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Notiziario 2012 - primo trimestre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica da gennaio a marzo 2012. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del sito AtomZ.


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31/03/2012 - Sembra passato il rischio di ATV-3 di accorciare la sua missione alla ISS - Il capo del programma ATV dell'ESA, Nico Dettmann, ha reso noto un breve aggiornamento sul problema tecnico occorso al veicolo cargo Edoardo Amaldi ieri: "Il 30 marzo la linea di comando di una unità (delle quattro disponibili) RICO (Russian Systems Interface Unit - che sono scatole elettriche di interfaccia fra la ISS e l'ATV) si è guastata. Il sistema di rilevazione guasti, isolamento e recupero ha spento, come previsto, la linea Russa Chain 1 dell'avionica di ATV. l'ATV prosegue le funzioni nominalmente, utilizzando l'energia propria di ATV. Nel frattempo, la seconda linea di riserva, Chain 2, è stata utilizzata con successo al posto del segnale dei comandi perduti. Le operazioni di alzamento d'orbita previste per oggi alle 18:05 e 23:45 GMT (le 20:05 e le 1:45 ora italiana) verranno quindi eseguite come previsto. La perdita di una delle quattro funzioni ridondanti non viene considerata critica e la reintegrazione della linea di comando perduta è sotto indagine."

Fonte : ESA ATV Blog -

31/03/2012 - Cina lancia satellite per telecomunicazioni costruito in Francia - La Cina sabato pomeriggio ha inviato con successo un satellite per telecomunicazioni costruito in Francia, l'APSTAR-7, in orbita utilizzando un lanciatore Lunga Marcia 3B dal Satellite Launch Center di Xichang, nel sudovest del Paese. I dati indicano che il satellite si è separato dal razzo ed ha raggiunto la sua orbita prevista 26 minuti dopo il lancio avvenuto alle 6:27 p.m. ora di Pechino (le 12:27 ora italiana). Costruito dalla Thales Alenia Space per la APT Satellite Company di Honk Kong, il satellite sostituirà l'APSTAR-2R che si trova attualmente in orbita. L'APSTAR-7 è un satellite per telecomunicazioni e ritrasmissioni molto potente e dovrebbe rimanere operativo per circa 16 anni prima di essere sostituito. Il satellite è capace di fornire trasmissioni televisive e comunicazioni satellitari per l'Asia, il Medio Oriente, l'Africa, l'Australia e l'Europa, come anche irradiare programmi televisivi in direta e comunicazioni trascontinentali e servizi di trasmissione per la Cina, il Medio Oriente, l'Asia Centrale e l'Africa. Il lancio di sabato segna la 159° missione di un razzo vettore della serie Lunga Marcia sviluppato dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASTC), e che fa parte di un contratto siglato fra la China Great Wall Industry Corporation, una sussidiaria della CASTC, e la compagnia APT. Quello di oggi era il 13° lancio orbitale del 2012, tutti conclusisi con successo.

Fonte : Xinhua -

Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Olandese dell'ESA Andrè Kuiper all'interno di ATV. 30/03/2012 - Problema elettrico su ATV-3 potrebbe chiudere la missione in anticipo - L'equipaggio che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha aperto i portelli ed è entrato nel nuovo veicolo cargo Europeo ATV-3 Edoardo Amaldi. Purtroppo però gli ingegneri del controllo missione sono alle prese con un piano di emergenza che potrebbe chiudere anticipatamente la missione di rifornimento nel caso non fosse possibile risolvere un problema elettrico. Gli ingegneri del centro di controllo della nave spaziale che si trovano a Tolosa, in Francia, hanno riscontrato il guasto di uno dei due sistemi ridondanti dell'Equipment Control System Russo che permette alla stazione di passare energia elettrica al Veicolo di Trasferimento Automatico. Una linea di riserva ha superato i test iniziali venerdì ma non è ancora stata connessa con il sistema elettrico della stazione spaziale. I pannelli solari del cargo non sono infatti in grado di generare sufficiente energia a causa di un angolo sfavorevole con il Sole. Per questo motivo l'ATV-3, battezzato Edoardo Amaldi in onore del fisico e pioniere spaziale Italiano, ha bisogno di accedere all'energia della stazione spaziale per poter rimanere agganciata al complesso. Il veicolo cargo, che ha attraccato all'avamposto orbitale giovedì, potrebbe dover partire dal complesso prima del previsto se l'energia del laboratorio non potrà essere estesa all'ATV. I piani originali prevedevano che il veicolo cargo rimanesse attraccato alla stazione almeno fino alla fine di agosto. Un aggiornamento della NASA ha confermato che sono in corso colloqui fra gli esperti delle varie agenzie spaziali coinvolte nella ISS per cercare un metodo alternativo per fornire l'energia necessaria ad ATV-3. Il team internazionale sta anche valutando un piano per scaricare il materiale più necessario nel caso peggiore che debba essere effettuato uno sgancio del veicolo anticipato. I controllori della missione avevano previsto di effettuare sabato un'accensione dei motori di ATV-3 per alzare l'orbita della stazione di circa 3,2 km. Ma la manovra dovrà essere annullata se il problema con la fornitura elettrica non verrà risolto entro sabato mattina. Un'altra manovra di rialzo orbita di ATV-3 era prevista per il 5 aprile. Queste manovre servono per aggiustare l'orbita della ISS in preparazione della partenza del veicolo spaziale Progress prevista per il prossimo 19 aprile e l'arrivo di un'altra missione di rifornimento Progress il 22 aprile. Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Olandese dell'ESA Andrè Kuiper all'interno di ATV-3 poco dopo l'apertura dei portelli con la ISS. André indossa una maschera ed occhiali protettivi in caso l'aria all'interno del cargo sia cattiva o che vi sia materiale che svolazza al suo interno.

Fonte : SpaceflightNow - ESA ATV Blog

Nella foto (Credit: Roscosmos) il decollo dell'ultimo Proton della versione K. 30/03/2012 - Satellite di allarme Russo in orbita con un Proton - Venerdì la Russia ha lanciato un satellite di primo allarme per il lancio dei missili dalle steppe del Kazakhstan, segnando l'ultimo volo di una versione del razzo Proton dopo 45 anni di servizio. Il Proton K è decollato alle 05:49 GMT (le 7:49 ora italiana) di venerdì dall'area 81/24 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, dove erano le 11:49 ora locale. Spinto da sei motori principali RD-253 il razzo ha lasciato la rampa di lancio lasciando dietro di se una scia arancione sullo sfondo del cielo azzurro. Il Proton ed lo stadio superiore Block DM ha rilasciato un carico militare nell'orbita prevista alle 12:27 GMT, secondo l'agenzia di notizie Novosti. Il veicolo spaziale era nominato Cosmos 2479, secondo la nomenclatura del ministero della difesa per i satelliti militari. Gli osservatori credono che il carico utile fosse un satellite di primo allarme della classe Oko destinato a segnalare il lancio di missili grazie al suo telescopio ad infrarossi. Il satellite US-KMO, che dovrebbe essere l'ultimo dell'attuale sistema di allarme della costellazione Oko, e verrà posizionato in orbita geosincrona a 36.000 km sopra l'equatore dando alla piattaforma una visuale di metà della Terra. Si è trattato del 310° lancio di un Proton K fin dal 1967, secondo quanto annunciato dalla Khrunichev, l'azienda costruttrice del Proton. Una versione modernizzata del razzo a perdere chiamata Proton M ha preso il posto per i lanci commerciali di satelliti e per i carichi governativi Russi. Il Proton M ha diversi aggiornamenti come i motori del primo stadio ed un sistema digitale del controllo del volo che incrementano la capacità di carico rispetto al vecchio Proton K e suoi derivati. La famiglia Proton ha eseguito un totale di 375 voli fin dal 1965. Versioni del Proton K hano lanciato in orbita le stazioni spaziali Salyut, i principali moduli del complesso spaziale MIR ed i modulo Zarya e Zvezda nelle prime fasi di costruzione della Stazione Spaziale Internazionale. Un Proton K ha lanciato i primi veicoli spaziali che hanno eseguito un atterraggio controllato su Venere e su Marte, hanno contribuito alle missioni che hanno riportato campioni dalla superficie lunare e lanciato due sonde che hanno volato vicino alla cometa di Halley. Il primo volo commerciale di un lanciatore Proton sotto gli auspici della International Launch Services avvenne nel 1996 utilizzando una versione del Proton K della famiglia per portare in orbita un satellite per telecomunicazioni Europeo. Il lancio di venerdì è la terza missione Proton del 2012, e la quarta nel programma spaziale Russo di quest'anno . Si è trattato anche del 12° lancio orbitale globale del 2012, tutti eseguiti con successo. Nella foto (Credit: Roscosmos) il decollo dell'ultimo Proton della versione K.

Fonte : SpaceflightNow -

29/03/2012 - La Soyuz ritornerà dalla ISS il 27 aprile - L'agenzia spaziale Russa Roscosmos ha dichiarato che il veicolo spaziale abitato Soyuz TMA-22 rientrerà sulla Terra, dalla Stazione Spaziale Internazionale, il 27 aprile. "Abbiamo raggiunto un'accordo con i nostri partener del progetto ISS sulla data di atterraggio. Sarà il 27 aprile," ha dichiarato Alexei Krasnov, capo dei programmi di volo spaziale umano della Roscosmos, alla RIA Novosti. I cosmonauti Russi Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin, assieme all'astronata Dan Burbank della NASA, avevano il ritorno sulla Terra previsto per il 16 marzo con la Soyuz ma un ritardo nel lancio della Soyuz TMA-04M con la prossima spedizione alla ISS ha interferito con i piani di rientro. Il prossimo equipaggio sarà composto dai cosmonauti Russi Gennady Padalka e Sergei Revin e dall'astronauta Joseph Acaba della NASA ed il loro lancio è previsto per il 15 maggio. Il nuovo equipaggio si unirà all'astronauta della NASA, Don Pettit, al cosmonauta Russo Oleg Kononenko e all'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea, l'olandese Andrè Kuipers, che sono giunti sulla ISS in dicembre e trascorreranno 147 giorni a bordo della stazione orbitale.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: ESA/CNES) diverse inquadrature del momento dell'attracco di ATV-3 Edoardo Amaldi alla ISS. 29/03/2012 - Il terzo veicolo di rifornimento Europeo attracca alla ISS - L'ATV Edoardo Amaldi dell'ESA ha completato la prima fase del suo aggancio con il modulo Russo Svezda della Stazione Spaziale Internazionale. Il docking è avvenuto dolcemente quando la sonda di aggancio di ATV è stata catturata dal cono di attracco di Zvezda alle 22:31 GMT (le 0:31 ora italiana). La sonda di aggancio è stata poi retratta e sono stati attivati i ganci fra le due navi spaziali. In seguito verranno stabiliti i collegamenti elettrici e dei dati. Il vascello di 20 tonnellate, volando in modo autonomo mentre era costantemente monitorato da Terra, ha agganciato il complesso orbitale da 450 tonnellate con una precisione di 6 cm mentre orbitavano assieme attorno alla Terra ad oltre 28.000 km/h. "Nessuno dovrebbe considerare questo attracco liscio e delicato tra questi due veicoli spaziali giganti sia un compito facile o di routine," ha detto Thomas Reiter, Direttore ESA delle Operazioni e del Volo Spaziale Umano. "Le tecnologie che abbiamo dimostrato in condizioni operative con gli ATV hanno un enorme potenziale per il futuro del volo spaziale umano e le missioni di esplorazione." L'attracco ha concluso un avvicinamento eseguito passo dopo passo dal grande trasporto verso l'avamposto orbitale. Il veicolo ha manovrato in modo autonomo durante queste fasi operative critiche, tenuto sotto controllo da un sistema separato di bordo che assicurava la sicurezza della Stazione e del suo equipaggio. Il team al suolo del Centro di Controllo ATV di Tolosa così come l'astronauta André Kuipers dell'ESA ed i suoi compagni sulla stazione hanno osservato l'avvicinamento, nel caso che una sospensione o un annullamento venissero ordinati. Come i suoi predecessori, l'ATV-3 ha una missione dalla mille sfaccettature. Come rimorchiatore spaziale è fornito di 3.150 kg di propellente per alzare l'orbita della Stazione e compensare il naturale decadimento di altitudine causato dall'attrito atmosferico o per spostarla dalla traiettoria di pericolosi potenziali detriti cosmici. l'ATV inoltre fornisce il controllo dell'assetto quando altri veicoli spaziali si avvicinano alla Stazione. Come autobotte spaziale consegnerà 860 kg di propellente, 100 kg. di ossigeno ed aria e 280 kg di acqua potabile, il tutto da pompare nei serbatoi della Stazione. Come cargo spaziale invece trasporta 2.200 kg di merci tra cui attrezzature scientifiche, parti di ricambio, cibo e vestiario per gli astronauti. Durante i cinque mesi che trascorrerà agganciata alla Stazione, fungerà anche come spazio di modulo temporaneo, fornendo 45 metri cubi in più di alloggi per l'equipaggio dell'avamposto orbitale. Nelle precedenti missioni ATV è stato il benvenuto dagli astronauti perchè è "il luogo più silenzioso della Stazione" e spesso area preferita per il lavoro. Al termine della sua missione, prevista per il 27 agosto, l'ATV-3 si separerà dalla Stazione riempito di sacche di rifiuti. Il giorno successivo verrà spedito in sicurezza a bruciare nell'atmosfera terrestre durante il rientro sopra il Sud dell'Oceano Pacifico. Per ulteriori informazioni su ATV consulta il sito http://www.esa.int/ATV. Nella foto (Credit: ESA/CNES) diverse inquadrature del momento dell'attracco di ATV-3 Edoardo Amaldi alla ISS.

VIDEO DELL'ATTRACCO DI ATV-3 EDOARDO AMALDI ALLA ISS (CREDIT: NASA) - dur.min.23:23



Fonte : ESA

Nella foto (Credit: NASA) i cinque motori F1 del primo stadio del razzo Saturno V. 28/03/2012 - Individuati i motori F1 del razzo Saturno 5 - Il motore a razzo F1 è ancora una meraviglia moderna - 680 tonnellate di spinta, 32 milioni di cavalli vapore e bruciava 2,7 tonnellate al secondo di kerosene ed ossigeno liquido. Il 16 luglio 1969, il mondo osservava in particolare i cinque motori F1 accesi assieme, che avevano dato inizio alla storica missione di Apollo 11. Questi cinque F1 bruciavano solo per pochi minuti e poi ricadevano sulla Terra dentro l'Oceano Atlantico, proprio come previsto dalla NASA. Alcuni giorni dopo Neil Armstrong metteva piede sulla Luna. Milioni di persone sono state ispirate dal Programma Apollo. Io avevo cinque anni quando guardavo Apollo 11 in televisione, e senza dubbio è stato un gran contributo per la mia passione per la scienza, l'ingegneria e l'esplorazione. Un anno fa, ho iniziato a chiedermi e se, con il giusto team di professionisti subaquei, avrei potuto trovare e recuperare i motori F1 che avevano iniziato la missione umana sulla Luna? Sono veramente emozionato nel dire che, utilizzando i sonar di ultima generazione, il team ha trovato i motori di Apollo 11 sprofondati a 4.200 metri sotto la superficie, e stiamo progettando di tentare di riportare uno o più di questi dal fondo dell'Oceano. Non sappiamo in quali condizioni questi motori potranno essere - essi hanno colpito l'oceano ad alta velocità e sono stati nell'acqua salata per oltre 40 anni. D'altra parte erano costruiti di materiali resistenti e così vedremo. Sebbene siano stati sul fondo dell'oceano per lungo tempo, i motori rimangono di proprietà della NASA. Se riusciamo a uno di questi motori F1 che hanno eseguito il primo viaggio dell'umanità su un altro corpo celeste, credo che la NASA potrebbe decidere di renderlo disponibile allo Smithsonian perchè tutti possano vederlo. Se fossimo capaci di recuperare più di un motore, chiederemo alla NASA di considerare di renderlo disponibile per l'eccellente Museo del Volo di Seattle. Per chiarezza, farò notare che nessun finanziamento pubblico sarà utilizzato per tentare di riportare i motori, che sono in corso in modo privato. La NASA è uno delle poche istituzioni che possano ispirare i bambini di cinque anni. Di sicuro ha ispirato me e con questa sfida, forse, possiamo ispirare alcuni giovani ad inventare ed esplorare. Vi terremo informati. Sinceramente. Jeff Bezos.
Nella foto (Credit: NASA) i cinque motori F1 del primo stadio del razzo Saturno V.

Fonte : Bezos Expedition

Nella foto (Credit: ESA) lo stadio AVUM di Vega. 27/03/2012 - Vega, sfida ad un ambiente corrosivo - (seconda parte dello speciale su Vega pubblicato il 14 marzo) Un altro tipo di test è stato meno drammatico ma egualmente necessario per comprendere come Vega potesse comportarsi nell'ambiente che nei giorni, settimane e perfino mesi un lanciatore potrebbe aspettare il lancio. "Il sito di lancio di Vega nella Guyana Francese è uno dei peggiori luoghi che si possono immaginare in termini di corrosione," spiega Tommaso. "E' molto caldo ed umido, con aria marina salmastra e venti che soffiano da una sola direzione rendendo così particolarmente colpita una parte. E poi ci sono altri lanci che avvengono nelle vicinanze e che producono acido idroclorico dai loro scarichi e che accelerano il fenomeno della corrosione." L'ESA ha scritto letteralmente un libro sui diversi test di corrosione, compilando uno standard condiviso dall'industria spaziale Europea attraverso una iniziativa chiamata European Cooperation for Space Standardization (ECSS). "Noi eseguiamo vari tipi di test standard per la corrosione e lo stress da corrosione," dice Tommaso, in particolare l'ultima è necessario per la tendenza dell'incremento della degradazione causato dall'ambiente quando il materiale è sotto stress. "Ad esempio, abbiamo eseguito 'test di immersione alternata' dove un campione viene immerso nell'acqua salata per dieci minuti alla volta intervallati da 50 minuti fuori e questo ripetuto per 30 giorni." Ulteriori test vengono eseguiti fuori dal laboratorio. Ad esempio alcune stringhe - l'ossatura strutturale sulla quale viene attaccata la pelle del lanciatore - e parti della struttura dell'interstadio che unisce il secondo e terzo stadio di Vega sono state prese dal modello di qualificazione di Vega ed hanno fatto lo stesso viaggio che poi avrebbe fatto Vega stesso. "Con le stringhe abbiamo eseguito il test del trasporto via nave," aggiunge Tommaso. "Questo significa che abbiamo utilizzato lo stesso container, sulla stessa nave sulla quale Vega sarebbe stato trasportato e poi avrebbe sperimentato l'ambiente della Guyana Francese. Questo invio di prova ha confermato direttamente che la struttura era giusta per il suo scopo." Il team responsabile dei materiali presso l'ESTEC ha inoltre contribuito allo stadio superiore, l'Attitude and Vernier Upper Module (AVUM). Questo è il più piccolo degli stadi che compongono Vega, perché richiede molta meno spinta per guidare il resto del segmento del razzo fuori dall'atmosfera terrestre. A differenza degli stadi a propellente solido, il suo motore a propellente liquidi è regolabile e può effettuare accensioni multiple. L'AVUM inoltre ospita la maggior parte dell'avionica utilizzata per la supervisione del volo del lanciatore come anche le batterie che forniscono l'energia di bordo di Vega. "Nel caso dei satelliti con i quali lavoriamo normalmente i carichi utili del lanciatore possono aspettarsi un certo grado di smorzamento a causa delle vibrazioni e dello shock del lancio." dice Tommaso. "Ovviamente questo non deve essere il caso dell'elettronica del lanciatore - che devono sopportare tutte le forze che Nella foto (Credit: ESA) un componente elettrico di Vega viene preparato per un test ai raggi gamma. incontreranno sulla loro strada." Gli specialisti valutano la qualificazione delle schede dei circuiti stampati e le tecnologie associate la montaggio superficiale, così come esaminano i collegamenti che vanno dalle batterie all'avionica di Vega. E quando questa avionica diventa potenzialmente suscettibile alle radiazioni dello spazio mentre si alza sopra l'effetto schermante dell'atmosfera la valutazione degli effetti delle radiazioni vengono valutati all'interno del Materials and Electrical Components Laboratories di ESTEC. Un particolare gruppo dedicato ad esaminare i componenti è stato istituito con i rappresentanti della compagnia ELV (European Launch Vehicle) di Vega e fra i componenti delle divisioni dell'ESA come membri permanenti, ricevendo assistenza dagli esperti quando necessario. Questo gruppo ha la responsabilità di selezionare, procurare, valutare e qualificare tutti i componenti elettrici, elettronici ed elettromeccanici (EEE) - e non si tratta di un lavoro semplice quando la lista dei componenti coinvolti è di oltre 600 pagine. Circa 42 incontri o teleconferenze sono stati eseguite con i fornitori dei componenti nel corso del periodo in cui ha lavorato il gruppo. Un approccio simile è stato eseguito anche con il quartetto di serbatoi di propellente Russi di AVUM, che contengono il propellente e l'ossidante. "Abbiamo esaminato le saldature dei serbatoi in un modo simile, per vedere se potevano essere migliorate," dice Tommaso. E' stata eseguita un'analisi metallurgica completa delle saldature e ne sono usciti dei nuovi protocolli per migliorare la loro microstruttura - i serbatoi così aggiornati possono operare ad una pressione doppia di quella operativa. Per i serbatoi nel loro complesso si è cercato di quantificare le tensioni residue introdotte come parte del processo di fabbricazione, e che li possono rendere potenzialmente più vulnerabili ad altre fonti di danno durante la loro vita. " Dopo una cooperazione così stretta con il team di Vega, gli specialisti di ESTEC si sono potuti godere la soddisfazione di un lavoro ben fatto quando il lanciatore Vega ha rombato in orbita - il primo di molti che verranno. "Sono grato agli esperti di ESTEC per il loro supporto intenso, responsabile e proattivo che hanno avuto con il team di Vega," commenta Stefano Bianchi, manager del programma Vega per ESA. "Il successo del volo inaugurale è il successo dei nostri esperti tecnici dell'Agenzia e del loro rigore." Nella foto a sinistra (Credit: ESA) lo stadio AVUM di Vega. Nella foto a destra (Credit: ESA) un componente elettrico di Vega viene preparato per un test ai raggi gamma.

Fonte : ESA

27/03/2012 - Dato l'ok per l'attracco di ATV-3 Edoardo Amaldi - Ieri, il Mission Management Team della ISS (IMMT) - la struttura di coordinamento che comprende tutte le agenzie spaziali che fanno parte del programma della Stazione Spaziale Internazionale (ESA, NASA, JAXA, CSA, Roscosmos/RSC-E) hanno dato un 'via libera' e l'approvazione formale per l'aggancio di ATV-3, Edoardo Amaldi, previsto il 28 marzo 2012 alle 22:33 GMT (le 00:33 ora italiana). Per seguire in diretta web la fase di aggancio vai a questo indirizzo: http://www.esa.int/SPECIALS/ATV/SEMZKJGY50H_0.html". La trasmissione inizierà attorno alla mezzanotte.

Fonte : Esa ATV Blog

Nella foto (Credit: NASA/Glenn Benson) i tecnici eseguono gli ultimi preparativi allo stadio di crociera del Mars Science Laboratory. 
All'interno si trova già, ripiegato, il rover Curiosity. Manca soltanto l'aggiunta dello scudo termico. 26/03/2012 - Mars Science Laboratory aggiusta la rotta - Il veicolo spaziale Mars Science Laboratory della NASA, a metà strada da Marte, ha eseguito oggi una correzione di rotta che gli permetterà di consegnare il rover Curiosity, pesante una tonnellata, sulla superficie del Pianeta Rosso questo agosto. I test completati a bordo di Curiosity la scorsa settimana hanno confermato le perfette condizioni della strumentazione scientifica che la missione utilizzerà per comprendere se l'area dove scenderà abbia mai offerto le condizioni favorevoli per lo sviluppo della vita microbiotica. Questa è la seconda, delle sei previste, manovre correttive della traiettoria che è stata eseguita durante la fase di viaggio verso Marte. La sonda oggi ha acceso i suoi piccoli razzi per quasi nove minuti. I dati ricevuti ed i cambiamenti nell'effetto doppler dei segnali radio provenienti dalla sonda, monitorati dalla sala di controllo missione presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, hanno confermato il successo della manovra. "E' stato positivo prendere la seconda manovra sotto il nostro controllo e vedere che è andata nella giusta direzione," ha detto Erisa Hines, capo dei sistemi per la manovra presso il JPL. "L'intero sistema in viaggio continua a funzionare molto bene."
"Siamo ora su una traiettoria che ci porta ancora più vicino al punto che vogliamo raggiungere il 5 agosto,"
aggiunge Tomas Martin-Mur, capo del team di navigazione della missione. In termini di durata il punto a metà strada nel viaggio fra la Terra e Marte verrà raggiunto il 1° aprile. La missione è partita il 26 novembre 2011 ed atterrerà nel pomeriggio del 5 agosto 2012 PDT (le prime ore del 6 agosto ora italiana). Uno dei 10 strumenti di Curiosity, il Radiation Assessment Detector (RAD) ha già raccolto dati per circa tre mesi, monitorando l'ambiente delle radiazioni naturali nello spazio interplanetario. Queste informazioni, in particolare quelle raccolte da RAD durante i recenti brillamenti solari, sono cruciali per progettare una missione umana su Marte. Nelle ultime due settimane il team del rover ha controllato le condizioni dei restanti nove strumenti scientifici a bordo di Curiosity, accendendoli per la prima volta dopo il lancio. Tutti gli strumenti hanno superato positivamente questi controlli. "I diversi test variano a seconda degli strumenti e ci hanno confermato che tutti gli strumenti sono superato brillantemente il lancio," dice Betina Pavri ingegnere dei test per il carico scientifico della missione presso il JPL di Pasadena. "Questi controlli forniscono un importante calibrazione e caratterizzazione degli strumenti, comprese le immagini dark delle macchine fotografiche e le misure della pressione zero nel vuoto dello spazio per il sensore della stazione meteo del rover." Il sito di atterraggio di Curiosity è vicino alla base della montagna che si trova all'interno del cratere Gale, vicino all'equatore marziano. I ricercatori prevedono di utilizzare Curiosity per studiare gli strati della montagna che abbiano indizi dell'ambiente anticamente umido di Marte. Per prima cosa il veicolo spaziale lo deve portare li. La manovra di oggi ha portato la sonda ad un settimo di quanto ottenuto durante il primo aggiustamento di rotta, avvenuto l'11 gennaio. Dopo la prima manovra la traiettoria avrebbe portato Curiosity a circa 5.000 km e 20 minuti lontano dall'entrata nell'atmosfera marziana nel momento e nel posto giusto. Come in quella manovra, anche oggi, sono stati utilizzati la combinazione dei motori di spinta mentre l'intero veicolo ruotava due volte al minuto. Lo stadio di crociera della sonda possiede otto di razzi di manovra raggruppati a in due gruppi di quattro. La manovra è iniziata con circa tre minuti di accensioni di ogno razzetto di ogni gruppo per modificare la velocità lungo la direzione dell'asse di rotazione. Poi per spingere la sonda in una direzione perpendicolare agli assi, ogni set di razzi è stato utilizzato con impulsi di cinque secondi quando la rotazione del veicolo metteva il gruppo nella corretta orientazione. La manovra ha utilizzato oltre 60 di questi impulsi spaziati da circa 10 secondi uno dall'altro. "Lo scopo è di mettere la traiettoria verso un punto dell'atmosfera di Marte dove abbiamo necessita che sia preciso e sicuro per l'atterraggio." spiega Mau Wong, analista delle manovre per il JPL. La discesa dalla cima dell'atmosfera di Marte verso la superficie impiegherà delle tecniche innovative mai utilizzate nelle precedenti missioni Marziane che permetteranno di raggiungere un'aerea molto ristretta con un carico utile molto più grande. Queste innovazioni, se avranno successo, porteranno un laboratorio mobile ben equipaggiato in un luogo ben preciso scelto per la missione. Le stesse innovazioni porteranno la NASA verso il raggiungimento di capacità necessarie per le missioni umane su Marte. Al 29 marzo la sonda avrà viaggiato per circa 316 milioni di km su un totale di 567 milioni di km del volo complessivo verso Marte. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, e gestisce la missione per lo Science Mission Directorate della NASA di Washington. Ulteriori informazioni su Curiosity si trovano online a http://www.nasa.gov/msl e http://mars.jpl.nasa.gov/msl/ . Puoi anche seguire la missione su Facebook a: http://www.facebook.com/marscuriosity o su Twitter a: http://www.twitter.com/marscuriosity. Nella foto (Credit: NASA/Glenn Benson) i tecnici eseguono gli ultimi preparativi allo stadio di crociera del Mars Science Laboratory. All'interno si trova già, ripiegato, il rover Curiosity. Manca soltanto l'aggiunta dello scudo termico per completare il veicolo spaziale.

Fonte : NASA

26/03/2012 - Satellite meterologico Sovietico precipita sulla Terra - Il Meteor-1, il primo satellite meteorologico operativo dell'Unione Sovietica, rientrerà lunedì notte nell'atmosfera terrestre dopo oltre quattro decenni in orbita, lo ha rivelato il sito web del Comando per la Difesa Strategica degli Stati Uniti. La serie dei satelliti Meteor venne sviluppata dall'Unione Sovietica durante gli anni '60. Il 26 marzo 1969, un razzo Vostok lanciò il Meteor-1, la prima versione del network sovietico meteorologico, in orbita. Il satellite concluse le sue operazioni nel luglio del 1970, secondo le informazioni in possesso della NASA. Il veicolo spaziale dovrebbe iniziare il rientro verso le 3:13 a.m. ora di Mosca (le 1:13 ora italiana) del 27 marzo con i detriti che dovrebbero ricadere nell'Oceano Indiano a sud dello Sri Lanka, sempre secondo lo U.S. Strategic Command. Pesante fra i 1.200 e le 1.400 kg., il Meteor-1 venne originariamente piazzato su un'orbita alta 650 km, riporta la rivista Space Safety. I due pannelli solari erano orientati automaticamente verso il Sole per fornire al satellite il massimo dell'energia solare disponibile. Il Meteor-1 ha fornito osservazioni quasi di tutto il globo del sistema meteorologico, la sua copertura nuvolosa, il ghiaccio e le zone innevate, e rifletteva ed emetteva radiazioni dal lato diurno al lato notturno dell'atmosfera terrestre per utilizzi del servizio meteorologico Sovietico. Alcuni dei dati elaborati e delle immagini televisive del satellite sono state distribuite ai centri meteorologici di tutto il mondo. La Russia ha previsto di ripristinare il network di satelliti meteo Sovietici ma fino ad ora utilizza i dati dai satelliti meteo degli Stati Uniti e dell'Europa.
AGGIORNAMENTO - Il Centro Principale per la Ricognizione Spaziale, che fa parte delle Forze Spaziali Russe, ha comunicato che il satellite Meteor-1 è precipitato sopra l'Antartide. I frammenti del satellite sono rientrati nell'atmosfera alle 2:17 ora di Mosca (le 0:17 ora italiana) sopra la regione Queen Maud a circa 690 km dalla base di ricerca Argentina, Belgrano II.

Fonte : Ria Novosti - Ria Novosti

Nella illustrazione (Credit: ESA-J.Huart) il satellite Artemis in orbita. 26/03/2012 - Artemis, un aiuto per ATV - Atermis, il satellite per telecomunicazioni dell'ESA, è tornato in azione per assicurare l'arrivo del terzo Automated Transfer Vehicle Europeo alla Stazione Spaziale Internazionale con il suo prezioso carico di rifornimenti vitali. L'ATV Edoardo Amaldi, che contiene rifornimenti di propellente, acqua, ossigeno, aria, cibo, vestiario, esperimenti e parti di ricambio, è una vera linfa vitale per gli astronauti della Stazione Spaziale. Un arrivo regolare è decisivo per l'avamposto orbitale. Artemis è completamente dedicato a seguire ATV-3 nella fase di volo libero fino all'attracco con la stazione previsto mercoledì notte. I satelliti della NASA fungeranno da riserve di Artemis nella delicata fase di attracco mentre Artemis fungerà da riserva durante le altre fasi e nelle situazioni di emergenza. Artemis gestirà le comunicazioni fra Edoardo Amaldi e il Centro Controllo ATV di Tolosa, in Francia. Stazionando a circa 36.000 km sopra l'equatore a 21,4° Est - direttamente sopra la Repubblica Demcratica del Congo - Artemis ritrasmette la telemetria ed i comandi da e per il centro di controllo quando il satellite ha la stazione o ATV in visuale. Mentre ATV-3 gira attorno al mondo, Artemis ha quasi 40 minuti di contatti continui ogni volta. Anche le prime due missioni ATV sono state seguite da Artemis. Lavorando in parallelo con la NASA, Artemis è stato utilizzato principalmente mentre gli ATV erano agganciati alla Stazione e fungeva da riserva per i comandi e la telemetria durante la fase di avvicinamento (randezvous), l'attracco, lo sgancio ed il rientro. Il primo satellite di ritrasmissione dati dell'ESA è in orbita terrestre da oltre dieci anni ed è stato un pioniere di molte tecnologie utilizzate oggi dai satelliti. Artemis ha eseguito il primo collegamento laser fra satelliti su orbite differenti; è stato il primo satellite per telecomunicazioni ad essere riprogrammato pesantemente in orbita; è stato il primo a raggiungere con le sue forze l'orbita geostazionaria a 36.000 km, grazie ai suoi motori ad ioni dopo essere sopravvissuto al più lungo viaggio verso la sua destinazione. Artemis è il precursore del nuovo sistema European Data Relay Satellite dell'Europa, che ora è in allestimento grazie ad una collaborazione pubblico-privato fra l'ESA e l'Astrium Services. Nella illustrazione (Credit: ESA-J.Huart) il satellite Artemis in orbita.

Fonte : ESA

26/03/2012 - Un disegno spaziale per Antonianna - Si chiamerà Antonianna e insieme a Thijis e Natalia sarà uno dei ventisette satelliti che compongono la costellazione Galileo, il sistema di navigazione europeo di nuova generazione attualmente in corso di sviluppo grazie a un progetto congiunto della Commissione Europea e dell' Agenzia Spaziale Europea. E' stato infatti assegnato ad Antonianna Semeraro, giovanissima della provincia di Taranto, il primo premio per "un disegno spaziale", concorso promosso dalla Commissione Europea per dare il proprio nome a uno dei satelliti della costellazione Galileo. Alla competizione hanno già partecipato oltre 16.000 bambini europei con i loro lavori, ricchi di idee e creatività, realizzati con ogni tipo di tecnica: dall'acquarello, alle tempere, dal collage al dipinto. I primi due satelliti lanciati da Kourou, nella Guyana francese, il 21 ottobre scorso portano i nomi di due bambini provenienti rispettivamente da Belgio e Bulgaria proclamati vincitori nazionali nel giugno scorso. Il disegno e' stato selezionato tra oltre 1.500 opere da una giuria nazionale composta da Umberto Guidoni, Volker Liebig, Ettore Perozzi e Federico Taddia. A sancire la vittoria è stato il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, che ha regalato alla piccola Antonianna un modellino del satellite che porterà il suo nome. Presente alla cerimonia di premiazione il Presidente dell'ASI, Enrico Saggese.

Fonte : ASI

25/03/2012 - La Corea del Nord si prepara a lanciare un nuovo razzo - Secondo quanto hanno affermato fonti militari di Seoul, la Corea del Nord ha trasportato il corpo principale di un razzo a lunga gittata nel sito di lancio che si trova nell'estremo nordovest del paese in preparazione della missione prevista per il prossimo mese. "La Corea del Sud ed i militari USA hanno dato l'allarme che la Corea del Nord ha spostato il corpo principale di un missile a lungo raggio (Tongchang-ri) e che si stanno preparando per il lancio," ha dichiarato alla AFP un portavoce del Ministero della Difesa senza fornire ulteriori dettagli. La comunicazione conferma un rapporto della Fuji Television che un treno aveva portato sabato il corpo principale al nuovo sito di lancio. Il Nord ha annunciato che sparerà un razzo per mettere un satellite in orbita fra il 12 ed il 16 aprile per marcare il 100° anniversario della nascita del Presidente fondatore Kim Il-Sung. Gli Stati Uniti e le altre nazioni dicono che questo esercizio è un test missilistico travestito e che i lanci di missili balistici per qualsiasi scopo è proibito dalle risoluzioni dell'ONU. Il lancio sarà al centro delle discussioni di domenica fra il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la sua controparte Sud Coreana Lee Myung-Bak. Questo sarà anche uno degli argomenti al centro del summit sulla sicurezza nucleare al quale partecipano 53 nazioni e che inizierà lunedì a Seoul. La Corea del Nord ha detto che "i preparativi per il lancio sono entrati negli ultimi stadi" ed ha anche avvisato il governo conservatore del Sud di non portare la questione del lancio o del programma nucleare del Nord al summit di Seoul minacciando 'contro-misure così forti che nessuno immagina',

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: ILS) il momento del decollo del Proton M con il satellite Intelsat 22. 25/03/2012 - Proton lancia Intelsat 22 - Alle 12:11 GMT (le 14:11 ora italiana) un razzo vettore Proton è decollato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, con a bordo il satellite Intelsat 22 della Intelsat Corp. Il Proton, tredici minuti dopo il decollo, ha spento il suo terzo stadio e da esso si è separato lo stadio superiore Breeze M che imbarca il satellite. Durante le successive 15 ore lo stadio superiore Breeze M dovrà effettuare altre 5 accensioni per piazzare Intelsat 22 nell'orbita geostazionaria prevista. Intelsat 22 è stato costruito dalla Boeing, è pesante 6.248 kg ed ha una vita operativa di 18 anni. Una volta giunto nella sua posizione orbitale il satellite coprirà con i suoi servizi l'Europa, l'Africa, il Medio Oriente e l'Asia. Intelsat 22 dispone di tre distinti sistemi di telecomunicazione, 48 trasmettitori in banda C, 24 trasmettitori in banda Ku e 18 trasmettitori UHF. L' Australian Defense Force (ADF) ha firmato un contratto di 167 milioni di dollari con la Intelsat per l'utilizzo dei segnali UHF.
AGGIORNAMENTO - Alle 03:40 GMT (le 5:40 ora italiana) il satellite Intelsat 22 è stato rilasciato dallo stadio superiore Breeze M concludendo così la lunga missione di lancio durata 15 ore e 30 minuti, la più lunga nella storia del vettore Proton. Il satellite è stato inserito su un'orbita di trasferimento supersincrona con oltre 64.300 km nel punto più lontano dalla Terra. Il perigeo previsto era di 3.790 km ed una inclinazione di 28,5°. Ora seguiranno cinque manovre di accensione dei motori del satellite all'apogeo e tre di perigeo per circolarizzare l'orbita a 35.888 km. La posizione finale del satellite verrà raggiunta a metà aprile con una posizione a 72° di longitudine Est, sopra l'Oceano Indiano. Quello di oggi era l'11° lancio orbitale globale del 2012, tutti eseguiti con successo. Per il Proton si trattava del suo 374° lancio fin dal 1965, il 71° gestito dalla International Launch Services ed il secondo del 2012. Nella foto (Credit: ILS) il momento del decollo del Proton M con il satellite Intelsat 22.

Fonte : SpaceflightNow

24/03/2012 - Intervista esclusiva all'astronauta Paolo Nespoli - Questa mattina l'astronauta Italiano dell'ESA Paolo Nespoli ha tenuto un intervento presso l'ex scuole medie Padre Eugenio Barsanti di Pietrasanta (Lucca). Dopo l'interessante intervento avvenuto di fronte agli studenti delle scuole medie, Nespoli ci ha dedicato un poco del suo prezioso tempo ed abbiamo potuto fargli alcune domande sulla sua esperienza e su altre questioni riguardanti l'astronautica. Ringraziamo l'amico Roberto Beltramini e Paolo Dori (entrambi componenti del Gruppo Astronomico Viareggio) e l'Associazione Radioamatori Italiani Sez. Versilia "Sergio Cassina" che ha organizzato l'evento e la preziosa occasione che ci è stata concessa. Ma soprattutto ringraziamo la cortesia e la disponibilità di Paolo Nespoli nell'averci concesso questa intervista esclusiva alla nostra inviata Bianca Maria Bassetti. A questa pagina potete leggere la trascrizione completa dell'intervista o scaricare il file audio.

Nella foto (Credit: NASA) la Stazione Spaziale Internazionale ripresa dall'equipaggio di STS-130. 24/03/2012 - Detrito spaziale ha costretto gli astronauti a rifugiarsi nelle Soyuz - Un pezzo di un vecchio satellite Russo ha costretto oggi i sei astronauti della Stazione Spaziale Internazionale a rifugiarsi nelle loro capsule che fungono anche da scialuppe di salvataggio. L'equipaggio di Spedizione 30 che si trova a bordo della ISS ha poi ricevuto il segnale 'tutto libero' per uscire dalle loro Soyuz dopo che un piccolo pezzo di satellite Russo Cosmos è transitato senza incidenti nelle prime ore di sabato. Dopo il segnale di via libera gli astronauti hanno iniziato le procedure di uscita dai rispettivi veicoli ed il ritorno ai loro compiti regolari e ad un fine settimana di riposo. Il Direttore di Volo Jerry Jason ha deciso di far rifugiare l'equipaggio della stazione nelle rispettive Soyuz quando, con poco preavviso, gli specialisti di balistica avevano ricevuto i dati che mostravano una piccola probabilità dell'incontro con il detrito. Poche tracce dei passaggi erano a disposizione e così è stato richiesto un approccio cauto e prudente. Jason ha notificato all'equipaggio che era necessario che si rifugiassero nelle Soyuz come misura precauzionale. Per iniziare i preparativi alla manovra l'equipaggio è stato svegliato alle 11:30 p.m. EDT (le 5:30 ora italiana). Il detrito era stato inizialmente tracciato venerdì mattina ma la notifica in ritardo al team di controllo di volo della possibile congiunzione fra il detrito e la stazione ha precluso la pianificazione di una manovra per evitare l'oggetto che le previsioni indicavano sarebbe transitato a circa 23 km dal complesso orbitale nel momento di massimo avvicinamento alle 2:38 a.m. di sabato (le 8:38 ora italiana). Il Comandante di Spedizione 30 Dan Burbank della NASA ed i cosmonauti Russi Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin sono entrati nella loro Soyuz TMA-22 che si trova agganciata al modulo Poisk dal lato che guarda lo spazio del modulo di servizio Zvezda. Invece il cosmonauta Oleg Kononenko, l'astronauta della NASA Don Pettit e l'astronauta dell'ESA André Kuipers si sono infilati nel loro veicolo spaziale Soyuz TMA-03M che si trova attraccato al lato Terra del modulo Zarya e li hanno atteso il passaggio del detrito. Dopo il transito l'equipaggio è potuto riuscire dalle loro capsule e tornare alle normali attività. Si è trattato della terza volta nella storia della stazione che un equipaggio è stato costretto a rifugiarsi nei loro veicoli Soyuz a causa della possibilità di un passaggio ravvicinato con un detrito orbitale ed è la prima volta fin dal giugno 2011. Secondo aggiornamenti il detrito spaziale è un resto del vecchio satellite Russo per telecomunicazioni Cosmos 2251. Nel 2009, il veicolo abbandonato nello spazio, si è scontrato con il satellite Iridium 33 degli Stati Uniti provocando una collisione che ha formato una grande nube di detriti. Lo scontro ha formato circa 2.000 pezzi di detriti orbitali. Questi detriti spaziali sono una minaccia crescente per gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, come per gli altri satelliti orbitanti la Terra. Secondo stime recenti vi sono oggi circa 6.000 tonnellate di detriti spaziali in orbita. La NASA e lo U.S. Space Surveillance Network militare tracciano regolarmente circa 20.000 pezzi di detriti per far si che i satelliti operativi evitino la collisione con la spazzatura orbitale. Nella foto (Credit: NASA) la Stazione Spaziale Internazionale ripresa dall'equipaggio di STS-130.

Fonte : NASA - Space.com

Nella foto (Credit: ESA) il lancio dell'Ariane 5 con il cargo automatico ATV-3 Edoardo Amaldi diretto alla ISS. 23/03/2012 - L'ATV-3 Edoardo Amaldi in volo verso la ISS - L'ATV Edoardo Amaldi dell'ESA è decollato dalla Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Frnacese, oggi alle 4:34 GMT (le 5:34 ora italiana, le 1:34 locali) a bordo di un razzo vettore Ariane 5 versione ES, gestito da Arianespace, ed è in rotta verso la Stazione Spaziale Internazionale. L'Automated Transfer Vehicle (il Veicolo di Trasferimento Automatico -ATV), il più complesso veicolo spaziale mai prodotto in Europa, si trova ora in viaggio per consegnare esseziali rifornimenti per l'avamposto orbitale. Inoltre ATV effettuerà anche rialzi dell'orbita della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) mentre si troverà agganciato ad esse per circa cinque mesi. L'ATV Edoardo Amaldi è il terzo di una serie di cinque navi spaziali prodotte dall'Europa per adempiere ai suoi obblighi nella divisione dei costi della Stazione. Il vascello è il primo ad essere stato preparato e lanciato mantenendo l'obiettivo di uno all'anno. "Il servizio Europeo di rifornimento annuale alla stazione è diventato una realtà grazie alla dedizione, competenza ed interazione con la nostra industria spaziale, le agenzie nazionali e l'ESA," ha detto Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell'ESA. "L'ATV-3 dimostra la capacità dell'Europa di inviare regolamente missioni di alto profilo in supporto di operazioni di volo spaziale con equipaggio, in coordinamento con i nostri partner internazionali." L'ATV è fornito di un sistema di navigazione di alta precisione, con un software ridondante ed un sistema completamente automatico di auto-controllo anti-collisione fornito di un proprio sistema di energia, controllo e razzi di manovra. "Siamo orgogliosi che l'ESA possa fornire il più sofisticato veicolo di servizio per la Stazione Spaziale," dice Thomas Reiter, Direttore ESA per le Operazioni di Volo Spaziale Umano. "Basato sulle capacità e le conoscenze che ESA e le industrie Europee hanno sviluppato nel contesto del programma ATV, abbiamo ora l'ulteriore opportunità di far evolvere questa tecnologia. Questo apre una vasta serie di opportunità per contribuire alle imprese future di esplorazione spaziale." Il lanciatatore con il suo carico utile di 20 tonnellate ha iniziato il suo volo sopra l'Atlantico in direzione delle Azzorre e dell'Europa. All'inizio un'accensione di otto minuti dello stadio superiore di Ariane ha portato ATV-3 su un'orbita inclinata di 51,6° sull'equatore. Dopo una fase di volo inerziale della durata di 42 minuti, lo stadio superiore è stato riacceso per circolarizzare l'orbita ad una quota di 260 km. A circa 64 minuti di volo il veicolo di rifornimento si è separato dalla stadio superiore. Venticinque minuti dopo, ATV-3 ha iniziato a dispiegare i suoi pannelli solari e la manovra è stata completata regolarmente alcuni minuti dopo, segnando la fine della fase di lancio. Edoardo Amaldi sta ora eseguendo una serie di manovre per avvicinarsi alla ISS e che si completeranno il 28 marzo alle 22:34 GMT (le 00:34 CEST del 29 marzo ora italiana) quando il veicolo spaziale automatico attraccherà al modulo Russo Zvezda. Durante la missione, il traghetto verrà controllato dal Centro Controllo ATV (ATV-CC) in collaborazione con i centri di controllo della Stazione Spaziale di Mosca e Houston. l'ATV-CC si trova nei pressi di Toulouse, in Francia, ed è gestito dall'agenzia spaziale Francese, CNES. Per ulteriori informazioni su ATV visitate il sito: http://www.esa.int/ATV Quello di oggi era il 10° lancio orbitale globale del 2012, tutti eseguiti con successo. Per l'Ariane 5 si trattava del 47° lancio consecutivo di successo su un totale di 61 eseguiti fin dalla sua entrata in servizio. Nella foto (Credit: ESA) il lancio dell'Ariane 5 (VA-205) con il cargo automatico ATV-3 Edoardo Amaldi diretto alla ISS.

VIDEO DEL LANCIO DI ARIANE 5 (V205) CON ATV-3 EDOARDO AMALDI (CREDIT: ESA) - dur.min.03:05



Fonte : ESA

Nella foto (Credit: NASA/Caltech-JPL/MIT/SRS) il lato nascosto della Luna con la Terra sulla sfondo ripreso dalla camera MoonKam della sonda Ebb. 22/03/2012 - Le sonde GRAIL della NASA inviano a Terra le prime immagini della Luna scelte dagli studenti - Una delle due sonde della NASA orbitanti attorno alla Luna ha inviato a Terra le prime immagini dei luoghi della superficie lunare scelti dagli studenti grazie alle telecamere di bordo. Gli studenti di quarto grado della scuola elementare Emily Dickinson di Bozeman, Montana, hanno avuto l'onore di essere i primi ad essere selezionati per la prima immagine vincendo un concorso aperto a tutti gli Stati Uniti per dare un nome alle due sonde. L'immagine è stata scattata dalla MoonKam, o Moon Knowledge Acquired by Middle. Le due sonde, chiamate in precedenza semplicemente GRAIL-A e B, sono state ribattezzate Ebb e Flow. Entrambe le sonde, delle dimesioni di una lavatrice, ospitano una macchina piccola fotografica MoonKam. Oltre 60 richieste di studenti sono state accolte dalla sonda Ebb nel periodo 15-17 marzo e le immagini ottenute sono state poi inviate a Terra il 20 marzo. "MoonKam parte dalla premessa che se un'immagine vale più di mille parole, prendere un'immagine dall'orbita lunare possa essere la molla per far studiare scienza ed ingegneria in classe." dice Maria Zuber, capo scientifico del progetto GRAIL presso il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, Mass. "Attraverso MoonKam abbiamo l'opportunità di raggiungere la prossima generazione di scienziati ed ingegneri. E' molto bello vedere come questa iniziativa sia partita così bene." GRAIL è la prima missione planetaria della NASA ad ospitare strumentazione completamente dedicata all'educazione ed alla divulgazione pubblica. Gli studenti selezioneranno specifiche aree di interesse sulla superficie lunare e richiederanno le immagini da studiare al Centro Operativo Missione MoonKam che si trova a San Diego, in Clifornia. Il programma MoonKam è guidato da Sally Ride, la prima astronauta Americana nello spazio e dal suo team del Sally Ride Science in collaborazione con gli studenti dell'Università della California di San Diego. Oltre 2.700 scuole in 52 paesi stanno utilizzando le macchine fotografiche di MoonKam. "Questa potrebbe sembrare solo un'attività divertente per questi ragazzi ma avrà un profondo influsso sul loro futuro," dice la Ride. "Gli studenti sono molto entusiasti per la MoonKam e questo loro entusiasmo potrebbe trasformarsi in interesse per la scienza e l'ingegneria." Lanciate nel settembre del 2011, Ebb e Flow dovranno rispondere ai quesiti irrisolti sulla Luna e dare agli scienziati una migliore comprensione di come si sono formati la Terra e gli altri pianeti rocciosi del Sistema Solare. Per vedere le immagini richieste dagli studenti visita il sito: http://images.moonkam.ucsd.edu/ Il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, in California, gestisce la missione GRAIL per il Mission Directorate della NASA Science a Washington. Il Massachusetts Institute of Technology, di Cambridge, è la sede del capo ricercatore della missione, Maria Zuber. GRAIL fa parte del programma Discovery della NASA gestito dal Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama. La Lockheed Martin Space Systems di Denver ha costruito la navicella. Il California Institute of Technology di Pasadena gestisce il JPL per la NASA. Nella foto (Credit: NASA/Caltech-JPL/MIT/SRS) il lato nascosto della Luna con la Terra sulla sfondo ripreso dalla camera MoonKam della sonda Ebb.

Fonte : NASA

22/03/2012 - Autoritratto di un polveroso rover marziano - Questo autoscatto del Mars Exploration Rover Opportunity della NASA mostra la polvere accumulata sui pannelli solari del rover mentre la missione si avvicina al quinto inverno marziano. La polvere riduce l'energia disponibile dal rover e così anche la sua mobilità verrà ridotta fino a che l'inverno non sarà finito oppure il vento non ripulirà i pannelli. Questo mosaico di immagini è stato presto con la camera panoramica (Pancam) di Opportunity dal 2.811° al 2.814° giorno marziano, o Sol, della missione del rover (dal 21 al 24 dicembre 2011). La visuale verso il basso omette il traliccio sul quale è montata la camera. Il ritratto combina esposizioni prese attraverso i filtri della Pancam centrati sulle lunghezze d'onda dei 601, 535 e 482 nanometri. Questo è rappresentato approssimativamente a colori come potrebbero apparire agli occhi di un essere umano. I precedenti panorami di Opportunity per poter fornire dei paragoni dei depositi di polvere sono stati scattati nei Sol 322-323 (http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA07372), nei Sol 652-663 (http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA03271) e nei Sol 1282-1284 (http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA15114). Opportunity ha lavorato attraverso quattro inverni Marziani dell'emisfero sud fin da quando è atterrato nel 2014 a circa 23 km a nord-ovest della posizione corrente. Più vicino all'equatore di quanto si trovi il suo rover gemello, Spirit, Opportunity non ha avuto bisogno di rimanere su un dislivello orientato verso il Sole durante nei precedenti inverni. Ma ora Opportunity ha i suoi pannelli solari ricoperti di uno strato di polvere ed il team sta utilizzando la strategia utilizzata nei tre inverni da Spirit. Il sole passerà relativamente basso nel cielo a nord, dal punto di vista del rover, e per diversi mesi la luce ridotta prima e dopo il solstizio d'inverno del sud di Marte culmina il 30 marzo 2012. Opportunity sta conducendo ricerche anche mentre si trova sul pendio di un sito chiamato "Greeley Haven".

Fonte : NASA

21/03/2012 - ATV-3 Edoardo Amaldi pronto al lancio - Il terzo Veicolo di Trasferimento Automatico dell'ESA, Edoardo Amaldi, è pronto per il lancio verso la Stazione Spaziale Internazionale. L'ESA ha eseguito una formale riunione chiamata Launch Readiness Review lunedì nella quale ha stabilito che non vi sono problemi al vascello. Il lancio è previsto per venerdì alle 4:34 GMT (le 5:34 ora italiana). Il Veicolo di Trasferimento Automatico (ATV) è il più grande vascello cargo che, alla Stazione Spaziale Internazionale, consegna cibo, rifornimenti d'acqua e propellente. Ieri Arianespace ha condotto anche la riunione finale per verificare la preparazione della missione del razzo Ariane 5, la VA205, che porterà ATV in orbita. Anche questa review ha portato alla decisione di procedere con il lancio. Oggi Ariane ed ATV Edoardo Amaldi verranno portati sulla rampa di lancio di Kourou, nella Guiana Francese. La massa totale del veicolo è di 777 tonnellate - la maggiore mai avuta da un Ariane. Questo ATV è anche il carico utile più pesante mai portato dal razzo fino a questo momento. Potrete seguire in diretta il lancio attraverso il sito dell'ESA a partire da 30 minuti prima del decollo.

Fonte : ESA

20/03/2012 - La Russia lancerà il nuovo modulo per la ISS nel 2013, come previsto - L'Agenzia Spaziale Federale Russa, Roscosmos, ha negato le notizie diffuse venerdì di un possibile rinviao del lancio del nuovo laboratorio multi-funzione Nauka per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). "Il lancio è stato previsto per la seconda metà del 2013. Nessuna decisione per un rinvio è stata presa," ha dichiarato Alexei Krasnov, capo del dipartimento voli umani della Roscosmos. Nelle prime ore di venerdì una fonte dell'industria spaziale Russa aveva rilasciato la notizia alla Interfax, l'agenzia di notizie, che il lancio era stato rinviato almeno fino alla primavera del 2014 senza però aver dato motivi della decisione. Inizialmente il laboratorio Nauka, del peso di 20 tonnellate, avrebbe dovuto essere lanciato nel 2007 ma è stato rinviato diverse volte a causa di problemi di finanziamento e di lavoro di riprogettazione. Il modulo permetterà ai veicoli spaziali abitati Soyuz ed ai cargo Progress di attraccare alla ISS, trasferire propellente, controllare l'orientamento della stazione ed ospitare del cargo. Nauka sostituirà il modulo Pirs, che verrà messo fuori uso dopo il distacco dalla ISS. In gennaio la Roscosmos era stata costretta a rinviare un lancio programmato di un nuovo equipaggio verso la ISS a causa di un difetto del razzo.

