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Notiziario 2013 - terzo bimestre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del periodo che va da maggio a giugno 2013. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del sito AtomZ.


Qui le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del periodo che va da marzo ad aprile 2013.
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Nella foto (Credit: Walter Scriptunas II/Spaceflight Now) Atlantis come si mostra ai primi visitatori. 30/06/2013 - Aperta al Kennedy Space Center l'esposizione della navetta Atlantis - Quasi due anni dopo il lancio finale dello Space Shuttle, l'attesa spasmodica per l'esposizione pubblica degli orbiter in pensione sparsi in tutto il Paese è finita sabato con l'apertura, presso il Visitor Complex del Kennedy Space Center, dell'attrazione di Atlantis. La struttura, finanziata privatamente e costruita negli scorsi 18 mesi, presenta Atlantis come in nessun altra esposizione, con i portelli del suo vano di carico aperti e la nave inclinata di 43,21° per simulare il suo volo in orbita. E' uno spettacolo che solo gli astronauti hanno potuto vedere durante le passeggiate spaziali oppure dagli oblò della Stazione Spaziale Internazionale o dalla stazione spaziale MIR. Ma ora i turisti possono vedere questa navetta veterana, che ha compiuto 33 voli ed ha percorso oltre 200 milioni di km e 4.848 orbite durante i 307 giorni trascorsi nello spazio, presso il Centro Visitatori come parte del biglietto standard. La struttura di Atlantis è l'ultimo sito ad essere stato aperto. Discovery è andata in esposizione pubblica nell'aprile 2012 come parte dell'archivio nazionale presso lo Udvar-Hazy Center dello Smithsonian, nel nord della Virginia. Il prototipo Enterprise è arrivato presso l'Intrepid Sea, Air & Space Museum di New York City lo scorso giugno mentre Endeavour è stata consegnata al California Science Center di Los Angeles ad ottobre. Atlantis appare come se stesse ancora volando, con un gigantesco schermo televisivo a LED dietro l'orbiter che proietta la vista della Terra, con le aurore che danzano ed un sorgere del Sole orbitale. Il teatrale sistema di illuminazione dell'edificio è sincronizzato con la proiezione, e quindi l'orbiter assume sfumature blue e porpora come alle prime luci dell'alba. "Atlantis è la grazia e potenza personificata," ha detto Mike Konzen, capo operativo dell'ufficio Destination PGAV che ha aiutato a sviluppare l'esposizione. I visitatori sono accolti da una replica alta 56 metri del serbatoio esterno e dei booster posti all'entrata. Camminando direttamente sotto la struttura, si può dare un'occhiata a questa replica di alta fedeltà e completa fino all'ultimo dettaglio. Una volta dentro una presentazione ricrea lo sviluppo dello Space Shuttle dal progetto fino alla rampa di lancio. Le porte si aprono per entrare dentro un'altra sala che mostra il lancio del Columbia nella prima missione del programma, poi mostra l'attività nello spazio, il suo ritorno e la trasformazione in un veicolo riutilizzabile pronto ad essere lanciato di nuovo. Poi si arriva faccia a faccia con il muso di Atlantis che ha volato nella missione finale nel luglio 2011. "E' impressionante! È spettacolare," ha dichiarato Bob Cabana, astronauta che ha compiuto Nella foto (Credit: Walter Scriptunas II/Spaceflight Now) la cerimonia di inaugurazione dell'esposizione di Atlantis. quattro voli con la navetta e ora ha il ruolo di direttore del Kennedy Space Center. "Noi mostriamo Atlantis, ma raccontiamo i 30 anni di storia del programma Shuttle e il fantastico team il quale ha reso possibile che tutto questo accadesse. Penso che visualizziamo Atlantis come nessun altro orbiter, e la gente sta correndo a vedere come solo in pochi l'hanno vista in orbita. Sembra veramente come se stesse volando nello spazio." Altrove, un teatro speciale confina con un modello in scala reale del telescopio spaziale Hubble fra quasi 60 mostre interattive in tutto l'edificio di 8.300 metri quadrati. Un'area dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale con un mockup del gabinetto dell'avamposto ed il tapis roulant di nome Stephen Colbert, una famoso comico televisivo. C'è un ripido scivolo che imita l'inclinazione che incontra una navetta al ritorno. Nelle vicinanze si trova la cappa aspirante dell'ossigeno gassoso - chiamata "beanie cap" - rimosso dalla rampa di lancio 39B. E due pneumatici rimossi dal Atlantis dal suo atterraggio finale sono lì per essere visti e toccati. Diversi simulatori sono piazzati intorno all'attrazione, da una in cui si può spostare la navetta all'interno del Vehicle Assembly Building per accoppiarla con il serbatoio esterno, più altri per manovrare il braccio robotico, attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale o per provare un atterraggio da soli. E' presente anche una parete chiamata 'Ricordare per sempre' che permette ai visitatori di rendere omaggio agli equipaggi perduti di Challenger e Columbia. "Questa esperienza completamente avvolgente è più che vedere Atlantis da vicino. Con repliche altamente fedeli, simulatori e attività interattive si toccano tutti gli aspetti del programma Shuttle e delle sue realizzazioni, tra cui il telescopio spaziale Hubble e la Stazione Spaziale Internazionale, è l'esperienza più vicina che i visitatori possono sperimentare di chi vive e lavora nello spazio - eccetto chi fa parte del corpo degli astronauti," ha detto Bill Moore, capo operativo dell'ufficio Centro Visitatori del Kennedy Space Center. In copertina (Credit: Walter Scriptunas II/Spaceflight Now)i primi visitatori entrano all'esibizione della navetta Atlantis. Nella foto in alto (Credit: Walter Scriptunas II/Spaceflight Now) Atlantis come si mostra ai primi visitatori. Nella foto a destra (Credit: Walter Scriptunas II/Spaceflight Now) la cerimonia di inaugurazione dell'esposizione di Atlantis con l'ingresso sotto l'imponente modello dei booster e del serbatoio esterno.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: il Post) Margherita Hack. 29/06/2013 - E' morta Margherita Hack - Nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 giugno è morta a 91 anni, presso l'ospedale Cattinara di Trieste, l’astrofisica Margherita Hack. A dicembre dello scorso anno la Hack aveva deciso di non operarsi al cuore nonostante il riacutizzarsi di alcuni problemi cardiaci. "Preferisco così, volevo stare in pace, inutile campare cinque anni di più male, meglio stare a casa con il mio lavoro e i miei animali." aveva detto e poi aveva aggiunto, senza dimenticare una nota ironica tipica del suo carattere: "faccio anche risparmiare l'Asl". Nei giorni scorsi il suo ricovero, tenuto segreto per sua volontà, si era reso necessario per l'aggravamento delle sue condizioni. Sempre per sua volontà non saranno resi noti data ed ora della sepoltura, che sarà fatta in forma privata al cimitero di Trieste. La Hack lascia il marito con il quale era sposata da 70 anni e che l'ha assistita fino alla fine. Margherita Hack era nata a Firenze il 12 giugno del 1922. Dal 1964 al 1992 è stata professoressa ordinaria di astronomia all’università di Trieste. Si laureò in fisica a Firenze nel 1945 con un tesi sull’astrofisica ed è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, quello di Trieste, dal 1964 al 1987. Hack era esperta nella classificazione spettrale delle stelle e di sistemi binari. Oltre alla produzione accademica, Hack scrisse numerosi libri di divulgazione scientifica ed è stata spesso ospite in trasmissioni televisive. Fu tra i fondatori del CICAP e si è sempre dichiarata scettica verso ogni forma di fenomeno soprannaturale. È stata molto attiva nella società civile e in politica. Alle ultime elezioni è stata candidata con la lista Democrazia Atea come capolista alla Camera nella circoscrizione del Veneto. Alle primarie del centrosinistra aveva appoggiato Nichi Vendola. Nel 2006 venne eletta alla Camera con i Comunisti Italiani, ma rinunciò al seggio. Era atea e agnostica e ha spesso criticato la Chiesa cattolica. Nel 1995 un asteroide della fascia principale venne battezzato 8558 Hack in suo onore. Fra le tante manifestazioni di cordoglio apparse in queste ore, per la scomparsa di Margherita Hack, voglio segnalare quella fatta dal nostro astronauta Luca Parmitano, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, che ha scritto in un tweet: "Buon Viaggio Margherita Hack, le stelle che hai amato e che ci hai fatto amare adesso ti aspettano..." Nella foto (Credit: il Post) Margherita Hack.

Fonti : Il Post - Il Messaggero - RAINEWS 24

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) l'enorme coda della stella Mira ripresa da GALEX. 28/06/2013 - La NASA ha messo in pensione il telescopio spaziale GALEX - La NASA ha spento il suo Galaxy Evolution Explorer (GALEX) dopo in decennio di operazioni nei quali il vecchio telescopio spaziale ha utilizzato la sua visione ultravioletta per studiare centinaia di milioni di galassie attraverso 10 miliardi di anni di tempo cosmico. "Galex ha raggiunto un risultato ragguardevole," ha detto Jeff Hayes, il capo esecutivo di GALEX presso la NASA di Washington. "Questa piccola missione Explorer ha mappato e studiato le galassie nell'ultravioletto, luce che non possiamo vedere con i nostri occhi, nella maggior parte del cielo." Gli operatori della Orbital Sciences Corp. di Dulles, in Virginia, hanno inviato il segnale di pensionamento a GALEX alle 3:09 p.m. EDT di venerdì (le 21:09 ora italiana) del 28 giugno. Il veicolo spaziale rimarrà in orbita per almeno altri 65 anni e poi cadrà verso la Terra e brucerà nell'atmosfera. GALEX ha raggiunto gli obiettivi primari e la sua missione è stata prolungata tre volte prima che la NASA decidesse di chiuderla. Le principali scoperte della missione decennale nella quale ha scansionato il cielo sono le seguenti: - La scoperta di una gigantesca coda simile ad una cometa dietro ad una veloce stella chiamata Mira. - Cogliere un buco nero 'in flagrante' mentre si mangia una stella. - Trovare anelli giganti di nuove stelle intorno a vecchie galassie morte. - Conferma indipendentemente della natura dell'energia oscura. - La scoperta dell'anello mancante nell'evoluzione delle galassie. - la galassie adolescenti in transizione fra quelle giovani e quelle anziane. La missione ha anche catturato una splendida collezione di istantanee, che mostrano di tutto, come le spettrali nebulose di una galassia a spirale con enormi braccia a ragno. Con una mossa senza precedenti per la NASA, l'agenzia nel maggio 2012 ha prestato GALEX al Caltech, che ha utilizzato i fondi privati ​​per continuare a gestire il satellite della NASA, mentre questo rimaneva di proprietà dell'Agenzia. Da allora, i ricercatori di tutto il mondo hanno usato GALEX per studiare di tutto, dalle stelle della nostra Via Lattea alle centinaia di migliaia di galassie a 5 miliardi di anni luce di distanza. Nell'ultimo anno di esercizio del telescopio spaziale, ha scansionato grandi parti di cielo, compreso il vivace centro luminoso della nostra Via Lattea. Il telescopio ha speso tempo a fissare alcune aree del cielo dove sono esplose delle stelle, chiamate supernovae, e di monitoraggio di altri oggetti, come ad esempio i centri delle galassie attive, e di come essi cambiano nel tempo. GALEX ha anche scansionato il cielo in cerca dei massicci buchi neri e delle onde d'urto provenienti dalle prime supernove esplose. I dati della missione dello scorso anno saranno resi pubblici l'anno prossimo. "La missione GALEX è conclusa ma le sue scoperte scientifiche vanno avanti," ha detto Kerry Erickson, project manager della missione al Jet Propulsion Laboratory della NASA (JPL) di Pasadena, in California. Una proiezione delle immagini più popolari di GALEX si può vedere qui: http://go.nasa.gov/17xAVDd. Il JPL ha gestito la missione GALEX e costruito lo strumento scientifico. Il ricercatore principale della missione, Chris Martin, è del Caltech. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, ha sviluppato la missione nell'ambito del Programma Explorer che gestisce. Ricercatori sponsorizzati dalla Yonsei University in Corea del Sud e il Centro Nazionale di Studi Spaziali (CNES) in Francia hanno collaborato alla missione. Grafici ed ulteriori informazioni sulla Galaxy Evolution Explorer sono online presso: http://www.nasa.gov/galex. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech - http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA09958) l'enorme coda della stella Mira ripresa da GALEX. Non si era mai vista prima una cosa simile, la lunghezza raggiunge i 13 anni luce.

Fonte : NASA

28/06/2013 - Gaia, la nuova missione ESA per il censimento delle stelle, si prepara al lancio - Gaia, la nuova missione ESA per il censimento di miliardi di stelle, verrà lanciata nello spazio verso la fine di questo anno. Nel frattempo, ESA Space Science ha messo online un nuovo 'minisito' focalizzato sulla missione Gaia. Presso http://www.esa.int/gaia potrete trovare le ultime notizie sulla missione così come gli articoli che spiegano gli obiettivi della missione, il veicolo spaziale, i suoi predecessori e molto altro. Potrete anche trovare articoli approfonditi ed aggiornamenti che partono dalla campagna di test alla quale Gaia verrà sottoposta prima di essere inviata al sito di lancio ESA di Kourou. Una volta nello spazio Gaia trascorrerà cinque anni determinando con precisione la distanza e le velocità di miliardi di stelle. Potrà osservare ogni stella circa 70 volte, registrando statistiche importantissime sulla sua luminosità, temperatura e colore. Il risultato di questo censimento permetterà agli astronomi di identificare differenti generazioni di popolazioni stellari e ricostruire il loro viaggio attraverso il tempo, fornendo così la più dettagliata immagine mai ottenuta della struttura della nostra galassia e la sua evoluzione. Nell'animazione presentata qui sotto, Gaia è mostrata poco dopo il lancio mentre dispiega il suo scudo solare del diametro di 10 metri. Lo scudo ha due scopi: mettere al riparo i sensibili telescopi e fotocamere di Gaia e fornire l'energia al veicolo spaziale. Gaia punterà infatti sempre lontano dal Sole in modo che la parte sottostante della copertura, ricoperta parzialmente di pannelli solari, possa generare elettricità. Nuove animazioni come questa, assieme al supporto di articoli e notizie sull'argomento, saranno aggiunte al minisito mano a mano che il lancio si avvicinerà, per spiegare nel modo più dettagliato questa emozionante scienza che Gaia eseguirà e come ci aiuterà a comprendere meglio il nostro posto nell'Universo.

ANIMAZIONE DELL'APERTURA DELLO SCUDO SOLARE DI GAIA - (CREDIT: ESA) - dur.min.0:15 - SOLO MUSICA



Fonte : ESA

28/06/2013 - Il 10 luglio si svolgerà un workshop ASI sul secondo lancio di VEGA - VEGA e il suo secondo lancio saranno il fulcro di un workshop tematico in programma il prossimo 10 luglio presso la sede dell’ASI di Roma (Via del Politecnico – Tor Vergata). Dopo il primo volo di qualifica, avvenuto il 13 febbraio 2012 dalla base europea di Kourou nella Guyana francese, VEGA si è reso protagonista di un altro successo con il secondo lancio avvenuto, sempre da Kourou, all’alba dello scorso 7 maggio. Per il piccolo gioiello 'made in Italy' si è trattata della prima missione operativa. E’ previsto un intervento di apertura del workshop da parte del Presidente ASI Enrico Saggese. L’agenda contempla la partecipazione di rappresentanti del VEGA Team dell’ESA, di ELV/Avio, di Astrium EADS-CASA e di Arianespace. Gli interventi conclusivi saranno a cura di Arturo De Lillis, Responsabile ASI Lanciatori e Trasporto Spaziale, e di Augusto Cramarossa, Responsabile ASI Rapporti Nazionali e Internazionali. Qui potete leggere l'agenda del workshop.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: Lockheed Martin) IRIS mentre viene assemblato e sottoposto a test in una 'stanza pulita' della Lockheed Martin. 28/06/2013 - Messo in orbita da un vettore Pegasus XL il nuovo satellite NASA per lo studio del Sole - Il più recente veicolo spaziale lanciato del più vecchio programma della NASA - il progetto Explorer che risale al primo satellite Americano - è stato portato in orbita terrestre giovedì notte con un aviolancio eseguito al largo delle coste della California. IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph), questo il nome del satellite, dovrà studiare la regione che sta attorno al Sole dove le temperature aumentano in modo drammatico fra la superficie e la tumultuosa atmosfera. "IRIS dovrà riempire il vuoto cruciale che abbiamo nella comprensione del ruolo svolto dall'interfaccia nell'alimentare l'atmosfera dinamica di milioni di gradi, chiamata corona," ha dichiarato Jeffrey Newmark, scienziato del programma IRIS presso la sede generale della NASA. Dotato di un telescopio ultravioletto di 20 cm di apertura e di uno spettrografo multicanale, IRIS scandaglierà il Sole per raccogliere i dati di temperatura, altezze e densità dell'atmosfera solare. "Quello che vogliamo scoprire sono le basi dei processi fisici che trasferiscono l'energia ed il materiale dalla superficie del Sole fino alla sua atmosfera più alta - la corona," ha detto Alan Title, ricercatore a capo del programma IRIS presso l'Advanced Technology Center della Lockheed Martin. "La superficie visibile, il posto dal quale virtualmente tutta la luce si sprigiona dal Sole, si trova a circa 5.500° Celsius. Immediatamente sopra la temperatura sale ai milioni di gradi. Come questo accade è un mistero. Quali sono i processi che si sviluppano lì?" I dati sono considerati l'ingrediente chiave per comprendere il vento solare e le emissioni di massa coronale (CME) che eruttano dal Sole e possono colpire la Terra, interrompendo le linee dell'energia elettrica, disturbando i segnali di navigazione e di comunicazione dei satelliti e mettendo a rischio gli astronauti ed i satelliti in orbita. Un razzo Pegasus XL della Orbital Sciences, al suo 42esimo e, per il momento, ultimo volo previsto, è partito dalla Base Aerea dell'Air Force di Vandemberg alle 6:30 p.m. locali del 27 giugno 2013 (le 3:30 ora italiana del 28 giugno) appeso sotto la fusoliera dell'aereo madre L-1011 con ai comandi Don Walter. Mentre l'aereo madre eseguiva un determinato 'percorso' verso nord, sopra il Pacifico, un altro aereo ha raggiunto la zona di rilascio per controllare le condizioni meteo mentre il team di lancio conduceva un test del conto alla rovescia. Dopo aver eseguito un'inversione al largo di Monterey, l'aereo, chiamato 'Stargazer', ha volato verso sud mentre il conto alla rovescia si avvicinava alla zona di rilascio. Dopo aver raggiunto una posizione precisa ed aver ricevuto il 'via' finale dai responsabili del lancio al suolo, il co-pilota Ebb Harris ha premuto il bottone sulla consolle centrale della cabina di pilotaggio che ha rilasciato i fermi che tenevano ancorato il Pegasus all'aereo. Il razzo, del peso di 23 tonnellate, lungo oltre 16 metri, è caduto per 5 secondi scendendo di 100 metri sotto l'aereo mentre viaggiava a Mach 0,82. A questo punto il computer di volo del razzo ha sentito la separazione del razzo dall'aereo ed ha rilasciato il comando che inibiva, per sicurezza, la preparazione all'accensione. Alle 7:27 p.m. locali (le 4:27 ora italiana) ad una quota di 11.900 metri si è acceso il primo stadio del razzo che ha portato il satellite IRIS, di 182 kg, su un'orbita sincrona solare polare attorno alla Terra. Circa 13 minuti dopo il lancio il satellite è stato rilasciato dal terzo stadio ormai esaurito del razzo su un'orbita leggermente ellittica di 675x619 km, come previsto, ed inclinata di 98° sull'equatore. IRIS eseguirà un giro attorno alla Terra ogni 97 minuti da polo a polo. Quest'orbita permette di rimanere sulla linea fra l'alba ed il tramonto, fornendo otto mesi continui di osservazione all'anno e massimizzando i periodi senza eclissi per vedere il Sole. Fra circa 21 giorni, verranno aperte le coperture del telescopio ed inizierà un processo di controllo che verrà completato in circa 60 giorni prima di iniziare la fase scientifica. "IRIS ha circa un fattore 100 di risoluzione migliore di ogni altro strumento che ha studiato quella regione e, ancora più importante, è circa di un fattore 20 più rapido. Questo vuol dire che ci fornirà una immagine al secondo. Questo è decisivo perché i processi che avvengono in quella parte dell'atmosfera solare sono molto, molto rapidi." ha detto Title. Gli obiettivi della missione sono quelli di osservare come si sposta il materiale solare, come viene riscaldato ed energizzato in questa zona inesplorata attorno al Sole. "Le precedenti osservazioni ci suggeriscono che vi sono strutture in questa regione dell'atmosfera solare che sono alte da 160 a 240 km, ma lunghe oltre 160.000 km," dice Title. "Immaginatevi giganteschi getti come fontane che hanno le dimensioni di Los Angeles e sono lunghe e veloci abbastanza da fare il giro della Terra in 20 secondi. IRIS ci fornirà la prima ripresa ad alta risoluzione di queste strutture assieme alle informazioni sulla loro velocità, temperatura e densità" Lungo appena 2,1 metri e dal diametro posteriore di 1,2 metri, il satellite crescerà di dimension da lato a lato, 3,6 metri, appena dopo il lancio quando i suoi pannelli solari per generare l'energia si apriranno. "IRIS è piccolo, leggero, a bassa potenza e progettato per compiere complesse osservazioni solari," ha detto Gary Kushner, il responsabile del programma IRIS presso l'Advanced Technology Center della Lockheed Martin. Con il propellente di bordo, gli ingegneri si aspettano che IRIS possa superare di gran lunga i due anni di vita operativa prevista, forse funzionando per un paio di decenni, ha dichiarato John Marmie, assistente project manager di IRIS presso il Centro Ricerche di Ames della NASA. La strategia operativa della missione prevede una riunione del team scientifico la mattina per fare poi le richieste ai controllori di volo che scrivono i comandi che vengono inviati al veicolo spaziale per essere eseguiti. I comandi verranno inviati ad IRIS ogni giorno della settimana ed i dati scientifici ottenuti saranno resi disponibili online per gli scienziati ed i privati ​​entro poche ore. "Abbiamo pre-programmato un gran numero di sequenze osservative per vedere fenomeni come i brillamenti solari," dice Title. IRIS funzionerà in concerto con il Solar Dynamics Ovservatory della NASA per monitore la superficie del Sole ed assieme al veicolo spaziale Hinode Giapponese per studiare l'atmosfera esterna solare. "Per la prima volta avremo le osservazioni necessarie per comprendere come l'energia viene consegnata ai milioni di gradi della corona solare superiore e come questo guidi il vento solare." conclude Newmark. Quello di oggi è stato il 34esimo lancio orbitale del 2013, il 33esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: Lockheed Martin) IRIS mentre viene assemblato e sottoposto a test in una 'stanza pulita' della Lockheed Martin. In copertina (Credit: NASA/TV) il momento dell'accensione del motore del Pegasus XL.

VIDEO DEL LANCIO DI IRIS PER MEZZO DEL RAZZO PEGASUS XL - (CREDIT: NASA/TV) - dur.min.17:24 - LINGUA INGLESE



Fonti : SpaceflightNow - Space.com

27/06/2013 - Messo in orbita dai Russi il satellite per le osservazioni radar terrestri Kondor - Un razzo a tre stadi Strela (una versione modificata del missile balistico UR-100NUTTkh) è decollato dal silos di lancio 59 del sito 175 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 17:53 UTC (le 19:53 ora italiana) ed ha portato in orbita il satellite per la ripresa di immagini radar della superficie terrestre, Kondor. Si è trattato del primo lancio di uno Strela fin dal volo inaugurale del 2003. Lo Strela pesa circa 105 tonnellate al lancio, è lungo 28,27 metri e con 2,5 metri di diametro può portare circa 2 tonnellate di carico utile in orbita bassa terrestre (LEO). E' un razzo a due stadi a propellente liquido (dimetilidrazina asimmetrica (UDMH) come propellente e triossido di azoto come ossidante) Il satellite Kondor, del peso di circa 1 tonnellata è stato rilasciato su un'orbita di 454x545 km inclinata di 74,9°. Circa due ore dopo il lancio fonti ufficiali Russe hanno confermato che il veicolo spaziale ha raggiunto l'orbita con successo. Il satellite da osservazione Kondor era in sviluppo fin dal 1993 presso la NPO Mashinostroenia che si trova a Reutov, alla periferia sud-est di Mosca, ma diversi contrattempi di origine finanziaria avevano fatto rinviare il progetto di ben due decenni. Si tratta del primo satellite militare radar di questo tipo inviato nello spazio dalla Russia. Questo di oggi era il 33esimo lancio orbitale del 2013, il 32esimo a concludersi con successo.

Fonti : Russia Space Web - Space Launch Report

Nella foto (Credit: NASA) Luca Parmitano scatta foto dalla Cupola della ISS. 27/06/2013 - Dai rami del Lago di Como alla ISS - nuovo collegamento ARISS con Luca Parmitano - Ancora un sabato in compagnia degli studenti per Luca Parmitano, che dalla sua postazione d'eccellenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, sarà in collegamento radio con gli studenti di due scuole medie del nord Italia vicine al lago di Como. La Scuola Secondaria 'Arturo Toscanini' di Capiago Intimiano, a pochi chilometri dalla città di Como, e la Scuola Media 'Massimilano Kolbe' di Vercurago, vicino Lecco, sull'altro ramo del lago di Como. Vercurago sorge in effetti sulle sponde del lago di Garlate, che nasce dal lago di Como, o Lario, e prosegue come fiume Adda. Nonostante la giovane età degli studenti, compresa tra gli 11 ed i 14 anni, ci saranno domande interessanti per Luca che ci parlerà delle sue prime impressioni a bordo della Stazione, di come si è preparato per diventare astronauta ma anche delle attività in orbita, dell'inquinamento visto dallo spazio e di vita animale in microgravità. Luca Parmitano è partito il 28 maggio dal cosmodromo di Baikonour a bordo della navetta russa Soyuz insieme ai compagni della Spedizione 36/37 Karen Nyberg della NASA e Fyodor Yurchikhin, il comandante russo della Soyuz. La missione di Parmitano, denominata Volare, è frutto di un accordo tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la NASA. Parmitano passerà quasi sei mesi nello spazio, essendo il rientro della Spedizione 36/37 previsto ad inizio novembre 2013. Potete seguire il collegamento sabato 29 giugno alle 13:50 ora italiana collegandovi al sito AMSAT. Queste iniziative sono organizzate nell'ambito del programma educativo internazionale ARISS, (Amateur Radio on International Space Station), e coordinate, in Italia, dall'AMSAT Italia. La pagina italiana dell'ESA vi terrà aggiornati su questo programma educativo annunciando i collegamenti radioamatoriali che di volta in volta verranno organizzati. Nell'immagine (Credit: NASA) Luca Parmitano scatta foto dalla Cupola della ISS.

Fonte : ESA Italia

26/06/2013 - Grosso pezzo di meteorite localizzato dagli scienziati in un lago degli Urali - Un grosso frammento del meteorite che ha colpito la regione degli Urali lo scorso febbraio sarebbe stato localizzato dagli scienziati sul fondo del lago Chebarkul, nella regione Chelyabinsk. Il 15 febbraio scorso un meteorite esplose sopra la regione con un grande botto che ruppe le finestre e danneggiò migliaia di edifici attorno alla città di Cehlyabinsk, negli Urali, causando anche il ferimento di 1.200 persone. Il meteorite si ruppe in almeno sette frammenti più grandi ed uno di essi si pensa sia caduto nel lago Chebarkul, formando un foro nel ghiaccio del diametro di circa otto metri. Alla fine di marzo un radar ha sondato il fondo del lago ed ha rilevato un cratere possibilmente formato dal frammento di meteorite. Viktor Grokhovsky, un ricercatore dell'Università Federale degli Urali, assieme ad altri colleghi, hanno misurato il campo magnetico nella zona dove il meteorite è presumibilmente caduto. Queste misure indicherebbero che un oggetto, probabilmente un frammento del meteorite, che misura circa 60 cm di diametro e pesa approssimativamente 300 kg si trova sul fondo del lago Chebarkul. Grokhovsky ha aggiunto che vi sono testimoni oculari che hanno ripreso con la telecamera il meteorite esplodere sopra il lago ed, apparentemente, schiantarsi sul ghiaccio facendo salire una grande massa d'acqua in aria. "Se abbiamo un oggetto simile ad un meteorite, abbiamo un buco nel ghiaccio ed un getto d'acqua che è stato osservato subito dopo l'esplosione di quali altre prove abbiamo bisogno? Il meteorite è caduto e dopo c'è stato il getto d'acqua ripreso dalla telecamera," dice Grokhovsky. Il capo della zona urbana di Chebarkul, Andrei Orlov, ha dichiarato ai giornalisti che i sonar hanno scandagliato la stessa area ed hanno mostrato un oggetto non identificato largo quasi sei metri di diametro che si troverebbe sul fondo del lago.

Fonte : Ria Novosti

26/06/2013 - Al Politecnico di Milano un workshop sulla propulsione per l'esplorazione spaziale - L'Ufficio Relazioni con i Media del Politecnico di Milano mi ha informato di questo interessante evento: Il Laboratorio di Propulsione Spaziale del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano (SPLab) terrà un workshop dal titolo 'Propulsione per l’esplorazione spaziale' che si svolgerà il 27 e 28 giugno presso l’Aula L09 del Campus Bovisa del Politecnico di Milano in Via La Masa 34 a Milano. Affermati esperti dell'epoca pionieristica della propulsione spaziale e attuali tecnologi delle più avanzate organizzazioni internazionali, presenteranno le loro specifiche esperienze e discuteranno il futuro delle tecnologie di propulsione per l'accesso e l’esplorazione dello spazio. Segue il comunicato stampa.

Con la fine del Programma Space Shuttle nel 2011, l’approccio all’esplorazione spaziale è cambiato. Nuovi attori sono apparsi sulla scena e, oltre al gran numero di servizi di lancio già disponibili e sponsorizzati da governi, numerose nuove società commerciali di lanciatori spaziali, ben finanziate e aggressive, hanno cominciato a sviluppare e promettere, su basi altamente competitive, un accesso allo spazio affidabile e a costi relativamente contenuti. Il turismo spaziale diventerà presto una realtà: imprese private cercheranno di fare affari proponendo voli suborbitali o perfino viaggi dalla Terra alla Luna per turismo. La tecnologia cruciale per tutte le attività spaziali è la propulsione a razzo che, in vista di questa espansione, deve quindi necessariamente evolversi verso nuove funzionalità e più elevati gradi di sicurezza ed efficienza. Sostenibilità, affidabilità, prestazioni e sicurezza per l'equipaggio, ma a costi inferiori, sono le parole chiave per i futuri programmi di esplorazione spaziale e che continueranno a guidare l'innovazione e il progresso tecnologico della propulsione a razzo. Il programma dell'incontro comprende una vasta gamma di interventi che trattano il passato, presente e futuro della propulsione spaziale. Presentazioni particolari saranno dedicate a temi riguardanti i motori a razzo a propellente solido e liquido, la propulsione ibrida, i detriti spaziali, e i programmi di sviluppo spaziale in Cina, Giappone e Corea. Un’attenzione speciale sarà dedicata all'aggiunta del nuovo lanciatore europeo leggero VEGA alla tradizionale famiglia dei lanciatori spaziali di tutto il mondo. Per partecipare è obbligatoria la registrazione. Prego contattare: luigi.deluca@polimi.it

Fonte : Politecnico di Milano

Nella foto (Credit: NEWS.CN) il modulo di rientro della Shenzhou-10 mentre discende appesa al paracadute. 26/06/2013 - Rientrati sulla Terra i tre astronauti Cinesi della missione Shenzhou-10 - I tre astronauti dell'equipaggio della missione Shenzhou-10 sono atterrati a bordo del modulo di rientro nelle steppe della Mongolia interna alle 08:07 ora di Pechino (le 02:07 ora italiana) del 26 giugno 2013 concludendo così con successo la più lunga missione spaziale Cinese fino ad ora. I tre, il Comandante Nie Haisheng, l'Operatore Zhang Xiaoguan ed l'Assistente di Laboratorio Wang Yaping, hanno trascorso complessivamente 15 giorni nello spazio. Il decollo era infatti avvenuto il 10 giungo scorso dalla rampa 921 del complesso di lancio 43 presso il Centro Lancio Satelliti di Jiuquan. La loro Shenzhou-10 aveva attraccato due giorni dopo al modulo laboratorio TianGong-1 che era diventato la loro casa per gran parte della missione. Due taikonauti (come vengono chiamati gli astronauti in cinese) dormivano all'interno del modulo mentre il terzo nella capsula. Uno degli eventi principali della missione è stata la lezione tenuta da Wang Yaping ed alla quale hanno assistito oltre 80.000 scuole del Paese. Gli studenti hanno potuto anche fare delle domande ai taikonauti a bordo del modulo TianGog-1. La Wang ha eseguito vari esperimenti per dimostrare le peculiarità dell'assenza di gravità. Il Presidente Cinese Xi Jinping ha fatto un colloquio video con i tre taikonauti congratulandosi con loro per aver raggiunto uno dei principali obiettivi della missione come il ri-aggancio manuale fra il veicolo Shenzhou ed il TianGong-1. La manovra di ri-aggancio è avvenuta il 23 giugno iniziando con lo sgancio della Shenzhou-10 che si è allontanata fino a 130 metri dal modulo orbitale. Circa 90 minuti dopo i controllori di volo hanno dato il via libera all'avvicinamento manuale. Non vi è stata copertura televisiva diretta di questo evento, a differenza delle missioni precedenti. Il ri-aggancio è avvenuto alle 2:00 UTC (le ore 4 italiane) ed i due veicoli si sono uniti in modo stretto sette minuti più tardi. I tre taikonauti sono rientrati all'interno del modulo TianGong-1 alle 5:09 UTC (le 7:09 ora italiana). Con la loro missione di riaggancio completata, la chiusura del portello per il rientro sulla Terra è avvenuto alle 21:07 UTC (le 23:07 ora italiana) del 25 giugno. Prima di questo l'equipaggio ha ringraziato tutte le persone che hanno reso possibile questa missione. Prima di allontanarsi definitivamente dal modulo laboratorio TianGong-1 l'equipaggio della Shenzhou-10 ha fatto eseguire una manovra con la quale il veicolo spaziale ha compiuto un giro di 180° attorno al modulo. L'intera operazione è durata circa 2 ore. Era la prima volta che una nave spaziale pilotata eseguiva una manovra di questo tipo. L'equipaggio ha compiuto il suo rientro sicuro all'interno veicolo spaziale simile alla Soyuz che consiste in un Modulo Orbitale (OM) - di 2,8 metri di lunghezza, diametro di 2,25 metri e pesante 1.500 kg. Il Modulo di Servizio (SM) - lungo 3,05 metri, del diametro di 2,8 metri e pesante 3.000 kg è fornito di due pannelli solari, che misurano 2x7 metri, per la generazione dell'energia elettrica. Il modulo è equipaggiato del sistema propulsivo principale della Shenzhou che consiste in quattro motori di alta potenza e di 24 piccoli motori di manovra. Dopo la manovra di uscita dall'orbita il SM ed l'OM si sono separati dal Modulo di Rientro, lungo 2,5 metri, diametro 2,52 metri e pesante 3.240 kg, è fornito di uno scudo termico pesante 450 kg. La diretta trasmessa dalla televisione di Stato Cinese ha mostrato quello che è sembrato un profilo nominale di rientro, seguito dall'apertura del paracadute. Durante una conferenza stampa tenuta dai responsabili aerospaziali Cinesi dopo l'atterraggio, la missione è stata definita 'perfetta'. Sempre fonti ufficiali hanno dichiarato che intanto la Cina prosegue i programmi per il lancio del laboratorio spaziale TianGong-2 previsto per il 2015. In copertina (Credit: Xinhua/NEWS.CN) appena sbarcati dalla capsula Shenzhou-10. Nella foto (Credit: NEWS.CN) il modulo di rientro della Shenzhou-10 mentre discende appesa al paracadute.

VIDEO DEL RIENTRO DELLA MISSIONE SHENZHOU-10 - (CREDIT: CHINA VIEW/YOUTUBE) - dur.min.1:47 - LINGUA INGLESE



Fonti: Nasaspaceflight - Dragon in Space - Xinhua

Nella foto (Credit: Arianespace) decollo del razzo medio Soyuz 2-1b da Kourou. 25/06/2013 - I quattro satelliti della O3b in orbita con un razzo Soyuz dalla Guyana Francese - Arianespace ha giocato un ruolo importante per il miglioramento della connettività mondiale con il successo del lancio del vettore di medio carico Soyuz avvenuto questo pomeriggio e che ha portato i primi quattro satelliti della O3b Network in orbita. Il grappolo di satelliti della O3b Network portati in orbita dal Soyuz di Arianespace, aprono la strada alle telecomunicazioni e servizi internet sopra l'Asia, l'Africa, il Sud America, l'Australia ed il Medio Oriente e combinano la copertura globale del satellite assieme all'alta velocità delle reti a fibre ottiche. La strategia della O3b Network è quella di fornire milioni di utenti e di aziende in quasi 180 Paesi di una connettività internet e mobile a basso costo, alta velocità e rapidità. Lo slogan della O3b Network per questo lancio cruciale è stata: 'Il viaggio comincia' e con queste parole anche dipinte sul volo charter che ha portato i responsabili dell'azienda, assieme al personale della Arianespace, gli incaricati della Thales Alenia Space (costruttrice dei satelliti) ed altri ospiti, da Parigi alla Guyana Francese. "Ora possiamo dire che 'il viaggio di O3b è iniziato'," ha detto il Direttore ed Amministratore Delegato di Arianespace, Stéphane Israël, commentando dal controllo missione dopo la conferma del successo della missione Soyuz VS05. "Lasciatemi dire che non c'è miglior complimento per Arianespace di vedere le facce contente dei nostri clienti di fronte a noi. E' un momento molto importante, fiero e grato sono le due parole che mi vengono naturalmente in mente adesso." Israël ha evidenziato che O3b Network è la 33esima nuova entrata nel mondo delle compagnie satellitari a scegliere Arianespace per i lanci che hanno iniziato le loro operazioni. Il volo, della durata di 2 ore e 22 minuti, di oggi è iniziato alle 19:27:03 GMT (le 21:27 ora italiana) con il decollo del vettore Soyuz a tre stadi e seguito da quattro accensioni dello stadio superiore Fregat. I quattro satelliti della O3b Networks sono stati rilasciati in due tempi da un dispensatore collocato sulla sommità dello stadio superiore Fregat per operare in orbita equatoriale media terrestre ad 7.829 km di quota. Un totale di 12 satelliti O3b Network saranno messi in orbita da Arianespace a gruppi di quattro, con la prossima missione prevista entro l'anno e le altre nel 2014. La Thales Alenia Space ha prodotto le piattaforme di ri-trasmissione in banda Ka che, al decollo, pesano approssimativamente 700 kg ognuna. Il peso totale portato in orbita per questa missione - designata VS05 nel sistema di numerazione di Arianespace, che segnala che si tratta del quinto volo del vettore medio dalla Guyana Francese - era di 3.204 kg. Steve Collar, Amministratore Delegato della O3b Network, ha ringraziato Arianespace per la "rimarchevole dimostrazione di potenza e bellezza" vista durante il decollo dalla zona di lancio ELS dello Spazioporto, e confermava che i primi contatti sono stati stabiliti con i quattro satelliti appena dopo il loro rilascio in orbita. Il volo di oggi di Arianespace è il terzo da quando Stéphane Israël ne è diventato il Direttore ed Amministratore Delegato e, come notato nei commenti post-lancio, ha riconosciuto che la reputazione della compagnia nel mondo è più che assicurata. "I fattori chiave del successo di Arianespace sono l'impegno dei suoi partner istituzionali e industriali, la complementarietà, l'affidabilità e la disponibilità della sua famiglia di veicoli di lancio, così come la dedizione e la competenza del suo team," ha spiegato Israël. "Infatti, io volevo stasera rendere un tributo alle donne e agli uomini che fanno di Arianespace quello che è su base quotidiana, ovunque si trovino, a Evry, Kourou, o nei nostri uffici commerciali all'estero." La prossima missione di Arianespace è prevista per il 25 luglio, utilizzando un razzo pesante Ariane 5, per mettere in orbita i satelliti Alphasat e INSAT-3D. Il razzo utilizzato oggi era un Soyuz 2-1b (ST) mentre la designazione esatta dei quattro satelliti lanciati oggi è: O3b F1. Quello di oggi è stato il 32esimo lancio orbitale del 2013, il 31esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: Arianespace) decollo del razzo medio Soyuz 2-1b da Kourou con i quattro satelliti O3b F1.

Fonti : Arianespace - SpaceflightNow

Nell'illustrazione artistica (Credit: TsSKB Progress) il satellite Resurs P1. 25/06/2013 - Lanciato con un razzo Soyuz un satellite civile Russo di telerilevamento - La Russia ha lanciato martedì un satellite civile per il telerilevamento per mezzo di un razzo Soyuz. Il veicolo spaziale è dotato di modernissime fotocamere ad alta risoluzione che riprenderanno immagini della Terra per le agenzie governative Russe e per i clienti internazionali. Le immagini verranno utilizzate dal personale incaricato delle situazioni di emergenza, dagli scienziati ambientali, dai pianificatori urbani e da altre entità, inserendo così la Russia nel campo delle osservazioni satellitari commerciali al pari di compagnie degli Stati Uniti e dell'Europa. Il satellite Resurs P1 è decollato alle 23:28 locali (le 19:28 ora italiana) a bordo di un razzo Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Il razzo alimentato a kerosene ed ossigeno, configurato con avionica digitale modernizzata ed un motore del terzo stadio, è scomparso nelle nubi poco dopo il decollo da Baikonur. Il razzo a tre stadi ha sganciato i suoi quattro booster del primo stadio circa due minuti dopo il lancio ed ha accelerato fino a raggiungere l'orbita nove minuti dopo, rilasciando il satellite Resurs P1, del peso di 6.577 kg. Si è trattato del primo di due lanci Soyuz previsti per martedì. Un altro razzo Soyuz si trova infatti in attesa sulla rampa di lancio della Guyana Francese e due ore dopo dovrà mettere in orbita quattro satelliti commerciali della O3b Network Ltd. Il Resurs P1 è il primo di una nuova serie di satelliti di telerilevamento sviluppati dalla Russia. Va a sostituire un vecchio veicolo lanciato nel giugno del 2006, aggiungendo nuove capacità di immagini ad alta risoluzione per il programma Resurs. Secondo le informazioni fornite dalla Roscosmos, l'agenzia spaziale Russa, sul suo sito internet, fra gli utenti di Resurs P1 vi sono i ministeri Russi responsabili dell'agricoltura, dell'ambiente, delle situazioni di emergenza, della pesca, della meteorologia e della cartografia. La Roscosmos afferma che il satellite monitorerà le risorse naturali - come la crescita della vegetazione, le foreste e le zone di pesca - per assicurare un'utilizzazione sostenibile dell'ambiente. Gli enti governativi potranno anche utilizzare Resurs P1 per seguire i disastri naturali e fornire assistenza in risposta alle alluvioni, tempeste o altre emergenze. Secondo l'agenzia di notizie Russa Novosti, il satellite può raccogliere dati iperspettrali, che permettono agli scienziati di vedere gli effetti delle invasioni di insetti nelle culture. La fotocamera di Resurs P1, capace di risolvere oggetti al suolo poco più grandi di un metro, potrà vedere l'inquinamento, aiutare per la pianificazione urbana, vedere campi di droghe illegali e tracciare gli iceberg. Il veicolo orbita attorno alla Terra su un'orbita sincrona solare alta circa 474 km. Progettato per una vita operativa di cinque anni, il Resurs P1 è stato costruito dalla TsSKB Progress di Samara, in Russia. Si tratta della stessa compagnia appaltatrice principale del leggendario razzo Soyuz. Quello di oggi è stato il 31esimo lancio orbitale del 2013, il 30esimo a concludersi con successo. Nell'illustrazione artistica (Credit: TsSKB Progress) il satellite Resurs P1 come apparirà in orbita.

Fonte : SpaceflightNow

Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA) l'orbiter TGO di ExoMars 2016 in orbita marziana. 25/06/2013 - Euronews: c'è vita su Marte? Nuovi strumenti sono pronti a scoprirlo - Esattamente dieci anni fa cominciava l'avventura di Mars Express, la missione dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sull'enigmatico Pianeta Rosso. Marte è l'ultima frontiera dell'esplorazione spaziale. La comunità scientifica è a caccia di prove dell'esistenza di vita - presente o passata - tra le speranze di molti che vorrebbero che questo fosse un pianeta abitabile. Ma trovare vita su Marte è come mettere insieme i pezzi di un puzzle, un'avventura affascinante che abbiamo appena iniziato. Le sfide sono molte. "La cosa più frustrante è la quantità di polveri in certe regioni, che non ci permettono di avere accesso alla superficie sottostante, sia con un rover che dall'orbita," dice Anouck Ody, Ricercatrice dell'Università di Lione. Le nostre conoscenze sul pianeta Marte hanno fatto grossi balzi negli ultimi dieci anni, grazie alla missione Mars Express. Il satellite ha raccolto dati che hanno permesso agli scienziati di creare mappe in 3D della superficie del Pianeta Rosso, studiare i minerali che la compongono e la sua atmosfera. "In dieci anni abbiamo fatto molte scoperte. Se dovessi evidenziarne alcune comincerei con l'individuazione di quelli che chiamiamo 'minerali idrati', che si sono formati in presenza di acqua e quindi ci mostrano che su Marte per milioni di anni c'è stata acqua." spiega Olivier Witasse, scienziato di Mars Express, ESA. Le prime foto di Marte, scattate dalla sonda americana Mariner 4 nel 1965 mostrarono un pianeta arido ed inospitale, ma le ricerche di acqua - e di vita - continuarono negli anni Settanta con il programma Viking della Nasa ed il primo atterraggio morbido delle sue due sonde sul Pianeta Rosso. Da allora ad aprirsi la strada sul pianeta sono stati i rover, ultimo l'atterraggio spettacolare dello scorso anno di Curiosity ( Mars Science Laboratory) il laboratorio scientifico da 900 kg della Nasa in grado di scavare ed analizzare rocce, per studiare non solo le possibilili tracce di vita, ma anche dell'abilitabilità del pianeta. La testa di Curiosity è il ChemCam, un laser infrarosso, che ha il compito di sparare raggi sulle rocce marziane e poi analizzare il plasma incandescente e lo spettro di luce emessa per capirne la composizione. ChemCam può sparare raggi laser e colpire bersagli fino ad una distanza di 6 metri. Se dalle analisi questi risultano interessanti dal punto di vista scientifico, il rover si avvicina e perfora la superficie per raccogliere un piccolo campione da analizzare. "Siamo andati in un bacino che assomiglia ad un antico lago. Questo ci ha permesso di porci la domanda sull'abilitabilità di quest'area. Se le condizioni che un giorno hanno portato alla formazione di vita sulla Terra, si ricreassero in un altro posto, potrebbe sorgervi vita?" si chiede Olivier Gasnault, ChemCam Co-ricercatore, CNRS. Curiosity ha portato ad un'importante scoperta. I ciottoli levigati vicino al sito in cui la sonda è atterrata sarebbero la prova che sulla superficie del pianeta sia scorsa acqua, per molti anni, alla temperatura ed acidità giuste da renderlo un pianeta abitabile. Circa 3 miliardi di anni fa però i campi magnetici si affievolirono e l'atmosfera divenne rarefatta. "Marte oggi ha un'atmosfera troppo rarefatta e una pressione troppo bassa perchè sulla superficie possa esserci acqua in forma liquida. Ma è stata trovata nell'atmosfera e in forma di ghiaccio, principalmente nelle calotte polari." ci mostra Anouck Ody, dell'Università di Lione. Mars Express ha mostrato che ci sono depositi di ghiaccio sotto la superficie del pianeta, nascosti dalle polveri. Ma ha fatto anche un'altra scoperta, forse ancora più misteriosa ed intrigante: il metano. "Mars Express nel 2004, appena all'inizio della sua missione, ha rivelato la presenza di metano nell'atmosfera in quantità molto piccole," dice Olivier Witasse, scienziato di Mars Express, ESA. "Ci sono ancora dibattiti sulla veridicità di questa osservazione ma se il metano fosse davvero presente servirebbe una spiegazione: questo gas si distrugge nell'atmosfera, dunque dovrebbe esserci una fonte che continua ad emetterlo. Ci sono molte discussioni su quale possa essere questa fonte, potrebbe essere prodotto da attività geologica, dalla reazione tra rocce sotterranee e acqua liquida. Per generare metano Marte dovrebbe essere geologicamente attivo o potrebbe essere attività biologica a produrre il gas." Il programma europeo ExoMars, finanziato in prima linea dall'Agenzia Spaziale Italiana, è pronto a risolvere il mistero. Nel 2016 sarà lanciato il satellite TGO (Trace Gas Orbiter) per trovare metano nell'orbita marziana, mentre nel 2018 un rover percorrerà la superficie del pianeta a caccia di segni di vita, presente e passata. E sarà in grado di scavare, per raccogliere campioni, fino a due metri di profondità. Jorge Vago, progettista di ExoMars, spiega che il rover sarà dotato di particolari ruote in grado di farlo muovere avanti e indietro ma anche di sposarsi lateramente, essere sollevate e persino pattinare. Troveremo tracce di vita, cosa sarà potuto esistere su Marte? "Non sappiamo se sia successo, ma se su Marte fosse apparsa vita sarebbe stata in una forma in grado di digerire sostanze chimiche e minerali - dice Jorge Vago, scienziato di ExoMars - dunque non batteri fotosintetici come quelli di oggi che producono ossigeno, ma più simile alle forme di vita primordiali che si avevano all'inizio della Terra." A questo indirizzo il video in italiano trasmesso da Euronews. Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA) l'orbiter TGO di ExoMars 2016 in orbita marziana.

Fonte : ESA Italia

25/06/2013 - In vista del suo rientro sulla Terra la Shenzhou-10 ha eseguito un giro attorno al modulo TianGong-1 - Il Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino ha reso noto che il veicolo spaziale Cinese Shenzhou-10 con a bordo i suoi tre astronauti, ha eseguito oggi un giro attorno al modulo TianGong-1 e poi si è regolarmente riagganciato. Si tratta della prima volta che il programma spaziale Cinese esegue una manovra di questo tipo, dimostrando capacità notevoli. Il ritorno di Shenzhou-10 sulla Terra è fissato per le 8 a.m. ora di Pechino (le 2 a.m. ora italiana) di mercoledì. Prima di questa manovra l'equipaggio di Shenzhou-10 composto dal Comandante Nie Haisheng e dagli operatori di bordo Zhang Xiaoguang e Wang Yaping, hanno avuto un colloquio con il Presidente Cinese Xi che si è complimentato per tutti gli obiettivi raggiunti dalla missione.

Fonte : Xinhua

Nella foto (Credit: NASA/TV) i due spacewalker di oggi, Yurchikhin e Misurkin. 24/06/2013 - La passeggiata spaziale Russa prepara la strada al nuovo modulo in arrivo - I cosmonauti Fyodor Yurchikhin e Alexander Misurkin hanno compiuto lunedì una passeggiata spaziale della durata di 6 ore e 34 minuti, installando dei morsetti per cavi, fissando dei corrimano e testando delle attrezzature per i rendezvous che aiuteranno all'installazione di un nuovo modulo laboratorio Russo in arrivo entro l'anno. I due hanno inoltre sostituito una valvola di controllo del flusso del sistema di raffreddamento del modulo Zarya, recuperato un esperimento esposto all'esterno ed installato un nuovo esperimento per monitorare l'ambiente più vicino alla Stazione. Tutto quello che abbiamo elencato è stato fatto ed era parte degli obiettivi principali dell'EVA con l'eccezione di due paia di corrimano che verranno installati successivamente. L'attività extraveicolare è iniziata alle 9:32 a.m. EDT (le 15:32 ora italiana) quando Yurchikhin, contrassegnato EV-1, e Misurkin, contrassegnato EV-2, hanno aperto il portello del compartimento di decompressione Pirs della Stazione mentre sorvolavano a circa 402 km. sopra il sud dell'Oceano Pacifico. Misurkin è poi uscito alcuni momenti dopo seguito da Yurchikhin. Assieme alla manutenzione di routine, gran parte del lavoro svolto durante la passeggiata spaziale di oggi era dedicato all'installazione di morsetti ferma cavo ed altre attrezzature necessarie per deviare i segnali dati e l'energia elettrica da e per il modulo Multi-Purpose Laboratory, conosciuto come Nauka, il cui lancio è previsto all'incirca per dicembre. Per preparare la strada al nuovo modulo, il modulo di attracco e compartimento decompressione Pirs verrà rilasciato questo autunno e l'MLM utilizzerà il suo sistema propulsivo e di guida per volare verso un attracco automatico al boccaporto che guarda verso Terra del modulo di comando Zvezda. Ma prima gli spacewalker Russi dovranno dirottare i cavi dati ed energetici sullo scafo di Zvezda ed assicurare che le attrezzature per l'aggancio funzionino in modo appropriato dopo che Pirs verrà sganciato. Queste operazioni richiederanno altre tre attività extraveicolari Russe e due da parte di astronauti NASA per completare i preparativi. "Ci sono ancora alcune cose da fare con i membri dell'equipaggio Russi prima dell'arrivo di MLM," ha detto Lawrence Thomas, capo pianificatore NASA per le EVA di Spedizione 36. "Non solo è necessario deviare i cavi dati ed elettrici e riconfigurare le attrezzature (per il rendezvous) e l'arrivo di MLM stesso, ma questo fa parte di uno sforzo più vasto di riconfigurazione." Per l'escursione di oggi, Yurchikhin Nella foto (Credit: NASA - ISS036-E-009793) i due spacewalker Yurchikhin e Misurkin mentre indossano le loro tute spaziali. e Misurkin hanno iniziato sostituendo una valvola di controllo del sistema di raffreddamento del modulo Zarya ed installando ulteriori morsetti ferma cavo necessari per portare ulteriore energia e dati a MLM. Sul modulo Zvezda i due spacewalker hanno riconfigurato l'apparecchiatura di attracco KURS, utilizzata per l'avvicinamento dei veicoli spaziali Progress e Soyuz che attraccano a Pirs, ed installato dei corrimano necessari per le prossime EVA. Inoltre i due hanno anche recuperato due strutture per l'esposizione di esperimenti nello spazio ed installato l'esperimento 'Indicator'. "I compiti di questa EVA in particolare, non sono particolarmente complessi in confronto a quelli che ci aspettano," dice Thomas. "Una cosa che ho sempre ammirato delle attrezzature per le EVA Russe e che sono sempre progettate per essere di facile utilizzo, con interfacce molto semplici, molto intuitive." La passeggiata spaziale è terminata alle 4:06 p.m. EDT (le 22:06 ora italiana) quando i cosmonauti sono rientrati nel Pirs ed hanno chiuso il portello per iniziare la ri-pressurizzazione. Questa è stata la 169esima passeggiata spaziale dedicata all'assemblaggio e manutenzione della Stazione fin dalla sua costruzione iniziata nel 1998, la terza di quest'anno fino ad ora, la sesta per Yurchikhin e la prima per Misurkin. Quattro altre attività extraveicolari Russe sono in lista per il 2013 assieme ad altre due escursioni USA previste per il 9 e 16 luglio. Con l'EVA di oggi, sono 111 gli astronauti e cosmonauti rappresentanti otto nazioni che hanno trascorso 1.067 ore e 43 minuti ( 44,5 giorni in totale) di tempo passato all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Yurchikhin ha ora un totale di 38 ore e 26 minuti, che lo piazzano al 24esimo posto nella lista degli spacewalker con più esperienza, un solo minuto avanti al suo collega Pavel Vinogradov. Misurkin, alla sua prima passeggiata spaziale, è arrivato alla ISS il 28 marzo, assieme a Vinogradov, Comandante della Soyuz TMA-08M ed all'astronauta Christopher Cassidy della NASA. Yurchikhin è arrivato il 28 maggio a bordo della Soyuz TMA-09M accompagnato dalla veterana di voli Shuttle Karen Nyberg e Luca Parmitano, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea. Yurchikhin ha volato verso la Stazione Spaziale nel 2002 come astronauta Shuttle in una missione che prevedeva l'aggancio di un traliccio di pannelli solari. In seguito ha completato due permanenze di lunga durata volando con la Soyuz nel 2007 e nel 2010. Ora Yurchikhin ha raggiunto quasi i 400 giorni complessivi nello spazio. Quando Vinogradov, Misurkin e Cassidy partiranno a settembre, Yurchikhin assumerà il comando di Spedizione 37. Nella foto (Credit: NASA/TV) i due spacewalker di oggi, Yurchikhin e Misurkin. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/TV) i due spacewalker di oggi, Yurchikhin e Misurkin. Nella foto a destra (Credit: NASA - ISS036-E-009793) i due spacewalker Yurchikhin e Misurkin mentre indossano le loro tute spaziali durante un test eseguito lo scorso 21 giugno.

Fonte : SpaceflightNow

24/06/2013 - Ieri si è svolto con successo l'aggancio manuale della Shenzhou-10 al modulo TianGong-1 - Secondo quanto riportato dal Centro Controllo Aerospaziale di Pechino, domenica i tre astronauti a bordo del veicolo spaziale Shenzhou-10 sono rientrati nel modulo orbitale TianGong-1, dopo aver completato con successo una procedura di aggancio manuale. Lanciata l'11 giugno dal deserto del Gobi, nel nordovest della Cina, il veicolo spaziale abitato Shenzhou-10 ha completato un attracco manuale con il TianGong-1 alle 10:07 a.m. di domenica, ora di Pechino, (le 4:07 ora italiana). Tutti e tre gli astronauti sono rientrati nel modulo alle 1:09 p.m. (le 7:07 ora italiana) e proseguiranno a compiere esperimenti scientifici a bordo del modulo. Il 13 giugno scorso la Shenzhou-10 aveva eseguito un attracco completamente automatico con il TianGong-1 dopo di che i tre astronauti erano entrati nel modulo. Alle 8:26 a.m. di domenica il veicolo spaziale era stato fatto separare, con procedura manuale, dal modulo TianGong-1. Dopo che il Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino ha esaminato in remoto il veicolo spaziale ed il modulo, la Shenzhou-10 si è avvicinata nuovamente al TianGong-1 con l'astronauta Nie Haisheng che pilotava l'astronave e gli altri due membri dell'equipaggio, Zhang Xiaoguang e Wang Yaping, monitoravano gli strumenti e si assicuravano che il veicolo fosse sull'obiettivo. Alle 10:00 a.m. il veicolo spaziale ha toccato il TianGong-1 ed alle 10:07 i due erano connessi saldamente. La Shenzhou-10 è la quinta missione spaziale abitata Cinese. Questo volo è il primo che vede compiersi delle attività orientate al volo spaziale fin da quando è iniziato il programma spaziale abitato Cinese nel 1992. La Cina è il terzo Paese dopo Russia e Stati Uniti ad acquisire la tecnologia e le capacità necessarie per un rendezvous spaziale e le procedure di attracco, e questo permetterà di fornire manodopera e materiali ai moduli orbitanti con diversi metodi di attracco. Le precedenti procedure di aggancio fra i veicoli spaziali del tipo Shenzhou ed il modulo spaziale hanno visto due attracchi automatici eseguiti dalla Shenzhou-8 nel 2011 ed un automatico e manuale della Shenzhou-9 abitata nel 2012. Il laboratorio TianGong-1 si trova in orbita da oltre 600 giorni e rimarrà in servizio per altri tre mesi. Il modulo è considerato il primo passo per la costruzione di una stazione spaziale permanente, che il Paese vuole dotarsi per il 2020.

Fonte : Xinhua

Nella foto (Credit: NASA/TV) una ripresa dell'EVA da parte della telecamere sull'elmetto del cosmonauta Misurkin. 24/06/2013 - E' in corso la passeggiata spaziale di due cosmonauti Russi sulla Stazione Spaziale Internazionale - Gli Ingegneri di Volo di Spedizione 36 Fyodor Yurchikhin e Alexander Misurkin hanno iniziato la loro prevista attività extraveicolare (EVA), della durata di sei ore, alle 9:32 a.m. EDT (le 15:32 ora italiana) di lunedì 24 giugno 2013 quando hanno aperto il portello del compartimento di attracco del modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale. Yurchikhin e Misurkin stanno conducendo l'escursione per preparare l'arrivo del nuovo modulo Russo che avverrà entro l'anno. Durante la passeggiata spaziale i due dovranno sostituire un pannello di controllo dei fluidi sul modulo Zarya della Stazione ed installare dei morsetti che serviranno a tenere fermi dei cavi elettrici come primo passo verso la sostituzione del modulo Pirs con il nuovo modulo laboratorio multi-funzione. L'Agenzia Spaziale Federale Russa, Roscosmos, prevede di lanciare il modulo, che combina le funzioni di laboratorio, boccaporto di attracco e modulo di decompressione, entro l'anno con un razzo Proton. Yurchikhin e Misurkin inoltre dovranno recuperare diversi esperimenti scientifici che si trovano all'esterno del modulo di servizio Zvezda. La passeggiata spaziale è la 169esima in supporto alla costruzione della Stazione Spaziale e della sua manutenzione, la sesta per Yurchikhin e la prima per Misurkin. Yurchikhin indossa una tuta spaziale Orlan-MK con le strisce rosse mentre Misurkin indossa la tuta con le strisce blu. Entrambi i cosmonauti sono dotati di telecamere NASA montate sugli elmetti per fornire una visione ravvicinata del loro lavoro. Questa è la seconda, di sei EVA previste dai Russi quest'anno. Due passeggiate spaziali che verranno eseguite da Chris Cassidy della NASA e da Luca Parmitano dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono previste a luglio. Intanto, all'interno del laboratorio orbitante, gli altri quattro membri dell'equipaggio di Spedizione 36, il Comandante Pavel Vinogradov e gli Ingegneri di Volo Chris Cassidy, Karen Nyberg e Luca Parmitano, stanno fornendo supporto alla EVA e continuano il loro lavoro con diversi esperimenti scientifici ed attività di manutenzione. Cassidy e Vinogradov sono isolati all'interno della loro Soyuz TMA-08M che si trova agganciata al modulo Poisk nel segmento Russo della Stazione a causa della chiusura dei portelli degli altri passaggi nel lato Russo della Stazione. Parmitano e la Nyberg invece sono liberi di muoversi all'interno del segmento USA della Stazione fino al loro veicolo spaziale Soyuz TMA-09M che è agganciato al modulo Rassvet sul lato che guarda la Terra del modulo Zarya. In copertina (Credit: NASA/TV) i due cosmonauti Russi al lavoro all'esterno della ISS. Nella foto in alto (Credit: NASA/TV) una ripresa eseguita con le telecamere poste sull'elmetto dell'Ingegnere di Volo Misurkin mentre sta lavorando sul modulo. Sullo sfondo il suo collega Yurchikhin.

Fonte : NASA

24/06/2013 - Rinviato di 24 ore il lancio del razzo Soyuz da Kourou con 4 satelliti - Il lancio previsto per oggi di un razzo vettore Soyuz 2-1B (ST-B) dallo Spazioporto Europeo della Guyana Francese è stato rinviato a causa dei forti venti sopra il sito di lancio del Sud America. Il lancio è stato ri-programmato per domani per le 18:54 GMT (le 20:54 ora italiana). A bordo del razzo vettore di costruzione Russa si trovano i primi quattro satelliti della costellazione O3b Networks Ltd. Una volta completata la costellazione sarà composta da otto satelliti in orbita equatoriale a 8.000 km sopra la Terra che potranno coprire, con i loro servizi di connessione internet ad alta velocità quasi 180 Paesi. I restanti quattro satelliti verranno lanciati a settembre. Si tratta della quinta missione del veterano lanciatore Russo dalla Guyana Francese.

Fonte : SpaceflightNow

21/06/2013 - Anche i macchinari per assemblare l'SLS sono straordinari come questo veicolo di lancio - Una serie di impressionanti macchinari sono in fase di installazione presso gli stabilimenti del MAF (Michoud Assembly Facility), il famoso impianto di New Orleans, Alabama, che si prepara alla costruzione dello Space Launch System (SLS). I macchinari - uno dei quali è alto ben 50 metri - metteranno assieme il veicolo di lancio pesante (HLV) prima del lancio dal Kennedy Space Center (KSC) in Florida. Negli enormi capannoni all'interno del MAF, dove sono stati costruiti gli stadi del Satuno 5 ed i serbatoi principali dello Space Shuttle, sono in fase di installazione sei macchinari per la saldatura. Questi giganteschi macchinari si occuperanno della saldatura, con il metodo della frizione per rotazione, di tutte le parti che compongono i serbatoi degli stadi di SLS. Intanto, con il nuovo veicolo portabandiera della NASA ben instradato, e con ancora un buon margine, per il suo debutto nel 2017, i responsabili del programma SLS hanno iniziato l'analisi preliminare del progetto (PRD - Preliminary Design Review) presso il Marshall Space Flight Center della NASA. La valutazione permetterà di passare oltre il concetto del progetto iniziale, compresa l'analisi dettagliata dell'intero veicolo di lancio - concentrata soprattutto sulla capacità iniziale di carico di 70 tonnellate della configurazione Block 1 e di quella da 105 tonnellate del Block 1A/B. "Questa parte dello sviluppo ci permette di dare un'occhiata critica ad ogni elemento del progetto per assicurarci che abbia la capacità di portare gli esseri umani in posti dove non sono mai stati," ha detto Dan Dumbacher, vice amministratore associato per lo sviluppo di sistemi di esplorazione della NASA a Washington. "Questo è il razzo che porterà gli esseri umani sugli asteroidi e su Marte, e quindi dobbiamo essere sicuri che lo sviluppo sia sulla giusta via." Il PDR si svolgerà in revisioni multiple, con incontri e rapporti entro il 31 luglio. Altre revisioni ed incontri a più alti livelli verranno eseguiti entro il 30 settembre con la supervisione dell'Amministratore NASA Charles Bolden. Dopo di che si potranno iniziare a creare migliaia di disegni di produzione che verranno utilizzati dai macchinari per la produzione della struttura dello stadio principale del veicolo.

Fonte : Nasaspaceflight

21/06/2013 - Un'emissione di massa coronale dal Sole ha salutato il solstizio estivo - Il solstizio estivo dell'emisfero nord è iniziato col botto. Il 21 giugno 2013 alle 03:16 UT (le 5:16 ora italiana) la macchia solare AR1777 ha prodotto un brillamento solare prolungato di classe M2. L'osservatorio spaziale SDO (Solar Dynamics Observatory) ha fotografato il brillamento nell'ultravioletto estremo ed il fiotto di materiale che si allontanava dal sito di partenza. La macchia solare AR1777 non appare particolarmente grande o minacciosa ma sta producendo brillamenti da diversi giorni. Prima che la rotazione del Sole la portasse in vista dalla Terra, la macchia ha rilasciato una serie di brillamenti ed emissioni di massa coronale (CME) dall'altro lato. L'esplosione del solstizio non è stata diretta verso la Terra, ma future esplosioni potrebbero, con AR1777 sempre più ruotata verso la Terra, interessare anche il nostro pianeta. Gli scienziati della NOAA hanno stimato un 30% di probabilità che, nelle prossime 24 ore, vi sia un brillamento di classe M ed il 5% uno di classe X, i più potenti. Qui (Credit: NASA/SDO) la foto scattata da SDO in luce ultravioletta estrema.

