabsat) di Ryad, in Arabia Saudita ed il SES-2 che verrà utilizzato dall'Europea SES. Arabsat-5C, pesante 4,6 tonnellate, è stato rilasciato
per primo da Ariane 5 dopo 27 minuti dal lancio, seguito, otto minuti dopo, da SES-2. Una volta posizionato a 20° Est di posizione orbitale, Arabsat-5C potrà fornire una
capacità di trasmissione sia in banda C che in Ka per tutta una serie di servizi per telecomunicazioni. Il veicolo spaziale è stato costruito con una collaborazione fra le
aziende Europee EADS Astrium e Thales Alenia Space. Il SES-2, passeggero della missione di questa sera e pesante 3,2 tonnellate, è il 35° satellite SES lanciato con un veicolo della famiglia Ariane
ed è fornito di 24 trasnponder in banca C e 24 in Ku. Questo satellite sostituisce il vecchio AMC-3 della SES che si trova posizionato a 87° Ovest fornendo copertura fra il
Nord America ed i Caraibi. Integrato a bordo del SES-2 si trova il sensore CHIRP (Commercially Hosted Infrared Payload) della U.S. Air Force che integra un sensore a grandagolo
da testare per scopi militari. Dopo il successo di questa notte, Arianespace seguirà un'altra storica pietra miliare: il debutto del decollo del vettore Soyuz dalla Guyana
Francese, previsto per il prossimo 20 ottobre. Il veicolo medio di costruzione Russa porterà in orbita due satelliti Galileo del sistema di navigazione satellitare Europep. Il prossimo
lancio di un Ariane 5 è invece previsto per l'inizio del 2011, eseguendo la terza missione di invio del Veicolo Automatico di Tasferimento (ATV) Europeo alla Stazione Spaziale
Internazioale. Quello di oggi è stato il 52° lancio orbitale del 2011, il 47° a raggiungere felicemente l'orbita.
Fonte: Arianepsace |
21/09/2011 - Pronto al lancio il primo avamposto spaziale Cinese - Un portavoce della China Manned Space Engineering Project (CMSE) ha annunciato
oggi che la Cina è pronta alla prima missione di randezvous ed attracco spaziale. Il veicolo Tiangong1 ed il veicolo di lancio Lunga Marcia CZ-2F sono stati integrati e trasferiti
dall'edificio di assemblaggio verticale (VAB) alla rampa di lancio del Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan. La finestra di lancio per Tiangong1 è stata fissata dal 27 al
30 settembre. Il portavoce ha confermato che secondo i piani previsti, durante la prima missione di avvicinamento ed attracco, il Tiangong1 fungerà da veicoli spaziale bersaglio
e verrà lanciato per primo, poi una nave spaziale ShenzhouVIII verrà lanciata a sua volta per effettuare un attracco automatico. La missione principale del volo di Tiangong1
include: (1) fornire un veicolo bersaglio per randezvous spaziali ed attracco per testare questo tipo di tecnologie; (2) iniziare una prima piattaforma spaziali abitata per
test, che possa funzionare anche a lungo termine senza equipaggio e per brevi periodi ospitare persone, accumulando così esperienza per lo sviluppo della stazione spaziale; (3)
condurre esperimenti scientifici nello spazio, esperimenti medici e testare nuove tecnologie. Il veicolo bersaglio Tiangong1 ed il vettore CZ-2F sono arrivato al poligono di
lancio alla fine di giugno. I test di integrazione si sono svolti nel sito tecnico secondo le procedure di lancio. Per il veicolo di lancio CZ-2F sono state prese delle ulteriori
misure di sicurezza per prevenire guasti al lancio come accaduto durante la missione del satellite SJ-11-04. Dopo il riempimento con il propellente, il Tiangong1 è stato integrato
con il veicolo di lancio nella combinazione completa. Alle 9 a.m. del 20 settembre la piattaforma di lancio mobile con integrati il veicolo di lancio ed il Tiangong1 è stato
portato fuori dal VAB e trasferito in sicurezza verso la torre di lancio. Nei prossimi giorni, il sito di lancio servirà per testare in modo funzionale sia il veicolo bersaglio
che il veicolo di lancio che il loro funzionamento integrato. Dopo un controllo finale di verifica il veicolo di lancio verrà rifornito con i propellenti e verrà scelto il
momento esatto del lancio. Al momento tutti i sottosistemi relativi alla missione sono in ottime condizioni ed il lavoro è in svolgimento. Nella foto (Credit: CMSE)
l'uscita del vettore Lunga Marcia CZ-2F con il veicolo spaziale Tiangong1 dall'edificio di assemblaggio verticale e diretto verso la rampa di lancio.
Fonte: CMSE |
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21/09/2011 - Lanciato con successo vettore Proton - Il 21 settembre 2011 alle ore 2:47 ora di Mosca (le 0:47 ora italiana) è decollato dal sito di
lancio 81 di Baikonur, nel Kazakhstan, il razzo vettore Proton-M con a bordo un satellite del Ministero delle Difesa Russo. Nove minuti dopo il decollo lo stadio superiore
Breeze-M si è separato dal resto del razzo ed ha iniziato la fase di volo autonomo. L'inserimento del satellite è avvenuto con successo alle 11:48 ora di Mosca (le 9:48 ora
italiana) quando il veicolo spaziale si è separato dallo stadio superiore Breeze-M che aveva ormai completato il suo compito. Questo lancio segna il ritorno al volo del vettore
Proton che aveva fallito l'immissione in orbita di un satellite per telecomunicazioni 33 giorni fa. QUello di oggi era inoltre il 51° lancio orbitale del 2011, il 46° a concludersi
con successo.
Fonte: Roscosmos - Ria Novosti |
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20/09/2011 - Rinviato per sciopero il lancio di Ariane 5 - Il Sindacato Trade Union of French Guiana Workers (UTG) ha iniziato uno sciopero nella
compagnia TELESPAZIO. Questa protesta ha reso non disponibili alcune strutture nel Centro Spaziale di Kourou, nella Guyana Francese, che erano assolutamente necessarie per il
previsto lancio di un Ariane 5 (VA204) previsto per martedì 20 settembre. Di conseguenza Arianespace ed il CNES (l'Agenzia Spaziale Francese) hanno deciso di rinviare il
lancio. I vertici sia di CNES che di TELESPAZIO hanno suggerito all'UTG la ripresa quanto prima dei colloqui. Una nuova data di lancio verrà annunciata quanto prima. A bordo
del razzo vettore Europeo Ariane 5 ECA si trovavano due satelliti per telecomunicazioni: l'Arabsat-5C (costruito dalla Astrium & Thales Alenia Space) e il SES-2 (costruito
dalla Orbital Sciences Corp.). Sia le condizioni meteo che tecniche erano ottime per il lancio.
Fonte: Arianespace |
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19/09/2011 - Sei astronauti a Pisa e nove a Roma - Mercoledì 21 settembre alle ore 16, presso l'Aula Magna della Facoltà di Scienza MFN dell'Università di Pisa
sita in Via Buonarroti, 1, 6 astronauti di ESA e NASA parleranno della loro missione Shuttle STS-134 nello spazio. Gli astronauti ESA, gli Italiani Roberto Vittori e Paolo
Nespoli e gli astonauti NASA Greg Chamitoff, Andrew Feustel, Mike Finke e Greg Johnson sono ospiti dell'INAF (Istituto Nazionale Astro Fisica) per raccontare dell'ultimo volo
dello Shuttle Endeavour nella missione in cui è stato installato l'apparato sperimentale AMS-02. Per ulteriori informazioni si può contattare il seguente numero telefonico:
0502214352 oppure l'email claudia.tofani@pi.infn.it. Si ringrazia Rino Casella per la segnalazione. Invece a Roma oggi alle 14, presso l'Università La Sapienza saranno tre in più, infatti olte ai sei citati sopra si aggiungeranno altri tre astronauti NASA; i due fratelli Kelly (Mark e Scott) e Catherine Coleman. Questo incontro è patrocinato da ASI ed ESA e ringraziamo Paolo D'Angelo per la segnalazione e rendiamo noto che durante la manifestazione verrà presentato il suo libro sulla missione STS-134. Fonte: Forumastronautico |
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19/09/2011 - Cina lancia satellite per telecomunicazioni - La Cina ha lanciato con successo un nuovo satellite per telecomunicazioni, lo Zhongxing-1A
dal Centro di Lancio Satelliti di Xichang, situato nello Provincia di sudovest Sichuan, nelle prime ore del mattino di lunedì. Il satellite, lanciato per mezzo di un razzo
vettore Lunga Marcia-3B, è decollato dal centro spaziale alle 0:33 a.m. locali (le 18:33 ora italiana di domenica 18 settembre) ed è entrato con successo nell'orbita prevista,
hanno dichiarato fonti del centro. Lo Zhongxing-1A è stato progettato e costruito dalla China Academy of Space Technology per la China Aerospace Science and Technology Corporation.
Il satellite fornirà comunicazioni voce, trasmissioni tv e trasmissioni dati di alta qualità per gli utilizzatori Cinesi. Fonti occidentali hanno affermato che il satellite
in questione è dedicato alle trasmissioni militari Cinesi ed il servizio di tracciamento militare degli Stati Uniti ha divulgato i parametri orbitali in orbita di trasferimento
geosincrono di 35.727x193 km con una inclinazione di 27° sull'equatore. Il lancio di sabato era il primo lancio spaziale Cinese fin dal fallimento del 18 agosto di una differente
versione del razzo Lunga Marcia. E' stato il decimo tentativo di lancio della Cina per questo anno, il nono ad avere successo. Questo era anche il 50° lancio orbitale del 2011, il 45°
a concludersi con successo.
Fonti: Xinhua - SpaceflightNow |
18/09/2011 - L'astronauta Alexander Gerst dell'ESA volerà sulla ISS nel 2014 - L'astronauta Alexander Gerst dell'ESA è stato assegnato a volare
sulla Stazione Spaziale Internazionale in un missione di 6 mesi nel 2014 fungendo da Ingegnere di Volo di Spedizione 40/41. Alexander è il secono del nuovo gruppo di astronauti
Europei, diplomatisi lo scorso novembre, ad essere assegnato ad una missione. Gerst verrà lanciato a bordo di un veicolo spaziale Soyuz dallo Spazioporto di Baikonur, nel
Kazakhstan, nel maggio del 2014 e ritornerà sulla Terra nel novembre dello stesso anno. Oggi è stato il giorno perfetto per l'annuncio: il Centro Astronauti Europeo di Colonia
era in piena attività con quasi 100.000 visitatori per il Giorno Aerospaziale Tedesco. Dopo aver conquistato remote montagne e lavorato in Antartide, il 35enne geofisico e
vulcanologo sarà il terzo Tedesco a visitare la stazione. Assieme a Gerst voleranno alla ISS il Comandante della Soyuz, il cosmonauta Russo Fyodor Yurchikhin e l'astronauta
della NASA G. Reid Wiseman. La missione di Alexander sarà la sesta missione di lunga durata per un astronauta dell'ESA. Thomas Reiter, ex-astronauta ESA ed ora Direttore ESA
per il volo spaziale umano ha dichiarato che gli stati membri dell'ESA hanno deciso di estendere il loro supporto alla ISS fino al 2020. ""La nomina del nuovo gruppo
di astronauti europei a missioni di lunga durata riflette l'impegno degli Stati membri in questa direzione. Un periodo molto intenso si profila per Alexander che ha già
completato addestramenti in Russia, USA e Canada. Da ora in poi trascorrerà molto del suo tempo addestrandosi al Johnson Space Center di Houston, nel Taxas ed a Star City,
a Mosca. Il prossimo Europeo ad affrontare lo spazio sarà André Kuipers, che verrà lanciato verso la stazione spaziale a bordo di un veicolo spaziale Soyuz non più tardi del
26 dicembre, secondo l'ultimo manifesto dei lanci. Dopo di lui verrà Luca Parmitano, il primo ad essere assegnato dal nuovo gruppo di astronauti ESA. La sua missione , una
opportunità di volo fornita dall'Agenzia Spaziale Italiana, è previsto che inizi nel maggio 2013. Tutti e tre questi astronauti ESA rimarranno a bordo della ISS per quasi
sei mesi e lavoreranno con il ruolo di Ingegneri di Volo. La loro responsabilità includerà la manutenzione della stazione e la ricerca scientifica, e possibilmente la robotica
e le attività extraveicolari. Alexander Gerst è uno dei sei individui scelti dall'ESA per diventare nuovi astronauti. I nuovi astronauti vennero presentati durante una conferenza
stampa tenutasi al Quartier Generale dell'ESA di Parigi, in Francia, il 20 maggio 2009. Alexander Gerst è nato a Künzelsau, in Germania, nel 1976. Ha studiato all'Università
di Karlsruhe ed ha ottenuto un diploma in geofisica. Inoltre ha anche studiato Scienza della Terra presso la Victoria University di Wellington, in Nuova Zelanda, dove ha ottenuto
un master in Scienze. Gerst ha lavorato come ricercatore fino al 2001. Nel suo tempo libero gli piace svolgere alpinismo, nuoto, e paracadutismo. Nella foto (Credit: ESA - M.
Koell, 2009) l'astronauta Alexander Gerst.
Fonte: ESA |
16/09/2011 - Rientrato l'equipaggio della Soyuz TMA-21 - E' atterrato nelle steppe del Kazakhstan alle 9:59:39 ora locale (le 5.59 ora italiana)
il modulo di rientro della Soyuz TMA-21 con a bordo tre astronauti di Spedizione 27/28 provenienti dalla Stazione Spaziale Internazionale. Il Comandante della Soyuz Alexander Samokutyaev e
gli Ingegneri di Volo, il cosmonauta Andrey Borisenko e l'astronauta della NASA Ronald Garan sono apparsi subito in ottime condizioni dopo che le squadre di recupero Russe
li hanno estratti dalla capsula. Alcuni momenti di apprensione si erano vissuti quando, per un problema non ancora identificato, si erano perse le comunicazioni con la Soyuz
appena prima del rientro in atmosfera e soltanto al momento dell'apertura del paracadute queste erano state ristabilite. I tre avevano lasciato la ISS alle 8:38 p.m. EDT
(le 2:38 ora italiana) salutando il resto dell'equipaggio di Spedizione 28 rimasto sulla stazione e composto dal Comandante Mike Fossum, e gli Ingegneri di Volo Sergei
Volkov e l'astronauta Giapponese Satoshi Furukawa. La Soyuz si era rapidamente allontanata dal boccaporto del modulo Poisk dove era rimasta attraccata fin dallo scorso aprile.
La missione degli astronauti della Soyuz TMA-21 era iniziata lo scorso 4 aprile con il lancio dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, ed i tre hanno trascorso 164 giorni
nello spazio. Appena dopo il recupero i tre astronauti hanno potuto chiamare telefonicamente le famiglie e sono stati sottoposti a dei primi esami medici per poi essere trasportati a
Karaganda per una cerimonia ufficiale di bentornato. L'astronauta Ron Garan volerà poi con un jet al Johnson Space Center della NASA di Houston mentre Borisienko e Samokutyaev
verranno trasportati alla Città delle Stelle, vicino Mosca per un debriefing e l'inizio della riabilitazione. Ora sulla ISS è iniziata la Spedizione 29 che si concluderà il
prossimo 22 novembre con il rientro sulla Terra di Fossum, Volkov e Furukawa. Al momento è previsto che l'equipaggio di Spedizione 29 rimanga con solo tre membri di equipaggio
almeno fino al 13 novembre quando dovrebbe arrivare la Soyuz TMA-22 con a bordo i cosmonauti Anton Shkaplerove Anatoly Ivanishin e l'Ingegnere di Volo della NASA Dan Burbank.
Questa nuova scaletta delle missioni è tutt'ora in forse a causa dei problemi avuti il mese scorso con il vettore Soyuz-U che hanno portato alla distruzione del veicolo cargo
automatico Progress M-12M diretto alla ISS. Il razzo Soyuz-FG che porta le capsule abitate Soyuz ha moltissime parti in comune con il modello U che ha avuto il problema e
le agenzie spaziali coinvolte nel programma ISS vogliono essere sicure che siano state identificate le cause del guasto prima di poter lanciare nello spazio altri astronauti.
Se le cose procedono come previsto il prossimo 30 ottobre un altro veicolo cargo Progress verrà lanciato verso la ISS e, se la missione si svolgerà regolarmente, verrà dato
il via alle successive missioni con equipaggio. Se qualcosa dovesse andare storto la NASA ed i partners internazionali hanno pronto un piano per lasciare disabitata la ISS
fino a quando non siano risolti i problemi con il razzo vettore Soyuz. Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento dell'atterraggio della Soyuz TMA-21 nel Kazakhstan.
VIDEO DEL RIENTRO DELL'EQUIPAGGIO DELLA SOYUZ TMA-21 (CREDIT: NASA)
Fonte: SpaceflightNow |
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15/09/2011 - La Virgin spera nel primo lancio spaziale entro 12 mesi - Il magnate Britannico Richard Branson spera di poter lanciare un vascello
nello spazio entro i prossimi 12 mesi, facendo partire l'era dei viaggi spaziali commerciali. "La nave madre è completata... i test del razzo stanno andando estremamente
bene e penso quindi che ora siamo vicino per un lancio entro 12 mesi da oggi," ha dichiarato a Piers Morgan della CNN nel tardo giovedì. "Questo potrebbe essere
l'inizio di una nuova intera era dei viaggi spaziali, quella dei viaggi spaziali commerciali." La sua compagnia, la Virgin Galactic, spera un giorno di inviare persone
nello spazio e lanciare satelliti ad una frazione del costo dei programmi governativi, come anche eventualmente offrire voli intercontinentali ad alta velocità. "Circa
un ora fra Los Angeles e Londra non è completamente fuori questione," dice Branson, aggiungendo anche che ci vorranno comunque molti anni prima che la compagnia possa
offrire servizi di questo tipo. Nel frattempo la Virgin ha già venduto quasi 430 biglietti per viaggi spaziali - a 200.000 dollari al posto - per una stima totale di 86 miioni
di dollari. "Non è stato un affare da poco costruire una nave spaziale di una compagnia ed è stato fantastico avere persone di tutto il mondo che hanno firmato per un
volo," ha detto Branson. La compagnia prevede infatti di iniziare a portare turisti in voli suborbitali prima di accompagnarli ancora più in alto. Branson dice che in
passato egli sperava un giorno di costruire un albergo nello spazio. Un numero di compagnie private sono in concorrenza per coprire il gap lasciato dalla NASA che ha completato
il trentennale programma della navetta a luglio con il completamente della missione finale di Atlantis alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Al'inizio di quest'anno
l'agenzia spaziale USA ha distribuito quasi 270 milioni di dollari a quattro compagnie - Boeing, SpaceX, Sierra Nevada e Blue Origin - per dare una spinta a quelli che
potrebbero essere i primi in una nuova era spaziale.
Fonte: Spacedaily |
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15/09/2011 - La missione Keplero della NASA scopre pianeta con due soli - L'esistenza di un mondo con un doppio tramonto, come mostrato nel film
'Guerre Stellari' oltre trenta anni fa, è ora un fatto scientifico. La missione Keplero della NASA ha fatto la prima certa scoperta di un pianeta circumbinario - ovvero un
pianeta che orbita attorno a due stelle e che si trova a 200 anni luce dalla Terra. A differenza di 'Tatooine' di Guerre Stellari, il pianeta è freddo, gassoso e non si crede
possa ospitare la vita ma la scoperta dimostra la diversità dei pianeti nella nostra galassia. Precedenti ricerche avevano fatto sospettare l'esistenza di pianeti circumbinari,
ma chiare conferme erano state elusive. Keplero ha scoperto il pianeta, conosciuto come Kepler-16b, osservandone il transito dove la luminosità di una stella vicina cala quando
il pianeta le passa di fronte. La scoperta dimostra inoltre che, dato che le stelle doppie nella nostra galassia sono la maggioranza, il numero di possibili pianeti e quindi
anche di quelli che possono ospitare la vita, aumenta in modo considerevole. Questa scoperta conferma la teoria che gli scienziati avevano immaginato da decenni ma non avevano
i mezzi per provarla. Keplero è la prima missione della NASA che possiede strumenti che permettono di trovare pianeti di tipo terrestre attorno ad altre stelle e lo fa misurando
il calo di luminosità della stella quando un pianeta le passa di fronte. Proprio in questo modo è stato scoperto Kepler-16b fra le oltre 150.000 stelle che la missione sta
tenendo sotto osservazione. La scoperta conferma che il pianeta è inospitale, freddo e delle dimensioni di Saturno e potrebbe essere composto da rocce e gas. Le due stelle
compagne sono più piccole e più fredde del nostro Sole. Una ha circa il 69% della massa del nostro Sole mentre l'altra soltanto il 20%. Kepler-16b orbita attorno alle due
stelle in circa 229 giorni ma, nonostante la piccola distanza dai due soli, si trova al di fuori della zona abitabile del sistema, ovvero dove l'acqua si può trovare allo
stato liquido.
Fonte: NASA |
14/09/2011 - La NASA presenta il progetto del Nuovo Sistema di Esplorazione dello Spazio Profondo - La NASA è pronta ad iniziare con lo sviluppo dello
Space Launch System - un avanzato veicolo di lancio per carichi pesanti che fornirà una capacità del tutto nuova per l'esplorazione umana oltre l'orbita terrestre. Lo
Space Launch System darà alla nazione un sistema sicuro, conveniente ed affidabile per andare oltre i nostri limiti attuali ed aprirà a nuove scoperte da un punto vantaggiosamente
unico nello spazio. Lo Space Launch System, o SLS, verrà progettato per trasportare il Veicolo Equipaggio Multi-Funzione (MPCV) Orion, come anche importanti carichi, attrezzature
ed esperimenti scientifici in orbita terrestre ed oltre. Inoltre l'SLS servirà come riserva per il servizio di trasporto commerciale e dei partener internazionali verso la
Stazione Spaziale Internazionale. "Questo sistema di lancio creerà molti posti di lavoro americani, assicurerà la prosecuzione della leadership USA nello spazio e fornirà
ispirazione per milioni di persone in tutto il mondo," ha dichiarato l'Amministratore della NASA Charles Bolden. "La sfida del Presidente Obama ci rende fieri e ci
fà sognare in grande, e questo è esattamente quello che deve fare la NASA. Mentre io sono stato fiero di volare nello spazio a bordo della navetta spaziale, i ragazzi di oggi
possono ora sognare di camminare un giorno su Marte." Il razzo SLS incorporerà investimenti fatti per il programma Space Shuttle e Constellation per avere il vantaggio
di utilizzare hardware testati e tecnologie di fabbricazione all'avanguardia che ridurranno significativamente lo sviluppo ed i costi operativi. Il sistema utilizzerà un
propulsore RD-25D/E alimentato da idrogeno ed ossigeno liquidi e proveniente dal programma Space Shuttle per lo stadio principale e un motore J-2X per lo stadio superiore.
Inoltre SLS utilizzerà due booster a propellente solido per lo sviluppo iniziale ai quali seguiranno booster di nuova generazione che verranno basati sulle richieste di
utilizzo e considerazioni di affidabilità. L'SLS avrà una capacità iniziale di 70 tonnellate metriche (mT) per poi arrivare a 130 mT. Il primo volo di sviluppo, o missione,
è prevista per la fine del 2017. Questa specifica architettura è stata selezionata in gran parte perchè utilizza uno sviluppo che può evolvere e che permette alla NASA di
sostenere costose attività di sviluppo nelle prime fasi del programma e sfruttare così il potere d'acquisto superiore prima che inflazione eroda i fondi a disposizione di
un budget fisso. Questa architettura consente anche alla NASA per sfruttare le capacità esistenti e minori costi di sviluppo utilizzando l'idrogeno liquido e ossigeno
liquido sia per il primo stadio che per il secondo. Inoltre, questa architettura offre un veicolo di lancio modulare che puà essere configurato per le esigenze di missione
specifica con una variazione di elementi comuni. La NASA non ha bisogno di sollevare 130 mt in ogni missione e la flessibilità di questa architettura modulare permette
all'agenzia di utilizzare diverse combinazioni di primo stadio, secondo stadio e booster per ottenere il più efficace veicolo di lancio per la missione desiderata. "La
NASA ha fatto progressi per realizzare l'obiettivo del Presidente di esplorare lo spazio profondo, e di farlo in un modo più conveniente," ha detto il Vice Amministratore
della NASA Lori Garver. "Stiamo riducendo i costi dello Space Launch System e del veicolo spaziale Orion attraverso l'adozione di nuovi modi di fare business che ci
permetteranno di risparmiare centinaia di milioni di dollari l'anno." Lo Space Launch System sarà il primo veicolo per l'esplorazione della NASA fin dai tempi del Saturno
5 che portò gli astronauti americani sulla Luna oltre 40 anni fa. Con questa capacità superiore di carico l'SLS espanderà la possibilità di raggiungere altri luoghi nel Sistema
Solare e potremo così esplorare lo spazio vicino all Luna, gli asteroidi vicino alla Terra, Marte con le sue lune ed oltre. Potremo imparare molto di come si è formato il
nostro Sistema Solare, dove si è originata l'acqua che si trova sulla Terra e come la vita possa essersi mantenuta in luoghi lontani dall'atmosfera terrestre e come espandere
i confini dell'esplorazione umana. Queste scoperte cambieranno il modo di capire noi stessi, il nostro pianeta ed il nostro posto nell'Universo. Nella illustrazione (Credit: NASA)
un razzo vettore SLS sulla rampa di lancio con una capsula Orion MPCV sulla sommità.
ANIMAZIONE (CREDIT: NASA) DEL LANCIO DELLO SPACE LAUNCH SYSTEM
Fonte: NASA |
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13/09/2011 - Italia e Russia ancora assieme nello spazio - Si è svolto ieri il primo incontro a Mosca tra Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia
Spaziale Italiana, e Vladimir Popovkin, dal maggio scorso a capo dell'Agenzia Spaziale Russa. Nel corso del meeting, entrambe le parti hanno confermato la propria volontà
nel continuare la cooperazione bilaterale e a rafforzarla mediante la riattivazione di una commissione permanente inter-agenzie e di diversi gruppi di lavoro tematici,
tra cui Telecomunicazioni e Osservazione della Terra, oltre a Scienza e Astrofisica. Popovkin ha chiarito la posizione russa sulla Stazione Spaziale Internazionale e
sull'esplorazione, asserendo di voler continuare a lavorare sulla ISS fino al 2020 e istituendo, al contempo, un gruppo di lavoro che vada oltre rispetto alle agenzie
attualmente presenti sulla Stazione orbitante. Si va, dunque, verso l'identificazione di nuovi obiettivi, strumenti e budget, con l'auspicio di instaurare una strategia
condivisa, tale da essere poi ratificata dai rispettivi Capi di Stato e di Governo. In tale prospettiva, la Conferenza Internazionale sull'Esplorazione che si svolgerà a
Lucca nel prossimo mese di Novembre, rappresenta un'importante piattaforma di confronto e collaborazione. Il presidente di RosCosmos ha quindi assicurato la presenza dei
cosmonauti russi dal Papa, il prossimo 19 settembre, insieme agli equipaggi di Paolo Nespoli e Roberto Vittori. Al termine dell'incontro, Saggese e Popovkin si sono
salutati con l'impegno di rivedersi almeno due volte l'anno.
Fonte: ASI |
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13/09/2011 - Il lanciatore pesante Cinese va avanti - La Cina ha completato la produzione della parte principale del suo razzo di nuova generazione
Lunga Marcia 5 e prevede di lanciarlo prima del 2015, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa governativa Xinhua il 10 settembre. Il Lunga Marcia 5 avrà una capacità
massima di carico di 25 tonnellate - due volte e mezzo quella dei razzi Lunga Marcia odierni - specifica la fonte. La China Aerospace Science and Technology Corp., che ha
progettato e costruito i razzi della famiglia Lunga Marcia come anche il veicolo spaziale abitato Shenzhou, dice che la produzione del Lunga Marcia 5 verrà effettuata nel
nuovo complesso industriale di Tainjin Aerospace Industry Base, che si trova nel nord della Cina ed è costato circa 938 milioni di dollari.
Fonte: Spacenews |
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13/09/2011 - La Russia annuncia la data del prossimo volo abitato - La Russia ha annunciato le date dei prossimi voli spaziali abitati, dopo aver
rinviato le missioni previste a causa della distruzione del razzo Soyuz che portava i rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. In un annuncio fatto martedì l'agenzia
spaziale Russa Roskosmos ha detto che i prossimi voli con equipaggio umano sono ora previsti per il 12 novembre ed il 20 dicembre. La caduta della Soyuz lo scorso mese aveva
costretto la Russia a sospendere tutti i voli con equipaggio fino alla conclusione dell'inchiesta sulle cause dell'incidente. La Roscosmos ha inoltre annunciato che invierà
una nave cargo automatica alla stazione spaziale il prossimo 30 ottobre. Prima, l'agenzia spaziale Russa aveva detto che avrebbe effettuato almeno due missioni senza equipaggio
prima di far volare una missione abitata. Con il ritiro della flotte di navette spaziali degli USA, la Russia è rimasto il solo paese capcae di inviare missioni con equipaggio
nello spazio. Ma la Roscosmos ha dichiarato che sta avendo consultazioni strette con i colleghi della NASA a riguardo delle prossime missioni. I primi tre astronauti, dei sei
che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, rientreranno venerdì sulla Terra. La NASA teme di dover riportare a casa i restanti tre se la stazione spaziale
non potesse essere rifornita per la fine di novembre.
Fonte: Spaceref |
13/09/2011 - La NASA e la ATK firmano un accordo per il sistema di lancio Liberty - La ATK e la NASA hanno firmato un accordo per lavorare assieme
al Sistema di Lancio commerciale Liberty, un accordo già supportato dal National Space Policy del 2010 in relazione anche alla partenrship internazionale. L'accordo firmato
è un SAA (Space Act Agreement) senza elargizione di fondi da parte dell'agenzia spaziale. Il SAA permette lo scambio di informazioni tecniche fra la NASA e la ATK durante la
fase preliminare di progettazione tecnica del veicolo di lancio. Il primo volo di prova del razzo potrebbe avvenire già nel 2014. Il Liberty ha per il primo stadio un booster
a propellente solido derivato da quelli dello Space Shuttle ma a 5 segmenti (come quello testato al suolo pochi giorni fa) mentre lo stadio superiore sarebbe quello che spinge
il vettore Europeo Ariane 5 con il suo motore criogenico Vulcain 2. Liberty avrebbe la capacità di portare 20 tonnellate in oribita bassa, più di quanto potranno fare gli altri
veicoli attualmente allo studio con gli accordi commerciali. Il Liberty Launch System è stato avviato da oltre un anno e fin da quel momento sono state eseguite varie revisioni
del design e tutti questi sforzi esclusivamente con fondi ATK. L'accordo proseguirà fino al marzo 2012 ed il team di Liberty lavorerà assieme all'Ufficio della NASA che si
occupa del programma di Equipaggi Commerciali al Kennedy Space Center. Dovranno essere raggiunti quattro traguardi significativi per rispettare il SAA. L'ATK spera con Liberty
di poter offrire una soluzione commerciale alla NASA, al Dipartimento della Difesa ed a tutti gli altri programmi di volo spaziale commerciale umano. Il primo volo con equipaggio
umano potrebbe già avvenire alla sua terza missione nel 2015. Nella illustrazione (Credit: ATK Alliance Techsystem) il logo del vettore Liberty.
Fonte: ATK |
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12/09/2011 - La missione dei satelliti ERS conclusa dopo 20 anni - Dopo un'ultima accensione dei razzi per finire il propellente avvenuta la scorsa
settimana il vecchio osservatorio ERS-2 dell'ESA è stato messo fuori servizio in modo sicuro. I controllori di volo si sono inoltre assicurati che l'ambiente spaziale fosse
protetto per le missioni future. La missione è finita il 5 settembre scorso dopo che l'altezza media era stata abbassata da 785 a 573 km. A quest'altezza i rischi di collisione
con altri satelliti o detriti spaziali sono molto ridotti. L'ultimo momento critico nel rendere 'passivo' ERS-2 è stato assicurarsi che tutte le batterie ed i sistemi pressurizzati
di bordo fossero svuotati i resi sicuri per eliminare il rischio di future esplosioni che avrebbero potuto creare nuovi detriti spaziali. Uno di questi passi è stato il consumo
di tutto il propellente , la disconnessione delle batterie e lo spegnimento delle trasmittenti. L'ultimo comando è stato inviato all'ERS-2 alle 13:16 GMT (le 15:16 ora italiana)
del 5 settembre. Ma la fine delle operazioni di volo non significa la fine dell'utilizzo della missione. Infatti le immagini radar acquisite in questi 20 anni da ERS-2 potranno
essere combinate con quelle provenienti dagli strumenti di GMES Sentinel-1 per generare una forte sinergia che permetta di comprendere meglio il clima del nostro pianeta.
Per gli effetti naturali dell'attrito dell'atmosfera, l'ERS-2 dovrebbe interamente bruciare al rientro fra circa 15 anni. Questo valore è ben sotto la soglia dei 25 anni che
è stata imposta per minimizzare i rischi di collisione prima del rientro dei veicoli spaziali. "La fase di uscita dall'orbita è stata condotta entro i requisiti dell'ESA per
mitigare i detriti e questo indica un grosso sforzo dell'Agenzia nel ridurre i detriti spaziali che possono mettere a rischio le future missioni robotiche o umane." ha
dichiarato Heiner Klinkrad, a capo dell'ufficio ESA che si occupa del problema dei detriti spaziali. L'ERA-2 venne lanciato nel 1995, quattro anni dopo ERS-1, il primo satellite
di oservazione remota. La missione ha spianato la strada per lo sviluppo di molte nuove tecniche di osservazione della Terra. "ERS-1 e 2 hanno fornito 20 anni di dati continui
di alta qualità sugli oceani, le terre, i ghiacci e l'atmosfera," ha detto Wolfgang Lengert, capo della missione ERS-2. ""In questi due decenni, l'accento è stato
posto sulla precisione di misura e qualità di documentazione dei risultati, garantendo così che i dati serviranno come patrimonio per le generazioni future". L'ERS-2 ha
viaggiato per 3,5 miliardi di km durante la sua vita operativa, fornendo dati per migliaia di scienziati e progetti.
Fonte: ESA |
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10/09/2011 - Le due sonde GRAIL in viaggio verso la Luna - La missione GRAIL della NASA per lo studio della Luna dalla crosta al suo cuore è decollata
con successo dalla rampa di lancio SLC-17B di Cape Canaveral, in Florida, alle 9:08 a.m. EDT (le 15:08 ora italiana). Il secondo stadio del razzo vettore Delta II è stato riacceso
dopo 65 minuti dal lancio per immettere i due veicoli spaziali in rotta verso la Luna. La prima sonda GRAIL-A è stata separata dall'ultimo stadio del razzo dopo 79 minuti e
54 secondi dal lancio mentre la sua gemella GRAIL-B a 88 minuti e 12 secondi dal decollo. Quello di oggi è stato il 95° lancio consecutivo di successo di un Delta II fin dal
maggio 1997 ed in tutta la sua carriera ha compiuto perfettamente 148 missioni su 150. Un altro Delta II è previsto per il lancio entro questo anno mentre la ULA (United Launch
Alliance) ha ancora 5 ulteriori veicoli in magazzino che attendono un carico da portare in orbita. Inoltre quello di oggi era il 49° lancio orbitale del 2011, il 44° a concludersi
con successo e che interrompe la serie negativa degli ultimi tre lancio orbitali tutti falliti (due Russi ed uno Cinese). Alle 10:53 a.m. EDT (le 16:53 ora italiana) le stazioni
di Terra del Deep Space Network della NASA hanno stabilito le comunicazioni con le due sonde che hanno già regolarmente dispiegato i pannelli solari. Il viaggio verso la Luna
impiegherà circa tre mesi e mezzo lungo una traiettoria di minima energia. L'entrata in orbita delle due sonde è prevista per il 31 dicembre 2011 ed il 1° gennaio 2012. Nella
foto di copertina il lancio della missione GRAIL (Credit: NASA/TV).
