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Notiziario 2011 - quarto trimestre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica da ottobre a dicembre 2011. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del sito AtomZ.


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31/12/2011 - GRAIL-A: la prima delle due sonde NASA, è entrata in orbita attorno alla Luna - La prima delle due sonde della NASA destinata a studiare la Luna con un dettaglio senza precedenti è entrata in orbita lunare. La GRAIL-A (Gravity Recovery And Interior Laboratory) della NASA è entrata su un'orbita di 90x8.363 km. attorno alla Luna e che completerà in circa 11,5 ore. "La mia determinazione per il nuovo anno è quella di riuscire a sbloccare i misteri lunari e comprendere come la Luna, la Terra e gli altri pianeti rocciosi si sono evoluti." ha detto Maria Zuber, principale scienziato della missione GRAIL per il Massachusetts Institute of Technology in Cambridge. "Ora con GRAIL-A piazzata in orbita con successo attorno alla Luna, siamo un passo più vicini a raggiungere questo obiettivo. Il prossimo passo decisivo della missione accadrà domani quanto la gemella di GRAIL-A, GRAIL-B, eseguirà la sua accensione dei motori per inserirsi in orbita terrestre. Alle 3 p.m. PST (le 24 ora italiana) la GRAIL-B si troverà a circa 48.309 km. dalla Luna e si starà avvicinando ad una velocità di circa 1.442 km/h. L'accensione di inserimento orbitale di GRAIL-B è prevista per domani 1° gennaio alle 2:05 p.m. PST (le 23:05 ora italiana) e durerà circa 39 minuti. "Con GRAIL-A in orbita lunare siamo a metà strada," ha dichiarato David Lehman, responsabile del progetto GRAIL al Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Domani sarà il Primo dell'Anno per tutti ma per noi del team del JPL sarà un altro giorno di lavoro attorno alla Luna." Una volta avuta la conferma che le due sonde saranno in orbita ed operative, inizierà l'attività scientifica ai primi di marzo. I veicoli spaziali trasmetteranno segnali radio in modo da definire con precisione la distanza fra di loro mentre orbitano attorno alla Luna in formazione. Mentre sorvoleranno le zone con maggiore o minore gravità causate da strutture visibili, come montagne o crateri, e masse nascoste sotto la superficie lunare, la distanza fre le due sonde cambierà leggermente. Gli scienziati trasformeranno queste informazioni in una mappa ad alta risoluzione del campo gravitazionale lunare. I dati permetteranno agli scienziati di comprendere che cosa si trova sotto la superficie lunare. Queste informazioni incrementeranno le conoscenze di come la Terra ed i suoi vicini rocciosi del Sistema Solare interno si sono sviluppati nei diversi mondi che vediamo oggi. Il JPL gestisce la missione GRAIL per la direzione NASA dello Science Mission presso la sede dell'agenzia a Washington. La missione GRAIL è parte del Programma Discovery della NASA gestito dal Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama mentre la Lockheed Martin Space Systems di Denver ha costruito la navicella. Per ulteriori informazioni visita i sito GRAIL a: http://www.nasa.gov/grail. In copertina un'immagine (Credit: NASA) che simula la sonda GRAIL-A in orbita lunare.

Fonte : NASA

Nell'immagine (Credits: NASA Kennedy via Twitter) il momento del decollo dell'ultima missione Space Shuttle ripreso da un finestrino dello speciale aereo da addestramento STA della NASA 30/12/2011 - Bilancio di un anno di astronautica ed un occhio al 2012 - Siamo giunti alla fine del 2011 e voglio tracciare, come di consuetudine da qualche anno, un bilancio di questo 2011 in ambito spaziale. Senza dubbio dal punto di vista dell'esplorazione umana dello spazio il 2011 verrà ricordato soprattutto per la conclusione del Programma Space Shuttle, iniziato nel 1981. Da luglio 2011, quando l'ultima navetta della NASA ha toccato la pista del Kennedy Space Center di ritorno dalla missione STS-135 gli Stati Uniti hanno perso, per chissà quanti anni, la capacità propria di inviare uomini nello spazio. La Russia con la sua capsula Soyuz rimane l'unico modo di accedere alla Stazione Spaziale Internazionale ed i recenti problemi con i razzi vettori Soyuz (anche se non identici al modello utilizzato per gli astronauti) hanno fatto crescere le preoccupazioni da una parte all'altra dell'Atlantico. Il programma commerciale della NASA che prevede l'affitto di capsule private per l'invio di propri astronauti in orbita bassa ha avuto i suoi progressi e le aziende coinvolte sono ancora quattro. Stime ottimistiche prevedono il primo invio di astronauti NASA a bordo di uno di questi nuovi veicoli spaziali entro il 2015 anche se, il taglio dei fondi all'agenzia spaziale potrebbe posticipare le missioni fino al 2017. La ISS ha visto la parte occidentale completata ed il susseguirsi degli equipaggi ha avuto soltanto qualche ritardo verso la fine dell'anno con il fallimento del lancio di un cargo automatico Progress (il primo nella sua storia trentennale). La Cina ha eseguito il suo primo docking orbitale fra il modulo spaziale TianGong-1 ed una capsula Shenzhou automatica. Questo ha preparato la strada per l'invio del primo equipaggio Cinese al laboratorio spaziale previsto per i primi mesi del 2012. Sempre la Cina ha battuto, nel totale dei lanci orbitali, per la prima volta gli Stati Uniti. Anche questo è un segno dei tempi. L'Europa ha avuto due propri astronauti a bordo della ISS in missioni di lunga durata, Nespoli rientrato a marzo e Kuipers salito a dicembre, e gli esperimenti a bordo dell'avamposto orbitale, ormai occupato continuativamente da oltre 11 anni, sono proseguiti senza sosta. Sempre nel corso del 2011 l'ESA e la JAXA hanno inviati regolarmente i propri veicoli di rifornimento verso la ISS. La NASA ed i suoi due partner commerciali hanno invece proseguito i test in vista dei primi voli di rifornimento automatico. La SpaceX e la Orbital prevedono di far debuttare i loro veicoli in missioni verso la ISS entro la prima metà del 2012. Già a febbraio è previsto una dimostrazione di invio della capsula Dragon della SpaceX alla ISS. Ma il 2011 ha visto anche la NASA decidere finalmente il successore del programma Shuttle che dovrà portare gli astronauti oltre l'orbita terrestre. Con l'avvio del programma SLS (Space Launch System) la NASA prevede di costruire un razzo vettore pesante, derivato da tecnologie Shuttle e Constellation, per poter inviare la capsula Orion MPCV verso la Luna ed oltre. L'USAF ha inviato in orbita il secondo modello di navetta automatica X-37B che si trova ancora nello spazio mentre scrivo queste righe e sono trascorsi oltre nove mesi dal lancio. L'India si è ripresa dal tremendo 2010 di fallimenti ed ha eseguito con successo tre lanci orbitali mente prosegue lo sviluppo di una propria capsula per astronauti. I successi in ambito di esplorazione robotica sono stati veramente tanti; proverò ad elencarne qualcuno. Partendo da Mercurio abbiamo la sonda Messenger della NASA che sta orbitando attorno a Mercurio e che sta racccogliendo immagini e dati importantissimi. La sonda Dawn della NASA è entrata in orbita attorno all'asteroide Vesta, una prima assoluta. La Luna è stata fotografata tutta in alta risoluzione per mezzo di LRO e, sempre la NASA, ha inviato le due sonde GRAIL che entraranno in orbita attorno al nostro satellite proprio oggi per studiare in dettaglio il suo campo magnetico e la sua struttura interna. Marte poi è stato, come al solito, al centro dell'attenzione con il rover Opportunity che prosegue la sua missione ormai da quasi sette anni mentre la NASA ha lanciato il suo successore, Curiosity, un rover ancora più grande e che dovrebbe poter rispondere ai quesiti della possibilità della vita sul Pianeta Rosso. La Russia, putroppo, ha tentato, dopo decenni di pausa, la ripresa delle missioni esplorative di Marte con l'ambiziosa Phobos-Grunt che avrebbe dovuto addirittura atterrare sulla luna Phobos e riportare indietro dei campioni della sua superficie. Un guasto al motore che avrebbe dovuto inviarla in traiettoria verso Marte non ha funzionato e la sonda è rimasta nell'orbita terrestre e dovrebbe rientrare distruggendosi nella prima metà di gennaio. Cassini ha proseguito i suoi incontri ravvicinati con Saturno ed i suoi molteplici satelliti mentre è stata lanciata la missione Juno diretta a studiare più da vicino Giove. La sonda Stardust (NExT) ha compiuto il sorvolo del nuvleo della cometa Tempel 1 per osservare i cambiamenti superficiali dopo l'impatto della sonda Deep Impact. I lanci dei satelliti sono stati moltissimi quest'anno ed il vettore Europeo Ariane 5 non ha sbagliato un colpo. Sempre dalla Guiana Francese sono poi iniziate le missioni dei razzi Russi Soyuz con due lanci andati perfettamente. Ora non resta che vedere il debutto di Vega, il gioiello quasi tutto Italiano, la cui prima missione è prevista alla fine di gennaio. Sempre l'Europa ha inviato in orbita i primi due satelliti operativi del sistema di navigazione Galileo e le prime indicazioni sono positive. La Russia ha praticamente completato il proprio sistema Glonass e la Cina ha attivato i primi servizi regionali del suo Beidou. Come si vede quindi l'egemonia del GPS americano sta per finire. Nel campo della ricerca scientifica i vari osservatori spaziali in orbita hanno fornito scoperte e ricerche entusiasmanti; dalla scoperte di centinaia di pianeti di altri sistemi solari, i primi anche rocciosi come la Terra e posti in zone 'abitabili' alle immagini sempre eccezionali del Telescopio Spaziale Hubble di ammassi stellari galassie e nebulose lontane. Nel campo della radioastronomia la Russia ha inviato nello spazio Spektr-R per lo studio di oggetti astronomici con risoluzione di alcuni milionesi di arcosecondo grazie alla sua grande antenna dispiegata di 10 metri di diametro. Spektr-R può essere utilizzato assieme alla rete di antenne terrestri per studi di interferometria. Nel campo dei satelliti per l'osservazione terrestre sono stati inviati decine di veicoli spaziali in orbita ma ci interessa segnalare l'entrata in servizio della costellazione tutta Italiana COSMO-Skymed che ha già dimostrato più volte le proprie capacità in occasione dei disastri accaduti nel corso del 2011, primo fra tutti lo spaventoso terremoto e tsunami del Giappone. Per quanto riguarda i voli suborbitali commerciali la Virgin Galactic ha inaugurato il suo terminal spaziale nel New Mexico e la SpaceShipTwo dovrebbe eseguire i primi voli di prova propulsi entro l'anno. Certo è che i tempi di questa scommessa cominciano a farsi sempre più lunghi e l'ottimismo dei primi tempi si sta affievolendo di anno in anno. Altri progetti sono stati presentati per veicoli spaziali anche innovativi ed anche lo Skylon britannico ha fatto alcuni passi sperimentali per quanto riguarda il propulsore ma da questo a vedere volare qualcosa di nuovo passeranno ancora diversi anni. Sono sicuro che mi sono dimenticato cosè importanti ma l'anno trascorso è stato veramente pieno di attività astronautica. Ora non ci resta che aspettare e vedere che cosa ci porterà il 2012, nel bene e nel male. Nell'immagine (Credits: NASA Kennedy via Twitter) il momento del decollo dell'ultima missione Space Shuttle ripreso da un finestrino dello speciale aereo da addestramento STA della NASA

Un augurio di Buon Anno a tutti voi che seguite questo 'piccolo lavoro' divulgativo dell'astronautica. Le vostre lettere ed i vostri commenti e suggerimenti sono il miglior premio per questo mio sforzo.

Massimo Martini - Curatore di Astronautica.us

30/12/2011 - Definito "l'Addetto Spaziale" all'estero - Il Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, e il Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, hanno firmato il Protocollo d'Intesa che crea la figura dell'Addetto Spaziale presso le Missioni diplomatiche e consolari d'Italia all'estero. "Dopo anni di lavoro - ha commentato a caldo il numero uno dell'ASI - prende oggi finalmente forma concreta una delle priorità del nostro mandato". Della necessità di creare una figura tecnica di alto profilo all’interno di Ambasciate e Consolati, formalmente analoga a quella dell’"Addetto scientifico" o dell’"Addetto militare", ma con competenze specifiche in campo aerospaziale, si discuteva da molto tempo. Solo oggi, però, si sono date tutte le condizioni necessarie alla realizzazione del progetto, fortemente caldeggiato nel recente passato – oltre che dall’attuale presidente dell’ASI - dal neoministro Terzi di Sant’Agata (nella foto a destra) fin dagli anni del suo mandato di Ambasciatore italiano negli Stati Uniti d’America. Il Protocollo appena siglato, prevede che ASI e MAE individuino congiuntamente di volta in volta le missioni di destinazione della nuova figura, mentre sarà l’Agenzia Spaziale – previo nulla osta della Farnesina - a designare i funzionari. La prima sede, già stabilita, sarà l’Ambasciata italiana a Washington. La seconda, con ogni probabilità, sarà Bruxelles. Della nuova figura beneficeranno in ogni caso le capitali di paesi che hanno con l'Italia - e con l'ASI in particolare - relazioni privilegiate e di cooperazione bilaterale.

Fonte : ASI

29/12/2011 - La Cina avvia il servizio di posizionamento satellitare Beidou - La Cina ha annunciato ufficialmente l'avvio del servizio del proprio sistema di posizionamento satellitare Beidou a partire da martedì 27 dicembre. Il sistema, paragonabile al GPS americano, al Glonass Russo ed al Galileo Europeo, è al momento attivo con una copertura su quasi tutta la Cina, il Sud-Est Asiatico e fino all'Australia. Al momento la Cina ha lanciato dieci satelliti del sistema Beidou ad iniziare dal 2000 e prevede di lanciarne altri fino ad attivare la copertura globale per il 2020. In questo modo la Cina avrà un proprio sistema di navigazione satellitare indipendente dagli altri ma capace di essere comunque compatibile. Il sistema verrà utilizzato soprattutto per i trasporti, per la pesca in mare, per il monitoraggio idrologico, per le previsioni meteo e per il controllo dei disastri. Secondo un portavoce ufficiale le industrie Cinesi stanno sviluppando i terminali con i quali utilizzare i segnali dei satelliti Beidou e le prestazioni sono risultate molto stabili. Una particolarità del sistema Beidou è di combinare anche un servizio di brevi messaggi che permetteranno agli utenti di interagire uno con l'altro e di tenersi informati.

Fonte : Spacedaily

Nell'immagine (Credits: Arianespace) il momento del decollo del razzo vettore Soyuz 2-1a per la missione ST24 29/12/2011 - Arianespace conclude un anno di successi con una missione di un vettore Soyuz - Con nove lanci durante il 2011 Arianespace ha concluso un altro anno di successi inviando in orbita 29 carichi utili per mezzo dei razzi vettori Ariane e Soyuz. Il lancio di oggi è avvenuto alle 11:09 p.m. locali (le 19:09 ora italiana) dalla rampa di lancio 6 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, con un razzo vettore Soyuz 2-1a. Il lancio di oggi era gestito dalla Starsem, una affiliata di Arianespace che è responsabile delle missioni Soyuz commerciali dal Kazakhstan. A bordo del veicolo di lancio si trovavano 6 satelliti della Globalstar. Nel corso della missione lo stadio superiore Fregat del Soyuz ha eseguito due accensioni separate da una periodo di circa 50 minuti una dall'altra eseguendo così la separazione dei satelliti in due fasi distinte. Il primo paio di satelliti Globalstar è stato rilasciato dalla parte superiore dello speciale dispenser e dopo 1 minuto e 40 secondi è avvenuto il distacco dei restanti quattro satelliti che si trovavano nella parte inferiore. I sei satelliti sono stati inseriti regolarmente su un'orbita di circa 920 km di altezza con un'inclinazione di 52 gradi. La Globastar utilizza la flotta dei suoi satelliti per telefonia e messaggi diretti in ogni parte del mondo. I satelliti di seconda generazione Globalstar sono piattaforme di forma trapezoidale per facilitare la loro integrazione all'interno dell'ogiva del Soyuz, sono stati costruiti dalla Thales Alenia Space in Italia e pesano approssimativamente 650 kg. ognuno. Questi satelliti di seconda generazione hanno una vita operativa di circa 15 anni mentre quelli di prima generazione, costruiti dalla Space System/Loral e lanciati fra il 1998 ed il 2000 avevano soltanto sette anni e mezzo di operatività e ora necessitavano di essere sostituiti. I primi satelliti della nuova generazione sono stati lanciati nell'ottobre del 2010 e nel luglio del 2011. Il volo ha utilizzato la stessa versione base modernizzata del Soyuz che Arianespace ha introdotto nello Spazioporto della Guiana Francese nel corso del 2011, ed era equipaggiato dell'ogiva di tipo ST con un diametro esterno di 4,1 metri ed una lunghezza di 11,4 metri. Il lancio di oggi è stato designato ST24 nella sequenza di Arianespace e significa il 24° lancio eseguito dalla propria affiliata Starsem che ha iniziato ad operare nel 1999 con la missione inaugurale che ha portato nello spazio quattro satelliti Globalstar della prima generazione. Questo lancio segue di pochi giorni quello fallito di un altro vettore Soyuz lanciato il 23 dicembre con un satellite Russo Meridian a bordo. In quella occasione però il terzo stadio del razzo, quello che ha causato il fallimento della missione, era dotato di un nuovo motore più potente, l'RD-0124, mentre quello del Soyuz 2-1a è fornito del più tradizionale e collaudato RD-0110. Quello di oggi è stato l'84° lancio orbitale del 2011, il 78° a concludersi con successo e la 1.784° missione di un razzo vettore della famiglia Soyuz. Dei sei lanci falliti di questo anno quattro sono Russi (un Soyuz-U, un Soyuz 2-1b, un Proton-M/Breeze-M ed un Rokot/Breeze-M), uno Cinese (un Lunga Marcia CZ-2C) ed uno degli Stati Uniti (Taurus-XL). Nell'immagine (Credits: Arianespace) il momento del decollo del razzo vettore Soyuz 2-1a per la missione ST24.

Fonti : Arianespace - SpaceflightNow

28/12/2011 - Messaggio di augurio di Buon Anno dalla ISS - L'equipaggio di Spedizione 30 che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e composto dal Comandante Dan Burbank e dagli Ingegneri di Volo e cosmonauti Russi Anton Shkaplerov, Anatoly Ivanishin, Oleg Kononenko, l'astronauta NASA Don Pettit e l'astronauta Olandese dell'ESA André Kuipers, ha realizzato un messaggio video di auguri per l'arrivo del 2012. Il video può essere visto anche con i sottotitoli in iglese cliccando sul pulsante CC che si trova sulla barra comandi. In copertina una buffa immagine dell'equipaggio in occasione delle festività Natalizie. Nel riquadro della foto la fantastica immagine della cometa Lovejoy (C2011 W3) ripresa dal Comandante Burbank dai finestrini della Cupola della ISS.

VIDEO DEI SALUTI DI BUON ANNO DALL'EQUIPAGGIO INTERNAZIONALE A BORDO DELLA ISS (CREDIT: NASA) - dur.min.03:01



Fonte : NASA

27/12/2011 - Il lancio di SES-4 rinviato - Il lancio di un razzo Proton gestito dalla ILS (International Launch Services Inc.) con a bordo il satellite SES-4 è stato rinviato oggi di almeno 25 giorni per ragioni tecniche associate con il sistema di controllo dello stadio superiore Breeze-M del veicolo. Il tempo ulteriore è necessario per la sostituzione dell'unità avionica coinvolta. Il satellite per telecomunicazioni verrà lanciato per la SES del Lussemburgo ed è stato costruito dalla Space System/Loral. Il rinvio del lancio è stato richiesto dopo che gli ingegneri della Khrunichev aveva avuto delle letture di telemetria anomale dallo stadio superiore Breeze-M durante un test effettuato in preparazione del volo. Il veicolo ed il satellite rimangono in configurazione di sicurezza al sito di lancio sulla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Il razzo era stato portato in rampa per il decollo ieri. Per la sostituzione dell'unità il razzo verrà riportato, via rotaia, all'interno dell'edificio di assemblaggio. Il SES-4 (NSS-14) sarà il più grande satellite della flotta SES e verrà posizionato a 338° ESt in sostituzione di NSS-7. SES-4 è un satellite fornito di 52 trasponder in banda C e 72 in banda Ku con una vita operativa prevista di 15 anni. Dalla sua posizone orbitale SES-4 fornirà servizi sui due lati dell'Atlantico sia in video che in telefonia ed internet. La missione del Proton prevedeva cinque accensioni dello stadio superiore Breeze-M con la separazione del satellite dopo 9 ore e 12 minuti dal lancio. Avrebbe dovuto essere il decimo Proton lanciato nel corso del 2011, il sesto gestito dalla ILS.

Fonte : ILS

27/12/2011 - Un pezzo di satellite sfiora un abitante della Siberia - Vari frammenti del satellite Meridian lanciato lo scorso venerdì dal Centro Spaziale di Plesetsk, nel nord della Russia, sono precipitati vicino alla città Siberiana di Tobolsk pochi minuti dopo il decollo. Otto frammenti sono stati trovati in una zona a circa 100 km dalla città di Novosibirsk ed una sfera di titanio del peso di circa cinque kg. ha sfondato un tetto di una casa di un villaggio nel distretto di Ordyn. Il residente della casa, Andrei Krivorukov, era appena uscito di casa prima dello schianto. L'amministrazione del villaggio ha promesso di coprire le spese di riparazione del tetto. Il satellite Meridian si trovava a bordo del razzo vettore Soyuz 2-1b che, per un guasto al terzo stadio, non ha raggiunto l'orbita ed è ricaduto a Terra. I satelliti del tipo Meridian sono utilizzati sia per scopi civili che militari e sono progettati per fornire comunicazioni fra le navi, gli aerei e le stazioni costiere e quello lanciato avrebbe dovuto espandere i servizi nelle regioni della Siberia e dell'estremo Est della Russia. I Meridian sostituiscono i vecchi satelliti di tipo Molniya.

Fonte : Ria Novosti

23/12/2011 - Primi segnali dai satelliti Galileo - Il primo satellite Europeo Galileo appare in buona forma; ha infatti trasmesso i segnali di prova su tutto lo spettro e ricevuti dalla stazione di Terra dell'ESA di Redu, in Belgio. I primi due satelliti Galileo erano stati lanciati per mezzo di un lanciatore Soyuz dallo Spazioporto della Guiana Francese lo scorso 21 ottobre. Al momento i due veicoli spaziali sono al centro di una meticolosa campagna di controllo del loro sistema di navigazione altamente sofisticato e funzionano come previsto, senza aver subito problemi al lancio. I test sono al momento concetrati sul primo satellite Galileo mentre per il secondo si attende l'inizio del prossimo anno. Il sistema Galileo è un avanzato sistema di aiuto alla navigazione che offrirà ai vari gruppi di utilizzatori un totale di dieci segnali modulati su tre bande spettrali, conosciute come E1, E5 e E6. La scorsa settimana tutti i segnali di Galileo sono stati attivati contemporaneamente per la prima volta attraverso queste tre bande, dopo un'accesione ed un riscaldamento delle apparecchiature per degassare i possibili vapori nocivi degli amplificatori di potenza della banda E6. I segnali sono stati ricevuti dal Galileo Test User Receivers che si trova nella stazione di Terra di Redu, nella foresta delle Ardenne, in Belgio, ed anche con identici ricevitori al Navigation Laboratory dell'ESA che si trova presso il centro tecnico ESTEC di Noordwijk, in Olanda. Questi test di ricezione funzionano nello stesso modo di quando il sistema Galileo diventerà operativo nel 2014. Questi segnali di Galileo saranno utilizzati per processi di Servizi Aperti, di Servizi Commerciali e di Serivizi di Sicurezza-della-Vita. Galileo combina segnali in multi-frequenza con il più preciso orologio atomico che abbia mai volato a scopi di aiuto alla navigazione, così accurato che perde soltanto un secondo in tre milioni di anni. I suoi segnali saranno disponibili per un gran numero di applicazioni commerciali che combinano la precisione con l'incremento dell'attendibilità di precisione di una duplice o triplice frequenza. I ricevitori sviluppati possono scegliere fra tutti i segnali offerti da Galileo per venire incontro, nel modo più efficiente, ai bisogni degli utilizzatori. Questi nuovi ricevitori potranno combinare i segnali di Galileo con quelli dell'Americano GPS e del Russo Glonass per ottenere un'informazione della posizione ancora più sicura in ambienti più difficili come una città ed i suoi 'canyon urbani'.

Fonte : ESA

Nell'immagine (Credits: ESA - S. Corvaja, 2011) il momento dell'imbarco dell'equipaggio a bordo della Soyuz TMA-03M 23/12/2011 - L'equipaggio di Spedizione 30 al completo sulla ISS - Il veicolo spaziale Soyuz TMA-03M con a bordo gli Ingegneri di Volo di Spedizione 30 Don Pettit, Oleg Kononenko e Andre Kuipers, ha attraccato regolarmente al modulo Rassvet della Stazione Spaziale Internazionale alle 10:19 a.m. EST di venerdì (le 16:19 ora italiana). I tre erano stati lanciati alle 7:16 p.m. locali (le 14:16 ora italiana) di mercoledì dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Pettit, Kononenko e Kuipers vivranno a bordo del laboratorio orbitante fino a maggio del 2012. Una volta che i portelli fra la stazione e la Soyuz si apriranno, circa verso le 19 ora italiana, il nuovo trio si ricongiungerà con il Comandante di Spedizione 30, Dan Burbank e gli Ingegneri di Volo Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin che invece si trovano a bordo della ISS fin dallo scorso 16 novembre. Quella dell'Olandese André Kuipers è la quarta missione di lunga durata a bordo della ISS da parte di un astronauta dell'ESA. In preparazione dell'arrivo l'equipaggio a bordo della Soyuz aveva chiuso i portelli fra i due moduli della Soyuz ed aveva indossato le tute spaziali Sokol ed aveva seguito con attenzione la sequenza di avvicinamento e di attracco alla ISS. Dopo l'aggancio è stato eseguito quello che viene chiamato 'hard docking' effettuato da appositi bulloni che vanno a fissarsi fra i due boccaporti per rendere il collegamento stabile. Dopo verrà eseguita una serie di controlli alla ricerca di fughe di aria. Quando i controlli saranno stati tutti positivi l'equipaggio si toglierà le tute ed i portelli fra la capsula spaziale e la stazione verranno aperti dopo che la pressione atmosferica fra i due veicoli sarà stata equalizzata. Durante la missione PromISSe, così si chiama la missione dell'astronauta Europeo, Andrè condurrà 25 esperimenti per l'ESA e circa 20 per la NASA e la JAXA, comprendenti la ricerca umana, biologica, dei fluidi, della scienza dei materiali, ricerche sulle radiazioni e tecnologia. La missione ha inoltre un forte aspetto educativo incentrato sul tema della 'Nave Spaziale Terra'. Le lezioni dallo spazio educheranno i ragazzi alla scienza, alla tecnologia, all'ingegneria ed alla matematica così come illustreranno i requisiti per la vita sulla Terra. Come parte della 'Mission-X: allenati come un astronauta' André inviterà migliaia di studenti ad eseguire esercizi fisici e lezioni in classe per competere come squadre di tutto il mondo a diventare in forma come astronauti. Seguire la missione è facile: André twitta con @astro_andre e scrive il suo diario di missione in Olandese (‘Logboek’) con traduzione in inglese. Per ulteriori informazioni sulla missione date un'occhiat a www.esa.int/promisse. Nella foto di copertina (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-03M nelle ultime fasi di avvicinamento alla ISS per l'attracco di oggi. Nella foto in alto (Credits: ESA - S. Corvaja, 2011) il momento dell'imbarco dell'equipaggio a bordo della Soyuz TMA-03M lo scorso mercoledì.

Fonti : NASA - ESA

23/12/2011 - Un altro lancio fallito per la Russia - Prosegue l'annata nera per i lanci di satelliti da parte della Russia. Oggi un razzo vettore Soyuz 2-1b fornito di stadio superiore Fregat è stato lanciato alle 16:08 ora di Mosca (le 14:08 ora italiana) dalla rampa 4 del sito 43 di Plesetsk ma il satellite Meridian 5 che trasportava non ha raggiunto l'orbita a causa di un guasto che ha spento il motore del terzo stadio a 421 secondi dal decollo. Il resto del veicolo spaziale si è schiantato vicino a Tobolsk, nella regione Russa di Tyumen. Si tratta del quarto lancio fallito da parte dell'industria spaziale Russa nel corso del 2011 ed il primo di un lanciatore Soyuz 2-1b, che utilizza un motore modificato per il terzo stadio, quello che sembra essere la causa del problema. Secondo l'agenzia di notizie Interfax AVN la perdita finanziaria a causa dell'incidente potrebbe raggiungere i due miliardi di rubli. Il Meridian-5 doveva entrare a far parte della flotta di satelliti per telecomunicazioni utilizzati dalle Forze Armate Russe. Quello di oggi era l'83° lancio orbitale globale, il sesto a concludersi con un fallimento. Di questi sei incidenti quattro hanno riguardato razzi vettori Russi, uno gli Stati Uniti ed uno la Cina.

Fonte : Russia Space Web

Nell'immagine (Credits: @NASAKennedy) il momento in cui un tecnico della NASA ha spento per l'ultima volta la plancia di Atlantis 23/12/2011 - Atlantis è stata spenta per l'ultima volta - La navetta spaziale Altantis è stata spenta per l'ultima volta giovedì, dopo una carriera lunga 26 anni e che la vista protagonista di 33 missioni in orbita terrestre. Dopo il suo ritiro, la famosa nave spaziale rimarrà esposta al Kennedy Space Center (KSC), lo spazioporto che prosegue la transizione delle sue attrezzature ed edifici dell'era Shuttle. Il quarto orbiter operativo nella flotta della NASA, venne battezzato Shuttle Atlantis, come un famoso vascello eplorativo terrestre. A differenza delle sue precedenti sorelle operative prima di lei, Atlantis era stato il nome di solo una nave ed è il solo orbiter Shuttle che prende il nome di un vascello del 20° secolo. Atlantis era stato il nome di una nave da ricerca del Woods Hole Oceanographic Institute of Massachusetts che aveva navigato dal 1930 al 1966. La costruzione del quarto ed ultimo Space Shuttle orbiter previsto era iniziata il 29 gennaio del 1979 quando la NASA aveva firmato il contratto per la produzione di OV-104 (Orbiting Vehicle 104) con la Rockwell International. L'inizio dell'assemblaggio della struttura del compartimento equipaggio era iniziato il 30 maggio 1980 presso gli stabilimenti di Palmdale, in California e tutte le parti dell'orbiter erano state completate il 10 aprile 1984. Dopo un altro anno di test di tutti i sistemi la costruzione dell'orbiter OV-104 si era completata ed il 6 aprile 1985 il nuovo Space Shuttle Atlantis era uscito dall'edificio di assemblaggio. Tre giorni dopo la cerimonia del rollout a Palmdale venne trasportato alla Base Aerea di Edwards dove vennero fatti i preparativi per il volo di trasporto sopra gli Stati Uniti. Il 13 aprile 1985 Atlantis raggiungeva in volo a cavallo dello speciale Boeing 747 il Kennedy Space Center, esattamente 4 anni ed un giorno dopo il primo volo di una navetta spaziale. La prima missione di Atlantis sarà STS-51J lanciata il 3 ottobre del 1985 per il Dipartimento della Difesa con un carico utile classificato. Il suo primo rientro dallo spazio avvenne sulla pista 23 della Base Aerea di Edwards, in California, il 7 ottobre. La sua ultima missione è stata anche l'ultima dell'intero programma Space Shuttle, la STS-135, aggiunta ai voli previsti all'ultimo momento e che l'ha vista atterrare al KSC a luglio. I lavori ora proseguono su Altantis in preparazione per la sua esposizione presso il Centro Visitatori del KSC che evverrà alla fine del 2012, inizi 2013. L'ultimo compito richiesto ad Atlantis giovedì prima dello spegnimento definitivo di ogni apparecchiatura è stato il ripiegamento dell'antenna in banda Ku. All'evento è stato testimone un gruppo di ingegneri ed è stato molto toccante il momento in cui il segnale di 'Vehicle Powered' si è spento per l'ultima volta e, come già avvenuto nei giorni scorsi per l'orbiter Discovery, non si accenderà mai più. Il giorno precedente i tecnici avevano rimosso dalla stiva di carico il boccaporto di decompressione trasferendolo provvisioriamente nella SSPF (Space Station Processing Facility) del Kennedy. Atlantis ha già avuto la rimozione del suo sistema FRCS (Forward Reaction Control System), dei due pod con gli OMS (Orbital Manuevering System) e dei motori principali SSME (Space Shuttle Main Engines) in quella che viene definita procedura di Transizione e Ritiro. Atlantis al momento si trova all'interno dell'OPF-2 (Orbiter Processing Facility-2), il Discovery invece si trova nell'OPF-1 dove vengono installate le repliche dei motori principali. Non essendo l'OPF-3, che nelle settimane scorse la NASA ha ceduto in affitto per 15 anni alla Boeing per la preparazione del veicolo spaziale commerciale per equipaggi CST-100, disponibile il terzo orbiter rimasto, Endeavour, si trova momentaneamente stoccato nella High Bay numero 4 all'interno del gigantesco Vehicle Assembly Building. Fino a che l'OPF-2 non verrà liberata da Atlantis a gennaio la fase di Transizione e Ritiro di Endeavour dovrà attendere. Il Discovery verrà esposto al Museo Smithsonian’s National Air and Space Museum Steven F. Udvar-Hazy Center di Chantilly, Va., nel 2012 mentre Endeavour è destinato al California Science Center di Los Angeles. Il primo orbiter costruito, Enterprise, verrà invece spostato da Washington, dove arriva il Discovery, a New York dove verrà esposto sul ponte di vole della portaerei Intrepid Sea, Air & Space Museum. Una perfetta replica di un orbiter che si trovava al Visitor Center del KSC ha iniziato il suo viaggio in questi giorni per raggiungere il Johnson Space Center della NASA a Houston, nel Texas. Nella foto (Credit: @NASAKennedy) un tecnico che si prepara a spegnere il quadro di comando di Atlantis per l'ultima volta.

Fonti : Nasaspaceflight - NASA - @NASAKennedy

Nell'immagine (Credits: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) la stessa zona della superficie di Vesta ripresa a quote differenti 21/12/2011 - Prime immagini di Vesta da bassa quota - La sonda spaziale Dawn della NASA ha inviato a Terra le prime immagini del gigantesco asteroide Vesta dall'orbita di mappatura a bassa altitudine. Le immagini, ottenute con la framing camera, mostrano una superficie puntinata e grumosa con un dettaglio mai visto prima, alimentando la curiosità degli scienziati che stanno studiando Vesta per scovare indizi sulla storia primordiale del Sistema Solare. A questo dettaglio di risoluzione, la superficie mostra un'abbondanza di crateri ed una struttura con piccole scanalature che ricordano quelle viste con i dati a bassa risoluzione dall'orbita più alta. Inoltre, questa scala dettagliata mette in luce piccoli affioramenti di materiali chiari e scuri. Le immagini sono state inviare a Terra il 13 dicembre e gli scienziati di Dawn prevedono di acquisire dati dalla mappatura a bassa altitudine per almeno altre dieci settimane. I principali obiettivi scientifici da questa orbita sono il comprendere la composizione degli elementi della superficie di Vesta attraverso il sensore a raggi gamma e neutroni e di sondare l'interno della struttura dell'asteroide misurando il suo campo gravitazionale. La missione Dawn agli asteroidi Vesta e Cerere è gestita dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, per la NASA Science Mission Directorate di Washington. Dawn è un progetto del Programma Discovery, gestito dal Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, in Alabama. La UCLA è responsabile per tutta la missione scientifica di Dawn. Le Framing Camera di Dawn sono state sviluppate e realizzate sotto la guida dell'Istituto Max Planck per la ricerca sul sistema solare, di Katlenburg-Lindau, in Germania, con contributi significativi dal Centro aerospaziale tedesco DLR, l'Istituto di Planetary Research, di Berlino, e in coordinamento con l'Istituto di Informatica e Comunicazione Engineering Network, di Braunschweig. Il progetto della telecamera è finanziato dalla Max Planck Society, dalla DLR e dalla NASA / JPL. Maggiori informazioni sulla missione Dawn sono online all'indirizzo: http://www.nasa.gov/dawn e http://dawn.jpl.nasa.gov. Nell'immagine (Credits: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) la stessa zona della superficie di Vesta ripresa a quote differenti. L'immagine a destra mostra i dettagli raggiunti con l'orbita più bassa.

Fonte : NASA

21/12/2011 - La Cina lancia un altro satellite e batte gli USA - La Cina ha compiuto il suo 19° lancio spaziale orbitale per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 4B (Chang Zeng 4B) decollato dal Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan, posto nella provincia Shanxi, nel nord della Cina, alle 11:26 a.m. ora di Pechino (le 4:26 ora italiana). A bordo del razzo il satellite Cinese Ziyuan I-02C dedicato all'osservazione terrestre per scopi civili. Il razzo ha rilasciato il satellite circa 13 minuti dopo il lancio su un'orbita alta 770 km. sopra la superficie terrestre. Il Lunga Marcia 4B, sviluppato dalla Shanghai Academy of Spaceflight Technology, un'altra sussidiraria della CASC è il 155° razzo della famiglia Lunga Marciq. Secondo fonti ufficiali il satellite, costruito dalla China Academy of Space Technology, una controllata della China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) pesante circa 2.100 kg. e con una vita operativa prevista in tre anni, sarebbe dotato di due camere ad alta risoluzione capaci di ottenere immagini di 2,36 metri per pixel con una larghezza di 54 km. Inoltre Ziyuan I-02C avrebbe anche a disposizione una camera pancromatica multispettrale con risoluzione da 5 a dieci metri per una larghezza di 60 km. Questo farebbe pensare che il satellite sia una versione migliorata del CBERS costruito in collaborazione fra la Cina ed il Brasile. Con questo lancio quest'anno la Cina batte per la prima volta dall'inizio dell'era spazile per numero di lanci gli Stati Uniti per 19 a 18. Comunque entrambi i paesi hanno sofferto un fallimento. Quello di oggi era l'82° lancio orbitale globale del 2011, il 77° a concludersi con successo.

Fonti : Nasaspaceflight - - Chinadaily

21/12/2011 - Soyuz TMA-03M in volo verso la ISS - L'astronauta Don Pettit della NASA, il cosmonauta Russo Oleg Kononenko e l'astronauta Olandese dell'ESA André Kuipers sono arrivati felicemente in orbita dopo il lancio avvenuto a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMA-03M avvenuto dal Cosmodromo di Baikonur. Il decollo del razzo vettore Soyuz è avvenuto alle 14:16:15 ora italiana quando sul Kazakhstan era già tramontato il Sole. Dopo circa nove minuti il veicolo spaziale si è separato dallo stadio superiore del razzo ed ha aperto i propri pannelli solari e dispiegato le antenne dei sistemi di navigazione e di comunicazione. Le prossime attività dell'equipaggio nelle prossime ore saranno l'apertura del portello del modulo orbitale dove i tre potranno togliersi le ingombranti tute spaziali utilizzate nella fase di lancio. Dopo verranno eseguite altre attività come la pressurizzazione dei serbatoi di propellenti e le due manovre di aggiustamento dell'orbita. I tre astronauti si recheranno poi a dormire verso le 23 ora italiana. L'inseguimento della Stazione Spaziale Internazionale si concluderà venerdì con l'attracco previsto verso le 16:22 ora italiana. A bordo della ISS si trova il resto dell'equipaggio di Spedizione 30 composto dal Comandante Dan Burbank e dagli Ingegneri di Volo Anatoly Ivanishin e Anton Shkaplerov. In copertina (Credit: NASA/TV) il momento del decollo del razzo vettore Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur e nel riquadro l'astronauta Kuipers ed il Comandante della Soyuz Konokenko durante la salita verso l'orbita. Quello di oggi è stato l'81° lancio orbitale del 2011, il 76° a concludersi regolarmente, Questo è inoltre il settimo lancio dell'anno con equipaggio (3 Space Shuttle e 4 Soyuz).

VIDEO DEI PREPARATIVI E DEL LANCIO DELLA SOYUZ TMA-03M (CREDIT: NASA) - dur.min.06:22



Fonte : SpaceflightNow

20/12/2011 - Cina lancia satellite di telecomunicazioni per la Nigeria - La Cina ha lanciato con successo in orbita un satellite per telecomunicazioni della Nigeria con il suo razzo vettore Lunga Marcia 3B decollato dal Centro di Lancio Satelliti Xichang alle 00:41 di martedì ora di Pechino (le 17:41 ora italiana di lunedì). Il satellite, prodotto dalla China Academy of Space Technology, fornirà comunicazioni, trasmissioni, collegamenti internet, servizi educativi remoti ed ausili alla navigazione per parte dell'Africa, Europa ed Asia. La Cina inoltre ha fornito il supporto di controllo del satellite e le stazioni di ricezione a Terra. E' la terza volta che la Cina quest'anno fornisce un servizio di lancio per un paese estero, dopo il successo del lancio di due satelliti per telecomunicazioni del Pakistan. La Cina prevede di lanciare altri cinque satelliti esteri nel 2012. Il satellite, Nigcomsat 1R, pesante circa 5 tonnellate al lancio, è stato rilasciato dopo corca 26 minuti dal lancio su un'orbita provvisoria di 200x42.000 km. con inclinazione 24,8°. Il satellite è basato sulla piattaforma del veicolo spaziale Cinese DFH-4 ed era stato ordinato dalla Nigeria alla Cine nel 2009. A bordo si trovano 28 trasmettitori attivi nelle bande C, Ku, Ka ed L ed il satellite verrà posizionato ad una posizione geostazionaria di 42,5° di longitudine Est. Il Nigcomsat 1R dovrebbe aiutare lo sviluppo dell'economia dell'Africa, aiutando a creare nuovi posti di lavoro e facendo risparmiare i clienti nelle telefonate e nelle trasmissioni internet. La Cina ha aggiornato tecnologicamente il satellite dopo che il suo predecessore Nigcomsat 1, era andato perduto durante un lancio con un altro razzo Cinese. Quello di oggi era l'80° lancio orbitale del 2011, il 75° a raggiungere regolarmente l'orbita. Per la Cina si tratta del 18° lancio orbitale dell'anno, raggiungendo gli Stati Uniti. Entrambi i Paesi hanno però sofferto un lancio fallito. Per la Cina questo numero di lanci in un anno batte il proprio record precedente che era di 15.

Fonte : Xinhua - SpaceflightNow

Nell'immagine (Credits: ESA - S. Corvaja, 2011) il momento del rollout del razzo Soyuz con la capsula TMA-03M verso la rampa di lancio 19/12/2011 - Il razzo di André è stato portato in rampa - L'avvicinarsi delle Festività Natalizie hanno portato in regalo un razzo Soyuz per la missione PromISSe. André Kuipers dell'ESA ed i suoi compagni hanno completato le simulazioni finali e si preparano ad imbarcarsi sul razzo che mercoledì li porterà verso la Stazione Spaziale Internazionale. Le condizioni meteo al Cosmodromo di Baikonur erano di 24° sotto zero ed un cielo blu profondo. Rispettando le tradizioni, il razzo ed il suo prezioso veicolo spaziale che si trova sulla sommità è stato trasferito alla rampa di lancio questa mattina alle 7 ora locale (le 2 ora italiana). La stessa rampa di lancio Nell'immagine (Credits: NASA/ESA) l'equipaggio della Soyuz TMA-03M durante i ripassi finali delle procedure che Yuri Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio, utilizzo oltre 50 anni fa. "E' così freddo che anche il microfono è rivestito di pelliccia," ha scherzato il collega di André, l'astronauta NASA Don Pettit durante un'intervista tv che si è svolta al 'Cosmonaut Hotel' che si trova nella città di Baikonur, a circa 30 km dal Cosmodromo. Il Russo Oleg Kononenko completa l'equipaggio e svolge il ruolo di Comandante della Soyuz. Il razzo che trasporterà la navicella spaziale Soyuz TMA-03M in orbita il 21 dicembre è stata assemblata nel corso delle passate settimane qui al cosmodromo del Kazakhstan. Una volta che l'equipaggio ha compiuto gli ultimi controlli interni il veicolo spaziale è stato inserito nel suo cono protettivo ed integrato con il resto del razzo. L'assemblaggio finale è stato eseguito nel fine settimana con l'aggiunta dello stadio superiore e della torre di fuga. Poco dopo che il treno con il razzo ha raggiunto la rampa di lancio il veicolo è stato sollevato in verticale e preparato per il lancio di mercoledì. Andrè ed i suoi colleghi sono intanto alle prese con il ricontrollo delle procedure e si trovano negli speciali alloggi dedicati agli equipaggi in partenza senza essere in contatto con nessuno che non sia personale certificato dai medici di essere in ottime condizioni di salute. L'equipaggio sta anche preparando i propri corpi per l'assenza di gravità dormendo con i piedi più in alto della testa grazie a zeppe di legno inserite sotto i loro letti. Di solito la gravità spinge il sangue e gli altri fluidi corporei verso le parti basse del corpo ma nello spazio invece questi vengono distribuiti dappertutto dando agli astronauti, ad esempio, la caratteristica faccia buffa gonfia. Gli effetti sono particolarmente forti nei primi giorni di assenza di peso e potrebbero anche dare mal di testa e questi preparativi aiutano a ridurre questi sintomi. L'equipaggio si vestirà per il volo nello spazio domattina per salire a bordo della Soyuz circa 2 ore e mezzo prima del lancio previsto alle 19:16 ora locale (le 14:16 ora italiana). Dopo il lancio la Soyuz andrà a caccia della Stazione Spaziale Internazionale alzando con precisione la propria orbita per i successivi due giorni fino all'attracco di venerdì previsto per le 16:22 ora italiana del 23 dicembre. La missione PromISSe di André proseguirà fino a metà maggio, dopo 148 giorni in orbita. Nella foto a sinistra (Credits: ESA - S. Corvaja, 2011) il momento del rollout del razzo Soyuz con la capsula TMA-03M verso la rampa di lancio all'alba di Baikonur. Nella foto a destra ((Credits: NASA/ESA) l'equipaggio della Soyuz TMA-03M durante i ripassi finali delle procedure.

Fonte : ESA

Nell'immagine (Credit: Arianespace) il momento del decollo del secondo razzo vettore Russo Soyuz dallo Spazioporto di Kourou, nella Guiana Francese 17/12/2011 - Successo del secondo lancio di un razzo Soyuz da Kourou - Arianespace ha confermato la flessibilità delle missioni Soyuz dallo Spazioporto di Kourou con il successo del lancio di questa notte che ha piazzato sei satelliti in orbita sincrona solare. Con un decollo effettuato con precisione alle 11:03:08 p.m. ora della Guiana Francese (le ora italiana) il Soyuz ha eseguito un volo di 3 ore e 26 minuti per deporre in orbita il suo carico utile composto dal satellite Francese Pléiades 1 e del Cileno SSOT, entrambi per riprese di immagini terrestri a scopo civile e militare, assieme con quattro microsatelliti dimostrativi Francesi ELISA, sempre legati a scopi di difesa e intelligence elettronica (ELINT). Questa è stata la seconda missione per il razzo vettore Russo di classe media eseguita dallo Spazioporto e segue di meno di due mesi lo storico debutto del Soyuz dalla Guiana Francese lo scorso 21 ottobre. Denominato Volo VS02 nella numerazione della famiglia di lanciatori di Arianespace, la missione di questa notte prevedeva quattro accensioni dello stadio superiore Fregat del Soyuz, che permetteva ai sei satelliti a bordo di essere rilasciati per le loro operazioni a quote fra 610 e 700 km. Utilizzando un nuovo dispenser costruito appositamente per le missioni Soyuz di Arianespace, il rilascio del carico utile è iniziato con Pléiades 1 seguito dalla separazione simultanea dei quattro satelliti ELISA, ed infine la missione si è conclusa con il rilascio di SSOT, quando erano trascorse 3 ore e 26 minuti dal decollo. La prestazione di carico del Soyuz è stata stimata in 2.190 kg. che comprendevano circa 1.400 kg. fra i vari satelliti Pléiades 1, ELISA e SSOT mentre il resto era composto dal dispenser e dal resto dell'hardware di integrazione del carico utile. Questo è stato il 1.781° lancio di un vettore della famiglia Soyuz, che fin dall'inizio dell'era spaziale ha continuato a dimostrare la sua affidabilità e robustezza sia in missioni con equipaggio che senza. Pléiades 1 pesava al lancio circa 970 kg. e fornirà agli utilizzatori militari e civili immagini ottiche della superficie terrestre ad alta risoluzione, circa 50 cm./pixel, da 700 km. di quota con una zona di copertura di 20 km. di larghezza. Costruito dalla Astrium per l'agenzia spaziale Francese CNES, Pléiades 1 è un veicolo spaziale compatto, di forma esagonale, ottimizzato per agilità nella ripresa di immagini e la sua operabilità. I quattro micro-satelliti ELISA sono invece parte di un programma dimostrativo che coinvolge l'organizzazione Francese DGA della Difesa e l'agenzia spaziale CNES con questi veicoli spaziali sviluppati in collaborazione con l'Astrium e la Thales Airborne System. Pesanti circa 120 kg. ognuno, gli ELISA hanno una vita operativa oltre i tre anni. Il SSOT (Sistema satelital de Observación de la Tierra) Cileno ha il doppio ruolo di satellite ottivo civile e militare e pesava circa 117 kg. al lancio. La sua missione è quella di mappatura del suolo, monitoraggio agricolo e la gestione delle risorse naturali, dei disastri e dei rischi. Costruito dalla Astrium per le Forze Armate Cilene, il SSOT è basato sulla stessa piattaforma dei satelliti ELISA realizzati per il CNES. Il prossimo lancio gestito dalla Arianespace sarà un nuovo Soyuz previsto per il 28 dicembre dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, mentre nello Spazioporto della Guiana Francese continuano i preparativi per il volo inagurale del lanciatore leggero Vega e del prossimo volo del lanciatore pesante Ariane 5. Quello di oggi è stato inoltre il 79° lancio orbitale del 2011, il 74° a concludersi con successo. Nell'immagine (Credit: Arianespace) il momento del decollo del secondo razzo vettore Russo Soyuz dallo Spazioporto di Kourou, nella Guiana Francese.

Fonte : Arianespace

16/12/2011 - Vega porterà nello spazio il veicolo di rientro sperimentale dell'ESA - Il lancio del Veicolo Intermedio Sperimentale (IXV) dell'ESA è stato ora ufficialmente affidato al nuovo razzo Europeo Vega con il lancio previsto per il 2014. Lanciato con traiettoria suborbitale dallo Spazioporto della Guiana Frnacese l'IXV ritornerà sulla Terra come fosse da una missione in orbita bassa per testare e validare le nuove critiche tecnologie per i futuri veicoli di rientro. Raggiungendo una quota di 450 km. gli permetterà di raggiungere una velocità di rientro in atmosfera di 7,5 km./sec. In questo modo il veicolo potrà raccogliere un gran numero di dati durante il volo ipersonico e supersonico, mentre verrà controllato da razzetti di manovra e da alettoni aerodinamici. L'IXV scenderà con un paracadute per ammarare nell'Oceano Pacifico dove verrà recuperato per essere analizzato. L'ESA e Arianespace hanno firmato un contratto di lancio il 14 dicembre per lo studio del lancio con un Vega come parte del programma VERTA (Vega Research and Technology Accompaniment). Le missioni VERTA serviranno a dimostrare la flessibilità del nuovo sistema di lancio Vega. Dopo il completamento delle tecnologie più critiche e della progettazione, la costruzione del veicolo IXV, l'assemblaggio, l'integrazione e la qualificazione portano ad una finestra di lancio che si estende da gennaio a settembre del 2014.

Fonte : ESA

16/12/2011 - Cassini riprende i satelliti Dione e Titano - L'immagine di copertina (Credit: NASA/JPL/Space Science Institute) è stata presa il 7 dicembre 2011 dalla sonda Cassini della NASA e ricevuta sulla Terra il 9 dicembre. Lo strumento di ripresa era puntato verso la luna Dione, lontana in quel momento dal veicolo spaziale circa 1,6 milioni di km. Dietro si può ammirare anche il trasnito della più grande luna di Saturno, Titano. L'immagine è stata presa utilizzando filtri RED e CL2. Questa immagine non è stata ne validata e nemmeno calibrata, in pratica è il formato grezzo inviato dalla sonda. Una immagine validata e calibrata verrà archiviata nel 2012 presso il NASA Planetary Data System.

Fonte : NASA/JPL

16/12/2011 - Cometa sopravvive ad un passaggio all'interno della corona solare! - Fin dal giorno della sua scoperta, avvenuto il 2 dicembre scorso dall'astrofilo Terry Lovejoy, la cometa Lovejoy (C/2011 W3) era stata subito catalogata come cometa appartenente alla famiglia Kreuz. Questa serie di piccoli corpi celesti, di solito non più grandi di 10 metri di diametro, fanno probabilmente parte della gigantesca cometa del 1106 che si è spezzata in migliaia di frammenti nel 12° secolo. Di solito il satellite SOHO della NASA, che tiene sotto controllo la nostra Stella, vede cadere nel Sole uno di questi piccoli corpi celesti ogni pochi giorni. Ma la Lovejoy è stata stimata almeno dieci volte più grande e con queste dimensioni la sua traiettoria kamikaze verso il Sole è stata seguita con più interesse dai vari osservatori sulla Terra e dai satelliti in orbita come anche SDO. Proprio questo satellite lanciato recentemente dalla NASA e che fa parte della schiera di attenti osservatori del nostro Sole, ha catturato un evento incredibile nele prime ore del 16 dicembre. La cometa Lovejoy che riemerge dalla corona solare dopo averla attraversata a soltanto 140.000 km. dalla superficie della stella! Un video (Credit: NASA/SDO) qui sotto ci mostra questo incredibile evento.