Fonte : Space Weather

Nella foto (Credit: ESA) il recupero in mare del prototipo di IXV da parte di un elicottero militare Italiano. 21/06/2013 - Il veicolo sperimentale dell'ESA esegue un sicuro ammaraggio - Un veicolo di rientro sperimentale dell'ESA ha superato uno scoglio importante durante un test di discesa ed atterraggio eseguito giovedì presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra, al largo della costa est della Sardegna, in Italia. Un modello in grandezza naturale del prototipo di Intermediate eXperimental Vehicle (IXV) è stato rilasciato da un elicottero da un'altezza di circa 3.000 metri, guadagnando velocità in caduta per simulare una fase della missione spaziale prima dell'apertura del paracadute. Il paracadute ha rallentato IXV facendogli eseguire un sicuro ammaraggio in mare ad una velocità inferiore ai 7 m/s. Questo ultimo passo in una serie di prove, alle quali è stato sottoposto IXV, mostra che può essere recuperato in sicurezza dopo la sua missione nello spazio. Il progetto IXV prevede di sviluppare delle tecnologie di test in volo e di sistemi per i futuri veicoli autonomi di rientro atmosferico Europei. Questo verrà lanciato dall'ESA il prossimo anno per mezzo di Vega, il nuovo piccolo lanciatore Europeo, su una traiettoria suborbitale. Il veicolo eseguirà poi un rientro come al termine di una missione in orbita bassa, testando le nuove tecnologie di rientro durante le fasi di volo ipersonico e supersonico. Le precedenti campagne di test hanno visto diversi impatti nell'acqua presso il CNR-INSEAN, un istituto di ricerca marina-ingegneristica presso Roma, Italia. Un prototipo in scala dotato di strumenti è stato rilasciato con varie angolazioni e velocità per trovare la migliore configurazione per il mimino carico da impatto. Presso lo Yuma Proving Ground in Arizona, USA, un paracadute supersonico multi-stadio è stato qualificato per potersi aprire nel momento principale subsonico. Su questi test è iniziata giovedì una nuova serie di prove con il dispiegamento del paracadute subsonico composte da: taglio delle coperture termiche del paracadute, accensione di 16 attuatori esplosivi per rilasciare i quattro pannelli che coprono i palloni di galleggiamento, rilascio dei pannelli, segnale di impatto in acqua, rilascio dei segnalatori di posizione e ricezione dei segnali dalla rete satellitare Cospas-Sarsat per localizzare il prototipo che galleggia in mare. Un'anomalia con il gonfiaggio dei palloni dovrà essere esaminata. Il veicolo è stato recuperato dal mare e portato sulla terra ferma per essere ispezionato ed analizzato. Questo test ha messo in luce l'importanza delle prime verifiche in volo per arrivare ad un progetto maturo del veicolo spaziale, confermando la direzione tecnica ed i possibili futuri suggerimenti. Nella foto (Credit: ESA) il recupero in mare del prototipo di IXV da parte di un elicottero militare Italiano.

Fonte : Spaceref

20/06/2013 - Il Progress M-19M ha concluso la sua problematica missione - Il problematico volo del veicolo cargo Russo Progress M-19M (51P) si è concluso il 19 giugno 2013 con la prevista uscita dall'orbita avvenuta sopra l'Oceano Pacifico. Secondo il controllo missione, l'accensione del motore per la frenata è iniziato alle 16:52 ora di Mosca (le 14:52 ora italiana) mentre l'impatto con l'oceano, dei pochi detriti sopravvissuti all'attraversamento dell'atmosfera, sarebbe avvenuto alle 17:40 ora di Mosca (le 15:40 ora italiana). Il veicolo spaziale automatico cargo aveva lasciato la ISS l'11 giugno scorso.

Fonte : Russia Space Web

Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Italiano Luca Parmitano immagazzina degli esperimenti nello speciale congelatore MELFI, a bordo della ISS. 20/06/2013 - Luca Parmitano in collegamento sabato con la scuola di Catania che lo ha visto studente - Parlare con un ex-allievo non è mai stato così interessante. Sabato 22 giugno gli studenti del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Catania, lo stesso dove ha studiato l'astronauta dell'ESA Luca Parmitano, si metteranno in contatto radio proprio con lui, che orbita a circa 400Km sopra le nostre teste. Parmitano è infatti attualmente impegnato nella missione di lunga durata, denominata Volare, sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove è arrivato il 29 maggio dopo un breve volo a bordo della navetta Soyuz partita dal cosmodromo di Baikonour, in Kazakistan, meno di sei ore prima. Gli studenti, di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, hanno in serbo molte domande per Luca. Dalle sensazioni ed emozioni che si provano a vivere in microgravità, con un panorama stupendo ma in uno spazio ristretto, alle domande più tecniche sulle procedure a bordo, su come ci si alimenta e su come, eventualmente, viene influenzata la veglia giorno/notte. Parmitano ci parlerà anche degli esperimenti che stanno svolgendo a bordo, nell'ambito della missione Volare. La missione è frutto di un accordo tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la NASA. Il rientro di Parmitano insieme agli altri membri della Spedizione 36/37 è previsto a novembre 2013. È possibile seguire il collegamento, previsto sabato 22 giugno alle 16:57 ora italiana, in diretta sul sito dell'AMSAT Italia. Queste iniziative sono organizzate nell'ambito del programma educativo internazionale ARISS, (Amateur Radio on International Space Station), e coordinate, in Italia, dall’AMSAT Italia. La pagina italiana dell'ESA vi terrà aggiornati su questo programma educativo annunciando i collegamenti radioamatoriali che di volta in volta verranno organizzati. Nella foto (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Italiano Luca Parmitano immagazzina degli esperimenti nello speciale congelatore MELFI (Minus Eighty Laboratory Freezer for International Space Station), che si trova nel modulo laboratorio Giapponese Kibo, a bordo della ISS.

Fonte : ESA Italia

20/06/2013 - Arkyd, il progetto del telescopio spaziale privato della Planetary Resource raggiunge il milione di dollari di finanziamento - Quando mancano ancora dieci giorni alla scadenza, il progetto Arkyd (un telescopio spaziale per tutti) della Planetary Resources ha raggiunto l'obbiettivo di raccogliere un milione di dollari di finanziamento privato. Avevamo già parlato di questa iniziativa al momento del lancio della campagna sul sito di finanziamento on-line 'Kickstarter', il 29 maggio scorso. Dato che la scadenza della raccolta fondi si chiude il 30 giugno 2013, la Planetary Resources confida di poter raggiungere una cifra finale più alta ed ha quindi deciso di mettere degli altri obiettivi prima della scadenza. Se i finanziamenti arrivassero a 1,3 milioni di dollari verrebbe costruita una seconda stazione di ricezione dei segnali del telescopio spaziale Arkyd che permetterebbe di inviare le immagini al doppio della velocità, se venisse raggiunto 1,5 milioni di dollari verrebbe inviato a tutti i sottoscrittori una loro immagine ripresa sullo schermo lcd del telescopio mentre questo è in fase di assemblaggio finale, per 1,7 milioni di dollari la PR promette un'obiettivo misterioso per almeno 15.000 sottoscrittori ed infine, al raggiungimento di 2 milioni di dollari, il telescopio potrebbe essere attrezzato per partecipare alla caccia ai pianeti extrasolari. Per citare una curiosità va segnalato che fra le lingue nelle quali si può vedere il video introduttivo del progetto vi è persino il Klingon, la razza aliena della mitica serie 'Star Trek' ma non è ancora presente l'Italiano.

Fonte : Kickstarter / Planetary Resources

20/06/2013 - La NASA e l'Agenzia Spaziale Italiana firmano un accordo per l'esplorazione di Mercurio - Durante un incontro svoltosi a Roma, Charles Bolden, Amministratore della NASA, ed Enrico Saggese, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), hanno firmato un memorandum di intesa per la cooperazione nella missione Bepi Colombo dell'ESA destinata allo studio di Mercurio. Questo passo rafforza i benefici della cooperazione fra la NASA e l'ASI nel campo dell'esplorazione planetaria. Bolden e Saggese hanno inoltre discusso la nuova iniziativa della NASA per l'esplorazione di un asteroide, precedentemente annunciata come proposta per il budget 2014 da parte del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Saggese ha espresso forte interesse dell'Italia all'iniziativa ed ha accolto favorevolmente l'opportunità di discutere una partecipazione potenziale dell'ASI nel programma di esplorazione a lungo termine.

Fonti : Spaceref - NASA HQ

20/06/2013 - La Camera degli Stati Uniti vuole tagliare la missione asteroide della NASA - Una proposta di finanziamento per la NASA preparata dal Comitato per la Scienza e Tecnologia della Camera USA vorrebbe tagliare un miliardo nel budget della NASA e questo avrebbe effetto immediato di cancellare la missione di cattura ed esplorazione di un asteroide. Il finanziamento totale di 16,8 miliardi di dollari per la NASA sarebbe finalizzato sugli sforzi a lungo termine per l'esplorazione di Marte, su predeterminati punti per lo sviluppo del veicolo commerciale abitato - compreso una data non negoziabile per il primo volo - e forti tagli sulle scienze riguardanti la Terra. Data l'attuale situazione di tagli che il Governo degli Stati Uniti è stato costretto ad eseguire sui bilanci statali, il parlamentare Steven Palazzo (Repubblicano) e capo del Sottocomitato allo Spazio ha detto: "La NASA deve concentrarsi sui programmi principali come il razzo pesante Space Launch System, necessario per le missioni a diversi obiettivi nello spazio profondo; il veicolo equipaggio multi-ruolo Orion per portare gli astronauti oltre la Luna; la scienza nello spazio e la Stazione Spaziale Internazionale." Il disegno di legge prevederebbe un taglio di ben 650 milioni sulla scienza della Terra e di 100 milioni sul programma commerciale equipaggi. Ma, nonostante questa proposta di riduzioni di fondi, la NASA non potrebbe andare oltre il 31 dicembre 2017 per la prima missione verso la ISS con la capsula commerciale. Per quanto riguarda invece la missione umana verso un asteroide catturato e portato vicino alla Terra da una sonda, Palazzo la definisce: "una missione che appare una distrazione costosa e complessa e questo finanziamento proibirà alla NASA di proseguire il progetto e noi lavoreremo per assicurarci che l'agenzia rispetti questa direttiva." Durante l'audizione della Commissione anche due testimoni rispettabili come Steven Squyres - capo progetto del programma di esplorazione dei rover marziani - e Thomas Young, un veterano dell'industria spaziale, hanno espresso scetticismo sull'utilità della missione asteroidale con lo scopo finale di scendere su Marte. Ovviamente questa proposta dovrà superare l'approvazione del Senato e questo non è per niente scontato.

Fonti : SpaceflightNow - Space.com

Nella foto (Credit: Xinhua) l'astronauta cinese Wang mentre dimostra agli studenti cinesi le particolarità dell'assenza di peso. 20/06/2013 - Si è tenuta la prima lezione in orbita della missione cinese Shenzhou-10 - Wang Yaping, uno dei membri dell'equipaggio della missione spaziale cinese Shenzhou-10, ha tenuto oggi per gli studenti la prima lezione dall'orbita. Circa 330 alunni delle scuole elementari e medie di Pechino, erano in collegamento video diretto con il modulo laboratorio TianGong-1, dove, da alcuni giorni è attraccata la capsula Shenzhou-10. "Salve a tutti. Io sono Wang Yaping e terrò una lezione oggi," ha detto sorridendo alla telecamere a bordo del modulo spaziale TianGong-1. Wang ed i suoi due colleghi si trovano nello spazio fino dall'11 giugno ed hanno attraccato al TianGong-1 il 13 giugno. Gli studenti si trovavano presso la Scuola Superiore affiliata all'Università Renmin. "Ero molto emozionato dopo aver saputo che potevo venire a questa classe," ha detto Luo Jiangyuan, una matricola della scuola che progetta di studiare scienze in un college. "Quando ho imparato in classe le leggi della fisica e le condizioni in assenza di peso ho immaginato cosa accadesse. Ma oggi in classe ho potuto constatarlo realmente. E stato emozionante." ha detto. Oltre 60 milioni di studenti ed insegnanti di circa 80.000 scuole medie di tutto il Paese hanno potuto vedere in diretta TV il collegamento con lo spazio. Nie Haisheng, comandante dell'equipaggio, mentre galleggiava nell'aria, ha messo le gambe in una posizione di meditazione. Un tale spettacolo può essere visto solo nei film di arti marziali, ma può essere raggiunto in realtà da qualsiasi maestro Kungfu sulla Terra. "Grazie all'assenza di peso, qui siamo tutti maestri," ha scherzato Wang. La Wang ha mostrato agli studenti come gli astronauti misurano il loro peso in orbita utilizzando uno speciale strumento dato che le normali bilance non funzionano in assenza di gravità. La Wang ha anche condotto diverse dimostrazioni per mostrare come la 'gravità' funziona nello spazio, utilizzando dei giroscopi mobili e fissi che illustrassero i concetti fisici. Sempre la Wang ha dimostrato come la gravità zero intensifica la tensione superficiale dell'acqua utilizzando un anello di metallo ed una borsa piena d'acqua per creare bolle di liquido che rimanevano sospese nell'aria. "Mi sono piaciute tutte queste dimostrazioni, in particolare i giroscopi e le bolle d'acqua. Sono tutte cose impossibili da fare sulla Terra. Sono meravigliose." ha detto Qian Jianghao, uno studente di 10 anni della scuola primaria. Gli studenti hanno fatto una serie di domande agli astronauti, chiedendo loro come possono dire alto dal basso nello spazio, così come hanno chiesto spiegazioni sul loro sistema di riciclo delle acque e la loro visione della Terra dall'orbita. "Attraverso gli oblò frontali possiamo vedere la Terra e molte stelle. Ma non abbiamo visto nessun UFO," ha datto la Wang. Le stelle nello spazio sono più luminose ma non brillano, ha aggiunto. "Vi dirò un fenomeno meraviglioso: qui possiamo vedere il Sole sorgere 16 volte al giorno, mentre orbitiamo attorno alla Terra ogni 90 minuti," ha detto la Wang. Al termine della lezione i tre astronauti Nella foto (Credit: Xinhua) l'astronauta cinese Wang aiutata dai suoi due colleghi tiene la lezione. si sono rivolti agli studenti. "Spero che tutti voi studiate duramente ed impariate a contribuire al sogno Cinese," ha detto Nie. "Lo spazio è profondo ed ha numerosi misteri. L'esplorazione è senza limiti e dobbiamo lavorare assieme in questa direzione," ha detto Zhang Xiaoguang, uno dell'equipaggio. Nata nella provincia Cinese di Shadong, la Wang, 33 anni, è la seconda astronauta donna cinese dopo Liu Yang, che entrò nei libri di storia dopo aver partecipato alla missione Shenzhou-9, nel giugno del 2012. La prima maestra nello spazio fu Christa McAuliffe, un'insegnante delle medie di 37 anni degli Stati Uniti. Si trovava a bordo della navetta spaziale Challenger quando si disintegrò 73 secondi dopo il decollo, il 28 gennaio 1986. La McAuliffe ed i suoi sette compagni di equipaggio perirono. Barbara Morgan, la riserva della missione della McAuliffe, tenne la prima lezione dallo spazio nel 2007, dopo essere stata inviata sulla Stazione Spaziale Internazionale con la navetta spaziale Endeavour. Attraverso un collegamento video lei mostrò agli studenti come esercitarsi a bere l'acqua nello spazio. Milioni di persone comuni cinesi sono stati emozionati come i bambini in classe. La diciannovenne Lu Huihiu, ha seguito la trasmissione in televisione dal parrucchiere dove lavora come assistente. "Tutte le dimostrazioni sono state davvero meravigliose ed interessanti. Ma, ad essere sincera, non ho compreso ciò di cui l'insegnante ha parlato, come ad esempio quelle leggi della fisica," ha detto la ragazza che proviene da una famiglia rurale e che ha abbandonato al terzo anno la scuola media. Dopo la conferenza, mi ha colpito che ho potuto cercare online un pò di cose sentite oggi," ha detto. Il professor Zhang Chunli dell'Università Normale di Pechino, ha detto che la conferenza dallo spazio di Wang è una pietra miliare. "I programmi spaziali sono, di solito, progetti segretissimi che coinvolgono solo gli scienziati e gli astronauti. Oggi, però, la gente comune, soprattutto giovani, è diventata da spettatore a partecipante, il che è di grande importanza," ha detto. Zhang si aspetta che la lezione possa incoraggiare i più giovani ad impegnarsi nell'esplorazione scientifica. La lezione dallo spazio è finalizzata a rendere l'astronomia più popolare, così come l'entusiasmo per la scienza, ha detto Zhou Jianping, progettista-capo del programma spaziale della Cina, ha aggiunto che la lezione ci aiuterà anche ad acquisire esperienza per attività simili in futuro. "Lo spirito della scienza nei giovani è una spinta importante per il progresso del genere umano," ha detto Zhou. "Le attività spaziali possono contribuire a costruire lo spirito di ricerca nella scienza e come affrontare le sfide." Nella foto in alto a sinistra (Credit: Xinhua) l'astronauta cinese Wang mentre dimostra agli studenti cinesi le particolarità dell'assenza di peso su una bolla d'acqua. Nella foto a destra (Credit: Xinhua) l'astronauta cinese Wang aiutata dai suoi due colleghi tiene la lezione.

Fonte : Xinhua

19/06/2013 - Il rover Curiosity della NASA ci mostra la vista di Marte da un miliardo di pixel - Un'immagine da un miliardo di pixel proveniente dalla superficie di Marte, proveniente dal rover Curiosity della NASA, offre agli esploratori in poltrona il modo di esaminare una parte del Pianeta Rosso in grande dettaglio. Questa prima vista prodotta dalla NASA dalla superficie di Marte che misura oltre un miliardo di pixel riunisce assieme quasi 900 immagini riprese con le fotocamere di bordo di Curiosity e mostra i dettagli del paesaggio che si trova sulla rotta del rover. L'immagine da 1.3 miliardi di pixel è disponibile con strumenti di scorrimento e zoom presso: http://mars.nasa.gov/bp1/. La visione è il completo cerchio attorno al sito dove Curiosity ha raccolto la prima palettata di polvere e sabbia di una zona chiamata 'Rocknest' e si estende al Monte Sharp all'orizzonte. "Dà un senso del luogo e mostra davvero le reali capacità delle telecamere," ha detto Bob Deen del Multi-Mission Image Processing Laboratory al Jet Propulsion Laboratory della NASA, di Pasadena, in California- "Si può vedere il contesto e anche zoommare per vedere i dettagli più fini." Dean ha assemblato il prodotto utilizzando 850 fotogrammi della fotocamera Mast Camera di Curiosity, aggiungendo 21 fotogrammi della fotocamera a grandangolo Mastcam e 25 fotogrammi in bianco e nero - in gran parte del rover stesso - dalla Navigation Camera. Le immagini sono state scattate in differenti giorni marziani fra il 5 ottobre ed il 16 novembre 2012. I singoli fotogrammi in formato Raw (grezzo) ricevuti da Curiosity sono prontamente postati sul sito pubblico all'indirizzo :http://mars.jpl.nasa.gov/msl/multimedia/raw/. Gli appassionati di Marte di tutto il mondo hanno utilizzato queste immagini per assemblare vari mosaici, compreso almeno uno con una scena in gigapixel. Il nuovo mosaico della NASA mostra gli effetti di variazione di illuminazione durante il giorno nei pezzi di mosaico. Inoltre mostra anche le variazioni nella limpidezza dell'atmosfera a causa della variabilità della polvere durante il mese in cui sono state scattate le foto. Il Progetto Mars Science Laboratory della NASA sta usando i 10 strumenti scientifici del rover Curiosity per indagare la storia ambientale all'interno del cratere Gale, un luogo in cui il progetto ha riscontrato che le condizioni erano un tempo favorevoli per la vita microbica. La Malin Space Science Systems di San Diego, ha costruito e gestisce la MastCam di Curiosity. Il JPL, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce il progetto per la Direzione delle Missioni Scientifiche della NASA a Washington ed ha costruito la macchina fotografica di navigazione e il rover. Ulteriori informazioni sulla missione si trovano online a: http://www.nasa.gov/msl e http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. Puoi seguire la missione su Facebook e Twitter a: http://www.facebook.com/marscuriosity e http://www.twitter.com/marscuriosity. Per ulteriori informazioni sul Multi-Mission Image Processing Laboratory, vedi: http://www-mipl.jpl.nasa.gov/mipex.html. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS ) una versione molto ridotta dell'immagine da un miliardo di pixel ripresa da Curiosity.

Fonte : NASA

19/06/2013 - Finalmente aperto ATV-4 ed eseguito il primo reboost della ISS - Nel pomeriggio di ieri 18 giugno 2013, dopo 24 ore di rinvio, è stato finalmente aperto il portello di accesso di ATV-4 Albert Einstein e l'astronauta Italiano dell'ESA Luca Parmitano ed il Comandante Russo di Spedizione 36, Pavel Vinogradov, sono entrati all'interno del compartimento pressurizzato. Un'ispezione video eseguita prima dell'apertura aveva confermato che il carico era tutto al suo posto come era stato imbarcato a Kourou. Uno dei primi compiti sarà lo scarico della Water Pump Assembly del modulo laboratorio Columbus. Questa pompa, del peso di circa 90 kg, è uno dei più pesanti oggetti mai trasportati su un veicolo spaziale diretto alla Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta della pompa di riserva del sistema di controllo termico del modulo Columbus che si occupa del raffreddamento delle attrezzature e degli esperimenti. Oggi invece ATV-4 ha eseguito con successo il primo reboost (rialzo dell'orbita) della ISS. La manovra è iniziata alle 15:05 ora italiana ed è durata 407 secondi utilizzando i motori OCS (orbital control system) n.2 e 4. L'ATV ha fornito alla ISS un cambio di velocità (delta-v) di 1 metro al secondo. Il prossimo supporto propulsivo, utilizzando solo il sistema di spinta ACS (attitude control system) è previsto durante l'attività extraveicolare (EVA) del 24 giugno prossimo. Questa manovra servirà a 'desaturare' i giroscopi di controllo della ISS. In pratica l'ATV prenderà il controllo dell'orientamento della ISS mentre i giroscopi saranno fuori uso.

Fonte : ESA ATV blog

Nell'illustrazione pittorica (Credit: Cortesia Dragon In Space) il Modulo di Atterraggio Lunare. 19/06/2013 - Con Chang'e 3 la Cina è pronta a scendere sulla superficie lunare - Mentre tre astronauti (taikonauti) Cinesi si trovano in orbita terrestre a bordo del modulo laboratorio TianGong-1, la Cina si prepara per lanciare la sua terza missione robotica lunare, Chang'e 3. A differenza delle due che l'hanno preceduta, questa missione prevede l'atterraggio di un lander e di un rover. Il lancio è previsto per dicembre 2013 per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 3B (CZ-3B), una variante migliorata del CZ-3A fornita di quattro booster di spinta e 5,5 tonnellate di carico in orbita di trasferimento. La Chang'e 3 sarà composta da due sezioni, un Modulo di Servizio ed un Veicolo di Atterraggio Lunare con una massa totale di circa 3.800 kg. All'inizio il veicolo spaziale verrà parcheggiato su un'orbita lunare di 100x100 km di altezza. Dopo la separazione dal modulo di servizio, il Veicolo di Atterraggio Lunare scenderà su un'orbita ellittica di 100x15 km inclinata di 45°. Una volta raggiunto il perigeo di 15 km, il veicolo accenderà i suoi motori e ridurrà la sua velocità scendendo fino a circa 100 metri di altezza sulla superficie lunare. Il veicolo rimarrà sospeso a quest'altezza, grazie alla spinta controllata dei motori, spostandosi orizzontalmente guidato dal sistema automatico per evitare gli ostacoli e poi scenderà ulteriormente fino a 4 metri di altezza. A questo punto il suo motore verrà spento ed il veicolo andrà in caduta libera verso la superficie lunare. Grazie alle immagini in alta risoluzione della superficie lunare inviate dalla sonda Chang'e 2 nel 2010, sono stati considerati diversi punti di atterraggio per la Chang'e 3 ma quello che ha maggiori probabilità è il Sinus Iridium. Il Veicolo di Atterraggio Lunare è la prima nave spaziale Cinese fornita di un generatore nucleare termoelettrico a radioisotopi (RTG) che ne assicurano il funzionamento anche nelle lunghe notti lunari. Il veicolo ha una massa totale di 1.200 kg ed è stato progettato per funzionare 12 mesi lunari. Una volta atterrato con successo sulla Luna, il veicolo deporrà un Lunar Rover per esplorare la zona limitrofa. Il Veicolo Automatico di Esplorazione della Superficie Lunare, meglio conosciuto come Lunar Rover, è alimentato da pannelli solari ed è dotato di sei ruote. Lunar Rover è stato progettato e costruito dalla CAST (China Academy of Space Technology), pesa circa 120 kg ed ha una vita operativa di 90 giorni lunari. Il veicolo è capace di navigazione autonoma, può evitare gli ostacoli e scegliere il percorso migliore per le attività esplorative. Fra le apparecchiature di bordo c'è un radar per scandagliare sotto la superficie, una telecamera per riprendere immagini della zona ed un raccoglitore di campioni di suolo lunare per analisi. La missione Chang'e 3 fa parte del programma lunare robotico Cinese che prevede, come obiettivo finale, il ritorno di campioni del suolo lunare sulla Terra. Questa fase dovrebbe concludersi nel 2020 con la missione Chang'e 5. Nell'illustrazione pittorica (Credit: Cortesia Dragon In Space) il Modulo di Atterraggio Lunare.

Fonte : Dragon In Space

19/06/2013 - Il Perù lancia nello spazio il primo razzo interamente auto-costruito - Il Perù ha lanciato con successo il primo razzo costruito al 100% con tecnologia propria e con la capacità di raggiungere la stratosfera; lo ha dichiarato mercoledì il capo della Commissione Nazionale di Sviluppo e Ricerca Aerospaziale (Conida). Mario Pimentel Higueras ha detto che il 'Paulet 1-B' è stato lanciato martedì dalla base scientifica di Punta Lobos a Pucusana, a sud della capitale Lima. Il capo della Conida ha detto che il lancio del razzo dimostra che il Perù potrà raggiungere un livello di tecnologia capace per il 2020 di rendere possibile l'invio di un primo satellite in orbita. Pimentel afferma che la costruzione di Paulet 1-B è stato un grosso passo avanti dell'industria aerospaziale del Perù, dato che è la prima volta che un veicolo lanciato nello spazio è stato costruito interamente con tecnologia Peruviana. Al lancio del razzo era presente il Presidente del Comitato Scienza, Innovazione e Tecnologia, i rappresentanti della comunità scientifica Peruviana, esponenti delle università ed ufficiali delle Forze Aeree Peruviane. Il Perù migliorerà questo prototipo iniziale in modo che entro sette anni possa sviluppare un razzo di terza generazione che possa raggiungere i 300 km di quota, abbastanza in alto da mettere un satellite in orbita.

Fonte : Space Daily

18/06/2013 - Due aziende concorrenti, nella costruzione di motori per razzi, si fondono e nasce la Aerojet Rocketdyne - Due fornitori commerciali di motori a razzo degli Stati Uniti hanno completata la loro fusione e 'lanciato' sul mercato il nuovo marchio Aerojet Rocketdyne, promettendo al governo di ridurre i costi. La GenCorp ha annunciato lo scorso luglio che aveva firmato un accordo per l'acquisto della Pratt & Whitney Rocketdyne (PWR) dalla sua casa madre United Technologies Corp. per la cifra di 550 milioni di dollari. La GenCorp, con sede principale a Sacramento, California, possiede già la Aerojet. Comprando la PWR significa combinare i due maggiori costruttori di motori per razzi degli Stati Uniti fra i cui clienti vi sono la United Lauch Alliance a la Orbital Sciences. In risultato dell'acquisizione la nuova compagnia ha dichiarato che farà risparmiare al Governo circa 100 milioni di dollari all'anno. La PWR produce il buon vecchio stadio superiore criogenico RL10 che si trova sulle flotte degli Atlas 5 e dei Delta 4, supervisiona gli elementi Americani del primo stadio RD-180 del programma Atlas, costruisce gli RS-68 e RS-68A per il Delta 4, costruisce l'RS-27A per il Delta 2 e produceva i motori principali dello Space Shuttle. Inoltre sta sviluppando il J-2X per il futuro veicolo pesante di lancio della NASA. Il ritiro delle navetta fu un duro colpo per la Rocketdyne che la costrinse a fondersi con la Pratt & Whitney. Gli ultimi motori degli Space Shuttle rimasti in magazzino verranno utilizzati in futuro per lanciare i primi razzi pesanti Space Launch System (SLS). La Aerojet fornisce i motori monolitici a combustibile solido per l'Atlas 5, risistema i vecchi motori del razzo lunare N-1 dell'era Sovietica trasformandoli nei AJ-26 per il razzo Antares della Orbital Sciences e produce anche il motore del secondo stadio del vettore Delta 2 oltre a fornire motori di manovra ad altri clienti. La nuova compagnia formatasi proseguirà la fornitura principale per i veicoli della United Lauch Alliance e svilupperà lo stadio superiore comune con il motore RL10-C. Rimangono da risolvere alcuni problemi legati al possibile contrasto nelle forniture a compagnie di lancio rivali ma i responsabili della GenCorp sono fiduciosi di poterli superare.

Fonte : SpaceflightNow

Nell'illustrazione pittorica (Credit: ESA) un grosso asteroide in rotta di collisione con la Terra. 18/06/2013 - La NASA annuncia una grande sfida agli asteroidi - La NASA ha annunciato martedì una 'Grand Challenge' focalizzata sulla scoperta di tutti gli asteroidi che minacciano la popolazione umana e sul capire che cosa fare. La sfida è uno sforzo in grande scala che utilizzerà collaborazioni multi-disciplinari ed una varietà di partnership con altre agenzie governative, partner internazionali, industria, università e cittadini scienziati. Questo completa il recente annuncio di una missione per deviare un asteroide ed inviare esseri umani a studiarlo. "La NASA sta già lavorando per scoprire gli asteroidi che potrebbero minacciare il nostro pianeta, e mentre abbiamo scovato il 95% degli asteroidi più grandi vicini all'orbita della Terra, dobbiamo ancora trovare tutti gli altri che potrebbero minacciarla," ha detto Lori Garver, vice amministratore della NASA. "Questa 'Grande Sfida' si concentrerà sulla localizzazione e caratterizzazione degli asteroidi e nel comprendere come rispondere a potenziali minacce. Vogliamo coinvolgere il pubblico, aprire alle innovazioni e chiedere ai cittadini scienziati l'aiuto per risolvere questo problema globale." Grand Challenge ha obiettivi ambiziosi su scala nazionale e globale per stimolare l'immaginazione e trovare modi nuovi e fuori dagli schemi nella scienza e nella tecnologia. Ci sono importanti elementi della Strategia per l'Innovazione Americana del Presidente Obama. ""Mi congratulo con la NASA per l'avvio di questo 'Grand Challenge' perché scovare le minacce degli asteroidi, e avere un piano per affrontarli, ha bisogno di essere uno sforzo congiunto," ha detto Tom Kalil, vice direttore per la tecnologia e l'innovazione presso l'Ufficio per la politica della Scienza e della Tecnologia della Casa Bianca. "Gli sforzi di partner del settore privato e dei nostri cittadini scienziati amplieranno il lavoro che la NASA già sta facendo per migliorare le capacità di rilevamento di oggetti vicini alla Terra." La NASA ha rilasciato anche una richiesta di informazioni (RFI) che invita le industrie ed i partner potenziali ad offrire idee che raggiungano lo scopo della NASA per localizzare, deviare ed esplorare un asteroide, come anche realizzare un piano per le minacce asteroidali. La RFI è aperta per 30 giorni e le proposte verranno utilizzate per aiutare a sviluppare l'impegno pubblico e un workshop dell'industria a settembre. Durante l'intervento la Garver ha affermato che inviare astronauti verso un asteroide non diminuisce gli altri obiettivi scientifici e di esplorazione, compreso un altro allunaggio. "Questa iniziativa non ruba niente ad altri lavori importanti," ha detto "Questo è solo un altro piccolo pezzo della nostra strategia globale, ma è un pezzo che ne fa parte integrante. Questo non toglie niente alla Luna." L'argomento degli asteroidi è diventato più attuale che mai dopo che un meteorite esplose sopra la città Russa di Chelyabinsk, il 15 febbraio scorso, lo stesso giorno che l'asteroide 2012 DA14, grande quanto un campo di calcio, passava all'interno dell'orbita lunare. Per rivedere il video dell'evento di oggi visita: http://www.youtube.com/NASAtelevision. Per maggiori informazioni sull'iniziativa asteroide della NASA visita: http://www.nasa.gov/asteroidinitiative. Nell'illustrazione pittorica (Credit: ESA) un grosso asteroide in rotta di collisione con la Terra.

Fonti : NASA - Space.com

18/06/2013 - La Svizzera S3 stringe un accordo con Thales per una versione abitata della sua navetta suborbitale SOAR - Durante il salone aeronautico di Le Bourget, in svolgimento vicino a Parigi, Francia, la compagnia privata Svizzera S3 (Swiss Space System) ha annunciato la firma di un accordo con la Thales Alenia Space per lo studio di una versione abitata della sua navetta suborbitale. Lo scopo iniziale di questa nuova compagnia per voli suborbitali ed orbitali è quella di sviluppare una piccola navetta riutilizzabile da poter lanciare in volo da un aereo madre. A bordo potrebbero trovare posto satelliti fino a 250 kg. di peso ed il primo lancio potrebbe avvenire già nel 2018. In uno stadio successivo la navetta potrebbe essere dotata di un comparto pressurizzato per un equipaggio, In questo modo si avrebbero voli suborbitali che potrebbero collegare gli antipodi del mondo in meno di un'ora. A questo scopo la S3 ha già ricevuto richieste di Paesi esteri come la Malesia, il Marocco, l'Equador ed il Canada interessati a costruire infrastrutture aeroportuali adatte. Dopo il lancio ufficiale della compagnia lo scorso marzo, il lavoro di sviluppo è in pieno svolgimento con la definizione delle specifiche e dei dati tecnici per la realizzazione della navetta. Ai primi di luglio sono previsti i test iniziali del modello in galleria del vento presso il Von Karman Institue in Belgio. Il processo di certificazione è già iniziato con la partecipazione di EASA (l'Agenzia Europea per la Sicurezza del Volo), che in Europa si occupa dei regolamenti della sicurezza per l'aviazione. Fra le compagnie che stanno collaborando al programma S3 si trovano nomi famosi come la francese Dassault Aviation, la Sonaca, la Space Application Services ed altri ancora. Lo sponsor privato principale è la Breitling, famosa azienda Svizzera costruttrice di orologi. Qui il comunicato stampa congiunto della Thales e della S3 in italiano.

Fonte : S3

Nella foto (Credit: NASA) Sally Ride a bordo dello Space Shuttle Challenger durante STS-7. 18/06/2013 - 30 anni fa Sally Ride, la prima astronauta americana partiva per lo spazio - A pochi giorni dalla storica ricorrenza della prima donna a volare nello spazio, la Russa Valentina Tereshkova, cade anche il 30esimo anniversario della prima donna americana ad entrare in orbita, Sally Ride. Era infatti il 18 giugno del 1983 quando lo Space Shuttle Challenger decollava con un'equipaggio di cinque astronauti fra i quali si trovava la Ride, la prima donna astronauta della NASA. Sally Ride era nata a Los Angeles il 26 maggio del 1951 ed era rimasta affascinata dalla scienza fin dalla più giovane età. Prosegui i suoi studi in fisica e si laureò presso la Stanford University. La Ride vide su un giornale che la NASA cercava astronauti e, assieme ad altre 8.000 persone, si candidò e fu uno dei 35 astronauti scelti nel 1978. I primi compiti alla NASA furono nel ruolo di CapCom (colui che mantiene i collegamenti fra il controllo missione e gli astronauti in orbita) per le missioni Shuttle STS-2 e STS-3 e si interessò dello sviluppo del braccio robotico. Dopo essere stata selezionata per l'equipaggio di STS-7 per diventare la prima Americana nello spazio la Ride venne messa sotto i riflettori dalla stampa. Ma la Ride non aveva molto tempo per rispondere ai giornalisti a domande come: "Piangi quando le cose vanno male sul lavoro?" Lei si vedeva, prima di tutto, come un astronauta ed uno scienziato, e disse: "una cosa che probabilmente condivido con tutti gli altri dell'ufficio astronauta è la compostezza." Parlando dei suoi colleghi astronauti della classe del 1978, disse, "Siamo tutti persone che si dedicano al programma spaziale e che davvero hanno voglia di volare sullo Space Shuttle. Questa è una caratteristica comune che tutti noi abbiamo e che trascende i diversi ambiti di provenienza." (Vale la pena notare che la classe astronauti del 1978 comprendeva anche i primi tre afro-americani e il primo asiatico-americano a servire nel corpo degli astronauti.) Il suo comandante di STS-7, Bob Crippen, ha convenuto che Sally era più che in grado di volare nello spazio, dicendo: "Volevo un tecnico competente che rimaneva freddo sotto stress. E Sally aveva dimostrato questo talento." La Ride proseguì la sua carriera nella NASA dopo il suo storico volo e fece parte dell'equipaggio di una seconda missione Shuttle (STS-41G) nell'ottobre del 1984. In seguito fece parte della Commissione Presidenziale che indagò sul disastro del Challenger e guidò gli sforzi per un piano strategico della NASA nella metà degli anni '80. Diede le dimissioni dalla NASA nel 1987 e seguì diversi progetti in alcune università del Paese. Nel 2001 fondò la sua compagnia, Sally Ride Science, per motivare i ragazzi e le ragazze nello studio delle materie scientifiche. Nel 2003 venne chiamata a far parte della Commissione d'inchiesta sull'incidente del Columbia (la sola persona ad aver preso parte ad entrambe le commissioni sui disastri Shuttle). Oltre al suo lavoro scrisse diversi libri scientifici per ragazzi, compreso 'The Third Planet' che vinse anche un premio prestigioso nel 1995. Dopo una lunga lotta di 17 mesi con un tumore pancreatico Sally Ride morì il 23 giugno 2012, lasciando dietro di sè un'eroica eredità. Sally Ride e Valentina Tereshkova, le prime donne a volare nello spazio per i rispettivi Paesi, hanno contribuito a inaugurare un'era di uguaglianza nel volo spaziale umano. Per l'anniversario delle missioni che le ha lanciate fuori dalla Terra, l'eredità dei loro voli storici ci ricordano il duro lavoro, la passione e la dedizione delle donne che hanno lavorato a Terra e nello spazio per aprire la strada a 55 donne e oltre che da allora hanno camminato nello spazio. Nella foto (Credit: NASA) Sally Ride a bordo dello Space Shuttle Challenger durante STS-7. Una bella serie di immagini della Ride a questo indirizzo: http://www.nasa.gov/topics/people/galleries/ride.html.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: Virgin Galactic) la turista spaziale Marsha Waters assieme a Sir Richard Branson. 17/06/2013 - Il 600esimo cliente della Virgin Galactic è una donna - Proprio a cavallo di due giornate storiche per l'astronautica femminile la Virgin Galactic ha venduto il suo 600esimo biglietto per il volo turistico suborbitale ad una donna. Infatti il 16 giugno cadeva infatti il 50esimo anniversario del volo di Valentina Tereshkova, ed il 18 giugno il volo della prima astronauta Americana, Sally Ride, a bordo dello Space Shuttle Challenger. La Ride è deceduta nel 2012 per un tumore pancreatico e verrà insignita postuma della Medaglia della Libertà dal Presidente Barack Obama entro l'anno. Marsha Waters, 42 anni, di Blackpool, Regno Unito, commercialista, è il volto della prossima generazione di donne nello spazio. Individui privati che sono appassionati nello sperimentare il viaggio spaziale per loro stesse. Al momento, di 600 biglietti venduti, 98 sono di donne fra le quali personaggi famosi come l'attrice Angelina Jolie e la cantante pop Katy Perry. "Sono sempre stata affascinata dallo spazio e pensavo che il volo spaziale non sarebbe mai stato possibile per persone come me, specialmente durante la mia vita." ha dichiarato la Waters in un comunicato. "Dopo aver visto il primo volo di prova supersonico della Virgin Galactic della fine di aprile, ho pensato che questo era il momento ed ho preso la decisione di acquistare il mio biglietto per lo spazio. E' un bell'impegno finanziario per me, ma so che sarà la più emozionante avventura nella quale potrò mai imbarcarmi." Un posto a bordo del veicolo suborbitale passeggeri a sei posti SpaceShipTwo costa infatti la bellezza di 250.000 dollari (circa 175.000 Euro), ma lo spazioplano è ancora in fase di test ed i voli con equipaggio inizieranno non prima della fine dell'anno. Lo SpaceShipTwo non permette un volo completo attorno alla Terra ma compie un volo suborbitale che offre ai passeggeri l'esperienza dell'assenza di peso per diversi minuti e la vista del bordo terrestre contro il nero del cielo. Sir Richard Branson, il miliardario fondatore della Virgin Galactic, ha scritto nel suo blog che ha incontrato recentemente la Waters a Londra e che "lei non vede l'ora di poter intraprendere il suo volo". Nella foto (Credit: Virgin Galactic) la turista spaziale Marsha Waters assieme a Sir Richard Branson.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: ESA) Martin Kessler, capo del dipartimento operazioni scientifiche di ESA, invia l'ultimo comando a Herschel. 17/06/2013 - L'Europa ha dato il saluto finale al Telescopio Spaziale Herschel - Alle 12:25 GMT (le 14:25 ora italiana) di lunedì 17 giugno 2013, il controllo missione del Telescopio Spaziale Herschel, in un'emozionante cerimonia svoltasi presso il Centro Operazioni Spaziali dell'ESA presso Darmstadt, in Germania, ha inviato l'ultimo comando al veicolo spaziale spegnendolo definitivamente. "E' stato come dire addio ad un amico," ha detto Micha Schmidt, responsabile operativo di Herschel per l'ESA. Come ultimo atto il telescopio Herschel, dal costo di 1,4 miliardi di dollari, ha acceso i suoi propulsori di manovra per svuotare i suoi serbatoi di propellente mentre i controllori osservavano il veicolo spaziale che, senza speranza, tentava di riprendere il controllo mentre i suoi pannelli solari e le sue antenne perdevano il contatto con il Sole e la Terra. "E' stato curioso danneggiare intenzionalmente un veicolo spaziale," ha detto Schmidt. Herschel aveva esaurito il suo elio a temperatura criogenica, necessario per raffreddare la sua strumentazione scientifica a temperature vicine allo zero assoluto, ad aprile, dopo quasi quattro anni di osservazione continua del cosmo. Le freddissime temperature del telescopio permettevano di far funzionare i suoi sensori per catturare il debole calore di alcune delle più fredde zone dell'Universo coperte alle fotocamere ottiche dalla polvere stellare. Lo specchio principale di Herschel misurava 3,5 metri di diametro - il 50 percento maggiore di quello del Telescopio Spaziale Hubble. Lo strumento, a cui era stato dato il nome dell'astronomo Tedesco del 18esimo secolo, William Herschel, scopritore dello spettro infrarosso della luce, che aveva trasformato il campo dell'astronomia infrarossa. Lanciato nel maggio del 2009, la missione ha fatto numerose scoperte, come ad esempio, le vaste riserve di vapor d'acqua nei dischi di gas e polvere attorno ad altre stelle. Gli strumenti infrarossi di Herschel hanno anche ripreso immagini di strutture di polvere e filamenti di gas all'interno della Via Lattea, dando una visione dei primi stadi di formazione stellare. Questi filamenti potranno trasformarsi nei nuclei compatti che porteranno alla nascita di nuove stelle. Ma, una volta terminato l'elio liquido per il raffreddamento degli strumenti è terminata, per gli scienziati, l'utilità del telescopio. Il 13 maggio scorso gli ingegneri avevano eseguito un'accensione dei propulsori che aveva portato Herschel fuori dalla zona detta L2, un punto gravitazionalmente stabile che si trova a 1,5 milioni di km dalla Terra. La manovra aveva messo Herschel su un'orbita attorno al Sole che non lo riporterà vicino alla Terra per migliaia di anni. Nelle ultime settimane i controllori di Darmstadt hanno testato fino al limite tutta la strumentazione di bordo per vedere come reagiva dopo quattro anni nello spazio profondo. Questi test torneranno utili nella progettazione di futuri veicoli spaziali. "Queste sono cose che non si possono fare con un veicolo spaziale funzionante perché se qualcosa va male, ti fai un sacco di nemici, " ha detto Fabio Favata, coordinatore dell'ufficio per le proposte e la programmazione scientifica dell'ESA. "Ma se il veicolo spaziale è sopravvissuto alla missione principale, è qualcosa che si può tentare." La missione era programmata inizialmente per durare tre anni e mezzo. "Siamo stati operativi per quattro anni, e la missione è stata un successo." La missione Herschel è comunque finanziata dall'ESA fino al 2017 per processare tutti i dati inviati dal telescopio ed archiviarli per utilizzi futuri da parte degli scienziati. Secondo ESA, Herschel ha compiuto 35.000 osservazioni scientifiche ed ha registrato oltre 25.000 ore di dati scientifici dal 2009 al 2013. "Non è la fine della missione, " ha detto Göran Pilbratt, scienziato del progetto Herschel. "E' solo la fine delle operazioni del veicolo spaziale." Nella foto (Credit: ESA) Martin Kessler, capo del dipartimento operazioni scientifiche di ESA, invia l'ultimo comando a Herschel.

Fonte : Space.com

17/06/2013 - Il lander Morpheus della NASA esegue con successo il Test Vincolato n.24 - Il veicolo di prova Morpheus della NASA ha eseguito il Test Vincolato n.24 presso il Johnson Space Center di Houston, nel Texas. Il test è stato compiuto utilizzando la versione 'Bravo' del veicolo provando nuovi sistemi di riserva. Vi sono state due accensioni del motore nel test, e la prima ha avuto uno spegnimento leggero non programmato. Questo è stato causato dallo sbilanciamento del carico di propellente che ha causato al veicolo il superamento della sua zona di sicurezza. La seconda accensione è stata un completo successo. Se questa nuova fase di test andrà per il verso giusto il team di tecnici ed ingegneri tornerà, entro l'estate, presso il Kennedy Space Center, in Florida, per riprendere i test di volo non vincolato. Infatti lo scorso agosto il primo prototipo del lander Morpheus era rimasto distrutto durante il secondo test libero eseguito presso il KSC. Questo incidente non ha però fermato il progetto della NASA di un lander autonomo capace di evitare gli ostacoli ed atterrare su un corpo planetario (lune o pianeti) e fornito di propellente 'verde', il metano. Il team di ingegneri e tecnici ha quindi assemblato altri due veicoli, Morpheus 1.5B ed 1.5C, per riprendere al più presto la sperimentazione. I responsabili di Morpheus sono convinti che le modifiche apportate ai veicoli permetteranno di svolgere test sempre più complessi e delicati dimostrando la bontà del progetto. Morpheus viene costruito ed assemblato presso il JSC e la Armadillo Aerospace ed è grande abbastanza da poter trasportare fino a 450 kg. di carico sulla Luna. La combinazione dei suoi propellenti - ossigeno liquido e metano - è di particolare interesse per un numero di ragioni. Può essere stoccato per lunghi periodi nello spazio, a differenza di altri propellenti comuni come l'idrogeno liquido, ed è estremamente poco costoso e sicuro da gestire, inoltre ha migliori prestazioni dei propellenti ipergolici. Ma il metano può essere anche estratto dal ghiaccio lunare o da Marte. In effetti ogni anno la Stazione Spaziale Internazionale espelle circa 450 kg. di metano di scarto - abbastanza per rifornire completamente il lander Morpheus. Questi veicoli di prova non voleranno forse mai nello spazio, ma quello che insegneranno agli ingegneri della NASA sarà utilissimo per il futuro delle missioni spaziali nello spazio profondo.

VIDEO DEL TEST N.24 DI MORPHEUS PRESSO IL JSC- (CREDIT: NASA/JSC) - dur.min.1:08 - LINGUA INGLESE



Fonti : Spaceref - NASA Project Morpheus

Nella foto (Credit: NASA-ISS036-E-005353) Luca Parmitano mentre, nel tempo libero, suona la chitarra lasciata sulla 
ISS da Chris Hadfield, Comandante di Spedizione 35. 17/06/2013 - Rinviata l'apertura del portello di ATV-4, le leccornie di Parmitano dovranno attendere - L'equipaggio di sei persone che fanno parte di Spedizione 36 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno affrontato una giornata piena di attività relative al recente arrivo del cargo dell'Agenzia Spaziale Europea, attività robotiche, esperimenti scientifici e preparativi per un'imminente passeggiata spaziale. Il Comandante Pavel Vinogradov e l'Ingegnere di Volo Luca Parmitano hanno trascorso la loro mattinata eseguendo i controlli di tenuta dell'interfaccia di attracco che si trova nella parte posteriore del modulo di servizio Zvezda dove l'ATV-4 'Albert Einstein' è arrivato sabato alle 10:07 a.m. EDT (le 16:07 ora italiana). 'Albert Einstein' è stato lanciato il 5 giugno da Kourou, nella Guyana Francese, per consegnare 7,3 tonnellate di rifornimenti alla Stazione, compresi esperimenti scientifici, attrezzature, propellente, acqua ed aria. L'apertura del portello, prevista per lunedì, è stata rinviata mentre i responsabili della missione discutono se l'equipaggio deve disinfettare o meno tre sacche di materiali che si sospetta possano ospitare muffa o batteri, nessuno dei quali rappresenta alcun pericolo per l'equipaggio. Una volta aperto il portello, Parmitano, che è in questo caso il Loadmaster, ovvero il responsabile delle operazioni, entrerà all'interno di ATV-4 indossando occhiali protettivi e mascherina ed accenderà le luci e, con l'aiuto di Alexander Misurkin, installerà un sistema per la purificazione dell'aria. Questo per evitare il dubbio di possibili contaminazioni di polvere od altri agenti. Nel nuovo post, pubblicato sul blog della missione Volare, Luca spiega in modo dettagliato come sia complesso il modo di scarico del materiale da ATV. Sicuramente Luca avrà provato disappunto del ritardo nell'apertura di ATV-4 dato che aveva promesso una cena a base di cucina italiana per l'equipaggio con i viveri personali, fra cui spiccano le lasagne. Intanto gli Ingegneri di Volo Fyodor Yurchikhin e Alexander Misurkin hanno concentrato la loro attenzione nei preparativi per la passeggiata spaziale (EVA - attività extraveicolare) prevista per lunedì 24 giugno. Durante la loro escursione i due cosmonauti lavoreranno all'esterno del modulo Zarya sostituendo un pannello di controllo del fluido ed installando dei morsetti che, in seguito, terranno fermi dei cavi di alimentazione provenienti dal segmento USA della Stazione e destinati ad alimentare il nuovo laboratorio Russo il cui arrivo alla ISS è previsto verso la fine dell'anno. Yurchikhin e Misurkin hanno iniziato la giornata preparando le Nella foto (Credit: NASA-ISS036-E-006586) Luca Parmitano mentre esegue esercizi fisici utilizzando l'attrezzo ARED. loro tute spaziali Orlan. Dopo di che hanno studiato il sito di lavoro ed il cammino della loro EVA, sia guardando visivamente fuori dalle finestre della Stazione, che virtualmente con un programma di grafica. Yurchikhin ha completato la giornata con l'esperimento Seiner sull'osservazione degli oceani mentre Misurkin preparava dei kit per testi microbiotici. L'Ingegnere di Volo Karen Nyberg ha eseguito alcune manutenzioni di routine nel modulo Tranquillity e nel laboratorio Destiny prima di raggiungere Parmitano per parlare con gli scienziati dell'esperimento Spinal Ultrasound, al quale hanno partecipato in settimana. Ricerche mediche hanno osservato che gli astronauti crescono fino al tre percento in altezza durante le lunghe permanenze in orbita a bordo della Stazione e ritornano alla loro altezza normale una volta tornati sulla Terra. Lo studio Spinal Ultrasound cerca di comprenderne il meccanismo e gli effetti di questi cambiamenti mentre migliora la tecnologia di immagine medica sia sulla Stazione che sulla Terra. In seguito Parmitano ha condotto della manutenzione ordinaria allo strumento ARED (Advanced Resistive Exercise Device), una delle diverse attrezzature che i residenti della Stazione utilizzano per le loro due ore di esercizi fisici giornalieri il cui scopo è combattere la perdita di massa muscolare e la densità ossea riscontrata negli equipaggi di lunga durata. L'Ingegnere di Volo Chris Cassidy ha condotto un test, mai compiuto prima, su come un membro dell'equipaggio nello spazio possa controllare in remoto un robot sulla superficie della Luna, di un pianeta o su un asteroide. Dopo aver ricontrollato l'interfaccia del computer e le procedure per l'esperimento Surface Telerobotics, Cassidy ha comandato a distanza il rover K10 che si trova presso l'Ames Research Center in California, simulando l'installazione di un radio telescopio. La telemetria, in diretta video del rover e la mappa virtuale del terreno fornite a Cassidy gli permettevano di avere una visione completa delle attività del rover durante la sessione. Questa dimostrazione tecnologica ha permesso anche di vedere la reazione nei ritardi di comunicazione sulle lunghe distanze e gli effetti sull'abilità degli astronauti di controllare un rover automatico che si trovasse in una zona difficile. Per saperne di più sullo Spinal Ultrasound clicca qui. Per vedere un'intervista a Maria Baulat, una delle sviluppatrici del Surface Telerobotics Payload clicca qui. Per saperne di più su Spedizione 36 clicca qui. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA-ISS036-E-005353) Luca Parmitano mentre, nel tempo libero, suona la chitarra lasciata sulla ISS da Chris Hadfield, Comandante di Spedizione 35. Nella foto a sinistra (Credit: NASA-ISS036-E-006586) Luca Parmitano mentre esegue esercizi fisici utilizzando l'attrezzo ARED.

Fonti : NASA - ESA Volare blog

Nell'illustrazione pittorica in alto (Credit: ESA) il Trace Gas Orbiter di EsoMars 2016. 17/06/2013 - Firmati oggi i contratti per il completamento della sonda ExoMars 2016 dell'ESA - La missione ExoMars 2016 dell'ESA è entrata nelle fasi finali della sua costruzione con la firma del contratto con la Thales Alenia Space presso il Paris Air & Space Show. ExoMars volerà con due missioni, nel 2016 e nel 2018, in collaborazione fra l'ESA e l'agenzia spaziale Russa, Roscosmos. Il suo principale obiettivo sarà la risposta ad una delle domande scientifiche più importanti dei nostri tempi: c'è mai stata vita su Marte? Inoltre ExoMars svilupperà delle nuove tecniche Europee di atterraggio, movimento, perforazione e preparazione dei campioni per spianare la strada alle future missioni di raccolta ed invio dei campioni marziani immaginate per gli anni '20. La prima missione verrà lanciata nel 2016 e sarà composta dalla sonda TGO (Trace Gas Orbiter) per la ricerca delle prove del metano e di altri gas atmosferici che potrebbero essere segni di attività biologica o processi geologici. Inoltre la missione vedrà anche il Modulo Dimostratore EDM (Entry, Descent and Landing Demonstrator Module) per la superficie di Marte, per dimostrare le tecnologie chiave necessarie per la missione del 2018 e le future missioni di atterraggio. La missione del 2018 vedrà l'atterraggio di un rover su Marte - il primo con la capacità di perforare fino a 2 metri di profondità e raccogliere campioni che verranno protetti dall'aspro ambiente marziano di superficie dove le radiazioni e l'ossidazione possono distruggere i materiali organici. Inoltre la missione del 2018 sarà dotata della Surface Platform (Piattaforma di Superficie) che, grazie ai suoi strumenti scientifici studierà l'ambiente marziano. L'accordo, firmato oggi al padiglione dell'ESA presso il Paris Air & Space Show di Le Bourget, Parigi, segna un passo significativo per la missione e per la Thales Alenia Space, l'industria capo-commessa per ExoMars. "L'aggiudicazione di questo contratto fornisce continuità al lavoro dei membri del team industriale di Thales Alenia Space per questa missione complessa, e farà in modo che rimanga in pista per il lancio previsto nel gennaio 2016," ha osservato Alvaro Giménez, direttore ESA per l'Esplorazione Robotica e la Scienza. L'accordo è stato firmato dal prof Giménez e Vincenzo Giorgio, Vice Presidente di Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space nel corso di una cerimonia alla presenza del direttore generale dell'Agenzia, Jean-Jacques Dordain. Presenti anche Maria Carrozza, il ministro italiano dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia spaziale italiana, e Jean-Loïc Galle, amministratore delegato di Thales Alenia Space. Per la missione del 2016, la Thales Alenia Space sta costruendo l'EDM, che al momento sta completando i test strutturali nei laboratori della compagnia a Torino. L'orbiter TGO viene invece costruito nel sito della Thales Alenia Space di Cannes, in Francia. La prima missione verrà lanciata nel gennaio del 2016 ed arriverà su Marte nove mesi dopo. La seconda missione è prevista per il lancio nel maggio del 2018 ed arrivo sul Pianeta Rosso ai primi del 2019. Il Programma della missione ExoMars è finanziato da 14 Stati facenti parte di ESA (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, il Regno Unito e il Canada) e di questi l'Italia è il contribuente maggiore seguito dal Regno Unito. Gli Stati Membri forniscono inoltre gli strumenti scientifici di ExoMars. Per il TGO 2016, questi comprendono un'apparecchiatura spettrometro nell'infrarosso e nell'ultravioletto NOMAD (Belgio) ed la fotocamera stereo a colori ad alta risoluzione CaSSIS (Svizzera). Il TGO inoltre ospiterà due strumenti Russi mentre l'Italia sarà a capo della stazione ambientale DREAMS di EDM. Il rover del 2018 disporrà di PanCam, un sistema di fotocamere a grande angolo e grande risoluzione (dell Regno Unito); CLUPI, per riprese ravvicinate (Svizzera); WISDOM, un penetratore radar del suolo (Francia); Ma_MISS, uno spettrometro miniaturizzato infrarosso integrato nel trapano (Italia); MicrOmega, uno spettrometro per immagini visibili ed infrarosse (Francia); RLS, uno spettrometro Raman (Spagna) e MOMA, un sensore di molecole organiche (Germania con il sostanziale contributo degli Stati Uniti). Il carico scientifico del rover è completato da due strumenti Russi. Nell'illustrazione pittorica in alto (Credit: ESA) il Trace Gas Orbiter di EsoMars 2016.

Fonte : ESA

17/06/2013 - Dopo una dura selezione la NASA sceglie otto nuovi futuri astronauti - Dopo una dura selezione durata un anno e mezzo, la NASA ha scelto un nuovo gruppo di potenziali astronauti che aiuteranno l'agenzia a spingere in avanti i limiti dell'esplorazione e viaggeranno verso nuove destinazioni nel Sistema Solare. Gli otto candidati sono stati selezionati per essere i nuovi astronauti da addestrare. La classe dei candidati del 2013 era iniziata da ben 6.100 richieste pervenute alla NASA, il secondo per numero. Il gruppo riceverà una vasta gamma di addestramento tecnico nei centri spaziali sparsi per il globo per essere pronto ad affrontare missioni in orbita bassa terrestre, sugli asteroidi e su Marte. "Questi nuovi esploratori spaziali hanno chiesto di entrare alla NASA perché sanno che qui si possono fare grandi cose - preparare missioni che si spingano più lontano nello spazio di quanto mai fatto prima," ha detto Charles Bolden, amministratore della NASA. "Loro sono emozionati pensando alla scienza che potranno fare sulla Stazione Spaziale Internazionale o per i nostri piani di lanciare dal suolo degli Stati Uniti con veicoli spaziali costruiti da aziende americane. Loro sono pronti per guidare la prima missione umana su un asteroide e poi su Marte." I nuovi candidati astronauti Classe 2013 sono:

Nella foto (Credit: NASA) Josh A. Cassada. Josh A. Cassada, 39 anni, originario di White Bear Lake, Minn. Cassada è un ex-pilota navale che ha ottenuto un diploma presso l'Albion College ed una laurea specialistica dall'University of Rochester, N.Y. Cassada è un fisico e co-fondatore e capo tecnologia della Quantum Opus. Nella foto (Credit: NASA) Victor J. Glover. Victor J. Glover, 37 anni, proviene da Pomona, Calif., e Prosper, Texas, Tenente Comandante della U.S. Navy, pilota di caccia F/A-18 e diplomato presso la U.S. Air Force Test Pilot School. Glover ha una laurea della California Polytechnic State University, di San Luis Obispo, California.; Air University and Naval Postgraduate School. Al momento il suo ruolo è quello di borsista legislativo per l'US. Navy presso il Congresso degli Stati Uniti.
Nella foto (Credit: NASA) Tyler N. Hague (Nick). Tyler N. Hague (Nick), 37 anni, considera Hoxie, Kan. la sua casa. Egli è Tenente Colonnello dell'U.S. Air Force e diplomato presso la U.S. Air Force Academy, Massachusetts Institute of Technology, e la U.S. Air Force Test Pilot School, di Edwards, California. Al momento Hague presta servizio presso il Dipartimento della Difesa come vice capo della Joint Improvised Explosive Device Defeat Organization. Nella foto (Credit: NASA) Christina M. Hammock. Christina M. Hammock, 34 anni, considera Jacksonville, N.C. la sua casa. La Hammock ha ottenuto una laurea ed una specializzazione presso la North Carolina State University, Raleigh, N.C. Al momento sta lavorando presso la NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration) come capo stazione nelle Samoa Americane.
Nella foto (Credit: NASA) Nicole Aunapu Mann. Nicole Aunapu Mann, 35 anni, Maggiore dei Marines, originaria di Penngrovea, California. La Mann si è laureata presso la U.S. Naval Academy, Stanford (Calif.) University e la U.S. Naval Test Pilot School, di Patuxent River, Md. La Mann è pilota di F/A-18 ed attualmente presta servizio come Integrated Product Team Lead presso la U.S. Naval Air Station, di Patuxent River. Nella foto (Credit: NASA) Anne C. McClain. Anne C. McClain, 34 anni, Maggiore dell'U.S. Army, considera la sua casa Spokane, Washington. La McClain si è laureata presso la U.S. Military Academy di West Point, NY; l'Università di Bath e l'Università di Bristol, entrambe nel Regno Unito. McClain è un pilota di elicotteri OH-58, ed è neo-laureata della Naval Test Pilot School degli Stati Uniti presso la Naval Air Station di Patuxent River.
Nella foto (Credit: NASA) Jessica U. Meir. Jessica U. Meir, 35 anni, originaria di Caribou, Maine. La Meir si è laureata alla Brown University, ha una specializzazione presso l'Università Spaziale Internazionale, e ha ottenuto il suo dottorato presso lo Scripps Institution of Oceanography. La Meir attualmente è Professore Associato di Anestesia alla Harvard Medical School, Massachusetts General Hospital di Boston. Nella foto (Credit: NASA) Andrew R. Morgan. Andrew R. Morgan, 37 anni, Maggiore dell'U.S. Army, considera la sua casa New Castle, Pa. Morgan è un laureato alla US Military Academy di West Point, e ha conseguito il dottorato in medicina presso la Uniformed Services University of the Health Sciences, di Bethesda, Md. Morgan ha esperienza come medico di emergenza e chirurgo di volo per il gruppo di operazioni speciali dell'esercito, e attualmente sta completando una borsa di studio sul farmaco sportivo.


I nuovi candidati astronauti inizieranno l'addestramento ad agosto presso il Johnson Space Center della NASA di Houston. "Quest'anno abbiamo scelto otto individui altamente qualificati che hanno dimostrato impressionanti sforzi accademici, operativi e fisici," ha detto Janet Kavandi, direttore del Flight Crew Operation presso il Johnson Space Center. "Essi hanno background e competenze diverse che contribuiranno notevolmente al corpo degli astronauti esistente. Sulla base delle loro incredibili esperienze accumulate fino ad ora, ho piena fiducia che applicheranno la loro combinazione di esperienza e talento per realizzare grandi cose per la NASA, e per questo Paese, nella ricerca dell'esplorazione umana." Presso il Television Video File della NASA potete trovare le interviste agli astronauti. Per la trasmissione in streaming della NASA, la programmazione e le informazioni visita: http://www.nasa.gov/ntv. Per ulteriori informazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale visita: http://www.nasa.gov/station. Per ulteriori informazioni sulla selezione degli astronauti e sull'addestramento visita: http://nasajobs.nasa.gov/astronauts/.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/TV) . 15/06/2013 - Nonostante un piccolo problema ad un set di propulsori l'ATV-4 è arrivato regolarmente alla ISS - Nonostante un problema con uno dei quattro set di propulsori di manovra avvenuto due ore e mezzo prima dell'attracco, il veicolo di rifornimento automatico ATV-4 "Albert Einstein si è agganciato regolarmente al boccaporto posteriore del modulo Zvezda della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) alle 14:07 GMT (le 16:07 ora italiana) mentre i due veicoli spaziali sorvolavano l'Oceano Pacifico ad una quota di circa 411 km.. All'interno della ISS, gli Ingegneri di Volo Alexander Misurkin e l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano, facenti parte dell'equipaggio di Spedizione 36, hanno supervisionato tutta l'operazione dal pannello di controllo remoto situato nel modulo Zvezda. In caso qualcosa non andasse come previsto nel rendezvous automatico i due astronauti erano pronti ad intervenire prendendo i comandi del cargo ed allontanandolo a distanza di sicurezza. L'ATV dispone di quattro set di propulsori di manovra e ne sono sufficienti tre per eseguire in sicurezza la manovra di avvicinamento. L'ATV-4 si è avvicinato alla ISS in quattro tappe successive intervallate da momenti di sosta programmate. Una volta eseguita una manovra di avvicinamento il programma automatico fermava il veicolo spaziale e restava in attesa di conferma per proseguire. Alle 12:23 GMT (le 14:23 ora italiana), quando ATV-4 si è trovato a 250 metri di distanza dal boccaporto del modulo Zvezda ha attivato il sistema laser affiancandolo a quello GPS per la posizione relativa. Nei giorni scorsi vi era qualche preoccupazione che uno dei riflettori laser (degli specchietti), montati attorno al boccaporto del modulo Zvezda, potessero essere stati danneggiati dal contatto con un'antenna non dispiegata del cargo Progress M-19M. Ma una volta arrivato al punto S3 di sosta posto a 250 metri dalla ISS i controllori di volo del Centro Controllo ATV presso Tolosa, hanno confermato che i segnali riflessi dai laser erano perfetti e questo ha spianato la strada per gli ultimi due avvicinamenti. Dopo essersi fermato a circa 20 metri per altri 13 minuti i centri di controllo hanno dato il via libera alla fase finale che ha visto il contatto con il boccaporto di Zvezda alle 14:07 GMT. Circa cinque minuti dopo è stato confermato che la sonda di aggancio del Veicolo di Trasferimento Automatico Albert Einstein era stata retratta e che i due veicoli erano ora un tutt'uno. Per lunedì è prevista l'apertura dei portelli del veicolo cargo e, nei giorni successivi, l'inizio del trasferimento del carico. Questo è il quarto veicolo di trasferimento automatico Europeo che si aggancia con successo alla Stazione Spaziale Internazionale. In copertina (Credit: NASA/TV) l'ATV-4 (al centro con i quattro pannelli solari ad X) nelle ultime fasi di avvicinamento alla ISS. Nella foto (Credit: NASA/TV) in alto i momenti precedenti il contatto fra i due veicoli spaziali visto dalla telecamera di puntamento posta sul boccaporto posteriore del modulo Zvezda. ISS.

