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Notiziario 2012 - secondo trimestre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica da aprile a giugno 2012. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del sito AtomZ.


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30/06/2012 - Samantha Cristoforetti verso la sua prima missione spaziale - L'appuntamento è martedì 3 luglio 2012, dalle 10,30, in viale di Villa Grazioli, 23: per la conferenza stampa organizzata dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Aeronautica Militare nel corso della quale sarà annunciata la data di lancio del Capitano Samantha Cristoforetti, pilota dell'Aeronautica Militare assegnato al Corpo Astronautico Europeo. La Cristoforetti sarà il settimo astronauta 'tricolore' a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dopo il Capitano Luca Parmitano il cui volo è programmato per maggio 2013, e la prima donna italiana a volare nello Spazio. Samantha Cristoforetti partirà dal Cosmodromo russo di Baikonur (Kazakistan) a bordo del razzo vettore Soyuz. Ad annunciare la nuova opportunità di volo per l'astronauta italiano saranno il presidente dell'ASI, Enrico Saggese, il generale di Brigata Aerea Gianni Candotti, Capo del 3° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica e un rappresentante dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). In copertina (Credit: ESA) Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana. Potete seguire l'addestramento di Samantha (e dei suoi colleghi) sul blog dell'ESA dedicato all'ultimo gruppo di astronauti Europei, classe 2009, oppure i suoi Twitter che ama condividere con gli appassionati del volo spaziale all'indirizzo: @AstroSamantha.

Fonte : ASI -

Nella foto (Credit: NASA/Gianni Woods) il primo vascello pressurizzato 
di Orion mentre viene delicatamente sistemato nell'edificio O&C del Kennedy Space Center.. 29/06/2012 - Arrivato al Kennedy Space Center il primo Orion destinato a volare nello spazio - E' arrivato al Kennedy Space Center, in Florida, e subito trasferito all'interno dell'apposito edificio Operations and Checkout Building (O&C) il primo modello della capsula Orion MPCV destinata a volare nello spazio con la missione EFT-1 nel 2014. La costruzione della struttura del veicolo spaziale è stata terminata presso gli stabilimenti della NASA a Michoud, in Louisiana, e subito trasferita al KSC dove verrà integrata con lo scudo termico, l'avionica ed il resto dei sottosistemi. Questo veicolo volerà con la missione EFT-1 (Exploration FLight Test-1), un volo di prova senza equipaggio che avverrà fra due anni. L'EFT-1 porterà Orion ad un'altezza di oltre 5.000 km, 15 volte più lontano dalla Terra della Stazione Spaziale Internazionale. Orion rientrerà poi a casa alla velocità di 40.000 km/h, quasi 8.000 km/h più veloce di ogni veicolo spaziale abitato. Questo simulerà le condizioni di rientro che gli astronauti dovranno subire al ritorno da viaggi oltre l'orbita bassa terrestre. Quando Orion rientrerà nell'atmosfera dovrà resistere ad una temperatura di circa 2.200 gradi Celsius, più di ogni altro veicolo spaziale fin dal ritorno degli astronauti dalla Luna. Il primo Orion volerà con un razzo Delta IV Heavy, un razzo gestito dalla United Launch Alliance. Mentre questo vettore fornirà sufficiente spinta per il volo di prova EFT-1, la NASA avrà bisogno del più potente razzo SLS per le future missioni esplorative. Dopo EFT-1 il primo volo integrato di prova con un Orion senza equipaggio con un razzo vettore SLS è previsto per il 2017. Quel test porterà nello spazio tutto il sistema integrato completo di Orion. Il veicolo spaziale Orion avrà la capacità di portare gli astronauti sulla Luna, sugli asteroidi, Marte ed altre destinazioni nello spazio profondo. Intanto, sempre in preparazione per EFT-1, presso il Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama, sono in costruzione gli adattatori per connettere Orion con il vettore Delta IV Heavy. Sebbene si tratti di un progetto per il razzo SLS questo adattatore verrà utilizzato anche per la missione EFT-1 del 2014. Questo permetterà anche un risparmio di tempo e di risorse. Lo stadio superiore che spingerà Orion sia nella missione di prova EFT-1 che nella successiva EM-1 (Exploration Mission-1) del 2017 è all'incirca lo stesso modello derivato da quello utilizzato dal vettore Delta IV. L'Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) è infatti lo stadio superiore che verrà utilizzato nelle prime due missioni di SLS, quella senza equipaggio del 2017 e la prima con equipaggio del 2021. Gli anelli di connessione fra il primo stadio ed il secondo stadio sono quelli in costruzione ora presso il Marshall. Nella foto (Credit: NASA/Gianni Woods) il primo vascello pressurizzato di Orion mentre viene delicatamente sistemato nell'edificio O&C del Kennedy Space Center.

Fonte : NASA - NASA Photo

29/06/2012 - Un Delta IV Heavy da Cape Canaveral mette in orbita NROL-15 - Dopo tre interruzioni nel conto alla rovescia è finalmente decollato alle 9:15 a.m. ora locale (le 15:15 ora italiana) dalla rampa 37B di Cape Canaveral Air Force Station il razzo vettore Delta IV Heavy con a bordo il carico segreto battezzato NROL-15 per conto del National Reconnaissance Office degli Stati Uniti. Le interruzioni sono state causate da piccoli problemi con le indicazioni delle valvole di riempimento e di svuotamento dei serbatoi di propellente. La configurazione con la quale il Delta IV ha voltato oggi è chiamata Heavy (Pesante) perchè dispone di tre stadi centrali identici (Common Booster Core) lunghi 40,8 metri e larghi 5,1 metri di diametro. Ognuno è alimentato da un motore Pratt & Whitney Rocketdyne RS-68A. Questa versione del motore, la A, ha fatto il suo debutto proprio nel lancio di oggi. La RS-68A è una variante che permette una maggiore spinta ed impulso specifico. L'utilizzo di questo nuovo motore permette quindi di aumentare la capacità di carico del vettore. Il secondo stadio del Delta IV Heavy ha un DCSS (Delta Criogenic Second Stage) del diametro di 5 metri ed alimentato da un motore RL10B-2. Sia i booster che il primo e secondo stadio sono alimentati a propellente idrogeno liquido ed ossidante ossigeno liquido. Questo fa del Delta IV Heavy un sistema di lancio completamente criogenico. Non vi sono dettagli sul carico utile, designato NROL-15. La NRO ha già lanciato 35 satelliti fin dall'introduzione di questa numerazione nel 1996 e non utilizza un sistema numerico progressivo. Fonti non ufficiali parlano di un possibile satellite per lo spionaggio elettronico dello stesso tipo di quelli dei lancio NROL-26 e NROL-32, ma sono solo voci. L'orbita del carico utile dovrebbe essere geosincrona. Dopo il decollo non si sono avuti altre comunicazioni sullo svolgimento della missione. Quello di oggi è stato il 35° lancio orbitale del 2012, il 34° a svolgersi regolarmente. Quello di oggi è il terzo lancio di un vettore della famiglia Delta IV a svolgersi nel 2012, il primo Heavy. Un altro lancio di un Delta IV Heavy è previsto per agosto con la missione NROL-65 e dovrebbe trattarsi di un satellite spia KH-11 per riprese ad alta risoluzione della superficie terrestre.

Fonte : NASAspaceflight -

Nella foto (Credit: Xinhuanet) il momento dell'impatto con il terreno della capsula di rientro al termine della missione Cinese Shezbhou-9. 29/06/2012 - Conclusasi con successo la missione della Shenzhou-9 - Alle 02:02 GMT (le 4:02 ora italiana) si è conclusa la quarta missione abitata Cinese. La capsula di rientro del veicolo spaziale Shenzhou-9 ha toccato il suolo nella Siziwang Banner, una contea nel nord della Regione Autonoma della Mongolia Interna. La capsula è scesa appesa al grande paracadute e, ad un metro dal suolo, i retrorazzi si sono accesi per rallentare ulteriormente la velocità di caduta. La capsula ha si è girata e fermata in posizione semirovesciata. Le squadre di recupero Cinesim che avevano seguito le fasi della discesa dagli elicotteri, si sono subito avvicinate e, dopo pochi minuti, hanno raggiunto la capsula ed iniziato le procedure per far uscire i tre taikonauti. Il Comandante Jing Haipeng ed i suoi compagni Liu Wang e Liu Yang, la prima donna cinese ad andare nello spazio, sono stati aiutati ad uscire uno alla volta dalla capsula circa un ora dopo. Gli astronauti sono stati fatti accomodare su delle sedie e sistemati per eseguire delle foto di rito di fronte alla capsula di rientro. Tutti e tre i membri dell'equipaggio appaiono in buona forma e molto contenti sorridendo e salutando il team di recupero. "Sono felice di sentire il terreno e sono contento di essere di nuovo a casa," ha dichiarato Liu Wang ad un giornalista della televisione di stato Cinese. Gli astronauti hanno attivato il modulo spaziale TianGong-1 dove hanno vissuto e lavorato per quasi dieci giorni. "Il TianGong-1 è come una casa e sono molto felice e molto orgogliosa del mio Paese," ha detto Liu Yang dopo l'atterraggio. La missione della Shenzhou-9 segna anche il record di permanenza di un equipaggio cinese nello spazio con quasi 13 giorni. La missione era decollata lo scorso 16 giugno con un razzo Lunga Marcia 2F/G e l'attracco della Shenzhou-9 con il modulo laboratorio TianGong-1 era avvenuto regolarmente in modalità automatica il 18 giugno. Il 24 giugno l'equipaggio aveva proceduto a staccarsi dal modulo ed effettuare un nuovo attracco ma questa volta in modalità manuale con, ai comandi della capsula, il taikonauta Liu Wang. Infine l'equipaggio della Shenzhou-9 aveva lasciato definitivamente il modulo spaziale ieri sera per iniziare le fasi di rientro sulla Terra. Ora gli astronauti verranno trasferiti in volo a Pechino dove eseguiranno il debriefing, esami medici e potranno rivedere i loro familiari. Intanto gli ingegneri che controllano il modulo laboratorio TianGong-1 faranno salire l'orbita del modulo in attesa dell'arrivo della prossima missione. La Shenzhou-10, sempre con un equipaggio di tre astronauti fra cui una donna, dovrebbe raggiungere il TianGong-1 agli inizi del prossimo anno. La Cina prevede di costruire una stazione spaziale abitata in permanenza delle dimensioni della MIR verso il 2020. Inoltre la Cina sta sviluppando un razzo Lunga Marcia con capacità di carico maggiori in modo da poter inviare in orbita moduli più grandi mentre gli ingegneri e ricercatori pensano anche a viaggi verso la Luna. Nella foto (Credit: Xinhuanet) il momento dell'impatto con il terreno della capsula di rientro al termine della missione Cinese Shezbhou-9. In copertina i tre taikonauti appena estratti dalla capsula salutano i presenti al sito di atterraggio.

VIDEO DELLA DISCESA ED ATTERRAGGIO DELLA CAPSULA SHENZHOU-9 - (CREDIT: CCTV/SpaceVidNets) - dur.min.09:49 - lingua inglese



Fonte : SpaceflightNow -

28/06/2012 - e-GEOS: contratto in Finlandia per stazione COSMO-SkyMed nell’Artico - e-GEOS (una società ASI/Telespazio) ha firmato un contratto per la realizzazione di una stazione COSMO-SkyMed a Sodankylä, in Finlandia, che sarà gestita dall’Istituto Metereologico Finlandese (FMI), ente controllato dal locale Ministero dei Trasporti. La nuova stazione sarà operativa entro la fine del 2012. Con tale accordo, la Finlandia potrà disporre della ricezione diretta dei dati satellitari COSMO- SkyMed per monitorare la formazione e i movimenti del ghiaccio nel Baltico e in gran parte delle aree artiche. La costellazione radar COSMO-SkyMed, finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana, dal Ministero della Difesa e dal MIUR, e i cui dati sono commercializzati a livello mondiale da e-GEOS, è in grado di operare giorno e notte, anche con copertura nuvolosa, garantendo l'accesso rapido alle informazioni. I dati acquisiti dal sistema satellitare italiano potranno fornire informazioni in tempo quasi-reale alle navi rompighiaccio nell’area artica, e supportare le attività legate alla sicurezza dei trasporti marittimi durante la navigazione invernale. Inoltre, tali dati costituiranno per le compagnie petrolifere un valido contributo nelle attività di monitoraggio, sicurezza ed esplorazione. I quattro satelliti che compongono la costellazione COSMO-SkyMed possono garantire fino a 16 acquisizioni al giorno su un obiettivo specifico, a 70° di latitudine Nord. L’immagine satellitare radar in banda X consente una migliore rilevazione, misurazione e monitoraggio degli spostamenti dei banchi di ghiaccio su base quotidiana. Grazie a questa nuova partnership, l'Istituto Meteorologico Finlandese riceverà da e-GEOS i diritti per la distribuzione dei dati radar COSMO-SkyMed in Finlandia, che saranno utilizzati per sviluppare servizi innovativi per i cittadini e per le autorità governative. e-GEOS potrà offrire questi stessi servizi su base esclusiva a livello mondiale. L’accordo consentirà, infine, di dare il via a un progetto congiunto di ricerca sul Polo Nord. I cambiamenti climatici in corso a livello globale hanno indotto la comunità artica a ritenere che parte del Polo Nord possa iniziare a sciogliersi durante l'estate 2012. e-GEOS ha predisposto quindi un’attività di monitoraggio per documentare tali eventuali cambiamenti. COSMO- SkyMed è attualmente l’unica costellazione satellitare in grado di monitorare il Polo Nord. "L'importanza economica, politica e scientifica della regione artica è in rapida crescita. Anche il ruolo del Mar Baltico per il trasporto delle materie prime e dei prodotti industriali è diventato di focale importanza," dichiara Petteri Taalas, Direttore Generale dell'Istituto Meteorologico Finlandese. "La combinazione dei dati satellitari COSMO-SkyMed forniti da e-GEOS e l'alto livello del servizio meteo e ghiaccio raggiunto in Finlandia offrirà eccellenti nuove opportunità per la fornitura di servizi innovativi per l'Artico e il Baltico. Il Polo Nord si trova ad affrontare un rapido cambiamento climatico, e quindi i dati satellitari forniti da e-GEOS saranno estremamente utili." Marcello Maranesi, Amministratore Delegato di e-GEOS, ha dichiarato: "Questo accordo sarà molto importante per la comunità artica, che per la prima volta sarà in grado di accedere ai dati dei satelliti COSMO-SkyMed, con consegna in near real-time. Inoltre, servizi come il GMES MyOcean dell’ESA potranno beneficiare dei ridotti tempi di accesso ai dati, aspetto di rilevante importanza ora che Envisat non è più operativo. Infine, l'accordo raggiunto con l’Istituto Meteorologico Finlandese per l’analisi dei ghiacci consentirà a e-GEOS di incrementare il suo portafoglio di prodotti e servizi combinando il know-how del nostro team Maritime con la decennale esperienza dell’FMI nel settore dello studio dei ghiacci, a tutto vantaggio delle industrie Oil&Gas e del trasporto marittimo."

L’Istituto Meteorologico Finlandese (FMI) è un moderno istituto di servizi e ricerca. Tutte le attività del FMI sono ancorate alla ricerca e allo sviluppo, così come alle moderne tecnologie di osservazione e di informatica. Il FMI fornisce innovativi servizi user-driven per il meteo, il clima, il mare, il ghiaccio e l’ambiente per una vasta gamma di clienti del settore pubblico e privato in Finlandia e nel mondo. Il FMI è tra le principali organizzazioni europee nel settore della ricerca in campo atmosferico. La competenza del FMI è ampiamente utilizzata dagli istituti meteorologici e idrologici nazionali mondiali. L’FMI ha implementato programmi di sviluppo e consulenza in quasi 100 Paesi. L’FMI partecipa attivamente a programmi internazionali di ricerca e sviluppo della Commissione Europea, dell’ESA, di EUMETSAT, dell'Accademia di Finlandia e del Tekes, l'agenzia finlandese che finanzia la tecnologia e l'innovazione. Negli ultimi anni, il FMI è stato ritenuto la migliore organizzazione del settore pubblico in Finlandia. sito: http://en.ilmatieteenlaitos.fi/

e-GEOS è una società costituita dall'Agenzia Spaziale Italiana (20%) e da Telespazio (80%). Con un fatturato complessivo di circa 80 milioni di Euro e uno staff di 250 persone, la società offre a livello mondiale una vasta gamma di prodotti, applicazioni e servizi di Geoinformazione, combinando le capacità uniche della costellazione radar COSMO-SkyMed con dati satellitari ottici e rilevazioni aeree. e-GEOS è leader mondiale nei servizi di sorveglianza marittima, con la partecipazione a grandi programmi internazionali come GMES (Global Monitoring for Enviroment and Security). In particolare la società gestisce il progetto MARISS (Maritime Security Services) e fornisce i servizi per la rilevazione CleanSeaNet Oil Spill dell’EMSA (European Maritime Safety Agency). I servizi marittimi nel campo della sicurezza di e-GEOS vanno dalla sorveglianza strategica delle aree costiere al monitoraggio e tracking delle navi, fino all’individuazione e monitoraggio di sversamenti di petrolio in mare. sito: www.e-geos.it

Fonte : Euroimage -

Nella illustrazione (Credit: NASA's Goddard Space Flight Center) parte dell'atmosfera di HD 189733b che evapora colpita da un brillamento del suo sole. 28/06/2012 - Hubble e Swift osservano per la prima volta cambiamenti nell'atmosfera di un esopianeta - Un team internazionale di astronomi, utilizzando i dati provenienti dal Telescopio Spaziale Hubble, ha eseguito un'osservazione senza precedenti, cogliendo significativi cambiamenti nell'atmosfera di un pianeta situato oltre il nostro Sistema Solare. Gli scienziati pensano che le variazioni atmosferica siano una risposta ad una violenta eruzione della stella attorno a cui orbita il pianeta, un evento questo osservato dal satellite Swift della NASA. "La copertura a diverse lunghezze d'onda di Hubble e Swift ci hanno dato una visione senza precedenti dell'interazione di un brillamento di una stella attiva e l'atmosfera di un pianeta gigante," ha detto il capo ricercatore Alain Lecavelier des Etangs del Paris Institute of Astrophysics (IAP), che fa parte del Centro Nazionale di Ricerche Scientifiche Francese situato presso l'Università Pierre and Marie Curie di Parigi. L'esopianeta è HD 189733b, un gigante di gas simile a Giove, ma il 14% più grande e pesante. Il pianeta orbita attorno alla stella alla distanza di solo 4,8 milioni di km, circa 30 volte più vicino della Terra dal nostro Sole e completa la sua orbita ogni 2,2 giorni. La sua stella, chiamata HD 189733A è circa l'80% della massa e delle dimensioni del nostro Sole. Gli astronomi hanno classificato il pianeta come un 'Giove caldo'. Precedenti osservazioni di Hubble avevano mostrato che in profondità l'atmosfera del pianeta raggiungeva circa i 1.030° Celsius. HD 189733b passa periodicamente di fronte, transita, davanti alla sua stella e questo evento da agli astronomi l'opportunità di sondare la sua atmosfera ed il suo ambiente. Nei precedenti studi un gruppo guidato da Lecavelier des Etangsm ha utilizzato Hubble per mostrare che l'idrogeno stava sfuggendo dalla parte superiore dell'atmosfera. Con la scoperta fatta con HD 189733b conosciamo, al momento, solo due esopianeti che stanno 'evaporando'. Il sistema si trova a soli 63 anni luce, così vicino che la sua stella può essere vista con un binocolo vicino alla famosa nebulosa Dumbbell. Questo fa di HD 189733b un'obiettivo ideale per studiare i processi che causano la fuga della sua atmosfera. "Gli astronomi si sono dibattuti per anni sull'evaporazione atmosferica e studiando HD 189733b questa è la nostra migliore opportunità per comprenderne il processo," dice Vincent Bourrier, uno studente con dottorato alla IAP e membro del team che conduce il nuovo studio. Quando HD 189733b transita di fronte alla sua stella, un pò della luce della stella attraversa l'atmosfera del pianeta: Questa interazione fornisce delle informazioni sulla composizione ed il moto dell'atmosfera del pianeta che si trovano nella luce della stella. Nell'aprile del 2010, i ricercatori osservarono un singolo transito utilizzando lo strumento STIS (Space Telescope Imaging Spectrograph) di Hubble ma non riuscirono a vedere tracce dell'atmosfera del pianeta. Invece l'osservazione di STIS del settembre 2011 mostrò un sorprendente rovescio, con una forte prova che una colonna di gas stava allontanandosi dall'esopianeta. I ricercatori determinarono che almeno 1.000 tonnellate di gas stava lasciando l'atmosfera del pianeta ogni secondo. Gli atomi di idrogeno stavano sfuggendo alla velocità di 482.000 km/h. La scoperta apparirà nel prossimo numero della rivista Astronomy & Astrophisics. Dato che i raggi X e la luce dell'estremo ultravioletto scaldano l'atmosfera del pianeta e sono più facili a sfuggire, il team ha anche tenuto sotto controllo la stella con il telescopio a raggi X di Swift (XRT). Il 7 settembre 2011 solo otto ore prima che Hubble iniziasse la prevista osservazione del transito, Swift stava monitorando la stella quando venne emesso un potente brillamento. Fu più luminoso di 3,6 volte nei raggi X, un'emissione di gran lunga maggiore di quelle del nostro Sole. "La vicinanza del pianeta alla stella ci indica che è stato colpito da un fiotto di raggi X decine di migliaia di volte più potenti di quelli che la Terra sopporta durante un brillamento di classe X, quelli di categoria maggiore," aggiunge il co-autore Peter Wheatley, un fisico dell'Università di Warwick, in Inghilterra. Tenendo conto delle dimensioni enormi del pianeta, il team notò che HD 189733b aveva ricevuto circa 3 milioni di volte i raggi X che la Terra riceve durante un brillamento solare al massimo della classe X. Hubble è un progetto internazionale in cooperazione fra la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea. Swift opera in collaborazione fra diverse istituzioni e parter nel Regno Unito, in Italia, Germania e Giappone. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, in Maryland, gestisce entrambe le missioni. Per ulteriori informazioni su Swift visita il sito: http://www.nasa.gov/swift mentre per Hubble questo: http://www.nasa.gov/hubble Nella illustrazione (Credit: NASA's Goddard Space Flight Center) parte dell'atmosfera di HD 189733b che evapora colpita da un brillamento del suo sole.

Fonte : NASA -

28/06/2012 - Nello stesso giorno nuovo volo di SpaceShipTwo e test motore a razzo - La Virgin Galactic ha annunciato che il suo veicolo spaziale passeggeri suborbitale SpaceShipTwo (SS2) ha completo con successo il suo primo volo test planato il 26 giugno dopo un periodo di manutenzione ed integrazione con il sistema del motore a razzo. Inoltre, sempre il 26 giugno il motore che spingerà il veicolo spaziale, il RocketMotorTwo (RM2) ha eseguito un test record di accensione. Questa è la prima volte che un volo di prova ed un test motore vengono eseguiti nello stesso giorno. Ora i responsabili della Virgin Galactic dichiarano che il primo volo propulso sarà eseguito entro la fine dell'anno. Il volo planato è stato eseguito dalla Scalded Composite, il costruttore del sistema di volo spaziale, presso il poligono di Mojave, nel deserto del Nevada. Per eseguire il volo l'SS2 è stato rilasciato dall'aereo madre WhiteKnightTwo da un'altezza di circa 15.500 metri. Ai controlli di SS2 si trovavano i piloti Pete Siebold e Mike Alsbury. A bordo dell'aereo madre si trovano il pilota della Scaled Mark Stucky e David Mackay, capo pilota della Virgin Galactic. Il test di accensione del motore si è invece tenuto presso la Sierra Nevada Space System, il costruttore principale del motore RM2. Il test è durato 55 secondi, la durata complessiva che avrà in missione di volo, e tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Questo inteso periodo di attività arriva appena una settimana prima che la Virgin Galactic, assieme con la sua organizzazione del Mojave, la Spaceship Company, partecipi all'International Air Show di Farnborough. Sir Richard Branson, fondatore della Virgin Galactic, ed altre personalità della compagnia saranno presenti alla manifestazione.

Fonte : Virgin Galactic -

28/06/2012 - Un ex-astronauta vuole lanciare nello spazio un telescopio per scoprire gli asteroidi - Una compagnia privata fondata da ex-astronauti della NASA e scienziati americani ha dichiarato giovedì che vuole costruire un proprio telescopio spaziale per scovare i pericolosi asteroidi e proteggere la Terra. Il progetto della Fondazione B612 vorrebbe lanciare la "prima missione finanziata privatamente per lo spazio profondo - SENTINEL - un telescopio spaziale da inserire in orbita attorno al Sole." La fondazione è guidata da Ed Lu, un ex-astronauta della NASA che ha volato sullo Space Shuttle degli Stati Uniti e sulle Soyuz Russe e lavorato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Lu dice che il progetto potrebbe ampliare la conoscenza sugli asteroidi - la NASA già segue i pericolosi oggetti vicino alla Terra 24 ore al giorno - e proteggere i cittadini della Terra. "Le orbite del Sistema Solare interno dove la Terra risiede sono popolate con mezzo milione di asteroidi più grandi di quello che ha colpito Tunguska (Russia, 30 giugno 1908)," ha detto Lu in una dichiarazione. "E noi abbiamo al momento censito solo l'un percento di questi asteroidi." Sentinel dovrebbe essere lanciato fra il 2017 ed il 2018 per una missione operativa di cinque anni, possibilmente a bordo di un razzo della compagnia americana SpaceX che recentemente ha inviato la sua nave spaziale cargo alla ISS e ritorno. Durante questo periodo potrebbe "scoprire e tracciare mezzo milione di asteroidi vicini alla Terra, creando una mappa dinamica che fornirà un punto di partenza per le future esplorazioni del nostro Sistema Solare, e nello stesso tempo proteggere il futuro dell'umanità sulla Terra," ha scritto nel documento la Fondazione. La fondazione sta lavorando con la Ball Aerospace del Colorado per progettare e costruire il telescopio spaziale dal costo di centinaia di milioni di dollari. Osservando il cielo notturno ogni 26 giorni, invierà le informazioni al Deep Space Network della NASA, Laboratorio di Fisica Spaziale ed a istituti di ricerca ed enti governativi attraverso il Minor Planet Center della NASA. La NASA sta già tracciano gli asteroidi e ne ha scoperti vicino alla Terra già 9.064 dei quali 847 con un diametro di un km o più. Appena 1.300 sono stati classificati come "Asteroidi Potenzialmente Pericolosi" (Potentially Hazardous Asteroids - PHAs). "Crediamo che il nostro obiettivo di apertura al Sistema Solare e di proteggere l'Umanità sia una di quelle cose che possono essere comprese in tutto il mondo," dice Lu. "Stiamo avendo il supporto e l'appoggio di un numero di esperienze individuali e filantropiche per la campagna di raccolta dei fondi e proseguiamo la costruzione della nostra rete."

Fonte : Space Daily -

28/06/2012 - Il secondo stadio di Liberty è un passo più vicino alla produzione - La Astrium, la prima compagnia in Europa per le tecnologie ed i sistemi spaziali, ha completato con successo una serie di test su strutture di serbatoio che forniranno i progetti chiave per costruire il secondo stadio del veicolo di lancio commerciale Liberty. I test hanno dimostrato che i processi di costruzione dei serbatoi per il primo stadio del lanciatore Ariane 5 possono essere utilizzati per la costruzione del secondo stadio del vettore Liberty. Liberty è un sistema commerciale completo per il trasporto equipaggio che include un veicolo spaziale, un sistema di aborto, il vettore di lancio come anche le strutture al suolo e per seguire la missione. Progettato per rispettare i requisiti della NASA per il volo umano un suo primo test di volo è previsto per il 2014 e l'hanno successivo il primo volo con equipaggio. L'Astrium fornirà il secondo stadio di Liberty basato sul primo stadio del vettore Europeo Ariane 5 che è alimentato da un motore Vulcain-2 costruito dalla Safran. Invece il primo stadio del Liberty sarà un booster a propellente solido a cinque segmenti derivato da quelli utilizzati dallo Space Shuttle. La capsula invece sarà di forma tronco conica e costruita in materiali compositi, la prima del suo genere.

Fonte : Liberty - ATK -

28/06/2012 - Confermata la nuova data di lancio di Metop-B - La nuova data di lancio prevista per il satellite Metop-B dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, è stata fissata per il 19 settembre 2012. La campagna di lancio verrà ripresa ai primi di luglio. Il satellite Metop-B si trova immagazzinato all'interno di una sala con le condizioni controllate presso la Starsem a Baikonur e verrà sottoposto ad una serie di test ed attività preparatorio fino al suo rifornimento di propellente previsto per agosto. Il Metop-B è il secondo dei tre satelliti con orbita polare ordinato dalla EUMETSAT all'Agenzia Spaziale Europea e costruito da un consorzio di industrie Europee guidate dalla Astrium. Il satellite ospita a bordo strumenti forniti dall'Agenzia Spaziale Francese (CNES) e dalla US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). I satelliti di tipo Metop formano il segmento spaziale del Sistema Polare di Eumetsat.

Fonte : ESA -

Nella illustrazione (Credit: A. Tavani) un possibile scenario della struttura interna di Titano come suggerito dagli ultimi dati della sonda Cassini della NASA. 28/06/2012 - Un oceano sotterraneo anche su Titano? - Dati proventi dalla sonda Cassini avrebbero rivelato che sotto la crosta ghiacciata di Titano, la più grande luna di Saturno, sarebbe celato un oceano di acqua liquida. I ricercatori hanno misurato le deformazioni della luna durante la sua orbita attorno al gigante con gli anelli e si sono resi conto che queste sono maggiori di quanto dovrebbe succedere se fosse completamente formato di roccia solida. La scoperta è stata pubblicata oggi sulla rivista Science. "I grandi movimenti di deformazione mareale registrati da Cassini su Titano ci portano alla conclusione che in profondità vi sia nascosto un oceano," dice Luciano Iess, il principale autore dell'articolo e membro del team Cassini all'Università La Sapienza di Roma, Italia. "La ricerca dell'acqua è un'importante obiettivo nell'esplorazione del Sistema Solare ed ora abbiamo scoperto un altro posto dove questa è abbondante." Titano impiega solo 16 giorni a compiere un'orbita attorno a Saturno, e gli scienziati sono stati capaci di studiare la forma di questa luna in differenti parti della sua orbita. Dato che Titano non è una sfera perfetta, ma è leggermente allungata come una palla da rugby, il suo asse lungo cresce quando è più vicino a Saturno. Otto giorni dopo, quando Cassini si trova più lontano da Saturno, diventa meno allungato e quasi rotondo. Cassini ha misurato gli effetti gravitazionali di questo strizzare e tirare. Gli scienziati non erano sicuri che Cassini fosse in grado di misurare queste modifiche causate da Saturno su Titano. Ma studiando sei incontri ravvicinati (flyby) con Titano avvenuti dal 27 febbraio 2006 al 18 febbraio 2011, i ricercatori sono riusciti a determinare la struttura interna misurando le variazioni gravitazionali di Titano utilizzando i dati provenienti dal Deep Space Network (DSN) della NASA. "Abbiamo compiuto misurazioni ultrasensibili e, grazie a Cassini ed al DSN, siamo stati in grado di mantenere un contatto molto stabile," dice Sami Asmar, un team di Cassini per il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Le forze mareali di Saturno che tirano Titano non sono grandi in confronto con quelle che ha il pianeta più grande, Giove, con le sue lune. Ma, in mancanza di una perforazione della superficie di Titano, le misure della gravità forniscono i dati migliori che possiamo avere sulla struttura interna di questa luna." Uno strato liquido non deve essere molto profondo per consentire le maree osservate. E’ sufficiente che esso costituisca un mezzo di separazione tra la crosta esterna deformabile e il mantello interno solido permettendo così a Titano di comprimersi e allungarsi lungo la sua orbita intorno a Saturno. Le misure non forniscono la profondità dell’oceano, ma i modelli prevedono che possa raggiungere i 250 km, con una crosta ghiacciata spessa 50-100 km. Poiché la superficie di Titano, come quella di molte lune del sistema solare esterno, è prevalentemente costituita da ghiaccio d’acqua, l’unica composizione plausibile per l’oceano interno è proprio l’acqua, forse con una piccola frazione di sali disciolti. Sulla Terra le maree sono il risultato dell'attrazione gravitazionale della Luna e del Sole sulla superficie degli oceani. In mare aperto possono raggiungere anche i 60 cm di altezza. Mentre l'acqua ha più facilità di muoversi le forze gravitazionale del Sole e della Luna possono causare anche alla crosta terrestre di muoversi fino a circa 50 cm. La presenza di uno strato di acqua sotto la superficie non è di per se un'indicatore della presenza di vita. Gli scienziati pensano che la vita abbia maggiore probabilità di nascere quando si trova a contatto con la roccia e queste misurazioni non ci permettono di capire se l'oceano la sotto sia a contatto con ghiaccio o roccia. I risultati potrebbero avere grandi ripercussioni sul mistero del metano che si forma su Titano. "La presenza di uno strato di acqua liquida su Titano è importante perché vogliamo comprendere come il metano è immagazzinato nell'interno di Titano e come possa arrivare in superficie, " dice Jonathan Lunine, un membro del team Cassini per la Cornell University di Itaca, N.Y. "Questo è importante perché ogni cosa unica che si trova su Titano è derivata dall'abbondante presenza di metano, ed il metano nell'atmosfera è instabile e viene distrutto su brevi tempi geologici." conclude Lunine "Sappiamo che i laghi di metano presenti sulla superficie non sono sufficienti per spiegare la notevole quantità di metano presente nell’atmosfera. Un oceano può agire da riserva in profondità, liberando il metano in esso disciolto, che migra verso l’alto attraverso la crosta ghiacciata" spiega il prof. Iess. "E’ una scoperta eccezionale che dà risposte a molti quesiti sollevati sin dai tempi delle missioni Voyager" aggiunge il coordinatore scientifico dell’ASI, Enrico Flamini "ottenuta con un sistema radio realizzato in buona parte in Italia, capace sotto la guida dei nostri ricercatori di fornire risultati di assoluto livello come questo pubblicato oggi su Science e come quello pubblicato nel 2003 su Nature che confermò la teoria della relatività generale con una precisione mai ottenuta prima". La missione Cassini-Huygens è una collaborazione fra la NASA, l'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana. La missione è gestita dal JPL per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Il DSN, gestito anch'esso dal JPL, è un network internazionale di antenne che forniscono supporto alle missioni delle sonde interplanetarie e per le osservazioni radio e radar astronomiche per l'esplorazione del Sistema Solare e dell'Universo. Il network inoltre fornisce supporto a determinate missioni in orbita attorno alla Terra. Il team di Cassini per le attività scientifiche radio si trova presso il Wellesley College in Massachusetts. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena. Per ulteriori informazioni sulla missione visita il sito http://www.nasa.gov/cassini e http://saturn.jpl.nasa.gov. Nella illustrazione (Credit: A. Tavani) un possibile scenario della struttura interna di Titano come suggerito dagli ultimi dati della sonda Cassini della NASA.

Fonte : NASA - Università La Sapienza Roma

28/06/2012 - L'equipaggio della Shenzhou-9 lascia il modulo TianGong-1 - Il veicolo spaziale Shenzhou-9 ed il modulo laboratorio TianGong-1 si sono separati con successo per mezzo di un'operazione manuale, secondo quanto riferito dal Centro Controllo Aerospaziale di Pechino. L'operazione è iniziata alle 6:00 a.m. ora di Pechino (la mezzanotte italiana del 27 giugno). L'atterraggio dei tre taikonauti è previsto per le 10 a.m. ora di Pechino del 29 giugno (le 4 del mattino ora italiana) in una zona del nord della Mongolia Interna. Liu Wang, capo pilota, era ai comandi del vascello Shenzhou-9 per eseguire la manovra di separazione ed ha poi guidato la capsula a distanza di sicurezza dal modulo laboratorio. A bordo della Shenzhou-9 si trovano anche il Comandante della missione Jing Haipeng e Liu Yang, la prima donna cinese nello spazio. Il TianGong-1 è stato riportato nelle condizioni pre-docking. Il modulo è stato progettato per operare per due anni e permettere sei procedure di attracco. Al momento ha funzionato per 272 giorni ed ha supportato quattro procedure di aggancio con le navi spaziali Shenzhou-8 e Shenzhou-9. Al momento le condizioni del TianGong-1 possono far supporre che la vita operativa del modulo potrebbe essere estesa dato che sono stati consumati solo un quarto del suo propellente e nessun sistema di riserva è stato utilizzato. Se il TianGong-1 si manterrà in perfette condizioni potrebbe lavorare assieme al TianGong-2 che verrà lanciato in futuro. L'equipaggio della Shenzhou-9 ha vissuto e lavorato a bordo del modulo per quasi dieci giorni eseguendo due agganci, il primo in automatico ed il secondo in manuale. In copertina (Credit: XINHUA) una illustrazione della Shenzhou-9 che si allontana dal TianGong-1.

Fonte : Xinhuanet -

28/06/2012 - ALTEA compie sei anni sulla ISS - L’esperimento italiano ALTEA compie 6 anni di attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Successore di Sileye1 e Sileye2 sulla stazione russa MIR, ma anche di Alteino/Sileye3 sulla ISS, con le sue misure ALTEA sta contribuendo a ampliare le nostre conoscenze sull’ambiente di radiazione all’interno della stazione spaziale. ALTEA è un esperimento nato dall’esigenza di misurare e caratterizzare la radiazione cosmica all’interno della Stazione Spaziale Internazionale e allo stesso tempo indagare gli effetti di questa radiazione sul cervello degli astronauti, focalizzandosi sull’interazione dei raggi cosmici con il sistema visivo come causa dei ben noti, fin dalle missioni Apollo, "Light Flash". Con oltre 1000 giorni effettivi di misura e più di 1 miliardo di particelle misurate, ALTEA è uno dei risultati dell’eccellenza scientifico–tecnologica italiana. Si tratta di un progetto dell’Agenzia Spaziale Italiana sviluppato dal gruppo dell’Università di Roma Tor Vergata guidato dal professor Livio Narici; è stato progettato e realizzato dalla Thales Alenia Space di Milano e le sue operazioni vengono gestite dal Mars Center (Telespazio) di Napoli. Portato a bordo della ISS con la missione dello Shuttle STS-121 il 4 luglio 2006, durante il primo anno di attività ALTEA ha misurato la radiazione a bordo ed effettuato sette sessioni di misura su astronauti. Visti gli eccellenti risultati ottenuti durante quel primo anno, grazie all’interessamento dello Space Radiation Analysis Group della NASA, ALTEA ha ripreso le sue misure nel 2007 come strumento operativo per l’agenzia americana. Nel Settembre 2010 iniziava l’esperimento ESA ALTEA-Shield Survey che, utilizzando i rivelatori di particelle di ALTEA in una nuova configurazione ottimizzata per lo studio della distribuzione angolare dei raggi cosmici, ha permesso lo studio accurato della radiazione in diversi punti del modulo americano USLab. ALTEA trasmette i suoi dati verso la User Home Base dell’università di Roma Tor Vergata, dove è possibile controllare l’ambiente di radiazione della Stazione in tempo reale. I dati in tempo reale vengono poi distribuiti verso l’applicazione web iSWA del laboratorio di Space Weather della NASA che li rende pubblicamente accessibili. Recentemente ALTEA è stato riconfigurato per la fase Shield dell’esperimento ESA e spostato nel modulo europeo Columbus, dove nei prossimi mesi studierà l’efficacia di vari materiali per schermare la radiazione. Nuove proposte sono state presentate per ampliare le capacità di misura di ALTEA e per continuare in modo proficuo gli studi sulla radiazione che sono fondamentali per la futura esplorazione umana dello spazio. ALTEA si candida infatti a diventare il primo misuratore in tempo reale del rischio da radiazione in un ambiente particolare come quello della Stazione Spaziale.

Fonte : ASI -

Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) come apparirà Curiosity una volta al lavoro su Marte. 28/06/2012 - Curiosity in traiettoria per l'atterraggio dei primi di agosto - Una manovra eseguita martedì ha aggiustato la traiettoria della sonda Mars Science Laboratory della NASA destinata a far scendere il rover Curiosity alla base di una montagna marziana. Il rover, delle dimensioni di un'utilitaria e del peso di una tonnellata, giungerà su Marte il 5 agosto 2012 PDT (le prime ore del 6 agosto EDT e Tempo Universale). L'atterraggio segnerà l'inizio di una missione principale della durata di due anni che dovrà investigare se uno dei più interessanti luoghi di Marte abbia mai offerto le condizioni favorevoli per la vita microbiologica. L'ultima manovra di correzione della rotta, la terza e la più piccola fin dal lancio avvenuto il 26 novembre 2011, ha visto l'utilizzo di quattro accensioni dei motori di assetto per un totale di soli 40 secondi. I dati ed il cambiamento nell'effetto doppler dei segnali radio dalla sonda hanno confermato che la manovra ha avuto successo. Come progettato dagli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA di Pasadena, California, la manovra corregge il punto dove il veicolo spaziale entrerà nell'atmosfera marziana di circa 200 km e lo anticipa di circa 70 secondi. "Questo ci porterà più vicino al nostro bersaglio previsto così, se vi fosse bisogno di ulteriori manovre correttive, queste dovrebbero essere minime," ha detto Tomas Martin-Mur, capo del team che si occupa della navigazione della missione. Le opportunità per le tre ulteriori manovre di correzione della traiettoria sono previste negli ultimi otto giorni del volo. La manovra è servita sia per correggere gli errori nella traiettoria rimasti dalle precedenti manovre sia per la decisione, presa questo mese, di spostare la zona di atterraggio di circa 7 km più vicino alla montagna. La velocità del veicolo spaziale è stata alterata di circa 50 millimetri al secondo. La prima e la seconda manovra correttiva della rotta, eseguite l'11 gennaio ed il 26 marzo, avevano prodotto dei cambiamenti nella velocità rispettivamente di circa 150 e 20 volte maggiori. Spostare la zona di atterraggio più vicina alla montagna, chiamata informalmente Monte Sharp, potrebbe far risparmiare mesi di tempo necessari per guidare il rover dal punto di discesa alla zona selezionata dove vi sono depositi di minerali relativi alla presenza di acqua alle pendici della montagna. Il volo verso Marte è entrato nella fase 'di avvicinamento' che guida verso il giorno dell'atterraggio. Arthur Amador, Mission Manager al JPL dice, "Nei prossimi 40 giorni i team di volo si concentreranno sui preparativi degli eventi che caratterizzeranno il giorno dell'atterraggio - seguendo continuamente la traiettoria della sonda e monitorando lo stato e le prestazioni dei sistemi di bordo utilizzando il Deep Space Network della NASA per rimanere in contatto continuo. Siamo vicini all'obiettivo ora. La sonda prosegue la sua missione in modo perfetto ed il team di volo è pronto alla sfida." La discesa dagli strati superiori dell'atmosfera di Marte verso la superficie impiegherà tecniche robuste che permettono la scelta di piccole zone di atterraggi e di un carico utile più pesante di quello delle missioni marziane precedenti. Queste innovazioni, se avranno successo, piazzeranno un ben equipaggiato laboratorio mobile in una zona ben predisposta alle scoperte della missione. Le stesse innovazioni andranno a vantaggio della NASA nelle necessarie capacità occorrenti per una missione umana su Marte. Al 27 giugno 2012 la sonda Mars Science Laboratory che trasporta il rover Curiosity ha viaggiato per 494 milioni di km sui 567 milioni di km occorrenti per raggiungere Marte. Il JPL, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce la missione per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Ulteriori informazioni su Curiosity on-line qui http://www.nasa.gov/msl o qui http://mars.jpl.nasa.gov/msl/ . Puoi inoltre seguire la missione su Facebook all'indirizzo: http://www.facebook.com/marscuriosity e su Twitter: http://www.twitter.com/marscuriosity%20. Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) come apparirà Curiosity una volta al lavoro su Marte.

Fonte : NASA -

27/06/2012 - MESSENGER completa la sua 1.000° orbita attorno a Mercurio - MESSENGER ha completato la sua 1.000° orbita attorno al pianeta più vicino al Sole alle 11:22 p.m. EDT del 22 giugno (le 5:22 ora italiana del 23 giugno 2012). "Raggiungere questa pietra miliare è un altra testimonianza del duro lavoro e della dedizione di tutto il team di MESSENGER che lo ha progettato, lanciato e che gestisce un veicolo spaziale così di successo," ha detto Jim McAdams, capo della Mission Trajectory per la John Hopkins University Applied Physics Laboratory di Laurel, Md. Il veicolo spaziale venne inserito in orbita attorno a Mercurio a metà marzo del 2011, dopo aver viaggiato per 15 volte attorno al Sole attraverso il sistema solare interno ed aver completato sei flyby planetari. "Per arrivare fino a Mercurio il MESSENGER ha impiegato oltre 15 mesi," fa notare McAdams. "Ma, a causa della riduzione del suo periodo orbitale da 12 ad 8 ore ci vorranno soltanto 11 mesi per completare le prossime 1.000 orbite." Durante la sua missione principale, che si è conclusa il 17 marzo 2011, MESSENGER ha eseguito la prima ricognizione globale della geochimica, geofisica, storia geologica, atmosfera, magnetosfera ed ambiente del plasma di Mercurio. La sonda si trova ora a più di un quarto della sua missione estesa di un anno che è stata preparata per rispondere alle domande sollevate dalle iniziali osservazioni orbitali. "Mercurio si trova in una zona di condizioni estreme, con alte temperature e frequenti flussi di particelle energetiche solari che lo investono," conclude Sean Solomon, lo scienziato a capo del progetto MESSENGER per il Carnegie Institution di Washington. "Proprio per questo è ancora più importante che questa sonda affronti le sfide per cui è stata progettata dopo le 1.000 orbite attorno al pianeta più interno del nostro Sistema Solare. Abbiamo ancora tanta scienza da vedere in questa missione."

Fonte : Spaceref -

Nella foto (Credit: DLR) il montaggio di SHEFEX II in cima al razzo suborbitale. 27/06/2012 - Eseguito un volo del veicolo sperimentale SHEFEX II - Dopo un volo di 10 minuti, il veicolo spaziale spigoloso SHEFEX II è atterrato senza problemi a ovest delle Spitsbergen. I ricercatori del Centro Aerospaziale Tedesco avevano lanciato il razzo lungo 13 metri e pesante quasi sette tonnellate con il suo prezioso carico dal poligono Andoya Rocket Range in Norvegia alle 21:18 CEST (ora italiana) del 22 giugno 2012. Una volta rientrato nell'atmosfera il SHEFEX II ha sperimentato temperature superiori ai 2.500 gradi Celsius ed ha inviato alla stazione al suolo i dati acquisiti dai 300 sensori di cui era fornito. "Il volo di SHEFEX II ci porta un passo più vicino allo sviluppo di un veicolo spaziale costruito come una capsula ma che offre un controllo e delle opzioni di volo simili a quelle dello Space Shuttle ma molto meno costose," ha dichiarato il responsabile del progetto, Hendrik Weihs. La DLR (l'Agenzia Spaziale Tedesca) sta lavorando sul programma SHEFEX da dieci anni, sviluppando una tecnologia che permetta il rientro in atmosfera e l'atterraggio senza subire danni. Lo SHEFEX ha delle forme angolate e spigolose e le sue superfici sono piane il che lo rende più semplice da costruire e meno costoso rispetto alle usuali forme tondeggianti. Inoltre le forme spigolose sono aerodinamicamente vantaggiose. I ricercatori della DLR hanno sviluppato diversi sistemi di protezione termica per controllare le alte temperature a cui le forme sono soggette durante il rientro. Il veicolo spaziale SHEFEX I, lanciato il 27 ottobre del 2005, premise ai ricercatori di raccogliere i dati in volo per la prima volta. Quel volo durò solo 20 secondi ed il veicolo rientrò alla velocità di Mach 7. Lo SHEFEX II ha raggiunto la velocità di 11.000 km/h - quasi 11 volte la velocità del suono - quando è rientrato nell'atmosfera. L'altezza raggiunta è stata di circa 180 km. Il progetto SHEFEX è una collaborazione fra sei istituti della DLR. L'Istituto di Aerodinamica e Tecnologia dei Flussi della DLR si occupa dei numerosi test nei tunnel del vento, calcola il campo dei flussi aerodinamici al momento del rientro e fornisce il razzo con sensori per misurare le temperature, la pressione lo stress termico. L'Istituto per le Strutture e la Progettazione ha costruito il veicolo spaziale ed è stato responsabile anche della progettazione e produzione del sistema ceramico di protezione termica; in uno di questi sistemi l'azoto fluisce attraverso le mattonelle porose raffreddando il veicolo durante il rientro. Al cuore del sistema di controllo canard, sviluppato dai ricercatori dell'Istituto dei Sistemi di Volo in Braunschweig, vi sono le superfici di controllo - i canard - sulla parte posteriore del veicolo di ricerca, che possono essere attivare per controllare attivamente il veicolo. L'Istituto di Ricerca sui Materiali ha costruito le mattonelle ceramiche e l'Istituto dei Sistemi Spaziali ha sviluppato la piattaforma di navigazione per determinare la posizione del veicolo durante il volo. Dalla base mobile MoRaBa viene lanciato il veicolo a due stadi, controllato il veicolo spaziale e ricevuti ed inviati i dati di SHEFEX durante il volo. Una nave da recupero ed un aereo sono in rotta verso il sito di atterraggio per recuperare il veicolo. Se il recupero avrà successo i ricercatori otterranno un'ulteriore mole di dati. "Il volo di SHEFEX II è un passo verso lo sviluppo di un veicolo spaziale che sopporti alte temperature mentre viaggia veloce per un lungo periodo," conclude Weihs. Con 300 sensori che hanno misurato temperature, pressioni e tutta una serie di altre cose durate il volo. "Abbiamo un sacco di dati che utilizzeremo nei prossimi anni." Lo SHEFEX III potrebbe essere lanciato nel 2016; potrebbe essere più come uno spazioplano e volare nell'atmosfera per circa 15 minuti. L'obiettivo dei ricercatori è quello di poter eseguire esperimenti in microgravità per almeno diversi giorni di permanenza in orbita e poi tornare sulla Terra. Nella foto (Credit: DLR) il montaggio di SHEFEX II in cima al razzo suborbitale.

Fonti : Spacedaily - DLR

26/06/2012 - Antares aggiunto alla lista di razzi vettori utilizzabili dalla NASA - La NASA ha annunciato oggi di aver aggiunto il razzo Antares della Orbital Sciences Corp. alla lista di lanciatori disponibili per missioni di ricerca ed esplorazione robotica. Il vettore a due stadi sviluppato dalla Orbital Sciences per essere utilizzato per mettere in orbita il veicolo cargo Cygnus diretto a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale potrebbe quindi svolgere anche il ruolo di veicolo a buon mercato per i satelliti scientifici della NASA. Con i costi dei razzi della United Launch Alliance che aumentano, cercare nuove opzioni per i satelliti scientifici, soprattutto quelli da orbite polari, sembra essere appetibile. La Orbital Sciences aveva fatto richiesta che ad Antares venisse permesso di competere come fornitore di veicolo di lancio con un contratto con la NASA valevole fino al 2020. La NASA infatti deve certificare ogni tipo di razzo prima di potergli assegnare un proprio carico. Il primo volo di un Antares è previsto per questo autunno dalla nuova rampa di lancio posta a Wallops Island. La Orbital Sciences studia anche l'utilizzo di altri siti di lancio per le missioni polari. La NASA, sotto il contratto NASA Launch Services 2 (NLS 2), include una vasta serie di veicoli di lancio che spaziano dai piccoli lanciatori fino a quelli intermedi. Con una tipologia così diversa è possibile, per la NASA, trovare sempre quello più indicato per la missione sia che si tratti di satelliti in orbita terrestre che sonde da inviare all'interno del Sistema Solare. Il contratto NLS 2 venne annunciato nel 2010 quando la NASA selezionò il razzo Altas 5 della ULA, il Pegasus Xl ed il Taurus Xl della Orbital Sciences, il Falcon 9 della SpaceX ed gli Athena 1c e 2c della Lockheed Martin Corp. Il contratto aveva un valore complessivo di oltre 15 miliardi di dollari per un totale di 70 missioni da compiere entro la prossima decade. Ma il contratto NLS 2 include anche delle revisioni annuali che permettono di inserire, su richiesta delle aziende, proposte per ulteriori veicoli da aggiungere alla flotta della NASA. Lo scorso anno la NASA ha infatti aggiunto al contratto NLS 2 il vettore Delta 2. Nonostante la produzione del veicolo sia cessata rimangono ancora i componenti per allestire altri 5 lanciatori. L'ultimo Delta 2 ha volato nell'ottobre del 2011. A maggio di quest'anno l'agenzia spaziale ha aggiunto il Falcon 9 v1.1. Questa versioni potenziata permetterà di incrementare la capacità di carico del vettore della SpaceX.

Fonte : SpaceflightNow -

Nella foto (Credit: Pratt and Whitney Rocketdyne) uno dei test di funzionamento dei razzi di manovra del CST-100. 26/06/2012 - Completati i test dei razzi della CST-100 della Boeing - La Pratt and Whitney Rocketdyne ha completato con successo una serie di test dei piccoli motori a razzo destinati al veicolo spaziale Commercial Space Transportation della Boeing, designato CST-100. La Boeing è una della diverse compagnie che stanno lavorando allo sviluppo di capacitò di trasporto equipaggi sotto il Commercial Crew Development Round 2 siglato con il Programma Commerciale Equipaggi della NASA. L'obiettivo del programma è di aiutare le spinte innovative e lo sviluppo di sicuri, affidabili e poco costosi veicoli spaziali ed annessi sistemi di lancio capaci di portare gli astronauti in orbita bassa e verso la Stazione Spaziale Internazionale. Ventiquattro razzi saranno parte del sistema orbitale di manovra e del sistema di controllo di assetto (OMAC), che darà al CST-100 la capacità di manovrare nello spazio e durante il rientro. I getti inoltre permettono al veicolo spaziale di separarsi dal suo veicolo di lancio se un aborto si rendesse necessario durante il lancio o l'ascesa verso lo spazio. "La Boeing e la Pratt and Whitney Rocketdyne sanno cosa occorre per sviluppare dei sistemi e dei sottosistemi sicuri." ha dichiarato il responsabile del Commercial Crew Program della NASA, Ed Mango. "Stanno costruendo sui successi del loro passato, mentre spingono sullo sviluppo di una nuova generazione di idee per creare un veicolo spaziale per il trasporto in orbita bassa Terrestre. Durante questi test condotti presso la struttura del White Sands Test Facility di Las Cruces, nel New Mexico, un motore a getto OMAC è stato acceso all'interno di una camera a vuoto che simulava l'ambiente quasi-spaziale alla quota di 30 km. Il test ha verificato la durata dei getti al calore estremo, valutato l'apertura e la chiusura delle sue valvole e confermato la combustione continua e le sue prestazioni. "Siamo emozionati dalle prestazioni del motore durante i test e siamo sicuri che i razzi OMAC affronteranno i compiti operativi necessari per la sicurezza e l'affidabilità del volo spaziale umano," dice Terry Lorier, manager del programma Equipaggi Commerciali della Pratt and Whitney Rocketdyne. Tutti i partner industriali della NASA, compresa la Boeing, proseguono il raggiungimento dei passi previsti nello sviluppo delle capacità di trasporto equipaggi commerciali. Per ulteriori informazioni sul Commercial Crew Program della NASA visita il sito: http://www.nasa.gov/commercialcrew. Nella foto (Credit: Pratt and Whitney Rocketdyne) uno dei test di funzionamento dei razzi di manovra del CST-100.

Fonte : NASA -

Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Europeo André Kuipers alle prese con l'esperimento ALTEA per misurare le radiazioni all'interno della ISS. 26/06/2012 - André Kuipers vicino alla conclusione di sei mesi di lavoro nello spazio - L'astronauta André Kuipers dell'ESA lascerà la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed atterrerà il 1° di luglio. André ha completato gli esperimenti a lui affidati ed ha preparato le sue sacche ed è pronto per la partenza. Uno degli ultimi esperimenti riguardava come il corpo umano rimane caldo. Diamo per scontato che il nostro corpo rimarrà attorno ai 37 º C. Sia che fai jogging, o che trascorri del tempo in una sauna, o che ti dimentichi il cappotto in una giornata fredda il tuo corpo si adatterà e regolerà la sua temperatura. I vasi sanguigni si espandono o si contraggono e si suda per mantenere il calore o lasciare evaporare il calore in eccesso. Sulla Terra i nostri corpi possono contare sulla convenzione per raffreddarsi: come i liquidi ed i gas che diventano meno densi e trasportano il calore fuori dalla nostra pelle. Non c'è convenzione in assenza di peso e la sopresa è che i corpi degli astronauti si adattano e non si surriscaldano nello spazio. Il progetto Thermolab controllava le temperature degli astronauti durante una lunga missione per capire come i loro corpi si adattavano all'assenza di peso. Il controllo della temperatura è particolarmente importante durante gli esercizi e gli scienziati sulla Terra hanno osservato André ed i suoi colleghi sia a riposo che durante gli esercizi. L'esperimento è condotto in collaborazione con la NASA per la ricerca sul consumo massimo di ossigeno, quando gli astronauti sulla Stazione utilizzare una cyclette. Utilizzando tradizionali termometri nello spazio sarebbe uno spreco di tempo. Invece André era fornito di due sensori sulla fronte e sul petto che misuravano la temperatura in continuo. I sensori erano stati utilizzati per primi sull'astronauta Frank De Winne dell'ESA nel 2009 ed in modo intensivo durante la missione Mars500 per misurare come le temperature dei corpi dipendevano dai cicli giorno/notte. Gli ospedali hanno mostrato interesse nelle attrezzature utilizzate nell'esperimento Thermolab. Oltre a monitorare la temperatura corporea i sensori possono dare un primo allarme sui cambiamenti delle condizioni del paziente. Inoltre il sistema e non invasivo ed è molto più igienico e facile da usare. André ed i suoi compagni atterreranno alle 8:15 GMT (le 10:15 CEST) di domenica 1° luglio. Guarda l'atterraggio attraverso l'ESA e leggi il blog di André con i suoi resoconti delle ultime settimane della missione PromISSe. Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Europeo André Kuipers alle prese con l'esperimento ALTEA per misurare le radiazioni all'interno della ISS.

Fonte : ESA -

Nelle immagini (Credit: CCTV) trasmesse in diretta dalla TV Cinese, il momento del colloquio fra il Presidente Cinese Hu Jintao e l'equipaggio a bordo del TianGong-1. 26/06/2012 - Il Presidente Cinese parla con gli astronauti a bordo di TianGong-1 - Il Presidente Cinese Hu Jintao è arrivato martedì al Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino ed ha parlato con gli astronauti che stanno conducendo la missione spaziale a bordo del complesso dei veicoli spaziali congiunti Shenzhou-9 e TianGong-1. Il Presidente era accompagnato da altre autorità del governo Jia Qinglin, Li Changchun, Xi Jinping e Li Keqiang. Hu ha esteso i suoi sinceri saluti ai tre astronauti, Jin Haipeng, Liu Wang e Liu Yang, la prima donna astronauta della Cina. "Avete trascorso dieci giorni nello spazio, teniamo a voi. Come vi sentite? ha chiesto il Presidente. Jing, il Comandante della missione ha risposto che sono in buone condizioni ed ha detto al Presidente, "Gli astronauti cinesi hanno ora la loro casa nello spazio. Siamo fieri del nostro Paese! Hu ha poi chiesto se tutti i compiti sono andati bene. Jing ha risposto che tutto il lavoro è andato bene, il docking manuale è stato completato con successo ed i membri dell'equipaggio hanno eseguito gli esperimenti scientifici come previsto. Hu ha elogiato gli astronauti per le loro eccellenti prestazioni nella prima missione di randezvous e docking cinese che ha dimostrato che il Paese ha il pieno controllo delle tecnologie di aggancio spaziale. Il Presidente ha ringraziato gli astronauti per il loro contributo al programma spaziale abitato cinese aggiungendo, "Noi e le nostre famiglie guardiamo fiduciosi al successo ed al vostro sicuro ritorno." I tre astronauti hanno salutato il Presidente al termine del colloquio. La missione della Shenzhou-9 è vicina al termine e gli astronauti prima di partire dovranno eseguire alcune mansioni per lasciare il modulo TianGong-1 pronto per il prossimo equipaggio. Gran parte del lavoro sarà quello di ripulire il modulo dai rifiuti accumulati in questi giorni e stivarlo nel modulo orbitale della Shenzhou-9. Questo, poco prima del rientro sulla Terra, verrà sganciato dal modulo di rientro e si disintegrerà al contatto con l'atmosfera terrestre. Probabilmente le pareti interne del modulo verranno ripulite attentamente, come anche i filtri dell'aria, i campioni degli esperimenti saranno riposti nel modulo di rientro e verranno eseguite fotografie per documentare lo stato complessivo e quello degli alloggi dopo un periodo di uso. Anche i condotti che attraversano il tunnel fra la Shenzhou-9 ed il TianGong-1 verranno rimossi ed anche la consolle del computer principale verrà disattivata. L'ultima procedura sarà quella di chiudere il portello del modulo con l'equipaggio tutto all'interno della capsula Shenzhou-9. Non è chiaro se verranno lasciati esperimenti in funzione a bordo del modulo anche se pare certo che rimarrà operativo il telescopio telecomandato per l'osservazione terrestre che si trova nella parte terminale di TianGong-1. Dopo il distacco dal modulo laboratorio l'equipaggio della Shenzhou-9 potrebbe eseguire un'ispezione visuale e fotografica dell'esterno del TianGong-1 per controllare le sue condizioni esterno dopo quasi un anno di permanenza in orbita. Una volta che l'equipaggio di Shenzhou-9 sarà rientrato sulla Terra il controllo missione monitorerà il modulo orbitale TianGong-1 in attesa paziente dell'arrivo dell'equipaggio della missione Shenzhou-10, previsto per al prima parte del prossimo anno. Nelle immagini (Credit: CCTV) trasmesse in diretta dalla TV Cinese, il momento del colloquio fra il Presidente Cinese Hu Jintao e l'equipaggio a bordo del TianGong-1

Fonti : Xinhua - SpaceDaily

25/06/2012 - L'Italia ospite d'onore al Toulouse Space Show 2012 - Ha preso il via la terza edizione del Toulouse Space Show, che sino al 28 giugno prossimo vedrà protagonista Tolosa, una delle più importanti città francesi in ambito aerospaziale. Esperti e delegati provenienti da ben 52 nazioni sono coinvolti nei numerosi forum e workshop in corso presso il Centro Congressi Pierre Baudis. Molto ricco è il programma degli incontri dedicati ai servizi e alle applicazioni spaziali, che per l’edizione 2012 sono particolarmente centrati su alcune tematiche di stringente attualità come l’ambiente e la salute, i trasporti, il knowledge management e gli aspetti giuridici connessi all’impiego di dati e servizi derivanti dallo spazio. Space Appli, Space&Law, KM e Antem sono tra i principali appuntamenti che vedono impegnati i rappresentanti di enti governativi, agenzie spaziali, centri di ricerca, industrie, fornitori di servizi e applicazioni derivanti dallo spazio e comunità di utenti. Scopo fondamentale del Toulouse Space Show 2012 è favorire l’incontro tra creativi e sviluppatori di applicazioni spaziali con gli utenti finali per discutere nuove idee e opportunità e gettare le premesse di soluzioni e servizi del futuro. Ospite d’onore del Toulouse Space Show è l’Italia, grazie al suo ruolo di primaria importanza nell’ambito delle applicazioni spaziali. L’Agenzia Spaziale Italiana è presente con il proprio stand in cui è esposto il modello del lanciatore VEGA, uno dei principali progetti spaziali che ha visto l'affermazione dell'eccellenza tecnologica del nostro Paese. L'Italia è rappresentata anche da un altro illustre special guest, la Regione Lazio che durante l'exhibition diventerà membro del Network of European Regions Using Space Technologies (NEREUS), un organismo mirato a valorizzare le risorse delle regioni europee nell'ambito della European Space Policy.

Fonte : ASI -

25/06/2012 - Versione migliorata del motore Merlin della SpaceX esegue un test completo - Una versione migliorata del motore Merlin progettato per aumentare la capacità di carico del razzo Falcon 9 della SpaceX, è stato testato eseguendo un'accensione della durata complessiva per una missione presso le strutture di prova in Texas. Il motore Merlin 1D ha completato un'accensione della durata di 185 secondi con una spinta di 66 tonnellate. I futuri razzi Falcon 9 verranno spinti da 9 di questi motori Merlin 1D al primo stadio. La SpaceX chiama la versione di questo razzo Falcon 9 v.1.1. Il primo volo di un Falcon 9 v1.1 è prevista per il 2013 da Vandemberg con a bordo un satellite per telecomunicazioni e ricerca dell'agenzia spaziale canadese, Cassiope. Il vettore Falcon 9 Heavy invece sarà composto da tre corpi principali di Falcon 9 per un totale di 27 motori Merlin 1D e genererà una spinta complessiva di 1.720 tonnellate. "Questo è un altro passo importante nel nostro sforzo di far avanzare i limiti tecnologici," ha detto Elon Musk, capo progettista ed amministratore delegato della SpaceX. "Grazie ai Merlin 1D spingeremo i razzi Falcon 9 ed i Falcon 9 Heavy e la SpaceX sarà capace di trasportare un vasto tipo di carichi in orbita." La SpaceX ha confermato che ha eseguito anche multiple riaccensioni del Merlin 1D presso la sua struttura di McGregor, nel Texas. Una versione modificata del motore per accensioni nel vuoto verrà utilizzata per gli stadi superiori dei Falcon 9. Il Merlin 1D, secondo quanto riportato in un comunicato della SpaceX, è il più efficiente motore mai costruito con un rapporto di spinta nel vuoto che supera 150, mantenendosi comunque nei margini strutturali e di sicurezza necessari per il trasporto di astronauti. La compagnia inoltre ha detto che il motore è stato progettato per avere un alto numero di unità prodotte utilizzando meno parti e con metodi di costruzione robotizzata.

Fonte : Spaceflight Now -

25/06/2012 - Sette minuti di terrore - Fra sei settimane il prossimo rover della NASA tenterà un atterraggio senza precedenti su Marte. Una missione che, gli ingegneri ed agli scienziati, farà stare col fiato sospeso per l'emozione e la preoccupazione. Il rover Curiosity, pesante una tonnellata, fa parte della missione Mars Science Laboratory (MSL) che dovrà atterrare nel cratere Gale del Pianeta Rosso il 5 agosto prossimo. La fase EDL (Entry, Descend and Landing - Rientro, discesa ed atterraggio) al JPL (Jet Propulsion Laboratory della NASA che segue la missione) è conosciuta anche come "i sette minuti di terrore". Il JPL ha prodotto un video nel quale viene resa bene l'idea di come complessa ed irta di difficoltà sia la fase EDL di questa missione. Infatti il rover questa volta è troppo grande e pesante per provare un atterraggio come i precedenti, con l'aiuto dei paracadute e degli airbag. Ecco che è stato ideato un complesso sistema che vede, prima l'utilizzo di uno scudo termico che rallenti il veicolo in arrivo verso il pianeta alla velocità di quasi 21.000 km/h, poi di un grosso paracadute che porti la velocità a valori subsonici ed infine i retrorazzi. I retrorazzi dovranno fermare e stazionare a mezz'aria il veicolo e calare il rover tramite dei cavi. Una volta che le ruote di Curiosity avranno toccato il suolo marziano i cavi verranno sganciati ed il veicolo utilizzato per la discesa verrà fatto allontanare prima di schiantarsi al suolo. A questo punto il rover sarà libero di muoversi utilizzando le sue ruote ed inizierà la fase scientifica. Tutte queste operazioni dovranno avvenire nel giro di soli 7 minuti dal momento del primo contatto con la tenue atmosfera marziana. "Quando la gente vede questa operazione, crede che siamo dei pazzi," dice Adam Steltzner, ingegnere del JPL nel video. "E' una cosa naturale. Qualche volta anche noi osserviamo e pensiamo sia pazzesco. Anche se è il risultato di un pensiero regionato ingegneristico, sembra sempre pazzesco." La temperatura alla quale arriverà lo scudo termico con l'attrito dell'atmosfera è di circa 1.600 gradi Celsius. La tenue atmosfera potrebbe bruciare il veicolo ma non è sufficiente per rallentarlo abbastanza. Ecco che, alla velocità di circa 1.600 km/h verrà aperto il paracadute. Ma anche questo non sarà sufficiente e la velocità di caduta sarà ancora di circa 320 km/h. "Non avevamo scelta ed abbiamo dovuto affidarci a dei razzi frenanti," dice Tom Rivellini, ingegnere del sistema EDL nel video. I razzi però non potranno essere utilizzati fino a deporre il veicolo al suolo perchè alzerebbero troppa polvere che potrebbe danneggiare il rover. Ecco dunque che Curiosity verrà calato sulla superficie marziano con dei cavi lunghi circa 6 metri mentre il veicolo rimarrà sospeso sopra di lui grazie alla forza dei razzi. Il ritardo di 14 minuti nelle comunicazioni fra la Terra e Marte significano che il team di MSL non sarà in grado di leggere i dati in tempo reale sul pericoloso viaggio del rover. "Quando riceveremo i primi dati che il veicolo ha toccato i primi strati dell'atmosfera, il veicolo si troverà, vivo o morto, sulla superficie del pianeta da almeno sette minuti." dice Steltzner. Il principale scopo di Curiosity è quello di determinare se l'aerea del cratere Gale, sia capace di sostenere la vita microbiotica. il rover esplorerà il Monte Sharp, una montagna alta 5 km che si trova al centro del grande cratere, utilizzando i suoi 10 strumenti scientifici per almeno un anno marziano (pari a due anni terrestri) anche se la missione si spera possa prolungarsi. Infatti anche i rover precedenti, Spirit ed Opportunity avevano una vita operativa stimata di 90 giorni dopo il loro atterraggio nel gennaio del 2004. Spirit è stato dichiarato morto solo l'anno scorso mentre Opportunity prosegue la sua esplorazione.

ANIMAZIONE DELLA FASE EDL DELLA MISSIONE MARS SCIENCE LABORATORY - 7 MINUTI DI TERRORE - (CREDIT: NASA/JPL) - dur.min.05:08 - lingua inglese



Fonte : Space.com -

25/06/2012 - La XCOR e la Excalibur Almaz segnano un accordo per voli suborbitali di addestramento - La Excalibur Almaz Limited (EA), una compagnia commerciale con sede nell'Isola di Man, isole Britanniche, ha firmato un memorandum d'intesa con la Californiana XCOR Aerospace per servizi di voli suborbitali. La XCOR fornirà voli suborbitali, con il suo veicolo Lynx, per familiarizzare ed addestrare gli equipaggi della Excalibur ALmaz che poi viaggeranno in orbita terrestre, circumlunare e nelle missioni nello spazio profondo. L'esperienza suborbitale servirà come parte integrante della preparazione degli equipaggi per le missioni spaziali. Il veicolo Lynx permetterà di eseguire fino a quattro voli suborbitali al giorno al costo di circa un sesto dei concorrenti e questo porterà significativi benefici ai clienti. La XCOR prevede di poter eseguire i primi voli di prova del Lynx entro la fine dell'anno o nei primi mesi del 2013 mentre le missioni commerciali dovrebbero iniziare nel 2015. Anche la Excalibur Almaz prevede di poter iniziare le sue spedizioni spaziali nel 2015. Il veicolo suborbitale Lynx, alimentato da un motore a razzo a propellente liquido, decollerà da una pista come un aereo e raggiungerà la quota di 100 km di altezza permettendo ad un pilota ed un passeggero di sperimentare alcuni minuti di assenza di gravità. Il rientro avverrà sempre su una pista aeroportuale. Lo scopo della Excalibur Almaz è quello di diventare il leader mondiale nel fornire missioni commerciali di accesso allo spazio. La EA offre varie tipi di missioni utilizzando veicoli e strutture ben testate di provenienza sia Russa, che Americana che Europea.

Fonte : Excalibur Almaz -

Nelle immagini (Credit: CCTV) trasmesse in diretta dalla TV Cinese, il momento di avvicinamento manuale della Shenzhou-9 al modulo TianGong-1. 24/06/2012 - L'equipaggio della Shenzhou-9 effettua il primo attracco manuale - L'equipaggio della Shenzhou-9 ha effettuato oggi la prima manovra di attracco manuale di un veicolo spaziale Cinese con il modulo TianGong-1. Per prima cosa i tre taikonauti sono rientrati all'interno della capsula Shenzhou-9 ed hanno indossato le tute spaziali per precauzione. E' stato poi effettuato il distacco della Shenzhou-9 dal modulo TianGong-1 e portata fino ad una distanza di circa 400 metri. A questo punto sono state effettuati tutti i controlli della strumentazione di bordo e la distanza dal modulo laboratorio è stata accorciata a 140 metri. Il taikonauta Liu Wang ha poi preso i comandi manuali della Shenzhou-9 e, assistito dal Comandante Jing Haipeng e Liu Yang, ha avvicinato il veicolo fino a 120 metri dal TianGong-1. La manovra finale di avvicinamento conclusasi con il perfetto attracco dei due veicoli spaziali è avvenuto alle 12:48 p.m. (le 6:48 ora italiana). L'attracco è avvenuto mentre i due veicoli spaziali viaggiavano a 7,8 km al secondo. Appena dopo l'attracco i taikonauti sorridenti hanno salutato alle telecamere di bordo i controllori di missione al suolo. "Il docking manuale è stato eseguito in modo bellissimo e molto accurato," ha detto Liu Weibo, responsabile degli astronauti Cinesi. La manovra di attracco manuale ha impiegato soltanto 7 minuti, tre minuti meno di quello in modalità automatico, ha detto Liu. Gli astronauti, a 373 km lontani dalla Terra, si sono complimentati con gli oceanauti Cinesi che nella Fossa delle Marianne, 7.020 metri sotto l'Oceano Pacifico, hanno battuto domenica mattina il record di profondità del Paese. Wu Ping, portavoce del programma di volo spaziale cinese, ha confermato che il docking manuale di domenica è stato un completo successo. Al termine della manovra di aggancio i tre taikonauti sono rientrati all'interno del modulo TianGong-1 per proseguire gli esperimenti scientifici. Lunedì scorso i due veicoli si erano agganciati in modalità automatica. "Sia l'attracco automatico che quello manuale sono essenziali e servono come riserva uno dell'altro," ha detto Zhou Jianping, capo progettista del programma spaziale abitato Cinese. Il docking manuale è un passo importante per il programma spaziale cinese per celebrare i suoi primi 20 anni, che, dopo aver raggiunto la capacità di viaggio spaziale, di attività extraveicolare e delle capacità di attracco sono tutte rivolte per il raggiungimento delle tecnologie necessarie a costruire una stazione spaziale, ha detto Zhou. La Cina è il terzo Paese, dopo gli Stati Uniti e la Russia, ad acquisire le tecnologie e le capacità necessarie per i randezvous ed i docking per portare personale e materiali con un modulo orbitale in differenti metodi di attracco. La partenza della Shenzhou-9 dal modulo TianGong-1 è previsto fra quattro giorno e per venerdì prossimo è previsto il rientro sulla Terra. Questo segnerà il record di durata di una missione spaziale nella storia del programma spaziale Cinese. La missione Shenzhou-9 era iniziata lo scorso 16 giugno con il lancio per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 2F/G dal Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan. L'attracco automatico con il modulo laboratorio TianGong-1 era avvenuto regolarmente due giorni dopo. Da quel momento ad oggi i tre taikonauti, fra di loro la prima astronauta cinese, Liu Yang, aveva vissuto e lavorato a bordo del modulo. Wu Ping ha dichiarato che la Cina ha speso circa 19 milioni di yuan (circa 3 miliardi di dollari) per le missioni di avvicinamento ed attracco. Questo finanziamento copre sia la missione della Shenzhou-9 che quelle precedenti condotte dalle Shenzhou-7 ed 8 che la prossima Shenzhou-10 prevista per il prossimo anno. Nella immagine in alto (Credit: CCTV) un fotogramma catturata dalla diretta dalla TV Cinese, il momento di avvicinamento manuale della Shenzhou-9 al modulo TianGong-1. In copertina, (Credit: CCTV) la Shenzhou-9 mentre si avvicina in manuale al TianGong-1. Ulteriori approfondimenti sul programma spaziale abitato cinese a questa nostra pagina dedicata.

VIDEO DELL'AGGANCIO MANUALE DELLA CAPSULA SHENZHOU-9 AL MODULO ORBITALE TIANGONG-1 (CREDIT: CCTV) - dur.min.05:02 - lingua inglese



Fonte : Xinhua net -

23/06/2012 - Nuovo metodo per eliminare i detriti orbitali studiato dalla U.S. Navy - Fisici ed ingegneri del U.S. Naval Research Laboratory Plasma Physics Division and Naval Center for Space Technology hanno ideato un nuovo metodo per ripulire l'orbita bassa terrestre (Low Earth Orbit - LEO) da detriti spaziali utilizzando un Active Debris Removal (ADR) che si basa sul rilascio di polvere in scala micrometrica. In LEO, sotto i 2.000 km di quota, i detriti orbitali possono viaggiare anche ad oltre 8 km al secondo, creando dei considerevoli rischi a strutture spaziali come la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), l'Hubble Space Telescope e numerosi satelliti per il controllo delle condizioni meteo danneggiandone i loro pannelli solari, gli strumenti o gli scudi solari. Il programma Detriti Orbitali della NASA ha stimato che vi sono in orbita in LEO circa 21.000 oggetti più grandi di 10 cm di diametro, 500.000 fra 1 e 10 cm e ben oltre 100 milioni più piccoli di un cm. Nel 2011 il National Research Council ha condotto una ricerca per stimare la minaccia dei micrometeoriti e dei detriti spaziali. Il risultato è stato sconfortante; infatti saremmo vicini al rischio di un effetto a cascata nel quale il numero dei detriti sarebbe sufficiente ad innescare un effetto a catena che aumenterebbe in modo esponenziale la possibilità di ulteriori collisioni e così il numero dei detriti e così via. Questo porterebbe ad un rischio di dover bloccare l'utilizzo dell'orbita bassa senza prima ripulirla dai detriti. Ecco che il NRL avrebbe studiato di utilizzare delle nubi di polvere portate nello spazio da un razzo suborbitale e rilasciate nella direzione opposta a quella nella quale viaggia il detrito da far decadere. In questo modo l'azione di freno aerodinamico portata dallo scontro con la polvere rallenterebbe la velocità del detrito orbitale e lo costringerebbe a scendere di quota fino ad essere distrutto nell'atmosfera. La novità di questo studio sarebbe nel poter scegliere le caratteristiche della polvere come la loro massa, densità, misura, ecc. e di poter sincronizzare il rateo di discesa del detrito e della polvere. Questo permette di ripulire una gran quantità di volume dai piccoli detriti rilasciando una modesta quantità di polvere, da 20 a 40 tonnellate. Secondo i ricercatori il sistema sarebbe conveniente e potrebbe ripulire l'orbita dai detriti piccoli come da detriti più grandi e il miglior materiale candidato sarebbe il tungsteno, grazie alla sua alta densità, relativa abbondanza, disponibilità in forma di polvere e costo modesto. Tutti fattori che contribuirebbero all'efficienza ed all'economia del sistema.