VIDEO DELLA COMETA LOVEJOY CHE RIEMERGE DA DIETRO IL SOLE (CREDIT: NASA/SDO) - dur.min.00:02



Fonte : Spaceweather

Nell'immagine (Credits: ESA, CNES, Arianespace, Optique Video du CSG, P. Baudon) il terzo stadio Zefiro-9 di Vega mentre viene accoppiato con il resto del razzo. 15/12/2011 - Vega si avvicina sempre più al debutto - L'integrazione del primo, secondo e terzo stadio di Vega è stata completata nello Spazioporto Europeo della Guiana Francese. Il nuovo razzo ora si avvicina velocemente al suo volo inaugurale per la fine di gennaio. La campagna di lancio del primo Vega è iniziata a novembre con l'installazione e le prove del primo stadio, il P80 a propellente solido, di circa 100 tonnellate di peso, e della struttura interstadio 1/2 che serve da connessione fra i primi due stadi, all'interno della torre di servizio. Gli ultimi controlli del booster comprendevano il test del sistema di controllo vettoriale della spinta. Il grande ugello è stato orientato per simulare differenti profili di volo. Inoltre sono stati eseguiti tutti i test delle interfacce dell'avionica, elettriche e funzionali. Il passo successivo è stato lo spostamento del secondo stadio, lo Zefiro -23 a propellente solido del peso di 30 tonnellate, dall'edificio Vega Booster Storage and Preparation Building alla rampa. Anche questo stadio, come per il P80, è stato sottoposto a tutti i test finali, compreso il test del sistema di controllo vettoriale della spinta. Infine, il terzo stadio a propellente solido Zefiro-9 del peso di 10 tonnellate, è stato aggiunto in cima al razzo la scorsa settimana, segnando un'altra pietra miliare nella campagna di lancio.Al momento sono in corso i test elettrici e funzionali di questo stadio. La seconda ed ultima riunione FRR (Flight Readiness Review), eseguita il 7 dicembre ha dato il via libera per i preparativi finali al lancio. Nei prossimi giorni l'AVUM (Attitude &Vernier Upper Module) il quarto stadio a propellente liquido verrà portato alla rampa di lancio e montato sul vettore. In parallelo alle attività di preparazione del razzo il LARES, il satellite Italiano laser per la relatività, dell'ASI viene sottoposto ai controlli finali assieme all'adattatore del carico utile ed all'ogiva protettiva. Per la fine dell'anno LARES, i suoi sei piccoli CubeSat e l'ALMASat-1 provenienti dalle università Europee saranno pronti e racchiusi nell'ogiva in tempo per il lancio. Gennaio vedrà l'integrazione dello stadio superiore composito - comprensivo dell'ogiva di protezione e del carico utile - seguito dal controllo finale di tutto il lanciatore assemblato ed una simulazione di conto alla rovescia. La finestra di lancio per il volo inaugurale di Vega, VV01, si apre il 26 gennaio e si conclude la prima settimana di febbraio. Questo volo aprirà la strada per dimostrare flessbilità per le missioni dell'ESA e per le esigenze commerciali fornite dal gestore Arianespace. Studi preliminari in corso prevedono quattro missioni osservative della Terra ed una missione scientifica. Vega è stato realizzato per coprire una larga tipologia di missioni e di configurazioni del carico utile per rispondere alle differenti opportunità del mercato e provare così la sua grande flessibilità. In particolare Vega offre configurazioni che spaziano da un singolo satellite fino ad un satellite principale e sei microsatelliti. Vega è compatibile con carichi che vanno dai 300 ai 2.500 kg. a seconda dal tipo di altezza e di orbita richiesta dai clienti. La tipologia classica è per 1.500 kg. su un'orbita polare di 700 km. di altezza. Nella foto (Credits: ESA, CNES, Arianespace, Optique Video du CSG, P. Baudon) il terzo stadio Zefiro-9 di Vega mentre viene accoppiato con il resto del razzo.

Fonte : ESA

14/12/2011 - Firmato il primo contratto commerciale per Vega - Mentre sono in corso in Guiana Francese i preparativi per il lancio inaugurale del nuovo lanciatore leggero Vega dell'ESA (European Space Agency), Arianespace ha siglato il primo contratto commerciale di lancio per Vega proprio con l'ESA e sotto l'egida della Comunità Europea. Arianespace utilizzerà Vega per lanciare due satelliti della famiglia Sentinel-2 e Sentinel-3, che fanno parte del programma Europeo GMES (Global Monitoring for Environment and Security). Il programma è co-finanziato da ESA e Comunità Europea ed i lanci sono previsti per il 2014-2016 dal Guiana Space Center. I satelliti Sentinel-2 e Sentinel-3 sono veicoli spaziali di osservazione ottica, operanti su orbite sincrone solari ad un'altezza di circa 800 km. I satelliti, costruiti dalla Astrium e dalla Thales Alenia Space, rispettivamente, peseranno ognuno circa 1.200 kg. al lancio. Arianespace è il leader mondiale nelle compagnie delle soluzioni di servizii di lancio, fornendo innovazione ai loro clienti fin dal 1980. Al 13 dicembre 2011 Arianespace ha lanciato un totale di 298 carichi utili con i lanciatori Ariane, ha lanciato con successo il primo Soyuz dal Guiana Space Center e si sta preparando al debutto di Vega. Nel suo portafoglio ordini futuro vi sono 21 lanci di Ariane 5 e 17 di Soyuz, pari ad oltre tre anni di attività.

Fonte : Arianespace

Nell'immagine (Credit: Stratolaunch) il gigantesco aereo madre con il razzo della SpaceX appeso fra le ali 13/12/2011 - Stratolaunch sarà un nuovo sistema di accesso allo spazio a basso costo - Il progettista Burt Rutan, il miliardario Paul Allen, il costruttore di razzi Elon Musk e l'ex-amministratore della NASA Mike Griffin si sono riuniti per sviluppare un nuovo sistema di lancio spaziale da un aereo. Stratolaunch, questo il nome del nuovo progetto vedrà un super aereo grande come due Jumbo 747 che porterà un missile alato fino a 9.000 metri e da lì lo sgancerà e con i suoi motori a razzo raggiungerà l'orbita terrestre. Il progetto prevede di poter inviare in questo modo ed a un costo inferiore di quello odierno sia attrezzature, satelliti, sonde spaziali e perfino astronauti nello spazio. Il finanziatore del progetto è il miliardario Paul Allen, co-fondatore della Microsoft, che aveva già finanziato con 20 milioni di dollari il progetto SpaceShipOne con il quale il progettista aeronautico Burt Rutan aveva vinto l'X-Prize nel 2004. Il gigantesco aereo che dovrebbe essere utilizzato per inviare il razzo in orbita avrà due carlinghe grandi come quelle di un 747 unite da una grande ala e sarà fornito di 6 motori. Il razzo alato invece verrà costruito dalla SpaceX di Elon Musk, avrà una lunghezza di circa 40 metri ed una capacità di portare in orbita fino a 6 tonnellate di carico. Il complesso sistema che terrà appeso il razzo, pesante circa 220 tonnellate, sarà invece costruito dalla Dynetics, società aeronautica esperta di integrazione di sistemi. Il quartier generale della Stratolaunch è stato aperto ad Hunstsville, in Alabama, mentre l'aereo madre verrà costruito dalla Scalde Composite di Burt Rutan, che ora fa parte della Northrop Grumman, presso un nuovo impianto da realizzare nel deserto di Mojave presso l'Air and Space Port della California. La pista di lancio del nuovo veicolo potrebbe essere quella utilizzata dagli Space Shuttle in Florida, presso il Kennedy Space Center. I primi test dell'aereo sono previsti fra il 2015 ed il 2016 ed il primo lancio a seguire. Al momento la Stratolaunch ha circa 100 dipendenti ma si prevede che nei prossimi anni vi sarà bisogno di altre assunzioni di personale in Alabama, California e Florida. Una delle particolarità del sistema Stratolaunch sarà quella di poter lanciare praticamente in ogni direzione orbitale dato che il razzo verrà sganciato sopra l'Oceano e quindi non avrà tutte le restrizioni dei lanci che avvengono dalla terraferma. Un sistema simile ma con capacità inferiore di carico è il Pegasus della Orbital Sciences Corp. che viene aviolanciato da un aereo per il trasporto passeggeri modificato. Nell'immagine (Credit: Stratolaunch) estratta dal video di presentazione il gigantesco aereo madre costruito dalla Scaled Composite con il razzo della SpaceX appeso fra le ali.

Fonti : SpaceflightNow - Stratolaunch

12/12/2011 - Sulla rampa il secondo razzo Soyuz a Kourou - Un secondo razzo vettore Soyuz è stato eretto sulla rampa di lancio ed è pronto a ricevere il suo carico multiplo per la missione notturna di venerdì per Arianespace dalla Guiana Francese. Questo secondo veicolo di lancio, attualmente composto dal primo, secondo e terzo stadio, è stato portato dall'edificio di assemblaggio MIK fino alla rampa nella stessa maniera, orizzontale, che è già stata utilizzata per gli altri 1.780 voli di questo lanciatore medio. Il Soyuz è stato poi alzato in posizione verticale sulla rampa di lancio di cemento e sospeso sul posto da quattro bracci di supporto. Tutto è pronto per le fasi finali della campagna di lancio del razzo vettore costruito in Russia e che verrà lanciato dalla Guiana Francese. L'interazione dell'ogiva in materiale composito con i sei satelliti della missione, lo stadio superiore Fregat è stata eseguita all'interno della torre mobile di servizio. Questo secondo volo di un Soyuz dallo Spazioporto Europeo porterà in orbita i due satelliti, il Francese Pleiades 1 ed il Cileno SSOT, da osservazione terrestre per scopi civili e militari, assieme a quattro microsatelliti Francesi Elisa per scopi dimostrativi di intelligence elettronica e difesa. Questi carichi utili sono stati integrati assieme la scorsa settimana nella sala pulita S3B dello Spazioporto con lo speciale dispenser installato sulla sommità dello stadio superiore Fregat e poi il tutto racchiuso nell'ogiva di lancio ST. Il lancio VS02 è previsto per il 16 dicembre alle 11:03:08 p.m. ora locale della Guiana Francese (le 3:03 ora italiana del 17 dicembre) e porterà il carico utile su un'orbita circolare inclinata di 98°. Il totale del carico utile è di 2.191 kg., compresi i quasi 1.400 kg. dei sei satelliti mentre il resto è costituito dal dispenser e dall'hardware di integrazione.

Fonte : Arianespace

Nell'immagine (Credit: Orbital Sciences Corp.) il primo stadio di Antares in preparazione 12/12/2011 - Antares è il nuovo nome del razzo della Orbital - La Orbital Sciences Corporation ha annunciato oggi che 'Antares' sarà il nome ufficiale del nuovo razzo vettore di classe media che era conosciuto durante il programma di ricerca e sviluppo come Taurus II. La Orbital sta lavorando allo sviluppo di questo nuovo vettore da oltre quattro anni e la fase operativa del programma è prevista nel 2012 con i primi tre voli previsti e che verranno condotti con il nome operativo di Antares. La compagnia prosegue quindi la tradizione di dare ai propri veicoli di lancio il nome di corpi celesti utilizzando la derivazione Greca. Infatti la Orbital ha i lanciatori Pegasus, Taurus XL e Minotaur. La scelta di Antares è stata fatta per differenziarlo dal vettore Taurus che è di tipo completamente diverso. Il nome Taurus II, utilizzato fino ad oggi avrebbe potuto ingenerare della confusione. Antares è il nome di una gigante rossa ed è la stella più luminosa della costellazione dello Scorpione. La Orbital sta completando lo sviluppo del lanciatore medio Antares che verrà utilizzato per portare satelliti ed altri carichi utili in una varietà di orbite attorno alla Terra e anche in orbita di trasferimento geostazionaria fino a traiettorie di fuga dalla Terra. Antares combina un potente primo stadio a combustibile liquido con altri propulsori, avionica e tecnologie relative agli altri veicoli di lancio sviluppati. Il primo stadio a propellente liquido di Antares alimenta due motori AJ26-62 a kerosene (RP-1) ed ossigeno liquido derivati dai sovietici NK-33 dello sfortunato vettore N-1 e costruiti dalla Aerojet. La Orbital ha poca esperienza con grandi stadi a propellente liquido e quindi ne ha affidato la fornitura alla industria Ucraina Yuzhnoye SDO, che costruisce i vettori Zenit. Il secondo stadio è invece a combustibile solido, Castor 30, fornito dalla ATK e derivato dal Castor 120. Un secondo stadio più potente è al momento in sviluppo dalla Orbital per portare carichi più pesanti. Vi sarà in futuro anche la possibilità di associare un terzo stadio a combustibile liquido per aumentare ulteriormente le possibilità di carichi da trasportare. L'altezza di Antares sarà di circa 40 metri e con un diametro di 3,9 metri ed un peso al lancio di 240 tonnellate. Il programma di Antares prevede la momento dieci lanci, ad iniziare dai primi del 2012 con il volo inaugurale di prova seguito da un secondo volo dimostrativo qualche mese dopo, entrambi condotti sotto l'accordo COTS (Commercial Orbital Transportation Services) con la NASA per portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale per mezzo del veicolo spaziale automatico Cygnus costruito sempre dalla Orbital. La Orbital ha un contratto con la NASA per otto missioni di rifornimento alla ISS dal 2012 al 2015 per un valore di 1,9 miliardi di dollari. Inoltre la Orbital offrirà Antares come veicolo di lancio per enti civili governativi, militari, intelligence e clienti commerciali per satelliti di classe media. Dal suo sito di lancio, posto a Wallops Island, in Virginia, Antares può raggiungere sia inclinazioni medie che polari portando rispettivamente in orbita carichi di circa 7.000 kg. e 2.500 kg. Inoltre la Orbital prevede di stabilire un sito di lancio sulla costa ovest entro i prossimi tre anni che permetterebbe di ottimizzare le prestazioni di Antares per le alte orbite polari aumentandone la capacità di carico a 4.300 kg. Nell'immagine (Credit: Orbital Sciences Corp.) il primo stadio di Antares in preparazione.

Fonti : Orbital Sciences Corp. - Wikipedia

12/12/2011 - Giappone lancia satellite da ricognizione radar - Un razzo vettore H-2A è decollato lunedì alle 10:21 a.m. ora locale di lunedì (le 3:21 ora italiana) dal Centro Spaziale Tanegashima, la principale base di lancio spaziale Giapponese che si trova su una remota isola nella parte sud dell'isola principale. Il razzo a due stadi, aiutato da due booster a propellente solido, ha immesso regolarmente in orbita un satellite una ventina di minuti dopo. L'agenzia spaziale Giapponese JAXA non ha rivelato le caratteristiche del satellite, IGS-Radar 3, ma questo dovrebbe avere a bordo un radar ad apertura sintetica per poter riprendere immagini del terreno sia di notte che con copertura nuvolosa. Il satellite fa parte del programma di ricognizione che il Giappone ha stabilito dopo che la Corea del Nord aveva lanciato un missile sopra il proprio territorio nel 1998. Oltre a questo il Giappone dispone di quattro satelliti con capacità ottiche di spionaggio, compreso uno lanciato a settembre ma non ancora operativo. L'ultimo satellite radar del Giappone si era guastato lo scorso anno lasciando il Paese senza capacità di ricognizione satellitare ogni-tempo. Quello di oggi era il 20° lancio di un vettore H-2A, il 19° a concludersi regolarmente. Inoltre questo è stato anche il 78° lancio orbitale globale del 2011, il 73° a concludersi con successo.

Fonti : SpaceflightNow - Space Launch Report

Nell'immagine (Credit: NASA) l'Amministratore della NASA Dr. James D. Fletcher a Palmdale, durante la presentazione di Enterprise accanto al cast di attori della serie tv Star Trek 11/12/2011 - La NASA firma la cessione dell'Enterprise al Museo Intrepid di New York - Il vice-amministratore della NASA, Lori Garver, ha firmato il documento che sancisce il trasferimento della navetta spaziale Enterprise al Museo Intrepid Sea, Air & Space di New York. Questo è il primo passo verso il trasferimento della navetta che verrà eseguito nella primavera del 2012. La cerimonia si è svolta domenica 11 dicembre a bordo della portaerei americana che è attraccata al molo 86 che si trova sull'Hudson River Park. la navetta Enterprise volerà dall'aeroporto di Washington fino al JFK di New York sul dorso dello speciale Jumbo 747 Shuttle Carrier Aircraft della NASA. Poi, per mezzo di una chiatta verrà portata fino al molo dove è ormeggiata la portaerei museo e qui sarà issata sul suo ponte di volo dove, una speciale copertura protettiva permetterò al pubblico di ammirarla. La navetta Enterprise (OV-101) era uscita dagli stabilimenti di Palmdale, in California, il 17 settembre 1976 ed era stata utilizzata per tutta la fase critica di test di atterraggio e per gli altri aspetti di preparazione per una missione shuttle. L'ALT (Approach and Landing Test), il programma che coinvolgeva sia le fasi a terra che in volo, conseguiva 16 missioni in volo. I test a terra invece prevedevano che la navetta, posta sul Jumbo 747, testasse i carichi e le sollecitazioni a cui sarebbero state sottoposte le sue gemelle nei carichi, scarichi e trasferimento sul dorso dell'aereo. Da febbraio a novembre del 1977 le coppie di piloti NASA Fred Haise, Gordon Fullerton, Joe Engle e Dick Truly, eseguirono cinque atterraggi dopo essersi sganciati dall'aereo, dimostrando le capacità di avvicinamento ed atterraggio di un veicolo orbitale di concezione completamente nuova. Dopo questi test l'Enterprise, chiamata così in omaggio alla famosa astronave della serie televisiva 'Star Trek', venne trasferita al Marshall Space Flight Center della NASA dove, da marzo 1978 a marzo 1979 venne agganciata ad un serbatoio esterno ed ai booster a combustibile solido per essere sottoposta ad una serie di test verticali di vibrazione. Poi nel giugno del 1979 venne trasferita al Kennedy Space Center dove, di nuovo accoppiata in configurazione di lancio con un serbatoio esterno e booster, vennero testate le configurazioni di lancio. A questo punto la NASA aveva previsto che Enterprise venisse modificata per poter volare nello spazio ma i costi emersi durante lo studio fecero abbandonare il progetto. La seconda navetta ad essere costruita per il volo spaziale, dopo il Columbia, divenne quindi un modello ingegneristico (OV-099) ribattezzato Challenger. Dopo questa serie di test critici per il programma Shuttle, l'Enterprise venne portata in giro per il mondo sul dorso del Jumbo 747 per essere ammirata ai vari spettacoli aerei in America ed Europa. Nel febbraio del 1985 Enterprise venne trasferita alla Base di Lancio dell'Aeronautica Militare USA di Vandemberg, in California, per testare, sempre in configurazione di lancio con serbatoio esterno e booster, la rampa costruita per gli Shuttle che però non verrà mai utilizzata dopo l'incidente del Challenger. Nel novembre del 1985 Enterprise concluse la sua lunga carriera al Museo di Washington dell'Aria e dello Spazio dove rimarrà esposta fino al suo trasferimento a New York. Senza dubbio Enterprise, che non ha mai volato nello spazio, è stata la navetta spaziale che ha girato di più il mondo e che è stata ammirata dal più grande numero di persone. Nella foto (Credit: NASA) l'Amministratore della NASA Dr. James D. Fletcher a Palmdale, durante la presentazione di Enterprise il 17 settembre 1976, accanto a lui il cast di attori della serie tv Star Trek.

Fonte : NASA

Nell'immagine (Credit: Roscosmos TV) il lancio del Proton di oggi 10/12/2011 - Proton mette in orbita due satelliti - Un razzo vettore Proton è decollato dalla rampa di lancio 24 del sito 81 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 15:17 ora di Mosca (le 13:17 ora locale) come previsto. A bordo del Proton due satelliti: Amos-5, un satellite per telecomunicazioni Israeliano, e Luch 5A, un satellite Russo destinato alle telecomunicazioni con i veicoli spaziali. Dopo l'entrata in orbita preliminare, 15 minuti dopo il decollo, lo stadio superiore Breeze-M ha eseguito varie accensioni per inserire i due satelliti nelle orbite previste. Circa 9 ore dopo il lancio il satellite di trasmissione dati Luch 5A è stato rilasciato e questo permetterà alla Russia di ristabilire alcune proprie comunicazioni con i veicoli spaziali. Il concetto è simile ai satelliti TDRS (Tracking and Data Relay System) della NASA. Il Luch 5A opererà ad un'altezza di 35.888 km. in orbita geostazionaria e fornirà i collegamenti fra le stazioni di terra e i veicoli spaziali in orbita bassa, come la Stazione Spaziale Internazionale, ed altri satelliti del paese quando questi stanno sorvolando zone al di fuori delle stazioni di tracciamento a Terra. Al momento non è stato ancora rivelato in quale slot operativo Luch 5A verrà posizionato. La precedente generazione di questi satelliti era andata fuori servizio per l'età e con il lancio di oggi la Russia ricomincerà ad avere una copertura parziale. Il prossimo satellite di questo tipo, Luch 5B, dovrebbe andare in orbita il prossimo anno. Il satellite pesa circa 1,1 tonnellate al lancio, è dotato di antenne ad alto guadagno e di antenne omnidirezionali per comunicare in banda Ku ed S e la sua vita operativa è stimata in 10 anni. L'altro satellite a bordo del Proton era Amos-5, dell'operatore Israeliano Space-Communication Ltd di Tel Aviv. Il satellite Amos-5, pesante circa 1,58 tonnellate, si è separato dallo stadio superiore Breeze-M dopo quasi 10 ore dal decollo. Il satellite Israeliano verrà posizionato a 17° Est in orbita geostazionaria per coprire i mercati emergenti dell'Africa collegandoli con l'Europa. Il satellite è stato costruito dalla società Russa Reshetnev Information Satellite Systems Co., come anche il Luch 5A, è fornito di 18 trasmettitori in banda C e di altrettanti in banda Ku che invieranno segnali televisivi, connessioni telefoniche ed internet, con una vita operativa di 15 anni. Quello di oggi è stato il 77° lancio orbitale del 2011, il 72° a raggiungere regolarmente l'orbita. Nell'immagine (Credit: Roscosmos TV) il lancio del Proton di oggi in una inusuale veste diurna.

Fonti : Russian Space Web - SpaceflightNow

09/12/2011 - Phobos-Grunt rientrerà nell'atmosfera terrestre il 9 gennaio - Gli esperti della NASA hanno previsto che la sonda marziana Russa Phobos-Grunt rientrerà nell'atmosfera terrestre distruggendosi attorno al 9 gennaio 2012. La Phobos-Grunt era stata lanciata il 9 novembre ed aveva l'ambizioso obiettivo di atterrare su Phobos, una delle due lune di Marte, raccogliere campioni e riportarli sulla Terra per essere studiati. Purtroppo dopo il lancio i suoi motori non si sono mai accesi per spingere la sonda fuori dall'orbita terrestre ed immetterla in rotta verso il Pianeta Rosso. La sonda si spezzerà durante il rientro e nessun frammento raggiungerà il suolo terrestre, almeno così ha rassicurato Vladimir Popovich, il capo dell'agenzia spaziale federale Russa Roscosmos. Il veicolo spaziale imbarca 7,5 tonnellate di propellente altamente tossico immagazzinato in serbatoi di alluminio che ci si aspetta che esplodano al rientro. Gli esperti della NASA hanno puntualizzato che la Russia ha fallito tutti e 17 i tentativi di inviare missioni di studio verso Marte fin dal 1960. Intanto la Russia potrebbe diventare partner a pieno titolo della prevista missione esplorativa congiunta USA-Europa di Marte, ha rivelato un portavoce dell'ESA. Franco Bonacini dell'ESA ha affermato che i capi delle rispettive agenzie spaziali NASA, ESA e Roscosmos hanno deciso di proseguire i colloqui su questo argomento. Giovedì il direttore scientifico dell'ESA, Alvaro Gimenez Canete si è incontrato con Charles J. Gay, Amministratore Associato della NASA e con il vicecapo della Roscosmos Anatoly Shilov negli uffici del quartier generale dell'ESA a Parigi. L'incontro è terminato con ottimismo sul fatto che la Russia possa fornire un razzo Proton per il lancio della missione diretta a Marte capitanata dall'Europa nel 2016 in cambio di un pieno coinvolgimento nel progetto esplorativo, ha dichiarato Bonacina. Il progetto ExoMars dell'ESA ha incontrato difficoltà a causa della riduzione di finanziamento da parte della NASA. Oleg Korablyov, vice direttore dell'istituto di ricerca spaziale Russo, ha detto che gli scienziati Russi sono interessati ad entrare nel progetto per accelerare lo sviluppo di un proprio programma di ricerca marziana dopo i tagli di biliancio.

Fonte : Spacedaily

Nella illustrazione (Credit: SpaceX) Il Dragon in avvicinamento alla ISS 09/12/2011 - La NASA annuncia la data di lancio del volo di SpaceX - La NASA ha annunciato il 7 febbraio 2012 come data obiettivo di lancio per il secondo volo dimostrativo della Space Exploration Technologies (SpaceX) per il Commercial Orbital Transportation Services (COTS). Il lancio attende ora soltanto il completamento degli ultimi controlli di sicurezza, test e verifiche. La NASA ha inoltre permesso alla SpaceX di inviare il veicolo spaziale Dragon ad incontrare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in questo volo singolo. "La SpaceX ha fatto degli incredibili progressi negli ultimi mesi per la preparazione di Dragon per la sua missione alla stazione spaziale," ha detto William Gerstenmaier, Amministratore Associato della NASA per le Operazioni e le Missioni Umane Esplorative. "Non vediamo l'ora di assistere al successo di questa missione, che aprirà una nuova era nella consegna del carico commerciale di questo laboratorio orbitante internazionale". Gerstenmaier ha detto: "C'è ancora una notevole quantità di lavoro critico da completare prima del lancio, ma le squadre hanno un solido piano per completarle e sono preparati alle sfide inaspettate. Come tutti i lanci, si regolerà la data di lancio come necessario per acquisire una sufficiente comprensione dei risultati dei test e analisi per garantire la sicurezza e il successo della missione." Durante il volo, Dragon condurrà una serie di procedure di controllo che metteranno alla prova i suoi sistemi prima del rendez-vous con la stazione. Gli obiettivi primari per il volo comprendono un fly-by della stazione spaziale ad una distanza di circa 3 km. a convalidare il funzionamento dei sensori e dei sistemi di volo necessari per un avvicinamento sicuro. Il veicolo spaziale dovrà anche dimostrare la capacità di annullare la manovra, se necessario. Dragon eseguirà l'avvicinamento finale alla Stazione Spaziale Internazionale mentre l'equipaggio della stazione sarà alle prese con il controllo del braccio robotico della stazione. La capsula sarà ancorata al nodo Harmony dal lato rivolto verso la Terra. Al termine della missione, l'equipaggio dovrà invertire il processo, staccando Dragon dalla stazione per il suo ritorno sulla Terra e l'ammaraggio nellOceano Pacifico al largo della costa della California. Se l'appuntamento e l'attracco alla stazione non avranno successo, la SpaceX eseguirà un terzo volo dimostrativo al fine di raggiungere questi obiettivi, come inizialmente previsto. "SpaceX è in prima linea per dimostrare come una partnership tra il governo e l'industria privata può portare a nuove funzionalità e di fornire un ritorno sugli investimenti di grandi dimensioni", ha detto Alan Lindenmoyer, program manager per COTS della NASA al Johnson Space Center di Houston. "La SpaceX è entusiasta di essere la prima azienda commerciale nella storia ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale. Questa missione segnerà una pietra miliare per il futuro del volo spaziale", ha detto il presidente della SpaceX Gwynne Shotwell. "Apprezziamo il continuo supporto della NASA e la loro collaborazione in questo processo." Iniziato nel 2006, il programma COTS della NASA sta investendo risorse finanziarie e tecniche per stimolare gli sforzi nel settore privato per sviluppare e dimostrare un sistema sicuro, affidabile e conveniente di trasporto spaziale. In una strategia multifase, il programma è quello di stimolare l'innovazione e lo sviluppo di nuovi veicoli spaziali e veicoli di lancio dell'industria commerciale, creando un nuovo sistema di consegna di merci nell'orbita bassa terrestre e verso la Stazione Spaziale Internazionale. Attraverso lo Space Act Aggreements, la SpaceX riceverà fino a 396 milioni di dollari e la Orbital Sciences Corporation, partner anchessa della NASA nei COTS, fino a 288 milioni di dollari per il completamento di tutte le pietre miliari negli accordi. Fino ad oggi, la SpaceX ha ricevuto 376 milioni dollari per il completamento di 36 su 40 tappe e la Orbital ha ricevuto 261,5 milioni di dollari per aver completato 23 su 29 tappe. Nella illustrazione (Credit: SpaceX) Il Dragon in avvicinamento alla ISS.
Per maggiori informazioni sui COTS visita: http://www.nasa.gov/cots
Per ulteriori informazioni sulla SpaceX ed il veicolo spaziale Dragon visita: http://www.spacex.com

Fonte : NASA

L'equipaggio di Spedizione 30/31 (da sinistra l'Ingegnere di Volo della NASA Don Petitt, il Comandante 
della Soyuz Oleg Kononenko e l'Ingegnere di Volo dell'ESA André Kuipers) dopo l'atterraggio all'aeroporto di Krainy, l'aeroporto vicino a Baikonur, l'8 dicembre. A riceverli 
Nikolai Zelenschikov della RSC Energia 09/12/2011 - André ha superato gli ultimi esami e poi via a Baikonur per il lancio - L'astronauta André Kuipers dell'ESAè ora ufficialmente pronto per il decollo previsto per il 21 dicembre: egli ed i suoi compagni di missione hanno passato i loro esami finali e sono partiti ieri per il sito di lancio. Tutti assieme sullo stesso aereo anche il blog della missione PromISSe è decollato ieri. Ogni equipaggio destinato alla Stazione Spaziale Internazionale deve superare due giorni di esami finali nei simulatori di Star City, vicino a Mosca prima di essere dichiarati pronti al volo. E non si tratta soltanto di una formalità - essi devono mostrare di poter controllare il loro veicolo spaziale Soyuz e di mantenere la Stazione in ogni situazione. L'equipaggio e le loro riserve devono confrontarsi con una moltitudine di problemi, chiusi ermeticamente nelle buste quella mattina. La simulazione di André è iniziata con una radiotrasmittente guasta, che li ha costretti a volare da soli senza una parola da Terra. Poi l'orizzonte automatico si è rotto e l'equipaggio ha dovuto controllare l'orientamento da solo. Infine, appena prima dell'attracco, il radar della Soyuz li ha lasciati ed il trio ha dovuto proseguire in modo manuale. Anche la simulazione di rientro sulla Terra non è stata facile: del vero fumo è apparso nella loro capsula, forzandoli a chiudere gli elmetti, avviare la ventilazione e spegnere l'elettricità. A questo punto hanno espulso tutta l'aria dalla capsula per spegnere l'incendio. Poi il motore di frenata si è spento prima del previsto e così l'equipaggio ha dovuto calcolare quanto tenere accesi i piccoli motori di riserva. Infine il computer si è rifiutato di accendere i retrorazzi ed i tre hanno dovuto provvedere manualmente. Dopo aver superato missioni simulate come questa i voli reali devono sembrare delle vacanze in crociera. Dopo aver superato i loro esami l'equipaggio ha seguito le varie tradizioni che sono parte di ogni missione spaziale umana da Baikonur e che hanno le loro radici nel pioneristico volo di Yuri Gagarin nel 1961. Una di queste tradizioni è la visita all'ufficio di Gagarin dopo che i risultati degli esami sono stati formalmente approvati. La stanza che si trova a Star City è stata lasciata così com'era fin dal giorno della motre di Gagarin. André ed i suoi compagni hanno scritto un breve saluto nel libro degli ospiti e poi hanno proseguito per la Piazza Rossa per lasciare dei fiori al Kremlino dove sono commemorati i cosmonauti caduti. L'equipaggio ha preso un aereo alle ore 10:01 ora locale di Mosca in direzione di Baikonur per gli ultimi preparativi e la quarantena prima del lancio, previsto per il 21 dicembre. Seguire la missione spaziale dell'ESA non è mai stata così facile. André utilizza Tweet con il nickname @astro_andre e scrivendo un proprio diario di missione in Olandese ('Logboek') ma che presto potrà essere letto anche in lingua inglese. Un blog speciale della missione è stato inoltre avviato ieri: il blog PromISSe coprirà ogni aspetto della missione e sarà il luogo ideale per postare domande e commenti. Sarà proprio come volare nello spazio assieme ad André! Nella foto (Credit: GCTC) l''equipaggio di Spedizione 30/31 (da sinistra l'Ingegnere di Volo della NASA Don Petitt, il Comandante della Soyuz Oleg Kononenko e l'Ingegnere di Volo dell'ESA André Kuipers) dopo l'atterraggio all'aeroporto di Krainy, l'aeroporto vicino a Baikonur, l'8 dicembre. A riceverli Nikolai Zelenschikov della RSC Energia.

Fonte : ESA

08/12/2011 - La Blue Origin testerà ad aprile il suo motore a Stennis - Il vice-direttore della NASA, Lory Garver, ha visitato oggi la sede della Blue Origin, a Kent, nello stato di Washington. La compagnia è fra quelle scelte dalla NASA come partner commerciale per l'apertura di un nuovo capitolo dell'esplorazione spaziale sviluppando dei sistemi innovativi per raggiungere l'orbita bassa terrestre come parte del Programma di Sviluppo di Equipaggio Commerciali. "La Blue Origin sta realizzando tecnologie innovative che ci porteranno in orbita bassa della Terra," ha detto la Garver. "Come tutti gli altri nostri partner commerciali anche loro stanno facendo veri progressi e stanno aprendo un nuovo segmento di posti di lavoro nella nostra economia che permetterà alla NASA di concentrarsi sulle nostre prossime grandi sfide --le missioni verso gli asteroidi e Marte." La Garver ha inoltre annunciato che la Blue Origin ha deciso che il suo motore BE-3, la camera di combustione e l'ugello verranno inviati ad aprile 2012 presso lo Stennis Space Center della NASA in Mississippi dove inizierano i test. La compagnia sta sviluppando un veicolo di lancio riutilizzabile, progettato per decollare ed atterrare verticalmente ed un sistema di fuga per il suo veicolo con equipaggio. I test verranno effettuati presso il Test Stand E-1. "Siamo felici che la Blue Origin possa approfittare di Stennis, un centro con una storia di prove di motori fin dall'inizio dell'era spaziale e fino ai nuovi motori dei razzi del futuro," ha proseguito la Garver. "Abbiamo apprezzato l'opportunità di lavorare a fondo con esperti che utilizzano le attrezzature di Stennis per il nostro test del motore, e siamo grati per avere le apparecchiature per il test già pronte," ha detto Rob Meyerson, presidente e capo programma della Blue Origin. Per ulteriori informazioni sulle collaborazioni fra la NASA per il trasporto spaziale commerciale visita il sito: http://www.nasa.gov/exploration/commercial
Per ulteriori informazioni sulla Blue Origin visita il sito: http://www.blueorigin.com

Fonte : Spaceref

Nella illustrazione (Credit: Astrium UK) il Sentinel-5 Precursor 08/12/2011 - L'ESA sceglie Astrium per il satellite Sentinel-5 Precursor - Con un contratto siglato fra l'ESA (European Space Agency) e la Astrium UK per un valore di circa 45,5 milioni di Euro, grazie al sistema satellitare Sentinel-5 Precursor l'Europa si è accaparrata un'ulteriore capacità di monitoraggio dell'inquinamento atmosferico. Il satellite Sentinel-5 Precursor (Sentinel-5P) il cui lancio è previsto per il 2015, sarà il primo satellite dedicato al monitoraggio della chimica dell'atmosfera per il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security). Astrium UK è ora responsabile per la consegna e l'integrazione della piattaforma satellitare e il sistema che compongono la missione nel suo complesso. Il contratto è stato firmato dal Direttore dei Programmi di Osservazione Terrestre dell'ESA, Volker Liebig e dalla direttrice nazionale di Astrium UK per il settore Osservazione della Terra, Navigazione e Scienza, Miranda Mills. Il prof. Liebig ha detto, "Questo contratto è un passo importante per lo sviluppo dei satelliti della serie Sentinel che utilizzerà GMES. Sentinel-5P ci assicurerà un flusso di dati continui per monitorare il buco dell'ozono e l'inquinamento della troposfera." Come SCIAMACHY a bordo di Envisat dell'ESA e lo strumento di monitoraggio dell'ozono sulla missione Aura della NASA giunti alla fine della loro vita, Sentinel-5P colmerà il divario tra l'attuale capacità atmosferica di bassa orbita polare e il lancio di Sentinel-5, previsto per il 2020. Sentinel-5P assicurerà che i dati atmosferici siano disponibili per i modelli climatici e le previsioni meteorologiche fra il 2015 ed il 2020. Il satellite trasporterà il Tropomi (Tropospheric Ozone Monitoring Instrument). Questo avanzato sistema di raccolta di assorbimento spettrometrico fornirà dati sulle tracce atmosferiche dei gas e di aerosol che affliggono la qualità dell'aria ed il clima. Questo strumento misuerà l'ozono, il biossido di azoto, biossido di zolfo e altri inquinanti atmosferici a una risoluzione superiore a quella attualmente disponibile. Tropomi è stato sviluppato dall'Olanda in collaborazione fra ESA, il Netherlands Space Office NSO, il Dutch Royal Meteorological Institute KNMI, il Dutch Institute for Space Research SRON, il TNO ed il Dutch Space. Con l'inquinamento atmosferico come una delle principali preoccupazioni, tre missioni Sentinel saranno dedicate al monitoraggio atmosferico e sono in fase di sviluppo per il GMES. Sentinel-4 sarà montato sui satelliti Meteosat di terza generazione in orbita geostazionaria e Sentinel-5 sarà montato sulla seconda generazione di satelliti MetOp in orbita polare a partire dalla fine del decennio. Attraverso GMES, i dati di tutte le missioni Sentinel saranno resi disponibili ai responsabili per aiutarli a gestire l'ambiente, comprendere e mitigare gli effetti del cambiamento climatico e garantire la sicurezza civile. Nella illustrazione (Credit: Astrium UK) il Sentinel-5 Precursor.

Fonte : ESA

Nella illustrazione (Credit: Loockheed Martin Corp.) l'RBS Pathfinder. 08/12/2011 - Nuovo veicolo di lancio sperimentale alato dell'Air Force - La Lockheed Martin è stata scelta dall'U.S. Air Force per portare avanti il programma sperimentale del sistema RBS (Reusable Booster System) con un primo contratto di 2 milioni di dollari al quale è abbinato un contratto ulteriore di 250 milioni di dollari per i prossimi cinque anni. Il laboratorio di ricerca dell'Air Force (AFRL) e l'Air Force Space and Missile System Center stanno sviluppando l'RBS come una nuova generazione di veicoli di lancio che incrementerano significativamente l'affidabilità, l'operabilità ed i tempi di risposta per le capacità future di invio nello spazio rispetto ai lanciatori a perdere. Inizialmente gli esperimenti di volo e di terra di RBS porteranno ad un veicolo dimostrativo di volo chiamato RBS Pathfinder (precursore) il cui lancio è previsto per il 2015. L'RBS Pathfinder è un veicolo di volo di prova innovativo, riutilizzabile, alato e alimentato da razzi che dovrà dimostrare le capacità di manovra del sistema RBS di tornare al punto di partenza e dovrà validare tutte le richieste per i sistemi che poi guideranno i dettagli per il progetto di un RBS operativo. "Siamo lieti di essere stati selezionati dll'Air Force per supportarli nel programma Reusable Booster System," ha dichiarato John KAras, vice presidente dei Sistemi Spaziali della Lockheed Martin e direttore generale per il settore del Volo Spaziale Umano. "Le tecnologie innovative e le capacità fornite da RBS saanno vitali per i bisogni dell'Air Force e per la nazione grazie al fatto di avere un sistema di lancio spaziale più affidabile e rapido nell'impiego." Il team RBS della Lockheed Martin è guidato dalla Lockheed Martin Space Systems Company di Denver, Colorado, con la Lockheed Martin Skunk Works operations di Palmdale, California, e Fort Worth, Texas. Il team comprende alcuni piccoli partner nell'impresa come la Science and Technology Applications, LLC di Moorpark, California, la UP Aerospace di Highlands Ranch, Colorado, e la JFA Avionics Systems di Newbury Park, Caliornia. Per il programma RBS Pathfinder la Loockheed Martin ha siglato un accordo con la Spaceport Authority del Nuovo Messico per condurre le operazioni di volo dallo Spazioporto America, il primo spazioporto costruito appositamente per l'utilizzo commerciale che si trova nel sud del Nuovo Messico. Nella illustrazione (Credit: Loockheed Martin Corp.) l'RBS Pathfinder.

Fonte : Spacedaily

07/12/2011 - Rivelati da un'emissione filatelica i nomi dei nuovi Taikonauti? - Un'emissione filatelica Cinese con le firme di setti piloti potrebbe aver svelato il nuovo gruppo di taikonauti destinati prossimamente a volare nello spazio. Due appassionati di spazio hanno infatti scovato una busta emessa dal Governo Cinese in cui vi sono sette firme che potrebbero essere i nuovi sette prescelti circa 18 mesi fa ed i cui nominativi sono stati tenuti segreti fino ad ora. Fra di loro si trovano ciqnue uomini e due donne. Tony Quine, un collezionista di cimeli spaziali dell'Isola di Mann che scrive anche articoli per la rivista "Spaceflight" della British Interplanetary Society, assieme a Igor Lissov, un esperto dell'industria spaziale Russa, hanno scovato da un venditore su un sito internet in Germania questa emissione filatelica e con l'aiuto di appassionati di astronautica Cinese hanno tradotto le sette firme riportate. La busta è stata emessa in Cina il 10 maggio 2010, lo stesso giorno che il programma spaziale Cinese ha riportato che erano stati scelti altri candidati per il corpo astronauti. La Cina aveva confermato che i prescelti erano stati sette fra cui due donne ma non aveva svelato i loro nomi. I sette nomi sulla busta sono: - i cinque uomini Zhang Hu, Chen Dong, Cai Xuzhe, Tang Hongbo e Yi Guangfu — e due donne, Liu Yang and Wang Yaping. Secondo Quine, una delle due donne, Wang, aveva già avuto delle conferme ufficiose di essere una delle due donne scelte per essere le prime a volare nello spazio. Questi sette piloti selezionati nel 2010 vanno ad integrarsi con il primo gruppo, composto di 14 taikonauti, reclutato fra il 1996 ed il 1998 ed i cui nomi sono ben conosciuti e di questi sei hanno già volato nello spazio a partire dal 2003. Recenti notizie dalla Cina avute durante la missione di attracco fra il modulo spaziale TianGong-1 e ed il veicolo spaziale senza equipaggio Shenzhou-8 hanno riportato che fra le nove persone scelte fra il primo e secondo gruppo le due donne parteciperanno alle missioni Shenzhou-9 e 10 se entrambe saranno con equipaggio. Invece i cinque maschi del gruppo del 2010 dovranno forse attendere la serie di missioni con il TianGong-2 che avverranno non prima del 2013.

Fonte : Space.com

06/12/2011 - Il James Webb Space Telescope verrà lanciato nel 2018 - La NASA, dopo una serie di ritardi e miliardi di dollari spesi oltre il previsto potrebbe essere in dirittura d'arrivo per il lancio del James Webb Space Telescope (JWST), il successore dell'Hubble Space Telescope (HST), nell'ottobre del 2018. Il costo di questo osservatorio astronomico spaziale è stato infatti fissato ora a 8,8 miliardi di dollari (11,7 miliardi di Euro). Il progetto, un telescopio 100 volte più potente del suo predecessore, è stato vittima di una gestione disastrosa e da un aumento dei costi senza freni. All'inizio dell'anno il Congresso degli Stati Uniti si è trovato a dover ridurre il deficit federale ed anche la NASA è finita nel mirino dei tagli di spesa. Il JWST ad un certo punto ha rischiato di essere cancellato ed a questa notizia ci sono state una serie di forti proteste da parte della comunità scientifica in suo favore. Inoltre se in quel momento JWST fosse stato cancellato le enormi spese fatte fino a questo momento sarebbero andate sprecate. Ora, con un nuovo responsabile del programma, Rick Howard, è stato presentato un piano di spesa aggiornato che il Congresso ha approvato. Il costo iniziale di JWST avrebbe dovuto essere di 3,5 miliardi di dollari poi saliti rapidamente attorno a 6,5. Anche il lancio previsto inizialmente per il 2013, ora è slittato all'ottobre del 2018. Lo scorso anno una commissione indipendente aveva controllato il programma di spesa di JWST e vi aveva trovato grossi problemi di gestione. Ora con il nuovo direttore sembra andare tutto molto meglio e questa ultima revisione dei costi sarà definitiva e non potrà più essere sforata. Un legislatore Repubblicano aveva chiesto alla NASA se vi erano possibilità di poter ripare il JWST una volta lanciato nello spazio, come avvenne per l'HST. L'agenzia ha confermato che non sono previste visite al JWST una volta inviato nello spazio perchè si troverà quattro volte più lontano della Luna e non in orbita bassa terrestre come è l'HST. Inoltre non vi sono, al momento, navi spaziali al mondo capaci di raggiungere quelle distanze. Howard ha concluso che vi è solo una possibilità e questa deve andare bene per forza.

Fonte : Spacedaily

Diagramma che confronta il nostro sistema solare con quello di Kepler 22b 05/12/2011 - Scoperto il primo pianeta all'interno della zona abitabile di una stella simile al nostro Sole - La missione Kepler della NASA ha confermato la scoperta del primo pianeta all'interno della 'zona abitabile', la regione dove l'acqua liquida può esistere sulla superficie di un pianeta. Kepler ha inoltre scoperto oltre 1.000 nuovi pianeti candidati, raddoppiando quasi il numero conteggiato fino ad oggi. Dieci di questi candidati sono pianeti delle dimensioni simili alla Terra e che orbitano nella zona abitabile delle loro stelle. I candidati richiedono comunque ulteriori osservazioni per verificare che si tratti di pianeti. Il nuovo pianeta confermato, Kepler 22b, è il più piccolo scoperto al centro di una zona abitabile di una stella simile al nostro Sole. Il pianeta misura circa 2,4 volte il raggio della Terra. Gli scienziati non sanno ancora se Kepler 22b sia composto in gran parte di roccia, gas o liquido, ma la scoperta è un ulteriore passo avanti nella scoperta di pianeti come la Terra. Precedenti ricerche avevano dichiarato la scoperta di pianeti di dimensioni simili alla Terra nelle zone abitabili, ma la chiara conferma rimaneva elusiva. Due altri piccoli pianeti orbitano attorno a stelle più piccole e calde del nostro Sole avevano ricevuto la conferma che si trovavano ai confini della zona abitabile, con orbite più simili a quelle di Venere e Marte. "Questo è grosso passo avanti sulla strada di trovare un pianeta gemello della Terra," ha dichiarato Douglas Hudgins, scienziato del programma Kepler al quartier generale della NASA di Washington. "I risultati di Kepler continuano a dimostrare l'importanza delle missioni scientifiche della NASA, che ci possono permettere di rispondere alle più grandi domande sul nostro posto nell'universo." Kepler scopre i pianeti ed i candidati pianeti misurando le differenze nella luminosità di oltre 150.000 stelle in cerca di pianeti che vi passano di fronte, o "transitano", la stella. Kepler richiede che vi siano almeno tre transiti per verificare che il segnale sia un pianeta. "La fortuna ci ha sorriso con la scoperta di questo pianeta," dice William Borucki, scienziato a capo di Kepler per il Centro Ricerche Ames della NASA a Moffett Field, in California, che guida la squadra che ha scoperto Kepler 22b. "Il primo transito è stato visto soltanto tre giorni dopo che abbiamo dichiarato operativo il veicolo spaziale. Siamo stati testimoni del completamento del terzo transito durante le festività del 2010. Il team scientifico di Kepler utilizza anche telescopi sulla Terra e lo Spitzer Space Telescope per ricontrollare le osservazioni delle scoperte dei possibili candidati pianeti. Il campo di stelle che Kepler osserva si trova fra le costellazioni del Cigno e della Lyra e può essere osservato da osservatori al suolo soltanto dalla primavera all'inizio di autunno.I dati di queste osservazioni hanno aiutato a determinare quali dei candidati può essere un valido pianeta. Kepler 22b è situato a circa 600 anni luce di distanza. Mentre il pianeta è più grande della Terra esso orbita in 290 giorni attorno alla sua stella in un modo che è simile al nostro mondo. La stella che ospita il pianeta è della stessa classe del nostro Sole, chiamata di tipo G, sebbene è un poco più piccola e calda. Dei 54 pianeti candidati nella zona abitabile registrati fino al febbraio 2011, Kepler 22b è il primo ad essere confermato. Questa pietra miliare è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Astrophysical Journal. Il team di Kepler sarà ospite all'inaugurazione di una conferenza scientifica ad Ames il 5-9 dicembre dove verrà annunciata la scoperta dei 1.094 pianeti candidati. Fin da quando l'ultimo catalogo è stato reso noto a febbraio, il numero di pianeti candidati identificati da Kepler era aumentato del 89% ed ora il totale era di 2.325. Di questi, 207 sono circa delle dimensioni della Terra, 680 sono più grandi, 1.181 sono delle dimensioni di Nettuno, 203 di Saturno e 55 sono addirittura più grandi di Giove. Le scoperte, basate sulle osservazioni condotte fra il maggio 2009 ed il settembre 2010, mostrano un drammatico incremento nel numero dei pianeti candidati di piccola taglia. Keplero ha osservato molti grandi pianeti in orbite piccole all'inizio della sua missione, e questo si rifletteva nel comunicato dei dati di Febbraio. Avendo ora avuto più tempo per osservare tre transiti di pianeti con periodi orbitali più lunghi, i nuovi dati suggeriscono che i pianeti da 1-4 volte le dimensioni della Terra possono essere abbondanti nella galassia. Il numero di candidati delle dimensioni terrestre e super-terrestri sono incrementati di oltre il 200% ed il 140% rispettivamente fin da febbraio. Ci sono 48 pianeti candidati in zone abitabili delle loro stelle. Questo numero è sceso dai 54 segnalati a febbraio perché il team di Kepler ha applicato nel nuovo catalogo una definizione più stringente su cosa costituisce una zona abitabile, tenendo conto dell'effetto di riscaldamento dell'atmosfera, che potrebbe portare la zona più lontano dalla stella o per maggiori periodi orbitali. ""L'enorme crescita del numero di candidati di dimensioni terrestri ci dice che Kepler si sta concentrando sui pianeti per i quali è stato progettato a rilevare: quelli che non sono solo di dimensioni terrestri, ma sono anche potenzialmente abitabili", ha detto Natalie Batalha, vice capo del team scientifico di Keplero alla San Jose State University di San Jose, California. "Più dati raccogliamo, più è viva la nostra attenzione per trovare il più piccolo pianeta su periodi orbitali più lunghi." Il Research Center di Ames della NASA gestisce il sistema di controllo a Terra di Kepler, e le operazioni di analisi dei dati scientifici. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA Pasadena, in California, ha sviluppato la missione Kepler. La Ball Aerospace e Technologies Corp. in Boulder, Colorado, ha sviluppato il sistema di volo di Kepler e supporta le operazioni di missione con il Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell'Università del Colorado a Boulder. Lo Space Telescope Science Institute di Baltimora archivia, ospita e distribuisce i dati scientifici di Kepler. Kepler è la decima missione Discovery della NASA ed è finanziata dalla Mission Directorate della NASA Science presso la sede dell'agenzia. Nella illustrazione (Credit: NASA/Ames/JPL-Caltech) un diagramma che confronta il nostro sistema solare con quello di Kepler 22b. La zona in verde è la cosiddetta 'zona abitabile' nella quale l'acqua può esistere sotto forma liquida. L'acqua liquida è essenziale per vita sulla Terra. Il diagramma mostra un'elaborazione artistica di Kepler 22b ma le dimensioni con i pianeti del nostro Sistema Solare e la dimensione delle orbite sono nella stessa scala.

Fonte : NASA

Il Phlegra Montes ripreso dalla sonda ESA Mars Express 05/12/2011 - Ghiacciai sotterranei scoperti da Mars Express - Ghiaccio e montagne marziane. Le nuove immagini ad alta risoluzione di Mars Express mostrano in dettaglio la catena montuosa Phlegra Montes. Nel sottosuolo di questa regione i radar hanno rilevato considerevoli volumi di ghiaccio che potrebbero rappresentare una fonte di acqua per i futuri astronauti in missione su Marte. Mars Express è la prima missione dell'Agenzia Spaziale Europea verso un altro pianeta del Sistema Solare e il suo obiettivo primario è lo studio dell'atmosfera e del sottosuolo di Marte. Il sistema di rilevazione è equipaggiato con sette strumenti per l'osservazione remota dell'atmosfera, della superficie e del sottosuolo, tra cui il radar italiano MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding). La regione di Phlegra Montes, fotografata dal satellite, è un complesso di curvature e creste che presenta un’orografia dolce. Si estende dalla parte nord-orientale della provincia vulcanica di Elysium fino alle pianure settentrionali, ad una latitudine compresa tra i 30° N ai 50° N. Si suppone che le montagne non siano di origine vulcanica ma siano state sollevate da antiche forze tettoniche. Nuove immagini della fotocamera ad altissima risoluzione di Mars Express permettono un esame più attento e mostrano che quasi ogni montagna è circondata da 'grembiuli di detriti' ovvero curve con caratteristiche tipiche osservate intorno ad altipiani e montagne a certe latitudini. Studi precedenti hanno dimostrato che questo materiale sembra essersi spostato nel corso del tempo dalle pendici della montagna verso il basso, e che sia simile al rivestimento di detriti trovati sulla Terra. L’ipotesi, dunque, è che ci possano essere ghiacciai sepolti nel sottosuolo di Phlegra Montes. Questa interpretazione è corroborata anche dal radar a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter, la sonda NASA impegnata a compiere un'analisi dettagliata del pianeta rosso allo scopo di individuare un potenziale luogo di atterraggio per future missioni su Marte. Le rilevazioni di MRO mostrano infatti che i detriti sono fortemente associati alla presenza di ghiaccio d'acqua, esistente solo a 20 metri più in basso. Nella regione, ulteriori prove di glaciazione relativamente recente, sono state rinvenute all'interno di crateri da impatto. Si ipotizza che la serie di creste si sia sviluppata quando i crateri fossero colmi di neve. Nel corso del tempo, la neve compattata, ha dato forma ai ghiacciai che hanno poi scolpito i pavimenti del cratere. Si ritiene inoltre, che i ghiacciai delle medie latitudini, si siano sviluppati in tempi diversi, negli ultimi centinaia di milioni di anni, quando l’asse polare di Marte era significativamente diverso rispetto ad oggi, portando a condizioni climatiche molto diverse. Tutto questo fa supporre la presenza di abbondanti quantità di ghiaccio sotto la superficie di Phlegra Montes. Se la teoria venisse confermata, i futuri astronauti potranno beneficiare di una riserva d’acqua notevole per la sopravvivenza sul pianeta rosso. Nella foto (Credit: ESA/DLR/FU Berlin - G. Neukum) la catena del Phlegra Montes ripresa attraverso la HSRC (High-Resolution Stereo Camera) di Mars Express il 1° giugno 2011 durante l'orbita n.9465. L'immagine originale ha una risoluzione di 16 metri per pixel.