Fonti : SpaceflightNow - ESA ATV blog

15/06/2013 - La SpaceX sta testando a fondo il nuovo Falcon 9 v1.1 - Gli ingegneri della struttura di prova della SpaceX che si trova a McGregor, in Texas, stanno eseguendo una fitta serie di prove del primo stadio del nuovo razzo Falcon 9 v.1.1. Il nuovo modello di Falcon 9 si differenzia dal precedente per la disposizione dei 9 motori del primo stadio - non più disposti in uno schema 3x3 ma ad ottagono con uno al centro - e per la maggiore lunghezza, sempre del primo stadio. Anche i motori sono una versione migliorata, la 1D, del Merlin che alimenta il Falcon 9. La SpaceX ha fatto volare con successo, fino ad ora, cinque razzi Falcon 9 v1.0 dotati dei motori Merlin 1C, comprese quattro missioni con la capsula Dragon di cui tre nelle quali ha attraccato alla ISS consegnando rifornimenti. I nuovi motori e la maggiore lunghezza del primo stadio permetteranno di portare in orbita bassa terrestre oltre 13 tonnellate di carico utile. Ma i nuovi motori saranno, non sono soltanto più potenti, ma anche più facili da costruire ed affidabili e permetteranno la realizzazione del sogno della SpaceX, la completa riutilizzabilità del razzo. Il Falcon 9-R infatti sarà lo stesso veicolo del Falcon 9 v1.1 ma con in più le zampe di atterraggio ed altre piccole modifiche. Il sistema di atterraggio del primo stadio viene testato dal veicolo Grasshopper che ha compiuto, fino ad ora, alcuni decolli ed atterraggi verticali fino ad un'altezza di 250 metri. Da fonti non ufficiali si è appreso che gli ultimi test di accensione del primo stadio del Falcon 9 v1.1 tenutisi a McGregor sono incappati in alcuni problemi che però, sembrerebbero superati. In fondo i test vengono eseguiti proprio per mettere in luce i problemi prima che possano manifestarsi durante un lancio. Il debutto del nuovo vettore Falcon 9 v1.1 doveva avvenire ad agosto con il lancio da Vandemberg, in California, per la messa in orbita del satellite Canadese per il meteo spaziale, CASSIOPE, ma la missione sembra che dovrà essere rinviata a settembre. A Cape Canaveral dovrebbero invece essere eseguiti i lanci di altri due satelliti commerciali, il SES-8 ed il Thaicon 6. La SpaceX non ha fissato nessuna data anche se dovrebbero avvenire sicuramente entro l'anno.

Fonte : Nasaspaceflight

Nell'illustrazione (Credit: NASA) la sonda LRO in orbita lunare. 15/06/2013 - Le scoperte di una sonda lunare potrebbero aiutare gli astronauti a proteggersi dalle radiazioni - Gli scienziati spaziali dell'Università del New Hampshire (UNH) e del Southwest Research Institute (SwRI) hanno segnalato che i dati ottenuti dalla sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) della NASA mostrano che materiali leggeri come la plastica fornirebbero uno scudo efficace contro il pericolo delle radiazioni che gli astronauti incontreranno durante i lunghi viaggi spaziali. La scoperta potrebbe aiutare a ridurre i rischi per la salute degli esseri umani impegnati nelle future missioni nello spazio profondo. L'alluminio è sempre stato il materiale usato principalmente nella costruzione di veicoli spaziali, ma fornisce relativamente poca protezione contro i raggi cosmici ad alta energia ed aggiunge molto peso alle astronavi facendo diventare proibitivi i costi di lancio. Gli scienziati hanno pubblicato le loro scoperte online sulla rivista Space Weather dell'American Geophysical Union. Intitolato "Misurazioni dei raggi cosmici galattici schermati con lo strumento CRaTER", il lavoro è basato sulle osservazioni compiute con il Cosmic Ray Telescope for the Effects of Radiation (CRaTER) che si trova a bordo della sonda LRO. Il principale autore dell'articolo è Carl Zitlin, del dipartimento Terra, Oceani e Spazio presso la SwRI. Il co-autore è Nathan Schwadron del dipartimento Terra, Oceani e Spazio dell'UHN e principale studioso del CRaTER. Dice Zeitlin, "Questo è il primo studio che utilizza osservazioni nello spazio per confermare quello che pensiamo da qualche tempo - le plastiche ed altri materiali leggeri sono, a parità di peso, più efficaci per la schermatura contro le radiazioni cosmiche che l'alluminio. Questa schermatura non risolve interamente il problema dell'esposizione alle radiazioni nello spazio profondo ma vi sono chiare differenze nell'efficacia di materiali diversi." Il confronto plastica-alluminio è stato fatto tempo fa durante test a terra utilizzando un fascio di particelle pesanti che simulavano i raggi cosmici. "L'efficacia della schermatura con la plastica nello spazio è molto simile con quello che avevamo scoperto con gli esperimenti eseguiti con il fascio, e questo ci da più sicurezza sulle conclusioni che abbiamo delineato nel nostro lavoro," dice Zeitlin. "Ogni cosa contenente alte percentuali di idrogeno, compresa l'acqua, funziona molto bene." I risultati forniti dallo spazio sono il prodotto dell'abilità di CRaTER di misurare con precisione la dose di radiazioni cosmiche che attraversano un materiale conosciuto come "plastica equivalente-tessuto', che simula i tessuti dei muscoli umani. Prima di CRaTER e delle recenti misurazioni eseguite con il Radiation Assessment Detector (RAD) del Mars rover Curiosity, gli effetti dello spessore per la schermatura dai raggi cosmici erano stati solo simulati nei modelli al computer e negli acceleratori di particelle, con pochi dati osservati nello spazio profondo. Le osservazioni di CRaTER rendono validi i modelli e le misurazioni al suolo, confermando che i materiali leggeri per la schermatura possono essere utilizzati con sicurezza per lunghe missioni, rendendo però le loro proprietà strutturali adeguate ai rigori del volo spaziale. Fin dal lancio di LRO, nel 2009, lo strumento CRaTER ha misurato le particelle cariche energetiche - particelle che possono viaggiare quasi alla velocità della luce e causare effetti deleteri alla salute umana - dai raggi cosmici galattici ed agli eventi delle particelle solari. Fortunatamente lo spessore dell'atmosfera terrestre ed il forte campo magnetico forniscono un'adeguata protezione contro queste pericolose particelle ad alta energia. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Md, ha sviluppato e gestisce la missione LRO. L'attuale missione scientifica di LRO è implementata dallo Science Mission Directorate della NASA. L'Exploration Systems Mission Directorate della NASA ha finanziato la missione esplorativa iniziale di LRO, della durata di un anno, che si è conclusa nel settembre del 2010. Nell'illustrazione (Credit: NASA) la sonda LRO in orbita lunare.

Fonti : Spacedaily - NASA/LRO

Nell'illustrazione (Credit: Northrop Grumman) una visione a raggi-x del JWST. 14/06/2013 - La NASA completa l'ultimo pezzo della struttura del Telescopio Spaziale Webb - L'assemblaggio dell'ossatura del James Webb Space Telescope della NASA, la struttura dove si poggerà lo specchio principale, è un passo più vicino al completamento con la recente aggiunta del piano di supporto inferiore, un pezzo che verrà utilizzato per collegare assieme tutto il telescopio. Il piano di supporto inferiore terrà assieme la sezione centrale e le ali di Webb, il sistema ottico posteriore ed il modulo con la strumentazione. L'ATK di Magna, Utah, ha completato la fabbricazione sotto la direzione del supervisore alla costruzione, la Northrop Grumman Corp. Il piano di supporto dovrà anche tenere il fascio di luce allineato durante le osservazioni. Misurando 3,5x2,7x7,20 metri e pesante 500 kg., è il segmento finale necessario per completare la struttura di supporto dello specchio principale. Questa struttura dovrà reggere il peso di tutto l'osservatorio durante il lancio dalla Terra ed ospitare i 18 specchi che formano lo specchio principale di 6,40 metri di apertura senza nessuno spostamento mentre Webb si troverà nello spazio profondo. L'ATK ha iniziato l'integrazione finale del piano di supporto con la sezione centrale inferiore, che era stata completata nell'aprile del 2012, e con le due ali di supporto completate a marzo. "La fabbricazione e l'assemblaggio del piano di supporto di queste dimensioni e con i requisiti di stabilità è un significativo passo avanti tecnologico in una delle più grandi strutture composite criogeniche mai costruite," ha detto Lee Feinberg, responsabile degli elementi ottici del Telescopio Spaziale Webb presso il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Md. La struttura, che è stata costruita a temperatura ambiente ma dovrà operare fra i meno 207° ed i meno 172° Celsius ha subito un test estremamente freddo, o criogenico, presso il Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, Alabama. La struttura del piano di supporto inferiore e la struttura del piano di supporto dello specchio principale si restringeranno una volta al freddo dello spazio. Questi test, superando le temperature che l'ossatura del telescopio incontrerà nello spazio, devono verificare che i componenti abbiano le giuste misure per funzionare nello spazio. La struttura di supporto inferiore dello specchio principale consiste di circa 10.000 pezzi, tutti progettati, ingegnerizzati e costruiti dalla ATK. La struttura di supporto sarà alta circa 7,30 metri, larga 6 e profonda oltre 3,35 una volta completamente dispiegata, ma pesante soltanto 970 kg. con le ali, la sezione centrale ed il traliccio dell'ossatura attaccati. Quando saranno installati anche gli strumenti e le apparecchiature la struttura Nella foto (Credit: ATK) i tecnici completano la sezione centrale del piano inferiore del JWST. reggerà oltre 3.311 kg., più di tre volte il suo peso. Anche la struttura di supporto del piano inferiore dello specchio principale deve rispondere a requisiti di stabilità termica senza precedenti per minimizzare le distorsioni del calore. Mentre il telescopio funzionerà in una scala di temperature estremamente basse, da meno 207° a meno 172° Celsius, il piano inferiore non dovrà variare di più di 38 nanometri (approssimativamente un millesimo del diametro di un capello umano). La struttura di supporto principale è costruita in materiale di grafite ultraleggera ed utilizza delle tecniche di fabbricazione modernissime. Le parti in composito sono connesse con precisi raccordi in metalli fatti di invar o titanio. "L'ATK sta fornendo un hardware che è la più grande e più avanzata struttura criogenica mai costruita," ha detto Bob Hellekson, program manager di ATK per il Telescopio Webb. La struttura di supporto primaria ed il traliccio di supporto inferiore saranno inviati presso il Marshall entro quest'anno per i test termici criogenici estremi. Poi, all'inizio del 2014, subiranno dei test statici strutturali presso la sede della Northrop Grumman di Redondo Beach, in Florida, ed infine verranno montati con la struttura delle ali. Il JWST (James Webb Space Telescope), il successore del Telescopio Spaziale Hubble della NASA, sarà il più potente telescopio spaziale mai costruito. Potrà osservare gli oggetti più distanti dell'Universo, fornire immagini della formazione delle prime galassie e vedere pianeti inesplorati attorno a stelle lontane. Il Webb Telescope è un progetto congiunto della NASA, dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dell'Agenzia Spaziale Canadese (CSA). Per ulteriori informazioni sul completamento della sezione centrale del piano inferiore visita il sito: http://go.nasa.gov/Zuggpq. Per una serie di video 'dietro le quinte' sul piano inferiore visita il sito: http://go.nasa.gov/Zugltr. Per ulteriori informazioni sul JWST visita: http://www.jwst.nasa.gov/. Nell'illustrazione in alto a sinistra (Credit: Northrop Grumman) una visione a raggi-x del JWST. Si vede il traliccio di supporto del piano inferiore (BSF) in relazione all'osservatorio. Il BSF è l'ossatura dell'osservatorio e dovrà sopportare il carico di tutta la struttura al lancio ed ospitare gli strumenti scientifici. Nella foto a destra (Credit: ATK) i tecnici completano la sezione centrale del piano inferiore del JWST.

Fonte : NASA

14/06/2013 - Gli astronauti Cinesi completano un lavoro di manutenzione nel modulo spaziale TianGong-1 - I tre astronauti Cinesi che si trovano a bordo del modulo orbitale TianGong-1 da oltre 24 ore, sono stati impegnati oggi nell'installazione di nuovi pannelli del pavimento. L'operazione è stata eseguita in preparazione dei vari compiti che attendono i tre astronauti durante il resto della permanenza a bordo del modulo. Un video ha mostrato i tre astronauti, compresa la seconda donna astronauta Cinese, con indosso le tute di colore blu mentre sistemavano i pannelli dopo aver ricevuto le istruzioni dal centro di controllo. Nie Haisheng, Zhang Xiaoguang e Wang Yaping dovranno eseguire degli esperimenti e test tecnici ed è previsto anche un aggancio manuale fra il modulo spaziale e a loro capsula Shenzhou-10 prima della fine della permanenza. Il TianGong-1 è in orbita da circa 620 giorni e rimarrà in servizio per altri tre mesi. Il modulo è il primo passo per la costruzione di una stazione spaziale permanente, che il Paese intende costruire per il 2020. Da segnalare comunque una lieve carenza di immagini, video e notizie della missione a differenza della precedente Shenzhou-9. Nelle immagini tratte dai fotogrammi del video (Credit: CNTV) i tre taikonauti all'interno del modulo TianGong-1 mentre sistemano i pannelli del pavimento.

Nella foto (Credit: CNTV) i tre taikonauti all'interno del modulo TianGong-1 mentre sistemano i pannelli del pavimento. Nella foto (Credit: CNTV) i tre taikonauti all'interno del modulo TianGong-1 mentre sistemano i pannelli del pavimento.

Fonte : Xinhua

14/06/2013 - L'antenna del Progress M-19M si è aperta dopo la partenza dalla ISS - Quando il veicolo cargo Russo Progress M-19M (51P) ha lasciato la Stazione Spaziale Internazionale, lo scorso 11 giugno; appena dopo essersi sganciata dal modulo Zvezda, si è dispiegata l'antenna 2ASF, e questo fatto è stato confermato dalla telemetria e tramite osservazioni visuali dell'equipaggio della ISS. Le riprese video disponibili indicano che l'antenna ha iniziato ad aprirsi immediatamente dopo il primo movimento del veicolo spaziale ma non si può essere certi che non abbia colpito qualche parte del modulo di servizio. Le analisi eseguite dagli specialisti della NASA prima dello sgancio indicavano che se l'antenna si fosse aperta vi era uno spazio nominale di due millimetri fra essa e qualsiasi ostruzione del modulo di servizio. Secondo invece le analisi dei tecnici Russi le condizioni erano più incerte e, secondo loro, l'antenna avrebbe potuto colpire il modulo di servizio dato che vi poteva essere una sovrapposizione di 5/5,5 millimetri. Comunque, secondo la NASA, l'apertura dell'antenna ha causato solo una piccola destabilizzazione del veicolo spaziale. L'antenna in questione è quella che viene utilizzata per fornire i dati di rollio del veicolo spaziale durante la fase di avvicinamento. L'antenna non si era dispiegata, come previsto, dopo la messa in orbita del cargo e, per superare questo problema, i controllori di volo Russi hanno utilizzato uno speciale software e il sistema automatico Kurs. Ora il Progress M-19M si trova ancora in orbita bassa terrestre in volo autonomo e vi rimarrà fino al 19 giugno come parte dell'esperimento Radar-Progress. Dopo la conclusione dell'esperimento la Progress verrà fatta deorbitare e si distruggerà al rientro nell'atmosfera terrestre, come previsto.

Fonte : Russia Space Web

14/06/2013 - Al via il 50esimo Paris Air Show a Le Bourget - A Le Bourget stanno preparandosi al giro di boa del mezzo secolo: per l'appuntamento fieristico di settore più atteso dell'anno, il Salone Internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio che si svolgerà dal 17 al 23 giugno prossimo che, a cadenza biennale si dà il cambio col Farnborough, si avvicina infatti la 50esima edizione. La kermesse - allestita nella piccola località a nordest di Parigi, dove venne costruito 94 anni fa il primo aeroporto civile di Francia - è divenuta ormai da tempo il luogo di incontro privilegiato per gli operatori del settore. Il programma prevede quattro giornate a loro completamente dedicate, mentre negli ultimi tre giorni le porte verranno aperte anche al grande pubblico. Anche in questa edizione la presenza del nostro paese è fortemente connotata. Una delegazione istituzionale composta dal ministro della Difesa Mario Mauro, quello dell'Istruzione Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza e il ministro per le Riforme Istituzionali Gaetano Quagliarello, farà visita allo stand ASI (in cui saranno rappresentate tutte le maggiori aziende attive nel settore nel nostro Paese, le organizzazioni di categoria e le società partecipate). A guidare la delegazione dell’Agenzia Spaziale Italiana saranno il presidente Enrico Saggese e il Direttore Generale Fabrizio Tuzi. Qui il link del Paris Air Show.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: ESA) il Centro Controllo ATV di Tolosa durante il lancio di Ariane 5 con ATV-4. 14/06/2013 - L'ATV-4 pronto ad incontrare la Stazione Spaziale Internazionale - Il quarto Veicolo di Trasferimento Automatico ( Automated Transfer Vehicle) ATV-4 Albert Einstein, è pronto a condurre un attracco autonomo alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il 15 giugno. Il vascello consegnerà esperimenti scientifici, propellente e rifornimenti vitali per gli astronauti. L'ATV-4 è stato lanciato con un potente razzo Ariane 5 lo scorso 5 giugno su un'orbita altamente precisa ad un'altezza di 259,5 km. Entro sabato, l'ATV-4 avrà completato una serie di manovre graduali - un certo numero di accensioni dei motori - ideati per alzare l'orbita del vascello dal suo punto di inserimento orbitale fino ad un punto che si trova a 40 km dietro e sotto la ISS a circa 410 km di altezza, pronto per iniziare le operazioni di rendezvous. I controllori di misione dell'ATV Control Center dell'ESA di Tolosa lo guideranno fino ad uno specifico punto che si trova virtualmente a 3,5 km dietro e 100 metri sotto la Stazione. Da qui ATV-4 Albert Einstein inizierà la sequenza automatica di attracco. Il vascello del peso di 20 tonnellate, vola autonomamente ma viene costantemente tenuto sotto controllo da terra, e naviga grazie ai segnali GPS e, negli ultimi 250 metri prima del contatto, da fasci laser riflessi dalla parte terminale del modulo Zvezda della ISS. L'ATV-4 dovrebbe attraccate con la Stazione Spaziale Internazionale alle 15:46 ora italiana. "L'attracco verrà condotto con la precisione di pochi centimetri mentre orbita a 28.000 km/h," dice Alberto Novelli, il responsabile della missione ATV-4. "La tecnologia a bordo del veicolo spaziale è di prima classe ed il centro controllo con le squadre congiunte ESA/CNES sono addestrate e pronte per supervisionare l'attracco. Non vediamo l'ora di un arrivo tranquillo alla stazione." A bordo della ISS l'astronauta Luca Parmitano dell'ESA ed il cosmonauta Aleksandr Misurkin controlleranno attentamente l'aggancio. Nell'eventualità di un'anomalia l'equipaggio può inviare i comandi direttamente all'ATV, istruendolo di attendere, fermarsi e persino di abortire l'attracco. Una volta agganciato con sicurezza alla ISS, il portello verrà aperto e l'atmosfera interna del veicolo verrà ripulita e filtrata per diverse ore prima di potervi entrare. L'ingresso è infatti previsto per il 17 giugno. Luca ha due importanti operazioni da svolgere subito dopo l'attracco: una è l'installazione dell'esperimento FASES (Fundamental and Applied Studies in Emulsions Stability) all'interno del Fluid Science Laboratory del modulo Europeo Columbus. FASES studierà il comportamento delle emulsioni in assenza di peso; le emulsioni svolgono un ruolo significativo in molti settori industriali, tra cui la produzione alimentare, cosmetico e farmaceutico. L'altro compito sarà l'installazione di una nuova pompa dell'acqua all'interno del sistema di controllo termico di Columbus. L'aggancio verrà trasmesso in webcast all'indirizzo: http://www.esa.int/ sabato 15 giugno a partire dalle 14:50 alle 16:00 ora italiana. Segui il blog ATV dell'ESA via http://blogs.esa.int/atv. Nella foto (Credit: ESA) il Centro Controllo ATV di Tolosa durante il lancio di Ariane 5 con ATV-4.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: http://www.tumblr.com/tagged/valentina%20tereshkova) con la tuta di volo. 14/06/2013 - Cinquant'anni fa la Tereshkova diventava la prima donna a volare nello spazio - Il 16 giugno del 1963, Valentina Tereshkova, diventava la prima donna a volare nello spazio ed alimentava la propaganda dell'Unione Sovietica. Due anni dopo il primo storico volo spaziale abitato di Yuri Gagarin, la Tereshkova decollava a bordo del veicolo spaziale Vostok-6, diventato un'eroina della Nazione all'età di 26 anni. Valentina è rimasta la sola donna ad aver eseguito un solo volo spaziale. Nell'aprile del 1962 la selezione ufficiale e segreta aveva ristretto a soli cinque nomi la scelta. Due erano ingegneri, un'insegnante, una dattilografa ed un'operaia che aveva eseguito circa 90 salti con il paracadute: lei era la Tereshkova. Dopo sette mesi di addestramento intenso venne scelta la Tereshkova, che era cresciuta in una famiglia contadina ed era un leader del Komsomol (la Gioventù Comunista) in un'industria tessile nella città storica di Yaroslavl, a circa 280 km da Mosca. Alla Tereshkova non venne permesso di dire a nessuno di quello che stava per compiere ed anche la sua famiglia lo apprese quando Mosca lo annunciò al mondo. Quando decollò dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, un'altra nave spaziale, la Vostok-5, era già in orbita da due giorni, pilotata dal cosmonauta Valery Bykovsky. Durante la missione della durata di tre giorni, la Tereshkova girò attorno alla Terra 48 volte. Il primo giorno comunicò con Bykovsky e cantò perfino una canzone assieme a lui. Le loro comunicazioni si interruppero quando le due navi spaziali si allontanarono l'una dall'altra. Il suo volo spaziale ebbe numerosi problemi che vennero resi pubblici solo dopo la caduta dell'Unione Sovietica. "Un problema si manifestò il primo giorno di missione," dice la Tereshkova durante una conferenza stampa tenuta presso Star City, il centro di addestramento cosmonauti, questo mese. "A causa di un errore tecnico la nave spaziale non era stata programmata per atterrare ma per portarmi su un'orbita più alta," dice la Tereshkova lasciando intendere che la nave si sarebbe allontanata sempre di più dalla Terra. L'errore venne corretto ma il capo progettista Sergei Korolev le chiese di non dire niente di quanto avvenuto. "Ho tenuto il segreto per 30 anni," ha detto. La Tereshkova scrisse nel suo rapporto ufficiale che la sua tuta spaziale le aveva ferito le gambe e che il peso del suo casco gli poggiava sulle spalle e gli aveva scorticato la testa. Inoltre aggiunse che aveva vomitato durante il volo. Queste informazioni vennero tenute nascoste per non sciupare il trionfo della prima donna nello spazio. Anche l'atterraggio della Tereshkova creò preoccupazioni per il controllo missione. Lei aveva difficoltà nel guidare la nave spaziale e le sue comunicazioni si interruppero appena prima dell'inizio della discesa. Il generale Sovietico Nikolai Kamanin era in carica al settore spaziale a quei tempi e, più tardi, lo rivelò. La Tereshkova si catapultò dalla sua capsula - era una procedura standard - e scese ad Altai, nel sud della Siberia. Ma il controllo missione, per due ore, non conobbe la posizione dove era scesa la Tereshkova, ammise il costruttore della nave spaziale Boris Chertok nelle sue memorie. Finalmente le squadre di recupero la trovarono lontana decine di chilometri dalla zona dove era attesa. La Tereshkova disse, in un'intervista, che durante l'atterraggio il suo naso colpì il visore dell'elmetto e dovettero mascherarlo per le cerimonie ufficiali. Dopo la sua impresa, la seconda donna ad andare nello spazio fu, nel 1982, Svetlana Savitskaya, sempre proveniente dall'Unione Sovietica. Nel 1983 toccò alla prima donna Americana, Sally Ride. Fin da allora oltre 40 donne degli Stati Uniti sono andate nello spazio mentre solo un'altra Russa, Yelena Kondakova, nel 1994 e 1997. La Dottoresa Yelena Dobrokvashina venne addestrata per lo spazio per 14 anni ed avrebbe dovuto prendere parte ad una missione tutta femminile, poi annullata, assieme alla Savitskaya. "Probabilmente fu colpa dello sciovinismo maschile," dice la Dobrokvashina che ora lavora presso l'Istituto dei Problemi Medici e Biologici per i cosmonauti. "Quando ci addestravamo a Star City i capi dell'industria spaziale erano divisi: alcuni appoggiavano il progetto tutto femminile mentre altri non sopportavano nemmeno l'idea." Ora c'è un'altra cosmonauta, Yelena Serova, di 36 anni, che si sta allenando per una missione di sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Parlando con l'agenzia di notizie AFP la Serova si è riferita alla Tereshkova come: "una personalità eroica, la donna del secolo. Se tutto andrà bene con la mia missione questo sarà un segnale per incoraggiare ancora più donne a provare la loro resistenza nello spazio." Come Gagarin prima di lei anche la Tereshkova ha compiuto un solo volo spaziale. Alcuni mesi dopo la missione la Tereshkova sposò un cosmonauta Andriyan Nikolayev. Il loro matrimonio fu "probabilmente utile politicamente e per la scienza," scrisse il Generale Kamanin. Nel 1964 la Tereshkova dette alla luce una figlia, Yelena. I coniugi divorziarono più tardi e la Tereshkova si risposò. Dopo aver svolto diversi ruoli onorifici durante il periodo Sovietico all'età di 76 anni è stata eletta deputato nel partito Russia Unita. Ma il suo spirito avventuroso rimane: ha detto questo mese che potrebbe essere 'pronta' per volare verso Marte, anche per un viaggio di sola andata. Nella foto (Credit: http://www.tumblr.com/tagged/valentina%20tereshkova) con la tuta di volo.

Fonte : Spacedaily

13/06/2013 - Il 18 giugno a Vienna l'Amministratore della NASA spiegherà i prossimi passi nell'Esplorazione Spaziale - Martedì 18 giugno a Vienna, in Austria, presso il Vienna International Centre, l'Amministratore Charles Bolden della NASA, terrà una conferenza nella quale illustrerà la prima missione abitata verso un asteroide. L'iniziativa asteroide comprende due distinte attività legate fra loro: una missione robotica per dirigere un piccolo asteroide su un'orbita più vicina alla Terra in modo che un equipaggio umano possa visitarlo e, lo sforzo di migliorare la scoperta, la caratterizzazione e la preparazione di piani per mitigare la minaccia degli asteroidi potenzialmente pericolosi. La NASA vuole raggiungere entrambi gli scopi simultaneamente. Charles Bolden è l'Amministratore della NASA (National Aeronautics and Space Administration) fin dal 2009. Dopo essere entrato nell'agenzia nel 1980 ha compiuto quattro voli orbitali a bordo degli Space Shuttle fra il 1986 ed il 1994, comandando due delle missioni. Fra i suoi voli vi sono quello del rilascio del Telescopio Spaziale Hubble e la prima missione Shuttle congiunta USA-Russia, che vide anche un cosmonauta come membro di quell'equipaggio. Alla conferenza parteciperà, oltre a Bolden, anche Mazlan Othman, direttore dell'Ufficio dell'ONU che si occupa degli Affari dello Spazio Esterno. Ulteriori informazioni sull'incontro, che avverrà dalle 9:00 alle 9:40, presso il sito: www.unoosa.org. E' necessario un pass che deve essere richiesto entro il 14 giugno scrivendo a: press@unvienna.org.

Fonte : Spaceref

Nell'illustrazione (Credit: L'Garde Inc.) come apparirà nello spazio la vela solare Sunjammer. 13/06/2013 - La più grande vela solare verrà lanciata nel novembre del 2014 - Una gigantesca vela solare progettata per dimostrare la possibilità e la funzionalità di una propulsione senza propellenti verrà lanciata nel novembre del 2014. Il veicolo spaziale Sunjammer della NASA - i cui 1.208 metri quadrati di vela gli permetteranno di viaggiare nei cieli come una nave nel mare - è prevista che decolli su un razzo Falcon 9 della SpaceX da Cape Canaveral, in Florida, verso la fine dell'anno prossimo. La Sunjammer sarà il carico secondario del Falcon 9, il cui obiettivo principale è l'inserimento in orbita del satellite DSCOVR (Deep Space Climate Observatory) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration - l'ente degli Stati Uniti che si occupa della meteorologia e del clima, verso un punto gravitazionale stazionario chiamato Punto Lagrangiano 1 Terra-Sole, e che si trova a circa 1,5 milioni di km dalla Terra. La Sunjammer si separerà dal Falcon 9 poco dopo il DSCOVR. Il veicolo spaziale dispiegherà la sua enorme vela, che misura 38 metri per lato, e si dirigerà verso una posizione posta a 3 milioni di km dalla Terra, spinta solo dai fotoni provenienti dal Sole. Mentre la Sunjammer monitorerà lo spazio utilizzando diversi strumenti, l'obiettivo principale della missione del costo di 27 milioni di dollari sarà quello di mettere alla prova le tecnologie solari avanzate, che potrebbero spingere le missioni del futuro in modo meno costoso e più efficacemente. "Non vediamo l'ora di poter ammirare la Sunjammer che dispiega la vela e salpa, il prossimo anno, fornendo così la spinta per la sua missione. Questo potrebbe portare ad un concetto del tutto nuovo per le missioni del futuro," ha dichiarato Michael Gazarik, amministratore associato della NASA per le tecnologie spaziali. I ricercatori pensano che, una volta testate, le vele solari potrebbero essere utilizzate per inviare una flotta di veicoli spaziali così alimentati verso il Sole e creare un sistema di allerta meteo spazio. Le vele potrebbero anche aiutare nella rimozione efficace di satelliti in disuso e di altra spazzatura spaziale, o consentire alle astronavi di librarsi sopra le alte latitudini della Terra per le comunicazioni e le finalità di osservazione. Gli ingegneri stanno anche considerando le vele solari per la propulsione nello spazio profondo. Ad esempio, un veicolo equipaggiato di una vela potrebbe viaggiare verso un altro sistema solare in appena alcuni secoli - una vela delle dimensioni del Texas ed un laser posto nello spazio con un raggio super-potente spingerebbe il veicolo nelle profondità dello spazio. La compagnia Californiana L'Garde Inc. ha costruito la Sunjammer, che prende il nome dall'astronave solare che si trova in un racconto dello scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke. Una volta dispiegata la vela occupa circa 0,13 ettari mentre impacchettata solo le dimensioni di una lavatrice. La vela è fatta di un materiale chiamato Kapton e pesa soltanto 32 kg. La Sunjammer sarà la vela solare più grande mai dispiegata nello spazio ma non è la prima. La Giapponese Ikaros era una vela solare di 14 metri di larghezza e salpò nel giugno del 2010, diventando il primo veicolo che avesse mai navigato nello spazio spinto solo dalla luce solare. Cinque mesi dopo la NASA lanciava il veicolo dimostrativo NanoSail-D, che disponeva di una vela di circa 10 metri quadrati. La NanoSail-D dispiegò la sua vela nel gennaio del 2011, poi orbitò attorno alla Terra per 240 giorni prima di bruciare nell'atmosfera terrestre. Nell'illustrazione (Credit: L'Garde Inc.) come apparirà nello spazio la vela solare Sunjammer.

Fonte : Space.com

Nell'illustrazione (Credit: DLR/SES TechCom) la localizzazione dei segnali ADS-B provenienti dagli aerei in volo e captati dal satellite Proba-V. 13/06/2013 - Il satellite Europeo Proba-V riesce a tracciare gli aerei in volo dall'orbita - Il Proba-V dell'ESA è diventato il primo satellite a poter tracciare i segnali degli aerei, permettendo così di poterli monitorare dallo spazio. "Abbiamo avuto successo nel provare che questi, relativamente poco potenti segnali del controllo del traffico aereo possono essere localizzati anche dallo spazio, senza che sia necessario aggiornare la strumentazione degli aerei," ha spiegato Toni Delovski dell'agenzia spaziale tedesca DLR, che supervisiona l'esperimento. "Ora vogliamo controllare quanti aerei possiamo seguire in pratica e di che tipo - a differenti capacità di aereo vengono assegnati diverse potenze di segnale. Questa ricerca apre la strada alla possibilità, in futuro, di tenere sotto controllo il traffico aereo dallo spazio." Lanciato il 7 maggio scorso, lo scopo principale del Proba-V è quello di eseguire una mappatura della crescita globale della vegetazione, osservando l'intera superficie terrestre ogni due giorni. Ma il minisatellite - più piccolo di un metro cubo - funziona anche come un laboratorio di ricerca in miniatura, testando nello spazio un numero di promettenti tecnologie. Questi 'carichi ospiti' comprendono l'esperimento Automatic Dependent Broadcast – Surveillance (ADS-B) per tracciare i segnali degli aerei, ed è il contributo alla missione da parte della DLR in collaborazione con la SES TechCom del Lussemburgo. I segnali ADS-B sono regolarmente trasmessi dagli aerei forniti di tale apparecchiatura e danno le informazioni del volo come la velocità, la posizione e l'altitudine. Nei prossimi anni tutti gli aerei che entreranno nello spazio aereo Europeo dovranno essere forniti di ADS-B. I sistemi a terra per la raccolta dei segnali ADS-B sono, al momento, un ausilio del monitoraggio radar per la gestione del traffico aereo. "Sebbene per la maggior parte del mondo, in particolare oceani e regioni remote, installare delle infrastrutture per il traffico aereo basate sul radar o sulle stazioni riceventi dei segnali ADS-B non è economicamente o tecnicamente conveniente," aggiunge il Sig. Delovski. "Invece un sistema di controllo basato su ADB-S nello spazio ha un sacco di potenziale in termini di sicurezza - compresa la ricerca ed il recupero di spazi aerei non coperti dalla sorveglianza terrestre. Riuscire a coprire questi buchi sarebbe di grande valore. Inoltre, potrebbe consentire agli aerei di attraversare le zone con ridotta distanza tra di loro e sulle rotte più efficienti, aumentando la capacità complessiva del traffico, riducendo il consumo di carburante e le emissioni di anidride carbonica." Frédéric Teston, che supervisiona la serie dei satelliti Proba come parte del Technology Flight Opportunities Programme dell'ESA, aggiunge: "Questo è un altro successo della serie Proba dell'ESA dedicata a fornire rapide opportunità di volo a promettenti tecnologie Europee." Al momento Proba-V è nella fase di commissionamento orbitale ed è l'ultimo di una serie di piccole missioni a basso costo per testare le tecnologie avanzate Europee. A bordo si trovano anche dei sensori per le radiazioni spaziali, un amplificatore radio che utilizza i super conduttori al nitrato di gallio ad alte prestazioni ed una serie di connettori leggerissimi a fibre ottiche di alta capacità. Nell'illustrazione (Credit: DLR/SES TechCom) la localizzazione dei segnali ADS-B provenienti dagli aerei in volo e captati dal satellite Proba-V. Il 23 maggio scorso l'esperimento è stato acceso per la prima volta ed ha registrato oltre 12.000 segnali ADS-B in due ore da un'altezza di 820 km.

Fonte : ESA

13/06/2013 - L'IRAN apre un centro di monitoraggio spaziale - L'agenzia ufficiale di stampa IRNA ha comunicato che il Presidente Iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha inaugurato domenica scorsa un centro di monitoraggio spaziale nella città di Arak, nel centro del Paese. Ahmadinejad ha detto che il centro aiuterà la gestione e l'utilizzo dei satelliti in orbita. Sempre secondo la IRNA, il Ministro delle Difesa Iraniano, il Brigadiere Generale Ahmad Vahidi, ha dichiarato alla stampa che il progetto fa parte della sicurezza dei progetti spaziali del Paese e potrà monitorare gli oggetti in movimento nello spazio. Partendo da questo centro l'Iran potrà scambiare dati con altri Paesi. A gennaio i giornalisti avevano detto che l'Iran aveva inviato una scimmia viva nello spazio a bordo del loro razzo Pishgam (Pioniere). Poco dopo fonti ufficiali avevano dichiarato che questo era un primo passo per arrivare ad inviare un uomo nello spazio. L'Iran, uno dei membri fondatori del Comitato per l'Utilizzo Pacifico dello Spazio Esterno dell'ONU, ha lanciato il suo primo satellite, Omid (Speranza) nel 2009.

Fonte : Spaceref

Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) lo strumento Mars Climate Sounder di MRO che misura le temperature dell'atmosfera di Marte quando l'orbita lo fa passare sopra la regione polare. 13/06/2013 - Le nubi ricche di acqua su Marte sono la chiave dello strano ciclo termico - I ricercatori, utilizzando il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, hanno scoperto che le temperature dell'atmosfera marziana si alzano ed abbassano regolarmente non una volta, ma due volte al giorno. "Abbiamo visto un massimo di temperatura a metà giornata ma anche un massimo poco dopo la mezzanotte," ha detto Armin Kleinboehl, del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, che è il principale autore di un articolo che illustra queste scoperte. Le temperature oscillano di ben 14,4 gradi Celsius in questo strano modello due volte al giorno, come rilevato dallo strumento Mars Climate Sounder dell'orbiter. La nuova serie di osservazioni del Mars Climate Sounder comprendono varie volte al giorno e di notte su tutto Marte. Le osservazioni hanno scoperto che questo modello è dominante globalmente per un anno. L'articolo è stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. Le oscillazioni globali del vento, della temperatura e della pressione che si ripetono ogni giorno o per frazioni di giorno sono chiamate maree atmosferiche. A differenza delle maree degli oceani, queste sono originate dalla variazione del riscaldamento fra il giorno e la notte. Le maree atmosferiche terrestri sono anche prodotte da piccole differenze nella bassa atmosfera vicino al terreno. Su Marte, che ha solo un percento dell'atmosfera terrestre, le maree atmosferiche sono dominate dalle variazioni a breve termine attraverso l'atmosfera. Le maree che salgono e scendono una volta al giorno sono chiamate 'diurne'. Quelle che avvengono due volte al giorno sono chiamate 'semi-diurne'. Il modello semi-diurno su Marte è stato osservato la prima volta nel 1970, ma fino ad ora era stato visto apparire solo nelle stagioni polverose, legato al riscaldamento della polvere nell'atmosfera per mezzo della luce solare. "Siamo stati sorpresi di scoprire una forte struttura con picchi due volte al giorno nelle temperature ma non legata alla polvere nell'atmosfera di Marte," dice Kleinboehi. "Mentre la marea diurna in risposta alla temperatura dominante per il ciclo giorno-notte di riscaldamento solare su Marte è conosciuta da decenni, la scoperta di una risposta persistente semi-diurna, anche al di fuori delle grandi tempeste di polvere è stata abbastanza inaspettata, e ci siamo chiesti a che cosa risponde." Lui ed i suoi quattro co-autori hanno trovato la risposta tra le nuvole d'acqua di ghiaccio di Marte. L'atmosfera di Marte ha delle nuvole d'acqua di ghiaccio per gran parte dell'anno. Nuvole nella regione equatoriale tra circa 6 a 19 miglia (da 10 a 30 km) sopra la superficie di Marte assorbono la luce infrarossa emessa dalla superficie durante il giorno. Queste sono le nuvole relativamente trasparenti, sottili come cirri sulla Terra. Ancora, l'assorbimento da queste nubi è sufficiente per riscaldare la media atmosfera ogni giorno. Il modello di temperatura semi-diurna osservata, con i suoi sbalzi di temperatura massima che si verificano lontano dai tropici, era anche inattesa, ma è stata replicata nei modelli climatici su Marte quando sono stati aggiunti gli effetti radiativi delle nubi di ghiaccio d'acqua. "Pensiamo a Marte come un mondo freddo e secco con poca acqua, ma non vi è in realtà più vapore acqueo nell'atmosfera marziana che negli strati superiori dell'atmosfera terrestre," ha detto Kleinboehl. "Nuvole di ghiaccio di acqua sono state viste formarsi in regioni di temperature fredde, ma le valutazioni di queste nubi sulla struttura della temperatura di Marte non erano stati apprezzati. Oggi sappiamo che dobbiamo prendere in considerazione la struttura delle nubi, se vogliamo capire l'atmosfera di Marte. Ciò è paragonabile a studi scientifici riguardanti l'atmosfera della Terra, in cui dobbiamo capire meglio le nubi per valutare la loro influenza sul clima." Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, fornisce lo strumento Mars Climate Sounder e gestisce il progetto Mars Reconnaissance Orbiter per la Science Mission Directorate della NASA di Washington. Per maggiori informazioni sul Mars Reconnaissance Orbiter, visita: http://www.nasa.gov/mro. Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) lo strumento Mars Climate Sounder di MRO che misura le temperature dell'atmosfera di Marte quando l'orbita lo fa passare sopra la regione polare.

Fonte : NASA

13/06/2013 - Gli astronauti di Shenzhou-10 sono entrati nel modulo laboratorio TianGong-1 - Gli astronauti della Shenzhou-10 sono entrati, giovedì pomeriggio, nel modulo spaziale TianGong-1. Lo ha comunicato ufficialmente il BACC (Centro Controllo Aerospaziale di Pechino). I tre astronauti, Nie Haisheng, Zhang Xiaoguang e Wang Yaping, hanno aperto il portello di TianGong-1 alle 16:17 ora di Pechino (le 10:17 ora italiana), dopo che il veicolo spaziale aveva completato un aggancio automatico al modulo. Dopo una serie di preparativi i tre astronauti sono entrati nel compartimento orbitale della Shenzhou-10, si sono tolti le loro tute spaziali intraveicolari ed hanno indossato le tute da ginnastica blu. Il BACC ha ordinato a loro di entrare nel TianGong-1 dopo che lo staff di Terra controllava l'ambiente interno del modulo spaziale. Con l'aiuto di Zhang, Nie apriva il portello del TianGong-1 ed i tre astronauti entravano uno alla volta, galleggiando, e poi si mettevano in piedi di fronte ad una telecamera che si trovava accesa all'interno del modulo. Durante la loro permanenza a bordo del TianGong-1 i tre condurranno esperimenti scientifici e tecnici che saranno utili per la futura stazione spaziale. La procedura di aggancio è stata la quinta fra un veicolo spaziale tipo Shenzhou ed il TianGong-1. I precedenti agganci hanno visto due operazioni automatiche compiute dalla Shenzhou-8 disabitata nel 2011 ed una automatica ed una manuale della Shenzhou-9 con equipaggio nel 2012. Il veicolo spaziale Shenzhou-10 è stato lanciato martedì pomeriggio dal nord-ovest del deserto del Gobi, in Cina, ed ha iniziato l'avvicinamento automatico alle 10:48 ora di Pechino (le 4:48 ora italiana) di giovedì ed eseguito il contatto con il modulo spaziale alle 13:11 ora di Pechino (le 7:11 ora italiana). Nella foto sotto (Credit: CNTV) i tre taikonauti all'interno del modulo TianGong-1 dopo l'arrivo a bordo della Shenzhou-10.

Nella foto (Credit: CNTV) i tre taikonauti all'interno del modulo TianGong-1 dopo l'arrivo a bordo della Shenzhou-10.



VIDEO DELL'AGGANCIO DELLA SHENZHOU-10 AL MODULO LABORATORIO TIANGONG-1 ED ENTRATA DEI TRE TAIKONAUTI- (CREDIT: CCTV-4/YOUTUBE) - dur.min.10:51 - LINGUA INGLESE



Fonte : Xinhua

13/06/2013 - Shenzhou-10 attracca al modulo laboratorio Cinese TianGong-1 - Il veicolo spaziale abitato Shenzhou-10 ha completato con successo l'attracco automatico al modulo spaziale orbitante TianGong-1 alle 13:18 ora di Pechino (le 7:18 ora italiana) del 13 giugno 2013. Nella foto di copertina (Credit: Xinhua/Wang Yongzhuo), ripresa dagli schermi del Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino, si vede la Shenzhou-10 che completa la manovra di aggancio automatico al laboratorio orbitante. A bordo della Shenzhou-10 si trova l'equipaggio di tre taikonauti (gli astronauti Cinesi) composto dal Comandante gli Operatori Zhang Xiaoguang e Wang Yaping - la seconda donna cinese a volare nello spazio. Se vuoi sapere di più del programma spaziale abitato Cinese vai alla nostra pagina dedicata dove troverai tutte le missioni con equipaggio e non compiute fino ad ora. Ogni missione poi può essere approfondita cliccando sul nome del volo. Immagini, video e notizie di questo programma spaziale parallelo a quello occidentale.

Fonte : Xinhua

Nella foto (Credit: NASA) da sinistra Karen Nyberg, Chris Cassidy e Luca Parmitano a bordo della ISS. 12/06/2013 - Luca Parmitano ci racconta i primi dieci giorni a bordo della ISS - Luca Parmitano, l'astronauta Italiano dell'ESA a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ci racconta nel suo nuovo post sul blog dell'Agenzia spaziale Europea dedicato alla sua missione 'Volare', come si è trovato nei primi dieci giorni di permanenza in orbita. "Adattarsi a vivere in assenza di peso può essere divertente ma è una sfida costante. Le normali leggi di fisica che diamo per scontate non sono più applicabili, e il prezzo da pagare è la sensazione di essere continuamente in ritardo: con le operazioni, con le chiamate, persino con il proprio corpo. Vedete, muoversi senza peso significa che ogni piccolo contatto genera un movimento, per cui diventa improvvisamente difficile, se non impossibile, stare completamente fermi. E, una volta iniziato un movimento, diventa molto difficile fermarsi, come ho scoperto quando ho attraversato a tutta velocità il Nodo1, il Laboratorio Destiny e il Nodo2 per schiantarmi con tutta la mia 'massa' nel cono del Nodo2 (fortunatamente pieno di 'soffici' borse vuote e immagazzinate lì)." racconta Luca. Ma oltre alla posizione il nostro astronauta ci spiega come fare cose che sulla Terra consideriamo compiti semplici, come farsi la barba o andare in bagno, ma che in orbita assumono aspetti molto più complessi. Ad esempio, spiega Luca, dato che tutte le cose tendono a galleggiare quando si apre un contenitore pieno di cose queste tendono ad uscire. "Lo stesso problema si verifica quando mangiamo: aprendo un contenitore, niente di più facile che una sfera di salsa scappi via, dissolvendosi in una costellazione di sferette fluttuanti, motivo per cui la ISS è l’unico posto in cui il 'soffitto' è più sporco del 'pavimento'." spiega Luca. Ora Luca attende l'arrivo del veicolo cargo ATV-4 "Albert Einstein" di cui è l'operatore principale e quindi lo vedrà impegnato durante tutte le attività. L'attracco, se tutto andrà come previsto, è fissato per il 15 giugno 2013 alle 13:46 GMT (le 15:46 ora italiana) al boccaporto posteriore del modulo Zvezda. Nella foto (Credit: NASA) da sinistra Karen Nyberg, Chris Cassidy e Luca Parmitano a bordo della ISS.

Fonte : ESA blog VOLARE

12/06/2013 - Zero Robotics - La competizione è aperta - Sono aperte le iscrizioni per l'annuale appuntamento con il torneo Zero Robotics, rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori. Il torneo trasformerà la Stazione Spaziale Internazionale in un campo da gioco per gli studenti europei partecipanti, che controlleranno da Terra i mini satelliti comandati dal sistema software da loro stessi sviluppato. Le Sfere, o Spheres - da Synchronised Position Hold, Engage, Reorient Experimental Satellites -, sono dei satelliti robotizzati autonomi con una propria alimentazione, propulsione e navigazione. Per controllarli, gli studenti devono scrivere un codice e completare una missione, i cui dettagli saranno rivelati in settembre. Il concorso è aperto agli studenti europei delle scuole secondarie superiori dei Paesi Membri dell'ESA. Ogni squadra deve essere composta dai tre ai dieci studenti. I finalisti assoluti vedranno le Sfere muoversi secondo i loro comandi in diretta dalla Stazione Spaziale. L'evento finale avrà luogo a gennaio 2014 all'ESA-ESTEC, nei Paesi Bassi, e vedrà in gioco anche le squadre americane in collegamento dal MIT, l'Istituto di Tecnologia del Massachussetts. Ulteriori dettagli sulle modalità di partecipazione sono riportati in inglese a questo indirizzo.

Fonte : ESA Italia

11/06/2013 - La SpaceX firma un accordo con i militari - La SpaceX ha siglato un accordo con la Space and Missile System Center (SMC) per la ricerca e lo sviluppo che potrebbe permettere ai militari di far volare i propri satelliti sui razzi Falcon 9 v1.1. della compagnia privata Californiana. Questo accordo fa parte degli sforzi della SpaceX di certificare i suoi razzi vettori per lanciare missioni per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. L'accordo siglato facilita lo scambio di dati e protegge i dati dall'esportazione. Questo tipo di accordo chiamato CRADA (acronimo di Cooperative Research and Development Agreement) avrà durata fino a che tutte le attività di certificazione saranno completate. Il CRADA permette all'Air Force di valutare il sistema di lancio Falcon 9 v1.1 secondo le specifiche e la SMC e la SpaceX assieme potranno controllare la storia di volo del razzo, il progetto del veicolo, la sua flessibilità, la maturità del processo, i sistemi di sicurezza, la costruzione e le operazioni, i sistemi ingegneristici, la gestione del rischio e le strutture di lancio. La SMC monitorerà almeno tre voli per poter disporre di un sufficiente archivio storico. Una volta che questo processo di valutazione sarà completato, il comando del SMC potra decidere se la SpaceX ha le capacità di lanciare le missioni della Sicurezza Nazionale utilizzando il Falcon 9 v1.1. La SMC ha già anticipato che sta per firmare ulteriori CRADA per la valutazione del Falcon Heavy, sempre della SpaceX come della Orbital Sciences con il suo veicolo Antares. Al momento solo i vettori Delta IV e Atlas V della United Launch Alliance sono i veicoli certificati a trasportare i carichi per la Sicurezza Nazionale in orbita. L'aggiunta di altri veicoli di lancio certificati assicurerà maggiori opzioni per l'accesso allo spazio e permetterà maggiore flessibilità. La certificazione non garantisce l'acquisizione di un contratto di lancio, ma permette alla compagnia che l'ottiene di competere per tali contratti. I primi contratti potrebbero essere concessi nell'Anno Fiscale 2015 con i primi servizi di lancio nell'Anno Fiscale 2017.

Fonte : Spaceref

11/06/2013 - GOES-13 ritorna pienamente operativo - La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha comunicato ufficialmente il ritorno del veicolo spaziale GOES-13 alle normali operazioni, dopo che un test aveva dimostrato che un micrometeorite aveva molto probabilmente colpito il traliccio del pannello solare il 22 maggio scorso spostando il delicato bilanciamento geostazionario del satellite. Questo spostamento aveva causato a GOES-13 lo spegnimento automatico degli strumenti e gli ingegneri avevano messo il satellite in modalità sicura per poter analizzare il problema. Una squadra di ingegneri - provenienti dalla NOAA, dalla NASA, dalla Boeing e dalla Exiles - hanno determinato che la collisione non ha danneggiato la strumentazione del GOES-13, o il satellite stesso. "Ancora una volta la NOAA ha tre satelliti geostazionari perfettamente operativi pronti a seguire gli uragani, le tempeste, gli allagamenti e le altre pericolose condizioni meteorologiche," ha detto Mary Kicza, assistente amministratore per il Satellite Information Service della NOAA. Il 22 maggio scorso, il satellite GOES-13, designato come GOES-Est, ha interrotto l'invio delle immagini e dei dati. Immediatamente, come misura temporanea la NOAA ha configurato il satellite GOES-15, parcheggiato sulla costa Ovest a 135° di longitudine, a fornire ulteriore copertura della zona est degli Stati Uniti e parte dell'Oceano Atlantico. Durante le prime ore del 23 maggio, la NOAA ha attivato il GOES-14 dalla sua posizione di riserva a 105° di longitudine Ovest per fornire copertura della costa Est, mentre gli ingegneri proseguivano l'analisi di GOES-13. "Il nostro piano di riserva ha funzionato," ha detto Kicza. "I meteorologi hanno continuato a ricevere le immagini dei satelliti ed i dati necessari per avvisare e salvare così vite umane da tornado ed allagamenti." In ogni momento la NOAA gestisce due satelliti GOES - uno a Est ed uno a Ovest stazionati a 36.000 km sopra l'equatore. Inoltre la NOAA mantiene ulteriori GOES in orbite di parcheggio pronti ad intervenire se uno dei satelliti attivi ha dei problemi. La NOAA gestisce il programma dei satelliti operativi ambientali e stabilisce i requisiti, fornisce gli stanziamenti e distribuisce i dati dei satelliti ambientali per gli Stati Uniti. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Md, procura e gestisce lo sviluppo ed il lancio dei satelliti per la NOAA su costi base rimborsabili.

Fonte : Spaceref

11/06/2013 - Progress M-19M lascia la Stazione per far posto ad ATV-4 - Un veicolo cargo Russo Progress è partito dalla Stazione Spaziale Internazionale martedì lasciando il boccaporto libero per l'arrivo del Veicolo Automatico di Trasferimento Europeo, previsto per sabato. Il veicolo spaziale Progress M-19M (51P) si è sganciato alle 13:58 GMT (le 15:58 ora italiana) portandosi ben presto lontano dal boccaporto posteriore del modulo di servizio Zvezda della Stazione Spaziale. Volando in modalità automatica, il cargo Progress ha acceso i suoi motori per distanziarsi dal complesso orbitale ed i controllori di volo Russi comanderanno alla nave il rientro distruttivo sopra l'Oceano Pacifico il 19 giugno prossimo. Le videocamere del Progress hanno ripreso le immagini in diretta della ISS durante il distacco, mostrando in dettaglio il boccaporto di attracco del modulo Zvezda permettendo così agli ingegneri di ispezionare i riflettori laser che si trovano piazzati tutti attorno alla parte finale del modulo. I riflettori sono necessari per l'avvicinamento degli ATV, il cui arrivo è previsto nello stesso punto di ancoraggio, alle 13:46 GMT (le 15:46 ora italiana) di sabato. Gli ingegneri erano preoccupati che uno dei riflettori fosse stato danneggiato quando il veicolo cargo Progress M-19M aveva attraccato alla Stazione il 26 aprile scorso. Una delle antenne del veicolo, utilizzate per il rendezvous, non si era dispiegata dopo il lancio e, sebbene il Progress fosse riuscito ugualmente ad agganciarsi con successo senza di essa, i responsabili erano preoccupati che l'antenna ripiegata avesse urtato il riflettore danneggiandolo. Le analisi mostravano che l'antenna, costruita di materiale morbido nel punto dove aveva urtato il riflettore, probabilmente non aveva causato danni. Ma lo sgancio di oggi del Progress ha fornito la prima opportunità di vedere esattamente la zona interessata. La videocamera del Progress riprende solo video a bassa risoluzione e l'Agenzia Spaziale Europea ha dichiarato che sarà difficile accertarsi delle condizioni del riflettore utilizzando solo le immagini del Progress. Una volta che ATV arriverà a circa 250 metri dalla Stazione Spaziale potrà attivare il suo sistema laser di avvicinamento, permettendo agli ingegneri di determinare se i riflettori stanno funzionando tutti come previsto. Se così non fosse, l'ATV verrebbe allontanato e messo in orbita di parcheggio per alcuni giorni, dando il tempo necessario agli astronauti di preparare una passeggiata spaziale per sostituire il riflettore con uno di riserva. Fin dal momento del lancio, lo scorso 5 giugno, il veicolo cargo di 22 tonnellate ha completato la sua prima accensione per la correzione dell'orbita e si è preparato per il rendezvous con la ISS. Nella giornata di martedì i controllori di volo di Tolosa, in Francia, hanno previsto un test dei comandi di manovra per evitare le collisioni, e che verranno utilizzati per guidare il veicolo lontano dalla Stazione nel caso di qualche problema.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: ESA) il padiglione dell'ESA a Le Bourget nel 2011. 11/06/2013 - L'ESA al 50esimo Paris Air & Space Show - Il 50esimo Salone dell'Aria e dello Spazio si aprirà a Le Bourget lunedì 17 giugno. Il padiglione dell'Agenzia, situato fra i modelli a grandezza naturale di Ariane 1 ed Ariane 5, metterà in mostra lo stato dei programmi ESA in tutti i campi spaziali e si concentrerà sui recenti e prossimi lanci e sui loro risultati. Quest'anno l'enfasi dello spazio verrà data alla competitività ed alla crescita. "Investire nello spazio è investire in competitività e crescita, attraverso la conoscenza, l'innovazione ed i servizi," ha segnalato Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell'ESA. Un modello a scala reale di Alphasat, il più grande e sofisticato satellite per telecomunicazioni mai costruito in Europa, sarà esposto in configurazione di lancio di fronte al padiglione. La prima missione ad utilizzare la piattaforma Alphabus verrà lanciata con un Ariane 5 quest'estate. Alphasat ed Alphabus sono esempi eccellenti di innovazione collaborativa pubblico-privata. L'ESA supporta lo sviluppo dei sistemi del satellite e le tecnologie, aprendo così nuovi mercati per l'industria Europea e condividendo l'esperienza ed i rischi nello sviluppo di missioni operative. Lo sviluppo delle tecnologie è il cuore delle attività ESA, aiutando così l'industria Europea a migliorare la sua competitività in tutto il mondo. A Le Bourget, l'ESA mostrerà alcune delle tecnologie innovative e trasversali che al momento volano sui satelliti, Proba V e ATV-4, assieme ad altri in procinto di farlo in missioni come Alphasat, Gaia e Sentinel-1. Inoltre l'ESA presenterà Ariane 5, Soyuz e Vega, le famiglie di lanciatori che operano dallo Spazioporto Europeo della Guyana Francese, offrendo una gamma completa di servizi e capacità dal miglior sito di lancio disponibile oggi al mondo. Le varie proposte delle nuove versioni di Ariane e Vega, in fase di studio fin dalla fine del 2012 e pensate per mantenere la competitività Europea in questo settore strategico, saranno messe in evidenza. Un'esposizione impressionante mostrerà i risultati della missione Planck, la più dettagliata mappa mai creata del Fondo Cosmico a Microonde - il resto della radiazione del Big Bang. Planck ha fornito il valore più preciso sull'età, la composizione ed il valore di espansione dell'Universo, il tutto disegnando una nuova immagine che spinge ai limiti delle attuali teorie cosmologiche. Questo mese, l'ESA celebra anche i 10 anni della missione Mars Express con un'emozionante presentazione delle tante scoperte e svelando una nuova mappa della mineralogia marziana. I tre elementi dell'ambiziosa missione di esplorazione ExoMars, che verrà realizzata in cooperazione con l'agenzia spaziale Russa, saranno presentati in un terreno marziano apposito. L'enfasi verrà anche utilizzata per mostrare i risultati dei satelliti Earth Explorer già in orbita, rispondendo alla più urgente domanda a cui si trova di fronte la scienza della Terra: CryoSat sta misurando il volume del ghiaccio in mare e sul suolo terrestre, GOCE studia la gravità terrestre e SMOS fornisce i dati della salinità dell'oceano ed l'umidità del suolo. A questi si aggiungerà presto la costellazione Swarm, che permetterà uno studio senza precedenti del campo magnetico della Terra. Assieme ai tanti esperimenti che sono condotti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, compresi quelli nel laboratorio Europeo Columbus, l'ESA presenterà un nuovo e promettente materiale derivato dal lavoro della Stazione. Una lega di titanio/alluminio che potrà ridurre la massa delle palette dei motori a reazione degli aerei del 45%, abbassando i costi dei voli e riducendo la necessità degli scali. L'aggancio del quarto Veicolo Automatico di Rifornimento, Albert Einstein, ed il recente arrivo sulla Stazione Spaziale Internazionale dell'astronauta ESA Luca Parmitano per una missione di lunga durata sotto il patrocinio dell'agenzia spaziale Italiana ASI, verranno anch'esse esposte. Questo rinforza l'importanza del ruolo Europeo in questa collaborazione internazionale unica. L'ESA ha da tempo lavorato a stretto contatto con Eumetsat, migliorando le previsioni meteo e gli studi sul clima con i satelliti della serie Meteosat e MetOp, ed una nuova versione di entrambi i satelliti è ora allo studio. I dati di entrambi i satelliti verranno esposti assieme agli esempi di mappe che possono aiutare le autorità durante la gestione dei disastri e prodotte sotto l'International Charter on Space and Major Disasters. L'ESA è uno dei membri fondatori della Carta, una cooperazione fra agenzie spaziali di tutto il mondo per gestire le missioni di osservazione terrestre. Con il primo satellite della serie Sentinel pronto ad essere inviato nello spazio nei prossimi mesi, il padiglione dell'ESA mostrerà, ancora una volta il GMES/Copernicus. Quest'ambiziosa iniziativa dell'Unione Europea per il beneficio dei cittadini Europei e per i responsabili politici, fornirà l'accesso a precise, tempestive informazioni per gestire l'ambiente, capire e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ed assicurare la sicurezza civile. Vi saranno speciali audiovisivi che segneranno un'altra prima del 2013, quando l'Europa ha determinato, per la prima volta, una posizione sulla Terra utilizzando i primi quattro satelliti del suo sistema di navigazione satellitare Galileo. Infine, L'ESA presenterà i nuovi centri inaugurati quest'anno come parte del programma Space Situational Awareness. Questo darà all'Europa la capacità di ottenere tutte le informazioni necessarie per proteggere le infrastrutture nello spazio e sulla Terra dai rischi dei detriti spaziali, tempeste geomagnetiche ed asteroidi. Tutta una serie di eventi verranno ospitati al padiglione ESA durante la settimana. Nella foto (Credit: ESA) il padiglione dell'ESA a Le Bourget nel 2011.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: Xinhua/Li Gang) i tre astronauti Cinesi stanno per salire sull'autobus che li porterà alla rampa di lancio. 11/06/2013 - Gli astronauti Cinesi in volo verso il laboratorio spaziale TianGong-1 - Un razzo vettore Cinese Lunga Marcia 2F (CZ-2F) è decollato in perfetto orario alle 17:38 locali (le 11:38 ora italiana) dal Centro Lancio Satelliti di Jiuquan, nel deserto del Gobi. A bordo la capsula Shenzhou-10 con i tre membri dell'equipaggio: il Comandante Nie Haisheng e gli Operatori Zhang Xiaoguang e Wang Yaping - la seconda donna cinese a volare nello spazio. L'orbita iniziale del veicolo spaziale è di 200x329,8 km. La Shenzhou-10 dovrà agganciarsi al modulo TianGong-1 per ben due volte nel corso della missione, della durata prevista di 15 giorni. Wu Ping, un portavoce del programma spaziale Cinese lo ha confermato durante la conferenza stampa avvenuta ieri. Un aggancio sarà eseguito in automatico mentre l'altro in manuale. Quella di oggi è la quinta missione con equipaggio eseguita dalla Cina e sarà la seconda che attraccherà al modulo laboratorio TianGong-1. "Al momento abbiamo condotto soltanto tre test di aggancio automatico ed uno in manuale," ha detto Wu. "Sono quindi necessari altri test. Inoltre dobbiamo provare ulteriormente che i nostri astronauti possono rimanere per lunghi periodi nello spazio e che gli orbiter sono in grado di supportare il loro lavoro ed il loro soggiorno." Durante la loro penmanenza nello spazio, Nie, Zhang e Wang hanno in programma di tenere, dall'orbita, delle lezioni scientifiche per gli alunni sulla Terra e testare le prestazioni e l'efficienza della tecnologia e degli esseri umani nello spazio. Il relativamente piccolo modulo TianGong-1 si trova in orbita terrestre fin dal settembre 2011. La struttura, del peso di circa 8,5 tonnellate, è circa la metà della massa della prima stazione spaziale al mondo, la Salyut-1 dell'Unione Sovietica mentre la Stazione Spaziale Internazionale è, al confronto, di 400 tonnellate di peso. Il primo equipaggio di tre persone ha agganciato al modulo TianGong-1 nel giugno del 2012 e, prima della missione Sehnzhou-10, altri otto astronauti cinesi hanno viaggiato nello spazio. Il primo astronauta Cinese, Yang Liwei, venne lanciato in orbita nel 2003. Fonti di stampa Cinesi hanno segnalato che questo viaggio segna l'ultima delle tre missioni previste per prendere dimestichezza con le manovre di rendezvous ed attracco. La Shenzhou-10 fa parte del piano Cinese di guadagnare l'esperienza necessaria per costruire e gestire una stazione spaziale più grande nel 2020. Sia Zhang che Wang sono al loro primo volo spaziale mentre Nie ha già volato nello spazio per cinque giorni durante la missione Shenzhou-6 nel 2005. Dopo gli Stati Uniti e la Russia, la Cina è il terzo Paese al mondo capace di inviare propri astronauti nello spazio con veicoli di loro costruzione. Ad assistere al sito di lancio all'avvio della missione il Presidente Cinese Xi Jinping appena rientrato da un viaggio in America Latina e Stati Uniti. Prima dell'imbarco dell'equipaggio il Presidente Xi ha salutato i tre astronauti. Dopo il successo del lancio Xi si è congratulato con gli ingegneri ed i tecnici presenti al centro spaziale. Quello di oggi è il 30esimo lancio orbitale del 2013, il 29esimo a concludersi con successo. Si è trattato anche del terzo volo abitato dell'anno. In copertina il momento del decollo del razzo Lunga Marcia 2F con la Shenzhou-10. Nella foto (Credit: Xinhua/Li Gang) i tre astronauti Cinesi stanno per salire sull'autobus che li porterà alla rampa di lancio.