Fonte : Xinhua Net

18/03/2012 - L'Italia di notte vista dallo spazio - Questo panorama notturno di gran parte dell'Europa è stato fotografato da uno dei membri dell'equipaggio di Spedizione 30 che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale mentre volava sopra il Mediterraneo ad una quota di circa 386 km il 25 gennaio 2012. Gran parte dell'Italia è visibile attraversare orizzontalmente il centro dell'inquadratura. Le luci notturne di Roma e Napoli sono ben visibili rispettivamente a sinistra e destra del centro. La Sardegna e la Corsica si trovano nell'angolo in basso a sinistra dell'immagine. Il Mare Adriatico si trova dall'altra parte dell'Italia ed oltre ad est ed a nord si possono vedere altre parti di alcune nazioni Europee. L'immagine è la ISS030-E-074783 ed al sito NASA si può vedere anche una versione in alta risoluzione.

Fonte : NASA HSF

14/03/2012 - Due nuovi video di LRO per celebrare i 1.000 giorni in orbita lunare - In onore dei primi mille giorni in orbita, il team del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA del Goddard Space Flight Center di Greenbelt Md. ha pubblicato due nuovi video. Nel primo gli spettatori sono condotti attraverso la storia evolutiva della Luna e gli viene rivelato come si è trasformata per apparire come è oggi. Nel secondo video viene offerta l'opportunità di effettuare un tour delle principali località della superficie lunare, eseguite dalle osservazioni della sonda sulla Luna. 'Evolution of the Moon' spiega perchè la Luna non è sempre apparsa come ora. La Luna ha, molto probabilmente, iniziato la sua storia come una gigantesca sfera di magma formata dai resti della collisione di un oggetto delle dimensioni di Marte con la Terra cira 4,5 miliardi di anni fa. Dopo che il magma si è raffreddato si è formata la crosta lunare. Poi, fra i 4,5 ed i 4,3 miliardi di anni fa un gigantesco oggetto l'ha colpita vicino al polo sud lunare, creando la formazione Aitken Basin del Polo Sud, uno dei due più grandi bacini da impatto di cui abbiamo prova nel Sistema Solare. Questo ha segnato l'inizio di collisioni che hanno causato cambiamenti su larga scala della superficie lunare, come la formazione dei grandi bacini. Dato che la Luna non era ancora interamente raffreddata al suo interno il magma ha iniziato a fuoriuscire attraverso le spaccature formatesi negli impatti. Attorno a un miliardo di anni fa si pensa che tutta l'attività vulcanica sia cessata sul lato più vicino della Luna e che gli ultimi grandi impatti abbiano finito di segnare la sua superficie. La Luna ha continuato ad essere bersagliata da piccoli impatti. Alcuni degli impatti più conosciuti in quel periodo comprendono la formazione dei crateri Tycho, Copernico e Aristarco. Così, se oggi la Luna sembra un mondo senza cambiamenti questa sua apparenza è il risultato di miliardi di anni di violenta attività. Il video, della durata di due minuti e mezzo è disponibile per la visione e lo scarico a questo indirizzo: http://svs.gsfc.nasa.gov/goto?10930. Invece 'Tour of the Moon' porta gli spettatori in diversi luoghi lunari interessanti. Le fermate del tour comprese in questo viaggio senza fiato attraverso la superficie lunare sono: Orientale Basin, il cratere Shackleton, il bacino South Pole-Aitken, il cratere Tycho, Aristarchus Plateau, il Mare della Serenità, il vulcano Compton-Belkovich, i crateri Jackson e Tsiolkovsky. Il video è completamente commentato (in inglese ndr.) così come le clip di ognuno dei punti di sosta del tour, sono disponibili a tutti nei formati di ogni apparecchio. Il video dell'intero tour si trova qui: http://svs.gsfc.nasa.gov/goto?10929. I possessori di iPad sono incoraggiati a scaricare l'app Viz della NASA per vedere questo video e tutti gli aggiornamenti delle storie scientifiche della NASA due volte a settimana. La storia con l'Evoluzione della Luna è disponibile dal 15 marzo. Per scaricare l'app vai qui: http://svs.gsfc.nasa.gov/nasaviz/index.html. LRO è stata lanciata a bordo di un razzo Atlas V da Cape Canaveral, in Florida, il 18 giugno 2009. LRO è gestita dal Goddard for the Science Mission Directorate presso l'Headquarters della NASA a Washington.

VIDEO 'EVOLUTION OF THE MOON' (CREDIT: NASA) - dur.min.02:54



Fonte : NASA

Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) il NuSTAR in orbita. 16/03/2012 - La missione NuSTAR della NASA rinviata - Il lancio previsto del Nuclear Spectroscopic Telescope Array (NuSTAR) della NASA è stato rinviato dopo la decisione presa nella riunione svoltasi il 15 marzo. Il lancio verrà riprogrammato per concedere tempo aggiuntivo per assicurare che il software di volo utilizzato dal computer del veicolo di lancio invierà i comandi al razzo come previsto. Il veicolo spaziale decollerà per mezzo di un razzo Pegasus XL della Orbital Sciences e che verrà rilasciato da un aereo decollato dal Reagan Test Site dall'atollo Kwajalaein nelle Isole Marshall. Il tempo richiesto per il completamento della revisione del software ha spostato NuSTAR oltre il periodo di marzo attualmente disponibile nel poligono di Kwajalein. Nel frattempo la NASA cercherà di coordinare con il sito di lancio l'opportunità più ravvicinata per un nuovo tentativo. Questo dovrebbe avvenire entro i prossimi due mesi. NuSTAR utilizzerà un sistema avanzato di ottiche e sensori che permettano agli astronomi di osservare l'energia a raggi X del cielo con una maggiore sensibilità e chiarezza di quanto non sia mai stato fatto nelle missioni precedenti. La missione consentirà un miglioramento nella comprensione di come si formano e si evolvono le strutture dell'universo. Inoltre NuSTAR osserverà alcuni dei più caldi, densi e più energetici oggetti dell'universo, compresi i buchi neri, i loro getti di particelle ad alta velocità, le stelle ultra-dense ai neutroni, i resti delle supernova e il nostro Sole. Per ulteriori informazioni su NuSTAR visita il sito: http://www.nasa.gov/nustar. Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) il NuSTAR in orbita. Il NuSTAR avrà un traliccio lungo circa 10 metri che verrà estratto dopo il lancio per separare il modulo delle ottiche (quello a destra) dai sensori del piano focale (a sinistra).

Fonte : Spaceref

16/03/2012 - Passata la tempesta solare la Venus Express è tornata al lavoro - La sonda spaziale Venus Express dell'ESA è tornata alle operazioni di routine dopo che le sue telecamere di puntamento stellare erano state temporaneamente accecate la scorsa settimana dalle radiazioni di un paio di grossi brillamenti solari. Le osservazioni scientifiche della Venus Express dell'ESA erano state temporaneamente sospese il 7 marzo quanto i due sensori di puntamento stellare (startracker) - usati per aiutare la navigazione ed il puntamento del veicolo spaziale - erano stati saturati da un eccesso di radiazioni protoniche. La tempesta di protoni era stata scatenata da una CME (Coronal Mass Ejections - Emissione di Massa Coronale) emessa dal Sole ed associata ad un paio di potenti brillamenti che erano avvenuti la mattina del 7 marzo. Con gli startraker impossibilitati a funzionare regolarmente i controllori della missione dell'ESOC, il Centro Europeo di Operazioni Spaziali dell'ESA, che si trova a Darmstadt, in Germania, avevano piazzato la sonda in una modalità apposita per superare la tempesta. In questa modalità tutti gli strumenti erano stati spenti e le osservazioni scientifiche di routine ed i dati raccolti erano stati fermati. "Quando le radiazioni sono calate gli startracker hanno ripreso a funzionare regolarmente già il 9 marzo," ha detto Octavio Camino, Spacecraft Operation Manager dell'ESA. Dopo aver trascorso un po di tempo nel condurre una serie di test per controllare lo stato di salute della sonda, la Venus Express ha ripreso le sue regolari operazioni scientifiche il 12 marzo alle 20:20 GMT (le 21:20 ora italiana). Questo mese la Venus Express attraverserà la cosiddetta 'quadratura': un periodo di circa cinque settimane durante le quali l'angolo fra il Sole, la sonda e la Terra si trova fra i 75 ed i 95 gradi. Questo avviene due volte ogni 19 mesi. Durante la quadratura, la sonda deve mantenersi orientata in modo speciale per far si che alcuni strumenti non siano sovraesposti dalla luce solare e, nel contempo, l'antenna rimanga puntata verso la Terra. "In ogni momento, se un problema venisse riscontrato automaticamente a bordo, la sonda si metterebbe da sola in uno stato di sicurezza (safe-mode)," prosegue Octavio. "Certo è che, se un safe-mode avvenisse durante le operazioni di quadratura, e gli startracker non fossero operativi, sarebbe molto difficile riportare il veicolo spaziale alla condizione operativa." conclude Octavio. Il team operativo della missione ha utilizzato i giroscopi di bordo per mantenere un'orientamento sicuro nell'attesa che gli startracker tornassero alla normalità. "Non ci sono stati effetti permanenti; la Venus Express si trova in eccellenti condizioni ed il team operativo ha svolto molto bene il suo lavoro," dice Paolo Ferri, responsabile delle operazioni delle missioni interplanetarie presso l'ESOC. "Si, orbitare attorno a Venere vuol dire essere più vicini al Sole - e con un ambiente potenzialmente pericoloso. Ma abbiamo una missione molto robusta che, ancora una volta potrà inviarci una gran mole di interessanti dati scientifici."

Fonte : Spacedaily

Nella foto animata (Credit: ESA/La Sagra Sky Survey) le immagini dell'asteroide 2012 DA14 fotografato dalla Spagna. 15/03/2012 - Un asteroide che ci ha sfiorato ritornerà il prossimo anno - Un asteroide appena scoperto è passato vicino al nostro pianeta ma il prossimo anno tornerà ancora più vicino. La roccia spaziale di 50 metri di diametro si dovrebbe trovare, il prossimo anno, più vicino di molti satelliti, evidenziando la crescente necessità di vigilare sui pericoli che progengono dall'alto. Una squadra di astrofili ha scoperto l'inusuale asteroide, battezzato 2012 DA14, il 14 febbraio. E' di piccole dimensioni e la sua orbita ha incrociato quella della Terra ad una distanza di circa sette volte quella della Luna. Ma le previsioni indicano che il prossimo passaggio, previsto per il 15 febbraio 2013, sarà a soli 24.000 km dalla Terra, più vicino di molti satelliti commerciali. "Questa è una distanza di sicurezza, ma abbastanza vicino da rendere l'asteroide visibile con normali binocoli," dice Detlef Koschny, responsabile per l'ufficio dell'ESA che si occupa degli oggetti orbitanti vicino alla Terra (Space Situational Awareness - SSA). L'asteroide è stato scoperto dall'osservatorio La Sagra Sky Survey, che si trova nel sudest della Spagna, vicino a Granada, ad un'altezza di circa 1.700 metri in una delle zone più buie e prive di inquinamento luminoso dell'Europa. ""Considerando il suo percorso nel cielo del mattino, il suo movimento angolare piuttosto veloce, la luminosità molto debole ed evanescente e la sua orbita al di sopra del piano dell'orbita terrestre, era un bersaglio sfuggente - e facilmente avrebbero potuto passare inosservato durante questa visita alla Terra," dice Jaime Nomen, uno degli scopritori. Il team ha utilizzato diversi telescopi automatici per osservare il cielo e la scoperta è stata quasi casuale dato che hanno scelto di cercare in zone di cielo dove, di solito, non vengono rilevati asteroidi. "Un calcolo orbita preliminare mostra che il 2012 DA14 ha un'orbita molto simile a quella della Terra con un periodo di 366.24 giorni, un solo giorno in più del nostro anno terrestre, e passa dentro e fuori del percorso della Terra due volte l'anno," dice Jaime. Mentre un impatto con la Terra è stato escluso, per la prossima visita dell'asteroide, gli astronomi useranno questo passaggio ravvicinato per ulteriori studi e per calcolare gli effetti gravitazionali della Terra e della Luna su di esso. "Siamo anche ansiosi di vedere l'orbita risultante dell'asteroide dopo il prossimo passaggio ravvicinato, al fine di calcolare i futuri rischi di impatto," spiega Detlef. Il La Sagra Sky Survey è gestito dall'Osservatorio Astronomico de Mallorca e di recente ha aderito al programma SSA dell'ESA. In futuro fornirà osservazioni al centro dati per gli asteroidi che l'ESA sta sviluppando. Unitamente alle informazioni sulla meteorologia spaziale e detriti, le informazioni aiuteranno gli scienziati ed i politici europei a comprendere e valutare i pericoli, in particolare se venisse scoperto un asteroide pericoloso per la Terra. La scoperta del 2012 DA14 è particolarmente significativo per l'ufficio SSA dell'Agenzia, perché è un oggetto tipico della stima del milione di oggetti sconosciuti vicini alla Terra che hanno un diametro fino a 30 metri. ""Stiamo sviluppando un sistema di telescopi ottici automatici in grado di rilevare asteroidi proprio come questo, con l'obiettivo di essere in grado di avvistarli almeno tre settimane prima del massimo avvicinamento alla Terra," spiega Detlef. Per raggiungere questo obiettivo, gli specialisti dell'ESA, supportati dall'industria europea sta pianificando una rete di telescopi di un metro di diametro con un campo combinato di vista abbastanza grande per poter completare l'osservazione di tutto il cielo in una sola notte. Il lavoro sta continuando nel quadro dello Space Situational Awareness Preparatory Programme dell'Agenzia. Nella foto animata (Credit: ESA/La Sagra Sky Survey) le immagini dell'asteroide 2012 DA14 fotografato dalla Spagna."

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: Reb Bull Stratos Project) Felix Baumgartner affacciato al portello della gondola prima di effettuare il salto da un'altezza di oltre 21 km. 15/03/2012 - Test di salto con paracadute da oltre 21 km - Si è svolto a Roswell, nel New Mexico, il primo test stratosferico per il tentativo di battere il record di salto con paracadute dalla quotà più elevata. Il progetto Red Bull Stratos prevede che il paracadutista Austriaco Felix Baumgartner effettui un salto con paracadute dalla quota di 120.000 piedi (ben 36.600 metri) battendo così il record, detenuto dall'americano Joseph Kittinger che lo detiene dal 1960 con un salto da 31.300 metri. Oggi Felix si è imbarcato a bordo di una speciale gondola pressurizzata portata in quota appesa ad un pallone. La fase di salita fino a 21.800 metri è durata un'ora e 34 minuti. Alla quota prevista per il test di oggi di circa 21 km, è stata depressurizzata la cabina. Felix, che ovviamente indossa una tuta molto simile a quelle degli astronauti, ha aperto il portello e si è lanciato fuori. Durante i 3 minuti e 34 secondi di caduta libera Felix ha raggiunto la velocità massima di circa 580 km/h. Ad un'altezza di 2.400 metri ha aperto il paracadute ed è atterrato regolarmente nel deserto del New Mexico a circa 48 km dal punto di partenza. L'altezza raggiunta nel test di oggi è molto significativa perchè supera la cosiddetta 'linea di Armstrong' che si trova a circa 19 km dove la pressione atmosferica è così bassa che i fluidi del corpo umano comincerebbero a bollire alla temperatura del corpo umano senza un'adeguata protezione. Le condizioni meteo di oggi per il test erano perfette. Una volta atterrato Felix è stato raccolto da una squadra di recupero con degli elicotteri e portato alla base di lancio per le prime visite mediche. Una volta che il paracadutista era stato recuperto il Controllo Missione ha comandato il rilascio della capsula dal pallone ed entrambi sono ritornati lentamente sulla Terra per essere recuperati dal team per ulteriori valutazioni. Il tentativo di superare il record verrà eseguito, secondo i responsabili del progetto, entro l'estate. Nella foto (Credit: Reb Bull Stratos Project) Felix Baumgartner affacciato al portello della gondola prima di effettuare il salto da un'altezza di oltre 21 km.

Fonte : Red Bull Stratos

15/03/2012 - La Cina ha iniziato la costruzione della sua terza sonda lunare - La Cina ha iniziato a definire e costruire la sua terza sonda lunare, Chang'e-3, secondo quanto riportato dall'amministrazione che si occupa del progetto della sonda lunare Cinese. Come punto chiave della seconda, delle tre fasi del progetto lunare, la missione Chang'e-3 è entrata nella definizione del prototipo. Lo ha rivelato mercoledì una dichiarazione della Amministrazione Statale di Scienza, Tecnologia e Industria per la Difesa Nazionale (SASTIND). La terza sonda trasporterà un rover lunare ed altre strumentazioni per lo studio della superficie, valutazione delle condizioni di sopravvivenza e osservazioni spaziali. E' previsto che la Chang'e-3 venga lanciata nel 2013, la precedente, Chang'e-2 venne lanciata nel mese di ottobre. All'inizio del mese la Cina ha pubblicato una mappa completa e diverse immagini ad alta risoluzione della Luna riprese dalla Chang'e-2 e la mappa a più alta risoluzione dell'intera superficie lunare ottenuta fino ad oggi. Nel comunicato rilasciato dal SASTIND vi è anche la notizia che la Cina ha iniziato la costruzione di un sistema per l'osservazione terrestre ad alta risoluzione. La Cina inizierà nel 2013 a sviluppare un nuovo tipo di satellite adibito a questo sistema che dovrebbe essere in funzione per il 2020. Come uno dei 16 maggiori progetti scientifici Cinesi previsti dallo sviluppo scientifico per gli anni 2006-2020, il sistema potrà fornire informazioni e dati ai politici nei campi dell'agricoltura moderna, nella prevenzione e controllo delle calamità naturali e dei disastri e nella sicurezza pubblica.

Fonte : Space Daily

Nella illustrazione (Credit: Boeing) uno spaccato della capsula CST-100 della Boeing. 14/03/2012 - Completata la revisione preliminare del progetto CST-100 - La Boeing ha completato con successo il PDR (Preliminary Design Review) del sistema integrato Commerciale di Trasporto Equipaggi nello Spazio, che include la nave spaziale CST-100 (Crew Space Transportation-100), il 12 marzo. Il sistema integrato fornirà agli Stati Uniti la capacità di trasportare persone e merci verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il Complesso Spaziale della Bigelow ed altre destinazioni nell'orbita bassa terrestre. Il PDR del sistema, che comprende la capsula CST-100, il veicolo di lancio ed le strutture al suolo ha valutato le adeguatezze tecniche, i progressi e la soluzione dei rischi del progetto e dell'avvicinamento ai test. "I progressi fatti dal team Equipaggi Commerciali sono stati incredibili. E' chiaro che questa squadra ed il modo con cui ha affrontato la progettazione, i test ed il fattore sicurezza sono quelli giusti. In questo modo saremo in grado di fornire un sistema di trasporto sicuro, affidabile e conveniente per la metà del decennio," ha detto John Mulholland, Vice Presidente e program manager della Boeing Commercial Program. "La Boeing sta sfruttando non solo le capacità acquisite nel volo spaziale e derivanti dal nostro patrimonio di 50 anni di supporto al volo spaziale umano, ma anche la nostra esperienza contemporanea che ci permetterà di raggiungere traguardi, come questo PDR, verso il futuro del volo spaziale umano. " ha aggiunto Mulholland. Durante il PDR vi erano rappresentanti non solo della Boeing ma anche della NASA, della Federal Aviation Amministration e consulenti esterni. Questo gruppo ha esaminato tutti i traguardi raggiunti nello sviluppo di un sistema integrato fin dalla revisione Delta System Definition che era stata condotta nel maggio 2011, sotto il contratto Commercial Crew Development Space Act Agreement con la NASA. La Boeing ha previsto ulteriori test da eseguire nel 2012, compreso una serie di prove di accensione dei motori di aborto al lancio, che sono stati completati con successo il 9 marzo, un test di rilascio paracadute previsti in aprile, un test degli airbag previsto a maggio seguito da una prova di rilascio dello scudo termico ed un test dei motori di controllo di stabilità a giugno, per aquisire ulteriori dati degli elementi chiave che fanno parte del progetto del veicolo spaziale. La CST-100 è una capsula riutilizzabile basata su materiali e tecnologie dei sottosistemi già testate che può trasportare fino a sette persone oppure una combinazione di persone e cargo. La Boeing ha progettato la nave spaziale in modo da poter essere compatibile con diversi razzi a perdere. La compagnia ha selezionato il vettore Atlas V della United Launch Alliance per i testi iniziali di volo del 2015. La Boeing Defense, Space & Security fa parte della Boeing Company, una delle maggiori aziende del settore della Difesa, Spazio e Sicurezza specializzata in soluzioni innovative e versatili ed la maggiore costruttrice di aerei militari al mondo. La sua sede centrale si trova a San Louis. La Boeing Defense, Space & Security ha un volume di affari annuo di 32 miliardi di dollari e 62.000 dipendenti nel mondo. Nella illustrazione (Credit: Boeing) uno spaccato della capsula CST-100 della Boeing.

Fonte : Boeing

Nella foto (Credit: ESA) l'Europa fotografata da Kuipers in orbita. 14/03/2012 - André Kuipers porta "L’Ora della Terra" in orbita - Per la prima volta, L'Ora della Terra sarà estesa fino alla Stazione Spaziale Internazionale, da dove l'astronauta ESA ed ambasciatore WWF André Kuipers terrà d'occhio il nostro pianeta mentre le luci si spegneranno il 31 marzo, condividendo in diretta foto e commenti della propria esperienza. Sin dal suo inizio nella città di Sydney, Australia, nel 2007, L'Ora della Terra è diventata l’azione volontaria più grande del mondo per portare in primo piano i cambiamenti climatici e la necessità di sostenibilità. Nel 2011, ben 5251 città hanno partecipato, raggiungendo 1.8 miliardi di persone in 135 Paesi attraverso sette continenti. Quest'anno, L'Ora della Terra avrà luogo sabato 31 marzo tra le 20h30-21h30 locali di ciascun luogo partecipante, e l'evento sarà osservato da André dallo spazio, a bordo della Stazione Spaziale. "Non c'è modo migliore di accrescere la consapevolezza per il futuro del più bel pianeta nell'universo" dice André. "Lavorare per capire il nostro pianeta è ciò che ESA fa ogni giorno, e prendere parte a L'Ora della Terra permette alle persone di unirsi a noi in questo impegno." Tutti sono invitati ad unirsi a L'Ora della Terra in un simbolico spegnere le luci come un modo per ricordare a noi tutti di prenderci cura delle risorse limitate del nostro pianeta ospitante. Durante i sei mesi della missione PromISSe, André sarà ambasciatore de L'Ora della Terra per il WWF e userà il suo vantaggioso, unico, punto di osservazione dallo spazio per attirare l'attenzione sulla necessità di ridurre la sempre crescente impronta umana sul nostro pianeta. Durante la missione, André filmerà e farà fotografie dei progetti WWF in corso in località come Zambesi, Borneo ed il Polo Nord. Questa cooperazione evidenzierà inoltre il ruolo di lunga data dell'ESA nel consegnare importanti dati della Terra agli scienziati ed ai politici in tutto il mondo. I programmi dell'Agenzia per la scienza del sistema solare, di scienze della Terra ed il diretto monitoraggio del clima, tutti contribuiscono alla fattiva conoscenza necessaria per salvaguardare la nostra "navicella spaziale pianeta Terra". L'aumento delle temperature, dei livelli dei mari, lo scioglimento dei ghiacci polari e la diminuzione delle foreste pluviali e della copertura della vegetazione sono tutti parte dei programmi ESA sul monitoraggio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici. Tutti questi fattori sono influenzati dalla crescente domanda di energia da parte dell'uomo. I dati di Osservazione della Terra contribuiscono a migliorare la gestione delle energie rinnovabili così come a fornire benefici pratici, ad esempio aiutare a determinare dove installare centrali solari ed eoliche. Quest'anno L'Ora della Terra ha sviluppato una campagna basata sui social media, "I Will If You Will", per ispirare le persone in tutto il mondo ad adottare urgentemente dei metodi di sviluppo sostenibile. Nathi Mzilenzi, un giovane studente di scuola secondaria dello Swaziland, ha organizzato L'ora della Terra nella sua città, Shimunye (popolazione 5633), nel 2010, quando aveva 15 anni. Quest'anno, solleciterà molti grandi parchi, nello Swaziland, a lanciare la sfida "I Will If You Will" alla scuola preparatoria Thembelisha Preparatory School: se gli studenti tengono pulita la strada dai rifiuti intervenendo tre volte l'anno, i parchi provvederanno a dei tour educativi per gli studenti stessi. Puoi accettare e lanciare la tua personale sfida L'Ora della Terra su youtube.com/earthhour e seguire nuove storie di L'Ora della Terra su facebook.com/earthhour e twitter.com/earthhour. Per ricevere aggiornamenti dallo spazio e per resoconti sull'evento L'Ora della Terra del 31 marzo, segui @Astro_Andre su Twitter o collegati a: André's Logeboek (inglese ed olandese) - PromISSe mission blog (inglese). Nella foto (Credit: ESA) l'Europa fotografata da Kuipers in orbita.

Fonte : ESA Italia

Nella illustrazione (Credit: ESA) uno spaccato del terzo stadio Zefiro 9 di Vega. 14/03/2012 - Vega: trovare i limiti dei materiali - 1° parte - Quando il primo razzo Europeo Vega ha tuonato verso il cielo, lo scorso 13 febbraio, a bordo tutto il suo nuovo design era basato su materiali innovativi. Alcuni di questi erano usciti dai rigorose gestioni tecniche da parte degli specialisti dei materiali dell'ESA. Vega è un razzo che può trasportare satelliti medi e piccoli, incrementando la flessibilità e la competitività della famiglia dei lanciatori Europei. Vega incorpora un gran numero di nuovi materiali per tenere la sua massa sotto un certo peso: più Vega è leggero e più carico utile può portare in orbita. Il progetto di Vega è stato guidato da decenni di esperienza nella costruzione e nell'operatività del lanciatore Ariane. Infatti i tre stadi a combustibile solido di Vega derivano dai booster di spinta dell'Ariane 5. Un quarto stadio fornito di un motore capace di varie accensioni completa l'invio del carico utile di Verga in orbita ed ospita l'avionica ed i razzetti di manovra che controllano l'intero sistema durante il volo. Come in ogni altro progetto ESA, il team di Vega ha a sua disposizione le squadre di specialisti ed i laboratori del centro tecnico ESTEC, dell'ESA, che si trova a Noordwijk, in Olanda. Gli esperti dei materiali si sono concentrati sulla scelta di materiali qualificati per l'utilizzai nell'ambiente spaziale ed hanno lavorato a stretto contatto con il team del progetto Vega mentre il lanciatore prendeva forma. "E' stato un lavoro fuori dell'ordinario occuparsi di questo lanciatore," dice Tommaso Ghidini, capo della sezione Tecnologia dei Materiali presso l'ESTEC. "Invece di apparecchiature che devono operare nello spazio per anni, il lavoro di Vega dura poco meno di un'ora - ma deve funzionare senza nessun problema per quel tempo. I materiali del lanciatore sono portati ai loro limiti: temperature estremamente alte combinate con alte pressioni ed ulteriori stress dovuti alle forze di spinta, vibrazioni, aerodinamiche ed acustiche. Ma i principi sono gli stessi ed abbiamo aiutato il progetto e le industrie coinvolte quando incontravano delle difficoltà. Abbiamo eseguito test per nostro conto, in particolare studiando quando particolari materiali non si comportavano come previsto e cercando delle alternative se necessario." Gli specialisti dei materiali dell'ESA hanno contribuito a vari elementi di Vega, cominciando proprio dal fondo. Gli ugelli del nuovo razzo hanno incontrato alcune delle richieste di prestazioni più pressanti di tutte. Zefiro-23 e Zefiro-9, rispettivamente il secondo e terzo stadio di Vega hanno entrambi i loro ugelli composti di un materiale chiamato carbonio fenolico. Questo composto ha la tendenza ad ablare - disfarsi - a temperature veramente molto alte, ecco infatti che viene utilizzato anche come scudo termico per i rientri delle navi spaziali. Questo effetto di consumazione è un modo che permette di smaltire il calore dell'attrito. "Il carbonio fenolico è un materiale difficile da testare a causa della sua perdita di massa durante il riscaldamento ad alte temperature - comincia a diventare sottile," ci ricorda Tommaso. "La sfida è stata quella di riuscire a testare in condizioni realistiche le sue proprietà meccaniche sotto stress. Noi di solito utilizziamo delle morse per introdurre stress di spinta ma in questo caso non potevamo a causa di quanto diventa sottile il materiale una volta che viene riscaldato. Così siamo stati costretti ad utilizzare un tipo di test più dinamico, con i punti dove era agganciato alle morse tenuti freddi mentre riscaldavano le zone del campione che ci interessavano. Abbiamo poi applicato i risultati ad un nuovo modello strutturale del motore per diagnosi successive." Il modello ha superato la progettazione strutturale dell'ugello quando è stato sottoposto ad un test di accensione statico completo effettuato presso il poligono di Salto di Quirra, in Sardegna, Italia. Durante l'equivalente di quasi 120 tonnellate di forza e con fiamme a temperature di oltre 3.000° K. "Questa è stata la prima volta che il carbonio fenolico è stato sottoposto in Europa a dei test così approfonditi," aggiunge Tommaso. "Abbiamo apprezzato molto la cooperazione con ESA," concorda Francesco Betti di Avio, l'appaltatore principale dei primi tre stadi di Vega. "I loro esperti tecnici ed il fatto di poter utilizzare i laboratori dell'ESA ci hanno aiutato in modo significativo." (Prossimamente la seconda parte dell'articolo. ndr) Nella illustrazione (Credit: ESA) uno spaccato del terzo stadio Zefiro 9 di Vega.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: ‘Tony Quine Collection’, CCTV and and People’s Daily.) il maggiore Liu ed il Capitano Wang 13/03/2012 - La Cina si preparerebbe al volo della prima astronauta donna - La Cina si starebbe preparando ad inviare una donna nell'equipaggio della prima missione di attracco con equipaggio al laboratorio orbitale TianGong-1. La missione, che sarebbe prevista dai primi di giugno in poi, vedrebbe un equipaggio di tre taikonauti che, una volta attraccati al modulo laboratorio, lavorerebbero e vivrebbero lì per dieci giorni. La durata complessiva della missione della Shenzhou-9 sarebbe di 13 giorni. I preparativi per il lancio sono in corso ed il veicolo spaziale Shenzhou-9 è già stato integrato con il vettore di lancio Lunga Marcia 2F (CZ-2F). Fonti provenienti dai responsabili del programma spaziale umano hanno lasciato intendere che l'inclusione di una donna nell'equipaggio della Shenzhou-9 non è escluso, anzi è possibile. Anche se non si conoscono ancora i nomi dei prescelti per questa missione storica la donna potrebbe essere selezionata fra le due che hanno superato la selezione nel 2010: il Maggiore Liu Yang ed il Capitano Wang Yaping, entrambe piloti dell'Aviazione Militare dell'Esercito di Liberazione del Popolo. Invece i due uomini potrebbero provenire da un gruppo di sette taikonauti scelti fra quelli selezionati nel 1998. La decisione di includere una donna nell'equipaggio della Shenzhou-9 ha sorpreso gli osservatori occidentali che, secondo quanto suggerivano proprio fonti Cinesi, una donna non sarebbe stata compresa prima del volo della Shenzhou-10, ora slittato nel 2013. La decisione di includere un membro dell'equipaggio che ha compiuto un addestramento di soli due anni, comparati con i 14 dei colleghi maschi del primo gruppo, farebbe pensare che gli ottimi risultati della missione automatica Shenzhou-8 hanno dato maggiore sicurezza ai Cinesi di solito così cauti. Questo sempre che la scelta di una donna non faccia parte di pressioni politiche di natura propagandistica. Entrambe le due taikonaute sono sulla trentina e sono sposate con ufficiali dell'Aviazione Militare Cinese. La decisione dell'equipaggio verrà fatta poco prima del via della missione scegliendo il terzetto più preparato fra i 9 taikonauti selezionati. Nella foto (Credit: ‘Tony Quine Collection’, CCTV e People’s Daily.) il maggiore Liu ed il Capitano Wang.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA) il modulo RMM con i vari strumenti al suo interno installato sulla piattaforma permanente della ISS 13/03/2012 - Sulla ISS la Missione di Rifornimento Robotizzato ha avuto inizio. - Sono iniziate il 7 marzo le operazioni della tanto attesa Robotic Refueling Mission (RRM) della NASA sulla Stazione Spaziale Internazionale con il robot Canadese Dextre e le attrezzature RRM, segnando un passo importante nella tecnologia per la manutenzione dei satelliti e l'utilizzo delle capacità robotiche della stazione spaziale. Frutto di uno sforzo congiunto fra la NASA e la Canadian Space Agency (CSA), l'RRM è una postazione esterna sperimentale ideata per dimostrare le tecnologie, gli attrezzi e le tecniche necessarie per effettuare una manutenzione robotica ed il rifornimento di propellente a satelliti in orbita, specialmente quelli costruiti senza avere aver pensato di potervi fare manutenzione. La RRM rappresenta la prima volta che il robot Dextre della stazione viene utilizzato per ricerche tecnologiche e sviluppo, andando oltre alla manutenzione robotica della superstruttura orbitante. L'operazione di Gas Fitting Removal di RRM rappresenta il primo utilizzo degli accessori di RRM in orbita. Durante questo primo test gli operatori della NASA che si trovano presso il Johnson Space Center e che controllano in modalità remoto Dextre, lo hanno utilizzato per recuperare gli attrezzi di RRM. Una volta fatto questo, utilizzando gli attrezzi in 'mano' a Dextre gli hanno fatto rimuovere i raccordi che si trovava nel modulo RRM e che rappresentavano quelli che si trovano a bordo di molti veicoli spaziali e che servono a poter rifornire di varu fluidi e gas prima del lancio. La seguente operazione di RRM è stata quella di fare pratica con le manovre di rifornimento e di manutenzione utilizzando Dextre, gli attrezzi di RRM e parti di satellite e loro interfacce contenute all'interno della parte coperta del modulo cubico di RRM. La Stazione Spaziale Internazionale gioca un ruolo chiave nello sviluppo di RRM. "RRM mette in mostra il meglio di ciò che la Stazione Spaziale Internazionale in grado di offrire come banco di prova per le tecnologie spaziali di punta", spiega Frank Cepollina, a capo di cinque missioni di manutenzione dell'Hubble Space Telescope e Direttore Associato presso il Satellite Servicing Capabilities Office (SSCO) del Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland. "Le missioni di manutenzione di Hubble ci hanno insegnato l'importanza e il valore di ottenere tecnologie innovative ed all'avanguardia in orbita in modo rapido per offrire grandi risultati", ha continuato Cepollina. "Con le infrastrutture che la stazione spaziale fornisce, il nostro team di RRM ha potuto ideare, progettare, costruire e far volato la demo RRM alla stazione spaziale in 18 mesi -. Una timeline che molti ritenevano impossibile" L'impatto della ISS come banco di prova utile alla tecnologia non può essere sottovalutata, ha detto. "Nuove tecnologie per la manutenzione dei satelliti saranno dimostrate in un ambiente spaziale vero e proprio nel giro di pochi mesi invece che di anni. Questo è enorme. Questo rappresenta un reale progresso nella tecnologia spaziale." Lanciato verso la stazione spaziale nel luglio del 2011 a bordo l'ultima missione dello Space Shuttle (la STS-135), RRM è la prima dimostrazione in orbita che testerà, e permetterà di far avanzare la tecnologia necessaria per eseguire la manutenzione su veicoli spaziali che non sono stati progettati per il rifornimento e la riparazione. RRM e Dextre procedereranno attraverso diverse attività per i prossimi due anni volti a dimostrare una vasta gamma di funzioni di manutenzione. I risultati di RRM sono attesi per ridurre i rischi associati alla manutenzione dei satelliti, nonché gettare le basi e incoraggiare le future missioni robotiche di servizio. Tali missioni future potrebbero includere la riparazione e il riposizionamento dei satelliti in orbita. ""Il significato di RRM è che dimostra che la tecnoliga robotica di servizio dei satellite esiste ora e funziona correttamente in orbita", dice Benjamin Reed, Project Manager Vice SSCO. L'Agenzia Spaziale Canadese è un partner essenziale nelle operazioni di RRM. Dextre, la mano del braccio robotico canadese "tuttofare", è stato sviluppato dalla CSA per eseguire il montaggio delicato e le attività di manutenzione sulla parte esterna della stazione come un'estensione del suo braccio robotico di 17,6 metri lunghezza, Canadarm2. La CSA ha scritto il software usato per controllare Dextre durante le operazioni di RRM. Insieme con il Goddard ed il Johnson Space Center della NASA, la CSA ha testato il software e gli strumenti con un modello uguale dell'RRM fra gennaio e febbraio del 2012 presso l'impianto MacDonald, Dettwiler and Associates Ltd. di Brampton, in Canada.

VIDEO INTRODUTTIVO DELLA MISSIONE RRM (CREDIT: NASA) - dur.min.02:22



"L'Agenzia spaziale Canadese ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della robotica dello spazio, dai primi giorni della navetta spaziale fino al lavoro che stanno facendo con Dextre sulla ISS", spiega Cepollina. All'interno del modulo RRM sono inseriti i sono quattro strumenti unici sviluppati al Goddard: lo strumento Wire Cutter e Blanket Manipultaion, lo strumento multifunzione,lo strumento di rimozione sicura dei cappucci, e lo strumento Nozzle. Ogni strumento è posto nella propria baia di stoccaggio fino al recupero da parte di Dextre per l'uso. Ogni strumento contiene due telecamere integrate fornite di LED per dare ai responsabili della missione la capacità di vedere e controllare gli strumenti. Gli spettatori che seguiranno la prima fase delGas Fitting Removal vedranno le seguenti attività nel dettaglio. Gli operatori della missione dirigeranno Dextre per la rimozione di tre degli strumenti RRM dal modulo ed eseguiranno controlli funzionali prima di avviare le operazioni in orbita. Lo strumento multifunzione RRM sarà utilizzato per rilasciare i "blocchi di lancio" che hanno tenuto i tre adattatori degli strumenti ben stretti durante il volo della navetta con RRM verso la stazione spaziale. La prossima operazione comporterà l'utilizzo di Dextre con lo strumento Tronchese per tagliare il filo di bloccaggio che ogni nave spaziale impiega. Questa attività mostrerà che, anche dei piccoli fili di bloccaggio, dello spessore di quattro fogli di carta, possono essere isolati e tagliati utilizzando le ultime tecnologie robotiche con strumenti e tecniche di precisione. Il compito con il Gas Fitting Removal segue l'operazione svolta nel 2011 della rimozione dei bloccaggi di lancio di RRM ed i compiti di Vision. Il 6 e 7 settembre 2011, i responsabili della missione hanno usato il robot Dextre di liberare con successo i blocchi che hanno tenuto i quattro strumenti di RRM al sicuro all'interno del modulo RRM durante il volo della navetta verso la stazione. Hanno anche usato le fotocamere di Dextre integrata nella mano per riprendere l'hardware di RMM tra luce e tenebre, fornendo dati che lo SSCO sta utilizzando per sviluppare algoritmi di visione artificiale che operino in collaborazione con la dinamica dell'illuminazione in orbita. Le operazioni di RRM sono monitorate e seguite a distanza dai controllori di volo del Goddard Space Flight Center, dal Johnson Space Center, dal Marshall Space Flight Center e dal centro di controllo dell'Agenzia Spaziale Canadese a St. Hubert, nel Quebec. Attingendo a 20 anni di esperienza al servizio del Telescopio Spaziale Hubble, lo SSCO ha avviato lo sviluppo di RRM nel 2009. I risultati ottenuti da RRM fino ad oggi verranno presentati al secondo Workshop Internazionale sulla Manutenzione Satellitare in orbita, che sarà ospitato e tenuto presso il Goddard Space Flight Center della NASA il 30-31 Maggio 2012. La manutenzione satellitare con gli astronauti non è una novità per la NASA. Lo Skylab, la prima stazione spaziale della NASA, è stata riparata nello spazio nel 1973. Il Solar Maximum ed il Syncom IV, con l'aiuto della navetta, sono stati riparati con successo negli anni '80. Nel 1990 la NASA ha effettuato la manutenzione del Compton Gamma Ray Observatory, dell'Intelsat 6 ed eseguito una serie di missioni di servizio di grande successo per il telescopio spaziale Hubble. Più recentemente, le capacità di assistenza umana e robotica hanno contribuito al montaggio, alla manutenzione ed alla riparazione della stazione spaziale. Con RRM, la NASA può iniziare a confermare specifiche tecnologie necessarie per la manutenzione robotica dei satelliti e per lo sviluppo di future navicelle spaziali robotiche per la manutenzione. Qui il link alla speciale pagina della NASA dedicata a tutte le attività della missione RRM sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto in alto (Credit: NASA) il modulo RMM con i vari strumenti al suo interno installato sulla piattaforma permanente della ISS

Fonte : NASA

13/03/2012 - Satellite spia Indiano Risat-1 verrà lanciato ad aprile - Un satellite da ricognizione costruito interamente dall'India e capace di vedere oltre la coltre di nubi con un'altissima risoluzione verrà lanciato nello spazio il prossimo aprile, così ha comunicato un alto rappresentante dell'agenzia spaziale Indiana. Il Risat-1, questo il nome del satellite, si trova ora nelle fasi finali di controllo. Nei precedenti satelliti di questo tipo uno dei componenti principali, il SAR (synthetic aperture radar - radar ad apertura sintetica) era di importazione mentre su Risat-1 è stato sviluppato completamente in India. Seconda la ISRO (Indian Space Research Organisation) il satellite, pesante 1.850 kg, verrà utilizzato principalmente per il controllo dei disastri, l'agricoltura, le foreste ed anche per scopi di difesa. Grazie al suo SAR il satellite è capace di vedere anche di notte e con la copertura nuvolosa. L'India può vantare una larga disponibilità di satelliti per l'osservazione terrestre, ben 11, ed alcuni già forniti del radar sintetico e che pone questo Paese leader mondiale su questo mercato. I dati ottenuti con questa flotta di satelliti vengono venduti dall'India sul mercato internazionale e permettono di avere immagini che variano da un metro a 500 metri di risoluzione. Il satellite Risat-1 verà lanciato per mezzo di un razzo vettore PSLV-XL, una variante più potente che è già stata utilizzata dall'India per inviare la sonda Chandrayaan-1 in orbita lunare nel 2008 ed il satellite per telecomunicazioni GSAT-12 nel 2011. Il vettore Indiano PSLV è costruito in tre varianti: la prima è quella standard con un peso di circa 290 tonnellate con sei booster lunghi 11,3 metri che aiutano il primo stadio per il decollo. Le altre due varianti sono una senza nessun booster e la PSLV-XL con booster più lunghi, 13,5 metri, e con maggiore capacità del propellente. Il Risat-1 avrebbe dovuto essere lanciato entro l'anno scorso ma diversi problemi, non specificati, ne hanno constretto il rinvio. Anche un altro satellite Indiano, il SARAL ha subito la stessa sorte di Risat-1 e, al momento, non si conosce ancora la sua data di lancio. SARAL (Satellite con ARgos e ALtiKa) è destinato a misurare con altissima precisione i livelli del mare.

Fonte : India Times

Nella foto (Credit: NASA) Michale Lopez-Alegria quando era ancora parte del corpo astronauti della NASA. 12/03/2012 - L'astronauta Michael Lopez-Alegria lascia la NASA ed entra nel settore privato - Michael Lopez Alegria, veterano di ben quattro missioni spaziali (STS-73, STS-92, STS-113 e Comandante della Spedizione 14 alla Stazione Spaziale Internazionale, raggiunta a bordo della Soyuz TMA-9) ha rassegnato le sue dimissioni dalla NASA ed è entrato nel settore privato. Lopez-Alegria è stato nominato Presidente della Commercial Spaceflight Federation (CSF). Durante i suoi anni presso la NASA Lopez-Alegria ha ancora il record del più lungo volo spaziale di un astronauta USA, 215 giorni a bordo della ISS, il maggior numero di attività extraveicolari (10) e di tempo totale trascorso in EVA (67 ore e 40 minuti). Lopez-Alegria è stato pilota della U.S. Navy, ingegnere collaudatore della Marina e program manager. E' laureato in ingegneria aeronautica ed anche in Sicurezza Nazionale ed Internazionale. La CSF promuove lo sviluppo del volo spaziale umano commerciale, mantiene un alto grado di sicurezza e condivide le migliori attività e conoscenze fra le industrie del settore. I membri della CSF sono sviluppatori del volo spaziale umano, operatori, spazioporti e fornitori di beni e servizi. Con il suo lavoro la CSF vuole creare migliaia di posti di lavori negli USA per preservare la supremazia aerospaziale attraverso l'innovazione tecnologica ed ispirando i giovani a perseguire la carriera nell'abito della scienza e dell'ingegneria. "Sono onorato di accettare la posizione di Presidente della Commercial Spaceflight Federation. Sono rimasto veramente impressionato da quello che l'industria commerciale per il volo spaziale ha realizzato fino ad ora e il mio ingresso nella squadra va visto come una prosecuzione dell'importante strada che ritengo fondamentale per mantenere preminente il nostro ruolo di nazione nello spazio." Queste le prime parole di Michael dopo la nomina. Nella foto (Credit: NASA) Michale Lopez-Alegria quando era ancora parte del corpo astronauti della NASA.

Fonte : Spaceref

11/03/2012 - La SpaceX vorrebbe la rampa di lancio delle navette per il suo vettore pesante - La SpaceX e la NASA sarebbero in trattativa per l'utilizzo da parte dell'azienda privata della rampa 39A del Kennedy Space Center, una dei siti di lancio che ha visto decollare le missioni Apollo e le navette spaziali. La SpaceX vorrebbe utilizzare la rampa 39A per il lancio dalla Florida del suo razzo vettore pesante Falcon Heavy. La discussione fra gli esperti della NASA e della SpaceX verte sulla possibilità di come assemblare e lanciare il Falcon Heavy costruendo anche un edificio di assemblaggio orizzontale. Infatti il Falcon Heavy verrebbe montato in orizzontale con il suo stadio centrale, i due booster laterali identici e lo stadio superiore, poi spostato sulla rampa e da lì alzato in verticale per il decollo. Con i suoi 28 motori (27 del primo stadio ed 1 dello stadio superiore) il Falcon Heavy ha la capacità di lanciare nello spazio un carico utile di circa 53 tonnellate in orbita bassa permettendo così l'invio nello spazio di missioni abitate, missioni robotiche, grossi satelliti militari ed enormi carichi commerciali a prezzi molto competitivi. Il primo lancio di prova del Falcon Heavy è previsto dalla SpaceX per il 2013 da Vandemberg, in California. La SpaceX ha già comunicato da mesi che è alla ricerca di un'altra base di lancio alternativa a Vandemberg e questo interesse per la rampa del KSC potrebbe dimostrare di essere vicina alla scelta definitiva. Kirstin Grantham, una portavoce della SpaceX, ha comunque tenuto a dire che la rampa 39A è soltanto uno dei siti di lancio che sono stati considerati per il Falcon Heavy, sebbene non indichi quali sarebbero gli altri. Al momento non vi sarebbero comunque altre aziende interessate a quella rampa, oltre alla SpaceX. La scelta della Florida come secondo sito di lancio oltre alla California sarebbe da ricondurre alla ricerca da parte della SpaceX di un luogo da dove poter far decollare le missioni interplanetarie. A Cape Canaveral la SpaceX ha già in uso la rampa 40 per il suo vettore Falcon 9 ma questa non può ospitare il gigantesco Falcon Heavy. La rampa 39A è stata utilizzata per l'ultimo volo dello Space Shuttle nel luglio 2011 e da allora si sta attendendo una decisione su come riconvertirla. Invece la gemella rampa 39B è già stata ristrutturata per essere utilizzata al lancio del nuovo vettore pesante della NASA, lo Space Launch System, il cui primo volo senza equipaggio è previsto per il 2017. Questo vettore, già dalla versione base, potrà portare in orbita bassa 70 tonnellate, circa 17 più del Falcon Heavy. Comunque il razzo pesante della SpaceX avrebbe una capacità almeno doppia dei vettori USA esistenti Atlas 5 e Delta 4.

Fonte : Spaceflight Now

Nella foto (Credit: NASA/LRO) il sito di allunaggio di Apollo 11 ripreso dalla sonda LRO dall'orbita con un dettaglio mai visto prima. 07/03/2012 - LRO: ancora maggior dettaglio per il sito di Apollo 11 - Questa immagine del sito di atterraggio di Apollo 11 è stata scattata dalla sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) della NASA da solo 24 km dalla superficie e fornisce la migliore visione del primo passo dell'umanità su un altro mondo. Quando Neil Armstrong fece il suo famoso primo passo sulla superficie lunare egli smosse il suolo attorno con lo scarpone. "Si, la superficie è fine e polverosa." Guardando l'orizzonte piatto, rimase preso da quella vista. "C'è una magnifica vista qui fuori." Dopo aver raccolto un campione di contingenza Neil si guardò intorno e osserva,"ha una bellezza desolata tutta sua. E' come gran parte del deserto degli Stati Uniti. E' diverso, ma è molto bello qui." Pochi minuti dopo Buzz Aldrin scese la scala e si unì a Neil sulla superficie della Luna! Ora si possono vedere i resti di quei primi passi come linee più scure attorno al Modulo Lunare (LM) e le traccie lasciate per portare gli strumenti scientifici che gli astronauti hanno piazzato sulla superficie lunare. Il PSEP (Passive Seismic Experiment Package) ha fornito i primi dati sismici lunari, inviando dati per tre settimane dopo che gli astronauti avevano lasciato la superficie ed il LRRR (Laser Ranging RetroReflector) che ha permesso la raccolta di misure precise della distanza e che è funzionante ancora oggi. Un'altra serie di impronte si dirige verso il cratere Little West che si trova a circa 50 metri a est del LM. Questa fu un'escursione non prevista e che venne svolta quasi al termine delle due ore e mezzo trascorse sulla superficie. Armstrong corse a dare un'occhiata dentro al cratere, e questa fu l'escursione che raggiunse il punto più distante dal sito di allunaggio. Confrontate con Apollo 12 e 14, che trascorsero più tempo sulla superficie, e con Apollo 15, 16 e 17, che beneficiarono del Lunar Roving Vehicle (l'auto elettrica lunare ndr.), le attività di Armstrong ed Aldrin sulla superficie sono state molto ristrette. Le loro traccie coprono meno dell'area di un tipico condominio! Non solo il paesaggio era un luogo di "desolata bellezza", ma anche la fonte di rocce che hanno rivelato, per la prima volta, il passato infuocato della Luna. I campioni hanno dimostrato che il sito di atterraggio dell'Apollo 11 nel Mare Tranquillitatis era un tempo sede di attività vulcanica, e la superficie piatta che ha offerto un tale incredibile vista era dovuta a larghi e sottili flussi di lava che hanno inondato la regione. Nella foto (Credit: NASA/LRO) il sito di allunaggio di Apollo 11 ripreso dalla sonda LRO dall'orbita con un dettaglio mai visto prima.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: Justin Ray/Spaceflight Now) il momento dello scambio di posto fra 
Discovery, a destra, ed Atlantis. 09/03/2012 - Atlantis e Discovery si scambiano di posto - Proseguono al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, i preparativi per l'invio delle navette spaziali ormai in pensione ai Musei loro destinati. Lo Space Shuttle Discovery (OV-103) è il primo ad essere pronto per il suo viaggio verso lo Air & Space Museum di Washington, previsto per il prossimo mese. Dopo quasi un anno di lavori che hanno riguardato la messa in sicurezza del Discovery l'orbiter è stato oggi spostato dall'hangar OPF-1 (Orbiter Processing Facility 1) al VAB (Vehicle Assembly Building). L'operazione è durata circa 1 ora e 45 minuti per un percorso di poche centinaia di metri ed ha visto il Discovery, trainato da uno speciale trattore, scambiarsi di posto con la navetta Atlantis (OV-104). Discovery ha già il cono di coda montato per poter effettuare il volo a cavallo dello speciale Jumbo 747 che il 17 aprile prossimo lo porterà dalla Florida a Washington. Discovery ha compiuto il maggior numero di missioni nello spazio, 39, con il suo ultimo atterraggio il 9 marzo del 2011 al termine della missione STS-133. Invece Atlantis ha ancora diversi lavori che la attendono prima di essere pronta all'esposizone, presso il Centro Visitatori del KSC, previsto per l'inizio del prossimo anno. Discovery, una volta giunto all'aeroporto di Dulles, A Washington, verrà tolto dalla schiena del Jumbo per mezzo di due grosse gru e posato con i suoi carrelli sulla pista. Da qui verrà trainato fino all'edificio che lo ospiterà per l'esposizione e che si trova adiacente all'aeroporto. Invece l'orbiter Enterprise, il prototipo dello Shuttle che è stato esposto presso il Museo Udvar-Hazy per un decennio, verrà caricato sullo stesso aereo che ha portato Discovery e lascerà Dulles per raggiungere l'aeroporto John F. Kennedy di New York il 23 aprile. Enterprise verrà esposto, a partire da questa estate, presso l'Intrepid Sea, Air & Space Museum che si trova a Manhattan, New York. Endeavour, la terza navetta operativa rimasta, si trova nell'OPF-2, dove sono in corso ancora tutta una serie di operazioni per la messe in sicurezza e la preparazione per l'esposizione. Endeavour (OV-105) verrà inviata presso il California Science Center di Los Angeles, in California. Nella foto (Credit: Justin Ray/Spaceflight Now) il momento dello scambio di posto fra Discovery, a destra, ed Atlantis.

Fonte : Spaceflight Now

09/03/2012 - La tempesta geomagnetica ha dato un colpo di coda - La tempesta geomagnetica iniziata l'8 marzo alle 11:05 UTC (le 12:05 ora italiana) ha avuto un colpo di coda con un evento G3 considerato forte ed avvenuto alle 7:24 UTC del 9 marzo (le 8:24 ora italiana). Ci si attende dei livelli di tempesta da G1 (minore) a G3 (forte) nelle prossime 6 ore. La tempesta di radiazioni che è in corso sta scendendo dal livello S2 (moderato) calando rapidamente. Nel frattempo, un nuovo evento sta catturando la nostra attenzione. Quando la regione 1429 era puntata direttamente verso la Terra, si è scatenato un brillamento solare stimato R2 (Moderato) dalle 03:53 UTC del 9 marzo (le 4:53 ora italiana) ed un'espulsione di massa coronale (CME) associata ha iniziato il suo viaggio verso la Terra. L'analisi è in corso per determinare l'orario di arrivo e la conseguente tempesta geomagnetica e la sua intensità.