Fonte : NRL -

Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio di NEEMO 16 in posa fuori dalla base sottomarina Aquarius. 22/06/2012 - Conclusa con successo la missione sottomarina NEEMO 16 - Questa mattina si è conclusa con successo la missione NEEMO 16 con il ritorno sulla costa dell'equipaggio che ha soggiornato per 12 giorni nella base sottomarina Aquarius. L'equipaggio è in buone condizioni, gli obiettivi esplorativi e scientifici sono stati completati e questo ha fatto fare un passo avanti all'esplorazione degli asteroidi vicini alla Terra, a Marte ed oltre. Quello di oggi era definito 'Deco Day' ovvero l'ultima giornata di missione sottomarina è stata dedicata alla fase di decompressione per i quattro membri dell'equipaggio composto dal Comandante Dottie M. Metcalf-Lindenburger, assistita dall'astronauta dell'ESA Timothy Peak, Britannico, Kimiya Yui della JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) e dal professore Steven Squyres della Cornell University - che aveva partecipato anche lo scorso anno a NEEMO 15. Infatti nella base sottomarina Aquarius (che si trova a 18 metri di profondità sul fondo dell'Oceano Atlantico al largo della Florida), dove le 4 persone di equipaggio hanno vissuto per 12 giorni, la pressione dell'aria è mantenuta a 2,5 atmosfere per evitare che l'acqua allaghi l'interno. Ma per questo il corpo umano ha bisogno di una fase di decompressione prima di uscire alla superficie altrimenti l'azoto che si trova nel sangue rischierebbe di formare delle bolle causando l'embolia. Ecco che nelle ultime 18 ore di permanenza nella base la pressione dell'aria respirata è stata portata gradualmente al livello atmosferico. Ma in questo modo la tremenda pressione dell'acqua all'esterno impedirebbe l'apertura dei portelli per uscire. Ecco dunque che, proprio negli ultimi minuti la pressione è stata riportata ad alti valori e, prima che l'azoto nel sangue potesse formare le pericolose bolle, i quattro acquanauti hanno indossato le mute, le bombole, i boccagli e sono usciti fuori arrivando velocemente in superficie. "E' stato strano vedere il cielo di nuovo, per la prima volta in quasi due settimane," ha dichiarato Squyres una volta in superficie. La missione NEEMO 16 della NASA è stata utilizzata per simulare una missione spaziale diretta ad un asteroide vicino alla Terra. Nella foto (Credit: NASA) l'equipaggio di NEEMO 16 in posa fuori dalla base sottomarina Aquarius.

Fonti : NASA - NASA blog

22/06/2012 - In preparazione per agosto una passeggiata spaziale sulla ISS - I cosmonauti Russi condurranno una passeggiata spaziale ad agosto durante la quale installeranno ulteriori pannelli protettivi anti-meteoriti sulla Stazione Spaziale Internazionale, secondo quanto riportato dal cosmonauta Yuri Malenchenko. Malenchenko, assieme ai suoi colleghi americano e giapponese, Sunita Williams e Hoshide Akihiko, partiranno per una missione spaziale il 15 luglio prossimo. "Eseguirò una passeggiata spaziale ad agosto assieme al mio collega, il cosmonauta Russo Gennady Padalka," ha detto Malenchenko ai giornalisti presenti a Star City, vicino a Mosca, dove il cosmonata Russo si sta addestrando. "Dovremo spostare una piattaforma cargo in modo da essere più comoda per il futuro. Inoltre installeremo dei pannelli di protezione dai meteroriti (sulla ISS)," ha detto Malenchenko, aggiungendo che l'attività extraveicolare durerà circa sei ore. I pannelli sono progettati per proteggere la stazione spaziale da piccoli oggetti, compresi i detriti spaziali.

Fonte : Ria Novosti -

Nella foto (Credit: JAXA, ESA) il Lago di Garda e Verona fotografato dal satellite Giapponese ALOS. 22/06/2012 - Forme ed acque glaciali - Il lago di Garda e la città di Verona, nel sud delle Alpi italiane, sono riprodotti in questa immagine presa dal satellite giapponese di osservazione ALOS. Con un'area di 370 kmq, il lago di Garda è il più grande d'Italia ed il terzo della regione alpina. Si è formato dai ghiacciai che scorrevano dalle Alpi durante l'ultima era glaciale alpina, che è terminata circa 12.000 anni fa. Ad est del lago si trova il fiume Adige, che scorre verso sud prima di curvare ad est verso Verona. Con i suoi 410 km di lunghezza, è il secondo fiume più lungo del Paese dopo il Po. Se il livello dell'acqua del fiume sale troppo, l'acqua in eccesso viene deviata nel lago di Garda attraverso un tunnel all'estremità nord del lago. Questo riduce il rischio di inondazioni a Verona e nelle zone circostanti. Il tunnel è usato solamente quando è assolutamente necessario, in quanto l'improvviso afflusso delle acque del fiume, che sono sia più fredde che più inquinate delle acque del lago, causa uno shock termico e degrada l’habitat per i pesci. La città di Verona è stata insignita dello stato di sito appartenente al Patrimonio Mondiale dell'UNESCO per via della sua struttura urbana ed architettonica – tra cui l'anfiteatro romano, visibile facendo uno zoom in. Verona è anche la città dove è ambientata l'opera Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Il satellite ALOS (Advanced Land Observation Satellite, satellite avanzato di osservazione del territorio), ha preso l'immagine il 21 ottobre 2010 con lo strumento AVNIR-2 (Advanced Visible and Near Infrared Radiometer, radiometro avanzato del visibile e dell'infrarosso vicino). ALOS è stata supportata come Third Party Mission, che significa che l'ESA ha usato i suoi sistemi multi-missione di terra per acquisire, processare, distribuire ed archiviare i dati provenienti dal satellite e metterli a disposizione della sua comunità di utenti. Nell'aprile 2011 il satellite ha improvvisamente perso potenza mentre rilevava le immagini della costa del Giappone colpita dallo Tsunami. L'immmagine è anche protagonista dell'edizione odierna di Earth from Space, in onda su ESA Web-TV ogni venerdì alle 10:00 CEST.

Fonte : ESA Italia -

22/06/2012 - Confermato l'equipaggio della Soyuz TMA-05M - Durante la tradizionale cerimonia ufficiale di nomina degli equipaggi della prossima missione diretta alla Stazione Spaziale Internazionale, il capo dell'agenzia federale spaziale Russa (Roscosmos), V.A. Popovkin, ha incontrato informalmente i membri dell'equipaggio principale e quello di riserva che voleranno verso la ISS a bordo della Soyuz TMA-05M ed entreranno a far parte di Spedizione 32. Fanno parte dell'equipaggio principale il Comandante Yuri Malenchenko (Roscosmos), Sunita Williams (NASA) e Akihiko Hoshide (JAXA). Invece l'equipaggio di riserva è composto dal Comandante Roman Romanenko (Roscosmos), Thomas Mashburn (NASA) e Field Chris Had (dell'Agenzia Spaziale Canadese). All'evento ha partecipato anche il Segretario di Stato - vice capo dell'Agenzia Spaziale Federale V.A. Davydov, il capo del programma equipaggi della Roscosmos A.B. Krasnov e rappresentanti delle imprese coinvolte nel settore spaziale Russo. E' stato notato che entrambi gli equipaggi sono composti da astronauti che hanno alle spalle già esperienza di volo spaziale, e questo è raro. Popovkin si è complimentato con gli astronauti e questi hanno confermato che sono pronti ad affrontare la missione. Al termine della cerimonia, come di consuetudine, il capo della Roscosmos ha donato ad un'ognuno dei membri dell'equipaggio un cronografo personale da portare da indossare a bordo della stazione spaziale. Il lancio della Soyuz TMA-05M è previsto per il 15 luglio. Prima di quella data l'equipaggio della Soyuz TMA-03M, composto da Oleg Kononenko (Roscosmos), André Kuipers (ESA) e Don Pettit (NASA), rientrerà sulla Terra a conclusione della Spedizione 31.

Fonte : Roscosmos -

22/06/2012 - I cosmonauti Russi avrebbero 'istruzioni in caso di alieni' - Rispondendo ad una domanda di un giornalista televisivo cinese il cosmonauta Gennady Padalka ha risposto così: "Le Nazioni Unite e rappresentanti della Cina hanno sviluppato dettagliate istruzioni in caso di primo contatto con una razza aliena." Il cosmonauta ha condiviso questa opinione dicendo che gli esseri umani non sono soli nell'Universo e che: "Prima o poi incontreremo i nostri fratelli intelligenti,". Il colloquio è avvenuto durante una teleconferenza fra il Controllo Missione e la Stazione Spaziale Internazionale nell'occasione del lancio della missione abitata cinese Shenzhou-9. Padalka fa parte dell'equipaggio di Spedizione 31 che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ed è uno dei cosmonauti Russi in servizio con maggiore esperienza di volo spaziale. Padalka ha volato sulla stazione Russa MIR nel 1998 dove è rimasto per 198 giorni, poi ha effettuato tre missioni sulla ISS, con Spedizione 9 e Spedizione 19/20 con la qualifica di Comandante.

Fonte : Ria Novosti -

Nella illustrazione (Credit: JAXA/NASDA) una visione artistica della mininavetta giapponese Hope . 22/06/2012 - L'ASI collabora con la JAXA per il futuro del trasporto spaziale - La cooperazione italo-giapponese tra le Agenzie spaziali JAXA e ASI aggiunge un altro tassello alla sua consolidata storia. Il Framework Agreement siglato nel 2009 a Tokyo dai rispettivi presidenti, Keiji Tachikawa ed Enrico Saggese, aveva già impresso una decisa accellerazione ai processi sinergici messi in campo soprattutto nel settore del trasporto spaziale e della propulsione. Proprio in questi due ambiti sono infatti poi stati firmati nel 2010 alcuni Accordi implementativi che hanno determinato l’avvio di attività congiunte nel settore della propulsione ad Ossigeno/Metano e a propulsione ibrida per lo sviluppo di motori in piccola scala. Oltre a questo, nel 2011 è stata anche avviata una collaborazione per lo studio preliminare di un innovativo veicolo spaziale in grado di essere lanciato nello spazio a bordo di un vettore per poi rientrare a terra su una pista convenzionale, come un aeroplano. Ed è a conclusione di un primo periodo di collaborazione di circa 8 mesi, che nella prima settimana di giugno due delegazioni di JAXA e di ASI, coadiuvate dal CIRA, si sono incontrate per concludere la prima fase di questo lavoro congiunto riguardante lo studio di fattibilità delle caratteristiche aerodinamiche del veicolo spaziale. Nella sede del CHOFU Aerospace Center, centro della JAXA specializzato nelle attività sul rientro atmosferico situato vicino Tokyo, le delegazioni hanno positivamente verificato la fattibilità preliminare di un concetto per un veicolo in configurazione alata, lanciato all’interno del fairing del vettore europeo Vega, ed in grado di rientrare in atmosfera con capacità di manovra adeguate ad un atterraggio su una pista convenzionale. L’Agenzia giapponese JAXA ha sviluppato nel passato significative esperienze tecnologiche in questo settore realizzando alcuni prototipi, denominati Hope - nella illustrazione (Credit: JAXA/NASDA) una visione artistica della mininavetta giapponese Hope - ed Hyflex, che sono stati provati in volo atmosferico. Il veicolo allo studio delle due Agenzie è progettato per disporre di una cargo-bay per alloggiare esperimenti o strumenti per l’esecuzione di missioni ‘multipurpose’ e ne è previsto l’impiego per dimostrare tecnologie altamente innovative con importanti potenziali ricadute sui futuri sistemi di trasporto aerospaziale orbitale o sub-orbitale. Sono state altresì definite le linee guida per lo sviluppo dell’intero progetto, fino alla realizzazione del prototipo e di una missione sub-orbitale dimostrativa, che saranno presentate a breve ai rispettivi presidenti delle due Agenzie. Per parte sua, il numero uno dell'ASI Enrico Saggese ha dichiarato che "queste attività sono in linea con gli indirizzi del Documento di Visione Strategica 2010-2020, che vedono l’Agenzia impegnata tra l’altro anche nel programma europeo dell’ESA IXV a forte leadership italiana. Che vede - ha aggiunto Saggese - un dimostratore tecnologico proprio per lo studio degli effetti aerotermo dinamici del rientro in atmosfera dallo spazio. L’impegno congiunto con il CIRA, che ha realizzato i due USV lanciati nel 2007 e nel 2010 e che sta progettando gli sviluppi futuri, dimostra ulteriormente come l’ASI intenda mettere in sinergia gli sforzi nazionali in questo settore".

Fonte : ASI -

Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) una visione artistica di come appare il NuSTAR una volta dispiegato il traliccio di 10 metri che separa i due moduli ottici per la messa a fuoco dei raggi X. 21/06/2012 - L'osservatorio NuSTAR dispiega il suo traliccio - Il NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA ha dispiegato con successo il suo traliccio, lungo 10 metri, che gli permetterà di vedere i raggi X altamente energetici dell'Universo. La missione è un passo più vicino ad iniziare la caccia ai buchi neri che si nascondono nella nostra Via Lattea o nelle altre galassie. "E un veo piacere sapere che il traliccio, una vera sfida ingegneristica, si trova ora nella posizione finale." ha detto Yunjin Kim, il project manager di NuSTAR presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. Kim era stato anche il project manager per la missione Radar Topografica Shuttle che aveva volato con un traliccio simile sulla navetta spaziale Endeavour nel 2000 ed aveva realizzato una mappa topografica della Terra. Il traliccio di NuSTAR è una delle innovazioni che permettono al telescopio di riprendere immagini incisive dei raggi X ad alta energia per la prima volta. Questo traliccio separa gli specchi del telescopio dai sensori fornendo la distanza giusta per mettere a fuoco i raggi X. Il traliccio è stato costruito dalla ATK Aerospace System di Goleta, in California, ed è il primo traliccio estensibile utilizzato in un telescopio spaziale. Il 21 giugno alle 10:43 a.m. PDT (le 19:43 ora italiana), nove giorni dopo il lancio, gli ingegneri del controllo missione del NuSTAR presso l'Università di Berkeley in California, hanno inviato un segnale al veicolo spaziale per iniziare l'estensione del traliccio di 10 metri, una struttura stabile, rigida consistente in 56 unità a forma di cubo. Spinto da un motore, il traliccio è uscito lentamente dal contenitore dove era riposto un cubo alla volta. L'operazione è durata circa 26 minuti e gli ingegneri sono scoppiati in un applauso quando hanno ricevuto conferma dal veicolo spaziale che il traliccio era completamente esteso ed assicurato. Il team di NuSTAR inizierà ora una verifica delle capacità del satellite e regolerà finemente il traliccio. In circa cinque giorni il team darà il comando a NuSTAR per riprendere le prime immagini che verranno utilizzate per calibrare il telescopio. Perché il NuSTAR ha bisogno di questa lunga struttura? La risposta è dovuta al fatto che i raggi X si comportano diversamente di come noi vediamo la luce visibile con i nostri occhi. La luce del sole viene riflessa facilmente dalle superfici, dandoci la possibilità di vedere il mondo a colori intorno a noi. Invece i raggi X non sono immediatamente riflessi: ma viaggiano anche attraverso le superfici, come nel caso della pelle durante gli esami medici con i raggi X, o tendono ad essere assorbiti da sostanze, ad esempio, come l'osso. Per mettere a fuoco i raggi X sui rivelatori che si trovano in fondo ad un telescopio, la luce deve colpire degli specchi ad angoli quasi paralleli, infatti se colpissero direttamente, sarebbero assorbiti invece di essere riflessi. Su NuSTAR, questo si realizza con due cilindri di specchi annidati, contenenti ciascuna 133 specchietti a forma di guscio, che riflettono i raggi X alla parte posteriore del telescopio. Poiché l'angolo riflettente è così basso, la distanza fra gli specchi ed i rivelatori è lunga. Questa è chiamata la lunghezza focale, ed è mantenuta dal traliccio di NuSTAR. La lunghezza complessiva del traliccio esteso era troppo lunga per essere lanciata a bordo di un razzo vettore a basso costo come richiesto per le missioni poco costose del programma Small Explorer come la NuSTAR. E così il NuSTAR è stato lanciato a bordo di un razzo Pegasus della Orbital Science Corporation tutto ripiegato dentro un contenitore. Il razzo non è molto costoso come i suoi più grandi cugini perché viene lanciato dall'aria con l'aiuto di un aereo che lo trasporta in quota, il L-1011 'Stargazer' sempre della Orbital. Per ulteriori informazioni su NuSTAR visita il sito. http://www.nasa.gov/nustar" Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) una visione artistica di come appare il NuSTAR una volta dispiegato il traliccio di 10 metri che separa i due moduli ottici per la messa a fuoco dei raggi X.

Fonte : NASA -

Nella foto (Credit: NASA/Arecibo) l'asteroide 2012 LZ1 in una immagine radar ripresa dall'Osservatorio di Arecibo, Porto Rico. 21/06/2012 - l'asteroide 2012 LZ1 è grande il doppio di quanto stimato in precedenza - Utilizzando il sistema radar planetario dell'Osservatorio di Arecibo, gli astronomi hanno determinato che l'asteroide 2012 LZ1 è grande il doppio di quanto originariamente stimato secondo la sua luminosità e grande abbastanza per causare consequenze globali se colpisse la Terra. Fortunatamente, secondo la nuova orbita, derivata dalle misurazioni radar mostrano che l'oggetto non avrà nessuna possibilità di colpire la Terra per almeno altri 750 anni. L'asteroide 2012 LZ1 è stato scoperto il 10 giugno 2012 dall'Osservatorio di Siding Spring, in Australia, ed è stato classificato come potenzialmente pericoloso dal Minor Planet Center a causa della sua orbita preliminare che lo portava vicino alla Terra (20 volte la distanza della Luna). Gli scienziati di Arecibo hanno osservato l'asteroide il 19 giugno 2012 e misurato l'orbita in modo più preciso e ne hanno determinato le misure, il tempo di rotazione e la forma. Inoltre hanno scoperto che nel punto più largo misura circa un chilometro. Questa nuova misura suggerisce che 2012 LZ1 sia molto scuro riflettendo soltanto il 2-4% della luce che lo colpisce. "La sensibilità del nostro radar ci ha permesso di misurare le proprietà di questo asteroide e di determinare che non colpirà la Terra almeno per i prossimi 750 anni," ha dichiarato il Prof. Mike Nolan, Direttore del Planetary Radar Sciences dell'Osservatorio di Arecibo. La Dott.ssa Ellen Howell ha aggiunto: "Questo oggetto si è rivelato un po più grande di quanto ci aspettassimo e questo dimostra quanto sono importanti le osservazioni radar che ci permettono di comprendere meglio la popolazione di asteroidi." Gli scienziati che lavorano a questa ricerca sono: Ellen S. Howell (Arecibo Observatory), Michael C. Nolan (Arecibo Observatory), Israel Cabrera (Arecibo Observatory), Jon Giorgini (Jet Propulsion Laboratory), e Marina Brozovic (Jet Propulsion Laboratory). L'Osservatorio di Arecibo viene gestito da un'alleanza internazionale che comprende varie Università compresa quella di Porto Rico, dove si trova l'osservatorio. Anche la National Science Foudation degli Stati Uniti collabora al progetto. I risultati ottenuti per l'asteroide 2012 LZ1 sono stati supportati dalla NASA attraverso il suo Programma Near-Earth Object Observations. Nella foto (Credit: NASA/Arecibo) l'asteroide 2012 LZ1 in una immagine radar ripresa dall'Osservatorio di Arecibo, Porto Rico.

Fonte : Spaceref -

21/06/2012 - l'ESA alla manifestazione Spazio 2012 di Tolosa - L'ESA sarà il partner principale della manifestazione Toulouse Space Show 2012 che si terrà nella città francese di Tolosa dal 25 al 28 giugno prossimo. Durante la manifestazione si terranno delle conferenze che affronteranno su quattro temi principali: le applicazioni spaziali, la legge e lo spazio, la conoscenza della gestione di una missione spaziale e la tecnologia delle antenne e l'elettromagnetica applicata ad esse. Tolosa è la capitale francese per quanto riguarda lo spazio; infatti qui si trova il Centro di Controllo CNES dei veicoli di trasporto ATV dell'ESA diretti alla Stazione Spaziale Internazionale, la sede del sistema di navigazione Europeo EGNOS e di Alphabus/Alphasat, la nuova generazione di satelliti per telecomunicazioni. La Francia gioca un ruolo primario per l'Europa in campo spaziale ed è uno dei due paesi europei che da il maggiore contributo all'ESA. Il CNES, l'agenzia spaziale francese, gestisce la partecipazione della Francia ai programmi ESA come partner principale. Alla manifestazione saranno presenti stand dell'ESA e del CNES che illustreranno le rispettive attività.

Fonte : ESA -

21/06/2012 - L'Astrium prepara il futuro di ATV - L'ESA ha siglato un contratto con la Astrium, azienda numero uno in Europa nel settore Difesa e Spazio, per la definizione della possibile evoluzione delle tecnologie utilizzate con l'ATV (Automated Transfer Vehicle) e del laboratorio spaziale Columbus per lo sviluppo di veicoli spaziali futuri. Il contratto ammonta ad un totale di 13 milioni di Euro (6,5 per ogni studio). L'ESA finanzia l'8 percento della Stazione Spaziale Internazionale fornendo i servigi dei veicoli di trasporto cargo automatico ATV. ATV è il più grande veicolo di trasporto a raggiungere l'ISS dopo la messa in pensione dello Space Shuttle ed ha capacità autonome di avvicinamento ed attracco. l'ESA ha già deciso che l'ATV terminerà le proprie missioni nel 2014, dopo soltanto cinque missioni. L'Astrium sta studiando due possibili futuri delle tecnologie ATV e Columbus; la prima vedrebbe la realizzazione del modulo di servizio della capsula Orion della NASA che verrebbe utilizzata per esplorare lo spazio profondo con esseri umani mentre il secondo vedrebbe un concetto di veicolo autonomo versatile che potrebbe eseguire missioni multiple come trasporto in supporto di infrastrutture in orbita bassa terrestre, missioni di manutenzione e di recupero detriti spaziali o missioni in supporto di habitat in volo autonomo. Questi studi dovranno essere completati entro il 2012 per poter essere scelti nell'incontro del Consiglio Ministeriale dei paesi che fanno parte dell'ESA, previsto a novembre in Italia. Con questi progetti l'ESA 'pagherebbe' i suoi obblighi di spesa per il mantenimento della ISS ai suoi partner internazionali fin oltre il 2020. Al momento i cinque voli di ATV (l'ultimo dei quali è previsto per il 2014) coprono gli obblighi internazionali fino al 2017.

Fonte : Astrium -

21/06/2012 - NASA, la sicurezza prima di tutto - L'ASAP (Aerospace Safety Advisory Panel) della NASA, un'istituzione autonoma creata per assicurare il pieno rispetto delle procedure di sicurezza dell'agenzia spaziale americana, ha espresso ancora opinioni poco rassicuranti sui livelli di sicurezza raggiunti dai partner commerciali della NASA. Il Vice Ammiraglio della U.S. Navy in pensione, Joseph W. Dyer, durante una riunione presso il Marshall Space Flight Center della NASA, ha preso atto dei progressi nella realizzazione dello Space Launch Systyem (SLS) ma ha espresso dubbi sulla troppa sicurezza con la quale la NASA ha accolto i risultati, innegabilmente positivi, ottenuti dalle compagnie commerciali che collaborano con la NASA, ed in particolare con la SpaceX ed il suo storico volo della capsula Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale. Sebbene l'ASAP abbia ricordato i progressi nel campo delle stime costi, budget, pianificazione, certificazioni e sviluppo ha segnalato la necessità, per la NASA, di non scendere a patti con le compagnie commerciali sul fronte della certificazione. Questo soprattutto in vista del prossimo round per la scelta della, o delle compagnie, a cui la NASA affiderà il trasporto di equipaggi verso la ISS. Un'altra delle raccomandazioni dell'ASAP è quella di far ruotare gli addetti NASA che hanno contatti con le compagnie commerciali per evitare che si sentano 'parte del gruppo' e quindi tendano ad essere meno obiettivi sulle scelte da fare. L'ASAP crede fortemente che la NASA debba avere tutte le certificazioni da parte delle compagnie commerciali prima di far salire un solo astronauta a bordo di quei veicoli spaziali. Il successo nei primi voli delle compagnie commerciali potrebbe indurre una falsa sicurezza ed un abbassamento dei livelli di controllo da parte della NASA. Per l'ASAP ogni certificazione deve assolutamente essere raggiunta dalle compagnie commerciali come se fossero state conseguite all'interno della NASA stessa. L'ASAP è famosa per la sua cautela tanto che si era battuta per impedire la realizzazione delle missioni Shuttle dopo quelle indicate dalla Commissione Augustine (STS-135). L'ASAP era arrivata quasi ad insultare il documento che indicava i progressi nell'aumento della sicurezza dello Space Shuttle fin dal suo Ritorno al Volo, addirittura dicendo che lo Shuttle era diventato 'più pericoloso'. Queste opinioni erano state rigettate da parte di John Shannon, manager del programma Space Shuttle e la dimostrazione che aveva ragione sono stati gli ultimi voli del Programma Space Shuttle che hanno visto una chiara tendenza nella riduzione dei danni osservati sul sistema di protezione termico. L'ASAP aveva anche respinto la proposta di non mandare in pensione le navette nel 2011.

Fonte : Nasaspaceflight -

Nella foto (Credit: ESA) la Terra ripresa da uno dei satelliti ESA. 21/06/2012 - Un'occasione per giovani scienziati – Invito a presentare proposte - ESA offre ai giovani ricercatori neolaureati l'opportunità di affrontare sfide scientifiche nelle scienze della Terra massimizzando l'uso dei dati da satellite. Nuove proposte possono adesso essere inviate nel quadro delll'iniziativa Changing Earth Science Network. L'iniziativa sostiene i giovani scienziati europei agli albori della loro carriera nelle Scienze della Terra per un periodo di due anni durante il quale intraprenderanno dei progetti di ricerca rivolti alle sfide scientifiche chiave, nell'ambito della strategia scientifica dell'ESA per l'Osservazione della Terra. Offrendo questa opportunità, ESA aiuta la prossima generazione di scienziati della Terra a migliorare la conoscenza del sistema Terra massimizzando il ritorno in termini scientifici dei dati di Osservazione della Terra prodotti da ESA e dalle sue cosiddette Third Party Missions. Le proposte possono essere presentate fino al 24 agosto. ESA selezionerà poi fino a nove scienziati neolaureati, provenienti dai Paesi Membri dell'Agenzia, che abbiano proposto i progetti di ricerca più innovativi nell'utilizzo dei dati ESA per contribuire a capire il nostro pianeta. I candidati selezionati avranno l'opportunità di svolgere parte della propria ricerca presso un centro ESA, in qualità di scienziati ospiti. L'iniziativa Changing Earth Science Network è stata lanciata nel 2009, a supporto di un primo gruppo di 10 scienziati provenienti da sette Stati Membri. Un secondo bando nel 2010 ha prodotto un altro gruppo di 10 progetti che hanno allargato la distribuzione geografica a nove Paesi. Questi progetti, riguardanti divere aree delle Scienze della Terra, comprendono argomenti quali lo studio globale dell'anidride carbonica e le dinamiche del metano, l'uso sinergico di dati forniti dal satellite Envisat dell'ESA per aumentare la caratterizzazione dei flussi oceano-atmosferici, lo sviluppo di metodi innovativi per monitorare le dinamiche dei ghiacciai in Groenlandia ed il miglioramento della caratterizzazione degli incendi utilizzando i dati forniti dallo strumento MERIS a bordo di Envisat. L'iniziativa Changing Earth Science Network è uno dei principali elementi programmatici del Support to Science Element dell'ESA. Per saperne di più su questa opportunità di ricerca, visitate il link sotto indicato:
http://due.esrin.esa.int/stse/cesn/cesn_opencall.php
Nella foto (Credit: ESA) la Terra ripresa da uno dei satelliti ESA.

Fonte : ESA Italia -

Nella illustrazione (Credit: ESA) l'osservatorio spaziale Euclide dell'ESA. 20/06/2012 - La missione Euclide prende forma - La missione Euclide dell'ESA per esplorare il lato nascosto dell'Universo - l'energia e la materia oscura - ha compiuto un passo importante oggi verso la sua costruzione. Selezionata nell'ottobre del 2011, assieme al Solar Orbiter, come le prime due missioni di classe media per il piano Cosmic Vision 2015-2025, Euclide ha ricevuto l'approvazione finale del Comitato Scientifico dell'ESA che da il via libera alla fase di costruzione e che prevede il suo lancio nel 2020. Il comitato ha inoltre formalizzato un accordo fra l'ESA e le agenzie di un certo numero di stati membri per sviluppare due apparecchiature scientifiche che troveranno posto su Euclide. Una camera fotografica nella banda ottica del visibile ed una camera/spettrometro all'infrarosso, ed il sistema distributivo dei dati da analizzare che l'osservatorio spaziale produrrà. Infine il comitato ha trovato un accordo di intesa fra ESA e NASA e che vedrà l'agenzia americana fornire i sensori infrarossi. Quasi 1.000 scienziati provenienti da 100 istituti del Consorzio Euclide costruiranno gli strumenti e parteciperanno alla parte scientifica della missione. "Questa adozione formale della missione è un grosso passo avanti per una grande comunità scientifica, le agenzie finanziatrici ed anche per l'industria Europea," ha detto Alvaro Giménez Cañete, Direttore dello Science and Robotic Exploration dell'ESA. "Abbiamo svolto un grande lavoro per arrivare a questo risultato ma ora abbiamo progetti solidi per un telescopio spaziale flessibile che ci permetterà la misura molto accurata e ci permetterà di vedere la vera natura dell'energia oscura," dice Yannick Mellier, a capo del Consorzio Euclide. Nei prossimi mesi verrà chiesto alle industrie di presentare i progetti per i vari componenti del veicolo spaziale, come il telescopio, il sistema energetico, i controlli di posizione ed orbita ed il sistema di comunicazioni. Euclide utilizzerà un telescopio con un diametro di 1,2 metri e due strumenti per mappare in 3D la distribuzione di oltre due miliardi di galassie e della materia oscura ad esse associata, spaziando su oltre un terzo dell'intera volta celeste. Spaziando attraverso dieci miliardi di anni luce, la missione traccerà l'evoluzione della struttura dell'Universo su oltre tre quarti della sua storia. Euclide è ottimizzata per rispondere ad una delle domande più importanti della moderna cosmologia: perché l'Universo si sta espandendo ad un tasso accelerato invece di rallentare a causa dell'attrazione gravitazionale della materia che lo compone? La scoperta dell'accelerazione cosmica del 1998 è stata premiata nel 2011 con il premio Nobel per la Fisica ma ancora non sappiamo che cosa la causi. Il termine 'energia oscura' è spesso usato per significare una forza misteriosa, ma utilizzando Euclide per studiare gli effetti sulle galassie e sugli ammassi di galassie dell'Universo gli astronomi sperano di portarsi più vicini alla comprensione della sua vera natura e della sua influenza. "Euclide affronta i temi della cosmologia per la Cosmic Vision dell'ESA ed è fantastico che ci stiamo muovendo in avanti nella prossima fase di sviluppo - siamo un passo più vicini ad apprendere di più sul segreto più oscuro dell'Universo," ha dichiarato René Laureijs, scienziato del progetto Euclide dell'ESA. Nella illustrazione (Credit: ESA) l'osservatorio spaziale Euclide dell'ESA.

Fonte : ESA -

Nella immagine (Credit: NASA/Zuber, M.T. et al., Nature, 2012) il cratere lunare Shackleton con i dati in colore delle altezze ottenute grazie ai dati registrati da LRO. 20/06/2012 - Stimata una gran quantità di ghiaccio dentro un cratere del Polo Sud lunare - La sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) della NASA ha trasmesso i dati che indicano che oltre il 22% del materiale che ricopre l'interno di un cratere posizionato nel polo sud lunare potrebbe essere acqua. Il team di scienziati della NASA e delle università hanno utilizzato una luce laser sparata dall'altimetro laser di LRO per esaminare il fondo del cratere Shackleton. E' stato scoperto che il fondo del cratere è più luminoso di quelli vicini e questo è compatibile con la presenza di piccole quantità di ghiaccio. Questa informazione aiuterà i ricercatori a comprendere come il cratere si è formato e studiare altre aree non mappate della Luna. Le scoperte sono state pubblicate nell'edizione di martedì della rivista Nature. "Le misure di brillantezza ci incuriosiscono da due estati," ha detto Gregory Neumann del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland, ed uno degli autori dell'articolo. "La distribuzione della luminosità non era quella che ci aspettavamo e praticamente ogni misura relativa al ghiaccio ed altri componenti volatili della Luna ci sorprende, date le temperature estremamente fredde all'interno dei crateri polari." La sonda ha mappato il cratere Shackleton con un dettaglio senza precedenti, utilizzando un laser per illuminare l'interno del cratere e misurandone l'albedo, la sua riflettività naturale. Le misure con la luce laser premettono infatti una profondità comparabile alla sua lunghezza d'onda che è di circa un micron. Questo rappresenta un milionesimo di metro, un decimillesimo di millimetro. Il team ha utilizzato lo strumento anche per ottenere una mappa dei rilievi del terreno del cratere basandosi sul tempo impiegato dalla luce del laser per rimbalzare sulla superficie lunare. Più tempo impiegato e meno elevato è il terreno. Oltre alle possibili prove dell'esistenza del ghiaccio, la mappatura di Shackleton ha rilevato che il cratere è ben conservato ed è rimasto relativamente inalterato fin dalla sua formazione avvenuta oltre 3 miliardi di anni fa. Il fondo del cratere è a sua volta butterato di crateri più piccoli che potrebbero essersi formati come parte della collisione che ha creato Shackleton. Il cratere, battezzato con il nome dell'esploratore dell'Antartico, Ernest Shackleton, è profondo 3,2 km e largo oltre 19 km. Come diversi altri crateri del polo sud lunare, la leggera inclinazione sull'asse lunare permette all'interno del cratere Shackleton di rimanere permanentemente al buio ed estremamente freddo. "L'interno del cratere è molto accidentato," dice Maria Zuber, capo del team di studiosi del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge in Mass. "Non sarà facile girottolare lì in mezzo." Mentre il fondo del cratere è relativamente luminoso, Zuber ed i suoi colleghi hanno osservato che anche le sue pareti lo sono. La scoperta è stata il primo dilemma. Gli scienziati avevano pensato che il ghiaccio si trovasse nel cratere soprattutto sul fondo, dove la luce diretta del Sole non poteva arrivare. Le parti più alte del bordo del cratere sono occasionalmente illuminate e questo avrebbe dovuto far evaporare il ghiaccio accumulato lì. Una teoria, presentata dal team di scienziati per risolvere questo puzzle, quella che i 'lunamoti' - scosse sismiche provocate dagli impatti dei meteoriti o dalle forze gravitazionali della Terra - potrebbero causare alle pareti di Shackleton di scoprire terreno più vecchio, rivelando quindi un nuovo e più brillante terreno sotto di esso. La mappa ad ultra-alta-risoluzione del team della Zuber ha fornito una prova schiacciante che il ghiaccio si trova sia sul fondo che sulle pareti del cratere. "Ci potrebbero essere diverse spiegazioni per la conservazione della luminosità del cratere," ha dichiarato la Zuber. "Ad esempio il materiale più recente potrebbe essere esposto lungo le pareti mentre il ghiaccio sul fondo potrebbe essere mischiato." L'obiettivo principale di LRO è quello di condurre ricerche che preparino le future esplorazioni lunari. LRO, lanciata nel giugno del 2009, ha completato la sua missione principale esplorativa e si trova ora nella fase di missione scientifica. La LRO è stata costruita e gestita dal Goddard. Questa ricerca è finanziata dal Direttorio Missioni Operative ed Esplorazione Umana della NASA e dal Direttorio Missioni Scientifiche con sede a Washington. Per ulteriori informazioni du LRO e sull'altimetro laser del Lunar Orbiter visita il sito: http://lunar.gsfc.nasa.gov/ Nella immagine (Credit: NASA/Zuber, M.T. et al., Nature, 2012) il cratere lunare Shackleton con i dati in colore delle altezze ottenute grazie ai dati registrati da LRO.

Fonte : NASA -

20/06/2012 - Lanciato satellite segreto con il 50° EELV - Un razzo Atlas V della United Launch Alliance (ULA), con a bordo un carico segreto per il National Reconnaissance Office (NRO) è decollato dallo Space Launch Complex-41 di Cape Canaveral, in Florida, alle 8:28 a.m. EDT (le 15:28 ora italiana) di oggi. La missione, designata NROL-38, è in supporto della difesa nazionale. Questo lancio segna la 50° missione di un razzo EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle, con 31 Atlas V e 19 Delta IV lanciati fin dall'agosto del 2002. NROL-38 è il primo di tre missioni cruciali che la ULA ha programmato di lanciare per la NRO entro i prossimi due mesi. 12 lanci, dei 50 effettuati, sono state missioni per la NRO e questo dimostra il loro ruolo chiave nella sicurezza nazionale. La missione è stata lanciata con un Atlas V EELV in configurazione 401, che comprende un'ogiva di 4 metri di diametro. L'Atlas ha il primo stadio spinto da un motore RD AMROSS RD-180 ed uno stadio superiore Centaur con un motore RL-10A-4 della Pratt & Whitney Rocketdyne. Il programma EELV è stato sviluppato dell'Air Force degli Stati Uniti per assicurare un accesso allo spazio al Dipartimento della Difesa ed a altri enti governativi. Uno degli obiettivi del programma era quello di abbassare i costi di lancio rispetto ai precedenti vettori. La ULA è una collaborazione fra la Lockheed Martin e la Boeing ed offre i vettori Altas 5 e Delta IV in diverse configurazioni di lancio che permettono di rispondere alle varie richieste di carichi e di orbite. Il prossimo lancio delle ULA è quello di un Delta IV con la missione NROL-15 sempre per la NRO e prevista dallo Space Launch Complex-37 di Cape Canaveral, in Florida. Quello di oggi era il 34° lancio orbitale del 2012, il 33° a concludersi con successo.

Fonte : ULA -

19/06/2012 - Gli astronauti Cinesi ricevono la prima e-mail in orbita - Il Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino ha confermato che gli astronauti che si trovano nel modulo laboratorio orbitante TianGong-1 hanno ricevuto martedì pomeriggio le lore prime e-mail provenienti dalla Terra. La posta elettronica conteneva foto, testi e video ed è stata inoltrata attraverso uno speciale canale di comunicazione fra il centro controllo ed il modulo laboratorio. Attraverso questo canale di comunicazione gli astronauti possono mantenere contatti istantanei con la Terra, per facilitare il loro lavoro e contribuire alla qualità del loro tempo libero. I tre astronauti, compresa la prima donna del Paese nello spazio, sono entrati nella cabina del TianGong-1 lunedì pomeriggio diventando il primo gruppo di Cinesi ad entrare in un altro veicolo spaziale orbitante. Questo evento è avvenuto appena dopo che le procedure di attracco automatico fra la Shenzhou-9 ed il modulo avevano avuto completo successo. Deng Yibing, capo ingegnere del centro di addestramento astronauti, ha detto alla Xinhua che gli astronauti, nel primo giorno trascorso a bordo, sono stati occupati nel controllare le condizioni del complesso e nel eseguire alcuni esperimenti. L'ambiente all'interno della cabina è molto confortevole con una temperatura che varia dai 22 ai 23 gradi Celsius ed una umidità del 40%. Sebbene gli astronauti sperimentino 16 albe e tramonti ogni 24 ore mentre orbitano in cerchio attorno alla Terra ogni 90 minuti, dormono e si svegliano con l'ora terrestre. "Oggi si sono svegliati alle 6 a.m. ora di Pechino (le 12 ora italiana) e andranno a dormire in serata," conclude Deng. Uno dei membri dell'equipaggio rimane in servizio mentre gli altri due dormono ed i tre si alterneranno nei turni di riposo.

Fonte : Xinhua -

19/06/2012 - Intelsat 19 dispiega il pannello solare bloccato - Il pannello solare sud del satellite Intelsat-19 (IS-19) si è dispiegato il 12 giugno, dopo quattro manovre di apogeo con accensione dei motori avvenuto l'11 giugno e che hanno portato il satellite nella prestabilita orbita geostazionaria. L'antenna in banda Ku è stata dispiegata il 18 giugno. Al momento vengono condotti dei test per stabilire le prestazioni, i livelli energetici e l'integrità strutturale del satellite. L'IS-19 era stato lanciato il 1° giugno per mezzo di un razzo vettore Sea Launch e, dopo il rilascio, il satellite aveva fallito l'apertura di uno dei due pannelli solari mettendo così a rischio la riuscita della missione. Il 4 giugno il pannello solare non si era ancora aperto e la Intelsat e la Space Loral/System, azienda costruttrice del satellite, stavano investigando sulle cause della mancata apertura e cercavano un mezzo per porre rimedio. Nei giorni successivi l'Intelsat ha inviato diversi comandi per l'apertura del pannello. Comunque questo problema non aveva avuto immediato impatto sugli utenti dato che Intelsat 8, che avrebbe dovuto essere sostituito da IS-19, potrebbe rimare in servizio fino alla fine del 2019.

Fonte : Intelsat -

Nella foto (Credit: Khrunichev) il razzo Proton portato sulla rampa di lancio domenica. 19/06/2012 - Rinviato il lancio di un Proton per un problema tecnico - Un problema sorto con il sistema di guida di un razzo Proton ha costretto ad un rinvio indefinito il lancio del satellite per telecomunicazioni SES-5, che avrebbe dovuto decollare lunedì dal Kazakhstan, secondo quanto riportato dal costruttore del lanciatore Russo. Lunedì il razzo era già posizionato sulla rampa di lancio del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, per il decollo. Ma dopo un iniziale annuncio di rinvio di 24 ore la compagnia Khrunichev, costruttrice del razzo, ha diffuso un comunicato affermando che vi sarebbe stato un ulteriore rinvio. Una nuova data di lancio non è stata ancora resa nota. Sul sito della Khrunichev si parla di una "sconnessione del sistema di guida" del primo stadio del razzo Proton. Il primo stadio del Proton è spinto da sei motori RD-276 che generano fino a 1.130 tonnellate di spinta. La International Launch Services, l'azienda USA che gestisce la parte commerciale dei lanci dei razzi Proton, dice che il vettore, alto 58 metri, tornerà presso la struttura di allestimento per intraprendere azioni correttive. Durante un test pre-lancio gli ingegneri della Khrunichev avrebbero scoperto dei valori di telemetria fuori tolleranza dai sottosistemi del primo stadio ed i risultati di un ulteriore test eseguito il giorno dopo costringeva a dover richiedere ulteriori indagini. Il satellite SES-5 servirà come piattaforma di trasmissione di servizi televisivi diretti, comunicazioni marittime, servizi di telefonia mobile e distribuzione video. Il veicolo spaziale, costruito dalla Space System/Loral verrà immesso in orbita geostazionaria a 5° di longitudine Est per una vita operativa di 15 anni gestita dalla SES, un operatore satellitare leader mondiale con base in Lussemburgo. Il SES-5 ospita a bordo anche un carico utile chiamato EGNOS (European Geostationary Navigation Overlay Service) che, grazie ai suoi trasmettitori in banda L fornisce un ulteriore appoggio ai dati dei sistemi americani GPS, Russo Glonass ed Europeo Galileo per la navigazione assistita. Il programma EGNOS è gestito dalla Commissione Europea, l'ESA e la Eurocontrol, l'organizzazione Europea per la sicurezza della navigazione aerea. Nella foto (Credit: Khrunichev) il razzo Proton portato sulla rampa di lancio domenica.

Fonte : SpaceflightNow -

Nella foto (Credit: NASA) Steve Squyres mentre viene portato in giro dal mini-sottomarino durante la missione NEEMO 16. 18/06/2012 - La missione sottomarina della NASA è a metà percorso - Quattro acquanauti hanno trascorso la scorsa settimana vivendo e lavorando sotto le onde al largo della Florida, conducendo ricerche che potrebbero aiutare i futuri astronauti ad esplorare un asteroide nello spazio profondo. Gli avventurosi stanno vivendo 19 metri sott'acqua all'interno della stazione di ricerca Aquarius - che si trova a circa 5,6 km a largo di Key Largo - per una missione simulata ad un asteroide iniziata l'11 giugno. Si tratta della 16° spedizione della NASA conosciuta come Extreme Environment Mission Operations program, o NEEMO. Lo scopo principale di NEEMO 16, che si concluderà venerdì 22 giugno, è quello di aiutare la NASA a prepararsi per una missione con equipaggio verso un asteroide vicino alla Terra, una delle priorità dell'agenzia spaziale. Nel 2010 il Presidente Barack Obama aveva indirizzato la NASA a lavorare per inviare gli astronauti in missione verso una roccia spaziale per il 2025, ed una nelle vicinanze di Marte per il 2035. "Siamo qui per fare scienza e capire le cose qui sulla Terra prima di spendere un gran numero di soldi fuori nello spazio," ha detto Dottie Metcalf-Lindenburger, astronauta della NASA e capo della missione NEEMO 16, a Space.com durante un'intervista sottomarina eseguita lo scorso venerdì 15 giugno. "Ecco che qui impariamo un sacco di cose, vedendo che cosa funziona o non funziona prima di andare nello spazio." La Matcalf-Lindenburger ha parlato con Space.com mentre si trovava fuori da Aquarius simulando una passeggiata spaziale. Lei e gli altri tre acquanauti - gli astronauti Timothy Peake dell'ESA e Kamiya Yui della JAXA ed il professor Stee Squyres della Cornell University - stanno trascorrendo un sacco di tempo in acqua. "Abbiamo un programma di attività extraveicolare molto intenso," dice la Metcalf-Lindemburger. "Abbiamo due persone fuori di mattina e due nel pomeriggio e questo richiede che almeno un'altra persona dell'equipaggio sia all'interno a parlare con gli spacewalker." Le attività dei membri dell'equipaggio durante NEEMO 16 si concentrano su tre aree principali, ha dichiarato una fonte ufficiale della NASA: i ritardi nelle telecomunicazioni, trovare il numero giusto per i membri dell'equipaggio e vedere come approcciare meglio ad un asteroide. "Stiamo utilizzando dei cavi ben tirati ed una lunga pertica e devo dirti che ci stiamo divertendo un sacco." aggiunge la Metcalf-Lindenberger. Squyres, capo scienziato dei rover marziani Spirit ed Opportunity, si trova bene con NEEMO 16. In una recente simulazione di passeggiata spaziale, ha bloccato i suoi piedi su un piccolo sottomarino e poi se né andato in giro da un punto all'altro. Questa tecnica (dove ovviamente un veicolo spaziale sostituisce il sottomarino) può essere utilizzata dagli astronauti come aiuto per esplorare gli asteroidi mentre hanno le mani libere. Un esercizio di questo tipo oltre che utile è anche molto divertente, dice Squyres. ""Sarei negligente se non dicessi qualcosa a proposito del fattore divertimento in tutto questo,", ha scritto in un post sul blog NEEMO 16 di Domenica (17 giugno). "All'inizio dell'EVA [extraveicolare attività] di oggi, stavo galleggiando sopra il fondo, ascoltando le comunicazioni vocali in cuffia ed aspettando il sottomarino. Lentamente, quasi impercettibilmente in un primo momento, ho visto delle luci venire verso di me attraverso la nebbia blu. Era come essere dentro un film di fantascienza. E poi, ancora una volta, stavamo volando sulla superficie - ragazzi, non ho mai provato niente di simile." Aquarius è la sola stazione di ricerca sottomarina al mondo, secondo fonti NASA. Questo complesso è proprietà dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) degli Stati Uniti e gestito dalla Università della Carolina del Nord di Wilmington. La stazione di ricerca si trova ancorata sul fondo del mare vicino alla barriera corallina delle Keys National Marine Sanctuary. In questo modo gli acquanauti dividono il mare con un sacco di specie viventi, compresi i colorati pesci della barriera. "Amo essere in mare," dice la Metcalf-Lindenburger, che ha volato sulla navetta spaziale Discovery per la missione STS-130 nel 2010. "Di solito siamo concentrati sul nostro lavoro quando siamo là fuori e non apprezziamo davvero i pesci attorno a noi. Ma il pesce che si trovava qui fuori questa mattina era super interessante ed è un vero piacere per me essere qui." Tuttavia, lei ha sottolineato la serietà del lavoro degli acquanauti, e la sua importanza potenziale per le future generazioni di esploratori spaziali. Prima di inviare umani nello spazio profondo, " dobbiamo avere un buon piano," dice "Stiamo facendo questo lavoro preliminare in modo da poter avere un buon piano quando andremo ad esplorare un asteroide." Nella foto (Credit: NASA) Steve Squyres mentre viene portato in giro dal mini-sottomarino durante la missione NEEMO 16.

Fonte : Space.com -

Nell'immagine (Credit: CCTV) il momento dell'aggancio della Shenzhou-9 con il modulo orbitale TianGong-1. 18/06/2012 - La Cina effettua con successo l'attracco della capsula abitata con il Modulo Orbitante - Lunedì gli astronauti Cinesi hanno agganciato due navi spaziali in orbita per la prima volta segnano una pietra miliare sulla strada della sfida del Paese per costruire una stazione spaziale in orbita terrestre. L'equipaggio composto da tre persone della Shenzhou-9 e del quale fa parte la prima donna astronauta cinese, sono arrivati al TianGong-1 (Palazzo Celeste) che si trovava in orbita ed hanno eseguito un prefetto aggancio automatico alle 8:07 ora italiana. La manovra è la prima che viene svolta da un equipaggio cinese ponendo il Paese come terza nazione al mondo, dopo gli Stati Uniti e la Russia a raggiungere questo traguardo. "Siamo un passo più vicino al nostro obiettivo di costruire una futura stazione spaziale," ha dichiarato un membro del programma spaziale Cinese durante la trasmissione televisiva diretta dell'evento. "Questo è il primo trasporto di successo di una missione con equipaggio per la Cina." La capsula Shenzhou-9 ed il modulo spaziale TianGong-1 hanno attraccato in modalità automatica durante il randezvous di lunedì. I tre taikonauti (così vengono chiamati gli astronauti in Cina) rimarranno in orbita per 13 giorni. Nei prossimi giorni la Shenzhou-9 verrà sganciata dal TianGong-1 e riagganciata in modalità manuale per testare questa operazione. La Shenzhou-9 era decollata con un razzo cinese Lunga Marcia 2F/G dal Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan, nella provincia di Gansu, nel nord della Cina, il 16 giugno scorso. La missione è particolare non solo per l'aggancio ma anche perché a bordo è presenta la prima taikonauta donna. Liu Yang, pilota dell'Esercito Popolare di Liberazione, vola assieme al veterano astronauta Jing Haipeng ed al debuttante Liu Wang. Tre ore dopo il successo dell'attracco, Jing è entrato nel modulo TianGong-1 per primo ed ha salutato i controllori di volo sulla Terra rivolgendosi ad una telecamera installata all'interno del veicolo. Liu Wang è entrato per secondo mentre Liu Yang rimaneva a bordo della capsula Shenzhou-9 ad eseguire una serie di controlli finali. Infine anche Liu Yang è entrata all'interno del modulo TianGong-1 e gli applausi sono scaturiti dalla sala del controllo missione di Pechino mentre tutti e tre gli astronauti della Shenzhou-9 erano a bordo del modulo. "Sono onorata di volare nello spazio a nome delle centinaia di milioni di donne cinesi," aveva detto Liu Yang all'agenzia Xinhua prima del volo. Ora che sono arrivati nella loro nuova casa orbitale i tre taikonauti inizieranno ad ambientarsi ed a esplorare il modulo TianGong-1. Oltre al necessario equipaggiamento una serie di piccole sorprese sono state distribuite nel laboratorio perchè l'equipaggio le trovi, sia per divertimento che per testare la capacità dell'equipaggio di risolvere piccoli puzzle. "Scoprire cose inaspettate per se stessi può aiutare a vivere meglio nello spazio," dice Chen Shanguang, direttore generale del dipartimento sistemi astronauti, secondo quanto riportato dalla Xinhua. Il TianGong-1 era stato lanciato nel settembre 2011 ed un altro veicolo spaziale senza equipaggio, la Shenzhou-8 era stata lanciata nel novembre dello stesso anno ed aveva effettuato il primo aggancio con il modulo. Questa attracco con equipaggio è un ulteriore passo nei piani della Cina di costruire una più grande stazione spaziale per il 2020. Alti rappresentanti del programma spaziale cinese hanno anche dichiarato che la Cina in seguito potrebbe inviare persone sulla Luna. Nell'immagine (Credit: CCTV) il momento dell'aggancio della Shenzhou-9 con il modulo orbitale TianGong-1. In copertina i tre taikonauti all'interno del modulo TianGong-1 salutano il controllo missione sulla Terra.

VIDEO DELL'AGGANCIO DELLA CAPSULA SHENZHOU-9 AL MODULO ORBITALE TIANGONG-1 ED INGRESSO DEI TAIKONAUTI A BORDO (CREDIT: CCTV) - dur.min.12:29 - lingua inglese



Fonti : Space.com - Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: ESA) il rover Seeker dell'ESA alle prese con il deserto cileno di Acatama. 18/06/2012 - L'ESA testa un rover con guida autonoma nel deserto di 'Marte' - L'ESA ha messo assieme un gruppo di ingegneri di alto livello che hanno sfidato il modo di far trovare la strada ad un rover che percorre la superficie di un pianeta alieno. Sei mesi dopo un veicolo completamente autonomo sta cercando la sua rotta nel deserto di Acatama, in Cile, che simula il suolo marziano. Il test recente di un rover 'Cercatore' in dimensioni reali è stato il modo per far si che un team multidisciplinare si trovasse in un unico sito a lottare contro il tempo per raggiungere un obiettivo importante. "La loro sfida era quella di dimostrare come un rover planetario - programmato con il software di navigazione autonoma e decisionale all'ultimo grido- potesse viaggiare per 6 km in un ambiente simile a quello di Marte e ritornare da dove era partito," spiega Gianfanco Visentin, dell'ESA. I rover marziani non possono essere 'guidati' dalla Terra - un segnale radio impiega 40 minuti per arrivare a Marte e tornare indietro. Invece gli devono essere fornite delle istruzioni per navigare autonomamente. "Il rover ExoMars dell'ESA, che dovrebbe arrivare su Marte nel 2018, avrà una capacità autonoma allo stato dell'arte," aggiunge Gianfranco. "Sebbene non debba muoversi per più di 150 metri ogni giorno marziano e non più di 3 km in tutta la sua missione. Le difficoltà arriveranno con le missioni successive che richiederanno degli spostamenti da cinque a dieci volte maggiori. Più i viaggi si faranno lunghi e maggiore il rover perderà la cognizione di dove si trova. Non possedendo un GPS su Marte il rover può soltanto determinare quanto è andato lontano partendo dal relativo punto di partenza, ma l'errore è sempre in agguato e pone rischi incerti." Il team spera di poter fissare la precisione della posizione entro il metro. Seeker (questo il nome del rover 'Cercatore') utilizza la sua visione stereo per mappare le sue vicinanze e prevedere come muoversi tracciando la sua rotta ed essendo sicuro di evitare gli ostacoli. Per prima cosa i prototipi sono stati testati all'interno e poi all'esterno. A maggio il team di Seeker ha portato il loro rover nel deserto di Acatama, uno dei posti più aridi del mondo - selezionato per queste similitudini con le condizioni marziane. "L'European Southern Observatory, dove si trova il Very Large Telescope ha un vantaggio ulteriore," aggiunge Gianfranco. "L'osservatorio vicino fornisce facile rifugio dalle fredde e ventose notti del deserto." Per due settimane il team ha messo il rover in azione in zone particolarmente simili a quelle di Marte. Come genitori ansiosi hanno osservato il rover allontanarsi fuori dalla vista, mantenendo soltanto la sorveglianza radio. I loro sforzi giornalieri sono culminati nel test finale quando a Seeker è stato programmato di eseguire un cerchio di 6 km. "C'è voluto tutta una giornata perché il rover si muove al massimo a 0,9 Km/h," ricorda Gianfranco. "Ma questo non era un giorno solito. Il vento del deserto reagiva con il bollente calore del Sole. Il calore del rover cresceva pericolosamente, e così siamo stati costretti a fermarlo a metà giornata. Poi, quando il vento finalmente è calato non era rimasto abbastanza tempo per completare il giro prima che il Sole tramontasse. Abbiamo percorso 5,1 km, un pò meno quindi all'obiettivo dei 6 km, ma un eccellente risultato considerando la varietà di terreni attraversati, i cambiamenti nelle condizioni di illuminazione e molto di questo era avvenuto con il primo test di un rover ESA su larga scala - certo non l'ultimo." Nella foto (Credit: ESA) il rover Seeker dell'ESA alle prese con il deserto cileno di Acatama.

Fonte : ESA -

16/06/2012 - Il Kazakhstan concede di nuovo il permesso dei lanci a Baikonur - Il Kazakhstan ha nuovamente consentito alla Russia il permesso di effetuare lanci spaziali dalla base di Baikonur. Lo ha dichiarato il Primo Ministro Kazako, Karim Massimov, venerdì scorso. La Russia ed il Kazakhstan avevano fallito l'accordo per una nuova zona di ricaduta dei detriti dei razzi lanciati dai Russi dal centro spaziale di Baikonur. Il ritardo nell'accordo ha impedito ai Russi di lanciare il 23 maggio un satellite Europeo per il controllo delle condizioni meteo ed il 7 giugno un gruppo di piccoli satelliti Bielorussi, Canadesi, Tedeschi e Russi. Il Kazakhstan insisteva che per le zone che devono essere utilizzate come punti di rientro degli stadi esauriti dei razzi i due Paesi firmassero un ulteriore accordo di affitto per l'utilizzo di Baikonur, che poi sarebbe dovuto essere ratificato dal Parlamento Kazako.

Fonte : Space Daily -

Nell'immagine (Credit: Air Force) tratta dal video dell'atterraggio dello spazioplano militare USA X-37B di ritorno dalla missione OTV-2. 16/06/2012 - L'X-37B ritorna sulla Terra dopo 496 giorni in orbita - Lo spazioplano riutilizzabile dell'Air Force è atterrato nelle prime ore del mattino del 16 giugno presso la Air Force Base di Vandemberg, in California, concludendo con successo una missione record iniziata il 5 marzo del 2011 da Cape Canaveral, in Florida. L'Orbital Test Vehicle X-37B, uno dei due veicoli, ha trascorso 469 giorni in orbita per condurre esperimenti e controllare le prestazioni del veicolo. "Il veicolo è progettato per una missione della durata di 270 giorni, " dice il Tenente Colonnello Tom McIntyre, program manager dell'X-37B. "Sapevamo, dopo i controlli fatti al termine della prima missione da OTV-1 che avremmo potuto rimanere in orbita più a lungo. Così uno degli obiettivi di questa missione era quello di vedere quanto avremmo potuto spingere in avanti la durata in orbita." Gestito dal Rapid Capabilities Office dell'Air Force, il programma X-37B consegue la riduzione dei rischi, la sperimentazione ed il concetto di utilizzare le tecnologie di un veicolo spaziale riutilizzabile. La missione dell'X-37B è la missione spaziale più lunga battendo anche il Programma dello Space Shuttle Discovery della NASA. Il veicolo di ultima generazione, che pesa cinque tonnellate ed è circa un quarto delle dimensioni dello Space Shuttle, permette agli esperti di tecnologia spaziale di proseguire ad inviare esperimenti su e di vederli ritornati al sicuro sullo Terra per essere studiati. "Con il ritiro della flotta di Space Shuttle, il programma X-37B OTV riporta una singolare capacità di sviluppo della tecnologia spaziale," dice McIntyre. "La capacità di rientro permetta all'Air Force di testare nuove tecnologie senza gli stessi rischi che incontreremmo in altri programmi." Il veicolo è stato, inizialmente, un'iniziativa della NASA ma poi trasferito alla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) nel 2004. Quando venne effettuato il primo atterraggio di prova la prima volta nel 2006 era considerato un gioiello tecnologico di punta grazie alla capacità di uscita dall'orbita autonoma, le mattonelle del suo avanzato sistema di protezione termico e i componenti come le guarnizioni resistenti alle alte temperature. "IL sistema avanzato di protezione termica dell'X-37B, il suo sistema ad energia solare, il sistema di controllo ambientale e le sue tecnologie di sicurezza sono solo alcune delle tecnologie che sono state testate," prosegue McIntyre. "Ogni missione ci aiuta a proseguire nell'avanzamento dello stato dell'arte in queste aree specifiche." L'X-37B ha toccato la pista di Vandemberg alle 5:48 a.m. locali (le 14:48 ora italiana), la stessa sulla quale avrebbero dovuto atterrare gli Space Shuttle di rientro dalle missioni militari polari mai effettuate. La durata ufficiale della missione di OTV-2 è stata di 468 giorni, 13 ore e 2 minuti. Il lancio era avvenuto il 5 marzo del 2011 da Cape Canaveral utilizzando un razzo Atlas V. Una volta in orbita lo spazioplano aveva iniziato la sua missione segreta con un carico non specificato all'interno della sua piccola stiva grande quanto una bauliera di un'autovettura. A differenza degli Space Shuttle, che utilizzavano ossigeno ed idrogeno liquidi per ottenere elettricità per mezzo delle celle a combustibile, limitando così i tempi di missione dalla quantità di questi elementi, l'OTV è alimentato da un pannello solare dispiegabile in volo. Per confronto la più lunga missione di uno Shuttle è stata di 18 giorni. Nel 2010 il primo volo venne eseguito dal primo esemplare di X-37B OTV che nel viaggio spaziale inaugurale trascorse 224 giorni nello spazio cambiando più volte orbita per testare le capacità dello spazioplano. Quel veicolo che compì il primo volo è stato preparato per un ritorno nello spazio che avverrà nell'autunno di quest'anno. Il costo del programma OTV, essendo militare, è classificato. Nell'immagine (Credit: Air Force) tratta dal video dell'atterraggio dello spazioplano militare USA X-37B di ritorno dalla missione OTV-2.

VIDEO DELL'ATTERRAGGIO DELLO SPAZIOPLANO X-37B DI RITORNO DALLA MISSIONE OTV-2 (CREDIT: US AIR FORCE) - dur.min.1:18 -



Fonti : Spaceref - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: CCTV) l'equipaggio della Shenzhou-9 all'interno della capsula durante le fasi di lancio. 16/06/2012 - La Cina invia la prima donna nello spazio - Sabato la Cina ha lanciato la sua più ambiziosa missione spaziale inviando la prima donna astronauta in orbita e con l'obiettivo di realizzare il primo aggancio manuale nello spazio. La Shenzhou-9, la quarta missione abitata cinese, è decollata in perfetto orario alle 18:37 ora locale (le 12:37 ora italiana) dalla rampa 921 del sito di lancio posto nel remoto deserto del Gobi, che si trova nel nordovest del Paese. Il lancio è stato trasmesso in diretta dalla televisione cinese. Chang Wanquan, comandante in capo del programma spaziale abitato della Cina, ha comunicato poco dopo che il veicolo era entrato in orbita dichiarando il lancio 'un completo successo'. L'equipaggio di questa missione è guidato dal Comandante Jing Haipeng, un astronauta veterano già andato nello spazio. Liu Wang, che è stato nel programma spaziale da 14 anni e che dovrà occuparsi personalmente delle manovra di aggancio manuale. Invece Liu Yang, 33 anni, è quella che ha creato maggiore attesa fra i media ed i siti online per essere diventata la prima donna della Cina a viaggiare nello spazio, condurrà una serie di esperimenti medici ed altri test spaziali. Come a simboleggiare la presenza di Liu uno dei più importanti leader femminili del Paese, il Consigliere di Stato Liu Yandong a letto un messaggio di congratulazioni del Presidente Hu Jintao dal sito di lancio. "Voglio estendere le calde congratulazioni ed i sinceri apprezzamenti a tutti quelli che hanno partecipato," ha detto Hu, aggiungendo che le operazioni di attracco segneranno un "vero punto di svolta nel programma spaziale abitato del Paese." La missione durerà 13 giorni durante i quali l'equipaggio condurrà esperimenti e l'attracco spaziali manuale - una procedura molto complessa che porterà due vascelli a congiungersi ad alte velocità orbitali. Il successo dell'avvicinamento fra la Shenzhou-9 (Vascello Divino) e il modulo TianGong-1 (Palazzo Celeste) che si trova già in orbita, porterà la Cina un passo più vicino al dispiegamento della propria stazione spaziale nel 2020. Una manovra simile era stata già effettuata a novembre dell'anno scorso ma la missione era senza equipaggio e la procedura era stata comandata in remoto dalla Terra. "L'avvicinamento manuale spaziale ... è un grande test per l'abilità degli astronauti nel giudicare la posizione spaziale, nel coordinamento occhio-mano e nelle abilità psicologiche." ha dichiarato Jing ai giornalisti prima del lancio. Inoltre ha aggiunto che il trip lavorerà bene assieme dopo mesi di intenso addestramento che ha visto simulare la missione per Nella foto (Credit: CCTV) il decolle della Shenzhou-9 dal Centro di Lancio che si trova nel deserto del Gobi. circa 16 ore al giorno. "Un'occhiata, un'espressione, un movimento ... ci capiamo al volo l'uno con l'altro." ha concluso Jing. Il team ha provato la procedura in oltre 1.500 simulazioni, ha dichiarato Wu Ping, portavoce del programma spaziale abitato della Cina. Ma più che la sfida imminente è stato l'inserimento nell'equipaggio di Liu Yang - un esperto pilota e maggiore dell'Esercito Popolare di Liberazione divenuto astronauta dopo un addestramento di due anni - a cui è rivolta l'attenzione del popolo cinese. La Cina ha inviato la prima persona nello spazio nel 2003 e fino ad ora ha condotto diverse missioni abitate, l'ultima nel 2008, ma in esse non era mai presente una donna. La missione di Liu fa della Cina il terzo paese, dopo l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti ad inviare una donna nello spazio utilizzando la propria tecnologia. La Cina vede il suo programma spaziale con un simbolo della sua grandezza, della crescita dell'esperienza tecnica e del successo del Partito Comunista nel far svoltare le fortune di una nazione una volta oppressa dalla fame. In un editoriale pubblicato sul quotidiano di stato Global Times sabato è stato scritto che la Cina ha bisogno di "cementare i suoi successi strategici conquistati durante gli anni, come quello chiamato 'forte presenza nello spazio esterno'. I tre astronauti a bordo della Shenzhou-9 personificano le aspirazioni spaziali di lungo termine della Cina." Un programma reso pubblico lo scorso dicembre svela le ambizioni a lungo termine della Cina nel "condurre studi di un piano preliminare per un atterraggio lunare con equipaggio." Il programma ora in atto dovrà fornire alla Cina una stazione spaziale nella quale un equipaggio potrà vivere indipendentemente per diversi mesi, come la vecchia MIR Russa o la Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto in alto a destra (Credit: CCTV) l'equipaggio della Shenzhou-9 all'interno della capsula durante le fasi di lancio. Nella foto di copertina il momento del decollo del razzo vettore Lunga Marcia 2F/G (CZ-2F/G) dalla rampa di lancio del Centro di Lancio di Jiuquan, avvenuto in perfetto orario questa mattina alle 12:37 ora italiana (le 18:37 ora di Pechino). Nell'inserto dell'immagine l'equipaggio con indosso le tute di lancio saluta i presenti prima di imbarcarsi sul razzo. Nella foto a sinistra (Credit: CCTV) il decolle della Shenzhou-9 dal Centro di Lancio che si trova nel deserto del Gobi. Quello di oggi è stato il 33° lancio orbitale del 2012, il secondo con equipaggio, ed il 32° a raggiungere regolarmente l'orbita.

VIDEO DEL LANCIO DELLA MISSIONE CINESE SHENZHOU-9 (CREDIT: CCTV NEWS) - dur.min.3:17 - LINGUA INGLESE



Fonte : Spacedaily -

Nella foto (Credit: China Manned Space Engineering) l'equipaggio ufficiale della missione Shenzhou-9. 15/06/2012 - Svelato l'equipaggio di Shenzhou-9 - A meno di 24 ore dal lancio della missione spaziale abitata Cinese Shenzhou-9 fonti ufficiali hanno reso pubblico i nomi dei tre taikonauti che compongono l'equipaggio. Liu Yang, 33 anni, prima donna cinese destinata ad andare nello spazio. La Wang è stata selezionata come astronauta nel maggio del 2010 assieme al secondo gruppo di prescelti. Assieme a lei il Comandante della missione Jing Haipeng, 46 anni, che diventa il primo astronauta cinese a volare per la seconda volta nello spazio dato che aveva fatto parte dell'equipaggio della precedente missione abitata Shenzhou-7, svoltasi nel 2008 e che aveva visto effettuare la prima passeggiata spaziale del Paese asiatico. Haipeng era stato selezionato nel 1998 per diventare astronauta nel primo gruppo dei candidati. Infine Liu Wang, 43 anni, anche lui pilota militare selezionato nel gennaio del 1998 nel primo gruppo selezionato di taikonauti Cinesi. Tutti e tre provengono dalle file dei piloti militari dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLO). Il decollo della Shenzhou-9 è previsto per domani, 16 giugno, alle ore 6:37 p.m. ora locale (le 12:37 ora italiana). La missione prevede l'attracco al modulo laboratorio TianGong-1 che si trova in orbita bassa terrestre. L'equipaggio entrerà nel modulo laboratorio dove soggiornerà e lavorerà a vari esperimenti per diversi giorni prima di rientrare sulla Terra. Se la missione avrà completo successo sarà la prima volta per la Cina che un veicolo abitato ed un modulo orbitante si agganceranno. Inoltre questo equipaggio segnerà anche la prima volta di una donna taikonauta Cinese. In questa foto (Credit: Xinhua/Li Gang) i tre taikonauti della missione Shenzhou-9 salutano i giornalisti al termine della conferenza stampa tenuta al Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan oggi 15 giugno. Da sinistra Liu Yang, il Comandante Jing Haipeng e Liu Wang. Per maggiori informazioni sul programma spaziale abitato Cinese vai alla nostra pagina dedicata. Nella foto in alto (Credit: China Manned Space Engineering) l'equipaggio ufficiale della missione Shenzhou-9: da sinistra, il Comandante Jing Haipeng, Liu Yang e Liu Wang.

Fonte : Xinhua.net -

15/06/2012 - Intervista esclusiva a Marco Villa, Direttore delle Operazioni di Missione (Director of Mission operations) della SpaceX - Abbiamo avuto la preziosa opportunità di poter fare qualche domanda in esclusiva via e-mail al Dr. Marco Villa, uno degli uomini chiave nella riuscita della storica missione della capsula Dragon della SpaceX, svoltasi alcuni giorni fa. Il Dr. Villa svolge infatti il prezioso ruolo di Direttore delle Operazioni di Missione (Director of Mission operations) della SpaceX. Ringraziamo il Dr. Villa per la sua cortesia nell'averci dedicato parte del suo prezioso tempo. Qui potete trovare una breve biografia del Dr. Villa e l'intervista che ci ha concesso.

Fonte : Astronautica.us -

Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) una raffigurazione della sonda Voyager. 14/06/2012 - Voyager 1 verso il suo futuro interstellare - I dati provenienti dal veicolo spaziale Voyager 1 della NASA indicano che la venerabile sonda esploratrice dello spazio profondo, ha incontrato una regione di spazio dove l'intensità delle particelle cariche provenienti dall'esterno del Sistema Solare stanno aumentando in modo marcato. Gli scienziati del Voyager stanno osservando questa rapida crescita come la fine inevitabile ma storica della missione - il primo emissario dell'umanità a raggiungere lo spazio interstellare ai confini del nostro Sistema Solare. "Le leggi della fisica ci dicono che a breve la Voyager diventerà il primo oggetto costruito dall'uomo ad entrare nello spazio interstellare, anche se non sappiamo esattamente quando questo accadrà," dice Ed Stone, scienziato del progetto Voyager presso il California Institute of Technology di Pasadena. "Gli ultimi dati indicano che la sonda si trova chiaramente in una nuova regione dove le condizioni cambiano rapidamente. E' molto emozionante. Ci stiamo avvicinando alla frontiera del Sistema Solare." I dati, che impiegano 16 ore e 38 minuti per percorrere i 17,8 miliardi di km che separano il Voygaer dalle antenne del Deep Space Network della NASA sulla Terra, segnalano il numero di particelle cariche misurate dai due telescopi per le alte energie che si trovano a bordo della sonda lanciata 34 anni fa. Queste particelle energetiche sono generate quando le stelle nelle nostre vicinanze diventano supernove. "Da gennaio 2009 a gennaio 2012, abbiamo riscontrato un graduale aumento di circa il 25% nel numero dei raggi cosmici galattici che il Voyager sta incontrando," dice Stone. "Più recentemente abbiamo visto una rapida escalation in quella parte dello spettro energetico. Ad iniziare dal 7 maggio il raggi cosmici che colpiscono la sonda sono aumentati del 5% in una settimana e del 9% in un mese." Questo incremento segnalato in uno dei tre gruppi di dati è necessario per dare una significativa svolta che indichi una nuova era nell'esplorazione spaziale. La seconda misura importante proveniente dai due telescopi della sonda è l'intensità delle particelle energetiche generate all'interno dell'eliosfera, la bolla di particelle cariche che il Sole irradia. Mentre vi era stato un lento declino nelle misure di queste particelle energetiche ora queste sono cadute precipitosamente, proprio quello che ci si aspetterebbe quando il Voyager attraverserà il confine solare. L'ultimo gruppo di dati che gli scienziati di Voyager immaginano che sveleranno il cambiamento maggiore sono le misure della direzione delle linne del campo magnetico che circondano il veicolo spaziale. Mentre il Voyager si trovava ancora dentro l'eliosfera queste linee correvano da est ad ovest. Quando la sonda passerà nello spazio interstellare, il team si aspetta che Voyager troverà che le linee del campo magnetico saranno orientate più verso la direzione nord-sud. Per queste analisi ci vorranno settimane ed il team del Voyager sta attualmente macinando i numeri di questo ultimo gruppo di dati. "Quando le Voyager vennero lanciate nel 1977, l'era spaziale aveva solo 20 anni," dice Stone. "Molti di noi del team sognavano di raggiungere lo spazio interstellare ma non sapevamo quanto tempo avrebbe richiesto questo viaggio - o se i due veicoli spaziali sui quali abbiamo investito così tanto tempo ed energie avrebbero funzionato abbastanza a lungo per raggiungerlo." Lanciate nel 1977, la Voyager 1 e 2 sono ancora in buone condizioni. Voyager 2 si trova a 14,7 miliardi di km dal Sole. Entrambe le sonde sono gestite come parte della Voyager Interstellar Mission, un'estensione della missione originale per esplorare il Sistema Solare al di fuori dei pianeti esterni ed oltre. Le Voyager della NASA sono i più lontani ed ancora attivi rappresentati dell'umanità e del suo desiderio di esplorare. Le sonde Voyager sono state costruite dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California che continua anche a gestirle. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology. La missione Voyager fa parte dell'Heliophysics System Observatory, sponsorizzato dalla Divisione di Eliofisica del Direttorio Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Per ulteriori informazioni sulle Voyager visita i siti: http://www.nasa.gov/voyager ed http://voyager.jpl.nasa.gov/ Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) una raffigurazione della sonda Voyager.

Fonte : NASA -

14/06/2012 - Charles Bolden, Amministratore della NASA visita la SpaceX - L'Amministratore della NASA, Charles Bolden, ha eseguito un tour delle sedi principali della SpaceX. La prima tappa di Bolden è stata la sede della SpaceX a McGregor, nel Texas, dove si trovano le strutture per i test dei motori a razzo della compagnia privata. Qui Bolden ha incontrato Elon Musk, Amministratore Delegato e capo Progettista della SpaceX, ed ha ringrazio circa 150 dipendenti dell'azienda presenti all'evento ed ha avuto l'opportunità di vedere la capsula Dragon appena rientrata dalla storica missione conclusasi il 31 maggio dopo aver raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con dei rifornimenti per l'equipaggio che lì vi soggiorna. Dopo il Texas Bolden e Musk si sono recati al quartier generale della SpaceX, a Hawthorne, in California. Anche qui, di fronte a quasi mille dipendenti della SpaceX, l'Amministratore della NASA ha fatto i suoi ringraziamenti all'azienda che renderà possibile per l'Agenzia spaziale concentrarsi sull'esplorazione dello spazio oltre l'orbita terrestre. Infatti con l'entrata dei privati nei servizi di fornitura dei rifornimenti per la ISS, e più avanti, anche del trasporto degli astronauti, si libereranno fondi per i più ambiziosi progetti di esplorazione umana dello spazio profondo al momento in preparazione alla NASA per i prossimi 10/20 anni. In questa foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) Bolden e Musk di fronte alla capsula Dragon che ha eseguito la storica missione C2+ all'interno di una delle strutture della SpaceX a McGregor, in Texas.

Fonte : NASA -

14/06/2012 - Completati i test per i prossimi due satelliti Galileo - I prossimi due satelliti di navigazione Galileo hanno superato il test termico del vuoto e delle temperature estreme dello spazio, e sono ora un passo più vicini al lancio, previsto il 28 settembre. Il quarto satellite ha completato agli inizi del mese la prova termica del vuoto in un periodo di 20 giorni presso lo stabilimento di Roma della Thales Alenia Space Italy. Il terzo satellite aveva già superato gli stessi test il mese precedente.