VIDEO (CREDIT: NASA) DEL LANCIO DEL RAZZO DELTA II CON A BORDO LE DUE SONDE LUNARI GRAIL-A E GRAIL-B
Fonte: NASA |
09/09/2011 - Il primo Orion destinato ad andare nello spazio prende forma - Questa settimana è iniziata la costruzione della prima nuova nave
spaziale della NASA che porterà gli astronauti in orbita fin da quando la navetta spaziale Endeavour ha lasciato la fabbrica nel 1991. Gli ingegneri al Michoud Assembly
Facility di New Orleans della NASA hanno iniziato a saldare assieme i primi pezzi dell'Orion Multi-Purpose Crew Vehicle. "Questo segna l'inizio del primo passo della NASA
nell'invio di esseri umani oltre l'orbita terrestre," ha dichiarato il direttore del programma Orion, Mark Geyer. "La squadra di Orion ha fatto molti progressi ed
ora ha iniziato a costruire la nave spaziale. Con questo passo decisivo ci avviamo sulla strada per eseguire il primo volo spaziale di questo nuovo veicolo." Il team
di tecnici ed ingegneri ha utilizzato un metodo conosciuto come 'friction stir welding' (saldatura per attrito). Questa tecnica è stata utilizzata la prima volta dalla NASA
per costruire il serbatoio esterno della navetta spaziale e crea delle saldature senza la fusione del metallo, producendo delle unioni più resistenti e più durature di quelle
prodotto con le tecniche di saldatura convezionali. Questo processo utilizza il calore sviluppato dall'attrito per trasformare la lega di lito ed alluminio dallo stato solido
ad uno stato plastico prima di raggiungere il punto di fusione e poi unire assieme i pezzi per mezzo di una pressione che completa il legame. Questo tipo di saldatura assicura
un'ottima integrità strutturale per l'ambiente ostile dello spazio. Dopo che la saldatura sarà completata a Michoud il veicolo orbitale di prova Orion verrà inviato al Kennedy
Space Center della NASA dove vi verrà installato lo scudo termico. Al Kennedy inoltre verrà effettuato l'assemblaggio finale e le operazioni di controllo per il volo. Questo
primo esemplare di Orion dovrebbe effettuare il volo di prova OFT-1 (Orbital Test Flight-1) previsto per l'estate del 2013 a bordo di un razzo vettore Delta IV Heavy. Intanto a
Denver la Lockheed Martin prosegue i test acustici con l'esemplare GTA (Ground Test Article) di Orion. Nella foto (Credit: NASA) la fase di saldatura per attrito del primo
pezzo del veicolo spaziale Orion destinata a volare nello spazio.
Per ulteriori informazioni sulla missione OFT-1 di Orion vai alla nostra notizia del 9 agosto 2011 Fonte: NASA |
09/09/2011 - Il primo satellite Galileo arrivato a Kourou - Il primo satellite di navigazione Galileo IOV (In-Orbit Validation) è giunto nello Spazioporto della Guiana Francese,
pronto per iniziare i preparativi per il lancio previsto il 20 ottobre. Racchiuso nel suo container a temperatura controllata, il satellite è arrivato al Cayenne Rochambeau
Airport a bordo di un aereo Antonov alle 6:45 locali del 7 settembre. Il volo arrivava da Roma, dove è stato costruito presso la Thales Alenia Space. Un team della Thales e
dell'ESA era in attesa dopo essere arrivato in Guyana la scorsa settimana assieme a tutta la strumentazione di supporto per i test. La squadra ha caricato il container su un
grosso camion per trasportarlo al Centro Spaziale Guyana (CSG) dove è arrivato alle 10 ora locale ed è stato subito trasferito nell'edificio di preparazione. Li è rimasto tutta la
notte in modo che la temperatura si stabilizzasse e poi, la mattina seguente, è stato estratto dal contenitore. Il satellite verrà lanciato nello spazio per mezzo di un razzo
vettore Soyuz ST-B il 20 ottobre, assieme ad un secondo satellite Galileo IOV-PFM (Proto-Flight Model) che deve essere ancora spedito in Guiana. Questo sarà il primo lancio del classico razzo Russo Soyuz dalla
Guyana Francese e questo avverrà dalla nuova rampa di lancio posta a circa 13 km a nordovest da quella dell'Ariane 5. Il prossimo anno il secondo paio di satelliti raggiungeranno
la posizione orbitale a 23.222 km di altezza, fornendo la base del sistema Galileo al quale si uniranno gli altri 26 satelliti. I due lanciatori Soyuz ST-B - la versione più
potente delle due versioni aggiornate del lanciatore Soyuz ST che possono operare per Arianespace da CSG - oltre al razzo superiore riaccendibile Fregat-MT che guiderà i satelliti
nelle loro orbite definitive, avevano già raggiunto la Guiana Francese dalla Russia lo scorso giugno. L'assemblaggio finale dei tre stadi Soyuz ST-B ed il rifornimento dello
stadio superiore Fregat-MT inizierà la prossima settimana, in buon anticipo sulla data di lancio. Il lancio di ottobre sarà storico: il primo lancio Soyuz da uno spazioporto
al di fuori di Baikonur, nel Kazakhstan, o di Plesetsk in Russia. La Guiana Francese è molto più vicina all'equatore e così ogni lancio può beneficiare della rotazione terrestre
che incrementa il carico massimo in orbita di trasferimento geostazionario da 1,7 a 3 tonnellate. Come lanciatore di classe media, il Soyuz completerà la flessibilità e la
competitività della famiglia dei lanciatori Europei assieme a Vega ed Ariane. Ognuno dei tre stadi del razzo verrà assemblato in orizzontale nella tradizionale maniera Russa e
poi trasferito sulla rampa di lancio ed alzato in verticale in modo che il carico utile possa essere issato dall'alto. La nuova torre mobile inoltre proteggerà i satelliti
ed il veicolo di lancio dall'ambiente tropicale umido. Questi primi quattro satelliti Galileo, costruiti da un consorzio guidato dalla EADS Astrium della Germania, formeranno
il nucleo operativo della costellazione satnav Galileo. I quattro satelliti uniscono il miglior orologio atomico mai volato per scopi di navigazione - un errore di un secondo
ogni 3 milioni di anni - con un potente trasmettitore per inviare precisi dati di navigazioni in tutto il mondo. Nella illustrazione (Credit: © ESA - P. Carril) i primi due
satelliti Galileo IOV in orbita.
Fonte: ESA |
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08/09/2011 - Il Giappone testa i motori della sonda per Venere - La JAXA (l'agenzia spaziale Giapponese) ha testato per la prima volta i propulsori
del sistema orbitale di manovra OME (orbit maneuver engine) che si trova a bordo della sonda Venus Climate Orbiter "AKATSUKI" (PLANET-C) come parte dello studio per il cambiamento
di orbita in modo da permettere alla sonda di visitare Venere. "Abbiamo conferma che OME ha funzionato alle 11:50 a.m. ora del Giappone (le 4:50 ora italiana) del 7 settembre.
Stiamo analizzando i dati acquisiti dalla telemetria e preparando il secondo test dei prupulsori previsto per il 14 settembre. La durata del primo test è stata di 2 secondi
mentre il secondo è previsto in 20 secondi in modo da poter verificare il controllo di assetto." Se anche questo secondo test andrà come previsto la JAXA ha pianificato una
nuova accensione di OME a novembre che dovrebbe permettere alla sonda di inserirsi in rotta verso Venere che verrebbe così raggiunta nel 2015. Lo scorso dicembre la AKATSUKI aveva
fallito l'inserimento sulla traiettoria di volo planetario a causa di un problema del motore. Quella di ieri era la prima volta che il motore OME veniva di nuovo acceso dopo
il fallimento di dicembre.
Fonte: JAXA |
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08/09/2011 - Effettuato dalla ATK il terzo test di un booster a 5 segmenti - La ATK ha oggi testato con successo in un test al suolo un motore
a combustibile solido a cinque segmenti. Il test era denominato DM-3 (Development Motor-3) ed era il terzo di questo tipo di booster. Il successo del test è un'importante
passo avanti nell'utilizzo futuro nel vettore pesante e nei veicoli commerciali di lancio. I dati iniziali indicano che il motore ha funzionato come previsto per tutto il
tempo programmato. Il DM-3 è il
più potente motore a combustibile solido per l'utilizzo con equipaggio e misura 3,65 metri di diametro e 47 metri di lunghezza e grazie ai miglioramenti ed all'utilizzo di nuovi
materiali questo booster è più potente del 30% di quelli utilizzati dallo Space Shuttle. Il test si è svolto nel poligono di prova della ATK che si trova a Promontory, nello
stato dello Utah.
VIDEO (CREDIT: ATK) DEL TEST DM-3 DEL BOOSTER SOLIDO A CINQUE SEGMENTI
Fonte: ATK |
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08/09/2011 - Rinviato di 24 ore il lancio delle sonde GRAIL - I forti venti in quota hanno reso impossibile oggi il lancio delle sonde lunari
GRAIL. Il rinvio è di 24 ore con due orari previsti: le 8:33 a.m. e 9:12 a.m. EDT (le 14:33 e le 15:12 ora italiana). AGGIORNAMENTO 09/09/2011 - La NASA ha deciso di spostare di altre 24 ore il lancio delle sonde GRAIL in modo da dare ai tecnici ed ingegneri maggiore tempo per controllare i dati del sistema di propulsione del razzo vettore Delta II dopo le operazioni di svuotamento del propellente a seguito dello 'scrub' del lancio. Ora le due possibilità di lancio sono per sabato alle 8:29:45 a.m. e 9:08:52 a.m. EDT (le 14:29 e le 15:08 ora italiana). Le previsioni meteo danno un 60% di condizioni accettabili per il lancio sabato mattina. Fonte: NASA |
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06/09/2011 - La NASA studia la protezione dei siti storici di allunaggio - I responsabili della NASA stanno valutando tutta una serie di misure per
preservare i siti di allunaggio delle missioni Apollo. Infatti alcuni dei futuri sbarchi lunari di sonde automatiche, come quelle del concorso Google Lunar X PRIXE (GLXP),
potrebbero avere la tentazione di visitare i luoghi 'sacri' degli sbarchi umani del programma Apollo degli anni '70 del secolo scorso. Per evitare che atterraggi troppo ravvicinati
ai siti possano ricoprire di polvere lunare i resti delle missioni, o peggio, cancellare le prime impronte dell'uomo su un altro corpo celeste o contaminarle con i gas di
scarico , la NASA sta studiando delle regole di condotta per queste missioni. In pratica, ad esempio, per il sito di Apollo 11 si imporrebbe di non avvicinarsi a meno di
75 metri dal modulo di discesa lunare che sale ad oltre 200 metri per il sito di Apollo 17. I siti delle altre missioni avrebbero invece delle misure meno stringenti dato
che sono considerate meno 'storiche' di Apollo 11 e 17 (la prima e l'ultima). Comunque rimarrebbe proibito ogni contatto fisico con le attrezzature. Anche il semplice sorvolo dei siti a bassa quota prima dell'allunaggio verrebbe vietato per
non alzare la polvere sui resti. Persino i crateri formati dai resti degli stadi dei razzi sarebbero 'off limits' e l'osservazione sarebbe possibile soltanto dal bordo del
cratere prodotto dall'impatto. Tutte queste restrizioni non hanno soltanto carattere di preservazione storica dei siti ma anche uno scopo scientifico. Le attrezzature
lasciate dalle missioni Apollo (ma anche dalle sonde automatiche Surveyor e Luna) hanno un grande interesse negli scienziati perchè possono mostrare gli effetti dell'esposizione
all'ambiente lunare in questi ultimi 40 e passa anni. Studi successivi potrebbero infatti essere autorizzati su questo materiali e si vuole evitare che siano stati contaminati
in precedenza.
Fonte: Nasaspaceflight |
06/09/2011 - La sonda della NASA offre una vista eccezionale dei siti di atterraggio Apollo - Il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA ha
ottenuto le immagini pià nette e chiare dei siti di atterraggio delle missioni Apollo 12, 14 e 17. Le immagini mostrano le tracce dei percorsi fatti dagli astronauti che
hanno esplorato la superficie lunare. Sul sito di atterraggio di Apollo 17 le traccie lasciate dalle ruote del lunar rover sono chiaramente visibili assieme alle ultime impronte
lasciate dall'uomo sulla Luna. Le immagini mostrano anche dove gli astronauti hanno lasciato alcune strumentazioni scientifiche che hanno fornito il primo sguardo all'ambiente
lunare ed al suo interno. "Possiamo seguire i passi degli astronauti con grande chiarezza e vedere dover hanno raccolto i campioni lunari," dice Noah Petro, un
geologo lunare della NASA che lavora presso il Goddard Space Flight Center di Greenbelt in Maryland e che fa parte del team di scienziati che segue la sonda LRO. Tutte e tre
le immagini mostrano distintamente le tracce lasciate sul fine suolo quando gli astronauti sono usciti dal modulo lunare e lo hanno esplorato a piedi. Nell'immagine dell'Apollo
17 (visibile in copertina) le traccie delle camminate, comprese le ultime fatte sulla Luna da umani, sono facilmente distinguibili dalle
doppie tracce lasciate dal lunar rover, che è rimasto parcheggiato ad est del lander. "Le immagini riprese da questa nuova bassa altitudine per mezzo della Narrow Angle
Camera sono le più nette e chiare della superficie lunare," ha dichiarato il ricercatore Mark Robinson della Arizona State University e capo scienziato per il Lunar
Reconnaissance Orbiter Camera (LROC). "Un grande esempio della nitidezza delle immagini sono le tracce del rover sul sito di Apollo 17. Anche nelle immagini precedenti
le tracce erano visibili ma ora possiamo distinguere due linee parallele sulla superficie." In ogni sito le tracce vanno ad ovest dei lander, ovvero dove gli astronauti
hanno piazzato il Apollo Lunar Surface Experiments Package (ALSEP), l'apparecchiatura per monitorare l'ambiente lunare ed il suo interno. Questa attrezzatura era una parte
importante di ogni missione Apollo e forniva i primi indizi sulla struttura interna della Luna e misurando la pressione sulla superficie lunare e la composizione della sua
atmosfera. L'Apollo 11 trasportò una versione semplificata dell'attrezzatura scientifica. Uno dei dettagli mostra una luminosa forma ad 'L' nell'immagine dell'Apollo 12. Questo
segna il punto dove si trovano i cavi che vanno dalla stazione centrale ALSEP ai due strumenti. Sebbene i cavi siano troppo piccoli per essere visti direttamente possiamo
vedere il loro riflesso dei raggi solari. La migliore risoluzione di queste immagini è possibili dal cambiamento di orbita di LRO che ora è maggiormente ovale, o ellittica.
""Senza cambiare l'altitudine media, abbiamo fatto l'orbita più ellittica, quindi la parte più bassa dell'orbita si trova sul lato soleggiato della Luna" ha detto John
Jeller del Goddard e vicecapo scienziato del progetto LRO. "Questo mette LRO nella posizione perfetta per ottenere queste nuove immagini della superficie." La
manovra ha abbassato LRO dai circa 50 km di altitudine ad un'altezza di circa 21 km quando passa sopra la superficie lunare. La sonda rimarrà su questa orbita per 28 giorni,
abbastanza da permettere una rotazione completa della Luna. Questo permetterà una copertura completa della superficie per mezzo dello strumento Wide Angle Camera del LROC.
Il ciclo si è concluso oggi quando la sonda ha completato la sua 31.000° orbita. "Queste immagini ci ricordano la fantastica storia di Apollo e ci spingono a muoverci
in avanti nell'esplorazione del nostro Sistema Solare." ha dichiarato Jim Green, direttore della Planetary Science Division della NASA a Washington. LRO è stato costruito
e gestito dal Goddard. Le ricerche iniziali sono state finanziate dall'Exploration Systems Mission Directorate della NASA. Nel settembre 2010, dopo un anno di successi nella
missione esplorativa, l'attenzione si è spostata alla ricerca scientifica sotto lo Science Mission Directorate. Nella foto (Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/ASU)
la foto del sito di allunaggio di Apollo 12 nella più recente fotografia di LRO. (Sul sito della NASA si possono vedere a confronto le immagini precedenti che LRO ha
scattato ai siti Apollo con quelle più recenti per meglio rendersi conto del miglioramento di nitidezza. ndr)
IN QUESTO VIDEO (NASA - GODDARD) LO SCIENZIATO NOAH CI SPIEGA LE NUOVE IMMAGINI DEI SITI APOLLO RIPRESI DA LRO.
Fonte ed altre foto su: NASA |
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06/09/2011 - Un connettore avrebbe provocato il guasto che ha distrutto l'ultimo razzo Cinese - La China Aerospace Science and Technology Corporation
ha dichiarato lunedì che un malfunzionamento di un connettore fra diverse apparecchiature del razzo ha causato il fallimento del lancio orbitale dello scorso mese. Le indagini
hanno mostrato che il guasto del razzo vettore Lunga Marcia II-C è risultato da una connessione fra un servomeccanismo ed il motore veniero del secondo stadio che non ha funzionato
durante la seconda parte del volo, ha dichiarato la compagnia in un comunicato apparso sul suo sito internet. L'orbiter sperimentale Cinese SJ-11-04, lanciato con un razzo
vettore Lunga Marcia II-C il 18 agosto non era entrato nell'orbita prevista a causa di un guasto al razzo. Il guasto del razzo era avvenuto durante il volo dopo il decollo
dalla base di Jiuquan Satellite Launch Center alle 5:28 p.m. oera di Pechino (le 11:28 ora italiana) nella Provincia di nordovest di Gansu.
Fonte: Xinhua |
05/09/2011 - PromISSe il nome della missione del prossimo astronauta Europeo - Tutti i pezzi sono al loro posto per la prossima missione di lunga
durata di un astronauta Europeo. Ora cè anche il nome ed il logo. L'ESA ha oggi comunicato il nome della missione di Andrè Kuipers: PromISSe. L'ESA ha chiamato tutti i cittadini
degli stati membri per proporre il nome della missione di Andrè ed ha ricevuto oltre 200 proposte in appena un mese. Con sorpresa sono arrivate proposte anche dalla Slovenia,
Australia, India, Messico ed Argentina. I giudici hanno considerato le proposte provenienti da un ampio ventaglio di persone, da un bambino italiano di 13 anni fino ad un
signore olandese di 82 anni. La maggior parte delle proposte è però venuta, come era ovvio, dall'Olanda - paese natale di Andrè - ed anche il vincitore proviene da li. Non
era stato dichiarato l'intento di mettere l'abbreviazione della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel logo ma il disegno e il nome scelto c'è l'hanno. PromISSe sta per
'Programme for Research in Orbit Maximising the Inspiration from the Space Station for Europe’ ha spiegato il vincitore del concorso, Wim Holwerda, un olandese di 61 anni.
Wim crede che il nome "simboleggi la promessa che l'esplorazione spaziale stabilisca il futuro del nostro pianeta e dell'umanità e che l'Europa possa giocare un ruolo importante
in questo." Tre potenti messaggi sono integreti in PromISSe: il ruolo cruciale della ricerca scientifica, un grande utilizzo della Stazione Spaziale ed il valore di
inspirazione dei programmi spaziali ESA. Il logo della missione riproduce la Stazione Spaziale in orbita attorno alla Terra accompagnata da tre icone e sei stelle. Il nome
PromISSe segue un disegno circolare racchiuso da linee arancioni ed anche l'acronimo della Stazione Spaziale Internazionale ha lo stesso colore per simboleggiare la partecipazione
olandese alla missione. Il centro del logo è un globo senza confini fra nazioni. Una siluoette della ISS è mostrata mentre gira attorno alla Terra mentre sorvola l'Europa.
Le icone a sinistra rappresentano i tre elementi cruciali della missione: scienza, tecnologia ed educazione. Il globo rappresenta le conoscenze della società sul nostro
pianeta. Il circuito elettronico denota la tecnologia e l'alambicco da laboratorio illustra la ricerca scientifica. Le sei stelle rappresentano i sei membri dell'equipaggio,
i sei mesi che Andrè rimarrà nello spazio e le stelle sono simili a quelle della bandiera dell'EU, sottolineando il carattere e Europeo. Andrè lavorerà sulla Stazione come
membro di Spedizione 30. Il suo lancio è previsto agli inizi di dicembre ma la data esatta verrà decisa dopo che il veicolo di lancio Soyuz sarà tornato in servizio dopo la perdita
del Progress avvenuta ad agosto. Nella immagine (Credit: ESA) il logo scelto dall'ESA per la missione dell'astronauta Andrè Kuipers.
Fonte ed altre foto su: ESA |
02/09/2011 - Veicolo di prova della Blue Origin distrutto in un test di volo - Riportiamo per intero il comunicato apparso oggi sul sito della società
Blue Origin: Tre mesi fa abbiamo fatto volare con successo il nostro secondo veicolo in una breve missione e la scorsa settimana abbiamo perso il veicolo durante un test di sviluppo a Mach 1,2 ed a un'altitudine di 13.700 metri. Una instabilità in volo a portato ad un errato angolo di attacco che ha attivato il sistema di autodistruzione del veicolo. Non era quello che volevamo ma sapevamo che questa sfida era ardua e la Blue Origin ed il suo team stanno facendo un eccezionale lavoro. Siamo pronti a lavorare sul nostro prossimo veicolo. Graditam Ferociter! Jeff Bezos - 2 settembre 2011 P.S. In caso siate curiosi di sapere dove si trova la capsula, il veicolo di sviluppo non ha una capsula equipaggio ma solo un'ogiva al suo posto. Stiamo lavorando sulla capsula suborbitale per equipaggio separatamente come anche a un veicolo orbitale abitato per supportate il Programma Commerciale Equipaggi della NASA. Nella foto (Credit: Blue Origin) il veicolo di sviluppo poco prima della sua distruzione durante il volo di prova. Fonte: Blue Origin |
02/09/2011 - Mars Express fotografa l'estuario di un lago - La sonda Mars Express dell'ESA ha fotografato un raro caso di un cratere che una volta
era riempito da un lago, e rivelato dalla presenza di formazione simile al delta di un fiume. Il delta è un antico deposito di sedimenti scuri lasciati dall'acqua. Tutto questo è un ricordo lasciato dal
clima umido di Marte. Il delta si trova nel cratere Eberswalde, nelle pianure del sud di Marte. Il cratere misura 65 km di diametro e si è formato 3,7 miliardi di anni fa
quando un asteroide ha colpito il pianeta. Il bordo del cratere è intatto soltanto nella parte destra. Il resto appare poco visibile o è scomparso del tutto. Un impatto
successivo ha creato il cratere Holden, di 140 km di diametro e che con l'espulsione di una grande quantità di materiale ha parzialmente ricoperto Eberswalde. Comunque nella
parte visibile di Eberswalde si nota il delta ed i suoi canali limitrofi che sono stati preservati. Il delta ricopre circa 115 km quadrati di terreno. Piccoli canali sono
visibili verso la parte alta del cratere e sono stati questi a rimpirlo fino a farlo diventare un lago. Dopo il deposito dei sedimenti nel cratere da parte del delta altri
accumuli hanno parzialmente coperto la maggior parte dei canali e del delta stesso. Questi sedimenti secondari sono stati presumibilmente depositati dal vento, che in
seguito hanno eroso il delta scoprendo il materiale sottostante ed invertendo il rilievo della struttura. Questa struttura a delta, per prima identificata dalla sonda Mars
Global Surveyor della NASA, è caratteristica della presenza nel passato di un lago in quel cratere. Alcune indicazioni sono chiare sul fatto che nella prima parte della
storia di Marte vi era la presenza di acqua liquida che scorreva sulla superficie. Sia il cratere Eberswalde che Holden erano nella breve lista di candidati delle possibili
destinazioni del prossimo mars rover della NASA che verrà lanciato entro l'anno. L'obiettivo principale del Mars Science Laboratory è la presenza odierna o passata di ambienti
abitabili su Marte. La missione Mars Express dell'ESA è stata di aiuto nella ricerca del miglior punto di atterraggio. Eberswalde è stato proposto perchè la presenza del
delta indica la lunga presenza di qcqua liquida e Holden invece per le sue diversità mineralogiche e la presenza di altre strutture che suggeriscono un passato con acqua
allo stato liquida. Un altro candidato, Mawrth Vallis, espone alcuni degli strati più antichi di Marte. Comunque a luglio l'ultimo della lista, il cratere Gale, è stato
selezionato come luogo di atterraggio della missione, a causa della sua alta differenza strutturale e minerale legata all'acqua. Eberswalde, Holden e Mawrth Vallis dovranno
custodire i loro segreti ancora per un'altro poco. Nella foto (Credit: ESA) potrete vedere il delta del cratere Eberswalde fotografato da Mars Express.
Fonti: ESA |
01/09/2011 - Opportunity inizia lo studio del cratere marziano - I primi risultati ottenuti dal Mars Rover Opportunity della NASA nel nuovo sito mostrano
una composizione della superficie differente da ogni altra che il robot ha studiato nei precedenti 7 anni e mezzo di esplorazione. Opportunity è giunto tre settimane fa sul
bordo del cratere Endeavourm di 22 km di diametro. La prima roccia esaminata è piatta nella parte superiore e delle dimensioni di un poggiapiedi. E' stata apparentemente
scavata da un impatto che ha formato un cratere delle dimensioni di un campo di tennis sul bordo del cratere. La roccia è stata ribattezzata 'Tisdale 2'. "E' differente
da ogni altra roccia che abbiamo visto su Marte," ha esclamato Steve Squyres, capo scienziato per Opportunity presso la Cornell University di Ithaca, New York. "Ha
una composizione simile ad alcune rocce vulcaniche ma è composta da molto più zinco e bromine del solito. Stiamo avendo conferma che raggiungere Endeavour è stato come aver
fatto arrivare Opportunity in una seconda zona di atterraggio." La diversità dei frammenti in Tisdale 2 potrebbero essere il preludio ad altri minerali che Opportunity
potrebbe trovare a Endeavour. Nelle due settimane passate i ricercatori hanno utilizzato gli strumenti del braccio robotico del rover per identificare gli elementi su diversi
punti di Tisdale 2. Gli scienziati hanno inoltre esaminato la roccia utilizzando il microscopio ed i filtri multipli della sua macchina fotografica panoramica. Le osservazioni
dalle sonde orbitanti attorno a Marte suggeriscono che l'esposizione delle rocce sul bordo di Endeavour provengono da una fase iniziale della storia del pianeta e che avrebbe
potuto essere meno acida e con condizioni di umidità più favorevoli alla vita. I fianchi discontinui sono tutto quello che rimane del bordo dell'antico cratere. Il punto della
sezione del bordo dove è arrivato Opportunity è chiamato 'Cape York'. Un vuoto fra Cape York e il prossimo frammento di bordo verso sud è chiamato 'Botany Bay'. Il team
scientifico ha selezionato Endeavour come destinazione a lungo termine per Opportunity dopo che il rover era uscito fuori dal cratere Victoria tre anni fa. La missione aveva
infatti trascorso due anni studiando Victoria, che è largo un venticinquesimo di Endeavour. Opportunity ha viaggiato per 21 km per raggiungere Endeavour da Victoria e ben
33,5 km da quando è atterrato su Marte. Anche se il rover ha funzionato 30 volte oltre quanto previsto vi è sempre il rischio che un guasto lo blocchi da un momento all'altro
anche se Opportunity potrebbe continuare a funzionare bene per altri anni. Opportunity e Spirit hanno completato la loro missione prevista nell'aprile del 2004 ma hanno proseguito
il lavoro per anni con l'estensione della missione. Entrambi i rover hanno fatto importanti scoperte sull'antico ambiente umido di Marte che avrebbe potuto essere favorevole
alla vita. Il rover Spirit ha cessato le comunicazioni nel marzo del 2010. La NASA lancerà il rover di nuova generazione Curiosity fra il 25 novembre ed il 18 dicembre e
l'atterraggio su Marte è previsto per l'agosto 2012. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) il braccio robotico di Opportunity studia la roccia Tisdale 2, sul bordo del cratere Endeavour.
Fonti: NASA |
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01/09/2011 - Completato il volo della Progress M-11M - Il primo di settembre è terminato il volo automatico della navicella spaziale Progress
M-11M (43P). Alle 13:34:31 ora di Mosca (le 11:34:31 ora italiana) un comando dal Centro Controllo Missione ha fatto accendere il motore di frenata. Dopo 180 secondi di
funzionamento il motore si è spento come da programma frenando la velocità del veicolo spaziale di 91,8 metri al secondo permettendo al Progress di uscire dall'orbita e
finire la sua missione disintegrandosi sopra l'Oceano Pacifico. Le coordinate del punto di caduta sono 40°8' di latitudine sud e 135°2' di longitudine ovest. L'impatto è
avvenuto alle 14:21:41 ora di Mosca (le 12:21:41 ora italiana). Il Progress M-11M era stato lanciato il 21 giugno 2011 e dopo due giorni di viaggio si era agganciato al
modulo di servizio Zvezda della Statione Spaziale Internazionale. Il cargo ha consegnato più di 2,6 tonnellate di materiali per sostenere l'equipaggio che si trova a bordo.
Il 23 agosto scorso il Progress M-11M aveva lasciato la stazione e durante il suo volo autunomo era stato utilizzato per l'esperimento 'Radar-Progress' che consisteva
nell'osservazione della riflessione delle irregolarità del plasma generato dai motori a razzo a propellente liquido nella ionosfera terrestre. Il Progress M-11M aveva lasciato
il boccaporto libero per l'attracco del nuovo Progress M-12M (44P) che però è andato distrutto nella fase di lancio il 24 agosto.
Fonti: Roscosmos |
31/08/2011 - Dextre effettua il primo lavoro sulla ISS - Dextre, la 'mano' robotica Canadese che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale
(ISS), ha sostituito con successo una scatola di fusibili del laboratorio orbitale. Il robot ha sostituito il componento guasto con uno nuovo, permettendo di recuperare
parte del sistema di riserva elettrico della stazione. La manovra ha segnato la prima volte che Dextre ha sostituito un'apparecchiatura difettosa sulla stazione. "Il
successo della sostituzione di questa settimana di un circuito elettrico guasto sul traliccio della stazione spaziale è un importante passo operativo," ha detto il
Direttore di Volo di Spedizione 28, Ed Van Cise. "In passato avevamo soltanto l'opzione di inviare esseri umani fuori della stazione in una passeggiata spaziale per interventi
come questo. Avere un robot provvisto di mani fuori dalla stazione e capace di essere controllato da Terra è un grande vantaggio nella capacità di liberare l'equipaggio e
permettere che si concentri sulla ricerca scientifica all'interno della stazione. Il nostro Team Flight Control a Houston e in Canada hanno superato se stessi, e non
vediamo l'ora di allungare le braccia di Dextre su altri compiti che continueranno a contribuire per spianare la strada per l'esplorazione futura ". Conosciuto con il
termine tecnico di 'Remote Power Control Modules' (RPCM) è una scatola di fusibili che controlla il flusso dell'elettricità attraverso il sistema secondario di distribuzione
e che, a volte, non funziona. Fino ad ora la sostituzione delle scatole era effettuata tramite passeggiate spaziali che comportano sempre un certo margine di rischio. Dextre
è stato progettato per ridurre il bisogno delle attività extraveicolari degli astronauti nelle operazioni di routine e dare maggiore tempo all'equipaggio per attività più
importanti come la conduzione di esperimenti scientifici. Il Canadarm2 ha supportato Dextre durante l'intera operazione, avvenuta il 28 e 29 agosto. Dextre è stato manovrato
dai controllori di volo robotico da Terra presso il Johnson Space Center di Houston, nel Texas e supportato da diverse squadre di ingegneri sia a Houston che al Quartier Generale
dell'Agenzia Spaziale Canadese di Saint-Hubert in Quebec. Mentre il robot tuttofare rimane pronto a rispondere se si verificano problemi, Dextre ha anche un elenco completo
delle attività pianificate. Più tardi questa settimana, il robot costruito in Canada, trasferirà due piccoli pallet di stoccaggio dalla posizione corrente del robot fino alla
piattaforma Express Logistic Carrier 4 sulla ISS. Uno dei pallet trasporta l'equipaggiamento per la missione Robotic Refueling Mission (RRM), un progetto per Dextre per
testare le tecnologie e le tecniche necessarie per rifornire di carburante i satelliti in volo. Nella foto (Credit: NASA) Dextre durante la prima riparazione effettuata sulla ISS.
Fonti: NASA |
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31/08/2011 - Desert RATS 2011: missione simulata ad un asteroide - Il Desert RATS (Research and Technology Studies) 2011 della NASA si sta svolgendo
nel deserto dell'Arizona vicino al Black Point Lava Flow dal 27 agosto al 12 settembre. Da oltre dieci anni un consistente gruppo di ingegneri, astronauti, scienziati e tecnici
sia della NASA che delle industrie coinvolte nel settore spaziale ed accademici - conducono delle simulazioni di missioni spaziali per valutare l'utilizzo di attrezzature e
procedure utili per l'esplorazione futura oltre l'orbita terrestre. I Desert RATS sono focalizzati sui vari hardware da utilizzare durante una missione verso i punti
Lagrangiani, la Luna, gli asteroidi vicini (NEA - Near Earth Asteroid), le lune di Marte ed infine la superficie di Marte. I membri della squadra dei Desert RATS 2011 simulano
un'esplorazione robotica ed umana in ambienti estremi terrestri per trovare le migliori tecniche e procedure operative a seconda della missione scelta. Queste prove sul campo
forniscono l'opportunità di identificare e stabilire realistiche tecniche applicabili nelle future esplorazioi planetarie. Questo anno in particolare sono testati diversi
prototipi di elementi di trasporto necessari per esplorare un asteroide vicino alla Terra: - Deep Space Habitat (Un modulo dimostrativo abitabile che comprende una struttura gonfiabile X-Hab) - 'Free Flyer' - Space Exploration Vehicle (SEV) una cabina per l'equipaggio capace di operare sia nello spazio che sulla superficie dei pianeti o lune - Un sistema di veicolo robotico di supporto chiamato Centaur - Deep Space Network - sistema di comunicazioni e dati I Desert RATS forniscono un ambiente interessante per gli studenti, gli insegnanti e per il pubblico che può essere testimone ed impara come la NASA utilizza le simulazioni di missione per valutare il migliore approccio per raggiungere gli scopi scientifici e tecnologici. Si possono infatti seguire su Twitter o su altri social media gli aggiornamenti in diretta di quello che avviene durante queste simulazioni direttamente dalla pagina principale dei Desert RATS. In copertina (Credit: NASA) il modulo abitativo DSH con sopra montata la struttura gonfiabile. Fonti: NASA |
3/08/2011 - Gli Shuttle potrebbero fornire l'intero sistema di propulsione per l'SLS - Tutti e tre gli orbiter Space Shuttle potrebbero donare tutto
il loro impianti propulsivo per essere utilizzato nel primo stadio del futuro lanciatore pesante SLS (Space Lauch System) della NASA. Gia adesso da tutti e tre le navette in pensione sono stati
rimossi i tre motori principale SSME (Space Shuttle Main Engine) e messi al sicuro in un hangar presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida. Al momento vi sono 9 motori
SSME (chiamati anche RS-25D) in magazzino oltre ed altri tre di riserva per un totale di 12 motori a disposizione. Il vettore pesante SLS utilizzerà quindi per i suoi primi
voli questa riserva di motori degli Shuttle e poi, una volta terminati questi che andranno distrutti non essendo il primo stadio di SLS recuperabile, utilizzerà una
versione semplificate e non riutilizzabile dello stesso motore chiamata RS-25E ancora però da realizzare. Ma ora alla NASA, oltre al motore, si pensa di poter riulizzare
per l'SLS l'intero impianto propulsivo degli Shuttle comprensivo dei sistemi di pressurizzazione, le pompe, serbatoi e valvole. Questa rimozione richiederebbe un ulteriore periodo
che va da sei a nove mesi e che ritarderà l'invio degli orbiter ai musei cui sono destinati. I motori SSME delle navette esposte nei musei saranno delle repliche realizzate con
parti di ricambio ed installate per mezzo di un adattatore (RSME - Replica Shuttle Main Engine). Il pubblico non si accorgerà della differenza con i veri motori dato che la parte che sporgerà dalla parte posteriore
della navetta saraà stata realizzata proprio con parti originali. Anche l'interno della parte posteriore degli shuttle svuotata di tutti i sistemi propulsivi non sarà visibile
ai visitatori dei muesi e l'aspetto esterno della navetta non cambierà. Comunque una decisione finale per effettuare questa ulteriore operazione di predazione delle navette verrà
effettuata entro l'anno. Nella foto (Credit: NASA) uno dei motori SSME delle navette al sicuro nel magazzino del KSC.
Fonti: Nasaspaceflight |
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30/08/2011 - Le agenzie spaziali discutono il futuro dell'esplorazione spaziale - I responsabili di 10 fra le maggiori agenzie spaziali del mondo
si incontrano domani a Tokio per discutere di un piano globale di esplorazione spaziale. Durante lo scorso anno il ISECG (International Space Exploration Coordination Group -
Gruppo di Coordinamento Internazionale per l'Esplorazione Spaziale) ha sviluppato una strategia a lungo raggio per l'esplorazione umana che inizia con la Stazione Spaziale
Internazionale ed espande la presenza umana nel Sistema Solare fino all'obiettivo ultimo di esplorare la superficie di Marte. Il percorso uscito da questa strategia è stato
identificato con due potenziali strade: 'Asteroid Next' e 'Moon Next'. Ognuno di questi scenari rappresenta un periodo di 25 anni che indica una sequenza logica di missioni
robotiche ed umane. Entrambi i percorsi sono stati ritenuti approcci pratici per affrontare comuni obiettivi di alto livello nell'esplorazione sviluppato dalle agenzie
partecipanti, riconoscendo che le preferenze individuali tra le agenzie spaziali che partecipano possono variare per quanto riguarda questi percorsi. Il primo passo in questa
tabella di marcia sarà informare e mettere a fuoco la pianificazione attualmente in corso in ciascuna delle agenzie partner nei settori dell'esplorazione planetaria robotica,
nello sviluppo di tecnologie avanzate e nell'utilizzo della Stazione Spaziale in preparazione all'esplorazione. È stato deciso che durante le prossime settimane, questa
versione iniziale della tabella di marcia della Global Exploration sarà finalizzata e rilasciata al pubblico. I paesi partecipanti alla riunione sono in ordine alfabetico:
Canada, Europa, Francia, Germania, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Russia, Regno Unito, e Stati Uniti.