Fonte : NOAA Space Weather

Nella foto (Credit: NASA/Frankie Martin) John Livingston, un ingegnere della United Space Alliance 
mostra una immagine digitale di una mattonella dello scudo termico che verrà utilizzata su Orion. 09/03/2012 - Inizia la produzione delle prime mattonelle di Orion - Sono iniziati recentemente i lavori di taglio e verniciatura delle prime mattonelle del sistema di protezione termico che fanno parte dello scudo termico che proteggerà il veicolo spaziale Orion durante il prossimo test di volo che simulerà la velocità di rientro ed il riscaldamento del ritorno dallo spazio profondo, l'EFT-1. Le mattonelle sono fatte dello stesso materiale e verniciate allo stesso modo di quelle che furono utilizzate per la parte inferiore dello Space Shuttle. Su Orion però le mattonelle saranno installate lungo i lati e sulla cima dell'astronave conica. Uno scudo termico separato composto di materiale ablativo come quello utilizzato durante le missioni Apollo verrà sviluppato per proteggere la parte inferiore del veicolo spaziale, quella che incontrerà le temperature più alte. Il lavoro di costruzione al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, segna un momento importante nel progresso nello sviluppo della capsula, dopo il ritiro delle navette avvenuto nel 2011, dicono gli ingegneri del Sistema di Protezione Termico, o TPS, Joy Huff e Sarah Cox. "Stiamo costruendo qualcosa che volerà di nuovo, e che è quello a cui abbiamo lavorato per anni," dice Huff. Al momento vi sono circa 40 persone coinvolte nel lavoro delle mattonelle: 20 alla fabbricazione e 20 per l'installazione. "Siamo alla linea di partenza," dice la Cox. "Ci vorrà del tempo prima di averle fabbricate tutte." Lo stesso complesso che ha costruito le mattonelle dello Space Shuttle ora realizzerà le 1.300 mattonelle che occorrono per il volo di Orion. Non è un lavoro rapido. Infatti le maestranze impiegheranno 11 mesi per dare la forma ai blocchi isolanti e poi a stendere lo strato resistente al calore di tipo ceramico. Viene utilizzata una macchina a controllo numerico a 5 assi dove vengono tagliate con dimensioni precise le mattonelle nere nello loro forma desiderata. Al momento sono state realizzare le prime 33 mattonelle. Molte di queste mattonelle avranno speciali fori per far si che gli strumenti possano raccogliere i dati durante il test. Nelle prossime missioni altri intagli saranno necessari. Nell'avanzamento tecnologico rispetto ai giorni delle navetta ora le dimensioni di ogni mattonella vengono inviate digitalmente dalla Lockheed Martin, il costruttore di Orion e la mattonella finale viene fotografata in 3D in modo che i computer possano virtualmente controllare che vada bene prima di installarla Nella foto (Credit: NASA/Frankie Martin) Frank Pelkey, un tecnico della United Space Alliance, 
mentre vernicia una delle mattonelle di Orion. fisicamente, dice Huff. I dettagli sono molto più precisi che in passato. "Abbiamo avuto un così buon successo che i tecnici elimineranno uno dei passaggi da fare prima del piazzamento," dice Huff. In confronto con il lavoro necessario con le mattonelle dello Space Shuttle questa è una passeggiata. Ad esempio, le mattonelle più piccole utilizzate su Orion misurano circa 20x20cm contro quelle da 15x15cm della navetta. Inoltre il design di Orion permette di utilizzare molte delle stesse mattonelle della stessa forma con lo stesso numero di serie mentre ognuna delle mattonelle dello Shuttle erano diverse una dall'altra con un numero individuale per ognuna. "Questo è un grosso miglioramento rispetto alla navetta," dice Huff. "Anche averne nove su dieci della stessa forma è un grosso miglioramento." Ma forse il confronto più evidente è quello del numero di mattonelle complessive. Lo scudo termico dello Space Shuttle richiedeva oltre 23.000 mattonelle mentre Orion 1.300. "E' più piccolo e quindi ci sono meno pezzi," dice la Cox. Sebbene le mattonelle di Orion potranno essere utilizzate una sola volta a causa del rientro nell'Oceano e della proprietà assorbente delle mattonelle. Questo significa che i tecnici dovranno installare nuovamente tutte le 1.300 mattonelle fra un volo di Orion e l'altro. La navetta richiedeva soltanto il ricambio di 100/150 mattonelle fra un volo e l'altro. Gli stessi tecnici che applicavano le mattonelle sullo Shuttle lo faranno anche con Orion. Questo lavoro inizierà in estate. Le mattonelle verranno applicate ai nove pannelli che saranno agganciati al veicolo spaziale per realizzare lo scafo esterno dell'astronave. Sebbene questa sia una nuova nave spaziale con una nuova missione è stata richiesta al Kennedy una forza lavoro con le stesse capacità utilizzate per 30 anni di preparativi di navette. Ci si attende che Orion esegua un rientro molto più caldo a causa del rallentamento che dovrà eseguire dalla velocità di oltre 40.000 km/h quando tornerà dalla Luna o da altre destinazioni lontane. Lo Space Shuttle utilizzava il suo scudo termico per rallentare da circa 27.300 km/h, la velocità acquisita per rimanere in orbita attorno alla Terra. "Lo scudo termico è stata una vera sfida tecnologica e continua ad esserlo," dice Huff che ha lavorato allo sviluppo del TPS di Orion fin dal 2005. Arrivati a questo punto, quando le mattonelle che sono state ritagliate e verranno utilizzate in missione nello spazio ha dato al progetto un senso di essere più reale, dicono gli ingegneri. Loro sanno che c'è ancora tanto lavoro da fare ma sono felici di vedere la partenza. Conclude Huff, "Siamo al momento dello scatto, ma la maratona è ancora lunga." Nella foto in alto (Credit: NASA/Frankie Martin) John Livingston, un ingegnere della United Space Alliance, mostra una immagine digitale di una mattonella dello scudo termico che verrà utilizzata su Orion. Nella foto a destra (Credit: NASA/Frankie Martin) Frank Pelkey, un tecnico della United Space Alliance, mentre vernicia una delle mattonelle di Orion.

Fonte : NASA

08/03/2012 - Samantha Cristoforetti si addestra per un'EVA - La prima astronauta Italiana dell'ESA, Samantha Cristoforetti, si trova in questi giorni presso il Johnson Space Center della NASA per proseguire il suo addestramento. Oggi ha voluto rendere partecipi tutti coloro che seguono la sua entusiasmante esperienza su Twitter con la foto che potete ammirare in copertina. Si tratta della sua prima esperienza completa con una tuta spaziale per le attività extraveicolari all'interno della enorme piscina che si trova a Houston e chiamata NBL (Neutral Buoyancy Laboratory). Qui gli astronauti si possono allenare simulando le loro uscite nello spazio con un modello in scala reale di quasi tutta la Stazione Spaziale Internazionale. Il sorriso si Samantha esprime meglio di ogni parola le sue emozioni. Un altro importante passo verso il suo primo volo nello spazio. Se volete conoscere Samantha e le sue esperienze di astronauta seguitela su Twitter al suo indirizzo @AstroSamantha. Se volete conoscere di più della NBL visitate questo sito della NASA: http://dx12.jsc.nasa.gov/site/index.shtml.

Fonte : Flickr

Nella foto (Credit: ASI) il satellite passivo LARES inserito nella montatura di rilascio. 08/03/2012 - La stazione laser di Matera vede LARES - E' entrato nella sua fase operativa LARES, il satellite italiano per lo studio della Relatività Generale lanciato il 13 febbraio scorso con il volo inaugurale del vettore VEGA. LARES è un satellite passivo, ovvero non trasmette un suo segnale, ma riflette i segnali che potenti laser da una rete mondiale di stazioni di terra inviano verso di esso. Ci sono altri satelliti simili, ad esempio i due satelliti italo-americani LAGEOS studiati per la geodesia spaziale, ma LARES è stato pensato e realizzato appositamente per studiare la sottile influenza che la massa stessa del nostro pianeta, ruotando, induce nel campo gravitazionale e nel tessuto dello spaziotempo intorno ad essa. "Il satellite LARES, ideato e progettato dall’Università del Salento e dalla Sapienza Università di Roma," afferma Ignazio Ciufolini, PI del progetto "dopo essere stato inserito con grande precisione nell’orbita prevista grazie al superbo volo di qualifica del nuovo lanciatore VEGA, funziona perfettamente. Il LARES è già stato osservato dalle numerose stazioni dell’ILRS (International Laser Ranging Service) distribuite in varie parti del mondo. "Inoltre al di là di ogni più ottimistica previsione, il LARES segue un’orbita quasi esclusivamente gravitazionale, ovvero nel linguaggio della Relatività Generale segue una geodetica dello spaziotempo. Le sue perturbazioni non-gravitazionali sono infatti estremamente piccole grazie al suo piccolissimo rapporto area - massa. Il satellite LARES, con una massa di 387 kg e 182 mm di raggio, è l’oggetto noto in orbita più denso del Sistema Solare. LARES metterà alla prova la teoria della Relatività Generale di Einstein misurando con grande accuratezza il fenomeno del frame-dragging o gravitomagnetismo. Infine consentirà varie misure di geodinamica e geodesia spaziale indirettamente utili anche allo studio dei terremoti". Subito dopo il lancio, il team scientifico si è messo all’opera ed ha cominciato a far girare i programmi di predizione orbitale nei suoi computer, fornendo i risultati alle stazioni di terra dell’ILRS che a loro volta si sono attivate puntando i laser li dove ci si aspettava passasse il satellite. Semba facile, ma LARES è una sfera di 36 cm di diametro e si trova a 1450 Km di altezza, per cui occorre una grande mira. Tra le stazioni di terra c’è anche quella dell’ASI di Matera. "Non appena un set affidabile degli elementi orbitali di LARES è stato pubblicato sul sito dell'ILRS e, diverse stazioni della rete mondiale hanno agganciato il satellite," Afferma Giuseppe Bianco, Responsabile del Centro "La prima è stata Moblas 5 sita a Yarragadee in Australia, seguita da altre tra cui il MLRO (Matera Laser Ranging Observatory) dell’ASI, che ne ha osservato finora oltre 20 passaggi con una precisione “single shot” RMS di circa 3 mm. LARES è un riflettore molto efficiente e questo lo rende un bersaglio facile per tutte le stazioni della rete mondiale." La stazione ASI di Matera ha effettuato quindi, finora, alcune delle migliori misure di LARES. Il lavoro degli scienziati è però molto lungo. "Ci vorranno alcuni anni di osservazioni," Sostiene Enrico Flamini, Responsabile di Programma per ASI. "e molte migliaia di dati analizzati per poter raggiungere l’obiettivo di misurare l’effetto Lense-Thiring, ovvero il frame-dragging intorno alla Terra, con la precisione voluta del 1%, ma il primo passo è stato fatto e fatto bene. LARES è in orbita ed il segnale che riflette è molto buono". Nella foto (Credit: ASI) il satellite passivo LARES inserito nella montatura di rilascio.

Fonte : ASI

Nella immagine (Credit: ESA/NASA) il brillamento solare registrato dalla missione SOHO nelle prime ore del 7 marzo 2012 con la relativa Emissione di Massa Coronale. 08/03/2012 - Altri brillamenti generano tempesta solare - Un paio di inusuali grandi brillamenti solari hanno generato ieri una CMA (Coronal Mass Ejection) che colpirà la Terra oggi a metà giornata. Molto probabilmente causeranno almeno una forte tempesta geomagnetica che potrebbe disturbare i satelliti in orbita e attivare le aurore. Gli effetti al livello del suolo dovrebbero essere limitati ma vi sono buone probabilità di alcune eccellenti aurore al nord. I due grossi brillamenti sono avvenuti alle 23:34 GMT del 6 marzo (le 0:34 ora italiana del 7 marzo) ed alle 00:14 GMT di ieri (le 1:14 ora italiana) lanciando una gigantesca nube di plasma dall'atmosfera del Sole - la corona - nello spazio interplanetario. Queste CME (Coronal Mass Ejections) sono spesso associate ai brillamenti solari. Questi drammatici eventi sono stati captati dagli osservatori orbitanti SOHO della NASA/ESA e SDO della NASA. Assieme ad altre organizzazioni spaziali gli esperti dell'ESA stanno tenendo sotto osservazione questa tempesta. I due brillamenti ne seguono uno avvenuto alle 4:05 GMT (le 5:05 ora italiana) del 5 marzo. Tutti e tre i brillamenti provengono da una nuova regione attiva del Sole (la 1429 ndr) che è stata avvistate il 2 marzo per la prima volta. La nuvola di plasma ha lasciato il Sole alla velocità sitmata di 2.300 km/s - inusulmente veloce. Sebbene l'angolo combinato con la decelerazione del vento solare di fondo ha fatto calcolare che l'arrivo avverrà alcune ore dopo di quanto la velocità stimata all'inizio avesse fatto pensare. Inoltre è stato creato un forte flusso di protoni ad alta energia. Questa 'tempesta' di particelle sub-atomiche si è formata dall'onda d'urto generata di fronte alla CME. "E' probabile che i satelliti che orbitano attorno alla Terra sperimenteranno un aumento del livello delle radiazioni," dice Juha-Pekka Luntama, a capo dello Space Weather nell'Ufficio di Space Situational Awareness dell'ESA. "I livelli di radiazioni dovrebbero rimanere alti per tutto l'8 marzo e forse anche uno o due giorni dopo. Inoltre l'arrivo della tempesta geomagnetica potrebbe disturbare i sistemi inclusi i segnali dei satelliti di navigazione GPS e di quelli per le telecomunicazioni." La sonda Venus Express, che ora orbita attorno a Venere e che quindi si trova iù vicino al Sole di quanto non lo sia la Terra, è stata colpita dalle radiazioni il 7 marzo. Le telecamere di puntamento stellare (startracker) che aiutano la Venus Express a misurare la sua posizione ed orientarsi nello spazio sono state accecate a partire dalle 01:41 GMT (le 2:41 ora italiana). "La squadra del Controllo Missione ha messo gli startracker fuori servizio ed ha mantenuto l'orientemento del veicolo spaziale utilizzando i giroscopi fino a che gli effetti solari non caleranno," ha dichiarato Octavio Camino, Manager Operativo per la Venus Express Spacecraft presso l'European Space Operation Centre di Darmstad, in Germania. Alexi Glover, uno scienziato che si occupa delle condizioni meteo spaziali per l'ESA, ha detto che questa regione solare che sta causando la corrente attività ha una complessa configurazione magnetica ed ora si trova vicino al centro del disco solare. "Ci sono quindi ancora buone probabilità che nei prossimi giorni ci siano altri grandi eventi." Nella imamgine (Credit: ESA/NASA) il brillamento solare registrato dalla missione SOHO al termine del 6 marzo 2012 con la relativa Emissione di Massa Coronale. La regione della macchia solare che ha provocato il brillamento catalogato come X5 è la AR1429. L'evento è stato il secondo più potente di questo ciclo solare. Il lampo del brillamento (assieme ad altri piccoli lampi) era associato al grande CME. Sul sito della missione SOHO si possono vedere i filmati ad alta risoluzione e nelle varie lunghezze d'onda.

Fonte : ESA

08/03/2012 - La Corea del Sud si prepara al terzo tentativo di lancio - Fonti del governo hanno affermato che un gruppo di esperti ha iniziato, questa settimana, una revisione dei piani di lancio per il primo razzo spaziale della Corea del Sud. Questa revisione servirà per stilare una specifica data di lancio. Il comitato di revisione terrà la sua prima riunione Venerdì dopo che il Ministero dell'Istruzione, della Scienza e della Tecnologia aveva presentato la sua richiesta per un lancio alla fine del mese scorso. Altre fonti non confermate riportano il prossimo ottobre come data di lancio del prossimo KSLV-1, conosciuto anche come Naro-1. I primi due precedenti lanci avvenuti rispettivamente nel 2009 e nel 2010 non hanno avuto esito positivo. La Russia sta aiutando la Corea del Sud nello sviluppo del suo primo vettore mentre il prossimo piano quinquennale prevede la realizzazione di un razzo completamente derivato da tecnologia coreana.

Fonte : Yonhap News Agency

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona) il mulinello di polvere su Marte ripreso dalla sonda MRO. 07/03/2012 - Un mulinello di polvere fotografato su Marte dall'orbita - La sonda MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA che si trova in orbita attorno a Marte ha fotografato con una camere ad alta risoluzione (HiRISE - High Resolution Imaging Science Experiment) un mulinello di polvere, un fenomeno conosciuto anche come 'dust devil' sulla Terra. La foto è stata scattata il 16 febbraio mentre la sonda sorvolava la regione Amazonas Planitia, nel nord di Marte. In quella zona erano stati osservati altri mulinelli di polvere e le scie lasciate sul terrreno. Il mulinello ha circa 27 metri di diametro e si innalza per circa 800 metri sopra la superficie della pianura. L'immagine è stata ripresa durante l'inverno marziano e, proprio come sulla Terra, il vento è creato dal riscaldamento solare dell'aria. A differenza dei tornado i dust devil si formano nelle giornate limpide e quando il terreno è colpito dal Sole e riscaldando l'aria che si trova vicino al terreno e che, proprio a causa della temperatura più alta rispetto all'aria che si trova sopra di essa comincia a salire velocemente ruotando e innenscando il fenomeno. La sonda MRO ha iniziato a studiare Marte con i suoi sei strumenti scientifici fin dal 2006 ed ora si trova nella fase di prolungamento della missione primaria. Questa missione ha raccolto più dati di tutte le altre missioni orbitali messe assieme. Lo strumento HiRISE è gestito dalla University of Arizona, di Tucson, Texas. Lo strumento è stato costruito dalla Ball Aerospace & Technologies Corp., di Boulder, in Colorado. Il Mars Reconnaissance Orbiter ed il progetto Mars Exploration Rover vengono gestiti dal Jet Propulsion Laboratory, di Pasadena, in California, per lo Science Mission Directorate della NASA, Washington. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology, sempre di Pasadena. La Lockheed Martin Space Systems, di Denver, Colorado, ha costruito l'orbiter.

Fonte : Spaceflight Now

06/03/2012 - Spaceship Earth – Navicella Terra - Grazie ad un vantaggioso punto di osservazione, la Cupola, André Kuipers può osservare il pianeta Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e contemplarne la bellezza ma anche la fragilità. Grazie a queste osservazioni, André supporta le lezioni ESA on line rivolte ai giovani studenti con lo scopo di rafforzare le loro conoscenze in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico. Nell'ambito del progetto Spaceship Earth, durante la sua permanenza a bordo della ISS André eseguirà degli esperimenti che saranno portati avanti anche dai ragazzi nelle scuole. È possibile scaricare le schede delle lezioni qui in formato pdf. Si comincia con l'immunologia. Capire come funziona il sistema immunitario porterà eventualmente a delle risposte su molte malattie, inclusi i tumori. Questa lezione, destinata a studenti di scuola secondaria superiore (14-17 anni) spiega le basi del sistema immunitario ma si discute anche del fatto che gli astronauti nello spazio hanno, per varie ragioni, delle risposte immunitarie inferiori. Questo punto è particolarmente importante per studiare se gli uomini possano vivere in microgravità per lunghi periodi di tempo.

Fonte : ESA Italia

06/03/2012 - MetOp è arrivato a Baikonur per il lancio - Il prossimo satellite meteorologico polare Europeo è arrivato martedì a Baikonur dalla Francia, dove verrà testato, rifornito di propellente e montato su un vettore Soyuz per il lancio previsto a maggio. MetOp B si unirà alla flotta di satelliti che forniscono dati meteorologici per previsioni a medio e lungo termine. Il lancio è previsto per il 23 maggio alle 16:28 GMT (le 18:28 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, a bordo di un vettore Soyuz 2-1a con uno stadio superiore Fregat. MetOp ha raggiunto il Kazakhstan a bordo di un aereo da trasporto Antonov decollato dalla sede delle industrie Astrium di Tolosa, in Francia. Il satellite verrà immesso su un'orbita sincrona solare alta 815 km. MetOp B è il secondo dei tre satelliti della serie MetOp costruiti da Astrium. MetOp A venne lanciato nell'ottobre del 2006 mentre MetOp C verrà lanciato nel 2016. Il programma satellitare per le previsioni meteo è uno sforzo congiunto fra l'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e la Eumetsat (European Organization for the Exploitation of Meteorological Satellites). Tutto il programma che comprende i tre satelliti, i veicoli di lancio, il segmento di Terra e le operazioni di volo hanno un costo stimato di 2,7 miliardi di Euro. La costellazione MetOp fa parte poi di un programma in collaborazione con la NOAA, l'agenzia meteo degli Stati Uniti, per lo scambio dei dati dei satelliti in orbita polare. La combinazione dei dati permette un miglioramento delle previsioni ed una maggiore comprensione dei cambiamenti climatici. L'orbita polare sincrona solare permette di collezionare dati sotto le stesse condizioni di luce solare ogni giorno. La flotta MetOp copre le orbite del mattino mentre i satelliti della NOAA quelle del pomeriggio. Gli strumenti a bordo dei satelliti MetOp provengono da ESA, Eumetsat, NOAA e CNES (l'Agenzia Spaziale Francese).

Fonte : Spaceflight Now

Nelle foto (Credit: NASA/SDO/HMI/AIA, caption Mike Carlowicz) la zona attiva 1429 del Sole ripresa in due differenti lunghezze d'onda dal satellite SDO. 05/03/2012 - La regione solare attiva 1429 - Mentre il Sole si avvicina al massimo di attività previsto fra questo ed il prossimo anno, le macchie solari crescono più frequanti e numerose. Queste zone di attività magnetica portano anche a più frequenti brillamenti solari ed emissioni di massa coronarica che possono disturbare la tecnologia sulla Terra. Il risveglio dell'attività solare aumenta inoltre la possibilità di osservare aurore alle alte latitudini e, occasionalmente, anche alle medie latitudini. L'immagine in copertina è stata scattata dal satellite Solar Dynamics Observatory della NASA, che monitorizza costantemente la nostra stella più vicina con dettagli ad alta definizione. Quella immagine proviene dallo strumento AIA (Atmospheric Imaging Assembly) ed è stata scattata alle 4:29 Universal Time (le 5:29 ora italiana) del 5 marzo 2012. Qui sopra potete vedere a confronto le immagini della stessa zona del Sole ripresa nello stesso momento con due differenti strumenti a bordo di SDO. L'immagine a sinistra proviene dallo strumento HMI (Helioseismic and Magnetic Imager) mentre quella a destra dall'IAI. Entrambe le immagini mostrano differenti facce della regione solare attiva 1429, che ha ruotato dal bordo e si è presentata in direzione della Terra il 2 marzo. L'immagine a sinistra mostra approssimativamente la superficie solare; la zona con le macchie nere circondate da zone arancioni sono le regioni delle macchie solari, un luogo dove il campo magnetico è estremamente energetico ed intenso ma la superficie è leggermente più fredda nella lunghezza d'onda del visibile. L'immagine a destra mostra la stessa zona nella lunghezza d'onda dell'estremo ultravioletto (171 Angstroms); la regione delle macchie solari appare più luminosa nell'UV, nelle onde radio ed in altre parti dello spettro elettromagnetico. Le linee che richiudono rivelano il plasma solare che emerge e ricade lungo le linee del campo magnetico dell'atmosfera solare, o corona. A metà giornata del 6 marzo la regione attiva 1429 aveva già rilasciato almeno quattro brillamenti solari di classe M ed uno di classe X1. Grandi esplosioni di plasma solare - conosciute come espulsioni di massa coronale - hanno accompagnati gran parte di questi brillamenti. La regione inoltre emette diversi impulsi nelle onde radio che possono interferire con le comunicazioni radio sulla Terra, in particolare sui canali ad alta frequenza (HF). Secondo il centro di previsione Meteo Spaziale della NASA e della U.S. Air Force la regione attiva 1429 continuerà a crescere mentre il Sole ruota e porta questa zona in direzione della Terra e, molto probabilmente, vi saranno ulteriori brillamenti durante questa settimana. Nelle foto (Credit: NASA/SDO/HMI/AIA, caption Mike Carlowicz) la zona attiva 1429 del Sole ripresa in due differenti lunghezze d'onda dal satellite SDO.

Fonti : Spaceref - NASA

Nella illustrazione (Credit: JHU/APL) la sonda Solar Probe Plus in avvicinamento al Sole. 05/03/2012 - La missione Solare della NASA fa passi avanti - Duemila gradi di temperatura, particelle solari supersonici, intense radiazioni - tutto questo aspetterà la Solar Probe Plus (SPP) della NASA durante uno studio ravvicinato senza precedenti del nostro Sole. Il team guidato dalla Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL), che sta sviluppando la nave spaziale per questo ambiente estremo, ha avuto il via libera dalla NASA nel proseguire il lavoro di progettazione della sonda. Dai concetti usciti nella fase iniziale della progettazione della missione della NASA il team sta ora passando dalla fase A a quella B della progettazione. "La Solar Probe Plus è una straordinaria missione di esplorazione, di scoperta e di profonda comprensione," dice Lika Guhathakurta, scienziato dal programma Living with a Star del Quartier generale della NASA. "Noi non vedevamo l'ora di poter partire con la prossima fase di sviluppo della sonda." Dopo il lancio, previsto per il 2018, la sonda Solar Probe Plus orbiterà attorno al Sole 24 volte, avvicinandosi sempre di più ad ogni passaggio. Il veicolo spaziale, grande quanto una piccola autovettura, attraverserà l'atmosfera solare fino ad avvicinarsi a 6,4 milioni di km dalla superficie della stella - esplorando una regione (ed affrontando condizioni) che nessuna altra astronave ha mai incontrato prima. La sonda disporrà di cinque strumenti scientifici progettati specificatamente per risolvere due questioni chiave della fisica solare - perchè l'atmosfera esterna del Sole è così tanto più calda della superficie visibile del Sole, e che cosa accelera il vento solare che influisce sulla Terra ed il nostro Sistema Solare? Mentre la nave spaziale si avvicinerà al Sole, il suo scudo termico rivoluzionario in composito di carbonio e gli altri componenti dovranno sopportare temperature superiori ai 1.400 gradi Celsius e gli impatti ad ipervelocità delle particelle di polvere. I suoi strumenti scientifici dovranno osservare la maggior parte delle particelle del vento solare - elettroni, protoni ed ioni di elio - e misurare le loro proprietà; vedere il vento solare; misurare i campi elettrici e magnetici, le emissioni radio e le onde d'urto che viaggiano attraverso il plasma atmosferico del Sole e inventariare gli elementi dell'atmosfera solare. "La Solar Probe Plus sarà una missione storica, volando più vicino al Sole di ogni altra precedente sonda," dice Nicky Fox, scienziato del progetto SPP della APL. "Incontrando l'atmosfera del Sole (o corona) per la prima volta, la Solar Probe Plus potrà comprendere come la corona viene riscaldata e come il vento solare viene accelerato. La Solar Probe Plus rivoluzionerà le nostre conoscenze sulla fisica delle origini e dell'evoluzione del Sistema Solare." Oltre allo scudo termico, il team dell'APL proseguirà a testare e sviluppare gli altri aspetti difficili nella progettazione della sonda. Ad esempio gli ingegneri costruiranno e proveranno un sistema di raffreddamento attivo quasi pronto per il volo e che servirà a mantenere i pannelli solari a temperature operative sicure per tutta l'orbita. Molte parti dell'astronave saranno soggette a test di polvere ad alta velocità che simuleranno la 'pioggia battente' degli sciami di particelle ad alta energia nelle vicinanze del Sole. "La Solar Probe Plus rappresenta sfide tecniche come nessuna altra ha mai incontrata prima," dice Andrew Driesman, manager del progetto SPP della APL. "Nei prossimi 26 mesi il nostro obiettivo è di prendere queste tecnologie e portarle al punto di avere un prototipo a scala reale da poter testare in un ambiente realistico." Per ulteriori informazioni sulla missione visita: http://solarprobe.jhuapl.edu. Se volete sapere di più di questa missione potete leggervi l'intervista che il Fisico Prof. Marco Velli ci ha rilasciato nel 2010. Velli collabora con la NASA per la missione Solar Probe Plus. Nella illustrazione (Credit: JHU/APL) la sonda Solar Probe Plus in avvicinamento al Sole.

Fonte : Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory

Nella gif animata (Credit: ESA/NASA) il brillamento solare registrato dalla missione SOHO nelle prime ore del 5 marzo 2012 con la relativa Emissione di Massa Coronale. 05/03/2012 - Nuova emissione di plasma solare verso la Terra - Un grande brillamento solare si è scatenato sul Sole nelle prime ore di oggi, emettendo una CME (Emissione di Massa Coronale) nello spazio. Questa nuvola di plasma dovrebbe raggiungere la Terra entro due o tre giorni, potenzialmente aumentando le aurore notturne. Non si attendono altri effetti sulla Terra. Il brillamento è avvenuto alle 5:05 ora italiana di oggi e la risultante CME è stata osservata dallo strumento LASCO (Large Angle and Spectrometric Coronagraph) che si trova a bordo dell'osservatorio orbitale SOHO (Solar & Heliospheric Observatory) realizzato da ESA e NASA. Il brillamento è stato catalogato dagli scienziati come classe-X, ovvero gli eventi più potenti che possono disturbare le trasmissioni radio. Se un CME è associato con un brillamento l'arrivo del CME sulla Terra può scatenare una tempesta geomagnetica. Per il CME osservato questa mattina, e che ci si aspetta arrivi attorno al 7/8 marzo, non ci aspetta grossi impatti geomagnetici a causa dell'angolo di arrivo della nuvola di particelle di plasma dirette verso la Terra. Juha-Pekka, a capo delle previsioni meteo spaziali dell'ESA, ha dichiarato che dato che questo brillamento X è considerato 'largo' la maggior parte del CME mancherà la Terra. E' importante comunque monitorare sempre l'attività solare perchè questa può avere effetti gravi sulle telecomunicazioni, sui servizi meteo terrestri, sulla navigazione e sulla distribuzione dell'energia elettrica soprattutto alle alte latitudini. Nella gif animata (Credit: ESA/NASA) il brillamento solare registrato dalla missione SOHO nelle prime ore del 5 marzo 2012 con la relativa Emissione di Massa Coronale. Sul sito dell'ESA si può vedere l'animazione della CME.

Fonti : Spaceref - ESA

05/03/2012 - L'X-37B raggiunge il traguardo di un anno in orbita - Il secondo esemplare di X-37B (conosciuto anche con la sigla OTV - Orbital Test Vehicle) dell'U.S. Air Force ha segnato oggi un anno completo in orbita. Infatti lo spazioplano automatico era stato lanciato lo scorso 5 marzo 2011 per mezzo di un vettore Atlas-5 da Cape Canveral. Dotato di una vita operativa orbitale di 270 giorni questa seconda missione è stata utilizzata per vedere i limiti reali del veicolo spaziale. Trattandosi di una missione militare non è stato rivelato che cosa si trovi all'interno del vano di carico, delle dimensioni del pianale di carico di un pickup, del mini shuttle anche se è stato ipotizzato si tratti di apparecchiature sperimentali ottiche o radar. Grazie al suo pannello solare, che viene dispiegato una volta in orbita e dopo l'apertura dei portelli del vano di carico, il veicolo non ha problemi di autonomia. Una volta conclusa la sua missione vengono fatti accendere i retrorazzi e la mininavetta rientra nell'atmosfera fino ad atterrare in modo automatico sulla pista della base di Vandemberg a circa 320 km/h. Appassionati indipendenti della caccia ai satelliti hanno scoperto che la navetta orbita attorno alla Terra ad una quota fra i 329 ed i 341 km di altezza con una inclinazione di 42,8°. Il primo volo di un X-37B avvenne nel 2010 con la missione OTV 1-1 eseguita da un primo orbiter e la permanenza nello spazio fu di 224 giorni. Ora questo orbiter è in fase di preparazione per una seconda missione, la terza complessivamente, prevista per l'autunno del 2012. Al momento l'U.S. Air Force non ha divulgato la data di rientro della missione OTV 2-1

Fonte : SpaceflightNow

05/03/2012 - Nuova data di lancio per ATV-3 - Il lancio del terzo Automated Transfer Vehicle dell'ESA è stato fissato per il 23 marzo con un decollo previsto per le 4:31 GMT (le 5:31 ora italiana). Un'ispezione di routine aveva portato alla decisione di adottare ulteriori misure per assicurare il massimo delle condizioni di ATV-3 per il lancio. Ecco che, per poter rispettare queste considerazioni, il lancio previsto originariamente per il 9 marzo era stato rinviato. La missione di ATV-3 Edoardo Amaldi è parte del servizio coordinato per garantire il supporto necessario alla Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: Astrium) uno dei motori che verranno utilizzati da Lunar Lander e già usati dagli ATV. 05/03/2012 - Testato il motore per il Lunar Lander - Le ambizioni Europee di toccare il polo sud della Luna nel 2018 sono state alimentate da un recente test di accensione del motore del veicolo. Il lander robot verrà utilizzato per testare nuove tecniche per inviare esseri umani sulla Luna e verificare i pericoli lunari. Con la Luna senza atmosfera, il Lunar Lander non può contare sui paracadute per rallentare la sua discesa. Invece il veicolo ha bisogno di accendere i suoi motori in modo poco convenzionale. Uno di questi motori è stato recentemente messo alla prova dalla Astrium presso il sito specializzato di Lampoldshausen, in Germania. La camera per il test è stata appositamente preparata per riprodurre il vuoto dello spazio e le temperature che il Lunar Lander incontrerà durante il suo viaggio verso la superficie lunare. E' stata simulata una fase completa di discesa ed atterraggio, con il motore che ha compiuto una serie di brevi accensioni raggiungendo la temperatura di 1.100 gradi Celsius. Secondo Bérengère Houdou dell'ESA, il test è stato positivo: "Le operazioni del motore sono state docili e stabili, con grandi prestazioni, anche sotto gli stress delle condizioni di operatività nel quale dovrà agire il Lunar Lander." Per risparmiare sul costo di sviluppo di un nuovo motore, gli ingegneri dell'ESA hanno guardato ai ben testati e provati motori del veicolo da trasporto automatico ATV dell'ESA. L'ATV ha già completato due missioni completamente automatiche verso la Stazione Spaziale Internazionale, consegnando rifornimenti ed alzando il complesso su un'orbita più alta. Il terzo ATV è pronto per il lancio entro questo mese. Ma atterrare sulla Luna è molto differente da attraccare alla Stazione Spaziale. Prima dei test non era chiaro se questi motori potessero affrontare un viaggio lunare. Prima dell'atterraggio il veicolo orbiterà attorno alla Luna a circa 100 km dalla superficie. Per scendere verso il polo sud lunare i motori centrali verranno accesi per 10 minuti come fanno quelli di ATV, per portare l'astronave ad un atterraggio sicuro. Non vi è GPS sulla Luna e così il Lunar Lander dovrà navigare utilizzando immagini digitalizzate della superficie per riconoscere le varie caratteristiche del terreno. Un laser completerà il quadro permettendo di evitare i pericoli come i massi ed i crateri che potrebbero trovarsi sul ù sito di atterraggio. Il potente processore del Lunar Lander saprà prendere le decisioni intelligenti per cercare una zona sicura ed atterrare senza l'aiuto umano. La tecnologia Europea sarà utilizzata in tutto questo. Nella foto (Credit: Astrium) uno dei motori che verranno utilizzati da Lunar Lander e già usati dagli ATV.

Fonte : ESA

03/03/2012 - La Cina spera di lanciare il primo Lunga Marcia 5 nel 2014 - Secondo uno scienziato Cinese esperto in razzi, la Cina ha compiuto importanti progressi nello sviluppo del vettore Lunga Marcia 5 e spera che questo razzo di nuova generazione possa eseguire il suo volo inaugurale nel 2014. Liang Xiaohong, il vice capo della China Academy of Launch Vehicle Technology, lo ha detto parlando con la Xinhua durante la sessione annuale della Conferenza Consultiva Politica del Comitato Nazionale del Popolo Cinese (CPPCC), che si è aperta sabato pomeriggio. L'accademia progetta e costruisce una serie di razzi per i programmi spaziali Cinesi. Gli ingegneri e gli scienziati hanno avuto successo nello sviluppo del primo serbatoio di idrogeno che verrà utilizzato per immagazzinare il propellente del razzo Lunga Marcia 5, dice Liang, che è membro del Comitato Nazionale CPPCC, il maggiore organo politico decisionale della Cina. Liang dice che la produzione delle parti principali - la struttura dell'ogiva che misura cinque metri di diametro e il principale serbatoio del propellente - verranno completati entro l'anno. Secondo Liang il razzo Lunga Marcia 5 triplicherà la capacità di invio di carichi in orbita, con una capacità di 25 tonnellate in orbita bassa e 14 tonnellate in orbita geosincrona. Utilizzando propellenti non tossoci e non inquinanti, il razzo alto 60 metri verrà fornito di quattro booster, ognuno di 3,35 metri di diametro, prosegue Liang. La Cina ha cercato di sviluppare razzi vettori non tossici, a basso costo, altamente affidabili, adattabili e sicuri nell'obiettivo che una nuova generazione di veicoli diani l'avvio alla costruzione di una stazione spaziale e la prossima fase delle missioni delle sonde lunari per il Paese. I razzi Cinesi della serie Lunga Marcia in servizio includono il Lunga Marcia-1, il Lunga Marcia-2, il Lunga Marcia-3 ed il Lunga Marcia-4. La Cina ha iniziato lo sviluppo di razzi vettori moderni nel 1956, ed i razzi Lunga Marcia sono diventati i principali vettori per il lancio satellitare e di veicoli spaziali. I vettori Lunga Marcia hanno fatto più di 150 voli. Le navicelle spaziali Shenzhou e le sonde lunari sono stati tutti lanciati con razzi vettori Lunga Marcia.

Fonte : Xinhua

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute) la luna Dione ripresa durante il sorvolo del 12 dicembre 2011. A sinistra Saturno. 02/03/2012 - Cassini capta ossigeno attorno a Dione, una delle lune di Saturno - La sonda spaziale Cassini della NASA ha 'odorato' per la prima volta, ioni di molecole di ossigeno attorno alla luna ghiacciata di Saturno, Dione. Questo fatto conferma la presenza di un'atmosfera molto tenue. Gli ioni di ossigeno sono molto sparsi (uno ogni 11 centimetri cubici di spazio) o circa 90.000 per metri cubico - mostrando che Dione ha una sottile atmosfera neutrale. Sulla superficie di Dione, questa tenue atmosfera sarebbe densa come l'atmosfera terrestre ad un'altezza di circa 480 km. La rilevazione di questa tenue atmosfera, conosciuta come esosfera, è stata descritta su un recente numero della rivista scienficica Geophysical Research Letters. "Sappiamo che Dione, oltre agli anelli di Saturno ed alla luna Rhea, è una sorgente di molecole di ossigeno," dice Robert Tokar, uno scienziato membro del team Cassini presso il Los Alamos National Laboratory, Los Alamos, N.M., e a capo degli autori dell'articolo. "Questo mostra che l'ossigeno molecolare è comune nel sistema di Saturno e rinforza la convinzione che non provenga da un processo che coinvolge la vita." L'ossigeno di Dione appare derivare sia dai fotoni solari o dalle particelle energetiche che dallo spazio bombardano l'acqua ghiacciata della superficie e liberano così le molecole di ossigeno, dice Tokar. Ma gli scienziati guardano anche ad altri processi, compresi quelli di natura geologica, e che potrebbero anche spiegare l'ossigeno. "Gli scienziati non erano mai stati certi che Dione potesse essere grande abbastanza da avere una esosfera, ma questa nuova ricerca mostra che questa luna è anche più interessante di quanto abbiamo precedentemente ipotizzato," dice Amanda Hendrix, vice-capo scienziato della Cassini presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California e non direttamente coinvolta nello studio. "Gli scienziati stanno ora scavando nei dati della Cassini su Dione per cercare altri dettagli ancora maggiori su questa luna." Diversi corpi solidi del Sistema Solare - compresa la Terra, Venere, Marte e la più grande luna di Saturno, Titano - hanno una loro atmosfera. Ma queste tendono di solito ad essere più dense di quella scoperta su Dione. Sebbene gli scienziati della Cassini abbiano individuato una sottile esosfera anche attorno a Rhea, un altra luna di Saturno, nel 2010, molto simile a quella di Dione. La densità dell'ossigeno sulla superficie di Dione e Rhea è circa 5 trilioni di volte meno densa di quella sulla superficie della Terra. Tokar dice che gli scienziati sospettavano che l'ossigeno molecolare potesse esistere su Dione perchè l'Hubble Space Telescope della NASA vi aveva individuato l'ozono. Ma gli scienziati non ne sono stati sicuri fino a quando la Cassini è stata capace di misurare le molecole ionizzate di ossigeno durante il suo secondo sorvolo di Dione, il 7 aprile 2010, con il suo spettrometro del plasma. Durante quel sorvolo la sonda volò a circa 503 km dalla superficie della luna. Gli scienziati di Cassini hanno inoltre analizzato i dati dello spettrometro di massa ed ioni neautro durante il sorvolo molto ravvicinato del 12 dicembre 2011. Lo spettrometro di massa neutro e ioni aveva fatto la scoperta della sottile atmosfera di Rhea, e così gli scienziati sono stati in grado di comparare i dati di Cassini delle due lune e vedere se erano altre molecole nell'atmosfera di Dione. La missione Cassini/Huygens è un progetto in collaborazione fra la NASA, l'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce la missione per la Direzione delle Missioni Scientifiche della NASA di Washington D.C. L'orbiter Cassini è stato progettato, realizzato ed assemblato al JPL. I team scientifici dello spettrometro plasma e dello spettrometro di massa neutro ed ioni della Cassini sono seguiti dal Southwest Research Institute, di San Antonio. Per ulteriori informazioni sulla missione visita: http://www.nasa.gov/cassini e http://saturn.jpl.nasa.gov. In copertina la foto (Credit: NASA/JPL/Space Science Institute) della luna ghiacciata Dione ripresa dalle telecamere della sonda Cassini in orbita attorno a Saturno. Nella spettacolare foto ripresa dalla sonda Cassini (Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute) la luna Dione ripresa durante il sorvolo del 12 dicembre 2011. A sinistra si può notare Saturno con l'ombra dei propri anelli.

Fonte : NASA

02/03/2012 - UrtheCast, una telecamera che riprende tutto il mondo - UrtheCast, questo il nome di un ambizioso progetto Canadese che vedrà la luce entro la fine del 2012. In pratica si tratta di piazzare due telecamere ad Alta Risoluzione (HD) sul segmento Russo della Stazione Spaziale Internazionale e puntarle costantemente verso la superficie della Terra che viene sorvolata dal complesso orbitale. Le immagini in 'quasi-diretta' verranno poi rese accessibili attraverso Internet a tutti gli abitanti della Terra che hanno una connessione al Web. Le due telecamere, una a largo campo ed una con maggior ingrandimento, verranno inviate nello spazio durante una delle prossime missioni Soyuz ed installate durante un'attività extraveicolare Russa. Gli scopi del progetto sono educativi, di osservazione, servizi meteo e per rendere partecipi la popolazione della meraviglia del nostro mondo visto dallo spazio e che fino ad ora era solo accessibile a pochi. Le telecamere sono state costruite dall'azienda Inglese Rutherford Appleton Laboratories ed utilizzeranno in qualche misura un sistema di codifica open source. La risoluzione dovrebbe avvicinarsi a quella delle immagini di Google Maps, qualche metro quindi.

Fonte : UrtheCast

Nella illustrazione (Credit: JAXA/Akihiro Ikeshita ) la sonda Hayabusa-2 mentre raccoglie campioni sull'asteroide 1993 JU3. 02/03/2012 - Il Giappone pensa ad Hayabusa-2 - Dopo il clamoroso successo ottenuto nel 2010 con il travagliato ritorno sulla Terra dei primi campioni raccolti dalla superficie di un asteroide il Giappone vuole ritentare l'impresa con la sonda Hayabusa-2. Questa volta l'asteroide bersaglio sarà 1993 JU3, un carbonioso di tipo C, e la sonda avrà inoltre a disposizione ben due lander con i quali studiare la superficie e potrà poi raccogliere dei campioni da riportare sulla Terra. La NEC Corp. ha annunciato agli inizi dell'anno che ha iniziato la progettazione della nuova sonda per conto della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA). Il lancio della missione è previsto per il tardo 2014 per mezzo del potente vettore H2A e l'arrivo a destinazione a metà del 2018. La sonda sarà alimentata da un motore ad ioni ed il suo ritorno sulla Terra è previsto per la fine del 2020. Il costo totale della missione è di circa 400 milioni di dollari, circa 150 milioni di più della prima Hayabusa. La sonda avrà una maggiore dotazione di apparecchiature scientifiche della precedente e con maggiori capacità e questo le permetterà di trascorrere un tempo maggiore nei pressi dell'asteroide 1993 JU3, un anno contro i tre mesi di Hayabusa-1. La progettazione della Hayabusa-2, benchè derivante in gran parte dalla prima sonda, potrà usufruire di notevoli miglioramenti derrivati dalle lezioni imparate durante lo svolgimento della precedente missione. La missione coinvolgerà anche dei partner internazionali come la Germania, gli Stati Uniti e l'Australia. A bordo del veicolo spaziale si troveranno ben due lander (contro l'unico a bordo di Hayabusa-1 e che, purtoppo, fallì l'atterraggio), MINERVA (MIcro/Nano Experimental Robot Vehicle for Asteroid) e MASCOT (Mobile Asteroid Surface Scout) quest'ultimo costruito dall'agenzia spaziale Tedesca e capace di raccogliere dati sulla superficie dell'asteroide e poi di spostarsi in un altro punto. Per la raccolta dei campioni di superficie Hayabusa-2 potrà contare su un potente impattatore che, rilasciato dalla sonda andrà, a colpire la superficie formando un nuovo cratere. Durante questa operazione, per non essere danneggiata dai getti di materiale provocati dalla formazione del cratere, la sonda si troverà al riparo dall'altro lato dell'asteroide. A questo punto la sonda tornerà sopra il cratere appena formato, atterrerà e raccoglierà dei campioni prima di riprendere la rotta verso la Terra. L'interesse per gli asteroidi è duplice, da un lato ci possono permettere di comprendere meglio la formazione del nostro Sistema Solare e dall'altro la possibilità di sfruttarli per le loro materie prime di cui sono composti: acqua, ferro e platino. Hayabusa-1 venne lanciata nel maggio del 2003 e raggiunse l'asteroide Itokawa a metà settembre 2005. Nonostante un problema tecnico con la raccolta dei campioni la sonda riuscì a riportare sulla Terra il prezioso carico di microscopici grani di polvere provenienti della superficie dell'asteroide. Il rientro dei campioni sulla Terra avvenne nel giugno 2010, dopo un travagliatissimo viaggio di ritorno costellato da problemi di natura tecnica. L'atterraggio del piccolo modulo di rientro avvenne nelle pianure Australiane ed alcuni dei campioni sono stati distribuiti ai vari ricercatori in giro per il mondo. Nella illustrazione (Credit: JAXA/Akihiro Ikeshita ) la sonda Hayabusa-2 mentre raccoglie campioni sull'asteroide 1993 JU3.

Fonte : Space.com

02/03/2012 - Rinviato il lancio di ATV-3 - Un'ispezione di routine ha portato alla conclusione che sono richieste ulteriori misure per assicurare che il terzo veicolo di trasferimento automatico ATV possa esser pronto al lancio. In base a queste considerazioni è stato deciso di rinviare il lancio originariamente previsto per il prossimo 9 marzo. Una nuova data di lancio verrà comunicata prima possibile. Il lancio del terzo Automated Trasfer Vehicle (ATV-3) dell'ESA è parte del coordinamento internazionale per supportare la Stazione Spaziale Internazionale.

AGGIORNAMENTO - Fonti non ufficiali parlano di una possibile nuova data di lancio per ATV-3 per il 22-23 marzo 2012. Sempre secondo queste fonti il motivo del rinvio del lancio sarebbe da ricercare in un problema con il carico utile scoperto durante l'ultima ispezione. Una delle cinghie di ritenzione del carico utile si sarebbe sganciata ed i tecnici devono rientrare all'interno del compartimento pressurizzato del veicolo spaziale (che, ricordiamo, si trova già all'interno dell'ogiva di protezione sulla sommità del vettore Ariane 5. ndr) per sistemarlo. L'anomalia era stata scoperta un paio di giorni fa ed era attesa una decisione se procedere con il lancio ugualmente o porvi rimedio. La scelta è stata quella di non rischiare e di procedere con la sistemazione. Quindi ora i prossimi passi saranno la rimozione dell'ogiva di protezione, l'apertura del portello di attracco che si trova sulla sommità di ATV, il dispiegamento di una specie di piccolo montacarichi che possa permettere ad un tecnico di essere calato all'interno del modulo pressurizzato, la sistemazione della cinghia slacciata. Ovviamente poi tutta la sequenza al contrario per riportare il veicolo spaziale pronto al lancio.

Fonti : ESA - Nasaspaceflight.com - ATV Blog

Nella foto (Credit: NASA) il modello di Orion mentre scende appeso ai suoi tre paracadute principali. 01/03/2012 - La NASA conduce un nuovo test del paracadute di Orion - Il 29 febbraio la NASA ha condotto con successo un altro test di caduta di un veicolo per equipaggio Orion, mettendo alla prova il sistema di paracaduti che si occupano della discesa e dell'atterraggio della capsula. Il test è avvenuto sopra il deserto dell'Arizona e preclude ai preparativi per il primo volo orbitale del veicolo previsto per il 2014. L'Orion trasporterà gli astronauti più lontano nello spazio di quanto non sia mai stato fatto in precedenza, fornendo anche la capacità di salvataggio di emergenza, sostenendo l'equipaggio durante il viaggio spaziale ed assicurando un sicuro rientro ed atterraggio. Un aereo da trasporto C-17 dell'Air Force ha sganciato la versione di prova di Orion da un'altezza di circa 6.600 metri sopra il poligono dell'Esercito USA di Yuma, in Arizona. I paracadute di frenata di Orion sono stati dispiegati fra i 6.000 ed i 4.500 metri, seguiti dai paracadute pilota e poi da quelli principali. Orion è atterrato nel deserto alla velocità di circa 27 km/h, ben sotto la velocità massima prevista per il contatto del veicolo spaziale. Il test ha esaminato il comportamento di Orion, i disturbi del flusso d'aria dietro il veicolo ed i loro effetti sulle prestazioni del sistema di paracadute. I paracadute svolgono ottimamente il loro lavoro quando l'aria è tranquilla e permette un appropriato sostentamento. Una scia di aria instabile è in grado di ridurre l'apertura del paracadute. Il test è stato il primo a creare una scia che simula il veicolo Orion a grandezza naturale e il sistema completo. Fin dal 2007, il programma Orion ha condotto una serie di test dei paracadute sia in volo che al suolo ed ha fornito anche i paracadute del il test di aborto sulla rampa svolto dalla NASA con successo nel 2010. Tutti questi test servono per comprendere le prestazioni tecniche dei paracadute per un'eventuale certificazione al volo umano. Nella foto (Credit: NASA) il modello di Orion mentre scende appeso ai suoi tre paracadute principali.

Fonte : NASA

01/03/2012 - Novità sulla prossima missione abitata Cinese - Qi Faren, l'ingegnere capo progettista dei veicoli spaziali Cinesi Shenzhou, ha parlato con la stampa durante la Sessione Annuale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese. Qi ha confermato che i buoni risultati ottenuti con la missione automatica della Shenzhou-8 hanno spinto i responsabili dell'agenzia spaziale Cinese a confermare che la prossima missione, la Shenzhou-9, sarà composta da un equipaggio di tre taikonauti e che vi sarà l'attracco con il modulo orbitale TianGong-1. Una novità svelata da Qi è che a bordo del piccolo laboratorio spaziale saliranno soltanto due dei tre membri dell'equipaggio. Uno dei taikonauti rimarrà quindi a bordo della Shenzhou-9 per motivi di ulteriore sicurezza. Qi ha inoltre detto che i test e le osservazioni mostrano che l'ambiente e le scorte di cibo all'interno del laboratorio TianGong-1 possono sostenere la vita ed il lavoro di un astronauta per 60 giorni o di due per 30 giorni. La manovra di aggancio fra la Shenzhou-9 e la TianGong-1 verrà eseguita in modalità manuale dagli astronauti che sono stati addestrati appositamente. La data di avvio di questa missione è fissata fra giugno e agosto 2012.

Fonte : XinhuaNet

Nella foto (Credit: NASA/TV) il vettore Falcon 9 della SpaceX durante il test di conto alla rovescia svolotisi oggi a Cape Canaveral. 01/03/2012 - Eseguito un'importante test del Falcon 9/Dragon C2 - Si è svolto oggi presso la rampa 40 di Cape Canaveral, in Florida, una simulazione di conto alla rovescia del razzo vettore Falcon 9 della SpaceX per la missione Dragon C2. La simulazione comprendeva il rifornimento di propellente del primo e del secondo stadio del Falcon 9 (oltre 180 tonnellate di ossigeno liquido e 113 tonnellate di keroseno RP-1) ed arrivava fino a T-5 secondi dal lancio. Un piccolo problema tecnico si è manifestato durante il conto alla rovescia ma poi è stato rapidamente risolto e così il conteggio è arrivato fino a conclusione. Il test di oggi era molto importante per spianare la strada al lancio della missione dimostrativa C2, parte del contratto COTS con la NASA, diretta alla Stazione Spaziale Internazionale ed il cui via è previsto per la fine di aprile. Il vettore Falcon 9 era stato trasferito sulla rampa di lancio il 28 febbraio scorso e sulla sua sommità si trova la capsula Dragon. La missione C2 prevede l'avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale e, solo dopo l'accurato controllo che tutti i sistemi di bordo funzionino regolarmente, verrà dato il via alla seconda parte della missione, chiamata C3, che prevede l'attracco alla ISS. Una volta che la capsula Dragon si sarà avvicinata alla sezione Americana della ISS gli astronauti a bordo, manovrando il braccio robotico, agganceranno la capusla e la porteranno al boccaporto di attracco, esattamente come è già stato realizzato con il veicolo di rifornimento Giapponese HTV. A bordo del Dragon si trovano dei riformimenti, circa 450 kg., non vitali per l'equipaggio della ISS nel caso qualcosa non funzionasse a dovere durante la missione. Se questo test si svolgerà regolamente il prossimo volo del Dragon, previsto entro l'anno, darà il via alle missioni regolari di rifornimento della ISS per mezzo di un contratto commerciale fra la SpaceX e la NASA. Con i voli regolari il carico che potrà essere trasportato sulla ISS è di circa 6 tonnellate e tre al rientro sulla Terra. Nella foto (Credit: NASA/TV) il vettore Falcon 9 della SpaceX durante il test di conto alla rovescia svolotisi oggi a Cape Canaveral.