Fonte : ESA Italia -

Nella foto (Credit: Orbital Sciences Corporation) una serie di immagini che mostrano il razzo Pegasus 
Xl con a bordo l'osservatorio NuSTAR mentre viene rilasciato dal suo aereo madre 'Stargazer'. 13/06/2012 - La missione NuSTAR della NASA è decollata - Il Nuclear Spectroscopic Telescope Array (NuSTAR) della NASA è stato lanciato questa mattina nei cieli sopra l'Oceano Pacifico alle 9 a.m. EDT (le 18 ora italiana) di mercoledì 13 giugno, iniziano così una missione destinata a svelare i segreti dei resti dei buchi neri e di altri oggetti esotici. "Abbiamo atteso per tanto tempo questo nuovo osservatorio per i raggi X," ha dichiarato Paul Hertz, direttore della divisione astrofisica della NASA. " Con questa risoluzione spaziale e spettrale senza precedenti potremo vedere regioni poco osservate in precedenza nella regione X dello spettro elettromagnetico. NuSTAR aprirà una nuova finestra sull'Universo e fornirà dati complementari alle altre più grandi missioni della NASA, compresa la Fermi, Chandra, Hubble e Spitzer." Il NuSTAR utilizzerà infatti una serie di occhi per vedere i raggi X ad alta energia provenienti dal cosmo. L'osservatorio sarà in grado di vedere attraverso i gas e le polveri per rivelare i buchi neri della nostra Via Lattea, come anche quelli nascosti nel cuore di galassie lontane. "NuSTAR ci aiuterà a scoprire i più elusivi buchi neri, ci aiuterà a capire la struttura dell'Universo," dice Fiona Harrison, il capo scienziato della missione per il California Institute of Technology in Pasadena. L'osservatorio ha iniziato il suo viaggio a bordo dell'aereo madre L-1011 'Stargazer', gestito dalla Orbital Sciences Corporation di Dulles, Virginia. Il NuSTAR era ospitato a bordo del razzo Pegasus XL, appeso sotto la fusoliera dell'aereo Stargazer. L'aereo ha decollato dall'atollo Kwajalein, al centro dell'Oceano Pacifico circa un'ora prima del lancio. Alle 9:00:35 a.m. PDT (le 18:00:35 ora italiana) il razzo è stato rilasciato e, dopo cinque secondi di caduta libera, ha acceso il motore del primo stadio. Circa 13 minuti dopo il rilascio dall'aereo il NuSTAR si è separato dal razzo raggiungendo la sua orbita bassa terrestre finale. I primi segnali dal veicolo spaziale sono stati ricevuti alle 9:14 a.m. EDT attraverso il sistema TRDS (Tracking and Data Relay Satellite) della NASA. "NuSTAR ha aperto i suoi pannelli solari per ricaricare le batterie di bordo e poi ha segnalato a Terra che era in buone condizioni," ha detto Yunjin Kim, project manager della missione per il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. " Stiamo controllando il veicolo spaziale e non vediamo l'ora di sintonizzarlo sul cielo a raggi-X altamente energetici." Il telescopio a bordo di NuSTAR si trova alla sommità di un lungo traliccio di 10 metri, che verrà dispiegato da un piccolo contenitore dopo il lancio. In circa sette giorni gli ingegneri daranno il comando per l'estensione del traliccio in modo da permettere al telescopio di avere la giusta distanza focale. Circa 23 giorni dopo potranno iniziare le operazioni scientifiche previste. Oltre ai buchi neri ed altri potenti getti, il NuSTAR potrà studiare una serie di oggetti ad alta energia del nostro universo, compresi i resti delle stelle esplose; stelle morte compatte ed ammassi di galassie. Le osservazioni della missione, in coordinazione con altri telescopi della NASA come l'Osservatorio Chandra per raggi-X, che capta raggi X a bassa energia, potranno aiutare a risolvere fondamentali misteri cosmici. Il NuSTAR inoltre potrà anche studiare l'infuocata atmosfera solare, cercando gli indizi su come viene riscaldata. NuSTAR è una missione della serie Small Explorer guidata dal Caltech e gestita dal JPL per il Direttorio Scientifico della NASA di Washington. Il veicolo spaziale è stato costruito dalla Orbital Sciences Corporation e gli strumenti da un consorzio che comprende: Caltech; JPL; the University of California, Berkeley; Columbia University, New York; NASA's Goddard Space Flight Center, Greenbelt, Md.; the Danish Technical University in Denmark; Lawrence Livermore National Laboratory, Livermore, Calif.; e ATK Aerospace Systems, Goleta, Calif. Il NuSTAR verrà guidato da UC Berkeley mentre l'Agenzia Spaziale Italiana fornirà la sua stazione equatoriale situata a Malindi, in Kenia. Il Programma di sensibilizzazione della missione ha sede presso la Sonoma State University, di Santa Rosa, California, mentre il Programma Explorer della NASA è gestito da Goddard. JPL è gestito dalla Caltech per la NASA. La gestione del lancio e delle operazioni di controllo della missione sotto responsabilità del Launch Services Program della NASA presso il Kennedy Space Center in Florida. Lo Space Network ed il Near Earth Network della NASA stanno fornendo i servizi di comunicazione per il lancio e le prime fasi orbitali ed i periodi più critici della missione. Per ulteriori informazioni su NuSTAR visita il sito. http://www.nasa.gov/nustar" Nella foto (Credit: Orbital Sciences Corporation) una serie di immagini che mostrano il razzo Pegasus Xl con a bordo l'osservatorio NuSTAR mentre viene rilasciato dal suo aereo madre 'Stargazer'. Quello di oggi era il 32° lancio orbitale globale del 2012, di cui solo uno non ha raggiunto regolarmente l'orbita.

Fonte : NASA -

13/06/2012 - Vent'anni di astronauti Italiani - Si è aperta ieri a Roma presso lo "Spazio Europa" la mostra "Orbita Italia", un omaggio ai venti anni di astronauti italiani nello spazio, partendo dal primo, Franco Malerba, passando per Cheli, Guidoni, Vittori e Nespoli e guardando al futuro, con Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. I primi cinque astronauti, tutti di nazionalità italiana, sono stati protagonisti di una o più missioni ESA ed ASI nello spazio, a bordo dello Space Shuttle o della navicella russa Soyuz, nonchè ospiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La mostra è articolata in un percorso cronologico e coadiuvata da pannelli, modellini, stemmi, memorabilia. Anche alcuni degli oggetti che gli astronauti hanno portato nello spazio durante le rispettive missioni e poi riportato a terra, tra i quali la tuta spaziale russa utilizzata da Roberto Vittori, la camicia hawaiana indossata da Umberto Guidoni, una simpatica t-shirt indossata da Paolo Nespoli, la bandiera italiana e quella dell'Unione Europea, sono in mostra. Patrocinata, tra gli altri, dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dall'ASI (Agenzia Spaziale Italiana), la mostra nasce dalla volontà di celebrare i risultati che l'Italia ha raggiunto nel settore spaziale negli ultimi venti anni. La mostra rimane aperta fino al 27 giugno con ingresso libero.

Fonte : ESA Italia -

13/06/2012 - La Cupola della ISS colpita da un piccolo detrito spaziale - La finestra n.2 della Cupola che si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale è stata lievemente danneggiata da un impatto di un detrito orbitale (MMOD - MicroMeteoroid and Orbital Debris). Il 10 giugno gli astronauti di Spedizione 31 che si trovano a bordo della ISS hanno riportato il danno al vetro della finestra n.2 ed hanno inviato a Terra le immagini. Immediatamente il Controllo Missione ha ordinato la chiusura della copertura della finestra in questione, come richiesto dalle procedure di sicurezza da applicare in questi casi, fino a che il danno da MMOD non sia stato ben valutato. Varie squadre di tecnici stanno valutando la situazione per determinare le implicazioni strutturali dell'urto del MMOD e permettere la riapertura della finestra n.2 il più presto possibile. La Cupola è fornita di 7 finestre che permettono una visione a 360° e verso la Terra. In caso il danno fosse considerato grave vi è la possibilità di sostituire tutta la finestra effettuando un'attività extraveicolare (EVA). Durante questa EVA verrebbe posta una speciale copertura a tenuta di pressione in modo da poter eseguire la sostituzione del vetro dall'interno della stazione in perfetta sicurezza. Ogni finestra è formata da quattro strati - partendo dall'interno, il primo è per proteggerla da eventuali urti da parte degli astronauti, poi ci sono due pannelli a tenuta di pressione di 25mm di spessore ed infine un pannello di protezione esterno per gli impatti dei micrometeoriti. Il pannello esterno può essere invece sostituito individualmente tramite una EVA. Impatti di questo tipo sono relativamente comuni e di solito subito notati quando colpiscono aree come i finestrini delle nave spaziali. La Cupola è stata installata sul modulo Nodo 3 sulla ISS durante la missione STS-130 e, fin da allora, è stata molto utilizzata per aiutare le operazioni esterne come la cattura dei veicoli spaziali cargo HTV e Dragon e molto apprezzato dagli astronauti come punto di osservazione privilegiato della Terra. Al suo interno si trova una postazione di comando del braccio robotico canadese Canadarm-2.

Fonte : NASAspaceflight -

Nella foto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG - S. Martin) MSG-3 all'interno di una sala pulita presso lo Spazioporto di Kourou. 12/06/2012 - Rinviato il lancio di MSG-3 - Arianespace ha annunciato che la data di lancio del satellite MSG-3 dallo Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, originariamente previsto per il 19 giugno è stato spostato alla sera del 5 luglio 2012. Il ritardo è dovuto ad ulteriori controlli che devono essere eseguiti al satellite per telecomunicazioni EchoStar 17, che verrà lanciato assieme a MSG-3 a bordo del lanciatore Ariane 5 ECA. L'MSG-3 ha superato con successo una serie di test previsti dall'ESA e dall'industria ed è pronto per essere rifornito di propellente. Il lancio di MSG-3 garantirà la continuità di osservazioni dall'orbita geostazionaria a 36.000 km dalla Terra. Questo servizio, al momento effettuato da Meteosat-9 e dal vecchio Meteosat-8, lanciato nell'agosto del 2002, è vitale per assicurare la sicurezza delle popolazioni, delle proprietà e delle infrastrutture, particolarmente in situazioni di estreme condizioni meteorologiche. Il lancio di MSG-3 è stato programmato per avere una transizione senza problemi con il Meteosat-8, che ha superato di parecchio la sua vita operativa prevista. I satelliti della serie MSG sono il risultato di una collaborazione di successo fra l'ESA, che sviluppa il satellite in base alle caratteristiche richieste dall'EUMETSAT, e le industrie Europee coinvolte. Tutti gli MSG prodotti sono stati costruiti da un consorzio europeo guidato dalla Thales Alenia Space. MSG-3 è il terzo satellite Meteosat di seconda generazione di una serie di 4. Il satellite fornirà immagini altamente dettagliate dell'Europa, dell'Atlantico del Nord e dell'Africa ogni 15 minuti. Oltre a seguire lo sviluppo della nuvolosità e delle temperature per migliorare le previsioni meteorologiche il MSG-3 ha due obiettivi secondari nelle aree delle radiazioni e del recupero. La EUMETSAT è un'organizzazione Europea che si occupa dei satelliti meteorologici e la sua organizzazione intergovernativa si trova a Darmstadt, in Germania. I paese membri di EUMETSAT sono 26 (Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Regno Unito) più cinque stati che collaborano (Bulgaria, Estonia, Islanda, Lituania e Serbia). EUMETSAT utilizza i satelliti geostazionari Meteosat-8 e 9 sopra l'Europa e l'Africa ed il Meteosat-7 sopra l'Oceano Indiano. Il Metop-A, il primo satellite meteorologico Europeo con orbita polare, è stato lanciato nell'ottobre del 2006 ed è operativo fin dal 15 maggio 2007. Il satellite per la misurazione degli oceani, Jason-2, lanciato il 20 giugno 2008, fornisce inoltre la topografia della superficie degli oceani alle missioni condotte da EUMETSAT. I dati prodotti dai satelliti EUMETSAT hanno fornito un contributo significativo alle previsioni meteorologiche ed al monitoraggio del clima globale. Nella foto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG - S. Martin) MSG-3 all'interno di una sala pulita presso lo Spazioporto di Kourou.

Fonte : ESA -

12/06/2012 - Resi pubblici i nomi degli equipaggi di Shenzhou-9 - Le autorità cinesi hanno confermato che la prima missione con equipaggio destinata ad una missione di attracco orbitale verrà lanciata nella serata del 16 giugno e che a bordo si troveranno due uomini ed una donna. Durante una cerimonia svoltasi domenica presso il Centro di Lancio Satelliti di Jiaquan sono stati presentati i due equipaggi (uno diventerà la riserva) della prossima missione. Il primo dei due equipaggi è composto dal Comandante Nie Haisheng, Zhang Xiaoguang e Wang Yaping mentre il secondo vede il Comandante Jing Haipeng, Liu Wang e Liu Yang. Al momento non è ancora chiaro quale dei due equipaggi è quello principale e quale quello di riserva. Ogni Comandante è un veterano di almeno una delle tre precedenti missioni abitate Cinesi. Addirittura Nie Haiseheng è stato coinvolto in ogni missione avendo svolto il ruolo di riserva di Shenzhou 5 e 7 e volato con la 6 nel 2005. Jing Haipeng è stato addirittura membro dell'equipaggio dell'ultimo volo abitato, Shenzhou 7, nel 2008. Se volasse questo equipaggio si tratterebbe del raro caso di un astronauta che ha volato su due missioni consecutive. Il secondo uomo di ogni equipaggio è definito 'Operatore' ed entrambi sono alla loro prima missione. Le due donne taikonaute sono una per ogni equipaggio (Wang Yaping e Liu Yang) e sono entrambe piloti dell'Esercito di Liberazione Cinese. Se la Shenzhou 9 decollasse regolarmente sabato l'attracco manuale al modulo TianGong-1 potrebbe essere eseguito due giorni dopo, seguito da dieci giorni di permanenza a bordo del laboratorio orbitante. Nella foto (Credit: Space Daily) i due equipaggi scelti per la missione della Shenzhou 9.

Fonte : Space Daily -

Nella immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/ESA/DLR/FU Berlin/MSSS) la differenza fra l'ellisse di atterraggio originaria e quella, più piccola e vicina al Monte Sharp, ottenuta ora dalla NASA per l'atterraggio del rover Curiosity. 11/06/2012 - Il team del Mars Rover della NASA perfeziona il punto di atterraggio di Curiosity - La NASA ha ristretto l'area di atterraggio del più avanzato rover, Curiosity, che atterrerà su Marte ad agosto. Il rover, delle dimensioni di un'autovettura, arriverà più vicino alla sua destinazione per le operazioni scientifiche ma anche più vicino ai piedi della montagna e questo pone qualche rischio nell'atterraggio. "Abbiamo dimezzato la distanza che il rover dovrà percorrere una volta atterrato," dice Pete Theisinger, project manager del Mars Science Laboratory presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Questo ci permetterà di arrivare alla montagna mesi prima di quanto originariamente previsto." E' stato possibile aggiustare i piani di atterraggio grazie all'aumento dell'esperienza nella tecnologia di precisione nell'atterraggio che si trova a bordo del veicolo spaziale MSL, che trasporta Curiosity. Il rover è previsto che tocchi la superficie di Marte il 5 agosto alle 10:31 p.m. PDT (le 7:31 ora italiana del 6 agosto). Dopo le operazioni di controllo Curiosity inizierà una missione principale della durata di due anni studiando l'ambiente vicino al punto di atterraggio alla ricerca di ambiente potenzialmente favorevole alla vita microbiologica. L'ellisse di atterraggio originaria era delle dimensioni di 20x25 km ed ora è stata portata a 7x20 km, assumendo che i venti e le altre condizioni meteo siano come previsto al momento della discesa. Anche con un'ellisse più piccola Curiosity sarà capace di atterrare a distanza di sicurezza dai primi declivi del monte Sharp, che si trova all'interno del grande cratere Gale. "Ci siamo preparati per anni per il successo dell'atterraggio di Curiosity e tutti i segnali sono buoni," dice Dave Lavery, program executive della NASA per il MSL. "Comunque atterrare su Marte è sempre un rischio ed il successo non è garantito. Una volta sulla superficie dovremo procedere con cautela. Abbiamo un sacco di tempo dato che Curiosity non ha una vita operativa limitata ai 90 giorni come con i Mars Exploration Rovers ed il lander Phoenix." Da quando il veicolo spaziale è stato lanciato, nel novembre del 2011, gli ingegneri hanno continuato a testare ed aggiornare il software di atterraggio. Il MSL utilizza una versione aggiornata del software di volo che è stata caricata nei suoi computer nelle passate settimane. Ulteriori aggiornamenti per le operazioni sulla superficie verranno inviati al rover circa una settimana dopo l'atterraggio. Altri preparativi comprendono l'aggiornamento del software del rover e la comprensione degli effetti dei trucioli di teflon provenienti dal trapano che il rover utilizzerà per raccogliere campioni dalle rocce di Marte. Esperimenti al JPL hanno infatti mostrato che i residui di teflon del trapano potrebbe contaminare i campioni di polvere. I test proseguiranno anche dopo l'atterraggio utilizzando copie del trapano. Il rover dovrà poi inviare i campioni agli strumenti di bordo che identificheranno i minerali e le componenti chimiche. "Il materiale del trapano potrebbe complicare, ma non impedire le analisi del carbonio contenuto nelle rocce da uno dei 10 strumenti di cui è fornito il rover. Ci stiamo lavorando," ha dichiarato John Grotzinger, scienziato della missione presso il California Institute of Technology di Pasadena. "I componenti organici del carbonio, all'interno di un ambiente, sono uno dei prerequisiti per la vita. Sappiamo di meteoriti arrivati da Marte che avevano componenti organici di carbonio non biologico ma non è detto che questo persista vicino alla superficie. Per questo lo cerchiamo assieme ad altri componenti chimici e minerali come prove dell'abitabilità." Curiosity sarà in buona compagnia al momento dell'atterraggio. Due orbiter della NASA, assieme al Mars Express dell'ESA, saranno in posizione per ascoltare le trasmissioni radio di MSL durante la discesa nell'atmosfera marziana. La missione MSL è gestita dal JPL per la NASA che ha anche progettato, sviluppato ed assemblato il rover Curiosity. Per ulteriori informazioni sulla missione Mars Science Laboratory/Curiosity visita il sito: http://www.nasa.gov/msl. Nella immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/ESA/DLR/FU Berlin/MSSS) la differenza fra l'ellisse di atterraggio originaria e quella, più piccola e vicina al Monte Sharp, ottenuta ora dalla NASA per l'atterraggio del rover Curiosity

Fonte : NASA -

11/06/2012 - Iniziata la missione NEEMO 16 - L'equipaggio internazionale di NEEMO 16 (NASA Extreme Environment Mission Operations) ha iniziato oggi la sua missione, della durata di circa 10 giorni, presso l'habitat sottomarino Aquarius che si trova ancorato a circa 20 metri di profondità presso Key Largo, di fronte alle coste della Florida. La missione simulerà le procedure per l'esplorazione di un asteroide vicino alla Terra (NEA - Near Earth Asteroid). Il comandante di NEEMO 16 è l'astronauta della NASA, cha ha volato sullo Space Shuttle, Dottie M. Metcalf-Lindenburger, assistita dall'astronauta dell'ESA Timothy Peak, Britannico, Kimiya Yui della JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) e dal professore Steven Squyres della Cornell University - che aveva partecipato anche lo scorso anno a NEEMO 15. La spedizione NEEMO 16 si concentrerà sulle attività e tecniche da utilizzare per l'esplorazione di un asteroide vicino alla Terra. Per aggiungere realismo alla simulazione verrà coinvolto il MOD (Mission Operations Directorate) della NASA che, quando gli astronauti effettueranno le attività extraveicolari (EVA) o, per meglio dire, le passeggiate subacquee, utilizzerà comunicazioni ritardate e protocolli reali da parte di un Centro Controllo Missione (MCC) mobile adatto allo scopo. La missione utilizza l'oceano come una gigantesca piscina di galleggiamento neutro dove ricreare, nel modo più vicino possibile alla realtà, il lavoro di un equipaggio spaziale su un asteroide. Grazie a questa simulazione si potranno studiare soluzioni da adattare poi in una futura missione reale. Per aggiungere realismo verrà utilizzato un minisottomarino che fungerà da MMSEV (Multi Mission Space Exploration Vehicle), un concetto di veicolo spaziale da utilizzare nelle vicinanze dell'asteroide e dotato di bracci robotici e di una camera di decompressione per l'equipaggio. Invece l'habitat sottomarino Aquarius simulerà il DSH (Deep Space Habitat), un grande elemento abitativo che verrebbe inviato nei pressi dell'asteroide dopo essere stato lanciato dalla Terra per mezzo del nuovo razzo pesante SLS (Space Launch System) al momento in sviluppo alla NASA.

Fonte : NASAspaceflight -

Nella immagine (Credit: Geoland-2) mappa della FAPAR (variabile biofisica della fotosintesi) sopra l'Europa ottenuta con i dati di Envisat raccolti dallo strumento MERIS fra marzo 2011 ed aprile 2012. 11/06/2012 - Sforzi concentrati sul lancio delle missioni Sentinel dell'ESA - La perdita del satellite Envisat si sta ripercuotendo sui servizi del programma di monitoraggio globale per la sicurezza e l'ambiente GMES. Si stanno coordinando gli sforzi con le altre agenzie spaziali per coprire alcuni vuoti, ma la situazione che si è creata aggiunge ancora maggiore urgenza al lancio delle missioni Sentinel. Con a bordo una serie di strumenti sofisticati, Envisat ha fornito per dieci anni un flusso continuo di informazioni sullo stato del nostro pianeta. Envisat non ha solamente generato progressi scientifici, ma ha anche fornito dati per molteplici servizi operazionali per il controllo dell'ambiente e per rispondere a crisi quali le fuoriuscite di grezzo. Inoltre ha svolto l'importante funzione di aprire la strada allo sviluppo dei futuri servizi europei di monitoraggio. Guidato dall'Unione Europea (EU), il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security, monitoraggio globale per la sicurezza e l'ambiente) è stato istituito per supportare le politiche europee e per fornire servizi informativi agli organi decisionali. Questi servizi sono focalizzati al miglioramento del modo in cui l'ambiente è gestito, aiutando a ridurre gli effetti del cambiamento climatico e ad assicurare la sicurezza civile. Il successo di questa ambiziosa iniziativa dipenderà dalla fornitura in maniera massiccia di dati satellitari, che saranno forniti in larga misura da una nuova famiglia di missioni chiamata Sentinels, sviluppata dall'ESA. Anche se il piano è di lanciare i primi tre satelliti Sentinel nel 2013, il finanziamento per operare i satelliti in orbita, proveniente dalla Commissione Europea, non è ancora confermato. Fino al lancio dei satelliti Sentinel, i servizi offerti attraverso GMES facevano largo affidamento sui dati provenienti da Envisat, ed è per questo che la sua perdita si sta facendo sentire. Joël Dorandeu di MyOcean, che fornisce servizi marini per GMES, dice "La qualità dei prodotti MyOcean, derivati esclusivamente dallo strumento ASAR (Advanced Synthetic Aperture Radar) e dai sensori MERIS di Envisat, come quelli per il monitoraggio del ghiaccio marino e della qualità dell'acqua dell'oceano, è ovviamente stata colpita ed i servizi corrispondenti sono stati interrotti." "Anche la qualità del monitoraggio e dei prodotti di modelli di previsione basati su sensori multipli ha subito un impatto. La situazione è particolarmente critica per la costellazione dell'altimetria". Anche i servizi associati con l'atmosfera stanno soffrendo per la perdita di Envisat. Per esempio, il progetto MACC (Monitoring Atmospheric Composition and Climate, monitoraggio della composizione atmosferica e del clima) utilizzava Envisat come fonte di informazione per controllare metano ed ozono. Richard Engelen del Centro Europeo per le previsioni meteo a medio raggio (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ha detto "Le osservazioni di ozono dagli strumenti Schiamachy e MIPAS a bordo di Envisat erano utilizzate di routine nei servizi quasi in tempo reale di controllo e di previsione di MACC." "Erano usati con altri strumenti, ma erano i soli a coprire l'orbita del mattino, che permetteva di catturare meglio il ciclo diurno". "MIPAS era uno dei soli due strumenti satellitari che fornivano informazioni di rilievo quasi in tempo reale sull'ozono in modo accurato e dettagliato. Schiamachy forniva le uniche osservazioni dal satellite sul metano e quindi c'è stato un impatto molto forte sul servizio gas-serra che fornisce MACC." "Le missioni Sentinel forniranno importanti informazioni sull'ozono e sul metano, così come sugli altri gas atmosferici. È quindi importante che queste missioni siano lanciate nei tempi previsti." I dati ottici quasi in tempo reale provenienti dallo strumento MERIS di Envisat erano usati per la produzione automatica di un set di variabili biofisiche delle terre emerse dell'Europa. "Senza i dati di Envisat, la produzione degli indicatori agricoli ed ambientali derivati da MERIS si è fermata" ha detto Markus Jochum del progetto GMES Geoland 2. ESA sta lavorando con i partner per vedere se altre missioni che contribuiscono a GMES possono aiutare a compensare, in qualche modo, la mancanza dei dati di Envisat. Tuttavia, con molti servizi colpiti, la speranza è che il processo di finanziamento possa presto essere messo in atto così che i satelliti Sentinel possano essere lanciati e portare GMES a completamento. Nella immagine (Credit: Geoland-2) mappa della FAPAR (variabile biofisica della fotosintesi) sopra l'Europa ottenuta con i dati di Envisat raccolti dallo strumento MERIS fra marzo 2011 ed aprile 2012.

Fonte : ESA Italia -

10/06/2012 - Mars Odyssey entrato in safe mode - Mars Odyssey, la più longeva sonda della NASA in orbita attorno a Marte, ha sofferto di un problema ad uno dei giroscopi nella giornata di venerdì che ha costretto il computer di bordo di attivare la modalità safe mode. In questa modalità la sonda rimane al sicuro con le comunicazioni attive con la sala di controllo a Terra. Il problema è stato riscontrato su un solo giroscopio dei tre di cui è dotata la sonda. Un giroscopio di riserva si trova a bordo e può essere attivato per sostituire quello guasto. Gli ingegneri del JPL che seguono la missione stanno studiando il problema per decidere quali azioni intraprendere. La Mars Odyssey è entrata in orbita attorno a Marte nell'aprile del 2001 ed ha iniziato le attività scientifiche il febbraio del 2002. Mars Odyssey ha fornito i dati che hanno permesso di realizzare la prima mappa globale della distribuzione chimica e dei minerali sulla superficie di Marte e della scoperta di una vasta quantità di ghiaccio d'acqua sepolta sotto la superficie. Inoltre la Mars Odyssey è stata utilizzata come ripetitore per i lander della NASA e funzionerà anche per trasmettere i segnali del prossimo rover, Curiosity, il cui atterraggio su Marte è previsto per agosto 2012.

Fonte : Space.com -

09/06/2012 - La Shenzhou-9 è sulla rampa di lancio. - Fonti ufficiali di stampa cinese hanno segnalato che il razzo Lunga Marcia 2F (CZ-2F), con sulla sommità il veicolo spaziale abitato Shenzhuo-9, è stato portato sulla rampa di lancio del Jiuquan Satellite Launch Center, situato nel nord-ovest della Provincia Cinese di Gansu, in vista del lancio imminente. La data di lancio ed il nome dei tre taikonauti (come sono definiti gli astronauti cinesi) che prenderanno parte alla missione (e fra i quali dovrebbe esserci la prima donna cinese) non sono ancora stati resi noti ma, basandosi sui tempi delle precedenti missioni, alcuni appassionati di astronautica asiatici ed occidentali ritengono che il decollo possa avvenire entro 5/7 giorni da adesso. La missione principale della Shenzhou-9 sarà quella di attraccare al laboratorio orbitante cinese TianGong-1, in orbita dallo scorso anno. Una volta agganciato un paio di taikonauti entrerebbero all'interno del veicolo spaziale per soggiornarvi e svolgere alcuni esperimenti. In questa foto (Credit: Xinhua) il razzo CZ-2F mentre viene portato sulla rampa di lancio. Ulteriori foto del rollout di oggi alla pagina seguente del quotidiano on-line cinese Xinhau.net.

Fonte : Nasaspaceflight -

Nella foto (Credit: ESA - Anneke Le'Floch) modelli dei robot Spheres inviati sulla ISS. 08/06/2012 - Si apre la stagione per la robotica europea sulla ISS - Concorso per studenti - Una nuova corsa alla robotica è appena iniziata in Europa. A seguito dell'ottima prestazione dell'inizio dell'anno, un nuovo squadrone di satelliti in miniatura prenderà ancora una volta vita sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), seguendo i comandi degli studenti. Spheres – acronimo di Synchronised Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites, satelliti sperimentali sincronizzati – o "Sfere", sono dei satelliti delle dimensioni di una palla da pallavolo con un proprio sistema di alimentazione, propulsione e navigazione. Lo scorso inverno 25 gruppi di studenti europei di scuola secondaria hanno operato le "Sfere" durante il concorso Zero-Robotics (robotica a gravità zero) sotto l'occhio vigile dell'astronauta dell'ESA André Kuipers. A seguito del successo dell'anno scorso, il concorso è ora aperto ad un numero maggiore di partecipanti europei. Il torneo quest'anno accoglierà fino a 25 gruppi per ogni stato membro dell'ESA. Gli studenti europei sono invitati a creare programmi per far girare, rotolare, muovere e librare nell'aria le "Sfere". I mentori, volontari, aiuteranno i giovani a controllare i droidi sulla Stazione Spaziale. Per concorrere a fare le manovre più delicate, i mentori devono registrare la propria squadra per il concorso europeo 2012 prima di settembre, nelle pagine web Zero-Robotics. Create prima un account, poi registrate la squadra per il torneo europeo. Il 9 settembre, il gioco e le sue regole saranno svelati ad un evento presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston. L'evento potrà essere seguito in diretta web e le domande inviate agli organizzatori via Twitter. Tutti i tornei sono gratuiti ed aperti alle scuole secondarie superiori. Gli insegnanti e gli esperti sono incoraggiati a lavorare a questa sfida insieme alle squadre di studenti. Controllate le date per inviare il codice di programmazione e per giocare, a rotazione, alla simulazione contro le altre squadre per ottenere il punteggio più alto e raggiungere le finali. I finalisti parteciperanno ad un evento speciale per vedere, a gennaio 2013, le vere "Sfere" sulla Stazione Spaziale rispondere ai loro comandi. Informazioni di gara: Date - 9 settembre: Evento di inizio in diretta web dal MIT - Settembre–novembre: Simulazioni di gara on-line - 28 settembre: Scadenza gara simulazioni 2D - 12–14 ottobre: Dimostrazioni 2D a terra - 26 ottobre: Gara simulazioni 3D - 27 ottobre: Evento di formazione delle alleanze - 14 dicembre: Scadenza finale per la presentazione dei progetti. I 19 Stati Membri dell'ESA sono Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Spagna, Svezia e Svizzera. Nella foto (Credit: ESA - Anneke Le'Floch) modelli dei robot Spheres inviati sulla ISS.

Fonte : ESA Italia -

Nella foto (Credit: NASA/SSC) il test record del powerpack del motore J-2X. 08/06/2012 - La NASA esegue un test da record col powerpack del motore J-2X - Venerdì, presso lo Stennis Space Center della NASA, vicino a Bay St. Louis nel Mississippi, è durante un test del powerpack del motore J-2X stato superato il record di funzionamento. Infatti sono stati raggiunti i 1.150 secondi di funzionamento, superando il record precedente di oltre un minuto. Per la NASA questo test segna un passo importante nello sviluppo del motore di nuova generazione che dovrà portare gli esseri umani più lontano nello spazio di quanto mai fatto prima. Per lo Stennis, il test di 19 minuti e 10 secondi rappresenta il più lungo test di accensione mai condotto al Text Complex A. "E' il più lungo e più complesso test sul powerpack del J-2X che abbiamo svolto fino ad ora," dice Mike Kynard, il responsabile degli motori a liquido per lo Space Launch System della NASA. "Combinando assieme così tanti obiettivi dei test abbiamo avuto l'opportunità di lavorare con efficenza e fattibilità mantenendo, nel contempo, un ragionevole livello di rischio." Il powerpack è un sistema di componenti della parte superiore del motore J-2X, compreso il generatore di gas, le turbopompe dell'ossigeno e del propellente e le relative valvole e tubazioni. Com'è progettato, il powerpack, alimenta la camera di combustione che produce la spinta del motore. Rimuovendo il complesso della camera di combustione principale, l'iniettore principale e l'ugello, gli ingegneri possono spingere più facilmente i componenti delle turbopompe oltre una grande varietà di condizioni per dimostrare la resistenza ed i margini di sicurezza. "Stabilire un nuovo record per la durata più lunga di un test in uno dei nostri padiglioni qui al Complex A è una dimostrazione dell'esperienza, della longevità e della affidabilità delle nostre strutture di prova," dice Randy Galloway, ingegnere e direttore test allo Stennis. "Questi padiglioni, originariamente costruiti negli anni 1960 per testare gli stadi del Programma Apollo, sono stati poi utilizzati dal Programma Space Shuttle ed ora vengono utilizzati per testare il veicolo di prossima generazione che ci porterà più lontano di quanto siamo mai stati." Questa prova record di durata esplora numerosi punti operativi richiesti per le turbopompe del propellente e per l'ossidante. I risultati di questi test saranno utili per determinare le prestazioni e la vita delle turbopompe del motore J-2X. I test inoltre sono serviti agli operatori per calibrare il flusso di ossigeno ed idrogeno liquidi forniti dal powerpack. Prima di questo test di powerpack la più lunga accensione al Complex A dello Stennis era avvenuta nell'agosto del 1989 con un test di 1.075 secondi di un motore principale dello Space Shuttle. Il Complex B di prova invece può vantare il record di durata con oltre 2.000 secondi. Il J-2X è il primo motore a razzo ad ossigeno ed idrogeno liquidi concepito per essere utilizzato da veicoli spaziali con equipaggio negli ultimi 40 anni. Questo motore spingerà lo stadio superiore dello Space Launch System sviluppato dalla NASA, un avanzato razzo pesante che fornirà un'intera nuova capacità di esplorazione umana oltre l'orbita terrestre. La Pratt & Whitney Rocketdyne sta sviluppando il motore J-2X per il Marshall Space Flight Center della NASA di Hunstville, in Alabama. Per informazioni sullo Stennis visita il sito: http://www.nasa.gov/stennis. Per ulteriori informazioni sull'esplorazione NASA visita: http://www.nasa.gov/exploration Nella foto (Credit: NASA/SSC) il test record del powerpack del motore J-2X.

Fonte : Spaceref -

Nella immagine (Credit: IREA/CNR) la mappa dei sollevamenti del terreno nella zona Emiliana dopo il terremoto ottenuta grazie ai dati della costellazione di satelliti COSMO-Skymed. 08/06/2012 - COSMO-SkyMed prosegue il monitoraggio delle aree terremotate - Prosegue incessante l’attività di monitoraggio delle aree dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Il Dipartimento della Protezione Civile ha coinvolto l’ASI, l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e, grazie ai dati raccolti dai satelliti della costellazione COSMO-SkyMed, i ricercatori dei due istituti possono analizzare gli effetti permanenti dei movimenti del terreno. Tramite una particolare tecnica denominata Interferometria Differenziale è possibile valutare gli spostamenti del suolo su grandi estensioni, anche nell’ordine di pochi centimetri. Un team congiunto del CNR-IREA e dell’INGV è al lavoro sui dati satellitari, in particolare su quelli relativi ad una delle zone più colpite, un’area di circa 50 km quadrati situata in provincia di Modena tra Mirandola e S. Felice sul Panaro. Un innalzamento del suolo fino a 12 centimetri è l’effetto permanente prodotto dalle scosse sismiche avvenute dopo il 29 maggio e mostrato dalle immagini. La prima immagine è un interferogramma che può essere letto come una mappa dei movimenti del terreno, in termini di cicli di colore, nella direzione di vista del satellite. Ogni ciclo individua una deformazione del suolo di 1,5 centimetri e, dalla somma dei cicli di colore, si ricava lo spostamento massimo del suolo verificatosi tra le date indicate. La mappa degli stessi spostamenti, ricavata dall’interferogramma, è illustrata nella seconda immagine in cui le zone evidenziate in rosso sono quelle interessate dal maggior sollevamento mentre le zone in verde designano le aree stabili. Lo scorrimento in profondità dei due lembi della faglia che ha dato luogo al terremoto del 29 maggio è all’origine dell’innalzamento. COSMO-SkyMed aveva effettuato la sua ultima ricognizione sull’area terremotata la sera del 27 maggio. La stima della deformazione del terreno, causata dal sisma del 29 maggio, è stata possibile dopo il primo passaggio utile del primo dei quattro satelliti della costellazione sull’orbita, avvenuto nella serata del 4 giugno. COSMO-SkyMed, che ha tempi di rivisita molto brevi, ha reso disponibile un notevole insieme di dati, tali da poter analizzare e distinguere gli effetti del sisma del 20 maggio rispetti a quelli causati dal sisma successivo. E’ stato quindi possibile verificare che l’orientamento delle deformazioni del terreno nella zona colpita è est – ovest. La faglia del 29 maggio si colloca nella continuazione verso ovest di quella del 20 maggio. Le osservazioni satellitari consentono di ricavare informazioni fondamentali nell’immediatezza di eventi sismici e costituiscono un importante patrimonio informativo per analizzare a fondo i meccanismi fisici che sono alla base di questi fenomeni. Nella immagine (Credit: IREA/CNR) la mappa dei sollevamenti del terreno nella zona Emiliana dopo il terremoto ottenuta grazie ai dati della costellazione di satelliti COSMO-Skymed.

Fonte : ASI -

08/06/2012 - La XCOR si prepara ai primi voli turistici suborbitali per il 2014 - La XCOR Aerospace ha annunciato che anche la SXC (Space Expedition Corporation) potrà gestire la vendita dei biglietti per i voli suborbitali del suo veicolo Lynx dall'isola olandese di Curacao, nei Caraibi. Quindi saranno due i luoghi da dove poter volare con il Lynx, infatti il primo sarà lo spazioporto di Mojave. Al momento, sommando le vendite di posti sui voli del Lynx fra la XCOR e la SXC, il totale è di 175 con un prezzo per ognuno di circa 95.000 dollari. Secondo le previsioni di Andrew Nelson, capo operativo della XCOR, i primi voli commerciali del veicolo suborbitale Lynx potranno iniziare entro la fine del prossimo anno e quelli dai Caraibi l'anno seguente. Il veicolo Lynx è alimentato da un motore a razzo ad ossigeno liquido e kerosene ed è biposto, uno per il pilota ed uno per il passeggero pagante, ed è capace di raggiungere la quota di 100 km decollando come un normale aereo. Nei programmi della XCOR il Lynx potrà eseguire fino a quattro missioni giornaliere. I test di volo del primo prototipo chiamato Mark I dovrebbero iniziare entro il 2012.

Fonte : XCOR Aerospace -

Nella foto (Credit: ESA) Samantha Cristoforetti mentre si addestra alla robotica presso il Centro Astroanuti Europei di Colonia, in Germania. 07/06/2012 - Imparare ad acchiappare una navicella spaziale - Samantha Cristoforetti ed Alexander Gerst, due dei nuovi astronauti ESA, si stanno addestrando per operare i bracci robotici della Stazione Spaziale Internazionale. Immaginate di usare due joystick contemporaneamente per far muovere un lungo braccio meccanico che può essere visto solo attraverso le telecamere ed occasionalmente attraverso una finestra – ed il tutto in assenza di gravità. I bracci robotici sulla Stazione sono utilizzati per agganciare ed ancorare le navicelle cargo come la giapponese HTV e le americane Dragon e Cygnus. Possono anche aiutare gli astronauti durante le passeggiate spaziali o addirittura rimpiazzare una passeggiata spaziale. Tutti gli astronauti che volano sull'avamposto orbitante devono essere operatori certificati del braccio robotico. Questo compito di alta specializzazione richiede insegnanti e corsi appositamente mirati. Fortunatamente, gli astronauti dell'ESA apprendono nozioni sufficienti di robotica generica già durante il corso di addestramento base al Centro Astronautico Europeo di Colonia, Germania. L'addestramento in robotica generica comprende 30 ore di istruzione suddivise in 12 lezioni con appena il tempo necessario da dedicare ai compiti a casa. Per assicurarsi che gli astronauti in addestramento studino con profitto, devono affrontare tre esami come parte del corso. Quando si apprende una nuova tecnica è sempre bene imparare da qualcuno con esperienza pratica. Gli astronauti Frank de Winne e Leopold Eyharts hanno offerto consigli pratici e preso parte agli esami. Dopo che i tirocinanti passano l'esame finale al Centro Astronautico in Germania sono pronti a continuare con NASA e con l'Agenzia Spaziale Canadese (CSA). Alexander ora è alla NASA a Houston, Stati Uniti, mentre Samantha è all'Agenzia Spaziale Canadese a Montreal, Canada. Gli istruttori ESA Richard Moss e Lionel Ferra hanno preparato un corso di ripasso che gli astronauti possono usare per mantenere le abilità acquisite. "Per meglio preparare il nostro equipaggio per la robotica a bordo della Stazione Spaziale, abbiamo disegnato le lezioni in modo tale da mantenere le tecniche principali acquisite fino a quando non vanno a Montreal e Houston ha detto Lionel Ferra." "Le lezioni di ripasso fanno da ponte tra la fine dell'addestramento con noi ad EAC e l'ulteriore addestramento di robotica in Nord America". L'addestramento è già un successo – gli astronauti dell'ESA Luca Parmitano, Alexander e Samantha hanno superato le sessioni di Montreal e di Houston a pieni voti. Luca sottolinea "Una cosa che abbiamo imparato ad EAC, e che ci ha aiutati, è che la comunicazione è importante mentre guidi il braccio. Dobbiamo riportare verbalmente in modo chiaro e conciso". Samantha può stare sicura che ha le fondamenta solide per completare il suo addestramento. Prima di partire per il Canada, ha commentato "Le operazioni di robotica sono delle azioni uniche che gli astronauti eseguono sulla Stazione Spaziale, e l'addestramento di robotica è stato finora una sfida ed un divertimento". "Guardo con attesa al prossimo passo: imparare a muovere il braccio robotico nell’ambiente stesso della Stazione". Nella foto (Credit: ESA) Samantha Cristoforetti mentre si addestra alla robotica presso il Centro Astroanuti Europei di Colonia, in Germania.

Fonte : ESA Italia -

07/06/2012 - La NASA cancella una missione astrofisica - A causa dei costi crescenti la missione GEMS (Gravity and Extreme Magnetism) è stata cancellata dalla NASA. La missione non ha superato una revisione della NASA che, in caso positivo, avrebbe dato il via alla costruzione per il volo. La GEM avrebbe utilizzato due telescopi allineati per catturare i raggi X che avrebbero permesso di misurare la loro polarizzazione ed indicato agli astronomi la forma e la rotazione della materia attorno ai buchi neri ed alle stelle di neutroni. GEM aveva un tetto di spesa di 119 milioni di dollari ma al momento della revisione del progetto la NASA si è resa conto che il costo avrebbe sforato questa cifra del 20-30 per cento. Pertanto è giunta la sofferta decisione di annullare la missione. La GEM faceva parte delle missioni Small Explorer, una classe di missioni relativamente poco costose e progettate per essere lanciati ogni paio di anni con obbiettivi scientifici ristretti. La NASA è stata costretta anche negli anni scorsi a cancellare missioni di questa classe a causa della crescita dei costi e dei problemi tecnici incontrati. Al momento della cancellazione il progetti GEM era già costato alla NASA qualcosa come 50 milioni di dollari ma tutto quello che è stato imparato dal team di GEM sulla progettazione, sviluppo e fase di test degli strumenti non andrà perduto.

Fonte : Spaceflight Now -

07/06/2012 - Gli studenti dell'Università del Colorado aiutano la NASA per la crescita delle piante nello spazio - Gli studenti dell'Università di Boulder, nel Colorado (CU), sono stati scelti per sviluppare un giardino, controllabile in remoto, per supportare gli astronauti nelle future missioni nello spazio profondo. Il progetto è uno dei cinque selezionati dal programma 2013 Exploration Habitat (X-Hab) bandito dalla NASA e dalla National Space Grant Foundation. Il progetto verrà finanziato con 40 mila dollari per la durata di un anno ed il suo scopo è quello di supportare le missioni esplorative spaziali di lunga durata, come quelle su Marte. Il progetto sarà guidato dal professor Joe Tanner dell'Università del Colorado di Boulder, un ex astronauta della NASA, e da un gruppo di scienziati esperti nei giardini robotici e nella progettazione degli habitat spaziali. Gli studenti dei due livelli del corso di ingegneria aerospaziale presso la CU Boulder seguiranno il progetto per tutto l'anno fino a consegnare ad un sistema operativo alla NASA nell'estate del 2013. Il progetto prevede un sistema completo biorigenerativo composto da una varietà di piante che possano fornire aria per la respirazione, purifichino l'acqua e forniscano cibo per gli astronauti. Il team ha già un prototipo funzionante sviluppato nel corso dei due anni precedenti. Il sistema potrà essere completamente automatico ma è previsto che anche gli astronauti possano effettuare del 'giardinaggio' a scopi psicologici. Infatti, durante una lunga missione nello spazio, l'isolamento può essere combattuto efficacemente svolgendo dei semplici compiti manuali come, ad esempio, occuparsi della crescita della frutta.

Fonte : Space Daily -

Nella immagine (Credit: Orbita Italia) il poster della manifestazione. 06/06/2012 - Martedì 12 giugno l'inaugurazione di Orbita Italia - Orbita Italia, la grande mostra sui primi 20 anni degli astronauti Italiani nello Spazio, si aprirà a Roma martedì 12 giugno presso lo Spazio Europa, spazio pubblico gestito dall'Ufficio d'informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea (in via IV Novembre, 149). Infatti era il 31 luglio 1992 quando il primo astronauta italiano, Franco Malerba, decollava a bordo della navetta spaziale Altantis, per la missione STS-46 con, a bordo il satellite a guinzaglio dall'ASI, il TSS-1. Alla mostra saranno esposte tute spaziali, stemmi delle missioni orbitali che hanno visto i nostri cinque astronauti protagonisti e addirittura alcuni frammenti di astronavi, tutti volati nello spazio. La mostra racconterà la storica missione di Malerba ma anche i sette voli che l'hanno seguita con gli altri quattro astronauti italiani. L'esposizione sarà articolata con un percorso cronologico con una serie di pannelli dedicati alle singole missioni spaziali, accompagnati da vetrine contenenti modellini, stemmi, libri, buste filateliche ed altre memorabilia. Sarà in mostra la tuta spaziale russa utilizzata dall'astronauta Roberto Vittori, la coperta termica del satellite al guinzaglio TSS-1, la camicia in stile hawaiano indossata in orbita da Umberto Guidoni, la tuta di addestramento Nasa utilizzata da Maurizio Cheli e una simpatica t-shirt indossata da Paolo Nespoli sulla Stazione Spaziale Internazionale. Verrà anche proiettato un video con una sintesi di tutte le 8 missioni degli astronauti italiani. "Queste commemorazioni sono importanti non tanto per celebrare il passato, quanto soprattutto per proiettarsi verso il futuro", ha spiegato il primo astronauta italiano Franco Malerba, attualmente addetto scientifico presso la Rappresentanza d’Italia presso l’OCSE a Parigi. "E’ necessario trasferire un valore positivo a chi oggi deve continuare questa epopea italiana nello spazio. Insomma, è giusto celebrare gli eroi del passato, solo perché siano d’ispirazione per gli eroi del futuro". "L’idea di organizzare questa mostra", ha sottolineato il giornalista Luciano Castro, presidente dell’associazione Ifimedia, "nasce dalla volontà di celebrare gli importanti risultati che l’Italia ha raggiunto nel settore spaziale in questi venti anni, iniziando anche a guardare alle prossime sfide. Abbiamo inteso contribuire così alla diffusione della conoscenza delle attività umane nello spazio, soprattutto tra le nuove generazioni che saranno certamente chiamate in futuro a vivere e lavorare in orbita terrestre". La mostra sarà aperta fino al 27 giugno e con orari dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 18:30. “Orbita Italia” ha ricevuto i patrocini di Camera dei Deputati, Roma Capitale, Agenzia Spaziale Italiana (ASI), European Space Agency (ESA) e Aeronautica Militare. La mostra è stata realizzata da Mediarkè con il contributo di Pagnanelli Risk Solutions Ltd e con la partecipazione del Centro Ricerche Aerospaziali Sapienza (CRAS), dell’Italian Space and Astronautics Association (ISAA), dell’Italian Space Society (ISS), dell’associazione di modellismo spaziale ACME Italia e della community italiana sul volo spaziale simulato Forum Orbiter Italia (FOI). Media partner di “Orbita Italia” sono l’agenzia di stampa AGI, l’Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani (UGAI) e l’Unione Giornalisti Italiani Scientifici (UGIS). Nella immagine (Credit: Orbita Italia) il poster della manifestazione.

Fonte : Orbita Italia -

Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) il momento della discesa dell'Enterprise sul ponte della Intrepid. 06/06/2012 - L'Enterprise è sul ponte della portaerei Intrepid a New York City - La navetta spaziale Enterprise (OV-101) ha toccato il ponte della portaerei Intrepid che si trova attraccata ai moli di Manhattan, New York, nel tardo pomeriggio di ieri. La navetta aveva completato gli ultimi km che la dividevano dalla destinazione finale a bordo di una chiatta trainata da un rimorchiatore che è passata sul fiume Hudson transitando di fronte ad luoghi storici della città americana come la Statua della Libertà e Ground Zero. Una folla di curiosi ed appassionati si era assiepata sui moli vicini fin dalle prime ore del pomeriggio per poter assistere all'arrivo dell'Enterprise che ha salutato con applausi mentre le barche sul fiume suonavano le loro sirene. Una volta arrivata vicino alla portaerei una grossa gru ha agganciato la navetta che è stata sollevata e calata delicatamente sul ponte di volo della Intrepid che fa parte del Museo Sea, Air and Space di New York City. L'inaugurazione dell'esposizione al pubblico della navetta Enterprise è previsto per il 19 luglio. Dopo una prima esposizione temporanea sul ponte di volo della portaerei l'Enterprise verrà spostata in un padiglione che dovrà essere costruito appositamente nei pressi della portaerei. Prima di essere esposta al pubblico all'Enterprise dovranno essere riparati i piccoli danni che ha subito quando l'estremità dell'ala destra ha urtato un pilone di un ponte durante il trasporto via mare dall'aeroporto JKF. L'Enterprise è il primo modello di Space Shuttle e non ha mai volato nello spazio perché costruito per effettuare i primi test di avvicinamento ed atterraggio sulla pista. Dopo questi ed altri test compiuti dalla fine degli anni '70 ai primi anni '80 la navetta è stata messa a riposo e, negli ultimi 18 anni è stata esposta al Museo dell'Aria e dello Spazio di Washington. Ad aprile venne trasferita da Washington a New York in volo sulle spalle dello speciale 747 SCA della NASA che l'aveva vista utilizzare nei test di volo. Sul link una bella carrellata di foto delle operazioni avvenute ieri. Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) il momento della discesa dell'Enterprise sul ponte della Intrepid.

Fonte : NASA Flickr -

Nella foto (Credit: Michel Breitfellner and Miguel Perez Ayucar/ESAC) il transito di Venere fotografato da Camberra, in Australia. 06/06/2012 - Il transito di Venere entusiasma gli astronomi di tutto il mondo - Gli astronomi di tutto il mondo hanno guardato al cielo la scorsa notte e questa mattina per osservare Venere passare di fronte al Sole per l'ultima volta in questo secolo. Anche le missioni spaziali dell'ESA dedicate al Sole sono state sintonizzate per questo spettacolo rolare. Il microsatellite Proba-2 dell'ESA, posto in orbita bassa terrestre, ha seguito Venere ed il suo spostamento sul disco solare per un periodo di circ sette ore. Venere appare come oscillare a causa del leggero movimento di Proba-2 e la grande distanza fra il satellite ed il Sole. Di particolare interesse è stato il momento del primo contatto - quando Venere è apparso toccare il bordo del disco solare - creando un piccolo calo della brillantezza solare. Questo calo associato con lo spessore dell'atmosfera di Venere, è avvenuto anche prima che Venere entrasse completamento di fronte al disco solare, ed aiuterà gli scienziati dei pianeti extrasolari a studiare le atmosfere dei pianeti rocciosi delle dimensioni terrestri che si trovano fuori dal nostro Sistema Solare. Un altro fenomeno osservato durante il transito è stato il cosiddetto 'black drop effect - la piccola forma a goccia che sembra collegare Venere al limbo solare appena prima che entri completamente sul disco solare e che avviene anche dopo, quando il pianeta comincia a lasciare il disco. Gli astronomi sono stati anche in grado di catturare l'aureola, un arco di luce visto attorno al disco del pianeta durante i primi e gli ultimi minuti del transito. Questo fenomeno venne osservato la prima volta durante il transito del 1761 e rivelò che Venere possedeva un'atmosfera. Il team dell'ESA alle Svalbard ha iniziato a vedere il transito col Sole di mezzanotte, ma fra le nubi. Dallo Space Astronomy Center (ESAC) dell'ESA, Michel Breitfellner e Pérez Ayúcar. hanno osservato il transito utilizzando telescopi solari ed ottici forniti di macchine fotografiche. Un set di strumenti identici è stato utilizzato dall'altra parte del mondo, a Camberra, in Australia. "Nonostante le interruzioni delle nubi, è stato fantastico osservare il transito in quasi tutta la sua durata sotto il Sole di mezzanotte in mezzo a questo spettacolare paesaggio," ha detto Pérez Ayúcar. Nelle prossime settimane gli scienziati e gli astronomi di tutto il mondo confronteranno i loro risultati fra di loro e con quelli ottenuti dagli osservatori spaziali, compresa la sonda Venus Express. "Siamo al lavoro per confrontare i dati ottenuti a Terra con quelli registrati da Venus Express durante il momento del transito e fornire così un completa visione di Venere e dei suoi rapidi cambiamenti dell'atmosfera." ha aggiunto Håkan Svedhem, scienziato del progetto scientifico del Venus Express. Nella foto (Credit: Michel Breitfellner and Miguel Perez Ayucar/ESAC) il transito di Venere fotografato da Camberra, in Australia. Durante il periodo di sei ore a cavallo fra il 5 e 6 giugno anche il satellite della NASA per lo studio del Sole Solar Dynamics Observatory (SDO) ha ripreso le immagini di uno dei più rari eventi astronomici prevedibili, il transito di Venere di fronte al Sole, in molte lunghezze d'onda. Questi transiti avvengono a coppie di otto anni uno dall'altro ma separati da periodi che sono 105 o 121 anni. L'ultimo transito avvenne nel 2004 ed il prossimo non capiterà fino al 2117. In copertina (Credit: www.astrogav.eu - G.A.V. Gruppo Astronomico Viareggio) una foto del transito di Venere dell'8 giugno 2012 ripresa dal molo Belvedere del Lago Massaciuccoli (LU).

VIDEO DEL TRANSITO DI VENERE DEL 6 GIUGNO 2012 RIPRESO A VARIE LUNGHEZZE D'ONDA DALL'OSSERVATORIO SPAZIALE SDO (CREDIT: NASA) - dur.min.3:06 - MUSICA



Fonte : ESA - NASA

Nella foto (Credit: SNC) il modello ETA del Dram Chaser. 06/06/2012 - Il Dream Chaser fa altri passi avanti nel programma - La Sierra Nevada Corporation (SNC) ha annunciato oggi che il loro veicolo spaziale per il trasporto equipaggi in orbita bassa terrestre, il Dream Chaser, ha superato il suo PDR (Preliminary Design Review - una revisione preliminare del progetto), un passo importante ed il 17° punto del contratto Commercial Crew Development che la compagnia ha in essere con la NASA. Il PDR riguarda la revisione di tutti i sistemi che compongono il veicolo spaziale, compreso l'orbiter, il veicolo di lancio Atlas V ed i sistemi di terra. Ora l'intero progetto, la sua architettura e prestazioni del Sistema Spaziale Dream Chaser (DCSS) saranno valutati in modo approfondito dalla NASA e dalle compagnie partner del DCSS che determineranno che il progetto preliminare è completato. "Il successo del completamento di questo PDR del sistema completo stabilisce che il Dream Chaser è un sistema con un progetto credibile che ora approvato potrà procedere verso i test dei sistemi integrati." ha detto con entusiasmo John Curry, Direttore del Dream Chaser Systems Engineering, Integration, Test, and Operations, un veterano della NASA per cui ha lavorato per 25 anni come Direttore di Volo per lo Space Shuttle e per i programmi ISS oltre ad aver gestito l'integrazione ed i test di Orion e dei Programmi Constellation della NASA. L'obiettivo finale della compagnia del Colorado è quello di portare gli astronauti Americani verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), una capacità propria che la NASA ha perso mandando in pensione la flotta di navette spaziali e per questo motivo è costretta ad utilizzare le Soyuz Russe. La SNC ha completato la costruzione del primo modello completo in scala reale chiamato Engineering Test Article (ETA) che finalmente la NASA ed il pubblico ha potuto finalmente vedere dal vivo in volo in aria nel primo test eseguito appeso ad un elicottero alcuni giorni fa. Questa serie di test proseguiranno fino al prossimo anno utilizzando questo veicolo che verrà portato progressivamente più in alto è più velocemente ed eseguirà ulteriori manovre. Mark Sirangelo, Vice Presidente della Corporate e capo dei Sistemi Spaziali della SNC, ha notato la possibilità che i primi voli di prova con un equipaggio ai comandi potrebbero essere eseguiti da Steve Lindsey, un ex-comandante di Space Shuttle che ha lasciato la NASA ed è entrato nella squadra del Dream Chaser della SNC nel luglio 2011 con la carica di Direttore delle Operazioni di Volo. Il veicolo dovrà effettuare una serie di voli autonomi conosciuti con la sigla di ALT (Approach and Landing Test) previsti per questa estate e che ricordano molto da vicino i test eseguiti dalla navetta spaziale Enterprise alla fine degli anni '70. Nella foto (Credit: SNC) il modello ETA del Dram Chaser.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Jason J. Marchi) Ray Bradbury nel 1999. 05/06/2012 - Il grande scrittore Ray Bradbury ci ha lasciato - Ray Bradbury, il famoso scrittore americano, è morto all'età di 91 anni dopo una lunga malattia. Era nato a Waukegan, in Illinois nel 1920 e nel 1934 la sua famiglia si era trasferita in California dove scopre il mondo della fantascienza, tanto da iniziare a scrivere alcuni racconti per le riviste del settore. Nel 1950 il suo più grande successo 'Cronache Marziane' viene raccolto in un unico volume. L'anno successivo il capolavoro 'Fahrenheit 451', un elogio alla lettura ambientato in una cupa società del futuro. Questo romanzo diventerà poi un famoso film diretto da Francois Truffaut. Negli anni seguenti svolge anche la carriera di sceneggiatore cinematografico. Ha raccontato il futuro ma non amava essere definito uno scrittore di fantascienza. E' stato un pensatore creativo, un conservatore in politica, un polemista accanito. I suoi pensieri sono raccolti in un libro, una raccolta di saggi intitolata 'Too Soon from the Cave, Too Far from the Stars', titolo ricavato da una frase che Bradbury diceva spesso, riferita all'uomo e all'esplorazioni spaziali. Nel 2000, durante una manifestazione della NASA per il suo Art Program Bradbury scrisse queste parole:

Perché esiste la NASA? Perché noi esistiamo? Perché esiste la vita su questo pianeta strano e solitario? Come si è arrivati qui ​​e per quale motivo?
Una annosa questione. Una di quelle che ciascuno di noi almeno una volta si è chiesto. Ogni volta l'Universo risponde con il silenzio. La NASA sta di fronte a quel silenzio e sonda il suo mistero. Noi siamo con la NASA, in risposta al miracolo incredibile della vita impossibile in un mondo insensato. Ci spostiamo di nuovo verso la Luna che vogliamo e che non avevamo mai abbandonato. Ci spostiamo poi su Marte per stabilire una base e poi una comunità e, infine, una civiltà in miniatura sul suo suolo enigmatico. Tutto questo sarà fatto non come una paura tecnologica, una esercitazione militare, o come una manifestazione di vanità umana. Lo facciamo perché la NASA ha capito che l'universo che si estende per miliardi di anni luce in tutte le direzioni non ha senso a meno che - A meno che cosa? A meno che non ci sono osservatori e custodi di quel fantastico display interstellare. L'universo esige di essere notato, di essere visto, e doverosamente osservato. A cosa servono tutti quegli incredibili fuochi d'artificio se l'occhio non li fissa e riflette, nessun cervello prende appunti, nessun cuore si dedica con passione a questo scenario? La NASA risponde al grido silenzioso del Cosmo di essere riconosciuto. La NASA è la testimonianza e noi testimoni compagni delle profondità infinite. Le attività della NASA sono la "nostra" attività. Lo scopo della vita sulla Terra è quello di vedere, conoscere, e raccontare ciò che il Cosmo ha da offrire. Senza di noi esseri umani, senza la NASA, l'Universo sarebbe invisibile, sconosciuto, intatto. Un abisso di stelle senza memoria che chiede di essere scoperto. Così la NASA negli anni a venire sarà testimone chiave e noi, come compagni osservatori, celebranti alla causa. Alla NASA ed a noi è stato dato il compito da un incidente genetico e piangiamo di questa sopresa! in un territorio irrisolvibile. La NASA e noi dobbiamo vedere, conoscere, e prevalere. Un giorno la vita sulla Terra sparirà a causa del calore o del freddo. Ci prepariamo per quando sarà il momento di andare in trasferta ad altri mondi, e verso altre stelle. Perché? Perché amiamo e apprezziamo questa vita da vivere che ci è stata data. Il nostro obbligo è quello di vedere e conoscere e cercare di capire. In primo luogo quindi la Luna, poi un giorno alla soglia di Marte, ed in un lontano futuro l'approdo in un mondo alla deriva nei pressi di Alpha Centauri. Può la NASA fare questo? Possiamo correre assieme alla NASA e vivere per sempre o un milione di anni, chissà cosa verrà prima? Noi possiamo, vogliamo, dobbiamo!"


Nella foto (Credit: Jason J. Marchi) un'immagine di Bradbury alla fine degli anni '90.

Fonte : Wikipedia - NASA

Nella foto (Credit: Justin Ray/Spaceflight Now) il decollo da Vandemberg dell'aereo con appeso sotto la fusoliera il razzo Pegasus XL. 05/06/2012 - Il razzo Pegasus parte per il sito di lancio - Il razzo a tre stadi Pegasus XL, agganciato sotto la carlinga dell'aereo Lockheed TriStar L-1011, è partito dalla Base dell'Air Force di Vandemberg, in California, diretto ad un lontano ed isolato atollo equatoriale del Pacifico da dove verrà lanciato la prossima settimana. A bordo del razzo Pegasus Xl si trova l'osservatorio spaziale a raggi-X della NASA dal nome NuSTAR. L'aereo 'Stargazer' è diretto all'atollo Kwajalein, nelle Isole Marshall, che fa parte del vasto poligono missilistico dell'esercito degli Stati Uniti nell'Oceano Pacifico centrale. Il lancio aereo del Pegasus XL è previsto per il 13 giugno alle 15:30 GMT (le 17:30 ora italiana) con una finestra di lancio di quattro ore. La scelta della posizione sull'equatore in mezzo al Pacifico è ideale per piazzare il satellite NuSTAR in orbita a circa 600 km di quota sull'equatore con un'inclinazione di 6 gradi verso nord e verso sud. L'atollo di Kwajalein è situato a metà strada fra le Hawaii e l'Australia. Circa 80 persone della NASA e della Orbital Sciences e di altre aziende coinvolte nella missione stanno viaggiando verso il sito remoto in supporto al lancio. Il Pegasus ha messo in orbita circa 70 satelliti fin dal 1990 e, negli ultimi 15 anni, ha eseguito 26 lanci consecutivi di successo. Nella foto (Credit: Justin Ray/Spaceflight Now) il decollo da Vandemberg dell'aereo con appeso sotto la fusoliera il razzo Pegasus XL.

Fonte : SpaceflightNow

05/06/2012 - Base ASI Malindi: siglato l’accordo - Il 4 giugno scorso a Nairobi, Italia e Kenya hanno rinsaldato la loro collaborazione siglando un nuovo accordo ventennale sulla Base "Luigi Broglio" di Malindi. Il Presidente dell’ASI Enrico Saggese e l’Ambasciatore Paola Imperiale hanno presieduto l’incontro del Joint Steering Committee, mentre da parte kenyana l’Ambasciatore Nancy Kirui ha siglato con Saggese l’accordo intergovernativo che sarà sottoposto alla firma del Ministro della Difesa per il Kenya e del Ministro degli Esteri per l’Italia. La ratifica dell’accordo è un riconoscimento degli sforzi congiunti dell’ASI e del Ministero degli Esteri nel rinnovare la presenza italiana attiva in Kenya già dagli anni '60. All'accordo seguiranno a breve alcuni Protocolli tematici per realizzare in tempi brevi una serie di progetti comuni, tra i quali un centro regionale di Osservazione della Terra e il supporto alla nascita dell'agenzia spaziale keniota.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: SOHO/ESA/NASA) la traiettoria di Venere verso il Sole ripresa dalla sonda SOHO. 04/06/2012 - L'ESA prepara le sue missioni per il transito di Venere - La sonda Venus Express e la missione Proba-2 dell'ESA, assieme con l'internazionale SOHO, la Hinode e l'Hubble Space Telescope, si stanno preparando a monitorare Venere ed il Sole durante il transito del pianeta fratello della Terra durante il 5-6 giugno. La Venus Express dell'ESA è la sola sonda che orbita attorno a Venere al momento e, mentre il transito verrà osservato dalla Terra, il veicolo spaziale utilizzerà la luce del Sole per studiare l'atmosfera del pianeta. Filtrando la luce solare attraverso l'atmosfera potranno essere rilevate le concentrazioni delle differenti molecole di gas a differenti altitudini. Questa tecnica è anche utilizzata per sondare le atmosfere dei pianeti al di fuori del Sistema Solare - gli esopianeti - per determinare la loro potenziale abitabilità. Misure simultanee sono previste durante il transito da osservatori sparsi in tutto il mondo da confrontare con i risultati di Venus Express. Gli studiosi degli esopianeti possono testare le loro tecniche guardando alle caratteristiche dei pianeti rocciosi tipo la Terra. Dato che il Venus Express è in orbita attorno al pianeta non si noteranno differenze mentre il transito verrà osservato da Terra. Ma il veicolo spaziale potrà osservare il Sole attraverso l'atmosfera di Venere ed i suoi dati verranno comparati con le misure eseguite da Terra nello stesso momento. Questi dati comprendono quelli registrati dal microsatellite Proba-2 e dal satellite solare Hinode, che sono posizionati in orbita bassa terrestre per osservare Venere transitare di fronte al Sole. "Ci si aspetta che Proba-2 possa vedere un balzo nella luminosità solare, non appena la spessa atmosfera di Venere passerà di fronte al disco solare. Questa è una misura importante per gli scienziati dei pianeti extrasolari," dice Joe Zender, responsabile della missione Proba-2 dell'ESA. Vi è anche la possibilità che, se Venere passasse esattamente di fronte ad una regione attiva sul Sole, potremmo ottenere informazioni sull'energia emessa in quella regione. "Questo è importante per gli studi delle condizioni meteo spaziali che ci possono aiutare a comprendere il Sole e la sua influenza sulla Terra." Hinode potrà osservare il transito nel visibile, nei raggi X e nell'ultravioletti per studiare fenomeni come 'l'effetto goccia nera' - la piccola forma nera a goccia che sembra collegare Venere al limbo del Sole appena prima di entrare completamente di fronte al disco solare ed ancora dopo, quanto inizia a lasciare il disco. Inoltre verrà osservata l'aureaola, l'arco di luce visto attorno al disco del pianeta durante i primi egli ultimi minuti del transito. "Le immagini e le riprese più spettacolari arriveranno dal Telescopio Ottico Solare di Hinode, che ha la maggiore risoluzione di ogni strumento solare nello spazio," dice Bernhard Fleck, scienziato del progetto Hinode e SOHO. "Sfortunatamente, SOHO non sarà ben piazzata per osservare il transito. Sebbene abbia una cosa che altre navi spaziali non possiedono: ha potuto osservare Venere giorni prima del transito attuale e potrà seguirlo allontanarsi dal Sole diversi giorni dopo il transito." Nello stesso momento anche il Telescopio Spaziale Hubble frutto della collaborazione ESA/NASA utilizzerà la Luna come un gigantesco specchio per catturare la luce solare riflessa diffusa: una piccola frazione di quella luce che passerà attraverso l'atmosfera di Venere diretta verso la Luna. Questo sarà un test delle tecniche che misureranno le atmosfere dei pianeti extrasolari rocciosi simili alla Terra e che potrebbero potenzialmente rivelare tracce di vita sui pianeti al di fuori del Sistema Solare. Nella foto (Credit: SOHO/ESA/NASA) la traiettoria di Venere verso il Sole ripresa dalla sonda SOHO. Nella foto di copertina (Credit: GAV) Venere in fase di entrata al transito sul disco solare nell'evento del maggio 2004. Altre immagini di questo transito al sito del GAV.

Fonte : ESA

04/06/2012 - Due satelliti spia donati alla NASA - Due satelliti spia, originariamente costruiti per missioni di sorveglianza ottica della superficie terrestre per l'NRO (National Reconnaissance Office) sono stati donati alla NASA. I due satelliti sarebbero molto simili all'Hubble Space Telescope e con specchi principali delle stesse misure (2,4 metri) ma forniti di uno specchio secondario con possibilità di movimento che permetterebbe una maggiore definizione delle immagini. Sebbene al momento non siano stati elaborati dei piani da parte di NRO e NASA per l'utilizzo di questi due satelliti alcune fonti ufficiali hanno dichiarato al Washington Post che i due veicoli spaziali potrebbero essere rapidamente convertiti in nuovi telescopi spaziali e lanciati in orbita per il 2020. Ovviamente la maggiore difficoltà di un'operazione del genere sarebbe trovare i fondi per sistemare e lanciare i due nuovi telescopi. La NASA spera di poterne utilizzare almeno uno per dare la caccia alla misteriosa energia oscura, la forza invisibile che gli scienziati credono sia responsabile dell'accelerazione dell'espansione dell'Universo. Durante una conferenza stampa effettuata oggi dalla NASA, i responsabili dell'agenzia hanno dichiarato che i due telescopi sono molto simili allo Hubble Space Telescope: una forma cilindrica ricoperta di un isolante riflettente. Al momento i due telescopi non avrebbero un nome. L'Hubble Space Telescope venne lanciato nel 1990 e, nonostante i suoi 22 anni di servizio, è ancora capace di ottenere stupefacenti immagini dell'Universo. Nel 2009 gli astronauti dello Space Shuttle eseguirono l'ultima missione di manutenzione prima della possibile fine della vita operativa e del rientro distruttivo controllato nell'atmosfera terrestre. Al momento la NASA non ha progetti per sostituire HST nel campo della luce visibile. Infatti il James Webb Space Telescope, il prossimo grosso telescopio spaziale, è destinato unicamente all'osservazione della luce infrarossa e quindi allo studio del profondo universo all'indietro nel tempo fino a 13,7 miliardi di anni fa.

Fonte : Space.com

04/06/2012 - Enterprise danneggiata durante il viaggio via mare - La navetta spaziale Enterprise è rimasta leggermente danneggiata domenica durante il suo viaggio a bordo di una chiatta diretta verso la penisola di Manhattan. Il viaggio via mare era iniziato dall'aeroporto JFK di New York e la destinazione è il molo della penisola di Manhattan dove si trova ancorata la portaerei Intrepid che ospita il Museo Sea, Air and Space. Per arrivare a destinazione la chiatta, trainata da un rimorchiatore, ha dovuto attraversare diversi ponti. In uno di questi, il Cross Bay Bridge, un ponte ferroviario,la larghezza fra un pilone e l'altro era solo di poche decine di cm più larga dell'ampiezza delle ali della navetta e, purtroppo, proprio nel momento del passaggio, una folata di vento ha spostato la chiatta verso destra portando l'ala di quel lato dell'Enterprise a urtare le assi di legno poste a protezione del pilone. Il danno è sembrato subito di lieve entità tanto da permettere alla navetta di proseguire il suo viaggio verso il New Jersey. Il danno sembra limitato alla schiuma che ricopriva l'angolo dell'ala e nessuna struttura o meccanismo della navetta è stato interessato dall'urto. La chiatta con il suo prezioso carico spaziale è arrivata a destinazione domenica pomeriggio. A causa delle avverse condizioni meteo è stato rinviato fino al 6 giugno il cambio della navetta dalla chiatta con la quale ha effettuato il viaggio ad una dotata di una gru che la possa sollevare fino al ponte della portaerei. Questo rinvio non dovrebbe comunque impedire di inaugurare il 'Padiglione Space Shuttle' sul ponte di volo della Intrepid, previsto per il 19 luglio 2012. A questo indirizzo le foto (Credit: Dennis Jenkins) del viaggio dell'Enterprise e dell'incidente al ponte.

Fonte : Collectspace

04/06/2012 - L’ASI in visita ai centri di ricerca della NASA in California e a SpaceX - Entusiasmo e scambio di idee e informazioni per possibili future collaborazioni spaziali: questo il clima che ha caratterizzato la visita del Presidente ASI Enrico Saggese presso i principali centri di ricerca della NASA in California. Accompagnato dal Vice Responsabile dell’Unità Relazioni Nazionali e Internazionali dell’ASI, Gabriella Arrigo, e dal Direttore Generale del CIRA, Leopoldo Verde, Saggese ha incontrato i Direttori dell’Ames, Simon P. Worden, del Dryden, David D. McBride, e del JPL, Charles Elachi, che, insieme ai rispettivi staff, hanno presentato alla delegazione italiana programmi e attività di ricerca. A coronamento del tour, è stata effettuata una visita agli stabilimenti della SpaceX, l’impresa che recentemente è stata protagonista del lancio di Dragon, prima capsula spaziale privata diretta alla Stazione Spaziale Internazionale nell’ambito del programma di voli commerciali della NASA. La visita della delegazione italiana a questa innovativa realtà del settore spaziale, il 30 maggio scorso, ha significativamente coinciso con il rientro di Dragon.

Fonte : ASI

01/06/2012 - Video dell'ammaraggio del Dragon - Durante il rientro della capsula Dragon della SpaceX la NASA e la U.S. Navy hanno fatto volare un aereo Orion P3 per riprendere in volo le fasi della discesa del veicolo spaziale. L'aereo, basato presso lo squadrone VX-30 della Navy presso il Naval Air Station Point Mugu, in California, è stato capace di riprendere il rientro di Dragon, l'apertura dei paracadute e la capsula in acqua. Il Dragon è ammarato alle 11:42 a.m. EDT (le 17:42 ora italiana) del 31 maggio nell'Oceano Pacifico ad oltre 900 km al largo della costa di Baja California. Durante la sua missione il Dragon è diventato il primo veicolo spaziale commerciale ad effettuare un avvicinamento ed un aggancio con la Stazione Spaziale Internazionale, aprendo la strada ai futuri voli commerciali cargo.

VIDEO RIPRESO DALL'AEREO P3 DELLE FASI DI AMMARAGGIO DEL DRAGON A CONCLUSIONE DELLA MISSIONE DEMO C+ (CREDIT: NASA) - dur.min.4:57 - NO AUDIO



Fonte : NASA

Nella foto (Credit: collectSPACE/Robert Z. Pearlman) l'arrivo della replica Explorer a Houston. 01/06/2012 - Uno Space Shuttle attracca a Houston - Lo Space Shuttle Explorer, una replica fedele degli orbiter della NASA, dopo essere stato esposto per 18 anni presso il Centro Visitatori del Kennedy Space Center, in Florida, ha attraccato, venerdì mattina, al porto di un lago in Texas, vicino al Centro Spaziale Johnson a Houston. La replica ha navigato su una chiatta trainata da un rimorchiatore partita il 24 maggio dalla Florida e, dopo aver circumnavigato la penisola ed attraversato il Golfo del Messico, è giunta al molo di Clear Lake alle 4:12 p.m. EDT (le 22:12 ora italiana). L'arrivo di Esplorer ha dato il via al fine settimana di festeggiamenti ribattezzato "Shuttlebration' che culminerà domenica mattina con una sfilata che accompagnerà la replica nel percorso di 1600 metri che la separano dal Centro Visitatori del Johnson Space Center. Già venerdì, all'arrivo della chiatta con sopra la replica dell'orbiter, vi era stato un benvenuto da parte della banda ed il sorvolo dei jet T-38 della NASA del porto di Clear Lake. I festeggiamenti dell'arrivo si erano conclusi in serata con uno spettacolo di fuochi artificiali. Sabato una gru sposterà Explorer dalla chiatta, con la quale ha navigato, e la sposterà su un carrello su ruote. La replica dello Space Shuttle verrà posizionato all'esterno dell'area visitatori del JSC accanto a dove si trova già un Saturno 5 dell'era Apollo. Il modello è la replica esterna ed interna più dettagliata mai realizzata ed è stata costruita utilizzando gli schemi, i progetti ed i documenti di archivio delle aziende coinvolte nella costruzione dei veri orbiter. Alcune parti, come i carrelli, sono originali del Programma Shuttle. Entro l'anno Explorer verrà preparato per poter essere visitato anche all'interno in modo che i turisti possano ammirare il compartimento equipaggio ed il grande vano di carico. Al KSC, in Florida, al posto di Explorer verrà esposta la navetta spaziale Atlantis, in questo momento in fase di preparazione per il museo. Nella foto (Credit: collectSPACE/Robert Z. Pearlman) l'arrivo via mare della replica Explorer a Houston.

Fonte : Space.com

01/06/2012 - Sea Launch mette in orbita Intalsat-19 - Un razzo Zenit 3SL è decollato dalla rampa di lancio galleggiante Odyssey della Sea Launch, posizionata sull'equatore nell'Oceano Pacifico, alle 5:23 GMT (le 7:23ora italiana) con a bordo il satellite Intelsat-19. Il primo stadio del razzo, alimentato con un motore RD-171, funzionava per 2 minuti e 30 secondi dopo di che veniva sganciato ed il volo proseguiva con l'accensione del secondo stadio. Dopo 8 minuti e 38 secondi anche il secondo stadio, alimentato da un motore RD-120, completava il suo lavoro e veniva sganciato. Da quel momento lo stadio superiore Block DM-SL entrava in funzione e spingeva il satellite verso un'orbita di trasferimento geostazionario. Dopo una seconda accensione dello stadio superiore avvenuta a 43 minuti e 59 secondi dal lancio la separazione del satellite è avvenuta a 60 minuti e 15 secondi dall'avvio della missione. Tutte le operazioni si sono svolte regolarmente ed il satellite ha già stabilito le comunicazioni con i controllori di terra e nei prossimi giorni verrà manovrato con i propri motori per rendere l'orbita circolare geostazionaria. L'intelsat 19, costruito dalla Space System/Loral, andrà a posizionarsi a 166° di longitudine Est per coprire i servizi di telecomunicazioni nella zona che va dal Sud Est Asiatico fino all'Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Alaska ed Hawaii. Questo nuovo satellite della flotta Intelsat va a sostituire l'Intelsat 8, lanciato nel 1998 a bordo di un Proton Russo con il nome di Pas 8 per la PanAmSat che, in seguito, è stata assorbita dalla Intelsat. Grazie ai suoi 34 transponder in banda Ku ed i 24 in banda C potrà irradiare programmi televisivi diretti e fornire servizi di connessione a larga banda nel Pacifico per le navi, aerei ed agenzie governative. Quello di oggi è stato il 31° lancio orbitale del 2012, il 30° conclusosi con successo.