Fonti: Spaceref |
29/08/2011 - La NASA e la Russia potrebbero evacuare la Stazione Spaziale Internazionale - Dopo l'incidente del razzo Soyuz con il veicolo cargo
Progress 44P la NASA sta considerando l'ipotesi di abbandonare la Stazione Spaziale Internazionale entro la fine dell'anno. Questa mossa non ha precedenti in oltre dieci anni
che l'avamposto orbitale è abitato. L'avacuazione della stazione è soltanto una delle possibilità a seguito del guasto del veicolo di rifornimento automatico lanciato il
24 agosto scorso. Un'inchiesta è in corso da parte dei Russi per stabilire le cause del guasto occorso al terzo stadio del vettore Soyuz-U ma intanto tutti i lanci cargo e
di equipaggi diretti alla ISS sono stati bloccati. Il razzo Soyuz utilizzato per il lancio del veicolo Progress è simile a quello utilizzato per lanciare anche gli equipaggi
in orbita. La ISS è stata progettata per poter operare anche in modo automatico, senza equipaggio a bordo, se ve ne sarà bisogno. "Se vi sarà la necessità di lasciare
la ISS senza equipaggio dovremo scegliere il modo più sicuro," ha dichiarato Mike Suffredini, direttore del programma della stazione spaziale della NASA. Il rischio
maggiore di lasciare la ISS senza equipaggio è la possibilità che un componente critico si guasti e che non vi sia nessuno per poterlo aggiustare. "Il rischio di perdere
la ISS mentre è senza equipaggio è maggiore di quando vi sono astronauti a bordo," ha dichiarato Suffredini. "Questo è il motivo per il quale non abbiamo preso
quella decisione dopo l'incidente del Columbia, perchè il rischio non è insignificante." La procedura di abbandono della stazione non richiederà una preparazione particolare
da parte degli astronauti. L'equipaggio sigillerà tutti i moduli della ISS per evitare che il guasto di uno di essi coinvolga tutto il complesso orbitale. La maggior parte
dei sistemi essenziali può essere comandato da Terra. Soltanto i meccanismi di attracco verranno lasciati operativi in modo da poter eseguire attracchi automatici, in
collaborazione con i team di supporto a Terra. "Preferiremmo non dover lavorare in queste condizioni senza un equipaggio a bordo per un lungo periodo di tempo,"
dice Suffredini. "Ma ipotizzando che il sistema collabori e che possiamo guidare il veicolo da Terra possiamo tenerlo operativo per un tempo indefinito." Purtroppo
invece la maggior parte della ricerca scientifica dell'avamposto sarebbe compromessa e quasi tutti gli esperimenti dovrebbero essere fermati e rinviati fino a che gli astronauti
ed i cosmonauti non facessero rientro nella stazione. La prima metà dell'equipaggio della ISS, composto dal Comandante Andrey Borisenko, dal cosmonauta Alexander Samokutyaev
e dall'Ingegnree di Volo della NASA Ronald Garan sono stati lanciati verso la stazione, a bordo della Soyuz TMA-21 il 4 aprile ed il loro rientro era previsto per il prossimo 8 settembre. La loro permanenza
potrebbe essere prolungata almeno fino al tardo ottobre. Il problema dell'abbandono della ISS è dovuto al fatto che la Soyuz TMA-02M, lanciata il 7 giugno con a bordo Michael Fossum,
il cosmonauta Russo Sergei Volkov e l'astronauta Giapponese Satoshi Furukawa avrebbe dovuto rientrare il 16 novembre e non è possibile un ulteriore rinvio a causa del tempo
massimo di permanenza in orbita della Soyuz (210 giorni) e del fatto che da quella data il rientro della capsula avverrebbe nelle ore di buio e in pieno inverno nella steppa
del Kazakhstan. La capsula potrebbe rimanere in orbita fino al tardo dicembre, primi gennaio, ma le autorità della NASA e Russe vogliono evitare di far effettuare un rientro
invernale nelle steppe del Kazakhstan. "Sospetto che se ci avviciniamo al 16 novembre senza aver ancora fatto volare altre Soyuz, dovremmo far rientrare i tre uomini di
equipaggio e lasciare la ISS disabitata." ha concluso Suffredini. La Russia prevede un lancio di un Soyuz con sei satelliti commerciali per telecomunicazioni Globalstar
ai primi di ottobre e potrebbe anticipare il lancio del prossimo Progress dalla fine all'inizio del mese di ottobre. Il concetto è quello di avere almeno due lanci riusciti
dello stesso vettore prima di far riprendere i voli con equipaggi. Entro questa settimana verranno prese le decisioni di come procedere. Nella foto (Credit: NASA) la Stazione
Spaziale Internazionale.
Fonti: Space.com |
26/08/2011 - L'ATV Edoardo Amaldi è arrivato a Kourou per il lancio - L'ATV-3, il prossimo veicolo cargo senza equipaggio diretto alla Stazione
Spaziale Internazionale, ha completato il suo primo lungo viaggio - attraversare l'Atlantico. Ora si trova nello Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese, per
prepararsi al lancio previsto all'inizio del prossimo anno. A pochi mesi dalla conclusione della missione ATV-2 le squadre di tecnici dell'ESA in Europa ed a Kourou stanno
procedendo nella preparazione del prossimo veicolo: ATV Edoardo Amaldi. Coinvolgendo circa 2.000 ingegneri di elevate capacità in tutta Europa, l'ATV-3 è stato esaminato
e certificato a luglio dai team dell'ESA e della EADS a Brema, in Germania, per l'invio a Kourou. L'esame è importante perchè una volta che ATV si trova a Kourou, ogni
importante modifica avrebbe delle ripercussioni sulla data di lancio. La MN Toucan, una nave da carico Francese utilizzata normalmente da Arianespace per trasportare gli
elementi che compongono i razzi Ariane, è salpata dal porto di Brema il 6 agosto. Dopo aver attraversato l'Atlantico in 13 giorni, è arrivata all'inizio di questa settimana
vicino all'isola del Diavolo, di fronte alle coste della Guyana Francese, in attesa della marea favorevole. Ieri la nave ha attraccato al porto di Kourou ed è iniziato lo
scarico. Inviato in sezioni separate e chiuso in containers chiusi ermeticamente, l'ATV-3 verrà riassemblato e testato prima che il carico sia inserito al suo interno e
rifornito di propellente per la missione. La campagna di lancio è programmata in grande dettaglio e comprende 180 giorni lavorativi. Secondo i piani attuali Edoardo Amaldi
trasporterà circa due tonnellate di materiali, 285 kg di acqua e quasi tre tonnellate di propellente. L'ATV è il più grande veicolo cargo che serve la Stazione Spaziale
ed è un elemento vitale della logistica della ISS. Nella foto (Credit: ESA) i container che ospitano i vari pezzi del veicolo cargo ATV-3 Edoardo Amaldi mentre vengono
scaricati dalla nave MN Toucan nel porto di Kourou.
Fonti: ESA |
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26/08/2011 - La Russia potrebbe rinviare il prossimo lancio di astronauti verso la ISS - Fonti giornalistiche indicano che la Russia potrebbe rinviare il prossimo lancio di un
equipaggio diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo che un veicolo automatico è caduto in Siberia invece di raggiungere l'orbita. Il lancio previsto per il
22 settembre potrebbe essere rinviato per dare agli specialisti il tempo per scoprire le cause esatte della caduta del veicolo cargo Progress. Il previsto ritorno sulla
Terra dalla ISS di due cosmonauti Russi ed un Americano previsto per l'8 settembre potrebbe anch'esso essere rinviato. Gli esperti hanno bisogno di tempo per lavorare alle
cause del fallimento del lancio del Progress e quindi verranno modificate le date di lancio e rientro. Una prima possibilità è quella di ritardare l'atterraggio dei cosmonauti
Russi Andrei Borisenko e Alexander Samokutyaev e dell'astronauta Americano Ron Garan dall'8 al 22 settembre ed il decollo dell'equipaggio composto dai cosmonauti Russi Anton
Shkaplerov e Anatoly Ivanishin e dell'astronauta americano Dan Burbank dal 22 settembre al 6 ottobre. La Russia ha bloccato tutti i lanci previsti per i razzi Soyuz nell'attesa
che una commissione scopra le cause dell'incidente occorso al razzo vettore Soyuz-U. Il razzo Soyuz-FG che trasporta gli astronauti nello spazio ha lo stesso motore del terzo
stadio della versione FG che ha subito l'incidente. Frammenti del Progress sono ricaduti nella regione Siberiana di Altai e le autorità temono gli effetti sull'ambiente e
sulla salute delle popolazioni locali a causa della tonnellata e mezzo di propellente altamente tossico.
Fonti: Spaceref |
26/08/2011 - Uragano Irene ripreso dai vari satelliti della NASA - Il gigantesco uragano Irene, che ha già mietuto vittime e creato danni nelle isole dei
Caraibi, sta proseguendo la sua rotta verso la costa occidentale degli Stati Uniti e sono state messi in stato di allerta diversi stati dal Sud Carolina a New York. La NASA,
grazie ai suoi vari satelliti meteorologici ed ambientali sta monitorando la situazione. In copertina (Credit: NASA Goddard MODIS Rapid Response)
l'uragano ripreso dal satellite Terra il 24 agosto scorso mentre transitava sopra le Bahamas. Anche le immagini infrarosse del satellite Aqua sono utili per vedere le varie
temperature che compongono il gigantesco fenomeno meteorologico. Il Centro Nazionale Uragani (NHC - National Hurricane Center) ha rilasciato una nota di avvertimento del possibile aumento della forza dell'uragano
da due a tre mentre raggiungerà le coste del Nord Carolina. I vari satelliti della NASA volando sopra l'uragano Irene forniscono al NHC dati sulla temperature, la pressione
i venti e le nubi e la temperatura superficiale del mare. Tutti questi dati sono cruciali nell'aiutare i meteorologi a determinare dove Irene si sta dirigendo e con quale
forza colpirà. Anche dalla Stazione Spaziale Internazionale l'astronauta Ron Garan ha ripreso diverse fotografie di Irene e le ha pubblicate su Twitter. Nella foto (Credit:
@Astro_Ron) l'uragano Irene fotografato ieri alle 3:14 p.m. EST (le 21:14 ora italiana) mentre era ad est delle Bahamas.
VIDEO (Credit: NASA) DELL'URAGANO IRENE RIPRESO IL 26 AGOSTO 2011 DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE CON IL COMMENTO DELL'INGEGNERE DI VOLO DI SPEDIZIONE 28 MIKE FOSSUM.
Fonti: NASA |
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25/08/2011 - La parte pressurizzata di Cygnus arriva alla base di lancio - Alla base di lancio della NASA di Wallops, in Virginia, è arrivato il primo
esemplare del veicolo spaziale di rifornimento Cygnus Pressurized Cargo Module (PCM) della Orbital Science Corp. destinato a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale
in base al contratto stipulato con la NASA. Durante i prossimi mesi il modulo pressurizzato verrà sottoposto all'integrazione con il modulo di servizio (SM - service module) che ospita l'avionica
del veicolo, la propulsione ed i pannelli solari. Il Cygnus dovrebbe debuttare con un volo di prova all'inizio del prossimo anno grazie ad un razzo vettore Taurus II sempre
della Orbital. Assieme al Dragon della SpaceX, il Cygnus sarà il secondo veicolo cargo a portare rifornimenti, partendo dagli Stati Uniti, alla ISS dopo la chiusura del
programma Space Shuttle. Il modulo pressurizzato è stato costruito dalla Thales Alenia Space di Torino che ha un contratto con la Orbital per la fornitura di nove moduli
pressurizzati da destinare al veicolo cargo Cygnus. Il modulo è stato trasportato in Virginia a bordo di un aereo cargo Russo Antonov AN-24. A questo primo PCM ne seguiranno
altri tre in configurazione 'standard', capaci ciè di trasportare 2 tonnellate di carico, e saranno seguiti da cinque modelli 'migliorati' capaci invece di trasportare 2,7
tonnellate.
Fonti: Spaceref - Thales Alenia Space |
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24/08/2011 - Cargo Progress perso al lancio - Un imprecisato guasto al terzo stadio del razzo vettore Soyuz-U ha portato alla distruzione del veicolo
spaziale automatico cargo Progress 44P (M-12M) lanciato oggi alle 15:00 ora italiana dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, e diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). I contatti con il vettore sono stati persi
quando erano trascorsi circa sei minuti dopo il decollo. Lo spegnimento del razzo ha portato alla ricaduta del veicolo spaziale nell'atmosfera sopra la Russia dell'Est. Tutti
i precedenti 43 voli dei Progress diretti alla ISS negli ultimi 11 anni erano stati coronati da successo. A bordo del Progress, che avrebbe
dovuto attraccare al boccaporto del modulo Zvezda domani, vi erano circa 1.260 kg di rifornimenti compreso cibo, pezzi di ricambio, abbigliamento ed esperimenti. Altri 929 kg
erano composti di propellente che sarebbe stato travasato nel segmento Russo del complesso orbitale permettendo l'azionamento dei razzi di manovra. Infine a bordo del cargo
vi erano anche 420 kg d'acqua e 50 kg di ossigeno ed aria. Il Progress avrebbe dovuto rimanere agganciato alla stazione fino al prossimo marzo. Al momento l'equipaggio della
stazione, Spedizione 28 composto da sei astronauti: il Comandante Andrey Borisenko, i cosmonauti Russi Alexander Samokutyaev e Sergei Volkov, gli astronauti americani Ron
Garan e Mike Fossum, e l'astronauta Giapponese Satoshi Furukawa, non corrono rischi in quanto, per sicurezza, la mancanza di un rifornimento viene coperta dal surplus che
si trova a bordo della stazione. Quello di oggi era il 48° lancio orbitale del 2011, il quinto a non raggiungere l'orbita, il terzo a fallire nel giro di una settimana. Nella
foto di copertina (Credit: Tsenki TV) il momento del decollo del razzo vettore Soyuz con a bordo il cargo automatico Progress 44P (M-12M).
AGGIORNAMENTO - La Roscosmos (l'agenzia spaziale Russa) ha dichiarato che al momento il lancio della missione 28S (la capsula Soyuz con tre astronauti destinati alla ISS per l'incremento 29) previsto per settembre è sospeso fino a quando non verranno comprese appieno e risolte le cause che hanno portato all'incidente del razzo di oggi. Anche se il vettore utilizzato per l'equipaggio umano è un Soyuz-FG molte sono le parti in comune con il vettore Soyuz-U utilizzato per i cargo automatici Progress. Fonti: SpaceflightNow |
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18/08/2011 - La coppia di sonde GRAIL sono sulla rampa di lancio - La coppia di sonde gemelle GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) della NASA sono state issate sulla cima del
loro veicolo di lancio Delta II sulla rampa di lancio 17 della Cape Canaveral Air Force Station alle 8:45 a.m. EDT (le 14:45 ora italiana) di oggi. Il viaggio di 25 km
dall'edificio di assemblaggio della Astrotech Space Operations di Titusville, in Florida è l'ultima mossa di GRAIL prima dell'inizio del viaggio verso la Luna. Il dinamico
duo della NASA orbiterà attorno alla Luna per determinare la struttura dell'interno del nostro satellite naturale dalla crosta al cuore e per comprendere meglio l'evoluzione
termica della Luna. "Stiamo per completare un capitolo della storia di GRAIL ed aprirne un altro," ha detto Maria Zuber, capo scienziato di GRAIL del Massachusetts
Institute of Technology di Cambridge. "lasciatemi dire che questo sarà un vero giro di pagina con GRAIL che riscriverà i libri della formazione della Luna e dell'inizio.
Ora che i due veicoli spaziali GRAIL sono sulla sommità del razzo, un'ultima serie di controlli e test potrà iniziare prima di confermare che tutto è pronto per il lancio.
L'ultima serie di controlli inizierà domani 19 agosto con un test funzionale della rampa. Il test è ideato per confermare che la sonda è in buone condizioni dopo il rifornimento
e le operazioni di trasporto. La prossima settimana, completati tutti i test fnali, verranno eseguite le revisioni e le operazioni di chiusura per il lancio di GRAIL e il
team installerà la copertura di protezione attorno al veicolo spaziale. Il periodo di lancio di GRAIL inizia l'8 settembre e si prolunga fino al 19 ottobre. Ogni giorno vi
sono due momenti distinti di lancio separati da appena 39 minuti. L'8 settembre la prima opportunità di lancio è alle 8:37 a.m. EDT (le 14:37 ora italiana) e la seconda alle
9:16 a.m. EDT (le 15:16 ora italiana). Il Jet Propulsion Laboratory della NASA gestisce la missione GRAIL. Il Massachusetts Institute of Technology, di Cambridge, è la sede
dello scienziato a capo del progetto, Maria Zuber. La missione GRAIL è parte del Discovery Program gestito dal Marshall Space Flight Center di Huntsville, Ala. della NASA.
La Lockheed Martin Space Systems, di Denver, ha costruito il veicolo spaziale. La responsabilità della gestione del lancio è della Launch Services Program della NASA al
Kennedy Space Center in Florida. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, California.
Fonti: NASA |
18/08/2011 - Russia perde il contatto con un satellite dopo il lancio - L'Agenzia Spaziale Federale Russa ha perso il contatto con un nuovo satellite
per telecomunicazioni appena dopo il lancio nello spazio a causa di un apparente guasto alle comunicazioni con il razzo. Il satellite, chiamato Express-AM4, era decollato
sulla sommità di un razzo Proton mercoledì alle 21:25 GMT (le 23:25 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, nell'Asia centrale, nelle prime ore del mattino
di giovedì ora locale. Secondo quanto riferito dall'agenzia spaziale Russa i controllori hanno perso i contatti con il satellite a causa di un apparente problema di comunicazioni
con lo stadio superiore Breeze M del Proton. Lo stadio superiore era progettato per consegnare il satellite Express-AM4 nella posizione orbitale geostazionaria a circa 36.000
km sopra la Terra durante una serie di manovre. E' stato durante questa fase che il guasto si è manifestato. Il problema è avvenuto fra la quarta e la quinta accensione prevista dello stadio superiore Breeze-M. Una commissione dovrà scoprire le cause dell'anomalia. Il nuovo
guasto di un razzo è solo l'ultimo di una serie di incidenti che il programma spaziale Russo ha subito nell'ultimo anno. Il 5 dicembre un razzo Proton è caduto nell'Oceano
Paficico dopo che gli ingegneri avevano riempito lo stadio superiore con troppo propellente facendo perdere tre satelliti di navigazione. Poi il 1° febbraio un altro razzo
con il nuovo satellite militare Russo Geo-IK2 lo ha immesso su un'orbita errata. Dopo un giorno di ricerche i militari Russi ristabilivano i collegamenti con il satelliti e
confermavano che non si trovava nell'orbita corretta. L'Express-AM4 è il satellite più grande della serie Express per la compagnia di comunicazioni satellitari Russa, responsabile
per la TV pubblica federale e trasmissioni radio. Il satellite è stato costruito dalla EADS Astrium, possiede 12 antenne e 63 transponder per i servizi di trasmissione ed
è stato progettato per una vita di 15 anni in orbita. Quello di oggi era il 47° lancio globale del 2011, il quarto a non raggiungere regolarmente l'orbita prevista. Nella foto
(Credit: Roscosmos) il vettore Proton al momento del lancio.AGGIORNAMENTO - La Roscomos ha dichiarato cha ha scoperto lo stadio Breeze-M in orbita ma che non è chiaro se il satellite Express-AM4 è stato rilasciato come previsto o se si trova nell'orbita corretta. L'US Air Force ha tracciato un singolo oggetto dal lancio con un'orbita che va da 146 a 11.265 km. L'oggetto potrebbe essere un serbatoio ausiliario sganciato come previsto dallo stadio Breeze-M fra la sua terza e quarta accensione. Fonti: Space.com |
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18/08/2011 - Razzo Cinese fallisce l'inserimento in orbita di un satellite sperimentale - Un razzo Cinese Lunga Marcia ha fallito mercoledì l'immissione in
orbita di un satellite sperimentale Shijian, alcune settimane prima dell'invio nello spazio del primo modulo di una stazione spaziale abitata. Fonti di agenzia Cinesi hanno
riportato che un razzo vettore Lunga Marcia 2C è decollato alle 9:28 GMT (le 11:28 ora italiana) dalla base di lancio Jiuquan che si trova nel nordovest della Cina. Ma il
lanciatore a due stadi ha fallito l'inserimento in orbita del carico utile, secondo quanto riportato dall'agenzia Xinhua. Il passeggero del razzo era il quarto satellite
della serie Shijian 11 per le ricerche scientifiche e tecnologiche. Gli analisti ipotizzano che il satellite possa essere parte di una costellazione Cinese per il primo
allarme, ma la Cina non ha divulgato nessun dettaglio della serie di queste specifiche missioni. Due Shijian 11 erano stati lanciati in orbita a luglio ed il primo Shijian
11 era stato lanciato nel 2009. Quello di oggi era il terzo lancio spaziale Cinese nell'ultima settimana dopo il successo di un invio in orbita di un satellite del Pakistan
e di un satellite Cinese per l'osservazione marina. Fino ad ora la Cina ha tentato nove lanci spaziali dai suoi tre spazioporti. Quello di oggi è il primo lancio fallito
quest'anno dalla Cina. Inoltre era il 46° lancio orbitale del 2011, il terzo a non raggiungere regolarmente l'orbita. La Cina si sta preparando per il suo primo volo di prova di
un modulo di una futura stazione spaziale abitata previsto entro poche settimane. Chiamato Tiangong 1, che significa Palazzo del Paradiso in Cinese, è un modulo del peso di
circa 8.600 kg e che verrà lanciato con un razzo Lunga Marcia 2F. Il Lunga Marcia 2F, che ha portato tutte e tre le missioni umane Cinesi in orbita, è derivato dal Lunga
Marcia 2C che ha fallito mercoledì. Il razzo adattato per l'impiego umano ha tutta una serie di migliorie e di tecnologia più avanzata per trasportare esseri umani. Il
Tiangong 1 sarà l'obiettivo di un volo non abitato di una capsula Shenzhou che tenterà un avvicinamento ed attracco in automatico con il modulo Tiangong 1 a diversi centinaia
di km sopra la Terra. Se l'attracco avrà successo i due veicoli formeranno una mini stazione spaziale che potrebbe essere visitate da un equipaggio umano nel 2012.
Fonti: Spaceflight.com |
18/08/2011 - Prima trasmissione video in 3D in diretta dallo spazio - Mezzo secolo dopo che il genere umano è entrato nello spazio profondo, una
videocamera sviluppata dall'ESA ha effettuato per la prima volta nella storia dei viaggi spaziali la trasmissione in diretta di immagini in 3D – mostrando la Stazione
Spaziale Internazionale come mai prima. Il 6 agosto scorso l'astronauta della NASA Ron Garan ha azionato la videocamera ERB-2 (Erasmus Recording Binocular) per aprire una
nuova finestra sulla ISS, attraverso occhi stereoscopici e in alta definizione. In qualità di Ingegnere di Volo per la Spedizione 28 e un video-blogger egli stesso, Garan
ha installato nel laboratorio europeo Columbus una videocamera dall'aspetto futuristico. Ha parlato del lavoro a bordo della ISS, mettendo in risalto il senso di
profondità e la presenza giocando con un mappamondo gonfiabile. Non molto più grande di una scatola di scarpe, ottica ad alta definizione ed elettronica avanzata, ERB-2 è
la seconda generazione della famiglia di videocamere stereoscopiche dell'ESA sviluppate da Cosine BV (Leida, Paesi Bassi) e da Techno System (Napoli, Italia). Nel
frattempo a terra, al Centro Europeo di Ricerca Spaziale e Tecnologica (ESTEC) dell'ESA in Olanda, gli spettatori hanno indossato occhiali polarizzati simili a quelli che
vengono utilizzati al cinema e sono rimasti stupiti dalla qualità delle immagini. Queste immagini quasi reali in 3D cambiano l'intera esperienza visiva, ma possono anche
essere usate per supportare operazioni scientifiche a bordo della Stazione. Questa "prima" è stata una sorta di test di trasmissione in diretta, test da lungo tempo atteso,
che prova che tutti i sistemi e le procedure sono pronti per essere usati nei futuri eventi in diretta con ERB-2. Oltre ad inviare immagini stereo in tempo reale per i
programmi in diretta, il coordinatore di ERB-2 dell'ESA, Massimo Sabbatini, sogna di far filmare le attività extraveicolari. "La videocamera potrebbe anche essere
impiegata in futuro all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale per supportare le passeggiate spaziali degli astronauti o altre operazioni robotiche critiche.
Sembrava veramente di essere nello spazio con un astronauta al proprio fianco", ha aggiunto. Prepara i tuoi occhiali 3D. Le prime immagini ERB-2 saranno presto sul
nuovo canale 3D dell'ESA su YouTube. "Se gia avete a casa un TV al plasma di nuova generazione con possibilità di configurazione 3D, sarete in grado di immergervi nel
mondo della Stazione Spaziale senza alzarvi dal divano. Questi video trasformeranno sempre più persone in veri appassionati dello spazio" ha detto Sabbatini. L'astronauta
dell'ESA Paolo Nespoli (nella foto Credit ESA) aveva gia registrato fasi della sua permanenza a bordo della ISS durante la missione MagISStra. Anche il suo collega André Kuipers contribuirà con
altre immagini 3D: si sta addestrando infatti ad usare la videocamera ERB-2 in vista della sua missione di sei mesi sulla ISS, a novembre.
VIDEO (Credit: ESA) IN TRE DIMENSIONI (OCCHIALINI ROSSI/BLU) DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE.
Fonti: ESA Italy |
18/08/2011 - Razzo Dnepr lancia sette satelliti nello spazio - Sette piccoli satelliti di organizzazioni di quattro continenti sono partiti da un
silo missilistico Russo e sono volati in orbita a bordo di un razzo Dnepr. Il carico utile internazionale è decollato alle 7:12 GMT (le 9:12 ora italiana) dalla base spaziale
vicino a Yasny, in Russia, una piccola comunità nella regione dell'Orenburg nella parte sud del paese. Il razzo Dnepr, alto circa 30 metri, è sbucato da un silo sotterraneo,
ha acceso il primo stadio ed è volato verso un'orbita sincrona solare alta circa 640 km. Propulso da stadi provenienti da vecchi missili balistici dell'era Sovietica, il razzo
Dnepr ha raggiunto l'orbita pochi minuti dopo ed ha deposto sette piccoli satelliti per la Nigeria, l'Ucraina, la Turchia, l'Italia e gli Stati Uniti. Due veicolo erano stati
costruiti dalla Surrey Satellite Tecnology Ltd. per l'Agenzia Spaziale della Nigeria. Entrambi i satelliti sono stati contattati con successo dopo il lancio da una stazione di terra in Nigeria e
nel Regno Unito, secondo quanto riportato dalla SSTL. I due satelliti per la Nigeria sono il NigeriaSat 2 e il NigeriaSat X e seguono il successo di NigeriaSat 1 lanciato nel
2003. Il NigeriaSat 2 è fornito di camere da ripresa ad alta risoluzione per applicazioni di rilevamento del territorio e farà parte della costellazione di monitoraggio dei
disastri. Il peso al lancio di NigeriaSat 2 è di circa 270 kg. NigeriaSat X, pesante circa 100 kg, è anch'esso un satellite da osservazione terrestre ma è stato costruito con l'aiuto di ingegneri
Nigeriani che hanno seguito un corso di tre anni presso la SSTL. Il terzo satellite ospitato sul Dnepr era l'Ucraino Sich 2 anch'esso per l'osservazione terrestre e costruito
dalla Yuzhnoye, il maggior costruttore aerospaziale del paese. Durante la sua missione prevista in cinque anni il Sich 2 eseguirà immagini a media risuluzione della Terra per
utilizzo di monitoraggio ambientale e pianificazione del territorio. Inoltre il razzo Dnepr ospitava il RASAT, il primo satellite per l'osservazione terrestre progettato
e costruito in Turchia, pesante 92 kg e con una macchina fotografica con un picco di risuluzione di 7,6 metri da un'orbita alta 692 km. Il RASAT, gestito da un istituto di
ricerca di tecnologie spaziali pubblico, ha una vita operativa di 3 anni e il suo scopo principale è quello di far avanzare le conoscenze spaziali Turche ed osservare i
disastri naturali e quelli creati dall'uomo, monitorare le coste e l'inquinamento, scoprire costruzioni abusive e cambiamenti dei territori urbani ed aggiornare le mappe
esistenti. Gli altri tre satelliti ospitati sul Dnepr erano il microsatellite EduSat dell'Università di Roma e due AprizeSat (5 e 6) degli Stati Uniti, ognuno pesante circa 11 kg.
Quello di oggi era il 45° lancio orbitale del 2011, il 43° a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: Bigelow Aerospace) le fasi di un lancio passato di un
razzo Dnepr mentre esce dal silos sotterraneo.
Fonti: Space.com |
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15/08/2011 - Lanciato satellite Cinese per l'osservazione marina - Un satellite da osservazione degli oceani è stato lanciato lunedì con un razzo
vettore Lunga Marcia dal centro spaziale Taiyuan, nel nordest della Cina, secondo quanto riportato dall'agenzia di stato. Il satellite Haiyang 2A è decollato alle 22:57 GMT
(le 0:57 ora italiana di martedì) dalla base di lancio di Taiyuan nella provincia dello Shanxi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stato Xinhua. Il lancio è avvenuto
alle 6:57 a.m. ora di Pechino. Il satellite da osservazione remota è volato in orbita a bordo di un razzo Lunga Marcia 4B, che ha piazzato il satellite su un'orbita alta 909
km con un'inclinazione di 99°, secondo fonti indipendenti di tracciamento. La Xinhua ha dichiarato che il lancio ha avuto successo. La Cina ha dichiarato che il satellite
Haiyang 2A aiuterà nel controllo e supervisione dell'ambiente marino, aiuterà a prevenire potenziali disastri in mare e contribuirà alle previsioni meteo marine. Il satellite
ospita alcuni aggiornamenti rispetto agli altri due satelliti da osservazione oceanica lanciati dalla Cina nel 2002 e nel 2007. Lo Haiyang 2A studierà le dinamiche dell'ambiente
oceanico come il vento superficiale marino, le altezze delle onde e la temperatura dell'acqua. I suoi strumenti includono un sensore a microonde, un radiometro ed un altimetro.
I satelliti precedenti Haiyang 1 monitoravano l'inquinamento degli oceani e delle acque poco profonde per aiutare nelle operazioni dei porti e delle rade. Una terza generazione
di satelliti è prevista per combinare le missioni degli Haiyang 1 e 2. Il volo del Lunga Marcia di lunedì è stato l'ottavo lancio spaziale dell'anno per il programma Cinese.
Si è trattato anche del 44° lancio orbitale del 2011, il 42° a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonti: SpaceflightNow |
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11/08/2011 - Persi i contatti con il veicolo ipersonico militare degli USA - Gli scienziati militari USA hanno lanciato un veicolo ipersonico ma
hanno perso i contatti con l'aereo sperimentale che era al suo secondo volo, secondo quanto riportato da fonti ufficiali. Il Veicolo Tecnologico Ipersonico Falcon (HTV2)
senza equipaggio, progettato come un prototipo di bombardiere globale capace di raggiungere la velocità di 20 volte quella del suono, era stato lanciato con successo dalla
California a bordo di un razzo Minotaur IV, secondo la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Ma dopo la separazione del veicolo dal razzo avvenuta negli strati
più alti dell'atmosfera per la sua fase di planata, i contatti sono stati persi. "Il poligono ha perso la telemetria con l'HTV2" ha scritto la DARPA in un post di
Twitter dopo il lancio. L'agenzia non ha fornito altri dettagli sul volo o quanto a lungo il veicolo è stato separato dal razzo. Lo scorso anno gli scienziati avevano perso
i contatti con il veicolo nel suo volo inaugurale dopo nove minuti. L'aereo ipersonico, che dovrebbe viaggiare a Mach 20, 21.000 km orari, potrebbe potenzialmente fornire
gli Stati Uniti di una piattaforma per colpire obiettivi in ogni luogo del pianeta con armi convenzionali entro pochi minuti. Questo tipo di armi, ancora in fase di sviluppo,
sono parte della capacità dell'US Air Force di "colpire globalmente". L'obiettivo finale di questa capacità dovrebbe essere quello di raggiungere ogni luogo della Terra in
meno di un'ora, scrive la DARPA sul suo sito internet. In teoria, il Falcon potrebbe andare da New York City a Los Angeles in meno di 12 minuti. A differenza di un missile
balistico, un veicolo ipersonico potrebbe manovrare ed evitare di volare su una rotta prevedibile. In ogni caso gli analisti dicono che non potrebbe essere confuso con un
missile nucleare impedendo così il rischio di accendere un confronto nucleare. Ma Loren Thompson, un analista del Lexington Institute con agganci nell'industria della difesa,
dice che vi è ancora un grande lavoro da fare prima che il bombardiere ipersonico diventi una realtà. "I militari hanno ancora una lunga strada davanti prima che un
veicolo ipersonico sia pronto per il dispiegamento," ha detto Thompson alla AFP. Dopo essersi separato dal razzo il Falcon potrebbe aver eseguito alcune manovre prima di
perdere i contatti, dice la DARPA. Il volo prevedeva che il Falcon avrebbe dovuto cadere nell'Oceano Pacifico.
Fonti: Spacedaily |
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11/08/2011 - La Cina lancia satellite del Pakistan - La Cina ha rilasciato un satellite per telecomunicazioni del Pakistan per mezzo di un razzo
vettore Lunga Marcia 3B lanciato da uno spazioporto nelle montagne della provincia di sudovest Cinese dello Sichuan. Il nuovo satellite, chiamato PakSat 1R, sostituisce un
vecchio satellite nazionale lanciato nel 1996. Il razzo Lunga Marcia 3B è decollato dalla rampa alle 16:15 GMT (le 18:15 ora italiana), le 12:15 a.m. ora locale di venerdì
dal centro spaziale Xichang. Il razzo alto 60 metri è schizzato via dalla rampa con l'aiuto di quattro booster a propellente solido, ha virato verso est dalla base di Xichang
ed ha deposto in orbita il PakSat 1R 26 minuti dopo il decollo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stato Xinhua. Il satellite pesava circa 5 tonnellate al momento del
lancio. Il PakSat 1R è stato piazzato su un'orbita ovale con il punto più vicino a circa 177 km ed il più lontano 41.000 km dalla Terra con un'inclinazione orbitale di 24,8°,
secondo quanto riportato da fonti indipendenti di tracciamento. Stazionato a 38 gradi di longitudine Est il PakSat 1R fornirà servizi di comunicazioni e trasmissioni sul
Pakistan e regioni limitrofe per almeno 15 anni. Il satellite è fornito di 18 transponder in banda Ku e 12 in banda C, secondo la SUPARCO (Pakistan's Space and Upper
Atmospheric Research Commission), l'agenzia spaziale Pakistana che si occupa dei satelliti per telecomunicazioni ed osservazione terrestre del governo. Il PakSat 1R è stato
costruito dalla China Academy of Space Tecnology ed è basato sulla piattaforma DFH-4. La Cina ha raggiunto accordi per la costruzione di satelliti per telecomunicazioni per
diversi paesi che non fanno parte dell'industria spaziale, compreso il Pakistan, la Nigeria, il Venezuela, il Laos e la Bolivia. Quello di oggi è stato il settimo
lancio spaziale Cinese dell'anno, tutti coronati da successo. Quello di oggi, inoltre, era anche il 43° lancio orbitale globale del 2011, il 41° a raggiungere regolarmente
l'orbita.
Fonti: SpaceflightNow |
10/08/2011 - Il Sole scatena il più potente brillamento degli ultimi anni - Un brillamento solare estremamente potente, il più forte degli ultimi
quattro anni, è partito dal Sole nelle prime ore di martedì 9 agosto, ma non dovrebbe causare grossi problemi qui sulla Terra, secondo quanto affermato dagli scienziati.