VIDEO COMPLETO DEL LANCIO DELLA CAPSULA ABITATA CINESE SHENZHOU-10- (CREDIT: CCTV-4/YOUTUBE) - dur.min.10:51 - LINGUA CINESE



Fonti : Space.com - Xinhua

Nella foto (Credit: Canadian Space Agency - webcast) l'astronauta Canadese Chris Hadfield annuncia il suo ritiro dall'Agenzia Spaziale Canadese e dal servizio governativo. 10/06/2013 - Chris Hadfield lascia l'Agenzia Spaziale Canadese - L'astronauta 'rock star' Chris Hadfield, appena rientrato da una permanenza di cinque mesi in orbita, ha deciso di appendere la tuta spaziale al chiodo. Lo ha annunciato lui stesso oggi durante una conferenza stampa. Hadfield, che ha superato il milione di persone che lo hanno seguito su Twitter mentre era al comando di Spedizione 35 della Stazione Spaziale Internazionale ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla Canadian Space Agency (CSA) con effetto a partire dal 3 luglio prossimo. "Ho deciso di rassegnare le dimissioni dal servizio del governo dopo 35 nei quali ho servito il mio Paese," ha detto Hadfield, che aveva iniziato la sua carriera come cadetto dell'aviazione, e poi proseguito come pilota per enti come il NORAD ed era diventato astronauta nel 1992. Lui ed i suoi due compagni sono atterrati a bordo di una capsula Russa Soyuz il 13 maggio scorso nel Kazakhstan al ritorno dalla stazione spaziale. Il 53enne ha detto che non vuole essere un ostacolo ai due più giovani astronauti Canadesi in attesa di volare, David Saint-Jacques e Jeremy Hansen. Il Canada non avrà possibilità di far volare altri membri del proprio Paese verso la stazione almeno fino al 2016. "Io non dico che non vorrei più fare questo, ma ognuno di noi deve farsi da parte. E' un percorso naturale. ha detto Hadfield durante la conferenza stampa della CSA. Hadfield lascerà l'agenzia il 3 luglio, due giorni dopo aver eseguito un concerto al Parliament Hill di Ottawa durante la festa nazionale del Canada (l'astronauta è anche un musicista ed ha anche suonato la sua chitarra in assenza di peso in orbita). Dopo di questo Hadfield prevede di ritornare in Canada (ora vive a Houston, vicino all'ufficio astronauti del Johnson Space Center della NASA) e poi si prenderà del tempo per decidere cosa fare dopo. In un'intervista ad una radio durante il fine settimana, Hadfield ha detto che il volo spaziale potrebbe essere ancora un'opportunità. Durante la conferenza stampa Hadfield ha puntualizzato che non ha ancora deciso niente. Sebbene due giorni fa, durante un programma radio nazionale canadese abbia espresso interesse nelle imprese commerciali private. Nell'ultimo decennio nel quale Hadfield ha svolto la carriera di astronauta diverse imprese private come la Virgin Galactic, la SpaceX, la XCOR ed altre hanno iniziato lo sviluppo e la prova di veicoli spaziali per loro conto. La SpaceShipTwo della Virgin Galactic potrebbe già far volare persone ai limiti dello spazio entro l'anno o nel 2014. "Sarei molto sopreso se volassi ancora con la CSA," ha dichiarato Hadfield l'8 giugno durante il programma radio Quirks & Quarks della CBC. "Dato che vi sono due giovani astronauti in attesa della loro missione. Comunque il volo spaziale commerciale potrebbe essere una possibilità. Con tutti i voli commerciali che stanno per iniziare, chi lo sa? John Glenn ha volato per la seconda volta molto in avanti con gli anni," ha detto Hadfield riferendosi al volo sullo Space Shuttle che il veterano astronauta della Mercury eseguì all'età di 77 anni. "Vedremo che opportunità ci saranno." Durante la conferenza stampa di oggi Hadfield ha detto che la sua prima priorità è il suo recupero fisico e psicologico. Di solito ci vogliono nove mesi per un astronauta per ritornare normale dopo una permanenza di cinque/sei mesi sulla Stazione. Hadfield ha detto che non vuole fare l'errore di decidere il suo prossimo passo troppo rapidamente. Per l'immediato futuro ha anticipato alcune sue apparizioni in pubblico e la prosecuzione del lavoro con gli studenti come ha fatto durante diverse chat scientifiche e concerti dall'orbita. "Proverò a vivere una vita che abbia senso, che ha i suoi passi logici che saranno interessanti e produttivi e non cercherò di prendere decisioni precipitose," ha aggiunto Hadfield. Le preoccupazioni principali, come Comandante di Spedizione 35, sono state per Hadfield quelle della salute e sicurezza del suo equipaggio come quella di assicurarsi che venissero svolti i compiti scientifici a bordo della Stazione, e tutti e tre sono state risolte al meglio. Nonostante la passeggiata spaziale dell'ultimo minuto per riparare la fuga di ammoniaca i compagni d'equipaggio di Hadfield appena rientrati sulla Terra si sono mostrati desiderosi di tornare su. La loro produttività negli esperimenti scientifici ha stabilito un record. Il tre volte viaggiatore spaziale ha detto che questo volo è stato differente ed i social media gli hanno permesso facilmente di raggiungere il pubblico sulla Terra. Hadfield ha approfittato completamente dell'opportunità concessagli e ha eseguito diversi concerti in orbita, registrato oltre 140 video educativi, scattato 45.000 immagini e condotto diverse conferenze stampa e chiacchiere con le scuole. Al momento del suo lancio, il 19 dicembre, aveva 21.000 persone che lo seguivano su Twitter ed ha raggiunto il milione alcuni giorni dopo. Inoltre Hadfield ha avuto i riconoscimenti delle celebrità da Williams Shatner di 'Star Trek' a David Bovie che ha appoggiato una versione della sua 'Space Oddity' che Hadfield ha eseguito sulla Stazione. La mia missione è stata seguita da milioni di persone in tutto il mondo," ha detto Hadfield. "Siamo stati come una forza combinata che ha raggiunto un livello di coinvolgimento ed interesse del pubblico che non ha precedenti. Hadfield ha detto che felice di lasciare la CSA sotto la guida del presidente Gilles Leclerc e che tornerà in Canada per mantenere la promessa fatta a sua moglie che sarebbero tornati nel loro Paese di origine. ""I miei piedi si stanno abituando di nuovo al terreno, e vedremo," ha detto. "Sono interessato a vedere, con i piedi ben piantati di nuovo in Canada, che cosa porterà il futuro." Nella foto (Credit: Canadian Space Agency - webcast) l'astronauta Canadese Chris Hadfield annuncia il suo ritiro dall'Agenzia Spaziale Canadese e dal servizio governativo.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: Xinhua/Wang Jianmin) l'equipaggio di Shenzhou-10 alla conferenza stampa prima del lancio. 10/06/2013 - La Shenzhou-10 pronta al lancio domani: ecco l'equipaggio - Il veicolo spaziale Shenzhou-10 è pronto al lancio previsto per le 5:38 p.m. locali (le 11:38 ora italiana) dal Centro Lancio Satelliti Jiuquan. La capsula avrà tre astronauti a bordo, Nie Haisheng, Zhang Xiaoguang e Wang Yaping. Wang, la seconda donna astronauta in una missione spaziale abitata Cinese, è la prima nata negli anni '80, secondo l'agenzia di notizie Xinhua. La Shenzhou-10 rimarrà nello spazio per 15 giorni ed eseguirà due test di aggancio con il laboratorio spaziale Cinese TianGong-1, uno in modalità automatica ed uno in manuale. I tre astronauti scelti per la missione Shenzhou-10, la quinta con equipaggio eseguita dalla Cina, hanno partecipato ad una conferenza stampa il 10 giugno. Seduti sotto una bandiera del Paese e separati dai media da una parete di vetro trasparente, i tre astronauti sono apparsi in ottime condizioni. Il Maggiore Generale Nie, di 48 anni, è il Comandante della missione ed il responsabile delle operazioni di aggancio manuale con il TianGong-1. Nell'ottobre del 2005, Nie ha compiuto la missione Shenzhou-6. Zhang, 47 anni, agirà con il ruolo di assistente del Comandante ed aiuterà Nie nei compiti con il veicolo spaziale, le operazioni di aggancio manuale e per la separazione dal TianGong-1. Zhang sarà inoltre il cameraman per la lezione di insegnamento che verrà eseguita dallo spazio. Wang, di 33 anni, è la seconda donna cinese astronauta dopo Liu Yang della missione Shenzhou-9, avvenuta nel giugno dello scorso anno. Wang sarà responsabile per il monitoraggio delle condizioni del veicolo spaziale, degli esperimenti, delle operazioni con le apparecchiature e si prenderà cura dei suoi compagni d'equipaggio. Inoltre la Wang terrà la lezione sullo spazio per gli studenti. "In confronto con la missione Shenzhou-6, questa sarà più lunga, con molti esperimenti e avremo nuove sfide e grandi rischi," ha detto Nie ai giornalisti. "Non vedo l'ora di salire a bordo del TianGong-1. Non importa se sei un soldato o un generale, l'importante è essere fieri della missione. Saremo coraggiosi durante la missione e senza esitazioni." ha detto Nie. Zhang Xiaoguang ha atteso questa sua prima missione per 15 anni. "Volare nello spazio è il mio sogno. Ho cercato di raggiungere quel sogno ed ho avuto soddisfazioni e gioie ma anche difficoltà e frustrazioni. Sento profondamente che le soddisfazioni vengono dal duro lavoro," ha detto Zhang, che incoraggia le persone a non abbandonare mai i propri sogni. Wang dice che illustrerà i fenomeni della fisica attraverso l'interazione con gli alunni ed i maestri sulla Terra. "Siamo tutti studenti di fronte al vasto universo," dice Wang. "Non vediamo l'ora di incontrare i nostri giovani amici per imparare ed esplorare l'universo mistico e bellissimo. Zhang dice che durante la missione verranno condotti un numero di esperimenti ed il lavoro ed il riposo avranno tempi simili a quelli sulla Terra. Basandosi sui diversi gusti dei tre astronauti gli esperti hanno preparato i cibi per ognuno di loro. Gli astronauti potranno gustare frutta fresca, miglio congee, yogurt, e zongzi, o gnocco di riso per il tradizionale Dragon Boat Festival cinese, che cade il 12 giugno di quest'anno. Wang dice che sperimenterà la sua vita a gravità zero con una mentalità curiosa. "Mi piace la fotografia, la musica, la pallacanestro e viaggiare. Ma ho poco tempo a causa del lavoro. Così guardo a questo viaggio nello spazio e voglio condividere quello che vedrò, quello che sentirò e quello che capirò con tutti voi." ha detto Wang. "Con le macchine fotografiche, riprenderemo ogni bel momento durante il viaggio," ha concluso Zhang. Nella foto (Credit: Xinhua/Wang Jianmin) l'equipaggio di Shenzhou-10 alla conferenza stampa prima del lancio. Da sinistra; Wang Yaping, Nie Haisheng e Zhang Xiaoguang.

Fonti : Spaceref - Xinhua

10/06/2013 - Dione, una delle lune di Saturno, potrebbe nascondere un segreto d'acqua - Dione, la luna relativamente pianeggiante di Saturno, potrebbe una volta aver avuto un oceano geologicamente attivo nel sottosuolo, lo rivelerebbero le nuove immagini arrivate dalla sonda Cassini della NASA. Le immagini della catena montuosa Janiculum Dorsa, lunga circa 800 km, suggeriscono che la luna potrebbe essere stata una copia minore di Encelado, la luna di Saturno famosa per i suoi geyser. "Ci stiamo accorgendo che ci sono molti più mondi ancora attivi di quello che pensavamo," ha detto Bonnie Buratti, che guida il team scientifico della Cassini presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, in una dichiarazione. Gli oceani celati sotto la superficie si crede esistano in diversi corpi del Sistema Solare, comprese le lune di Saturno, Encelado e Titano, e la luna Europa di Giove. Queste zone calde geologiche hanno richiamato l'interesse degli scienziati alla ricerca dei componenti basilari della vita oltre la Terra. Se Dione si confermasse ospitare uno strato liquido sotto la sua crosta, questo potrebbe incrementare le possibilità che le lune possano ospitare la vita. La Cassini, che sta esplorando Saturno fin dal 2004, ha rivelato un debole flusso di particelle provenienti da Dione grazie al suo magnetometro di bordo. Le immagini riprese dal veicolo spaziale suggeriscono che uno strato liquido fangoso potrebbe esistere sotto la sua crosta ghiacciata, e che le sue antiche, ed inattive, fratture ora emettono ghiaccio d'acqua e particelle contenenti carbonio proprio come quelle viste su Encelado. La Janiculum Dorsa di Dione si eleva ad 1/2 km di altezza e le montagne sembrano essere state deformate dalla crosta ghiacciata sotto di loro per circa 500 metri. Per i ricercatori, la deformazione implica che la crosta era calda, probabilmente a causa di un oceano sotterraneo quando la montagna si è formata. Mentre Dione orbita attorno a Saturno viene schiacciato ed allungato, e questo causa un riscaldamento. Se vi è un oceano sotto la superficie ghiacciata e questa vi galleggia sopra, la spinta gravitazionale di Saturno viene amplificata e questo può generare calore dieci volte maggiore. Il riscaldamento potrebbe essere la causa delle zone locali più calde oppure la sua orbita pazza, ma queste spiegazioni trovano meno favore fra gli scienziati. Gli scienziati non sanno perché Dione non è stato attivo come Encelado e suggeriscono che quest'ultimo potrebbe aver subito forze gravitazionali maggiori o più radioattività potrebbe aver riscaldato il suo nucleo. Gli oceani sotterranei sembrano essere comuni nei satelliti ghiacciati e potrebbero esistere persino nei pianeti nani come Cerere e Plutone. Le recenti scoperte della sonda Cassini sono state pubblicate nel numero di marzo della rivista Icarus.

Fonte : Space.com

09/06/2013 - La Sicilia dall'orbita - Luca Parmitano, l'astronauta italiano dell'ESA a bordo della ISS come membro dell'equipaggio di Spedizione 36 dallo scorso 29 maggio, sta postando su Twitter una serie di foto della superficie terrestre che la Stazione sorvola. Oggi ha postato questa immagine di copertina con la seguente didascalia: "Questa immagine mi ha colto di sorpresa… mi sono girato, ed era lì. L'intera isola della Sicilia, regione che ha dato i natali a Luca Parmitano, appare per intera mentre i raggi del Sole illuminano il mare e creano riflessi argentei. Seguite i Twitter di Luca dallo spazio al suo indirizzo @astro_luca.

Fonte : @astro_luca

Nella foto (Credit: collectSPACE.com / Robert Z. Pearlman) la navetta Atlantis vista dalla passerella rialzata. 08/06/2013 - Mancano pochi giorni all'apertura dell'esibizione della navetta Atlantis - Lo Space Shuttle Atlantis della NASA, ora in pensione assieme a tutta la flotta di navette superstiti, ed il nuovo allestimento, del costo di 100 milioni di dollari che porta il suo nome, sono sempre più vicini all'apertura al pubblico prevista per il 29 giugno presso il Centro Visitatori del Kennedy Space Center in Florida. "Tutto va bene," dice Tim Macy, direttore dello sviluppo del progetto e della costruzione per il Delaware North Parks & Resorts, che gestisce il complesso per la NASA. "Ci prepariamo per avere una grande giornata quel sabato." Macy, assieme a Bill Moore, il capo operativo del centro visitatori, ha aggiornato la situazione sullo status di Atlantis giovedì 6 giugno. I rappresentanti della stampa erano stati invitati il giorno prima all'interno dell'edificio 'Space Shuttle Atlantis' di 27 mila metri quadrati ed hanno potuto dare una prima occhiata allo storico veicolo spaziale nella sua ultima esposizione. "Atlantis viene esposto in modo molto diverso," dice Bill Moore. "Al mondo vi sono solo tre navette che hanno volato nello spazio. Questa sarà l'unica al mondo che sarà sollevata e presentata come nello spazio." Tim Macy aggiunge. "Abbiamo aperto i portelli del vano di carico, esteso l'antenna in banda K ed installato il braccio robotico (Canadarm), molto carino in questa posizione. Dall'inizio della costruzione, nel gennaio 2012, fino ad ora il progetto è stato tranquillo. E si tratta di essere uno dei più grandi progetti che abbiamo intrapreso qui al KSC Con Atlantis ormai ultimato, gli operai si stanno concentrando nel completamento del resto dell'esposizione, compresa l'ultimazione di 60 installazioni che mostreranno la storia dell'orbiter, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e come gli astronauti lavoravano all'esterno della navetta durante le passeggiate spaziali. Verranno installati anche simulatori e schermi per completare l'esposizione. Un modello in scala reale del Telescopio Spaziale Hubble è stato infine appeso fra i due piani all'interno della struttura mentre sullo sfondo uno schermo gigante mostrerà un video in alta definizione che darà allo Shuttle l'impressione di essere nello spazio. All'esterno della struttura alta cinque piani, gli operai stanno assemblando quello che diventerà il portale che darà il benvenuto ai visitatori di Atlantis. "Stiamo completando il serbatoio esterno ed i due booster qua di fronte," ha detto Macy. Alto 59 metri, la replica in scala dei componenti di lancio di Atlantis sono quasi completati. Al 7 giugno mancano soltanto le basi dei due booster gemelli ed alcuni pannelli arancioni del serbatoio esterno. Nella foto (Credit: collectSPACE.com / Robert Z. Pearlman) la navetta Atlantis vista dalla passerella rialzata.Alla pagina della fonte le restanti bellissime immagini riprese in quell'occasione.

Fonte : CollectSPACE.com

08/06/2013 - Piccolo asteroide passa fra la Terra e la Luna - Il piccolo asteroide 2013 LR6 è transitato senza problemi la sera alle 4:42 UTC (le 6:42 ora italiana) dell'8 giugno 2013 ad una distanza minima di circa 105.000 km dalla superficie della Terra. La roccia spaziale, di circa 10 metri di diametro, è passata sopra l'Oceano Pacifico del sud, a sud della Tasmania, al momento del massimo avvicinamento. L'asteroide 2013 LR6 è stato scoperto dalla Catalina Sky Survery sponsorizzato dalla NASA, il 6 giugno. Il programma Near-Earth Object della sede principale della NASA di Washington, gestisce e finanzia la ricerca che studia gli asteroidi e le comete che, periodicamente, si avvicinano alla Terra. Il JPL gestisce il programma Near-Earth Object Program Office per la Science Mission Directorate della NASA di Washington. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena. Ulteriori informazioni sugli asteroidi e gli oggetti che transitano vicini alla Terra visita i siti: http://neo.jpl.nasa.gov/, http://www.jpl.nasa.gov/asteroidwatch e su Twitter presso http://www.twitter.com/asteroidwatch.

Fonte : NASA

07/06/2013 - Opportunity si muove verso 'Solander Point' - Opportunity prosegue il suo viaggio verso il 'Solander Point' distante oltre 2 km. Il rover ha guidato solo due giorni nell'ultima settimana a causa di un lungo fine-settimana festivo. Opportunity si è mosso nei Sol 3317 e 3323 (il 23 ed il 29 maggio 2013) percorrendo un totale di 159 metri in direzione sud-est. Il Sol 3318 (il 24 maggio 2013) è stata eseguita una misurazione notturna dell'argon atmosferico utilizzando l'APXS (Alpha Particle X-ray Spectrometer). Un'immagine con la fotocamera panoramica a 13 filtri (Pancam) è stata presa dal rover il Sol 3320 (il 26 maggio 2013) assieme ad alcune immagini del RAT (Rock Abrasion Tool) riprese dal Microscopic Imager (MI). Con sufficiente energia il rover è stato in grado di eseguire un passaggio ad Ultra Alta Frequenza in AM il Sol 3321 (il 27 maggio 2013). Ora il piano prevede di eseguire più spostamenti verso Solander Point. Al Sol 3323 (il 29 maggio 2013) la produzione di energia dai pannelli solari era di 546 watt/ora con una opacità atmosferica (Tau) di 0,838 ed un fattore di polvere sui pannelli di 0,664. Il totale percorso dal rover è di 36,29 km.

Fonte : Space Daily

07/06/2013 - La Russia lancia un satellite spia - Un veicolo di lancio Russo Soyuz 2-1B ha portato venerdì nello spazio il secondo satellite da ricognizione Persona. Il lancio è stato condotto alle 18:37 GMT (le 20:37 ora italiana) dalla rampa 43/4 del Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia, e il successo nella separazione del veicolo spaziale è stata confermata da fonti militari Russe. Il razzo Soyuz 2-1 è discendente dell'R-7 Seyorka, il primo missile balistico intercontinentale al mondo. L'R-7 venne progettato da Sergei Korolev e volò, per la prima volta nel 1957. Una versione modificata dell'R-7 mise in orbita il primo satellite artificiale, Sputnik 1, nell'ottobre dello stesso anno. L'R-7 è stato la base per le famiglie di razzi Luna, Vostok, Voskhod, Molniya e Soyuz e, fino ad ora tutti i voli spaziali abitati Russi sono stati lanciati utilizzando un derivato dell'R-7. Il Soyuz è stato poi successivamente modificato e, tuttora, mette in orbita i veicoli spaziali abitati Soyuz e le capsule di rifornimento Progress. Il Soyuz-2 è uno sviluppo di vecchi modelli Soyuz ed è dotato di sistemi di controllo di volo digitali e motori modernizzati. Il debutto del modello Soyuz-2 è avvenuto nel 2004 e, da allora ha volato undici volte. Al momento sono in servizio due varianti: il Soyuz-2-1A ed il Soyuz 2-1B. Una terza configurazione, conosciuta come Soyuz-2-1v è in fase di sviluppo e potrebbe debuttare nei prossimi mesi. Questa variante è dotata di motori NK-33 al posto degli RD-108A utilizzati nelle altre configurazioni e non è dotato dei booster. Il Soyuz-2 è la base anche della versione ST che è stata ottimizzata per decollare dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Il satellite lanciato venerdì è della serie Persona, un modello da ricognizione, derivato dai satelliti classe Resurs DK. Il sistema ottico include un telescopio a tre specchi con + il principale del diametro di 1,5 metri ed una lunghezza focale di 20 metri. Il peso del Persona, costruito dalla TsSKB-Progress e con le ottiche fornire dalla LOMO e dal Vavilov State Optical Institute, è di circa 6.500 kg. e la sua vita operativa è stimata in sette anni. Il primo Persona identificato con il codice Kosmos 2441, venne lanciato su un'orbita solare sincrona alta 750 km il 26 luglio del 2008 con un razzo vettore identico a quello di oggi. Ma, a causa di un guasto elettrico, non fu in grado di inviare immagini utili a Terra. Quello di oggi è stato il 29esimo lancio orbitale del 2013, il 28esimo a concludersi con successo.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA/ASI) Parmitano durante il collegamento diretto di oggi. 07/06/2013 - Primo collegamento di Luca Parmitano dalla ISS - Decimo giorno di missione per Luca Parmitano. E prima 'inflight-call' col pianeta Terra. Alle 14:40 in punto, dopo qualche piccolo problema tecnico prontamente risolto – ma i ‘salti’ audio e video, con i collegamenti dalla ISS, sono la norma – sullo schermo posizionato nella Sala Cassini, all’Agenzia Spaziale Italiana, è apparso il volto sorridente dell’astronauta italiano. Subito salutato dal presidente dell’ASI, Enrico Saggese: "Vediamo sul tuo volto – gli ha detto il numero uno dell’Agenzia Spaziale Italiana – la stessa gioia di quando sei entrato nella ISS." A seguire la girandola di domande, poste dai numerosi giornalisti presenti in sala, cui Parmitano non si è mai sottratto rispondendo sempre volentieri ed in modo il più esaustivo possibile. "Le giornate sulla ISS – ha detto, replicando a una di queste – sono molto intense. Iniziano alle 6 del mattino, ora di Greenwich, e prevedono otto ore piene di lavoro, oltre ad un paio d’ore di attività fisica obbligatoria che qui a bordo effettuiamo con macchine fantastiche. Il tempo di fatto vola." Molti gli chiedono di dettagliare le attività a bordo e descrivere i momenti più significativi e più sorprendenti, fino ad adesso, della sua esperienza. "Nessun momento brutto – ha sottolineato Parmitano - Tutto è stato positivo finora. Uno dei momenti più belli, invece, è sicuramente stato l’apertura del portellone della Soyuz: vedere i colleghi ed entrare nella ISS è davvero una grande emozione. Devo dire però che c’è stata una cosa che non mi aspettavo – ha aggiunto -: il taglio di capelli del mio collega, Chris Cassidy. Devo ammettere che radersi completamente la testa per accogliere un ‘calco’ come me, è stato un gran gesto di amicizia. Qui ho sempre la sensazione di trovarmi come a casa." Il tempo vola. La ‘call’ cade alle 14:55. Resta qualche momento appena per considerazioni ancora più personali. Alle quali, di nuovo, Parmitano non si nega. "Ci vorrebbe un poeta, per raccontare l’incredibile sensazione di libertà che si prova quassù, il fatto di potersi muovere in tutte le direzioni. E poi c’è la cupola: ammirare il mondo dalla cupola è un’altra sensazione indescrivibile. Non mi sono neppure portato libri a bordo – ha spiegato – perché voglio guardare il nostro pianeta il più possibile. Guardare questo gioiello così bello e fragile, chiuso nella sua piccola atmosfera, sospeso nel velluto nero dello Spazio, è qualcosa che davvero ti solleva lo spirito." Nella foto (Credit: NASA/ASI) Parmitano durante il collegamento diretto di oggi.

VIDEO COMPLETO DEL PRIMO COLLEGAMENTO FRA LUCA PARMITANO E L'ITALIA DALLA ISS - (CREDIT: ASI/TV) - dur.min.18:04 - LINGUA INGLESE/ITALIANO



Fonte : ASI

07/06/2013 - Passi avanti alla NASA per i test del motore RS-25 di SLS - La NASA prevede di iniziare i primi test dei motori RS-25 che verranno utilizzati dal nuovo Space Launch System (SLS) nell'autunno del 2014 e il Centro Spaziale Stennis dell'agenzia, in Mississippi, si trova di fronte ad una lista molto lunga, letteralmente, di cose da fare prima di allora. Allo Stennis è iniziata la costruzione di una struttura per adattare il nuovo motore al banco di prova A1. Il motore RS-25 fornirà la spinta allo stadio principale del vettore SLS. Il componente del banco di prova dovrebbe essere completato ed installato nel novembre 2013. Ogni motore richiede una struttura progettata e costruita sulle sue specifiche. Al momento al banco di prova A1 si trova il motore per lo stadio superiore di SLS, il J-2X, che è stato sottoposto a vari cicli di test che si concluderanno questa estate. Solo dopo di allora si passerà all'allestimento del banco prova per l'RS-25. Per dare un'idea della differenza fra i due motori e sulle specifiche richieste al banco di prova per resistere alle sollecitazioni di un'accensione, basti pensare che il J-2X sviluppa una spinta di 133 tonnellate mentre l'RS-25 di ben 240 tonnellate. I motori RS-25 sono stati utilizzati come motori principali dello Space Shuttle e sono già stati testati presso lo Stennis per oltre tre decenni.

Fonte : Spacedaily

07/06/2013 - SMOS rivela una mappa del suolo prima degli allagamenti nel centro Europa - Mentre parte dell'Europa centrale sta lottando contro gli allagamenti più estesi degli ultimi secoli, i meteorologi sperano che il satellite SMOS dell'ESA li possa aiutare a migliorare le previsioni delle inondazioni future. Come il suo nome suggerisce, la missione SMOS (Soil Moisture and Ocean Salinity) monitorizza il totale di acqua dello strato superficiale del suolo e la concentrazione del sale nello strato superficiale marino. Queste informazioni aiutano gli scienziati a capire meglio come avviene il ciclo dell'acqua terrestre negli oceani, nell'atmosfera e sulle terre emerse. Questo inoltre può essere di aiuto per le previsioni meteo. Le imponenti inondazioni attuali che l'Europa centrale sta subendo si pensa siano dovute ad una primavera umida caratterizzata da pesanti piogge. Lo SMOS trasporta un nuovo modello di sensore a microonde che cattura le immagini di temperature luminose per derivare le informazioni sull'umidità del suolo. Prima delle piogge torrenziali, SMOS ha mostrato che il suolo della Germania possedeva livelli record di umidità - in effetti la più alta mai osservata. L'animazione mostra il suolo umido in blu e quello secco in giallo. Matthias Drusch, scienziato della missione SMOS dell'ESA, spiega, "I dati da SMOS possono essere utilizzati per monitorare la saturazione del suolo. Alla fine di maggio possiamo vedere che il suolo era quasi del tutto saturo d'acqua, con valori record di umidità. Le piogge ulteriori che sono cadute subito dopo hanno aggiunto acqua che il suolo non poteva più assorbire e, come risultato finale, si sono avute queste terribili inondazioni. I centri di previsione numerica delle condizioni meteo stanno attualmente controllando se è possibile utilizzare i dati di SMOS per migliorare le previsioni per gli allagamenti e sperare così di predire questi eventi in modo più accurato" Le missioni satellitari come il Tedesco TerraSAR-X e RapidEye stanno fornendo le immagini che vengono utilizzate come supporto negli aiuti attraverso l'International Charter Space and Major Disasters. La mappa qui sotto (Credit: CESBIO/ESA), generata utilizzando i dati di SMOS mostra i valori di umidità del suolo nell'Europa centrale il 31 maggio ed il 2 giugno. Il blu indica terreni più umidi mentre il giallo e l'arancio terreni più secchi. Ad esempio, un valore di 0,5 significa che vi sono 500 litri di acqua in un metro cubo di terreno. Le pesanti piogge hanno portato poi alle disastrose alluvioni in Germania, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Nell'animazione (Credit: CESBIO/ESA) l'umidità del suolo del centro Europa a fine maggio.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: SNC) il test di un motore ibrido il 4 giugno 2013. 06/06/2013 - Cominciano i test di qualifica dei motori per il Dream Chaser - La Sierra Nevada Corp. (SNC) ha iniziato le prove per la qualifica del motore ibrido che fornirà la propulsione del loro veicolo spaziale Dream Chaser. Questi test fanno parte dell'iniziativa CCiCap (Commercial Crew Integrated Capability) che la compagnia ha con la NASA per arrivare allo sviluppo di un sistema di trasporto di astronauti NASA verso la ISS. Il modello di prova del Dream Chaser, chiamato ETA (Engineering Test Article), ma conosciuto informalmente come 'Eagle', si trova al momento al Dryden Flight Research Center della NASA in attesa di iniziare una serie di test estivi che lo vedranno protagonista del rilascio da un elicottero per mettere alla prova la fase di atterraggio. I dati ottenuti in questi test verranno utilizzari dalla SNC per progettare al meglio il prossimo veicolo, chiamato FTV (Flight Test Vehicle). FTV sarà una versione aggiornata di ETA dato che sarà designato per il volo umano nello spazio. Anche se toccherà al terzo veicolo Dream Chaser costruito, l'OV (Orbital Vehicle), ad andare per primo nello spazio. Nonostante la minaccia della selezione di solo uno dei tre contendenti per il programma equipaggio la SNC sta facendo ottimi progressi e, se tutto si svolgerà nel modo previsto, un Dream Chaser potrà eseguire il primo volo abitato, con astronauti della compagnia, per il 2015/2016. Se poi la SNC verrà scelta dalla NASA come fornitore di voli degli astronauti per la ISS il primo volo, battezzato USCV-1, potrebbe esserci già alla fine del 2017. Il Dream Chaser verrà portato nello spazio da un razzo Atlas V della ULA (United Lauch Alliance) ed una volta separato dal vettore utilizzerà i suoi due propulsori ibridi posti sul retro del veicolo, per le manovre e l'uscita dall'orbita. Questo tipo di motori è già stato testato a terra con successo nel 2010 ed è simile a quello che imbarca il veicolo suborbitale SpaceShipTwo della Virgin Galactic che, il mese scorso, ha completato il primo volo alimentato. La SNC ha annunciato lo svolgimento con successo di due test del motore ibrido presso la sua struttura di San Diego, in California. Entro l'estate sono previsti altri test con versioni sempre più potenti. Il motore ibrido offre un'alta prestazione ed un'alternativa non tossica ai motori a solido o liquido con idrazina, utilizzati fino ad oggi in campo spaziale. Dato che il propellente del motore è una speciale gomma industriale la compagnia fa notare che non è necessaria nessuna precauzione per il trasporto e lo stoccaggio riducendo così i costi di produzione. Nella foto (Credit: SNC) il test di un motore ibrido il 4 giugno 2013.

Fonte : Nasaspaceflight

06/06/2013 - L'Orion della NASA sottoposto ad una serie di test cruciali - Dopo un mese nel quale è stato pungolato, spronato e pressurizzato in modo da simulare lo stress di un volo spaziale, il modulo equipaggio Orion della NASA ha superato con successo anche il suo test di carico statico. Quando Orion verrà lanciato nell'Exploration Flight Test-1 (EFT-1), previsto per settembre 2014, viaggerà lontano dalla Terra più di ogni altro veicolo spaziale costruito per gli esseri umani negli ultimi 40 anni. L'astronave volerà fino a 5.800 km sopra la superficie terrestre e ritornerà alla velocità approssimativa di 40.000 km/h. Durante il test, Orion sperimenterà una serie di sforzi, o carichi, compreso il lancio ed il rientro, il vuoto dello spazio e diversi eventi dinamici come il rilascio di hardware lontano dal veicolo spaziale e l'apertura dei paracadute. Per assicurare che Orion sia pronto per questo volo di prova del prossimo anno, gli ingegneri della NASA al Kennedy Space Center in Florida, hanno costruito una struttura metallica alta 6 metri dove il modulo è stato fissato e dei cilindri idraulici lo spingono e lo tirano lentamente causando otto differenti tipi di stress che Orion subirà durante EFT-1. Oltre 1.600 estensimetri registreranno come risponde il veicolo. I carichi vanno da poco meno di 6,3 ad oltre 108 tonnellate. "La campagna di test statici di carico è il nostro sistema migliore per verificare che nello spazio tutto funzionerà come sulla carta," ha detto Charlie Lundquist, il responsabile della NASA per il modulo di servizio ed equipaggio di Orion presso il Johnson Space Center dell'agenzia a Houston. "Questo è come noi validiamo il nostro progetto." Oltre ai vari carichi sostenuti, il veicolo spaziale Orion è stato anche pressurizzato per simulare gli effetti del vuoto dello spazio. La simulazione ha permesso agli ingegneri di confermare come terrà la sua pressurizzazione nel vuoto e di verificare le riparazioni effettuate sulle crepe superficiali della paratia posteriore del veicolo causati da precedenti prove di pressione a novembre. Il test di novembre aveva rilevato un margine insufficiente nell'aerea della paratia che non aveva resistito allo sforzo della pressurizzazione. Armati dei dati ottenuti da quel test, gli ingegneri hanno rinforzato il progetto per assicurare integrità strutturale e validare la riparazione con il test di questa settimana. Per riparare la crepa, gli ingegneri hanno progettato delle staffe che distribuiscono lo sforzo della zona pressurizzata su altre aree del modulo che sono strutturalmente più resistenti. Durante questi test Orion è stato pressurizzato con successo al 110% di quanto subirà nello spazio, dimostrando la sua capacità delle prestazioni richieste durante EFT-1. Per ulteriori informazioni su Orion visita: http://www.nasa.gov/orion.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: Arianespace) il razzo vettore Ariane 5 lascia la rampa dello Spazioporto di Kourou diretto verso la ISS. 06/06/2013 - Il più pesante veicolo cargo Europeo lanciato verso la Stazione Spaziale - Il quarto Veicolo di Trasferimento Automatico (ATV) Europeo, Albert Einstein, è stato lanciato in orbita la sera scorsa dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Il veicolo autonomo di rifornimento Europeo eseguirà una serie di manovre per attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale il 15 giugno. Il razzo Ariane 5 ES (VA 213), gestito da Arianespace, è decollato alle 18:52:11 ora locale (le 23:11 ora italiana) ed ha consegnato l'ATV-4 nella prevista orbita circolare di parcheggio a circa 260 km di quota, inclinata di 51,59°, 64 minuti più tardi. L'ATV ha dispiegato le sue quattro ali di pannelli solari per generare l'energia necessaria e le antenne. La nave è monitorata dal Centro Controllo ATV, gestito congiuntamente da ESA e CNES, l'agenzia spaziale Francese, a Tolosa. Il veicolo completerà la Fase di Lancio e le Orbite Iniziali in circa sei ore dopo il lancio e si preparerà per il rendezvous ed attracco automatico con la ISS alle 13:46 GMT (le 15:46 ora italiana) del 15 giugno. Con 20.190 kg, l'ATV Albert Einstein è il più pesante veicolo spaziale mai lanciato da Ariane, superando il suo predecessore ATV Edoardo Amaldi di circa 150 kg. Il veicolo di rifornimento e rialzo d'orbita dell'ESA è il più grande, avanzato e capace dei veicoli che vengono utilizzati dall'avamposto orbitale. "Con un altro ATV lanciato con successo, ed un altro record di capacità di carico, l'industria Europea dimostra la sua capacità di produrre un veicolo spaziale unico, fornendo all'ESA un ruolo chiave fra i partner della Stazione Spaziale Internazionale," ha notato Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell'ESA. Questa avventura è ancora in corso - ATV-4 sta volando ma ATV-5 seguirà e le tecnologie utilizzate da ATV sopravviveranno per promettenti nuovi programmi, come il Veicolo Equipaggio Multiruolo Orion della NASA, del quale l'ESA sta sviluppando il modulo di servizio. "Da ATV a Orion, l'ESA sta costruendo le sue capacità di fornire all'Europa un ruolo decisivo come partner nei futuri programmi internazionali di esplorazione," ha detto Thomas Reiter, Direttore del Volo Spaziale Umano ed Operazioni dell'ESA. "Oggi stiamo mantenendo un'installazione di lungo termine e di ricerca scientifica in orbita bassa. Domani utilizzeremo questa esperienza oltre l'orbita terrestre assieme ai nostri partner." L'ATV-4 trasporta un carico record di 2.480 kg di cargo, compreso 620 kg. di cose dell'ultimo minuto, che sono state installate sulla sommità di Ariane 5 meno di due settimane prima del lancio. Immagazzinate nella sezione pressurizzata di ATV, questo carico è composto di oltre 1.400 articoli diversi. Inoltre ATV-4 trasporta 2.580 kg di propellente per rialzare l'orbita della Stazione ed altri 860 kg. per rifornire il serbatoio del modulo Zvezda. Inoltre potrà pompare 570 kg. di acqua potabile e 100 kg. di gas (due serbatoi di ossigeno ed uno di aria) nei serbatoi della Stazione. L'ATV è stato sviluppato per ESA dall'industria Europea, con l'azienda Astrium capo commessa, per inviare beni e propellente in base ad un accordo con la NASA per la suddivisione dei costi operativi della Stazione. ATV è dotato di sistemi di navigazione di alta precisione, un software di volo con alta ridondanza ed un completo ed autonomo auto controllo e sistema per evitare le collisioni con indipendenti sorgenti di energia, controllo e spinta. Nessun altro veicolo spaziale che si avvicina alla Stazione ha dimostrato un livello così alto di controllo autonomo. Albert Einstein è il quarto di una serie di cinque ATV e trascorrerà oltre quattro mesi agganciato al modulo Zvezda, durante i quali fornirà ulteriore spazio di immagazzinamento e zona di riposto silenziosa per gli astronauti. Inoltre offre una potente capacità di manovrabilità per alzare la quota della Stazione e combattere così il naturale decadimento orbitale e, se necessario, può anche spostarla lontano dal pericolo di detriti orbitali. Al termine della sua missione, riempito con i rifiuti accumulati sulla ISS, si sgancerà il 28 ottobre ed eseguirà un sicuro rientro controllato sopra l'Oceano Pacifico. L'ultimo ATV, Georges Lemaître, viene intanto preparato per il suo lancio del 2014. Quello di oggi è stato il 55esimo lancio consecutivo di successo per Ariane 5 fin dal 2003 ed il 65esimo su 69 voli fin dal 1996. Per la ISS si è trattato del sesto lancio del 2013. Quello di oggi era anche il 28esimo lancio orbitale del 2013, il 27esimo a concludersi con successo. In copertina (Credit: Arianespace) il momento dell'accensione dei motori del razzo Ariane 5 con l'ATV-4. Nella foto (Credit: Arianespace) il razzo vettore Ariane 5 lascia la rampa dello Spazioporto di Kourou diretto verso la ISS.

VIDEO DEL LANCIO DI ARIANE 5 ES (VA213) CON L'ATV-4 ALBERT EINSTEIN DIRETTO ALLA ISS - (CREDIT: NASA) - dur.min.2:55 - LINGUA INGLESE



Fonti : ESA - Space Launch Report

05/06/2013 - Il primo razzo Angara arriva a Plesetsk - Nella notte fra il 27 ed il 28 maggio 2013 un treno speciale è partito dalla fabbrica RKZ della GKNPTs Khrunichev di Mosca in direzione del centro spaziale di Plesetsk con le parti del primo razzo Angara, designato 1.2 PP. All'evento era presente il Vice Primo Ministro Dmitry Rogozin. Il 5 giugno 2013 la televisione Russa Vesti ha mostrato il razzo in posizione orizzontale ed ancora imballato dal cellophane, all'interno di un hangar del centro di lancio nel nord della Russia. La data di lancio però è ancora lontana, dovrebbe infatti avvenire il prossimo anno.

Fonte : Russia Space Web

05/06/2013 - La NASA potrebbe accettare un passaggio per la Luna - Gli Stati Uniti non hanno in programma di preparare missioni per l'invio di astronauti sulla Luna ma, se qualcun altro lo facesse, potrebbe accettare un passaggio. Questa, in breve, la dichiarazione che Charles Bolden, l'amministratore della NASA, ha fatto di fronte ad un comitato medico dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli USA, lo scorso 30 maggio. "Non abbiamo mai detto che gli Stati Uniti non sarebbero tornati sulla superficie lunare. Ho detto che, in un futuro prossimo, e dato il livello di finanziamento NASA attuale e, poiché tutto quello che abbiamo e che ci necessita tecnologicamente è indirizzato per andare su Marte, non sarebbero stati gli USA a guidare una spedizione sulla superficie lunare. Ma, se qualcun altro è intenzionato a farlo la NASA potrebbe fornire tutta la sua esperienza ingegneristica in cambio di un astronauta come parte di quell'equipaggio. La NASA al momento è impegnata nel programma della Stazione Spaziale Internazionale e prepara una serie di missioni nello spazio profondo con equipaggio verso un asteroide per il 2025. L'agenzia sta studiando una missione ibrida robotica/umana che vedrebbe la cattura di un piccolo asteroide di 7/10 metri di diametro da portare, utilizzando un veicolo spaziale automatico, nei pressi della Terra. Qui una missione abitata verrebbe inviata con una capsula Orion e gli astronauti potrebbero raccogliere campioni dell'asteroide e riportarli sulla Terra. L'asteroide scelto avrebbe una misura tale che, anche se andasse fuori controllo, ricadrebbe sulla Terra distruggendosi nell'attraversamento dell'atmosfera senza pericolo. La missione potrebbe essere anche un primo passo per comprendere come, in un futuro, alterare la traiettoria di asteroidi potenzialmente più pericolosi per la Terra.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: NASA) l'osservatorio solare IRIS durante le ultime fasi di preparazione al lancio. 04/06/2013 - La missione IRIS della NASA pronta al lancio in giugno - Appena sopra la superficie del Sole si trova una regione enigmatica dell'atmosfera solare chiamata regione di interfaccia. Una regione relativamente sottile, appena 4.800/9.600 km, con i suoi movimenti pulsanti: zone di temperature e densità differenti che sono mischiate mentre l'energia ed il calore attraversa il materiale solare. Comprendere come l'energia attraversa questa regione - energia che aiuta il riscaldamento dello strato superiore dell'atmosfera, la corona, a temperature di 1 milione di gradi Celsius, ovvero alcune migliaia di volte più calda della superfice solare stessa - è l'obiettivo del veicolo spaziale IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph) della NASA, il cui lancio è previsto per il 26 giugno 2013 dalla Air Force Base di Vandemberg, in California. Per il lancio IRIS utilizzerà un razzo Pegasus Xl trasportato sotto la carlinga di un aereo L-1011 della Orbital Sciences. IRIS pesa soltanto 181 kg e, una volta rilasciato, aprirà i suoi pannelli solari per una larghezza di 3,6 metri. IRIS viaggerà su un'orbita sincrona solare polare, rimanendo sulla linea dell'alba a circa 627x675 km di altezza completando un giro ogni 97 minuti. Questo particolare tipo di orbita è stato prescelto perché fornisce quasi otto mesi ininterrotti di vista del Sole e massimizzando la capacità di invio dati al suolo passando sopra diverse stazioni di ricezione. Dopo il lancio il team che segue IRIS eseguirà una fase di controlli della durata di circa 60 giorni prima di far iniziare la campagna osservativa. A quel punto le osservazioni di IRIS saranno combinate con quelle degli altri veicoli spaziali che osservano il Sole come, ad esempio, l'SDO della NASA o l'Hinode della JAXA, ottenendo così immagini ad alta risoluzione del Sole, riuscendo a cogliere i differenti strati solari. Assieme, gli osservatori esploreranno come la corona ed il vento solare vengono alimentati - Hinode e SDO tenendo sotto controllo la superficie solare e l'atmosfera esterna mentre IRIS osserverà la regione intermedia. Grazie al suo spettrografo IRIS sarà in grado di cogliere strutture molto fini della regione intermedia, con dettagli di circa 240 km. di estensione. Comprendere al meglio i fondamenti fisici dell'atmosfera solare permette applicazioni che non riguardano solo la conoscenza del Sole ma anche l'interferenza con la Terra. Quando avviene un'esplosione nella corona possono essere emesse radiazioni e particelle verso il nostro pianeta che interferiscono con i satelliti, possono causare interruzioni sulle linee elettriche e problemi con i segnali GPS. Conoscendo meglio queste dinamiche gli scienziati potranno prevedere meglio le condizioni meteo spaziali. Il centro Goddard gestisce IRIS, una missione dello Small Explorer Program della NASA. Il lancio di IRIS invece è gestito dal Launch Services Program della NASA presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida. L'Advanced Technology Center della Lockheed Martin ha progettato e costruito il veicolo spaziale IRIS ed i suoi strumenti. Il centro Ames segue le operazioni della missione ed i sistemi di dati al suolo. Il Centro Spaziale Norvegese scaricherà regolarmente i dati scientifici. Altri contributi alla missione provengono dallo Smithsonian Astrophysical Observatory di Cambridge, Mass., dal Montana State University di Bozeman, Mont., della Stanford University di Stanford, Calif., e dall'Università di Oslo, in Norvegia. Nella foto (Credit: NASA) l'osservatorio solare IRIS durante le ultime fasi di preparazione al lancio.

Fonte : Spaceref

04/06/2013 - La NASA si ispira a Kourou per le operazioni al suolo di SLS - Un team composto di personale che fa parte del GSDO (Ground System Development and Operations) della NASA ha visitato, nelle settimane scorse, lo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese, per raccogliere spunti ed idee da utilizzare per il nuovo vettore pesante SLS (Space Launch System) attualmente in sviluppo dall'agenzia spaziale Americana. In particolare i componenti del team NASA si sono mostrati interessati alle operazioni legate ad una campagna di lancio di Ariane 5 ed a tutte le operazioni ad essa associate. L'obiettivo è quello di imparare e mettere in pratica una migliore gestione delle operazioni preparatorie al lancio in modo da riuscire anche a contenere i costi assicurando comunque un altissimo livello di sicurezza. Un'occhiata particolare è stata data all'integrazione dei due razzi booster a propellente solido di Ariane 5 che sono molto simili a quelli che utilizzerà SLS (derivati a loro volta da quelli dello Space Shuttle). Un altro momento che gli osservatori del GSDO hanno osservato con attenzione è stata la fase di integrazione dello stadio principale di Ariane 5 con i due booster. Il razzo europeo infatti viene portato in rampa a sole 12 ore dal lancio rendendo tutte le fasi molto più rapide di quelle che di solito utilizza la NASA. Anche il sistema di soppressione delle onde sonore sviluppate dai motori al decollo è stato osservato attentamente dal personale del GSDO ed è stato trovato più funzionale di quello delle rampe LC-39 del Kennedy Space Center. Tutte le osservazioni eseguite da questo team saranno ora discusse dai responsabili di SLS e potranno portare a modifiche di alcune parti del progetto della NASA.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Space.com/Elizabeth Furbush) il team di Hyperion compie gli ultimi aggiustamenti prima di una prova. 04/06/2013 - Studenti polacchi progettano il miglior rover marziano del 2013 - Nel sassoso deserto nel sud dello Utah, a circa 12 km dalla città più vicina 10 squadre di studenti si sono sfidate per l'annuale University Rover Challenge (URC) indetta dalla Mars Society. Sei studenti stagionati di ingegneria dell'Università di Tecnologia polacca di Bialystok, si sono classificati al primo posto con il loro veicolo 'Hyperion', un prototipo di come potrebbe essere un futuro rover marziano. "Con un massimo di 500 punti da raggiungere, loro sono arrivati a 493 - il punteggio più alto mai raggiunto durante l'URC!" ha detto Kevin Sloane, direttore della sfida. Secondo si è classificato un altro team polacco con 'Scorpio 3' dell'Università Tecnologica di Wroclaw con 401 punti e terzo la Brigham Young University con 350 punti. Questo è il settimo anno che studenti da ogni parte del mondo partecipano a questa competizione. Le squadre, ed i loro rover, provenivano dal Canada, dall'India, dagli Stati Uniti e dalla Polonia. La Mars Society è un'organizzazione internazionale dedicata alla promozione degli insediamenti umani su Marte. Lavora su quattro siti di simulazione marziana, compreso il Mars Desert Research Station (MDRS) nelle Canyonlands dello Utah. La squadra vincente ha lavorato con un piccolo gruppo nei tre anni precedenti ed i sei componenti hanno costruito il loro rover in solo due mesi. Per la maggior parte delle squadre la sfida maggiore è quella semplicemente di far muovere i rover e molti hanno trascorso l'ultima notte prima della competizione nelle loro stanze d'albergo a sistemare i veicoli. La squadra detentrice del titolo, della York University di Toronto, in Canada, ha portato qui anche la sua stampante MakeBot 3D per costruirsi i pezzi danneggiati durante le prove. Molti team utilizzano stampati 3D per realizzare pezzi dei rover ed uno dei giudici della competizione, Anne Andersen, biologa della Utah State University ha detto che la stampa 3D è diventata un'invenzione importante al mondo come quella del transistor. Ogni rover doveva superare varie prove che andavano dall'eseguire delle riparazioni, assistere gli astronauti, raccogliere campioni e navigare su percorsi irti di ostacoli. I rover si somigliano tutti con alti scafi, ruote con sospensioni articolate, telecamere e sistemi di comunicazioni e bracci meccanici. Il team della Oregon State University ha un rover che, invece di utilizzare ruote con gomme gonfiate utilizza solo un cerchione di metallo. Questo, oltre a portare un significativo risparmio in termini di peso permette di funzionare egregiamente sui rilievi scoscesi. Nella foto (Credit: Space.com/Elizabeth Furbush) il team di Hyperion compie gli ultimi aggiustamenti prima di una prova.

Fonte : Space.com

04/06/2013 - Rinviato di un paio di settimane il lancio di un satellite di navigazione Indiano - Durante i controlli al secondo stadio di un razzo Indiano è stata notata un'anomalia in uno degli attuatori elettro-idraulici. Un problema elettrico nel razzo ha costretto l'agenzia spaziale Indiana a rinviare il lancio, previsto per il 12 giugno, del suo primo satellite di navigazione regionale (IRNSS-1A) di due settimane. "Durante i controlli del PSLV-C22 (Polar Launch Satellite Vehicle) è stata riscontrata un'anomalia nei controlli degli attuatori elettro-idraulici del secondo stadio," ha riportato la Indian Space Research Organization (ISRO) in un comunicato rilasciato a Bangalore. Per sostituire l'attuatore saranno necessarie due settimane di lavoro presso lo spazioporto dell'ISRO a Sriharikota, sulle coste del Golfo del Bengala, a circa 90 km da Chennai ed il lancio del satellite è stato rinviato per un lancio notturno al 26 giugno. Il comunicato aggiunge: ""Anche se il satellite è passato attraverso tutti i controlli elettrici dopo che è stato completamente integrato con il razzo e riempito del propellente, l'individuazione tempestiva del problema tecnico ci ha fatto rivisitare il componente critico." L'India prevede di posizionare una flotta di sette satelliti IRNSS, entro il 2014, in orbita geostazionaria sopra l'Oceano Indiano in modo da poter realizzare un proprio sistema regionale di localizzazione satellitare simile al GPS degli Stati Uniti, al GLONASS Russo o al Galileo Europeo. La precisione di questo sistema sarà inferiore ai 20 metri nella regione oceanica dell'India e di meno di 10 metri sul continente.

Fonti : Spacedaily - IRNSS Wikipedia

Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) come le GRAIL hanno eseguito le loro misurazioni della gravità lunare. 04/06/2013 - Le sonde GRAIL risolvono il mistero della gravità lunare - La missione GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) della NASA ha scoperto l'origine delle massiccie regioni invisibili che rendono la gravità lunare non omogenea, un fenomeno che colpisce le operazioni dei veicoli spaziali orbitanti attorno alla Luna. Grazie alle scoperte delle GRAIL, le missioni future dei veicoli spaziali in orbita attorno ad altri corpi celesti potranno navigare con maggiore precisione. Le sonde gemelle GRAIL hanno studiato la struttura interna e la composizione della Luna per nove mesi con un dettaglio senza precedenti. Le GRAIL hanno localizzato i punti di grandi concentrazioni più dense di massa, i mascon, che sono caratterizzati da una forte spinta gravitazionale. I mascon si nascondono sotto la superficie lunare e non possono essere visti con le normali fotocamere ottiche. Gli scienziati che lavorano con le GRAIL hanno scoperto i mascon combinando i dati gravitazionali delle GRAIL con sofisticati modelli al computer di grandi impatti di asteroidi e conoscendo i dettagli dell'evoluzione geologica dei crateri da impatto. Le scoperte sono state pubblicate nell'edizione del 30 maggio della rivista Science. "I dati delle GRAIL hanno confermato che i mascon lunari sono generati quando grandi asteroidi o comete hanno colpito la Luna nel passato, quando il suo interno era molto più caldo di ora," dice Jay Melosh, uno degli autori dello studio presso la Purdue University di West Lafayette, Indiana, e capo autore dell'articolo. "Noi crediamo che i dati di GRAIL mostrino come la leggera crosta lunare ed il denso mantello combinati con lo shock del grande impatto possa aver creato la struttura distintiva dell'anomalia gravitazionale che conosciamo come 'mascon'." Le origini dei mascon lunari sono stati un mistero della scienza planetaria fin dalla loro scoperta nel 1968 eseguita da una squadra del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. I ricercatori di solito sono concordi nell'affermare che i mascon sono stati causati da impatti avvenuti miliardi di anni fa. Non era chiaro, fino ad ora, quanto di questo eccesso di massa risultava dal riempimento della lava nel cratere o dal mantello ricco di ferro risalito sulla crosta. Su una mappa del campo gravitazionale lunare, i mascon appaiono come se avessero uno schema preciso. La parte centrale ha un surplus di gravità ed è circondata da un anello con un deficit di gravità. Un anello con un avanzo di gravità circonda poi il centro e l'anello interno. Questo modello si pone come naturale conseguenza della formazione del cratere, del crollo e del raffreddamento a seguito di un impatto. L'aumento della densità e la forza gravitazionale nella zona centrale di un mascon è causata da materiale lunare sciolto dal calore di un impatto con un asteroide avvenuto tanto tempo fa. "Sapendo finalmente cosa significano i mascon possiamo iniziare a capire le conseguenze geologiche dei grandi impatti," dice Melosh. "Il nostro pianeta ha subito impatti simili nel lontano passato, e comprendere i mascon potrebbe insegnarci di più sulla Terra antica, forse su come le placche tettoniche hanno iniziato e che cosa ha formato i primi depositi di minerali." Questa nuova comprensione dei mascon lunari dovrebbe influenzare anche la geologia planetaria ben oltre la Terra ed il nostro più vicino corpo celeste. "I mascon sono stati identificati in associazione con bacini di impatto anche su Marte e Mercurio," dice Maria Zuber, capo scienziato di GRAIL per il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge. "Comprendere questo sulla Luna ci dice come i grandi impatti hanno modificato le croste dei pianeti primitivi." Lanciate come GRAIL A e GRAIL B nel settembre 2011, le sonde, poi rinominate Ebb e Flow, operano su un'orbita quasi circolare vicino ai poli lunari ad un'altezza di circa 55 km fino a che la loro missione è terminata nel dicembre 2012. La distanza fra le due sonde gemelle si modificava leggermente quando sorvolavano le zone con maggiore o minore gravità causate da strutture visibili, come montagne o crateri, e da masse nascoste sotto la superficie lunare. Il JPL, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, California gestisce GRAIL per lo Science Mission Directorate della NASA di Washington. La missione fa parte del Discovery Program gestito dal Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, Alabama. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Maryland, gestisce il Lunar Reconnaissance Orbiter. Le operazioni del laser altimetro dei veicoli spaziali, che forniscono i dati a supporto di questo studio sono stati guidati dal Massachusetts Institute of Technology di Cambridge. La Lockheed Martin Space Systems di Denver ha costruito le GRAIL. Per maggiori informazioni sulle GRAIL visita: http://www.nasa.gov/grail e http://grail.nasa.gov. Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) come le GRAIL hanno eseguito le loro misurazioni della gravità lunare.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG) preparazione per l'inserimento di ATV-4 all'interno dell'ogiva di Ariane 5 presso lo Spazioporto della Guyana. 03/06/2013 - L'ATV-4 pronto a consegnare materiali essenziali per la stazione spaziale - Il quarto Automated Transfer Vehicle dell'ESA, Albert Einstein, è pronto per il lancio con un Ariane 5 diretto alla Stazione Spaziale Internazionale il 5 giugno dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Il decollo è fissato per le 21:52 GMT (le 23:52 ora italiana), e tre ore e quattro minuti più tardi il vascello si separerà dal lanciatore per iniziare 10 giorni di controlli e manovre orbitali, che porteranno ad un attracco automatico con la Stazione il 15 giugno. ATV Albert Einstein, battezzato con il nome dello scienziato famoso per aver sviluppato la teoria della relatività, dovrà consegnare rifornimenti essenziali e rialzare l'orbita della Stazione durante i suoi cinque mesi di permanenza in orbita. Con una massa al lancio di 20.235 kg. si tratta del più pesante veicolo spaziale mai lanciato dall'Europa ed imbarca il più grande carico di materiali mai trasportati da un ATV. Il veicolo spaziale è quattro veicoli in uno, portando equipaggiamenti e rifornimenti, rifornisce i serbatoi di propellente della stazione, mantiene l'avamposto orbitale in alto con le sue accensioni e fornisce un modulo in cui gli astronauti possono vivere. "Le squadre di ESA, CNES, Arianespace ed Astrium hanno lavorato duramente per assicurare che Albert Einstein sia pronto. Voglio ringraziare tutti per la loro dedizione e professionalità," ha detto Alberto Novelli, responsabile della missione ATV-4 per ESA. "Stiamo aspettando un lancio eccellente per mercoledì." L'ATV cargo include esperimenti scientifici - compresi alcuni che verranno eseguiti dall'astronauta ESA Luca Parmitano - parti di ricambio, propellente, acqua, gas, cibo e vestiario. In totale oltre 1.400 articoli diversi verranno inviati nello spazio. Molte di queste cose saranno inviate per conto dei partner internazionali della Stazione, e comprenderanno oggetti della NASA e dell'agenzia spaziale Giapponese. Luca, che vive e lavora sulla Stazione fin dal 29 maggio, terrà sotto controllo l'avvicinamento e l'attracco di ATV ed assisterà allo scarico del materiale ed alla sistemazione del cargo. Una volta agganciato, l'ATV rifornirà la Stazione Spaziale e potrà anche alzare l'orbita del complesso orbitale: i suoi motori alzeranno l'orbita per controbilanciare la resistenza atmosferica che, lentamente, tende a far scendere la quota della Stazione. L'ATV può anche spostare la Stazione per impedire lo scontro con detriti spaziali e fornisce il controllo dell'orientamento. Per arrivare ad un attracco automatico sotto condizioni molto severe di sicurezza imposte dalle regole del volo spaziale umano, l'ATV è fornito di sistemi di navigazione molto precisi, software di volo avanzato ed un completo ed indipendente sistema per evitare le collisioni con separati impianti di alimentazione e motori e controlli dedicati. Lungo circa 10 metri e con un diametro di 4,5 m., l'ATV incorpora un modulo pressurizzato di 45 metri cubi ed un sistema di aggancio Russo, simile a quello utilizzato dai veicoli abitati Soyuz. Con i suoi grandi pannelli solari aperti, l'ATV misura 22 metri. Quasi tre volte più grande del veicolo automatico Russo Progress, può trasportare circa tre volte il suo carico. Prima di lasciare la Stazione, Albert Einstein verrà riempito con sacchi di rifiuti o di materiali non più necessari all'equipaggio. Poi verrà fatto uscire dall'orbita sopra l'Oceano Pacifico per bruciare nell'atmosfera. L'Astrium, l'azienda capo commessa industriale, guida un team di oltre 30 appaltatori in 10 Paesi Europei. Il Centro Controllo ATV si trova a Tolosa, in Francia, gestito dall'agenzia spaziale francese CNES. L'ultimo ATV della serie, che sarà lanciato il prossimo anno, non segnerà la fine del programma ATV. Basandosi sui successi del veicolo spaziale e del suo progetto avanzato, l'ESA fornirà un veicolo derivato da ATV per il veicolo spaziale Orion della NASA destinato a portare gli esseri umani verso la Luna ed oltre. Il modulo di servizio derivato da ATV, che verrà posizionato sotto alla capsula equipaggio Orion, fornirà la propulsione, l'energia ed il controllo termico così come l'acqua e l'ossigeno per gli astronauti nel modulo abitato. Questa collaborazione fra la NASA e l'ESA prosegue lo spirito di cooperazione internazionale che ha creato le fondamenta della Stazione Spaziale Internazionale. Per ulteriori informazioni su ATV visita: http://www.esa.int/ATV. La trasmissione video del lancio sarà disponibile in diretta presso: http://www.esa.int/. Per aggiornamenti sulla missione, e vedere in dettaglio i tempi di lancio, accedi al blog ATV dell'ESA qui: http://www.blogs.esa.int/atv. Nella foto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG) preparazione per l'inserimento di ATV-4 all'interno dell'ogiva di Ariane 5 presso lo Spazioporto della Guyana.

Fonte : ESA

03/06/2013 - Ultime notizie da Luca Parmitano: ISS - L'astronauta italiano dell'ESA, Luca Parmitano, che ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 29 maggio scorso, è al lavoro assieme al resto dell'equipaggio di Spedizione 36 ma riesce a trovare il tempo per scattare bellissime foto della Terra che scorre sotto di lui (come nella copertina) ed a inviare e rispondere ai Twitter degli appassionati che seguono la sua missione. I suoi twitter sono visibili a questo indirizzo assieme ad alcune foto postate da Luca durante i suoi primi giorni sulla ISS. Intanto apprendiamo dall'amico Paolo Attivissimo che il 7 giugno dalle 14:35 alle 14:55 vi sarà un collegamento in diretta con la ISS e Luca Parmitano potrà rispondere alle domande della stampa italiana. La diretta streaming sarà trasmessa da ASI/TV a questo indirizzo: http://www.asitv.it/contenuti/nasa-live.

Fonti : Luca Parmitano - Paolo Attivissimo

Nella foto (Credit:CMSE) i preparativi per il primo stadio del razzo Lunga Marcia 2F che porterà nello spazio la Shenzhou-10. 03/06/2013 - La Cina si prepara per il prossimo lancio con equipaggio - La Cina è pronta per la sua prossima missione spaziale abitata con un equipaggio di tre persone destinate ad eseguire un rendezvous e l'attracco con il modulo spaziale TianGong-1 che si trova in orbita terrestre. Il veicolo spaziale Shenzhou-10 potrebbe decollare al più presto il 7 giugno anche se la finestra di lancio si estende fino ad agosto. Il razzo Lunga Marcia 2F destinato a portare la Shenzhou-10 in orbita è stato consegnato a mezzo treno al Centro di Lancio Satelliti Jiuquan, nella provincia di Gansu, ai primi di maggio mentre la capsula Shenzhou-10 ha già completato tutti i test presso il centro di lancio. La Shenzhou-10 dovrà eseguire un attracco automatico ed uno pilotato per migliorare le tecniche necessarie, nei prossimi anni, alla costruzione di una stazione spaziale più grande. Secondo Bao Weimin, un capo divisione tecnologica della China Aerospace Science and Technology Corp. che costruisce il veicolo spaziale, la missione aiuterà i ricercatori nella costruzione di una stazione più spaziosa. Alcuni dettagli della missione sono ancora da essere svelati ma sembra sicuro che l'equipaggio della Shenzhou-10 eseguirà delle lezioni dall'orbita per i giovani. Il modulo TianGong-1 (Palazzo Celeste 1), del peso di 8,5 tonnellate, orbita attorno alla Terra dal settembre 2011 ed ha già ricevuto la visita di una Shenzhou automatica, la numero 8, nel novembre 2011, e del primo attracco di un veicolo abitato, la Shenzhou-9, nel giugno 2012. Al momento il TianGong-1 è in ottime condizioni in attesa dell'arrivo di Shenzhou-10. La China Manned Space Engineering ha dichiarato che il razzo vettore Lunga Marcia 2F dispone di oltre dieci miglioramenti tecnologici per migliorare la sicurezza e l'affidabilità e che sarà il più pesante razzo mai lanciato dalla Cina. La missione della Shenzhou-10 sarà il quinto volo abitato cinese e notizie non ufficiali affermano che fra i tre membri dell'equipaggio potrebbe trovarsi anche una donna - forse Wang Yaping - e che il team trascorrerà 12 giorni a bordo del TianGong-1. Secondo fonti cinesi le navi di comunicazione - Yuanwang III, Yuanwang V e Yuanwang VI - sono già salpate in supporto della missione. L'obiettivo cinese è quello di costruire una stazione spaziale, del peso di circa 90 tonnellate, per il 2020 fornita di tre moduli principali e capace di far attraccare veicolo cargo ed abitati. Dalla missione della Shenzuou-10 alle prime missioni per la costruzione della stazione spaziale trascorreranno circa 7 anni durante i quali la Cina potrà sperimentare altri modelli di laboratori via via sempre più sofisticati di TianGong-1. La Cina ha lanciato il suo primo astronauta nel 2003 ed in soli 10 anni ha proseguito passo dopo passo con un approccio metodico senza nessuna fretta e, finora, nessun problema. Nella foto (Credit:CMSE) i preparativi per il primo stadio del razzo Lunga Marcia 2F che porterà nello spazio la Shenzhou-10.

Fonte : Space.com

03/06/2013 - Proton mette in orbita il satellite SES-6 - La International Launch Services (ILS) ha lanciato ancora un razzo Proton-M dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Il lancio è avvenuto alle 09:18 GMT (le 11:18 ora italiana) e poi è toccato allo stadio superiore Briz-M (Breeze-M) del Proton rilasciare il satellite per telecomunicazioni commerciali SES-6 su un'orbita di trasferimento sincrona solare dopo 15 ore di volo. Il veicolo di lancio Proton-M ha utilizzato cinque accensioni dello stadio superiore Breeze-M per deporre il satellite in orbita. La separazione fra il satellite SES-6 e lo stadio superiore è avvenuta regolarmente alle 00:49 GMT (le 2:49 ora italiana del 4 giugno) dopo 15 ore e 31 minuti dal decollo. Il satellite SES-6, costruito dalla Astrium, utilizza la piattaforma E3000 ed ha una massa di 6,1 tonnellate. Il SES-6 sostituirà l'NSS-806 a 319,5° est e fornirà un sostanziale aumento della capacità sul Nord America, America Latina, Caraibi, Europa e regione Atlantica. Il satellite dispone di trasmettitori in banda Ku espansi per supportare video ad alta risoluzione, servizi digitali governativi, compresi programmi sull'America latina. Il carico utile in banda C aumenterà la capacità di crescita delle zone coperte dai cavi. Il satellite ha una vita operativa prevista di 15 anni. Si è trattato del quarto Proton della ILS lanciato nel 2013 e dell'81esimo complessivo per la ILS. Questo è anche il 22esimo satellite della SES ed il 16esimo satellite costruito dall'Astrium ad essere lanciato con un Proton, ma solo il secondo per una missione SSTO commerciale. Quello di oggi è stato il 27esimo lancio orbitale del 2013, il 26esimo a concludersi con successo.