Fonti : ASI - ESA

L'astronauta Chris Ferguson lascia la NASA 05/12/2011 - L'ultimo Comandante di uno Shuttle lascia la NASA - L'astronauta Chris Ferguson, il Comandante della missione finale dello Space Shuttle lascerà la NASA alla fine di questa settimana. Ferguson, veterano di tre missioni shuttle, due volte come Comandante, ha trascorso oltre 40 giorni nello spazio durante la sua carriera. Secondo quanto riportato dalla NASA il capitano in pensione della U.S. Navy entrerà a lavorare nel settore privato. L'astronauta Peggy Withson, ora a capo dell'Ufficio Astronauti della NASA, ha dichiarato che "Ferguson è stato un grande amico, un perfetto professionista ed un valore inestimabile per la NASA e la sua eccezionale leadership ha contribuito ad eseguire un perfetto ultimo volo della navetta spaziale, un reale tributo alle migliaia di persone che hanno reso possibile il programma." Ferguson venne selezionato come astronauta nel 1998 e volò come Pilota della navetta Atlantis nella missione STS-115 che si svolse nel settembre 2006. Ferguson Comandò poi la navetta Endeavour nella missione STS-126 nel novembre 2008 prima di essere assegnato nel 2010 a capo dell'equipaggio di quattro astronauti per l'ultimo volo dello Space Shuttle, la missione STS-135 che si svolse nel luglio del 2011. L'atterraggio della navetta Atlantis avvenne il 21 luglio al Kennedy Space Center, nel 42° anniversario del primo sbarco umano sulla Luna. Il ritiro di Ferguson viene dopo la partenza degli astronauti Steve Lindsey e Mark Kelly, che avevano comandato le ultime missioni di Discovery ed Endeavour a febbraio e maggio, che avevano annunciato il loro ritiro alcuni mesi fa. Il corpo astronauti NASA si trova in un momento di transizione dal Programma Shuttle, dove vi erano dozzine di opportunità di volo ogni anno, alle spedizioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale che si riducono a circa sei posti l'anno. Sebbene il corpo astronauti si stia rimpicciolendo la NASA vuole mantenere un certo numero di personale dotato di buona esperienza per poter rispondere ad eventi inaspettati. La NASA ha inoltre annunciato il mese scorso che si sono aperte le iscrizioni per una nuova selezione di astronauti da selezionare per il 2013. Nella foto (Credit: Frazer Harrison/Getty Images North America) l'astronauta Chris Ferguson.

Fonte : SpaceflightNow

La piattaforma esplorativa derivata da moduli della ISS. 03/12/2011 - La Boeing pensa ad un lander lunare riutilizzabile - La Boeing lo scorso 15 novembre ha divulgato un piano di ritorno degli astronauti sulla Luna per mezzo di una base orbitale intermedia e di un veicolo di allunaggio riutilizzabile. Il concetto ha al centro un avamposto abitabile chiamato 'Gateway' da assemblare in orbita terrestre nei pressi della Stazione Spaziale Internazionale ISS, utilizzando moduli simili a quelli già testati, e poi da spostare nella posizione Langrangiana Terra-Luna L1 o L2. Da questo punto in equilibrio fra i due corpi celesti un lander, più piccolo di Altair che era stato pensato per il Progetto Constellation di ritorno alla Luna, potrebbe fare da spola con la superficie lunare portando un equipaggio. Questo piano prevede l'utilizzo anche di depositi orbitali di propellente a cui accedere per poter realizzare le missioni senza dover ogni volta lanciarlo assieme ai veicoli. Questi depositi in orbita potrebbero essere riforniti grazie ai vari veicoli di lancio commerciali che vengono sviluppati in questo momento. In questo modo un solo volo del nuovo razzo vettore pesante SLS della NASA potrebbe portare un equipaggio fin sulla superficie lunare senza contare il risparmio di poter riutilizzare più volte il veicolo spaziale per l'allunaggio. La stazione per lo spazio profondo Gateway sarebbe composta dal Nodo 4 con un sistema di boccaporti di attracco a cui sarebbero uniti un modulo di decompressione, un modulo logistico multifunzione (MPLM) che fungerebbe da modulo abitato ed un modulo internazionale (una versione aggiornata di Zvezda costruita dai Russi). Tutti questi pezzi potrebbero essere lanciati in orbita utilizzando un veicolo di lancio Atlas e poi assemblati assieme nei pressi della ISS utilizzando l'equipaggio che vi risiede e il braccio robotico SSMRS (Space Station Remote Manipulator System ). Una volta assemblato Gateway sarebbe spinto verso la sua locazione definitiva utilizzando un propulsore elettrico o chimico. Nella proposta presentata dalla Boeing un primo equipaggio potrebbe raggiungere il Gateway già con il volo di SLS previsto per il 2022. Un avamposto come Gateway sito in L1 o L2 permetterebbe la riutilizzabilità di un lander lunare che farebbe risparmiare un sacco di denaro che potrebbe essere investito in un sistema molto pratico per raggiungere Marte. Il concetto di lander riutilizzabile della Boeing parla di una massa a vuoto di sole 7 tonnellate, 15 con il propellente, contro le 45 tonnellate di Altair a pieno carico. Il sistema di propulsione è stato progettato per essere alimentato ad ossigeno liquido e metano. In questa ottica un deposito di propellente orbitale sarebbe lanciato con un razzo vettore pesante SLS e poi rifornito di volta in volta grazie a missioni commerciali. In pratica con questo sistema un equipaggio verrebbe lanciato a bordo di un Orion/MPCV assieme ad un Delta Cryogenic Second Stage (DCSS) modificato con un SLS verso il Gateway. Qui i membri dell'equipaggio si trasferirebbero sul lander che si trova attraccato lì e lo riforniscono di propellente portato con il DCSS che poi verrebbe agganciato al lander. Dal Gateway partirebbero quindi in direzione della Luna utilizzando il motore DCSS. Una volta allunati ed eseguita la missione sulla superficie l'equipaggio riporterebbe il lander al Gateway, si trasferirebbe di nuovo nel veicolo Orion/MPCV e con questo rientrerebbe sulla Terra utilizzando il motore del modulo di servizio. Nella illustrazione (Credit: Boeing) la possibile stazione esplorativa sita in uno dei punti Lagrangiani Terra-Luna che potrebbe ospitare il lander riutilizzabile di Boeing. Tratto dal documento in pdf: http://www.nasa.gov/pdf/604659main_6%20-%20Panel%203_Raftery_Final.pdf

Fonte : NASAspaceflight

02/12/2011 - Vesta in 3D - La sonda Dawn della NASA sta orbitando attorno all'asteroide Vesta fin dallo scorso 15 luglio ottenendo immagini ad alta risoluzione della sua martoriata superfice ricca di crateri ed effettuando misurazioni scientifiche. Ora la NASA ha rilasciato un video in 3D, da poter godere con gli appositi occhialini rossi-blu, ottenuto con la framing camera di Dawn da luglio ad agosto 2011 e realizzato da Ralf Jaumann, della German Aerospace Center (DLR) che partecipa al team che segue la sonda. Le immagini sono state ottenute mentre Dawn si avvicinava al gigantesco asteroide Vesta e mentre vi orbitava attorno durante la prima orbita scientifica ad un'altezza di circa 2.700 km. Il video inizia con una ripresa globale di Vesta dal piano equatoriale dove si può notare la misteriosa linea di creste e depressioni. Il film poi si sposta su un sorvolo dei giovani crateri dell'emisfero nord che hanno un caratteristico allineamento che ha portato alcuni scienziati a riferirsi a loro come 'l'uomo di neve'. Poi questo viaggio virtuale su Vesta porta lo spettatore attorno alle massicce montagne del polo sud alte fino a 25 km., più del doppio dell'Everest. "Se uno vuole davvero rendersi conto di cosa voglia dire esplorare un mondo come Vesta deve vedere questo video," afferma Jaumann. "Gli scienziati stanno studiando attentamente queste immagini per saperne di più su come sono stati create le colline, i crateri, i solchi e gli avvallamenti che vediamo." Vesta è il secondo oggetto più massiccio della fascia di asteroidi che si trova fra Marte e Giove. Dawn al momento sta scendendo di altezza a spirale per poter mappare sempre meglio la superficie dell'asteroide e che la vedrà raggiungere i 210 km. sopra la superficie di Vesta. "I dati forniti finora da Dawn hanno rivelato la topografia accidentata e le trame complesse della superficie di Vesta, come si può vedere in questo video", ha detto Carol Raymond, vice-capo ricercatore della NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California "Presto, noi aggiungeremo altri pezzi del puzzle, come la composizione chimica, la struttura interna e l'età geologica per poter scrivere la storia di questa protopianeta residuo e il suo posto nel sistema solare primordiale." Dawn è stata lanciata nel settembre 2007 ed è arrivata a Vesta il 15 luglio 2011. Dopo un anno trascorso a studiare Vesta il veicolo spaziale ripartirà nel luglio 2012 per il pianeta nano Cerere che raggiungerà nel 2015. La Missione di Dawn a Vesta e Cerere è gestita dal JPL per conto del Mission Directorate del NASA Science a Washington. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena. Dawn è un progetto del Programma Discovery gestito dal centro NASA Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama. La UCLA è responsabile per la parte scientifica generale della missione Dawn. La Orbital Sciences Corporation di Dulles, in Virginia, ha progettato e costruito la navicella. Il German Aerospace Center (DLR), l'Istituto Max Planck per la Ricerca sul Sistema Solare, l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto Italiano Nazionale di Astrofisica sono i partner internazionali del team della missione. Per ulteriori informazioni sulla missione Dawn visita i siti: http://www.nasa.gov/dawn e http://dawn.jpl.nasa.gov. Per seguire la missione su Twitter vai a: http://www.twitter.com/NASA_Dawn.

VIDEO IN 3D DELLE IMMAGINI OTTENUTE DALLA SONDA DAWN DELLA NASA ATTORNO ALL'ASTEROIDE GIGANTE VESTA (CREDIT: NASA/MULTIMEDIA) - dur.min.01:41 (OCCORRONO GLI OCCHIALINI ROSSO-BLU)



Fonte : NASA

02/12/2011 - L'ESA interrompe i tentativi di contattare Phobos-Grunt - L'ESA ha dichiarato che, in accordo con i responsabili Russi della missione Phobos-Grunt, da oggi verranno interrotti tutti i tentativi di mettersi in contatto con la sonda che si trova in orbita terrestre. Tutti gli ultimi tentativi dell'ESA fatti dalle stazioni di ascolto di Perth, in Australia, e di Maspalomas, nelle Isole Canarie, sono stati infruttuosi. Anche i tentativi Russi delle stazioni di Ussurlisk e Baikonur non hanno avuto successo. Fin dal momento del lancio soltanto un paio di volte l'antenna dell'ESA di Perth era riuscita a captare un segnale dalla sonda ed aveva inviato dei comandi per tentare di far accendere il motore ed alzare così l'orbita. Infatti orbitanto a quota così bassa anche i periodi dei collegamenti sono troppo brevi per cercare di capire che cosa sia successo. Intanto la sonda prosegue la sua lenta ma inesorabile discesa dall'orbita. Oggi il suo apogeo (punto più alto dell'orbita) è di 308 km. ed il suo perigeo (punto più basso dell'orbita) di soli 203 km. con un'inclinazione di 51,4°. Dopo il lancio l'orbita era di 345x204 km. Le speranze di poter ripristinare i collegamenti e stabile che cosa sia successo sono sempre più scarsi. Stime non ancora molto precise prevedono un rientro distruttivo incontrollato nell'atmosfera fra gennaio e febbraio.

Fonte : Russian Space Web

01/12/2011 - L'ESA approva la versione ME di Ariane 5 - La Astrium, industria leader europea in campo aerospaziale ha ricevuto la conferma dall'ESA per procedere allo sviluppo della versione Midlife Evolution (ME) del razzo vettore Ariane 5. Il progetto preliminare (PDR) presentato da Astrium è stato attentamente vagliato da una larga commissione di esperti dell'ESA. L'Ariane 5 ME verrà finanziato a partire dal Consiglio Ministerale previsto per novembre 2012. L'evoluzione principale di questa nuova versione del lanciatore europeo sarà l'installazione di un nuovo stadio superiore fornito di un motore criogenico con possibilità di essere acceso più volte dal nome 'Vinci', sviluppato dalla Snecma (Gruppo Safran). Inoltre anche l'ogiva del razzo verrà allungata di 3 metri per poter ospitare carichi utili più grandi. Ariane 5 ME avrà la capacità di inserire in orbita geostazionaria un carico utile di 12 tonnellate, il 20% in più della versione odierna ECA. In pratica Ariane 5 ME potrò piazzare in orbita due satelliti del peso di cinque tonnellate ognuno. Il prezzo di lancio sarà lo stesso di quello della versione ECA con un risparmio quindi degli utilizzatori del 20%. Se tutta la fase di validazione del progetto e dell'industrializzazione andrà come previsto il primo Ariane 5 ME potrebbe decollare già nel 2017.

Fonte : Astrium

01/12/2011 - La Cina supera il suo record di lanci annuali - Con il lancio del razzo Lunga Marcia 3A avvenuto venerdì alle 5:07 a.m. ora di Pechino (le 22:07 ora italiana di giovedì) dal centro spaziale di Xichang, nella Provincia di sudovest di Sichuan, la Cina ha superato il record di lanci annuali raggiungendo quota 16. A bordo del razzo il decimo satellite della costellazione per l'assistenza alla navigazione Beidou. Il satellite è stato inserito su un'orbita geosincrona inclinata di 55° sull'equatore ad una quota di 35.405 km. L'agenzia di stampa Cinese Xinhua ha confermato che con questo satellite la copertura del servizio di posizionamento si estenderà su tutta la Cina ed i Paesi limitrofi entro la fine dell'anno. La Cina prevede di proseguire il lancio dei satelliti Beidou anche nei prossimi anni e di completare la copertura globale per il 2020 con 30 satelliti. La costellazione di satelliti, conosciuta anche con il nome di Compass, è stata ideata principalmente per assicurare alle Forze Armate Cinesi l'indipendenza dal sistema militare degli Stati Uniti, GPS. Il sistema potrà essere utilizzato anche dai civili e da agenzie governative ma con una precisione inferiore a quella disponibile ai militari. Questo sistema si affianca quindi al noto GPS (Global Positioning Satellite) degli USA, al Glonass Russo ed al prossimo Galileo Europeo. Quello di oggi era il 76° lancio orbitale del 2011, il 71° a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonti : Xinhua - SpaceflightNow

01/12/2011 - La ATK fornirà i nuovi pannelli solari per Cygnus - La Orbital Sciences ha firmato un contratto da 20 milioni di dollari con la ATK per la fornitura dei pannelli solari ultraleggeri 'UltraFlex' da utilizzare sul modulo cargo logistico migliorato Cygnus. Questi innovativi pannelli solari verranno utilizzati a partire dalla quarta missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale che avverrà sotto il contratto COTS della NASA. La variante migliorata del cargo Cygnus prevede un modulo più grande in modo da poter caricare 2.700 kg. di materiale, parti di ricambio ed esperimenti scientifici per la ISS. Misurando oltre 3,35 metri di diametro i pannelli Ultraflex forniranno la stessa energia di quelli utilizzati nelle prime tre missioni di Cygnus ma con una significativa riduzione della massa. Una versione più piccola di questi pannelli solari (solo 1,8 metri di diametro) di forma circolare sono stati utilizzati per alimentare la sonda Phoenix Lander della NASA su Marte che, grazie alle particolari performance di questi pannelli solari potè estendere la missione di tre volte. Una versione dei pannelli solari UltraFlex, di circa 6 metri di diametro, verrà impiegato anche sul veicolo spaziale MPCV della NASA.

Fonti : Orbital Sciences - Spacedaily

La Mobile Launcher sulla rampa di lancio 39B per i test svoltisi in settimana. 30/11/2011 - Maggiori dettagli sulle operazioni di lancio di SLS - Un documento della NASA preparato sui Concetti delle Operazioni da eseguire per il nuovo razzo vettore pesante Space Launch System (SLS) ha rivelato che il tempo che trascorrerà fra il rollout dal VAB (Vertical Assembly Building) ed il lancio dovrebbe essere di una settimana. Questo è circa un terzo del tempo che di solito uno Space Shuttle trascorreva in rampa di lancio con tutti i problemi che questo comportava. Questo periodo così ridotto in rampa di lancio sarà possibile grazie a tutta una serie di controlli prelancio eseguibili ancora nel VAB. Una volta sulla rampa non potranno comunque essere effettuati interventi sul razzo oltre il cosiddetto 'ML zero deck', in pratica il piano della rampa mobile su cui poggia l'SLS. Se vi sarà bisogno di effettuare delle sostituzioni di parti oltre questa quota SLS dovrà ritornare nel VAB. L'unica cosa che è possibile sostituire/riparare una volta che SLS sarà in rampa sono invece i motori RS-25 del primo stadio perchè accessibili dallo 'zero deck'. Per quanto riguarda invece la capsula Orion MPCV essa avrà una rampa di accesso (simile a quella con la quale si accedeva alla cabina dello Space Shuttle) posta in cima alla Mobile Launcher. Da qui i tecnici saranno anche in grado di accedere anche all'ICPS (lo stadio superiore di Orion) oppure al carico utile in caso di lancio del razzo in configurazione solo cargo. Il conto alla rovescia per il lancio di un SLS inizerà al momento in cui il complesso di lancio composto dalla ML con sopra il razzo comincerà a muoversi sulla strada verso la rampa di lancio. Le operazioni di lancio seguiranno poi il Launch Commit Criteria (LCC) già ben sperimentato ed implementato nel corso degli anni al Kennedy Space Center. Questa lunga serie di regole saranno seguite dal Direttore di Lancio e dal Mission Management Team che comunicherà con l'equipaggio a bordo di Orion dall'interno della Sala di Lancio (Fire Room). Tutta una serie di controlli sullo stato di SLS e di Orion MPCV terranno sotto controllo continuo lo stato dei veicoli nella necessitò di eseguire un'uscita di emergenza o di un aborto sulla rampa. Tutta una serie poi di controlli finali sul razzo e sulla capsula prima del decollo verranno effettuati in modo remoto per minimizzare la necessità di personale sulla rmapa. Dopo una serie di 'go' 'no-go' eseguiti dal Direttore di Lancio su tutti i sistemi più importanti del razzo e della capsula verranno accesi i motori RS-25 del primo stadio. Dopo un controllo sullo stato di funzionamento, a T-0 il computer di SLS comanderà l'accensione dei due booster a propellenti solidi. Il rilascio dei bulloni che terranno fermo il razzo avverrà quasi subito dopo assieme al distacco di tutti i vari bracci di accesso della rampa. Solo in questo momento SLS inizierà la sua corsa verso l'orbita. Data l'eredità del programma Shuttle molte di queste procedure sono simili a quelle utilizzate per 30 anni con i lanci delle navette. Intanto al KSC la ML che era stata portata alla rampa 39B per tutta una serie di test è stata riportata, a cavallo del veicolo di trasporto cingolato 'crawler trasporter' nella zona di stazionamento, 'Park Site'. Nei dieci giorni trascorsi in rampa di lancio sono stati eseguiti tutta una serie di test ma non è stato possibile effettuare quello più spettacolare; il 'Fire Suppression', ovvero l'avvio di tutti i getti di acqua a cascata sulla rampa che dovrebbero entrare in funzione nella malaugurata ipotesi di un incendio. Un test analogo venne svolto nel marzo del 1966 con la torre di lancio mobile utilizzata per le missioni Apollo. Purtroppo a causa del fatto che una delle pompe necessarie per non era ancora pronta il test è stato annullato. Ora alla ML verrà aggiunta una nuova mano di vernice protettiva per difendere la struttura dalle intemperie della Florida. I prossimi passi sono lo studio delle modifiche da effettuare alla ML ed al veicolo cingolato per poter ospitare il razzo SLS (ricordiamo infatti che la ML era stata costruita pensando di utilizzarla con il razzo Ares-1, più leggero. ndr). Nella foto (Credit: NASA KSC-2011-8050) a Mobile Launcher sulla rampa di lancio 39B per i test svoltisi in settimana.

Fonte: Nasaspaceflight

29/11/2011 - Cina invia satellite da ricognizione in orbita - Un razzo Lunga Marcia 2C è decollato alle 2:50 a.m. ora di Pechino di mercoledì 30 novembre (le 19:50 ora italiana di martedì) dalla Base di Lancio di Taiyuan, nella provincia Shanxi, nel nord della Cina, con a bordo il satellite Yaogan 13. Il razzo a due stadi ha piazzato il carico utile su un'orbita sincrona solare con un'altezza media di circa 482 km. Secondo quanto riportato dalla China Academy of Launch Vehicle Technology il lancio è stato un completo successo. I satelliti della serie Yaogan vengono utilizzati per la ripresa di immagini ad alta risoluzione ottica e radar della superficie terrestre per i servizi di intelligence e militari Cinesi. Non sono state diffuse informazioni sulle caratteristiche del satellite che potrebbe anche ospitare un sistema radar ad apertura sintetica che permette di scrutare anche di notte e sotto le nubi. Si è trattato del primo lancio di un Lunga Marcia 2C da quando il 18 agosto un razzo identico non raggiunse l'orbita per un problema identificato con il sistema di controllo del secondo stadio. Quello di oggi era il 75° lancio orbitale del 2011, il 70° a concludersi con successo.

Fonti: SpaceflightNow - Space Launch Report

28/11/2011 - Razzo Soyuz invia satellite Glonass-M in orbita - Un razzo vettore Soyuz-2.1B con un satellite di assistenza alla navigazione Glonass-M è stato lanciato con successo alle 12:26 ora di Mosca (le 10:26 ora italiana) dal Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia, ha dichiarato lunedì all'Itar-Tass il Colonnello Alexei Zolotukhin, portavoce delle Forze Spaziali Russe. "Il lancio del razzo vettore è proceduto come previsto. Alle 12:28 ora di Mosca (le 10:28 ora italiana) il razzo è stato agganciato dalle stazioni di tracciamento e misurazione poste al suolo. Il satellite Glonass-M verrà preso sotto controllo alle 16:03 ora di Mosca (le 14:03 ora italiana)." ha detto Zolotukhin. La Russia prevede di incrementare il gruppo orbitale di Glonass per assicurare supporto di navigazione globale senza interruzioni. Il sistema è progettato per utilizzi civili e militari. In data odierna sono 30 i satelliti della flotta e di questi 23 sono utilizzati per gli scopi designati. La Russia ha bisogno di un minimo di 18 satelliti operativi per assicurare il segnale di navigazione su tutti i suoi territori e di 24 per la copertura globale. Il satellite Glonass-M è progettato e costruito dalla Krasnoyarsk che fa parte della Reshetnev Information Satellite Systems JSC. Il peso del satellite è di 1.415 kg. e la sua vita operativa stimata in 7 anni. I satelliti della flotta Glonass sono distribuiti su tre piani orbitali a gruppi di otto e si trovano ad altezze di circa 19.100 km. Quello di oggi è stato il 74° lancio orbitale del 2011, il 69° a concludersi con successo.

Fonte: Itar-Tass

Il Professor Carlo Buongiorno durante la Notte dei Ricercatori all'ESRIN il 23 settembre 2011 28/11/2011 - Addio a Carlo Buongiorno, protagonista dello spazio italiano - "Con la scomparsa del Professor Carlo Buongiorno ci lascia uno dei grandi italiani che hanno costruito negli anni del dopoguerra il settore spaziale del nostro Paese" - ha commentato Enrico Saggese, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. "Allievo del Professor Luigi Broglio nella Scuola di Ingegneria Aerospaziale della “Sapienza” di Roma, Carlo Buongiorno è stato un raro connubio di scienziato e manager, un professore attento alla didattica ed alla crescita delle nuove generazioni di scienziati ed ingegneri, ma nel contempo grande organizzatore e manager, molto apprezzato in ambito internazionale". "Ne è testimonianza il fatto che nel 1988 quando fu fondata l’ASI" - prosegue Saggese - "egli fu chiamato a ricoprirne il ruolo di Direttore Generale, incarico impegnativo che svolse contribuendo ad avviare importanti e significativi programmi spaziali che consolidarono il nostro Paese sul piano europeo ed internazionale. Un uomo ed amico che non ci stancheremo mai di rimpiangere". Carlo Buongiorno era nato a Roma il 12 marzo 1930 ed era stato allievo di Luigi Broglio. Si era laureato in Ingegneria Elettronica e in Ingegneria Aeronautica presso l'Università di Roma "La Sapienza" dove successivamente avrebbe svolto la sua attività didattica. Nel 1954 si era trasferito negli Stati Uniti per occuparsi di volo ipersonico e supersonico in qualità di ricercatore presso il Politecnico di Brooklyn. A partire dal 1957, dopo il suo rientro in Italia, si era dedicato all'insegnamento presso l'Università "La Sapienza", dove teneva il corso di Propulsione Aerospaziale. Buongiorno ha affiancato alla docenza un'intensa attività in ambito spaziale, diventando uno dei principali protagonisti del settore spaziale italiano. Dopo aver svolto il ruolo di Segretario Tecnico della Commissione Ricerche Spaziali del CNR, dal 1961 si era dedicato - accanto al suo maestro Luigi Broglio - al Progetto San Marco e successivamente fu attivo anche nel processo che portò nel 1975 all'istituzione dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Buongiorno ha, tra l'altro, ricoperto gli incarichi di Responsabile dell'Ufficio Spazio del Ministero dell'Università e della Ricerca e Capo della Delegazione Italiana presso l'ESA. Il suo lungo e fecondo percorso nel settore spaziale italiano lo ha poi condotto all'ASI, di cui è stato il primo Direttore Generale. In questa veste Buongiorno ha portato al successo numerosi progetti e missioni, tra cui si ricordano ITALSAT 1 e 2, IRIS LAGEOS e TSS. Nella foto (Credit: ESA - A.Rossi) l Professor Carlo Buongiorno durante la Notte dei Ricercatori all'ESRIN il 23 settembre 2011.

Fonte: ASI

Mike Leinbach lascia la NASA 27/11/2011 - Mike Leinbach lascia la NASA - La sua mano ha guidato le squadre di lancio Shuttle della NASA attraverso l'assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale, fuori dall'incidente del Columbia e fino al pensionamento della flotta di navette ed ora lascia l'agenzia dopo quasi tre decenni di servizio. Il veterano dei Direttori di Lancio, Mike Leinbach, andrà a lavorare in una grossa compagnia aerospaziale della costa della Florida. Leinbach non ha rivelato il nome della compagnia. "Le nostre radici sono molto profonde e guardando avanti continueremo le nostre amicizie ed attività nella zona. I nostri percorsi si incontreranno ancora, ne sono certo," ha scritto Leinbach in una email che ha scritto ai suoi colleghi ed amici domenica. L'ultimo suo giorno di lavoro alla NASA sarà mercoledì e la sua entrata nella nuova compagnia sarà a breve. ""Ho avuto una carriera molto fortunata, ma è il momento di andare avanti", ha scritto Leinbach. "Essere parte del programma di volo spaziale americano è stato un mio sogno fin da un'età molto precoce. Fidatevi di me, so quanto sono stato fortunato." Leinbach era entrato alla NASA nel 1984 come ingegnere strutturale ed aveva svolto il lavoro di capo progettista a diversi sistemi delle rampe di lancio che vennero aggiornate dopo l'incidente del Challenger del 1986. Nel 1988 divenne direttore test della NASA ed in quel ruolo era il responsabile della direzione delle attivitò giornaliere degli Space Shutlte del complesso di lancio 39A. Nel 1991 venne nominato direttore test delle navette spaziali ed in questo ruolo ha pianificato, supervisionato il conto alla rovescia finale di 17 missioni. Fra il 1998 ed il 2000 Leinbach ha seguito lo sviluppo dei moduli della Stazione Spaziale Internazionale. Nel maggio 2000 è tornato alle operazioni Shuttle come assistente del Direttore di Lancio e dopo tre mesi è stato passato Direttore. Dopo l'incidente del Columbia, Leinbach è stato a capo di una squadra che doveva occuparsi dei detriti della navetta esplosa per cercare di capirne le cause. Proprio l'assenza di detriti dalla parte dell'alal sinistra aiuto a capire le cause del disastro. Leinbach è stato il promotore dell'invio dei detriti del Columbia a varie università e centri di ricerca per poter essere studiati e permettere di realizzare veicoli spaziali del futuro più sicuri. Leinbach è stato il Direttore di Lancio dell'ultima missione di uno Space Shuttle della NASA nel luglio scorso. Nella foto (Credit: Florida Today) Mike Leinbach. (Auguriamo buona fortuna a Mike. ndt).

Fonte: Florida Today

26/11/2011 - Curiosity in rotta verso Marte - Fonti ufficiali della NASA hanno confermato che i segnali dal veicolo spaziale Mars Science Laboratory (MSL), che ospita anche il rover Curiosity, sono stati ricevuti dalle stazioni di ascolto in Australia poco dopo che la sonda era in volo libero verso Marte dopo essersi separato dal razzo Atlas V della ULA che lo ha lanciato verso il Pianeta Rosso. La telemetria ricevuta conferma che il veicolo spaziale è stabile ed in ottime condizioni. Il decollo è avvenuto in perfetto orario alle 10:02 a.m. EST (le 16:02 ora italiana) dal Complesso Spaziale di Lancio n.41 dell'Air Force Station di Cape Canaveral in Florida. Una conferenza stampa dal Kennedy Space Center della NASA verrà trasmessa in diretta su NASA TV all'indirizzo: http://www.nasa.gov/ntv. Questo è stato il 73° lancio orbitale del 2011, il 68° a concludersi con successo. Nella foto di copertina un momento del lancio del razzo Atlas V con MSL a bordo.

VIDEO DEL LANCIO DEL RAZZO ATLAS V CON A BORDO LA SONDA MSL/CURIOSITY DIRETTA A MARTE (CREDIT: NASA/TV) - dur.min.04:00



Fonte: NASA

Il razzo Atlas V in rampa 26/11/2011 - Atlas V sulla rampa per Marte - Il razzo Atlas V della United Launch Alliance (ULA) con a bordo il Mars Science Laboratory (MSL) della NASA ed il rover Curiosity è stato trasferito al complesso di lancio spaziale 41 della Air Force Station di Cape Canaveral verso le 8 del mattino di venerdì (le 14 ora italiana). Il lancio è fissato per le ore 10:02 a.m. EST (le 16:02 ora italiana) di sabato. Il team di lancio prosegue i preparativi per il decollo del razzo Atlas V. Non si segnalano particolari problemi da parte della ULA per quanto riguarda il razzo vettore Atlas V ne per il veicolo spaziale MSL che comprende anche il rover Curiosity. Le previsioni meteo per il momento del decollo rimangono favorevoli con soltanto un 30% di condizioni negative che potrebbero impedire il decollo. Ricordiamo che la finestra di lancio di MSL per Marte si apre oggi e si chiuderà il 18 dicembre e quindi il lancio deve essere fatto entro questo periodo preciso. L'arrivo di MSL su Marte è previsto per l'agosto del 2012. Sabato alle ore 8:09 a.m. EST (le 14:09 ora italiana) inizierà il rifornimento di propellente, ossigeno ed idrogeno liquidi, nello stadio superiore Centaur del razzo Atlas V, seguito da quello del primo stadio una decina di minuti più tardi. Dopo il rifornimento dei propellenti verrà eseguita un'ultima pausa nel conto alla rovescia a T-4 minuti che inizierà alle 9:48 a.m. (le 15:48 ora italiana). Questa pausa di 10 minuti permetterà i controlli finali del razzo, del carico utile, del poligono di lancio e delle condizioni meteo prima di procedere con gli ultimi momenti prima del decollo. La finestra di lancio odierna si estende dalle 10:02 alle 11:45 a.m. (dalle 16:02 alle 17:45 ora italiana). A T-2,7 secondi dal decollo si accederà il primo stadio di Atlas V con il motore principale di costruzione Russa RD-180, alimentato a Kerosene ed ossigeno liquido, e verranno eseguiti i controlli pre-lancio; a T +1,1 secondi si accenderanno i quattro booster di spinta del veicolo, designato AV-028, ed il razzo inizierà la sua corsa verticale nel cielo della Florida. I quattro booster a propellente solido si spegneranno e si sganceranno a circa T+3 minuti e 52 secondi dal lancio e ricadranno nell'Oceano Atlantico e pochi minuti dopo anche l'ogiva protettiva di MSL si aprirà in due metà e ricadrà in mare. A T+4 minuti e 21 secondi dal decollo il motore del primo stadio si spegnerà e lo stadio verrà sganciato. Pochi secondi dopo lo stadio superiore Centaur si accenderà per la prima volta e proseguirà la spinta verso lo spazio. A T+11 minuti e 29 secondi il Centaur verrà spento dopo aver raggiunto un'orbita ellittica di 164x323 km e qui rimarrà per 20 minuti prima di raggiungere il punto esatto dell'orbita dove eseguire la seconda accensione. A T+31 minuti e 4 secondi il Centaur verrà riacceso per spingere MSL fuori dall'orbita terrestre. Dopo 8 minuti di funzionamento il Centaur verrà spento per la seconda volta e si separerà da MSL tre minuti e mezzo più tardi. A questo punto MSL della NASA sarà in traiettoria verso Marte che raggiungerà fra 8 mesi e mezzo e si concluderà così la fase di lancio di Atlas V (AV-028). Lo stadio spento Centaur eseguirà un'ultima manovra per impedire che la sua traiettoria possa disturbare quella di MSL o farlo finire su Marte. Nella foto (Credit: NASA/KSC) il razzo Atlas V in rampa.

Fonti: NASA - SpaceflightNow

Il decollo del razzo Proton M con il satellite AsiaSat 7 25/11/2011 - Proton mette in orbita satellite AsiaSat 7 - Un razzo vettore Proton M è stato lanciato alle 23:10 ora di Mosca (le 21:10 ora italiana) dalla rampa 39 del complesso 200 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, con a bordo il satellite per telecomunicazioni AsiaSat 7 della compagnia Asia Satellite Telecommunications Company Limited (AsiaSat) di Hong Kong, Cina. Il razzo, gestito per questa missione commerciale dalla società ILS (International Launch Services) ha utilizzato quattro accensioni dello stadio superiore Breeze M per inserire il satellite su un'orbita geostazionaria. La separazione di AsiaSat 7 dallo stadio superiore è avvenuta dopo nove ore e 13 minuti dal decollo, alle 8:23 ora di Mosca (le 6:23 ora italiana) del 26 novembre. Il satellite è pesante 3.813 kg. e sostituirà AsiaSat 3S, uno dei principali satelliti della flotta AsiaSat che opera nella posizione a 105,5° Est. Il nuovo satellite è stato costruito dala Space System/Loral su piattaforma 1300 ed è stato progettato per una vita operativa di 15 anni ma potrebbe andare ancora più avanti grazie ai miglioramenti di inserimento orbitale ottenuti dal razzo Proton. Questa nuova generazione di satelliti dispone di 28 trasmettitori in banda C e 17 in banda Ku e Ka. Dalla sua posizione finale operativa il satellite coprirà i bisogni di circa 50 Paesi dell'Asia, del Medio Oriente, Australia e Asia Centrale. Inoltre fra le capacità di AsiaSat 7 vi è la possibilità di offrire 3 zone di copertura in banda Ku per l'Asia del Sud e dell'Est ed un tramettitore in banda Ku orientabile. AsiaSat 7 fornirà la trasmissione di canali televisivi e di servizi di Network VSAT in tutta la regione Asiatica del Pacifico. Il lancio era stato annunciato il 5 ottobre 2010 con un decollo previsto da metà novembre ai primi di dicembre del 2011. Quello di oggi è il 72° lancio orbitale del 2011, il 67° a raggiungere regolamente l'orbita. Nella foto (Credit :ILS) l decollo del razzo Proton M con il satellite AsiaSat 7.

Fonte: Russia Space Web

25/11/2011 - Phobos-Grunt di nuovo sileziosa dopo qualche speranza - Diversi tentativi di collegamento con la sonda Russa Phobos-Grunt sono stati nuovamente tentati erisera e questa mattina dalla stazione dell'ESA di Perth in Australia. Nonostante anche il primo passaggio sopra la stazione fosse considerato ottimale non è stato captato nessun segnale dalla sonda ne in questo ne durante i successivi tentativi. Intanto però l'ESA segnalava che le osservazioni fatte da Terra indicavano che l'orbita di Phobos-Grunt era diventata più stabile. Questo fattore potrebbe aiutare a riuscire nei prossimi collegamenti perchè si potrebbe conoscere con maggior precisione come è orientata la sonda ed a quale delle due antenne a basso guadagno di cui è fornita indirizzare il segnale. Il team dell'ESOC lavora a stretto contatto con gli ingegneri e tecnici Russi che stanno investigando sulla situazione. Il prossimo passaggio previsto nel cielo di Perth è per la notte del 25 novembre. Ieri invece, dopo i tentivi riusciti dell'ESA di Perth il 22 e 23 novembre, anche una postazione a Baikonur era riuscita a collegarsi con la sonda ed a ricevere segnali e la telemetria dalla sonda mentre questa orbitava a 205x319 km di altezza con un'inclinazione sull'equatore di 51,41°. Secondo le ultime previsioni il rientro distruttivo della sonda nell'atmosfera terrestre, se non intervenisse una modifica dell'orbita con la riaccensione dei motori, sarebbe fra gennaio e febbraio 2012.

Fonte: Russia Space Web

23/11/2011 - Collaborazione ASI e CNSA - Il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese e il suo omologo cinese Chen Qiufa, presidente della China National Space Administration (CNSA), il 23 novembre scorso hanno siglato a Pechino un Accordo di Cooperazione nei settori di Scienza ed Esplorazione, Osservazione della Terra, Telecomunicazioni e Navigazione Satellitare, Trasporto Spaziale e Formazione. Alla cerimonia della firma era presente anche l'ambasciatore italiano in Cina Attilio Massimo Iannucci che ha espresso l'auspicio che questo Accordo sia l'inizio di una solida e lunga collaborazione basata sulla fiducia reciproca e sull'amicizia. Saggese ha dichiarato che questo accordo apre le porte a numerose possibilità di collaborazione in ambito scientifico e tecnologico tra l'Italia e la Cina. Durante la permanenza a Pechino la delegazione ASI ha avuto modo di incontrare anche i presidenti CAST (China Academy of Space Technology) e CASC (China Aerospace Science and Technology Corporation), le più grandi corporazioni industriali cinesi in campo aerospaziale, visitando inoltre la sede del Centro della Stazione Spaziale Cinese (China Manned Space Engineering Office - CMSEO), dove sono in preparazione le Shenzhou-9 e 10, che raggiungeranno il modulo Tiangong rispettivamente nel 2012 e nel 2013. Il presidente del CMSEO, Wang Wenbao, ha invitato l'ASI a collaborare alla Stazione Spaziale Cinese, apprezzando la tecnologia italiana sulla Stazione Spaziale Internazionale e, in particolare, la pressurizzazione dei moduli presenti sulla ISS. ASI e CMSEO hanno espresso il desiderio di poter vedere, in futuro, astronauti italiani e cinesi che lavorano insieme sulla stessa Stazione Spaziale.

Fonte: ASI

23/11/2011 - MSL e Curiosity pronti al lancio - Dopo la riunione Launch Readiness Review avvenuta mercoledì mattina, la NASA ed i responsabili delle aziende coinvolte nella missione, hanno dato al team di lancio il 'via' per proseguire le attività che porteranno al decollo del Mars Science Laboratory (MSL) sabato 26 novembre. Sia il veicolo di lancio, il razzo Atlas V della United Launch Alliance, che la sonda spaziale, compreso il rover Curiosity, non hanno significativi problemi. "Questo rover, Curiosity, è veramente un rover con gli steroidi. Ha un ordine di magnitudine superiore di quelli mai lanciati verso ogni pianeta del Sistema Solare. Andrà più lontano e scoprirà cose che non è nemmeno possibile immaginare," ha detto Colleen Hartman, vice amministratore del Direttorio NASA per le Missioni Scientifiche. "Il Mars Science Lab ed il rover Curiosity sono pronti e carichi per il conto alla rovescia finale che li lancerà sabato verso Marte. Il prossimo passo sarà il rollout dell'Atlas V alla rampa di lancio del Complesso di Lancio 41 dell'Air Force Station di Cape Canaveral. "Prevediamo di portere il veicolo fuori dal Complesso di Integrazione Verticale venerdì mattina," ha detto il Direttore di Lancio della NASA Omar Baez. Saremo sulla via per la rampa verso le 8 a.m. (le 14 ora italiana). Avremo le nostre solite sfide e piccoli contrattempi che abbiamo sempre in questo tipo di grosse operazioni, ma le cose stanno andando estremamente bene e siamo pienamente preparati al decollo di sabato mattina. Speriamo che le condizioni meteo collaborino," ha dichiarato Peter Theisinger, a capo del progetto di MSL per il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California. Le previsioni meteo per il giorno del lancio sono favorevoli con solo il 30% di possibilità di condizioni negative per il decollo. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech) una illustrazione del rover Curiosity sulla superficie di Marte.

Fonte: NASA

L'antenna di 15 metri dell'ESA che si trova a Perth, in Australia 22/11/2011 - Le antenne dell'ESA captano la sonda Russa Phobos-Grunt - Martedì 22 novembre alle 20:25 UT (le 21:25 ora italiana) la stazione di traccimento dell'ESA di Perth, in Australia, ha stabilito un contatto con il veicolo spaziale Russo Phobos-Grunt. Il contatto con la missione diretta a Marte si era interrotto poco dopo il lancio dello scorso 8 novembre. Le squadre dell'ESA stanno lavorando a stretto contatto con gli ingegneri in Russia per determinare il modo migliore per mantenere le comunicazioni con il veicolo spaziale. Il tentativo di comunicazione che ha avuto successo era uno dei quattro previsti dall'ESA per martedì. Rene Pischel, capo della delegazione permanente dell'ESA a Mosca, dice che i segnali radio ricevuti dalla sonda non sono telemetria utile. L'antenna di 15 metri di diametro di Perth è riuscita a seguire la sonda mentre transitava a circa 27.350 km/h sopra l'Australia. Anche le antenne ESA poste nella Guyana Francese e nelle Isole Canarie sono in ascolto per captare i segnali della Phobos-Grunt. "Dobbiano rimanere realisti," dice Vitaly Davydov il vice-capo dell'agenzia spaziale Russa, Roscosmos, "Senza aver avuto segnali dalla sonda per così a lungo le possbilità che la missione possa essere compiuta sono quasi nulle." Molti esperti hanno dichiarato che ormai la sonda, anche se venisse ristabilito completamente il collegamento e tutto fosse funzionante, avrebbe già perso la finestra di lancio per Marte e per la prossima dovrebbe attendere in orbita fino al 2013. Martedì l'orbita della sonda era ancora di 212x317 km di altezza e le analisi stimano un rientro nell'atmosfera del veicolo spaziale fra dicembre e marzo.

AGGIORNAMENTO - L'ESA ha fornito maggiori dettagli sul collegamento con la sonda. Fin dai primi giorni dopo l'immissione in orbita la Russia ha chiesto aiuto all'ESA per tentare di contattare la Phobos-Grunt ma la mancanza dei dati della posizione esatta del veicolo spaziale avevano creato grossi problemi. Negli ultimi giorni l'antenna da 15 metri dell'ESA a Perth è stata modificata con l'aggiunta di un'antenna a basso guadagno, ed a grande angolo di emissione, permettendo di poter così inviare sengali più deboli e meno direttivi di quelli dell'antenna principale e che potessero essere così captati dalla sonda. Infatti questo canale di comunicazione su Phobos-Grunt era stato pensato solo per essere utilizzato a grande distanza dalla Terra e non in orbita bassa dove si trova adesso la sonda. Anche il breve tempo di transito nella visuale dell'antenna, da sei a dieci minuti a sorvolo, non facilita le comunicazioni. Dalle 20:21 alle 20:28 GMT (le 21:21/21:28 ora italiana) del l'antenna della stazione di Perth ha inviato dei comandi alla sonda Phobos-Grunt forniti dalla NPO Lavochkin. Il segnale è stato ricevuto ed ha comandato l'accensione del trasmettitore. I dati ricevuti dalla Phobos-Grunt sono stati poi ritrasmessi da Perth ai controllori Russi della missione utilizzando il Centro Operazioni Spaziali di Darmstadt in Germania per le analisi. Ulteriori tempi di comunicazione sono disponibili il 23 novembre fra le 20:21/20:28 o le 21:53/22:03 GMT (fra le 21:21/21:28 e le 22:53/23:03 ora italiana) e le squadre dell'ESA stanno lavorando a stretto contatto con i controllori Russi per determinare il metodo migliore per mantenere le comunicazioni con la loro sonda. Nella foto (Credit: ESA) l'antenna di 15 metri dell'ESA che si trova a 20 km da Perth, in Australia, presso il campus del Perth International Telecommunications Centre (PITC) che è di proprietà di Telstra e gestita da Xantic.

Fonti: ESA - SpaceflightNow

I tre astronauti di Spedizione 29 appena estratti dalla Soyuz 22/11/2011 - L'equipaggio di Spedizione 29 atterra in Kazakhstan - Il Comandante di Spedizione 29 Mike Fossum e gli Ingegneri di Volo Satoshi Furukawa e Sergei Volkov sono atterrati a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-02M nelle steppe del Kazakhstan alle 8:26 a.m. di martedì ora locale (le 3:26 ora italiana), completanto così la loro missione di ricerca ed esplorazione della durata di cinque mesi e mezzo. L'atterraggio è avvenuto poco prima dell'alba e con condizioni meteorologiche invernali con neve e vento. I mezzi di recupero sono giunti sul luogo dell'atterraggio in pochi minuti ed hanno aiutato i tre ad uscire dal piccolo modulo di rientro Soyuz. Fossum, Furukawa e Volkov sono apparsi in buone condizioni fisiche e con il morale alto. Dopo i primi controlli medici effettuati sul posto i tre sono stati caricati in elicottero e trasportati a Kustanai, a circa 240 km dal punto di atterraggio e da qui, Fossum e Furukawa prenderanno un jet della NASA che li riporterà al Johnson Space Center di Houston, nel Texas. Invece il cosmonauta Volkov procederà verso il Centro di Addestramento Cosmonauti Gagarin di Mosca dove effettuerà un debriefing della missione e potrà incontrati i suoi amici e parenti. Volkov era ai controlli del veicolo spaziale quando avevano lasciato il boccaporto del modulo Rassvet della ISS alle 6 p.m. EST (la mezzanotte ora italiana). Fossum, Furukawa e Volkov erano arrivati all'avamposto orbitale il 9 giugno a bordo della Soyuz TMA-02M e si erano riuniti con l'equipaggio di Spedizione 28 come Ingegneri di Volo. La Spedizione 29 iniziava e Fossum prendeva il comando quando il Comandante di Spedizione 28 Andrey Borisienko e gli Ingegneri di Volo Ron Garan e Alexander Samokutyaev lasciavano la stazione a settembre. Fossum, Furukawa e Volkov hanno trascorso 165 giorni a bordo del complesso orbitale e 167 giorni complessivi in orbita. La stazione è ora occupata dal Comandante di Spedizione 30 Dan Burbank e dagli Ingegneri di bordo Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin che sono arrivati sulla ISS con quasi due mesi di ritardo sul previsto a causa dei noti problemi al razzo Soyuz che aveva fallito l'invio di un Progress ad agosto. Infatti i tre avrebbero dovuto essere lanciati il 22 settembre e questo ritardo avrà la conseguenza che trascorreranno sulla ISS quattro mesi invece dei soliti sei. Un nuovo terzetto di Ingegneri di Volo di Spedizione 30 - composto dall'astronata Don Pettit della NASA, dal cosmonauta Russo Oleg Kononenko e dall'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Andre Kuipers - si sta preparando al lancio dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, previsto per il prossimo mese a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMA-03M. Con il loro arrivo l'equipaggio di Spedizione 30 tornerà al completo con sei astronauti. Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) da sinistra, il Comandante di Spedizione 29 Mike Fossum e gli Ingegneri di Volo Sergei Volkov e Satoshi Furukawa, seduti sulle poltrone dopo essere stati appena estratti dalla capsula Soyuz TMA-02M atterrata pochi minuti prima.


VIDEO DELLA PARTENZA DELL'EQUIPAGGIO DELLA SOYUZ TMA-02M DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE (CREDIT: NASA/TV) - dur.min.01:20



Fonti: NASA - SpaceflightNow -

20/11/2011 - Il terremoto del Giappone fa rinviare il lancio di HTV-3 - Il lancio del terzo veicolo di rifornimento Giapponese, l'HTV-3, destinato a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale alla fine di febbraio è stato rinviato almeno fino a giugno a causa dei problemi causati dal disastroso terremoto che ha colpito il Paese del Sol Levante lo scorso marzo. Il razzo destinato a portare il veicolo di rifornimento HTV è l'H-2B costruito dalla Mitsubishi Heavy Industries Ltd. di Nagoya. Qui il ritardo accumulato per i danni del terremoto del'11 marzo ha impedito l'invio dei due stadi a combustibile liquido ed ai quattro booster a combustibile solido alla base di lancio di Tanegashima, dove invece già si trova il veicolo spaziale automatico di rifornimento. La missione di HTV-3 dovrebbe consegnare alla ISS diversi rifornimenti, un esperimento Giapponese per l'osservazione dell'atmosfera ed un sistema della NASA da testare per le comunicazioni spaziali e la navigazione. I manager della stazione spaziale devono inoltre coordinare attentamente i voli destinati alla ISS perchè sia l'HTV che i due nuovi veicoli di rifornimento commerciali della NASA utilizzano il medesimo boccaporto di attracco che si trova sul modulo di collegamento Harmony. Sia il Dragon della SpaceX, atteso alla stazione a gennaio, che il Cygnus della Orbital, previsto per maggio, richiedono infatti il medesimo accesso di HTV. La JAXA, l'Agenzia Aerospaziale di Esplorazione Giapponese, ha formalmente accolto la richiesta dello spostamento a giugno del volo di HTV.

Fonte: SpaceflightNow

20/11/2011 - Il lancio di Curiosity rinviato di un giorno - Il lancio del razzo Atlas V della United Launch Alliance che porta il Mars Science Loboratory (MSL) della NASA è stato rinviato di un giorno per dare tempo alla squadra di tecnici di rimuovere e sostituire le batterie del sistema di terminazione. Il lancio è quindi stato spostato a sabato 26 novembre dal Complesso di Lancio Spaziale 41 sito nella Cape Canaveral Air Force Station, in FLorida. La finestra di lancio della durata di un ora e 43 minuti si apre alle 10:02 a.m. EST (le 16:42 ora italiana). Il previsto giro e riunione prima del lancio rimangono fissate per lunedì 21 novembre. Il rollout dell'Altas V alla rampa di lancio è previsto per venerdì 25 novembre. Nel resto della settimana le riunioni e gli eventi previsti saranno rivalutati ed un nuovo programma pre-lancio verrà elaborato lunedì.

Fonte: NASA

20/11/2011 - Cina lancia in orbita due nuovi satelliti - La Cina ha piazzato domenica due satelliti in orbita, compreso un veicolo spaziale che raccoglierà dati e li invierà a Terra per l'aiuto in caso di disastri. I due satelliti sono stato lanciati con successo alle 8:15 a.m. ora di Pechino (le 1:15 ora italina) per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 2D, che fa parte della principale famiglia di veicoli di lancio Cinesi, dalla base di Jiuquan, nel nordovest della Cina. Il satellite Chuangxin 1-03, sviluppato dall'Accademia delle Scienze Cinese, raccoglierà i dati delle riserve idriche e meteorologici ed inoltre fornirà importanti informazioni sui disastri. Invece l'altro satellite, il Shiyan-4, sviluppato dall'Istituto Cinese di Ricerca e Tecnologia Spaziale è un satellite sperimentale che studierà l'ambiente terrestre e metterà alla prova nuove tecnologie spaziali. Il lancio di oggi era il 71° lancio orbitale del 2011, il 66° a raggiungere con successo l'orbita terrestre ed il 151° della serie Lunga Marcia.

Fonti: Spacedaily - Xinhua

Punto sulla superficie di Mercurio, il quadratino verde, corrispondente a zero gradi di latitudine e 180 di longitudine. 19/11/2011 - La NASA prolunga la missione MESSENGER - La NASA ha annunciato che prolungherà la missione MESSENGER di un altro anno di operazioni orbitali attorno a Mercurio. La data di fine della missione principale scadeva il 17 marzo 2012. La sonda MESSENGER è il primo veicolo spaziale che entra in orbita attorno al più interno dei pianeti. L'annuncio è stato fatto il 9 novembre da Ed Grayzeck durante il 24° meeting del Team Scientifico di MESSENGER che si è svolto ad Annapolis. La sonda sta svolgendo una campagna senza precedenti nel fornire uno sguardo ravvicinato di Mercurio e le sue scoperte stanno rivoluzionando la percezione del pianeta. Il prolungamento della missione fornirà agli scienziati l'opportunità di comprendere meglio circa il pianeta più vicino al Sole. "Durante l'estensione della missione avremo l'opportunità di trascorrere maggior tempo vicino al pianeta che durante la prima fase e questo ci permetterà di allargare gli obiettivi scientifici ed osservare più zone con i nostri strumenti," ha detto Sean Solomon, capo scienziato di MESSENGER per la Carnegie Institution di Washington. "Inoltre potremo vedere il pianetà più interno durante l'aumento dell'attività solare che si avvicina al massimo del ciclo. Le risposte di Mercurio a questi cambiamenti ambientali durante questo periodo ci promettono nuove sorprese." L'estensione della missione è improntata a rispondere a sei domande scientifiche, ognuna delle quali è cresciuta solo recentemente come risultato delle scoperte fatte in orbita:
1.Quali sono le fonti dei materiali volatili sulla superficie di Mercurio? -
2.Per quanto ha persistito il vulcanismo di Mercurio? -
3.Come è cambiata la topografia di Mercurio nel tempo? -
4.Quale è l'origine di regioni localizzate con maggiore densità esosferica su Mercurio? -
5.Come il ciclo solare ha effetto sul trasporto di materiali volatili e sull'esosfera di Mercurio? -
6.Qualè l'origine degli elettroni energetici di Mercurio?

