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Notiziario 2013 - quarto bimestre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del periodo che va da luglio ad agosto 2013. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna su tutto il sito. I risultati ottenuti vengono visualizzati su una pagina esterna del sito AtomZ.


Qui le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del periodo che va da maggio a giugno 2013.
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31/08/2013 - Il razzo vettore Zenit riprende i voli dopo il disastro di febbraio - Un satellite per telecomunicazioni Israeliano è stato lanciato sabato con successo dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, per il primo volo di razzo Zenit dello stesso tipo di quello che perse il controllo subito dopo il decollo e si schiantò nel Pacifico a febbraio. Il razzo Zenit 3SLB è decollato alle 20:05 GMT (le 22:05 ora italiana) dall'Area 45, rampa 1 e dopo essere stato spinto nello spazio dai primi due stadi di costruzione Ucraina, lo stadio superiore Russo Bock DM alimentato a kerosene è stato acceso per tre volte prima di rilasciare il satellite per telecomunicazione Amos 4 nell'orbita prevista alle 2:50 GMT di domenica (le 4:50 ora italiana). Il lancio di sabato è stato il primo volo di un razzo Zenit fin dalla missione fallita del 1° febbraio sotto gli auspici della Sea Launch e che vide distrutto il satellite per telecomunicazioni Intelsat 27 pochi secondi dopo il decollo dalla piattaforma di lancio oceanica della Sea Launch che si trovava nell'Oceano Pacifico. Gli investigatori avevano poi scoperto che la causa dell'incidente del 1° febbraio era un componente del sistema di manovra del primo stadio. Il sistema idraulico di potenza, conosciuto nel suo acronimo Russo come BIM, si guastò approssimativamente a 3,9 secondi dal decollo a causa di 'prestazioni anormali' della pompa che avrebbe dovuto pressurizzare il sistema idraulico per gli attuatori di movimento del motore del primo stadio del razzo Zenit. Durante il lancio infatti, gli attuatori muovono i quattro ugelli del motore RD-171M del primo stadio, dirigendo la spinta e guidando il razzo sulla giusta traiettoria. Il motore principale RD-171M è stato costruito dalla NPO Energomash in Russia mentre i due stadi principali dalla Yuzhmash in Ucraina. Lo stadio superiore Block DM viene invece dalla Energia di Mosca. Il lancio di Amos 4 è stato condotto sotto il marchio Land Launch gestito dalla Space International Services Ltd, un fornitore di lanci Russo. La Sea Launch non ha rapporti con la missione Amos 4 ma sia la Land Launch che la Sea Launch utilizzano lo stesso tipo di razzo con minimi cambiamenti. L'Amos 4 viene descritto dal suo operatore di Israele come il più sofisticato satellite per telecomunicazioni e fornirà trasmissioni televisive dirette, multimedia, internet a larga banda e comunicazioni mobili per 12 anni di servizio. Con una massa al lancio di quasi 4.300 kg., Amos 4 è stato costruito dalla Israel Aerospace Industries per la Spacecom, un'operatore satellitare Israeliano di Tel Aviv. La IAI e la Spacecom hanno annunciato che i controllori hanno stabilito i contatti con Amos 4 poco dopo il suo rilascio dallo stadio superiore Block DM di Zenit, indicando che il veicolo era in ottima forma dopo il lancio. Amos 4 estenderà i servizi della Spacecom sulla Russia ed Asia, migliorando il servizio sul Medio Oriente ed Europa con i suoi trasmettitori in banda Ku e Ka. Il satellite verrà posizionato in orbita geostazionaria a 36.000 km sopra l'equatore a 65°di longitudine est, anche se inizialmente Amos 4 opererà da 67,25° di longitudine est per i test orbitali. Quello di oggi è stato il 47esimo lancio orbitale del 2013, il 45esimo a concludersi con successo. Nella foto di copertina (Credit: IAI) il satellite Amos 4 mentre viene inserito nell'ogiva del razzo Zenit.

Fonte : SpaceflightNow

31/08/2013 - L'ATV Europeo 'Albert Einstein' ha rialzato l'orbita della ISS - Alle 9:20 CEST (ora italiana) di oggi, il veicolo cargo automatico ATV-4 'Albert Einstein' ha acceso due dei suoi quattro motori principali (M1 ed M3) per alzare la Stazione Spaziale Internazionale su un'orbita leggermente più alta. Dopo l'accensione, durata 185 secondi, la velocità orbitale del complesso è stata accelerata di 0,48 m/sec. Il totale del propellente utilizzato in questa manovra (chiamata reboost) è stato di 68,68 kg. Dopo la manovra l'orbita della ISS è di 412x418 km di altezza ed è stata resa necessaria per facilitare l'arrivo, il prossimo mese, del veicolo spaziale Soyuz con un nuovo equipaggio. Il 25 settembre decollerà infatti verso la ISS l'equipaggio composto dai cosmonauti Russi Oleg Kotov e Sergei Ryazansky assieme all'astronauta Michael Hopkins della NASA. Il prossimo reboost che utilizzerà l'ATV è previsto per il 13 settembre 2013. In copertina (Credit:NASA) l'ATV-4 agganciato alla ISS.

Fonti : ESA blog ATV - Ria Novosti

Illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) di NuSTAR in orbita. 30/08/2013 - Iniziata la diffusione dei primi dati di NuSTAR della NASA - Il Nuclear Spectroscopic Telescope Array, o NuSTAR, della NASA ha iniziato a diffondere alla comunità scientifica i primi dati delle sue immagini a raggi X del cosmo. Il primo gruppo di dati provenienti dal telescopio cacciatore di buchi neri è stato reso disponibile a partire dal 29 agosto, attraverso l'HEASARC (High Energy Astrophysics Science Archive Research Center) della NASA. "Siamo fieri di presentare al mondo il cielo nelle alte energie dei raggi X con gli occhi di NuSTAR che dispone di un vero telescopio," ha detto Fiona Harrison, a capo della missione scientifica per il California Institute of Technology di Pasadena. Le immagini, prese da luglio ad agosto 2012, poco dopo il lancio del veicolo spaziale, comprendono un assortimento di oggetti estremi, compresi buchi neri vicini e lontani. I buchi neri più distanti sono anche i più luminosi oggetti dell'Universo, irradiando raggi-X mentre ferocemente consumano il gas attorno a loro. Un tipo di buco nero nel nuovo gruppo di dati è un vero fuoriclasse dato che è molto attivo, super massiccio ed ha un getto puntato verso la Terra. I sistemi conosciuti come binarie a raggi-X, vedono un oggetto compatto come una stella a neutroni o un buco nero che si alimentano di una stella compagna e poi vi sono anche un mix assieme ai resti di un'esplosione stellare come una supernova. I set di dati contengono soltanto le osservazioni complete. Per gli oggetti ancora sotto osservazioni i dati verranno rilasciati in seguito. "Gli astronomi possono utilizare tali dati per comprendere meglio le capacità di NuSTAR e preparare proposte per osservazioni future. La prima opportunità arriverà quest'autunno, per una serie di osservazioni congiunte con XMM-Newton," ha detto Karl Forster del Caltech, che guida lo sforzo di distribuire i dati al pubblico. Il telescopio per raggi-X XMM_Newton dell'Agenzia Spaziale Europea, come anche l'osservatorio raggi-X Chandra della NASA, sono complementari a NuSTAR. Mentre XMM-Newton e Chandra vedono i raggi X a bassa energia, NuSTAR è il primo telescopio capace di mettere a fuoco i raggi X ad alta energia, permettendo di ottenere immagini più dettagliate di quanto non era possibile fino ad ora. Gli astronomi possono confrontare i dati delle diverse missioni utilizzando HEASARC, dando loro una comprensione più vasta dell'oggetto interessato. Le osservazioni di NuSTAR alle alte energie aiuterà gli scienziati a coprire le mancanze nell'astronomia a raggi X precedente, e li guiderà a nuove scoperte su questo bizzarro ed energetico lato del nostro Universo. I dati di altre missioni NASA sono disponibili presso l'HEASARC e comprendono Chandra, Fermi, Swift, Cosmic Background Explorer (COBE), Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) e molte altre. HEASARC è un servizio della Divisione Scienza Astrofisica del Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Md. e della divisione Astrofisica delle Alte Energie dello Smithsonian Astrophysics Observatory di Cambridge, Mass. L'HEASARC dispone dei dati ottenuti dalle missioni di astronomia delle alte energie NASA nell'estremo ultra-violetto, nei raggi-X e nelle bande dei raggi gamma, così come i dati da missioni con palloni sonda o con strutture al suolo che hanno studiato i resti della radiazione cosmica di fondo. HEASARC è online a: http://heasarc.gsfc.nasa.gov/. NuSTAR fa parte delle missioni Small Explorer guidate dal Caltech e gestite dal Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Il veicolo spaziale è stato costruito dalla Orbital Science Corporation, di Dulles, Va. I suoi strumenti invece sono stati costruiti da un consorzio che comprendeva il Caltech; JPL; the University of California, Berkeley; Columbia University, New York; il Goddard Space Flight Center della NASA, di Greenbelt, Md.; la Danish Technical University in Danimarca; il Lawrence Livermore National Laboratory, di Livermore, Calif.; l'ATK Aerospace Systems, di Goleta, Calif., e con il supporto dello Science Data Center dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Per ulteriori informazioni visita http://www.nasa.gov/nustar e http://www.nustar.caltech.edu/. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/JHU) la galassia Scultore vista in una nuova luce con le immagini composte ottenute da NuSTAR e dall'Osservatorio Europeo del Sud, in Cile. In alto (Credit: NASA/JPL-Caltech), una rappresentazione artistica di NuSTAR nella sua configurazione orbitale con il modulo delle ottiche, separato dal piano focale dove sono installati gli strumenti, da un traliccio lungo 10 metri.

Fonte : NASA

30/08/2013 - Il rover Curiosity riprende la migliore eclisse solare di tutti i tempi - Il mars rover Curiosity della NASA ha catturato la più dettagliata immagine di un'eclisse solare mai fatta dal Pianeta Rosso. Il rover da una tonnellata ha eseguito la foto con le sue lenti tele a Phobos, la più grande delle due piccole lune di Marte, mentre transitava di fronte al disco solare lo scorso 17 agosto. "Questo evento è capitato vicino al mezzogiorno della posizione di Curiosity, e questo metteva Phobos nel punto più vicino al rover, che è così apparso più grande di fronte al Sole che in altri momenti della giornata," ha detto Mark Lemmon, uno degli studiosi che si occupa della strumento Mastcam di Curiosity presso la Texas A&M University. "Questa è l'eclisse totale più vicina che si può osservare su Marte." Phobos non copre completamente il Sole visto dalla superficie di Marte, e quindi quella del 17 agosto è stata un'eclisse di tipo anulare o chiamata anche 'anello di fuoco', come quelle che gli appassionati del cielo hanno potuto osservare sulla Terra dall'Australia alle Hawaii nel maggio di quest'anno. Phobos è soltanto largo 22 km in media, mentre l'altra luna di Marte, Deimos, è anche più piccola. Molti scienziati pensano che entrambi i satelliti naturali siano degli asteroidi catturati dalla gravità del Pianeta Rosso tanto tempo fa. Il piccolo Phobos appare relativamente grande in confronto al Sole perchè orbita molto vicino a Marte - solo 6.000 km dalla sua superficie. La Luna, in confronto, orbita attorno alla Terra alla distanza media di 384.600 km. Phobos impiega otto ore a completare un giro attorno a Marte mentre il più lontano Deimos, che si trova ad una distanza media di 20.070 km, ogni 30 ore o giù di li. Ma nessuna delle due lune rimarrà su queste orbite per sempre. Deimos sta accelerando mentre Phobos sta rallentando. Gli scienziati credono che la gravità di Marte probabilmente distruggerà Phobos nei prossimi 10 o 15 milioni di anni. Le osservazioni di Phobos e Deimos di Curiosity e del più vecchio e piccolo rover Opportunity aiutano gli scienziati a precisare meglio le loro orbite. "Questa è una delle immagini più dettagliate di una luna marziana in transito mai eseguita ed è particolarmente utile perché l'eclisse è anulare," ha detto Lemmon dell'eclisse del 17 agosto. "Ed è anche più vicina al centro del Sole di quanto previsto e da questo abbiamo imparato qualcosa." Curiosity è atterrata su Marte il 5 agosto dello scorso anno per determinare se il Pianeta Rosso avrebbe mai potuto sostenere la vita microbiotica. Il rover ha quasi raggiunto l'obbiettivo principale della missione, trovando a marzo un sito chiamato Yellowknife Bay che avrebbe anche potuto essere abitato molto tempo fa. Curiosity si trova ora impegnato in un lungo viaggio della durata di diversi mesi verso le pendici del Monte Sharp, che si trova al centro del cratere Gale. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/Malin Space Science Systems/Texas A&M Univ.) le immagini del transito della luna Phobos di fronte al Sole, fotografate dal rover Curiosity lo scorso 17 agosto.

Fonte : Space.com

30/08/2013 - Il primo volo suborbitale di SpaceShipTwo potrebbe avvenire entro la fine dell'anno - La SpaceShipTwo della Virgin Galactic, che dovrebbe diventare la prima nave spaziale commerciale abitata al mondo, è sottoposta ad una serie di rigorosi test presso il Mojave Air and Space Port, in California. La 'VSS Enterprise' , così è stato battezzato il primo velivolo, dovrebbe completare il suo primo volo spaziale a dicembre. In seguito potrebbero debuttare i voli commerciali con i passeggeri paganti. Anche se la destinazione è breve, un volo suborbitale, il prezzo di 'solo' 250.000 dollari è significativamente meno costoso delle varie decine di milioni di dollari richiesti per volare sulle Soyuz Russe, attualmente il solo veicolo spaziale che ha permesso del turismo spaziale. La SS2 è stata progettata dal leggendario Burt Rutan e dalla sua Scaled Composite e viene alimentata utilizzando i motori RM2 (RocketMotorTwo) della Sierra Nevada Corp. Ma il componente chiave del successo di SS2 è l'aereo madre WhiteKnightTwo (WK2) che porta il veicolo spaziale fino ad una quota di circa 15.000 metri prima di rilasciarlo. Una volta raggiunta la quota prevista il WK2 rilascia SS2 e torna sulla pista di partenza mentre il motore a razzo di SS2 spinge il veicolo verso lo spazio. La VSS Enterprise ha iniziato i primi test senza motore nel 2010 fino ad arrivare al primo volo con accensione del razzo il 29 aprile di quest'anno. Il prossimo passo sarà il raggiungimento dello spazio, che potrebbe avvenire in dicembre. In preparazione a questo la Virgin Galactic ha svolto un'intenso lavoro che prevede test del WK2, voli planati di SS2 e test di accensione del motore RM2. Nel mezzo di questo la Virgin ha anche addestrato due rispettati piloti che andranno ad aggiungersi a Mark Stucky e David Mackay per la guida sia di WK2 che SS2. I due nuovi sono il Tenente Colonnello dell'US Air Force in pensione Michael 'Sooch' Masucci e il veterano della navetta spaziale della NASA Rick Sturckow. L'8 agosto scorso si è svolto l'ultimo test di volo planato per SS2 che ha testato la configurazione 'a piuma' nella quale le ali del veicolo vengono ruotate di 65 gradi. Nello scenario del volo spaziale questa configurazione permette un rientro ad alta resistenza e basso calore che dovrebbe, in teoria, essere molto più sicuro di un sistema di rientro convenzionale. In tutto WK2 ha volato 16 volte fin dal volo a motore di SS2, compresi due voli con SS2. Intanto la Sierra Nevada Corp. prosegue con i test di accensione del motore RM2. La Virgin Galactic prevede altri voli senza motore prima di arrivare a dicembre con il primo volo spaziale. Mentre la SS2 inizialmente opererà dallo Spazioporto America nel New Mexico sta emergendo l'interessante possibilità che la NASA e la Space Florida possano rendere disponibile la pista Shuttle Landing Facility (SLF) del Kennedy Space Center per le compagnie private. Costruita per essere il punto di arrivo delle missioni degli Space Shuttle, la SLF fornirebbe una base logica per i voli turistici suborbitali. Anche la XCOR con il suo Lynx e la Sierra Nevada Corp. con il Dream Chaser stanno giò considerando di operare presso la SLF e quindi Cape Canaveral potrebbe facilmente diventare anche la seconda casa di SS2. In copertina (Credit Virgin Galactic) la SpaceShipTwo durante il primo volo propulso dell'aprile scorso.

Fonte : Nasaspaceflight

30/08/2013 - La Cina invierà entro l'anno il suo primo rover sulla Luna - La sonda lunare Chang'e-3 verrà lanciata entro la fine dell'anno per una missione di atterraggio lunare, lo ha annunciato mercoledì l'Amministrazione di Stato per la Scienza, la Tecnologia e l'Industria per la Difesa Nazionale. "La Chang'e-3 è entrata ufficialmente nella fase di lancio, dopo il periodo di ricerca e costruzione," ha riportato un documento rilasciato dall'amministrazione dopo l'incontro avvenuto mercoledì sulla missione. La missione vedrà la sonda spaziale Cinese atterrare, per la prima volta, su un altro corpo celeste. "La missione Chang'e-3 farà il migliore uso di una serie di innovazioni tecnologiche. E' una missione estremamente difficile che comporta molti rischi," ha detto Ma Xingrui, capo dell'esplorazione spaziale Cinese dei corpi celesti e capo in comando del programma lunare. La missione Chang'e-3 è la seconda fase del programma lunare della Cina che includeva l'entrata in orbita, l'atterraggio ed il rientro sulla Terra, dopo il successo delle missioni Chang'e-1 e 2 che hanno visto la mappatura ad alta risoluzione della superficie lunare. Il razzo che trasporterà la sonda Chang'e-3 ha già superato il suo primo test mentre si trovava sulla rampa di lancio ed anche i sistemi di controllo e di terra sono pronti per la missione. La Chang'e-3 verrà lanciata dal Centro Lancio Satelliti Xichang, nel sud-ovest della Cina. In copertina (Credit: http://www.china-defense-mashup.com/) il modello del lander e del rover posto sopra della missione Chang'e-3.

Fonte : Xinhua

29/08/2013 - Il lanciatore pesante Ariane 5 soddisfa tre clienti con il lancio di oggi - Un Ariane 5 ECA (VA215) è decollato alle 17:30 locali (le 22:30 ora italiana) dalla rampa ELA-3 dello Spazioporto Europeo della Guyana Francese, sulle coste nord del sud America, vicino alla città di Kourou. Il razzo è stato aiutato al decollo dai due grossi booster a propellente solido che hanno bruciato per due minuti e mezzo. Il razzo ha poi attraversato l'Atlantico in 20 minuti e rilasciato le quasi dieci tonnellate di carico utile sopra l'Africa. Il lanciatore ha rilasciato i suoi passeggeri su un'orbita geostazionaria di trasferimento vicina all'obiettivo prefissato. L'Ariane 5 ha raggiunto un'orbita di 249x35.929 km con inclinazione di 3,5°. L'Ariane 5, a 27 minuti dal lancio, ha prima rilasciato il satellite Eutelsat 25B, pesante 6,3 tonnellate e frutto della collaborazione fra la Eutelsat di Parigi e la Es'hailSat, una compagnia gestita dal governo del Qatar. Conosciuto come ES'hail 1 dal Qatar, il satellite trasmetterà segnali televisivi ed altri servizi sopra il Medio Oriente ed il Nord Africa. Secondo la Eutelsat il satellite ha esteso i suoi pannelli solari, come previsto, quattro ore dopo la separazione dal lanciatore. Sette minuti dopo la sua prima consegna, l'Ariane 5 ha rilasciato l'adattatore e si è separato dal veicolo spaziale GSAT-7 dell'India. Questo satellite, del peso di 2.649 kg. è il primo satellite per telecomunicazioni militari del Paese. Il GSAT-7 ha dispiegato i suoi pannelli solari circa 20 secondi dopo il rilascio da Ariane 5 e fonti ufficiali ISRO hanno confermato che il satellite verrà dichiarato operativo entro due settimane. Ogni satellite utilizzerà i suoi motori di bordo per alzare l'orbita fino a 36.000 km. e posizionarsi sopra l'equatore. Il gigantesco Ariane 5 ha raggiunto il 57esimo lancio consecutivo di successo fin dal 2003 e quello di oggi era il suo quarto lancio nel 2013. Il satellite Eutelsat 25B/Es'hail 1 è stato costruito dalla Space System/Loral di Palo Alto, in California, inizierà la sua vita operativa prevista di 15 anni da una posizione di 25,5° di longitudine est."Es'hail 1 è il primo passo nel nostro sforzo di migliorare la qualità dei servizi di comunicazione nella regione," ha detto Hessa al-Jabar, ministro della tecnologia e delle informazioni del Qatar a seguito del lancio da Kourou. "Questo vuol dire maggiore scelta di canali TV e di opzioni via cavo. Inoltre ci permette di ottenere il grado di preparazione necessaria per la FIFA World Cup nel 2022." Infatti nel 2022 la Coppa del Mondo di calcio verrà ospitata dal Qatar. La Es'hailSat prevede di finanziare e lanciare altri sei o più satelliti. Il prossimo, Es'hail 2, sarà sotto il controllo completo del Qatar mentre la Es'hailSat ha stretto un accordo con Eutelsat per inviare un terzo satellite a 7° ovest per coprire l'Europa. Il GSAT-7, con una missione prevista di sette anni, servirà per trasmettere le comunicazioni fra i vascelli navali dell'India ed i suoi comandi militari utilizzando i trasmettitori in banda UHF, S, C e Ku. Posizionato sull'equatore a 74° di longitudine est, il GSAT-7 coprirà il subcontinente Indiano e le acque limitrofe. Il satellite, conosciuto anche come INSAT 4F, è il 17esimo satellite Indiano lanciato da Arianespace. Il prossimo lancio di un Ariane 5 è previsto per il 13 dicembre con i satelliti per telecomunicazioni ASTRA 5B e Amazonas 4A, ma il Centro Spaziale della Guyana avrà un autunno carico di lavoro per due lanci di vettori Soyuz Russi previsti rispettivamente per il 30 settembre ed il 20 novembre. Il lancio del 30 settembre, designato VS06, vedrà l'invio di quattro satelliti per telecomunicazione dell'Oeb Networks mentre quello del 20 novembre, designato VS07, vedrà il rilascio della missione Gaia per l'ESA, un progetto da un milione di dollari che servirà per mappare con precisione i movimenti di miliardi di stelle della nostra galassia Via Lattea. Quello di oggi era il 46esimo lancio orbitale del 2013, il 44esimo a concludersi con successo. In copertina (Credit: ESA/Arianespace) il momento del decollo di Ariane 5 per la missione VA215.

Fonti : SpaceflightNow - ESA

29/08/2013 - La NASA testa i limiti della stampa 3D con un potente motore a razzo - Il più grande componente di un motore a razzo mai realizzato con la stampa 3D è stato testato il 22 agosto scorso durante un'accensione del motore che ha generato un record di 9 tonnellate di spinta. Questo test è una pietra miliare per uno dei più importanti sforzi dell'agenzia nel tentativo di ridurre i costi delle attrezzature spaziali. Le innovazioni come la produzione additiva, o stampa 3D, forniscono all'industria spaziale USA nuove e meno costose capacità costruttive. Il componente messo alla prova durante l'accensione del motore, un iniettore, fa passare il propellente che alimenta un motore e fornisce l'energia necessaria per inviare i razzi nello spazio. Durante il test, l'ossigeno liquido e l'idrogeno gassoso hanno attraversato il componente per essere inviati alla camera di combustione che ha prodotto 10 volte più spinta di ogni altro iniettore fabbricato utilizzando la stampa 3D. "Questo test di successo di un iniettore stampato in 3D porta la NASA significativamente più vicina a fornire l'innovazione tecnologica che può essere utilizzata per ridurre i costi dell'hardware di volo," ha detto Chris Singer, il direttore della Direzione Ingegneristica presso il Marshall Space Flight Center della NASA a Huntsville, Alabama. Il componente è stato realizzato utilizzando la fusione selettiva laser. Questo metodo costruisce uno strato dopo l'altro di polvere di una lega di nichel-cromo per realizzare complessi iniettori che con i loro 28 elementi di canalizzazione miscelano il propellente. Questa parte era simile agli iniettori che alimentano i piccoli motori a razzo. Il disegno era simile agli iniettori utilizzati su motori più grandi, come gli RS-25 che alimenteranno lo Space Launch System (SLSO) della NASA per le missioni umane nello spazio profondo, gli asteroidi e Marte. "Tutto questo sforzo ci aiuterà a costruire parti 3D più grandi - dalla progettazione, alla costruzione alla prova," ha detto Greg Barnett, il capo ingegnere del progetto. "Questa tecnologia può essere applicata ad ogni motore di SLS, o a razzi o componenti costruiti dall'industria privata." Una delle chiavi per ridurre i costi delle parti dei razzi è quella di minimizzare il numero dei componenti. Questo iniettore è composto di sole due parti mentre iniettori simili testati precedentemente avevano 115 pezzi. Minor numero di pezzi richiede meno sforzi per l'assemblaggio, che significa che parti complesse realizzate con la stampa 3D hanno un potenziale minor costo. "Abbiamo preso il progetto di un iniettore esistente che è già stato provato ed abbiamo modificato il design in modo da poterlo realizzare con la stampa 3D," spiega Brad Bullard, l'ingegnere specializzato in propulsione responsabile del disegno dell'iniettore. "Siamo stati in grado di comparare direttamente i dati dei test dell'iniettore costruito in modo tradizionale con quello stampato in 3D e vedere le differenze di prestazioni." I primi dati del test, condotto con una pressione di 635 kg per centimetro quadrato ed a quasi 3.300° Celsius, indicano che l'iniettore ha lavorato benissimo. Nei prossimi giorni gli ingegneri eseguiranno una scansione computerizzata ed altre ispezioni per osservare il componente più da vicino. L'iniettore è stato realizzato presso la Directed Manufacturing Inc., of Austin, Texas, ma su progetto NASA. La NASA renderà i dati ed i materiali del test disponibili a tutte le compagnie USA attraverso la banca dati del Materials and Processes Information System gestito dal laboratorio materiali e processi del Marshall. La NASA cerca di portare le ultime tecnologie come la stampa 3D in ogni aspetto dell'esplorazione spaziale per renderla meno costosa. Questo test si basa su altri test di accensione condotti con iniettori simili presso il Marshall ed il Glenn Research Center della NASA di Cleveland. Gli ingegneri del Marshall recentemente hanno completato i test con la Made in Space, di Moffett Field, California, una compagnia che lavora con la NASA per sviluppare e testare una stampante 3D che verrà presto inviata sulla Stazione Spaziale Internazionale per stampare attrezzi per gli astronauti. La NASA sta anche esplorando la possibilità di stampare cibo per le missioni spaziali di lunga durata. La NASA è il partner principale della National Network for Manufacturing Innovation and the Advanced Manufacturing Initiative, che studia l'utilizzo della produzione additiva e di altri processi di miglioramento dei materiali per ridurre i costi dei voli spaziali. Per ulteriori informazioni sul National Network for Manufacturing Innovation, visita: http://manufacturing.gov/nnmi.html. In copertina (Credit: NASA/MSFC/David Olive) la fiammata del motore a razzo con l'iniettore stampato in 3D durante il testi di accensione.

Fonte : NASA Marshall Space Flight Center

29/08/2013 - Il progetto privato di una colonia marziana raccoglie meno candidati del previsto - Il progetto privato Mars One di colonizzare Marte si trova di fronte ad una mancanza di candidati rispetto al previsto. Quando mancano ormai solo un paio di giorni (scadenza 31 agosto 2013) del termine fissato per versare una quota ed iscriversi come candidato colonizzatore di Marte, il numero raggiunto è di appena 165.000 persone contro il milione che gli organizzatori ipotizzavano. Questa mancanza di iscrizioni, e quindi di relativi fondi disponibili per iniziare le attività necessarie per i prossimi due anni, metterebbero a rischio tutto il progetto. Ricordiamo che l'ambizioso Mars One prevede l'invio su Marte di quattro volontari per il 2023 al costo di ben 6 miliardi di dollari e di altri quattro ogni due anni per ingrandire sempre più la prima colonia marziana. Al momento non vi sono piani per riportare questi esploratori sulla Terra. La Mars One ha aperto le iscrizioni il 22 aprile di quest'anno e fissato la chiusura il 31 agosto. Gli iscritti devono pagare una cifra che varia da Paese a Paese e va da 5 a 75 dollari, per i cittadini degli USA, ad esempio, il costo è di 38 dollari. Con una media di 25 dollari ad iscritto con 200.000 iscrizioni si sarebbero raccolti 5 milioni di dollari, una cifra molto inferiore ai 25 milioni previsti. Ma Lansdorp, uno degli ideatori del progetto, non è pessimista e spiega che i finanziamenti arriveranno vendendo il programma alle televisioni che potranno metterlo in onda come un reality show dalle selezioni fino alla vita sulla colonia marziana. Al momento sarebbero in corso discussioni con vari produttori televisivi per vendere il prodotto in tutto il mondo. Lansdorp fa l'esempio delle Olimpiadi di Londra che, in tre settimane di trasmissioni, hanno generato 4 miliardi di dollari di incassi. Comunque il prossimo passo di Mars One sarà quello di sottoporre tutti i candidati ad un'intervista con il comitato selezionatore e di avere una visita medica che confermi la loro buona salute. Da questa selezione scaturiranno da 20 a 40 prescelti che dovranno superare una specie di elezione dei migliori e questa verrà trasmessa su Internet o su TV in tutti i Paesi del Mondo. Infine il comitato selezionatore di Mars One creerà delle squadre internazionali provenienti dai vincitori delle varie zone del mondo. Questi gruppi lavoreranno assieme per dimostrare le loro abilità di sopravvivere alle condizioni più avverse. I 4/6 team vincitori di questa sfida inizieranno poi l'addestramento nel 2015 per la missione su Marte del 2023. In copertina (Credit: Mars One/Bryan Versteeg) come potrebbe essere l'aspetto della colonia marziana di Mars One.

Fonte : Space.com

29/08/2013 - Dal 30 agosto al 6 settembre l'European Space Expo a Roma - Dal 30 agosto al 6 settembre Roma ospiterà l'esposizione itinerante che spiega come lo spazio, nonché le attività e le applicazioni spaziali, abbiano un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini. Oltre 30.000 applicazioni basate su tecnologie spaziali che possono contribuire a ottimizzare i trasporti, aumentare l'efficienza del settore agricolo e ittico, proteggere l'ambiente e migliorare la nostra sicurezza. L'ingresso allo European Space Expo sarà gratuito e le informazioni verranno presentate in diverse lingue. Come indicato nel programma, l'ESA è presente con l'astronauta italiano Paolo Nespoli, lunedì 2 settembre, e con alcuni rappresentanti del Programma ESA di Osservazione della Terra che prenderanno parte alle sessioni del 30 agosto (J. Aschbacher, Progetto Sentinel), del 2 settembre (G. Filippazzo, Copernicus) e del 5 settembre (S. Cheli, attività ESA di Osservazione della Terra). Dopo essere stata ospitata con successo in 13 città europee, a partire dall'anno scorso, la mostra sbarca dunque a Roma, a Piazza del Popolo. Dal 30 agosto al 6 settembre visitatori di tutte le età potranno vedere, toccare e sperimentare l'ampia gamma di tecnologie e di servizi innovativi che lo spazio ha da offrire. Attraverso display interattivi, educativi e ludici appositamente realizzati per l'esposizione, verranno presentati i numerosi benefici che si possono ottenere grazie agli investimenti nel settore spaziale. Un evento da non perdere. In copertina (Credit: ESA–S. Corvaja, 2012) gli studenti visitano l'esposizione ESA assieme all'astronauta Tim Peake.

Fonti : UE - ESA Italia

Nella foto (Credit: ESA - P. Sebirot, 2012) l'astronauta danese Andreas Mogensen. 28/08/2013 - L'astronauta danese dell'ESA Andreas Mogensen volerà sulla ISS nel 2015 - L'astronauta danese dell'ESA Andreas Mogensen è stato assegnato per un volo a bordo del veicolo spaziale Soyuz che decollerà dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, nel settembre 2015 per una missione verso la Stazione Spaziale Internazionale. Questa missione della durata di 10 giorni sarà il primo volo per Andreas nello spazio ed anche la prima missione spaziale di un astronauta danese. Il volo è direttamente connesso con una nuova era nelle operazioni della ISS: dove due astronauti con grande esperienza provenienti da USA e Russia lavoreranno sulla Stazione per un anno a partire dal maggio 2015. Durante la loro permanenza a bordo della ISS, condurranno una serie di esperimenti in preparazione alle missioni future e metteranno alla prova nuove tecnologie. "Sono felice di annunciare che questa missione sarà anche il quinto incarico per la classe di astronauti reclutati nel 2009, " ha detto Thomas Reiter, Direttore del Volo Spaziale Umano ed Operazioni dell'ESA. "Con il primo di questa classe, Luca Parmitano, attualmente al lavoro sulla Stazione Spaziale, e tre altri astronauti già in addestramento per le loro missioni imminenti, i nuovi astronauti ESA sono molto impegnati. Grazie alla decisione degli Stati Membri al Consiglio Ministeriale dello scorso novembre, saremo in grado di far volare tutti e sei i nuovi astronauti prescelti entro il 2017," ha detto Reiter. "Questa missione è il coronamento del sogno di una vita e il culmine di molti anni di duro lavoro e di addestramento," ha commentato Andreas Mogensen. "Sono emozionato di partecipare a questo eccellente programma ESA per lo sviluppo della scienza e della tecnologia a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e sono onorato di rappresentare la Danimarca e l'Europa nello spazio. La missione è un'opportunità unica per l'Europa di sviluppare e testare le tecnologie necessarie per il futuro dell'esplorazione umana dello spazio." L'inizio della missione avverrà il 30 settembre 2015 con il lancio della Soyuz TMA-18M (44S) e si concluderà il 10 ottobre quando Andreas atterrerà con la Soyuz TMA-16M (42S). Durante questo volo Andreas proverà un nuovo modo di interagire fra il suolo e gli equipaggi nello spazio utilizzando uno strumento mobile che permetterà agli astronauti di operare senza l'ausilio delle mani e con diverse tecniche multi-utente di comunicazione. Quest'apparecchiatura avrà un sistema avanzato di visualizzazione in 3D e la realtà aumentata e queste caratteristiche saranno pienamente sfruttate per mezzo di computer e telecamere indossabili per consentire al pubblico di seguire le attività sulla ISS 'attraverso gli occhi di un astronauta dell'ESA' potenzialmente in tempo reale. La breve missione di Andreas è un eccellente opportunità per diversi studi scientifici, in particolare nelle scienze della vita. Con l'aggiunta di campioni e misurazioni eseguite da una missione dell'astronauta di breve durata al materiale raccolto durante missioni di lunga durata, il valore della statistica biomedica viene aumentato. Tutta la strumentazione necessaria per la fisiologia, la biologia ed gli esperimenti sui materiali scientifici è già disponibile nel laboratorio Columbus ed i campioni possono essere inviati rapidamente sulla Terra per ulteriori analisi. Una missione di breve durata è inoltre perfetta per testare una nuova generazione di sensori medici, strumenti per misurazioni vitali ed apparecchiature mobili elettro-muscolari. Queste avranno diretto beneficio per le missioni future come anche sulla Terra ad esempio per operatori di macchinari pesanti o per la riabilitazione dopo ferite nello sport. Andreas sarà vestito adeguatamente a questo scopo: indosserà una nuova 'tuta a pelle' durante le sue normali attività giornaliere. Questo è un indumento aderente in materiale elastico che permette di mimare la gravità terrestre e quindi passivamente mitigare il de-condizionamento del corpo di un astronauta durante il volo spaziale. Con l'arrivo della Soyuz, la ISS ospiterà nove persone tutte assieme - un record che non è stato più raggiunto fin dal ritiro dello Space Shuttle nel 2011. Fra la missione in corso di Luca ed il volo di Andreas nel 2015, gli astronauti dell'ESA Alexander Gerst e Samantha Cristoforetti saranno lanciati nel 2014 per una missione di lunga durata sulla Stazione. Dopo Andreas, il prossimo astronauta Europeo destinato allo spazio sarà Tim Peake, che inizierà la sua missione di lunga durata sulla ISS come membro di Spedizione 46/47 nel dicembre 2015. Questa nuova missione ricca di tecnologia sarà un volo da sogno per un ingegnere aerospaziale come Andreas. Non solo la missione comprenderà molti primati e dimostrazioni, ma Andreas volerà anche come ingegnere di volo nella 'sede di sinistra' della Soyuz, facendo di lui il secondo in controllo del proprio veicolo. Andreas è nato a Copenhagen, in Danimarca il 2 novembre 1976 ed ha conseguito una laurea in ingegneria aeronautica dall'Imperial College di Londra, Regno Unito, nel 1999, seguita da un dottorato in ingegneria aerospaziale presso l'University of Texas, Austin, USA, nel 2007. Andreas venne selezionato come astronauta ESA nel maggio 2009 e completò l'addestramento basico del programma nel novembre 2010 assieme ad altri cinque astronauti della classe 2009. Andreas è qualificato come Eurocom presso il Columbus Control Center di Monaco, in Germania, dove tiene i collegamenti con gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Oltre alle sue attività di addestramento e lavoro, Andreas segue il Lunar Lander Program dell'ESA presso il centro ESTEC, di Noordwijk, in Olanda, dove è coinvolto nella progettazione dei sistemi di guida, controllo e navigazione per un preciso atterraggio lunare. Dalla sua base presso il Centro Europeo Astronauti di Colonia, in Germania, Andreas inizierà la sua missione di addestramento con i partner della ISS. Questo lo porterà al Johnson Space Center della NASA di Houston, a Star City, vicino Mosca in Russia, così come in Giappone e Canada. Andreas tiene un blog sull'esplorazione spaziale e sulle sue attività di astronauta in danese a :http://videnskab.dk/profil/andreas-mogensen. In copertina (Credit NASA/ESA-J.Blair) Andreas Mogensen con indosso una tuta EMU per attività extraveicolari durante una fase dell'addestramento a Houston al JSC presso la piscina di galleggiamento neutro. Nella foto (Credit: ESA - P. Sebirot, 2012) l'astronauta danese Andreas Mogensen.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del razzo vettore Delta IV Heavy missione NROL-65 da Vandenberg. 28/08/2013 - Lanciato con successo un Delta IV Heavy da Vandenberg - Un razzo vettore Delta IV Heavy della United Launch Alliance (ULA) con a bordo un carico del National Reconnaissance Office (NRO) è decollato verso lo spazio dal Complesso di Lancio-6 alle 11:03 a.m. PDT (le 20:03 ora italiana) di oggi. Designato NROL-65, la missione è in supporto della Difesa Nazionale. Questo è l'ottavo lancio della ULA nel 2013, la 24esima missione di un Delta IV ed il secondo Delta IV Heavy lanciato dalla Air Force Base di Vandenberg, in California. "Siamo veramente onorati di aver consegnato questo importante carico in orbita," ha dichiarato Jim Sponnick, vice presidente di ULA per i programmi Atlas e Delta. "Il Delta IV Heavy di ULA è al momento il più potente razzo del mondo, e fornisce alla Nazione una capacità di grande carico, affidabile e ben provata per la sicurezza nazionale sia dalla costa est che da quella ovest. Mi congratulo con la NRO, l'Air Force, la ULA ed i nostri fornitori per il successo di oggi della missione NROL-65." Questa missione è stata lanciata utilizzando la configurazione Delta IV Heavy dotata di un booster centrale comune assieme a due booster di spinta laterali identici. Ogni booster viene spinto da un motore ad ossigeno ed idrogeno liquido RS-68 che produce una spinta di 300 tonnellate. Un singolo motore RL-10 alimentato ad ossigeno ed idrogeno liquidi spinge il secondo stadio. I motori dei booster e dello stadio superiore sono costruiti entrambi dalla Aerojet Rocketdyne. Il carico utile è incapsulato in un'ogiva di cinque metri di diametro, alta quasi 20 metri, metallica e divisa in tre spicchi. La ULA costruisce il veicolo di lancio Delta IV Heavy presso lo stabilimento di Decatur, Alabama. Il prossimo lancio della ULA sarà con un razzo vettore Atlas V per la missione AEHF-3 dell'US Air Force prevista per il 18 settembre dal Complesso di Lancio-41 presso la Cape Canaveral Air Force Station, Florida. Il carico utile è classificato, così come i dettagli sulla sua orbita, ma potrebbe trattarsi di un satellite da ricognizione KH-11 (Key Hole-11). Questa serie di satelliti da ricognizione sono solo gli ultimi di una lunga serie. Si tratta di satelliti spia pesanti dalle 13 alle 17 tonnellate e simili allo Space Telescope. Una volta che il satellite ha raggiunto l'orbita gli verrà assegnata una designazione delle serie USA, probabilmente USA-245. Il complesso di lancio SLC-6 di Vandenberg era stato costruito inizialmente per i lanci militari su orbite polari delle navette spaziali NASA ma il progetto venne abbandonato dopo il disastro del Challenger nel 1986 perché considerato troppo rischioso e costoso. Durante la sequenza di lancio di oggi i tre motori RS-68 sono stati accesi in sequenza per la prima volta. Il motore RS-68 di destra è stato acceso due secondi prima di quello centrale e di sinistra nel tentativo di ridurre il quantitativo di gas idrogeno accumulato attorno al razzo durante l'accensione dei motori. L'effetto di palla di fuoco risultante è stata così notevolmente ridotta comparata a quella del primo Delta IV Heavy decollato da Vandenberg. Dopo la separazione del veicolo spaziale lo stadio superiore criogenico del diametro di cinque metri si dovrebbe essere acceso per de-orbitare se stesso nell'Oceano Pacifico dopo il completamento di un'orbita attorno alla Terra. Quello di oggi è stato il 45esimo lancio orbitale del 2013, il 43esimo a concludersi con successo. In copertina (Credit: ULA) il vettore Delta IV Heavy si innalza nel cielo della California. Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo del razzo vettore Delta IV Heavy missione NROL-65 da Vandenberg.

Fonti : United Launch Alliance - Nasaspaceflight - Space Launch Report

28/08/2013 - Euronews: test d'ammaraggio per l'IXV il nuovo veicolo spaziale Europeo - Nel mare di Sardegna, poco distante da Muravera in Costa Rei, è stato testato l'IXV, un nuovo veicolo spaziale europeo. La navicella è stata progettata per rientrare nell'atmosfera terrestre in modo più preciso rispetto alla Soyuz. Durante il test l'Intermediate eXperimental Vehicle è stato sollevato da un elicottero e, a tremila metri di altitudine, è stato sganciato. Dopo una prima parte di tragitto in caduta libera, la corsa della navetta verso il Mar Mediterraneo è stata frenata, come previsto, da un paracadute. Ma qualcosa non ha funzionato. Nell'impatto con l'acqua non si sono aperti i dispositivi di galleggiamento che garantiscono stabilità all'IXV. Secondo Giorgio Tumino e Roberto Angelini, i due manager che seguono il progetto, rispettivamente per ESA e per Thales Alenia Space, l'ammaraggio è stato talmente 'morbido' che i quattro palloni praticamente non se ne sono 'accorti'. Per questo non si sono gonfiati. Il primo lancio nello spazio dell'IXV, con conseguente rientro nell'orbita terrestre, è previsto per il 2014. Per quella data, garantiscono gli ingegneri, tutto sarà perfetto. Sul sito della fonte il video in italiano.

SERVIZIO DI EURONEWS SUL TEST DI AMMARAGGIO DEL VEICOLO IXV DELL'ESA - (CREDIT: ESA) - dur.min.12:00 - LINGUA INGLESE



Fonte : ESA Italia

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona) Il percorso eseguito e quello rimanente per raggiungere le pendici del Monte Sharp dal rover Curiosity. 27/08/2013 - Il rover Curiosity della NASA esegue la prima navigazione autonoma su Marte - Per la prima volta il rover Curiosity della NASA ha utilizzato la navigazione autonoma, una capacità che gli permette di decidere da solo che percorso seguire su Marte. Quest'ultima aggiunta al vasto spettro di capacità di Curiosity aiuterà il rover a coprire il resto del percorso verso il Monte Sharp, dove vari strati geologici possono contenere importanti informazioni sui cambiamenti ambientali del passato di Marte. Questa capacità utilizza il software proveniente da quello del Mars Exploration Rover Opportunity della NASA ancora attivo su Marte ma che gli ingegneri hanno adattato a questo più grande e più complesso veicolo. Utilizzando la navigazione autonoma, o autonav, Curiosity può analizzare le immagini riprese durante la guida e calcolare un percorso di spostamento sicuro. Questo permette di procedere in sicurezza oltre l'area che i piloti umani del rover possono valutare sulla Terra ed in anticipo su di essi. Martedì 27 agosto, Curiosity ha utilizzato con successo la sua navigazione autonoma per guidare su un terreno che non era ancora stato definito sicuro prima dell'inizio del percorso. Questa è stata una 'prima' per Curiosity. Durante un test preparatorio svoltosi la settimana scorsa, Curiosity ha programmato una parte del percorso da solo, ma all'interno di una zona che gli operatori avevano già identificato come sicura. "Curiosity riprende diversi set di coppie di immagini stereo, ed il computer del rover processa le informazioni per mappare ogni pericolo geometrico o terreno accidentato," ha detto Mark Maimone, ingegnere di mobilità del rover e pilota del rover presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Il rover considera tutti i percorsi possibili fino al punto di arrivo designato e poi sceglie il migliore." La guida di martedì, durante il giorno Marziano di missione 376, o 'Sol', ha permesso a Curiosity di attraversare una depressione dove i dettagli della superficie non erano visibili dalla posizione dove era terminato il percorso precedente. La guida ha compreso quindi circa 10 metri di navigazione autonoma sul terreno nascosto come parte della guida totale giornaliera di circa 43 metri. "Noi potevamo vedere l'area prima della depressione ed abbiamo detto al rover dove volevamo che andasse. Potevamo vedere il terreno dall'altra parte e così abbiamo programmato il punto dove il rover avrebbe dovuto trovarsi al termine della guida, ma Curiosity ha trovato da solo come muoversi nella zona non tracciata nel mezzo," ha detto John Wright, del JPL, un pilota del rover. Curiosity ha iniziato da quasi due mesi un lungo viaggio dalla zona 'Glenelg' dove ha lavorato nella prima metà del 2013, verso uno degli obiettivi principali della missione: le pendici del Monte Sharp alto oltre 5 km. L'ultima guida ha portato la distanza percorsa fin da quando ha lasciato Gelnelg a 1,39 km. Il resto della distanza che lo separa dal punto più vicino di Monte Sharp è di circa 7,18 km. lungo una 'rotta di rapido transito'. Questo percorso è stato disegnato in base alle immagini della fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. L'attuale percorso che invece si basa sulle immagini delle fotocamere di Curiosity, potrebbe essere più lungo o più corto. Il team scientifico di Curiosity ha previsto alcuni punti di riferimento lungo il percorso di rapido transito verso il Monte Sharp e dove la guida potrà essere sospesa per alcuni giorni per eseguire attività scientifica. Il rover si trova a circa 500 metri dal primo di questi punti di interesse, che appare nelle immagini dell'orbiter offrire strati rocciosi esposti per essere ispezionati. "Ogni punto di interesse rappresenta un'opportunità per Curiosity di fare pausa durante il lungo viaggio verso il Monte Sharp e studiare strutture di interesse locale," ha dichiarato John Grotsinger, capo del progetto Curiosity presso il California Institute of Technology di Pasadena. "Queste strutture sono geologicamente interessanti, basandoci sulle immagini di HiRISE, e si trovano molto vicino al percorso che ci porta verso la base del Monte Sharp. Studieremo ognuno di questi punti per diversi sol, forse scegliendo anche di eseguire delle perforazioni se ci sembreranno sufficientemente interessanti." Dopo essere atterrato all'interno del cratere Gale nell'agosto del 2012, Curiosity si è mosso verso est nell'area Gelnelg, dove ha raggiunto gli obiettivi scientifici principali della missione con la scoperta di un antico ambiente umido che avrebbe potuto avere le condizioni favorevoli alla vita microbiotica. Il percorso del rover è ora verso sud-ovest. Al Monte Sharp, che si trova al centro del cratere Gale gli scienziati sperano di poter trovare le prove di come l'antico ambiente marziano sia cambiato ed evoluto. Il JPL, una divisione del Caltech, gestisce il Progetto Mars Science Laboratory per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Il JPL ha progettato e costruito il rover Curiosity. Per ulteriori informazioni su Curiosity online vai a: http://www.nasa.gov/msl e http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. Inoltre puoi seguire la missione su Facebook presso http://www.facebook.com/marscuriosity e su Twitter presso http://www.twitter.com/marscuriosity. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona) Il percorso eseguito e quello rimanente per raggiungere le pendici del Monte Sharp dal rover Curiosity. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech) una parte dell'immagine mosaico visibile al link della fonte che mostra quello che vede il rover Curiosity di fronte a se il 27 agosto 2013.

Fonte : NASA

27/08/2013 - Ricreato sulla ISS il guasto alla tuta di Parmitano. Vicini alla scoperta delle cause - Oggi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale gli astronauti Luca Parmitano e Chris Cassidy, facenti parte dell'equipaggio di Spedizione 36, sono riusciti a ricreare la perdita d'acqua all'interno del casco della tuta che aveva costretto ad interrompere bruscamente l'attività extra-veicolare dell'italiano il 16 luglio scorso. Le indagini per scoprire le cause della perdita d'acqua si erano avviate subito dopo la fine dell'EVA ed una grande quantità di lavoro è stata svolta da un Anomaly Resolution Team (ART) presso il Johnson Space Center della NASA di Houston, nel Texas con la collaborazione dell'equipaggio della ISS in orbita. Ormai è accertato che la fonte dell'acqua risiede nel sistema di espulsione della condensa del sistema e martedì è stato fatto un grande passo avanti verso la risoluzione del problema quando questo è stato ricreato durante una particolare procedura da parte dell'equipaggio. Durante il test la tuta spaziale EMU (Extravehicular Mobility Unit) 3011 (quella indossata da Parmitano durante la EVA) ha mostrato una perdita d'acqua simile a quella avvenuta il 16 luglio. E' stata eseguita una ripresa video della perdita che, come previsto, si è raccolta all'interno del casco, proprio come durante l'EVA. Per scherzo i controllori di volo hanno raccomandato a Luca di non assaggiare il liquido durante il processo di pulitura, in riferimento a quello che il nostro connazionale aveva fatto durante il suo tentativo di raggiungere il modulo di decompressione Quest. Anche la procedura di pulizia è stata attentamente monitorata ed il team ha osservato con attenzione la quantità d'acqua raccolta nel casco. Con i dati ottenuti durante questo test l'ART si riunirà ancora giovedì con la speranza di poter rimuovere e sostituire il componente difettoso. Il componente difettoso verrà riportato sulla Terra per analisi a bordo della Soyuz TMA-08M (34S) il cui rientro è previsto per l'11 settembre prossimo. I responsabili della ISS proseguono le discussioni sulle condizioni delle EMU presenti sulla ISS nel caso dovesse rendersi necessaria una EVA di emergenza. E' già stato deciso che alcuni pezzi cruciali di ricambio delle tute verranno inviati sulla ISS a bordo del prossimo veicolo Soyuz o del volo del cargo Cygnus, previsto a settembre, per la missione inaugurale ORB-D. Inoltre la prossima missione del Dragon della SpaceX alla ISS - CRS-3 (SpX-3) ospiterà uno speciale armadio dove riporre una nuova tuta EMU che potrebbe essere inviata sulla ISS e che permetterebbe alla 3011 di tornare sulla Terra. Ma se le cause del problema alla EMU 3011 sono state individuate questo potrebbe non rendersi necessario e basterebbe quindi solo la sostituzione del componente guasto. In copertina (Credit: NASA) Cassidy durante il test e si vedono bene le gocce d'acqua all'interno del casco di Luca.

Fonte : Nasaspaceflight

Nell'illustrazione artistica (Credit: ISRO) la sonda Indiana Chandrayann-1 in orbita lunare. 27/08/2013 - Scoperte ulteriori prove della presenza di acqua sulla Luna - Una ricerca finanziata dalla NASA ha messo in luce le prove che l'acqua è racchiusa nei granelli di minerale sulla superficie lunare e proviene da una fonte sconosciuta che si trova sotto la superficie. Utilizzando i dati dello strumento Moon Mineralogy Mapper (M3) della NASA, che si trovava a bordo della sonda Chandrayann-1 dell'agenzia spaziale idiana ISRO, gli scienziati hanno potuto captare a distanza acqua magmatica, ovvero acqua originata nel profondo dell'interno lunare, che ha raggiunto la superficie della Luna. La scoperta, pubblicata il 25 agosto sulla rivista Nature Geoscience, rappresenta la prima scoperta di questa forma d'acqua dall'orbita lunare. I precedenti studi avevano mostrato l'esistenza di acqua magmatica nei campioni lunari riportati a Terra durante il programma Apollo. L'M3 ha ottenuto immagini del cratere da impatto Bullialdus, che si trova vicino all'equatore lunare. Gli scienziati erano interessati a studiare questa zona perché così avrebbero potuto meglio determinare la quantità di acqua all'interno delle rocce data la posizione del cratere ed il tipo di roccia che lo compone. Il picco centrale del cratere è composto da un tipo di roccia formatasi in profondità all'interno fra la crosta lunare ed il mantello dove il magma è intrappolato. "Questa roccia, che normalmente si trova ben al di sotto della superficie, è stata estratta dalle profondità lunari dall'impatto che ha formato il cratere Bullialdus," ha detto Rachel Klima, una geologa planetaria della Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL) in Laurel, Md. "Confrontato con le zone vicine, abbiamo scoperto che la porzione centrale di questo cratere contiene una quantità significativa di idrossile - una molecola consistente in un atomo di ossigeno ed uno di idrogeno - il quale prova che quelle rocce del cratere contengono acqua originata da sotto la superficie," prosegue Klima. Nel 2009, M3 ha fornito la prima mappa mineralogica della superficie lunare ed ha scoperto molecole d'acqua nelle regioni polari della Luna. Quest'acqua si pensa possa essere un sottile strato formato dal vento solare quando colpisce la superficie lunare. Il cratere Bullialdus è la regione con il peggior ambiente nel quale il vento solare possa produrre quantità significative di acqua in superficie. "Le missioni NASA come il Lunar Prospector, il Lunar Crater Observation e Sensing Satellite e strumenti come M3 hanno fornito dati cruciali che cambiano fondamentalmente la nostra comprensione di come l'acqua esiste sulla superficie della Luna," dice S. Pete Worden, direttore del centro Ames Research Center della NASA di Moffett Field, California. "In modo simile, speriamo che la prossima missione NASA, LADEE (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer) possa ampliare la nostra conoscenza del cielo lunare." Aver captato l'acqua interna dall'orbita permette agli scienziati di iniziare a mettere alla prova alcune delle scoperte dagli studi dei campioni in un contesto più ampio, comprese le regioni che sono lontane dai siti Apollo i quali si trovano tutti raccolti vicini fra loro sul lato visibile della Luna. Per molti anni i ricercatori hanno creduto che le rocce lunari fossero asciutte e che ogni misurazione di acqua nei campioni Apollo provenisse da una contaminazione sulla Terra. "Ora che abbiamo scoperto che l'acqua probabilmente si forma nell'interno della Luna, possiamo iniziare a confrontare quest'acqua con altre caratteristiche della superficie lunare," dice Klima. "Quest'acqua magmatica interna potrebbe fornire gli indizi sui processi vulcanici lunari e sulla composizione interna, aiutandoci a rispondere alle domande di come la Luna si sia formata e di come il processo magmatico sia cambiato con il raffreddamento." APL è una divisione no-profit della Johns Hopkins University. Joshua Cahill e David Lawrence della APL e Justin Hagerty del U.S. Geological Survey's Astrogeology Science Center di Flagstaff, Arizona, sono co-autori dell'articolo. Il Lunar Advanced Science and Engineering Program della NASA, il NASA Lunar Science Institute (NLSI) presso Ames ed il Planetary Mission Data Analysis Program della NASA supportano questa ricerca. La NLSI è un'organizzazione virtuale ottenuta unendo lo Science Mission Directorate ed lo Human Exploration and Operations Mission Directorate della NASA di Washington, e permette la collaborazione e le ricerche interdisciplinari dei programmi scientifici lunari NASA. Per ulteriori informazioni sui programmi NASA visita: http://www.nasa.gov/. In copertina (Credit: NASA) la faccia visibile della Luna. Nell'illustrazione artistica (Credit: ISRO) la sonda Indiana Chandrayann-1 in orbita lunare.

Fonte : Spaceref

27/08/2013 - Ariane 5 pronto per la messa in orbita di due satelliti questa settimana - Un tocco finale martedì ha completato il razzo vettore Ariane 5 (VA215) presso la Guyana Francese, quando il logo dei suoi passeggeri, i satelliti EUTELSAT 25B/Es'hail e GSAT-7 sono stati apposti sull'ogiva del lanciatore. L'applicazione del logo sull'ogiva - che protegge i satelliti a bordo di Ariane 5 durante la salita negli strati più densi dell'atmosfera - è avvenuta presso il Final Assembly Building dello Spazioporto. Il prossimo passo della missione sarà la revisione del lancio - prevista per questa mattina - che spianerà la strada per il rollout di Ariane 5 verso la zona di lancio ELA-3 dello Spazioporto prevista giovedì. Il decollo è previsto per il 29 agosto durante una finestra di lancio che si apre alle 5:30 p.m. locali (le 12:30 ora italiana) della Guyana Francese. Il posizionamento dei loghi sull'ogiva del carico utile di Ariane 5 rappresenta l'integrazione dei suoi satelliti passeggeri con il quarto volo pesante di Arianespace per il 2013. Piazzato nella posizione superiore, l'EUTELSAT 25B/Es'hail verrà rilasciato dopo i primi 34 minuti di missione. Il veicolo spaziale servirà come ripetitore dell'operatore Europeo di telecomunicazioni Eutelsat Communications e della compagnia satellitare Es'hailSat del Qatar. Il satellite fornirà trasmissioni televisive, telecomunicazioni e servizi governativi con la banda Ku. Inoltre, sempre la banda Ku, fornita da EUTELSAT 25B/Es'hail aprirà opportunità per i mercati di entrambi gli operatori. La Space System/Loral (SSL) ha costruito la piattaforma ad alta potenza e multi missioni che verrà piazzata a 25,5° Est. Il secondo passeggero di Ariane 5, il GSAT-7, sviluppato dalla ISRO (Indian Space Research Organisation servirà al Paese con bande di trasmissione UHF, S, C e Ku. Il satellite è un adattamento della piattaforma del veicolo spaziale I-2K Indiano e verrà utilizzato da una posizione orbitale di 74° Est. L'imminente missione di Arianespace è designata Volo Ariane VA215 che, nel sistema di numerazione della famiglia di lanciatori della compagnia significa il 215esimo lancio di un veicolo della serie Ariane dallo Spazioporto. Il totale delle prestazioni del carico utile di questa missione viene stimato in 9.790 kg., compresi 8.960 kg. per i due satelliti che verranno inseriti su orbite di trasferimento geostazionario. Per ulteriori dettagli scarica qui il PDF con il Kit di Lancio di VA215. In copertina (Credit: ESA/NASA/Arianespace) i loghi dei due satelliti applicati sull'ogiva del razzo Ariane 5.

Fonte : Arianespace

27/08/2013 - L'astronauta Gregory H. Johnson lascia la NASA - L'astronauta della NASA Gregory H. Johnson ha lasciato l'agenzia dopo 15 anni di carriera che comprende 31 giorni nello spazio, per una posizione presso il Center for the Advancement of Science in Space. Veterano di due voli spaziali Shuttle, Johnson ha servito coem pilota di STS-123, una missione vitale per la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale a cui ha fatto seguito, due anni dopo, con il ruolo sempre di pilota, per STS-134 la penultima missione del Programma Space Shuttle. "Greg ha contribuito in modo significativo alla costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, ed ho trascorso ottimamente il mio tempo in orbita assieme a lui," ha detto Bob Behnken, capo ufficio astronauti presso il Johnson Space Center della NASA di Houston. "Siamo grati dei suoi servigi alla NASA e gli auguriamo tutto il bene per la sua nuova carriera." Johnson aveva seguito un corso di laurea in ingegneria aeronautica presso l'Accademia dell'US Air Force. In seguito aveva conseguito le lauree presso la Columbia University e la University of Texas ed aveva svolto il ruolo di pilota per l'US Air Force. Johnson ha volato in missioni di combattimento durante l'Operazione Desert Storm e Southern Watch. Johnson entrava come astronauta alla NASA nel 1998 e ricopriva diversi ruoli tecnici compreso il capcom (comunicatore con le capsule) durante le missioni STS-126, STS-119, STS-125 ed STS-127. E' stato anche vice capo e poi capo del settore sicurezza astronauti, direttore associato per i programmi esterni presso il Glenn Research Center della NASA di Cleveland e recentemente Johnson ha guidato il gruppo di astronauti incaricato di visionare i veicoli dando così una mano per lo sviluppo delle missioni NASA con i partner commerciali. Johnson era andato in pensione dall'Air Force con il grado di colonnello nel 2009, dopo oltre 25 anni di servizio. Johnson ha trascorso oltre 5.000 ore di volo con oltre 50 tipi diversi di velivoli. Per una completa biografia di Johnson visita: http://www.jsc.nasa.gov/Bios/htmlbios/johnson-gh.html. Nella foto di copertina (Credit: NASA) Johnson ai comandi della navetta spaziale Endeavour in orbita durante STS-123.

Fonte : Spaceref

27/08/2013 - Rinviato all'ultimo momento il debutto del razzo Giapponese Epsilon - Il volo d'esordio del nuovo razzo Epsilon del Giappone, con a bordo il satellite astronomico nell'ultravioletto SPRINT-A, è stato rinviato all'ultimo momento. Il decollo di Epsilon-1 dal Centro Spaziale Uchinoura era previsto alle 13:45 locali (le 6:45 ora italiana) ma un aborto è stato chiamato appena a circa 19 secondi dell'apertura della finestra di 45 minuti costringendo al rinvio per oggi. La JAXA sta attualmente investigando sulle cause dell'anomalia che ha fatto scattare l'interruzione automatica del conto alla rovescia. Epsilon, che sostituisce il razzo M-V ritirato nel 2006, è un razzo a tre o quattro stadi che combina gli stadi superiori utilizzati da M-V con il primo stadio derivato dai booster di spinta del vettore H-IIA. Epsilon è solo l'ultimo di una linea di sistemi di lancio orbitali a propellente solido utilizzati dal Giappone, dopo i Lambda ed i Mu. La configurazione standard di Epsilon è a tre stadi con una capacità di carico utile di 1.200 kg. su un'orbita di 250x500 km. La JAXA ha sviluppato anche una configurazione a quattro stadi, con uno Compact Liquid Propulsion System a propellente liquido come quarto stadio - definito 'Post Boost Stage'. La configurazione a quattro stadi doveva essere utilizzata per il lancio di martedì. In questo modo il razzo può piazzare un carico di 700 kg. su un'orbita circolare minima di 500 km oppure un carico di 450 kg. sulla stessa orbita ma con inclinazione solare sincrona. SPRINT-A (Spectroscopic Planet Observatory for Recognition of Integration of Atmosphere) è un satellite dedicato allo studio dell'astronomia ultravioletta per sondare le magnetosfere e le atmosfere dei pianeti del Sistema Solare. I suoi obiettivi principali saranno Mercurio, Giove e Saturno, per la ricerca nella magnetosfera, e Venere e Marte per l'atmosfera. Lo strumento principale del satellite è uno spettrometro ai raggi ultravioletti. SPRINT-A è il primo satellite del progetto JAXA di Small Scientific Satellite che ha lo scopo di ridurre i costi ed il tempo di sviluppo di piccoli satelliti scientifici introducendo un telaio standard modulare. La JAXA prevede di lanciare 3 satelliti di questo tipo ogni cinque anni, utilizzando il razzo Epsilon che permette maggiore flessibilità che utilizzare i grandi H-IIA come carichi secondari. Il Centro Spaziale Uchinoura, conosciuto fino al 2003 come Kagoshima, è stato il sito di lancio del primo satellite Giapponese nel febbraio del 1970. L'ultimo lancio orbitale ad essere partito da Uchinoura è stato l'ultimo volo di un M-V nel settembre 2006. Questo di Epsilon-1 avrebbe dovuto essere il terzo lancio del Giappone su quattro previsti nel 2013. A gennaio erano stati portati in orbita un paio di satelliti da ricognizione utilizzando un vettore H-IIA, ad inizio agosto era stata la volta del lancio del cargo automatico Kounoutori-4 verso la ISS. L'ultimo lancio Giapponese di quest'anno è previsto a dicembre quando un H-IIA dovrebbe portare in orbita il satellite da ricognizione radar ALOS-2 assieme a diversi carichi utili secondari. Il prossimo lancio di un Epsilon invece è previsto nel 2015 con SPRINT-B mentre una terza missione per il nuovo vettore con il satellite ASNARO-2 è ancora in corso di valutazione. In copertina (Credit: JAXA) il razzo Epsilon-1 sulla rampa di lancio al momento del rinvio.

Fonti : Nasaspaceflight - JAXA

26/08/2013 - Dopo 10 anni di onorato servizio la NOAA mette in pensione il satellite GOES-12 - Il GOES-12 ha visto di tutto, dall'Uragano Katrina che colpì le coste del Golfo del Messico nel 2005, alla tormenta di neve di Natale che paralizzò gli Stati Uniti centrali nel 2009. Si è perfino spostato a sud dell'equatore per fornire la copertura sul Sud America dal 2010. Ora, dopo oltre 10 anni dalla sua entrata in servizio, il Geostationary Operational Environmental Satellite-12 (GOES-12) della NOAA (l'agenzia americana che si occupa del meteo) va in pensione. Il GOES-12 venne lanciato nel 2001 dal Kennedy Space Center, in FLorida, come GOES-M e ribattezzato una volta raggiunta l'orbita operativa. Il GOES-12 è andato ben oltre la sua vita prevista di due anni come riserva e cinque operativa nel dare supporto agli scienziati della NOAA nel precedere le condizioni meteo. Il satellite venne costruito dalla Space System/Loral e divenne operativo il 1° aprile 2003 come GOES-Est, monitorando le condizioni meteo della costra Est degli Stati Uniti e parte dell'Oceano Atlantico. Il 10 maggio 2010, quando il GOES-12 non era più in grado di mantenere le prestazioni richieste dal National Weather Services, venne spostato nella nuova posizione dove poteva monitorare il Sud America, comprese le polveri vulcaniche, gli incendi e la siccità. Quando la NOAA mette in pensione un satellite come GOES-12 si assicura di portarlo su un'orbita più alta, svuotando tutto il propellente, staccando le batterie ed i trasmettitori per evitare il più possibile ogni interferenza o collisione con altri veicoli spaziali. La NOAA continua a gestire GOES-13, posizionato a copertura della costa Est e GOES-15 a copertura della costa Ovest, entrambi stazionari a 36.000 km di altezza sull'equatore. La NOAA dispone anche di GOES-14 che agisce da satellite di riserva in caso di problemi con uno dei satelliti operativi. "La collaborazione fra la NOAA e la NASA sta facendo grandi progressi verso lo sviluppo ed il lancio dei più avanzati satelliti GOES-R nel prossimo futuro." ha dichiarato Mary Kicza, assistente amministratore per il Satellite ed Information Services della NOAA. I GOES-R avranno più del doppio di risoluzione nelle immagini dei GOES odierni e le forniranno più frequentemente. I dati ottenuti dagli strumenti dei GOES-R verranno utilizzati per creare molti differenti prodotti che aiuteranno i meteorologi ed altri utilizzatori a tenere sotto controllo l'atmosfera, il suolo, gli oceani ed il Sole. Il GOES-R trasporterà inoltre anche un nuovo strumento chiamato Geostationary Lightning Mapper che fornirà la prima osservazione continua dell'attività totale dei fulmini sopra le Americhe e gli oceani adiacenti. Inoltre la NOAA, oltre ai GOES, gestisce anche il programma dei satelliti polari ambientali POES, i satelliti della serie Defense Meterological Satellite Program ed il veicolo spaziale Suomi NPP. Lo scopo della NOAA è quello di comprendere e predire i cambiamenti ambientali terrestri, dalle profondità degli oceani alla superficie del Sole, e di conservare e gestire le nostre coste e le risorse marine. Per ulteriori informazioni vai a NASA GOES-12 Fact Sheet. Per ulteriori informazioni sul satellite GOES-R visita_ http://www.goes-r.gov/. In copertina (Credit: NASA) una illustrazione artistica di un satellite GOES in orbita terrestre.