AGGIORNAMENTO 2 GIUGNO - ORE 10:43 - Il nuovo satellite per telecomunicazioni lanciato venerdì nello spazio a bordo di un razzo della Sea Launch avrebbe incontrato un problema nel dispiegamento di un o dei due grandi pannelli solari. La Intelsat e la System/Loral, l'azienda costruttrice dell'Intelsat-19, stanno studiando le cause e cercando di attivare azioni correttive, sebbene non siano state fornite altre indicazioni di che cosa sia accaduto a bordo del satellite. L'Intelsat, in un comunicato, ha dichiarato che il satellite è in sicurezza e si trova nela sua orbita geostazionaria di trasferimento. L'Intelsat 8, che il nuovo satellite sarebbe andato a sostituire, potrebbe rimanere in servizio fino al 2019 e quindi non vi sono, al momento ripercussioni sul servizio satellitare anche se la Intelsat sperava di poter mettere in servizio l'Intelsat 19 in luglio ed incrementare la copertura televisiva ad alta definizione e le trasmissioni a larga banda nell'aerea del Pacifico.

Fonte : SpaceflightNow

Nella illustrazione (Credit: ESA - J. Huart) il satellite Artemis in orbita. 01/06/2012 - Artemis, un satellite anziano ma ancora in forma - Sebbene la missione ufficiale del satellite per telecomunicazioni dell'ESA, Artemis, sia stata completata, sembra che questo anziano veicolo spaziale abbia ancora qualcosa da offrire. Dopo aver raggiunto faticosamente la sua orbita 11 anni fa, Artemis mantiene le sue comunicazioni con la Terra. Dopo quasi 11 anni in orbita è un fatto che la missione Artemis sia stata completata con successo. Ma per rispondere alle richieste dei clienti operativi l'ESA ha deciso di mantenere attivo Artemis per un altro paio di anni fino alla sua deorbitazione prevista per il 2014. Equipaggiato con una serie di apparecchiature di telecomunicazione avanzate, Artemis ha segnato una lunga serie di 'prime' per i satelliti per telecomunicazioni che vengono utilizzati oggi ed ha anticipato i nuovi programmi dell'ESA come l'European Data Relay System. "Artemis ha dimostrato tecnologie che poi sono diventate standard per molte missioni di satelliti e, nello stesso momento, ha fornito servizi di comunicazione che hanno superato gli obiettivi iniziali," dice Magali Vaissiere, Direttore delle Applicazioni Integrate nelle Telecomunicazioni dell'ESA. Ad esempio Artemis ha creato il primo collegamento laser dati fra satelliti su differenti orbite. E' stato anche il primo satellite per telecomunicazioni ad essere fortemente riprogrammato in orbita ed è stato il primo a raggiungere la sua posizione in orbita geostazionaria a 36.000 km con i razzi ad ioni dopo essere sopravvissuto al più lungo periodo di deriva verso la sua destinazione. Artemis ha inoltre svolto la funzione di ripetitore dati per Envisat, il più grande satellite da osservazione terrestre mai costruito. Oggi Artemis fornisce collegamenti per tutte le missioni dell'Automated Transfer Vehicle (ATV) dell'ESA dirette alla Stazione Spaziale Internazionale, dalla separazione dal lanciatore all'attracco, alla deorbitazione fino al rientro. Le sue apparecchiature di navigazione sono un elemento importante per il Sistema Europeo EGNOS (European Geostationary Overlay System), che amplia i servizi di navigazione per aerei e navi. Artemis ha ritrasmesso i segnali di EGNOS fin dal 2003 e supporta i servizi aperti di EGNOS e quelli per la sicurezza. "Artemis ha fornito un contributo fondamentale al successo alle missioni di Envisat, ATV ed EGNOS, realizzando un livello senza precedenti di sinergie attraverso molti programmi ESA," ha dichiarato il Sig. Dordain. "Voglio ringraziare i team dei progettisti dell'ESA e le industrie coinvolte per il loro contributo all'apertura di nuove occasioni per i servizi satellitari nel campo della ritrasmissione dati e nel rafforzamento dei programmi futuri Europei." Nella lista dei compiti svolti troviamo anche la connessione bidirezionale nel 2006 e 2007 con un aereo che sorvolava la costa sud della Francia, ricevendo immagini video a 50 Mbits al secondo. Artemis ha inoltre fornito comunicazioni a due vie con un drone senza equipaggio che volava a 21 km di quota al largo delle coste della Sardegna nel 2007. La telemetria ed i comandi sono stati scambiati mentre il drone volava ad oltre Mach 1. "Fin da quando sono entrata a far parte delle avventure di Artemis, ho scoperto una squadra di persone che lavorano con passione per il successo di questa missione." dice Daniele Galardini, capo del Centro Redu e project manager di Artemis. "Ringrazio tutti, è stato un onore lavorare con loro." Nella illustrazione (Credit: ESA - J. Huart) il satellite Artemis in orbita.

Fonte : ESA

31/05/2012 - Dragon è tornato sulla Terra - Il Controllo Missione della SpaceX ha confermato che la capsula Dragon ha ammarato nell'Oceano Pacifico alle 10:42 CT (le 17:42 ora italiana) a qualche centinaio di miglia ad ovest di Baja California, in Messico, segnando il successo completo della prima missione di una compagnia commerciale per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Il tempo totale di missione è di 9 giorni, 7 ore e 58 minuti. Un aereo P3 della US Navy ha ripreso le fasi di discesa del Dragon appeso ai paracadute ed ha confermato che, una volta toccata l'acqua i paracadute sono stati regolarmente sganciati. Il veicolo è in galleggiamento in attesa della squadra di recupero della SpaceX che si sta dirigendo verso la zona di ammaraggio.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/MSFC/ Emmett Given) gli ingegneri Dan Mitchell, a sinistra, e Walter Robinson mentre controllano il computer per il test del software di volo di SLS appena consegnato dalla Boeing al Marshall della NASA. 31/05/2012 - La Boeing consegna alla NASA i primi componenti dell'SLS - Gli ingegneri della NASA che lavorano al nuovo Space Launch System (SLS) possono ora iniziare lo sviluppo del software di volo utilizzando i nuovi computer di prova consegnati dalla Boeing. L'SLS lancerà il veicolo spaziale Orion e fornirà tutta una nuova capacità per l'esplorazione umana oltre l'orbita terrestre. Progettato per essere flessibile per missioni con equipaggio e cargo, l'SLS e l'Orion saranno sicuri, affidabili, sostenibili e proseguiranno il viaggio di scoperta americano da un punto vantaggioso nello spazio. "Ci stiamo muovendo molto velocemente con SLS," dice Todd aMay, program manager del Programma SLS presso il Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, in Alabama. "L'SLS sarà il più potente veicolo di lancio mai costruito e questo richiede il più performante software di volo della storia del volo spaziale umano. Avere a disposizione questa attrezzatura avionica già disponibile così presto permette al team SLS della NASA ed alla Boeing di accelerare lo sviluppo del software di volo." I computer di prova della Boeing rendono possibile alla NASA di iniziare gli aggiustamenti fini del software del veicolo di lancio. Il software verrà installato nel Software Integration Test Facility presso il Marshall e testato assieme alle altre attrezzature e software. In questa struttura il team SLS può eseguire una varietà di simulazioni per valutare come il veicolo si comporta nello spazio. Il computer di volo finale di SLS potrà far girare il software nel più veloce processore disponibile per l'avionica. Questo computer verrà sviluppato aggiornando i sistemi esistenti che sono utilizzati per il Global Positioning System e nei satelliti per telecomunicazioni. Il primo volo di prova di SLS è previsto per il 2017, nel quale verrà utilizzato il veicolo di lancio configurato con una capacità di carico di 70 tonnellate. Un sistema evoluto, configurato con due stadi per poter fornire una capacità di lancio di 130 tonnellate sarà capace di supportare missioni oltre l'orbita terrestre e nell'esplorazione dello spazio profondo. I computer per testare il software di SLS sono stati sviluppati dalla Boeing Company e consegnati al Marshall in anticipo sul previsto. La disponibilità di queste piattaforme di prova così in anticipo nella fase di sviluppo ingegneristico potrà dare più tempo ai programmatori della NASA di sviluppare il più capace software di volo nella storia del volo spaziale. Per altre informazioni su SLS e le immagini della struttura di prova del software e del team visita: http://www.nasa.gov/sls. Nella foto (Credit: NASA/MSFC/ Emmett Given) gli ingegneri Dan Mitchell, a sinistra, e Walter Robinson mentre controllano il computer per il test del software di volo di SLS appena consegnato dalla Boeing al Marshall della NASA.

Fonte : NASA

31/05/2012 - Dragon sgancia il trunk prima dell'entrata nell'atmosfera - La SpaceX ha confermato che il Dragon ha sganciato con successo il trunk non più utile alle 11:09 a.m. EDT (le 17:09 ora italiana) e si avvia sulla traiettoria di rientro nell'atmosfera terrestre. Le fasi di recupero del Dragon verranno trasmesse su NASA TV.

Fonte : Nasaspaceflight

31/05/2012 - Dragon completa la manovra di uscita dall'orbita - Il veicolo cargo Dragon della SpaceX ha eseguito con successo l'accensione dei propri motori Draco per una durata di 9 minuti e 51 secondi. A questo punto il veicolo spaziale si sta orientando per sganciare il trunk (una specie di modulo di servizio dove sono alloggiati i pannelli solari, ormai non più utili) prima di iniziare il tuffo nell'atmosfera terrestre. La capsula toccherà i primi strati densi dell'atmosfera (il cosiddetto 'entry interface') alle 11:25 EDT (le 17:25 ora italiana). L'ammaraggio è previsto per le 11:44 a.m. EDT (le 17:44 ora italiana) nell'Oceano Pacifico a centinaia di km dalle coste della California.

Fonte : Nasaspaceflight

31/05/2012 - Dragon lascia la ISS - La capsula Dragon della SpaceX è stata rilasciata dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale manovrato dagli astronauti membri dell'equipaggio di Spedizione 31 alle 5:49 a.m. EDT (le 11:49 ora italiana). La capsula inizierà ora una serie di accensioni dei propri razzi di manovra per portarsi oltre i 200 metri di distanza di sicurezza dalla ISS (la zona chiamata 'keep out zone') ed iniziare poi il suo ritorno verso la Terra. In questa foto (Credit: NASA/TV) alcuni attimi prima del rilascio di Dragon da parte del Canadarm2 della ISS. In quest'altra foto (Credit: NASA/TV) invece il momento del rilascio di Dragon dal braccio robotico della ISS visto dalla telecamera posta sul Canadarm2. La trasmissione diretta della NASA riprenderà alle 10:15 a.m. EDT (le 16:15 ora italiana) per seguire l'uscita dall'orbita e l'ammaraggio. La capsula si prevede effettui l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico alle 11:44 a.m. EDT (le 17:44 ora italiana) a centinaia di km dalle coste della California. Ecco le operazioni che verranno eseguite da ora fino all'ammaraggio: alle 16:51 ora italiana avverrà l'accensione dei motori di Dragon per l'uscita dall'orbita, alle 17:09 verrà sganciato il trunk (che ospita i pannelli solari), alle 17:35 avverrà l'apertura del paracadute di frenata seguita, un minuto dopo dall'apertura del paracadute principale. Una conferenza stampa congiunta dal Johnson Space Center della NASA di Houston e dalla sede della SpaceX a Hawthorne, in California, verrà trasmessa in diretta alle 2 p.m. EDT (le 20 ora italiana) sul NASA TV.

VIDEO DELLA PARTENZA DI DRAGON DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE (CREDIT: NASA) - dur.min.5:00 - lingua inglese



Fonte : NASA

31/05/2012 - Dragon staccato dalla ISS - I membri di Spedizione 31 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno sconnesso il veicolo cargo Dragon della SpaceX dal boccaporto che guarda la Terra del modulo Harmony alle 4:07 a.m. EDT (le 10:07 ora italiana) di giovedì mattina. In copertina il Dragon pochi minuti dopo il distacco mentre viene ancora tenuto agganciato con il braccio robotico della stazione. Il Dragon ha trascorso 5 giorni, 16 ore e 5 minuti attraccato alla stazione. Il rilascio della capsula dal braccio robotico della stazione è previsto per le 5:35 a.m. EDT (le 11:35 ora italiana) dopo di che inizierà il ritorno sulla Terra di Dragon per completare la storica missione di primo veicolo spaziale di una compagnia commerciale a raggiungere la stazione con dei rifornimenti. Dragon riporterà circa 590 kg. di esperimenti scientifici, attrezzature e cargo. La NASA TV sta fornendo una diretta televisiva per il distacco ed il rilascio a questo indirizzo: www.nasa.gov/ntv. La diretta riprenderà alle 10:15 a.m. EDT (le 16:15 ora italiana) per seguire l'uscita dall'orbita e l'ammaraggio. La capsula si prevede effettui l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico alle 11:44 a.m. EDT (le 17:44 ora italiana) a centinaia di km dalle coste della California. Una conferenza stampa congiunta dal Johnson Space Center della NASA di Houston e dalla sede della SpaceX a Hawthorne, in California, verrà trasmessa in diretta alle 2 p.m. EDT (le 20 ora italiana) sul NASA TV.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: Air Force) l'X-37B appena dopo l'atterraggio a Vandemberg al termine della prima missione del 2010. 30/05/2012 - Si avvicina il ritorno dell'X-37B sulla Terra - Secondo un annuncio fatto dalla Base Aerea di Vandemberg, in California, sono iniziati i preparativi per il rientro dello spazioplano militare X-37B sulla Terra dopo 15 mesi in orbita. Il rientro dello spazioplano riutilizzabile sarebbe previsto in un periodo che va dall'inizio alla metà di giugno, dipende da considerazioni tecniche e delle condizioni meteo. Il veicolo atterrerà in modalità automatica sulla pista di asfalto di Vandemberg al termine della sua lunghissima missione orbitale segreta. L'X-37B era stato lanciato con un razzo vettore Atlas 5 (AV-206) il 5 marzo 2011 dalla rampa SLC-41 di Cape Canaveral, in Florida. Le fasi di rientro dalla missione, chiamata OTV-2 (Orbital Test Vehicle-2) verrà seguita dalla fase di uscita dall'orbita fino all'atterraggio dal 30° Space Wing della base militare di Vandemberg. La missione di X-37B in orbita bassa terrestre è coperta dal segreto militare ma si può supporre che, all'interno del vano di carico, vi siano sofisticate apparecchiature sperimentali o strumenti per la ricognizione. "Sebbene non possa entrare nello specifico posso avvermare che la missione è stata un successo spettacolare," ha dichiarato il Generale William L. Shelton, comandante dell'Air Force Space Command, in un recente discorso. Costruito dalla divisione Phantom Work della Boeing, l'X-37B è uno spazioplano lungo 8,8 metri e con le ali larghe 4,2 metri. Il suo peso al lancio arriva a circa 5 tonnellate e la sua vita operativa in orbita è di 270 giorni ma in questa missione è rimasto nello spazio quasi 450 giorni. Gli appassionati di satelliti sono riusciti a ricostruire l'orbita del veicolo spaziale che inizialmente si trovava a 331 km di altezza con inclinazione di 42,8° sull'equatore ma che la scorsa estate è stata alzata leggermente a 337 km. Dall'inizio del mese sono state eseguite diverse manovre orbitali che hanno abbassato la quota del veicolo spaziale. L'OTV-2 è la seconda missione del programma X-37, la prima fu eseguita nel 2010 con il primo veicolo che rimase nello spazio per 224 giorni. Il veicolo che ha effettuato il primo volo è, al momento, in preparazione per un secondo volo (il terzo del programma) previsto in ottobre sempre con un Atlas 5 da Cape Canaveral. Nella foto (Credit: Air Force) l'X-37B appena dopo l'atterraggio a Vandemberg al termine della prima missione del 2010.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: Virgin Galactic) l'aereo madre WhiteKnightTwo con la SpaceShipTwo appesa in volo. 30/05/2012 - Luce verde dalla FAA per i voli a motore di SpaceShipTwo - La Virgin Galactic ha annunciato oggi di aver ricevuto il permesso dalla FAA (Federal Aviation Administration - l'agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa del volo civile) per poter eseguire i voli sperimentali a motore del proprio veicolo suborbitale SpaceShipTwo. SpaceShipTwo ed il suo aereo madre WhiteKnightTwo hanno già eseguito progressi significativi nel loro programma di voli di prova. L'aereo WhiteKnightTwo ha già eseguito 80 voli di prova mentre il veicolo suborbitale SpaceShipTwo, appeso sotto l'aereo madre, sedici voli liberi di cui tre nei quali è stato rilasciato ed ha sperimentato l'esclusiva manovra 'a piuma' che lo contraddistingue. Sono stati anche eseguiti diversi test dei motori compresi alcune accensioni della durata completa. Ma con questo permesso la Scaled Composite, l'azienda che costruisce i rivoluzionari velivoli, può ora iniziare i voli a razzo di SpaceShipTwo. L'integrazione del motore e dei relativi sistemi di bordo si prevede che possa durare per tutto l'autunno con i primi voli di prova entro l'anno. Il permesso della FAA viene rilasciato quando l'operatore del velivolo dimostri di aver preso le misure opportune per proteggere il pubblico durante i test. Inoltre i dettagliati progetti del velivolo ed i suoi metodi operativi devono assicurare di poter rispondere ad ogni possibile scenario. La Scaled Composites LCC, fondata nel 1982 dal genio aviatorio di Burt Rutan, è ora di proprietà della Northrop Grumman Corporation. La Scaled costruì il velivolo suborbitale SpaceShipOne con il quale vinse, nel 2004, i 10 milioni di dollari messi in palio dall'Ansari X Prize. La Virgin Galactic, di proprietà del magnate Richard Branson, è la prima società ad offrire voli suborbitali per il pubblico ed ha già oltre 500 prenotazioni per volare sulla SpaceShipTwo. Nella foto (Credit: Virgin Galactic) l'aereo madre WhiteKnightTwo con la SpaceShipTwo appesa in volo.

Fonte : Virgin Galactic

30/05/2012 - Celebriamo l’edizione 150 del Bulletin, la rivista trimestrale dell'ESA - Per celebrare la 150^ edizione dell'ESA Bulletin, abbiamo creato una speciale App ESA per iPhone ed iPad, che vi permette di scorrere TUTTE e 150 le edizioni, un tesoro nascosto di storia spaziale a portata di mano. L'App ESA Bulletin è ora disponibile negli Apple Store, insieme alla Versione 4.0 dell'App ESA. Scaricatele entrambe per accedere alla serie completa di informazioni dalle sorgenti ESA on line, utilizzando a pieno le caratteristiche di iPhone ed iPad touch. Oltre a guardare video o programmi in diretta, tenendosi aggiornati con gli eventi quali lanci, attracchi alla Stazione Spaziale, conferenze stampa ed eventi di tweetup, la Versione 4.0 vi permette di consultare l'intero archivio dei Bulletin ESA direttamente dal vostro apparecchio portatile… dovunque voi siate. L'intero archivio dei Bulletin ESA è disponibile anche nelle pagine web ESA Publications,www.esa.int/publications. Questi file pdf scaricabili rappresentano materiale storico di riferimento essenziale, e offrono allo stesso tempo un affascinante sguardo indietro nel tempo! La copertina di questo mese include una selezione di copertine dei Bulletin che vanno indietro fino alle prima edizione di giugno 1975, dando uno sguardo all'evoluzione attraverso i vari stili fino ai Bulletin di oggi. Dopo una speciale introduzione del Direttore Generale dell'ESA Jean-Jacques Dordain, si guarda brevemente ad alcuni dei programmi del 1975, come apparivano nel Bulletin No. 1, alle origini di alcune missioni dei nostri giorni ed a come abbiano portato ai programmi del futuro. Ora infila i tuoi occhiali 3D (inclusi in questa edizione) e immergiti nel mondo dello spazio, senza lasciare il pianeta Terra. In SPACE IN 3D (spazio in 3D), facciamo provare ai tuoi sensi una nuova esperienza visiva in un tour tridimensionale della Stazione Spaziale Internazionale unito ad una breve storia dello sviluppo delle immagini 3D nello spazio. Destination Moon (Destinazione Luna) descrive come un Lander lunare europeo stia aprendo una nuova era dell'esplorazione spaziale. La luna è un passo avanti nel cammino dell'esplorazione umana oltre l'orbita bassa della Terra, ma fare questo ulteriore passo significa dimostrare nuove tecnologie e saperne di più sul nostro stimolante ambiente. Il Lander europeo intende fare proprio questo. L'Osservazione della Terra dallo spazio sta entrando in una nuova era, caratterizzata da un crescente numero di missioni satellitari sempre più avanzate e sofisticate. Queste nuove missioni forniranno una capacità senza precedenti di osservare e monitorare la Terra e le sue dinamiche. Sfruttare questa capacità rappresenta un'opportunità unica per l'innovazione e la scienza. In previsione di ciò, ESA ha lanciato una nuova iniziativa nel proprio Programma di Osservazione della Terra, chiamata Support To Science Elements (STSE, supporto agli elementi scientifici). Qui guardiamo più in dettaglio a come STSE stia fornendo un meccanismo efficiente, flessibile e dinamico per supportare gli scienziati e l'industria dei Paesi Membri. L'ESA Bulletin è pubblicato quattro volte l'anno per informare il pubblico interessato ai temi dello spazio delle attività dell'ESA. Otre ad una vasta serie di articoli, ogni edizione fornisce una visione d’insieme dello stato dei maggiori progetti spaziali dell'ESA. Leggilo on-line.

Fonte : ESA Italia

Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech/MIT) le due sonde GRAIL in orbita attorno alla Luna trasmettono segnali radio fra di loro per definire perfettamente la distanza che le separa. 29/05/2012 - Le due sonde GRAIL completano la missione principale in anticipo - La missione della NASA per lo studio della Luna dalla sua crosta al centro ha completato la missione principale prima di quanto ci si aspettasse. Il team NASA della missione Gravity Recovery and Interior Laboratory (GRAIL), con le due sonde gemelle nominate Ebb e Flow, si preparano adesso alle operazioni scientifiche estese che inizieranno il 30 agosto e si concluderanno il 3 dicembre 2012. La missione GRAIL ha raccolto dettagli senza precedenti sulla struttura interna e l'evoluzione della Luna. Queste informazioni accresceranno la nostra conoscenza di come la Terra ed i suoi vicini rocciosi del Sistema Solare interno si sono sviluppati nei differenti mondi che vediamo oggi. Fin dallo scorso 8 marzo i due veicoli spaziali hanno lavorato tutti i momenti per 89 giorni. Da un'orbita che passava sopra i poli lunari hanno raccolto dati che coprono l'intera superficie lunare per tre volte. Uno strumento chiamato Lunar Gravity Ranging System e che si trova su entrambe le sonde, trasmette segnali radio che permettono agli scienziati di trasformarli in mappe ad alta risoluzione del campo gravitazionale lunare. Le sonde hanno completato oggi l'invio dei loro ultimi dati della missione principale. Gli strumenti sono stati spenti alle 10 a.m. CDT (le 17 ora italiana) quando le sonde si trovavano a 60 km di quota sopra il Mare Nectar. "Molti degli obiettivi delle misurazioni sono stati raggiunti per essere analizzati già a metà della missione principale e questo la dice lunga sull'esperienza e sulla capacità di sacrificio delle nostre squadre di scienziati ed ingegneri," dice Maria Zuber, capo scienziato del progetto GRAIL presso il Massachusetts Institute of Technology in Cambridge. "Mentre c'è ancora una gran parte del lavoro per la missione scientifica è elettrizzante scoprire che quello per cui abbiamo viaggiato dalla Terra alla Luna si trova già qui nelle nostre mani. Le GRAIL hanno infatti già inviato a Terra il 99,99% dei dati che noi volevamo raccogliere e questo ci conferma le prestazioni delle sonde, degli strumenti e del Deep Space Network," conclude la Zuber. Entrambi gli strumenti delle sonde verranno tenuti spenti fino al 30 agosto. Le sonde dovranno superare un'eclisse lunare prevista per il 4 giugno. L'eclisse ed i cambiamenti repentini di temperatura a questa associati ed il calo di energia che accompagna questo fenomeno non dovrebbe preoccupare gli ingegneri per quanto riguarda la salute dei veicoli spaziali. "Prima del lancio abbiamo previsto che la missione scientifica principale di GRAIL sarebbe avvenuta fra due eclissi lunari," dice David Lehman, project manager di GRAIL presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Ma ora che abbiamo fatto volare Ebb e Flow da un pò le abbiamo comprese meglio e siamo fiduciosi che potranno sopravvivere a queste eclissi in buona forma." L'obiettivo della missione estesa è di poter dare un'occhiata più da vicino al campo gravitazionale della Luna. Per poter ottenere questo i pianificatori della missione GRAIL abbasseranno la quota alla minima altitudine di sicurezza che può essere ottenuta. "Orbitare ad un'altezza di circa 23 km durante la missione estesa vuol dire che le gemelle GRAIL passeranno a circa 8 km dalla punta delle più alte strutture della superficie lunare," dice Joe Beere del JPL, il responsabile della missione GRAIL. "Se Ebb e Flow avessero i piedi penso che per riflesso li alzerebbero ogni volta che sorvolerebbero una montagna." Assieme alla missione scientifica, anche il programma educativo e pubblico delle MoonKAM (Moon Knowledge Acquired by Middle school students) verrà esteso. Fino ad oggi sono state ottenute dagli studenti oltre 70.000 immagini della Luna. Il programma MoonKAM è capeggiato da Sally Ride, la prima donna americana a volare nello spazio, e dal suo team del Sally Ride Science in collaborazione con gli studenti non ancora laureati dell'Università della California di San Diego. La missione GRAIL è gestita dal JPL per lo Science Missione Directorate della NASA di Washington. La missione fa parte del Discovery Program gestito dal Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, in Alabama. Il Deep Space Network della NASA è un network internazionale di antenne in supporto delle missioni delle sonde interplanetarie e per le osservazioni radio e di radar astronomia per l'esplorazione del Sistema Solare e dell'universo. Il network inoltre supporta anche alcune missioni scelte nell'orbita terrestre. La Lockheed Martin System di Denver ha costruito i veicoli spaziali. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology in Pasadena. Per maggiori informazioni su GRAIL visita il sito: http://www.nasa.gov/grail. Nella illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech/MIT) le due sonde GRAIL in orbita attorno alla Luna trasmettono segnali radio fra di loro per definire perfettamente la distanza che le separa.

Fonte : NASA

29/05/2012 - Intelsat firma con SpaceX un contratto per l'utilizzo del Falcon Heavy - Oggi l'Intelsat, la principale azienda fornitrice di servizi satellitari mondiali, e la Space Exploration Technologies (SpaceX), la compagnia di lancio spaziale con la maggiore crescita al mondo, hanno annunciato il primo contratto commerciale per il razzo Falcon Heavy. "La SpaceX è molto orgogliosa di avere la fiducia di Intelsat, un leader nell'industria dei servizi di comunicazione satellitare," ha detto Elon Musk, l'amministratore delegato e capo progettista della SpaceX. "Il Falcon Heavy ha quasi il doppio di potenza dei principali razzi al mondo. Con questo nuovo veicolo i sistemi di lancio di SpaceX coprono ora l'intero spettro dei bisogni di lanciatori per usi commerciali, civili e per clienti della sicurezza nazionale. Thierry Guillemin, amministratore delegato della Intelsat ha dichiarato, "L'accesso allo spazio nei tempi fissati è un elemento essenziale della nostra catena commerciale. Come leader globale nel settore satelliti il nostro supporto al successo di nuove entrate nell'industria commerciale dei lanci riduce i rischi del nostro modello di business. Intelsat possiede gli esatti standard tecnici e requisiti dati dalla nostra esperienza nei lanci di satelliti. Noi lavoreremo a stretto contatto con la SpaceX mentre il Falcon Heavy completerà una serie di rigorosi voli di prova prima delle nostre richieste di lanci futuri." Questo è il primo contratto commerciale del veicolo spaziale Falcon Heavy della SpaceX. In base a questo accordo un satellite di Intelsat verrà lanciato in orbita geosincrona di trasferimento (GTO). Il Falcon Heavy è il più potente razzo nel mondo e, storicamente, è secondo solo al Saturno 5 dell'era lunare Apollo. Capace di portare 53 tonnellate in orbita bassa e oltre 12 in GTO, il Falcon Heavy fornirà oltre il doppio delle prestazioni in orbita bassa terrestre di ogni altro lanciatore. Questo permetterà alla SpaceX di lanciare i più grandi satelliti mai lanciati e renderà possibile nuove missioni. Costruito sfruttando la ben provata architettura del veicolo di lancio Falcon 9, il Falcon Heavy è anche progettato per avere un'eccezionale affidabilità rispondendo sia agli standar per il volo umano della NASA che le stringenti richieste dell'U.S. Air Force per il programma Evolved ExpendableLaunch Vehicle (EELV), rendendolo un'attraente soluzione per i clienti commerciali, civili e militari.

Fonte : SpaceX

29/05/2012 - Copertura TV della NASA per il rientro e l'ammaraggio di Dragon - Il NASA television fornirà una copertura estesa della partenza della capsula Dragon della SpaceX dalla Stazione Spaziale Internazionale prima del suo rientro ed ammaraggio previsto il 31 maggio. Mercoledì 30 maggio una conferenza stampa di anticipazione delle attività della partenza avverrà presso il Johnson Space Center della NASA di Houston alle 9 a.m. CDT (le 16 ora italiana) e verrà trasmessa in diretta su NASA TV e sul sito web dell'agenzia. I partecipanti comprendono il Direttore di Volo Holly Ridings e il Mission Manager della SpaceX, John Couluris. Giovedì, 31 maggio, il NASA TV inizierà la trasmissione in diretta della partenza di Dragon alle 2:30 a.m. CDT (le 9:30 ora italiana). La copertura proseguirà fino al rilascio del Dragon dalla stazione, prevista per ler 5:10 a.m. CDT (le 12:10 ora italiana) e verrà ripresa alle 9:15 a.m. CDT (le 16:15 ora italiana) per la trasmissione dell'uscita dall'orbita e l'ammaraggio. L'ammaraggio della capsula è previsto, al momento, nell'Oceano Pacifico alle 10:44 a.m. CDT (le 17:44 ora italiana) a centinaia di km al largo dalle coste della California e quindi fuori dal raggio d'azione di una diretta televisiva. Una conferenza stampa congiunta dal JSC e dalla SpaceX di Hawthorne, in California, è prevista per le 1 p.m. CDT (le 20 ora italiana)e verrà trasmessa in diretta su NASA TV. Per ulteriori informazioni, programmazione e link alla trasmissione video visita il sito: http://www.nasa.gov/ntv

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: SNC) il Dream Chaser appeso all'elicottero nel test di oggi. 29/05/2012 - Primo volo vincolato del Dream Chaser - La Sierra Nevada Corporation (SNC) ha portato martedì la propria nave spaziale in un primo volo vincolato in Colorado, presso l'aeroporto Rocky Mountain Metropolitan, appeso con un cavo ad un elicottero Sikorsky Skycrane. Il Dream Chaser farà il suo debutto in un Volo Test Libero più avanti nel corso dell'anno. Invece oggi la SNC ha portato un modello strutturale in scala completa del Dream Chaser, senza gli elementi propulsivi, su un campo vicino all'aeroporto Rocky Mountain Metropolitan in Colorado. Dopo aver installato un'imbracatura un elicottero Skycrane è arrivato ed ha sollevato il Dream Chaser in aria catturando l'attenzione di centinaia di persone che guidavano sulle strade limitrofe. L'elicottero ha poi effettuato diverse manovre per vedere come reagiva la stabilità del veicolo spaziale che aveva un piccolo paracadute posto in coda. Questo test di oggi dovrebbe soddisfare il requisito 12 (della lista che ne comprende 19 previsti per il contratto CCDev2 con la NASA). Anche il Dream Chaser, assieme al Dragon della SpaceX, al CST-100 della Boeing ed il veicolo della Blue Origin, concorre al contratto CCDev2 per lo sviluppo di sistemi di trasporto commerciale di equipaggi diretti verso la Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto (Credit: SNC) il Dream Chaser appeso all'elicottero nel test di oggi.

VIDEO DEL VOLO DI PROVA DEL DREAM CHASER APPESO ALL'ELICOTTERO (CREDIT: NASA) - dur.min.1:04 - lingua Inglese



Fonte : Nasaspaceflight

29/05/2012 - Completato lo scarico del cargo Dragon - L'equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha iniziato lunedì a scaricare i materiali contenuti nel veicolo spaziale Dragon ed a caricare le attrezzature che dovranno ritornare sulla Terra. Don Pettit e André Kuipers, appena dopo la sveglia, hanno rimosso velocemente oltre 453 kg. di cibo, esperimenti ed altri materiali dal modulo pressurizzato di Dragon. Inoltre Pettit ha attivato alcuni esperimenti preparati dagli studenti e contenuti all'interno di Dragon nei moduli NanoRack. Pettit e Kuipers hanno poi imbarcato su Dragon circa 660 kg di materiali da riportare sulla Terra. Il Controllo Missione di Houston e della SpaceX di Hawthorne, in California, hanno ringraziato l'equipaggio della ISS per la velocità e l'efficienza con la quale hanno scaricato il Dragon. Il veicolo spaziale commerciale lascerà il complesso orbitale mercoledì verso le 6 a.m. EDT (le 12 ora italiana). Gli astronauti rimuoveranno la capsula dalla stazione spaziale per mezzo del braccio robotico e poi posizioneranno il Dragon sotto l'avamposto orbitale in modo lasciarlo volare via. L'ammaraggio è previsto nell'Oceano Pacifico, ad ovest della California, alcune ore dopo. Sul sito della NASA sono state pubblicate altre nuove foto ad alta risoluzione del Dragon in arrivo alla ISS riprese dall'equipaggio di Spedizione 31. Questa la pagina da cui accedere anche alle foto ad alta risoluzione.

Fonte : Spaceref - SpaceflightNow

29/05/2012 - La Cina mette in orbita altro satellite - La Cina ha lanciato questa mattina alle 7:31 UTC (le 9:31 ora italiana) un razzo vettore Lunga Marcia CZ-4C (Y10) con a bordo il satellite Yaogan-15 dal Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan, nella Provincia di Shanxi, nel nord della Cina. Il satellite Yaogan-XV verrà utilizzato per la sorveglianza remota della superficie terrestre. Si è trattato del 30° lancio orbitale del 2012, il 29° a raggiungere regolarmente l'orbita. Per la Cina è il secondo lancio spaziale in tre giorni.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Sea Launch) la Piattaforma di Lancio Odyssey in navigazione. 29/05/2012 - Sea Launch si prepara al lancio di Intelsat-19 - Il vascello della Sea Launch è salpato il 21 di maggio dal porto di Long Beach, in California, diretto verso l'equatore, in preparazione del lancio del satellite Intelsat-19 di proprietà della Intelsat. L'arrivo nella zona di lancio è previsto in queste ore ed il decollo è programmato per le 05:23 UTC (le 7:23 ora italiana) del 1° giugno, all'apertura della finestra di lancio di 120 minuti. Appena arrivate nella zona di lancio, la Piattaforma di Lancio Odyssey e la nave appoggio Commander si troveranno posizionate a 154° di longitudine Ovest dove inizieranno un conto alla rovescia di 72 ore. Dopo aver ancorato saldamente la Piattaforma di Lancio Odyssey in profondità il team alzerà in posizione verticale il razzo Zenit-3SL sulla rampa , eseguirà i controlli finali e procederà con le operazioni di rifornimento del propellente e con il lancio. Prima del rifornimento tutto il personale della Piattaforma di Lancio si trasferirà sulla Sea Launch Commander per tutta la durata della missione. Il team monitorerà sia le operazioni navali che di lancio in modalità remota dalla nave posizionata a circa 6,5 km dalla piattaforma. Il giorno del lancio il razzo Zenit-3SL porterà il satellite Intelsat-19, pesante 5.600 kg., su un'orbita geosincrona altamente ellittica di trasferimento. Il satellite è basato sulla piattaforma Space System/Loral 1300E ad alta potenza dalla sua locazione finale orbitale di 166° di longitudine Est fornirà servizi nei mercati a forte crescita dell'aerea del Pacifico, compresa il Sud Est Asiatico, l'Australia, la Nuova Zelanda e la costa Ovest degli Stati Uniti. La società Sea Launch, con la sede principale a Berna, in Svizzera, è di proprietà maggioritaria della Energia, Russa. La Piattaforma di Lancio e la nave di comando sono di stanza in California. Il primo e secondo stadio dei razzi vettori Zenit-3SL vengono forniti dalla SDO Yuzhnoye / PO Yuzhmash, Ucraina, lo stadio superiore Block DM-SL dalla Russia e l'ogiva e la struttura dell'interstadio dalla Boeing di Seattle, Stati Uniti. Al suo attivo la Sea Launch ha 31 lanci fin dal suo debutto nel 1999, con 2 fallimenti completi, l'ultimo dei quali, nel 2007 vide l'esplosione del razzo sulla rampa. Nella foto (Credit: Sea Launch) la Piattaforma di Lancio Odyssey in navigazione.

Fonte : Sea Launch

26/05/2012 - Cina mette in orbita satellite militare di telecomunicazioni - La Cina ha lanciato nello spazio un nuovo satellite militare per telecomunicazioni. Il decollo è avvenuto alle 11:56 p.m. ora di Pechino (le 17:56 ora italiana) di sabato dalla rampa LC2 del Centro di Lancio Satelliti di Xichang, nella provincia del Sichuan, nel sudovest della Cina. Il razzo Lunga Marcia 3B (CZ-3B - Y17), con un primo stadio potenziato e booster a propellente liquido, ha immesso in orbita il satellite Chinasat 2A (Zhongxing-2A) su un'orbita ovale di trasferimento di 207x35.791 km. Il Chinasat 2A circolarizzerà poi l'orbita fino a portarla a 35.888 km sull'equatore e quando la velocità sarà uguale alla rotazione della Terra il satellite apparirà come fisso rispetto alla superficie. L'agenzia cinese Xinhua ha riportato che il satellite è stato progettato dalla CAST (China Academy of Space Technology) e costruito dalla China Great Wall Industry Corporation (CGWIC) e basato sulla piattaforma satellitare cinese DFH-4, la più potente piattaforma standardizzata per le missioni di telecomunicazione, del peso di circa 5.200 kg al lancio. Sempre secondo la Xinhua, il Chinasat 2A potrà fornire trasmissioni radio, televisive e multimediali a larga banda. Ma gli analisti occidentali credono che il satellite servirà i militari cinesi per le comunicazioni in movimento. Il lancio di sabato era l'ottavo lancio Cinese dell'anno e segnava anche il 29° lancio orbitale del 2012, il 28° a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonti : Space.com - Nasaspaceflight

26/05/2012 - Gli astronauti della ISS dentro Dragon - I portelli fra il nuovo veicolo spaziale Dragon arrivato ieri e il modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale sono stati aperti dall'astronauta Don Pettit della NASA alle 5:53 a.m. EDT (le 11:53 ora italiana) mentre la stazione volava a 407 km sopra Auckland, in Nuova Zelanda. L'apertura dei portelli da inizio a quattro giorni di operazioni per scaricare oltre 453 kg. di materiali che si trovano dentro il primo veicolo commerciale a visitare la stazione spaziale e nel ricaricarlo con esperimenti e carichi che devono ritornare sulla Terra. L'ammaraggio di Dragon è previsto per il 31 maggio a diverse centinaia di chilometri ad ovest della costa della California. Indossando maschere protettive ed occhialini, come è di procedura per l'apertura dei portelli di ogni nuovo veicolo che arriva alla stazione, Pettit è entrato nel Dragon accompagnato dal Comandante della Stazione, Oleg Kononenko. Gli occhiali protettivi e le maschere verranno rimosse una volta che l'atmosfera della stazione avrà avuto il tempo di mischiarsi con quella proveniente dall'interno del Dragon. Una conferenza stampa dell'equipaggio di Spedizione 31 è prevista in diretta su NASA TV alle 11:25 a.m. EDT (le 17:25 ora italiana). Nella foto il momento dell'entrata di Pettit e Kononenko all'interno di Dragon.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ASI/CNR-IREA/INGV) la mappa degli spostamenti del terreno nella zona del sisma Emiliano. 25/05/2012 - COSMO-SkyMed: "occhi" puntati sul Nord Italia - Nell’emergenza post terremoto dell’Emilia Romagna il Dipartimento della Protezione Civile, fin dalle primissime ore dopo il sisma, ha coinvolto l’Agenzia Spaziale Italiana, il CNR-IREA Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente e l’INGV Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per la programmazione di nuove acquisizioni radar dai satelliti della costellazione COSMO-SkyMed al fine di disporre, in tempi molto rapidi, di informazioni circa la deformazione crostale connessa alle scosse sismiche di maggiore energia: tipo di deformazione, entità ed estensione del territorio interessato. Grazie alle informazioni satellitari è stato possibile completare il quadro della situazione dell’area colpita dal sisma. Per una parte dell’area studiata si è evidenziato che si è avuto un sollevamento il cui valore massimo è pari a circa 15 centimetri. Questi dati concordano con quelli sismologici e mostrano un piano di rottura principale immergente verso Sud lungo il quale la parte meridionale di questo settore della Pianura Padana si è accavallato sul settore settentrionale (faglia di sovrascorrimento). Una delle più importanti capacità dei sistemi radar per l’Osservazione della Terra è quella di funzionare giorno e notte e in qualsiasi condizione atmosferica. Questa caratteristica, data la densa copertura nuvolosa che ha interessato la zona durante i primi giorni dell’emergenza, si è rilevata di particolare importanza: l’informazione radar è risultata l’unica capace di fornire, in tempi brevissimi, un quadro d’insieme della situazione, non rilevabile con le metodologie ottiche standard. Mediante una tecnica denominata Interferometria Differenziale è possibile misurare spostamenti del terreno, anche dell’ordine dei centimetri, utilizzando immagini radar acquisite prima e dopo un evento sismico. L’ultima acquisizione dei satelliti COSMO-SkyMed sulla zona interessata dal sisma è avvenuta la sera del 19 maggio, poche ore prima dell’evento. Per poter calcolare la deformazione del suolo è necessario attendere che uno dei satelliti ripassi esattamente sulla stessa orbita. L’Agenzia Spaziale Italiana ha immediatamente predisposto l’acquisizione del primo passaggio utile post-terremoto, avvenuto nella serata del 23 maggio. I dati sono stati prontamente elaborati da un team di ricercatori coordinati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il risultato ottenuto è il cosiddetto interferogramma, cioè una mappa di deformazione espressa in termini di cicli di colore. Ogni ciclo, o frangia, è rappresentativo di circa 1.5 cm di sollevamento della superficie terrestre. L’area con fasce di colore (frange) concentriche nell’interferogramma indica un sollevamento del suolo dovuto alla rottura della faglia sismica al di sotto di 1-2 km di profondità. Questo primo risultato è particolarmente interessante in quanto, pur rappresentando solo il settore più orientale dell’area presumibilmente in deformazione, consente di capire che questa ha un orientamento prevalentemente est-ovest, parallelo alla struttura tettonica che ha generato il terremoto, e può quindi fornire utili informazioni per la definizione della geometria complessiva del processo in atto. La qualità delle immagini risulta buona, nonostante le condizioni non ottimali della superficie (presenza di coltivazioni e vegetazione). Per rendere più evidenti le deformazioni misurate, le frange sono state convertite in deformazione e rappresentate sulla cartografia di GoogleEarth mediante un codice di colori. Le zone azzurre sono quelle affette da deformazione trascurabile, mentre quelle in rosso hanno raggiunto il valore di massimo sollevamento. I dati satellitari verranno integrati nei prossimi giorni con le informazioni provenienti dalle campagne di rilievo tuttora in corso sul posto da parte degli esperti. Nella foto (Credit: ASI/CNR-IREA/INGV) la mappa degli spostamenti del terreno nella zona del sisma Emiliano.

Fonte : ASI

25/05/2012 - Dragon, impresa storica della SpaceX - La SpaceX è entrata oggi nei libri di storia dell'astronautica quando, alle 15:56 ora italiana, il suo veicolo spaziale Dragon, è stato catturato dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale manovrato dall'astronauta della NASA Don Pettit assistito dall'astronauta olandese dell'ESA Andrè Kuipers. L'intera procedura di avvicinamento del veicolo spaziale commerciale era iniziata oggi molto presto e ci sono volute oltre sei ore per portarla a termine. La lunghezza di questa fase è stata dettata dalla prudenza di far avvicinare alla ISS, abitata da un equipaggio composto da sei astronauti, un veicolo spaziale del tutto nuovo e che mai aveva testato in volo queste manovre. Ma, dopo aver risolto tutti i piccoli intoppi che possono trovarsi di fronte ad una 'prima volta', gli ingegneri della SpaceX hanno raggiunto il loro obiettivo. La cattura è avvenuta alle 9:56 a.m. EDT (le 15:56 ora italiana) mentre i due veicoli spaziali sorvolavano il nordovest dell'Australia a circa 403 km di altezza. Erano passati esattamente 3 giorni, 6 ore, 11 minuti e 23 secondi dall'avvio della missione avvenuto il 22 maggio con il decollo del razzo Falcon 9, sempre della SpaceX, da Cape Canaveral con la capsula Dragon posta sulla sua sommità. Congratulazioni per l'impresa compiuta sono arrivate alla SpaceX dall'Amministratore della NASA, Charles Bolden e da altre personalità facenti parte del governo degli Stati Uniti. Ora, dopo i dovuti controlli, si passerà a far connettere Dragon con il boccaporto del modulo Harmony e l'operazione dovrebbe avvenire entro la serata. Per domani è prevista l'apertura dei portelli e l'entrata degli astronauti all'interno della zona pressurizzata del veicolo per prelevare i 500 kg di materiali vari inviati da Terra. La permanenza di Dragon alla stazione è prevista fino al 31 maggio quando verrà sganciato e rientrerà sulla Terra ammarando nell'Oceano Pacifico. In copertina (Credit: NASA/TV) Dragon agganciato al braccio robotico della ISS appena dopo la sua cattura.

AGGIORNAMENTO - Alle 4:03 p.m. EDT (le 18:03 ora italiana) il Centro Controllo Missione della NASA di Houston ha confermato che Dragon è stato connesso saldamente, tramite il boccaporto del modulo Harmony, alla Stazione Spaziale Internazionale. Ora Dragon farà parte integrante della ISS per i prossimi sette giorni circa. L'operazione di apertura dei portelli fra Dragon ed il modulo Harmony è prevista per domani.

VIDEO DELLA CATTURA DELLA CAPSULA DRAGON DA PARTE DEL BRACCIO ROBOTICO DELLA ISS E DEL SUO ATTRACCO ALLA STAZIONE (CREDIT: NASA) - dur.min.9:35 - lingua Inglese



Fonti : NASA - SpaceX

Nella foto (Credit: ESA) l'accensione del booster di un Ariane 5 nel test di ieri. 25/05/2012 - Testato un booster di Ariane 5 - Un booster a propellente solido di Ariane 5 è stato acceso ieri presso lo Spazioporto Europeo della Guyana Francese. Lo scopo del test era quello di incrementare l'affidabilità del lanciatore pesante Europeo. L'accensione è stata eseguita presso la struttura appositamente creata per provare i motori e che si trova presso il sito di lancio. Il motore ha bruciato per circa 135 secondi, simulando il tempo di accensione durante un volo di Ariane 5e fornendo una spinta di circa 700 tonnellate. Uno degli obiettivi del test era di provare una nuova protezione termica interna al motore più sottile. La pressione ridotta abbasserà le oscillazioni alle quali è sottoposto il veicolo ed i suoi passeggeri di valore. L'ugello inoltre vedeva il test di un nuovo materiale composito che è più resistente alla combustione ed anche un accenditore migliorato per il motore. I dettagli delle analisi del test saranno completati entro sei mesi ma i risultati preliminari sulle prestazioni del motore saranno disponibili entro dieci giorni. Questa accensione fa parte del programma ARTA (Ariane 5 Research and Technology Accompaniment) ideato per validare le modifiche che verranno introdotte nei nuovi lotti produttivi dei booster. Questi cambiamenti miglioreranno le prestazioni del veicolo, modificando elementi che sono obsoleti e riducendo i costi di produzione. Questo programma inoltre conferma che Ariane 5 rimane sostenibile ed assicura l'indipendenza di accesso dell'Europa nello spazio. Questo era il quinto test di un booster Ariane 5 come parte del programma ARTA - il prossimo è atteso entro tre anni. Nella foto (Credit: ESA) l'accensione del booster di un Ariane 5 nel test di ieri.

Fonte : ESA

Nella immagine (Credit: NASA/SpaceX) lo schema delle manovre finali di avvicinamento ed attracco di oggi. 25/05/2012 - La NASA ha dato il via libera per l'avvicinamento di Dragon alla ISS - I responsabili della NASA, dopo essersi consultati con i loro omologhi della SpaceX ed aver controllato tutti i dati ottenuti durante il randezvous avvenuto ieri fra la capsula Dragon e la Stazione Spaziale Internazionale, hanno dato il via libera alla fase di avvicinamento prevista per questa mattina. La cattura del Dragon da parte del braccio robotico della ISS è previsto per le 7:59 a.m. EDT (le 13:59 ora italiana). Nella immagine (Credit: NASA/SpaceX) lo schema delle manovre finali di avvicinamento ed attracco di oggi. In copertina Dragon fotografato dall'equipaggio di Spedizione 31 a bordo della ISS durante l'avvicinamento avvenuto ieri. Di seguito l'aggiornamento in tempo reale di quello che sta succedendo in orbita terrestre.

ore 7:42 GMT (le 9:42 ora italiana) - Dopo varie manovre di accensione dei motori orbitali di Dragon il veicolo spaziale si trova ora a circa 10 km dietro e 1.400 metri sotto la ISS.

ore 8:00 GMT (le 10:00 ora italiana) - L'astronauta Don Pettit della NASA a bordo della ISS ha inviato il comando per l'accensione delle luci stroboscopiche di Dragon tramite l'apparechiatura CUCU. Dopo questa operazione ha preso posto ai comandi del braccio robotico che si trovano all'interno della Cupola. Pettit è assistito dall'astronauta olandese André Kuipers dell'ESA.

ore 8:21 GMT (le 10:21 ora italiana) - Dragon ha eseguito un'accensione dei motori definita AI (Approach Initiation) che lo porterà, entro 45 minuti, ad un punto posto esattamente sotto la stazione ad una distanza di circa 350 metri. Qui il Dragon eseguirà una manovra di allineamento del muso della capsula con la ISS prima di procedere con un nuovo avvicinamento fino a 250 metri, sempre sotto la stazione.

Nella immagine (Credit: NASA/TV) Dragon ripreso per la prima volta dalle telecamere della ISS durante l'avvicinamento. ore 8:39 GMT (le 10:39 ora italiana) - E' stata completata da parte dei motori di Dragon l'accensione definita Mid-Course Correction 3 (HA4-MC1). La lenta manovra di avvicinamento della capsula alla Stazione Spaziale procede senza problemi.

ore 8:44 GMT (le 10:44 ora italiana) - Il Controllo Missione della ISS della NASA di Houston ha confermato che Dragon è entrato nella zona di avvicinamento, un elissoide immaginario di circa 1.000 metri che circonda la stazione spaziale. Pettit conferma che i monitor mostrano che il veicolo spaziale è a circa 1200 metri sotto il complesso orbitale.

ore 9:00 GMT (le 11:00 ora italiana) - Per la prima volta Dragon è apparso nelle immagini (foto a destra Credit: NASA/TV) riprese dalle telecamere della ISS. Dalle immagini si poteva vedere chiaramente i getti dei razzi di manovra del Dragon in funzione e la luce stroboscopica lampeggiante.

ore 9:15 GMT (le 11:15 ora italiana) - Dragon ha raggiunto il punto a 350 metri sotto la stazione, il cosiddetto R-Bar, e si è fermato, come da programma.

ore 9:20 GMT (le 11:20 ora italiana) - Dragon ha completato una manovra di rotazione di 180° per allinearsi per l'approccio finale con la stazione spaziale ed ora si sta muovendo lentamente per raggiungere un punto a 250 metri dalla ISS.

Nella immagine (Credit: NASA/TV) la ISS ripresa con la telecamera termica a bordo di Dragon. ore 9:29 GMT (le 11:29 ora italiana) - Dragon ha raggiunto il punto a 250 metri dalla ISS ed ora si fermerà di nuovo in attesa.

ore 9:31 GMT (le 11:31 ora italiana) - André Kuipers, a bordo della stazione spaziale, comunica che il veicolo Dragon è leggermente più avanti di dove i sensori di bordo si aspettano che sia. Il Controllo Missione di Houston ha confermato che la posizione di Dragon è accettabile. Nella immagine a destra (Credit: NASA/TV) la ISS ripresa con la telecamera termica a bordo di Dragon.

ore 10:06 GMT (le 12:06 ora italiana) - Kuipers ha inviato una serie di comandi a Dragon e gli ha fatto eseguire una manovra di allontanamento dalla ISS dopo che il veicolo spaziale era arrivato a 235 metri di distanza. Poi il Dragon si è riportato automaticamente nella posizione originaria a 250 metri. Queste manovre servono per testare la capacità di Dragon di allontanarsi rapidamente dalla stazione in caso di problemi e senza mettere a rischio la stazione spaziale. Si tratta di una serie di operazioni che devono essere svolte prima che possa essere dato l'ok per l'avvicinamento finale.

ore 10:16 GMT (le 12:16 ora italiana) - Il Controllo Missione ha appena informato l'equipaggio della Stazione Spaziale che gli ingegneri stanno prendendo un poco di tempo ulteriore per analizzare i dati provenienti dalle immagine termiche di Dragon e che il veicolo dovrà rimanere fermo a 250 metri un pò più a lungo di quanto previsto.

Nella immagine (Credit: NASA/TV) Dragon ripreso dalle telecamere della ISS fermo a 250 metri di distanza. ore 10:19 GMT (le 12:19 ora italiana) - Dragon si sta di nuovo muovendo verso la stazione. Kuipers è pronto a premere il bottone che invierà il comando a Dragon di fermarsi a 235 metri dalla ISS.

ore 10:22 GMT (le 12:22 ora italiana) - André Kuipers ha appena premuto il bottone del comando di arresto dopo che il controllo missione di Houston gli aveva detto di inviare il segnale un poco prima di quanto previsto. SpaceX dice di vedere la nave spaziale rallentare.

ore 10:30 GMT (le 12:30 ora italiana) - L'astronauta Megan Behnken del Controllo Missione ha detto che Dragon rimarrà fermo in questa posizione per qualche minuto. André Kuipers a bordo della ISS sta controllando la posizione relativa di Dragon attraverso la telecamere di puntamento che mostra dove dovrebbe trovarsi il veicolo spaziale. Nella immagine a destra (Credit: NASA/TV) Dragon ripreso dalle telecamere della ISS fermo a 250 metri di distanza.

ore 10:35 GMT (le 12:35 ora italiana) - Gli ingegneri stanno valutando i dati provenienti dai sensori prima di approvare la prosecuzione dell'avvicinamento di Dragon alla stazione spaziale. I dati vengono incrociati con quelli provenienti dal LIDAR ed è stato confermato che la manovra di arretramento è stata un successo.

ore 11:01 GMT (le 13:01 ora italiana) - Il Controllo Missione ha dichiarato che i dati radar di LIDAR sono a posto e vuole portare Dragon più vicino per migliorare le immagini termiche. L'equipaggio della ISS ora dovrà inviare i comandi a Dragon per portarlo fino a 200 metri dalla stazione e li, per il momento, fermarsi.

ore 11:34 GMT (le 13:34 ora italiana) - Dragon si trova ora fermo a 150 metri dalla stazione spaziale. Nei minuti precedenti era stato dato il comando di portarsi a 200 metri che il veicolo spaziale ha eseguito regolarmente. Sia la sosta a 200 metri che quella a 150 non erano previste dalla tabella di marcia na gli ingegneri della NASA e della SpaceX hanno preferito avere più dati per analizzare le prestazioni del sistema di randezvous del Dragon, in particolare le telecamere termiche ideate per localizzare e seguire la stazione spaziale una volta arrivato nelle vicinanze.

ore 11:44 GMT (le 13:44 ora italiana) - Il Controllo Missione ha dato ora il via libera a Dragon per portarsi fino a 30 metri dalla stazione. Questa operazione potrebbe richiedere ulteriori 30 minuti per essere eseguita e la NASA sta lavorando per una nuova stima dell'orario previsto per la cattura del veicolo spaziale da parte del braccio robotico della ISS.

Nella immagine (Credit: NASA/TV) Dragon ripreso sullo schermo di avvicinamento della stazione spaziale fermo a 70 metri di distanza. ore 12:01 GMT (le 14:01 ora italiana) - La SpaceX ha fermato l'avvicinamento del Dragon. Al momento non si conosce i motivi di questo nuovo stop. La distanza del Dragon dalla ISS è ora inferiore a 100 metri.

ore 12:02 GMT (le 14:02 ora italiana) - I dati mostrano che Dragon si trova a circa 78 metri dalla stazione spaziale. La SpaceX sta cambiano le modalità del laser del LIDAR di Dragon e questa nuova fermata non fa parte del normale piano di avvicinamento. Intanto la NASA aveva diffuso il nuovo orario della cattura di Dragon, dovrebbe avvenire alle 13:10 GMT (le 15:10 ora italiana).

ore 12:19 GMT (le 14:20 ora italiana) - La SpaceX ha comunicato agli astronauti della ISS che possono riprendere l'avvicinamento di Dragon fino al prossimo punto di stop posto a 30 metri dalla stazione.

ore 12:25 GMT (le 14:25 ora italiana) - La SpaceX ha comandato a Dragon di allontanarsi dalla Stazione Spaziale. Il Dragon si trovava a 59 metri dalla ISS al momento del comando di riallontanarsi. La causa sembrerebbe una discrepanza nei dati provenienti dal LIDAR.

ore 12:32 GMT (le 14:32 ora italiana) - Dragon si trova ora di nuovo parcheggiato a circa 72 metri dalla stazione dopo che la SpaceX aveva inviato un comando di allontanamento. La NASA dice che la SpaceX sta controllando i dati dei sensori del LIDAR del Dragon. Nella immagine a sinistra (Credit: NASA/TV) Dragon ripreso sullo schermo di avvicinamento della stazione spaziale fermo a 70 metri di distanza. Si noti la discrepanza fra la posizione reale e quella simulata dal programma di avvicinamento.

ore 12:36 GMT (le 14:36 ora italiana) - I sensori LIDAR di Dragon inviano un segnale laser che rimbalzando sulla stazione spaziale ricrea una mappa tridimensionale del complesso orbitale e da ai computer del veicolo spaziale tutte le indicazioni per l'avvicinamento, la distanza e l'orientamento. Sembra che il LIDAR sia disturbato da riflessi che provengono dal modulo laboratorio Giapponese Kibo e così i tecnici della SpaceX hanno bisogno di maggiore tempo per risolvere il problema.

Nella immagine (Credit: NASA/TV) Dragon fermo a 30 metri dalla ISS ripreso dalla telecamera posta sul braccio robotico che lo dovrà catturare. ore 12:55 GMT (le 14:55 ora italiana) - Il Controllo Missione di Houston ha appena comunicato a Kuipers che i tecnici della SpaceX stanno lavorando per restringere il campo visivo del LIDAR in modo da eliminare il riflesso proveniente da un retroriflettore posto sul modulo Kibo. Per poter eseguire questa operazioni ci vorranno ancora alcuni minuti. Intanto Dragon rimane fermo, relativamente alla stazione, in un punto a 70 metri sotto di essa.

ore 13:03 GMT (le 15:03 ora italiana) - La SpaceX ha dato a Dragon nuovamente il comando di avvicinamento fino ai 30 metri. Ovviamente l'orario di cattura è slittato nuovamente.

ore 13:13 GMT (le 15:13 ora italiana) - Dragon è arrivato a 30 metri di distanza dalla stazione spaziale e si è fermato, come da programma. Nella immagine a destra (Credit: NASA/TV) Dragon fermo a 30 metri dalla ISS ripreso dalla telecamera posta sul braccio robotico che lo dovrà catturare.

ore 13:15 GMT (le 15:15 ora italiana) - Ora i due team di ingegneri della NASA e della SpaceX stanno verificando i tempi per arrivare ad un'opportunità di cattura di Dragon per mezzo del braccio robotico della stazione mentre i due veicoli spaziali saranno illuminati dal Sole. Dragon potrebbe quindi rimanere parcheggiato a 30 metri di distanza dalla stazione spaziale per oltre un'ora.

Nella immagine (Credit: NASA/TV) Dragon appena catturato dal braccio robotico della stazione spaziale. ore 13:28 GMT (le 15:28 ora italiana) - La SpaceX, dopo un giro di go/no-go, ha dato il via al comando di avvicinamento di Dragon alla stazione spaziale fino a 10 metri.

ore 13:45 GMT (le 15:45 ora italiana) - Dragon ha raggiunto l'ultimo punto di sosta prima della cattura a 10 metri dalla stazione. Ora verrà deciso se procedere o attendere un altra opportunità con il Sole che illumina i due veicoli spaziali.

ore 13:48 GMT (le 15:48 ora italiana) - La NASA e la SpaceX hanno dato l'ok per la manovra di cattura anche se in questo momento l'orbita si avvicina alla fase di buio. Sono state accese delle luci sulla ISS per aiutare Pettit e Kuipers nell'operazione di aggancio del braccio robotico all'apposito gancio fissato sulla capsula.

ore 13:56 GMT (le 15:56 ora italiana) - Catturato! Il braccio robotico ha agganciato la capsula Dragon della SpaceX. "E' come aver preso un Drago per la coda," ha esclamato subito dopo l'astronauta della NASA Don Pettit ed è subito scattato uno scroscio di applausi fra i controllori di volo della NASA a Houston e quelli della SpaceX di Hawthorne, in California. Si tratta di un momento storico per l'astronautica, il primo veicolo spaziale commerciale ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale! Ora gli astronauti effettueranno un'ispezione visiva delle condizioni di Dragon prima di prepararsi a portare Dragon verso il boccaporto del modulo Harmony. L'attracco è previsto per le 1 p.m. EDT (le 19 ora italiana). Nella immagine a sinistra (Credit: NASA/TV) Dragon appena catturato dal braccio robotico della stazione spaziale.

Si conclude questa lunga diretta speciale dedicata all'arrivo del primo veicolo spaziale commerciale alla Stazione Spaziale Internazionale.

Fonti : SpaceflightNow - SpaceX Twitter - NASA - Dragon COTS 2 Press Kit - Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA/TV) la parte americana della ISS durante le operazioni di test di Dragon avvenute oggi. 24/05/2012 - Dragon passerà oggi a solo 2,4 km dalla ISS - Prosegue regolarmente la missione Demo C2+ della capsula Dragon della SpaceX. Questa mattina, durante una lunga manovra effettuata dalla capsula Dragon per testare le sue capacità di spostarsi con sicurezza nelle vicinanze della Stazione Spaziale Internazionale, il veicolo spaziale privato transiterà a pochi chilometri dal complesso orbitale. L'inseguimento della ISS, iniziato poco dopo il lancio avvenuto martedì da Cape Canaveral, è proseguito per tutta la giornata di ieri con varie accensioni dei motori Draco della capsula e, questa mattina, il Dragon si è trovato vicino alla stazione spaziale per la prima volta. L'equipaggio della ISS ha potuto così attivare le comunicazioni fra l'avamposto orbitale ed il veicolo spaziale. Dragon è arrivato nei pressi della ISS dal basso e transiterà sotto di essa a circa 2,4 km di distanza verso le 7:26 a.m. EDT (le 13:26 ora italiana), ben all'interno del raggio di comunicazione della stazione che è un'ellisse di circa 28 km di diametro. Il punto più vicino alla stazione nel quale transiterà oggi il Dragon è chiamato R-bar ed è una linea immaginaria che collega la ISS con la Terra. L'astronauta Don Pettit di Spedizione 31 sta seguendo tutta l'operazione di avvicinamento del Dragon dalla postazione robotica posta nella Cupola. Alcuni piccoli problemi con l'attrezzatura di controllo del braccio robotico della Cupola hanno costretto Pettit a cercare di risolvere questi intoppi. La NASA ha dichiarato che, se i problemi non venissero risolti si potrebbe comunque eseguire la cattura di Dragon, prevista per domani, da una seconda postazione di controllo robotico che si trova nel modulo Destiny della ISS. Durante la mattinata anche André Kuipers ha raggiunto Pettit aiutandolo nelle varie fasi dell'operazione. Nel pomeriggio sono previsti altri importanti test del sistema chiamato GPS assoluto, con il quale il Dragon controlla la sua posizione, e del CUCU (Cots Uhf Communication Unit), il sistema di comunicazione che permette all'equipaggio della stazione di controllare il Dragon da parte degli astronauti sulla stazione utilizzando il CCP (Crew Command Panel). Dopo queste operazioni il Dragon si allontanerà di nuovo dalla ISS e rimarrà in attesa dell'avvicinamento finale previsto per domani. Se tutte le fasi di oggi avverranno regolarmente domani, 25 maggio, il Dragon verrà riportato sotto la stazione e, con una nuova serie di accensioni dei motori si riporterà a circa 2,5 km dall'avamposto orbitale. Qui la capsula riceverà ed invierà informazioni alla ISS tramite il CUCU. Una nuova accensione dei motori porterà Dragon ancora più vicino alla ISS, a circa 1,2 km. Da questa posizione, dopo una nuova serie di controlli, verrà attivato il LIDAR (una telecamera dotata di laser) che verrà utilizzata per una navigazione più precisa durante l'avvicinamento finale alle stazione spaziale. Con il LIDAR verranno eseguiti dei test con il Dragon arrivato ormai a 250 metri dalla stazione, poi a 30 metri. A questo punto nuova attesa e via finale fino a 10 metri sotto alla stazione. Ultima decisione go/no-go ed infine cattura da parte del SSMRS (il braccio robotico della stazione) manovrato da Pettit coadiuvato da Kuipers. Una volta preso il Dragon verrà spostato fino ad agganciarsi con il boccaporto del modulo Harmony che guarda verso la Terra. Se l'operazione dovesse durare più del previsto il Controllo Missione ha previsto di poter lasciare il Dragon agganciato al SSMRS per la notte prima di effettuare l'aggancio il giorno seguente. I portelli fra la stazione e la parte pressurizzata di Dragon verranno aperti il giorno successivo e per prima cosa verrà effettuato un attento controllo della qualità dell'aria all'interno della capsula, una procedura standard che viene applicata ad ogni veicolo in arrivo. L'equipaggio della ISS trascorrerà poi circa 25 ore nella settimana successiva per scaricare il Dragon del materiale che si trova a bordo e per caricarlo con quello da riportare sulla Terra. Dragon infatti è l'unico veicolo spaziale dopo il pensionamento dello Space Shuttle, oltre alla Soyuz, capace di ritornare sano e salvo sulla Terra. Nell'immagine a destra (Credit: NASA/TV) il Dragon ripreso dalle telecamere della ISS. Al termine della settimana di permanenza alla stazione, Dragon verrà ripreso con il braccio robotico, staccato dal boccaporto di Harmony e rilasciato a circa 10 metri dalla ISS. Da qui, con una serie di piccole accensioni dei propri motori, il Dragon si allontanerà dalla stazione spaziale. Una volta lontano dalla ISS effettuerà un'accensione dei motori della durata di sette minuti che, in circa quattro ore, lo porteranno al rientro nell'atmosfera terrestre. L'ammaraggio è previsto nell'Oceano Pacifico a circa 450 km dalla costa Californiana degli Stati Uniti. Nella foto (Credit: NASA/TV) la parte americana della ISS durante le operazioni di test di Dragon avvenute oggi.

AGGIORNAMENTO - Alle 13:25 ora italiana la capsula Dragon della SpaceX è sfilata sotto la Stazione Spaziale Internazionale alla distanza minima di circa 2.500 metri. Poco dopo il Controllo Missione della ISS ha dichiarato che la dimostrazione dell'invio e della ricezione dei comandi dalla stazione verso il Dragon per mezzo l'apparecchiatura CUCU è stato completato con successo. Non vi sono state indicazioni di nessun problema durante il passaggio dimostrativo effettuato oggi ma la NASA e la SpaceX vogliono attendere un incontro previsto per questo pomeriggio per rivedere tutti i dati ottenuti prima di approvare le attività di cattura della capsula previsto per domani. Ora il Dragon si è di nuovo allontanata dalla stazione e rimarrà a distanza di sicurezza, circa 10 km, in attesa dell'avvio delle operazioni di domani. Quando il Dragon è passato nel punto più vicino alla ISS le telecamere esterne dell'avamposto orbitale sono state in grado di catturare le immagini del veicolo spaziale della SpaceX. Anche l'astronauta Pettit, dalle finestre della Cupola, ha visto ad occhio nudo il transito della nave spaziale. Nell'immagine a destra (Credit: NASA/TV) il Dragon ripreso dalle telecamere della ISS.

Fonti : SpaceflightNow - SpaceX Twitter - NASA - Dragon COTS 2 Press Kit - Nasaspaceflight

23/05/2012 - Incredibile vista di Opportunity - Quella in copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/Arizona State Univ.) è una vista dell'ombra del rover Opportunity della NASA ripresa in un tardo pomeriggio marziano guardando dal bordo del cratere Endeavour verso il suo interno. Il rover ha utilizzato la sua macchina fotografica panoramica (Pancam) fra le 16:30 e le 17:00 ora locale di Marte per riprendere una serie di immagini con differenti filtri che sono poi state combinate assieme in questo mosaico. Gran parte della immagini sono state riprese nel giorno marziano 2.888 (o Sol) di lavoro di Opportunity su Marte (il 9 marzo 2012). In quel momento Opportunity stava trascorrendo delle settimane con bassa energia solare durante l'inverno marziano presso l'affioramento Greeley Heaven che si trova a Cape York, un tratto occidentale del bordo del cratere Endeavour. Per dare al mosaico un aspetto rettangolare alcune piccole parti dei bordi del mosaico e il cielo sono stati riempiti con parti di immagini acquisite precedentemente come parte di un panorama a 360° ripreso dallo stesso punto. Opportunity sta studiando il bordo occidentale del cratere Endeavour fin dal suo arrivo lì, nell'agosto del 2011. il cratere misura 22 km di diametro, circa la stessa area della città di Seattle. Questo è circa 20 volte più grande del cratere Victoria, il più grande cratere da impatto che Opportunity ha esaminato precedentemente. La parte interna del cratere Endeavour si può vedere nella metà superiore di questa immagine. Il mosaico combina circa una dozzina di immagini prese con i filtri della Pancam e centrati su lunghezze d'onda di 753 nanometri (il vicino infrarosso), 535 nanometri (il verde) e 432 nanometri (il violetto). La visione è presentata in falsi colori per far risaltare più facilmente alcune differenze fra i materiali che si vedono, come le increspature di sabbia scura e le dune che si trovano in lontananza sul fondo del cratere.

Fonte : NASA multimedia gallery

22/05/2012 - Prima immagini dal Dragon in orbita - La SpaceX ha rilasciato la prima immagine dell'interno del veicolo spaziale Dragon mentre è in orbita e si prepara per il tentativo di avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale che avverrà fra tre giorni. Il Dragon trasporta 306 kg. di materiali non essenziali, compreso il cibo ed altri articoli per l'equipaggio di Spedizione 31 della ISS. Inoltre il Dragon imbarca altri 154 kg. di carichi utili non essenziali compresi gli esperimenti degli studenti posti nei NanoRacks Module ed in altri contenitori sotto ghiaccio. Nella foto (Credit: SpaceX) l'interno di Dragon, in alto il portello attraverso il quale potranno entrare gli astronauti della ISS una volta che il veicolo spaziale sarà stato catturato ed agganciato al boccaporto che guarda verso la Terra del modulo Harmony della ISS. Altre foto del lancio e riprese in orbita sul link qui sotto della SpaceX.

Fonte : SpaceX Launch

22/05/2012 - L'Iran sta per lanciare tre satelliti - Secondo quanto pubblicato sul sito dell'ambasciata Iraniana a Mosca, l'Iran sarebbe in procinto di lanciare, a breve, tre satelliti in orbita. Il primo, 'Fajr', è previsto per il 24 maggio con una vita operativa di 18 mesi. Il compito di Fajr, pesante circa 50 kg., sarebbe quello di riprendere immagini e trasmetterle alle stazioni di terra. Dopo Fajr altri due satelliti, 'Tolu' e 'Mesbah' sarebbero vicini al lancio. Inoltre l'agenzia spaziale Iraniana starebbe preparando un veicolo spaziale con il quale lanciare oggetti biologici in orbita come passo verso il primo volo spaziale umano del Paese. Sempre secondo l'ambasciata l'Iran ha già lanciato satelliti nel febbraio 2009 e nel giugno 2011 ma il Fajr sarebbe molto più avanzato in termini di tecnologia utilizzata.

Fonte : Spacedaily

22/05/2012 - AGGIORNAMENTO Missione Dragon Demo C2+ - La capsula Dragon della SpaceX prosegue la sua missione DEMO C2+ senza problemi di rilievo. Dopo l'entrata in orbita e l'apertura regolare dei pannelli solari il veicolo spaziale ha eseguito il suo posizionamento tramite il GPS assoluto. Ma un'altra delle operazioni principali in questo primo giorno di missione è stata l'apertura del portello GNC (dove si trovano i sensori stellari di puntamento, il sistema LIDAR - uno speciale laser utilizzato per ottenere la posizione, la distanza e l'orientamento della stazione spaziale - ed una telecamera termica) ma, soprattutto, esporre quello che viene chiamato 'grapple fixture', ovvero il punto di aggancio per il braccio robotico Canadarm 2 della ISS. Se tutto andrà come previsto il Dragon sarà il primo veicolo spaziale commerciale a raggiungere la stazione spaziale, e l'unico, al momento, in grado di riportare sulla Terra una considerevole quantità di materiale. A bordo della ISS si trova in questo momento l'equipaggio di sei astronauti di Spedizione 31.

Fonti : SpaceflightNow - SpaceX Twitter - NASA

Nella foto (Credit: SpaceX) il momento dell'apertura dei pannelli solari di Dragon una volta in orbita. 22/05/2012 - Dragon lanciato regolarmente con il vettore Falcon 9 - Dopo il primo tentativo di lancio abortito tre giorni fa, questa mattina alle 3:44 a.m. EDT locali (le 9:44 ora italiana) il razzo vettore Falcon 9 della SpaceX è decollato regolarmente dalla rampa 40 di Cape Canaveral con a bordo la capsula Dragon per la missione Demo C2. La fase di volo del primo stadio è avvenuta senza problemi e dentro la traiettoria prevista. Dopo 3 minuti e 15 secondi dal lancio i nove motori del primo stadio del Falcon 9 sono stati spenti ed è avvenuto il distacco dal secondo stadio che ha subito avviato il suo unico motore Merlin. Il volo ha proseguito regolarmente fino allo spegnimento del secondo stadio avvenuto a 9 minuti e 27 secondi dal decollo. Subito dopo la capsula Dragon si è separata dal secondo stadio e la SpaceX ha confermato che il veicolo spaziale era in orbita. A T+12 minuti dal decollo sono stati dispiegati i pannelli solari del Dragon; un'operazione questa che la SpaceX realizza per la prima volta. Infatti nel primo volo della capsula Dragon avvenuto nel dicembre 2010 il veicolo non era fornito della parte inferiore chiamata 'trunk' che ospita i pannelli solari. Nella sala di lancio della SpaceX di Cape Canaveral ed in quella di controllo presso la sede principale in California gli ingegneri si sono abbracciati ed hanno applaudito alla notizie dell'inserimento in orbita e l'apertura dei pannelli solari. A T+15 minuti la SpaceX ha confermato che il Dragon aveva raggiunto l'orbita con i parametri di altezza 346x297 km con un'inclinazione di 51.66°, tutti valori vicini alle previsioni fatte prima del lancio. Una volta in orbita Dragon ha ora di fronte a se una lunga serie di operazioni, la prima delle quali verrà eseguita alle 4:39 a.m. EDT (le 10:39 ora italiana) con una dimostrazione del funzionamento del sistema di navigazione GPS assoluto. Poi alle 6:11 a.m. EDT (le 12:11 ora italiana) verrà aperto il portellino che ospita i sensori di navigazione per le fasi di avvicinamento alla ISS ed il punto di aggancio per il braccio robotico della ISS che dovrà catturare la capsula. Se tutti i test che verranno svolti in questi due giorni andranno a buon fine la cattura di Dragon da parte della Stazione Spaziale Internazionale è previsto per venerdì alle 14:06 ora italiana. Elon Musk, il fondatore della SpaceX, ha scritto questo Tweet: "Il Falcon ha volato perfettamente! Il Dragon è in orbita con le comunicazioni ed i pannelli solari attivi!! Mi sento come se un gigantesco peso fosse sceso dalle mie spalle :)" La Casa Bianca ha rilasciato un comunicato da parte di John Holdren, l'assistente del Presidente per la scienza e tecnologia nel quale si fanno le congratulazioni alla SpaceX per il successo del lancio di questa mattina. Nella foto di copertina (Credit: NASA/TV) il momento del decollo, questa mattina, del razzo Falcon 9 con la capsula Dragon destinata a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto in alto (Credit: SpaceX) il momento dell'apertura dei pannelli solari di Dragon una volta in orbita. Per la SpaceX quello di oggi è stato il terzo lancio di un vettore Falcon 9, tutti realizzati con successo, ed il quinto consecutivo della compagnia senza problemi. Quello di oggi è stato inoltre il 28° lancio orbitale globale del 2012, il 27° a raggiungere regolarmente l'orbita

VIDEO DEL LANCIO DEL RAZZO FALCON 9 CON LA CAPSULA DRAGON PER LA MISSIONE DEMO C2+ (CREDIT: NASA) - dur.min.1:50 - lingua Inglese



Fonti : SpaceflightNow - SpaceX Twitter - NASA

21/05/2012 - Terremoto in Emilia, subito attivati i satelliti COSMO-Skymed - I quattro satelliti della costellazione italiana di COSMO-SkyMed sono stati attivati immediatamente per acquisire immagini sulle aree colpite dall’evento sismico che domenica mattina ha colpito l'Emilia. L’avvio delle procedure di acquisizione, in modalità nominale, è stato prontamente effettuato dai tecnici dell’Agenzia Spaziale Italiana su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile. Le immagini che saranno catturate da COSMO-SkyMed saranno messe, nei prossimi giorni, a disposizione del Dipartimento per verificare eventuali deformazioni della superficie terrestre. È in queste ore a lavoro tutta la capacità di analisi e processamento dei dati satellitari della costellazione italiana che fornirà agli addetti ai lavori informazioni a supporto dell’analisi degli effetti del terremoto. I quattro satelliti radar in Banda X di COSMO-SkyMed osservano costantemente il nostro pianeta, con qualsiasi condizione di illuminazione (giorno/notte) e meteorologica. La costellazione unica al mondo nel suo genere pone il nostro Paese all’avanguardia nel campo dell’osservazione della Terra.