"I progressi della scienza hanno a cuore la valutazione delle ipotesi alla luce di nuove conoscenze, a volte causando lievi cambiamenti in corso, e altre volte con conseguente cambiamenti di paradigma, aprendo prospettive totalmente nuove di pensiero e di percezione", dice lo scienziato del progetto MESSENGER Ralph McNutt, della Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory a Laurel, Maryland "Con le prime osservazioni orbitali di Mercurio stiamo già vedendo l'inizio di tali innovazioni. L'estensione della missione ci assicura che il meglio deve ancora arrivare per MESSENGER, e come Mercurio, visto sotto una nuova luce, continua a svelare i suoi segreti." Nella foto (Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution di Washington) il punto sulla superficie di Mercurio, il quadratino verde, corrispondente a zero gradi di latitudine e 180 di longitudine. Questo, con il punto simile posto a 0° di latitudine e 0° di longitudine, è uno dei due poli caldi del pianeta. Infatti in queste zone il Sole, grazie alla combinazione dell'orbita eccentrica e della rotazione di Mercurio, rimane più a lungo allo zenit e quindi ricevono circa da due a 1,5 volte più radiazione solare del resto della superficie del pianeta. Questa immagine ha una risoluzione (in originale sul sito della NASA) di 250 metri/pixel. Durante il primo anno di missione attorno a Mercurio la sonda MESSENGER ha già acquisito oltre 75.000 immagini della sua superficie coprendone oltre il 90% con la risoluzione di qui sopra.

Fonti: Spaceref - NASA/APL

18/11/2011 - MSL riceve il 'via' per il lancio del 25 novembre - La NASA ed i dirigenti delle aziende appaltatrici del Mars Science Laboratory (MSL) hanno tenuto questa mattina la riunione Flight Readiness Review presso il Kennedy Space Center. Dopo una valutazione della situazione del veicolo spaziale MSL, e del razzo vettore Atlas V della United Lauch Alliance, i manager hanno dato il 'go' per procedere verso il lancio previsto per le 10:25 a.m. EST di venerdì 25 novembre (le 16:25 ora italiana). I responsabili si incontreranno ancora il 22 novembre per il Launch Readiness Review, una riunione finale per il lancio. Il veicolo spaziale - con il suo rover Curiosity - è racchiuso e protetto all'interno dell'ogiva posta sulla cima del razzo Atlas V che si trova all'interno della struttura Vertical Integration Facility nei pressi del Complesso di Lancio 41 alla Cape Canaveral Air Force Station. La chiusura finale del veicolo spaziale e dell'ogiva dell'Atlas V è prevista per sabato con una simulazione del conto alla rovescia per domenica. Cusiosity ha 10 strumenti scientifici per cercare le prove se Marte sia mai stato un ambiente favorevole alla vita microbiotica, compresi gli ingredienti chimici della vita. Il rover utilizzerà un laser per scrutare dentro le rocce e far si di liberare i gas al loro interno in modo che uno spettrometro possa analizzarli ed inviare i dati sulla Terra.

Fonte: NASA

Una immagine della gigantesca tempesta in falsi colori ripresa dalla sonda Cassini 17/11/2011 - Cassini illustra la nascita e l'evoluzione di una gigantesca tempesta su Saturno - Nuove immagini ed un video realizzato con le immagini provenienti dalla sonda Cassini della NASA ci mostrano la nascita e l'evoluzione di una gigantesca tempesta che è apparsa sull'emisfero nord di Saturno per quasi un anno. Le immagini a pieni colori e l'animazione partono dallo scorso 5 dicembre, quando è emerso un piccolo punto che poi è cresciuto fino a circondare tutto il pianeta nel gennaio 2011. La mostruosa tempesta, che si estende da nord a sud per quasi 15.000 km, è la più grande avvistata su Saturno negli ultimi due decenni ed è la più grande mai osservata su un pianeta da una sonda interplanetaria. Lo stesso giorno che la macchina fotografica ad alta risoluzione catturava il primo cenno della tempesta gli strumenti radio e quelli dedicati a captare le onde di plasma segnalavano l'attività elettrica della tempesta, rivelando che si trattava di un uragano convettivo. La fase più attiva della tempesta finiva a fine giugno ma le nubi turbolente che sono state create si possono vedere ancora oggi nell'atmosfera. Il periodo di attività di circa 200 giorni segna anche il più lungo mai visto su Saturno. Il precedente record era un evento del 1903 che era durato 150 giorni. In confronto la grande zona turbolenta osservata 21 anni fa dal telescopio spaziale Hubble, di dimensioni comparabili a quella di oggi, era durata solo 55 giorni. Le immagini ed il filmato riprese dalla Cassini si possono vedere ai seguenti siti: http://www.nasa.gov/cassini - http://saturn.jpl.nasa.gov e http://ciclops.org. Fra queste immagini vi sono quelle a mosaico e quelle presentate in veri e falsi colori. "Una tempesta su Saturno è come un'eruzione vulcanica nel sistema meteo della Terra," dice Andrew Ingersoll, che fa parte della squadra che si occupa di elaborare le immagini provenienti dalla sonda Cassini del California Institute of Technology di Pasadena, California. "La pressione cresce per diversi anni prima che la tempesta erutti. Il mistero è che qui non vi è la roccia a resistere alla pressione per ritardare l'eruzione per così tanti anni." Cassini ha preso centinaia di immagini di questa tempesta come parte della campagnia 'Saturn Storm Watch". Durante questo lavoro Cassini dava rapide occhiate alla tempesta fra un'osservazione di Saturno e dei suoi anelli e lune. Le nuove immagini, assieme ad altre immagini ad alta risoluzione riprese da Cassini fin dal 2004, hanno permesso agli scienziati di seguire i sottili cambiamenti del pianeta nei momenti che hanno preceduto la formazione della tempesta ed i segnali di sviluppo che l'anno preceduta, come i venti ad alta quota. La prima apparizione della tempesta è avvenuta a circa 35° di latitudine nord di Saturno e poi è stata coperta una superficie di circa 5 miliardi di km quadrati. La precedente grande perturbazione di cui era stata testimone la Cassini era stata la 'Storm Alley', una tempesta apparsa nella banda equatoriale sud, chiamata così per la prevalenza di tempeste in quella regione. La tempesta era durata diversi mesi, dal 2009 al 2010. La perturbazione era formata da gruppi di tempeste, ognuna che si evolveva fino a cinque giorni e che interessava solo le condizioni meteo locali. La recente perturbazione nord invece è una singola tempesta che ha proseguito per oltre 200 giorni e che ha coinvolto un quinto dell'intero emisfero nord. "Questa nuova tempesta è completamente differente da quelle che abbiamo visto con la Cassini in precedenza," spiega Kunio Sayanagi, scienziato planetario dell'Università della California che si occupa del trattamento delle immagini provenienti dalla Cassini. "Il fatto che questi eventi siano episodici ed avvengano su Saturno ogni 20 o 30 anni ci dicono che nel profondo dell'interno del pianeta accade qualcosa ma non sappiamo che cosa possa essere." I piani odierni di proseguire la missione fino al 2017 forniranno l'opportunità alla CAssini di essere testimone di ulteriori cambiamenti nell'atmosfera del pianeta mentre le stagioni al nord progrediranno verso l'estate. "La capacità di essere in orbita ci ha permesso di buttare un occhio in ogni parte e così abbiamo potuto monitorare questo straordinario fenomeno." dice Carolyn Porco, a capo del team che elabora le immagini della Cassini per lo Space Science Institute di Boulder, in Colorado. "Sette anni di questo vantaggio ci ha dato l'opportunità di fare di Cassini una delle missioni planetarie più produttive che abbiano mai volato." La missione Cassini-Huygens è un progetto in collaborazione fra la NASA, l'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, gestisce la missione per lo Science Mission Directorate dell'agenzia a Washington. L'orbiter Cassini e le due apparecchiature di ripresa che si trovano a bordo sono state progettate, sviluppate ed assemblate dal JPL. La squadra che gestisce le operazioni con le immagini si trova allo Space Science Institute di Boulder, Colorado. Il JPL è una divisione del Caltech. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute) la tempesta di Saturno ripresa il 25 febbraio 2011. Qui sopra (Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute) la scia della tempesta negli strati alti dell'atmosfera di Saturno ripresa in falsi colori.

Fonte: NASA

17/11/2011 - La NASA cerca nuovi astronauti - La NASA ha lanciato una campagnia di reclutamento da 9 a 15 astronauti da utilizzare nelle future missioni dirette alla Stazione Spaziale Internazionale e verso lo spazio profondo. Gli astronauti verranno selezionati nei primi mesi del 2013 ma il termine per la presentazione delle domande scade il 27 gennaio 2012. Dall'estate del 2013 inizieranno gli addestramenti dei prescelti. I requisiti per poter partecipare alla selezione sono una laurea nelle seguenti categorie: ingegneria, biologia, fisica o matematica ed almeno tre anni di esperienza lavorativa. Per i piloti vengono richieste le stesse condizioni ma con l'aggiunta di almeno 1.000 ore di volo su aerei supersonici. Per le condizioni fisiche i requisiti sono di 20/20 di vista per ogni occhio, pressione del sangue non sopra i 140/90 in posizione seduta ed un'altezza fra 1,57 e 1,90 metri. I candidati scelti nel 2013 dovranno seguire circa due anni di intenso addestramento robotico, passeggiate spaziali, volo e di sopravvivenza prima di essere scelti per una missione spaziale. L'ultima volta che sono stati selezionati dei nuovi astronauti è stato nel 2009.

Fonte: NASA

17/11/2011 - Rientrata sulla Terra la capsula Cinese Shenzhou-8 - Il veicolo spaziale non abitato Cinese Shenzhou-8 è atterrato nel nord della Cina giovedì pomeriggio, dopo aver completato la prima missione di attracco orbitale del Paese. Il modulo di rientro del veicolo spaziale è sceso appeso ad un paracadute sul sito di atterraggio nella contea di Siziwang Banner, nella regione autonoma della Mongolia Interna verso le 7:30 p.m. (le 12:30 ora italiana) segnando la conclusione della missione di attracco spaziale durata 49 giorni. Lanciata dal Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan il 1° novembre la Shenzhou-8 ha effettuato il primo randezvous ed aggancio con il modulo laboratorio orbitale TianGong-1 due giorni dopo. I due vascelli hanno orbitato assieme attorno alla Terra per 12 giorni e condotto un altro aggancio dopo una breve separazione il 14 novembre. Il TianGong-1, decollato dal centro di lancio Jiuquan il 29 settembre, rimarrà in orbita in attesa di futuri tentativi di aggancio con le Shenzhou-9 e Shenzhou-10 previsti nel corso del 2012. Almeno una delle due missioni di attracco ospiteranno astronauti a bordo, secondo Wu Ping, portavoce del Programmma Spaziale Cinese. In copertina (Credit: Xinhua/Li Gang) il modulo di rientro di Shenzhou-8 dopo l'atterraggio.

Fonte: Xinhua

Diego Urbina durante la passeggiata spaziale marziana 17/11/2011 - SpaceTweetup con i partecipanti del Mars500 - Avete seguito l'avventura di Mars500 su Twitter? Allora adesso avete l'occasione di porre di persona le vostre domande ai partecipanti dell'ESA Diego Urbina e Romain Charles! L'ESA invita 20 followers che hanno seguito la missione Mars500 allo #SpaceTweetup di Roma del 6 dicembre 2011. L'obiettivo è di invitare coloro che hanno seguito la missione di Mars500 per i 520 giorni della sua durata e di offrire loro l'opportunità di incontrare di persona @diegou e @Romain_Charles per chiedere quello che volevate sapere e per il quale avete aspettato quasi due anni! Mars500, la prima simulazione altamente fedele di una missione di lunga durata verso il pianeta vicino, è terminata il 4 novembre 2011, dopo 520 giorni da record. Da allora l'equipaggio è stato sottoposto a test fisici e psicologici. Ora che il periodo di quarantena è terminato, abbiamo organizzato il Mars500 SpaceTweetup come parte del post-flight tour di Mars500. Il Tweetup è aperto a tutti coloro che hanno seguito da vicino, tramite Twitter, la missione Mars500. Durante tutto il periodo della missione Diego Urbina ha inviato i messaggi come @diegou in inglese, italiano e spagnolo e dal momento del "rientro" si è unito anche @Romain_Charles che manda messaggi in inglese e in francese. Insieme hanno anche prodotto un diario che veniva regolarmente pubblicato sul portale dell'ESA così come i video-diari molto popolari su YouTube. Il Mars500 SpaceTweetup avrà luogo a Roma, dalle 09h00 alle 16h00 circa. Come parte delle attività della giornata, gli Spacetweeps avranno l'opportunità, opzionale, di visitare il centro dell'ESA di Osservazione della Terra, ESRIN, che si trova a Frascati (RM). L'accesso al Wi-Fi a banda larga ed un leggero snack saranno offerti agli ospiti. Sono aperte le registrazioni per il Mars500 SpaceTweetup del 6 dicembre a Roma. Il Mars500 SpaceTweetup è aperto a coloro che seguono @diegou, @Romain_Charles e i principali "account" ESA. Le registrazioni si chiudono il 21 novembre alle 12h00 ora italiana. Il numero dei partecipanti è limitato a 20. Sarà stilata una lista d'attesa per tutte le altre registrazioni. La registrazione è per una sola persona e non è trasferibile ad altri. Per cortesia, non inviate registrazioni multiple. L'ESA non potrà farsi carico di nessun tipo di spesa (viaggio, vitto, alloggio). Tutti coloro che si registrano devono essere maggiorenni. L'evento di Tweetup sarà principalmente in inglese ma le domande ed i Tweet sono benvenuti anche in altre lingue. L'account Twitter per il Tweetup è @Spacetweetup, l'hashtag è #Mars500tweetup. Utilizzeremo entrambi per inviare aggiornamenti e solleciti dell'evento. Le registrazioni si chiudono alle ore 12h00 del 21 novembre. Non appena le registrazioni saranno state processate, sarà inviata, sia ai primi venti selezionati che a coloro che sono in lista d'attesa, un'email di conferma con informazioni ed istruzioni aggiuntive. Faremo del nostro meglio per inviare tutte le notifiche entro il 24 novembre. Vi preghiamo di tener presente che abbiamo bisogno di tempo per processare le vostre registrazioni, ma vi terremo aggiornati tramite Twitter @spacetweetup. Se avete domande, scrivete a: Spacetweetup@gmail.com. Nella foto (Credit: ESA) Diego Urbina durante la passeggiata spaziale su Marte.

Fonte: ESA Italia

17/11/2011 - La Shenzhou-8 pronta a tornare sulla Terra - Il veicolo spaziale senza equipaggio Shenzhou-8 ha iniziato il suo viaggio di ritorno verso la Terra giovedì pomeriggio dopo aver completato la prima missione di aggancio orbitale con il laboratorio spaziale TianGong-1. Il modulo di rientro della Shenzhou-8 si è appena separato del modulo orbitale e dal modulo propulsivo e l'atterraggio è previsto nella contea di Siziwang Banner che si trova nella Regione Autonoma della Mongolia del nord Interna. Una squadra di ricerca e recupero è stata predisposta per il rientro della capsula, secondo quanto annunciato da Zhang Haidong, comandante in capo per le operazioni del Programma Spaziale Umano Cinese. Il veicolo verrà recuperato entro due ore e mezzo dall'atterraggio. La squadra di recupero utilizza elicotteri equipaggiati con ricevitori progettati per poter captare il segnale proveniente dal veicolo spaziale. Dopo aver raggiunto la capsula il team condurrà una serie di ispezioni e raccoglierà i dati dal vascello. Alcune incubatrici che si trovano all'interno del veicolo dovranno essere estratte delicatamente ed inviate al più presto a Pechino perchè contengono esperimenti biologici condotti in collaborazione fra gli scienziati Cinesi e Tedeschi. Sette delle precenti capsule lanciate sono rientrare nella regione di Siziwang. La regione è l'ideale per questo scopo perchè è scarsamente popolata, relativamente piatta e con pochi alberi e formazioni naturali che potrebbero causare problemi durante le procedure di atterraggio. La Shenzhou-8 era stata lanciata lo scorso 1° novembre ed aveve raggiunto ed agganciato l'obiettivo orbitale TianGong-1 il 3 novembre mentre orbitavano a 343 km sopra la Terra, segnando il successo del primo aggancio spaziale Cinese. Il suo distacco e successivo riaggancio con TianGong-1 era avvenuto con successo il 14 novembre. L'abbandono definitivo del prototipo di modulo laboratorio era avvenuto mercoledì 16 alle 6:30 p.m. ora di Pechino (le 11:30 ora italiana). Queste operazioni di attracco spaziale sono vitali per la conoscenza acquisita dalla Cina per le sue tre fasi strategiche del suo programma spaziale abitato. La Cina ha annunciato di prevedere altre due missioni di attracco con il TianGong-1 il prossimo anno, almeno una delle due con equipaggio. I piani del Paese prevedono di stabilire un proprio laboratorio orbitale intorno al 2016 ed una stazione spaziale abitata nel 2020.

Fonte: Xinhua

La mappa globale topografica ad alta risoluzione della Luna ottenuta dalla sonda LRO della NASA 16/11/2011 - La sonda LRO completa la mappa topografica lunare ad alta risoluzione - La squadra scientifica che supervisiona il sistema di acquisizione delle immagini che si trova a bordo della Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA ha reso pubblica la mappa topografica quasi globale a maggior risuluzione della Luna mai creata. Questa nuova mappa topografica, rilasciata dalla Arizona State University di Tempe, mostra la forma della superficie e le sue caratteristiche di quasi tutta la superficie della Luna con una scala di 100 metri/pixel. Una singola misura di altezza (un pixel) è delle dimensioni di quasi due campi di calcio affiancati. Sebbene la Luna sia il corpo celeste a noi più vicino, la conoscenza della sua morfologia è ancora limitata. A causa delle limitazioni della strumentazione delle precedenti missioni una mappa globale della topografia lunare ad alta risoluzione non esisteva fino ad ora. In pratica la sonda, sorvolando la Luna ad un'altezza di circa 50 km, riesce ad ottenere con lo strumento WAC una immagine che si sovrappone di poco nell'orbita successiva. Poi, utilizzando tecniche digitali di fotogrammetriche viene realizzato un modello digitale del terreno utilizzando le zone sovrapposte. Grazie quindi alla Camera a Grandangolo di LRO ed all'altimetro laser del Lunar Orbiter (LOLA) gli scienziati sono ora riusciti a ritrarre la forma dell'intera Luna ad alta risoluzione. Era dai tempi delle missioni Apollo che gli scienziati attendevano una mappa topografica così dettagliata che contribuirà a capire meglio le deformazioni della crosta superficiale, il meccanismo dell'impatto dei crateri, lo studio delle formazioni vulcaniche ed infine alla pianificazione di future missioni robotiche o umane sulla Luna. La mappa è chiamata modello topografico Global Lunar DTM 100 (o GLD100) ed è stata realizzata grazie ai dati acquisiti dallo strumento WAC di LRO. La mappa ottenuta da WAC copre un'area che va 79° di latitudine sud a 79° di latitudine nord, il 98,2% dell'intera superficie lunare. A causa delle ombre persistenti nei poli lunari non era possibile creare una completa mappa stereo dei poli. Ma ecco che utilizzando lo strumento LOLA ed i suoi laser e combinando i dati di entrambi gli strumenti è stato possibile realizzare una mappa globale. La mappa mostra i colori delle diverse altezza in modo da rendere subito comprensibile il fattore topografico della superficie. La sonda LRO è gestita dal Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt per lo Science Mission Directorate di Washington. Il modello ottenuto è stato realizzato con le immagini stereo del primo anno di missione ma si spera di poter aggiungere un altro anno di dati. Queste nuove immamgini permetteranno, non solo di aumentare la risoluzione, ma anche di coprire i piccoli buchi della mappa attuale. Inoltre il team di LROC ha fatto piccole migliorie al modello distorsivo dello strumento ed anche il LOLA ha migliorato la conoscenza della posizione del veicolo spaziale nel tempo. Questi ulteriori passi forniranno sicuramente un miglioramento nella precisione della prossima versione del modello topografico LROC GDL100 della Luna. La topografia WAC è stata realizzata dai membri dalla squadra LROC del German Aerospace Center dell'Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) che collabora con la NASA alla missione. Nella foto (Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/DLR/ASU) la mappa globale topografica ad alta risoluzione della Luna ottenuta dalla sonda LRO della NASA. Al sito indicato come fonte l'immagine a più alta risoluzione della mappa globale lunare.

Fonte: NASA

La ML mentre viene trasportata verso la rampa di lancio 16/11/2011 - La Torre Mobile si sposta sulla rampa di lancio - La torre mobile di lancio ha fatto oggi il suo viaggio più lungo della sua breve vita per iniziare due settimane di test strutturali alla rampa di lancio 39B al Kennedy Space Center, in Florida. In previsione del lancio dello Space Launch System che avverrà più avanti in questo decennio, gli ingegneri vogliono controllare il lanciatore mobile, o ML (mobile launcher), in una serie di tipologie che spaziano da come si sarebbe comportato mentre si muove sopra il cingolato da trasporto a come il sistema si integrerà con le infrastrutture della rampa B, che ha subito notevoli rinnovamenti durante lo scorso anno. "Abbiamo il tempo necessario per poter imparare come assistere allo sviluppo dell'ML," ha detto Larry Shultz, dirigente del progetto ML. L'ML ha iniziato il suo spostamento, della durata di 14 ore, alle 9:15 a.m. (le 16:15 ora italiana) del 16 novembre. Il viaggio dovrà coprire i circa 6,7 km che separano i sito di lavorazione che si trova vicino al Vehicle Assembly Building e la rampa di lancio. Shultz dice che il team raccoglierà le prime informazioni dopo che lo spostamento sarà stato completato. Ergendosi di 120 metri sopra la strada ghiaiosa, il lanciatore mobile è sostanzialmente differente da quella piattaforma di lancio mobile che ha portato la navetta spaziale verso la rampa di lancio per 30 anni. La principale caratteristica è la torre del lanciatore mobile, una struttura grigia alta 108 metri di acciaio che ricorda quelle che sono state utilizzate per i razzi Saturno 5 che sono stati lanciati verso la Luna negli anni '60 e '70. Infatti è dal 1975 che non si vedeva una struttura così alta come il ML sulle rampe di lancio del Kennedy, L'ML era stato mosso già una volta, ma non per un gran tragitto. La ML venne riposizionata nella sua postazione di parcheggio accanto al VAB nell'ottobre del 2010. Sebbene originariamente creata per ospitare un razzo snello, il design della struttura è flessibile abbastanza da poter essere modificata per supportare lo Space Launch System (SLS), un razzo che ha una portata di carico equivalente al Saturno V. Le modifiche che verranno saranno il rafforzamento dei supporti nella base e l'ampliamento del pozzo di scarico sotto il razzo. Ora questo foro di scarico sotto la ML è di 6,7 metri quadrati e dovrà essere trasformato in un rettangolo di 18x9 metri. Alla torre saranno aggiunti dei bracci oscillanti nell'arco del 2015, verranno modificate le tubazioni di rifornimento e scarico ed i collegamenti elettrici e di comunicazione per le diverse parti del razzo, insieme a una passerella d'accesso equipaggio per raggiungere la nuova astronave Orion della NASA in cima il razzo. Anche con queste modifiche, la struttura sarà più leggera della piattaforma di lancio mobile della navetta. La torre è fissata sopra una struttura di acciaio alta 14 metri, lunga 50 e larga 41. In totale la ML pesa circa 3.000 tonnellate. La destinazione della torre è la rampa di lancio 39B, che ha subito grosse modifiche dopo l'ultimo volo di uno Space Shuttle. La torre che si trovava sulla rampa, costruita appositamente per le navette, è stata rimossa recentemente e sono state eseguite delle ristrutturazioni del complesso sistema di tubature e cablaggi della rampa. I test con la ML vedranno tutti i tipi di supporto necessari sulla rampa che verranno riallineati mentre si potrà capire i futuri bisogni della rampa in modo che la ML possa eseguire il suo lavoro preparatorio e di lancio. La rampa di lancio avrà bisogno anchessa di una serie di pesanti modifiche per poter accogliere i nuovi lanciatori come la riprogettazione e ristrutturazione della flangia di deflessione degli scarichi. A differenza di altri tipi di rampe al Kennedy la Rampa B è stata ideata con un concetto flessibile in modo da potersi adattare ai diversi tipi di razzo, compreso l'SLS ed i veicoli di lancio spaziali commerciali. Dopo due settimane trascorse sulla Rampa B il ML verrà riportato nel suo sito di parcheggio. Molte delle strutture che dovranno essere aggiunte alla ML verranno progettate e testate al Kennedy dal Launch Equipment Test Facility, o LETF. Il laboratorio costruirà i vari segmenti in scala reale in modo da poterli testare con le attrezzature di supporto di terra in condizioni realistiche. Una volta che l'ML sarà stato dotato dei suoi bracci mobili e delle altre modifiche necessarie verrà portato nuovamente sulla rampa per ulteriori test. L'ML porterà il suo primo SLS sulla rampa nel 2017, per la missione di debutto del nuovo razzo. Questo volo senza equipaggio dovrà valutare il progetto prima che il razzzo ed il veicolo spaziale siano utilizzati per portare gli astronauti nello spazio profondo. Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) la ML mentre viene trasportata verso la rampa di lancio 39A

Fonte: NASA

16/11/2011 - L'equipaggio a bordo della ISS riceve i nuovi inquilini - Il veicolo spaziale Soyuz TMA-22 con a bordo l'astronauta Dan Burbank della NASA ed i cosmonauti Russi Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin ha attraccato al mini-modulo di ricerca Poisk della Stazione Spaziale Internazionale alle 12:24 a.m. EST di mercoledì (le 7:24 ora italiana). Il trio era stato lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 10:14 a.m. di lunedì ora locale (le 6:14 ora italiana). Dopo l'apertura dei portelli fra la Soyuz e la stazione, avvenuta alle 2:39 a.m. (le 9:39 ora italiana), il Comandante di Spedizione 29 Mike Fossum e gli Ingegneri di Volo Satoshi Furukawa della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) ed il cosmonata Russo Sergei Volkov, hanno dato il benvenuto a bordo ai nuovi ingegneri per il loro periodo di quattro mesi di permanenza nel complesso orbitale. I sei membri dell'equipaggio della stazione hanno poco meno di una settimana da trascorrere assieme come Spedizione 29 prima che Fossum, Furukawa e Volvok rietrino sulla Terra lunedì prossimo a bordo della loro Soyuz TMA-02M che li aveva portati alla ISS il 9 giugno scorso. La loro partenza segnerà l'inizio di Spedizione 30, sotto il comando di Burbank. Una formale cerimonia per il cambio di comando è prevista per domenica. Gli altri tre Ingegneri di Volo di Spedizione 30 - l'astronauta della NASA Don Pettit, il cosmonauta Russo Oleg Kononenko e l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Andre Kuipers - verranno lanciati verso la stazione il 21 dicembre. Burbank è la terza volta che visita la stazione. Le sue precedenti visite sono avvenute entrambe a bordo dello Space Shuttle Atlantis. Durante la missione STS-106 nel settembre 2000, aiutò a sistemare la stazione per l'arrivo del primo equipaggio permanente. Durante STS-115, nel settembre 2006, condusse una passeggiata spaziale di 7 ore ed 11 minuti per completare l'installazione del traliccio, attivare il giunto di rotazione alpha dei pannelli solari che permette a questo di essere dispiegati. Questo è il primo volo spaziale per Shkaplkerov e Ivanishin. In copertina (Credit: NASA/TV) l'equipaggio di Spedizione 29 al completo dopo l'arrivo della Soyuz TMA-22.

VIDEO DELL'ARRIVO DELL'EQUIPAGGIO DELLA SOYUZ TMA-22 ALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE (CREDIT: NASA/TV) - dur.min.02:16



Fonte: NASA

14/11/2011 - Ancora nessun segnale da Phobos-Grunt - Durante una conferenza stampa a seguito del lancio di successo della capsula Soyuz TMA-22 con equipaggio diretto verso la ISS, il capo della Roscosmos, Valdimir Popovkin, è stato bersagliato di domande dei giornalisti sul destino della sonda marziana Phobos-Grunt, che si trova ancora in silenzio nell'orbita terrestre. Popovkin ha ammesso che al momento non si è ancora riusciti ad inviare alla sonda il comando di riavvio del programma di volo e che possibilità di salvare la missione sono sempre più scarse. La data ultima per tentare di recuperare la missione sono gli inizi di dicembre ma sacrificando molto propellente e quindi con ripercussioni di manovra in orbita marziana. Popovkin ha inoltre assicurato che, se i tentativi di far ripartire la missione fallissero, il pericolo della sonda al rientro sulla Terra saranno minimi perchè tutto il propellente esploderà al contatto con l'atmosfera e solo piccoli, o nessun, frammento raggiugerà il suolo. La data probabile del rientro potrebbe essere ai primi di gennaio 2012. Intanto i tecnici ed ingegneri stanno tentando di modificare le antenne Spektr-Iks che si trovano a Baikonur e che trasmettono in banda X, l'unica percebile dall'antenna ad alto guadagno della sonda. Purtroppo queste antenne sono costruite per seguire veicoli spaziali a grandi distanze e quindi hanno bassa velocità di movimento mentre un oggetto in orbita bassa terrestre, come si trova ora la Phobos-Grunt, transita in circa sette minuti sopra il luogo di ricezione. L'unica buona notizia e che la sonda è orientata verso il Sole ed i pannelli solari dispiegati permettono la ricarica delle batterie e la sopravvivenza delle apparecchiaure di bordo. Anche l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale ha tentato di fotografare la Phobos-Grunt che è passata a circa 120/150 km dall'avamposto spaziale ma l'esito è stato negativo.

Fonte: Russian Space Web

Il primo stadio P80 del vettore Vega mentre viene trasferito verso la rampa di lancio lo scorso 7 novembre 14/11/2011 - VEGA: iniziata la campagna di lancio - É iniziata lunedì scorso con il trasferimento del primo stadio sulla rampa di lancio dello spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese, la prima campagna di lancio di Vega. Il nuovo piccolo lanciatore europeo è in marcia verso il volo inaugurale previsto per fine gennaio. Il P80, il primo stadio a propellente solido, del peso di 100 tonnellate, è stato trasferito lunedì 7 novembre dall'edificio di integrazione (Booster Integration Building) alla rampa di lancio, utilizzando il sistema di trasporto "Fardler" per i carichi pesanti. Così come avviene per i motori laterali a propellente solido dell'Ariane 5, le misure di sicurezza adottate hanno ridotto il numero di operatori sul posto e hanno portato all'evacuazione degli edifici adiacenti. Con il P80 installato nella torre mobile, tutte le installazioni a terra sono state ora configurate per la validazione finale del motore, compreso il sistema di controllo di spinta del vettore (Thrust Vector Control system) che fa ruotare il grande ugello per la guida. Nelle prossime settimane, il secondo e terzo stadio, Zefiro 23 e Zefiro 9, entrambi a propellente solido, saranno trasferiti dal Magazzino Motori ed Edificio di Preparazione di Vega (Vega Booster Storage and Preparation Building) ed aggiunti al veicolo. Prima della fine dell'anno e successivamente alla Revisione Finale che dimostri che Vega è pronto per il Volo (Flight Readiness Review), sarà integrato l'AVUM (Attitude & Vernier Upper Module) cioè il modulo superiore o quarto stadio. Parallelamente alle attività di lancio, allo spazioporto europeo si stanno preparando i satelliti. Entro la fine dell'anno il satellite italiano dell'ASI LARES (Laser relativity satellite) con almeno sei piccoli Cubesat e ALMASat-1 sviluppati dalle università europee, saranno pronti e inclusi nell'alloggiamento. La campagna proseguirà a gennaio con l'integrazione della parte terminale e del carico – conosciuti anche come "upper composite" – a cui seguiranno il controllo finale del lanciatore così integrato e le prove generali di conto alla rovescia. Questo volo di qualifica di Vega aprirà la strada alle prossime cinque missioni che dimostreranno la flessibilità del sistema come parte del programma VERTA (Vega Research and Technology Accompaniment). Vega è progettato per affrontare una vasta gamma di missioni e di configurazioni di carico in modo da rispondere, con la maggiore flessibilità possibile, alle differenti domande di opportunità richieste dal mercato. Vega offre, in particolare, configurazioni in grado di gestire carichi che spaziano da un singolo satellite fino a un satellite principale e sei microsatelliti. Vega è compatibile con masse di carico dai 300Kg ai 2.500Kg, a seconda del tipo di altitudine dell'orbita richiesta dal cliente. La curva è di 1.500Kg per un'orbita polare di 700km di altitudine. Sette Paesi Membri dell'ESA (Italia, Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia) contribuiscono al programma. ELV SpA è il principale contraente industriale (70% di proprietà di Avio SpA, 30% di proprietà dell'Agenzia Spaziale Italiana, ASI) e Vitrociset è il principale contraente per le installazioni del controllo da terra. Nella foto (Credit: ESA - S. Corvaja, 2011) il primo stadio P80 del vettore Vega mentre viene trasferito verso la rampa di lancio lo scorso 7 novembre.

Fonte: ESA Italia

Il primo modello volante di Orion MPCV durante le fasi di saldatura a freddo 14/11/2011 - Aggiornamenti sullo sviluppo di Orion MPCV - Proseguono i lavori attorno al nuovo veicolo spaziale della NASA Orion MPCV. Nell'edificio di assemblaggio di Michoud (MAF) a New Orleans, è stato saldato il pannello della capsula che ospita il portello di ingresso. Anche altri pezzi dello scafo stanno rapidamente prendendo forma mentre alcuni hanno mostrato delle crepe dopo le saldature ed i tecnici hanno potuto eseguire una serie di studi per eliminare il problema. Questo veicolo in costruzione sarà il primo a volare nello spazio con la missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1). Il lancio è ufficialmente previsto dalla NASA per i primi del 2014 per mezzo di un razzo vettore Delta IV-Heavy che decollerà da Cape Canaveral. A causa della struttura della rampa del Delta IV la capsula non potrà essere accessibile ai tecnici una volta che la torre mobile di servizio verrà ritratta alcune ore prima del lancio. Questo a differenza di quanto avverrà quando Orion MPCV verrà lanciato con il nuovo razzo SLS dalla rampa 39A e che, grazie ad una passerella di accesso dalla torre mobile di lancio, permetterà l'accesso alla capsula fino agli ultimi istanti prima del decollo. Durante la missione EFT-1 verrà utilizzato lo stadio superiore del vettore Delta IV che rimarrà agganciato alla capsula per quasi tutta la missione. Anche per il primo volo di Orion MPCV con SLS in missione orbitale lunare del 2017 è previsto l'utilizzo di questo stadio superiore. Intanto il modello statico GTA (Ground Test Article) della capsula Orion si trova presso la sede della Lockheed-Martin di Denver dove ha completato i test acustici di simulazione lancio assieme al Launch Abort Vehicle (LAV). Ora il GTA verrà sottoposto ai test di vibrazione. Un altro modello di Orion MPCV, il BTA (boileplate test article), si trova invece preso il Centro Ricerche Langley della NASA dove vengono eseguite le prove di rientro in acqua della capsula utilizzanto una speciale struttura chiamata Hydro Impact Basin che permette il rilascio del veicolo da varie altezze, inclinazioni e velocità, dentro una grande piscina per valutarne gli effetti. Dopo una prima serie di test effettuati questa estate e chiamati Fase 0, ora sono iniziati quelli definiti Fase 1 e che si svolgeranno fino alla fine dell'anno. Nella Fase 1 il BTA è stato modificato per essere più simile nella distribuzione dei pesi e nelle risposte di flessibilità dello scudo termico al veicolo finale. Invece il progetto del modulo di servizio di Orion (Service Module -SM) è ancora in fase di valutazione e le discussioni includono anche una versione del SM derivata dall'ATV (Automated Tranfer Vehicle) dell'Agenzia Spaziale Europea. Nella immagine (Credit: NASA) l primo modello volante di Orion MPCV durante le fasi di saldatura a freddo.

Fonti: Nasaspaceflight - NASA

Illustrazione del Dream Chaser attraccato alla ISS 14/11/2011 - Dream Chaser, la mininavetta, va avanti - La divisione Sistemi Spaziali della Sierra Nevada Corporation (SNC) ha annunciato il completamento di un'ulteriore passo nel contratto che ha con la NASA per lo sviluppo di un veicolo commerciale per il trasporto da e per la Stazione Spaziale Internazionale degli astronauti e dei materiali della NASA. Il programma CCDeV-2 prevede infatti diversi obiettivi da raggiungere da parte delle aziende coinvolte per poter acquisire i fondi stanziati. La SNC ha completato cinque punti sui 13 che è obbligata a raggiungere entro il termine del contratto e tutti entro il budget fissato. Il programma prevede di culminare con un volo di alta quota eseguito dal veicolo per equipaggio Dream Chaser nell'estate del 2012. A luglio il programma Dream Chaser aveva completato uno dei passi principali del suo contratto CCDeV-2 con la dimostrazione del simulatore della cabina di comando. Il simulatore assisterà gli ingegneri che lavorano al Dream Chaser alla valutazione delle caratteristiche del veicolo durante la fase pilotata di volo. A settembre è stato raggiunto l'obiettivo dell'integrazione avionica del veicolo che è servita anche per valutare il sotfware di volo. Ora i due sistemi sono stati integrati fra software ed hardware per i test successivi. Oltre al volo di prova ad alta quota la SNC prevede di raggiungere ulteriori obiettivi aggiuntivi a quelli del contratto CCDeV-2, come un PDR (Preliminary Design Review) prima della scadenza del contratto. Un PDR è, di solito, l'ultimo passo prima dell'effettivo inizio della costruzione di un velivolo. La SNC si è prefissata di poter riportare la piena capacità degli Stati Uniti di trasportare nello spazio in sicurezza uomini e merci per la ISS e di riportarli sani e salvi sulla Terra. Il Dream Chaser è una navetta a corpo portante derivata dal progetto HL-20 della NASA degli anni '90. Il lancio avverrà sulla sommità di un razzo vettore Atlas V potrà ospitare fino a 7 astronauti a bordo. Le caratteristiche del Dram Chaser permettono di non superare i 1,5g al rientro proteggendo così l'equipaggio ed i campioni scientifici di esperimenti. L'atterraggio avverrà su una normale pista aeroportuale. Fra le altre caratteristiche l'utilizzo di un motore ibrido non tossico che deriva da quello della SpaceShipOne e Two. Il Dream Chaser inoltre è stato progettato per avere una fase di manutenzione post e pre-volo rapida che permetterà un rapido ritorno nello spazio. Nella immagine in computer grafica (Credit: SNC) il Dream Chaser mentre sta per attraccare alla ISS.

Fonte: Sierra Nevada Corp.

La Shenzhou-8 ripreso dal modulo TianGong-1 durante le fasi di sgancio 14/11/2011 - La Cina completa con successo il secondo attracco di Shenzhou-8 al modulo laboratorio TianGong-1 - Il veicolo Cinese senza equipaggio Shenzhou-8 ha effettuato con successo un riaggancio al TianGong-1, il modulo orbitale che svolgerà il compito di laboratorio spaziale, lunedì pomeriggio, secondo quanto riportato dal centro controllo missione. Circa mezzora prima di questo aggancio, la Shenzhou-8 si era staccata con successo dal TianGong-1 dopo 12 giorni di volo assieme e si è portato fino alla distanza massima di 140 metri prima di riprendere l'avvicinamento. Questa seconda manovra è avvenuta in condizioni di illuminazione diversa dalla prima per testare le prestazioni dei sensori in tutte le situazioni ambientali. Anche oggi era la Shenzhou attiva e la TianGong-1 passiva. Questo significa che tutte le manovre sono state eseguite utilizzando i motori di manovra della Shenzhou. La Shenzhou-8, lanciata il primo novembre, aveva effettuato un randezvous con il modulo TianGong-1 il 3 novembre su un'orbita alta 343 km sopra la Terra, segnando il primo aggancio spaziale dell'astronautica Cinese. Il TianGong-1 si trova in orbita fin dal suo lancio avvenuto il 29 settembre. Il meccanismo di aggancio, composto da oltre 10.000 parti, e gli oltre 600 strumenti a bordo della Shenzhou-8 sono stati tutti sviluppati e costruiti in Cina, ha dichiarato Wu Ping, portavoce del Programma Spaziale Umano Cinese durante una precedente conferenza stampa. La Shenzhou-8 è prevista che rientri sulla Terra nella sera del 17 novembre, ha aggiunto Wu. I veicoli spaziali Cinesi condurranno due ulteriori missioni di attracco entro il 2012, ed il Paese prevede di stabilire un proprio laboratorio spaziale nel 2016 ed una stazione spaziale abitata attorno al 2020, secondo quanto riferito da Wu. La capacità di eseguire complicate manovre in modalità automatica, l'aggancio e lo sgancio fra due moduli, permetterà alla Cina di costruire stazioni spaziali, rifornirle, trasferire astronauti ed effettuare recuperi di emergenza. E con la capacità dei veicoli di lancio incrementata e le tecnologie di aggancio spaziale mature l'umanità potrò considerare di viaggiare verso destinazioni planetarie molto più lontane della Luna. Ma nessun paese, da solo, può nutrire queste ambizioni. L'aumento della complessità e dei costi dei programmi spaziali umani richiede la collaborazione fra tutti i Paesi, specie dopo le continue crisi finanziarie. Missioni molto complesse e costose, come una spedizione su Marte, sarebbero probabilmente oltre le risorse di un solo Paese ed anche di un blocco regionale. Sebbene alla Cina sia stato negato l'accesso alla ISS da due decenni, gli ingegneri Cinesi hanno progettato un sistema di attracco androgino che permette a due veicoli spaziali dotati di un sistema simile di agganciarsi l'uno con l'altro. Piccole modifiche potrebbero permettere al sistema di attracco Cinese di essere compatibile con i boccaporti della ISS e della navette spaziali USA. Come parte della prima missione di aggancio, la Cina ha permesso alla Germania di condurre esperimenti biologici a bordo del veicolo Cinese - il primo tipo di cooperazione fin da quando la Cina ha iniziato il suo programma spaziale abitato. La futura stazione spaziale Cinese peserà circa 60 tonnellate e verrà assemblata nello spazio intorno al 2020, in tempo per il ritiro della ISS. Questa stazione potrebbe offrire molte opportunità di collaborazione fra le nazioni, con spazio per esperimenti internazionali e la possibilità di ospitare astronauti stranieri. Allo stesso tempo, alla Cina occorre incrementare le tecnologie spaziali da altri Paesi. Ad esempio, la trasmissione di dati scientifici e di comunicazioni in diretta dalla spazio profondo verso la terra potrebbero usufruire dei network di monitoraggio Russi ed Europei. La Cina vuole entrare negli sforzi globali di costruire infrastrutture di questo tipo. Il concetto di 'corsa allo spazio' è ora obsoleto. La cooperazione internazionale è il futuro e la rivalità fra quelle che vengono chiamate 'potenze spaziali' dovrà inevitabilmente trasformarsi in una cooperazione più amichevole. La Cina è pronta a fare questi sforzi per contribuire all'esplorazione spaziale, non solo per se stessa, ma per il bene del mondo intero. Nella foto (Credit: CCTV) un fotogramma tratto dalla trasmissione video dallo spazio che mostra la Shenzhou-8 ripresa dal modulo TianGong-1 durante le fasi di sgancio.

VIDEO DELLA MANOVRA DI SGANCIO E RIAGGANCIO DELLA SHENZHOU-8 AL MODULO TIANGONG-1 (CREDIT: CCTV) - dur.min.06:09



Fonti: Xinhua - SpaceflightNow

14/11/2011 - Partiti i nuovi membri dell'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale - L'astronauta Dan Burbank della NASA ed i cosmonauti Russi Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin sono stati lanciati verso la Stazione Spaziale Internazionale alle 10:14 a.m. ora locale (le 5:14 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Burbank, Shkaplerov e Ivanishin attraccheranno la loro Soyuz TMA-22 alla loro nuova casa alle 11:33 p.m. EST di martedì 15 novembre (le 5:33 ora italiana di mercoledì 15 novembre) e si uniranno al Comandante Mike Fossum, ed agli Ingegneri di Volo Satoshi Furukawa della Japan Aerospace Exploration Agency ed il cosmonauta Russo Sergei Volkov di Spedizione 29. Fossum passerà poi il comando della stazione al nuovo equipaggio entro i prossimi quattro giorni. Martedì la NASA seguirà in diretta le fasi dell'attracco della Soyuz che inizierà su NASA Television alle 11:p.m. EST (le 5 ora italiana) e poi anche l'apertura dei portelli e la cerimonia di benvenuto a bordo dei nuovi residenti della ISS ad iniziare dalle 1:30 a.m. di mercoledì (le 7:30 ora italiana). Dopo un intenso lavoro di recupero dal drammatico lancio fallito di agosto, quando un veicolo di rifornimento Progress fallì l'inserimento in orbita per problemi con lo stadio superiore del vettore, una capsula Russa Soyuz è decollata durante una tempesta di neve. Si tratta del primo lancio con equipaggio del programma della stazione spaziale fin da quando è stato messa in pensione la navetta spaziale USA a luglio. Fossum, Furukaw e Volkov erano stati lanciati in giugno e rientreranno sulla Terra a bordo della loro Soyuz TMA-02M alle 8:24 p.m. EST del 21 novembre (le 2:24 ora italiana del 22 novembre). Spedizione 30 inizierà quando il corrente equipaggio si sgancerà dalla stazione, lasciando Burbank al comando. Una cerimonia formale del cambio di comando è prevista per il 20 novembre e verrà trasmessa dalla NASA durante un video il 21 novembre alle 8 a.m. (le 14 ora italiana). L'astronauta della NASA Don Pettit, il cosmonauta Russo Oleg Kononenko e l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Andre Kuipers sono previsti per il lancio verso la stazione il 21 dicembre quando si uniranno a Spedizione 20 con la qualifica di Ingegneri di Volo. I sei membri dell'equipaggio saranno occupati con dozzine di esperimenti durante il loro tempo trascorso a bordo della stazione. Inoltre questo nuovo equipaggio avrà il compito di iniziare la nuova era di servizio di rifornimenti commerciali della ISS per gli Stati Uniti. Spedizione 30 attende di dare il benvenuto all'arrivo di Dragon, un veicolo di rifornimento commerciale costruito dalla SpaceX di Hawthorne, California. Dragon eseguirà un test di volo e di avvicinamento con la stazione, presto seguito da Cygnus (previsto al volo durante la Spedizione 31), un altro veicolo commerciale di rifornimento, questo costruito dalla Orbital Sciences Corporation di Dulles, Va. Quello di oggi era il 70° lancio orbitale del 2011, il 65° a raggiungere regolarmente l'orbita terrestre, il 6° con equipaggio. Qui sotto il video del lancio che si è svolto durante una bufera di neve mentre in copertina (Credit: Roscosmos) il momento dell'accensione dei motori del razzo e l'equipaggio prima dell'imbarco sulla capsula Soyuz TMA-22.

VIDEO DEL LANCIO DEL VEICOLO SPAZIALE TMA-22 CON PARTE DELL'EQUIPAGGIO DI SPEDIZIONE 29/30 (CREDIT: NASA/TV) - dur.min.14:01



Fonte: NASA - SpaceflightNow

La sonda Phobos-Grunt e le parti principali che la compongono 12/11/2011 - Nessuna buona notizia sulla Phobos-Grunt - Secondo fonti non ufficiali dell'industria spaziale contattate dalla Ria Novosti sabato, la Russia non ha ancora avuto successo nei suoi tentativi di stabilire un contatto con la sonda Phobos-Grunt, i cui motori, dopo il decollo, non si sono accesi per metterla in traiettoria verso Marte. "Tentativi di effettuare contatti sono stati tentati nella notte e questa mattina da specialisti Russi e dell'Agenzia Spaziale Europea. Questi tentativi sono stati eseguiti da Baikonur e da altre stazioni di comunicazione come Kourou nella Guiana Francese ed in Australia, ma i contatti non sono stati ristabiliti," ha affermato la fonte. La Russia inoltre ha accettato l'assistenza di scienziati delgi Stati Uniti ed avrebbe tempo fino al 21 novembre per rimettersi in contatto con la sonda. Infatti la finestra temporale con l'opportunità di partire verso Marte si chiuderebbe il 20 novembre. Gli ultimi dati forniti dal veicolo spaziale dopo la normale separazione dal razzo vettore indicavano, durante la seconda orbita, che i pannelli solari si erano dispiegati, che il veicolo aveva assunto la corretta orientazione verso il Sole e che tutti i sistemi funzionavano bene. Ma dopo la seconda orbita la sonda smetteva di trasmettere segnali e telemetria ed i tentativi di contattarla dalla stazione di Baikonur, l'unica a poter inviare segnali di comando al computer di bordo, erano vani. Secondo le ipotesi il sistema di controllo del volo, per qualche motivo sconosciuto, si è resettato e si troverebbe in attesa di un segnale per riavviare il programma di volo. Putroppo i tentativi di contattare la sonda sarebbero impediti anche da un problema di natura progettuale, infatti l'antenna a basso guadagno che sarebbe dovuta essere utilizzate per inviare e ricevere i segnali dal controllo missione di terra avrebbe la visuale impedita dai serbatoi esterni del motore MDU che era previsto non essere più agganciato al veicolo dopo le due accensioni per l'immissione in orbita marziana. A peggiorare ulteriormente le cose anche l'antenna ad alto guadagno si trova in posizione ripiegata perchè non era previsto il suo utilizzo in questa fase iniziale della missione. Il veicolo spaziale, progettato per riportare un campione di suolo della luna marziana Phobos, si trova al momento su 'un'orbita di supporto'. A bordo della Phobos-Grunt si trova anche il primo satellite marziano Cinese, il Yinghuo-1. Diversi osservatori indipendenti hanno riportato che la Phobos-Grunt si muove nel cielo senza emettere lampi, quindi non rotolerebbe, e questo potrebbe significare che il sistema di controllo di bordo è funzionante. Intanto gli ultimi dati orbitali forniti dal NORAD mostrano che invece di perdere quota la sonda si è alzata di 138 metri. La differenza potrebbe derivare sia da un'imprecisione delle misurazioni che da un'indicazione di qualche attività propulsiva, sia l'accensione dei razzetti di manovra che una perdita di propellente dai serbatoi dello stadio MDU. Le notizie sono molto frammentarie e non vi è un comunicato ufficiale fin dal giorno del lancio e questo non fa che alimentare voci sulla situazione più o meno contrastanti. La sonda, del peso di circa 13 tonnellate, di cui 10 sono il propellente altamente tossico idrazina, se fosse definitavamente perduta potrebbe rientrare nell'atmnosfera terrestre fra dicembre e gennaio in una zona compresa fra la latitudine 51,4° nord e la 51,4° Sud. Con sicurezza la capsula di rientro, destinata a riportare i campioni di suolo di Phobos sulla Terra, proprio grazie alla sua struttura, potrebbe arrivare intatta sulla superficie terrestre anche se in una zona forse diversa dal resto dei detriti. Tutte le notizie che arrivano in queste ore provengono sempre da fonti non ufficiali Russe. Nella illustrazione (Fonte: Roscosmos/IKI) la sonda Phobos-Grunt e le parti principali che la compongono.

Fonti: Ria Novosti - RussianspaceWeb

12/11/2011 - Nuovo equipaggio pronto a raggiungere la ISS - Un nuovo trio di residenti per la Stazione Spaziale Internazionale, composto dall'Ingegnere di volo di Spedizione 29 della NASA Dan Burbanks, Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin, è pronto al lancio al Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, per le 11:14 a.m. ora locale (le 6:14 ora italiana) di lunedì, a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMA-22. In preparazione al lancio la Soyuz TMA-22 è stata portata alla rampa di lancio venerdì. Burbank, Shkaplerov e Ivanishin raggiungeranno i loro colleghi di Spedizione 29, il Comandate Mike Fossum e gli Ingegneri di Volo Satoshi Furukawa e Sergei Volkov, quando la loro nave spaziale attraccherà al mini-modulo di ricerca Poisk alle 12:33 a.m. di mercoledì (le 19:33 ora italiana). Cinque giorni più tardi la Spedizione 29 si concluderà quando Fossum, Furukawa e Volkov ritoreranno a casa a bordo della loro Soyuz TMA-02M. Il terzetto si sgancerà dal mini-modulo di ricerca Rassvet il 21 novembre ed atterrerà in Kazakhstan alle 9:25 p.m. (le 4:25 ora italiana del 22 novembre). La Spedizione 30 inizierà ufficialmente quando la Soyuz TMA-02M si sgancerà della ISS. Burbank prenderà il comando della stazione durante una cerimonia prevista per il 20 novembre. Intanto giovedì a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, Fossum, Furukawa e Volkov hanno continuati i preparativi per la loro partenza imminente, sistemando l'interno del veicolo Soyuz per il ritorno sulla Terra. Inoltre sono stati eseguiti diversi controlli di tenuta delle tute spaziali Sokol utilizzate durante il lancio ed il rientro. Fossum ha condotto diversi esperimenti, compreso il Binary Colloidal Alloy Test Experiment. La versione attuale di questo studio, chiamata BCAT-6, potrebbe aiutare a produrre nuovi materiali con precisione molecolare in nanoscala. Fossum ha poi raggiunto Furukawa per le operazioni Ultrasound 2 che fanno parte dell'esperimento di Integrated Cardiovascular. Questo studio misura la riduzione delle dimensioni del cuore dei membri dell'equipaggio durante le missioni di lunga durata in regime di microgravità. Volkov invece ha sostituito alcuni filtri che sono parte del sistema di rimozione dell'anidride carbonica che si trova nel segmento Russo della ISS.

VIDEO DEL ROLLOUT DEL RAZZO SOYUZ CON LA NAVICELLA TMA-22 ALLA RAMPA DI LANCIO (CREDIT: ROSCOSMOS) - dur.min.2:42



Fonte: NASA

11/11/2011 - La NASA rilascia un nuovo video dell'asteroide 2005 YU55 - Gli scienziati della NASA, lavorando con l'antenna di 70 metri del Deep Space Network di Goldstone, in California, hanno reso pubblico un secondo video, più lungo e con maggior definizione, dell'asteroide 2005 YU55. Queste immagini sono state generate dai dati raccolti a Goldstone il 7 novembre 2011, fra le 11:24 a.m. e le 1:35 p.m. PST (fra le 17:24 e le 19:35 ora italiana). Ognuno dei 28 fotogrammi hanno richiesto 20 minuti di dati raccolti con il radar di Goldstone. Al momento dell'osservazione, 2005 YU55 si trovava approssimativamente a 1,4 milioni di km dalla Terra. La risoluzione è di circa 4 metri per pixel. 2005 YU55 impiega circa 18 ore per comletare una rotazione, ecco quindi che la rotazione nel filmato appare molto più rapida di quanto sia in realtà. L'osservatorio di Goldstone utilizza un nuovo sistema per ottenere immagini con risoluzione di 4 metri, circa cinque volte migliore di quella più alta ottenibile a Goldstone. "L'incontro con 2005 YU55 ha prodotto un enorme mole di dati che è ancora in corso di analisi," ha detto l'astronomo radar Lance Benner, il capo scienziato per le osservazioni di 2005 YU55 da Goldstone, per il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "La sequenza di immagini che abbiamo ottenuto mostra un dettaglio di un asteroide, delle dimensioni dell'Empire State Building, come non l'abbiamo mai visto prima. Le immagini ottenute da Goldstone mostrano le tracce di cavitò, una zona rialzata nei pressi dell'equatore dell'asteroide e numerose formazioni che potrebbero essere grossi massi." Sebbene l'asteroide si trovi in orbita regolare che lo porta nelle vicinanze della Terra, di Venere e di Marte, l'incontro del 2011 con il nostro pianeta è quello più ravvicinato negli ultimi 200 anni. La NASA rileva, segue e caratterizza gli asteroidi e le comete che transitano vicino alla Terra utilizzando sia i telescopi a Terra che quelli in orbita. Il Programma di Osservazione degli Oggetti Vicino alla Terra, gestito dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, chiamato 'Spaceguard', scopre questi oggetti e ne segue le orbite per determinare se possono essere dei potenziali pericoli per il nostro pianeta. Il JPL gestisce il Near-Earth Object Program Office per la Divisione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Il JPL fa parte del California Istitute of Technology di Pasadena.

