Logo di Astronautica US

Notiziario 2014 - ottobre

linea gialla

In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del mese di ottobre 2014. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna Google su tutto il sito.

Qui le ultime notizie dal mondo dell'astronautica di settembre 2014.
Vai in fondo alla pagina

linea gialla

Nella foto (Credit: Xinhua) la capsula di rientro dell'orbiter lunare cinese.

31/10/2014 - Dopo il viaggio intorno alla Luna la sonda cinese è rientrata sulla Terra-

La Cina sabato ha avuto successo nella prima missione verso la Luna e ritorno in circa 40 anni, diventando la terza nazione a riuscire nell'impresa dopo l'ex Unione Sovietica e gli Stati Uniti.
L'orbiter di prova lunare, ribattezzato 'Xiaofei' sui social networks cinesi, è atterrato a Siziwang Banner nella Regione Autonoma della Mongolia Interna nelle prime ore di sabato.
Alcune squadre di recupero hanno localizzato l'orbiter nella zona designata, a circa 500 km da Pechino.
L'ultima missione documentata di questo tipo era stata eseguita dall'Unione Sovietica e risale agli anni '70 del secolo scorso.
Lanciata venerdì della scorsa settimana, l'orbiter ha attraversato 840.000 km durante la sua missione di otto giorni che l'ha vista girare attorno al lato nascosto della Luna e riprendere immagini incredibili della Terra e della Luna assieme.
Il processo di rientro è iniziato attorno alle 6:13 a.m. di sabato (le 23:13 ora italiana di venerdì 31 ottobre), quando l'orbiter si è avvicinato alla Terra alla velocità di circa 11,2 km al secondo.
L'alta velocità del rientro ha innescato la frizione fra l'orbiter e l'aria e le alte temperature raggiunte dall'esterno dello scafo hanno generato uno scudo di ioni che ha impedito i contatti fra il comando al suolo e l'orbiter.
Per aiutarla a rallentare, il veicolo è progettato per 'rimbalzare' sugli strati alti dell'atmosfera, prima di rientrare di nuovo. Il processo è simile alla pietra che rimbalza sull'acqua, e permette di accorciare 'la distanza di frenata' dell'orbiter, secondo Zhou Jianliang, capo ingegnere del Centro di Comando e Controllo Aerospaziale di Pechino.
"E' proprio come frenare un'automobile," dice Zhou, "Più veloce vai e più lunga è la distanza necessaria per portare l'auto a fermarsi completamente."
Il 'rimbalzo' è stato una delle più grandi sfide della missione, perché il veicolo deve entrare nell'atmosfera con un angolo molto preciso. Un errore di 0,2° avrebbe reso la missione un fallimento.
Wu Yanhua, vice direttore dell'Amministrazione Statale di Scienza, Tecnologia e Industria per la Difesa Nazionale della Cina, ha detto che il successo del test ha permesso un di ottenere un sacco di dati sperimentali e piantare solide fondamenta per le missioni future.
Il programma di otto giorni è un test per l'ultimo capitolo dei tre passi cinesi verso la Luna; orbitare, atterrare ed infine riportare i campioni.
'Xiaofei' ha ottenuto i dati e validato le tecnologie di rientro come lo scudo termico e la traiettoria per la futura missione di atterraggio sulla Luna di Chang'è-5.
I precedenti articoli dicevano che la Chang'e-5 sarebbe stata lanciata attorno al 2017. L'obiettivo è quello di raccogliere campioni lunari e riportarli sulla Terra. Se questo avesse successo la Cina diventerebbe la terza nazione a farlo.
In pratica 'Xiaofei' è un precursore della Chang'e-5, Zhou Jianliang, dice che i dati acquisiti dall'orbiter lunare ottimizzeranno le tecnologie per Chang'e-5.
Hao Xifan, vice capo della terza fase del programma di esplorazione lunare cinese, ha aggiunto che la missione convalida le capacità del supporto di terra, le tecnologie di atterraggio e quelle di recupero della capsula.
Secondo Wu, a parte il rientro ad alta velocità, le maggiori sfide tecnologiche del veicolo saranno la raccolta dei campioni sulla superficie, il decollo dalla Luna e il rendezvous in orbita lunare.
La Cina ha lanciato un paio di sonde lunari orbitanti e lo scorso anno ha fatto atterrare un veicolo sulla Luna con un rover a bordo.
Il successo di sabato è un altro passo delle ambizioni cinesi che potrebbero portare fino all'eventuale atterraggio di un suo cittadino sulla Luna. Alcuni Paesi possono rivaleggiare con il programma spaziale cinese sebbene la Cina non abbia mai inteso partecipare a nessuna 'corsa allo spazio'.
In una precedente intervista con la Xinhua, Wu Weiren ha detto che la tecnologia della sonda lunare e del suo software potrebbero avere un grande valore economico se adattato all'utilizzo commerciale.
Guadagni commerciali a parte, il programma spaziale è già un segno della statura globale e della conoscenza tecnica della Cina. Le sonde lunari Chang'e - chiamate così dopo che una dea chiamò il suo animale da compagnia Yutu, o coniglio di giada - sono il simbolo di un grande orgoglio nazionale.
Il Paese ha inviato il suo primo astronauta nello spazio nel 2003, diventando la terza nazione dopo la Russia e gli USA a raggiungere l'indipendenza nei viaggi spaziali abitati. Nel 2008, gli astronauti a bordo della Shenzhou-7 eseguirono la prima passeggiata spaziale della Cina. Vi sono piani per una stazione spaziale permanente, che dovrebbe essere allestita attorno al 2022.
Le missioni Chang'e-1 e Chang'e-2, rispettivamente del 2007 e del 2010, hanno completato la fase orbitale dei tre passi del progetto. Chang'e-1 si è schiantata sulla superficie lunare al termine della missione mentre la Chang'e-2 è stata inviata nello spazio profondo per diventare il primo asteroide costruito dalla Cina.
La seconda fase ha visto l'atterraggio morbido della Chang'e-3 sulla Luna trasportando il rover Yutu, nel dicembre 2013. Chang'e-4 era una riserva di Chang'e-3 e non è stata sviluppata.
Intanto Yutu è entrato nella sua 11esima notte ai primi di ottobre, sebbene tutte le sue funzioni si siano degradate considerevolmente dopo aver incontrato un problema con i controlli a gennaio di quest'anno. Gli esperti hanno paura che potrebbe non funzionare mai più, ma Yutu ha sempre gestito il suo risveglio fin dall'inizio.
Nessuna di queste missioni aveva lo scopo di tornare sulla Terra e questo mette in risalto ulteriormente la missione del 2017.
"La missione Chang'e-5 sarà un altro storico momento per il programma lunare cinese," ha detto Wu.
Nella foto (Credit: Xinhua) la capsula di rientro 'Xiaofei' (conosciuta anche come Chang'e 5-T1) dopo il suo atterraggio nelle steppe della mongolia. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Xinhua) la capsula di rientro dell'orbiter lunare cinese.