"E' stato un grosso brillamento," dice Joe Kunches, uno scienziato spaziale della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) che si occupa del centro
di previsioni per le condizioni meteo spaziali. "Siamo stati fortunati perchè il punto di eruzione sul Sole non era orientato verso la Terra, e questo probabilmente non
creerà effetti dannosi." Il brillamento solare di ieri è iniziato alle 7:48 GMT (le 9:48 ora italiana) ed è stato classificato X6.9 su una scala di tre classi che gli
scienziati utilizzano per misurare l'intensità dei brillamenti solari. Il tipo più potente di queste eruzioni solari è la classe X, mentre la classe C rappresenta quelle
più deboli e la M eventi di media intensità. Il brillamento è il più potente di questo ciclo solare, il numero 24, iniziato nel 2008 e che ci si attende prosegua fino al 2020. L'attività
solare si alterna in cicli di circa 11 anni e la nostra stella dovrebbe arrivare al massimo solare nel 2013. "Questo brillamento ha avuto una magnitudine di raggi X del
valore di X6.9 che significa che è stata 3 volte più potente dell'ultima vista in questo ciclo solare - la X2.2 avvenuta il 15 febbraio 2011," hanno evidenziato gli
scienziati che, grazie al veicolo spaziale Solar Dynamics Observatory della NASA monitorizzano il Sole. Prima della tempesta del 15 febbraio il più forte brillamento solare
era avvenuto nel dicembre del 2009, quando una tempesta solare di classe X9 si era scatenata sul Sole. I brillamenti solari avvengono quando i campi magnetici del Sole si
concentrano in nodi, accumulando energia potenziale fino a che non raggiungono un punto di rottura. Allora l'energia viene convertita in calore, luce e movimento di particelle
cariche. Tutte le eruzioni solari di classe X mettono in grande pericolo anche la Terra quando sono diretti verso il nostro pianeta. Durante questi eventi il Sole a volte
rilascia una nuvola di plasma chiamata massa coronale che viene espulsa nello spazio, e qualche volta verso la Terra. Questa eruzione è composta di particelle cariche ce
possono danneggiare i satelliti, mettere in pericolo gli astronauti in orbita, interferire con i sistemi elettrici, delle comunicazioni ed altre infrastrutture sul nostro
pianeta. Il brillamento solare di ieri, e la risultante espulsione di massa coronale (coronal mass ejection - CME) non era diretta verso di noi. "Grazie alla sua posizione
la CME è stata sparata verso lo spazio e non era diretta verso la Terra e quindi non ci aspettiamo grosse tempeste elettromagnetiche," ha detto Kunches a Space.com
"Siamo stati fortunati. Se questo fosse accaduto una settimana fa chi lo sa?" Comunque le particelle sono sulla traiettoria per raggiungerci entro pochi giorni.
"La nuvola probabilmente mancherà la Terra," scrive SpaceWeather.com. "Sebbene in questo momento non possiamo escludere che una parte periferica della CME ci
raggiunga verso l'11 agosto." Di solito queste collisioni offrono spettacolari aurore, o luci del Nord e del Sud, che avvengono quando le particelle cariche interagiscono
con il campo magnetico terrestre. Nella foto (Credit :NASA/SDO/GSFC) un fotogramma del video ripreso dal Solar Dynamics Observatory e che mostra il brillamento nell'utravioletto.
VIDEO (Credit: NASA) DEL BRILLAMENTO SOLARE RIPRESO NELL'ULTRAVIOLETTO DAL SATELLITE SDO LO SCORSO 9 AGOSTO.
Fonti: Space.com (Clara Moskowitz) |
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10/08/2011 - La NASA sceglie 7 compagnie private per volo ai confini dello spazio - La NASA ha scelto sette compagnie private, ognuna che sta sviluppando
un proprio veicolo spaziale commerciale, per il trasporto di esperimenti ai confini dello spazio e ritorno. L'agenzia spaziale ha annunciato la selezione martedì 9 agosto
come parte del Programma Opportunità di Volo. Le sette compagnie hanno riceveranno un contratto di due anni per integrare e far volare un numero di carichi tecnologici sui
loro veicoli riutilizzabili che voleranno nello spazio ma non entreranno in orbita attorno alla Terra. I volo potranno essere con equipaggio o meno. Il costo totale dei
contratti assomma a 10 milioni di dollari ed i voli potranno portare un mix di esperimenti a seconda dei bisogni dei ricercatori e delle tecnologie da testare. Le compagnie
scelte sono le seguenti: - Armadillo Aerospace, con base a Heath, Texas - Near Space Corp., con base a Tillamook, Oregon - Masten Space Systems, con base a Mojave, California - Up Aerospace Inc., con base a Highlands Ranch, Colorado - Virgin Galactic, con base a Mojave, California - Whittinghill Aerospace LLC, con bae a Camarillo, California - XCOR, con base a Mojave, California. La Armadillo Aerospace sta sviluppando un veicolo suborbitale chiamato Super Mod, che verrà lanciato verticalmente e porterà passeggeri e carichi utili ai confini dello spazio, circa 100 km. La Near Space Corp. ha esperienza nel lancio di palloni nell'alta atmosfera sia per NASA che per NOAA ed il Dipartimento di Ricerche della Difesa. La Masten Space System sta preparando il razzo Xaero che decolla ed atterra verticalmente e che ha completato il suo primo volo libero nello Spazioporto di Mojave il 29 giugno scorso. La Up Aerospace Inc. ha un razzo, lo SpaceLoft XL che ha già portato esperimenti di studenti ed altri carichi commerciali in voli suborbitali. La Whittinghill Aerospace ha ricevuto fondi attraverso il programma di ricerca innovativo per piccoli affari della NASA. La Space Ship Two della Virgin Galactic è un aereo suborbitale progettato per portare sei passeggeri e due piloti ai confini dello spazio prima di atterrare su una pista aeroportuale. Il prezzo corrente per un posto è di 200.000 dollari. La XCor Aerospace sta sviluppando lo spazioplano a due posti Lynx che decollerebbe ed atterrerebbe su una convenzionale pista per aerei. Sia la Virgin Galactic che la XCor hanno già accordi con il Southwest Research Institute, un'organizzazione di ricerca no-profit, per far effettuare voli suborbitali ai loro ricercatori. La NASA spera di poter utilizzare questi contratti per fornire frequenti opportunità di voli per ricercatori ed esperimenti in veicoli spaziali suborbitali. Questo contratto servirà anche da impulso e sostegno per la nascente industria commerciale dei voli suborbitali. Fonti: Space.com |
09/08/2011 - Lo tsunami del Giappone ha causato la rottura di iceberg in Antartide - Gli effetti del terremoto e del successivo tsunami del marzo
2011 che ha devastato aree del Giappone sono stati avvertiti fino in Antartide. Le immagini da satellite mostrano che nuovi iceberg sono stati creati dopo che lo tsunami ha
colpito il pack ghiacciato di Sulzberger. Utilizzando le immagini radar aquisite tramite il satellite Envisat dell'ESA, un team di scienziati della NASA è stato capace di
individuare gli iceberg - il cui più grande misura circa 6,5x9,5 km di superficie e circa 80 metri di spessore. La scoperta della connessione dello tsunami con l'evento del
distacco degli iceberg è stata fatta da Kelly Brunt della NASA, uno specialisti della criosfera al Centro di Volo Spaziale Goddard in Greenbelt, Maryland, e dai sui colleghi
è stato pubblicato lunedì sul Journal of Geology edizione on-line. Il terremoto Tohoku di magnitudine 9.0 avvenuto al largo del Giappone ha causato uno tsunami con onde
gigantesche. Le onde si sono propagate in tutto l'Oceano Pacifico fino a 13.000 km a sud, a Sulzberger, in Antartide, causando larghe brecce nel ghiaccio che si spezzato ed
è andato a galleggiare nel Mare di Ross. Le onde sono state alte circa 30 cm ma, quando hanno raggiunto la superficie ghiacciata del mare a Sulzberger, la consistenza delle
onde create ha sottoposto a stress il ghiaccio fino a romperlo. "Queste nuove prove in Antartide dimostrano che le osservazioni da satellite sono essenziali per comprendere
il meccanismo e gli effetti associati ai disastri naturali," ha detto Henri Laur, Mission Manager di Envisat per l'ESA. "I dati di Envisat per il terremoto di Tohoku
sono stati largamente distribuiti fra gli scienziati per fornire mappe dettagliate della superficie deformata del Giappone alcune settimane dopo il terremoto." Il Radar
Avanzato ad Apertura Sintetica che si trova a bordo di Envisat può catturare immagini in tutte le condizioni di illuminazione e tempo meteorologico, e questo è essenziale
per osservare le zone polari. Ogni giorno Envisat acquisisce immagini dell'Antartide. Queste immagini sono disponibili gratuitamente a chiunque utilizzando il sito web ESA
MIRAVI. Envisat, lanciato nel 2002, è il più grande satellite da osservazione terrestre mai costruito. Nella foto (Credit :ESA) le due immagini riprese da Envisat a distanza di pochi giorni che mostrano l'effetto dello tsunami sulla calotta ghiacciata.
Fonti: ESA |
09/08/2011 - OFT-1: la NASA si prepara al debutto di Orion nel 2013 con il Delta IV Heavy - Gli sforzi relativi al lancio inaugurale di Orion -
conosciuto anche come Multi-Purpose Crew Vehicle (MPCV) - per un volo di prova di qualche ora stanno impegnando i dirigenti in discussioni sugli obiettivi principali, che
potrebbero includere una versione del veicolo spaziale con 'capacità umana' da testare. E' stata anche fissata una data di lancio indicativa nel luglio 2013 ed è stato
assegnato un razzo vettore Delta IV per questo compito. Il prossimo veicolo della NASA con capacità di equipaggio ha sofferto un'infanzia difficile, con miliardi di dollari
già spesi su un veicolo che era stata afflitto dai problemi del suo veicolo di lancio originale - Ares I - e che ha causato diversi sforzi per alleggerire la capsula prima
di finire essa stessa nel taglio del Programma Constellation (CxP). Poi ad un certo punto Orion era stato ripescato come possibile scialuppa di salvataggio della Stazione
Spaziale Internazionale (ISS) ed infine, grazie al supporto politico dell'Atto di Autorizzazione 2010 aveva ripreso un ruolo più importante, come veicolo di esplorazione
Oltre l'Orbita Terrestre (BEO - Beyond Earth Orbit). Orion è stato progettato per volare con lo Space Launch System (SLS) - un veicolo pesante di lancio derivato dallo
Shuttle e che utilizza elementi comuni del programma Constellation e Shuttle. Sebbene lo stato del veicolo rimanga poco chiaro con i dirigenti della NASA che continuano a
rinviare l'annuncio del design scelto dagli studi - e più recentmente - nell'attesa di una revisione dei costi, nello stesso momento il quartier generale dell'agenzia rilasciava
un documento dove si mostrava un impossibile tempistica dove il primo lancio con equipaggio era fissato per il tardo 2021 - sebbene si trattasse del 'peggiore scenario possibile'.
Inizialmente si era sperato che Orion avrebbe volato con una prima versione di SLS, prima però che la tempistica mostrasse che il vettore pesante non avrebbe avuto un programma
di test a tappe, invece di iniziare la sua vita operativa come lanciatore da 70 tonnellate in orbita bassa nella seconda metà del decennio e che sarebbe servito come configurazione
base fino a che non fosse arrivata la versione da 130 tonnellate. Dato che Orion è significativamente avanti nel processo di sviluppo rispetto al vettore SLS, un test senza
equipaggio richiede qualcosaltro per portarlo in orbita e la scelta del Delta IV-Heavy come opzione preferita permette un test in LEO (Low Earth Orbit - Orbita bassa terrestre)
già nel 2013 con un 'veicolo esistente' mentre Orion prosegue il suo programma di test. "Il veicolo spaziale Multi-Purpose Crew Vehicle (MPCV) sta facendo grandi progressi.
Recentemente si è svolto un test di rilascio del veicolo Orion per le prove a Terra al LaRC (Langley Research Center). Questi test utilizzano un impatto a basso angolo che
permetterà di verificare uno dei carichi maggiori per lo scudo termico e i picchi di accelerazione negli assi X del veicolo. Questo sarà un punto cruciale di analisi del
modello per test successivi," secondo quanto riportato nelle note del MOD di Orion. Conosciuto come OFT-1 (Orion o Orbitale - dato il cambio di nome in MPCV - Flight Test) la missione verrà condotta in cooperazione fra il Mission
Operations Directorate (MOD) della NASA ed il primo appaltatore di Orion, la Lockheed Martin e permetterà al veicolo spaziale di effettuare diverse orbite del pianeta prima
di effettuare un ammaraggio nel Pacifico. Orion dovrebbe viaggiare agganciato allo stadio superiore del Delta IV-H e sarà senza pannelli solari utilizzando le batterie interne.
"Nei prossimi mesi vi sarà un crescendo di attività nel programma MPCV. Per prima cosa il nuovo programma MPCV utilizzerà il veicolo Orion ed il contratto esistente per
il veicolo di esplorazione con equipaggio. Il MOD ha inserito l'MPCV nel proprio finanziamento per il 2012 e 2013. Questo budget nel '12 e '13 è dedicato all'Orion Flight Test
1 (OFT-1) previsto per il luglio 2013. Si tratterà di un test orbitale di alcune ore del veicolo spaziale Orion. Dall'avionica allo scudo termico alle performance del paracadute,
questo test di volo validerà molti sistemi ad alto rischio del veicolo spaziale Orion. Il MOD è pesantemente coinvolto in questo test di volo." Con i manager del MOD
inseriti nel team di test e verifica della Lochkeed Martin sono state create delle posizioni a capo dell'integrazione dei sistemi del MOD alla base della LockMart di Denver.
Simili posizioni sono state create anche a Houston ed in Florida, dove i responsabili si insedieranno ad ottobre, prima dell'arrivo di Orion OFT-1 al Kennedy Space Center (KSC)
un anno e mezzo dopo. Il progetto Orion ha, al momento, tre veicoli. Il primo veicolo test Orion ha completato le prime prove di rilascio a Langley, il secondo si trova a
Denver e verrà sottoposto a breve a prove acustiche e di carico. I risultati di questi test ricadranno sul terzo veicolo Orion, quello destinato al volo OFT-1, il cui arrivo
in Florida è previsto per il marzo del 2012 e la cui costruzione inizierà alla fine di questo mese al MAF (Michoud Assembly Facility) di New Orleans. A differenza del test di
lancio Ares I-X che è avvenuto con un modello di Orion chiamato 'boilerplate' (in pratica le stesse dimensioni e pesi della capsula e nientaltro) il lancio OFT-1 non avverrà
al KSC - dato che verrà utilizzato un razzo Delta IV-H - e quindi Orion verrà trasportato dall'edificio di controllo delle operazioni al Complesso di Lancio 37 (SLC-37) per
essere integrato con il veicolo di lancio. "Il team di Test e Verifiche della LockMart sarà a capo dell'integrazione dei sistemi per il veicolo del volo di prova. Il
veicolo volante di prova Orion si trova al MAF e l'inizio delle saldature inizieranno il 22 agosto. Una volta che la struttura verrà saldata il Flight Test Vehicle verrà
trasportato all'O&C Building del KSC dove verrà assemblato per il Volo OFT-1," Alcuni elementi del veicolo sono ancora in discussione, in riferimento alla 'capacità
umana' della versione di Orion, potenzialmente risultante in OFT-1, compreso il Sistema di Aborto al Lancio (Launch Abort System - LAS) che si trova ancora nella fase di test.
"I preparativi sono in corso per l'integrazione del Sistema di Aborto al Lancio di Orion MPCV con il modulo equipaggio per i test acustici. Il test verrà condotto nel
Reverberant Acoustic Laboratory (RAL) presso l'installazione Waterton della Lockheed Martin vicino a Denver, nel Colorado." aggiungono le note del MOD. "Il complesso
di Orion verranno esposti ad una serie di test acustici che incrementano i decibel per simulare i livelli di pressione del suono che il veicolo incontrerà durante il lancio
e che possono superare i 160 decibel. La squadra di Denver sta discutendo la strategia per OFT-1: l'opzione 'Capacità di Volo' (quella attuale) contro la 'Capacità Umana'."
Con una capacità di supportare gli esseri umani Orion supererebbe il punto raggiunto dalla SpaceX con il debutto al lancio della capsula Dragon lo scorso anno, che non disponeva
di un sistema di aborto al lancio. Al momento non è sicuro che il LAS di Orion sarà pronto in tempo per essere sul volo di prova. Più facilmente ci potrebbe essere un sistema
attivo di C&W (Caution & Warming) durante il volo. Questa configurazione fornirà dati utili al team combinato MOD/Lochkeed Martini, che condurranno assieme il test,
compreso l'utilizzo del Centro Controllo Missione (MCC - Mission Control Center) di Houston. "Una volta che il veicolo di prova verrà assemblato e sarà al KSC, il MOD
farà parte dei test finali e della squadra di verifica ed anche il MCC sarò connesso per verificare i comandi nominali e di contingenza." viene riportato in un aggiornamento
delle note. "Le operazioni in tempo reale per questo volo di prova verranno condotte fuori dal MCC, con un team congiunto di MOD, MCPV e LockMart. Le modifiche richieste
per il MCC per questo volo sono in corso, i dirigenti siederanno assieme nel FOP (Flight Operation Panel) durante l'OFT-1." Nessun altro test - come OFT-2 - sono al
momento previsti per Orion, sebbene nelle note del MOD viene menzionato che il test previsto verrà valutato entro qualche mese. "Questo autunno il MOD inizierà un lavoro
sui finanziamenti di MPCV per definire i volo futuri. Questa attività aiuterà il MOD a definire il supporto per il programma dopo OFT-1 e per l'anno fiscale '14 e seguenti."
Tutti i test saranno senza equipaggio, dato che il Delta IV-H non è classificato come veicolo di lancio per esseri umani. Nelle illustrazioni (Credit: Nasaspaceflight) in alto
Orion agganciato allo stadio superiore del vettore ed a destra la configurazione del razzo Delta IV-Heavy per la missione OFT-1.
Fonti: Nasaspaceflight |
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08/08/2011 - Opportunity sempre più vicino al suo obiettivo finale - Il mars rover Opportunity della NASA è giunto in vista del cratere Endeavour e
si trova ora a circa la distanza di un campo di calcio dal suo bordo. Il bordo del cratere Endeavour è stato l'obiettivo a lungo termine di Opportunity sin dalla metà del 2008.
Endeavour ha un'ambiente che permetterà un sacco di lavoro produttivo per Opportunity. Il cratere è 22 chilometri di diametro - più di 25 volte più largo del cratere Victoria,
un luogo di sosta che Opportunity ha esaminato per due anni. Osservazioni dai veicoli spaziali in orbita indicano che le creste lungo il bordo occidentale di Endeavour
espongono affioramenti più di qualsiasi altro che Opportunity ha visto finora. Il luogo scelto per l'arrivo a bordo, "Spirit Point", è sulla punta meridionale di una di
quelle creste, "Cape York," sul lato occidentale di Endeavour. Opportunity e Spirit hanno completato la loro missione primaria di tre mesi su Marte nell'aprile del 2004.
Entrambi i rover hanno continuato per anni estendendo le missioni. Entrambi hanno fatto importanti scoperte sull'ambiente umido dell'antico Marte che potrebbe essere stato
favorevole alle condizioni di vita microbiologica. La missione del rover Spirit, ed al quale è stato dedicato il punto 'Spirit', si è conclusa nel maggio del 2011, dopo che
il rover non ha ristabilito la comunicazioni a seguito dell'inverno marziano. Opportunity ha passato i 33 km percosrsi sulla superficie di Marte. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA è una divisione del California Institute of Tecnology e
gestisce il Progetto del Mars Exploration Rover per il Direttorio Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Altre informazioni sui rover si possono trovare on-line al
seguente indirizzo: http://www.nasa.gov/rovers. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/ASU) una vista panoramica che mostra
l'orlo del cratere dopo una guida effettuata nella giornata Sol 2.676 di Marte (giorni marziani trascorsi dall'arrivo del rover sul Pianeta Rosso).
Fonti: NASA |
07/08/2011 - Ariane spazza via i dubbi con un bel lancio - Cinque settimane dopo la cancellazione del lancio previsto a pochi momenti dal via a
causa di un problema con una valvola principale del propellente, un razzo Ariane 5, versione ECA, (AV-203) è finalmente decollato alle 22:52:37 GMT di sabato 6 agosto (le 0:52 ora
italiana del 7 agosto) dallo Spazioporto di Kouruo portando nello spazio un satellite Europeo ed uno Giapponese per la trasmissione diretta televisiva. Dopo mezzora il veicolo ha raggiunto l'orbita di
trasferimento geosincrona ed ha rilasciato con successo entrambi i caichi. Il maltempo sulla Guyana Francese aveva rinviato il lancio venerdì ed altri 60 minuti sono stati
lasciati trascorrere nel tentativo di questo pomeriggio nell'attesa che i venti ad alta quota calassero di intensità. I due satelliti portati in orbita oggi da Ariane sono
ASTRA 1N e BSAT-3c/JCSAT-110R per un peso complessivo di 8.240 kg. Il satellite ASTRA 1N è stato rilasciato per primo durante la missione e segna l'11° satellite lanciato
da SES/ASTRA con Arianespace - ed il 34° della compagnia del gruppo SES. Quella di oggi era la quarta missione del 2011, ed il 59°
decollo di un razzo vettore Ariane 5, il 203° di un vettore della famiglia Ariane. ASTRA 1N, fornito di 52 trasmettitori in banda Ku è stato costruito dalla EADS Astrium su piattaforma Eurostar E3000 ed ha un peso stimato
al decollo di 5.350 kg. All'inizio verrà posto in posizione orbitale a 28,2° Est e successivamente spostato nella posizione principale di SES/ASTRA, a 19,2° Est per un servizio
principale e di scorta durante i suoi previsti 15 anni di vita operativa. Il BSAT-3c/JCSAT-110R, rilasciato per secondo durante la sequenza di volo è stato costruito dalla
Lockheed Martin Commercial Space System cone parte di un contratto con l'operatore Giapponese B-SAT Corporation e SKY Perfect JSAT Corporation ed è stato prodotto utilizzando
la piattaforma A2100 e pesa approssimativamente 2.910 kg al lancio. Il BSAT-3c/JCSAT-110R è fornito di 24 trasmettitori in banda Ku attivi e verrà posizionato a 110° di
longitudine Est con la sua missione principale di fornire televisione diretta nelle case di tutto il Giappone. Quello di oggi era il 42° lancio orbitale del 2011, il 40° a
concludersi con successo.
Fonti: SpaceflightNow - Arianespace |
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05/08/2011 - La NASA seleziona delle compagnie per lo studio di depositi di propellente nello spazio - La NASA ha selezionato quattro compagnie per lo sviluppo
di concetti per l'immagazzinamento ed il trasferimento di propellenti criogenici nello spazio. Queste capacità sono importanti per l'Agenzia per le future missioni esplorative con equipaggi
nello spazio profondo. Le compagnie selezionate, i cui negoziati dei contratti sono imminenti, sono: -- Analytical Mechanics Associates Inc., Hampton, Virginia. -- Ball Aerospace & Technologies Corporation, Boulder, Colorado. -- The Boeing Company, Huntington Beach, California. -- Lockheed Martin Space Systems Company, Littleton, Colorado. I contratti assommano ad un totale di 2,4 milioni di dollari, con un contratto individuale massimo di 600.000 dollari. Ogni compagnia fornirà un rapporto finale che aiuti a definire i concetti per dimostrare le tecnologie per la gestione dei fluidi criogenici, le capacità e le infrastrutture richieste per sostenere una presenza umana nello spazio. L'immagazzinamento di propellenti criogenici come l'idrogeno e l'ossigeno liquidi nello spazio per lunghi periodi di tempo con un minimo di evaporazione è critico per l'esplorazione umana dello spazio profondo. Il concetto della missione è quello di studiare ed identificare le tecnologie e dare nuove soluzioni tecniche allo sviluppo di sistemi di propulsione criogenica e di depositi. La NASA utilizzerà gli studi per pianificare ed implementarli in un futuro volo dimostrativo che testerà e validerà le capacità e le tecnologie chiave. L'Exploration Technology Development Program della NASA finanzia lo studio. Lo Space Technology Office della NASA al Centro Ricerche Glenn di Cleveland gestisce i contratti. Per ulteriori informazioni sui programmi esplorativi della NASA visita: http://www.nasa.gov/exploration Fonti: Spaceref |
05/08/2011 - Le transizioni delle regioni polari nord di Marte - Delle nuove immagini rilasciate dalla sonda Mars Express dell'ESA mostrano il polo
nord di Marte durante il solstizio estivo del pianeta rosso. Tutta l'anidride carbonica ghiacciata se ne andata lasciando una luminosa cappa di ghiaccio d'acqua. Questa immagine
ripresa dallo strumento High-Resolution Stereo Camera il 17 maggio 2010, mostra parte della regione polare nord di Marte durante il solstizio estivo dell'emisfero nord del
pianeta. La calotta polare è coperta, in inverno e primavera, da uno strato di acqua ed anidride carbonica ghiacciata ma a questo punto dell'anno marziano tutta l'anidride
carbonica si è scaldata ed evaporata nell'atmosfera del pianeta. Solo il ghiaccio d'acqua è rimasto, come si vede dalle zone bianche brillanti in questa immagine. Da questi
strati grandi sbuffi di vapore acqueo vengono occasionalmente rilasciati nell'atmosfera. Il ghiaccio polare segue le stagioni. In inverno, parte dell'atmosfera si ricondensa
come ghiaccio e neve sulla calotta nord. Questi depositi stagionali possono estendersi fino ai 45° di latitudine e possono essere spessi fino ad un metro. Un altro fenomeno
è stato notato sulle scarpate curve della calotta polare nord, come sulla Rupes Tenuis. Durante la primavera lo strato stagionale di anidride carbonica è ricoperto da ghiaccio
d'acqua. In alcuni momenti, il vento rimuove lo strato superiore di ghiaccio d'acqua spesso pochi millimetri, rivelando il ghiaccio di anidride carbonica sottostante. Questi
processi ci rendono testimoni del dinamico ciclo dell'acqua su Marte e potrebbero guidare i vari accumuli di ghiaccio d'acqua nella calotta polare. Un altra notevole caratteristica
di questa immagine include il canyon Chasma Boreale, con i suoi depositi colorati e le grandi aree di dune. Chasma Borealis è profondo circa 2 km, lungo 580 e largo circa 100.
Le sue pareti permettono una visione perfetta degli strati con i vari depositi. Ci sono crateri da impatto sul fondo del canyon, alcuni pesantemente ricoperti di sabbia ed
alcuni parzialmente riportati alla luce. I depositi di tonalità chiare e scure possono essere visti come una copertura fine e regolare. I sedimenti più scuri sono stati
rilasciati dai venti durante le tempeste di polvere primaverili. Le formazioni si sono create quando i depositi sono cambiati in quantità secondo le fasi stagionali. La
calotta polare è circondata da grandi campi di dune, parte dei quali si estende anche fino a 600 km verso sud. La sonda Mars Express presto utilizzerà il suo radar per sondare
la calotta polare nord in tre dimensioni. Fin da quando l'antenna del radar è stata dispiegata a metà del 2005 il team dei ricercatori hanno attesto le migliori condizioni
per osservare la regione. Il radar funziona al meglio di notte quando le interferenze elettriche dell'atmosfera del pianeta sono al minimo. Un'eccellente opportunità per
osservare la forma della calotta, la sua profondità e composizione avverrà in agosto e settembre 2011. Rimanete in ascolto per i nuovi risultati! Nella foto (Credit:
ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum) la regione della calotta polare con il ghiaccio d'acqua rimasto. A sinistra si può vedere la gola chiamata Rupes Tenuis.
Fonti: ESA |
05/08/2011 - Juno in rotta verso Giove - La sonda Juno della NASA, alimentata ad energia solare, è decollata dalla rampa LC-41 dell'Air Force Station di Cape Canaveral
in Florida alle 12:25 p.m. EDT di venerdì (le 17:25 ora italiana) a bordo di un razzo vettore Atlas V (AV-029) per iniziare il suo viaggio di cinque anni verso Giove. Il
vettore era nella configurazione 551, la più potente, con un'ogiva da 5 metri, primo stadio con un motore RD-180, cinque booster a propellente solido della Aerojet e lo
stadio superiore Centaur con un motore RL-10A della Pratt & Whitney Rocketdyne. Lo studio dettagliato del più grande pianeta nel
nostro sistema solare aiuterà a rivelare le origini e l'evoluzione di Giove. Come archetipo dei pianeti gassosi giganti, Giove può aiutare gli scienziati a capire le origini
del nostro sistema solare ed insegnarci di più sui sistemi planetari che si trovano attorno alle altre stelle. "Oggi, con il lancio della sonda Juno, la NASA ha iniziato
un viaggio verso una nuova frontiera," ha detto l'amministratore della NASA Charles Bolden. "Il futuro dell'esplorazione comprende scienza di alto profilo come questa
che ci aiuta a comprendere meglio il nostro sistema solare ed incrementare sempre più la lista delle destinazioni che ci sfidano maggiormente." Dopo il lancio di Juno
a bordo del razzo Atlas V i controllori di missione ora attendono la telemetria dalla sonda che indichi che il veicolo spaziale ha raggiunto la giusta orientazione e il
dispiegamento dei suoi giganteschi pannelli solari, i più grandi che abbia mai avuto una sonda della NASA, e la generazione dell'energia. "Siamo sulla rotta giustae le
primi indicazioni ci confermano che siamo sulla traiettoria prevista," ha detto Jan Chodas, capo del progetto Juno per il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena,
California. "Sapremo di più delle condizioni di Juno fra alcune ore, dopo che i suoi segnali radio avranno avuto maggiore energia e il segnale verrà acquisito dalle
antenne del Deep Space Network di Camberra." Juno coprirà la distanza fra la Terra e la Luna (circa 402.336 km) in meno di un giorno. Ci vorranno altri cinque anni e
2 miliardi e 800 milioni di km per completare il suo viaggio fino a Giove. La nave spaziale orbiterà attorno ai poli del pianeta 33 volte ed utilizzerà il suo set di otto strumenti
scientifici per sondare sotto le nubi di gas che lo ricoprono ed imparare di più sulle sue origini, la struttura, l'atmosfera e la magnetosfera e sbirciare il possibile nucleo
solido planetario. Con quattro grandi lune e molte piccole lune, Giove forma il suo sistema solare in miniatura. La sua composizione assomiglia a quella di una stella e, se
fosse stato 80 volte più massiccio, il pianeta sarebbe diventato una stella lui stesso. "Giove è la stele di Rosetta del nostro sistema solare," dice Scott Bolton, lo
scienziato responsabile di Juno per il Southwest Research Institute di San Antonio. "E' il più vecchio dei pianeti, contiene molto più materiale di tutti gli altri pianeti,
asteroidi e comete sommate e racchiude nel suo profondo la storia, non solo del sistema solare, ma anche la nostra. Juno è come fosse un nostro emissario - l'interprete che
ci svelerà quello che Giove ha da dire." Il nome Juno viene dalla mitologia Greca e Romana. Il dio Giove creò un velo di nubi attorno ad esso per nascondere i suoi misfatti
ma sua moglie Giunone era capace di scrutare attraverso le nubi e svelare la vera natura di Giove. Il Deep Space Network della NASA - o DNS - è una rete internazionale di
antenne che supportano le missioni spaziali delle sonde interplanetarie ed astronomia radio e radar per l'esplorazione del sistema solare e dell'universo. Il network inoltre
fornisce supporto specifiche missioni in orbita terrestre. Il JPL gestisce la missione Juno con il suo scienziato Scott Bolton del Southwest Research Institute di San Antonio.
La missione Juno fa parte del Programma Nuove Frontiere gestito dal Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA di Huntsville, Alabama. La Lockheed Martin Space System di
Denver, ha costruito il veicolo spaziale. Il lancio della missione era sotto la responsabilità del Programma Servizi di Lancio della NASA al Kennedy Space Center in Florida.
Il JPL è una divisione della California Institute of Technology di Pasadena. Per maggiori informazioni su Juno visita http://www.nasa.gov/juno
e http://missionjuno.swri.edu. Nella foto (Credit: NASA/TV) il decollo del razzo Atlas 5 con la sonda Juno diretta a Giove. Quello di
oggi è stato il 41°lancio orbitale del 2011, il 39° a raggiungere regolarmente l'orbita. Per Atlas 5 il 27°lancio con una percentuale di successo del 100%.
AGGIORNAMENTO - Gli ingegneri hanno ricevuto comunicazioni dalla sonda Juno che i suoi pannelli solari sono stati dispiegati. VIDEO (Credit: NASA) DEL LANCIO DEL VETTORE ATLAS V CON LA SONDA JUNO DIRETTA VERSO GIOVE
Fonti: NASA |
04/08/2011 - Dati di una sonda NASA suggeriscono che l'acqua scorre su Marte - Osservazioni della sonda Mars Reconnaissance Orbiter della NASA hanno
rivelato la possibilità che l'acqua scorra durante i mesi più caldi su Marte. "Il programma di esplorazione marziano della NASA ci ha portato più vicini a determinare
se il Pianeta Rosso possa ospitare la vita in qualche forma," ha dichiarato Charles Bolden, Amministratore della NASA, "e questo conferma che Marte è un'importante
futura destinazione per l'esplorazione umana." Scure, linee simili a dita appaiono estendersi e scendere lungo una scarpata marziana fra la fine della primavera e l'inizio
dell'estate, scompaiono in inverno e ritornano nella primavera successiva. Ripetute osservazioni hanno seguito i cambiamenti stagionali di queste strutture ricorrenti su
diversi pendii alle medie latitudini dell'emisfero sud di Marte. "La migliore spiegazione per queste osservazioni è che vi sia un flusso di acqua salata," ha detto
Alfred McEwen dell'Università dell'Arizona di Tucson. McEwen è lo scienziato a capo dell'esperimento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) ospitato sulla sonda
MRO e autore di un articolo sui flussi ricorrenti pubblicato sull'edizione di giovedì della rivista Science. Alcuni aspetti delle osservazioni rimangono sconosciuti anche
ai ricercatori, ma il flusso di liquido salato si adatta meglio di tutte le altre ipotesi alle caratteristiche osservate. Il sale abbassa il punto di congelamento dell'acqua.
I luoghi con flussi attivi sono caldi abbastanza, anche nello strato e substrato superficiale per sostenere l'acqua liquida che ha circa la stessa salinità degli oceani terrestri,
mentre l'acqua allo stato pure congelerebbe con le temperature osservate. "Queste linee scure sono differenti da ogni altro tipo di formazione sui pendii marziani,
dice Richard Zurek, scienziato del Mars Reconnaissance Orbiter Project per il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Osservazioni ripetute mostrano
che durante la stagione calda queste formazioni si estendono in discesa." Queste particolarità sono larghe tra il mezzo metro e i cinque metri e lunghe fino al centinaio
di metri. La larghezza è molto più stretta delle precedenti gole sui pendii marziani. Inoltre mentre le gole sono abbondanti e fredde, orientate nei pendii verso i poli, queste scuri
canali sono caldi e sui pendii che guardano verso l'equatore. Le immagini mostrano i flussi che si allungano e scuriscono il versante roccioso equatoriale dalla tarda primavera
fino a inizio autunno. La stagionalità, la distribuzione di latitudine ed i cambiamenti di luminosità suggerirscono che vi è coinvolto un materiale volatile, ma non c'è il
rilevamento diretto di un tipo specifico. Le rilevazioni sono troppo calde per il biossido di carbonio congelato e, in alcuni siti, troppo fredde per l'acqua pura. Ciò
suggerisce l'azione di salamoie, che hanno punti di congelamento inferiori. Depositi di sale sulla gran parte di Marte indicano che le salamoie erano abbondanti in passato
su Marte. Queste osservazioni recenti suggeriscono che le salamoie si possono ancora formare in prossimità della superficie oggi benchè in tempi e luoghi limitati. Quando i
ricercatori hanno controllato i flussi con il Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM) non hanno rilevato nessun segno d'acqua. Le caratteristiche potrebbero
far seccare velocemente la superficie ed un flusso potrebbe continuare nello stratto sottostante. "I flussi non sono scuri perchè umidi, dice McEwen, "Sono scuri
per altre ragioni." Un flusso iniziato con acqua salata potrebbe modificare i granelli di sabbia o cambiare l'aspetto della superficie in modo da apparire più scuro. Ma
il motivo per il quale la superficie ritorna chiara quando la temperatura scende è difficile da spiegare. "E' un mistero adesso, ma penso che sia un mistero risolvibile
con ulteriori osservazioni ed esperimenti in laboratorio." conclude McEwan. Questi risultati avvicinano gli scienziati a trovare la prova che l'acqua in forma liquida
esiste sulla superficie del pianeta anche oggi. Acqua ghiacciata, sebbene sia stata osservata vicino alla superficie in molte regioni di media latitudine. Le gole che sembrano
più fresche suggeriscono che movimenti dei pendii sono avvenuti in tempi geologicamente recenti, forse aiutati dall'acqua. Gocce che si presuppone di salamoia sono apparse
anche su montanti del Mars Phoenix Lander. Se ulteriori studi dei flussi scuri ricorrenti confermeranno la prova che si tratti di salamoie, questi potrebbero essere i primi
luoghi conosciuti di Marte con acqua allo stato liquido. Il Mars Reconnaissance Orbiter è gestito dal JPL per lo Science Mission Directorate della NASA di Washington.
L'University of Arizona's Lunar and Planetary Laboratory opera HiRISE. La camera è stata costruita dalla Ball Aerospace & Technologies Corp. di Boulder, Colorado. Il Johns
Hopkins University Applied Physics Laboratory di Laurel, Md., ha fornito ed opera con CRISM. Il JPL è una divisione della California Institute of Technology di Pasadena.
Nella immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona) un'animazine che mostra la formazione delle strutture scure sulla superficie di Marte fotografate dalla sonda MRO
della NASA. Si prega di attendere alcuni secondi il caricamento del file .gif animato (0,7 Mb).