VIDEO AGGIORNATO DELL'ASTEROIDE 2005 YU55 (CREDIT: NASA/JPL-Caltech ) - dur.min.0:25



Fonte: NASA/JPL-Caltech

10/11/2011 - Sempre più esigue le possibilità di recuperare la missione Phobos-Grunt - Più passano le ore e più le speranze di poter recuperare la sonda Phobos-Grunt destinata ad atterrare sulla luna Phobos di Marte diminuiscono. Ogni tentativo fatto fino ad ora di entrare in contatto con la sonda è stato vano e quindi non si conosce ancora, al momento, le cause della mancata accensione del motore MDU che avrebbe dovuto far uscire la sonda dall'orbita terrestre ed inserirla in traiettoria verso Marte. A questo punto, anche ammesso che i tecnici ed ingegneri Russi riuscissero a far partire il motore è probabile che, dato il cambiamento della distanza fra la Terra e Marte in questi due giorni, che non vi sarebbe spinta sufficiente per poter comunque raggiungere il pianeta rosso ed entrare in orbita. Inoltre a bordo del veicolo spaziale si trova una grossa quantità di propellente tossico ed alcuni grammi di materiale radioattivo che avrebbe dovuto essere utilizzato dagli strumenti scientifici di bordo. La sonda era stata lanciata regolarmente due giorni fa da Baikonur con un razzo vettore Zenit-2SB. Dopo l'inserimento in orbita bassa i motori della sonda (un modulo modificato dell'affidabile Fregat utilizzato per immettere in orbita i satelliti) avrebbe dovuto eseguire due accensioni programmate per immettere Phobos-Grunt in traiettoria verso Marte. Purtroppo questa delicata manovra sarebbe dovuta avvenire lungo il percorso dell'orbita dove i Russi non avevano modo di avere telemetria del veicolo spaziale e quindi solo dopo alcune ore si sono resi conto che nessuna delle due accensioni aveva avuto luogo. Un alto ufficiale del Ministro della Difesa Russo, Vladimir Uvarov, ha così commentato oggi: "Penso che abbiamo perso Phobos-Grunt," in un'intervista al quotidiano Rossiyskaya Gazeta riportata dalla ABC News. "Sembra un guasto serio. Le esperienze passate ci dicono che i tentativi di far partire il motore di solito falliscono." Vi sono anche notizie contrastanti sulla durata delle batterie di bordo che vanno da tre giorni a due settimane. Ieri la Roscosmos, l'Agenzia Spaziale Russa, aveva dichiarato che avrebbero dovuto trascorrere due settimane senza poter accendere i motori prima di poter dichiarare che la sonda era persa. Al momento la Phobos-Grunt orbita ad una quota fra i 207 ed i 347 km e non pone nessun rischio per altri satelliti, compresa la ISS. Se i tentativi, come avvenuto fino ad ora, di recuperare le comunicazioni con la sonda continuassero ad essere negativi la Phobos-Grunt potrebbe ricadere in modo incontrollato sulla Terra così come avvenuto nei mesi scorsi con i satelliti UARS e ROSAT. Infine da segnalare lo smacco dell'industria Russa di fronte al quarto fallimento consecutivo di una missione diretta a Marte fin dal 1988.

Fonti: Itar-Tass - Space.com

Un momento della conferenza 10/11/2011 - Conclusa la "settimana dello Spazio" di Lucca - E' una "otto giorni" decisamente unica e densa di appuntamenti, quella conclusasi a Lucca con la Terza Conferenza Internazionale sull’esplorazione dello spazio. Per la prima volta, alcuni dei maggiori attori sulla scena politico-istituzionale legata a questo vasto campo di attività si sono dati appuntamento nella splendida cornice del capoluogo della Lucchesia. Obbiettivo: un ampio confrono sulle modalità e sui contenuti delle nuove strategie dell'esplorazione spaziale, sempre e comunque all’insegna dei principi della cooperazione e della coordinazione. "La conferenza ha avuto un grandissimo successo" – ha commentato a caldo il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese – "ponendo tutte le nazioni in una concordia di obiettivi che verranno ratificati nel 2013 negli Stati Uniti, a valle delle elezioni presidenziali che ci permetteranno di valutare le scelte strategiche dell’Agenzia Spaziale Americana". La kermesse lucchese era cominciata il 3 novembre scorso, con l’inaugurazione della mostra allestita da ASI ed ESA "La settimana dello Spazio a Lucca” presso la Chiesa di San Cristoforo. Nelle giornate dell’8 e 9 novembre, si è poi riunita presso il Real Collegio la venticinquesima Assemblea Plenaria del CEOS (Committee on Earth Observation Satellites), la commissione nata nel 1984 sotto l'egida del G7 con lo scopo di definire un'ampia cornice di coordinamento internazionale delle missioni di osservazione della terra. I temi affrontati "sono della massima importanza" ha dichiarato il presidente del CEOS e dell'ASI Enrico Saggese. "Tra questi i primi passi del gruppo di lavoro sul clima e il ruolo che il CEOS sta giocando nella definizione di un’architettura globale per il monitoraggio del clima; il consolidamento del contributo all’iniziativa di GEO sull’osservazione della foresta globale e altre numerose iniziative", ha concluso Saggese. Nella foto (Credit: ASI) un momento della conferenza di Lucca.

Fonte: ASI

Il momento del test del motore J-2X al pad di prova che si trova al Centro Spaziale Stennis della NASA 09/11/2011 - La NASA esegue un test del nuovo motore di SLS - La NASA ha condotto con successo un test di funzionamento della durata di 500 secondi del motore a razzo J-2X, oggi 9 novembre, segnando un altro importante passo nello sviluppo di uno stadio superiore per il sistema di lancio pesante SLS (Space Launch System). L'SLS trasporterà il veicolo spaziale Orion, il suo equipaggio, il cargo, attrezzature ed esperimenti scientifici per destinazioni nello spazio profondo. L'SLS sarà sicuro, affidabile e sostenibile permettendo all'America di proseguire il suo viaggio di scoperte da un punto vantaggioso nello spazio. "Il motore J-2X è cruciale per lo sviluppo dello Space Launch System," ha dichiarato Dan Dumbacher, il vice amministratore della NASA incaricato per lo sviluppo dei sistemi esplorativi, dopo il test che si è svolto al Centro Spaziale Stennis della NASA, in Mississippi. "Oggi questo test dimostra che la NASA si avvicina sempre più allo sviluppo del razzo di cui hanno bisogno gli esseri umani per esplorare oltre l'orbita bassa terrestre." I dati ottenuti nel test verranno analizzati ed i tecnici si preparano ad ulteriori test di accensione. Il J-2X e l'RS-25D/E sono i motori principali di SLS e verranno testati per ottenere la qualificazione a Stennis. Entrambi i motori utilizzano idrogeno ed ossigeno liquidi come propellenti. I motori del primo stadio centrale di SLS verranno sviluppati da quelli utilizzati per lo Space Shuttle. "Il team responsabile del motore J-2X e quello del programma SLS sono entrambi estremamente soddisfatti per il test di oggi che ha avuto successo, è andato bene e si è svolto in sicurezza." ha detto Mike Kynard, responsabile degli elementi dei motori di SLS al Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA a Huntsville, Alabama. "Questo test di accensione del motore ci fornisce dati importantissimi per spingerci oltre nello sviluppo del motore. Il Centro Stennis ha testato i motori che hanno portato gli Americani nello spazio sia nel programma Apollo che nello Space Shuttle. Il motore J-2X viene sviluppato per il Centro Marshall dalla Pratt & Whitney Rocketdyne of Canoga Park, California. ""Non vediamo l'ora di aggiungere a questo patrimonio adempiendo alle nostre responsabilità di testare i motori che saranno la forza del prossimo veicolo di lancio degli Stati Uniti", ha detto Patrick Scheuermann. il direttore dello Stennis. Nella foto (Credit: NASA/SSC) l momento del test del motore J-2X al banco di prova che si trova al Centro Spaziale Stennis della NASA.

Fonte: NASA

09/11/2011 - La missione marziana Phobos-Grunt alla deriva in orbita terrestre - Dopo un lancio eseguito con successo dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, la sonda Russa Phobos-Grunt avrebbe dovuto accendere due volte i suoi motori di bordo per inserirsi nella traiettoria che l'avrebbe portata verso Marte. Purtroppo, la prima accensione del motore MDU, che avrebbe dovuto avvenire tre ore dopo il decollo, non si è verificata ed i controllori di volo Russi se ne sono resi conto quando non hanno trovato col radar la sonda dove avrebbe dovuto essere. L'accensione del motore infatti sarebbe dovuta avvenire mentre la sonda transitava sopra il Sud America e quindi al di fuori delle stazioni di rilevamento Russe che coprono soltanto l'Europa e l'Asia. "E' stata una notte difficile," dichiara il capo dell'Agenzia Spaziale Russa Roscosmos, Vladimir Popovkin. "Non siamo riusciti a localizzare la sonda per lungo tempo. Ora abbiamo la sua posizione ed abbiamo scoperto che il sistema propulsivo ha fallito sia la prima che la seconda accensione." Il problema potrebbe essere o nel sistema di propulsione o nel software che avrebbe dovuto comandare le accensioni. Un problema del software sarebbe facilmente risolvibile mentre se si trattasse di un guasto meccanico la missione potrebbe essere spacciata. La NASA ha offerto il proprio aiuto fornendo l'assistenza delle antenne del Deep Space Network in caso i Russi lo chiedessero. Gli ingegneri in questo momento stanno valutando l'invio di nuovi comandi per tentare di attivare l'accensione dei motori per l'inserimento in traiettoria verso Marte. Secondo Popovkin vi sarebbe tre giorni di tempo per preparare un nuovo programma di accensioni verso Marte dopo di che le batterie di bordo si esauriranno. Infatti i pannelli solari di cui è dotata la sonda per la produzione di energia sono ancora chiusi perchè il programma prevedeva, per non interferire con le manovre di uscita dall'orbita terrestre, il loro dispiegamento dopo l'accensione dei motori di bordo. Dato che la sonda non ha utilizzato i suoi motori i serbatoi della Phobos-Grunt sono ancora pieni di propellente e se gli ingegneri riuscissero a trovare le cause dell'anomalia ed a risolverla la missione potrebbe proseguire. La sonda al momento si dovrebbe trovare su un'orbita di 193x346 km con un'inclinazione di 51,4° sull'equatore. La prima accensione programmata avrebbe dovuto portarla su un'orbita ellittica mentre la seconda l'avrebbe fatta uscire dall'orbita terrestre ed inserita in rotta verso Marte. Lo stadio superiore MDU, alimentato a idrazina e derivato dal Fregat utilizzato per inserire i satelliti su orbite alte terrestri, ma non era mai stato utilizzato per una missione interplanetaria prima di oggi.

Fonte: SpaceflightNow

09/11/2011 - Cina lancia un satellite militare - La Cina ha effettuato il lancio in orbita del satellite YaoGan Weixing-12 (YG-12), di natura militare, con un vettore Lunga Marcia 4B (CZ-4B) decollato alle 11:21 a.m. ora locali (le 4:21 ora italiana) dal Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan. Sebbene le fonti ufficiali parlino di un satellite adibito ad esperimenti scientifici, sorveglianza del terrirorio e monitoraggio dei disastri, esperti occidentali credono che questo tipo di satelliti venga utilizzato per scopi militari. Il satellite precedente YaoGan Weixing-11 venne lanciato il 22 settembre 2010 dal Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan con un razzo Lunga Marcia 2D (CZ-2D). Anche i lanci precedenti fanno propendere per l'utilizzo militare di questa famiglia di satelliti. Il razzo CZ-4B è un vettore a tre stadi alimentati a UDMH/N2O4, capace di inviare in orbita bassa terrestre un carico di 2800 kg, lungo 45 metri e del diametro di 3,35 metri. Il Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan (TSLC) è anche conosciuto come Wuzhai e si trova nella contea di Kelan, nella parte nordovest della Provincia di Shanxi. Il sito di lancio è a 1400/1900 metri sul livello del mare ed è circondato da montagne a est, sud e nord e dal Fiume Giallo a ovest. Le temperature durante l'anno variano dai 28° in estate ai -39 in inverno. Il TSLC viene utilizzato per il lancio di satelliti in orbita polare bassa terrestre, in missioni sincrone solari per scopi meteorologici e di risorse naturali. Questo di oggi era il 69° lancio orbitale del 2011, il 64° a raggiungere regolarmente l'orbita terrestre.

Fonte: Nasaspaceflight

Il vulcano Tharsis Tholus; i colori indicano le altezze. 08/11/2011 - Il malconcio vulcano Tharsis Tholus di Marte - Le ultime immagini rilasciate dalla sonda Mars Express rivelano un antico vulcano estinto che è stato ridotto male e deformato dal passare del tempo. Per gli standard terrestri, Tharsis Tholus è un gigantesco vulcano che si erge per 8 km sopra il terreno circostante con una base di 155x125 km. Ma su Marte le sue dimensioni sono medie; quello che lo rende inusuale sono le sue condizioni di degrado. Mostrato qui con immagini riprese grazie allo strumento HRSC (high-resolution stereo camera) che si trova a bordo della sonda Mars Express della NASA in oribta attorno a Marte, la struttura vulcanica mostra i segni di essere stato vittima di drammatici eventi. Almeno due larghe sezioni sono collassate attorno ai lati est ed ovest del bordo durante i suoi 4 miliardi di anni di storia e queste catastrofi sono ora visibili come scarpate alte diversi chilometri. La principale struttura di Tharsis Tholus è, ovviamente, la caldera che si trova al suo centro. La sua forma è quasi circolare e grande 32x34 km ed è circondata da zone che sono sprofondate anche di 2,7 km. Si pensa che il vulcano, svuotato della sua camera magmatica durante le eruzioni con la lava emessa sulla superficie, non sia stato più in grado di sostenere il peso del soffitto della camera ed abbia così ceduto formando la grande caldera. Novembre è un mese ricco di impegni per l'esplorazione di Marte: la Russia e la NASA prevedono infatti di effettuare dei lanci questo mese. La Russa Phobos-Soil (conosciuta come Phobos-Grunt) è previsto che atterri su Phobos, la più grande delle due lune di Marte, raccogliere campioni del suolo e ritornare sulla Terra entro il 2014. Inoltre a bordo si trova anche la prima sonda Cinese diretta a Marte, la Yinghuo-1. I modelli digitali delle altezze di Phobos ottenute grazie allo strumento HRSC della Mars Express verranno utilizzati dagli scienziati Russi per cercare i potenziali siti di atterraggio ed inoltre l'ESA fornirà appoggio alle telecomunicazioni sia del Phobos-Soil che della Yinghuo-1. In cambio, la comunità scientifica Europea avrà accesso ai dati ottenuti da entrambe le sonde. La missione Mars Science Laboratory della NASA è invece un grosso rover conosciuto con il nome di Curiosity, che trasporta esperimenti ideati per captare molecole organiche - passate o presenti - sul Pianeta Rosso. Degna di nota infine la missione simulata su Marte, Mars500, che si è conclusa venerdì con l'apertura del portello per la prima volta dal giugno 2010. Per 520 giorni, l'equipaggio internazionale ha lavorato in un veicolo spaziale simulato che si trovava a Mosca. Nell'immagine (Credit: ESA/DLR/FU Berlin - G. Neukum) creata utilizzando un Digital Terrain Model (DTM) con le foto scattate con la HRSC di Mars Express durante quattro orbite attorno a Marte: 0997, 1019, 1041 e 1052 fra il 28 ottobre ed il 13 novembre 2004. I dati di elevazione vengono codificati con i colodi dal DTM: il porpora indica le regioni più basse mentre il beige le più alte. La scala è in metri. Ulteriori foto, anche in 3D, sono presenti sul sito dell'ESA.

Fonte: ESA

08/11/2011 - L'indispensabile aiuto dai satelliti per le emergenze ambientali - Uno degli obiettivi principali della politica spaziale Italiana ed Europea è che sia al servizio di tutti i cittadini e questo aiuto concreto si svolge ogni giorni anche se il grande pubblico non sempre ne conosce la portata. I satelliti sono indispensabili per lo studio della Terra e per i dati atmosferici e marini. Tra questi, quelli della costellazione italiana COSMO-SkyMed. Ognuno dei 4 satelliti ha a bordo un radar, che permette di osservare la superficie terrestre indipendentemente dall’illuminazione solare e con qualsiasi condizione metereologica. COSMO-SkyMed è un programma spaziale per applicazioni duali (civili istituzionali/commerciali e militari) pensato e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal Ministero della Difesa. Dopo un’alluvione, i dati acquisiti durante l’osservazione consentono di individuare le aree in cui in quel momento è presente acqua, e, attraverso il confronto con immagini precedenti, di identificare i cambiamenti causati sul territorio (frane, crolli, aree inondate). COSMO-Skymed è stato impegnato fin dalle prime ore dell’emergenza e continua ad acquisire a ogni passaggio utile immagini sulla Liguria e sul Piemonte. OPERA “Protezione civile dalle alluvioni” (www.operaproject.it) è uno dei Progetti Pilota dell’Agenzia Spaziale Italiana, realizzato nell’ambito dello sviluppo di applicazioni dedicate ai rischi naturali e indotti dalle attività umane. L’utente finale del progetto è il Dipartimento della Protezione Civile. Grazie ad OPERA è possibile trattare i dati provenienti da diversi satelliti per estrarne informazioni utili alle decisioni di protezione civile nelle diverse fasi della gestione dell’emergenza. Occorre sottolineare che i dati satellitari forniscono sempre misure di parametri osservati, che vengono poi interpretate dagli esperti o utilizzate per alimentare modelli. Dal punto di vista del cittadino, l’utilizzo dello strumento satellitare per supportare la gestione dell’emergenza di questi giorni nel nord ovest del Paese è una storia di successo e nessun altro strumento satellitare oggi in orbita poteva permettere nulla di simile. COSMO-SkyMed fornisce anche un importante contributo alla gestione delle emergenze in tutto il mondo, e lo dimostrano le osservazioni realizzate in collaborazione con enti internazionali in occasione delle più gravi emergenze degli ultimi anni: le inondazioni in Birmania e in Albania, i terremoti di Haiti, di Van in Turchia, del Giappone, lo tsunami in Giappone, il monitoraggio della marea nera nel golfo della Luisiana.

Fonte: ASI

Il lancio del razzo Zenit 2SB con la sonda Phobos-Grunt 08/11/2011 - La Russia lancia la sonda Phobos-Grunt verso Marte - La Russia ha lanciato oggi (8 novembre) un veicolo spaziale verso la luna marziana Phobos, facendo partire la prima missione nello spazio profondo della nazione fin dalla metà degli anni '90. La sonda automatica Phobos-Grunt è decollata dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan alle 2:16 a.m. ora locale (le 21:16 ora italiana). I prossimi passi della missione saranno l'accensione del motore principale della sonda (l'MDU) alle 22:55 GMT (le 23:55 ora italiana) per nove minuti e mezzo per alzare l'apogeo fino ad un punto alto 4.023 km e due minuti più tardi verrà rilasciato il serbatoio ausiliare del propellente. Dopo una fase di deriva per circa due ore l'MDU verrà riacceso ancora alle 1:02 GMT (le 2:02 ora italiana) di mercoledì per accelerare il veicolo spaziale fino alla traiettoria di fuga verso Marte. 18 minuti più tardi l'MDU verrà spento e la sonda si inserirà nella traiettoria verso Marte. La missione principale della sonda sarà il prelievo di campioni di suolo di Phobos ('Grunt' significa 'suolo' in Russo) e di riportarlo sulla Terra, dove gli scienziati sperano di poter imparare sui primi giorni di Marte e del Sistema Solare. La missione da 163 milioni di dollari dovrebbe aiutare l'esplorazione planetaria Russa a tornare alla ribalta dopo decenni di siccità segnata da tagli ai fondi e da profondi fallimenti. Se tutto andrà bene, il veicolo spaziale Phobos-Grunt arriverà su Marte nell'autunno del 2012. Alcuni mesi dopo scenderà un lander sulla superficie di Phobos, una piccola luna a forma di patata lunga 27 km che gli astronomi pensano sia un asteroide catturato. Il lander gratterà la superficie di Phobos ed i campioni raccolti verranno rimandati verso la Terra dove arriveranno nel 2014. Alcuni strumenti della missione rimaranno sulla luna marziana per raccogliere misure ed effettuare osservazioni. Gli asteroidi sono composti dal materiale che non è stato incorporato nei pianeti quando il Sistema Solare iniziava a formarsi circa 4,6 miliardi di anni fa. Ecco come i campioni di suolo di Phobos potranno insegnare agli scienziati molto sulla storia iniziale e sull'evoluzione del nostro vicino cosmico. E' probabile che uan parte del terreno di Phobos provenga da Marte, magari scagliato dal pianeta rosso da un impatto antico. Così Phobos-Grunt potrebbe inviare anche alcuni piccoli pezzi di Marte che i ricercatori potrebbero utilizzare per imparare di più sul pianeta rosso. Diversi altri carichi utili sono a bordo della Phobos-Grunt. Una è una capsula piena di microbi, un esperimento che guarda a come forme di vita possano sopravvivere anche per lunghi periodi nello spazio profondo. Un altro piccolo autostoppista è un piccolo satellite Cinese chiamato Yinghuo 1, che si separerà dalla Phobos-Grunt ed entrerà in orbita attorno a Marte. La Yinghuo 1 è la prima sonda marziana della Cina, che recentemente ha celebrato il successo dell'attracco di due vascelli robotici in orbita terrestre - una pietra miliare nella sfida della nazione sulla costruzione di una stazione spaziale nel 2020. La Phobos-Grunt è la quarta sonda Russa a partire verso Marte fin dalla fine degli anni '80. Le altre non sono andate molto bene. Le sonde Phobos 1 e 2, lanciate nel luglio del 1988, subirono di guasti critici prima di aver completato la missione mentre la sonda Mars 96 si schiantò nell'Oceano Pacifico poco dopo il decollo nel novembre 1996. Mentre il programma spaziale umano è andato bene - al momento fornisce passaggi agli astronauti NASA da e verso lo spazio - l'esplorazione ha languito. La Phobos-Grunt è il primo tentativo della nazione di una missione interplanetaria fin dal fallimento del Mars 96. Ecco il motivo per il quale le aspettative sono alte e così i responabili Russi della missione staranno probabilmente col fiato sospeso fino a che i campioni di Phobos non raggiungeranno la Terra nel 2014. "Siamo preoccupati per ogni singola fase," ha detto il capo scienziato della missione Phobos-Grunt Alexander Zakharov alla Reuters. "E' come fosse il nostro bambino." Nella foto (Credit: Roscosmos/SpaceflightNow) il lancio del razzo Zenit 2SB con la sonda Phobos-Grunt. In copertina una rappresentazione della sonda Phobos_Grunt vicina a Marte ed alla sua luna Phobos. Quello di oggi è stato il 68° lancio orbitale del 2011, il 63° a raggiungere regolarmente l'orbita.

VIDEO DEL LANCIO DEL RAZZO ZENIT 2SB CON LA SONDA RUSSA PHOBOS-GRUNT (CREDIT: ROSCOSMOS) - dur.min.1:09



Fonti: Space.com - Nasaspaceflight

08/11/2011 - La NASA propone un primo volo test di Orion MPCV per il 2014 - La NASA ha previsto l'aggiunta di un volo senza equipaggio per il veicolo spaziale Orion agli inizi del 2014 nel contratto di progettazione, sviluppo, test e valutazione con la Lockheed Martin Space Systems per il veicolo multi-ruolo per equipaggio. Il test è in supporto al nuovo Space Launch System (SLS) che porterà gli astronauti più lontano nello spazio di quanto fatto prima, creerà posti di lavoro negli Stati Uniti e fornirà la pietra miliare negli sforzi del futuro del volo spaziale Americano. Questo Exploration Flight Test, EFT-1, effettuerà due orbite con un alto apogeeo ed un rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre. Orion effettuerà un ammaraggio e verrà recuperato utilizzando le procedure previste per le missioni esplorative abitate. La missione di prova verrà lanciata da Cape Canaveral, in Florida, per acquisire importanti dati delle prestazioni del rientro e dimostrare le prime capacità di integrazione di qui beneficerà Orion, il SLS ed il programma dei sistemi di terra del 21° secolo. L'Agenzia ha postato un riepilogo che spiega le intenzioni della NASA sul suo sito. "La parte di ritorno in atmosfera dovrà fornirci dati importanti per sviluppare la capacità del veicolo spaziale di superare velocità maggiori di 32.000 km/h e di permettere un ritorno sicuro degli astronauti da oltre l'orbita terrestre." ha dichiarato l'Amministratore Associato per le Operazioni e l'Esplorazione Umana William Gerstenmaier. "Questo è molto importante per dettagliare il progetto in termini di dati che ci aspettiamo di raccogliere." Inoltre la NASA si appresta a richiedere all'industria un progetto per i booster a propellente liquido per l'SLS e per l'ogiva e le attrezzature necessarie alle missioni cargo e con equipaggio. La NASA sta sviluppando la navicella Orion per lanciare astronauti verso gli asteroidi, la Luna, Marte ed altre destinazioni per mezzo dei veicoli SLS, il nuovo lanciatore pesante dell'agenzia. Un primo test orbitale come EFT-1 fornirà i dati necessari ad influenzare le decisioni sul progetto e servirà a spianare la strada ad innovative modi di approcciare i sistemi spaziali in sviluppo. L'obiettivo è quello di ridurre i costi ed i rischi associati alle missioni esplorative. Intanto la NASA ha rilasciato un video realizzato in computer grafica per illustrare la missione EFT-1 e lo potete vedere qui sotto. Durante il test Orion eseguirà due orbite raggiungendo un'altezza mai più raggiunta dagli esseri umani fin dal 1973, e rientrerà ed ammarerà nell'Oceano Pacifico al largo della costa Ovest degli Stati Uniti. Nel video si nota che il modulo di rientro di Orion MPCV si sgancerà dallo stadio superiore del razzo Delta IV solo prima del rientro nell'atmosfera (ndr).

ANIMAZIONE DELLA MISSIONE EFT-1 (CREDIT: NASA) - dur.min.2:25



Fonte: NASA

08/11/2011 - Phobos-Grunt sulla rampa di lancio - La Russia sta per lanciare oggi una sonda verso Marte, riprendendo la propria esplorazione del Sistema Solare dopo la crisi dei finanziamenti del settore spaziale e gli insuccessi raccolti negli ultimi due decenni. Il veicolo spaziale Phobos-Grunt raggiungerà Marte nel settembre del 2012, rilascerà una sonda di costruzione Cinese ed atterrerà su Phobos, la maggiore delle due lune di Marte, nel tentativo di raccogliere campioni di terreno e di farli ritornare verso la Terra. Il ritorno dei campioni sul nostro pianeta è previsto per il 2014. In copertina si può vedere il razzo Zenit 2SB che ospita la sonda Phobos-Grunt già in posizione verticale sulla rampa 45 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Il rollout del veicolo di lancio è avvenuto domenica mattina quando un vagone ferroviario ha trasportato il razzo e la sua rampa verso la piazzola di lancio. Il lancio è fissato per le 20:16 GMT (le 21:16 ora italiana) dell'8 novembre 2011.

VIDEO DEL ROLLOUT DEL RAZZO ZENIT 2SB FINO ALLA PIAZZOLA DI LANCIO (CREDIT: ROSCOSMOS) - dur.min.4:15



Fonte: SpaceflightNow

L'immagine radar dell'asteroide 2005 YU55 ripresa il 7 novembre 07/11/2011 - La NASA riprende nuove immagini dell'asteroide che passerà vicino alla Terra - L'antenna del Deep Space Network della NASA a Goldstone, in California, ha ottenuto nuove immagini radar dell'asteroide 2005 YU55 mentre transita vicino alla Terra. L'asteroide trasiterà senza pericolo nei pressi del nostro pianeta più vicino della Luna l'8 novembre. L'immagine è stata è stata ripresa il 7 novembre alle 11:45 a.m. PST (le 2:45 ora italiana) quando l'asteroide si trovava a circa 1,38 milioni di km dalla Terra. La caccia dell'asteroide, grande come una portaerei, è iniziato a Goldstone il 4 novembre utilizzando l'antenna di 70 metri e della durata di circa due ore, con altre quattro ore di tracciamento previsto ogni giorno dal 6 al 10 novembre. Invece le osservazioni radar della struttura di Arecibo, a Porto Rico, inizieranno l'8 novembre, lo stesso giorno del passaggio ravvicinato dell'asteroide alla Terra che avverrà alle 3:28 p.m. PST (le 6:28 ora italiana). La traiettoria dell'asteroide 2005 YU55 è ben conosciuta. Nel punto di massimo avvicinamento vi saranno 324.600 km misurati dal centro della Terra, circa 0,85 volte la distanza della Luna dal nostro pianeta. L'influenza gravitazionale dell'asteroide non avranno effetti misurabili sulla Terra. Sebbene l'asteroide si trovi in orbita regolare che lo porta nelle vicinanze della Terra, di Venere e di Marte, l'incontro del 2011 con il nostro pianeta è quello più ravvicinato negli ultimi 200 anni. La NASA rileva, segue e caratterizza gli asteroidi e le comete che transitano vicino alla Terra utilizzando sia i telescopi a Terra che quelli in orbita. Il Programma di Osservazione degli Oggetti Vicino alla Terra, gestito dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, chiamato 'Spaceguard', scopre questi oggetti e ne segue le orbite per determinare se possono essere dei potenziali pericoli per il nostro pianeta. Il JPL gestisce il Near-Earth Object Program Office per la Divisione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) l'immagine radar dell'asteroide 2005 YU55 ottenuta il 7 novembre 2011 con l'antenna radar di 70 metri di Goldstone, in California.

Fonte: NASA

05/11/2011 - Phobos-Grunt e Curiosity pronte a partire verso Marte - La Commissione di Stato Russa che supervisiona il lancio della missione Phobos-Grunt si è riunita oggi 5 novembre ed ha dato la luce verde per il trasferimento del veicolo di lancio con la sonda verso la rampa di lancio. Un vagone ferroviario trasporterà il razzo Zenit-2SB e la sonda Phobos-Grunt dal sito di assemblaggio 42 alla rampa domattina alle ore 8 di Mosca (le 6 ora italiana). Il decollo della missione è previsto per il 9 novembre alle 00:16 ora di Mosca (le 22:16 ora italiana dell'8 novembre). Intanto a Cape Canaveral, in Florida, il Mars Science Laboratory, Opportunity, è stato racchiuso nell'ogiva di lancio ed installato sulla sommità del razzo Atlas V 541 (AV028) nell'edificio di integrazione verticale. Sono stati eseguiti i collegamenti fra il veicolo spaziale ed il razzo e nei prossimi giorni verranno eseguiti i vari test. Il 17 novembre verrà installato il generatore a radioisotopi che alimenta il rover, il Multi-Mission Radioisotope Thermoelectric Generator (MMRTG) attraverso uno speciale portello di accesso lasciato sul lato dell'ogiva sulla sommità del razzo Atlas V. Il MMRTG permetterà a Curiosity di non avere le limitazioni dei suoi precedessori che invece erano alimentati con l'energia solare ricavata dai pannelli. Con il generatore nucleare il rover potrà facilmente resistere agli inverni marziani riscaldando i propri componenti e potrà eseguire un largo spettro di operazioni sulla superficie per oltre un anno marziano, 687 giorni terrestri. Il veicolo di lancio verrà portato alla rampa LC-41 il 23 novembre per un lancio previsto il 25 novembre alle 10:25 a.m. EDT (le 16:25 ora italiana). L'arrivo di Curiosity su Marte, nel cratere Gale, è previsto per l'agosto del 2012. La missione MSL è costata fino ad ora 2,5 miliardi di dollari, ben 600 milioni oltre il budget stimato ed ha accumulato due anni di ritardo dato che avrebbe dovuto essere lanciato nel 2009.

VIDEO DEL TRASFERIMENTO DEL ROVER MARZIANO MSL CURIOSITY (GIA' RACCHIUSO NELL'OGIVA DI LANCIO) SUL RAZZO ATLAS 5 (CREDIT: NASA) - dur.min.10:06



Fonti: Russianspaceweb - SpaceflightNow

04/11/2011 - Scoperta la centesima Pulsar di Fermi - Una potente millisecond pulsar è la nuova scoperta effettuata dal Large Area Telescope (LAT), l'"occhio" costruito in Italia della missione Fermi della NASA. Il risultato è stato conseguito da un team internazionale di ricercatori, al quale ha contribuito in modo rilevante il nostro paese. Grazie a Fermi è stato raggiunto anche un altro traguardo: un secondo team di esperti che opera sui dati raccolti dal LAT ha sviluppato un’innovativa e più funzionale tecnica di analisi dei dati, individuando nove pulsar a raggi gamma. Una pulsar è una stella di neutroni che emette energia elettromagnetica e costituisce l’elemento più vicino ad un buco nero che possa essere osservato direttamente dagli astronomi. Questo oggetto cosmico potrebbe essere capace di schiacciare mezzo milione di volte la massa della Terra in una sfera non più grande di una città. Al telescopio spaziale Fermi contribuiscono l'Agenzia Spaziale Italiana, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l'Istuituto Nazionale di Astrofisica. "Salgono a cento le pulsar rivelate dal telescopio a bordo dell’osservatorio Fermi, missione della NASA cui l’Italia, con l’ASI, l’INFN e l’INAF è il secondo contributore principale in una vasta collaborazione internazionale che vede coinvolti anche Giappone, Svezia, Francia e Germania" ha dichiarato Elisabetta Cavazzuti, Responsabile di progetto ASI per le attività di Fermi. "L’osservatorio Fermi è, assieme ad AGILE (satellite italiano che ha ottenuto e sta ottenendo eccellenti risultati nello stesso campo scientifico di Fermi) - prosegue la Responsabile di progetto - un connubio perfettamente riuscito di due comunità scientifiche in partenza molto diverse, quella dei fisici delle particelle e quella degli astrofisici. L’ASI ha partecipato a questo successo con un rilevante contributo al cuore del telescopio LAT con l’INFN, con il supporto all’analisi scientifica con l’INAF e l’INFN e con il centro dati dell’Agenzia, l’ASI Science Data Center, che ospita una copia dei dati, partecipa alle attività di sviluppo del software di analisi dei dati e sviluppa strumenti innovativi di analisi comparata dei dati di Fermi con quelli di altre missioni spaziali" ha concluso l'esperta.

Fonte: ASI

04/11/2011 - Enorme macchia solare rilasca un potente brillamento - Un potente brillamento, classificato come X1,9, è eruttato giovedì 3 novembre alle 20:27 GMT (le 22:27 ora italiana) da una gigantesca macchia solare apparsa sulla superficie solare. L'energia del brillamento è fra le più potenti che la nostra stella possa emettere. Il brillamento ha creato dei disturbi e delle interruzioni nelle comunicazioni radio sulla Terra ad iniziare da 45 minuti dopo l'evento e gli scienziati stanno continuando a tenere sotto controllo la regione attiva che potrebbe produrre ulteriore attività solare mentre la Terra è esposta a questo lato del Sole. Un brillamento è un potente rilascio di energia che rende più luminosa una zona del Sole e che spesso è associato ad un incremento dell'attività magnetica sulla superficie solare. L'attività magnetica può anche inibire il flusso di calore verso la superficie nel processo chiamato convenzione e creare aree più scure sulla superficie solare chiamate 'macchie solari'. La gigantesca regione attiva è stata ribattezzata AR11339 ed è lunga circa 80.000 km, diverse volte la Terra. "Questo largo complesso di regione attiva è appena ruotate sul disco solare e noi saremo in grado di osservarlo per i prossimi 10 giorni," hanno dichiarato gli astronomi che lavorano con il Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA in un aggiornamento. Sempre lo stesso giorno del brillamento, in un'altra zona del Sole, è avvenuto un flusso di massa coronale rilasciato dalla superficie, in pratica un'emissione di particelle cariche. Questa eruzione è avvenuta sull'altro lato del Sole in direzione del pianeta Venere e quindi non mette a rischio la Terra. La NASA dispone di diversi veicoli spaziali dedicati all'osservazione del Sole e quindi è in grado di vedere il Sole da ogni direzione e quindi ha potuto osservare contemporaneamente sia il brillamento che il flusso di massa coronale. "La grande regione attiva rimane potente, " hanno dichiarato fonti ufficiali della National Oceanic and Atmosferic Administration (NOAA). "Vi sono buone probabilità che vi saranno ancora altri eventi." Tutti questi ultimi eventi sono parte del previsto aumento dell'attività solare in vista del picco di attività del ciclo undecennale che si avrà nel 2013.

VIDEO DEL BRILLAMENTO X1.9 E DELL'ESPULSIONE DI MASSA CORONALE AVVENUTI SUL SOLE IL 3 NOVEMBFE E RIPRESI DAL Solar & Heliospheric Observatory (SOHO) - (CREDIT: NASA) - Il video è rallentato e fatto scorrere per tre volte.



Fonte: Space.com

04/11/2011 - Cerchiamo ET, ma non ci sono ancora prove - L'amministrazione Obama ha risposto a due petizioni popolari che chiedevano se il governo degli Stati Uniti fosse a conoscenza della presenza di forme di vita extraterrestri e se queste fossero presenti sulla Terra. "Il governo degli Stati Uniti non ha nessuna prova che la vita esiste al di fuori del nostro pianeta," inizia la risposta della Casa Bianca. "o che una presenza extraterrestre abbia contattato o tenga relazioni con membri della razza umana. Inoltre non vi sono informazioni credibili che le prove siano tenute nascoste all'ipinione pubblica. Comunque questo non significa che il soggetto della vita al di fuori del nostro pianeta non sia discusso ed analizzato. Infatti, vi sono un numero di progetti che riguardano l'obiettivo di capire se la vita possa esistere o vi sia al di fuori della Terra. Ecco alcuni esempi:
* - SETI - il Search for ExtraTerrestrial Intelligence - è stato avviato inizialmente con l'aiuto della NASA, ma poi si è sviluppato con altre risorse e fondi privati. Il principale obiettivo del SETI è quello di agire come un grande orecchio della razza umana puntando i radiotelescopi verso lo spazio ed ascoltare se vi sono segnali provenienti da altri mondi.
* Kepler è un veicolo della NASA in orbita terrestre con l'obiettivo principale di cercare pianeti simili alla Terra. Quando un pianeta è posto nella zona detta 'Goldilocks' una distanza precisa nel sistema solare - non troppo calda e non troppo fredda - potrebbe essere un potenziale habitat per la vita come noi la conosciamo. La missione Kepler è studiata appositamente per scandagliare la nostra regione della nostra galassia, la Via Lattea, per scoprire pianeti rocciosi delle dimensioni simili a quelle della Terra e che si trovano nella zona abitabile nella loro orbita attorno alla loro stella.
* - Il Mars Science Laboratory, Curiosity, è un rover delle dimensioni di una vettura che la NASA lancerà presto. Il laboratorio che si trova a bordo del rover studierà le rocce, il suolo ed altre formazioni geologiche di Marte nel tentativo di scoprire i mattoni chimici che costituiscono la vita (formate da carbonio) e valuterà come poteva essere l'ambiente marziano nel passato e se avesse potuto ospitare la vita.
Un ultimo punto: molti scienziati e matematici hanno guardato con una mentalità statistica alla domanda se la vita potesse esistere oltre la Terra e sono giunti alla conclusione che le probabilità sono piuttosto elevate che da qualche parte fra i miliardi e miliardi di stelle nell'universo vi sia un pianeta diverso dal nostro, che ospita la vita. Molti hanno anche notato, tuttavia, che le probabilità per noi di entrare in contatto con qualcuno di loro, - soprattutto con esseri intelligenti - sono estremamente basse, date le distanze che ci separano. Ma questo, come tutte le statistiche, sono una speculazione. Il fatto è che non abbiamo alcuna prova credibile della presenza extraterrestre sulla Terra.

Firmato Phil Larson (lavora alla politica spaziale e di comunicazione nell'Ufficio delle politiche scientifiche e tecnologiche della Casa Bianca)

Fonte: White House

04/11/2011 - Proton mette in orbita tre satelliti Glonass - Con un perfetto lancio avvenuto alle 12:52 GMT dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, un razzo vettore Russo Proton-M ha portato in orbita tre satelliti del sistema di navigazione Glonass. I tre satelliti sono conosciuti come Glonass-M 43, 44 e 45. Il sistema Glonass è l'equivalente del GPS degli Stati Uniti, del Beidou Cinese e del futuro Galileo Europeo, ovvero un sistema che permette di conoscere la propria posizione sulla superficie terrestre per scopi di assistenza alla navigazione. Il lancio è stato rinviato diverse volte dalla sua data originale del 30 ottobre e l'ultimo rinvio di un giorno è stato causato ad un meglio problema tecnico. Il decollo di oggi è stato un successo anche se si attende ancora che le quattro accensioni programmate dello stadio superiore Breeze-M si compiano regolarmente ed avvenga il rilascio dei due satelliti previsto per le 18:41 GMT. Quello di oggi è stato il 67° lancio orbitale del 2011, il 62° a raggiungere regolarmente l'orbita terrestre.

Fonte: Nasaspaceflight

L'equipaggio di Mars500 appena uscito dall'isolamento durato 520 giorni 04/11/2011 - Conclusa la missione Mars500 - Oggi alle ore 11 ora italiana si è ufficialmente conclusa la missione Mars500 che ha simulato un viaggio esplorativo verso il pianeta Marte effettuato da sei membri di un equipaggio internazionale formato da: Romain Charles (Ingegnere, Francia, 31 anni), Sukhrob Rustamovich Kamolov (Chirurgo, Russia, 37 anni), il Comandante della missione Alexey Sergevich Sitev (Ingegnere navale, Russia, 38 anni), Alexandr Egorovich Smoleevskiy (Medico, Russia, 32 anni), Yue Wang (Aspirante astronauta, Cina, 27 anni) e Diego Urbina (Ingegnere, Italia, 27 anni). Appena dopo l'uscita i sei hanno salutato i responsabili della missione e poi sono stati portati dai dottori ad una visita medica ed a incontrare i parenti che attendevano il momento. "E' bello rivedervi," ha esclamato Diego Urbina, il membro italiano dell'ESA, dopo l'uscita dal modulo. "Con la missione Mars500 abbiamo compiuto sulla Terra il più lungo viaggio che l'umanità un giorno effettuerà su un distante ma raggiungible pianeta. E, come rappresentante dell'Agenzia Spaziale Europea, sono onorato di aver preso parte a questa sfida memorabile assieme a cinque dei più professionali, amici e individui con i quali abbia mai lavorato. Ringrazio tutti coloro che, anche da lontano, sono sempre stati con me durante questa odissea spaziale." Durante i primi giorni di libertà l'equipaggio verrà sottoposto ad approfonditi esami medici e valutazioni psicologiche. Poi potranno avere del tempo per loro e rilassarsi prima di una conferenza stampa attesa per l'8 novembre a Mosca. I sei sono stati chiusi all'interno di moduli che riproducevano l'interno di un'astronave interplanetaria a partire dal 3 giugno del 2010. Il complesso si trova a Mosca, presso L'Institute of Biomedical Problems (IBMP) dell'Accademia Russa delle Scienze, con una partecipazione consistente dell'ESA come parte del Programma Europeo Life and Physical Sciences (ELIPS) per preparare le future missioni umane sulla Luna e Marte. I moduli cilindrici e di misure diverse in cui hanno vissuto i sei astronauti sono quattro, isolati ermeticamente ed interconnessi fra di loro oltre ad un modulo esterno che riproduceva il suolo marziano grande circa 1200 m3. Il volume totale dei moduli abitativi era di 550 m3 che erano così suddivisi: un modulo medico dove poter eseguire esami clinici e ricoverare ed isolare un membro dell'equipaggio in caso di malattia, il modulo abitativo che comprendeva sei piccoli compartimenti individuali per l'equipaggio, una cucina e sala pranzo, un soggiorno, la sala di controllo principale e la toilet, il modulo che simulava il veicolo di atterraggio su Marte fornito di tre cuccette e di tutte le attrezzature necessarie allo sbarco, un modulo per le scorte di cibo, esperimenti, un bagno, sauna e sala ginnica e le attrezzature per il riciclo dell'acqua, aria e di tutti i sistemi di sicurezza. La missione si è svolta con l'isolamento completo dell'equipaggio e solo con comunicazioni via radio, computer o video con un ritardo di risposta che si è andato allungando durante la missione da 8 a 736 secondi per simulare la distanza progressiva dell'astronave dalla Terra. Il tempo a bordo era programmato come sulla Stazione Spaziale Internazionale, con lavori di manutenzione dell'astronave, esperimenti scientifici ed esercizi fisici giornalieri. La settimana era di sette giorni con due giorni di riposo eccetto situazioni speciali o di emergenza simulate. L'equipaggio è stato costantemente monitorato dall'esterno e sono stati registrati tutti i segnali medici e fisiologici. Anche le scorte erano limitate come su una vera astronave sola nello spazio. L'equipaggio ha vissuto assieme per i primi 250 giorni poi tre di loro (Urbina, Wang e Smoleevskiy) sono saliti sul modulo di atterraggio ed il 12 febbraio 2011 sono atterrati su Marte. Qui hanno eseguito tre attività sulla superficie simulata del pianeta Rosso ed il 24 febbraio sono tornati alla nave madre rimasta in attesa in orbita e si sono riuniti con il resto dell'equipaggio. Il 2 marzo l'astronave ha lasciato l'orbita marziana in direzione della Terra. Il 4 novembre è avvenuto l'atterraggio e la fine della missione di 520 giorni. Fra gli obiettivi della missione figurano: l'organizzazione dell'attività dell'equipaggio e comunicazione con il controllo a terra, la verifica dei metodi e mezzi di controllo e di monitoraggio dell'habitat durante tutto il periodo della missione, la simulazione delle attività dell'equipaggio sulla superficie di Marte e delle operazioni durante il volo, la verifica dei metodi e delle modalità di controllo, diagnostica e previsione dello stato di salute, capacità lavorative e miglioramento dei mezzi di fornitura di aiuto medico, la creazione di un sistema informativo per fornire attività all'equipaggio, salvare e trasferire informazioni elettroniche e l'approvazione di metodi e mezzi autonomi di supporto psicologico usando, ad esempio, il metodo del sociomapping. Questa missione è stata utile specialmente per studiare gli effetti biomedici e psicologici indotti in persone costrette a vivere per un lungo periodo in un ambiente isolato e ristretto. Sono stati monitorati i valori di stress, le regolazioni ormonali e le risposte del sistema immunitario, la qualità del sonno e il tono dell'umore. Nella foto (Crfedit: ESA/TV) l'equipaggio di Mars500 appena uscito dall'isolamento durato 520 giorni.

Fonte: ESA

03/11/2011 - La NASA presenta uno studio sugli effetti del volo spaziale sulla vista degli astronauti - Un nuovo studio sponsorizzato dalla NASA ha scoperto che i voli spaziali di durata almeno sei mesi o più causano una serie di cambiamenti nel sistema visivo degli astronauti. Alcuni problemi, inclusa la visione sfocata, persistono a lungo anche dopo il rientro dell'astronauta sulla Terra. I risultati di questo studio potrebbero avere effetti negativi sui voli spaziali con equipaggio di lunga durata, come un viaggio fino a Marte. Il team che ha eseguito lo studio è composto da Thomas H. Mader, Professore dell'Alaska Native Medical Center e da Andrew G. Lee, Professore del Methodist Hospital, Houston, Texas. Il loro articolo è stato pubblicato sulla rivista Ophthalmology di ottobre, della American Academy of Ophthalmology. La ricerca ha coinvolto sette astronauti, tutti sui 50 anni di età e che avessero trascorso almeno sei mesi continuativi nello spazio. Tutti hanno segnalato che la loro vista si era sfocata progressivamente mentre si trovavano sulla stazione spaziale. Le modifiche della visione iniziano dopo circa sei settimane nello spazio e proseguono, in alcuni astronauti per mesi dopo il loro rientro sulla Terra. Mader e Lee sono concordi nel ritenere che queste anomalie non siano correlate con il lancio o il rientro dato che sopravvengono negli astronauti che hanno trascorso più tempo in regime di microgravità. Le anomalie riscontrate sono associate a modifiche dei tessuti, dei fluidi, dei nervi e di altre strutture che si trovano nella parte posteriore dell'occhio. Alcune anomalie potrebbero causare un aumento della pressione intracranica e sarebbero indotte dal regime di microgravità che forza i fluidi a concentrarsi nella testa. I cambiamenti della visione scoperti dai ricercatori potrebbero rappresentare una serie di adattamenti della fisiologia umana alla microgravità. Inoltre i disturbi variano da persona a persona e quelli meno affetti potrebbero essere quelli più indicati per un lungo volo spaziale come un viaggio di tre anni verso Marte. Nella loro relazione, i Dottori Mader e Lee hanno anche notato che in un recente sondaggio su 300 astronauti della NASA è stato riscontrato che i problemi correggibili con la visione sia da vicino che da lontano sono stati riferiti da circa il 23 per cento di loro in missioni brevi e nel 48 per cento di quelli in missioni spaziali prolungate. L'indagine ha confermato che, per alcuni astronauti, questi cambiamenti nella visione continua per mesi o anni dopo il ritorno sulla Terra. La possibilità di problemi di visione da vicino è conosciuta da decenni, e speciali "occhiali da vista" per migliorare la nitidezza visiva sono state previste in tutte le astronavi fin dai tempi di John Glenn, che ne aveva una coppia nella sua capsula spaziale. "In astronauti con più di 40 anni, come in tutte le persone della stessa età, la lente dell'occhio potrebbe aver perso parte della sua capacità di cambiare la messa a fuoco," ha detto il Dott. Mader. "Nei primi giorni del programma spaziale la maggior parte degli astronauti erano più giovani, piloti militari che avevano una visione eccellente. Gli astronauti di oggi tendono ad essere sui 40 anni o più vecchi. Questo può essere uno dei motivi per il quale abbiamo visto un incremento nell'adozione problemi di visione. Inoltre, sospettiamo che gli astronauti più giovani siano più propensi a non segnalare i problemi che hanno vissuto, piuttosto che riferirli". Come parte della ricerca in corso tutti gli astronauti ora ricevono visite oculistiche complete ed il collaudo della visione. Gli esami diagnostici includono risonanza magnetica pre e post-volo, tomografia a coerenza ottica, che ingrandisce la sezione di parti degli occhi, e fotografia del fondo oculare, che registra le immagini della retina e della parte posteriore dell'occhio. Misurazione della pressione intraoculare e di imaging ad ultrasuoni si svolgono in volo, così come pre-e post-missione.

Fonte: Spaceref

Vista del complesso TianGong-1/Shenzhou-8 dopo l'attracco 02/11/2011 - Storico aggancio nello spazio fra due veicoli spaziali Cinesi - Oggi alle 18:28 ora italiana la capsula Shenzhou-8 ha attraccato in modo automatico al modulo laboratorio orbitante TianGong-1 mentre viaggiavano a circa 343 km sopra la superficie terrestre. La velocità del contatto è avvenuta a circa 8 km/h. E' la prima volta che i Cinesi effettuano una manovra di randezvous ed un aggancio in orbita. Dopo il primo contatto, l'anello di aggencio fra la Shenzhou-8 ed il TianGong-1 si è retratto e 12 bulloni si sono avvitati per formare un solido aggancio. Dopo il lancio della Shenzhou-8 avvenuto due giorni fa da una base di lancio della Mongolia Interna, al veicolo spaziale sono stati comandate da Terra cinque accensioni di motori per portarla vicino al modulo TianGong-1. Una volta che la Shenzhou è giunta a circa 50 km dall'obiettivo i suoi sensori e sistemi di bordo hanno preso il comando e la nave spaziale è stata guidata lentamente ma con sicurezza verso TianGong-1. Assieme i due veicoli spaziali formano una singola astronave lunga circa 20 metri e larga circa 4 metri, senza contare i pannelli solari. In copertina le immagini trasmesse in diretta dalla TV di stato del momento del docking fra i due veicoli spaziali non abitati. Ora i prossimi passi della missione saranno uno sgancio di Shenzhou-8 il 14 novembre, un allontanamento dal modulo TianGong-1 a circa 140 metri seguito da un nuovo aggancio automatico il 16 novembre e poi dal definitivo abbandono del modulo ed il ritorno sulla Terra della capsula di rientro della Shenzhou-8. Questa prima manovra si è svolta durante la fase di buio dell'orbita per evitare possibili interferenze dei raggi solari con i delicati sensori di navigazione ed avvicinamento mentre il secondo attracco si svolgerà durante la fase illuminata per avere una riprova del funzionamento dei sensori anche in queste condizioni di luce. A bordo del veicolo spaziale Shenzhou-8 si trovano due manichini in grandezza reale e dotati di sensori che verranno utilizzati per conoscere i dati di pressione, temperatura ed altri fattori all'interno dell'avamposto orbitale. Sempre a bordo della Shenzhou-8 si trovano anche una serie di esperimenti ideati e seguiti in collaborazione fra la CNSA (l'agenzia spaziale Cinese) e la DLR (l'agenzia spaziale della Germania). Il modulo orbitale TianGong-1 rimarrà invece in orbita in attesa di una o due missioni abitate che si svolgeranno nel 2012. Anche il Presidente Cinese Hu Jintao, che si trova in Francia per il summit del G20 ha espresso parole di soddisfazione e si è congratulato con i tecnici e gli ingegneri dell'agenzia spaziale Cinese per questo successo riuscito fino ad ora soltanto a Russia e Stati Uniti. Questo complesso orbitale si può paragonare alle prime stazioni Salyut, Sovietica, e Skylab, Statunitense, dei primi anni '70 del secolo scorso. Il programma Cinese prevede di lanciare in orbita altri due moduli TianGong sempre più avanzati prima di passare, dopo il 2016, alla costruzione della prima vera e propria stazione spaziale multimodulare del tipo MIR. Nella foto (Credit: CCTV) un fotogramma tratto dal video che mostra il complesso TianGong-1/Shenzhou-8 dopo l'attracco.