Fonte : ASI - comunicato stampa

20/05/2012 - Scoperta la causa che ha impedito il lancio del Falcon 9 - Dopo una rigorosa ispezione del motore n.5 del razzo vettore Falcon 9 gli ingegneri della SpaceX hanno scoperto una valvola guasta nel motore Merlin. La valvola verrà sostituita durante la notte ed i dati verranno ricontrollati anche domenica. Se tutto andrà come previsto dovrebbe essere possibile effettuare un nuovo tentativo di lancio martedì 22 maggio alle 3:44 a.m. (le 9:44 ora italiana).

Fonte : SpaceX

Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento dell'accensione dei motori del Falcon 9 appena prima dell'abort. 19/05/2012 - Abortito il lancio del Dragon - Il tanto atteso debutto della capsula Dragon diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) previsto per questa mattina è stato rinviato qualche attimo prima del decollo per un problema con la pressione troppo alta della camera di combustione del motore Merlin n.5 del vettore Falcon 9, anch'esso della SpaceX. Il conteggio alla rovescia era scorso senza problemi ed anche le condizioni meteo erano ottime per il lancio dalla rampa 40 di Cape Canaveral in Florida. Al momento del T-0 (al termine del conto alla rovescia) i motori si sono accesi per un attimo ma, subito dopo, i computer che controllano la sequenza di lancio, hanno inviato l'ordine di spegnimento ed abortito il lancio. Dopo alcuni minuti i controllori di volo della SpaceX hanno annunciato che i computer, una volta accesi i 9 motori Merlin del primo stadio del razzo e prima di rilasciare il vettore dalla rampa, aveva riscontrato un'anomala pressione del motore numero 5 ed aveva comandato l'abort del lancio. Purtroppo la finestra di lancio per la ISS era istantanea e, passato quel momento quindi, non vi era possibilità di un altro tentativo per oggi. Ora il vettore è stato messo in sicurezza ed è stato svuotato dei propellenti (kerosene ed ossigeno liquido). La prossima opportunità di lancio è per il 22 maggio alle 3:44 a.m. EDT (le 9:44 ora italiana), sempre che il problema riscontrato oggi sia di rapida soluzione. Gli abort sono comuni sul Falcon 9 quando il computer vede i valori di pressione delle camere di combustione oltrepassare i limiti imposti. Alcune volte è bastato semplicemente impostare il computer con dei limiti leggermente più alti e ritentare alcuni minuti dopo ed al secondo tentativo il lancio è avvenuto regolarmente. Ma la finestra istantanea di oggi impediva di poter effettuare qualsiasi operazione di questo tipo. Non è escluso che per il tentativo del 22 maggio si modifichino proprio questi parametri. Maggiori informazioni nelle prossime ore dopo una breve conferenza stampa della NASA prevista per le 6:30 a.m. EDT (le 12:30 ora italiana). In copertina il razzo Falcon 9 sulla rampa poco dopo l'abort del lancio.

AGGIORNAMENTO - Durante la breve conferenza stampa post-abort tenuta dalla NASA il Presidente della SpaceX, Gwynne Shotwell, ha dichiarato che sicuramente non si è trattato di un valore errato di un sensore e che il motore n.5 (quello la cui pressione era oltre i limite che si trova al centro dei nove motori) non aveva mostrato nessun problema durante l'accensione statica di prova eseguita sul Falcon 9 lo scorso 30 aprile. Alla domanda se un problema del genere si fosse già presentato nei precedenti due lanci di Falcon 9 la Shotwell ha risposto che si ma che non era simile a quello che si è presentato oggi. Verranno eseguite tutta una serie di analisi visive del motore ma la SpaceX spera di non doverlo sostituire perché questo farebbe perdere un paio di giorni almeno. Dopo una prima ispezione al vettore in posizione verticale il Falcon 9 verrà riabbassato e riportato nell'hangar per proteggere la capsula Dragon dalle condizioni meteo fino a che una nuova opportunità di lancio non si avvicinerà. Alan Lindenmoyer, capo del programma commerciale della NASA per gli equipaggi ed i cargo, ha dichiarato che, oltre alla possibilità di lancio del 22 ve ne sarebbe un'altra il 23 maggio alle 3:11 a.m. EDT (le 9:11 ora italiana). Il computer ha ordinato l'aborto del lancio a soltanto mezzo secondo dal decollo. Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento dell'accensione dei motori del Falcon 9 appena prima dell'abort.

Fonti : SpaceX - NASA - Nasaspaceflight - SpaceflightNow

Nella illustrazione (Credit: SpaceX) lo stemma della missione C2 Dragon. 18/05/2012 - Tutto pronto a Cape Canaveral per una missione storica - Quella che prenderà il via domattina alle 10:55 ora italiana da Cape Canaveral, in Florida, è una di quelle missioni che si possono definire storiche. A bordo della capsula Dragon, che si trova sulla sommità del razzo vettore Falcon 9, tutti e due progettati e costruiti dalla compagnia privata SpaceX, non vi sono esseri umani ma la missione che sta per partire è di quelle da ricordare. Infatti se la missione Dragon C2+ avrà successo l'accesso alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sarà aperto anche ai veicoli commerciali. La missione prevede infatti che la capsula Dragon si faccia catturare dal braccio robotico della ISS al quarto giorno dopo l'entrata in orbita. Per poter far questo però il veicolo spaziale dovrà dimostrare, in tutta una serie di manovre, di non mettere mai a rischio la stazione spaziale ed i suoi sei abitanti. Il razzo vettore Falcon 9 è stato trasferito in orizzontale alla rampa di lancio 40 nella notte e poi innalzato in verticale per il lancio. Alcune ore prima la NASA e la SpaceX avevano completato l'ultima riunione di revisione che ha dato il via definitivo per il lancio. Le previsioni meteo sono per un 70% di condizioni favorevoli.

Per seguire in diretta il lancio basta andare alla pagina principale della SpaceX: www.spacex.com/webcast/

Per avere un Press Kit in pdf della missione C2 invece basta scaricarlo da qui.
Nella illustrazione (Credit: SpaceX) lo stemma della missione C2 Dragon.

Fonte : SpaceX

Nella foto (Credit: Voice of Russia) il decollo del Proton Breeze M con il satellite Nimiq 6 a bordo. 18/05/2012 - Immesso in orbita con un Proton il satellite canadese Nimiq 6 - La International Launch Services (ILS), un leader mondiale nel fornire servizi di lancio per l'industria commerciale dei satelliti, ha inviato oggi con successo il satellite Nimiq 6 nell'orbita prevista per mezzo di un razzo vettore Proton. Il Nimiq 6 entrerà a far parte della flotta di satelliti per telecomunicazioni globali della Telesat, un'operatore che ha la sua sede a Ottawa, in Canada. Il Proton Breeze M è stato lanciato dalla rampa 24 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 1:12 a.m. locali (le 21:12 ora italiana). Dopo 9 ore, 14 minuti e cinque accensioni di missione, lo stadio superiore Breeze M ha rilasciato con successo il satellite, pesante circa 4,5 tonnellate, nella prevista orbita di trasferimento geostazionario. Questo è stato il 377° lancio di un veicolo Proton fin dal suo volo inaugurale nel 1965 ed il 73° lancio di un Proton per la ILS. Il lancio del satellite Nimiq 6 è stato il quinto lancio di un razzo Proton negli ultimi 96 giorni. Il satellite Nimiq 6 della Telesat è stato costruito dalla Space System/Loral (SS/L) utilizzando l'affidabile piattaforma SS/L 1300 ed è fornito di 32 potenti trasmettitori in banda Ku che forniranno la copertura del Canada dalla sua locazione orbitale di 91,1° di longitudine Ovest. Il satellite ha una vita operativa prevista di 15 anni. La flotta di Nimiq della Telesat comprende satelliti che forniscono trasmissioni televisive dirette ai clienti del Nord America. Il Presidente della ILS Frank McKenna ha detto: "Con il lancio di Nimiq 6 per mezzo del Proton, questo vettore ha portato in orbita tutti i satelliti Nimiq della Telesat. Questo è un traguardo di cui siamo molto orgogliosi e che riflette i livelli di affidabilità e sicurezza della Telesat nelle prestazioni dei veicoli Proton della ILS. La nostra forte relazione con la Telesat dura da oltre 12 anni ed 8 satelliti lanciati fino ad ora. Ringraziamo tutti i team della missione di ILS, Khrunichev, Telesat e Space System/Loral per i loro grande lavoro per il lancio di Nimiq 6 e guardiamo oltre per il prossimo lancio del satellite Anik G1." Invece il Presidente ed Amministratore Delegato della Telesat, Dan Goldberg ha dichiarato: "Lanciare i nostri satelliti nei tempi previsti è molto importante per noi. Con il successo del lancio del Proton della ILS con il nostro satellite Nimiq 6 possiamo coprire il fabbisogno ulteriore di banda Ku con potenza maggiore per i servizi DTH (Televisione Digitale ad Alta Definizione). Nimiq 6 entra a far parte della nostra flotta di satelliti Nimiq e fornirà migliori prestazioni per la Bell TV che distribuisce servizi video ai suoi clienti di tutto il Canada. Le squadre della ILS, Khrunichev, Telesat e Space System/Loral hanno eseguito bene un'altra missione." Quello del Proton di oggi era il 27° lancio orbitale globale del 2012, il 26° a raggiungere regolarmente l'orbita, ed il terzo nel giro di cinque ore. Nella foto (Credit: Voice of Russia) il decollo del Proton Breeze M con il satellite Nimiq 6 a bordo.

Fonte : ILS

Nella foto (Credit: JAXA/TV) il razzo H-2A sulla rampa appena prima del lancio di oggi. 17/05/2012 - Razzo vettore Giapponese mette in orbita due satelliti - Con un perfetto decollo avvenuto alle 18:39 ora italiana dalla rampa n.1 del Complesso di Lancio Yoshinobu di Tanegashima, in Giappone, un razzo vettore H-2A (versione 202), ha portato in orbita due satelliti. Dopo 16 minuti dal decollo il primo satellite, il Sud Coreano Kompsat 3 è stato rilasciato dal secondo stadio del vettore mentre sorvolavano l'Indonesia. Sette minuti più tardi anche il secondo satellite a bordo, il Giapponese GCOM W1 veniva rilasciato regolarmente e scatenava uno scroscio di applausi nel centro di controllo. Altri due piccoli carichi rimangono da rilasciare prima di dichiarare completata la missione, l'SDS-4, un piccolo satellite dimostrativo della JAXA (l'Agenzia Spaziale Esplorativa Giapponese) ed il Horyu 2 costruito dagli studenti. Il satellite Sud Coreano Kompsat 3 è equipaggiato con sofisticate macchine da ripresa che serviranno per riprendere immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre. La KARI (Korea Aerospace Research Institute), che gestisce la missione, ha dichiarato che il Kompsat 3 verrà utilizzato per effettuare mappe, a scopi agricoli, ambientali e per il monitoraggio degli oceani. La macchina fotografica di Kompsat 3 riuscirà a definire dettagli di circa 70 cm sulla superficie terrestre. Il satellite Giapponese GCOM W1 (Shizuku) è invece un satellite che dovrà raccogliere i dati sulle precipitazioni atmosferiche, le nuvole, il vapore d'acqua, le temperature della superficie del mare, il ghiaccio marino, la copertura della neve e la composizione del suolo. La missione di Shizuku è dedicata all'acqua ed è costata alla JAXA circa 385 milioni di dollari, non contando i costi operativi previsti. Il lancio Giapponese è il secondo dei tre previsti nel giro di cinque ore in varie parti del mondo. Il primo è stato il lancio del Soyuz-U con un satellite militare avvenuto circa un'ora e mezzo prima ed il terzo sarà un Proton con un satellite commerciale Canadese previsto fra circa 3 ore. Il razzo utilizzato oggi era nella configurazione 202, ovvero con due piccoli booster di spinta per aiutare la prima fase del volo. Questo è stato il 26° lancio orbitale globale del 2012, il 25° a concludersi regolarmente. Nella foto (Credit: JAXA/TV) il razzo H-2A sulla rampa appena prima del lancio di oggi.

Fonte : SpaceflightNow

17/05/2012 - Russi lanciano satellite spia - Un razzo vettore Soyuz-U, lanciato alle 3:05 p.m. GMT (le 17:05 ora italiana) dal Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia, ha portato in orbita il satellite Kobalt-M. Questo veicolo spaziale è un satellite spia con capacità di ricognizione militare ed è stato sviluppato dalla TsSKB Progress di Samara e costruito dalla OAO Arsenal di San Pietroburgo. A bordo del satellite trovano posto due piccole capsule che permettono di far tornare sulla Terra le pellicole fotografiche per essere sviluppate. L'orbita tipica di questo tipo di satellite è di 170x370 km con inclinazioni che vanno dai 62,8° ai 67,2° sull'equatore. Molto poco si conosce sul veicolo spaziale sebbene abbia avuto la classificazione di Cosmos-2450 e che dovrebbe essere l'ultimo di questo tipo ad essere lanciato in orbita. Il veicolo di lancio, il Soyuz-U deriva dal primo missile balistico intercontinentale, l'R-7 Semyorka, che fece il suo primo volo nel 1957. Da allora una lunga serie di varianti sono state realizzate e la U, quella che ha volato oggi, è entrata in servizio nel 1973. Con oltre 750 voli il Soyuz-U è il sistema di lancio che ha eseguito più missioni e rimane in servizio ancora oggi per portare le Progress verso la Stazione Spaziale Internazionale e, occasionalmente, carichi militari come quello di oggi. Quello di oggi è stato il 25° lancio orbitale globale del 2012, il 24° a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA/TV) i sei membri dell'equipaggio di Spedizione 31 tutti assieme poco dopo l'arrivo del nuovo trio. 17/05/2012 - L'equipaggio di Spedizione 31 da il benvenuto ai nuovi compagni di missione - I tre nuovi membri dell'equipaggio di Spedizione 31 Gennady Padalka, Joe Acaba e Sergei Revin sono stati accolti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dopo che i portelli sono stati aperti alle 4:10 a.m. EDT di giovedì (le 10:10 ora italiana). L'attracco al modulo Poisk della ISS era avvenuto in modalità automatica alle 12:36 a.m. (le 6:36 ora italiana) dopo un viaggio di due giorni iniziato al Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-04M. Dopo una serie di controlli di tenuta e pressione, il Comandante di Spedizione 31, Oleg Kononenko e gli Ingegneri di Volo Don Pettit e André Kuipers hanno dato il benvenuto a bordo ai nuovi compagni di missione. Il nuovo trio si è unito al resto dell'equipaggio per una cerimonia di benvenuto a cui è seguita una riunione ufficiale sulle norme di sicurezza. Dopo queste operazioni sono tornati al lavoro i residenti attuali della stazione, mentre i loro compagni di squadra appena arrivati ​​inizieranno diversi giorni di attività di familiarizzazione per adattarsi alla vita a bordo del laboratorio orbitale. L'aggancio è avvenuto nel giorno del 45° compleanno di Acaba che aveva già visitato la stazione nel marzo del 2009 a bordo della navetta spaziale Discovery come Specialista di Missione di STS-119. Invece per Padalka questo è il suo quarto volo spaziale di lunga durata, il terzo a bordo della ISS. La prima missione spaziale di Padalka fu a bordo della stazione spaziale Russa MIR. Per Revin è il suo primo viaggio nello spazio. Padalka diventerà il Comandante di Spedizione 32 quando Kononenko, Pettit e Kuipers si sganceranno il 1° luglio a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-03M dopo sei mesi di permanenza sulla stazione e concluderanno la Spedizione 31. La Spedizione 32 verrà implementata due settimane dopo quando arriveranno gli Ingegneri di Volo Suni Williams, Yuri Malenchenko e Aki Hoshide. Mentre la stazione spaziale è nel periodo di transizione delle operazioni con sei membri dell'equipaggio i controllori di volo della SpaceX si stanno preparando per il lancio della capsula Dragon previsto per il 19 maggio. Il lancio del primo veicolo cargo commerciale è fissato per le 4:55 a.m. EDT (le 10:55 ora italiana) ed il 22 maggio il Canadarm2 catturerà il Dragon per fissarlo al Nodo Harmony della ISS. Nella foto (Credit: NASA/TV) i sei membri dell'equipaggio di Spedizione 31 tutti assieme poco dopo l'arrivo del nuovo terzetto. In prima fila da sinistra gli Ingegneri di Volo Sergei Revin, Gennady Padalka e Joe Acaba; dietro l'Ingegnere di Volo Don Pettit, il Comandante Oleg Kononenko e l'Ingegnere di Volo André Kuipers. In copertina una bella foto a lunga posa del cielo stellato e della Terra che scorre sotto ripresa dalla ISS dall'astronauta NASA Don Pettit.

VIDEO DELL'ATTRACCO DELLA SOYUZ TMA-04 CON IL NUOVO EQUIPAGGIO ALLA ISS (CREDIT: NASA) - dur.min.2:10 - lingua Inglese



Fonte : NASA

16/05/2012 - La Shenzhou 9 potrebbe essere lanciata a metà giugno - Il più ambizioso volo spaziale Cinese con equipaggio potrebbe avvenire alla metà del mese prossimo. Infatti tutti i componenti per la missione, il razzo Lunga Marcia 2F (Chang Zeng 2F) e il veicolo spaziale Shenzou-9, si trovano ora presso il sito di lancio di Jiuquan. Sebbene fonti di informazione Cinese abbiano sempre affermato che la finestra di lancio di questa quarta missione abitata si sarebbe aperta a giugno e chiusa ad agosto, sembra che il volo potrebbe prendere il via nella prima parte di questo periodo. Infatti, basandosi sulle precedenti missioni Shenzou, sia abitate che non, i lanci sono avvenuti sempre 35-40 giorni dopo che i componenti erano arrivati alla base di lancio. Inoltre alcuni rispettabili 'cacciatori' di satelliti del Regno Unito che seguono i parametri orbitali del modulo laboratorio TianGong-1 (al quale la Shenzou-9 dovrà tentare di attraccare) hanno previsto il lancio il 17 giugno. Secondo fonti giornalistiche asiatiche la missione durerebbe ben 13 giorni (più del doppio del precedente record di permanenza nello spazio di una missione con astronauti cinesi) ed avrebbe, fra l'equipaggio composto da 3 membri, la prima donna taikonauta. Il modulo laboratorio TianGong-1 era stato lanciato il 29 settembre 2011 e nel novembre la Cina aveva eseguito il primo attracco orbitale quando la capsula Shenzou-8, disabitata, aveva effettuato il primo randezvous ed aggancio con l'avamposto orbitale. Se la missione della Shenzou-9 andrà come previsto un altro equipaggio visiterà il TianGong-1 nel 2013 a bordo della Shenzou-10.

Fonte : SpaceDaily

Nella foto (Credit: Arianespace) il decollo della missione Ariane 5 VA206. 16/05/2012 - Ancora una missione di successo per Ariane 5 - Il potente vettore Europeo Ariane 5 ECA ha regolarmente immesso in orbita due satelliti per telecomunicazioni costruiti dalla Lochkeed Martin. Il decollo della missione VA206 è avvenuto alle ore 22:13 GMT del 15 maggio (le 0:13 ora italiana del 16 maggio) dalla rampa di lancio ELA-3 dello Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese. A bordo del vettore pesante si trovavano i satelliti JCSAT-13 e VINASAT-2 che sono stati rilasciati su un'orbita geostazionaria di trasferimento nel 48° lancio consecutivo di successo di un Ariane 5. JCSAT-13 è stato rilasciato dopo 26 minuti e 43 di volo mentre VINASAT-2 a 36 minuti ed 8 secondi. I due carichi portati oggi in orbita erano ambedue costruiti dall'americana Lockheed Martin su piattaforma A2100. Secondo Jean-Yves Le Gall, amministratore delegato di Arianespace, questo volo sorpassa i 300 satelliti inviati nello spazio dalla Guyana Francese, senza contare gli oltre 50 satelliti definiti carichi secondari. Il satellite JCSAT-13 , della società SKT Perfect JSAT Corporation Giapponese, verrà posizionato a 124° EST per fornire trasmissioni televisive dirette su tutto il Paese del Sol Levante e sostituendo il vecchio JCSAT-4A. Il satellite, pesante circa 4.350 kg al lancio e fornito di 44 transponder in banda Ku, fornirà inoltre servizi anche su tutto il Sud Est Asiatico per una durata complessiva operativa stimata in oltre 15 anni. Il VINASAT-2, il secondo satellite lanciato oggi durante la missione VA206, è il secondo satellite delle Poste e Telecomunicazioni del Vietnam e segue VINASAT-1 lanciato, sempre da un Ariane 5, nell'aprile del 2008. Fornito di 24 transponder in banda Ku, è capace di gestire collegamenti telefonici, radio e televisivi per tutto il Vietnam. Il VINASAT-2 ha una massa di circa 2.970 kg al lancio ed opererà da una posizione a 131,8° Est durante una vita operativa prevista di oltre 15 anni. "E' stato un bellissimo lancio, " ha commentato Joe Rickers, Presidente del Sistema Commerciale della Lockheed Martin Space System, durante un discorso al centro di controllo di lancio. "Voglio congratularmi con Arianespace e con Jean-Yves Le Gall assieme a tutti quelli dello Spazioporto che hanno reso possibile questo lancio: il record di successi parla da solo." Per il 62° lancio di un Ariane 5 (il 48° consecutivo di successo) fin dal suo debutto il veicolo ha confermato, ancora una volta, le sue capacità - con i seguenti parametri orbitali stimati e con l'immissione dello stadio criogenico superiore: Perigeo 250,2 km contro una stima di 250 km. / Apogeo 35.927 km contro una stima di 35.909 km / Inclinazione 19,7° contro una stima di 2,00°. Quello di oggi era il 24° lancio orbitale globale del 2012, il 23° a concludersi con successo. VA206 era il secondo lancio di Ariane 5 per questo anno. La prossima missione è prevista per il 19 giugno prossimo con il lancio doppio di un satellite per telecomunicazioni EchoStar XIII per la Hughes Network System e del satellite meteorologico MSG-3 (Meteosat Second Generation-3) della Eumetsat e costruito da un consorzio industriale guidato dalla Thales Alenia Space. Nella foto (Credit: Arianespace) il decollo della missione Ariane 5 VA206.

Fonti : Arianespace - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: S.P. KOROLEV ROCKET AND SPACE CORPORATION «ENERGIA») i tre astronauti salutano prima di salire sul razzo Soyuz. 15/05/2012 - Partito l'equipaggio della Soyuz TMA-04M verso la Stazione Spaziale Internazionale - Il razzo vettore Soyuz ha acceso i propri motori alle 9:01:23 ora locale (le 5:01:23 ora italiana) del 15 maggio ed è decollato dalla rampa del Cosmodromo di Baikonur con a bordo i tre nuovi membri dell'equipaggio di Spedizione 31. Il Comandante della Soyuz, il veterano Gennady Padalka, il cosmonauta Sergei Revin che funge da Ingegnere di Volo n.1, al suo primo volo e l'astronauta della NASA Joseph Acaba che funge da Ingegnere di Volo n.2, alla sua seconda missione nello spazio. Padalka ha già volato quattro volte nello spazio per un totale di 586 giorni in orbita durante un volo di lunga durata sulla stazione spaziale Russa MIR e due a bordo della ISS. La Soyuz TMA-04M ha raggiunto l'orbita dopo 8 minuti e 45 secondi dal decollo e le immagini dell'interno della capsula trasmesse in diretta televisiva hanno mostrato un equipaggio rilassato ed in ottime condizioni. Poco dopo la separazione della capsula dallo stadio superiore del razzo Soyuz sono stati dispiegati i pannelli solari e le antenne. A quel punto i controllori di volo Russi hanno confermato che il veicolo era in ottime condizioni e pronto a raggiungere la Stazione Spaziale. Il veicolo spaziale si trova su un'orbita bassa di parcheggio con 51,7° di inclinazione, 200,7x246,36 km di quota ed un periodo orbitale di 88,68 minuti. Il programma di volo prevede l'arrivo della Soyuz alla ISS nelle prime ore di giovedì, manovrando in modalità automatica verso il boccaporto del modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale con l'attracco previsto attorno alle 12:38 a.m. EDT (le 6:38 ora italiana). Il periodo di permanenza di questo equipaggio sulla ISS sarà di circa quattro mesi. A bordo della ISS a dare il benvenuto ai tre nuovi membri dell'equipaggio il Comandante di Spedizione 31, il cosmonauta Russo Oleg Kononenko e gli ingegneri di Volo Donald Pettit, della NASA, e André Kuipers olandese dell'ESA, che si trovano sulla stazione dallo scorso 21 dicembre. Pochi giorni dopo l'arrivo dell'equipaggio di Soyuz TMA-04M la stazione vedrà l'arrivo del primo veicolo cargo commerciale degli Stati Uniti, la capsula Dragon della SpaceX. Inoltre in seguito la ISS verrà raggiunta da un cargo Russo Progress e da un cargo Giapponese HTV. L'equipaggio, durante il periodo trascorso sulla ISS, si occuperà di oltre 215 esperimenti coadiuvati da circa 400 scienziati a Terra. Kononenko, Kuipers e Pettit rientreranno sulla Terra, a bordo della loro capsula Soyuz TMA-03M, il primo luglio ed a quel punto Padalka, Revin ed Acaba diventeranno il nucleo di Spedizione 32, con Padalka come Comandante. I prossimi nuovi membri dell'equipaggio - il cosmonauta Yuri Malenchenko, l'astronauta della NASA Sunita Williams e l'astronauta Giapponese Akihiko Hoshide - arriveranno due giorni dopo il lancio previsto per il 15 luglio a bordo della Soyuz TMA-05M. Nella foto (Credit: S.P. KOROLEV ROCKET AND SPACE CORPORATION «ENERGIA») i tre astronauti salutano prima di salire sul razzo Soyuz. Sulla scala, partendo dal basso, il Comandante Padalka, Joseph Acaba e Sergei Revin. Quello di oggi è il 23° lancio orbitale globale del 2012, il 22° a raggiungere regolarmente l'orbita ed il primo con equipaggio umano a bordo. In copertina (Credit: S.P. Korolev RSC Energia) il momento del decollo del razzo Soyuz con a bordo la capsula TMA-04M con i tre nuovi membri dell'equipaggio della ISS.

VIDEO DEL LANCIO DELLA SOYUZ TMA-04 CON IL NUOVO EQUIPAGGIO PER LA ISS (CREDIT: NASA) - dur.min.2:32 - lingua Inglese



Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: ESA) le luci dell'Europa di notte. 15/05/2012 - André Kuipers: ambasciatore del mondo - Osservando la Terra da molto in alto, l'astronauta dell'ESA André Kuipers agisce come ambasciatore del mondo per il WWF (World Wildlife Fund), che ha pubblicato oggi il rapporto Living Planet Report. Il Living Planet Report misura i cambiamenti nella biodiversità seguendo oltre 9000 popolazioni di più di 2600 specie mondiali. André ha scritto l'introduzione al rapporto e sta facendo la sua parte per mostrare quanto fragile sia veramente il nostro pianeta. André si è preoccupato del nostro pianeta sin dalla sua ultima missione sulla Stazione Spaziale Internazionale, nel 2004. Da allora ha inviato immagini che mostrano l'impatto dell'uomo sul nostro clima. "Abbiamo una sola Terra. Da qui sopra posso vedere l'impronta umana, compresi gli incendi forestali, l'inquinamento atmosferico e l'erosione – sfide che si riflettono in questa edizione del rapporto Living Planet Report" ha detto André. Il rapporto illustra come la nostra domanda di risorse naturali sia divenuta insostenibile. Nel 2050, due persone ogni tre vivranno in città. L'umanità richiede nuovi e migliori modi di gestire le risorse naturali. Utilizzando la nuova videocamera dell'ESA NightPod, André sta fotografando le città di notte, con immagini molto più nitide che in precedenza. L'inquinamento luminoso è un esempio drammatico dell'energia che gli uomini sprecano. Guarda tutte le immagini che ha preso André sul suo canale Flickr, o segui l'astronauta su Twitter. L'effetto che abbiamo sul nostro pianeta va ben oltre ciò che è visibile all'occhio umano. Per riuscire a capire e gestire meglio l'impatto dell'uomo, l'ESA sta fornendo dati provenienti da diversi satelliti. I satelliti offrono l'unico modo pratico di controllare la Terra nel suo insieme. Sensibili strumenti di tecnologia spaziale raccolgono dati precisi per svelare le complessità del nostro pianeta e tenere traccia delle modifiche in corso. Essi hanno contribuito significativamente alle informazioni per il rapporto del WWF Living Planet Report. Oltre al fatto di soddisfare le richieste della ricerca europea, questo assicura inoltre che ai responsabili decisionali siano fornite le informazioni per affrontare le sfide del cambiamento climatico, assicurare un futuro sostenibile e rispondere ai disastri naturali ed a quelli provocati dall'uomo. Nella foto animata (Credit: ESA) le luci dell'Europa di notte a raffronto fra il 1992 ed il 2010.

Fonte : ESA Italia

Nella foto (Credit: ESA - M. Koell, 2009) l'astronauta Italiano dell'ESA, Luca Parmitano. 14/05/2012 - Disegna e Designa la missione di Luca Parmitano - Luca Parmitano, astronauta dell'ESA di nazionalità italiana e Capitano dell'Aeronautica Militare Italiana, è stato assegnato alla missione 36/37 di lunga durata, che lo vedrà a bordo della Stazione Spaziale per sei mesi in qualità di ingegnere di volo. Il lancio è previsto per il 2013 dal cosmodromo di Baikonour, in Kazakistan. L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) lancia un concorso per dare un nome e un logo alla missione di Luca. L'ESA è lieta di promuovere questo importante concorso. Gli aspetti da evidenziare dovranno far riferimento alla capacità professionale dei nostri astronauti, oppure alla ricerca scientifica e tecnologica, al ruolo dell'Italia nel settore spaziale, o ancora alla ISS come avamposto umano nello spazio, all'esplorazione spaziale intesa come mezzo per studiare e testare nuove tecnologie che possano avere dei benefici per l'utilizzo nella vita di tutti i giorni sulla Terra. Partendo da questi presupposti, e seguendo le linee guida indicate nel bando dell'ASI riportato qui in formato pdf, potete concorrere e contribuire anche a voi alla missione di Luca. Dopo Paolo Nespoli, che ha soggiornato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dal dicembre 2010 al maggio 2011, e precedentemente per due settimane nel 2007, un altro astronauta italiano si appresta ad affrontare una missione di lunga durata in orbita intorno alla terra. Con alle spalle un solido curriculum ed una preparazione militare, Luca Parmitano si sta già addestrando per la sua prima missione nello spazio, dividendosi tra il Centro Astronautico Europea (EAC) di Colonia, in Germania, la "Città delle Stelle" (Star City) a Mosca e Houston, per l'addestramento NASA. Selezionato dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel maggio del 2009, a settembre dello stesso anno e per 18 mesi Parmitano ha seguito l'addestramento base insieme agli altri compagni di corso, diplomandosi e diventando ufficialmente astronauta nel novembre dell'anno successivo. Nella foto (Credit: ESA - M. Koell, 2009) l'astronauta Italiano dell'ESA, Luca Parmitano.

Fonte : ESA Italia

13/05/2012 - Enterprise scende dal Jumbo - Due settimane dopo aver volato sulle spalle di un Boeing 747 da Washington a New York, la navetta Enterprise è stata scaricata dall'aereo per mezzo di due gigantesche gru domenica mattina. Una volta scaricata è stata piazzata sopra uno speciale carrello e portato al coperto di un hangar nell'attesa del viaggio su chiatta fino a Manhattan dove l'attende il ponte di volo della portaerei Intrepid. Il viaggio di Enterprise sulla chiatta dall'aeroporto JFK al molo che ospita il Sea, Air & Space Museum di New York avverrà il prossimo 4 giugno mentre l'esposizione al pubblico a partire dal 19 luglio nello 'Space Pavillon'. Ora gli operai della USA (United Space Allinace) inizieranno a smontare le due gigantesche gru mentre il Boeing 747 Shuttle Carrier Aircraft della NASA partirà, alla fine di questa settimana, per il Dryden Flight Research Center in California. A settembre poi, il velivolo tornerà al Kennedy Space Center per il suo ultimo volo come traghetto andando a prendere la navetta spaziale Endeavour destinata al California Science Center di Los Angeles. In copertina (Credit: Dennis Jenkins) la navetta Enterprise mentre viene portata al sicuro sotto l'hangar dopo essere stata scaricata dalla groppa del 747 SCA della NASA. Al sito linkato come fonti una bella serie di foto dell'operazione di scarico di Enterprise.

Fonte : CollectSpace

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) il modello di rover simile a quello diretto su Marte mentre viene testato sulle dune di sabbia del deserto del Mojave. 11/05/2012 - Si prova il rover marziano nel deserto Mojave - I membri della squadra della missione del Mars Science Laboratory della NASA hanno eseguito questa settimana dei test con il rover sulle Dumont Dunes nel deserto Mojave della California. Questi test sono fatti per comprendere meglio il miglior modo di operare con il rover simile, Curiosity, che al momento sta volando verso Marte per l'atterraggio previsto ad agosto. Il test ha posto il rover, una versione in scala del sistema di mobilità di Cuiosity, a confrontarsi con diverse pendenze sabbiose. Il rover in questione era alleggerito per poter pesare quanto il suo gemello su Marte che ha una gravità minore di quella terrestre. Le informazioni raccolte in questi test sulle dune in salita ed in discesa saranno utilizzare dal team del rover per prendere le migliori decisioni su come guidare Curiosity sulle dune vicino alla montagna che si trova al centro del cratere Gale. Per prima cosa, il veicolo spaziale Mars Science Laboratory, lanciato il 26 novembre 2011, dovrà rilasciare Curiosity sulla superficie in tutta sicurezza. Un arrivo tranquillo su Marte non è mai assicurato e la missione utilizza un sistema innovativo di atterraggio per il veicolo più grande e pesante che abbia mai tentato di scendere su un'area così piccola. Un sistema avanzato di atterraggio per carichi più pesanti e con maggiore precisione sono passi verso un'eventuale missione umana su Marte. Curiosity è in rotta per un atterraggio nel pomeriggio del 5 agosto 2012 PDT (il 6 agosto ora italiana) per iniziare la sua missione principale di due anni. I ricercatori prevedono di utilizzare Curiosity per studiare gli strati del rilievo centrale del cratere Gale, il Monte Sharp. La missione studierà se l'area ha mai offerto un ambiente favorevole per la vita microbiotica. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena gestisce la missione lo Science Mission Directorate della NASA di Washington. Per ulteriori informazioni su Curiosity online vedi: http://www.nasa.gov/msl ed http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. Se vuoi seguire la missione su Facebook vai a: http://www.facebook.com/marscuriosity e su Twitter a http://www.twitter.com/marscuriosity. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) il modello di rover simile a quello diretto su Marte mentre viene testato sulle dune di sabbia del deserto del Mojave.

Fonte : NASA

Nell'illustrazione (Credit: SpaceX) le varie parti principali che compongono il veicolo spaziale Dragon della SpaceX. 11/05/2012 - Il debutto di Dragon alla ISS ha superato il processo di validazione del software - Uno dei punti critici richiesti alla SpaceX prima di poter effettuare la missione della sua capsula cargo Dragon verso la ISS - il completamento delle operazioni di validazione del software per le fasi di avvicinamento e cattura con l'avamposto orbitale - sono state superate. Rimangono soltanto alcuni piccoli dettagli che non dovrebbero impedire di procedere con il lancio previsto per il 19 maggio. Al momento il Dragon si trova sulla sommità del razzo Falcon 9 ed il lancio è previsto per il 19 maggio alle 4:55 a.m. EDT (le 10:55 ora italiana) con una finestra istantanea, che significa che qualsiasi ritardo porterebbe ad un rinvio e la seconda occasione di lancio avverrebbe dopo tre giorni. Il lancio avrebbe dovuto essere effettuato mesi fa ma le richieste della NASA alla SpaceX sulla validazione e la sicurezza del programma software per le fasi più cruciali della missione hanno costretto a far slittare l'avvio della missione diverse volte. Il 19 maggio è stato scelto anche per non intralciare la prossima missione Soyuz destinata alla ISS il cui lancio è previsto per il 14 maggio. La missione C+ (come viene ora definita quella di Dragon) è un mix di due missioni, la C2 e la C3 che avrebbero dovuto essere condotte in due voli separati. La SpaceX ha poi insistito con la NASA per poter unire i due voli in uno solo. Ma in questo modo l'avvicinamento e la cattura alla ISS verrà autorizzato soltanto quando tutte le specifiche del primitivo volo C2 saranno state ampiamente rispettate. I primi due, tre giorni di missioni saranno i più cruciali con tutta una serie di manovre che dovranno essere compiute dalla capsula per dimostrare il perfetto controllo, la manovrabilità e le varie modalità di aborto della missione in caso di problemi in vicinanza della Stazione Spaziale. Anche i pannelli solari, montati per la prima volta sul Dragon, dovranno dimostrare il loro perfetto funzionamento. Se tutto andrà come previsto e la capsula Dragon verrà catturata dal braccio robotico della ISS ed agganciata al boccaporto della stazione si tratterà della prima volta che un veicolo spaziale commerciale/privato avrà eseguito una missione del genere. Nell'illustrazione (Credit: SpaceX) le varie parti principali che compongono il veicolo spaziale Dragon della SpaceX.

Fonte : Nasaspaceflight

11/05/2012 - Spento per sempre anche l'ultimo Space Shuttle - Oggi, alle 9:58 a.m. EDT (le 15:58 ora italiana) l'orbiter Endeavour, venti anni dopo la sua prima missione nello spazio, è stato spento definitivamente. L'operazione è stata eseguita dai tecnici ed ingegneri della NASA all'interno del'Orbiter Processing Facility-2 (OPF-2) che si trova al Kennedy Space Center, in Florida. Alla più giovane delle navette della NASA sono stati spenti tutte le apparecchiature di bordo, un procedimento che permetterà di esporre il veicolo alato nel museo al quale è destinato. A settembre infatti, la NASA caricherà Endeavour sopra un aereo 747 appositamente modificato e la farà volare verso Los Angeles dove verrà esposta al California Science Center. La navetta Endeavour venne in parte assemblata con pezzi di ricambio ed avanzi della costruzione delle navi gemelle Discovery ed Atlantis dopo la perdita dell'orbiter Challenger nel 1986. La prima missione di Endeavour fu STS-49 avvenuta nel maggio del 1992. La NASA ha ritirato la flotta di navette nel luglio 2011 ed i restanti orbiter sono stati tutti destinati a vari musei sparsi per gli Stati Uniti. Al momento l'agenzia spaziale americana è costretta ad affidare il volo dei propri astronauti verso la ISS per mezzo delle capsule Soyuz dei Russi. Un servizio commerciale americano privato per la NASA dovrebbe entrare in servizio nel 2017. Endeavour è l'ultimo degli orbiter rimasti ad essere stato spento definitivamente. Il Discovery, che è già stato consegnato al Museo Smithsonian ad aprile venne spento il 16 dicembre 2011 mentre Atlantis, destinato ad essere esposto al Centro Visitatori del KSC venne disattivato la settimana successiva, il 22 dicembre 2011. Su Endeavour sono già stati rimossi tutti i materiali pericolosi ed i componenti che potrebbero essere riutilizzati su future astronavi, come la parte propulsiva, destinata al nuovo vettore pesante della NASA in progettazione, lo SLS (Space Launch System).

Fonte : Space.com

Nella illustrazione (Credit: Bigelow Aerospace) la stazione spaziale Sundancer proposta dalla Bigelow. 10/05/2012 - La SpaceX e la Bigelow Aerospace uniscono le forze per offrire missioni private con equipaggio - La Space Exploration Technologies (SpaceX) e la Bigelow Aerospace (BA) hanno raggiunto un accordo per condurre azioni comuni di marketing rivolte a clienti internazionali. Le due compagnie offriranno voli a bordo del veicolo spaziale Dragon della SpaceX, utilizzando il veicolo di lancio Falcon, per portare passeggeri verso gli ambienti orbitanti attorno alla Terra della Bigelow. Secondo il fondatore e Presidente della Bigelow Aerospace, Robert T. Bigelow, "Siamo molto emozionati di lavorare con i nostri colleghi della SpaceX per presentare un servizio unico che le nostre due compagnie possono offrire alla clientela internazionale. Siano ansiosi di unire le nostre discussioni oltremare per i sostanziali benefici che l'affitto di un BA330 può offrire in combinazione con le capacità di trasporto di SpaceX." Il BA330 è l'habitat orbitale che fornisce circa 330 metri cubi di volume utilizzabile e può sostenere un equipaggio fino a sei persone. La Bigelow Aerospace prevede di collegare due o più BA330 in orbita per fornire un accesso senza confronti all'ambiente di microgravità ad agenzie spaziali nazionali, compagnie ed università. "La SpaceX e la BA hanno un sacco di cose in comune. Entrambe le compagnie sono state fondate per aiutare la nuova era dell'imprenditoria spaziale," dice il Presidente della SpaceX, Gwynne Shotwell. "Assieme possiamo fornire opportunità uniche ad entità - sia nazionali che corporative - di dare ai loro equipaggi accesso all'ambiente spaziale per lunghi periodi. Non vedo l'ora di lavorare con Bigelow Aerospace nel coinvolgere i clienti internazionali," ha spiegato Shotwell. La navicella Dragon della SpaceX sarà in grado di trasportare sette passeggeri in orbita utilizzando la serie di razzi Falcon della compagnia. La SpaceX sta lavorando per creare il sistema più sicuro al mondo per il volo spaziale umano. Le aziende inizieranno la loro attività di marketing in Asia. I rappresentanti di Bigelow e di SpaceX si incontreranno con i funzionari del Giappone poco dopo il prossimo lancio del Falcon 9 e del veicolo spaziale Dragon. Nella illustrazione (Credit: Bigelow Aerospace) la stazione spaziale Sundancer proposta dalla Bigelow e formata da tre moduli gonfiabili BA330.

Fonte : SpaceX

Nella immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/INAF/MPS/DLR/IDA) i vari minerali che compongono la superficie dell'emisfero sud di Vesta. 10/05/2012 - Dawn rivela i segreti dell'asteroide gigante Vesta - La sonda spaziale Dawn della NASA ha fornito ai ricercatori, grazie alle prime analisi dall'orbita del gigantesco asteroide Vesta, nuovi indizi della sua creazione e della sua relazione con i pianeti terrestri e la Luna. Vesta ora appare come un fossile speciale degli inizi del Sistema Solare con una varietà di superfici molto maggiore di quella che si pensava. Gli scienziati hanno confermato in vari modi che Vesta è molto più simile ad un piccolo pianeta o alla Luna di ogni altro asteroide. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati oggi sulla rivista Science. "La visita di Dawn a Vesta ha confermato le nostre teorie sulla storia di questo gigantesco asteroide, e ci ha aiutato a scoprire i dettagli che sarebbe stato impossibile da lontano," ha detto Carol Raymond, scienziato del JPL della NASA a capo del progetto Dawn. "La visita di Dawn a Vesta prosegue da quasi un anno e questo ci ha permesso di osservare le qualità di quasi-pianeta che possiede questo asteroide." Gli scienziati vedono ora Vesta come un corpo planetario stratificato con un nucleo ferroso - la sola cosa sopravvissuta ai primi giorni del Sistema Solare. La complessità geologica dell'asteroide può essere attribuita al processo che ha separato la crosta dell'asteroide, il mantello ed il nucleo ferroso con un raggio di circa 100 km circa 4,56 miliardi di anni fa. I pianeti terrestri e la Luna si sono formati in modo simile. Dawn ha osservato la struttura di minerali esposti dai profondi avvallamenti creati dagli impatti di rocce, che farebbero supporre che l'asteroide una volta avesse un mare di magma sotto la superficie. Un oceano di magma si forma quando un corpo quasi completamente fuso, può diventare uno dei blocchi costitutivi che possono formare i pianeti. Altri corpi con oceani di magma hanno finito per diventare parti della Terra e degli altri pianeti. I dati hanno inoltre confermato che un separato gruppo di meteoriti scoperti sulla Tera sono, come teorizzato, provenienti da Vesta. Le tracce di minerali ricchi di pirosseno, ferro e magnesio, in questi meteoriti sono compatibili con le rocce della superficie di Vesta. Questi oggetti sono circa il 6% di quelli che cadono sulla Terra. Questo rende Vesta una delle maggiori sorgenti di meteoriti cadute sulla Terra. La scoperta inoltre marca la prima volta che un veicolo spaziale è stato in grado di visitare la sorgente di campioni dopo che sono stati identificati sulla Terra. Gli scienziati ora sanno che la topografia di Vesta è piuttosto ripida e varia. Alcuni crateri su Vesta formano pendii molto ripidi e hanno lati quasi verticali, con frane che si verificano più frequentemente del previsto. Un'altra scoperta inattesa è stata che il picco centrale dell'asteroide, nel bacino del Rheasilvia dell'emisfero meridionale, è molto più alto e più ampio, rispetto alle dimensioni del suo cratere, in confronto ai picchi centrali dei crateri sui corpi come la nostra Luna. Vesta mostra anche analogie con altri mondi a bassa gravità come le piccole lune ghiacciate di Saturno, e la sua superficie presenta segni chiari e scuri che non corrispondono ai modelli previsti sulla Luna. "Noi sappiamo molto della nostra Luna ed ora stiamo solo iniziando rapidamente a comprendere Vesta," ha dichiarato Vishnu Reddy, un membro del team che si occupa delle macchine fotografiche di Dawn presso il Max Planck Institute for Solar System Research in Germania e nell'University of North Dakota di Grand Forks. "Confrontando i due corpi celesti abbiamo due storie di come questi fratelli gemelli si sono evoluti nel primitivo Sistema Solare." Dawn ha rivelato dettagli sulle collisioni che hanno squassato Vesta nella sua storia. Gli scienziati di Dawn ora possono datare i due giganteschi impatti che hanno colpito l'emisfero sud di Vesta e creato il bacio Veneneia circa 2 miliardi di anni fa e il bacino Rheasilvia circa 1 miliardo di anni fa. Rheasilvia è il più grande bacino da impatto di Vesta. "I grandi bacini da impatto sulla Luna sono relativamente vecchi," dice David O'Brien, uno scienziato del Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona, che partecipa alla missione di Dawn. "Il fatto che i più grandi impatti su Vesta siano così recenti è stato sorprendente." Dawn, lanciata nel 2007, ha iniziato ad esplorare Vesta alla metà del 2011. La sonda lascerà Vesta il 26 agosto per recarsi a studiare il suo prossimo obiettivo, il pianeta nano Cerere, che raggiungerà nel 2015. La missione Dawn a Vesta e Cerere è gestita dal JPL per lo Science Mission Directorate della NASA di Washington. Dawn è un progetto che fa parte del Programma Discovery gestito dal Marshall Space Flight Center della NASA di Hunstville, Alabama. La UCLA è responsabile per tutta la parte scientifica della missione Dawn. La Orbital Sciences Corp. di Dulles, Virginia, ha progettato e costruito la sonda. Il Centro Aerospaziale della Germania, il Max Planck Institute for Solar System Research, l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto Nazionale di Astrofisica sono partner internazionali del progetto. Il California Institute of Technology di Pasadena, gestisce il JPL per la NASA. Per ulteriori informazioni sulla missione Dawn visita: http://www.nasa.gov/dawn e http://dawn.jpl.nasa.gov/ Nella immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/INAF/MPS/DLR/IDA) i vari minerali che compongono la superficie dell'emisfero sud di Vesta. L'immagine è stata ottenuta con i dati dello spettrometro nel visibile e nell'infrarosso. Diverse lunghezze d'onda riflettono diverse composizioni minerali. Quelle in viola con una grande concentrazione di minerali diogenite mentre quelle gialle una grande concentrazione di Eucrite. Le diogeniti sono rocce di silicati com maggior magnesio che le eucriti che invece sono ricche di ferro. I dati dei minerali sono stati poi sovrapposti ad un mosaico ottenuto con la macchina fotografica di Dawn. Gli spettrometri di Dawn sono stati forniti dall'ASI e gestiti dall'Istituto Nazionale Italiano di Astrofisica di Roma in collaborazione con la Selex Galileo che lo ha costruito.

VIDEO OTTENUTO CON I DATI DELLA SONDA DAWN E CHE CI MOSTRA UN VOLO VIRTUALE SULL'ASTEROIDE GIGANTE VESTA (CREDIT: NASA) - dur.min.1:37 - lingua Inglese



Fonte : NASA

10/05/2012 - Nuovo satellite spia Cinese inviato in orbita - A solo quattro giorni dal precedente lancio la Cina ha immesso in orbita un altro satellite, questa volta si tratta del Yaogan Weixing-14 (YG-14) che è decollato a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 4B (Chang Zheng-4B) partito alle 07:06 UTC (le 9:06 ora italiana) dal complesso di lancio LC9 del Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan. Fonti Cinesi riferiscono che il satellite ha scopi di sorveglianza remota e che verrà utilizzato per esperimenti scientifici, sorveglianza del suolo, gestione delle colture e monitoraggio disastri. Ma, come anche nei precedenti lanci di satelliti della serie Yaogan Weixing gli esperti occidentali ne prevedono anche un utilizzo militare. A bordo del YG-14 si dovrebbe trovare anche una nuova serie di sensori sviluppati dall'Istituto 508 del CAST e dall'Istituto di Ottica di Changchun. Nel lancio è stato inserito anche un piccolo satellite chiamato Tiantuo 1 con scopi sconosciuti. Si è trattato del 162° lancio orbitale Cinese, il settimo eseguito quest'anno. Quello di oggi era anche il 22°lancio orbitale globale del 2012, il 21° a raggiungere regolarmente l'orbita.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) le traccie sul suolo e l'ombra dei pannelli solari di Opportunity dopo i suoi primi movimenti. 10/05/2012 - Opportunity si rimette in moto dopo il quinto inverno su Marte - Con l'aumentare dell'energia solare giornaliera, Opportunity, il rover della NASA si è potuto muovere di nuovo dalla sua postazione che si trovava su un'affioramento superficiale, chiamata Greeley Haven, dove ha trascorso il suo quinto inverno marziano. Il primo movimento di Opportunity fin dallo scorso 26 dicembre è stato di 3,67 metri verso nord ed in discesa effettuato l'8 maggio. La squadra operazioni del rover che si trova al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, ha ricevuto la conferma del piccolo movimento martedì sera per mezzo dei segnali rimbalzati dalla sonda Mars Odyssey della NASA. "Siamo fuori da Greeley Haven ed abbiamo della sabbia sotto di noi," ha detto il guidatore del rover Ashely Stroupe del JPL. "E' bello potersi muovere di nuovo." Mentre si trovava a Greeely Haven nelle passate 19 settimane Opportunity ha utilizzato gli spettrometri ed il microscopio che si trovano sul suo braccio robotico per ispezione una dozzina di obiettivi all'interno dell'area dell'affioramento superficiale. I segnali radio doppler dal rover stazionario durante i mesi invernali hanno inoltre aiutato lo studio dell'interno di Marte fornendo precise informazioni sulla rotazione del pianeta. Opportunity utilizzerà ora la sua macchina fotografica panoramica per acquisire immagini multifiltro degli obiettivi studiati nella superficie di Greeley Haven. Il team del rover controllerà inoltre che l'energia sia sufficiente da poter ridurre l'inclinazione di Opportunity. Nei mesi invernali infatti il rover era stato parcheggiato inclinato di 15 gradi come rifugio. Nell'emisfero sud di Marte questa inclinazione ha permesso di tenere i pannelli solari orientati favorevolmente verso il basso sole invernale nel cielo a nord. Il solstizio invernale dell'emisfero sud di Marte è avvenuto in marzo ed ora l'inclinazione del rover dopo i primi passi fatti è calata di circa 8 gradi. Opportunity ha esplorato la regione Meridiani di Marte fin dal suo atterraggio nel gennaio 2004. Il rover è giunto nella zona di Cape York, del cratere Endeavour nell'agosto del 2011 ed ha studiato le rocce ed il terreno fin da allora. "Il nostro prossimo obiettivo è di fare alcune metri verso nord dove abbiamo notato una zona chiara che potrebbe essere polvere," ha detto Matt Golombek, capo del team scientifico di Opportunity al JPL. "Non abbiamo visto molta polvere a Meridiani. Questa potrebbe essere l'occasione per studiarla meglio." Oltre il cumulo di polvere il team intende utilizzare Opportunity per studiare delle venature nello strato di roccia che si trova attorno al confine nord di Cape York. Una venatura ispezionata prima dell'inverno conteneva gesso depositato molto tempo fa quando l'acqua è fluita attraverso uno spacco nella roccia. Il cratere Endeavour offre ad Opportunity le impostazioni per un sacco di lavoro produttivo. Il cratere misura 22 km di diametro - oltre 20 volte più grande del cratere Victoria che Opportunity ha esaminato per due anni. Un tipo di deposito rilevato dall'orbita in alcuni punti sul bordo di Endeavour contiene minerali argillosi antichi, interpretati come prova di antiche condizioni di umidità con meno acidità rispetto ai più vecchi ambienti umidi rilevati da Opportunity durante i suoi primi sette anni su Marte. Fino a che il vento non rimuoverà un po di polvere dai pannelli solari di Opportunity, permettendo ad una maggiore quantità di luce di raggiungere le celle solari, il rover avrà la necessità di lavorare, nelle prossime settimane, in postazioni che non abbiano inclinazioni verso sud. "Ci dirigeremo a sud non appena i livelli di potenza saranno adeguati per gestirli nelle zone dove andremo," ha dichiarato Diana Blaney, Mars Exploration Rover Deputy Project Scientist del JPL. "Ci sono alcuni depositi di Cape York dove, in base alla loro collocazione geologica, riteniamo che ci sia una buona probabilità di trovare argille antiche." Una destinazione successiva per Opportunity è verso sud, su una parte del bordo chiamata Cape Tribulation, dove antiche argille sono state scoperte dall'orbita. Opportunity, ed il suo rover gemello Spirit, hanno completato la missione principale di tre mesi a marzo ed aprile del 2004. Entrambi i rover hanno proseguito per anni l'estensione della missione. Entrambi hanno eseguito importanti scoperte sull'ambiente umido dell'antico Marte che potrebbe aver favorito il supporto della vita microbiologica. Spirit ha cessato le comunicazioni nel 2010. La NASA ha lanciato la la prossima generazione di rover, Curiosity, il 26 novembre 2011 ed il suo arrivo al cratere Gale di Marte è previsto per l'agosto 2012. Anche l'atterraggio di Curiosity è una sfida, e la sua missione avrà il merito di essere la prima che testerà un nuovo metodo di atterraggio che permetterà di utilizzare rover più pesanti. Curiosity è lungo circa il doppio e pesa cinque volte i precedenti rover marziani. Le sue dimensioni e la sua massa permettono di ospitare un carico scientifico progettato per studiare se la regione scelta per l'atterraggio ha avuto le condizioni ambientali favorevoli a supportare la vita microbiologica, compresi gli ingredienti chimici per la vita. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena e gestisce il progetto Mars Exploration Rover per lo Science Mission Directorate della NASA diWashington. Ulteriori informazioni sui rover sono online all'indirizzo: http://www.nasa.gov/rovers e http://marsrovers.jpl.nasa.gov. Potete seguire il progetto su Twitter http://twitter.com/MarsRovers e su Facebook http://www.facebook.com/mars.rovers. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) le traccie sul suolo e l'ombra dei pannelli solari di Opportunity dopo i suoi primi movimenti a Greeley Haven dopo una sosta durata quasi cinque mesi.

Fonte : NASA

Nella illustrazione (Credit: ATK) come Liberty al lancio e la sua capsula abitata. 09/05/2012 - l'ATK annuncia il sistema completo Liberty per l'invio di equipaggi in orbita - La ATK ha annunciato oggi che sta sviluppando Liberty come un sistema completo per il trasporto commerciale di equipaggi in orbita, compresa una capsula, un sistema di aborto al lancio, il veicolo di lancio e le attrezzature per l'operatività delle missioni e il segmento di terra. L'ATK sta progettando questo sistema per rispondere ai requisiti della NASA per un potenziale primo volo test di Liberty nel 2014 ed un volo spaziale con equipaggio già nel 2015. La compagnia ha inoltre annunciato che la Lockheed Martin fornirà supporto per il team Liberty della ATK e della Astrium come principale subappaltatore del progetto. La ATK prevede di poter eseguire la prima missione con equipaggio nel 2015 mentre i concorrenti nel fornire alla NASA questo servizio parlano del 2016/2017. Anche il costo per astronauta sarebbe minore di quello richiesto attualmente dai Russi per trasportare equipaggi della NASA verso la Stazione Spaziale. Liberty può giovare di alcuni sistemi già testati e di altri molto vicini alla fase finale. Infatti Liberty, il cui design deriva molto dal progetto cancellato Ares I, ha il primo stadio ricavato da un booster a propellente solido a cinque segmenti molto simile a quelli utilizzati nel Programma Space Shuttle, il secondo stadio è derivato dall'Ariane 5 ed è fornito dalla Astrium, una capsula simile ad Orion ma costruita in materiali compositi e quindi più leggera e già realizzata per dei test dal 2007 al 2010 ed un sistema di aborto al lancio chiamato MLAS (Max Launch Abort System) già testato nel 2009. Con questi requisiti la ATK prevede di poter rispondere alle richieste della NASA nel modo migliore e con una sicurezza invidiabile. La Astrium, che fornirà il secondo stadio del Liberty alimentato da un motore Vulcain 2, fa parte integrante di questo nuovo sistema di lancio. Inizialmente il secondo stadio verrà inviato dalla Astrium europea completo al Kennedy Space Center per essere integrato con il resto del vettore ma, una volta che il mercato di Liberty si sarà stabilito negli USA, anche questo verrà costruito lì. Il programma, al momento, è finanziato soltanto dalla ATK senza nessun apporto monetario della NASA ma soltanto come consulenza ed utilizzazione delle conoscenze. In agosto la NASA dovrebbe annunciare i vincitori della seconda fase del programma di sviluppo per gli equipaggi commerciali e la ATK spera di potersi aggiudicare una cifra sostanziosa per accelerare lo sviluppo di Liberty. In corsa per questi contratti, che potranno variare in totale dai 300 ai 500 milioni di dollari sono già in lizza la SpaceX, la Boeing, la Sierra Nevada e la Blue Origin. Tranne la SpaceX, che oltre al veicolo spaziale abitato Dragon fornisce anche il proprio vettore Falcon 9, tutte le altre si sono affidate al razzo Atlas 5 della ULA (United Launch Alliance). Se la ATK non riceverà fondi dalla NASA per Liberty il progetto non si fermerà ma sicuramente ne verrà rallentato. Il sistema di lancio utilizzerebbe le strutture del Kennedy Space Center, ed in particolare, la rampa 39B del Programma Shuttle, al momento inutilizzata. Nella illustrazione (Credit: ATK) come Liberty al lancio e la sua capsula abitata.

Fonti : ATK - Nasaspaceflight - SpaceflightNow

09/05/2012 - Azienda Ucraina fornirà il quarto stadio di Vega - La Pivdenne Design Boureau e la Pivdenmash (entrambe basate a Dnipropetrovsk) e la italiana AvioSpa hanno siglato un contratto per la fornitura di motori a razzo per il quarto stadio del nuovo veicolo di lancio Europea Vega. Il contratto è previsto per la durata di tre anni, con i diritti di prolungarlo, ha divulgato una fonte a conoscenza dei dettagli di questa cooperazione Ucraina-Europea nel programma Vega alla Interfax-Ucraina. Il contratto prevede la produzione e la fornitura di cinque motori a razzo per i partner Europei. La consegna del primo motore di serie è prevista per il 2012.

Fonte : Ukranian Journal

Nella illustrazione (Credit: ESA) come appare Envisat in orbita. 09/05/2012 - L'ESA ha dichiarato conclusa la missione di Envisat - Poche settimane dopo la celebrazione dei suoi dieci anni in orbita, le comunicazioni con il satellite Envisat si interrompevano bruscamente l'8 di aprile. Dopo rigorosi tentativi di ristabilire i contatti ed uno studio sui possibili motivi del guasto, l'ESA ha dichiarato la fine della missione. Un team di ingegneri ha trascorso tutto il mese scorso nel tentativo di riprendere i controlli di Envisat ed ha investigato sulle possibili ragioni del problema. Nonostante i continui invii di comandi da una serie di stazioni di ascolto sparse per il mondo non vi sono state risposte dal satellite. Prima della perdita dei contatti non vi erano stati segni premonitori e, utilizzando anche immagini radar e da satelliti è stata accertata la condizione orbitale del satellite che pare immutata. I possibili motivi della perdita dei contatti potrebbero essere stati causati da una perdita di energia che ha bloccato la telemetria ed i telecomandi, oppure un corto circuito che ha fatto andare Envisat in 'safe mode', una speciale condizione che permette al satellite di sopravvivere. Infine potrebbe essere intervenuta un'anomalia durante il 'safe mode' che ha lasciato il satellite in una condizione intermedia e sconosciuta. Sebbene le probabilità di recuperare Envisat siano molto basse il team di indagine continuerà con i tentativi di ristabilire il contatto per i prossimi due mesi mentre verranno esaminati gli scenari dei guasti. Envisat ha comunque lavorato per il doppio del tempo per il quale era stato progettato anche se, date le sue ottime condizioni prima della perdita di contatti, l'ESA sperava di poterlo utilizzare fino al lancio delle missioni successive Sentinel. Envisat, nei suoi dieci anni di vita, ha tenuto sotto controllo la superficie terrestre, l'atmosfera, gli oceani e le calotte polari. Oltre 2.500 pubblicazioni scientifiche sono state realizzate con i suoi dati fornendo ulteriore conoscenza del nostro pianeta. Durante questi dieci anni Envisat è stato testimone del graduale assottigliamento del ghiaccio del mare Artico e dell'apertura regolare di rotte navali polari durante i mesi estivi. Assieme ad altri satelliti ha monitorato l'altezza globale del livello dei mari e le sue variazioni stagionali così come le temperature della superficie del mare con una precisione di alcuni decimi di grado. Anni di dati di Envisat hanno permesso una migliore comprensione delle correnti oceaniche e delle concentrazione di clorofilla. Nell'atmosfera, il satellite, ha osservato l'aumento dell'inquinamento dell'aria in Asia e la sua stabilità in Europa e Nord America e misurato le concentrazioni di anidride carbonica e metano. Inoltre Envisat ha monitorato le variazioni nel buco dell'ozono in Antartide. Sulle terre emerse Envisat ha mappato la velocità del ritiro dei ghiacci in Antartide ed in Groenlandia. Le sue immagini sono state utilizzate con regolarità per aggiornare le mappe globali di uso terrestre, compresi gli effetti della deforestazione. Utilizzando le sue apparecchiature radar, Envisat ha mappato le placche spostate dai terremoti e dalle eruzioni vulcaniche , migliorando la comprensione dei meccanismi tettonici e vulcanici. Envisat ha inoltre fornito osservazioni terrestri cruciali, non solo per gli scienziati, ma anche per molti operatori come il monitoraggio delle alluvioni e delle perdite di petrolio. Questi dati sono stati utilizzati in supporto alle autorità di protezione civile nella gestione delle calamità naturali e nei disastri causati dall'uomo. Envisat ha contribuito con informazioni preziose nel servizio di Monitoraggio Globale Ambientale e di Sicurezza Europeo (GMES - Global Monitoring for Environmental Security) preparando la strada alla prossima generazione di satelliti. Con la fine della missione, il lancio dei prossimi satellite GMES, i Sentinel, diventano ancora più urgenti per assicurare la continuità dei dati agli utilizzatori, migliorare la gestione dell'ambiente, comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ed assicurare la sicurezza dei civili. Nella illustrazione (Credit: ESA) come appare Envisat in orbita.

VIDEO CHE RIASSUME I DIECI ANNI DI MISSIONE DI ENVISAT (CREDIT: ESA) - dur.min.2:03 - lingua Inglese



Fonte : ESA

Nella foto (Credit: NASA/ESA) scattata a bordo della ISS, l'astronauta olandese dell'ESA, André Kuipers, mentre congela dei campioni di sangue. 09/05/2012 - Mantenere le cellule immunitarie vive e vegete - Nuovi risultati di ricerche effettuate sulla Stazione Spaziale Internazionale offrono indizi sul perché il sistema immunitario degli astronauti non funziona così bene nello spazio come a Terra. Tali scoperte potrebbero essere di beneficio per gli anziani sulla Terra. Gli astronauti sono soggetti a diversi tipi di sollecitazioni per adattarsi alla microgravità. Per anni, gli scienziati hanno saputo che il sistema immunitario non funziona così bene nello spazio, e cercare di trovarne la ragione è una forza trainante per la ricerca spaziale. Ricercatori all'Università di Teramo, al Centro Europeo per gli Studi sul Cervello (European Centre for Brain Research) ed alla Fondazione Santa Lucia hanno scoperto che un particolare enzima, chiamato 5-LOX, diventa più attivo in assenza di gravità. L'enzima 5-LOX regola in parte la durata di vita delle cellule umane. La maggior parte delle cellule umane si separa e si rigenera ma il numero di volte in cui esse si riproducono è limitato. Potrebbe un cambiamento nell'attività dell'enzima 5-LOX influire sulla salute degli astronauti nello spazio? Per scoprirlo, i ricercatori dovevano testare la loro teoria nell'unico laboratorio che può 'spegnere' la gravità: la Stazione Spaziale Internazionale. Campioni di sangue di due donatori sani sono stati inviati sull'avamposto orbitante. Un set è stato esposto per due giorni alla microgravità, mentre l'altro è stato tenuto in una piccola centrifuga per simulare la gravità terrestre. I campioni sono stati poi congelati e rinviati sulla Terra, per analizzarli. Come previsto, i campioni esposti alla microgravità hanno mostrato maggiore attività del 5-LOX rispetto ai campioni centrifugati e rispetto ad un ulteriore campione che era rimasto a terra. In effetti, i campioni centrifugati erano rimasti identici ai campioni a terra. Il Professor Mauro Maccarrone, dell'Università di Teramo, spiega "Ora abbiamo un enzima su cui puntare che potrebbe giocare un ruolo nella causa dell'indebolimento del sistema immunitario. L'enzima 5-LOX può essere bloccato con i farmaci esistenti, quindi utilizzare queste scoperte per migliorare la salute degli uomini potrebbe essere una realtà molto vicina". La ricerca sull'enzima 5-LOX e sui relativi composti andrà avanti. Un ulteriore esperimento è rientrato a Terra con l'equipaggio della Spedizione 30 nella capsula Soyuz, la scorsa settimana. Gli scienziati continueranno a cercare altri cambiamenti nelle cellule per comprendere appieno i meccanismi di fondo. Limitare l'attività biologica dei segnali delle cellule come quelli controllati da 5-LOX potrebbe addirittura rallentare parte del processo di invecchiamento. Queste scoperte vengono condivise con la comunità scientifica, specialmente con i ricercatori che studiano soggetti con limitata risposta immunitaria. Ci sono buone possibilità che gli anziani possano beneficiare da questo ramo della ricerca. Nella foto (Credit: NASA/ESA) scattata a bordo della ISS, l'astronauta olandese dell'ESA, André Kuipers, mentre congela dei campioni di sangue.

Fonte : ESA Italia

Nel grafico (Credit: NASA/JPL-Caltech/MIT) il calo della luce della stella 55 Cancri quando il pianeta è stato occultato. 08/05/2012 - Vista per la prima volta la luce di una super-Terra - Il Telescopio Spaziale Spitzer della NASA ha captato per la prima volta la luce proveniente da una 'super-Terra' che si trova oltre il nostro Sistema Solare. Anche se il pianeta non è abitabile la scoperta è un passo storico verso la ricerca di segni di vita su altri pianeti. "Spitzer ci ha meravigliato ancora," ha detto Bill Danchi, scienziato che lavora al programma Spitzer presso la sede generale della NASA a Washington. "Questo veicolo spaziale è un pioniere nello studio delle atmosfere di pianeti lontani e prepara la strada per il James Webb Space Telescope che applicherà la stessa tecnica per i potenziali pianeti abitabili." Il pianeta, chiamato 55 Cancri e, è stato catalogato come i pianeti chiamati super-Terre, ovvero che sono più grandi del nostro ma più leggeri dei pianeti giganti come Nettuno. Il pianeta ha circa due volte le dimensioni della Terra, quasi otto volte più pesante ed orbita attorno ad una stella luminosa chiamata 55 Cancri in solo 18 ore. Precedentemente Spitzer ed altri telescopi erano stati capaci di studiare il pianeta analizzando come la luce di 55 Cancri cambiava mentre il pianeta transitava di fronte alla stella. In questo nuovo studio lo Spitzer ha misurato quanta luce infrarossa proveniva dal pianeta. Il risultato rivela che il pianeta è quasi del tutto scuro ed il lato rivolto alla stella ha una temperatura di circa 1.726° C, abbastanza da fondere il metallo. La nuova informazione è coerente con la principale teoria che 55 Cancri e sia un mondo d'acqua: un nucleo roccioso avvolto in uno strato di acqua in uno stato 'supercritico' dove è sia liquida che gassosa e sormontata da una coltre di vapore. "Potrebbe essere simile a Nettuno, se tu spostassi Nettuno verso il nostro Sole ed osservassi l'atmosfera bollire," ha detto Michaël Gillon della Université de Liège in Belgio, a capo della ricerca che apparirà su Astrophysical Journal. Il co-autore è Brice-Olivier Demory del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge. Il sistema 55 Cancri è relativamente vicino alla Terra, a 41 anni luce di distanza, e possiede cinque pianeti, con 55 Cancri e il più vicino alla stella ed in rotazione sincrona, così che sempre la stessa faccia è rivolta alla stella. Spitzer ha scoperto che il lato che guarda la stella è estremamente caldo, indicando che il pianeta non ha probabilmente un'atmosfera sostanziale che possa trasferire il calore sul lato non illuminato. Il Telescopio Spaziale James Webb della NASA verrà lanciato nel 2018 e dovrebbe essere in grado di imparare molto sulla composizione del pianeta. Il telescopio potrebbe utilizzare lo stesso metodo di Spitzer per vedere altri potenziali pianeti abitabili alla ricerca di segni di molecole legate alla vita. "Quando abbiamo concepito Spitzer, oltre 40 anni fa, gli esopianeti non erano ancora stati scoperti," afferma Michael Werner, copo progetto di Spitzer presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Proprio perché lo Spitzer è stato costruito così bene che è stato capace di adattarsi a questo nuovo campo ed eseguire importanti scoperte come questa." Nel 2005 lo Spitzer è diventato il primo telescopio a captare la luce di un pianeta oltre il nostro Sistema Solare. Con la sorpresa di molti, l'osservatorio vide la luce di un 'caldo Giove', un pianeta gassoso molto grande che il solido 55 Cancri e. Fin da allora altri telescopi, compresi Hubble e Kepler della NASA, hanno eseguito prodezze simili con pianeti giganti gassosi utilizzando lo stesso metodo. In questo metodo il telescopio guarda una stella mentre un pianeta le gira attorno. Quando il pianeta scompare dalla vista, la luce della stella cala, anche se molto debolmente, ma abbastanza per gli astronomi che possono determinare quanta della luce proveniva dal pianeta stesso. Questa informazione rivela la temperatura del pianeta e, in alcuni casi, i suoi componenti atmosferici. Gran parte degli attuali metodi di caccia al pianeta ottengono indirettamente le misure del pianeta osservando i suoi effetti sulla stella. Durante l'estensione della missione di Spitzer, sono state prese delle misure per migliorare questa abilità di vedere gli esopianeti, compreso 55 Cancri e. Questi passi comprendono il cambiamento del ciclo di riscaldamento ed utilizzando uno strumento in modo diverso, guidato dai miglioramenti nella precisione di puntamento di un bersaglio. Il JPL gestisce la missione del Telescopio Spaziale Spitzer per la Direzione delle Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Le operazioni scientifiche sono condotte presso lo Spitzer Science Center del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena. I dati sono archiviati presso l'Infrared Science Archive che si trova presso l'Infrared Processing and Analysis Center del Caltech. Il Caltech gestisce il JPL per la NASA. Per ulteriori informazioni su Spitzer visita: http://www.nasa.gov/spitzer e http://spitzer.caltech.edu/. Ulteriori informazioni sugli esopianeti del programma di ricerca planetaria della NASA si trovano a: http://planetquest.jpl.nasa.gov/ In copertina una raffigurazione artistica di 55 Cancri e vicino alla sua stella. Nel grafico (Credit: NASA/JPL-Caltech/MIT) il calo della luce della stella 55 Cancri quando il pianeta è stato occultato.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/ESA/D. Ehrenreich) mostra il panorama del cratere da impatto Tycho sulla nostra Luna. 07/05/2012 - La NASA utilizzerà la Luna come specchio per vedere con Hubble il transito di Venere sul Sole - L'immagine qui accanto (Credit: NASA/ESA/D. Ehrenreich) mostra il panorama del cratere da impatto Tycho sulla nostra Luna. Ma gli astronomi non vogliono utilizzare il Telescopio Spaziale Hubble della NASA per studiare Tycho ma questa immagine è stata scattata in preparazione dell'osservazione del transito di Venere sulla superficie del Sole previsto per il prossimo 5-6 giugno. Hubble non può guardare direttamente verso il Sole e così gli astronomi hanno previsto di puntare il telescopio verso la Luna, utilizzandola come specchio per catturare la luce solare riflessa ed isolare quella piccola frazione che passa attraverso l'atmosfera di Venere. In quella piccola porzione di luce si trova la composizione atmosferica del pianeta. Queste osservazioni servono per testare una tecnica che sarà utilizzata per analizzare l'atmosfera dei pianeti giganti che si trovano fuori del nostro Sistema Solare quando passano di fronte alla loro stella. Nel caso delle osservazioni del transito di Venere, gli astronomi conoscono bene la composizione chimica dell'atmosfera venusiana e questa non mostra nessun segno di vita sul pianeta. Ma se questa tecnica funziona con Venere c'è la possibilità di analizzare la molto tenue traccia dell'atmosfera di pianeti come la Terra, di cui uno potrebbe ospitare la vita, al di fuori del nostro Sistema Solare. Venus è un eccellente test perché è simile in dimensioni e massa al nostro pianeta. Gli astronomi utilizzeranno l'arsenale degli strumenti di Hubble, la Advanced Camera for Surveys, la Wide Field Camera 3, e lo Space Telescope Imaging Spectrograph, per vedere il transito in una varietà di lunghezze d'onda, dall'ultravioletto al vicino infrarosso. Durante il transito Hubble catturerà immagini e eseguirà spettroscopia, dividendo la luce del Sole nei suoi colori costituenti, e da questi si potrà ottenere le informazioni sulla composizione dell'atmosfera venusiana. Hubble dovrà osservare la Luna per diverse ore, prima, durante e dopo il transito così che gli astronomi possano comparare i dati. Gli astronomi hanno bisogno di lunghe osservazioni perché stanno cercando una traccia dello spettro molto debole. Solo 1/100.000 della luce solare verrà filtrata attraverso l'atmosfera di Venere e riflessa dalla Luna. Questa immagine, presa con la Advanced Camera for Surveys di Hubble, rivela dettagli della superficie di soli 170 metri. Il grande 'occhio di bue' vicino alla parte superiore dell'immagine è il cratere da impatto, formatosi quando un asteroide ha colpito circa 100 milioni di anni fa. Le strie più chiare che si irradiano dal cratere sono state formate dal materiale emesso dalla zona di impatto durante la collisione dell'asteroide. Tycho è circa 80 km di diametro ed è circondato da un bordo rialzato di quasi 5 km sopra il fondo del cratere. Questa immagine misura 700 km ed è leggermente più grane del New Mexico. Dato che gli astronomi hanno solo questa occasione di osservare il transito hanno escogitato un piano molto particolareggiato di come eseguirlo. Parte di questo piano prevedeva delle osservazioni della Luna che sono state eseguite l'11 gennaio 2012, come mostrato nell'immagine. Hubble ha la necessità di tenere inquadrata la stessa zona della Luna per oltre sette ore, la durata del transito. Ma per 40 minuti ogni 95 minuti di orbita attorno alla Terra, il nostro pianeta occulta ad Hubble la visione della Luna. Così, durante il test di osservazione gli astronomi hanno cercato di essere sicuri di puntare Hubble nel modo più preciso la stessa zona scelta come obiettivo. Questa è l'ultima volta in questo secolo che gli osservatori del cielo possono ammirare il passaggio di Venere di fronte al Sole. Il prossimo transito non accadrà fino al 2217. I transiti di Venere avvengono a coppie, separate da otto anni ognuna e l'ultima era successa nel 2004. L'Hubble Space Telescope è un progetto di collaborazione internazionale fra la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, gestisce il telescopio. Lo Space Telescope Science Institute (STScI) di Baltimora, conduce le operazioni scientifiche. Lo STScI è guidato dalla Association of Universities for Research in Astronomy, Inc., di Washington, D.C. Per le immagini ed altre informazioni su la visione della Luna e del transito di Venere di Hubble visita: http://hubblesite.org/news/2012/22
Per ulteriori informazioni sul Telescopio Spaziale Hubble visita: http://www.nasa.gov/hubble

Fonte : NASA

07/05/2012 - Galileo pronto al raddoppio - Bruxelles ha reso nota la data del lancio della seconda coppia di satelliti del programma spaziale Galileo che partiranno il 28 settembre 2012 da Kourou, nella Guyana Francese, a bordo un vettore Soyuz. A ufficializzare l’annuncio sono stati Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea e Jean Yves Gall, amministratore delegato della Arianespace. Questi due nuovi segmenti andranno ad unirsi ad altri due messi in orbita poco meno di un anno fa, il 21 ottobre 2011, dalla stessa base e completeranno la prima micro costellazione necessaria per la navigazione satellitare, mettendo alla prova le prestazioni di Galileo e aumentandone la precisione. Sarà infatti potenziata la sua accuratezza per quanto riguarda la misurazione di latitudine, longitudine e altitudine durante il controllo di posizione. Se la verifica del funzionamento di questa infrastruttura spaziale darà esito positivo le imprese europee potranno quindi sviluppare e testare su Galileo i propri ricevitori basati sui segnali di navigazione via satellite. Il programma Galileo, infatti, è un’iniziativa spaziale che vede collaborare l’Agenzia Spaziale Europea, con un importante contributo italiano tramite l’Agenzia Spaziale Italiana, e la Commissione Europea, per la creazione di un sistema europeo indipendente di navigazione e localizzazione satellitare globale. Conclusi tutti i lanci previsti, Galileo conterà ben trenta satelliti (27 operativi e tre di riserva) orbitanti su 3 piani inclinati sull'equatore (MEO, Medium Earth Orbit circolare) a 23.222 km quota, che saranno monitorati dai centri di controllo in Europa e contemporaneamente da una rete globale di stazione di sensori e stazioni uplink.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: www.news.cn) il decollo del Lunga Marcia 2D con a bordo il satellite Tianhui I-02. 06/05/2012 - La Cina lancia il satellite Tianhui-1B - La Cina ha messo oggi in orbita il satellite TH-1B Tianhui-1 (Tianhui I-02) utilizzando un razzo vettore Lunga Marcia 2D (Chang Zheng-2D) decollato dalla rampa 603 del complesso di lancio LC-43 del Centro di Lancio Satellite Jiuquan alle 07:01 UTC (le 09:01 ora italiana). Undici minuti dopo il lancio il satellite è stato rilasciato su un'orbita sincrona solare di 493x504 km di altezza con inclinazione di 97.36° sull'equatore. Come il primo satellite, lanciato il 24 agosto del 2010, anche questo verrà utilizzato per realizzare mappe con tecniche stereografiche dall'orbita. Il satellite, costruito dalla China Aerospace Science and Technology Corporation e dalla Chinese Academy of Space Technology (CAST), è fornito da una macchina fotografica tridimensionale e da una camera CCD con una risoluzione di 5 metri nella regione dello spettro da 0.51μm a 0.69μm, con un'angolo di 25 gradi. Presenti anche una macchina multispettrale, con una risoluzione che varia, a seconda dello spettro utilizzato, con una immagine larga 60 km. Il satellite opererà da un'orbita circolare a 500 km di quota ed è fornito di due pannelli solari che forniscono l'energia al veicolo spaziale e ricaricano le sue batterie. I satelliti Tianhui-1 sono parte del programma Zlyuan che si occupa di osservazioni terrestri a scopo civile e militare. La parte civile è in collaborazione con il Brasile attraverso il CEODE (Center for Earth Operation and Digital Earth) ed con l'INPE (Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais National Institute of Space Research). Invece i programmi Ziyan-2 e 3 sono utilizzati per la sorveglianza aeree da parte dell'Esercito Popolare di Liberazione. Questo lancio è il 161° lancio spaziale Cinese di successo, il 52° dalla base di Jiuquan, il primo da questo sito di lancio per quest'anno ed il sesto lancio orbitale cinese del 2012. Il modello Lunga Marcia 2D era al suo 16° lancio fin dal 1993, tutti avvenuti regolarmente. Il CZ-2D è un razzo vettore a due stadi alimentato da propellenti ipergolici e capace di portare un carico utile di 3.500 kg su un'orbita circolare di 200 km. di altezza. Globalmente questo era il 21° lancio orbitale del 2012, il 20° a raggiungere l'orbita con successo. Nella foto (Credit: www.news.cn) il decollo del Lunga Marcia 2D con a bordo il satellite Tianhui I-02.