Fonti: NASA |
04/08/2011 - La Boeing sceglie l'Atlas V per lanciare la sua capsula CST-100 - La Boeing Company ha annunciato oggi che ha scelto il razzo Atlas V
della United Launch Alliance (ULA) per lanciare il suo veicolo Crew Space Trasportation (CST)-100 dalla Costa Spaziale della Florida. "Questa scelta segna un gran passo avanti
negli sforzi della Boeing di fornire alla NASA un sistema di provata capacità di lancio come parte di un completo sistema di trasporto equipaggi commerciale," ha dichiarato
John Elbon, vice presidente e direttore dei Programmi Commercial Crew e responabile della selezione per la Boeing. Se la NASA sceglierà la Boeing per lo sviluppo del contratto
con sufficienti finanziamenti, la ULA fornirà i servizi di lancio per un volo autonomo orbitale, un test di lancio a velocità transonica ed un volo con equipaggio, tutti entro
nel 2015. L'entrata di ULA nel team della Boeing permette l'avvio di un dettagliato piano di lavoro con un sistema integrato per il lancio e le operazioni del veicolo spaziale.
Inoltre il team definirà le operazioni di aborto al lancio che possano assecondare le stringenti richieste della NASA in materia di sicurezza degli astronauti per il trasporto
di equipaggi e merci alla Stazione Spaziale Internazionale. La Boeing ha condotto una valutazione delle migliori offerte presenti sul mercato USA dei lanciatori prima di
selezionare l'Atlas V. "Siamo onorati che la Boeing abbia selezionato il razzo Atlas V e crediamo che sia il veicolo giusto per aiutare la nascente era commerciale del
volo spaziale umano," ha detto George Sowers, vice presidente dello sviluppo degli affari commerciali della ULA. "L'Atlas V è una soluzione conveniente, un veicolo
affidabile e la ULA è pronta a supportare il programma del volo spaziale commerciale umano della Boeing. La Boeing prevede di iniziare i test nella galleria del vento
di Atlas V e CST-100 entro l'anno e di utilizzare questi risultati per completare la Preliminary Design Review dei sistemi integrati nel 2012 all'interno del secondo round
del contratto Commercial Crew Space Act Agreement con la NASA. Il programma Equipaggi Commerciali consiste nello sviluppo, costruzione, teste di valutazione e dimostrazione
del veicolo spaziale CST-100, il veicolo di lancio e le operazioni a Terra e di missione - tutto parte del Commercial Crew Trasportation System della Boeing - per il nuovo
programma della NASA che prevede l'accesso alla Stazione Spaziale Internazionale di astronauti tramite mezzi commerciali. La CST-100 è una capsula riutilizzabile che comprende
il modulo equipaggio ed il modulo di servizio. Essa si basa su materiali e tecnologie dei sottosistemi collaudate a prezzi accessibili che può trasportare fino a sette
persone, o una combinazione di persone e merci. La Boeing Difesa, Spazio & Sicurezza è una unità della Boeing Company ed ha uno dei maggiori produttori mondiali di articoli
per la Difesa, lo Spazio e il settore della Sicurezza specializzata in soluzioni innovative su richiesta dei clienti ed il più grande e versatile costruttore mondiale di
aerei militari. Con la sua sede principale che si trova a San Louis, la Boeing Difesa, Spazio & Sicurezza ha un giro di affari di 32 miliardi di dollari e 64.000 dipendenti
sparsi per il mondo. Nella illustrazione (Credit: Boeing) la capsula CST-100 sviluppata dalla Boeing.
Fonti: Boeing |
03/08/2011 - Cosmonauti effettuano EVA sulla ISS - Gli Ingegneri di Volo Sergei Volkov e Alexander Samokutyaev hanno chiuso il portello del compartimento
di attracco Pirs al termine della loro passeggiata spaziale mercoledì alle 5:13 p.m. EDT (le 23:13 ora italiana). Il duo indossava le tute spaziali Russe Orlan ed ha lavorato
all'esterno del segmento Russo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Volkov e Samokutyaev hanno lavorato per sei ore e 23 minuti eseguendo una serie di compiti sia
scientifici che di manutenzione. All'esterno del modulo di servizio Zvezda i due spacewalker hanno installato un'attrezzatura di comunicazione laser. Il sistema laser testerà
la trasmissione di dati scientifici Russi alla velocità di 100 megabytes al secondo diretti verso Terra. Inoltre un antenna con segni di degradamento è stata fotografata per
aiutare gli ingegneri sulla Terra a cercare una soluzione del problema. Il Radioskaf-V, un piccolo satellite contenente un trasmettitore radio amatoriale ed un esperimento
studentesco, è stato rilasciato dopo che i controllori al suolo hanno trascorso del tempo per lavorare ad un problema con una sua antenna. Operando ora solo al 50% della sua capacità,
il satellite era originariamente previsto per essere rilasciato all'inizio dell'attività extraveicolare (EVA). Il compito principale dell'uscita, il riposizionamento del braccio meccanico manuale di
supporto per lo spostamento dei carichi, STRELA-1, dal modulo Pirs al modulo Poisk, è stata rinviata a causa della mancanza di tempo. I cosmonauti hanno utilizzato un'altro
braccio, STRELA-2, per spostare il primo in aiuto di future attività esterne. Entrambe questi bracci si estendono come una canna da pesca e sono utilizzati per spostare manualmente
componenti massicci all'esterno della stazione. Un'antenna che aveva aiutato la guida del mini-modulo di ricerca Poisk verso l'attracco, nel novembre 2009, è stata rimossa
e riportata nella stazione al termine della passeggiata spaziale. L'operazione era stata rinviata all'inizio dell'EVA a causa delle difficoltà incontrate con le connessioni
dei cavi di Radioskaf-V. L'esperimento BIORISK è stato installato con successo su un corrimano all'esterno di Pirs. L'esperimento scientifico sui materiali studia l'effetto
dei microbi sulle strutture dei veicoli spaziali e di come l'attività solare influisca sulla loro crescita. Infine, i due cosmonauti, hanno scattato diverse fotografie
dell'esterno del segmento Russo prima di rientrare in Pirs, chiudere il portello e completare la passeggiata spaziale. Questa è stata per Samokutyaev la sua prima uscita
nello spazio mentre per Volkov la terza dato che aveva effettuato già due EVA quando era Comandante di Spedizione 17 nel luglio 2008. Quella di oggi è stata la EVA n.29 ad
essere effettuata dal segmento Russo della ISS. Nell'immagine (Credit: NASA/TV) un cosmonata Russo al lavoro fuori dal modulo Pirs della ISS durante la passeggiata spaziale
svoltasi oggi.
Fonti: NASA |
02/08/2011 - Resto del Columbia ritrovato in Texas - Un resto dei detriti provenienti dalla navetta spaziale Columbia della NASA è stato scoperto
in Texas, otto anni dopo il disastro del 2003 che distrusse il veicolo spaziale ed uccise i sette astronauti a bordo durante il rientro. LA NASA ha confermato la notizia oggi
2 agosto. Il resto è stato scoperto la scorsa settimana nel Texas dell'est. Si tratta di una sfera di alluminio che fungeva da serbatoio per i reagenti di bordo del
Columbia, che si era disintegrato sopra i cieli del Texas durante il suo rientro nell'atmosfera dopo una missione scientifica di 16 giorni. Il serbatoio è stato scoperto
in un'area all'aperto del lago Nacogdoches, a Nacogdoches, Texas, a circa 260 km a nordest di Houston. "La sola ragione per cui il detrito era esposto all'aperto è dovuto
al fatto che c'è stato un periodo di siccità ed il livello del lago si è abbassato facendolo emergere. Il detrito è stato fino ad ora coperto dall'acqua del lago." ha
spiegato Lisa Malone, un portavoce del Kennedy Space Center della NASA in Florida a Space.com. "Il serbatoio stesso è ricoperto di fango." La polizia di Nacogdoches
ha informato la NASA della scoperta ed ha inviato delle foto per l'identificazione. Gli ingegneri della NASA che lavorano con il sistema di distribuzione ed immagazzinamento
dei reagenti hanno confermato che il pezzo proviene dal Columbia. "Uno dei ragazzi che è stato qui per oltre trent'anni lo ha riconosciuto ed ha detto: 'E' uno dei serbatoi',"
ha detto la Malone. Il pezzo era uno dei 18 serbatoio che nella navetta contenevano l'ossigeno e l'idrogeno liquidi a temperatura criogenica. Il serbatoio sferico di circa
un metro di diametro verrà inviato al Kennedy Space Center dove la NASA conserva all'interno di una speciale area climatizzata posta all'interno del Vehicle Assembly Building
(VAB) tutti i detriti del Columbia ritrovati. "Stiamo lavorando ad un piano dettagliato già da ora per l'invio del pezzo qui," prosegue la Malone. "Vogliamo
raccogliere tutti i detriti in un unico posto." Al momento circa il 38-40% dei detriti del Columbia è stato recuperato. Il restante è stato bruciato durante il rientro
oppure si ritrova da qualche parte fra il Texas e la Louisiana. "Ogni tanto durante l'anno qualcuno ci telefona o ci invia una e-mail per dirci di credere di aver trovato
un resto. dice la Malone. Il disastro del 2003 venne causato al momento del lancio quando un pezzo di isolante del serbatoio esterno colpì l'ala della navetta Columbia provocando un foro,
secondo quanto stabilito dalla commissione d'inchiesta. Il foro rese l'orbiter impossibilitato a resistere all'intenso calore del rientro e portò il veicolo alla disintegrazione.
La scoperta del detrito ha riaperto vecchie ferite. "Sono cose che ci ricordano sempre l'incidente del Columbia ed il suo equipaggio e questo ci serve sempre per non
dimenticarlo." conclude la Malone. L'equipaggio del Columbia era composto dal Comandante Rick Husband, dal pilota William McCool e dagli Specialisti di Missione Kalpana
Chawla, David Brown, e Laurel Clark, dal Comandante del carico utile Michael Anderson e dallo Specialista del carico utile Ilan Ramon, il primo astronauta Israeliano. A
seguito della catastrofe la NASA aggiornò il sistema per proteggerlo contro simili danni. Tutti i voli shuttle effettuati dopo il Columbia hanno volato con il serbatoio
esterno riprogettato per diminuire i detriti del sistema isolante che si potessero staccare durante il lancio. Come ulteriore precauzione venne istituita la procedura di
ispezione dello scudo termico dell'orbiter una volta nello spazio per assicurare che non vi fossero stati danni e che non vi fossero pericoli per il rientro. Il disastro
del Columbia è stato il secondo incidente nei trenta anni di storia del Programma Space Shuttle. Il primo avvenne nel 1986 con la distruzione della navetta Challenger e la
morte del suo equipaggio. Un freddo eccezionale al sito di lancio del Challenger in Florida causò un danno alle guarnizioni di uno dei due booster a propellente solido che
alla fine distrussero il veicolo dopo pochi secondi di volo. Lo scorso mese la NASA ha ritirato dal servizio i suoi tre orbiter. La navetta Atlantis è atterrata lo scorso
21 luglio completando la 135° ed ultima missione del programma shuttle. Ora Atlantis e le sue compagne Discovery e Endeavour verranno ospitate nei musei, mentre la NASA si
sta imbarcando in un nuovo programma per un veicolo destinato all'esplorazione dello spazio profondo. Nella foto (Credit: Nacogdoches Police Department) il serbatoio del
Columbia ritrovato in Texas.
Fonti: Space.com |
01/08/2011 - La sonda Dawn della NASA inizia le orbite scientifiche attorno a Vesta - La sonda spaziale Dawn, della NASA, la prima ad orbitare attorno
ad un oggetto della fascia principale degli asteroidi, sta scendendo a spirale verso la prima di quattro orbite intensamente scientifiche. L'orbita iniziale attorno al mondo roccioso di
Vesta inizierà l'11 agosto ad un'altezza di circa 2.700 km e fornirà un'analisi profonda dell'asteroide. Vesta è il più luminoso oggetto della fascia asteroidale visto dalla
Terra ed è anche una delle maggiori sorgenti di meteoriti che cadono sul nostro pianeta. Il team di scienziati di Dawn ha svelato la prima immagine completa di Vesta ripresa
lo scorso 24 luglio. Questa immagine è stata catturata da una distanza di circa 5.200 km. Le immagini rifrese dalla framing camera di Dawn, prese per motivi di navigazione
ed in preparazione alle osservazioni scientifiche, stanno rivelando i primi dettagli della superficie del gigantesco asteroide. Queste immagini sono state riprese tutte intorno
a Vesta, dato che il grande asteroide ruota sul suo asse una volta ogni 5 ore e 20 minuti. "Abbiamo definito Vesta il più piccolo pianeta terrestre," dice Chris Russell,
capo scienziato per la UCLA di Dawn. "Le ultime immagini fornite giustificano molte delle nostre attese. Ci mostrano una varietà di processi che una volta ha subito la
sua superficie e ci forniscono le prove delle aspirazioni di Vesta di diventare un pianeta. Gli ingegneri stanno ancora lavorando per determinare il momento esatto di
quando Dawn è entrata in orbita attorno a Vesta, ma la squadra ha segnalato un momento approssimativo dell'inserzione alle 9:47 p.m. PDT del 15 luglio (le 6:47 ora italiana
del 16 luglio). Oltre alla framing camera gli strumenti di Dawn comprendono un rivelatore per i raggi gamma ed i neutroni e uno spettrometro nel visibile e nell'infrarosso. I
rivelatori di raggi gamma e neutroni utilizzano 21 sensori con un campo di vista molto largo per misurare l'energia delle particelle subatomiche emesse dagli elementi nei
primi metri della superficie dell'asteroide. Lo spettrometro che mappa il visibile e l'infrarosso misurerà la mineralogia della superficie sia di Vesta che del prossimo obiettivo
di Dawn, il pianeta nano Cerere. Lo spettrometro è una versione modificata di quello che ha volato sulle missioni Rosetta e Venus Express dell'Agenzia Spaziale Europea. Dawn
inoltre effettuerà un'ulteriore misura scientifica di Vesta e Cerere utilizzando il trasmettitore radio della sonda in accoppiata con le sensibili antenne terrestri. Gli
scienziati monitoreranno i segnali da Dawn e poi da Cerere per captare piccole variazioni nei campi gravitazionali degli oggetti. Queste variazioni forniranno indizi sulla
struttura interna di questi corpi studiando la distribuzione della massa in ogni campo gravitazionale. "Le nuove osservazioni di Vesta ci ricordano le meraviglie svalate
attraverso la continua esplorazione del nostro Sistema Solare. dice Jum Green, direttore della divisione planetaria della NASA a Washington. Dawn venne lanciata nel
settembre 2007 e dopo un anno attorno a Vesta partirà nel luglio 2012 in direzione di Cerere, dove arriverà nel 2015. La missione di Dawn a Vesta e Cerere è gestita dal JPL
per il Direttorio Missioni Scientifiche della NASA di Washington, il JPL è una divisione della California Institute of Technology di Pasadena. Dawn fa parte del Progetto
Discovery gestito dal Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA di Huntsville, Alabama. La UCLA è responsabile per la parte scientifica della missione. La Orbital Sciences
Corp. di Dulles, Virginia, ha progettato e costruito la sonda. Il German Aerospace Center, il Max Planck Institute for Solar System Research, l'Agenzia Spaziale Italiana e
l'Istituto Nazionale di Astrofisica sono partner internazionali del team. Per ulteriori informazioni su Dawn visitate il sito: http://www.nasa.gov/dawn.
Nella foto in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) un gruppo di tre crateri, chiamati ufficiosamente 'Snowman' dai membri del team che si occupa delle immagini
provenienti dalla sonda, posto nell'emisfero nord di Vesta. Immagine presa il 24 luglio da una distanza di circa 5.200 km.
Fonti: NASA |
31/07/2011 - La missione 'Red Dragon' abbasserebbe i costi della ricerca di vita su Marte - La ricerca della vita su Marte potrebbe diventare meno
costosa. La NASA sta lavorando con la società privata Space Exploration Technology (SpaceX) per pianificare una missione che andrebbe alla ricerca di prove dell'esistenza
di forme di vita sotto il suolo di Marte. Gli strumenti scientifici della NASA potrebbero volare verso il Pianeta Rosso a bordo della capsula Dragon della SpaceX, che è la
compagnia che sta sviluppando un sistema di trasporto di merci e di astronauti per la Stazione Spaziale Internazionale. La missione, per ora conosciuta come 'Red Dragon'
potrebbe essere lanciata nel 2018 con un costo di circa 400 milioni di dollari o meno, secondo quanto affermato dai ricercatori. "Cerchiamo un sistema a basso costo per
andare su Marte," ha dichiarato l'astrobiologo Chris McKay, del Centro Ricerche Ames della NASA, "Non mi interessa come ci andremo." La missione non ha ancora
un nome ufficiale, dice McKay. 'Red Dragon' è solo un modo per definirla informalmente. McKay ed i suoi colleghi stanno sviluppando il concetto Red Dragon come potenziale
missione del programma Discovery della NASA, una categoria dedicata all'esplorazione con relativa poca spesa. La NASA al momento ha tre candidati per il Discovery, ed uno
di questi deve essere scelto per essere lanciato nel 2016. La missione dovrà rimanere sotto il limite dei 425 milioni di dollari, non comprendendo il veicolo di lancio. Il
Red Dragon non è fra questi tre finalisti ma la NASA dovrebbe lanciare una nuova opportunità fra circa 18 mesi e McKay dice che in quel momento dovrebbero essere pronti a
concorrere. Se Red Dragon venisse selezionato per quel turno potrebbe essere lanciato verso Marte nel 2018. Assumendo che rimanga il tetto di spesa di 425 milioni di dollari
il Red Dragon sarebbe significativamente sotto tale cifra. "Ci rimane ancora un bel po di soldi per le attrezzature scientifiche," ha detto McKay a Space.com durante
la conferenza NewSpace 2011 che si è tenuta sabato 30 luglio al centro di Ames. "Non sarebbe grandioso?" Red Dragon non sarà comunque la prossima missione sulla
superficie di Marte. La NASA sta al momento preparando il rover Curiosity, delle dimensioni di una piccola autovettura, al centro della missione Mars Science Laboratory (MSL)
del costo di ben 2,5 miliardi di dollari. Il lancio di MSL è previsto per questo novembre ed il suo arrivo sul Pianeta Rosso ad agosto 2012. Curiosity utilizzerà una serie
di 10 strumenti sofisticati per accertare se Marte abbia, o abbia mai avuto, la capacità di sostenere la vita. Red Dragon, d'altro canto, cercherebbe le prove di vita.
"Cercheremo di provare l'esistenza di melecole che sono indubbiamente segni della presenza di vita, come DNA o perclorato ridotto," prosegue McKay. "Questo è
quello che cercheremo - prove della vita attraverso le biomoecole." La superficie marziana oggi è secca e bombardata dai dannosi raggi ultravioletti, che rendono difficile
la presenza di vita li. Ma Red Dragon effettuerebbe una perforazione di un metro nel sottosuolo, nel tentativo di recuperare campioni che abbiano ghiaccio d'acqua che si sa
si trovano sotto il polveroso rosso. I ricercatori al momento guardano a due possibili punti di atterraggio per la missione Red Dragon, dice McKay. Uno è il sito di atterraggio
del lander Phoenix della NASA mentre l'altro è dove il lander Viking 2 della NASA atterrò nel 1976. Entrambe le zone possiedono un sottostrato di ghiaccio. La SpaceX sta
sviluppando la capsula Dragon con un contratto per la NASA per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. La compagnia inoltre spera che la NASA decida di utilizzare una
versione per il trasporto umano per traghettare gli astronauti da e per il laboratorio orbitante, forsa già dal 2015 o giù di li. Ma la SpaceX ha grandi sogni. All'inizio di
quest'anno il suo Amministratore Delegato Elon Musk ha annunciato che la compagnia spera di poter inviare astronauti su Marte nei prossimi 10/20 anni. Questo batterebbe la
NASA che prevede di calpestare il suolo marziano nella metà degli anni '30. La SpaceX sta sviluppando un razzo pesante, chiamato Falcon Heavy che sarebbe capace di portare
Dragon su Marte. Il Falcon Heavy potrebbe essere lanciato la prima volta fra la fine del 2012 e l'inizio del 2013, ha afferamto Musk. In questo modo, utilizzando Dragon come
contenitore dei sistemi da inviare su Marte si combinerebbero gli ambiziosi piani a lungo termine della SpaceX. Infatti Musk ha fatto notare che il potenziale di Dragon puà
essere utilizzato per missioni esplorative sugli altri corpi celesti. "Questo è possibile grazie alle diverse tonnellate di carico utile che può trasportare - attualmente
una singola missione di Dragon può far atterrare di più del peso di tutte le missioni inviate su Marte assieme," ha detto Musk parlando recentement con Alan Boyle della
MSNBC. Mentre la capacità delle aziende private spaziali, come la SpaceX, aumentano anche il trasporto di attrezzature scientifiche sugli altri pianeti dovrebbe diventare
molto più economico anche per gli scienziati stessi, dice McKay. "Io voglio che il settore commerciale abbassi i costi," dice. E aggiunge un'analogia: "Quando
i voglio fare una missione scientifica nelle regioni polari della Terra, non costruisco un elicottero partendo dai disegni." In alto (Credit: SpaceX) una
illustrazione dell'atterraggio su Marte di una capsula Dragon.
Fonti: Space.com |
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30/07/2011 - Chiude, dopo 45 anni, MILA - La stazione di tracciamento dati che si trova vicino al Kennedy Space Center, la MILA (Merritt Island
Launch Annex), ha chiuso dopo 45 anni di servizio per la NASA. Alla cerimonia ufficiale di chiusura dell'impianto vi erano dirigenti del Centro di Volo Spaziale della
NASA Goddard, del Kennedy Space Center e del Quartier Generale della NASA di Washington, compresi molti impiegati odierni e del passato che hanno lavorato alla stazione di
tracciamento MILA. Gli impianti del MILA, per l'occasione, erano aperti come parte dell'evento. Con l'ultimo lancio e rientro del Programma Space Shuttle avvenuto questo
mese, la MILA Spaceflight Tracking and Data Network Station del Kennedy viene chiusa. Questa storica stazione di rilevamento venne costruita per seguire il Programma Apollo
ed inoltre fece da supporto per i satelliti scientifici in orbita bassa terrestre. Il primo lancio che seguì fu il volo di prova Apollo/Saturn 203 il 5 luglio 1966 che
venne lanciato dalla Rampa di Lancio 37. Inizialmente fondata dal Goddard Space Flight Center della NASA come una delle 17 stazioni facenti parte del sistema di tracciamento
e dati per il volo spaziale che erano sparse per il globo. Recentemente la stazione è stata poi utilizzata esclusivamente in supporto dei lanci e degli atterraggi della
navetta spaziale al KSC. Altre stazioni che facevano parte del network globale di tracciamento sono state chiuse negli anni scorsi con l'inizio della nuova era che utilizza
il sistema spaziale dei satelliti TDRS (Tracking and Data Relay Satellite). Le due antenne paraboliche di 9 metri di diametro in banda S assieme con un paio di antenne UHF
sono state le principali sorgenti per la voce, i dati e la telemetria dello space shuttle durante i primi 7 minuti e mezzo di volo mentre in seguito fornivano le comunicazioni
per l'atterraggio ad iniziare da 13 minuti prima del tocco della pista.
UN VIDEO (Credit: SpaceflightNow) DELLA CERIMONIA DI CHIUSURA DEL MILA.
Fonti: NASA |
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29/07/2011 - Cina lancia un altro satellite sperimentale - La Cina ha lanciato venerdì un veicolo sperimentale nello spazio dal Centro di Lancio Satelliti
di Jiuquan nel nordovest della Cina, nella provincia di Gansu. Il satellite SJ-11-02 è stato inviato nello spazio alle 3:42 p.m. locali (le 9:42 ora italiana) per mezzo di
un razzo vettore Lunga Marcia II-C, secondo quanto riportato dal centro di lancio. Il satellite appartiene alla famiglia dei veicoli Shijian Cinesi. L'orbiter, sviluppato
dalla China Space Co.,Ltd. sotto la China Aerospace Science and Technology Corporation verrà utilizzato per condurre esperimenti scientifici nello spazio. Il lancio segna
il 142° volo per la famiglia di razzi Lunga Marcia. Inoltre quello di oggi era il 40° lancio orbitale del 2011, il 38° a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonti: Xinhua |
28/07/2011 - Indiscrezioni sul futuro vettore pesante della NASA - Una nuova tabella di marcia, creata dalla NASA, ha fornito una nuova lista di
voli per il nuovo vettore pesante SLS (Space Launch System). Sebbene la decisione ufficiale non sia ancora stata divulgata dalla NASA (e questo ha fatto infuriare il
Congresso USA che la scorsa settimana ha chiamato l'Amministratore Charles Bolden per chiedere i motivi di questo ritardo) queste nuove scadenze sono basate sul peggiore
scenario dei futuri finanziamenti all'Ente spaziale USA. Il primo lancio di SLS, ribattezzato SLS-1, avverrebbe nel dicembre 2017 e porterebbe una capsula Orion (MPCV) senza
equipaggio in un volo attorno alla Luna. Questo primo lancio del vettore SLS debutterebbe con una configurazione chiamata 2.5 ed utilizzerebbe al primo stadio tre motori
SSME (Space Shuttle Main Engine) conosciuti anche come RD-25D, donati dalla flotta delle navette, un nucleo centrale del diametro di 8,4 metri, derivato direttamente dal
serbatoio esterno del sistema shuttle ma allungato fino a 64 metri di lunghezza, e due booster SRB a propellente solido a cinque elementi. Inoltre il vettore avrebbe uno
stadio superiore lungo 5 metri che secondo alcune fonti potrebbe essere una versione adattata al volo umano dello stadio superiore del Delta IV della Boeing. Poi passerebbero
quasi quattro anni prima del successivo lancio di un SLS. Infatti nell'agosto del 2021, SLS-2, quasi identico a SLS-1, effettuerebbe la prima missione con equipaggio portando
una capsula Orion attorno alla Luna. Poi, sebbene la lista di missioni sia ancora molto 'da decidere' il lancio seguente avverrebbe nell'agosto del 2022 con SLS-3 e con la
stessa configurazione seguito da SLS-4 l'anno dopo. SLS-5, nell'agosto del 2024, sarebbe il debutto della versione cargo di SLS, con una nuova ogiva e diverse modifiche
nell'hardware con i nuovi booster vincenti dalla gara per l'HLV. Mentre ci potrebbero essere ancora i booster a solido RSRM (Reusable Solid Rocket Motor) della ATK il vincitore della
competizione potrebbe essere anche un booster a combustibile liquido ossigeno/kerosene. Voci parlano anche della possibilità di una serie di motori AJ-26 ed anche dei Merlin 2
della SpaceX. Ma prima che questa missione diventi una realtà alcune opzioni hanno oltre un decennio per essere sviluppate per SLS. SLS-6. agosto 2025, sarebbe di nuovo un
volo in configurazione equipaggio sebbene oltre alla parola 'esplorazione' non si dettagli ulteriormente la missione. Potrebbe essere il tanto sbandierato volo verso un NEO (Near Earth
Object), piccoli asteroidi che intersecano l'orbita terrestre. SLS-7, agosto 2026, torna ad essere una missione cargo con altre modifiche del veicolo come una versione
a perdere dei motori SSME - conosciuta come RS-25E - ottenuta modificando lo stock dei vecchi SSME dello Shuttle. Come tutti i veicoli SLS lo spazio è per cinque motori ma
anche in questa versione ne saranno utilizzati soltanto tre. Proseguendo la lista di missioni con un volo all'anno alternato fra cargo ed equipaggio arriviamo a SLS-11,
nell'agosto del 2030, dove avremo ulteriori modifiche del vettore con tutti e cinque i motori RS-25E al primo stadio e questa configurazione debutterà con la versione cargo
seguita dalla versione con equipaggio l'anno successivo. FInalmente, nell'agosto del 2032, debutterà la versione finale di SLS con gli stessi cinque motori RS-25E al primo
stadio ma con il debutto dello stadio superiore con tre motori J-2X che porteranno la capacità di carico complessiva del vettore a 130 tonnellate in orbita bassa. Anche questo
debutto della versione definitiva sarà in versione cargo. Altre note di interesse sono per la Ares Mobile Launcher (ML) che era stata costruita per il vettore Ares 1
(cancellato) e che ora si trova parcheggiata abbandonata vicino al VAB del Kennedy Space Center in Florida. A dispetto delle prime opzioni che vedevano meno costoso la
costruzione di una nuova torre di lancio per SLS ora si parla di modificare la ML esistente. Invece il sistema di fuga di emergenza chiamato ESS (Emergency Egress System)
per l'evacuazione della rampa, studiato per Ares 1 come una struttura tipo montagne russe, sarebbe stato abbandonato. Vi sarebbero inoltre delle modifiche a lungo termine
per riutilizzare almeno uno dei Crawler Transporter (i cingolati che spostano il razzo vettore dal VAB, dove viene assemblato, alla rampa di lancio) per SLS. Nella illustrazione
(Credit: Nasaspaceflight) come dovrebbe apparire la prima versione equipaggio del nuovo vettore NASA SLS destinata alla prima missione attorno alla Luna nel 2021.
Fonti: Nasaspaceflight |
27/07/2011 - La sonda Juno accoppiata al suo razzo - La sonda Juno della NASA ha completato il suo ultimo viaggio terrestre oggi, 27 luglio, con
un viaggio di 25 km dalla Astrotech Space Operation di Titusville, in Florida, alla sua rampa di lancio alla Cape Canaveral Air Force Station. Il veicolo spaziale alimentato
ad energia solare destinato a Gioveè stato poi assicurato sulla cima del suo razzo alle 10:42 a.m. EDT (le 16:42 ora italiana). Juno arrivera a Giove nel luglio del 2016 ed
orbiterà attorno ai suoi poli 33 volte per saperne di più sull'interno del gigante gassoso, la sua atmosfera e le aurora. "Stiamo per partire per il nostro viaggio
verso Giove per scoprire i segreti del sistema solare primordiale," ha detto Scott Bolton, mission principal investigator per il Southwest Research Institute in San
Antonio. "Dopo otto anni di sviluppo, la sonda è pronta per questa importante missione." Ora che Juno si trova sulla sommità del più potente razzo Atlas mai
costruito - l'Atlas V 551 della United Launch Alliance - un ultimo giro di controlli inizieranno giovedì con un test funzionale della rampa. Il test è ideato per confermare
che il veicolo spaziale è in buono stato dopo il rifornimento, l'incapsulamento nell'ogiva e le operazioni di trasporto. "Il test funzionale sulla rampa è solo il primo
di sette test e revisioni che Juno ed il suo team di volo effettueranno durante gli ultimi 10 giorni della sonda sulla Terra," ha dichiarato Jan Chodas, capo progetto
di Juno al Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, in California. "Vi sono un numero di altre attività pre-lancio sulle quale dobbiamo concentrarci, ma la
squadra è molto impaziente che gli ultimi giorni di preparazione, che hanno atteso per anni, siano finalmente arrivati. Siamo pronti a partire. Il periodo di lancio
per Juno si apre il 5 agosto 2011 e si estende fino al 26 agosto. Per il decollo del 5 agosto la finestra di lancio si apre alle 11:34 a.m. EDT (le 17:34 ora italiana) e
rimane aperta fino alle 12:43 p.m. EDT (le 18:43 ora italiana). Il JPL gestisce la missione Juno con a capo Scott Bolton. La missione Juno fa parte del Programma Nuove
Frontiere gestito dal Centro di Volo Spaziale della NASA di Huntsville, in Alabama. La Lockheed Martin Space System di Denver ha costruito il veicolo spaziale. La gestione
del lancio della missione è di responsabilità della Launch Services Program della NASA al Kennedy Space Center, in Florida. Il JPL è una divisione del California Institute
of Technology in Pasadena. Altre informazioni su Juno sono disponibili a: http://www.nasa.gov/juno ed a http://missionjuno.swri.edu.
Nella foto (Credit: NASA) la sonda Juno, ancora all'interno del complesso dell'Astrotech, mentre viene racchiusa nell'ogiva che la proteggerà al momento del lancio.
Fonti: NASA |
27/07/2011 - Nuovi utilizzi per la Stazione Spaziale - Per più di un decennio, la Stazione Spaziale Internazionale è stata un attivo laboratorio
di ricerca in orbita ma potrebbe presto assumere un nuovo ruolo come banco di prova per ambiziose missioni nello spazio profondo. Iniziative future potrebbero includere
missioni verso Marte, gli habitat lunari o un viaggio verso un asteroide - tutte missioni che necessitano di tecnologie e tecniche che potrebbero essere testate sulla
Stazione. A seguito della riunione odierna del Consiglio di coordinamento multilaterale dell'avamposto orbitale formato da ESA,NASA e dagli Enti preposti canadese, russo
e giapponese, le agenzie coinvolte si aspettano di iniziare ad identificare le iniziative tecnologiche sulla base di specifiche missioni di esplorazione. La valorizzazione
delle strutture di ricerca della Stazione è già a buon punto. L'astronauta dell'ESA Paolo Nespoli ha effettuato più di 30 esperimenti durante la missione di sei mesi
MagISStra che si e’ conclusa con il suo ritorno sulla Terra a maggio. Un altro 'passeggero' europeo- il manichino a grandezza naturale Matroshka - ha terminato il suo
ultimo turno di servizio a marzo, dopo un anno di monitoraggio della radiazione all'interno del modulo giapponese Kibo. Paolo ha rimosso i dosimetri interni da Matroshka
in tempo per il ritorno sulla Terra. Altri esperimenti europei sono stati recuperati dall’esterno della Stazione. Il pacchetto Expose-R ha ospitato nove campioni biologici,
compresi semi di piante e spore batteriche, per studiare gli effetti di due anni di esposizione diretta nello spazio. Un altro esperimento di esposizione nello spazio ha
coinvolto dei funghi conosciuti per danneggiare i materiali spaziali. La Stazione russa Mir è stata particolarmente colpita dalla crescita dei funghi. Esperimenti ESA su
diversi membri dell'equipaggio stanno fornendo nuove conoscenze sugli effetti dell'assenza di gravità sul nostro equilibrio e il modo in cui percepiamo il movimento e
l'inclinazione. Sono stati anche provati dei processi fisici: con l'ultimo Shuttle sono stati recentemente consegnati dei nuovi campioni per un forno nel modulo Columbus
dell'ESA per studiare la rapida solidificazione di metalli fusi in assenza di gravità. Il Ruolo dell'Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) è particolarmente importante. Lo
strumento e’ una partnership di centinaia di scienziati di 16 paesi, e’ progettato dal CERN, ha una forte partecipazione italiana ed e’ stato testato presso il centro
ESTEC dell'ESA . Dal Maggio 2011 ha già raccolto più di due miliardi di osservazione sui raggi cosmici galattici. Tutte le altre Agenzie spaziali hanno programmi specifici
per l’utilizzo scientifico della Stazione. Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Italiano Paolo Nespoli sulla ISS durante l'esperimento 3D.
Fonti: ESA Italy |
26/07/2011 - Un nuovo satellite cinese per navigazione lanciato nello spazio - Lanciato sotto una piogga torrenziale ed una tempesta di fulmini, un
razzo vettore Lunga Marcia è decollato martedì dal sudovest della Cina e successivamente ha rilasciato con successo in orbita un satellite di navigazione. Il razzo Lunga
Marcia 3A è decollato alle 5:44 ora locale di mercoledì (le 23.44 ora italiana di martedì) dal centro spaziale Xichang che si trova nel sudovest della Cina, nella provincia
di Sichaun, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Xinhua. Il lancio è avvenuto in mezzo ad una forte pioggia e fulmini. Il razzo, alto come un palazzo di 17 piani,
era indirizzato verso un'orbita altamente ellittica di circa 160x35.400 km sopra la Terra, da dove il terzo stadio del lanciatore avrebbe poi rilasciato il satellite di
navigazione Beidou. Il lancio è stato un successo, secondo quanto riportato dalla China Academy of Launch Vehicle Technology. Il satellite poi circolarizzerà la sua orbita
a 35.400 km con un'inclinazione di 55 gradi sull'equatore in modo che il veicolo spaziale possa coprire le regioni polari. Si tratta del nono satellite operativo Beidou
lanciato fin dal 2007 ed il secondo satellite Cinese di navigazione sparato in orbita quest'anno. Altri satelliti verranno lanciati entro il 2012 per espandere la flotta
dei Beidou e coprire l'Asia fino alla regione del Pacifico. Il network dei satelliti Beidou consisterà alla fine in 35 veicoli spaziali in orbita entro il 2020 che
forniranno copertura globale per la navigazione e la posizione. La costellazione di satelliti, conosciuta anche come Compass, è progettata per fornire dati previsi di navigazione,
tempo e servizi di messaggi. Si tratta della controparte Cinese dei sistemi GPS dell'U.S. Air Force, del Glonass Russo e del programma Europeo Galileo. Un servizio migliore
verrà fornito ai militari ed agli utilizzatori governativi Cinesi. Le informazioni di posizione avranno una precisione di 10 metri e verranno rilasciati per il pubblico
mondiale. Il decollo di oggi è il quinto lancio spaziale Cinese di quet'anno dopo missioni che hanno portato altri satelliti di navigazione, per comunicazioni e ricerche
militari in orbita. La Cina prevede di lanciare il suo primi laboratorio orbitante abitabile entro la fine di settembre, seguito poco dopo da una capsula automatica Shenzou
che tenterà un attracco robotico, il primo del programma spaziale umano Cinese. Gli astronauti Cinesi partiranno il prossimo anno per visitare la mini-stazione spaziale. Fra
le prossime missioni Cinesi è previsto il lancio di una piccola sonda ospitata dalla missione Russa Grunt-Phobos per Marte. La lista dei futuri lanci Cinesi inoltre prevede
altri satelliti di navigazione, telecomunicazioni e carichi utili con esperimenti. Quello di oggi è stato il 39° lancio orbitale mondiale del 2011, il 37° a raggiungere
regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: Xinhua net) il momento del lancio del razzo vettore Lunga Marcia 3A con a bordo il satellite Beidou 2-I4.