VIDEO DELL'ATTRACCO DELLA CAPSULA SHENZHOU-8 CON IL MODULO SPAZIALE TIANGONG-1 (CREDIT: CNTV)



Fonti: Nasaspaceflight - CCTV - Xinhua

La fase di installazione della sonda Russa Phobos-Grunt nell'ogiva del razzo 02/11/2011 - Phobos-Grunt si avvicina al lancio - La prima missione planetaria della Russia da quasi 15 anni è giunta alle fasi finali prima del lancio. La sonda Phobos-Grunt (Grunt significa suolo in Russo) destinata a far atterrare un lander sulla luna Phobos di Marte e riportare per la prima volta campioni di quel corpo celeste sulla Terra per ulteriori studi è ormai nelle fasi finali di preparazione per l'inizio della missione. Il 17 ottobre 2011 un aereo cargo AN-124-100 della compagnia Polyot ha trasportato la sonda al Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Qui è stata trasportata all'interno del sito 31, un edificio per le operazioni pre-lancio. Il 21 ottobre l'unità propulsiva della sonda è stata trasferita nell'edificio di assemblaggio ed è stata rifornita di propellente. Intanto la Roscosmos comunicava che il lancio era previsto per il 9 novembre alle 0:16 ora di Mosca (le 22:16 ora italiana dell'8 novembre). Il rifornimento dello stadio di nevigazione della sonda e del microsatellite Cinese YH-1 è stato completato attorno al 27 ottobre. Intanto la parte propulsiva MDU della sonda è stata integrata con il veicolo di lancio Zenit-2SB. Il 1° novembre, all'interno dell'edificio di assemblaggio MIK-31-40, sono stati condotti i test su pannelli solari della sonda. Il 2 novembre è iniziata la parte conclusiva dell'assemblaggio con la rotazione della sonda in posizione orizzontale e l'installazione all'interno dell'ogiva. Poi il complesso è stato trasferito nell'edificio 42 dove è iniziata l'integrazione con il veicolo di lancio. Dopo il lancio la Phobos-Grunt farà rotta verso Marte che raggiungerà nell'autunno del 2012. Una volta giunta in orbita marziana la sonda trascorrerà alcuni mesi prima di atterrare sulla luna Phobos. L'atterraggio è previsto per il febbraio 2013. Appena dopo l'atterraggio verrà raccolto un campione di terreno che verrà inserito nella capsula di rientro. Questa piccola sonda si staccherà dal resto del veicolo spaziale grazie ad un proprio motore a razzo e si immetterà in rotta verso la Terra che raggiungerà nell'agosto del 2014. Dopo la partenza del veicolo di rientro il lander proseguirà i suoi esperimenti sulla superficie di Phobos per almeno un altro anno e, grazie al braccio robotico di cui è fornito eseguirà altri prelievi di campioni di suolo che analizzerà con gli strumenti di cui è fornito. Assieme alla sonda Phobos-Grunt viaggia anche un microsatellite Cinese, lo Yinghuo-1, che verrà rilasciato ed entrerà in orbita marziana equatoriale a circa 800x80.000 km di altezza ed un periodo di tre giorni. Yinghuo-1 dovrebbe funzionare per almeno un anno studiando l'ambiente esterno di Marte, effettuando fotografie, studi del campo magnetico e la sua interazione fra la ionosfera, le particelle in fuga ed il vento solare. Oltre al microsatellite a bordo del lander si trova anche un esperimento Cinese, il SOPSYS, per lo studio della microgravità. Sempre sul lander anche un esperimento della Planetery Society chiamato Esperimento Vivente in Volo Interplanetario, o LIFE, che contiene 10 tipi di microorganismi ed una colonia di microbi naturali del terreno per studiare la loro resistenza a tre anni di volo spaziale. Altri esperimenti a bordo della Phobos-Grunt sono stati forniti dalla Danimarca e dalla Bulgaria. Nella foto (Credit: Roscosmos) la fase di installazione della sonda Russa Phobos-Grunt nell'ogiva del razzo.

Fonti: RussianspaceWeb - Wikipedia

02/11/2011 - Progress M-13M (45P) attracca regolarmente alla ISS - Oggi alle 11:41 GMT (le 12:41 ora italiana) il veicolo spaziale cargo automatico Russo Progress M-13M (45P) ha attraccato regolarmente al boccaporto del modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale. A bordo del veicolo si trovano 2,9 tonnellate di rifornimenti destinati all'avamposto orbitale. Il Progress era stato lanciato tre giorni fa dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, ed il caso ha voluto che il veicolo spaziale attraccasse alla ISS nel 11° anniversario dell'arrivo del primo equipaggio della stazione spaziale, Spedizione 1 nel 2000, una missione che ha dato il via alla presenza continua umana nello spazio fin da allora. I rifornimenti a bordo del veicolo cargo comprendono 741 kg di propellente per i razzi della stazione spaziale, 50 kg. di ossigeno, 420 kg di acqua e 1.409 kg di componenti, pezzi di ricambio, attrezzature ed esperimenti. La missione è il primo volo di successo di un veicolo cargo Progress fin dal 24 agosto scorso quando un razzo Soyuz precipitò distruggendo il Progress 44 che si trovava a bordo. Il successo di oggi da il via libera alla preparazione del lancio del Soyuz TMA-22 con i tre astronauti destinati a raggiungere i loro colleghi sulla ISS. Il lancio del vettore Soyuz con la capsula TMA-22 è previsto per il prossimo 13 novembre dal Cosmodromo di Baikonur.

Fonte: Space.com

02/11/2011 - A Lucca due importanti eventi astronautici Internazionali - Si comincia il 3 novembre, con l'inaugurazione della Mostra "La settimana dello Spazio a Lucca" allestita da ASI ed ESA presso la Chiesa di San Cristoforo, nel capoluogo toscano. Il "piatto forte" verrà servito invece l’8 e il 9 novembre, quando nella cornice del Real Collegio di Lucca l’ASI ospiterà la venticinquesima Assemblea Plenaria del CEOS (Committee on Earth Observation Satellites). La commissione nasce nel 1984 sotto l'egida del G7 con lo scopo di definire un'ampia cornice di coordinamento internazionale delle missioni di osservazione della terra. “Venticinque è un numero importante nei matrimoni e pensiamo che sia un numero magico per gli amministratori delegati e siamo determinati a fare dell'Assemblea Plenaria che si terrà a Lucca, un successo degno di celebrare questo evento”, ha dichiarato il presidente del CEOS e dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese. “I temi in discussione sono della massima importanza. Tra questi i primi passi del gruppo di lavoro sul clima e il ruolo che il CEOS sta giocando nella definizione di un’architettura globale per il monitoraggio del clima; il consolidamento del contributo all’iniziativa di GEO sull’osservazione della foresta globale e altre numerose iniziative”, ha proseguito Saggese. Sempre a Lucca, a Palazzo Ducale, il 10 novembre si terrà la Terza Conferenza Internazionale sull’esplorazione dello spazio. L’edizione di quest’anno segue quella del 2009 di Praga e del 2010 di Bruxelles. Le due conferenze hanno gettato le basi per l'istituzione di un meccanismo di coordinamento e di cooperazione internazionale. Gli obiettivi dell’appuntamento di Lucca sono perciò continuare il lavoro svolto con la prima e la seconda International Space Exploration Conferences, elaborare nuove strategie sul tema dell’esplorazione e condividere opinioni sui principi di funzionamento della piattaforma.

Fonte: ASI

L'immagine radar dell'asteroide 2005 YU55 ottenuta nel 2010 dal radio osservatorio di Arecibo, in Porto Rico. 01/11/2011 - L'8 novembre l'asteroide 2005 YU55 passerà molto vicino alla Terra - Gli scienziati della NASA seguiranno l'asteroide 2005 YU55 con le loro antenne del Deep Space Network (DNS) di Goldstone, in California, mentre la roccia spaziale trasniterà vicino alla Terra il prossimo 8 novembre. Gli scienziati vogliono utilizzare la roccia di circa 400 metri di diametro come opportunità scientifica permettendo di scansionarlo con gli strumenti di cui è fornita 'l'astronave Terra' durante il passaggio ravvicinato. Il tracciamento dell'asteroide inizierà alle 9:30 a.m. ora locale PDT (le 18:30 ora italiana) del 4 novembre utilizzando l'antenna gigante di 70 metri del DNS e proseguirà per almeno due ore. L'asteroide poi verrà seguito per almeno quattro ore tutti i giorni dal 6 al 10 novembre. Le osservazioni radar con la struttura di Arecibo, a Porto Rico, inizieranno l'8 novembre, lo stesso giorno che l'asteroide farà il suo massimo avvicinamento alla Terra alle 3:28 p.m. PST (le 23:28 ora italiana). La traiettoria dell'asteroide 2005 YU55 è ben conosciuta ed il punto di massimo avvicinamento sarà a circa 324.600 km, o 0,85 distanze della Luna dalla Terra. L'influenza gravitazionale dell'asteroide non potrà avere nessun effetto misurabile sulla Terra, comprese le fagli e le placche tettoniche terrestri. Sebbene 2005 YU55 sia in un'orbita che regolarmente lo porta nelle vicinanze della Terra (ed anche di Venere e Marte) l'incontro del 2011 è il più ravvicinato di questa roccia spaziale negli ultimi 200 anni. Durante il tracciamento gli scienziati utilizzeranno le antenne di Goldstone ed Arecibo per inviare onde radio che rimbalzeranno sulla roccia spaziale. Il ritorno degli eco radar da 2005 YU55 verranno registrati ed analizzati. Gli scienziati della NASA sperano di poter ottenere immagini dell'asteroide da Goldstone con una risoluzione di 2 metri per pixel. Questo potrebbe rivelare molti dettagli della sua superficie, le caratteristiche, la forma e le sue reali dimensioni. Le osservazioni radar di 2005 YU55 effettuate da Arecibo nel 2010 hanno mostrato una forma sferica ed una lenta rotazione con un periodo di 18 ore. La superficie dell'asteroide è scura come il carbone. Per gli astrofili che volessero vederlo avranno bisogno di un telescopio di almeno 15cm di apertura. L'ultima volta che una roccia spaziale così grande è transitata vicino alla Terra era il 1976 sebbene gli astronomi non sappiamo molto di quel sorvolo. Il prossimo avvicinamento di un asteroide così grande è previsto per il 2028. La NASA rileva, segue e caratterizza gli asteroidi e le comete che transitano vicino alla Terra utilizzando sia i telescopi a Terra che quelli in orbita. Il Programma di Osservazione degli Oggetti Vicino alla Terra è gestito dallo Science Mission Directorate di Washington. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena. Nella foto (Credit :NASA/Cornell/Arecibo) l'immagine radar dell'asteroide 2005 YU55 ottenuta nel 2010 dal radio osservatorio di Arecibo, in Porto Rico.

Fonte: NASA

Il decollo del razzo Lunga Marcia 2F con il veicolo spaziale Sanzhou-8 31/10/2011 - Il veicolo spaziale Shenzou inizia una storica missione per la Cina - Un veicolo senza equipaggio Shenzhou è decollato oggi dalla Cina per iniziare una caccia della durata di due giorni ad un altro veicolo spaziale in orbita per un incontro ad alta velocità che spianerà la strada per un primo laboratorio pronto alle visite di futuri astronauti. Il lancio prevede un'avvicinamento con il modulo laboratorio TianGong 1, lungo 10,4 metri e largo 3,35, che orbita attorno alla Terra dallo scorso 29 settembre. Mercoledì il veicolo spaziale Shenzhou 8 si avvicinerà in modo automatico al bersaglio mobile, stabilità un collegamento radio e navigazione a due vie e poi si avvicinerà al TianGong-1 a circa 20cm al secondo, meno di 800 metri orari. In questo modo soltanto la Russia, gli Stati Uniti e l'European Space Agency hanno la capacità di lanciare veicoli che possono effettuare avvicinamenti ed attracchi in orbita. Il Giappone ha dimostrato la tecnologia per compiere avvicinamenti ed attracchi con un il suo veicolo da rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale e con una missione di un satellite negli anni '90. Se la manovra avrà successo l'aggancio con il pilota automatico Cinese preparerà la strada per una o due Shenzhou abitate che nel prossimo anno visiteranno il modulo TianGong a formare una mini stazione spaziale temporanea per esperimenti e test tecnologici. La Shanzhou 8 è stata lanciata alle 5:58 ora locale del 1° novembre (le 22:58 ora italiana del 31 ottobre) di lunedì dalla base spaziale di Jiuquan, posta nella zona militare che si trova nella provincia della Mongolia interna nel nordovest della Cina. Fornita di sistemi di allarme guasti, di controllo e con booster aggiornati, il razzo Lunga Marcia 2F, alto 58 metri, ha acceso i suoi motori nel momento esatto prescelto per raggiungere il modulo TianGong già in orbita. Immagini spettacolari in diretta dalle telecamere montate sul razzo hanno mostrato i quattro booster di spinta iniziale del Lunga Marcia staccarsi e ricadere e la fiamma dei motori del veicolo. La televisione di stato Cinese ha trasmesso il lancio in diretta. Meno di 10 minuti dal decollo, il veicolo Shenzhou, del peso di 8 tonnellate, ha abbandonato il razzo. Alcuni minuti pià tardi dal team di controllo è esloso un applauso quando hanno osservato in diretta le immagini dell'apertura dei pannelli solari di Shanzhou-8, un momento decisivo della missione per la produzione dell'energie elettrica per gli usi di bordo. Il Generale Chang Wanquan, a capo del programma spaziale Cinese, ha confermato che il lancio è stato un successo durante una dichiarazione davanti team di ingegneri e dignitari riuniti a Pechino. L'Ufficio di Ingegneria Spaziale del Volo Umano Cinese ha segnalato che la capsula Shenzhou-8 si trova su un'orbita con altezza fra i 200 ed i 328 km. La capsula dovrebbe attivare un'antenna per le comunicazioni ed iniziare a trasmettere attraverso il satellite ripetitore. Un'accensione del motore è prevista per la circolarizzazione dell'orbita. Altre quattro o cinque accensioni dei propri motori sono previste nei prossimi due giorni per portare Shenzhou-8 vicino alla posizione di TianGong-1. Le manovre alzeranno l'orbita di Shenzhou-8 ad un'altezza di oltre 321 km prima di agganciarsi con Tiangong-1 "Secondo i nostri piani, vi saranno quattro aggiustamenti dell'orbita del veicolo spaziale per raggiunger l'obiettivo TianGong-1," ha dichiarato Zhang Bonan, capo progettista del programma di volo spaziale Cinese presso la China Aerospace Science and Technology Corp., secondo quanto riportato dall'agenzia di stato Cinese Xinhua. "Quando la distanza fra i due veicoli sarà inferiore ai 50 km i sensori e le attrezzature di comunicazione installati sulla capsula saranno capaci di acquisire l'obiettivo." TianGong, significa Palazzo Del Cielo in Cinese mentre Shenzhou, vascello divino. Shenzhou 8 e TianGong 1 formeranno un veicolo spaziale unico di circa 18 metri di lunghezza. I veicoli rimarranno attraccati per 12 giorni poi la Shenzhou 8 si allontanerà e si riaggancerà per altri due giorni. Fonti ufficiali Cinesi hanno indicato che la capsula Shenzhou partirà da TianGong 1 ed il suo modulo di rientro verrà paracadutato sulla Terra circa 17 giorni dopo il lancio, un momento attorno al 18 novembre. Assumendo che il test cruciale di attracco di questo mese vada bene, tre astronauti saliranno a bordo della Shenzhou 9 e decolleranno ai primi dell'anno prossimo. Essi si agganceranno con il TianGong 1 e condurranno esperimenti al suo interno. L'attracco dimostrativo è un passo cruciale per le ambizioni spaziali Cinesi. La costruzione e la manutenzione di stazioni spaziali richiedono moduli che si avvicinino e si aggancino in modo autonomo in orbita. La Cina sta sviluppando razzi più potenti per trasportare moduli più grandi nello spazio, con l'obiettivo di assemblare una grande stazione spaziale delle dimensioni del complesso Skylab della NASA negli anni '70. La Cina prevede di disporre nel 2020 di una stazione spaziale in orbita da 100 tonnellate. Al lancio hanno assistito il Vice Premier Cinese Zhang Dejiang assieme ad osservatori esperti dell'European Space Agency (ESA) e della German Aerospace Center (DLR). Infatti a bordo di Shenzhou-8 si trova il SIMBIOX (Science Microgravity in the Box) che ospita 17 esperimenti nel campo della biologia e della medicina e cjhe verranno seguiti assieme dai ricercatori Cinesi e della Germania. Questa è la prima volta in assoluto che il CMSEO (China Manned Space Engineering Office) collabora con altre nazioni per l'uso della Shenzhou, il cuore del programma spaziali umano Cinese. Quello di oggi era il 66° lancio orbitale del 2011, il 61° a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: CNTV) i motori del primo stadio ed i quattro booster a propellente solido del vettore Lunga Marcia 2F nei primi momenti del lancio. Per maggiori informazioni sul programma spaziale umano Cinese vai alla nostra pagina dedicata.

VIDEO DEL LANCIO DEL RAZZO LUNGA MARCIA 2F CON IL VEICOLO SPAZIALE SHENZHOU-8 (CREDIT: CNTV)



Fonti: SpaceflightNow - Xinhua - DLR

Da destra una illustrazione della capsula CST-100, una navetta spaziale mentre entra nell'OPF-3 ed il Senatore Bill Nelson durante la cerimonia di lunedì 30/10/2011 - La Boeing costruirà veicolo spaziali commerciali al Kennedy creando 550 posti di lavoro - La Boeing Co. utilizzerà l'Orbiter Processing Facility 3 (OPF-3) al Kennedy Space Center della NASA per costruire ed assemblare il veicolo spaziale CST-100 destinato ad essere lanciato verso la Stazione Spaziale Internazionale grazie ad un nuovo accordo siglato con la NASA e la Space Florida. Questo accordo potrà dare una spinta all'utilizzo futuro delle attrezzature uniche di cui è fornito il Kennedy. "Questo è un chiaro segno che la NASA continua ad essere un motore per la crescita," ha detto Lori Garver, vice amministratore della NASA, durante l'annuncio dell'accordo in una cerimonia che si è svolta all'interno dell'OPF-3 il 31 ottobre. "Assieme possiamo vincere il futuro cominciando da qui." Questo accordo, dal quale ci si aspetta la creazione di 550 posti di lavoro entro il 2015, potrebbe essere il primo di altri che coinvolgono le attrezzature e gli edifici del Kennedy per i bisogni futuri e che possono essere utilizzati da altri. Il ritiro della flotta delle navette spaziali avvenuto quest'anno a reso libere una serie di strutture per utilizzi futuri. "Il Kennedy si muove avanti," ha detto Bob Cabana, il direttore del centro. "Le collaborazioni saranno la chiave." La Casa Bianca ha anche elogiato l'accordo in una dichiarazione rilasciata Lunedi. "La mia amministrazione sta spingendp, in collaborazione con Space Florida ed il settore privato, per creare posti di lavoro e rendere più sicura l'America nel proseguire a guidare il mondo in esplorazione e scoperte," ha scritto il Presidente Barack Obama. L'accordo è stato segnalato come un esempio di cooperazione d'impresa fra il pubblico ed il privato. Grazie a questo accordo, la NASA lascerà la struttura, utilizzata per preparare gli Space Shuttle per il lancio, alla Space Florida, un'agenzia di sviluppo economico aerospaziale dello stato. Space Florida, a sua volta, ha firmato un accordo con la Boeing per il suo utilizzo. E' stato un accordo che ci è voluto un anno per completarlo secondo quanto dichiarato dal Governatore della Florida, Jennifer Carroll, che è anche a capo della Space Florida. "Penso che siamo sulla strada giusta e questa è una vera partership," ha detto la Carroll, "Tutti avranno pari aopportunità in questo e possiamo guardare avanti ad altre compagnie che vorranno venire qui ed avere una collaborazione pubblica/privata con noi." Voci indicano che vi saranno altri accordi di questo tipo. " Questo è solo il primo che vediamo," ha dichiarato il Senatore Bill Nelson della Florida. ""Dovrete solo aspettare di vedere cosa sta arrivando qui al Kennedy Space Center in futuro nel modo di collaborare fra pubblico e privato". Le prime cose che verranno toccate all'interno dell'OPF-3 sarù la rimozione di tutte le infrastrutture, le piattaforme ed i sistemi di terra utilizzati per controllare le navette spaziali una volta rientrati dall'orbita e dove venivano preparate per il prossimo volo. Questa operazione prenderà circa un anno di tempo, ha dichiarato John Mulholland della Boeing. Dopo questa fase le attrezzature per la CST-100 verranno installate all'interno. L'edificio è grande circa 12.000 metri quadri e può ospitare diverse capsule CST-100 alla volta durante il loro assemblaggio. La CST-100, che sta per Crew Space Transportation, è una capsula riutilizzabile costruita per portare fino a sette persone in orbita terrestre. Lavorando con il Programma Equipaggi Commerciale della NASA la Boeing prevede di portare i primi astronauti della NASA alla Stazione Spaziale Internazionale entro il 2015. La compagnia inoltre potrebbe trasportare persone alla stazione spaziale ideata dalla Bigelow Aerospace e questi lanci potrebbero prendere tutti il via dal Kennedy. La Boeing si attende di assumere circa 550 persone entro il 2015, quando il piano dell'OPF dovrebbe essere pienamente operativo, con diverse capsule nei vari stadi di completamento. L'accordo ha valore per 15 anni e vi è un'opzione per altri 5. Inoltre la Boeing ha annunciato che il suo ufficio per il programma di equipaggi commerciale sarà al Kennedy. "Abbiamo scelto la Florida come quartier generale del programma equipaggio commerciali non solo a causa della vicinanza del nostro cliente NASA al Kennedy Space Center a anche grazie alle infrastrutture uniche ed alla forza lavoro con grande esperienza," ha detto John Elbon, vice presidente e general manager della Boeing Space Exploration. Nelson, che ha volato come specialista del carico utile nella missione Columbia STS-61C nel gennaio 1986, ha detto che la NASA sta guardando oltre i voli diretti alla Stazione Spaziale in modo da concentrare i suoi sforzi nei viaggi nello spazio profondo grazie alla nuova astronave Orion lanciata con il razzo pesante Space Launch System. "La NASA non puà restare confinata nell'orbita bassa terrestre," ha detto Nelson. "La NASA deve uscire fuori ed esplorare. Dobbiamo guardare in alto." Nella foto, da destra (Credit: Boeing) una illustrazione della capsula CST-100, una navetta spaziale (Credit: NASA) mentre entra nell'OPF-3 ed il Senatore Bill Nelson (Credit: NASA/TV) durante la cerimonia di lunedì svoltasi all'OPF-3 del Kennedy Space Center in Florida.

Fonte: NASA

Il decollo del razzo Soyuz-U con il veicolo spaziale Progress M-13M (45P) 30/10/2011 - Progress lanciato verso la Stazione Spaziale - Il veicolo cargo non pilotato Progress 45 (M-13M) è stato lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 14:11 ora di Mosca (le 11:11 ora italiana). Meno di nove minuti più tardi il Progress ha raggiunto la sua orbita preliminare ed ha dispiegato i suoi pannelli solari e le antenne per la navigazione. Il cargo Russo è atteso all'attracco con la Stazione Spaziale Internazionale mercoledì alle 7:40 a.m. Questo veicolo sostituisce il Progress 42 riempito di rifiuti che ha lasciato il compartimento di aggancio Pirs sabato. Il veicolo non pilotato Progress 42, arrivato alla ISS in aprile, è stato fatto uscire dall'orbita per un rientro distruttivo nell'orbita terrestre alcune ore dopo lo sgancio. A bordo del Progress si trovano 2,9 tonnellate di rifornimenti destinati alla ISS. Una volta che i membri dell'equipaggio avrano scaricato i materiali, il Progress 45 verrà riempito con i rifiuti e gli scarti della stazione, poi sganciato dalla ISS verso la fine di gennaio. Dopo la sua partenza i controllori di volo di Mosca, alzeranno la sua orbita a 500 km in modo da poter rilasciare un microsatellite chiamato Chibis. Una volta rilasciato il microsatellite il Progress 45 verrà deorbitato per un rientro distruttivo nell'atmosfera terrestre. Il 24 agosto scorso il veicolo cargo Progress 44 (M-12M) aveva subito uno spegnimento prematuro del motore del terzo stadio a causa di una anomalia. Dato la sua traiettoria e spinta il Progress non aveva raggiunto l'orbita ed era caduto nella regione di Altai, in Russia. A causa dell'utilizzo di molti componenti del terzo stadio da parte dei due vettori Soyuz-U, utilizzato per i Progress, e Soyuz-FG utilizzato per le capsule con astronauti l'incidente aveva portato al blocco delle m missioni con equipaggio. Il successo del lancio prepara la strada per il lancio dei prossimi residenti della stazione il 13 novembre con l'astronauta NASA Dan Burbank ed i cosmonauti Russi Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin che arriveranno alla stazione il 16 novembre unendosi all'astronauta NASA Mike Fossum, il Russo Segei Volkov ed il Giapponese Satoshi Furukawa per circa sei giorni prima che Fossum, Volkov e Furukawa ritornino a casa. Quello di oggi era il 65° lancio orbitale del 2011, il 60° a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: NASA/TV) il razzo Soyuz-U si innalza nel cielo di Baikonur.

VIDEO DEL LANCIO DEL RAZZO SOYUZ-U CON IL CARGO AUTOMATICO PROGRESS M-13M/45P (CREDIT: Tsenki TV)



Fonti: NASA - Roscosmos - SpaceflightNow

Il trasporto del razzo Soyuz-U con il veicolo spaziale Progress M-13M (45P) verso la rampa di lancio 29/10/2011 - Progress per la ISS pronto al lancio - Il razzo Soyuz-U con il veicolo spaziale cargo automatico Progress M-13M (45P) è stato portato alla rampa di lancio del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, sotto una forte nevicata. Il veicolo è stato trasferito dall'edificio di assemblaggio orizzontale per mezzo del carro ferroviario fino alla rampa di lancio ed il lancio è previsto per il 30 ottobre alle ore 15:11 ora locale (le 11:11 ora italiana). Questa missione è cruciale per la sopravvivenza della Stazione Spaziale Internazionale dopo che il precedente veicolo Progress non aveva raggiunto l'orbita per un guasto al terzo stadio del razzo vettore Soyuz-U lo scorso agosto. Infatti dalla riuscita di questa missione dipende la decisione di riprendere i voli delle capsule con equipaggio Soyuz destinate a portare gli astronauti sulla ISS. Infatti al momento sulla ISS si trovano soltanto 3 membri dell'equipaggio di Spedizione 29 invece dei sei programmati. A bordo del veicolo cargo si trovano 2,9 tonnellate di rifornimenti comprensivi di alimenti, propellente, ossigeno acqua e parti di ricambio per attrezzature ed esperimenti. Intanto oggi alle 11:04 ora italiana è previsto che il vecchio Progress 42P attraccato alla ISS venga sganciato dal boccaporto del modulo Pirs ed effettui un rientro distruttivo nell'atmosfera terrestre per lasciare il posto libero per l'arrivo del nuovo veicolo cargo previsto per il 2 novembre. Se la missione del Progress M-13M (45P) si svolgerà senza problemi il 14 novembre verrà lanciata la Soyuz TMA-22 con a bordo i tre astronauti (Dan Burbank, Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin) destinati a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale e verrà quindi ripreso il programma di incrementi degli equipaggi. Nella foto (Credit: Roscosmos) il trasporto del razzo Soyuz-U con il veicolo spaziale Progress M-13M (45P) verso la rampa di lancio

Fonti: Nasaspaceflight - Roscosmos - NASA

28/10/2011 - La NASA lancia il satellite NPP per l'osservazione terrestre - Con un perfetto decollo, avvenuto alle 2:48 a.m. PDT (le 11:48 ora italiana) dalla rampa SLC-2W della Base Aerea di Vandemberg in California, il razzo vettore Delta II (7920) ha portato in orbita il satellite della NPP (NPOESS Preparatory Project) della NASA. NPP rappresenta un passo decisivo per la costruzione della prossima generazione di sistemi satellitari di osservazione terrestre e raccoglierà dati sui cambiamenti a lungo termine del clima e sulle condizioni meteo a breve termine. L'NPP espenderà e migliorerà i sistemi di raccolta dati sulla Terra inserendosi nella flotta di satelliti NASA per l'osservazione dell'intero sistema terrestre: le nuvole, gli oceani, la vegetazione, i ghiacci, il terreno e l'atmosfera. Il satellite, del peso di circa 2 tonnellate e del costo di 1,5 miliardi di dollari, ha una capacità di raccolta dati senza precedenti; ben 4 Tb al giorno pari a circa 800 DVD. Inoltre gli strumenti che ospita a bordo saranno di aiuto per sviluppare i futuri satelliti di osservazione terrestre. NPP si inserirà su un'orbita polare a circa 824 km dalla Terra e potrà misurare oltre 30 variabili climatiche, comprese le temperature del mare e della superficie, la copertura dei ghiacci globale, i livelli di ozono e la produttività vegetale. Inoltre NPP potrà monitorare i disastri naturali come le eruzioni vulcaniche, gli incendi e le alluvioni. Il satellite è progettato per operare per cinque anni in modo da poter osservare fino alla fine del 2016. Il Goddard Space Flight Center di Greenbelt, gestisce NPP per la Divisione Scienze della Terra della Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Oltre ad NPP a bordo del razzo Delta II si trovavano anche sei cubesat, piccoli satelliti che misurano soltanto 10 centimetri di lato, ideati e costruiti dagli studenti di diverse Università e che fanno parte del programma di lanci educativi della NASA. In copertina il momento del lancio del razzo Delta II con il satellite NPP della NASA da Vandemberg. Quello di oggi era il 64° lancio orbitale del 2011, il 59° a raggiugere regolarmente l'orbita.

VIDEO DEL LANCIO DEL RAZZO DELTA II CON IL SATELLITE NPP DELLA NASA (CREDIT: NASA)



Fonte: NASA

Una delle frane visibili sull'asteroide Lutetia 28/10/2011 - Asteroide Lutetia: una cartolina dallo spazio col fondamentale contributo dell'INAF - La sonda Rosetta dell'ESA ha rivelato che l'asteroide Lutetia è un corpo primitivo, sopravvissuto mentre i pianeti del nostro Sistema Solare si formavano. I risultati del volo ravvicinato di Rosetta suggeriscono inoltre che questo "piccolo mondo" abbia cercato di formare un cuore di metallo. Durante l'incontro, gli scienziati avevano gia ipotizzato che Lutetia potesse essere un vecchio, un primitivo "mondo antico". Ora ne sono più che certi. Le immagini prese dalla fotocamera OSIRIS rivelano che parti della superficie di Lutetia hanno almeno 3.6 miliardi di anni. Altre parti sono giovani per gli standard astronomici, hanno circa 50-80 milioni di anni. Gli astronomi stimano l'età dei pianeti, delle lune e degli asteroidi senza aria contando il numero dei crateri. Ogni depressione dalla forma di una palla da bowling è stata creata da un impatto. Più è vecchia la superficie, maggiori sono gli impatti che essa ha accumulato. Alcune zone di Lutetia presentano molti crateri, dando dunque prova che è molto vecchio. D'altra parte, le zone più giovani di Lutetia sono composte da frane, probabilmente scatenate dalle vibrazioni di impatti vicini e particolarmente stridenti. I detriti risultanti da questi numerosi impatti si trovano ora sulla superficie nella forma di uno strato di roccia polverizzata di un chilometro di spessore. Sparsi sulla superficie ci sono anche grandi macigni: alcuni del diametro di 300-400m, o circa la metà di Ayers Rock, in Australia. Alcuni impatti devono essere stati così forti che hanno spezzato intere sezioni di Lutetia, scolpendolo gradualmente nell'informe rovina che conosciamo oggi. "Non crediamo che Lutetia sia nata con questo aspetto", dice Holger Sierks del Max_Planck Institut für Sonnensystemforschung, Lindau, in Germania. "Probabilmente era tondo quando si è formato". Lo spettrometro VIRTIS montato a bordo di Rosetta ha scoperto che la composizione di Lutetia è sorprendentemente uniforme attraverso tutte le regioni osservate. Considerevole il contributo italiano nella missione Rosetta, con INAF, ASI e Università di Padova in testa.
I due strumenti di Rosetta coinvolti sono, infatti :
1) Lo spettrometro VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), ideato dall'INAF e realizzato dalla Galileo Avionica grazie a un finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana, ha raccolto informazioni molto accurate sulle caratteristiche della superficie di questo corpo celeste. I risultati di queste osservazioni sono pubblicati in uno dei tre articoli pubblicati sul numero odierno di Science e il cui primo autore è Angioletta Coradini, ricercatrice INAF e planetologa di fama internazionale recentemente scomparsa. "I dati provenienti da VIRTIS dimostrano come la superficie di Lutetia sia estremamente uniforme dal punto di vista della sua composizione e abbia mantenuto le caratteristiche di una crosta primordiale, ovvero formata da materiali assimilabili a meteoriti primitive, come condriti carbonacee ed enstatitiche" dice Fabrizio Capaccioni, dell'INAF-IFSI di Roma, coautore dell'articolo e Principal Investigator di VIRTIS.
2) OSIRIS, il cui hardware è stato fornito dal team del Centro Interdipartimentale Studi e Attività Spaziali (CISAS) "G. Colombo", "Sono numerosi i risultati e le sorprese che abbiamo trovato su Lutetia" commenta Cesare Barbieri del Dipartimento di Astronomia e del CISAS, Università di Padova, lead scientist italiano di OSIRIS. "Siamo rimasti colpiti dal vedere come vi siano massi appoggiati sulla superficie, quando ci si attendeva che fosse un unico blocco compatto. Un'altra caratteristica è la sua elevata densità, pari a 3,4 grammi per centimetro cubo, la più elevata tra tutte quelle finora misurate per un asteroide." Nella foto (Credit: ESA 2011 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA) una delle frane visibili sull'asteroide Lutetia.

Fonte: ESA Italy

Il satellite passivo LARES, carico utile del primo volo di VEGA 27/10/2011 - Lares sbarca a Kourou - Dopo un viaggio lungo 13 giorni, il payload per il primo lancio del Vettore Europeo di Generazione Avanzata (VEGA) giunge alla base ESA. Si accorciano sempre più i tempi al Centro ESA di Kourou. Nella giornata dello scorso 26 ottobre, è arrivato al Building S1B-CSG LARES (LAser Relativity Satellite), il satellite dell'Agenzia Spaziale Italiana, che il 13 ottobre scorso era salpato dal porto di Le Havre, Francia. Il satellite ASI, che sarà il payload per il volo di qualifica di Vega, è una sfera di tungsteno piena del peso di quasi 390 kg con incastonati 92 retroriflettori. In altri termini, è un satellite passivo che sarà posto in orbita a 1.450 km di altezza e diverrà per oltre 25.000 anni un satellite terrestre, aggiungendosi ai satelliti geodetici Lageos 1 e Lageos 2. Sarà possibile, quindi, inviare da una stazione di Terra un raggio laser che verrà, per la particolare geometria degli specchi, riinviato sempre alla stazione di partenza. La misura del tempo di andata e ritorno del segnale laser e della sua stabilità in frequenza consentiranno di effettuare verifiche estremamente accurate di un particolare aspetto della relatività, l’effetto conosciuto come Lense-Thirring ovvero il trascinamento dello spazio tempo dovuto ad una massa in rotazione, nel caso specifico quella della Terra. Ideato da un team scientifico che vede come capofila l’Università La Sapienza di Roma, Lares e realizzato dalla CGS per conto e con la gestione dell’ASI. Il sistema porterà in orbita il mini-satellite ALMASAT, ideato e realizzato da un team dell’Università di Bologna e nove CubeSats, microsatelliti del peso di 1 kg ciascuno realizzati da varie università del mondo. Tra i vari aspetti innovativi di Lares, tra i quali spicca il materiale stesso di cui è fatto il satellite, il sitema di ritenzione e sgancio attivato elettricamente e non con attuatori piro come di solito accade sui satelliti, un nuovo sistema di acquisizione veloce dei dati dei sensori di bordo, derivato dalle tecnologie italiane usate in Formula 1 e una telecamera che riprenderà le fasi di separazione di Lares, Almasat e dei CubeSats. La Launch Readiness Review è pianificata per il 18 gennaio 2012, mentre il lancio di qualifica Vega è previsto tra il 26 e il 30 gennaio 2012. Questo primo volo getterà le basi per cinque missioni che mirano a dimostrare la flessibilità del sistema. Vega è stato realizzato, infatti, per far fronte a un'ampia tipologia di missioni e di configurazioni di payload, allo scopo di rispondere alle variegate esigenze di mercato. Nella foto (Credit: ) il satellite passivo LARES, il principale carico utile del primo volo del nuovo vettore Europeo VEGA.

Fonte: ASI

La capsula Dragon nell'hangar della SpaceX a Cape Canaveral in preparazione della missione di prova diretta alla ISS 26/10/2011 - Aggiornamenti dalla SpaceX - Oggi Elon Musk, Amministratore delegato della Space Exploration Technologies (SpaceX) ha testimoniato di fronte alla Commissione del Senato degli Stati Uniti che si occupa della Scienza, Spazio e Tecnologia sul programma Commercial Crew Developmente (CCEev) della NASA. In aprile la SpaceX ha ricevuto un contratto di 75 milioni di dollari, attraverso il programma CCDev per sviluppare un sistema di fuga di sicurezza al lancio che potrebbe permettere al veicolo spaziale Dragon della compagnia di trasportare equipaggi. In questo programma la SpaceX è la sola compagnia che ha sia il lanciatore che il veicolo spaziale e questo pone la SpaceX come leader nello sviluppo di una capacità commerciale Americana di portare astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale. Nella testimonianza scritta Elon Musk ha fornito alla Commissione un aggiornamento del lavoro svolto dalla SpaceX per il programma Commercial Orbital Transportation Services, compresi i vari upgrade fatti al veicolo spaziale e gli importanti test fatti in preparazione alla missione. Inoltre è stato discusso anche lo sforzo della SpaceX per sviluppare la capacità di trasporto umano e fornire i suoi spunti alla richiesta di proposte (DRFP) fatte per il Commercial Crew Integrated Design Contract (CCIDC). Intanto il 20 ottobre la SpaceX ha annunciato di aver completato con successo la progettazione preliminare del suo rivoluzionario sistema di aborto al lancio, il sistema è progettato per le missioni con equipaggio del veicolo Dragon. Questo rappresenta un passo importante verso la creazione di un successore Americano dello Space Shuttle. L'approvazione da parte della NASA dell'ultima revisione del progetto segna il quarto punto completato con successo del contratto Commercial Crew Development (CCDev) e dimostra che l'innovazione è possibile quando la NASA collabora con il settore privato. "Ogni traguardo completato porta gli Stati Uniti un passo più vicino a poter avere di nuovo la capacità di volo spaziale autonomo," ha dichiarato Garrett Reisman, uno dei due capi del programma DragonRider, che aggiunge alla capsula Dragon la capacità di trasportare astronauti. Ora che il programma Space Shuttle è terminato gli Stati Uniti si affidano ai veicoli spaziali Russi Soyuz per trasportare, al costo di 62 milioni di dollari per sedile, gli astronauti sulla ISS. In confronto Dragon è progettato per trasportare fino a sette astronauti alla volta con un costo di solo 20 milioni a sedile. Come tutti i progetti della SpaceX i paradigmi sono la sicurezza e l'affidabilità. "Il sistema integrato di aborto al lancio di Dragon fornisce agli astronauti l'abilità di una fuga sicura dall'inizio del lancio gino a che il raggio raggiunge l'orbita," spiega David Giger, colui che assieme a Reisman si occupa del programma DragonRider. "Questo livello di protezione non ha precedenti nella storia del volo spaziale umano. Con l'ultima progettazione preliminare approvata dalla NASA, la SpaceX può incominciare a costruire l'hardware che sta alla base di questo innovativo sistema di aborto al lancio. Il progetto della SpaceX include i motori di fuga all'interno delle pareti del Dragon, a differenza dei più classici sistemi basati sulla torre di fuga, che poi deve essere espulsa dopo ogni lancio. Il sistema di aborto integrato rientra con il veicolo spaziale permettendo un rapido riutilizzo ed una drastica riduzione dei costi del trasporto spaziale. Più avanti gli stessi propulsori di fuga potrebbero anche fornire al Dragon la capacità di atterrare con precisione millimetrica sulla Terra o su un altro pianeta. Durante i primi voli, il 4 giugno e l'8 dicembre 2010, il veicolo di lancio Falcon 9 della SpaceX ha conseguito due missioni consecutive di successo. La missione di dicembre, che era il primo volo dimostrativo per il programma COTS (Commercial Orbital Transportation Services) della NASA, ha segnato il debutto storico di Dragon ed ha stabilito la SpaceX come la prima compagnia privata a lanciare e recuperate un veicolo spaziale dall'orbita. Come risultato molti dei componenti del Falcon 9 e del Dragon richiesti per il trasporto di esseri umani nell'orbita terrestre hanno già avuto la loro dimostrazione in volo. Intanto fervono i preparativi a Cape Canaveral per il lancio della missione di una capsula Dragon diretta verso la ISS. Il lancio è stato fissato ipoteticamente per il 19 dicembre anche se, a causa dei diversi problemi logistici avvenuti in questi mesi, il lancio potrebbe slittare di qualche settimana. La capsula Dragon destinata a questo volo di prova è giunta nell'hangar della SpaceX di Cape Canaveral lo scorso 22 ottobre ed al momento i tecnici ed ingegneri sono impegnati nella preparazione del veicolo spaziale. La prossima settimana è previsto l'arrivo anche del modulo di servizio (o 'trunk') come viene chiamato dove sono installati i pannelli solari e le altre apparecchiature di supporto alla capsula. Il primo e secondo stadio del razzo Falcon 9 che dovrà portare Dragon in orbita si trova già nell'hangar di assemblaggio da qualche tempo. Questo secondo esemplare della capsula Dragon è fornito di parecchie novità rispetto al primo modello che ha volato lo scorso dicembre. Innanzitutto dispone di un boccaporto di attracco superiore, un piccolo portello che ospita il punto di aggancio ed una sporgenza che ospita i collegamenti elettrici e dati fra la capsula ed il trunk. Inizialmente avrebbero dovuto essere tre i voli di prova del veicolo spaziale Dragon per la NASA ma poi vi è stato un accordo per combinare assieme il secondo ed il terzo volo dimostrativo, conosciuti come Dragon C2 e Dragon C3, in una singola missione per accelerare l'invio di materiali e rifornimenti alla stazione spaziale. Nella foto (Credit :SpaceX) la capsula Dragon nell'hangar della SpaceX di Cape Canaveral in preparazione della missione dimostrativa diretta a portare rifornimenti alla ISS.

Fonti: SpaceX - SpaceflightNow

Il primo astronauta pilota selezionato dalla Virgin Galactic, Keith Colmer 26/10/2011 - La Virgin Galactic seleziona il primo pilota astronauta commerciale - Proprio come oltre 50 anni fa quando una storica competizione per il primo pilota che avrebbe volato nello spazio e che portò agli Sette astronauti della Mercury, oggi, dopo un'intensa selezione da oltre 500 partecipanti, compresi alcuni dei milgiori piloti del mondo, la Virgin Galactic ha scelto il pilota collaudatore dell'USAF, Keith Colmer come primo astronauta pilota che entra a far parte del team di volo spaziale commerciale di linea. Colmer si aggoiungerà al Capo Pilota David Mackay per iniziare i voli di addestramento e di prova per le missioni dei rivoluzionari veicoli della Virgin Galactic; il WhiteKnightTwo e lo SpaceShipTwo. Ulteriori selezioni verranno compiute quando la compagnia sarà più vicina all'inizio delle operazioni commerciali. Colmer ha alle spalle 12 anni di esperienza di volo con aerei sperimentali, in sviluppo ed operativi oltre a 10 anni di volo militare per l'USAF. Colmer vanta ben 5.000 ore di volo su 90 differenti tipi di aerei. "Sono estremamente onorato di essere stato scelto come primo astronauta pilota selezionato durante un concorso per unirsi a questa squadra," ha dichiarato Colmer. "La Virgin Galactic sta rivoluzionando il modo per andare nello spazio ed io guardo avanti e voglio essere parte di questa impresa." Colmer ha una laurea in Scienze Aeronautiche ed Astronautiche ottenuta al prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology) oltre ad un master in Ingegneria Aerospaziale ed uno in Telecomunicazioni ottenuto all'Università ddl Colorado di Denver. Nella foto (Credit: Virgin Galactic) l primo astronauta pilota selezionato dalla Virgin Galactic, Keith Colmer, qui ancora con la tuta di volo delle Forze Aree Statunitensi.

Fonte: Spaceref

26/10/2011 - Conclusa anticipatamente la missione NEEMO a causa dell'uragano Rina - A causa della traiettoria prevista per l'uragano Rina, le operazioni per la 15° missione NEEMO (NASA Extreme Environment Mission Operations) sono state fermate prima del previsto. La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) che gestisce il laboratorio sottomarino Aquarius e l'agenzia spaziale hanno determinato che Rina metteva a rischio la sicurezza della missione che si svolgeva vicino a Key Largo, di fronte alle coste della Florida. I sei acquanauti dell'equipaggio NEEMO hanno abbandonato il complesso, dove hanno vissuto per cinque giorni, e sono tornati in superficie al Keys National Marine Sanctuary di Key Largo, in Florida. I sei membri dell'equipaggio di NEEMO - la Comandante ed astronauta NASA Shannon Walker; l'astronauta Giapponese della Japan Aerospace Exploration Agency Takuya Onishi; l'astronauta della Canadian Space Agency David Saint-Jacques; Steven Squyres della Cornell University; e James Talacek e Nate Bender della Università del North Carolina di Wilmington - avevano iniziato la missione di questo anno il 20 ottobre, dopo un iniziale ritardo causato da un altra tempesta nella zona. L'equipaggio di NEEMO ha comunque condotto sei attività extraveicolari subaque ed una giornata di ricerca scientifica all'interno del modulo abitativo Aquarius. Inoltre sono stati completati quattro giorni di operazioni simulate di esplorazione scientifica di un asteroide utilizzando un batiscafo per lavori in profondità che simulava l'utilizzo del SEV (Space Exploration Vehicle). La missione di quest'anno era la prima di NEEMO che si concentrava sui concetti operativi che verrebbero utilizzati per l'esplorazione umana di un asteroide. "Nonostante la brevità abbiamo eseguito un significativo numero di ricerche," ha dichiarato il Responsabile del Progetto NEEMO Bill Todd- "Abbiamo imparato alcune lezioni su come lavorare in questo ambiente." Il resto della missione non verrà riprogrammato e tutti gli eventi con i media sono stati cancellati. La missione NEEMO 16 è prevista nell'estate del 2012. Per ulteriori informazioni sulla missione NEEMO 15 visita il sito: http://www.nasa.gov/NEEMO Per seguire invece le attività conclusive della missione per mezzo di Twitter visita: http://www.twitter.com/NASA_NEEMO. In copertina una foto satellitare (Credit: NASA Goddard MODIS Rapid Response Team) dell'uragano Rina ripreso il 24 ottobre con lo strumento MODIS del satellite Terra della NASA, quando si trovava di fronte alle coste del Messico. Le propaggini di sudovest di Rina sono sopra l'Honduras.

VIDEO DELL'URAGANO RINA RIPRESO DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE IL 26 OTTOBRE ALLE 21:18 ORA ITALIANA (CREDIT: NASA)



Fonte: NASA

26/10/2011 - Shenzhou-8 trasferito sulla rampa di lancio - Il veicolo spaziale Shenzhou-8, che eseguirà il primo aggancio nello spazio della Cina con il laboratorio spaziale TianGong-1, è stato trasferito con il suo razzo vettore Lunga Marcia 2F sulla rampa di lancio del Centro Lancio Satelliti di Jiuquan, nel nordovest della Cina. La Cina prevede di lanciare il veicolo spaziale non abitato Shenzhou-8 ai primi di novembre e, dopo due giorni di volo, avverrà il primo attracco automatico con il modulo laboratorio TianGong-1 che si trova in orbita già da oltre un mese e le cui condizioni sono, al momento, ottime.

Fonte: Xinhua

26/10/2011 - Vega arriva in Guiana per il lancio inaugurale del 26 gennaio - Il primo vettore leggero Vega è stato consegnato allo Spazioporto come ultimo membro della famiglia di lanciatori di Arianespace ed arriva a pochi giorni dall'entrata in servizio di un altro nuovo veicolo - il lanciatore medio Soyuz. Vega è giunto in Guiana a bordo della motonave Colibrì che ha attraccato ieri a Pariacabo, il porto di Kourou dopo due settimane di navigazione nell'atlantico proveniente dall'Europa. La nave è stata scaricata questa mattina ed il lanciatore trasportato via strada allo Spazioporto. Il primo volo del razzo a quattro stadi Vega è previsto per il prossimo 26 gennaio con a bordo LARES (LAser RElativity Satellite) e nove cubesat di istituti educativi di varie misure. Questo volo inaugurale sarà una missione di prova eseguita sotto la responsabilità dell'European Space Agency (ESA) dato che il veicolo rappresenta una configurazione completamente nuova. Il suo futuro operatore, Arianespace, è comunque profondamente coinvolto nel lancio - compreso avere uno dei suoi membri del team assegnato come Launch Site Operator Manager. Vega decollerà dal sito di lancio ZLV dello Spazioporto, che originariamente è stato utilizzato per i veicoli Ariane 1 e Ariane 3. La campagna di lancio della prima missione di Vega inizierà il 7 novembre con il rollout del primo stadio P80 alla rampa di lancio, seguito durante le settimane seguenti dall'installazione del secondo stadio Zefiro 23 e terzo stadio Zefiro 9, tutti già carichi di propellente solido. Claude-Henri Berna, il direttore del programma Vega per Arianespace in Guiana Francese, ha dichiarato che si terrà il 7 dicembre una riunione per vedere i progressi ed autorizzare o meno la fase finale di integrazione - l'installazione del modulo a bi-propellente AVUM (Attitude and Vernier Upper Module) sulla sommità del lanciatore e le operazioni finali di installazione del carico utile composto dai molteplici veicoli. Vega è prodotto dall'Italiana ELV, ed entrerà a far parte della famiglia di lanciatori di Arianespace come il veicolo più leggero. Vega diverrà operativo dalla Guiana Francese assieme al lanciatore medio Soyuz ed al lanciatore pesante Ariane 5, fornendo ad Arianespace una capacità completa di portare in orbita una vasta tipologia di carichi utili - dai piccoli satelliti scientifici e delle università ai grandi satelliti per telecomunicazioni fino ai veicoli di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. Utilizzando il sistema di numerazione di Arianespace il volo inaugurale di Vega è stato designato come VV01, la prima 'V' rappresenta la parola francese per volo (vol) mentre la seconda lettera si riferisce al razzo Vega.

Fonte: Spacedaily

La zona di caduta del satellite scientifico ROSAT 25/10/2011 - ROSAT: il rientro nell'atmosfera sopra il Golfo del Bengala - Il 23 ottobre 2011, alle 01:50 UTC (le 3:50 ora italiana) il satellite tedesco ROentgen SATellite ROSAT è rientrato nell'atmosfera terrestre sopra il Golfo del Bengala; non si sa se pezzi dei detriti hanno raggiunto la superficie terrestre. La determinazione del punto di caduta e del momento del rientro è basato sulla valutazione dei dati forniti dai partner internazionali, in particolare gli Stati Uniti. "Con il rientro di ROSAT, una delle missioni spaziali scientifiche tedesche di maggior successo è stata portata a conclusione. La dedizione dimostrata da parte di tutti gli addetti ai lavori della DLR, insieme ai nostri partner a livello nazionale e internazionale, è stata esemplare; a tutti loro sono rivolti i miei più sinceri ringraziamenti", ha dichiarato Johann-Dietrich Wörner, presidente del consiglio d'amministrazione DLR. Nella illustrazione (Credit: ASI) la zona di caduta del satellite scientifico ROSAT situata nel Golfo del Bengala, la parte nord-orientale dell'Oceano Indiano.

Fonte: DLR

Rappresentazione pittorica del disco formato di ghiaccio attorno alla stella TW Hydrae 25/10/2011 - Herschel scopre oceani di acqua nel disco di una stella vicina - Utilizzando i dati provenienti dall'Osservatorio Spaziale Herschel, gli astronomi hanno scoperto per la prima volta vapore freddo d'acqua che circonda un disco di polvere attorno ad una giovane stella. La scoperta suggerisce che questo disco, che formerà un sistema solare, contiene grandi quantità di acqua, facendo pensare che i pianeti coperti di acqua, come la Terra, potrebbero essere comuni nell'Universo. Herschel è una missione dell'European Space Agency (ESA) con importanti contributi della NASA. In passato gli scienziati avevano scoperto vapore d'acqua caldo nei dischi di formazione dei pianeti vicino alla stella centrale. Ma prove che vaste quantità di acqua si estendano fino alle estremità fredde dei dischi di formazione dove si formano le comete non erano mai state viste fino ad ora. Maggior è la quantità d'acqua disponibile nei dischi dove si formano le comete ghiacciate e maggiori sono le possibilità che una grande quantità raggiunga i nuovi pianeti attraverso gli impatti. "Le nostre osservazioni di questi vapori freddi indicano che vi è abbastanza acqua nel disco per riempire un migliaio di oceani terrestri," dice l'astronomo Michiel Hogerheijde del Leiden Observatory Olandese. Hogerheijde è l'autore dell'articolo che descrive queste scoperte e che è stato pubblicato nel numero del 21 ottobre della rivista Science. La stella con questo disco pieno di acqua è chiamata TW Hydrae, ha l'età di 10 milioni di anni e si trova a circa 175 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell'Idra. la fredda nebbia d'acqua rilevata da Hogerheijde ed il suo team si pensa che provenga da granelli di polvere rivestiti di ghiaccio che si trovano vicino alla superficie del disco. La luce ultravioletta della stella induce alcune molecole d'acqua a liberarsi di questo ghiaccio, creando un sottile strato di gas con una traccia di luce rilevata dallo strumento Heterodyne di Herschel per il vicino infrarosso, o HIFI. Questa è l'osservazione più sensibile di HIFI fatta fino ad ora," dice Paul Goldsmith, scienziato per l'Osservatorio Spaziale Herschel del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA di Pasadena, California. "Era stato proposto dai costruttori dello strumento che segnali così deboli avrebbero potuto essere rilevati." TW Hydrae è una stella nana arancione, più piccola e più fredda del nostro Sole giallo-bianco. Il gigantesco disco di materiale che circonda la stella ha una dimensione di circa 200 volte quella della Terra dal nostro Sole. Nei prossimi milioni di anni gli astronomi credono che la materia all'interno del disco si scontrerà e crescerò fino a formare dei pianeti, asteroidi ed altri corpi celesti. La polvere ed il ghiaccio formeranno le comete. Mentre il nuovo sistema solare si evolve, le comete ghiacciate depositeranno gran parte dell'acqua che contengono sui mondi appena creati attraverso l'impatto, dando così origine agli oceani. Gli astronomi ritengono che TW Hydrae ed il suo disco di ghiaccio può essere rappresentativo di molti altri sistemi di stelle giovani, fornendo nuove prospettive su come i pianeti con acqua abbondante potrebbe formarsi in tutto l'universo. Herschel è una missione principale dell'ESA lanciata nel 2009 e che ospita strumenti scientifici forniti da un consorzio di Istituti Europei. L'Herschel Project Office della NASA, basato sul JPL, contribuisce alla missione con due dei tre strumenti scientifici. Il Centro Scientifico Herschel della NASA, si occupa dell'analisi dei dati infrarossi al California Istitute of Technology di Pasadena ed è supportato dalla comunità astronomica americana. Il Caltech gestisce il JPL per la NASA. Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech ) rappresentazione pittorica del disco formato di ghiaccio attorno alla stella TW Hydrae scoperto dall'Osservatorio Spaziale Herschel.