Fonte : Spaceref

26/08/2013 - Ogni ritardo nella costruzione del nuovo centro di lancio Russo verrà considerato 'sabotaggio' - Il vice Primo Ministro Russo Dmitry Rogozin, durante una visita presso la nuova struttura di lancio del cosmodromo di Vostochny ha dichiarato che ogni ritardo nel completamento della struttura sarà considerato un atto di 'sabotaggio'. Rogozin, che supervisiona i settori difesa ed aerospazio ha dichiarato esplicitamente che vi sono due punti cardine che riguardano la costruzione del nuovo cosmodromo Russo: il contenimento dei costi nelle cifre previste ed i tempi di realizzazione. "Ogni deviazione dal piano sarà un sabotaggio," ha detto Rogozin durante un incontro fra i rappresentanti delle varie agenzie coinvolte nella costruzione del cosmodromo. "Non ho intenzione di essere uno di quei dirigenti pubblici che accettano di non rispettare le istruzioni." Rogozin ha ricordato, a coloro coinvolti nel progetto, della sua importanza ed ha chiesto spiegazioni per i problemi incontrati. Alcuni ritardi comunque sono stati causati dalle inondazioni che recentemente hanno colpito la regione Amur. A luglio cinque operai impiegati nella costruzione del cosmodromo sono stati licenziati per l'utilizzo illegale di marijuana. Il centro spaziale dovrà essere completato entro il 2020 anche se i primi lanci di razzi potrebbero avvenire nel 2015. Vostochny dovrà sostituire Baikonur, nel Kazakhstan, come impianto principale di lancio Russo. Secondo l'agenzia spaziale Russa, Roscosmos, Vostochny ospiterà il 45% dei lanci spaziali Russi e tutti i voli con equipaggio dal 2020 mentre Baikonur dovrà scendere dall'attuale 65% all'11%, con il restante che spetterà a Plesetsk, nell'estremo nord della Russia. La Russia ed il Kaakhstan hanno avuto diverse dispute sul pagamento dell'affitto del sito di Baikonur che ha spinto Astana a limitare il numero di lanci di razzi Russi da li. In copertina (Credit RIA Novosti) il vice primo ministro Russo Dmitry Rogozin.

Fonte : Ria Novosti

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA Ames / Dana Berry) la sonda LADEE in orbita lunare. 23/08/2013 - E' tutto pronto per il lancio della prima sonda lunare NASA dalle coste della Virginia - Il prossimo 6 settembre, alle 11:27 p.m. EDT (le 5:27 ora italiana dell'8 settembre) prenderà il via la prima missione lunare mai lanciata dalla base di lancio Wallops Flights Facility della NASA che si trova a Wallops Island, sulle coste della Virginia. La sonda, LADEE (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer), dal costo di 280 milioni di dollari verrà lanciata verso la Luna a bordo del nuovo razzo vettore Minotaur 5 che vedrà il suo debutto proprio con questa missione. L'obiettivo di LADEE è quello di sondare l'estremamente sottile atmosfera lunare e di investigare sulla polvere dall'orbita attorno al satellite. Le atmosfere come quella lunare, chiamate 'esosfera di confine superficiale', sono le più comuni scoperte nel Sistema Solare. "Mercurio, un sacco di lune e altri pianeti e perfino grandi asteroidi sono grandi abbastanza da avere la 'esosfera di confine superficiale', ha detto Sarah Noble, una scienziata del Programma LADEE. "Si tratta di un tipo di atmosfera di cui non sappiamo molto. E quindi ci è sembrato naturale che la Luna fosse il luogo migliore dove cominciare ad imparare su questo tipo di atmosfere." Inoltre LADEE studierà l'atmosfera lunare in cerca della polvere lunare che potrebbe aiutare gli scienziati a risolvere un mistero. Alcuni astronauti delle missioni Apollo dissero di aver visto un bagliore all'orizzonte lunare prima del sorgere del Sole. Gli scienziati pensano che questo possa essere causato dalla carica elettrica della polvere lunare ed è questa teoria che LADEE dovrà investigare. LADEE impiegherà 30 giorni per raggiungere l'orbita lunare ed in questo modo gran parte del propellente della sonda verrà risparmiato per utilizzarlo nel mantenimento di un'orbita lunare stabile. LADEE avrà 100 giorni di missione principale e dovrà anche mettere alla prova un sistema laser per comunicare con la Terra. Usando il laser come metodo di comunicazione si possono inviare sei volte più dati che con la radio alla metà del peso dell'apparecchiatura ed al 25% meno di consumo energetico. "Si tratterà del primo sistema dimostrativo di comunicazione laser ad alta capacità a due vie," ha detto Don Cornwell, responsabile missione per lo strumento Lunar Laser Communications Demonstration. Quando i veicoli spaziali si sposteranno sempre più lontano nel Sistema Solare, è possibile che il sistema laser sia il più efficace sistema di comunicazione con le sonde nello spazio profondo. Utilizzando il laser le sonde potranno inviare filmati, foto ad alta risoluzione e persino immagini 3D ai controllori a Terra. Ma LADEE sarà anche un test per un'architettura modulare di costruzione, messa a punto da Ames Research Center di Moffett Field, California, che permetterà alla NASA di assemblare ed utilizzare diversi moduli allo stesso tempo. La struttura di LADEE è realizzata in composito ultraleggero di carbonio con una massa di 248 kg. (383 a pieno carico). "Questa struttura comune modulare potrà essere utilizzata per missioni future per esplorare altre destinazioni, compresi viaggi in orbita o atterraggi sulla Luna, in orbita bassa terrestre o verso gli oggetti Near-Earth. ha detto S. Pete Worden, direttore del centro Ames della NASA. Butler Hine, direttore del progetto LADEE ad Ames, ha detto che l'innovativa struttura comune porta la NASA un passo più vicino alla progettazione multi-uso ed all'assemblaggio di una linea di produzione allontanandosi dalla progettazione personalizzata. "La missione LADEE dimostra come è possibile costruire una sonda di prima classe riducendo i costi ed utilizzando un più efficiente processo costruttivo e di assemblaggio." Conclude Hine. Dopo il lancio Ames servirà come base per le operazioni della missione e per il controllo in tempo reale della sonda mentre il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, in Maryland, si occuperà della gestione e distribuzione dei dati scientifici ai team sparsi nel Paese. Il razzo vettore Minotaur 5 deriva da un missile balistico dell'U.S. Air Force convertito e gestito dalla Orbital Sciences Corp. di Dulles, Virginia. Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA Ames / Dana Berry) la sonda LADEE in orbita lunare.

Fonti : Space.com - NASA

23/08/2013 - Ad un anno dalla scomparsa la NASA commemora Neil Armstrong - La NASA ha ricordato il Comandante di Apollo 11, Neil Armstrong, il primo essere umano a mettere piede su un altro mondo, nel primo anniversario della sua morte. Eric Brace, artista musicale della Red Beet Record e vincitore di Grammy, con l'assistenza video della NASA, ha onorato Armstrong con una composizione originale, 'Tranquillity Base' scritta nel 2009 per commemorare il 40esimo anniversario dell'Apollo 11. Altre notizie, foto e video della vita di Neil Armstrong le potete trovare al link della fonte.

VIDEO MUSICALE DEDICATO A NEIL ARMSTRONG DA PARTE DELL'ARTISTA ERIC BRACE - (CREDIT: ERIC BRACE/RED BEET RECORDS/NASA) - dur.min.4:13 - LINGUA INGLESE



Fonte : NASA

Nell'illustrazione artistica (Credit: Space Center Houston) come apparirà il Jumbo 747 SCA esposto a Houston. 23/08/2013 - Con l'aiuto della Boeing il Jumbo jet della NASA che trasportava le navette diventerà un'esposizione permanente - Uno dei due Jumbo jet della NASA che per oltre tre decenni hanno trasportato gli Space Shuttle attraverso il Paese è ora pronto ad una nuova vita, il tutto grazie al supporto della Boeing, la compagnia che lo aveva costruito. Il 22 agosto scorso lo Space Center Houston, il centro visitatori ufficiale del Johnson Space Center in Texas, ha annunciato che la Boeing Company provvederà al necessario smontaggio e ri-assemblaggio di uno dei due 747 modificati che verrà così ospitato in una nuova esposizione dal costo di 12 milioni di dollari. Il 747 SCA (Shuttle Carrier Aircraft) della NASA, numero di identificazione N905NA, ha trasportato gli orbiter della NASA attraverso gli Stati Uniti per oltre 35 anni. L'aereo, costruito nel 1970 per l'American Airlines venne acquisito dalla NASA nel 1974 ed opportunamente modificato iniziò a trasportare la navetta prototipo Enterprise nel 1977 per i test di avvicinamento ed atterraggio. Da allora l'aereo ha eseguito 70 degli 87 voli di trasporto delle navette del programma, compresi 46 dei 54 voli post-missione da Dryden al Kennedy Space Center in Florida. Il suo ultimo volo con una navetta appoggiata sopra la sua carlinga è avvenuto 19 settembre 2012 quando il Jumbo 747 SCA ha trasportato Endeavour dal Kennedy Space Center a Los Angeles. Il 24 ottobre 2012, infine, ha volato da Ellington Field in attesa del pensionamento. Date le sue dimensioni lo Space Center Houston ha previsto lo smontaggio dell'aereo ed il suo rimontaggio nel luogo finale dell'esposizione. Il Jumbo misura infatti 70 metri di lunghezza, è alto 19 metri ed ha un'apertura alare di 59 metri ed è quindi troppo largo per spostarlo di 8 km sulle strade cittadine che separano Ellington Field dal centro visitatori. Una volta rimontato per l'esposizione sarà possibile rivivere la reale disposizione che aveva durante la sua vita operativa. Sarà infatti reso possibile salire a bordo dell'aereo che avrà, appoggiato sopra, una replica esatta di un orbiter NASA anch'esso visitabile. Il tutto sarà circondato da pannelli multimediali, modelli, simulatori ed altre attrazioni con la storia di questo aereo e del programma Shuttle. L'apertura di questa esposizione è prevista per il 2015. Con questa ultima attrazione si concluderà la sistemazione finale dei componenti principali del Programma Space Shuttle. Infatti i tre orbiter superstiti che hanno volato nello spazio si trovano rispettivamente esposti a: il Discovery presso lo Steven F. Udvar-Hazy Center dello Smithsonian Air & Space Museum di Washington D.C., l'Endeavour presso il California Science Center di Los Angeles, California, e l'Atlantis al Kennedy Space Center, in Florida. La navetta prototipo Enterprise, che non ha mai volato nello spazio, ma è stata utilizzata per i test di atterraggio ed esibizioni, all'Intrepid Sea, Air & Space Museum di New York. L'altro Jumbo della NASA modificato per lo stesso scopo, numero di identificazione N911NA, subirà una sorte meno gloriosa perché verrà utilizzato come donatore di pezzi di ricambio dell'aereo SOFIA, un osservatorio volante della NASA. Nell'illustrazione artistica (Credit: Space Center Houston) come apparirà il Jumbo 747 SCA esposto a Houston.

Fonti : Space.com - NASA

Nella foto (Credit: Isabelle Desenclos) il container di Gaia mentre viene caricato sull'Antonov a Tolosa. 23/08/2013 - Gaia, l'osservatorio spaziale per la mappatura della Via Lattea, è arrivato in Guyana Francese - Gaia, la contatrice delle miliardi di stelle dell'ESA, è partita ieri pomeriggio da Tolosa, in Francia, ed è arrivata questa mattina presto in Guyana Francese. Gaia verrà lanciata verso la fine dell'anno dallo Spazioporto Europeo di Kourou per una missione di cinque anni nella quale dovrà mappare le stelle della Via Lattea con una precisione senza precedenti. Costruita dalla Astrium a Tolosa, il veicolo spaziale Gaia è decollato a bordo di un aereo da trasporto pesante Antonov 124 alle 20 di ieri dall'aeroporto di Tolosa con destinazione la Cayenna, la capitale della Guyana. Il veicolo spaziale sarà poi trasportato via camion allo Spazioporto Europeo di Kourou, che dista 64 km dalla Cayenna. "Questo è un giorno veramente emozionante per la missione Gaia e tutti i team coinvolti, che hanno lavorato per anni per arrivare dove siamo oggi," ha detto Giuseppe Sarri, project manager ESA di Gaia. "L'arrivo a Kourou e l'inizio della campagna di lancio è un grande risultato." Lo scopo principale di Gaia è quello di creare una mappa molto accurata in tre dimensioni della nostra galassia, la Via Lattea, osservando ripetutamente miliardi di stelle per determinare le loro posizioni precise nello spazio e il loro movimento attraverso esso. Un miliardo di stelle è quasi l'1% di quelle che sono presenti nella Via Lattea, e forniranno un campione rappresentativo dal quale potranno essere misurate e proprietà dell'intera galassia. Gaia misurerà queste stelle da un'orbita attorno al Sole, vicina alla posizione conosciuta come punto Lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di km oltre l'orbita terrestre. Altre misurazioni permetteranno di ottenere le proprietà fisiche principali di ogni stella, compresa la sua temperatura, luminosità e composizione. Il risultato del censimento permetterà agli astronomi di determinare l'origine e l'evoluzione della nostra galassia. Gaia inoltre scoprirà decine di migliaia di oggetti mai visti prima, compresi asteroidi nel nostro Sistema Solare, pianeti attorno a stelle vicine e stelle esplose - supernovae - in altre galassie. Sarri, che ha volato sull'Antonov assieme a Gaia, ha detto che il volo dall'Europa al Sud America è stato tranquillo. "Ora ci attendono le prossime settimane per la preparazione finale, nelle quali utilizzeremo la stessa cura e determinazione che i team hanno mostrato fino adesso con la costruzione del veicolo spaziale." Il 28 agosto, un secondo aereo Antonov 124 trasporterà lo scudo termico di Gaia e gran parte delle attrezzature di supporto al suolo, da Tolosa alla Cayenna. A quel punto tutte le parti del veicolo spaziale e delle attrezzature saranno giunte in Guyana Francese, aprendo la strada al lancio verso la fine dell'anno. Nella foto (Credit: Isabelle Desenclos) il container di Gaia mentre viene caricato sull'Antonov a Tolosa.

Fonte : ESA

23/08/2013 - La JAXA pronta al debutto del nuovo razzo vettore leggero Epsilon - La Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) è pronta al debutto del nuovo razzo vettore nazionale Epsilon dopo aver rinviato al 27 agosto il lancio previsto originariamente per il 22 agosto. La missione Epsilon-1 imbarca il satellite SPRINT-A (Spectroscopic Planet Observatory for Recognition of Interaction of Atmosphere) e decollerà il 27 agosto dal Centro Spaziale Uchinora con una finestra di lancio che va dalle 1:45 alle 2:30 p.m. locali (dalle 6:45 alle 7:30 ora italiana). Il rinvio si era reso necessario per la scoperta di una incompatibilità delle attrezzature di supporto al suolo quando era stato eseguito un test con Epsilon-1 durante la campagna dal sito di lancio. Dopo aver verificato che la stessa incompatibilità non si verificasse è stata decisa la nuova data di lancio spostando però la finestra di 15 minuti in avanti come risultato delle ultime analisi della traiettoria di volo che considerava la posizione relativa fra SPRINT-A ed il Sole dopo la separazione da Epsilon-1. Il nuovo veicolo leggero di lancio Giapponese Epsilon è un razzo a tre stadi a propellente solido alto 24 metri e della massa di 91 tonnellate capace di immettere in orbita bassa terrestre un carico utile di 1.200 kg. su un'orbita di 250x500 km. Questo nuovo vettore sostituirà il vecchio Veicolo di Lancio M-V, che aveva le stesse potenzialità di carico, ma con un costo inferiore del 30%. Inoltre Epsilon sarà più semplice da realizzare e gestire e richiederà minor tempo di preparazione al lancio. Il satellite SPRINT-A sarà il primo telescopio al mondo per osservazioni remote dei pianeti come Venere, Marte e Giove dall'orbita terrestre.

Fonti: JAXA - JAXA Epsilon site

23/08/2013 - La NASA esplora nuovi utilizzi per le sue storiche strutture di lancio al Kennedy Space Center - Il Kennedy Space Center in Florida sta cercando idee per l'utilizzo o la dismissione delle tre storiche piattaforme di lancio mobili che non saranno più necessarie secondo quanto previsto dalle previste missioni future umane. Una Request for Information (RFI) rilasciata venerdì illustra la possibilità di utilizzo da parte di entità commerciali o governative delle quasi identiche tre piattaforme mobili di lancio per attività commerciali, lo smontaggio o un'opzione alternativa di cui possa beneficiare il pubblico, l'ambiente o altre entità non associate con lo spazio. Le tre piattaforme mobili di lancio (MLP - Mobile Launch Platform) sono state utilizzate per i razzi Saturno e gli Space Shuttle e compivano il loro tragitto dal Vehicle Assembly Building verso le rampe di lancio in preparazione dei viaggi nello spazio. Le piattaforme sono alte come un palazzo di due piani, sono dotate di una struttura di acciaio che veniva utilizzata per sostenere i razzi Saturno ed i lanci delle navette. Sono alte 7,60 metri, pesano circa 3.800 tonnellate e misurano 41x48 metri di lato. Ogni piattaforma ospita numerose vie di accesso, compartimenti e sistemi cablati di cavi e tubature. La RFI è l'ultima nel lavoro che mira a trasformare il Kennedy in uno spazioporto multi-utilizzatore sia per il governo che per i clienti commerciali e supportare le future iniziative e programmi NASA. Fra questi piani vi sono il lancio di astronauti dal Kennedy per lo studio di un asteroide ed il lavoro di compagnie commerciali per inviare equipaggi in orbita bassa terrestre verso la Stazione Spaziale Internazionale dalla Costa Spaziale della Florida nei prossimi quattro anni. Per leggere la RFI visita qui.

Fonte : Spacedaily

23/08/2013 - COSMO-SkyMed e le tecnologie radar satellitari al servizio dell'Archeologia - Le tecnologie spaziali come strumento per indagare il passato e tutelare il patrimonio culturale: è questo il fulcro della mostra fotografica 'Sensing the Past: COSMO-SkyMed and radar technologies for Archaeology', che si terrà a Roma dal 26 agosto al 2 settembre 2013 presso la Galleria Agostiniana (Piazza del Popolo, 12). La mostra è curata dall'Università della Basilicata, dagli istituti IMAA e IBAM del CNR e dall’Agenzia Spaziale Italiana, che vi ha preso parte con il centro CIDOT (Centro Interpretazione Dati di Osservazione della Terra) ubicato presso il Centro di Geodesia Spaziale ASI di Matera. Il percorso espositivo si articola in 14 pannelli che abbinano fotografie di celebri siti archeologici italiani ed internazionali iscritti nel patrimonio mondiale dell'UNESCO (ad esempio, Metaponto, Ercolano, Stonehenge, Nazca, ecc…) a immagini SAR e COSMO-SkyMed. I dati SAR insieme con quelli ottici sono stati opportunamente selezionati ed elaborati per evidenziare il potenziale informativo per la ricerca di siti archeologici sepolti, lo studio delle dinamiche di trasformazione ambientale in relazione alla frequentazione umana nell’antichità e l’analisi dei fattori di rischio. Al sito della fonte - in allegato - sono disponibili due immagini del centro di Roma ottenute utilizzando 32 rilevazioni successive del sistema Cosmo-SkyMed sempre con la stessa geometria. Sono state elaborate dall’Università della Basilicata con la tecnica dei Persistent scatterer per rilevare movimenti lenti sull’area. Il colore dei punti indica il movimento annuo e va da -4,8mm/anno (rosso) a +4,8mm/anno (blu).

Fonte : ASI

22/08/2013 - La Sierra Nevada completa il secondo volo vincolato della sua navetta Dream Chaser - La Sierra Nevada Corp. (SNC) di Louisville, Colorado, partner della NASA, ha completato con successo un volo vincolato di prova del veicolo spaziale Dream Chaser giovedì 22 agosto presso il Dryden Flight Research Center dell'Agenzia a Edwards, in California. Durante il test, della durata di due ore, un elicottero Erickson Sky-Crane ha sollevato un modello di prova del veicolo Dream Chaser e lo ha portato fino alla distanza di 5 km sopra un lago asciutto della base aerea di Edwards ad un'altezza massima di 3.780 metri. Il veicolo spaziale ha seguito la traiettoria che eseguirà durante i prossimi test di avvicinamento ed atterraggio previsti a Dryden. Il computer di volo del Dream Chaser, assieme ai sistemi di guida, navigazione e controllo, sono stati messi alla prova. Anche il carrello ed il pattino anteriore sono stati aperti durante il volo. "Oggi è la prima volta che facciamo volare un veicolo completamente funzionante del Dream Chaser, e siamo molto soddisfatti dei risultati," ha detto Mark Sirangelo, vice presidente e capo dei Sistemi Spaziali della SNC. "La nostra squadra rappresenta il meglio della collaborazione fra l'industria ed il governo. Abbiamo lavorato a stretto contatto con la NASA, Dryden e l'Air Force per raggiungere questo importante traguardo nel nostro programma di voli di prova. Ora attendiamo con trepidazione di poter vedere il Dream Chaser atterrare sulla stessa pista dove gli orbiter Space Shuttle sono stati provati e poter andare avanti nella realizzazione del prossimo veicolo da trasporto equipaggi." Questo è stato il secondo test vincolato del veicolo Dream Chaser ed il suo primo svoltosi qui a Dryden. I dati ottenuti in questo test forniranno alla SNC importanti informazioni sulle apparecchiature del Dream Chaser e sulle operazioni al suolo. Il test apre la strada ai prossimi voli liberi di prova previsti per questo autunno a Dryden come parte degli accordi che la compagnia ha con la NASA. La SNC lavora con la NASA per lo sviluppo del Dream Chaser, il quale verrà lanciato dalla sommità di un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance, attraverso le due iniziative dell'agenzia chiamate Commercial Crew Development Round 2 (CCDev2) e Commercial Crew Integrated Capability (CCiCap). Le nuove capacità di volo commerciale sono sviluppate in collaborazione con la NASA e serviranno a fornire servizi di lancio di equipaggi con astronauti NASA verso la Stazione Spaziale Internazionale dal suolo degli Stati Uniti. "E' bello vedere uno strumento costruito tutto in America che prende il volo qui negli Stati Unit," ha detto Ed Mango, responsabile del Programma Commerciale Equipaggi (CCP) della NASA. "Questa è la partenza di una emozionante campagna di test per il Dream Chaser della SNC qui a Dryden." I lavori che hanno portato a questo volo vincolato sono stati preceduti da test che hanno coinvolto la valutazione delle prestazioni dei sistemi di atterraggio e frenata del Dream Chaser durante dei test al suolo trainati a velocità crescenti. Gli ingegneri della SNC hanno inoltre verificato le prestazioni dei sistemi computer e software, strumentazione e capacità di virata. La compagnia ha in programma una riunione con gli ingegneri e gli esperti tecnici e rappresentanti della NASA e dell'U.S. Air Force. L'accordo commerciale CCDev2 della SNC con la NASA culminerà con i test di volo libero di avvicinamento e atterraggio a Dryden. La SNC è in linea per completare tutti e 12 i punti del suo CCiCap per l'estate del 2014. Tutti i partner industriali della NASA, compresa la SNC, proseguono nel raggiungimento degli obiettivi previsti nello sviluppo delle capacità commerciali di trasporto equipaggi. In copertina (Credit: NASA) il veicolo di prova Dream Chaser appeso all'elicottero sopra Edwards.

Fonte : NASA

22/08/2013 - Missile dell'era Sovietica mette in orbita satellite da osservazione radar Sud Coreano - Un missile balistico Russo convertito è stato lanciato dal silo sotterraneo nel Sud della Russia per mettere in orbita un satellite da osservazione Sud Coreano. Il razzo Dnepr a tre stadi, derivato dal missile SS-18 Sovietico che trasportava testate nucleari, è decollato alle 13:49 GMT (le 15:49 ora italiana) dal Site 370/13 della base spaziale Dombarovsky Yasny, Russia, una piccola comunità nella regione Oremburg, nella parte meridionale del Paese. Il satellite KOMPSAT 5 è stato rilasciato 15 minuti dopo su un'orbita solare sincrona di 550 km di altezza ed inclinata di 97,6° e le stazioni di terra in Norvegia ed Antartide ne hanno captato i primi segnali radio alcuni minuti dopo. Sulla sua pagina Facebook, la KARI (la Korean Aerospace Research Institute) ha riportato che il satellite, del peso di 1.400 kg. ha aperto i suoi pannelli solari e che è in ottime condizioni dopo il lancio. Questo è stato il 17esimo lancio di successo, su 18, del razzo Dnepr fin dal suo debutto nel 1999. Il primo lancio dal 2011 di questo razzo vettore. Il lancio è stato condotto dalle Forze Militari Russe per la Kosmotras, una compagnia Russo/Ucraina che gestisce il mercato commerciale del razzo Dnepr. Il KOMPSAT 5 è il primo satellite Sud Coreano da osservazione radar, e va a raggiungere due altre piattaforme da osservazione terrestre operative del Paese. In questo modo la Corea del Sud ha la capacità di avere immagini del suolo ad alta risoluzione anche di notte e in tutte le condizioni meteo. Il KOMPSAT 5 è dotato di un radar ad apertura sintetica, costruito dalla Thales Alenia Space, potrà osservare la superficie terrestre con la risoluzione di un metro e può operare in media risoluzione per osservare aree più estese. Ufficialmente le immagini di KOMPSAT 5 verranno utilizzate dalla Corea del Sud per compilare informazioni geografiche, per la gestione delle terre e degli oceani, in risposta ai disastri e con applicazioni sul monitoraggio ambientale. La missione secondaria di KOMPSAT 5 sarà quella di aiutare i ricercatori a raccogliere dati atmosferici utilizzando frequenze GPS duali e riflessione laser. In questo modo gli scienziati vogliano osservare come l'atmosfera terrestre distorce i segnali radio e così comprendere meglio i vari strati atmosferici. Quello di oggi è stato il 44esimo lancio orbitale del 2013, il 42esimo a concludersi con successo.

Fonti : SpaceflightNow - Space Launch Report

Nella foto (Credit: NASA/TV) i due cosmonauti mentre sventolano la bandiera Russa al termine della passeggiata spaziale di oggi. 22/08/2013 - Eseguita con successo la seconda EVA Russa, in sei giorni, sulla Stazione Spaziale Internazionale - I cosmonauti Fyodor Yurchikhin e Alexander Misurkin hanno iniziato la loro seconda attività extra-veicolare (EVA-35/RS-35) sulla ISS negli ultimi sei giorni alle 7:36 a.m. EDT (le 13:36 ora italiana) uscendo dal boccaporto del modulo di decompressione Pirs. Yurchikhin indossava la tuta Russa Orlan n.4 mentre Misurkin la n.6, entrambe bianche con le strisce blu. Yurchikhin avrebbe dovuto indossare la n.5, con le strisce rosse già utilizzata nella precedente passeggiata spaziale ma poi è stato deciso di sostituirla con la n.4. Entrambe le tute erano dotate delle telecamere USA installate sopra l'elmetto per dare una vista ravvicinata dei lavori in corso. Appena iniziata la passeggiata spaziale i due cosmonauti hanno incontrato il primo ostacolo quando si sono resi conto che una piattaforma, sulla quale avrebbero dovuto installare due telecamere ed un nuovo telescopio ottico, non era allineata propriamente. La base della piattaforma era puntata nella direzione errata ed inizialmente il Controllo Missione Russo ordina a Yurchikhin e Misurkin di riportare la piattaforma all'interno del modulo di decompressione. In seguito però veniva deciso di installarla lo stesso dato che la piattaforma poteva essere ruotata fino a trovare il giusto allineamento anche dopo l'installazione. Prima di installare i nuovi apparecchi i due hanno smontato un trasmettitore laser che era stato installato durante una EVA da parte dell'equipaggio di Spedizione 28 nell'agosto del 2011. I cosmonauti hanno eseguito diversi compiti all'esterno della stazione durante la loro attività extra-veicolare. Gran parte del tempo è stato trascorso nell'ispezione delle coperture protettive delle sei antenne a basso guadagno che si trovano sulla parte finale del modulo di servizio Zvezda. Questo si era reso necessario quando, il 19 agosto, l'astronauta NASA Chris Cassidy aveva filmato un oggetto non identificato vicino alla ISS. L'oggetto, dopo le prime analisi del video da parte degli ingegneri Russi, era stato identificato come una delle coperture delle antenne WAL che servono per guidare le navi cargo Europee per l'attracco al laboratorio orbitante. La NASA confermava che la copertura perduta, ora diventata un rifiuto spaziale, non rischiava di scontrarsi con la ISS. Yurchikhin e Misurkin hanno controllato tutte e sei le antenne WAL ed anno scoperto che sono più di una le coperture mancanti. I due hanno utilizzato uno speciale cacciavite per assicurare le coperture al loro posto e questo è stato un lavoro difficoltoso con i loro grossi guanti delle tute spaziali. Sempre durante la passeggiata spaziale i due hanno avuto anche il tempo per commemorare la Giornata della Bandiera Russa sventolandone una nello spazio e posando in fotografia. Un altro dei compiti dei due cosmonauti è stato quello di sostituire alcuni campioni biologici vicini alla finestra del boccaporto Russo Pirs facenti parte di un esperimento che vuole capire quali tipi di batteri possono sopravvivere all'ambiente ostile dello spazio. I due spacewalker hanno soltanto saltato uno dei compiti previsti, il ri-posizionamento di un attrezzo dove infilare i piedi per essere spostati. La passeggiata spaziale si è conclusa alle 17:32 UTC (le 19:32 ora italiana) per una durata complessiva di 5 ore e 58 minuti. Questa EVA era la 173esima condotta in supporto alla costruzione o manutenzione della ISS, l'ottava per Yurchikhin e la terza per Misurkin. Yurchikhin ora ha un totale di 51 ore e 53 minuti di attività extraveicolare che lo pone al quinto posto nella classifica degli spacewalker con più esperienza nella storia. Misurkin invece raggiunge quota 20 ore ed un minuto. Per tutta la durata della passeggiata Cassidy ed il Comandante della ISS, Pavel Vinogradov sono stati isolati nel modulo Poisk e nel loro veicolo spaziale Soyuz TMA-08M mentre gli ingegneri di bordo Karen Nyberg della NASA e Luca Parmitano dell'ESA erano liberi di muoversi in ogni zona del segmento USA del complesso orbitale. Nella foto (Credit: NASA/TV) i due cosmonauti mentre sventolano la bandiera Russa al termine della passeggiata spaziale di oggi.

Fonti : Space.com - Nasaspaceflight - Spaceref

21/08/2013 - Il nuovo satellite di comunicazioni TDRS della NASA pronto ad entrare in servizio - La NASA ha accettato dalla Boeing il passaggio del controllo dell'ultimo satellite TDRS (Tracking and Data Relay Satellite) che ha completato i suoi test orbitali. Il TDRS-K verrà ribattezzato TRDS-11 una volta entrato in servizio. La flotta dei satelliti TDRS della NASA fornisce il supporto alle comunicazioni delle missioni scientifiche come anche dei veicoli di lancio. Il network provvede alle comunicazioni vitali in tempo reale con i voli spaziali umani della NASA fino dai tempi del Programma Space Shuttle. Il network TDRS, composto al momento da otto satelliti e dalle stazioni di ricezione a terra a White Sands, New Mexico e Guam, continua a fornire il supporto necessario alle attività della Stazione Spaziale Internazionale. La Boeing Company di Chigaco, Illinois, è l'azienda costruttrice dei TDRS K, L ed M. Il progetto venne deciso nel 1973 ed il primo satellite, TDRS-1, venne lanciato dalla navetta spaziale Challenger nel 1983. A quel tempo il TDRS era il più grande, sofisticato satellite per telecomunicazioni mai costruito. La NASA ha continuato a rifornire la flotta dei TDRS. Uno, il TDRS-2 venne perduto nel disastro della navetta Challenger del 1986. Il TDRS-1 è andato in pensione nel 2010 ed il TDRS-4 nel 2011. Il lancio di TDRS-L è previsto per gennaio 2014 e del TDRS-M a dicembre 2015. Con questi nuovi satelliti la costellazione TDRS potrà fornire tutto l'appoggio necessario alla NASA per oltre un decennio.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) l'asteroide 1998 KN3 ripreso nell'infrarosso da WISE. 21/08/2013 - La NASA sveglierà un veicolo spaziale ibernato per dare la caccia agli asteroidi - Un veicolo spaziale della NASA che ha scoperto e caratterizzato decine di migliaia di asteroidi nel Sistema Solare prima di essere messo in ibernazione tornerà in servizio per altri tre anni a cominciare da settembre. Questo per assistere l'Agenzia nel suo scopo di identificare la popolazione di oggetti vicino alla Terra potenzialmente pericolosi e per sostenere le missioni di esplorazione degli asteroidi. Il WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) verrà risvegliato il mese prossimo con l'obiettivo di scoprire e definire le caratteristiche degli oggetti NEO (Near-earth objects), rocce spaziali che si trovano ad orbitare entro 45 milioni di km dalla traiettoria della Terra attorno al Sole. La NASA ha spiegato che WISE utilizzerà il suo telescopio di 40 cm di apertura e le fotocamere infrarosse per scoprire circa 150 NEO fino ad ora sconosciuti ed identificarne la massa, l'albedo e le proprietà termiche di almeno altri 2.000 - compresi quelli che potrebbero essere fra i candidati della recente iniziativa annunciata dall'Agenzia. "La missione WISE ha raggiunto gli obiettivi prefissati e come NEOWISE ha ampliato ulteriormente la conoscenza nella sua osservazione degli asteroidi. La NASA vuole ampliare questo successo che permetterà di scoprire asteroidi potenzialmente pericolosi e supportare la nuova iniziativa asteroidi," ha detto John Grunsfeld, amministratore associato della NASA per la Scienza a Washington. "Riattivare WISE è un esempio eccellente di come possiamo utilizzare le capacità esistenti nell'Agenzia per raggiungere i nostri scopi." L'iniziativa asteroide della NASA sarà la prima missione che identificherà, catturerà e ri-posizionerà un asteroide. Questo rappresenta una sfida tecnologica senza precedenti che porterà a nuove scoperte scientifiche e capacità tecnologiche che ci aiuteranno a proteggere il nostro pianeta. L'iniziativa asteroide mette assieme il meglio della scienza, tecnologia ed esplorazione umana della NASA per raggiungere l'obiettivo indicato dal Presidente Obama di inviare gli esseri umani su un asteroide entro il 2025. Lanciato nel dicembre 2009 alla ricerca del calore emanato dai corpi celesti come asteroidi, stelle e galassie, WISE ha prodotto circa 7.500 immagini ogni giorno durante la sua missione primaria che è durata dal gennaio 2010 al febbraio 2011. Come parte del progetto chiamato NEOWISE, il veicolo spaziale ha eseguito la più accurata indagine, fino ad oggi, dei NEO. La NASA aveva spento gran parte della strumentazione elettronica di WISE al termine della sua missione principale. "I dati raccolti da NEOWISE due anni fa hanno confermato che si tratta di una miniera d'oro per la scoperta e la caratterizzazione della popolazione dei NEO," ha detto Lindley Johnson, capo esecutivo del programma NEOWISE della NASA a Washington. E' importante che accumuliamo più dati possibili di questo tipo mentre il veicolo spaziale WISE rimane in buone condizioni." Dato che gli asteroidi riflettono ma non emettono luce visibile, i sensori infrarossi sono lo strumento più potente per la loro scoperta, catalogazione e comprensione della composizione della popolazione. A seconda della riflettività dell'oggetto, l'albedo, una piccola roccia molto riflettente può sembrare grande quanto una grande ma scura. Come risultato i dati ottenuti con i telescopi ottici che utilizzano la luce visibile possono essere falsati. Durante il 2010, NEOWISE ha osservato circa 158.000 corpi rocciosi dei circa 600.000 oggetti conosciuti. Ha scoperto 21 comete, oltre 34.000 asteroidi nella fascia principale fra Marte e Giove e 135 oggetti vicini alla Terra. La missione principale di WISE ha osservato l'intera volta celeste nella luce infrarossa ottenendo oltre 2,7 milioni di immagini in diverse bande infrarosse e catalogando oltre 560 milioni di oggetti nello spazio, dalle galassie lontanissime agli asteroidi e le comete più vicine alla Terra. "Il team è pronto e dopo un rapido controllo, siamo pronti a tornare in gioco," ha detto Amy Mainzer, capo scienziato del programma NEOWISE presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "NEOWISE non solo ci darà una migliore comprensione degli asteroidi e delle comete che studiamo direttamente ma ci aiuterà a definire le nostre idee e le missioni operative per le future esplorazioni spaziali degli oggetti NEO." Il JPL gestisce WISE per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. La missione fa parte del Programma Explorers della NASA, gestito dal Goddard Space Flight Center di Greenbelt, in Maryland. La Space Dynamics Laboratory di Logan, Utah, ha costruito lo strumento scientifico mentre la Ball Aerospace & Tecnologies Corp. di Boulder, Colorado ha costruito il veicolo spaziale. Le operazioni scientifiche ed il processamento dei dati avvengono presso l'Infrared Processing and Analysis Center del California Institute of Technology di Pasadena. Il Caltech gestisce il JPL per la NASA. Ulteriori informazioni su NEOWISE si possono trovare online presso: http://www.nasa.gov/wise e http://www.jpl.nasa.gov/wise/. Per ulteriori informazioni sull'iniziativa asteroide visita: http://www.nasa.gov/asteroidinitiative. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) l'asteroide 1998 KN3 ripreso nell'infrarosso da WISE mentre transita di fronte alla nebulosa di Orione. I dati di WISE hanno rivelato che l'asteroide ha un diametro di circa 1 km e riflette solo il 7 percento della luce visibile e questo vuol dire che è relativamente oscuro.

Fonte : NASA Wise Mission

Nella foto (Credit: NASA) l'ex-astronauta NASA Gordon C. Fullerton. 21/08/2013 - L'ex-astronauta NASA, Gordon Fullerton, è deceduto all'età di 76 anni - Gordon C. Fullerton, che si è distinto nella carriera di astronauta NASA e pilota collaudatore dell'Air Force per quasi 50 anni, è morto il 21 agosto all'età di 76 anni. Fullerton aveva subito diversi attacchi cardiaci alla fine del 2009 e da allora è stato costretto a letto in una struttura di degenza a lungo termine a Lancaster, in California, per i 3 anni e mezzo passati. Fullerton ha trascorso 382 ore nello spazio in due missioni spaziali Shuttle mentre era nel corpo astronauti NASA dal 1969 al 1986. Dopo si era trasferito al Dryden Flight Research Center presso la Air Force Base di Edwards, dove ha servito per 22 anni come pilota collaudatore in una serie di progetti di alto profilo. Durante gli ultimi anni della sua carriera in NASA a Dryden, ha svolto il ruolo di Direttore Associato delle Operazioni di Volo e capo della direzione equipaggi volo prima del suo ritiro nel 2007. Nativo di Portland, Oregon, Fullerton aveva una laurea in ingegneria meccanica presso il California Institute of Technology e poi era entrato nell'U. S. Air Force nel 1958. Dopo aver volato su caccia e bombardieri venne inviato ad Edwards come pilota collaudatore. Nel 1966 venne scelto dall'Air Force per il programma del Laboratorio Orbitante Abitato (MOL). Dopo la cancellazione del programma nel 1969, Fullerton venne assegnato al corpo astronauti NASA presso il Johnson Space Center di Houston, Texas. Fullerton ha servito come membro degli equipaggi di supporto per le ultime quattro missioni lunari Apollo ed è stato parte di uno dei due equipaggi che ha volato con il prototipo di navetta spaziale, l'Enterprise, durante il programma ALT (Approach and Landing Test) della NASA svoltosi a Dryden nel 1977. Fullerton ha volato nello spazio la prima volta a bordo della navetta Columbia durante otto giorni della missione orbitale di prova STS-3 nel marzo 1982. Quella missione è stata l'unica ad atterrare a White Sands, New Mexico, perché la pista di Edwards era allagata da forti piogge stagionali. Poi Fullerton ha comandato la missione Challenger STS-51F Spacelab 2 nel 1985. Quel volo ospitò 13 esperimenti principali nel campo dell'astronomia, della fisica solare, biologia e scienza dei materiali. Per la NASA a Dryden Fullerton è stato il pilota dell'aereo madre NB-52B che ha svolto i primi lanci del razzo Pegasus, del Veicolo Recupero Equipaggio X-38 e dell'ipersonico X-43A. Inoltre Fullerton è stato varie volte pilota del Jumbo 747 modificato della NASA per trasportare le navette spaziali da Edwards al Kennedy Space Center. Fullerton ha eseguito numerosi voli di prova durante il suo trascorso a Dryden ed è stato pilota del progetto di test di atterraggio ad alta velocità per i componenti del carrello dello Space Shuttle utilizzando un jet Convair 990 modificato. Ha volato con il DC-8 Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy ed è stato uno dei due soli piloti non Russi a volare sull'aereo supersonico civile TU-144. Fullerton è andato in pensione dall'Air Force nel 1988 con il grado di colonnello dopo 30 anni di servizio ed aver pilotato oltre 135 differenti tipi di aereo durante la carriera in NASA e Air Force, accumulando oltre 16.000 ore di volo. Fullerton è stato insignito di numerose onorificenze durante la sua carriera. E' stato inserito nella Astronaut Hall of Fame nel 2005, nella Space International Hall of Fame nel 1982 ed è stato un membro della Società dei Piloti collaudatori sperimentali. Il funerale avverrà presso l'Halley-Olsen-Murphy Memorial Chapel a Lancaster. Una messa funebre è prevista per le ore 10 a.m. di sabato 24 agosto, nella Chiesa Cattolica del Sacro Cuore di Lancaster, a cui seguirà una celebrazione della vita di Fullerton alla NASA Dryden lunedi, 26 agosto, con inizio alle 10:00 a.m.. Nella foto (Credit: NASA) l'ex-astronauta NASA Gordon C. Fullerton.

Fonte : NASA Dryden Flight Research Center

21/08/2013 - La NASA prolunga la vita del Telescopio Spaziale Fermi a caccia dei raggi gamma - A un telescopio spaziale della NASA destinato a scovare le più potenti esplosioni dell'universo è stata data nuova vita. La NASA ha reso ufficiale mercoledì 21 agosto che ha esteso la vita operativa del Fermi Gamma-Ray Space Telescope, che ha appena completato la sua missione iniziale di cinque anni. La nuova fase vedrà gli scienziati del telescopio Fermi sondare ulteriormente la Via Lattea alla ricerca di segnali a raggi gamma provenienti dall'elusiva materia oscura. "Con Fermi si apre un secondo atto, sia il veicolo spaziale che i suoi strumenti rimangono in buone condizioni e la missione può raccogliere altri dati scientifici," ha detto Paul Hertz, direttore della divisione astrofisica della NASA a Washington, D.C. in un comunicato. Gli scienziati che lavorano con il telescopio Fermi, costato 690 milioni di dollari, potrebbero cambiare la loro strategia di osservazione per la nuova porzione della missione. Lo strumento LAT (Large Area Telescope) che si trova a bordo di Fermi potrebbe iniziare a riprendere esposizione più profonde della porzione centrale della Via Lattea. Questa parte della galassia è piena di sorgenti ad alta energia come le pulsar e forse anche un buon posto per cercare i segnali della materia oscura - una misteriosa sostanza che non emette ne assorbe la luce visibile. Alcuni scienziati sospettano che la materia oscura possa essere formata da "particelle esotiche che producono lampi di raggi gamma quando interagiscono fra loro," hanno dichiarato fonti ufficiali NASA. "Mentre il LAT ha incrementato l'immagine dettagliata del cielo nei raggi gamma, nello stesso tempo ha rivelato come è dinamico l'universo a queste energie," ha dichiarato Peter Mechelson, responsabile principale dello strumento e professore di fisica presso la Stanford University in California, in un comunicato. Durante i suoi primi cinque anni di missione, Fermi ha schivato con successo la spazzatura spaziale ed ha aiutato gli astronomi che indagano lampi di raggi gamma: le esplosioni più potenti dell'universo conosciuto. Lo strumento GBM (Gamma-ray Burst Monitor) ha visto l'intero cielo eccetto la parte coperta dalla Terra per scovare queste potenti esplosioni che possono accadere in ogni momento. "GBM ha visto oltre 1.200 lampi di raggi gamma, più di 500 brillamenti del nostro Sole ed alcune centinaia di brillamenti da stelle di neutroni altamente magnetizzate che si trovano nella nostra galassia," ha detto Bill Paciesas, scienziato anziano presso Universities Space Research Association's Science and Technology Institute di Huntsville, Alabama. Fermi ha inoltre fatto una scoperta sorprendente nel 2010. La sonda ha scoperto gigantesche bolle che si estendono per oltre 25.000 anni luce sopra e sotto il piano della Via Lattea. Le misteriose strutture potrebbero essere il risultato di esplosioni da un buco nero super-massiccio che si trova al centro della galassia. La NASA ha lanciato il telescopio spaziale Fermi nel giugno del 2008. L'osservatorio spaziale dei raggi gamma potrebbe proseguire la sua missione fino al 2018.

Fonte : Space.com

20/08/2013 - Impatti di prova ad alta velocità testano la tecnologia per missioni future - L'ESA ha sempre in mente la prossima generazione di missioni spaziali e mettendo alla prova nuove tecnologie molto prima che l'idea divenga realtà. Un'area che viene seguita dall'Ufficio Preparatorio Missioni Future dell'ESA è lo sviluppo di penetratori planetari ad alta velocità per campioni ed analisi della superficie e dell'immediato strato sottostante di un pianeta o di una luna. I penetratori planetari sono piccoli veicoli spaziali che contengono una serie di strumenti ma che devono atterrare ad alta velocità - decine di centinaia di chilometri l'ora - comparate con i convenzionali atterraggi 'morbidi' che sono stati utilizzati in precedenza nelle esplorazioni planetarie o lunari. Un beneficio nei confronti dei lander e dei rover è dato dal fatto che il penetratore fornisce un'accesso immediato allo strato sotto la superficie senza la necessità di ulteriori perforazioni o scavi. Per testare come i penetratori ed il loro prezioso carico di strumenti sbatte contro la superficie di un pianeta ad alta velocità, un team di scienziati ed ingegneri utilizza una struttura di prova razzo nel Galles, nel Regno Unito, per spingere i loro modelli di penetratori nella sabbia o nel ghiaccio. Utilizzando questi due diversi materiali la squadra vuole comprendere come i penetratori potranno rispondere meglio utilizzandoli, ad esempio, in missioni su Marte o su un satellite ghiacciato come la luna Europa di Giove. Il penetratore del peso di 20 kg viene spinto da 12 razzi a propellente solido e raggiunge una velocità di impatto di 341 m/s, appena sotto la velocità del suono. Il film qui presentato mostra lo spettacolare impatto in 10 tonnellate di ghiaccio, ed è rallentato dato che il test dura solo 1,5 secondi. La decelerazione del penetratore quando colpisce il ghiaccio raggiunge i 24.000 g. In confronto gli astronauti sperimentano circa 3-4 g quando sono lanciati dalla Terra verso lo spazio. Il ghiaccio si frantuma immediatamente, prima di sgretolarsi in grani di ghiaccio tritato. In seguito, il penetratore è stato recuperato intatto, anche se consumato dall'impatto e leggermente ammaccato dove ha colpito il soffitto che conteneva il ghiaccio. I test delle prossime settimane riveleranno esattamente come la struttura interna del penetratore è sopravvissuta all'impatto. La prossima fase di sviluppo si concentrerà sulle batterie e sui sistemi di comunicazione che devono sopravvivere alle sollecitazioni estreme. Anche se un penetratore non fa parte di nessuna missione ESA prevista, è importante mettere alla prova la flessibilità di nuove tecnologie per fornire il più ampio spettro di possibilità negli anni che verranno. I test di impatto sono stati eseguiti nel ghiaccio l'11 luglio e nella sabbia il 16 luglio. I test fanno parte del Core Technology Programme for Cosmic Vision dell'ESA che viene supervisionato dall'Ufficio Preparatorio Missioni Future. Lo sviluppo del programma penetratori è guidato da Astrium UK con il coinvolgimento di Mullard Space Science Laboratory, Qinetiq e Rapid Space Technologies.

VIDEO DEL TEST DEL PENETRATORE NEL GHIACCIO - (CREDIT: Qinetiq/ESA) - dur.min.0:25 - NO AUDIO



Fonte : ESA

20/08/2013 - Presentati al Johnson Space Center i nuovi otto candidati astronauti NASA - I nuovi otto candidati astronauti della NASA hanno fatto la loro prima apparizione pubblica di fronte ai giornalisti al Johnson Space Center di Houston, Texas. E' stato l'Amministratore della NASA Charles Bolden a dare il benvenuto nella 'famiglia' NASA a questi otto giovani aspiranti astronauti. "Da oltre 50 anni il Johnson Space Center è stata la casa del volo spaziale Americano ed ora sarà anche la vostra casa." ha esordito Bolden. "Non solo hanno la stoffa giusta... ma rappresentano in pieno l'America," ha proseguito Bolden. "Questa nuova generazione di esploratori saranno tra coloro che progetteranno e realizzeranno le prime missioni umane su un asteroide o su Marte. Il loro viaggio comincia ora, e la nazione sarà proprio accanto a loro per raggiungere le stelle." Gli otto candidati astronauti, quattro uomini e quattro donne, sono: Josh A. Cassada e Victor J. Glover, entrambi tenenti comandanti della U.S. Navy; Tyler N. "Nick" Hague, un tenente colonnello dell'U.S. Air Force; Christina M. Hammock e Nicole Aunapu Mann, maggiori dell'U.S. Marine Corps; Anne C. McClain e Andrew R. Morgan, entrambi maggiori dell'U.S. Army e Jessica U. Meir. Gli otto sono stati selezionati fra oltre 16.000 aspiranti con un processo molto rigoroso. Ora li attende l'addestramento basico della durata di due anni che partirà proprio qui ad Houston. Gran parte di loro sta spostando le proprie famiglie nella nuova città. Il loro addestramento sarà basato principalmente sui compiti da svolgere come membri dell'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Durante la stessa presentazione Bolden ha anche reso noto il documento aggiornato chiamato GER (Global Exploration Roadmap) che riflette il lavoro delle 12 agenzie spaziali che fanno parte dell'International Space Exploration Coordination Group. Il documento è incentrato sugli interessi comuni della comunità internazionale per procedere con l'esplorazione spaziale e riflette il grado di cooperazione internazionale per una strategia comune per l'esplorazione dello spazio profondo. Per sapere di più sulla Global Exploration Roadmap vai qui.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) le due aree geologiche diverse di Solander Point, quella chiara e quella più scura. 20/08/2013 - Il rover Opportunity ha raggiunto il luogo dove trascorrerà il prossimo inverno marziano - L'anziano rover marziano Opportunity della NASA ha raggiunto il sito dove attenderà il suo sesto inverno sul Pianeta Rosso. Opportunity, che è atterrato su Marte nel gennaio del 2004 appena dopo che il suo gemello Spirit era arrivato sul pianeta, sta studiando le rocce ai piedi del luogo chiamato Solander Point, dove un pendio verso nord permetterà ai pannelli solari del robot di essere puntati verso il Sole durante il prossimo inverno marziano. "C'è l'abbiamo fatta," ha detto lo scienziato del progetto Opportunity Matt Golombek, del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "La guida è andata bene ed Opportunity è prossimo a Solander Point. Sappiano che potrà raggiungere la zona inclinata verso nord con solo un giorno di guida, ma per il momento non ne abbiamo bisogno. Abbiamo ancora tempo per studiare la zone di contatto fra due unità geologiche che si trovano alla base di Solander Point." I ricercatori affermano che una di queste due zone presenta tracce di lungo contatto con acqua acida mentre l'altro è più vecchio e potrebbe contenere minerali formatisi in un'acqua più neutra e benevola. Il rover Opportunity è arrivato alla base di Solander Point nei primi giorni di agosto, dopo un viaggio di tre mesi e 2,4 km dal punto chiamato Cape York. Sia Solander Point che Cape York si trovano sul bordo del cratere Endeavour di 22 km di diametro che il rover ha raggiunto nell'agosto del 2011. Le giornate si stanno accorciando nell'emisfero sud di Marte ed il totale di luce solare disponibile per alimentare Opportunity raggiungerà il minimo a metà febbraio 2014 (il solstizio invernale sud avverrà il 14 febbraio). I pianificatori della missione prevedono di piazzare Opportunity inclinato verso nord prima della metà di dicembre. Ma il rover non rimarrà ibernato durante l'inverno ma potrà continuare a studiare diversi affioramenti a Solander Point. Opportunity e Spirit erano atterrati originariamente per una missione principale della durata di tre mesi in cerca di segni di una passata attività di acqua sul Pianeta Rosso. Entrambi i rover hanno scoperto diverse prove mentre continuavano a funzionare. Spirit ha cessato le comunicazioni con la Terra nel 2010 ed è stato dichiarato morto l'anno seguente. Opportunity ha un braccio artritico ed alcuni problemi legati all'età ma in generale si trova in buona salute. Opportunity non è il solo rover attualmente al lavoro su Marte. Nell'agosto del 2012, il rover Curiosity della NASA, pesante una tonnellata, è atterrato all'interno del cratere Gale per determinare se il Pianeta Rosso avrebbe mai potuto sostenere la vita microbiotica. Curiosity ha già raggiunto l'obiettivo principale della missione, trovando un sito chiamato Yellowknife Bay che avrebbe potuto essere abitabile miliardi di anni fa. Il rover, grande quanto un'autovettura, alimentato ad energia nucleare invece che solare, è al momento impegnato in un viaggio di alcuni mesi per raggiungere i piedi della montagna chiamata Monte Sharp, alta 5,5 km. In copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech) l'immagine di Solander Point ripresa da Opportunity l'8 agosto 2013. Nella foto in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech) le due aree geologiche diverse di Solander Point, quella chiara e quella più scura.

Fonte : Space.com

20/08/2013 - La ripresa dei voli del vettore GSLV indiano è stata nuovamente rinviata a poche ore dal lancio - Gli ingegneri Indiani hanno deciso di riportare il più potente razzo del Paese, il GSLV (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle) nel suo edificio di assemblaggio per controlli e riparazioni dopo che una perdita di propellente dal secondo stadio si è manifestata lunedì durante il conto alla rovescia. Il problema è sorto a circa 1 ora e 15 minuti dal lancio, che era previsto per le 11:20 GMT (le 13:20 ora italiana) dal Centro Spaziale Satish Dhawan presso l'isola Sriharikota, sulle coste est dell'India. I responsabili della ISRO (Indian Space Research Organization - l'agenzia spaziale Indiana) hanno dichiarato che gli ingegneri hanno osservato una perdita di propellente idrazina dal secondo stadio del GLSV durante la fase di pressurizzazione del veicolo. Il veicolo è stato svuotato dal propellente e verrà riportato nell'edificio di assemblaggio per ulteriori indagini. Una nuova data di lancio verrà annunciata dopo un controllo completo ma il tempo richiesto per riportare il razzo nell'edificio di assemblaggio, i test, le riparazioni ed il ritorno in rampa dovrebbe non essere inferiore alla settimana. Quando verrà lanciato il GLSV-D5, questa la sua designazione, trasporterà il satellite per telecomunicazioni GSAT 14 che amplierà il servizio di trasmissioni in banda Ku e C sull'India. Quella di lunedì avrebbe dovuto essere la prima missione di GLSV fin dal 2010, quando il vettore aveva incontrato due gravi incidenti. Nel primo incidente avvenuto nell'aprile del 2010, il motore criogenico del terzo stadio si era spento appena un secondo dopo l'accensione. Un secondo GLSV si era invece disintegrato a dicembre 2010 a meno di un minuto dal decollo quando i cavi dei dati dal computer ai booster si erano disconnessi in volo causando la perdita di controllo del razzo. Il GLSV aveva utilizzato nei primi lanci uno stadio criogenico di costruzione Russa che era poi stato sostituito con uno di costruzione nazionale a partire dal volo di aprile 2010. Il GLSV è il razzo più potente dell'India e permette di inserire in orbita geostazionaria satelliti del peso di 2.267 kg. Purtroppo su sette lanci, fino ad oggi, il razzo ha fallito per quattro volte. E' allo studio una versione più potente del GLSV, chiamata Mk.3, che potrà portare in orbita satelliti fino a 4 tonnellate di peso. L'India possiede anche un vettore più leggero, il PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle) che ha un record di ben 23 lanci consecutivi di successo. Se la versione odierna del GLSV avrà successo permetterà all'India l'indipendenza per i lanci dei suoi satelliti per telecomunicazioni e sonde planetarie al momento affidati a razzi esteri, come l'Ariane 5.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA) Luca Parmitano durante la seconda passeggiata spaziale. 20/08/2013 - Luca Parmitano ci narra la sua esperienza durante l'EVA 23 - Sono passate alcune settimane dalla EVA 23 svoltasi sulla Stazione Spaziale Internazionale da Luca Parmitano e Chris Cassidy e interrotta prematuramente per il problema alla tuta del nostro astronauta. Ora Luca ci rende partecipi raccontando che cosa è successo e le sue sensazioni in quei lunghi minuti nei quali si è rischiato che accadesse il peggio. Un racconto che diventa un thriller e che ci fa arrivare alla fine con il fiato sospeso. Luca è veramente bravo nel saper rendere le sue sensazioni in quei momenti. "E in quel momento, mentre mi posiziono a 'testa in giù', due cose succedono contemporaneamente: il sole tramonta, e la mia capacità di vedere, già ridotta dall’acqua, svanisce del tutto rendendo inutilizzabili i miei occhi; e, molto peggio, l’acqua ricopre il mio naso – una sensazione davvero sgradevole, peggiorata dai miei sforzi, inutili, di spostare l’acqua dal mio volto scuotendo la testa. La parte superiore del casco è ormai piena di acqua, e non so neanche se la prossima volta che respirerò dalla bocca riuscirò a riempirmi i polmoni di aria e non di liquido. A complicare il tutto, mi rendo conto che non sono neanche in grado di capire in che direzione andare per rientrare all’airlock: riesco a vedere solo per poche decine di centimetri intorno a me, e non riesco a individuare neanche le maniglie che utilizziamo per muoverci intorno alla ISS. Ma grazie alla preparazione, al coraggio, all'addestramento e al sangue freddo Luca riesce a concludere la sua seconda attività extra-veicolare senza danni e a renderla una lezione per il futuro. "Lo Spazio è una frontiera, dura e inospitale, in cui noi siamo ancora degli esploratori e non dei coloni. La bravura dei nostri ingegneri, e la tecnologia che abbiamo a disposizione, fa sembrare semplici cose che non lo sono, e a volte forse lo dimentichiamo. Meglio non dimenticare. Tutto il racconto è da non perdere, come tutti gli altri blog della sua missione. Un grazie a Luca per averci reso partecipi di quello che ha provato in quei lunghi e difficili minuti e per i racconti quasi giornalieri dalla ISS, l'avamposto dell'Uomo nello Spazio. Come Italiani siamo fieri di questo nostro connazionale che dimostra quanto di 'buono' e 'nobile' c'è ancora in questo Paese. Nella foto (Credit: NASA) Luca Parmitano durante la seconda passeggiata spaziale.

Fonte : ESA Volare blog

20/08/2013 - Veicolo spaziale della NASA riprende un'Emissione di Massa Coronale del Sole (CME) diretta verso la Terra - Il 20 agosto 2013, alle 4:24 a.m. EDT, il Sole ha eruttato verso la Terra un'emissione di massa coronale (CME), un fenomeno solare che può inviare fino a miliardi di tonnellate di particelle nello spazio e che possono raggiungere la Terra entro due o tre giorni. Queste particelle non possono attraversare l'atmosfera e colpire gli esseri umani sulla Terra, ma possono avere effetti sui sistemi elettronici dei satelliti e al suolo. Secondo i modelli sperimentali della NASA, basati sulle osservazioni del Solar Terrestrial Relations Observatory, il CME che ha lasciato il Sole aveva una velocità di circa 917 km/s, una velocità tipica per i CME. La direzione verso la Terra del CME potrebbe causare quel fenomeno del meteo spaziale chiamato tempesta geomagnetica, che avviene quando le particelle energetiche vengono avviluppate dal campo magnetico terrestre, la magnetosfera, per un lungo periodo di tempo. I campi magnetici dei CME sbucciano gli strati più esterni dei campi magnetici della Terra e cambiano la loro stessa forma. In passato, le tempeste geomagnetiche causate da CME di questa forza sono stati di solito lievi. Le tempeste magnetiche possono degradare i segnali di comunicazione e causare un aumento imprevisto della potenza delle reti elettriche. Inoltre le tempeste geomagnetiche possono anche causare le aurore. La Space Weather Prediction Center della NOAA (http://swpc.noaa.gov) è fonte ufficiale del governo degli Stati Uniti per le previsioni meteo dello spazio, dirama gli avvisi, le osservazioni e gli allarmi. Se necessario, verranno forniti degli aggiornamenti. Lo strumento LASCO C2 della sonda SOHO ha ripreso questa immagine (Credit: ESA & NASA/SOHO, SDO) del CME diretto verso la Terra. Il disco solare è occultato per poter vedere la luce della corona. La posizione del Sole in quel momento è mostrata con una immagine presa dal telescopio spaziale SDO della NASA e sovrapposta.

Fonte : NASA

18/08/2013 - Scoperta Nova molto luminosa nella costellazione del Delfino - Il giapponese Koichi Itagaki (Yamagata) il 2013 08 14.5843 annuncia la scoperta di un'apparente Nova molto luminosa nella costellazione del Delfino PNV J20233073+2046041 come riportato sul sito CBAT "Transient Object Followup Reports" (http://www.cbat.eps.harvard.edu/unconf/followups/J20233073+2046041.html). Dall'osservatorio di 104 San Marcello è stata effettuata una sessione ossevativa di conferma della Nova. Dai dati estrapolati la probabile Nova si trova alle cordinate RA 20h23m30.7s Dec +20°46'03" ha una magnitudine di 6.6 (utilizzando il catalogo UCAC4 in R mag.), quindi visibile anche con un binocolo. Immagini ed animazione http://b09-backman.blogspot.com/2013/08/nova-nel-delfino.html a questo indirizzo. Qui invece ecco le cartine celesti per individuare la probabile stella Nova. La stella nova, spesso chiamata semplicemente nova, si forma in seguito ad una esplosione nucleare che avviene negli strati superficiali della nana-bianca. Qui, il fenomeno esplosivo non coinvolge il nucleo della stella come avviene invece per le supernovae. Durante la formazione di una stella nova, la nana-bianca, che consiste degli elementi più pesanti dell’idrogeno, come l’ossigeno ed il carbonio, accresce materia ricca di idrogeno dalla stella compagna. La materia passa attraverso il disco di accrescimento, che circonda la nana-bianca, prima di 'cadere', seguendo una traiettoria a spirale, sulla stella compatta. Quando circa 1/100.000 di massa solare, formato da materia ricca di idrogeno, è stato accresciuto, la temperatura e la densità della materia in accrescimento diventano così importanti che viene avviata una reazione nucleare. Gli strati superficiali della stella nana-bianca vengono espulsi alla velocità di 700-800 Km/sec o, in certi casi, a velocità maggiori. L’esplosione e l’espulsione della materia dalla stella compatta sono accompagnati da un intenso brillamento. Da qui il termine nova, cioè 'nuova', per cui la stella diventa visibile su scale intergalattiche. La luminosità della stella in questa fase di nova dura solo alcuni giorni, poi diminuisce nel corso di alcuni mesi e ritorna al livello iniziale prima della fase di esplosione. Il processo può ripetersi se si verificano le condizioni del trasferimento di materia attraverso il disco di accrescimento con un intervallo tipico tra un esplosione e la successiva dell’ordine di alcune migliaia di anni.

Fonti : AstroNews - Unione Astrofili Italiani - Astrocultura UAI

17/08/2013 - La NASA conclude i tentativi di recupero completo di Kepler ma vengono considerate nuove missioni - Dopo mesi di analisi e prove, il team del Kepler Space Telescope ha terminato i suoi tentativi di riportare il veicolo spaziale al pieno funzionamento ed ora sta considerando quale nuovo tipo di ricerca possa intraprendere nelle attuali condizioni. L'8 agosto gli ingegneri hanno condotto test delle prestazioni dei sistemi per valutare le capacità attuali di Kepler. Con questa operazione è stato determinato che la ruota a reazione numero 2, guastatasi lo scorso anno, non può più fornire la precisione di puntamento necessaria per raccogliere dati scientifici per il suo programma primario. Il veicolo spaziale è stato rimesso in modalità di riposo, una configurazione stabile dove Kepler utilizza i razzetti di manovra per controllare la posizione utilizzando il minimo di propellente. Uno studio ingegneristico verrà condotto sulle modifiche richieste per gestire operazioni scientifiche mentre il veicolo spaziale utilizza una combinazione delle due restanti ruote di reazione in buone condizioni e dei propulsori per mantenere il controllo della posizione. Il project team di Kepler ha richiesto, il 2 agosto scorso, l'invio di idee e progetti da parte della comunità scientifica su come utilizzare il telescopio per indagini scientifiche con solo due ruote a reazione. A seconda di come si svilupperanno questi studi, che dovrebbero essere completati entro l'anno, la NASA darà delle priorità scientifiche alla missione di Kepler con solo due ruote a reazione. Tale valutazione potrà includere priorità rispetto ad altre missioni di astrofisica della NASA e che si trovano in competizione per il finanziamento operativo presso il Senior Review Board all'inizio del prossimo anno.

Fonte : NASA Kepler

16/08/2013 - Il Grasshopper della SpaceX esegue un volo deviato di 100 metri - Il 13 agosto il Falcon 9 banco di prova (nome in codice Grasshopper) ha completato un test di volo deviato, volando ad un'altezza di 250 metri e spostandosi lateralmente di 100 metri prima di ritornare al centro della piazzola di lancio. Il test ha dimostrato l'abilità del veicolo di eseguire manovre di virata più aggressive di quelle tentate nei voli precedenti. Il Grasshopper è alto come un palazzo di dieci piani e questo rende il suo controllo una sfida particolare. Deviazioni come questa sono una parte importante della traiettoria per far atterrare con precisione il razzo esattamente al sito di lancio dopo essere rientrato dallo spazio a velocità ipersonica. Questo era il settimo volo di prova del Grasshopper ed anche questo è stato eseguito presso la sede test della SpaceX che si trova a McGregor, nel Texas.