Fonti: SpaceflightNow |
26/07/2011 - Encelado spruzza acqua su Saturno - L'osservatorio spaziale Herschel dell'ESA ha mostrato che l'acqua espulsa dalla luna Encelado forma
una gigantesca ciambella di vapore acqueo attorno a Saturno. La scoperta risolve un mistero vecchio di 14 anni identificando la sorgente di acqua che si trova nella parte
superiore dell'atmosfera di Saturno. Gli ultimi risultati di Herschel dimostrano che Encelado è l'unica luna conosciuta nel Sistema Solare ad influenzare chimicamente la
composizione del suo pianeta padre. Encelado espelle circa 250 kg di acqua vapor d'acqua ogni secondo, attraverso una serie di getti che provengono dalla regione polare
conosciuta come Tiger Stripes a causa della sua particolare apparenza. Queste osservazioni cruciali rivelano che l'acqua crea una specie di ciambella di vapore che racchiude
il pianeta con gli anelli. L'ampiezza della forma toroidale è oltre 10 volte il raggio di Saturno, anche se è spesso soltanto un raggio di Saturno. L'orbita di Encelado si
trova ad una distanza di circa 4 raggi di Saturno, e da lì rifornisce il toroide con i suoi getti di acqua. Nonostante la sua enorme dimensione, questo fatto era sfuggito
alla scoperta a causa del fatto che il vapore acqueo è trasparente alla luce visibile ma non alle lunghezze d'onda dell'infrarosso che Herschel è ideato per vedere. Si conosce
da tempo che l'atmosfera di Saturno contiene tracce di vapore acqueo nei suoi strati più profondi. Invece un particolare enigma fu la scoperta della presenza di acqua
nell'alta atmosfera. Per prima segnalata nel 1997 da scienziati che utilizzavano l'Infrared Space Telescope dell'ESA, la fonte di questa acqua era sconosciuta fino ad ora.
I modelli al computer di questa ultime osservazioni di Herschel mostrano che il 3-5% dell'acqua espulsa da Encelado finisce per cadere su Saturno. "Non vi è niente di
analogo sulla Terra," dice Paul Hartogh, del Max-Planck-Institut für Sonnensystemforschung, di Katlenburg-Lindau, in Germania, che collabora con le analisi di questi
risultati. "Non vi sono significative quantità di acqua che entrano nella nostra atmosfera dalla spazio. Questo di Saturno è un fatto unico." Sebbene la maggior
parte dell'acqua proveniente da Encelado finisca persa nello spazio, rimanga intrappolata ghiacciata negli anelli o forse cada sulle altre lune di Saturno, una piccola frazione
di questa cade sul pianeta ed è sufficiente per spiegare l'acqua osservata nell'alta atmosfera. Inoltre questa acqua potrebbe essere anche responsabile della produzione di
ulteriori composti dell'idrogeno come l'anidride carbonica. Infine l'acqua che si trova negli strati superiori dell'atmosfera di Saturno viene trasportata nei livelli più
bassi dove si condensa ma il suo totale è troppo debole e rende le nubi che si formano a noi non osservabili. "Harschel ha dato un'altra grande prova. Queste sono un tipo
di osservazioni che solo Herschel poteva fare." ha detto Göran Pilbratt, scienziato del pogetto Herschel dell'ESA. "L'Osservatorio Infrarosso Spaziale dell'ESA scoprì
il vapore d'acqua nell'atmosfera di Saturno. Poi la missione congiunta NASA/ESA Cassini/Huygens scoprì i getti di Encelado ed ora Herschel ha mostrato come tutte queste
osservazioni si combinassero assieme." Nella foto (Credit: NASA/JPL/Space Science Institute) la luna Encelado di Saturno mostra i getti di vapore acqueo al suo polo sud.
Fonti: ESA |
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24/07/2011 - Dawn fotografa il polo sud di Vesta - La sonda Dawn, della NASA, ha ottenuto la foto di copertina mentre orbitava attorno all'asteroide
Vesta, viaggiando dal lato diurno a quello notturno. La grande struttura vicina al polo sud si mostra più prominente rispetto alle immagini precedenti ed è visibile nel centro
del lato illuminato. Confrontata con altre immagini gran parte della superficie sotto la sonda spaziale si trova nell'ombra della notte. Vesta ruota sul suo asse una volta
ogni 5 ore e 20 minuti. Dawn è entrata in orbita attorno a Vesta il 15 luglio 2011, e trascorrerà un anno orbitando attorno al corpo celeste. La prossima fermata nel suo
itinerario sarà l'incontro con il pianeta nano Cerere. La missione Dawn a Vesta e Cerere è gestita dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California
Institute of Technology di Pasadena, per la NASA. L'Università della California di Los Angeles, è responsabile dell'intera missione scientifia di Dawn. Le telecamere di Dawn
sono state sviluppate e realizzate sotto la guida del Max Planck Institute for Solar System Research, di Katlenburg-Lindau, in Germania, con contributi significativi dal
Centro aerospaziale tedesco DLR, l'Istituto di Planetary Research, di Berlino, e in coordinamento con l'Istituto di Informatica e Comunicazione Engineering Network, di
Braunschweig. Il progetto Camera Framing è finanziato dalla Max Planck Society, DLR, e la NASA / JPL. L'immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) è stata ottenuta
con la framing camere il 18 luglio 2011 ed è stata presa da una distanza di circa 10.500 km. I più piccoli dettagli visibili sono delle dimensioni di circa 2 km.
Fonti: Spaceref |
22/07/2011 - Il prossimo rover marziano della NASA atterrerà nel cratere Gale - Il prossimo rover della NASA destinato a Marte atterrerà ai piedi di una
montagna all'interno del cratere Gale. Il Mars Science Laboratory Curiosity, delle dimensioni di una autovettura, verrà lanciato alla fine dell'anno ed atterrerà nell'agosto
del 2012. Il grande cratere misura 154 km di diametro ed ospita una montagna che si innalza dal fondo del craterecome il Monte Rainer si erge sopra Seattle. Gale ha una superficie
pari a quelle del Connecticut e Rhode Island assieme (di poco inferiore alla Regione Veneto n.d.t.). Gli strati che lo compongono suggeriscono che siano i resti di un'estesa
zona di depositi. Il cratere prende il nome dall'astronomo Australiano Walter F. Gale. ""Marte è fermamente nei nostri pensieri", ha detto l'amministratore della
NASA Charles Bolden. "Curiosity non solo restituirà una grande quantità di dati scientifici importanti, ma deve servire come precursore di una missione per
l'esplorazione umana del pianeta rosso". Durante la missione principale della durata di un anno marziano - quasi due anni terrestri - i ricercatori utilizzeranno gli
attrezzi del rover per studiare se la regione di atterraggio possiede un ambiente favorevole a supportare la vita microbiotica e se nasconde delle tracce se la vita sia mai
esistita lì. "Gli scienziati hanno identificato Gale come migliore scelta per perseguire gli ambiziosi obiettivi di questa nuova missione di un rover", ha dichiarato
Jim Green, direttore del Planetary Science Division della NASA a Washington. "Il sito offre un paesaggio visivamente suggestivo e anche un grande potenziale per
risultati scientifici significativi." Nel 2006, oltre 100 scienziati hanno iniziato a considerare circa 30 potenziali siti di atterraggio durante delle conferenze
internazionali. Quattro candidati vennero selezionati nel 2008. Un'abbondanza di immagini degli obiettvi ha permesso un'analisi e considerazioni di sicurezza e di attrazione
scientifica di ogni sito. Un team di anziani scienziati della NASA ha condotto un'ulteriore controllo ed ha poi unanimemente raggiunto l'accordo per andare avanti con le
raccomandazioni del team scientifico di MSL. Il team comprendeva anche vari scienziati a capo dei vari aspetti del progetto. Curiosity è grande circa il doppio e pesa quasi
cinque volte ogni precedente rover di Marte. I suoi 10 strumenti scientifici ne comprendono due per l'ingestione e l'analisi dei campioni di polvere di roccia che il braccio
del rover raccoglierà. Una sorgente a radioisotopi fornisce l'energia elettrica ed il riscaldamento del rover. Una gru sospesa da razzi farà calare Curiosity per mezzi di
cavi direttamente sulla superficie di Marte. La porzione del cratere dove atterrerà Curiosity ha un fondo alluvionale che si dovrebbe essere creato per sedimente trasportati
dall'acqua. Gli strati alla base della montagna contengono argille e solfati e sappiamo che entrambi si formano nell'acqua. ""Un fascino di Gale è che si tratta di un
enorme cratere seduto in una posizione di elevazione molto bassa su Marte, e sappiamo tutti che l'acqua scorre in discesa," ha dichiarato John Grotzinger, scienziato
del progetto della missione presso il California Institute of Technology di Pasadena, California. "in termini di profilo verticale totale a vista e l'elevazione bassa,
Gale offre attrazioni simili al famoso Valles Marineris, il più grande canyon del sistema solare." Curiosity andrà oltre la recente strategia di esplorazione di Marte
chiamata 'segui l'acqua'. Gli strumenti scientifici del rover sono in grado di identificare gli altri ingredienti della vita, come i composti organici a base carbonio. La
conservazione a lungo termine di composti organici richiede condizioni speciali. Alcuni minerali, compresi alcuni che Curiosity può trovare nell'argilla e negli strati
ricchi di solfato vicino al fondo della montagna di Gale, sono bravi a bloccarsi sui composti organici e proteggerli dall'ossidazione. "Gale ci offre possibilità
interessanti per la ricerca di sostanze organiche, ma è ancora una lunga ricerca", ha detto Michael Meyer, scienziato di punta per il programma di esplorazione su
Marte della NASA presso la sede dell'agenzia. "Ciò che attrare di più di Gale è che, composti organici o meno, il sito ha una diversità di funzioni e livelli per
indagare sul cambiamento delle condizioni ambientali, alcune delle quali potrebbero fornirci informazioni per una più ampia comprensione dell'antica abitabilità di Marte".
Il rover e le altre componenti spaziali sono stati montati e sono in fase di collaudo finale. La missione, il cui lancio è previsto dal Cape Canaveral Air Force Station in
Florida, tra il 25 novembre e 18 dicembre. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena gestisce la missione per il Mission Directorate dell'agenzia Science di
Washington. JPL è una divisione di Caltech. Per vedere il sito di atterraggio ed ottenere altre informazioni sulla missione visita il sito: http://www.nasa.gov/msl
ed il http://marsprogram.jpl.nasa.gov/msl/. Nell'immagine in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech/ASU/UA) una vista generata al
computer del basata su multiple osservazioni orbitali. La zona cerchiata è l'allisse entro il quale atterrerà Curiosity.
UN VIDEO (NASA) DOVE VIENE MOSTRATO IL LUOGO DI ATTERRAGGIO SU MARTE SCELTO PER IL ROVER CURIOSITY, IL CRATERE GALE
Fonti: NASA |
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22/07/2011 - L'ESA protesta della rimozioni del Programma di Osservazione Terrestre dai finanziamenti Europei - L'Agenzia Spaziale Europea (ESA)
ha inviato una lettera ai capi di governo membri chiedendo a loro di protestare contro la decisione della Commissione Europea di rimuovere il programma ambientale dalle
proposte di finanziamento per i prossimi anni, ha dichiarato il direttore delle Osservazioni Terrestri dell'ESA. Le 19 nazioni che fanno parte dell'ESA stanno portando anche
il caso al Parlamento Europeo nel tentativo di trovare un posto nel budget settennale della Commissione per il programma multi-miliardario Global Monitoring for Environment
and Security (GMES), ha aggiunto Volker Liebig. Per il programma GMES e la sua flotta di satelliti Sentinel l'ESA ha già speso 1,6 miliardi di Euro e la Commissione ha negato
l'appoggio dicendo che il GMES minaccia di essere fuori budget. Nel budget settennale la Commissione - che è il braccio esecutivo delle 27 Nazioni dell'Unione Europea - ha
presentato GMES assieme al reattore nucleare di prossima generazione ITER, come sofferenti di aumenti dei costi previsti e di essere indietro di anni dall'essere pienamente
operativi. Programmi come questi, ha detto la Commissione nella sua proposta, non possono essere inclusi nei budget fissati per un fissato numero di anni, che coprono il periodo dal
2014 al 2020. "Questo non è vero, " ha risposto Liebig sulla convinzione della Commissione dei costi di GMES per il suo completamento. "E' vero che abbiamo speso
un poco di più per i lanciatori di quello che ci aspettavamo, ma abbiamo ridotto il lavoro in altre aree per compensare. Inoltra abbiamo anche cambiato i requisiti della
consegna dei dati che ora saranno disponibili agli utilizzatori un'ora dopo essere stati acquisiti dai satelliti, non tre ore. Ma anche questo non ha avuto un grosso impatto
sul budget." L'ESA, che supervisiona lo sviluppo dei primi satelliti Santinel di GMES, tiene inoltre costantemente informata la Commissione sulla situazione dei costi
di GMES. Liebig ha detto di essere rimasto particolarmente sorpreso che la Commissione abbia deciso di includere la costellazione di satelliti di navigazione Galileo nella
sua proposta di budget settennale nonostante il fatto che la costellazione dei 30 satelliti Galileo sia con anni di ritardo, nonostante il recente tentativo di allentare le
briglie dei costi, ora attestati oltre il 40% dei previsti 3,4 miliardi di Euro. Come altri responsabili dei governi Europei Liebig spera che la Commissione abbia eseguito una
decisione tattica nel rimuovere GMES nella speranza di provocare delle proteste da parte dei governi dei Paesi dell'Unione. Secondo questo ragionamento una disapprovazione
pubblica alla decisione su GMES potrebbe dare copertura politica alla Commissione per aggiungere altri fondi alla proposta di budget settennale. Liebig conferma che il primo satellite Sentinel
sarà pronto al lancio nel 2013 mentre l'ESA e la Commissione si sono trovare daccordo nell'ordinare tre identiche copie dei primi tre satelliti Sentinel per avere un vantaggio
economico di scala offerto dai produttori. Se la decisione della Commissione non verrà revocata i fondi per GMES saranno disponibili soltanto fino al 2013, ma non oltre, ovvero
proprio durante il periodo di inizio di utilizzo dei satelliti. Liebig conclude che vi è anche una piccola speranza che l'ESA, che di solito come agenzia di ricerca e sviluppo
non impiega propri fondi per ripetuti satelliti, possa fare un passo e finanziare le operazioni di GMES per proprio conto.
Fonti: Spacenews |
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21/07/2011 - La NASA testa il nuovo veicolo per lo spazio profondo - '5...4...3...2...1...rilascio.' Con questo conto alla rovescia, il modello di
prova a forma di Apollo, che sarà la base per il futuro Veicolo Equipaggio Multi-ruolo (MPCV - Multi-Purpose Crew Vehicle) Orion della NASA ha iniziato il suo volo attraverso
il cielo - a quasi 80 km/h - al Landing and Impact Research Facility della NASA a Langley, conosciuto più brevemente come 'gantry' (piattaforma ponte). Poi un forte rumore
ha segnalato l'accensione dei razzi pirotecnici che hanno rilasciato il modello di prova, del peso di 9.979 kg, dai cavi che lo sostenevano. Alcuni secondi dopo è avvenuto
il tuffo nel nuovo Hydro Impact Basin - una grossa piscina che, per i prossimi anni, sarà la sede dei test di certificazione per la sicurezza degli ammaraggi dei futuri
veicoli spaziali. Nonostante una temperatura di oltre 37° e quasi alla fine della giornata di lavoro, ingegneri e dipendenti della NASA entusiasti sono stati coinvolti nel
test attendendo lungo il perimentro del gantry per essere testimoni del secondo rilascio del modello di prova di Orion MPCV. Uno degli ingegneri responsabili del test, Robin
Hardy, era ansioso prima della prova, specialmente quando non se ne conosce il possibile risultato. "Mi sono sentito strano quando ho ascoltato l'operatore del test dire
che i sistemi dei dati erano 'armati'," dice Hardy. "Potrebbe accadere qualsiasi cosa, ma vedere il modello di prova colpire esattamente il bersaglio, e riportarsi
dal giusto lato all'interno della piscina dopo questo rilascio ad alta energia - il sollievo è stato palpabile. Non puoi fare altro che urlare, applaudire e sapere che alla
fine è andato tutto bene." Per tutto il mese i tecnici e gli ingegneri hanno lavorato 12 ore al giorno per essere sicuri che il test di rilascio si svolgesse quando
previsto. I test sono iniziati all'inizio del mese al Langley Research Center della NASA di Hampton, in Virginia, nella nuova area di certificazione per gli atterraggi in
acqua di Orion MPCV. L'Orion MPCV trasporterà gli astronauti nello spazio, fornirà capacità di aborto di emergenza al lancio, sosterrà l'equipaggio durante il volo spaziale
ed assicurerà un sicuro rientro ed atterraggio. L'ultimo dei tre test di rilascio in acqua si svolgerà agli inizi di agosto come parte del controllo dell'installazione. I test
riprenderanno poi a settembre con un modello di prova leggermente modificato per renderlo più simile al modello volante. Le velocità di rilascio saranno differenti per ogni
prova e rappresenteranno le varie condizioni di ingresso dell'Orion MPCV durante gli ammaraggi.
UN VIDEO (NASA) DEL TEST DI AMMARAGGIO DELLA CAPSULA ORION MPCV
Fonti: NASA |
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21/07/2011 - Atlantis atterrata al Kennedy Space Center - La navetta spaziale Atlantis e l'equipaggio di STS-135 è atterrato sulla pista numero 15
della Shuttle Landing Facility del Kennedy Space Center in Florida alle 5:57 a.m. EDT (le 11:57 ora italiana). In copertina (Credit: NASA TV) la navetta Atlantis mentre tocca
per l'ultima volta la pista di atterraggio del Kennedy Space Center. Si conclude così la 135° ed ultima missione del Programma Space Shuttle. Quello di oggi è stato il 25° atterraggio notturno, il 78° avvenuto al
Kennedy Space Center ed il 133° atterraggio nella storia dello shuttle. Il carrello principale di Atlantis ha toccato la pista alle 5:57:00 a.m., seguito dal carrello anteriore
alle 5:57:20 a.m. e dallo stop completo del veicolo alle 5:57:54 a.m. Al momento dello stop delle ruote la missione trascorsa è stata di 12 giorni, 18 ore e 50 secondi. Oggi
che si conclude l'era dello Space Shuttle ricorre anche il 42° anniversario del primo uomo sulla Luna. Era il 21 luglio 1969.
Fonti: NASA |
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21/07/2011 - Atlantis ha avuto l'ok per la manovra di rientro - Il Capcom del Controllo Missione Barry Wilmore ha dato il 'via' al Comandante Chris
Ferguson per l'accensione dei motori orbitali per l'uscita dall'orbita. I due OMS della navetta si accenderanno alle 4:49:04 a.m. EDT (le 10:49 ora italiana) per tre minuti
e 16 secondi e rallenteranno Atlantis di circa 100 metri al secondo. L'atterraggio è previsto per le 5:56:58 a.m. EDT (le 11:56 ora italiana) al Kennedy Space Center, pista numero 15.
L'equipaggio ha già indossato le tute di lancio e rientro (ACES) ed è stata ripiegata l'antenna principale di comuncazione prima della chiusura dei portelli della stiva.
Le condizioni meteo al KSC sono ottime per l'atterraggio che segnerà la fine del Programma Space Shuttle iniziato il 12 aprile 1981 con il decollo di STS-1 Columbia.
Fonti: NASA |
20/07/2011 - Hubble scopre un'altra luna di Plutone - Astronomi, utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble hanno scoperto una quarta luna orbitante
attorno al ghiacciato pianeta nano Plutone. Il piccolo, nuovo satellite, è stato ribattezzato temporaneamente P4 ed è stato scoperto durante una ricerca degli anelli di Plutone
da parte di Hubble. La nuova luna è la più piccola di quelle scoperte attorno a Plutone. Il suo diametro stimato va dai 13 ai 34 km. In confronto, Caronte, la più grande luna
di Plutone è 1.043 km di diametro e le altre lune, Nix e Hydra, si aggirano dai 32 ai 113 km. "Trovo indicativo che le attrezzature fotografiche ci possano permettere
di vedere chiaramente oggetti così piccoli da una distanza di circa 5 miliardi di km," ha dichiarato Mark Showalter del SETI Institute di Mountain View, in California,
a capo di questo programma osservativo di Hubble. La scoperta è il risultato di un lavoro di supporto alla missione New Horizon della NASA, che nel 2015 volerà nel sistema
di Plutone. La missione è ideata per fornire nuovi dati sui mondi che si trovano ai confini del nostro Sistema Solare. La mappatura della superficie di Plutone e la scoperta
dei satelliti da parte di Hubble sono di valore inestimabile per poter pianificare l'incontro ravvicinato di New Horizon. "Questa è una scoperta fantastica," ha
aggiunto lo scienziato Alan Stern a capo del progetto New Horison per il Southwest Research Institute di Boulder, in Colorado. "Ora che sappiamo che vi è un'altra luna
ne sistema di Plutone, possiamo pianificarne osservazioni ravvicinate durante il sorvolo." La nuova luna si trova fra le orbite di Nix e Hydra, che Hubble aveva scoperto
nel 2005. Caronte invece venne scoperto nel 1978 dallo U.S. Naval Observatory e venne risolto come corpo separato di Plutone da Hubble nel 1990. Il pianeta nano ed il suo
sistema di lune si pensa sia stato formato da una collisione di Plutone con un altro corpo delle dimensioni planetarie agli inizi della storia del Sistema Solare. Il materiale
espulso dalla collisione si sarebbe in seguito riagglomerato nella famiglia di satelliti osservati attorno a Plutone. Le rocce lunari riportate sulla Terra dalle missioni
Apollo confermano la teoria che la nostra Luna sia il risultato di una collisione simile fra la Terra ed un corpo celeste delle dimensioni di Marte avvenuto 4,4 miliardi di
anni fa. Gli scienziati credono che il materiale espulso dalle lune di Plutone a causa degli impatti dei micrometeoriti possa formare degli anelli attorno al pianeta nano,
ma, per ora, le immagini catturate da Hubble non li hanno mostrati. "Questa sorprendente osservazione ci ricorda prepotentemente le abilità di Hubble in ogni genere di
osservazione astronomica che permette di fare incredibili e non attese scoperte," ha detto Jon Morse, direttore della divisione di astrofisica del Quartier Generale della
NASA a Washington. P4 è stato visto la prima volta in una foto scattata dalla Wide Field Camera 3 di Hubble il 28 giugno scorso. L'osservazione è stata confermata nelle
successive foto di Hubble del 3 e 18 luglio. La luna non era stata avvistata prima nelle immagini di Hubble perchè il tempo di esposizione era troppo corto. C'era stata una
possibilità di osservarlo faticosamente in immagini del 2006 ma quella volta era oscurato. Hubble è un progetto internazionale in collaborazione fra la NASA e l'ESA. Il
Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, gestisce il telescopio. Lo Space Telescope Science Institute (STScI) di Baltimora conduce le operazioni scientifiche.
Lo STScI è gestito dalla NASA per mezzo dell'Association of Universities for Research in Astronomy Inc. di Washington. Per immagini ed altre informazioni su Hubble visita
il sito: http://www.nasa.gov/hubble oppure http://hubblesite.org/news/2011/23.
Nella immagine (Credit: NASA,ESA e M. Shoohwalter del SETI Insitute) due immagini catturare da Hubble in date diverse, il 28 giugno la prima a sinistra e 3 luglio la
seconda a destra, che mostrano il movimento della nuova lunadi Plutone, P4.
Fonti: Spaceref |
19/07/2011 - Atlantis lascia la ISS - Alle 4:18 a.m. EDT (le 10:18 ora italiana) la navetta spaziale Atlantis ha acceso i suoi razzi di manovra e
si è separata dalla Stazione Spaziale Internazionale per l'ultima volta. Circa due ore prima, alle 2:28 a.m. EDT lo shuttle si era sganciato dalla ISS mentre assieme
sorvolavano il Pacifico ad est di Christchurch, in Nuova Zelanda, ad un'altezza di circa 391 km. Atlantis, con la missione STS-135, ha trascorso 8 giorni, 15 ore e 21 minuti attaccata al laboratorio
orbitante. Nelle 37 missioni dedicate all'assemblaggio ed alla manutenzione della stazione spaziale, gli shuttle sono rimasti attraccati per un totale di 276 giorni, 11 ore
e 34 minuti - quasi 40 settimane. Il Pilota Doug Hurley ha pilotato Atlantis ad una distanza di circa 200 metri di fronte al complesso ed ha fermato la navetta per 27 minuti
mentre la stazione ruotava di 90 gradi per presenare i suoi assi longitudinali ad Atlantis. Questa manovra ha fornito l'opportunità agli Specialisti di Missione Rex Walheim
e Sandy Magnus di riprendere delle immagini digitali della stazione da angolazioni che la navetta non ha mai fotografato prima durante il fly-around (il giro attorno). Hurley
ha poi spostato la navetta in un punto a 200 metri sotto la stazione e poi dietro di essa. Con i due veicoli separati l'equipaggio di Atlantis può concentrarsi sui preparativi
per l'atterraggio al Kennedy Space Center nelle prime ore del mattino di mercoledì. Il momento dell'atterraggio si è spostato leggermente, alle 5:56 a.m. EDT (le 11:56 ora
italiana) durante la 200° orbita. Una seconda opportunità di atterraggio al Kennedy Space Center è prevista l'orbita seguente. Al momento le condizioni meteo previste per il
momento dell'atterraggio in FLorida sono ottime. Nella copertina (Credit; NASA TV) Atlantis in allontanamento dalla ISS per l'ultima volta.
Nella foto a sinistra (Credit: NASA/Ron Garan) la navetta spaziale Atlantis si allontana dalla ISS per l'ultima volta in questa splendida foto scattata dall'astronauta Ron Garan dall'oblò
della sua cabina a bordo della stazione.
Fonti: NASA |
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18/07/2011 - La NASA inizia una cooperazione commerciale con la ULA - Attraverso un nuovo accordo, la United Launch Alliance (ULA), fornirà informazioni
tecniche alla NASA circa l'utilizzo del razzo Atlas V per lanciare astronauti nello spazio. L'annuncio è stato fatto lunedì al Kennedy Space Center, in Florida. "Sono
entusiasta circa l'entrata della ULA nella squadra di sviluppo del programma commerciale equipaggi (Commercial Crew Development Program) della NASA," ha commentato
Charles Bolden, l'Amministratore della NASA. "Avere l'ULA a bordo significa accelerare il programma di sviluppo di un sistema di trasporto commerciale per gli equipaggi
diretti alla Stazione Spaziale Internazionale, permettendo così alla NASA di concentrare le sue risorse nell'esplorazione al di fuori dell'orbita terrestre." La NASA
e l'accordo senza fornitura di fondi (Space Act Agreement) con la ULA richiede che la compagnia fornisca dati sul vettore Atlas V, un veicolo di lancio a perdere già ben
testato ed utilizzato sia dalla NASA che dal Dipartimento della Difesa per cruciali missioni spaziali. La NASA, in cambio, condividerà tutta l'esperienza del volo spaziale
umano alla ULA per far avanzare le capacità del sistema di trasporto equipaggi e raggiungere la certificazione per il volo umano. La ULA fornirà poi alla NASA il feedback
su queste richieste, compreso l'imput per fornire una flessibilità tecnica e di gestione costi dell'approccio proposto per la certificazione alla NASA. "Questo SAA senza
spesa permetterà di vedere i rischi di progettazione, le capacità di Atlas V e come possa essere utilizzato per far volare equipaggi della NASA e far maturare il progetto
della ULA per il Sistema di Rilevazione Emergenze (Emergency Detection System - EDS) e il sistema di preparazione del veicolo di lancio con tutte le sovrastrutture occorrenti
per il la configurazione con equipaggio umano," ha detto Ed Mango, manager della NASA del Programma Equipaggi Commerciali. La maggior parte del lavoro verrà completata
entro la fine dell'anno. "Noi speriamo che questo sforzo possa dimostrare alla NASA che il nostro sistema è perfettamente compatibile con le richieste NASA per il volo
spaziale umano," ha detto George Sowers, vice presidente dello sviluppo commerciale della ULA. "La ULA guarda con fiducia nella prosecuzione del lavoro con la NASA
per sviluppare una capacità di trasporto commerciale per equipaggi nello spazio che sia sicura, affidabile e con costi certi per l'accesso ed il rientro dall'orbita bassa
terrestre e dalla Stazione Spaziale Internazionale." Nel 2010 la NASA aveva stipulato un contratto da 6,7 milioni di dollari con la ULA da aggiungere ai 1,3 milioni di
dollari forniti dalla compagnia per investire in un sistema di prova dell'EDS. L'EDS è un monitor cruciale pe il veicolo di lancio ed i sistemi del veicolo spaziale e la sua
funzione è quella di rilevare problemi ed avviare un aborto del lancio all'equipaggio durante la loro missione in orbita bassa terrestre. L'EDS è il solo elemento necessario
alla sicurezza al volo di cui deve essere richiesta la certificazione al lancio per il veicoli della ULA per il volo spaziale umano.
Fonti: Spaceref |
18/07/2011 - La Russia lancia satellite per lo studio dei buchi neri - La Russia ha lanciato lunedì un radiotelescopio, a lungo rinviato, che
aiuterà gli astronomi a vedere sempre più in profondità all'interno dei buchi neri super massicci, ottenere la vista di stelle collassate e misurare in modo migliore
l'influenza dell'energia nel cosmo. Si è trattato del più grande telescopio spaziale lanciato dai Russi negli ultimi due decenni. Il lancio arriva anche alcuni mesi prima
del previsto invio di una sonda Russa su Marte la cui partenza è prevista per novembre nella prima missione interplanetaria del Paese fin dal 1996. Il veicolo spaziale
Spektr-R (Spectrum-R), del peso di circa 3.600 kg, è decollato alle 6:31 ora di Mosca (le 4:31 ora italiana) a bordo di un razzo vettore Zenit 3F dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan.
Il razzo alto venti piani è schizzato nel chiaro cielo mattutino di Baikonur, sparendo alla vista in una scia di kerosene del primo stadio sopra la stratosfera. Meno di 10
minuti dopo il lancio, lo Zenit a due stadi fornito dall'Ucraina, ha piazzato lo stadio superiore Fregat in un'orbita di parcheggio ad alcune centinaia di km di altezza. Lo
stadio superiore Fregat è stato acceso due volte per spingere il satellite Spektr-R su un'orbita più alta che si spinge fino a 337.962 km dalla Terra, secondo quanto
comunicato dalla Roscosmos, l'agenzia spaziale Russa. Lo stadio superiore Fregat ha rilasciato il satellite alle 8:06 ora italiana. L'orbita del veicolo verrà naturalmente
spostata dall'influenza lunare nel corso della sua missione quinquennale. Ci vorranno circa nove giorni a Spektr-R per effettuare un orbita completa, a forma ovoidale,
attorno alla Terra. Lo Spektr-R estenderà i due pannelli solari e dispiegherà la sua antenna parabolica come un fiore del diametro di 10 metri e composta di 27 petali di
fibra di carbonio che impiegherà circa due ora ad aprirsi completamente. Il satellite Spektr-R è un elemento di un network internazionale di osservatori di un progetto chiamato
RadioAstron. Quando sarà connesso con i telescopi a Terra posti in tutto il globo, lo Spektr-R permetterà una vista senza precedenti dei buchi neri che si formano al centro
delle galassie. La combinazione di telescopi a Terra e nello spazio è chiamata interferometria, creando un osservatorio artificiale comparabile con un disco delle dimensioni
della Terra. La grandezza combinata con gli strumenti permette di raccogliere i segnali radio estremamente deboli ed impossibili da recepire da ogni altro sensore. Il progetto
RadioAstron ha un'eccezionale sensibilità che permette ai telescopi connessi di indagare in profondità nei buchi neri e risolvere l'orizzonte degli eveti, il punto oltre il
quale niente - nemmeno la luce - può sfuggire dall'immenso campo gravitazionale del buco nero. Quando sono connessi assieme i telescopi di RadioAstron hanno una risoluzione
di 7 micro secondi d'arco. Migliaia di volte migliore di quella del Telescopio Spaziale Hubble, che ha un picco di risoluzione fra gli 0,05 e gli 0,1 arco secondi. Un arco
secondo è, rapportato nel cielo la misura di meno di 3 millionesimi di grado. Ma Hubble osserva nell'universo visibile, ultravioletto e vicino infrarosso mentre la missione
RadioAstron svelerà il cosmo invisibile emesso dalle onde radio. Uno dei principali obiettivi del team di RadioAstron sarà lo studio di M87, una galassia vicina che mostra
un getto di materia espulso dal super massimo buco nero che si trova nel suo centro. Questa galassia è anche ben conosciuta come sorgente di onde radio. La galassia M87 è la
migliore opportunità per i ricercatori di RadioAstron per ottenere una immagine dell'orizzonte degli eventi, che è largo abbastanza da contenere l'intero nostro Sistema Solare.
Gli astronomi stimano che il buco nero centrale di M87 sia 6,6 miliardi di volte più massiccio del nostro Sole. Il progetto RadioAstron potrebbe potenzialmente rispondere alla
domanda se il centro della galassia ospita l'entrata di un wormhole, una teorizzata scorciatoia attraverso lo spazio e il tempo, secondo il Lebedev Physical Institute Space
Center Astro, una divisione della Accademia Russa delle Scienze. L'Astro Space Center coordina la missione di Spektr-R mentre il satellite è stato realizzato dalla NPO Lavochkin,
un'azienda leader Russa nella costruzione di satelliti. Altri studi scientifici per la missione RadioAstron includoo le pulsar - le velocissime stelle collassate in rotazione
resti di stelle morte - il ruolo dell'energia oscura nell'espansione dell'universo, la formazione delle stelle e il plasma interstellare, secondo quanto dichiarato dall'Astro
Space Center. Prima di Spektr-R l'interferometria dei radio telescopi era limitata alle dimensioni della Terra. Ma la missione del satellite Russo portato ora in orbita la
estende quasi alla Luna, aggiungendo un nuovo osservatorio alla catena di strumenti terrestri ed espandendo l'area di raccolo nello spazio. Gli scienziati Russi avevano pensato
ad un piano per la missione di Spektr-R tre decenni fa, ma il progetto era caduto vittima della crisi economica durante la caduta dell'Unione Sovietica e nei primi anni del
nuovo governo Russo. Dopo aver cancellato un complesso progetto di veicolo spaziale che si portava dietro problemi tecnici e costi in aumento, gli ingegneri Russi hanno ideato
una missione più modesta nei primi anni del 2000. Il progetto RadioAstron comprende i maggiori contributi dagli Stati Uniti, Cina, India, Australia, Giappone, Germania, Spagna,
Italia, Finlandia, dell'Ungheria, Paesi Bassi, e l'Agenzia spaziale europea. La prima osservazione scientifica che coinvolgerà Spektr-R è prevista entro l'anno, una volta
che il satellite avrà completato i suoi test in orbita. Anche l'Osservatorio da 300 metri di Arecibo, a Porto Rico, si unirà alla ricerca, assieme al più piccolo Telescopio di
Green Bank, nella West Virginia, la parabola di 100 metri di Effelsberg, in Germania ed un'altra mezza dozzina di strumenti sparsi nel mondo, secondo quanto riportato sul
sito della Astro Space Center. Altri radiotelescopi sulla Terra potranno partecipare a ricerche future. Quello di oggi è stato il 38°lancio orbitale del 2011, il 36° a
raggiungere regolarmente l'orbita. Nell'immagine (Credit: NPO Lavochkin) 'osservatorio radio spaziale Spektr-R in una immagine artistica.