Fonte : Nasaspaceflight

02/06/2013 - Il CIRA inizia i test di volo del prototipo IXV - In questi giorni, presso Centro dell’Aviazione leggera dell’Esercito (AVES) di Viterbo, saranno eseguiti i test preliminari in volo del prototipo in scala reale del velivolo di rientro sperimentale IXV (Intermediate eXperimental Vehicle). I test sono finalizzati alla conferma delle analisi di stabilità del carico nella fase di volo 'captive' ed alla qualifica del sistema di sgancio dal carrier. Il veicolo sarà poi subito trasferito al Poligono Interforze di Salto di Quirra (in Sardegna) per il drop test finale, la cui esecuzione è pianificata nella seconda metà di giugno, che avrà lo scopo di testare i sotto-sistemi di recupero e di galleggiamento della navicella. IXV è un progetto ESA a forte guida italiana, ed è precursore del sistema di rientro PRIDE (Program for Reusable In-orbit Demonstrator in Europe) finanziato durante il Consiglio Ministeriale dell’ESA di Napoli del novembre 2012 su impulso dell’ASI. Il modello orbitale di IXV dovrebbe effettuare il suo volo suborbitale nel 2014 per mezzo di un razzo vettore Vega. L'obiettivo finale di questi test è quello di arrivare ad un veicolo automatico riutilizzabile simile all'X-37A degli Stati Uniti.

Fonti : CIRA - Space.com

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS and PSI) il confronto con la ghiaia di Marte (a sinistra) con quella che si può trovare sulla Terra. 02/06/2013 - La NASA conferma l'abbondanza d'acqua nel passato di Marte - Analisi e controlli dettagliati hanno confermato l'interpretazione iniziale dei ricercatori che la ghiaia contenuta nelle lastre della superficie che il rover marziano Curiosity della NASA ha indagato l'anno scorso sono parte di un antico alveo fluviale. Le rocce sono le prime mai trovare su Marte che contengono ghiaia di alveo. Le forme e le dimensioni di queste ghiaie racchiuse in questi conglomerati di rocce - dalle dimensioni di un granello di sabbia a quelle di una palla da golf - hanno permesso ai ricercatori di calcolare la profondità e la velocità dell'acqua che una volta ha scorso in questo punto. "Abbiamo completato più rigorose quantificazioni degli affioramenti per caratterizzare la distribuzione delle dimensioni e della sfericità delle sferule e della sabbia che compongono questi conglomerati," ha detto Rebecca Williams del Planetary Science Institute di Tucson, Arizona. ed autore principale dell'articolo sull'argomento pubblicato dalla rivista Science questa settimana. "Abbiamo finito con il calcolo nello stesso intervallo della nostra stima iniziale fatta lo scorso autunno. Come minimo, il torrente scorreva a una velocità equivalente al passo d'uomo - un metro al secondo - ed profondo fino alla caviglia". Le tre rocce simili a pavimenti esaminati con l'abilità di telefoto della Mast Camera (Mastcam) di Curiosity durante i primi 40 giorni del rover su Marte sono state le basi del nuovo rapporto. Uno, 'Goulburn' è immediatamente adiacente al sito di atterraggio 'Bradbury' del rover. Gli altri due, 'Link' e 'Hottah' sono, rispettivamente, a circa 50 e 100 metri a sudest. I ricercatori hanno inoltre utilizzato lo strumento spara laser Chemistry e Camera (ChemCam) per studiare la roccia Link. "Questi conglomerati ricordano in modo incredibile i depositi di ghiaia sulla Terra," ha detto la Williams. "Gran parte delle persone hanno familiarità con le pietre arrotondate dei fiumi. Forse alcuni di voi avranno lanciato le pietre sottili ed arrotondate sull'acqua per farle rimbalzare. Vedere qualcosa di così familiare su un altro mondo è sia emozionante che gratificante." Le ghiaie più grandi non sono distribuite uniformemente nelle rocce conglomerate. In Hottah i ricercatori hanno scoperto strati alternati ricchi di sferule e di sabbia. Questo è un fatto comune nei depositi ghiaiosi sulla Terra e fornisce ulteriori prove del flusso fluviale su Marte. Inoltre molte delle sfere si toccano l'una con l'altra, un segno che sono rotolate assieme lungo il letto del torrente. "La nostra analisi della quantità di arrotondamento dei ciottoli ha fornito ulteriori informazioni," ha dichiarato Sanjeev Gupta dell'Imperial College di Londra, un co-autore del nuovo rapporto. "L'arrotondamento indica un flusso sostenuto. Si presenta come sassolini colpiti più volte da altri. Questo non era un flusso unico. Si è sostenuto, sicuramente per un periodo di settimane o mesi, anche se non siamo in grado di dire esattamente per quanto tempo." I ricercatori hanno stimato che il flusso ha trasportato i ciottoli per diversi chilometri. L'atmosfera odierna di Marte è troppo tenue per sostenere un flusso d'acqua corrente, sebbene il pianeta possegga grandi quantità di ghiaccio d'acqua. Diverse prove hanno indicato che l'antico Marte aveva diversi ambienti con acqua liquida. Comunque nessuna di queste rocce trovate da Curiosity potrebbe aver fornito il flusso di informazioni pubblicate questa settimana. Le immagini dei conglomerati indicano che le condizioni atmosferiche del cratere Gale potevano permettere il flusso di acqua liquida sulla superficie marziana. Durante la missione principale della durata di due anni, i ricercatori stanno utilizzando i 10 strumenti a bordo di Curiosity per confermare le condizioni ambientali storiche del cratere Gale su Marte, dove il rover ha trovato prove di un antico ambiente favorevole alla vita microbiotica. Per ulteriori informazioni su Curiosity on line visita: http://www.nasa.gov/msl oppure http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. Puoi inoltre seguire la missione su Facebook su: http://www.facebook.com/marscuriosity o su Twitter a http://www.twitter.com/marscuriosity. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS and PSI) il confronto con la ghiaia di Marte (a sinistra) con quella che si può trovare sulla Terra. Il sito Link, in questa immagine ottenuta dal rover Curiosity, mostra la ghiaia arrotondata conglomerata negli strati di roccia sedimentaria.

Fonte : NASA

01/06/2013 - La Boeing completa altri due importanti passi per il Programma Commerciale Equipaggi della NASA - Completando con successo due significativi test per il Commercial Crew Transportation System integrato, la Boeing e la United Launch Alliance (ULA) si sono portati più vicini a ridare agli Stati Uniti la capacità di inviare esseri umani nello spazio. Il team ha recentemente completato il primo test nella galleria del vento di un modello della sua capsula Crew Space Trasportation-100 (CST-100) e dell'adattatore del veicolo di lancio Atlas V, come anche una prova di spinta dello stadio a razzo Centaur. Il test nella galleria del vento, eseguito presso l'Ames Research Center della NASA in California, permetterà una valutazione della proposta configurazione di lancio. "Il CST-100 e l'Atlas V, connessi attraverso l'adattatore al veicolo di lancio, si sono comportati esattamente come previsto ed hanno confermato le nostre attese del loro funzionamento durante il volo," ha detto John Muholland, vice presidente della Boeing e program manager per i Programmi Commerciali. Il CST-100 sarà capace di trasportare fino a sette persone oppure un mix di persone e merci, verso l'orbita bassa terrestre per destinazioni come la Stazione Spaziale Internazionale e le previste stazioni spaziali della Bigelow Aerospace. Le prove nel tunnel del vento sono state seguite da un test di come lo stadio Centaur crea la spinta spostando l'ossigeno liquido dai suoi serbatoi fino ai due motori Centaur, dove l'ossigeno viene poi miscelato con l'idrogeno liquido. Lo stadio Centaur spingerà il veicolo spaziale nell'orbita prevista dopo che il primo stadio dell'Atlas V avrà portato tutto il razzo nello spazio. Il Centaur ha voltato oltre 140 volte fin dagli anni '60 sebbene il Commercial Crew Program (CCP) vedrà per la prima volta il suo utilizzo per un veicolo spaziale abitato. "Il Centaur ha una lunga storia di lanci ed è veicolo spaziale di maggior successo dell'agenzia," ha detto Ed Mango, manager CCP della NASA presso il Kennedy Space Center in Florida. "Ma dato che non è mai stato utilizzato per il volo spaziale prima di adesso, questi test sono cruciali per assicurare una prestazione docile e sicura per i membri dell'equipaggio che voleranno sulla sommità dell'Atlas V." Questi recenti passi sono il settimo e l'ottavo di 19 complessivi che fanno parte dell'iniziativa CCiCap (Commercial Crew Integrated Capability). Gli ingegneri della Boeing di Houston stanno configurando l'interno di CST-100 che dovrebbe essere completato per fine giugno.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: NASA) il Telescopio Spaziale Hubble in orbita. 01/06/2013 - Il Telescopio Spaziale Hubble: 23 anni e non sentirli - Quattro anni dopo l'ultima missione shuttle di manutenzione, il Telescopio Spaziale Hubble sta funzionando come un orologio, e senza nessun maggior problema tecnico potrebbe continuare le sue osservazioni fino alla fine del decennio - 30 anni dopo il suo lancio. La missione di manutenzione dello Space Shuttle nel 2009 avrebbe dovuto estendere la vita operativa di Hubble di cinque anni e, nonostante gli ingegneri e gli astronomi sperassero che il vetusto osservatorio potesse rimanere scientificamente operativo più a lungo, non vi erano garanzie di questo. Ma a parte qualche piccolo e relativo semplice problema nei passati quattro anni, assieme alla degradazione attesa di alcuni suoi sensori - degradazione che può essere controbilanciata con cambiamenti operativi - gli strumenti scientifici di Hubble ed i complessi sottosistemi stanno lavorano quasi alla massima efficienza. "Gli astronauti hanno fatto un lavoro eccezionale così come tutte le squadre a Terra che hanno costruito tutti i pezzi da sostituire. Abbiamo avuto quattro anni senza nessuna interruzione di dati e siamo molto, molto contenti," ha dichiarato James Jeletic, vice capo programma per le operazioni Hubble presso il Goddard Space Flight Center della NASA, parlando con la CBS News. Senza nessun grosso problema fra ora e la fine del decennio, gli ingegneri sperano che Hubble rimanga operativa ben oltre il lancio del suo successore, il Telescopio Spaziale James Webb (JWST) dal costo di 8,8 miliardi di dollari. Questo permetterebbe di eseguire osservazioni assieme e possibilmente dare nuova luce alle prime evoluzione delle stelle e delle galassie poco dopo il big bang. Hubble venne lanciato dalla navetta Discovery nell'aprile del 1990 con il famoso specchio primario difettoso. Nel 1993 una seconda missione Shuttle installò uno strumento correttivo e fin da allora l'osservatorio spaziale costruito dalla Lockheed Martin ha generato un flusso inarrestabile di scoperte che spaziano da una più precisa determinazione dell'età dell'Universo - 13,7 miliardi di anni fa - alla conferma dell'esistenza di buchi neri super massicci. Negli ultimi anni la vista acuta di Hubble ha giocato un ruolo principale negli sforzi di sondare la natura dell'energia oscura, catturando la luce di antiche supernove per mappare l'accelerazione dell'espansione del cosmo. Ma tenere in salute Hubble nell'ambiente spaziale non è una sfida da poco. Durante una seconda missione di manutenzione nel febbraio 1997, gli astronauti dello Shuttle installarono due nuovi strumenti - lo Space Telescope Imaging Spectrograph ed una fotocamera infrarossa conosciuta come NICMOS - sostituirono un sensore di guida fine, un giroscopio ed installarono un registratore dati allo stato solido. A causa di un guasto multiplo ai giroscopi alla fine degli anni '90 una terza missione di manutenzione venne suddivisa in due interventi separati lanciati nel dicembre 1999 e nel marzo 2002. Durante la Servicing Mission 3A, gli astronauti installarono, durante le passeggiate spaziali, un nuovo computer di volo, un secondo registratore a stato solido, un altro sensore di guida fine ed un nuovo set completo di sei giroscopi. La missione Servicing 3B vide la sostituzione dei due pannelli solari, l'installazione della Advanced Camera for Surveys, un sistema di raffreddamento sperimentale per riportare in vita la fotocamera infrarossa e la sostituzione di un'unità di controllo energetico. La NASA stava pianificando la Servicing Mission 4, la quinta visita della navetta a Hubble, quando il Columbia venne distrutto durante il rientro il 1° febbraio 2003, a causa di una falla nello scudo termico. Un anno dopo, l'amministratore NASA Sean O'Keefe, cancellò l'ultima visita ad Hubble per motivi di sicurezza. Gli ingegneri studiarono possibili tecniche per eseguire una manutenzione robotica del telescopio ma i costi, e la complessità tecnologica della missione proposta, portarono ad abbandonare l'idea. Ma a questo punto, dopo che gli equipaggi delle navette avevano dimostrato di poter eseguire delle riparazioni allo scudo termico, il successore di O'Keefe, Michael Griffin, ristabilì la quinta missione di servizio. Finalmente, l'11 maggio 2009, la navetta Atlantis decollò con quattro astronauti che, lavorando in due squadre, eseguirono cinque attività extraveicolari installando sei nuovi giroscopi, un set completo di sei batterie nichel-idrogeno, un nuovo computer dati e due nuovi strumenti: la Wide Field Camera 3, da 126 milioni di dollari, ed il Cosmic Origins Spectrograph, del costo di 81 milioni di dollari. Gli astronauti inoltre ripararono due strumenti, lo Space Telescope Imaging Spectrograph, che subì un problema elettrico nel 2004 e l'Advanced Camera for Surveys, che si era guastato nel 2007. Gli strumenti non erano stati progettati per essere riparati nello spazio ma gli ingegneri costruirono gli attrezzi con i quali gli astronauti poterono superare i componenti guasti. L'equipaggio riparò inoltre un sensore di guida, installò una nuova copertura termica ed un punto di ancoraggio per un motore a razzo che si prevedeva di inviare in futuro per eseguire un rientro controllato di Hubble nell'atmosfera una volta raggiunta una quota pericolosa. Nei quattro anni trascorsi da quando venne rilasciato dal braccio robotico di Atlantis, il telescopio spaziale ha funzionato quasi perfettamente, operando in continuazione con solo piccoli contrattempi. Tre giroscopi sono richiesti per le normali operazioni mentre gli altri tre vengono tenuti di riserva. Uno di questi ha mostrato la tendenza a spostarsi leggermente ma il software di bordo può compensare e Jeletic dice che potrebbe essere utilizzato, se necessario. Proprio a causa dei precedenti problemi con i giroscopi che gli ingegneri hanno sviluppato delle tecniche che permettono a Hubble di proseguire l'attività scientifica, anche nel peggiore caso possibile, anche con uno solo di essi. La fotocamera infrarossa NICMOS è fuori servizio ma potrebbe essere riattivata, se necessario, anche se le osservazioni possono essere eseguite con la WFC3. Jeletic dice che la gran parte della strumentazione soffre di piccole degradazioni che ci aspetterebbe da strumenti di questa età, ma che gli ingegneri possono rimediare con poca perdita di dati scientifici. Vari sottosistemi a volte si bloccano oppure le particelle dei raggi cosmici possono colpire i circuiti dei computer ma, prosegue Jeletic, i controllori di volo sono capaci di resettare i sistemi entro poche ore. "Possiamo arrivare al 2020 con questi strumenti e sensori? La risposta che darei io è si," dice Jeletic. Ma comunque i giorni di Hubble sono segnati, anche se ora è in ottima salute. Infatti, basandosi sulle ultime proiezioni, il telescopio spaziale dovrebbe ricadere sulla Terra fra il 2030 ed il 2040, dipende dall'attività solare e sugli effetti che avrà sulla resistenza atmosferica del telescopio. Ma questo riguarda il futuro. Per ora Jeletic e la sua squadra al Goddard stanno controllando la salute di Hubble, preparando piani contingenti e cercando di protrarre la sua vita operativa il più possibile. "Ero un ragazzo ai tempi dell'Apollo ed il mio obiettivo nella vita, il mio sogno era di poter essere parte della NASA e fare scoperte nell'Universo, sia con sonde spaziali che con missioni abitate, o qualsiasi altra cosa." dice Jeletic. "Ora sto vivendo questo sogno. Lo dico ai miei figli ogni giorno, quante persone conoscete che hanno l'opportunità di lavorare con Hubble? Solo alcuni di noi possono dirlo. Siamo dei privilegiati." Nella foto (Credit: NASA) il Telescopio Spaziale Hubble in orbita.

Fonte : SpaceflightNow

01/06/2013 - L'ESA festeggia i 10 anni di Mars Express - L'ESA festeggerà il 3 giugno 2013, presso il centro operativo dell'agenzia a Darmstadt, in Germania, il decimo anniversario del lancio della sonda Mars Express. L'evento metterà in luce le scoperte scientifiche della missione e svelerà una nuova mappa dei minerali della storia geologica di Marte. Verrà inoltre anche discusso il ruolo che questa nuova mappa giocherà nel futuro dell'esplorazioni Europee di Marte. La sonda Mars Express venne lanciata il 2 giugno 2003 per una missione nominale di 687 giorni (1 anno marziano). Dieci anni dopo sta ancora monitorando tutti gli aspetti dell'ambiente marziano, dal sottosuolo all'alta atmosfera ed oltre fino alle due piccole lune del pianeta, fornendo una profonda analisi della storia di Marte e riprendendo incredibili immagini in 3D. Parte dell'evento verrà trasmesso in streaming ad iniziare dalle ore 11:00 ora italiana e durerà, approssimativamente 75 minuti. Parteciperanno Thomas Reiter, Direttore dei Voli Spaziali Umani ed Operazioni su Marte, che illustrerà la sfida che il Pianeta Rosso pone per le operazioni umane e robotiche; Alvaro Giménez, Direttore ESA per la Scienza e le Esplorazioni Robotiche, che parlerà del ruolo chiave dell'Europa nell'esplorazione di Marte; Olivier Witasse, direttore ESA del Progetto Mars Express che illustrerà le scoperte eseguite dalla sonda e Jean-Pierre Bibring, scienziato a capo dello strumento OMEGA che illustrerà la storia di Marte attraverso i suoi minerali. La diretta si potrà seguire a questo indirizzo: live streaming video.

Fonte : ESA

31/05/2013 - Nuova serie di immagini della cometa ISON diretta verso il Sole - Una nuova serie di immagini dell'Osservatorio Gemini mostrano la cometa C/2012 S1 (ISON) che corre verso un poco confortevole incontro nelle vicinanze del Sole. Nel prossimo novembre la cometa potrebbe presentarsi come una visione spettacolare nel cielo notturno e rimanere facilmente visibile, o anche molto brillante, fino ai primi di dicembre. La nuova sequenza di immagini riprese dal Gemini Multi-Object Spectrograph del telescopio Gemini Nord che si trova sulla sommità del monte Mauna Kea, nella Hawaii, mostra la cometa quando si trovava dai 730 ai 580 milioni di km dal Sole e sono state scattate fra febbraio e maggio di quest'anno. Nonostante la grande distanza che la separa ancora dal Sole e dalla Terra è da segnalare la sua attività che potrebbe essere sinonimo di un grandioso spettacolo invernale. Questo però se sopravviverà all'incontro ravvicinato che ha con il Sole alla fine di novembre e che la porterà a soli 1,3 milioni di km dalla superficie solare, penetrando quindi nell'atmosfera esterna del Sole, chiamata corona. Quello che accadrà poi nessuno lo sa con sicurezza ma se la cometa sopravviverà all'incontro potrebbe riapparire nel cielo del mattino prima dell'alba ai primi di dicembre e diventare la cometa più luminosa degli ultimi 50 anni. Se la cometa non si è completamente disintegrata gli appassionati astrofili potrebbero non perdere le speranze. Quando la cometa C/2011 W3 (Lovejoy) si infilò nella corona del Sole nel dicembre 2011, il suo nucleo si disintegrò totalmente in piccoli pezzi di ghiaccio e polvere che però diventarono un glorioso spettacolo dopo quell'evento. La domanda rimane aperta, vedremo un qualche spettacolo... non resta che attendere... Qui la serie di foto (Credit: Gemini Observatory/AURA) di ISON riprese dal telescopio Gemini il 4 febbraio, 4 marzo, 3 aprile e 4 maggio 2013.

Fonte : Spacedaily

30/05/2013 - Il nuovo Landsat entra in servizio - Giovedì il nuovo satellite della famiglia Landsat è stato passato dal controllo della NASA a quello della U.S. Geological Survey segnando l'inizio della sua attività operativa. In questo modo prosegue il quarto decennio di ininterrotta raccolta di dati sulle risorse terrestri dall'orbita. Conosciuto come Landsat Data Continuity Mission, il veicolo è stato immesso con successo in orbita da un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance l'11 febbraio scorso dalla Base di Vandenberg, in California. Nei tre mesi e mezzo trascorsi da allora i sistemi di bordo e la strumentazione scientifica è stata attivata, testata e calibrata, mentre l'orbita veniva sincronizzata per raggiungere l'altezza di 704 km e completare un giro attorno alla Terra ogni 98 minuti. Appena entrato in servizio il veicolo spaziale è stato ribattezzato Landsat 8, ed è passato nelle mani del USGS per iniziare la sua missione di 10 anni di monitoraggio dela Terra, di processamento ed archiviazione dati. Il satellite, costruito dalla Orbital Sciences, raccoglierà circa 400 immagini ogni giorno che verranno processate ed archiviate presso l'Earth Resources Observation and Science Center dell'USGS di Siux Falls. L'era Landsat prese il via nel 1972, iniziando una continua, e senza precedenti, raccolta di immagini della superficie della Terra e dei suoi cambiamenti dovuti all'espansione urbana, alla deforestazione ed ai disastri naturali. Grazie a questo gli scienziati hanno potuto affrontare studi a lungo termine su scala vastissima. "Il Landsat è il cuore del Programma Scienza della Terra della NASA," ha detto Charles Bolden, Amministratore della NASA. "Il Landsat 8 porta con se la lunga tradizione dei satelliti Landsat che per oltre 40 anni hanno aiutato a farci comprendere come funziona la Terra, e come l'uomo può intervenire con decisioni che accompagnino il nostro pianeta." Il Landsat 8 è fornito di due strumenti - Operational Land Imager costruito dalla Ball Aerospace ed il Thermal Infrared Sensor costruito presso il Goddard Space Flight Center della NASA. Il satellite potrà riprendere una porzione larga 185 km della superficie terrestre e ripetere lo stesso passaggio ogni 16 giorni corrispondenti a 224 orbite. I sensori permetteranno una qualità più alta delle immagini dei precedenti Landsat grazie alle scoperte rivoluzionarie nella strumentazione tecnologica. Questo permetterà di ottenere una più larga porzione di terreno scansionato rispetto ad i suoi predecessori. Fin dal 2008, l'USGS ha fornito oltre 11 milioni di immagini attuali e storiche dei Landsat gratuitamente agli utilizzatori di internet. Oltre 20.000 scene ottenute dal Landsat 8 durante il periodo di controllo sono disponibili qui.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA) da sinistra, Nyberg, Misurkin, Yurchikhin e Parmitano all'interno del modulo di servizio Zvezda poco dopo il loro arrivo sulla ISS. 30/05/2013 - L'equipaggio di Spedizione 36, ora al completo, si mette al lavoro - L'equipaggio di Spedizione 36 della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha iniziato il suo primo giorno con tutti e sei i membri dell'equipaggio al lavoro con gli esperimenti di bordo. Da uno sulla combustione, fisica e ricerca medica nell'ambiente in microgravità del laboratorio orbitante. Dopo la prevista conferenza giornaliera dell'equipaggio con il team di controllori di volo, l'Ingegnere di Volo Chris Cassidy della NASA ha iniziato la preparazione del Microgravity Science Glovebox per un'altra sessione di un esperimento conosciuto come 'Burning and Suppression of Solids', o BASS. I risultati di questo studio, che vede come una serie di materiali solidi brucia e si spegne in microgravità, potrebbe aiutare a migliorare la scelta dei materiali per i veicoli spaziali e le strategie da utilizzare quando ci si trova alle prese con incendi a bordo di un'astronave. La ricerca inoltre fornisce agli scienziati modelli numerici che aiutano nella progettazione di sensori di allarme e sistemi di spegnimento degli incendi anche sulla Terra. Cassidy ha inoltre sistemato alcuni dosimetri all'interno della stazione per misurare ogni radiazione al quale l'equipaggio potrebbe essere esposto. Durante la giornata Cassidy ha seguito una dieta prescritta per la sua alimentazione per l'esperimento Pro K che i nutrizionisti stanno studiando per vedere gli effetti di un cambio di dieta sull'indebolimento delle ossa subite dagli astronauti nello spazio. L'Ingegnere di Volo, Karen Nyberg, lavorando nel modulo Giapponese Kibo, ha condotto un controllo di tenuta di una tubazione di azoto verso la camera di combustione del Multi-purpose Small Payload Rack. L'Ingegnere di Volo Luca Parmitano dell'Agenzia Spaziale Europea ha lavorato alla messa a punto della rete wireless della stazione, legando un accelerometro all'interno della rete per registrare i dati di una sessione di esercizi del nuovo tappeto mobile Russo installato. I primi risultati scientifici di Luca sono stati già inviati a Terra. Egli ha infatti completato, come previsto, il questionario per lo studio del mal di testa nello spazio già poco dopo il suo arrivo mercoledì mattina. Il Comandante Pavel Vinogradov ha trascorso la mattina sostituendo i connettori di alcune pompe del segmento Russo della stazione. Più tardi ha lavorato con l'esperimento Kulonovskiy Kristall, acquisendo dati sulle particelle cariche in un'ambiente con assenza di peso. I risultati di questo studio saranno utilizzati per i veicoli spaziali del futuro ed in avanzate celle fotovoltaiche. L'Ingegnere di Volo Alexander Misurkin ha seguito l'esperimento Matryoshka. Chiamato come le tradizionali bambole russe, Matryoshka analizza l'ambiente delle radiazioni all'interno della stazione. Misurkin ha inoltre partecipato all'esperimento di osservazione terrestre Relaksatsiya, che studia le reazioni chimiche luninescenti nell'atmosfera. Il terzo cosmonauta a bordo della stazione, l'Ingegnere di Volo Fyodor Yurchickhin, si è concentrato sul trasferimento di materiali dalla Soyuz TMA-09M che lo ha portato martedì lui, Nyberg e Parmitano sulla stazione meno di sei ore dopo il lancio dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Yurchikhin ha completato la sua giornata sistemando le tute di lancio Sokol ed i guanti indossati da lui e dai suoi compagni a bordo della Soyuz. Come i più freschi membri dell'equipaggio avendo appena iniziato la loro permanenza di 5 mesi e mezzo sulla stazione, Yurchikhin, Nyberg e Parmitano hanno trascorso del tempo per orizzontarsi con i sistemi ed imparare sulla loro nuova casa orbitale. La Nyberg e Parmitano hanno parlato dei loro nuovi ruoli e responsabilità con Cassidy che, assieme a Vinogradov e Misurkin, si trovano a bordo della stazione dalla fine di marzo. I residenti della stazione hanno diverse opportunità durante la giornata di fotografare eventi dinamici che avvengono sul pianeta sotto di loro come parte del programma Crew Earth Observations, compresa la Tempesta Tropicale Barbara al largo della costa Messicana del Pacifico. Le foto dell'equipaggio sono rese disponibili online presso il portale Gateway to Astronaut Photography of Earth. Nella foto (Credit: NASA) da sinistra, Nyberg, Misurkin, Yurchikhin e Parmitano all'interno del modulo di servizio Zvezda poco dopo il loro arrivo sulla ISS.

Fonti : NASA - ESA Blog Volare

30/05/2013 - L'asteroide 1998 QE2 che passerà domani sera vicino alla Terra ha un proprio satellite - L'asteroide 1998 QE2, che transiterà a circa 5,8 milioni di km dalla Terra alle 22:59 ora italiana del 31 maggio 2013, possiede una piccola luna. La scoperta è stata compiuta utilizzando l'antenna radio di 70 metri di diametro del Deep Space Network della NASA di Goldstone, in California, nella sera del 29 maggio. Le immagini radar ottenute hanno rivelato che 1998 QE2 è un asteroide binario. Nella popolazione di asteroidi vicini alla Terra più grandi di 200 metri, il 16% sono composti di sistemi binari o tripli. Le immagini suggeriscono che il corpo principale abbia 2,7 km di diametro con un periodo di rotazione di meno di quattro ore. La piccola luna invece sarebbe grande 600 metri. Le immagini radar hanno anche rivelato diverse strutture scure sulla superficie che suggeriscono grandi zone concave. Al momento del transito di domani sera l'asteroide si troverà a 15 volte la distanza della Luna dalla Terra e si tratta del maggiore avvicinamento per almeno i prossimi due secoli. 1998 QE2 venne scoperto il 19 agosto 1998 dal programma LINEAR (Lincoln Near Earth Asteroid Research) del Massachusetts Institute of Technology vicino a Socorro, New Mexico. La risoluzione delle immagini radar ottenute è di circa 75 metri/pixel ma dovrebbe migliorare nelle osservazioni previste nei prossimi giorni. La NASA ha previsto di proseguire le osservazioni fino al 9 giugno utilizzando sia Goldstone che l'Osservatorio di Arecibo, in Porto Rico. Qui l'immagine di 1998 QE2 e del suo piccolo satellite naturale. Al sito della NASA indicato qui sotto si può vedere anche un video realizzato con la sequenza di immagini.

Fonte : NASA

Nell'illustrazione (Credit: SwRI) i vari componenti del Mars Science Laboratory che ospita lo strumento RAD. 30/05/2013 - Finalmente misurato con precisione il pericolo radiazioni per un volo abitato verso Marte, e non sono buone notizie. - Il 26 novembre 2011, il Mars Science Laboratory ha iniziato il suo viaggio di 253 giorni, 560 milioni di km, per portare il rover Curiosity sul Pianeta Rosso. Durante il viaggio lo strumento Radiation Assessment Detector (RAD) del Southwest Research Institute (SwRI) ha compiuto dettagliate misurazioni delle particelle energetiche radianti che si trovavano all'interno del veicolo spaziale fornendo così, per la prima volta, informazioni utili per una futura missione umana su Marte. "In termini di accumulo è come fare una TAC completa ogni 5 o 6 giorni," ha detto il Professor Cary Zeitlin, capo scienziato della Space Science and Engineering Division del SwRI ed autore principale dell'articolo Measurements of Energetic Particle Radiation in Transit to Mars on the Mars Science Laboratory che verrà pubblicato sulla rivista Science il 31 maggio. "Comprendere l'ambiente di radiazioni che si troveranno all'interno di un veicolo spaziale che trasporta esseri umani su Marte o in altre missioni nello spazio profondo è un punto cruciale per pianificare le future missioni abitate," dice Zeitlin. "Basandoci sulle misurazioni di RAD, a meno di non poter usufruire di rapidi miglioramenti nei sistemi di propulsione, la maggior parte dell'esposizione alle radiazioni avverrà durante il viaggio di andata e ritorno, quando il veicolo spaziale ed i suoi occupanti saranno esposti in un abiente di radiazioni provenienti dallo spazio interplanetario, schermati solo dal veicolo spaziale stesso." Due forme di radiazioni pongono un rischio potenziale per la salute degli astronauti nello spazio profondo: una costante bassa dose di raggi cosmici galattici (GCRs) e la possibilità di esposizione di breve durata alle particelle solari energetiche (SEPs) associate ai brillamenti solari ed all'emissioni di massa coronale (CME). La dose di radiazioni è misurata in unità di sievert (Sv) o millisievert (1/1000 Sv). Studi a lungo termine sulla popolazione hanno mostrato che l'esposizione alle radiazioni incrementano il rischio personale, nel corso della vita, di sviluppo di tumori; l'esposizione ad una dose di 1Sv viene associata ad un 5% di incremento nel rischio di cancro fatale. I GCRs tendono ad essere altamente energetici, particelle altamente penetranti che non vengono fermate dalle modeste schermature di un classico veicolo spaziale. Queste particelle ad alta energia comprendono una piccola percentuale di quelli che vengono chiamati 'ioni pesanti', nuclei atomici senza il loro usuale complemento di elettroni. Gli ioni pesanti sono conosciuti perché causano più danni biologici di altri tipi di particelle. Le particelle solari che mettono in pericolo la sicurezza degli astronauti sono tipicamente i protoni con energia cinetica superiore ad alcune centinaia di MeV (un MeV è un milione di elettronvolt). Gli eventi solari producono tipicamente flussi molto consistenti di queste particelle, come gli ioni pesanti e di elio, ma raramente producono flussi di alta energia simili a quelli dei GCRs. La comparazione di un tipico SEPs a bassa energia significa che la protezione offerta dal veicolo spaziale ha più effetto contro i SEPs che contro i GCRs. "Un veicolo che trasporta esseri umani nello spazio profondo dovrà avere un'ambiente fornito di uno 'scudo per le tempeste' per proteggere contro le particelle solari. Ma i GCRs sono più difficili da fermare e, anche con uno scafo di alluminio spesso 30cm non cambierebbe di molto la dose assorbita," dice Zeitlin. "I dati del RAD ci mostrano una dose media equivalente di GCR al livello di 1,8 millisievert al giorno per la durata del viaggio. Il totale accumulato solo nella fase di transito in una missione marziana sarebbe quindi, approssimativamente, di 0,66 Sv per un viaggio con gli attuali sistemi propulsivi," dice Zeitlin. Il tempo trascorso sulla superficie di Marte aggiungerebbe ulteriormente la dose equivalente, a seconda delle condizioni di schermatura e della durata della permanenza. I valori di esposizione standard, decisi dalle varie agenzie spaziali, devono assicurare all'equipaggio di assorbire meno di 1 Sv. "Gli scienziati hanno bisogno di validare le teorie ed i modelli con delle misure che ora RAD ha permesso. Queste misurazioni saranno utilizzate per comprendere meglio come i viaggi nello spazio profondo sono affetti da radiazioni e come modificare le strutture stesse dei veicoli spaziali per rispondere meglio a questa minaccia," ha detto il Professor Donald M. Hassler, direttore del programma e scienziato guida negli studi di RAD per il Southwest Research Institute. "I veicoli spaziali proteggono un pò dalle particelle a bassa energia ma le altre si possono propagare attraverso la struttura senza modifiche o spezzarsi in particelle secondarie." Solo il 5% della dose di radiazioni è associata alle particelle solari, in parte perché ci troviamo in un periodo di relativa quiete nel ciclo solare ed in parte per la schermatura fornita dal veicolo spaziale. L'esposizione di un equipaggio durante una missione abitata di andata e ritorno verso Marte dipenderà dalla schermatura dell'habitat e dall'imprevedibile natura dei grandi eventi SEP. Ma anche così, i risultati sono rappresentativi di un viaggio verso Marte in condizioni di bassa o moderata attività solare. "Il problema deve essere affrontato, in un modo o nell'altro, prima che gli esseri umani possano andare nello spazio profondo per mesi o anni alla volta," conclude Zeitlin. In conclusione una missione verso Marte, con gli attuali tempi di viaggio, esporrebbe gli astronauti ad una dose di radiazioni superiore al limite massimo accettato dalle agenzie spaziali internazionali. Nell'illustrazione (Credit: SwRI) i vari componenti del Mars Science Laboratory con il rover Curiosity che ospita lo strumento RAD sulla parte superiore.

Fonti : Spaceref - SwRI

29/05/2013 - Lanciato il primo progetto di finanziamento pubblico per un telescopio spaziale - La compagnia privata Planetary Resources ha lanciato un progetto di finanziamento pubblico su internet al sito Kickstarter per raccogliere almeno un milione di dollari per l'invio in orbita di un telescopio spaziale. La PR sta sviluppando una serie di piccoli veicoli spaziali dotati di telescopio, chiamati Arkyd, per lo studio degli asteroidi del Sistema Solare come precursori per missioni minerarie. Ora la compagnia vuole lanciare uno di questi piccoli telescopi rendendolo disponibile all'utilizzo pubblico. Studenti, scienziati e comuni cittadini potranno decidere di puntarlo verso qualsiasi oggetto nello spazio. Ad aprile 2012 la Planetary Research aveva svelato i suoi piani per eseguire missioni minerarie sugli asteroidi vicini alla Terra per trarne preziosi materiali e l'acqua che potrebbero essere utilizzati per l'esplorazione dello spazio profondo ma anche per la Terra. Fanno parte della compagnia dei nomi noti come il regista James Cameron ('Avatar') ed il co-fondatore di Google, Larry Page. Chi dona almeno 25 dollari al progetto avrà il diritto ad inviare una sua foto che verrà proiettata su uno schermo all'esterno del veicolo spaziale e ripreso da un'altra telecamera in modo da mostrarlo con lo sfondo della Terra vista dallo spazio. La PR chiama questo servizio 'space selfie' e spera, in questo modo, di raccogliere molti fondi. Mano a mano che la donazione cresce si potranno ricevere più servizi e, a partire da 99 dollari si potranno avere 5 minuti di tempo osservativo e per 150 puntare su qualsiasi oggetto celeste si voglia. Con donazioni maggiori si potranno intraprendere veri e propri studi scientifici da parte di scuole, università ed istituti di ricerca. "Negli ultimi 50 anni l'esplorazione spaziale è stata ad appannaggio di agenzie governative nazionali che avevano le loro priorità ma ora noi cambieremo il futuro dell'esplorazione," ha detto Peter Diamandis, il co-fondatore e fra i responsabili della Planetary Resources, in una dichiarazione. "Stiamo sviluppando la più avanzata tecnologia spaziale che sia mai stata disponibile per il pubblico." Dopo solo due giorni dal lancio della campagna, della durata di 33 giorni, per la raccolta dei finanziamenti la cifra raggranellata è già superiore ai 320.000 dollari. Ovviamente il progetto del telescopio Arkyd 'per tutti' ha un costo molto maggiore ed il denaro necessario al completamento dell'obiettivo verrà aggiunto dalla PR. Per la compagnia privata si tratta solo di vedere il livello di interesse che questo argomento riscuoterà fra il pubblico. Se siete interessati a partecipare a questo interessante progetto qui trovate l'indirizzo per fare la donazione: Kickstarter e tutte le spiegazioni necessarie assieme ad un interessante video introduttivo.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: NASA/TV) Luca Parmitano entra all'interno della Stazione Spaziale. 29/05/2013 - L'astronauta dell'ESA Luca Parmitano arriva sulla Stazione Spaziale - La navicella Soyuz partita la scorsa notte dal Kazakistan, si è agganciata in modo sicuro questa mattina alla Stazione Spaziale, portando l'astronauta dell'ESA Luca Parmitano ed i suoi compagni di viaggio sull’avamposto orbitante dove vivranno e lavoreranno per i prossimi cinque mesi. Luca Parmitano è l'astronauta dell’ESA che ha potuto volare a bordo della Stazione Spaziale per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in base ad un accordo bilaterale tra ASI e NASA. Insieme a Luca ci sono il comandante russo della Soyuz Fyodor Yurchikhin e l'astronauta della NASA Karen Nyberg. Tutti e tre saranno, come membri della Spedizione 36/37, ingegneri di volo sulla Stazione. La missione di Luca, denominata 'Volare', simbolizza la ricerca di nuove frontiere ed opportunità di scoperta e ovviamente lega la missione anche ad uno dei simboli della musica leggera italiana. La navicella Soyuz TMA-09M si è alzata dal cosmodromo di Baikonour alle 22:31:24 ora italiana del 28 maggio (02:31:34 ora locale del 29 maggio) ed ha raggiunto l'orbita nove minuti più tardi. A seguito di una serie di manovre durante quattro orbite intorno al pianeta, la Soyuz si è agganciata al modulo Rassvet della Stazione dopo cinque ore e 46 minuti dal lancio. Questo è soltanto il secondo volo ad arrivare a destinazione in così breve tempo, otto volte più velocemente della precedente procedura di due giorni. Luca è il primo ingegnere di volo europeo a co-pilotare la navetta Soyuz in questa modalità di avvicinamento rapido. La Soyuz si è agganciata come previsto alle 04:17 ora Italiana, il portello d'ingresso per la loro nuova casa nello spazio si è aperto alle 06:14. I nuovi membri dell'equipaggio sono stati accolti a bordo dal comandante Pavel Vinogradov della Roscosmos e dagli altri membri residenti, Alexander Misurkin della Roscosmos e Chris Cassidy della NASA. I nuovi arrivati hanno ora una settimana per adattarsi alla sensazione unica di vivere in microgravità, dopo di che Luca ha un programma intenso per i suoi 166 giorni sull’avamposto fino al ritorno il 10 novembre. Il programma scientifico a lui assegnato riflette la diversità di ricerca condotta sulla Stazione: include circa 20 esperimenti ESA, come ricerca medica e biologica, fisica dei fluidi, scienza dei materiali e dimostrazioni tecnologiche. In qualità di ingegnere di volo, Luca prenderà parte all'attracco del Veicolo di Trasferimento Automatico – o ATV – 'Albert Einstein' dell'ESA , il cui lancio è previsto per il 5 giugno. I veicoli ATV sono le navicelle più grandi di rifornimento per la Stazione al momento in servizio, trasportano e consegnano le merci essenziali, effettuano accensioni regolari per aggiustare l'orbita e sono capaci di manovrare l’intero complesso di 420 tonnellate fuori dalla rotta di potenziali e pericolosi detriti spaziali. Durante la sua missione, Luca sarà coinvolto da vicino anche nell'attracco di altri veicoli di rifornimento: il giapponese HTV, il Dragon della SpaceX ed il nuovo Cygnus della Orbital Science Corporations. Ulteriori punti salienti della sua missione comprendono due attività extra veicolari – o passeggiate spaziali – per sostituire una telecamera montata sul laboratorio giapponese Kibo e per recuperare carichi scientifici. Una delle passeggiate spaziali servirà a preparare l'arrivo, più avanti quest'anno, del Modulo del Laboratorio Multifunzione. Il nuovo modulo arriverà con il braccio robotico europeo ERA (European Robotic Arm), il primo braccio capace di muoversi intorno all'esterno della Stazione. Dal suo posto di lavoro e casa nello spazio, Luca contribuirà inoltre ad istruire ed ispirare i bambini. I ragazzi di tutto il mondo saranno incoraggiati a tenersi in forma e seguire uno stile di vita sano attraverso la gara a livello internazionale denominata Missione-X. I ragazzi più grandi potranno intraprendere la sfida European Space Robotics creando dei robot controllati da remoto che aiutino a scaricare un modello dimostrativo dell'ATV Albert Einstein. Luca è stato il primo astronauta della classe di astronauti 2009 ad essere assegnato ad una missione. Altri tre astronauti ESA dalla stessa classe si stanno addestrando per missioni di lunga durata sulla Stazione: Alexander Gerst (Spedizione 40/41, lancio previsto a maggio 2014), Samantha Cristoforetti (Spedizione 42/43, lancio previsto novembre 2014) e Timothy Peake (Spedizione 46/47, lancio previsto novembre 2015). Gli altri due astronauti, Andreas Mogensen e Thomas Pesquet, saranno assegnati ad altri voli nel periodo 2015-2017. Per maggiori informazioni sulla missione Volare, visitate www.esa.int/Volare. Seguite la missione Volare con aggiornamenti in tempo reale da Luca e dai direttori di missione nel blog: blogs.esa.int/Luca-Parmitano. Seguite Luca Parmitano su Twitter: @astro_luca. Nella foto (Credit: NASA/TV) Luca Parmitano entra all'interno della Stazione Spaziale.

VIDEO DELL'ARRIVO DELLA SOYUZ TMA-09M ALLA ISS - (CREDIT: NASA) - dur.min.7:49 - LINGUA INGLESE





VIDEO DELL'INGRESSO DI UN FELICISSIMO PARMITANO E DEI SUOI COMPAGNI DI VIAGGIO ALL'INTERNO DELLA ISS - (CREDIT: NASA) - dur.min.26:00 - LINGUA INGLESE



Fonti : ESA Italia - NASA Multimedia

28/05/2013 - Il primo razzo leggero Angara pronto per il lancio - La Khrunichev Center ha dichiarato mercoledì scorso che il primo razzo di classe leggera Angara 1.2PP è pronto per il lancio del debutto. Il primo Angara verrà inviato al centro spaziale di Plesetsk, nel nord della Russia, entro questo mese ma non è stata ancora fissata una data di lancio precisa. Intanto il primo Angara-A5, la versione pesante, è stato completato e verrà presentato presto al pubblico. Il progetto viene supervisionato personalmente dal Ministro della Difesa Sergei Shoigu e con il Vice Primo Ministro Dmitry Rogozin, che ha la responsabilità dell'industria della difesa. Shoigu aveva precedentemente espresso preoccupazioni sui ritardi del progetto, dicendo che il ministero controlla da vicino il suo sviluppo. Il Vice Ministro della Difesa, Yuru Borisov aveva dichiarato, nei primi giorni di maggio, che il vettore di classe leggero Angara sarebbe stato lanciato a metà del 2014 e la sua variante pesante entro la fine dello stesso anno. La classe leggera di Angara avrebbe dovuto inizialmente essere lanciata nel 2013. Il Vice Ministro della Difesa, il Colonnello Generale Oleg Ostapenko aveva dichiarato a fine aprile che il nuovo razzo sarebbe stato lanciato solo dopo che la costruzione della nuova struttura di lancio a Plesetsk sarebbe stata completata. La famiglia di razzi Angara, progettata per fornire capacità di lancio fra i 2.000 ed i 40.500 kg. in orbita bassa terrestre, è in fase di sviluppo fin dal 1995. Il razzo è fornito di un motore del primo stadio alimentato ad ossigeno liquido e kerosene e di ossigeno-idrogeno al secondo stadio. I razzi hanno un design modulare simile a quello degli Evolved Expendable Launch Vehicle (EELV) degli Stati Uniti, basati su un Universal Rocket Module (URM) comune. I razzi Angara ridurranno la dipendenza della Russia dal centro spaziale di Baikonur che viene affittato dal Kazakhstan, permettendo il lancio di carichi pesanti da Plesetsk e dal nuovo centro spaziale di Vostochny, nell'estremo oriente Russo.

Fonte : Ria Novosti

Nella foto (Credit: NASA) da sinistra, Karen Nyberg, Fyodor e Luca Parmitano con le tute di lancio Sokol. 28/05/2013 - Luca Parmitano è in orbita, partita la missione 'Volare' - Tutto come previsto. La Soyuz TMA-09M con a bordo l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano, la collega statunitense Karen Nyberg e il cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin si è staccata da Terra puntualmente alle 22:31, ora italiana. Lasciando la base di Baikonur dalla stessa, storica, rampa di lancio da cui 52 anni fa partì il Vostok 1 di Yuri Gagarin. La notte sull'enclave russa in Kazakistan si è accesa al bagliore del razzo che, dopo esattamente 9 minuti, viaggiando fino a 7 km al secondo, ha portato in orbita la navicella. Con una precisione cui la Soyuz ci ha abituati da tempo. "E' una gioia importante, per tutto quello che è stato fatto, dall'ASI e dal nostro paese," ha commentato a caldo il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese. "In un momento di crisi come questo - ha concluso, ringraziando per la loro presenza i ministri Mario Mauro e Maria Grazia Carrozza, oltre all'astronauta Samantha Cristoforetti - queste sono davvero cose che danno ottimismo."
"Questo - ha aggiunto Thomas Reiter, Direttore dei programma Voli umani per l'ESA - è un giorno fantastico per l'Italia e per l'Europa". E' così ufficialmente cominciata la 'Expedition 36/37', ribattezzata 'Volare' nel nostro paese. Missione con cui si concretizza una delle prestigiose 'opportunità di volo' assegnate dalla NASA all'Italia in seguito al Memorandum dell'ottobre 1997. Si tratta, in particolare, della prima opportunità in assoluto per una missione di lunga durata, rigorosamente 'targata ASI': l'undocking per Parmitano è infatti previsto per il prossimo novembre. Luca sarà inoltre, non solo il sesto italiano ad andare nello Spazio e il quinto a raggiungere la ISS, ma anche in assoluto il primo ad effettuare delle 'EVA': attività extra veicolari più famose col nome di 'passeggiate spaziali'. Destinazione la Stazione Spaziale Internazionale, dove la nuova Soyuz "superveloce" (al suo secondo volo, dopo il 'battesimo' del marzo scorso) porterà l'equipaggio in circa sei ore, invece dei 'tradizionali' due giorni. La 'tabella di marcia' prevede adesso che la Soyuz 'insegua' la ISS per raggiungerla e posizionarsi alle sue spalle intorno alle due del mattino. A quel punto cominceranno le operazioni di avvicinamento automatizzato, fino al docking, che dovrebbe avvenire intorno alle 4 e mezzo. A seguire verranno effettuati una serie di controlli di sicurezza e, solo dopo, quando saranno quasi le sei del mattino, avverrà lo 'sbarco' vero e proprio sulla ISS. Per sei mesi, sino a novembre 2013, l’astronauta si occuperà principalmente di attività di sperimentazione, caratterizzate da una forte presenza del know how italiano: Diapason e ICE (Italian Combustion Experiment) sono i due esperimenti del programma Green Air che prenderanno il via durante la sua missione. Diapason, realizzato dall’italiana DTM, riguarda la rilevazione nell’aria, tramite una specifica apparecchiatura, della presenza di particelle di dimensione di pochi nanometri che avrà applicazioni in studi sull’inquinamento atmosferico. Lo studio di combustibili innovativi a basso impatto ambientale è il fulcro dell’esperimento ICE. In particolare, verrà analizzato il comportamento di un biocombustibile la cui composizione è stata definita e proposta dall’Istituto Motori del CNR di Napoli. Nel corso della missione, inoltre, gli astronauti a bordo della ISS gestiranno anche l'arrivo della navicella automatica europea ATV-Einstein. Ma sono anche previsti moltissimi altri esperimenti, che spaziano dalla fisiologia fino alle più svariate applicazioni tecnologiche. Un’altra grande novità caratterizzerà la missione 'Volare': Parmitano non si limiterà ad operare all’interno della ISS ma diventerà protagonista delle due attività extraveicolari (EVA, Extra Vehicular Activity) previste. Sarà la prima volta per un astronauta italiano. "Voglio ricordare - ha dichiarato il Presidente dell'ASI Enrico Saggese - che 'Volare' è una missione congiunta ASI-NASA, che l'ASI inserisce i propri astronauti all'interno di un team europeo e che Luca sarà il primo italiano a fare delle EVA, un compito fisicamente davvero stressante. Nel periodo in cui Parmitano sarà sulla ISS - ha concluso Saggese - verranno effettuate due spacewalk nel mese di luglio. Inoltre Luca si occuperà delle manovre del braccio robotico della Stazione Spaziale". Il concorso che ha dato il nome alla missione 'Volare' e una Soyuz che avvolge la Terra con una scia tricolore e traccia il percorso della ISS sono rispettivamente il nome e il logo della missione di Luca, individuati nel settembre 2012 grazie al concorso nazionale 'Disegna e Designa' bandito dall’ASI. I due giovani vincitori, Norberto Cioffi (nome) e Ilaria Sardella (logo) hanno conseguito un premio davvero speciale: alla fine dello scorso mese di aprile hanno potuto visitare, a Mosca, Star City e assistere ad alcune fasi dell’allenamento finale di Parmitano presso lo Yuri Gagarin Cosmonaut Training Centre. "In un momento di difficoltà per il Paese voglio ricordare che l'Italia ha un ruolo fondamentale nel mondo del volo umano spaziale: più del 50% del volume abitabile della ISS è stato realizzato qui, nel nostro Paese - aveva commentato Parmitano nel corso di una videoconferenza - vivere questa esperienza mi carica di un grande senso di responsabilità verso il mio Paese che mi ha preparato per questo momento. Mi sento un privilegiato - continuava Parmitano - pertanto mi sento di esprimere gratitudine verso coloro che hanno reso possibile realizzare questo sogno. Sono orgoglioso di rappresentare l'Italia nello spazio con il tricolore cucito sulla spalla sinistra". In copertina (Credit: NASA/TV) il momento del decollo del razzo Soyuz e, nel riquadro, l'interno della capsula con Parmitano in alto ed il Comandante Yurchikhin in basso. Nella foto (Credit: NASA) da sinistra, Karen Nyberg, Fyodor e Luca Parmitano con le tute di lancio Sokol.

VIDEO DEL DECOLLO DEL RAZZO VETTORE SOYUZ-FG CON LA MISSIONE 'VOLARE' - (CREDIT: OdinOuts/Youtube) - dur.min.1:43 - SOLO AMBIENTE



Fonte : ASI

Nella foto (Credit: https://twitter.com/AstronautAbby) da sinistra, Parmitano, Yurchikhin e Nyberg stanno per salire sull'autobus. 28/05/2013 - L'equipaggio della Soyuz TMA-09M nelle ultime fasi prima della partenza per la ISS - Il Comandante della Soyuz TMA-09M della Spedizione 36/37 Fyodor Yurchikhin dell'Agenzia Spaziale Federale Russa (Roscosmos), e gli Ingegneri di Volo Karen Nyberg (NASA) e Luca Parmitano (ESA), hanno salutato con i pollici alzati al termine della conferenza stampa tenutasi ieri 27 maggio presso il Cosmonaut Hotel in Kazakhstan. Qui l'immagine (Credit: NASA–B. Ingalls). L'equipaggio è in quarantena e si trovava dietro un vetro durante la conferenza stampa in preparazione del loro lancio a bordo del razzo Soyuz verso la Stazione Spaziale Internazionale previsto per il 29 maggio, ora locale. Yurchikhin, Nyberg e Parmitano rimarranno a bordo della stazione fino a metà novembre. "Guardo con fiducia poter vivere lì," ha detto l'astronauta Karen Nyberg, che aveva già visitato la stazione spaziale durante un volo Shuttle di 14 giorni nel 2008. Una missione della navetta è come una: "corsa, tu vai, vai, vai costantemente e non hai il tempo di riflettere che cosa stai facendo mentre lo stai facendo. Infatti ci sono una quantità di cose che ho fatto in missione di cui non ricordo," dice la Nyberg. "Ho guardato le foto e mi sono detta, 'oh si, questo l'ho fatto'. Penso che, con un periodo di permanenza più lungo, avrò il tempo di far capire al mio cervello dove mi trovo e che cosa sto facendo, ed allora non avrò bisogno di guardare delle foto per ricordare quello che ho fatto." Luca Parmitano, l'italiano dell'ESA, durante un'intervista prevolo della NASA ha detto: "Eseguiremo un rendezvous di sole quattro orbite, viene infatti chiamato 'rendezvous rapido'. Invece di attendere in orbita per due giorni dopo il lancio prima di attraccare alla stazione, appena dopo il decollo prepareremo l'astronave per l'inserimento nell'orbita pìù alta ed attraccheremo alla stazione dopo solo sei ore dal lancio." Durante la missione della Soyuz Parmitano avrà il ruolo di co-pilota e sarà il primo non-Russo a svolgere questo compito con una missione di 'rendezvous rapido'. Il decollo della Soyuz TMA-09M è previsto per le 22:31 ora italiana di questa sera mentre l'attracco dovrebbe avvenire alle 10:17 p.m. EDT del 28 maggio (le 4:17 ora italiana del 29 maggio). Vi sono varie possibilità per assistere online al decollo della missione: Questo è il link al sito dell'Agenzia Spaziale Italiana dove poter assistere in italiano alla diretta streaming: ASI TV. All'evento ASI, fra gli ospiti, sarà presente l'astronauta ESA e pilota dell'Aeronautica Militare Italiana Samantha Cristoforetti. Inoltre vi è la possibilità di seguire il lancio sul sito ESA (in inglese) qui: ESA Live. Invece questo è il link della NASA: NASA/TV, sempre in inglese. Nella foto in alto a sinistra (Credit: https://twitter.com/AstronautAbby) eseguita questo pomeriggio, da sinistra, Parmitano, Yurchikhin e Nyberg stanno per salire sull'autobus che li porterà dal Cosmonaut Hotel all'edificio Sito 254 per iniziare le procedure di vestizione. Nella foto in basso a destra (Credit: TsENKI/TV) la rampa di lancio illuminata a poche ore dal decollo.
Qui di seguito la tabella con gli eventi del lancio della Soyuz TMA-09M con gli orari italiani:
Nella foto (Credit: TsENKI/TV) la rampa di lancio illuminata a poche ore dal decollo.
Ore 20:00:00 - L'equipaggio entra nella Soyuz.
Ore 22:31:24 - Decollo del razzo Soyuz-FG.
Ore 22:33:22 - Separazione primo stadio.
Ore 22:36:11 - Separazione secondo stadio.
Ore 22:40:12 - Separazione terzo stadio.
Ore 23:16:24 - Prima accensione motori capsula.
Ore 23:58:57 - Seconda accensione motori capsula.
Ore 00:34:23 - Terza accensione motori capsula.
Ore 01:04:14 - Quarta accensione motori capsula.
Ore 02:06:27 - Inizio rendezvous automatico alla ISS - Distanza 602 km.
Ore 02:12:45 - Prima accensione motori per avvicinamento alla ISS - Distanza 466 km.
Ore 02:37:34 - Seconda accensione motori per avvicinamento alla ISS - Distanza 212 km.
Ore 02:58:16 - Terza accensione motori per avvicinamento alla ISS - Distanza 108 km.
Ore 04:05:26 - Avvicinamento finale alla Stazione Spaziale Internazionale.
Ore 04:16:07 - Attracco della Soyuz TMA-09M al boccaporto del modulo Rassvet della ISS.

Fonti : ESA Missione Volare - ESA Luca Blog - Space.com - SpaceflightNow - Nasaspaceflight

Nell'illustrazione artistica (Credit: ULA/NASA) il razzo vettore Delta IV-H rappresentato nella missione EFT-1. 27/05/2013 - Il Delta IV-H per la missione EFT-1 di Orion verrà inviato a marzo in Florida - La United Launch Alliance (ULA), costruttrice del razzo vettore Delta IV-H destinato al lancio della missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1) di Orion il prossimo anno, ha reso noto che il processo di fabbricazione di questo specifico razzo ha superato il 50% del totale. La costruzione si svolge nello stabilimento ULA dell'Alabama ed il veicolo Delta IV-H completo verrà inviato presso la Costa Spaziale della Florida il prossimo marzo, in previsione del suo lancio a settembre 2014. La missione di prova EFT-1 svolgerà un ruolo decisivo per lo sviluppo della capsula equipaggio Orion prima che questa possa volare per la prima volta con il suo vettore predestinato SLS nel 2017. EFT-1 prevede infatti il test della capsula al lancio, del suo sistema di salvaggio LES, dello scudo termico e dei paracadute di rientro. Se la missione EFT-1 si svolgerà regolarmente l'Orion potrà affrontare la revisione critica di progetto (Critical Design Review - CDR) della metà del 2015. Dopo la CDR il prossimo veicolo spaziale Orion verrà preparato per la Exploration Mission-1 (EM-1) che vedrà il debutto del razzo vettore pesante Space Launch System (SLS) per un sorvolo lunare senza equipaggio. Al momento la missione EM-1 è prevista per il dicembre 2017 ma potrebbe slittare facilmente nella primavera del 2018 a causa di una finestra di lancio notturna che i tecnici vorrebbero evitare, per motivi di visibilità, trattandosi di un primo volo. La prima missione con equipaggio di Orion con SLS sarà Exploration Mission-2 (EM-2) prevista per il 2020-2021. Questa EM-2 potrebbe essere un poco più ambiziosa del mero sorvolo della Luna e potrebbe portare gli astronauti ad un incontro con un asteroide e successiva raccolta campioni. Comunque, con la conferma della ULA, la missione EFT-1 ha ora una data di lancio più sicura dopo che, nei mesi scorsi, si era vociferato di un possibile ritardo nella consegna del vettore destinato alla missione. Se il vettore raggiungerà la Florida a marzo 2014 potrà essere già assemblato sulla rampa di lancio entro luglio dello stesso anno, con largo anticipo quindi per l'avvio della missione.

Fonte : Nasaspaceflight

27/05/2013 - Dal 2014 ci sarà una stampante 3D sulla ISS - La compagnia privata Made in Space, in collaborazione con il Marshall Space Flight Center della NASA, invierà il prossimo anno, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, la prima stampante 3D. Questa operazione fa parte del 3D Printing in Zero G Experiment che si pone l'obiettivo di iniziare a sfruttare la capacità di costruire oggetti al di fuori della Terra e spingere così l'umanità ad espandersi nel Sistema Solare. "L'esperimento 3D Print assieme alla NASA è un passo verso il futuro. La capacità di stampare parti ed attrezzi in 3D su richiesta aumenta enormemente la fattibilità e la sicurezza delle missioni spaziali ed abbassa i costi nell'ordine di una grandezza," ha dichiarato Aaron Kemmer, amministratore delegato della Made in Space. "Le prime stampe saranno dei pezzi di prova e poi cominceremo a costruire una larga varietà di componenti, come attrezzi ed attrezzature scientifiche." La stampante 3D decollerà nell'agosto del 2014, assieme ad una missione cargo privata della SpaceX diretta alla ISS per conto della NASA. L'attrezzatura costruirà gli oggetti strato dopo strato utilizzando polimeri ed altri materiali, con la tecnica chiamata 'estrusione additiva'. I progetti di questi oggetti sono pre-caricati su un computer che si trova nel laboratorio orbitante oppure inviati sotto forma di dati dalla Terra. La Made in Space sostiene che oltre il 30% delle parti di ricambio a bordo della ISS potrebbe essere ricostruito con la stampante 3D. Nel 2011 la Made in Space ha compiuto diversi voli parabolici testando il macchinario di stampa 3D per brevi periodi a gravità ridotta. Mentre il programma 3D Print è sostanzialmente una missione dimostrativa, la Made in Space sta sviluppando una stampante permanente di maggiore capacità chiamata 'Additive Manufacturing Facility' che dovrebbe raggiungere il laboratorio orbitante nel 2016. Questa stampante potrebbe essere utilizzata per costruire componenti di esperimenti realizzati completamente al di fuori della Terra. La NASA crede molto in questa tecnologia rivoluzionaria per l'esplorazione oltre l'orbita terrestre. "La stampa 3D è una tecnologia emozionante," dice Niki Werkheiser, project manager del progetto 3D Print presso il Technology Development and Transfer Office della NASA al Marshall. "Ci permetterà di vivere e lavorare nello spazio con la stessa efficienza e produttività che abbiamo sulla Terra, con l'obiettivo ultimo di eliminare la dipendenza di materiali e parti lanciate da Terra." La NASA sta già utilizzando la tecnica di 'costruzione additiva' per le parti più complesse del nuovo razzo vettore pesante SLS ed ha appena iniziato un progetto per una macchina che 'stampi' anche gli alimenti per gli equipaggi nello spazio.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: NASA) il razzo vettore che porterà la Soyuz di Luca Parmitano nello spazio, pronto sulla rampa. 27/05/2013 - Poche ore al lancio di Luca Parmitano - E’ stato il primo a salire e l’ultimo a scendere, venerdì scorso, quando l’equipaggio al completo ha 'provato' l’abitacolo della Soyuz: è un Luca Parmitano sinceramente entusiasta, quello che ci racconta al telefono i primi test a bordo della TMA-09M che lo porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale assieme al russo Fyodor Yurchikhin e alla statunitense Karen Nyberg. L’astronauta italiano dell’ESA ha sottolineato di conoscere "ogni singolo centimetro del mezzo, ma entrare in quello 'vero' ha un significato assolutamente particolare." Mezzo di cui, come tutti, ha commentato la spartana affidabilità: "Nonostante siano passati tanti anni dalla prima Soyuz – ha detto Parmitano - l’evoluzione dei cockpit è abbastanza arretrata, è un sistema che rifiuta l’ergonomia della macchina rispetto all’uomo e che richiede semmai un adattamento dell’uomo alla macchina." I test sono andati a meraviglia. E anche le condizioni atmosferiche sembrano ideali: il cielo sopra Baikonur, l’enclave russa in Kazakistan dove si trova il cosmodromo da cui 'partirà' la missione, è azzurro. "C’è un tempo meraviglioso – ha detto Parmitano – sembra il posto perfetto per prendere un po’ il fiato prima della partenza." Tutto pronto quindi, per il lift off di domani sera. Parmitano è nato a Paternò, in provincia di Catania, il 27 settembre del 1976. Si è laureato in Scienze politiche a Napoli e nel 2000 ha conseguito il diploma presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Parte del suo addestramento di base da pilota si è svolto negli Stati Uniti. Tornato in Italia è stato assegnato al pilotaggio degli aerei da attacco al suolo AMX. Ha dimostrato in più occasioni le proprie capacità di pilota, soprattutto nel 2005 quando ha avuto la sfortuna di andare a sbattere con il suo AMX contro un grosso uccello mentre stava sorvolando il canale della Manica. Nonostante l’aereo fosse molto danneggiato, e con la radio fuori uso, riuscì a compiere un atterraggio di emergenza, senza eiettarsi facendo schiantare l’aereo al suolo come si fa di solito in casi simili. A luglio del 2009 Parmitano ha conseguito un master in Ingegneria del volo sperimentale a Tolosa, in Francia. Nello stesso anno è stato selezionato per diventare astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e da allora ha iniziato la formazione per la propria missione in orbita intorno alla Terra. Negli ultimi mesi Parmitano è stato molto presente sui social network, soprattutto su Twitter, per raccontare e condividere le ultime fasi della sua preparazione prima del lancio. In collaborazione con diverse scuole italiane di diverso ordine e grado, ha incontrato centinaia di studenti per raccontare che cos’è la ISS, come funziona, come si diventa astronauta e quali compiti dovrà svolgere a bordo della Stazione spaziale. Parmitano farà parte dell'equipaggio di Spedizione 36 che ha iniziato la sua missione a metà di questo mese. Una volta sulla ISS Luca, la Nyberg e Yurchikhin troveranno ad attenderli il resto dell'equipaggio composto dal Comandante Pavel Vinogradov e gli Ingegneri di Volo Chris Cassidy ed Alexander Misurkin. Nella mattinata di domenica la Commissione di Stato preposta ha esaminato i risultati della preparazione pre-volo dell'equipaggio ufficiale e di quello di riserva ed ha approvato il lancio della Soyuz TMA-09M. Dopo il benestare della Commissione di Stato il razzo Soyuz-FG è stato trasferito, in orizzontale, sulla rampa di lancio n.1 Gagarin per mezzo di una speciale carrozza ferroviaria. Qui gli specialisti dell'Agenzia Spaziale Federale Russa 'Roscosmos' hanno effettuato le operazioni di ancoraggio ed il vettore è stato alzato in posizione verticale. Qui il razzo attende il momento del decollo fissato per le 00:31 del 29 maggio 2013, ora di Mosca (le 22:31 ora italiana). Nella foto (Credit: NASA) il razzo vettore che porterà la Soyuz di Luca Parmitano nello spazio, pronto sulla rampa. In copertina (Credit: NASA) Luca Parmitano con indosso la tuta di volo Russa Sokol destinata al lancio ed al rientro. Ricordiamo che potrete seguire il lancio dell'equipaggio di Luca Parmitano in diretta streaming sul sito NASA/TV oppure su ASI/TV con commento in italiano.