Fonte : SpaceflightNow

28/02/2012 - La sonda dell'ESA destinata allo studio di Mercurio slitta al 2015 - BepiColombo, la missione dell'ESA destinata allo studio del pianeta Mercurio in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA, ha ora una finestra di lancio che si apre nell'agosto del 2015. Mentre l'ESA aveva precedentemente indicato il lancio per il luglio 2014, una opzione per il 2015 era sempre rimasta aperta nel piano strategico come parte della mitigazione dei rischi. Mercurio è il pianeta degli estremi con una'alta densitò, temperatura della superficie e forte interazione con il vento solare. Comprendere le sue proprietà ed origini darà agli scienziati importanti indizi nell'evoluzione del Sistema Solare. BepiColombo comprende un veicolo che trasporta due orbiter separati, uno sviluppato dall'ESA e l'altro dalla JAXA, dedicati alla esplorazione completa di Mercurio e del suo ambiente circostante. Così vicina al Sole, la sonda si troverà a confrontarsi con un ambiente molto ostile, in particolare le temperature che toccheranno i 450 gradi Celsius. Un numero di nuove e delicate tecnologie sono state sviluppate per far si che la missione raggiunga Mercurio e operi da li. Fra queste tecnologie i pannelli solari, il sistema propulsivo elettrico, il sistema di antenne ed il complesso sistema di gestione termico. Le aziende costruttrici (alla con alla guida la Astrium GmbH di Friedrichshafen, in Germania) che hanno lavorato con ESA alla missione hanno recentemente accertato lo stato attuale di completamento di queste cose ed hanno concluso che la prima finestra di lancio di luglio 2014 non può più essere sfruttata. Le opportunità di lancio della durata tipica di un mese per BepiColombo, sono dettate dalle posizioni relative di Terra, Venere e Mercurio, permettendo così al veicolo spaziale di seguire una complesso traiettoria interplanetaria. La prossima opportunità di lancio per Mercurio si avrà ad agosto 2015 ed è allineata con le previste date di completamento dell'astronave, compresi alcuni margini. Tutte le parti interessate, compreso il comitato del programma Scientifico e i partner internazionali, sono stati messi al corrente dei problemi che hanno interessato la data di lancio.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: Arianespace) integrazione di ATV-3 sulla sommità di Ariane 5 (V206). 28/02/2012 - ATV-3 pronto per il servizio di rifornimento annuale alla ISS - Il terzo cargo Automated Transfer Vehicle dell'ESA, Edoardo Amaldi, è pronto per il lancio con un Ariane 5 verso la Stazione Spaziale Internazionale fissato per il 9 marzo dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Il decollo è previsto per le 11:05 ora italiana (le 10:05 GMT) e verrà trasmesso in diretta e sul web e seguito da eventi dedicati in tutta Europa. l'ATV Edoardo Amaldi segue i due precedenti voli di rifornimento di grande successo avvenuti con l'ATV-1 Jules Verne nel marzo 2008 e ATV-2 Johannes Kepler nel febbraio 2011. l'ATV-3 è stato battezzato con il nome del fisico e pioniere del volo spaziale Italiano Edoardo Amaldi. Amaldi fu fra i fondatori dell'ESRO (European Space Research Organisation) - precursore dell'ESA - e del CERN (European Organization for Nuclear Research). Amaldi è famoso per essere stato parte del gruppo che ha scoperto i neutroni lenti. Questo terzo vascello ATV è il primo ad essere stato preparato e lanciato entro l'obiettivo di uno all'anno. Questo segna l'inizio infatti della produzione annuale di veicoli di rifornimento per la Stazione Spaziale posizionando l'Europa come partner essenziale nell'operatività dell'avamposto orbitale. I prossimi ATV, Albert Einstein e Georges Lemaître, seguiranno nel 2013 e nel 2014. Il veicolo spaziale porterà rifornimenti essenziali e propellente per poter alzare l'orbita della stazione. Con il peso di 20 tonnellate, questa sofisiticata astronave è il carico di maggior peso lanciato nello spazio dall'Europa. ATV combina l'essere una piattaforma capace di volo autonomo, un veicolo spaziale manovrabile e - quando attraccato - un modulo della Stazione Spaziale. Per raggiungere un attracco automatico sotto le ferree regole di sicurezza imposte dal volo spaziale abitato, l'ATV è dotato di un sistema di navigazione molto preciso, un software di volo ridondante ed un sistema automatico completamente indipendente per evitare le collisioni con i suoi sistemi energetici, controllo e razzi dedicati. La Stazione Spaziale dipende dagli invii regolari di attrezzature per esperimenti, pezzi di ricambio, cibo, aria ed acqua per il suo equipaggio. Fin dal 2008, ogni anno e mezzo, un ATV ha consegnato circa 6 tonnellate di merci a 400 km sopra la Terra. Dopo il lancio con l'Ariane 5 dallo Spazioporto Europeo della Guyana Francese, l'ATV navigherà autonomamente per un aggancio preciso al modulo Russo Zvezda della Stazione. ATV-3 rimarrà attraccato alla ISS fino a sei mesi prima di rientrare nell'atmosfera e bruciare deliberatamente assieme a diverse tonnellate di rifiuti della Stazione. Lungo circa 10 metri e dal diametro di 4,5, l'ATV incorpora circa 45 metri cubi di spazio pressurizzato ed un sistema di attracco Russo, simile a quello utilizzato dai veicoli abitati Soyuz e dalle navi di rifornimento Progress. Con i suoi pannelli solari dispiegati, l'ATV è largo circa 22 metri, quasi tre volte più largo di un Progress Russo e può trasportare circa tre volte il suo carico. l'ATV è il più grande veicolo da rifornimento diretto alla ISS fin da quando la flotta di navette spaziali Americane sono state messe in pensione lo scorso anno. l'ATV-3 consegnerà un totale di circa 4.395 kg fra propellente, ossigeno, aria ed acqua alla Stazione. Una volta agganciato il propellente verrà utilizzato dai motori a razzo propri di ATV per alzare l'orbita della Stazione per compensare periodicamente la naturale tendenza a scendere dovuta alla resistenza atmosferica. L'ATV può anche essere utilizzato per spostare la Stazione nel caso che un pericoloso detrito spaziale si avvicini troppo al complesso abitato. Prima di lasciare la Stazione, Edoardo Amaldi verrà riempito di sacche di rifiuti e di attrezzature non più utili all'equipaggio. Poi ATV-3 verrà fatto uscire dall'orbita sopra l'Oceano Pacifico e brucerà senza danni nell'atmosfera. L'Astrium è la compagnia capo-commessa industriale e guida un team di oltre 30 aziende di 10 paesi Europei. Il Centro di Controllo di ATV si trova a Tolosa, in Francia, con il controllo dell'Agenzia Spaziale Francese, CNES. Per ulteriori informazioni su ATV visitate il sito: http://www.esa.int/ATV
Nella foto (Credit: Arianespace) integrazione di ATV-3 sulla sommità di Ariane 5 (V206).

Fonte : ESA

28/02/2012 - Primo volo di prova a razzo per la SpaceShipTwo entro l'anno - Durante la conferenza 2012 Next-Generation Suborbital Researchers Conference svoltasi a Palo Alto, in California, William Pomerantz, vice-presidente dei progetti speciali della Virgin Galactic ha affermato che entro il 2012 verrà eseguito il primo volo a razzo di prova del veicolo suborbitale SpaceShipTwo. Infatti, fino a questo momento, sono stati eseguiti 16 voli di prova senza l'utilizzo del motore. La SpaceShipTwo è stata progettata per essere portata alla quota di 15.000 metri appesa ad un aereo madre appositamente costruito e chiamato WhiteKnightTwo e, da qui, rilasciata per sfruttare il suo motore a razzo che la porterà fino alla quota di circa 100 km. A bordo della SpaceShipTwo troveranno posto sei passeggeri e due piloti. Una volta raggiunta la quota di 100 km a bordo del veicolo si potranno sperimentare quattro/cinque minuti di assenza di gravità. Se tutti i test andranno bene, ha aggiunto Pomerantz, la Virgin Galactic prevede di iniziare i voli passeggeri fra il 2013 ed il 2014. Sono quasi 500 le persone che hanno firmato un contratto per un volo suborbitale a bordo della SpaceShipTwo ed ogni posto costa 200.000 dollari. Ma oltre ai passeggeri il veicolo potrà trasportare anche esperimenti da eseguire in assenza di peso e scienziati al seguito. Sia l'aereo madre che il veicolo suborbitale sono costruiti dalla compagnia Scaled Composite, che vinse l'X-Prixe nel 2004 il premio di 10 milioni di dollari come prima azienda privata a raggiungere i 100 km di altezza con un volo suborbitale abitato per due volte in una settimana. La SpaceShipTwo deriva proprio dalla SpaceShipOne che vinse quel premio.

Fonte : Space.com

Nella illustrazione (Credit: JPL/NASA) il lander InSight per lo studio dell'interno di Marte. 28/02/2012 - InSight, il nome della nuova missione robotica su Marte - Una missione della serie Discovery, proposta dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, e dedicata allo studio della formazione e dell'evoluzione dei pianeti terrestri osservando l'interno di Marte ha ora un nuovo nome. InSight (Interior Exploration utilizzando Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) è una proposta di missione che nasce da una collaborazione fra il JPL, la Lockheed Martin System, l'Agenzia Spaziale Francesce (CNES), l'Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) ea altri centri della NASA. Il nome precedentemente proposto era GEMS (GEophysical Monitoring Station) ma la NASA aveva riservato questo nome per una missione astrofisica conosciuta come Gravity and Extreme Magnetism Small Explorer, che si trova già in fase di sviluppo. "Abbiamo scelto il nome InSight (dall'Inglese 'in profondità' ndr) perchè noi vogliamo vedere profondamente nell'interno di Marte per mappare la sua struttura," ha detto Bruce Banerdt, principale ricercatore del progetto presso il JPL. "Con i nostri strumenti geofisici saremo capaci di vedere fino al centro di Marte e di realizzare una mappa di quanto è profonda e si estende la crosta e le dimensioni del nucleo." Le precedenti missioni su Marte hanno ricercato la storia della superficie del Pianeta Rosso esaminando le strutture come i crateri, i vulcani, le rocce ed il suolo ma nessuna ha mai tentato di studiare le prime fasi di evoluzione del pianeta - i suoi componenti principali - che possono essere trovati soltanto guardando molto sotto la superficie. InSight, grazie ad una serie di sofisticati strumenti geofisici potrà indagare molto sotto la superficie del pianeta cercando di trovare quelle impronte digitali dei processi di formazione del pianeta misurando i suoi 'segni vitali': il suo 'pulsare' (sismologia), la 'temperatura' (il flusso di calore) e con i 'riflessi' (una precisia posizione). La sonda sarà un lander molto simile a Phoenix che ha funzionato sulla superficie di Marte nel 2007 e sarà fornito di tre strumenti scientifici principali: SEIS un sismometro per registrare l'attività interna del pianeta come i terremoti, HP3 con una sonda che penetrerà per cinque metri nella superficie e misurerà la temperatura ed infine RISE che misurando in modo molto preciso i segnali radio inviati dal lander sulla Terra permetterà di comprendere la struttura interna del pianeta. Se la missione riuscirà a battere i suoi concorrenti e verrà finanziata dalla NASA il lancio della sonda è previsto per il marzo del 2016 con arrivo sul Pianeta Rosso a settembre dello stesso anno. La sua missione principale dovrebbe durare un anno marziano (pari a 669 giorni terrestri). InSight è infatti una delle tre missioni che dovrà essere scelta all'interno del Programma Discovery, una serie di missioni a basso budget della NASA realizzate per comprendere il Sistema Solare esplorando i pianeti, le lune ed i piccoli corpi come le comete e gli asteroidi. Tutte e tre i team delle rispettive missioni dovranno presentare i loro studi alla NASA entro il 19 marzo. Le altre due pretendenti sono TiME (Titan Mare Explorer) che prevede di far atterrare una sonda su un mare di metano della luna Titano di Saturno e CHopper (Comet Hopper) che dovrebbe atterrare e spostarsi sulla superficie di una cometa per studiarne i suoi cambiamenti mentre interagisce con il Sole. Nella illustrazione (Credit: JPL/NASA) il lander InSight per lo studio dell'interno di Marte.

Fonti : NASA/JPL - Spacedaily

Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta André Kuipers dell'ESA mentre conduce un esperimento per misurare le sue onde cerebrali. 28/02/2012 - Prolungata la missione PromISSe sulla Stazione Spaziale - L'astronauta André Kuipers dell'ESA rimarrà sulla Stazione Spaziale Internazionale oltre un mese di più di quanto previsto originariamente. Oltre ai normali compiti di routine Kuipers trascorrerà un po del tempo in più conducendo esperimenti scientifici. I Paesi partecipanti al progetto della Stazione si sono trovati d'accordo nel prolungare questa spedizione dopo il rinvio del lancio del prossimo equipaggio per mezzo del veicolo Soyuz. Controlli di routine hanno rilevato un problema nel veicolo spaziale Soyuz originale, che ha richiesto di essere sostituito. La nuova data di ritorno sulla Terra per André ed i suoi compagni è ora fissata nel 1° luglio - e così rimarranno sulla Stazione Spaziale per oltre sei mesi. Il maggior tempo che André trascorrerà nello spazio non potrà essere occupato con altri compiti perchè le attività scientifiche e di manutenzione continueranno a seconda di quali astronauti saranno disponibili per fare quel lavoro. Senza il rinvio, la Stazione Spaziale avrebbe dovuto rimanere attiva con soltanto tre membri dell'equipaggio per un periodo più lungo di quanto previsto. André ha quasi completato alcuni dei suoi esperimenti. Egli è il decimo astronauta a seguire la speciale dieta SOLO per comprendere perchè gli astronauti perdono la densità ossea nello spazio. Per cinque giorni André ha mangiato soltanto un terzo del sale che si trova in una normale dieta. I risultati potrebbero offrire alcuni indizi su come le ossa perdano densità con l'età e potrebbe essere utilizzato per combattere malattie come l'osteoporosi. André ha completato inoltre l'esperimento DSC che si trova all'interno del Microgravity Science Glovebox, dedicato ai cambiamenti di temperatura nelle miscele di fluidi differenti. I risultati di questo esperimento potranno contribuire a migliorare i modelli al computer utilizzati per l'estrazione petrolifera. André ha recentemente inviato una sua immagine dalla Stazione Spaziale mentre indossa quella che sembra una cuffia da doccia. Si tratta dell'esperimento Neurospat che coinvolge una complessa rete di elettrodi per misurare le onde cerebrali. Un totale di 64 elettrodi sono stati piazzati con precisione sulla testa di André dal suo collega Don Pettit. Lo scopo è quello di comprendere se le attività del cervello nello spazioo sono differenti. André ha completato l'esperimento di biologia Roald2 sulle cellule immunitarie umane. Il sistema immunitario degli astronauti lavora con meno efficienza nello spazio e gli scienziati vogliono capire come e perchè. Le cellule immunitarie prelevate da volontari sulla Terra sono state chimicamente congelate sulla Stazione Spaziale ad intervalli specifici. Osservando con attenzione le cellule, una volta che saranno state riportate sulla Terra, gli scienziati sperano di poter comprendere meglio come funziona il sistema immunitario umano. Ci sono molti altri esperimenti scientifici vicini alla conclusione. Il lavoro di manutenzione però non può aspettare così André ed i suoi compagni saranno occupati a mantenere la Stazione Spaziale in buona efficienza. Nella difficile possibilità che André abbia del tempo che gli avanza, gli scienziati sulla Terra hanno preparato una serie di attività che potrebbero essere condotte con breve preavviso appena se ne presenti l'opportunità. Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta André Kuipers dell'ESA mentre conduce, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, un esperimento per misurare le sue onde cerebrali.

Fonte : ESA

26/02/2012 - Forte attività solare, cinque eruzioni solari in due giorni - Anche se il 24 febbraio 2012 un'eruzione solare ha fornito un bello spettacolo, l'espulsione di massa coronale associata (CME) che ha colpito il campo magnetico terrestre il 26 febbraio 2012 alle 4:00 p.m. EST (le 22:00 ora italiana) è stata debole e non sembra essersi evoluta in una forte tempesta geomagnetica. Dal 23 febbraio al 24 febbraio il nostro Sole ha prodotto sorprendentemente ben cinque eruzioni solari, scaturite da sopra, sotto, destra e sinistra del disco solare. Quattro di queste eruzioni sono avvenute in un periodo di sole 24 ore. Una delle eruzioni, un grande filamento magnetico serpeggiante, scoppiato nelle prime ore del 24 febbraio 2012 e che ha lanciato la prima delle due espulsioni di massa coronale (CME) in direzione della Terra. Le analisi degli scienziati presso il Laboratorio di Meteorologia Spaziale del Goddard mostrano che questa nube CME colpirà il campo magnetico terrestre il 26 Febbraio 2012 verso le 08:30 a.m. EST (+ / - 7 ore). Saranno possibili tempeste geomagnetiche ed aurore quando la CME arriverà. L'eruzione del filamento, come si vede nel video qui sotto ripresa dal satellite Solar Dinamica Observatory (SDO) della NASA, nella lunghezza d'onda dell'estremo ultravioletto, costituisce una spaccatura visibile nell'atmosfera del Sole, dove il plasma si muove ad onde in direzioni opposte. Il divario si estende per tutta la lunghezza del filamento originale, circa 400.000 km. I filamenti solari sono più scuri, il materiale solare più fresco galleggia sopra la superficie del Sole, sospeso dalle forze magnetiche. Quando queste appaiono sul lembo solare sono chiamate protuberanze.

VIDEO RIPRESO DAL SATELLITE SDO E CHE MOSTRA L'ATTIVITA' SOLARE DELLE PRIME ORE DEL 24 FEBBRAIO (CREDIT: NASA) - dur.min.00:06



Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del potente Atlas 5 con il satellite MUOS-1. 24/02/2012 - Lanciato satellite della Marina degli USA - La U.S. Navy ha lanciato oggi un avanzato satellite tattico, il primo di una nuova generazione di satelliti per telecomunicazioni che dovranno formare una costellazione utilizzata dalle truppe Americane della Marina. Il Mobile User Objective System-1 (MUOS-1) è decollato oggi alle 5:15 p.m. EST (le 23:15 ora italiana) a bordo di un razzo Atlas 5 (AV-030) dalla rampa SLC-41 di Cape Canaveral, in Florida. Si è trattato del più pesante satellite mai messo in orbita con le sue 6,8 tonnellate. Per poter fare questo la ULA (United Lauch Alliance) ha utilizzato la versione Atlas 5 denominata configurazione 551 con una ogiva di 5,4 metri di diametro e cinque booster a propellente solido della Aerojet attaccati al primo stadio. Il motore del primo stadio era un RD AMROSS RD-180 mentre lo stadio superiore un Centaur della Pratt &Whitney Rocketdyne con un singolo motore RL-10A. Si è trattato del 200° lancio di un stadio superiore Centaur in 50 anni di servizio. I primi lanci dei Centaur sono avvenuti nei primi anni '60 ed hanno dimostrato la alte prestazioni che potevano essere raggiunte con un razzo alimentato da idrogeno ed ossigeno liquidi. Le tecnologie sviluppate e verificate hanno portato al loro utilizzo nei programmi dei razzi Saturn I, Saturn V, Space Shuttle, Titan e Delta. Il primo stadio dell'Atlas 5 a keroseno ed ossigeno, aiutato dai cinque booster a propellente solido hanno compiuto il loro compito in meno di cinque minuti dal decollo. A quel punto lo stadio superiore Centaur ha proseguito la missione portanto il carico utile ad una prima orbita preliminare di 231x624 km, inclinata di 28° sull'equatore e raggiunta a 12 minuti dal decollo . Lo stadio Centaur ha dovuto provvedere ad altre due accensioni programmate prima di poter rilasciare il satellite MUOS-1 alle 8:16 p.m. EST (le 2:16 ora italiana del 25 febbraio) su un'orbita di trasferimento geostazionario di 3.460x35.786 km. Il lancio è il primo di Atlas per il 2012 ed il 29° nei suoi nove anni di servizio. Quello di oggi era inoltre il nono lancio orbitale del 2012, tutti conclusi con successo. Il satellite MUOS-1, costruito dalla Lockheed Martin su piattaforma A2100, ha una vita operativa di 15 anni ed è dotato di tutta una serie di apparecchi per la trasmissione e la ricezione nella banda UHF che lo rendono capace di fornire servizio di ritrasmissione dati, immagini e voce per la Marina Militare degli Stati Uniti. L'utilizzo della banda UHF è dovuto al fatto che questo segnale riesce ad essere captato anche fra la vegetazione e fra il terreno urbano e con il brutto tempo. Seconda la U.S. Navy vi sono circa 67.000 terminali UHF a disposizione delle Forze Armate e con l'entrata in servizio del sistema MUOS le comunicazioni potranno avvenire con un apparecchio palmare delle dimesioni di un telefono cellulare in confronto con i grossi apparati utilizzati precedentemente. La costellazione dei MUOS, che una volta completata sarà composta da cinque satelliti su differenti posizioni orbitali per ottenere copertura globale, sarà capace di offrire un ampio miglioramento nella velocità e nella capacità e facilità di trasmissione fra le unità navali, terrestri ed aeree della U.S. Navy. Questa nuova costellazione è destinata a sostituire la precedente UFO (Ultra High Frequency Follow-On) che ora ha soltanto otto satelliti operativi su 11 iniziali. La flotta di MUOS sarà operativa su scala globale a partire dal 2015. Un solo MUOS ha la capacità di trasmissione dati di tutta la flotta UFO. Il lancio di MUOS-2 è previsto per il prossimo anno. Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del potente Atlas 5 con il satellite MUOS-1. Oggi era il terzo tentativo di lancio di MUOS-1; infatti i due precedenti tentativi erano stati annullati per le avverse condizioni meteo in Florida.

Fonti : Space.com - ULA

24/02/2012 - Lanciato nuovo satellite della costellazione Beidou - La Cina ha lanciato oggi in orbita un nuovo satellite della costellazione di assistenza alla navigazione Beidou. Il decollo è avvenuto alle 16:12 GMT (le 17:12 ora italiana) dalla base spaziale Xichang del Sudovest della Provincia dello Sichuan. Il razzo vettore Lunga Marcia 3C (CZ-3C) ha piazzato il satellite Beidou 11 (2-G5) su un'orbita di trasferimento geosincrono con il punto più lontano dalla Terra a 35.888 km. Nei prossimi giorni il satellite utilizzerà i propri propulsori per circolarizzare l'orbita sopra l'equatore e si unirà alla flotta dei Beidou. La costellazione Beidou, conosciuta anche come Compass, è la controparte Cinese del GPS Americano. Anche la Russia ha in allestimento un proprio sistema come anche l'Europa con Galileo. Al momento il Beidou ha 11 satelliti operativi e quello di oggi era il quinto ad essere inviato in orbita geostazionaria sull'equatore mentre gli altri satelliti operano a quote medie e con inclinazioni per sorvolare le regioni polari. Dal 27 dicembre il sistema di navigazione Beidou è diventato operativo su gran parte della Cina e delle regioni limitrofe. Per poter raggiungere però una copertura globale come il GPS la costellazione dovrà avere 35 satelliti operativi e questo avverrà verso il 2020. Quello di oggi era il primo lancio di un satellite Beidou nel 2012 mentre diversi altri dovranno seguire. Quello di oggi era anche l'ottavo lancio orbitale del 2012, tutti eseguiti con successo.

Fonti : SpaceflightNow - Space Launch Report

24/02/2012 - Firmato il contratto per la costruzione dei Meteosat di terza generazione - Al quartier generale dell'ESA a Parigi è stato siglato oggi l'accordo per la costruzione dei sei satelliti Meteosat di Terza Generazione (MTG) fra l'ESA e la Thales Alenia Space. Con questi satelliti, che dal 2017 andranno in orbita, la copertura dei dati meterorologici Europei ad alta risoluzione è assicurata almeno fino al 2037. Il contratto, del costo di 1,29 miliardi di Euro è il più grosso accordo firmato dall'ESA ed è una collaborazione con la Eumetsat. I primi due satelliti prototipo saranno lanciati rispettivamente nel 2017 e nel 2019 e verranno posizionati in orbita geostazionaria sull'equatore con una longitudine compresa fra i 10° ESt ed i 10° Ovest. Dei sei satelliti previsti, quattro saranno del tipo MTG-1 per le immagini e due del tipo MTG-S per sondare. Inoltre gli MTG-S ospiteranno a bordo anche il carico utile Sentinel 4 per il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security) e contribuiranno per il monitoraggio globale dell'atmosfera oltre a fornire supporto per la sorveglianza ed il recupero. Gli strumenti a bordo dei satelliti permetteranno un ulteriore incremento di prestazioni rispetto ai satelliti meteorologici Meteosat di seconda generazione al momento in servizio. Alla firma dell'importante accordo erano presenti le più alte cariche dell'ESA, il Direttore Generale Jean-Jaques Doradain, Volker Liebig, direttore del programma di osservazione terrestre ed il Direttore Generale di Eumetsat Alan Raiter ed l'Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Reynald Seznec. Oltre alla Thales dei subappalti sono stati forniti alla OHB di Brema, alla Astrium Gmbh, alla System Architect ed alla Kayser Threde.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: ASI) il satellite passivo Italiano LARES. 24/02/2012 - LARES inizia il suo lavoro scientifico - Dopo un lancio perfetto a bordo del vettore Vega dell'ESA avvenuto lo scorso 13 febbraio, il satellite passivo Italiano LARES (Laser Relativity Satellite) ha iniziato la sua fase scientifica. Ignazio Ciufolini, Principal Investigator del progetto, ha reso noto che il satellite è stato tracciato da alcune delle stazioni laser terrestri dell'ILRS (International Laser Ranging Service). Al Centro di Geodesia Spaziale di Matera infatti, è già stato testato il ritorno del segnale. Il satellite LARES è stato ideato e progettato dall'Università del Salento e dall'Università 'Sapienza' di Roma. Sulla base delle previsioni orbitali fornite dal team guidato dal Prof. Ciufolini, che insegna fisica all'Università del Salento, le stazioni laser dell'ILRS sono state in grado di puntare i loro laser sul satellite e misurarne così con precisione la sua posizione. Fra le prime stazioni ad inviare i segnali laser a LARES vi sono il Dongara nell'Australia Occidentale e Graz in Austria. Grazie a questi impulsi laser inviati e riflessi dagli specchi, che si trovano su tutta la superficie del satellite a forma di sfera, sarà possibile avere una posizione precisissima del veicolo spaziale e ricostruire così con grande accuratezza la sua orbita. L'obiettivo scientifico è quello di verificare la teoria della Relatività Generale di Einstein del 1913 misurando il cosiddetto 'effetto Lense-Thirring' dal nome dei due ricercatori austriaci che lo hanno ipotizzato. Grazie ad un notevole miglioramento del margine di errore nelle misurazioni (circa l'1%) rispetto ai suoi predecessori LAGEOS e Gravity Probe B, LARES potrà dare inoltre un grosso contributo alle ricerche nel campo della geodesia spaziale e della geodinamica. Una missione tutta Italiana e dal basso costo che dimostra l'importanza e l'eccellenza dei nostri ricercatori. Nella foto (Credit: ASI) il satellite passivo Italiano LARES.

Fonte : ASI

23/02/2012 - Un premio di laurea dedicato a Rocco Petrone - L’Agenzia Spaziale Italiana ha istituito un premio di laurea per onorare la memoria dell’ingegner Rocco Petrone e per valorizzare le migliori tesi di carattere tecnico-scientifico sull’esplorazione lunare o planetaria. Rocco Petrone era nato in America da genitori italiani emigrati da Sasso di Castalda, località lucana in provincia di Potenza, e, tra i vari incarichi ricoperti durante la sua carriera alla NASA, è stato Direttore del Programma "Apollo" nel 1969. Possono partecipare alla selezione i laureati che abbiano conseguito il titolo specialistico in Ingegneria o in Fisica presso un’Università italiana a far data dal 1° gennaio 2008, con tematica riguardante i "Rover per l’esplorazione lunare o planetaria" e votazione non inferiore a 107/110. Gli interessati potranno presentare la propria candidatura, attenendosi alle modalità indicate nel bando. Le domande vanno presentate entro il 30 marzo 2012. La procedura selettiva sarà svolta da una commissione di esperti dell’ASI, che individuerà le tre migliori tesi di laurea. La cerimonia di consegna dei premi si svolgerà presso il Comune di Sasso di Castalda (PZ). Per ulteriori informazioni si prega di scrivere all’indirizzo e-mail formazione.esterna@asi.it, specificando nell’oggetto "Premio di laurea Rocco Petrone". Sul sito ASI all'indirizzo qui sotto si trovano anche il bando e la domanda di partecipazione così come link di interesse legati a questa notizia.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: NASA) l'interno dell'edificio OCB presso il Kennedy Space Center dove verrà assemblato Orion. 23/02/2012 - In Florida sono pronti per assemblare il primo Orion - Una squadra di tecnici provenienti dal programma Space Shuttle sono al Kennedy Space Center in attesa di iniziare i lavori sulla prima nave spaziale Orion destinata ad eseguire un primo volo di prova in orbita terrestre al più presto nel 2013. Il primo modello di veicolo Orion MPCV in costruzione presso gli stabilimenti della Lockheed Martin in Louisiana sarà ultimato ed inviato in Florida a maggio. Al KSC la nuova astronave della NASA verrà ospitata all'interno dell'edificio Operation and Checkout Building dove i tecnici gli assembleranno lo scudo termico, i computer di volo e tutte le attrezzature dell'avionica. I primi componenti di volo di Orion cominceranno ad arrivare al KSC a marzo, compreso il modulo di servizio. Un modello strutturale del modulo di servizio volerà con la prima missione nel 2013 o 2014. Jim Kemp, direttore dell'assemblaggio, i test e le operazioni di lancio di Orion per la Lockheed Martin ha detto che al momento vi sono 150 dipendenti che lavorano al programma al KSC ma che il numero è destinato ad aumentare fino a 400 nel 2014 quando Orion comincierà ad essere preparato per un secondo volo senza equipaggio previsto per il 2017. In quell'occasione Orion MPCV volerà attorno alla Luna e tornerà sulla Terra in preparazione di un volo analogo ma con a bordo gli astronauti e previsto, per il momento, per il 2021. Le missioni del 2017 e del 2021 saranno svolte dal nuovo lanciatore pesante SLS al momento in progettazione presso la NASA. Prima di arrivare in FLorida il modulo equipaggio di Orion vedrà il completamento dello scafo pressurizzato presso lo stabilimento di Michoud, a New Orleans, dove si assemblavano i serbatoi esterni della navetta spaziale. La NASA si attende di poter eseguire il primo volo orbitale di Orion nel 2014 ma la Lockheed Martin sta cercando di accelerare la produzione per poter essere pronta al lancio già nell'ottobre del 2013. Se fosse possibile eseguire un primo volo di prova entro il 2013 gli ingegneri avrebbero più tempo per controllare i dati ottenuti e, una volta ricondizionata la capsula Orion che ha volato, provare una nuova missione test nel 2016. Questi primi voli di prova saranno eseguiti utilizzando un razzo vettore Delta 4-Heavy. La missione, battezzate Exploration Flight Test 1 prevede una traiettoria molto ellittica in modo da poter effettuare un rientro nell'atmosfera terrestre con velocità simili ad un rientro lunare o dallo spazio profondo e testare le prestazioni dello scudo termico, dei paracadute, dei computer di volo e di altri sistemi. Dopo questa missione la Lockheed prevede di utilizzare questa capsula anche per i test di aborto del lancio. Questi test verranno eseguiti dopo ETF-1 in modo da non pregiudicare il veicolo. Nella foto (Credit: NASA) l'interno dell'edificio Operations and Checkout Building presso il Kennedy Space Center dove verrà assemblato e preparato Orion.

Fonte : SpaceflightNow

23/02/2012 - “Elementare” contatto ARISS con la ISS - È previsto per venerdì 24 febbraio, da Bitonto, in Puglia, un nuovo collegamento ARISS con la Stazione Spaziale Internazionale. Gli scolari avranno l'opportunità di parlare con Donald R. Pettit, astronauta NASA attualmente a bordo della Stazione orbitante. Sarà un pubblico giovanissimo quella che venerdì 24 febbraio avrà la possibilità di fare domande ad uno degli attuali residenti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il collegamento vede infatti coinvolti gli scolari del 1^Circolo Didattico "N. Fornelli" di Bitonto, in provincia di Bari, di età compresa tra i 6 ed i 10 anni. Dalla terra degli ulivi, alcuni tra gli oltre 800 studenti della scuola avranno la possibilità di parlare con Donald R. Pettit per soddisfare le curiosità sulla vita nello spazio. Dalle sensazioni che si provano a fluttuare nello spazio, alle temperature esterne, dagli esperimenti attualmente in corso sulla ISS, alla riabilitazione una volta che si torna a Terra, saranno molte le domande di questi giovani interlocutori. Potete seguire il collegamento in diretta webstreaming collegandovi a questo link Il collegamento è programmato per venerdì 24 febbraio alle ore 15h01. Queste iniziative sono organizzate nell'ambito del programma educativo internazionale ARISS, (Amateur Radio on International Space Station), e coordinate, in Italia, dall'AMSAT Italia. La pagina italiana dell'ESA vi terrà aggiornati su questo programma educativo annunciando i collegamenti radioamatoriali che di volta in volta verranno organizzati.

Fonte : ESA Italia

22/02/2012 - Scelti i vincitori del concorso studentesco Space Lab - Gli studenti europei sono tra i vincitori regionali del concorso YouTube Scienza sLab, co-sponsorizzato da ESA. I vincitori finali avranno il loro esperimento condotto sulla Stazione Spaziale Internazionale, in diretta per un pubblico globale. I partecipanti dalla Spagna, Egitto, India, Nuova Zelanda e Stati Uniti sono i sei vincitori regionali selezionati oggi nella competizione scietifica YouTube Space Lab. Sponsorizzata da YuoTube, Lenovo e Space Adventures assieme ad ESA, NASA e l'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA, il concorso internazionale fra gli studenti si trova ora nella fase di giudizio finale. I finalisti regionali per la categoria fra i 14 ed i 16 anni sono i seguenti:

° - Patrick Zeng e Derek Chan, Nuova Zelanda (regione Asia Pacifico)
° - Laura Calvo e María Vilas, Spagna (regione Europa, Medio Oriente ed Africa)
° - Dorothy Chen e Sara Ma, Stati Uniti (regione Americhe)

E nella categoria fra i 17 ed i 18 anni:

° - Sachin Kukke, India (regione Asia Pacifico)
° - Amr Mohamed, Egitto (regione Europa, Medio Oriente ed Africa)
° - Emerald Bresnahan, Stati Uniti (regione Americhe)


VIDEO DEI VINCITORI REGIONALI NELLA CATEGORIA DA 14 A 16 ANNI: LAURA CALVO E MARIA VILLAS (CREDIT: ESA) - dur.min.01:59



Questi sei vincitori regionali visiteranno Washington D.C. con la partecipazione dell'ESA a marzo per una serie di eventi in onore del loro risultato. Fra questi eventi a cui parteciperanno vi sarà un volo parabolico a zero-g, gli sarà consegnato un portatile IdeaPad della Lenovo, un tour ed un pranzo presso l'Udvar-Hazy Air & Space Museum e la cerimonia di consegna presso il nuovo interattivo museo Newseum il 22 marzo. Alla cerimonia di premiazione verranno annunciati i due vincitori globali, ognuno selezionato fra quelli dei due gruppi di età. I loro esperimenti saranno poi realizzati a 400 km sopra la Terra a bordo della Stazione Spaziale Internazionale durante un evento in diretta trasmesso da YouTube come parte di un evento globale per celebrare la scienza e lo spazio. "La campagna YouTube Space Lab è stata un eccellente e creativo modo di scovare future generazioni di scienziati da qui all'orbita," ha dichiarato Thomas Reiter, Direttore delle Operazioni per il Volo Spaziale Umano dell'ESA. "Oggi numerose ricerche fondamentali ed applicate nelle scienze della vita e nella fisica, così come il monitoraggio della Terra e dello spazio, la tecnologia e l'educazione sono eseguiti nel nostro laboratorio Columbus sulla ISS, in modo stretto assieme ai programmi di ricerca terrestri." Oltre ai premi a Washington, i vincitori regionali di Europa, Medio Oriente ed Africa verranno invitati, nel corso dell'anno, presso il Centro Europeo Astronauti di Colonia, per una visita guidata alle strutture di addestramento degli astronauti ESA. I due vincitori globali potranno scegliere un'unica esperienza spaziale: un viaggio in Giappone per osservare il lancio dei loro esperimenti su un razzo destinato alla stazione o, una volta raggiunti i 18 anni, un'esperienza di addestramento presso Star City, in Russia, presso il centro di addestramento dei cosmonauti Russi. "Questo grande progetto è una dimostrazione delle materie matematiche e scientifiche," dice Zahaan Bharmal, capo del Marketing Operations di Google per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa e la persona dietro l'idea di Space Lab. "Questi sei vincitori rappresentano la prossima generazione di scienziati ed anche di esploratori spaziali. Le loro famiglie, le scuole, le comunitò locali ed i loro Paesi devono essere fieri di loro." Ulteriori informazioni sul concorso YouTube Space Lab si possono trovare qui.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit:NASA/Goddard/Arizona State University/Smithsonian Institution) il più grande dei nuovi avvallamenti scoperti nelle pianure del lato nascosto della Luna. 21/02/2012 - La Luna rivela recente attività geologica - Nuove immagini provenienti dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA mostrano che la crosta lunare è stata tirata, formando piccole valli in alcune ristrette aree della superficie. Gli scienziati propongono che questa attività geologica sia avvenuta meno di 50 milioni di anni fa, che è considerato un tempo breve comparato con l'età lunare che si stima superi i 4,5 miliardi di anni. Un team di ricercatori analizzando le immagini ad alta risoluzione ottenute dalla Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC) hanno individuato piccole trincee strette in genere molto più lunghe che larghe. Questo indica la crosta lunare in queste zone è stata squassata. Queste valli lineari, note come graben (avvallamento), si formano quando tratti della crosta della Luna si stirano e delle interruzioni scendono lungo due faglie che la delimitano. Una manciata di questi sistemi graben sono stati trovati sulla superficie lunare. "Pensiamo che la Luna sia in uno stato generale di contrazione globale a causa del raffreddamento di un interno ancora caldo", ha detto Watters Thomas del Centro per la Terra e studi planetari presso lo Smithsonian National Air and Space Museum di Washington e autore di un articolo su questa ricerca che apparirà nel numero di marzo della rivista Nature Geoscience. "L'avvallamento ci dice che le forze che agiscono per contrarre la Luna sono state superate in alcuni luoghi da forze che agiscono sullo stiramento. Questo significa che le forze di contrazione della Luna non possono essere grandi, altrimenti i piccoli graben non potrebbero formarsi." La debole contrazione suggerisce che la Luna, a differenza dei pianeti terrestri, non si è sciolta completamente nelle primissime fasi della sua evoluzione. Piuttosto, osservazioni supportano una visione alternativa nella quale solo l'esterno della Luna inizialmente fuso ha formato un oceano di roccia fusa. Nell'agosto del 2010, un team ha utilizzato le immagini di LROC per identificare segni fisici della contrazione della superficie lunare, in collinette formate di rocce in forma di lobo e note come scarpate lobate. Le scarpate sono la prova che la Luna si è ristretta a livello globale nel passato geologicamente recente e potrebbe essere ancora in calo oggi. Il team ha visto queste scarpate ampiamente diffuse su tutta la Luna e ha concluso che si stava riducendo mentre l'interno lentamente si raffreddava. Basandosi sulle dimensioni delle scarpate, è stato stimato che la distanza di restringimento in queste zone sono approssimativamente di 100 metri rispetto al centro della Luna. L'avvallamento è una scoperta inaspettata e le immagini forniscono prove contraddittorie perchè in alcune regioni della crosta lunare vi sono invece degli allontanamenti. "Questi fatti ci dicono che la Luna è ancora attiva," dice Richard Vondrak, LRO Project Scientist presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Maryland. "LRO ci fornito una visione dettagliata di questo processo." Col progredire della missione LRO e l'aumentare della copertura, gli scienziati avranno un quadro migliore di quanto sono comuni queste fosse e quali altri tipi di caratteristiche tettoniche si trovano nelle loro vicinanze. Con questi sistemi di avvallamenti gli scienziati possono trovare un aiuto nel perfezionare la comprensione dello stato di stress della crosta lunare. "E 'stata una grande sorpresa quando ho notato questi avvallamenti negli altopiani nelle pianure del lato nascosto", ha detto il co-autore Mark Robinson della Scuola della Terra e dell'Esplorazione dello spazio presso l'Arizona State University, ricercatore principale di LROC. "Ho immediatamente osservato la zona con le immagini stereoscopiche ad alta risoluzione in modo da poter creare una vista tridimensionale del graben. E 'emozionante quando si scopre qualcosa di totalmente inaspettato con solo circa la metà della superficie lunare ripresa in alta risoluzione. C'è ancora così tanto da esplorare della Luna." La ricerca è stata finanziata dalla missione LRO, attualmente in fase di Mission Directorate della NASA Science della NASA a Washington. LRO è gestita dal Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland. Nella foto (Credit:NASA/Goddard/Arizona State University/Smithsonian Institution) il più grande dei nuovi avvallamenti scoperti nelle pianure del lato nascosto della Luna. La più ampia graben è di circa 500 metri di larghezza e la topografia derivata ​​dalle immagini stereo ottenute per mezzo della Narrow Angle Camera (NAC) di LROC indica che sono quasi 20 metri di profondità.

Fonte : NASA

21/02/2012 - Primo lancio di Antares rinviato all'estate - Secondo quanto riportato da fonti ufficiali della Orbital Sciences Corp. il volo inaugurale del razzo vettore Antares, uno dei due lanciatori scelti dalla NASA per portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale, verrà rinviato almeno fino a giugno a causa del ritardo dei lavori alla rampa di lancio in costruzione sulle coste della Virginia. David Thompson, uno dei responsabili della Orbital Sciences, ha dichiarato che alcuni problemi sorti con il completamento della rampa di lancio a Wallops Island hanno costretto a questo rinvio del debutto del nuovo vettore Antares. La costruzione della rampa di lancio e delle relative strutture di supporto dovrebbe essere ora completata agli inizi di marzo e la certificazione di tutti i sistemi dell'impianto entro aprile. La Orbital Sciences prevede, dopo quella data, di prendere il controllo della struttura e di iniziare i preparativi finali per il lancio. Un test di accensione del doppio motore del primo stadio di Antares è indicativamente previsto per la fine di maggio. Dopo questo test un altro razzo con motori nuovi Aerojet AJ26 verrà spostato sulla rampa di lancio per simulare una missione di un veicolo cargo Cygnus diretto all'orbita della Stazione Spaziale Internazionale. Una seconda missione di Antares è ora slittata alla fine dell'estate con a bordo il primo veicolo cargo Cygnus operativo che si avvicinerà alla ISS e verrà agganciato all'avamposto orbitale. Il complesso di lancio di Antares, battezzato pad 0A, si trova a Wallops Island, in Virginia, ed è gestito dalla Virginia Commercial Space Flight Authority, un'agenzia statale fondata nel 1995. La rampa di lancio confina con i terreni della NASA. Quello di Antares è il razzo vettore più grande mai approntato per il lancio a Wallops ed il primo a combustibili liquidi della Orbital Sciences e questi due fattori hanno contribuito alle maggiori difficoltà incontrate nella preparazione degli impianti di supporto. La Orbital Sciences ha un contratto del valore di 1,9 miliardi di dollari con la NASA per otto voli di rifornimento della ISS utilizzando il vettore Antares ed il veicolo cargo Cygnus. Il contratto prevede che la Orbital consegni alla ISS un totale minimo di 20 tonnellate di merci o attrezzature nel totale delle otto missioni previste. La SpaceX è l'altra compagnia privata che ha un accordo simile con la NASA per un valore di 1,6 miliardi di dollari per 12 voli. Il Falcon 9 e la capsula cargo Dragon della SpaceX hanno già effettuato un volo di prova nel 2010 ed aprile dovrebbe avvenire il loro primo volo dimostrativo diretto alla ISS.

Fonte : SpaceflightNow

Nella illustrazione (Credit: David A. Aguilar - CfA) la super Terra che orbita attorno ad una stella nana lontana 40 anni luce dal nostro Sistema Solare. 20/02/2012 - Hubble scopre un nuovo tipo di pianeta - Il nostro Sistema Solare contiene tre tipi di pianeti: i rocciosi mondi terrestri (Mercurio, Venere, Terra e Marte), giganti gassosi (Giove e Saturno) e giganti ghiacciati (Urano e Nettuno). I pianeti che orbitano attorno a stelle distanti hanno altre varietà, compresi i mondi di lava e i "Giove giganti". Le osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble della NASA ha aggiunto un altro tipo di pianeta a questo mix. Analizzando la precedente scoperta del mondo GJ1241b, l'astronomo Zachory Berta (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics) e colleghi hanno dimostrato che si tratta di un mondo ricoperto d'acqua con una spessa atmosfera di vapore. "GJ1241b è un tipo di pianeta che non abbiamo mai conosciuto," dice Berta. "Una grossa frazione della sua massa è composta di acqua." GJ1241b è stato scoperto nel 2009 attraverso il progetto Mearth che è guidato da David Charbonneau del Center of Astrophisic (CfA) dell'Harward-Smithsonian. Questa super Terra ha circa 2,7 volte il diametro della Terra e pesa circa 7 volte tanto. Orbita attorno ad una nana rossa ogni 38 ore ad una distanza di 2 milioni di kme la sua temperatura è stimata in circa 232 gradi Celsius. Nel 2010 lo scienziato Jacob Bean, della CfA, e colleghi hanno dimostrato che le loro misure dell'atmosfera di GJ1241b è principalmente composta di acqua. Tuttavia le loro osservazioni potrebbero essere spiegate anche con la presenza di una nebbia che avvolge tutto il globo. Berta ed i suoi co-autori hanno utilizzato lo strumento WFC3 di Hubble per studiare GJ12421b quando passa di fronte alla sua stella. Durante questi transiti la luce della stella è filtrata attraverso l'atmosfera del pianeta, dando così alcuni indizi sulla sua composizione. "Stiamo utilizzando Hubble per misurare i colori infrarossi del tramonto di questo mondo," spiega Berta. Le foschie sono molto più trasparenti alla luce infrarossa che alla luce visibile, così le osservazioni di Hubble aiutano a distinguere la differenza tra un vapore ed un'atmosfera smufata. "Le misurazioni di Hubble portano la bilancia in favore di un'atmosfera di vapore," dice Berta. Dato che è conosciuta sia la massa che le dimensioni gli astronomi possono calcolare la densità, che da un valore di circa 2 grammi per centimetro cubico. L'acqua ha una densità di 1 g/cm3, mentre la densità media della Terra è di 5,5 g/cm3. Questo suggerisce che GJ1241b ha molta più acqua della Terra e molto meno roccia. Come risultato la struttura interna GJ1241b potrebbe essere molto differente da quella del nostro mondo. "Le alte temperature e le alte pressioni potrebbero formare dei materiali esotici come 'ghiaccio caldo' o 'liquido superfluido' - sostanze che sono completamente aliene nella nostra esperienza di ogni giorno," dice Berta. I teorici pensano che GJ1241b si sia formato più lontano dalla sua stella, dove il ghiaccio d'acqua era più abbondante e poi è migrata verso l'interno molto presto. Nel processo avrebbe attraversato la zona abitabile di quel sistema solare ma quanto tempo è rimasta nella zona non è conosciuto. GJ1241b si trova nella direzione della costellazione di Ofiuco, a soli 40 anni luce dalla Terra. Pertanto è un ottimo candidato per lo studio da parte del nuovo James Webb Space Telescope. Un documento con questi risultati è stato accettato per la pubblicazione nella rivista The Astrophysical Journal ed è disponibile on-line. Questa versione è stata rilasciata congiuntamente con la NASA. Con sede a Cambridge, Mass., l'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) è una collaborazione tra lo Smithsonian Astrophysical Observatory e l'Harvard College Observatory. Gli scienziati del CFA, sono organizzati in sei divisioni di ricerca, per studiare l'origine, l'evoluzione e il destino ultimo dell'universo.

Fonte : Harvard-Smithsonian

20/02/2012 - Charlie Duke a Varese - Dopo la brillante stagione 2011 con la Mostra "Yuri Gagarin" aperta dal Col. Walt Cunningham, astronauta NASA della missione Apollo 7 e l'evento "Albero della Luna" patrocinato dalla Moon Tree Foundation presieduta dalla figlia di Stuart Roosa, Rosemary, la Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate FOAM13 presenta ESPLORANDO. La mostra verrà aperta il 31 Marzo 2012 dall'astronauta di Apollo 16 e decimo uomo a camminare sul suolo lunare: Charlie Duke. La mostra sarà aperta dal 31 marzo 2012 al 29 aprile 2012. Durante il mese di aprile si svolgeranno 4 conferenze a tema. PROGRAMMA PDF Per la prima volta in Italia sarà possibile ammirare un Modulo di Comando Apollo, completo di ogni particolare con elettronica funzionante! Saranno inoltre esposti pezzi originali delle missioni spaziali, pregiati e rari modelli in scala, pannelli fotografici per grandi e piccini. Sarà inoltre disponibile il catalogo della mostra.
Luigi Pizzimenti - FOAM13

Fonte : Collection Space

Nella foto (Credit: NASA) John Glenn, a sinistra, assieme a Scott Carpenter. 20/02/2012 - 50 anni fa il lancio di Glenn - Sarebbero trascorsi ancora otto mesi prima che i Beatles pubblicassero il loro primo singolo, "Love me Do", quando John Glenn veniva spedito nello spazio il 20 febbraio 1962 e diventava il primo Americano ad orbitare attorno alla Terra. Ma il volo preparato dalla NASA era solo l'inizio per raggiungere un obiettivo molto più ambizioso. Le tre orbite durante cinque ore di Glenn sarebbero state eclissate dai voli successivi ed avrebbero spinto gli Americani più lontano dalla culla della Terra fino a portarli ad una serie di atterraggi lunari fra il 1969 ed il 1972. Ora, a cinquant'anni dalla missione Mercury-Atlas 6, Glenn, all'età di 90 anni mostra ancora una forte capacità. Venerdì è tornato al Kennedy Space Center della NASA in Florida per iniziare una serie di eventi celebrativi che si sono svolti nel fine settimana per ricordare quella pietra miliare. Assieme a Glenn al KSC era presenta anche Scott Carpenter, che aveva svolto il ruolo di Capcom durante la missione di Glenn e che avrebbe volato con un'altra Mercury tre mesi dopo. Nella storia degli Stati Uniti il volo di Glenn segnò un punto di svolta. Il 1962 avrebbe visto la crisi dei missili di Cuba ed una sfida fra gli Americani ed i Sovietici che aveva minacciato di diventare una guerra nucleare. Il Kennedy Space Center non esisteva ancora e Glenn si imbarcò sulla capsula Mercury, a cui era stato dato il nome di Friendship 7, dalla rampa 14 della Stazione dell'Air Force di Cape Canaveral, sulla costa Atlantica della Florida mentre il team di lancio si trovava all'interno di un bunker posto vicino al pad. Il lancio venne esguito con un razzo vettore Atlas la cui potenza era senza Nella foto (Credit: AP / Michael Brown) John Glenn, a sinistra, assieme a Scott Carpenter durante la celebrazione del 2012. rivali ma la cui affidabilità lasciava a volte a desiderare. "La prima volta che ho assistito al lancio di un missile, è salito ed è esploso all'altezza di circa 8.000 metri e non è stato rassicurante," dice Glenn, sorridendo al ricordo. Gli astronauti seguivano lo sviluppo dell'Atlas e quando fu pronto Glenn e gli altri non ebbero dubbi. "Eravamo i migliori addestrati per quel compito ed avremmo fatto quello che c'era da fare." Glenn credeva di poter rimanere nello spazio più a lungo ma il Direttore di Volo Chris Kraft accorciò la missione quando una spia segnalò che lo scudo termico si era staccato. Lo scudo termico era al suo posto e Glenn ammarò al sicuro nell'Oceano Atlantico per essere recuperato dal cacciatorpediniere USS Noa. Sebbene i Sovietici avessero già inviato due volte i loro cosmonauti in orbita al momento del volo di Glenn, gli Americani trattarono il suo ritorno in pompa magna e con manifestazioni di solito riservati a dei Reali. La sua piccola capsula venne esposta al Museo Smithsonian di Washington. Ma il volo cambiò il destino di Glenn. Come pilota collaudatore con all'attivo diversi record prima di diventare uno dei primi astronauti Americani, Glenn lasciò la NASA poco dopo la missione Mercury ed entrò nel mondo della politica. Egli ha svolto il ruolo di Senatore degli Stati Uniti per lo Stato dell'Ohio ed ha fatto anche una corsa per la Casa Bianca. Mentre per decenni l'esperienza spaziale di Glenn sembrava essere relegata a quelle tre orbite del 1962, l'astronauta venne reclutato per un volo nel 1998, questa volta a bordo della navetta spaziale Discovery. Mentre la capsula Mercury poteva ospitare una sola persona, lo shuttle era comodo con sette persone all'interno. Glenn, all'epoca aveva 77 anni, condusse numerosi esperimenti per vedere come il suo corpo era cambiato fin dalla prima missione. Ora Glenn si è ritirato sia dallo spazio che dalla politica ma dice che la sfida del volo spaziale continuerà a spingere i progettisti e gli ingegneri di oggi a fare passi avanti. "Queste cose dipendono dalle persone," conclude Glenn. "Nulla succederà se non si ha la gente per farlo." Nella foto in alto (Credit: NASA) John Glenn, a sinistra, assieme a Scott Carpenter nel 1962. Nella foto (Credit: AP / Michael Brown) a destra i due durante la ricorrenza del 2012 al KSC. In copertina (Credit: NASA) John Glenn mentre viene aiutato a salire a bordo della capsula Mercury prima del suo storico volo.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ESA/P. Sebirot, 2012) i tre satelliti Swarm nella sala di integrazione di Ottobrunn, in Germania. 17/02/2012 - E' pronta la costellazione Swarm - I tre satelliti che prenderanno parte alla missione Swarm dell'ESA per lo studio del campo magnetico terrestre sono stati presentati oggi ai media. Dopo una serie di test programmati i satelliti sono stati mostrati all'interno della sala pulita prima di essere spediti in Russia per il lancio previsto a luglio. Swarm è la prima constellazione di satelliti di osservazione terrestre dell'ESA dedicati alla misurazione dei segnali magnetici provenienti dal cuore della Terra, dal mantello, dalla crosta, dagli oceani, dalla ionosfera e dalla magnetosfera e fornendo così i dati che permetteranno agli scienziati di studiare la complessità del nostra protettivo campo magnetico. Lo scudo magnetico protegge il pianeta dai flussi di particelle cariche che compongono il vento solare. Senza questa protezione la vita sulla Terra sarebbe impossibile. Lo scudo è generato in profondità all'interno della Terra da un'oceano di metallo liquido che ruota. Come il viene creato e come avvengono i suoi cambiamenti nel tempo è complesso e non pienamente conosciuto. Questa forza è costantemente in cambiamento - al momento - è mostra segni di significativo indebolimento. Ma con una nuova generazione di sensori la costellazione Swarm fornirà uno sguardo approfondito all'interno di questi processi naturali della "meteorologia" spaziale. Swarm sarà la quarta missione ESA destinata all'Esplorazione della Terra dopo GOCE, SMOS e CryoSat. Fra cinque mesi il trio di satelliti verrà lanciato da un vettore Rockot dal Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia. Due satelliti orbiteranno molto vicini l'uno all'altro alla stessa quota - inizialmente di 460 km - mentre il terzo satellite percorrerà un'orbita più alta a 530 km. Le differenti orbite quasi-polari, assieme con i vari strumenti di Swarm, migliorerà i campionamenti nello spazio e nel tempo. Questo aiuterà a distinguere fra gli effetti delle differenti sorgenti del magnetismo. Durante la conferenza alla stampa nel centro IABG di Ottobrunn, in Germania, dove tutti e tre i satelliti hanno appena completato una serie intensiva di programmi di prova, erano presenti rappresentanti dell'ESA, dei team industriali, dei gruppi scientifici e di altri esperti della comunità scientifica hanno presentato i satelliti e gli obiettivi scientifici della missione. Si è trattato dell'ultima possibilità di vedere i satelliti prima del loro impacchettamento e dell'invio a maggio in Russia. Il direttore ESA dei programmi di Osservazione Terrestre della Terra, Volker Liebig, ha dichiarato: "Swarm è la prossima missione nel nostro Programma di Sviluppo dell'Osservazione Terrestre. Ci attendiamo che l'innovativa costellazione dei 3 satelliti Swarm che orbitano in formazione raccolga la migliore osservazione del campo magnetico Terrestre. Sin dal 2010 gli ingegneri della EADS-Astrium, che guida il consorzio che ha costruito i satelliti, li hanno testati per l'ambiente ostile dello spazio esponendo ogni satellite a differenti temperature, vibrazioni e scosse. Gli strumenti dei satelliti hanno le loro proprietà magnetiche che potrebbero influenzare le misurazioni che compiono. Le origini di tutti i segnali magnetici provenienti dalle differenti parti del satellite devono essere ben conosciute in modo che le misurazioni prese in orbita non vengano mal interpretate. I test sono stati condotti all'interno di un ambiente "pulito magneticamente" e tutti gli strumenti dei tre satelliti hanno risposto bene. "Questo periodo del progetto è molto appassionante," ha detto Yvon Menard, capo progetto Swarm dell'ESA. "Abbiamo raccolto eccellenti risultati dai test ed il team non vede l'ora di verificare le prestazioni della costellazione in orbita per confermare le premesse della campagna di test al suolo. Nella foto (Credit: ESA/P. Sebirot, 2012) i tre satelliti Swarm nella sala di integrazione di Ottobrunn, in Germania.