Fonti: Xinhua - Space.com

Nella foto (Credit: Scaled Composites / Jason DiVenere) il decollo dell'aereo madre e della SpaceShipTwo del disastroso volo di oggi.

31/10/2014 - La SpaceShipTwo esplode in volo, un pilota morto l'altro ferito gravemente -

Oggi, 31 ottobre, lo spazio-plano suborbitale SpaceShipTwo della Virgin Galactic ha subito un grave malfunzionamento durante un test di volo, con il motore a razzo in funzione, sopra il deserto del Mojave, in California, che ha comportato la perdita del veicolo.
Uno dei due piloti a bordo è rimasto ucciso mentre il secondo sarebbe, secondo i primi resoconti degli inviati, gravemente ferito.
Il veicolo spaziale per il trasporto suborbitale di passeggeri, lo SpaceShipTwo, ha avuto un'anomalia non specificata dopo l'accensione del suo motore a razzo appena dopo che il veicolo si è separato dal suo aereo madre WhiteKnightTwo. L'esatta natura del problema non è stata al momento confermata.
La Virgin Galactic ha specificato che l'aereo madre WhiteKnightTwo è atterrato regolarmente.
Il volo di prova della SpaceShipTwo di oggi era il primo fin da gennaio nel quale doveva essere acceso il motore a razzo, il quarto volo di questo tipo dall'inizio del programma. La Virgin Galactic aveva eseguito con successo un volo planato all'inizio del mese senza però aver acceso il motore a razzo.
La SpaceShipTwo "Enterprise e il suo aereo madre WhiteKnightTwo erano decollati per il test di oggi dal Mojave Air and Space Port, in California, alle 09:19 PDT (le 17:19 ora italiana).
La SpaceShipTwo è stata progettata per trasportare sei passeggeri e due piloti per i voli suborbitali nello spazio. L'astronave avio-lanciata viene portata in altitudine dal suo aereo madre WhiteKnightTwo e poi rilasciata a circa 15.000 metri. A quel punto la SpaceShipTwo accende il suo motore a razzo ed inizia il suo volo suborbitale.
L'Amministratore Delegato della Virgin Galactic, George Whitesides, aveva detto all'inizio del mese che la compagnia sperava di riprendere i voli a motore della SpaceShipTwo.
"Abbiamo eseguito una lunga serie di test di sviluppo nel corso di questi anni ma ora abbiamo eseguito recentemente dei test di qualificazione con lo stesso motore progettato per essere acceso diverse volte ed essere sicuri che avvenga la stessa cosa ogni volta," aveva detto Whitesides a Space.com a metà ottobre. "Così ora siamo pronti a mettere il motore nella nave spaziale."
Questo test di volo era il 55esimo per la SpaceShipTwo e il suo 35esimo volo libero, di questi il quarto con l'accensione del motore ibrido a razzo e il primo dopo che la Virgin Galactic e la Scaled Composites, il costruttore dei veicoli, era passato da un propellente a base di gomma ad uno miscelato con plastica nella speranza di avere maggiore potenza e stabilità di funzionamento.
Al momento i viaggi con la SpaceShipTwo (quelli commerciali non sono ancora iniziati) costeranno circa 250.000 dollari ed oltre 700 persone hanno già pagato per avere un posto sullo spazio-plano di linea.
Il miliardario britannico Sir Richard Branson aveva acquistato la tecnologia della SpaceShipOne, il predecessore della SpaceShipOne costruita dalla Scaled Composites, dopo che la SS1 aveva vinto i 10 milioni di dollari in palio per l'Ansari X Prixe nel 2004. Il premio era aggiudicato alla prima nave spaziale costruita da privati che avesse compiuto due voli nello spazio entro due settimane.
Ulteriori aggiornamenti sull'incidente che ha visto coinvolta la SpaceShipTwo della Virgin Galactic verranno aggiunti man mano che le informazioni saranno rese disponibili.
Quello di oggi non è purtroppo il primo incidente mortale che coinvolge personale del progetto SpaceShipTwo; infatti il 27 luglio del 2007 tre tecnici della Scaled Composites rimanevano uccisi nell'esplosione di due serbatoi di Ossido di Azoto durante un test.
Sir Richard Branson, dopo aver espresso cordoglio per le famiglie dei piloti coinvolti nell'incidente, ha dichiarato di essere in viaggio per raggiungere lo spazioporto del Mojave ed essere vicino al team.
Nella foto (Credit: Fox4) uno dei resti della SpaceShipTwo distrutta in volo oggi giacciono nel deserto. Nella foto (Credit: Scaled Composites/Jason DiVenere) il decollo dell'aereo madre e della SpaceShipTwo del disastroso volo di oggi.