Fonti : ASI - Roscosmos - Il Post

26/05/2013 - Novità per il possibile prossimo sito di lancio della SpaceX - Il Governatore del Texas, Rick Perry, ha firmato una legge che permetterà la chiusura temporanea della spiaggia di Boca Chica, vicino a Brownsville, per i lanci dei razzi Falcon della SpaceX. La compagnia Californiana infatti sta considerando la costruzione di un complesso di lancio commerciale sulla costa vicino al confine messicano. La SpaceX sta considerando anche altri luoghi in Florida, Georgia e Porto Rico. Il sito del Texas è, al momento, considerato quello più avvantaggiato nella competizione, con la Federal Aviation Administration che ha già completato un documento positivo sull'impatto ambientale della località proposta. Nella legge approvata la spiaggia potrebbe rimanere aperta nelle festività o nei fine settimana estivi. La SpaceX ha dichiarato che potrebbe eseguire fino a 12 lanci l'anno dalla nuova località.

Fonte : Parabolic Arc

Nell'illustrazione (Credit: Stratolaunch) come apparirà il sistema Stratolaunch con il razzo Pegasus II appeso sotto le ali dell'aereo madre. 25/05/2013 - Il progetto Stratolaunch va avanti - Recentemente sono stati rivelati nuovi dettagli sul sistema Stratolaunc che metterà assieme un'enorme aereo da trasporto con un razzo della Orbital chiamato Pegasus II. Questo sistema sarà capace di lanciare in ogni tempo e verso ogni tipo di orbita fino a circa 6 tonnellate di carico in orbita bassa terrestre. La Stratolaunch è stata fondata dall'inventore, investitore e filantropo Paul G. Allen e dalla Scaled Composite fondata da Burt Rutan. Il progetto è stato svelato alla fine del 2011, mostrando immagini di un super aereo, derivato dal velivolo che trasporta il veicolo suborbitale SpaceShipTwo, che trasporta un razzo multistadio da lanciare in aria per inviare carichi in orbita. La compagnia aveva pensato inizialmente di utilizzare una versione del Falcon 9 della SpaceX ma problemi ingegneristici erano sorti e l'accordo era saltato. La Stratolaunch si era allora rivolta alla Orbital Sciences Corp. esperta fra l'altro di lanci spaziali in volo con il suo razzo Pegasus. Il razzo utilizzato dalla Stratolaunch è stato ribattezzato Pegasus II e sarà dotato di primo e secondo stadio a propellente solidi con uno stadio superiore criogenico dotato di due motori RL-10 della Pratt & Whitney Rocketdyne ad ossigeno ed idrogeno liquidi. L'aereo madre avrà un'apertura alare di ben 117 metri rendendolo l'aereo più grande del mondo. L'aereo sarà spinto da sei motori a getto provenienti da due vecchi Boeing 747-400 acquistati dalla Stratolaunch per l'occasione. Oltre ai motori i due aerei civili doneranno al grande aereo altre loro parti in modo da poter risparmiare sui costi di sviluppo. L'aereo avrà bisogno di una pista larga almeno 60 metri come la Shuttle Landing Facility (SLF) del Kennedy Space Center, in Florida. I test iniziali però verranno portati a termine al Mojave Air and Space Port, in California, dove la Stratolauch ha già completato la costruzione di un gigantesco hangar e di altri edifici adibiti al progetto. L'aereo madre volerà con un equipaggio di tre persone, il pilota, il co-pilota ed un ingegnere di volo mentre le sequenze di lancio del razzo verranno eseguite dal suolo tramite un collegamento telemetria/comandi a due vie. Una volta raggiunta la zona di lancio, a seconda delle necessità orbitali del carico utile trasportato sul razzo, l'aereo madre sgancerà il vettore che accenderà i suoi motori e si alzerà verso lo spazio. Il raggio operativo dell'aereo madre sarà di circa 1.600 km dal punto di decollo. Al momento non è stato ancora reso pubblico un programma per la produzione dello Stratolaunch anche se l'aereo madre potrebbe essere pronto per i primi test di volo nel 2017. Nell'illustrazione (Credit: Stratolaunch) come apparirà il sistema Stratolaunch con il razzo Pegasus II appeso sotto le ali dell'aereo madre.

Fonte : Nasaspaceflight

25/05/2013 - Il rover Curiosity della NASA esegue la seconda perforazione nel suolo marziano - Il rover marziano Curiosity della NASA ha utilizzato il trapano di cui è fornito il suo braccio robotico per raccogliere della polvere dall'interno di una roccia chiamata 'Cumberland'. I piani prevedono di inviare la porzione del campione agli strumenti all'interno del rover. Questa è la seconda volta che un campione viene raccolto dall'interno di una roccia su Marte. La prima è stata quando Curiosity ha perforato l'obiettivo chiamato 'John Klein', tre mesi fa. Cumberland ricorda John Klein e si trova a circa 2,75 metri ad ovest. Entrambi sono localizzati all'interno di una depressione chiamata 'Yellowknife Bay'. Il foro che Curiosity ha eseguito su Cumberland il 19 maggio scorso ha un diametro di circa 1,6 centimetri ed è profondo 6,6 centimetri. Il team di scienziati aspetta le analisi del materiale di Cumberland per utilizzarle come controllo di quelle ottenute da John Klein. Le scoperte preliminari della polvere di John Klein eseguite dagli strumenti a bordo di Curiosity indicano che questo luogo aveva, molto tempo fa, le condizioni ambientali favorevoli alla vita microbiotica. Le condizioni favorevoli comprendevano gli ingredienti base per la vita, come il gradiente di energia che poteva essere utilizzato dai microbi e l'acqua non fortemente acida o la brina. Il Progetto Mars Science Laboratory della NASA utilizza Curiosity per svelare la storia delle condizioni ambientali all'interno del cratere Gale. Dopo alcune osservazioni ad alta priorità eseguite dal rover vicino a Yellowknife Bay, la squadra che segue il rover prevede di far partire Curiosity per un viaggio lungo un mese per arrivare alla base di un cumulo a strati, il Monte Sharp, che si trova al centro del cratere. Il JPL, una divisione del California Institute of Technology in Pasadena, gestisce il progetto per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Ulteriori informazioni su Curiosity online presso: http://www.nasa.gov/msl oppure su: http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. Puoi inoltre seguire la missione su Facebook a: http://www.facebook.com/marscuriosity e su Twitter a: http://www.twitter.com/marscuriosity. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS) il nuovo foro eseguito da Curiosity nella roccia marziana chiamata Cumberland durante il Sol 279 di missione (19 maggio 2013) .

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del vettore Delta 4 con il satellite WGS 5. 25/05/2013 - Lanciato satellite militare USA - Alle 8:27 p.m. EDT del 24 maggio (le 2:27 ora italiana del 25 maggio) un razzo vettore Delta 4 versione Medium (5,4) è decollato dalla rampa SLC-37B di Cape Canaveral, in Florida, con a bordo il satellite militare USA Wideband Global SATCON 5. Circa 41 minuti più tardi il potente vettore ha rilasciato il carico utile, del peso di 6 tonnellate su un'orbita altamente ellittica di 66.900x438 km con un'inclinazione di 24° sull'equatore. I controllori della Boeing di El Segundo, in California, manovreranno poi il satellite all'inizio dell'estate su un'orbita geosincrona circolare in modo da sincronizzare il veicolo con la rotazione terrestre in modo da apparire fisso rispetto al globo. Seguirà un'intensiva attività di controllo che durerà fino al prossimo anno quando il satellite diverrà operativo a 52,5° di longitudine Ovest. Da quella posizione il WGS 5 coprirà le Americhe e si unirà alla costellazione di satelliti militari USA che coprono quasi tutto il globo permettendo comunicazioni fra i comandi della Difesa degli Stati Uniti e di altri sei partner internazionali. "I WGS sono i più avanzati satelliti per telecomunicazioni a disposizione del Dipartimento della Difesa. Questi satelliti forniscono un'incredibile capacità di flessibilità per le necessità di copertura, connettività in supporto alle richieste sugli scenari operativi per il DOD e le forze alleate in tutto il mondo," ha dichiarato Mark Spiwak, Direttore del Programma WGS alla Boeing. "Al momento vi sono quattro WGS operativi e sono tutti piazzati dall'altro lato del globo rispetto agli Stati Uniti. Sono stati piazzati strategicamente fra l'Est Atlantico ed il Pacifico Occidentale. Oggi non abbiamo nessuna capacità WGS sopra il continente degli Stati Uniti," ha detto Luke Shaub, capo della Divisione Wideband SATCOM del sistema MILSATCOM presso lo Space and Missile Systems Center di Los Angeles. Questa costellazione sta gradualmente sostituendo i vecchi satelliti per telecomunicazioni militari DSCS (Defense Satellite Communications System) ed ogni WGS ha dieci volte la capacità di trasmissione di un DSCS. Il satellite è fornito di trasmettitori in banda Ka ed X con antenne orientabili e permette la trasmissione di dati, foto e video ai militari direttamente sul campo di battaglia con una velocità dati fino a 3.6 Gbps. La Boeing ha completato il WGS 6 che è stato inviato a Cape la scorsa settimana per un lancio previsto ai primi di agosto a bordo del prossimo razzo Delta 4. Questo satellite è stato costruito con finanziamenti provenienti dall'Australia che così entrerà a far parte del sistema internazionale di telecomunicazioni. I satelliti da 7 a 10 sono in costruzione nella struttura Boeing di El Segundo e verranno lanciati nei prossimi anni. Il lancio di oggi è stato il primo di un Delta 4 dopo il problema con lo stadio superiore che, nonostante una perdita di potenza del motore, inserì un satellite GPS regolarmente in orbita sei mesi fa. Il volo di oggi si è svolto regolarmente e si è trattato del 22esimo lancio di un Delta 4 fin dal 2002 e del terzo a trasportare un satellite WGS. Questa è stata la 71esima missione operata dalla ULA (United Launch Alliance) in 77 mesi, la quinta quest'anno e la seconda in nove giorni. Il prossimo lancio ULA sarà un Atlas 5 il 19 luglio con un satellite di telecomunicazioni mobili MUOS della US NAvy. Quello di oggi è stato il 25esimo lancio orbitale globale del 2013, il 24esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del vettore Delta 4 con il satellite WGS 5.

Fonti : SpaceflightNow - Space Launch Report

24/05/2013 - La Guyana Francese sarà il sito di lancio di Ariane 6 - Il CNES, l'agenzia spaziale Francese, congelerà il progetto del nuovo lanciatore Ariane 6 entro luglio prossimo, una mossa che segue quella della scelta del sito di lancio che verrà costruita nella Guyana Francese. Il razzo e l'installazione dovrà funzionare per almeno otto volte all'anno, con l'obiettivo di 12 missioni annue per mantenere i costi operativi e di produzione entro i 70 milioni di Euro a lancio. Infatti al consorzio europeo Arianespace vengono devoluti ogni anno 100 milioni di Euro da parte di ESA per evitare che la compagnia incontri problemi finanziari. Ariane 6 dovrà ovviare a questo problema e sostenersi, economicamente, da solo. Il sito prescelto per la nuova rampa di lancio di Ariane 6 si trova a nord del sito di lancio di Ariane 5, in una zona chiamata Roche Nicole. Il primo volo di Ariane 6 è previsto per il 2020, assumendo l'inizio dello sviluppo nel 2014. Infatti l'ESA non ha ancora scelto ufficialmente quale dei due progetti di vettore: una versione potenziata di Ariane 5 chiamata ME oppure il nuovo vettore Ariane 6 far progredire. A novembre del 2012 i governi dei Paesi Europei facenti parte di ESA decisero di finanziare i lavori preliminari di progetto per Ariane 6 continuando però a sviluppare la versione avanzata di Ariane 5. La versione Ariane 5 ME potrebbe volare nel 2017. Alla fine del prossimo anno i governi che fanno parte di ESA dovvranno decidere fra i due progetti dato che sembra difficile vi possano essere fondi per entrambi. L'Ariane 6 sarà un vettore medio con due o più motori a propellente solido al primo stadio, un secondo stadio con lo stesso motore ed uno stadio superiore criogenico basato sul motore Vinci. Ariane 6 utilizzerà azoto o idrogeno gassoso anziché il costoso elio usato da Ariane 5 per pressurizzare i serbatoi ed avrà minori circuiti elettronici. Arianespace spera di poter preparare il veicolo di lancio ed il suo carico utile entro 15 giorni grazie alle migliorie nell'allestimento.

Fonte : SpaceNews

24/05/2013 - L'attore Leonardo DiCaprio volerà gratis sulla Virgin Galactic - Durante l'asta di beneficenza organizzata da amfAr e tenutasi nel contesto del Festival Cinematografico di Cannes, uno dei partecipanti ha acquisito il diritto di poter eseguire un volo suborbitale a bordo del veicolo SpaceShipTwo della Virgin Galactic assieme all'attore Leonardo DiCaprio. La cifra sborsata dal benefattore Russo Vasily Klyukin, anche se a fin di bene, è stata di ben un milione e mezzo di Dollari. Un posto sul primo veicolo suborbitale commerciale al mondo costa invece 'solo' 200.000 Dollari. DiCaprio avrà quindi la fortuna di poter eseguire questo volo ai confini dello spazio senza sborsare un solo centesimo! Il volo è previsto fra non prima di un anno dato che la Virgin Galactic sta ancora testando il sistema suborbitale. La amfAr è una fondazione di ricerca contro l'AIDS.

Fonti : Parabolic Arc - Best Movie

Nella foto (Credit: Avanceon) una varietà di cibi per gli astronauti della stazione spaziale. 23/05/2013 - Nello spazio una stampante 3D per il cibo - La NASA ed una compagnia del Texas stanno studiando la possibilità di utilizzare una 'stampante 3D' nelle missioni nello spazio profondo ma dove la D sta per 'diner' (pranzo). La NASA ha siglato un contratto con la Systems and Materials Research Consultancy di Austin, in Texas, per lo studio di fattibilità nell'utilizzo della produzione additiva, meglio conosciuta come stampa 3D, per produrre cibo nello spazio. La SMRS condurrà uno studio per lo sviluppo di un sistema di erogazione di alimenti con stampa 3D per le missioni di lunga durata. La Fase I del contratto con la SMRS è ai primi stadi di ideazione e potrebbe anche non portare a nessun sistema funzionale. Questa tecnologia di stampa di alimenti potrebbe però portare ad una Fase II di studio, che comunque avrebbe di fronte a sè diversi anni prima di essere messa alla prova in un reale volo spaziale. Se la NASA vuole intraprendere viaggi nello spazio profondo, sia in direzione di asteroidi che per l'invio di astronauti su Marte, l'agenzia avrà bisogno di un miglioramento dei sistemi di supporto vitale compreso come l'equipaggio assimilerà il cibo durante queste lunghe missioni nello spazio profondo. Il Programma della NASA per la Tecnologia Avanzata nel Cibo si interessa dello sviluppo di metodi che possano fornire un cibo sicuro, accettabile, vario e stabile dal punto di vista nutritivo per le lunghe missioni, utilizzando nel contempo le risorse limitate del veicolo spaziale e del tempo dell'equipaggio. L'attuale sistema di cibo non risponde ai requisiti nutrizionali necessari per una missione verso Marte o anche più lontano. A causa delle significative richieste energetiche che la refrigerazione ed il surgelamento necessitano le scorte alimentari attuali della NASA consistono solo in cibi preconfezionati stabili e processati con tecnologie che degradano i micronutrienti all'interno del cibo. Inoltre, l'attuale cibo spaziale viene scelto dagli astronauti prima che lascino la Terra ed i membri dell'equipaggio non hanno la possibilità di personalizzare o preparare realmente i loro alimenti. Nelle missioni di lunga durata, avere a disposizione una gran varietà di alimenti sarà necessaria per assicurare che l'equipaggio continui a mangiare una quantità adeguata di cibo e, conseguentemente, di assimilare i nutrienti necessari per mantenere la salute e le prestazioni. La NASA ha finanziato questa prima Fase con uno studio di 6 mesi e finanziamenti per 125.000 dollari per lo studio di alimenti stampanti in 3D e determinare se la capacità di questa tecnologia permetterebbe di assicurare la stabilità dei nutrienti ed una varietà di cibi con ingredienti stabili minimizzando il tempo equipaggio e gli sprechi. La NASA ha scelto questa proposta perché il team di ricerca comprende consulenti e sub-appaltatori al top della tecnologia alimentare ed esperti nei sapori che saranno richiesti per sviluppare questo nuovo tipo di prodotto. Lo studio di fattibilità è stato ben strutturato e le tecnologie offrono il potenziale per raggiungere alcuni dei requisiti alimentari utilizzando i componenti base del cibo per le missioni di lunga durata. La NASA ha riconosciuto che la produzione additiva offre delle ottime potenzialità per le nuove missioni, sia che si tratti di 'stampare' cibo, che attrezzi o perfino un'intera astronave. La produzione additiva offre opportunità per avere la migliore capacità di avere sistemi o materiali nei viaggi nello spazio profondo. Ecco perché la NASA è un collaboratore di primo piano nell'iniziativa presidenziale di National Network for Manufacturing Innovation and the Advanced Manufacturing Initiative. La stampa 3D è solo una delle molte tecnologie di trasformazione nelle quali la NASA sta investendo per creare nuove conoscenze e capacità necessarie alle future missioni spaziali e che poi daranno benefici anche qui sulla Terra. Un sommario della proposta della Systems and Materials Research Consultancy è disponibile on-line qui. Nella foto (Credit: Avanceon) una varietà di cibi liofilizzati per gli astronauti della stazione spaziale.

Fonte : NASA

23/05/2013 - Il primo satellite dell'Equador potrebbe essere stato danneggiato in uno scontro spaziale - Il primo satellite costruito interamente in Equador e lanciato il mese scorso, si è scontrato con il detrito di un vecchio razzo Russo ma non è ancora chiaro se sia stato danneggiato. Il nanosatellite Pegaso, progettato e costruito in Equador, venne lanciato in orbita il 25 aprile dalla Cina. Il Joint Space Operations Center degli Stati Uniti, che tiene sotto osservazione tutti gli oggetti artificiali che orbitano attorno alla Terra, ha detto che non vi sono prove dello scontro ma i dati indicano una collisione laterale con frammenti del razzo S-14 lanciato dall'Unione Sovietica nel giugno del 1985. "Il Pegaso potrebbe essere stato danneggiato oppure ruotare fuori controllo, ma, dato che si trova ancora in orbita abbiamo ancora speranze," ha scritto su Twitter Ronnie Nader, capo dell'Agenzia Spaziale Civile dell'Equador. "L'Equador ha ancora il suo satellite, il popolo ha ancora il suo Pegaso," ha scritto aggiungendo che ci vorranno almeno 48 ore per comprendere la portata dei danni subiti. Il satellite del peso di 1,26 kg. si trova su un'orbita di 650 km di altezza da dove, lo scorso 16 maggio, ha trasmesso le prime immagini in diretta con audio.

Fonte : Space Daily

Nell'illustrazione pittorica (Credit: NOAA) il satellite GOES-13 in orbita. 23/05/2013 - Fuori uso uno dei satelliti vitali per seguire gli Uragani dell'Atlantico - Una settimana prima dell'inizio ufficiale della stagione degli uragani dell'Altantico, il principale satellite meteorologico degli Stati Uniti che osserva la zona sopra i tropici ha smesso di inviare immagini; lo ha comunicato la NOAA (National Ocean and Atmospheric Administration) Il satellite GOES-13, destinato come veicolo principale per la copertura Est degli Stati Uniti e dell'Oceano Atlantico, ha sofferto un guasto giovedì al suo sistema di controllo dell'orientamento. "Sembra che vi siano problemi nel puntamento stellare, che al satellite hanno causato la perdita del mantenimento della posizione," ha detto Kathryn Sullivan, facente funzioni di Amministratore della NOAA. Il veicolo spaziale è posizionato a 36.000 km sopra l'equatore a 75° di longitudine Ovest. Gli ingegneri della NOAA hanno subito attivato il satellite di riserva GOES-14 che ha iniziato a raccogliere immagini fin da subito, ristabilendo la visione in tempo reale degli Stati Uniti dell'Est e di gran parte dell'Oceano Atlantico. "Non siamo rimasti ciechi," ha detto la Sullivan. "Le previsioni non ne hanno risentito." Il GOES-14 si trova a 105° di longitudine Ovest, e questo comporta che le sue immagini e sensori coprono minor Oceano Atlantico di quanto faccia il GOES-13. La NOAA ha dichiarato operativo il GOES-14 nelle prime ore di giovedì e la Sullivan ha detto che i controllori di volo stanno attivando per quel satellite la modalità 'fast-scan' che permette di ottenere un'immagine ogni 5 minuti anziché i 15 standard. La Sullivan ha sottolineato l'importanza di avere immagini più rapidamente, notando che questa modalità è stata utilizzata durante il tornado che ha colpito lunedì l'Oklahoma. I tecnici della NOAA, assieme a quelli della Boeing, costruttrice del satellite GOES-13, ora stanno cercando di capire che cosa sia accaduto al veicolo spaziale e come riportarlo in funzione. I meteorologi intanto prevedono che potrebbero svilupparsi fra i 13 ed i 20 uragani nella zona Atlantica, Caraibi e Golfo del Messico ad iniziare dal 1° giugno. I satelliti geostazionari GOES (Geostationary Operational Environmental Satellites) vengono utilizzati dai meteorologi per prevedere le perturbazioni, i cicloni tropicali e gli altri sistemi del tempo atmosferico. La NOAA mantiene due satelliti geostazionari operativi alla volta, uno chiamato GOES Est ed uno chiamato GOES Ovest in modo da avere la copertura immagini da occidente delle isole Hawaii fino alle coste ovest dell'Africa. La NOAA mantiene inoltre almeno un satellite di riserva in caso di problemi. Se il guasto di GOES-13 sarà più lungo a risolversi la NOAA potrebbe decidere di spostare il GOES-14 nella posizione GOES Est in modo da poter avere immagini di una porzione maggiore dell'Oceano Atlantico, specialmente della zona chiamata 'vicolo degli uragani' che si trova al largo della costa ovest dell'Africa. Ma fino a quel momento i meteorologi potranno utilizzare le immagini della parte est dell'Oceano Atlantico provenienti dal satellite meteo Europeo Meteosat 10. Il GOES-13 venne lanciato con un razzo Delta 4 nel maggio del 2006 e la sua vita operativa stimata era di 10 anni. Già per tre settimane fra settembre ed ottobre 2012 il GOES-13 era andato fuori servizio per un problema con uno strumento di bordo ma gli ingegneri erano stati in grado di ripararlo e riportarlo alla piena operatività. Oltre ai GOES la NOAA utilizza anche dei satelliti polari ad orbite più basse che sorvolano la stessa zona almeno due volte al giorno ed assicurano ai meteorologi di poter osservare le zone dell'Oceano Atlantico dove si sviluppano gli uragani più turbolenti. Nell'illustrazione pittorica (Credit: NOAA) il satellite GOES-13 in orbita.

Fonte : SpaceflightNow

23/05/2013 - Nello spazio con Luca Parmitano - E’ ai nastri di partenza la Missione Volare, che prenderà il via il 28 maggio 2013 alle 22.31 (ora italiana). Sarà questa infatti l’ora in cui la Soyuz con a bordo Luca Parmitano, astronauta dell’ESA e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, decollerà dal cosmodromo di Baikonour in Kazakistan. La Missione Volare è la prima di lunga durata dell’ASI. Per celebrare l’avvenimento, ASI ed ESA organizzano un evento dedicato al lancio di Luca Parmitano. Teatro dell’iniziativa, che si aprirà alle ore 21.00 del 28 maggio 2013, sarà la sede dell’ASI di Roma. Saranno presenti il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, il Presidente dell’ASI Enrico Saggese, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Pasquale Preziosa e l’astronauta ESA e pilota dell’Aeronautica Militare Samantha Cristoforetti. L'evento sarà trasmesso in diretta streaming su AsiTV. Invece a questo indirizzo il sito della Missione Volare. Intanto Luca ha pubblicato sul suo Blog dedicato alla missione 'Volare' un altro articolo nel quale ci racconta l'emozione di essere entrato, per la prima volta, nella SUA Soyuz. Si, la Soyuz TMA-09M che, fra pochi giorni, porterà lui ed i suoi compagni di viaggio Karen Nyberg e Fyodor Yurchikhin in orbita e poi alla ISS. Luca ed i suoi colleghi hanno infatti svolto gli ultimi test all'interno della capsula prima che questa venisse installata sul vettore di lancio.

Fonti : ASI - ESA Blog

22/05/2013 - Bolden va a vedere il Dream Chaser a Dryden - Mercoledì l'Amministratore della NASA, Charlie Bolden, ha incontrato la squadra della Sierra Nevada Corporation (SNC) ed il loro Dream Chaser ETA (Engineering Test Article) presso il Centro di Ricerca per il Volo di Dryden, in California. Il Generale Bolden, un veterano degli Shuttle, ha poi 'volato' con la piccola navetta grazie al suo simulatore di volo. Il Dream Chaser ETA (un modello ingegneristico per i test) si trova in California per essere sottoposto a tutta una serie di prove che fanno parte del percorso che ha l'obiettivo finale di trasportare gli equipaggi della NASA verso la Stazione Spaziale Internazionale. Dopo un viaggio su strada, parzialmente smontato e con una copertura protettiva, dalla sua base in Colorado, l'ETA è giunto al famoso centro NASA pronto a diventare l'ultimo veicolo dal corpo portante ad essere testato sopra il deserto che circonda la Edwards Air Force Base. Sebbene numerosi veicoli siano stati testati ad Edwards il Dream Chaser ne ricorda uno in particolare. Quel veicolo era l'Enterprise, una versione dello Space Shuttle utilizzata solo per eseguire una serie di test di avvicinamento ed atterraggio (Approach and Landing Tests - ALT) nel 1977. Charlie Bolden, assieme ai dirigenti della SNC ha fatto un discorso di fronte all'ETA ed al NASA M2-F1 - uno dei primi veicoli a corpo portante degli anni '60. Durante l'estate l'ETA verrà sottoposto a test al suolo ed in volo come parte dello sviluppo del Commercial Crew Program della NASA. "Si tratterà del primo test in scala reale del corpo portante Dream Chaser e dimostrerà le capacità uniche del nostro veicolo spaziale di atterrare su una pista," ha notato Jim Voss, vice presidente della SNC per gli Space Exploration System. Durante la visita il Generale Bolden, veterano di quattro missioni Shuttle, ha potuto eseguire anche un 'volo' nel Dream Chaser grazie all'apparecchiatura che simula le fasi di avvicinamento ed atterraggio alla base di Edwards. Il simulatore permette di guidare gli ultimi 3.000 metri e circa 60 secondi di missione di un Dream Chaser. Il software che permette questa simulazione è già stato utilizzato presso la base Langley della NASA da alcuni astronauti all'interno di un modello di cabina di pilotaggio.

Fonte : Nasaspaceflight

22/05/2013 - Kepler combatte ancora contro la fine - Dopo l'apparente guasto della ruota di reazione n.4 avvenuto l'11 maggio scorso al telescopio spaziale Kepler della NASA, gli ingegneri hanno avuto successo il 15 maggio nel far passare il veicolo spaziale da una modalità sicura controllata dai razzetti di manovra ad una chiamata 'Point Rest State'. Il veicolo spaziale rimane sicuro e stabile con questo orientamento e non viene più considerato in situazione critica. Come parte della risposta normale del veicolo spaziale ad un errore di puntamento, l'elettronica ridondante è stata subito scollegata per isolare il più possibile le cause. Ma una volta che il team di controllo ha riportato il veicolo spaziale alla condizione PRS (Point Rest State) ed ha esonerato questi sistemi, hanno potuto riaccenderli e fornire piena ridondanza al satellite. La ruota di reazione rimane scollegata. Il fotometro, che è stato spento per ridurre il carico energetico, verrà riacceso nel prossimo futuro per mantenere le normali condizioni termiche del veicolo spaziale entro i parametri nominali operativi. Kepler però non si trova più in grado di raccogliere dati scientifici. Il PRS è stato sviluppato per risparmiare propellente nel caso di un eventuale recupero della seconda ruota guasta. Questo stato utilizza i razzetti per controllare il puntamento del veicolo spaziale, puntandolo verso il Sole lasciando che la pressione solare lo spinga causando un movimento simile a quello di un pendolo. Questo è un sistema molto efficiente per risparmiare propellente ed inoltre fornisce la telemetria a richiesta di collegamento e permette agli ingegneri di monitorare e controllare il satellite. Con quasi una settimana di operazioni in modalità PRS, l'utilizzo del propellente appare essere al minimo delle stime, dando così tempo per predisporre un recupero. Lo staff operativo presso la Ball Aerospace ha svolto un lavoro meraviglioso per sviluppare ed implementare il PRS. Come risultato il veicolo spaziale non è in situazione di emergenza ed i lavori possono essere svolti con maggiore calma. Per la prossima settimana o giù di lì, i contatti con il veicolo spaziale verranno tenuti su base giornaliera per assicurare che il PRS continui a funzionare come previsto. Nelle prossime settimane, una squadra di tecnici (ART - Anomaly Response Team) si occuperà dell'anomalia e valuterà le opzioni di recupero della ruota. L'ART vede fra i suoi componenti personale della NASA di Ames, della Ball Aerospace, del Jet Propulsion Laboratory e della UTC, l'azienda costruttrice delle ruote. Questo team ha accesso ad un vasto campo di esperti della NASA e nell'industria e potrà gestire gli sforzi per ripristinare la ruota. Un'altra squadra proseguirà le analisi della telemetria inviata dal veicolo spaziale. Queste analisi, ed ogni prevista azione di recupero, prenderà del tempo, e questo sarà nell'ordine delle settimane, forse mesi. Ogni comando previsto dovrà essere prima vagliato su un modello del veicolo spaziale per validare l'operabilità del comando. Per ora, il PRS funziona molto bene e tiene Kepler al sicuro. Verranno forniti degli aggiornamenti se vi saranno significativi cambiamenti nei piani previsti. Siamo riconoscenti a tutti coloro che ci seguono per il loro incoraggiamento e supporto! Saluti. Roger.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ESA) Il Centro Coordinamento SSA per gli Oggetti Vicini alla Terra dell'ESRIN. 22/05/2013 - Inaugurato a Frascati il centro ESA per il controllo degli asteroidi - L'ESA ha aperto oggi il Centro di Coordinamento per gli Oggetti Vicini alla Terra, un nuovo polo che rafforzerà il contributo dell'Europa alla caccia a livello mondiale agli asteroidi ed agli altri oggetti naturali pericolosi che potrebbero colpire la Terra. Gli Oggetti Vicini alla Terra o NEO (Near Earth Object) sono asteroidi o comete, di misure che variano da metri a decine di chilometri, che orbitano intorno al Sole e le cui orbite si avvicinano a quella della Terra. Attualmente, ci sono oltre 600.000 asteroidi conosciuti nel nostro sistema solare, circa 10.000 di questi sono NEO. Una prova drammatica che alcuni di questi possono colpire la Terra si è avuta il 15 febbraio 2013, quando un oggetto sconosciuto che si pensa avesse un diametro di 17-20 metri è esploso sopra Chelyabinsk, in Russia, con un'energia pari a 20-30 volte quella della bomba atomica di Hiroshima. L'onda d'urto risultante ha causato danni diffusi e feriti, facendone il più grande oggetto naturale ad essere entrato nell’atmosfera dall’evento di Tunguska nel 1908. Il nuovo Centro di Coordinamento per gli Oggetti Vicini alla Terra o NEO-CC (Near Earth Object Coordination Centre) del programma Space Situational Awareness (SSA) servirà come punto centrale di accesso ad una rete europea di sorgenti di dati NEO e di fornitori di informazioni attualmente in corso di istituzione sotto il Programma SSA dell'ESA. Questo è il secondo centro ad essere aperto sotto la guida SSA dopo il Centro di Coordinamento per la Meteorologia Spaziale che è stato inaugurato a Bruxelles il mese scorso. Situato presso l'ESRIN, il Centro ESA per l'Osservazione della Terra, è stato formalmente inaugurato oggi da Thomas Reiter, Direttore ESA dei Voli Abitati e delle Operazioni, insieme ad Augusto Cramarossa, Delegato Italiano al Consiglio dell'ESA, e a Claudio Portelli, delegato SSA per l'Italia, entrambi dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana. L'evento è stato introdotto dal Prof. Volker Liebig, Direttore ESA dei Programmi di Osservazione della Terra e Capo Struttura ESRIN. Il nuovo Centro NEO sosterrà esperti del campo facendo una rete di risorse europee nuove ed esistenti, di sistemi e di sensori integrati in un futuro sistema NEO; sosterrà inoltre l'integrazione e le operazioni iniziali della rete ESA di distribuzione delle informazioni NEO. Il Centro servirà inoltre come punto focale per gli studi scientifici necessari per migliorare i servizi di allerta NEO e fornire dati quasi in tempo reale ai clienti europei ed internazionali, inclusi enti scientifici, organizzazioni internazionali e organi decisionali. Dei 14 Stati Membri dell'ESA che partecipano al Programma SSA, oltre all'Italia, altri nove sostengono le attività NEO e sono Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Polonia, Romania e Svizzera. "Mi fa piacere vedere questo forte sostegno al segmento NEO del Programma SSA dell’ESA da parte dell'industria e del mondo accademico italiani," ha detto Claudio Portelli, rappresentante per l'Italia del Programma SSA dall'ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana. "Rafforzare il contributo europeo agli sforzi internazionali sulle scoperte NEO è possibile soltanto attraverso uno sforzo coordinato di molteplici centri di competenza europea." Il Centro di Coordinamento NEO di per sé è una sala controllo dedicata dove gli operatori monitorano ed aggiornano costantemente le osservazioni fatte da professionisti e da squadre amatoriali di tutta Europa. Funge da interfaccia con il Minor Planet Center, la stanza di compensazione globale per le osservazioni NEO operata dall'Unione Astronomica Internazionale (IAU, International Astronomical Union) che si trova presso l'Osservatorio di Astrofisica Smithsonian, negli Stati Uniti. Il Centro è collegato in rete con la base dati del Near-Earth Asteroids (EARN, Asteroidi Vicini alla Terra) sviluppato dal Centro Aerospaziale Tedesco, DLR, a Berlino, e con la banca dati Near Earth Objects – DynamicSite (NEODyS) gestita dalla Space Dynamics Services s.r.l. presso l'Università di Pisa. Quest'ultima attività è supportata dall'ESA e dall'Istituto di Astrofisica Spaziale e Planetologia (IAPS), che fa parte dell’Istituto Nazionale per l'Astrofisica (INAF). Il Centro incorpora anche lo 'Spaceguard Central Node Priority List' dell'IAPS/INAF, una lista di oggetti già rilevati le cui orbite meritano ulteriore conferma. Il Centro è stato fondato e costruito da un gruppo italiano capitanato da Telespazio S.p.A.. Un totale di dieci partner industriali europei e di organizzazioni da Italia, Spagna e Germania partecipano allo sviluppo ed alle operazioni del Centro. Nella foto (Credit: ESA) la sala del Centro Coordinamento SSA per gli Oggetti Vicini alla Terra presso l'ESRIN di Frascati, nei pressi di Roma.

Fonte : ESA Italia

21/05/2013 - L'European Space Expo sbarcherà anche a Roma - La Commissione Europea ha lanciato da qualche mese l'European Space Expo, una mostra itinerante che ha già visitato le capitali di diversi Paesi dell'Unione Europea mostrando i benefici delle applicazioni spaziali ai cittadini Europei. L'Expo, che mette in luce l'importante ruolo dell'Unione Europea nello spazio e nelle tecnologie spaziali, arriverà anche in Italia e, più precisamente, a Roma fra il 31 agosto ed il 1° settembre prossimo. L'ingresso della mostra è gratuito ed all'interno della tensostruttura emisferica si potranno vedere, toccare e sperimentare alcuni dei programmi portabandiera come Galileo, EGNOS e GMES. Programmi questi dei quali i cittadini dell'Europa possono trarre benefici in molti servizi ed applicazioni. Questi programmi inoltre ci si aspetta che creino opportunità di mercato globale e che possano aiutare alla creazione di posti di lavoro e di crescita economica.

Fonte : European Commission

Nella foto (Credit: JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images) la distruzione del tornado di Moore. 21/05/2013 - I satelliti hanno visto dallo spazio la tempesta mortale dell'Oklahoma - Il 20 maggio 2013, i satelliti della NASA e della NOAA hanno osservato il sistema temporalesco che ha generato diverse tempeste fortissime negli stati centrali del sud degli Stati Uniti e che hanno sconvolto la città di Moore, in Oklahoma, con un tornado. Il tornado ha colpito Moore nel pomeriggio di lunedì 20 maggio ed è stato catalogato, inizialmente, di potenza F-4 (devastante) sulla scala Fujita, in accordo con il Servizio Nazionale Meteo. In seguito questa stima è stata rivista portando il tornado a F-5, il massimo della scala, definito quindi 'catastrofico'. I tornado F-4 possono avere venti che soffiano da 267 a 320 km/h. Questo tornado è stato circa il doppio in dimensioni di quello che colpì, sempre Moore, il 3 maggio del 1999. La cittadina di Moore si trova a circa 16 km a sud di Oklahoma City. Prima, durante e dopo il tornado i satelliti hanno fornito le immagini ed i dati al servizio di previsione meteorologico. Il primo allarme tornado è stato comunicato attorno alle 2:40 p.m. locali (le 21:40 ora italiana). Alle 3:01 p.m. un'emergenza tornado è stata data per Moore e 35 minuti dopo il tornado ha calato di forza e si è dissipato. Il satellite Aqua della NASA ha ripreso un'immagine nel visibile che ha permesso una visione dettagliata alla supercellula della tempesta. Il satellite GOES-13 della NOAA ha fornito immagini continue aggiornate mostrando il movimento della tempesta. Dopo il tornado, i satelliti Suomi National Polar-orbiting Partnership hanno osservato i fulmini che il complesso della tempesta aveva ancora attivi quando sopraggiungeva la notte. Il GOES-13 della NOAA ha fornito ai responsabili del servizio di previsione meteo immagini della tempesta ogni 15 minuti. Una delle immagini di GOES-13 è stata ripresa alle 19:55 UTC (le 21:55 ora italiana) mentre il tornado iniziava la sua marcia mortale. Il tornado si è generato vicino alla parte finale di una linea di nuvole che ricordano un punto esclamativo. Le immagini del satellite GOES-13 dell'intera giornata sono state montate assieme con il risultato di avere un'animazione realizzata dal GOES Project presso il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Md. Quattro minuti dopo il tornado che si è dissipato (verso le 20:40 UTC / le 22:40 ora italiana), e lo strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) che si trova a bordo del satellite Aqua della NASA ha ripreso un'immagine nel visibile della supercella temporalesca che ha creato il tornado di Moore. Questa immagine è stata realizzata dal Goddard MODIS Rapid Response Team della NASA e Adam Voiland, del NASA Earth Observatory. Più tardi la tempesta ha proseguito il suo percorso nella regione, ed un altro satellite ha catturato un'immagine del temporale notturno che era ancora molto potente. Lo strumento Visible Infrared Imaging Radiometer Suite a bordo del satellite Suomi NPP ha ripreso i fulmini notturni in un'immagine delle 7:27 UTC (le 9:29 ora italiana) del 21 maggio. I fulmini apparivano come forme rettangolari nell'immagine. Le immagini VIIRS mostravano anche le luci cittadine della zona di Oklahoma City, ma la luminosità era ridotta su Moore a causa dei danni del tornado. Il satellite Suomi NPP ospita una serie di strumenti sensibili ai bassi livelli luminosi in modo da poter captare i fulmini nel mezzo della notte. La banda Day/Night del Suomi NPP produce immagini notturne visibili utilizzando l'illuminazione naturale (la Luna o gli incendi delle foreste) e quella artificiale (le luci delle città). I dati ottenuti sono stati inviati direttamente all'antenna dell'Università del Wisconsin. In copertina (Credit: NASA/Jeff Schmaltz, LANCE/EOSDIS MODIS Rapid Response Team at NASA Goddard) l'immagine del MODIS del satellite Aqua della NASA. La linea rossa mostra il percorso del tornado. Quasi al termine della linea, verso destra, si trova la cittadina di Moore. Il tornado ha toccato il suolo verso le 2:56 p.m. locali e si è mosso a nord-est verso Moore, dove ha causato dozzine di morti ed una distruzione spaventosa. A Moore le squadre di soccorso sono ora concentrate sulle operazioni di aiuto ai sopravvissuti, mentre fino a ieri si occupavano soprattutto di cercare persone ferite e intrappolate nelle macerie. I soccorritori stanno sgomberando le strade dalle macerie, stanno trovando un posto dove passare la notte ai tanti rimasti senza casa e stanno fornendo loro beni di prima necessità. Secondo le autorità le persone uccise dalla tromba d’aria sono 24, tra cui nove bambini. Non c’è ancora un numero definitivo dei feriti, ma finora ne sono stati riportati più di 200 (237 secondo il New York Times). Dopo essersi formato, verso le 14:56 di lunedì ora locale, il tornado ha assunto dimensioni con pochi precedenti nella storia recente, allargandosi fino a raggiungere un diametro di circa 3 chilometri e travolgendo per 32 chilometri tutto quello che incontrava: ha raso al suolo interi quartieri, sollevato automobili, travolto un ospedale e due scuole elementari, la Plaza Towers e la Briarwood. Albert Ashwood, capo delle operazioni di emergenza dell’Oklahoma, ha spiegato che le due scuole non avevano stanze sicure o una cantina in cui ripararsi, e che contrariamente ad altre cento scuole dello stato, non avevano ricevuto fondi per costruirne dall’agenzia federale che si occupa di questo genere di emergenze. La devastazione della città è stata tale che il sindaco ha deciso di stampare nuovi segnali stradali per aiutare i soccorritori e gli abitanti a orientarsi tra le macerie. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato lo stato di emergenza nelle zone colpite dal tornado e alle 10 di martedì ha tenuto un breve discorso alla nazione in cui ha assicurato assistenza alla popolazione e risorse per la ricostruzione. Nella foto in alto (Credit: JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images) la distruzione del tornado di Moore.

Fonti : NASA - Il Post

Nella foto (Credit: ESA - M. Koell, 2009) l'astronauta ESA Timothy Peake. 20/05/2013 - L'astronauta ESA Timothy Peake viene assegnato ad una missione sulla stazione spaziale - Il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jaques Dordain, ha annunciato oggi che il Multilateral Crew Operations Panel dell'ISS ha deciso venerdì 17 maggio di accettare la proposta di far volare l'astronauta Timothy Peake sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015. "Quando abbiamo reclutato i nuovi sei astronauti ESA nel maggio 2009, io feci la promessa di assicurare un'opportunità di volo a tutti loro. Grazie alla decisione degli Stati Membri presa al Consiglio Ministeriale dello scorso novembre, siamo stati in grado di predisporre il volo di tutti e sei i nuovi astronauti entro la fine del 2017. I primi tre astronauti hanno già le loro missioni assegnate. Oggi sono molto felice di annunciare l'assegnazione a Timothy Peake di una missione per la Stazione Spaziale Internazionale. I due restanti astronauti, Andreas Mogensen e Thomas Pesquet, verranno assegnati prima della metà del 2015 a voli al più tardi nel 2017." Timothy Peake entrerà nel 2015 nell'equipaggio di Spedizione 46/47 per sei mesi nello spazio. Egli sarà il primo cittadino Britannico a vivere e lavorare sulla Stazione Spaziale e sarà l'ottava missione di lunga durata di un astronauta ESA. Il compagno di classe ESA di Timothy, l'astronauta Luca Parmitano si sta preparando per il lancio verso l'avamposto orbitale previsto per il 28 maggio. La missione di Timothy seguirà quella degli astronauti Alexander Gerst e Samantha Cristoforetti, entrambi previsti per il 2014. "Il valore degli astronauti Europei e l'addestramento ricevuto presso l'European Astronaut Centre si riflette nel gran numero di missioni assegnata agli astronauti ESA," nota Thomas Reiter, Direttore ESA del Volo Spaziale Umano ed Operazioni. Timothy, un ex-pilota collaudatore di elicotteri e Maggiore dell'Esercito Britannico, è entusiasta dell'assegnazione: "Sono contentissimo di essere stato proposto per una missione di lunga durata alla Stazione Spaziale Internazionale. Questa è un'altra missione importante per l'Europa ed in particolare una meravigliosa opportunità della scienza, industria ed educazione Eureopee di beneficiare delle ricerche in microgravità. Fin da quando sono entrato nel Corpo Astronauti Europeo nel 2009, sono stato addestrato a lavorare sulla Stazione e sono estremamente grato alle squadre di supporto a Terra che hanno reso possibile per noi di superare i limiti di conoscenza attraverso il volo spaziale e l'esplorazione." Al momento gli scienziati britannici stanno già lavorando agli esperimenti di cui si dovrà occupare Peake in orbita. Non è nemmeno escluso che Peake possa eseguire un'attività extraveicolare. Nel 2009 Peake venne insignito del titolo di Ambasciatore del Regno Unito per la scienza e le carriere a sfondo spaziale. Egli ha lavorato con l'Agenzia Spaziale del Regno Unito (UKSA) nello sviluppo del programma di ricerca a microgravità. Dopo aver completato l'addestramento basico per astronauti nel novembre 2010, Timothy ha proseguito il training per incrementare le sue capacità in assenza di peso, compreso lavorare con le tute spaziali e nella sua conoscenza dei differenti moduli della Stazione Spaziale. Nel 2011, Timothy ha preso parte ad un'esplorazione di un sistema di caverne durato una settimana per conto dell'ESA come simulazione di un'esplorazione spaziale. Nel 2012 ha trascorso quasi due settimane in una base sottomarina al largo delle coste della Florida, negli USA, come parte della missione NEEMO (NASA Extreme Environment Mission Operations) - un campo di simulazione di tecnologie spaziali. Il corso di quell'anno era incentrato sull'esplorazione di un'asteroide con ritardi nelle comunicazioni con il centro controllo e svolgimento di operazioni sulla superficie simulata di un corpo celeste. Dalla sua base presso il Centro Astronauti Europei di Colonia, in Germania, Timothy inizierà l'addestramento per la missione con i partner della Stazione Spaziale Internazionale. Si sposterà presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, in Texas, negli USA, a Star City, vicino Mosca, in Russia ed anche in Giappone e Canada. Peake è il primo astronauta Britannico dell'ESA ma alcuni suoi connazionali sono già stati nello spazio prima di lui. Nel 1991 Helen Sherman, grazie al progetto Juno in collaborazione fra compagnie private del Regno Unito ed il governo Sovietico, trascorse una settimana a bordo della stazione spaziale MIR. Ma l'astronauta nato in Inghilterra con maggiore esperienza di volo spaziale è Michael Foale. Egli, come astronauta NASA, ha trascorso 374 giorni in orbita , completando una missione di lunga durata sulla MIR ed una sulla ISS.

Fonti : ESA - BBC News

19/05/2013 - Strage di topolini e gerbilli nella missione spaziale Russa - Un numero imprecisato di topolini ed otto gerbilli (piccoli roditori ndr) inviati in orbita a bordo di una capsula Russa destinata allo studio di come gli organismi possono superare i lunghi voli spaziali, sono deceduti durante la missione. Lo hanno annunciato domenica gli scienziati che seguivano la missione della durata di un mese quando questa è rientrata sulla Terra. Gran parte dei 45 topolini inviati in orbita - assieme ad 8 gerbilli e 15 salamandre - sono morti in missione, anche se gli scienziati sperano che i dati riportati possano comunque aiutare ad intraprendere un volo abitato verso Marte. Gli animali si trovavano a bordo del veicolo Bion-M e possono essere deceduti a causa di un guasto alle attrezzature o per lo stress dello spazio. Il veicolo è atterrato nelle prime ore di domenica con l'aiuto di speciali paracadute nella regione di Orenburg, a circa 1.200 km a sud-est di Mosca. A bordo della capsula si trovavano anche lumache, alcune piante e microflora. "E' la prima volta che questi animali sono stati inviati nello spazio da soli per un così lungo periodo," ha detto Vladimir Sychov, dell'Accademia Russa delle Scienze, illustrando il ritorno del peculiare equipaggio sulla Terra. "Ma alla fine dell'esperimento, meno della metà dei topolini c'è l'hanno fatta, anche se questo ce lo aspettavamo." ha dichiarato Sychov alle agenzie di notizie Russe. "Sfortunatamente, a causa di un guasto alle apparecchiature, abbiamo perso tutti i gerbilli." Valery Abrashkin, capo del dipartimento del centro spaziale TsSBK-Progess, disse il giorno del decollo della missione che lo studio era utile per determinare come i corpi si adattano all'assenza di peso in modo che il nostro oganismo possa sopravvivere a lunghi voli. Gli scienziati Russi e quelli Francesi del CNES - che collaboravano alla missione - aveva dichiarato che questi esperimenti non erano possibili con gli esseri umani attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Gli scienziati hanno inoltre dichiarato che i topolini sarebbero stati esposti a rischi per la salute anche se avessero trascorso un mese a bordo della ISS. Gli esperimenti erano progettati principalmente per lo studio dell'influenza della microgravità sui sistemi nervosi e scheletrici e sui muscoli ed il cuore. Gli animali si trovavano racchiusi in cinque contenitori speciali che si erano aperti automaticamente dopo il raggiungimento dell'orbita e che si sono richiusi quando è stato il momento del rientro. La capsula era fornita inoltre di strumenti per misurare i segni vitali e le radiazioni ed ha orbitato a circa 575 km dalla Terra. Responsabili del CNES Francese hanno dichiarato che una nuova missione con microorganismi potrebbe essere lanciata il prossimo anno. Avevamo parlato di questa missione al momento del lancio, il 19 aprile scorso.

Fonte : Spacedaily

18/05/2013 - L'ESA apre le sue porte nel Regno Unito - David Willetts, Ministro dell'Università e della Scienza del Regno Unito e Jean-Jaques Dordain, Direttore Generale dell'ESA, hanno svelato il 14 maggio la prima struttura ESA nel Regno Unito: ECSAT, European Centre for Space Applications and Telecommunications che si trova nel campus di Harwell Oxford. ECSAT supporterà le attività relative alle telecomunicazioni, ai cambiamenti climatici, tecnologia, scienza ed 'integrazioni applicate' - l'utilizzo combinato di tecnologie terrestri e spaziali, dati ed infrastrutture per creare nuove applicazioni giornaliere. Verranno anche enfatizzate le collaborazioni sviluppate fra pubblico e privato. David Wittles ha notato: "L'industria spaziale del Regno Unito sta incrementando con ritmi importanti, contribuendo con oltre 9 miliardi all'economia ogni anno e supportando migliaia di posti di lavoro altamente qualificati. La decisione dell'ESA di stabilire questa struttura di alta tecnologia in questo Paese mostra che abbiamo creato il giusto ambiente per l'innovazione e le ricerche di frontiera. Il centro beneficerà del lavoro strettamente connesso degli scienziati spaziali e del business presso Harwell, compreso la Satellite Application Catapult che è stata lanciata ufficialmente oggi." Nonostante il clima economico attuale, l'industria spaziale del Regno Unito è un settore in crescita. Con il 70% della produzione che viene esportata è uno dei settori che gioca uno dei ruoli maggiori a livello globale. ECSAT è progettato per giocare un ruolo chiave nel settore spaziale del Regno Unito. La presenza dell'ESA nel Regno Unito è un chiaro segno che l'Agenzia sta supportando l'incremento dell'importanza data allo spazio dal governo del Regno Unito. Il Signor Dordain ha accolto l'aumento dell'interesse del Regno Unito nell'investire nello spazio in particolare attraverso l'ESA: "Investire nello spazio significa, attraverso la conoscenza, investire nella competitività e nella crescita, innovazione e servizi. Il campus Harwell Oxford è già un luogo unico di competenze e la costruzione della presenza ESA in questo campus rinforzerà sia l'uno che l'altro." ECSAT si va ad aggiungere alle altre località dove si trovano strutture ESA di livello mondiale come l'ESTEC (European Space Research and Technology Centre) in Olanda, l'ESOC, (European Space Operations Centre) in Germania, l'ESRIN, (European Space Research Institute) in Italia, l'ESAC (European Space Astronomy Centre) in Spagna, l'EAC, (European Astronaut Centre) in Germania ed il Redu Centre in Belgio, che, assieme alla sede centrale in Francia, costituiscono le infrastrutture principali dell'ESA.

Fonte : ESA

Nell'illustrazione (Credit: JAXA/ASI) Calet. 17/05/2013 - Italia e Giappone: "Space Cooperation Frontiers" - Il seminario tenutosi questa settimana a Tokyo - e concluso con la firma di un importante Protocollo di Intesa per scambi scientifici e tecnologici - ha aggiunto un'altra importante tessera al ricco mosaico della storica cooperazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la sua omologa nipponica, la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA). "Italy and Japan: Space Cooperation Frontiers", questo il titolo dato all'iniziativa, ha raccolto per la giornata 'clou' del 15 maggio all'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo una nutritissima platea di addetti ai lavori, giornalisti e giovani studenti. "Lo spazio - ha detto il Presidente ASI Enrico Saggese, alla guida della delegazione giunta dall'Italia - è un terreno di eccellenza e di relazioni internazionali. Il nostro obiettivo è anche quello di attirare i giovani per creare nuove industrie e offrire servizi ad elevato contenuto per tutti i cittadini". L'ASI e la JAXA vantano una proficua e consolidata collaborazione in ambito spaziale, intensificata negli ultimi anni, per ciò che riguarda l’utilizzo della Stazione Spaziale Internazionale, programmi di osservazione terrestre per il monitoraggio di calamità naturali, scienza e tecnologia. La giornata del 15 maggio si è aperta con i saluti del nuovo Ambasciatore italiano, Domenico Giorgi, in carica dallo scorso novembre. Ricordando come proprio in questi giorni si festeggino i 400 anni dell'arrivo del primo Samurai presso la corte papale a Roma, Giorgi si è particolarmente soffermato sul vaore degli storici buoni rapporti tra i due Paesi. Per parte sua, il presidente dell'Agenzia nipponica Naoki Okumura ha sottolineato l'importanza storica delle relazioni e delle cooperazioni tra le due agenzie spaziali, insistendo particolarmente sul ruolo che l'ASI e COSMO-SkyMed hanno avuto per il controllo ed il monitoraggio dell'area colpita dal terremoto di Fukushima. Ha quindi ribadito la celerità e la tempestività con la quale sono arrivate le immagini che hanno permesso di avviare in maniera concreta i soccorsi e le attività intorno alla centrale nucleare. Grande attenzione hanno attirato le installazioni realizzate a cura di ASI, CIRA e JAXA, cosi come la mostra di pittura e fotografica allestita all'interno della biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura. L’incontro rientra tra le iniziative della rassegna "Italia in Giappone 2013", coordinata dall'Ambasciata d'Italia a Tokyo il cui “Focus su Scienza, Tecnologia e Innovazione” inaugurato lo scorso 16 aprile si snoda per diverse settimane con numerosi appuntamenti dedicati alla ricerca, alla scienza e alle capacità industriali del nostro Paese. In questa cornice si inserisce inoltre la firma del Decimo Programma Esecutivo dell’Accordo di cooperazione bilaterale in ambito scientifico e tecnologico, attivo tra Italia e Giappone dal 1988. L’ambasciatore Giorgi ha aperto i lavori e i presidenti di ASI e CIRA, Enrico Saggese, e della JAXA, Naoki Okumura, hanno illustrato le attività delle due agenzie spaziali. Un momento di particolare interesse è stato l’intervento dei due astronauti, l’italiano Roberto Vittori e il giapponese Soichi Noguchi, che hanno lavorato insieme nella Stazione Spaziale Internazionale, e hanno condiviso con il pubblico le rispettive esperienze professionali. Le attività sulla Stazione Spaziale hanno una forte valenza scientifica sia per l’Italia che per il Giappone. L’impiego del laboratorio orbitante coinvolge i due Paesi in differenti campi di applicazione, tra cui il sistema di osservazione di raggi cosmici con il progetto CALET (Calorimetric Electron Telescope) che è un significativo esempio di collaborazione a bordo della ISS. Il seminario è stato anche un’occasione per fornire i risultati e le informazioni più recenti ottenute grazie a questo esperimento. Inoltre, Italia e Giappone presentano similitudini in termini di rischio sismico: il monitoraggio delle calamità naturali attraverso sistemi satellitari rappresenta un rilevante punto di interesse per la cooperazione in questo settore. JAXA sta attualmente sviluppando il progetto CALET (Calorimetric Electron Telescope, figura in alto) grazie anche ad un importante accordo di collaborazione con l’ASI e diverse Università del nostro paese. L’accordo prevede la fornitura di dati da parte di JAXA ad ASI in cambio di un supporto tecnico (e di hardware) da parte di ricercatori italiani esperti in questo genere di missioni. Il 17 aprile, JAXA ha ricevuto da ASI lo strumento HV-BOX, un importante componente elettrico di CALET, sviluppato specificamente per questo progetto: servirà a fornire elettricità ad alto voltaggio al calorimetro che monitora I raggi cosmici ad alta energia. Lo strumento HV-BOX verrà integrato a CALET in Giappone, dove verranno anche effettuati i test di collaudo. Il lancio è al momento previsto per il prossimo anno.

Fonte : ASI

17/05/2013 - Opportunity stabilisce il record NASA di percorso più lungo su un altro pianeta - Al suo 3.309esimo giorno marziano, o Sol, della sua missione su Marte (15 maggio 2013) il Mars Exploration Rover Opportunity della NASA ha percorso 80 metri verso sud lungo il bordo est del cratere Endeavour. Questo tragitto ha portato la distanza totale compiuta dal rover Opportunity fin da quando atterrò su Marte nel gennaio 2004, a 35.760 metri. Durante il percorso del Sol 3309 il rover ha così superato il precedente record di un veicolo NASA guidato su un altro corpo celeste, i 35.744 metri percorsi dagli astronauti del Lunar Rover Vehicle durante la missione Apollo 17 sulla Luna nel dicembre 1972. L'immagine qui (Credit: NASA/JPL-Caltech) è stata presa dalla fotocamera frontale di Opportunity dopo il tragitto del Sol 3309 e guarda verso le tracce lasciate mentre il rover guidava a marcia indietro, come spesso fa. Per avere un'idea della scala, la distanza fra le due tracce parallele è di circa un metro. Ora rimane solo da battere il record detenuto dal veicolo automatico Sovietico Lunokhod 2 che percorse ben 37 km sulla superficie lunare nel 1973. Ma questo, ovviamente, non è fra gli obiettivi principali della missione di Opportunity.

Fonti : NASA multimedia - Space.com

17/05/2013 - STEREO rivela un'emissione di massa coronale diretta verso la Terra - Alle 5:24 a.m. EDT del 17 maggio 2013 (le 11:24 ora italiana) il Sole ha eruttato un'emissione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra. Il fenomeno solare può inviare miliardi di tonnellate di particelle solari nello spazio che possono raggiungere la Terra da uno a tre giorni dopo e colpire i sistemi elettronici nei satelliti ed al suolo. Modelli sperimentali, basati sulle osservazioni del Solar Terrestrial Relations Observatory (STEREO) della NASA, mostrano che il CME ha lasciato il Sole alla velocità di circa 1.200 km/s. Il materiale solare dei CME non può attraversare l'atmosfera per colpire gli esseri umani. Da non essere confuso con un brillamento solare, un CME può causare quel fenomeno meteorologico spaziale chiamato tempesta geomagnetica, che avviene quando entra in contatto con l'esterno del campo magnetico che avvolge la Terra, la magnetosfera, per un lungo periodo di tempo. Il CME potrebbe arrivare all'osservatorio orbitale Spitzer ed i suoi operatori di missione sono già stati avvertiti. Gli operatori, se necessario, possono mettere il veicolo spaziale in modalità sicura per proteggere gli strumenti dal materiale solare. Lo Space Weather Prediction Center (http://swpc.noaa.gov) della NOAA è la fonte ufficiale governativa degli Stati Uniti responsabile delle previsioni meteo spaziali e degli avvisi ed allarmi ad esso collegati.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: NASA) un fotogramma della ripresa lunare che mostra il lampo dell'impatto. 17/05/2013 - Meteorite impatta sulla Luna - La Luna ha un nuovo cratere sulla sua superficie grazie ad un sasso che l'ha colpita a marzo, creando la più grossa esplosione che gli scienziati hanno visto sulla Luna fin da quando hanno iniziato a monitorarla. Il meteorite ha colpito il 17 marzo 2013 nel Mare Imbrium urtando la superficie lunare alla velocità di circa 90.000 km/h e creando un nuovo cratere di 20 metri di diametro. L'impatto ha illuminato con un lampo di luce che sarebbe stato visibile anche ad occhio nudo se qualcuno avesse guardato in quel momento in direzione della Luna. "E' esploso con un lampo quasi 10 volte più luminoso di quanto abbiamo visto fino ad ora." ha detto Bill Cooke dell'Ufficio Ambiente Meteorico della NASA. Gli astronomi della NASA stanno monitorando la superficie lunare continuativamente con un telescopio da 35cm di apertura dal 2005 e fino ad ora non avevamo mai osservato qualcosa di così potente. Gi scienziati non hanno osservato l'impatto in tempo reale ed è stato soltanto quando Ron Suggs, un analista del Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, in Alabama, ha guardato le registrazioni che l'evento è stato scoperto. "Ho fatto un salto da quanto era luminoso," dice Suggs. Gli scienziati hanno dedotto che la roccia avrebbe avuto circa 30/40 centimetri di diametro e poteva pesare circa 40 kg. L'esplosione è stata potente come 5 tonnellate di tritolo, afferma la NASA. Ma l'evento registrato potrebbe non essere stato l'unico di marzo. "Nella notte del 17 marzo le telecamere della NASA e dell'Università del Western Ontario, che riprendevano il cielo notturno, hanno registrato un'insolita attività di meteore dirette verso la Terra," dice Cooke. "Queste palle di fuoco stavano viaggiando su un'orbita quasi identica fra la Terra e la fascia degli asteroidi." Ma la Terra è protetta dall'atmosfera che fa bruciare la gran parte delle meteore mentre la Luna non ha questa fortuna. Dal 2005 la NASA ha osservato circa 300 meteore colpire la superficie lunare. Uno dei motivi per i quali la NASA monitorizza la superficie lunare è quella di poter avere una base di dati, nel caso dovesse inviare astronauti sulla Luna, in modo da poter sapere quanto spesso i meteoriti impattano sulla superficie e che pericolo possono rappresentare. "Staremo particolarmente attenti al ripetersi di tali eventi il prossimo anno quando il sistema Terra-Luna attraverserà la stessa regione di spazio." dice Cooke. "Intanto le analisi dell'evento del 17 marzo proseguono." Gli scienziati sperano che la sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter possa fotografare la zona dell'impatto per saperne di più su come è avvenuto l'impatto. Nella foto (Credit: NASA) un fotogramma della ripresa lunare che mostra il lampo dell'impatto sulla superficie lunare.

Fonte : Space.com

16/05/2013 - L'ogiva del Falcon 9 testata in Ohio - L'ogiva di protezione del carico utile del razzo vettore Falcon 9 migliorato, il cui debutto in volo dovrebbe avvenire quest'estate dalla California, è stata testata all'interno della più grande camera a vuoto del mondo, in Ohio. L'ogiva, del diametro di 5 metri, è stata costruita interamente dalla SpaceX per il razzo Falcon 9 di nuova generazione, chiamato Falcon 9 v1.1. La SpaceX ha testato l'ogiva protettiva all'interno della più grande camera a vuoto presso la Plum Brok Station della NASA a Sandusky, in Ohio. La gigantesca camera, al cui interno può essere simulata la pressione, la temperatura e l'ambiente radioattivo dello spazio, è stato utilizzato in passato per testare le ogive dei lanciatori degli Stati Uniti e dell'Europa, dei lander marziani e di attrezzature destinate alla Stazione Spaziale Internazionale. La compagnia, con sede a Hawthorne, in California, ha rilasciato un video del test dell'ogiva eseguito giovedì, e che mostra le due parti della copertura che si separano con una ripresa al rallentatore. L'ogiva, lunga circa 14 metri racchiuderà i satelliti durante i primi minuti di lancio nei quali il Falcon 9 attraverserà gli strati più densi dell'atmosfera. Una volta che il veicolo di lancio avrà raggiunto gli strati di aria più rarefatta e con meno resistenza aerodinamica, ai confini con lo spazio, l'ogiva verrà sganciata alleggerendo il carico. Elon Musk, amministratore delegato e capo tecnologico della SpaceX, ha detto che l'ogiva protettiva è costruita in fibra di carbonio con uno strato interno di alluminio a nido d'ape. Lo ha chiamato 'il materiale più leggero che potevamo scegliere' in una email indirizzata a SpaceflightNow. I test sull'ogiva proseguiranno presso Pulm Brook, secondo quanto dichiarato dal portavoce della SpaceX, Christina Ra. I motori Merlin aggiornati che equipaggiano il vettore Falcon 9 v1.1 hanno completato i test di qualificazione per il volo inaugurale previsto quest'anno. Il Merlin 1D produce più spinta dei precedenti motori Merlin e la sua progettazione lo rende più robusto per il riutilizzo, con maggiore rapidità di costruzione e costi inferiori. Il primo stadio del razzo Falcon 9 è spinto da nove motori Merlin e la SpaceX ha riprogettato e ridistribuito i motori con un disegno circolare invece di quello a matrice 3x3 utilizzato nel modello precedente. Un Merlin 1D adattato per il vuoto con un ugello espansivo spinge invece il secondo stadio del Falcon 9 v1.1. I test di qualificazione del Falcon 9 della SpaceX, non ancora completati, dovranno verificare anche l'integrità strutturale dei nuovi serbatoi del primo stadio, che sono stati allungati per ospitare una quantità maggiore di ossigeno liquido e propellente kerosene rispetto al precedente modello. Il volo inaugurale del Falcon 9 v1.1 è previsto per luglio dalla Air Force Base di Vandemberg, in California, con un satellite dell'Agenzia Spaziale Canadese per telecomunicazioni Cassiope ed un satellite di ricerca della meteorologia spaziale. Il primo lancio del vettore aggiornato da Cape Canaveral, in Florida, è invece previsto per agosto con il satellite per telecomunicazioni SES-8. Questo sarà il primo lancio della SpaceX su un'orbita di trasferimento geostazionario, un'orbita ad alta altitudine ellittica comunemente utilizzata per il satelliti per telecomunicazioni prima di essere trasferiti nella posizione operativa sopra l'equatore. Tutti i lanci della SpaceX fino a quella data hanno volato verso l'orbita bassa terrestre in voli di prova o per le missioni di rifornimento per la NASA dirette alla Stazione Spaziale Internazionale con il veicolo spaziale Dragon. A differenza della maggior parte dei satelliti, i lanci della capsula Dragon, non fanno uso dell'ogiva di protezione.