VIDEO DEL VOLO DEVIATO DEL VEICOLO GRASSHOPPER DELLA SPACEX ESEGUITO IL 13 AGOSTO 2013 - (CREDIT: SPACEX) - dur.min.1:13 - AUDIO AMBIENTALE



Fonte : SpaceX

16/08/2013 - Una EVA sulla Stazione Spaziale batte il record Russo di durata - Gli Ingegneri di Volo di Spedizione 36 Engineers Fyodor Yurchikhin e Alexander Misurkin hanno completato la loro prima passeggiata spaziale (EVA - extra-veicular activity) delle due previste per preparare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) all'arrivo del nuovo modulo Russo MLM (Multipurpose Laboratory Module). La lunga attività extra-veicolare ha battuto il record per quelle Russe. Yurchikhin e Misurkin hanno installato delle attrezzature necessarie per il nuovo modulo Russo ed un'altra EVA per completare l'operazione verrà compiuta la prossima settimana. Si è trattato della 172esima EVA in supporto all'assemblaggio e manutenzione della stazione spaziale, la settima per il veterano Yurchikhin e la seconda per Misurkin. Yurchikhin indossava la tuta spaziale Orlan con due strisce rosse mentre Misurkin quella con le blu. Misurkin inoltre aveva montato sul casco l'apparecchiatura con la telecamera che, di solito, è montata sulle tute americane, per fornire una visione ravvicinata del lavoro che veniva effettuato al di fuori della stazione. I due cosmonauti sono usciti dal modulo di decompressione Pirs alle 10:36 a.m. EST (le 16:36 ora italiana) ed il loro compito è stato quello di proseguire lo spostamento dei cavi di alimentazione e di quelli Ethernet per l'arrivo del Modulo Laboratorio Multi-funzione. Questo nuovo modulo verrà lanciato con un razzo Proton-M dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Il razzo vettore dovrebbe tornare a volare il prossimo mese dopo lo spettacolare fallimento del luglio scorso. La prima operazione degli spacewalker appena usciti da Pirs è stata quella di allungare il braccio Strela. Si tratta di un'asta telescopica che può essere utilizzata per spostare attrezzature ed astronauti all'esterno della stazione. I due hanno quindi utilizzato lo Strela per installare pannelli e distanziatori all'esterno dei moduli Zarya e Poisk. Yurchikhin e Misurkin hanno installato l'esperimento Vinoslivost su Poisk. Si tratta di un esperimento che mette alla prova diversi materiali esposti alle condizioni estreme dello spazio. I due hanno poi cablato i cavi elettrici e dati all'esterno di Zarya e Poisk prima di riporre l'asta Strela. Sebbene l'EVA-34 dovesse durare sei ore e mezzo, il duo è rimasto al lavoro all'esterno per sette ore e 29 minuti battendo così il precedente record di durata di una passeggiata spaziale Russa, detenuto dal 1990 e realizzato sulla MIR e che era di sette ore e 16 minuti. Il record mondiale però resiste e venne realizzato durante la missione STS-102, nel marzo del 2001, quando Jim Voss e Susan Helms eseguirono una EVA di otto ore e 56 minuti - sebbene gran parte dell'EVA sia stata trascorsa all'interno del modulo di decompressione della navetta Discovery.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA/Dave Bowman) il modello di Orion mentre viene fatto entrare sul ponte allagato della nave anfibia Arlington. 15/08/2013 - Eseguito il primo test statico di recupero di una capsula Orion dalla nave U.S. Navy Arlington - Con la nave anfibia Arlington della U.S. Navy ormeggiata presso il molo della Stazione Navale di Norfolk, in Virginia, i sommozzatori a bordo di piccoli gommoni si sono avvicinati ad un modello del modulo equipaggio Orion della NASA. Come parte dell'operazione, hanno agganciato dei cavi che hanno guidato la capsula fino al ponte allagato della nave. Con la capsula così posizionata sul ponte l'acqua è stata fatta defluire fino a che la capsula si è adagiata sul fondo asciutto. Il test di recupero statico è stato ideato per assicurare che quando Orion tornerà dalle sue missioni nello spazio profondo con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico, i metodi utilizzati per recuperare la capsula siano perfettamente collaudati. "Oggi abbiamo compiuto un significativo progresso nella collaborazione fra la Navy e la NASA ed il Programma Volo Spaziale Umano Orion," ha detto Brett Moyes, Comandante della U.S. Navy e capo della Future Plans Branch della flotta. "La Marina è emozionata di fornire il supporto alla NASA per il proseguimento delle missioni di esplorazione spaziale. Le nostre capacità uniche ci rendono il partner ideale per la NASA per il recupero degli astronauti nel 21esimo secolo - proprio come quasi mezzo secolo fa abbiamo aiutato l'America nella sfida di mandare l'uomo sulla Luna." Il test di recupero stazionario ha impiegato due anni per essere preparato. La NASA ha lavorato a stretto contatto con un gruppo della Navy esperto nell'utilizzo dei ponti allagabili per sviluppare le procedure necessarie al recupero del modulo equipaggio Orion. Insieme, la NASA ed il Dipartimento della Difesa (DOD), hanno seguito e preparato con attenzione ogni passo del test. "E' stato bello vedere come questa specie di balletto è stato eseguito," ha detto Lou Garcia, Direttore del Recupero della NASA. Nelle acque riparate vicino al molo, l'ambiente controllato del test ha rivelato come il preciso posizionamento della capsula possa essere eseguito sul ponte spostando la capsula, quanto a lungo le operazioni di recupero possano durare e come tutti i vari cavi ed agganci possano funzionare al meglio. "Questo ci permette di fare pratica con le procedure in un ambiente tranquillo senza il movimento della nave e con pochissima onda," ha detto Jim Hamblin, responsabile delle operazioni di atterraggio e recupero, del programma Ground Systems Development and Operations (GSDO). I sommozzatori della Navy si sono preparati al test di recupero di Norfolk utilizzando la gigantesca piscina del Neutral Buoyancy Lab di Houston. Scott Wilson, manager delle Offline Processing and Infrastructure for Development per il programma GSDO, ha sintetizzato la strategia del test come: "strisciare, camminare, correre.". "Con questo test abbiamo fatto i primi passi per cominciare a camminare," dice Wilson. Le attrezzature utilizzate nel test stazionario saranno inviate ora sulla costa Ovest in preparazione del futuro test delle operazioni di recupero di Orion da eseguire in mare aperto e previste per il gennaio 2014. La NASA e il DOD utilizzeranno le procedure utilizzate a Norfolk per valutare i metodi per i test del prossimo anno. Le lezioni imparate nel test di Norfolk ed in quello di gennaio verranno così applicate al recupero del Volo di Prova Esplorativa (EFT)-1, previsto nel settembre 2014. L'EFT-1 sarà la prima missione di Orion e vedrà la capsula raggiungere la distanza di circa 5.800 km in orbita terrestre. Come parte del test di volo, Orion ritornerà sulla Terra alla velocità di circa 32.000 km/h prima di eseguire un ammaraggio nell'Oceano Pacifico. Il volo di prova fornirà agli ingegneri dati importantissimi sullo scudo termico di Orion, sui sistemi di volo e sulle capacità del progetto che dovranno essere convalidate prima che il veicolo spaziale inizi a trasportare esseri umani a nuove destinazione nel Sistema Solare, compresi gli asteroidi e Marte. L'EFT-1 verrà lanciato dal Kennedy Space Center della NASA in Florida ed ammarerà al largo di Baja nello stesso giorno. Per EFT-1 la nave di recupero e le squadre addette si troveranno già nella zona di ammaraggio al momento del lancio. "Il recupero della capsula Orion EFT-1 senza equipaggio sarà un altro pezzo importante verso il recupero delle capsule Orion con gli astronauti a bordo." ha detto Garcia. Nella foto (Credit: NASA/Dave Bowman) il modello di Orion mentre viene fatto entrare sul ponte allagato della nave anfibia Arlington. All'indirizzo della fonte video ed altre immagini del test di Norfolk.

Fonte : NASA

13/08/2013 - La ATK fornirà i motori a propellente solido del primo e secondo stadio del sistema Stratolaunch - L'azienda costruttrice ATK progetterà e costruirà il primo e secondo stadio del razzo aviolanciato del sistema Stratolaunch. La Stratolaunch, una nuova compagnia spaziale creata nel 2011 dal co-fondatore della Microsoft, Paul Allen, ha messo insieme un team per sostituire la SpaceX che inizialmente era stata scelta per fornire il razzo a propellente liquido al sistema di lancio. Dopo l'uscita di scena della SpaceX era stata la Orbital Sciences Corp, a fare il passo come primo appaltatore per il razzo. La Orbital gestisce già un sistema di aviolancio con il suo Pegasus che può immettere piccoli satelliti in orbita terrestre lanciandoli in volo da un aereo civile L-1011 trasformato. La Stratolaunch prevede di sviluppare il concetto Pegasus per lanciare un razzo che possa portare carichi utili pesanti fino a 6,8 tonnellate e del diametro di cinque metri in orbita terrestre. La ATK fornirà il motore a propellente solido per il primo e secondo stadio del razzo. La ATK costruisce già i motori per Pegasus della Orbital ma quelli per il sistema Stratolaunch saranno molto più grandi. Il contratto stipulato fra la ATK e la Orbital prevede la progettazione, lo sviluppo e la costruzione dell'hardware per le prime missioni. Scott Lehr, vice-presidente e general manager della divisione difesa e commerciale della ATK, ha così commentato la notizia dell'accordo: "La nostra soluzione per l'ALV (Air Launch Vehicle) potrà giovarsi della grande esperienza maturata da ATK nella costruzione di motori a propellente solido di grande diametro come quelli realizzati per lo Space Shuttle o per il Titan 4B. Gli stadi di ALV utilizzeranno una struttura in grafite di alta resistenza e leggerezza, propellenti di concezione avanzata e l'affidabilità della ATK nella sua lunga tradizione di motori a propellenti solidi commerciali. I motori forniti per il sistema Stratolaunch avranno un diametro più grande di quelli utilizzati dal razzo Pegasus della Orbital, di 1,27 metri, ma saranno più simili a quelli prodotti per lo Space Shuttle NASA e per il razzo Titan 4B dell'Air Force. Il progetto Stratolaunch prevede la realizzazione di uno speciale aereo con una larghezza alare di 117 metri che fungerà da aereo madre e sarà realizzato dalla Scaled Composites di Mojave, California, e spinto da sei motori prelevati da vecchi Boeing Jumbo 747. Il razzo a tre stadi verrà trasportato appeso sotto l'aereo a doppia fusoliera fino ad un'altezza di 9.000 metri da dove verrà sganciato e proseguirà il suo volo verso l'orbita utilizzando i motori a razzo. Secondo le notizie fornite sul sito della Stratolaunch i primi test dell'aereo madre potrebbero già avvenire nel 2016 mentre il primo lancio orbitale di prova nel 2018. La Orbital e la Stratolaunch non hanno ancora annunciato la scelta del costruttore del terzo stadio del razzo che sarà a propellente liquido. La Stratolaunch prevede di poter operare il suo sistema aviolanciato da diverse basi, compreso il Kennedy Space Center, in Florida, Wallops Flight Facility, Virginia, e Vandenberg Air Force Base, California.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: Sian Proctor/HI-SEAS) l'habitat HI-SEAS sul vulcano Mauna Loa alle Hawaii. 09/08/2013 - Una simulazione di missione umana su Marte sta per terminare alle Hawaii - La Hawaii Space Exploration Analog and Simulation (HI-SEAS) è quasi al termine della sua missione di 120 giorni sulla parete nord del vulcano Mauna Loa, alle Hawaii. Sin dalla metà di aprile, sei persone hanno vissuto all'interno di un habitat spaziale situato a 2.440 metri sopra il livello del mare, su una spianata di lava che assomiglia molto alla superficie di Marte. I sei, in gran parte scienziati provenienti da vari istituti ed università internazionali, si sono comportati come fossero i primi esploratori umani a mettere piede su Marte, non solo conducendo vari esperimenti scientifici e mettendosi alla prova sul campo in tute spaziali simulate, ma anche producendo alimenti per il cibo che potrebbe permettere la sopravvivenza nel lungo viaggio al Pianeta Rosso. Il Comandante di HI-SEAS, Angelo Vermeulen, ha chiaccherato con l'editore della rivista Astrobiology Magazine, Leslie Mullen, via email sulla missione mentre si sta avvicinando la fine prevista per il 13 agosto. Nella lunga ed interessante intervista (che potete trovare completa al link della fonte) Vermeulen spiega approfonditamente gli scopi della missione, principalmente studio per gli alimenti, ma anche diversi progetti personali per altri istituti di ricerca, attività extra-veicolari ed un sacco di esplorazioni e registrazioni da fare. Insomma i sei non hanno subito le esperienze di noia o letargia che sono state riportate da altre esperienze di studi sull'isolazione. Gli alimenti testati sono in gran parte pre-preparati, proprio come sulla ISS, ma anche alimenti che non ti aspetteresti come la Nutella! Un'altro studio della NASA riguardava l'abbigliamento ed il suo scopo principale era quello di stimare per quanto un capo poteva essere indossato eseguendo attività fisica prima di essere usurato o, più importante, aver bisogno di un trattamento anti-microbico. E' stato anche realizzato uno studio sulle culture idroponiche per la produzione di vegetali come alimenti con l'aiuto di braccia robotiche per la loro cura. Le EVA sono state eseguite per testare vari tipi di tute spaziali e durante le uscite venivano eseguiti studi mineralogici e biologici dei terreni esplorati nei dintorni della 'base'. La parte psicologica della missione è stata superata abbastanza brillantemente e i sei membri dell'equipaggio hanno potuto distrarsi, nel poco tempo libero da impegni, con i loro passatempi preferiti e dialogare con le famiglie e le persone care via computer, anche se, ammette lo stesso Vermeulen quattro mesi sono 'facili' da gestire a differenza degli oltre 500 giorni di una possibile missione marziana o anche del test MARS 500 svolto a Mosca dal giugno 2010 al novembre 2011. Oltre ad una grande sala comune i sei esploratori avevano a disposizione una camera personale ognuno. La struttura era racchiusa in una grande semisfera geodetica di circa 10 metri di diametro suddivisa in due piani sovrapposti. A pochi giorni dal termine della missione la totalità degli esperimenti e degli studi è completata e questi genereranno diversi articoli scientifici. Il 13 agosto, il giorno del ritorno sulla 'Terra', vi sarà un evento con i media internazionali e poi seguiranno dei debriefing e la raccolta delle idee per la prossima missione HI-SEAS, interviste individuali e test medici e psicologici. Alla domanda di cosa avrebbe fatto una volta finita la simulazione, Vermeulen ha risposto :"Vi sarà una festa e poi condurrò un TED Talks (un tipo di conferenza scientifica pubblica su nuovi media) a Whistler, in Canada. Poi tornerò alle Hawaii per circa un mese a seguire la raccolta dei dati ottenuti da HI-SEAS e farmi un po di vacanza." Nella foto (Credit: Sian Proctor/HI-SEAS) l'habitat HI-SEAS sul vulcano Mauna Loa alle Hawaii.

Fonti : Space.com - HI-SEAS

09/08/2013 - Luca Parmitano ci invia una foto bellissima dell'Italia notturna - L'immagine qui sotto ripresa dall'astronauta dell'ESA di nazionalità italiana Luca Parmitano, attualmente impegnato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale con la missione di lunga durata denominata 'Volare', mostra il Mediterraneo con l'Italia ben visibile quasi per intero, il cielo illuminato dalle Pleiadi ed un temporale sullo sfondo a nord est. La missione, che si concluderà agli inizi di novembre, è frutto di un accordo tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la NASA. Parmitano ed i compagni di equipaggio della Spedizione 36 e 37 sono partiti il 28 maggio dal cosmodromo di Baikonour, in Kazakistan, con la navetta russa Soyuz, e sono giunti sulla ISS meno di 6 ore dopo.

Nella foto (Credit: NASA) l'Italia immersa nella notte, le Pleiadi all'orizzonte e un temporale a nord-est.



Fonte : ESA

09/08/2013 - La SpaceX si aggiudica il primo contratto di lancio con un governo Europeo per le missioni SARah - La SpaceX ha raggiunto un'altra pietra miliare nella sua storia aggiudicandosi il suo primo contratto con un governo Europeo per il lancio di due Falcon 9 v1.1 per la Germania. La compagnia Californiana si è infatti aggiudicata il contratto di lancio per i tre satelliti della nuova costellazione radar SARah da mettere in orbita nel 2018 e nel 2019. Si tratta di due satelliti con radar passivo ad apertura sintetica (SAR) costruiti dalla OHB System AG e di un satellite più grande con un'antenna a matrice progressiva costruito dalla Astrium GmbH ma sotto contratto OHB. I tre satelliti, che dovranno essere operativi entro il 2019, forniranno servizi per le Forze Armate Tedesche. La costellazione SARah sostituirà la flotta tedesca esistente dei cinque satelliti da ricognizione SAR-Lupe, che inizieranno a uscire dal servizio alla fine del 2017. Per la SpaceX si tratta di una grossa conquista che arriva solo il mese successivo alla firma dei contratti per i tre satelliti militari da ricognizione da parte del governo Tedesco, per una cifra di quasi un miliardo di dollari. I nuovi satelliti, conosciuti collettivamente come SARah, saranno costruiti entro il 2016 e voleranno sui Falcon 9 v1.1, i due con l'antenna passiva SAR saranno lanciati assieme mentre quello con l'antenna a matrice progressiva da solo. Il razzo vettore Falcon 9 v1.1 dovrebbe debuttare il prossimo mese mettendo in orbita il piccolo satellite canadese CASSIOPE lanciato da Cape Canaveral. La SpaceX ha un carnet di missioni molto fitto per i prossimi mesi e il 2013 dovrebbe concludersi con la quarta missione Dragon di rifornimenti verso la ISS CRS-3 (SpX-3), prevista a dicembre. La SpaceX inoltre prevede il debutto del suo vettore pesante Falcon Heavy nel 2014 oltre a svariate missioni commerciali di invio di satelliti.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA) Michael Foale. 09/08/2013 - L'astronauta Michael Foale lascia la NASA dopo 26 anni - L'astronauta della NASA Michael Foale ha lasciato l'agenzia, concludendo una carriera di 26 anni che comprende 375 giorni trascorsi nello spazio durante sei missioni Shuttle e lunghe permanenze a bordo di due stazioni spaziali. Foale ha trascorso 145 giorni a bordo della stazione spaziale Russa MIR nel 1997 e 194 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale come comandante di Spedizione 8 dall'ottobre 2003 all'aprile 2004. Inoltre egli ha condotto quattro passeggiate spaziali durante la sua carriera alla NASA per un totale di 23 ore. "Salutiamo Mike ed il suo contributo nella NASA come membro del corpo astronauti," ha detto l'Amministratore della NASA Charles Bolden. "A partire dal suo primo volo, missione Shuttle STS-45, dove abbiamo volato assieme, Mike ha lavorato senza risparmio per supportare l'impresa della NASA di esplorare lo sconosciuto. Io so che Mike andrà avanti e farà grandi cose e continuerà a supportare l'industria aerospaziale in questa nuova impresa." Foale ha ricoperto diversi ruoli durante la sua carriera alla NASA compreso il capo dell'Ufficio Spedizioni Corpo Astronauti, l'assistente direttore (tecnico) dell'agenzia presso il Johnson Space Center di Houston ed il vice amministratore associato per le operazioni di esplorazione alla sede centrale della NASA a Washington. Più recentemente ha lavorato in supporto alle operazioni Soyuz e della Stazione Spaziale Internazionale, come anche tutte le attività extra-veicolari della ISS e lo sviluppo delle tute spaziali. I piani futuri di Foale sono nel campo della tecnologia aerea avanzata pulita. Per una biografia completa di Foale visita la sua biografia completa: http://go.nasa.gov/14gPLKx. Nella foto (Credit: NASA) Michael Foale.

Fonte : NASA

Nell'immagine (Credit: NASA/TV) l'HTV-4 Giapponese catturato con il braccio robotico della ISS. 09/08/2013 - Il quarto cargo Giapponese è stato ormeggiato alla Stazione Spaziale Internazionale - Il quarto H-II Transfer Vehicle della Japan Aerospace Exploration Agency, o HTV-4, è stato installato sul boccaporto che guarda la Terra del nodo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale alle 11:38 a.m. EDT di venerdì (le 17:38 ora italiana). A bordo si trovano 3,6 tonnellate di materiale fra esperimenti scientifici, attrezzature e rifornimenti per il complesso orbitale. L'Ingegnere di Volo Karen Nyberg, con l'assistenza dell'Ingegnere di Volo Chris Cassidy, hanno inizialmente catturato l'HTV-4 con il braccio robotico fornito dall'Agenzia Spaziale Canadese (CSA) alle 7:22 a.m. (le 13:22 ora italiana) quando il cargo automatico Giapponese si trovava a circa 10 metri dal complesso. L'Ingegnere di Volo Luca Parmitano dell'Agenzia Spaziale Europea, ha raggiunto i due astronauti della NASA nella cupola per controllare i sistemi del cargo spaziale Giapponese durante il suo avvicinamento alla ISS. Al momento della cattura con il Canadarm2, la stazione stava orbitando ad una quota di 418 km sopra il Sud Africa. Con HTV-4 aggrappato in modo sicuro al Canadarm2, il team robotico presso il Centro Controllo Missione del Johnson Space Center di Houston, ha guidato in remoto il braccio portandolo alla posizione di ormeggio al boccaporto che guarda la Terra del nodo Harmony. Nyberg e Cassidy hanno poi utilizzato il computer portatile per attivare i primi bulloni di attracco e la prima fase di cattura dell'ACBM (Active Common Berthing Mechanism) di Harmony con il PCBM (Passive Common Berthing Mechanism) di HTV-4. Una volta eseguita questa operazione il team di terra ha completato il processo di serraggio bulloni attraverso il secondo stadio di cattura. Conosciuto anche con Kounoutori - parola Giapponese che sta per 'cicogna bianca' a simboleggiare l'importanza della consegna - l'HTV è un veicolo automatico lungo circa 10 metri e del diametro di 4 metri capace di trasportare rifornimenti e materiali alla stazione, sia al suo interno che all'esterno. L'HTV-4 era stato lanciato dal Centro Spaziale Tanegashima, nel sud del Giappone, lo scorso 3 agosto alle 4:48 a.m. ora locale (le 21:48 ora italiana). Dopo aver equalizzato le pressioni fra il veicolo cargo e la stazione, l'equipaggio dovrebbe aprire i portelli sabato ed iniziare il processo di scarico dei rifornimenti dalla sezione pressurizzata del veicolo Kounoutori. Fra le varie cose trasportate nella sezione pressurizzata di Kounoutori vi sono campioni di prova per esperimenti di ricerca all'interno del laboratorio Kibo, un nuovo congelatore capace di mantenere i materiali a temperature -32° sotto lo zero, quattro piccoli satelliti CubeSat che verranno rilasciati dal boccaporto di Kibo e poi cibo, acqua ed altri articoli per l'equipaggio della Stazione. La sezione pressurizza inoltre ospita anche una nuova attrezzatura per la Robotic Refueling Mission per dimostrare la possibilità di eseguire manutenzione robotica ai satelliti con gli attrezzi, le tecnologie e le tecniche apposite. La sezione non pressurizzata di HTV-4 contiene invece due ORU (Orbital Replacement Unit) - dei ricambi dell'MBSU (Main Bus Switching Unit) e dell'UTA (Utility Transfer Assembly) - per mantenere i sistemi elettrici della Stazione operativi al meglio. L'UTA assicura la continuità elettrica attraverso il giunto Solar Alpha Rotary, facendo passare l'energia elettrica generata dai giganteschi pannelli solari agli elementi della stazione ed al carico utile, mentre l'MBSU provvede a indirizzare ai vari impianti elettrici la potenza necessaria. L'ORU sono componenti modulari della stazione progettati per essere sostituiti periodicamente. Sempre all'interno della sezione non pressurizzata di HTV si trova il carico utile STP-H4 (Space Test Program – Houston 4), una serie di sette esperimenti per studiare le comunicazioni spaziali, il monitoraggio della Terra e la scienza dei materiali. La piattaforma esposta sulla quale tutti i carichi non pressurizzati sono montati verrà rimossa, nel fine settimana, da Kounoutori per mezzo del Canadarm2, passata al braccio robotico del JEM (Modulo Esperimenti Giapponese) ed infine agganciata alla piattaforma della struttura esterna del modulo Kibo. Ai primi di settembre il veicolo cargo verrà riempito di spazzatura, sganciato dalla Stazione e lasciato a bruciare nell'atmosfera terrestre. Nell'immagine (Credit: NASA/TV) l'HTV-4 Giapponese catturato con il braccio robotico della ISS. In copertina (Credit: NASA/TV) HTV-4 saldamente ormeggiato alla ISS.

Fonte : NASA

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) una vista della superficie della luna Europa. 07/08/2013 - Se atterrassimo su Europa, la luna di Giove, che cosa vorremmo chiederle di rivelarci? - Gran parte degli scienziati conosce Europa, una delle lune di Giove, grazie alle dozzine di sorvoli della sonda Voyager 2 nel 1979 e della Galileo dalla metà alla fine degli anni '90. Anche in questi incontri rapidi gli scienziati hanno potuto osservare un mondo ricoperto di ghiaccio con fratture che lo attraversano e segni che fanno pensare alla presenza di un oceano di acqua liquida sotto la superficie. Un ambiente di questo tipo potrebbe essere potenzialmente capace di ospitare la vita micro-biotica. Ma se noi potessimo atterrare sulla superficie di Europa e condurre qualcosa di simile ad una intervista? Che cosa gli scienziati chiederebbero? Un nuovo studio sulla rivista Astrobiology scritto da un team di definizione scientifica nominato dalla NASA delinea le questioni più importanti da affrontare. "Se un giorno gli esseri umani inviassero un lander robotico sulla superficie di Europa, avremmo bisogno di sapere che cosa cercare e con quali strumenti si dovrebbe svolgere la ricerca," ha detto Robert Pappalardo, autore principale dello studio, presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, Calif . "C'è ancora un sacco di lavoro da fare prima di poter atterrare su Europa, ma gli studi come questi aiuteranno a concentrarci sulle tecnologie necessarie per arrivarci, e sui dati necessari per aiutarci a scegliere i possibili luoghi di sbarco. Europa è il luogo più probabile, nel nostro Sistema Solare, oltre la Terra dove scoprire oggi la vita, e una missione di atterraggio sarebbe il modo migliore per la ricerca dei segni di vita." Il documento è stato scritto da scienziati provenienti anche da altri centri e università, tra cui la Hopkins University Applied Physics Laboratory Johns della NASA, di Laurel, Md, l'University of Colorado, di Boulder, University of Texas, di Austin, ed il Goddard Space Flight Center della NASA, di Greenbelt, nel Maryland. La squadra ha raccolto le domande più importanti raggruppate intorno al tema: ciò che rende rossastre le 'lentiggini' e le crepe rossastre che macchiano la superficie ghiacciata? Che tipo di chimica sta avvenendo lì? Ci sono molecole organiche, che sono tra i mattoni della vita? Ulteriori priorità potrebbero servire a migliorare la nostra immagine di Europa - Ottenere uno sguardo alle strutture che ci permettano di fornire il contesto a misura d'uomo per le misure eseguite. Tra le priorità vi sono anche domande relative all'attività geologica e alla presenza di acqua allo stato liquido: quanto attiva è la superficie? Quanto influenza ha il pianeta gigante Giove con la sua periodica attrazione gravitazionale? Che cosa significano queste rilevazioni che ci dicono circa le caratteristiche dell'acqua liquida che si trova sotto la superficie ghiacciata? "L'atterraggio sulla superficie di Europa sarebbe un passo fondamentale nelle indagini astrobiologiche di quel mondo," ha dichiarato Chris McKay, senior editor della rivista Astrobiology, che ha sede presso l'Ames Research Center della NASA, di Moffett Field, in California. "Questo documento delinea la scienza che potrebbe essere svolta con un tale lander. La speranza è che i materiali di superficie, possibilmente vicino alle caratteristiche fratture lineari, includano biomarcatori portati su dall'oceano." Questo lavoro è stato condotto con i fondi per lo studio di Europa dalla Direzione Missioni Scientifiche della NASA, di Washington DC. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena. Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) una vista della superficie della luna Europa.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: Pat Corkery/United Launch Alliance) il decollo del Delta 4 con il satellite WGS 6. 07/08/2013 - Un razzo Delta 4 mette in orbita satellite militare frutto della collaborazione USA/Australia - Un lancio di un razzo interamente finanziato dall'Australia è avvenuto mercoledì notte da Cape Canaveral dimostrando così la cooperazione internazionale fra le Forze Militari USA ed i suoi alleati. Un razzo Delta 4 della United Launch Alliance è decollato dal Complex 37B alle 8:29 p.m. EDT del 7 agosto 2013 (le 2:29 ora italiana del 8 agosto) illuminando il cielo della Florida alcuni minuti dopo che il Sole era tramontato. Dopo 40 minuti e 47 secondi il satellite a bordo, WGS-6 (lofted Wideband Global SATCOM No. 6) veniva rilasciato nella prevista orbita super-sincrona di trasferimento. Quello di oggi era il 23esimo lancio di un vettore Delta 4, per essere esatti nella configurazione Delta 4M+5,4, che significa con quattro booster a propellente solido ed uno stadio superiore criogenico DCSS di cinque metri di diametro. Il DCSS ha eseguito due accensioni; con la prima ha piazzato il veicolo su un'orbita preliminare di 185x6.852 km di quota inclinata di 25,6° circa 20 minuti dopo il decollo. Dopo otto minuti di deriva è avvenuta la seconda accensione lunga tre minuti che ha spinto il satellite Boeing serie 702 del peso di 5.987 tonnellate, su un'orbita di trasferimento alta 439x66.894 km ed inclinata 24°. Il sesto WGS è stato costruito dalla Boeing, come i precedenti cinque, ma è stato pagato dall'Australia invece che dalla U.S. Air Force. Con un accordo di collaborazione siglato nel 2007 e che si estende fino al 2029, le Forze di Difesa Australiane hanno acconsentito a pagare WGS 6, il suo lanciatore e contribuire ai costi di mantenimento del sistema in cambio di poter accedere alle capacità di comunicazione globale fornite dalla costellazione di satelliti in fase di crescita. "Questa collaborazione con gli Stati Uniti migliorerà le capacità di combattimento attraverso l'accesso ad un sistema di comunicazioni globale, flessibile e a larga banda," ha dichiarato Warren King, capo esecutivo dell'Organizzazione Materiale Difesa Australiana. Almeno 10 WGS saranno messi in orbita dal Pentagono per sostituire i vecchi DSCS. Oltre all'Australia altre cinque Nazioni hanno firmato l'anno scorso un accordo per finanziare il satellite WGS 9 e sono Canada, Danimarca, Lussemburgo, Olanda e Nuova Zelanda. "Quando i finanziamenti si restringono le persone sono costrette a lavorare più strettamente assieme. Penso che la riduzione dei budget ci costringe a stringere più forti collaborazioni con i nostri alleati e questo porta ad un abbassamento dei costi operativi del sistema e crea una migliore interoperabilità fra le nostre forze." ha dichiarato Dave Madden, direttore del MILSATCOM allo Space and Missile System Center dell'US Air Force. Al momento sono in servizio quattro WGS che coprono gran parte del pianeta eccetto le Americhe. Il satellite responsabile di questa zona, WGS 5 è stato lanciato lo scorso 24 maggio e sarà operativo fra pochi mesi. La zona operativa di WGS 6 non è ancora stata determinata. Il satellite è fornito di antenne orientabili per comunicazioni a larga banda nelle frequenze X e Ka e vi è la capacità di passare da una all'altra. "Ad esempio, una nave della Marina che opera in banda può collegarsi al sistema WGS e comunicare con qualcuno che ha un terminale Ka e viceversa. Queste permette una maggiore flessibilità sul terreno." spiega Madden. Le comunicazioni in banda X attraverso i satelliti delle costellazioni DSCS e WGS permettono l'invio di dati, immagini e video direttamente dalle truppe sul campo di battaglia. Ma i WGS permettono anche la banda Ka per alti volumi di trasmissione. I prossimi quattro satelliti WGS, dal n.7 al n.10, sono in costruzione nella struttura della Boeing presso Los Angeles. I lanci di questi veicoli inizieranno nel 2015. WGS 6 trascorrerà ora circa tre mesi per manovrare con i suoi motori chimici convenzionali e razzetti di spinta allo xenon per arrivare all'orbita geosincrona di 36.000 km di altezza. Poi la Boeing condurrà i test dei sistemi prima di passare il satellite nelle mani dell'Air Force. Il WGS 6 diverrà operativo all'inizio del 2014. Il prossimo lancio di un razzo della ULA è previsto il 28 agosto quando un Delta 4-Heavy decollerà dalla Air Force Base di Vandenberg, in California, per immettere in orbita un satellite spia della U.S. National Reconnaissance Office. Quello di oggi era il 43esimo lancio orbitale del 2013, il 41esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: Pat Corkery/United Launch Alliance) il decollo del Delta 4 con il satellite WGS 6.

Fonti : SpaceflightNow - Space Launch Report

Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA) il satellite Alphasat con la sua enorme antenna dispiegata. 07/08/2013 - Alphasat dispiega in orbita la sua gigantesca antenna riflettore - Alphasat, il più grande satellite per telecomunicazioni Europeo mai messo in orbita ha raggiunto la sua posizione temporanea nell'anello geostazionario lo scorso fine settimana. Una volta arrivato ha dispiegato, nel corso di una giornata, la sua antenna principale di 11 metri di diametro, segnando così il suo decimo giorno in orbita e completando uno dei passi finali verso l'inizio del servizio. Il satellite rimarrà in questa posizione per diverse settimane mentre l'Inmarsat assieme all'ESA continuerà a testare le apparecchiature di telecomunicazione, le unità di backup e la piattaforma Alphabus e i carichi ospitanti dell'ESA. Diversi passi cruciali sono stati eseguiti nei giorni passati, compreso l'innalzamento dell'altezza dopo la separazione dal lanciatore Ariane 5, e l'apertura delle doppie ali di pannelli solari, che misurano in tutto 40 metri. I pannelli ruotano automaticamente, seguendo il Sole, mentre il sofisticato sistema di controllo di assetto di Alphasat mantiene la posizione sopra la Terra. Tutti questi compiti sono stati eseguiti da una squadra di tecnici di Astrium, il primo appaltatore di Alphasat, gestito da Inmarsat. In una cooperazione senza precedenti in Europa, il team è stato supportato dall'ESA e dall'Agenzia Spaziale Francese (CNES), così come dagli operatori della piattaforma Alphabus della Thales Alenia Space. Alphasat utilizza il primo modello volante della nuova piattaforma. La linea Alphabus, sviluppata da Astrium e Thales Alenia Space, con un contratto siglato da ESA e CNES, è la risposta Europea alle richieste del mercato di incremento dei servizi di trasmissione. Questa piattaforma può alimentare un carico utile che necessiti fino a 22 kW di potenza elettrica e con massa di due tonnellate. Come piattaforma multiruolo ad alta energia, dà all'industria Europea una posizione senza precedenti nel mercato globale delle telecomunicazioni. I sensori stellari Astro APS della Jena-Optronik sono stati i primi apparecchi ad essere attivati per misurare l'assetto del satellite. Alphasat si affiancherà alla flotta I-4 dell'Inmarsat, che sta alimentando le connessioni a larga banda globali per i governi ed i clienti commerciali nella banda L fin dal 2009. Il nuovo satellite con questa nuova generazione di strumenti potrà fornire ulteriore capacità di comunicazioni mobili satellitari sopra l'Europa, Il Medio Oriente e l'Africa. Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA) il satellite Alphasat con la sua enorme antenna dispiegata.

Fonte : ESA

07/08/2013 - Il campo magnetico solare sta per invertirsi - Qualcosa di grandioso sta per accadere sul Sole. Secondo le misurazioni di un osservatorio della NASA, il grande campo magnetico del Sole sta per invertirsi. "Sembra che non vi siano più di 3 o 4 mesi per completare l'inversione dei campi magnetici," ha detto il fisico solare Todd Hoeksema della Stanford University. "Questo cambiamento avrà ripercussioni attraverso tutto il Sistema Solare. Il campo magnetico del Sole cambia polarità approssimativamente ogni 11 anni ed appare al momento di picco di ogni ciclo solare quando la dinamo interna che genera il campo si riorganizza. La prossima inversione segnerà il punto centrale del Ciclo Solare n.24. Metà del 'Massimo Solare' sarà dietro di noi e l'altra metà da trascorrere. Hoeksema è il direttore del Wilcox Solar Observatory di Stanford, uno dei pochi osservatori del mondo che tiene sotto controllo i campi magnetici solari. Fin da quando, nel 1976, il magnetismo polare viene osservato questa è la quarta volta che possiamo assistere ad una inversione. Il fisico solare Phil Scherrer, sempre di Stanford descrive quello che accade :"I campi magnetici del Sole si affievoliscono ed arrivano a zero, poi ri-emergono ancora con la polarità opposta. Tutto questo fa parte del ciclo solare." Un rovesciamento del campo magnetico solare è un grande evento che ha ripercussioni sull'eliosfera che si estende per miliardi di km oltre Plutone. Una transizione del campo magnetico solare avrà effetti anche sull'ambiente spaziale attorno al nostro pianeta. Anche i pericolosi raggi cosmici provenienti da fuori il Sistema Solare e prodotti da eventi violenti come le esplosioni delle supernove, saranno influenzati da questi cambiamenti. Appena questo accadrà Hoeksema e Scherrer condivideranno la notizia con i loro colleghi ed il pubblico.

Fonte : Spacedaily

06/08/2013 - Mars Curiosity, riviviamo dopo un anno quel momento emozionante - Dove eravate quando Curiosity è atterrato ? E' uno dei temi di discussione nei vialetti del JPL e sui social media di questa settimana, mentre le persone ricordano il drammatico, atterraggio pieno di tensione del rover Curiosity della NASA e del suo veicolo spaziale Mars Science Laboratory il 6 agosto 2012. Milioni di persone in tutto il mondo erano incollate di fronte alla televisione o ai dispositivi mobili durante l'atterraggio da brivido. L'uomo che guidava il team che aveva progettato e testato il sistema di atterraggio senza precedenti con la gru-volante, Adam Steltzner del JPL, riassume l'interesse del pubblico per Curiosity e la sua esplorazione in questo modo: "Credo che attraverso di esso possiamo sognare più in grande, e forse dare l'ispirazione a più alti traguardi, e forse questo ci rende migliori." L'anniversario dell'atterraggio è stato segnato da una trasmissione speciale della NASA che ha visto una tavola rotonda sui traguardi ingegneristici ed scientifici raggiunti da Curiosity. Gli intervenuti hanno discusso di come Curiosity ed il suo team hanno guadagnato un posto speciale nei cuori e nelle menti del pubblico attraverso Twitter, Facebook ed altri media tradizionali o social network. La trasmissione è disponibile archiviata su Ustream qui: http://www.ustream.tv/nasajpl. Durante il primo anno di esplorazione di Marte, Curiosity grande come un'autovettura, ha guidato per oltre 1,5 km sul terreno marziano. La missione ha raggiunto il suo scopo principale di determinare se Marte aveva prove che un antico ambiente avrebbe potuto essere ospitale per la vita. Il suo attuale percorso lo porterà a studiare la base della montagna Sharp, alta 5 km, dove si trovano esposti strati che potrebbero narrare l'intrigante storia della formazione di Marte. Il rover ha inviato a Terra oltre 190 gigabit di dati, comprese 70.000 immagini (36.700 complete e 35.000 anteprime), ed il suo laser ha sparato oltre 75.000 volte su 2.000 obiettivi. Una rapida visione del primo anno di Curiosity su Marte è stata compressa in due minuti qui: http://youtu.be/Mt20kTRV-_M. E se vuoi inviare una cartolina a Curiosity puoi farlo qui: http://mars.nasa.gov/msl/1stbday/?go=20130806. Segui il ronzio su Curiosity questa settimana utilizzando l'hashtag #1YearOnMars. Per ulteriori informazioni sulla missione visita: http://www.nasa.gov/msl%20 e . Per seguire la missione su Facebook e Twitter invece vai a e http://www.twitter.com/marscuriosity.

Fonte : NASA

06/08/2013 - Portare giù la ISS: aggiornati i piani per dismettere la stazione spaziale in caso di emergenza - Nell'ultimo incontro del comitato ASAP (Aerospace Safety Advisory Panel) della NASA è stato aggiornato il piano di azione pertinente allo scenario della EOL (End Of Life) della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il piano prevede la dismissione dell'avamposto orbitale per mezzo di un distruttivo rientro controllato nell'atmosfera dovuto ad un grave problema che veda l'evacuazione dell'equipaggio. Al momento, l'avamposto orbitale dovrebbe operare almeno fino al 2020 anche se ulteriori studi valutano che la ISS potrebbe funzionare almeno fino al 2028, sempre che accordi politici ed internazionali vengano firmati per suddividere i costi ulteriori. E dato che la ISS continua ad essere in ottima salute le opzioni contro un'estensione della sua vita oltre il 2020 sono inimmaginabili. Ma, anche così, c'è sempre il rischio che sorga un grave problema, tipo uno scontro con un detrito orbitale, che anche lasciando l'equipaggio in vita costringa ad un precipitoso abbandono. Il responsabili del Programma ISS, Mike Suffredini, ha recentemente aggiornato l'ASAP sui piani preparati dal Marshall Space Flight Center (MSFC) per descrivere gli scenari EOL della Stazione. "La NASA ha ora un piano che, nell'evento di abbandono della ISS, vi sarà un periodo di 14 giorni nei quali dovrà essere deciso se portare giù o meno la stazione. Il programma è preparato come un piano di emergenza anche se rimane ancora tanto lavoro da fare," I piani precedenti preparati dalla NASA erano più inclini ad alzare l'orbita della ISS, in modo da avere anni a disposizione per decidere se abbandonare la stazione o tentare una riparazione con un'operazione di salvataggio. Ma, con i nuovi scenari della NASA, nel caso la ISS sia gravemente danneggiata, viene preferita l'opzione di farla precipitare in modo controllato aiutata da due ultimi veicoli in visita. "Avremo 180 giorni per portarla alla quota di uscita dall'orbita e questo darà il tempo a due cargo automatici Progress di essere lanciati per un attracco automatico, trasferimento del propellente nel modulo di servizio e propulsione per l'uscita dall'orbita. In questo modo potremmo avere un modo sicuro per deorbitarla in modo controllato." Il metodo di utilizzare due Progress è comunque anche il sistema naturale di dismissione della ISS alla fine naturale della vita operativa. Nel passato era stato proposto di utilizzare solo un Progress per la EOL della Stazione ma due veicoli assicurano una maggiore spinta ed una migliore possibilità di colpire il punto esatto di caduta. Sebbene il corridoio di caduta sia una grande zona disabitata dell'oceano che verrà scelta con maggior precisione all'avvicinarsi dell'evento, il rientro distruttivo della Stazione sarà il più grande oggetto realizzato dall'uomo a bruciare rientrando nell'atmosfera. Una grande massa di strutture potrebbero sopravvivere al rientro. L'ASAP si è detto soddisfatto del lavoro eseguito dopo che aveva sollevato il problema due o tre anni fa. "A quel tempo l'idea generale era che la risposta ad un evento simile sarebbe stata l'innalzamento dell'orbita ma ora, dopo tutte le analisi eseguite è stato determinato che sarà necessario fare esattamente l'opposto." ha concluso un portavoce di ASAP.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Ad Astra Rocket Company) il mockup del motore VF-200 presso la Ad Astra. 06/08/2013 - Un ex-astronauta lancia una richiesta di finanziamenti per realizzare un documentario sul suo motore al plasma - Franklin Chang-Diaz, ex-astronauta della NASA con all'attivo ben sette missioni spaziali a bordo dello Space Shuttle, presidente e fondatore della compagnia privata Ad Astra in Texas, ha lanciato una campagna di raccolta fondi su Kickstarter per la realizzazione di un documentario che illustri tutti i benefici della propulsione spaziale al plasma di cui la Ad Astra è una innovatrice. Nel 2005 Chang-Diaz, una volta lasciata la NASA, ha fondato la Ad Astra per poter sviluppare la sua idea del motore al plasma VASIMR (Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket). Questo tipo di motore adatto all'utilizzo nello spazio esterno utilizza l'energia elettrica e potenti campi magnetici per creare un flusso di plasma super-riscaldato con spinta variabile. Per fare un esempio, con questo tipo di propulsore si potrebbe far arrivare una missione umana su Marte in meno di 40 giorni. Ma la grande efficienza di questo tipo di motore potrebbe essere utilizzata in altri campi spaziali e, nella presentazione per la richiesta fondi su Kickstarter Chang-Diaz lo spiega bene. Il VASIMR potrebbe essere utilizzato per catturare o deflettere un asteroide, ripulire l'orbita terrestre dai detriti spaziali, spostare carichi in orbita lunare o nei punti Lagrangiani o rialzare l'orbita di avamposti come la Stazione Spaziale Internazionale ed il tutto con maggiore efficienza energetica dei classici motori a propulsione chimica. La campagna Kicksgarter di Ad Astra sta andando bene e, a cinque giorni dalla scadenza dei termini, la compagnia ha già superato i 46.000 dollari di obiettivo e la mattina del 6 agosto era già a 53.000 dollari. Con questi fondi sarà possibile realizzare un documentario con animazione computerizzata che spiegherà meglio gli obiettivi del VASIMR. Un motore di prova VASIMR, il VX-200 ha funzionato nella camera a vuoto della compagnia fin dal 2009 ed al momento è in fase di realizzazione il primo modello di motore da testare nello spazio. L'intento della Ad Astra è quello di poter provare il VF-200 sulla Stazione Spaziale Internazionale a partire dal 2015. A questo scopo la società ha appena completato una PDR (Preliminary Design Review) del motore che ha presentato alla NASA dimostrando un incremento del 10% nell'efficenza rispetto al motore sperimentale che potrebbe quindi permettere un aumento del carico utile e calo dei tempi di viaggio. Nella foto (Credit: Ad Astra Rocket Company) il mockup del motore VF-200 presso la Ad Astra.

Fonti : Space.com - Ad Astra

05/08/2013 - Luca Parmitano si dice pronto ad una nuova passeggiata spaziale ma sente la mancanza della famiglia - "Sono prontissimo a riprendere l'EVA da dove l'abbiamo lasciata con Chris, le tute sono già pronte," Così Luca Parmitano ha commentato l'eventualità che venga riprogrammata a breve la sua seconda 'passeggiata spaziale', interrotta in anticipo lo scorso 16 luglio a causa di una fuoriuscita di liquido all'interno della tuta del nostro astronauta. "Le indagini sull'incidente sono ancora in corso, ma è stato escluso che si sia trattato di acqua. In ogni caso, io e Chris saremmo felicissimi di poter uscire di nuovo." Il 'nostro' lo ha dichiarato oggi durante l'inflight call con la stampa che si è svolta all'ESRIN, il centro ESA di Frascati. Galleggiando nel laboratorio europeo Columbus, Luca ha raccontato della cena italiana insieme all'equipaggio della ISS: "Ero il responsabile del trasferimento dei rifornimenti portati in orbita dalla navetta europea ATV. Una volta terminate le operazioni, per festeggiare, ho offerto una cena italiana con primo e secondo ai miei compagni, eravamo in sei. Mi è rimasta una lasagna, magari l'aprirò domenica per ricordarmi come si pranza in Italia. E poi mi resta un tiramisù, ma non penso che lo mangerò: Karen ha una passione per questo dessert, credo lo darò a lei. La gravità ? Non mi manca per niente," ha poi rivelato alle telecamere di AsiTV, "l'unico problema in assenza di peso è stare attenti a non perdere le cose. Io sono piuttosto disordinato sulla Terra, ho la tendenza a mettere tutto in posti diversi. E qui sulla stazione bisogna essere metodici, perché gli oggetti si muovono ed è facile non trovarli più." E alla nostra domanda, cosa metteresti in valigia nell'eventualità di una seconda missione, Luca ha risposto così: "Ho portato molte cose con me. Una volta qui, mi sono reso conto che non ne avevo bisogno e che si può vivere in maniera spartana. Nel caso di una nuova missione, forse farei questo piccolo esperimento: cercherei di vivere con il meno possibile, come un giorno dovranno fare i coloni su un altro pianeta. L'unica cosa che veramente mi manca in questo momento sono le mie bimbe. Avere la mia famiglia con me sarebbe davvero un sogno. Forse in futuro, i coloni che partiranno per pianeti lontani avranno questa opportunità."

VIDEO DEL COLLEGAMENTO DI LUCA PARMITANO CON L'ESRIN DI FRASCATI IL 5 AGOSTO 2013 - (CREDIT: ASI/TV) - dur.min.20:26 - LINGUA ITALIANA



Fonte : ASI

05/08/2013 - La Russia, dopo lo schianto di luglio, è pronta a riprendere a settembre i lanci dei razzi Proton - Secondo fonti ufficiali dei vertici spaziali la Russia prevede di far ripartire i lanci dei suoi razzi Proton-M a settembre, interrompendo il congelamento introdotto fin da quando un vettore di quel tipo si era schiantato il 2 luglio. In uno dei peggiori disastri spaziali Russi degli ultimi anni, un razzo Proton-M con a bordo satelliti da navigazione esplose poco dopo il lancio lo scorso 2 luglio. Tutti i lanci previsti sono stati bloccati a causa dell'inchiesta in corso. "Il primo lancio, che avverrà quando avremo compiuto tutti i lavori necessari, potrebbe avvenire già in settembre," ha dichiarato il vice-capo dell'agenzia spaziale Russa, Alexander Lopatin, ai giornalisti secondo quanto riportato dall'agenzia di notizie RIA Novosti. La data esatta dipenderà dalle raccomandazioni della commissione d'inchiesta sull'incidente, ha poi aggiunto. La commissione ha comunque già individuato le cause dell'incidente nella errata installazione dei sensori che avrebbero dovuto raccogliere i dati di velocità e direzione. Il capo della Roscosmos, Vladimir Popovkin, ha detto che il primo lancio avverrà con un satellite estero. "Entro la fine dell'anno potremmo eseguire quattro o cinque lanci di Proton dopo l'incidente del Proton," ha detto, secondo quanto riportato dalla RIA Novosti. Il razzo Proton-M è il più popolare vettore per satelliti commerciali. L'ultimo incidente viene dopo una serie di lanci, tutti senza equipaggio, costellati di problemi più o meno gravi che hanno offuscato la reputazione del programma spaziale del Paese. Il Primo Ministro Russo, Dmitry Medvedev ha fatto una reprimenda ufficiale al capo dell'agenzia spaziale per aver fallito di eseguire i suoi compiti in modo appropriato. Dopo il ritiro delle navette USA, la Russia è ora la sola nazione capace di trasportare esseri umani verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Fonte : Spacedaily

05/08/2013 - La NASA sceglie il razzo Atlas 5 per la sua missione di prelievo campioni da un asteroide - Un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance è stato scelto dalla NASA come veicolo di lancio per la missione di rendezvous con un asteroide e ritorno sulla Terra di campioni della sua superficie. Il veicolo spaziale Origins-Spectral Interpretation-Resource Identification-Security-Regolith Explorer (OSIRIS-REx), verrà lanciato nel settembre del 2016 da Cape Canaveral, in Florida. Conosciuta come versione 411 dell'Atlas 5, il lanciatore sarà dotato di un solo booster a propellente solido, lo stadio principale alimentato a kerosene, quello superiore Centaur a propellenti criogenici ed un'ogiva di quattro metri di diametro. La configurazione di questo tipo ha già volato tre volte fino a ora dal 2006, tutte con successo. Il progetto dell'Atlas permette di configurare il razzo per le necessità esatte del carico da portare in orbita, aggiungendo motori a propellente solido per avere maggiore potenza di lancio e varie misure di ogiva per racchiudere il carico utile. "Con 39 missioni di successo in una decina di anni di servizio, l'Atlas 5 è l'unico ad essere qualificato per servire queste missioni New Frontier di alto valore per la NASA," ha detto Jim Sponnick, vice Presidente ULA e presidente dei programmi Delta ed Atlas. "L'Atlas 5 è al momento il solo veicolo di lancio certificato dalla NASA per eseguire le più complesse missioni di esplorazione della nazione." L'Atlas 5 è stato lanciato cinque volte per la NASA, compresi due carichi quest'anno - il satellite per telecomunicazioni TDRS K ed il nuovo Landsat. Inoltre invierà la sonda MAVEN della NASA verso Marte a novembre ed un altro TDRS a gennaio. OSIRIS-REx è fornita di fotocamere ad alta risoluzione, LIDAR e spettrografi e viaggerà verso l'asteroide near-Earth '101955 Bennu', arrivando nell'ottobre 2018 per una ispezione della durata di 505 giorni che servirà a determinare la composizione della roccia spaziale, la sua chimica ed il miglior posto per eseguire il prelievo dei campioni. Avvicinandosi a circa 10 cm/s, il veicolo spaziale allungherà il suo braccio robotico e toccherà la superficie dell'asteroide, catturando rocce e suolo sollevati da un getto di azoto in una manovra di 'toccata e fuga'. Il campione verrà stivato all'interno di una capsula di ritorno e riportato sulla Terra nel settembre 2023 per un'atterraggio assistito con il paracadute. L'asteroide 101955 Bennu orbita attorno al Sole ogni 1,2 anni e si avvicina alla Terra circa ogni sei anni. Misurare precisamente la sua orbita aiuterà a calcolare meglio la traiettoria dato che vi è una possibilità su 1.800 che colpisca la Terra nel 2182. I campioni raccolti dalla missione saranno portati al Johnson Space Center per poi essere distribuiti a vari centri sparsi nel mondo per le analisi scientifiche.

Fonte : SpaceflightNow

05/08/2013 - Lori Garver, vice-amministratore della NASA lascia l'agenzia - Dopo che alcune fonti non ufficiali avevano lasciato trapelare la notizia, si è avuta la conferma ufficiale da parte della stessa interessata per mezzo di una email. Lori Garver, vice-amministratore della NASA, lascerà l'agenzia dal prossimo 6 settembre per entrare nel settore privato non collegato all'industria spaziale. Un annuncio formale della NASA verrà diramato martedì. Al momento non è chiaro se la sua posizione verrà presa da qualcun altro o meno. Dan Goldin, amministratore della NASA negli anni dal 1991 al 2001, non ebbe nessun vice ed al momento la Casa Bianca non sembra interessata a trovarne uno per sostituire la Garver. A Lori Garver venne affidato l'incarico di vice amministratore NASA il 24 maggio 2009, assieme all'amministratore Charles Bolden, dal Presidente Barack Obama.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: NASA TV/JAXA) il momento del decollo del razzo H-2B con HTV-4 a bordo. 03/08/2013 - Il Giappone lancia verso la ISS il suo veicolo cargo HTV-4 con a bordo anche il robot parlante Kirobo - Con un perfetto decollo avvenuto alle 19:48 GMT (le 21:38 ora italiana) del 3 agosto 2013 dal Yoshinobu Launch Pad 2 del Centro Spaziale Tanegashima, nel sul del Giappone, l'agenzia spaziale del Sol Levante, JAXA, ha messo in orbita il suo quarto veicolo di rifornimento automatico HTV-4 (Kounotori 4). Il lancio è avvenuto con un razzo vettore H-2B nelle prime ore del mattino di domenica, ora locale. "Il volo è andato perfettamente," ha dichiarato un controllore di lancio della JAXA dopo che è arrivata la conferma che HTV-4 era entrato regolarmente in orbita. L'HTV-4, del peso di 19,5 tonnellate si è separato dall'ultimo stadio del razzo entrando su un'orbita di 200x300 km con inclinazione 51,6°. A bordo del veicolo di rifornimento si trova, oltre a quasi 3,5 tonnellate di rifornimenti, il primo robot parlante mai inviato nello spazio. 'Kirobo', questo il nome del piccolo robot umanoide parlante costruito per fare compagnia agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, è alto soltanto 34 cm e verrà attivato dopo l'arrivo alla ISS dell'astronauta giapponese Koichi Wakata, previsto per novembre. 'Kirobo', contrazione di Kibo ('Speranza' in Giapponese è il nome del modulo laboratorio che fa parte della ISS) e della parola robot. Kirobo e Mirata, la sua controparte rimasta sulla Terra, sono stati costruiti dagli ingegneri del Centro Ricerche Tecnologia e Scienze Avanzate dell'Università di Tokio. Entrambi i robot sono dotati di sistemi di riconoscimento facciale e vocale e di un linguaggio naturale. Nel processo del robot sono coinvolte le aziende Toyota Motor Corp, Robo Garage e la compagnia di relazioni pubbliche Dentsu Inc. "Io voglio aiutare a creare un mondo dove esseri umani e robot possono vivere assieme," ha risposto Kirobo quando un dirigente della Toyota gli aveva chiesto quale fosse il suo sogno, durante la presentazione del progetto Kibo Robot Project lo scorso giugno. Ma Kirobo è solo uno dei tanti pezzi inviati verso la Stazione Spaziale a bordo del veicolo spaziale HTV-4. Fra le 3,5 tonnellate e mezzo di cargo si trovano circa 852 kg di pezzi di ricambio e nuovi esperimenti che verranno anche attaccati all'esterno della ISS. "Nel modulo pressurizzato di Kounotori si trovano anche dei campioni di prova per esperimenti da svolgere all'interno del laboratorio Kibo, un nuovo congelatore capace di conservare i materiali a temperature sotto i 32° centigradi, quattro piccoli satelliti CubeSat da rilasciare dal boccaporto di Kibo, cibo, acqua ed altri articoli per l'equipaggio della stazione," ha dichiarato un dirigente NASA in un comunicato. "Nella sezione pressurizzata inoltre si trovano anche delle nuove apparecchiature per la Robotic Refueling Mission che serve a dimostrare il funzionamento, le tecnologie Nella foto (Credit: JAXA) Kiboro durante una sessione di volo a zero G per testare il suo comportamento in assenza di peso. e le tecniche degli attrezzi per il rifornimento robotico dei satelliti." Questa è la quarta missione di rifornimento del programma HTV della JAXA (abbreviazione per H-2 Transfer Vehicle) fin dal 2009. Il veicolo spaziale cilindrico è capace di imbarcare fino a 6 tonnellate di rifiuti o pezzi non più utilizzati sulla ISS che verranno distrutti durante il rientro nell'atmosfera al termine della missione. l'HTV è lungo circa 10 metri e misura 4,4 metri di diametro e può imbarcare merci nella parte pressurizzata, nella quale gli astronauti hanno accesso una volta ormeggiato ad un boccaporto della ISS, e di una parte non pressurizzata alla quale si può accedere tramite il braccio robotico della ISS, Canadarm 2, e recuperare attrezzature più grandi e che possono essere stoccate all'esterno dell'avamposto orbitale. l'HTV arriva a circa 10 metri dalla ISS e qui viene catturato con il Canadarm 2 che poi lo porta ad agganciarsi dolcemente ad uno dei boccaporti liberi. In questo caso gli astronauti della NASA Karen Nyberg e Chris Cassidy saranno ai controlli del braccio robotico per catturare HTV-4, il prossimo 9 agosto alle 11:29 GMT (le 13:29 ora italiana). L'HTV fa parte di una flotta di veicoli spaziali automatizzati utilizzati per portare regolarmente rifornimenti alla Stazione Spaziale. Infatti, oltre al Giapponese HTV, vi sono vari veicoli utilizzati, i Progress Russi, gli ATV Europei e, dall'anno scorso, anche il Dragon della SpaceX che opera per conto NASA e, da settembre prossimo anche il Cygnus della Orbital, sempre per la NASA. Di tutti questi veicoli di rifornimento però solo il Dragon è capace di riportare a Terra del materiale, ammarando nell'Oceano Pacifico, mentre tutti gli altri si distruggono nell'atmosfera. Quello di oggi è stato il 42esimo lancio orbitale del 2013, il 40esimo a concludersi con successo. Nella foto in alto (Credit: NASA TV/JAXA) il momento del decollo del razzo H-2B con HTV-4 a bordo. Nella foto a destra (Credit: JAXA) Kirobo durante una sessione di volo a zero G per testare il suo comportamento in assenza di peso.

Fonti : Space.com - Space Launch Report

02/08/2013 - Sostituiti nei primi voli di Orion, i pannelli solari circolari di ATK alimenteranno Cygnus - Il cargo spaziale Cygnus della Orbital Sciences Corp., che farà il suo primo volo a settembre verso la ISS sarà alimentato da un paio di pannelli solari rettangolari costruiti dalla olandese Dutch Space. Ma, quando sarà la volta della quinta missione di rifornimento all'avamposto orbitale il Cygnus sfoggerà un singolare paio di pannelli solari circolari della ATK Aerospace che erano stati sviluppati per il veicolo con equipaggio Orion della NASA. La quinta missione di rifornimento della Orbital, che cadrà fra il 2014 ed il 2015, coinciderà con l'entrata in servizio di una versione potenziata di Cygnus che permetterà di consegnare 2,7 tonnellate di merci all'avamposto orbitale invece delle 2 originarie. I pannelli solari della Dutch Space alimenteranno quindi solo le prime quattro missioni di Cygnus, mentre la ATK di Goleta, California, fornirà almeno le successive cinque missioni fino ad ora programmate dal contratto della Orbital Sciences con la NASA. La ATK, sub-appaltatore della Lockheed Martin Space System di Denver a cui la NASA ha affidato la costruzione del veicolo spaziale Orion, aveva iniziato a lavorare sui pannelli solari circolari, chiamati UltraFlex, nel 2006. Questo particolare tipo di pannelli, già utilizzati con misure minori, sul lander marziano Phoenix della NASA, sono più piccoli e leggeri di quelli della Dutch Space. Ma per le prime due missioni di Orion previste per il 2017 e 2021 la NASA ha trovato un accordo con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) affidando a loro la costruzione dei moduli di servizio di Orion derivati dagli ATV, i cargo automatici che portano rifornimenti alla ISS. L'ESA ha confermato che i pannelli del modulo di servizio di Orion sarebbero stati dello stesso tipo di quelli utilizzati da ATV e costruiti proprio dalla Dutch Space. L'ESA ha chiarito in seguito che i pannelli saranno una versione aggiornata di quelli di ATV, più corti e larghi e capaci di generare 11 kW contro i 4,6 di quelli montati su ATV. A questo punto la ATK ha cercato di non perdere tutto il lavoro di progettazione compiuto per realizzare i pannelli circolari UltraFlex ed ha trovato l'accordo con la Orbital. Ovviamente il contratto di rifornimento alla ISS per mezzo dei veicoli Cygnus della Orbital copre fino al 2016 ma la compagnia spera di potersi aggiudicare un contratto successivo dato che la vita operativa della ISS è stata decisa almeno fino al 2020.

Fonte : Spacenews

Nella foto (Credit: NASA) lo Skylab fotografato dall'equipaggio della prima missione dopo la loro permanenza. 02/08/2013 - 40 anni fa lo Skylab segnava l'inizio dell'era delle stazioni spaziali - La Stazione Spaziale Internazionale è operativa fin dal 2 novembre del 2000. La prima stazione spaziale Americana, lo Skylab, ha contribuito, quarant'anni fa a preparare la strada alle operazioni permanenti in orbita bassa terrestre. Lo Skylab venne definito un 'idea coraggiosa' da Rocco Petrone, che era direttore di lancio presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida, prima di diventare direttore del Marshall Space Flight Center dell'agenzia ad Hunstsville, Alabama, negli anni 1973 e 1974. "Il programma richiede innovazione ed ingenuità," scrisse Petrone nel suo libro 'Skylab, Our First Space Station', una pubblicazione NASA del 1977. "Le esperienze e le conoscenze acquisite dai precedenti programmi spaziali hanno fornito le solide basi su cui costruirla, ma il programma Skylab ci ha portato ad intraprendere nuove strade nel cielo." Il progetto iniziò con l'Apollo Application Program del 1968 che aveva l'obiettivo di sviluppare missioni scientifiche con equipaggio utilizzando le strutture originariamente concepite per lo sforzo di far atterrare gli astronauti sulla Luna. Lo Skylab orbitò attorno alla Terra fra il 1973 ed il 1979. La stazione, del peso complessivo di 77 tonnellate, comprendeva un grande spazio abitativo e lavorativo (chiamato 'workshop'), un osservatorio solare, un adattatore multiplo di attracco e sistemi per permettere ad un equipaggio di tre persone di trascorrere fino ad 84 giorni nello spazio. Mentre la stazione spaziale venne lanciata senza abitanti come Skylab 1 grazie ad un veicolo di lancio Saturno 5, gli astronauti d'equipaggio vennero lanciati in orbita con il meno potente Saturno 1B. Il decollo di Skylab 1 avvenne il 14 maggio 1973, ma dopo pochi minuti divenne chiaro che qualcosa era andato storto. William Schneider, responsabile del programma Skylab alla NASA, diede molti dettagli durante la conferenza stampa post-lancio. "Approssimativamente 63 secondi dopo il lancio di Skylab 1, abbiamo avuto l'indicazione dell'apertura prematura dello scudo protettivo anti-meteoriti," disse Schenider. "Se questo è avvenuto lo scudo è probabilmente perso. Le indicazioni termiche confermano questo ed inoltre i dati ci segnalano che anche il pannello solare del workshop non si è dispiegato completamente." Come risultato di queste incertezze sulla situazione in cui si trovava la stazione, il lancio di Skylab 2 con Charles Conrad, Joseph Kerwin e Paul Weitz, previsto il giorno seguente, venne rinviato. I team industriali che lavoravano con la NASA in tutto il Paese entrarono in azione per sviluppare un piano e delle attrezzature necessarie per salvare lo Skylab. Gli astronauti iniziarono ad addestrarsi ad utilizzare speciali attrezzi per rimuovere materialmente quello che impediva al pannello solare di aprirsi e poter quindi alimentare di energia elettrica lo Skylab. Uno scudo termico di forma quadrata, che avrebbe funzionato come un ombrello, venne sviluppato per proteggere la stazione dal calore solare. L'equipaggio, venne lanciato il 25 maggio 1973 a bordo di un modulo di servizio e comando Apollo guidato da Conrad che espresse fiducia nella loro preparazione. "Questo è Skylab 2, noi aggiustiamo tutto," disse via radio poco dopo il decollo. Dopo l'aggancio con lo Skylab, l'equipaggio riuscì a dispiegare il nuovo scudo solare attraverso un piccolo boccaporto per gli esperimenti scientifici, situato sul lato del workshop che normalmente guardava verso il Sole. Una volta fuori, lo scudo venne aperto come un ombrello, con quattro aste che si estendevano partendo dal centro. Le temperature all'interno del laboratorio presto diminuirono e tornarono a livelli normali. Poi venne eseguita una passeggiata spaziale per liberare il pannello solare rimasto bloccato. Dopo un considerevole lavoro, Kervin riuscì a tagliare il metallo che teneva il pannello nella posizione ripiegata. Utilizzando un'imbracatura Conrad forzò l'apertura del pannello. La completa apertura del pannello avvenne in seguito fornendo così l'energia elettrica cruciale per le tre missioni pilotate previste. Con la missione Nella foto (Credit: NASA) Owen Garriott alla postazione del telescopio solare di Skylab. Skylab 2 in corso, l'equipaggio si concentrò sugli scopi principali del programma - studiare i materiali in microgravità, osservare la Terra, ampliare le conoscenze dell'astronomia solare e fornire tutto quello di cui gli esseri umani hanno bisogno per vivere e lavorare nello spazio per estesi periodi di tempo. Il più lungo volo spaziale Americano era, a quel tempo, i 14 giorni della missione Gemini 7 degli astronauti Frank Borman e James Lovell. Skylab 2 raddoppiò quel record e mostrò che gli astronauti si potevano adattare bene. "La mobilità qui è super," disse Conrad. "Ogni ragazzino degli Stati Uniti vorrebbe fare un salto qui." Dopo l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico ed il recupero dell'equipaggio di Skylab 2 il 22 giugno 1973, l'Amministratore della NASA James Fletcher, ebbe parole di encomio per l'equipaggio e l'intera squadra dell'agenzia e delle industrie. Per la prima volta un equipaggio di astronauti è tornato da un lungo periodo passato in un laboratorio spaziale," disse. "Essenzialmente tutti gli obiettivi di questa missione sono stati completati." Lo Skylab 3 lanciò il secondo equipaggio il 28 luglio 1973 con a bordo Alan Bean, Owen Garriott e Jack Lousma. All'inizio della loro missione, Garriott e Lousma eseguirono un'attività extra-veicolare per erigere un nuovo scudo solare che avrebbe fornito un miglior controllo termico per il resto delle missioni Skylab. Il secondo equipaggio rientrò sulla Terra il 25 settembre 1973, dopo 59 giorni in orbita. La missione Skylab 4 avrebbe dovuto originariamente avere la stessa lunghezza. Quando l'ultima spedizione Skylab venne estesa fino ad 80 giorni, Raul 'Emie' Reyes, a capo del Settore Operazioni Pre-Volo della NASA, venne affidato il compito di spremere altri 444 kg. di cibo, pellicola ed attrezzature nel modulo di comando Apollo. Utilizzando la filosofia di Reyes che diceva "Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto" il team riuscì a riempire di materiali ogni centimetro cubo di spazio della capsula. Il 16 novembre 1973, gli astronauti Gerald Carr, Edward Gibson e William Pogue, decollarono. Durante la loro missione di 84 giorni l'equipaggio di Skylab 4 proseguì tutto il programma di ricerche previsto. Tutte e tre le spedizioni fornirono una gran quantità di studi sulla Terra - i raccolti, il tempo meteo ed i cambiamenti ambientali. Inoltre venne completato uno studio approfondito del Sole, mentre gli astronauti avevano prodotto leghe, fatto crescere cristalli perfetti ed imparato come lavorare nello spazio. Dopo l'ammaraggio ed il recupero avvenuto l'8 febbraio 1974, Fletcher ribadì l'importanza dei successi conseguiti da Skylab per il futuro del volo spaziale umano. "Abbiamo spinto il programma spaziale dal regno della spettacolarità, in una nuova fase che potrà essere caratterizzata quasi come una pratica industriale." disse. "Questo ha contribuito a farci transitare dall'era Apollo a quella dello Space Shuttle." Il pilota Jack Lousma di Skylab 3 ha notato recentemente che il programma ha preparato la strada sia alle missioni di lunga durata in orbita bassa terrestre che a quelle verso Marte ed oltre. "I voli di 28, 59 ed 84 giorni sono stati preparatori di quello che stiamo facendo adesso a bordo della Stazione Spaziale Internazionale," ha dichiarato. "Il fatto che possiamo lavorare nello spazio per lunghi periodi è una delle cose che abbiamo potuto dimostrare durante Skylab." Nella foto in alto (Credit: NASA) lo Skylab fotografato dall'equipaggio della prima missione dopo la loro permanenza. Nella foto a destra (Credit: NASA) Owen Garriott alla postazione del telescopio solare di Skylab.