Fonti: Nasaspaceflight - Parabolic Arc - Space.com

Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA) i detriti spaziali in orbita terrestre.

30/10/2014 - Deviare i satelliti ESA per evitare gli impatti con i detriti spaziali -

Il miglioramento degli allarmi per le missioni di osservazione della Terra significa che i controllori ESA ora possono attuare delle più efficaci azioni evasive quando i satelliti saranno minacciati dalla spazzatura spaziale.
L'ESA ha siglato oggi un accordo con il Comando Strategico degli Stati Uniti per migliorare lo scambio dei dati fra le organizzazioni in supporto delle missioni.
L'accordo vedrà ESA ricevere una maggiore qualità e maggiori informazioni tempestive sullo spazio in misura consona alle sue esigenze in cambio della condivisione delle informazioni più accurate sulla posizione dei suoi satelliti.
Gli ingegneri presso lo Space Operations Center, ESOC, dell'ESA a Darmstadt, in Germania controllano attualmente cinque satelliti in orbite basse e si aspettano di averne altri sei da aggiungere nei prossimi anni.
"L'accordo migliora le operazioni ESA in orbita bassa, un ambiente che è contaminato da numerosi pezzi di detriti provenienti dalle frammentazioni recenti, nel momento in cui il numero di missioni attive su questa orbita aumenta sensibilmente," ha detto il Direttore dell'ESA, Jean-Jaques Dordain.
"Il più tempestivo e personalizzabile scambio di dati abilitato da questo accordo migliorerà di evitare le collisioni, nonché le operazioni di lancio e l'inizio delle nostre missioni."
L'ESA stava già ricevendo dagli Stati Uniti i dati e le previsioni per le possibili 'congiunzioni' di qualche tipo, ma non vi poteva essere richiesta di dati particolari.
Grazie a questo nuovo accordo l'ESA potrà richiedere informazioni più specifiche di sorveglianza e riceverle in tempi brevi.
"Ora otterremo chiaramente i dati su richiesta presso il Joint Space Operations Centre degli USA, presso la Base Aerea di Vandenberg, in California. Inoltre potremo avere risposte rapide," ha detto Holger Krag, capo dello Space Debris Office dell'ESA.
Con gli avvisi anticipati di potenziali avvicinamenti, i controllori potranno pianificare le manovre per evitare i detriti con un migliore livello. Questo ridurrà il carico di lavoro e permetterà di inserire le manovre per evitare le collisioni assieme a quelle di routine, in modo da tagliare il consumo di propellente.
"Mentre sempre più paesi, imprese e le organizzazioni acquisiscono capacità in campo spaziale e beneficiano dell'uso dei sistemi spaziali, è nel nostro interesse collettivo agire in modo responsabile, promuovere la trasparenza per migliorare la sostenibilità a lungo termine, la stabilità e la sicurezza nello spazio del settore operativo comune," ha detto l'Ammiraglio Cecil D. Haney, capo del Comando Strategico degli Stati Uniti.
In cambio del miglioramento del servizio da parte degli Stati Uniti, l'ESA fornirà informazioni sulle manovre orbitali in programma, che permetteranno la messa a punto di un approccio di sorveglianza degli Stati Uniti. Questo, a sua volta, genererà informazioni più precise e aggiornate per l'ESA.
Ogni missione dell'ESA esegue, ogni anno, da quattro a sei manovre per evitare i detriti spaziali e questo numero è destinato a crescere.
L'ultima di queste manovre condotta dall'ESOC ha visto di scena il CryoSat-2 il 7 ottobre scorso, che ha dovuto evitare un frammento del Cosmos-2251, che si era scontrato con l'Iridium-33 nel 2009.
"La distanza prevista per il passaggio era di appena 121 metri, che è all'interno dell'incertezza dell'orbita conosciuta, così abbiamo dovuto allontanarlo di più," dice Holger.
Nella foto (Credit: ESA - J. Mai) la sala controllo principale dell'ESA presso l'ESOC. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: ESA) i detriti spaziali in orbita terrestre.