Fonte: NASA

24/10/2011 - Opportunity si prepara per l'inverno - I responsabili del progetto hanno deciso che il rover marziano Opportunity trascorrerà l'inverno sulla parte nord della struttura chiamata 'Cape York' che si trova sul bordo del cratere Endeavour dove l'inclinazione verso nord è favorevole per la produzione di energia. Durante il Sol 2746 (15 ottobre 2011) Opportunity ha guidato per 51 metri verso nord/nordest. Il piano prevede di proseguire la guida verso la parte nord di Cape York e di approfittare di effettuare rilievi scientifici durante il percorso. Delle venature più chiare viste sulle rocce, possibili punti di frattura, sono stati visti nella zona attorno a Cape York. Se Opportunity incontrerà una di queste venature durante il percorso potrebbe essere eseguita una breve campagna scientifica utilizzando il braccio robotico. Nel Sol 2750 (19 ottobre 2011) l'energia prodotta dai pannelli solari è stata di 312 watt/h con l'opacità atmosferica (Tau) è di 0,764 ed il fattore di copertura di polvere sui pannelli solari è di 0,481. La distanza totale percorsa dal rover Opportunity fin dal suo arrivo su Marte nel gennaio 2004 ha raggiunto i 33,93 km.

Fonte: NASA/JPL

23/10/2011 - ROSAT: avvenuto il rientro nell'atmosfera - Il 23 ottobre 2011, fra le 3:45 e le 4:15 ora italiana il satellite tedesco ROentgen SATellite ROSAT è rientrato nell'atmosfera terrestre. Al momento non vi è conferma se pezzi dei detriti hanno raggiunto la superficie terrestre. Il punto di caduta dell'ultima orbita passava sopra l'Oceano Indiano.

Fonti: DLR - Nasaspaceflight

22/10/2011 - ROSAT: escluso il rientro sull'Italia - L'Agenzia Spaziale Italiana-Asi ha emesso nuove previsioni sul rientro in atmosfera del satellite Rosat acquisite dal Comitato Tecnico Scientifico: è esclusa la possibilità che uno o più frammenti cadano in Europa. Già nella notte tra il 21 e il 22 ottobre le finestre temporali che potevano interessare l'Italia erano state ridotte da tre a una, prevista dalle 11.17 alle 11.47 del 23 ottobre. Il Comitato Tecnico Scientifico ha ritenuto che la situazione di potenziale rischio è rientrata all'ordinario. A tale proposito è stata tramessa un'informativa al Comitato Operativo. Non è più necessario quindi che la popolazione adotti le norme di auto protezione riportate su questo sito.

Fonte: Protezione Civile

I tre passaggi sopra l'Italia del satellite ROSAT nella finestra di rientro 22/10/2011 - ROSAT rientra sulla Terra oggi o domani - Secondo le ultime indicazioni che provengono dall'agenzia spaziale Tedesca (DLR) il rientro nell'atmosfera terrestre del satellite scientifico ROSAT è previsto tra le ore 20 di oggi 22 ottobre e le ore 14 di domani 23 ottobre. L’Italia potrebbe essere interessata dall’impatto - vista la discesa incontrollata del satellite - secondo tre diverse traiettorie che riguardano l'intera penisola, con l'eccezione di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sicilia e le Province autonome di Trento e Bolzano. In particolare le finestre temporali (nell'illustrazione a sinistra) che potrebbero interessare il nostro Paese sono: la prima dalle 18.00 alle 18.30 del 22 ottobre, la seconda dalle 11.17 alle 11.47 del 23 ottobre e la terza dalle 17.25 alle 17.55 del 23 ottobre. L’Agenzia Spaziale Italiana, in qualità di Centro di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile e con il supporto dell’Istituto di dinamica del volo del Cnr/Isti, elabora le finestre temporali di rientro in atmosfera del satellite in corrispondenza dei passaggi sull’Italia, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Tedesca. Quest'ultima è in costante contatto con il MIC-Monitoring Information Centre, il Centro del Meccanismo Comunitario di Protezione civile attivo 24 ore su 24 che, a sua volta, fornisce ai Paesi europei comunicazioni e aggiornamenti ufficiali e tempestivi. Per monitorare l’evoluzione della situazione nel pomeriggio di ieri, 21 ottobre, nella sede del Dipartimento, si è riunito il Comitato Tecnico Scientifico costituito da esperti di Agenzia Spaziale Italia-Asi, Forze Armate, Vigili del Fuoco, Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Enav-Società Nazionale per l’Assistenza al Volo, Enac-Ente Nazionale dell’Aviazione Civile e del Dipartimento stesso. Gli esiti del Comitato Tecnico Scientifico sono stati trasmessi al Comitato Operativo, riunitosi il 19 ottobre scorso per analizzare gli scenari e valutare i possibili interventi. Il rientro del satellite. Inizierà a quota 120 km e visto il materiale con cui è stato costruito (vetro e ceramica), particolarmente resistente al calore, non si disintegrerà completamente durante il rientro a Terra. Circa il 70% dei frammenti raggiungeranno il suolo all’interno della fascia di latitudine compresa tra i 53° di latitudine nord e sud. Una superficie molto estesa, della quale l'Italia rappresenta l’1%. La comunità scientifica sarà in grado di ridurre l’incertezza sui territori sorvolati a un solo tracciato orbitale alcune ore prima, con indicazione delle rispettive aree del pianeta interessate. Il satellite. Dedicato al fisico tedesco Wilhelm Röntgen, Rosat-RÖntgenSATellit è un satellite-telescopio tedesco da 2,4 tonnellate, lanciato nel 1990 da Cape Canaveral per lo studio dei raggi X. Disattivato nel 1999, è stato messo in sicurezza dai tecnici del centro di controllo satellite per poi iniziare la fase di discesa incontrollata verso la Terra. Il satellite misura 2,2 x 4,7 x 8,9 metri e durante il rientro in atmosfera si frammenterà in 30 parti del peso di 1,5 tonnellate.

Indicazioni per la popolazione.
Sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, così come confermato in sede di Comitato Tecnico Scientifico, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione qualora si trovi, nelle tre finestre temporali d’interesse per l’Italia, nei territori potenzialmente esposti all’impatto:
- è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti;
- i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
- all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi);
- è poco probabile che i frammenti siano visibili da terra prima dell’impatto.

Fonti: DLR - Protezione Civile

21/10/2011 - L'orbita della ISS alzata di 3 km - L'orbita della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è stata alzata di 3,1 km, secondo quanto dichiarato da un portavoce del Controllo Missione Russo. La manovra è stata eseguita giovedì utilizzando i motori del modulo Russo Zvezda che sono stati accesi per 106 secondi. "Come risultato l'altezza media è stata incrementata di 3,1 km, raggiungendo i 387,8 km" ha confermato la fonte ufficiale. Un ulteriore riaggiustamento verrà eseguito il 26 ottobre e porterà la ISS a 390,3 km per assicurare le migliori condizioni favorevoli per l'attracco del veicolo cargo automatico Russo Progress M-13M ed il veicolo pilotato Soyuz TMA-22 alla stazione orbitale. Le correzioni di orbita della stazione spaziale vengono eseguite regolarmente per compensare la forza di gravità terrestre, per salvaguardare la riuscita degli agganci e degli atterraggi di altri veicoli spaziali e per eliminare il rischio di collisioni con detriti spaziali.

Fonte: Spacedaily

Il momento dell'accensione dei motori del vettore Soyuz STB dallo Spazioporto Europeo della Guiana Francese 21/10/2011 - Un vettore Soyuz, due satelliti Galileo, tre successi per l'Europa - Il primo paio di satelliti del sistema di navigazione satellitare globale Europeo Galileo sono stati portati in orbita dal primo veicolo Russo Soyuz mai lanciato dallo Spazioporto Europeo nella Guiana Francese durante una missione storica. Il volo Soyuz VS01, gestito da Arianespace, è decollato dal nuovo complesso di lancio nella Guiana Francese alle 10:30 GMT (le 12:30 ora italiana) del 21 ottobre. Tutti gli stadi del Soyuz hanno funzionato perfettamente ed lo stadio superiore Fregat-MT ha rilasciato i satelliti Galileo nella loro orbita prevista a 23.222 km di altezza, a 3 ore e 49 minuti dal decollo. "Questo lancio rappresenta tanto per l'Europa: abbiamo piazzato in orbita i primi due satelliti di Galileo, un sistema che metterà il nostro continente fra i principali attori del dominio strategico dei satelliti per la navigazione, un dominio con alte prospettive economiche," ha dichiarato Jean-Jacques Dordain, il Direttore Generale dell'ESA. "Inoltre questo storico primo lancio di un sistema unicamente Europeo come Galileo è stato eseguito dal leggendario lanciatore Russo che è stato utilizzato per lo Sputnik e per Yuri Gagarin, un lanciatore che, da ora in poi, potrà decollare dallo Spazioporto Europeo. Questi due eventi storici sono il simbolo della cooperazione: cooperazione fra l'ESA e la Russia, con un forte contributo essenziale della Francia; e cooperazione fra l'ESA e la Comunità Europea, in un'iziativa congiunta con l'UE. Questo lancio consolida il ruolo principale dell'Europa nella cooperazione spaziale a livello globale. Tutto questo è stato possibile grazie alla lungimiranza ed appoggio dei paesi membri dell'ESA. E' stata la prima volta che un Soyuz veniva lanciato da un sito posto al di fuori di Baikonur, nel Kazakhstan o di Plesetsk in Russia. Il nuovo sito per il Soyuz in Guiana Francese, gestito da Arianespace, aggiunge la flessibilità e la competitività alla flotta di lanciatori Europei. Il Soyuz è un veicolo di medio carico, complementare ai lanciatori dell'ESA: Ariane 5 si occupa dei carichi più pesanti, ed il nuovo Vega, il cui debutto è previsto per il 2012, di quelli più piccoli. Lanciando così vicino all'equatore permette al Soyuz Europeo di offrire migliori performance. Dalla Guiana Francese il Soyuz può trasportare fino a 3 tonnellate in 'orbita di trasferimento geostazionario', quella tipicamente richiesta per i satelliti di telecomunicazioni commerciali, confrontato con le 1,7 tonnellate che può portare da Baikonur. I due nuovi satelliti Galileo che hanno viaggiato a bordo del Soyuz sono parte della fase chiamata IOV (In-Orbit Validation) che vedrà il sistema Galileo con i suoi apparati a Terra ed il segmento di utilizzo essere testati a fondo. I satelliti sono ora sotto il controllo di un team congiunto ESA e CNES Francese (l'Agenzia Spaziale Francese) a Tolosa, in Francia. Dopo queste prime fasi di operazioni orbitali il controllo verrà passato alla SpaceOpal, una compagnia formata dal Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e l'Italiana Telespazio per una fasi di 90 giorni di test approfonditi prima di iniziare la fase IOV. I prossimi due satelliti Galileo, che completeranno il quartetto IOV, sono previsti per il lancio nell'estate del 2012. Nella foto (Credit: ESA/CNES/ARIANESPACE - S. Corvaja, 2011) l momento dell'accensione dei motori del vettore Soyuz STB dallo Spazioporto Europeo della Guiana Francese con a bordo i due satelliti Galileo IOV.

VIDEO DEL LANCIO DEL PRIMO VETTORE SOYUZ DALLA GUIANA FRANCESE PER IL LANCIO DEI DUE SATELLITI GALILEO IOV (CREDIT: ESA)



Fonte: ESA

21/10/2011 - Il primo volo di un Soyuz dalla Guyana previsto per oggi - Dopo una serie di lavori eseguiti sulla rampa di lancio Soyuz ed i controlli ulteriori svoltisi di seguito, Arianespace ha deciso di ripartire con il conteggio alla rovescia per il lancio VS-01, Soyuz STB - Galileo IOV-1. Il decollo del razzo vettore Soyuz STB è previsto per venerdì 21 ottobre alle 7:30:26 a.m. ora della Guiana Francese (le 12:30 ora italiana). Il lancio, previsto inizialmente per ieri, era stato fermato durante le fasi di rifornimento del propellente per un'anomalia occorsa ad una valvola della rampa che rifornisce il terzo stadio del razzo. La valvola è stata sostituita e questa mattina la procedura di rifornimento si è svolta regolarmente.

AGGIORNAMENTO - Alle 12:30 ora italiana il primo razzo vettore di costruzione Russa Soyuz STB è decollato dalla rampa ELS dello Spazioporto Europeo della Guiana Francese per la missione VS-01 con a bordo i primi due satelliti IOV della costellazione di navigazione Galileo. Il decollo è avvenuto mentre sulla zona vi era una copertura nuvolosa e la pioggia che però non era di impedimento alla procedura di lancio. La missione del Soyuz durerà circa 3 ore e 49 minuti. Il carico utile totale di questo primo lancio è di 1.580 kg - compresi i 700 kg. di ogni satellite Galileo. Quello di oggi era il 63° lancio orbitale del 2011, il 58° a svolgersi regolarmente. In copertina il momento dell'accensione dei motori del razzo Soyuz STB.

Fonte: Arianespace

L'equipaggio della missione NEEMO 15 20/10/2011 - Iniziata la missione NEEMO 15 - La NASA ha inviato una squadra di ingegneri, scienziati ed astronauti nella Base sottomarina Aquarius, che si trova al largo delle coste della Florida, per iniziare dal 20 ottobre NEEMO 15, la 15° missione del programma Extreme Evinroment Mission Operations (NEEMO) della NASA - per condurre test in preparazione dell'esplorazione di un asteroide. I test ingegneristici di NEEMO 15 vennero svolti fra il 9 ed il 13 maggio di quest'anno, al laboratorio subaque Aquarius. Il team di supporto di NEEMO eseguì una serie di immersioni per configurare e preparare il sito del test, compresa una parete di roccia. Tutti i sistemi di comunicazioni ed i preparativi sono stati testati per la missione principale di ottobre. L'obiettivo primario della missione, della durata di 13 giorni, è quello di testare le tecniche, i metodi operativi, gli strumenti ed i protocolli di comunicazione che sono stati recentemente sviluppati per l'esplorazione umana degli asteroidi vicini (NEA - Near Earth Asteroids) in un ambiente che simuli la microgravità. Gli ingegneri e gli scienziati dell NASA lavoreranno con lo staff dell'Università del Nord Carolina di Wilmington (UNCW), che gestisce la Base sottomarina Aquarius con il patrocinio della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) come parte di un programma di ricerca sottomarina della NOAA. Le missioni NEEMO sono un progetto in collaborazione fra NASA, NOAA e UNCW. NEEMO 15 sarà una simulazione completa di un'esplorazione umana su un asteroide vicino alla Terra. La missione è iniziata due mesi fa, quando un precursore robotico della spedizione che ha mappato la barriera corallina che si trova attorno all'habitat sottomarino Aquarius. Il precursore robotico sarà seguito dal sottomarino pilotato DeepWorker, che eseguirà dettagliate osservazioni e selezioni dei siti di prelievo dei campioni, in modo analogo a quella che viene definita 'sopralluogo dell'aerea' e che verrebbe eseguita al NEA dagli astronauti utilizzando il veicolo da esplorazione MMSEV (Multi-Mission Space Exploration Vehicle). La fase finale della missione NEEMO coinvolgerà il sottomarino DeepWorker che interagirà con gli acquanauti per valutare i metodi operativi, gli strumenti ed il protocollo per la raccolta dei campioni e sulla disposizione degli strumenti in un ambiente senza peso sottomarino. Oltre alle valutazioni ingegneristiche ed operative, NEEMO 15 coinvolgerà un team multidisciplinare di scienziati marini ed acquatici della NASA, la NOAA e l'accademia. Il team scientifico di NEEMO mapperà ed esplorerù la barriera corallina nei dintorni di Aquarius e svolgerà vera attività scientifica marina. In supporto di queste attività scientifiche il team utilizzerà le tecniche operative ed i protocolli che sono indirizzati per capire come potranno evolvere i futuri piani di missioni spaziali esplorative con equipaggio. Molti di questi sistemi operativi sono stati sviluppati e testati dal progetto PLRP (Pavilion Lake Research Project) ed ora verranno applicati, definiti ed evoluti durante NEEMO 15. L'equipaggio di NEEMO 15 comprende il Comandante Shannon Walker (NASA), Steve Squyres (Cornell), David Saint-Jacques (CSA), Takuya Onishi (JAXA). I quattro membri dell'equipaggio vivranno per 13 giorni a bordo del laboratorio sottomarino Aquarius e svolgeranno da li tutta la simulazione della missione ad un asteroide. La base sottomarina Aquarius è un laboratorio ancorato sul fondale a circa 20 metri di profondità, il modulo abitativo è pesante 85 tonnellate e misura 13x6x5 metri. L'habitat offre tutti i confort di una casa, 6 cuccette, una doccia e servizi igienici, acqua calda, un forno a micronde, un compattatore di rifiuti, un frigorifero, aria condizionata e computer connessi con la costa grazie ad una connessione a larga banda fornita da Motorola. Il laboratorio è fornito di un'interfaccia per accedere al fondo marino direttamente dall'interno. Nella foto (credit: NASA) l'equipaggio della missione NEEMO 15: da destra il Comandante Shannon Walker, astronauta della NASA, Steve Squyres scienziato della Cornell University e responsabile dei rover marziani Spirit ed Opportunity, l'astronauta Canadese David Saint-Jacques della CSA e l'astronauta Giapponese Takuya Onishi della JAXA.

Fonti: NASA - UNCW

20/10/2011 - Rinviato il lancio del primo Soyuz da Kourou - Questa mattina alle 9:03 GMT (le 11:03 ora italiana) Arianespace ha comunicato che ha fermato le procedure di lancio del primo razzo vettore Soyuz ST-B (2-1b) dallo Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, per un non meglio specificato problema incontrato al momento del riformimento del propellente. Il CNES, alcuni minuti più tardi ha specificato che l'anomalia durante il rifornimento si è verificata al terzo stadio del vettore Soyuz. Quella di oggi era la prima volta che il propellente veniva caricato nel razzo Soyuz al Guyana Space Center. Gli ingegneri avevano già testato le pompe ed i collegamenti fra il razzo e la rampa durante precedenti controlli ma non avevano mai rifornito il veicolo. Fonti ufficiali hanno dichiarato che una nuova data di lancio verrà annunciata in giornata. I due satelliti Galileo IOV a bordo sono stati messi in sicurezza.

Fonte: SpaceflightNow

20/10/2011 - Proton mette in orbita satellite ViaSat-1 - La International Launch Services (ILS), azienda leader al servizio dell'industria dei satelliti commerciali, ha piazzato con successo in orbita oggi il satellite ViaSat-1 con un razzo vettore Proton per la ViaSat Inc. di Carlsbad, California. Il Proton Breeze M della ILS è stato lanciato dalla rampa 39 dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 12:48 a.m. di oggi ora locale (le 20:48 ora italiana del 19 ottobre). Dopo 9 ore e 12 minuti di missione lo stadio superiore Breeze M ha rilasciato il satellite ViaSat-1 in orbita di trasferimento geostazionario. Questo è stato il 369° lancio di un Proton fin dal suo volo inaugurale nel 1965, ed il 68° lancio di un Proton per la ILS. Il veicolo di lancio Proton Breeze M è progettato e costruito dalla Khrunichev Research and Production Space Center di Mosca, uno dei pilastri dell'industria spaziale Russa ed il maggior azionista della ILS. Il ViaSat-1, pesante oltre 6,7 tonnellate, è il satellite con maggior potenza di trasmissione mai costruito con una capacità totale di 140 Gpbs, più di tutti i satelliti che coprono il Nord America. Il satellite, fornito di trasmettitori tutti in banda Ka, sarà posizionato a 115.1° di longitudine Ovest con una vita operativa prevista di circa 15 anni. Il ViaSat-1 è stato costruito dalla Space System/Loral su piattaforma 1300 e dispone di 72 fasci di segnale, 63 sugli Stati Uniti e 9 sul Canada. I segnali sul Canada saranno gestiti dall'operatore satellitare Telesat e saranno utilizzati per il servizio di banda larga Xplornet nelle zone rurali del Canada. Quello di oggi è stato anche il 62° lancio orbitale del 2011, il 57° a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: ILS

Il magnate britannico Branson ed il Governatore del New Mexico Martinez affacciati dal terminal spaziale della Virgin Galactic 17/10/2011 - Inaugurato il primo 'terminal spaziale' - Si è tenuta oggi l'inaugurazione del primo 'Terminal di accesso allo Spazio' presso lo Spaceport America in New Mexico. Alla manifestazione circa 800 invitati: personalità politiche, personaggi famosi, l'astronauta Buzz Aldrin (secondo uomo sulla Luna), giornalisti, fotografi e 150 acquirenti dei biglietti per volare sul veicolo suborbitale SpaceShipTwo della Virgin Galactic, il magnate Sir Richard Branson, assieme al Governatore del New Mexico, la Sig.ra Susana Martinez ed il deputato Steve Pearce, con il naso all'insù nel veder passare ed atterrare il veicolo madre WhiteKnightTwo con sotto appeso il veicolo suborbitale SpaceShipTwo. La cerimonia aveva lo scopo di dedicare l'edificio, progettato dal famoso architetto Britannico Sir Norman Foster, come il 'Virgin Galactic Gateway to Space'. Di fronte all'edificio, il terminal che ospiterà gli hangar, gli alloggi dei futuri astronauti paganti, il centro di controllo missione e le aree per gli amici ed i parenti oltre ad una zona per gli spettatori, si trovavano tutti gli invitati alla cerimonia. Le tecniche per costruire il terminal sono state fra le più innovative ed hanno fatto largo uso di materiali locali e regionali. Inoltre l'edificio utilizza energie rinnovabili incluse la geotermica per il riscaldamento ed il condizionamento. "Il New Mexico ha una lunga tradizione di innovazione pioneristica nelle tecnologie aerospaziali e derivate," ha detto il Governatore Martinez. "Siamo già in possesso di una serie impressionante di strutture e conoscenze specialistiche nel campo delle tecnologie avanzate. Lo Spazioporto America e l'apertura del Gateway Spaziale della Virgin Galactic rafforza ed approfondisce in modo significativo le capacità della nostra posizione globale di sostenitori dell'industria spaziale. La nostra partnership con Virgin Galactic è un perfetto esempio di come il governo ed il settore privato possono lavorare insieme per stimolare la crescita economica e l'educazione scientifica." Il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Virgin Galactic, George Whitesides, ha confermato che la compagnia prosegue nei progressi e che il loro motto è 'la sicurezza è la nostra Stella Polare che ci guida'. I voli di prova della Scaled Composite (l'azienda costruttrice del veicolo suborbitale passeggeri e del suo aereo madre) proseguono molto bene con 30 voli già eseguiti di SpaceShipTwo e ben 75 del WhiteKnightTwo. Inoltre oltre al turismo commerciale la Virgin Galactic ha siglato un contratto per voli suborbitali sperimentali con la NASA e con diversi altri centri di ricerca ed università. Nella foto (Credit: Virgin Galactic/Mark Greenberg) il magnate britannico Branson ed il Governatore del New Mexico Martinez affacciati dal terminal spaziale della Virgin Galactic con sulla pista il WhiteKnightTwo e lo SpaceShipTwo.

Fonte: Virgin Galactic

Il vettore Soyuz per la prima missione sulla rampa di lancio dello spazioporto di Kourou, in Guyana Francese 17/10/2011 - Il primo vettore Soyuz che decollerà dalla Guyana Francese è pronto sulla rampa di lancio - L'ultimo nuovo membro della famiglia di lancio di Arianespace ha fatto il suo debutto nello Spazioporto in Guyana Francese quando il primo vettore Soyuz ha fatto la sua apparizione in preparazione del decollo previsto per il 20 ottobre. La torre di servizio è stata allontanata dal vettore Soyuz come uno dei passi principali per lo storico primo lancio dalla Guyana Francese con la missione di portare in orbita a 23.222 km di altezza e 54,7° di inclinazione i primi due satelliti del sistema di navigazione satellitare Galileo. La torre di servizio del Soyuz è la differenza più visibile nelle operazioni dello Spazioporto in confronto con il processo di preparazione orizzontale utilizzato da questo lanciatore medio fin dall'inizio della sua carriera sia al Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, che nel Cosmodromo di Plesetsk, in Russia. Con un'altezza di 52 metri alla sommità del suo tetto curvo la torre di servizio permette ai carichi utili di essere installati sulla cima del veicolo Soyuz mentre si trova in posizione verticale - una pratica usuale per i lanciatori occidentali compresi il vettore pesante Ariane 5 ed il nuovo leggero Vega. Utilizzando questo processo, il vettore di base a tre stadi Soyuz è stato trasferito orizzontalmente dall'edificio di integrazione MIK dello Spazioporto venerdì 14 ottobre, quando è stato alzato in posizione verticale sulla piazzola di lancio in cemento armato. La torre di servizio mobile è stata portata in posizione per proteggere il lanciatore e permettere che la sua parte in materiali compositi - comprendente lo stadio superiore Fregat, i due satelliti del sistema Galileo e l'ogiva protettiva - di essere installati nello stesso pomeriggio. A questo è seguito lo spostamento della torre di servizio di circa 80 metri dalla piazzola di lancio il 15 ottobre, esponendo all'aperto la Soyuz completa per la prima volta. Altre attività sono consistite nel testare i collegamenti di telemetria con la Soyuz, a cui poi è seguito il ritorno della torre di servizi dove rimarrà in posizione a proteggere la Soyuz fino a circa un'ora prima del decollo del 20 ottobre. I due satelliti Galileo verranno rilasciati dal Soyuz dopo 3 ore e 49 minuti del primo volo dalla Guyana Francese con una massa di circa 700 kg. ognuno e costruiti da un consorzio con a capo la EADS Astrium. Questi satelliti IOV (In-Orbit Validation) assieme ad altri due veicoli IOV che verranno portati da un Soyuz nel 2012, formeranno il nucleo operativo della costellazione Galileo, che alla fine sarà composta da 30 satelliti. Il sistema è sviluppato in collaborazione fra l'Agenzia Spaziale Europea e l'Unione Europea ed il network Galileo è progettato per fornire un servizio di accurata posizione globale concepito per essere interoperabile con il Global Positioning System degli Stati Uniti ed il Russo Glonass. L'introduzione del Soyuz in Guyana Francese segna il prossimo passo di Arianespace nell'espansione della famiglia di lanciatori disponibili e va a raggiungere il lanciatore pesante Ariane 5 nell'operare dalla Guyana Francese. Arianespace completerà l'ampliamento della sua famiglia di lanciatori con il vettore leggero Vega, che completerà l'offerta dello Spazioporto con Soyuz e Ariane 5 ad iniziare dal 2012. Utilizzando i tre membri della famiglia Arianespace sarà il primo fornitore di servizi di lancio con tutti i tipi di carichi utili per tutte le orbite - dal più piccolo satellite scientifico o delle istituzioni, fino a grandi piattaforme geostazionarie per telecomunicazioni ed anche gruppi di satelliti per costellazioni e vascelli di rifornimento in supporto della Stazione Spaziale Internazionale. La finestra di lancio per il volo Soyuz VS01 si apre alle 12:34:28 del 20 ottobre ora italiana. Nella foto (Credit: Arianespace) il razzo vettore Soyuz per la prima missione sulla rampa di lancio dello spazioporto di Kourou, in Guyana Francese. Qui si può scaricare il Press Kit della missione con ulteriori dettagli.

VIDEO CHE RIASSUME IL ROLLOUT DEL PRIMO VETTORE SOYUZ IN RAMPA A KOUROU PER IL LANCIO DEI DUE SATELLITI GALILEO IOV (CREDIT: ROSCOSMOS)



Fonte: Arianespace

17/10/2011 - Mentre gli Stati Uniti si fermano, l'Europa si muove verso Marte - L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sembra essersi stancata di attendere la NASA per le missioni congiunte del 2016/2018 su Marte che era previsto lavorassero sul terreno ed eventualmente riportassero dei campioni del suolo marziano sulla Terra. Space News ha pubblicato che, per salvare le missioni, il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jaques Dordain ha formalmente inviato la Russia come partner completo. Dordain ha chiesto all'agenzia spaziale Russa, Roscosmos, di fornire il suo razzo Proton per lanciare la sonda Europea Mars Communication assieme ad un piccolo lander nel 2016. La NASA ha detto all'ESA che il suo bilancio non permette il lancio di questa missione nel 2016 e che anche le speranze di lanciare nel 2018 il rover ExoMars con un vettore Atlas 5 non sono confermate. Se la Russia accetta la proposta di collaborazione dell'ESA anche questo rover verrebbe lanciato con un razzo Proton. Queste sono buone notizie per chi propugna la collaborazione internazionale. Le tre principali agenzie spaziali che rappresentano molte nazioni assieme per esplorare Marte. Ma con il rifiuto di proseguire il piano originale NASA-ESA, gli Stati Uniti sembrano voler cedere la guida delle missioni agli Europei, che hanno inviato i Russi nel programma. E' una brutta notizia per quelli che speravano che gli Stati Uniti contribuissero con molteplici risorse a metà di entrambe le missioni. Senza la partecipazione iniziale promessa, il destino di entrambe le missioni del 2016 e del 2018 rimane incerto, nonostante il contributo Russo. L'esplorazione di Marte è costosa e non è facile e l'ESA ha incontrato alcune scelte difficili mentre provava a mantenere le missioni sulla giusta strada. Nei giorni scorsi i membri della Planetary Society hanno bombardato la Casa Bianca con messaggi che chiedevano l'urgenza che gli Stati Uniti collaborassero con l'ESA. Sappiamo che questi messaggi sono stati accolti dall'Office of Science and Technology Policy e nelle stanze della NASA (fonti non ufficiali parlano che la NASA era impaziente di rispondere...). Ma l'Office of Management and Budget, che sembra essere la fonte del blocco, non ha risposto allo sfogo degli appassionati dell'esplorazione marziana. La strada verso Marte è sempre irta di difficoltà. La strada è costellata da fallimenti di sonde spaziali e da piani andati in pezzi. Ma non ci arrenderemo. La Planetery Society dispone di considerevoli risorse - i suoi membri - per tenere il passo di esplorare Marte. Nelle prossime settimane abbiamo l'obiettivo di muoversi per dimostrare che il popolo della Terra vuole esplorare Marte e manterremo la pressione fino a che non sarà fatto.

Fonte: Planetary Society

L'equipaggio di Spedizione 29 durante un pranzo 14/10/2011 - Sulla ISS Spedizione 29 alle prese con una settimana impegnativa - I tre membri dell'equipaggio di Spedizione 29 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno completato venerdì una settimana piena di impegni fra ricerca scientifica, attività di manutenzione della stazione ed il carico di materiale non più utilizzabile nel veicolo cargo Russo che lascierà la ISS alla fine di ottobre. L'astronauta della NASA, Mike Fossum, Comandante di Spedizione 29, ha trascorso gran parte della giornata installando un cavo ponticello per sistemare un problema occorso con il sistema di comunicazione Inter-Satellite del modulo Giapponese Kibo. Questo sistema permette agli operatori nella Sala Controllo Missione del Centro Spaziale di Tsukuba, in Giappone, di inviare comandi a Kibo e di ricevere dati e video dal sistema, dal carico utile e dalla operazioni scientifiche. Fossum ha fatto una breve pausa in questo lavoro per collegarsi via radio con gli studenti di Ispica, in Italia, e rispondere ad una serie di domande sul come si vive e lavora a bordo della staazione spaziale. Intanto l'astronauta Giapponese Satoshi Furukawa, Ingegnere di Volo della missione, ha eseguito alcuni lavori preventivi di manutenzione nel modulo Columbus, dell'Agenzia Spaziale Europea, pulendo e disinfettado le valvole dell'acqua e racchiudendole per impedire la formazione della condensa. Furukawa ha inoltre trascorso un po di tempo nella Cupola della stazione, l'osservatorio dotato di sette finestre, filmando le luci notturne delle città del Giappone con una telecamera ad Alta Definizione molto sensibile alla luce. Il loro collega Russo, l'Ingegnere di Volo Sergei Volkov, ha continuato le operazioni di carico di attrezzature non più necessarie e spazzatura all'interno del veicolo cargo Progress 42 che si trova attraccato al compartimento di aggancio Pirs. La nave spaziale automatica, arrivata alla ISS nello scorso aprile, è previsto che lascia la stazione il 29 ottobre alle 5:01 a.m. EDT (le 11:01 ora italiana) per un rientro distruttivo nell'atmosfera terrestre. La sua partenza lascerà libero un boccaporto per il prossimo veicolo di rifornimento, il Progress 45, previsto per il 2 novembre. Più tardi Volkov ha eseguito la solita manutenzione al sistema di supporto vitale del compartimento Russo della stazione ed ha poi lavorato con l'esperimento Columbus Crystal che raccoglie i dati sulle particelle cariche in un ambiente senza peso. Durante il fine settimana i tre membri dell'equipaggio svolgeranno diversi esperimenti volontari ed eseguiranno altre attività di manutenzione previste, avranno un po di tempo libero e proseguiranno le due ore giornaliere a testa di attività fisica per ridurre la perdita di densità delle ossa e la massa muscolare che accade durante i voli spaziali di lunga durata. Nella foto (Credit: NASA) L'equipaggio di Spedizione 29 a pranzo sulla ISS; da sinistra Furukawa, Volkov e Fossum.

VIDEO CHE RIASSUME LE VARIE ATTIVITA' COMPIUTE DURANTE LA SETTIMANA DAL 10 AL 14 OTTOBRE DALL'EQUIPAGGIO DI SPEDIZIONE 29 SULLA ISS (CREDIT: NASA)



Fonte: NASA

Il satellite scientifico ROSAT in una rappresentazione in orbita 14/10/2011 - ROSAT, un altro satellite in rientro non controllato - Dopo il satellite americano UARS del meso scorso un altro satellite scientifico; ROSAT, nei prossimi giorni si appresta a cadere senza controllo sulla Terra. Il lancio del ROSAT, avvenuto il 1° giugno 1990 per mezzo di un razzo vettore Delta II, segnò l'inizio di una missione che permise ai ricercatori di effettuare una serie di osservazioni di tutto il cielo alla ricerca di sorgenti a raggi-X utilizzando per la prima volta un telescopio ottico. Il satellite è nato da una collaborazione fra la Germania, gli Stati Uniti e il Regno Unito ed è stato progettato, costruito e lanciato con il patrocinio e sotto la leadership dell'agenzia spaziale Tedesca (DLR - German Aerospace Center - Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt). Il German Space Operation Center (GSOC) prese poi il controllo del satellite in stretto coordinamento con i centri di ricerca che collaboravano al progetto. I raggi-X vengono prodotti nell'Universo da processi inusuali e con molta energia che spesso sono associati a stati estremi della materia come i buchi neri o le stelle a neutroni. Durante la sua missione il satellite ROSAT (ROentgen SATellite) ha eseguito le sue osservazioni da un'orbita ellittica di 585x565 km sopra la superficie terrestre. Era previsto che la sua missione principale durasse 18 mesi. Durante la sua prima fase di attività, i primi sei mesi di missione, ha catalogato circa 80.000 sorgenti a raggi-X ed in parallelo a questo sono stati registrate anche 6.000 sorgenti di raggi ultravioletti estremi nello spettro elettromagnetico. Nella seconda fase della missione, fino alla fine del 1998, ROSAT si è concentrato su osservazioni dettagliate di sorgenti individuali di raggi-X. Nei suoi otto anni di funzionamento ROSAT ha superato abbondantemente le previsioni della comunità scientifica con il vasto numero di eccellenti osservazioni scientifiche fornite. Quasi tutti i tipi di oggetti astrofisici conosciuti potevano essere osservati con l'aiuto di ROSAT, soprattutto quelli che sviluppavano processi ad alta energia o con temperature di milioni di gradi Celsius. Esempi sono i nuclei attivi di galassie che contengono al loro interno buchi neri, ammassi di galassie, normali stelle, binarie a raggi-X, stelle di neutroni e resti di supernove. Ma non solo, ROSAT ha anche osservato oggetti del nostro Sistema Solare come la Luna, i pianeti e le comete, fornendo sorprendenti osservazioni di sorgenti a raggi-X anche in questo campo. I risultati ottenuti sono documentati da oltre 8.000 pubblicazioni e dal catalogo delle osservazioni che, dopo la revisione del 2001, include la posizione ed il conteggio di oltrer 100.000 sorgenti a raggi-X. Fin dal momento della fine dell'attività scientifica, nel 1999, il satellite ha perso la sua quota a causa della resistenza aerodinamica atmosferica. Nel giugno del 2011 l'altezza era diventata di soli 327 km di quota. Dato che il ROSAT non possiede un sistema propulsivo a bordo non è stato possibile manovrare il satellite per un rientro controllato nel 1999, al termine della sua missione. Quando il veicolo rientrerà nell'atmosfera alla velocità di circa 28.000 km orari l'osservatorio a raggi-X si disintegrerà in diversi frammenti, alcuni dei quali bruceranno a causa del calore estremo. Gli ultimi studi hanno però rivelato la possibilità che almeno 30 pezzi del peso totale di 1,7 tonnellate potrebbero raggiungere la superficie della Terra. Il frammento più grande sarà probabilmente lo specchio del telescopio che è molto resistente al calore e molto pesante. Il momento ed il luogo del rientro non possono essere previsti in modo esatto. Al momento gli scienziati si attendono che il satellite, che compie un'orbita attorno alla Terra in circa 90 minuti, rietri fra il 21 ed il 25 ottobre 2011. Al momento i dati di rientro possono essere calcolati entro un periodo di tre giorni. Questa precisione si affinerà sempre di più mano a mano che la data di rientro si avvicinerà. Sebbene anche il giorno precedente il rientro la stima potrà essere di più o meno cinque ore. Tutte le aree sotto l'orbita di ROSAT, che si estende dai 53° nord a 53° sud, possono essere colpite dal suo rientro. La scia di detriti colpirà vicino alla traiettoria compiuta dal satellite. Sebbene isolati frammenti potrebbero cadere sulla Terra su una fascia larga 80 km. lungo la traiettoria. La causa principale delle incertezze della stima della dati di rientro sono causate dalle fluttuazioni dell'attività solare. Più radiazioni calde del Sole colpiscono l'atmosfera terrestre e più questo incrementa la resistenza atmosferica. Le fluttuazioni a breve termine nell'attività solare sono guidate dal ciclo di attività lungo 11 anni. Al momento, ci stiamo avvicinando al prossimo massimo dell'attività, che è molto più basso di quando ci si aspettasse. Durante la fase di rientro del satellite, gli scienziati tedeschi valuteranno i dati provenienti dal US Space Surveillance Network (SSN). Inoltre il Tracking and Imaging Radar (TIRA), il grande complesso radar del Fraunhofer Institute for High-Frequency Physics and Radar Techniques di Wachtberg vicino a Bonn, monitoreranno la discesa del satellite per migliorare le previsioni della sua traiettoria. Gli esperti analizzeranno i dati ottenuti con l'aiuto del German Aerospace Center (DLR) per prevedere il momento del rientro nel modo più accurato possibile. Nella foto in alto (Credit: NASA) l'osservatorio satellite scientifico ROSAT in una rappresentazione in orbita.

Fonte: DLR

Ingegneri Russi al lavoro sul terzo stadio del vettore Soyuz 13/10/2011 - La NASA approva la ripresa dei voli abitati Soyuz - Mercoledì, durante un'audizione di fronte ad una sottocommissione del Senato degli Stati Uniti, l'Amministratore Associato della NASA per il volo spaziale umano, Bill Gerstenmaier, ha confermato che l'agenzia ha approvato il piano Russo per la ripresa dei voli dei vettori Soyuz dopo l'incidente del Progress avvenuto ad agosto. Gerstenmaier ha spiegato che un team indipendente di ingegneri della NASA ha controllato i rapporti dell'inchiesta Russa per scoprire le cause del problema ed ha convenuto che è possibile riprendere i voli con equipaggio destinati alla Stazione Spaziale Internazionale che sono congelati fin da allora. "La causa più probabile è che l'anomalia sia avvenuta a causa di una contaminazione delle tubature del propellente del generatore di gas o nella valvola di stabilizzazione del terzo stadio del vettore Soyuz," ha dichiarato Gerstenmaier di fronte alla sottocommissione. "La contaminazione è avvenuta molto probabilmente durante l'ispezione eseguita dopo un test del motore. Il terzo stadio con il quale vengono lanciate le capsule Soyuz abitate nella versione FG del lanciatore è quasi identico a quello che ha subito il guasto ad agosto. "La NASA è sicura che i nostro partner Russi hanno identificato il motivo del guasto e stanno mettendo in pratica le azioni per tornare al volo." Gerstenmaier ha inoltre spiegato che la NASA è sempre stata 'ben informata' durante l'inchiesta. Sia Gerstenmaier che Mike Suffredini, il responsabile del programma della stazione spaziale, si sono recati di persona in Russia per incontrare la persona a capo dell'inchiesta Russa. La NASA, subito dopo l'incidente del Progress, aveva dichiarato che non avrebbe fatto volare propri astronauti sui razzi Soyuz fino a che l'agenzia non fosse stata assicurata delle cause del guasto e delle soluzioni adottate. 18 motori degli stadi superiori Soyuz sono stati rimandati presso la TsSKB Progress di Samara, in Russia, dove vengono costruiti, per essere ispezionati. Invece i motori dei prossimi due voli abitati Soyuz ed il cargo Progress 45P sono stati già realizzati con le nuove procedure di controllo qualità e non hanno dovuto essere rimandati in fabbrica. La Russia prevede di effettuare il primo volo di un Soyuz U il prossimo 30 ottobre con a bordo il cargo automatico Progress 45P e, se tutto si svolgerà regolarmente, seguirà il 14 novembre il primo lancio abitato (Soyuz TMA-22) seguito da un secondo (Soyuz TMA-03M) attorno al 26 dicembre. Nella foto (Credit: Energia) ingegneri Russi al lavoro sul terzo stadio del vettore Soyuz, come quello responsabile del lancio fallito del 26 agosto 2011.

Fonte: SpaceflightNow

L'astronauta Mike Fossum si fa lo shampo a bordo della ISS 13/10/2011 - L'astronauta Mike Fossum dalla ISS parla con gli studenti di Ispica in Sicilia - Ad un mese di distanza dal precedente, venerdì 14 ottobre Mike Fossum, attualmente a bordo della ISS, sarà di nuovo in contatto radio con gli studenti, questa volta della Sicilia. Organizzato dall'associazione ARISS-AMSAT, il contatto radio permette agli studenti di dialogare con gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Per questo collegamento, ci sarà Michael E. Fossum, astronauta NASA e comandante della Spedizione 29 che attualmente risiede nel laboratorio orbitante. L'Istituto Superiore “G. Curcio” di Ispica, in provincia di Ragusa, Sicilia, è a indirizzo scientifico, linguistico, classico nonché professionale e tecnico e coinvolge gli studenti in vari programmi di scambio culturale. Il collegamento ARISS si colloca proprio in questo ambito. Come sempre le domande spazieranno da argomenti propriamente legati alla vita a bordo, ad esempio per sapere se ci sono attività che piacciono di più o di meno, quanto è impegnativo fisicamente e mentalmente vivere in microgravità ed in un ambiente - tutto sommato - ristretto, cosa si vede effettivamente dalla ISS, per passare a domande più personali come l'iter formativo e le eventuali difficoltà ad esso collegate, cosa manca di più della Terra, quali sono i lati più entusiasmanti del lavoro di astronauta. Il collegamento è previsto venerdì 14 ottobre alle ore 13h03. Potete seguire il collegamento in diretta collegandovi al sito www.livestream.com/AMSAT_Italia. Queste iniziative sono organizzate nell'ambito del programma educativo internazionale ARISS (Amateur Radio on International Space Station) e coordinate, in Italia, dall'AMSAT Italia. La pagina italiana dell'ESA vi terrá aggiornati su questo programma educativo annunciando i collegamenti radioamatoriali che di volta in volta verranno organizzati. Nella foto (Credit:NASA) Mike Fossum si fa lo shampo a bordo della ISS durante la missione STS-121 dello Space Shuttle.

Fonte: ESA Italia

12/10/2011 - New York potrebbe perdere la navetta Enterprise? - Il Senatore Democratico dell'Ohio Sherrod Brown ha inviato una lettera a Charles Bolden, amministratore della NASA, con la quale chiede che sia rivista la decisione di destinare la navetta spaziale Enterprise al museo di New York. La richiesta è dovuta al fatto che l'Intrepid Air & Space Museum di New York non avrebbe la disponibilità di costruire l'edificio adatto ad ospitare l'orbiter. Brown chiede quindi a Bolden che, per la scelta della destinazione di Enterprise, sia tenuta in considerazione Dayton (sede del National Museum of the United States Air Force della Wright-Patterson Air Force Base di Dayton). Secondo Brown proprio i meriti di questa base aerea nel programma spaziale americano meritano questa ricompensa. Il museo Intrepid Air & Space di New York aveva battuto molti altri contendenti per ricevere uno dei quattro orbiter dismessi dalla NASA al termine del Programma Space Shuttle. I responsabili del museo avevano dichiarato che avrebbero fatto costruire un apposito edificio sul molo accanto alla portaerei Intrepid che ospita il museo aeronautico. Brown rivela che il museo in realtà non avrebbe nessun permesso per la costruzione di tale edificio, e pertanto, la scelta di inviare Enterprise a New York, anche se in altro luogo già scelto, sarebbe comunque una modifica dei parametri utilizzati nella scelta e la decisione andrebbe quindi rivista. Brown ha avuto colloqui su questo argomento anche con il Vice Presidente Joe Biden, con il capo dello staff della Casa Bianca Bill Daley, con il vice amministratore della NASA Lori Garver e con il Direttore degli Affari legislativi della Casa Bianca Rob Navors. Intanto a Los Angeles, presso il California Science Center, il museo destinato ad ospitare l'orbiter Endeavour, è stato firmato il documento che ufficializza il passaggio della navetta dalla NASA al museo. Presenti alla cerimonia parte dell'equipaggio che ha preso parte a l'ultima missione di Endeavour STS-134, celebrità ed esponenti ufficiali dell'amministrazione cittadina. Endeavour verrà esposto presso il California Science Center a partire dalla seconda metà del 2012.

Fonte: Spacedaily

Il modello in scala della CST-100 testato nella galleria del vento del Centro Ames della NASA 12/10/2011 - La capsula della Boeing inizia i test nella galleria del vento - La Boeing sta eseguendo i test nella galleria del vento del nuovo veicolo spaziale che dovrà trasportare persone e cose verso la Stazione Spaziale Internazionale. Gli ingegneri stanno testando l'astronave, chiamata Crew Space Transportation (CST)-100 fin dal 17 settembre presso il Centro di Ricerca Ames della NASA in California. La squadra di ingegneri utilizza un modello in alluminio lungo 35cm e largo 30 che è circa 1/14° delle misure della capsula spaziale operativa che la Boeing prevede di costruire. I test dovrebbero concludersi entro la fine di ottobre. Utilizzando centinaia di sensori posti in fori dello scafo, i test in galleria del vento misurano come il flusso d'aria attraversa il modello. Gli ingegneri della Boeing hanno pianificato di testare il modello in 20 differenti posizioni per simulare le differenti fasi di un atterraggio abortito. "Come ingegneri ci piacciono i numeri ed i dati perchè puoi prenderli e fare qualcosa di molto utile. dice Dustin Choe, ingegnere della Boeing. "Questi dati li elaboriamo e possiamo fornire una chiara immagine di quello che la capsula sperimentarà durante il volo." Le prove nella galleria del vento aiuteranno ad assicurare le prestazioni sonore strutturali e come possano essere controllate in sicurezza. Gli ingengeri inoltre modificheranno il progetto della CST-100 basandosi sui dati raccolti nei test. Le attività nella galleria del vento sono parte di una serie di prove previste per la CST-100. La Boeing ed il suo partner Bigelow Aerospace hanno recentemente fatto cadere un modello della capsula da un camion in corsa per testare il sistema degli airbags che la reale capsula gonfierà come un cuscino per un atterraggio sulla Terra. La CST-100 potrà trasportare fino a sette persone o un mix di persone e merci per destinazioni in orbita terrestre, come la Stazione Spaziale Internazionale e le stazioni spaziali previste dalla Bigelow Aerospace. La Boeing è una delle quattro compagnie che sono in competizione per il programma di Sviluppo Commerciale Equipaggi (Commercial Crew Development) della NASA per sviluppare dei veicoli spaziali che ridaranno la capacità agli Stati Uniti di accedere alla Stazione Spaziale Internazionale dal 2016. Nella foto (Credit: Boeing) il modello in scala della CST-100 testato nella galleria del vento del Centro Ames della NASA.

Fonte: Spaceref

Il decollo del razzo vettore PSLV C18 con a bordo il satellite Megha-Tropique 12/10/2011 - Satellite Indo-Francese lanciato in orbita - Un satellito Indo-Francese che studierà lo schema dei monsoni ed il fenomeno del riscaldamento globale è stato lanciato mercoledì alle 11 ora locale (le 7:30 ora italiana) dal centro spaziale di Satish Dhawan nell'Isola di Sriharikota situata nel sud dell'India. Il satellite è uno dei quattro rilasciati con successo in orbita dal centro della ISRO (Indian Space Research Organisation) situato nel Andhra Pradesh e che da una spinta all'ambizioso programma spaziale Indiano. Il satellite Megha-Tropiques, nato da un progetto congiunto fra la ISRO e l'agenzia spaziale governativa Francese CNES e pesante circa 1000 kg, esaminerà il clima ed i cambiamenti atmosferici nelle regioni tropicali. Assieme a Megha-Tropique tre altri piccoli satelliti sono stati rilasciati dal razzo ad 867 km sopra la Terra con un'inclinazione di 20 gradi sull'equatore. "Il lancio del Polar Satellite Launch Vehicle (PSLV C18) è stato un grande successo," ha commentato il direttore dell'ISRO K. Radhakrishnan. "Tutti e quattro i satelliti sono stati rilasciati nelle loro orbite dove erano esattamente previsti." G. Raju, uno dei capi del progetto Megha-Tropique, ha detto che il satellite inizierà a trasmettere i dati entro due o tre settimane e che rimarrà in orbita per cinque anni. Gli altri tre satelliti che sono stati messi in orbita oggi sono il nano satellite VesselSat-1 del Lussemburgo, lo SRMSat dell'Università SRM di Chennai ed il JUGNU dell'Istituto Indiano di Tecnologia di Kampur. Il programma spaziale Indiano aveva sofferto un grave incidente nel dicembre dello scorso anno quanto un veicolo di lancio satelliti era esploso e ricaduto nel Golfo del Bengala dopo aver deviato dalla sua rotta prevista. L'India, che spera di poter effettuare il suo primo volo spaziale umano nel 2016, ha prima iniziato ad inserirsi nel redditizio mercato del lancio dei satelliti con un carico utile Italiano nel 2004. Il Paese vede nel programma dell'esplorazione spaziale il raggiungimento di un'obiettivo che sottolinea l'emergere fra le maggiori economie mondiali. Il lancio del PSLV C18 era il ventesimo di questo vettore fin dal suo debutto nel 1993, ed il 19° consecutivo di successo. Quello di oggi era inoltre il 61° lancio orbitale del 2011, il 56° a raggiungere regolamermente l'orbita. Nella foto (Credit: ISRO) il decollo del razzo vettore PSLV C18 con a bordo il satellite Megha-Tropique e gli altri tre piccoli nano satelliti.

Fonte: Spacedaily

11/10/2011 - ESA si unisce a YouTube per il concorso spaziale per studenti Space Lab - Oggi, ESA si unisce al lancio di "You Tube Space Lab", un'interessante campagna lanciata da YouTube, NASA, Space Adventures e Lenovo, che sfida gli studenti di tutto il mondo a disegnare un esperimento spaziale per la Stazione Spaziale Internazionale. Gli esperimenti vincenti saranno condotti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) rendendoli la lezione di scienza più ampia dell'Universo, trasmessa in diretta web su YouTube per permettere a tutti nel mondo di seguirla. Space Lab è parte dell'iniziativa "YouTube for Schools", il cui scopo è di fornire agli educatori scolastici accesso alla ricchezza dei contenuti educativi disponibili su YouTube. Due ulteriori partner della Stazione si uniscono ad ESA nel lancio di questo concorso, la giapponese JAXA e l'Agenzia Spaziale Canadese (CSA). Individualmente o in gruppi di massimo tre, gli studenti di età compresa tra i 14 ed i 18 anni possono sottomettere un video che descrive il loro esperimento su www.youtube.com/spacelab. Un gruppo di scienziati prestigiosi, astronauti ed insegnanti, compreso il famoso Professor Stephen Hawking, gli astronauti Frank De Winne, Samantha Cristoforetti e Timothy Peake dell'ESA, Leland Melvin della NASA, Akihiko Hoshide della JAXA, Chris Hadfield della CSA ed il fondatore del Cirque du Soleil, Guy Laliberté, giudicheranno i lavori con il contributo della comunità di YouTube. Sei finalisti regionali si riuniranno negli Stati Uniti a marzo 2012 per sperimentare il volo a gravità zero e per ricevere altri premi. I finalisti europei vinceranno una visita al centro di addestramento del Centro Astronautico Europeo a Colonia, in Germania. La visita comprenderà degli incontri scientifici e un tour guidato personalmente dagli astronauti europei. Infine, i due vincitori assoluti saranno annunciati ed i loro esperimenti inviati in orbita e messi in atto sulla Stazione Spaziale Internazionale nell'estate del 2012 – in diretta dallo spazio su YouTube. Inoltre, i vincitori avranno la possibilità di scegliere un premio spaziale unico: un viaggio in Giappone per vedere il lancio del proprio esperimento a bordo della navicella cargo HTV, oppure un viaggio in Russia per un'autentica esperienza di addestramento spaziale nel centro dove Yuri Gagarin divenne cosmonauta. "Come ex-membro dell'equipaggio della ISS, sono particolarmente compiaciuto che gli esperti ESA si uniscano a questo concorso studentesco a livello mondiale in supporto della scienza sulla ISS", ha detto Thomas Reiter, Direttore ESA dei Voli Abitati e delle Operazioni. "Credo sia essenziale coinvolgere direttamente i giovani non solo nella sfida di condurre un esperimento nello spazio, ma anche nel vederne l'ampiezza dei benefici. La campagna 'Space Lab' di YouTube è un modo eccellente e creativo per raggiungere le future generazioni di scienziati, al suolo e in orbita. Oggi, numerosi esperimenti di ricerca fondamentale e applicata per le scienze naturali e fisiche, di monitoraggio della Terra e dello spazio così come di tecnologia ed educativi, vengono condotti a bordo del laboratorio Columbus, installato sulla ISS, e contemporaneamente affiancati ai programmi di ricerca a terra". L'ESA si trova in una posizione unica per arrivare a tutti gli studenti europei delle scuole primarie e secondarie. Può far trasmettere l'entusiasmo ed utilizzare lo Spazio come mezzo per stimolare e nutrire il fascino che le scienze, la tecnologia, l'ingegneria e la matematica hanno sui bambini. La presenza regolare di astronauti ESA su missioni di lunga durata a bordo della Stazione fornisce, dal 2009, l'opportunità per le scuole europee di partecipare alle attività del progetto 'Porta la tua classe nello Spazio' (Take Your Classroom Into Space), che vede i bambini svolgere a Terra gli stessi esperimenti che gli astronauti portano avanti nello spazio. Questi eventi sono messi in evidenza da collegamenti video in diretta con la Stazione, seguiti in contemporanea in diversi Paesi europei. Molto del materiale educativo dell'ESA gira intorno agli esperimenti effettuati nel laboratorio Columbus installato a bordo della Stazione, ma anche in altri moduli di costruzione europea, come ad esempio la Cupola, per raggiungere un numero maggiore di utenti grazie a spettacolari immagini e video della Terra.