VIDEO DEL TEST DI SEPARAZIONE DELL'OGIVA DEL FALCON 9 - (CREDIT: SPACEX) - dur.min.0:58 - AUDIO MUSICA



Fonte : SpaceflightNow

16/05/2013 - La missione NASA per la raccolta di campioni da un asteroide va avanti - La prima missione NASA per la raccolta di campioni da un asteroide ha iniziato la fase di test in preparazione al lancio previsto nel 2016. La Origins-Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer (OSIRIS-REx) ha superato giovedì una revisione di conferma chiamata Key Decision Point (KDP)-C. I responsabili della NASA hanno ricontrollato una serie di dettagli del progetto ed hanno autorizzato la prosecuzione della fase di sviluppo del veicolo spaziale. La OSIRIS-REx dovrà eseguire un sorvolo dell'asteroide Bennu nel 2018 e riportarne dei campioni sulla Terra nel 2023. "Il superamento del KPD-C è un grosso passo avanti nel progetto," ha detto Mike Donnelly, project manager di OSIRIS-REx presso il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, in Maryland. "Questo significa che la NASA crede che abbiamo un piano eseguibile di riportare campioni da Bennu. Ora tocca alle squadre che seguono il progetto ed il suo sviluppo portare il piano a termine." Bennu potrebbe svelarci le origini del Sistema Solare. OSIRIS-REx eseguirà una mappatura globale delle proprietà dell'asteroide, misurerà le forze non-gravitazionali e fornirà osservazioni che potranno essere confrontate con quelle ottenute da telescopi sulla Terra. Infine OSIRIS-REx raccoglierà circa 60 grammi di materiale dalla superficie dell'asteroide. "L'intero team di OSIRIS-REx ha lavorato duramente per arrivare a questo punto," dice Dante Lauretta, ricercatore principale di OSIRIS-REx presso l'Università dell'Arizona di Tucson. "Abbiamo ancora una lunga strada da fare prima di arrivare a Bennu, ma sono convinto che quando ci riusciremo avremo costruito un sistema capace di riportare dei campioni da quest'asteroide primitivo." La missione è una parte vitale dei piani della NASA per scovare, studiare, catturare e riposizionare un asteroide per l'esplorazione per mezzo degli astronauti. La NASA ha recentemente annunciato un'iniziativa che vede un'attività robotica in anticipazione di una missione umana ad un asteroide accelerando, nello stesso tempo, gli sforzi di localizzazione e caratterizzazione di questi corpi celesti. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, in Maryland, fornisce la gestione complessiva della missione, i sistemi ingegneristici e di sicurezza. L'Università dell'Arizona di Tucson, è l'istituzione principale di ricerca. La Lockheed Martin Space System di Denver costruirà la sonda. OSIRIS-REx è la terza missione del Programma Nuove Frontiere della NASA. Il Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, Alabama, gestisce il Programma Nuove Frontiere per la Direzione Missioni Scientifiche della sede NASA di Washington.

Fonte : NASA

16/05/2013 - Inaugurazione del centro ESA per il coordinamento sulla minaccia asteroidi - I rappresentanti della stampa sono invitati all'inaugurazione del Centro ESA di Coordinamento degli Oggetti Vicini alla Terra presso l'Esrin, a Frascati, vicino Roma. Questo è il secondo Centro ad essere aperto all'interno del Programma Space Situational Awareness dell'Agenzia, dopo il Centro di Coordinamento per la Meteorologia Spaziale che è stato inaugurato a Bruxelles lo scorso mese. Il Centro di Coordinamento degli Oggetti Vicini alla Terra, o NEO-CC (Near-Earth Object Coordination Centre) dell'ESA, servirà come punto di accesso centrale ad una rete europea di sorgente di dati NEO e fornitori di informazioni, attualmente in corso di istituzione nell'ambito del Programma SSA (Space Situational Awareness) dell'ESA. Gli Oggetti Vicini alla Terra o NEO sono asteroidi o comete, di misure che variano da metri a decine di chilometri, che orbitano il Sole e le cui orbite si avvicinano a quella della Terra. Attualmente, ci sono oltre 600.000 asteroidi conosciuti nel nostro sistema solare, circa 10.000 di questi sono NEO. Il NEO-CC sosterrà esperti del campo coordinando risorse europee nuove ed esistenti, sistemi e sensori in un futuro sistema NEO; sosterrà l'integrazione e le operazioni iniziali della rete ESA di distribuzione delle informazioni NEO. Il Centro servirà inoltre come punto focale per gli studi scientifici necessari per migliorare i servizi di allerta NEO e fornire dati quasi in tempo reale ai clienti europei ed internazionali, inclusi enti scientifici, organizzazioni internazionali e organi decisionali. L'incontro stampa si terrà presso l'Esrin, il Centro ESA per l'Osservazione della Terra situato a Frascati, vicino Roma, il 22 maggio 2013. Aperture porte alle 14:30 ora italiana. Maggiori Informazioni sul Programma SSA: http://www.esa.int/ssa - http://www.esa.int/ssa_neo - http://neo.ssa.esa.int. L'evento sarà trasmesso in diretta web dalle pagine ESA http://www.esa.int.

Fonte : ESA Italia

15/05/2013 - Jim Lovell di Apollo 13 entra nella compagnia privata lunare Golden Spike - Il leggendario astronauta di Apollo 13, Jim Lovell, è entrato a far parte, come consulente, della compagnia commerciale privata lunare Golden Spike. La compagnia ha l'obiettivo di inviare cittadini privati sulla superficie lunare, a partire dal 2020, al costo di 1,5 miliardi di dollari a volo. La Golden Spike offrirà la possibilità di allunaggio a corporazioni, Paesi che non hanno un loro programma spaziale ma anche ad individui. Lovell, che fu il comandante della quasi disastrosa missione Apollo 13 nel 1970 potrà fornire la sua esperienza per la progettazione del modulo equipaggio della Golden Spike. "Finalmente c'è una compagnia, la Golden Spike, che ha dei piani puramente commerciali di ritorno sulla Luna," ha dichiarato Lovell. "Sono grato di poter essere parte di questo entusiastico gruppo di ingegneri e scienziati che lavorano assieme con l'industria aerospaziale per progettare e costruire voli lunari a prezzi competitivi." Durante la missione Apollo 13, che avrebbe dovuto essere la terza ad atterrare sulla Luna, Lovell ed i suoi compagni di volo si trovarono a dover affrontare un rischioso volo per tornare sani e salvi sulla Terra dopo l'esplosione di un serbatoio durante il tragitto verso il nostro satellite naturale. Prima della missione Apollo 13 Lovell aveva volato con due missioni Gemini negli anni 60 ed Apollo 8. "Avendo volato verso la Luna per ben due volte ed essere stato addestrato per atterrarvi, Lovell, è probabilmente, grazie alla sua incredibile esperienza, il più preparato a questo tipo di missione spaziale ancora in vita," ha detto Alan Stern, presidente ed amministratore delegato della Golden Spike a Space.com. Lovell è stato convinto a far parte di quest'impresa da Gerry Griffin, ex direttore di volo delle missioni Apollo ed ora uno dei capi della compagnia privata. Recentemente la Golden Spike ha annunciato che la Northop Grumman ha studiato un potenziale lander lunare chiamato 'Pumpkin Lander'. La Golden Spike si dice differente da altre compagnie commerciali guidate da miliardari come la Virgin Galactic di Richard Branson, la SpaceX di Elon Musk o la Blue Origin di Jeff Bezos. La Golden Spike non ha bisogno, dice Stern, di questi mecenati dietro perchè il suo modello di business è forte abbastanza da sostenersi da solo una volta avviato. "E' una conferma," ha detto Stern del supporto di Lovell. "Sono molto emozionati di avere Jim con noi."

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: NASA/Tom Tschida) l'arrivo via camion del modello per i test del Dream Chaser a Edwards. 15/05/2013 - La mini-navetta Dream Chaser è arrivata a Edwards per iniziare i test di atterraggio - Il veicolo spaziale Dream Chaser della Sierra Nevada Corporation è arrivato mercoledì presso il Centro di Ricerca Volo Dryden della NASA a Edwards, in California, per iniziare la serie di test dei sistemi di volo ed atterraggio sulla pista. I test fanno parte dei vari passi concordati con la NASA per il Programma Commerciale Equipaggi (CCP) per facilitare le compagnie private a sviluppare veicoli spaziali e razzi che possano essere lanciati dal suolo americano. L'obiettivo finale del CCP è quello di raggiungere un'accesso umano sicuro, affidabile e poco costoso alla Stazione Spaziale Internazionale ed all'orbita bassa terrestre. I test a Dryden comprenderanno una serie di traini, voli appesi e voli liberi del Dream Chaser. Un camion trainerà il veicolo sulla pista per validare le prestazioni del pattino anteriore, i freni e le ruote. Poi verranno eseguiti dei voli appeso ad un elicottero per esaminare i carichi che il veicolo incontrerà durante il volo ed infine, verso la fine dell'anno, una serie di voli liberi che metteranno alla prova l'aerodinamica del Dream Chaser fino all'atterraggio. Intanto sulla costa est, diversi astronauti della NASA si ritroveranno questa settimana presso il Centro Ricerche Langley della NASA di Hampton, in Virginia, per eseguire delle prove di avvicinamento ed atterraggio con un simulatore del Dream Chaser per valutare le prestazioni subsoniche del veicolo. Il test misurerà come il veicolo spaziale si comporta in differenti condizioni atmosferiche e le sue prestazioni di guida e navigazione. "Questa collaborazione di tipo unico fra pubblico e privato come questa fra la NASA e la SNC permetteranno di creare le condizioni di un'industria capace di costruire la prossima generazione di razzi e veicoli spaziali che porteranno gli astronauti USA verso i poligoni scientifici in orbita bassa terrestre," ha detto William Gerstenmaier, amministratore associato per l'esplorazione umana e le operazioni NASA presso la sede di Washington. "I centri della NASA sparsi nel Paese hanno spianato la strada per i primi 50 anni del volo spaziale umano Americano e stanno lavorando attivamente con i nostri partner per testare i sistemi commerciali innovativi che ci assicureranno la prosecuzione della guida nell'esplorazione e nella scoperta." Il Sistema Spaziale Dream Chaser si basa sul progetto di veicolo portante Horizontal Landing HL-20 che il Centro di Langley aveva studiato e testato in galleria del vento fra gli anni 80 e 90. Langley e la SNC hanno unito i loro sforzi sei anni fa per aggiornare il progetto HL-20 trasformandolo nel veicolo orbitale con equipaggio Dream Chaser. La SNC prosegue i test dei modelli nella galleria del vento di Langley. Inoltre i ricercatori di Langley hanno aiutato a svilppare un simulatore di cabina presso la struttura della SNC a Louisville, in Colorado, mentre le simulazioni di volo verranno svolte al centro. La NASA collabora con la SNC, la SpaceX e la Boeing per l'iniziativa di raggiugere la capacità di equipaggi con veicoli commerciali. Gli avanzamenti fatti da queste compagnie sotto il contratto firmato con la NASA permetteranno all'agenzia ed altre aziende private di poter utilizzare veicoli commerciali per raggiungere l'orbita bassa terrestre. Nella foto (Credit: NASA/Tom Tschida) l'arrivo via camion del modello per i test del Dream Chaser a Edwards.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: Walter Scriptunas II/Spaceflight Now) il momento del decollo dell'Altas 5 con il satellite GPS 2F-4. 15/05/2013 - Atlas 5 mette in orbita un satellite GPS - Un razzo vettore Atlas 5 ha piazzato regolarmente in orbita un satellite del sistema di localizzazione globale GPS. Il decollo è avvenuto in perfetto orario sul previsto alle 5:38 p.m. EDT (le 23:38 ora italiana) dalla rampa (SLC) 41 di Cape Canaveral, in Florida. L'Atlas 5, volo AV-039, eseguito con la versione 401, si è rapidamente alzato nel cielo sereno della Florida sotto la spinta del suo motore principale RD-180 raggiungendo la velocità del suono in appena 78 secondi e superando la regione di massimo stress aerodinamico a 91 secondi. A bordo del razzo il satellite GPS 2F-4 dell'US Air Force. Dopo quattro minuti di volo il primo stadio ha completato il suo compito ed è stato sganciato. E' stato avviato lo stadio superiore Centaur che ha inserito il satellite nell'orbita prevista eseguendo due accensioni con il suo motore RL10. Alle 9:02 p.m. EDT (le 3:02 ora italiana del 16 maggio), tre ore e 24 minuti dopo aver lasciato la rampa il satellite GPS 2F-4 è stato rilasciato dallo stadio superiore su un'orbita altamente ellittica. Una volta controllato ed attivato il satellite diventerà, in estate, il 31esimo operativo della costellazione GPS. Si tratta del quarto veicolo spaziale di tipo più avanzato nella precisione e sicurezza ad aggiungersi al network fin dal 2010. "L'Air Force stà lavorando duramente per migliorare il sistema GPS e migliorare la precisione dei segnali che possono essere utili all'aviazione civile, anti disturbi e per una lunga vita operativa che permetterà di evolvere il sistema nel tempo," ha detto il Tenente Colonnello Paul Konyha, comandante del 45esimo Squadrone di Supporto al Lancio presso Cape Canaveral. I segnali emessi dai satelliti GPS vengono utilizzati dagli utilizzatori per trovare la loro posizione in latitudine, longitudine, altezza e tempo. Un ricevitore GPS misura il ritardo con il quale arriva il segnale da ogni satellite che si trova nel raggio di vista. Le misurazioni raccolte simultaneamente da almeno quattro satelliti permettono di poter calcolare la posizione nelle tre dimensioni, la velocità ed il tempo. Gli utilizzatori possono determinare la loro posizione entro pochi metri e velocità di una frazione di km/h e tempi dell'ordine del milionesimo di secondo. Il satellite inviato nello spazio mercoledì andrà ad inserirsi sul piano C della costellazione rimpiazzando un vecchio GPS lanciato nel 1996. La costellazione comprende sei gruppi orbitali che orbitano attorno al pianeta con un'inclinazioni di 55° relative all'equatore, permettendo così di coprire gran parte delle terre abitate. Al momento sono operativi 30 satelliti GPS. La Boeing sta costruendo 12 satelliti di questa nuova generazione, con altri otto da inviare nello spazio a partire dal 2F-5 previsto ad ottobre prossimo e 2F-6 a maggio 2014. Tre dei veicoli sono completati e sono in magazzino mentre i restanti cinque sono in costruzione e verranno completati nei prossimi mesi. Per l'Atlas 5 si è trattato della prima volta che lanciava un satellite GPS. Per la flotta di Atlas 5 quello di oggi è stato il quinto lancio fin da dicembre ed il nono nei passati 12 mesi. La prossima missione di un Atlas 5 sarà l'invio del secondo satellite per telecomunicazioni mobili della US Navy, MUOS, previsto il 19 luglio. Il lancio di oggi ha segnato il 70esimo volo di un razzo della United Launch Alliance, formatasi 77 mesi fa. Un razzo Delta 4 effettuerà il 71esimo lancio quando porterà in orbita il satellite militare per telecomunicazioni WGS 5 il prossimo mercoledì notte sempre da Cape. Quello di oggi era anche il 24esimo lancio orbitale del 2013, il 23esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: Walter Scriptunas II/Spaceflight Now) il momento del decollo dell'Altas 5 con il satellite GPS 2F-4. Qui una bella galleria di immagini del lancio.

Fonte : SpaceflightNow

Nell'illustrazione (Credit: ESA) lo stemma della missione ATV-4 Albert Einstein. 15/05/2013 - L'ATV Albert Einstein è stato installato sul razzo Ariane 5 - L'Arianespace ha segnato uno dei passi finali nella preparazione del prossimo lancio di un Ariane 5 quando l'ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) è stato integrato sulla sommità del vettore pesante presso lo Spazioporto. Questo ultimo ATV - a cui è stato dato il nome dello scienziato nato in Germania, Albert Einstein - è stato sollevato da una gru e posto sopra l'Ariane 5 all'interno del Final Assembly Building alto 90 metri nella Guyana Francese. L'ogiva di protezione - che completerà la fase di costruizione del lanciatore - verrà installata quando saremo più vicini alla data di lancio, permettendo di poter imbarcare dei carichi urgenti destinati alla missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale fino all'ultimo momento. Questo secondo volo di un Ariane 5 per il 2013 è previsto per il 5 giugno. L'integrazione di ATV Albert Einstein per il volo di Ariane VA213 fa parte dell'attività di quattro missioni parallele che coinvolgono tutte le famiglie di lanciatori di Arianespace presso lo Spazioporto - compreso il successo della messa in orbita di tre satelliti con il razzo leggero Vega avvenuto il 7 maggio. In corso di preparazione questo mese in Guyana Francese rimane il volo del vettore medio Soyuz VS05, previsto per giugno con quattro satelliti della O3b Networks, ed il volo VA214, previsto per la seconda metà di luglio con un Ariane 5 che porterà nello spazio i satelliti Alphasat e Insat-3D. L'ATV Albert Einstein per il volo AV213 avrà al decollo una massa di 20.235 kg - il carico utile più pesante mai sollevato da un veicolo Ariane. Oltre ai rifornimenti l'ATV verrà utilizzato per manovrare la stazione spaziale. L'ATV Albert Einstein è stato costruito da un team di aziende guidate dalla Astriu e sarà il quarto veicolo di rifornimento lanciato da Arianespace per l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Nell'illustrazione (Credit: ESA) lo stemma della missione ATV-4 Albert Einstein.

Fonte : Arianespace

15/05/2013 - La NASA potrebbe inviare attorno a Marte uno dei due telescopi che gli sono stati donati - Uno dei due telescopi satelliti spia che sono stati recentemente donati alla NASA dalla NRO (National Reconnaissance Office) potrebbe essere spedito in orbita attorno a Marte per osservarne la superficie o per osservare, da lì, il cielo. MOST (Mars Orbiting Space Telescope) è il nome del progetto proposto alla NASA da Alfred McEwen della University of Arizona. I due telescopi spia donati dalla NRO alla NASA nel 2012, facevano parte del programma di osservazione 'Future Imagery Architecture' che venne chiuso nel 2005. All'epoca ai due telescopi spaziali, delle dimensioni simili a quelle del Telescopio Spaziale Hubble con uno specchio principale di 2,4 metri di diametro, mancavano del tutto della strumentazione. A novembre del 2012 la NASA ha chiesto agli scienziati di suggerire potenziali utilizzi di questi due telescopi, composti principalmente di uno specchio primario e di uno secondario. Alla NASA sono arrivate circa 60 proposte e 33 di queste, compresa la MOST, sono state presentate ai primi di febbraio presso una conferenza (Study on Applications of Large Space Optics - SALSO) tenutasi a Huntsville, Alabama. MOST prevede l'invio, tramite propulsione elettrica, del grosso telescopio su un'orbita di 400 km attorno a Marte. A bordo si troverebbero tre strumenti principali per l'osservazione che permetterebbero di avere una risoluzione al suolo fino a 0,8cm per pixel, otto volte maggiore di quella ottenuta con le fotocamere a bordo della sonda MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA. Inoltre a bordo di MOST potrebbe facilmente trovare posto un'antenna UHF da utilizzare come ripetitore per le trasmissioni dei rover sulla superficie. Avere una possibilità di osservare Marte a questa risoluzione, oltre che ad ovvi interessi geologici, tornerebbe anche utile per la scelta di luoghi per far atterrare sonde automatiche o missioni abitate. Anche le due piccole lune di Marte potrebbero essere studiate con una precisione senza precedenti grazie a MOST. Ma non finisce qui, MOST infatti potrebbe essere puntato anche verso l'esterno e studiare gli altri pianeti e lune del Sistema Solare. Il costo della missione non è stato stimato ma potrebbe avvicinarsi al miliardo di dollari. Un altro progetto simile, presentato da un team guidato da Zachary Bailey del Jet Propulsion Laboratory, prevederebbe il lancio della missione nel 2018 con l'arrivo in orbita marziana quasi due anni dopo, sempre utilizzando una propulsione elettrica solare. La NASA non esaminerà più attentamente queste proposte fino a che non arriveranno i risultati, previsti entro pochi giorni, degli studi separati per l'utilizzo di uno dei due telescopi come WFIRST (Wide-Field Infrared Survey Telescope), una missione di alta priorità della NASA che dovrebbe sondare i misteri dell'energia oscura e della caccia agli esopianeti.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: ILS) il momento del decollo del Proton con il satellite EUTELSAT 3D a bordo. 15/05/2013 - Proton mette in orbita satellite per Eutelsat - La International Launch Services (ILS) oggi ha piazzato regolarmente il satellite EUTELSAT 3D su un'orbita di trasferimento geostazionario (GTO), per conto della Eutelsat Communications of Paris, Francia. Con questa missione la ILS, leader nel fornire servizi di integrazione e lancio per l'industria commerciale globale satellitare, ha completato il suo 80esimo lancio di un razzo Proton ed il terzo del 2013. Il veicolo Proton Breeze M con il satellite EUTELSAT 3D a bordo è decollato dalla rampa 39 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 22:02 ora locale del 14 maggio 2013 (le 18:02 ora italiana). Il satellite, costruito dalla Thales Alenia Space sull'affidabile piattaforma Spacebus 4000 e pesante quasi 5,5 tonnellate al lancio, è stato rilasciato dopo 9 ore e 13 minuti di missione dopo 5 accensioni dello stadio superiore Breeze M. Si è trattato del settimo satellite Eutelsat lanciato con un vettore Proton ed del nono satellite costruito dalla Thales Alenia Space ad essere lanciato con un Proton della ILS. L'EUTELSAT 3D verrà inizialmente posizionato a 3 gradi di longitudine est, fino al lancio di EUTELSAT 3B nel 2014, dopo di che proseguirà il suo servizio a 7 gradi di longitudine est. Dalla sua posizione orbitale il satellite fornirà risorse ed aggiungerà flessibilità alla grande crescita dei mercati video, dati, telecomunicazioni e servizi a larga banda. Questo satellite, fornito di trasmettitori in banda Ku e Ka, servirà la clientela di Europa, Africa, Medio Oriente ed Asia Centrale. Fin dal suo debutto, nel 1965, questo era il 386esimo lancio di un veicolo della famiglia Proton, comprese le missioni governative e commerciali. Il veicolo Proton Breeze M è sviluppato e costruito dalla Khrunichev Research and Production Space Center di Mosca, la prima industria spaziale Russa ed azionista di maggioranza della ILS. Il presidente della ILS, Phil Slack, ha dichiarato: "Il veicolo Proton ed Eutelsat collaborano da 13 anni quando iniziarono con il lancio del SESAT-1 nel 2000. Dopo sette anni di lanci, compreso il 50esimo Proton lanciato dalla ILS nel 2009 con il satellite EUTELSAT 10A, siamo onorati che Eutelsat continui a darci fiducia permettendoci di espandere il nostro business. Molte grazie ai team di Eutelsat, Thales Alenia Space, la Khrunichev e ILS per aver assicurato il successo del lancio di EUTELSAT 3D." Michel de Rosen, amministratore delegato della Eutelsat, ha dichiarato: "Siamo noi che ringraziamo la ILS e la Khrunichev per questo lancio senza problemi che mantiene il nostro perfetto rateo di successi fin dal primo lancio con un Proton nel 2000. Sono felice di dire che EUTELSAT 3D è sulla via per raggiungere i 3° Est, dove entrerà in servizio il prossimo mese. Le prestazioni del lanciatore Proton ci hanno permesso di avere la flessibilità necessaria per incrementare le nostre risorse commerciali così importanti per i nostri affari." Quello di oggi era il 23esimo lancio orbitale del 2013, il 22esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: ILS) il momento del decollo del Proton con il satellite EUTELSAT 3D a bordo.

Fonte : International Launch Services

14/05/2013 - Tre brillamenti solari di classe X in 24 ore - Il Sole ha emesso il suo terzo significativo brillamento solare nel giro di 24 ore. Il picco è stato alle 9:11 p.m. EDT del 13 maggio 2013 (le 3:11 ora italiana del 14 maggio). Questo brillamento è stato classificato X3.2 ed è, al momento il più potente scaturito nel corso di quest'anno, superando gli altri due brillamenti di classe X avvenuti precedentemente in un periodo di 24 ore. Il brillamento è associato ad un'espulsione di massa coronale (CME) iniziata alle 9:30 p.m. EDT ma non diretta verso la Terra. I modelli sperimentali di ricerca della NASA hanno mostrato che il CME ha lasciato il Sole a circa 2.200 km/s, particolarmente veloce anche per un CME. I modelli fanno pensare che i due CME sono associati con i primi brillamenti. La nube di materiale solare supererà il veicolo spaziale Spitzer e potrebbe investire i satelliti STEREO-B e Epoxi. I responsabili di queste missioni sono stati avvisati e gli operatori possono mettere i veicoli spaziali in modalità sicura per proteggere gli strumenti dal materiale solare. Un primo brillamento di classe X era scaturito dal Sole ieri (vedi notizia) ed aveva avuto una potenza di classe X1.7. In seguito, alle 12:05 p.m. EDT del 13 maggio (le 18:05 ora italiana) il Sole aveva emesso un secondo brillamento di classe X2.8, superando quindi abbondantemente la potenza scaturita da quello di 14 ore prima. Al momento il brillamento più forte di questo ciclo solare avvenne il 9 agosto 2011 con un X6.9. Alla pagina della fonte le immagini, anche in diverse lunghezze d'onda, dei tre brillamenti solari di queste ultime ore.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/TV) i tre astronauti di Spedizione 35 si riposano dopo l'atterraggio 14/05/2013 - L'equipaggio di Spedizione 35 atterra regolarmente nel Kazakhstan - Il Comandante di Spedizione 35, Chris Hadfield e gli Ingegneri di Volo Tom Marshburn e Roman Romanenko sono atterrati a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-07M nel sud del Kazakhstan alle 10:31 p.m. EDT di lunedì 13 maggio 2013 (le 4:31 ora italiana del 14 maggio 2013). Le squadre di recupero Russe hanno poi aiutato l'equipaggio ad uscire dal veicolo Soyuz e riadattarsi alla gravità terrestre dopo 146 giorni trascorsi nello spazio. Il terzetto era stato lanciato a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMMA-07M dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, nel dicembre scorso ed ha trascorso 144 giorni vivendo e lavorando a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Romanenko era ai comandi del veicolo spaziale quando si è sganciato alle 7:08 p.m. EDT (le 1:08 ora italiana) dal modulo Rassvet della ISS. Lo sgancio ha segnato la fine della Spedizione 35 e l'inizio di Spedizione 36 con al comando il cosmonauta Russo Pavel Vinogradov, che rimarrà a bordo della stazione assieme agli Ingegneri di Volo Chris Cassidy e Alexander Misurkin fino a settembre. La cerimonia per il cambio del comando fra Hadfield e Vinogradov era avvenuta domenica. Vinogradov, Cassidy e Misurkin erano giunti a bordo della ISS con il loro veicolo spaziale Soyuz TMA-08M nel marzo 2013. Vinogradov, Cassidy e Misurkin rimarranno da soli a bordo del complesso orbitale fino al 28 maggio quando verranno lanciati ed attraccheranno alla stazione gli Ingegneri di Volo di Spedizione 36 Karen Nyberg, Fyodor Yurchikhin e Luca Parmitano. Hadfield, Marshburn e Romanenko hanno trascorso lunedì gli ultimi momenti a bordo della stazione sistemando le ultime cose per il ritorno sulla Terra a bordo della loro Soyuz. Marshbrun ha rimosso un contenitore di campioni dall'esperimento Giapponese di crescita di cristalli di proteine ed ha aiutato il suo collega Russo a stivarlo all'interno della Soyuz. Con il completamento, avvenuto con successo, dell'esperimento Binary Colloid Alloy Test-6, o BCAT-6, Hadfield ha stivato le attrezzature dell'esperimento all'interno del modulo Zarya. Il BCAT-6 ha permesso di osservare come i gas ed i liquidi si separano nello spazio. I risultati di questo esperimento potrebbe permettere di migliorare i prodotti per la casa, gli alimenti e le medicine. Hadfield, assistito da Cassidy ha eseguito delle periodiche valutazioni sugli esercizi fisici della salute dell'equipaggio durante questa missione di lunga durata. Cassidy, si esercitava sulla stazione con una specie di bicicletta - chiamata Cycle Ergometer with Vibration Isolation and Stabilization - mentre Hadfield registrava le misurazioni della pressione sanguigna. Cassidy ha inoltre installato una nuova telecamere in HD nel laboratorio Destiny ed ha aggiornato una scheda video di decodifica nel computer associato. Lunedì l'astronauta Shannon Walker, che ha svolto il ruolo di Ingegnere di Volo di Spedizione 24/25 nel 2010, ha discusso della preparazione dei membri dell'equipaggio prima di lasciare la stazione spaziale in un'intervista in diretta. La scatola di ricambio PFCS (Pump and Flow Control Subassembly) che sabato Cassidy e Marshburn hanno installato durante la loro passeggiata spaziale di 5 ore e 30 minuti continua ad essere monitorata dai controllori di volo e, al momento, non ha mostrato segni di perdite di ammoniaca e funziona regolarmente. Il giorno prima di lasciare la ISS è stato trasmesso un video di Chris Hadfield che canta la famosa canzone 'Space Oddity' di David Bowie. Il video, trasmesso anche su YouTube, ha raggiunto in pochissime ore il traguardo di un milione e mezzo di visualizzazioni. La missione di Hadfield si è inoltre concentrata sulla comuniazione via Twitter dove ha raggiunto gli oltre 830.000 seguaci. Le condizioni meteo sul luogo dell'atterraggio erano ideali e le immagini in diretta hanno mostrato l'equipaggio della Soyuz, una volta estratto dalla capsula, seduto su apposite poltrone e circondati dal personale addetto al recupero. Tutti e tre apparivano in buone condizoni e con un'ottimo spirito sorridendo e parlando mentre stavano rilassati con ancora indosso le tute spaziali. "E' stato un viaggio tranquillo," ha detto Hadfield a qualcuno al telefono. Dopo un breve esame medico i tre astronauti appena rientrati sulla Terra voleranno in elicottero fino a Karaganda dove si divideranno. Romanenko verrà imbarcato su un'aereo Russo e portato a Star City, vicino Mosca mentre Hadfield e Marshburn saliranno su un'aereo della NASA per volare fino a Houston. Nella foto (Credit: NASA/TV) i tre astronauti di Spedizione 35 si riposano dopo l'atterraggio. In copertina (Credit: Roscosmos/GCTC) la capsula Soyuz, appesa al suo paracadute, sta per toccare il suolo del Kazakhstan.

VIDEO DELL'ATTERRAGGIO DELLA SOYUZ TMA-07M E DEL SUO EQUIPAGGIO - (CREDIT: NASA) - dur.min.9:35 - LINGUA INGLESE



VIDEO DELLA CANZONE 'SPACE ODDITY' ESEGUITA DAL COMANDANTE HADFIELD A BORDO DELLA ISS - (CREDIT: CSA) - dur.min.5:31 - LINGUA INGLESE



Fonti : NASA - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA/SDO/AIA ) il brillamento classe X1.7 del 12 maggio 2013. 13/05/2013 - Il Sole emette il più potente brillamento del 2013 - Il Sole ha emesso un secondo brillamento di classe X proprio nel giorno della Festa della Mamma, domenica 12 maggio. Questo gigantesco brillamento solare è stata la più potente eruzione dell'anno. Il picco è avvenuto alle 10:17 p.m. EDT (le 4:17 ora italiana del 13 maggio) ed è stato osservato dalla fotocamera del Solar Dynamics Observatory (SDO). Secondo lo Space Weather Prediction Center della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) il brillamento ha causato un'ora d'interruzione delle onde radio ad alta frequenza. Secondo lo SWPC Il brillamento osservato domenica è stato classificato come eruzione solare di classe X1.7 - il più forte tipo di brillamento che il Sole può emettere. Se fosse diretto esattamente verso la Terra, un brillamento di classe solare X potrebbe mettere a rischio gli astronauti ed i satelliti in orbita, ed interferire con le comunicazioni ed i segnali dei GPS con il suolo. Inoltre potrebbe anche sovraccaricare le luci del Nord bombardando il pianeta con le particelle solari, facendo scaturire incredibili spettacoli di aurore. Ma il brillamento solare di domenica ha eruttato da una regione attiva di macchie solari che si trovano dall'altro lato del Sole e quindi non direttamente puntata verso la Terra quando ha rilasciato l'ondata di plasma super-caldo chiamato CME (espulsione di massa coronale). "Nessun pianeta si trova sulla linea di fuoco," ha detto l'astronomo Tony Phillips scrivendo sul sito Spaceweather.com, che segue il meteo spaziale e gli eventi del cielo. "La macchia solare che ha prodotto il botto si trova sul lato lontano del Sole. Presto, entro alcuni giorni, ruoterà verso la Terra, emergendo alla vista del bordo solare." Phillips ha indicato che il Telescopio Spaziale Infrarosso Spitzer ed il veicolo spaziale Deep Impact/Epoxi potrebbero trovarsi sulla traiettoria del brillamento solare. Il brillamento proviene da una macchia solare che è stata attiva per tutta la scorsa settimana, emettendo una serie di brillamenti solari medi di classe M. L'eruzione solare di domenica è stata la più potente del 2013 mentre il Sole si avvia al suo picco nel ciclo undecennale previsto per il prossimo anno. Fino a domenica ogni brillamento solare di quest'anno è stato classificato di classe M o più debole. Fino a domenica il brillamento più potente aveva avuto un valore di M6.5. Nel 2012 il Sole emise una serie di brillamenti classe X, compreso un colossale brillamento di X5.4. Nel 2011, un brillamento di classe X6.9 fu la più potente tempesta solare degli ultimi cinque anni. Il Sole si trova al momento in una fase attiva del ciclo, chiamato Ciclo Solare 24, iniziato nel 2008 e che ci si attende prosegua fino al 2019-2020. L'SDO della NASA è uno dei diversi veicoli spaziali che tengono costantemente sotto controllo il Sole e monitorizzano l'attività solare durante la fase attiva del Ciclo 24. Nella foto (Credit: NASA/SDO/AIA ) il brillamento classe X1.7 del 12 maggio 2013. Il brillamento appare come il punto brillante alla sinistra del bordo del disco solare. L'immagine è una somma di due immagini a diverse lunghezze d'onda riprese dal veicolo spaziale SDO della NASA.

Fonte : NASA

12/05/2013 - Spedizione 35 alla conclusione della missione - Il Comandante di Spedizione 35, il canadese Chris Hadfield ha eseguito domenica la cerimonia del passaggio delle consegne della stazione spaziale al Comandante di Spedizione 36, il cosmonauta Russo Pavel Vinogradov. La partenza del veicolo spaziale Soyuz TMA-07M è previsto per le 7:08 p.m. EDT di lunedì (le 1:08 ora italiana di martedì 14 maggio) e segnerà ufficialmente la conclusione di Spedizione 35 e l'inizio di Spedizione 36. Hadfield, e gli Ingegneri di Volo Tom Marshburn e Roman Romanenko atterreranno alle 10:31 p.m. (le 4:31 ora italiana) nel sud del Kazakhstan, concludendo così 146 giorni di permanenza nello spazio.

VIDEO DEL PASSAGGIO DI COMANDO DA HADFIELD A VINOGRADOV A BORDO DELLA ISS - (CREDIT: NASA) - dur.min.7:45 - LINGUA INGLESE



Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/TV) Cassidy e Marshburn al lavoro al modulo P6 del traliccio della ISS. 11/05/2013 - L'EVA sembra abbia risolto il problema della perdita di ammoniaca - Gli astronauti Chris Cassidy (EV-1) e Tom Marshburn (EV-2) si sono avventurati all'esterno del modulo di decompressione Quest alle 12:44 GMT di sabato (le 14:55 ora italiana), alla ricerca della perdita di ammoniaca. La coppia ha controllato il sistema di raffreddamento del canale B2 sul traliccio P6 della stazione e, nonostante il sistema apparisse pulito, è stato deciso di sostituire la scatola di comando della pompa PFCS e questo sembra aver risolto il problema. E' stato fatto un grande sforzo per pianificare l'attività extra-veicolare di sabato in meno di due giorni da quando è stata segnalata la perdita di ammoniaca. Per prima cosa questa mattina è stata eseguita la nuova procedura che permette agli spacewalker di evitare la sosta notturna nel modulo di decompressione Quest per eliminare l'azoto dal sangue ed evitare l'embolia. Conosciuto come Protocollo Pre-Respirazione EVA ISLE (In-Suit Light Exercise), questa nuova procedura permette di preparare gli spacewalker per le uscite fuori dall'avamposto orbitale in modo più rapido. Questa nuova procedura ha debuttato durante STS-134 e non richiede più che gli astronauti trascorrano la notte precedente l'uscita chiusi all'interno del modulo di decompressione Quest con una pressione dell'aria inferiore al resto della stazione. Inoltre questa procedura permette anche un notevole risparmio dell'ossigeno a bordo della ISS. La procedura attuale prevede che i due spacewalker eseguano una respirazione della durata di 60 minuti con una maschera mentre il modulo viene portato a 10.2 psi di pressione. Poi i due indossano le tute spaziali (EMU) ed eseguono lo spurgo standard prima che il modulo sia riportato ai livelli di pressione del resto della ISS. Dopo questo, l'equipaggio destinato all'EVA trascorre 100 minuti eseguendo una respirazione particolare all'interno delle tute, 50 minuti con una leggero esercizio fisico ed i restanti 50 riposando. Una volta all'interno delle loro tute Cassidy e Marshburn sono stati aiutati nei controlli finali dal Comandante Hadfield e dal cosmonauta Pavel Vinogradov. Poi i due spacewalker sono rimasti soli ed è iniziata la decompressione del modulo Quest e solo al termine sono potuti uscire fuori. Tutta la procedura di preparazione ha impiegato circa mezzora più del previsto sulla tabella di marcia. Il primo compito dei due spacewalker appena usciti da Quest è stato recarsi sul fondo del traliccio P6. Una volta arrivati i due hanno controllato e non hanno notato Nella foto (Credit: NASA) Cassidy e Marshburn, i due spacewalker di oggi. nessun segno ovvio di fiocchi di ammoniaca nella zona. Un piccolo guasto al flash della fotocamera ha costretto i due ad attendere un periodo orbitale di luce solare. Il problema al flash è stato poi risolto. Dopo aver preparato tutti gli attrezzi necessari i due astronauti hanno iniziato le procedure di rimozione del PFCS del canale 2B. Durante l'operazione di rimozione dei vari bulloni che tenevano fissata la PFCS al traliccio Cassidy e Marshburn hanno continuato a segnalare che non vi era traccia di ammoniaca. Una volta svitati tutti e 4 i bulloni strutturali la scatola PFCS è stata rimossa dal suo alloggio permettendo di vedere la zona sottostante dove si trovano gli attacchi delle tubazioni del circuito di ammoniaca. Sono state riprese delle foto anche di questa zona e non vi sono stati riscontrati segni di ammoniaca. Il PFCS, una scatola del peso di 107 kg. e che misura 102x74x48cm di lato, è stato momentaneamente agganciato ad un cavo in attesa del da farsi. Senza nessuna evidenza di aver scoperto il punto della perdita di ammoniaca gli astronauti avrebbero potuto rimettere al loro posto la scatola PFCS, tornare al modulo Quest e completare l'EVA. Invece, nonostante non fosse stata trovata la fonte della perdita di ammoniaca, i responsabili del centro di controllo hanno deciso, dato anche il tempo recuperato sulla tabella di marcia che ora li vedeva in anticipo di circa un'ora, di sostituire la PFCS con una di ricambio che si trovava stivata a pochi metri di distanza. La nuova PFCS è stata installata al posto di quelle vecchia ed è stata bloccata nuovamente con i quattro bulloni strutturali e sono stati connessi i bocchettoni del ciclo dell'ammoniaca. I 9 kg. di ammoniaca contenuti all'interno della nuova scatola hanno caricato il sistema grazie alle pompe interne e questo ha permesso di osservare che non vi era nessuna perdita. A questo punto la nuova unità pare aver risolto il problema della perdita. La vecchia unità PFCS - molto probabilmente quindi la causa della perdita di ammoniaca - è stata sistemata nello spazio dove si trovava quella nuova. Con tutti i compiti dell'EVA completati e ben in anticipo con i tempi previsti, ai due spacewalker è stato chiesto di aspettare nei pressi del traliccio P6 mentre i controllori di volo di terra riportavano il sistema di raffreddamento del canale 2B alla pressione nominale. Cassidy e Marshburn hanno così atteso per circa mezzora osservando attentamente se vi erano fuoriuscite di ammoniaca dalla nuova PFCS installata e, dopo aver rassicurato il Controllo Missione, hanno ricevuto l'ok per terminare l'EVA. Però prima di poter rientrare hanno dovuto esporsi alla luce solare per almeno un'ora in modo da eliminare, se ve ne fosse stata, ogni traccia di ammoniaca sulle tute in modo da non contaminare l'interno della stazione una volta a bordo. La passeggiata spaziale si è conclusa dopo 5 ore e 30 mintui. Il totale delle attività extra-veicolari condotte per l'assemblaggio e la manutenzione della ISS è ora salito a 1.061 ore e 9 minuti. Ora saranno necessarie alcune settimane di funzionamento prima di poter affermare per certo che la fuga sia stata eliminata anche se gli ingegneri della NASA sono abbastanza sicuri di aver risolto il problema una volta per tutte. Nella foto in alto (Credit: NASA/TV) Cassidy e Marshburn al lavoro al modulo P6 del traliccio della ISS durante l'escursione di oggi. Nella foto a destra (Credit: NASA) Cassidy e Marshburn, i due spacewalker. In copertina (Credit: CSA/Chris Hadfield) l'astronauta Chris Cassidy ed il suo collega Tom Marshburn all'esterno della ISS.

Fonti : Nasaspaceflight - Spaceflight101

11/05/2013 - In corso sulla ISS l'EVA per riparare la perdita di ammoniaca - Gli Ingegneri di Volo di Spedizione 35, Chris Cassidy e Tom Marshburn hanno iniziato la loro passeggiata spaziale alle 8:44 a.m. EDT di sabato (le 14:44 ora italiana), con lo scopo di ispezionare, e possibilmente sostituire una scatola di controllo della pompa che si trova sul traliccio P6 della Stazione Spaziale Internazionale e che è sospettata di aver avuto una perdita di ammoniaca del sistema di raffreddamento. Al momento non sono stati notati segni di danni nella sezione del traliccio incriminata. I manager della NASA hanno comunque dato il via alla sostituzione della scatola di controllo. Per seguire in diretta le immagini dell'attività extraveicolare visita il sito della NASA/TV. Invece per avere aggiornamenti in diretta e competenti in italiano vai a questa pagina di ForumAstronautico.it che sta seguendo la passeggiata spaziale fin dal suo inizio. In copertina (Credit: NASA/TV) l'astronauta Cassidy mentre rimuove la scatola PFCS (Pump and Flow Control Subassembly) che andrà sostituita con una di scorta.

Fonti : NASA - Forumstronautico.it

Nella foto (Credit: NASA) il percorso che dovranno fare i due spacewalker per raggiungere il punto della perdita di ammoniaca. 10/05/2013 - Approvata la passeggiata spaziale imprevista di sabato - I responsabili della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed i partner internazionali venerdì sera hanno approvato i piani per far eseguire una passeggiata spaziale (EVA) dai membri di Spedizione 35 Chris Cassidy e Tom Marshburn dal modulo di decompressione Quest del segmento USA del complesso orbitale per ispezionare, e possibilmente sostituire, una scatola contenente i controlli della pompa nel traliccio P6, il più estremo della stazione, sospettato di aver perso il liquido refrigerante di ammoniaca. L'approvazione finale per condurre l'attività extra-veicolare è arrivata dopo una lunga revisione delle procedure e della preparazione dell'equipaggio in supporto all'escursione. Una perdita di ammoniaca da una zona vicina o nella stessa scatola PFCS (Pump and Flow Control Subassembly) venne osservata giovedì e spinse gli ingegneri ed i controllori di volo ad iniziare subito i piani per supportare una passeggiata spaziale. La scatola contiene il sistema meccanico che guida il funzionamento del raffreddamento nel traliccio di sinistra. Il modulo P6 è il più vecchio componente del traliccio principale della stazione e venne lanciato a bordo della navetta spaziale Endeavour con la missione STS-97 nel novembre 2000. In seguito venne riposizionato, dalla sua locazione originale, sul lato più lontano del traliccio della stazione durante la missione STS-120 della navetta Discovery, nell'ottobre/novembre 2007. La passeggiata spaziale sarà la 168esima in supporto all'assemblaggio ed alla manutenzione della ISS e la quarta sia per Cassidy che Marsburn, che avevano condotto due EVA assieme durante la missione STS-127 della navetta Endeavour alla stazione nel luglio 2009. Cassidy è designato, per questa EVA 21, come membro dell'equipaggio extra-veicolare 1 (EV-1) e, per distinguersi dal suo collega indosserà la tuta spaziale con delle strisce rosse. Marshburn, designato EV-2, indosserà una tuta spaziale completamente bianca. Il Comandante Chris Hadfield dell'Agenzia Spaziale Canadese (CSA) fungerà da membro intra-veicolare o IV, coreografando l'uscita degli astronauti ed i loro compiti all'esterno. La diretta della passeggiata spaziale su NASA/TV inizierà sabato alle 7 a.m. EDT (le 13 ora italiana). La EVA inizierà attorno alle 8:15 a.m. (le 14:15 ora italiana) e dovrebbe durare almeno 6 ore e mezza. Una conferenza post-EVA verrà messa in onda su NASA/TV non prima delle 4 p.m. (le 22 ora italiana). Nella foto (Credit: NASA) il percorso che dovranno fare i due spacewalker sul traliccio sinistro della ISS per raggiungere la zona della perdita di ammoniaca. Nel grafico sono indicati sia la scatola PFCS da sostituire che la posizione delle due di ricambio.

Fonte : NASA

10/05/2013 - Il progetto del Dream Chaser supera un'esame importante - La Sierra Nevada Corp. (SNC) ha completato con successo l'Integrated System Safety Design Review del suo veicolo spaziale Dream Chaser. Questa analisi è la prima revisione sulla sicurezza dei sistemi che il Dream Chaser conduce sotto il programma CCiCap (Commercial Crew Integrated Capability) in accordo con la NASA. La SNC ha condotto questo importante passo con l'obiettivo di dimostrare che il sistema di analisi della sicurezza del Dream Chaser influenza le decisioni di progettazione ed è sufficientemente maturo dato lo stadio di sviluppo del progetto per essere confidenti che il design possa ottenere tutte le richieste di sicurezza della SNC e della NASA. L'analisi ha prodotto numerosi dati che comprendono i pericoli dei sistemi e dei sottosistemi e le cause e le strategie di controllo che la NASA ha controllato fornendo delle risposte. "I passi delle analisi di sicurezza sono critiche per assicurare che i metodi di sicurezza ed affidabilità siano incorporati nel progetto dei sistemi spaziali," ha detto Ed Mango, manager NASA per il CCiCap. "La partecipazione della NASA in queste revisioni fornisce ai nostri partner l'esperienza nella progettazione dei sistemi critici che ci vengono dall'attività passata di volo spaziale umano." Mark Sirangelo, capo dei sistemi spaziali della SNC, ha aggiunto: "Il Dream Chaser ha fatto sostanziali progressi verso il volo con l'aiuto del team NASA. La possibilità di scambiare apertamente informazioni attraverso il lavoro di queste pietre miliari del CCiCap ha un altissimo valore per molte ragioni, come quella di poter comunicare lo sviluppo dei piani di Dream Chaser e ricevere subito delle risposte dalla NASA, e tutto questo ci aiuta a migliorare il nostro progetto e massimizzare la sicurezza e l'affidabilità. Stiamo per iniziare il nostro programma di test in volo e questo è migliore e più forte grazie alla collaborazione della NASA." John Turner, direttore della sicurezza dei sistemi spaziali della SNC ha concluso. "Il successo di questa analisi è il risultato diretto della dedizione dei nostri team alla sicurezza ed all'affidabilità del Dream Chaser. Abbiamo utilizzato un significativo ammontare di tempo ed energie per assicurarci che questo veicolo spaziale sia sicuro per quanto umanamente possibile e siamo compiaciuti di avere la possibilità di dimostrarlo nei fatti ai nostri clienti." Il Dream Chaser della SNC è uno dei tre veicoli spaziali sviluppati da compagnie private che concorrono per aggiudicarsi il trasporto astronauti NASA verso la ISS e l'orbita bassa terrestre. Le altre due compagnie in corsa nel CCiCap sono la SpaceX con la sua capsula Dragon e la Boeing con la capsula CST-100.

Fonte : Sierra Nevada Corp.

Nella foto (Credit: ESA/Roscosmos) l'equipaggio di Soyuz TMA-09M nella Soyuz di addestramento. 10/05/2013 - Parmitano racconta: tra un esame e l'altro - L'astronauta Italiano Luca Parmitano prosegue i suoi racconti sul blog dell'ESA delle sue esperienze poco prima della partenza della sua missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. In questo terzo articolo Luca ci spiega gli ultimi esami che ha dovuto affrontare in Russia presso il centro addestramento Star City, vicino Mosca, in preparazione al lancio. Le simulazioni di lancio ed attracco si svolgono all'interno di un modello reale di Soyuz e durano il tempo esatto di quando avverrà nella realtà. Luca ed i suoi colleghi hanno superato questi ultimi esami con il massimo dei voti. Ma poi Parmitano ci spiega anche come trascorre il (poco) tempo libero fra un'esame ed una sessione di addestramento e studio. Ma leggiamo direttamente dalle sue parole: "Finché sono sulla terra cerco di godermi più che posso la vita all’aperto: cerco di andare a correre quasi tutti i giorni. L’attività fisica è fondamentale per chi fa questo lavoro; come sapete a bordo della Stazione bisogna fare almeno due ore di esercizio fisico quotidiano e quindi ho deciso che fosse stato meglio entrare in tale ritmo da subito! Insomma mi alleno tutti i giorni per almeno un paio di ore: vado a correre, faccio bicicletta, nuoto in piscina o vado in palestra a fare pesi. Poi nel resto del tempo studio: essere preparati da un punto di vista teorico aiuta sempre nella fase degli esami. Sapere bene quali azioni portino a quali conseguenze, quali sono le azioni immediate da fare in caso di un’avaria o di un’emergenza è molto importante - anzi, è indispensabile. È qualcosa che fanno tutti i piloti; lo chiamano 'chair flying'. Anche se non bisogna imparare a memoria tutte le procedure, l’essere consapevole sul da farsi aiuta nel momento in cui uno le deve applicare. Questo è qualcosa che io ho continuato a fare anche da astronauta, specialmente in queste fasi di addestramento. Quando riesco, strimpello la mia chitarra - se non per la gioia di chi ascolta, almeno per mio diletto - e cerco di mantenere il contatto con tutte le persone che mi seguono via i vari canali di social media disponibili. Ovviamente passo molto tempo con gli altri astronauti: si chiacchiera, si guarda un film assieme alla sera o al week end. Sono giornate molto piene - alcune volte “straripano” ma il tempo per fare tutto si trova…il segreto è dormire poco! Nella foto (Credit: ESA/Roscosmos) l'equipaggio di Soyuz TMA-09M nella Soyuz di addestramento. Da sinistra l'astronauta NASA Karen Nyberg, il cosmonauta e Comandante della Soyuz Fyodor Yurchikhin e l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano.

Fonte : ESA Blog

Nella foto (Credit: NASA/TV) gli astronauti Terry Virtis e Samantha Cristoforetti mentre conducono una EVA simulata, all'interno dell'enorme piscina del JSC di Houston, in preparazione alla possibile escursione di sabato sulla ISS. 10/05/2013 - L'equipaggio della ISS si prepara ad eseguire sabato una passeggiata spaziale non prevista - Dopo la scoperta giovedì di una perdita di ammoniaca, il liquido utilizzato per il raffreddamento delle componenti elettriche della ISS, all'esterno della stazione, l'equipaggio di Spedizione 35 ha iniziato venerdì i preparativi per una possibile passeggiata spaziale da eseguire sabato. I responsabili della missione stanno discutendo le informazioni giunte nel corso della notte sulla perdita nel lato più lontano del traliccio principale sinistro della stazione, chiamato P6, dove la P sta per 'Port' (babordo, lato sinistro ndr). Una decisione finale se procedere o meno con l'attività extra-veicolare (EVA) sarà presa non prima della tarda serata. L'equipaggio non è in pericolo e la stazione prosegue regolarmente il suo funzionamento. E' in corso il lavoro di modifica delle linee elettriche per mantenere la piena operatività dei sistemi controllati normalmente dal traliccio solare che è raffreddato dal circuito sospetto. Gli astronauti Chris Cassidy e Tom Marshbrun di Spedizione 35 hanno iniziato i preparativi per la possibile passeggiata spaziale che avrà il compito principale di ispezionare la zona dove appare essersi verificata la perdita, e potenzialmente riparare il sistema di raffreddamento ad ammoniaca. I manager della stazione si sono riuniti questa mattina e si incontreranno nuovamente stasera per discutere le procedure e la tempistica per l'EVA, se questa verrà approvata. Lavorando nel modulo di decompressione Quest, gli astronauti Cassidy e Marshburn hanno controllato le tute spaziali americane che dovranno indossare se la passeggiata spaziale verrà approvata, mentre Chris Hadfield, il Comandante di Spedizione 35 ha iniziato i preparativi per assistere nella veste di membro 'intraveicolare', o coreografo della passeggiata spaziale. Sia Cassidy che Marshburn hanno condotto ognuno tre attività extra-veicolari, tutte durante la missione STS-127 durante la permanenza alla ISS nel 2009. Entrambi hanno collaborato in due di queste EVA. Ulteriori informazioni sulla perdita di ammoniaca rilevata giovedì sulla ISS in questa notizia precedente. Nella foto (Credit: NASA/TV) gli astronauti Terry Virtis e Samantha Cristoforetti mentre conducono una EVA simulata, all'interno dell'enorme piscina NBL (Neutral Buoyancy Laboratory) del Johnson Space Center di Houston, per definire le tecniche da utilizzare nella possibile escursione di sabato dei loro colleghi sulla ISS.

Fonte : NASA

10/05/2013 - L'ESA seleziona il prossimo satellite di esplorazione terrestre - Il consiglio del Programma Osservazione della Terra dell'ESA ha scelto la missione 'Biomass' come la settima missione esplorativa terrestre. L'innovativo satellite mapperà e monitorerà una delle più preziose risorse della Terra. Dopo aver preso visione dei tre programmi finalisti il consiglio ha scelto Biomass per diventare il prossimo di una serie di satelliti sviluppati per comprendere meglio il nostro pianeta. Il satellite verrà progettato per fornire, per la prima volta dallo spazio, una misurazione radar in banda P che verrà ottimizzata per determinare il totale della biomassa e carbonio che si trova immagazzinata nel ciclo del carbonio delle foreste terrestri con una precisione mai raggiunta prima. Questa informazione, che è poco conosciuta per i tropici, è essenziale per comprendere meglio il ruolo delle foreste nel ciclo del carbonio sulla Terra e nei cambiamenti climatici. Una conoscenza affidabile della biomassa tropicale delle foreste è anche alla base della realizzazione dell'iniziativa dell'ONU sulla riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado delle foreste (REDD +) - uno sforzo internazionale per ridurre le emissioni di carbonio derivanti dalla deforestazione e il degrado del suolo nei paesi in via di sviluppo. Inoltre le misurazione fatte da Biomass offriranno l'opportunità di mappare il terreno terrestre ricoperto da densa vegetazione, ottenendo informazioni sulla geologia del sottosuolo e che consentiranno una stima delle velocità dello scorrimento dei ghiacciai, fondamentali per la nostra comprensione della perdita di massa della calotta ghiacciata in una Terra in riscaldamento. Biomass avrà inoltre le potenzialità per evolvere in un sistema operativo, fornendo un monitoraggio a lungo termine delle foreste - una delle più importanti risorse naturali terrestri. Il lancio della missione è previsto per il 2020. "Biomass è un'innovativa aggiunta alla serie di satelliti esplorativi della Terra," ha detto Volker Liebig, Direttore ESA dei Programmi di Osservazione Terrestre. Questo giocherà un ruolo importante nel quantificare la biomassa delle foreste - un'informazione necessaria per comprendere meglio il ciclo del carbonio. "Il Consiglio del Programma di Osservazione Terrestre ha dato oggi la sua piena approvazione alla scelta di Biomass ma ha anche richiesto ad ESA di assicurare il miglior ritorno monetario per gli Stati Membri confermando l'implementazione della missione quando saranno disponibili le proposte industriali al completo. Questo mostra l'importanza di un'esecuzione efficiente della missione per le industrie europee in un momento nel quale le finanze sono sotto pressione." La scelta di Biomass si è basata sulle raccomandazioni del Comitato Consultivo delle Scienze della Terra dopo una valutazione scientifica tenutasi a marzo a Graz, in Austria, durante l'Earth Explorer 7 User Consultation Meeting. Il comitato aveva riconosciuto il potenziale valore scientifico e per la società delle altre due missioni candidate, CoReH2O e PREMIER, ed aveva dato ulteriori avvisi all'ESA di come questo potenziale poteva essere realizzato. La serie dei satelliti Earth Explorers è sviluppata per comprendere meglio la Terra. Tre missioni di questa serie sono al momento in orbita fornendo nuove indicazioni sulla criosfera terrestre, sulla gravità e sulla salinità dei terreni e dei mari. Missioni future forniranno nuove informazioni sul campo magnetico, sul vento e su come le nuvole e gli aerosol hanno effetti sul bilancio delle radiazioni.

Fonte : ESA

10/05/2013 - Opportunity torna in azione - Opportunity è uscito dalla congiunzione solare in ottime condizioni anche se, nelle passate settimane, il team di volo ha saputo che il rover aveva subito un'anomalia nella memoria flash proprio durante la congiunzione nel Sol 3286 (il 21 aprile 2013) che aveva fatto andare il rover in automode, una modalità di attesa quando non vi sono sequenze di comandi da compiere. Il team di volo ha tentato di recuperare il rover dall'automode nel Sol 3294 (il 30 aprile) ma non aveva successo a causa di un errore operativo. Questo errore è stato studiato dal progetto. Nel sol successivo, Opportunity è stato riportato con successo alle normali operazioni. Il rover è ora in ottime condizioni con un programma nominale di attività scientifiche previste. Il Sol 3294 l'energia prodotta dai pannelli solari era di 506 watt/ora mentre l'opacità atmosferica (Tau) era di 0,672 ed il fattore di polvere sui pannelli di 0,573. La distanza totale percorsa è rimasta invariata a 35,65 km.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: NASA) la posizione del traliccio P6 sulla ISS dove è stata segnalata la perdita di liquido refrigerante. 09/05/2013 - Perdita di liquido refrigerante all'esterno della ISS; l'equipaggio non è in pericolo - Attorno alle 10:30 a.m. CDT (le 17:30 ora italiana) l'equipaggio di Spedizione 35 ha segnalato di vedere dei piccoli batuffoli bianchi galleggiare attorno alla struttura del traliccio P6 della Stazione Spaziale Internazionale. L'equipaggio ha utilizzato alcune telecamere portatili a bordo mentre il Controllo Missione ha usato le telecamere esterne per ottenere ulteriori immagini nel tentativo di scoprire il punto della perdita. L'equipaggio ha confermato, supportato dalle immagini e dai dati ricevuti dai controllori del Controllo Missione di Houston, che il flusso di perdita di ammoniaca da quella sezione del sistema di raffreddamento è aumentato. L'ammoniaca viene utilizzata per raffreddare i circuiti elettrici che forniscono l'energia ai sistemi della stazione. Ogni pannello solare, degli otto di cui è fornita la ISS, ha un suo circuito indipendente di raffreddamento. Questo circuito in particolare (connesso al pannello solare 2B) è lo stesso al quale gli astronauti tentarono di riparare una perdita durante una passeggiata spaziale il 1° novembre 2012. Al momento non si capisce se il flusso della perdita di ammoniaca proviene dallo stesso punto che, non è visibile. La stazione prosegue regolarmente le operazioni e l'equipaggio non si trova in pericolo. Sono allo studio dei piani per dirottare su altri circuiti elettrici l'energia in modo da poter mantenere la piena operatività di quei sistemi che, di solito, vengono alimentati dal pannello solare che è raffreddato da quel circuito. Le prime analisi eseguite dagli specialisti dei sistemi di controllo termico indicano che l'ammontare della perdita potrebbe portare ad una chiusura di questo circuito di raffreddamento in circa 48 ore. Il team sta cercando di ottenere ulteriori immagini necessarie per isolare il punto esatto della perdita. La stazione è fornita delle parti di ricambio necessarie al sistema di raffreddamento e gli astronauti NASA sono addestrati per una possibile attività extra-veicolare (EVA) per ripararlo. Ma una EVA richiede la presenza di due astronauti americani che, al momento, sono presenti (Thomas Marshburn e Chris Cassidy) più il Comandante canadese Chris Hadfield e tre cosmonauti Russi. Però Marshburn e Hadfield (assieme al cosmonauta Russo Roman Romanenko) dovrebbero rientrare sulla Terra martedì a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz. Questo renderebbe impossibile una EVA di riparazione fino all'arrivo della prossima Soyuz, il 28 maggio, con a bordo l'astronauta NASA Karen Nyberg, l'italiano dell'ESA Luca Parmitano ed il cosmonauta Fedor Yurchikhin. Doug Wheelock, astronauta dal Controllo Missione, ha comunicato al Comandante Hadfield che; "domani prevediamo di spostare il braccio robotico della stazione più vicino alla zona interessata per cercare di ottenere delle informazioni più precise sul punto esatto della perdita." Hadfield ha detto che lui ed il suo equipaggio hanno notato che il ritmo della perdita variava a seconda dell'orientamento della stazione rispetto al Sole, suggerendo che un'angolo particolare produceva una perdita maggiore. Hadfield ha poi chiesto a Wheelock se la perdita, con la possibile interruzione di energia da parte di uno degli otto pannelli solari della ISS avrebbe fatto rinviare la sua prevista partenza dalla stazione. "Non vediamo niente che, tecnicamente, possa impedire lo sgancio ma ci stiamo guardando attorno per ogni evenienza," ha risposto via radio da Houston Wheelock aggiungendo che potranno avere maggiori informazioni per gli astronauti in mattinata. In copertina la ISS in orbita con i suoi giganteschi otto pannelli solari.

AGGIORNAMENTO - 10 maggio 2013 - Da fonti non ufficiali, ma ben informate, viene comunicato che la NASA avrebbe deciso un'attività extraveicolare (EVA-21) non prevista da parte degli astronauti Cassidy (EV1) e Marshburn (EV-2) per domani, sabato 11 maggio dalle 14:15 alle 20:20 ora italiana, per osservare e, forse, riparare, il guasto al circuito di ammoniaca del sistema di raffreddamento P6. Al momento il circuito elettrico 2B del sistema PVTCS (Photovoltaic Thermal Control System) della stazione è stato chiuso trasferendo l'alimentazione delle apparecchiature elettriche associate sul canale 2A. La ISS non ha problemi a supportare le normali operazioni con 7 dei suoi 8 canali di alimentazione e questa configurazione è sicura e può essere sostenuta senza limiti, ma, ovviamente questo riduce il margine di energia elettrica disponibile e limita la capacità di rispondere ad un altro evento di mancanza di energia.

Fonti : NASA - SpaceflightNow - Space.com - Nasaspaceflight - Spaceflight101

08/05/2013 - In due settimane 78.000 persone si sono iscritte per la colonia marziana - Nelle prime due settimane di apertura delle iscrizioni per diventare coloni marziani la compagnia Mars One ha già ricevuto 78.000 domande. Il progetto privato Mars One prevede di inviare i primi quattro coloni sul Pianeta Rosso a partire dal 2023 con altri astronauti in arrivo ogni due anni fino a formare il primo insediamento stabile su Marte. "Con 78.000 richieste in due settimane questo potrebbe diventare il più desiderato luogo di lavoro della storia," ha commentato l'amministratore delegato e co-fondatore di Mars One, Bas Lansdorp, in un comunicato. "Questi numeri ci fanno sperare di raggiungere il nostro obiettivo di mezzo milione di partecipanti." La Mars One prevede che l'atterraggio dei primi quattro coloni su Marte nel 2023 costerà circa 6 miliardi di dollari. L'organizzazione no-profit con sede nei Paesi Bassi, prevede di finanziare gran parte dei costi con un reality televisivo globale con le telecamere che documenteranno tutte le fasi della missione dalla selezione degli astronauti fino al primo anno di vita sul Pianeta Rosso. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 agosto e tutti coloro che hanno superato i 18 anni di età possono partecipare inviando al sito di Mars One un video di un minuto nel quale spiegano le loro motivazioni per diventare i coloni di Marte. Mars One fa pagare una cifra da 5 a 75 dollari per l'iscrizione, dipende dal Paese di origine. Per gli Stati Uniti il costo è di 38 dollari. Quando il processo di iscrizione sarà concluso verranno scelti dai 50 ai 300 candidati da ognuna delle 300 regioni del mondo, così come sono state suddivise dalla Mars One. Per il 2015 questo numero di candidati sarà diventato da 28 a 40 individui. Questo gruppo verrà diviso in quattro team che inizieranno l'addestramento, della durata di sette anni, per la loro missione senza ritorno verso Marte. Infine il pubblico deciderà il primo gruppo di esseri umani che visiteranno il Pianeta Rosso. Al momento la Mars One ha ricevuto iscrizioni da oltre 120 Paesi. Gli Stati Uniti sono in testa con 17.324 candidati, seconda la Cina con 10.241 ed il Regno Unito con 3.581. La Russia, il Messico, il Brasile, il Canada, la Colombia, l'Argentina e l'India sono nelle prime dieci. "Mars One è una missione che rappresenta l'umanità intera, e questo è il vero spirito che potrà vedere tutto il mondo rappresentato," dice Lansdorp. "Sono orgoglioso che questo è esattamente quello che sta succedendo." L'annuncio della folla di candidati per Mars One è arrivato nel mezzo di una grossa settimana per l'esplorazione umana di Marte. Gli scienziati, gli ingegneri ed i rappresentanti ufficiali della NASA e di un vasto gruppo di sostenitori dell'esplorazione del Pianeta Rosso sono infatti riuniti a Washington D.C. per la conferenza 'Human 2 Mars' che si concluderà l'8 maggio. A questa conferenza Buzz Aldrin, il secondo uomo a mettere piede sulla Luna, ha presentato il suo libro (vedi notizia precedente).