Fonte: ESA

30/10/2014 - Arianespace ed ELV firmano il contratto per dieci lanciatori VEGA -

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) ha ospitato ieri, 29 ottobre 2014, la firma del contratto tra la società francese Arianespace e l’italiana ELV (società partecipata Gruppo AVIO ed Agenzia Spaziale Italiana) per la realizzazione di dieci lanciatori europei VEGA.
L’evento, tenutosi alle 12.30 nel Salone dei Ministri, si è svolto alla presenza del Ministro Stefania Giannini, del Presidente dell’ASI Roberto Battiston, dell’Ambasciatrice di Francia Catherine Colonna, dell’Amministratore Delegato del Gruppo AVIO Pier Giuliano Lasagni e di altri rappresentanti istituzionali.
I firmatari del contratto sono stati Stéphane Israël, Presidente e Direttore Generale di Arianespace e Pierluigi Pirrelli, Amministratore Delegato di ELV.
La firma dell’ordine di produzione per ELV, che segue la sottoscrizione del Protocollo d’intesa fissato nel vertice Italo-Francese dello scorso anno, rappresenta un’importante conferma del ruolo dell’industria italiana nel settore spaziale, in particolare in quello dei lanciatori.
La commessa evidenzia le potenzialità del settore spaziale quale elemento trainante della nostra economia, capace di portare ricadute rilevanti, come ha sottolineato il Ministro Giannini nel suo intervento. "Il settore spaziale ha enormi potenzialità - ha commentato il Ministro - e può fare la sua parte nel rilancio della nostra economia. L’accordo di oggi ne è una dimostrazione pratica ed è anche una conferma dell’importanza della nostra industria."
Il valore economico del contratto è pari a 257 milioni di Euro. I 10 lanciatori saranno operativi a partire dalla fine del 2015 e copriranno più di 3 anni di attività nel corso dei quali il contratto, insieme alle attività ad esso collegate, produrrà ricavi per ELV per circa 300 milioni di Euro.
"VEGA rappresenta un’eccellenza tecnologica italiana e la firma di oggi è la dimostrazione dei ritorni industriali nel settore spaziale che seguono anni di investimenti in infrastrutture e personale di alta tecnologia - ha dichiarato il Presidente dell’ASI Roberto Battiston - Ma non contano solamente in termini economici, anche se rilevanti. È la dimostrazione della presenza e capacità della nostra industria nazionale che permette all’Europa di primeggiare in un settore fortemente competitivo come quello dei lanciatori."
"Il programma di VEGA -
ha concluso Battiston - dimostra che se sappiamo fare sistema vinciamo su tutti i fronti."
Anche Stéphane Israël ha confermato il livello di eccellenza raggiunto dalla tecnologia italiana. "VEGA rappresenta un successo tecnologico di cui l’Italia può davvero essere orgogliosa. Si deve molto alle eccellenze industriali di AVIO in combinazione con il supporto costante del Governo italiano attraverso l’ASI - ha dichiarato il Presidente e Direttore Generale di Arianespace - insieme sono riusciti a unire le proprie competenze all’interno di ELV per dare vita a una partnership pubblica-privata e arrivare a quello che sarà un importante risultato nell’industria spaziale."
"Il VEGA contribuisce alle esportazioni italiane in un settore di alta tecnologia - ha sottolineato Pier Giuliano Lasagni, Amministratore Delegato del Gruppo AVIO - Questo contratto e le attività ad esso collegate contribuiscono in maniera sostanziale al mantenimento di oltre 1000 posti di lavoro qualificati in Italia ed altrettanti in Europa, almeno fino al 2018. Si tratta di tecnici e maestranze di grande competenza professionale."
VEGA (Vettore Europeo Generazione Avanzata) è uno dei lanciatori dell’ESA, progettato per il lancio di piccoli satelliti in orbita bassa.
L’Italia ha un ruolo di primo piano in ambito VEGA, essendo il principale 'azionista' del programma di costruzione, con una contribuzione pari al 65% del costo complessivo.
Per meglio consolidare la leadership italiana nel programma l’ASI ha costituito con Gruppo AVIO la società ELV (70% AVIO e 30% ASI) incaricata dall’ESA della gestione delle attività di sviluppo e qualifica in qualità di primo contraente industriale.
In questa fase del programma, AVIO ed ELV sono responsabili della produzione del VEGA, mentre Arianespace è l’operatore del sistema di lancio, e ne assicura la commercializzazione a livello mondiale.
Dopo il successo dei primi tre lanci e l’acquisizione da parte di Arianespace di nove contratti per la fornitura del servizio di trasporto in orbita di satelliti istituzionali e commerciali in tutto il mondo, questo nuovo contratto sancisce le prospettive della produzione di VEGA, che si afferma come il migliore lanciatore nella categoria dei lanciatori leggeri.
Nella foto (Credit: ASI) le autorità presenti alla firma del contratto fra Arianespace e ELV a Roma: da sinistra Stéphane Israël, Catherine Colonna, Stefania Giannini, Roberto Battiston e Pierluigi Pirrelli.

Fonte: ASI

Nella foto ripresa più da lontano il momento dell'esplosione del razzo.

30/10/2014 - Prime valutazioni NASA sui danni alla struttura di lancio di Wallops -

Il Wallops Incidente Response Team ha completato oggi una valutazione iniziale di Wallops Island, Virginia, dopo il catastrofico fallimento del razzo Antares della Orbital Sciences Corp. avvenuto appena dopo il decollo alle 6:22 p.m. EDT (le 23:22 ora italiana) di martedì 28 ottobre dalla rampa 0A del Mid-Atlantic Regional Spaceport presso la Wallops Flight Facility della NASA, in Virginia.
"Voglio lodare il team di lancio, quello della sicurezza del poligono, tutti i nostri soccorritori e coloro che hanno fornito aiuto e sostegno reciproco con una risposta altamente professionale che ha garantito la sicurezza della nostra risorsa più importante - il nostro popolo," ha detto Bill Wrobel, direttore di Wallops. "Nei prossimi giorni e nelle settimane a venire, continueremo a valutare i danni sull'isola e iniziare il processo per il ripristino delle nostre capacità di lancio nello spazio. Non c'è dubbio nella mia mente che ci sarà uno sforzo più forte che mai."
La valutazione iniziale è uno sguardo superficiale; ci vorranno molte più settimane per capire meglio e analizzare la piena portata degli effetti dell'evento. Un certo numero di edifici di supporto nelle immediate vicinanze hanno avuto le finestre e le porte implose. Un lanciatore per razzi sonda adiacente alla rampa, e gli edifici più vicini al pad, hanno subito i danni più gravi.
Le valutazioni iniziali della rampa 0A mostrano danni alla struttura di erezione del lanciatore ed ai pali di illuminazione così come una serie di detriti tutti attorno alla rampa.
Il team di Wallops ha già incontrato un gruppo di funzionari di Stato e locali, compresi il Virginia Department of Environmental Quality, il Virginia Department of Emergency Management, il Virginia Marine Police e la U.S. Coast Guard.
La squadra ambientale di Wallops sta conducendo una valutazione del sito. Osservazioni preliminari sono che gli effetti ambientali del fallimento del lancio sono stati in gran parte contenuti entro il terzo meridionale di Wallops Island, nella zona immediatamente adiacente al pad. Subito dopo l'incidente, sono stati prelevati campioni di aria presso l'area continentale Wallops, la Highway 175, la strada rialzata, e su Chincoteague Island. Non sono state rilevate sostanze pericolose nei punti campionati.
Ulteriori campioni di aria, terreno e acqua saranno raccolti dall'area dell'incidente così come dai siti di controllo per analisi comparative.
La Coast Guard e la Virginia Marine Resources Commission hanno segnalato oggi che non sono stati osservati segni ovvi di inquinamento marino, così come macchie di petrolio. Inoltre le valutazioni iniziali non hanno rivelato nessun impatto sulle risorse marine o della fauna. L'Incidente Response Team continua a monitorare e a valutare.
Dopo una valutazione iniziale, il team di emergenza aprirà l'area di Wallops Island, nella zona nord dell'isola, opposta alla posizione della rampa di lancio, per consentire alla Marina degli Stati Uniti per tornare nuovamente al lavoro.
Chiunque trovasse detriti o danni alle loro proprietà, nelle vicinanze della zona dell'incidente di lancio, è avvisato di tenersi lontano da essi e chiamare l'Incident Response Team al numero 757-824-1295.
Ulteriori aggiornamenti sulla situazione e sui progressi dell'indagine verranno resi disponibili presso: http://www.orbital.com/ e http://www.nasa.gov/orbital
Nella foto (Credit: NASA/Terry Zaperach) la vista aerea delle strutture di lancio di Wallops Island dopo il lancio fallito del razzo Antares il 28 ottobre. Nella foto a sinistra il momento dell'esplosione del razzo ripreso da un'altro sito di osservazione.