Fonte : NASA

02/08/2013 - Il 3 agosto a Washington un primo incontro con gli aspiranti per la missione verso Marte senza ritorno - Un gruppo di aspiranti marziani scenderà su Washington D.C. il 3 agosto per il primo Million Martian Meeting. Il gruppo consiste in alcuni aspiranti della missione Mars One, un viaggio senza ritorno per stabilire una colonia su Marte. L'incontro vedrà anche la presenza di Robert Zubrin, presidente e fondatore della Mars Society, di Bas Lansdorp l co-fondatore ed amministratore delegato di Mars One e di cinque candidati alla missione. Lansdorp ha annunciato il progetto Mars One nel maggio 2012. La fondazione no-profit Mars One, con sede in Olanda, prevede di lanciare esseri umani verso Marte nel 2023. Squadre di quattro persone verranno lanciate verso il Pianeta Rosso ogni due anni e chiunque abbia un'età superiore a 18 anni si può candidare. Al 7 maggio erano già circa 78.000 le persone da tutto il mondo che avevano fatto richiesta. Il gruppo di aspiranti su Facebook, l'Aspiring Martians Group, ha organizzato l'incontro di sabato. Dopo un discorso di apertura, Zubrin parlerà al gruppo tramite Skype e poi vi sarà un discorso di un'ospite. Seguirà la visione del film "One Way Astronaut", un documentario indipendente girato sugli aspiranti a Mars One. Dopo di che toccherà ai cinque aspiranti coloni marziani presentarsi ed infine Lansdorp prenderà la parola e l'evento si concluderà. Mars One prevede di lanciare e far atterrare su Marte una prima missione di rifornimento nel 2016 con a bordo circa 2,2 tonnellate di cibo ed altre attrezzature. Un rover da esplorazione seguirà nel 2018 alla ricerca del miglior luogo dove stabilire la colonia umana. Per il 2021, l'organizzazione prevede poi l'installazione della base marziana di cui farebbero parte due unità abitative, due unità di supporto vitale, una seconda unità di rifornimento e due rover. Il primo equipaggio di quattro coloni verrebbe lanciato nel settembre 2022 e metterebbe piede su Marte nel 2023. Mars One stima che i costi per portare i primi quattro coloni su Marte siano di circa 6 miliardi di dollari. La Mars One prevede di finanziare gran parte di queste spese vendendo spazi pubblicitari all'interno di un programma reality TV che documenterebbe i progressi della missione, dalla selezione degli astronauti fino ai primi anni di permanenza su Marte.

Fonte : Space.com

02/08/2013 - La sonda MAVEN della NASA diretta su Marte, ha iniziato il suo lungo viaggio verso il sito di lancio - Il veicolo spaziale MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA è stato imbarcato, con il suo container a temperatura ed umidità controllata, su un rimorchio presso l'impianto della Lockheed Martin di Denver, l'azienda che l'ha costruita. La sensibile sonda, parte centrale della missione del costo di 453 milioni di dollari, destinata a studiare l'alta atmosfera del Pianeta Rosso, ha così iniziato il suo lungo viaggio verso il sito di lancio. In giornata è stata poi imbarcata all'aeroporto della Buckley Air Force Base su un aereo cargo C-17 dell'Air Force che la porterà al Kennedy Space Center in Florida. Una volta giunta al KSC verrà spostata all'interno della struttura apposita e lì caricata con il propellente. Il lancio, per mezzo di un razzo vettore Atlas 5 della United Launch Alliance è previsto dalla rampa SLC-41 il prossimo 18 novembre. Se tutto andrà come previsto l'arrivo di MAVEN in orbita marziana avverrà nel settembre 2014.

Fonte : SpaceflightNow

02/08/2013 - E' tempo di lavoro per l'ATV-4 Albert Einstein - Albert Einstein, il veicolo automatico di trasporto dell'ESA per la Stazione Spaziale Internazionale, ha iniziato a pompare i propellenti nell'avamposto orbitale. A questo seguiranno aria ed ossigeno prima di riprendere le manovre di rialzo d'orbita della Stazione. ATV-4 è il quarto Veicolo di Trasferimento Automatico a raggiungere la Stazione; è stato lanciato il 5 giugno scorso ed ha raggiunto il complesso orbitale nove giorni dopo. Da allora questo cargo Europeo è stato fermamente ormeggiato alla Stazione, agendo da modulo aggiuntivo. Tutti i 2.489 kg. di materiali che ha portato alla Stazione sono stati scaricati e l'equipaggio della ISS ha già trasferito 1.213 kg. di rifiuti all'interno di ATV. Circa due tonnellate di attrezzature inutilizzate, scarti ed altri materiali verranno caricati nel veicolo prima che completi la sua missione nel modo spettacolare di un camion della nettezza cosmico a fine ottobre, quando brucerà nel suo rientro in atmosfera. Fino a ora la missione di ATV è stata tranquilla, e tutto è andato secondo i piani. "Ci piace avere questo tipo di missione, " ha detto Jean-Michel Bois, capo del Team Operazioni dell'ESA presso il Centro Controllo ATV di Tolosa, in Francia. "Certo, abbiamo avuto piccoli problemi - ci sono sempre - ma questi fanno parte del nostro lavoro. Ogni cosa è in gran forma e ATV sta funzionando a meraviglia." La squadra composta da 60 persone di ESA, dell'agenzia spaziale francese CNES e delle industrie che si trova al Centro Controllo, monitorizza costantemente la salute di ATV e sono sempre pronti ad azioni impreviste, come evitare i detriti orbitali modificando l'orbita della Stazione grazie ai potenti motori di ATV. Albert Einstein ha già eseguito il rialzo d'orbita principale previsto, utilizzando 200 kg. di propellente e portando più in alto la Stazione di circa 10 km. Il solo evento non previsto è avvenuto la scorsa settimana, quando uno dei tre computer di ATV è stato spento automaticamente dal software di bordo. Poi un secondo computer si è guastato domenica anche se non è un problema dato che ATV può operare bene anche con uno solo. Però le attività critiche richiedono che tutti i computer funzionino normalmente e così il personale del Centro di Tolosa ha accorciato le vacanze per risolvere il problema. Con questo aiuto supplementare i due computer sono stati presto fatti ripartire. ATV è stato così pronto per iniziare il trasferimento di propellente. Le condutture del propellente sono state pressurizzate il 31 luglio, lasciando gli 860 kg. di propellente ed ossidante pronti per essere pompati nei serbatoi del modulo Zvezda, giovedì pomeriggio. Alle 17:44 ora italiana è stato confermato che tutta l'operazione era avvenuta regolarmente nel tempo previsto di circa un'ora e mezza. Dopo di questo le tubazioni sono state spurgate e ripulite per eliminare ogni problema quando ATV si sgancerà. L'aria e l'ossigeno verranno trasferiti nella Stazione il 12 e 13 agosto. ATV-4 imbarca 66,3 kg. di aria e 33,3 kg. di ossigeno puro per l'equipaggio. Inoltre vi è anche 564 kg. di acqua nei suoi serbatoi, il 23% della quale è già stata pompata nei serbatoi della Stazione. Il 14 agosto ATV accenderà i suoi motori per un'altra manovra di alzamento orbita, seguita da una successiva il 28 agosto. Secondo i programmi, l'ATV leverà gli ormeggi e si tufferà nel fiammeggiante rientro al termine della sua missione il 28 ottobre.

Fonti : ESA - ATV blog

Nella foto (Credit: Simona Forti cc by nc sa) gli astronauti ESA Samantha Cristoforetti ed Alex Gerst durante il 1° SpaceTweetup Europeo nel 2011. 02/08/2013 - E' tempo di SocialSpace alla Giornata Aerospaziale Tedesca - Recentemente l'ESA e l'agenzia spaziale Tedesca, DLR, hanno rinominato il concetto di SpaceTwettup come 'SocialSpace'. Ora è il momento di SocialSpace. Inviteremo 60 dei nostri amici dei social network come Twitter, Facebook, Google+ ed altre piattaforme al SocialSpace che si terrà a Colonia, in Germania, il 22 settembre prossimo durante la Giornata Aerospaziale Tedesca. Un SocialSpace è un incontro informale fra persone che utilizzano le varie piattaforme dei social media per interagire con la DLR e l'ESA. I partecipanti del 22 settembre avranno un programma esclusivo, con una varietà di emozionanti temi aeronautici e dello spazio Europeo. Il gigantesco campus del sito di ricerca della DLR presso Colonia, condiviso con il Centro Astronauti Europei ESA, offre il luogo ideale. La Giornata Aerospaziale Tedesca si tiene ogni due anni. Gli eventi di quest'anno spaziano su varie attrazioni con l'accesso esclusivo dei followers dei social media di DLR ed ESA. Il programma comprende: l'incontro con gli astronauti con la possibilità di parlare con un numero di astronauti Europei; l'incontro con gli scienziati che vedrà brevi presentazioni di scienziati e dirigenti di DLR ed ESA con tempi per domande e risposte; giri guidati degli aerei di ricerca della DLR, del laboratorio di ricerca Envihab della DLR, del Centro Astronauti Europeo dell'ESA e del centro di controllo del lander della missione Rosetta alla cometa ed infine la possibilità di incontrare i team dei social media di DLR ed ESA. SocialSpace è dedicato ai bloggers ed agli utenti delle piattaforme social media che seguono od interagiscono con i canali DLR ed ESA in modo regolare. Lo scopo di questo evento congiunto è quello di dare ai partecipanti una visione esclusiva del mondo dello spazio e dell'aeronautica e di unire gli utenti dei social media che hanno interesse per lo spazio. Per registrarsi all'evento, con effetto immediato, alla DLR è disponibile in Tedesco ed in Inglese. Il numero dei partecipanti è limitato a 60. Ulteriori richiedenti verranno messi in lista d'attesa. Una registrazione è richiesta per ogni persona. Si prega di non sottoporre candidature multiple. Tutti i partecipanti devono aver compiuto 18 anni. Ne la DLR, ne l'ESA possono contribuire ai costi di viaggio e soggiorno. Il SocialSpace si terrà domenica 22 settembre 2013 dalle ore 9 alle ore 18 CEST (ora italiana) presso il sito della DLR di Colonia, in Germania. Il SocialSpace sarà tenuto principalmente in lingua inglese. Le domande ed i post possono comunque essere fatti in qualsiasi lingua. L'account Twitter per il SocialSpace è @Social4Space (formalmente @SpaceTweetup). L'hashtag è #SocialSpace. La DLR e l'ESA divulgheranno le notizie sull'evento utilizzando questo hashtag e per mezzo di Twitter, Google+ e Facebook. La data ultima per le registrazioni è il 26 agosto 2013 alle ore 12 CEST. Una volta che tutte le richieste saranno elaborate, verranno inviate email di conferma ai partecipanti prescelti ed ulteriori informazioni per quelli che si troveranno sulla lista di attesa. Questo avverrà entro il 4 settembre 2013. Gli invitati dovranno confermare la loro partecipazione entro il 9 settembre 2013 alle 16:00 CEST. Terremo aggiornamenti su Twitter presso @Social4Space. Gli inviti non sono trasferibili. Hai delle domande? Scrivi a questo indirizzo: contactSocialSpace@gmail.com. Nella foto (Credit: Simona Forti cc by nc sa) gli astronauti ESA Samantha Cristoforetti ed Alex Gerst durante il 1° SpaceTweetup Europeo nel 2011.

Fonte : ESA

02/08/2013 - Il rover Curiosity della NASA ha compiuto il suo primo anno sulla superficie di Marte - Sul sito del Jet Propulsion Laboratory della NASA è stato pubblicato un video che mostra il primo anno di permanenza del rover Curiosity sulla superficie di Marte. Era infatti il 6 agosto del 2012 quando, dopo una manovra definita 'i sette minuti di terrore' dai responsabili del JPL, il rover sbarcava sul Pianeta Rosso. Per celebrare questo primo anno di missione è stato pubblicato un video realizzato mettendo assieme 548 immagini riprese riprese dalla fotocamera Hazard Avoidance Camera posta sulla parte anteriore del rover. Le immagini partono dal giorno dell'atterraggio e si concludono nel luglio del 2013. Nelle scene sono ripresi anche i momenti nei quali Curiosity ha raccolto il primo campione di suolo marziano e quello derivato dalla perforazione di una roccia. Al momento il rover sta compiendo un lungo viaggio, che durerà diversi mesi, per raggiungere i primi strati ai piedi del Monte Sharp, che si trova al centro del cratere Gale. Qui gli scienziati sperano di avere ulteriori conferme del clima passato di Marte che avrebbe avuto le condizioni necessarie per lo sviluppo della vita microbiotica. In copertina (Credit: NASA/JPL) un autoritratto che Curiosity ha ripreso di se stesso su Marte.

VIDEO DEL PRIMO ANNO DI CURIOSITY SU MARTE IN DUE MINUTI - (CREDIT: NASA/JPL/YOUTUBE) - dur.min.2:14 - NO AUDIO



Fonte : NASA/JPL

01/08/2013 - La NASA completa la prima revisione delle idee sulla missione di 'Cattura l'Asteroide' - La NASA ha eseguito la sua prima revisione interna sulle idee scaturite per l'ambiziosa missione di cattura di un asteroide. Il team di revisori, composto da manager NASA provenienti da tutto il Paese, si è incontrato martedì 30 luglio, per valutare gli aspetti tecnici e di programma delle differenti proposte dei ricercatori dell'agenzia. La NASA proseguirà lo sviluppo delle idee più promettenti sul concetto di missione cattura dell'asteroide. "In questo incontro abbiamo iniziato l'esame preliminare delle idee che vanno incontro all'obiettivo di recupero ed esplorazione dell'asteroide," ha detto in un comunicato l'amministratore associato NASA, Robert Lightfoot, che presiedeva la commissione nella sede generale dell'agenzia a Washington. "Sono stato estremamente fiero dei progressi che i team hanno fatto fino ad ora. Ora guardiamo avanti per integrare gli input che sviluppino ulteriormente le idee per la missione." Mentre l'incontro di martedì è servito per prendere nota sulle proposte generate internamente, il team ha anche discusso delle oltre 400 idee presentate dai ricercatori nell'industria, accademici e privati. Queste idee sono cominciate ad arrivare dal 18 giugno, da quando la NASA aveva chiesto la collaborazione per la missione di cattura asteroide. L'agenzia spaziale sta attualmente valutando anche queste idee venute da fuori NASA. La NASA aveva svelato la missione asteroide ad aprile. Il piano prevede la cattura di un piccolo asteroide che transita vicino alla Terra, di circa 7x10 metri di larghezza, utilizzando un veicolo spaziale robotico e di trascinarlo su un'orbita stabile vicino alla Luna. Qui gli astronauti avrebbero potuto esplorare la roccia spaziale utilizzando la capsula Orion della NASA lanciata con il razzo Space Launch System, che dovrebbero volare assieme, con equipaggio per la prima volta, nel 2021. La missione rappresenta un modo per raggiungere l'obiettivo indicato dal Presidente Barack Obama, che nel 2010 aveva indicato alla NASA di inviare esseri umani su un asteroide per il 2025 e nei dintorni di Marte nella metà degli anni '30.

Fonte : Space.com

Nell'illustrazione (Credit: NASA) i due boccaporti PMA nella configurazione finale con l'interfaccia SIMAC installata. 31/07/2013 - La NASA prevede di spostare dei moduli ed altre attrezzature per far posto ai veicoli equipaggio privati - I responsabili e gli ingegneri del programma della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) stanno lavorando su un piano a lungo termine per favorire l'arrivo dei futuri veicoli per equipaggio e cargo, compresa l'installazione di un nuovo sistema di attracco da utilizzare per i futuri veicoli commerciali, assieme al ri-posizionamento di alcuni moduli della stazione. In preparazione all'arrivo dei nuovi veicoli commerciali per equipaggio alla ISS nel tardo 2017, dove verrà utilizzato un nuovo sistema di aggancio, i boccaporti esistenti della ISS dovranno essere riconvertiti al nuovo standard prima di poter ospitare i nuovi veicoli all'avamposto. L'attracco è l'operazione che vede la nave spaziale in arrivo entrare in contatto con il corrispondente boccaporto della ISS e, una volta catturata, le necessarie connessioni elettriche e di dati vengono eseguite automaticamente. La procedura di attracco è necessaria per i veicoli spaziali abitati in modo da permettere una partenza rapida dalla ISS nel caso di emergenza, senza dover eseguire sconnessioni manuale di cavi e la lunga procedura di sgancio degli ormeggi. Al contrario, l'ormeggio è una procedura che vede un veicolo fermarsi in un punto esatto sotto la ISS dove può essere catturato dal braccio robotico della stazione ed in seguito portato a contatto con uno dei boccaporti CBM (Common Berthing Mechanism). A questo punto 16 bulloni cominciano ad avvitarsi portando a stretto contatto i due anelli CBM. Solo dopo questo i due portelli possono essere aperti e le connessioni dati ed elettriche ed i tubi di ventilazione possono essere collegati manualmente attraverso il passaggio CBM da parte dell'equipaggio. E' chiaro che una procedura così lunga e complessa non può essere attuata per i veicoli spaziali con equipaggio che hanno bisogno, in caso di emergenza, di poter lasciare rapidamente il complesso orbitale. Inoltre i boccaporti CBM sono molto più larghi dei portelli per gli equipaggi e permettono il passaggio di cargo ed esperimenti più ingombranti. Al momento sulla ISS si trova un solo boccaporto per l'aggancio, il Pressurized Mating Adapter-2 (PMA-2) situato nella parte anteriore del modulo Nodo 2. Un altro PMA (il PMA-3) si trova anch'esso sulla ISS, sul lato sinistro del Nodo 3 ma, al momento, è inaccessibile per l'aggancio. Sia il PMA-2 che il PMA-3 utilizzano un sistema di discendenza Russa chiamato APAS (Androgynous Peripheral Attachment System) che è stato utilizzato per gli attracchi della flotta di Space Shuttle. Ma la nuova flotta di veicoli commerciali equipaggio, che dovrebbe cominciare a raggiungere la ISS dal 2017, utilizzerà una nuova interfaccia di aggancio conosciuta come NASA Docking System (NDS). Il piano attuale, modificato diverse volte nel corso degli anni, prevede ora l'invio di due speciali convertitori, chiamati IDA (ISS Docking Adapter), per trasformare le interfacce APAS di cui sono forniti i PMA, nelle interfacce SIMAC (Soft Impact Mating Attenuation Concept) e che verranno utilizzate da tutti i futuri veicoli commerciali. Per arrivare a questo però c'è bisogno di un complesso lavoro logistico che inizierà nell'aprile 2015 con l'arrivo, per mezzo di un cargo Dragon (SpX-7) dell'IDA-1. Qui una passeggiata spaziale da parte di astronauti USA installerà IDA-1 sul PMA-2, convertendo così il boccaporto APAS in SIMAC. Però la NASA ritiene necessarie avere almeno due boccaporti di attracco in modo che uno possa agire da riserva nel caso il primo abbia problemi. Così nel maggio 2015, il PMA-3, ora situato in posizione inaccessibile ai veicoli in arrivo, sarà spostato sul boccaporto che guarda verso l'alto del Nodo 2. Ma così facendo quel boccaporto, ora utilizzato come riserva, per l'approdo dei veicoli cargo con interfaccia CBM, non sarà più disponibile. Per risolvere questo problema la NASA prevede di 'aprire' un nuovo boccaporto CBM che agisca come riserva ai veicoli cargo in arrivo e, per far questo, sarà necessario spostare il Modulo Multiuso Permanente (PMM) dalla sua attuale posizione sul boccaporto che guarda verso Terra del Nodo 1 fino al boccaporto libero che guarda avanti del Nodo 3. Così facendo si libererà un CBM per l'arrivo dei veicoli cargo ripristinando la riserva. Inoltre, mentre adesso è soltanto teoricamente possibile ormeggiare due veicoli cargo contemporaneamente nel segmento USA, in seguito questo sarà molto più semplice e potrebbe diventare di routine. Ma prima che PMM venga spostato dovranno essere eseguite diverse attività preparatorie necessarie che hanno bisogno di passeggiate spaziali e durante le quali diverse attrezzature esterne saranno cambiate di posto. Quando il PMM sarà stato spostato, nel luglio 2015, sul lato opposto del Nodo 3 si troverà già agganciato da giugno il BEAM (Bigelow Expandable Activity Module), il modulo gonfiabile della Bigelow arrivato con il cargo Dragon SpX-8. Infine, l'ultimo tassello di questo complesso lavoro si svolgerà nel novembre 2015 quando il Dragon SpX-9 porterà IDA-2 alla ISS e questo verrà installato sul PMA-3 sul Nodo 2, boccaporto Zenith, durante una passeggiata spaziale che potrebbe coinvolgere anche il primo astronauta Britannico, il Maggiore Tim Peake, che arriverà sulla ISS proprio in quel periodo. Da quel momento la ISS avrà la capacità di poter ospitare contemporaneamente dal lato USA due veicoli per equipaggio e due veicoli cargo. Nell'illustrazione (Credit: NASA) i due boccaporti PMA nella configurazione finale con l'interfaccia SIMAC installata.

Fonte : Nasaspaceflight

31/07/2013 - Sulla ISS l'equipaggio prepara una passeggiata spaziale Russa e Parmitano viene intervistato dal TG1 - Mercoledì l'equipaggio di Spedizione 36 ha partecipato a degli esperimenti biomedici, si è preparato per una prossima attività extra-veicolare ed ha lavorato alla manutenzione dei sistemi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Gli Ingegneri di Volo Chris Cassidy, Karen Nyberg e Luca Parmitano hanno utilizzato l'apparecchiatura Ultrasound 2 per eseguire scansioni degli occhi che fanno parte dello studio Ocular Health. I dati raccolti saranno inviati a Terra per essere analizzati da una squadra di supporto che studia gli effetti della microgravità sulla vista. Nyberg e Parmitano hanno poi partecipato all'esperimento Reaction, che misura i tempi di reazione dell'equipaggio e permette ai ricercatori di seguire gli effetti della fatica sulle prestazioni. Cassidy ha eseguito alcune operazioni di manutenzione nel laboratorio Destiny, rimuovendo e sostituendo il Rack Interface Controller nell'armadietto Express rack 7. Parmitano invece ha partecipato ad un'intervista con il TG1 italiano, rispondendo a domande sulla sua recente passeggiata spaziale e sulla scienza e la vita a bordo della stazione. Durante la settimana, Nyberg e Cassidy hanno partecipato all'addestramento per prepararsi a catturare ed agganciare il quarto Veicolo di Trasferimento Giapponese 'Kounotori' H-2 (HTV-4) il 9 agosto. L'HTV-4 ha il lancio previsto con un razzo H-IIB sabato alle 3:48 p.m. EDT (le 4:48 a.m. ora del Giappone di domenica 4 agosto - le 21:48 ora italiana di sabato) dal Centro Spaziale Tanegashima dell'agenzia spaziale Giapponese, nel sud del Paese asiatico, ed iniziare un viaggio di una settimana verso l'avamposto orbitante. Gli Ingegneri di Volo Alexander Misurkin e Fyodor Yurchikhin hanno ricontrollato le procedure e la tempistica per la loro prossima passeggiata spaziale, prevista al momento per il 16 agosto. Durante quella uscita i due indosseranno le tute spaziali Russe Orlan ed usciranno dal compartimento di aggancio Pirs per spostare dei cavi elettrici dal segmento Russo del modulo Zarya. Inoltre i due astronauti proseguiranno lo spostamento di cavi di collegamento dati Ethernet dal modulo Zarya al modulo Poisk in preparazione dell'arrivo del nuovo Modulo Laboratorio Multi-ruolo (MLM) e preparare una nuova serie di esperimenti sullo scafo del modulo Poisk. Misurkin e Yurchikhin sono stati poi raggiunti da Nyberg per preparare gli strumenti necessari durante la prossima attività extra-veicolare. Il Comandante Pavel Vinogradov ha lavorato allo scarico dei materiali dal veicolo di rifornimento Progress 52 attraccato alla ISS, dopo l'apertura dei portelli avvenuta per la prima volta domenica. Il veicolo automatico Russo ha attraccato alla stazione meno di sei ore dopo il lancio avvenuto sabato con un carico di quasi tre tonnellate di rifornimenti per l'equipaggio di Spedizione 36. Fra i materiali inviati con il Progress si trovano anche degli attrezzi per riparare le tute spaziali USA. Misurkin ha lavorato con Cascade, l'esperimento Russo che studia i processi di crescita di micro-organismi, e cellule umane ed animali in microgravità. Poi, assieme a Yurchikhin e Vinogradov hanno eseguito una serie di attività di manutenzione del segmento Russo della stazione.

INTERVISTA IN VOLO DI LUCA PARMITANO DA PARTE DEL TG1 - (CREDIT: NASA/TV) - dur.min.19:25 - LINGUA ITALIANO DOPPIATO IN INGLESE



Fonte : NASA

Nell'illustrazione (Credit: ASI) i componenti di DREAMS. 30/07/2013 - DREAMS, la 'stazione meteo' made in Italy di EXOMARS - Il suo arrivo su Marte è previsto nell'autunno 2016, durante il periodo statistico delle tempeste di sabbia. Sarà il cuore della 'componente a terra' della prima parte dell'attesissima missione ExoMars. Stiamo parlando di DREAMS, strumento concepito per misurare i parametri meteorologici e del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie del Pianeta Rosso. Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface (DREAMS), di cui l'ASI è il principale ente finanziatore, è stato selezionato da ESA e NASA per essere integrato nell’Entry descent landing Demonstrator Module (EDM) della missione ExoMars. Lo strumento integra una serie di sensori per la misura dei parametri meteorologici (pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare) e del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie di Marte. Esso avrà la possibilità di studiare le condizioni ambientali sul pianeta nel periodo, particolarmente interessante, in cui si prevede una forte presenza di polveri nell'atmosfera. DREAMS avrà inoltre la possibilità unica di verificare se, in tali condizioni, si generi su Marte, come sulla Terra, un intenso campo elettrico. Tale misura è una novità assoluta su Marte e oggetto di studio recente sulla Terra. Nella figura (Credit: ASI) è rappresentata la configurazione dello strumento. Il team scientifico dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Napoli coordinato da Francesca Esposito (PI di DREAMS), nell’ambito del finanziamento ASI e con il supporto logistico del Centro Ibn Battuta dell’Università di Marrakech, ha intrapreso una campagna di misure in un’area desertica di Merzouga (Marocco) al fine di studiare la risposta dei sensori meteorologici e di campo elettrico durante il periodo in cui si concentrano le tempeste di sabbia. Il deserto marocchino è stato scelto per le notevoli similitudini con la superficie di Marte. La strumentazione installata comprende sensori meteo, di polvere e di campo elettrico. La campagna di misura è iniziata il 10 luglio 2013 e si concluderà a fine settembre per poi riprendere nella primavera del prossimo anno. Dalle prime misure effettuate durante una tempesta di polvere si è potuto già osservare un forte incremento del campo elettrico atmosferico, dato che andrà confermato e quantificato analizzando i risultati della campagna. L’analisi preliminare dei primi dati raccolti verrà presentata all'European Planetary Science Congress (EPSC) a Londra il prossimo settembre.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: NASA) il primo segmento di serbatoio di SLS appena saldato per frizione. 30/07/2013 - Completato a Michoud il primo segmento del serbatoio di idrogeno dello stadio principale di SLS - Il primo segmento del serbatoio di idrogeno liquido dello stadio principale del nuovo veicolo di lancio pesante della NASA, lo Space Launch System (SLS), è stato recentemente completato nella struttura dell'agenzia al Michoud Assembly Facility di New Orleans. Il segmento viene considerato 'fedele' perché serve per validare che la struttura di saldatura verticale abbia lavorato come previsto. La struttura di saldatura verticale è uno strumento che salda per frizione ed a secco e verrà utilizzata per costruire le strutture dello stadio principale di SLS. La saldatura per frizione utilizza il calore, combinato con la pressione di forgiatura per produrre pezzi altamente resistenti e virtualmente assenti da difetti. Il processo di saldatura trasforma il metallo da uno stato solido ad uno 'quasi plastico' utilizzando una testa ruotante per ammorbidire, stirare e forgiare un legame fra due placche di metallo per formare una saldatura uniforme - un requisito vitale per le strutture spaziali di prossima generazione. La struttura di saldatura verticale, completata a giugno, permette di saldare assieme pannelli e produrre così tutti e due i serbatoi pressurizzati dello stadio principale, e le sezioni superiore ed inferiore. La struttura di saldatura verticale è alta circa come un palazzo di tre piani e pesa circa 150 tonnellate. Il segmento di serbatoio realizzato è alto circa 6,7 metri, pesa 4,1 tonnellate ed e composto di Al2219, una lega di alluminio per uso aerospaziale. Il segmento verrà utilizzato per test strutturali e per assicurare l'integrità del pezzo. "Questa sezione di serbatoio è stata saldata come parte del piano dimostrativo delle nuove capacità dello strumento di saldatura e verrà utilizzata come pezzo 'fedele' nelle nuove attività produttive," ha detto Steve Holmes, capo produzione dell'Ufficio Stadi presso il Marshall Space Flight Center della NASA, di Huntsville, Ala. "Questi primi pezzi saldati completamente sono molto importanti per mettere alla prova lo strumento ed i processi produttivi prima di iniziare con i pezzi di qualifica e quelli per i voli." Cinque segmenti simili e due parti finali verranno costruiti per realizzare il serbatoio completo di idrogeno liquido dello stadio principale di SLS. Lo stadio principale sarà alto 60 metri con un diametro di 8,4 metri, e conterrà l'idrogeno e l'ossigeno liquido che alimenteranno i motori RS-25 del veicolo. Gli ingegneri della NASA e della Boeing Company stanno conducendo test di saldatura a mezzo frizione a Michoud per assicurare la qualità e la sicurezza delle strutture di volo. La Boeing è il primo appaltatore per lo stadio principale di SLS, compresa la sua avionica. il Marshall gestisce il programma SLS per l'agenzia. Nella foto (Credit: NASA) il primo segmento di serbatoio di SLS realizzato con il metodo della saldatura per frizione.

Fonte : NASA

30/07/2013 - La SpaceX si aggiudica i lanci per il maggiore programma spaziale Canadese - La Space Exploration Technologies (SpaceX) ha siglato un contratto di prenotazione di lancio con la MacDonald, Dettwiler and Associates Ltd. (MDA) per il principale programma spaziale Canadese fino ad oggi, portando tre satelliti in orbita che realizzeranno la Missione Costellazione RADARSAT (RCM) per mezzo di razzi Falcon 9 nel 2018. "La SpaceX apprezza la fiducia di MDA nella nostra capacità di trasportare in sicurezza ed affidabilità i loro satelliti, " ha dichiarato Gwynne Shotwell, Presidente e Capo Operativo della SpaceX. "Speriamo che questo accordo sia il secondo di molti con la MDA." Il programma RCM prevede tre satelliti e servirà per le necessità di sorveglianza marittima del Canada, gestione dei disastri e monitoraggio dell'ecosistema. La missione si fonda sul successo di RADARSAT-1 e RADARSAT-2. La SpaceX condurrà la prima missione per la MDA quest'anno, lanciando il satellite CASSIOPE con un Falcon 9.

Fonte : SpaceX

Nella foto (Credit: IQOQI Vienna, Austrian Academy of Sciences) il laser sparato dalla stazione di trasmissione ottica dell'ESA a Tenerife, Canarie. 30/07/2013 - Comunicazioni laser pronte per la missione lunare - Un sofisticato sistema laser che offrirà la possibilità di trasferimento dati molto più rapido è ora pronto per collegarsi con un veicolo spaziale oltre il nostro pianeta seguendo una serie di prove cruciali svolte a Terra. Nel corso dell'anno, l'osservatorio ESA in Spagna utilizzerà il laser per comunicare con una sonda lunare NASA. Le prove di laboratorio preparano la strada per una dimostrazione reale ad ottobre, una volta che la sonda LADEE (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer) della NASA sarà in orbita attorno alla Luna. LADEE ospita un terminale che può ricevere e trasmettere impulsi di luce laser. La Stazione Ottica di Terra dell'ESA di Tenerife verrà aggiornata con un'unità complementare e, assieme ad altri due terminali negli Stati Uniti, potrà trasmettere i dati a velocità senza precedenti utilizzando raggi di luce infrarossa con lunghezza d'onda simile a quella utilizzata nei cavi a fibre ottiche sulla Terra. "Il test è andato come previsto, ed anche se abbiamo identificato un certo numero di problemi, saremo pronti per il lancio di LADEE a metà settembre," ha detto Zoran Sodnik, manager ESA per il progetto di Collegamento Ottico Lunare. "La nostra stazione al suolo si unirà alle due stazioni NASA per comunicare con la missione LADEE sulla Luna, e dimostrerà che siamo pronti per le comunicazioni delle future missioni su Marte od in ogni altro posto nel Sistema Solare." Il test è avvenuto a luglio a Zurigo, Svizzera, nella struttura del partner industriale ESA, RUAG, ed ha fatto uso di nuovi sensori e sistemi di decodifica, di oscillatori e trasmettitori. Una squadra della NASA, supportata dal Massachusetts Institute of Technology, il Lincoln Laboratory e dal Jet Propulsion Laboratory, ha portato i loro simulatori di terminali laser, mentre l'ESA, assieme alla RUAG ed alla Axcon Danese hanno preparato le attrezzature Europee per testare la compatibilità fra i due tipi di apparecchiature. "Questo test di compatibilità d'interazione ottica è stato il primo di questo tipo ed ha stabilito la connessione, il trasferimento e l'oscillazione delle misurazioni," ha detto Klaus-Juergen Schulz, responsabile dei sistemi della stazione al suolo presso lo Space Operation Centre Europeo di Darmstadt. Il primo collegamento laser con LADEE verrà tentato quattro settimane dopo il lancio, verso metà ottobre. Le comunicazioni laser nelle lunghezze d'onda del vicino infrarosso potrebbero essere la strada del futuro quando dovremo ricevere massicci quantitativi di dati dai veicoli spaziali attorno alla Terra, da Marte o anche da pianeti più lontani. Inoltre la DLR (German Aerospace Center), ha sviluppato un terminale per la comunicazione laser fra satellite e satellite che è stato imbarcato come dimostratore tecnologico sulla missione Alphasat. L'ESA prevede di utilizzare il terminale di comunicazione ottico sviluppato in Germania come principale carico utile delle sue missioni European Data Relay System, un sistema simile al TDRS della NASA per assicurare le comunicazioni con i veicoli spaziali. Nella foto (Credit: IQOQI Vienna, Austrian Academy of Sciences) il laser sparato dalla stazione di trasmissione ottica dell'ESA a Tenerife, nelle Canarie.

Fonte : ESA

Nell'illustrazione (Credit: X-ray: NASA/CXC/SAO/K.Poppenhaeger et al; Illustration: NASA) il primo esopianeta visto transitare nei raggi X di fronte alla sua stella. 30/07/2013 - L'osservatorio spaziale Chandra della NASA osserva, per la prima volta, il transito di un pianeta extra-solare nei raggi X - Per la prima volta fin da quando sono stati scoperti gli esopianeti, ovvero i pianeti che orbitano attorno ad altre stelle, circa 20 anni fa, un'osservazione ai raggi X ha scoperto un esopianeta che transitava di fronte alla sua stella. Un vantaggioso allineamento del pianeta e della sua stella nel sistema HD 189733, che si trova a 63 anni luce dalla Terra, ha permesso all'Osservatorio a raggi X Chandra della NASA ed all'Osservatorio Newton XMM dell'ESA di notare un calo nell'intensità dei raggi X mentre il pianeta transitava di fronte alla stella. "Migliaia di pianeti candidati sono stati visti transitare solo nella luce ottica," dice Katja Poppenhaeger of Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) di Cambridge, Mass., che ha guidato il nuovo studio che verrà pubblicato il 10 agosto sull'Astrophysical Journal. "Finalmente essere stati in grado di studiarne uno ai raggi X è importante perché ci rivela nuove informazioni sulle proprietà di un esopianeta." Il team ha utilizzato Chandra per osservare sei transiti ed i dati di XMM Newton di uno. Il pianeta, conosciuto come HD 189733b, è un Giove caldo, e significa che è simile in dimensioni al nostro Giove nel Sistema Solare ma molto vicino alla sua stella. HD 189733b è oltre 30 volte più vicino alla sua stella che la Terra al nostro Sole. Il pianeta orbita attorno alla stella ogni 2,2 giorni. HD 189733b è anche il più vicino Giove caldo alla Terra, e questo lo rende l'obiettivo ideale per gli astronomi che vogliono conoscere meglio questo tipo di esopianeta e l'atmosfera che lo circonda. Gli astronomi hanno utilizzato il telescopio spaziale Kepker della NASA per studiarlo nelle lunghezze d'onda visibili, ed il Telescopio Spaziale Hubble per confermare che il suo colore blu era il risultato della diffusione preferenziale della luce blu da parte delle particelle di silicati nella sua atmosfera. Gli studi con Chandra e XMM Newton hanno rivelato indizi sulle dimensioni dell'atmosfera planetaria. Il veicolo spaziale ha visto la luce diminuire durante il transito. La diminuzione della luce nei raggi X è stata tre volte maggiore del calo corrispondente nella luce visibile. "I dati dei raggi X suggeriscono che vi siano estesi strati dell'atmosfera del pianeta che sono trasparenti alla luce ottica ma opachi a quella a raggi X," dice il co-autore Jurgen Schmitt della Hamburger Sternwarte di Amburgo, in Germania. "Comunque ci occorrono ulteriori dati per confermare quest'idea." I ricercatori hanno capito come il pianeta e la sua stella si influenzano a vicenda. Gli astronomi sanno da circa un decennio che le radiazioni ultraviolette e X della stella principale HD189733, nel tempo, stanno facendo evaporare l'atmosfera di HD189733b. Gli autori stimano che la perdita di massa sia dai 100 ai 600 milioni di kg al secondo. L'atmosfera di HD189733b appare assottigliarsi dal 25 al 65 percento più rapidamente che se l'atmosfera del pianeta fosse più piccola. "L'estesa atmosfera di questo pianeta la rende un bersaglio più grande per le radiazioni ad alta energia della sua stella, e così l'evaporazione è superiore." dice il co-autore Scott Wolk, sempre del CfA. La stella principale nel sistema HD 189733 ha una compagna rossa debole, scoperta per la prima volta nei raggi X da Chandra. Le stelle si formano di solito nello stesso momento, ma qui la stella principale appare essere di 3/3,5 milioni di anni più giovane della sua compagna perchè ruota più rapidamente, mostrando alti livelli di attività magnetica ed essendo circa 30 volte più luminosa nei raggi X della sua compagna. "Questa stella non agisce per l'età che ha e forse proprio avere un grande pianeta come compagno potrebbe essere la spiegazione," dice Poppenhaeger. "E' possibile che questo Giove caldo sia responsabile della rotazione della stella e dell'attività magnetica a causa delle forze di marea che hanno, in qualche modo, fatto sembrare la stella più giovane." L'articolo è disponibile online presso: http://arxiv.org/abs/1306.2311. Per le immagini di Chandra, multimedia e materiale relativo visita: http://www.nasa.gov/chandra. Per ulteriori immagini interattive, podcast, e video visita: http://chandra.si.edu/. Nell'illustrazione (Credit: X-ray: NASA/CXC/SAO/K.Poppenhaeger et al; Illustration: NASA) il primo esopianeta visto ai raggi X, transitare di fronte alla sua stella.

Fonte : NASA

30/07/2013 - Il Vietnam lancerà un microsatellite dalla Stazione Spaziale Internazionale - Il Vietnam National Satellite Centre (VNSC) ha confermato che il micro satellite Vietnamita Pico Dragon verrà inviato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) i primi di agosto (all'interno del cargo automatico HTV-4, ndr). L'apparecchiatura, un cubo di 10x10x11,35cm di quasi un chilo di peso, è il primo di questo tipo sviluppato dai ricercatori ed ingegneri Vietnamiti per essere lanciato nello spazio. I suoi compiti saranno quelli di riprendere immagini della Terra, registrare dati dell'ambiente spaziale e testare dei sistemi di comunicazione. Secondo il giornale locale Vietnam News di lunedì il lancio avverrà per mezzo di un razzo H-IIB dal Complesso di Lancio Yoshinobu presso il Tanegashima Space Centre nella prefettura di Kagoshima, in Giappone. VNSC ha lavorato con l'Università di Tokio e con la JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) per testare il satellite nell'ambiente spaziale prima di lanciarlo. Il satellite verrà tenuto nella ISS per due o tre mesi prima di iniziare il suo lavoro.

Fonte : Spacedaily

Nell'illustrazione (Credit: Sochi2014) la torcia olimpica di Sochi 2014. 29/07/2013 - Dallo spazio esterno alle Olimpiadi: il lungo viaggio di una torcia olimpica - Il 7 novembre prossimo la torcia Olimpica dei giochi invernali di Sochi, Russia, che si svolgeranno dal 7 al 23 febbraio 2014, salperà assieme a tre astronauti diretti alla Stazione Spaziale Internazionale. Dopo che il 7 ottobre la torcia olimpica avrà iniziato il suo viaggio a staffetta compiuto da quasi 14.000 persone fra Mosca e Sochi, compresa Valentina Tereshkova, che 50 anni fa diventava la prima donna a volare nello spazio, il veicolo spaziale Soyuz TMA-11M con a bordo il cosmonauta Russo Mikhail Tyurin, l'astronauta NASA Richard Mastracchio e l'astronauta Giapponese Koichi Wakata, della JAXA, decollerà dal Cosmodromo di Baikonur e due giorni dopo i cosmonauti Oleg Kotov, Comandante di Spedizione 38 e l'Ingegnere di Volo Sergey Ryazansky eseguiranno una passeggiata spaziale e, assieme a loro per la prima volta nella storia, anche la torcia olimpica. La torcia olimpica ha già viaggiato nello spazio in precedenza, entrambe sulla navetta spaziale ed è anche entrata nella ISS, ma sarà la prima volta che uscirà nello spazio. "Nessuno ha mai fatto questo prima," ha detto Dmitry Chernyshenko, Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Sochi 2014, in un comunicato. "L'attività extra-veicolare di due cosmonauti Russi sarà un momento storico nel passaggio della Torcia Olimpica." La torcia di alluminio colorata di rosso, verrà riportata sulla Terra due giorni dopo, l'11 novembre, a bordo della capsula Soyuz TMA-09M con a bordo il cosmonauta Russo Fyodor Yurchikhin, l'astronauta NASA Karen Nyberg e Luca Parmitano dell'European Space Agency (ESA). Inoltre gli atleti che si classificheranno primi nelle proprie specialità il 15 febbraio 2014 riceveranno delle medaglie d'oro speciali contenenti dei frammenti del meteorite caduto il 15 febbraio 2013 sopra Chelyabinsk. Nell'illustrazione (Credit: Sochi2014) la torcia olimpica di Sochi 2014 che volerà anche nello spazio.

Fonte : CollectSpace

29/07/2013 - La NASA e l'Agenzia Spaziale Coreana discutono di cooperazione spaziale - L'Amministratore della NASA, Charles Bolden, ed il presidente della Korea Aerospace Research Institute (KARI), Seung Jo Kim, si sono incontrati oggi a Washington per discutere di collaborazione nei campi della ricerca aeronautica e nell'esplorazione spaziale, compresa la missione lunare robotica della KARI e l'iniziativa asteroide della NASA. Si è trattato del primo incontro fra Bolden e Kim. "Le nostre due agenzie condividono l'interesse nelle ricerche aeronautiche, ed hanno identificato opportunità di collaborazione," ha detto Bolden. "Inoltre collaboriamo da diversi anni nel International Space Exploration Coordination Group e stiamo guardando avanti per continuare i colloqui sulle potenziali collaborazioni nel campo dell'esplorazione spaziale." Bolden e Kim hanno parlato anche dei piani NASA della nuova iniziativa asteroide, annunciata in precedenza nel budget NASA del 2014 presentato dal Presidente Obama. Kimi si è dichiarato disponibile a discutere delle opportunità di collaborazione. L'iniziatia asteroide della NASA prevede la cattura robotica di un piccolo asteroide near-Earth e di dirigerlo verso una stabile orbita lunare dove gli astronauti potranno esplorarlo. La cattura e la deviazione di un asteroide integra le migliori capacità NASA nei campi della scienza, tecnologia ed esplorazione umana e cerca l'innovazione dei più brillanti scienziati ed ingegneri Americani. Le conoscenze accumulate da questa iniziativa ci aiuteranno a proteggere il nostro pianeta, migliorare le nostre capacità di esplorazione e le tecnologie per il volo spaziale umano ed a utilizzare meglio le nostre risorse spaziali.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA) il vice amministratore della NASA, Lory Garver. 29/07/2013 - La NASA ha ricevuto una risposta entusiasta alla richiesta di idee per l'Iniziativa Asteroide - La NASA ha ricevuto oltre 400 proposte alla sua richiesta di informazioni (RFI) che l'agenzia ha fatto sull'iniziativa asteroide. Lo ha annunciato il vice amministratore NASA, Lory Garver, venerdì. "Con il nostro piano vogliamo incrementare l'identificazione, il tracciamento e l'esplorazione degli asteroidi e la risposta alla nostra iniziativa è stata molto gratificante," ha detto la Garver parlando di fronte alla conferenza Space Frontier Foundation's NewSpace 2013, che si è svolta a San Jose, in California. "L'industria aerospaziale, le innovative piccole aziende ed i cittadini scienziati hanno molte idee creative e strategie per portare avanti l'esplorazione degli asteroidi ed aiutarci a proteggere il nostro pianeta dai pericolosi oggetti near-Earth." Iniziata il 18 giugno, la RFI è la prima opportunità per l'industria ed altri potenziali partner, compresi i privati individui, di presentare le loro idee sulla prevista missione NASA di deviare un asteroide da poter esplorare con gli astronauti e con la 'Grande Sfida' all'asteroide lanciata dall'agenzia. Garver ha fatto notare che circa un terzo delle idee sottoposte alla NASA sono nell'area della grande sfida all'asteroide, che identifica con tutti i potenziali asteroidi che mettono a rischio la popolazione e sul conoscere tutto di loro. Tutte le altre risposte erano relative alle cinque componenti della missione. Tutte le proposte saranno valutate e classificate. La NASA osserverà con più attenzione le proposte con valutazioni superiori per poterle includere in una futura presentazione pubblica prevista a settembre. Le grandi sfide sono ambiziosi obiettivi su scala nazionale o globale che possono catturare l'immaginazione e richiedono innovazioni e superamento dei limiti nella scienza e nella tecnologia. La grande sfida all'asteroide della NASA aiuterà la difesa planetaria utilizzando le collaborazioni multi-disciplinari in una varietà di agenzie governative internazionali, industria, università e cittadini scienziati. La grande sfida all'asteroide contempla la missione NASA di trovare e catturare un asteroide near-Earth, deviarlo su un'orbita lunare stabile ed inviare esseri umani a studiarlo. La missione di deviazione di un asteroide è compresa nella richiesta di finanziamento NASA relativa al 2014 del Presidente Obama e richiede i progressi dell'agenzia nel razzo Space Launch System, nel veicolo spaziale Orion e nello sviluppo di tecnologie all'avanguardia. La missione è il primo passo della NASA nel piano che prevede di inviare esseri umani su Marte nel decennio 2030. Per ulteriori informazioni sull'iniziativa asteroide della NASA visita: http://www.nasa.gov/asteroidinitiative. Nella foto (Credit: NASA) il vice amministratore della NASA, Lory Garver.

Fonte : NASA

29/07/2013 - Luca Parmitano, parlando mercoledì nuovamente con l'Italia, ha sottolineato che il suo è: "Un sogno che non finisce" - "Sento di vivere in un sogno che non finisce quando mi sveglio, ma continua giorno dopo giorno:" così si è espresso Luca Parmitano, collegato lo scorso 24 luglio con il pianeta Terra per la la quarta 'inflight call' in meno di due settimane. Dopo i piccoli del Bambin Gesù il 10 luglio, i giornalisti il 12, il premier Enrico Letta il 19, mercoledì scorso l'astronauta italiano si è idealmente 'video-collegato' con tutta l'industria spaziale italiana, concretamente rappresentata dal polo di eccellenza di ALTEC a Torino. Nel capoluogo piemontese erano presenti i vertici di ASI e ESA, oltre naturalmente a quelli di ALTEC e al Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota. Quest'ultimo ha posto numerose domande all'astronauta italiano, sia inerenti il lavoro specifico sulla ISS sia riguardanti la sfera umana. A questo proposito, Cota - che si è più volte complimentato e dichiarato sinceramente ammirato - ha espressamente chiesto a Parmitano di cosa sentisse maggiormente la mancanza. "Della famiglia, le mie figlie e il caffè espresso." ha risposto Luca, confermando per l'ennesima volta simpatia e umanità. "Sono delle bellissime risposte - ha chiosato il Governatore - Complimenti e un abbraccio da tutti noi." Prima del collegamento telefonico con lo spazio, Cota aveva parlato dell’importanza dell'industria aerospaziale in Piemonte, che rappresenta un fatturato da 2,6 miliardi di euro e dà lavoro a 12.500 addetti. "Nessun settore come questo - ha ricordato Cota - investe così tanto in ricerca e sviluppo." Il Direttore Generale dell'ASI Fabrizio Tuzi ha poi sottolineato: "- La ISS è una vetrina per le attività spaziali italiane, un testimone del circolo virtuoso tra ricerca, tecnologia e industria capace di creare occupazione e dare all'Italia una leadership di livello internazionale."

Fonte : ASI

28/07/2013 - Il nuovo veicolo cargo automatico Progress M-20M (52P) lanciato ed arrivato regolarmente alla ISS - Il veicolo spaziale Progress M-20M, conosciuto nel sistema di numerazione NASA come Progress 52 (52P), è stato lanciato dal Cosmodromo del Baikonur, in Kazakhstan, alle 8:45 p.m. GMT (le 22:45 ora italiana) di sabato. Il veicolo spaziale ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) appena sei ore dopo, consegnando all'equipaggio della stazione elementi vitali compresi quelli per riparare la tuta spaziale. Dopo il decollo dal Cosmodromo di Baikonur sulla sommità di un razzo Soyuz-U, il Progress M-20M ha iniziato l'ormai ben collaudata rapida traiettoria veloce di quattro orbite per arrivare alla ISS in appena sei ore. Immediatamente dopo il lancio però tutte le attenzioni si sono rivolte sull'antenna 4AOBKA del sistema automatico di avvicinamento KURS. Nel precedente lancio di una Progress infatti, la M-19M, proprio quest'antenna non si dispiegò dopo il lancio lasciando il dubbio se avesse potuto colpire e danneggiare la ISS durante l'attracco. Fortunatamente questo poi non avvenne e per la Progress odierna sembra che tutto abbia funzionato come previsto anche se l'equipaggio ha dovuto sopportare delle pessime immagini video provenienti dal veicolo di rifornimento mentre questo si avvicinava alla ISS. Comunque, dopo una serie di rapide accensioni per il rendezvous, il Progress M-20M ha attraccato in modalità automatica al Compartimento di Aggancio-1 (DC-1) 'Pirs' alle 2:26 a.m. GMT (le 4:26 ora italiana) di domenica. I cosmonauti Russi hanno seguito con attenzione l'operazione di aggancio pronti, in ogni momento, ad intervenire in caso di problemi per eseguirla manualmente. Domenica il portello del cargo verrà aperto ed inizierà lo scarico dei materiali. Fra i 1.539 kg. di merci imbarcate si trovano anche degli attrezzi inviati dalla NASA per cercare di risolvere il problema con la perdita d'acqua all'interno del casco della tuta spaziale dell'astronauta Luca Parmitano. Sempre sul Progress si trovano anche 550 kg. di propellente da trasferire nel segmento Russo della stazione per alimentare i propulsori di manovra, 420 kg. d'acqua e 47 kg. di ossigeno ed aria.

Fonti : Nasaspaceflight - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA) Luca Parmitano al lavoro per risolvere il problema alla sua tuta spaziale. 27/07/2013 - Sulla Stazione Spaziale si cercano ancora le cause dei problemi con la tuta spaziale di Luca - Si cercano ancora le cause della perdita di acqua dalla tuta spaziale di Luca Parmitano, avvenuta durante la passeggiata spaziale di Luca Parmitano. Intanto l'equipaggio di Spedizione 36 si sta preparando al lancio di due nuovi veicoli di rifornimento che avverranno nel giro dei prossimi sette giorni. Gli Ingegneri di Volo Karen Nyberg e Chris Cassidy hanno unito i loro sforzi per trovare le cause della perdita d'acqua che ha causato l'interruzione anticipata dell'attività extra-veicolare del 16 luglio. Le squadre di ingegneri a terra stanno lavorando assieme all'equipaggio per trovare le possibili cause del guasto. Degli strumenti appositi sono stati inviati in Russia per esser lanciati a bordo del nuovo veicolo di rifornimento Progress 52 (52P / M-20M) che sabato alle 4:45 p.m. EDT verrà lanciato ed attraccherà alla ISS circa sei ore dopo. Dopo aver assistito Cassidy la Nyberg si è occupata di numerosi esperimenti scientifici e di attività di manutenzione. L'astronauta ha controllato l'esperimento di osservazione terrestre ISERV, osservando l'attrezzatura mentre da Terra inviavano i comandi. Inoltre ha anche stampato una nuova serie di etichette per gli scaffali e condotto un'inventario del materiale contenuto all'interno del nodo Unity. Infine Nyberg ha controllato ed attivato la strumentazione per assistere l'avvicinamento ed il rendezvous del Veicolo di Trasferimento H-II (HTV-4) dell'Agenzia Aerospaziale di Esplorazione Giapponese (JAXA). Il lancio di HTV-4 è previsto dal Centro Spaziale Tanegashima, in Giappone, il 3 agosto. L'Ingegnere di Volo Luca Parmitano, in collaborazione con gli ingegneri dell'Ames Research Center ha controllato in remoto dalla stazione spaziale un rover in California. Questo esperimento, chiamato Superface Telerobotics, aiuta gli scienziati a preparare in futuro missioni dove rover robotici possono preparare i siti sulla Luna o su un pianeta prima dell'arrivo dell'equipaggio. Venerdì i tre cosmonauti hanno eseguito alcuni lavori minori e poi hanno avuto il resto del giorno libero. Il terzetto infatti sarà al lavoro sabato per controllare l'arrivo del Progress 52P. Il Comandante Pavel Vinogradov ha iniziato venerdì mattina il controllo del sistema di ventilazione, ispezionando un condizionatore d'aria e ripulendo un computer portatile. Più tardi, assieme agli Ingegneri di Volo Alexander Misurkin e Fyodor Yurchikhin, hanno installato termostati per diversi esperimenti Russi. Durante la giornata Misurkin e Yurchkhin hanno seguito diversi esperimenti che comprendevano lo studio di batteri, la misurazione delle vibrazioni all'interno della stazione e la fotografia e ripresa video della Terra sotto di loro. Nella foto (Credit: NASA) Luca Parmitano al lavoro per risolvere il problema alla sua tuta spaziale.

Fonte : NASA

26/07/2013 - La Zero Point Frontiers aiuta la Golden Spike a scegliere la migliore combinazione di elementi per le sue missioni lunari - Questa settimana la Zero Point Frontiers Inc. ha consegnato il suo rapporto che ha analizzato i differenti approcci che potrebbero essere utilizzati per inviare persone di tutte le nazioni del mondo per viaggi commerciali sulla Luna. Lavorando con la Golden Spike Company e le sue diverse aziende partner, la Zero Point Frontiers ha utilizzato il software sviluppato per la NASA per aiutare il Johnson Space Center a progettare le missioni spaziali. "Questo è stato un bel banco di prova per noi," ha detto l'amministratore delegato della Zero Point Frontiers, Jason Hundley. "La Golden Spike ci ha dato l'opportunità di fare un confronto 'mele con mele' dei multipli sistemi spaziali commerciali. Le buone notizie sono che abbiamo identificato diverse combinazioni di veicoli che possono andar bene per la missione della Golden Spike. Abbiamo utilizzato diversi tipi di scenario, di razzi, di veicoli abitati e lander lunari, e questo ha reso il lavoro una sfida." Il software, chiamato Beyond LEO (Low-Earth Orbit) Architecture Sizing Tool, o BLAST, stima le prestazioni e le dimensioni dei veicoli spaziali basandosi sul numero di persone a bordo, sulla destinazione e sul numero di manovre che ogni parte della missione deve eseguire. Utilizzando questo strumento gli ingegneri della NASA possono progettare missioni lunari, su Marte o verso altre destinazioni nel giro di un pomeriggio invece di 1-3 mesi con i metodi convenzionali. "Le analisi della Zero Point sono state estremamente utili, e ci hanno dato ulteriore fiducia nella flessibilità del nostro approccio tecnico e del modello di business," ha detto il Dr. S. Alan Stern, amministratore delegato della Golden Spike. Con una serie di studi ingegneristici preliminari completati, una serie più dettagliata verrà completata entro quest'anno e nel prossimo. La Golden Spike prevede in seguito di selezionare i fornitori dei veicoli di lancio e spaziali e di poter essere pronta a volare entro la fine del decennio. La Golden Spike continua a raccogliere consensi riguardo le sue spedizioni verso la Luna al costo di 1,5 miliardi di dollari. Gli esseri umani hanno esplorato la Luna per la prima volta con Apollo 11, 44 anni fa, lo scorso fine settimana, il 20 luglio 1969.

Fonte : Zero Point Frontiers

26/07/2013 - Il problematico progetto Brasiliano del razzo Cyclone-4 ha ricevuto una nuova battuta d'arresto - La lunga storia decennale Brasiliana di portare il razzo Ucraino Cyclone-4 ad essere lanciato dall'Alcantara Launch Center sembra aver avuto una nuova battuta d'arresto, questa volta per problemi finanziari legati alla compagnia Alcantara Cyclone Space (ACS). Così riporta il giornale 'Jorno do Brasil' (tradotto con Google Translate). "Secondo fonti vicine alla Alcantara Space Base, dove il programma è sviluppato per il Brasile, circa due migliaia di lavoratori a contratto con la ACS sarebbero stati licenziati negli ultimi due mesi. Lo scenario del posto è di abbandono, come mostrano le foto pubblicate da responsabili brasiliani. Gran parte delle attrezzature sarebbe stato affittato e quello rimasto alla base giacerebbe all'aria aperta senza nessuna manutenzione. Sempre secondo queste fonti sembrerebbe che i licenziamenti sarebbero stati causati dal mancato pagamento delle ditte appaltatrici da parte di ACS." Marco Antonio Raupp, Ministro della Scienza, Tecnologia ed Innovazione del Brasile, pur riconoscendo i problemi con i pagamenti nega che i lavori al complesso di lancio siano stati completamente fermati. "Il lavoro non è paralizzato. E' calata l'attività solo a causa delle grandi piogge nella regione. Le compagnie che lavorano per l'ACS sono grandi ed un solo mese di ritardo nei pagamenti non mette a rischio il progetto," dice Raupp, aggiungendo che il 40% del sito di lancio per il razzo Cyclone-4 è già stato completato. Intanto i governi Brasiliano ed Ucraino hanno quasi raddoppiato i loro investimenti nella ACS, gestita da entrambi i Paesi, anche se vi sono problemi di trasferimento di tecnologia che impedirebbero la possibilità di entrare nel florido mercato dei lanciatori di satelliti commerciali. L'aumento del capitale di ACS da 498 a 920 milioni di dollari si è reso necessario, sostiene Raupp, perché la cifra precedente si è rivelata insufficiente per lo sviluppo del razzo Cyclone-4 e del sito di lancio. I piani prevedono di poter lanciare tre o quattro satelliti all'anno a partire dal 2020. Anche se molto dipende dalle relazioni bilaterali fra Brasile e Stati Uniti che detengono almeno l'80% del mercato della costruzione satellitare. Il programma congiunto Brasile-Ucraina prevede una versione aggiornata del razzo dell'era Sovietica Cyclone-3 ed è iniziato un decennio fa soffrendo di numerosi ritardi. La data per il volo inaugurale dalla base di lancio equatoriale del Brasile non fa che spostarsi in avanti e le ultime stime parlano di un vago 2014.

Fonte : Parabolic Arc

26/07/2013 - Galileo: il GPS 'made in Europe' c'è - A dieci anni dall’avvio ufficiale, la più grande infrastruttura spaziale concepita dall’Europa ha dato il suo primo, attesissimo, reale segno di vita. Che è arrivato forte e deciso, alla sede di Telespazio della Piana del Fucino, in Abruzzo. Qui si trova una delle due stazioni di ricezione di GALILEO (l’altra è vicino a Monaco di Baviera), l’innovativo sistema di navigazione e telerilevamento satellitare civile europeo voluto per ‘affrancare’ il Vecchio Continente e i suoi partner dalla dipendenza dal GPS ‘made in USA’. Attualmente sono in orbita solo 4 dei 30 satelliti previsti a regime, ma il test di ieri era importantissimo. E ha dato le conferme sperate. Il primo segnale in chiaro e criptato di GALILEO è arrivato puntuale alle 16:32 del 25 luglio 2013, dando prova di una precisione e affidabilità straordinarie in confronto a sistemi come il GPS. Il parterre era quello delle grandi occasioni e ad un certo punto è anche arrivato un messaggio del premier Enrico Letta che parlava di "intuzione UE e opportunità di sviluppo". C’erano, tra gli altri, i ministri Flavio Zanonato e Maria Chiara Carrozza; il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani e il presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi; il direttore generale di Finmeccanica Alessandro Pansa e, naturalmente, il presidente dell’ASI Enrico Saggese. "Galileo – ha commentato proprio Saggese - segna oggi un passo importante e apre la strada alla sua concreta applicazione. L’Agenzia Spaziale Italiana – ha proseguito il numero uno dell’ASI - ha da sempre creduto in questo grande progetto europeo per sostenere il sistema nazionale dell’industria e della ricerca e per accrescere le ricadute e i benefici per i cittadini, non solo in Europa ma in tutto il mondo." Tajani ha aggiunto: "Una grande sfida dell’Europa al mondo per dimostrare la sua competitività." I risvolti sociali ed economici del programma sono potenzialmente enormi. Il giro d’affari mondiale attorno ai prodotti di telenavigazione è stimato intorno ai 125 miliardi di euro ed è destinato a sfiorare i 250 miliardi quando GALILEO sarà a regime, nel 2020, con la messa in orbita dei 26 satelliti mancanti per completare la costellazione. Ma i primi servizi commerciali potranno essere erogati già dal 2015. Un sfida che è in gran parte proprio italiana: perché nel Fucino si trova la principale base di Terra, perché in Italia il sistema è stato ideato e in Italia (Selenia, Roma) sono stati assemblati i primi 4 satelliti. "L’importanza di Galileo e del centro del Fucino – ha aggiunto Saggese - dimostrano come l’Italia saprà mantenere la sua leadership nel settore spaziale, che è un settore ad elevato tasso di innovazione e di alto ritorno tecnologico ed economico." A questo proposito, è significativo che sempre ieri, ma in mattinata, sia stata annunciata una importante iniziativa nel settore universitario: l’attivazione di un dottorato di ricerca in alta Formazione aerospaziale tra Lazio, Abruzzo e Marche, proprio attorno al Centro di TeleSpazio del Fucino. Ad Avezzano, per l’occasione, c’erano oltre ad Enrico Saggese, i rappresentanti delle Università di Teramo, dell’Aquila, di Roma Tor Vergata e del Politecnico delle Marche. Si partirà in autunno, concretamente, con 18 allievi. "La Marsica – ha commentato Saggese – può fare il salto di qualità se saprà al meglio le ingenti risorse messe in campo dall’UE per GALILEO."

Fonte : ASI

Nelle foto (Credit: NASA/SDO/IRIS) la stessa regione dell'atmosfera solare ripresa da SDO (a sinistra) e da IRIS. 26/07/2013 - Il telescopio spaziale IRIS della NASA offre una prima occhiata alla misteriosa atmosfera solare - Quando arriva il momento di aprire la copertura di un telescopio per la prima volta e questo rappresenta il culmine di anni di lavoro e pianificazione e, nello stesso tempo, l'attesa di nuove ricerche e scoperte che verranno, il momento è colmo di emozione e, forse, anche di qualche incertezza. Il 17 luglio 2013, il team internazionale di scienziati ed ingegneri che hanno seguito e costruito IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph) della NASA, hanno vissuto quel momento. Mentre il veicolo spaziale orbitava attorno alla Terra, il coperchio del telescopio è stato aperto per poter osservare i misteriosi strati più bassi dell'atmosfera solare ed il risultato non è stato inferiore alle aspettative. I dati sono chiari e mostrano, con un dettaglio senza precedenti, questa piccola regione. "Queste immagini bellissime di IRIS ci fanno comprendere come gli strati più bassi dell'atmosfera solare possono alimentare una serie di eventi energetici attorno al Sole," ha detto Adrian Daw, scienziato della missione IRIS presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Md. "Ogni volta che vediamo qualcosa di così dettagliato come non lo ha mai visto prima, si aprono nuove strade della conoscenza. C'è sempre un potenziale elemento di sorpresa." Appena la copertura è stata rimossa lo strumento di IRIS ha iniziato ad osservare il Sole con un dettaglio eccezionale. La prima immagine di IRIS mostra una moltitudine di strutture finissime che non sono mai state osservate prima rivelando un enorme contrasto in densità e temperatura fra questa regione e quelle vicine che si trovano a solo poche centinaia di km di distanza. Le immagini mostrano inoltre macchie che rapidamente aumentano e calano di intensità, fornendo indizi su come l'energia viene trasportata ed assorbita attraverso questa regione. Queste immagini aiuteranno gli scienziati a comprendere come l'energia magnetica contribuisce a riscaldare l'atmosfera solare. IRIS è stato lanciato dalla Air Force Base di Vandenberg il 27 giugno scorso. L'importanza nella comprensione di questi processi solari ha poi implicazioni importanti sull'ambiente attorno alla stella e fino ai pianeti come il nostro. La missione IRIS ha implicazioni a lungo termine nella comprensione della genesi delle condizioni meteo spaziali in vicinanza della Terra. Comprendere come l'energia ed il materiale solare si muove attraverso la regione di interfaccia potrebbe aiutare gli scienziati a migliorare le previsioni di quel tipo di eventi che possono disturbare le tecnologie terrestri. "La qualità delle immagini e degli spettri di IRIS è incredibile. Questo è proprio quello che speravamo," dice Alan Title, principale studioso del progetto IRIS presso la Advanced Technology Center Solar and Astrophysics Laboratory della Lockheed Martin di Palo Alto, California. "Ci attende tantissimo lavoro per capire cosa stiamo vedendo, ma la qualità dei dati permetterà di arrivarci." Per far si che IRIS possa fornire osservazioni di questo livello della regione di interfaccia è necessario anche l'utilizzo di computer e processori che prima non esistevano. In questa zona del Sole il trasferimento e la conversione dell'energia da una zona all'altra è ancora non compresa. L'osservatorio IRIS è stato progettato e viene gestito dalla Lockheed Martin. L'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Mass., ha costruito il telescopio. La Montana State University di Bozeman, Mont. ha progettato lo spettrografo. L'Ames Research Center della NASA di Moffett Field, Calif., gestisce le operazioni della missione ed i sistemi dati a terra. Il Goddard gestisce lo Small Explorer Program per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington, D.C. Il Norwegian Space Centre fornisce regolari connessioni per i dati scientifici. Altri contributi comprendono l'Università di Oslo in Norvegia e la Stanford University di Stanford, California. Nelle foto (Credit: NASA/SDO/IRIS) la stessa regione dell'atmosfera solare ripresa dall'osservatorio spaziale SDO (a sinistra) e da IRIS, entrambi della NASA. Da notare il dettaglio altamente più incisivo della immagine di IRIS.

Fonte : NASA

26/07/2013 - Il Progress M-18M lascia la ISS e rientra regolarmente nell'atmosfera terrestre - Il veicolo automatico cargo Russo Progress M-18M si è sganciato dalla ISS il 26 luglio 2013 alle 00:44 ora di Mosca (le 22:44 ora italiana del 25 luglio). Una manovra di accensione pre-programmata per rallentare la sua velocità orbitale è stata eseguita con successo nello stesso giorno alle 3:53 ora di Mosca (le 1:53 ora italiana). Dopo 198 secondi di accensione, la velocità orbitale del veicolo spaziale si è ridotta di 106,4 metri al secondo, portandolo a rientrare nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico. I pochi detriti sopravvissuti alle altissime temperature dell'attrito con l'atmosfera terrestre hanno impattato a 51,7° di Latitudine Sud e 132,7° Longitudine Ovest. Assieme ai rifiuti, il veicolo spaziale trasportava anche un vecchio tapis roulant proveniente dal modulo di servizio Zvezda della stazione.