Fonti : Nasaspaceflight - Space Launch Report

05/05/2012 - Soyuz TMA-04M arrivata a Baikonur - A Baikonur proseguono i preparativi per il lancio del veicolo spaziale da trasporto equipaggio Soyuz TMA-04M per il programma della Stazione Spaziale Internazionale. Il veicolo Soyuz TMA-04M riempito di propellenti e gas compressi è stato consegnato nell'edificio di Assemblaggio Astronavi e Prove per le operazioni finali di preparazione. Nella foto di copertina, a destra, la Soyuz TMA-04M e l'ogiva nella quale verrà inserita prima di connetterla con il resto del razzo vettore. Il lancio della Soyuz TMA-04M è previsto per il 14 maggio prossimo con, a bordo, l'equipaggio composto dal Comandante Padalka Gennady Ivanovich (Roscosmos, Russia), Revin Sergey Nikolaevich (Roscosmos, Russia), Joseph Michael Acaba (NASA, USA). L'arrivo alla ISS è previsto per il 16 maggio.

Fonte : Energia

Nella foto (Credit: Gruppo Astronomico Viareggio/Prof. Giuseppe Longo) il Prof. Paolo Farinella nel 1989. 05/05/2012 - Al via il 'Paolo Farinella Prize' - Per onorare la memoria dell'illustre planetologo Paolo Farinella, prematuramente scomparso il 25 marzo del 2000 a soli 47 anni, nel 2010 è nato il 'Paolo Farinella Prize'. Il prestigioso riconoscimento, istituito durante l'Internationational Workshop on Paolo Farinella: the scientist and the man' tenutosi alll’Università di Pisa nel 2010, viene conferito per significativi contributi scientifici nei molteplici settori di ricerca in cui l'eminente scienziato era attivo. Spazia, dunque, dalle scienze planetarie alla geodesia, dalla fisica fondamentale sino alla sicurezza nello spazio e al disarmo. La prima edizione - supportata, come la successiva, dall’Università di Pisa insieme allo IAPS-INAF - si è svolta nel 2011 e ha visto l’assegnazione del premio a William Bottke per le sue ricerche sulla dinamica degli asteroidi e sul loro legame con i meteoriti. La seconda edizione, quella attuale, è dedicata alla scienza dei pianeti e in particolar modo a studi sulla formazione e sull'evoluzione iniziale del sistema solare, uno degli ambiti in cui Farinella svolgeva la sua attività. Lo European Planetary Science Congress (EPSC), che si svolgerà a Madrid dal 23 al 28 settembre 2012, sarà la cornice in cui si terrà la cerimonia di conferimento del premio. Il vincitore riceverà una medaglia, un attestato e una somma di € 2.500,00 e dovrà tenere un intervento durante le cerimonia. La selezione avverrà in base alla valutazione delle attività svolte dai candidati nell'ambito della tematica specifica del bando. Altri requisiti richiesti sono collaborazioni di ricerca internazionali e interdisciplinari e un'età non inferiore a 47 anni. Le candidature dovranno essere predisposte seguendo le indicazioni contenute nel modulo di partecipazione e dovranno essere inviate tramite e-mail entro e non oltre il 30 maggio 2012 all’indirizzo di posta elettronica: prize.paolofarinella@dm.unipi.it. Il vincitore sarà selezionato entro il 30 giugno 2012 da un’apposita commissione di esperti nel campo delle scienze planetarie. Nella foto (Credit: Gruppo Astronomico Viareggio/Prof. Giuseppe Longo) il Prof. Paolo Farinella nel 1989.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: SpaceX) il razzo Falcon 9 con la capsula Dragon sulla sommità mentre viene portato sulla rampa prima del test statico dei motori. 04/05/2012 - La SpaceX sposta al 19 maggio il lancio del Falcon 9 con la capsula Dragon - Dopo vari rinvii la Space Exploration Technologies, o SpaceX, di Hawthorne, in California, ha deciso la data di sabato 19 maggio per il lancio della missione dimostrativa verso la Stazione Spaziale Internazionale. Questo segue la simulazione di lancio avvenuta lo scorso 30 aprile da parte del team della SpaceX e la breve accensione statica dei motori del razzo Falcon 9. La simulazione aveva testato alcuni dei sistemi della capsula Dragon che volerà verso la ISS. "Woohoo, il razzo si è acceso e tutto sembra a posto!" ha scritto Elon Musk sul suo account di Twitter. Musk è il proprietario e capo progettista della SpaceX. La compagnia sta ora rivendendo i dati del test. La SpaceX sta preparando il suo secondo COTS (Commercial Orbital Transportation Services) per dimostrare che un'industria privata può costruire e lanciare veicoli spaziali in regolari missioni di supporto alla stazione. Questo razzo non porta equipaggio ma avrà circa 545 kg. di rifornimenti per i sei astronauti e cosmonauti che lavorano sulla stazione spaziale. Il volo è un test ambizioso per la compagnia e per l'agenzia perchè lavorano su un nuovo veicolo spaziale, un razzo e ridisegnano gli approcci fondamentali al volo spaziale. Anche se problemi si mostreranno durante la missione i manager della NASA assicurano che verranno compiuti tutti gli sforzi per risolverli. I piani della missione prevedono per il Dragon una lunga serie di test nello spazio in modo da dimostrare le sue capacità di navigazione precisa lungo l'orbita e nell'avvicinamento alla stazione. Solo quando tutti questi test saranno superati con successo sarà concesso al veicolo spaziale di avvicinarsi al laboratorio orbitante abbastanza da poter essere catturato ed agganciato dal braccio robotico della stazione. Originariamente questa missione avrebbe dovuto comprendere solamente il lancio ed il test in orbita e, se il Dragon avesse dimostrato appieno le sue capacitò allora la NASA avrebbe dato il via alla missione successiva che avrebbe raggiunto la ISS. Ma la SpaceX ha chiesto che le due missioni venissero accorpate in una sola dividendola in due fasi. I preparativi proseguono sulla rampa 40 della Cape Canaveral Air Force Station in Florida. Se questa missione avrà successo il primo volo regolare del Dragon per portare rifornimenti alla ISS potrebbe avvenire entro l'anno. Lo spostamento della dati di lancio della missione è stato dettato dalla richiesta di maggiore tempo ai tecnici ed ingegneri della SpaceX per controllare il software di volo di Dragon per essere sicuri che non mettesse a rischio la sicurezza della ISS. Se il Dragon verrà lanciato il 19 maggio, il 21 potrebbe essere nei pressi della ISS e, se tutti i test saranno positivi, la cattura con il braccio robotico e l'aggancio avverrebbe il 22 maggio. La data del 19 maggio è stata scelta anche per non intralciare l'arrivo della prossima Soyuz abitata alla ISS prevista per il 17 maggio. Nella foto (Credit: SpaceX) il razzo Falcon 9 con la capsula Dragon sulla sommità mentre viene portato sulla rampa prima del test statico dei motori.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del razzo vettore Atlas V con il satellite militare AEHF-2. 04/05/2012 - Atlas 5 mette in orbita satellite militare USA - Un razzo vettore Atlas V della United Launch Alliance (ULA) è decollato dalla rampa 41 di Cape Canaveral alle 2:42 p.m. EDT (le 20:42 ora italiana) portando il satellite Advanced Extremely High Frequency-2 (AEHF-2) dell'Air Force in orbita. Si è trattato del quarto lancio di 11 missioni previste per quest'anno e segna il 30° decollo di un Atlas V ed il 60° per la ULA. Il lancio AV-031 è stato eseguito con un Atlas V EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle) in configurazione 531, che comprende un'ogiva di 5 metri di diametro e tre booster a propellente solido della Aerojet piazzati alla base del razzo. Lo stadio centrale aveva un motore RD AMROSS RD-180 mentre quello superiore era spinto da un motore RL10A della Pratt & Whitney Rocketdyne. La costellazione di satelliti AEHF fa parte di un sistema di satelliti connessi che fornisce comunicazioni sicure, globali, protette e resistenti ai disturbi per i teatri militari terrestri, marini ed aerei. I satelliti AEHF hanno la possibilità di funzionare anche in un ambiente nucleare. Il cuore di questa missione è assicurare il mantenimento delle linee di contatto fra il Presidente, i comandi militari e le truppe nel campo di battaglia con lo scenario anche più terribile di una guerra nucleare. Il satellite lanciato oggi è valutato con un costo di 1,7 miliardi di dollari ed è il secondo di una serie che sarà composta da 6 unità. AEHF, pesante circa 6.100 kg., costruito dalla Lockheed Martin sul modello A2100 e con una vita operativa prevista di 14 anni, è stato inserito dallo stadio superiore Centaur su un'orbita di trasferimento super-sincrona di 222x50.211 km con una inclinazione di 20,6° sull'equatore. Il satellite si è separato dal razzo 51 minuti dopo il decollo mentre sorvolava l'Oceano Indiano nel raggio di vista della stazione di tracciamento di Diego Garcia. I prossimi 100 giorni saranno dedicati per spostare, utilizzando i motori ad idrazina del satellite, il veicolo spaziale verso la sua orbita finale geostazionaria circolare a 35.888 km di quota. Sviluppato dalla United States Air Force, il programma EELV, fornisce accesso sicuro allo spazio per il Dipartimento della Difesa ed altri carichi governativi e soddisfa un ampio raggio di richieste fornendo lanci in tempi brevi e con un significativo risparmio dei costi rispetto ai vecchi sistemi di lancio. Il lancio orbitale di oggi era il 20° globale dall'inizio dell'anno ed il 19° a concludersi con successo. Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del razzo vettore Atlas V con il satellite militare AEHF-2.

Fonti : ULA - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: Studio Lavia) lo scrittore Alex Bellos, vincitore dell'edizione 2012 del Premio Letterario Galileo. 03/05/2012 - Alex Bellos vince il premio letterario Galileo 2012 - Di fronte a oltre 700 studenti delle quarte superiori, in rappresentanza dei circa 2500 ragazzi che hanno composto la giuria popolare del Premio Galileo per la divulgazione scientifica 2012, è risultato vincitore della VI edizione:
Alex Bellos - Il meraviglioso mondo dei numeri - Einaudi 2011
Acuto, pieno di sorprese e di esempi divertenti Il meraviglioso mondo dei numeri è un viaggio nella sorprendente terra della matematica e della geometria. Alex Bellos incontra una tribú amazzonica che concepisce solo tre numeri (1, 2 e molti). Vola in Giappone da uno scimpanzè che sa contare. In Germania interroga il piú veloce calcolatore mentale del mondo, in India un saggio indú. In uno stile comprensibile e rigoroso supportato da diagrammi e figure, Il meraviglioso mondo dei numeri spazia tra storia, filosofia e matematica, tra paradossi logici e statistici. E dimostra come il mondo della matematica sia molto più variopinto e divertente di quel che immaginavamo.
Alex Bellos è un giornalista del britannico "Guardian", con una laurea in matematica e informatica. Può così parlare di matematica come se si dovesse fare un report giornalistico. Ne risulta una presentazione più brillante e scorrevole.
La cerimonia finale, si è tenuta nell’Agorà del Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova. Mentre i notai procedevano allo spoglio delle schede pervenute dalle 110 scuole italiane che hanno composto la Giuria Popolare, gli autori finalisti hanno spiegato il significato delle loro opere e risposto alle domande dei ragazzi sollecitati dal conduttore Patrizio Roversi e commentate dal Presidente della Giuria scientifica Piergiorgio Odifreddi. Ad Alex Bellos il premio è stato consegnato dal Sindaco di Padova, Flavio Zanonato che si è dichiarato soddisfatto della crescita del Premio e dell’entusiasmo che ci mettono i ragazzi coinvolti nella Giuria popolare. Sul filo dell’ironia la dichiarazione dell’Assessore alla cultura Andrea Colasio "Padova riesce attraverso la scienza a promuovere il turismo della grande Padova umanistica". Alex Bellos, che ha ottenuto 50 voti su 109, ha dichiarato di "essere onorato di aver vinto il Premio Galileo. Non me lo sarei mai spettato ma la matematica è la mia passione ed è un onore poterla condividere con i giovani e trasmetterla loro." Secondo classificato Carlo Alberto Redi, Il biologo furioso. Provocazioni d’autore tra scienza e politica, 2011, Sironi, con 27 voti terzo, Gian Francesco Giudice, Odissea nello zeptospazio, Un viaggio nella fisica dell’LHC, 2011, Springer, con 19 voti quarto, Telmo Pievani, La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto. 2011, Raffaello Cortina con 11 voti, quinto Niccolò Guicciardini, Newton, 2011, Carocci con 2 voti. Nella foto (Credit: Studio Lavia) lo scrittore Alex Bellos, vincitore dell'edizione 2012 del Premio Letterario Galileo.

Fonte : Ufficio Stampa Studio Lavia

03/05/2012 - Spari contro un Saturno 5 - Tre colpi di fucile sono stati sparati contro un razzo Saturno 5 esposto presso lo Space & Rocket Center di Hunstville, in Alabama. I colpi di arma da fuoco sono stati sparati verso le 11 ora locale da fuori il Davidson Center for Space Exploration e potrebbero essere partiti da un veicolo in movimento lungo la Interstatale 565 che costeggia parallela le finestre dell'edificio che ospita il mitico razzo lunare. Secondo i primi rapporti della polizia locale i tre proiettili hanno colpito a distanze dai 9 ai 30 metri e, avendo forato i vetri con una forte velocità, provenivano quasi sicuramente da un fucile. Sebbene in quel momento il Museo fosse aperto nessuno è rimasto ferito anche se è stato chiuso per due ore dopo gli spari. Il Museo ospita un intero Saturno V sospeso esposto in orizzontale per tutti i suoi 111 metri fin dal 2007 oltre ad altri pezzi storici, uno Space Camp ed il centro visitatori del Marshall Space Flight Center. Quello esposto qui è uno dei tre Saturno V rimasti e, fortunatamente i colpi lo hanno solo scalfito e non forato. Dei tre colpi, due hanno colpito il terzo stadio, lo S-IVB, mentre un terzo è passato fra lo spazio che separa il primo dal secondo stadio mancando i cinque grossi motori. Tutti e tre i colpi sono passati sopra le teste dei visitatori ad altezza fra i 4,5 ed i 6 metri. Non è ancora chiaro se lo sparatore potrà essere accusato di crimine federale dato il coinvolgimento di un ente governativo come lo Smithsonian che ha prestato il Saturno 5 al Marshall Space Flight Center.

Fonte : Collectspace

Nella foto (Credit: NASA/JPL/Space Science Institute ) Encelado ed il suo getto di vapore fotografato dalla sonda Cassini. 03/05/2012 - La sonda Cassini sorvola Encelado a soli 74 km di quota - La sonda spaziale Cassini della NASA ha sorvolato con successo Encelado e Dione, lune di Saturno, durante un passaggio ravvicinato effettuato il 2 maggio 2012 riprendendo diverse immagini non ancora elaborate. Questi flyby sono gli ultimi così ravvicinati a queste lune ghiacciate che la Cassini effettuerà per i prossimi tre anni. Cassini ha sorvolato Encelado ad un'altezza di soli 74 km. Questo flyby era programmato principalmente per far si che i sotto-sistemi radio scientifici misurassero le variazioni del campo gravitazionale di Encelado. Mentre si avvicinava ad Encelado le macchine da ripresa della Cassini hanno immortalato un getto proveniente dal polo sud del satellite ghiacciato. Questo getto consiste in acqua ghiacciata, vapore d'acqua e composti organici che vengono spruzzati nello spazio da una spaccatura della luna chiamata 'tiger stripe'. L'immagini del getto sono state riprese da una distanza che va da un massimo di 416.000 km ad un minimo di 106.000 km. quando Encelado era appena una piccola falce crescente ed il getto in controluce. Durante l'avvicinamento maggiore, il team che si occupa di radio scienza si è concentrato su un'accumulo di massa che si trova al polo sud e che potrebbe indicare acqua liquida sotto la superficie oppure un'intrusione di ghiaccio più caldo della media che potrebbe spiegare l'intrigante attività geologica del polo sud. Dopo l'avvicinamento maggiore lo spettrometro composito all'infrarosso ha ottenuto una mappa di Encelado del lato esposto al Sole mentre le macchine fotografiche nel visibile prendevano immagini dei dintorni e riuscivano a riprendere diverse immagini dell'emisfero ad una risoluzione di circa 450 metri per pixel. Nei prossimi giorni un incontro ravvicinato con Titano, previsto per il 22 maggio, spedirà la sonda fuori dal piano equatoriale ed inizierà una lunga fase della durata di quasi tre anni con un'orbita inclinata polare attorno a Saturno. Il 9 marzo 2013 Cassini effettuerà un passaggio ravvicinato di Rhea ma la sonda non avrà altri sorvoli delle lune ghiacciate di Saturno fino al giugno 2015, quando incontrerà Dione. La Cassini effettuerà il prossimo flyby di Encelado il 14 ottobre 2015. Per ulteriori informazioni visita : http://www.nasa.gov/cassini e http://saturn.jpl.nasa.gov/. La missione Cassini-Huygens è una collaborazione fra la NASA, l'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, gestisce la missione per lo Science Mission Directorate della NASA a Washington D.C. Il team che si occupa delle immagini è basato presso lo Space Science Institute di Boulder, nel Colorado. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena. Nella foto (Credit: NASA/JPL/Space Science Institute ) Encelado ed il suo getto di vapore che si disperde nello spazio fotografato dalla sonda Cassini.

AGGIORNAMENTO - 03/05/2012 - Poco dopo il passaggio di Encelado, la Cassini ha effettuato un incontro con la luna Dione. Al momento del massimo avvicinamento la sonda ha volato a circa 8.000 km dal satellite. Le macchine fotografiche di Cassini hanno ripreso diversi mosaici durante questo incontro compreso uno nel momento di massimo avvicinamento e che mostra la frattura chiamata Latium Chasma con una risoluzione di circa 53 metri per pixel. Altri mosaici coprono gran parte dell'emisfero nord di Dione e che rivolge la faccia lontana da Saturno durante la sua orbita. In particolare queste riprese si sono concentrare sui crinali della luna, un bacino da impatto antico e le sue striature che gli scienziati di Cassini ora sanno essere fratture tettoniche.

Fonte : NASA

03/05/2012 - Proseguono i test sulle parti dell'innovativo motore Sabre - La prima fase del programma di test del sistema di pre-raffreddamento è stata completata con successo ed il complesso è stato al momento smontato, ispezionato e rimontato con una nuova configurazione per la seconda parte dei test. Le prove effettuate sono state illustrate dalla BBC venerdì 27 aprile in due trasmissioni e pubblicate sul sito internet. Il sistema di pre-raffreddamento dell'aria è una delle parti principali che compongono il motore Sabre in sviluppo presso la Reaction Engines Ltd che si trova presso il Culham Science Centre nell'Oxfordshire, nel Regno Unito. La Reaction Engines Ltd sta seguendo lo sviluppo di un rivoluzionario veicolo orbitale riutilizzabile chiamato Skylon alimentato proprio da due motori Sabre. La possibilità di poter raggiungere l'orbita terrestre con un solo stadio (Single Stage To Orbit - SSTO) permetterebbe di abbassare i costi di invio dei materiali e degli uomini nello spazio di un ordine di magnitudine. Il motore Sabre ha l'unicità di poter funzionare sia nell'atmosfera, estraendo l'ossigeno direttamente dall'aria, che nel vuoto, utilizzando l'ossigeno immagazzinato a bordo. Il propellente sarebbe l'idrogeno liquido. La Reaction Engines Ltd sta cercando dei finanziatori per questo progetto del costo di circa 10 miliardi di dollari.

Fonte : Reaction Engines Ltd

Nella foto (Credit: Boeing) la capsula CST-100 scende appesa ai tre grandi paracadute. 03/05/2012 - La Boeing, partner commerciale della NASA completa un test di paracadute - La Boeing Company ha completato mercoledì con successo il secondo test di caduta con paracadute del suo veicolo spaziale Crew Transportation System (CST) come parte dei suoi sforzi per sviluppare le capacità di trasporto commerciale equipaggi che potranno trasferire gli astronauti degli Stati Uniti da e per l'orbita bassa terrestre (LEO - Low Earth Orbit) e la Stazione Spaziale Internazionale. Un elicottero ha sollevato la capsula equipaggio CST-100 a circa 3.000 metri sopra il Delmar Dry Lake Bed, vicino ad Alamo, nel Nevada. Un paracadute di frenata ha iniziato la sequenza, seguito dall'apertura del paracadute principale. La capsula è discesa effettuando un atterraggio al suolo senza problemi, attutita da sei airbag gonfiati di aria. Il test ha dimostrato le prestazioni dell'intero sistema di atterraggio. "La dimostrazione della Boeing con i paracadute è un chiaro segno che la NASA si sta muovendo nella giusta direzione permettendo all'industria aerospaziale Americana di approfittare di questa collaborazione," ha sottolineato Ed Mango, il responsabile del Commercial Crew Program della NASA. "Gli investimenti che stiamo facendo sono ora ci permetteranno di seguire questa nuova via per portare i nostri equipaggi in LEO e quindi la stazione spaziale al più presto possibile. Il sistema CST della Boeing è progettato per essere riutilizzabile, un veicolo spaziale a forma di capsula capace di portare sette persone oppure una combinazione di equipaggio e merci, di andare e tornare dall'orbita bassa terrestre, compresa la stazione spaziale. La HDT Airborne System di Solon, nell'Ohio, ha progettato, fabbricato ed integrato il sistema paracadute mentre la ILC Dover di Frederica, Delaware, ha progettato e fabbricato il sistema di atterraggio con gli airbag. Il primo test, svoltosi il 3 aprile, aveva validato l'architettura e l'apertura del paracadute, caratterizzato i carichi d'urto pirotecnici, confermato la forma e la misura dei paracadute ed identificato i potenziali problemi con l'imballaggio nel compartimento anteriore o l'apertura. La compagnia aveva poi ispezionato e ripiegato tutto il sistema di paracadute per il secondo test. Questo secondo test di rilascio con paracadute valida il sistema innovativo della Boeing per l'apertura e l'architettura del sistema. dice John Mulholland, vice Presidente e responsabile del Boeing Commercial Program. "Il completamento di questo importante passo per la Boeing assicura i nostri clienti che siamo in grado di fornire un accesso allo spazio con equipaggio sicuro, affidabile e conveniente." La compagnia ha previsto ulteriori test da eseguire nel 2012 e che forniranno altri dati ed elementi per la progettazione della nave spaziale. Il veicolo spaziale della Boeing è stato progettato per essere compatibile con una gran parte dei veicoli di lancio a perdere. La compagnia ha selezionato il razzo Atlas V della United Launch Alliance per i voli iniziali di prova della CST-100. Tutti i partner industriali della NASA, compresa la Boeing, continuano a raggiungere gli obiettivi stabiliti per sviluppare le capacità di trasporto commerciale equipaggi. Nella foto (Credit: Boeing) la capsula CST-100 scende appesa ai tre grandi paracadute durante il test di oggi.

Fonte : NASA

Nella illustrazione (Credit: ESA) come apparirebbe lo spazioplano Vinci. 02/05/2012 - L'ESA starebbe studiando uno spazioplano suborbitale - In un rapporto di studio confidenziale dell'ESA, rivelato da alcuni organi di stampa specializzata, l'agenzia spaziale Europea starebbe studiando la possibilità di realizzare uno spazioplano suborbitale passeggeri, alimentato con il motore criogenico derivato dal secondo stadio dell'Ariane 5. Vinci, questo il nome dello spazioplano, avrebbe le dimensioni di un jet privato e sarebbe capace di portare 6 passeggeri e due pilota a circa 100 km di quota dove potrebbero sperimentare diversi minuti di microgravità. A bordo potrebbero essere caricati esperimenti che hanno bisogno di questo ambiente per essere testati. Lo spazioplano decollerebbe ed atterrerebbe come un normale aviogetto solo che il motore sarebbe a razzo ed alimentato ad ossigeno ed idrogeno liquidi. La velocità massima raggiungibile sarebbe di oltre 3 volte quella del suono. La proposta verrebbe sottoposta per l'approvazione durante l'incontro di novembre dei ministri degli stati membri dell'ESA. Questi incontri avvengono ogni tre anni e decidono quali fondi destinare a quali programmi. Già la società EADS Astrium aveva proposto nel 2007 un velivolo simile ma con due turbine ed un motore a getto alimentato da ossigeno liquido e metano. Il progetto sembrava accantonato ma recentemente l'Astrium ha annunciato che è tornata a lavorare su questo progetto con il governo di Singapore. Negli Stati Uniti sono diversi i progetti di velivoli suborbitali in progettazione o vicini ai primi test: lo SpaceShipTwo della Virgin Galactic, lo Xaero della Masten Space System, il Lynx della Xcor Aerospace e il New Shepard della Blue Origin. Nella illustrazione (Credit: ESA) come apparirebbe lo spazioplano Vinci.

Fonte : Space.com

Nella illustrazione (Credit: ESA/AOES) la sonda Europea JUICE nell'orbita di Giove. 02/05/2012 - L'ESA ha scelto JUICE come prossima grande missione scientifica - Le lune ghiacciate di Giove sono l'obiettivo della prossima grande missione scientifica. Lo ha annunciato oggi l'ESA. La Jupiter Icy moons Explorer - JUICE - è stata selezionata da una rosa che aveva altre due candidate: NGO il nuovo osservatorio per la ricerca delle onde gravitazionali e ATHENA (Advanced Telescope for High-Energy Astrophysics). JUICE è la prima missione di classe L (Large) scelta nel programma di Cosmic Vision dell'ESA nel periodo 2015-2025. La sonda verrà lanciata nel 2022 dallo spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese, con un Ariane 5 ed arriverà a Giove nel 2030 per trascorrere almeno tre anni di dettagliate osservazioni. Le diverse lune Galileiane di Giove - il vulcanico Io, il ghiacciato Europa ed i rocciosi ghiacciati Ganimede e Callisto - fanno del sistema gioviano un piccolo Sistema Solare in miniatura. Gli scienziati pensano che Europa, Ganimede e Callisto possano avere oceani ricoperti di ghiaccio e la missione studierà queste lune come potenziali habitat per la vita, rispondendo a due temi chiave della Cosmic Vision: quali sono le condizioni di un pianete perchè possa emergere la vita e come funziona il Sistema Solare? JUICE osserverà continuamente l'atmosfera e la magnetosfera di Giove e la loro interazione con le lune galileiane ed il gas del gigantesco pianeta. Inoltre la sonda visiterà Callisto, l'oggetto maggiormente craterizzato del Sistema Solare e sorvolerà due volte Europa. JUICE effettuerà la prima misurazione dello spessore della crosta di ghiaccio di Europa ed identificherà siti candidati per le esplorazioni future. La sonda entrerà infine nel 2032 in orbita attorno a Ganimede dove studierà la superficie ghiacciata e la struttura interna della luna compreso l'oceano che si trova sotto la superficie. Ganimede è la sola luna conosciuta nel Sistema Solare che genera un suo campo magnetico e JUICE osserverà in dettagli questo esempio unico e l'interazione del plasma con la magnetosfera di Giove. "Giove è l'archetipo dei pianeti giganti del Sistema Solare e di molti altri pianeti giganti che abbiamo scoperto attorno ad altre stelle," dice il Prof. Alvaro Giménez Cañete, Direttore dell'Esplorazione Scientifica e Robotica dell'ESA. "JUICE ci darà una migliore comprensione di come si formano questi giganti gassosi ed il loro potenziale di ospitare la vita." Il Dr. Richard Bonneville, capo del Comitato per il Programma Scientifico dell'ESA ha dichiarato: "IL processo di selezione è stato una sfida data l'eccellente qualità delle tre missioni candidate, e devo ringraziare il Comitato Scientifico per il suo duro lavoro di aver eseguito in modo scrupoloso questo processo di selezione." L'annuncio di oggi è il culmine di un processo iniziato nel 2004 quando l'ESA ha consultato la comunità scientifica Europea alla ricerca degli obiettivi per l'esplorazione spaziale dei prossimi decenni. Il programma risultate è stato la Cosmic Vision 2015-2025 che ha identificato quattro aree principali. Quali sono le condizioni per la vita e la formazione dei pianeti? Come funziona il Sistema Solare? Quali sono le leggi fondamentali che regolano l'Universo? Come è iniziato l'Universo e di cosa è composto? Nel 2007 venne effettuata una prima scrematura di missioni di classe L attorno a questi temi. "E'stata una decisione difficile scegliere solo una delle missioni con queste tre eccellenti candidate. Tutte e tre avrebbero prodotto risultati scientifici di altissimo livello e messo l'Europa in primo piano nella ricerca spaziale, " prosegue il Prof. Alvaro Giménez Cañete. "JUICE è un passo necessario nel futuro dell'esplorazione del nostro Sistema Solare esterno." L'alto valore scientifico di NGO ed ATHENA sono stati riconosciuti dal Comitato Scientifico nella decisione di oggi, e le attività tecnologiche si prevede continueranno, permettendo a queste missioni di poter essere considerate come candidate per future opportunità di lancio. Una seconda scelta di una Grande Missione è prevista per il 2013. Nella illustrazione (Credit: ESA/AOES) la sonda Europea JUICE nell'orbita di Giove.

Fonte : ESA

01/05/2012 - Possibile un nuovo rinvio per il lancio del Falcon 9/Dragon verso la ISS - Il tanto atteso lancio del primo veicolo cargo commerciale verso la Stazione Spaziale Internazionale potrebbe essere nuovamente rinviato dal 7 maggio almeno fino al 10 maggio se non di più. Questa notizia è trapelata oggi e sarebbe causata dal maggior tempo richiesto dagli ingegneri della SpaceX di completare i controlli pre-volo del veicolo Falcon 9/Dragon Demo C-2. Il capo progettista e fondatore di SpaceX, Elon Musk, ha discusso i risultati dell'accensione statica dei motori effettuata lunedì e lo stato complessivo del processo di lancio con i responsabili della NASA martedì pomeriggio in teleconferenza. Alla riunione erano presenti Bill Gerstenmaier, direttore NASA per le operazioni spaziali e Mike Suffredini, responsabile del programma della Stazione Spaziale presso il Johnson Space Center di Houston, nel Texas. Secondo fonti interne non ufficiali della NASA la data del 7 maggio sarebbe ormai da considerare superata. Se nemmeno per il 10 maggio venisse effettuato il lancio la prossima opportunità slitterebbe al 19 maggio. Questo perchè il 14 maggio è programmato il lancio della Soyuz TMA-04M con un nuovo equipaggio per la ISS e si vuole evitare di accavallare questi eventi. Sempre fonti non confermate riferiscono che questo probabile ultimo rinvio sarebbe da imputare alle modifiche effettuate recentemente dalla SpaceX al software e che avrebbero richiesto ulteriori verifiche. Sia la SpaceX che la NASA sono molto prudenti per questa missione di prova dato che è coinvolto un avamposto orbitale abitato.

Fonte : SpaceflightNow

01/05/2012 - Simposio a Berlino sulla Stazione Spaziale Internazionale - Scienziati e capi delle cinque organizzazioni partner nel progetto della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) presenteranno ricerche e discuteranno di progetti futuri a Berlino fra il 2 ed il 4 maggio. Potrete seguire in diretta il primo simposio sulla ISS attraverso un sito dedicato. Visitate http://www.isssymposium2012.com/ per seguire le conferenze in tempo reale. Per tutto il simposio verranno presentate le presentazioni e video interviste con i partecipanti più importanti. La diretta partirà alle 13 ora italiana di mercoledì 2 maggio con i discorsi di apertura di Philipp Rösler, Ministro dell'Economia e Vice-Cancelliere della Germania, Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell'ESA e Johann-Dietrich Wörner, Amministratore Delegato della DLR German Aerospace Center. Alle 17 vi sarà una presentazione di AMS-02, il sensore di raggi cosmici installato sulla ISS lo scorso anno e che è un fantastico esempio della collaborazione globale che ha coinvolto per un decennio oltre 600 fra scienziati ed ingegneri. L'ultimo evento della giornata sarà l'intervento del cosmonauta veterano Russo Sergei Krikalev, capo del Centro Addestramento Cosmonauti Gagarin. Il 3 maggio il programma si concentrerà sulle scoperte scientifiche ottenute a bordo della ISS e verranno messi in luce i benefici per l'umanità. Alle 10:35 vi sarò la presentazione di un esperimento dell'ESA che prevede di installare all'interno del laboratorio Columbus il più preciso orologio atomico mai inviato nello spazio per sondare le nostre conoscenze sulle leggi fondamentali della fisica. Anche lo studio dell'osteoporosi come le ricerche fondamentali ed i nuovi materiali sono, in fondo, tutti studi di cui vi potranno beneficiare anche applicazioni sulla Terra. Il terzo ed ultimo giorno verrà dato spazio al futuro della stazione spaziale. Alle 10:30 Charles Bolden, Amministratore della NASA, presenterà la visione del futuro della ISS come preparazione per l'esplorazione umana. La manifestazione si chiuderà alle 12 dopo una conferenza stampa a cui parteciperanno: Jean-Jacques Dordain, Charles Bolden, Alexey Krasnov, Direttore del Dipartimento per il Volo Spaziale Umano della Roscosmos, Kiyoshi Higuchi, Vice Presidente della JAXA e Gilles Leclerc, Direttore Generale per l'Esplorazione Spaziale presso la Canadian Space Agency.

Fonte : ESA

Nella illustrazione (Credit: ISRO/IKI) la sonda Chandrayaan-2 composta dal lander Russo Luna Glob ed il rover. 30/04/2012 - La seconda missione lunare Indiana dovrà attendere - Un alto esponente della ISRO (l'agenzia spaziale del paese asiatico) ha detto che Chandrayaan-2, la seconda sonda lunare Indiana, slitta al 2014, dovrà infatti attendere fino a che non abbiano volato due missioni dei suoi razzi pesanti GSLV (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle). Parlando ai giornalisti dopo il successo del lancio del satellite RISAT-1 con il suo radar di costruzione nazionale, K. Radhakrishnan, capo dell'ISRO, ha dichiarato: "Abbiamo in progetto di lanciare due razzi GSLV ad intervalli di sei mesi prima della missione di Chandrayaan-2." La prima missione robotica lunare Indiana, Chandrayaan-1, venne lanciata nel 2008 ed il Paese aveva previsto di eseguire la seconda missione in collaborazione con la Russia. Ma una delle più grandi preoccupazioni dell'ISRO è stato il fallimento di un lancio di un vettore GSLV avvenuto nel 2010 che ha rivoluzionato gran parte dei piani dell'agenzia spaziale. Secondo Radhakrishnan, l'agenzia sta lavorando per sistemare il motore criogenico che alimenta il GSLV. Il solo GSLV con un motore criogenico costruito dall'ISRO ha fallito nel 2010 per il guasto ad un componente. Il capo dell'ISRO ha confermato che sono stati eseguiti due test principali del motore criogenico. "Prevediamo di lanciare un GSLV con un motore criogenico nazionale durante il periodo di ottobre/novembre 2012," ha ribadito Radhakrishnan dicendo che verrà sostituito lo scudo termico del razzo con uno più piccolo. I Russi avevano infatti segnalato che lo scudo termico più grande fosse la probabile ragione dell'instabilità del volo del GSLV nel dicembre 2010 che aveva portato all'incidente. Parlando poi della situazione del razzo GSLV Mark III, un'evoluzione del GSLV, Radhakrishnan ha affermato che il razzo avrà un motore criogenico più potente. Il motore e vari sottosistemi dovranno essere testati e per questo occorreranno un paio di anni. Un volo sperimentale del GSLV Mark III senza il motore criogenico è previsto per il 2012/13 per provare gli altri parametri del razzo. Secondo Radhakrishnan una parte dei fondi per questo progetto non sono ancora stati utilizzati e potranno essere diretti all'acquisto di sei/otto motori criogenici Russi. Dopo il lancio di RISAT-1 l'India potrà utilizzare le sue immagini radar invece che acquistarle dal Canada. La sonda Chandrayaan-2 sarà composta da un orbiter, costruito dall'India, e da un lander che dovrò effettuare un atterraggio morbido sulla superficie lunare, fornito dalla Russia, con a bordo un piccolo rover Indiano. Al momento, dopo il fallimento della sonda Russa Phobos-Grunt, la Russia sembra in arretrato con la fornitura del lander per la missione. Nella illustrazione (Credit: ISRO/IKI) il segmento per l'atterraggio lunare di Chandrayaan-2 composta dal lander Russo Luna Glob ed il rover Indiano.

Fonti : Spacedaily - Lunar Networks

30/04/2012 - La SpaceX testa con successo il razzo per la Stazione Spaziale - La compagnia spaziale private SpaceX ha testato con successo l'accensione del razzo Falcon 9 che è destinato a lanciare la prima capsula commerciale Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale. Lo 'static fire' (accensione statica) è stato eseguito al secondo tentativo di oggi 30 aprile alle 4:15 p.m. EDT (le 22:15 ora italiana) presso il complesso di lancio 40 a Cape Canaveral. Al primo tentativo, previsto verso le 3:00 p.m. EDT (le 21 ora italiana) un problema ai computer ha bloccato l'accensione quando mancavano soltanto 47 secondi. I tecnici della SpaceX rintracciavano il problema ad un computer di volo e riuscivano a risolverlo per tentare una seconda volta. L'accensione dei nove motori Merlin del primo stadio ha avuto luogo alla massima potenza per 2 secondi prima che venissero spenti, mentre il razzo rimaneva ben fissato alla rampa di lancio. "Penso che sia andato tutto bene," ha dichiarato il portavoce della SpaceX Kirstin Grantham. "I motori si sono accesi per 2 secondi come previsto. Gli ingegneri ora ricontrolleranno i dati e proseguiranno nella preparazione del lancio." La SpaceX condurrà un attento controllo di tutti i dati prima del lancio, previsto al momento per il 7 maggio prossimo. Il vettore Falcon 9 ha sulla sua cima una capsula Dragon senza equipaggio destinata a raggiungere la ISS. Una volta arrivata a circa 10 metri dalla stazione l'equipaggio a bordo di essa, utilizzando il braccio robotico, la catturerà e la porterà ad agganciarsi ad un boccaporto libero. Se riuscirà si tratterà della prima volta che una compagnia privata invia un veicolo spaziale alla Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto di copertina (Credit: SpaceX) il momento del test di accensione statico dei motori del Falcon 9.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: www.baidou.gov.cn) il momento del liftoff del vettore Lunga Marcia 3B con i due satelliti Compass. 29/04/2012 - Cina lancia una coppia di satelliti per la navigazione - La Cina ha lanciato per la prima volta assieme un paio di satelliti per il loro sistema di navigazione Compass (conosciuto anche come Beidou) a bordo di un razzo vettore Lunga Marcia 3B (Chang Zheng 3B). Il decollo è avvenuto domenica alle 20:50 UTC (le 22:50 ora italiana) dal complesso di lancio LC2 presso il Centro Lancio Satelliti di Xichang. Sviluppati su piattaforma DFH-3B i satelliti Compass-M3 e Compass-M4 sono stati inseriti su un'orbita intermedia alta 21.500-24.100 km con inclinazione 55°. I satelliti lanciati oggi sono forniti di un sistema di propulsione di apogeo. Il Sistema di Navigazione Satellitare Compass (CNSS) è il sistema di navigazione Cinese di seconda generazione che è stato approvato dal governo Cinese nel 2004. La sua capacità permette di fornire posizione geospaziale continua in tempo reale e misurazione della velocità, come l'equivalente GPS Americano. Il sistema è entrato già in funzione all'inizio dell'anno fornendo una copertura totale della Cina e dei paesi confinanti utilizzando una flotta di cinque satelliti Compass-G, cinque Compass-IGSO e quattro Compass-M. L'obiettivo a lungo termine è di avere una copertura globale utilizzando un network di ben 35 satelliti. Il sistema fornirà un servizio di posizionamento per uso civile con un'accuratezza di 10 metri per la posizione al suolo, 0,2 m/s per la velocità e 10 nanosecondi per il tempo. Il sistema ad uso militare o autorizzato invece avrà un grado di precisione maggiore. Il lancio di oggi ha visto per la prima volta l'utilizzo di un lancio per immettere in orbita due satelliti contemporaneamente. Il vettore utilizzato, il Lunga Marcia 3B, è il più potente fra quelli disponibile per la Cina e può arrivare ad immettere 11.200 kg in orbita bassa e 5.100 kg in orbita di trasferimento geostazionario. Oggi uno speciale adattatore all'interno dell'ogiva alta 10,7 metri e del diametro di 3,7 metri ha permesso di inserire i due satelliti uno sopra l'altro. Il CZ-3B è fornito di quattro booster a propellente liquido ipergolico (N2O4-UDMH) per aiutare il primo stadio nelle prime fasi del lancio. Il primo stadio è equipaggiato di un motore YF-21C a propellente liquido ipergolico (N2O4-UDMH) che fornisce una spinta di 2.961,6 kN. Il secondo stadio, anch'esso alimentato a propellenti liquidi ipergolici (N2O4-UDMH) con quattro motori YF-24E fornisce una spinta di 742 kN. Il terzo stadio a propellente liquido criogenico (LH2-LOX) è fornito di un motore YF-75 capace di fornire una spinta di 167,17 kN. Questo è stato il quinto lancio spaziale per la Cina nel 2012, il 160° nella storia astronautica Cinese ad avere successo e il 72° lancio orbitale da Xichang. Quello di oggi era inoltre il 19° lancio orbitale globale del 2012, il 18° a raggiungere regolarmente l'orbita. Nella foto (Credit: www.baidou.gov.cn) il momento del liftoff del vettore Lunga Marcia 3B con i due satelliti Compass.

Fonte : Nasaspaceflight

27/04/2012 - Rinviato il lancio di MetOp-B - La Eumetsat e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono state informate dal fornitore del lancio, la Starsem, che il lancio del satellite MetOp-B con un razzo Soyuz, previsto per il 23 maggio da Baikonur, dovrà essere rinviato. Quest a causa delle ulteriori misure di sicurezza richieste per le zone dove ricadranno parti del lanciatore dopo il decollo. Il lancio verrà rinviato di alcune settimane, fino a che le appropriate misure non saranno implementate. Il problema è sorto fra la Russie a il Kazakhstan perché, data la natura polare dell'orbita di MetOp-B il razzo Soyuz sorvolerà, durante il lancio, delle zone a nord del paese che di rado sono interessate dal rientro degli stadi dei vettori lanciati da Baikonur. Questo potrebbe accadere entro la seconda metà di luglio, dopo il lancio del satellite geostazionario MSG-3 previsto per il 19 giugno dallo Spazioporto Europeo della Guyana Francese. Il satellite MetOp-B è il secondo di tre satelliti con orbita polare ottenuti con la collaborazione di Eumetsat e dell'ESA e costruiti da un consorzio industriale guidato dalla Astrium. Il satellite inoltre è fornito di strumenti realizzati dal CNES (Centre National d’Etudes Spatiales - l'agenzia spaziale Francese) e dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration - l'agenzia che si occupa degli oceani e dell'atmosfera) degli Stati Uniti. I satelliti MetOp formano nello spazio il segmento Eumetsat Polar System. Dopo il completamento di tutti i test previsti dall'ESA e dalle industrie, il MetOp-B verrà mantenuti all'interno di un ambiente sicuro presso l'edificio della Starsem che si trova a Baikonur, pronto per essere rifornito. La Eumetsat è l'agenzia Europea che si occupa dei satelliti meteorologici del Vecchio Continente. Al momento Eumetsat gestisce i satelliti geostazionari Meteosat-8 e Meteosat-9 che sono stazionati sopra l'Europa e l'Africa e il Meteosat-7 sopra l'Oceano Indiano. Il MetOp-A, il primo satellite meteo polare dell'Europa è stato lanciato nell'ottobre del 2006 ed è diventato operativo il 15 maggio 2007. Il satellite per l'altimetria degli oceani, Jason-2, lanciato nel giugno 2008 aggiunge i dati della superficie topografica alle missioni condotte da Eumetsat.

Fonti : ESA - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: SpaceX) la capsula Dragon appena montata sulla cima del razzo vettore Falcon 9. 27/04/2012 - Lunedì verrà eseguita l'accensione statica dei motori del Falcon 9 con la capsula Dragon - Lunedì 30 aprile la Space Exploration Technologies (SpaceX) trasmetterà via web l'accensione statica dei nove motori Merlin del razzo Falcon 9 in preparazione per l'imminente lancio della compagnia. La trasmissione diretta, disponibile su spacex.com inizierà alle 2:30 p.m. ET (le 20:30 ora italiana) con l'accensione prevista per le 3 p.m. ET (21:00 ora italiana). Il test dei nove motori avrà luogo presso lo Space Launch Complex 40 (SLC-40) che si trova all'interno del Cape Canaveral Air Force Station e fa parte di una simulazione completa di lancio per il secondo volo sotto il Commercial Orbital Transportation Services (COTS). Durante la simulazione gli ingegneri della SpaceX seguiranno un conto alla rovescia come per una giornata di lancio. L'esercitazione si chiuderà con l'accensione di tutti e nove i motori a piena potenza per due secondi. Dopo il test la SpaceX eseguirà una revisione di tutti i dati mentre gli ingegneri eseguiranno i preparativi finali per il lancio imminente, previsto per il 7 maggio. SpaceX prevede di lanciare il suo veicolo spaziale Dragon in orbita bassa terrestre grazie al razzo Falcon 9. Durante la missione, i sensori ed i sistemi di volo di Dragon saranno soggetti ad una serie di test per determinare se il veicolo è pronto per essere agganciato alla stazione spaziale. Se la NASA deciderà che Dragon è pronto, il veicolo verrà agganciato alla stazione e gli astronauti apriranno il portello di Dragon e scaricheranno il carico che si trova a bordo. Questo sarà il primo tentativo di una compagnia commerciale di inviare un veicolo spaziale verso la Stazione Spaziale Internazionale, un compito eseguito fino ad ora solo da alcuni enti governativi. Il successo non è garantito. Se qualche aspetto della missione non avrà successo la SpaceX potrà imparare da questa esperienza e provare di nuovo. Questo è anche il secondo volo dimostrativo sotto il programma della NASA per lo sviluppo di servizio di rifornimenti commerciali alla ISS. Il primo volo COTS della SpaceX, nel dicembre 2010, fece della SpaceX la prima compagnia commerciale della storia ad inviare una nave spaziale in orbita terrestre e farla ritornare sana e salva sulla Terra. Una volta che SpaceX dimostrerà la possibilità di trasportare cargo alla stazione spaziale, inizierà ad onorare il suo contratto CRS (Commercial Resupply Services) con la NASA per almeno 12 missioni dirette alla ISS. Il razzo Falcon 9 ed il veicolo spaziale Dragon sono stati progettati anche per poter portare un giorno astronauti e sia le missioni COTS che CRS sono delle esperienze importantissime verso questo obiettivo. Intanto questa settimana la capsula Dragon è stata assemblata assieme al razzo Falcon 9 all'interno dell'hangar della SpaceX di Cape Canaveral. Nella foto (Credit: SpaceX) la capsula Dragon appena montata sulla cima del razzo vettore Falcon 9.

Fonte : SpaceX

27/04/2012 - L'Enterprise arriva a New York - Il 747 SCA (Shuttle Carrier Aircraft) della NASA con la navetta spaziale Enterprise montata sopra è atterrato oggi all'aeroporto J.F. Kennedy di New York. Il volo è avvenuto a relativamente bassa altitudine e, prima di atterrare all'aeroporto ha sorvolato diverse aree metropolitane di New York City, compresa la Statua della Libertà e la portaerei Intrepid. Il volo era partito dall'Aeroporto Internazionale di Dulles, a Washington, questa mattina alle 9:39 a.m. EDT (le 15:39 ora italiana) ed ha toccato il suolo dell'aeroporto Kennedy alle 11:22 a.m. EDT (le 17:22 ora italiana). La navetta spaziale, utilizzata nella seconda metà degli anni '70 per testare le proprietà aerodinamiche del nuovo veicolo spaziale della NASA, dovrà ora attendere alcune settimane prima di essere scaricata dal Jumbo che l'ha portata a New York. Infatti solo quando saranno state montate le apposite gru, già utilizzate a Washington per caricarlo sul 747, l'Enterprise sarà calato a terra. La navetta dovrà poi effettuare un viaggio su una chiatta fino al molo di Manhattan dove si trova ormeggiata la portaerei museo Intrepid. Enterprise verrà esibita sul ponte della nave protetta da una temporanea copertura climatizzata in attesa della costruzione di una apposito edificio nei pressi. Il Museo Intrepid Sea, Air and Space ospita un milione di visitatori l'anno ma l'arrivo della navetta della NASA dovrebbe raddoppiare questo numero. In questa foto l'Enterprise sopra il 747 SCA mentre sorvola New York. Qui altre foto del sorvolo di New York eseguito oggi prima dell'atterraggio al JFK.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/TV) uno dei membri dell'equipaggio della Soyuz TMA-22 appena estratto dalla capsula. 27/04/2012 - L'equipaggio di Spedizione 30 è rientrato regolarmente sulla Terra a bordo della Soyuz - Una capsula spaziale Russa è atterrata nelle steppe del Kazakhstan, nell'Asia Centrale venerdì 27 aprile, riportando felicemente un equipaggio congiunto Russo-U.S.A. sulla Terra dopo mesi trascorsi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. La Soyuz TMA-22 ha toccato il suolo alle 11:45 GMT (le 13:45 ora italiana) a meno di quattro ore dopo il distacco dalla stazione spaziale. A bordo della capsula spaziale si trovavano l'astronauta Dan Burbank della NASA e i due cosmonauti Russi, Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin, che sono stati riportati alla pesante gravità terrestre dopo aver trascorso 165, quasi cinque mesi e mezzo, in orbita. Lo sgancio dalla ISS era avvenuto alle 4:18 a.m. EDT (le 10:18 ora italiana) e la manovra di uscita dall'orbita era stata eseguita con l'accensione dei retrorazzi della Soyuz alle 6:49 a.m. EDT (le 12:49 ora italiana). Poco dopo il modulo di rientro si era sganciato dal resto del veicolo spaziale ed era rientrato nell'atmosfera terrestre. Ad una determinata quota si erano aperti i paracadute che avevano rallentato la capsula e poi erano stati accesi tre piccoli retrorazzi per ammorbidire il lancio. Il personale di supporto ha estratto i membri dell'equipaggio di Spedizione 30 dalla Soyuz ed ha subito iniziato un rapido controllo medico. Burbank, Shkaplerov e Ivanishin erano stati lanciati nello spazio a metà novembre. I tre uomini hanno formato la metà dell'equipaggio permanente di sei persone a bordo della ISS ed il loro ritorno oggi a case ha segnato la chiusura della missione Spedizione 30 e l'inizio di Spedizione 31. Per Burbank, che ha comandato la missione Spedizione 31, il suo ritorno sulla Terra era agrodolce perché aveva amato il suo periodo trascorso nello spazio ma era anche pronto a tornare a casa e riabbracciare la sua famiglia di nuovo. "E' stata un'esperienza incredibile, ha dichiarato Burbank mercoledì 25 aprile durante la cerimonia del cambio del comando, appena prima di cedere il controllo del laboratorio orbitante al cosmonauta di Spedizione 31, Oleg Kononenko. Burbank ha inoltre ringraziato tutte le persone che hanno costruito la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) come anche i controllori di missione che si trovano in varie parti del mondo e che vegliano su di loro e sull'avamposto orbitale da 100 miliardi di dollari. "E' stato un onore ed un privilegio essere parte di questo magnifico team, essere membro di questo equipaggio ed il Comandante di Spedizione 30 sulla ISS. La stazione avrà un equipaggio di tre uomini per alcune settimane. Kononenko, l'astronauta americano Don Pettit e l'astronauta olandese Andrè Kuipers avranno il grande complesso tutto per loro fino al 17 maggio, quanto il resto dell'equipaggio di Spedizione 31 arriverà a bordo. Tuttavia, ci dovrebbe essere un po 'di emozione sulla stazione prima che questi tre - l'astronauta NASA Joe Acaba ed i cosmonauti Russi Gennady Padalka Sergei Revin a bordo della Soyuz TMA-04M - fluttuino attraverso il portello. La società privata SpaceX lancerà infatti il 7 maggio la sua capsula senza equipaggio Dragon in una missione dimostrativa diretta al laboratorio orbitante - una prima assoluta per una nave spaziale commerciale. Il volo è un test per Dragon ed il razzo Falcon 9 entrambi della SpaceX, per vedere se sono pronti per iniziare le missioni cargo dirette alla stazione. La SpaceX ha siglato infatti un contratto da 1,6 miliardi di dollari con la NASA per effettuare 12 missioni di rifornimento, ed il primo dovrebbe avvenire entro l'anno se il volo di prova avrà completo successo. Durante la missione Pettit e Kuipers utilizzeranno il grande braccio robotico per agguantare il Dragon ed aiutarlo ad agganciarsi al complesso orbitale. L'equipaggio di Spedizione 31 scaricherà i quasi 521 kg di merci e poi vi imbarcherà il peso equivalente di materiali da rimandare sulla Terra. Pettit ha trascorso giovedì 26 aprile a preparare i materiali da rimandare indietro con il Dragon. Nella foto (Credit: NASA/TV) uno dei membri dell'equipaggio della Soyuz TMA-22 appena estratto dalla capsula.

VIDEO DEL RIENTRO DELL'EQUIPAGGIO DI SPEDIZIONE 30 CON LA SOYUZ TMA-22 (CREDIT: NASA/TV) - dur.min.9:08 - lingua Inglese



Fonte : Space.com - NASA

Nella foto (Credit: ESA/NASA) attività solare ripresa dalla sonda SOHO il 18 marzo 2003. 26/04/2012 - L'ESA affida la costruzione del Solar Orbiter alla Astrium UK . l'ESA ha stipulato il contratto per la costruzione del prossimo esploratore del Sole all'azienda Astrium del Regno Unito. Il Solar Orbiter studierà come il Sole crea e controlla l'eliosfera, l'estesa atmosfera solare. Il Prof. Alvaro Giménez Cañete, direttore dell'Esplorazione Scientica Robotica dell'ESA, e Miranda Mills, Direttore Nazionale per le Scienze, l'Osservazione Terrestre e la Navigazione dell'Astrium hanno firmato l'accordo il 26 aprile in occasion della cerimonia celebrativa dei 50 anni del Regno Unito nello spazio. La firma ha segnato l'avvio della fase di sviluppo e della costruzione del Solar Orbiter, il cui lancio è previsto per il 2017. L'Astrium UK guiderà un gruppo di compagnie Europee che forniranno le varie parti del veicolo spaziale. Il contratto è del valore di circa 300 milioni di Euro, uno dei più grandi firmati fra il Programma Scientifico dell'ESA ed una compagnia del Regno Unito. Inoltre, dieci strumenti scientifici saranno finanziati dagli stati membri dell'ESA e dagli Stati Uniti, e sviluppati da team guidati dai ricercatori principali di Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, il Regno Unito e gli Stati Uniti. "Oggi l'ESA aggiunge un contratto molto importante nella scienza spaziale e che sarà guidato dalla Astrium per la progettazione e costruzione del veicolo spaziale presso la sede di Stevenage, nel Regno Unito," ha detto il Prof. Giménez Cañete. "Questo testimonia il ruolo importante che il Regno Unito ha giocato nel volo spaziale fin dal lancio di Ariel-1 nel 1962 e testimonia l'importanza del suo ruolo che continua a svolgere nelle scienze spaziali." Il Solar Orbiter prosegue la lunga tradizione di esploratori solari dell'ESA, che vanno da Helios 1 e 2, Ulysses e SOHO, tutti in collaborazione con la NASA, così come il PROBA-2 dell'ESA. Tutti questi predecessori hanno preparato il terreno per le scoperte che Solar Orbiter ci darà nel campo del funzionamento del Sistema Solare, una delle principali domande del Programma Cosmic Vision 2015-2025 dell'ESA. Il Solar Orbiter studierà le connessioni che legano il Sole e la sua eliosfera, una grande bolla nello spazio creata dal vento solare che si estende ben oltre il nostro Sistema Solare. E' attraverso questo vento che l'attività solare può causare le aurore e disturbare le comunicazioni satellitari. Per dare un'occhiata più da vicino al Sole ed osservare il vento solare prima che venga disturbato il Solar Orbiter volerà a solo 45 milioni di km dal Sole, più vicino di Mercurio. La sonda fornirà immagini dei poli solari per la prima volta, aiutando a comprendere come il Sole genera il suo campo magnetico. "Solar Orbiter è una missione fantastica," prosegue il Prof. Giménez Cañete. "Ci aiuterà a capire come il Sole, essenziale per quasi tutta la vita sulla Terra, forma l'eliosfera e le origini delle condizioni meteo spaziali, che hanno un'influenza enorme nella nostra civiltà moderna. Colin Paynter, capo dell'Astrium UK ha concluso. "Sono felice che Astrium si sia aggiudicata il Solar Orbiter, che riafferma la nostra posizione dominante nelle missioni scientifiche e di esplorazione. Il Solar Orbiter è il secondo contratto principale di ESA ad Astrium negli ultimi sei mesi. Questo contratto si basa sulle fondamenta delle precedenti missioni solari che comprendono il satellite SOHO, ancora operativo dopo 17 anni, che fornisce dati unici per gli scienziati solari sparsi nel mondo." Il Solar Orbiter è una missione guidata dall'ESA con partecipazione della NASA che contribuirà con il lanciatore, uno strumento completo ed un sensore. Nella foto in alto (Credit: ESA/NASA) attività solare ripresa dalla sonda SOHO il 18 marzo 2003. In copertina una illustrazione (Credit: ESA/AOES) della sonda Solar Orbiter in volo verso il Sole.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento del cambio di Comando sulla ISS. 26/04/2012 - Oleg Kononenko assume il comando di Spedizione 31 sulla ISS - Mercoledì pomeriggio Dan Burbank, astronauta NASA e Comandante di Spedizione 30, ha ufficialmente passato il comando della Stazione Spaziale Internazionale a Oleg Kononenko, cosmonauta Russo e Comandante di Spedizione 31. Mentre Burbank si prepara per completare la sua prima missione sulla stazione, Kononenko si trova a metà della sua seconda avendo già volato nel 2008 come Ingegnere di Volo di Spedizione 17. Burbank e gli Ingegneri di Volo Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin completeranno venerdì la loro permanenza sulla stazione. I tre si sganceranno a bordo della loro Soyuz TMA-22 alle 4:19 a.m. EDT (le 10:19 ora italiana) ed atterreranno in Kazakhstan circa tre ore dopo. Spedizione 31 inizierà ufficialmente al momento che il trio si sgancerà dalla stazione. La NASA/TV seguirà in diretta le varie fasi della partenza di Soyuz TMA-22. Alle 12:45 a.m. (le 6:45 ora italiana) si potrà seguire i saluti fra gli equipaggi e la chiusura dei portelli, alle 4 a.m. (le 10 ora italiana) inizierà la manovra di sgancio mentre alle 6:30 a.m. (le 12:30 ora italiana) inizierà la fase di rientro e l'atterraggio. Per vedere NASA/TV collegati a: http://www.nasa.gov/ntv. Gli Ingegneri di Volo Don Pettit e André Kuipers proseguiranno la loro permanenza assieme a Kononenko quando questi assumerà il comando. Per questo terzetto il rientro sulla Terra è previsto il 1° luglio quando si sganceranno ed atterreranno con la loro Soyuz TMA-03M. A metà maggio i tre verranno raggiunti da nuovi membri dell'equipaggio che arriveranno a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMA-04M. Gli Ingegneri di Volo Gennady Padalka, Joe Acaba e Sergei Ravin sono al momento in addestramento per la missione presso il Gagarin Cosmonaut Training Center di Star City, vicino Mosca, in Russia. Intanto i responsabili della missione hanno deciso di spostare il lancio della capsula Dragon della SpaceX al 7 maggio alle ore 9:38 a.m. (le 15:38 ora italiana). Mentre i responsabili della SpaceX ricontrollavano i sistemi del veicolo la stazione spaziale rialzava l'orbita mercoledì mattina per piazzarla nella giusta posizione per l'avvicinamento e la cattura della capsula. Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento del cambio di Comando sulla ISS. Sulla sinistra il Comandante di Spedizione 30, Dan Burbank, passa il comando della stazione al Comandante di Spedizione 31, Oleg Kononenko.

Fonte : NASA

25/04/2012 - Nel giorno della Liberazione una canzone Italiana per Kuipers - La canzone che ascolterà oggi André Kupyers, mentre orbita intorno alla Terra a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è 'Oggi ho imparato a volare', del cantautore italiano Eugenio Finardi. Per una fortunata coincidenza, infatti, la canzone figura nella playlist di André proprio per oggi, 25 aprile, giorno della Liberazione dell'Italia dal Nazifascismo. Il cantautore milanese era molto contento nel sapere che una sua canzone sarebbe arrivata sulla Stazione Spaziale Internazionale, vista anche la sua passione per l'astronomia, l'esplorazione spaziale, e le scoperte scientifiche. Finardi sta seguendo da vicino la missione PromISSe in cui è impegnato l'astronauta dell'ESA di nazionalità olandese André Kuypers, nello spazio ormai da quattro mesi. Partito con la capsula russa Soyuz dal Kazakistan pochi giorni prima di Natale insieme ai compagni di equipaggio della spedizione 30, Oleg Kananenko e Don Pettit, Andrè Kuypers farà rientro a terra agli inizi di luglio. Da un cantautore italiano ad un'astronauta non italiano.. quale miglior messaggio che lo spazio unisce?

Fonte : ESA Italia

25/04/2012 - L'India ottiene un grande successo con il lancio di un satellite - Un razzo vettore PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle) dell'India è decollato mercoledì con a bordo un satellite radar di sorveglianza destinato ad ottenere immagini del suolo con tutte le condizioni meteo e di notte con applicazioni sulla sicurezza nazionale e l'ambiente. Il satellite, RISAT 1, segna un significativo salto per l'India. Si tratta infatti del primo satellite indigeno per l'osservazione radar dopo una serie di missioni di successo di satelliti ottici ed all'infrarosso. La ISRO (Indian Space Research Organization - l'agenzia spaziale Indiana) ha sviluppato il satellite per rispondere alle emergenze come i disastrosi cicloni e le alluvioni. L'ISRO ha inoltre dichiarato che RISAT 1 inoltre monitorerà le coltivazioni durante la stagione Indiana dei monsoni. Il PSLV è stato lanciato alle 5:47 a.m. ora locale (le 2:17 ora italiana) dal Satisj Dhawan Space Center dell'Isola di Sriharikota, il principale sito di lancio spaziale Indiano che si trova sulla costa Est della penisola. Il razzo pesante 350 tonnellate è volato nel cielo dell'alba ed i suoi sei booster a propellente solido, che aiutano la spinta iniziale del veicolo, una volta finito il propellente, sono stati sganciati dopo 90 secondi dal decollo. La versione del razzo lanciata oggi viene chiamata PSLV XL e la missione RISAT 1 è il terzo volo del vettore in questa configurazione. Il PSLV XL era necessario per RISAT 1 a causa del peso al decollo del satellite, quasi 1.860 kg., il più pesante veicolo spaziale mai lanciato da un vettore della famiglia Indiana PSLV. I quattro stadi di PSLV hanno poi rilasciato il RISAT 1 meno di 18 minuti dopo il decollo, concludendo con successo la missione PSLV-19, che è costata circa 95 milioni di dollari. Il satellite è stato rilasciato su un'orbita di quasi 482 km sopra la Terra con una inclinazione approssimativa di 97,6°. RISAT 1 ha dispiegato i suoi pannelli solari e la sua antenna radar di 6 metri alcuni minuti dopo la separazione dal quarto stadio del razzo. Seconda la ISRO la prima immagine radar potrà essere ricevuta al suolo fra cinque giorni. K. Radhakrishnan, capo della ISRO, non ha voluto discutere sui possibili utilizzi di sorveglianza militare del satellite. Si è trattato del 21° lancio di un vettore PSLV, 20 dei quali riusciti. L'orbita di RISAT 1 verrà alzata venerdì per arrivare a circa 535 km utilizzando i suoi propulsori di bordo. In questo modo il satellite orbiterà attorno alla Terra 14 volte al giorno con un ripasso sopra la stessa zona ogni 25 giorni. Il radar in banda C di qui è fornito RISAT 1 può vedere attraverso le nubi e riprendere immagini anche di notte. L'India aveva lanciato il satellite RISAT 2 nell'aprile del 2009 ma il satellite imbarcato era di costruzione Israeliana mentre quello a bordo di RISAT 1 è il primo con tecnologia radar Indiana. Quello di oggi era il 18° lancio orbitale del 2012, il 17° a raggiungere regolarmente l'orbita. In copertina (Credit: ISRO) il momento del decollo del razzo PSLV-19 con a bordo il satellite RISAT 1.

Fonte : SpaceflightNow

Nelle immagini (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) della sonda Dawn tre viste del terreno con creste 
e scanalature vicino al cratere Aquilla, nell'emisfero sud del gigantesco asteroide Vesta. 25/04/2012 - Dawn rivela i segreti del gigantesco asteroide Vesta - Le scoperte della sonda Dawn della NASA rivelano nuovi dettagli del gigantesco asteroide Vesta, compresa la sua varia composizione di superficie, i netti cambiamenti di temperature e indizi sulla sua struttura interna. Le scoperte sono state presentate oggi a Vienna, in Austria, all'incontro European Geosciences Union ed aiuteranno gli scienziati a comprendere meglio gli inizi del Sistema Solare e i processi che hanno dominato la sua formazione. Le immagini ottenute dall'apparecchiatura fotografica e con lo spettrometro nel visibile e nell'infrarosso, riprese da una quota fra 680 e 210 km, sopra la superficie dell'asteroide, mostrano una varietà di minerali e strutture rocciose. Le immagini in falsi colori codificati aiutano gli scienziati a meglio comprendere la composizione di Vesta e permettono di identificare il materiale che una volta si trovava fuso sotto la superficie dell'asteroide. I ricercatori ricercano inoltre le breccie, che sono rocce fuse durante gli impatti con i detriti spaziali. Molti dei materiali visti dalla sonda Dawn sono composti di minerali ricchi di ferro e magnesio, che spesso sulla Terra sono trovati nelle rocce vulcaniche. Le immagini hanno inoltre rivelato depositi lisci simili a stagni, che potrebbero essersi formati quando la polvere fine creata durante gli impatti si è accumulata negli avvallamenti. "Dawn ci permette di studiare in gran dettaglio una grande varietà di rocce miste della superficie di Vesta," dice Harald Hiesinger, uno scienziato della Münster University della Germania che partecipa alla missione Dawn. "Le immagini suggeriscono una sorprendente varietà di processi che hanno colorato la superficie di Vesta." Nel cratere Tarpela, vicino al polo sud dell'asteroide, le immagini ottenute da Dawn hanno rivelato strisce di minerali che appaiono come brillanti strati nei declivi scoscesi del cratere. Gli strati esposti permettono agli scienziati di poter vedere all'indietro nel tempo nella storia geologica del gigantesco asteroide. Gli strati che si trovano più vicini alla superficie portano evidenti i segni della contaminazione dovuta alle rocce spaziali che hanno bombardato Vesta. Gli strati più in basso preservano invece molte delle loro caratteristiche originali. Frequenti frane dei versanti del cratere hanno inoltre rivelato altre strutture nascoste di minerali. "Questi risultati di Dawn suggeriscono che la 'pelle' di Vesta viene costantemente rinnovata," dice Maria Cristina De Sanctis, a capo della squadra che segue la mappatura spettrometrica nel visibile e nell'infrarosso per l'Istituto Nazionale Italiano di Astrofisica di Roma. Dawn ha dato agli scienziati una visuale quasi a tre dimensioni della struttura interna di Vesta. Utilizzando misurazioni ultra sensibili della spinta gravitazionale dell'asteroide sulla sonda, Dawn ha potuto misurare inusuali densità negli strati più interni. I dati ora mostrano un'area anomala vicino al polo sud di Vesta, suggerendo la presenza di strati di materiali più densi che sono stati esposti dagli impatti che hanno creato la frattura Rheasilvia. In questo bacino gli strati più giovani e leggeri della superficie di Vesta sono stati strappati via. Dawn ha ottenuto la mappa a migliore risoluzione delle temperature della superficie di ogni altro asteroide mai visitato da veicoli spaziali. I dati mostrano temperature che possono variare da zone più esposte al Sole con -23° Celsius fino ai più freddi -100° Celsius nelle zone in ombra. Questa è la temperature più bassa misurata da Dawn con lo spettrometro nel visibile e nell'infrarosso. Queste scoperte mostrano che la risposta della superficie a rapide illuminazioni non viene mitigato dall'effetto di un'atmosfera. "Dopo oltre nove mesi a Vesta, la serie di strumenti di Dawn ha permesso di togliere i primi strati di mistero che hanno circondato questo gigantesco asteroide fin da quando l'umanità lo ha visto come solo un puntino nel cielo notturno," dice Carol Raymond, vice ricercatore principale della missione Dawn presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Siamo vicini ai segreti dell'asteroide gigante." Lanciata nel 2007, Dawn ha iniziato l'esplorazione dell'asteroide che misura approssimativamente 530 km a metà del 2011. Il prossimo obiettivo della sonda sarà lo studio del pianeta nanao Cerere nel 2015. Questi due asteroidi simbolo della fascia principale sono stati i testimoni di gran parte della storia del nostro Sistema Solare. La Missione Dawn è gestita dal JPL per lo Science Mission Directorate della NASA a Washington. Dawn è un progetto del direttorio Programma Discovery, gestito dalla NASA Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama. La UCLA è responsabile per la scienza generale della missione Dawn. La Orbital Sciences Corp. in Dulles, in Virginia, ha progettato e costruito la navicella. Il Centro aerospaziale tedesco, Max Planck Institute per la ricerca sul sistema solare, l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto Italiano di Astrofisica Nazionale sono i partner internazionali del team di missione. Il California Institute of Technology di Pasadena gestisce il JPL per conto della NASA. Per visualizzare le nuove immagini e per ulteriori informazioni su Dawn, visitare il sito: http://www.nasa.gov/dawn e http://dawn.jpl.nasa.gov. Nelle immagini (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) della sonda Dawn tre viste del terreno con creste e scanalature vicino al cratere Aquilla, nell'emisfero sud del gigantesco asteroide Vesta.

Fonte : NASA

24/04/2012 - Una versione di Orion per i test è giunta al KSC - Il Ground Test Vehicle (GTV) di Orion è arrivato sabato 21 aprile all'interno dell'edificio O&C (Operations & Checkout) che si trova presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida. Il veicolo ha viaggiato per quasi 2.300 km dall'impianto di Waterton della Lochkeed Martin che si trova vicino a Denver dove ha superato con successo una serie rigorosa di test che hanno simulato il lancio e l'ambiente spaziale. Il GTV verrà ora utilizzato come apripista per le operazioni presso il O&C in preparazione del veicolo Orion destinato al primo volo spaziale ed il cui arrivo al KSC è previsto per questa estate. Il veicolo spaziale che si trova al momento in costruzione presso l'impianto MAF (Michoud Assembly Facility) della NASA che si trova a New Orleans, è destinato all'Exploration Flight Test (EFT-1) della NASA previsto per il 2014. Il team di Orion è vicino al completamento delle saldature del modulo equipaggio di Orion utilizzando un sistema innovativo di saldatura utilizzando un processo di attrito. L'Orion verrà completamente assemblato ed integrato presso il KSC, una nuova capacità che fornirà un significativo risparmio di tempi e costi. L'O&C ha 27.000 metri quadrati di spazio fornito di uno speciale sistema di cuscinetti ad aria sul pavimento che permettono ad una piccola squadra di addetti di spostare con poco sforzo i veicoli spaziali all'interno dell'edificio. Dopo che le operazioni di test saranno completate verranno installati qui presso l'O&C sul veicolo per i test al suolo (GTV) dei nuovi pannelli di copertura prima di inviarlo presso il Langley Research Center in Virginia dove verranno eseguiti i test di ammaraggio presso l'enorme piscina Hydro Impact Basin della NASA. In questa foto foto (Credit: NASA) il modello GTV di Orion arrivata al KSC.