Fonte: NASA

30/10/2014 - Un vettore Soyuz piazza in orbita il satellite russo Meridian -

La Russia ha lanciato un razzo vettore Soyuz-2.1a, dotato di stadio superiore Fregat, con un satellite per telecomunicazioni del tipo Meridian dalla rampa 4, Sito 43, del centro di lancio di Plesetsk, nel nord del Paese; lo ha confermato giovedì un portavoce del Ministero della Difesa alla RIA Novosti.
Il razzo è stato lanciato con successo alle 4:42 ora di Mosca (le 2:43 ora italiana), ha dichiarato il Colonnello Alexei Zolotukhin, un portavoce delle Forze di Difesa Aerospaziali della Russia, aggiungendo che il lancio è stato completato nel modo usuale.
Si tratta della quarta volta che un razzo Soyuz-2 viene lanciato quest'anno dal centro spaziale di Plesetsk.
Il razzo vettore Soyuz-2 è dotato di tre stadi ed è una versione ammodernata del razzo Soyuz, che viene utilizzato dai programmi spaziali abitati e non della Russia fin dagli anni '60. Il Soyuz-2 può trasportare fino a 7.800 kg in orbita bassa terrestre e 4.500 kg su orbite più alte.
La versione Soyuz-2.1a è un vettore dotato di un sistema di controllo del volo digitale e venne lanciato per la prima volta nel 2011.
Quello di oggi è il settimo satellite Meridian messo in orbita (n.17L). Due dei precedenti sei lanci non hanno avuto successo mentre uno è stato dichiarato solo un successo parziale.
L'ultimo lancio di successo di un satellite per telecomunicazioni a scopo duplice Meridian è avvenuto il 14 novembre 2012. I satelliti Meridian sono utilizzati per le telecomunicazioni a scopi sia civili che militari. Sono progettati per fornire comunicazioni fra imbarcazioni, aerei e stazioni costiere e la terraferma, così come per l'espansione della rete di satelliti per telecomunicazioni nelle regioni nord della Siberia e della Russia dell'Estremo Oriente. I Meridian sono stati progettati per sostituire i vecchi satelliti della serie Molniya.
La missione di oggi era prevista inizialmente per il 23 luglio del 2013 ma poi, prima un problema tecnico scoperto sul satellite e che aveva costretto il suo ritorno presso l'industria costruttrice NPO Lavochkin, e poi il deragliamento del vagone ferroviario che trasportava lo stadio superiore Fregat al sito di lancio, avevano costretto a rinviare il lancio fino ad oggi. Questo di oggi è stato il ritorno al volo per lo stadio superiore Fregat dopo il suo fallimento ad agosto con i due satelliti Europei della costellazione Galileo, inseriti su un'orbita sbagliata. Questo è stato il 71esimo lancio orbitale del 2014, il 67esimo a concludersi con successo.
Nell'immagine (Credit: Roscosmos) un fotogramma del video al momento del decollo del razzo Soyuz-2.1a con il satellite Meridian dalla base di Plesetsk.

Fonti: RIA Novosti - Russia Space Web - Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Boeing) il satellite GPS 2F-8 durante le fasi finali di allestimento, nella sala pulita della Boeing.