VIDEO CHE INTRODUCE IL CONCORSO SPACE LAB (CREDIT: ESA/YouTube)



Fonte: ESA Italia

Immagine delle formazioni montuose al polo sud dell'asteroide gigante Vesta fotografate dalla sonda Dawn della NASA 10/10/2011 - Nuova immagine della montagna al polo sud di Vesta - Questa immagine (Credit: NASA) dell'asteroide Vesta, calcolata su un modello di forma, mostra una vista angolata della topografia della regione polare sud. Una nuova immagine proveniente dalla sonda Dawn della NASA mostra una montagna alta tre volte il Monte Everest, oltre a tutta la topografia della regione polare sud del gigantesco asteroide Vesta. Il picco della montagna che si trova al polo sud di Vesta, quello al centro dell'immagine, si innalza per 22 km sopra la media dell'altezza della superficie circostante. Un altra impressionante struttura è un'ampia scarpata, una cresta con una ripida discesa, che possiamo vedere sul lato destro dell'immagine. La scarpata fa parte di una depressione del polo sud, e la squadra di scienziati di Dawn crede che le formazioni alla sua base siano probabilmente il risultato di frane. L'immagine è stata creata da un modello della forma di Vesta e mostra una prospettiva obliqua della topografia della regione polare sud. Questa immagine ha una risoluzione di 300 metri per pixel e la scala verticale è 1,5 volte quella orizzontale. La sonda Dawn è entrata in orbita attorno a Vesta a luglio. I membri del team della missione esporranno quello che il veicolo spaziale ha visto fino ad ora durante una conferenza al Meeting Annuale della Geological Society of America a Minneapolis. Oltre ad altre cose, verranno anche esposte le loro ipotesi sulle origine dei curiosi crateri di Vesta. L'incontro, che si terrà presso il Minneapolis Convention Center, inizierà il 9 ottobre e si concluderà il 12 ottobre, con la conferenza stampa su Dawn prevista per giovedì 12 ottobre alle 10 a.m. PDT (le 18 ora italiana). L'evento verrà trasmesso in diretta sul sito web della Geological Society of America a questo indirizzo: http://hosted.mediasite.com/mediasite/Viewer/?peid=e8adbee5a37e455fbe199b29129e3b7c1d Inoltre l'evento verrà trasmesso sul web, con una chat moderata, su http://www.ustream.tv/nasajpl2 I conferenzieri sono: Carol Raymond, vice capo scienziato di Dawn del Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, California. Gli scienziati che seguono la missione di Dawn; Paul Schenk, del Lunar and Planetary Institute di Houston, Debra Buczkowski, dell'Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University di Laurel, Maryland. Federico Tosi, che si occupa dello spettrometro infrarosso di Dawn per Agenzia Spaziale Italiana di Roma. Dopo un anno trascorso attorno a Vesta, la sonda ripartirà nel luglio del 2012 in direzione di Cerere, dove arriverà nel 2015. La missione di Dawn a Vesta e Cerere è gestita dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, per il Direttorato Missioni Scientiche della NASA di Washington. Il JPL fa parte del California Institute of Technology di Pasadena. Il progetto Dawn nasce sotto il Discovery Program, gestito dalla NASA attraverso il Marshall Space Flight Center di Huntsville in Alabama. La UCLA è responsabile per la parte scientifica della missione. La Orbital Sciences Corp. di Dulles, Va., ha progettato e costruito la sonda Il German Aerospace Center, il Max Planck Institute for Solar System Research, l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto Nazionale di AstroFisica sono collaboratori internazionale del team della missione. Per ulteriori informazioni sulla missione Dawn visitate il sito: http://www.nasa.gov/dawn e http://dawn.jpl.nasa.gov. Per seguire la missione su Twitter visita: http://www.twitter.com/NASA_Dawn

Fonte: Spaceref

10/10/2011 - Il modulo di servizio di Orion MPCV potrebbe essere derivato dall'ATV dell'ESA - Voci non ufficiali parlano sempre più insistentemente del possibile utilizzo di ATV dell'ESA come modulo di servizio (SM) per la nuova capsula Orion MPCV della NASA. Non è infatti un segreto che ESA e NASA abbiano già discusso di un ruolo Europeo per Orion. La tecnologia alla base del veicolo cargo automatico ATV dell'ESA potrebbe essere utilizzata per costruire il modulo di servizio della nuova capsula, destinata a portare gli astronauti oltre l'orbita terrestre e verso Marte, Orion MPCV (Multi-purpose Crew Vehicle). Sebbene questo ruolo di ATV verrebbe comunque dopo il 2015 (data in cui termineranno le missioni ATV destinate alla Stazione Spaziale) la scelta deve essere fatta entro il più breve tempo possibile. Il direttore del progetto Orion MPCV, Mark Geyer, ha affermato che vi sarà una riunione dei sistemi a dicembre ed una decisione finale deve essere presa all'inizio di primavera. Il primo vero test di Orion nello spazio è fissato al momento al termine del 2013, con la missione OFT-1 (ora meglio conosciuta in ambiente NASA come EFT-1 per Exploration Flight Test) che utilizzerà un razzo vettore Delta IV Heavy per portare la nuova capsula, senza equipaggio, in orbita per alcune ore per testare tutti i sistemi. Intanto, mentre il veicolo destinato a volare con EFT-1 è in costruzione al MAF (Michoud Assembly FAcility) della Lochkeed Martin di New Orleans, un veicolo test viene sottoposto a test acustici e termici presso un altro complesso a Denver. Qui all'esemplare dell'Orion MPCV è stato accoppiato il sistema di aborto al lancio (LAS - Launch Abort System) e, in futuri test sarà aggiunto anche un modulo di servizio fittizio.

Fonte: Nasaspaceflight

09/10/2011 - Un tesoro di titanio scoperto sulla Luna - La sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) della NASA ha scoperto, grazie alle sue apparecchiature di ripresa in sette differenti lunghezze d'onda, che alcune zone della superficie della Luna hanno un'abbondanza di titanio dieci volte superiore a quello che si trova sulla Terra. Questa scoperta potrebbe un giorno guidare delle missioni minerarie lunari per estrarre questo prezioso metallo. Infatti il titanio ha la stessa resistenza dell'acciaio ma un peso pari alla metà e questo lo rende un metallo molto richiesto ma costoso. Questa scoperta è stata presentata da Mark Robinson, dell'Arizona State University, e Brett Denevi della Johns Hopkins University di Baltimore durante la conferenza svoltasi a Nantes, in Francia. La ricerca ha utilizzato anche le rocce riportate sulla Terra dagli astronauti della missione Apollo 17 del 1972 e da riprese, effettuate attorno al punto di atterraggio, dell'Hubble Space Telescope. Robinson ha spiegato che la Luna, che ci appare ad occhio nudo di colore grigio, in realtà, con le apposite apparecchiature appare di colori diversi e proprio questi colori ci indicano la composizione chimica e l'evoluzione della superficie lunare. Ma la scoperta porta anche un altro vantaggio; infatti il titanio lunare si trova all'interno di un minerale chiamato ilmenite, un composto che contiene ferro, titanio ed ossigeno. "I futuri minatori lunari vivranno e lavoreranno sulla Luna grazie a questi elementi estratti dalla ilmenite. Inoltre i dati dell'Apollo ci mostrano che i minerali ricchi di titanio sono molto efficienti nel trattenere le particelle del vento solare, come l'elio e l'idrogeno. Questi gas potrebbero fornire risorse vitali per future habitat e colonie umane sulla Luna.", ha dichiarato Robinson.

Fonte: Spacedaily

Tabella comparativa fra l'X-37B, l'X-37C, lo Shuttle ed il vettore Atlas V 07/10/2011 - Lo spazioplano segreto X-37B potrebbe evolvere fino a trasportare astronauti - Il costruttore dello spazioplano robotico X-37B hanno delineato dei nuovi piani per realizzare una versione ingrandita del veicolo per supportare l'invio di materiali alla stazione spaziale ed anche portare astronauti in orbita. Lo spazioplano X-37B - conosciuto anche come Orbital Test Vehicle o OTV - viene gestito dall'Ufficio Rapid Capability dell'US Air Force per portare carichi segreti in orbita terrestre. Un derivato del X-37C OTV è stato illustrato da Arthur Grantz, capo ingegnere del Gruppo Sistemi Sperimentali della Boeing Space and Intelligence System di Seal Beach, Calidornia. Grantz ha parlato alla conferenza Space 2011, organizzata dalla AIAA (American Institute of Aeronautics and Astronautics). Lo scorso anno l'X-37B ha completato la sua prima missione di prova di 244 giorni, dimostrando la fattibilità di una piccola piattaforma di test che può riportare esperimenti per analisi post-volo ed ispezioni. Grantz ha detto: "Abbiamo validato il sistema di guida, di navigazione e di controllo autonomo, l'aerodinamica ed il sistema di protezione termico," Grantz ha specificato che il volo inaugurale del veicolo senza pilota X-37B ha dato la prova di gran successo dopo il suo lancio avvenuto sulla sommità di un razzo Atlas 5 501. Il suo atterraggio alla Base dell'Air Force di Vandemberg, in California, non ha richiesto l'intervento da Terra durante tutte le fasi di rientro orbitale. Anche la fase di preparazione fra un volo e l'altro per la sua prossima missione ha richiesto minor tempo di quanto previsto confermando il concetto di un sistema conveniente e riutilizzabile. Infatti il pannello solare ripiegabile utilizzato nel primo volo sarà a bordo anche della terza missione dell'X-37B. "Da un punto di vista di un veicolo di prova, i 244 giorni sono la durata maggiore in orbita di un veicolo spaziale riutilizzabile," ha detto Grantz al publico presente. L'X-37B assomiglia ad una versione in miniatura dello Space Shuttle della NASA, ma è molto più piccolo. Due X-37B potrebbero essere contenuti all'interno del vano di carico (18 metri) delle navette NASA. Secondo le specifiche dell'US Air Force, il modello base dell'X-37B è lungo 8,8 metri e largo 4,5 metri. Al momento del lancio pesa circa 4.990 kg. Una versione ingrandita dello spazioplano, chiamata X-37C negli studi della Boeing, potrebbe essere sempre contenuta nel vano di carico di una navetta. La Boeing sta studiando il potenziale di una versione con ed una senza equipaggio di uno spazioplano più grande da utilizzare in missioni future. I futuri utilizi dell'X-37B Grantz ha detto che il veicolo potrebbe rilasciare satelliti carichi con esperimenti in orbite base o medie ed anche in orbite geostazionarie. Alla fine dell'esprimento, il satellite potrebbe abbassarsi, circolarizzare l'orbita dove avrebbe un incontro con l'X-37B, raccogliere la parte del satellite con gli esperimenti e rientrare sulla Terra per compiere analisi anche distruttive sui campioni tornati dallo spazio. "Potremmo anche dimostrare una mappatura tridimensionale di un oggetto vicino alla Terra, per scopi di rilevazione degli asteroidi," ha suggerito Grantz. Con il ritiro della flotta di navette spaziali, Grantz ha fatto notare ch l'X-37B rappresenta il solo veicolo volante al mondo oggi capace di sottoporre materiale sensibile ad una leggera forza di 1,5g al rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale. L'X-37B è già progettato per supportare carichi di grande valore sia in invio che in ritorno. Ad esempio, il veicolo può fornire il ritorno di campioni biologici o di materiale scientifico in cristalli che sono il fulcro degli esperimenti di microgravità della stazione e non possono resistere alle alte accelerazioni delle capsule. Il prezioso carico può essere estratto rapidamente dal vano di carico dopo l'atterraggio di X-37B su una pista. Non c'è bisogno di nuove tecnologie per rendere l'X-37B pronto a missioni cargo verso la stazione spaziale, ha aggiunto Grantz. Il prossimo passo, ha detto, è un veicolo più grande con significative capacità di rientro di materiali per le LRU (Line Replaceable Units) della ISS ed esperimenti che richiedano passa accelerazione nel rientro a Terra. Grantz ha spiegato che una versione ingrandita dello spazioplano X-37B è stata studiata come potenziale veicolo di trasporto astronauti o merci in orbita bassa terrestre. Gli studi comprendono un sistema di trasporto per carichi pressurizzati e non per e da la stazione spaziale, come anche per i futuri habitat spaziali Bigelow o altre forme di turismo in orbita bassa. Le misure preferite di questi derivati vanno dal 165 al 180 percento dell'X-37B. E' stato mostrato un più grande X-37C che può trasportare da cinque a sei astronauti con la possibilità di un ferito che richieda l'utilizzo di una barella. Secondo i progetti di Grantz visti alla conferenza Space 2011, la parte che contiene l'quipaggio del futuro X-37C potrebbe volare in un compartimento pressurizzato che potrebbe essere contenuto nel vano di carico del veicolo spaziale. I seggiolini sarebbero posti lungo un lato del veicolo lasciando lo spazio per muoversi all'interno in orbita e per fornire accesso ai propri sedili all'equipaggio sulla rampa di lancio. Un boccaporto nel corpo principale sarebbe utilizzato per entrare nello spazioplano a Terra. Lanciato sulla sommità di un Atlas Evolved Expendable Launch Vehicle, questo veicolo sarebbe capace di randezvous, attracco, uscita dall'orbita, rientre ed atterraggio autonomi. Ma sarebbe comunque possibile permettere al pilota a bordo di controllare il veicolo. "Una volta qualificato per il volo umano, questi veicoli potrebbero trasportare un mix di astronauti e di materiali alla ISS ed offrire un rientro molto più leggero su una pista di atterraggio per l'industria del turismo spaziale," ha concluso Grantz.

Fonte: Space.com

07/10/2011 - TianGong 1 in buone condizioni - Il primo modulo laboratorio spaziale della Cina è in buone condizioni e tutti i vari test svolti nella scorsa settimana sono andati bene, secondo un comunicato emesso dalle autorità che si occupano del progetto spaziale del paese. Il modulo senza equipaggio, TianGong-1, o Palazzo Imperiale-1, era decollato il 29 settembre dal Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan, nell'area deserta del nordovest della Cina. Il TianGong-1 ha alzato la propria orbita a 362 km. ed ha già compiuto 109 volte il giro della Terra alle 6:00 p.m. di giovedì (le 24 di mercoledì ora italiana), prosegue il comunicato. I test sul sistema di controllo remoto, le attrezzature audio e video, i sensori di temperatura ed umidità, i meccanismi di attracco ed altre funzioni sono stati condotti con successo, aggiunge. E' stato inoltre rivelato che al Centro di Lancio di Jiuquan ed in altri siti si stanno effettuando i preparativi di lancio del veicolo senza equipaggio Shenzhou-8, che dovrebbe unirsi al TianGong-1 fra poco. La Shenzhou-8 ed il TianGong-1 dovrebbero eseguire il primo attracco spaziale Cinese ad un'altezza di circa 340 km. sopra la superficie della Terra.

Fonte: Xinhua -

07/10/2011 - Il rover marziano Opportunity ancora in movimento - Ecco la situazione di Opportunity fra i Sol 2731-2737 (il conteggio dei giorni, chiamati Sol, è iniziato al momento dell'arrivo del rover su Marte): il rover ha completato il lavoro sul sito chiamato 'Chester Lake' a Capo York, sul bordo del cratere Endeavour e si è rimesso in movimento. Il Sol 2726 (24 settembre 2011), il rover ha eseguito un altro test con il Microscopic Imager (MI) e poi ha collezionato un mosaico di immagini MI e posto lo spettrometro a raggi-X particelle Alpha (APXS) sul bersaglio per una integrazione. Il Sol seguente, Opportunity, ha iniziato il percorso per le esplorazioni future attorno a Capo York. Il rover ha percorso circa 12 metri verso una struttura chiamata 'Kirkland Lake' per riprendere alcune immagini. Il Sol 2737 (6 ottobre 2011) Opportunity ha svoltato ed ha iniziato l'avvicinamento ad un sito chiamato 'Schoemaker Ridge' con una guida di circa 28 metri. Al momento la produzione di energia dai pannelli solari è di circa 320 watt orari con un'opacità atmosferica (Tau) di 0,840 ed un fattore di polvere sui pannelli solari di 0,513. La distanza totale percorsa da Opportunity è salita a 33,62 km.

Fonte: NASA JPL -

07/10/2011 - Razzo Cinese mette in orbita satellite Francese - Un razzo vettore Cinese Lunga Marcia-III2 ha immesso un satellite per telecomunicazioni Francese in orbita decollando dal Centro di Lancio Satelliti di Xichang venerdì pomeriggio. E' la prima volta che la Cina fornisce un servizio di lancio per un operatore satellitare Europeo. Si è anche trattato del 148° lancio di un razzo della famiglia Lunga Marcia. Secondo le informazioni ed i dati ricevuti dal Satellite Measuring and Monitoring Center di Xi'an, il satellite ed il razzo si sono separati come previsto ed il satellite si trova ora in orbita. Il lancio segna la prima cooperazione fra la Cina ed un operatore satellitare Europeo fin da quando è stato siglato l'accordo Cino-Francese per il lancio di satelliti del 2008. Il lancio è stato gestito dalla China Great Wall Industry Corporation e dal China Institute of Rocket Carrier Technology, entrambi sotto la China Aerospace Science and Technology Corporation, come anche la China Satellite Launch and Tracking Control General (CLTC). Il satellite per telecomunicazioni W3C è stato costruito dalla Thales Alenia Space, un costruttore Francese, ed opererà per Eutelsat, un leader nella fornitura di servizi per telecomunicazioni via satellite. W3C è stato costruito per operare almeno 15 anni e fornire servizi televisivi, radio, video ed internet a larga banda. Quello di oggi è stato il 60° lancio orbitale del 2011, il 55° a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: Xinhua

07/10/2011 - La Russia cancella il nuovo razzo Rus-M - L'agenzia di stampa Russa ITAR-TASS ha pubblicato la notizia che l'Agenzia Spaziale Russa Roscosmos ha cancellato il progetto del nuovo razzo vettore Rus-M. Il nuovo direttore della Roscosmos, Vladimir Popovkin, ha fatto dichiarazioni in tal senso di fronte ai parlamentari della Duma, riuniti per una sessione di domande. "Oltre il 37% del budget di Roscosmos era destinato a sviluppare questo veicolo di lancio per il 2015, anche se questi fondi erano molto bassi. Così il lancio di un nuovo vettore nel 2015 è fuori questione." Questo nuovo lanciatore avrebbe dovuto mettere in orbita il veicolo spaziale per equipaggi che avrebbe sostituito le vecchie Soyuz a partire dal 2018. A questo punto, sempre la ITAR-TASS, rivela che il nuovo veicolo potrebbe essere portato in orbita da una versione aggiornata e potenziata del Soyuz-2. Invece sul sito RussianSpaceWeb si parla del nuovo razzo Angara (il cui debutto dovrebbe avvenire nel 2013) come sostituto di Rus-M per portare la capsula PTK-NT in orbita.

Fonte: ITAR-TASS - RussianSpaceWeb

Le nubi di Venere riprese dalla sonda ESA Venus Express 06/10/2011 - L'ESA scopre che anche Venere ha uno strato di ozono - La sonda spaziale Venus Express dell'ESA ha scoperto la presenza di uno strato di ozono nell'atmosfera di Venere. Confrontare le sue proprietà con quelle degli strati equivalenti sulla Terra e su Marte aiuterà gli astronomi a definire meglio la ricerca della vita sugli altri pianeti. Il Venus Express ha eseguito la scoperta mentre stava osservando le stelle attraverso il bordo del pianeta e la sua atmosfera. Lo strumento SPICAV (Ultraviolet and Infrared Atmospheric Spectrometer ) analizzava la luce proveniente dalla stella cercando le caratteristiche dei gas presenti in atmosfera e della luce che veniva assorbita a specifiche lunghezze d'onda. L'ozono è stato rilevato perchè assorbiva gran parte della luce ultravioletta della stella. L'ozono è una molecola che contiene tre atomi di ossigeno. Secondo i modelli al computer l'ozono di Venere si forma quando la luce del Sole rompe le molecole dell'anidride carbonica rilasciando atomi di ossigeno. Questi atomi vengono portati dai venti in atmosfera sul lato notturno del pianeta dove si possono combinare a formare una molecola con due atomi di ossigeno ed, a volte, anche molecole con tre atomi. Questa scoperta ci fornisce un importante vincolo sulla comprensione della chimica dell'atmosfera di Venere", dice Franck Montmessin, che ha guidato la ricerca. Inoltre questa scoperta potrebbe essere un utile mezzo di comparazione per la ricerca della vita in altri mondi. Fino ad ora l'ozono è stato misurato solo nelle atmosfere della Terra e di Marte. Sulla Terra, è di fondamentale importanza per la vita perché assorbe gran parte dei più dannosi raggi ultravioletti del Sole. Non solo, si pensa che sia proprio grazie allo strato di ozono che la vita si possa essere formata. La formazione di ossigeno, e di conseguenza ozono, nell'atmosfera terrestre è iniziato circa 2,4 miliardi di anni fa. Sebbene i motivi non siano ancora stati ben compresi, i microbi hanno iniziato a rilasciare ossigeno ed hanno giocato un ruolo importante in questa fase. Assieme alle forme di vita vegetali che hanno continuato fare cio, aumentando costantemente le quantità di ossigeno ed ozono della Terra. Di conseguenza alcuni astrobiologi hanno avanzato l'ipotesi che la presenza simultanea di anidride carbonica, ossigeno ed ozono nell'atmosfera di un pianeta possano essere indizi che vi sia la vita. Questo potrebbe permettere a telescopi del futuro di puntare pianeti attorno ad altre stelle e stabilire la loro abitabilità. Sebbene con questi nuovi risultati il totale dell'ozono misurato risulterà decisivo. La piccola quantità di ozono nell'atmosfera di Marte non ha generato la vita. Questo è il risultato della luce solare che ha spezzato le molecole di anidride carbonica. Anche su Venere, abbiamo misurato una modesta quantità di ozono costituita in modo non biologico. Il suo strato di ozono si trova ad un'altitudine di 100 km, circa quattro volte superiore nell'atmosfera della Terra ed è da cento a mille volte meno densa. Il lavoro teorico degli astrobiologi suggerisce che la concentrazione di ozono di un pianeta debba essere almeno il 20% del valore di quello presente nell'atmosfera terrestre prima che la vita possa essere considerata come una causa. Questi nuovi risultati confermano la conclusione perchè i valori riscontrati su Venere rimangono chiaramente sotto questa soglia. "Possiamo utilizzare queste nuove osservazioni per testare ed affinare gli scenari per la rilevazione di vita su altri mondi," ha dichiarato il Prof. Mentmessin. Eppure, anche se non c'è vita su Venere, il rilevamento di ozono porta Venere un passo più vicino alla Terra ed a Marte. Tutti e tre i pianeti hanno un strato di ozono. "Questo ozono misurato ci spiega diverse cose della circolazione e della chimica dell'atmosfera venusiana," dice Håkan Svedhem, Scienziato del Progetto ESA per la missione Venus Express. "Oltre a questo vi sono molte altre prove della fondamentale similitudine fra i pianeti rocciosi, e ci mostra l'importanza di studiare Venere per capire tutti gli altri." Nella foto (Credit: ESA - C. Carreau) un fotogramma di un video che si può ammirare sul sito dell'ESA.

Fonte: ESA

I tre vincitori del Nobel per la Fisica del 2011, da sinistra:  Adam Riess, Brian Schmidt e Saul Perlmutter 06/10/2011 - Il Nobel per la fisica 2011 torna alla Cosmologia - La Royal Swedish Academy of Science ha assegnato lo scorso 4 ottobre il Premio Nobel per la Fisica 2011 ex equo agli statunitensi Saul Perlmutter e Adam Riess e all’americano-australiano Brian Schmidt per la scoperta dell'espansione accelerata dell'universo attraverso l'osservazione dell'esplosione di stelle. "Hanno studiato diverse decine di stelle esplodenti, chiamate supernovae, e scoperto che l'universo si sta espandendo a un ritmo sempre più rapido", spiega il Comitato per il Nobel per la fisica dell'Accademia Reale Svedese per le Scienze che assegna il premio. L'ambito riconoscimento torna alla cosmologia e premia le ricerche di questi tre scienziati che hanno permesso di "interpretare" il destino dell'universo attraverso l'osservazione delle stelle più brillanti e lontane, considerate veri e propri fari dell'universo. Nel 1988 i tre studiosi, grazie allo sviluppo dei nuovi telescopi e al perfezionamento dei sensori CCD collegati al computer, cominciarono l’osservazione delle supernovae di tipo Ia, scegliendo le 50 più lontane. È stato a partire dallo studio di questi “fari cosmici” che si è giunti alla conclusione che l’espansione dell’universo non avviene a un ritmo costante e nemmeno rallenta nel tempo ma, al contrario, lo fa in maniera accelerata. I due gruppi di ricerca creati uno nell’ ’88 guidato da Saul Perlmutter e uno nel ‘94 coordinato da Brian Schmidt con la collaborazione di Adam Riess, giunsero infatti alla stessa conclusione e cioè che la velocità di espansione dell’universo aumentava e la luce delle supernovae era meno brillante, segno che queste erano più lontane. La scoperta rivoluzionò i concetti fondamentali della cosmologia, secondo i quali la spinta propulsiva dell’espansione dell’universo era destinata ad esaurirsi. In seguito ai risultati raggiunti dagli studi di Perlmutter, Schmidt e Riess la scienza si sta ancora interrogando sulla natura dell'"energia oscura” che determina l’acceleramento dell’espansione dell’universo, uno degli enigmi più affascinanti della cosmologia. L'entusiasmo suscitato dall'assegnazione dei tre Nobel potrebbe incitare ancor più gli astronomi a studiare in dettaglio le supernovae; con l’augurio che il lancio nel 2014 del telescopio spaziale James Webb, il successore di Hubble, si riveli determinante per risolvere il mistero dell'energia oscura. Nella foto (fonte ASI) i tre vincitori del Nobel per la Fisica del 2011, da sinistra: Adam Riess, Brian Schmidt e Saul Perlmutter.

Fonte: ASI

La mappa globale di Mercurio ottenuta dalla sonda MESSENGER in monocromatico ed a colori 05/10/2011 - Gli scienziati che seguono la missione Messenger svelano nuove scoperte su Mercurio - Sono trascorsi sei mesi da quando la prima sonda spaziale è entrata in orbita attorno a Mercurio. La MESSENGER, della NASA, entrò infatti in orbita attorno a Mercurio il 18 marzo del 2011. Ora gli scienziati che seguono questa missione hanno presentato i primi risultati dei loro studi durante un incontro fra la European Planetary Science Congress e la Division for Planetary Sciences della American Astronomical Society che si è svolta durante una conferenza planetaria svoltasi a Nantes, in Francia. Sean Solomon, capo scienziato della missione per la Carnegie Istitution di Washington, ha tenuto a precisare che si tratta del primo incontro ad alto livello nel quele vengono presentate le osservazioni orbitali alla comunità scientifica. "Come prima sonda spaziale che orbita attorno al più interno dei pianeti del Sistema Solare, la MESSENGER continua a rivelare nuove sorprese ogni settimana. E' il momento di fare una somma di quello che abbiamo imparato fino ad ora e vedere, assieme ai nostri colleghi internazionali, come interpretare i dati." La fase orbitale della missione mostra la prima prospettiva globale della geologia del pianeta, la composizione della sua superficie, la topografia, la gravità ed il campo magnetico, l'esosfera, la magnetosfera e l'interazione con il vento solare. Una delle prime scoperte rivelate dai dati orbitali ottenuti dalla sonda è che il campo magnetico del pianeta è fuori dall'asse polare nord di quasi il 20% del raggio di Mercurio. Molto di più di ogni altro pianete nel Sistema Solare. "Sebbeno non sappiamo spiegarci questo non vi sono dubbi che sia un importante indizio di come funziona la dinamo di Mercurio," spiega Brian Anderson, Vice direttore degli scienziati del Progetto Messenger ed astrofisico della Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL) di Laurel, Md. Questo crea un campo magnetico più forte nell'emisfero nord che in quello sud e questa asimmetria potrebbe essere la spiegazione della discolorazione della superficie dell'emisfero sud sottoposta a maggior bombardamente di particelle cariche. Un'altra scoperta di MESSENGER è che la composizione della tenue esosfera del pianeta non ha la composizione che ci si aspettava. Ad esempio il magnesio ed il calcio sono, in alcune regioni, più abbondanti di quanto ci si aspettasse e che questo sarebbe dovuto a come il vento solare interagisce con l'esosfera del pianeta. Dopo il primo giorno di Mercurio (sei mesi terrestri) in orbita la sonda MESSENGER ha quasi completato la campagna di mappatura globale della superficie: una mappa monocromatica con risoluzione di 250 metri per pixel ed una ad otto colori con risoluzione di 1 km. A parte alcune piccole zone, che verranno coperte durante il prossimo giorno, la mappa copre l'intero pianeta ed è stata ottenuta con le stesse condizioni di illuminazione ideali per comprendere al meglio le strutture della superficie di Mercurio. Assieme alle immagini ottenute dal Mariner 10 e dai precedenti sorvoli di MESSENGER sono state raccolte forti prove sull'origine vulcanica della maggior parte delle pianure, indicando che l'attività vulcanica ha ricoperto un ruolo importante nel modellare la crosta del pianeta. Assieme alle immagini sono stati combinati i dati dello spettrometro a raggi-X "Abbiamo trovato che le rocce vulcaniche dominano gran parte della crosta di Mercurio anche in regioni che sono geologicamente più complesse e dove i crateri da impatto hanno distrutto gran parte delle strutture originali superficiali." ha dichiarato Brett Denevi, scienziato planetario del Dipartimento Spaziale della APL. Molte delle strutture vulcaniche su Mercurio sono basaltiche, proprio come quelle sulla Terra e sulla Luna. Infine importanti variazioni nella composizione dei silicati della superficie analizzati con il canale VIRS (Visible and Infrared Spectrograph) del MASCS (Mercury Atmospheric and Surface Composition Spectrometer) e che mostrano una mancanza di ferro. "E' stata una vera sorpresa fin dai sorvoli l'apparenze mancanza di ferro nei silicati delle rocce che compongono la superficie del pianeta," ha detto Noam Izemberg, scienziato della APL che si occupa dello strumento MASCS su MESSENGER. "Prove da altri strumenti di MESSENGER, come lo spettrometro a raggi-X corroborano la bassa presenza di fetto vicino alla superficie e la presenza invece di solfuro. Quando le nostre analisi miglioreranno potremo lavorare alla correlazione delle scoperte di questi diversi strumenti." Messenger prosegue il suo invio di dati che sveleranno i misteri di Mercurio. Le conoscenze acquisite potranno affinare gli obiettivi della missione duplice Bepi-Colombo il cui lancio verso Mercurio è previsto per il 2014. Membri del team di MESSENGER hanno incontrato gli scienziati di Bepi-Colombo all'Universitò di Kyoto, in Giappone, il mese scorso, per scambiare lo stato delle conoscenze su Mercurio ed i primi risultati di Messenger in orbita. "Abbiamo discusso molte delle nuove scoperte che verranno trattate oggi nelle sessioni dedicate a MESSENGER", dice il Project Scientist di Messenger Ralph McNutt. "I membri del team BepiColombo ha presentato nuove prospettive sulla mineralogia superficiale scoperte di recente durante misurazioni ad alta temperatura ottenute in laboratorio e nuove teorie per la formazione di Mercurio e per la generazione del suo campo magnetico. Questo incontro ha proseguito un dialogo, iniziato più di un decennio fa, con le sinergie delle due indagini in corso e come le misure di MESSENGER stanno aitando la pianificazione per le operazioni di BepiColombo ". La sonda MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging) è una missione scientifica sponsorizzata dalla NASA per il pianeta Mercurio e la prima missione ad orbitare al pianeta più vicino al Sole. La sonda MESSENGER è stata lanciata il 3 agosto 2004. Il Professor Sean C. Solomon è a capo del team scientifico per la Carnegie Institution di Washington mentre il John Hopkins University Applied Phisics Laboratory ha costruito e gestisce il veicolo spaziale di questa missione NASA classe Discovery. Nella foto (Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington) la mappa globale di Mercurio ottenuta dalla sonda MESSENGER in monocromatico ed a colori.

Fonte: JHU/APL

05/10/2011 - Zenit mette in orbita Intelsat 18 - Con un perfetto decollo avvenuto alle 23 ora italiana dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, un razzo vettore Zenit 3SLB ha portato in orbita il satellite per telecomunicazioni Intelsat 18. E' iniziata così la missione che si concluderà sei ore e mezzo più tardi quando lo stadio superiore Block DM-SLB rilascerà il satellite in orbita di trasferimento geostazionario. Questo lancio era gestito dalla società Land Launch che fa parte della compagnia che gestisce anche i lanci della Sea Launch. Intelsat 18, costruito dalla Orbital Sciences e pesante 3.200 kg, è equipaggiato con 24 transponder in banda C e 12 in banda Ku. Una volta in orbita geostazionaria si troverà a 180° di longitudine Est sopra l'equatore ed i suoi servizi di telecomunicazioni potranno essere ricevuti dall'Estremo Oriente al Nord America comprendo tutto l'Oceano Pacifico. La vita operativa di Intelsat 18 è stimata in 15 anni e sostituirà il vecchio Intelsat 701 lanciato da un razzo Ariane 4 il 22 ottobre del 1993. Quello di oggi era il 75° lancio di un razzo Zenit fin dal 1985 ed il quinto gestito dalla Land Launch oltre ad essere il 59° lancio orbitale del 2011, il 54° a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte: SpaceflightNow

04/10/2011 - Emergono ulteriori dettagli sul nuovo lanciatore pesante SLS - Si stanno affinando i dettagli per le prime missioni previste per il 2017 e 2019 del nuovo lanciatore pesante della NASA, lo Space Launch System, ed anche per quelle future. E' stato deciso che i primi due voli di prova del nuovo vettore, SLS-1 ed SLS-2, siano eseguiti con quattro motori RS-25D (i 'vecchi' SSME ad idrogeno ed ossigeno liquido che spingevano lo Space Shuttle in orbita) nel primo stadio anzichè tre come era stato pensato inizialmente. Infatti, potendo utilizzare fin da subito una versione a quattro motori si risparmierebbero gli studi ed i test necessari utili per svolgere soltanto due missioni. Le versioni finali quindi del vettore SLS sarebbero tre: all'inizio avverrebbe il debutto con la versione chiamata 'Block 1" con un primo stadio spinto da quattro motori RS-25D, due booster a propellente solido a cinque segmenti (quelli sviluppati per il razzo Ares-I) ed uno stadio superiore che utilizzerebbe quello del vettore Delta IV e quindi già disponibile. Il Block 1, capace di portare 70 tonnellate in orbita bassa, verrebbe utilizzato per le missioni SLS-1 del 2017 (invio di una capsula Orion MPCV senza equipaggio in orbita circumlunare) e la SLS-2 del 2019 (invio di una capsula Orion MPCV con equipaggio intorno alla Luna). A questo punto si passerebbe alla versione 'Block 1A' che peremtterebbe di portare nello spazio sia la capsula Orion MPCV che un carico molto pesante. Questo vettore infatti, della capacità di 100 tonnellate in orbita bassa, avrebbe sempre un primo stadio con quattro motori RS-25D (oppure gli RS-25E, la nuova versione non riutilizzabile e quindi meno costosa) ma i due booster vedrebbero il debutto della versione 'advanced' e potrebbero essere sia a solido (con una nuova miscela e costruiti in composito) che a combustibile liquido (RP-1, Kerosene). Anche lo stadio superiore sarebbe una nuova versione potenziata derivata da quello del Delta IV. Infine si arriverebbe alla versione 'Block 2', della capacità di 130 tonnellate in orbita bassa, con uno spazio ancora maggiore per lo stadio superiore che utilizzerebbe tre motori JX-2, derivati da quelli del Saturno 5. Questa ultima versione sarebbe il veicolo di lancio che permetterebbe agli esseri umani, ed alle loro attrezzature di supporto, di raggiungere Marte dopo il 2030.

Fonte: Nasaspaceflight.com

Eruzione solare ripresa dalla sonda Soho 04/10/2011 - Luce e tenebre: l'ESA sceglie due nuove missioni scientifiche - La potente influenza del Sole e la natura misteriosa dell'energia oscura saranno il motivo delle due prossime missioni scientifiche dell'ESA. Solar Orbiter ed Euclide sono state selezionate oggi dal Comitato di Programmazione Scientifica dell'ESA per essere pianificate con lanci previsti nel 2017 e 2019. Queste due missioni sono di classe media e sono le prime nel piano Cosmic Vision 2015-2025 dell'ESA. Il Solar Orbiter si avventurerà più vicino al Sole di ogni altra missione precedente. La sonda sarà progettata per carpire i segreti di come il Sole influenza l'ambiente ed in particolare come genera il flusso di particelle, conosciuto come vento solare, nei quali i pianeti sono immersi. L'attività solare ha effetti sul vento solare, rendendolo molto turbolento ed i flare solari creano grosse perturbazioni in questo flusso, accendendo spettacolari aurore visibili sulla Terra e sugli altri pianeti. Il Solar Orbiter sarà così vicino al Sole da raccogliere campioni di vento solare appena dopo che è stato emesso dalla superficie solare, mentre nello stesso momento osserverà in gran dettaglio il processo che accelera il vento solare dalla superficie del Sole. Il lancio della missione è previsto per il 2017 da Cape Canaveral con la NASA che fornirà il veicolo di lancio Atlas. Euclide invece è progettata per esplorare il lato oscuro dell'Universo. Essenzialmente si tratta di un telescopio spaziale e la missione mapperà la struttura a larga scala dell'Universo con un dettaglio mai raggiunto prima. L'osservazione si estenderà attraverso 10 miliardi di anni luce nell'universo, rivelando la storia dell'espansione e della crescita delle strutture durante gli ultimi tre quarti della sua storia. Uno dei più profondi misteri moderni è il perchè l'Universo si sta espandendo ad un ritmo sempre maggiore. L'accelerazione cosmica deve essere spinta da qualcosa che gli astronomi hanno ribattezzato 'energia oscura' per signifiare la sua natura sconosciuta. Ma utilizzando Euclide per studiare gli effetti sulle galassie e sugli ammassi di galassie che formano la struttura a grande scala dell'Universo, gli astronomi sperano di essere capaci di capire l'esatta natura dell'energia oscura. Il lancio di Euclide, per mezzo di un veicolo di lancio Soyuz, è previsto per il 2019 dallo Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francesce. "Con la selezione di Solar Orbiter ed Euclide, il Programma Scientifico ha ancora mostrato la sua rilevanza di scienza pura e per le preoccupazioni dei cittadini: Euclide farà luce sulla natura di una delle forze fondamentali dell'Universo, mentre Solar Orbiter potrà aiutare gli scienziati a comprendere quei processi, come le espulsioni di massa coronale, che interessano i cittadini della Terra perchè possono distruggere, per esempio, la comunicazione radio e le trasmissione di potenza ", spiega Alvaro Giménez, Direttore dell'Esplorazione Robotica e Scientifica dell'ESA. L'annuncio di oggi è il culmine di un processo iniziato nel 2004 quando l'ESA ha consultato un vasto numero di astronomi per decidere gli obiettivi dell'esplorazione spaziale Europea per il decennio successivo. Da questo esercizio è scaturito il Piano Cosmic Vision 2015-2025 che ha identificato quattro mire scientifiche: Quali sono le condizioni per la formazione planetaria e della vita? Come funziona il Sistema Solare? Quali sono le leggi fondamentali dell'Universo? Come l'Universo è iniziato e di cosa è composto? Nel 2007 venne aperto un bando per le missioni ed il risultato è stato un numero di missioni di classe media da cosiderare ulteriormente. "E 'stato un arduo dilemma per il comitato del Programma Scientifico scegliere due dei tre ottimi candidati. Ognuna di queste missioni produrrà ottimi lavori scientifici e metterà l'Europa all'avanguardia nei rispettivi campi. La loro qualità sta a dimostrare la creatività e le risorse della comunità scientifica Europea ", ha dichiarato Fabio Favata, Capo Ufficio Pianificazione del programma Scientifico dell'ESA. Il Comitato di Programmazione Scientifica ha deciso di mantenere la missione PLATO, non selezionata per un'opportunità di volo in questa occasione, come un possibile contendente per future opportunità di volo. Nella foto (Credit: ESA) un'eruzione solare fotografata dalla sonda Soho dell'ESA il 18 marzo 2003.

Fonte: ESA

Comparazioni delle osservazioni VIMS e RADAR dei mari del nord di Titano 04/10/2011 - Realizzata una mappa globale a colori di Titano, la più grande luna di Saturno - Un team internazionale guidato dall'Università di Nantes ha realizzato, mettendo assieme le immagini raccolte in oltre sei anni dalla missione Cassini, un mosaico globale della superficie di Titano. La mappa globale e le animazioni della più grand delle lune di Saturno sono state presentate martedì 4 ottobre da Stephane Le Mouelic durante il EPSC-DPS Joint Meeting 2011 di Nantes, in Francia. Il team ha compilato tutte le immagini infrarosse acquisite dallo strumento VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) durante i primi settanta sorvoli della sonda Cassini a Titano. Mettere insieme i pezzi è stato un compito di gran cura. Le immagini dovevano essere corrette per le differenze delle condizioni di illuminazione ed ogni immagine è stata filtrata un pixel alla volta per escludere le distorsioni atmosferiche. Titano è coperto da un'atmosfera sottile ed opaca composta principalmente di azoto. Vi sono nuvole di metano e di etano e vi sono prove sempre più convincenti di piogge di metano. Solo alcune specifiche bande dell'infrarosso possono penetrare le nubi e la foschia per fornire una finestra sulla superficie di Titano. Un mondo esotico congelato con molte caratteristiche geologiche simili alla Terra sta progressivamente emergendo dalle tenebre. Stephanie Le Mouelic spiega, "Dato che la sonda Cassini orbita attorno a Saturno e non Titano, possiamo osservarlo soltanto di media una volta al mese. La superficie di Titano è stata rivelata anno dopo anno come i pezzi di un puzzle che progressivamente vengono messi assieme. Completare una mappa finale senza cuciture è stata una sfida a causa degli effetti dell'atmosfera, delle nubi, delle nebbie e dei cambiamenti geometrici delle osservazioni fra un sorvolo e l'altro." Cassini ha eseguito 78 sorvoli di Titano fin da quando è arrivato in orbita attorno a Saturno nel luglio 2004. Ulteriori 48 flyby di Titano sono previsti entro il 2017. Al momento VIMS ha avuto poche opportunità di osservare Titano con un'alta risoluzione spaziale. Questo significa che la mappa globale mostrata ora mostra zone di Titano in maggiore dettaglio di altre. "Abbiamo creato le mappe utilizzando le immagini a bassa risoluzione come sfondo e quelle ad alta risoluzione sopra. Nelle poche opportunità che abbiamo avuto di ottenere immagini VIMS nei più vicini sorvoli abbiamo potuto mostrare dettagli di circa 500 metri per pixel. Un esempio di questo è dato dal sorvolo n.47, che ha osservato il sito dove il modulo di discesa Huygens è atterrato. Questa osservazione è la chiave che ci aiuterà a creare il ponte fra la verità fornite al suolo da Huygens e la mappatura globale dall'orbita, che proseguirà fino al 2017." Oltre a migliorare la copertura territoriale, la mappatura effetuata in futuro permetterà l'osservazione dei cambiamenti stagionali, sia nell'atmosfera che sulla superficie. Quando la primavera arriverà negli emisferi nord di Saturno e delle sue lune, alcune aree verranno alla luce solo in quel momento. "I laghi dell'emisfero nord di Titano sono stati scoperti dallo strumento RADAR nel 2006, apparendo come zone completamente livellate. Tuttavia, abbiamo dovuto aspettare fino a giugno 2010 per ottenere le prime immagini a infrarossi dei laghi del nord, che sono emersi progressivamente dall'oscurità dell'inverno del nord ", dice Le Mouelic. " Le osservazioni a raggi infrarossi offrono l'opportunità aggiuntiva per indagare la composizione dei liquidi all'interno dei laghi della zona. Etano liquido è già stato individuato con questo mezzo." Nella foto di copertina la mappa globale di Titano, la Luna di Saturno. Sul sito di Europlanet si possono vedere altre immagini dettagliate di Titano ed un video del globo in rotazione. Nella foto in alto (Credit: Europlanet) omparazioni delle osservazioni VIMS (le prime due da sinistra in diverse lunghezze d'onda) e RADAR dei mari del nord di Titano.

Fonti: Spaceref - Europlanet

03/10/2011 - La NASA cerca nuovi astronauti - Ai primi di novembre la NASA inizierà la ricerca dei candidati per la prossima classe di astronauti che dovranno applicarsi nelle missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale e nelle future attivitò nello spazio profondo. "Per scienziati, ingegneri ed altri profili professionali che hanno sempre sognato di effettuare il volo spaziale, questo è il momento giusto per entrare nel corpo astronauti," ha detto Janet Kavandi, direttore delle operazioni di volo con equipaggio al Johnson Space Center di Houston, nel Texas. "Questa nuova classe effettuerà le missioni dirette verso la stazione e vi arriverà con i nuovi sistemi di trasporto oggi in preparazione. Inoltre queste nuove leve avranno l'opportunità di partecipare al programm di esplorazione continua della NASA che comprende missioni oltre l'orbita terrestre." Per ulteriori informazioni visitate il sito: http://astronauts.nasa.gov Per poter accedere è richiesta una laurea in ingegneria, scienza o matematica ed almeno tre anni di esperienza professionale. Di solito i promossi hanno qualifiche significative in ingegneria o scienze oppure una grande esperienza di volo con jet ad alte prestazioni. Dopo che ai candidati saranno state effettuate le interviste e le valutazioni la NASA annuncierà la selezione finale nel 2013, con inizio dell'addestramento in agosto. Ulteriori informazioni circa il Programma di Candidatura Astronauti sono disponibili chiamando l'Ufficio di Selezione Astronauti al numero telefonico 281-483-5907.

Fonti: Spaceref

La nave Colibri al porto di Livorno per imbarcare gli stadi del vettore VEGA 03/10/2011 - Vega ha lasciato l'Italia per la base di lancio - Circa 200 persone si sono riunite la scorsa settimana presso lo stabilimento Avio a Colleferro (in provincia di ROMA) per assistere alla partenza del primo dei modelli di volo del secondo, terzo e quarto stadio del lanciatore Vega, che intraprendono il lungo viaggio verso la Guyana francese. Nel silenzio della notte, i tre camion con rimorchio, con a bordo il prezioso carico, hanno raggiunto il porto di Livorno dove sono stati imbarcati sulla motonave Colibri, una delle due navi che normalmente trasporta i componenti dell'Ariane 5 dall'Europa alla Guyana francese. Si fermeranno a Rotterdam dove il "Fairing" (l'ogiva del razzo contenente il carico utile) – proveniente da Zurigo (Svizzera) – e gli stadi intermedi 1 e 2 – provenienti da Leida (Olanda) – saranno caricati a bordo. La nave partirà poi il 6 ottobre per la traversata oceanica. L'arrivo a Degrad de Cannes, il porto di Caienna, è previsto per il 24 ottobre. "Giusto in tempo" per essere affiancati, nello stabilimento di integrazione dei propulsori che si trova nello spazioporto Europeo di Kourou, al primo stadio, la cui preparazione è pressoché completa. Il trasferimento all'interno della torre mobile di lancio di Vega avverrà agli inizi di novembre. Dopo settimane intense di lavoro in cui sono stati controllati anche i più piccoli dettagli dell'hardware e la documentazione associata, per Avio, ELV ed i gruppi di lavoro ESA/IPT è stato quasi un sollievo vedere il convoglio partire…ma alcuni di loro sentono già l'emozione della prossima avventura: la campagna del lancio inaugurale! Nella foto (Credit: ELV) la nave Colibri al porto di Livorno per imbarcare gli stadi del vettore VEGA.

Fonti: ESA Italia

Un satellite Glonass-M (Uragan-M) 03/10/2011 - Il razzo Soyuz torna al successo - Il 3 ottobre alle ore 00:15 a.m. ora di Mosca (le 22:15 ora italiana del 2 ottobre) dalla rampa di lancio 43 del Cosmodromo di Plesetsk delle Forze Spaziali Russe nel nord della Russia, è decollato un razzo vettore Soyuz-2.1b con lo stadio superiore Fregat che trasportava il satellite del sistema di navigazione Glonass M (Uragan-M). Dopo circa 10 minuti di volo i tre stadi del vettore completavano il loro lavoro e toccava quindi allo stadio superiore Fregat, con tre accensioni del motore, di inserire il satellite in orbita quasi circolare a 19.312 km sopra la Terra. Lo stadio Fregat ha rilasciato il satellite, del peso di circa 1.414 kg, alle 23:47 GMT (le 1:47 ora italiana) ed i controllori al suolo hanno potuto comunicare con il Glonass M per verificare le corrette condizioni. Il lancio era stato originariamente previsto per sabato ma i venti alla quota di 7/10 km erano superiori a quelli indicati dai paramentri di sicurezza. Con questo lancio la rete globale Glonass viene ristabilita al completo per la prima volta dal 1996. Il satellite lanciato oggi è il 24° membro della costellazione Glonass che fornirà al sistema la possibilità di essere raggiunto in tutto il mondo. Il sistema Glonass è l'equivalente Russo dell'Americano GPS e del prossimo sistema Europeo Galileo. La Russia aveva iniziato a rimettere in sesto il programma che era stato frammentato dopo la crisi di fondi degli anni '90. Il lancio di oggi è anche il primo di un razzo vettore Soyuz dopo il guasto del 24 agosto scorso che aveva decretato la distruzione di un veicolo di rifornimento automatico Progress diretto alla Stazione Spaziale Internazionale. La Soyuz lanciata oggi è una versione aggiornata del lanciatore con un nuovo motore allo stadio superiore. Gli ingegneri hanno spiegato che l'anomalia del lancio di agosto è stata causata da un difetto nel motore RD-0110 del terzo stadio del Soyuz ma questo tipo di motore non volerà nuovamente fino alla prossima missione prevista per il 30 agosto. Se tutto andrà come previsto i voli abitati delle Soyuz riprenderanno a novembre. Quattro altri satelliti della costellazione Glonass verranno lanciati prima della fine dell'anno. Tre di questi voleranno tutti assieme su un singolo lancio di un razzo Proton a novembre mentre un altro viaggerà verso l'orbita con un altro razzo Soyuz. Quello di oggi era il 58° lancio orbitale del 2011, il 53° a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: NPO PM) un satellite Glonass-M (Uragan-M).

Fonti: Roscosmos - SpaceflightNow

01/10/2011 - Prima missione umana di Orion MPCV verso la Luna gia nel 2019? - Con un'accelerazione del programma avuta nelle ultime settimane sembra che il primo volo con equipaggio di una capsula Orion MPCV e del nuovo Space Launch System (SLS) della NASA potrebbe già avvenire nel 2019 (anzichè nel 2021 come ipotizzato dalla tabella precedentemente resa pubblica dall'ente spaziale USA) e l'obiettivo sarebbe nientemeno che un sorvolo della Luna. SLS-1, il debutto del nuovo vettore pesante da 70 tonnellate di carico, porterà un Orion MPCV disabitato in una missione diretta verso la Luna per testare tutti i sistemi di bordo con la capacità di sostenere un equipaggio. SLS-2 invece, che nella prima stesura del programma, lo scenario peggiore, era previsto per il 2021, ora viene anticipato di due anni, al 2019. Questo grazie alla fase di programmazione che è delle missioni SLS iniziata alla NASA. Il MOD (Mission Operations Directorate) sta preparando il budget per il sorvolo della Luna senza equipaggio del 2017 e quello con equipaggio per il 2019. Questo riaggiustamento del programma di voli fa slittare di sei mesi anche il primo test di Orion (Orion Flight Test - OFT-1), che prevede l'utilizzo di una capsula Orion MPCV in orbita terrestre con un razzo vettore Delta IV-H e che quindi non avverrebbe più nel 2013 ma nel 2014. Anche il test AA2, che coinvolge un Orion senza equipaggio per testare il sistema di aborto al lancio a velocità soniche e che è previsto dopo OFT-1 slitterà di conseguenza. Dopo queste missioni test vi saranno quindi SLS-1 nel 2017 e SLS-2 nel 2019. E' stato inoltre fatto notare che la missione con equipaggio attorno alla Luna (SLS-2) potrebbe essere anticipata ancora di un anno al 2018 e di conseguenza anche il debutto della versione evoluta di SLS da 130 tonnellate di carico potrebbe essere anticipata (ora è prevista nel 2031). Sembra insomma che la programmazione ed il budget a disposizione della NASA per il nuovo sistema SLS sia in movimento con ampi margini di realizzazione. Queste nuove notizie sono state rese pubbliche durante un incontro svoltosi in settimana presso il Marshall Space Flight Center della NASA fra i responsabili dell'agenzia per il programma SLS e le industrie che verranno coinvolte nel progetto.

Fonti: Nasaspaceflight

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Massimo Martini

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