Fonte : NASA

24/04/2012 - Rinviato ancora il volo di Enterprise a New York - I responsabili della NASA, in coordinamento con quelli del Museo Intrepid Sea, Air and Space, hanno previsto indicativamente per il 27 aprile prossimo il trasporto della navetta Enterprise dall'aeroporto internazionale Dulles di Washington al JFK di New York. I responsabili sono stati costretti a spostare il volo da martedì a venerdì a causa di una grande zona di bassa pressione che domina la costa Est. Il tempo dovrebbe essere più favorevole venerdì. Il 747 Shuttle Carrier Aircraft (SCA) della NASA con l'Enterprise montata sopra di esso volerà venerdì ad una quota relativamente bassa su varie parti della zona metropolitana della città di New York. Il velivolo dovrebbe volare vicino a diverse aree famose, come la Statua della Libertà e l'Intrepid. Dopo il completamento del giro lo SCA atterrerà all'aeroporto Kennedy. La Federal Aviation Administration coordinerà il volo, che è previsto fra le 9:30 a.m. e le 11:30 a.m. EDT (fra le 15:30 e le 17:30 ora italiana) tempo permettendo. La esatta rotta e le tempistiche dipendono dalle restrizioni meteo ed operative. Diverse settimane dopo il suo arrivo, in giugno, l'Enterprise verrà disaccoppiata dal 747 e piazzata su una chiatta che verrà trainata da un rimorchiatore attraverso il fiume Hudson fino al Museo Intrepid Sea, Air and Space. Lo shuttle verrà sollevato con una gru e piazzato sul ponte di volo della portaerei Intrepid dove verrà esposto per il pubblico a partire da questa estate all'interno di una struttura temporanea climatizzata. L'intrepid prosegue il lavoro per la costruzione di un'esposizione permanente dove mostrare l'Enterprise e questo porterà ad un miglioramento qualitativo ed educativo della sezione dedicata allo spazio del museo. Per ulteriori informazioni sul trasferimento degli Space Shuttle ai musei visita il sito: http://www.nasa.gov/transition

Fonte : NASA

Nella illustrazione (Credit: Planetary Resources Inc.) un veicolo Arkyd serie 200 in avvicinamento ad un asteroide. 24/04/2012 - La PLanetary Reaources rivela un piano di sfruttamento minerario degli asteroidi - La Planetary Resources Inc. ha annunciato oggi un piano per sfruttare gli asteroidi vicini alla Terra (NEA - Near Earth Asteroid) alla ricerca di materiali che vanno dall'acqua ai metalli preziosi. Attraverso lo sviluppo di tecnologie di esplorazione a bass costo, la compagnia prevede di iniziare missioni di ricerca degli asteroidi ricchi di risorse e che siano facilmente accessibili. L'estrazione delle risorse dagli asteroidi porterà molteplici benefici all'umanità e la crescita potrebbe essere del'ordine delle decine di miliardi di dollari annualmente. Lo sforzo si concentrerà nell'alta concentrazione di metalli preziosi trovati sugli asteroidi e che forniranno un sostenibile apporto per la crescente popolazione terrestre. Un solo asteroide di 500 metri ricco di platino contiene l'equivalente di tutto quel metallo estratto nella storia mineraria terrestre. "Molti dei rari metalli e minerali sulla Terra si possono trovare nello spazio in quantità quasi infinite. Più l'accesso a questi materiali crescerà, non solo i costi di ogni cosa dalla microelettronica agli accumulatori di energia saranno ridotti, ma vi saranno anche nuove applicazioni dato che questi elementi saranno più abbondanti," dice Peter H. Diamandis, co-fondatore e co-dirigente della Planetary Resources Inc. Inoltre, i NEA ricchi di acqua serviranno come 'pietre miliari' per l'esplorazione dello spazio profondo, fornendo una sorgente spaziale di propellente e di acqua per i depositi orbitanti. Avere accesso alle risorse d'acqua nello spazio rivoluzionerà l'esplorazione e renderà i viaggi spaziali molto più economici in modo drammatico. "L'acqua è forse la risorsa più importante nello spazio. Accedere ad asteroidi ricchi di acqua ci permetterà di realizzare l'esplorazione a larga scala del Sistema Solare. Oltre a sostenere la vita, l'acqua può anche essere scissa in ossigeno ed idrogeno per aria respirabile e propellente per razzi," dice Eric Anderson, co-fondatore e co-dirigente della Planetary Resources Inc. Di circa 9.000 NEA conosciuti ve ne sono altri 1.500 che sono energicamente facili da raggiungere come la Luna. La capacità di caratterizzare i NEO è un percorso critico per la Planetary Reasources. A questo scopo la compagnia svilupperà una prima serie di veicoli spaziali per sondare lo spazio profondo, la serie Arkyd-100, il Leo Space Telescope. Il veicolo rappresenterà il primo telescopio spaziale privato e potrà anche fornire accesso a basso costo a comunità di scienziati interessati all'osservazione astronomica. Questi veicoli spaziali saranno utilizzati in orbita bassa terrestre ed alla fine ci aiuteranno a trovare i primi obiettivi fra i NEA per il passo successivo della compagnia, lo Arkyd serie 200 - Interceptor che potrà raggiungere l'orbita stazionaria ed osservare i NEA nei scovati dal suo predecessore più da vicino. Infine vi saranno le spedizioni di sciami della serie Arkyd-300 - Randezvous Prospector, che avranno il compito di raggiungere gli asteroidi ancora più lontani e forniranno le informazioni dei vari asteroidi entrando in orbita attorno ad essi. Chris Lewicki, Presidente e Capo Ingegnere dice, "La nostra missione non è solo quella di espandere la base delle risorse del mondo, ma vogliamo anche aumentare l'accesso delle persone al nostro pianeta ed al sistema solare attraverso lo sviluppo di sistemi in grado di essere economicamente efficienti." Tom Jones, un astronauta veterano della NASA, scienziato planetario ed ora consulente della Planetary Resources Inc. dice, "La promessa della Planetary Resources è quella di applicare l'innovazione commerciale all'esplorazione spaziale. Stanno sviluppando dei veicoli spaziali a basso costo, grazie ad una catena di montaggio, che permetteranno di visitare gli asteroidi vicini alla Terra in rapida successione, incrementando le nostre conoscenze scientifiche di questi corpi e permettere lo sviluppo economico delle risorse che contengono." La Planetary Resources Inc. è finanziata da visionari che hanno creato compagnie innovative, come l'amministratore delegato di Google, Larry Page e Ross Perot Jr., a capo della Hillwood e del Perot Group che si sono impegnati ad espandere base delle risorse del mondo, in modo che l'umanità possa continuare a crescere e prosperare:
- Eric E. Schmidt, Ph.D.m capo esecutivo di Google ed investitore della Planetary Resources Inc. "La ricerca delle risorse ha guidato la scoperta dell'America e ha aperto l'Occidente. Gli stessi impulsi sono ancora validi per l'apertura della frontiera spaziale. Ampliare la base di risorse per l'umanità è importante per il nostro futuro.
- K. Ram Shriram, fondatore di Sherpalo, Google Board e membro della direzione fondi ed investitore della Planetary Resources Inc. "Vedo nella Planetary Resources gli stessi potenziali dei primi giorni di Google."
- Charles Simonyi, Ph.D., capo della Intentional Software Corporation e investitore della Planetary Resources Inc. "La commercializzazione dello spazio è iniziata con i satelliti per telecomunicazioni e si è sviluppata con il volo spaziale umano. Il prossimo passo logico è l'inizio di uno sviluppo innovativo delle risorse dello spazio. Sono fiero di essere parte di questo sforzo."
Alcuni dei consulenti della compagnia comprendono il regista ed esploratore James Cameron, il Generale in pensione T. Michael Moseley, Sara Seager, Ph.D.; , Mark Sykes, Ph.D. e David Vaskevitch. La Planetary Resources Inc. è stata fondata nel 2009 da Eric Anderson e Peter H. Diamandis per stabilire un nuovo paradigma per l'utilizzazione delle risorse che porterà il sistema solare all'interno della sfera economica d'influenza della Terra permettendo l'esplorazione robotica a basso costo e l'eventuale commercializzazione degli asteroidi. Per ulteriori informazioni visita il sito: www.PlanetaryResources.com. Nella illustrazione (Credit: Planetary Resources Inc.) un veicolo Arkyd serie 200 in avvicinamento ad un asteroide.

Fonte : Planetary Resources

Nelle foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/QMUL) le strane strutture che si formano nell'anello F di Saturno così come sono state riprese dalla sonda Cassini. 24/04/2012 - Cassini svela il segreto dell'anello F di Saturno - Le nuove immagini provenienti dalla sonda Cassini hanno rivelato che oggetti ribelli di circa un km di grandezza, attraversando l'anello F di Saturno, sarebbero i responsabili dei 'mini-getti' visti uscire dall'anello. Lo stretto anello F di Saturno è già conosciuto per ospitare una varietà di strutture dinamiche che comprendono canali, increspature e 'palle di neve' che vengono formate dalle influenze gravitazionali della vicina luna Prometheus. Mentre alcune di queste 'palle di neve' sono probabilmente spaccate da collisioni e forze di marea, le nuove immagini rivelano cinquecento casi distinti in cui piccoli frammenti superstiti passano attraverso l'anello F trascinando con loro particelle degli anelli di ghiaccio. Questi oggetti si scontrano con l'anello a bassa velocità, circa due metri al secondo, formando questi 'mini-getti' che si estendono fra i 40 ed i 180 km fuori dall'anello. In alcuni di questi casi gli impatti delle 'palle di neve' avvengono in gruppi, creando strane strutture mentre attraversano l'anello. "Credo che l'anello F sia quello più strano di Saturno e questi ultimi risultati dalla Cassini ci mostrano che è anche più dinamico di quanto avessimo mai pensato," ha dichiarato Carl Murray, scienziato che fa parte del team che analizza le immagini della Cassini presso l'Università Queen Mary di Londra, in Inghilterra. "Queste scoperte mostrano che l'anello F è una regione simile ad uno zoo in quanto a diversità di oggetti che la popolano, da lune di un chilometro fino a Prometheus di centinaia di km di diametro. Tutti assieme questi corpi creano degli show spettacolari." Nick Attree, un altro scienziato che lavora sul progetto Cassini presso il Queen Mary aggiunge, "L'anello F ha una circonferenza di 881.000 km e questi mini-getti sono così tenui che ci è voluto un bel po di tempo e fortuna per individuarli. Abbiamo dovuto combinare circa 20.000 immagini raccolte in sette anni dalla sonda Cassini attorno a Saturno per poter avere circa 500 esempi di queste lune ribelli." I nuovi risultati verranno presentati oggi all'incontro dell'European Geosciences Union che si terrà a Vienna, in Austria. Nelle foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/QMUL) le strane strutture che si formano nell'anello F di Saturno così come sono state riprese dalla sonda Cassini.

VIDEO DEI MINI-GETTI NELL'ANELLO F DI SATURNO OSSERVATI DALLA SONDA CASSINI (CREDIT: NASA/JPL-Caltech/SSI/QMUL) - dur.min.2:07 - lingua Inglese



Fonte : ESA - NASA

Nelle foto (Credit: ILS) il decollo del Proton Breeze-M con il satellite Y1B. 24/04/2012 - Quarto lancio di un Proton in meno di quattro mesi - La International Launch Services (ILS), un leader nel campo dell'offerta di lancio per il settore globale satellitare, ha inviato con successo il satellite Y1B nell'orbita di trasferimento geostazionario oggi con un razzo vettore Proton per la compagnia Al Yah Satellite Communications (Yahsat) di Abu Dhabi. Questo è il terzo lancio di un Proton quest'anno gestito dalla ILS ed il 72° complessivo da quando la parte di sfruttamento commerciale è gestita dalla ILS. Il Proton Breeze-M della ILS è decollato oggi dalla rampa di lancio 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 4:18 a.m. locali (le 0:18 ora italiana). Dopo 9 ore e 12 minuti e cinque accensioni, lo stadio superiore Breeze-M ha rilasciato con successo il satellite Y1B, pesante oltre 6 tonnellate, nell'orbita di trasferimento geostazionario. Questo è stato il 376° lancio di un Proton fin dal suo volo inaugurale avvenuto 47 anni fa. Il veicolo Proton Breeze-M è stato sviluppato e costruito dalla Khrunichev Research and Production Space Center di Mosca, uno dei pilastri dell'industria spaziale globale e che detiene la maggioranza delle azioni della ILS. Il Y1B, costruito sulla piattaforma Eurostar E3000, fornirà comunicazioni in banda Ka per utilizzi commerciali e governativi. Il Y1B è il 14° satellite Eurostar lanciato dai Proton della ILS. La piattaforma duale utilizzata dal satellite è stata sviluppata dalla Astrium mentre il carico utile dalla Thales Alenia Space. Il Presidente della ILS, Frank McKenna ha dichiarato, "La ILS è onorata di aver potuto lanciare il satellite Y1B con il Proton, permettendo lo sviluppo del loro network YahClick che fornirà servizi a larga banda ed accesso veloce fra l'Asia di Sud-ovest, l'Africa ed il Medio Oriente. La ILS è stata concentrata sul poter accogliere le richieste di Yahsat per i loro clienti commerciali e governativi. Il mio sincero ringraziamento va ai team della ILS, Khrunichev, Yahsat, Thales Alenia Space ed Astrium che hanno lavorato senza sosta per assicurare il successo della missione e lanciato il nostro nuovo cliente Yahsat. Tareq Abdel Raheem Al Hosani, amministratore delegato della Yahsat ha aggiunto, " Siamo felicissimi di vedere questa pietra miliare del nostro piano di investimenti raggiunta grazie al lancio di Y1B. Con il satellite in orbita, siamo sulla buona strada nella nostra missione di collegare le comunità in tutta la regione con i servizi a banda larga affidabili, accessibili attraverso il nostro servizio "YahClick". Le comunicazioni sono un fattore vitale per la crescita economica e sociale del mondo odierno e noi siamo emozionati di aver portato questa visione nella realtà." Nelle foto (Credit: ILS) il decollo del Proton Breeze-M con il satellite Y1B. Quello di oggi era anche il 17° lancio orbitale del 2012, il 16° a concludersi con successo.

Fonte : ILS

24/04/2012 - Contatto ARISS dal lago di Como - Dall'estremità più orientale del lago di Como, a pochi chilometri da Lecco, nell'entroterra, Calolziocorte si prepara a dialogare martedì 24 aprile con Daniel Burbank dalla Stazione Spaziale Internazionale. Ancora una volta l'astronauta della NASA Daniel C. Burbank sarà protagonista di un collegamento radio amatoriale organizzato dall'AMSAT Italia e risponderà, dalla Stazione Spaziale, che orbita a circa 400 Km sopra la Terra, alle domande degli studenti delle classi medie dell'Istituto Comprensivo di Calolziocorte (LC). Burbank, comandante della Spedizione 30 e a bordo della ISS dal novembre , parlerà con i ragazzi delle sensazioni del vivere in microgravità, dell'esperienza di una passeggiata spaziale, dei momenti più eccitanti ma anche di quelli difficili a bordo della stazione orbitante, di come si diventa astronauti, quali sono gli studi, quali i requisiti, quale l'impegno in generale. Potete seguire il collegamento in diretta sul sito AMSAT Italia a partire dalle 15h32. Queste iniziative sono organizzate nell'ambito del programma educativo internazionale ARISS, (Amateur Radio on International Space Station), e coordinate, in Italia, dall'AMSAT Italia. La pagina italiana dell'ESA vi terrà aggiornati su questo programma educativo annunciando i collegamenti radioamatoriali che di volta in volta verranno organizzati.

Fonte : ESA Italia

23/04/2012 - Problemi con il software costringono a rinviare il lancio di Dragon verso la ISS - Il lancio del cargo commerciale Dragon della SpaceX per mezzo di un razzo Falcon 9 diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale è stato rinviato di almeno una settimana per dare maggiore tempo agli ingegneri di ricontrollare il software di bordo. Lo ha annunciato lunedì la compagnia. Il lancio di Dragon, che sarebbe il primo veicolo spaziale commerciale a raggiungere la stazione spaziale, era previsto per il 30 aprile da Cape Canaveral e tre giorni dopo vi sarebbe stato l'avvicinamento e la cattura da parte del laboratorio orbitante. Ma lunedì, durante un ulteriore fase di test, sono emersi dei ritardi nel controllo del software in rapporto con le unità di volo ed i responsabili della missione della SpaceX e della NASA hanno concordato un rinvio nel lancio. La prima data possibile potrebbe essere il 3 maggio ma, per avere maggiori margini per gli imprevisti e la concomitanza con un lancio di un Atlas V con un satellite militare, sempre da Cape Canaveral, probabilmente porteranno verso il 7 maggio. Un'altra opportunità di lancio sarebbe anche per il 10 maggio ma l'arrivo in prossimità della ISS il 13 maggio avverrebbe solo due giorni prima del lancio del nuovo equipaggio di tre astronauti da Baikonur con la Soyuz. Di solito i responsabili della stazione spaziale prevedono diversi giorni di distanza fra la partenza e l'arrivo di navi spaziali in arrivo per dare agli equipaggi il tempo necessario per sistemarsi per il nuovo veicolo. I test del software di Dragon sono già stati responsabili di vari ritardi della missione DEMO2 alla fine del 2011 ed all'inizio del 2012. I test sono molto importanti per validare la sicurezza delle manovre del cargo automatico nelle vicinanze della stazione spaziale. Il Dragon dovrà arrivare a circa 10 metri dal complesso prima di essere catturato con il braccio robotico di bordo. In copertina una illustrazione (Credit: NASA/SpaceX) del Dragon in prossimità della ISS mentre sta per essere catturato dal braccio robotico della stazione.

Fonte : SpaceflightNow

Nelle foto (Credit: Massimo Martini) il modello fedele della capsula Casper della missione Apollo 16. 23/04/2012 - Esplorando: una mostra da non perdere! - E' in corso a Varese, presso Villa Recalcati, la mostra 'Esplorando: da Galileo alla conquista della Luna' organizzata dal gruppo astrofili FOAM13 con la collaborazione di Luigi Pizzimenti, grande appassionato di astronautica dell'era Apollo. Ne avevo già parlato quando il 31 marzo vi fu l'inaugurazione con la presenza dell'astronauta Charlie Duke ma ho avuto finalmente il piacere di visitare personalmente la mostra domenica 22 aprile e devo dire che ne sono rimasto veramente impressionato. La sede è un palazzo settecentesco che si trova vicino al centro di Varese. La mostra occupa diverse sale proprio all'entrata della villa. Appena entrati ci accoglie la grande sagoma del Modulo di Comando 'Casper' della missione Apollo 16 ricostruito fedelmente in scala 1:1 da un gruppo di ingegneri, tecnici ed artigiani che fanno parte del gruppo di appassionati astrofili dell'Osservatorio Astronomico di Tradate (FOAM13). Non solo sono stati ricostruiti fedelmente l'esterno ma, con una cura veramente certosina, il suo interno dotato di tutto l'hardware compresi i pannelli di comando ed il computer di bordo funzionante! Una realizzazione che, da sola, basterebbe la visita della mostra. Invece la mostra ospita anche una ricostruzione fedele di una tuta spaziale del programma Apollo, la A7LB di Charlie Duke e quella da passeggiata lunare di Buzz Aldrin ed un modello in scala 1:1 dello Sputnik. Altra chicca è un grosso frammento di roccia lunare prelevato dagli astronati di Apollo 15. E' veramente il più grande pezzo di roccia lunare abbia mai visto, infatti pesa quasi cento grammi! Vi sono poi bachece intere ripiene di artefatti originali del programma spaziale, pezzi di hardware che hanno volato sulla Luna, meteoriti, medaglie e francobolli commemomorativi del volo spaziale, mattonelle dello scudo termico dello Shuttle e del Buran, pezzi delle V2 tedesche, una riproduzione funzionante del telescopio di Von Fraunhofer con tutta una sezione dedicata ai più piccoli con pannelli didattici, ecc. Insomma non posso raccontarvi tutto quello che si trova in questa mostra 'esclusiva', non vi resta che ritagliarvi una giornata e fare un salto a Varese prima della sua chiusura, prevista per domenica prossima 29 aprile. Un grazie a tutti i membri del FOAM13, ed a Luigi Pizzimenti in particolare, per averci regalato (si, regalato perchè l'ingresso è gratuito) questa mostra come non ve ne sono mai state in Italia! Quando penso ad un Museo Nazionale dell'Astronautica penso a qualcosa di molto simile! Nelle foto (Credit: Massimo Martini) il modello fedele della capsula Casper della missione Apollo 16 così come è esposta alla mostra Esplorando.

Nella foto (Credit: NASA/TV) il Progress M-15M (47P) in arrivo alla ISS. 23/04/2012 - Progress raggiunge regolarmente la ISS - Il veicolo spaziale Progress M-15M (47P) ha attraccato al modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale alle 10:39 GMT (le 16:39 ora italiana) mentre il complesso orbitava a circa 400 km sopra il nord della Cina. I bulloni e gli allacciamenti sono stati bloccati alcuni minuti dopo il docking per assicurare il veicolo alla stazione dove rimarrà fino al tardo luglio. Il Comandante di Spedizione 30, Dan Burbank, l'astronauta della NASA Don Pettit, i cosmonauti Russi Anton Shkaplerov, Anatoly Ivanishin e Oleg Kononenko con l'astronauta olandese André Kuipers prevedono di aprire i portelli ed entrare nel Progress entro la giornata. A bordo del veicolo cargo si trovano circa 1.226 kg di merci fra attrezzature, cibo, vestiario e sistemi di supporto vitale, 900 kg di propellente per rifornire i serbatoio per i razzi di manovra del settore Russo, 420 kg di acqua e circa 50 kg di ossigeno ed aria per la stazione. Il Progress era stato lanciato venerdì a bordo di un razzo Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur, raggiungendo un'orbita preliminare di 255x193 km inclinata di 51,63° relativi all'equatore. Una serie di precise accensioni nei passati due giorni ha guidato il trasporto verso il randezvous. Dopo l'arrivo nei pressi della stazione, il vascello ha effettuato un giro attorno alla stazione fino ad allinearsi con il boccaporto di attracco di Pirs. Dopo una pausa di 11 minuti a circa 190 metri dalla stazione per permettere ai controllori di volo di controllare i sistemi e dare l'approvazione prima di iniziare l'approccio finale. Il sistema di attracco automatico della nave ha fatto il suo lavoro ed ha guidato il veicolo verso il contatto avvenuto al momento del tramonto orbitale. Questo aggancio è l'ultimo degli eventi importanti prima della partenza dell'equipaggio di Spedizione 30 composto da Burbank, Shkaplerov e Ivanishin, che avverrà il prossimo venerdì a bordo della loro capsula Soyuz TMA-22. L'atterraggio è previsto per le 7:45 a.m. EDT (le 13:45 ora italiana) dopo 165 giorni trascorsi nello spazio. Kononenko diventerà il Comandante di Spedizione 31 ed assieme a Pettit e Kuipers utilizzeranno il braccio robotico della stazione il 3 maggio per afferrare il veicolo cargo Dragon della SpaceX. Un nuovo equipaggio composto da tre astronauti Joe Acaba, Gennady Padalka e Sergei Revin verranno lanciati a bordo della Soyuz TMA-04M il 14 maggio alle 11:01 p.m. EDT (le 5:01 del 15 maggio). Nella foto (Credit: NASA/TV) il Progress M-15M (47P) in arrivo alla ISS.

Fonte : SpaceflightNow

21/04/2012 - La Boeing firma un accordo con la NASA per gestire le missioni di CST-100 - La Boeing ha firmato un accordo con il Mission Operations Directorate (MOD) della NASA presso il Johnson Space Center per collaborare alla pianificazione, all'addestramento ed alle operazioni di volo per il veicolo spaziale Commercial Space Transportation (CST-100) della compagnia. In base a questo accordo, che fa parte dell'attuale Fase 2 dello Space Act Agreement per il Commercial Crew Development della NASA, la Boeing inizierà uno stretto rapporto con il MOD per l'integrazione delle operazioni di lancio della compagnia presso il controllo missione del Kennedy Space Center in Florida e l'addestramento e le operazioni in tempo reale al Johnson Space Center di Houston, nel Texas. "Sommare l'esperienza del MOD nelle operazioni spaziali con equipaggio con il nostro team ci assicurerà il successo del nostro veicolo spaziale CST-100." ha dichiarato Chris Ferguson, direttore del Crew and Mission Operations per il Programma Commerciale Equipaggi della Boeing ed ex astronauta della NASA. Entro l'anno inoltre la Boeing ha previsto di allargare l'accordo con il MOD per definire il Johnson Space Center come luogo di comando e controllo delle missioni CST-100. Il JSC ha all'attivo la gestione delle missioni Apollo e di tutti e 135 i voli della navetta spaziale. "Collocare il centro di controllo delle missioni CST-100 da dove è controllata l'attività della Stazione Spaziale Internazionale ci faciliterà la transizione dai voli di prova a quelli regolari per la stazione." aggiunge Ferguson. La CST-100 è una capsula tronco conica riutilizzabile basata su sottosistemi testati e tecnologie mature. Il sistema puà trasportare fino a sette astronauti oppure una combinazione di cargo e persone. La Boeing ha progettato il veicolo spaziale per essere compatibile con una varietà di razzi a perdere in modo da permettere la competizione e ridurre i costi durante il ciclo di vita del programma. La compagnia ha selezionato il veicolo di lancio Atlas V della United Launch Alliance per i test iniziali previsti per il 2015. La Boeing prosegue lo sviluppo della progettazione dei sistemi nelle sue sedi di Houston e Huntington Beach, in California e si prepara a costruire, assemblare e testare il veicolo spaziale CST-100 nell'ex Orbiter Processing Facility al Kennedy Space Center. Il Programma Commerciale Equipaggi della Boeing comprende la progettazione, la costruzione, i test e le valutazioni e la dimostrazione di un Sistema di Trasporto Integrato Commerciale per Equipaggi - che comprende la CST-100, il veicolo di lancio, e la direzione operazioni e basi di terra per il programma Commercial Crew Development della NASA. Il sistema della Boeing fornirà voli abitati verso la Stazione Spaziale Internazionale e per il complesso orbitale della Bigelow Aerospace. Il programma è basato sull'esperienza della Boeing e sulle capacità innovative che si sono evolute in oltre 50 anni di volo spaziale umano e quasi 100 di aviazione commerciale.

Fonte : Boeing

Nelle foto (Credit: CNES/TIRA) a sinistra Envisat fotografato dal satellite Pleiades, a destra la sua immagine radar catturata dal TIRA. 21/04/2012 - Proseguono gli sforzi per capire che cosa è successo ad Envisat - Le osservazioni ottiche, radar e laser di Envisat confermano che il satellite si trova ancora su un'orbita stabile. I tentantivi di riprendere i contatti con il satellite sono in corso dallo scorso 8 aprile, quando ha cessato improvvisamente di inviare dati a Terra. Per determinare se Envisat è entrato in 'safe mode' (modalità sicura ndt.) - dalla quale può essere riavviato - il team di recupero ha tentato di raccogliere informazioni da ogni fonte disponibile. Un aiuto importante è arrivato da diversi partner Europei ed internazionali. Il satellite Francese Pleiades, che di solito raccoglie immagini ad alta risoluzione del suolo terrestre, si è concentrato su Envisat per dare maggior luce alla situazione. Il 15 aprile, l'Agenzia Spaziale Francese, CNES, ha manovrato Pleiades per riprendere una immagine di Envisat mentre passava a circa 100 km di distanza. Questa incredibile manovra è stata possibile grazie alle eccezionali caratteristiche di agilità di Pleiades. Gli specialisti di volo e gli ingegneri stanno utilizzando le immagini raccolte per determinare l'orientamento dei pannelli solari di Envisat - la sorgente principale di energia del satellite. Se i pannelli si trovano in una posizione con sufficiente esposizione solare, può essere generata abbastanza energia per mettere Envisat in safe mode e questo potrebbe permettere di ristabilire le comunicazioni con la Terra. "Siamo grati al CNES che ci ha offerto l'opportunità di acquisire le immagini di Envisat utilizzando i loro satelliti Pleiades e Spot," ha dichiarato Volker Liebig, direttore del Programma di Osservazione Terrestre dell'ESA. "Ulteriori osservazioni acquisite da altre parti del mondo mostrano come la comunità spaziale internazionale si è unita per tracciare questo vecchio satellite." Il Fraunhofer Institute for High Frequency Physics and Radar Techniques di Wachtberg, in Germania, ha fornito anche lui una immagine per comprendere l'orientamento di Envisat. Le immagini dal sistema radar di tracciamento basato a terra del TIRA mostrano il corpo del satellite, i pannelli solari e l'antenna radar. "Queste immangini uniche ci permetteranno di analizzare l'orientamento di Envisat e ci indicheranno se possiamo essere in grado di ristabilire i contatti con il satellite," dice Manfred Warhaut, capo del Dipartimento Missioni Operative dell'ESA. Le informazioni sull'orbita di Envisat sono state fornite dal Joint Space Operation Center degli Stati Uniti. Inoltre diverse stazioni laser di tracciamento che si trovano sparse per il globo hanno fornito informazioni sulla stabilità dell'orbita del satellite. L'improvvisa interruzione del servizio di Envisat ha bloccato i dati utilizzati dalla comunità internazionale che invece hanno bisogno di una continuità per essere copresi completamente. Il prossimo lancio della serie di satelliti Sentinel, sviluppati dall'Europa per il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security) diventa ancora più urgente. I Sentinel forniranno i dati necessari per i servizi informativi ambientali, permetteranno di comprendere gli effetti climatici ed assicureranno la sicurezza civile. Nelle foto (Credit: CNES/TIRA) a sinistra Envisat fotografato dal satellite Pleiades, a destra la sua immagine radar catturata dal TIRA.

Fonte : ESA

20/04/2012 - Lanciato il Progress M-15M (47P) - La Russia ha lanciato venerdì senza problemi una nuova nave spaziale cargo diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Un razzo Soyuz-U con a bordo il Progress M-15M (numero matricola 414) è decollato dal sito 31 del Cosmodromo di Baikonur alle 16:50:24 ora estiva di Mosca (le 14:50 ora italiana) del 20 aprile 2012. Dieci minuti dopo il decollo il controllo missione Russo ha confermato che il veicolo spaziale si era separato con successo dal terzo stadio del veicolo di lancio durante l'orbita iniziale ed i suoi pannelli solari e le antenne erano state dispiegate. Il veicolo cargo automatico, del peso di 7.290 kg, dovrebbe raggiungere la stazione fra due giorni, il 22 aprile, ed attraccare al Compartimento di Aggancio Pirs della ISS alle 18:40:43 ora di Mosca (le 16:41 ora italiana). Il veicolo trasporta un totale di 2.356 kg di materiali per l'equipaggio dell'avamposto, compresi 648 kg di propellente e 420 kg di acqua. Si è trattato del 122° lancio del progetto ISS e della 47esima missione di rifornimento Russa. Inoltre questo era il 5° lancio spaziale Russo del 2012, il secondo della famiglia dei vettori Soyuz fin dall'inizio dell'anno. Quello di oggi era, inoltre, il 16 lancio orbitale del 2012, il 15° a raggiungere regolarmente l'orbita. Qui un'immagine (Credit: NASA/TV) del lancio del vettore Soyuz con a bordo il Progress M-15M.

VIDEO DEL LANCIO DEL CARGO AUTOMATICO PROGRESS M-15M DIRETTO ALLA ISS (CREDIT: TV-TSENKI) - dur.min.7:33



Fonte : Russian Space Web

20/04/2012 - La NASA annuncia date ed equipaggio della missione sottomarina NEEMO 16 - Una squadra internazionale di acquanauti viaggerà ancora sotto l'Oceano Atlantico per simulare una visita ad un asteroidedirante la 16° spedizione NEEMO (NASA Extreme Environment Mission Operations). Quest'anno la missione NEEMO inizierà l'11 giugno e dovrà mettere a frutto le cose imparate durante la missione NEEMO 15 del 2011 oltre a testare soluzioni innovative e sfide ingegneristiche che possano permettere agli astronauti di esplorare gli asteroidi. "Stiamo provando a guardare al futuro e capire come possiamo lavorare su un asteroide," ha detto Mike Gernhardt, astronauta della NASA e capo scienziato di NEEMO. "Se non vuoi trovarti su un asteroide a chiederti di cosa hai bisogno con NEEMO possiamo avere le informazioni che ci servono ora." Questa spedizione NEEMO si concentrerà su tre aree principali: ritardo nelle comunicazioni, tecniche di spostamento ed ottimizzazione del numero di membri dell'equipaggio. L'equipaggio trascorrerà 12 giorni vivendo a 20 metri sotto la superficie dell'Oceano Atlantico presso l'habitat di ricerca sottomarino Aquarius Reef Base che appartiene alla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) al largo di Key Largo, in Florida. Il capo dell'equipaggio sarà Dottie M. Metcalf-Lidenburger, l'astronauta NASA che ha volato sullo Space Shuttle. Assieme a lei vi saranno Kimiya Yui della JAXA, l'Agenzia spaziale Giapponese, Timothy Peake dell'ESA ed il professore Steven Squyres della Cornell University, che era stato membro anche dell'equipaggio di NEEMO 15. La missione NEEMO è sponsorizzata dal Programma di Sistemi Avanzati di Esplorazione della NASA.

Fonte : Spacedaily - NASA

20/04/2012 - Il primo stadio di Antares in rampa - Il primo stadio del razzo Antares è stato innalzato sulla rampa in Virginia questa settimana per una serie di controlli e test elettrici, un passo cruciale prima dell'accensione dei motori in rampa ed il primo test di lancio fra qualche mese. La Orbital Sciences Corp. guida lo sviluppo del razzo Antares e del veicolo spaziale Cygnus per trasportare merci alla Stazione Spaziale Internazionale. Il primo test di lancio di Antares è fissato per questa estate. Questa immagine mostra il primo stadio costruito in Ucraina, sulla rampa 0A dello Spazioporto Regionale Medio-Atlantico di Wallops Island, Virginia. La struttura del primo stadio, progettata dalla Yuzhnoye e costruita dalla Yuzhmash in Ucraina, è basata sul razzo Zenit. Due motori Aerojet AJ-26 spingeranno il primo stadio di Antares. Un primo stadio di Antares verrà innalzato sulla rampa di lancio più avanti in primavera per un test di accensione di quasi 30 secondi dei motori AJ-26. Lo stadio utilizzato nel test di oggi verrà utilizzato per il lancio della seconda missione Antares, che consegnerà il veicolo cargo Cygnus alla Stazione Spaziale Internazionale. L'ultima immagine mostra il centro di controllo del poligono della NASA presso il Wallops Flight Facility, dove gli ingegneri ed i responsabili seguono il conto alla rovescia.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA) il momento del rilascio del sistema di prova dei paracadute di Orion 20/04/2012 - La NASA effettua un altro test dei paracadute di Orion - La NASA ha condotto oggi con successo un test dei paracadute di rientro, discesa ed atterraggio del veicolo per equipaggi Orion. Il test si è svolto sopra il deserto dell'Arizona in preparazione del primo volo orbitale di prova, Exploration Flight Test-1 (ETF-1) previsto per il 2014. Orion potrà portare gli astronauti più lontano nello spazio di quanto mai fatto prima, sarà fornito di capacità di aborto di emergenza, sosterrà l'equipaggio durante il viaggio spaziale ed assicurerà un sicuro rientro ed atterraggio. Un aereo C-130 ha sganciato un veicolo di prova a forma di dardo con un compartimento paracadute simulato di Orion da un'altezza di 7.300 metri sopra lo Yuma Proving Ground, un poligono dell'Esercito degli Stati Uniti. Il paracadute di estrazione si è aperto a circa 6.000 metri, seguito dai paracadute pilota che poi hanno estratto i paracadute di atterraggio principali. Il veicolo di prova è atterrato nel deserto ad una velocità di circa 7,6 metri al secondo, ben sotto la velocità massima prevista di atterraggio del veicolo spaziale. Questo particolare test aveva due obiettivi principali. Il primo era quello di determinare come l'intero sistema avrebbe reagito se uno dei paracadute principali si fosse gonfiato troppo velocemente, cosa che potrebbe accadere se il dispositivo che permette l'apertura graduale del paracadute non funzionasse. Il secondo obiettivo era di validare il progetto del paracadute di estrazione testato per una pressione dinamica molto simile a quella che ci si aspetta durante il rientro di EFT-1. Questo volo, previsto per il 2014, è ideato per testare un gran numero dei sistemi di Orion, compresa l'avionica, i sistemi di navigazione e di protezione termica ed invierà Orion ad oltre 4.800 km di distanza dalla Terra. Fin dal 2007 il programma Orion ha condotto un deciso programma di test al suolo ed in volo del sistema dei paracadute ed ha fornito un successo con il pad abort eseguito dalla NASA nel 2010. Questi test servono a comprendere bene le prestazioni tecniche per un'eventuale certificazione all'utilizzo in voli abitati. Il prossimo test di paracadute è previsto per questa estate. Nella foto (Credit: NASA) il momento del rilascio del sistema di prova dei paracadute di Orion dall'aereo in volo sopra il deserto dell'Arizona.

Fonte : NASA

20/04/2012 - Il Discovery accolto con tutti gli onori al Museo di Washington- La navetta spaziale Discovery è stata onorata con una cerimonia che si è svolta al momento del suo ingresso allo Steven F. Udvar-Hazy Center dello Smithsonian Air & Space Museum di Washignton D.C. Il primo orbiter messo in pensione dalla NASA nella sua carriera ha completato 39 missioni, trascorso 365 giorni nello spazio ed orbitato attorno alla Terra 5.830 volte e viaggiato per 238.539.663 km. Il Discovery prenderà il posto, all'interno del museo, della navetta spaziale Enterprise. La NASA ha ufficialmente trasferito la navetta spaziale Discovery allo Smithsonian Institute durante una cerimonia avvenuta questa mattina di fronte allo Steven F. Udvar-Hazy Center dello Smithsonian Air & Space Museum appena fuori Washignton D.C. Il Discovery avrà il posto principale nel museo che ospita alcuni dei più importanti aerei ed astronavi nella storia dell'umanità. Alla cerimonia di benvenuto erano presenti l'Amministratore della NASA Charles Bolden, molti astronauti fra cui anche l'Italiano Paolo Nespoli e John Glenn. All'arrivo del Discovery era ad attenderlo l'Enterprise e così le due navette sono state parcheggiate una di fronte all'altra in un simbolico cambio di testimone. Infatti Enterprise è stata esposta in questo stesso museo fin dal 2003. Ora Enterprise verrà portata al vicino aeroporto Internazionale di Dulles dove verrà caricata sopra il Boeing 747 SCA in attesa. La partenza di Enterprise per New York è prevista per il 23 aprile prossimo. In copertina un momento della cerimonia di trasferimento della navetta Discovery verso il museo. Ad accompagnare a piedi accanto allo shuttle un gruppo di astronauti, in tuta blu, che hanno volato nello spazio assieme a questo veicolo.

VIDEO DELLA CERIMONIA CHE SI E' SVOLTA PRESSO LO STEVEN F. UDVAR-HAZY CENTER DELLO SMITSONIAN AIR & SPACE MUSEUM DI WASHINGTON D.C. PER L'ARRIVO DEL DISCOVERY (CREDIT: NASA/TV) - dur.1:11:46



Fonte : NASA

Nel disegno (Credit: Dynetics Inc.) come apparirebbe un vettore pesante SLS con i due booster spinti dai motori F-1 19/04/2012 - Un progetto per resuscitare il glorioso motore F-1 dei Saturno V - La Dynetics e la Pratt & Whitney Rocketdyne hanno annunciato oggi che hanno formato un team per risuscitare il mitico motore F-1 del razzo Saturno V ed utilizzarlo nel nuovo veicolo di lancio pesante allo studio alla NASA. Il motore dell'era Apollo offrirebbe significative migliori prestazioni rispetto ai booster a propellente solido al momento in sviluppo. "L'abilità di tornare indietro ed offrire alla NASA la risurrezione di uno dei motori di maggior successo, l'F-1, è molto accattivante," dice Steve Cook, direttore delle tecnologie spaziali della Dynetics Inc.. "Il fattore 'forte' qui è molto alto." La NASA prevede di offrire, entro quest'anno, un contratto del valore di 200 milioni di dollari a diverse compagnie per un lavoro di mesi per la progettazione e la riduzione dei rischi per un concetto di booster avanzato per lo Space Launch System (SLS). Si tratta del nuovo vettore pesante ideato per inviare equipaggi umani in destinazioni nello spazio profondo, compresi gli asteroidi, Marte e la Luna. Il periodo dei 30 mesi dovrebbe iniziare il 1° ottobre e scorrere fino ai primi del 2015. I primi due voli del SLS verranno aiutato al decollo da un paio di booster a propellente solido a cinque segmenti costruiti dalla ATK e derivati da quelli del Programma Space Shuttle. La NASA spera di avere dei booster più potenti per il suo terzo volo del SLS che dovrebbe avvenire nei primi anni del prossimo decennio. La Dynetics di Huntsville, in Alabama, guida il team che ha proposto il progetto del motore F-1. La Pratt & Whitney Rocketdyne è partner per la propulsione e la costruzione del motore. Cook, un ex manager del programma dei vettori Ares della NASA, ha detto che un paio di razzi Dynetics con un paio di motori F-1 alimentati a Kerosene potrebbero dare la spinta alla missione SLS. "Ognuno di questi motori fornisce una spinta di 8.164 tonnellate," ha dichiarato Cook in un'intervista mercoledì. "Questo booster è molto semplice, un booster standard. Ha un diametro di 5,5 metri ed utilizza gli stessi punti di ancoraggio dei booster a propellente solido a cinque segmenti." La Pratt & Whitney è il primo appaltatore per il sistema propulsivo principale dell'SLS, che inizialmente utilizzerà quattro motori RS-25D/E propulsi a idrogeno liquido. Lo stadio criogenico superiore invece utilizzerà un motore J-2X, un altro motore riprogettato dal programma lunare Apollo, e che è al momento in sviluppo dalla NASA e dalla Pratt & Whitney per i voli di SLS ad iniziare dagli anni 2020. Le prime due missioni SLS, previste per il 2017 ed il 2021 utilizzeranno uno stadio superiore intermedio, un cuore principale con quattro motori ed una coppia di booster a propellente solido a cinque segmenti. La missione del 2021, prevista per effettuare un giro attorno alla Luna, sarà il debutto del grande razzo con un equipaggio a bordo. Le prime versioni di SLS saranno alte come un palazzo di trenta piani e potranno portare 70 tonnellate in orbita bassa terrestre. Le missioni successive di lunga durata per destinazioni più lontane, come gli asteroidi o Marte, richiederanno una versione più potente di SLS ed utilizzeranno i motori J-2X ed i booster avanzati. Assieme al team di Dynetics e Pratt & Whitney anche la ATK ed altre industrie stanno proponendo i loro booster avanzati per accaparrarsi il contratto. "Stiamo cercando essenzialmente di capire come evolvere verso un più potente ed affidabile booster per il futuro," aveva detto Todd May, responsabile del Programma Space Launch System della NASA, durante un'intervista a febbraio. La NASA prevede il termine del contratto per la progettazione e la riduzione dei rischi del booster avanzato nel 2015. Cook sostiene che il booster spinto dai motori F-1 potrà fornire una spinta, nell'orbita bassa, di circa 20 tonnellate superiore ai booster a propellente solido che sono alla base del lanciatore pesante. "Offriamo un booster con un progetto già testato che si avvale dei voli riusciti degli Apollo-Saturno F-1, che sono ancora i più potenti motori a propellente liquido che abbiano mai volato," dice Ron Ramos, vice presidente della Pratt & Whitney Rocketdyne per il settore esplorazione e difesa. "La PWR è la sola compagnia che ha riportato in produzione un motore dell'era Saturno, il J-2X. Noi possiamo portare la nostra esperienza e la lezione imparata per mantenere i costi e le prestazioni per il booster avanzato." Cinque motori F-1 si trovavano sul primo stadio del Saturno V. Il Saturno V ha volato tredici volte lanciando gli astronauti sulla Luna, e portando la stazione spaziale Skylab della NASA in orbita terrestre. "Questo fa dell'F-1 uno dei più affidabili motori della storia," dice Cook. "Non posso pensare ad un progetto migliore e che abbia avuto così successo." Cook aggiunge che le attività previste per il motore F-1 nei prossimi 30 mesi, considerando che la Dynetics si aggiudichi il contratto con la NASA, comprende un sistema dimostrativo in scala reale ed alcuni test di accensione. Il totale dei progressi dipende dal livello dei finanziamenti forniti dalla NASA, dice Cook, aggiungendo che il team di appaltatori è pronto ad aggiungere alcuni equipaggiamenti con capitale privato. "I rischi associati con questo motore in pensione da 40 anni, " dice Cook. "ci permetteranno di concentrarci sulle modifiche e sui cambiamenti in relazione alla produzione, sostenibilità ed affidabilità. Possiamo prendere questo motore ed incorporare le lezioni sui sistemi propulsivi imparate negli ultimi 40 anni di volo spaziale umano, commerciale e militare. Pensiamo di portare un bel pacchetto nella mischia. In generale il progetto che portiamo sarà molto simile all'originale, e quindi ci concentreremo sui metodi produttivi, portando nuovi processi e tecniche che abbiamo già provato. Il costo non era un problema negli anni '60 ma è un grosso fattore oggi." conclude Cook. Nel disegno (Credit: Dynetics Inc.) come apparirebbe un vettore pesante SLS con i due booster laterali spinti dai gloriosi motori F-1.

Fonte : SpaceflightNow

Nel disegno (Credit: Mission-X collaboration) l'astronauta Astro-Charlie di MissionX 18/04/2012 - Mission-X 2012: missione compiuta. Anche scuole italiane tra i vincitori - Astro Charlie ha raggiunto la luna grazie ai bambini che si sono uniti alla sfida Mission-X per allenarsi come un astronauta. Mission-X è un'iniziativa educativa a livello mondiale supportata dall'ESA e dalle agenzie spaziali nazionali per incoraggiare uno stile di vita attivo e salutare tra i bambini di età compresa tra gli 8 ed i 12 anni. Gli astronauti ispirano i bambini a mangiare in modo corretto e ad esercitarsi regolarmente. Quest'anno la sfida ha coinvolto 10.300 studenti che si sono esercitati duramente per sei settimane da quando il programma è stato lanciato dall'astronauta dell'ESA Andre Kuypers, dalla Stazione Spaziale Internazionale, il 2 febbraio. Scopo: guadagnare punti per mandare la mascotte di Mission-X, Astro Charlie, sulla luna. I punti si guadagnavano completando le sfide ispirate all'allenamento degli astronauti. Per l'Italia, dei cinque gruppi partecipanti, sono arrivati primi a pari merito, anzi punteggio, le Meteore e I Big Bang, entrambi delle quinte classi dell'Istituto Comprensivo Dedalo 2000 Scuola Primaria Statale di Scandolara Ravara (Cremona). I bambini si sono cimentati nelle attività previste dal programma e descritti in questo link, dove trovate anche foto e commenti in italiano. Tra gli oltre 400 partecipanti italiani, anche coloro che non si sono posizionati in vetta alla classifica hanno comunque in qualche modo vinto, ed hanno imparato una lezione interessante sul mangiare sano e vivere sano facendo esercizio fisico. Le attività sono state studiate per far muovere i bambini: Scaliamo una montagna marziana (Let's Climb a Martian Mountain), Facciamo una passeggiata spaziale (Do a Spacewalk), Astro-corso di agilità (Agility Astro-Course), Sali sulla tua bici spaziale (Get on your Space Cycle) e Roll-and Roll spaziale (Space Roll-n-Roll) sono solo alcune di esse. Misson-X non è solo esercizio fisico – ai bambini viene insegnato a pensare a degli stili di vita sani. Quest'anno, tra le varie lezioni, i bambini hanno imparato qualcosa sulle ossa, sull'idratazione e l'energia derivante dal cibo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization) ha indicato l'obesità infantile come una seria sfida alla salute pubblica. Una dieta sana e attività fisica sono le soluzioni all'obesità. Mission-X sta facendo la sua parte per educare una nuova generazione di bambini sani e in forma. I partecipanti avranno l'opportunità di visitare Londra, Regno Unito, prima delle olimpiadi estive del 2012. Gli studenti potranno visitare i siti olimpici con i loro genitori ed i loro Nella foto a destra (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Andrè Kuipers dell'ESA si mantiene in forma sulla ISS. insegnanti per partecipare alle sfide Mission-X con l'astronauta dell'ESA Paolo Nespoli e con gli atleti olimpici. Gli allenatori degli astronauti offriranno consigli ed ulteriori suggerimenti durante l'evento che l'ESA, la NASA e l'Agenzia Spaziale Britannica (UK Space Agency) stanno organizzando. Per i 300 studenti di 15 Paesi, Mission-X è ufficialmente terminata. Il prossimo anno, Mission-X sarà ancora più grande, con ancora più nazioni partecipanti. Nel disegno in alto (Credit: Mission-X collaboration) l'astronauta Astro-Charlie di MissionX. Nella foto a destra (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Andrè Kuipers dell'ESA si mantiene in forma sulla ISS.

I vincitori europei di quest'anno sono:
Austria: Korcak-Astronauten
Belgio: Les p’tits Astros
Francia: Ecole elementaire Jean Giraudoux
Germania: Stommeler Weltraum tied with Stommeler Weltraum-Eles
Italia: Meteore and I Big Bang
Paesi Bassi: Space Fit 5
Portogallo: ChampNautas
Regno Unito: St Patrick National School (Ireland) and Bentfield Primary School
Repubblica Ceca: Team Czech republic
Spagna: La Rojita
Svizzera: Niedergrosgen

Fonte : ESA Italia

18/04/2012 - Bando di Volo Umano Spaziale per ricerche e dimostrazioni tecnologiche sulla ISS - La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) costituisce il più importante e ambizioso programma di cooperazione a livello mondiale nel campo scientifico e tecnologico fino ad oggi intrapreso e può essere considerata come la maggiore opera ingegneristica realizzata dall'uomo. L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) promuove le opportunità nazionali di utilizzo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), derivanti dagli accordi internazionali tra ASI e NASA in virtù dei quali ASI ha accesso a una quota parte dei diritti di utilizzazione del laboratorio orbitante ISS, nonché a un numero definito di voli spaziali di astronauti di nazionalità italiana. Inoltre l'ASI e l'Aeronautica Militare italiana (AM) hanno stretto un accordo di reciproca collaborazione per la pianificazione, definizione e realizzazione di missioni congiunte per l'utilizzo delle opportunità di volo spaziale cui ASI ha diritto verso NASA. L'ASI, pertanto, nell'ambito del presente Bando mettendo a disposizione della comunità scientifica ed industriale i diritti di utilizzo acquisiti dalla NASA, intende selezionare progetti di Ricerca e Dimostrazioni Tecnologiche sulla Stazione Spaziale Internazionale che si avvalgano delle prossime opportunità di permanenza di un astronauta italiano a bordo della ISS.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento dell'atterraggio della coppia 747/Discovery all'Aeroporto Internazionale Dulles di Washington. 17/04/2012 - Il Discovery ha compiuto il viaggo per la sua ultima dimora - La navetta spaziale Discovery, parte del cuore e dello spirito del Kennedy Space Center per tre decenni, è partito per l'ultima volta dallo spazioporto della Florida questa mattina presto in direzione del Museo Smithsonian dove verrà esposto. Il decollo del Boeing 747 SCA (Shuttle Carrier Aircraft) con sulle spalle l'orbiter OV-103 Discovery, è avvenuto alle 6:58 a.m. ora locale (le 12:58 ora italiana). Dopo il decollo il complesso ha eseguito un'inversione ed ha sorvolato a bassa quota il Centro Visitatori del KSC prima di dirigersi verso nord. Volando ad un'altezza di circa 3.000 metri ed a una velocità di 550 km/h il Boeing ha sorvolato la Georgia, la Carolina del Sud e quella del Nord e poi la Virginia prima di scendere per effettuare altri sorvoli. Per primo l'aereo ha sorvolato l'aeroporto Dulles International Airport e futura casa del Discovery nell'annesso complesso Smithsonian, poi ha puntato sulla capitale della Nazione ed ha effettuato un paio di giri sopra i siti principali di Washington D.C. per poi tornare a Dulles dove ha atterrato alle 11:05 a.m. EDT (le 17:05 ora italiana). Domani i tecnici che si trovano al Dulles inizieranno subito a lavorare per staccare il Discovery dal 747, utilizzando una speciale gru montata sulla pista, e poseranno la navetta al suolo sui suoi carrelli. Da qui giovedì il Discovery verrà trainato fino al vicino Steven F. Udvar-Hazy Center del National Air & Space Museum durante una parata pubblica che celebrerà l'arrivo del nuovo oggetto da esibire. Il prototipo di orbiter Enterprise, che eseguì una serie di test di avvicinamento ed atterraggio alla fine degli anni '70, è stato esposto nel museo fin dalla sua apertura nel 2003. L'Enterprise verrà tolta dal centro nelle prime ore di giovedì e poi poserà accanto al Discovery per una foto ricordo indimenticabile dei due orbiter. Poi sarà la volta dell'Enterprise ad essere issata sul 747 prima di effettuare il volo traghetto verso l'Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York, previsto per lunedì prossimo, tempo permettendo. Una volta che la gru avrà completato il suo lavoro a Dulles verrà smontata ed inviata su strada al JFK per essere riassemblata per il compito di far scendere l'Enterprise dal Jumbo. Ma il viaggio ed il riassemblaggio dell'attrezzatura della gru richiede del tempo e questo costringerà il 747 e l'Enterprise di rimanere accoppiati per circa tre settimane all'aeroporto sotto una copertura provvisoria. A giugno l'Enterprise intraprenderà il suo viaggio di 48 km a bordo di una chiatta per raggiungere il Museo Intrepid del Mare, Aria & Spazio che si trova sul fiume Hudson. Intanto i restanti orbiter, Endeavour ed Atlantis rimaranno negli hangar del Kennedy Space Center mentre proseguiranno i lavori di decommissionamento. Inoltre i tecnici rimuoveranno pezzi chiave di attrezzature di bordo che potranno essere utilizzati per il sistema propulsivo del nuovo veicolo pesante di lancio della NASA. Endeavour inizierà il suo volo sul dorso del Jumbo verso Los Angeles il 30 settembre prossimo mentre Atlantis verrà esposta nel nuovo edificio in costruzione presso il Visitor Complex del KSC e che verrà aperto la prossima estate. Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento dell'atterraggio della coppia 747/Discovery all'Aeroporto Internazionale Dulles di Washington. In questa foto (Credit: NASA) la navetta Discovery piazzata sopra il Boeing 747 mentre è in volo verso Washington. Invece in copertina il complesso dopo l'atterraggio a Dulles. In questa galleria di Flickr le immagini più belle del volo di trasferimento avvenuto oggi.

VIDEO DELLA PARTENZA DEL BOEING 747 CON LA NAVETTA DISCOVERY DAL KSC CON DESTINAZIONE WASHINGTON (CREDIT: NASA) - dur.min.04:59



VIDEO DELL'ARRIVO DEL BOEING 747 CON LA NAVETTA DISCOVERY ALL'AEROPORTO INTERNAZIONALE DULLES DI WASHINGTON (CREDIT: NASA) - dur.min.16:06



Fonte : SpaceflightNow

17/04/2012 - La Virgin Galactic pianifica uno Spazioporto ad Abu Dhabi - Durante il Global Aerospace Summit, che si è svolto ad Abu Dhabi, il capo esecutivo della Virgin Galactic, George Whitesides ha affermato che uno spazioporto creato negli Emirati Arabi Uniti potrebbe diventare un punto di aggregazione per il turismo spaziale, la ricerca e l'educazione nella regione. Lo spazioporto della Virgin Galactic nel Nuovo Messico sarà pronto entro 12 mesi ed i voli turistici suborbitali dovrebbero iniziare nel 2014. Il nuovo spazioporto negli Emirati Arabi sarebbe il passo logico successivo perchè la Abu Dhabi Aabar Investments è partner fin dal 2009 della Virgin Galactic. La compagnia ha appena firmato il contratto con il 500° passeggero per i suoi futuri voli suborbitali ed inoltre ha firmato anche i suoi primi contratti di ricerca spaziale, uno dei quali con la NASA, ed infine sta producendo i pezzi un altro veicolo spaziale.

Fonte : Arabian Aerospace

Nella foto (Credit: Lockheed Martin) gli ingegneri della Lockheed Martin al lavoro sull'hardware di MAVEN. 16/04/2012 - La sonda MAVEN della NASA in costruzione presso la Lockheed Martin - La Lockheed Martin ha installato il serbatoio di propellente della sonda MAVEN della NASA presso la sede di Denver della sua Space System Company. Oltre al grande serbatoio molti dei componenti principali del sistema di propulsione, compresi i 20 razzetti di manovra della sonda, sono stati installati. Questa foto scattata lo scorso 3 marzo nella sala pulita della Lockheed Martin vicino a Denver, mostra il grande serbatoio di propellente, idrazina, prima della sua integrazione con la struttura principale della sonda MAVEN. Il serbatoio, costruito dalla ATK Aerospace Group di Commerce, in California, può contenere 1.700 litri di idrazina ed è alto 1,9 metri. La struttura primaria sullo sfondo è un cubo che misura 2,3x2,3x2 metri di altezza. Costruito in pannelli di materiale composito in una struttura di alluminio a nido d'ape con le pareti ricoperte di grafite, pesa soltanto 124 kg. La sonda MAVEN (Mars Atmosphere And Volatile EvolutioN) ha lo scopo di determinare il ruolo che ha giocato che la perdita di gas atmosferico nello spazio nel cambiare il clima di Marte nel corso del tempo. MAVEN verrà lanciata nel novembre del 2013 e sarà la prima missione dedicata alla comprensione dell'atmosfera marziana alle alte quote. MAVEN determinerà quanta atmosfera marziana è stata perduta nel corso del tempo misurando l'attuale tasso di fuga dei gas nello spazio e raccogliendo abbastanza informazioni basilari per comprendere quanto sia stato rilevante il processo per permettere di estrapolarlo all'indietro. L'università del Colorado di Buolder e la principale responsabile della MAVEN attraverso il suo Laboratorio per la Fisica Atmosferica e dello Spazio. L'Università seguirà le operazioni scientifiche, costruisce gli strumenti di bordo e guida i rapporti con il pubblico ed educativi. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, gestisce la missione e fornisce la strumentazione. La Lockheed Martin di Littleton, in Colorado, costruisce la sonda ed esegue le operazioni della missione. L'Università della California di Berkeley attraverso il suo Laboratorio di Scienze Spaziali costruirà altri strumenti per la missione. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California fornirà la gestione del programma tramite il Mars Program Office come anche il supporto alla navigazione attraverso il Deep Space Network e la Electra. Nella foto (Credit: Lockheed Martin) gli ingegneri della Lockheed Martin al lavoro sull'hardware di MAVEN.

Fonte : Spacedaily

16/04/2012 - I primi voli abitati da Vostochny nel 2018 - La scorsa settimana, Dmitry Rogozin, Vice Premier del Governo Russo, ha dichiarato che il nuovo spazioporto di Vostochny, nell'estremo est della Russia, verrà completato nel 2015 e che i primi voli spaziali abitati prenderanno l'avvio da li dopo appena tre anni. La base di Vostochny dovrebbe essere operativa dal 2015 con il lancio del razzo vettore più famoso dell'Unione Sovietica e della Russia, il rinnovato Soyuz-2, un'altra versione del leggendario missile R-7 Semyorka di Sergei Korolyov. E' dal 1954 che la base di lancio principale è situata a Baikonur, nel Kazakhstan, mentre Vostochny si troverà nella Taiga Russa. Lo spazioporto utilizzerà parte delle strutture militari che sono state abbandonate negli anni '90 dopo aver effettuato qualche lancio dei missili balistici Start. Il porto venne chiuso nella metà degli anni 2000 quando le Forze Armate Russe subirono dei drastici tagli di bilancio. Ma il sogno di una nuova 'porta per lo spazio' sovravvisse fino al risveglio dell'economia Russa del 2007. Secondo i piani la nuova base di Vostochny sarà localizzata vicino al sito, ora chiuso, di Svobodny e beneficierà delle strutture di Uglegorsk come della stazione ferroviaria Transsiba-Ledyanaya e della strada Amur 2010. Comunque le infrastrutture da costruire non sono da poco considerato che le rampe di lancio che verranno utilizzate sono molto più complesse di quelle utilizzate per i missili Start. Anche l'aeroporto avrà bisogno di una pista di atterraggio lunga almeno 5 km per permettere l'arrivo dei jet militari da trasporto pesante Ruslan. La Russia ha già iniziato a spostare alcuni dei suoi programmi spaziali da Baikonur a Plesetsk, nella regione di Arkhangelsk, come il futuro vettore Angara. Al momento l'affitto di Baikonur dal Kazakhstan è comunque costoso anche se rimane un centro di attrazione delle due nazioni, un punto cruciale della loro integrazione- Chiaramente però, l'entrata in servizio di Vostochny segnerà il declino di Baikonur perchè non vi sono ragioni di aspettarsi che la Russia abbia abbastanza missioni per entrambi gli spaziporti. Inoltre la costruzione di Vostochny nell'estremo est della Russia è ulteriormente giustificata dal suo potenziale di creare ben pagati posti di lavoro nella regione che, a loro volta, innescheranno una crescita industriale ed economica della regione. Solo il futuro potrà dirci quali di questi argomenti sarà il più conveniente.

Fonte : Voice of Russia

Nella illustrazione (Credit: SpaceX) il momento della cattura del Dragon con il braccio robotico della ISS. 16/04/2012 - Tutto ok per il lancio di Dragon il 30 aprile - Per la prima volta nella storia una riunione di revisione per la preparazione del volo (FRR - Flight Readiness Review) è stato condotto per un veicolo spaziale privato ad ha stabilito il via libera per visitare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La data di lancio prevista è sempre il 30 aprile, il veicolo spaziale Dragon della SpaceX decollerà verso la stazione spaziale dove è in attesa il braccio robotico che dovrà stringere la mano all'industria commerciale spaziale, sempre se tutto andrà dome previsto. Il FRR della NASA è un processo che rivede ogni aspetto della missione, compresi i problemi legati alla sicurezza, quelli tecnici, delle apparecchiature di volo e di ogni altro hardware, software, sistemi e procedure che hanno a che fare con la revisione. Come è stato ben provato nell'era dei FRR per gli Shuttle, gli FRR sono un aspetto molto efficace per assicurare che ogni sistema sia pronto e possibilmente sicuro per il completamento di una missione da svolgersi. Di solito, dopo un FRR per lo Shuttle, veniva comunicata una data formale di lancio. Sebbene quindi il lancio del razzo vettore Falcon 9 con sulla sommità la nave spaziale Dragon dal Complesso di Lancio 40 (SLC-40) di Cape Canaveral sia fissato per il 30 aprile rimangono ancora da risolvere delle questioni aperte che hanno bisogno di ulteriori test relativi al software che si trova sulla ISS. A questo punto il 30 aprile diventerebbe la data storica perchè vedrebbe il primo lancio di un razzo privato diretto alla ISS. La missione combinata COTS-2/COTS-3 (C2/C3), conosciuta anche come Demo2-Demo-3 (D2/D3) ed ufficialmente annotata come missione SpX-D, che vedrà la prima visita di una capsula Dragon alla ISS, mostrerà un veicolo con grosse modifiche rispetto al precedente volo di un Dragon avvenuto nel dicembre 2010 come i sistemi di avvicinamento ed aggancio ed il tronco completo fornito dei pannelli solari e dei radiatori. Dopo il lancio del 30 aprile, il Giorno di Volo 1 (Flight Day-1 / FD-1) ed il FD-2 vedranno il Dragon effettuare una fase della missione durante la quale verranno testati tutti i sistemi ed in particolare il AGPS (Absolute GPS) di Dragon e verranno valutate le capacità di movimento e di aborto del sistema. Durante l'FD-3 il Dragon effettuerà un volo a 2,5 km sotto la ISS per testare i sistemi di comunicazione con la stazione. Inoltre, sempre durante FD-3, verranno eseguiti altri test ed al termine di questi, se tutti avranno soddisfatto i parametri richiesti il Mission Management Team (MMT) della ISS effettuerà una riunione con i responsabili della SpaceX per deterninare se sono stati raggiunti gli obiettivi del C2. Con esito positivo si passerà agli obiettivi di C3 per il quarto giorno di missione che prevede l'avvicinamento di Dragon fino a 30 metri dalla ISS in modo da poter essere agganciato dal braccio robotico della stazione (SSRMS - Space Station Remote Manipulator System) e portato al boccaporto di Nadir del Nodo 2. Ai comandi del SSMRS si troveranno gli astronauti di Spedizione 31, Don Pettit della NASA e André Kuipers dell'ESA che lavoreranno dalla stazione di controllo robotico ed osservazione Cupola. Sebbene catture di veicoli liberi siano già stati eseguiti in passato dalla ISS, come le missioni degli HTV-1 e 2 Giapponesi, la cattura del Dragon potrebbe essere leggermente più impegnativa. Questo è dovuto al fatto che, mentre gli HTV sono veicoli pesanti, le capsule commerciali sono più leggere ed hanno dei propulsori più potenti e quindi vi potrebbe essere un maggiore movimento e quindi maggior impegno per la cattura con il braccio robotico. L'FD-5 avverrebbe l'aperture dei portelli fra il Nodo2 ed il Dragon e la permanenza del veicolo commerciale per due settimane alla ISS. Gli astronauti scaricheranno il carico e riempiranno la capsula pressurizzata dei materiali non più utilizzati o dei rifiuti. Il Dragon verrà poi staccato dalla ISS, sempre per mezzo del braccio robotico, ed effettuerà un rietro sulla Terra ammarando nell'Oceano Pacifico, vicino alle coste della California. Sulla ISS sia la parte hardware che la parte software è pronta per ricevere il Dragon. Nella illustrazione (Credit: SpaceX) il momento della cattura del Dragon con il braccio robotico della ISS.

Fonte : Spacedaily

15/04/2012 - Discovery assicurato al Boeing 747 SCA - Alle 3:15 p.m. EDT (le 21:15 ora italiana) la navetta spaziale Discovery è pronta per il suo volo verso lo Smithsonian previsto per martedì mattina. Gli ultimi agganci dell'orbiter sul Boeing modificato sono stati completati ed i quattro punti utilizzati per il sollevamento sono appena stati sganciati e ritratti. Il lavoro svolto oggi era stato previsto che venisse concluso ieri ma il forte vento ha fatto rinviare l'operazione fino a questa mattina. In copertina il Discovery agganciato sul dorso del Boeing 747 SCA sulla pista del Kennedy Space Center.

Fonte : NASA

14/04/2012 - Discovery pronto per essere caricato sopra il Jumbo per il suo ultimo volo - Nel buio che precede l'alba la navetta spaziale Discovery ha mosso i primi passi uscendo dal VAB presso il Kennedy Space Center trainata da uno speciale veicolo. La navetta è stata portata verso la pista di atterraggio dove, in una apposita area l'attende il Jumbo 747 SCA e la struttura MDD (Mate-Demate Device) che la solleverà per posizionarla sopra l'aereo. Questa operazione si svolgerà entro domani. Il decollo dello SCA 905 della NASA con sul dorso la navetta Discovery è previsto per martedì. Dopo un sorvolo a bassa quota del KSC l'aereo dirigerà verso l'aeroporto Dulles International Airport di Washington dove l'atterraggio è previsto per le 16:40 ora italiana. Qui per poter scaricare la navetta dall'aereo si ricorrerà a due enormi gru ed una serie di tiranti. Iniziano quindi le ultime fasi di dismissione delle tre navette spaziali ed il loro invio presso i musei degli Stati Uniti ai quali sono destinati. Qui una bella serie di foto dell'operazione di trasferimento del Discovery avvenuta questa mattina.

Fonti : SpaceflightNow - Flickr

Nella foto (Credit: NASA) due astronauti della missione STS-134 mentre maneggiano dei NanoLabs. 14/04/2012 - Piattaforme commerciali per esperimenti sulla ISS - Il Center for the Advancement of Science in Space (CASIS), un'organizzazione no-profit che gestisce il Laboratorio Nazionale degli Stati Uniti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha annunciato oggi un accordo con la NanoRacks LCC per riservare spazio sulla prima piattaforma commerciale disponibile ai ricercatori e posta all'esterno della ISS nell'ambiente estremo dello spazio. A giugno il CASIS indirrà una richiesta alla comunità dei ricercatori ed alle imprese commerciali per le loro proposte di utilizzo per piattaforme di questo tipo per scopi che potrebbero spaziare dall'osservazione terrestre, allo studio dei materiali alla biologia. L'accordo, del valore di 1,5 milioni di dollari, permette alla NanoRacks, di fornire una sofisticata apparecchiatura delle dimensioni di una scatola da scarpe la cui costruzione per l'installazione su una piattaforma esterna sarà pronta al volo per i primi del 2013, quasi un anno prima di quanto previsto. La NanoRacks già fornisce piattaforme all'interno dell'U.S. National Lab con oltre 60 esperimenti sotto contratto. La NASA ha recentemente accordato alla NanoRacks uno Space Act Agreement che gli permetterà di sistemare le loro piattaforme all'esterno del modulo Giapponese Kibo. Permettendo alla NanoRacks di estendere la sistemazione delle loro piattaforme chiamate 'NanoLabs' all'esterno della Stazione, il CASIS spera di portare nuove schiere di ricercatori alla ISS. L'accordo inoltre fa parte della missione del CASIS di aumentare le capacità del National Lab sulla ISS. Le piattaforme NanoLabs forniscono ai ricercatori uno spazio di 20x20x20cm. Attraverso l'investimento del CASIS fino a quattro compagnie avranno l'opportunità di far volare le loro ricerche a bordo di NanoLab ad un costo minimo o nessuno, a seconda del progetto. Le scatole con gli esperimenti verranno portati alla ISS con i veicoli disponibili lanciati dagli USA o dalla Russia. "L'investimento del CASIS assicura ai ricercatori americani l'accesso alla Piattaforma Esterna prima di quanto immaginato," nota Jeffrey Manber, Direttore della Gestione della NanoRacks. "Questo programma permetterà una più rapida innovazione ed innescherà una spinta a cercare di spedire le proprie ricerche in orbita - un'opportunità che non era mai stata disponibile prima di ora per il mercato commerciale." Nella foto (Credit: NASA) due astronauti della missione STS-134 mentre maneggiano dei NanoLabs.

Fonte : NanoRacks

13/04/2012 - Fallito il lancio spaziale della Corea del Nord - La Corea del Nord ha ammesso che il suo lancio di un missile a tre stadi è fallito e che il missile è caduto in mare poco dopo il decollo. Secondo fonti militari USA il lancio del missile Nord Coreano Unha-3, o Taepodong 2, sarebbe avenuto alle 7:39 a.m. locali di sabato (le 0:39 ora italiana). Il missile è stato tracciato dal North American Aerospace Defense Command e dallo U.S. Northern Command diretto verso il Mar Giallo. Indicazioni iniziali confermerebbero che il primo stadio del missile è caduto in mare a 165 km ad ovest di Seul, Corea del Sud. Il resto del razzo è andato disperso ed al momento non si segnalano detriti che abbiano raggiunto il suolo. La televisione NHK, citando fonti militari del Giappone, ha dichiarato che il razzo avrebbe raggiunto una quota massima di 120 km e poi si è distrutto in quattro pezzi che sarebbero caduti nel Mar Giallo. I detriti del razzo sembrano essere caduti vicino alla zona del primo stadio ed indicherebbero che il problema che lo ha distrutto potrebbe essere avvenuto prima della separazione fra il primo ed il secondo stadio. La ABC News ha citato fonti USA che avrebbero segnalato una fiammata più grande del normale a circa 81 secondi dal lancio. Il lancio è avvenuto dalla Stazione di Lancio Satelliti di Sohae, una remota località a nordovest della capitale Pyongyang ed a circa 35 miglia dalla città Cinese di confine di Dandong. La Corea del Nord ha rilasciato un laconico comunicato dove conferma la caduta del razzo e la formazione di un'inchiesta ingegneristica. La Corea del Nord, nonostante i dubbi dei paesi occidentali che credono si sia trattato di un test di un missile balistico, ha dichiarato che a bordo del razzo si trovava il satellite Kwangmyongsong 3. Questo lancio avrebbe dovuto commemorare il 100° anniversario della nascita del fondatore del Paese, Kim Il Sung. Quello di oggi era il 15° lancio orbitale del 2012, il primo a fallire.

Fonti : SpaceflightNow - Space Launch Report

13/04/2012 - Il Ministro Profumo in visita all’ESRIN - L’importanza dello spazio, come motore per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione ma anche come fattore di miglioramento della vita quotidiana in termini di applicazioni e servizi per il cittadino, è stata la tematica principale affrontata dal Ministro Francesco Profumo nel suo intervento durante la visita all’ESRIN. Accompagnato dal Presidente ASI Enrico Saggese, il Ministro è stato accolto dal Direttore Generale dell’ESA Jean- Jacques Dordain e dal Direttore dei programmi di Osservazione della Terra e Responsabile del Centro ESRIN Volker Liebig. Nel suo discorso allo staff di ESRIN, il Ministro ha inoltre evidenziato il valore aggiunto della linea di attività relativa alle "smart cities" e il forte interesse dal parte del Governo italiano verso lo sviluppo di infrastrutture orientate verso il futuro.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: ESA) la penisola iberica fotografata con lo strumento MERIS poco prima della perdita dei contatti con Envisat. 12/04/2012 - Interrotto il servizio di Envisat - Dopo 10 anni di servizio, Envisat ha interrotto l'invio dei dati a Terra. Il controllo missione dell'ESA sta lavorando per ristabilire il contatto con il satellite. Sebbene questa missione punto di riferimento sia in orbita il doppio di quanto sia stato designato, l'ESA sperava di mantenere il satellite in servizio almeno fino al lancio delle missioni Sentinel che gli avrebbero succeduto. Il primo segno che c'era un problema è affiorato l'8 aprile quando si sono perduti inaspettatamente i contatti con il satellite, impedendo la ricezione di ogni dato quando è transitato sopra la stazione di ascolto di Kiruna, in Svezia. La squadra del controllo missione dell'ESA ha dichiarato l'emergenza per il veicolo spaziale ed ha immediatamente richiesto il supporto di ogni stazione di tracciamento ESA sparse per il mondo. E' stato subito approntato un team di specialisti delle operazioni di volo e dinamica orbitale. In uno sforzo concertato, assiem alla squadra di recupero, che comprende esperti del settore, ha passato i giorni successivi cercando di ristabilire le comunicazioni con il satellite. Mentre si è appurato che Envisat rimane stabile nella sua orbita attorno alla Terra, i tentativi di riprendere i contatti con il satellite non hanno avuto, fino a questo momento, nessun successo. Come pratica standard una commissione sta investigando sulle cause dell'interruzione delle comunicazioni. Envisat ha superato la sua vita operativa prevista di cinque anni da tempo. Fin da quando è stato lanciato nel 2002, questo eccezionale satellite ha orbitato attorno alla Terra oltre 50.000 volte inviando migliaia di immagini ed una ricchezza di dati per studiare e comprendere i cambiamenti del nostro pianeta, stabilendone una pietra miliare nel successo dell'osservazione terrestre dallo spazio. Come il più complesso satellite di osservazione della Terra, Envisat ospita 10 strumenti sofisticati che hanno fornito informazioni chiave sulle nostre terre, gli oceani, i ghiacci e l'atmosfera. Combinando i dati della missione ERS fin dal 1991, Envisat ha fornito precise misure sui cambiamenti climatici degli ultimi venti anni. Oltre 4.000 progetti in 70 paesi hanno usufruito dei dati di Envisat. I dati degli archivi continueranno ad essere disponibili per gli utilizzatori. Un accordo contingente con l'Agenzia Spaziale Canadese su Radarsat verrà attivato per continare a fornire agli utilizzatori alcune risposte nel caso il problema con Envisat proseguisse. Volker Liebig, Direttore dei Programmi di Osservazione Terrestre dell'ESA, ha detto: "L'interruzione del servizio Envisat mostra che il lancio dei satelliti Sentinel GMES, previsti per sostituire Envisat, diventano urgenti." Il primo di una nuova serie di missioni Sentinel per il programma Global Monitoring for Environment and Security (GMES) Europeo saràpronto al lancio il prossimo anno. I Sentinel forniranno i dati necessari per i servizi informativi che miglioreranno la gestione ambientale, la compresione e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici ed assicureranno la sicurezza dei civili. Envisat pesava al lancio 8.100 kg. e la sua orbita polare all'altezza di 782 km impiega 100 minuti per effettuare un giro completo attorno alla Terra. Nella foto (Credit: ESA) la penisola iberica fotografata con lo strumento MERIS poco prima della perdita dei contatti con Envisat.

Fonte : ESA

12/04/2012 - Oggi due anniversari storici per l'astronautica - Oggi, 12 aprile, ricorrono due anniversari storici per l'astronautica mondiale: il aprile del 1961 veniva lanciato nello spazio Yuri Gagarin, il primo cosmonauta Russo, ed il 12 aprile 1981 la navetta spaziale Columbia della NASA inaugurava l'era astronautica dei veicoli alati riutilizzabili con a bordo gli astronauti John Young e Robert Crippen. A questa pagina un nostro breve ricordo di quelle due date così speciali.