29/10/2014 - Il 50esimo Atlas 5 mette in orbita un satellite GPS -

Lanciato mercoledì per la 50esima volta, un razzo Atlas 5 ha eseguito una missione decisiva per il rilascio di un satellite Global Positioning Satellite (GPS) di utilità al mondo intero.
Decollato esattamente alle 1:21 p.m. EDT (le 18:21 ora italiana) dalla rampa SLC-41 di Cape Canaveral, in Florida, ha segnato la 17esima volta consecutiva che un Atlas è stato rifornito e lanciato al primo tentativo.
L'Atlas 5 è salito verso lo spazio seguendo una traiettoria a nord-est parallela alla costa orientale degli Stati Uniti. Lo stadio superiore Centaur ha eseguito una prima accensione della durata di 12 minuti e 50 secondi che lo ha portato su un'orbita ellittica di trasferimento di 176x20.279 km di quota ed inclinazione 55°. Dopo aver viaggiato per inerzia per circa 3 ore fino al primo apogeo sud sull'Australia, il Centaur è stato acceso ancora per circa 1,5 minuti per completare la missione.
Il satellite GPS 2F-8, del peso di 1.630 kg è stato quindi rilasciato dallo stadio superiore Centaur su un'orbita finale di 20.200 km di altezza e inclinazione 55° sull'equatore.
Il satellite entrerà a far parte della costellazione GPS come il 31esimo veicolo spaziale operativo, compresi i quattro lanciati nel 2014 e gli 8 di riserva.
"Mentre la frequenza di questi lanci appaia di routine, abbiamo dovuto sostenere una gran mole di lavoro per arrivare al lancio di oggi," ha detto il Colonnello Alvin Burse, direttore della missione GPS 2F-8.
Il satellite appena lanciato prenderà la posizione Piano E, Slot 1 nella flotta facente parte del piano di miglioramento della rete. Ora GPA 2F-8 verrà sottoposto a controlli e diverrà operativo per la metà di dicembre.
Il satellite che attualmente si trova in quella posizione orbitale, il GPS 2R-4 lanciato con un Delta 278 nel maggio 2000, verrà spostato in un ruolo di riserva.
Era dal 1993 che l'U.S. Air Force non lanciava quattro o più veicoli GPS in un solo anno.
Questo satellite è l'ottavo dei dodici veicoli del Blocco 2F costruiti dalla Boeing e che formeranno l'ossatura della flotta GPS per i prossimi 15 anni. Tutti e dodici i satelliti saranno lanciati entro il gennaio 2016.
Tre altri satelliti del Blocco 2F verranno lanciati il prossimo anno, a marzo con un Delta 4 e in giugno e settembre con gli Atlas 5.
Questo è stato il 50esimo lancio di un Atlas 5 e l'89esimo per la United Launch Alliance, nata dalla collaborazione fra Boeing, costruttrice della famiglia di razzi Delta e la Lockheed Martin, produttrice degli Atlas.
"50 è affascinante e siamo molto orgogliosi di aver raggiunto questa pietra miliare," dice Ron Fortson, direttore della gestione missioni della United Launch Alliance. "Ma ora siamo già concentrati sul prossimo. Questo è quello che si dice - un lancio alla volta."
Nato da una competizione dell'Air Force americana per lo sviluppo degli Evolved Expendable Launch Vehicles (EELV) di prossima generazione, l'Atlas 5 ha debuttato nell'agosto del 2002. Al momento ha volato per 18 missioni dedicate al Dipartimento della Difesa USA, 11 per la NASA, 11 missioni commerciali con satelliti di telecomunicazioni e da osservazione e 10 con satelliti spia per la National Reconnaissance Office (NRO).
Atlas è stato lanciato otto volte solo quest'anno, portanto un paio di satelliti GPS, un satellite meteo dell'Air Force, due missioni per la NRO, due carichi commerciali e un veicolo scientifico della NASA.
Ancora un lancio per la NRO è previsto per dicembre dalla Base Aerea dell'Air Force a Vandenberg, in California.
Il prossimo Atlas che verrà lanciato da Cape Canaveral è previsto per gennaio con il terzo satellite per telecomunicazioni mobili dell'U.S. Navy, MUOS. Questo di oggi è stato l'ottavo lancio di un vettore Atlas del 2014, il 15esimo lancio orbitale da Cape Canaveral e il 70esimo tentativo di lancio orbitale fin dal 1° gennaio, il 66esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo da Cape Canaveral del razzo vettore Atlas 5 con il satellite GPS 2F-8. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Boeing) il satellite GPS 2F-8 durante le fasi finali di allestimento, nella sala pulita della Boeing.

Fonti: Spaceflight Now - Space Launch Report - ULA

29/10/2014 - Il cargo russo Progress attracca alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) -

Viaggiando a circa 420 km sopra l'Oceano Atlantico, il veicolo spaziale cargo russo Progress ISS 57 (M-25M) ha attraccato alle 9:08 a.m. EDT (le 15:08 ora italiana) al Compartimento di Aggancio Pirs della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
A bordo del velivolo si trovano quasi 3 tonnellate di cibo, propellente e rifornimenti, compresi 880 kg di carburante, 21 kg di ossigeno, 25 kg di aria, 420 kg di acqua e 1.280 kg suddivisi fra parti di ricambio, attrezzature ed esperimenti per i sei membri dell'equipaggio di Spedizione 41 che attualmente vivono e lavorano nello spazio. Il Progress 57 dovrebbe rimanere attraccato al Pirs per i prossimi sei mesi.
Nella foto (Credit: NASA TV) il cargo Progress ISS 57 a pochi istanti dall'attracco al Compartimento di Aggancio Pirs della ISS.

Fonte: NASA Space Station Blog

29/10/2014 - Spettacolari immagini dalla sonda cinese Chang'e 5-T1 -

La sonda lunare cinese Chang'e 5-T1 ha inviato a Terra una spettacolare immagine della Terra assieme alla Luna che sembra uscita da un film di fantascienza.
La foto è stata scattata nella parte della traiettoria che ha portato la sonda a superare la Luna prima di girarle attorno e tornare verso la Terra. L'arrivo sulla Terra del modulo di rientro del veicolo spaziale è previsto per il prossimo 1° novembre.
L'orbiter di rientro lunare della Cina, un precursore della missione di prelievo campioni che verrà eseguita dalla Chang'e-5 nel 2017, ha già lasciato la sfera d'influenza della gravità lunare e si sta avvicinando alla Terra dopo 114 ore di volo nello spazio. Martedì il veicolo spaziale senza equipaggio stava volando in ottime condizioni ad un'altezza di 360.000 km.
Il decollo di questa missione precursore era avvenuto il 23 ottobre per mezzo di un razzo vettore cinese Lunga Marcia 3C/G2. Altre spettacolari immagini con solo la Luna o la Terra si possono ammirare al sito della Xinhua che abbiamo linkato come fonte.
Nella foto (Credit: Xinhua) la faccia nascosta della Luna e, sullo sfondo, la nostra Terra, così come fotografate dalla fotocamera della sonda Chang'e 5-T1.