Fonte : Russia Space Web

Nella foto (Credit: Arianespace) il decollo di Ariane 5 con i satelliti Alphasat e INSAT-3D. 25/07/2013 - Perfetto lancio di Alphasat, il più grande e sofisticato satellite per telecomunicazioni Europeo - Alphasat, il più grande e sofisticato satellite per telecomunicazioni Europeo è stato inserito oggi nella sua orbita prevista dopo il decollo da Kourou, nella Guyana Francese. Il razzo Ariane 5 ECA (VA214), gestito da Arianespace, è decollato alle 19:54 GMT (le 21:54 ora italiana) ed ha rilasciato Alphasat nell'orbita di trasferimento geostazionario circa 28 minuti dopo. I segnali provenienti da Alphasat sono stati captati, come previsto, dalla stazione di terra della Inmarsat di Pechino alle 22:38 ora italiana, confermando che il satellite si trovava nella posizione voluta, acceso e trasmettente. Alphasat è un grande satellite per telecomunicazioni progettato principalmente per espandere la rete globale di trasmissioni mobili già esistente di Inmarsat. Tutti i partner erano presenti allo Spazioporto Europeo per il decollo del satellite da 6,6 tonnellate. Il Direttore delle Telecomunicazioni ed Applicazioni Integrate dell'ESA, Magali Vaissiere ha dichiarato: "Alphasat rafforzerà la competitività dell'operatore di telecomunicazioni Europeo Inmarsat, che è associato all'industria Europea, in un settore dove le prospettive economiche sono alte. Siamo onorati, come ESA, di aver potuto mettere insieme sinergie, capacità e risorse per questa impresa." Il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jaques Dordain ha detto: "Alphasat è la combinazione di successo di differenti collaborazioni: fra l'ESA e l'Agenzia Spaziale Francese (CNES), che ha sviluppato Alphabus, la piattaforma satellitare; e fra le due maggiori compagnie Europee, Thales Alenia Space ed Astrium; e fra gli Stati Membri dell'ESA e Inmarsat. Quest'ultima riguarda una collaborazione pubblico-privata dove l'ESA ha preso i rischi di sviluppare nuove tecnologie ed Inmarsat il loro utilizzo per aprire nuovi mercati. La qualificazione in orbita della piattaforma Alphabus ed i dimostratori tecnologici che si trovano a bordo apriranno le porte a molte altre partecipazioni nel breve termine. Questo è un esempio eccellente di come ESA spinga l'Europa alla crescita ed alla competitività." Alphasat estenderà la rete globale di Inmarsat, coprendo l'Europa, l'Africa ed il Medio Oriente. Il satellite ha una vita operativa prevista di 15 anni ed i suo pannelli solari si estendono per 40 metri. Il suo avanzato Processore Integrato, l'elemento principale del carico commerciale, è capace di eseguire trilioni di operazioni al secondo, fornendo un servizio con flessibilità senza precedenti. Oltre a fornire un significativo incremento nel servizio della flotta Inmarsat, il satellite è anche il primo volo di Alphabus, una nuova piattaforma Europea per telecomunicazioni sviluppata da Astrium e Thales Alenia Space in un contratto che le unisce assieme all'ESA ed al CNES. La piattaforma multi-ruolo ad alta potenza Alphabus serve per il mercato dei grandi carichi e va incontro alle richieste di aumento dei servizi di trasmissione. Questa piattaforma può servire missioni commerciali fino a 22 kW di richiesta energetica e con masse fino a due tonnellate, dando all'industria Europea una posizione competitiva nel mercato globale delle telecomunicazioni. Alphasat inoltre ospita quattro carichi dimostrativi tecnologici di ESA: un sensore di prova ambientale e delle radiazioni di Efacec (Portogallo), l'esperimento Aldo Paraboni Q/V-band della Thales Alenia Space (Italia) e della Space Engineering (Italy), un puntatore stellare della Jena-Optronik (Germania) ed un terminale laser per comunicazioni della TESAT (Germania), fornito per la DLR German Aerospace Center. A bordo di Ariane 5, oggi al suo 70esimo volo, si trovava anche un secondo carico pagante: il satellite meteorologico Indiano INSAT-3D, del peso di 2.210 kg.. Circa cinque minuti dopo il rilascio di Alphasat, Ariane 5 ha completato la sua missione con la separazione di INSAT-3D. Il satellite meteorologico Indiano imbarca sei canali per le immagini e 19 con i sensori ed inoltre può essere utilizzato come ponte per le trasmissioni di altri satelliti e per le operazioni di ricerca e soccorso. INSAT-3D si basa sulla piattaforma dei satelliti Indiani I-2K ed è stato sviluppato dalla ISRO (Indian Space Research Organization) attraverso il suo Centro di Applicazioni Spaziali. "INSAT-3D sarà operativo per almeno sette anni dando un grande contributo al miglioramento delle previsioni meteo e del sistema di allarme disastri naturali del Paese." ha dichiarato il Dr. K. Radhakrishnan, a capo dell'ISRO. Quello di oggi è stato il 214esimo lancio spaziale della serie dei veicoli Ariane dalla Guyana Francese iniziata nel 1979. Anche questa missione ha raggiunto tutte le previsioni di inserimento orbitale fissati: Perigeo 248,1 km invece dei 248,0 previsti - Apogeo 35.947 km invece dei 35.941 previsti - Inclinazione 3,50°, esatta quanto previsto. Al momento Arianespace ha portato in orbita 18 carichi paganti nel 2013 con sei missioni eseguite da parte di tutta la sua famiglia di lanciatori: dal pesante Ariane 5, il medio Soyuz ed il leggero Vega. Quest'attività ha visto tre missioni per Ariane 5 ed una per ognuno per Soyuz e Vega partire dallo Spazioporto di Kourou oltre ad un volo di un Soyuz della sua affiliata Starsem da Baikonur, nel Kazakhstan. Il prossimo lancio di Arianespace è previsto per il 29 agosto, utilizzando un Ariane 5 per portare in orbita Eutelsat25B/Es'hail-1 di Es’hailSat ed Eutelsat, assieme ad GSAT-7 della Indian Space Research Organisation (ISRO). Quello di oggi era il 40esimo lancio orbitale del 2013, il 38esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: Arianespace) il decollo di Ariane 5 con i satelliti Alphasat e INSAT-3D.

Fonti : ESA - Arianespace - Space Launch Report

Nella foto (Credit: NASA) la Stazione Spaziale Internazionale. 25/07/2013 - La Stazione Spaziale Internazionale sopravviverà fino al 2020? - La Stazione Spaziale Internazionale sta subendo un'analisi ingegneristica e dei fattori di rischio per vedere se potrà rimanere operativa fino al 2020 ed oltre. La Politica Spaziale Nazionale del Presidente Barack Obama, resa nota nel giugno 2010, chiedeva, fra le altre cose, alla NASA di continuare l'operatività della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) assieme ai suoi partner internazionali, "fino al 2020 ed oltre." Questa valutazione verrà consegnata dalla Boeing alla NASA alla fine di questo settembre. "La buona notizia, fino ad ora, è che non abbiamo trovato ostacoli insormontabili," ha detto Brad Cothran, direttore veicoli ISS per la Boeing. "I nostri piani prevedono di mantenere il programma ISS e la stazione fino al 2020," ha detto Cothran a Space.com. "Una volta raggiunto quel punto, entreremo in quella che chiamiamo fase tre ovvero assicurarci di poter mantenere la ISS fino al 2028 ed oltre," ha detto. La Boeing, come primo appaltatore della NASA per la ISS, è responsabile per la progettazione, lo sviluppo, la costruzione e l'integrazione del laboratorio orbitante. La compagnia inoltre assiste la NASA anche nell'operatività della stazione spaziale. La Boeing ha costruito la maggior parte degli elementi USA ed è responsabile dell'integrazione dei sistemi, delle procedure e dei componenti dei Paesi partecipanti nell'impresa a livello mondiale. Le strutture primarie sono il problema maggiore dato i carichi strutturali che la ISS ha sopportato durante i suoi migliaia di giri attorno alla Terra. "La buona notizia è che i punti di aggancio che fanno da interfaccia fra il traliccio principale ed i moduli sono in ottime condizioni." ha detto Cohtran. Il modulo Russo Zarya FGB, il primo ad essere lanciato in orbita nel novembre 1998, è già stato confermato almeno fino al 2020. Un'altra delle grandi preoccupazioni sono le tubature di ossigeno ad alta pressione che corrono lungo tutta la struttura. Anche qui il numero di cicli alle quali sono state sottoposte ha superato di gran lunga quello per cui erano progettate. Una fonte di problemi potrebbe sorgere dai pannelli solari che si stanno degradando ad una velocità maggiore di quanto immaginato in precedenza. La buona notizia qui è che, comunque, non vi saranno effetti sulla mancanza di energia per altri 10 anni. Ed allora potremo aver trovato delle soluzioni per rendere l'elettronica di bordo più efficiente e riducendo il consumo elettrico. Cothran dice che anche la possibilità di aggiungere altri pannelli alla ISS è stata considerata ma è un grande passo che nessuno vuole fare. Altri problemi potrebbero arrivare dalle perdite di memoria degli apparecchi elettronici ma qui la sostituzione con componenti nuovi ed aggiornati è più alla portata. Una lezione poi imparata dall'aver costruito e fatto funzionare la ISS è stata quella sui lubrificanti. "Eravamo tutti contrari all'utilizzo di lubrificanti all'esterno in un ambiente sottoposto al vuoto," dice Cothran. Non avevamo dati sufficienti su come ingrassare in un ambiente al vuoto per un esteso periodo di tempo. Ecco che eravamo tutti contrari da un punto di vista dei materiali." aggiunge Cothran. Ma anche qui le soluzioni sono all'orizzonte. Anche i detriti spaziali sono un problema alla sopravvivenza della ISS ma, al momento, non preoccupano le grandi cose, ma soprattutto le particelle più piccole, molte delle quali sono generate dalla stazione stessa, come, ad esempio la vernice che si stacca o parti di protezioni termiche. "Quando orbitiamo attorno alla Terra se si stacca qualcosa dalla stazione, dopo due, tre o quattro settimane, veniamo colpiti dai nostri stessi detriti." Sebbene la valutazione finale della Boeing non sia ancora conclusa si può ben dire che la ISS, da un punto di vista ingegneristico è un successo senza precedenti. Molte lezioni sono state imparate durante la costruzione, l'operazione e la manutenzione della ISS. "E' una struttura incredibile," dice Cothran. "Con la ISS abbiamo imparato come mettere assieme le cose nello spazio." Questa lezione potrà essere applicata nello stabilire sistemi abitati nel sistema Terra-Luna o nell'assemblaggio di astronavi per portare gli astronauti su Marte. "La Nazione e la NASA sono stati molto fortunati che sia stato realizzato il tipo di stazione che abbiamo," conclude Cothran. Nella foto (Credit: NASA) la Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte : Space.com

24/07/2013 - Il decimo test dei paracadute di Orion aggiunge altri 3.000 metri al successo - Un test complesso ad alta quota eseguito mercoledì ha dimostrato che il nuovo veicolo spaziale Orion della NASA può atterrare in sicurezza anche sulla terraferma e con uno dei suoi paracadute non aperto. Il decimo, in una serie di valutazioni e controlli per il sistema di paracadute del veicolo equipaggio multiruolo Orion si è svolto con il rilascio di una capsula di prova da un aereo C-17 dalla quota record di 10.668 metri sopra il deserto dell'Arizona. Uno dei tre grandi paracadute era stato eliminato con lo scopo di lasciare il veicolo spaziale atterrare con due soltanto. Il test che si è svolto presso il poligono dell'U.S. Army di Yuma è stato quello eseguito da maggiore altezza per un veicolo spaziale destinato agli esseri umani fin dai tempi del Programma Apollo della NASA. Durante i precedenti test, un modello di capsula era stato sganciato da 7.630 metri ed i paracadute si erano aperti a non più di 6.700 metri. I 3.000 metri in più di altitudine all'inizio del test di mercoledì sono la dimostrazione migliore del funzionamento dei paracadute di Orion in volo ed in atterraggio. "Più ci avviciniamo alle attuali condizioni di volo, e maggiore confidenza prendiamo con il sistema," dice Chris Johnson, project manager per il sistema dei paracadute della capsula Orion presso il Johnson Space Center della NASA a Houston. "Quello che abbiamo visto oggi - a parte il guasto che abbiamo messo apposta - è molto simile a quello che dovrà superare Orion quando tornerà sulla Terra, il prossimo anno, al termine del volo l'Exploration Flight Test-1." Durante il suo ritorno dallo spazio, il sistema di paracadute di Orion dovrà iniziare ad aprirsi a circa 7.620 metri sopra il terreno. Gli ingegneri volevano ottenere dati sugli effetti di perdita di uno dei tre paracadute durante la fase di discesa. Il team ha già provato a far atterrare Orion con solo due dei tre paracadute di cui è dotato ma questa è la prima opportunità di studiare come un paracadute che si sgancia a metà del volo possa avere effetti sugli altri due. "Vogliamo sapere che cosa sarebbe successo se un cavo si agganciasse intorno ad un bordo tagliente e si strappasse quando i paracadute di dispiegavano," ha detto Stu McClung, responsabile del sistema di atterraggio e recupero di Orion al Johnson. "Non pensiamo che potrebbe mai accadere, ma se lo facesse, sarebbe la causa di altri guasti? Vogliamo sapere tutto ciò che potrebbe andare storto, in modo che possiamo risolvere il problema prima che accada." Il test fa parte di una serie di prove dei paracadute che permetteranno alla NASA di certificare Orion per il trasporto umano nello spazio. Il sistema ha già soddisfatto le richieste necessarie per la prima missione di Orion, l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1), prevista per il settembre 2014. Durante quel volo, Orion arriverà in orbita fino a 5.793 km e quando rientrerà sulla Terra lo farà ad oltre 32.000 km/h, permettendo così di testare ancora il sistema dei paracadute quando ammarerà nell'Oceano Pacifico.

Fonte : NASA

Nell'illustrazione (Credit: NASA) una mappa con una parte dell'emisfero nord di Titano con i suoi mari, laghi e fiumi. 23/07/2013 - Il mistero della mancanza di onde sui mari di Titano - Una delle scoperte più impressionanti degli ultimi 10 anni è quanto del panorama di Titano, una delle lune di Saturno, assomigli a quello della Terra. Come il nostro pianeta blu la superficie di Titano è costellata di laghi e mari; ha fiumi e canali, isole, fango, nuvole di pioggia e forse anche arcobaleni. La gigantesca luna è innegabilmente un ambiente umido. Ma 'l'acqua' su Titano non è H2O. Con una temperatura di superficie sui -143° Celsius, Titano è troppo freddo per avere acqua liquida. Invece i ricercatori pensano che il fluido che ha modellato Titano sia una mistura di metano, etano ed altri idrocarburi difficili da congelare. L'idea che Titano sia un mondo umido con le sue distese di mari alieni è largamente accettata dagli scienziati planetari. Niente meglio delle osservazioni per avvalorare questa ipotesi: la sonda Cassini della NASA ha sorvolato Titano oltre 90 volte sin dal 2004, scrutando la luna con il radar e mappando i suoi laghi ed i suoi mari. La sonda Huygens dell'ESA è stata paracadutata sulla superficie di Titano nel 2005, discendendo attraverso le umide nubi ed atterrando sul suolo. Ma c'è qualcosa che preoccupa Alex Hayes, uno scienziato planetario del team radar Cassini presso la Cornell University. Se Titano è veramente così umido, si chiede, "Dove sono tutte le onde?" Qui sulla Terra, gli specchi d'acqua sono raramente immobili. Brezze di vento soffiano la superficie causando le onde che si infrangono sulle rive; anche le gocce della pioggia che colpiscono la superficie del mare aggiungono increspature. Ma su Titano i laghi sono praticamente immobili e, secondo i dati radar della Cassini, non si riesce a discernere un'onda nemmeno su scala millimetrica. "Sappiamo che c'è vento su Titano," dice Hayes. "Le magnifiche dune di sabbia lo provano." Aggiungendo la bassa gravità di Titano, solo un settimo di quella terrestre, vi è anche minor resistenza al movimento delle onde e qui abbiamo il vero puzzle. I ricercatori hanno immaginato diverse spiegazioni. Forse i laghi sono gelati. Sebbene Hayes pensa che questo sia difficile, "Perché abbiamo le prove della caduta della pioggia e le temperature della superficie sono ben sopra il punto di scioglimento del metano." O forse i laghi sono ricoperti da una sostanza che impedisce il movimento delle onde. "Non lo possiamo ancora escludere," aggiunge Hayes. La risposta potrebbe trovarsi nei risultati di uno studio che Hayes ed i suoi colleghi hanno pubblicato nel luglio 2013 sull'edizione online della rivista Icarus. Tenendo conto della gravità di Titano, la bassa viscosità degli idrocarburi liquidi, la densità dell'atmosfera di Titano ed altri fattori, hanno calcolato quanto forte dovrebbe essere il vento per tirare su delle onde. Una brezza di solo 1,6/3,2 km orari sarebbe sufficiente. Questo suggerisce una terza possibilità: i venti non soffiano abbastanza forti. Fin da quando la sonda Cassini ha raggiunto Saturno nel 2004, l'emisfero nord di Titano (dove si trovano la maggior parte dei laghi) è stato nella morsa di un rigido inverno. L'aria fredda pesante si muove a stento e raramente raggiunge la soglia oltre la quale può formare delle onde. Ma ora la stagione sta cambiando. Nell'agosto del 2009 il Sole ha attraversato l'equatore di Titano verso nord. Arriva l'estate che porta la luce, il calore e venti per la zona dei laghi di Titano. "Secondo i modelli climatici, i venti aumenteranno mano a mano che ci avviciniamo al solstizio previsto nel 2017 e dovrebbero diventare abbastanza forti da formare le onde," dice Hayes. Se le onde appariranno, Cassini sarà in grado di misurarle. Le riflessioni radar da superfici lacustri ondulate possono dire molto ai ricercatori. Le dimensioni dell'onda, per esempio, possono rivelare la viscosità del fluido sottostante e, quindi, la sua composizione chimica. Inoltre, le velocità delle onde permetterebbe di monitorare la velocità dei venti sovrastanti, fornendo un controllo indipendente dei modelli climatici di Titano. Hayes è emozionato su questo "Portare l'oceanografia su un altro mondo, è tutto quello che cerchiamo," dice Hayes. "dei mari agitati." Nell'illustrazione (Credit: NASA) una mappa con una parte dell'emisfero nord di Titano con i suoi mari, laghi e fiumi.

Fonte : SpaceDaily

23/07/2013 - Curiosity, su Marte, compie il suo più lungo percorso in una sola giornata - Il 21 luglio il mars rover Curiosity della NASA ha guidato quasi il doppio di ogni altro giorno precedente, percorrendo 100,3 metri. Questo percorso così lungo è stato realizzato il 340esimo giorno marziano, o Sol, della missione approfittando della posizione con un'insolita buona visuale che ha permesso agli ingegneri del rover di programmare un percorso sicuro. Nelle settimane che verranno la squadra del rover prevede di iniziare ad utilizzare le capacità di navigazione automatica (autonav) di cui dispone il rover per scegliere da solo il percorso da fare, e questo potrebbe portare più frequentemente a tratti di percorso più lunghi. Curiosity ha iniziato da circa tre settimane un viaggio della durata di diversi mesi, dalla zona 'Glenelg' dove ha lavorato per la prima metà del 2013, fino alla principale destinazione della missione: gli strati più bassi del monte Sharp. Il percorso più lungo eseguito in una giornata prima del 21 luglio era stato di 49 metri nel Sol 50 (il 26 settembre 2012). Dopo aver completato questo lungo percorso Curiosity ha guidato per altri 62,4 metri il 23 luglio (Sol 342) portando la distanza totale percorsa fino ad ora a 1,23 km. Il Sol 340 prevedeva tre segmenti, con curve al termine del primo e secondo segmento. I pianificatori del percorso hanno utilizzato le informazioni dalle immagini stereo della Navcam (Navigation Camera) che si trova sulla sommità del palo, più le immagini delle lenti telefoto della Mastcam (Mast Camera). La guida ha inoltre usufruito della capacità del rover di utilizzare le immagini riprese durante il percorso per calcolare la distanza percorsa, un modo per verificare che le ruote non stiano slittando troppo mentre girano. Curiosity è atterrato nella località battezzata 'Bradbury Landing' all'interno del cratere Gale il 5 agosto 2012 (UT). Da lì il rover si è spostato verso est nell'area Glenelg dove ha ottenuto i principali obiettivi scientifici nella scoperta di prove di un antico ambiente umido favorevole alla vita microbiotica. La rotta del rover è ora verso sud-ovest. Al monte Sharp, al centro del cratere Gale, gli scienziati sperano di scoprire le prove di come l'antico ambiente marziano sia cambiato ed evoluto.

Fonte : NASA

23/07/2013 - La NASA ha formato una commissione di indagine per scoprire le cause dell'interruzione dell'EVA del 16 luglio - La NASA ha formato una commissione per indagare sulla prematura conclusione della passeggiata spaziale del 16 luglio scorso alla Stazione Spaziale Internazionale, sviluppando una serie di lezioni imparate dall'incidente e suggerire modi per prevenire problemi simili in futuro. La commissione inizierà i suoi lavori venerdì 2 agosto in stretto coordinamento con il team di ingegneri della NASA che stanno già esaminando la tuta spaziale e le attrezzature di supporto vitale dell'astronauta Luca Parmitano dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) utilizzata durante quell'uscita. Il team di ingegneri sta lavorando per determinare perché l'acqua è penetrata all'interno del casco di Parmitano. Chris Hansen, capo ingegnere della ISS presso il Johnson Space Center della NASA di Houston, nel Texas, sarà a capo di cinque membri della commissione. Gli altri quattro sono: Mike Foreman, astronauta NASA, Johnson Space Center, Houston - Richard Fullerton, capo sicurezza della missione International Space Station, Office of Safety and Mission Assurance, NASA Headquarters, Washington - Sudhakar Rajula, specialista fattore umano, Johnson Space Center, Houston e Joe Pellicciotti, capo ingegnere, NASA Engineering and Safety Center, Goddard Space Flight Center, Greenbelt Md. La commissione avrà accesso agli esperti ed al personale di supporto compreso i collegamenti ESA. I membri potranno ottenere informazioni rilevanti, analizzare i fatti condurre ogni test si renda necessario, identificare la causa o le cause dell'anomalia e ogni fattore che abbia contribuito, e fare le raccomandazioni all'amministratore della NASA per prevenire incidenti simili nelle future attività extra-veicolari. La commissione di indagine lavorerà in parallelo con le analisi ingegneristiche già in corso. Il team di ingegneri si sta concentrando sulla risoluzione del problema nel tentativo di poter riprendere le passeggiate spaziali USA. La commissione di indagine sull'incidente darà uno sguardo più attento alle operazioni passate di manutenzione, controllo qualità, aspetti di controllo volo ed altri fattori organizzativi. La responsabilità della commissione è di fare osservazioni e raccomandazioni che possano essere applicate per migliorare la sicurezza di tutte le attività spaziali umane della NASA. A causa del problema con il casco, il direttore di volo David Korth ha interrotto la passeggiata spaziale dopo solo 1 ora e 32 minuti. Avrebbe dovuto durare 6 ore e mezza. Parmitano ed il suo collega Chris Cassidy della NASA sono ritornati al sicuro all'interno dell'avamposto orbitale. Per ulteriori informazioni sulla ISS e le indagini visita: http://www.nasa.gov/station.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: Nasaspaceflight) la nuova disposizione dei nove motori Merlin del primo stadio di Falcon 9. 23/07/2013 - Le parti del nuovo razzo Falcon 9 v1.1 della SpaceX cominciano ad arrivare in California - Dopo la conclusione, avvenuta con successo, dei test di accettazione eseguiti in Texas al razzo Falcon 9 v1.1, i suoi stadi hanno iniziato ad essere spediti al sito di lancio di Vandenberg, in California. Il razzo dovrebbe vedere il debutto con la missione CASSIOPE prevista per il 5 di settembre. Il Falcon 9 v1.1 sarà anche la base per la versione completamente riutilizzabile che la SpaceX spera di poter far volare quanto prima per ridurre drasticamente i costi di lancio. Dopo il successo della missione CRS-2 (SpS-2) della capsula Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) compiuta agli inizi dell'anno, il prossimo lancio del Falcon 9 sarà un ulteriore passo avanti. Infatti la novità principale della versione v1.1 sono i suoi nove motori Merlin 1D, più potenti dei precedenti e sistemati in formazione ottagonale. Le ulteriori prestazioni dei nuovi motori porteranno la capacità di carico del Falcon 9 a 13.154 kg. in orbita bassa terrestre (LEO - Low Earth Orbit). Dopo numerosi test di accensione singola, iniziati nel 2011, i nove motori Merlin 1D sono stati installati nello stadio principale al banco di prova che si trova a McGregor, nel Texas, di proprietà della SpaceX. Voci non confermate hanno fatto trapelare che vi sarebbero stati vari problemi con i test dei motori anche se la SpaceX ha poi dichiarato che i test si sono conclusi regolarmente nella seconda metà di giugno. A questo punto i motori che saranno utilizzati in volo nella prima missione della versione v.1.1 sono stati sottoposti ad una prova di accensione della durata paragonabile a quella del lancio che si è conclusa positivamente il 14 luglio scorso. "I nove motori Merlin 1D sono stati accesi per circa tre minuti, simulando quello che dovranno sperimentare in volo prima della separazione dello stadio. I motori appena testati faranno parte del primo volo dimostrativo del Falcon 9 di prossima generazione della SpaceX che verrà effettuato per la MDA e la loro missione CASSIOPE. Lo stesso progetto aggiornato verrà applicato a tutti i voli di Falcon 9 da ora in avanti." questo recitava una e-mail della SpaceX inviata a tutti i media dopo il test. L'invio del primo stadio verso la California è previsto entro questa settimana. Altri elementi del nuovo Falcon 9 si trovano in vari stadi di integrazione, con l'interstadio ed il secondo stadio - che vedrà il debutto del motore Merlin adattato per il vuoto (chiamato VacD) - si trovano già a Vandenberg presso gli edifici della SpaceX. La nuova ogiva di 5 metri di diametro e che farà il suo debutto con la missione CASSIOPE, verrà inviata al sito di lancio a breve. Il nuovo vettore Falcon 9 v1.1 vedrà il suo debutto per la prima volta dalla rampa Space Launch Complex 4E (SLC-4E) della Air Force Base di Vandenberg, in California. Il carico utile di questa missione, CASSIOPE (CAScade, Smallsat and IOnospheric Polar Explorer) è un satellite costruito in Canada per l'agenzia spaziale Canadese (CSA), misura solo 180x120cm e pesa poco sopra i 500 kg. A bordo si trovano dei carichi utili sperimentali e per lo studio dello spazio vicino alla Terra. Se tutto andrà bene con la missione CASSIOPE, la SpaceX avrà di fronte a se un periodo molto impegnativo con altri lanci commerciali per la Orbconn e la Thai Comm. La prossima missione del veicolo spaziale Dragon alla ISS con il nuovo Falcon 9 è, al momento, previsto per dicembre ma, un conflitto di veicoli in arrivo con la missione di prova della Orbital, prevista nello stesso periodo, potrebbe far slittare il volo per non creare affollamento ai boccaporti di attracco dell'avamposto orbitale. Nella foto (Credit: Nasaspaceflight) la nuova disposizione dei nove motori Merlin del primo stadio di Falcon 9, durante il test di accensione al banco di prova.

Fonte : Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: ESA) Gerst fa pratica con un manichino. 23/07/2013 - La clinica spaziale di Alexander - Vi sono competenze che tutti sperano un astronauta non debba mai utilizzare ma che sono vitali per la Stazione Spaziale Internazionale, dove le ambulanze non possono arrivare. L'astronauta ESA Alexander Gerst ha recentemente ampliato le sue conoscenze mediche all'interno di un ospedale molto trafficato. Gli astronauti trascorrono fino a sei mesi sulla Stazione Spaziale lavorando ad esperimenti scientifici e lavori di manutenzione dell'avamposto orbitale. Loro necessitano di poter gestire ogni emergenza - dopo tutto, centinaia di chilometri ed un difficile viaggio li separa dal più vicino ospedale. Almeno due Ufficiali Medici d'Equipaggio sono assegnati ad ogni missione e questi astronauti devono conoscere le procedure mediche di base, da ricucire una ferita ad estrarre un dente. Alexander volerà sulla ISS nel 2014 ed è già stato addestrato come Ufficiale Medico. Per aumentare la sua esperienza è stato inviato al vicino ospedale Uniklinik per osservare dal vivo dei casi medici - casi che spera di non dover mai vedere durante una missione reale. Questo corso medico di tre giorni ha lo scopo di costruire una collaborazione stretta fra il Centro Europeo Astronauti di Colonia e l'Uniklinik Köln. Alexander ha fatto pratica con simulazioni altamente realistiche. Un manichino che viene utilizzato per addestrare gli anestesisti nell'ospedale e che sembra vivo, sbattendo gli occhi, respirando e rispondendo alle iniezioni. Inoltre Alexander ha utilizzato le apparecchiature ospedaliere per fare pratica con l'inserimento di cateteri urinari ed iniezioni intravenose. Dopo una lezione in classe, Alexander ha trascorso tre giorni all'ospedale, nei teatri operativi del dipartimento di emergenze e nell'unità cure intensive. Gli è stato mostrato un vasto campionario di importanti procedure mediche, compreso il monitoraggio dei segni vitali dei pazienti. "Il corso ha dato un contesto reale all'addestramento medico dell'astronauta e gli ha fornito la confidenza e l'esperienze con i problemi medici di guarigione." ha spiegato Ben Douglas, organizzatore del corso e medico di volo dell'ESA. "Il corso è stata un'esperienza molto utile, " ha sottolineato Alexander. "Vedere ferite tipiche su pazienti reali mi ha dato una visione più realistica di quello con cui potrei aver a che fare nello spazio." Certo, le procedure mediche sono differenti nello spazio - gli aghi che svolazzano sono un reale pericolo, ad esempio. La preparazione è importante e l'ESA vuole essere sicura che Alexander sia preparato il meglio possibile. Nella foto (Credit: ESA) Gerst fa pratica con un manichino.

Fonte : ESA

Nelle foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/JHUAPL/UCF) la cometa ISON fotografata da Spitzer. 23/07/2013 - Il Telescopio Spaziale Spitzer della NASA vede le emissioni di gas dalla cometa ISON - Gli astronomi, utilizzando il Telescopio Spaziale Spitzer della NASA hanno osservato quelle che, molto facilmente, sembrano essere emissioni di anidride carbonica dalla cometa ISON. Queste osservazioni sono molto in anticipo di quello che ci aspetterebbe a questa distanza dal Sistema Solare interno, che la cometa raggiungerà alla fine di quest'anno. Le immagini riprese il 13 giugno con la Infrared Array Camera di Spitzer indicano che l'anidride carbonica viene rilasciata lentamente e si disperde, assieme alla polvere, nella coda della cometa lunga ormai circa 300.000 km. "Abbiamo stimato che la ISON emette circa 1 milione di kg. di gas per la maggior parte composto da anidride carbonica e circa 54,4 milioni di kg. di polvere ogni giorno," ha detto Carey Lisse, a capo della campagna osservativa NASA della cometa ISON e ricercatore anziano presso la Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory in Laurel, Md. "Precedenti osservazioni eseguite con l'Hubble Space Telescope, lo Swift Gamma-Ray Burst Mission e con il veicolo spaziale Deep Impact ci avevano dato solo il limite superiore per ogni emissione di gas dalla ISON. Grazie a Spitzer ora sappiamo per certo che l'attività distante della cometa è stata alimentata dai gas." La cometa ISON si trova a circa 502 milioni di km dal Sole, tre volte e mezza più lontana della Terra, al momento dell'osservazione. Queste fantastiche osservazioni della ISON sono importantissime e ci preparano a quelle successive ed alle scoperte che seguiranno grazie alla campagna osservativa NASA dedicata a questa cometa," ha detto James L. Green, direttore delle scienze planetarie alla NASA di Washington. "La ISON è molto emozionante. Speriamo che i dati raccolti da questa cometa possano aiutarci a spiegare come e quando il Sistema Solare si è formato." La cometa ISON (conosciuta ufficialmente come C/2012 S1) misura circa 4,8 km di diametro, circa le dimensioni di una piccola montagna, e pesa fra i 3,2 miliardi ed i 3,2 triliardi di kg. Dato che la cometa si trova ancora molto lontana le sue vere dimensioni e densità non sono state ancora accuratamente misurate. Come tutte le comete, la ISON è una 'palla di neve sporca' fatta di polvere e gas congelato composto di acqua, ammoniaca, metano ed anidride carbonica. Questi sono i composti fondamentali che gli scienziati credono abbiano guidato la formazione dei pianeti 4,5 miliardi di anni fa. La cometa ISON dovrebbe essere al suo primo passaggio nel Sistema Solare interno proveniente dalla Nube di Oort, una formazione quasi sferica di comete e strutture simili che esistono nello spazio fra un decimo ed un anno luce dal Sole. La cometa passerà a circa 1,16 milioni di km dal Sole il 28 novembre prossimo. La cometa si sta scaldando gradualmente mentre si avvicina al Sole. In questo processo i differenti gas sono riscaldati fino al loro punto di evaporazione, rilasciandosi così da poter essere captati dagli strumenti nello spazio ed al suolo. L'anidride carbonica si pensa sia il gas che alimenta l'emissione di gran parte delle comete fra le orbite di Saturno e quelle degli asteroidi. La cometa era stata scoperta il 21 settembre scorso quando si trovava fra Giove e Saturno da Vitali Nevski e Artyom Novichonok dell'International Scientific Optical Network (ISON) vicino a Kislovodsk, in Russia. Questo è una delle scoperte più anticipate ed è stata possibile proprio grazie alle emissioni dell'anidride carbonica. "Queste osservazioni ci danno una buona idea di parte della composizione di ISON, e, per estensione, del disco proto-planetario dal quale si sono formati i pianeti," dice Lisse. "Molto del carbonio nella cometa sembra essere racchiuso nell'anidride carbonica ghiacciata. Noi ne sapremo di più verso la fine di luglio, inizi agosto, quando la cometa comincerà a scaldarsi maggiormente raggiungendo la linea del ghiaccio d'acqua che si trova fuori dall'orbita di Marte, e potremo così misurare la maggior parte del gas congelato, composto d'acqua, che evaporerà allontanandosi dalla cometa." Il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, gestisce la missione Spitzer Space Telescope per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Le operazioni scientifiche sono condotte dallo Spitzer Science Center del California Institute of Technology di Pasadena. I dati sono archiviati presso l'Infrared Science Archive ospitato presso l'Infrared Processing and Analysis Center del Caltech. Il Caltech gestisce il JPL per conto della NASA. Per ulteriori informazioni sullo Spitzer visita: http://www.nasa.gov/spitzer. Per saperne di più sulla campagna osservativa ISON della NASA vai a : http://www.isoncampaign.org/. Un kit di riepilogo sulla ISON presso: http://solarsystem.nasa.gov/ison. Nelle foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/JHUAPL/UCF) la cometa ISON fotografata da Spitzer.

Fonte : Spaceref

23/07/2013 - La prima missione mai tentata al polo sud lunare potrebbe avvenire nel 2016 - Il lancio della prima missione verso il polo sud lunare è stata annunciata da due compagnie private degli Stati Uniti che hanno in programma di inviare dei telescopi sulle montagne lunari per il 2016. L'impresa privata dal costo di 100 milioni di dollari avrà sia scopi scientifici che commerciali, hanno dichiarato congiuntamente la International Lunar Observatory Association (ILOA) e la Moon Express. Il piano prevede di installare un'antenna radio di due metri di diametro assieme ad un piccolo telescopio ottico sul picco del cratere Malapert, alto circa 5 km. Si tratterà del primo strumento al mondo a condurre osservazioni internazionali astrofisiche e di comunicazione dalla superficie lunare. Il telescopio sarà in grado di fornire immagini mozzafiato della Via Lattea senza l'interferenza dell'atmosfera terrestre. Inoltre la Luna bloccherà gran parte delle onde elettromagnetiche e radio emesse dalla Terra a causa della tecnologia umana. Il sito del cratere Malapert inoltre fornisce un clima relativamente 'mite' con la luce del Sole che lo colpisce per il 90% della rotazione lunare (quasi un mese terrestre) ed una temperatura relativamente stabile a -50° Celsius. La posizione permetterà ai pannelli solari di raccogliere energia evitando di dover utilizzare una sorgente nucleare. Secondo la ILOA i poli lunari sono i luoghi migliori per un avamposto umano sul satellite naturale e vi sono anche potenziali risorse nella zona. La Moon Express prevede di inviare la sua prima sonda sulla Luna già nel 2015 e farvi scorrazzare un piccolo rover assicurandosi così il primo premio di 20 milioni di dollari messo in palio per la sfida Google Lunar X-Prize. Durante questo primo tentativo la missione ospiterà anche un telescopio di prova della ILOA per testare questa tecnologia sulla Luna. La seconda missione sarebbe poi quella diretta verso il polo sud lunare.

Fonte : Spacedaily

23/07/2013 - In questo video la Boeing svela l'interno della sua capsula CST-100 - Gli astronauti della NASA Serena Aunon e Randy Bresnik hanno condotto una valutazione delle tute di volo all'interno di un modello in scala reale del veicolo spaziale CST-100 della Boeing Company. Ieri 22 luglio, per la prima volta il mondo intero ha potuto dare uno sguardo all'interno di questa nuova capsula spaziale. Durante due sessioni di quattro ore ciascuna i due astronauti, indossando la famosa tuta arancione dei tempi della navetta spaziale, hanno provato la loro manovrabilità all'interno della capsula. Nel frattempo, gli ingegneri della Boeing controllavano le comunicazioni, le attrezzature e l'ergonomicità. "Sono i nostri clienti, Sono loro che porteranno la nostra nave spaziale in volo e non vogliamo costruire qualcosa che sia sbagliato," ha dichiarato Chris Ferguson, direttore delle Operazioni Missioni con Equipaggio della Boeing ed ex-astronauta della NASA. "Probabilmente faremo un'altra sessione per essere sicuri che ogni cosa sia come loro la preferiscono." Il veicolo di prova CST-100 è ottimizzato per ospitare cinque membri dell'equipaggio ma la nave spaziali può ospitarne fino a sette oppure un mix di equipaggio e cargo. Anche se la capsula ricorda nell'esterno le vecchie Apollo i suoi interni riflettono una moderna tecnologia. Dalle luci ambientali a led blu fino alla tecnologia tablet, la compagnia assicura che CST-100 è un veicolo spaziale moderno. "Non avranno a che fare con 1.000 o 1.600 interruttori," dice Ferguson. "Quando questi ragazzi vi saliranno la loro missione principale non sarà quella di farla volare, ma di andare sulla Stazione Spaziale per sei mesi. Non vogliamo seppellirli con una pila di documenti per imparare a far volare questo veicolo. Vogliamo che sia intuitivo." Altri elementi innovativi della CST-100 sono un progetto con assenza di saldature, strutture moderne e tecniche di protezione termica aggiornate. La compagnia dice che il modello di scafo ha permesso di ridurre la masse della capsula equipaggio. " Non vedo l'ora che i nostri membri degli equipaggi delle Spedizioni possano tornare a casa senza dover mostrare un passaporto per lasciare il sito di atterraggio uscendo dal veicolo." conclude Kathy Lueders, uno dei responsabili NASA del Commercial Crew Program (CCP). Boeing è una delle tre compagnie Americane che stanno lavorando per il Commercial Crew Program della NASA per sviluppare un sistema di trasporto equipaggi sicuro, affidabile e poco costoso come parte dell'iniziativa CCiCap (Commercial Crew Integrated Capability) che punta a realizzare dei servizi di trasporto commerciale di astronauti disponibili per le entità governative e per i clienti privati. Le altre due compagnie in gara sono la SpaceX con la sua capsula Dragon e la SNC con la mini-navetta Dream Chaser.

BREVE VIDEO DEL TEST CON GLI ASTRONAUTI ALL'INTERNO DI UN MODELLO IN SCALA REALE DELLA CAPSULA CST-100 DELLA BOEING - (CREDIT: NASA) - dur.min.1:15 - LINGUA INGLESE



Fonti : Spaceref - NASA

23/07/2013 - Un nuovo asteroide appena scoperto è passato ieri sera vicino alla Terra - Un'asteroide appena scoperto delle dimensioni di un campo di calcio è transitato nella notte del 22 luglio nei pressi della Terra. L'asteroide, appartenente al gruppo dei 'near-Earth', è stato catalogato come 2013 NE19 e con le dimensioni stimate di 59x130 metri, è transitato a circa 4,2 milioni di km dalla Terra, circa undici volte la distanza fra il nostro pianeta e la Luna. Gli scienziati avevano comunque assicurato che non vi era nessun pericolo che il corpo celeste colpisse la Terra. La Slooh Space Camera situata all'osservatorio delle Isole Canarie ha trasmesso in diretta online sul web il transito di 2013 NE19 nel momento di massimo avvicinamento alla Terra. L'asteroide è stato scoperto soltanto il 15 luglio scorso quando era ancora molto debole ed un difficile bersaglio per gli osservatori amatoriali. La scoperta di 2013 NE19 dimostra ancora una volta che gli scienziati conoscono solo una piccola frazione delle rocce spaziali che si avvicinano al nostro pianeta in alcuni punti della sua orbita. "Abbiamo scoperto circa 10.000 asteroidi e comete 'near Earth' fin dal 1898 ma ve ne sono ancora la gran parte da scoprire," ha dichiarato Paul Cox, astronomo. "In effetti, fatti i debiti calcoli, ci potrebbero essere oltre un milione di asteroidi delle dimensioni sui 30 metri, che da soli potrebbero danneggiare significativamente aree molto popolate." Gli asteroidi sono caduti sulla Terra fin dalla sua formazione e, qualche volta, hanno modellato drammaticamente l'evoluzione della vita sul nostro pianeta. Ad esempio gli scienziati pensano che i dinosauri siano stati cancellati da un oggetto di 10 km di diametro che abbia colpito la Terra circa 65 milioni di anni fa. Per rivedere il passaggio di 2013 NE19 vai al sito Slooh: http://events.slooh.com/.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington) la Terra e la Luna fotografate dalla sonda MESSENGER della NASA. 22/07/2013 - La Terra e la Luna riprese dalle sonde Cassini e MESSENGER della NASA dai loro remoti avamposti - Un'immagine in bianco e nero ed una colori della Terra riprese da due sonde interplanetarie della NASA il 19 luglio mostrano il nostro pianeta e la sua luna come brillanti fari a milioni di km lontano nello spazio. La sonda Cassini della NASA ha preso questa spettacolare immagine - in copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute) - a colori della Terra e della Luna dalla sua posizione nel sistema di Saturno a quasi 1,5 miliardi di km di distanza. La MESSENGER, la prima sonda ad entrare in orbita attorno a Mercurio, ha invece inviato un'immagine in bianco e nero dalla distanza di 98 milioni di km come parte della campagna di ricerca di satelliti naturali del pianeta. Nell'immagine della Cassini la Terra e la Luna appaiono come piccoli puntini, la Terra di un pallido blu e la luna di un bianco assoluto, visibili fra gli anelli di Saturno. E' la prima volta che le fotocamere ad alta risoluzione della Cassini riprendono la Terra e la sua Luna come due oggetti distinti. E' anche la prima volta che gli abitanti della Terra sanno in anticipo quando verrà eseguita la foto del loro pianeta da distanze interplanetarie. La NASA ha infatti invitato il pubblico a festeggiare cercando Saturno nella loro parte di cielo, salutando il pianeta con gli anelli e scambiando le immagini su internet. Oltre 20.000 persone in tutto il mondo hanno partecipato. "Non possiamo vedere i continenti o le persone in questo ritratto della Terra, ma questo pallido punto blu è solo un succinto sommario di chi noi siamo il 19 luglio," dice Linda Spilker, scienziato del progetto Cassini presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "L'immagine della Cassini ricorda a noi quanto è piccolo il nostro pianeta nelle vastità dello spazio e testimonia l'ingenuità dei cittadini di questo minuscolo pianeta nell'inviare un veicolo spaziale robotico così lontano da casa per studiare Saturno e prendere una foto della Terra." Le immagini della Terra dal Sistema Solare esterno sono rare perché a causa della distanza, la Terra appare molto vicino al nostro Sole. Un sensore di una fotocamera molto sensibile può essere danneggiato se puntato direttamente verso il Sole, proprio come la retina dell'occhio umano può restare danneggiata se fa lo stesso. Cassini è stata capace di prendere questa immagine perché il Sole era temporaneamente dietro Saturno dal punto di vista della sonda e gran parte della luce era occultata. Un'immagine a grandangolo contenente la Terra sarà disponibile come parte di un'immagine più grande, quello che viene definito un mosaico, con gli anelli di Saturno che gli scienziati stanno preparando entro le prossime settimane. Ci vuole così tanto tempo perché la difficoltà della sfida sta nel calcolare il cambio di geometrie delle immagini, i differenti livelli di luminosità, con oggetti deboli e molto luminosi così vicini l'uno a l'altro. ""Mi emoziona a non finire che la gente di tutto il mondo abbia preso una pausa dalle loro normali attività per andare fuori e salutare un robot interplanetario che queste immagini rappresentano," ha detto Carolyn Porco, a capo del team immagini della Cassini presso lo Space Science Institute di Boulder, in Colorado. "L'intero evento sottolinea per me l'aver raggiunto la 'maggiore età' come esploratori planetari." Nell'immagine della MESSENGER, la Terra e la Luna sono meno di un pixel, ma appaiono più grandi perché sono sovraesposte. Sono necessarie le lunghe esposizioni per riprendere più luce possibile da oggetti potenzialmente deboli. Di conseguenza, gli oggetti luminosi nel campo di vista diventano saturati ed appaiono artificialmente più grandi. "Queste immagini del nostro pianeta sono stata acquisite in un solo giorno da due lontani avamposti del Sistema Solare e ci ricordano che la nostra Nazione ha compiuto imprese incredibili nell'esplorazione planetaria," ha detto Sean Solomon, principale studioso del progetto MESSENGER presso il Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University di Palisades, N.Y. E perché Mercurio e Saturno sono così differenti nella loro formazione ed evoluzione planetaria che queste due immagini mettono in risalto quello che ha di speciale la Terra. Non c'è nessun altro posto come casa." Nella foto in alto (Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington) la Terra e la Luna fotografate dalla sonda MESSENGER della NASA.

Fonte : NASA

22/07/2013 - Disastro Proton: la Roscosmos accusa duramente il processo di controllo produttivo del razzo - Il comunicato ufficiale della Roscosmos del 18 luglio è stato preceduto da una conferenza stampa del capo della commissione investigativa, Aleksandr Lopatin, istituita dopo il disastro del razzo Proton dello scorso 2 luglio. Oltre ai fatti già conosciuti, egli ha riportato che l'assemblaggio del Proton fallito era stato completato presso il GKNPTs Khrunichev nel dicembre del 2011 ed il razzo era rimasto in magazzino fino al maggio 2013, prima di essere consegnato a Baikonur per il lancio. L'errata installazione dei tre sensori DUS, responsabili della correzione di traiettoria, era avvenuta il 16 novembre 2011. Lopatin ha spiegato che un paio di spinotti lunghi cinque millimetri della piattaforma di connessione del DUS erano progettati per aiutare i tecnici nel corretto inserimento dello strumento anche se, con un certo sforzo era possibile montare il sensore senza che questi spinotti entrassero nei loro fori e rimanessero comunque agganciati con le viti. Inoltre era possibile inserire tutti i cavi dotati di codice colore nelle loro prese nonostante l'errata posizione dei sensori DUS. Lopatin ha fatto notare che il particolare processo di installazione è molto laborioso e richiede una considerevole abilità da parte degli specialisti elettricisti, che hanno accesso alla posizione per mezzo di un paio di portelli delle dimensioni di mezzo metro poste sul razzo. Anche se l'operazione era classificata come 'sotto controllo speciale' non era previsto che fosse documentata per mezzo di video o foto o che fosse ispezionata da un'agenzia esterna. Tuttavia il supervisore del tecnico e specialista di controllo di qualità avrebbe dovuto controllare il completamento dell'installazione. Tutte e tre le persone coinvolte in questo processo hanno lasciato la loro firma nel registro di assemblaggio. Lopatin ha sottolineato che insieme all'errore umano, la commissione di inchiesta ha individuato carenze nelle istruzioni di installazione e nella progettazione delle parti meccaniche, che tanto hanno contribuito al problema. Ad esempio, la piastra di montaggio mancava di una freccia che corrispondesse alla stessa direzione di quella applicata sull'unità DUS. Lopatin ha detto che gli investigatori hanno ispezionato due veicoli Proton pronti al volo pronti a Baikonur, così come un paio di razzi completamente assemblate al GKNPTs Khrunichev di Mosca per garantire che essi fossero esenti da problemi simili. La Commissione ha sviluppato anche misure volte ad escludere il ripetersi di simili problemi in futuro. In senso più ampio, sono state fatte raccomandazioni per le istituzioni di ricerca dell'Agenzia di rivalutare l'intero processo tecnologico adottato all'interno del settore per eventuali altri problemi di controllo di qualità. Lopatin ha promesso che un nuovo sistema di foto e documentazione video, che è stato recentemente introdotto nella produzione dello stadio superiore Briz, potrebbe ora essere esteso a tutto il processo di assemblaggio del razzo. Lopatin ha poi stimato che dopo tutte le misure correttive, il razzo Proton-M potrebbe tornare in volo da settembre. Tuttavia ha ammesso che sarà difficile mantenere il programma originale di lanci per il 2013.

Fonte : Russia Space Web

22/07/2013 - Nello Spazioporto Europeo di Kourou ispezione finale ed inserimento nell'ogiva del satellite Alphasat - La scorsa settimana l'ogiva di Ariane 5 contenente il satellite Alphasat è stata alzata sulla cima del lanciatore. Il satellite era stato inserito nell'ogiva il 15 luglio, dopo essere stato piazzato sulla struttura di lancio doppia Sylda. Questo ha fatto seguito all'ultima e più cruciale ispezione di tutti i suoi elementi, in particolare della sua copertura termica e del controllo che tutte le targhette rosse e le custodie protettive del carico utile fossero state rimosse. Il complesso Sylda e l'ogiva sono stati innalzati sulla cima del razzo il 17 luglio ad un'altezza di 40 metri, ricoprendo così il carico secondario formato dal satellite Insat-3D. Poi il tutto è stato assicurato al lanciatore. Tutte le connessioni elettriche sono state collegate e l'ogiva è stata ventilata con aria raffreddata e pulita per mantenere l'umidità e la temperatura controllata per entrambi i satelliti. Infine l'Alphasat è stato acceso e le sue batterie caricate. In parallelo, il team delle strutture dello spazioporto si stanno preparando per il lancio - settando le comunicazioni con i vari centri di controllo e sistemando la sala Jupiter che sarà il punto di scambio per tutte le comunicazioni del lancio. Lo spostamento del razzo verso la rampa di lancio dello Spazioporto della Guyana Francese è previsto per il 23 luglio. Poco dopo inizierà il conto alla rovescia per la quinta missione Arianespace del 2013. Il decollo del vettore Ariane 5 (VA214) è previsto per il 25 luglio con una finestra di lancio che va dalle ore 4:53 p.m. alle 6:11 p.m. locali (dalle 12:53 alle 23:11 ora italiana). Alphasat è un satellite per telecomunicazioni di nuova generazione sviluppato dalla Astrium per la Immarsat e l'ESA e rappresenta il primo volo di questa piattaforma ad alta capacità di trasmissione. Il carico secondario della missione, l'Insat-3D, è un satellite indiano per la meteorologia sviluppato dalla ISRO (Indian Space Research Organisation), l'agenzia spaziale Indiana.

Fonti : ESA - Arianespace

Nella foto (Credit: Space.com/Imelda B. Joson and Edwin L. Aguirre) lo scudo termico di Orion in lavorazione presso la Textron. 22/07/2013 - Primo sguardo ravvicinato allo scudo termico di Orion per la prima missione EFT-1 del 2014 - I lavori sullo scudo termico del veicolo spaziale Orion della NASA - l'astronave della prossima generazione destinata a portare gli astronauti fino a Marte - proseguono verso l'ambizioso obiettivo del lancio di prova previsto nel 2014. Fin dalla primavera, una squadra di tecnici ed ingegneri della Textron Defense System del Massachusetts, hanno meticolosamente applicato l'Avcoat, un materiale isolante termico di loro produzione, sullo scudo termico che proteggerà la capsula Orion ed il suo equipaggio dalle temperature estreme generate durante il rientro ad alta velocità nell'atmosfera dopo un viaggio nello spazio profondo. Due giornalisti di Space.com ed altri rappresentanti dei media hanno potuto dare una prima occhiata ravvicinata allo scudo termico lo scorso 17 luglio durante una visita della stampa presso l'impianto di produzione della Textron. Responsabili e dirigenti della NASA, della Lockheed Martin (la prima azienda appaltatrice del programma Orion) e della Textron hanno risposto alle domande sul progetto fatte da quasi 100 persone arrivate all'impianto. Il veicolo spaziale Orion eseguirà un primo lancio nello spazio senza equipaggio nel settembre del 2014 come parte dell'Exploration Flight Test-1 (EFT-1). Il volo inaugurale dovrà valutare le prestazioni ed i sistemi del progetto del veicolo spaziale, che è stato pensato per inviare gli esseri umani nelle future esplorazioni di asteroidi, Luna ed infine Marte. Con i suoi 5 metri di diametro, lo scudo termico di Orion è lo scudo termico in materiale composito più grande e più avanzato mai costruito. La Textron ha già sviluppato il materiale ablativo Avcoat negli anni '60 per utilizzarlo sul modulo di comando Apollo. Costituito di una resina epossidica novolac all'interno di una matrice a nido d'ape in fibra di vetro, l'Avcoat si consuma mentre si riscalda, dissipando l'energia termica lontano dalla struttura della capsula. Il materiale ha raggiunto il 100% di successi durante i programmi Apollo, Skylab ed Apollo-Soyuz. Durante 15 ammaraggi di successo ha portato sempre gli astronauti a casa ed è per questo che è stato scelto per il lavoro di protezione di Orion e dei suoi futuri equipaggi di ritorno da luoghi mai visitati dagli esseri umani. "L'Avcoat è il solo materiale ablativo valutato per il volo spaziale umano che esista oggi, " ha detto Ian Walsh, vice presidente anziano e manager della Textron Defense System, a Space.com. "Siamo orgogliosi di fornire questa tecnologia all'avanguardia alla NASA per aiutare il Paese a spostare le frontiere dell'esplorazione spaziale al prossimo livello con il nostro materiale di protezione termica." Dopo che la Textron avrà completato l'applicazione dell'Avcoat, lo scudo termico verrà inviato in volo a Cape Canaveral, Florida, dove verrà assemblato con la parte inferiore del modulo equipaggio di Orion per il suo volo di prova orbitale del 2014. Durante quella missione, la capsula Orion verrà sistemata sulla sommità di un razzo Delta IV Heavy e lanciata dalla Air Force Base di Cape Canaveral, in Florida, fino ad una distanza di 5.954,5 km dalla Terra - più lontano di ogni veicolo spaziale costruito per l'uomo fin dall'Apollo 17 nel 1972. Dopo aver completato due orbite, lo scudo termico di Orion verrà messo alla prova quando l'astronave tornerà verso la Terra, raggiungendo una velocità di oltre 32.187 km/h - più veloce dello Space Shuttle o di ogni attuale astronave. Lo scudo dovrà sostenere temperature fino a 3.316° Celsius, oltre la metà della temperatura della superficie del Sole, mentre rientrerà nell'atmosfera terrestre. A differenza dello Space Shuttle, che atterrava su una pista come un aereo commerciale, la capsula Orion verrà paracadutata sulla Terra in stile Apollo, ammarando nell'Oceano Pacifico al largo delle coste della California. Se tutto andrà come previsto, il primo volo senza equipaggio completo avverrà nel 2017, con il lancio per mezzo del nuovo razzo pesante Space Launch System della NASA. Nella foto (Credit: Space.com/Imelda B. Joson and Edwin L. Aguirre) lo scudo termico di Orion, destinato alla missione EFT-1, in lavorazione presso la Textron.

Fonte : Space.com

20/07/2013 - Osservatorio spaziale NASA/ESA osserva un gigantesco buco nella corona solare - L'osservatorio spaziale SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) dell'Agenzia Spaziale Europea e della NASA, ha catturato questa immagine (Credit: ESA&NASA/SOHO) di un gigantesco buco coronale nel polo nord del Sole il 18 luglio 2013, alle 9:06 a.m. EDT (le 15:06 ora italiana). I buchi coronali sono regioni più scure con bassa densità nella corona, l'atmosfera solare più esterna. Queste zone contengono poco materiale solare, hanno temperature più basse e quindi, appaiono molto più scure delle regioni circostanti. I buchi coronali sono fenomeni tipici del Sole, sebbene appaiono in posti differenti con maggior frequenza in momenti diversi dell'attività del ciclo solare. L'attuale ciclo sta salendo per raggiungere il massimo, che dovrebbe essere alla fine del 2013. Durante questa fase del ciclo il numero di buchi coronali scende. Durante il massimo solare il campo magnetico del Sole si inverte e nuovi buchi coronali appaiono vicini ai poli con l'allineamento dei campi magnetici opposti. I buchi coronali poi aumentano in dimensioni e numero, estendendosi lontano dai poli mentre il sole si porta nuovamente verso il minimo. Alcune volte, i buchi coronali sono apparsi anche più grandi di questo. Questi buchi sono importanti per comprendere il clima spaziale, dato che sono la sorgente di vento solare ad alta velocità che spara particelle via dal Sole tre volte più veloce del solito. Mentre non è ancora chiaro che cosa causi i buchi coronali, essi sono correlati a zone dove il campo magnetico solare si estende più in alto e lontano e non riesce a chiudere il percorso come fa nelle altre zone.

Nella foto (Credit: ESA&NASA/SOHO) l'enorme buco coronale (la zona scura) verso il polo nord della nostra stella.



Fonte : Spaceref

20/07/2013 - Samantha Cristoforetti inizia a raccontarci la fase di addestramento per la missione verso la ISS - L'astronauta italiana dell'ESA, Samantha Cristoforetti, ha iniziato a raccontare quello che le accade giorno per giorno durante la fase di addestramento relativa alla sua missione destinata alla Stazione Spaziale Internazionale sulla quale soggiornerà dal novembre 2014 per sei mesi. Samantha ha iniziato a pubblicare i suoi appunti giornalieri sulla sua pagina Google+ in inglese ma, da ieri, è possibile leggere le sue esperienze anche in italiano grazie alla traduzione a cura di Paolo Amoroso di Astronautinews e dell'Associazione ISAA. Un impegno importante per far partecipare il più possibile tutti gli appassionati a questa nuova missione che vedrà, per la prima volta, un'italiana volare nello spazio. Un grazie a tutti quelli che si sono impegnati per questo risultato e, soprattutto, a Samantha!

Fonte : Astronautinews

Nella foto (Credit: ESA/S.Marti) l'antenna di 35 metri della stazione di ascolto dello spazio profondo a Malargüe, Argentina. 20/07/2013 - L'ESA potenzia le stazioni di ascolto per le missioni nello spazio profondo. - Captare i segnali debolissimi dalle sonde che esplorano nel profondo il nostro Sistema Solare richiede di raffreddare il sensore a pochi gradi sopra lo zero assoluto. Grazie al supporto dell'ESA, questa tecnologia è ora disponibile in Europa per la prima volta. Con le prossime missioni come Gaia, BepiColombo e Juice che invieranno a Terra una massiccia molte di dati, il terzetto di antenne per l'ascolto delle missioni nello spazio profondo dell'ESA necessitava di essere aggiornato. Le antenne di 35 metri di diametro in Australia, Spagna ed Argentina utilizzano un raffreddante criogenico per comunicare nelle frequenze delle microonde in banda X, simili a quelle utilizzate dai radar della polizia per i limiti della velocità. Questo permette di comunicare a distanze immense di circa 750 milioni di km, l'equivalente della distanza dal Sole a Giove. "Era necessario aggiornare i ricevitori delle stazioni per migliorarne la sensibilità," ha detto Stéphane Halté, project manager preso l'ESOC, il Centro Operativo Spaziale ESA di Darmstadt, in Germania. "Sono state progettate per essere pronte al futuro ed agli aggiornamenti di trasmissione dati per i bisogni delle nuove missioni come Juice." C'era solo un problema: l'aggiornamento richiedeva uno specifico tipo di circuito chip, che utilizza fosfuro di indio, non disponibile in Europa a causa di restrizioni internazionali all'esportazione. Se non lo puoi comprare, costruiscilo. Lo sviluppo di una versione iniziale del chip è stata realizzata dal Technology Research Programme in collaborazione con il L'Istituto Federale di Tecnologia Svizzera (ETH Zurich) e la Chalmers University, in Svezia. Il chip permette ad un amplificatore altamente sensibile di funzionare sotto i -253°C, circa 20° sopra lo zero assoluto. "Aggiornare le stazioni significa incrementare il ritorno dei dati scientifici delle missioni spaziali di un 20%," dice Stéphane, L'aggiornamento permette alle antenne di 35 metri dell'ESA di funzionare come fossero di 40 metri di diametro, e con molta meno potenza necessaria a bordo dei veicoli spaziali. "Questo miglioramento di prestazioni è un significativo beneficio per i nostri satelliti nello spazio profondo, che ora esplorano Marte e Venere e presto andranno su Mercurio, i punti Lagrangiani e Giove," dice Andrea Accomazzo, responsabile delle missioni planetaria dell'ESOC. L'ultima delle tre stazioni di ascolto ESA, Cerebros, in Spagna, è stata completata a giugno. Le università coinvolte nello sviluppo iniziale hanno poi ceduto la ricerca ad una compagnia privata, Low Noise Factory, che ora commercializza il chip con la nuova tecnologia. Potenziali clienti includono i radio astronomi ed altre agenzie spaziali. Un altra compagnia, Callisto France, si è occupata dell'integrazione del ricevitore criogenico. La Comunità Europea e la regione Francese Midi-Pyrénées ha deciso recentemente di appoggiare le ricerche della compagnia e sviluppare gli sforzi per assicurare all'Europa una fonte di vari tipi di amplificatori a basso rumore. "Il transistor a fosfuro di indio Europeo ha superato i test di qualificazione spaziale, provando l'affidabilità di questa tecnologia. Ora potrà essere utilizzato sui satelliti per telecomunicazioni o per strumentazione, simile al HiFi che si trova a bordo di Herschel," ha detto Stéphane. "Noi abbiamo sviluppato una versione dell'amplificatore per frequenze più alte, a 32 GHz. Questo migliorerà la capacità di raccolta dati per ulteriori missioni in futuro." Nella foto (Credit: ESA/S.Marti) l'antenna di 35 metri della stazione di ascolto dello spazio profondo a Malargüe, Argentina.

Fonte : ESA

20/07/2013 - Bezos conferma che i motori F-1 recuperati dall'oceano sono quelli della storica missione Apollo 11 - Quarantaquattro anni (e tre giorni) dopo che hanno aiutato il lancio dei primi uomini destinati a camminare sulla Luna, le gigantesche parti di motore recuperate dal fondo del mare sono state identificate come i componenti del razzo Saturno V della storica missione Apollo 11. "Sono emozionato di poter condividere questa eccitante notizia," ha dichidarato Jeff Bezos, Amministratore Delegato e fondatore di Amazon.com, sul sito Bezos Expedition. "44 anni fa oggi (20 luglio) Neil Armstrong metteva piede sulla Luna, ed ora abbiamo recuperato questa meraviglia tecnologica che ha reso tutto questo possibile." Nel marzo del 2012, l'imprenditore miliardario aveva finanziato una missione privata - e segreta - per cercare e recuperare i motori del razzo che aveva portato la missione Apollo 11 degli astronauti Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, sulla Luna. Dopo aver consumato il propellente il primo stadio del vettore Saturno 5 veniva lasciato cadere nell'Oceano Atlantico e l'impatto violento con l'acqua e la pressione alla profondità di 4.300 metri ha dilaniato la sua struttura massiccia, lasciando poco di riconoscibile. Nel marzo del 2013, Bezos rivelava che il suo team aveva recuperato dal fondo del mare parti di almeno due motori F-1 ma che non potevano essere sicuri si trattasse della missione Apollo 11, dato che la corrosione di 43 anni di permanenza in acqua aveva rimosso o coperto gran parte dei numeri di serie originali. Ma il lungo e complesso lavoro di restauro e pulitura delle parti del motore, eseguito presso il Kansas Cosmosphere and Space Center di Hutchinson, in Kansas, ha permesso di scoprire il numero '2044' impresso sui resti della camera di combustione. "2044 è il numero di serie che la Rocketdyne correlava al numero NASA 6044, il numero seriale del motore F-1 numero 5 dell'Apollo 11." scrive Bezos. La squadra del Kansas Cosmosphere si attende almeno altri due anni di lavoro per completare il restauro dei motori e durante questo tempo il pubblico potrà vedere le parti e come viene eseguita l'operazione di conservazione. Il lavoro di restauro è parte di un accordo fra Bezos e la NASA dato che l'agenzia spaziale rimane la proprietaria degli artefatti e spetterà a lei decidere in quale museo infine esporli. Dato che almeno una delle camere di combustione è sicuramente proveniente dal volo di Apollo 11 questo aggiunge importanza storica a quelle parti che verranno esposte al pubblico.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: NASA/TV) Parmitano durante un momento del colloquio con il Presidente Gianni Letta. 19/07/2013 - L'astronauta Luca Parmitano in collegamento diretto con il Presidente del Consiglio Gianni Letta - Il collegamento con la ISS è regolarmente cominciato alle 15:21 e si è concluso, come previsto, venti minuti dopo. Senza alcun intoppo, a parte un problema audio risolto in una manciata di secondi con la sostituzione del microfono. Da una parte l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano, reduce dalla sfortunata EVA di martedì scorso, 16 luglio; dall’altra il primo ministro italiano, Enrico Letta, assieme al presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Enrico Saggese e al Direttore voli umani e operazioni dell’ESA Thomas Reiter. Ad introdurre l’inflight call, con i saluti di rito e le congratulazioni dovute per il lavoro svolto finora da Parmitano, sono stati naturalmente questi ultimi. Saggese, in particolare, ha voluto sincerarsi delle condizioni dell’astronauta dopo l’incidente de tre giorni fa. "Nessun problema fisico,"ha risposto Parmitano. "sono anzi felice di essere qui e poter fare il mio lavoro." Subito dopo è cominciato il dialogo tra Letta e l’astronauta, che ha toccato vari aspetti della vita sulla Stazione Spaziale Internazionale e si è aperto con la forte attestazione di stima da parte del primo ministro: "Volevo innanzitutto dirle," Ha dichiarato Letta. "quanto noi qui siamo orgogliosi del lavoro che lei sta svolgendo lassù." - "In realtà sono io ad essere orgoglioso del mio paese, che mi ha permesso di essere qui," Si è schernito Parmitano, che si è quindi soffermato a lungo sul primato italiano nella costruzione della ISS, descrivendone i vari moduli abitativi. "La leadership italiana in campo spaziale è molto forte, marcata e consolidata e noi vogliamo investire nella ricerca, nell’innovazione e nello spazio." ha aggiunto Letta. Il primo ministro ha poi chiesto a Parmitano di descrivere le emozioni provate durante la passeggiata spaziale e di descrivere la vita a bordo. "Siamo i campioni della cooperazione internazionale," Ha risposto Parmitano, riferendosi al rapporto coi colleghi sulla ISS. "Qui la giornata dura 24 ore come a Terra, solo che abbiamo 16 albe e 16 tramonti. Si lavora molto. Molta manutenzione e molta attività sugli esperimenti scientifici. E poi ogni giorno due ore e mezza di attività fisica, per contrastare il decadimento dello stato di forma causato dall’assenza di gravità." Ha concluso Luca. I venti minuti del collegamento sono volati. E’ rimasto il tempo per i saluti: "Quando tornerà a Terra l’aspetto qui a Palazzo Chigi, ho altre domande da farle." Ha detto Letta. "Sarà un onore enorme per me," Gli ha risposto Parmitano. "appena tornato, dopo aver ricevuto così tanto, dare quel che ho da dare.” Il primo ministro si è quindi congedato. "Siamo con lei, tenga alta la bandiera italiana e quella europea. E grazie di tutto." Al termine della video conferenza Saggese ha commentato: "La ricerca spaziale è un settore in cui riusciamo bene e dobbiamo andare avanti. Luca ha un grande orgoglio della nostra bandiera e un entusiasmo che ha contagiato anche il presidente Letta. Lui ha dei grossi convincimenti e con Parmitano ha voluto capire se queste sue convinzioni erano valide. Lo spazio, per il presidente Letta, è un settore importante. Mi sembra che ci fosse sintonia tra i due, quando Luca sorrideva anche il presidente sorrideva. Letta crede nella ricerca spaziale e per noi oggi è una bella giornata." Ha concluso Saggese. Nella foto (Credit: NASA/TV) Parmitano durante un momento del colloquio con il Presidente del Consiglio Gianni Letta. In copertina (Credit: ASI) il Presidente del Consiglio ascolta il racconto di Parmitano.