Fonti: SpaceflightNow |
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16/07/2011 - La sonda DAWN della NASA entra in orbita attorno all'asteroide Vesta - La sonda DAWN della NASA è diventata sabato il primo
veicolo spaziale ad entrare in orbita attorno ad un oggetto della fascia principale di asteroidi che si trova fra Marte e Giove. DAWN studierà l'asteroide di nome Vesta,
per un anno prima di partire, nel luglio 2012, per una seconda destinazione, um piccolo pianeta nano chiamato Cerere. Le osservazioni senza precedenti forniranno dati agli
scienziati per meglio comprendere i primi capitoli del nostro Sistema Solare. I dati inoltre potranno preparare la strada per una futura missione spaziale umana. "Oggi
celebriamo un traguardo incredibile nell'esplorazione con una navicella spaziale che entra, per la prima volta, in orbita intorno a un oggetto nella fascia principale degli
asteroidi," ha dichiarato l'amministratore della NASA Charles Bolden. "Lo studio di Dawn dell'asteroide Vesta segna un importante risultato scientifico e indica anche
la strada per le destinazioni future dove la gente si recherà nei prossimi anni. Il presidente Obama ha indicato alla NASA di inviare astronauti su un asteroide nel 2025,
e Dawn sta raccogliendo dati cruciali per preparare la missione". La sonda ha inviato le informazioni che confermavano la sua entrata nell'orbita di Vesta, ma il momento
preciso di quando è accaduto al momento è sconosciuto. Infatti il momento esatto della cattura di Dawn da parte della gravità di Vesta dipende dalla sua massa, che al momento
è solo stimata. La massa dell'asteroide infatti determina la sua forza gravitazionale. Se Vesta è più massiccio la gravità sarà maggiore, portando Dawn in orbita prima. Se
l'asteroide è meno massiccio la sua gravità sarà più debole e ci potrebbe voler avuto più tempo alla sonda a raggiungere l'orbita. Con Dawn ora in orbita il team scientifico
può prendere misure più precise della gravità di Vesta e raccogliere dati più accurati delle tempistiche. Dawn è stata lanciata nel settembre 2007 ed è la prima sonda che
entrerà in orbita in due destinazioni diverse del Sistema Solare oltre la Terra. La missione di Vesta e Cerere è diretta dal Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena,
California per la Science Missione Directorate della NASA di Washington. Dawn è un progetto del direttorio del Programma Discovery che è gestito dal Centro di Volo Spaziale
Marshall della NASA di Huntsville, Alabama. L'Università della California, Los Angeles, è responsabile di tutta la parte scientifica della missione di Dawn, la Orbital Sciences
Corp. di Dulles, Virginia, ha progettato e costruito la sonda. Il Centro Aerospaziale Tedesco, il Max Max Planck Institute per le Ricerche nel Sistema Solare, l'Agenzia
Spaziale Italina e l'Istituto Italiano di Astrofisica sono parte del team della missione. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena. Per maggiori
informazioni sulla missione Dawn visita il sito: http://www.nasa.gov/dawn e il http://dawn.jpl.nasa.gov.
Se vuoi seguire la missione su Twitter visita; http://www.twitter.com/NASA_Dawn In copertina la
foto dell'asteroide Vesta ripreso dalla sonda Dawn lo scorso 9 luglio mentre era in avvicinamento all'asteroide.
Fonti: NASA JPL |
16/07/2011 - Satellite GPS raggiunge l'orbita con un lancio notturno - Proseguendo una prolifica partnership della quale beneficiano miliardi di
persone in tutto il mondo, un razzo della famiglia Delta ha lanciato oggi con successo il 50° satellite del sistema di posizionamento globale GPS (Global Positioning System).
Il potente vettore Delta 4 (Medium+4,2) è decollato dalla rampa 37B di Cape Canaveral alle 2:41 a.m. EDT (le 8:41 ora italiana) per un'ascesa notturna ma precisamente calcolata per inserire
un satellite di rimpiazzo direttamente nella costellazione GPS. Potrebbe sembrare quel tipo di missione di routine per un razzo ma tenere aggiornato un network di navigazione
è vitale per le forza armate, i clienti civili e tutti i mercati che dipendono dal GPS ogni giorno. Conosciuto come satellite GPS 2F-2, questo nuovo veicolo prenderà il posto
del GPS 2A-11 che ha appena compiuto i 20 anni in orbita, superando ogni migliore ipotesi di longevità. Il vecchio satellite venne immesso in orbita da un vettore Delta 2 da
Cape Canaveral il 3 luglio 1991, durante il periodo nel quale i satelliti GPS erano lanciati con intervalli brevissimi. Il vettore Delta 2 venne concepito alla fine degli
anni '80 perchè l'Air Force aveva bisogno di un lanciatore affidabile per far diventare il sistema di navigazione operativo quanto prima. Il matrimonio venne siglato e naque
il fenomeno mondiale chiamato GPS. Dal primo lancio avvenuto nel giorno di S. Valentino del 1989 fino al suo ultimo nel 2009 il Delta 3 ha portato in orbita l'intera costellazione
operativa e l'ha mantenuta con l'invio di veicoli nuovi, sperimentando soltanto un fallimento durante la strada. Il più grande Delta 4 ha iniziato a portare nello spazio i
satelliti GPS di nuova generazione dal 2010 e questo è il secondo lancio che utilizza questo vettore. "Questa missione rappresenta la vetta del lavoro di squadra e
siamo orgogliosi di aver lavorato a fianco di un governo dedicato e ben integrato assieme alle squadre degli appaltatori negli ultimi due decenni di lanci di successo delle
missioni GPS per la United States Air Force", ha dichiarato Jim Sponnick, vice presidente delle missioni operative della United Launch Alliance. E mentre i razzi della
famiglia Delta sono cresciuti e diventati più capaci negli anni anche i satelliti GPS si sono evoluti per migliorare la qualità, la precisione e la forza del sistema. L'ultimo
della razza, chiamato GPS Block 2F, è il più avanzato nel suo campo. "GPS 2F incrementa le possibilità della costellazione migliorando l'accuratezza della tecnologia
dell'orologio atomico, un segnale militare più resistente ai disturbi ed un più potente e sicuro segnale civile per aiutare le operazioni delle compagnie aeree e le missioni
di ricerca e soccorso," ha detto Jon Goodney, il capo del programma GPS 2F della Boeing. I satelliti GPS orbitano a circa 20.300 km di altezza sopra il pianeta emettendo
in continuazione segnali che permettono agli utilizzatori di trovare la loro posizione in latitudine, longitudine, altitudine in un determinato momento. La costellazione si
sviluppa su sei piani orbitali con multipli satelliti su ognuna. "Il GPS è uno strumento globale che fornisce la posizione in modo estremamente preciso, servizi di
navigazione e tempo senza alcun costo per miliardi di persone ", ha detto Goodney." Originariamente sviluppato per uso militare, è stato adottato come base della
comunicazione moderna. Il GPS salva la vita e migliora la qualità della vita. E l'aggiunta di GPS 2F-2 assicura alla costellazione di rimanere robusta ". Le radici del
GPS sono fermamente intrecciate con i militari USA, che avevano sviluppato i satelliti per guidare le truppe con incredibile precisione. ""Quasi ogni pezzo di
equipaggiamento militare usa tempi di precisione e capacità di navigazione GPS per svolgere le sue missioni in modo più sicuro ed efficace", ha detto il colonnello
Bernard Gruber, direttore del settore GPS dell'Air Force. Oggi la flotta GPS comprende 31 satelliti, compresi 11 del Block 2A costruiti dalla Boeing, 12 Block 2R e sette
2R Modernizzati costruiti dalla Lockheed Martin e Block 2F della Boeing. "La costellazione GPS rimane sana, stabile e robusta. Abbiamo 31 satelliti operativi in orbita
che trasmettono attivamente informazioni sulla posizione, la navigazione e la tempistica agli utenti in tutto il mondo", ha detto il colonnello Christopher Warack,
responsabile del programma del settore GPS. I controllori a terra prevedono di avere il GPS 2F-2 controllato e pronto ad entrare in servizio circa 30 giorni dopo il lancio.
Il nuovo satellite occuperà il Piano D, Slot 2A, nella posizione del network. "Sono estremamente soddisfatto del successo del lancio di oggi", ha detto Gruber.
"La precisione complessiva del sistema di navigazione GPS migliorerà man mano che nuovi veicoli spaziali GPS 2F saranno messi in servizio." "I satelliti GPS diventeranno
la spina dorsale della costellazione GPS per i prossimi 15/18 anni. I satelliti GPS 2F proseguono i nostri sforzi di modernizzazione per assicurarci che il GPS rimanga lo
standard migliore per le informazioni PNT (position, navigation and timing)," dice Warack. La serie 2F della Boeing sarà composta da una dozzina di satelliti in tutto,
con due ora nello spazio. I lanci avverranno quando la costellazione dovrà sostituire un satellite, lentamente ma sicuramente il network vedrà la propria popolazione incrementare
le sue capacità mentre i vecchi veicoli verranno messi in pensione. "Credo che da ora e per un paio di anni il rateo di lanci rimarrà basso per poi incrementare,"
ha detto Warack. Il prossimo lancio di un satellite GPS è previsto a settembre 2012. "Il GPS è integrato in ogni aspetto delle operazioni militari statunitensi e ci siamo
impegnati a gestire in modo responsabile il GPS come un programma di utilità globale", ha concluso Warack. Quello di oggi è stato il 37°lancio orbitale del 2011, il 35° a
concludersi con successo. Nella foto (Credit: Pat Corkery/ULA) il momento del decollo del razzo vettore Delta 4 con il satellite GPS 2F-2
Fonti: Spaceflight |
16/07/2011 - Proton-M decolla da Baikonur con due satelliti - Un veicolo di lancio Proton-M/Breeze-M con a bordo i satelliti Kazsat-2 e SES-3
(OS-2) è decollato con successo oggi alle 3:16 ora di Mosca (le 1:16 ora italiana) da Baikonur. Il capo della Roscosmos, Vladimir Popovkin, era arrivato allo spazioporto il
giorno precedente per presiedere alle operazioni di pre-lancio e lancio. Lo stadio superiore Breeze prosegue la sua missione per l'inserimento orbitale dei due satelliti,
uno degli Stati Uniti e l'altro del Kazakhistan. Una volta che i satelliti raggiugeranno le orbite operative i proprietari ne prenderanno il controllo. Il lancio del Proton-M
è avvenuto con un contratto della ILS (International Launch Services Inc.) nella quale il Centro Spaziale Russo Khrunichev ha la maggioranza delle azioni. Il satellite SES-3
costruito dalla Orbital Sciences Corp. di Virginia, ha una vita operativa prevista di 15 anni durante i quali ritrasmetterà programmi educativi e ad alta definizione negli
Stati Uniti e Caraibi per la società SES World Skies. Si tratta del secondo satellite, dei tre previsti, lanciati dalla SES World Skies, segue un volo di un Proton con il
SES-1 lo scorso anno e precede quello sel SES-2 con un vettore Ariane 5 previsto per agosto e settembre. SES-3 sostituirà il vecchio veicolo AMC 1 lanciato con un Atlas 2A
nel 1996. Dopo una serie di accensioni il satellite si posizionerà nella sua orbita definitiva a 103 ° di longitudine Ovest. Il satellite per telecomunicazioni comprende 24
transponder in banda C e 24 in Ku che permetteranno la trasmissioni di segnali televisivi tradizionali, trasmissione dati mobili, internet a larga banda e network privati.
Il satellite SES-3, del peso di 3.111 kg, dovrà aprire i suoi pannelli solari e le due antenne paraboliche di circa 2,30 metri di diametro, prima di iniziare le operazioni.
Invece il Kazsat 2 è destinato ad una missione di 12 anni per la trasmissione di programmi televisi sul Kazakhstan e l'Asia Centrale. Ordinato dal governo del Kazakhstan,
il Kazsat 2 è stato costruito dalla Khrunichev ed ospita strumenti progettati dalla Thales Alenia Space con 20 trasmettitori in banda Ku. Il Kazsat 2, pesante circa 1.270
kg, verrà posizionato in orbita geosincrona a 86.5° di longitudine Est. Il primo ministro del Kazakhstan, Karim Massimov, aveva osservato il lancio assieme ad altri alti
rappresentanti del governo e dopo il decollo vi è stato un incontro con alti rappresentanti del governo Russo per discutere di possibili cooperazioni spaziali fra i due Paesi.
Quello di oggi era il 36° lancio orbitale del 2011, il 34° riuscito regolarmente. Nella foto (Credit: Khrunichev/Roscosmos) il vettore Proton-M mentre viene spostato, su
rotaia, verso la rampa di lancio.
Fonti: Roscosmos |
15/07/2011 - India lancia con succeso satellite GSAT-12 - Venerdì sera vi è stato un gigantesco passo per il programma spaziale Indiano, che ormai ha
compiuto quasi 50 anni, con il lancio conclusosi con successo della versione avanzata del Veicolo di Lancio Satelliti Polari (PSLV - Polar Satellite Launch Vehicle) a quattro
stadi che trasportava il satellite per telecomunicazioni, pesante 1.400 kg, GSAT-12. Una volta che sarà diventato operativo, fra circa 10 giorni, il satellite, grazie ai suoi
12 trasmettitori porterà il totale dei transponder del Paese da 175 a 187. Il GSAT-12 avrà applicazioni nel campo della tele-medicina, della tele-educazione, nella gestione
dei disastri e nelle risorse dei villaggi. Di solito i satelliti per telecomunicazioni vengono lanciati con il più potente razzo a tre stadi GSLV (Geosynchronous Satellite
Launch Vehicle), mentre il PSLV viene utilizzato per i satelliti da monitoraggio del territorio. Ma, dato che il vettore GSLV ha incontrato recenti problemi tecnici, la ISRO
(l'Agenzia Spaziale Indiana) ha deciso di lanciare GSAT-12 con il PSLV, un versatile cavallo da lavoro dell'agenzia spaziale. Il decollo del razzo dal Satish Dhawan Space
Center di Sriharikota è avvenuto alle 4:48 p.m. IST (le 13:18 ora italiana) ed ha fatto scattare un forte applauso da parte degli scienziati e degli ingegneri che si trovavano
nella moderna sala di controllo della missione. Gli scienziati spaziali hanno spiegato a SpaceRef che questo lancio è un grande passo per un numero di motivi. Il primo è
stato l'utilizzo, per la prima volta, di un computer di missione avanzato di costruzione Indiana chiamato Vikram ed utilizzato per la navigazione, la guida ed il controllo
del razzo. Secondo, ancora per la prima volta il satellite è stato posto inizialmente su un'orbita sub-sincrona di traferimento con un'apogeo di 21.000 km contro i normali
30.000 km. Il suo perigeo è di 284 km "L'orbita ridotta è stata causata principalmente dalla minor potenza del razzo. Nei prossimi giorni il motore d'apogeo a propellente
liquido del satellite verrà utilizzato per alzare sia l'apogeo che il perigeo del satellite e piazzarlo su un'orbita circolare geosincrona ad un'altezza di 36.000 km,"
ha dichiarato un responsabile. Questa è la seconda volta in nove anni che un PSLV viene utilizzato per portare un satellite per telecomunicazioni, il primo fu il 12 settembre
2002, quando l'India inviò nello spazio il suo primo satellite meteorologico, Metsat, poi ribattezzato Kalpana-1, in onore di Kalpana Chawla, perita sulla navetta Columbia.
Quello di oggi è stato il 19° volo di un vettore PSLV e si è trattato della della versione "XL". Questo tipo è dotato di sei booster con 12 tonnellate di propellente solido
contro i 9 di solito. Ancora, è la seconda volta che vola questa configurazione, la prima fu il lancio PSLV-C11 durante la missione Indiana alla Luna, Chandrayaan-1 dell'ottobre
2008. Gli scienziati dicono che la versione "XL" è stata utilizzata perchè per piazzare un satellite in orbita di trasferimento geostazionario il razzo deve impartire almeno ù
il 40% di velocità aggiuntiva di quella utilizzata per piazzarne uno in orbita polare. Il primo ed il terzo stadio del razzo sono a propellente solido mentre il secondo e il
quarto a propellente liquido. Il costo totale della missione è di circa 42 milioni di dollari USA. Quello di oggi è stato il 35° lancio orbitale del 2011, il 33° a raggiungere
regolarmente l'orbita. Nell'immagine in alto il momento del decollo del vettore PSLV.
Fonti: Spaceref |
14/07/2011 - Discovery spostato nel VAB per fare posto ad Atlantis - Lo Space Shuttle Discovery mercoledì mattina ha fatto la sua prima apparizione
pubblica al di fuori dell'hangar fin da quando è andato in pensione, emergendo senza i motori principali, il complesso dei razzi di manovra del muso ed i pod dei motori orbitali. Vedendo questo
orbiter spogliato con un grosso spazio vuoto sul muso è stato come ricordare bruscamente che i giorni dei voli di questa nave spaziale sono ormai terminati. La NASA ha spostato la
nave spaziale nel vicino Vehicle Assembly Building per lasciare il posto nell'hangar per ricevere Atlantis dopo che avrà compiuto il suo ultimo atterraggio la prossima settimana.
I tecnici sono nel bel mezzo di un procedimento lungo diversi mesi per mettere in sicurezza i sistemi del Discovery e rendere pronto l'orbiter per il Museo Smithsonian. La
NASA, prima che la nave lasci la Florida il prossimo anno, le fornirà finte parti della propulsione per farla apparire 'normale' nell'esposizione al museo. "Al momento
siamo nella fase di uscita dal servizio per Discovery. Parte di questo processo significa che dobbiamo mettere in sicurezza tutte le parti dei sistemi principali che
possono essere pericolose," ha dichiarato Stephanie Wilson, da lungo tempo responsabile di volo del Discovery. Nella foto (Credit: Justin Ray/Spaceflight Now) la
navetta Discovery, spogliata di tutti i sistemi propulsivi, lascia l'OPF per il VAB.
Fonti: SpaceflightNow - Dove si trova una bellissima galleria di immagini piene di dettagli dell'orbiter Discovery mentre esce dall'hangar OPF e viene trasferito nel breve viaggio fino al VAB. |
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13/07/2011 - Paolo Nespoli e Roberto Vittori riportano 'a casa' la bandiera italiana. - Oggi i due astronauti europei di nazionalità italiana,
Paolo Nespoli e Roberto Vittori, recentemente rientrati dallo spazio, sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Durante
l'incontro, avvenuto nella mattinata, Roberto Vittori e Paolo Nespoli hanno riconsegnato al Presidente Napolitano la bandiera tricolore che proprio i due avevano fatto
sventolare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale il 23 maggio, in un collegamento video in diretta con il Quirinale. La bandiera era stata consegnata dal
Presidente all'astronauta Roberto Vittori il 7 gennaio a Reggio Emilia, durante una cerimonia nell'ambito dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia, che si
aprivano proprio quel giorno. Il tricolore è giunto sulla ISS con Roberto Vittori, partito il 16 maggio a bordo dello Shuttle Endeavour con il volo STS-134 nella missione
denominata DAMA, ed è tornato a terra il 24 maggio con la capsula russa Soyuz sulla quale viaggiava Paolo Nespoli – a bordo della ISS con la missione MagISStra dal
dicembre 2010 - insieme ai due compagni della spedizione 27. Nel pomeriggio, alle ore 14h00, i due astronauti parteciperanno ad una conferenza stampa organizzata dall'ESA
e dall'ASI che si terrà presso gli uffici dell'Agenzia Spaziale Italiana a Roma, nella quale racconteranno delle rispettive esperienze a bordo della Stazione Spaziale
Internazionale nonché del loro incontro sull'avamposto orbitante. È stata questa infatti la prima volta che due astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) di
nazionalità italiana si sono trovati contemporaneamente a bordo della ISS. All'appuntamento saranno presenti il Direttore dei Voli Abitati e delle Operazioni dell'Agenzia
Spaziale Europea, Thomas Reiter, ed il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese.
Fonti: ESA Italy |
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13/07/2011 - Arianespace utilizza un Soyuz per inviare sei Globastar in orbita da Baikonur - Questa mattina Arianespace ha messo in orbita con
successo altri sei veicoli spaziali di seconda generazione Globastar per mezzo di un vettore medio Soyuz (missione ST23) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Il volo è stato gestito
per conto di Arianespace dall'affiliata Starsem e il decollo è avvenuto alle 8:27 a.m. locali (le 6:27 ora italiana). Lo stadio superiore Fregat del Soyuz ha poi eseguito
due accensioni successive che hanno permesso l'inserzione orbitale dei sei satelliti un ora e 38 minuti dopo il decollo. "Siamo felici di aver lanciato con successo il
decimo Soyuz per la Globastar e siamo pronti ad iniziare i lavori per l'undicesimo." ha dichiarato il capo ed amministratore delegato di Arianespace Jean-Yves Le Gall.
"Siamo fieri di sapere che i sei satelliti di oggi raggiungeranno la costellazione della Globastar, migliorando l'abilità di servire i propri clienti e guardiamo avanti
proseguendo la partecipazione al successo di Globastar." Quello di oggi è stato il 23° volo della Starsem ad utilizzare il Soyuz 2, un'evoluzione del lanciatore di
classe media Russo. Fornito di un'ogiva più grande e con un sistema di controllo del volo digitale aggiornato, il Soyuz 2 verrà anche utilizzato da Arianespace nello Spazioporto
della Guyana Francese - operando fianco a fianco con il lanciatore pesante Ariane 5 e il futuro lanciatore leggero Vega. Per la missione con i Globastar il Soyuz 2 era fornito
di un dispensatore conico alto 6,7 metri nei quali i sei satelliti trapezioidali erano installati. Questa seconda generazione di veicoli spaziali sono stati costruiti dalla
Thales Alenia Space e pesano ognuno circa 700 kg. Questi satelliti della Globastar sono capaci di comunicazioni voce, dati Duplex e Simplex e servizi, inclusi gli SPOT per
prodotti al consumo. La Globastar è stato il primo cliente della Starsem, che era stata creata per eseguire missioni commerciali dei Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur. Utilizzando
sei lanciatori Soyuz da febbraio a novembre 1999 la Globastar ha messo in orbita i suoi primi 24 satelliti, circa la metà della costellazione originale della compagnia. Da
maggio 2007 a ottobre 2010 altre due missioni Soyuz hanno portato altri otto satelliti ad aggiungersi alla flotta della Globastar, seguiti poi da un contratto per altre 4
missioni con Arianespace per un totale di altri 24 satelliti di seconda generazione. Quello di oggi era anche il 34° lancio orbitale del 2010, il 32° a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Arianespace) il momento del decollo del Soyuz 2 con a bordo i sei satelliti Globastar.
Fonti: Spacedaily |
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12/07/2011 - Immagini di Nettuno riprese dal Telescopio Hubble per il suo anniversario - Oggi il pianeta Nettuno è arrivato nello stesso punto nello
spazio dove venne scoperto quasi 165 anni fa. Per commemorare l'evento il Telescopio Spaziale Hubble della NASA ha ripreso questa 'immagine dell'anniversario' del pianeta
gigante blu-verde. Nettuno, il più lontano pianeta del Sistema Solare venne scoperto dall'astronomo tedesco JohannGalle il 23 settembre del 1846. Questa scoperta raddoppiò
la distanza del sistema solare conosciuto. Il pianeta si trova a 4,5 miliardi di km dal Sole, 30 volte più lontano della Terra e compie ogni rivoluzione ogni 165 anni. Questa
immagine è stata ripresa con la Wide Field Camera 3 il 25 giugno 2011. Nelle immagini di Hubble la luce rossa assorbita dal metano dell'atmosfera di Nettuno da all'atmosfera
il suo distintivo color acqua mentre le nubi rosa sono causate dal fatto che riflettono la luce quasi infrarossa.
Fonti: NASA |
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11/07/2011 - Cina lancia satellite in appoggio al programma umano - Come decisivo passo per la prossima fase del proprio programma spaziale umano
la Cina ha lanciato il suo secondo satellite ripetitore di dati e tracciamento, Tian Lian-1B (TL-1B). Il lancio è avvenuto alle 15:41 UTC (le 17:41 ora italiana) di lunedì
dal Xi Chang Satellite Launch Center, nella provincia dello Sichuan, utilizzando un razzo vettore Lunga Marcia 3C (Chang Zheng-3C). Il lancio del Tian Lian-1B anticipa un
altro importante gradino del Programma Spaziale Cinese di quest'anno, il lancio del TG-1 TianGong-1 e del SZ-8 Shanzhou-8. Questi due veicoli non abitati tenteranno, per la
prima volta nella storia del volo spaziale Cinese, di agganciarsi in orbita. Questo è un ulteriore passo verso il lancio di SZ-9 con un equipaggio di tre persone, e di cui
è previsto l'attracco con TG-1. Il satelite Cinese di ripetitore dati e tracciamento è stato sviluppato dalla China Academy of Space Tecnology (CAST) ed è simile, nel concetto
ai TDRSS (Tracking and Data Relay Satellite System) Americani. Il sistema è ideato per supportare comunicazioni in quasi tempo reale fra i veicoli spaziali orbitanti ed il
centro controllo, e sono complementari alle stazioni di telemetria e tracciamento terrestri e con le navi per il supporto dei futuri progetti spaziali. Come il suo predecessore,
il Tian Lian-1A, il Tian Lian-1B è basato sul telaio del DFH-3. Il DFH-3 (DongFangHong-3) è una piattaforma satellitare per telecomunicazioni di media capacità progettata e
sviluppata dal CAST. La piattaforma è munita di una serie di apparecchiature per telecomunicazioni multiple sia civili che militari. La piattaforma è stabilizzata su tre assi
ed è fornita di pannelli solari per l'approvvigionamento elettrico. La massa del satellite è di circa 2.100 kg. con un peso delle apparecchiature per telecomunicazioni di
circa 220 kg ed una vita stimata di 8 anni. Questo tipo di piattaforma è stata utilizzata con successo sul satellite DFH-3, i satelliti di navigazione Beidou ed altri satelliti
che operano tutti regolarmente. Quello di oggi era il settimo lancio di un razzo vettore CZ-3C Chang Zheng-3C che ha una capacità di immettere un carico utile di 3.800 kg
in GTO. I primi due stadi del vettore, come i due booster di spinta, utilizzano propellenti ipergolici (N204/UDMH) mentre il terzo stadio utilizza propellenti criogenici (
LOX/LH2). L'altezza del razzo è di 54,83 metri con un diametro di 3,35 metri dello stadio principale e 3 metri del terzo stadio. Quello di oggi è stato anche il 33° lancio
orbitale del 2011, il 31° a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonti: Nasaspaceflight |
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11/07/2011 - Uno Space Shuttle attracca alla stazione spaziale per l'ultima volta - La navetta spaziale Atlantis, missione STS-135, ha attraccato
regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale alle 10:07 a.m. CDT di domenica (le 17:07 ora italiana) trasportando nella sua stiva un modulo cargo carico di attrezzature
e rifornimenti per il laboratorio orbitante. Questo è l'ultima missione di una navetta spaziale alla stazione spaziale prima della pensione di tutta la flotta di Space Shuttle
della NASA. In copertina (Credit: NASA TV) la navetta Atlantis attraccata al Nodo 2 Harmony della ISS.
Fonti: NASA |
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08/07/2011 - Partita l'ultima missione shuttle - Con i booster a propellente solido ed il serbatoio esterno sganciato la navetta spaziale Atlantis
si trova ora in orbita attorno alla Terra. Atlantis ed i suoi quattro astronauti hanno lasciato la Terra per l'ultima missione della navetta spaziale, STS-135, che chiude
un affascinante periodo di 30 anni di esplorazione, con il lancio di grandi osservatori, la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale e che ci ha permesso
di comprendere meglio di come gli esseri umani possano vivere e lavorare nello spazio. Mentre la Stazione Spaziale Internazionale volava a 354 km sopra la Nuova Zelanda, ad
est di Christichurch, l'Atlantis ha lasciato la rampa 39A del Kennedy Space Center della NASAm in Florida alle 11:29 a.m. EDT (le 17:29 ora italiana). Vi è stato un leggero
ritardo a T-31 secondi mentre veniva verificata la ritrazione del Braccio di Sfiato dell'Ossigeno Gassoso, chiamato anche 'Beania Cap', il cappuccio bianco sopra il serbatoio
esterno. Atlantis attraccherà alla stazione spaziale domenica. La NASA Television menderà in onda una conferenza stampa post-lancio approssimativamente alle 12:30 p.m. (le
18:30 ora italiana) e potrà essere seguita in diretta anche online su http://www.nasa.gov/ntv. In copertina il momento del decollo della
navetta Atlantis per l'ultima storica missione del lungo Programma Space Shuttle. Quello di oggi è stato il 32° lancio orbitale del 2011, il 30° a raggiungere regolarmente l'orbita
ed il quinto con un equipaggio umano.
Fonti: NASA |
08/07/2011 - Iniziato il rifornimento del serbatoio esterno di Atlantis - Il rifornimento del serbatoio esterno della navetta Atlantis con oltre
1 milione ed 800 mila litri di idrogeno ed ossigeno liquido è iniziato in orario sulla rampa 39A del Kennedy Space Center della NASA alle 2:01 a.m. EDT (le 8:01 ora italiana).
Il team di lancio controlla con attenzione le condizioni meteo durante tutta l'operazione. Le condizioni meteorologiche rimangono con solo un 30 percento di possibilità di
tempo favorevole per il decollo alle 11:26 a.m. EDT (le 17:26 ora italiana). Le squadre al momento non stanno lavorando al momento a nessun problema che possa rinviare il lancio.
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AGGIORNAMENTI Ore 7:59 a.m. EDT (le 13:59 ora italiana) - Tutto procedere regolarmente nel conto alla rovescia per il lancio della missione finale della navetta spaziale
Atlantis STS-135. L'equipaggio composto dal Comandante Chris Ferguson, dal Pilota Douglas Hurley l'Ingegnere di Volo e Specialista di Missione Rex Walheim e la Specialista di Missione Sandra Magnus è appena arrivato
alla rampa 39A ed in questi minuti verrà aiutato a salire sull'orbiter dalla speciale squadra di tecnici che si trova nella White Room (una stanza che si trova al termine
della passerella che collega la rampa con il portello d'ingresso alla navetta) e conosciuto come il 'Closeout Crew'. Le condizioni meteo rimangono il fattore
decisivo per il lancio di oggi e per il momento del decollo viene dato soltanto un 30 percento di possibilità che il tempo collabori. In copertina (Credit: Steven Young/Spaceflight Now) la
navetta Atlantis a poche ore dal lancio. Nella foto (Credit: NASA TV) il Comandante Ferguson mentre viene aiutato a sistemarsi sul sedile del ponte di comando.
Ore 8:46 a.m. EDT (le 14:46 ora italiana) - Tutti e quattro gli astronauti della missione finale del Programma Space Shuttle sono ora a bordo dell'orbiter Atlantis. Il conto alla rovescia procede regolarmente. La prossima attività sarà un controllo delle comunicazioni (il 'com check') fra l'equipaggio ed il Controllo Missione e il Centro di Lancio. Intanto l'astronauta Rick Sturckow sta effettuando un volo di ricognizione sopra la zona di lancio e riporta che si nota un miglioramento del meteo. -
Ore 9:24 a.m. EDT (le 15:24 ora italiana) - Il Closeout Crew ha chiuso il portello dell'orbiter Atlantis e sta effettuando i controlli di tenuta di pressurizzazione del veicolo spaziale. Intanto il radar mostra alcune pioggie entro le 20 miglia (circa 32 km) dalla pista di atterraggio di emergenza del Kennedy Space Center. Il conteggio alla rovescia prosegue regolarmente. Ore 10:12 a.m. EDT (le 16:12 ora italiana) - Siamo a T-20 minuti ed è iniziata la pausa della durata di 10 minuti. La squadra dei sette tecnici della Closeout Crew ha completato la sistemazione della White Room e si appresta a lasciare la rampa di lancio. Al momento le condizioni meteo sono 'no go' a causa di nubi basse sopra il KSC. Durante questa penultima pausa prima del lancio tutti i computer della Firing Room 4 del Centro di Controllo di Lancio del complesso 39 vengono verificati per assicurarsi che i programmi siano disponibili per il conto alla rovescia. Il convoglio di atterraggio viene verificato in supporto di un atterraggio di emergenza. L'Unità di Misurazione Inerziale verrà allineata e verificata in preparazione per la transizione dei computer di bordo alla modalità Major Mode 101 che è quella per la fase finale del conto alla rovescia. Ore 10:21 a.m. EDT (le 16:21 ora italiana) - Il conto alla rovescia è ripreso da T-20 minuti e si fermerà nuovamente a T-9 minuti per l'ultima pausa prevista della durata di 45 minuti. La lunghezza di questa ultima pausa verrà aggiustata per sincronizzare il lancio con il momento preferito che è le 11:26 a.m. Al momento il meteo è 'go'. Ore 10:32 a.m. EDT (le 16:32 ora italiana) - Iniziata la pausa a T-9 minuti. Gli orologi del conto alla rovescia sono ora entrati nella pausa di 45 minuti e 46 secondi. Il lancio rimane fissato per le 11:26:46 a.m. EDT (le 17:26 ora italiana). Il il sistema dell'elio del Sistema di Propulsione Principale è stato riconfigurato dal Pilota Doug Hurley. Presto lo sfiato dell'azoto gassoso inizierà alla base dei booster a combustibile solido. Il Comandante Chris Ferguson ha abilitato la strumentazione di virata per aborto mentre il Pilota Hurley ha configurato i display per il lancio nella cabina di comando di Atlantis. Ore 11:01 a.m. EDT (le 17:01 ora italiana) - Le condizioni meteo sono al momento 'go' e potrebbero rimanere tali per i prossimi minuti rendendo possibile il lancio della navetta spaziale Atlantis nell'ultima missione del Programma Space Shuttle. Simao ancora in pausa a T-9 minuti. -
Ore 11:13 a.m. EDT (le 17:13 ora italiana) - Il Direttore di Lancio Mike Leinbach ha appena eseguito un ceck delle postazioni e tutte hanno dato il 'go' tranne quella che presiede alla pista di atterraggio del Kennedy in
caso di emergenza e che ha chiesto alcuni minuti prima di rispondere.
Ore 11:17:46 a.m. EDT (le 17:17 ora italiana) - Il conto alla rovescia è appena ripartico a T-9 minuti. L'unica incognita rimane il sito di atterraggio di emergenza per una possible manovra RTLS (Return to Landing Site) dello shuttle in caso di grossi problemi dopo il lancio e che è ancora 'no go' per il meteo. Ore 11:22 a.m. EDT (le 17:22 ora italiana) - Siamo a T-5 minuti. Sono state attivate le 3 APU dell'orbiter Atlantis. Ore 11:26:15 a.m. EDT (le 17:26:15 ora italiana) - Stop a T-31 secondi, appena prima che parta la sequenza automatica di lancio! Sembra che il braccio che permette lo sfiato dell'ossigeno liquido non fosse rientrato del tutto. Ma dopo una pausa di alcuni secondi il conto alla rovescia in sequenza automatica è ripartito. Ora è tutto 'go' per il lancio di Atlantis. La finestra di lancio è comunque di tre minuti e quindi anche questa breve pausa fuori programma nel conteggio alla rovescia non incide sul decollo. Ore 11:29 a.m. EDT (le 17:29 ora italiana) - T-0 decollo dell'ultima missione di una navetta spaziale, Atlantis inizia la missione STS-135. Ore 11:42 a.m. EDT (le 17:42 ora italiana) - Con i booster a propellente solido ed il serbatoio esterno sganciato la navetta spaziale Atlantis si trova ora in orbita attorno alla Terra. Atlantis ed i suoi quattro astronauti hanno lasciato la Terra per l'ultima missione della navetta spaziale, che chiude un affascinante periodo di 30 anni di esplorazione, con il lancio di grandi osservatori, la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale e che ci ha permesso di comprendere meglio di come gli esseri umani possano vivere e lavorare nello spazio. Fonti: NASA - SpaceflightNow - NASAspaceflight |
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08/07/2011 - Un video riassuntivo delle missioni di Nespoli e Vittori L'ESA ha pubblicato un video riassuntivo dei momenti principali delle due
missioni spaziali degli astronauti Italiani Paolo Nespoli con la missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale MagISStra e Roberto Vittori con la missione
DAMA a bordo della navetta spaziale Endeavour STS-134. Il commento in italiano è di Paolo Nespoli.