Fonti: Xinhua Foto - Xinhua

29/10/2014 - Samantha Cristoforetti indossa la tuta spaziale Sokol -

L'astronauta Samantha Cristoforetti dell'ESA indossa la tuta a pressione Sokol presso il Centro di Addestramento Cosmonauti Gagarin, in Russia, mentre si prepara per la missione di sei mesi Futura a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La tuta Sokol protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e rientro con la capsula Soyuz. Le simulazioni all'interno di un modello a grandezza naturale di Soyuz fanno parte delle prove finali alle quali sono sottoposti i membri dell'equipaggio prima del volo.
Samantha verrà lanciata, assieme all'astronauta Terry Virtis della NASA e al cosmonauta Anton Shkaplerov della Roscosmos, il 23 novembre alle 02:59 ora locale (le 21:59 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan.
Nella foto (Credit: ESA–S. Corvaja, 2014) Samantha mentre indossa la tuta Sokol.

Fonte: ESA

29/10/2014 - La sonda LRO fotografa il cratere lunare scavato da LADEE -

La sonda spaziale Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA ha scovato un nuovo cratere sulla superficie lunare; uno formato dall'impatto della missione Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE), sempre della NASA.
"Il team della fotocamera LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera) ha recentemente sviluppato un nuovo strumento computerizzato per confrontare le immagini scattate con la Narrow Angle Camera (NAC) prima e dopo alla ricerca di nuovi crateri e l'evento dell'impatto di LADEE è servito come divertente test," ha detto Mark Robinson, principal investigar per LROC presso l'Arizona State University di Tempe. "A quanto pare ci sono stati diversi piccoli cambiamenti di superficie rinvenuti nella zona prevista dell'impatto, il più grande e il più caratteristico era entro 295 metri dal punto stimato dal team operativo LADEE. Che divertimento!"
La missione LADEE si concluse il 18 aprile 2014, con il veicolo spaziale che impattava, come previsto, sul bordo esterno del cratere Sundman V, sul lato nascosto della Luna.
La zona di impatto si trova a circa 300 metri a nord da dove i controllori di missione di LADEE aveva previsto, in base ai dati di inseguimento.
Il cratere da impatto è piccolo, meno di tre metri di diametro, appena risolvibile con LROC NAC. Il cratere è piccolo perché, in confronto con la maggior parte degli impatti con oggetti celesti, non viaggiava molto velocemente, circa 1.700 metri al secondo e aveva poca massa e densità. Le sue dimensioni ne hanno reso difficile la sua identificazione in mezzo alla miriade di piccoli crateri recenti che si trovano sulla superficie lunare. Per identificare il cratere, le immagini della regione ottenute prima dell'impatto sono state confrontate con quelle ottenute dopo.
Gli ejecta dell'impatto formano una struttura triangolare che si estende verso ovest per circa 200-300 metri dal cratere.
"Sono soddisfatto che il team di LROC sia stato in grado di confermare il punto di impatto di LADEE," dice Butler Hine, project manager di LADEE presso l'Ames Research Center di Moffett Field, in California. "Questo aiuta il team di LADEE a sapere esattamente dove il prodotto del loro duro lavoro sia finito."
LADEE venne lanciato il 6 settembre 2013 dal Pad 0B del Mid-Atlantic Regional Spaceport, presso la Wallops Flight Facility della NASA a Wallops Island, Virginia. LADEE raccolse dettagliate informazioni sulla struttura e composizione della tenue atmosfera lunare e determinò quanta polvere rimaneva sospesa nel cielo lunare.
LRO è stata lanciata il 18 settembre 2009 e continua a stupire il mondo con le spettacolari visioni della superficie lunare e dei dati raccolti per la ricerca.
Recentemente LRO ha ricevuto altri due anni di prolungamento della missione.
"Con LRO, la NASA studierà il nostro vicino celeste per almeno altri due anni," ha detto John Keller, scienziato del progetto LRO presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. "LRO continua ad aumentare la nostra comprensione della Luna e del suo ambiente."
Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, gestisce la missione LRO. L'Ames Research Center della NASA a Moffett Field, in California, ha progettato, costruito, testato e gestito la missione LADEE.
Per informazioni su LRO, visita: http://www.nasa.gov/lro.
Per maggiori informazioni su LROC, visita: http://lroc.sese.asu.edu/.
Nella foto (Credit: NASA/ASU) il cratere dell'impatto della sonda LADEE fotografato dalla sonda LRO, in orbita lunare.

Fonte: Spaceref

29/10/2014 - Progress decolla regolarmente ed è in viaggio per la ISS -

Carico di oltre 2.585 kg di alimenti, propellente e materiali per l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il veicolo cargo automatico Progress ISS 57 è stato lanciato alle 1:09 p.m. locali (le 9:09 ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan.
Al momento del lancio la ISS stava sfrecciando sopra il sud della Russia, appena a nord del confine del Kazakhstan, ad una quota di 420 km.
Meno di 10 minuti dopo il lancio, il veicolo di rifornimento ha raggiunto l'orbita preliminare ed ha dispiegato i suoi pannelli solari e le antenne di navigazione, come previsto. Il cargo russo impiegherà quattro orbite attorno alla Terra, nelle prossime sei ore, prima di attraccare al laboratorio orbitante alle 9:09 a.m. EDT (le 15:09 ora italiana).
A partire dalle 8:30 a.m. EDT (le 14:30 ora italiana) il canale televisivo della NASA trasmetterà in diretta e online qui: http://www.nasa.gov/nasatv le fasi dell'attracco.
Questo è stato il 69esimo lancio orbitale del 2014, il 65esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Roscosmos) il momento del lancio del razzo vettore Soyuz 2-1a con a bordo il veicolo automatico cargo Progress 57 (M-25M).