Fonte : ASI

19/07/2013 - La Cina mette in orbita 'segretamente' tre satelliti con un razzo Lunga Marcia 4C - Si è trattato della missione spaziale Cinese più segreta degli ultimi anni, quando oggi un razzo Lunga Marcia 4C (CZ-4C) ha portato in orbita tre satelliti militari. Il decollo è avvenuto alle 23:37 UTC del 19 luglio (le 1:37 ora italiana del 20 luglio) dal Centro di Lancio Satelliti di Taiyuan, non è stato riportato dai media statali e le notizie sono trapelate solo grazie ai social media appena alcune ore prima del decollo. I media cinesi hanno più tardi riferito che la nuova missione ha lanciato tre satelliti tecnologici chiamati rispettivamente: Chuang Xin-3 ('Innovazione'), Shiyan Weixing-7 e Shijian-15 ('Pratica'). I tre satelliti sarebbero stati inseriti su un'orbita solare sincrona in orbita bassa terrestre con altezza fra i 660 e 670 km. Lo Chung Xin è un micro-satellite sperimentale per telecomunicazioni costruito dall'Accademia Cinese delle Scienze. I satelliti della serie Shiyan Weixing sono di solito utilizzati per nuove tecnologie come anche quelli Shijian impiegati per dimostrazioni tecnologiche. Il Shijian-15 potrebbe testare un braccio robotico Cinese, una missione già prevista ed annunciata tempo fa, mentre lo Shiyan-7 potrebbe cercare detriti orbitali. Si è trattato del 179esimo lancio di successo della famiglia di lancio Lunga Marcia (Chang Zheng). Si è trattato del quinto lancio CZ della Cina nel 2013. Quello di oggi inoltre è stato il 39esimo lancio orbitale del 2013, il 37esimo a concludersi con successo.

Fonti : Nasaspaceflight - Space Launch Report

19/07/2013 - Il razzo Atlas V mette in orbita con successo il satellite militare MUOS 2 - Alle 9 a.m. EDT (le 15 ora italiana) il razzo vettore Atlas V (AV-040) in configurazione 551, è decollato dalla rampa SLC-41 di Cape Canaveral, in Florida. A bordo del razzo si trovava il satellite per telecomunicazioni MUOS 2 dell'US Navy. Il razzo è decollato con la spinta del motore RD-180 del primo stadio e con l'aiuto di cinque booster di spinta a propellente solido. A 4 minuti e 26 secondi dal lancio il motore del primo stadio ha completato il suo compito e dopo pochi secondi il Common Core Booster del primo stadio è stato sganciato e lo stadio superiore Centaur col motore RL10 ad ossigeno ed idrogeno liquido è stato avviato. A T+12 minuti e 26 secondi lo stadio Centaur è stato spento per la prima volta durante la missione di oggi, inserendosi nell'orbita preliminare prevista. A questo punto sono trascorsi otto minuti nei quali lo stadio superiore è stato messo in leggera rotazione su se stesso per evitare il surriscaldamento delle superfici del razzo. A T+20 minuti e 28 secondi il motore RL10 è stato riacceso per alzare la parte intermedia dell'orbita. Dopo 6 minuti secondo spegnimento dello stadio superiore che ha così raggiunto un altro incremento nell'altezza della prevista orbita di parcheggio. A questo punto è iniziato un lungo periodo di attesa, quasi due ore e mezza, prima di arrivare alla terza ed ultima accensione della missione, avvenuta regolarmente a T+2 ore e 57 minuti di missione ed è durata circa un minuto. La separazione del satellite MUOS 2 dallo stadio superiore Centaur è avvenuta alle 12:08 p.m. EDtT (le 18:08 ora italiana) ed il satellite è stato inserito su un'orbita altamente ellittica di 35.787x3.802 km inclinata di 19,1° che poi verrà circolarizzata e diventerà geosincrona grazie ai motori stessi del satellite. MUOS 2, costruita dalla Lockheed Martin e pesante quasi 6.800 kg., ha una vita operativa prevista di 15 anni e dovrà mantenere i collegamenti fra le flotte della US Navy in giro per il mondo grazie anche all'antenna di 14 metri di diametro di cui è fornito. Per il vettore Atlas V della United Launch Alliance si è trattato del carico più pesante mai portato in orbita. Questo era il quinto lancio di un Atlas 5 nel 2013 ed il primo con i cinque motori di spinta a propellente solido. Questa missione segna anche il 35esimo lancio di un Atlas V e la quarta della variante 551, la più potente. Quello di oggi era il 38esimo lancio orbitale del 2013, il 36esimo a concludersi con successo.

Fonti : SpaceflightNow - Space Launch Report

Nell'illustrazione (Credit: SpaceX) come potrebbe apparire il sito di lancio della SpaceX a Boca Chica Beach, nel Texas. 19/07/2013 - La SpaceX sembra intenzionata a costruire nel Texas il suo terzo sito di lancio - Fin dalla missione Gemini 4, decollata nel giugno del 1965, la maggior parte di voli orbitali NASA sono stati controllati dalla strutture situate nel Texas. Ma mai nessun razzo ha portato carichi utili in orbita da questo Stato. Le cose potrebbero cambiare presto perché la compagnia privata SpaceX è da tempo alla ricerca di un terzo luogo dove costruire le sue strutture di lancio per i carichi utili dei propri clienti. Dalla lunga lista iniziale sarebbero rimaste in corsa quattro località: Florida, Georgia, Porto Rico ed il Texas. Circa 13 mesi fa la SpaceX ha iniziato l'acquisto dei terreni nella zona di Boca Chica Beach, nella contea di Cameron, vicino a Browsville, nel sud del Texas, quasi al confine con il Messico. I responsabili dello Stato del Texas, della contea di Cameron e della città di Browsville stanno inoltre lavorando ad un pacchetto di incentivi del valore di 15 milioni di dollari per lo sviluppo di uno spazioporto locale. I voli che partirebbero da questa terza struttura di lancio (le altre due sono a Cape Canaveral, in Florida, ed a Vandenberg, in California) non sarebbero sicuramente destinati ai cargo della NASA ma, piuttosto, per i clienti di satelliti commerciali come l'Iridium, la SpaceSystemLoral, la ORBCOMM, la Intelsat ed altri provenienti da Paesi esteri e che hanno già firmato contratti con la SpaceX. Il sito di lancio si troverebbe all'interno del Lower Rio Grande National Wildlife Refuge, un parco protetto per la fauna selvatica, e qualche gruppo ambientalista della zona avrebbe sollevato dei dubbi sul potenziale impatto di uno spazioporto su questo habitat. Però anche il Kennedy Space Center della Florida si trova in una situazione simile trovandosi adiacente alla Merritt Island National Wildlife Refuge ma questo non ha impedito alla NASA di lanciare, da oltre 50 anni, tutte le proprie missioni spaziali abitate da lì. La SpaceX sta attualmente completando la struttura di lancio presso la Air Force Base di Vandenberg, in California, da dove potrà avere accesso alle orbite polari, richieste da satelliti dell'Air Force o di quelli per il monitoraggio ambientale. La rampa di Cape Canaveral invece viene utilizzata per le missioni cargo con la capsula Dragon della NASA ma questo sito di lancio non è molto vantaggioso per il lancio di satelliti commerciali. Invece con Boca Chica Beach sarebbero facilitati i lanci per le orbite equatoriali, utilizzati maggiormente dai satelliti per telecomunicazioni. Brownsville è il punto più meridionale degli Stati Uniti ed i vantaggi della rotazione terrestre, maggiori più che ci si avvicina all'equatore, qui sarebbero i migliori. Tutti i siti considerati dalla SpaceX hanno comunque in comune questa caratteristica ed un'ampia zona aperta sull'oceano in direzione di lancio e questo è necessario per la sicurezza nel caso che un razzo abbia dei problemi nelle prime fasi di lancio. Ma, oltre alle questioni di sicurezza, la SpaceX ha altre intriganti possibilità: il rapido recupero della capsula e del primo stadio del razzo. La SpaceX infatti, con la sua capsula Dragon, che ha già completato 2 voli di trasporto merci verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dei 12 previsti con il contratto avuto dalla NASA, al momento atterra in mare, e più precisamente al largo della California. Ma se la SpaceX riuscisse a far atterrare la sua capsula in uno specchio d'acqua più vicino o addirittura sulla terraferma nei pressi del sito di lancio i costi ed i tempi potrebbero accorciarsi sensibilmente. Proprio come il glorioso razzo Saturn V che ha portato l'uomo sulla Luna, anche il razzo Falcon 9 della SpaceX riesce a completare la sua missione con un motore in meno. E' infatti quello che è successo lo scorso 7 ottobre 2012, quando durante la fase di ascesa del primo stadio per la prima missione di rifornimento alla ISS uno dei nove motori aveva avuto un problema e si era spento. Ma la missione principale, ovvero l'invio alla stazione del cargo Dragon, era riuscita lo stesso con successo. Ora la SpaceX si spinge un passo avanti ed infatti ha completato a marzo i test della versione Merlin 1D del motore che spinge il Falcon 9. Questa versione più potente del motore ha anche la capacità di poter essere riacceso più volte in volo. Questo è il primo passo per la versione Falcon 9 R dove la 'R' sta per 'riutilizzabile'. L'obiettivo finale della SpaceX è quello di poter riportare il primo stadio (e, successivamente anche il secondo) indietro sano e salvo dopo aver svolto il suo compito, facendolo atterrare in verticale grazie ad uno dei motori a razzo e delle zampe apposite. Nell'ottica di questo obiettivo si stanno svolgendo nella struttura test della SpaceX in Texas, dei voli di prova del veicolo Grasshopper, un primo stadio di Falcon 9 con un solo motore Merlin e quattro robuste zampe di atterraggio. Se la SpaceX riuscisse in questo scopo il costo dei lanci si abbatterebbe drasticamente perché non andrebbe perduto tutto l'hardware ad ogni volo ma potrebbe essere riutilizzato per più missioni. Ecco che la scelta di Boca Chica Beach verrebbe incontro anche all'obiettivo successivo perché il primo stadio potrebbe tornare al sito di lancio mentre il secondo stadio potrebbe essere fatto atterrare, dopo aver sorvolato il Golfo del Messico, in Florida. Nell'illustrazione (Credit: SpaceX) come potrebbe apparire il sito di lancio della SpaceX a Boca Chica Beach, nel Texas.

Fonti : Space.com - Nasaspaceflight

18/07/2013 - L'Agenzia spaziale Russa conferma i fattori chiave nell'incidente del Proton - La Roscosmos, l'agenzia spaziale Russa, ha confermato oggi tutti i fattori decisivi che hanno portato all'incidente del razzo vettore Proton dello scorso 2 luglio. In un comunicato l'agenzia ha confermato che il veicolo è decollato 0,4 secondi prima del previsto, sebbene questo, dopo attente analisi e simulazioni del volo si è dimostrato ininfluente nelle cause dell'incidente. Allo stesso tempo, l'agenzia ha confermato che il razzo ha perso la stabilizzazione nel corso della salita, a causa dell'errato montaggio dei sensori di velocità angolare DUS, montati 180° lontani dalla posizione corretta. Le indagini hanno mostrato che tre dei sei strumenti DUS avevano segni di forze applicate alle loro superfici di contatto e nelle simulazioni post-incidente eseguite su modelli del sistema sono stati lasciati segni simili. L'agenzia ha concluso che l'attuale metodo di controllo della qualità durante i preparativi ed i test al suolo del razzo, con il progetto attuale, la documentazione tecnica ed operativa non permetteva di rendersi conto dell'errata installazione dei sensori DUS e, oltretutto, il difetto è di natura costruttiva. La commissione investigativa prosegue i suoi lavori per determinare le cause delle prematura separazione della interfaccia elettrica fra la rampa ed il razzo.

Fonte : Russia Space Web

18/07/2013 - Domani video-conferenza tra il Presidente del Consiglio Gianni Letta e Luca Parmitano - Resta densa di attività l’agenda di Luca Parmitano. L’astronauta italiano dell’ESA, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dal 29 maggio scorso, domani 19 luglio sarà protagonista di un nuovo collegamento con la Terra. A partire dalle 15 e 20, per 20 minuti, Parmitano sarà in video conferenza con il Presidente del Consiglio Enrico Letta. L’appuntamento con Palazzo Chigi sarà l’occasione per fare il punto sul ruolo italiano nel settore spaziale, dopo la storica 'passeggiata' del 9 e quella del 16 luglio scorso, interrotta con largo anticipo a causa di un problema tecnico. Grazie al primato aggiudicatosi da Parmitano, divenuto il primo italiano ad effettuare attività extraveicolari, il nostro Paese rinnova il proprio prestigio nel panorama internazionale. Alla call tra Letta e l’astronauta saranno presenti il Presidente dell’ASI Enrico Saggese e il Direttore voli umani e operazioni dell’ESA Thomas Reiter.

Fonte : ASI

18/07/2013 - Il Telescopio Spaziale IRIS prosegue la fase di test in orbita - Ieri alle 11:14 p.m. PDT (le 7:14 ora italiana del 18 luglio 2013) il team strumentale di IRIS della Lockheed Martin ha aperto con successo il tappo che proteggeva il telescopio dell'Interface Region Imaging Spectrograph della NASA, che è stato lanciato il 27 giugno 2013, a bordo di un razzo Pegasus XL dalla Air Force Base di Vandenberg, in California. Un periodo di controllo degli strumenti, della durata di 60 giorni, è iniziato subito dopo il lancio. Nei primi 30 giorni, che si concluderanno il 27 luglio, sono stati controllati e testati i sistemi del veicolo spaziale . Il team utilizzerà i restanti 30 giorni per le prime osservazioni per regolare gli strumenti. Se tutto andrà come previsto, il team prevede di iniziare l'attività scientifica normale il 26 agosto. Tutti i dati saranno disponibili agli scienziati ed al pubblico appena la missione inizierà le osservazioni scientifiche. Il team prevede di poter ottenere immagini e spettri ad alta risoluzione appena dopo l'inizio delle osservazioni per regolare gli strumenti. IRIS è una Missione Explorer della NASA progettata per osservare come si muove il materiale solare, come distribuisce l'energia e riscalda nel suo viaggio una piccola regione della sua bassa atmosfera solare. In questa regione di interfaccia fra la fotosfera solare e la sua corona si producono delle temperature di milioni di gradi e si sprigiona il vento solare La regione di interfaccia è anche la zona di emissione ultravioletta maggiori del Sole. Queste emissioni influiscono sull'ambiente spaziale vicino alla Terra e sul clima del nostro pianeta.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: NASA, ESA, J.-Y. Li / Planetary Science Institute) la cometa ISON fotografata dal Telescopio Spaziale Hubble il 10 aprile 2013. 18/07/2013 - La cometa ISON si avvicina sempre di più al suo destino già scritto - Un viaggio di una cometa nel Sistema Solare è periglioso e violento. Una gigantesca eruzione solare potrebbe strapparle la coda. Prima di raggiungere Marte - a circa 300 milioni di km dal Sole, la radiazione della nostra stella comincia a bollire l'acqua, il primo passo per lo sbriciolamento. E, se sopravvive a tutto questo, l'intensa radiazione e la pressione che incontrerà vicino alla superficie del Sole potrebbe distruggerla completamente. Proprio adesso la cometa ISON sta facendo questo viaggio iniziato nella regione della nube di Oort, ai confini del nostro Sistema Solare, e sta ora viaggiando verso il Sole. La cometa si troverà nel punto più vicino ad esso il giorno del Ringraziamento, il 28 novembre 2013, quando passerà a soli 1.174.000 km dalla superficie solare. Se riuscirà a passare attorno al Sole senza sbriciolarsi, la cometa sarà visibile nell'emisfero nord anche ad occhio nudo, e da quello che possiamo stimare adesso, la ISON potrebbe essere una cometa particolarmente brillante e bellissima. Catalogata come C/2012 S1, la cometa ISON è stata scoperta nel settembre 2012 quando si trovava ancora a 941 milioni di km. Questo è il primo viaggio attorno al Sole e questo significa che la sua composizione è ancora quella dei primi tempi della formazione del Sistema Solare, con i suoi strati superiori che non hanno mai subito un passaggio vicino alla nostra stella. Gli scienziati osserveranno la cometa con molti osservatori basati al suolo e con almeno 15 veicoli spaziali mentre la cometa prosegue il suo percorso, per cercare di comprendere meglio questa 'capsula del tempo' che arriva da quando si è formato il Sistema Solare. Anche se la cometa non sopravvivesse, poterla seguire nel suo viaggio aiuterà comunque gli scienziati a comprendere di cosa è composta, come reagisce all'ambiente e che cosa questo significa per le origini del Sistema Solare. Più si avvicinerà al Sole potrà essere osservato come la coda della comera interagisce con la vasta atmosfera solare e questo potrà dare insegnamento agli scienziati sul Sole stesso. La NASA ha iniziato Comet ISON Observing Campaign per facilitare una massiccia campagna di osservazione globale che comprende sia telescopi spaziali che quelli a Terra ed incoraggia gli scienziati professionisti ed gli astrofili a partecipare. A questo indirizzo si trova una tabella delle osservazioni che ci si attende di poter fare alla cometa ISON durante il suo periglioso viaggio. Nella foto in falsi colori per evidenziare i dettagli della struttura (Credit: NASA, ESA, J.-Y. Li / Planetary Science Institute) la cometa ISON fotografata dal Telescopio Spaziale Hubble il 10 aprile 2013.

Fonte : Spacedaily

17/07/2013 - Il primo veicolo spaziale Cygnus della Orbital verrà lanciato verso la ISS a settembre - Un nuovo veicolo spaziale commerciale degli USA è pronto ad eseguire il suo primo volo verso la Stazione Spaziale Internazionale questo settembre, aprendo la strada per la consegna regolare di merci al laboratorio orbitante. La compagnia Orbital Sciences di Dulles, Virginia, ha annunciato il piano previsto per una finestra di lancio fra il 14 ed il 19 settembre 2013, per l'invio della prima nave spaziale cargo Cygnus in un volo dimostrativo verso la stazione spaziale. Il decollo avverrà dalla struttura di Volo di Wallops, della NASA, nell'est della Virginia. La missione verrà lanciata per mezzo di un razzo Antares anch'esso della Orbital Sciences, che ha già compiuto il suo primo volo di prova in aprile. La Orbital ha un contratto del valore di 1,9 miliardi di dollari con la NASA per fornire almeno otto missioni di rifornimento alla ISS utilizzando Antares e Cygnus. Se il volo dimostrativo di settembre avrà successo, il primo di questi otto voli operativi potrebbe prendere il via entro la fine dell'anno. Lo ha reso noto la Orbital in un comunicato.

Fonte : Space.com

17/07/2013 - Il rover Curiosity supera il primo chilometro percorso su Marte - Con l'ultima guida eseguita dal rover Curiosity della NASA la distanza totale percorsa su Marte ha superato il chilometro. Lo spostamento di circa 38 metri ha portato la distanza totale percorsa a 1,029 km. La guida è stata completata nel primo pomeriggio del 335esimo giorno marziano, o Sol, di lavoro su Marte (il 17 luglio). Il rover prosegue il suo viaggio che durerà mesi verso la montagna sua prossima destinazione. "Quando ho visto che questa guida superava il primo chilometro percorso sono stato molto compiaciuto e fiero," ha detto Frank Hartman, pilota del rover presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Speriamo che sia solo il primo di tanti chilometri a venire." Ieri è trascorsa la prima metà della missione principale della durata di un anno marziano. Due settimane fa, Curiosity, ha completato lo studio scientifico nell'area Glenelg, circa mezzo chilometro ad est da dove il rover da una tonnellata era atterrato il 5 agosto 2012 PDT (il 6 agosto Tempo Universale). La prossima destinazione principale sono gli strati più bassi del Monte Sharp, a circa 8 km a sud-ovest di Glenelg. Il Monte Sharp, che si trova al centro del cratere Gale, mostra diversi strati dove gli scienziati sperano di scoprire prove di come l'antico ambiente marziano è cambiato ed evoluto. Con gli obiettivi dell'area attorno a Glenelg, il rover avrebbe già raggiunto gli scopi principali della missione trovando le prove di un antico ambiente umido che avrebbe potuto avere condizioni favorevoli per la vita microbiotica. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, che gestisce il progetto Mars Science Laboratory per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA. Il JPL ha progettato e costruito il rover Curiosity. Per ulteriori informazioni su Curiosity, visitate http://www.nasa.gov/msl oppure http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. Puoi anche seguire la missione su Facebook presso: http://www.facebook.com/marscuriosity e su Twitter http://www.twitter.com/marscuriosity.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/Multimedia) Luca Parmitano esegue un controllo della sua tuta spaziale. 16/07/2013 - La NASA sta investigando sulle cause della perdita d'acqua che ha costretto l'interruzione della EVA - I responsabili della NASA non sono ancora sicuri di aver identificato la causa che ha portato alla perdita d'acqua all'interno della tuta spaziale di un astronauta, avvenuta durante la passeggiata spaziale e che ha costretto i controllori di volo ad interrompere precipitosamente l'uscita dopo solo 1 ora e 32 minuti invece delle 6 ore e mezza previste. L'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano aveva segnalato "un sacco d'acqua" all'interno del suo casco durante l'escursione di martedì all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). A causa della potenzialmente pericolosa situazione i controllori di missione decidevano di interrompere l'attività extra-veicolare. L'astronauta Chris Cassidy della NASA e Luca Parmitano rientravano al sicuro all'interno del modulo di decompressione Quest e gli ingegneri cercavano di capire che cosa avesse causato la misteriosa, e senza precedenti, perdita. "Chiaramente a questo punto abbiamo un problema che non abbiamo ancora capito," ha dichiarato Kenneth Todd, capo del team gestione missione ISS, ai cronisti. La NASA ha però già fatto alcuni progressi nel capire da dove provenisse la perdita. Inizialmente Parmitano e Cassidy pensavano che potesse essere la sacca con l'acqua da bere la sorgente della perdita all'interno della tuta. Ma il team che controllava la passeggiata spaziale pensava che il candidato principale potesse essere il sistema di raffreddamento della tuta di Luca. Parmitano si è ripreso bene dopo l'incidente. "Luca è stato grande," ha detto ai giornalisti Karina Eversley, responsabile EVA, "Sta sorridendo ed è contento. Tutto l'equipaggio sta controllando la tuta e segnalando le informazioni raccolte." La passeggiata spaziale di Parmitano e Cassidy era iniziata alle 7:57 a.m. EDT (le 13:57 ora italiana) ed era previsto durasse almeno 6 ore e mezza. Purtroppo si è conclusa prematuramente alle 9:29 a.m. EDT (le 15:29 ora italiana) - dopo soltanto 92 minuti - a causa dell'acqua nel casco di Parmitano. "Ho dell'acqua negli occhi ed anche un pò nel naso," ha detto Parmitano durante l'EVA. "C'è un sacco d'acqua." ha aggiunto poco dopo. I responsabili hanno determinato che fra un litro ed un litro e mezzo di acqua fosse entrata nella tuta di Parmitano. La gran parte è stata trovata nel casco ma anche altre parti della tuta ne erano inzuppate, ha dichiarato la Eversley. Parmitano e Cassidy avrebbero dovuto continuare i preparativi all'esterno del laboratorio orbitante per l'arrivo del nuovo modulo multiruolo Russo previsto entro l'anno, ed altri lavori di manutenzione. La NASA ha dichiarato che le attività dell'EVA non erano urgenti e possono essere completate durante un'attività extra-veicolare successiva, anche se al momento non è stata fissata nessuna data. La passeggiata spaziale di oggi era la seconda in otto giorni per Parmitano e Cassidy e la 171esima escursione in supporto alla costruzione e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale. Questa EVA era anche la sesta per Cassidy e la seconda per Parmitano. Cassidy ha accumulato un totale di 31 ore e 13 minuti di attività extra-veicolare mentre Parmitano sette ore e 39 minuti. Il 9 luglio scorso Parmitano è diventato il primo astronauta italiano a passeggiare nello spazio. Assieme a Parmitano e Cassidy, a bordo della ISS, si trovano l'astronauta Karen Nyberg della NASA ed i cosmonauti Russi Fyodor Yurchikhin, Pavel Vinogradov e Alexander Misurkin. Assieme i sei fanno parte dell'equipaggio di Spedizione 36. La Stazione Spaziale Internazionale, dal costo complessivo di 100 miliardi di dollari, è il risultato di cinque agenzie spaziali che rappresentano 15 Paesi differenti. La costruzione del laboratorio è iniziata nel 1998 ed equipaggi di astronauti a rotazione la occupano continuativamente dal 2000. Nella foto (Credit: NASA/Multimedia) Luca Parmitano esegue un controllo della sua tuta spaziale dopo il problema riscontrato oggi."

MOMENTI DELLA SECONDA EVA DI LUCA PARMITANO, DALL'INIZIO DEL PROBLEMA DI PERDITA D'ACQUA FINO AL SUO RIENTRO AL SICURO NELLA STAZIONE - (CREDIT: NASA) - dur.min.9:10 - LINGUA INGLESE



Fonte : Space.com

16/07/2013 - La sonda LRO della NASA conferma che il rover Sovietico Lunokhod 2 aveva percorso più strada di quanto immaginato - Il record di distanza percorso sulla superficie di un corpo planetario, fissata dal rover Sovietico Lunokhod-2 quarant'anni fa, e ancora al sicuro, secondo quanto hanno confermato le immagini della sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). I ricercatori Russi lo stavano dicendo da mesi ma ora è arrivata la conferma: il rover Sovietico ha percorso ben 4,8 km in più di quanto si credesse fino ad ora. Le immagini di LRO mostrano infatti che il Lunokhod-2 ha percorso 42 km sulla superficie lunare nel 1973, e non i 37 km calcolati fino ad ora. I ricercatori Russi, guidati da Irina Karachevtseva, dell'Università Statale di Mosca per la Geodesia e la Cartografia stavano dicendo da mesi che il Lunokhod 2 aveva percorso sulla Luna l'equivalente di una maratona. I calcoli Russi ridimensionano l'annuncio fatto dalla NASA il mese scorso che il loro rover Opportunity avrebbe coperto la distanza di 35,76 km nei nove anni da cui si trova su Marte, arrivando vicino a superare il record detenuto dal Lunokhod 2 di 37 km. Alla velocità media di circa 4 km all'anno ci vorrà quasi un anno e mezzo ad Opportunity per eguagliare il record appena confermato del Lunokhod 2.

Fonte : Voice of Russia

Nello spaccato (Credit: Reation Engines Ltd) il motore SABRE. 16/07/2013 - I test svolti dall'ESA aprono la strada agli investimenti Britannici nel rivoluzionario motore SABRE per lo spazioplano Skylon - Il governo del Regno Unito ha annunciato un piano che prevede di finanziare lo sviluppo di un motore a razzo che può utilizzare l'aria atmosferica - ideato come propulsione per uno spazioplano ad un solo stadio per l'orbita - che fa seguito alla flessibilità di questa tecnologia dimostrata dall'ESA. L'investimento da 60 milioni di Sterline (circa 70 milioni di Euro) verrà fornito attraverso la UK Space Agency, e porterà alla costruzione di un prototipo funzionante del motore SABRE (Synergistic Air-Breathing Rocket Engine). Progettato dalla compagnia Britannica Reaction Engines Ltd, questo motore unico utilizzerà l'aria atmosferica nella prima parte del volo prima di passare ad una modalità razzo per la parte finale della salita verso l'orbita. L'idea apre la strada ai veri spazioplani - leggeri, riutilizzabili e capaci di volare da piste aeroportuali convenzionali. La Reaction Engines prevede che SABRE possa spingere un veicolo senza piloti lungo 84 metri chiamato Skylon, che farebbe lo stesso lavoro dei razzi di oggi mentre opera come un'aereo, rivoluzionando potenzialmente l'accesso allo spazio. La decisione di investire nel progetto segue il successo di alcuni test gestiti dall'ESA su un elemento chiave del progetto del SABRE, il pre-cooler che deve raffreddare l'aria calda in ingresso al motore a velocità supersoniche ed eseguito presso la sede principale della Reaction Engines nell'Oxfordshire, nel novembre 2012. "L'aria a temperatura ambiente entra e viene raffreddata sotto zero in una frazione di secondo," spiega Mark Ford, capo della sezione propulsione dell'ESA. "Questo tipo di scambiatore di calore esiste già nel mondo reale ma ha le dimensioni di un fabbricato. La parte interessante è che la Reaction Engines ha prodotto qualcosa di sufficientemente leggero e compatto per poter volare. L'idea dietro a questo motore è che il veicolo possa volare fino a Mach 5 nella bassa atmosfera utilizzando l'aria inspirata prima di passare all'ossigeno liquido imbarcato a bordo per il resto del suo volo verso l'orbita. A quella velocità l'aria arriva estremamente veloce. C'è quindi la necessità di rallentarla per poterla bruciare nel motore e nel fare questo la sua temperatura cresce di circa mille gradi, e questo supera i limiti dei materiali del motore. Ecco che entra in scena il precooler che raffredda l'aria in arrivo a temperature che le permettano di essere utilizzata nel motore. L'idea è conosciuta fin dagli anni '50 ma questa è la prima volta che qualcuno è riuscito a produrre un sistema funzionante. Nessun altro possiede questa tecnologia e qui l'Europa è veramente all'avanguardia." Lo scorso anno una serie di test della Reaction Engines vennero svolti con parte di finanziamenti ESA per testare le tecnologie chiave del progetto. Nei prossimi quattro anni si prevede di poter costruire uno scambiatore di calore leggero e, se supportati da ulteriori finanziamenti, di costruire un prototipo completo di motore SABRE. "Abbiamo per primo dimostrato la flessibilità della tecnologia degli ugelli e del precooler, ora non resta che produrre il motore per il ciclo completo e mostrare che SABRE può rispondere alle nostre richieste." dice Mark. "E' una lunga strada ma si tratta di un programma ingegneristico gigantesco - lo sviluppo dell'intero veicolo spaziale Skylon richiede miliardi di Euro. Ma il successo ottenuto fino ad ora mette l'Europa in buona posizione per ogni futura collaborazione internazionale. Abbiamo qualcosa che è veramente unico." L'ESA proseguirà il suo ruolo nel nuovo progetto. L'Agenzia aveva già preso i suoi primi contatti con la Reaction Engines mentre lavorava sul progetto LAPCAT assieme all'Unione Europea, per cercare un derivato di SABRE, chiamato Sciitar che potesse spingere un aereo dall'altra parte del mondo in circa 4,6 ore. Nello spaccato (Credit: Reation Engines Ltd) il motore SABRE.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: NASA/TV) i colleghi di Luca lo aiutano a togliersi la tuta spaziale dopo il rientro precipitoso nella stazione. 16/07/2013 - Interrotta prematuramente la EVA n.23 di Cassidy e Parmitano per accumulo d'acqua nel casco di Luca - Poco dopo un'ora dall'inizio dell'attivtà extra-veicolare n.23, Luca Parmitano dell'Agenzia Spaziale Europea ha segnalato la presenza di acqua dietro la sua testa all'interno del casco. "Ho acqua negli occhi ed altra nel naso. C'è un sacco di acqua." ha comunicato via radio Parmitano. L'acqua non era un pericolo immediato per Parmitano, ma il Controllo Missione ha deciso di interrompere subito la passeggiata spaziale. La causa della presenza di così tanta acqua all'interno della tuta non è stata ancora chiarita. In primo momento Parmitano pensava si trattasse di una perdita dell'acqua del sistema di raffreddamento della tuta ma i controllori di volo non avevano indicazioni dai dati trasmessi dalla telemetria. E' stato ipotizzato anche che potesse trattarsi di una perdita dalla sacca utilizzata dagli astronauti per bere durante l'EVA anche se Luca ha riportato che aveva uno strano sapore. Mentre il Controllo Missione fermava le attività dei due astronauti in attesa delle decisioni da prendere, Luca comunicava che l'acqua aumentava ed questo punto il Direttore di Volo David Korth ha indicato a Cassidy e Parmitano di tornare subito nel modulo di decompressione Quest e rientrare nella stazione. Cassidy si è occupato di raccogliere tutto il materiale esterno prima di tornare all'interno della camera di equilibrio. La passeggiata spaziale era iniziata ufficialmente alle 7:57 a.m. EDT (le 13:57 ora italiana) e si è conclusa alle 9:39 a.m. EDT (le 15:39 ora italiana) quando il modulo è stato ripressurizzato, per un totale di durata di 1 ora e 32 minuti. Mentre la camera di equilibrio veniva ripressurizzata Cassidy ha visto che Parmitano non poteva sentire ne comunicare con la radio. "Sembra a posto," ha detto Cassidy al Controllo Missione che gli chiedeva delle condizioni di Luca. "Sembra provato ma ok." Appena il modulo è stato ripressurizzato è stato aperto il portello che da all'interno della ISS e Parmitano è stato estratto dalla camera di equilibrio da Nyberg, aiutata dai tre cosmonauti Russi, e gli è stato sfilato con rapidità inusuale il casco. Luca aveva la testa bagnata e dal suo casco uscivano gocce d'acqua. Con l'aiuto dei suoi compagni si è asciugato con delle salviette. Poco dopo Luca è uscito completamente dalla tuta ed ha sorriso alle telecamere, rassicurando tutti delle sue condizioni mentre i suoi colleghi si occupavano di aiutare anche Chris a togliersi la tuta spaziale. Cassidy e Parmitano avevano completato l'installazione di un ponticello bypass che fornirà energia supplementare ai componenti critici della stazione e la stesura di un cavo elettrico. Cassidy e Parmitano avevano appena iniziato a stendere un cavo di trasmissione dati per il nuovo Modulo Laboratorio Multiruolo Russo quando Luca ha segnalato i primi problemi. L'EVA di oggi, la USA 23, avrebbe dovuto durare circa 6 ore e 15 minuti. Cassidy, designato EV1 per la passeggiata di oggi indossava una tuta EMU (extravehicular mobility unit) bianca con due strisce rosse mentre Parmitano, designato EV2, indossava la EMU tutta bianca. Per Chris era la sesta EVA della carriera mentre per Luca la Seconda, il primo italiano a camminare nello spazio. L'astronauta Shane Kimbrough presso il Centro Controllo Missione di Houston, nel Texas forniva il supporto a terra per i due spacewalker mentre a bordo della stazione, l'Ingegnere di Volo Karen Nyberg offriva ulteriore supporto durante l'escursione extra-veicolare. Ora i responsabili della missione dovranno comprendere bene che cosa sia successo alla tuta di Luca e se i campiti rimasti in sospeso nell'EVA prevista possano essere eseguiti dallo stesso equipaggio o più avanti. Era dal 2004 che un'attività extraveicolare della ISS non veniva interrotta per problemi tecnici. In copertina (Credit: NASA/TV) Luca Parmitano ripreso con la telecamera sul caso di Cassidy, al lavoro poco prima del sorgere del problema con l'acqua della tuta. Nella foto (Credit: NASA/TV) i colleghi di Luca lo aiutano a togliersi la tuta spaziale dopo il rientro precipitoso, ma senza panico, nella stazione. A questo indirizzo NASA una spiegazione di tutte le parti che compongono una tuta spaziale EMU.

Fonti : NASA - Space.com - SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA) l'intero gruppo di 11 astronauti-scienziati selezionati dalla NASA nel 1967. 15/07/2013 - John Llewellyn, l'astronauta-scienziato della NASA che non volò mai, ci ha lasciato - John Llewellyn, un chimico che venne scelto nel 1967 per diventare astronauta della NASA ma che, a causa della sua inabilità al pilotaggio di un jet lo costrinse a dimettersi l'anno seguente, è deceduto il 2 luglio scorso all'età di 80 anni. Llewellyn era parte del secondo gruppo di astronauti-scienziati degli Stati Uniti assieme a futuri veterani dello Space Shuttle nel ruolo di Specialisti di Missione come Joseph Allen (2 voli con lo Space Shuttle) e Story Musgrave (che ha compiuto ben sei missioni con la navetta), e si definivano 'gli undici in eccesso' dato che non vi erano missioni per farli volare. Due altri membri del gruppo, Brian O'Leary e Donald Holmquest, uscirono dal corpo astronauti per tornare ai loro studi scientifici a causa proprio della mancanza di opportunità di volare. Per Llewellyn, che subito dopo la selezione aveva descritto così le sue ambizioni: "in attesa di un volo di successo, per fare buoni esperimenti e sviluppare la scienza fuori di qui," la scelta di lasciare è arrivata molto prima che un assegnamento ad una missione potesse Nella foto (Credit: NASA) Anthony Llewellyn. trasformarsi in realtà. A differenza dei precedenti candidati astronauti, scelti perché erano piloti collaudatori con parecchia esperienza o scienziati con addestramento al volo, gli 'undici in eccesso' dovevano eseguire un corso di piloti per jet presso l'Air Force per poter essere qualificati per una missione NASA. Dopo quattro mesi dall'inizio dell'addestramento Llewellyn si rese conto di non essere portato per essere un pilota. Il 23 agosto 1968 Llewellyn dava le dimissioni dalla NASA. "Mio fratello non aveva quell'istinto, anche se era un brillante talento per la chimica e la NASA lo aveva scelto per quello," ricorca Roger Llewellyn, il fratello di 67 anni in un'intervista pubblicata il 14 luglio su WalesOnline. Nato a Cardiff, Galles, nell'aprile del 1933, John Anthony 'Tony' Llewellyn era uno dei due primi cittadini degli Stati Uniti naturalizzati ad essere scelti dalla NASA come astronauti. Llewellyn aveva conseguito diploma e laura nel Regno Unito prima di trasferirsi in Canada nel 1958 dove segui il post-dottorato e, successivamente, in FLorida dove divenne professore associato per Ingegneria e Chimica presso l'Università Statale. Dopo il suo anno di addestramento come astronauta NASA, Llewellyn divenne un subacqueo per la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) partecipando a diversi programmi scientifici e tecnologici marini a partire dal 1971. Dopo tornò in Florida come professore di chimica ed ingegneria biomedica presso la University of South Florida dove rimase fino a quando andò in pensione nel 2007. Fra le sue passioni vi era quella della vela con la quale compì due traversate dell'Atlantico assieme ad un suo amico nel 1992 e nel 2000. Llewellyn lascia una moglie, tre figli e due fratelli. Al posto dei fiori la famiglia ha richiesto che siano fatte donazioni al Metropolitan Ministries or Habitat for Humanities. Nella foto in alto (Credit: NASA S67-45713) il gruppo 6 di astronauti selezionati dalla NASA nel 1967 (il secondo gruppo di astronauti scienziati). Seduti da sinistra Philip K. Chapman, Robert A. R. Parker, William E. Thornton e John A. Llewellyn. In piedi da sinistra Joseph P. Allen IV, Karl G. Henize, Anthony W. England, Donald L. Holmquest, Story Musgrave, William B. Lenoir e Brian T. O'Leary. Nella foto (Credit: NASA) l'intero gruppo di 11 astronauti-scienziati selezionati dalla NASA nel 1967. Nella foto a destra Anthony Llewellyn.

Fonte : Space.com

15/07/2013 - Il Telescopio Spaziale Hubble scopre una nuova luna di Nettuno - Il Telescopio Spaziale Hubble ha scoperto una nuova luna orbitante attorno al lontano pianeta verde-blu, Nettuno. Si tratta della 14esima luna conosciuta che gira attorno al pianete gigante. La luna, designata S/2004 N 1, si stima possa essere non più grande di 20 km, rendendola così la luna conosciuta più piccola nel sistema Nettuniano. E' così piccola che è quasi 100 milioni di volte più debole della più debole stella che può essere osservata ad occhio nudo. Era anche sfuggita alla scoperta da parte del veicolo spaziale Voyager 2 della NASA, che sorvolò Nettuno nel 1989 ed osservò il sistema planetario di lune ed anelli. Mark Showalter del SETI Institute di Mountain View, California, ha scoperto la luna il 1° luglio, mentre studiava i deboli archi, o segmenti di anelli attorno a Nettuno. "Le orbite e le lune degli archi sono molto rapide, così ho deciso di cercare un modo per seguire i loro movimenti per ottenere maggiori dati del sistema," ha detto Showalter. "E' lo stesso modo nel quale un fotografo segue un atleta che corre - l'atleta rimane a fuoco mentre lo sfondo è mosso." Il metodo ha seguito il movimento di un punto bianco che appariva ogni volta in almeno 150 fotografie di Nettuno riprese da Hubble dal 2004 al 2009. In un capriccio, Showalter ha guardato oltre i segmenti di anelli ed ha notato il punto bianco a circa 105.000 km da Nettuno, fra le orbite delle lune Larissa e Proteus. Il puntino è S/2004 N 1. Showalter ha calcolato l'orbita circolare della luna, che completa una rivoluzione attorno a Nettuno ogni 23 ore. Il Telescopio Spaziale Hubble è un progetto in collaborazione fra la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Md, gestisce il telescopio. Lo Space Telescope Science Institute (STScI) di Baltimora, MD, conduce le operazioni scientifiche. L'STScI è gestito dalla Association of Universities for Research in Astronomy Inc., di Washington. Per immagini, video ed altre informazioni sulla nuova luna di Nettuno visita: http://hubblesite.org/news/2013/30. In copertina (Credit: NASA, ESA, AND M. SHOWALTER (SETI INSTITUTE) una immagine di Hubble in cui si possono vedere alcune lune di Nettuno, gli archi di anelli ed S/2004 N 1 cerchiato di giallo.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: TDF) l'allagamento della stazione di terra della Nuova Caledonia del sistema Galileo. 15/07/2013 - La stazione di rilevamento del sistema Galileo del Sud Pacifico è stata allagata dal maltempo - Pensate che la nostra estate sia brutta? Gli ingegneri che si trovano alla stazione di rilevamento Galileo del Sud Pacifico in Nuova Caledonia si sono trovati bloccati da piogge violentissime ed allagamenti - sebbene la stazione sia rimasta operativa. Le piogge torrenziali si sono abbattute su questo gruppo di isole sotto l'amministrazione Francese all'inizio di luglio. La costa sud dell'isola principale della Nuova Caledonia, Grand Terre, ha registrato più di 700 mm di pioggia in 24 ore - la media annua è approssimativamente di 1100 millimetri. La stazione di terra di Galileo nei pressi della capitale Nouméa è stato colpita dal diluvio. Parte di una rete mondiale in crescita, incorpora una stazione Galileo di rilevamento che monitora la qualità dei segnali di navigazione e di una stazione di Uplink per trasmettere le correzioni di navigazione ai satelliti per la ritrasmissione agli utenti. Un'antenna di 13 metri di diametro per il controllo dei satelliti è già stata costruita ed entrerà in servizio entro l'anno. "C'erano tre ingegneri in loco, a lavorare sulla nuova antenna, quando le piogge sono iniziate," ha spiegato Fermin Alvarez Lopez, che supervisiona le stazioni di terra di Galileo dell'ESA. "Situato in una zona remota della Nuova Caledonia, Nouméa è costruito su una pianura circondata da colline formate da ciottoli, che contribuiscono a schermare i segnali radio indesiderati. Ma in questo caso, ciò ha significato che la pioggia si è incanalata verso il basso dell'area del sito. Un ruscello che scorre nelle vicinanze ha rotto gli argini e la strada di accesso al sito è stata completamente spazzata via. Gli ingegneri hanno dovuto tenere duro e aspettare i soccorsi: ci sono volute 40 ore alle autorità ed all'ente ospitante TDF per sistemare le strade che accedono al sito di Galileo per permettere loro di tornare in sicurezza a Nouméa. Alcuni dipendenti della TDF sono rimasti sul posto per garantire che la stazione rimanesse pienamente operativa. La buona notizia è che la stazione di terra non ha subito danni, grazie alle alte fondamenta ed un generatore in loco." Le piogge sono state le più pesanti cadute sulla Nuova Caledonia dal 1951. Una delle più remote stazioni terrestri Galileo al di fuori dell'Europa, il sito e le attrezzature di Nouméa sono mantenuti per l'ESA dalla società di telecomunicazioni francese TDF. La rete globale al suolo di Galileo è essenziale per garantire la continua affidabilità delle informazioni di tempo e di posizionamento incorporato all'interno dei segnali di navigazione dall'orbita. Monitorando i segnali di Galileo in tutto il mondo, serve ad identificare gli errori di servizio e correggerli prontamente. Uno degli sviluppi più complicati mai intrapresi dall'ESA, dovendo rispettare stretti livelli di prestazioni, sicurezza e protezione, il segmento di terra di Galileo è supervisionato dai centri di controllo gemelli al Fucino in Italia e presso Oberpfaffenhofen in Germania. Nella foto (Credit: TDF) l'allagamento della stazione di terra della Nuova Caledonia del sistema Galileo.

Fonte : ESA

Nelle foto (Credit: NASA//Bill Ingalls) a sinistra l'Amministratore della NASA Charles Bolden ed il presidente JAXA Naoki Nomura nella sede dell'Agenzia a Washington. 15/07/2013 - La NASA e l'Agenzia Spaziale Giapponese discutono sulla futura cooperazione spaziale - Charles Bolden, l'Amministratore della NASA ed il Presidente della JAXA (l'Agenzia di Esplorazione Aerospaziale Giapponese) si sono incontrati lo scorso 10 luglio per discutere l'importanza della collaborazione internazionale nel settore spaziale, specialmente in supporto della Stazione Spaziale Internazionale. Bolden e Naoki Okumura, hanno discusso sui progetti della NASA per l'iniziativa di esplorazione di un asteroide, annunciata precedentemente dal Presidente Obama nella proposta di finanziamento NASA del 2014. Okumura ha accolto con favore l'opportunità di aprire i colloqui su una possibile collaborazione della JAXA basata sull'esperienza ricavata dalla missione Hayabusa di recupero dei campioni da un asteroide. Questo di Okumura è il primo incontro bilaterale con esponenti della NASA fin da quando è entrato in carica ad aprile. "La NASA è soddisfatta delle lunghe relazioni di mutuo beneficio con il Giappone nelle attività spaziali e guarda al futuro circa l'iniziativa dell'asteroide," ha detto Bolden. "Al momento abbiamo oltre 35 accordi attivi con la JAXA nel campo del volo spaziale umano, della scienza della Terra, scienza spaziale ed aeronautica, che fanno del Giappone uno dei migliori partner nella cooperazione civile dello spazio." L'iniziativa dell'asteroide della NASA coinvolge la cattura robotica di un piccolo asteroide vicino alla Terra ed il suo spostamento su un'orbita stabile lunare dove gli astronauti potranno visitarlo ed esplorarlo. Catturare e dirigere un asteroide richiede le migliori capacità della NASA nei campi scientifici, tecnologici e di esplorazione umana e i tratti migliori e più brillanti di scienziati ed ingegneri Americani. Le conoscenze ottenute con quest'iniziativa ci aiuteranno a proteggere il nostro pianeta, avanzare nelle capacità di esplorazione e nelle tecnologie del volo spaziale umano oltre ad aiutarci nell'utilizzare meglio le risorse spaziali. Nelle foto (Credit: NASA//Bill Ingalls) a sinistra l'Amministratore della NASA Charles Bolden ed il presidente JAXA Naoki Nomura fotografati nella sede dell'Agenzia a Washington, durante l'incontro del 10 luglio scorso.

Fonte : Space Daily

15/07/2013 - La Cina mette in orbita un satellite sperimentale - Il Centro Lancio Satelliti di Jiuquan ha annunciato che la Cina ha lanciato oggi con successo un satellite sperimentale in orbita. L'orbiter SJ-11-05, questa la sua designazione, è stato lanciato dal centro spaziale alle 5:27 p.m. ora di Pechino (le 11:27 ora italiana) di lunedì ed è stato inserito nell'orbita prevista, secondo quanto riportato dal Centro che si trova nel deserto del Gobi, nel nord-ovest della Cina. Il veicolo spaziale è stato lanciato per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 2C e verrà utilizzato per condurre ricerche scientifiche ed esperimenti tecnologici non meglio specificati. Il satellite farebbe parte della serie Shijian e questo sarebbe il quinto veicolo ad essere lanciato, il quarto a raggiungere l'orbita dopo la perdita del precedente durante un problema al lancio avvenuto il 18 agosto 2011. La vera missione dei satelliti Shijian non è dichiarata apertamente ma esperti occidentali credono si tratti di una costellazione di satelliti operativi per l'individuazione di lanci missilistici nemici. Il decollo è avvenuto dalla rampa 603 del complesso di lancio LC43 del Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan. Tutti i satelliti di questa serie orbitano tipicamente a 705x690 km di altezza con inclinazione di 98,1 gradi. Si tratta del primo lancio spaziale cinese dopo la missione abitata Shenzhou-10. Questo era il 37esimo lancio orbitale del 2013, il 35esimo a concludersi con successo.

Fonti : Xinhua - Nasaspaceflight

15/07/2013 - Segui in diretta Web la seconda passeggiata spaziale di Luca Parmitano - Seguite con noi la seconda passeggiata spaziale dell’astronauta dell’ESA Luca Parmitano e dell’astronauta NASA Chris Cassidy. La diretta comincia qui alle ore 13:00, ora italiana, di martedì 16 luglio 2013. La passeggiata spaziale inizia alle 14:10. La tuta di Luca è completamente bianca, mentre quella di Chris ha delle bande rosse. Dopo una settimana dalla prima uscita, Luca Parmitano è pronto per una nuova attività extra-veicolare, la seconda delle due previste nella missione Volare, la prima di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana. Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, è il primo italiano a passeggiare nello spazio. Obiettivo della seconda passeggiata spaziale, è il completamento della movimentazione e del recupero di esperimenti e di componenti esterni, attività di manutenzione della Stazione e la preparazione per l’installazione del modulo russo Nauka il cui lancio è previsto nei prossimi mesi.

Fonte : ESA Italia

14/07/2013 - La sonda Chang'e-2 stabilisce il record di distanza dalla Terra di un veicolo spaziale cinese - Scienziati cinesi hanno dichiarato domenica che la sonda cinese Chang'e-2 ha raggiunto la distanza di circa 50 milioni di km dalla Terra, stabilendo così un nuovo record per il Paese nell'esplorazione dello spazio profondo. La sonda, che si trova ancora in 'buone condizioni', ha raggiunto la distanza record attorno alle 1 a.m. di domenica ora di Pechino (le 23 ora italiana di sabato 13 luglio 2013). Lo ha dichiarato il SASTIND (L'Amministrazione Statale per la Scienza, la Tecnologia, l'Industria e la Difesa Nazionale) in un comunicato. Secondo calcoli eseguiti dagli scienziati del Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino, la sonda Chang'e-2 può raggiungere una distanza fino a 300 milioni di km dalla Terra. La Chang'e-2 venne lanciata il 1° ottobre 2010 dal Centro di Lancio Satelliti di Xichang, nel sud-ovest della Cina e poco dopo entrò in orbita attorno alla Luna per studiarla più approfonditamente della precedente Chang'e-1. Il 9 giugno 2011, dopo aver completato i suoi obiettivi lunari, la Chang'e-2 lasciò l'orbita lunare per una missione ulteriore destinata al punto Lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole. Fin dal decollo la Chang'e-2 ha raggiunto diversi scopi: essere la prima sonda ad eseguire una mappatura completa della Luna con una risoluzione di sette metri; essere il primo oggetto a raggiungere L2 direttamente dall'orbita lunare. Il 13 dicembre 2012, la sonda ha sorvolato Toutatis, un asteroide lontano circa 7 milioni di km dalla Terra, facendo della Cina la quarta potenza mondiale dopo Stati Uniti, l'Unione Europea ed il Giappone ad essere in grado di esaminare un asteroide per mezzo di un veicolo spaziale. Secondo quanto riportato dal SASTIND in un'intervista del dicembre 2012, la missione estesa di Chang'e-2, che l'ha portata a milioni di km lontana dalla Terra, ha permesso di testare la rete di controllo e tracciamento dei veicoli spaziali della Cina, comprese le due nuove stazioni di rilevamento nel nord-ovest della Regione Autonoma Xinjiang Uygur e nella provincia Heilongjiang a nord-est del Paese.

Fonte : Xinhua

Nelle foto (Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute) Plutone e Caronte (il puntino meno luminoso) fotografati dalla sonda New Horizons della NASA. 13/07/2013 - Dalla sonda New Horizons della NASA fotografati i primi due pixel di Caronte, luna di Plutone - Certe volte le immagini che gli astronomi considerano storiche non risultano granché impressionanti all’occhio del profano. E’ il caso di quella riprodotta a fianco, che mostra il pianeta nano Plutone con a fianco la più grande delle sue lune, Caronte, ripresi dalla sonda spaziale della NASA New Horizons utilizzando la camera telescopica LOng Range Reconnaissance Imager (LORRI), quella a maggiore definizione di cui è equipaggiata. Questa immagine, ottenuta dalla composizione di sei successive osservazioni, rappresenta l’inizio delle attività scientifiche per New Horizons, una missione lanciata nel 2006 e che attualmente si trova a una distanza da Plutone di circa 880 milioni di chilometri. Un lungo tragitto che coprirà in due anni per trovarsi il 14 luglio 2015 faccia a faccia con il pianeta nano e le sue lune, di cui farà un reportage completo passandogli accanto a soli 12.500 chilometri. Con un diametro di 1,207 chilometri e ricoperta di ghiaccio, Caronte è la più grande delle 5 lune conosciute di Plutone, attorno a cui orbita a una distanza di circa 19.000 chilometri. Il fatto di poterla ben distinguere, seppure in una manciata di pixel, rappresenta un risultato decisamente incoraggiante. "Oltre ad essere un ottimo test tecnologico,," commenta il responsabile della missione Alan Stern, "questa nuova immagine di Caronte e Plutone dovrebbe fornire anche qualche dato scientifico." Grazie all’angolo di vista particolare con cui è stata ripresa l’immagine, infatti, si potrebbero avere nuovi indizi sulle proprietà superficiali di Caronte e Plutone, compresa la possibilità che uno strato di fini particelle li ricopra completamente. "Siamo ben contenti di avere il nostro primo pixel di Caronte," conclude Stern, "ma fra due anni, in prossimità del passaggio ravvicinato, avremo almeno un milione di pixel di Caronte. E mi aspetto che saremo anche un milione di volte più felici!" Nelle foto (Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute) Plutone e Caronte (il puntino meno luminoso) fotografati dalla sonda New Horizons della NASA. Nella foto a destra i due corpi sono stati cerchiati.

Fonte : INAF

Nella foto (Credit: A. Le Floc’h, ESA) Naomi Murdoch e Ben Rozitis a gravità zero con l'esperimento AstEx. 13/07/2013 - Atterrare su un asteroide potrebbe provocare degli smottamenti sul lato opposto - Un'esperimento condotto in ambiente di microgravità nel 2009 suggerisce che una pila di sassi e polvere che ricopra un asteroide od una cometa può trasportare dei movimenti a distanze molto maggiori che sulla Terra, rendendo queste superfici meno stabili di quanto precedentemente immaginato. Il professore Ben Rozitis della Open University ha presentato le scoperte dell'esperimento in volo parabolico AstEx presso la National Astronomy Meeting di St Andrews, lo scorso 4 luglio. Quando era ancora uno studente post-laurea, nel 2009, Rozitis e la Dottoressa Naomi Murdoch, una ricercatrice dell'Institut Supérieur de l'Aéronautique et de l'Espace di Tolosa, presero parte alla campagna 'Fly yout Thesis' dell'ESA. I due condussero un esperimento all'interno di un aereo Airbus A300, che eseguiva una serie di voli parabolici dando agli studenti un totale di 30 minuti di condizioni di microgravità. L'Asteroid Experiment (AstEx) consisteva in un cilindro pieno di palline di vetro con un tamburo ruotante al centro. Durante la fase di caduta libera del volo parabolico, il tamburo interno di AstEx ruotava in una direzione per 10 secondi e poi nell'altra. Le riprese delle telecamere di cui era dotato l'esperimento immortalavano il movimento delle sferette di vetro. AstEx ha mostrato che le catene di sferette che poggiavano l'una sull'altra (come una pila di arance al supermercato) erano influenzate dall'esposizione alla rotazione e le catene si spezzavano quando questa veniva invertita, sia in microgravità che sulla Terra. "Molti piccoli asteroidi sono quasi interamente granulari in natura, pile di sassi e macigni tenuti assieme dalla gravità. Scoprire la fisica dei materiali granulari è importante anche per interpretare le immagini di questi piccoli corpi, comprendere la loro evoluzione e questo aiuterà anche nel progettare le missioni spaziali che devono interagire con queste superfici granulari," ha detto Murdoch. "AstEx ci ha permesso di studiare come si comportano i corpi granulari in condizioni simili a quelli che incontreremo sulla superficie di asteroidi o comete," prosegue Murdoch. Ma ogni cambiamento nella forza che tiene le catene in un ambiente a bassa gravità ha effetti su più grandi distanze. Questo comporta che anche l'impatto di un meteorite o di un veicolo spaziale, robotico o abitato, su una superficie di un asteroide formato da corpi solidi più o meno grandi, avrebbe effetti a lunga distanza sulla regolite. "Un lander che atterri sulla superficie di un lato di un piccolo asteroide formato da corpi tenuti assieme dalla debole gravità potrebbe anche causare delle valanghe sull'altro lato, a causa della trasmissione a lunga distanza delle forze attraverso le catene. Molto dipenderebbe dall'angolo di impatto e dal punto così come da che storia ha avuto la superficie e quale tipo di memoria la regolite trattiene," conclude Murdoch. Nella foto (Credit: A. Le Floc’h, ESA) Naomi Murdoch e Ben Rozitis a gravità zero con l'esperimento AstEx.

Fonte : Royal Astronomical Society

12/07/2013 - Terra chiama Spazio: Parmitano risponde - La cosa che più colpisce, appena il collegamento parte (poco dopo le 14:15) è il volto sorridente, disteso, soddisfatto, di Parmitano. Che dovrebbe essere stanchissimo, al termine di una settimana di lavoro duro sugli esperimenti e soprattutto della prima EVA (attività extraveicolare) mai compiuta da un astronauta italiano. Senza contare l’altro collegamento (ieri) coi piccoli malati del Bambin Gesù di Roma. Invece no: Luca sembra quasi felice, ha voglia anche di scherzare. E lo fa, giocando col guanto della tuta che ha indossato martedì scorso per quei 'due passi' nello Spazio che lo hanno fatto entrare nella storia. Lo lascia lì, sospeso per l’assenza di gravità, un po’ come lui tre giorni fa. E ne ride coi colleghi fuori campo. Da Terra abbiamo visto tutto, lui invece poteva solo ascoltare. Le tante, tantissime domande. Prima del presidente dell’ASI, Enrico Saggese. Poi dei giornalisti. Rispondendo a tutti con precisione, cura per i dettagli, rispetto per ogni curiosità. Anche la più strana, come è accaduto quando gli è stato chiesto se 'partirebbe mai per un viaggio senza ritorno': "forse – ha risposto Luca – sarebbe meglio chiedere a mia moglie e le mie due figlie." Touché: ironia, ma sempre con misura e garbo. Venti minuti buoni è durato il collegamento. Si è parlato un po’ di tutto quello che è successo in questa manciata di giorni e di quello che sta per succedere. Quindi, soprattutto, dello straordinario successo dell’EVA di martedì scorso e delle attese per quella di martedì prossimo. "Proprio adesso - ha detto Parmitano, rispondendo a Saggese - ho terminato di preparare gli strumenti per la prossima passeggiata spaziale (…) ho preparato tutto e so che uscirò per primo (…)." Rivelando quindi che alla sua seconda attività extraveicolare, Luca avrà questo grande privilegio: "Uscire per primo – ha spiegato – è di solito una cosa che spetta al leader della EVA, quindi per me è davvero un grandissimo onore." Per rivedere il video integrale di questo collegamento clicca qui. Se invece vuoi solo ascoltare il collegamento trovi qui la prima parte e la seconda parte.

Fonte : ASI

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.) scattata dal rover Opportunity, si vede Solander Point, la collinetta sulla destra. 12/07/2013 - Opportunity continua a muoversi verso Solander Point, il suo prossimo obiettivo di studio - Opportunity è in ottima forma. Durante il Sol 3351 (27 giugno 2013), il rover si è spostato di 120 metri, proseguendo verso 'Solander Point' sul bordo del cratere Endeavour. Sempre durante quel Sol, una serie di diagnostiche sono state eseguite sul potenziometro del giunto 3 del braccio robotico. Questo potenziometro è un sensore che indica se il braccio si muove. Il braccio, ovviamente, non deve muoversi mentre il rover è in marcia. Analisi preliminari indicano che le letture del potenziometro erano anomale e che il braccio non si è mosso realmente. Gli ingegneri ora pensano di mascherare queste letture nel software di volo del rover in modo che le letture anomale non fermino il cammino. Nella pianificazione comprendente due giorni, Opportunity ha eseguito una 'toccata e fuga', utilizzando il braccio robotico un giorno e spostandosi il giorno seguente, nei Sol 3352 e 3353 (il 28 e 30 giugno 2013 utilizzando l'orario Pacific Daylight Time a mezzogiorno del sol non vi è un mezzogiorno per il 29 giugno). Durante il primo Sol, il Microscopic Imager (MI) ha catturato una mosaico di immagini della superficie. L'Alpha Particle X-Ray Spectrometer (APXS) ha raccolto dei dati durante la notte. Nel secondo giorno previsto il rover si è spostato di 30 metri. Nel Sol 3355 (2 luglio 2013), Opportunity ha completato un'altro spostamento di circa 118 metri. In preparazione del lungo periodo festivo del Quattro di Luglio, sono stati programmati due serie di pianificazioni da tre Sol ognuna in modo da tenere occupato Opportunity mentre il team di volo si riposava. Il primo piano copriva i Sol da 3356 a 3358 (dal 3 al 5 luglio 2013). Uno spostamento di 25 metri è stato eseguito nel primo Sol, con una fermata speciale automatica per utilizzare l'inclinazione del rover ed ottenere la generazione massima di energia solare per le attività successive. Nel secondo Sol, il rover ha eseguito una misurazione atmosferica dell'argon utilizzando l'APXS e poi ha condotto misurazioni di routine nel terzo Sol. Con i risultati degli spostamenti del Sol 3356 (3 luglio 2013) ricevuti in tempo per pianificare i successivi tre Sol di attività, il team di volo ha inviato una nuova sequenza di spostamenti per il Sol 3360 (7 luglio 2013) dopo una speciale osservazioni di entrambe le lune di Marte. Opportunity ha ripreso Phobos e Deimos con la Pancam (Panoramic Camera) nelle prime ore del mattino di quel Sol, utilizzando l'energia extra fornita dall'inclinazione favorevole del rover. Una volta terminata l'osservazione il rover si è spostato di altri 42 metri ed ha trascorso l'ultimo dei tre Sol programmati ricaricando le batterie eseguendo soltanto leggere osservazioni remote. Dopo la vacanza, Opportunity ha continuato a spingersi sempre più vicino a Solander Point, guidando nel Sol 3362 (9 luglio 2013) per 88,7 metri e nel Sol 3363 (10 luglio 2013) per circa 59 metri. Al Sol 3363 (10 luglio 2013) la produzione elettrica dei pannelli solari era di 435 w/h con un'opacità atmosferica (Tau) di 0,786 ed un fattore di polvere sui pannelli di 0,606. La distanza totale percorsa ha raggiunto i 37,58 km. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.) scattata dal rover Opportunity, si vede Solander Point, la collinetta sulla destra, obiettivo da raggiungere per il rover.

Fonte : Space Daily

12/07/2013 - I tre astronauti di Shenzhou-10 hanno terminato la loro quarantena medica - I tre astronauti della missione Cinese Shenzhou-10 sono riapparsi in pubblico giovedì dopo aver completato il periodo di quarantena medica. Presso l'Astronaut Center della Cina, che si trova nei sobborghi di nordovest di Pechino, gli astronauti hanno incontrato i media per condividere la loro esperienza del viaggio spaziale durato 15 giorni, la più lunga missione spaziale del Paese fino ad ora. Nie Haisheng, il comandante dell'equipaggio al suo secondo volo spaziale, Wang Yaping, l'unica donna della missione e Zhang Xiaoguang sono mentalmente e fisicamente in forma. Secondo i responsabili medici della quarantena i tre sono tornati al peso corporeo che avevano prima del viaggio. La Shenzhou-10 aveva attraccato al laboratorio spaziale TianGong-1 per due volte, una prima in modalità automatica e la seconda manualmente, durante il soggiorno, che si è trattato del primo volo spaziale applicativo della Cina. Gli astronauti hanno trascorso 12 giorni a bordo di TianGong-1, dove hanno condotto esperimenti medici, test tecnici ed eseguito una lezione per gli studenti sulla Terra basata sui principi fisici di base. Dopo il loro rientro nell'atmosfera e l'atterraggio, avvenuto il 26 giugno, l'equipaggio è stato trattenuto in quarantena per recuperare e riadattare i loro corpi alla gravità terrestre. Riflettendo sulle due missioni spaziali, Nie ha detto che gli astronauti cinesi sono pienamente capaci di vivere e lavorare nello spazio. Secondo Deng Yibing, direttore del Centro di Addestramento e Ricerca Astronautica Cinese, gli astronauti seguiranno una riabilitazione da metà a fine luglio. Le loro condizioni di salute saranno monitorate poi per altri tre mesi al fine di assicurare un completo recupero.

Fonte : Xinhua

Nell'illustrazione (Credit: Aerpojet Rocketdyne) il logo della nuova compagnia Aerojet Rocketdyne. 12/07/2013 - Testato per la prima volta dalla NASA un componente di un motore a razzo stampato in 3D - La Aerojet Rocketdyne e la NASA hanno completato con successo una serie di test di accensione di un'iniettore per motore a razzo a propellente liquido ossigeno/idrogeno costruito utilizzando la tecnologia di costruzione additiva (conosciuta anche come stampa 3D). Questa prova, in collaborazione con il Glenn Research Center della NASA (NASA-GRS) attraverso un Space Act Agreement, è un passo decisivo nello sviluppo e nella certificazione dei processi integrati di produzione, analisi e progettazione strumenti, e componenti tecnologici richiesti per implementare la Fusione Laser Selettiva (SML) per componenti critici dei motori dei razzi. La Aerojet Rocketdyne è una compagnia della GenCorp. "Questo progetto mette assieme i nuovi strumenti di analisi e progettazione additiva con i processi di costruzione per creare un componente di motore con caratteristiche di ottime prestazioni e preparare la strada ad implementare queste tecnologie nella produzione dei motori," ha detto Jeff Haynes, program manager della Produzione Additiva della Aerojet Rocketdyne. "Questo è un significativo passo avanti nell'applicazione della produzione additiva per i motori dei razzi. La produzione additiva ha la capacità di produrre parti complesse ad una frazione del costo ed in minor tempo, se applicata attraverso rigorosi processi di riduzione rischi. Oggi abbiamo il risultato di aver prodotto, in modo completamente additivo, un'iniettore di razzo con una dimostrazione in un'ambiente rilevante." Il test di accensione ha richiesto uno sviluppo significativo dei dati di progettazione per il processo di produzione additiva per assicurare adeguati fattori di sicurezza ed affidabilità. Questo iniettore è stato progettato dagli ingegneri della Aerojet Rocketdyne ed ha permesso di ridurre il tempo di produzione da oltre un anno ad alcuni mesi, con un potenziale risparmio dei costi di oltre il 70% se paragonati ai processi di produzione tradizionali. I prossimi passi saranno l'adozione di questa tecnologia che includa le richieste di produzione di scala. La Aerojet Rocketdyne sta attivamente lavorando per integrare queste tecnologie avanzate di produzione in una linea di prodotti che rispondano ai concetti di affidabilità industriale. La Aerojet Rocketdyne è un leader mondiale nell'aerospazio e difesa fornendo la propulsione e l'energia per lo spazio, la difesa missilistica, strategica, tattica e nel settore degli armamenti dei mercati interni ed esteri. Se vuoi sapere di più sulla nuova Aerojet Rocketdyne visita: http://www.rocket.com/. La tecnologia additiva a fusione laser selettiva si basa sulla possibilità che un potente laser possa fondere della polvere metallica in sospensione in strati successivi uno sopra l'altro ricostruendo così qualsiasi tipo di forma tridimensionale, anche complessa. Nell'illustrazione (Credit: Aerojet Rocketdyne) il logo della nuova compagnia Aerojet Rocketdyne.