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: Megan Gannon/SPACE.com) Buzz Aldrin, a destra, ed il co-autore del libro. Leonard David mentre firmano le copie del nuovo libro. 08/05/2013 - Buzz Aldrin insiste: gli USA devono colonizzare Marte, - Buzz Aldrin, il secondo astronauta americano a camminare sulla Luna, ha detto giovedì che gli Stati Uniti devono guidare il cammino della costruzione di un insediamento permanente su Marte. Parlando ad una conferenza di esperti spaziali tenutasi nella capitale degli Stati Uniti, l'83enne ha detto che gli USA devono mettere in pratica quello che hanno imparato decenni fa nel raggiungere la Luna per costruire una nuova colonia sul Pianeta Rosso. "Gli USA devono iniziare a preparare un insediamento su Marte," ha detto Aldrin alla conferenza 'Human to Mars' tenutasi presso la George Washington University. "E' fattibile." Il suo richiamo di una guida degli Stati Uniti alla corsa spaziale verso Marte si ritrova in gran parte dei piani previsti dalla NASA e dall'Amministrazione del Presidente Barack Obama che prevede l'invio delle prime persone sul Pianeta Rosso negli anni '30. Ma, a differenza dell'Amministratore NASA Charles Bolden, che all'inizio della manifestazione di tre giorni ha dichiarato che mancano ancora dei significativi passi tecnologici da fare, per Aldrin la maggior parte della ricerca è già stata fatta. "C'è veramente poca necessità di nuove ricerche," dice Aldrin, affermando che la cosa principale è il finanziamento e l'appoggio politico per sostenere una visione di una società multi-planetaria. "Gli USA devono continuare ad essere i leader nel trasporto umano spaziale e credo che possiamo capitalizzare il dinamismo del mercato commerciale per sviluppare un sistema di atterraggio che possa diventare veramente la base per un'autostrada per lo spazio." Aldrin, che è autore del nuovo libro intitolato 'Mission to Mars: My Vision for Space Exploration', ha detto che il titolo avrebbe dovuto essere soltanto 'Mission to Mars' dato che il viaggio sarebbero in molti e la presenza umana continua. "Stiamo parlando di missioni multiple per insediarsi e colonizzare Marte," dice Aldrin, che ha anche messo a punto un suo piano per inviare un veicolo spaziale che orbiti ciclicamente in modo perpetuo fra la Terra e Marte. "Dobbiamo concentrare la nostra attenzione sull'insediamento di una colonia permanente su Marte nel decennio 2030-2040. Gli Stati Uniti diventeranno un faro per lo sviluppo dell'umanità." Aldrin descrive come vi sarebbero diversi moduli abitativi su Marte costruiti magari da varie agenzie spaziali mondiali della Cina, Europa, India, Giappone e Russia, con gli Stati Uniti nel ruolo di leadership. Egli afferma che il primo passo potrebbe essere l'invio di tre persone sulla luna marziana Phobos "che utilizzerebbero il loro anno e mezzo per supervisionare il dispiegamento robotico della base internazionale marziana." Aldrin ha deriso chi ha suggerito che le persone che faranno il viaggio verso Marte potrebbero essere in grado di tornare dopo sulla Terra."Non c'è altra scelta per la permanenza su Marte, dice Aldrin. "Non credo che possiamo fare incursioni singole sulla superficie di Marte." Aldrin invece apprezza l'idea di Mars Inspiration, proposta dall'astronauta Dennis Tito, di inviare due esseri umani a sorvolare Marte nel 2018, dicendo che "potrebbe rendere bene l'idea che il nostro obiettivo di metà secolo è la permanenza su Marte." E per Mars One, la compagnia olandese che ha recentemente annunciato che vuole reclutare volontari per un viaggio di sola andata al Pianeta Rosso nel 2023, Aldrin dice che il progetto appare avere buone possibilità di raccogliere i fondi necessari e buone pubbliche relazioni ma "non poggia su basi molto tecniche." Aldrin è stato il pilota del modulo lunare di Apollo 11 che, il 20 luglio 1969, assieme a Neil Armstrong, è diventato uno dei primi esseri umani a mettere piede sulla Luna. Nella foto (Credit: Megan Gannon/SPACE.com) Buzz Aldrin, a destra, ed il co-autore del libro, Leonard David (famoso esperto di astronautica) mentre firmano le copie del nuovo libro 'Mission to Mars - My Vision to Space Exploration', in una libreria di New York.

Fonti : Spacedaily - Space.com

08/05/2013 - Promossi a pieni voti Parmitano e l'equipaggio di 'Volare' - "Da oggi sono a pieno titolo abile a 'Volare'": ce lo racconta soddisfatto e con un pizzico di ironia, l'astronauta italiano Luca Parmitano, raggiunto al telefono questa mattina mentre stava lasciando Star City. Diretto a Mosca, per la tradizionale 'posa dei fiori' sulla tomba di Juri Gagarin, prima del count down verso il lancio. "Siamo stati promossi a pieni voti - continua Parmitano, riferendosi alla lunga serie di prove cui sono stati sottoposti lui e la sua crew - tanto pieni, da poter definire il nostro davvero un equipaggio modello". Mancano ormai poco più di due settimane al lancio della missione 'Volare': il prossimo 28 maggio, una Soyuz TMA-09M si alzerà dal cosmodromo russo di Baikonour per portare sulla ISS il nostro Luca Parmitano, maggiore e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare selezionato nel corpo astronauti dell’ESA nel 2009, con i suoi compagni di missione, il russo Fedor Yurchikhin e l’americana Karen Nyberg. Sesto italiano ad andare nello spazio e quinto a salire a bordo della ISS, Parmitano svolgerà la prima missione di lunga durata che la NASA ha assegnato all’ASI in base ad un Memorandum bilaterale diretto tra le due istituzioni.

Fonte : ASI

08/05/2013 - La NASA assegna il contratto per la modifica del Lanciatore Mobile - La NASA ha assegnato il contratto alla J.P. Donovan Construction Inc. di Rockledge, Florida, per la modifica del lanciatore mobile (ML) che permetterà al razzo pesante Space Launch System (SLS) dell'Agenzia di inviare gli esseri umani verso gli asteroidi, Marte ed altre nuove destinazioni nel Sistema Solare. Il lavoro è stato assegnato con un valore fisso di 20,7 milioni di dollari ed inizierà a giugno per completarsi in 18 mesi. Il lanciatore mobile si trova presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida. Il KSC sta espandendo le sue capacità di supportare il razzo SLS e tutte le infrastrutture di terra necessarie. Le modifiche permetteranno al lanciatore mobile di rispondere ai requisiti del veicolo entro i tempi previsti per le scandenze di lancio di SLS. Il primo lancio di SLS è previsto per il 2017 e si tratterà di un volo di prova senza equipaggio che invierà una capsula Orion in orbita lunare. L'iniziativa della NASA per l'esplorazione di un asteroide, proposta nella richiesta di finanziamento per l'anno fiscale 2014, potrebbe utilizzare un SLS per inviare astronauti a studiare un piccolo asteroide che verrà deviato in modo robotico su un'orbita stabile nei pressi della Luna. La Midwest Steel Inc. di Detroit sarà il principale sub-appaltatore della J.P. Donovan Construction.

Fonte : NASA

08/05/2013 - L'Aerojet consegna l'ultimo RCS di Orion - La compagnia Aerojet ha annunciato oggi di aver consegnato l'ultimo pod del Crew Module Reaction System (CM-CRS) alla NASA per il veicolo spaziale Orion destinato alla missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1). Il CM-CRS è arrivato presso l'edificio di controllo ed operazioni (O&C - Operations and Checkout Building) del Kennedy Space Center (KSC) della NASA, in Florida. I pod CM-CRS della Aerojet forniranno i controlli principali e di riserva che sono richiesti per la manovra critica del rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre. Quest'apparecchiature specifiche verranno integrate nel veicolo spaziale Orion destinato alla missione EFT-1, al momento prevista per il 2014. "Noi prendiamo il nostro record di successo di missioni al 100% molto sul serio," ha detto Julie Van Kleeck, vice presidente dei sistemi di lancio spaziali della Aerojet. "Noi mettiamo il nostro cuore nei nostri prodotti ed il lavoro di integrazione al KSC chiuderà oltre tre anni di attività di progettazione e sviluppo in supporto di EFT-1" I due assemblaggi si aggiungeranno ai sei già presso il KSC. Si tratta di due pod con un singolo motore a razzo per l'alto, due pod a singolo motore a razzo per il basso, due pod per il rollio composti da due razzi ciascuno e due pod destra e sinistra d'imbardata, ognuno con un singolo motore a razzo. All'inizio di giugno, presso la NASA, i pod verranno sottoposti a test di pressione e di tenuta, prove di perdita delle valvole e test funzionali dei motori a razzo. L'Aerojet seguirà le attività di test che coinvolgeranno i motori a razzo dei pod con procedure di revisione, ingegneri sul posto e supporto durante l'installazione e test sul modulo equipaggio. I complessi pod CM-CRS sono stati progettati da team multi-disciplinari che hanno utilizzato le varie esperienze delle sedi Aerojet sparse nel Paese. Il sistema di propulsione utilizza i motori monopropellenti Aerojet MR-105G 160 libbre di spinta che sono configurati in quattro principali varianti di assemblaggio. Il lavoro di sviluppo dei pod è culminato con la costruzione ed assemblaggio finale della serie completa per EFT-1 nella sede Aerojet di Redmond, Washington. La Aerojet ha eseguito il lavoro per i CM-CRS sotto contratto con la Lockheed Martin, principale fornitore di Orion per la NASA. La Aerojet fa parte della corporation GenCorp degli Stati Uniti che è un leader mondiale del settore aereospazio e difesa.

Fonte : Aerojet

Nella foto (Credit: R. Holst Moe) studenti norvegesi alle prese con prove di agilità per Mission-X. 08/05/2013 - Scattare in azione - Missione-X al traguardo - La primavera è arrivata e migliaia di scolari stanno allungando i muscoli e le idee per raggiungere il traguardo della Missione-X. Dopo sei settimane di attività ispirate dall'addestramento degli astronauti, questi futuri esploratori spaziali festeggeranno i loro risultati con eventi speciali in tutto il mondo. Ogni scuola segue il proprio ritmo in questa competizione che combina ginnastica, mangiare sano e soluzione di problemi. Circa 15.000 studenti provenienti da oltre 20 Paesi hanno costruito i propri modelli di satellite, conquistato una montagna marziana o lavorato in gruppi per risolvere dei problemi. Gli astronauti europei li osservavano da vicino. Luca Parmitano, astronauta ESA, ha incoraggiato i ragazzi a mettersi in forma, mentre l'astronauta ESA André Kuipers ha potenziato la loro energia durante l'evento di apertura di Mission-X lo scorso febbraio. Comunicazione, abilità atletiche e attitudini scientifiche sono state premiate con cerimonie in tutto il mondo. Alcune squadre hanno già completato la sfida e ricevuto riconoscimenti ufficiali durante gli eventi nazionali di chiusura. L'astronauta austriaco Franz Viehböck ha ospitato una 'cerimonia degli Oscar' per i ragazzi, e l'astronauta NASA Michael Barrant si è messo nei panni di un presentatore per i partecipanti dagli Stati Uniti. In Portogallo, i partecipanti hanno appreso di più su una corretta alimentazione, idratazione e cibo spaziale utilizzando la cucina come laboratorio. Una scuola in Norvegia ha condiviso una torta a forma di lanciatore come regalo speciale per aver completato la missione. I partecipanti spagnoli hanno visitato il Centro Europeo per lo Spazio e l'Astronomia (ESAC, European Space Astronomy Centre) a Madrid, dove astrofisici e ingegneri hanno mostrato loro diversi modi per osservare l'Universo. Genitori in Indonesia sono stati di esempio per i propri figli unendosi nella preparazione della forma fisica ed esercitandosi ogni giorno. Missione-X è una gara annuale che cresce ogni volta. "Le squadre stanno già pensando ai modi per lavorare insieme nella competizione del prossimo anno!" ha fatto notare un insegnante da New York. Il Centro ESA-ESTEC per la ricerca spaziale e la tecnologia, nei Paesi Bassi, ospiterà l'evento di chiusura internazionale di Missione-X agli inizi di luglio. Gli studenti avranno la possibilità di parlare con un astronauta e di saperne di più sulla scienza spaziale. Tutti i partecipanti sono invitati a registrarsi prima della fine di maggio. I posti sono limitati quindi… datevi da fare! Nella foto (Credit: R. Holst Moe) studenti norvegesi alle prese con prove di agilità per Mission-X.

Fonte : ESA - Italia

Nella foto (Credit: NASA/TV) il Robonaut a bordo della ISS. 07/05/2013 - Aggiornamenti dalla Stazione Spaziale Internazionale - L'equipaggio di Spedizione 35 sulla Stazione Spaziale Internazionale ha eseguito martedì una serie di esperimenti scientifici e tecnologici mentre proseguono i preparativi per il ritorno a casa di tre dei sei membri dell'equipaggio. Poco dopo essersi svegliati alle 2 a.m. EDT (le 8 ora italiana) il Comandante Chris Hadfield dell'Agenzia Spaziale Canadese e l'Ingegnere di Volo Tom Marshburn della NASA hanno preso parte all'esperimento Pro K dei nutrizionisti per valutare se i cambiamenti della dieta hanno diminuto la perdita di massa ossea degli astronauti nello spazio. Poco dopo Marshburn ha raggiunto l'Ingegnere di Volo Chris Cassidy della NASA nel laboratorio Destiny per assemblare ed attivare il Robonaut per un'altra sessione di prove di invio comandi da Terra. Una volta che gli astronauti hanno configurato Robonaut, il team robotico del Controllo Missione di Houston, ha inviato dei comandi al primo robot umanoide nello spazio per aprire una copertura termica simile a quelle che si trovano su molti sistemi e carichi utili della stazione. Robonaut è stato progettato con l'intento di eseguire le attività più pericolose o ripetitive al posto degli astronauti ed anche di avventurarsi all'esterno per assistere le passeggiate spaziali. Mentre proseguivano le prove su Robonaut, Cassidy ha trascorso gran parte della giornata lavorando al Capillar Flow Experiment. I risultati di questo esperimento, che permette di osservare da vicino come un fluido scorre su una superficie geometricamente complessa in un'ambiente in assenza di peso, aiuterà a migliorare i modelli al computer utilizzati per progettare i serbatoi di propellente e dei sistemi di riciclo dell'acqua dei futuri veicoli spaziali. Questi sistemi saranno cruciali quando la NASA dovrà sviluppare le tecnologie per portare gli astronauti più lontano nello spazio di quanto mai Nella foto (Credit: NASA), da sinistra, la Nyberg, Yurchikhin e Parmitano felici dopo aver superato uno degli ultimi esami prima del volo. fatto prima. Marshburn, nel frattempo, ha risposto alle domande di una sotto-commissione del Senato sulla Scienza e Spazio parlando con i Senatori Bill Nelson e Ted Cruz ed altri membri del Comitato Commercio, Scienza e Trasporti del Senato degli Stati Uniti. Hadfield ha eseguito un'aggiornamento del firmware di un sistema speciale di fotocamera conosciuta come NightPod, che permette agli astronauti di riprendere immagini della Terra di notte con grande dettaglio e controllo di quanto era precedentemente possibile dall'orbita. Più tardi egli ha fotografato alcuni siti durante il passaggio notturno per assicurarsi che tutte le nuove funzioni lavorassero come previsto. Gli Ingegneri di Volo Pavel Vinogradov e Alexander Misurkin hanno trascorso gran parte della giornata scaricando il materiale dal veicolo Progress ISS 51 attraccato nella parte posteriore del modulo Zvezda. Questo veicolo cargo Russo, che ha attraccato alla stazione lo scorso 26 aprile, ha consegnato 3,1 tonnellate di cibo, propellente e rifornimenti vari. Con il loro ritorno sulla Terra fra soli sei giorni, Hadfield e Marshburn hanno raggiungo l'Ingegnere di Volo e Comandante della Soyuz Roman Romanenko per un ripasso delle procedure di rientro. Inoltre i tre hanno trascorso del tempo ad impacchettare i loro oggetti personali per il ritorno a casa. Dopo quasi cinque mesi nello spazio i tre hanno in previsione di sganciare la loro Soyuz TMA-07M dalla stazione alle 7:08 p.m. di lunedì (le 1:08 ora italiana del 14 marzo) ed atterrare nel sud del Kazakhstan alle 10:31 p.m. (le 4:31 ora italiana). La partenza di Hadfield, Marshburn e Romanenko segnerà la fine di Spedizione 35 e l'inizio di Spedizione 36 sotto il comando di Vinogradov, che rimarrà sulla stazione con Cassidy e Misurkin fino a settembre. Intanto i tre nuovi membri dell'equipaggio che ripristineranno Spedizione 36 al completo di sei astronauti stanno proseguendo i preparativi per il loro lancio con la Soyuz previsto per il 28 maggio dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Karen Nyberg della NASA, Luca Parmitano dell'Agenzia Spaziale Europea ed il cosmonauta Russo Fyodor Yurchikhin hanno ottenuto la loro qualifica dopo aver superato gli esami martedì presso il Gagarin Cosmonaut Training Center di Star City, in Russia. Nel corso della notte i motori del Progress 51 verranno accesi per alzare l'orbita della stazione nell'attesa di queste prossime attività. L'accensione di 14 minuti e 18 secondi inizierà dalle 2:51 a.m. e porterà la stazione su un'orbita di 416x411 km di quota. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/TV) il Robonaut a bordo della ISS. Nella foto destra (Credit: NASA), da sinistra, la Nyberg, Yurchikhin e Parmitano felici dopo aver superato uno degli ultimi esami prima del volo.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: RIA Novosti. Vladimir Fedorenko) un modello in scala reale di Angara versione leggera. 07/05/2013 - Il primo lancio di Angara slitta al 2014 - Il lancio del nuovo razzo vettore Russo Angara è stato rinviato di almeno un anno; lo ha dichiarato ufficialmente il Ministero della Difesa Russo lunedì. Il razzo di classe leggera Angara verrà lanciato nella metà del 2014 mentre la versione pesante verso la fine dello stesso anno, ha detto il Vice Ministro della Difesa Yuri Borisiov. Il vettore leggero avrebbe dovuto essere lanciato entro il 2013. Il Vice Ministro della Difesa, il Colonnello Generale Oleg Ostapenko, aveva dichiarato, alla fine di aprile, che il nuovo razzo sarebbe stato lanciato soltanto dopo che la costruzione della nuova struttura presso il centro spaziale di Plesetsk fosse stata completata. Il Ministro della Difesa Sergei Shoigu ha mostrato stupore, lunedì, alla notizia del ritardo, dicendo che il ministero osserverà con attenzione lo sviluppo del nuovo razzo come un progetto di alta priorità. Lo sviluppo di Angara è "molto importante" ha detto. "Vi saranno revisioni regolari nel corso delle prossime settimane riunendo il capo dello Staff Generale." Il razzo Angara, progettato per trasportare dalle 2 alle 40 tonnellate di carico in orbita bassa terrestre, è in fase di sviluppo dal 1995. I razzi avranno un design modulare simile all'EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle) degli Stati Uniti, con un modulo comune universale (URM - Universal Rocket Module). Lo scopo principale della famiglia di razzi Angara sarà quello di dare alla Russia un accesso indipendente allo spazio. I razzi ridurranno la dipendenza della Russia dal Centro Spaziale di Baikonur che è in affitto dal Kazakhstan e permetterà il lancio di carichi pesanti sia dal centro spaziale di Plesetsk, nel nord della Russia, che dal nuovo centro spaziale di Vostochny nell'estremo oriente Russo. Nella foto (Credit: RIA Novosti. Vladimir Fedorenko) un modello in scala reale di Angara versione leggera.

Fonte : Ria Novosti

Nella foto (Credit: SpaceX) il Grasshopper sulla rampa in Texas. 07/05/2013 - La SpaceX testerà il Grasshopper allo Spaceport America - Il Governatore Susana Martinez ha annunciato oggi che la SpaceX ha firmato un accordo della durata di tre anni per l'affitto di terreno e strutture presso lo Spaceport America per condurre la prossima fase di voli di prova del suo programma di razzo riutilizzabile. La compagnia opererà per la prima volta a Spaceport America, il sito statale di lancio commerciale situato nel sud del New Mexico. "Sono elettrizzata che la SpaceX abbia scelto di fare del New Mexico la sua casa, portando la rivoluzionaria tecnologia del razzo 'Grasshopper' e nuovi posti di lavoro con esso," ha detto il Governatore Martinez oggi. "Abbiamo svolto un sacco di lavoro per poter competere con l'industria spaziale. Questo è solo il primo passo nell'allargamento della base del nostro Spazioporto e ci assicurerà altri arrivi. Sono fiera di dare il benvenuto alla SpaceX nel New Mexico." La SpaceX ha completato con successo la prima serie di test a bassa quota del veicolo 'Grasshopper' a McGregor, in Texas, e sta procedendo per la prossima fase di sviluppo che comprende test in New Mexico. Con il Grasshopper, gli ingegneri della SpaceX, hanno creato una tecnologia che renderà possibile per un razzo il ritorno intatto sulla rampa di lancio per un'atterraggio verticale, invece che bruciare nel rientro nell'atmosfera terrestre. Il Presidente ed Amministratore Delegato della SpaceX, Gwynne Shotwell ha detto ,"Lo Spaceport America ci offre i terreni fisici e di regole necessari per completare la prossima fase dei test del Grasshopper. Siamo lieti di poter espandere le nostre infrastrutture del razzo riutilizzabile nel New Mexico." La New Mexico Spaceport Authority è stata la prima al mondo nella costruzione di uno spazioporto commerciale specificatamente pensato per programmi di punta come il Grasshopper. La SpaceX è la più avanzata azienda di razzi e veicoli spaziali al mondo. La compagnia è stata fondata nel 2002 da Elon Musk per rivoluzionare il trasporto spaziale con lo scopo ultimo di permettere alla gente di vivere su altri pianeti. Oggi la SpaceX è all'avanguardia nelle tecnologie spaziali attraverso i suoi veicoli di lancio Falcon e capsule Dragon. La SpaceX è una compagnia privata gestita dal management e dai dipendenti con una minoranza di investimenti di Founders Fund, Draper Fisher Jurvetson, e Valor Equity Partners. La compagnia impiega oltre 3.000 dipendenti fra la California, il Texas, Washington D.C. e la Florida. Per ulteriori informazioni visita SpaceX.com. Lo Spaceport America è il primo spazioporto commerciale costruito appositamente al mondo. Il complesso di lancio ha fornito servizi di lancio verticale commerciale fin dal 2006 e si trova sui 72 km/quadrati adiacenti al poligono White Sands Missile Range dell'US Army. La Virgin Galactic ha la sua base operativa presso lo spazioporto. Nella foto (Credit: SpaceX) il Grasshopper sulla rampa in Texas.

Fonte : Parabolic Arc

07/05/2013 - Altri due piloti entrano nel team della Virgin Galactic - La Virgin Galactic, la prima compagnia spaziale commerciale al mondo, ha annunciato oggi che i piloti Frederick "CJ" Sturckow e Michael "Sooch" Masucci sono stati selezionati per unirsi al team di volo commerciale. Mentre la Virgin Galactic si avvicina agli ultimi passi del programma con i voli propulsi ora in corso, cresce la necessità di aggiungere nuovi piloti che permettano alla compagnia di raggiungere gli obiettivi richiesti dai test e prepararsi alle operazioni commerciali successive. Sturckov, un veterano di quattro missioni spaziali Shuttle e Colonello dei Marines in pensione, è il primo astronauta della NASA ad essere assunto nel corpo piloti della Galactic. Masucci, un Tenente Colonnello dell'US Air Force in pensione, entra alla Virgin Galactic dalla XOJET Inc., una compagnia aerea privata dove svolgeva il ruolo di Capitano e controllore di un Citation X (CE750). Masucci e Sturckov faranno capo al Capo Pilota David McKay ed al Vice Presidente delle Operazioni Mike Moses presso la sede della Virgin Galactic di Mojave, in California, luogo dove condurranno l'addestramento al volo ed i test con i veicoli WhiteKnightTwo e SpaceShipTwo della Virgin Galactic. "Vedere la Terra dallo spazio è un'esperienza unica ed indimenticabile," dice Sturckov. "Sono emozionato di essere parte del team della Virgin Galactic che rivoluzionerà l'accesso allo spazio, rendendo questa opportunità possibile a tutti." Sturckov ha trascorso oltre 1.200 ore nello spazio nel corso delle missioni STS-88, del 1998, e STS-105, del 2001, nel ruolo di Pilota e STS-117, del 2007, e STS-128, del 2009, in quello di Comandante. Sturckov ha trascorso 19 anni nella NASA. Masucci invece ha più di 30 anni di carriera operativa di volo civile e militare con oltre 9.000 ore su oltre 70 differenti tipi di aerei. Masucci inoltre è stato pilota dell'aereo di ricognizione d'alta quota U2 dell'US Air Force.

Fonte : Spaceref

07/05/2013 - La Russia conferma di voler inviare la cantante Sarah Brightman nello spazio - L'agenzia spaziale Russa Roscosmos ha dichiarato lunedì che ha raggiunto un'accordo con la compagnia Americana Space Adventures Ltd. per procedere con i piani di inviare la cantante inglese Sarah Brightman in un volo spaziale alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nell'ottobre del 2015. "Le parti hanno discusso dell'implementazione di questo progetto nel prossimo futuro, compresa la preparazione al volo della Brightman ed il programma delle sue attività da svolgere a bordo della stazione orbitale," ha detto la Roscosmos in un comunicato. La Brightman, 52 anni, è Ambasciatore degli Artisti per la Pace dell'UNESCO e soprano conosciutissimo con all'attivo oltre 30 milioni di dischi venduti, aveva annunciato nell'agosto del 2012 la sua intenzione di diventare turista spaziale. Aveva già visitato la Russia e superato una serie di test psicologici e fisici ufficialmente riconosciuti dalle autorità spaziali Russe come 'cosmonauta in addestramento'. Una decisione finale del viaggio della Brightman sulla ISS non può essere fatto fino a che non sia stato coordinato fra la Roscosmos e la NASA, all'interno dell'agenda di voli in visita alla stazione spaziale. Nel caso la cantante faccia il suo volo verso la ISS diventerebbe l'ottava turista spaziale al mondo. Il primo fu l'imprenditore Dennis Tito nel 2011 (2001, ndr) e fino a questo momento l'ultimo è stato il co-fondatore del Cirque du Soleil, Guy Laliberte, che staccò un assegno di 40 milioni di dollari per trascorrere 12 giorni sulla ISS nel 2009.

Fonte : Ria Novosti

Nella foto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG - JM Guillon) il razzo Vega decolla dallo Spazioporto della Guyana Francese. 07/05/2013 - Riuscito perfettamente il secondo volo di Vega - Il secondo volo del lanciatore più nuovo dell'ESA è stato compleato dallo Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese. Due satelliti di osservazione, il Proba-V dell'ESA e il Vietnamita VNREDSat-1A, sono stati rilasciati su orbite differenti, dimostrando la versatilità del razzo. Il primo satellite dell'Estonia, il dimostratore tecnologico ESTCube-1 è stato anch'esso rilasciato in orbita. Il Vega, missione VV02, è decollato alle 23:06 ora locale del 6 maggio (le 4:06 ora italiana del 7 maggio) per una missione complessa che ha richiesto cinque accensioni consecutive dello stadio superiore ed è durata quasi il doppio del primo lancio, avvenuto nel febbraio 2012. I tre stadi a propellente solido (rispettivamente P80, Zefiro-23 e Zefiro-9) hanno funzionato perfettamente e, dopo due accensioni dello stadio superiore (AVUM) a propellente liquido, il Proba-V è stato rilasciato su un'orbita circolare ad un'altitudine di 820 km, sopra le coste ovest dell'Australia, a circa 55 minuti di volo. Il satellite è ora sotto il controllo del centro ESA di Redu, in Belgio, dove verrà sottoposto ad una serie di controlli e test prima di iniziare la fase operativa di monitoraggio della copertura della vegetazione sul pianeta Terra. Dopo aver rilasciato il Proba-V, lo stadio superiore ha eseguito una terza accensione del suo motore e la parte superiore dell'adattatore secondario del carico di Vega (VESPA - Vega Secondary Payload Adapter) è stata rilasciata. Dopo una quarta accensione per circolarizzare l'orbita ad una quota di circa 704 km, è stato rilasciato il VNREDSat-1A, a 1 ora e 57 minuti di missione. L'ESTCube-1 è stato rilasciato dal dispenser circa tre minuti più tardi. Una quinta ed ultima accensione ha piazzato lo stadio superiore ormai vuoto su una traiettoria che assicurerà un rientro in sicurezza e che accoglie tutte le nuove regole per la limitazione dei detriti spaziali. "Il secondo grande successo di Vega - ha dichiarato Enrico Saggese, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana - conferma il ruolo di eccellenza dell’Italia nel settore spaziale. Vega è il fiore all’occhiello del nostro Paese, il suo elevato valore industriale ci rende protagonisti nello scenario mondiale." Il primo volo operativo di Vega è ancora più 'italiano' del volo inaugurale: da adesso anche il ‘cervello’ del lanciatore, cioè il suo programma di guida, navigazione e controllo è infatti interamente 'Made in Italy'. Un ulteriore elemento che incrementa il ruolo del nostro Paese, che attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana finanzia oltre il 65% del programma. "E' un gran giorno per l'ESA, per i suoi Stati Membri e per l'Europa. Grazie alle decisioni prese dagli Stati Membri dal'ESA e dall'Industria Europea, abbiamo dimostrato, ancora una volta, la nostra capacità di innovazione. Oltre agli Stati Membri una menzione speciale va all'Italia, che guida il programma Vega, al Belgio che guida i progetti Proba dell'ESA ed alla Francia che guida lo sviluppo ed la manutenzione dello Spazioporto Europeo qui a Kourou. Inoltre siamo anche orgogliosi di aver reso possibile il lancio del primo satellite dell'Estonia." ha dichiarato Jean-Jaques Dordain, direttore generale dell'ESA. "Con Vega - ha detto il responsabile dei lanciatori dell'Esa, Antonio Fabrizi - è stato realizzato un bellissimo prodotto, che funziona perfettamente, fornisce prestazioni eccellenti e ci permette di guardare al futuro con fiducia'." Con il lancio di oggi ha preso l’avvio il programma VERTA dell’ESA, il cui obiettivo è quello di dimostrare la versatilità del lanciatore Vega su una molteplicità di missioni differenti; i lanci previsti nel programma sono cinque. Ad oggi il costo di un volo è di 35 milioni di euro, ma si prevede di introdurre diversi miglioramenti anche con l’obiettivo della riduzione del costo di lancio. Vega porta piccoli satelliti di alta tecnologia che a orbite basse compiono un utile lavoro di osservazione ambientale e costituisce una sorta di nave scuola che permette ai nostri ingegneri di conquistare formazioni professionali d’avanguardia. Da queste derivano ricadute utili nelle applicazioni della nostra vita quotidiana in vari campi, rafforzando nel contempo la capacità industriale europea. Al programma Vega, finanziato in ESA per il 65 % dall’Agenzia Spaziale Italiana, partecipano anche Francia, Olanda, Svizzera, Belgio, Spagna e Svezia. La maggior parte del vettore viene realizzata in Italia: l’Agenzia Spaziale Italiana svolge un duplice ruolo, da un lato finanzia il programma dell’ESA, e dall’altro attraverso la società partecipata ELV SpA consente la realizzazione industriale del sistema. La società, partecipata al 70% da Avio ed al 30% da ASI, è infatti il Primo Contraente industriale dell’ESA per lo sviluppo del Vega. Al progetto hanno partecipato numerose aziende italiane: dal principale partner industriale Avio, al contributo di Cira, MBDA, e Telespazio. Presso il Centro di Kourou hanno lavorato, nell’ambito del Segmento di terra, anche Vitrociset, CGS, Selex ES, e sono inoltre presenti le società partecipate, Europropulsion e Regulus, per la produzione dei motori. Il satellite principale della missione, Proba-V, è pesante 138,2 kg. ed è stato costruito dalla Qinetiq Space in Belgio. "Con il lancio di questo terzo satellite Proba, la serie dei piccoli satelliti ESA è diventata grande," ha notato Franco Ongaro, direttore ESA per la gestione Tecnica e Qualità. "Questo volo afferma le capacità di ESA di fornire progetti e flessibilità di missioni che rispondono in breve tempo alle necessità specifiche. Il Proba-V sarà presto un satellite operativo e che fornirà dati da tempo attesi dalla comunità internazionale. Inoltre prosegue (l'ESA) la tradizione di essere un dimostratore di tecnologie innovative che porteranno benefici alla gran parte della comunità spaziale Europea per gli anni a venire." Il Proba-V è basato su una piattaforma che ha già volato in due precedenti missioni ESA ed imbarca la fotocamera Vegetation che mapperà la vegetazione mondiale ogni due giorni, un seguito della prima generazione di Vegetation imbarcata sui satelliti francesi Spot-4 e Spot-5. Proba-V esegue la stessa orbita di Spot-5 in modo da poterne prendere il posto una volta che quest'ultimo verrà messo in pensione il prossimo anno. Oltre al suo carico principale Proba ospita anche una serie di carichi tecnologici come un ricevitore per captare gli aerei in volo attorno al globo, un amplificatore per le comunicazioni con le ultime tecnologie al nitrato di gallio, un paio di nuovi sensori di radiazioni ed un'esperimento per testare le fibre ottiche nello spazio. VNREDSat-1A ((Vietnam Natural Resources, Environment, Disaster Satellite) del peso di 115,3 kg., è un satellite per il telerilevamento commerciale costruito da Astrium per l'Accademia Vietnamita di Scienze e Tecnologie. Il suo lancio venne contrattato con Arianespace a gennaio. ESTCube-1 invece è il primo satellite Estone. Questo CubeSat di 1,3 kg., è stato progettato e costruito dagli studenti dell'Università di Tartu con il contributo dell'Istituto Meteorologico Finlandese. Il satellite dispiegherà un cavo lungo 10 metri per dimostrare la possibilità di manovrare elettrostaticamente attraverso il flusso di plasma, che potrebbe portare a vele solari per i viaggi interplanetari. In copertina (Credit: ESA/Arianespace) il momento del decollo di Vega per la missione VV02. Nella foto in alto (Credit: ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG - JM Guillon) il razzo Vega decolla dallo Spazioporto della Guyana Francese ripreso da un'altra angolazione. Quello di oggi è stato il 22esimo lancio orbitale del 2013, il 21esimo a concludersi con successo.

Fonti : ESA - ASI - Arianespace

06/05/2013 - Il primo volo di Cygnus rinviato a settembre - La Orbital Sciences Corp. ha comunicato che il primo test completo di volo del suo veicolo cargo Cygnus diretto alla Stazione Spaziale Internazionale dovrà probabilmente slittare a settembre a causa di una combinazione di fattori, compreso la sostituzione di un motore del razzo Antares destinato a quella missione ed a un conflitto di date con il veicolo di rifornimento Giapponese. Il primo volo del cargo Cygnus, un veicolo automatico sviluppato in collaborazione con la NASA avrebbe dovuto avvenire questa estate. Ma la Orbital ha deciso di sostituire uno dei due motori AJ26 del primo stadio del razzo Antares e questo allungherà di tre o quattro settimane i preparativi per il decollo. La Orbital ha detto che potrebbe anche essere pronta per un lancio ad agosto ma qui c'è già calendarizzato per la ISS il lancio di un HTV Giapponese. Sia il Cygnus che l'HTV utilizzano, oltre allo stesso boccaporto di attracco, anche lo stesso sistema di comunicazioni e navigazione per trasmettere e ricevere i comandi fra i veicoli ed occorrono diverse settimane agli ingegneri per riconfigurare i sistemi fra un veicolo e l'altro. Il volo inaugurale del razzo Antares, avvenuto lo scorso 21 aprile, era andato esattamente come previsto. "Guardavamo al lancio con grandi aspettative ed affamati di dati per poter confrontare i dati reali con quelli previsti," ha detto Mike Pinkston, direttore del programma Antares della Orbital. "Tutte le analisi post-volo sono un passo assolutamente critico per comprendere esattamente come un veicolo di lancio si è comportato e se vi sono necessari degli aggiustamenti ai sistemi principali prima del lancio successivo. Dopo aver controllato i dati a fondo per un paio di settimane la nostra conclusione è che il volo inaugurale di Antares è stato bello come sembrava." Al momento il veicolo Cygnus destinato a questo primo volo di prova verso la ISS è già completo di propellente e carico presso l'hangar della Orbital a Wallops Island. Una volta che il razzo Antares sarà pronto Cygnus verrà integrato con il vettore.

Fonte : SpaceflightNow

06/05/2013 - Il volo VV02 di Vega riprogrammato per questa notte - Date le condizioni meteo del 5 maggio sopra il Centro Spaziale della Guyana, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ed Arianespace hanno deciso di far ripartire il conto alla rovescia per il volo di Vega VV02. La missione vedrà la messa in orbita di tre satelliti: il Proba-V, VNREDSat-1 e ESTCube-1. Se l'andamento favorevole nelle condizioni meteo prosegue, il lancio è previsto nella notte fra il 6 e 7 maggio 2013 e, rispettivamente, alle 23:06:31 ora locale del 6 maggio (le 4:06:31 ora italiana del 7 maggio). La diretta da Kourou si aprirà alle 03:45 e sarà trasmetta sul canale LIVE di AsiTV. Il nuovo lancio di VEGA sarà il primo dei cinque lanci di test che fanno parte del programma VERTA (VEga Research and Technology Accompaniment): a seguire il vero e proprio inizio delle missioni commerciali. "Le operazioni stanno procedendo regolarmente - ha detto il responsabile del settore lanciatori di ASI, Arturo De Lillis - e la data fissata per il lancio dovrebbe essere rispettata." Successivamente inizieranno le operazioni di carico del carburante, mentre sono già in corso i test del programma di volo. Tuttavia, rispetto alla data iniziale, era stato già deciso uno slittamento di due settimane per permettere un approfondimento di analisi sul completamento della qualifica del dispenser VESPA, poter sostituire il regolatore di pressione dell'AVUM e svolgere ulteriori controlli sulle apparecchiature mobili utilizzate per il sistema di lancio di VEGA. Con il suo secondo viaggio, VEGA ospiterà due payload principali: Proba-V, un satellite ESA che trasporta la versione ridotta dello strumento Vegetation dedicato al monitoraggio della crescita mondiale della vegetazione; e VNREDSAT (Vietnam Natural Resources Environment and Disaster Monitoring Satellite) una sonda dedicata al monitoraggio delle risorse naturali e dei disastri costruita da Astrium per conto del governo vietnamita. Ai due carichi principali, si è aggiunto in seguito l’ESTCube-1 un mini-satellite progettato in Estonia sul modello Cube. La missione durerà circa 3 ore e il lanciatore dovrà portare i suoi due carichi principali, con l'aggiunta del mini-satellite estone, su due orbite con orientamenti diversi e a quote differenti, rispettivamente a 600 e 800 chilometri di altezza. Lo sviluppo di VEGA vede l’Italia in un ruolo di primo piano essendo il principale 'azionista' del programma con una contribuzione pari al 65% del costo complessivo. VEGA è in grado di collocare in orbita vari carichi utili, offrendo diverse configurazioni di payload, una caratteristica che lo rende unico nel suo genere. La sfida che aspetta questo piccolo e innovativo vettore è quindi quella di bissare la performance del volo inaugurale in tutte le sue fasi dal lancio, al rilascio dei payload.

Fonti : Arianespace - ASI

Nella foto (Credit: U.S. Air Force photo/Bobbi Zapka) l'X-51A Waverider si prepara al suo storio quarto lancio appeso sotto l'ala di un B-52H. 03/05/2013 - L'ultimo volo dell'X-51A raggiunge il record di velocità - I militari degli Stati Uniti hanno lanciato un veicolo sperimentale ipersonico il 1° maggio scorso che ha accelerato ad oltre cinque volte la velocità del suono nella più lunga missione per questo tipo di velivolo. L'X-51A Waverider dell'US Air Force ha raggiunto, durante il test, la velocità massima di Mach 5,1, percorrendo oltre 425 km in appena sei minuti prima di schiantarsi, come previsto, nell'Oceano Pacifico al largo delle coste della California. Il volo di mercoledì ha utilizzato l'ultimo dei quattro X-51A costruiti dalla Boeing per gli esperimenti della US Air Force. Mentre il precedente test, avvenuto nell'agosto del 2012, era stato un fallimento, quello di mercoledì ha raggiunto il volo ipersonico più lungo mai effettuato. "La missione è stata un completo successo," ha dichiarato Charlie Brink, program manager di X-51A per il Research Laboratory Aerospace System Directorate dell'Air Force. L'X-51A è decollato mercoledì mattina dalla Base Aerea dell'Air Force di Edwards, in California, appeso sotto l'ala di un bombardiere B-52H Stratofortress. Il Waverider è stato rilasciato ad un'altezza di circa 15.000 metri ed ha utilizzato il suo motore di spinta a propellente solido per accelerare a Mach 4,8 in appena 26 secondi. A questo punto il Waverider si è separato dal razzo ed ha accelerato a Mach 5,1 ad un'altezza di 18.300 metri spinto da un motore scramjet supersonico alimentato dall'aria. L'X-51A ha bruciato il propellente nello scramjet per quattro minuti e poi è stato distrutto come previsto nell'impatto con l'Oceano Pacifico. In tutto il veicolo ha inviato 370 secondi di dati in volo. Al momento non vi sono piani per la costruzione di altri X-51A e fonti ufficiali confermano che i 300 milioni del costo del programma, iniziato nel 2004, lasceranno una preziosa eredità. "Credo che tutto quello che abbiamo imparato dall'X-51A Waverider ci servirà come pietra di partenza per future ricerche nel campo ipersonico ed infine alle sue applicazioni." dice Brink. Il volo ipersonico viene definito tale quando si raggiunge e supera Mach 5, o cinque volte la velocità del suono che è di circa 1.226 km/h al livello del mare. Mentre la maggior parte dei veicoli ipersonici utilizzano l'idrogeno come propellente, l'X-51A usa idrocarburi, che l'Air Force considera molto più flessibile logisticamente e potrebbe permettere a questa tecnologia di essere applicata su larga scala. In pratica, senza parti in movimento, il combustibile derivato da idrocarburi (propellente per aviazione JP-7 appositamente elaborato dall'Air Force per i veicoli supersonici come l'SR-71 Blackbird) viene iniettato nella camera di combustione del motore scramjet dove si miscela con l'aria che entra dalla presa anteriore e si accende in un processo simile a quello che si sviluppa all'interno di un uragano. Il primo volo di un X-51A avvenne nel maggio del 2010 e fu un successo dato che il veicolo volò per oltre tre minuti e raggiunse Mach 4,88. I successivi due voli però, nel giugno 2011 e nell'agosto 2012, furono entrambi un fallimento. I militari degli Stati Uniti stanno studiando il volo ipersonico per sviluppare nuove armi capaci di colpire obiettivi in ogni posto della Terra entro un'ora. Oltre all'X-51A dell'Air Force la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ha lanciato due voli di prova del suo prototipo di bombardiere ipersonico HTV, che ha raggiunto Mach 20 nell'agosto nel 2011 prima di perdere il controllo. Anche se la missione di HTV è durata nove minuti il veicolo ha dimostrato un volo controllato di soli tre minuti. Inoltre l'HTV è un veicolo aliante, senza un motore scramjet. Nella foto (Credit: U.S. Air Force photo/Bobbi Zapka) l'X-51A Waverider si prepara al suo storico quarto lancio appeso sotto l'ala di un B-52H.

Fonti : Space.com - Wright Patterson Air Force Base - Wikipedia JP-7

03/05/2013 - A causa dei forti venti rinviato il lancio di Vega - I venti ad alta quota sopra lo Spazioporto nella Guyana Francese hanno costretto i responsabili di Arianespace e dell'Agenzia Spaziale Europea a rinviare il lancio di questa notte della missione Vega con tre satelliti a bordo. Questo rinvio è stato giustificato dalle ristrette condizioni di sicurezza applicate alle operazioni di lancio Arianespace. Il veicolo Vega, missione VV02, ed i suoi tre satelliti a bordo - Proba-V, VNREDSat-1 e ESTCube-1 - rimangono in sicurezza in modalità di attesa presso il sito di lancio SLV dello Spazioporto. Una nuova data di lancio verrà decisa in base all'evoluzione delle condizioni meteorologiche. Qui una breve descrizione della missione VV02 e dei satelliti imbarcati.

Fonte : Arianespace

Nella foto (Credit: ASI) Enrico Saggese, presidente dell'ASI e l'astronauta Luca Parmitano. 03/05/2013 - Per Luca è sempre più vicino il momento di 'Volare' - Tra poco più di tre settimane il Tricolore tornerà nello spazio, a testimonianza del livello di eccellenza raggiunto dal nostro Paese in questo settore. A portarlo, con la missione 'Volare' che prenderà il via il 28 maggio, sarà Luca Parmitano, maggiore e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare e astronauta dell’ESA. Sarà la navetta Soyuz, dal cosmodromo di Baikonour, a condurre il nostro astronauta sulla Stazione Spaziale Internazionale insieme ai suoi compagni di missione, il russo Fedor Yurchikhin e l’americana Karen Nyberg. Sesto italiano ad andare nello spazio e quinto a salire a bordo della ISS, Parmitano svolgerà la prima missione di lunga durata che la NASA ha assegnato all’ASI in base ad un Memorandum bilaterale diretto tra le due istituzioni. Per sei mesi, sino a novembre 2013, l’astronauta si occuperà principalmente di attività di sperimentazione, caratterizzate da una forte presenza del know how italiano: Diapason e ICE (Italian Combustion Experiment) sono i due esperimenti del programma Green Air che prenderanno il via durante la sua missione. Diapason, realizzato dall’italiana DTM, riguarda la rilevazione nell’aria, tramite una specifica apparecchiatura, della presenza di particelle di dimensione di pochi nanometri che avrà applicazioni in studi sull’inquinamento atmosferico. Lo studio di combustibili innovativi a basso impatto ambientale è il fulcro dell’esperimento ICE. In particolare, verrà analizzato il comportamento di un biocombustibile la cui composizione è stata definita e proposta dall’Istituto Motori del CNR di Napoli. Nel corso della missione, inoltre, gli astronauti a bordo della ISS gestiranno anche l'arrivo della navicella automatica europea ATV-Einstein e del veicolo spaziale americano Dragon. Sono poi previsti molti esperimenti scientifici nel campo della fisiologia e della tecnologia, come test sulla combustione. Un’altra grande novità caratterizzerà la missione 'Volare': Parmitano non si limiterà ad operare all’interno della ISS ma diventerà protagonista di una delle due attività extraveicolari (EVA, Extra Vehicular Activity) previste. Sarà la prima volta per un astronauta italiano. "Voglio ricordare - ha dichiarato il Presidente dell'ASI Enrico Saggese - che 'Volare' è una missione congiunta ASI-NASA, che l'ASI inserisce i propri astronauti all'interno di un team europeo e che Luca sarà il primo italiano a fare un EVA, un compito fisicamente davvero stressante. Nel periodo in cui Parmitano sarà sulla ISS - ha concluso Saggese - verranno effettuate due spacewalk nel mese di luglio. Inoltre Luca si occuperà delle manovre del braccio robotico della Stazione Spaziale." 'Volare' e una Soyuz che avvolge la Terra con una scia tricolore e traccia il percorso della ISS sono rispettivamente il nome e il logo della missione di Luca, individuati nel settembre 2012 grazie al concorso nazionale 'Disegna e Designa' bandito dall’ASI. I due giovani vincitori, Norberto Cioffi (nome) e Ilaria Sardella (logo) hanno conseguito un premio davvero speciale: alla fine dello scorso mese di aprile hanno potuto visitare, a Mosca, Star City e assistere ad alcune fasi dell’allenamento finale di Parmitano presso lo Yuri Gagarin Cosmonaut Training Centre. "In un momento di difficoltà per il Paese voglio ricordare che l'Italia ha un ruolo fondamentale nel mondo del volo umano spaziale: più del 50% del volume abitabile della ISS è stato realizzato qui, nel nostro Paese - ha commentato Parmitano nel corso di una videoconferenza - vivere questa esperienza mi carica di un grande senso di responsabilità verso il mio Paese che mi ha preparato per questo momento. Mi sento un privilegiato - continua Parmitano - pertanto mi sento di esprimere gratitudine verso coloro che hanno reso possibile realizzare questo sogno. Sono orgoglioso di rappresentare l'Italia nello spazio con il tricolore cucito sulla spalla sinistra." Luca ha inoltre scritto un altro interessantissimo articolo sul suo blog (link a questa pagina). Questa volta Luca ci racconta della 'centrifuga', quell'attrezzatura utilizzata durante l'addestramento di piloti ed astronauti che permette di sperimentare una forza di gravità maggiore di quella terrestre. Nel caso degli astronauti viene utilizzata per abituarli alle fasi di decollo e rientro della capsula. Prima Luca ci dà una spiegazione tecnica sulla centrifuga e poi ci racconta le sue sensazioni nei test svolti. Il suo racconto è così dettagliato di tutto quello che succede che sembra di essere veramente al suo posto! Un grazie ancora una volta a Parmitano che, assieme a Samantha Cristoforetti, utilizzano il web per renderci partecipi di questa loro grande avventura. Potete trovare qui la pagina di Youtube dedicata alla missione 'Volare' di Luca Parmitano con video relativi all'imminente volo spaziale. Nella foto (Credit: ASI) Enrico Saggese, presidente dell'ASI e l'astronauta Luca Parmitano.

Fonte : ASI - ESA blog

03/05/2013 - Nuovo successo in un difficile test dei paracadute di Orion - Una versione di prova del veicolo spaziale Orion della NASA è atterrata con successo durante una simulazione con due tipi di guasto ai paracadute. Nel test, condotto mercoledì a Yuma, in Arizona, il modello della capsula cadeva a circa 400 km/h quando i paracadute si sono aperti. Questa è la velocità maggiore che il veicolo ha sperimentato durante la serie di test ideati per certificare che il sistema dei paracadute di Orion sia pronto per trasportare esseri umani. Gli ingegneri hanno impedito l'apertura di uno dei due paracadute di frenata e di uno dei tre paracadute principali per saltare la prima fase di gonfiaggio dopo essere usciti dal vano di carico dell'aereo a circa 7.600 metri di altezza sopra il deserto dell'Arizona. I paracadute di frenata vengono utilizzati per rallentare ed orientare Orion mentre i tre paracadute principali si gonfiano in momenti successivi per rallentare gradualmente ed ulteriormente la capsula durante la sua discesa. Lo scenario dei guasti di oggi, uno dei più complessi da simulare fino ad oggi, fornirà dati necessari agli ingegneri per ratificare il sistema di paracadute ad uso umano. "I test diventano sempre più una sfida, ed il sistema di paracadute fornisce la prevista ridondanza ed affidabilità," ha detto Chris Johnson, project manager della NASA per il sistema paracadute di Orion. "I test ci aiutano a prendere confidenza e bilanciare i rischi per assicurare l'incolumità del nostro equipaggio." Orion dispone del più grande sistema di paracadute mai costruito per un veicolo spaziale abitato. La tela dei tre paracadute principali potrebbe coprire gran parte di un intero campo di calcio. Dopo essere rientrato nell'atmosfera terrestre gli astronauti utilizzeranno i paracadute per rallentare il veicolo spaziale ed effettuare un'ammaraggio nell'Oceano Pacifico. Mettere alla prova le anomalie permette agli ingegneri di verificare che i paracadute sono affidabili anche quando qualcosa va storto. I test forniscono le informazioni necessarie per definire meglio i modelli utilizzati per costruire il sistema ed Orion. I cambiamenti nel progetto e nei materiali utilizzati nel sistema di paracadute di Orion sono già stati la base per i test precedenti. Altri veicoli spaziali governativi o commerciali utilizzano un sistema di paracadute simili ed anche questi possono beneficiare del lavoro svolto per certificare Orion. "Il rilascio dei paracadute è intrinsecamente caotico e non facilmente prevedibile," dice Stu McClung, system manager di recupero ed atterraggio di Orion. ""La gravità non prende mai una pausa - non c'è timeout ed il risultato finale può essere molto spietato. Ecco perché testiamo se abbiamo problemi con il sistema, vogliamo saperlo ora...." Il prossimo test sulla Terra dei paracadute di Orion è previsto per luglio quando una capsula di prova verrà rilasciata da circa 10.600 metri, l'altitudine maggiore mai raggiunta prima. Il primo test dei paracadute dopo aver viaggiato nello spazio avverrà durante l'Exploration Flight Test-1 nel 2014, quando un Orion senza equipaggio dovrà rientrare da 5.800 km dalla superficie terrestre. Il veicolo spaziale viaggerà a circa 550 km/h al momento dell'apertura dei paracadute.

Fonte : Spacedaily

Nella foto (Credit: Elizabeth Howell ) il Canadarm 201 esposto al museo di Ottawa. 02/05/2013 - Esposto in un museo canadese il braccio robotico della Space Shuttle - Dopo aver percorso quasi 160 milioni di km nello spazio, uno dei giganteschi bracci robotici del programma Space Shuttle è stato svelato al pubblico il 2 maggio in un museo della capitale Ottawa. Il Canadarm 201, lungo 15 metri, ha completato 27 voli nello spazio a bordo delle navette spaziali prima di imbarcarsi nella sua ultima missione come esposizione permanente al Canada Aviation and Space Museum di Ottawa. Questo è uno dei cinque Canadarm che vennero ceduti alla NASA fra il 1981 ed il 1993. I bracci hanno aiutato il programma Shuttle a costruire la Stazione Spaziale Internazionale, a ripare satelliti ed eseguire la manutenzione al Telescopio Spaziale Hubble; oltre ad aver assistito come mano in più nelle passeggiate spaziali degli astronauti. Questo particolare Canadarm è stato il primo a volare nello spazio, a bordo della seconda missione Shuttle, nel novembre del 1981. Il Canadarm - conosciuto dalla NASA come sistema di manipolazione remota (SRMS) - è stato anche l'avvio della genesi del programma canadese di astronauti, che hanno avuto un grande ruolo a marzo quando l'astronauta Chris Hadfield ha assunto il comando di Spedizione 35 a bordo della ISS. "In un certo senso, è grazie al Canadarm se io sono stato nello spazio," ha detto Hadfield in un video messaggio inviato dall'orbita e trasmesso durante la cerimonia di passaggio del comando. Il Canadarm 201 ebbe un gran successo nel suo volo inaugurale spingendo la NASA ad estendere ai canadesi di entrare nel programma Shuttle. Il primo astronauta di quel Paese, Marc Garneau, volò nel 1984. "Ha virtualmente trasformato il mio sogno di essere un astronauta dall'impossibile al possibile," ha proseguito Hadfield, che ha cercato di volare nello spazio fin da quano Apollo 11 è atterrata sulla Luna nel 1969. Hadfield è stato il primo canadese a manovrare il Canadarm nel 1995. Originariamente il Canadarm 201 avrebbe dovuto compiere una fermata temporanea presso la sede generale dell'Agenzia Spaziale Canadese, vicino a Montreal prima di essere esposto per circa tre o quattro anni. Ma la CSA, secondo quanto dichiarato dal suo presidente Gilles Leclerc a Space.com, ha modificato la sua decisione per rendere il braccio accessibile ad un maggior numero di persone. Oggi i candesi utilizzano la tecnologia robotica come parte della loro partecipazione alla scienza della stazione spaziale e dei voli degli astronauti. Il più lungo e forte Canadarm 2 venne installato sul laboratorio orbitante nel 2001, seguito da Dextre che è stato anche utilizzato periodicamente per testare il rifornimento dei satelliti in orbita. Hadfield tornerà sulla Terra entro questo mese ed il prossimo posto disponibile per un canadese sulla ISS sarà nel 2018. "Stiamo negoziando con la NASA proprio ora per accelerare questi tempi," ha aggiunto Leclerc. Due altri astronauti canadesi sono in addestramento presso la NASA: Jeremu Hansen e David Saint-Jacques. Il Canadarm 201 è stato presentato con un applauso degli ex-impiegati della Spar Aerospace, la compagnia che ha progettato e costruito il Canadarm. Assieme a questi dipendenti vi era Art Everett, il responsabile di tutta la copiosa documentazione prodotta durante la progettazione. "Avevamo alcune delle più intelligenti persone al mondo, era incredibile," ha detto Everett della Spar, che in seguito venne assorbita dalla MacDonald, Dettwiler and Associates. La MDA sta provando a spingere la tecnologia del Canadarm ancora più avanti. Lo scorso anno l'azienda ha presentato diversi prototipi di Canadarm di ultima generazione che spera possano attrarre i clienti a costruire satelliti che possono essere riforniti, assieme ad altri utilizzi. La MDA ha inoltre creato altre applicazioni a partire dal braccio robotico che spaziano dagli usi in medicina fino alle miniere. Un Canadarm venne distrutto nell'esplosione del Challenger nel 1986 e gli altri quattro restanti bracci robotici si trovano in Canada, Stati Uniti e nello spazio. Oltre al Canadarm 201, un braccio è esposto presso lo Steven F. Udvar-Hazy Center dello Smithsonian National Air and Space Museum in Virginia, vicino a Washington D.C., assieme alla navetta Discovery. Un altro braccio è presso la NASA per analisi ingegneristiche. Il Canadarm in orbita è stato convertito come parte di un OBSS (Orbital Boom Sensor System) per creare una prolunga di 15 metri capace di eseguire delle scansioni nella parte inferiore dello scudo termico della navetta spaziale. Questa conversione venne eseguita dopo che una breccia nell'ala della navetta Columbia portò alla sua distruzione nel 2003. L'OBSS venne lasciato sulla stazione spaziale dopo la conclusione del programma Shuttle nel 2011. Nella foto (Credit: Elizabeth Howell ) il Canadarm 201 esposto al museo di Ottawa.

Fonte : Space.com

02/05/2013 - La NASA invita a mettere il proprio nome ed un messaggio sulla sonda diretta a Marte - La NASA ha invitato il pubblico ad inviare online i propri nomi e messaggi personali che verranno inseriti su un DVD imbarcato a bordo della sonda destinata a studiare l'atmosfera marziana. Il DVD verrà inserito sulla sonda MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA il cui lancio è previsto in novembre. Il DVD fa parte della missione Going to Mars Campaign coordinato dal Laboratory for Atmospheric and Space Physics (CU/LASP) dell'Università del Colorado di Boulder. Il DVD comprenderà ogni nome inviato ed il pubblico è incoraggiato ad inviare anche un messaggio in forma di poema a tre righe, o 'haiku'. Però soltanto tre haiku saranno scelti. La data finale per l'invio è il 1° luglio ed un voto pubblico online per determinare i primi tre messaggi da inserire nel DVD inizierà il 15 luglio. "La campagna 'Going to Mars' offre alle persone di tutto il mondo un modo per essere connessi personalmente con lo spazio, l'esplorazione spaziale e la scienza in generale, e condividere la nostra emozione per la missione di MAVEN," ha detto Stephanie Renfrow, capo del programma educativo pubblico di MAVEN presso la CU/LASP. I partecipanti dovranno inviare i loro nomi alla campagna 'Going to Mars' e potranno stampare un certificato di apprezzamento per aver contribuito alla missione MAVEN. "Questa nuova campagna è una grande opportunità per raggiungere la prossima generazione di esploratori e renderli interessati alla scienza, alla tecnologia, all'ingegneria ed alla matematica," ha detto Bruce Jakosky, principale studioso del MAVEN per la CU/LASP. "Vedo con favore il poter condividere la nostra scienza con la comunità mondiale mentre MAVEN inizia a raccogliere gli indizi su cosa è accaduto all'atmosfera del Pianeta Rosso." MAVEN è la prima sonda dedicata all'esplorazione e comprensione della parte superiore dell'atmosfera marziana. Il veicolo spaziale dovrà studiare come la perdita dell'atmosfera di Marte nello spazio abbia determinato la storia dell'acqua in superficie. "Questa missione prosegue la ricca storia della NASA di ispirare e rendere partecipe il pubblico nel volo spaziale e nell'esplorazione di Marte," ha detto David Mitchell, project manager di MAVEN presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Maryland. Il team principale di studio di MAVEN è basato presso il Laboratory for Atmospheric and Space Physics dell'Università di Boulder, in Colorado. L'università si occupa delle operazioni scientifiche, degli strumenti scientifici ed è a capo della divulgazione pubblica. Il Goddard gestisce il progetto e fornisce due degli strumenti scientifici per la missione. La Lockheed Martin di Littleton, Colorado, ha costruito il veicolo spaziale ed è responsabile per le operazioni della missione. Lo Space Sciences Laboratory dell'Università della California di Berkeley fornisce altri strumenti per la missione. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, fornisce il supporto per la navigazione mentre il Deep Space Network e la Electra si occupano delle telecomunicazioni. Per partecipare alla campagna Going to Mars visita il sito: http://lasp.colorado.edu/maven/goingtomars. Per ulteriori informazioni sulla sonda MAVEN visita il sito: http://www.nasa.gov/maven.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)) l'immagine di Sulci Gordii ripresa dalla sonda ESA Mars Express. 02/05/2013 - Fratture e fiumi di lava nei pressi del Monte Olimpo, su Marte - Gigantesche frane, flussi di lava e forze tettoniche sono dietro questa scena dinamica ripresa recentemente dalla sonda Mars Express dell'ESA di una regione sfregiata dal più grande vulcano del Sistema Solare, il Monte Olimpo. Questa immagine è stata scattata il 23 gennaio scorso con la fotocamera ad alta risoluzione e mette a fuoco la regione conosciuta come Sulci Gordii, che si trova a circa 200 km ad est del Monte Olimpo. Sulci Gordii è un deposito 'aureolare' - dal latino 'cerchio di luce' - ed è uno dei molti che si formano come anelli spezzati attorno al gigantesco vulcano, come lascia intendere la mappa di contesto. Le aureole ci narrano la storia di un catastrofico collasso, in un lontano passato, dei fianchi più bassi del Monte Olimpo. Oggi si stagliano come bordi di una scogliera a 2 km sopra la pianura che li circonda. Il collasso è stato causato da un indebolimento nella roccia di sostegno dell'edificio vulcanico, forse influenzato da acque sotterranee. Durante il collasso, detriti rocciosi scivolarono giù e fuori nel raggio di centinaia di chilometri di pianure vulcaniche circostanti, dando origine all'aureola ruvida vista oggi. Simili valanghe di detriti si possono vedere in alcuni vulcani sulla Terra, compreso il Mauna Loa, nelle Hawaii, che, come il Monte Olimpo, è un vulcano 'a scudo' costruito sopra successivi flussi di lava. Le pianure lisce che circondano l Sulci Gordii suggeriscono che la frana è stata poi parzialmente sepolta da flussi di lava. Infatti, deboli contorni di antiche colate laviche possono essere visti con lo zoom nella parte superiore di centro-sinistra dell'immagine principale ad alta risoluzione. La caratteristica apparenza corrugata del 'sulci' - un termine geologico utilizzato per descrivere approssimativamente colline e valli su Marte - sono probabilmente il risultato di frane di materiale scivolato dal vulcano e diventate compresse o spinte via mentre attraversavano la superficie di Marte. Nel tempo, l'erosione del materiale più debole fra i picchi ha accentuato questo effetto. L'effetto corrugato si nota meglio nella visione di prospettiva ravvicinata. Ingrandendo queste immagini si può evidenziare che le colline e le creste sono ricoperte di una fine polvere portata dal vento, e che molte frane su piccola scala si sono verificate lungo i lati delle valli. Similmente, un'ispezione accurata delle liscie pianure, possono essere viste increspature sottili nella coltre di polvere marziana. Qui, sottili dune ondulate sono state create dal vento prevalente. Numerosi canali sinuosi e reti di frattura frastagliate attraversano la scena, in particolare (a sinistra), all'estremità meridionale dell'immagine principale e in primo piano nella vista prospettica di cui sopra. La gamma dei canali varia in lunghezza da circa 50 km a 300 km, e sono stati probabilmente allargati da colate laviche di breve durata, o forse anche dall'acqua. Una vista impressionante sul lato sinistro della vista prospettica è un canale sinuoso che viene improvvisamente troncato da una faglia tettonica. Un altro canale che attraversa il centro in primo piano ha chiaramente una storia di complesse fratturazioni. Nel terreno più corrugato verso sud (in alto al centro-destra dell'immagine principale), forze tettoniche hanno lacerato la crosta marziana, e più chiaramente visibile nella mappa topografica con codice colore. Studiando le regioni complesse come queste - e confrontandole con simili esempi qui sulla Terra - gli scienziati planetari possono saperne di più sui processi geologici che hanno dominato l'antico Marte, quando questo era ancora un pianeta attivo. Proprio come sulla Terra, la scena a Sulci Gordii ci dice che i vulcani possono subire crolli drammatici che trasportano grandi quantità di materiale attraverso centinaia di chilometri, che poi vengono successivamente scolpite dalle forze del vento, acqua e tettoniche. Nella foto (Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)) l'immagine di Sulci Gordii ripresa dalla sonda ESA Mars Express. Al link della fonte altre immagini della zona con gli ingrandimenti descritti nel testo.

Fonte : ESA

02/05/2013 - Seguite in diretta il lancio di Vega con Proba-V - Seguite con noi nelle primissime ore di sabato 4 maggio il secondo lancio Vega, il volo Vega VV02, con a bordo il micro satellite dell'ESA Proba-V, per la mappatura della vegetazione, e due altri satelliti. La diretta web comincia alle 03:34 ed il lancio è previsto alle 04:06 del 4 maggio. Dopo la separazione di Proba-V ci sarà un piccolo intervallo nella trasmissione. La diretta riprenderà alle 05:50 per il rilascio di VNREDSat-1 e di ESTCubSat-1. Qui di seguito maggiori informazioni su Proba-V (in italiano) ed il link per seguire la diretta.

Fonte : ESA Italia

02/05/2013 - Gli astronauti scoprono il 'foro di un proiettile' in un pannello della ISS - Un piccolo oggetto, probabilmente un meteorite, ha attraversato un pannello solare della Stazione Spaziale Internazionale, lasciando un 'foro di proiettile'. Lo ha detto il Comandante Chris Hadfield, il canadese a capo della Spedizione 35 sulla ISS. "Foro di proiettile - una piccola pietra dell'universo ha attraversato il nostro pannello solare. Siamo contenti che abbia mancato lo scafo," ha scritto Hadfield nel suo blog su Twitter, rivelando una fotografia del danno presa durante una recente EVA o 'passeggiata spaziale' attorno alla ISS. Ma gli esperti sono più propensi a credere che il foro sia stato causato da un oggetto casuale, possibilmente spazzatura spaziale, che non sarebbe stato capace di penetrare gli strati dello scafo della stazione. Jim Scotti, uno scienziato planetario presso il Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona, ha detto: "E' difficile che questo danno possa essere stato causato da un meteorite, ma più facilmente da un pezzo di detrito spaziale costruito dall'uomo e che si trova in orbita bassa terrestre."

Fonte : Spacedaily

01/05/2013 - La Cina lancia satellite per telecomunicazioni - La Cina ha immesso in orbita con successo il satellite per telecomunicazioni 'Zhongxing-11' (Chinasat 11) lanciato alle 0:06 a.m. di giovedì 2 maggio, ora di Pechino (le 18:06 ora italiana del 1° maggio), dal Centro di Lancio Satelliti Xichang, nel sudovest della provincia Cinese dello Sichuan. Secondo un comunicato del centro, il Chinasat-11 verrà utilizzato maggiormente per fornire comunicazioni commerciali ai clienti della regione Asia-Pacifico. Il satellite è stato immesso in orbita geosincrona di trasferimento con un razzo Lunga Marcia-3B/E (Chang Zheng-3B/E) segnando il 176esimo lancio della serie, il 24esimo del modello CZ-3B ed il secondo lancio cinese del 2013. Il rilascio del satellite è avvenuto circa 30 minuti dopo il decollo quando il terzo stadio del vettore CZ-3B alimentato ad idrogeno ha completato la seconda accensione. Il Chinasat 11 è un satellite della serie DFH-4 costruito dalla China Academy of Space Technology ed è fornito di 45 trasmettitori in banda C e Ku. Il peso del satellite è di circa 5 tonnellate al lancio. Quello di oggi è stato il 21esimo lancio orbitale del 2013, il 20esimo a concludersi con successo.

Fonti : Xinhua - Space Launch Report - Nasaspaceflight

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Massimo Martini

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