Fonte : ESA

17/02/2012 - E' ufficiale, la Shenzhou-9 sarà con equipaggio! - A smentire le voci circolate nei giorni scorsi un portavoce del programma spaziale abitato Cinese ha dichiarato che la Cina lancerà il veicolo spaziale abitato Shenzhou-9 nel periodo fra giugno ed agosto di questo anno e che l'obiettivo è quello di effettuare una missione di attracco al laboratorio spaziale orbitante TianGong-1. La nuova missione di attracco verrà realizzata in modalità manuale dagli astronauti a bordo, un'altra occasione per la Cina di testare la sua tecnologia di aggancio. I tre membri dell'equipaggio della Shenzhou-9 entreranno nel veicolo TianGong-1 e qui vivranno e lavoreranno conducendo anche esperimenti scientifici. Il modulo bersaglio TianGong-1, decollato il 29 settembre 2011, è entrato in un periodo operativo di lunga attesa prima dei tentativi di aggancio di Shezhou-9 e Shenzhou-10, dopo aver completato la prima missione spaziale di attracco con il veicolo automatico Shenzhou-8 ai primi di novembre.

Fonte : China Daily

Nella foto (Credit: Katholieke Universiteit Leuven) Georges Lemaître mentre insegna presso l'Università Cattolica di Leuven.. 16/02/2012 - Il quinto ATV battezzato Georges Lemaître - Il Veicolo di Trasferimento Automatico (ATV) dell'ESA è un contributo essenziale dell'Europa per il funzionamento della Stazione Spaziale Internazionale. Il quinto veicolo è stato battezzato con il nome dello scienziato Belga Georges Lemaître e prosegue la tradizione dei grandi scienziati Europei e che riflettono le profonde radici scientifiche, tecnologiche e culturali dell'Europa. Il primo ATV, che effettuò il volo nel 2008 aveva ricevuto il nome dello scrittore Francese di fantascienza Jules Verne. A questo ha seguito nel 2011 con l'ATV-2, il matematico ed astronomo Tedesco Johannes Kepler. Poi sarà il turno del terzo ATV che ha preso il nome del fisico e pioniere dello spazio Italiano Edoardo Amaldi, il cui volo verso la ISS è previsto per il prossimo 9 marzo. ATV-4, che invece volerà nel 2013, ha avuto il nome di Albert Einstein. Il nome di Lemaître, proposto dalla delegazione Belga dell'ESA, è stato scelto durante un incontro della commissione ESA responsabile della gestione della Stazione Spaziale. In quella occasione il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jaques Dordain ha detto: "Il Belgio è sempre stato un Paese chiave dell'avventura spaziale Europea fin dall'inizio. Il suo contributo ai programmi ed alle attività generali dell'ESA, e della stazione spaziale in particolare, è stato un successo sia per il Belgio che per l'ESA. Dando il nome di Georges Lemaître all'ATV-5 onoriamo uno scienziato di importanza mondiale che con i suoi strumenti ha permesso l'espansione della nostra conoscenza dell'Universo." Il ministro Belga responsabile per lo Spazio, Paul Megnette, ha notato: "Sono estremamente felice che al grande scienziato Belga Georges Lemaître, nato nella mia città, gli sia stato reso onore in questo modo. Questo mostra che il suo lavoro e le sue scoperte non sono state dimenticate e che sono ancora importanti molti decenni dopo. Chiaramente il coinvolgimento del Belgio nell'Europa dello spazio ha radici profonde e sono basate su una lunga tradizione. L'ATV "Georges Lemaître" consegnando rifornimenti alla ISS, potrà oggi traportare esperimenti e ricerche degli scienziati Belgi sulla ISS, aiutando l'allargamento dei confini della conoscenza umana nella tradizione di Georges Lemaître." Gli equipaggi della Stazione Spaziale dipendono dalle consegne regolari di attrezzature per esperimenti, pezzi di ricambio, cibo, acqua ed aria. Fin dal 2008, ogni anno e mezzo circa, un ATV con 6 tonnellate di cargo viene inviato a circa 400 km sopra la Terra. Dopo il lancio per mezzo di un razzo Ariane 5 dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guiana Francese, l'ATV naviga in automatico verso un preciso attracco con il modulo Russo Zvezda della stazione. Qui ATV rimane agganciato fino a sei mesi prima di rientrare nell'atmosfera e deliberatamente bruciare assieme a diverse tonnellate di rifiuti provenienti dalla Stazione.
Breve biografia - Georges Lemaître è nato il 17 luglio 1894 a Charleroi, in Belgio. Ha conseguito il dottorato in fisica e matematica nel 1920 ed è stato ordinato sacerdote nel 1923. Divenne poi uno studente laureato in astronomia presso l'Università di Cambridge in Inghilterra studiando cosmologia, astronomia stellare e analisi numerica. Nel 1925, dopo due anni di studi presso Harvard e il Mit negli Stati Uniti, tornò in Belgio ed è diventato un professore a tempo pieno presso l'Università Cattolica di Leuven, dove rimase per il resto della sua carriera. Nel 1927, ha scoperto una famiglia di soluzioni alle equazioni di Einstein della relatività che descrivevano un Universo in espansione, piuttosto che uno statico, e ha fornito la prima stima osservativa della costante di Hubble. La teoria più tardi divenne molto meglio conosciuta come la teoria del Big Bang. Lemaître è stato insignito della più alta onorificenza scientifica Belga ed è stato nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze nel 1936, rimanendo attivo lì fino alla sua morte nel 1966, poco dopo aver appreso della scoperta della radiazione cosmica di fondo a microonde che ha fornito un'ulteriore prova della teoria sulla nascita dell'Universo. Nella foto (Credit: Katholieke Universiteit Leuven) Georges Lemaître mentre insegna presso l'Università Cattolica di Leuven.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: NASA-iss030e078532) i due cosmonauti al lavoro con uno degli Strela all'esterno della ISS. 15/02/2012 - Passeggiata spaziale sulla ISS - Gli Ingegneri di Volo Russi Oleg Kononenko e Anton Shkaplerov di Spedizione 30 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno eseguito una attività extraveicolare della durata di 6 ore e 15 minuti. La EVA-30 Russa è iniziata alle 14:31 GMT (le 15:31 ora italiana) quando il portello del compartimento di decompressione DC-1 Pirs è stato aperto sul vuoto dello spazio. Kononenko (EV-1) e Shkaplerov (EV-2) indossavano entrambi una tuta Orlan-MK con striscie blu con telecamere NASA sullo scafandro. Per prima cosa i due cosmonauti si sono recati verso l'asta Strela-1 del compartimento Pirs ed hanno iniziato a preparare questo modulo che verrà sostituito il prossimo anno con un nuovo laboratorio e modulo di attracco. Kononenko e Shkaplerov hanno utilizzato un'altra asta di prolunga, la Strela-2 per spostare la gru manuale al modulo Poisk dove verrà utilizzata per futuri lavori di assemblaggio e manutenzione. Entrambe le aste sono estensibili come una canna da pesca e vengono utilizzare per spostare componenti ingombranti all'esterno della stazione. In pratica le due Strela vengono utilizzate dai Russi come il Canadarm-2 (il braccio robotico canadese) nella sezione USA della stazione soltanto che queste sono molto meno complesse e possono essere manovrate solo da un cosmonauta che si trovi all'esterno della ISS. Questa operazione era stata prevista originariamente durante la passeggiata spaziale di Spedizione 28 del 3 agosto 2011 (la EVA-29 Russa) ma venne rinviata per mancanza di tempo. Mentre Kononenko e Shkaplerov si trovavano all'esterno di Poisk hanno installato l'esperimento Vinoslivost Materials Sample Experiment che studierà sull'influenza dello spazio sulle proprietà meccaniche dei materiali. La coppia di astronauti ha inoltre raccolto dei campioni dello strato esterno del materiale isolante del modulo di servizio Zvezda alla ricerca di segni di organismi viventi. I due non sono riusciti a completare tutti i compiti assegnati compresa l'installazione di cinque scudi antidetriti su Zvezda. Questi compiti sono stati quindi rinviati alla prossima passeggiata spaziale Russa (la EVA-31) prevista per agosto. Questa passeggiata spaziale era la 162° in supporto dell'assemblaggio e della manutenzione della stazione spaziale, portando il totale a 1021 ore e 47 minuti. Con le due precedenti attività extraveicolari effettuate durante Spedizione 17 nel 2008 Kononenko ha ora raggiunto un totale personale di 18 ore e 27 minuti mentre Shkaplerov era alla sua prima EVA. A causa del luogo dove si sono svolte le attività il Comandante di Spedizione 30 Dan Burbank e l'Ingegnere di Volo Anantoly Ivanishin sono entrati nel modulo Poisk alle 7:20 a.m. EST (le 14:20 ora italiana) dove sono rimasti isolati per tutta la durata della passeggiata spaziale e con l'accesso al loro veicolo spaziale Soyuz TMA-22 nel caso di un'emergenza. Nello stesso tempo gli Ingegneri di Volo Don Pettit e Andre Kuipers, con la loro Soyuz TMA-03M attraccata al modulo Rassvet, erano liberi di muoversi nel segmento Americano del complesso. Nella foto (Credit: NASA-iss030e078532) i due cosmonauti al lavoro con lo Strela-1 all'esterno della ISS.

Fonte : NASA

15/02/2012 - La Stratolaunch aquista due Boeing Jumbo 747-400 - Oggi la Stratolaunch System ha acquistato dalla United Airlines il primo dei due Boeing 747-400 occorrenti per il suo progetto. La Scaled Composites di Mojave, California, principale azienda aerospaziale coinvolta nel progetto Stratolaunch, assieme al loro subappaltatore BAE System, ha sviluppato un piano completo per l'utilizzo dei motori, dei carrelli, dei componenti idraulici e di altri sottosistemi di questi aerei che verranno smontati e reintegrati assieme al nuovo velivolo costruito in materiali compositi che verrà costruito dalla Scaled Composites nel nuovo edificio di assemblaggio che la Stratolaunch sta costruendo presso il Porto Aerospaziale di Mojave. Il velivolo, con il numero di matricola N196UA, ha compiuto il suo ultimo volo venerdì scorso e, dopo una ispezione di accettazione, è stato preso in consegna dalla United, prima di diventare parte di un rivoluzionario nuovo aereo. "L'arrivo di questo primo 747 a Mojave è estremamente emozionante per il nostro team. Questo dimostra l'impegno del Sig. Allen nel portare avanti la creazione di un sistema di trasporto spaziale che cambierà il nostro modo attuale di eseguire i lanci nello spazio, ha detto Gary Wentz, Amministratore Delegato e Presidente della Stratolaunch. Un secondo velivolo arriverà a Mojave a fine febbraio e fornirà la maggior parte dei componenti del 747-400 restanti per assemblare la nuova nave madre della Stratolaunch. Maggiori informazioni sul progetto Stratolaunch li abbiamo pubblicato in questa news.

Fonte : Stratolaunch System

15/02/2012 - Problemi per la Shenzhou-9? - Fonti non ufficiali riportate da un forum Cinese segnalano che vi sarebbero dei problemi per la prossima missione di un veicolo spaziale della Cina diretto al laboratorio spaziale TianGong-1. La missione Shenzhou-9, che a detta degli esperti occidentali e di alcune fonti cinesi, avrebbe potuto prendere il via fra marzo ed aprile di quest'anno, potrebbe essere rinviata o potrebbe essere addirittura svolta senza equipaggio. Sempre queste fonti indicherebbero che alcuni problemi incontrati durante la missione Shenzhou-8 dello scorso anno avrebbero costretto i responsabili Cinesi ad effettuare ulteriori controlli prima del lancio o forse di effettuare una seconda missione automatica. I problemi sarebbero stati riscontrati nella pressurizzazione fra la Shenzhou-8 ed il laboratorio TianGong-1. Sempre secondo queste fonti la missione successiva Shenzhou-10 potrebbe slittare nel 2013.

Fonte : NASAspaceflight

Nella foto (Credit: Khrunichev) il vettore Proton mentre viene portato verso la rampa di lancio. 15/02/2012 - Proton esegue la sua prima missione dell'anno - Dopo due rinvii il razzo vettore Proton-M/Breee-M è stato lanciato con successo dalla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle ore 0:36 locali del 15 febbraio (le 21:36 ora italiana). Il lanciatore aveva come carico utile il satellite SES-4 (NSS-14). Dopo la separazione dal terzo stadio del Proton lo stadio superiore Breeze-M dovrà ora eseguire cinque accensioni del proprio motore nel corso delle prossime ore. Queste manovre consentiranno infine di rilasciare il satellite SES-4 su un'orbita di trasferimento geosincrona alta 3.714x35.786 km di quota con inclinazione di 24,6° sull'equatore. Il satellite, gestito dalla compagnia SES, è pesante 6.180 kg., è stato costruito dalla Space System/Loral ed ha una vita operativa di 15 anni. SES-4 entrerà in servizio per sostituire il NSS-7 e coprire con i suoi segnali l'Europa, il Medio Oriente, l'Africa e l'America Latina. A bordo del veicolo spaziale si trovano trasmettitori in banda Ku e C che permetteranno la trasmissione di segnali video, televisivi, di telefonia e marittimi. Il lancio era stato originariamente fissato per il 27 dicembre 2011 ma il giorno prima del lancio si erano avuti problemi tecnici legati all'avionica dello stadio superiore Breeze-M che avevano costretto la ILS (International Launch Services, la compagnia mista USA/Russia che gestisce i lanci commerciali del Proton) a rinviare di almeno 25 giorni la missione. Il razzo era stato così riportato una prima volta nell'edificio di assemblaggio. Il secondo tentativo era stato fissato per il 28 gennaio 2012 ma due giorni prima del lancio un nuovo problema, questa volta associato al primo stadio del vettore costringeva nuovamente a riportare il razzo nell'edificio di assemblaggio per un parziale disassemblaggio del veicolo ed il controllo di diverse tubature del propellente. Dopo le riparazioni il Proton era stato riportato per la terza volta in rampa l'11 febbraio. Tutta questa serie di rinvii ha ovviamente avuto ripercussioni anche sul lancio successivo di un Proton che dovrebbe portare in orbita il satellite per telecomunicazioni Sirius FM-6 per i primi di marzo. Quello di oggi era il primo lancio di un razzo Proton del 2012, il settimo lancio globale orbitale dell'anno. Nella foto (Credit: Khrunichev) il vettore Proton mentre viene portato verso la rampa di lancio.

AGGIORNAMENTO - Ore 4:53 UTC (5:53 ora italiana del 15 febbraio) - Lo stadio superiore Breeze-M ha completato la missione con il rilascio perfettamente riuscito del satellite SES-4 in orbita di trasferimento geostazionario. Da questo momento il satellite, utilizzando i suoi motori di bordo, si sposterà lentamente fino alla sua posizione finale in orbita geostazionaria a 22 gradi di longitudine Ovest sopra l'equatore.

Fonte : Russia Space Web

14/02/2012 - Budget NASA 2013; si taglia la collaborazione su Marte - L'Amministrazione Obama ha presentato la richiesta di finanziamento per la NASA per l'anno fiscale 2013 chiedendo un totale di 17,7 miliardi di dollari, leggermente inferiore a quello richiesto per il 2012. I principali tagli di questo budget hanno investito i progetti per l'esplorazione di Marte mentre i programmi di volo spaziale umano e del Telescopio Spaziale James Webb ricevono circa gli stessi finanziamenti degli anni passati. La richiesta presidenziale dovrà però essere sottoposta al Congresso che potrebbe modificare uno o più voci di spesa. In dettaglio quasi 3 miliardi di dollari andrebbero per assicurare le operazioni della Stazione Spaziale Internazionale, compresi 1,3 miliardi per gli equipaggi ed il trasporto delle merci. Inoltre in questa voce rientrano anche i costi di lancio degli astronauti NASA e dei partner stranieri con i veicoli spaziali Soyuz della Russia. Circa 830 milioni di dollari verrebbero destinati allo sviluppo del settore privato per l'invio degli astronauti verso la stazione spaziale. Questa cifra è all'incirca la stessa richiesta dal Presidente per l'anno 2012 ma che poi il Congresso aveva tagliato alla metà. Una cifra di 1,88 miliardi di dollari verrebbero destinati allo sviluppo del nuovo veicolo di lancio pesante e dei relativi sistemi di supporto assieme ad un altro miliardo di dollari per il progetto del veicolo spaziale Orion MPCV che sarebbe utilizzato per missioni esplorative nello spazio profondo dagli asteroidi fino a Marte, anche se ora non avremmo il primo volo abitato prima del 2021. Il costosissimo James Webb Space Telescope (JWST) riceverebbe 628 milioni di dollari (109 milioni di più del 2012) mentre anche le missioni dedicate allo studio della Terra e del Sole riceverebbero circa 1,8 miliardi di dollari, con leggeri incrementi rispetto all'anno precedente. Ma è Marte che fa le spese dei tagli al bilancio con una riduzione da 1,5 a 1,2 miliardi di dollari e con l'uscita quindi dalla missione congiunta ExoMars in collaborazione con l'ESA. Questa missione avrebbe visto un orbiter nel 2016 ed un doppio rover nel 2018. Senza l'appoggio degli Stati Uniti anche tutta la missione Europea è messa a rischio. L'Amministratore della NASA, Charles Bolden, nell'illustrazione del budget, ha spiegato che questa scelta permetterà di concentrarsi sulle prossime finestre esplorative del Pianeta Rosso, quelle del 2018 e del 2020. Una riduzione del genere permetterà soltanto qualche missione robotica di classe media per lo studio di Marte da qui al 2018. Molti scienziati planetari hanno fortemente criticato questa scelta della Presidenza Obama.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: ESA - S. Corvaja, 2012) il vettore Vega pronto al suo debutto. 13/02/2012 - Vega: un successo completo - Tutti e tre gli stadi a propellente solido di Vega si sono comportati nominalmente. Il cosiddetto "upper stage" ha eseguito la manovra per raggiungere l'orbita circolare ad un'altitudine di 1450 Km inclinato a 69.5 gradi verso l'equatore. In quel momento ha rilasciato il carico principale, il satellite LARES (Laser relativity satellite), per la relatività laser, una sfera di lega di tungsteno del diametro di 37.6 cm, munita di 92 retro riflettori laser. Gli specchi permetteranno di prendere delle misurazioni di distanza di alta precisione, per studiare l'effetto degli spostamenti laterali predetto da Einstein nella sua teoria della relatività. L'upper stage ha poi eseguito un'altra manovra per ridurre il punto più basso dell'orbita a 350 Km, fino all'orbita corretta per rilasciare il micro satellite tecnologico ALMASat_1 ed i sette minuscoli pico satelliti sponsorizzati dalle università. Infine, l'upper stage si è alleggerito dei propellenti rimanenti e si è spento. Al fine di limitare il rischio di creare nuovi detriti spaziali, l'upper stage del Vega si trova in un'orbita che assicura il suo rientro in pochi anni. Brucerà durante la fase di discesa, soli piccoli frammenti potranno raggiungere il suolo. Durante la missione VV01, sono state acquisite grandi quantità di dati sulla performance di Vega e sull'ambiente circostante al carico. Nelle prossime settimane, queste informazioni saranno analizzate a fondo per confermare in pieno la qualifica del sistema di lancio Vega, che passerà poi ad Arianespace per le operazioni ed il marketing. Nuove tecnologie per grandi motori a propellente solido sono state dimostrate in condizioni di volo dal primo stadio P80FW. In qualità del più grande motore monolitico a propellente solido che sia mai stato fatto volare, si avvale di un involucro in composito, un ugello avanzato ed attuatori elettro meccanici per virare – una prima mondiale per un motore di tali dimensioni. Queste tecnologie saranno usate su futuri lanci Vega, ovviamente, ma saranno anche disponibili per futuri lanciatori che l'ESA sta studiando come parte dell'iniziativa Next Generation Launchers (Lanciatori di Prossima Generazione). Il programma Vega entra ora in una nuova fase, chiamata VERTA: il programma di Ricerca, Tecnologia ed Accompagnamento di Vega (Vega Research , Technology and Accompaniment programme). Sotto VERTA, Vega lancerà diverse missioni scientifiche e tecnologiche. Il prossimo volo è programmato per gli inizi del 2013 e trasporterà il satellite dell'ESA di tele rilevamento Proba-V e carichi ausiliari multipli. Altre imminenti missioni ESA che rientrano nel programma VERTA sono AMD-Aeolus, per il monitoraggio dei profili dei venti, Lisa Pathfinder, per la dimostrazione di tecnologie per il rilevamento di onde gravitazionali, ed IXV (Intermediate eXperimental Vehicle), un dimostratore di tecnologie avanzate per il rientro. Il primo contratto commerciale per Vega è gia stato siglato da Arianespace, l'operatore commerciale di Vega, ed altri sono in negoziazione. A seguito di una gara aperta, a dicembre 2011 è stato assegnato ad Arianespace il contratto per il lancio dei satelliti Sentinel-2B e Sentinel-3B a bordo del lanciatore Vega.
Per maggiori informazioni sul nuovo lanciatore, consultate la sezione dedicata a Vega su http://www.esa.int/SPECIALS/Vega/index.html
Sul sito ASI TV interviste a caldo con i protagonisti italiani di questa avventura.
Nella foto (Credit: ESA - S. Corvaja, 2012) il vettore Vega pronto al suo debutto.

Fonte : ESA Italy

13/02/2012 - Planck protagonista al congresso di astrofisica di Bologna - E' stato lanciato ormai da tre anni, doveva andare 'a riposo' l'anno scorso e ha perso uno dei suoi due "occhi" (l'HFI) poche settimane fa: eppure Planck è ancora lassù. E da lassù continua a stupire astrofici ed appassionati, indagando la radiazione cosmica di fondo. Questa mattina è iniziato a Bologna il congresso “Astrophysics from the radio to the submillimetre”. Neanche a dirlo, la parte da protagonista è toccata tutta ai nuovi risultati della missione, presentati alla stampa durante la conferenza introduttiva. Tra i tanti "inediti" emersi, che scandiranno la cinque giorni del convegno fino al 17 febbraio, particolare interesse hanno sucitato le enormi nubi di gas freddo - mai segnalate prima e individuate da Planck grazie alle emissioni di monossido di carbonio - e una sorta di foschia a microonde, battezzata Haze. L’origine di quest’ultima è ancora tutta da spiegare. Ciò che è noto è che è stata rilevata dalla sonda nella regione che circonda il centro galattico e si presenta come un tipo di emissione noto agli astrofisici, l’emissione cosiddetta di sincrotrone. Tuttavia presenta uno spettro più “duro”. Vale a dire che spostandosi verso frequenze più alte, l’intensità della sua emissione non diminuisce in modo repentino, come invece avviene per il sincrotrone “standard”, e quindi risulta avere un comportamento “insolito”. Su questi risultati gli scienziati lavoreranno anche nei prossimi mesi. Nel frattempo Planck, rimasto orfano dello strumento d’alta frequenza (HFI) per l’esaurimento dell’elio liquido, necessario a raffreddare a 0,1 K i suoi bolometri, continua ad accumulare dati nella sua esplorazione del cielo con il solo strumento a bassa frequenza LFI, ancora perfettamente funzionante ed efficiente e rileverà dati per buona parte del 2012. LFI, infatti, come sottolineato da Nazareno Mandolesi, responsabile INAF dello strumento, era considerato lo dispositivo meno importante ma si sta rivelando fondamentale e lo sarà fino al 2013 quando saranno presentati i nuovi risultati, sui quali ci sono grandi aspettative. Alla conferenza è naturalmente intervenuta Barbara Negri, responsabile ASI per l’Esplorazione e Osservazione dell’Universo. La Negri si è particolarmente soffermata sul tema della grande sinergia tra la comunità scientifica e il mondo industriale: "L’ASI ha un ruolo fondamentale – ha detto – ed ha investito 36 milioni di euro per l’intera realizzazione dello strumento LFI (responsabilità italiana) e per il contributo italiano allo strumento HFI. Inoltre sta finanziando la comunità scientifica con 2,7 milioni di euro per tre anni per supportare la missione in orbita e per l’analisi dei dati".

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: AVIO) l'AD di Avio si congratula con i presenti all'evento del lancio nella struttura di Colleferro. 13/02/2012 - L'Italia in orbita con Vega - Pubblichiamo con molto piacere un nuovo comunicato, inoltratoci dal Sig. Filippo Marano (SEC), della Avio a seguito del lancio di Vega.
Colleferro (Roma), – È partito con successo oggi, dal Centro Spaziale Europeo di Kourou, in Guyana Francese, il primo volo di test e qualifica di Vega, il vettore spaziale europeo progettato e realizzato da Avio, gruppo italiano leader del settore aerospaziale. Vega è il primo lanciatore di ultima generazione progettato e sviluppato in Italia, nell’ambito del programma spaziale ESA-ASI, per trasferire in orbita bassa (700 km) satelliti a uso istituzionale e scientifico, per l’osservazione della Terra e il monitoraggio dell’ambiente. Avio, attraverso la propria controllata ELV, ha svolto il ruolo di prime contractor, coordinando sin dall’inizio un progetto che coinvolge 40 aziende di 12 Paesi europei, in collaborazione con istituzioni, imprese e Università. "È un momento di grande soddisfazione e orgoglio, che corona lo sforzo e l’impegno di tutti noi di Avio e dei nostri partner; oggi l’Italia entra a far parte di quel ristrettissimo numero di Paesi che possono vantare una propria tecnologia di accesso allo spazio", ha dichiarato Francesco Caio, Amministratore Delegato Avio. "Con il lancio di Vega, Avio, già leader europeo per la propulsione spaziale a solido, si afferma oggi in Europa nel ruolo di sistemista. Il nostro impegno non si ferma qui: questo lancio è il primo passo di un percorso che andrà avanti con ulteriori missioni spaziali."
"Oggi raccogliamo i frutti di otto anni di impegno e di lavoro allo sviluppo del nuovo lanciatore, il primo realizzato interamente in fibra di carbonio"
, ha dichiarato Pier Giuliano Lasagni, Responsabile Divisione Spazio di Avio. "Tutto questo è stato reso possibile grazie all’entusiasmo e alle competenze del nostro team di Colleferro (RM); il volo di Vega apre una nuova via ai servizi di lancio futuri e ci rende ancora più motivati a proseguire nelle nostre attività di ricerca e sviluppo". Realizzato per il 65% nello stabilimento Avio di Colleferro, Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, che completa la famiglia di lanciatori europei: affianca l’Ariane 5, un lanciatore per satelliti fino a 10 tonnellate, e i lanciatori Soyuz, che coprono satelliti di massa intermedia. Punti di forza commerciali di Vega sono la flessibilità nelle missioni e i costi contenuti, che rendono accessibile lo spazio anche a PMI, Università e Centri di ricerca. Obiettivo del lanciatore Vega, partito oggi da Kourou, è la messa in orbita del satellite LARES, di Almasat-1 e di 7 piccoli satelliti CUBEsat. LARES (Laser Relativity Satellite) permetterà di raggiungere importanti obiettivi scientifici nel campo della fisica gravitazionale, della fisica fondamentale e delle scienze della Terra. I micro satelliti CUBEsat sono stati sviluppati con finalità formative da diverse Università europee, fra le quali il Politecnico di Torino e l’Università di Roma, mentre il micro satellite Almasat-1 è stato progettato da una quarantina di studenti dell’Università di Bologna per validare tecnologie di propulsione spaziale.

ABOUT AVIO - Avio è un gruppo internazionale leader del settore aerospaziale, con sede a Torino (Italia). Fondato nel 1908 è presente in 4 continenti con sedi commerciali e 12 insediamenti produttivi. Conta circa 5.200 dipendenti di cui circa 4.400 in Italia. Opera nelle seguenti aree di business: Moduli e componenti ad alta tecnologia per motori aerei; Spazio; MRO e servizi; Turbine aeroderivate per uso navale e industriale; Sistemi di controllo, d’automazione ed elettrici. È attivo nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico attraverso una rete di laboratori all’interno di campus universitari italiani e collaborazioni con 24 università e centri di ricerca italiani e internazionali.
Nella foto (Credit: AVIO) l'AD di Avio si congratula con i presenti all'evento del lancio nella struttura di Colleferro. Fra gli invitati anche gli astronauti ESA Paolo Nespoli e Samantha Cristoforetti.

Fonte : AVIO

Nella foto (Credit: ESA/S. Corvaja) il lancio del primo vettore Vega. 13/02/2012 - Partito regolarmente il primo vettore Vega - Grande successo oggi dell'Europa e soprattutto dell'Italia spaziale con il decollo del primo vettore leggero Europeo Vega. Il lancio è avvenuto perfettamente alle ore 10:00 UTC (le 11:00 ora italiana, le 7 ora locale) dalla rampa ZLV dello Spazioporto di Kourou nella Guiana Francese. Il primo stadio di Vega, il P80 a propellente solido, ha bruciato per due minuti ed è stato rilasciato regolarmente a circa 60 km di altezza. Subito dopo è stato avviato il secondo stadio Zefiro P23, sempre a propellente solido, che ha funzionato per circa 1 minuto e 45 secondi portando il razzo a circa 127 km di altezza. Questo punto il secondo stadio è stato sganciato ed è stato avviato l'ultimo stadio a propellente solido, lo Zefiro 9. A T+6 minuti e 10 secondi anche il terzo stadio ha completato il suo lavoro ed è stato rilasciato e subito dopo si è avviato il quarto stadio AVUM con il motore RD-869 a propellente liquido ipergolico di costruzione Ucraina utilizzato per inserire il veicolo su un'orbita temporanea di trasferimento. A questo momento l'altezza era di 193 km e la velocità di 7,75 km/h. L'AVUM ha funzionato fino a T+9 minuti e 20 secondi eseguendo con successo la sua prima accensione di oggi. Intanto mentre l'ultimo stadio di Vega con agganciato la piattaforma con i nove satelliti prosegue la sua corsa nello spazio le varie stazioni di tracciamento sparse sul globo hanno acquisito una dietro l'altra i segnali di telemetria provenienti dal lanciatore. A T+48 minuti AVUM ha eseguito una seconda accensione della durata di 4 minuti e 3 secondi. Questa manovra è servita per circolarizzare l'orbita a 1450 km con inclinazione di 0°. Alle 11:55 ora italiana il satellite LARES (di 400 kg. di peso) dell'ASI è stato rilasciato con successo mentre il complesso spaziale sorvolava l'Australia. LARES è un satellite passivo composto da una sfera di titanio ricoperta di 92 specchi retroriflettenti. Il quarto stadio AVUM ha compiuto una terza accensione per tornare ad un'orbita ellittica per il rilascio dei restanti otto satelliti. Alle 12:09 ora italiana il segnale di Vega è stato acquisito dalla stazione di McMurdo nell'Antartide e dopo circa due minuti sono stati rilasciati regolarmente i sette CubeSat (e-St@r, Goliat, MaSat 1, MaSat 1, PW-Sat 1, Robusta, UniCubeSat GG, Xatcobeo) tutti del peso di circa un kg. di altrettante Università dell'Europa ed l'ALMASat-1 (del peso di 12,5 kg.) dell'Università di Bologna. Alle 11:15 ora italiana la conferma della buona separazione dei satelliti e la conclusione ufficiale della fase di lancio del primo volo di qualificazione del lanciatore Vega ha fatto esplodere una serie di applausi e di festeggiamenti nella sala controllo di Kourou, in Guiana. Alle 11:25 il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jacques Dordain, ha esordito la sua conferenza stampa parlando addirittura in Italiano in omaggio alla grande maggioranza del nostro Paese in questo vettore. "Oggi è nato un nuovo membro della famiglia dei lanciatori. Oggi è il primo giorno di una vita operativa, senza dubbio lunga e di successo. Vega è il lanciatore che è necessario per noi dell'ESA che abbiamo già acquistato sei voli." Sono poi intervenuti anche il Presidente dell'ASI, Enrico Saggese che a caldo ha commentato: ""Questo lancio realizza le aspettative e i sogni degli ultimi 50 anni, grazie al lavoro di chi ha creduto ad un grande progetto. Voglio qui ricordare almeno tre nomi: Luigi Broglio, Carlo Buongiorno e Stefano Rodotà". Quello di oggi è stato il sesto lancio orbitale del 2012, tutti svoltisi con successo. Nella foto (Credit: ESA/S. Corvaja) il lancio del primo vettore Vega. In copertina il momento dell'accensione del primo motore P80 del lancio VV01 di Vega. Da segnalare inoltre l'ottima e completa diretta del lancio di Vega da parte di ESA con una trasmissione tutta in lingua italiana condotta dalla sempre brava e competente Silvia Rosa Brusin della RAI TG Leonardo.

VIDEO DEL LANCIO DEL PRIMO VETTORE VEGA CON COMMENTO ITALIANO (CREDIT: ESA) - dur.min.05:57

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Fonti : ESA - SpaceflightNow - ASI

10/02/2012 - Vega, seguite la diretta in italiano - Seguite con noi (sul sito dell'ESA all'indirizzo riportato come fonte, ndr) il primo volo di qualifica del lanciatore Vega, lunedì 13 febbraio. La finestra di lancio si apre alle 11h00 fino alle 13h00 ora italiana (10h00 - 12h00 GMT). Vega sarà lanciato dallo spazio porto europeo di Kourou, Guyana francese, per mettere in orbita nove satelliti e per completare la capacità della flotta europea dei lanciatori. La diretta comincia alle 10h40 ora italiana. Il carico consiste di due satelliti italiani, LARES dell'ASI ed il micro-satellite ALMASat-1 dell'Università di Bologna, e di sette pico-satelliti forniti dalle Università europee: e-St@r (Italia), Goliat (Romania), MaSat-1 (Ungheria), PW-Sat (Polonia), Robusta (Francia), UniCubeSat GG (Italia) and Xatcobeo (Spagna). La missione ha il compito di qualificare il sistema Vega nell'insieme, compreso il veicolo stesso, l'infrastruttura di lancio e le operazioni, dalla campagna di lancio fino alla separazione del carico e del cosiddetto "upper stage".

Fonte : ESA Italia

09/02/2012 - Risolto il problema con il computer di bordo di MSL - Gli ingegneri della NASA hanno scoperto la causa del reset di un computer della sonda Mars Science Laboratory avvenuto il mese scorso ed hanno trovato il modo per correggere il problema. In pratica si è trattato di modificare i registri del computer per evitare che si manifesti un nuovo reset. I test della procedura di ripristino del sistema sono stati eseguiti a terra e il team della missione ha inviato le nuove istruzioni alla sonda in viaggio verso Marte la scorsa settimana. Questa settimana è avvenuta la conferma che l'aggiornamento del sistema ha avuto successo. Il reset era avvenuto il 29 novembre 2011, a solo tre giorni dal lancio, durante l'utilizzo di un sensore stellare. La causa è stata identificata come un errore sconosciuto nella gestione della memoria del computer che aveva portato ad un reset del sistema. Richard Cook, vice-responsabile del Progetto MSL presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, ha dichiarato che è stato eseguito un ottimo lavoro per comprendere il motivo del reset e prendere le dovuto contromisure perchè questo non accada nuovamente. La sonda diretta verso Marte ha eseguito un breve prova di allineamento utilizzando sia il sensore stellare che quello solare lo scorso 26 gennaio. Durante questa osservazione di allineamento il sensore stellare ha inquadrato Marte. "Abbiamo visto il nostro obiettivo," ha detto Steve Collins, ingegnere dei sottosistemi che controllano la posizione di MSL durante il suo viaggio verso Marte. Questa settimana la sonda ha ripreso il normale utilizzo del suo sensore stellare per la vera navigazione spaziale dopo l'aggiornamento del programma. La missione MSL utilizzerà un rover delle dimensioni di un'autovettura, Curiosity, per studiare se la regione prescelta di Marte all'interno del cratere Gale possa offrire condizioni favorevoli al sostentamento di vita microbiologica e per la preservazione di questa se è mai esistita in passato. Curiosity atterrerà su Marte il 6 agosto 2012 UT. I pannelli solari della sonda producono, durante il volo verso Marte, 704 watt. Le telecomunicazioni viaggiano a circa 1 kilobit per secondo in andata e 800 bits in ritorno. La sonda ruota a 1,97 giri al minuto. Alle 17:00 UT di venerdì 10 febbraio il veicolo spaziale ha viaggiato per 205 milioni di km sui 567 milioni di km totali per arrivare a MArte. La sua velocità è di circa 28.600 km/h relativi alla Terra e 102.500 km/h relativi al Sole.

Fonte : NASA

Nella illustrazione (Credit: JAXA) come un diagramma di HTV-R con la capsula di rientro posta anteriormente. 09/02/2012 - Il Giappone verso un proprio veicolo abitato per lo spazio - La JAXA, l'Agenzia spaziale Giapponese, ha proposto al governo lo sviluppo di un veicolo abitato per raggiugere l'orbita terrestre da far entrare in servizio per il 2025. Il veicolo spaziale sarebbe derivato dal cargo automatico HTV che viene oggi utilizzato per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. HTV-R, questo sarebbe il suo nome, vedrebbe prima la realizzazione di una capsula che permetterebbe il ritorno sulla Terra di esperimenti ed attrezzature dalla ISS e potrebbe essere messo in servizio per il 2018. Dopo questo critico passo la capsula cargo verrebbe riconvertita per trasportare un equipaggio. Attualmente il programma dei veicolo automatici da trasporto della JAXA prevede sette missioni di altrettanti HTV diretti alla Stazione Spaziale, due dei quali già eseguiti nel 2009 e nel 2011. I prossimi voli sono indicativamente fissati per uno l'anno e questo indica il loro termine nel 2017. Ecco quindi che, se il piano verrà approvato dal governo Giapponese, dal 2018 potrebbe entrare in servizio la versione con capsula di rientro, la HTV-R. Questa versione avrebbe una capsula pressurizzata con la capacità di riportare sulla Terra circa 1.500 kg. di materiali. Dopo questa versione la JAXA pensa che sarebbe più semplice passare alla versione per trasporto equipaggi. Oltre alla modifica del veicolo cargo la JAXA, prima di poter imbarcare i propri astronauti sul veicolo spaziale, dovrà però rendere affidabile per il volo umano il razzo vettore H-2B, oppure sviluppare un nuovo lanciatore e poi dovrà sviluppare un sistema di salvataggio in caso di problemi nella fase di lancio. Vedremo se il governo Giapponese approverà questo programma dato anche i grossi problemi finanziari legati al tremendo sisma e tsunami che hanno colpito il Paese del Sol Levante lo scorso marzo. Anche l'ESA aveva proposto di modificare il proprio veicolo da trasporto cargo automatico ATV, prima in un veicolo di rientro, chiamato ARV, che poi avrebbe potuto essere trasformato in mezzo per astronauti. Al momento però non vi è stato un supporto di questo progetto da parte degli Stati membri dell'Europa o dalla NASA lasciando l'agenzia spaziale alla ricerca di altri sviluppi. Al momento la NASA e l'ESA stanno considerando la fornitura da parte Europea del modulo di servizio per la nuova capsula Orion MPCV come copertura dei costi della Stazione Spaziale fino al 2020. Nella illustrazione (Credit: JAXA) un diagramma di HTV-R con la capsula di rientro posta anteriormente.

Fonte : SpaceflightNow

09/02/2012 - Rockot lancerà i primi due satelliti Sentinel - L'ESA e la Eurockot hanno firmato oggi un contratto per il lancio dei due satelliti dell'ESA: Sentinel-2a e Sentinel-3A, del progtamma Europeo GMES per il 2013 con veicolo di lancio Rockot dal Cosmodromo di Plesetsk, nel Nord della Russia. La firma, avvenuta presso la storica Camera di Commercio di Brema, in Germania, è stata siglata da Matthias Oehm, Capo Esecutivo dell'Ufficio Servizi di Lancio della Eurockot, e Volker Liebig, Direttore dei Programmi di Osservazione Terrestre dell'ESA. took place at the historic Chamber of Commerce of Bremen, Germany. Nell'occasione erano presenti Martin Günthner, Senatore per l'Economia, il Lavoro ed i Porti della Città Anseatica di Brema e Alain Charmeau, Capo Esecutivo della Astrium Space Transportation. La Eurockot ha base a Brema, in Germania, ed è una collaborazione fra la Astrium ed il Centro Spaziale Khrunichev. La compagnia fornisce lanciatori per l'orbita bassa per satelliti da osservazione e per telecomunicazioni dalla sua installazione dedicata nel nord della Russia. "Con il lancio dei primi Sentinel inizierà una nuova era nell'osservazione terrestre con l'inizio da parte dell'Europa del primo sistema di monitoraggio globale operativo per l'ambiente e la sicurezza," ha ribadito il Prof. Liebig. Sentinel-2 e 3 sono due delle cinque missioni Sentinel che l'ESA sta sviluppando per il programma Monitoring for Environment and Security (GMES). Attraverso GMES, i responsabili decisionali avranno accesso ad un servizio di informazioni affidabili, in tempo reale ed accurate per gestire l'ambiente, comprendere come mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ed assicurare la sicurezza dei civili. La serie Sentinel è prevista possa raccogliere osservazioni cruciali sulla Terra per due decadi. Il Sentinel-2 offrirà frequenti e sistematici immagini ottiche ad alta risoluzione della superficie terrestre, offrirà supporto nel campo dell'agricoltura, foreste, coperture delle terre emerse e cartografia. La missione potrà offrire aiuto a missioni umanitarie ed alla estrazione di variabili geofisiche dalla vegetazione. La missione Sentinel-3 trasporterà diversi strumenti per misurare le variabili della topografie della superficie marina, le temperature del mare e delle terre emerse ed i colori degli oceani. Queste informazioni saranno utili per produrre un set a lungo termine di consistenti dati marini e terrestri per analisi operative dello stato degli oceani, previsioni e servizi. Ogni missione Sentinel è basata su una costellazione di due satelliti che permettono una frequente copertura ed un robusto set di dati per il servizio GMES. Sentinel-2A e Sentinel-3A saranno i primi membri delle loro constellazioni. Eurockot è stato già il responsabile dei lanci dei satelliti GOCE e SMOS dell'ESA come anche del dimostratore tecnologico Proba-2. Questa estate Eurockot lancerà i tre satelliti della missione Swarm dell'ESA per lo studio del campo magnetico terrestre.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG–S. Martin 2011) i tecnici di Kourou nella delicata fase di carico all'interno delle parte pressurizzata di ATV-3. 08/02/2012 - Il terzo ATV Europeo pronto a raggiungere la Stazione Spaziale - Propellente, acqua, ossigeno, aria e gran parte del carico sfuso già imbarcato a bordo del terzo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell'ESA, Edoardo Amaldi, mentre si avvicina il 9 marzo, data del decollo. Fin dal suo arrivo presso lo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guiana Francese, il veicolo da trasporto è stato sottoposto ad un lavoro intensivo di preparazione per volare, il prossimo mese, verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L'avvio della missione del veicolo spaziale è prevista per le 10:00 GMT (le 11 ora italiana) del 9 marzo per mezzo di un razzo Ariane 5 ES. L'attracco automatico alla ISS è previsto per le 01:38 GMT (le 2:38 ora italiana) del 19 marzo e la sua permanenza agganciato alla stazione fino al tardo agosto. "Dalla fine di agosto 2011 abbiamo spostato le due componenti principali all'interno delle loro rispettive sale pulite e da qui abbiamo iniziato a controllare che fosse tutto a posto dopo il viaggio via mare," ci dice Charlotte Beskow, il dirigente dell'ESA responsabile per la campagna di lancio di ATV. "Abbiamo poi trascorso settembre ed ottobre a controllare i sistemi, preparare il carico da imbarcare proveniente dall'Europa e dagli Stati Uniti ed integrare i componenti finali come i pannelli solari ripiegati che erano stati inviati smontati. Per metà dicembre le due sezioni di ATV-3 sono state unite ed Edoardo Amaldi ha finalmente preso la forma di una vera nave spaziale." Gennaio è stato dedicato ad una serie di delicate operazioni di carico dei propellenti, prosegue Charlotte:"Per la fine della passata settimana abbiamo imbarcato 5.411 kg. di propellente, che verrà utilizzato per le proprie manovre e per eseguire i rialzamenti d'orbita della stazione, oltre a 860 kg. di propellente che verrà trasferito nel segmento Russo. Infine abbiamo caricato anche aria ed ossigeno. Parte di febbraio è trascorsa caricando 535 kg. di materiali dell'ultimo minuto che devono essere imbarcati nel compartimento cargo di ATV attraverso il portello di accesso principale. In parallelo il team operativo del Centro Controllo ATV di Tolosa, in Francia, ha eseguito una serie di simulazioni complete per essere certo che i controllori e gli ingegneri sono pronti per tutte le fasi del volo e delle possibili emergenze. "Abbiamo fatto pratica con ogni tipo di situazione concepibile. Ad esempio, cosa accadrebbe se l'attracco va male o se improvvisamente perdiamo i nostri computer principali di volo," dice Jean-Michel Bois, capo del team della Gestione Operazioni dell'ESA a Tolosa. "L'intera squadra di terra ed i nostri sistemi di controllo missione hanno superato un esame, il Joint Operational Readiness Review, con la NASA e con la Roscosmos/RSC Energia Russa il 17 gennaio e, poi qui a Tolosa, abbiamo completato una simulazione completa di tre giorni il 27 gennaio. Ad oggi siamo pronti per andare alla Stazione Spaziale." La scorsa settimana, l'ATV-3 ha superato un altro esame chiamato Flight Acceptance and Operations Readiness, ma un certo numero di altri preparativi cruciali devono essere completati. "Il 7 febbraio l'ATV Edoardo Amaldi verrà spostato nel grande edificio d'integrazione verticale (Vertical Integration Building) ed installato, due giorni dopo, sulla sommità del lanciatore Ariane ," ci dice Massimo Cislaghi, manager della missione ATV-3. Vi sono altre simulazioni programmate compresa una che coinvolge anche i centri di controllo della Stazione a Houston ed a Mosca. Per i primi di marzo saremo pronti per uno spettacolare lancio mattutino e per un volo senza problemi verso la Stazione. Nella foto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG–S. Martin 2011) i tecnici di Kourou nella delicata fase di carico all'interno delle parte pressurizzata di ATV-3.

Fonte : ESA

08/02/2012 - SpaceX lancerà due satelliti asiatici nel 2014 - La Space Exploration Technology (SpaceX), la compagnia di lancio spaziale con il più veloce tasso di crescita, e la Satellite Telecommunications Company Limited (AsiaSat), leader degli operatori satellitari dell'ASia, hanno annunciato un accordo per il lancio di due satelliti AsiaSat nel 2014 utilizzando il razzo Falcon 9 della SpaceX. "La SpaceX è orgogliosa della scelta di AsiaSat, un pioniere nelle comunicazioni avanzate satellitari Asiatiche," ha detto Elon Musk, Amministratore delegato della SpaceX e capo dell'Ufficio Tecnologico. "Stiamo producendo i più avanzati veicoli di lancio al mondo, ed il mercato internazionale ha risposto - ora i lanci commerciali rappresentano oltre il 60 percento delle nostre prossime missioni." William Wade, Presidente e Capo Esecutivo di AsiaSat ha così commentato: "Abbimo il piacere di avere SpaceX come nostro partner per il lancio delle nostre prossime missioni. Con i due lanci programmati di AsiaSat 6 ed AsiaSat 8 potremo espandere la nostra flotta da quattro a sei satelliti nel 2014 e fornire una maggiore qualità e copertura dei servizi nella regione Asia-Pacifico." AsiaSat 6 ed AsiaSat 8 sono previsti per il lancio nella prima metà del 2014 dal complesso di lancio della SpaceX presso la Cape Canaveral Air Force Station in Florida, USA. AsiaSat 6 disporrà di 28 trasmettitori in banda C di grossa potenza mentre AsiaSat 8 avrà 24 transponder in banda Ku e Ka. I trasmettitori ad alta potenza del satellite permetteranno un utilizzo di antenne più piccole a terra. I due satelliti SS/L 1300 serviranno l'Asia, Il Medio Oriente e l'Australasia.

Fonte : SpaceX

Nella foto (Credit: NASA) l'astronauta Janice Voss durante la sua ultima missione spaziale nel 2000. 07/02/2012 - L'astronauta Janice Voss della NASA è deceduta - L'astronauta della NASA Janice Voss è morta per un tumore questa notte all'età di 56 anni. Una delle sole sei donne che hanno volato nello spazio cinque volte, la carriera della Voss era stata brillante con il suo lavoro ed il suo impegno nei carichi scientifici e nell'esplorazione. "Come comandante del carico utile in due missioni della navetta spaziale, Janice è stata l'artefice del modo nel quale verranno poi eseguiti gli esperimenti giornalieri sulla Stazione Spaziale Internazionale," dice Peggy Whitson, capo dell'Ufficio Astronauti. "Migliorando il modo in cui gli scienziati sono in grado di analizzare i loro dati, e stabilendo i metodi sperimentali e l'hardware necessario per effettuare questi esperimenti unici, Janice e il suo equipaggio, hanno assicurato che la nostra stazione spaziale diventasse un luogo di scoperte come non abbiamo nemmeno mai immaginato. Nel corso degli ultimi anni, Janice ha continuato a guidare gli sforzi del nostro ufficio per fornire le migliori procedure possibili agli equipaggi che oggi operano esperimenti sulla stazione", ha aggiunto la Whitson. "Anche di più degli apporti professionali di Janice, ci mancherà il suo sguardo positivo sul mondo e la sua determinazione nel fare meglio tutte le cose". La Voss aveva inizato la sua carriera alla NASA nel 1973 mentre era studente della Purdue University. Nel 1977 ritornò alla NASA per lavorare come istruttore, insegnando le fasi di rientro e navigazione per gli equipaggi dello Space Shuttle. Dopo aver completato il suo dottorato nel 1987 lavorò nell'industria spaziale fino alla sua selezione come astronauta nel 1990. Il primo volo spaziale della Voss fu STS-57 nel 1993, con la prima missione del modulo Spacehab. Dopo di questo volò con STS-63, nel 1995, una missione diretta alla stazione spaziale Mir e terzo volo dello Spacehab. Inoltre volò come comandante del carico utilecon STS-83 nel 1997 con il Microgravity Science Laboratory, ma la missione venne accorciata a causa di un problema ad una delle tre celle a combustibile che generavano l'energia. Voss, assieme all'equipaggio ed a MSL volarono ancora con la missione STS-94 Spacelab MSL-1 concentrando le ricerche in microgravità sulla combustione ed i materiali. La sua ultima missione spaziale avvenne nel 2000 con STS-99, la Shuttle Radar Topography Mission, che ha mappato oltre 75 milioni di km quadrati della superficie terrestre con una risoluzione senza precedenti. In totale la Voss ha trascorso circa 49 giorni nello spazio. Dal 2004 al 2007 la Voss ha svolto il ruolo di direttore scientifico del veicolo spaziale Kepler presso il Centro di Ricerca Ames della NASA. Più recentemente la Voss è stata a capo del settore carichi utili della stazione dell'Ufficio Astronauti. Nella foto (Credit: NASA) l'astronauta Janice Voss durante la sua ultima missione spaziale nel 2000.

Fonte : NASA - Johnson Space Center

06/02/2012 - La cooperazione fra la NASA e l'ESA per ExoMars è vicina alla fine - La NASA starebbe per informare l'ESA che la sua collaborazione per le due missioni robotiche su Marte conosciute come ExoMars per il 2016 e 2018 non potrà continuare. La volontà non mancherebbe ma i fondi, molto probabilmente, non permetteranno di proseguire la collaborazione. Un annuncio ufficiale da parte della NASA verrà probabilmente reso pubblico al momento che il Presidente Obama rilascerà, il 13 febbraio prossimo, il budget 2013 per la NASA. L'ESA si trova ora di fronte al problema di come poter affrontare le missioni senza l'importante contributo dell'ente spaziale Americano. Come prima mossa l'agenzia spaziale Europea aveva già contattato nei mesi scorsi la Russia per offrire una collaborazione in cambio dell'utilizzo dei vettori Proton per il lancio delle due missioni. La prima missione, quella del 2016, immetterebbe una sonda in orbita attorno a Marte con lo scopo di captare tracce di metano ed altri gas presenti nell'atmosfera. La seconda, e più ambiziosa missione, quella del 2018, invierebbe un rover sulla superficie del pianeta per eseguire perforazioni della superficie. Nel programma congiunto la NASA avrebbe fornito gli strumenti ed il sistema di comunicazione dell'orbiter e si sarebbe occupato di buona parte delle attrezzature del rover così come dei razzi da utilizzare per inviare le sonde ed il sistema di discesa sulla superficie del pianeta. Purtroppo la Russia non potrà sostituire in tutto gli Stati Uniti e quindi ù il programma dovrà essere ridimensionato, soprattutto per il rover del 2018, che dovrà essere riprogettato più piccolo per poter utilizzare un sistema più antiquato come gli airbag per l'atterraggio. Ma i problemi tecnici sono niente in contronto con quelli dei costi aggiuntivi. I cambiamenti di architettura e dei sistemi di lancio, oltre che di buona parte della strumentazione, alzeranno ancora di più i costi oltre il miliardo di Euro che l'ESA avevano fissato come tetto per ExoMars. Il programma era stato deciso formalmente dai ministri Europei nel 2005 e sono già stati spesi 200 milioni di Euro nello sviluppo delle tecnologie necessarie dato che questa missione viene considerata uno dei principali progetti dell'ESA. Le missioni del 2016 e del 2018 sarebbero dovute essere dei precursori di una serie di missioni che avrebbero portato ad un eventuale ritorno di campioni dal Pianeta Rosso ai laboratori sulla Terra. Questa rinuncia degli Stati Uniti al progetto ExoMars ha inoltre gravi implicazioni sulle relazioni fra i due lati dell'Atlantico. Gli Stati Uniti infatti, solo lo scorso anno, hanno già abbandonato tre missioni, miliardarie, già previste in collaborazione con l'ESA costringendo gli scienziati e gli ingegneri Europei a tornare sui tavoli da disegno dopo tre anni di lavoro già eseguito.

Fonte : BBC

Nella illustrazione (Credit: ESA, C. Carreau) sarebbe potuto apparire l'antico oceano di Marte. 06/02/2012 - Il radar del Mars Express scopre forti prove di un antico oceano - La sonda Mars Express dell'ESA ha riscontrato forti indizi che una volta un oceano ricopriva una parte di Marte. Utilizzando il radar, sono stati rilevati dei sedimenti che riportano ad un fondo di un oceano e che si trovano all'interno delle precedenti identificate linee costiere di Marte. Il radar MARSIS venne avviato nel 2005 e fin da allora ha registrato dati. Jérémie Mouginot, dell'Institut de Planétologie et d'Astrophysique di Grenoble (IPAG) e della University of California, Irvine, e colleghi hanno analizzato oltre due anni di dati e scoperto che le pianure del nord sono ricoperte di materiale a bassa densità. "Noi interpretiamo questo fatto come dei depositi sedimentari, forse ricchi di ghiaccio," dice il professor Mouginot. "E' un forte nuovo indizio che qui si trovava un oceano." L'esistenza di un oceano antico su Marte era stata sospettata prima e reminescenze di linee costiere erano state identificate nelle immagini delle diverse sonde spaziali. Rimaneva comunque un problema controverso. Erano stati proposti due oceani: 4 miliardi di anni fa, quando condizioni più calde prevalevano, e anche 3 miliardi di anni fa quando uno strato di ghiaccio del sottosuolo si era fuso dopo un grosso impatto, creando un flusso attraverso dei canali che avevano portato l'acqua in zone a minor elevazione. "MARSIS penetra in profondità nel suolo, rivelando i primi 60-80 metri dello strato del sottosuolo del pianeta," dice Wlodek Kofman, capo del team radar a IPAG. "Per tutta questa profonditò abbiamo visto la prove di materiale sedimentario e ghiaccio." I sedimenti rilevati dal MARSIS sono aree a bassa riflettività radar. Alcuni sedimenti sono tipicamente materiali granulosi a bassa densità che sono stati erosi dall'acqua e trasportati nella loro destinazione finale. Questi oceani primordiali sono stati di breve durata su scala geologica. Il Professor Mouginot stima che, entro qualche milione di anni o meno, l'acqua si sarebbe congelata e poi ricoperta e finita nel sottosuolo o trasformata in vapore e salita gradualmente nell'atmosfera. "Non crediamo che questi oceani possono essere rimasti abbastanza a lungo da permettere alla vita di formarsi." Per poter scovare le prove della vita, gli astrobiologi dovranno dare un'occhiata ulteriormente indietro nella storia di Marte quando l'acqua liquida è esistita per tempi più lunghi. Nonostante tutto questo lavoro è una delle migliori prove che una volta vi erano grandi quantità di acqua liquida su Marte ed è una ulteriore prova del ruolo dell'acqua allo stato liquido sulla storia geologica del pianeta. " Precedenti risultati della Mars Express sull'acqua di Marte venivano da studi sulle immagini e dai dati di mineralogia, come anche da misurazioni atmosferiche. Ora abbiamo la visione del sottosuolo marziano," conclude Olivier Witasse, capo scienziato del Progetto Mars Express dell'ESA. "Questo aggiunge nuovi pezzi di informazione al puzzle ma il quesito rimane: dove è finita tutta l'acqua?" Mars Express prosegue i suoi studi. Nella illustrazione (Credit: ESA, C. Carreau) sarebbe potuto apparire l'antico oceano nell'emisfero nord di Marte.