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Fonti: ESA Italia |
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07/07/2011 - Un fulmine ha colpito la rampa di lancio dove si trova Atlantis - Come previsto, i temporali sono passati sopra il Kennedy Space
Center giovedì ed almeno un fulmine ha colpito la rampa di lancio 39A dove la navetta spaziale Atlantis è pronta al decollo venerdì per la 135° ed ultima missione Shuttle
della NASA. Le letture del campo magnetico sulla rampa ha superato i limiti normali in quattro punti, riferiscono le fonti, forzando gli ingegneri a mettere in calendario
un incontro di revisione attorno alle 4:30 p.m. (le 22:30 ora italiana) per assicurarsi che nessun sistema sensibile sia stato colpito. Quanto lunga sarà la riunione e che
impatto potreà avere sui preparativi del lancio non sono immediatamente chiari. Oltre ai fulmini, i metereologi stanno continuando a prevedere un 70% di temporali che potrebbero
impedire il lancio di venerdì. Le previsioni migliorano leggermente al 60% 'no go' per sabato e 60% 'no go' per domenica, l'ultimo giorno disponibile in questa finestra di
lancio. Ma i responsabili della NASA vogliono chiedere un'altra opportunità di lancio per lunedì se l'Air Force accorda di rinviare il lancio di un satellite per la navigazione
previsto per la prossima settimana. Se così fosse, ed assumendo che non vi siano stati danni a causa del fulmine, i responsabili NASA della missione, potrebbero optare per
spingere il lancio di venerdì oppure attendere in favore di due tentativi fra domenica e lunedì se le condizioni meteo miglioreranno. "Il tempo non è buono per il lancio,"
ha dichiarato Kathy Winters, funzionario per il meteo dello shuttle, ai reporter durante un incontro con i giornalisti. "Come potete vedere fuori le nubi stanno arrivando
ed iniziamo a veder piovere. Abbiamo anche avuto dei temporali questa mattina. E ci aspettiamo ancora questi fenomeni per il prossimo paio di giorni." Durante la giornata
un altro temporale ha colpito il centro spaziale, portando pioggie torrenziali e fulmini. La telemetria nel centro di controllo di lancio ha indicato che un fulmine ha colpito
a pochissima distanza dalla rampa di lancio alle 12:31 p.m. EDT (le 6:31 ora italiana) rendendo obbligatorio una ispezione ed un controllo dei dati per assicurare che nessun
sistema sensibile sia stato colpito. Con 45 minuti di ritardo sul previsto gli ingegneri hanno iniziato a far ruotare il gigantesco traliccio protettivo lontano da Atlantis
nel pomeriggio, esponendo la navetta alla vista e preparando il passo per il rifornimento nelle prime ore di venerdì. I responsabili NASA della missione prevedono un incontro
per le 1:30 a.m. di venerdì (le 7:30 ora italiana) per vedere il tempo e i problemi tecnici sorti. Assumendo che i responsabili decidano di procedere gli ingegneri inizieranno
il carico di 1.800.000 litri di ossigeno ed idrogeno liquidi nel serbatoio esterno di Atlantis alle 2:01 a.m. (le 8:01 ora italiana). La procedura di rifornimento della durata
di tre ore verrà completata attorno alle 5 a.m. e, se tutto è andato come previsto, il Comandante Chris Ferguson, il Pilota Douglas Hurley e gli Specialisti di Missione Rex
Walheim e Sandra Magnus saliranno a bordo verso le 8:06 a.m. (le 14:06 ora italiana) con il lancio previsto per le 11:26:46 a.m. (le 17:26:46 ora italiana). Sono attesi fra
i 500.000 ed i 750.000 spettatori per vedere l'ultimo lancio di una navetta spaziale, complicando così alla NASA i piani in previsione di un rinvio. Se il maltempo o altri
problemi costringessero ad un rinvio nelle ultime quattro ore del conto alla rovescia, il Direttore di Lancio Mike Leinbach potrebbe ordinare un rinvio di 48 ore per il motivo
che per il team di lancio non sarebbe possibile tornare a casa a causa degli ingorghi del traffico e tornare al centro spaziale in tempo per un lancio il giorno successivo.
Il risultato sarebbe quindi che un rinvio venerdì potrebbe facilmente portare ad un secondo tentativo domenica. Guardando avanti nella campagna di lancio, i dirigenti della
NASA dicono che se Atlantis sarà ancora in rampa domenica o il volo slitta a dopo il 16 luglio per far posto al lancio di un satellite militare di navigazione dalla vicina
base dell'Air Force di Cape Canaveral. Ma se l'Air Force accettasse un rinvio di un giorno la NASA potrebbe approfittare dell'opportunità di lanciare lunedì. Come questo
potrebbe giocare nella decisione di procedere con una prova di lancio Venerdì resta tutto da vedere. Nella foto (Credit: NASA TV) la navetta Atlantis, appena liberata dalla
torre di servizio, con il cielo pieno di nubi minacciose.AGGIORNAMENTO ORE 0:58 VENERDì 8 LUGLIO - La commissione composta di ingegneri ha determinato che non vi sono stati problemi causati dal fulmine che ha colpito la navetta Atlantis e che il conto alla rovescia può procedere regolarmente come previsto. Fonti: SpaceflightNow |
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07/07/2011 - Ecco le varie operazioni del conto alla rovescia di Atlantis - Ecco di seguito le varie operazioni del conto alla rovescia per il lancio
dello Space Shuttle Atlantis a partire da oggi fino al momento del decollo, fissato per domani 8 luglio alle 17:26 ora italiana: * Lancio-1 giorno (giovedì 7 luglio) - Stivaggio
delle attrezzature dell'equipaggio- Inizio rimozione delle apparecchiature di supporto alla rampa * Entrata in pausa programata di 14 ore e 1 minuto a T-11 ore (5 a.m. EDT - 11 ora italiana) - Attivazione dei sistemi di comunicazione dell'orbiter - Ritrazione passerelle di accesso ed abbassamento delle piattaforme di supporto dei motori - Ispezione del Serbatoio Esterno - Completamento del carico (nel ponte mediano) dei sistemi critici di volo per l'equipaggio - Rotazione della struttura di servizio allontanandola da Atlantis fino alla posizione di parcheggio (2 p.m. EDT - le 20 ora italiana) - Esecuzione dellasSpunta della lista di ascesa - Completamento dello spurgo delle celle a combustibile * Ripresa del conto alla rovescia a T-11 ore (7:01 p.m. EDT - le 1:01 ora italiana di venerdì) - Attivazione delle celle a combustibile dell'orbiter (8:11 p.m. EDT - le 2:11 ora italiana di venerdì) - Abbandono dell'area di pericolo esplosioni di tutto il personale non essenziale - Passaggio del sistema di Atlantis da aria ad azoto gassoso (9:01 p.m. EDT - le 3:01 ora italiana di venerdì) * Giorno del lancio (venerdì 8 luglio) - Completamento ispezioni finali * Entrata in pausa di due ore a T-6 ore (12:01 a.m. - le 6:01 ora italiana) - Completamente preparativi per il rifornimento- Il team di lancio verifica che non vi siano violazioni dei criteri di sicurezza prima di imbarcare il propellente criogenico nel serbatoio esterno - Evacuazione di tutto il personale dalla rampa di lancio * Ripresa del conto alla rovescia (2:01 a.m. EDT - le 8:01 ora italiana) - Raffreddamento delle tubature di trasferimento (2:01 a.m.) - Inizio del rifornimento del serbatoio esterno con circa 1,9 milioni di litri di propellenti criogenici (circa alle 2:11 a.m.) *Inizio pausa di 2 ore e 30 minuti a T-3 ore (5:01 a.m. EDT - le 11:01 ora italiana) - Inizio calibrazione della piattaforma di misurazione inerziale - Allineamento con le antenne di tracking di Merritt Island - Completamento del rifornimento del serbatoio esterno con il suo carico di propellenti idrogeno ed ossigeno liquidi (circa alle 5:01 a.m.) - Le squadre di Ispezione Finale e del Closeout Crew si avviano verso la rampa * Ripresa del conto alla rovescia a T-3 ore (7:31 a.m. EDT - le 13:31 ora italiana) - Esecuzione di un test aperto di comunicazioni con l'Eastern Range - L'equipaggio parte dall'edificio Operations e Checkout diretto alla rampa (7:36 a.m. EDT) - Completamento dei preparativi di imbarco nella White Room - Controllo configurazione della cabina di pilotaggio - Inizio dei controlli finali dei comandi con il network dell'Eastern Range - L'equipaggio inizia l'imbarco nell'orbiter (8:06 a.m. EDT - le 14:06 ora italiana)
- Gli astronauti effettuano un controllo vocale aria-superfice con il Centro Missione e quello di Lancio- Inizia la chiusura del portello esterno di Atlantis (9:11 a.m. EDT - le 15:11 ora italiana) - Vengono eseguiti i controlli di tenuta del portello e della cabina - Viene completata la chiusura della White Room - Il Closeout Crew abbandona l'area - I dati principali di guida per l'ascesa sono trasferiti nel sistema di volo ausiliario * Ripresa del conto alla rovescia a T-20 minuti (10:21 a.m. EDT - le 16:21 ora italiana) - I computer di bordo vengono portati in configurazione di lancio - Inizia il condizionamento termico delle celle a combustibile - Vengono chiuse le valvole di sfiato della cabina dell'orbiter - Transizione dei sistemi di volo di riserva alla configurazione di lancio * Inizio pausa di 45 minuti stimata a T-9 minuti (10:32 a.m. EDT - le 16:32 ora italiana) - Determinazione finale della finestra di lancio - Il Direttore di Lancio, il Mission Management Team ed il direttore test della NASA conducono l'ultima chiamata per il 'go/no go' per il lancio * Ripresa del conto alla rovescia a T-9 minuti (circa le 11:17 a.m. EDT - le 17:17 ora italiana) - Avvio del sequenziatore automatico di lancio di superficie (T-9 minuti) - Ritrazione della passerella di accesso dell'equipaggio (T-7:30) - Avvio registrazione APU (T-6:15) - Avvio APU, unità energia ausiliaria, (T-5) - Completamento del rabbocco di ossigeno liquido (T-4:55)
- Inizio test profilo aereosuperfici dell'orbiter (T-3:55)- Inizio test profilo giunto cardanico motori principali (T-3:30) - Pressurizzazione serbatoio ossigeno liquido (T-2:55) - Inizio ritrazione del braccio di sfiato dell'ossigeno gassoso (T-2:50) - Le celle a combustibile utilizzano il reagente interno (T-2:35) - Pressurizzazione serbatoio idrogeno liquido (T-1:57) - Disattivazione resistenze dei bi-pod (T-1:52) - Disattivazione dei giunti riscaldati dei booster a propellente solido (T-0:50 secondi) - Passaggio all'energia interna dell'orbiter (T-0:50 secondi) - Il sequenziatore al suolo da il via alla sequenza automatica di avvio (T-0:31 secondi) - I booster si orientano (T-0:21 secondi) - Accensione dei tre motori principali dello Space Shuttle (T-6,6 secondi) - Accensione dei booster e decollo (T-0) * Orario preferito per il lancio: 11:26 a.m. EDT (le 17:26 ora italiana) La foto in alto a destra Credit: http://www.flickr.com/photos/rllacey/4625115890/ La foto seguente (Credit: NASA TV) la squadra di ispezione finale alla rampa di lancio La foto seguente (Credit: NASA - KSC-2011-4832) gli astronauti Walheim e Magnus nella White Room per accedere all'orbiter in compagnia di alcuni membri della squadra Closeout Crew La foto in fondo a destra (Credit: NASA TV) il momento dell'accensione dei tre motori principali della navetta spaziale Fonti: NASA |
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06/07/2011 - Lunga Marcia 2C lancia il satellite Shi Jian-11 - La Cina ha lanciato mercoledì un satellite sperimentale della serie Shijian dal Centro
di Lancio Satelliti di Jiuquan, nella provincia a nordovest di Gansu. Il satellite, SJ-11-03, è stato inviato nello spazio alle 12:28 a.m. ora di Pechino (le 6:28 ora italiana)
per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia II-C (Chang Zheng-2C). Il veicolo spaziale, sviluppato dalla China Spacesat Co. Ltd per conto della China Aerospace Science and
Technology Corporation, verrà utilizzato per condurre esperimenti nello spazio. Si è trattato del 139° volo di un razzo vettore della serie Lunga Marcia, il terzo per quest'anno.
Quello di oggi era anche il 31esimo lancio orbitale globale del 2011, il 29esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Fonti: Xinhuanet |
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06/07/2011 - Il nuovo budget della NASA potrebbe veder concellato il Telescopio Spaziale Webb - Un sotto-comitato del Senato che decide per la spesa della
NASA per il 2012 ha dichiarato che il nuovo budget verrà tagliato di 1,6 miliardi di dollari e che a farne le spese maggiori sarebbe il progetto del Telescopo Spaziale James Webb che
verrebbe addirittura cancellato. Se venisse approvato questo nuovo budget della NASA si tornerebbe ai livelli precedenti il 2008. Con 16,8 miliardi di dollari per la NASA per
il 2012 sarebbe di ben quasi due miliardi di dollari inferiore a quello che aveva richiesto il Presidente Barack Obama. Il disegno di spesa che il sottocomitato voterà il 7
luglio, include 1,95 miliardi di dollari per il nuovo Space Launch System - il razzo vettore di grande carico che il Congresso ha ordinato alla NASA di costruire per l'esplorazione
dello spazio profondo. Il livello di finanziamento per il 2012 è 150 milioni di dollari superiore a quello destinato al vettore pesante nel 2011, ma circa 700 milioni di dollari
inferiore a quanto raccomandato nel NASA Authorization Act del 2010, che è diventato legge ad ottobre. Il finanziamento inoltre preveder 812 milioni di dollari per il JPSS
(Joint Polar Satellite System) che verrà sviluppato dalla National Oceanic and Atmosferic Administration (NOAA). Il totale verrebbe incrementato di 430 milioni di dollari dal
totale ottenuto nel 2011 ma 258 milioni meno di quanto richiesto dall'agenzia. In totale la NOAA riceverà 4,49 miliardi di dollari il prossimo anno, 103 milioni di dollari
meno di quanto ottenuto nel 2011 ma ben 1 miliardo di dollari meno di quanto richiesto dall'amministrazione per il 2012.
Fonti: Spacenews |
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05/07/2011 - Iniziato il conto alla rovescia per STS-135 - Il conto alla rovescia per il lancio finale di uno Space Shuttle è iniziato oggi alle 1
p.m. EDT (le 19 ora italiana) partendo da T-43 ore. Sebbene le previsioni meteo per il giorno del lancio siano poco favorevoli per venerdì al momento del lancio, le 11:26
a.m. EDT (le 17:26 ora italiana). Alle 10 a.m. di questa mattina si è tenuta una riunione sullo condizioni prime di iniziare il countdown. Il Test Director della NASA, Jeremy
Graeber ha segnalato che la navetta spaziale Atlantis è pronta per il volo e il manager del carico utile di STS-135, Joe Delai, ha detto che il carico è pronto e tutto procede
per il meglio. Il solo problema riguarda il meteo che mostra un 60% di possibilità di piogge e temporali per venerdì portati da un vento marino, secondo quanto ha detto
il capo dell'ufficio meteo shuttle, Kathy Winter. Dopo aver volato fino al Kennedy Space Center, in Florida, ieri, gli astronauti di STS-135 stanno oggi ricontrollando i
dati del volo e conducendo dei controlli delle loro tute di lancio e rientro. Intanto alla rampa 39A del Kennedy Space Center i tecnici hanno completato i controlli sulla
navetta Atlantis e stanno eseguendo i preparativi finali del sistema di propulsione principale. Nonostante alcuni temporali nella zona avvenuti nel fine settimana non ci
sono indicazioni di meteo avverso o fulmini all'interno della zona della rampa di lancio. Nella foto di copertina (Credit: NASA TV) la
navetta Atlantis sulla rampa di lancio ancora racchiusa dalla torre di servizio.
Fonti: NASA |
04/07/2011 - Si avvicina il lancio del laboratorio spaziale Cinese - La Cina prevede di lanciare il primo modulo di un laboratorio spaziale entro
la fine di settembre, e la nascente potenza spaziale tenterà il primo aggancio in orbita alcune settimane dopo, secondo quanto riportato da fonti ufficiali del programma
spaziale e da fonti giornalistiche. Il modulo spaziale Taingong 1 è stato inviato alla base di lancio di Jiuquan il 29 giugno per iniziare una serie di test in preparazione
al lancio del veicolo a settembre, secondo quanto comunicato dall'Ufficio di Ingegneria Spaziale Abitata Cinese, un'organizzazione che si occupa della pianificazione e sviluppo
degli sforzi nel campo spaziale umano del Paese. Il veicolo dovrà ricevere un 'controllo finale' prima di decollare a bordo di un vettore Lunga Marcia 2F da Jiuquan, il
centro spaziale che si trova nel deserto del Gobi, nel nordovest della Cina. Il sito di lancio si trova vicino al confine delle provincie cinesi di Gansu e della Mongolia
Interna. "Dopo due anni di strenui sforzi degli scienziati, il veicolo spaziale Tiangong 1 è stato assemblato con successo ed ha superato una serie controlli per rilevare
possibili guasti," ha riportato il giornale di stato People Daily nella sua versione inglese. La Xinhua, un altra agenzia di stampa cinese, ha inoltre fatto sapere che
la scorsa settimana il Tiangong 1 è stato trasportato al sito di lancio. Il veicolo, del peso di 8,6 tonnellate, è stato progettato per funzionare come banco di prova per le
tecniche di avvicinamento ed attracco cinesi ad alcune centinaia di km sopra la Terra. La Cina ha dichiarato che questo laboratorio opererà per almeno due anni. Tiangong,
che significa 'palazzo celeste' in Cinese, dispone di un boccaporto di attracco frontale, attrezzature di navigazione e comunicazione ed una cabina pressurizzata per i
visitatori umani. Una capsula automatica Cinese ribattezzata Shenzhou 8 verrà lanciata al più presto entro ottobre per avvicinarsi ed attraccare con il modulo Tiangong. Se
il tentativo di randez-vous avrà successo questo renderà possibile l'invio di due voli Shenzhou abitati verso la mini stazione spaziale nel 2012. Le missioni pilotate potrebbero
rimanere nel complesso per giorni o settimane lavorando su esperimenti scientifici, missioni militari ed altre ricerche del programma spaziale Cinese guidato dai militari.
Il piano strategico Cinese per i prossimi cinque anni comprende missioni spaziali umane di almeno 20 giorni e la progettazione e costruzione di un veicolo cargo di rifornimento
per gli avamposti orbitali, secondo quanto riportato dai media questa primavera. I progressi arrivano quando gli Stati Uniti ritirano lo space shuttle vi sono scontri per
formulare una politica coerente in materia di cooperazione con il programma spaziale cinese. L'amministratore della NASA, Charles Bolden, ha visitato la Cina nel mese di
ottobre 2010, ma una clausola inserita nel bilancio dell'agenzia di quest'anno ha cercato di limitare la capacità della NASA di collaborare con aziende o con il governo
cinese. Il senatore Repubblicano Frank Wolf è uno strenuo critico sulla condizione dei diritti umani in Cina ed è stato determinante nell'assicurare le restrizioni di budget
verso la Cina. Sebbene molti legislatori sostengano la posizione di Wolf, alcuni membri del Congresso mostrano un sostegno per una modesta cooperazione tra la NASA e la
Cina, compreso lo sviluppo di un sistema di aggancio comune atto a facilitare salvataggi degli equipaggi spaziali internazionali. Un funzionario dell'amministrazione Obama
ha detto al Congresso a maggio che la posizione della Casa Bianca sulla questione era che la legislazione non dovrebbe interferire con la capacità costituzionale del
presidente nel condurre trattative internazionali. Il test di attracco al Tiangong questa autunno è un passo decisivo per gli obiettivi Cinesi di costruire una stazione
spaziale delle dimensioni dello Skylab della NASA degli anni '70 per il 2020. Nella foto (Credit: China Manned Space Engineering Office) il modulo Tiangong 1 mentre viene
sottoposto a test nei primi mesi del 2011.
Fonti: SpaceflightNow |
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04/07/2011 - Gli astronauti arrivano al Kennedy per l'ultimo conto alla rovescia - Il quattro di luglio, i quattro membri dell'equipaggio sono
arrivati a bordo di due jet T-38 sulla pista Shuttle Landing Facility del Kennedy Space Center della NASA approssimativamente alle 2:30 p.m. EDT (le 20:30 ora italiana). Il
Comandante Chris Ferguson, il Pilota Doug Hurley e gli Specialisti di Missione Sandy Magnus e Rex Walheim hanno parlato ai media prima di essere trasportati negli alloggi
dedicati agli astronauti che si trovano nell'edificio Operation e Checkout, dove trascorreranno i prossimi giorni addestrandosi e trascorrendo del tempo con le famiglie
prima del decollo. "Penso di parlare a nome di tutto l'equipaggio che siamo felici di essere qui dopo un addestramento veramente duro di nove mesi ed ansiosi di essere
finalmente qui in Florida per la settimana del lancio," ha detto Ferguson. Il lancio della navetta spaziale Atlantis è previsto per venerdì, 8 luglio alle 11:26 a.m.
(Le 17:26 ora italiana). In copertina (Credit: NASA) l'equipaggio di STS-135 appena dopo l'atterraggio al Kennedy Space Center.
Fonti: NASA |
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02/07/2011 - Progress Russo alza l'orbita della ISS - In accordo con il programma di supporto balistico della Stazione Spaziale Internazionale (ISS)
è stato eseguito il 1° luglio un reboost (rialzamento d'orbita ndt). La manovra è stata eseguita utilizzando i razzetti di assetto del veicolo cargo Progress M-11M che si
trova attraccato al modulo Zvezda. Dopo questa accensione l'altezza della ISS è stata aumentata di 3,5 km raggiungendo i 388,3 km.
Fonti: Roscosmos |
01/07/2011 - Lettera di astronauti e di veterani dell'Apollo sui rischi del ritiro degli Shuttle - Una lettera, datata 30 giugno, è stata inviata all'Amministratore
della NASA Charles Bolden da un gruppo di astronauti e veterani del Programma Apollo e Space Shuttle sui rischi del ritiro della navetta spaziale per le operazioni sulla ISS. Ecco il testo:
Noi crediamo che il previsto ritiro della flotta degli Space Shuttle dopo il volo STS-135, previsto il prossimo mese, creerà un'inaccettabile rischio nel mantenere sicure
e percorribili le operazioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Come ben sapete le navetta sono l'unico veicolo spaziale che può fornire indipendenti
attività extraveicolari in caso di riparazioni critiche sulla ISS. Se un incidente o un guasto al supporto vitale rendesse la ISS inabitabile, le passeggiate spaziali per le
riparazioni e le operazioni di ripristino non sarebbero possibili dalla stazione spaziale. Nella peggiore delle ipotesi, il deterioramento e la perdite dei sistemi di una
ISS abbandonata potrebbe portare ad un rientro catastrofico ed incontrollato con rischio alle aree popolate di tutto il pianeta. Questo fatto avrebbe gravi ripercussioni per
le relazioni degli Stati Uniti, la Russia e gli altri Paesi che partecipano come partner alla Stazione Spaziale Internazionale. Il recente passaggio di un detrito spaziale
ha costretto gli astronauti della ISS di ripararsi nei veicoli Soyuz, sta a ricordare che un incidente catastrofico è comunque una possibilità. La flotta degli Space Shuttle è l'unico
veicolo spaziale, sia fra quelli operativi che fra quelli in sviluppo, che è fornito di camera di decompressione, rifornimenti per i sistemi vitali ed un braccio robotico
necessario per aiutare una passeggiata spaziale di riparazione compiuta da due astronauti. Noi crediamo che la flotta di navette spaziali debba rimanere in servizio per
fornire una capacità indipendente di attività extraveicolare di riparazione nell'evento che la ISS sia bloccata da un guasto di sistemi o vittima di un incidente. Gli Space
Shuttle potrebbero inoltre eseguire uno o due voli logistici o scientifici l'anno, fornendo una capacità senza precedenti di ritorno di componenti scientifici e di esperimenti
sulla Terra (con un basso carico gravitazionale sia per l'equipaggio che per il carico in fase di rientro) ed estendendo la capacità operativa della stazione spaziale con
un Programma di Estensione della Vita di Servizio. La capacità degli Space Shuttle di fornire un'indipendente passeggiata spaziale di riparazione, critica per ripristinare
le operazioni su una ISS disabilitata, potrebbe essere anche vitale per proteggere il businness dei carichi e degli equipaggi nell'emergente industria commerciale spaziale.
Tenendo la flotta delle navetta in servizio inoltre si affermerebbe un nuovo criterio di volo accettato internazionalmente che dovrebbe essere il seguente: ogni oggetto posto
in orbita che sia troppo grande per un rientro incontrollato deve avere un veicolo spaziale disponibile che possa supportare indipendenti attività EVA di riparazione. Per
mantenere questi margini vitali per le operazioni della ISS a lungo termine richiediamo le seguenti cose: PUNTO PRIMO - Il Congresso deve richiedere immediatamente, tre settimane da adesso,
uno studio imparziale ed una seduta di emergenza su questa materia. PUNTO SECONDO - In queste audizioni il Congresso deve considerare di approvare una legislazione di emergenza
che ordini alla NASA di fermare tutti i lavori di modifica alla flotta di Space Shuttle per la loro esposizione nei musei. Atlantis, Discovery e Endeavour devono essere
immagazzinate al Kennedy Space Center all'interno dell'Obiter Processing Facility e mantenute in modo da essere pronte al volo. Intanto il Vehicle Assembly Building, i
cingolati da trasporto (Crawler), il complesso di lancio 39A, la pista di atterraggio Shuttle Landing Facility e tutti i complessi e gli equipaggiamenti che servono in
supporto delle operazioni degli Space Shuttle devono essere tenuti a disposizione per i futuri volo delle navette spaziali. PUNTO TERZO - La NASA ed i partner della Stazione
Spaziale Internazionale devono considerare la possibilità di condividere la responsabilità e sviluppare una soluzione per finanziare il proseguimento delle operazioni della
flotta di Space Shuttle per assicurare una sicurezza a lungo termine delle operazioni sulla stazione spaziale. La NASA guiderà il piano e le alternative commerciali di gestire
gli shuttle, dovranno essere presentate al Congresso anche nella considerazione di ridurre i costi e l'impatto nel budget. PUNTO QUARTO - Per eliminare il gap nella fornitura
di passeggiate spaziali indipendenti di riparazione e come misura di sicurezza per la stazione spaziale, il Congresso, la NASA ed i partner della ISS devono valutare la
possibilità di rinviare il lancio di STS-135 fino a che altri serbatoi esterni ed altre parti potranno essere costruiti per essere utilizzati in ulteriori voli delle navette
nel 2012. Apprezziamo la vostra considerazione e che le nostre raccomandazioni per la NASA ed il Congresso venissero prese come azioni immediate per fermare il pensionamento degli Space Shuttle. Le navette spaziali sono l'unica soluzione per ripristinare l'operatività della stazione spaziale grazie a poter eseguire passeggiate spaziali indipendenti di riparazione. Dati i rischi e le responsabilità per la NASA ed i partner della ISS se la Stazione Spaziale Internazionale venisse messa a rischio da un guasto ai sistemi o per un incidente, gli Space Shuttle sono troppo importanti per essere ritirati nei musei. Cordialmente. Firmato da Christopher C. Kraft in passato Direttore del NASA Manned Spaceflight Center di Houston, Texas e Scott R. Spencer Transportation Management Consultant di Wilmington, Delaware. Sottoscritto da Robert L. Crippen, Pilota di STS-1 e Comandante di STS-7, STS-41C e STS-41G, Frederick H. Hauck, Pilota di STS-7 e Comandante di STS-51A e STS-26, Walter Cunningham, Pilota Modulo Lunare di Apollo 7, Neil A. Armstrong, Comandante di Apollo 11, James A. Lovell, Jr., Comandante di Apollo 13, Eugene A. Cernan Comandante di Apollo 17, Gene Kranz, Direttore del Mission Operations e Flight Director del Programma Apollo, Tom Moser, NASA Space Station Program Director e John W. Robinson, Chairman, Space Propulsion Synergy Team. La lettera è stata inoltre inviata per conoscenza al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al Vice Presidente degli Stati Uniti Joseph Biden, al Senatore degli Stati Uniti Bill Nelson ed al Rappresentante degli Stati Uniti Ralph Hall. Nella foto in alto (Credit: NASA) da sinistra Christopher C. Kraft, Neil Armstrong, Gene Kranz e Robert Crippen, alcuni dei firmatari della lettera alla NASA. Fonti: Spaceref |
01/07/2011 - Cosa c'è nel futuro della NASA? - "Come ex astronauta ed attuale Amministratore della NASA, sono qui per dirvi che la supremazia Americana nello spazio proseguirà per almeno la metà del secolo perchè abbiamo instaurato le basi del successo - e il fallimento non è un'opzione." Charles Bolden, Amministratore della NASA - National Press Club, 1° luglio 2011 La fine del Programma Space Shuttle non significa la fine della NASA o che la NASA non invierà più esseri umani nello spazio. La NASA ha un robusto programma di esplorazione, sviluppo tecnologico e ricerca scientifica che occuperà i prossimi anni. Ecco cosa si preannuncia per la NASA: Esplorazione - La NASA sta progettando e costruendo le capacità per inviare esseri umani nell'esplorazione del Sistema Solare, lavorando verso l'obiettivo di atterrare con l'uomo su Marte. Stiamo costruendo il Multi-Purpose Crew Vehicle, basato sul design della capsula Orion, con la capacità di ospitare quattro astronauti per una missione di 21 giorni. Presto annunceremo il progetto del lanciatore pesante Space Launch System che ci porterà fuori dall'orbita terrestre. Stiamo inoltre sviluppando le tecnologie che permetteranno agli esseri umani di esplorare il Sistema Solare, compresa la propulsione elettrica, i depositi di rifornimento orbitali, la protezione dalle radiazioni e sistemi ad alta efficienza per i supporti vitali. La Stazione Spaziale Internazionale - La Stazione Spaziale Internazionale è il caposaldo del nostro volo spaziale umano in orbita bassa terrestre. La ISS è pienamente impiegata con un equipaggio di sei e gli astronauti americani proseguiranno a vivere e lavorare nello spazio 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Una parte della porzione degli Stati Uniti della stazione è stata nominata come Laboratorio Nazionale e la NASA lo sta utilizzando come una risorsa unica nella ricerca scientifica. La ISS sarà il banco di prova di tecnologie per l'esplorazione come il rifornimento automatico di navi spaziali, l'utilizzo di avanzati sistemi di supporto vitale e di interfacce umane/robotiche. Le compagnie commerciali sono sulla loro strada per fornire voli merci e con equipaggi alla ISS, permettendo alla NASA di concentrare la propria attenzione sui prossimi passi nel nostro Sistema Solare. Aeronautica - La NASA sta cercando il modo di progettare e costruire aerei che siano più sicuri, che utilizzino meno carburante, abbiano minori emissioni e siani più silenziosi. Inoltre stiamo lavorando per creare un sistema di gestione del traffico aereo più sicuro, efficiente e molto flessibile. Stiamo sviluppando le tecnologie che migliorino le rotte durante i voli e permettano agli aerei di salire e scendere dalle loro quote di crociera senza interruzioni. Crediamo che sia possibile costruire un aereo che consumi meno carburante, abbia un minor numero di emissioni inquinanti e sia più silenzioso e stiamo lavorando sulle tecnologie per creare questo aereo. La NASA inoltre è parte del team governativo che sta lavorando allo sviluppo del Next Generation Trasportation System, o NextGen, che partirà dal 2025. Noi continueremo a validare nuovi e complessi aerei e sistemi di controllo del traffico aereo per assicurare che raggiungano livelli di estremamente alta sicurezza. Scienza - La NASA sta conducendo una serie di missioni senza precedenti che ci porteranno nuove conoscenze e comprensione della Terra, del Sistema Solare e dell'Universo. Il 16 luglio, il veicolo spaziale Dawn inizierà la visita della durata di un anno al grande asteroide Vesta e ci aiuterà a comprendere meglio i primi capitoli della storia del nostro Sistema Solare. In agosto, la nave spaziale Juno verrà lanciata per indagare sulle origini di Giove, la sua struttura e l'atmosfera. In settembre il lancio del National Polar-orbiting Operational Environmental Satellite System Preparatory Project è un primo passo cruciale nella preparazione della prossima generazione del sistema di satelliti per il monitoraggio della Terra. La NASA inoltre ritorna sulla Luna per studiarne il campo gravitazionale e determinare la struttura interna con il lancio ad ottobre di GRAIL. A novembre lanceremo il Mars Science Laboratory ribattezzato Curiosity in direzione di Marte per cercare le prove di vita microbiologica sul pianeta rosso. Infine a febbraio 2012 lanceremo il Nuclear Spectroscopic Telescope Array per la ricerca dei buchi neri, mappare le esplosioni delle supernove e studiare le più estreme galassie attive. Nella foto (Credit: NASA) i principali programmi futuri della NASA, il nuovo veicolo MPCV, la ISS, l'aviazione del futuro e la sonda Juno per Giove. Fonti: NASA |
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01/07/2011 - Lancio di Ariane 5 rinviato per un problema tecnico - La missione di Ariane 5 (VA-203) con a bordo il paio di satelliti ASTRA 1N
e BSAT-3c/JCSAT-110R è stata rinviata oggi dopo un problema riscontrato con le infrastrutture dello Spazioporto riscontrate appena prima del decollo previsto. L'Amministratore
Delegato e capo di Arianespace, Jean-Yves Le Gall ha detto che il conto alla rovescia è stato fermato dopo che una segnalazione che una valvola dell'idrogeno non si era
chiusa regolarmente nel sistema di terra che presiede allo stadio criogenico di Ariane 5. Dopo un'iniziale tentativo di risoluzione non sono state individuate le cause di
questa anomalia ed è stata quindi presa la decisione del rinvio. Il veicolo di lancio, assieme al carico utile formato dai due satelliti ASTRA 1N e BSAT-3c/JCSAT-110R sono
stati messi in modalità di attesa e vengono mantenuti in condizioni di sicurezza. Le Gall ha dichiarato che una nuova data di lancio verrà resa nota appena possibile.
AGGIORNAMENTO - 2 luglio 2011 - La missione di un Ariane 5 di Arianespace con i satelliti ASTRA 1N e BSAT-3c/JCSAT-110R è stata rinviata per permettere la
sostituzione di una valvola del primo stadio criogenico del lanciatore e che ha causato un'anomalia che ha interrotto il conto alla rovescia finale ieri nella Guyana Francese.
Per sostituire la valvola - che non ha funzionato regolarmente - l'Ariane 5 verrà trasferito dalla rampa di lancio ELA-3 dello Spazioporto all'Edificio di Assemblaggio Finale.
Arianespace stima che la sostituzione della valvola, con le relative operazioni associate, richiederà approssimativamente 20 giorni e che una nuova data di lancio verrà
comunicata a breve. Durante le operazioni correnti l'Ariane 5 ed i due satelliti sono mantenuti in condizioni di sicurezza.
Fonti: Arianespace |
01/07/2011 - Un trucco permette il recupero dei satelliti Cluster - Utilizzando un po di ingegno ed una buona dose di 'sporco
trucco' l'ESA ha recuperato la missione dei quattro satelliti Cluster quando pareva ormai perduta. Il dramma era iniziato lo scorso marzo quando uno strumento cruciale
aveva cessato di rispondere ai comandi - una delle paure principali dei controllori di missione. Fin dagli spettacolari paia di doppi lanci avvenuti nel 2000, i quattro
satelliti Cluster hanno orbitato attorno alla Terra in perfetta formazione controllata. Ognuno dei satelliti, pesanti 55o kg, imbarcano gli stessi identici strumenti per
indagare sull'ambiente spaziale attorno alla Terra e la sua interazione con il vento solare - il flusso di particelle cariche che viene rilasciato dal Sole. Fra gli undici
strumenti imbarcati su ogni satellite, cinque fanno parte del WEC (Wave Experiment Consortium), che acquisisce importanti misurazioni dei campi magnetici ed elettrici. Tutti
e quattro i sensori devono lavorare assieme in osservazioni ben coordinate e la perdita anche di uno di questi strumenti mette in grave crisi l'unicità del lavoro scientifico
di squadra della missione dei quattro satelliti. Il 5 marzo il pacchetto di strumenti WEC del Cluster numero 3, chiamato Samba, non si è attivato. I controllori di volo dell'ESA al
Centro di Operazioni Spaziali di Darmstadt, in Germania, ha immediatamente tentato una serie di procedure di recupero, nessuna delle quali ha avuto effetto. Ancora peggio
non si ricevevano più nemmeno le informazioni dello status dello strumento. "Senza i dati e nessuna risposta sulle condizioni dello strumento abbiamo sospettato che i
cinque interruttori avessero subito un corto circuito, uno dei più pericolosi guasti che possono avvenire su un satellite," dice Jürgen Volpp, a capo dello operazioni
dei Cluster. Nelle settimane seguenti, lavorando a stretto contatto con l'azienda costruttrice dei satelliti, con gli scienziati e progettisti del WEC ed altri team dell'ESA,
il team di controllo di Cluster ha diagnosticato il problema, eventualmente utilizzando qualche software che si trova a bordo e che non era stato più utilizzato fin dal lancio
avvenuto oltre dieci anni fa. Il risultato è stata l'esclusione del corto circuito ed il dito è stato puntato sui cinque interruttori di energia che si sono bloccati in
posizione 'chiuso'. Alcuni test eseguiti nel 1995 avevano simulato che tre su cinque interruttori rimanessere in posizione bloccata ma nessuno aveva preso in considerazione
che tutti e cinque potessero bloccarsi, una situazione che non veniva considerata possibile. Con queste informazioni in mano e con grande dose di abilità il team ha ideato
una procedura di recupero e l'hanno testata su uno dei satelliti gemelli funzionanti di Samba. "La soluzione si è basata su uno 'sporco trucco' - così mi riferisco in
gergo relativo ad una procedura non standard - ma in fondo non avevamo altre opzioni," ha detto Jürgen. Finalmente il 1° giugno, in una sala di controllo missione
molto tesa una serie di comandi è stata inviata. Con immenso sollievo gli interruttori sono passati in posizione 'aperta' ed il recalcitrante WEC è tornato in vita. Fin da
allora i Cluster sono tornati alle operazioni normali e sono state prese misure per evitare che il problema si ripresenti. "Quando tutto procede come previsto, seguire
una missione diventa una routine," conclude Manfred Warhaut, capo delle Operazioni delle Missioni dell'ESA. "Ma quando capita un problema inaspettato, non c'è niente
sui manuali che ci può aiutare e soltanto con una squadra di talento e con esperienza è possibile risolvere il probleama." Nella foto (Credit: ESA/J. Mai) gli ingegneri
dell'ESA a lavoro nella Sala di Controllo Operazioni Cluster di Darmstadt, in Germania.
Fonti: ESA |



Aggiornato il 1° OTTOBRE 2011 - ore 12:13 CEST
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a cura di
Massimo Martini