11/04/2012 - La Russia rinvia la missione lunare Luna-Glob - L'Istituto di Ricerca Spaziale dell'Accademia Russa delle Scienze ha dichiarato giovedì che la missione lunare Russa, Luna-Glob, vedrà l'atterraggio sul nostro satellite non prima del 2015, un anno dopo quanto originariamente previsto. "Stiamo progettando di effettuare un primo atterraggio lunare del modulo Luna-Glob al polo sud della Luna nel 2015," ha dichiarato Lev Zelyony, direttore dell'istituto, parlando con i cronisti, aggiungendo che il veicolo spaziale successivo, il Luna-Glob orbitale volerà nel 2016. Secondo Zelyony la missione Luna-Glob era inizialmente prevista per il 2014 ma le ragioni del rinvio non sono state spiegate. Dopo le due missioni i Russi prevedono di lanciare nel 2017 un veicolo spaziale senza equipaggio più grande che porterebbe due moduli di atterraggio sulla Luna. "La Luna sarà questo decennio al centro della nostra attività. Vogliamo far lavorare lì importanti tecnologie," prosegue Zelyony. La Russia sta inoltre provando a concretizzare un progetto lunare comune con l'India e cooperare con la Cina per una ricerca sulla magnetosfera terrestre, ha concluso il direttore dell'Istituto.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: ESA) la stella Fomalhaut con il suo anello di polveri. 11/04/2012 - Herschel osserva un massacro di comete attorno ad una stella vicina - L'osservatorio spaziale spaziale Herschel dell'ESA ha studiato l'anello di polveri attorno alla vicina stella Famalhaut. La polvere appare essere formata dalla collisione che distrugge oltre mille comete ghiacciate al giorno. Fomalhaut è un stella giovane, ha soltanto alcune centinaia di milioni di anni ed è due volte più massiccia del nostro Sole. Il suo anello di polveri venne scoperto negli anni '80 dal satellite IRAS, ma le nuove immagini di Herschel ci mostrano l'anello nel lontano infrarosso con un dettaglio mai visto prima. Bran Acke, dell'Università di Leuven, in Belgio, ed i suoi colleghi hanno analizzato le osservazioni di Herschel ed hanno scoperto che la temperatura della polvere dentro l'anello variano dai -230 ai -170 gradi centigradi. A causa della posizione leggermente fuori centro di Fomalhaut rispetto all'anello che la fa essere più vicina al lato sud, questa parte è più calda e luminosa del lato a nord. L'asimmetria dell'anello farebbe pensare che sia causato dalla gravità di un possibile pianeta che orbita attorno alla stella, come suggerito dalle prime immagini del Telescopio Spaziale Hubble. I dati di Herschel mostrano che la polvere dell'anello ha le proprietà termiche di piccole particelle solide, con le dimensioni che possono essere di solo alcuni milionesimi di metro. Ma questo crea un paradosso perchè invece le osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble facevano pensare a grani solidi oltre dieci volte più grandi. Queste osservazioni del riflesso della luce stellare da parte dei grani dell'anello erano molto più deboli nella banda del visibile di Hubble e suggerivano che le particelle di polvere erano relativamente grandi. Ma questo appare essere incompatibile con le temperature dell'anello misurate da Herschel nel lontano infrarosso. Per risolvere questo paradosso il Dr. Acke ed i suoi colleghi pensano che i grani di polvere devono essere grandi aggregati lanuginosi, simili alle particelle di polvere rilasciate dalle comete nel nostro Sistema Solare. Questi avrebbero le corrette proprietà termiche e di riflesso anche se questo porterebbe ad un altro problema. La luminosa luce stellare di Fomalhaut dovrebbe distruggere le piccole particelle di polvere dell'anello molto rapidamente ma invece questi grani appaiono rimanere abbondanti. Il solo modo per superare questa contraddizione è che l'anello sia rifornito continuamente della collisione di grandi oggetti in orbita attorno a Fomalhaut che creano nuove polveri. Per sostenere l'anello il numero di collisioni deve essere impressionante: ogni giorno, l'equivalente di due comete grandi 10 km o di 2.000 comete di 1 km di dimensioni devono essere completamente disgregate in piccola lanugine, le particelle di polvere. "E' stata una grande sorpresa," dice il Dr. Acke, "Per me questo è un numero estremamente grande." Per mantenere un rateo di collisioni così alte significa che vi sono fra i 260 miliardi ed gli 83 trilioni di comete nell'anello, a seconda delle loro dimensioni. Il nostro Sistema Solare ha un simile numero di comete nella nube di Oort, che si sono formati quando gli oggetti sono stati sparsi dal disco che circondava il Sole quando aveva all'incirca l'età di Fomalhaut. "Questa bellissima immagine di Herschel ci ha fornito l'informazione cruciale di cui avevamo bisogno per comprendere il modello di anello di polvere che circonda Fomalhaut," ha dichiarato Göran Pilbratt, capo scienziato del Progetto Herschel dell'ESA. Nella foto (Credit: ESA) la stella Fomalhaut con il suo anello di polveri fotografato nel lontano infrarosso dall'osservatorio spaziale Herschel.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: NASA/P. Black) il primo stadio di Antares mentre viene trasportato verso la rampa 0A di Wallops. 11/04/2012 - Il primo stadio di Antares sulla rampa per i primi test - La Orbital Sciences Corp. ha trasportato mercoledì il primo stadio del suo nuovo razzo Antares sulla rampa di lancio dove rimarrà per diversi giorni per essere sottoposto a test e controlli. Un passo avanti verso il debutto previsto per questa estate. Antares verrà lanciato non prima di luglio per un primo volo dimostrativo prima di iniziare le missioni commerciali di trasporto merci verso la Stazione Spaziale Internazionale che potrebbero prendere il via prima della fine dell'anno. La costruzione della rampa di lancio di Antares presso la struttura di Wallops della NASA, in Virginia ha subito dei ritardi dovuti alle difficoltà di gestire i propellenti liquidi ed i sistemi associati di pressurizzazione. Nè la Orbital nè la base di lancio di Wallops utilizza sistemi a propellenti liquidi. Con il lavoro alla rampa di lancio e la sua certificazione quasi completata gli ingegneri hanno trasportato il primo stadio di Antares in orizzontale dalla sua struttura di integrazione fino alla rampa 0A. Qui resterà diversi giorni per dare il tempo ai team di verificare che le interfaccie del razzo e della rampa si adattino perfettamente come progettato. Il razzo era posato sopra lo speciale trasportatore/innalzatore per tutto il viaggio di circa 1,6 km. dall'hangar alla rampa. La rampa di lancio di fronte al mare è stata acquisita dalla Virginia Commercial Space Flight Authority, un'agenzia statale creata nel 1995. La rampa di lancio confina con terreni della NASA. La Virginia ed il Maryland si sono accordati formando il Mid-Atalntic Regional Spaceport per assicurare i lanci dall'isola di Wallops. Il primo stadio di Antares è propulso da due motori a kerosene AJ26 forniti dalla Aerojet. La compagnia ha convertito i motori Russi NK-33 negli AJ26 rimuovendo alcune strutture, aggiugendo elettronica americana, qualificandoli per i propellenti degli Stati Uniti e modificando il sistema per poter essere orientabile. Tenuti in magazzino per quattro decadi, i motori NK-33, erano stati originariamente progettati e costruiti fra gli anni '60 e '70 per il fallimentare razzo lunare Sovietico N1. Dopo questa serie di controlli il razzo verrà riportato nell'hangar per ulteriori preparativi prima di essere trasferito nuovamente in rampa per un test di accensione di 30 secondi dei motori AJ26. Il razzo Antares ed il cargo da trasporto Cygnus sono sotto contratto commerciale con la NASA, del valore di 1,9 miliardi di dollari, per otto voli operativi di rifornimento alla stazione spaziale. La NASA ha inoltre un contratto con la SpaceX, del valore di 1,6 miliardi di dollari, per 12 missioni di consegna materiali per mezzo del suo vettore Falcon 9 e la capsula Dragon da lanciare verso la ISS che partirà dalla Cape Canaveral Air Force Station, in Florida. Nella foto (Credit: NASA/P. Black) il primo stadio di Antares mentre viene trasportato verso la rampa 0A di Wallops.

Fonte : SpaceflightNow

11/04/2012 - Arrivato al KSC il Jumbo che porterà la navetta Discovery a Washington - Lo speciale Jumbo 747 SCA (Shuttle Carrier Aircraft) della NASA è atterrato sulla pista del Kennedy Space Center, in Florida, proveniente dalla Base Aerea di Edwards. La prossima settimana su questo aereo verrà imbarcata la navetta spaziale Discovery che effettuerà il suo ultimo volo diretta al museo Smithsonian's National Air and Space Museum, Steven F. Udvar-Hazy Center di Chantilly, in Virginia, vicino a Washington D.C.. La navetta si trova ora all'interno del VAB ed è già stato installato l'apposito cono di coda. L'orbiter verrà portato sulla pista il 14 aprile e sollevato tramite una struttura ad-hoc e posto sulla schiena del Jumbo. Il decollo dal KSC del complesso Jumbo/Discovery avverrà il 17 aprile, condizioni meteo permettendo, verso le 13 ora italiana. Dopo un volo di circa 3 ore e 40 minuti è previsto l'arrivo all'aeroporto Dulles International Airport. E' previsto un sorvolo a bassa quota della capitale prima dell'atterraggio. Dopo essere stato scaricato dall'aereo, il 19 aprile il Discovery verrà portato su ruote fino al museo poco distante durante una cerimonia spettacolare. La navetta gemella Enterprise, che è stata esposta nello stesso museo per un decennio, verrà a sua volta caricata sullo stesso Jumbo e trasferita all'aeroporto Internazionale John Kennedy di New York il 23 aprile. Da qui, verrà successivamente trasferita, utilizzando una chiatta, fino all'Intrepid Sea, Air & Space Museum che si trova a Manhattan. Gli orbiter rimasti: Atlantis ed Endeavour sono anch'essi destinati a due musei. Endeavour verrà traferito a settembre a Los Angeles presso il California Science Center mentre Atlantis rimarrà al Kennedy Space Center dove verrà esposto presso il Centro Visitatori a novembre. Lo SCA utilizzato per spostare le navette è conosciuto come NASA 905 e venne acquistato dalla American Airlines nel 1974 e configurato per spostare le navi spaziali dai primi anni del programma. In copertina (Credit: NASA/KSC) il Jumbo 747 SCA 905 della NASA dopo l'atterraggio al Kennedy Space Center.

Fonte : SpaceflightNow

Nella illustrazione (Credit: JAXA) il satellite scientifico Astro-H. 10/04/2012 - ESA e JAXA siglano l'accordo per Astro-H - E' stato firmato un accordo fra l'ESA e la JAXA (l'Agenzia Giapponese per l'Esplorazione Aerospaziale) per la cooperazione su Astro-H, una missione importante che fornirà un'opportunitù unica per sondare i fenomeni più estremi dell'Universo. Astro-H studierà quegli oggetti astrofisici compresi i buchi neri e le stelle ai neutroni, esplorare l'Universo non termico ed investigare sulle strutture a larga scala dell'Universo e la sua evoluzione. L'accordo è stato firmato il 16 marzo dal Prof. Alvaro Giménez Canete, il Direttore dell'esplorazione robotica e scientifica dell'ESA e dal Dottor Junjiro Onoda, Direttore Generale della Japanese Institute of Space and Astronautical Science (ISAS). Questo accordo vedrà l'ESA fornire alla JAXA i componenti ed il supporto per le operazioni e gli utilizzatori. In cambio, l'ESA potrà effettuare osservazioni con l'Astro-H, che verranno scelte fra gli scienziati e le istituzioni che sottoporranno le loro richieste attraverso l'apertura di un Annuncio di Opportunità negli Stati Membri dell'ESA. Astro-H è la sesta missione consecutiva in una serie di missioni dedicate allo studio dei raggi-X iniziati dalla ISAS in Giappone con il lancio di Hakucko nel 1979 fino alla corrente missione Suzaku. Astro-H studierà la fisica delle alte energie dell'Universo ad eseguire spettroscopia ad alta risoluzione con moderata risoluzione spaziale nel campo delle energie fra 0,3-600 keV. Il lancio è previsto per il 2014 dal Centro Spaziale di Tanegashima. La missione ospiterà una serie di strumentazioni innovative, che sono: - Soft and Hard X-ray Imagers (SXI e HXI) per fornire immagini spettroscopici nei valori di energie fra 0,4-80 keV; - un Soft Gamma-ray Detector (SGD) per fornire osservazioni ad alta sensibilità nei valori fra 40-600 keV e un X-ray micro-calorimeter spectrometer (SXS-XCS) per fornire fine capacità spettroscopica nei valori di energia fra 0,3-12 keV. Questo accordo segue una lunga serie di cooperazioni fra l'ESA e la JAXA nelle scienze spaziali (ISO, Akari, BepiColombo), così come la cooperazione fra l'ESA ed il Giappone in altri campi, come l'osservazione della Terra (ALOS Date Node, EarthCARE), telecomunicazioni (Artemis/OICETS) e come partner della Stazione Spaziale Internazionale. Nella illustrazione (Credit: JAXA) il satellite scientifico Astro-H.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: ESA/NASA) la Luna che sorge vista dalla ISS in una sequenza fotografica scattata dall'astronauta Italiano Paolo Nespoli dell'ESA durante la sua lunga missione MagISStra. 10/04/2012 - Terra, qui la Stazione Spaziale, mi sentite? - State seguendo la missione di André Kuipers attraverso questo blog, Twitter o Flickr? Gli astronauti stanno condividendo il privilegio di essere nello spazio con le persone a casa grazie ai social media. Ma le comunicazioni con le stazioni spaziali non sono sempre state così facili. Rimanere in contatto con la Terra è importante per il morale dell'equipaggio. Gli astronuati possono rimanere nello spazio per sei mesi o più e sono ansiosi di sapere cosa succede ai loro familiari ed alle loro comunità. Gli astronauti delle prime stazioni spaziali utilizzavano la tecnologia radio standard per parlare con i loro colleghi sulla Terra. Questa tecnica è efficace e testata ma ha un significativo intoppo: una stazione spaziale ha bisogno di essere in diretta vista della stazione ricevente sulla Terra per ricevere ed inviare segnali. I cosmonauti Russi delle stazioni spaziali Salyut e MIR erano a volte tagliati fuori da tutte le comunicazioni per nove ore al giorno. Erano presenti stazioni al suolo e navi radio che ricevevano e rinviavano le trasmissioni , ma non erano abbastanza per ricevere il segnale di continuo. I primi cosmonauti ricevevano solo messaggi registrati dai loro familiari. A loro volta i cosmonauti avrebbero inciso un messaggio da inviare in seguito a Terra registrato. Quando l'astronauta Reinhold Ewald's dell'ESA compì la sua missione sulla stazione MIR nel 1997, parlare con la famiglia era possibile solo quando sorvolavano la stazione di controllo dell'ESA di Oberpfaffenhofen, in Germania. I contatti erano possibili solo quando la MIR ci passava direttamente sopra e, nel migliore dei casi, erano possibili soltanto 10 minuti di conversazione. Le interferenze statiche e le interruzioni erano comuni e Reinhold ricorda: "Incrociavi le dita e speravi che funzionasse. Non avevamo gli stessi confort che hanno oggi gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. Ora possono prendere il telefono e scrivere una email quando hanno un pò di tempo." Oggi, gli astronauti della Stazione Spaziale hanno accesso alle email ed ai social media. L'astronuta Paolo Nespoli (qui potete leggere ed ascoltare l'intervista esclusiva rilasciata al nostro sito. ndr) dell'ESA, ha inviato bellissime immagini a coloro che lo seguivano da Terra - un'abitudine proseguita con il suo collega Andrè Kuipers. Fortunatamente gli astronauti sono protetti dal ricevere la posta spazzatura. Solo la posta elettronica da persone ben identificate è inviata alla Stazione. I membri della famiglia possono inoltre effettuare video chiamate per tenersi in contatto. I 'marstronauti' della missione simulato di Marte dell'ESA hanno provato la stessa esperienza di isolamento delle prime persone rimaste nello spazio per lunghi periodi. Ci vorrà 12 minuti per i segnali dalla Terra a raggiungere una nave spaziale nei pressi di Marte. Al termine del loro isolamento durato 520 giorni, i membri di Mars500 non si sono trattenuti nel parlare direttamente con le famiglie. Diego Urbina ricorda quanto importanti erano le chiamate: "Udire la gente parlare dal vivo vuol dire molto. E 'il miglior regalo che si può ottenere. E' facile dimenticare la velocità del progresso. Il nonno del marstronauta Romain Charles ricordava, durante il periodo di isolamento, che 60 anni fa ci volevano due settimane per comunicare con persone lontane attraverso la posta tradizionale. "Questa osservazione ha messo per me in una diversa prospettiva il ritardo di 12 minuti nelle comunicazioni." conclude Romain. Nella foto (Credit: ESA/NASA) la Luna che sorge vista dalla ISS in una sequenza fotografica scattata dall'astronauta Italiano Paolo Nespoli dell'ESA durante la sua lunga missione MagISStra

Fonte : ESA - JAXA

10/04/2012 - L'astronave Sheznhou-9 consegnata al sito di lancio - Un portavoce del programma spaziale Cinese ha detto che il veicolo spaziale Shenzhou-9 è stato consegnato lunedì al Centro di Lancio Satelliti Jiuquan, nel nordovest del Paese. L'assemblaggio di Shenzhou-9 e dei veicoli associati è stata completata ma il suo razzo vettore, il Lunga Marcia-2F, non è ancora stato inviato ed è ancora sottoposto a test, ha aggiunto il portavoce. La Cina lancerà il veicolo spaziale abitato Shenzhou-9 fra giugno ed agosto di quest'anno con l'obiettivo di effettuare una missione di avvicinamento e di attracco al modulo laboratorio Tiangong-1 già in orbita. Il portavoce ha aggiunto che i preparativi al centro di lancio Jiuquan sono corso aggiungendo che il Tiangong-1, che significa Palazzo Imperiale-1, è in orbita senza problemi ed è pronto all'attracco di Shenzhou-9. Il modulo obiettivo Tiangong-1, decollato il 29 settembre 2011, è entrato in un lungo periodo di attesa prima dei tentativi di attracco di Shenzhou-9 e Shenzhou-10 dopo aver completato la prima missione di aggancio spaziale con il veicolo spaziale disabitato Shenzhou-8 avvenuto nei primi di novembre.

Fonte : Xinhua

Nella illustrazione (Credit: ULA) i vari esemplari della famiglia di vettori Atlas 5. 09/04/2012 - La ULA istituisce un'organizzazione per il servizio di lancio umano - La United Launch Alliance (ULA) ha oggi annunciato la creazione di una nuova organizzazione che si occuperà esclusivamente dei programmi del volo spaziale abitato della NASA. Lo Human Launch Services della ULA sarà un'organizzazione dedicata a supportare la NASA ed i suoi partner nello sviluppo della capacità di inviare astronauti degli Stati Uniti in orbita bassa terrestre (LEO - Low Earth Orbit) e nell'esplorazione umana oltre l'orbita terrestre (BEO - Beyond Earth Orbit). "La NASA sta facendo grandi progressi per chiudere il gap degli Stati Uniti nel volo spaziale umano e noi siamo fiduciosi di supportare questi sforzi con i nostri ben provati razzi vettori Atlas V e Delta IV e le tecnologie associate," ha dichiarato Michael Glass, Presidente ed Amministratore Delegato della ULA. "La ULA comprende bene che il volo spaziale abitato richiede una maggiore attenzione per la sicurezza e l'affidabilità e la nostra nuova organizzazione concentrerà le sue energie ed attenzioni nel raggiungimento di questi abiettivi cruciali." La Human Launch Services della ULA verrà guidata dal Dr. George Sowers. Prima di questo ruolo Sowers ha gestito il team di programmi avanzati e sviluppo business con un'esperienza di oltre 25 anni di progettazione, sviluppo ed integrazione di sistemi di lancio. "La ULA è estremamente orgogliosa della nostra eredità nel volo spaziale umano iniziata 50 anni fa con il lancio Mercury/Atlas che ha portato John Glenn in orbita," dice Sowers. "Guardiamo con fiducia al nostro lavoro da sviluppare con la NASA ed ai nostri clienti commerciali per fornire un successo senza precedenti con gli Atlas V ed i Delta IV che daranno alla Nazione la sicurezza di un accesso allo spazio agli equipaggi per le missioni dirette alla Stazione Spaziale Internazionale ed altre destinazioni." Lo Human Launch Services della ULA avrà sede a Denver ed avrà del personale di supporto nei centri chiave della NASA. L'organizzazione avrà gli stessi esperti ingegneri in produzione ed operazioni che al momento aiutano la ULA con i clienti della sicurezza nazionale e scientifici per la NASA. "La nuova organizzazione verrà segnata dagli stessi processi e dalle stesse persone che hanno reso i nostri veicoli di lancio i più affidabili del mondo." dice Sowers. "L'intento è quello di influenzare, con la nostra eredità di successi, l'appoggio ai nostri clienti del volo spaziale umano ed offrire un'organizzazione incentrata esclusivamente sui loro bisogni. La direzione, l'ingegnerizzazione, il supporto ai test ed alle missioni della ULA si trovano nella sede di Denver, in Colorado. Invece la produzione, l'assemblaggio e l'integrazione delle operazioni si trovano a Decatur, in Alabama ed Harlingen, in Texas. Le operazioni di lancio sono site a Cape Canaveral Air Force Station, in Florida e Vandemberg Air Force Base, in California. Nella illustrazione (Credit: ULA) i vari esemplari della famiglia di vettori Atlas 5.

Fonte : ULA

09/04/2012 - La SpaceX avvia le pratiche per un proprio sito di lancio in Texas - La Space Exploration Techonolgy (SpaceX), la compagnia spaziale privata del magnate Elon Musk, ha richiesto ufficialmente alla FAA (Federal Aviation Administration - l'agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa dell'aviazione civile) i permessi per poter installare un sito di lancio per i propri razzi commerciali in volo orbitale o suborbitale nel sud del Texas. La FAA sta quindi preparando un EIS (Environmental Impact Statement - una valutazione di impatto ambientale) con la quale verrà stabilito se la richiesta può essere accettata o meno. Il sito si trova nella contea di Cameron, nel Texas e qui la Space X vorrebbe lanciare i suoi vettori Falcon 9 e Falcon Heavy costruendo tutte le infrastrutture necessarie (rampe di lancio, centro di controllo, hangar di integrazione, serbatoi di propellente, ecc.) per supportare fino ad un massimo di 12 lanci annui. Oltre ai Falcon potrebbero essere lanciati anche una serie di piccoli veicoli suborbitali riutilizzabili al momento allo studio della SpaceX. La FAA ha invitato le agenzie interessate, le organizzazioni, le tribù dei Nativi Americani e membri pubblici ad inviare commenti e suggerimenti per aiutare a valutare in modo significativo gli impatti ambientali di tale struttura. Tali commenti potranno essere inviati fino al 30 maggio 2012 in modo che la FAA possa prenderne atto nella preparazione dell'EIS. Ovviamente il progetto dovrà anche rispettare tutti i requisiti della FAA per la sicurezza, i rischi e le azioni. Tutte le aree utilizzate dalle infrastrutture saranno di proprietà della SpaceX o affittate. I lanci avranno carichi commerciali ma potrebbero anche trasportare una capsula, come la Dragon della SpaceX e tutte le traiettorie saranno verso Est sopra il Golfo del Messico.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: CNN) i giornalisti internazionali di ritorno dalla visita alla rampa di lancio di Tongchang-ri. 09/04/2012 - La Corea del Nord mostra il prossimo razzo sulla rampa di lancio - Con un gesto propagandistico senza precedenti alcuni giornalisti occidentali sono stati ammessi ad una visita guidata presso il centro spaziale di Tongchang-ri, nell Corea del Nord, per poter vedere il razzo Unha-3 ('Galaxy-3') sulla rampa di lancio pronto per il decollo. Nonostante tutti i timori occidentali e dei paesi asiatici, Giappone in testa, i Nord Coreani continuano ad affermare che il missile verrà utilizzato per immettere in orbita un satellite per ricerche scientifiche. Durante il tour di oggi i giornalisti hanno potuto vedere anche la sala di controllo della base di lancio ed il piccolo satellite Kawngmyongsong-1 ('Bright Star 1') che dovrà essere lanciato con il razzo Unha-3. Gli Stati Uniti ed i loro alleati temono che questo lancio possa portare un passo avanti la Corea del Nord nel raggiungere la capacità di disporre di un missile a lungo raggio con il quale colpire anche città americane. Questa non è la prima volta che questa nazione così chiusa all'esterno effettua test di questo tipo. Nel 2006 vi fu un primo lancio fallito ed un altro con un maggior successo nel 2009. Secondo gli analisti, assieme al suo programma nucleare, Pyongyang ha proseguito nel raffinare la sua tecnologia missilistica. Un lancio di successo in questo momento, avvertono gli osservatori internazionali, potrebbe mostrare che la Corea del Nord è in grado di inviare un oggetto in qualsiasi parte del mondo. Dopo la morte del Caro Leader, così come veniva chiamato in patria, Kim Jong il, lo scorso dicembre vi erano state delle caute speranze che il suo successore, il figlio Kim Jong Un, potesse iniziare delle riforme nel paese. Gli Stati Uniti avevano iniziato dei colloqui con rappresentanti ufficiali della Corea del Nord a Pechino a febbraio per cercare un accordo per nuovi invii di cibo. Ma questo lancio ha spazzato via ogni ottimismo. Come può un paese che ha bisogno della comunità internazionale per essere aiutato con il cibo spendere così tante risorse in satelliti, missili o bombe nucleari? Ma se guardiamo bene vediamo che al cuore del paese vi sono i militari. Nella Corea del Nord le armi vengono per prime. La legittimità di questo regime non si fondano sullo sfamare la propria gente, la sua sopravvivenza si fonda su un'aura di invincibilità; convincere il suo popolo che può respingere qualsiasi invasore. Il destino di Kim Jong si basa sulla potenza del suo arsenale, e come suo padre e suo nonno prima di lui, nessun prezzo è troppo alto. Nella foto (Credit: CNN) i giornalisti internazionali di ritorno dalla visita alla rampa di lancio di Tongchang-ri.

Fonte : CNN

09/04/2012 - Uno spazioporto Russo come un parco a tema - La compagnia Uniparx Development ha dichiarato giovedì scorso che intende costruire uno spazioporto nella Russia centrale vicino al luogo di nascita di Yury Gagarin, il primo uomo a conquistare lo spazio. Lo spazioporto Russo sarà simile a quello esistente negli Stati Uniti, lo Spaceport America. Vi saranno musei, attrazioni di divertimento, esposizioni e tour per ospiti stranieri e Russi, specialmente bambini. Il progetto, al momento chiamato Spaceport Gagarin, verrebbe sviluppato con lo slogan "La Terra e lo Spazio per i ragazzi". Lo spazioporto farebbe parte di un complesso di parchi di diveritmento che si chiamano Vazuza e Yauza Park e che sono stati costruiti nella regione di Smolensk, a 200 km da Mosca. La compagnia americana Space Adventures Ltd., che ha dei propri uffici a Mosca, ha espresso interesse nel diventare un partner del progetto. La compagnia offre voli atmosferici a gravità zero, voli spaziali orbitali ed altre esperienze legate al volo spaziale. Secondo il capo del progetto, Alexander Tarasevich, lo spazioporto potrebbe anche ospitare le navi spaziali suborbitali degli USA facenti parte della flotta commerciale di Richard Branson. "Stiamo studiando di contattare Richard Branson (la cui compagnia Virgin Galactic prevede di iniziare a far volare la sua astronave abitata dallo Spazioporto America nel prossimo futuro) ed offrirgli la possibilità di piazzare parte della sua 'flotta spaziale' (allo spazioporto) per servire i turisti spaziali Russi," ha aggiunto Tarasevich.

Fonte : Spacedaily - Ria Novosti

09/04/2012 - Satellite militare Russo precipita nel Pacifico - Fonti dell'agenzia spaziale Roscosmos hanno confermato che frammenti del defunto satellite Russo per telecomunicazioni militari, Molniya-1-89 sono precipitati nell'Oceano Pacifico sabato notte. "Secondo i dati preliminari, i frammenti del satellite Molniya non sono del tutto bruciati negli alti strati dell'atmosfera ed hanno raggiunto la superficie terrestre alle 3:17 a.m. ora di Mosca di sabato 7 aprile (le 1:17 ora italiana) e sono caduti nell'Oceano Pacifico." ha detto la fonte. Secondo i dati provenienti dal Comando Strategico degli Stati Uniti, i frammenti del satellite Molniya-1-89 sono rientrati nell'atmosfera terrestre alle 4:16 ora di Mosca (più o meno 3 ore). Secondo i dati il satellite sarebbe caduto nel Pafico a 23,5° Sud e 205,3° Est. Sebbene con un periodo di sei ore indicate i frammenti potrebbero essere caduti molto lontano da questa zona. Il satellite per telecomunicazioni militati Molniya-1-89 era stato lanciato nell'agosto del 1996 dal centro spaziale di Plesetsk, nel nord della Russia. I satelliti della serie Molniya-1T sono poi stati sostituiti dalla serie Meridian a partine dal .

Fonte : Ria Novosti

07/04/2012 - Incontro spaziale al vertice Russia/Europa per la missione marziana - Oggi a Mosca si sono incontrate le delegazioni delle rispettive agenzie spaziali, la Roscosmos per la Russia e l'ESA per l'Europa. All'incontro erano presenti il capo della Roscosmos, Vladimir Popovkin, ed il direttore generale dell'ESA, il francese Jean-Jaques Dordain. Lo scopo del vertice era discutere lo stato attuale e le prospettive possibili per la cooperazione nello spazio. Uno dei temi dell'incontro è stato la possibilità di partecipazione della Russia al progetto per il progetto Mars Exploration 'ExoMars'. Commentando le conclusioni del Gruppo di lavoro congiunto sulla formazione e l'attuazione di obiettivi scientifici, programmatici e tecnici dello studio di Marte, le parti hanno considerato il progetto realizzabile e che rappresenta un interesse scientifico congiunto. Si è deciso di iniziare il processo di armonizzazione dell'ordinamento interno di ciascun lato del progetto 'EkzoMars' (ExoMars) e la preparazione di un accordo formale che sarà firmato entro la fine del 2012. Come risultato di questo gruppo di lavoro è stata firmata una dichiarazione di intenti per quanto riguarda l'attuazione di missioni congiunte che studino Marte con mezzi robotici. Nel corso della riunione sono stati presentati i risultati intermedi del Gruppo di lavoro congiunto sulla cooperazione nel campo della ricerca spaziale e gli elementi per future infrastrutture orbitanti. L'incontro ha esaminato le conclusioni di questi gruppi di lavoro che rappresentano un grande interesse scientifico e si è deciso di continuare a lavorare in questi settori.

Fonte : Roscosmos

Nella foto (Credit: SpaceX) la capsula Dragon durante il test CEIT. 06/04/2012 - Si avvicina la data di lancio del Dragon verso la ISS - Si avvicina il momento del volo dimostrativo della SpaceX con la capsula Dragon destinata a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale per mezzo di un razzo Falcon 9, sempre della SpaceX, dalla rampa 40 di Cape Canaveral. Il 28 marzo scorso l'astronauta Megan McArthur della NASA ha eseguito in Florida un test di interfacciamento equipaggio (Crew Equipment Interface Test - CEIT). Il test fa parte delle operazioni di prelancio per la missione prevista per il 30 aprile. La McArthur ha lavorato per cinque ore assieme ai controllori di volo della SpaceX nei loro hangar presso il Complesso di Lancio 40 della Air Force Station di Cape Canaveral. La squadra è così entrata nelle fasi finali di test della capsula Dragon. Il lancio della SpaceX fa parte della collaborazione della NASA con il suo Commercial Orbital Transportation Services con le industrie degli Stati Uniti. Il test di interfaccia, CEIT, è un tipo di attività che si svolge dai tempi del Programma Space Shuttle, dove veniva fornita l'opportunità di preparare gli astronauti per la loro missione mentre erano ancora sulla Terra utilizzando le vere attrezzature che poi avrebbero volato con loro nello spazio. Lo scopo del CEIT è quello di dare agli astronauti, al personale di integrazione del carico utile ed agli ingegneri della SpaceXun'opportunità finale di mettere alla prova e familiarizzare se stessi con il veicolo spaziale Dragon. Il Dragon è vicino alla configurazione di volo il più possibile per il lancio imminente mentre si trova ancora con le integrazioni finali delle attrezzature ed i test a terra. L'esercizio fornisce agli astronauti ed agli ingegneri l'opportunità di controllare la compatibilità delle attrezzature e dei sistemi a bordo di Dragon con le procedure che verranno utilizzate dall'equipaggio e dai controllori di volo. Questa è stata anche l'ultima opportunità prima del volo per gli astronauti, rappresentati dalla Specialista di Missione Megan McArthur, e dagli ingegneri della nave spaziale di controllare gli equipaggiamenti della capsula e le varie interfaccie associate. I controllori di volo sono stati in grado di effettuare tutte le procedure che verranno poi utilizzate una volta che il Dragon sarà attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale. La McArthur ha trascorso 13 giorni nello spazio, essendo stata parte dell'equipaggio della navetta Atlantis per la missione STS-125, l'ultima missione di servizio al Telescopio Spaziale Hubble. Il 30 marzo i tecnici della SpaceX hanno iniziato il carico di circa 450 kg. di alimenti e vestiario all'interno della capsula Dragon. Josh Byerly, un portavoce della NASA, ha detto che il materiale imbarcato è di basso valore perchè sono cose già inviate questa settimana a bordo dell'ATV Europeo. "Non si tratta di quel tipo di carico (attrezzature), ma tutto assieme è comunque un carico importante," ha detto Mike Suffredini, il responsabile del Programma Stazione Spaziale della NASA. Nelle prossime missioni Dragon verrà caricato con oltre 1.500 kg. di merci. Il lancio è, al momento, fissato per il 30 aprile alle 12:22 EDT (le 18:22 ora italiana) da Cape Canaveral. Dopo due giorni di inseguimento la capsula arriverà in prossimità della ISS e, se tutto andrà come previsto, l'attracco è fissato per il 3 maggio. L'equipaggio della ISS, dopo aver scaricato il materiale imbarcato, lo sostituirà con circa 660 kg. di attrezzature da riportare sulla Terra. A differenza della capsula Russa Soyuz, il Dragon è l'unico veicolo spaziale che permette il ritorno di esperimenti ed attrezzature dalla stazione spaziale. Dopo circa tre settimane di permanenza alla ISS, il Dragon verrà paracadutato nell'Oceano Pacifico ad ovest di Baja California e recuperato da una squadra navale. "Questo carico di materiale aggiuntivo è stato imbarcato in modo da poter controllare bene le capacità durante questa missione dimostrativa," ha concluso Byerly. Se questo volo di prova si svolgerà regolarmente le missioni operative di rifornimento commerciale della ISS inizieranno ad agosto e prevedono 12 missioni. Nella foto (Credit: SpaceX) la capsula Dragon durante il test CEIT.

Fonte : NASA - SpaceX - SpaceflightNow

06/04/2012 - ATV-3 alza l'orbita della ISS di 4 km - Il Controllo Missione Russo ha comunicato che il veicolo di rifornimento Europeo ATV-3, che si trova attraccato alla ISS dalla scorsa settimana, ha riaggiustato l'orbita della stazione spaziale ancora una volta. I due motori principali di ATV-3 sono stati accesi alle 23:05 ora di Mosca (le 21:05 ora italiana) per rialzare l'orbita della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) di 3,9 km portandola a 393,1 km. I motori del veicolo spaziale ATV-3 sono rimasti accesi per quasi 15 minuti. Il 1° aprile scorso l'ATV-3 aveva già effettuato una manovra simile alzando l'orbita della stazione di 1,7 km. Il terzo Veicolo di Trasferimento Automatico (ATV), a cui è stato dato il nome del fisico Italiano Edoardo Amaldi, era decollato dal centro spaziale di Kourou, nella Guyana Francese il 23 marzo. Il veicolo spaziale Europeo aveva attraccato poi in automatico al boccaporto di poppa del modulo di servizio Zvezda il 28 marzo.

Fonte : Ria Novosti

Nello spaccato (Credit: NASA) le disposizioni interne del veicolo spaziale DSH per le missioni da 500 giorni. 05/04/2012 - La NASA studia il Deep Space Habitat - La NASA ha iniziato gli studi preliminari per quello che viene definito Deep Space Habitat (DSH), un veicolo di esplorazione abitato per lo spazio oltre l'orbita terrestre. Le configurazioni proposte dell'astronave, così come dei veicoli di supporto, cominciano a prendere forma alla NASA. Seguendo i consigli forniti dall'Advanced Exploration System (AES) il DSH sarà basato sui moduli esistenti della Stazione Spaziale Internazionalee e sui moduli logistici utilizzati dallo Space Shuttle - i principali sono il laboratorio statunitense Destiny della ISS e il Multi-Purpose Logistic Module (MPLM) che ha svolto il ruolo di supporto alla stazione utilizzando lo Shuttle. Una prima versione base del DSH sarebbe composta da un modulo derivato dal Destiny con agganciato un tunnel che funge da boccaporto di attracco e da modulo di decompressione e fornito di pannelli solari derivati da Orion MPCV e radiatori. Con questi componenti il DSH sarebbe lungo 11,5 metri e largo 4,5 permettendo di mantenere un equipaggio di 4 persone per un periodo di 60 giorni. All'interno del modulo HAB, nella parte opposta all'ingresso, si troverebbero quattro alloggi per l'equipaggio. Essendo piazzati sul fondo del modulo gli alloggi permetterebbero un posto tranquillo dove riposare, avere la dovuta privacy e comunicazioni private. Inoltre gli alloggi sarebbero protetti dagli eventi di emissioni di particelle solari grazie ad una intercapedine di 10cm di spessore riempita d'acqua che fungerebbe quindi anche da serbatoio. Accanto agli alloggi troverebbero posto zone di magazzino e postazioni scientifiche, un ECLSS (Environmental Control and Life Support System) che controlla e fornisce tutti quei parametri per la sopravvivenza dell'equipaggio con i relativi sottosistemi ed una dispensa per la preparazione del cibo. La dispensa sarebbe uno spazio aperto che permetterebbe a tutti e 4 i membri dell'equipaggio di pranzare tutti assieme una volta al giorno. L'equipaggio avrebbe a disposizione un forno a micronde ed un frigorifero rispettivamente per scaldare e mantenere i cibi. Inoltre lo spazio aperto permetterebbe anche gli esercizi fisici da parte dell'equipaggio e servirebbe come sala per le riunioni o per il tempo libero e l'osservazione dalla finestra. Il DSH HAB sarebbe fornito di un sistema igienico nuovo, più grande e aggiornato di quello utilizzato al momento sulla ISS. Il peso totale di questa versione da 60 giorni del DSH sarebbe in totale, a pieno carico, di circa 28.751 kg. Una seconda versione del DSH è quella chiamata 500-giorni. In questa configurazione, oltre al modulo HAB ed al tunnel di comunicazione, vi sarebbe agganciato anche un modulo MPLM con boccaporto di attracco per l'Orion MPCV. Questa configurazione sarebbe lunga 18 metri e larga 4,5 e peserebbe, a pieno carico, 41.434 kg. Le uniche differenze di questa versione con quella da 60-giorni sarebbero la possibilità di avere tutto il MPLM riempito di provviste per sopportare la lunga missione. I veicoli di supporto al DSH sarebbero principalmente la capsula Orion MPCV che, grazie ai suoi spazi interni, una volta agganciata allo DSH fornirebbe ulteriore spazio abitativo. La NASA sta studiando anche un altro veicolo Nella illustrazione (Credit: NASA) la configurazione esterna del veicolo spaziale DSH per le missioni da 60 giorni. chiamato FlexCraft. Secondo la presentazione del DSH, il FlexCraft è un'astronave per una persona progettate per servire/esplorare la ISS, gli asteroidi ed i satelliti. Il FlexCraft utilizza al suo interno la stessa atmosfera del veicolo a cui è agganciata. In questo modo può essere utilizzata in modo rapido senza i problemi di decompressione di una attività extraveicolare. Il tempo di utilizzo per una missione della FlexCraft è di circa 8 ore ed i suoi motori utilizzerebbero azoto gassoso con un Delta-V di m/s e con una massa totale di circa 452 kg. Il secondo veicolo di supporto principale menzionato nella presentazione del DSH è il MMSEV ( Multi-Mission Science Exploration Vehicle). Questo veicolo permetterebbe ad un equipaggio di due astronauti di vivere e lavorare e realizzare anche EVA visto che è fornito di due SuitPort (tute spaziali poste all'esterno del veicolo alle quali si può accedere direttamente dall'interno del MMSEV) per un periodo di almeno 14 giorni. In casi di emergenza il MMSEV può ospitare fino a quattro uomini di equipaggio. Il suo propellente sarebbe la mono-idrazina che fornirebbe un Delta-V di 150m/s. Le missioni con la configurazione DSH di 60 giorni potrebbero essere utilizzate per portare un equipaggio di quattro astronauti nei punti Lagrangiani del sistema Terra-Luna EM-L1 ed EM-L2, riparare satelliti in orbita geostazionaria, missioni nei punti Lagrangiani del sistema Terra-Sole ES L2, missioni orbitali lunari e missioni in volo libero di microgravità. Invece con la configurazione 500 giorni il DSH permetterebbe di inviare quattro astronauti in complessi missioni negli asteroidi vicini alla Terra (Near Earth Asteroid - NEO) o missioni orbitali e di transito su Marte. Il DSH è stato pensato per essere lanciato utilizzando gli esistenti veicoli di lancio come gli EELV Delta IV ed Altas V. L'utilizzazione del nuovo sistema di lancio pesante SLS non è prevista ma potrebbe comunque essere possibile. Il DSH sarebbe assemblato e manutenuto nei pressi della Stazione Spaziale Internazionale e la sua propulsione potrebbe essere fornita da uno stadio criogenico o da un sistema spaziale elettrico. Il modello del DSH è attualmente in fase di costruzione e permetterà nei prossimi anni di valutare la configurazione finale degli allestimenti interni ottimizzandone la disposizione e le necessità. Una possibile configurazione alternativa ipotizzata prevede di utilizzare al posto del modulo Hab derivato da Destiny, un modulo del tutto simile al Nodo-1 Unity della ISS e di un ulteriore MPLM con Cupola per la versione da 500 giorni. Nello spaccato in alto (Credit: NASA) le disposizioni interne del veicolo spaziale DSH per le missioni da 500 giorni mentre nella illustrazione a destra (Credit: NASA) la configurazione esterna del veicolo spaziale DSH per le missioni da 60 giorni.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella animazione (Credit: ESA) le immagini di Envisat mostrano come si presenta la banchisa Larsen B dal 2002 al 2012. 05/04/2012 - Satellite osserva la rapida disintegrazione del ghiaccio Antartico - Il satellite Envisat dell'ESA ha segnato i dieci anni in orbita e continua ad osservare il rapido ritiro di uno delle banchise di ghiaccio Antartiche a causa del riscaldamento globale. Una delle prime osservazioni del satellite, dopo il suo lancio avvenuto il 1° marzo 2002, fu la rottura di una delle sezioni principali della banchisa ghiacciata in Antartico chiamata Larsen B, quando 3.200 km2 di ghiaccio si disintegrarono in pochi giorni a causa della instabilità meccanica delle masse ghiacciate colpite dal riscaldamento del clima. Ora, dopo dieci anni di osservazioni utilizzando il suo Advanced Synthetic Aperture Radar (ASAR), Envisat ha mappato un ulteriore perdita di 1.790 km2 nella zona Larsen B avvenuta nella passata decade. La banchisa ghiacciata Larsen B è, in realtà composta da tre strutture - A (la più piccola), B e C (la più grande) - che si estendono da nord a sud lungo il lato est della Penisola Antartica. Larsen A si è disintegrato nel gennaio 1995. Larsen C sembra al momento ancora stabile ma le osservazioni da satellite hanno mostrato un calo del suo spessore ed un aumento dello scioglimento durante l'estate. "Le banchini ghiacciate sono sensibili al riscaldamento atmosferico e ai cambiamenti nelle correnti oceaniche e nelle temperature," dice il Prof. Helmut Rott dell'Università di Innsbruck. "La Penisola nord Antartica è stata soggetto di riscaldamento atmosferico di circa 2,5° negli ultimi 50 anni - un trend molto più alto della media globale, che ha causato il ritiro e la disintegrazione della banchisa ghiacciata." Larse B ha diminuito la sua area da 11.512 km2 dei primi di gennaio 1995 a 6.664 km2 del febbraio 2002 a causa di eventi drastici. La disintegrazione del marzo 2002 lasciò dietro di se soltanto 3.463 km2. Oggi Envisat mostra che sono rimasti soltanto 1.670 km2. Envisat ha quasi doppiato la sua prevista vita operativa ma è previsto che prosegua le sue osservazioni sulle calotte polari Terrestri, le terre, gli oceani e l'atmosfera per almeno altri due anni. Questo assicurerà una continuità cruciale nell'osservazione della Terra fino all'entrata in servizio della nuova generazione di satelliti - i Sentinel - prevista per il 2013. "Le osservazioni sistematiche per lunghi periodi sono di particolare importanza per la comprensione e la creazione di modelli dei processi criosferici per raggiungere una capacità previsionale su come la neve ed il ghiaccio risponde ai cambiamenti climatici," dice il Prof. Rott. "I modelli climatici stanno prevedendo drastici riscalamenti alle alte latitudini. Le osservazioni di Envisat sulla banchisa ghiacciata di Larsen confermano la vulnerabilità deia ghiacci al riscaldamento climatico e dimostrano l'importanza delle banchise per la stabilità dei ghiacciai che si trovano a monte. Queste osservazioni sono molto rilevanti per stimare i comportamenti futuri di masse più grandi di ghiaccio nella zona occidentale dell'Antartico, se il riscalmento si estendesse più a sud." Le osservazioni satellitari effettuare con i radar come l'ASAR di Envisat, sono particolarmente utili per monitorare le regioni polari perchè possono acquisire immagini anche attraverso le nubi o nel buio. Nella animazione (Credit: ESA) le immagini di Envisat mostrano come si presenta la banchisa Larsen B dal 2002 al 2012.

Fonte : ESA

Nella illustrazione (Credit: Astrobotic) il rover Polaris durante la sua missione lunare Icebreaker. 05/04/2012 - Polaris: un rover per i poli lunari - La spedizione Icebreaker porterà un robot al polo nord lunare per la ricerca di depositi di ghiaccio di acqua rilevati dall'orbita. Il robot Polaris dell'Astrobotic atterrerà durante l'estate del polo nord il 24 ottobre 2015, quando le zone che sono nel gelo dell'ombra per la maggior parte dell'anno hanno una breve illuminazione. Queste zone sono dove il ghiaccio può essere trovato più vicino alla superficie, e dove un robot alimentato dal Sole, può ricevere abbastanza illuminazione per sostenere l'esplorazione. Il Polaris cercherà il ghiaccio per 12 giorni fino a che il Sole non scenderà sotto l'orizzonte. Le spedizioni Apollo hanno visitato soltanto sei luoghi lungo l'equatore della Luna e fu così che l'acqua, il metano, il monossido di carbonio ed altri volatili ghiacciati ai poli per anni non furono scoperti. Recenti satelliti in orbita e una sonda della NASA che ha impattato vicina al polo sud hanno mostrato che le regioni polari offrono risorse che potrebbero accelerare l'espansione umana nel Sistema Solare. L'acqua, l'ossigeno ed il metano dei poli potrebbe essere trasformato in propellente per rifornire i veicoli spaziali nei loro viaggi di ritorno sulla Terra; inoltre il propellente lunare potrebbe anche essere inviato in orbita terrestre per rifornire le spedizioni con equipaggio verso Marte con un costo minore di quanto ci vorrebbe lanciarlo dalla superficie terrestre. Il Polaris pesa 181 kg ed è equipaggiato con una coppia di videocamere. La vista steroscopica aiuterà nel calcolo della posizione e fornirà un'immersione 3D per il pubblico sulla Terra. Il robot comunicherà direttamente con le stazioni riceventi sulla Terra utilizzando un'antenna con puntamento in banda S con la quale invierà video e riceverà i comandi. Il Polaris ospita circa 80 kg di carico come un trapano e gli strumenti per analizzare i campioni prelevati con la trivellazione, due sensori cercheranno i segni del ghiaccio nascosto sotto lo strato superficiale del terreno. Uno spettrometro a neutroni misurerà il numero di neutroni che penetrano nel primo metro di terreno sotto il rover, un salto nella lettura indicherà che i neutroni provenienti dallo spazio vengono assorbiti da idrogeno (in acqua o metano) di ghiaccio sotto il robot. Uno spettrometro nell'infrarosso vicino cercherà variazioni di temperatura superficiale che possono lasciare intravedere sotto il ghiaccio. Gli operatori sulla Terra, aggiorneranno la rotta dell'esplorazione del robot basandosi su due sensori. Polaris avrà intelligenza autonoma per evitare gli ostacoli e viaggiare fino al prossimo punto identificato dal Controllo Missione e dalla sua squadra scientifica. Dato che opererà sul polo nord lunare, la Terra sarò sempre in vista leggermente sopra l'orizzonte e poi tramonterà. Le stazioni terrestri con il maggior tempo di contatto sono quelle che si trovano alle latitudini più alte come in Alaska e Scandinavia. Per un segnale più elevato quando la Terra si ergerà sopra l'orizzonte lontano, Polaris si collegherà con le parabole molto più grandi disponibili presso le stazioni di terra a latitudini più basse. Nella illustrazione (Credit: Astrobotic) il rover Polaris durante la sua missione lunare Icebreaker. La Astrobotic Technology è una compagnia privata, con sede a Pittsburgh, in Pennsylvania, fondata dal professor Red Whittaker e dai suoi associati della Carnegie Mellon University con lo scopo principale di vincere il Google Lunar X Prize. Il premio, di 20 milioni di dollari, andrà alla prima compagnia privata che riuscirà a far atterrare sulla luna un lander ed ha muovere un rover inviando immagini sulla Terra. La competizione vede in lizza ben 26 team e la scadenza è il 31 dicembre 2015. Fra le squadre partecipanti anche l'Italia con il team Amalia.

Fonte : Astrobotic

05/04/2012 - La missione Kepler della NASA estesa fino al 2016 - La missione Kepler della NASA ha ricevuto un'estensione della missione di altri quattro anni arrivando fino al 2016. Il prolungamento della missione osservativa dell'osservatorio orbitale Kepler permetterà di scovare i pianeti delle dimensioni terrestri all'interno della cosiddetta 'zona abitabile', ovvero quella regione di spazio all'interno di un sistema planetario nel quale può esistere l'acqua allo stato liquido sulla superficie dei pianeti. Kepler è stata lanciata nel marzo del 2009 e ha identificato i pianeti candidati misurando ripetutamente i piccoli cambiamenti di luminosità in oltre 15.000 stelle per scoprire il pianeta quando transita di fronte alla stella. Le dimensioni del pianeta possono essere poi derivate dalle differenze fra una luminosità e l'altra. Sono richiesti almeno tre transiti per verificare che il segnale sia veramente un pianeta. Le scoperte della missione oltre il nostro sistema solare comprendono il primo pianeta roccioso, il primo transito multiplo di pianete, il primo piccolo pianeta nella zona abitabile, il primo pianeta di dimensioni terrestri, un pianeta più piccole delle dimensioni di Marte e la conferma di una nuova classe di sistemi planetari con una stella doppia. La Ball Aerospace and Technology Corp. di Boulder, in Colorado, ha sviluppato il sistema di volo di Kepler e segue le operazioni di supporto alla missione assieme al Laboratory for Atmospheric and Space Physics at the University del Colorado a Boulder. Lo Space Telescope Science Institute di Baltimora archivia, gestisce e distribuisce i dati scientifici di Kepler. Kepler è la 10° missione Discovery della NASA che è fondata dal Direttorio di Missione della NASA con il quartier generale a Washington. Per ulteriori informazioni sulla missione Kepler visita: http://www.nasa.gov/kepler"

Fonte : Spaceref

04/04/2012 - La Russia costruirà un motore nucleare per il 2017 - Un sistema di propulsione nucleare della classe dei Megawatt per navi spaziali abitate a lungo ragio dovrà essere pronto per il 2017, ha dichiarato mercoledì scorso Denis Kovalevich, capo della Skolkovo Foundation's Nuclear Cluster. "Al momento sono sotto test diversi tipi di propellente ed in seguito inizieremo a buttare giù il progetto," dice Kovalevich. "Le prime parti (del motore nucleare) dovrebbe essere costruite nel 2013 ed il motore dovrebbe essere completato nel 2017." Il motore verrà sviluppato per un veicolo spaziale interplanetario abitato che assicurerà alla Russia di rimanere competitiva nella corsa allo spazio, compresa l'esplorazione della Luna e di Marte. Il governo Russo ha stanziato 500 milioni di Rubli (16,7 milioni di dollari) nel 2010 per l'avvio del progetto di una nave spaziale con motore nucleare. Gli investimenti complessivi del progetto sono stimati in oltre 17 miliardi di Rubli (580 milioni di dollari) fino al 2019. Secondo l'agenzia Russ per l'energia nucleare Rosatom, lo sviluppo e la costruzione di un sistema di propulsione nucleare per un'astronave potrebbe costare oltre 7,2 miliardi di Rubli (247 milioni di dollari). La NASA aveva iniziato un programma per sviluppare un sistema di propulsione nucleare nel 2003 ed ha speso diverse centinaia di milioni di dollari nel progetto prima del taglio dei fondi. Fonti spaziali ufficiali Russe credono che i motori nucleari per le astronavi interplanetarie siano un'area molto promettente mentre l'energia solare è troppo debole per essere utilizzata come fonte di energia alle distanze superiori all'orbita Terrestre.

Fonte : Ria Novosti

Nella foto (Credit: ASI) Enrico Flamini dell'ASI mentre viene premiato con il Nasm Trophy 2012. 04/04/2012 - Cassini-Huygens, un premio in cui c'è tanta Italia - "E’ una missione che continuerà a fornire scoperte" con queste parole Enrico Flamini, chief scientist dell’ASI, definisce la missione Cassini-Huygens, a cui lo scorso 21 marzo è stato assegnato il prestigioso riconoscimento internazionale 'Nasm Trophy 2012'. Presso lo Smithsonian Museum di Washington ha ritirato il premio il 'Cassini Fligth Team' di cui il program manager Asi fa parte insieme a Bernard Fleck, John R. Dailey, Robert T. Mitchell e Wayne Clough, con la seguente motivazione: "La missione Cassini-Huygens ha cambiato la conoscenza del sistema Saturno e ha contribuito alla comprensione della formazione ed evoluzione del nostro sistema planetario. Arrivato nel 2004, Cassini sta osservando Saturno con i suoi satelliti e anelli e la sua missione ha superato di gran lunga la durata prevista e gli obiettivi." Istituito nel 1985, il premio viene conferito in base al raggiungimento degli obiettivi nella gestione e nell’esecuzione di un progetto scientifico di grande profilo o di un rilevante contributo nella storia della tecnologia aerospaziale. Il direttore del National Air and Space Museum, John Dailey, nel presentare il premio alle tre agenzie spaziali, ha voluto sottolineare il contributo italiano al successo della missione, evidenziato in particolare dal ruolo cruciale delle apparecchiature destinate alla sonda spaziale realizzate in Italia. "L’esplorazione planetaria è un’impresa del genere umano e non l’avventura tecnologica e scientifica di una singola nazione. La missione Cassini-Huygens su Saturno e le sue lune ne è infatti l’esempio più chiaro". Questo il commento di Enrico Flamini al momento della consegna del premio ricevuto a Washington. “"re agenzie spaziali hanno lavorato a stretto contatto e un gran numero di nazioni hanno contribuito con i loro strumenti e l’apporto dei loro scienziati. Realizzando Cassini-Huygens – ha proseguito Flamini - e utilizzandolo, avevamo la necessità di superare le differenze culturali e accordare fusi orari differenti, ma noi lo abbiamo fatto! Nella mia personale visione Cassini è la missione planetaria più grande mai realizzata prima e l’ASI e gli scienziati italiani sono sempre orgogliosi di dire: 'Noi facciamo parte della missione Cassini'. Lanciata il 12 ottobre del 1997 attualmente la missione si trova nella fase definita 'solstizio' che punta a comprendere l’impatto del cambiamento stagionale sui satelliti ovvero capire come i pianeti, girando intorno al sole, subiscano delle variazioni stagionali. Nella sua orbita intorno a Saturno, Cassini può effettuare vari fly-by intorno ai satelliti, in un periodo breve che dura qualche ora, ed acquisire dati sempre nuovi. I fly-by consentono l’osservazione e il monitoraggio di alcuni fenomeni come per esempio il 'geyser' di Encelado ed effettuandoli in stagioni diverse, permettono la piena comprensione del fenomeno e la sua frequenza. La 'solstice mission' è la prima missione per Saturno che segue un intero anno del pianeta, riuscendo ad osservare le diverse condizioni a seconda del punto dell’orbita in cui si trova. La missione doveva concludersi nel 2008 ma, alla luce delle sue capacità di osservazione e della qualità dei dati scientifici raccolti, la sua durata è stata estesa fino al 2017. "Fino all’ultimo fly-by avremo sempre nuovi dati e tutta una serie di interessanti scoperte – commenta Flamini - e anche l’addio di Cassini sarà ad alto contenuto scientifico". Nella foto (Credit: ASI) Enrico Flamini dell'ASI mentre viene premiato con il Nasm Trophy 2012.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: Telespazio) le antenne del GCS nel Centro di Controllo del Fucino, in Abruzzo. 04/04/2012 - Test dei satelliti Galileo da Telespazio - I primi due satelliti operativi della costellazione Galileo, lanciati il 21 ottobre scorso, hanno superato brillantemente un ulteriore test che ne convalida le prestazioni. Le attività si sono svolte al centro Spaziale del Fucino di Telespazio, e vanno a completare i test effettuati a Redu, in Belgio, il Centro dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) specializzato nel controllo di satelliti di telecomunicazione dell'ESA. Le attività al Fucino sono state coordinate dalla Spaceopal, una joint-venture tra Telespazio (gruppo Finmeccanica/Thales) e DLR-GfR, l'Agenzia Spaziale Tedesca. Il test prevedeva la ricezione e quindi la validazione della funzionalità dei segnali criptati che consentiranno l'offerta dei servizi Galileo PRS (Public Regulated Services – Servizi Pubblici Regolamentati) a enti governativi, organi di sicurezza, Protezione Civile. Spaceopal è responsabile della realizzazione e della gestione dei due centri spaziali per il controllo della missione Galileo. In particolare al Fucino, in Abruzzo, si trova il Centro di Controllo GCC (Galileo Control Centre), dedicato alla gestione della missione e del segnale Galileo. Ad Oberpfaffenhofen invece, in Germania, vicino Monaco di Baviera, Spaceopal ha realizzato il GCC che controllerà la costellazione satellitare. Tuttavia entrambi i Centri saranno in grado, nella loro configurazione finale, di gestire sia le attività di controllo della costellazione che le attività di missione. Una rete mondiale di stazioni di Terra, dalla Nuova Caledonia all'Antartide, controlla continuamente l'accuratezza dei segnali di Galileo. L'attuale fase IOV (In Orbit Validation) del programma Galileo, che si completerà con il lancio dei prossimi due satelliti, prosegue con una intensiva campagna di test per validare le prestazioni del sistema e testare i futuri servizi di navigazione e localizzazione. Con il lancio dei successivi satelliti seguirà la fase operativa, che porterà al completamento del sistema, in cui il Centro di Controllo del Fucino gestirà le attività della missione Galileo relative alla generazione e alla trasmissione a bordo del messaggio di navigazione, alla conseguente fornitura all'utenza dei servizi di navigazione, al monitoraggio della qualità del servizio, e alla gestione del segmento terrestre del sistema. Il programma Galileo costituisce l'iniziativa europea per un sistema di navigazione satellitare globale allo stato dell'arte, sviluppata congiuntamente dall'Unione Europea e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). La fase di definizione e sviluppo così come la fase IOV del programma Galileo sono gestite dall'ESA e co-finanziate dalla Commissione Europea. La fase FOC (Full Operational Capability) del programma è gestita e interamente finanziata dall'Unione Europea. La Commissione e l'ESA hanno firmato un accordo in base al quale l'ESA agisce come "design and procurement agent" per conto della Commissione. Nella foto (Credit: Telespazio) le antenne del GCS nel Centro di Controllo del Fucino, in Abruzzo.

Fonte : Esa Italia

Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del Delta IV per la missione NROL-25. 04/04/2012 - Lanciato con successo NROL-25 da Vandemberg - Un razzo vettore Delta IV della United Launch Alliance (ULA) è decollata oggi dallo Space Launch Complex-6 alle 4:12 PDT (le 0:12 ora italiana del 4 aprile) per la missione designata NROL-25 in supporto della difesa nazionale. "Complimenti alla NRO ed ai partner coinvolti in questa missione di lancio critica per la sicurezza nazionale," ha detto Jim Sponnick, vice presidente della ULA per le Missioni Operative. "La ULA è fiera di questa missione e di aver consegnato capacità importanti agli uomini e donne che difendono la nostra libertà nel mondo." Il NROL-25 rappresenta la prima di cinque missioni per la National Security Space che verranno lanciate attraverso il programma EELV nei prossimi quattro mesi, comprese quattro missioni NRO e il prossimo lancio di AEHF-2. Questa missione ha preso il via a bordo di un veicolo Delta IV EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle), in configurazione Medium-plus 5,2, che utilizza un singolo booster centrale con il propulsore principale della Pratt & Whitney Rocketdyne RS-68 assieme a due motori a propellente solido Alliant Techsystem GEM 60. Lo stadio superiore di cinque metri di diametro invece è propulso da un motore PWR RL-10B-2 con il satellite incapsulato all'interno dell'ogiva di cinque metri di diametro in materiale composito. Si è trattato del primo lancio di un Delta IV con questa configurazione. Il programma EELV, sviluppato dalla U.S. Air Force per assicurare l'accesso allo spazio al Dipartimento della Difesa ed a altri enti governativi, supporta una varietà di requisiti di missioni per il governo, e permette di consegnare in tempo e con significative riduzioni dei costi sui vecchi sistemi di lancio. Il prossimo lancio della ULA è l'Atlas V missione AEHF-2 per l'U.S. Air Force previsto per i primi di maggio dallo Space Launch Complex-41 alla postazione dell'Air Force presso Cape Canaveral, in Florida. Il satellite immesso in orbita oggi potrebbe essere, secondo qualificati appassionati del settore, dedicato alla ricognizione terrestre utilizzando un radar ad apertura sintetica che, a differenza di quelli ottici, permette di osservare anche di notte e con la copertura nuvolosa. NROL-25 è stato immesso su un'orbita retrograda inclinata di 123° sull'equatore. L'agenzia NRO (National Reconnaissance Office), che si occupa della gestione dei satelliti spia degli Stati Uniti, non ha rilasciato altre informazioni sulla missione. Quello di oggi è stato il 359° lancio di un vettore della famiglia Delta, il 14° lancio orbitale globale del 2012 tutti eseguiti con successo. Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del Delta IV per la missione NROL-25.

Fonte : ULA - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: Boeing) il modello test della capsula CST-100 discende appesa ai paracadute durante il test effettuato in Nevada. 03/04/2012 - Completato con successo un test dei paracadute di CST-100 - E' stato completato oggi con successo un test dei paracadute del veicolo spaziale Crew Space Transportation (CST)-100 della Boeing presso il Delmar Dry Lake Bed vicino ad Alamo, nel Nevada. Il CST-100 fa parte del Sistema Commerciale di Trasporto Equipaggi (CCTS) della Boeing, che fornirà agli Stati Uniti la capacità di trasportare persone e merci alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), al complesso della Bigelow Aerospace ed altre destinazioni in orbita bassa Terrestre. Un elicottero Sky Crane Erickson ha sollevato il modello di CST-100 a circa 3.350 metri e lo ha rilasciato. I tre paracadute principali si sono aperti ed hanno rallentato la discesa della caspula prima del gonfiaggio dei sei airbag, che hanno permesso un atterraggio morbido sul terreno. L'evento è stato il primo test di rilascio con tutto il sistema completo di tutti gli elementi per l'atterraggio. "Questo successo nel test è un gran passo avanti che porta la Boeing più vicina al completamento di un sistema che fornirà un accesso umano allo spazio sicuro, affidabile e conveniente," ha dichiarato John Mulholland, vice presidente e responsabile del programma Boeing Commercial. E' grazie alla sua notevole conoscenza, sperimentazione e l'esperienza acquisita dalle missioni Apollo, che la Boeing sviluppa e testa il sistema CCTS. Sfruttando i dati di rientro relativi agli ammaraggi nell'oceano del programma Apollo, il rigoroso test di atterraggio CST-100 riduce il rischio e valida la fase di post rientro e di atterraggio e la capacità di recupero di questo sistema. Come parte del team Boeing Commercial Crew, la Bigelow Aerospace gioca un ruolo importante nel fornire al modello della capsula utilizzato per il test l'elettronica di supporto al test stesso. La Bigelow Aerospace è cliente della Boeing, e prevede di utilizzare il CCTS per il trasporto da e per le piattaforme orbitali della Bigelow. La Boeing e la Bigelow Aerospace sono alleate per far progredire il mercato commerciale dello spazio offrendo le opportunità di un trasporto integrato e la capacità di piattaforme orbitali e servizi a nuovi clienti. Il team ha previsto un secondo test sempre questo mese, dopo aver ispezionato i paracadute ed averli rimpacchettati. Il secondo test di rilascio comprenderà anche la sequenza di rilascio del paracadute di frenata che si trova sopra i paracadute principali, dimostrando così le capacità complete del sistema nominale. La Boeing ha inoltre previsto ulteriori test durante il 2012, compresa una serie di test di atterraggio degli airbag a maggio, un test di sgancio dello scudo termico posteriore in giugno ed un test di accensione del motore di controllo delle manovre orbitali e di assetto in giugno - tutti questi forniranno dati ulteriori che andranno a dettagliare il progetto del veicolo spaziale nei suoi punti chiave. Il programma Boeing Commercial Crew comprende la progettazione, la costruzione, i test e le valutazioni e la dimostrazione del veicolo spaziale CST-100, del veicolo di lancio e delle operazioni in missione - tutte parte del Commercial Crew Transportation System della NASA - per il programma Commercial Crew Development della NASA. Il CST-100 è una capsula riutilizzabile basata su materiali e sottosistemi tecnologici già testati che puà trasportare fino a sette persone o una combinazione di persone e merci. La Boeing ha progettato la capsula per essere compatibile con una varietà di razzi a perdere. La compagnia ha selezionato il veicolo di lancio Atlas V della United Launch Alliance per i primi test in volo della CST-100 previsti per il 2015-2016. Come unità della The Boeing Company la Boeign Defense, Space & Security è una delle principali aziende mondiali nel settore della difesa, spazio e sicurezza grazie alla sua specializzazione nell'innovazione e nella capacità di trovare le soluzioni cercate dai clienti, oltre ad essere il maggior produttore di arei militari al mondo. La sua sede principale si trova a St. Louis. La Boeing Defense, Space & Security ha un fatturato di 32 miliardi di dollari con 62.000 dipendenti in tutto il mondo. Nella foto (Credit: Boeing) il modello test della capsula CST-100 discende appesa ai paracadute durante il test effettuato in Nevada.

Fonte : Boeing

Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta olandese dell'ESA, Andrè Kuipers, scarica le merci più urgenti da ATV-3. 03/04/2012 - Giornate impegnative per ATV-3 Edoardo Amaldi - Dopo solo due giorni dall'attracco senza problemi con la ISS avvenuto il 29 marzo, il terzo ATV dell'ESA ha condotto la sua prima serie di test di spinta dimostrando che è pienamente integrato con la Stazione e pronto ad effettuare l'innalzamento dell'orbita e le manovre, se necessarie. l'ATV Edoardo Amaldi dell'ESA ha completato un tecnicamente perfetto attracco automatico con il modulo Russo Zvezda della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) alle 00:31 CEST (ora italiana) del 29 marzo. La procedura è stata monitorata dall'astronauta Andrè Kuipers dell'ESA e dal cosmonauta Russo Oleg Kononenko dall'interno della ISS e dalla squadra operativa della missione ESA/CNES presso il Centro Controllo ATV di Tolosa (ATV-CC). L'agancio ha segnato l'inizio di un intenso periodo di attività per aprire il portello, entrare nell'ATV e confermare che tutti i sistemi operavano normalmente e che vi era completa integrazione elettrica, dei dati e di altri sistemi con la ISS. L'apertura del portello ed il primo ingresso è avvenuto alle 16:15 CEST, e l'equipaggio ha installato un depuratore d'aria per rimuovere qualunque contaminazione che poteva essere dispersa nell'area cargo pressurizzata. Nelle prime ore del 30 marzo l'equipaggio ha installato il filtro Russo POTOK come misura di prevenzione per la contaminazione batterica che potrebbe essere avvenuta a Terra prima della chiusura del portello per il lancio. Alle 03:39 CEST, l'ATV ha subito un guasto in uno dei due canali dei sistemi elettronici di bordo che controllano le connessioni elettriche con il modulo Zvezda. "Il sistema di ATV è progettato per gestire questo tipo di guasto e quindi ha disconnesso subito l'attrezzatura guasta in modo da limitare i danni," dice Charlotte Beskow, responsabile dell'ESA delle Operazioni di Interfaccia di ATV. " E' un po come quando salta un fusibile a casa, non sai esattamente cosa è andato male ma la tua casa è al sicuro." Più tardi le squadre di Terra hanno inviato dei comandi per isolare il sistema elettrico di ATV con il resto della stazione. "Come precauzione all'equipaggio è stato chiesto di iniziare a scaricare le merci più urgenti, in caso la fornitura di corrente dalla ISS ad ATV non potesse essere ripristinata e - nel caso peggiore della mancanza di energia di bordo autonoma - dovessero sganciarlo," dice Massimo Cislaghi, Responsabile dell'ESA per la Missione ATV-3. "Questo sarebbe stato necessario nel caso di ulteriori anomalie a bordo di ATV, mentre in casi normali il totale di energia che ATV può generare dai suoi pannelli solari è sufficiente per un lungo periodo senza l'energia fornita dalla ISS." Dopo consultazioni fra l'equipaggio, il Centro di Controllo ATV ed i Centri di Controllo della ISS di Houston e Mosca, è stato deciso di passare al canale di riserva della connessione elettrica fra ATV e la ISS. L'energia fra la ISS e l'ATV è stata ristabilita alle 19:03 del 31 marzo. I team stanno indagando il problema per determinare le cause del guasto elettrico. Una volta che il problema elettrico è stato risolto i controllori della missione ATV-CC hanno iniziato a lavorare al primo test di spinta della ISS, condotto durante la sera del 31 marzo. I propulsori di ATV hanno funzionato per 351 secondi, incrementando la velocità della ISS di un metro al secondo ed alzando la quota di 1,73 km. "Nel test di spinta, i propulsori di ATV sono comandati dai computer Russi che si trovano dentro il modulo Zvezda," dice Charlotte Beskov. "E' un test standard che viene eseguito prima possibile dopo l'attracco." Il successo del test di accensione dimostra che ATV è pronto per una serie di già previsti e più lunghi accensioni (la prima verrà eseguita il 5 aprile) e di poter condurre le manovre per evitare i detriti, se necessario. Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta olandese dell'ESA, Andrè Kuipers, scarica le merci più urgenti da ATV-3. In copertina (Credit: ESA/NASA) l'ATV-3 mentre, utilizzando i suoi motori di manovra, si avvicina alla ISS. Sullo sfondo la Terra nel buio dello spazio.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: ESA) il modulo pressurizzato cargo che volerà per la missione ATV-4 nominata Albert Einstein è 
stato consegnato negli stabilimenti di Brema per l'assemblaggio con il resto del veicolo prima di essere spedito in Guyana per il lancio. 02/04/2012 - Chiusa la produzione di ATV - L'Agenzia Spaziale Europea, dopo essersi confrontata con l'obsolenscenza di alcune parti e il basso supporto politico, ha deciso di chiudere le linee di produzione dei sottosistemi del Veicolo Automatico di Trasferimento, ATV. Il grande cargo da trasporto, pesante oltre 20 tonnellate a pieno carico, finirà i suoi voli nel 2014 con la quinta missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale. Gli stati membri dell'ESA hanno deciso di chiudere il programma dopo aver brevemente considerato di riprogettare il veicolo cargo aggiungendo una capsula per il rientro sulla Terra. Fino ad ora sono stati lanciati tre ATV fin dal 2008, compreso quello attualmente attraccato alla ISS. Altri due sono previsti per il 2013 e 2014 e l'assemblaggio di questi due veicoli ha proceduto abbastanza da poter ufficialmente chiudere la produzione dei sottosistemi di ATV. La maggior parte dei pezzi due restanti ATV sono già presso gli stabilimenti di assemblaggio in Germania ed Italia dove vengono integrati i componenti principali. Il progetto ATV, del costo di 2 miliardi di dollari, venne deciso dall'ESA come parte delle spese operative della Stazione Spaziale. Invece di fornire soldi, l'accordo con gli altri partner del progetto, prevedeva di utilizzare gli ATV per consegnare merci, propellente e fornire spinta alla ISS per alzare la sua orbita. Ogni missione ATV costa circa 460 milioni di Euro. Con i cinque voli previsti i costi dell'Europa per la ISS sono pagati fino al 2017. Ora con l'estensione della vita operativa della stazione almeno fino al 2020 l'ESA dovrà trovare il modo di contribuire con altri 450 milioni di Euro. Una delle opzioni, favorite dalla Germania, per coprire i costi Europei della ISS sarebbe quello di contribuire al modulo di servizio della capsula Orion della NASA. Il modulo di servizio potrebbe essere basato sulla sezione propulsiva di ATV. Al momento però il contratto per la costruzione del modulo di servizio per Orion è in mano alla Locheed Martin Corp. Bill Gerstenmaier, Amministratore Associato della NASA per le operazione e l'esplorazione umana ha detto che il bisogno di propellente per la ISS sarà in calo nei prossimi anni, rendendo non più necessario una grande quantità di propellente come quello che può traportare ATV. I voli commerciali effettuati con i prossimi veicoli spaziali USA recupereranno la perduta capacità di trasporto del programma ATV. Invece la NASA prevede di chiedere all'agenzia spaziale Giapponese JAXA altri veicoli da trasporto HTV oltre a quelli già previsti. "L'HTV possiede una capacità unica," dice Gerstenmaier. "Può trasportare carichi esterni e questo è molto importante per noi. Inoltre possiede un portello di accesso più grande dove possiamo far passare interi armadi di attrezzature scientifiche nella stazione spaziale." Gerstenmaier ha chiesto ai legislatori che la NASA ha bisogno di altri quattro voli HTV dopo il 2015. L'ultimo dei sette HTV al momento sotto contratto con il Giappone sarà lanciato nel 2016 e così ci sarà bisogno di almeno altre due o tre missioni fino al 2020. Nella foto (Credit: ESA) il modulo pressurizzato cargo che volerà per la missione ATV-4 nominata Albert Einstein è già stato consegnato negli stabilimenti di Brema per l'assemblaggio finale con il resto del veicolo prima di essere spedito in Guyana per il lancio previsto per l'inizio del 2013.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: ATK) i sottosistemi e l'hardware dell'avionica pronti per il FCT-1. 02/04/2012 - Primi passi per l'avionica dei booster di SLS - La NASA ha testato con successo l'avionica dei razzi a propellente solido che verranno utilizzati nei primi due voli di prova dello Space Lauch System (SLS), il prossimo lanciatore pesante Americano. Questi sistemi avionici comprendevano componenti elettrici per i booster a solido di SLS e che forniranno la spinta propulsiva aggiuntiva ai motori dello stadio principale del razzo. Il primo test di qualificazione di un booster SLS a cinque segmenti è previsto per la primavera del 2013. Il test, soprannominato, Flight Control Test 1 o FTC-1, comprendeva l'eredita degli attuatori di controllo del vettore di spinta - un meccanismo elettro-idraulico precedentemente utilizzato sulla space shuttle per dirigere il sistema propulsivo dei booster - assieme ad un nuovo sottosistema avionico per i booster di SLS. l'ATK di Brigham City, Utah, è il principale contraente per i booster di SLS per i primi due voli di prova, ha condotto il test nella sua struttura apposita che si trova a Promontory, nello Utah. Il test ha dimostrato con successo i nuovi sottosistemi di interfaccia dell'avionica ed il controllo ereditato dal sistema shuttle di Thrust Vector Control (TVC) eseguendo una simulazione di lancio di SLS. Oltre ai nuovi sottosistemi avionici il test comprendeva anche una nuova attrezzatura di supporto elettronico al suolo che monitorava e coordinava le attività fra la struttura di prova, i sottosistemi avionici ed il sistema TVC. Il test è solo uno di una serie prevista per ridurre i rischi e dimostrare i sottosistemi avionici progettati all'inizio dello sviluppo del ciclo operativo. "Siamo lieti di vedere che i sistemi avionici funzionano al di fuori del laboratorio," dice Todd May, responsabile dello Space Lauch System presso il Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA a Hunstsville, in Alabama. "Questo test fornisce una prima occhiata a come il sistema di spinta vettoriale del booster funziona e la sua interfaccia con le apparecchiature di volo." LA progettazione dell'avionica dei booster ha tenuto di conto delle lezioni imparate nella costruzione e nel continuo miglioramento dei processi. Ad esempio il progetto comprende un telaio corrugato comune, schede circuito programmabili e progettazione dei cavi standardizzate. Due ulteriori test sono previsti per l'avionica ed il sistema di controllo. Lo Space Launch System fornirà una nuova capacità di esplorazione umana oltre l'orbita terrestre e potrà portare equipaggi e materiali più lontano nello spazio di quanto mai fatto prima. Per immagini del test ed ulteriori informazioni su SLS visita: http://www.nasa.gov/sls. Nella foto (Credit: ATK) i sottosistemi e l'hardware dell'avionica pronti per il FCT-1.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/JSC) il lander Morpheus durante un test vincolato effettuato il 4 maggio. 01/04/2012 - Occhio a quelle rocce! - Le parole 'campo rischioso' certamente non sono mai state associate alla pista di atterraggio dello Space Shuttle (SLF - Shuttle Launch Facility) che si trova presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida. Al contrario, l'obiettivo era proprio quello di tenere la pista di atterraggio il più possibile sgombra da ogni possibile rischio che avrebbe potuto mettere in pericolo la navetta ed il suo equipaggio nella fase di atterraggio. Ma fra non molto tutto questo cambierà, l'infrastruttura infatti dovrà offrire ad un prototipo di veicolo spaziale quel tipo di campo rischioso necessario per un test realistico. Una zona vicino alla pista verrà trasformata in un campo accidentato come parte della prossima fase di test del lander del progetto Morpheus. Questo nuovo veicolo integra le tecnologie che, un giorno, potrebbero essere utilizzate per astronavi destinati agli asteroidi, Marte o la Luna. Il lander è stato testato presso il Johnson Space Center della NASA di Houston per oltre un anno in preparazione del suo primo volo libero. Durante questo volo di prova Morpheus si alzerà di oltre 30 metri nell'aria, si sposterà di altri 30 metri di lato e poi atterrerà dolcemente. Dopo aver completato con successo una serie di test previsti con questi voli liberi il team che segue il progetto affronterà la prossima sfida - volare per un chilometro sopra una superficie simulata avvicinandosi ad una zona di atterraggio evitando il terreno accidentato. Morpheus integra una tecnologia autonoma per l'atterraggio e per evitare le collisioni (ALHAT - autonomous landing and hazard avoidance technology) che gli permette di navigare cercando una zona di atterraggio sgombra da rocce, crateri ed altri rischi durante la discesa e di atterrare in sicurezza. Ma per mettere alla prova le sfide del test, Morpheus ha bisogno di rocce, crateri e pericoli da evitare - ed ecco che viene incontro la struttura della pista del Kennedy. Dopo aver valutato diversi siti potenziali, i resposabili del progetto al Johnson, hanno determinato che, con l'aggiunta di alcuni pericoli, la zona limitrofa alla pista degli Shuttle del Kennedy sarebbe stata la scelta migliore. "Il Kennedy Space Center offre la perfetta combinazione di capacità," dice il Professor Jon Olansen, responsabile capo del progetto Morpheus al Johnson, "la disponibilità del poligono e dello spazio aereo, le strutture degli hangar, la capacità di maneggiare i propellenti - ed un pista disponibile aperta spesso e nelle vicinanze della quale possiamo costruire il campo rischioso completa il pacchetto."
"Sarà difficile trasformare la superficie relativamente piatta ed erbosa che si trova a nord della pista in un panorama planetario pieno di crateri sul quale Morpheus dovrà atterrare, ma questo è il tipo di sfida che il team del Kennedy di solito affronta,"
dice Greg Gaddis, responsabile del sito di prova di Morpheus al Kennedy. "La nostra squadra è impegnata nel contribuire, questa estate, ad un test di successo ." Il prossimo test rappresenta una nuova pietra miliare nel Progetto Morpheus, uno dei 20 piccoli progetti racchiusi nel programma Advanced Exploration System (AES) della Direzione dell'Esplorazione Umana e Missioni Operative della NASA. I progetti AES servono da pionieri per prototipi innovativi e di rapido sviluppo, dimostrazione delle capacità principali e validazione dei concetti operativi per future missioni umane al di fuori dell'orbita terrestre. Sebbene il primo test al Kennedy non abbia ancora una data precisa, dovrebbe avvenire in un periodo compreso fra giugno ed il 30 settembre. La programmazione dei test è dinamica ed i cambiamenti al veicolo e le condizioni meteo la influenzano. Il pubblico può seguire i test di Morpheus su Facebook e su Twitter. Per ulteriori informazioni sul Progetto Morpheus ed i video dei test precedenti visita la pagina principale del progetto. Nella foto (Credit: NASA/JSC) il lander Morpheus durante un test vincolato effettuato il 4 maggio. Il lander ha acceso il suo motore ad ossigeno liquido e metano ed è legato per mezzo di un cavo ad una gru. Questo test ha permesso agli ingegneri di testare il sistema di controllo del veicolo con poco rischio di danneggiare il lander stesso.

Fonte : NASA

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Massimo Martini

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