Fonte : Aerojet Rocketdyne

12/07/2013 - Gli Stati Uniti vogliono approvare una legge che protegge i siti lunari di atterraggio delle missioni Apollo - Una nuova legge introdotta dal Congresso degli Stati Uniti vuole stabilire sulla Luna l'Apollo Lunar Landing Sites National Historical Park. Questo progetto, che non ha certamente niente a che fare con un 'parco giochi' come è apparso su qualche quotidiano italiano, mira a proteggere i siti di atterraggio delle missioni Apollo per le generazioni future. La legge è stata presentata lunedì 8 luglio dal Senatore Repubblicano Donna Edwards ed è stato appoggiato da Eddie Bernice Johnson, altro repubblicano. La legge, definita House Resolution 2617, è stata presentata al Comitato della Scienza, Spazio e Tecnologia ed anche al Comitato del Senato per le Risorse Naturali. Prendendo nota che il programma lunare Apollo è stato uno dei maggiori traguardi nella storia Americana, la legge mira a proteggere i siti per la posterità in un momento nel quale imprese commerciali e nazioni estere stanno per raggiungere la Luna. Questa legge si prefigge di proteggere tutte le aree della Luna dove gli astronauti e gli strumenti collegati al programma Apollo hanno raggiunto la superficie lunare fra il 1969 ed il 1972. In questa definizione rientra anche lo stadio superiore Saturn IVB della missione Apollo 13, che si schiantò sulla Luna a nord del Mare Cognitum il 14 aprile del 1970. Il segretario degli Interni dovrà occuparsi di amministrare i parchi storici e quest'agenzia lavorerà con la NASA per dividersi le responsabilità e le attività per gestire i parchi storici. Fra questi compiti vi sono assicurare un monitoraggio dei siti Apollo, la gestione nell'accesso alle zone, compresa una coordinazione con le altre entità nazionali ed estere ed assicurare una catalogazione di tutto il materiale che contengono. Quest'ultimo aspetto spetterebbe al direttore dello Smithsonian Institution. Nella legge inoltre si chiede che il Dipartimento degli Interni e la NASA sottopongano il sito di allunaggio Apollo 11 all'UNESCO (l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) come Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Fonte : Space.com

12/07/2013 - La NASA vuole utilizzare la Stazione Spaziale per testare un nuovo sistema di trasmissione laser - La NASA vuole utilizzare la Stazione Spaziale Internazionale per testare una nuova tecnologia di comunicazione che potrebbe migliorare in modo sensibile le trasmissioni fra i veicoli spaziali, le comunicazioni commerciali e dei dati scientifici. OPALS (Optical Payload for Lasercomm Science) questo è il nome dell'esperimento dimostrativo tecnologico ottico che potrebbe migliorare la trasmissione con i futuri veicoli spaziali di un fattore da 10 a 100. OPALS è arrivato presso il Kennedy Space Center della Florida dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California ed il suo lancio verso la ISS è previsto entro l'anno per mezzo di una capsula di rifornimento commerciale Dragon della SpaceX con il razzo Falcon 9 della stessa compagnia. "OPALS rappresenta un tangibile passo cruciale nelle comunicazioni a mezzo laser, e la Stazione Spaziale Internazionale è una grande piattaforma per un esperimento del genere," ha detto Michael Kokorowski, OPALS project manager presso il JPL. "I sistemi operativi futuri di comunicazione laser avranno la possibilità di trasmettere molti più dati da un veicolo spaziale verso Terra di quello che possono fare attualmente, migliorando così le ricerche scientifiche e le imprese commerciali." OPALS verrà montato all'esterno della ISS e comunicherà con una stazione al suolo presso Wrightwood, in California, una cittadina montana vicino a Los Angeles. "Sarebbe come tenere puntato un laser continuativamente per due minuti su un punto del diametro di un capello umano da una distanza di 10 metri mentre state camminando," ha detto Bogdan Oaida, ingegnere del JPL, spiegando il sistema OPALS. Lo strumento OPALS è stato costruito dal JPL e volerà su una capsula Dragon nel dicembre 2013. La missione dovrebbe durare 90 giorni dopo l'installazione sulla stazione. Per maggiori informazioni su OPALS visita il sito: http://phaeton.jpl.nasa.gov/external/projects/optical.cfm.

Fonte : Space Daily

11/07/2013 - La NASA sceglie sette progetti per X-Hab Innovation Challenge 2014 - La NASA e la National Space Grant Foundation hanno selezionato sette progetti presentati da sei università per partecipare all'X-Hab 2014 (Exploration Habitat (X-Hab) Academic Innovation Challenge). Durante l'anno accademico 2013-2014, gli studenti riuniti in squadre dovranno raggiungere una serie di obiettivi nella progettazione, costruzione, assemblaggio, sistemi di prova ed idee che potrebbero essere utilizzate negli habitat di future esplorazioni spaziali. Il loro lavoro sarà svolto a stretto contatto con i membri del team Deep Space Habitat Project che fanno parte del programma NASA Advanced Exploration System (AES). "Il nuovo progetto X-Hab Academic Innovation Challenge riflette la grande creatività ed innovazione provenienti dagli studenti delle università e facoltà," ha detto Barry Epstein, capo degli Habitat System AES della NASA presso la sede di Washington. "La loro energia e le idee espandono i confini dei nostri progetti e del programma di sviluppo tecnologico per l'esplorazione umana dello spazio profondo." Ai partecipanti è richiesto di osservare il lavoro svolto dalla NASA in questo campo ed aiutare a sviluppare nuove idee complementari alle attuali ricerche e sviluppo. La NASA ha scelto così le sette squadre da un gruppo di proposte ricevute a maggio. Le squadre che parteciperanno all'X-Hab Academic Innovation Challenge 2014 sono le seguenti: - Oklahoma State University, Stillwater: Horizontal Habitability Layout Studies - University of Colorado di Boulder: Plant Anywhere: Plants Growing in Free Habitat Spaces - Rice University, Houston: SpaceRing: a Versatile, Scalable Power-Generation and Cooling System - University of South Alabama, Mobile: Closed Environment Air Revitalization System Based on Metal Organic Framework Adsorbents - University of Wisconsin, Madison: Badger Compartmentalized Onboard Material Extrusion Technology - University of Maryland, College Park: Vertical Habitability Layout Studies - University of Maryland, College Park: Neutral Buoyancy/Parabolic Flight Habitat Studies. La National Space Grant Foundation finanzierà le spese di progettazione, sviluppo e consegne dei sistemi al team AES Deep Space Habitat Project nella metà del 2014. Questa sfida educativa è il contributo dell'Agenzia nello sforzo di addestrare e sviluppare una forza lavoro altamente professionale, nei campi scientifici, ingegneristici e tecnici per il futuro. La Direzione Missioni Operative e di Esplorazioni Umane della NASA, attraverso il team Deep Space Habitat Project, sponsorizza la sfida tecnologica. La NASA supporta questa ricerca che permetterà di sostenere un'affidabile e sostenibile esplorazione robotica ed umana del Sistema Solare.

Fonte : Space Daily

Nella foto (Credit: Nasapaceflight) il modello ETA del Dream Chaser mentre viene trainato da un pickup sulla pista di Dryden. 11/07/2013 - La navetta Dream Chaser della Sierra Nevada Corp. compie i suoi primi passi sulla pista di Dryden - La Sierra Nevada Corp. (SNC) ha completato la prima serie di test di traino del modello ingegneristico di prova (ETA) della navetta Dream Chaser, presso il Dryden Flight Research Center (DFRC) della NASA, in California. Questi primi passi avevano l'obiettivo di confermare le prestazioni del pattino anteriore, dei freni, delle gomme e di altri sistemi del veicolo spaziale. Questo prototipo del veicolo spaziale abitato era arrivato a Dryden sul rimorchio di un camion e l'Amministratore della NASA, Charles Bolden, in persona aveva voluto incontrare il team della SNC e vedere il veicolo. Il Dream Chaser va ad aggiungersi ad un altro famoso veicolo spaziale alato della NASA, la navetta Enterprise, che condusse proprio qui nella seconda metà degli anni '70 una serie di prove di avvicinamento ed atterraggio, preparando la strada alle sue sorelle orbitali su come atterrare durante i 30 anni di carriera degli Space Shuttle. Il Dream Chaser - conosciuto con il nome non ufficiale di 'Eagle' - concluderà le sue missioni atterrando su una pista ma vi saranno alcune differenze, specialmente nella fase di contatto con il suolo. Il Dream Chaser è l'unico veicolo riutilizzabile a corpo portante che concorre per aggiudicarsi il trasporto degli astronauti Americani nelle destinazioni in orbita bassa come la Stazione Spaziale Internazionale. Tutti gli altri concorrenti sono delle capsule. Grazie alla sua aerodinamica il Dream Chaser può atterrare praticamente partendo da ogni punto dell'orbita ed atterrare in circa 6 ore. La SNC ha già scelto la pista Shuttle Landing Facility (SLF), lunga 4,500 metri, del Kennedy Space Center (KSC) in Florida come punto di arrivo del Dream Chaser dallo spazio. Una pista quella che è stata segnata fisicamente da numerosi atterraggi degli orbiter nella storia del Programma Space Shuttle. La velocità di avvicinamento per il Dream Chaser sarà di 353 km/h, dopo che nel rientro nell'atmosfera sarà stato rallentato dal un sistema di protezione termico simile a quello utilizzato dallo Space Shuttle. Per prima toccherà la pista con i due carrelli principali (Main Landing Gear - MLG) ed infine con il pattino anteriore posto sotto il muso. Questa è una delle differenze principali fra il Dream Chaser e lo Space Shuttle nella fase di atterraggio. La scelta del pattino, anziché di un normale carrello, è stata dettata da problemi di semplicità e minor peso. La compagnia ha eseguito i primi due test trainando il Dream Chaser sulla pista con un pickup con velocità di 16 e 32 km. orari. I prossimi test prevedono di arrivare, rispettivamente, a 64 e 96 km/h. e verranno svolti entro questo mese. Se i test procederanno come previsto si passerà alla fase successiva che vedrà il Dream Chaser portato in quota da un elicottero e sganciato per simulare un atterraggio sulla pista. La SNC non ha ancora rilasciato una tempistica esatta di quando questo accadrà anche se si pensa entro l'estate. Dopo che l'ETA avrà condotto questi test sarà la volta del primo veicolo completo per il volo spaziale, il Flight Test Vehicle (FTV) che, al momento è in fase di costruzione, ad iniziare le prove.

Fonte : Nasaspaceflight

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/ESA/M. Kornmesser ) come apparirebbe il pianeta extrasolare hd189733b. 11/07/2013 - Il Telescopio Spaziale Hubble vede per la prima volta il vero colore, blu, di un pianeta extrasolare - Per la prima volta gli scienziati sono stati in grado di vedere il vero colore di un pianeta al di fuori del nostro Sistema Solare. Utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble (HST) è stata osservata una stella (HD 189733) che si trova a circa 63 anni luce dalla Terra. Il pianeta che orbita attorno a questa stella è chiamato HD 189733b, è apparso di un bel blu cobalto, quasi lo stesso colore che mostra la nostra Terra dallo spazio. Ma le similitudini con il nostro pianeta si fermano qui, infatti HD 189733b è quello che gli astronomi definiscono un 'hot jupiter', ovvero un pianeta gassoso con alta temperatura. Gli scienziati hanno stimato delle condizioni ambientali ostili alla vita con una temperatura di circa 1.000 gradi, tempeste di silicio e venti violentissimi che viaggiano a 7.000 km/h. Il pianeta inoltre si trova vicinissimo alla sua stella, e vi orbita attorno una volta ogni 2,2 giorni terrestri. "Questo pianeta era già stato studiato bene in passato sia da noi che da altri team," ha detto in un comunicato Frédéric Pont dalla University of Exeter, U.K., a capo del programma osservativo di Hubble. "Ma misurare il suo colore è una 'prima' assoluta. Ora possiamo immaginare il pianeta come apparirebbe se potessimo vederlo direttamente." Gli scienziati però non sono sicuri su cosa possa causare la colorazione blu del pianeta. "E' difficile sapere esattamente che cosa causa i colori dell'atmosfera di un pianeta, anche per quelli del nostro Sistema Solare," dice Pont. "Ma queste nuove osservazioni aggiungono un altro pezzo del puzzle sulla natura dell'atmosfera di HD 189733b. Stiamo lentamente delineando un'immagine più completa di questo pianeta esotico." I ricercatori hanno scoperto il colore del pianeta misurando la luce riflessa dalla sua superficie. "Abbiamo visto che la luminosità complessiva del sistema scendeva nella parte blu dello spettro quando il pianeta passava dietro la stella," ha dichiarato in un comunicato, Tom Evans, della Università di Oxford, nel Regno Unito, a capo dello studio che verrà pubblicato il 1° agosto sulla rivista Astrophysical Journal Letters. "Da questo abbiamo dedotto che il pianeta fosse blu, perché il segnale rimaneva costante nella misura degli altri colori." Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/ESA/M. Kornmesser ) come apparirebbe il pianeta extrasolare HD 189733b.

Fonte : Space.com

Nell'illustrazione (Credit: NASA/IBEX) i dati raccolti da IBEX ci mostrano cosa osserviamo guardando la coda del Sistema Solare che ci lasciamo dietro. 11/07/2013 - Il satellite IBEX della NASA mostra per la prima volta la 'coda' del Sistema Solare - E' da tempo che è stato accertato che il nostro Sistema, proprio come una cometa, possiede una 'coda'. Proprio come ogni oggetto che si muove in un altro medium - ad esempio una meteora che attraversa l'atmosfera terrestre - fa si che le particelle formino una scia dietro di essa. Ma la coda della nostra bolla solare, chiamata eliosfera, non era mai stata osservata, fino ad ora. L'IBEX (Interstellar Boundary Explorer) della NASA ha mappato i confini della coda dell'eliosfera, qualcosa che non era mai stato ritenuto possibile. Gli scienziati descrivono questa coda, chiamata eliocoda, in dettaglio in un articolo pubblicato il 10 luglio 2013, su Astrophysical Journal. Combinando le osservazioni dei primi tre anni di immagini di IBEX, il team ha creato una mappa della coda che mostra la combinazione di particelle in movimento veloce e lento. Vi sono due lobi di particelle lente ai lati mentre particelle più veloci sopra e sotto, con l'intera struttura aggrovigliata e spinta e tirata dai campi magnetici all'esterno del Sistema Solare. Esaminando gli atomi neutri, IBEX ha compiuto la prima osservazione della eliocoda," ha detto David McComas, autore principale dell'articolo e ricercatore capo per IBEX presso il Southwest Research Institute in San Antonio, Texas. "Molti modelli hanno suggerito che l'eliocoda potrebbe essere così o cosà, ma non avevamo osservazioni. Abbiamo sempre disegnato la coda dell'eliosfera che spariva fuori dalla pagina, dato che non potevamo speculare su come sarebbe realmente apparsa." Mentre i telescopi hanno catturato simili code attorno ad altre stelle, è stato difficile vedere se anche la nostra stella ne aveva una. Il Pioneer 10 era andato in quella direzione dopo aver superato l'orbita di Nettuno nel 1983. Ma purtroppo perse la sua potenza nel 2003, prima di portarsi nella coda e così non abbiamo dati diretti dalla coda. Osservare da lontano è difficile perché le particelle nella coda, ed attraverso tutta l'eliosfera, non brillano e non possono essere viste in modo convenzionale. IBEX, d'altro canto, può mappare questa regione misurando le particelle neutre create dalle collisioni ai confini dell'eliosfera. Questa tecnica, chiamata ripresa di immagini di atomi neutri energetici, punta sul fatto che le particelle neutre non sono influenzate dai campi magnetici dell'eliosfera. Le particelle viaggiano in linea diretta di collisione verso IBEX. Di conseguenza, osservare da dove provengono le particelle neutre ci descrive cosa succede nelle regioni lontane. "Utilizzare gli atomi neutri, permette ad IBEX di osservare le strutture lontane, anche dall'orbita terrestre," ha detto Eric Christin, scienziato della missione IBEX presso il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Maryland. "Ed IBEX può scansionare l'intero cielo e questo ci permette di avere i primi dati di come la coda dell'eliosfera appare, e parte importante per comprendere il nostro posto ed il suo movimento attraverso la galassia." Il viaggio di questi atomi neutri inizia anni prima di colpire gli strumenti di IBEX. Il vento solare soffia dal Sole in tutte le direzioni, arrivando fino ai pianeti più lontani ed eventualmente rallentando e tornando indietro lungo la coda, in risposta alla pressione generata dal flusso di materiale interstellare. Le particelle si uniscono in una migrazione di massa muovendosi a ritroso all'interno del confine dell'eliosfera - un sottile strato chiamato dell'eliopausa. Mentre questo accade, un flusso costante di atomi neutri lenti provenienti da altre parti della galassia, viaggiano attraverso il Sistema Solare. Quando uno di questi atomi neutri collide con una delle particelle cariche più veloci, possono scambiarsi un elettrone. Il risultato può essere una particella carica lenta e un atomo neutro veloce. Il neutro non è più legato ai campi magnetici, e invece accelera subito fuori in qualsiasi direzione sia stato fatto in quel momento. Alcuni di questi viaggi durano per anni, fino a che non sono rivelati da IBEX. "Raccogliendo questi atomi neutri energetici, IBEX ci fornisce una mappa delle originali particelle cariche," dice McComas. "Le strutture nella eliocoda sono invisibili ai nostri occhi, ma possiamo utilizzare questo trucco per avere un'immagine remota delle regioni più esterne della nostra eliosfera." I primi risultati di IBEX sulla eliocoda hanno suggerito originariamente che ci potrebbe essere solo una piccola regione di vento in lento movimento verso il basso della eliocoda, ma una volta che gli scienziati hanno raccolto abbastanza dati si sono resi conto che avevano inizialmente visto solo una parte del quadro. Sulla base della mappa della eliocoda ora hanno ottenuto, qualcuno guardando la coda dritto verso il basso una forma simile ad un quadrifoglio. Le due foglie laterali sono piene di particelle che si muovono lentamente, e le foglie superiori e inferiori con quelli veloci. Questa forma ha un senso, dato il fatto che il Sole, in questi ultimi anni, ha emesso il vento solare per lo più velocemente vicino ai poli, e più lento vicino al suo equatore - un modello comune nella più recente fase di attività del Sole del ciclo undecennale. Il quadrifoglio però non si allinea perfettamente con il Sole. L'intera forma viene ruotata leggermente, indicando che muovendosi più lontano dal Sole e dalla sua influenza magnetica, le particelle cariche hanno cominciato a spostarsi leggermente con un orientamento diverso, allineandosi con i campi magnetici della galassia locale. Gli scienziati ancora non sanno quanto sia lunga la coda. "La coda è la nostra impronta nella galassia, ed è emozionante che stiamo cominciando a comprendere la struttura di essa," ha detto Christian. "Il passo successivo sarà quello di integrare queste osservazioni nei nostri modelli e avviare il processo per capire realmente la nostra eliosfera." Gli scienziati possono testare le loro simulazioni dell'eliosfera al computer e confrontarle con le nuove osservazioni e migliorare i loro modelli in base alle esigenze. Insieme, i dati provenienti da strumenti nello spazio e le analisi presso i laboratori sul terreno continueranno a migliorare la nostra comprensione della coda di cometa che ci portiamo dietro di noi. IBEX è un Heliophysics Small Explorer della NASA. Il Southwest Research Institute guida IBEX con team formanti da partner nazionali ed internazionali. Il Goddard gestisce l'Explorers Program per la Science Mission Directorate della NASA di Washington. Per ulteriori informazioni sulla missione e la scienza di IBEX visita: http://www.nasa.gov/mission_pages/ibex/index.html. Per media ad alta risoluzione visita: http://svs.gsfc.nasa.gov/goto?11301. Nell'illustrazione (Credit: NASA/IBEX) i dati raccolti da IBEX ci mostrano cosa osserviamo guardando la coda del Sistema Solare che ci lasciamo dietro. I colori giallo e rosso rappresentano zone con particelle lente mentre quelle blu sono quelle veloci.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: ESA–A. Le Floc’h) la squadra Italiana vincitrice del S2UN 2013. 11/07/2013 - Dei dottorandi Italiani vincono la gara dei brevetti spaziali: S2UN Challenge - Gli studenti partecipanti alla Space Solutions University Challenge hanno proposto promettenti nuove tecnologie spaziali per migliorare la raccolta di energie rinnovabili, per alimentare le barche ad energia solare e rendere le città più pulite attraverso il trattamento dei rifiuti auto sostenibile. Il vincitore è stato annunciato questa settimana. Tre squadre universitarie da Italia, Spagna e Portogallo si sono messe in gioco da ottobre per sviluppare la migliore nuova tecnologia utilizzando le proprietà intellettuali dell'ESA, o IPs. La prima ESA IP utilizzata, il brevetto 550, è un regolatore avanzato di pannelli solari per migliorare la conversione dell'alimentazione tra i pannelli solari e le batterie di una navicella spaziale. L'altra, il brevetto 360, è un ecosistema per il riciclo dei rifiuti umidi per future installazioni abitative planetarie. Questa settimana, le idee sono stata presentate ad una giuria composta da esperti ESA, dall'Ufficio Brevetti Europeo e da Open Sky Technologies Fund, ed il vincitore della Space Solutions University (S2UN) Challenge è stato annunciato lunedì. Il vincitore: gestire servizi autonomi. La giuria ha selezionato come vincitore la società italiana formata da studenti con dottorato Harvesting New Suns (HANS), dal Politecnico di Torino. Il loro piano di attività si focalizza sulla fornitura di acqua e su un'agricoltura indipendente nei Paesi in via di sviluppo. Con il brevetto ESA 550, Danilo Roascio, Andrea Barbarino e Marta Nervo della squadra HANS hanno efficacemente raccolto elettricità solare ed eolica per pompare acqua dai pozzi, utilizzabile da bere e per irrigare le coltivazioni. Con il regolatore ESA, il progetto della squadra può gestire diverse risorse elettriche in modo efficiente – pannelli solari, turbine a vento – anche in giornate nuvolose o non ventilate. Sviluppato per i satelliti, il regolatore è altamente affidabile e più economico da mantenere di altre alternative. Questo lo rende di particolare interesse per i Paesi in via di sviluppo, dove le strutture nazionali non sono disponibili, e dove sono necessarie invece soluzioni affidabili, economiche ed indipendenti. "La S2UN Challenge è stato un progetto veramente stimolante all'interno del nostro programma di dottorato," ha detto Danilo. "Da un piano ingegneristico ad un piano di attività in affari, questa esperienza ci ha fatto pensare ben al di fuori dei libri accademici. Ci ha fatto guardare all'intero processo, dall'inizio alla fine, e non solo alla soluzione della parte tecnica." Anche la squadra Green Sails dall'Università di Oviedo, Spagna, ha utilizzato il regolatore ESA per migliorare l'utilizzo di energia solare sulle navi, riducendo il fabbisogno di carburanti fossili come il gasolio o la benzina. La squadra Bionnovation dalla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Porto, in Portogallo, ha usato il brevetto ESA 360 per sviluppare un piano auto-sostenibile per il trattamento ecologico dei rifiuti industriali per i municipi che desiderano rendere più verdi le proprie città. La tecnologia promette di ottenere cibo, acqua ed ossigeno utilizzando i rifiuti organici su scala industriale, producendo biomassa con un alto valore nutrizionale. Guardando l'istinto imprenditoriale delle squadre, la fattibilità di mercato e quella tecnica, la giuria ha valutato i tre casi aziendali come molto interessanti e con un buon potenziale. "Per un giovane imprenditore commercializzare brevetti richiede una ottima conoscenza del brevetto stesso, e una conoscenza del mercato al quale mira," ha detto il Dr Bernd Geiger, membro della giuria e Managing General Partner di Triangle che gestisce l'Open Sky Technologies Fund avviato sotto il Programma di Trasferimento Tecnologico dell'ESA. "Alcuni hanno un'ottima conoscenza tecnica, ma devono affrontare la realtà del mondo degli affari, delle esigenze del mercato e della commercializzazione di un nuovo prodotto. Al fine di aver successo, è molto importante per i nuovi imprenditori essere molto preparati, esporsi il più possibile sul mercato, parlare ad altri imprenditori e ricevere consigli su come gestire gli affari." Andrea Barbarino, della HANS, ha aggiunto. "Abbiamo ricevuto dei riscontri molto importanti alle nostre proposte di affari, e vale la pena esplorare ulteriormente questo potenziale." L'ESA S2UN Challenge è un'iniziativa dell'Ufficio del Programma di Trasferimento Tecnologico (TTPO), che dà agli studenti universitari l'opportunità di lavorare con ESA nel cercare di creare applicazioni non spaziali basate sul portafoglio IP dell'Agenzia. "Vogliamo dare agli studenti la possibilità di lavorare con delle vere tecnologie spaziali come parte integrante del loro percorso universitario, e di sviluppare capacità imprenditoriali creando nuovi spin-offs dalle tecnologie competitive dell'ESA," ha spiegato Frank Salzgeber del TTPO. "Il nostro target sono gli studenti delle università tecniche negli ultimi stadi del loro percorso di studi; la sfida può portare anche alla creazione di nuove imprese in Europa. Siamo inoltre pronti a sostenerli in un'ulteriore fase di inizio presso i nostri centri di incubazione per nuove aziende." TTPO è stato creato per inspirare e facilitare l'uso della tecnologia spaziale, dei sistemi e delle conoscenze per applicazioni non spaziali. Grazie alla sua rete di Trasferimento Tecnologico con intermediari in tutta Europa ed i suoi sette Centri di Incubazione o Business Incubation Centre (BIC), 280 trasferimenti sono stati fatti finora, 200 società sono state sostenute nelle attività iniziali e oltre 60 nuove società sono lanciate ogni anno. Per sostenere l'avvio di un'azienda, TTPO ha costruito l'Open Sky Technologies Fund, con un capitale di rischio di 100 milioni di Euro, che mira alle novità tecnologiche spaziali agli stadi iniziali. Nella foto (Credit: ESA–A. Le Floc’h) la squadra Italiana vincitrice del S2UN 2013.

Fonte : ESA Italia

11/07/2013 - Luca Skywalker: ecco le più belle foto della prima attività extra-veicolare Italiana - Quella pubblicata in copertina (Credit: NASA) è solo una delle fantastiche immagini riprese dagli astronauti Luca Parmitano e Chris Cassidy durante l'EVA 22 che si è svolta il 9 luglio scorso sulla Stazione Spaziale Internazionale. All'indirizzo della fonte ESA si trovano questa serie di prime immagini in alta risoluzione scattate dai due astronauti. La passeggiata spaziale del 9 luglio è durata 6 ore e 7 minuti. Si è trattato della prima delle due escursioni previste per Spedizione 36 per la preparazione della ISS all'arrivo del nuovo modulo Russo e per eseguire ulteriori installazioni sull'ossatura della stazione. La seconda passeggiata spaziale è prevista per il 16 luglio; Luca lavorerà ancora con Chris Cassidy e l'uscita dei due dal boccaporto del modulo Quest è prevista per le 12:15 GMT (le 14:15 ora italiana).

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: CollectSpace) la nuova mostra della navetta Enterprise. 10/07/2013 - La navetta Enterprise di nuovo in mostra al pubblico di New York dopo l'uragano Sandy - Oggi è stata riaperta al pubblico la mostra della navetta spaziale Enterprise presso l'Intrepid Sea, Air & Space Museum di New York. La navetta, che venne traslocata a New York nel 2012, subì, solo tre mesi dopo il suo arrivo l'uragano Sandy che colpì la città. L'interruzione della corrente elettrica fece afflosciare la struttura gonfiabile che la ospitava sul ponte della portaerei-museo Intrepid. Il vento fortissimo a quel punto distrusse la protezione e danneggiò leggermente anche il timone della navetta. Ora, dopo otto mesi di lavori, è stata riaperta l'esposizione nel nuovo 'Space Shuttle Pavillon', una struttura metallica più solida della precedente. La navetta è stata rialzata di alcuni metri ed è stata allestita una passerella che permette ai visitatori di salire fin quasi a toccare il muso del veicolo spaziale. L'esposizione è completata da stand educativi che spiegano la storia degli Space Shuttle e da una capsula di rientro Soyuz TMA-06, che ha viaggiato verso la Stazione Spaziale Internazionale nel 2005 e donata al museo da Greg Olsen, il 'turista spaziale' che pagò il biglietto per quel viaggio. All'ingresso del padiglione il pubblico è accolto dalle comunicazioni radio scambiate fra gli astronauti ed i controllori di volo mentre guidavano il veicolo alato verso l'atterraggio. L'Enterprise è stata utilizzata soltanto per prove di volo atmosferico e della delicata fase di avvicinamento ed atterraggio alla pista svoltesi alla fine degli anni '70. Questo veicolo non ha quindi mai volato nello spazio. Dal 1985 era ospitata presso il Museo Smithsonian di Washington e nel 2012 venne trasferita con una chiatta fino a New York. I curatori del museo si dicono entusiasti di questo nuovo allestimento, più grande e completo del precedente. Anche questa sistemazione però dovrebbe essere provvisoria in attesa della costruzione di un vero edificio apposito sul molo accanto alla portaerei, previsto nei prossimi anni. Anche tutti gli altri orbiter della NASA sono stati messi in pensione in altri musei dal 2011 e, fin da allora la NASA è costretta a trasportare i suoi astronauti verso la ISS con le Soyuz Russe. L'agenzia spaziale intende noleggiare voli di compagnie private per riprendere i voli degli Stati Uniti al più presto possibile quando i nuovi veicoli commerciali diventeranno disponibili non prima del 2017. Il prossimo 25-29 luglio il museo Intrepid ospiterà la SpaceFest 2013 dove saranno presenti astronauti NASA, proiezioni gratis di film, dimostrazioni ed altro per celebrare tutte le cose dello spazio. Nella foto (Credit: Space.com/CollectSpace) la nuova mostra della navetta Enterprise.

Fonte : Space.com

10/07/2013 - Il montaggio errato di un gruppo di sensori potrebbe essere la causa del disastro del Proton - Anatoly Zak, curatore del sito Russia Space Web, e profondo conoscitore dell'astronautica Russa, ha riportato una notizia che porterebbe luce sulle cause del disastro del Proton avvenuto lo scorso 2 luglio. Sarebbe trapelato da fonti investigative che, fra i resti bruciati del razzo sarebbero stati trovati una serie di sensori, che servono a misurare la velocità angolare del veicolo in volo, montati a rovescio. Ognuno di questi sensori (DUS) ha una freccia collocata sopra che deve indicare la punta del veicolo, ed invece diversi di questi sensori erano montati verso il basso del razzo. Come risultato il sistema di controllo del veicolo avrebbe ricevuto informazioni errate sulla posizione del razzo ed avrebbe tentato di correggerle costringendo il vettore alle violenti virate ed infine a schiantarsi al suolo. I documenti allegati al montaggio di questi sensori indicherebbero in un giovane tecnico il responsabile del montaggio errato ma, nello stesso tempo, porrebbero gravi problemi di controllo di qualità nell'impianto di costruzione del Proton e nella struttura di test ed assemblaggio che si trova a Baikonur. Sembra che non sia stata condotta un'ispezione visuale per accertarsi del giusto montaggio dei sensori e che i controlli elettrici non abbiano riscontrato il problema dato che tutti i circuiti funzionavano correttamente. Il Vice Primo Ministro Russo, Dmitry Rogozin, ha annunciato l'8 luglio, la formazione di un gruppo di ingegneri esperti e fra i quali non sarebbero presenti rappresentanti dei costruttori del Proton. Questo gruppo ha la responsabilità di rivedere l'intero processo di costruzione e di controllo della qualità durante la produzione del veicolo. Se le cause saranno accertate con sicurezza ed a queste potrà essere posto rimedio il Proton potrebbe tornare in servizio in due o tre mesi.

Fonte : Russia Space Web

Nelle foto (Credit: NASA/JAXA) da sinistra Lindgren e Yui. 10/07/2013 - La NASA ed i partner internazionali alla Stazione Spaziale annunciano futuri membri dell'equipaggio - La NASA ed i suoi partner internazionali hanno indicato tre nuovi membri di equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale per le future spedizioni al laboratorio orbitante. L'astronauta della NASA Kjell Lindgren, l'astronauta Kimiya Yui della JAXA (Japanese Exploration Aerospace Agency) ed il cosmonauta dell'agenzia spaziale federale Russo Oleg Kononenko verranno lanciati nel giugno del 2015. I tre raggiungeranno il resto dell'equipaggio di Spedizione 44 in orbita e rimarranno a bordo come parte di Spedizione 45. L'equipaggio di Spedizione 45 sarà quindi così composto: Comandante della stazione l'astronauta Scott Kelly della NASA, Ingegneri di volo il cosmonauta Russo Mikhail Kornienko, il cosmonauta Russo Yury Lonchakov, l'astronauta Kjell Lindgren della NASA, l'astronauta Giapponese Kimiya Yui della JAXA ed il cosmonauta Russo Oleg Kononenko. Lindgren, è un medico entrato nel corpo astronauti nel 2009. E' nato a Taiwan ma ha trascorso un periodo nel Midwest degli Stati Uniti ma gran parte della sua gioventù in Inghilterra. E' stato istruttore di paracadutismo all'Accademia dell'US Air Force ed ha condotto una ricerca sulle contromisure cardiovascolari presso il Centro Ricerche Ames della NASA di Moffett Field, in California. E' al suo primo volo spaziale. Yiu è nato a Nagano, in Giappone ed è laureato in Ingegneria presso l'Accademia della Difesa Nazionale, nel marzo 1992. Ha servito nelle Forze Aeree di Difesa Giapponesi ed è stato scelto dalla JAXA come candidato astronauta nel febbraio 2009. Ha partecipato a due anni di addestramento presso la NASA ed ha volato con i jet T-38. Yui ha partecipato alla 16esima missione NEEMO (NASA Extreme Environment Mission Operations) che si è svolta al largo della Florida nel giugno del 2012. E' al suo primo volo spaziale. Oleg Kononenko è stato selezionato per entrare nel corpo cosmonauti nel 1996 ed ha completato l'addestramento nel 1998. Il suo primo volo spaziale è stato come Ingegnere di Volo di Spedizione 17 nel 2008. Kononenko ha svolto una seconda missione sulla ISS nel dicembre del 2011 ed è tornato sulla Terra nel luglio del 2012. Ha trascorso un totale di 193 giorni nello spazio, di cui 191 a bordo della Stazione come parte di Spedizione 30 e 31. Durante Spedizione 31 Kononenko è stato il Comandante della ISS e della Soyuz. Nel totale delle due missioni Kononenko ha trascorso 393 giorni nello spazio. Per una completa biografia degli astronauti visita il sito: http://www.jsc.nasa.gov/Bios/astrobios.html. Per ulteriori informazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale visita: http://www.nasa.gov/station. Per vedere l'addestramento ed i post di missione di Lindgren su Twitter visita :http://www.twitter.com/astro_kjell. Per unirti alle conversazioni online sulla ISS e sugli uomini e donne che sono a bordo segui @NASA_Astronauts e l'hashtag #ISS. Per conoscere tutti i modi per connettersi e collaborare con la NASA visita: http://www.nasa.gov/connect. Nelle foto (Credit: NASA/JAXA) da sinistra Lindgren e Yui.

Fonte : Spaceref

10/07/2013 - Le agenzie spaziali di Russia, Ucraina e Kazakhstan svilupperanno un razzo commerciale - Le agenzie spaziali di Kazakhstan, Russia ed Ucraina hanno confermato la loro intenzione di sviluppare il razzo Bayterek, una versione aggiornata del veicolo di lancio Zenith. I capi delle tre agenzie spaziali hanno firmato un protocollo, dopo aver discusso sui problemi relativi alla cooperazione ed alle prospettiva di implementare il progetto Bayterek a Cosmodromo di Baikonur. Secondo il documento le tre agenzie confermano il loro interesse nella collaborazione tripartita dell'utilizzo commerciale del sistema Zenith nello sviluppo del progetto Bayterek. Il documento prevede che le parti lavorino assieme per definire i meccanismi di partecipazione e cooperazione in ogni fase del progetto Bayterek, dalla produzione del razzo fino ai servizi di lancio. Precedentemente il progetto Bayterek prevedeva l'utilizzo del nuovo vettore di lancio Angara, ancora in fase di sviluppo.

Fonte : Itar TASS

10/07/2013 - Il veicolo cargo Europeo ATV-4 ha innalzato l'orbita della Stazione Spaziale Internazionale di 2,5 km. - Un portavoce dell'agenzia spaziale Russa, Roscosmos, ha dichiarato mercoledì che il quarto Veicolo Automatico di Trasferimento (ATV-4) Europeo ha innalzato l'orbita della Stazione Spaziale Internazionale. "I motori di ATV-4, che si trova agganciato alla ISS, sono stati accesi alle 9:35 a.m. ora di Mosca (le 7:35 ora italiana) ed hanno funzionato per 593 secondi (quasi 10 minuti). Il risultato di questa manovra è stato che l'altezza dell'orbita della ISS è stata portata a 417,3 km, innalzandola di 2,5 km. Gli aggiustamenti nell'orbita della stazione sono regolarmente eseguiti per compensare la resistenza della pur tenue atmosfera terrestre a quelle altezze e per facilitare l'attracco e lo sgancio dei veicoli spaziali. Questa volta l'aggiustamento orbitale è stato compiuto per creare le migliori condizioni per l'aggancio del veicolo cargo Progress M-20M, il cui lancio è previsto dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, il 28 luglio. Il veicolo di rifornimento ATV-4 è stato lanciato con un razzo Ariane 5 dallo Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, il 5 giugno ed ha attraccato alla ISS il 15 giugno.

Fonte : Ria Novosti

Nel disegno (Credit: NASA/JPL-Caltech) un primo abbozzo del rover 2020 che utilizza gran parte del lavoro fatto per Curiosity. 09/07/2013 - Un team scientifico, incaricato dalla NASA, delinea gli obiettivi del rover marziano del 2020 - Secondo un rapporto redatto dalla NASA, il rover che l'agenzia intende inviare su Marte nel 2020 dovrebbe ricercare segni di vita passata, raccogliere campioni per un possibile ritorno sulla Terra e dimostrare le tecnologie necessarie per l'esplorazione umana del Pianeta Rosso. Il documento di 154 pagine è stato preparato dal Mars 2020 Science Definition Team, al quale la NASA aveva chiesto a gennaio di definire gli obiettivi scientifici per la missione. Il team, composto da 19 scienziati ed ingegneri provenienti da università e centri di ricerca, ha proposto un concetto di missione che accoglie diversi obiettivi scientifici altamente prioritari e sarà un grosso passo avanti per raccogliere la sfida lanciata dal Presidente Obama per l'invio di esseri umani su Marte negli anni '30. "Mettere assieme gli scopi scientifici e quelli di esplorazione è un'ottima mossa in preparazione delle nostre missioni più grandi su Marte," ha detto John Grunsfeld, amministratore associato della NASA per la scienza a Washington. "Gli obiettivi determinati dalla NASA hanno dato l'input a questo team e diventeranno, entro l'anno, le basi per una proposta che chieda alla comunità scientifica di fornire gli strumenti che saranno parte del carico scientifico in quest'emozionante passo nell'esplorazione marziana." La NASA condurrà una competizione aperta per il carico e la strumentazione scientifica. Queste apparecchiature verranno montate su un rover simile a Curiosity, che è atterrato su Marte quasi un anno fa. Utilizzare il progetto base di Curiosity servirà a minimizzare i costi della missione, i suoi rischi e permettere al rover di raggiungere gli scopi della missione. La missione 2020 proposta dallo Science Definition Team si baserà su quello ottenuto da Curiosity e dalle altre missioni marziane. I rover Spirit ed Opportunity, assieme a diversi orbiter, hanno trovato le prove che Marte ha avuto un passato in cui c'era acqua. Curiosity ha confermato recentemente che le condizioni ambientali passate di Marte avrebbero potuto supportare la vita microbiotica. Secondo lo Science Definition Team, cercare segni di vita passata è il prossimo passo logico. Il rapporto del team entra nel dettaglio di come il rover dovrebbe utilizzare gli strumenti per le analisi visuali, mineralogiche e chimiche su scala microscopica per comprendere l'ambiente attorno al sito di atterraggio ed identificare segni biologici, o strutture nelle rocce e nel suolo che potrebbero essersi formate in modo biologico. "La missione Mars 2020 non presume che la vita sia esistita su Marte," dice Jack Mustard, capo dello Science Definition Team e professore presso la Geological Sciences alla Brown University di Providence, R.I. "Comunque, date le recenti scoperte di Curiosity, la vita nel passato di Marte sembra possibile, e noi dobbiamo iniziare la difficile impresa di cercare segni di vita. Senza dubbio quello che impareremo ci permetterà dei progressi significativi nella comprensione delle circostanze che hanno portato ai primi segni di vita sulla Terra e la possibilità di vita extra-terrestre." Le misurazioni necessarie per esplorare un sito di Marte ed interpretarne l'antica abitabilità ed il potenziale di preservarne i segni biologici sono identiche a quelle che occorrono per selezionare e raccogliere i campioni per un loro futuro ritorno sulla Terra. Lo Science Definition Team ha proposto che il rover possa raccogliere ed immagazzinare fino a 31 campioni dell'interno di rocce e suolo per una missione successiva che li possa riportare nei laboratori sulla Terra per essere sottoposti ad un'analisi completa. La scienza condotta dagli strumenti del rover potrebbe espandere la nostra conoscenza di Marte e fornire il contesto necessario a prendere le giuste decisioni su come riportare i campioni sulla Terra. "La missione Mars 2020 fornirà una capacità unica di rispondere alle principali domande sull'abitabilità e sulla vita nel Sistema Solare," dice Jim Green, direttore della Divisione Scientifica Planetaria della NASA di Washington. "Questa missione rappresenta un passo decisivo verso la raccolta di campioni di gran valore e nell'interrogarsi sui metodi, come parte di una strategia più ampia, per una missione di ritorno di campioni." I campioni raccolti ed analizzati dal rover aiuteranno anche ad informare le future spedizioni umane su Marte. Il rover potrebbe eseguire misurazioni e dimostrazioni tecnologiche che aiuteranno i progettisti di una spedizione umana a comprendere i pericoli posti dalla polvere marziana e dimostrare come raccogliere l'anidride carbonica, che potrebbe essere una risorsa per produrre ossigeno e propellente per i razzi. Una tecnologia migliore nell'atterraggio di precisione che esalti il valore scientifico delle missioni robotiche sarà inoltre fondamentale per un'eventuale esplorazione umana sulla superficie. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce il Programma di Esplorazione Marziano per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Il rapporto completo stilato dallo Science Definition Team è disponibile online presso: http://mars.jpl.nasa.gov/m2020/. Per ulteriori informazioni sul programma marziano della NASA visita: http://www.nasa.gov/mars. Nel disegno (Credit: NASA/JPL-Caltech) un primo abbozzo del rover 2020 che utilizza gran parte del lavoro fatto per Curiosity.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/TV) Luca Parmitano mentre viene spostato con il Canadarm2. 09/07/2013 - Completata con pieno successo la prima attività extra-veicolare di un'astronauta Italiano. Parmitano nella storia - Con indosso la tuta spaziale bianca e sulla manica i colori verde, bianco e rosso della bandiera nazionale, Luca Parmitano è diventato oggi il primo astronauta Italiano a passeggiare nello spazio. Parmitano, 36 anni, pilota dell'Aviazione Militare Italiana, ha collegato la sua tuta spaziale EMU (Extraveicolar Mobility Unit) dall'energia interna ed è uscito dal boccaporto del modulo di decompressione Quest della Stazione Spaziale Internazionale dando inizio alla prima attività extra-veicolare mai eseguita da un astronauta Italiano. "E' affascinante," ha esclamato Luca guardando verso la Terra. Pochi minuti prima di lui, alle 8:02 a.m. EDT (le 14:10 ora italiana), era uscito il suo collega della NASA, Chris Cassidy anche lui facente parte dell'equipaggio di Spedizione 36. Come primo compito Parmitano si è recato sul traliccio destro della ISS presso l'Express Logistic Carrier-2 per recuperare due esperimenti che facevano parte del MISSE-8 (Materials International Space Station Experiment-8). L'Optical Reflector Materials Experiment III (ORMatE-III) ed il Payload Experiment Container, che verifica l'impatto dell'ambiente spaziale sui materiali e sugli elementi dei processori, sono previsti al rientro sulla Terra a bordo del veicolo cargo commerciale SpaceX-3, programmato entro l'anno. Mentre si trovava sul traliccio di destra, Parmitano ha fotografato anche l'AMS-02 (Alpha Magnetic Spectrometer-02) per fornire al team dei ricercatori una verifica visuale delle condizioni di questo sensibilissimo sensore per la rilevazione delle particelle più esotiche della fisica. Intanto Cassidy, sulla sommità del traliccio Z1 sostituiva il GTRC (Ground Transmitter Receiver Controller). Dopo qualche problema con un bullone di ritegno recalcitrante l'operazione si concludeva con successo. Cassidy eseguiva un riposizionamento di alcuni cavi elettrici in preparazione dell'arrivo del nuovo modulo laboratorio MLM 'Nauka' previsto a dicembre. Poi i due spacewalker si sono ritrovati assieme per spostare due RGB (Radiator Grapple Bars), dei supporti metallici speciali, arrivati sulla ISS con la missione SpaceX-3, da utilizzare per assicurare i pannelli dei radiatori durante la loro sostituzione o riparazione. Prima Cassidy e Parmitano hanno tolto i bulloni che tenevano fermo sul traliccio il primo RGB e poi Parmitano è salito in piedi sulla parte finale del braccio robotico Canadarm2 della ISS, manovrato da Karen Nyberg all'interno di Cupola. In questo modo Luca, tenendo il primo RGBs con le mani, è stato spostato con il Canadarm2 verso la sua destinazione. Il primo RGBs è stato installato sul traliccio di destra mentre il secondo su quello di sinistra, ripetendo l'operazione eseguita prima. Una volta arrivato a destinazione Cassidy si occupava di bloccare con i bulloni gli RGB. Mentre Parmitano tornava indietro sul braccio robotico, dal lato destro al sinistro del traliccio, ha utilizzato quest'opportunità per rimuovere una telecamera (guasta dal maggio 2012) che si trovava Nella foto (Credit: NASA/TV) ripresa dal casco di Chris Cassidy, l'astronauta alle prese con i cavi da sistemare. sulla Mobile Base, e veniva quindi utilizzata come sistema primario per monitorare i veicoli in arrivo. Questa telecamera verrà inviata a Terra dove si prevede di aggiustarla e rimandarla su. "E' stato divertente lavorare con te," ha esclamato la Nyberg mentre era ai comandi del braccio robotico verso la fine dell'operazione. "e' proprio come in addestramento." Parmitano ha replicato: "Anche meglio." Completati questi compiti Cassidy ha iniziato l'installazione di due connettori bypass ad Y sul traliccio Z1. L'installazione verrà completata durante l'EVA del 16 luglio. A questo punto i due astronauti si trovavano con mezzora di anticipo sulla tabella di marcia e Parmitano si è recato da solo ad installare la copertura termica sull'interfaccia di attracco del Pressurized Mating Adapter-2 (PMA-2) che si trova sul modulo Harmony. Questo compito, originariamente, avrebbe dovuto essere svolto da entrambi gli astronauti ma Cassidy era ancora impegnato sul traliccio Z1 e Luca ha avuto il permesso dai controllori di volo di proseguire da solo. Anche se l'operazione è stata un pò più complessa del solito ("Sembra di rifare il letto da solo!" ha esclamato ad un certo punto Parmitano) è stata completata con successo. A questo punto, dato l'anticipo accumulato, i controllori di volo hanno deciso di far eseguire ai due astronauti dei compiti in elenco per la prossima EVA. Quindi Cassidy ha iniziato a svolgere un cavo dati, chiamato 1553, dal modulo Russo Zarya al Pressurized Mating Adapter-1 (PMA-1) del modulo Tranquillity. Intanto Parmitano rimetteva a posto lo speciale strumento con il quale stava in piedi sulla cima del Canadarm2 e raccoglieva tutta l'attrezzatura utilizzata in una sacca e la fermava vicino al boccaporto di uscita della stazione. Dato che era ancora presto Cassidy ha ispezionato uno strumento di aggancio e di trasferimento dati ed energia posto sul segmento Russo della Stazione dove gli ingegneri pensavano che vi fosse un cavo di terra staccato. A Cassidy è stato detto di controllare ma l'astronauta ha riferito che non vedeva niente fuori posto. "Sembra sia già a posto," ha comunicato via radio. A questo punto Cassidy e Parmitano si sono avviati alla conclusione della loro EVA, sono rientrati nel modulo di decompressione Quest, chiuso la copertura termica ed il portello. Alle 2:09 p.m. EDT (le 20:09 ora italiana) è iniziata la fase di decompressione e si è così conclusa la EVA USA n.22 con una durata complessiva di 6 ore e 7 minuti. Si è trattato della 170esima EVA dedicata all'assemblaggio e manutenzione della Stazione fin dalla sua costruzione, iniziata nel 1998, la quarta di nove previste per quest'anno, la quinta per Cassidy e la prima per Parmitano. In tutto, 112 astronauti e cosmonauti rappresentanti nove nazioni hanno trascorso 1.074 ore e 50 minuti di EVA fuori dalla Stazione, pari a 44,7 giorni. Alcune ore dopo il termine dell'EVA Parmitano ha twittato due righe: "Che fantastica, incredibile esperienza. Non ci sono parole." Nella foto in alto (Credit: NASA/TV) Luca Parmitano mentre viene spostato con il Canadarm2 ne approfitta per fare foto della Terra. Nella foto di copertina (Credit: NASA/TV) Luca Parmitano mentre installa la copertura termica su PMA-2. Nella foto a destra (Credit: NASA/TV) ripresa dal casco di Chris Cassidy, l'astronauta alle prese con i cavi da sistemare.

ALCUNE DELLE PIU' BELLE IMMAGINI DELLA PRIMA ATTIVITA' EXTRAVEICOLARE DI LUCA PARMITANO - (CREDIT: NASA) - dur.min.2:01 - LINGUA INGLESE



Fonti : NASA - SpaceflightNow - Space.com

Nell'illustrazione (Credit: ESA) il confronto fra Ariane 5, a sinistra, ed Ariane 6 a destra. 09/07/2013 - L'Europa ha dato il via al progetto del razzo di prossima generazione: Ariane 6 - L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dichiarato martedì che ha approvato il progetto finale per un razzo di nuova generazione, chiamato Ariane 6, che permetterà all'Europa di mantenere il controllo del difficile e rapido mercato dei lanci satellitari. I ministri dei Paesi facenti parte dell'ESA avevano già dato l'approvazione allo schema politico a Napoli, in Italia, lo scorso novembre, e fin da allora gli esperti dell'agenzia avevano lavorato assieme alle industrie spaziali Europee per definire il progetto. L'Ariane 6 dovrà essere un lanciatore flessibile con un costo inferiore e capace di portare in orbita un carico utile dalle 3 e le 6,5 tonnellate in orbita geostazionaria - la zona di parcheggio favorita per i satelliti per telecomunicazioni. L'attuale lanciatore di punta dell'ESA, il più grande ed affidabile Ariane 5, è un lanciatore multiplo più costoso da gestire. Ariane 5 richiede un supporto da parte ESA di 120 milioni di Euro l'anno per rimanere competitivo con le compagnie USA che cominciano ad affacciarsi sul mercato del lancio satelliti. In una comunicazione stampa, l'ESA ha detto che il progetto prevede un veicolo a tre stadi. Il primo stadio prevede tre motori messi in linea, invece che nella configurazione convenzionale a 'grappolo', e saranno spinti da 135 tonnellate di propellente solido. Anche il secondo stadio sarà a propellente solido mentre il terzo sarà a propellente liquido, Vinci, progettato per poter essere acceso più volte e dare così maggiori opportunità di inserimento orbitale per i carichi utili. Se tutto andrà come previsto, Ariane 6 farà il suo volo inaugurale nel 2021 o 2022, diventano il principale vettore Europeo per il prossimo decennio. Jean-Yves Le Gall, capo del CNES (National Centre for Space Studies), l'agenzia spaziale Francese, ha detto che il razzo di dimensioni minori e con tecnologia più moderna potrebbe portare i lanci di Ariane 6 a costare il 30% in meno di quelli di Ariane 5, che costano circa 100 milioni di Euro per un satellite di sei tonnellate. Saranno necessari circa 4 miliardi di Euro di investimenti che verranno dai Paesi le cui industrie saranno coinvolte in gran parte del lavoro per il razzo. La decisione di andare avanti con Ariane 6 ha portato la Francia contro la Germania, che affermava che la progettazione industriale avrebbe preso troppo tempo. Per arrivare ad un compromesso, i ministri avevano deciso di portare avanti anche un modello di Ariane 5 chiamato ME (da 'Midlife Evolution) che sarebbe pronto nel 2017 ad un costo di circa 2 miliardi di Euro. Questo sarebbe il primo razzo ad utilizzare il nuovo motore dello stadio superiore Vinci. La capacità di carico di Ariane 5 ME sarebbe per due satelliti di cinque tonnellate ognuno, da consegnare in orbita geostazionaria, e rappresenterebbe un guadagno del 20% sui costi dei modelli Ariane 5 ECA e ES, secondo il costruttore principale Astrium. Con questo accordo l'Ariane 5 incorporerebbe gran parte della tecnologia di Ariane 5 ME per risparmiare sul tempo e sul costo. Nell'illustrazione (Credit: ESA) il confronto fra Ariane 5, a sinistra, ed Ariane 6 a destra.

Fonte : Space Daily

Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA - C. Carreau) l'osservatorio spaziale Euclide. 09/07/2013 - La Thales Alenia Space si occuperà della costruzione della missione spaziale Euclide - La costruzione della missione spaziale Euclide dell'ESA che si occuperà di esplorare 'l'Universo Oscuro', sarà guidata dalla compagnia Thales Alenia Space come principale appaltatore, iniziando la piena fase industriale del progetto. L'annuncio segue quello dello scorso mese quando l'Astrium di Tolosa aveva confermato la costruzione del modulo strumenti, il telescopio e la struttura ottica che ospita gli strumenti scientifici. Euclide verrà lanciata nel 2020 per esplorare il ruolo svolto dall'energia e dalla materia oscura nell'evoluzione dell'Universo fin dall'epoca del Big Bang e, in particolare, la sua attuale accelerazione nell'espansione. La materia oscura è invisibile ai normali telescopi, ma agisce attraverso la gravità giocando un ruolo chiave nella formazione delle galassie e rallentando l'espansione dell'Universo. L'energia oscura, daltro canto, produce una forza che combatte la gravità e che accelera l'espansione vista attorno a noi oggi. Insieme, formano il 95% del totale della massa e dell'energia dell'Universo, con la materia 'normale' - quella di cui sono composte le stelle, i pianeti e noi umani - che è solo una piccola frazione. Ma la loro natura rimane un profondo mistero. "Siamo felici di poter confermare il primo appaltatore per quest'emozionante missione. Con il supporto delle industrie Europee, siamo un passo più vicini a rivelare i segreti più oscuri dell'Universo," ha detto il Professor Alvaro Giménez, direttore dell'Esplorazione Robotica e Scientifica dell'ESA. "Questo è un passo da lungo atteso dopo che il concetto della missione venne proposto all'ESA nel 2007, e noi siamo deliziati di vedere che ora può iniziare la costruzione del veicolo spaziale," ha detto Yannick Mellier, a capo del consorzio di Euclide, che comprende scienziati da 13 Paesi Europei e dagli Stati Uniti. Il consorzio fornirà ad Euclide gli strumenti all'avanguardia nel campo scientifico: una fotocamera nella luce visibile ed uno spettrometro/fotocamera nel vicino infrarosso. Insieme, questi due strumenti, potranno realizzare una mappa 3D della distribuzione di oltre due miliardi di galassie sparse su oltre un terzo dell'intero cielo. La luce dalle più lontane galassie che arriva sulla Terra viene leggermente piegata dalla gravità mentre interagisce con la materia lungo la sua strada. Questa è dominata dalla materia oscura e può essere associata alle galassie, ai gruppi di galassie o anche da sola. Così, misurando la distorsione nella forma di queste galassie di sfondo, gli astronomi possono costruire una mappa 3D della materia oscura nell'Universo. In più constatando come la distribuzione delle galassie e dei gruppi di galassie è cambiata nel tempo cosmico, gli scienziati possono comprendere il ruolo e l'evoluzione dell'energia oscura dall'alba dell'Universo fino ad oggi. I risultati aiuteranno a rispondere ad uno dei principali quesiti della cosmologia moderna: perché l'Universo si espande oggi ad un tasso accelerato, invece di rallentare a causa dell'attrazione gravitazionale della materia? Mentre misurerà l'espansione dell'Universo dal Big Bang ad oggi, Euclide testerà anche le teorie del suo destino finale. Per raggiungere quest'obbiettivo, Euclide dovrà trasmettere delle immagini di altissima qualità. E per ottenere questo è richiesta una stabilità ed un perfetto assetto mentre vengono eseguite le osservazioni di precisione. "Euclide sarà capace di mantenere la sua vista su queste galassie con una precisione e stabilità equivalente a puntare manualmente un laser su una moneta da 1 Euro dalla distanza di 200 km," ha detto René Laureijs, scienziato ESA del progetto Euclide. Il veicolo spaziale impiegherà inoltre una connessione veloce che permetterà ad Euclide di raccogliere ed inviare almeno 260 Gb di immagini ogni giorno - l'equivalente di oltre 50.000 immagini a colori JPEG al giorno di una fotocamera commerciale da 16 megapixel. "Con Thales Alenia Space a capo della costruzione di Euclide, Astrium che preparerà il modulo carico ed il consorzio di scienziati che svilupperà gli strumenti scientifici, siamo sicuri che il lancio avverrà come previsto nel 2020, pronto per almeno sei anni di mappatura esatta dell'Universo oscuro," ha aggiunto Giuseppe Racca, Project Manager di Euclide dell'ESA. Euclide verrà posta in orbita attorno al punto L2 fra il Sole e la Terra che si trova a circa 1,5 milioni di km dalla Terra e le operazioni scientifiche del veicolo spaziale verranno condotte dall'ESA. Oltre 1.000 scienziati da oltre 100 Istituti del Consorzio Euclide stanno costruendo gli strumenti e parteciperanno alla fase scientifica della missione. Il consorzio comprende scienziati di 13 Paesi Europei: Austria, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svizzera ed il Regno Unito. Inoltre vi sono un numero di scienziati USA, compresi 40 nominati dalla NASA. Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA - C. Carreau) l'osservatorio spaziale Euclide.

Fonte : ESA

09/07/2013 - Lo spazio passa anche dall'Ospedale Pediatrico. Parmitano in collegamento mercoledì - Sarà un collegamento veramente speciale quello di mercoledì 10 luglio, che vedrà i piccoli pazienti ospiti dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, in contatto radio con l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano, impegnato nella missione di lunga durata Volare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ormai da oltre 30gg. Creato nel 1869 grazie ad un'iniziativa di una famiglia generosa, i Salviati, il Bambin Gesù è oggi un attrezzato policlinico per i più piccoli ed uno dei tre maggiori in Italia, riconosciuto dal Ministero della Salute come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Le assistenti e le psicologhe della Ludoteca stanno già preparando i bambini a questo magico incontro, e infatti sul sito Facebook dell'Ospedale Pediatrico sono già apparsi numerosi disegni e pensierini realizzati dai giovani ospiti dell'Istituto. Luca Parmitano, definito da uno dei bambini 'l'uomo delle stelle' risponderà alle tenere domande dei bambini, curiosi di sapere come si dorme nello spazio, come sono le stelle viste da lassù e com'è la Terra vista da quella distanza. Parmitano parlerà anche delle sue prime impressioni all'ingresso sulla stazione orbitante e possibilmente anche all'uscita, dato che oggi, martedì, è prevista la prima delle due attività extra veicolari a cui parteciperà, primo italiano nella storia. Potete seguire il collegamento, realizzato come di consueto dall'AMSAT e questa volta in collaborazione con l'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, attraverso le pagine web AMSAT Italia e ASI. Il collegamento è previsto alle 14:36 ora italiana di mercoledì 10 luglio. Queste iniziative sono organizzate nell'ambito del programma educativo internazionale ARISS, (Amateur Radio on International Space Station), e coordinate, in Italia, dall'AMSAT Italia. La pagina italiana dell'ESA vi terrà aggiornati su questo programma educativo annunciando i collegamenti radioamatoriali che di volta in volta verranno organizzati.

Fonte : ESA Italia

08/07/2013 - Il rover Curiosity si rimette in marcia verso il Monte Sharp - Con due guide eseguite il 4 e 7 luglio, il rover marziano Curiosity della NASA ha lasciato il suo ultimo obiettivo scientifico 'Glenelg' ed ha iniziato il suo lungo viaggio, che richiederà alcuni mesi, verso la base della destinazione principale della missione, il Monte Sharp. Il rover aveva concluso gli studi ravvicinati di un affioramento sedimentario chiamato 'Shaler' la scorsa settimana. Il 4 luglio si è mosso di 18 metri lontano da Shaler mentre il 7 luglio, in un secondo tragitto, ha compiuto 40 metri verso la destinazione che si trova a circa 8 km lontano, gli strati inferiori del Monte Sharp. Monte Sharp si trova al centro del cratere Gale, e mostra vari strati geologici esposti dove gli scienziati immaginano di scoprire prove di come l'antico ambiente marziano è cambiato ed evoluto. Nell'area Glenelg, dove Curiosity ha lavorato per la prima metà del 2013, il rover ha scoperto indizi di un antico ambiente umido che avrebbe avuto le condizioni favorevoli alla vita microbiotica. Questo significa che la missione ha già raggiunto il principale obiettivo scientifico. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California Institute of Technology, di Pasadena, gestisce la missione Mars Science Laboratory per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Il JPL ha progettato e costruito il rover Curiosity. Ulteriori informazioni su Curiosity si possono trovare online a: http://www.nasa.gov/msl e http://mars.jpl.nasa.gov/msl/. Puoi seguire la missione su Facebook a http://www.facebook.com/marscuriosity e su Twitter a http://www.twitter.com/marscuriosity. Potete vedere qui un'immagine catturata dalla Navcam (Navigation Camera) di Curiosity che guarda indietro alle tracce lasciate durante la prima guida allontanandosi dalla zona di Glenelg. Così è ricominciata la lunga marcia verso la sua destinazione a lungo termine: Monte Sharp.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA), da sinistra, Cassidy, Nyberg e Parmitano durante la prova delle tute spaziali in preparazione per l'uscita di martedì. 08/07/2013 - Una passeggiata spaziale con Luca Parmitano - dettagli e come seguire la diretta WEB - La passeggiata spaziale dell'astronauta ESA Luca Parmitano e dell'astronauta NASA Chris Cassidy potrà essere seguita in diretta sia sul sito web dell'ASI che su quello della NASA. La diretta web ASI comincia alle 14:00 ora italiana e la potrete seguire qui. Cassidy, designato EV-1 per questa passeggiata, indosserà una tuta bianca con due righe rosse mentre Luca, designato EV-2, indosserà una tuta tutta bianca. Dalle 14:00 alle 17:00 potete seguire la diretta commentata in italiano da Delfina Bertolotto, responsabile Unità Microgravità, Agenzia Spaziale Italiana, e Claudio Sollazzo, Direttorato del Volo Abitato e Operazioni dell'ESA. L'inizio dell'EVA con l'apertura del portello del modulo di decompressione Quest è prevista per le ore 8:15 a.m. EDT (le 14:15 ora italiana) di martedì 9 luglio 2013 e la diretta integrale di NASA/TV inizierà alle 7 a.m. (le 13 ora italiana). Il primo ad uscire dal boccaporto sarà Cassidy, seguito poco dopo da Parmitano. Quella di domani sarà la prima di due uscite extra veicolari previste nella missione Volare, la prima di lunga durata dall'Agenzia Spaziale Italiana, che vede l'astronauta dell'ESA Luca Parmitano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per quasi sei mesi. Una volta che i due astronauti saranno usciti dal boccaporto Cassidy si porterà sulla sommità del traliccio Z1 e rimuoverà e sostituirà un controllo del ricevitore di trasmissione spazio-Terra. Questa unità, una delle due che permette due canali indipendenti in banda Ka di comunicazioni per i video ed i dati, si era guastata nel dicembre del 2012. In parallelo a questo, Parmitano si sposterà sull'Express Logistic Carrier-2 del segmento di destra del traliccio per recuperare due esperimenti che facevano parte del MISSE-8 (Materials International Space Station Experiment-8). L'Optical Reflector Materials Experiment III (ORMatE-III) ed il Payload Experiment Container, che verifica l'impatto dell'ambiente spaziale sui materiali e sugli elementi dei processori, sono previsti al rientro sulla Terra a bordo del veicolo cargo commerciale SpaceX-3, previsto entro l'anno. Mentre si trova sul traliccio di destra, Parmitano fotograferà anche l'AMS-02 (Alpha Magnetic Spectrometer-02) per fornire al team dei ricercatori una verifica visuale delle condizioni di questo sensibilissimo sensore per la rilevazione delle particelle più esotiche della fisica. I due spacewalker poi uniranno le forze per rimuovere due Radiator Grapple Bars (RGB) ed installarne uno sul traliccio sinistro e l'altro a destra in modo da essere piazzati in modo strategico. Questi RGB, che sono progettati per aiutare a rimuovere e sostituire dei radiatori termici guasti, sono stati consegnati alla Stazione dal volo SpaceX-2. Mentre si troverà sulla parte finale del braccio robotico Canadarm-2, sotto il controllo dell'Ingegnere di Volo Karen Nyberg che si troverà all'interno della Cupola, Parmitano trasporterà gli RGB nel sito di lavoro dove Cassidy li imbullonerà al loro posto. Mentre Parmitano tornerà indietro sul braccio verso il lato destro, potrà utilizzare questa opportunità per rimuovere una telecamera guasta. La Mobile Base Camera Light Pan-Tilt Assembly, guastatasi nel maggio 2012, appena prima dell'arrivo del veicolo di trasferimento giapponese H-2, era il modo principale per vedere Nell'illustrazione (Credit: NASA) alcuni dei siti di lavoro della EVA 22. e tenere sotto controllo i veicoli in arrivo. I responsabili della missione prevedono di riportarla sulla Terra per aggiustarla e rimandarla sulla Stazione più avanti come valido pezzo di ricambio. Mentre Parmitano rimuove la telecamera, Cassidy inizierà a deviare i cavi elettrici in preparazione dell'arrivo del nuovo Modulo Laboratorio Multiuso Russo, il cui arrivo alla ISS è previsto entro l'anno. Cassidy stenderà dei cavi dal nodo di interfaccia del nodo Unity del PMA-1 (Pressurized Mating Adapter-1) al modulo Zarya. I cosmonauti della stazione completeranno quest'operazione durante una prossima passeggiata spaziale. Il nuovo modulo, conosciuto come Nauka, servirà come struttura di ricerca, boccaporto di attracco e modulo di decompressione per le attività extra-veicolari Russe e sostituirà il compartimento di aggancio Pirs. Con questi compiti e gli RGB installati, Cassidy inizierà l'istallazione di due bypass ad Y sul traliccio Z1 che forniranno una ridondanza ed una stabilità di energia per i componenti critici della Stazione. L'installazione del connettore bypass verrà completata nella passeggiata spaziale successiva, del 16 luglio. In congiunzione con alcune riconfigurazioni di cablaggio completate all'inizio dell'anno all'interno del modulo Unity, i due connettori bypass a Y permetteranno ai team responsabili della stazione di recuperare rapidamente l'energia nell'evento di una perdita di uno dei moduli di potenza esterni senza la necessità di eseguire una passeggiata spaziale. I due spacewalker concluderanno la loro EVA installando una copertura isolante multi-strato per proteggere l'interfaccia di attracco del PMA-2 (Pressurized Mating Adapter-2) montata sul modulo Harmony. La loro lunga giornata terminerà intorno alle 23:00 ora italiana. L'EVA di domani, conosciuta come USA-22, durerà infatti 6 ore e mezza e sarà la prima in assoluto per un Italiano e la prima Europea fin dal 2009. "Si tratta di uno degli obiettivi principali della missione ed è un vero onore farne parte," ha detto Luca ai controllori di missione giovedì mentre si preparava a quest'avventura. "Siamo pronti ragazzi! - Guys, we're ready!" ha esclamato l'astronauta ESA. Prima di uscire Luca e Chris trascorreranno diverse ore nella preparazione delle loro tute spaziali e nei sistemi di emergenza che sarebbero utili in caso di problemi. Una volta che tutto è stato controllato potranno finalmente iniziare la loro escursione. Per Cassidy, un veterano di tre attività extra-veicolari sulla Stazione, ha già trascorso 18 ore fuori della ISS per l'installazione del modulo laboratorio Kibo. Per Luca, invece, un novellino, sarà sicuramente uno dei momenti più memorabili. "Sono molto emozionato di eseguire una EVA," ha detto Luca ostentando un gran sorriso. Luca è stato aiutato durante l'addestramento al centro astronauti ESA e NASA anche dall'astronauta Christer Fuglesang, che detiene il record Europeo con cinque uscite. "Dopo tutti gli addestramenti e le simulazioni, la prima vista reale dal portello aperto è stata semplicemente sbalorditiva. Mi sono dovuto fermare un attimo per ammirare la Terra ed il nero dello spazio." ricorda Fuglesang. Luca ha promesso di condividere la sua esperienza il più possibile, dopo aver eseguito la passeggiata, su Twitter: segui quindi @astro_luca e vola con lui in Volare!. Nella foto in alto (Credit: NASA), da sinistra, Cassidy, Nyberg e Parmitano durante la prova delle tute spaziali in preparazione per l'uscita di martedì. Nell'illustrazione a destra (Credit: NASA) alcuni dei siti di lavoro della EVA 22.