Fonte : ESA

03/02/2012 - La sonda Phobos-Grunt uccisa dalle radiazioni spaziali? - La commissione investigativa Russa che indaga sulla perdita della sonda spaziale Phobos-Grunt ha rilasciato, sebbene in modo non ufficiale, una possibile spiegazione per l'incidente. La sonda potrebbe essere stata colpita da ioni pesanti che avrebbero corrotto i codici di programma all'interno di due componenti elettronici e che avrebbero portato alla perdita della sonda. La commissione non spiega il motivo per il quale la sonda non è stata costruita per impedire questo tipo di incidenti. La commissione, creata dall'Agenzia spaziale Russa Roscosmos, ha studiato circa 700 documenti relativi alla costruzione della sonda ed i dati pervenuti durante la sua breve missione. Secondo questi la sonda avrebbe superato regolarmente tutti i test prima del lancio e non vi sarebbero stati quindi pezzi difettosi. Yuri Koptev, a capo dell'indagine sull'incidente, il mese scorso aveva addirittura speculato sulla possibilità che il computer di Phobos-Grunt fosse stato disturbato da un radar degli Stati Uniti. In seguito questa ipotesi era stata scartata. Ma la versione dell'influenza delle radiazioni spaziali sulla sonda viene confutata da un ricercatore del programma spaziale dell'Università di Mosca, Nikolai Vedenkon, che invece dà la colpa dell'incidente all'errata configurazione di tutto il sistema ed alla confusione che ha regnato durante la progettazione e costruzione della sonda. "La sonda è stata lanciata quando non era pronta a farlo," conclude Vedenkin la sua accusa.

Fonte : Ria Novosti

Nella illustrazione (Credit: Sierra Nevada Corp.) come appariranno i voli test del Dram Chaser sotto le ali del White Knight 2 della Virgin Galactic. 03/02/2012 - La Sierra Nevada ha completato la prima struttura dei veicolo test - Una delle industrie che collaborano con la NASA, la Sierra Nevada Corp. (SNC), ha recentemente inviato la struttura principale del suo primo veicolo Dream Chaser che verrà utilizzato per i test, alla sede delle compagnia di Louisville, in Colorado, dove verrà assemblata ed integrata con i sistemi secondari. Questo è uno dei dodici punti che devono essere completati dalla SNC per rispettare i termini del contratto del CCP (Commercial Crew Program) della NASA e poter così essere finanziata. Il veicolo di prova di volo Dream Chaser è un prototipo a dimensioni reali del previsto veicolo spaziale alato della compagnia e verrà utilizzato per completare i passi rimanenti nel Commercial Crew Development Round 2 (CCDeV2) della NASA, compreso il volo appeso ad un'aereo e i voli liberi. "La SNC è orgogliosa di aver raggiunto gli obiettivi in tempo e nei costi previsti per la consegna della nostra prima struttura di volo mentre proseguiamo la preparazione dei nostri primi voli a dimensioni reali," ha dichiarato Mark Sirangelo, capo dei sistemi spaziali della Sierra Nevada. "Il programma Dream Chaser sta facendo grandi passi verso lo sviluppo di un sistema spaziale sicuro e dai costi accettabili che fornirà al nostro paese la capacità di trasportare in sicurezza i nostri equipaggi e materiali importanti da e per la Stazione Spaziale Internazionale." La struttura completamente in materiale composito è stata progettata dalla squadra della SNC e costruita in collaborazione fra la SNC Dream Chaser, la AdamWorks di Centennial, Colorado, la Applied Composite Technology di Gunnison, nello Utah e la Scaled Composite di Mojave, in California. Il nostro gruppo comprende ora oltre una dozzina di compagnie spaziali e sette centri della NASA che, assieme, ci permettono di proseguire il nostro programma in maniera superiore alle aspettative," dice Jim Voss, Vice Presidente delle SNC per l'Esplorazione Spaziale. Voss è stato un astronauta della NASA ed è stato membro del secondo equipaggio a vivere a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. I test di volo del Dream Chaser sotto il contratto CCEeV2 verranno condotti con l'assistenza del Dryden Flight Research Center della NASA di Edwards, in California con un contratto chiamato Reimbursable Space Act Agreement (RSAA). Durante i voli test sarà un White Knight 2 della Virgin Galactic a tenere agganciato sotto le sue ali il Dream Chaser per misurare le sue prestazioni. Le operazioni di volo della SNC verranno gestite dal Direttore delle Operazioni di Volo, Steve Lindsey, che è stato assunto dal team del Dream Chaser nel 2011. Lindsey è un veterano di cinque missioni con la navetta spaziale ed è stato capo dell'Ufficio Astronauti della NASA dal 2008 fino alla sua uscita dall'agenzia nel 2011. Tutti i partner industriali della NASA proseguono il raggiungimento degli obiettivi nello sviluppo di una capacità di trasporto astronauti commerciale che permetterà di portare gli astronauti degli Stati Uniti verso la Stazione Spaziale Internazionale e ritorno e ridurre così il periodo nel quale l'America si trova senza un proprio sistema di trasporto umano. Per ulteriori informazioni sul Programma di Equipaggi Commerciale della NASA visita: http://www.nasa.gov/commercialcrew " Nella illustrazione (Credit: Sierra Nevada Corp.) come appariranno i voli test del Dram Chaser sotto le ali del White Knight 2 della Virgin Galactic.

Fonte : NASA

03/02/2012 - Terzo satellite lanciato dall'Iran - L'Iran ha oggi lanciato nello spazio il suo terzo satellite. Navid-e Elm-o Sanat, questo è il suo nome, è stato lanciato nello spazio appena dopo l'alba (all'incirca alle 00:04 UTC) con un razzo Safir a due stadi dalla base militare Dash-e-Kavir che si trova a sudest di Semnan, nel nord dell'Iran. Il satellite, del peso di circa 50 kg. è stato immesso su un'orbita di 375x276 km di quota con inclinazione di 56°. Fonti dell'agenzia di stampa Iraniana hanno comunicato che a bordo del satellite si trova una macchina fotografica di grande precisione per riprendere immagini della superficie terrestre che verranno utilizzate nel campo meteorologico e di monitoraggio dei disastri naturali. Il Navid è stato costruito dall'Università Tecnologica Sharif utilizzando interamente tecnologie Iraniane. Il satellite è il terzo lanciato dall'Iran dopo Omid, nel 2009, e Rasad nel 2011. Omid, il primo satellite dell'Iran pesava 26 kg, mentre Rasad, il secondo, soltanto 15. Il lancio di oggi dimostra quindi un incremento nella capacità di carico utile del razzo Safir, che deriva dal vettore balistico militare Shahab 3. Un primo tentativo di immettere in orbita il primo satellite Iraniano nel 2008 era fallito. Quello di oggi era il quinto lancio orbitale del 2012, tutti avvenuti con successo.

Fonte : SpaceflightNow - Space Launch Report

03/02/2012 - Il lancio di Vega deciso per il 13 febbraio - Il 13 febbraio l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) eseguirà il primo volo di qualificazione del suo nuovo veicolo di lancio Vega. Il debutto di Vega avverrò presso lo Spazioporto di Kourou, nella Guiana Francese, e rilascerà in orbita nove satelliti andando ad aggiungersi alle capacità di lancio della flotta Europea. La prima missione, designata VV01, è prevista per il decollo durante una finestra di lancio di due ore che si aprirà dalle 7:00 alle 9:00 locali (dalle 11 alle 13 ora italiana). Questo primo volo segnerà il culmine di nove anni di sviluppo da parte di ESA e dei suoi partner, l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la ELV SpA, l'azienda capocommessa nello sviluppo del veicolo. Il programma ha il supporto di sette Paesi membri dell'ESA; Belgio, Francia, Italia, Olanda, Spagnia, Svezia e Svizzera. Progettato per fornire all'Europa una sicura, affidabile, competitiva ed efficiente capacità di lancio per carichi scientifici e per l'osservazione terrestre, il Vega è compatibile con carichi di peso dai 300 ai 2.500 kg, a seconda del tipo e dell'altezzza delle orbite richieste dai clienti. Questa nuova capacità completerà la famiglia di lanciatori in servizio disponibili dalla Guiana Francese assieme al lanciatore pesante Ariane 5 e ad medio carico Soyuz, introdotto nel ottobre 2011. Il carico utile di questo primo volo consiste in due satelliti Italiani - LARES di ASI e ALMASat-1 dell'Università di Bologna - assieme ad altri sette nanosatelliti forniti da varie università Europee: e-St@r (Italia), Goliat (Romania), MaSat-1 (Ungheria), PW-Sat (Polonia), Robusta (Francia), UniCubeSat GG (Italia) e Xatcobeo (Spagna). La missione dovrà qualificare tutto il sistema Vega, compreso il veicolo stesso, le infrastrutture di lancio e le varie operazioni dalla campagna di lancio fino alla separazione del carico utile e lo smaltimento in sicurezza dello stadio superiore. Dopo questo volo di qualificazione il sistema di lancio Vega verrà passato all'Arianespace per la gestione. La compagnia si assicurerà di offrire la nuova capacità di lancio al mercato internazionale, con l'obiettivo di almeno due missioni annue. L'ESA sarà uno dei primi clienti del nuovo servizio di Arianespace attraverso la commissione di cinque lanci. Per ulteriori informnazioni su Vega e la missione VV01, visita il sito: www.esa.int/SPECIALS/Vega

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: Associated Press) l'Ing. Boisjoly con in mano un modello delle guarnizioni dei booster dello Space Shuttle. 03/02/2012 - Muore a 73 anni Roger Boisjoly: avvertì del pericolo sul Challenger - Apprendiamo solo adesso che è deceduto, il 6 gennaio scorso per cause naturali, Roger Boisjoly, un ingegnere che aveva lavorato nel settore aerospaziale per molti anni. Boisjoly divenne famoso per essere stato l'unico che aveva tentato di avvisare la Morton Tiokol (ATK), l'azienda per cui lavorava e che costruiva i booster dello Space Shuttle, e la NASA che il lancio del Challenger la mattina del 28 gennaio 1986 doveva essere fermato. Secondo Boisjoly vi erano gravi indizi che effettuare un lancio con le temperature mai così basse che si avevano in quei giorni in Florida avrebbe potuto provocare un disastro. Durante un lancio avvenuto l'anno prima con basse temperature, gli anelli di guarnizione che sigillavano i vari blocchi dei booster erano stati ritrovati molto danneggiati. La notte prima del lancio, in una drammatica teleconferenza fra i responsabili della ATK ed i manager della NASA, Boisjoly tentò inutilmente di far comprendere il rischio altissimo in cui andavano incontro ma non vi fu nulla da fare ed il lancio venne deciso. La navetta spaziale Challenger esplose 73 secondi dopo il decollo uccidendo tutti e sette i membri dell'equipaggio fra cui Christa McAuliffe, una maestra di scuola elementare e primo cittadino privato a partecipare ad una missione spaziale. Dopo l'esplosione del Challenger il Sig. Boisjoly inviò un documento di accusa alla commissione presidenziale investigativa. Da questo documento si capiva chiaramente che era da almeno sei mesi prima dell'incidente che Boisjoly tentava di far comprendere gli effetti del freddo sulle guarnizioni di gomma dei booster, inutilmente. La ATK, dopo il suo intervento presso la commissione, lo licenziò. Nel mondo dell'astronautica americana nessuno voleva avere a che fare con lui e soltanto Sally Ride, la prima astronauta NASA, gli fornì il suo appoggio pubblicamente. Boisjoly era entrato nell'industria aerospaziale all'età di 27 anni ed aveva lavorato anche al sistema di supporto vitale del modulo lunare negli anni '60 prima di entrare nella ATK. La mattina dopo la teleconferenza che avrebbe deciso il destino del Challenger e dei suoi sette occupanti, Boisjoly di mise di fronte alla TV per osservare il lancio. Se vi fosse stato un problema, come lui temeva, sarebbe avvenuto al momento del decollo. Mentre lo shuttle lasciava la rampa sembrava che le sue preghiere fossero state esaudite. "alcune decine di secondi dopo," ricordava Boisjoly. "l'ho visto esplodere." Nella foto (Credit: Associated Press) l'Ing. Boisjoly con in mano un modello delle guarnizioni dei booster dello Space Shuttle.

Fonte : NYT

02/02/2012 - Una nuova Mars500 sulla Stazione Spaziale Internazionale? - Vladimir Popovkin, il capo della Roscosmos, l'Agenzia spaziale Russa, sta proponendo ai suoi partner della Stazione Spaziale Internazionale di allestire una simulazione di viaggio verso Marte, come quella di Mars500 svoltasi a Mosca, ma questa volta in orbita. La simulazione Mars500, che ha visto impegnato un equipaggio di 6 volontari isolati all'interno di moduli che ricreavano l'interno di una nave spaziale per 520 giorni, si è conlcusa con successo lo scorso novembre. Il tentativo era quello di ricreare almeno la condizione di isolamento di un volo verso il Pianeta Rosso da parte di un equipaggio. La simulazione ha avuto pieno successo ed è per questo che ora la Russia propone di passare allo step successivo; farlo nello spazio.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: Avio) uno degli stadi che compongono Vega mentre viene realizzato in fibra di carbonio. 02/02/2012 - Avio: tutto pronto per il lanciatore Vega - (Riceviamo dal Sig. Filippo Marano della SEC un comunicato stampa della Avio che pubblichiamo molto volentieri dato che tratta del lanciatore Vega.) Manca poco al primo lancio di Vega, il nuovo lanciatore europeo sviluppato in ambito ESA (Agenzia Spaziale Europea), per trasferire in orbita bassa (700 km) satelliti fino a 1500 Kg, tipicamente a uso istituzionale e scientifico, osservazione della Terra, monitoraggio dell’ambiente. Avio ha un ruolo fondamentale in questo programma, nato dagli studi dei suoi ingegneri dello stabilimento di Colleferro (Roma) negli anni ’90. Il Gruppo, tramite la società ELV costituita nel 2000 con l’Agenzia Spaziale Italiana (70% Avio - 30% ASI) proprio per gestire il nuovo programma, è prime contractor del lanciatore e coordina 40 aziende di 12 paesi europei. Avio, leader europea per la propulsione spaziale a solido, acquisisce quindi dall’Europa un ruolo da sistemista e permette all’Italia di diventare uno dei 6 paesi al mondo in grado di realizzare un lanciatore completo: la produzione di Vega è realizzata per il 65% nel nostro Paese, all’interno degli stabilimenti del Gruppo a Colleferro (Roma). Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, che completa la famiglia di lanciatori europei: affiancherà l’Ariane 5, un lanciatore per satelliti fino a 10 tonnellate, e i lanciatori Soyuz, che coprono satelliti di massa intermedia. Tutti i lanciatori europei saranno lanciati dallo spazio-porto dell’ESA a Kourou, nella Guyana Francese. Punti di forza commerciali di Vega sono la flessibilità nelle missioni e i costi contenuti che rendono accessibile lo spazio anche a soggetti che prima non avrebbero potuto affrontarne i costi: Università e centri di ricerca. Vega è un esempio dell’applicazione di tecnologie innovative che testimonia la leadership di Avio nella propulsione e la sua capacità di sistemista con competenze relative anche all’avionica del lanciatore. "Con Vega l’Italia entra nel ristrettissimo club dei Paesi in grado di accedere allo spazio con proprie tecnologie," - ha dichiarato Francesco Caio, Amministratore Delegato di Avio. "Negli ultimi otto anni, il gruppo ha sviluppato un lanciatore fortemente innovativo: il primo interamente in fibra di carbonio, con controlli digitali avanzati e una grande flessibilità di configurazione per mettere in orbita satelliti di diverse dimensioni e funzionalità." Oggi Vega è sulla rampa di lancio della base di Kourou, e nei prossimi giorni verrà preso in carico dall’ESA per il suo primo volo di test e qualifica. Si chiude così con successo la prima fase di sviluppo e progettazione, e se ne apre un’altra dove, come per ogni nuovo lanciatore, la messa a punto del vettore e dei sistemi di terra saranno completati solo grazie ai test delle prime missioni. Da non dimenticare, infatti, che secondo i dati NASA e IASS il tasso di successo del primo volo di qualifica per nuovi lanciatori è del 60% circa. Nella foto (Credit: Avio) uno degli stadi che compongono Vega mentre viene realizzato in fibra di carbonio.

VIDEO DELLA AVIO CHE PRESENTA IL VETTORE VEGA (CREDIT: AVIO) - dur.min.02:53



Fonte : SEC

Nella foto (Credit: Arianespace) la firma dell'accordo fra la CE, Arianespace ed il Programma Galileo. 02/02/2012 - Siglato l'accordo per altri otto satelliti Galileo - Oggi l'ESA ha siglato l'accordo per costruire altri otto satelliti Galileo, assieme ad un ulteriore accordo per modificare il lanciatore Europeo Ariane 5 in modo da poter trasportare quattro satelliti di ausilio alla navigazione alla volta. La firma ha avuto luogo presso la sede della Commissione Europea di Londra, l'Europe House, alla presenza del Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani e del Ministro delle Scienze e dell'Università del Regno Unito, David Willetts MP. Il contratto per costruire e testare i satelliti Galileo è stato vinto da un consorzio che vede come prima capocommessa la OHB System AG di Brema, in Germania, e come partner la Surrey Satellite Technology Ltd (SSTL) di Guildford, UK. Già nel gennaio del 2010 questo consorzio aveva vinto l'appalto per costruire i precedenti 14 satelliti. Come allora la OHB sarà responsabile della piattaforma satellitare e dell'intera integrazione mentre la SSTL costruirà le apparecchiature di navigazione. L'ESA ha inoltre firmato due contratti con l'Astrium Francese per la modifica della variante più potente di Ariane 5, la ES, in modo da rendere possibile il lancio di quattro satelliti Galileo alla volta in orbita media. Inoltre l'ESA ha anticipato le opzioni iniziali con la società Arianespace di Parigi. L'Ariane 5 ES è attualmente utilizzato per lanciare il Veicolo di Trasferimento Automatico (ATV) verso la Stazione Spaziale Internazionale a circa 380 km di altezza, ma richiede di delle modifiche per essere riqualificato per portare satelliti ad altezze orbitali di 23.222 km. Un dispensatore verrà sviluppato per ospitare e rilasciare un quartetto di satelliti nelle loro orbite previste. Il lanciatore riqualificato, conosciuto come "Ariane 5 ES Galileo" sarò disponibile dalla seconda metà del 2014, assieme all'odierno Soyuz dalla Guiana Francese. I satelliti Europei Galileo combinano il miglior orologio atomico che abbia mai volato nello spazio per l'ausilio alla navigazione - perde solo un secondo in tre milioni di anni - con un potente trasmettitore per distribuire precisi segnali di navigazione. La costellazione Galileo ha iniziato a prendere forma il 21 ottobre 2011, quando i primi due (dei quattro) satelliti Galileo In-Orbit Validation (IOV) sono stati lanciati in orbita. Al momento i due satelliti stanno funzionando come previsto ed i restanti due verranno lanciati alla fine di questa estate. A questi seguiranno i satelliti Full Operational Capability (FOC) che sono in costruzione presso la OHB e la SSTL. Le fasi di definizione, sviluppo e validazione in orbita di IOV sono in corso da parte di ESA e co-finanziate con la Comunità Europea. La fase successiva FOC è gestito e finanziato dalla CE, la CE ha delegato il ruolo di agente di progettazione e di appalto all'ESA. Nella foto (Credit: Arianespace) la firma dell'accordo per i nuovi otto satelliti Galileo e la modifica di Ariane 5 per lanciarne quattro alla volta. Da sinistra il Vice Presidente della Commissione Europea e responsabile dell'industria e dello sviluppo, Antonio Tajani, il Direttore del Programma Galileo e le attività di Navigazione, Didier Faivre ed il capo ed Amministratore Delegato di Arianespace, Jean-Yves Le Gall.

Fonte : ESA

01/02/2012 - La SpaceX testa il SuperDraco - La SpaceX ha testo con successo il nuovo motore SuperDraco che ha un ruolo primario nel sistema di fuga della capsula Dragon, sviluppata dalla compagnia. "Il motore SuperDraco rappresenta una tecnologia molto avanzata," ha dichiarato Elon Musk, fondatore e Amministratore Delegato e capo dell'Ufficio Tecnologico della SpaceX. "Questi motori rivoluzioneranno il sistema di fuga al lancio e renderanno il Dragon il mezzo spaziale più sicuro della storia e capace di atterrare con i suoi propulsori sulla Terra o su ogni altro pianeta con una precisione senza precedenti." Il SuperDraco è una versione avanzata dei motori Drago, utilizzati al momento sul veicolo spaziale Dragon della SpaceX, per le manovre orbitali e durante la fase di rientro della capsula. Come parte integrata del sistema di fuga di Dragon gli otto motori SuperDraco sono inseriti all'interno delle paratie del veicolo spaziale e possono produrre ben 54 tonnellate di spinta per portare gli astronauti al sicuro in caso di un'emergenza durante il lancio. La NASA ha fornito ad aprile 2011 75 milioni di dollari, come parte dell'accordo Commercial Crew Program, alla SpaceX per sviluppare il sistema di fuga per preparare il veicolo spaziale Dragon al trasporto di astronauti. Meno di nove mesi dopo gli ingegneri della SpaceX hanno progettato, costruito e testato il motore. Durante una serie di recenti test avvenuti presso la struttura di sviluppo dei motori che si trova a McGregor, in Texas, il SuperDraco ha sostenuto diverse dimostrazioni a piena potenza, completa durata e variazioni di potenza. Il sistema di fuga di SpaceX ha molti vantaggi sui sistemi passati. E' intrinsecamente sicuro perchè non ha bisogno di essere rilasciato come tutti gli altri sistemi di fuga. Questa differenza fornisce agli astronauti una capacità di salvataggio senza precedenti in ogni momento del lancio e non solo nei primi minuti. Gli otto motori SuperDraco sono ampiamente ridondanti ed anche nel caso di guasto di uno di loro l'operazione può essere eseguita regolarmente con successo. I SuperDraco possono essere riaccesi più volte se necessario ed hanno la capacità di essere regolati nella spinta, dando così agli astronauti un preciso controllo dell'enorme potenza. Inoltre, come parte del veicolo riutilizzabile Dragon, i motori possono essere utilizzati più volte, aiutando gli sforzi della SpaceX nell'obiettivo a lungo termine di rendere, nel loro utilizzo, le navi spaziali più simili agli aerei, e che possano volare ancora ed ancora con una minima manutenzione fra ogni volo.

VIDEO DEI TEST DEL SUPERDRACO DELLA SPACEX (CREDIT: SPACEX) - dur.min.00:31



Fonte : SpaceX

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech ) il polo sud della Luna fotografato dalla sonda Ebb della missione GRAIL della NASA. 01/02/2012 - Prime immagini del Polo Sud lunare dalle sonde GRAIL - Una macchina fotografica montata a bordo di una delle due sonde lunari Gravity Recovery And Interior Laboratory (GRAIL) della NASA hanno inviato una vista unica del lato nascosto della Luna. La MoonKAM, o Moon Knowledge Acquired by Middle, verrà utilizzata dagli studenti di tutti gli Stati Uniti per selezionare immagini lunari da studiare. La missione GRAIL è composta da due identici veicoli spaziali, recentemente nominati Ebb e Flow, ognuno dei quali è fornito di una MoonKAM. Queste immagini sono state ottenute come parte di un primo test della MoonKAM di Ebb lo scorso 19 gennaio. Il progetto GRAIL prevede di testare la MoonKAM di Flow fra qualche tempo. Per osservare un video di 30 secondi visitate il sito: http://go.nasa.gov/zZXAPs. Nel video il polo nord della Luna è visibile nella parte alta dello schermo mentre la sonda vola verso il polo sud. Una delle prime formazioni geologiche che si possono vedere nella parte bassa della Luna è il Mare Orientale, un bacino da impatto di 900 km di diametro che si trova a cavallo fra il lato vicino e quello nascosto. Il videoclip termina con il terreno accidentato che si trova vicino al polo nord lunare. Alla sinistra, vicino alla zona bassa dello schermo, si trova il cratere Drygalski, di 149 km di diametro , con la sua formazione caratteristica a forma di stella al centro. La formazione è un picco centrale, formatosi miliardi di anni fa quando una cometa o un asteroide hanno colpito la superficie lunare. "La qualitò del video è eccellente e darà un forte stimolo agli studenti di MoonKAM per la loro esplorazione lunare," ha detto Maria Zuber, scienziato a capo della missione GRAIL per il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge. Le sonde gemelle avevano raggiunto con successo l'orbita lunare, rispettivamente l'ultimo giorno del 2011 ed il primo giorno del 2012. Precedentemente conosciute come GRAIL-A e B, i due veicoli spaziali delle dimensioni di una lavatrice, sono state battezzate con nuovi nomi scelti da una scuola di quarto grado della Emily Dickinson Elementary School di Bozeman, nel Montana, dopo un concorso aperto a tutti gli studenti del Paese. Migliaia di studenti dal quarto all'ottavo grado selezioneranno aree di interesse sulla superficie lunare ed invieranno le richieste al Centro Operativo della Missione MoonKAM che si trova a San Diego. Le foto delle zone prescelte verranno inviate poi via satellite agli studenti per essere analizzate. Il programma MoonKAM è guidato da Sally Ride, la prima donna americana ad andare nello spazio. Il suo team presso il Sally Ride Science e gli universitari della University of California di San Diego, coinvolgeranno gli studenti delle scuole medie di tutto il Paese nella missione GRAIL e nell'esplorazione lunare. GRAIL è la prima missione interplanetaria della NASA a trasportare strumenti dedicati completamente all'educazione ed alla divulgazione pubblica. "Abbiamo avuto una grossa risposta dalle scuole di tutta la nazione; oltre 2.500 si sono iscritte fino a questo momento per partecipare," dice la Ride. "A metà marzo la prima immagine della Luna con la MoonKAM verrà presa per gli studenti. Mi attendo che questo influenzi molti studenti sulle loro possibili carriere nella scienza e nell'ingegneria." Lanciate nel settembre 2011, Ebb e Flow eseguono periodicamente una manovra di correzione della traiettoria che, nel tempo, abbasserà la loro orbita fino a farla diventare quasi circolare a circa 55 km. di altezza. Durante la loro missione scientifica la coppia dovrà dare la risposta a domande da lungo attese dagli scienziati su una migliore comprensione di come la Terra e gli altri pianeti roccisi del Sistema Solare si sono formati. Il JPL gestisce la missione GRAIL per la direzione NASA dello Science Mission presso la sede dell'agenzia a Washington. La missione GRAIL è parte del Programma Discovery della NASA gestito dal Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama mentre la Lockheed Martin Space Systems di Denver ha costruito la navicella. Per ulteriori informazioni visita i sito GRAIL a: http://www.nasa.gov/grail. Ulteriori informazioni sulla MoonKAM sono disponibili online a http://solarsystem.nasa.gov/grail/education.cfm. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) il polo sud della Luna fotografato dalla sonda Ebb della missione GRAIL della NASA.

PRIME IMMAGINI DEL LATO NASCOSTO DELLA LUNA RIPRESE DALLA MOONKAM A BORDO DEL VEICOLO SPAZIALE EBB (CREDIT: NASA/JPL-Caltech) - dur.min.00:57



Fonte : NASA

31/01/2012 - Sicuro il rinvio della prossima missione con equipaggio - Dopo le voci ufficiose trapelate nei giorni scorsi oggi il capo della direzioni dei voli spaziali umani della Roscosmos, Aleksei Krasnov, ha confermato che il lancio della prossima missione Soyuz (la TMA-04M) diretta alla Stazione Spaziale Internazionale verrà rinviato fino a metà maggio. La data originale era per il 29 marzo prossimo ma un problema tecnico riscontrato durante un controllo presso la RKK Energia, l'azienda che produce il veicolo spaziale Soyuz, ha costretto l'agenzia spaziale Russa a questa drastica decisione. Durante un test di pressione il modulo di rientro ha subito una rottura che ne rende impossibile l'utilizzo nello spazio. Non sono ancora ben chiari i motivi che hanno provocato la rottura dello scafo; se per un test con una pressione superiore a quella nominale o se per un difetto di fabbricazione. Un altro modulo di discesa per la prossima Soyuz (n.705) si trova già pronto presso l'azienda produttrice con un secondo in fase di completamento. Se verrà deciso di utilizzare il modulo di rientro destinato alla prossima Soyuz occorreranno almeno sei settimane per i suoi test, il trasporto presso il sito di lancio di Baikonur e della preparazione della nave per il lancio. Una decisione ufficiale sul rinvio del lancio verrà presa il 2 febbraio dopo una teleconferenza con tutti i partner internazionali del progetto della ISS. A bordo della Soyuz TMA-04M prenderanno posto il cosmonauta Russo Comandante Gennady Padalka, il cosmonauta Russo Sergei Revin e l'astronauta della NASA Joseph Acaba. In relazione a questo rinvio dovrà essere deciso anche quando far rientrare la Soyuz TMA-22 con i tre uomini di equipaggio che si trovano attulamente sulla ISS; Anton Shkaplerov, Anantoli Ivanishin e Daniel C. Burbanks il cui rientro sulla Terra era previsto per il 16 marzo. Assieme a questi tre sulla ISS si trovano anche il cosmonuata Russo Oleg Kononenko, Ingegnere di Volo; l'astronauta dell'ESA, Andre Kuipers e l'astronauta NASA Don Pettit, tutti Ingegneri di Volo.

AGGIORNAMENTO 01/02/2012 - I responsabili della Roscosmos avrebbero deciso di utilizzare interamente il nuovo veicolo (n.705) invece di prelevare soltanto il modulo di rientro ed integrarlo con il veicolo danneggiato. Il modulo orbitale e quello della strumentazione del veicolo danneggiato verrebbero utilizzati in prossime missioni. Sempre la stessa fonte riporta inoltre che due tecnici coinvolti nel test di pressione del modulo di rientro del Soyuz sarebbero deceduti a causa dell'incidente.

Fonte : Russia Space Web

Nella foto (Credit: NASA) l'astronauta della NASA Shannon Lucid. 31/01/2012 - Shannon Lucid lascia la NASA - Dopo Jerry Ross (vedi notizia del 27 gennaio) anche l'astronauta Shannon Lucid, una delle prime donne a volare nello spazio per la NASA, lascia l'Agenzia Spaziale. La Lucid, nata nel 1943 a Shangai ma cresciuta a Bethany, in Oklahoma, è sposata ed ha dato alla luce due figlie femmine ed un figlio maschio. Dopo la laurea in biochimica conseguita nel 1963 ha svolto diverse attività accademiche. Nel 1970 e nel 1973, rispettivamente, ha poi conseguito un master in Scienze ed un dottorato in Biochimica. Partecipò nel 1978 alla prima selezione di astronauti per la Navetta Spaziale e venne scelta assieme al primo gruppo di donne selezionate dall'agenzia. Dopo l'addestramento e la qualifica di astronauta potè volare nello spazio la prima volta nel 1985. Nelle sue prime tre missioni a bordo dello Space Shuttle si occupò di inserire in orbita dei satelliti: durante STS-51G nel 1985, il suo primo volo nello spazio, rilasciò e recuperò il satellite sperimentale SPARTAN; con STS-34 nel 1989 rilasciò la sonda Galileo per l'esplorazione di Giove e con STS-43 nel 1991 rilasciò il quinto Tracking and Data Relay Satellite (TDRS-E). Con il quarto volo dello Shuttle a cui partecipò, la STS-58 nel 1993, la Lucid eseguì una missione, conosciuta come SLS-2 (Spacelab Life Science) dedicata ad esperimenti medici e test ingegneristici effettuati all'interno del modulo Spacelab inserito nel vano di carico della navetta . Nel marzo del 1996 Shannon viaggiò a bordo della navetta Atlantis per la missione STS-76 che la portò alla Stazione Spaziale Russa Mir dove soggiornò per 188 giorni battendo il record precedente di permanenza consecutiva in orbita di una donna. Il suo ritorno sulla Terra avvenne a bordo della missione STS-79, sempre dell'orbiter Atlantis. Questo record di permanenza nello spazio venne superato solo nel 2007 da parte di Sunita Williams che trascorse 195 giorni sulla ISS come parte dell'equipaggio di Spedizione 14 e 15. In totale Shannon Lucid ha trascorso 223 giorni nello spazio nel corso di cinque missioni. Dopo la sua ultima missione nello spazio Shannon rimase nella NASA come capo scienziato dell'agenzia fino al 2003 quando assunse un ruolo tecnico nell'Ufficio Astronauti. Fra i suoi compiti vi è stato spesso quello di Capcom (capo comunicazioni) presso il Mission Control Center di Houston, nel Texas, con i numerosi equipaggi di navette spaziali e della stazione spaziale. Anche durante l'ultima missione dello Space Shuttle, la STS-135 del luglio 2011, la Lucid ha svolto il compito di CapCom per quel volo. Nella foto (Credit: NASA) l'astronauta della NASA Shannon Lucid.

Fonte : SpaceflightNow

31/01/2012 - L'orbita della ISS rialzata per evitare un detrito spaziale - Nelle prime ore del mattino di domenica scorsa il Centro Controllo Missione Russo di Mosca della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha ordinato l'esecuzione di una manovra di rialzamento dell'orbita del complesso orbitale per evitare un detrito spaziale. Il frammento in questione fa parte del satellite Cinese Fengyun-1c, distrutto intenzionalmente nel 2007 durante un test anti-satellite. Da quel momento migliaia di frammenti del veicolo spaziale sono rimasti in orbita bassa terrestre mettendo a rischio i satelliti ed i veicoli spaziali e già diverse volte si sono avvicinati alla ISS, l'ultima volta lo scorso 24 gennaio ma la stazione non venne fatta cambiare d'orbita. Questa volta invece i motori del modulo di servizio Zvezda sono stati accesi per 64 secondi ed hanno permesso di alzare l'orbita della stazione spaziale di circa 1,7 km portandola, nel punto più alto a 401 km. L'accensione è avvenuta alle 23:50 GMT (le 0:50 ora italiana). I centri di controllo missione di solito ordinano una manovra evasiva quando i detriti possono entrare in una zona attorno alla ISS, fatta a forma di una scatola di pizza, che si estende per 25 km attorno alla stazione e con 750 metri sopra e sotto l'avamposto orbitale. Quando non vi è tempo per effettuare una manovra gli astronauti della stazione possono ripararsi all'interno delle loro capsule Soyuz fino a che il pericolo non è passato. La manovra ha avuto comunque anche un secondo fine, infatti, secondo un portavoce della NASA, l'innalzamento dell'orbita favorirà l'arrivo dei prossimi veicoli spaziali previsti. Infatti, dopo la fine delle missioni dello Space Shuttle della NASA, la ISS è previsto che si porti a quota più alta proprio per facilitare i veicoli che la devono raggiungere.

Fonte : Spacedaily - Space.com

30/01/2012 - Nuovi problemi per il razzo Proton - La ILS (International Launch Services) che gestisce le missioni dei razzi Russi Proton dal punto di vista commerciale, ha dovuto rilasciare un comunicato il 27 gennaio nel quale, per non meglio precisate "ragioni tecniche", il lancio del Proton, previsto per ieri 29 gennaio, è stato rinviato. A bordo di questo vettore si trova il satellite per telecomunicazioni SES-4 e questo è già il secondo rinvio del lancio in un mese. Infatti la prima data per la missione era il 27 dicembre 2011 ma il lancio venne rinviato per problemi con lo stadio superiore Breeze-M del Proton. Il razzo è stato tolto dalla rampa e riportato nell'edificio di integrazione per misure correttive ed ulteriori test ed una nuova data di lancio verrà decisa prossimamente. Il satellite SES-4 è stato costruito dalla Space System/Loral di Palo Alto in California, pesa 6.180 kg e sarà il più grande della flotta della SES. La SES (Société Européenne des Satellites) è la seconda azienda al mondo per la gestione dei satelliti per telecomunicazioni e la sua base si trova in Lussemburgo. La vita operativa di SES-4 è prevista in 15 anni nei quali servirà una zona che comprende le Americhe, l'Europa, l'Africa ed il Medio Oriente con i suoi transponder ibridi in banda C e Ku. Il SES-4 andrà a sostituire il NSS-7 nella posizione geostazionaria orbitale di 338° ESt. Il SES-4 fornirà principalmente servizi di comunicazione video per le emittenti internazionali, come la CNN, ed i mercati emergenti.

Fonti : Space.com - SES - ILS

29/01/2012 - Strumenti a bordo di Curiosity misurano le radiazioni della tempesta solare - La più potente emissione di particelle solari fin dal 2005 ha colpito la Terra, Marte e la sonda Mars Science Laboratory che viaggiava fra di loro, premettendo allo strumento Radiation Assessment Detector (RAD) di misurare la radiazione a cui un essere umano potrebbe essere esposto durante un viaggio verso il Pianeta Rosso. Domenica, una gigantesca emissione di massa coronale è stata espulsa dalla superficie del Sole spargendo una nuvola di particelle cariche nelle nostra direzione e causando una tempesta solare di forza S3. Un'animazione del Goddard Space Weather Lab della NASA illustra come questo impatto disturbi la Terra, Marte e divesi veicoli spaziali. Le tempeste solari possano avere effetti sulle aurore terrestri, sui satelliti, sui viaggi aerei e sui sistemi GPS; nessun evento dannoso ha colpito il Mars Science Laboratory come risultato di questo evento solare. "Abbiamo scaricato soltanto alcune ore di dati dal RAD fino ad ora ma siamo sicuri di aver registrato l'evento," ha dichiarato lo scienziato a capo del programma RAD, Don Hassler, direttore del programma scientifico nel Dipartimento degli Studi Spaziali della Southwest Reasearch Institute. Il Mars Science Laboratory, lanciato lo scorso 26 novembre, farà atterrare un sofisiticato rover grande quanto un'autovettura chiamato Curiosity sulla superficie del pianeta in agosto. A bordo del rover si trovano 10 strumenti scientifici fra cui RAD. Curiosity si muoverà nei dintorni del sito di atterraggio cercando le parti costituenti la vita e cercando i fattori che potrebbero influenzarla, come l'ambiente ostile dalle radiazioni che si trova su Marte. "Questo incontro è particolarmente interessante alla luce dell'allineamento fra la Terra, MSL e Marte che durerà per i prossimi mesi. Sarà molto interessante comparare i dati di RAD, registrati dall'interno della capsula, con quelli degli altri veicoli spaziali." Questo evento è stato anche visto dal Solar Dynamics Observatory (SDO), dal Geostationary Operational Environment Satellites (GOES), dall'Advanced Composition Explorer (ACE), e dalle sonde gemelle Solar Terrestrial Relations Observatory (STEREO) che si trovano in orbita terrestre così come il Solar Heliospheric Observatory (SOHO) che si trova invece in orbita fra la Terra ed il Sole. "Il RAD è stato progettato per misurare i livelli di radiazioni sulla superficie di Marte, ma un importante obiettivo secondario era la misurazione delle radiazioni durante il suo viaggio di quasi nove mesi attraverso lo spazio interplanetario in preparazione delle future esplorazioni umane. RAD è un importante ponte fra i lati scientifici ed esplorativi della NASA." ha proseguito Hassler. "NOn solo questo ci darà una visione all'interno di queste gigantesche nuvole ma, come gli astronauti, RAD è racchiuso all'interno del veicolo spaziale MSL. Le misure di RAD ci daranno anche un'idea di come possa essere fornita una nave spaziale di uno scudo per le future missioni abitate nello spazio profondo." Il RAD ha registrato dati quasi in continuazione durante la fase di crociera e li invia a Terra ogni 24 ore. Rad è posizionato sull'angolo sinistro anteriore del rover, lo strumento ha le dimensioni di una macchinetta da caffè e pesa circa 1,3 kg. ma ha le stesse capacità di uno strumento pensato per l'ambiente terrestre ma grande dieci volte tanto. Quando MSL arriverà su Marte, il RAD capterà le particelle cariche che arriveranno dallo spazio e misurerà i neutroni ed i raggi gamma provenienti dall'atmosfera marziana sopra di lui o dal materiale di superficie sotto il rover. Il Southwest Research Institute, assieme con il Christian Albrechts University di Kiel, in Germania, ha costruito ilk RAD con i fondi dello Human Exploration and Operations Mission Directorate della NASA e con il Centro Nazionale di Ricerche Aerospaziali della Germania, Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt. Il Mars Science Laboratory è un progetto dello Science Mission Directorate della NASA e la missione è gestita dal Jet Propulsion Laboratory, una divisione del Caltech. Il rover è stato progettato, sviluppato ed assemblato al JPL.

VIDEO CHE SPIEGA LO SCOPO DEL RAD CHE SI TROVA A BORDO DI CURIOSITY (CREDIT: Southwest Research Institute) - dur.min.02:54



Fonte : Southwest Research Institute

28/01/2012 - Progress M-14M attracca regolarmente alla ISS - Il 28 gennaio 2012 alle ore 04:09 GMT (le 5:09 ora italiana) il veicolo cargo automatico Progress M-14M ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale. Il Progress si è agganciato al boccaporto del modulo Pirs e l'operazione è avvenuta in modo automatico sotto il controllo degli specialisti del Centro Controllo Missione della FSUE TsNIImash e dei membri dell'equipaggio Russo della stazione Shkaplerova Anton, Anatolii Ivanishin e Oleg Kononenko. La nave spaziale ha portato alla stazione 2.669 kg di rifornimenti per sostenere l'equipaggio della ISS e diversi materiali scientifici. Tra il carico anche carburante, acqua, cibo, attrezzature, sistemi di controllo, di comunicazione e di supporto vitale, la fornitura di ossigeno compresso, le attrezzature mediche, per l'igiene personale ed il controllo della purezza dell'atmosfera. Inoltre anche apparecchiature scientifiche per vari tipi di esperimenti, attrezzature supplementari per i segmenti Russi ed Americani della stazione nonchè la posta per l'equipaggio.

Fonte : Roscosmos

Nella foto (Credit: NASA) il veterano dei voli Shuttle Jerry Ross. 27/01/2012 - Il veterano degli Shuttle Jerry Ross lascia la NASA - Jerry Ross, la prima persona ad essere lanciata nello spazio sette volte, ha lasciato la NASA. In una carriera che si è estesa per oltre tre decenni Ross ha trascorso quasi 1.400 ore nello spazio e condotto ben nove passeggiate spaziali che lo piazzano al terzo posto nella lista di chi ha trascorso maggior tempo fuori dal veicolo spaziale. "Jerry è stato lo strumento del successo di molte missioni abitate della NASA e numerose attività extraveicolari," ha dichiarato Peggy Whitson, capo dell'Ufficio Astronauti. "Non solo dove le sue capacità e le eccellenti esperienze operative erano testate nelle attività del volo spaziale ma anche la sua attenzione e l'aiuto che ha dato a quelli che hanno seguito le sue orme. Siamo lieti di questi anni dedicati al corpo astronauti ed alla NASA." Ross era entrato alla NASA nel 1979 come controllore di volo ed addetto al carico utile. Nel 1980 venne selezionato come astronauta. Solo lui e Franklin Chang-Diaz sono gli unici astronauti che hanno volato nello spazio sette volte. Oltre alle missioni spaziali compiute da Ross egli ha servito la NASA nell'importante ruolo di gestire l'Ufficio di Integrazione e Test del Veicolo. "Jerry Jerry era un'altrettanto preziosa guida di questa importante squadra, soprattutto per l'assemblaggio della stazione nello spazio, la transizione verso il pensionamento dello Space Shuttle, e durante le fasi iniziali dei nostri programmi futuri ", ha detto Janet Kavandi, direttore delle operazioni di volo con equipaggio. "Egli era considerato un mentore per molti con i quali ha lavorato lì. Gli auguriamo il meglio della sua meritata pensione. Dei sette voli in orbita, Ross ha volato una volta con Endeavour e Columbia e ben sette volte su Atlantis, compresa la sua prima e la sua ultima missione. Il suo primo volo fu con la missione STS-61B nel 1985. La sua ultima missione nello spazio la STS-110 nel 2002. Durante le sue sette missioni egli ha assistito al rilascio di numerosi satelliti e di altri carichi utili. Ross ha eseguito esperimenti di medicina, materiali, scienza della Terra, fisica, robotica ed astronomia. Ross è stato anche parte dell'equipaggio di STS-74, la seconda missione ad attraccare alla stazione spaziale Russa MIR. Inoltre egli ha viaggiato fino alla Stazione Spaziale Internazionale dove ha contribuito alla connessione del nodo Unity al modulo Russo Zarya. Nella missione STS-110, l'ultimo viaggio di Ross nello spazio, è stato decisivo nella consegna e nell'installazione del traliccio S0 (S-Zero). Ross ha accumulato oltre 1.393 ore nello spazio, compreso 58 ore e 18 minuti in attività extraveicolare. Per una completa biografia di Ross visita: http://www.jsc.nasa.gov/Bios/htmlbios/ross.html Nella foto (Credit: NASA) il veterano dei voli Shuttle Jerry Ross.

Fonte : NASA

27/01/2012 - Nuova potente emissione coronale dal Sole - Il Sole ha rilasciato un brillamento di classe X1.8 che è iniziato il 27 gennaio 2012 alle ore 1:12 p.m. ET (le 19:12 ora italiana) e con un picco alle 1:37. Il brillamento ha causato immediatamente un forte blackout delle emissioni radio alle basse latitudini ed è stato catalogato come R3 in una scala della NOAA che va da R1 a R5. Il blackout è però presto calato ad una tempesta di potenza R1. Modelli del Centro Previsioni Meteo Spaziali del centro Goddard della NASA hanno previsto che il CME (Coronal Mass Emission - Emissione di Massa Coronale) abbia viaggiato a 2.400 km/s. Iniizialmente pare che il CME non fosse in direzione della Terra anche se potrebbe comunque risentirne degli effetti. Il CME è stato emesso dalla zona dove si trova una macchia solare catalogata come 1402. Le prime riprese video effettuate dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA hanno permesso di vedere un eruzione ed una CME associata con l'evento mentre il satellite GOES della NASA ha captato un evento di particelle solari energetiche (Solar energetic particle - SEP) mezzora dopo il picco del brillamento. Come questi CME e SEP si evolveranno e la loro relazione con il brillamento stesso verrà studiato nelle prossime ore e giorni mentre ulteriori dati e filmati arriveranno dagli strumenti di SDO, STEREO e SOHO (Solar Heliospheric Observatory).

VIDEO DEL CME DEL 27 GENNAIO 2012 RIPRESO DAL SOLAR HELIOSPHERIC OBSERVATORY (CREDIT: SOHO/ESA&NASA) - dur.min.00:05



Fonte : NASA

27/01/2012 - Probabile rinvio per la prossima missione abitata alla ISS - Secondo fonti non ufficiali riportate dall'agenzia di stampa Russa Interfax e dalla Ria Novosti il lancio della prossima Soyuz con equipaggio per la Stazione Spaziale Internazionale, previsto per il prossimo 30 maggio, potrebbe subire un rinvio. Il problema che avrebbe colpito la Soyuz TMA-04M sarebbe dovuto al fatto che la capsula di rientro non avrebbe superato i test nella camera a pressione effettuati domenica scorsa. A questo punto il modulo in questione dovrebbe essere sosituito o riparato e questo farebbe slittare il volo da metà aprile a metà maggio. L'equipaggio che volerà a bordo della Soyuz TMA-04M è composto dal Gennady Padalka, Sergei Revin e Joseph Acaba. A causa di questo rinvio anche la missione seguente, la Soyuz TMA-05M prevista per il 30 maggio, potrebbe slittare alla metà o alla fine di giugno. Ovviamente anche la permanenza dell'equipaggio di Spedizione 30 sulla ISS si allungherà di conseguenza anche se questo non sembra essere un problema dato che la loro permanenza era più breve del solito.

Fonti : Spacedaily - Ria Novosti

Nella immagine (Credit: ESA - S. Corvaja, 2012) il razzo Vega pronto per il suo volo inaugurale. 27/01/2012 - Il primo Vega pronto sulla rampa di lancio - Vega, il nuovo razzo dell'ESA è stato finalmente completamente assemblato sulla sua rampa di lancio. Gli ultimi preparativi sono in pieno svolgimento per il suo volo inaugurale dallo Spazioporto Europeo con una finestra di lancio che si apre il 9 febbraio. Lo stadio superiore in materiali compositi, comprendente il LARES, ALMASat-1, sette CubeSat, l'adattatore del carico utile e l'ogiva, sono stati portati alla rampa di lancio la notte di lunedì. Il trasferimento notturno è una pratica standard a Kourou per evitare il surriscaldamento del carico utile. Lo spostamente si è completato martedì mattina presto ed in seguito è avvenuta l'installazione all'interno dell'apposita piattaforma all'interno della torre mobile in attesa di essere accoppiato al lanciatore. Il complesso è stato poi aggiunto sulla cima di Vega, sopra il quarto stadio AVUM e sono stati eseguiti i collegamenti elettrici, verificate le connessioni ed infine gli agganci meccanici. I passi principali rimasti prima del volo inaugurale sono il controllo finale del veicolo assemblato completamente, una simulazione completa di conto alla rovescia ed il rifornimento dello stadio riaccendibile AVUM. Questo primo volo, siglato VV01, segna la fine di nove anni di sviluppo da parte di ESA e dei suoi partner, l'Agenzia Spaziale Italiana ASI, l'Agenzia Spaziale Francese CNES e le industrie. Questo volo decollerà dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese, portando nove satelliti in orbita. La finestra di lancio si apre il 9 febbraio e si conclude alcuni giorni dopo. La missione qualificherà l'intero sistema Vega, compreso il veicolo, le infrastrutture al suolo, le operazioni dalla campagna di lancio fino alla separazione del carico utile e lo smaltimento del modulo superiore. In particolare, questa missione, dimostrerà le prestazioni del veicolo ed i servizi al carico utile in volo. Vega fornirà all'Europa una sicura, affidabile e competitiva capacità di portare in orbita satelliti scientifici e per l'osservazione della Terra e sarà perfettamente complementare ai razzi vettori, il pesante Ariane 5 ed al medio Soyuz, già lanciati dallo spazioporto. Il razzo è progettato per ricoprire un largo raggio di missioni e di configurazioni differenti del carico utile per rispondere in modo flessibile alle richieste del mercato. A differenza della maggior parte dei piccoli lanciatori Vega è capace di piazzare multipli carichi utili in orbita. In particolare offre la capacità di trasportare un solo satellite oppure un satellite principale ed altri 6 microsatelliti. Inoltre è compatibile con una gamma di carichi che vanno da 300 a 2.500 kg a seconda del tipo e dall'altezza dell'orbita richiesta dal cliente. Lo standard è per 1.500 kg. su un'orbita polare alta 700 km. Nella immagine (Credit: ESA - S. Corvaja, 2012) il razzo Vega pronto per il suo volo inaugurale.

Fonte : ESA

Nella immagine (Credit: NASA), il logo dedicato ai caduti delle missioni spaziali NASA. 26/01/2012 - Settimana della memoria per la NASA - Questo è un comunicato rilasciato dall'Amministratore delle NASA in ricordo delle persone che hanno perso la loro vita per l'esplorazione spaziale. Questa ultima settimana di gennaio, come facciamo ogni anno, la famiglia NASA onora coloro che hanno perso la vita nello svolgimento delle nostre missioni e rende omaggio alla loro vita e li ricorda. Di fronte ai nostri più grandi successi, è facile perdere di vista il fatto che ogni volta che un uomo o una donna si imbarca su un veicolo spaziale, le loro azioni portano grandi rischi con la possibilità di grandi scoperte e la possibilità di spingere lo sviluppo delle realizzazioni umane. Quindi, in occasione della Giornata della Memoria, onoriamo gli equipaggi di Apollo 1, Challenger e Columbia, così come altri membri della famiglia della NASA morti sostenendo la missione di esplorazione della NASA. Ringraziamo loro e le loro famiglie per i loro sacrifici straordinari al servizio della nostra nazione. Come una famiglia, ci sentiamo veramente assieme, ed il recupero da ciascuna di queste tragedie è stato straziante e, nel contempo, stimolante. Ringrazio tutti voi per l'ispirazione che Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls ), l'Amministratore della NASA Charles Bolden durante la cerimonia al Cimitero Nazionale di Arlington. fornite gli uni agli altri ed a me mentre apriamo il grande capitolo successivo dell'esplorazione. Oggi, ho deposto una corona di fiori al cimitero nazionale di Arlington per questi eroi caduti, ed a molti di voi, come negli anni passati, chiedo di unirvi a me nella riflessione sulla loro vita e lo scopo più grande che tutti noi serviamo per raggiungere nuove altezze attraverso le nostre azioni. In tutto il paese, tutte le bandiere delle sedi della NASA e dei centri della Nasa saranno a mezz'asta in memoria dei nostri colleghi persi per la causa di esplorazione. In memoria dei nostri colleghi, chiedo a tutti voi nella famiglia della NASA, ancora una volta di dire sempre le vostre opinioni senza timore di parlare a coloro che hanno autorità, in modo che LA SICUREZZA POSSA ESSERE SEMPRE IL NOSTRO PRINCIPIO GUIDA, e così i sacrifici dei nostri amici e colleghi non saranno stati vani. Con il vivo ricordo dei nostri colleghi e amici perduti lavoriamo ogni giorno per conservare e sviluppare la loro eredità. La loro vita e il lavoro stanno ispirando ognuno di noi ogni giorno per svolgere le missioni di domani e aumentare la nostra capacità di fare di più, imparare di più, e scoprire di più. Non c'è più grande tributo che possiamo pagare! Unitevi a me in questo lavoro per soddisfare i sogni di questi uomini e donne per il futuro. Possa Dio darci le più ricche benedizioni sulla memoria dei nostri compagni caduti e su tutti noi in questo giorno solenne del ricordo! Charlie B." Anche il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha voluto rilasciare un breve comunicato su questo anniversario: ""In questo giorno solenne, ci uniamo alle famiglie della NASA ed a tutti gli americani per onorare i coraggiosi uomini e donne che hanno dato le loro vite nel perseguimento di esplorazione spaziale. E 'importante ricordare che allargare i confini dello spazio richiede grande coraggio e che questo ha pagato un caro prezzo per tre volte nella storia della nostra nazione - per gli equipaggi di Apollo 1 e delle navette spaziali Challenger e Columbia. La perdita di questi pionieri si fa sentire ogni giorno dai loro familiari, amici e colleghi, ma ci conforta la consapevolezza che il loro spirito continuerà ad ispirarci a nuove vette. Oggi, la nostra nazione sta portando avanti un percorso ambizioso che onora questi eroi, si basa sulla loro sacrifici, e promette di espandere i limiti dell'innovazione come ci avventuriamo nello spazio più lontano di quanto abbiamo mai andato prima. Gli uomini e le donne che hanno perso la vita in nome di esplorazione dello spazio ha contribuito farci a questo giorno, ed è nostro dovere di onorare il loro modo in cui avrebbe voluto essere onorato -. Focalizzando lo sguardo sul prossimo orizzonte. Barack Obama" -
Ci uniamo a questo ricordo dei caduti della NASA e lo vogliamo estendere anche ai loro colleghi Russi ed a tutti coloro che nel mondo hanno dato la vita per l'esplorazione spaziale. Visita la nostra pagina dedicata alle tragedie spaziali dove, doverosamente, ricordiamo anche i sacrifici degli equipaggi della Soyuz-1 e della Soyuz-11. Nella immagine in alto (Credit: NASA), il logo dedicato ai caduti delle missioni spaziali NASA. Nella foto a sinistra (Credit: NASA/Bill Ingalls ), l'Amministratore della NASA Charles Bolden durante la cerimonia al Cimitero Nazionale di Arlington svoltasi oggi 26 gennaio 2012.

VIDEO DELL'AMMINISTRATORE DELLA NASA CHARLES BOLDEN (CREDIT: NASA) - dur.min.02:41



Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: Wikipedia/Romolo Paradisi), il professore Franco Pacini. 26/01/2012 - Franco Pacini ci ha lasciato - L'astrofisico Franco Pacini è scomparso oggi all'età di 73 anni. Nato a Firenze nel 1939 si è laureato in fisica presso l'Università di Roma. Dal 1966 al 1975 ha lavorato come ricercatore associato alla Cornell University di Ithaca, New York e all'Istituto di Astrofisica del CNR presso Frascati. Dal 1975 al 1978 ha ricoperto le funzioni di responsabile della divisione scientifica dell'ESO (European Southern Observatory) presso La Silla, in Cile. Dal 1978 è stato professore ordinario presso l'Univesritò degli Studi di Firenze e direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri dal 1978 al 2001. Dal 2000 al 2003 è stato anche Presidente dell'Unione Astronomica Internazionale. Nella sua attività scientifica si è occupato di astrofisica teorica e astrofisica delle alte energie rivolgendo una particolare attenzione allo studio delle supernove e dei loro resti, delle stelle a neutroni, delle pulsar, dei nuclei galattici attivi, dell'astronomia a raggi X e gamma. Ha collaborato attivamente, attraverso diversi progetti congiunti, con diversi paesi esteri, in particolare con gli Stati Uniti e la Germania. Come direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri si è impegnato in prima persona per la costruzione del Large Binocular Telescope (LBT), il più grande telescopio ottico su singola montatura mai realizzato ed inaugurato in Arizona, presso l'Osservatorio Internazionale di monte Graham nel 2004. Il BLT è stato realizzato da una collaborazione fra Italia (con il 25% di spese complessive per studio e realizzazione), Stati Uniti e Germania. E' stato sempre molto attento alla divulgazione dell'astrofisica tenendo conferenze, lezioni, articoli sui giornali e riviste, radio e televisione. A lui è stato dedicato l'asteroide 25601 Francopacini. Giovanni Bignami, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha dichiarato: "Franco è l'uomo che ha portato le stelle di neutroni nell'astronomia e quello che a me personalmente fece iniziare il lavoro in astrofisica. È stato un riferimento per tutta la nostra comunità, quella INAF in particolare gli deve molto. Anche l'European Southern Observatory è nato anche grazie a Franco che ricordo di avere incontrato come direttore scientifico quando ESO era ancora a Ginevra. È una perdita grave per l'astronomia italiana, per l'Accademia dei Lincei, e la nostra comunità dovrà pensare come portare avanti la sua gloriosa tradizione". A me personalmente piace ricordare quel suo modo semplice e schietto di spiegare cose così complesse con il suo accento toscano durante una delle conferenze che ho avuto il piacere e l'onore di poter seguire. Una delle sue frasi più belle è, senza dubbio, questa: "Come fai a fare un altro lavoro, quando puoi fare l'astronomo? (Franco Pacini, Sezze 16 Febbraio 2009, Auditorium Costa). Nella foto (Credit: Wikipedia/Romolo Paradisi), il professore Franco Pacini.

Fonti : Le Scienze - Wikipedia"

25/01/2012 - Inaugurato in Gran Bretagna il sito produttivo del cuore di Galileo - Con una cerimonia alla quale era presente anche il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jaques Dordain, è stato inaugurato a Guilford, nel Surrey, nel Regno Unito, lo stabilimento produttivo dei carichi utili per i satelliti di assistenza alla navigazione della costellazione Galileo. La compagnia Britannica SSTL (Surrey Satellite Technology Ltd) ha costruito tutto un nuovo edificio battezzato Kepler Building e destinato esclusivamente all'integrazione delle apparecchiature che faranno parte dei prossimi 14 satelliti Galileo che dovranno essere lanciati nello spazio, quattro sono già in orbita. Ad oggi la SSTL ha venduto 36 satelliti e relativi servizi, compresa l'ESA. Dordain ha espresso il suo parere molto positivo sulla recente creazione della UK Space Agency e degli investimenti del governo in diversi campi spaziali, tutti segnali di un rinnovato interesse del Regno Unito nel settore spaziale. Infine Dordain ha notato l'evoluzione della presenza Inglese all'interno dell'ESA e si è detto soddisfatto dell'avvicinarsi del Consiglio dei Ministri dei Paesi che fanno parte dell'ESA e previsto per la fine dell'anno e che deve essere visto come un'opportunità, per l'UK, di essere coinvolta maggiormente nella formazione dei futuri programmi ESA.

Fonte : ESA

25/01/2012 - Partita la Progress per la ISS - Mercoledì alle 23:06 GMT (le 0:06 ora italiana di giovedì) è decollato con successo dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, un razzo vettore Soyuz con a bordo il veicolo spaziale di rifornimento automatico Russo Progress M-14-M (46P) destinato a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale. Il Progress trasporta a bordo circa 1.260 kg fra cibo, pezzi di ricambio, attrezzature ed esperimenti, 929 kg di propellente da trasferire nel segmento Russo dell'avamposto per le manovre orbitali, 420 kg d'acqua e 50 kg di ossigeno. L'attracco automatico del Progress al boccaporto del modulo Pirs della ISS è previsto per le 00:08 GMT (le 1:08 ora italiana) di sabato mattina. A bordo della stazione spaziale si trova l'equipaggio di Spedizione 30 composto dal Comandante Dan Burbank, l'astronauta della NASA Don Pettit, i cosmonauti Russi Anton Shkaplerov, Anatoly Ivanishin e Oleg Kononenko, e l'astronauta olandese dell'ESA Andre Kuipers. Il Progress M-14M (46P) è previsto che rimanga attraccato alla ISS fino ad aprile. Quello di oggi era il quarto lancio orbitale del 2012, tutti eseguiti con successo.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA), gli astronauti Pettit e Kuipers (a destra) osservano i robot Spheres durante la fase finale del torneo. 25/01/2012 - Robot in competizione in assenza di gravità - Gruppi di studenti dall'Europa e dall'America hanno comandato dei robot che partecipavano al torneo nello spazio "Spheres ZeroRobotics". Il campo di gioco: la Stazione Spaziale Internazionale in orbita a 400Km sopra la Terra. Ogni gruppo di studenti ha potuto inviare un singolo pezzo di software di istruzione per controllare le piccole "Sfere"(Spheres) robotiche. Obiettivo del torneo era di guadagnare punti attraverso magistrali operazioni ottenute con algoritmi del controllo di guida e navigazione così come la scelta delle tattiche migliori per vincere. Il vincitore di quest'anno è un'alleanza composta dalle squadre di CyberAvo, Ultima e Lazy, una collaborazione di tre scuole da Torino, Italia, e da Berlino, Germania. Gli astronauti Don Pettit e André Kuypers hanno organizzato le partite individuali nel laboratorio giapponese Kibo, a bordo della Stazione Spaziale, e si sono goduti lo spettacolo. Le Sfere sono controllare per mezzo di computer laptop, ma una volta che il software è stato lanciato ed il comando inviato al robot, non si può più cambiare. I robot si muovono utilizzando getti di gas compresso ed è richiesto che effettuino delle manovre basate su situazioni realistiche, come l'aggancio con la Stazione, il volo in formazione o la presa di alcuni oggetti. Quest'anno il gioco comprendeva estrarre minerali da un asteroide, da qui il nome del gioco Asterospheres. I satelliti, che volano in modo autonomo, potevano agguantare degli utensili se necessari ed iniziare a scavare su uno dei due asteroidi virtuali. La strategia è stato un elemento importante del gioco – le squadre potevano ostacolare gli oppositori o cooperare per dividersi il punteggio totale. I finalisti europei sono stati invitati a seguire come i loro comandi software si sono comportati alle finali, che si sono tenute nel centro Erasmus, all'ESTEC, il cuore tecnico e scientifico dell'ESA a Noordwijk, in Olanda. Gli studenti hanno potuto apprezzare la delicata danza tri-dimensionale delle Sfere grazie ad un collegamento video in diretta con il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, USA, e con la Stazione Spaziale Internazionale. Prima delle finali, gli studenti delle scuole superiori hanno visitato il centro ESTEC, l'Erasmus High Bay ed hanno potuto vedere un tour virtuale della Stazione Spaziale Internazionale in 3D. Spheres ZeroRobotics è stato sviluppato per insegnare agli studenti le tecniche di ingegneria, di matematica e di programmazione, ispirando allo stesso tempo gli studenti a proseguire la loro carriera nelle scienze e nell'ingegneria. Stefano Suraniti, Dirigente all'Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, ha detto agli studenti: "I robot hanno un'anima, e la loro anima è la vostra immaginazione, il vostro futuro". L'ex-astronauta e attuale Direttore dei Voli Abitati e delle Operazioni, Thomas Reiter, ha osservato quanto speciale l'evento fosse per lui in quanto è stato uno dei tre astronauti che hanno portato le Sfere originali sulla Stazione nel 2006, con una missione Shuttle. Reiter ha fatto notare l'importanza della robotica per il lavoro sulla Stazione. Organizzando la gara a squadre, agli studenti è stato richiesto di cooperare e di sviluppare insieme il software e le strategie. Molte squadre hanno trovato l'effettivo scambio di comunicazione con i partner internazionali loro assegnati, la parte più stimolante della gara. Questa è la terza edizione della gara delle Sfere e per la prima volta sono stati invitati a partecipare studenti al di fuori degli Stati Uniti. Quest'anno hanno preso parte soltanto scuole italiane e tedesche, ma ESA e l'organizzazione del concorso sperano di espandere il torneo per includere, il prossimo anno, scuole da tutta l'Europa. Nella foto (Credit: NASA), gli astronauti Pettit e Kuipers (a destra) osservano i robot Spheres durante la fase finale del torneo.

Fonte : ESA Italia

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/Arizona State Univ.), un mosaico di immagini riprese dal rover Opportunity della formazione chiamata Greeley Haven. 25/01/2012 - Opportunity inizia il suo nono anno su Marte - Otto anni dopo l'atterraggio su Marte di quella che avrebbe dovuto essere una missione di mesi, il Mars Exploration Rover Opportunity della NASA sta lavorando su quella che è diventata la sua nuova missione cinque mesi fa. Opportunity ha raggiunto la sua nuova destinazione, il cratere Endeavour, con un viaggio lungo anni, nell'agosto del 2011. Dal bordo di Endeavour, il rover ha un accesso ai depositi geologici dei periodi iniziali della storia marziana mai così bene come durante i sette anni precedenti. Inoltre Opportunity ha iniziato a studiare l'interno profondo del pianeta approfittando della sua posizione statica durante l'inverno marziano. Opportunity atterrò nel cratere Eagle di Marte il 25 gennaio 2004, tre settimane dopo il suo rover gemello Spirit, che scese dalla parte opposta del pianeta. All'interno del piccolo cratere Eagle Opportunity scoprì tracce di un antico ambiente umido. La missione raggiunse tutti i suoi obiettivi all'interno del periodo inizialmente previsto dei tre mesi. Durante la maggior parte dei successivi quattro anni il rover ha esplorato grandi e profondi crateri, aggiungendo prove sui periodi umidi e secchi della stessa era dei depositi trovati nel cratere Eagle. A metà del 2008 i ricercatori guidarono Opportunity fuori dal cratere Victoria, del diametro di circa 800 metri, e prepararono una rotta verso il cratere Endeavour, di 22 km di diametro. "Endeavour è un'ulteriore finestra nel passato di Marte," ci dice il Program Manager del Mars Exploration Rover, John Callas, del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. Il viaggio durò tre anni. In uno scatto per concluderlo Opportunity viaggiò nel suo ottavo anno su Marte - 7,7 km - più di ogni anno precedente. Il segmento di "Cape York" del bordo di Endeavour, dove Opportunity ha lavorato fin dall'agosto del 2011, ha già dimostrato la giusta scelta di Endeavour come obiettivo a lungo termine. E' come iniziare una nuova missione e ci ha ripagato appena siamo arrivati al bordo." prosegue Callas. Il primo affioramento che Opportunity ha esaminato a Cape York differisce da ogni altro osservato in precedenza. I suoi alti contenuti di zinco suggeriscono l'azione di acqua. Alcune settimane più tardi, ai confini di Cape York, una vena chiara di minerale è stata identificata come solfato di calcio idrato secondo quanto ci dice lo scienziato a capo della missione, Steve Squyres, della Cornell University di Ithaca, N.Y. "la prova più evidente della presenza di acqua liquida su Marte che abbiamo scoperto in otto anni sul pianeta." Un anno marziano è quasi corrispondente a due anni terrestri. Iniziando il nono anno terrestre su Marte, Opportunity sta per iniziare il suo quinto inverno marziano. I suoi pannelli solari hanno accumulato così tanta polvere da quando il vento marziano li ha ripuliti - più di un inverno fa - che il rover ha bisogno di rimanere esposto verso il Sole per avere abbastanza energia a mantenersi funzionante durante l'inverno. La squadra che segue i rover non ha utilizzato, con Opportunity, questa strategia negli inverni precedenti, come ha fatto invece con Spirit che si trovava più lontano dall'equatore nei tre inverni ai quali ha sopravvissuto. Fin dall'inizio del quarto inverno marziano i motori di due delle sei ruote di Spirit, hanno cessato di funzionare, comunque ben oltre il tempo previsto inizialmente. Questa mobilità ridotta ha impedito al rover di essere orientato su un piano inclinato a favore del Sole. Spirit ha cessato per sempre le comunicazioni nel marzo del 2010. Tutte e sei le ruote di Opportunity sono invece ancora funzionanti ma comnunque il rover rimarà parcheggiato su un'affioramento chiamato "Greeley Haven" fino alla metà del 2012 per approffitare della favorevole inclinazione dell'affioramemnto e comunque studiare alcuni obiettivi scientifici durante l'inverno marziano. Dopo l'inverno, o prima se i venti puliranno i pannelli solari dalla polvere che li ricopre, i ricercatori guideranno Opportunity alla ricerca di minerali argillosi che le osservazioni delle sonde in orbita marziana hanno rilevato sul bordo di Endeavour. "La priorità assoluta a Greeley Haven è la campagna di radio-scienza per fornire informazioni sull'interna del pianeta", ha detto JPL Diana Blaney, vice capo scienziato della missione. Questo studio utilizza settimane di segnali radio inviati dal rover stazionarie per misurare le oscillazioni nella rotazione del pianeta. la quantità di oscillazione è un indicatore del fatto che il nucleo del pianeta possa essere fuso, simile al modo in cui la rotazione di un uovo può essere utilizzata per determinare se sia crudo o sodo. Altre ricerche al Greeley Haven comprendono l'acquisizione di dati a lungo termine per comprendere i minerali che compongono l'affioramento utilizzando lo spettrometro del braccio meccanico di Opportunity. Verranno eseguite ripetute osservazioni per monitorare i cambiamenti causati dal vento su diverse scale. Lo spettrometro Moessbauer, che identifica i minerali contenenti ferro, utilizza le radiazioni del cobalto-57 dello strumento per sollecitare una risposta dai nuclei della roccia. La semivita del cobalto-57 è di solo nove mesi e quindi l'intensità di questa sorgente è diminuita parecchio. Una misura che poteva essere eseguita in meno di un'ora durante il primo anno del rover ora richiede settimane di permanenza dello spettrometro sull'obiettivo. La campagna di osservazioni per monitorare i cambiamenti causati dal vento va dalla grande scala delle dune in lontananza fino alle dimensioni dei granelli vicini visti con il microscopio del rover. "Il vento è uno dei processi più attivi oggi su Marte," dice Blaney. "E' difficile osservare dei cambiamenti quando il rover si muove ogni giorno. Ora approfitteremo del fatto di dover rimanere fermi per un po." Il Jet Propulsion Laboratory della NASA è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce il progetto Mars Exploration Rover per lo Science Mission Directorate della NASA, a Washington. Maggiori informazioni su Opportunity sono online all'indirizzo: http://www.nasa.gov/rovers e http://marsrovers.jpl.nasa.gov. È possibile seguire il progetto su Twitter a http://www.twitter.com/marsroverse su Facebook a http://www.facebook.com/marsrovers. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/Arizona State Univ.), un mosaico di immagini riprese a metà gennaio 2012 dal rover Opportunity della formazione chiamata Greeley Haven.

Fonte : NASA

23/01/2012 - Grossa tempesta solare in corso - La tempesta solare iniziata questa mattina presto ha continuato a crescere molto lentamente per tutto il corso della giornata ma rimanendo a livello S3 (Forte). Si tratta della più forte tempesta di radiazioni solari dal 2005. Dovremmo trovarci vicino al picco e poi ci aspettiamo che inizi presto a calare. Siamo ancora in attesa dell'arrivo della CME (Coronal Mass Ejection - Espulsione di Massa Coronale) prevista per circa le 14:00 GMT (le 15 ora italiana). La tempesta geomagnetica associata ci si attende da un livello Moderato (G2) ma con possibili livelli fino a G3. Un animazione del modello WSA-Enlil che mostra la CME ed il suo viaggio dal Sole alla Terra è disponibile qui. Sotto un video realizzato con le immagini ottenute fra il 19 ed il 23 gennaio 2012 tramite il Solar Heliospheric Observatory che ha catturato l'espulsione di massa coronale (CME) associata con il brillamento solare AR1402 di classe M8.7. Alla fine del video vi sono le interferenze causate dalle particelle cariche del Sole che colpiscono i rivelatori della sonda.

VIDEO DELL'EMISSIONE CORONALE RIPRESA DAL SATELLITE SOHO (CREDIT: SOHO/ESA & NASA) - dur.min.00:07



Fonti : NOAA - NASA

Nella foto (Credit: Studio Lavia), il Professor Piergiorgio Oddifreddi con i cinque libri finalisti dell'edizione 2012 del Premio Letterario Galileo. 20/01/2012 - Scelti i cinque libri finalisti del Premio Letterario Galileo - Si è tenuta oggi, venerdì 20 gennaio – nella sala Paladin di Palazzo Moroni (Municipio di Padova), la riunione pubblica della Giuria scientifica della sesta edizione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica- 2012. E’ toccato a Piergiorgio Odifreddi – vincitore dell’edizione 2011 - coordinare, in qualità di Presidente, i lavori della Giuria scientifica, che, con votazione pubblica e a maggioranza, ha scelto le cinque opere finaliste. Ecco la cinquina selezionata dalla Giuria scientifica alla presenza, oltre che delle autorità, anche della IV g del Liceo scientifico A. Cornaro di Padova, che andrà ora al giudizio della Giuria popolare, formata da circa 2.500 studenti delle IV superiori di tutte le Province italiane.
Gian Francesco Giudice, Odissea nello zeptospazio, Un viaggio nella fisica dell’LHC, 2011, Springer. Una guida chiara e comprensibile per apprezzare le scoperte che avranno luogo al Large Hardon Collider (LHC) del CERN, per conoscere le stupefacenti innovazioni tecnologiche che sono state necessarie per la sua costruzione e per capire le motivazioni scientifiche dell’esperimento. Ma è soprattutto uno straordinario viaggio all’interno del mondo della fisica delle particelle, un percorso per acquisire gli strumenti per comprendere la portata della rivoluzione intellettuale che sta avvenendo.
Telmo Pievani, La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto. 2011, Raffaello Cortina. Frutto di cosmica contingenza, uno dei tanti arbusti del "cespuglio della vita" sopravvissuti alla lotta per l'esistenza, l'essere umano si è fatto strada in una natura che non perde occasione di schiacciarlo, facendogli provare il senso della solitudine nell'Universo. In questo libro Telmo Pievani ci rammenta che la comparsa degli organismi viventi è stata un fenomeno inatteso. Proprio in questo modo si conquista una rinnovata solidarietà con tutta la "rete del vivente", come la chiamava Charles Darwin, senza nessuna concessione a fondamentalismi e superstizioni.
Carlo Alberto Redi, Il biologo furioso. Provocazioni d’autore tra scienza e politica, 2011, Sironi. In questo libro Carlo Alberto Redi è un fiume in piena che racconta tutti i suoi pensieri su temi caldi come politica della ricerca, cellule staminali, OGM e clonazione, ma anche divagazioni più leggere, capaci di far sorridere: spera siano utili a tutti gli italiani che hanno ancora la forza di indignarsi.
Niccolò Guicciardini, Newton, 2011, Carocci. Per spiegare il proprio lavoro Gucciardini utilizza come sinossi una frase dello stesso Newton. "Spero, quasi ad esempio, di mostrare quanto la matematica valga in filosofia naturale e quindi di esortare i geometri ad accingersi a un più stretto esame della natura, e gli amanti della scienza naturale ad appropriarsi prima della geometria." (Newton).
Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri, 2011, Einaudi. Acuto, pieno di sorprese e di esempi divertenti Il meraviglioso mondo dei numeri è un viaggio nella sorprendente terra della matematica e della geometria. Alex Bellos incontra una tribú amazzonica che concepisce solo tre numeri (1, 2 e molti). Vola in Giappone da uno scimpanzè che sa contare. In Germania interroga il piú veloce calcolatore mentale del mondo, in India un saggio indú. In uno stile comprensibile e rigoroso supportato da diagrammi e figure, Il meraviglioso mondo dei numeri spazia tra storia, filosofia e matematica, tra paradossi logici e statistici. E dimostra come il mondo della matematica sia molto piú variopinto e divertente di quel che immaginavamo.
Noto scienziato e divulgatore scientifico, Odifreddi succede alla presidenza della Giuria a Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Paolo Rossi e Mario Tozzi. Gli altri componenti della sono: Prof. Carlo Bernadini - Direttore della rivista “Sapere”, Prof. Umberto Bottazzini - Professore ordinario di Storia della Matematica, Università di Milano, Prof. Salvatore Califano - Professore emerito di Chimica e Fisica, Università di Firenze, Dott. Giovanni Caprara - Giornalista de “Il Corriere della Sera”, Prof. Rodolfo Costa - Professore ordinario di Genetica, Università di Padova, Prof. Giulio Giorello - Professore ordinario di Filosofia della scienza, Università di Milano, Dott. Pietro Greco - Giornalista de “L’Unità”, Prof. Luca Illetterati - Professore ordinario di Filosofia teoretica, Università di Padova, Dott. Armando Massarenti - Giornalista de “Il Sole 24ore”, Prof. Ivano Paccagnella - Professore ordinario di Storia della lingua italiana, Università di Padova, Prof. Giulio Peruzzi - Professore associato di Storia della Fisica - Dipartimento di Fisica, Università di Padova, Prof. Stefano Piccolo - Professore ordinario di Biologia Molecolare, Università di Padova, Prof. Andrea Pilastro - Professore ordinario di Zoologia, Università di Padova, Prof. Benedetto Scimemi - Professore ordinario di Matematica pura ed applicata, Università di Padova, Prof. Carlo Giacomo Someda - Vicepresidente Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti in Padova. Il 3 maggio l’ultimo atto con la proclamazione del vincitore del Premio Galileo 2012. Nella foto (Credit: Studio Lavia), il Professor Piergiorgio Oddifreddi con i cinque libri finalisti dell'edizione 2012 del Premio Letterario Galileo.

Fonte : Studio Lavia

23/01/2012 - Progress lascia la ISS - Il veicolo cargo automatico Russo Progress M-13M (45P) si è sganciato dalla Stazione Spaziale Internazionale alle 23:10 ora italiana dopo 82 giorni di permanenza. Il Progress ha lasciato il boccaporto del modulo Pirs allontanandosi grazie ai suoi motori di manovra. Domani dal veicolo verrà sganciato un microsatellite; Chibis-M, per lo studio del plasma nella ionosfera terrestre e per i processi fisici che si celano dietro i lampi di raggi gamma che si generano nelle vicinanze dei fulmini dei temporali. Una volta compiuta questa operazione il Progress 45P concluderà la sua missione con una manovra di uscita dall'orbita che lo porterà a disintegrarsi sopra il sud dell'Oceano Pacifico assieme ai rifiuti ed al materiale non più utilizzabile della ISS che si trova a bordo. Il prossimo Progress, conosciuto come M-14M, verrà portato alla rampa di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, nelle prime ore di domattina per essere lanciato mercoledì alle 6:06 p.m. EST (le 0:06 di giovedì mattina ora italiana).

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA/JPL–Caltech/ASI/ESA and USGS/ESA), a sinistra, due differenti campi di dune di Titan: Belet e Fensal, 
con il radar della sonda Cassini. 23/01/2012 - Le due facce delle dune di Titano - Una nuova analisi dei dati radar della sonda internazionale Cassini ha rivelato variazioni regionali fra le dune di Titano. Il risultato aggiunge nuovi tasselli nella storia geologica e climatica della gigantesca luna. I campi di dune sono comuni su Titano, la più grande luna di Saturno, secondi soltanto alle grandi pianure uniformi che coprono gran parte della sua superficie. Le dune coprono circa il 13% di Titano, estendensosi su oltre 10 milioni di km quadrati, equivalenti quasi all'area del Canada. Ecco perchè possono offrire uno spaccato a grande scala dell'ambienta lunare. Sebbene simili in forma alle dune di sabbia scoperte nel deserto della Namibia, nel nord dell'Arabia, le dune di Titano sono gigantesce per gli standard terrestri. Esse sono in media larghe da 1 a 2 km, lunghe centinaia di km e alte circa 100 metri. Sebbene le loro misure varino sulla superficie, tradiscono l'ambiente nel quale si sono formate ed evolute. Un'altra differenza nelle dune di Titano è che non sono composte di silicati come sulla Terra, ma di idrocarburi solidi che precipitano nell'atmosfera. Questi poi si aggregano in granelli di dimensioni millimetriche con un processo ancora sconosciuto. Utilizzando i dati radar della sonda NASA-ESA-ASI Cassini, Alice Le Gal, del LATMOS-UVSQ, Paris e del NASA–JPL, California, ed altri collaboratori hanno scoperto che le dimensioni delle dune di Titano sono controllate da almeno due fattori: l'altitudine e la latitudine. I principali campi di dune su Titano si trovano in zone di pianura. Dune ad altitudini più elevate tendono ad essere più strette e più ampiamente separate, e il divario tra di loro appare più luminosi al radar di Cassini, questo indica anche una copertura più sottile di sabbia. Questo suggerisce che vi è meno sabbia disponibile a maggiori altezze per la formazione delle dune e che invece questa è più presente nelle pianure. In termini di latitudine le dune di Titano sono confinate nella regione equatoriale in una fascia compresa fra i 30° nord ed i 30° sud. Tuttavia, essi tendono a diventare più strette e più distanziate a latitudini settentrionali. Il dottor Gall e colleghi ritengono che questo potrebbe essere dovuto all'orbita ellittica di Saturno. Titano orbita attorno a Saturno, e così le stagioni della luna sono controllate in base al percorso di Saturno intorno al Sole. Poiché Saturno impiega circa 30 anni per completare un'orbita, ogni stagione su Titano dura poco più di sette anni. La natura leggermente ellittica dell'orbita di Saturno significa che l'emisfero sud della luna ha estati brevi ma più intense. Di conseguenza, nelle regioni meridionali, l'umidità superficiale a causa di vapori di etano e metano nel suolo è ridotta. Col secco i granelli di sabbia, possono essere trasportati più facilmente dai venti per formare le dune. "Spostandosi verso nord, l'umidità del suolo probabilmente aumenta, rendendo le particelle di sabbia meno mobili e, di conseguenza, lo sviluppo delle dune più difficile ", spiega Gall. A riprova di questa ipotesi vi è il fatto che laghi e mari di etano e metano liquido di Titano si trovano principalmente nell'emisfero settentrionale, suggerendo ancora una volta che il terreno può essere maggiormente umido verso il nord, e questo, ancora una volta, rende più difficile il trasporto dei granelli di sabbia dal vento. Comprendere la formazione delle dune e come spiegare la loro forma e dimensione e distribuzione sulla superficie di Titano è di grande importanza per comprenderne il clima e la geologia." ha dichiarato Nicolas Altobelli, scienziato ESA del progetto Cassini-Huygens. "Dato che il materiale che compone le dune è costituito dal prodotto di idrocarburi congelati nell'atmosfera, le dune ci possono fornire indizi importanti sulla ancora sconcertante ciclo del metano / etano su Titano, paragonabile per molti aspetti al ciclo dell'acqua sulla Terra ". Nella foto (Credit: NASA/JPL–Caltech/ASI/ESA and USGS/ESA), a sinistra, due differenti campi di dune di Titan: Belet e Fensal, con il radar della sonda Cassini. A destra invece vi sono le dune simili sulla Terra e che si trovano nel Rub Al Khali, in Arabia Saudita. Fensal si trova a maggiore latitudine ed altezza di Belet e mostra chiaramente dune più sottili con aree più luminose e larghe fra di esse, suggerendo una minore abbondanza di materiale per la loro formazione in questa regione.

Fonte : ESA

20/01/2012 - La Stratolanch annuncia l'inizio dei lavori a Mojave - La Stratolaunch System ha annunciato oggi l'inizio dei lavori dell'impianto produttivo e degli hangar presso il Mojave Air and Space Port. La Stratolaunch System, fondata da Paul G. Allen, è una compagnia privata aerospaziale che costruirà uno speciale aereo per poter lanciare carichi di media classe nello spazio. La costruzione di queste strutture verrà eseguita dalla ditta edile Wallace and Smith General Contractors di Bakersville. Le dimensioni dell'edificio saranno di 26.000 metri quadri e verrà adibito alla costruzione delle ali del velivolo e delle parti associate al nuovo aereo. Il completamento dell'impianto è previsto entro il 2012. Invece l'hangar, di 28.000 metri quadri, sarà utilizzato per l'assemblaggio dell'aereo e per i vari test a cui sarà sottoposto oltre ad ospitare gli uffici della compagnia. L'hangar dovrebbe essere completato verso la metà del 2013. Gary Wentz, Amministratore Delegato e Presidente della Stratolaunch System ha così dichiarato: "Oggi inizia per noi un viaggio emozionante. Dal prossimo anno saremo una visibile presenza nella Antelope Valley con le due nuove strutture e un paio di aerei 747-400 che saranno recuperati per fornire parti e sottosistemi da integrare nel nostro aereo. Abbiamo di fronte a noi molti anni di grande lavoro a Mojave."

Fonte : Stratolaunch

20/01/2012 - Il volo del Dragon verso la ISS rinviato almeno a fine marzo - Il primo volo di un veicolo automatico cargo Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale, originariamente previsto per il 7 febbraio, sicuramente slitterà a fine marzo/metà aprile. La SpaceX non ha ancora fissato una nuova data di lancio ma il rinvio deve fare i conti con il traffico già previsto verso la ISS e con l'affollata lista di lanci dalla East Cost. Inoltre tre dei componenti dell'equipaggio della ISS rientreranno sulla Terra il 16 marzo, il veicolo cargo Europeo ATV arriverà sulla stazione il 19 marzo e tre nuovi membri dell'equipaggio attraccheranno all'avamposto orbitale il 31 marzo. I motivi del rinvio sembrano vadano ricercati in una interferenza elettromagnetica di uno o due componenti della capsula Dragon scoperta durante gli ultimi test. In una intervista telefonica un portavoce della SpaceX ha dichiarato che sono state identificate tre aree che richiedono ulteriore lavoro. Invece il razzo Falcon 9, che si trova a Cape Canaveral pronto per il lancio, è in ottime condizioni ma il rinvio permetterà di effettuare ulteriori test. La NASA controllo attentamente il lavoro degli ingegneri e tecnici della SpaceX per cercare di portare a compimento la missione nel miglior modo possibile. Il volo Demo C2/C3 avrebbero dovuto inizialmente svolgersi con due missioni separate ma la SpaceX ha insistito per riunirli in un'unico volo in modo da accelerare l'entrata in servizio dei rifornimento per la ISS. Il volo C2 prevedeva soltanto un randezvous con la ISS mentre solo con il C3 sarebbe avvenuto l'attracco. Ora la missione verrà svolta in due step; nel primo avvicinamento del Dragon alla ISS e, solo dopo che tutte le operazioni si saranno svolte regolarmente e la capsula avrà risposto come previsto, si passerà alla seconda fase che vedrà l'attracco del Dragon alla stazione spaziale.

Fonte : CBS News Space

Nella foto (Credit: ASI) l'isola del Giglio con la nave da crociera Costa Concordia arenata. 20/01/2012 - Sul Giglio attivata la modalità di emergenza per COSMO-SkymMed - I satelliti di Cosmo-SkyMed sono stati attivati in "modalità emergenza", su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile, per monitorare la zona dell’Isola del Giglio dove lo scorso venerdì si è verificato il naufragio della nave da crociera Costa Concordia. Già nelle primissime ore successive alla notizia del disastro, il sistema aveva catturato un'immagine, offrendo un primo valido supporto alle autorità impegnate nelle operazioni di soccorso. Subito dopo i satelliti hanno preso ad inviare a terra nuove immagini radar, a maggiore risoluzione. I radar di COSMO-SkyMed dovranno catturare e controllare ogni eventuale sversamento in mare di oli, evento che aggraverebbe ulteriormente il già tragico bilancio del naufragio. L’Agenzia Spaziale Italiana fornirà per questo alla Protezione Civile il massimo supporto per tutte le attività previste nella zona dell’incidente e, attraverso le elaborazioni interferometri, per la valutazione della stabilità della nave a integrazione del sistema di monitoraggio a terra. L’attivazione della modalità di emergenza dei satelliti di COSMO-SkyMed raddoppia il piano di missione considerando la zona come prioritaria da monitorare. Le immagini radar dei satelliti saranno effettuate con la massima risoluzione possibile. Le nuove immagini sono state acquisite: la prima intorno alle ore 18.00 del 19 gennaio (è riprodotta in bassa risoluzioe qui a sinistra); le altre alle 8.00 di questa mattina. Tutte sono comunque disponibili in alta risoluzione all'indirizzo della fonte. Il Sistema COSMO-SkyMed è in grado di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per lo studio ed il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, la elevata qualità dei prodotti e la loro integrabilità con dati di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, con particolare riferimento alla prevenzione, al monitoraggio e alla gestione dei rischi naturali. Le immagini ottenute dai COSMO-SkyMed sono ottenute con un radar ad apertura sintetica in banda X.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: ESA) l'ATV-3 Edoardo Amaldi in preparazione per il lancio. 20/01/2012 - ATV-3 Edoardo Amaldi nella fasi finali di preparazione al lancio - Con il lancio previsto per il 9 marzo prossimo i tecnici dell'ESA allo Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, sono impegnati nelle fasi preparatorie finali del terzo veicolo automatico di rifornimento Europeo ATV, l'Edoardo Amaldi. Il veicolo automatico ha superato tutti i test prima di essere imbarcato sulla cima di un razzo vettore Ariane 5 ES. Nei giorni scorsi anche il personale addetto alle comunicazioni fra la Terra e l'ATV ha eseguito un controllo approfondito della capacità di trasmissione dati con i centri di controllo della Stazione Spaziale Internazionale sparsi fra l'Europa, gli Stati Uniti e la Russia. Le squadre coinvolte in questo test sono state il centro congiunto operativo ESA/CNES ATV-CC che si trova a Tolosa, in Francia; gli astronauti a bordo della ISS che supervisioneranno le attività di attracco, Andrè Kuipers dell'ESA ed il cosmonauta Russo Oleg Kononenko; gli esperti del veicolo ed i centri di supporto ingegneristico della Francia, Germania e dell'ESTEC Olandese; il centro NASA di Houston e quello dela RKK-Energia di Mosca che supportano le operazioni di ATV. Per poter mantenere i collegamenti fra questi centri e l'ATV vengono utilizzati i satelliti della flotta TDRS (Tracking and Data Relay Satellites) della NASA ed il satellite Artemis dell'ESA oltre alle varie antenne dislocate sulla superficie terrestre. Intanto anche il rifornimento di propellente di ATV-3 è stato eseguito come da programma. A bordo dell'ATV-3 Edoardo Amaldi sono stati imbarcati circa 2.200 kg. di propellente necessario per il suo viaggio di andata e ritorno fino alla ISS; circa 3.000 kg. di propellente che verrà utilizzato da ATV una volta attraccato per controllare l'orientamento della stazione e per alzare l'orbita e circa 860 kg. di propellente che verrà trasferito nella parte Russa della ISS. Nella immagine (Credit: ESA) gli stemmi di ATV-3 e di ATV-4. Questi propellenti sono di due tipi diversi a seconda che vengano utilizzati dall'ATV o dai motori della ISS ed inoltre sono tossici il che rende questa operazione particolarmente delicata. I tecnici che si occupano delle operazioni di rifornimento del veicolo indossano infatti delle tute completamente sigillate simili a quelle degli astronauti. Oltre al propellente deve essere ovviamente imbarcato anche il comburente che permette al propellente di funzionare. In pratica quindi vanno riempiti tre serbatoi diversi con quattro tipi diversi di liquidi, alcuni dei quali altamente tossici. Ecco uno dei motivi per il quale la fase di preparazione di una missione ATV richiede dei mesi. Intanto anche ATV-4 'Albert Einstein' sta procedendo nei preparativi. All'inizio di questa settimana il modulo cargo integrato (ICC) di ATV-4 è stato inviato da Torino, dove è stato costruito dalla Thales Alenia Space, a Brema, in Germania, dove verrà montato con il sistema pruìopulsivo e l'avionica costruiti dalla Astrium. L'ICC è la parte pressurizzata del veicolo spaziale nel quale vengono stivate le provviste e il materiale necessario per gli astronauti a bordo della ISS. ATV-4 Albert Einstein verrà inviato via nave presso la base di lancio dello Spazioporto di Kourou nell'agosto del 2012 con il lancio verso la ISS previsto per gli inizi del 2013. Nella foto a sinistra (Credit: ESA) l'ATV-3 Edoardo Amaldi in preparazione per il lancio presso gli edifici dello Spazioporto dell'ESA nella Guyana Francese. Nella immagine a destre (Credit: ESA) gli stemmi di ATV-3 e di ATV-4.

Fonte : ESA

20/01/2012 - Si cercano i responsabili del fallimento della Phobos-Grunt - Il capo dell'Agenzia Spaziale Russa, Vladimir Popovkin, ha dichiarato che una commissione governativa Russa che sta indagando per scoprire le cause del fallimento della sonda Phobos-Grunt diretta su Marte ha evidenziato come la causa principale possa essere un problema ingegneristico. Vi erano state in settimana delle voci che delle potenti emissioni elettromagnetiche da un radar USA avessero causato la perdita della sonda del costo di 1,2 miliardi di rubli (400 milioni di dollari). Popovkin ha detto che il radar USA è visto solo come una delle possibili cause. "Le cause principali sono errori fatti durante la produzione ed i test come anche problemi ingegneristici," ha proseguito Popovkin. Secondo fonti del forum online Novosti Kosmonavtiki potrebbe essere stato un errore di un sistema di controllo del volo. Test eseguiti dopo il fallimento, simulando le condizioni di volo, avrebbero rivelato che l'utilizzo del processore del computer principale che controllava il volo della sonda superava del 90% la sua capacitò. Questo avrebbe potuto portare facilmente ad un reset di molti sistemi dopo che la sonda aveva lasciato la copertura delle comunicazioni Russe. Fra questi sistemi vi erano lo star tracker (utilizzato per mantenere l'orientamento nell'ombra della Terra) e del satellite Cinese. A questo guasto iniziale si sarebbe sommato anche lo scarico delle batterie di bordo a causa della trasmittente in banda X della sonda rimasta accesa anche durante le fasi di orbita in ombra della Terra. La Phobos-Grunt, la più ambiziosa missione planetaria degli ultimi decenni, era stata lanciata lo scorso 9 novembre ma era stata persa a causa di un guasto al propulsore che l'aveva fatta ricadere sulla Terra domenica. Secondo la NASA, la Russia ha fallito tutti i 17 tentativi di studiare da vicino il Pianeta Rosso fin dal 1960. Il fallimento più recente prima di quello di novembre 2011 era avvenuto nel 1996 quando la Russia perse la sonda Mars-96 durante il lancio. Le conclusioni ufficiali dell'inchiesta verranno rese pubbliche soltanto il 30 gennaio.

Fonti : Spacedaily - Russia Space Web

Nella foto (Credit: Pat Corkery/United Launch Alliance) il momento del decollo del razzo Delta 4 Medium con il satellite militare wgs-4 a bordo. 20/01/2012 - Delta 4 mette in orbita satellite militare - Un razzo vettore Delta 4 Medium (configurazione 5,4) è decollato alle 7:38 p.m. EST del 19 gennaio (le 1:38 ora italiana del 20 gennaio) dalla rampa 37B di Cape Canaveral in Florida. A bordo del razzo si trovava il satellite militare WGS-4 (Wideband Global SATCOM-4) che è stato inserito su un'orbita supersincrona circa 40 minuti dopo. Il satellite, del peso di circa 6,5 tonnellate e costato 464 milioni di dollari, permetterà un incremento delle comunicazioni militati USA su una parte del globo turbolenta che va dal Medio Oriente al Sud Est Asiatico. A bordo di WGS-4 si trovano antenne direzionali per trasmissioni in banda Ka ed X che permetteranno, fra l'altro, il controllo degli aerei droni su zone di interesse strategico. Dopo l'entrata su orbita preliminare altamente ellittica il satelite utilizzerà il propellente convenzionale bicomponente per eseguire quattro accensioni in apogeo e quattro in perigeo a partire dall'inizio di febbraio. Dopo di queste vi sarà un periodo di 40 giorni nei quali, utilizzando i razzetti di propulsione ionici allo xeno il WGS-4 circolarizzerà la sua orbita a raggiungerà la sua posizione geosincrona a 36.000 km dalla Terra. I test in orbita verranno seguiti dal centro di Camp Roberts, in California, e si svilupperanno da metà marzo fino a metà aprile. La Boeing, costruttrice del satellite, passerà poi i controlli all'Air Force alla fine di aprile e da questo momento i piani prevedono di spostare il WGS-4 sopra l'Oceano Indiano per l'entrata in servizio nella costellazione WGS in estate. I precedenti WGS-1, 2 e 3 sono stati inviati in orbita a partire dal 2007 mentre altri quattro sono in produzione nello stabilimento della Boeing di El Segundo, vicino a Los Angeles, e presto altri due veicoli ordinati, il WGS-9 e 10 inizieranno a prendere forma. Il veicolo è costruito sulla base del progetto 702 che la compagnia utilizza per i satelliti per telecomunicazioni. Il WGS-4 è il primo satellite del 'blocco-2' che prevede diverse migliorie tecnologiche rispetto ai primi tre in servizio. Prima dell'entrata in servizio dei WGS la Difesa degli Stati Uniti affidava la loro capacità di comunicazione ai DSCS (Defense Satellite Communications System) il cui ultimo esemplare è stato lanciato nel 2003. Al momento vi sono ancora 8 DSCS operativi anche se i WGS hanno una capacità 10 volte maggiore di un singolo DSCS con velocità di trasmissione che vanno dai 2,1 ai 3,6 Gbps. Quello di oggi è stato il terzo lancio orbitale del 2012, il primo degli Stati Uniti. Il modello del razzo Delta 4 Medium+(5,4) utilizzato oggi ha un diametro dello stadio superiore di cinque metri e un set di quattro booster a propellente solido in aiuto al primo stadio. Il primo stadio è fornito di un motore RS-68 ad idrogeno mentre lo stadio superiore dispone di un RL10B-2 sempre a idrogeno ed ossigeno liquidi. Nella foto (Credit: Pat Corkery/United Launch Alliance) il momento del decollo del razzo Delta 4 Medium con il satellite militare wgs-4 a bordo.

VIDEO DELLA ULA SUL LANCIO DEL RAZZO DELTA 4 CON IL SATELLITE WGS-4 (CREDIT: ULA) - dur.min.02:31



Fonte : SpaceflightNow

Nella immagine (Credit: ESA) il quarto stadio a combustibile liquido di Vega, l'AVUM. 19/01/2012 - Il lanciatore Vega pronto per il primo volo - Il controllo finale sul nuovo lanciatore europeo Vega è stato completato lo scorso venerdì, segnando un altro passo verso il suo volo inaugurale dallo spazio porto europeo di Kourou, in Guyana francese. La prima campagna di lancio di Vega è iniziata lo scorso novembre con l'installazione del primo stadio, il P80, sulla rampa di lancio. Il secondo e terzo stadio, a propellente solido, sono stati poi aggiunti al veicolo, seguiti dall'AVUM – Attitude & Vernier Upper Module –, il quarto stadio a propellente liquido. Tutti e quattro gli stadi sono stati sottoposti al controllo finale di accettazione, comprendente test di avionica, guida, telemetria, propulsione, pirotecnica della separazione e sistemi di sicurezza. Il tutto è culminato, il 13 gennaio, nei controlli di sintesi di Vega dove tutti i sistemi sono stati messi in modalità di lancio per l'accettazione finale del veicolo. Il controllo includeva anche la pressurizzazione dei sistemi di propulsione dell'AVUM, che attivano le valvole del propulsore. Gli elementi del lanciatore sono stati accesi dal banco di controllo per simulare il conto alla rovescia. È stata poi la volta del software di bordo per simulare i differenti stadi del volo. Sono state testate infine anche le interfacce tra il veicolo ed il banco di controllo. L'analisi di questi test ha confermato che tutto funzionava nominalmente e che il lanciatore è pronto al volo. Il cosidetto "upper composite" – cioè il carico ed il fairing – sarà integrato, seguito da un controllo finale del lanciatore così assemblato e dalla prova generale di conto alla rovescia. Il primo lancio, VV01, è previsto per il 9 febbraio. Metterà in orbita nove satelliti: LARES ed ALMASat-1 dell'Agenzia Spaziale Italiana, insieme a sette CubeSats delle università europee. La missione mira alla qualificazione del sistema di lancio Vega, comprendendo il veicolo, l'infrastruttura di lancio e le operazioni, dalla campagna di lancio alla separazione del carico ed allo smaltimento del modulo superiore. Vega è progettato per far fronte ad una vasta gamma di missioni e configurazioni di carico, in modo da rispondere alle diverse opportunità di mercato e offrire una grande flessibilità. In particolare, Vega offre configurazioni in grado di gestire carichi che vanno da un singolo satellite fino a un satellite principale più sei micro satelliti. Maggiori informazioni su Vega ed aggiornamenti sullo stato della missione sono ora disponibili nelle pagine dedicate che trovate a questo link. Nella immagine (Credit: ESA) il quarto stadio a combustibile liquido di Vega, l'AVUM.

Fonte : ESA Italy

Nella foto (Credit: NASA) Ferguson mentre parla durante la cerimonia di inizio lavori per la nuova struttura che ospiterà lo Space Shuttle Atlantis al KSC. 18/01/2012 - Iniziata la costruzione della casa permanente di Atlantis - Si è svolta il 18 gennaio, di fronte al Centro Visitatori del Kennedy Space Center in Florida, la cerimonia ufficiale di inizio dei lavori per la costruzione dell'edifico che ospiterà la navetta spaziale Atlantis. Alla cerimonia erano presenti Janet Petro, il vice direttore del KSC; Chris Ferguson, l'astronauta che ha comandato l'ultima missione di Atlantis STS-135; Jeremy Jacobs, capo esecutivo della Delaware North Company che gestisce il Centro Visitatori per la NASA; Bill Moore, capo opertivo del Centro Visitatori ed il governatore della Florida Jennifer Carroll. I cinque, indossando un caschetto da operaio hanno simbolicamente effettuato il primo scavo del sito di costruzione. La nuova zona espositiva avrà come attrazione principale la navetta spaziale Atlantis che in questo momento è in fase di preparazione per l'esposizione al pubblico. La navetta verrà inserita all'interno di una speciale costruzione e mostrata in assetto di volo spaziale con il vano di carico aperto. Inoltre all'interno della struttura troveranno posto divesi simulatori e elementi interattivi per offrire ai visitatori la possibilità di sperimentare la sfida di catturare un satellite o di muoversi all'interno della Stazione Spaziale Internazionale. All'esterno della costruzione è invece previsto un modelo a dimensioni reali del serbatoio esterno con i due booster a combustibile solido. L'apertura del complesso è prevista per l'estate del 2013. "Non si tratterà soltanto della storia del veicolo, " ha detto Moore. "Questa sarà il racconto del duro lavoro di persone che hanno lavorato assieme - migliaia di persone - per fare cose incredibili." L'annuncio della destinazione finale dello Space Shuttle Atlantis era stato fatto dall'Amministratore della NASA, Charles Bolden, il 12 aprile scorso, nel 30° anniversario della prima missione di una navetta spaziale. "Per trent'anni gli orbiter hanno fatto parte della nostra famiglia. Ci siamo presi cura di loro, li abbiamo protetti e li abbiamo visti decollare. ha dichiarato Janet Petro, Vice direttore del KSC. "La nuova casa di Atlantis è stata progettata per mostrarla come la vera meraviglia ingegneristica quale è" Atlantis ha volato per un totale di 307 giorni nello spazio e l'ultima missione si è conclusa il 21 luglio 2011 sulla pista shuttle del Kennedy alle 5:57 a.m. EDT (le 11:57 ora italiana). "Questo sabato saranno trascorsi sei mesi dall'ultimo atterraggio di Atlantis proprio qui, a circa tre miglia di distanza," ha dichiarato Ferguson. "Con questo ultimo atterraggio il programma shuttle è arrivato alla fine dopo 30 anni di scoperte e di esplorazioni. Ci sono stati momenti brutti e momenti belli ma, grazie a Dio, abbiamo concluso il programma nel modo che volevamo, in sicurezza." Nella foto (Credit: NASA) Ferguson mentre parla durante la cerimonia di inizio lavori per la nuova struttura che ospiterà lo Space Shuttle Atlantis al KSC.

Fonte : NASA

Nella immagine a sinistra (Credit: ASI) l'Isola del Giglio ripresa dal sistema COSMO-Skymed. A destra la Costa Concordia arenata. 17/01/2012 - Giglio, COSMO-Skymed pronto ad intervenire - Il sistema satellitare Cosmo-SkyMed tiene gli occhi puntati sull’Isola del Giglio, dove lo scorso venerdì si è verificato il naufragio della nave da crociera Costa Concordia, che ha causato ad oggi undici morti e ventinove dispersi. Un evento dal bilancio tragico sia dal punto di vista umano che economico, cui si aggiunge il concreto rischio di disastro ambientale nel caso si verificasse una fuoriuscita di carburante. Nel corso della consueta ricognizione che i satelliti operano sul territorio nazionale in modalità operativa di routine ogni 16 giorni, il Sistema ha catturato un'immagine (qui in alta definizione) nelle primissime ore successive alla sciagura, offrendo un primo valido supporto alle autorità impegnate nelle operazioni di soccorso. "Inoltre - ha commentato Alessandro Coletta mission manager di Cosmo-SkyMed per l’ASI - nel caso in cui si dovesse verificare l'oil spill, il Sistema verrebbe attivato in modalità di emergenza al fine di ottenere immagini ad altissima risoluzione nel più breve tempo possibile”. Il Sistema COSMO-SkyMed è in grado infatti di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per lo studio ed il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, la elevata qualità dei prodotti e la loro integrabilità con dati di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, con particolare riferimento alla prevenzione, al monitoraggio e alla gestione dei rischi naturali.Nella immagine a sinistra (Credit: ASI) l'Isola del Giglio ripresa dal sistema COSMO-Skymed. A destra la Costa Concordia arenata. In copertina una foto della nave da crociera ripresa da uno dei satelliti della società privata Digital Globe.

Fonte : ASI

17/01/2012 - Studenti elementari del Montana battezzano le sonde lunari - La coppia di sonde della NASA che sono entrate in orbita attorno alla Luna a fine anno e capodanno hanno ricevuto nuovi nomi grazie agli studenti di una scuola elementare di Bozeman, nel Montana. I nomi vicenti sono 'Ebb' e 'Flow' (flusso e riflusso) e sono stati scelti dopo una selezione di un concorso che ha visto partecipare tutti le scuole degli Stati Uniti e che è iniziato nell'ottobre 2011. Le due sonde erano state chiamate GRAIL A e B dalla NASA (GRAIL era l'acronimo di Gravity Recovery And Interior Laboratory). I nomi per le sonde sono stati inviati dalle scuole di quarto grado delle Emily Dickinson Elementary School con quasi 900 classi con oltre 11.000 studenti da 45 stati degli USA. La classe vincitrice del concorso è composta da 28 alunni della classe di Nina DiMauro. I nomi vincenti sono stati scelti da una giuria composta da Maria Zuber, capo scienziato per GRAIL del MIT, e Sally Ride, prima donna americana nello spazio ed ora amministratore delegato del Sally Ride Science di San Diego.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) Mike Leinbach controlla il conto alla rovescia dell'ultima missione Shuttle. 16/01/2012 - Mike Leinbach assunto dalla ULA - Mike Leinbach, l'ultimo direttore di lancio dell'era Space Shuttle è stato assunto dalla ULA (United Launch Alliance) con il ruolo di capo delle operazioni spaziali con equipaggi umani. La ULA è stata formata nel dicembre 2006 fra la Lockheed Martin e la Boeing per la gestione dei loro propri razzi vettori a perdere, rispettivamente l'Atlas 5 ed il Delta 4. L'Atlas 5 è stato scelto per portare alcuni veicoli con equipaggio commerciali al momento in sviluppo come il CST-100 della Boeing, la mininavetta Dream Chaser della Sierra Nevada ed il veicolo della Blue Origin, tutti e tre in competizione per l'acquisizione del contratto di lancio di equipaggi NASA. La SpaceX invece, la quarta concorrente del CCDeV (Commercial Crew Development) utilizzerà il suo razzo Falcon 9 per portare la sua capsula Dragon nello spazio. Oltre al programma commerciale la Lockheed Martin sta sviluppando la capsula Orion per l'esplorazione umana dello spazio profondo che utilizzerà un Delta 4 Heavy per il primo volo di prova in orbita terrestre previsto nel 2014. Leinbach ha lavorato nel ruolo di direttore di lancio negli ultimi dieci anni del Programma Space Shuttle ed ha seguito 37 missioni. I dirigenti della ULA si sono detti entusiasti di poter avere una persona dell'esperienza e delle capacità di Leinbach a seguire i vari programmi con equipaggi della ULA. Mike Leinbach, ingegnere strutturale ed architetto era entrato alla NASA nel 1984 ed aveva seguito personalmente lo sviluppo di varie attrezzature adibite alla rampa di lancio degli Shuttle. In seguito Leinbach era entrato a far parte delle operazioni di integrazione e di lancio fino a ricoprire il ruolo di direttore di lancio (colui che dava il 'go' alla partenza della navetta) nell'agosto del 2000. Carica che ha ricoperto fino al luglio del 2011 quando ha dato il permesso di lancio allo Space Shuttle Atlantis per la missione STS-135, l'ultima del programma Shuttle. Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) Mike Leinbach controlla il conto alla rovescia dell'ultima missione Shuttle.