Fonti : ESA Italia - NASA - ESA Volare

06/07/2013 - Il veicolo Grasshopper della SpaceX raggiunge in volo i 325 metri, nuovo record - La SpaceX prosegue la sua campagna di voli di prova del razzo a decollo ed atterraggio verticale Grasshopper. Lo scorso 14 giugno, dalla struttura di prova della SpaceX di McGregor, in Texas, il Grasshopper v1.0 ha eseguito un nuovo volo che lo ha portato all'altezza record, fino ad ora, di 325 metri. Il volo è durato circa 1 minuto e 7 secondi ed il filmato, postato solo oggi sul canale YouTube della SpaceX, è stato ripreso da un drone (hexacopter) telecomandato in volo. Il volo di prova precedente, eseguito lo scorso 17 aprile aveva raggiunto i 250 metri. Questi test servono a verificare la capacità di atterraggio verticale di un primo stadio del razzo vettore Falcon 9 al termine della missione. Infatti per Elon Musk, fondatore della SpaceX, riuscire a riutilizzare il primo stadio, e successivamente anche il secondo, del razzo, sono punti decisivi per l'abbattimento del costo del lancio. Il Grasshopper è, in pratica, un primo stadio di un razzo Falcon 9 con un solo motore Merlin-1D, quattro zampe in acciaio ed una struttura di supporto, più alcuni serbatoi pressurizzati agganciati alla struttura. In tutto il Grasshopper v1.0 è alto circa 32 metri. Il suo sistema di guida gli permette di atterrare con la precisione di un elicottero. Al momento sono stati eseguiti a McGregor, in poco meno di un anno, sei voli di prova del Grasshopper v1.0 ed ognuno ha visto aumentare l'altezza raggiunta rispetto al precedente senza intoppi. La SpaceX spera di poter raggiungere nei test la velocità ipersonica entro il 2013. La SpaceX ha già comunicato che aumentando l'altezza, la durata e la complessità dei test verrà utilizzata una seconda versione del veicolo, chiamata Grasshopper v1.1 basata sul più lungo Falcon 9 v1.1, ancora in sviluppo, e dotato delle zampe di atterraggio in versione di volo. I test di volo del Grasshopper v1.1 saranno realizzati presso lo Spaceport America, in New Mexico e l'altezza massima raggiunta sarà di circa 91.000 metri.

VIDEO DEL VOLO DEL GRASSHOPPER DELLA SPACEX FINO A 325 METRI - (CREDIT: SPACEX) - dur.min.1:36 - AUDIO AMBIENTE



Fonti : SpaceX YouTube Channel - Wikipedia

Nella foto (Credit: NASA) il modello BTA modificato di Orion per i test di recupero a Langley. 05/07/2013 - La NASA al lavoro per testare il sistema di recupero della capsula Orion dopo l'ammaraggio - Gli ingegneri ed i tecnici presso il Kennedy Space Center della Florida, al Langley Research Center in Virginia e presso la Lockheed Martin Space Operations di Denver, in Colorado, stanno mettendo assieme le particolari attrezzature che sono state utilizzate lo scorso 25-28 giugno come equipaggiamento per le operazioni di recupero di Orion, dopo l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico. Le operazioni di recupero sono guidate dal Ground Systems Development e dall'Operations Program del Kennedy. Dopo aver viaggiato fino a 5.800 km sopra la Terra per la sua missione Exploration Flight Test-1 (EFT-1) nel settembre 2014, Orion eseguirà un ammaraggio nell'Oceano Pacifico, dove verrà recuperato con l'aiuto della US Navy. Un test delle attrezzature di recupero e delle procedure utilizzate avverrà in agosto presso la struttura portuale Naval Station di Norfolk, in Virginia. Per essere pronte al test tutte le attrezzature necessarie sono state montate e provate presso il 'Trim Pad' vicino a Langley. Per la prima volta, la culla di recupero del modulo equipaggio progettato dalla Lockheed Martin, il dispositivo standard fornito di paraurti progettato al Kennedy e l'articolo di prova standard di Orion (BTA) - una versione di prova a grandezza naturale della nave spaziale progettato e costruito a Langley - sono stati assemblati e testati in un unico luogo. Il BTA è stato utilizzato inizialmente per i test di impatto in acqua presso la piscina di Langley come parte del progetto SPLASH (Structural Passive Landing Attenuation for Survivability of Human-crew) di Orion. Poi a Langley hanno riprogettato, analizzato e modificato il BTA per simulare le proprietà di massa del modulo equipaggio e la resistenza all'acqua per le operazioni di recupero che verrà utilizzato per EFT-1. "Uno degli obiettivi di questo controllo era di fare pratica mettendo assieme tutte le parti che saranno necessarie per le operazioni di recupero," ha detto Mike Generale, responsabile delle operazioni di recupero di Orion e direttore del test recupero al Kennedy. "E' un'opportunità di imparare ad utilizzare le nuove attrezzature e confermare che sono compatibili fra di loro." Il 'Trim Pad' è una larga zona di cemento vicino all'hangar dove sono depositate le attrezzature per il controllo. Prima dell'operazione la squadra ha dipinto le misure del ponte della nave sul cemento per confermare che le attrezzature di recupero fossero contenute nelle misure. La struttura di movimentazione è stata sviluppata presso il Laboratorio Prototipi del Kennedy e costruita presso il Launch Equipment Test Facility da diverse aziende appaltatrici. Si tratta del primo pezzo realizzato per le operazioni di recupero ed è stato completato ed inviato a Langley a maggio. Jeremy Parr, un'ingegnere progettista meccanico del centro Prototype Laboratory, ha guidato lo sforzo di realizzare la struttura con programmi computerizzati di disegno. "Siamo partiti con un progetto iniziale utilizzando la modellazione al computer," ha detto Parr. "Tutti i requisiti erano definiti ed abbiamo così lavorato verso il progetto finale. Per la parte progettuale è occorso circa un mese." Essenzialmente, la struttura di movimentazione è una cornice in tralicci di acciaio che misura 5,1x5,9 metri. La struttura è dotata di una serie di paraurti ammortizzanti che galleggiano e con rotaie di guida. Il telaio verrà utilizzato per guidare il modello BTA di Orion nella giusta posizione sopra la struttura di movimentazione. "Questa struttura permetterà alla NASA di spostare il modello di prova di Orion dentro e fuori dalla nave di recupero della Marina," ha detto Generale. "Inoltre servirà anche come struttura per fissare il modello di prova della capsula al sicuro a bordo della nave di recupero." La culla di recupero del modulo equipaggio verrà poi utilizzata per assicurare Orion alla nave di recupero e sbarcarlo una volta giunti in porto. Questo test di controllo ha dato al team l'opportunità di vedere come le procedure della NASA e le attrezzature stesse si accordano con il materiale svilupparo dalla Marina. "La collaborazione fra la US Navy e la NASA durante questo controllo di prova ci assicurano il successo nell'operazione e ne beneficerà la missione Orion EFT-1," ha detto Lisa Hawks, responsabile delle integrazioni ed operazioni di SPLASH. Nella foto (Credit: NASA) il modello BTA modificato di Orion per i test di recupero a Langley.

Fonte : NASA

05/07/2013 - Misteriose esplosioni lontanissime nello spazio sconcertano gli scienziati - Un recente studio ha scoperto che potentissime emissioni radio, provenienti da altre galassie, esplodono nel cielo notturno. Una squadra di astronomi internazionali ha captato quattro eventi esplosivi, conosciuti come 'esplosioni radio veloci' o FRB (fast radio burst) che provengono da sopra il piano galattico della nostra Via Lattea. Nonostante la loro durata sia soltanto di alcuni millisecondi il loro segnale è così potente da attraversare miliardi di anni luce nell'Universo. "Queste esplosioni rilasciano più energia in un millisecondo di quanto il Sole non faccia in 300.000 anni," ha detto lo scienziato Dan Thronton, dell'Università di Manchester, in Inghilterra. Gli studi sono stati effettuati utilizzando il radio telescopio di Parkes, in Australia dove Thornton ed il suo team ha captato quattro nuove sorgenti nel cielo. Le esplosioni si trovano fra i 5,5 ed i 10 miliardi di anni luce di distanza e questo significa che hanno impiegato circa 10 miliardi di anni a raggiungere la Terra. Questi nuovi oggetti hanno permesso di calcolare che un FRB potrebbe avvenire ogni dieci secondi. Dopo che gli astronomi avevano verificato che l'emissione non proveniva dalla Terra si sono chiesti se provenisse dalla nostra Galassia e dall'esterno di essa. Studiando le onde radio e di come erano state influenzate nel passaggio attraverso lo spazio hanno concluso che provenivano da ben oltre la nostra Via Lattea. Sebbene le esplosioni siano brevissime gli astronomi sono riusciti a localizzare i punti molto precisamente, con appena alcune centinaia di km d'incertezza. Queste emissioni non corrispondono a nessun oggetto osservato nell'ottico, nelle onde gamma o raggi X e quindi rimangono di origine sconosciuta. "Le altre sorgenti radio extra-galattiche conosciute variano su tempi di giorni o mesi," dice Thornton. "Le FRB in appena pochi millisecondi." Fra le possibili sorgenti di questo nuovo fenomeno potrebbero esserci l'intersezione dei campi magnetici di due stelle di neutroni, corpi della massa del nostro Sole ma grandi appena pochi km. Uno speciale tipo di supernova che orbita attorno ad una stella di neutroni potrebbe potenzialmente produrre lampi radio quando i campi magnetici della stella interagiscono con le esplosioni della supernova, sebbene queste combinazioni siano molto rare. "La nostra spiegazione favorita è che siano gigantesche esplosioni di magnetar, una stella di neutroni altamente magnetizzata," dice Thornton. Queste emissioni di radiazioni possono produrre un enorme ammontare di energia, simile a quello visto nei FRB. Sebbene frequenti gli FRB sono difficili da captare. La prima singola esplosione radio venne captata nel 2007 e lasciò gli scienziati interdetti sulla sorgente e dubbiosi persino della sua esistenza. Negli ultimi quattro anni , Thornton ed il suo team hanno utilizzato l'High Time Resolution Survey in cerca di esplosioni simili. L'osservazione è eseguita con l'antenna di 64 metri del radiotelescopio CSIRO di Parkes, progettata per cercare sopra e sotto il piano della Via Lattea oggetti come le stelle rotanti a neutroni conosciute anche come pulsar. Il telescopio di Parkes essenzialmente 'fissa' una regione del cielo per un determinato tempo, rendendo ideale la cattura di FRB. Durante la campagna osservativa sono stati scovati altri quattro FRB tutti sopra il piano della Galassia. Osservazioni successive eseguite approssimativamente un anno dopo la cattura degli FRB hanno cercato se gli oggetti continuavano ad emettere, ma i segnali non sono riapparsi. I ricercatori, assieme ad un altro articolo di James Cordes della Cornell University di New York, è stato pubblicato online giovedì 4 luglio sulla rivista Science.

Fonte : Space.com

05/07/2013 - In ASI, il 9 luglio, la prima passeggiata spaziale di Parmitano - A sei settimane dalla partenza della missione Volare, come già avvenuto per il lancio del 28 maggio, l'Agenzia Spaziale Italiana organizza un nuovo evento presso la sua sede: questa volta, dedicato alla prima delle due attività extraveicolari che avranno come protagonista Luca Parmitano. L'invito è rivolto agli addetti ai lavori e giornalisti, che avranno la possibilità di assistere all'evento con il commento del presidente dell’ASI, Enrico Saggese e dei diversi esperti presenti. Ma tutti potranno comunque seguire la 'SpaceWalk' di Luca da casa: sarà infatti trasmessa in diretta streaming, martedì 9 luglio dalle ore 14 alle 17. Gli obiettivi delle EVA (Extra Vehicular Activity)saranno basati sulle priorità del programma ISS e includeranno la preparazione per l’installazione del modulo russo MLM (Multifunctional Laboratory Module) su cui verrà montato il Braccio Robotico Europeo, la movimentazione e il recupero di esperimenti esterni e la sostituzione di una telecamera e attività di manutenzione della Stazione. Segui la diretta streaming su AsiTv.

Fonte : ASI

05/07/2013 - La Roscosmos assicura che il prossimo cargo spaziale Russo verrà lanciato come previsto - Un responsabile della Roscosmos (l'agenzia spaziale Russa) ha dichiarato venerdì che, nonostante il recente incidente con il razzo vettore Proton-M, il lancio del prossimo veicolo di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) rimane fissato come previsto. Il veicolo cargo Progress M-20M, ha il suo lancio previsto il 28 luglio prossimo proprio dal Centro Spaziale di Baikonur, nel Kazakhstan, dove il Proton è esploso poco dopo il lancio assieme ai tre satelliti del sistema di navigazione Glonass che trasportava. "I preparativi per il lancio del Progress stanno procedendo come previsto. Il lancio è fissato per il 28 luglio," ha detto Popovkin ai giornalisti presenti ad un incontro della commissione di stato che deve occuparsi della riforma dell'industria spaziale. Popovkin ha aggiunto che l'incidente di martedì non avrà conseguenze sul lancio, previsto a dicembre, del modulo laboratorio Russo che utilizzerà proprio con un Proton-M e diretto verso la ISS. "Saremo certamente usciti da questa situazione a dicembre. Quello che è importante è che il modulo sia pronto a dicembre," ha detto. Popovkin ha confermato che l'indagine avviata per il fallimento del Proton sta considerando tre possibili cause, compreso un malfunzionamento alle apparecchiature di lancio, un guasto al sistema di controllo o problemi con i motori del primo stadio del razzo. "E' difficile dare delle date, ma penso che l'indagine preliminare possa essere completata entro la fine di luglio," ha aggiunto Popovkin. Ieri fonti anonime ma provenienti dall'interno dell'industria spaziale Russa, avevano ventilato un'ipotesi che starebbe prevalendo sulle altre. La caduta del Proton sarebbe dovuta ad un'accensione prematura dei motori del primo stadio. Il sistema di controllo avrebbe interpretato questo avvio prematuro come una minaccia ed avrebbe diretto il razzo lontano dalla rampa di lancio, proprio come è programmato a fare in situazioni di emergenza. Gli specialisti starebbero vagliando i dati della telemetria e fra qualche giorno si potrebbe sapere qualcosa di più. Il programma spaziale Russo ha sofferto una serie di intoppi negli ultimi anni, gran parte dei quali dovuti a guasti alle apparecchiature.

Fonte : Ria Novosti

Nella foto (Credit: NASA) Luca Parmitano prepara la tuta spaziale per la sua attività extraveicolare. 05/07/2013 - Nuovo post di Luca Parmitano dalla ISS: il tempo vola! - Luca Parmitano, l'astronauta italiano dell'ESA che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale come membro dell'equipaggio di Spedizione 36, ci aggiorna sul suo blog delle ultime attività svolte sull'avamposto orbitale. "E’ bello essere impegnati: qui, in orbita, ogni attività é sempre molto interessante. Anche delle mansioni che sulla terra possono sembrare tra le più banali qui assumono uno spessore particolare dovuto al fatto che la fisica normale non si applica nello spazio. Di volta in volta tutto può diventare o più semplice o più complicato. Le giornate sono molto intense con la sveglia alle 6:00 di mattina e di solito si va a letto verso le 23:00. Come potete immaginarvi sono giornate molto piene e cerco di sfruttare ogni momento disponibile (a parte quando dormo). Non ci si può assolutamente annoiare; appositamente io non ho portato nulla che mi possa distrarre da questo impegno cosi importante: ovvero fare qui sulla stazione quello che non potrei mai fare sulla terra. Leggere un libro o guardare un film sono attività che posso anche fare fra 5 mesi quando ritorno sulla Terra. Condividere questo privilegio con altri è quasi di obbligo ed è per questo che quando riesco a trovare un pò di tempo libero cerco di fare foto e trasmettere a parole questa mia esperienza cosi unica. Questa settimana la nostra attenzione sarà mirata, principalmente, sulla preparazione dell’attività extraveicolari o EVA, in programma per martedì prossimo, quando uscirò assieme al mio collega, l'astronauta americano Chris Cassidy. Molte ore vengono utilizzate nei preparativi per le passeggiate spaziali: bisogna preparare le tute, gli attrezzi e fare una serie di controlli rigorosi. Un altro momento importante di questa settimana sarà l’installazione della pompa idraulica del Columbus: un mezzo fondamentale per la sopravvivenza ed il lavoro di Columbus. Questo sarà forse uno dei lavori più grossi e sicuramente il più impegnativo su cui mi dovrò concentrare questa settimana. La parte scientifica continua. Gli esperimenti sono distribuiti nell’arco della spedizione e, in questo momento, ne stiamo affrontando alcuni che poi finiranno e ne inizieremo degli altri. Quelli con cui ho iniziato a lavorare sin dall’inizio della mia missione sono Pro-K e Spinal Ultrasound (di cui ne ho parlato nel mio blog entry precedente). Sono convinto che quest’ultimo avrà dei grandi risultati perché parte da un concetto di base che è l’utilizzo di una macchina molto semplice ed economica per fare delle diagnostiche che per adesso sono possibili solo con macchine costosissime. Chris ha in affido degli esperimenti che riguardano le caratteristiche anti fiamma di alcuni materiali ma non ho partecipato in questo ed è stato concluso. BCAT é un esperimento Canadese su cui stiamo lavorando che ci permette di fare delle foto in 'time-lapse' – ovvero scattare periodicamente un certo numero di foto per un certo periodo di tempo – per osservare il cambiamento di un mix di fluidi di diversa viscosità. Questo esperimento studia il comportamento a lungo termine di colloidi - particelle fini sospese in un fluido in un ambiente di microgravità - in cui vengono rimossi gli effetti della sedimentazione e convezione. Un altro esperimento su cui ho lavorato questi giorni è Robonaut: il nostro astronauta robot e settimo membro dell’equipaggio. I suoi successori dovranno un giorno aiutare gli uomini a lavorare nello spazio in più sicurezza. Io aiuto Robonaut attraverso l’installazione di esperimenti che lui deve compiere. Una vera e propria partnership! A parte il tempo che uno dedica agli esperimenti, questa settimana si svolgeranno altri compiti importanti come le attività di manutenzione e le attività di carico e scarico. Insomma, qui Il tempo vola ed è impossibile annoiarsi. Nella foto (Credit: NASA) Luca Parmitano, all'interno del modulo Quest della ISS, mentre prepara la sua tuta spaziale per l'imminente attività extraveicolare, la prima in assoluto di un nostro connazionale. In copertina (Credit: ESA) Luca Parmitano con indosso la tuta spaziale durante il controllo finale eseguito in orbita.

Fonte : ESA Volare blog

05/07/2013 - Anche una squadra italiana in ESTEC per il programma 'Fly Your Satellite' - Sei squadre di studenti e i loro supervisori si sono riunite all'ESTEC, la sede dell'ESA, nei Paesi Bassi, per dare il via al Programma 'Fly Your Satellite', promosso dall'Ufficio Education dell'ESA. Per tre giorni, hanno partecipato alle presentazioni degli obiettivi da raggiungere e delle attività da svolgere durante la prima fase del programma. L'iniziativa, lanciata ad inizio anno, vuole offrire agli studenti l'opportunità di familiarizzare con una buona pratica ingegneristica e fare dei test sui satelliti per accrescere le possibilità di successo di una missione. L'edizione 2013 di "Fly Your Satellite" è focalizzata soltanto su alcuni satelliti sviluppati da università selezionate, che sono già ad uno stadio avanzato. 'Fly Your Satellite' nasce dal successo del programma pilota CubeSat per il volo inaugurale del lanciatore Vega, conclusosi nel 2012 con il lancio di sette CubeSat - costruiti dagli studenti - che hanno viaggiato a bordo del primo volo del nuovo piccolo lanciatore dell'ESA, Vega appunto. Ogni CubeSat, questo il nome dei satelliti, avrà una specifica missione tecnologica o scientifica da compiere. Tra i sei progetti CubeSat selezionati, anche e-st@r-II dall'Italia, che si prefigge di provare un Sistema di Controllo Attivo di Determinazione dell'Assetto (Active-Attitude Determination Control System). Maggiori informazioni nelle pagine Education del nostro portale o contattando ESA Education CubeSat team a cubesats@esa.int.

Fonte : ESA Italia

04/07/2013 - Il Quattro di luglio nello spazio: come lo trascorrono gli astronauti - Per gli Americani il Quattro di Luglio è la più famosa festività estiva, anche nello spazio. Mentre le persone in tutti gli Stati Uniti celebrano il Giorno dell'Indipendenza con grigliate, nuoto e fuochi d'artificio, gli astronauti NASA Karen Nyberg e Chris Cassidy, i due americani che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, si uniranno ai festeggiamenti in modo diverso. "Si tratta di una delle festività scelte per l'intero equipaggio, e così sono tutti in vacanza," ha scritto Josh Byerly, portavoce della NASA in una email. "Non è previsto niente di speciale." Essi avranno la giornata libera ma certamente Nyberg e Cassidy avrebbero voluto trascorrere del tempo con le loro famiglie se avessero scelto delle vacanze per il Quattro di Luglio. Gli astronauti hanno accesso ad un telefono con protocollo Internet per chiamare gli amici ed i familiari sulla Terra e possono anche disporre di una video conferenza dall'orbita sempre tramite Internet. Anche se gli astronauti che si trovano a bordo della Stazione Spaziale non celebreranno la festa nel modo usuale, avranno comunque l'opportunità di vedere i fuochi artificiali del Quattro di Luglio lo stesso. In passato alcuni astronauti hanno segnalato di aver visto i lampi dei fuochi artificiali al suolo mentre sorvolavano la Terra, ha dichiarato Byerly a Space.com. Gli astronauti dallo spazio vedono anche i fulmini ed i lampi fra le nuvole oltre e diverse strutture artificiali sulla superficie sono distinguibili dall'orbita bassa terrestre. Gli astronauti hanno scattato immagini mozzafiato della Terra dallo spazio, con splendide viste sulle luci della città, paesaggi strabilianti e altri dettagli. Mentre gli astronauti osservano la Terra dallo spazio anche loro possono essere visti ad occhio nudo dalle persone mentre la stazione transita nel cielo. La ISS è uno degli oggetti più luminosi del cielo e si muove rapidamente, apparendo come una stella luminosa, mentre vola a 400 km sopra le nostre teste. Sul sito Heavens Above di Chris Peat o su N2YO.com, basta immettere il nome della città dove abitiamo, lo stato e la Nazione e possiamo conoscere quando la ISS od uno dei tanti satelliti sarà visibile. Vi sono anche decine di apps per gli smartphone che avvisano l'utente quando la stazione spaziale li sorvolerà. La Nyberg e Cassidy si trovano sulla ISS assieme ad altri quattro membri dell'equipaggio: i cosmonauti Russi Fyodor Yurchikhin, Pavel Vinogradov, Alexander Misurkin e l'astronauta Luca Parmitano della European Space Agency (ESA). La Stazione Spaziale, del costo di circa 100 miliardi di dollari, è il prodotto di una collaborazione Internazionale di 15 Nazioni differenti che sono rappresentate da cinque agenzie spaziali. Il laboratorio spaziale è stato abitato continuativamente da equipaggi in rotazione composti da tre o sei astronauti fin dal 2000.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: Jack Burns)il rover K10 della NASA durante il test dello scorso 17 giugno. 04/07/2013 - Fatti i primi test per installare un radiotelescopio sul lato nascosto della Luna - Il 17 giugno scorso l'astronauta Chris Cassidy aveva utilizzato un computer della Stazione Spaziale Internazionale per pilotare un rover sulla superficie simulata lunare presso il Centro Ames della NASA, dimostrando per la prima volta che un astronauta da un veicolo spaziale orbitante era in grado di controllare con successo un robot in tempo reale sulla superficie planetaria. Questa tecnica potrebbe avere future applicazioni per gli esseri umani che visiteranno Marte, gli asteroidi o la Luna. Nel test il rover doveva depositare sul suolo un'antenna filiforme che gli scienziati presso l'University di Colorado Boulder stanno sviluppando per essere utilizzata nel lato nascosto ed inesplorato della Luna. Jack Burns, direttore del CU-Boulder's Lunar University Network for Astrophysics Research, o LUNAR, spera che non passi troppo tempo perché questo accada. Burns insiste da tempo sulla necessità di piazzare un radio telescopio sul lato nascosto della Luna che sarebbe in grado di captare i 'leggeri respiri' provenienti da lontane regioni dello spazio e che potrebbero narrarci le storie di un tempo quando l'Universo era ancora giovane, circa 100 milioni di anni dopo il Big Bang, e nascevano le prime stelle e galassie. "Potremmo vedere un periodo di tempo nell'Universo che non possiamo esplorare con nessun altra tecnica o tecnologia," dice Burns che è professore presso il Dipartimento di Astrofisica e Scienza Planetaria presso la CU-Boulder. "Questo sarebbe un telescopio unico che ci permetterebbe di rispondere alle domande fondamentali sulle prime fasi dell'Universo." Piazzare un radio telescopio sul lato nascosto della Luna è decisivo perché sarebbe schermato dalla cacofonia radio emessa dalla Terra e sopra la ionosfera carica che distorce e riflette i segnali radio provenienti dallo spazio. Con lo sviluppo del veicolo spaziale Orion della NASA sarà presto possibile inviare astronauti a circa 60.000 km sopra il lato nascosto della Luna conosciuto come punto Lagrangiano Terra-Luna L2. A quel punto la gravità combinata della Terra e della Luna rendono possibile ad un veicolo spaziale rimanere facilmente in orbita stazionaria. Da qui, Burns ed i suoi colleghi sperano che un rover possa essere inviato sulla superficie lunare e guidato per stendere un filo di Kapton che contiene l'antenna radio. Per testare quest'idea dei ricercatori della CU-Boulder, compresa la studentessa Laura Kruger, è stata scelta la collaborazione con il progetto di Esplorazione Umana Telerobotica della NASA, che sta già lavorando alle tecnologie di controllo remoto dall'orbita di robot sulla superficie planetaria. La NASA ha accettato la visione di Burns per lo scenario di prova ed il successo del test di giugno, durante il quale Cassidy ha controllato il robot K10 per tre ore su un'area delle dimensioni di circa due campi di calcio, è solo il primo dei tre previsti per quest'estate. Il robot K10 è un rover con quattro ruote motrici di circa 1,2 metri e pesante 100 kg. capace di percorrere fino ad 1 metro al secondo, un poco più lento di una persona a piedi. Per il test Telerobotico di Superficie, il K10 è stato munito di telecamere multiple e di scanner laser 3D per eseguire il lavoro di rilevamento, così come del meccanismo di rilascio dell'antenna radio. "Durante le future missioni oltre l'orbita bassa terrestre, alcuni tipi di compiti potrebbero non essere abbastanza flessibili perché gli esseri umani li compiano manualmente," dice Terry Ford, direttore del Gruppo Intelligenza Robotica della NASA. "I robot saranno il completamento degli esploratori umani, permettendo agli astronauti di compiere il lavoro con i controlli remoti da una stazione spaziale, un veicolo spaziale o da altri habitat." Burns spera che il successo del test Telerobotico di Superficie della NASA dia una spinta al progetto del telescopio sul lato nascosto della Luna e generi interesse nell'esplorazione delle misteriose regioni del nostro più vicino corpo celeste. "La zona nel lato nascosto della Luna è grande quasi due volte gli Stati Uniti; è un bel pezzo di territorio," dice Burns. "Non abbiamo mai camminato lì, né con gli esseri umani né coi robot ed è appena fuori del nostro cortile, a solo tre giorni di viaggio." Nella foto (Credit: Jack Burns)il rover K10 della NASA durante il test dello scorso 17 giugno.

Fonte : Spacedalily

04/07/2013 - La Russia ha avviato un'indagine criminale sul razzo Proton precipitato - La Russia ha avviato un'indagine criminale sul lancio fallito all'inizio di questa settimana di un razzo Proton-M che ha rinnovato i dubbi sull'efficienza dell'industria spaziale Russa. Agenti della sezione Comitato Investigativo Russo presso il centro spaziale di Baikonur interrogheranno i responsabili del programma spaziale per determinare se sono state violate delle regole di sicurezza che possono aver causato l'insuccesso del lancio. "Gli investigatori stanno esaminando la documentazione rilevante e fanno domande a coloro che erano incaricati della preparazione e del lancio del razzo., " ha dichiarato Vladimir Markin, portavoce del comitato, ai giornalisti. "Un numero di esperimenti forensi verranno eseguiti per stabilire le cause esatte dell'incidente." ha detto Markin. Il razzo Proton-M trasportava tre satelliti di navigazione Glonass quando è esploso appena dopo il lancio dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakistan. L'esplosione del razzo ha lasciato dietro di se una nube di propellenti tossici, sebbene gli esperti pensano che questo non avrà significativi impatti sull'ecologia locale. Le autorità del Kazakistan, tuttavia, hanno istituito una commissione governativa, guidata dal ministro dell'ambiente della Nazione, incaricata di esplorare le conseguenze del caso. Voci di morie di bestiame nelle zone adiacenti al centro spaziale sono state negate giovedì dai funzionari del Kazakistan. Nessuno al momento è stato incriminato per l'incidente ma rompere le regole di sicurezza di lancio che conducono ad un fallimento potrebbero portare ad una pena, secondo le leggi Russe, fino a tre anni di prigione. Intanto la Russia ha sospeso a tempo indefinito tutti i lanci di Proton da Baikonur, compresi quelli di un satellite per telecomunicazioni USA, Sirius FM6 del 14 agosto e un satellite militare Kosmos Russo previsto per il 5 settembre. L'incidente di martedì è il secondo insuccesso nel lancio di un razzo Proton-M che trasportava satelliti per il sistema di navigazione satellitare Russo Glonass negli ultimi tre anni. Nel dicembre del 2010 un Proton-M uscì fuori rotta e si schiantò nell'Oceano Pacifico, dopo che gli ingegneri avevano sovraccaricato il razzo di propellente, dice la International Launch Services, la compagnia USA che commercializza i lanci dei Proton. Un'altra missione Proton ebbe un insuccesso nel dicembre 2010 dopo il guasto dello stadio superiore Briz, dice il suo costruttore Khrunichev. Un problema al sistema di controllo causò invece la perdita di un Proton-M nell'agosto del 2011, mentre complicazioni con un motore Briz causarono la perdita di un'altra missione Proton un anno dopo. Il parziale guasto ad uno stadio superiore Briz su un razzo Proton nel dicembre 2012 causò un errato inserimento orbitale del carico utile che però, successivamente venne corretto, dice la Roscosmos. Il vice Primo Ministro Dmitry Rogozin, che supervisiona la difesa e l'industria aerospaziale ed è stato incaricato di sorvegliare l'indagine, ha detto dopo l'incidente che "decisioni difficili" devono essere prese, per l'industria spaziale Russa che "non può continuare ad esistere nella sua forma attuale."

Fonte : Ria Novosti

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) questa immagine mostra il terreno che Opportunity sta attraversando per arrivare a Solander Point, visibile in lontananza. 02/07/2013 - Il rover marziano Opportunity si trova a metà strada dalla sua prossima destinazione - Il Mars Exploration Rover Opportunity della NASA ha viaggiato per quasi la metà della distanza necessaria a raggiungere la sua prossima destinazione dopo aver trascorso quasi 2 mesi nella precedente. Il rover si trova infatti a meno di 800 metri dal segmento del bordo del cratere dove ha lavorato fin dalla metà del 2011 e, quasi alla stessa distanza che lo separa della prossima destinazione dove i controllori di missione intendono lasciare Opportunity occupato durante l'imminente inverno marziano. Opportunity era partito dal punto sud di 'Cape York' sei settimane fa e si era diretto verso sud per il 'Solander Point'. Entrambi sono porzioni del bordo occidentale del cratere Endeavour, di 22 km di diametro, ed offre l'accesso a vecchi depositi geologici che il rover ha visitato durante i suoi primi sette anni su Marte. Opportunity venne lanciato dalla Florida l'8 luglio 2003 (UTC) ed atterrò su Marte il 25 gennaio 2004 (UTC). Un'area piatta chiamata 'Botany Bay' separa Cape York da Solander Point. "Stiamo facendo progressi molto buoni attraversando 'Botany Bay'," ha detto John Callas del Jet Propulsion Laboratory della NASA che svolge il ruolo di project manager di questa quasi decennale missione. Il terreno è favorevole alla mobilità. "La superficie che Opportunity sta attraversando in Botany Bay è composta da affioramenti fratturati poligonali che sono eccellenti per viaggiarci sopra," ha detto Brad Joliff, un membro del team scientifico di Opportunity e pianificatore a lungo termine della Washington University di St. Louis. "Le placche degli affioramenti, sono come un pavimento di mattonelle, coperte da un sottile strato di terreno, non abbastanza per far si che il vento possa formare le ondulazioni che abbiamo visto durante altri viaggi. Le placche affioranti sono di tonalità chiara e le spaccature fra di loro sono piene di terreno scuro basaltico e dai nostri vecchi amici 'mirtilli'. Le sferule delle dimension di pallini da caccia, sono state soprannominate 'mirtilli' ('blueberries' in inglese ndt) e sono ricche di ematite, e concrezioni resistenti all'erosione che Opportunity ha scoperto nel suo sito di atterraggio e che ha continuato a vedere in gran parte del terreno fra li ed il cratere Endeavour. Il sorgere di Solander Point a sud dà al team una destinazione ben visibile durante le fasi di guida. Quella destinazione offre sia una sezione di strati di roccia esposta per essere studiata che una distesa di terreno che comprende un versante esposto a nord, favorevole al rover alimentato ad energia solare, per rimanere attivo e mobile durante l'arrivo dell'inverno marziano nell'emisfero sud. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, che gestisce il Mars Exploration Rover Project per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA. Per ulteriori informazioni su Spirit ed Opportunity, visitate http://www.nasa.gov/rovers oppure http://marsrovers.jpl.nasa.gov. Puoi anche seguire il progetto su Twitter e Facebook presso: http://twitter.com/MarsRovers e http://www.facebook.com/mars.rovers. Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech) questa immagine mostra il terreno che Opportunity sta attraversando per arrivare a Solander Point, visibile in lontananza.

Fonte : NASA

02/07/2013 - Il timore delle radiazioni non fermerà la colonizzazione marziana, parola di Mars One - Bas Lansdorp, uno dei fondatori ed amministratore delegato della iniziativa Mars One ha espresso i suoi pareri dopo che, sulla rivista Science, era stato pubblicato uno sconfortante risultato sulla dose di radiazioni assorbita dagli astronauti che intraprendessero un volo verso Marte. In pratica, secondo lo studio che si basa sui dati raccolti dagli strumenti installati sulla sonda Mars Science Laboratory, coloro che affrontassero un viaggio verso Marte di andata e ritorno della durata di circa 360 giorni accumulerebbero una dose di radiazioni pari a 662 (+ o - 108) millisievert (mSv), equivalente a quella di 10.000 lastre a raggi X al petto. Questo è un limite che le agenzie spaziali internazionali considerano massimo per l'esposizione in tutta la vita di un astronauta in orbita bassa terrestre. La Mars One si è prefissata di stabilire un insediamento umano permanente su Marte a partire dal 2023 ma senza missione di ritorno. L'assenza di una missione di ritorno, secondo Lansdorp, riduce l'esposizione alle radiazioni dei raggi cosmici galattici di almeno il 42%. Questi raggi cosmici sono difficili da fermare senza l'uso di proibitivi scudi in termini di massa, oltre dieci volte la protezione standard di una nave spaziale. Riducendo però il tempo trascorso nello spazio, e con esso l'esposizione ai raggi cosmici, che sono significativamente il 95% dell'esposizione alle radiazioni totali, la missione diventerebbe meno pericolosa. Nel volo verso Marte l'equipaggio di Mars One sarebbe protetto da altre sorgenti di radiazioni, come quelle solari, dalla struttura del veicolo spaziale, sebbene questo livello di protezione non sarebbe sufficiente in caso di emissione di massa coronale (CME), brillamenti ed altri eventi di particelle del vento solare. In questi casi però l'equipaggio sarebbe avvisato in tempo dell'arrivo di queste pericolose particelle e si proteggerebbe in una zona del veicolo che avrebbe la funzione di rifugio perché circondato da un serbatoio d'acqua. In questo modo durante il viaggio verso Marte dell'equipaggio di Mars One, della durata di 210 giorni, verrebbe assorbita dai partecipanti una dose di 386 (+ o - 63) mSv. Su Marte, prosegue Lansdorp, l'esposizione alle radiazioni sarebbe poi molto minore che nello spazio, in primo luogo grazie all'atmosfera del pianeta che funge da scudo (anche se non così efficace come sulla Terra) ma soprattutto perché l'habitat dove risiederebbero i coloni sarebbe ricoperto da uno strato di suolo marziano di almeno cinque metri che renderebbe l'interno con la stessa protezione che abbiamo sulla Terra. Ovviamente i colonizzatori potranno uscire all'esterno e, con una media di due ore al giorno, ogni individuo sarebbe esposto ad altri 22 mSv all'anno. Mars One ha valutato i rischi della missione, compresa l'esposizione alle radiazioni e chiarirà bene ogni rischio ai finanziatori e, soprattutto ai suoi equipaggi. Una delle responsabilità principali di Mars One è di trovare uomini e donne adatti alla missione ed addestrarli per questa sfida. Saranno i membri dell'equipaggio a decidere se il rischio vale la candela. Colonizzare Marte è il prossimo passo gigantesco dell'umanità; le radiazioni non ci dovranno fermare. Maggiori informazioni su come entrare nel progetto Mars One qui: http://applicants.mars-one.com/.

Fonte : Space.com

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) la capsula Orion MPCV con lo stadio propulsivo ICPS. 02/07/2013 - La NASA vuole modificare anche la prima missione Orion verso la Luna - Ad appena un paio di mesi dal cambio di obiettivo della Exploration Mission-2 (EM-2) da un semplice sorvolo lunare ad un rendezvous con un asteroide, i responsabili della NASA hanno richiesto una modifica anche del volo inaugurale del vettore pesante Space Launch System (SLS) con la capsula Orion MPCV. Il nuovo obiettivo della missione sarebbe l'invio di Orion a 70.000 km dalla Luna con un volo della durata di 25 giorni. Mentre SLS si avvia verso il Preliminary Design Review (PDR), un nuovo piano complessivo e dettagliato di esplorazione è stato pubblicato dalla NASA. Questo piano comprende le missioni con e senza equipaggio di SLS, Orion e del Deep Space Habitat (DSH) fino ad arrivare su Marte. Il primo lancio di un razzo SLS, nella versione di partenza da 70 tonnellate di carico, rimane fissato per il 2017, con una capsula Orion disabitata. La missione Exploration Mission-1 (EM-1), questo il suo nome, dovrà testare sia il razzo di lancio che le prestazioni della capsula Orion in volo nello spazio profondo ed il suo rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre. Inizialmente EM-1 avrebbe dovuto essere inviata in orbita attorno alla Luna e ritorno con una missione della durata da 7 a 10 giorni. Quattro anni dopo (2021) sarebbe stata realizzata EM-2 che avrebbe, sostanzialmente, ripetuto la missione EM-1 ma, questa volta, con un equipaggio di quattro astronauti. Ma la NASA, alcuni mesi fa, ha ipotizzato per la missione EM-2 un più ambizioso obiettivo, raggiungere un asteroide nei dintorni della Luna e studiarlo dopo che questo fosse stato portato lì da una missione robotica. EM-2 a questo punto era stata ribattezzata Asteroid Redirect Crewed Mission (ARCM). La missione del 2019 richiede però il lancio qualche anno prima di una sonda, Asteroid Retrieval Spacecraft (ARS) per mezzo di una razzo Atlas V in configurazione 511. Questa sonda dovrebbe raggiungere un asteroide abbastanza piccolo e relativamente vicino, catturarlo e portarlo su un'orbita stabile nei dintorni della Luna. A questo punto EM-2 verrebbe lanciata e due astronauti eseguirebbero un rendezvous con ARS e condurrebbero un'attività extra-veicolare per studiare l'asteroide catturato. Questo obiettivo risponderebbe ai requisiti di una missione verso un asteroide richiesta dal Presidente Obama per la metà degli anni '20. Ecco quindi che nasce il bisogno della NASA di modificare anche l'impostazione della missione EM-1 da 'Lunar Flyby Tactical' DRM a 'Distant Retrograde Orbit' (DRO). In pratica il volo di Orion EM-1 sarebbe sempre diretto verso la Luna ma la capsula non entrerebbe in orbita bassa attorno al satellite ma lo sorvolerebbe a circa 70.000 km dalla superficie. La missione inoltre sarebbe anche molto più lunga, arrivando ad un totale complessivo di 25 giorni. La missione utilizzerebbe sempre SLS Block 1 (da 70 tonnellate di carico) con uno stadio superiore di spinta chiamato ICPS (Interim Cryogenic Propulsion System) per farlo uscire dall'orbita terrestre. La lunghezza della missione è dovuta proprio alla necessità di arrivare ad un'orbita retrograda lunare a 70.000 km di distanza, e solo questo richiede 10 giorni di viaggio, ed alla permanenza di Orion per sei giorni in DRO. Una volta completata la missione in orbita retrograda lunare Orion accenderà i suoi motori per tornare su una traiettoria per il ritorno verso Terra assistito dalla gravità lunare. Ci vorranno così altri nove giorni per tornare sulla Terra arrivando ad alta velocità, circa 11 km/s, e questo metterà alla prova lo scudo termico della capsula. Naturalmente ora questa richiesta NASA dovrà essere approvata e finanziata prima di poter passare ad una fase preparatoria più dettagliata. Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) la capsula Orion MPCV con lo stadio propulsivo ICPS.

Fonte : Nasaspaceflight

02/07/2013 - Rivelati i nomi ufficiali delle due nuove lune di Plutone: Styx e Kerberos - E' ufficiale! Le due piccole lune che orbitano attorno al pianeta nano Plutone hanno finalmente i loro nomi: Styx e Kerberos. L'Unione Astronomica Internazionale, l'organizzazione responsabile di dare i nomi agli oggetti celesti, ha approvato 'Kerberos' e 'Styx' per le due lune di Plutone conosciute rispettivamente in precedenza come P4 e P5, ma gli appassionati della serie televisiva 'Star Trek' non sono rimasti contenti della scelta di questi nuovi nomi. La IAU ha scelto i nomi in base al risultato di una votazione su internet sponsorizzata dal SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), ma il più votato, Vulcan, non è stato alla fine scelto per il nome di una delle due piccole lune. L'attore William Shatner, che ha interpretato il ruolo del capitano James T. Kirk dell'astronave Enterprise nella serie televisiva originaria 'Star Trek', aveva suggerito Vulcan (il nome del pianeta dal quale proviene la razza delle persone con le orecchie a punta) come possibile candidato ed i voti erano stati una valanga in supporto di questa scelta. In totale, sono stati inviati quasi 500.000 volti dei quali circa 170.000 solo per Vulcan. In seconda e terza posizione si trovavano Cerberus e Styx, ma Vulcan non è stato selezionato. "La IAU ha dato una seria considerazione per questo nome, che è in comune con il dio Romano dei vulcani," ha scritto il SETI in un comunicato. "Il suo nome è già stato utilizzato in astronomia e, dato che il dio Romano non è associato strettamente con Plutone, questa proposta è stata respinta." Le regole dell'IAU definiscono che le lune di Plutone devono avere dei nomi di personaggi mitologici Greci o Romani. Plutone aveva infatti un ruolo negli antichi miti. Cerberus, il cane a tre teste della mitologia Romana, si era classificato secondo con quasi 100.000 voti ma i responsabili dell'IAU hanno deciso di modificare leggermente il nome optando per il nome Kerberos - l'equivalente Greco del mito. Il nome Styx, il fiume che separa i vivi dai morti nei miti antichi, aveva raggiunto il terzo posto con circa 88.000 voti. Gli scienziati dell'Hubble Space Telescope avevano scoperto Styx attorno a Plutone nel 2012 mentre, sempre lo stesso telescopio orbitale, aveva permesso ai ricercatori di scoprire l'esistenza di Kerberos nel 2011. Entrambe le lune sono di circa 20/30 km di diametro. In tutto, cinque sono le lune conosciute che orbitano attorno a Plutone. Vi sono anche Caronte, la luna più grande, scoperta nel 1978 e due altre Nix e Hydra, scoperte da Hubble nel 2005. Gli scienziati avranno l'opportunità di vedere da vicino queste due nuove lune ed il resto del sistema di Plutone nel 2015 quando la sonda New Horizon della NASA raggiungerà la zona. Inviata verso Plutone nel 2006, la sonda cercherà ulteriori lune che Hubble non è stato in grado di vedere e viaggerà verso la Fascia di Kuiper, una zona piena di corpi ghiacciati resti della formazione del Sistema Solare.

Fonte : Space.com

Nella foto (Credit: ESA) la lavagna intelligente del sistema REACT durante la simulazione in Irlanda. 02/07/2013 - Reagire alle crisi. Tecnologie satellitari ed ibride sono l'arma decisiva - Mantenere tutte le linee di comunicazione aperte durante una crisi è un fattore decisivo - e la Brigata dei Vigili del Fuoco di Dublino ha mostrato come questo può essere realizzato utilizzando tecnologie satellitari ed ibride. Lo scorso mese, una simulazione di emergenza eseguita presso l'estuario del Malahide, a nord di Dublino, in Irlanda, ha dato ai piloti del servizio antincendio un sistema di comunicazione. REACT, (Resource for Emergency services to Access Command and control data using satellite and hybrid Technologies) è un progetto co-finanziato dal programma applicativo dei satelliti per telecomunicazioni ARTES 3-4 dell'ESA. Questo sistema permette di fornire uno scambio di informazioni sicuro ed affidabile fra il personale dell'emergenza che si trova sul posto ed i loro centri di comando e controllo durante una crisi come potrebbe essere un incidente d'auto. REACT combina la tecnologia dei telefoni cellulari con i satelliti per telecomunicazioni ed il servizio di comunicazione d'emergenza, TETRA. Questo assicura che vi sia sempre un canale aperto durante gli incidenti più gravi, anche se la rete telefonica non funziona oppure è sovraccarica. Grazie ai satelliti a larga banda, il sistema fornisce una serie di canali voce, dati e video fra il personale antincendio sul posto e i comandi ed i centri di comando e sale di controllo. Questo permette ai responsabili di coordinare la risposta utilizzando le informazioni che sono raccolte dagli ufficiali al suolo. Nel caso di questa simulazione, una Unità di Comando Incidenti è stata inviata sulla scena dell'emergenza, dotata di un'antenna satellitare in banda Ka ed una camera CCTV per inviare e ricevere informazioni ed immagini. Il veicolo opera come un nodo di comunicazione, fornendo in tempo reale collegamenti sia in voce che video per servizi di conferenza dalla scena alle sale di comando e controllo. Questo permette che l'immagine operativa del luogo dell'incidente sia condivisa fra il comandante sul campo ed il personale di comando e controllo, e questo rende molto più efficiente prestare il supporto ai responsabili sulla scena dell'emergenza. Uno schermo touchscreen all'interno del veicolo permette di accedere alle applicazioni di REACT, come una lavagna interattiva che permette lo scambio di mappe, planimetrie e disegni con la sala di controllo. Anche le immagini in alta risoluzione dalle telecamere dei primi intervenuti sul luogo dell'emergenza possono essere trasmesse. La capofila Skytek ha fatto in modo che l'aspetto grafico del pannello di controllo e dei moduli elettronici si adattino alle procedure operative ed alle registrazioni cartacee esistenti presso i Vigili del Fuoco di Dublino, consentendo al personale di utilizzare il software di sistema e con una formazione minima. Olivier Becu dell'ESA ha sottolineato che la dimostrazione di REACT in questa simulazione di emergenza ha permesso alla Skytek di verificare che il sistema fornisce un reale supporto alle attività della Brigata dei Vigili del Fuoco di Dublino. Ritchie Hedderman, responsabile delle operazioni presso Brigata dei Vigili del Fuoco di Dublino, ha aggiunto: "In caso di grave emergenza, comunicazioni sicure e affidabili sono essenziali per i servizi di emergenza. Sento che le comunicazioni via satellite in tempo reale si riveleranno il mezzo principale e preferito per comunicare, in quanto in grado di fornire servizi voce, video e dati ai centri di controllo regionali e nazionali in cui i comandanti possono valutare la situazione strategica sul terreno e fornire le risorse di riserva in modo da giungere ad una conclusione positiva per l'emergenza." Il sistema satellitare è stato possibile grazie all'accordo fra l'ESA e la compagnia Britannica Avanti che ha fornito i servizi del satellite Hylas-1 che ha una copertura in banda Ka dell'Irlanda. Nella foto (Credit: ESA) la lavagna intelligente del sistema REACT durante la simulazione in Irlanda.

Fonte : ESA

Nella foto (Credit: NASA) la piattaforma esterna del modulo Columbus che ospita, fra gli altri, gli strumenti per lo studio del Sole. 02/07/2013 - La Stazione Spaziale Internazionale modifica l'assetto per favorire lo studio del Sole - Il Sole illumina il nostro mondo ed illuminerà gli scienziati che vogliono dare uno sguardo più da vicino alla nostra stella per comprendere meglio l'attività solare e che cosa questo comporta per il nostro pianeta. Dati univoci dagli studi solari aiuteranno i ricercatori nel costruire le loro conoscenze sull'atmosfera terrestre e sui cambiamenti climatici. Il 30 giugno ha segnato la seconda volta che la Stazione Spaziale Internazionale ha letteralmente cambiato il suo modo di viaggiare accogliendo questa ricerca e fornendo un'opportunità di una migliore visione per raggiungere gli obiettivi scientifici degli strumenti solari. "Gli scienziati Europei hanno richiesto di poter ri-posizionare leggermente la Stazione perché avevano questo periodo di tempo che permetteva di usufruire di due finestre di visibilità nell'osservazione solare Questo avrebbe consentito loro di visualizzare il Sole per una rotazione solare completa senza interruzioni," ha detto Julie Robinson, scienziato del Programma Stazione Spaziale Internazionale. "Il programma della Stazione Spaziale Internazionale ha dato un'occhiata alla richiesta ed è stato in grado di cambiare la posizione della Stazione di incrementare il rendimento scientifico." Il primo aggiustamento della Stazione era già avvenuto fra il 1°ed l'11 dicembre 2012, quando l'assetto del laboratorio orbitante era stato temporaneamente alterato di 7,5° per permettere un tempo di osservazione del Sole più lungo da parte dell'osservatorio solare posto sulla struttura esterna del modulo Columbus dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). L'aggiustamento di quest'estate offre un ulteriore opportunità di seguire un'intera rotazione solare, approssimativamente 27 giorni come determinato osservando le macchie solari dalla Terra. "Un contributo molto importante nelle misurazioni del 'ponte' solare è la possibilità di poter confrontare un intero periodo di rotazione solare con i dati degli altri strumenti in orbita (ad esempio con i dati Solar-SOLACES di ESA e SDO/EVE di NASA)," ha detto Astrid Orr, lo scienziato che si occupa del Progetto Solare. "Il ponte di dicembre ha già mostrato che questi particolari dati si accordano estremamente bene gli uni con gli altri." Le misurazioni per questa finestra osservativa solare sono previsti dal 18 al 23 luglio, con l'evento ponte ad iniziare dal 1° luglio. Normalmente dalla stazione si può avere solo brevi finestre di visibilità che vanno dai 10 ai 12 giorni al mese. Dopo questo periodo la finestra osservativa è bloccata dalle strutture stesse della Stazione, come i pannelli solari. Cambiando l'assetto della Stazione incrementa la visibilità del Sole e permette agli scienziati di osservare un'intera rotazione solare da un vantaggioso punto orbitale. L'osservatorio solare venne lanciato verso la Stazione nel febbraio 2008 ed al momento ospita due studi attivi: Solar-SOLACES e Solar-SOLSPEC. Solar-SOLACES sta per Solar Auto-Calibrating Extreme UV/UV Spectrophotometers, registra i dati fra i 14 ed i 220 nanometri (nm) per l'irradiazione spettrale nell'ultravioletto e nell'estremo ultravioletto. Solar-SOLSPEC, che sta per Solar Spectral Irradiance Measurements, misura fra i 180 ed i 3.000 nm per l'irradiazione assoluta dello spettro solare. Le misurazioni dell'irradiazione solare dicono agli scienziati quanta energia raggiunge l'atmosfera della Terra dal Sole in un determinato periodo di tempo. L'obiettivo di questi studi è quello di guadagnare misurazioni accurate dell'irradiazione solare per comprendere le variazioni del nostro ambiente causate dall'irraggiamento solare. Con l'attività solare che aumenta il momento di questo aggiustamento permetterà agli studiosi di migliore i risultati scientifici. Questi dati potranno contribuire a migliorare i modelli che spiegano le macchie solari ed altri fenomeni solari. Le informazioni inoltre contribuiranno a migliorare i modelli climatici ed atmosferici, aiutando i ricercatori a prevedere le attività solari e le condizioni meteo spaziali. "Il ponte rende possibile agli scienziati di sviluppare un metodo per 'fondere' le due serie di dati in un unico insieme di riferimento in valori fisici assoluti per la comunità scientifica, che comprende sia i fisici solari che i ricercatori del clima," ha detto Orr. La finestra osservativa di giugno coincide con il solstizio estivo dell'emisfero settentrionale - dall'altra parte del globo questo momento coincide con il solstizio invernale dell'emisfero meridionale. Durante i due solstizi estivo ed invernale lo spazio fra le due occasioni è meno di 10 giorni, rendendo così possibile il ponte fra le due finestre di visibilità per una completa rotazione solare con un minimo aggiustamento dell'angolo di orientamento della Stazione. L'orbita della Stazione è stata questa volta orientata più verso il Sole per dare agli strumenti l'opportunità ottimale per le misurazioni. Una volta che l'osservazione sarà completata la Stazione verrà riportata all'assetto standard e gli studi proseguiranno raccogliendo i dati in periodi di osservazioni più brevi. "I sensori solari possono eseguire misurazioni molto accurate di flusso del Sole: sono misure in valori assoluti. In altre parole, la quantità reale di flusso emesso dal Sole in unità fisiche," ha detto la Orr. "Questo può sembrare banale, ma in realtà è abbastanza difficile da raggiungere. Molti sensori che puntano il Sole forniscono solo le misure in unità relative. D'altro canto, le misure assolute sono importanti per comprendere la quantità di energia che il Sole emette e che riceviamo alla Terra. Come, se qualcuno ha la febbre e si sta tentando di misurare la sua temperatura: si può mettere la mano sulla fronte e dire che fa caldo, altrimenti si può effettivamente misurare la temperatura con un termometro. E 'utile se il termometro che si sta utilizzando ha le sue unità hanno dichiarato correttamente, altrimenti la misura sarà di scarsa utilità." Questo è un periodo emozionante per gli scienziati solari perché, con le osservazioni di un'intera rotazione solare, avranno una seconda possibilità di confrontare i loro dati solari con i risultati ottenuti con misurazioni di altri strumenti. Questo darà ai ricercatori una più completa serie di dati su cui lavorare ed i loro studi sull'impatto dell'irraggiamento solare sull'ambiente del nostro pianeta. L'ESA ha già richiesto il temporaneo cambiamento nell'orientamento della Stazione Spaziale per una terza opportunità osservativa durante il solstizio invernale dell'emisfero settentrionale, che avverrà fra il 29 novembre e l'8 dicembre. "Il team scientifico solare stima che tre 'finestre scientifiche di visibilità' porteranno un livello sufficiente per le statistiche delle misurazioni," ha detto la Orr. "Tre è il minimo ma sarà sufficiente." Nella foto (Credit: NASA) la piattaforma esterna del modulo Columbus che ospita, fra gli altri, gli strumenti per lo studio del Sole.

Fonte : NASA

02/07/2013 - Razzo Russo Proton esplode poco dopo il lancio da Baikonur - Un razzo Russo è esploso in una gigantesca palla di fuoco distruggendo tre satelliti di navigazione dopo un lancio fallito che pare aver perso il controllo poco dopo il decollo ed è ricaduto sulla Terra. Il razzo Proton Block DM era decollato dalla rampa 24 dell'Area 81 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 02:38 GMT (le 4:38 ora italiana) del 2 luglio 2013. Il video del lancio mostra che il razzo, alto come un palazzo di 17 piani, si alza dalla rampa di lancio ma inizia ad oscillare e rollare puntando poi verso il suolo. Il razzo ha iniziato a bruciare e rompersi in più parti appena prima di urtare il suolo ed esplodere in una deflagrazione colossale. Il volo non è durato più di trenta secondi. I razzi Russi non sono forniti di cariche di autodistruzione da utilizzare in caso di volo fuori controllo come quelli occidentali e quindi niente ha potuto impedire l'impatto con il suolo. L'impatto con il suolo è avvenuto vicino ad un altro complesso di lancio Proton, il 200. Circa un'ora dopo l'incidente un canale televisivo Russo ha segnalato che le autorità del Kazakhstan hanno fatto evacuare le popolazioni vicine all'area dell'impatto a causa della tossicità del propellente del razzo. Le zone residenziali principali di Baikonur si trovano a circa 57 km a sud-est dall'aerea di lancio Proton. Durante l'evacuazione del personale di Baikonur ha fotografato le nuvole rosse che si spandevano sulla strada principale dell'impianto. A Baikonur è stato chiesto agli abitanti di non lasciare le loro case, disattivare i condizionatori d'aria, chiudere bene porte e finestre a causa della nube tossica del propellente non bruciato. Per fortuna la pioggia sembra aver aiutato a disperdere la nube tossica. Costruito dalla Krunichev State Research and Production Center Russa, il razzo Proton trasportava tre satelliti del sistema di navigazione Russo Glonass, N.48,49 e 50. Secondo l'agenzia di notizie Interfax si stima che la perdita dei tre satelliti si aggiri sui 200 milioni di dollari. Si trattava del quinto lancio di un Proton nel 2013. I Proton Russi hanno eseguito diversi lanci falliti fin dal dicembre 2010 anche se tutti avevano riguardato gli stadi superiori e non le prime fasi del decollo. Il più recente risale al dicembre 2012 quando un Proton mise un satellite per telecomunicazioni nell'orbita sbagliata. I razzi della famiglia Proton tornarono al volo nel marzo di quest'anno e furono seguiti da tre lanci consecutivi di successo fino a quello di oggi. In effetti l'ultimo lancio fallito in questo modo disastroso era avvenuto il 2 aprile 1969 quando un Proton che trasportava una sonda diretta verso Marte si schiantava poco dopo il decollo nei pressi di questo stesso sito di lancio. A questo ultimo incidente di un Proton farà seguito una profonda indagine per risalire alle cause del disastro ed ulteriori lanci dovranno attendere la conclusione di queste analisi. L'agenzia spaziale federale Russa, Roscosmos, ha diramato un comunicato nel quale si rende note che è stato subito formato un comitato di emergenza con a capo Alexander Lopatin, vice capo della Roscosmos. Quello di oggi era il 388esimo Proton lanciato fin dal 1965. Questo era anche il 36esimo lancio orbitale del 2013, il secondo a non avere successo. In copertina (Credit: Tsenki TV) il Proton mentre sta per sfracellarsi al suolo appena dopo il lancio.

VIDEO DEL LANCIO FALLITO DEL PROTON RUSSO IL 2 LUGLIO 2013 - (CREDIT: Tsenki TV) - dur.min.0:52 - NO AUDIO



ALTRO VIDEO DEL LANCIO FALLITO DEL PROTON RUSSO IL 2 LUGLIO 2013 - (CREDIT: Youtube/TheLifebeyondearth) - dur.min.1:01 - AUDIO AMBIENTE



Fonti : Space.com - SpaceflightNow - Space Launch Report - Russia Space Web

01/07/2013 - La Planetary Resources supera gli 1,5 milioni di dollari nella raccolta fondi per il telescopio spaziale ARKYD - La Planetary Resources Inc., la compagnia mineraria degli asteroidi, ha completato con successo ieri la sua campagna di raccolta finanziamenti per il suo telescopio spaziale pubblico ARKYD. Nel corso di 33 giorni la compagnia ha avuto il supporto di oltre 17.600 finanziatori per un totale raccolto di 1.505.366 dollari USA. Questo segna la raccolta fondi privati più alta per un progetto spaziale e porta la campagna per ARKYD fra i primi 25 progetti finanziati nella storia di Kickstarter. Già il 20 giugno era stato superato l'obiettivo iniziale di un milione di dollari. "Siamo emozionati che il primo telescopio spaziale pubblico, ARKYD, possa essere lanciato. Questo grazie ad oltre 17.000 persone che hanno finanziato il nostro progetto attraverso la campagna Kickstarter, potremo dare un nuovo strumento educativo e per l'esplorazione nelle mani dei ricercatori, studenti e professori," ha detto Peter H. Diamandis, co-fondatore e parte della dirigenza della Planetary Resources Inc. Oltre all'emozionante traguardo raggiunto domenica, la Planetary Resources ha annunciato che Sir Richard Branson è entrato a far parte del gruppo di investitori. Branson, a capo del Virgin Group ha detto, "Sono emozionato di entrare a far parte della squadra della Planetary Resources che lavora per estrarre minerali preziosi dagli asteroidi vicini alla Terra. Il solo vero modo per esplorare il nostro Sistema Solare è quello di sviluppare una tecnologia che possa sostenere la nostra presenza nello spazio senza divorare le risorse terrestri." Oltre all'appoggio nella missione primaria della Planetary Resources di sfruttare gli asteroidi, Branson ha generosamente dato 100.000 dollari per il programma interattivo per rafforzare l'educazione STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), permettendo così alla Planetary Resources di raggiungere ulteriori obiettivi nella campagna di raccolta fondi. ARKYD è previsto per il lancio nel 2015 e con il suo scopo educativo, scientifico e di esplorazione spaziale porterà questo campo a nuove vette. Negli ultimi giorni della campagna sono stati raggiunti altri tre obiettivi aggiuntivi rispetto al primo che era di raggiungere il milione di dollari. A 1,3 milioni di dollari verrà realizzata una seconda stazione di ricezione a Terra per le immagini ed i dati del telescopio, a 1,4 milioni di dollari verrà fornita una foto aggiuntiva a chi ha sottoscritto almeno 25 dollari di finanziamento scattata durante la fase di costruzione ed integrazione del veicolo spaziale ed infine a 1,5 milioni di dollari l'obiettivo chiamato Asteroid Zoo dove la Planetary Resources svilupperà una piattaforma software pubblica per scovare gli asteroidi da casa. Eric Anderson, co-fondatore e parte della dirigenza della Planetary Resources Inc, ha dichiarato, "Il finanziamento del telescopio ARKYD è per la gente. L'esplorazione spaziale è ora qualcosa nella quale si può essere attivamente partecipi, non solo passivi osservatori. Le persone di ogni età e provenienza potranno esplorare ed imparare sul cosmo e fare le loro scoperte." Chi fosse interessato ad ARKYD per le loro scuole, centri scientifici, istituti di ricerca o uso personale ed ha mancato la campagna di raccolta fondi ARKYD può visitare il sito della compagnia per trovare le informazioni su come partecipare.

Fonte : Planetary Resources Inc.

Nella foto (Credit: Nasaspaceflight) il razzo PSLV C22 sulla rampa uno in attesa del lancio. 01/07/2013 - Un razzo Indiano PSLV mette in orbita il primo satellite di navigazione del Paese Asiatico - L'India ha lanciato lunedì il suo Polar Satellite Launch Vehicle (PSLV) con a bordo il primo satellite IRNSS-1A del Sistema di Navigazione Satellitare Regionale Indiano. Il decollo è avvenuto dalla prima rampa del Centro Spaziale Satish Dhawan alle 23:41 ora locale (le 20:11 ora italiana). Il satellite IRNSS-1A è il primo di sette previsti che realizzeranno il Sistema di Navigazione Satellitare Regionale Indiano. La costellazione consisterà in quattro satelliti in orbita geosincrona inclinata di 29°, con altri tre in orbita geostazionaria. L'IRNSS-1A è uno dei satelliti geosincroni, e dovrebbe essere piazzato a 55° di longitudine est. Il sistema IRNSS fornirà segnali di navigazione per l'India con un'accuratezza di circa 20 metri. Il satellite IRNSS-1A è basato sul modello I-1K e pesa, a pieno carico 1.425 kg. con un peso a vuoto di 614 kg. Il satellite è alimentato da due pannelli solari che generano 1.600 watt di corrente ed il veicolo spaziale ha una vita operativa di dieci anni. Il lancio di lunedì segna il 24esimo volo del razzo PSLV ed era designato come numero di volo C22. Il razzo ha volato nella configurazione PSLV-XL, che venne utilizzata per la prima volta nel 2008 per il lancio della sonda lunare Chandrayaan 1. Al momento il modello PSLV-XL ha eseguito tre voli mettendo in orbita il satellite per telecomunicazioni GSAT-12 ed il RISAT-1 per il telerilevamento. Il PSLV è il razzo più affidabile dell'India con ventuno successi su ventitré tentativi. Il PSLV-XL è un razzo a quattro stadi fornito di sei booster per il decollo. Il secondo e quarto stadio sono a propellenti liquidi mentre il primo ed il terzo stadio utilizzano un propellente a base solida. Il primo stadio, PS1, utilizza un motore a combustibile solido S-138. Durante le prime fasi del volo sei booster di spinta PS0M-XL forniti di motori S-12, aumentano la spinta del primo stadio. La differenza principale fra la versione normale del PSLV e quella XL è proprio nella versione più potente di questi sei booster. Il secondo stadio, PS2, utilizza un motore L40 Vikas, derivato dal motore Viking sviluppato per i razzi Ariane Europei. Il propellente è una miscela di dimetilidrazina asimmetrica e idrato di idrazina ed utilizza tetrossido d'azoto come ossidante. Il terzo stadio, PS3, utilizza un motore a solido S-7. Infine il quarto stadio, PS4, che brucia una miscela di ossido nitrico, tetrossido e biossido di azoto. Durante il lancio di oggi sono occorsi 20 minuti e 25 secondi dal decollo al rilascio di IRNSS-1A nella sua orbita iniziale di trasferimento. L'orbita di destinazione per la missione PSLV C22 era un'orbita di trasferimento geosincrono con apogeo a 20.650 km e perigeo 284 km con inclinazione di 17,86°. La documentazione dava un margine di errore di 675 km in apogeo, 5 km in perigeo e 0,2° in inclinazione. Dopo la separazione dal quarto stadio del razzo, IRNSS-1A manovrerà da solo per raggiungere l'orbita geosincrona utilizzando il suo motore di apogeo che genera 440 Newton di spinta e 12 piccoli propulsori di manovra di 22 Newton ognuno. Le accensioni verranno compiute al perigeo durante la quinta e l'ottava orbita per alzare l'apogeo verso l'altezza geosincrona. Dopo di che altre accensioni compiute all'apogeo nella nona, undicesima e dodicesima circolarizzeranno l'orbita ed incrementeranno l'inclinazione da 17,86 fino a 29°. Il PSLV C22 è il secondo lancio orbitale dell'India di quest'anno, dopo il successo nell'invio del satellite SARAL ed altri carichi secondari. Il prossimo lancio previsto per l'India avverrà nella prima settimana di agosto, quando un GSLV Mk.II volerà nella sua seconda missione dimostrativa. Sarà il primo lancio di un GSLV dopo i due fallimenti consecutivi del 2010. Il prossimo lancio di un PSLV è previsto per ottobre con la sonda Mangalyaan diretta a Marte. Il secondo satellite IRNSS-1A verrà invece lanciato il prossimo marzo. Quello di oggi è stato il 35esimo lancio orbitale del 2013, il 34esimo a concludersi con successo. Nella foto (Credit: Nasaspaceflight) il razzo PSLV C22 sulla rampa uno in attesa del lancio.

Fonti : Nasaspaceflight - Times of India

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Massimo Martini

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