Fonte : SpaceflightNow

16/01/2012 - Rinviato il lancio di Dragon verso la ISS - Il primo volo di una capsula automatica di rifornimento privata diretta alla Stazione Spaziale Internazionale è stato rinviato per dare maggiore tempo per preparare il veicolo. L'annuncio è stato dato dalla SpaceX che ha costruito il razzo Falcon 9 e la capsula Dragon il cui primo volo verso la ISS era previsto per il prossimo 7 febbraio. La SpaceX non ha specificato il motivo esatto del rinvio ma ha dichiarato che: "... speriamo che alcune aree potranno beneficiare del lavoro aggiuntivo con il quale potrà essere ottimizzata la sicurezza e con questa il successo della missione." secondo le parole di Kirstin Grantham, portavoce dell'azienda. La nuova data di lancio non è stata ancora comunicata ma la SpaceX ha dichiarato ufficialmente che la compagnia sta lavorando con la NASA per determinare il momento migliore per il volo di prova. Infatti il periodo della missione dovrà anche inserirsi nei voli umani ed automatici già programmati per i prossimi mesi. La capsula Dragon aveva effettuato il suo volo inaugurale nel dicembre del 2010 quando, dopo alcune orbite, era rientrata regolarmente effettuando un'ammaraggio nell'Oceano Pacifico.

Fonte : Space.com

Nella illustrazione (Credit: ESA - C. Carreau) l'osservatorio spaziale Planck che ha studiato il Cosmic Microwave Background (CMB), il resto della radiazione del Big Bang. 16/01/2012 - Planck completa l'osservazione dell'Universo con lo strumento ad alta frequenza - L'High Frequency Instrument (HFI) della missione Planck dell'ESA ha completato le sue osservazioni dei resti della luce del Big Bang. Il sensore ha completamente esaurito il liquido di raffreddamento domenica, come previsto, e questo pone fine alle sue possibilità di captare questa debole energia. "Planck è stata una meravigliosa missione, sia il veicolo spaziale che gli strumenti hanno lavorato molto bene, creando un tesoro di dati scientifici su cui lavorare," ha detto Jan Tauber, il capo scienziato del Progetto Planck dell'ESA. Meno di mezzo milione di anni dopo che l'universo era stato creato (13,7 miliardi di anni fa) la sfera di fuoco si era raffreddata a temperature di circa 4000 gradi riempiendo il cielo con una luminosa luce visibile. Mentre l'universo si espandeva quella luce diventava pià debole e si spostava nella banda delle microonde. Studiando questo residuo della luce lasciato fino ad oggi gli scienziati sperano di comprendere meglio il Big Bang e l'inizio dell'universo, molto prima che le galassie e le stelle si formassero. Planck ha misurato questi schemi dell'intero cielo con i suoi strumenti HFI (High Frequency Instrument) e LFI (Low Frequency Instrument). Assieme hanno prodotto un dettaglio senza precedenti in queste lunghezze d'onda e potuto risolvere i dettagli più deboli. Lanciato nel maggio del 2009, la richiesta minima di successo era la possibilità che il veicolo spaziale potesse completare due osservazioni complete del cielo. Alla fine, Planck ha lavorato perfettamente per 30 mesi, circa il doppio di quanto originariamente richiesto, e completato cinque rilevamenti con entrambi gli strumenti. "Questo ci ha fornito dei dati migliori di quelli che ci aspettassimo," ha dichiarato Jean-Loup Puget, Université Paris Sud, Orsay, Francia, Principal Investigator di HFI. Potendo lavorare ad una temperatura leggermente più alta di HFI, LFI potrà proseguire le sue rilevazioni del cielo per buona parte del 2012, fornendo dati di calibrazione che aumenteranno la qualità dei risultati finali. Planck non vede soltanto le primordiali microonde emesse dal Big Bang ma anche le emissioni delle polveri fredde dell'Universo. I risultati iniziali di Planck sono stati annunciati lo scorso anno. Fra questi vi sono un catalogo di ammassi di galassie nell'Universo lontano, molte delle quali mai viste prima d'ora ed alcuni giganteschi super ammassi, probabilmente formatisi dalla unione di ammassi. Un altra scoperta scaturita dai risultati iniziali è stata la misura più precisa del fondo ad infrarosso del cielo, prodotto dalla formazione delle stelle nell'universo primordiale. Questo mostra come alcune delle prime galassie hanno prodotto migliaia di volte più stelle ogni anno di quelle che la nostra Galassia fa oggi. Altri risultati da Planck saranno annunciati il prossimo mese, ma i primi risultati sul Big Bang e sui primi momenti dell'Universo non arriveranno prima di un altro anno. Un'analisi estremamente attenta e scrupolosa dei dati è necessaria per rimuovere tutte le emissioni inquinanti che si trovano in primo piano e rilevare il resto dei più deboli segnali delle emissioni. I risultati sono ampiamente anticipati perchè, nonostante due precedenti missioni di mappatura di queste emissioni, vi sono ancora molte idee in competizione su quello che è successo durante il Big Bang. "I dati di Planck spazzeranno via intere famiglie di modelli; non sappiamo quali di questi," dice il professor Puget. I dati sul Big Bang verranno resi pubblici in due momenti, la prima di 15,5 mesi all'inizio del 2013 e tutti i dati dell'intera missione un anno dopo. "Siamo molto soddisfatti di come Planck si è comportato, ben oltre le aspettative", ha detto il Prof. Alvaro Giménez, Direttore ESA della Scienza ed Esplorazione Robotica. ""Questo è un grande merito al lavoro svolto dai molti scienziati e ingegneri coinvolti in tutta Europa e nel resto del mondo. In realtà, però, siamo solo a metà della missione: c'è molto ancora da fare per analizzare i dati e trovare gli entusiasmanti risultati scientifici che tutti aspettano con ansia." Nella illustrazione (Credit: ESA - C. Carreau) l'osservatorio spaziale Planck che ha studiato il Cosmic Microwave Background (CMB), il resto della radiazione del Big Bang.

Fonte : ESA

15/01/2012 - La Phobos-Grunt precipitata nell'Oceano Pacifico - Secondo il Ministero della Difesa Russo la sonda Phobos-Grunt sarebbe precipitata sopra l'Oceano Pacifico alle 17:45 GMT (le 18:45 ora italiana) di domenica 15 gennaio a circa 1.250 km ad ovest dell'Isola di Wellington. Secondo l'agenzia spaziale Russa Roscomos la Phobos-Grunt mezzora prima aveva un'orbita che variava dai 113,8 km di perigeo ai 133,2 km di apogeo. La sonda, lanciata lo scorso 9 novembre era destinata a raggiungere la luna Phobos di Marte e di compiervi un atterraggio morbido per poi riportare campioni del suolo sulla Terra. Purtoppo, dopo il lancio, i motori della sonda che avrebbero dovuto inserirla in traiettoria verso il Pianeta Rosso non si erano accesi ed i contatti con la sonda non erano stati più ripristinati. La Phobos-Grunt, pesante circa 13 tonnellate aveva anche a bordo 7,5 tonnellate di propellente tossico in serbatoi di alluminio che dovrebbero essere esplosi al momento del rientro nell'atmosfera. Questo è il 17° fallimento consecutivo della Russia di inviare una sonda per studiare Marte fin dalla metà degli anni '60, il più recente era avvenuto nel 1996 quando la sonda Mars-96 era rimasta distrutta al lancio.

Fonte : Ria Novosti

Nella foto (Credit: NASA/KSC) uno dei 15 motori RS-25D pronto per essere caricato nell'apposito contenitore per la spedizione a Stennis. 12/01/2012 - La NASA trasloca i motori degli Shuttle - E' in corso il trasloco dei motori principali RS-25D degli Space Shuttle dall'apposito edificio al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida. I motori RS-25D, che verranno riutilizzati dalla NASA per lo Space Launch System, verranno portati allo Stennis Space Center della NASA che si trova nel sud dello stato del Mississippi. Lo Space Launch System (SLS) sarà il nuovo veicolo di lancio pesante che permetterà l'espansione della presenza umana oltre l'orbita bassa terrestre e permetterà nuove missioni esplorative attraverso il Sistema Solare. Il Marshall Space Flight Center della NASA di Hunstville, in Alabama, è alla guida della progettazione e dello sviluppo di SLS per la NASA, compreso il programma dei test dei motori. L'SLS trasporterà il veicolo spaziale Orion, il suo equipaggio, cargo, equipaggiamenti ed esperimenti scientifici per destinazioni nello spazio profondo. "Lo spostamento dei motori RS-25D rappresenta un significativo risparmio per il programma SLS grazie all'avere in una stessa struttura il montaggio dei motori ed i loro test operativi. ," ha dichiarato William Gerstenmaier, il vice-amministratore della NASA per l'Esplorazione Umana e il Direttorio Operativo delle Missioni. Gli RS-125D, che verranno utilizzati per lo stadio principale di SLS, verranno stoccati allo Stennis fino all'inizio dei test che inizieranno prossimamente. I test al momento sono concentrati sul motore J-2X, di cui è previsto il suo utilizzo sullo stadio superiore di SLS. Utilizzare lo stesso sistema di propellente - idrogeno ed ossigeno liquidi - sia per lo stadio principale che per lo stadio superiore ridurrà i costi e permetterà un'integrazione delle conoscenze di base, delle capacità. delle infrastrutture e del personale. ""In questo modo la condivisione del personale, delle risorse e pratiche per tutti i progetti dei motori, permette flessibilità e reattività al programma SLS, ed è più conveniente," ha detto Johnny Heflin, dell'ufficio per i motori a liquido di SLS al Marshall e che segue il lavoro sugli RS-25D. "Inoltre questa operazione libera anche dello spazio, permettendo al Kennedy di portare avanti le attività rispetto ai clienti commerciali." I 15 motori RS-25D del Kennedy verranno trasportati per il loro viaggio di oltre 1.100 km utilizzando il sistema di trasporto esistente e con le stesse procedure quando i motori venivano spostati fra il Kennedy e lo Stennis durante il Programma Space Shuttle. I motori verranno caricati uno alla volta su un camion. Costruiti dalla Pratt & Whitney Rocketdyne di Canoga Park, in California, i motori RS-25D hanno spinto il programma Space Shuttle della NASA con una percentuale di successo nel 100% delle missioni. Per ulteriori informazioni su SLS visita: http://www.nasa.gov/sls. Nella foto (Credit: NASA/KSC) uno dei 15 motori RS-25D pronto per essere caricato nell'apposito contenitore per la spedizione a Stennis.

Fonte : NASA

13/01/2012 - La Cina lancia satellite meteorologico - La Cina ha lanciato con successo un satellite meteorologico, il Fengyun-II 07 per mezzo di un razzo vettore Cinese Lunga Marcia 3A (CZ-3A) venerdì mattina alle 00:56 UTC (le 2:56 ora italiana) dal Centro di Lancio Satelliti di Xichang, nel sudovest del Paese. Il veicolo spaziale, sviluppato dalla Academy of Space Flight Technology (SAST) di Shangai e dalla China Academy of Space Technology (CAST) è un satellite meteorologico di una serie che ha già visto quattro satelliti operativi e con altri due prossimi all'entrata in servizio. Gli strumenti forniranno dati sulle temperature atmosferiche, sulla formazioni delle nubi, sulle precipitazioni, sulle temperature marine e del suolo oltre che ottenere immagini della superficie terrestre a diverse risoluzioni spettrali. Un altro strumento a bordo di FengYun-II 07 (o FY-2F) è un sensore per il monitoraggio ed il primo avviso dei brillamenti solari. Il peso del satellite raggiunge i 536 kg in orbita , la sua vita operativa prevista è di circa tre anni e il satellite operarà in orbita geostazionaria posizionato a 105 gradi Est. Il vettore CZ-3A, un razzo a tre stadi a combustibile liquido dei quali i primi due ad idrazina ed il terzo a idrogeno e ossigeno liquidi, era al suo 23° lancio, tutti svoltisi con successo. Quello di oggi era il secondo lancio orbitale del 2012 ed entrambi sono stati eseguiti con successo dalla Cina.

Fonti : Xinhua - Nasaspaceflight

Nell'immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech ) raffigazione della sonda MSL durante la fase di crociera fra la Terra e Marte. 12/01/2012 - Effettuata con successo la manovra di MSL - Il Mars Science Laboratory (MSL) della NASA ha compiuto con successo mercoledì 11 gennaio 2011 le necessarie correzioni di rotta effettuando la principale manovra prevista durante il suo viaggio fra la Terra e Marte. "Abbiamo completato un grande passo verso il nostro incontro con Marte," ha detto Brian Portock, del Jet Propulsion Laboratory della NASA, di Pasadena, California, vice-capo missione per la fase di crociera della missione. "La telemetria dalla sonda e i dati Doppler ci mostrano che la manovra si è svolta come previsto." La missione di MSL utilizzerà un rover delle dimensioni di un'autovettura, Curiosity, per studiare la regione scelta di Marte all'interno del Cratere Gale e se questa abbia offerto condizioni ambientali favorevoli a supportare la vita microbiologica e magari preservare qualche traccia che dimostri che questa vita sia esistita. Gli ingegneri avevano programmato una serie di accensioni dei motori da svolgersi nel corso di tre ore che avevano due scopi: inserire la sonda nella traiettoria di circa 40.000 km più vicina all'incontro con Marte e di anticiparne il momento dell'incontro di circa 14 ore, comparato con la traiettoria iniziale a seguito del lancio della missione lo scorso 26 novembre 2011. "Il momento dell'incontro è importante per arrivare al pianeta quando la sua rotazione ci porterà il Cratere Gale nel posto giusto," aggiunge Tomas Martin-Mur, capo navigatore della missione al JPL. La seconda manovra correttiva della missione, che dovrebbe essere di circa un sesto delle proporzioni di questa, è prevista per il 26 marzo. Fino a quattro ulteriori opportunità di affinare, se necessario, la traiettoria potranno essere effettuate prima dell'arrivo a Marte, previsto per il 6 agosto 2012 Tempo Universale. La traiettoria iniziale della sonda, risultato del lancio, era stata volutamente fuori bersaglio in modo da prevenire il pericolo che lo stadio superiore del razzo andasse ad impattare con Marte. Questo stadio superiore non era stato infatti sterilizzato come la sonda per proteggere Marte da una contaminazione di microbi terrestri. La MSl ruota, durante il volo, di circa 2 rivoluzioni al minuto. La manovra di oggi comprendeva due differenti componenti: uno era il cambio di velocità nella direzione degli assi di rotazione della sonda ed un altro era il cambio di velocità perpendicolare a questo. La manovra ha utilizzato otto motori di spinta che si trovano sullo stadio di crociera del veicolo spaziale, raggruppati in due coppie di quattro. La prima accensione è durata circa 19 minuti, utilizzando solo un motore di ogni set ed andando a modificare la velocità nella direzione dell'asse di rotazione. Poi, per andare a modificare la velocità perpendicolare a quella linea, ogni set di motori è stato acceso per 5 secondi quando la rotazione la portava nella giusta direzione. Queste accensioni di 5 secondi sono state ripetute per oltre 200 volte in un periodo di due ore per un totale di circa 40 minuti. La manovra era calcolata per produrre un cambio di velocità pari a 5,5 metri al secondo, combinando un leggero aumento della velocità con un piccolo cambiamento di traiettoria. Alle 9 a.m. PST di giovedì 12 gennaio (le 18 ora italiana) la sonda aveva viaggiato per 130,6 milioni di km su un totale da percorrere di 567 milioni di km prima di arrivare a Marte. La sua velocità relativa rispetto alla Terra è di 16.600 km/h mentre quella relativa al Sole di 110.500 km/h. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena e gestisce la missione Mars Science Laboratory per lo Science Mission Directorate di Washington della NASA. Maggiori informazioni su Curiosity sono on-line all'indirizzo: http://www.nasa.gov/msl e http://mars.jpl.nasa.gov/msl. Puoi inoltre seguire la missione su Twitter all'indirizzo http://www.twitter.com/marscuriosity e su Facebook all'indirizzo: http://www.facebook.com/marscuriosity. Nell'immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech ) raffigazione della sonda MSL durante la fase di crociera fra la Terra e Marte.

Fonte : NASA

Nell'immagine (Credit: ESA Anneke le Floc'h) il Primo Ministro Olandese Mark Rutte tiene il microfono per uno studente durante il collegamento con Kuipers sulla ISS. 12/01/2012 - Il Primo Ministro Olandese parla con Kuipers sulla ISS - Il Primo Ministro Olandese, Mark Rutte, e gli studenti dell'Università Tecnica di Delft, hanno recentemente parlato, durante un evento in diretta, con l'astronauta André Kuipers che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale come membro dell'equipaggio di Spedizione 30. Mark Rutte ha parlato con André martedì 10 gennaio ed ha svolto il ruolo di maestro di cerimonia per le domande degli studenti. Durante l'evento l'ex astronauta Tedesco, Thomas Reiter, ora Direttore delle Operazioni per il Volo Spaziale Umano dell'ESA, ed il primo Comandante Europeo della ISS, l'astronauta ESA Frank De Winne, hanno intrattenuto il pubblico di Delft, in Olanda, con aneddoti sul periodo da loro trascorso nello spazio. Vivere sulla stazione spaziale richiede il riciclo - anche del sudore e delle urine. Scherzando Frank ha detto: "Un giorno bevi una tazza di caffè, il giorno seguente bevi ancora la stessa tazza di caffè e dopo alcuni giorni finisci che bevi anche la tazza di caffè dei tuoi colleghi." Il Primo Ministro Rutte ha chiesto ad André chiesto André come si era stabilito a bordo della Stazione. "È meraviglioso", ha risposto André. "Mi sono adattato bene alla vita nello spazio e sto veramente cominciando a sentirmi come a casa." La vita nello spazio secondo André è simile a quella vissuta sulla terra - quando hai del tempo libero ascolti la musica, mangi assieme e, di tanto in tanto guardi fuori dalla finestra. André ha poi parlato agli studenti del progetto educativo Spaceship Earth: "Una delle cose più importanti per motivare gli scolari. A quell'età i bambini diventano ispirati ed interessati. Se soltanto un piccolo numero di studenti venisse influenzato a continuare le loro carriere nella scienza o nell'ingegneria, sarebbe un ottimo risultato per la missione." In seguito, il signor Rutte ha commentato: "E' stata una delle più belle manifestazioni che ho fatto nel mio lavoro di Primo Ministro." Thomas Reiter e Franco Ongaro, direttore della Direzione Tecnica e Qualità dell'ESA, hanno parlato con il Primo Ministro prima della manifestazione sull'importante ruolo dello spazio per la società. Nell'immagine (Credit: ESA Anneke le Floc'h) il Primo Ministro Olandese Mark Rutte tiene il microfono per uno studente durante il collegamento con Kuipers sulla ISS.

Fonte : ESA

Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) il confronto delle dimensioni degli ultimi esopianeti scoperti da Kepler. 11/01/2012 - Kepler scopre tre piccoli esopianeti - Gli astronomi, utilizzando i dati della missione Kepler della NASA, hanno scoperto i tre più piccoli pianeti mai rilevati in orbita ad una stella oltre il nostro Sole. I pianeti orbitano attorno ad una singola stella, chiamata KOI-961, e sono, rispettivamente, 0,78, 0,73 e 0,57 volte il raggio della Terra. Il più piccolo ha circa le stesse dimensioni di Marte. Tutti e tre i pianeti si pensa siano rocciosi come la Terra, ma le loro orbite sono più vicine alla loro stella. Questo li rende troppo caldi per essere nella zona abitabile, quella regione dove può esistere l'acqua allo stato liquido. Dei circa 700 esopianeti confermati in orbita attorno ad altre stelle - e chiamati esopianeti - solo una manciata sono rocciosi. "Gli astronomi hanno appena iniziato a confermare migliaia di pianeti candidati scoperti da Kepler fino ad ora," dice Doug Hudgins, capo scienziato del programma Kepler presso il quartier generale della NASA a Washington. "Scoprirne piccolo come Marte è incredibile, e ci fa credere che attorno a noi sia pieno di pianeti rocciosi." La ricerca dei pianeti da parte di Kepler continua monitorando continuativamente oltre 150.000 stelle, e cercando di osservare il piccolo calo di luminosità causato dal passaggio, o transito, dei pianeti di fronte alla stella. Almeno tre transiti sono richiesti per verificare il segnale come un pianeta. Dopo devono essere eseguite delle osservazioni con i telescopi basati sulla Terra per confermare la scoperta. L'ultima scoperta viene da un team di astronomi del California Institute of Technology di Pasadena, California. Il team ha utilizzato i dati pubblicati dalla missione Kepler, assieme con le osservazioni dell'Osservatorio Palomar, vicino a San Diego e con il W.M. Keck Observatory che si trova sopra il monte Mauna Kea alle Hawaii. Queste misure hanno drammaticamente ridotto le misure dei pianeti da quanto originariamente stimato. I tre pianeti si trovano molto vicini alla loro stella, impiegando meno di due giorni per orbitarne attorno. La stella KOI-961 è una nana rossa con un diametri di circa un sesto del nostro Sole, che la rende solo il 70% più grande di Giove. "Questo è il più piccolo sistema solare che abbiamo scoperto finora," conferma John Johnson, lo scienziato a capo delle ricerche della NASA per l'Exoplanet Science Institute at the California Institute of Technology di Pasadena. "E' più simile a Giove ed alle sue lune di ogni altro sistema solare. La scoperta ci conferma il fatto della diversità dei sistemi planetari nella nostra galassia. Le nane rosse sono le stelle più comuni nella nostra galassia Via Lattea. La scoperta di tre pianeti rocciosi attorno ad una nana rossa suggeriscono che la galassia potrebbe essere brulicante di simili pianeti rocciosi. "Questi tipi di sistemi potrebbero essere onnipresenti nell'Universo," aggiunge Phil Muirhead, autore di un nuovo studio del Caltech. "Questo è un momento molto eccitante per i cacciatori di pianeti." La scoperta segue la scia di recenti importanti sviluppi della missione Kepler. Nel dicembre 2011, gli scienziati avevano annunciato la prima conferma di pianeti all'interno della zona abitabile di una stella simile al Sole e grandi circa 2,4 volte le dimensioni della Terra e chiamati Kepler-20e e Kepler-20f. Per l'ultima scoperta il team ha ottenuto le misure dei tre pianeti chiamati KOI-961.01, KOI-961.02 e KOI-961.03 con l'aiuto di una stella gemella di KOI-961 e ben conosciuta, la Stella di Barnard. Attraverso una migliore comprensione della stella KOI-961, hanno poi potuto determinare quanto grandi i pianeti dovevano essere per aver causato i cali di luce osservati nella stella. In aggiunta alle osservazioni di Kepler e sulla base di misurazioni dei telescopi di Terra, il team ha utilizzato tecniche di modellazione per confermare le scoperte dei pianeti. Prima della conferma di questi pianeti, solo sei altri pianeti sono stati confermati utilizzando i dati pubblici di Kepler. l'Ames Research Center della NASA di Moffett Field, in California, gestisce il segmento di Terra di Keplero, le operazioni di missione e l'analisi dei dati scientifici. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, in California, gestisce lo sviluppo della missione Kepler. Per informazioni sulla missione di Keplero, visitate il sito: http://www.nasa.gov/kepler Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) il confronto delle dimensioni degli ultimi piccoli esopianeti scoperti da Kepler.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA) due capsule Gemini durante un incontro ravvicinato 09/01/2012 - Restaurate e disponibili on-line le immagini delle missioni Gemini - Il 23 marzo 1965, il primo dei dieci equipaggi dei veicoli spaziali Gemini, venne lanciata con i suoi due astronauti, Gus Grissom e John Young. Il Johnson Space Center della NASA e la School of Earth and Space Exploration dell'Arizona State University sono fieri di svelare il Progetto Gemini Online Digital Archive. L'archivio contiene le prime scansioni digitali ad alta risoluzione tratte dai fotogrammi originali delle missioni Gemini ora sono disponibili in diversi formati con un click del mouse. Il Progetto Gemini (1964-1966) è stato il secondo programma spaziale di volo umano degli Stati Uniti dopo il Progetto Mercury (1960-1963). L'obiettivo complessivo era di testare i sistemi e le operazioni critiche per il programma Apollo (1961-1975), concepito con lo scopo di 'far atterrare un uomo sulla Luna e riportarlo sano e salvo sulla Terra'. Gli obiettivi specifici del Gemini comprendevano: perfetto randezvous e attracco fra due veicoli spaziali abitati, la comprensione delle attività extraveicolari (space walking), precise procedure di rientro, comprensione degli effetti dell'ambiente spaziale per gli esseri umani e testare i sistemi per Apollo. Il veicolo spaziale Gemini veniva lanciato con un missile balistico intercontinentale (ICBM) modificato Titan II verso l'orbita bassa terrestre. Il successo delle missioni Gemini della NASA hanno fornito esperienze critiche nelle operazioni spaziali e permesso direttamente tutti i successi spaziali Americani che hanno seguito, in particolare l'atterraggio lunare delle Apollo e la prima stazione spaziale USA, lo Skylab (1973-1974). Segue una breve lista di 'prime' ottenute nelle missioni Gemini: prima attività extraveicolare (EVA) degli Stati Uniti, prima EVA per il recupero di materiale esposto all'ambiente spaziale per lunghi periodi (contenitore Agena micrometeorite), primo utilizzo di celle a combustibile su una nave spaziale, prima operazione simultanea di due equipaggi su un veicolo spaziale USA, la più lunga di una missione spaziale USA fino allo Skylab (Gemini 7, quasi due settimane), sviluppo di coerenti tecniche di EVA (culminate con la Gemini 12), primo randezvous orbitale ed attracco, prima dimostrazione di un cavo orbitale, prima dimostrazione dell'utilità scientifica di osservazioni sistematiche della Terra - alcune di queste sono le prime foto a colori della Terra dall'orbita. Visita il Project Gemini digital scan archive. Inoltre puoi vedere il sito ASU Project Mercury digital scan archive, e l'archivio Apollo. Nella foto (Credit: NASA) la capsula Gemini 7 in orbita fotografata da Stafford a bordo della Gemini 6.

Fonte : Arizona State University

09/01/2012 - La NASA sollecita le aziende per lo stadio superiore di SLS - Il Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville in Alabama ha pubblicato una richiesta alle aziende per la fornitura di un Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) per le prime missioni dell'SLS (Space Launch System). La NASA ha annunciato recentemente l'architettura dell'SLS con una lista di missioni che parte dal 2017. I primi voli dell'architettura dell'SLS richiedono l'utilizzo di uno stadio superiore ICPS per poter immettere Orion MPCV (Multi-Purpose Crew Vehicle) ed il suo carico utile sulla traiettoria richiesta. Per supportare la lista di missioni la prima unità ICPS dovrà essere consegnata presso il Kennedy Space Center non più tardi del quarto trimestre del 2016 mentre la seconda unità dovrà essere consegnata sempre al KSC per il quarto trimestre del 2020. Le unità ICPS dovranno rispettare dei requisiti fissati dalla NASA per assicurarne l'utilizzo e che sono chiaramente fissati nel documento di richiesta. I fornitori dovranno presentare entro il 7 febbraio 2012 le loro proposte dettagliate a mezzo telematico. Le proposte saranno valutate solamente con lo scopo di determinare se vi sia o meno già presente un harware disponibile e se la richiesta possa essere fatta su base competitiva o meno.

Fonte : Spaceref

09/01/2012 - La NASA spegne il Rossi Timing Explorer - Dopo una missione di 16 anni la NASA ha deciso di spegnere l'osservatorio spaziale per raggi X Rossi Timing Explorer (RTXE). Questo satellite scientifico era stato lanciato il 30 dicembre 1995 per mezzo di un razzo Delta II da Cape Canaveral, in Florida. ed aveva fornito dati importantissimi sui buchi neri e sulle stelle a neutroni e pulsar. Grazie ai tre strumenti di bordo, forniti dal Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, dall'Università della California di San Diego e dal Massachusetts Institute of Technology. Rossi Timing Explorer era in grado di osservare l'universo nello spettro dei raggi X misurando le emissioni in periodi da microsecondi a mesi. RTXE era stato in grado di osservare per la prima volta il "frame-dragging" (o effetto di trascinamento) dello spaziotempo nelle vicinanze di un buco nero, un effetto previsto dalla teoria della relatività generale di Einstein. Il progetto era stato dedicato a Bruno Rossi, un astronomo del MIT (Massachusetts Institute of Technology) esperto della fisica dei raggi X morto nel 1993. La decisione della NASA di interrompere le operazioni di RTXE è stata causata dal lento degrado degli strumenti e dall'esigenza di dare priorità ad altre missioni considerate di maggior peso scientifico. Il satellite si trova su un'orbita di 473 km di altezza inclinata di 23 gradi sull'equatore. Il satellite, del peso di circa tre tonnellate potrebbe rientrare nell'atmosfera terrestre fra il 2014 ed il 2023, dipende dalle fluttuazioni dell'atmosfera terrestre causate dall'attività solare.

Fonti : SpaceflightNow - Wikipedia

Nella illustrazione (Credit: China Academy of Space Tecnology) il lander ed il rover della missione Chang'e 3 09/01/2012 - La Cina farà atterrare una sonda sulla Luna nel 2013 - Secondo il nuovo piano quinquennale svelato in dicembre, la Cina invierà una sonda sulla superficie lunare entro il 2013. Questa missione, Chang'e 3, è la seconda fase del programma di approccio lunare della Cina, e sarà fornita di un rover che potrà muoversi sulla superficie lunare. Nel 2007 e nel 2010, rispettivamente, le prime due sonde lunari Cinesi, Chang'e 1 e Chang'e 2 sono stati inviate con successo in orbita lunare ed hanno fornito agli scienziati mappe ad alta risoluzione della sua superficie. Ora la sonda Chang'e 2, dopo aver completato la mappatura lunare, è stata inviata nella zona di librazione L2, che si trova a 1,7 milioni di km fra la Terra e la Luna ed è la più lontana sonda mai inviata nello spazio dalla Cina. Dopo l'atterraggio morbido del lander nel 2013 la Cina prevede un terzo passo nell'esplorazione lunare con il ritorno di campioni sulla Terra. Recentemente la Chang'e 3 ha superato vari test in vista del lancio. Ma nel piano quinquennale vengono illustrate anche le prossime tappe dell'esplorazione umana. Entro il 2012 due missioni Shenzhou, la 9 e la 10, saranno dirette verso il laboratorio orbitale TianGong-1, lanciato a settembre 2011 e raggiunto da una prima capsula automatica, la Shenzuou-7 nel novembre 2011. Di questi due missioni almeno una avrà un equipaggio. Nei prossimi anni proseguiranno i lanci di altri laboratori orbitali simili e di veicoli di rifornimento. La Cina prevede poi di iniziare i preparativi tecnologici per una propria stazione orbitale di circa 100 tonnellate e per l'atterraggio di un equipaggio sulla Luna. In questa ottica la Cina svilupperà deu nuovi razzi che utilizzeranno propellenti meno inquinanti e più potenti di quelli utilizzati oggi ed avvierà la costruzione di un nuovo spazioporto sull'isola di Hainan, situata nella costa sud del Paese. La Cina darà inoltre priorità ai satelliti per l'osservazione della Terra, per le comunicazioni e per la navigazione. Diverse nazioni come la Nigeria, il Venezuela, il Pakistan stanno infatti acquistando l'utilizzo dei razzi Cinesi per l'immissione in orbita di propri satelliti ed altri veicoli spaziali sono in costruzione per la Bolivia, il Laos e la Bielorussia. Un altro punto importante dei prossimi cinque anni sarà lo sviluppo del sistema di navigazione satellitare Cinese Beidou, formato da una flotta di satelliti e simile al programma GPS degli Stati Uniti. La Cina ha attivato il Beidou il 27 dicembre con la copertura di dieci satelliti sulla regione del Pacifico Asiatico e prevede di allargare la copertura del servizio entro il 2020 con 35 satelliti. Nella illustrazione (Credit: China Academy of Space Tecnology) il lander ed il rover della missione Chang'e 3.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: Xinhua) il momento del decollo del razzo Lunga Marcia 4B con il satellite ZiYuan-3 09/01/2012 - La Cina inaugura i lanci orbitali del 2012 - La Cina ha lanciato lunedì con successo il satellite ZiYuan III (ZY-3) dal Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan, nel nord della Provincia Shanxi. Il satellite da ricognizione ad alta risoluzione per scopi civili è stato lanciato alle 11:17 a.m. locali (le 2:17 ora italiana) a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 4B, secondo quanto riportato in un comunicato del centro. Il satellite, pesante 2.650 kg., è entrato in orbita a 500 km sopra la Terra circa 12 minuti dopo il decollo con un'inclinazione di 97,421° e quindi con un sorvolo della stessa zona della superficie terrestre ogni 5 giorni. Il satellite ha una vita operativa prevista di cinque anni. Sempre secondo quanto riportato dal centro spaziale il satellite potrà offire diversi servizi per il controllo delle risorse del Paese, per la prevenzione dei disastri naturali, per lo sviluppo dell'agricoltura, per la gestione delle risorse idriche e per la pianificazione urbana. A bordo di ZiYuan III sono presenti tre macchine da ripresa pancromatiche ad alta risoluzione ed uno scanner infrarosso multispettrale. Le risoluzioni delle immagini possono arrivare a 2 metri/pixel. Il razzo CZ-4B lanciato oggi ospitava anche un micro satellite del Lussemburgo, VesselSat-2, costruito dalla LuxSpace Sarl, un'affiliata della OHB AG. Il micro satellite pesa soltanto 28 kg. e verrà integrato con la prossima generazione della costellazione ORBCOMM. Quello di oggi è stato il primo lancio orbitale del 2012 ed il 156° lancio orbitale Cinese ad avere successo. Nella foto (Credit: Xinhua) il momento del decollo del razzo Lunga Marcia 4B con il satellite ZiYuan-3.

Fonti : Xinhua - Nasaspaceflight

Nella illustrazione (Credit: ESA - J.Huart, 2011) una visione artistica di Vega. 09/01/2012 - Eventi chiave dell'ESA nel 2012 - Ecco una rapida carrellate degli eventi più importanti per l'ESA nel 2012 appena iniziato: Primo lancio di Vega previsto per il 9 febbraio dallo Spazioporto di Kuorou (Guiana Francese) - Presentazione a febbraio ai media della missione BepiColombo per lo studio di Mercurio - Invio alla NASA a febbraio dello strumeto MIRI fornito dall'ESA per il Telescopio Spaziale James Webb - Sempre a febbraio presentazione in Germania della missione Swarm per lo studio del campo magnetico terrestre - Il 1° marzo a Parigi verrà festeggiato il decimo anniversario del lancio del satellite Envisat, il più grande satellite destinato all'osservazione terrestre - Il 9 marzo da Kourou il lancio del terzo veicolo di rifornimento Europeo per la ISS, ATV-3 Edoaldo Amaldi - Il 19 marzo attracco di ATV-3 con la ISS - In marzo si completa la fase di test orbitali per i primi due satelliti Galileo lanciati lo scorso 21 ottobre da Kourou con un vettore Soyuz - Ad aprile, in Gran Bretagna, verrà presentata la prima mappa dei cambiamenti dello strato di ghiaccio dell'Oceano Artico - In aprile l'ESA sottoporrà ad ulteriori studi le tre proposte di grandi missioni al Comitato Scientifico - Fra il 2 ed il 4 maggio a Berlino si svolgerà un simposio per l'utilizzo della ISS fino al 2020 ed oltre - Il 16 maggio l'astronauta dell'ESA André Kuipers completerà la sua missione PromISSe di cinque mesi sulla stazione spaziale ed atterrerà in Kazakhstan assieme ai suoi due colleghi - In maggio dal Cosmodromo di Baikonur è previsto il lancio del satellite MetOp-B per una missione meteorologica - Dal 25 maggio al 2 giugno presso la 'Citè de l'Espacé' di Tolosa, in Francia, l'ESA sarà presente alla conferenza ECSITE che riunisce i centri scientifici e musei Europei - Dal 15 giugno al 15 luglio si apre la finestra di lancio per il Meteosat di Seconda Generazione-3 dallo Spazioporto della Guiana - Dal 25 al 28 giugno si tiene il Toulose Air Show dove l'ESA partecipa concentrandosi sugli aspetti delle applicazioni spaziali - Dal 9 al 15 luglio a Farnborough, in Inghilterra, si tiene l'International Air and Space Show con l'ESA e la UK Space Agency che parteciperanno ad un grande numero di eventi - Il 16 luglio da Baikonur è previsto il lancio dei tre satelliti della missione Swarm - Fra agosto e settembre avverrà il lancio del secondo paio di satelliti della costellazione Galileo dallo Spazioporto della Guiana - Dall'11 al 16 settembre a Berlino si svolgerà la ILA International Air and Space Show con diversi eventi a tema spaziale - Dal 1° al 5 ottobre si terrà a Napoli il 63° Congresso Internazionale di Astronautica (IAC) dove l'ESA effettuerà diverse conferenze e ci saranno esposizioni per i media - A novembre in Argentina verrà inaugurata la terza antenna del network dell'ESA per lo Spazio Profondo - A novembre verranno consegnati gli strumenti scientifici per la missione Gaia che verrà lanciata nel 2013 - A dicembre il successore del Telescopio Spaziale Hubble, il James Webb, riceverà dall'ESA lo spettografo nel vicino infrarosso NIRSpec - Verso la fine dell'anno si terrà infine in Italia il Consiglio dell'ESA a livello ministeriale per decidere i programmi dei prossimi anni. Nella illustrazione (Credit: ESA - J.Huart, 2011) una visione artistica di Vega.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: SpaceX) il momento dell'installazione dei pannelli solari sul veicolo spaziale Dragon 07/01/2012 - Dragon mette le ali - Per la sua prima missione diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale il veicolo spaziale Dragon della SpaceX utilizzerà dei pannelli solari dispiegabili come sorgente principale di energia per i sensori, per il sistema di raffreddamento, per smaltire il calore e per le comunicazioni con il Centro Controllo Missione della SpaceX e con la Stazione Spaziale. I pannelli solari di Dragon genereranno fino a 5.000 watt di energia - abbastanza per accendere oltre 80 lampadine. I pannelli solari, protetti da una copertura durante il lancio, verranno dispiegati dopo pochi minuti dalla separazione di Dragon dal secondo stadio del Falcon 9 ed in rotta verso il suo randezvous con la Stazione Spaziale. Mentre la maggior parte dei satelliti e le missioni della NASA come il Telescopio Spaziale Hubble utilizzano i pannelli solari, Dragon sarà il primo veicolo da trasporto commerciale Americano ad utilizzarli. I precedenti veicoli spaziali Americani come le Mercury, le Gemini, l'Apollo e lo Shuttle hanno utilizzato celle a combustibile o pacchi di batterie. Le celle a combustibile sono limitate dal totale di reagenti chimici (di solito ossigeno ed idrogeno) che il veicolo può trasportare. Le batterie da sole sono limitate dalla loro massa e dal totale di energia che possono accumulare. L'energia solare fornisce dei benefici chiave - energia a lungo termine. Combinando i pannelli solari di Dragon con un compatto ed efficiente pacco di batterie viene fornita un'affidabile e rinnovabile sorgente di energia. Quando si trova al Sole, i pannelli solari di Dragon ricaricano il pacco di batterie, e le batterie caricate forniscono l'energia mentre Dragon transiterà nell'ormbra della Terra. Con i pannelli solari il Dragon avrà energia per le necessità di più lunghi viaggi, sia verso la Stazione Spaziale che in future missioni su Marte. I pannelli solari dispiegabili di Dragon sono stati sviluppati da zero da un piccolo team di ingegneri della SpaceX. Per assicurarsi che potessero sopravvivere all'ambiente ostile dello spazio, i nostri ingegneri hanno sottoposto i pannelli solari a centinaia di ore di rigorosi test compresi quelli termici, del vuoto, vibrazioni e test elettrici e strutturali. La SpaceX ha condotto la maggior parte dei test al suo interno. Dopo il completamento dei test i pannelli solari sono stati inviati a Cape Canaveral al sito di lancio della SpaceX per l'integrazione finale. I pannelli solari e le coperture protettive che racchiudono i pannelli durante il lancio sono state installati in preparazione del primo volo per la Stazione Spaziale Internazionale battezzato "COTS Demo Flight 2/3". Ulteriori aggiornamenti verranno pubblicati in preparazione per il nostro primo volo verso la Stazione Spaziale! Nella foto in alto (Credit: SpaceX) il momento dell'installazione dei pannelli solari sul modulo di servizio (trunk) del veicolo spaziale Dragon all'interno dell'hangar della SpaceX presso Cape Canaveral.

Fonte : SpaceX

06/01/2012 - Utimo tuffo in piscina per il modello di Orion MPCV - Si è svolto il 6 gennaio 2012 l'ultimo dei test di caduta in piscina del modello della capsula Orion MPCV presso il Langley Research Center's Hydro Impact Basin della NASA. La serie di test, iniziata nel luglio 2011, ha permesso di sperimentare diversi scenari di ammaraggio a cui potrà essere sottoposta la capsula ed il suo equipaggio. I test hanno riguardato diverse velocità di caduta ed angoli di impatto in modo da riprodurre le differenti condizioni di vento e mare che Orion potrebbe incontrare al momento dell'ammaraggio. Il test del 6 gennaio ha rappresentato le peggiori condizioni di uno scenario di aborto in mare mosso. Le condizioni del test prevedevano la simulazione dell'apertura di tutti e tre i paracadute con un alto angolo di impatti a 43°. La capsula viaggiava a circa 75,6 km/h quando si è tuffata nella piscina e si è capovolta oltre la posizione di Stabilità 2. Questo tipo di scenario di atterraggio non dovrebbe occorrere facilmente durante la vita operativa del veicolo ma è essenziale per la verifica dei modelli analitici. Come nel caso della capsula Apollo, anche il progetto di volo di Orion è fornito di un sistema di bordo che permette al veicolo di rimettersi dritto.

VIDEO DELL'ULTIMO TUFFO DI PROVA IN PISCINA DEL VEICOLO TEST ORION MPCV (CREDIT: NASA) - dur.min.03:06



Fonte : NASA

06/01/2012 - MSL pronto alla correzione di rotta - La sonda Mars Science Laboratory (Curiosity) della NASA eseguirà l'11 gennaio la principale manovra di rotta durante il suo viaggio fra la Terra e Marte. La manovra avverrà con una sequenza di otto accensioni dei motori durante un periodo di 175 minuti che inizieranno alle 3 p.m. PST (le 1 ora italiana del 12 gennaio). Questa manovra indirizzerà molto più precisamente la sonda verso Marte per l'atterraggio al Cratere Gale. La traiettoria risultante dal lancio del 26 novembre scorso era intenzionalmente mirata a mancare Marte in modo da evitare che lo stadio superiore del veicolo di lancio potesse colpire il pianeta. Infatti lo stadio superiore non era stato sterilizzato come avvenuto per la sonda in modo da proteggere Marte dai microbi terrestri. La manovra impartirà un cambiamento di velocità di circa 5,5 metri al secondo. La sonda è previsto che raggiunga Marte il 5 agosto e durante il volo verso il Pianeta Rosso vi sono altre cinque opportunità di correzioni di rotta per migliorare la precisione. Intanto il team che segue la missione è alle prese con un problema che si è presentato al software di riconoscimento stellare e che ne ha provocato il reset il 29 novembre. I test eseguiti sul sistema analogo a Terra non hanno portato a nessun risultato. La sonda comunque dispone di un computer principale di riserva ed i tecnici stanno eseguendo i controlli per vedere se anche questo possa essere suscettibile di questo tipo di reset. Il 15 gennaio gli scienziati inizieranno una serie di controlli ingegneristici sui componenti del sistema di atterraggio del rover Curiosity e del suo sistema di comunicazione con le sonde orbitanti attorno a Marte. I pannelli solari dello stadio di crociera producono 780 watt mentre le telecomunicazioni viaggiano a 2 kilobits al secondo in ricezione ed invio. La sonda ruota su se stess a 2,04 rotazioni al minuto mentre il Radiation Assessment Detector, uno dei 10 strumenti scientifici di cui è fornito il rover, sta già raccogliendo dati sull'ambiente delle radiazioni interplanetarie che potrebbero essere utili per un futuro volo umano. Il 7 gennaio la sonda ha percorso già 117,3 milioni di chilometri nel suo viaggio di 567 milioni di chilometri verso Marte. La velocità di MSL è di circa 15.200 km/h relativi alla Terra e di 111.600 km/h relativi al Sole.

Fonte : NASA

Nella foto in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech/UA) ripresa dalla telecamera HiRISE della sonda Mars 
Reconnaissance Orbiter, il percorso di Opportunity e la sua posizione di riposo per l'inverno. 05/01/2012 - Scelto il luogo dove Opportunity trascorrerà il suo quinto inverno marziano - Il Mars Exploration Rover Opportunity della NASA trascorrerà i prossimi mesi in un posto chiamato 'Greeley Haven'. Il nome è un tributo al geologo planetario Ronald Greeley (1939-2011) che è stato membro del team scientifico per i dei rover marziani e di molte altre missioni interplanetarie. Il sito è un affioramento roccioso che fornirà la giusta inclinazione sufficiente per la produzione di energia solare durante il quinto inverno marziano del rover. Inoltre il luogo fornirà anche degli obiettivi di interesse scientifico che potranno essere esaminati dal braccio robotico del rover. Trovandosi più vicino all'equatore del suo gemello Spirit, Opportunity non ha mai avuto la necessità di trovare un luogo inclinato durante i precedenti inverni. Ma ora i pannelli solari di Opportunity sono ricoperti di uno strato maggiore di polvere rispetto agli inverni scorsi. Difficilmente il vento li potrà pulire nelle prossime settimane e così i responsabili del team hanno deciso di utilizzare la stessa strategia di Spirit durante i suoi tre inverni: rimanere inclinato verso il Sole. Per diversi mesi la luce del giorno sarà sempre più breve prima e dopo il solstizio invernale di Marte che avverrà il 30 marzo 2012, quando il Sole passerà relativamente basso nel cielo del nord dalla prospettiva del rover, ed Opportunity potrà lavorare sulla faccia inclinata verso nord. Lo studio di Greeley Haven include una ricerca di radio-scienza sull'interno di Marte che inizierà questa settimana; ispezione della composizione dei minerali e della struttura dell'affioramento e riprendere un'intero panorama a 360° a colori: il Greeley Panorama. Greeley ha insegnato a generazioni di scienziati planetari all'Arizona State University di Tempe, fino alla sua morte avvenuta due mesi fa. Le ricerche di radio-scienza studieranno piccole oscillazioni nella rotazione di Marte per ottenere informazioni sul nucleo del pianeta. Il sito invernale si trova a 'Cape York', una parte del bordo del cratere Endeavour. Opportunity ha raggiunto il bordo di questo cratere largo 22 km, cinque mesi fa dopo un viaggio di tre anni proveniendo dal piccolo cratere Victoria che aveva studiato per due anni. Opportunity e Spirit hanno completato la missione principale nell'aprile del 2004 ed hanno proseguito per anni la missione estesa. Entrambi i rover hanno compiuto importanti scoperte sull'ambiente umido dell'antico Marte che potrebbe essere stato favorevole a sostenere la vita microbica. Spirit ha cessato le sue comunicazioni nel marzo del 2010 e la sua energia è calata dopo aver perso l'uso di due delle sue ruote che hanno impedito di raggiungere una posizione inclinata verso sud nel suo quarto inverno marziano. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce il progetto Mars Exploration Rover per lo Science Mission Directorate della NASA, a Washington. Maggiori informazioni su Opportunity sono online all'indirizzo: http://www.nasa.gov/rovers e http://marsrovers.jpl.nasa.gov. È possibile seguire il progetto su Twitter e su Facebook http://www.twitter.com/marsrovers e http://www.facebook.com/marsrovers. Nella foto di copertina il Mars Exploration Rover Opportunity della NASA ha usato la sua macchina fotografica di navigazione per riprendere questa vista dell'affioramento verso nord di Greeley Haven, dove il rover lavorerà durante il suo quinto inverno marziano (Image credit: NASA/JPL-Caltech). Nella foto in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech/UA) ripresa dalla telecamera HiRISE della sonda Mars Reconnaissance Orbiter, il percorso di Opportunity e la sua posizione di riposo per l'inverno.

Fonte : NASA

04/01/2012 - La Phobos-Grunt potrebbe rientrare il 15 gennaio - Secondo le ultime notizie pervenute dal portavoce delle Truppe di Difesa Aerea e Spaziale Russa, Alexei Zolotukhin, i frammenti della sonda Phobos-Grunt potrebbero rientrare nell'atmosfera terrestre il 15 gennaio. La data esatta potrebbe comunque cambiare a seconda di alcuni fattori. Il 4 gennaio 2012, l'oggetto si trovava su un'orbita con un periodo di 88,57 minuti, inclinazione di 51,41°, apogeo 224 km e perigeo 184 km. Gli specialisti del centro di controllo della Difesa Spaziale controllano costantemente i cambiamenti di orbita e forniranno informazioni sulle previsioni del punto di caduta e del momento esatto poche ore prima dell'evento. La sonda Russa Phobos-Grunt era stata lanciata da Baikonur il 9 novembre scorso ma un guasto al suo motore le aveva impedito di uscire dall'orbita terrestre ed infilarsi in rotta verso il Pianeta Rosso. Purtroppo i molti tentativi di contattare la sonda avevano avuto quasi nessun successo e così il suo destino era segnato. Una commissione di inchiesta è stata istituita per investigare sulle cause del fallimento e dovrebbe fornire le sue conclusioni preliminari verso la fine di gennaio. La sonda pesa circa 13 tonnellate e sarà uno dei più grandi oggetti costruiti dall'uomo a rientrare senza controllo nell'atmosfera terrestre. Tutte le zone comprese fra i 51,4° nord ed i 51,4° sud potrebbero essere interessati dalla caduta dei frammenti della sonda.

Fonte : Itar-Tass

02/01/2012 - La prima missione Indiana con equipaggio slitta dopo il 2020 - I piani per lanciare astronauti Indiani nello spazio appare essere slittato dopo il 2020, mentre la possibilità di inserimento di partner esteri in questa impresa appare molto incerta. Venerdì l'ISRO, l'agenzia spaziale Indiana, ha annunciato la firma di un memorandum di intesa con le Forze Aeree Indiane per la selezione di astronauti ad iniziare non prima del 2020. Nel gennaio del 2010 l'ISRO aveva annunciato un piano di 4,8 miliardi di dollari per il lancio di astronauti a bordo di un proprio razzo nel 2016. L'annuncio dell'accordo è stato reso pubblico dal Tenente Generale H. L. Kakria, direttore generale del Corpo Medico dell'Esercito. Nel comunicato il Tenente Generale che questo accordo a lungo termine prevede la prima selezione di astronauti nel 2020 e della fornitura di tutte le attrezzature per l'addestramento alle Forze Aree Indiane da parte dell'ISRO. La missione utilizzerà materiale completamente Indiano e la collaborazione con compagnie o paesi esteri è esclusa. Questo annuncio è molto significativo dato che diverse compagnie aerospaziali degli Stati Uniti, ad esempio la Boeing, avevano discusso con l'ISRO la possibilità di vendere agli Indiani la capsula CST-100 per essere utilizzata con razzi indigeni. Ovviamente questa opportunità, secondo il comunicato del Tenente Generale Kakria non appare più percorribile. Kakria non ha fornito le ragioni del rinvio o della decisione di costruire un sistema completamente indigeno.

Fonte : Parabolic Arc

Nell'immagine (Credits: NASA/KSC) le due sonde GRAIL durante gli ultimi preparativi prima del lancio 01/01/2012 - Le due sonde GRAIL sono in orbita lunare - La seconda delle due sonde GRAIL (Gravity Recovery And Interior Laboratory) della NASA ha complatato con successo la sua accensione prevista del motore e si trova ora in orbita lunare. Lavorando assieme GRAIL-A e GRAIL-B studieranno la Luna come non è mai stato fatto prima. "La NASA da il benvenuto al nuovo anno con una nuova missione interplanetaria," ha detto Charles Bolden, l'Amministratore della NASA. "Le sonde gemelle GRAIL espanderanno grandemente le nostre conoscenze sulla Luna e sull'evoluzione del nostro pianeta. Iniziamo quest'anno ricordando al popolo della Terra quanto la NASA è capace di fare, cose audaci che ci permetteranno di raggiungere nuove vette e rivelare lo sconosciuto." GRAIL-B ha raggiunto l'orbita lunare alle 2:43 p.m. PST (le 22:43 ora italiana) di oggi. GRAIL-A aveva completato con successo l'accensione ieri alle 2 p.m. PST (le 22 ora italiana). Le manovre di inserimento hanno piazzato le sonde su un'orbita quasi polare ellittica, con un periodo orbitale di circa 11,5 ore. Nelle prossime settimane il team di scienziati che segue GRAIL comanderà una serie di accensioni per ogni sonda per ridurre il periodo orbitale e portarlo appena sotto le due ore. L'inizio della fase scientifica è previsto per marzo 2012 quando le due sonde si troveranno su un'orbita quasi polare, quasi circolare ad un'altezza di circa 55 km. Durante la missione scientifica di GRAIL i due veicoli spaziali trasmetteranno segnali radio molto precisi per definire la distanza fra di loro. Mentre sorvoleranno le zone con maggiore o minore gravità causate da strutture visibili, come montagne o crateri, e masse nascoste sotto la superficie lunare, la distanza fre le due sonde cambierà leggermente. Gli scienziati trasformeranno queste informazioni in una mappa ad alta risoluzione del campo gravitazionale lunare. I dati permetteranno agli scienziati di comprendere che cosa si trova sotto la superficie lunare. Queste informazioni incrementeranno le conoscenze di come la Terra ed i suoi vicini rocciosi del Sistema Solare interno si sono sviluppati nei diversi mondi che vediamo oggi. Ogni sonda ospita una piccola macchina fotografica chiamata GRAIL MoonKAM (Moon Knowledge Acquired by Middle studenti delle scuole) con il solo scopo educativo e per il pubblico. Il programma della MoonKAM è guidato da Sally Ride, la prima donna Americana a volare nello spazio, e dal suo team presso il Sally Ride Science in collaborazione con gli studenti universitari della University of California di San Diego. La MoonKAM di GRAIL coinvolgeranno le scuole medie del paese nella missione di GRAIL e nell'esplorazione lunare. Migliaia di studenti dalle quinte alle ottave sceglieranno delle zone bersaglio della superficie lunare ed invieranno le richieste al Centro di Missione Operativo di GRAIL di San Diego. Le foto ottenute dei bersagli verranno poi inviate dai satelliti GRAIL agli studenti per essere studiate. Un concorso fra gli studenti è iniziato ad ottobre per la scelta dei nuovi nomi delle due sonde. I nuovi nomi saranno annunciato nel gennaio 2012. La Ride e Maria Zuber, il capo scienziato della missione per il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, si riuniranno per la decisione finale. La GRAIL della NASA è la prima missione interplanetaria che ospita uno strumento dedicato completamente alla didattica. La missione della MoonKAM dovrebbe durare almeno 80 giorni. Il sito di MoonKAM mostrerò esattamente le orbite delle sonde quali zone della Luna sorvoleranno e gli studenti potranno scegliere il momento e la posizione nel quale eseguire la ripresa fotografica e tutto questo avverrà on-line. Gli studenti potranno cosè vedere se la loro richiesta è stata accettate e visionare l'immagine prescelta dal server della MoonKAM. Le immagini verranno poi caricate sul sito di MoonKAM assieme al nome della scuola e della classe che l'ha effettuata. Il JPL gestisce la missione GRAIL per la direzione NASA dello Science Mission presso la sede dell'agenzia a Washington. La missione GRAIL è parte del Programma Discovery della NASA gestito dal Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama mentre la Lockheed Martin Space Systems di Denver ha costruito la navicella. Per ulteriori informazioni visita i sito GRAIL a: http://www.nasa.gov/grail. Ulteriori informazioni sulla MoonKAM sono disponibili online a http://solarsystem.nasa.gov/grail/education.cfm. Nell'immagine (Credits: NASA/KSC) le due sonde GRAIL durante gli ultimi preparativi prima del lancio all'interno della sala pulita dell'edificio della Astrotech per le operazioni spaziali di Titusville, in Florida. In copertina un'immagine (Credit: NASA) che simula la sonda GRAIL-A in orbita lunare.

Fonte : NASA

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