Fonte: NASA Space Station Blog

Nell'immagine (Credit: NASA/TV) il momento dello scoppio nella sezione di coda del razzo Antares.

28/10/2014 - Finisce in una palla di fuoco il Cygnus per la ISS -

La missione Orb-3 del veicolo spaziale cargo Cygnus della Orbital Sciences, destinata a portare circa due tonnellate di rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), è terminata a pochi secondi dal decollo quando, per causa ancora da accertare, il razzo vettore Antares 130 è esploso ricadendo sulla rampa di lancio.
Il disastro è avvenuto alla rampa 0A del Mid-Atlantic Regional Spaceport di Wallops Island, in Virginia. Al momento i danni appaiono limitati alla struttura di lancio. Nessuno del personale della base sarebbe rimasto ferito.
Il primo tentativo di lancio era stato annullato ieri a causa di un'imbarcazione che transitava nella zona di mare antistante il sito di lancio.
Il conto alla rovescia di oggi si era svolto senza nessun problema apparente e il decollo era avvenuto in orario alle 6:22 p.m. EDT (le 23:22 ora italiana).
I due motori AJ-26 a propellente liquido del primo stadio si sono accesi a T+0 secondi, seguiti dal decollo a T+2 secondi. I momenti iniziali della ascesa sono sembrati normali fino a circa T+14 secondi quando la fiamma di scarico dei motori ha improvvisamente cambiato colore dal suo solito bianco intenso a un giallastro. Circa un secondo più tardi una palla di fuoco è esplosa dalla sezione di coda del razzo e la propulsione è cessata.
Il grande razzo si è momentaneamente fermato a mezz'aria prima di iniziare a ricadere all'indietro lasciandosi dietro una scia di fuoco. A circa T+24 secondi, il razzo Antares, quasi completamente pieno di carburante ha impattato il suolo fra la rampa e la spiaggia, creando una gigantesca esplosione che ha sparato detriti in tutte le direzioni. Un forte incendio si è scatenato dopo l'impatto e sembrava coinvolgere pezzi del secondo stadio a propellente solido che hanno continuato a bruciare per diverse decine di minuti.
Sebbene la rampa Pad 0A mostrasse segni evidenti di danni, la base rinforzata in cemento armato della rampa di lancio ed altri elementi della struttura apparivano, nelle immagini di NASA TV, quasi intatte - un segno di speranza su una scena altrimenti catastrofica.
Si tratta del primo fallimento di un razzo Antares. Il razzo Ucraino/Russo/Americano aveva volato per la prima volta il 21 aprile 2013. Il secondo Antares aveva portato il primo veicolo cargo Cygnus alla ISS durante la missione dimostrativa Orb-D1 avvenuta il 18 settembre 2013. Le seguenti missioni operative Orb-1 e Orb-2 erano decollate rispettivamente il 9 gennaio e il 13 luglio 2014.
Sebbene le cause dell'incidente non conosciute appena dopo il lancio, l'attenzione si potrebbe concentrare sui motori principali AJ26, che sono i vecchi motori russi NK-33 costruiti oltre 40 anni fa, e ammodernati dalla Aerojet Rocketdyne USA. Il 22 maggio 2014 un AJ-26 sottoposto a test di accensione al banco di prova dello Stennis Space Center della NASA aveva subito un guasto catastrofico dopo 30 secondi di funzionamento, sui 54 previsti. Lo scoppio aveva distrutto il motore, danneggiato il banco di prova e suscitato un'indagine.
La Orbital non aveva rivelato le cause del guasto ed i danni al banco di prova avevano impedito di eseguire ulteriori test prima del decollo di Orb-3. I motori degli Antares usati per Orb-2 e Orb-3, precedentemente testati a Stennis prima del guasto di maggio, erano stati dichiarai pronti al volo dopo una serie di ispezioni boroscopiche e la revisione dei dati dei test di accensione.
Appena vi saranno ulteriori informazioni le renderemo note. E' attesa una conferenza stampa della NASA alle 00:30 GMT (le ore 1:30 italiane del 29 ottobre).
Quello di oggi era il 68esimo lancio orbitale globale, il quarto fallito. Fin dall'inizio dell'assemblaggio della ISS è il secondo lancio che non raggiunge l'orbita; il primo era stato un cargo automatico Progress nel 2011. A bordo del cargo Cygnus, battezzato 'Deke Slayton' dalla Orbital in omaggio all'astronauta NASA, vi erano circa 2.215 kg di materiali per l'equipaggio di Spedizione 41 che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Fra il carico vi erano provviste per l'equipaggio, attrezzature di ricerca, attrezzature di emergenza, strumenti per le passeggiate spaziali e 32 piccoli satelliti che sarebbero stati rilasciati dalla stazione.
Nella foto (Credit: NASA TV) l'esplosione avvenuta dopo che il razzo Antares è ricaduto sulla rampa di lancio. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/TV) il momento dello scoppio nella sezione di coda del razzo Antares.

VIDEO DEL DECOLLO DEL RAZZO ANTARES CHE ESPLODE SEI SECONDI DOPO - 28/10/2014 - (Credit: NASA TV/YOUTUBE/Brad Panovich) - dur.min. 00:54 - LINGUA INGLESE

Fonti: Nasaspaceflight - NASA - Space Launch Report

27/10/2014 - La Cina lancia la sua terza missione in una settimana -

La Cina ha piazzato un satellite militare sperimentale Shijian in orbita lunedì per mezzo di un razzo Lunga Marcia, segnando il terzo lancio spaziale cinese in una settimana.
Il veicolo spaziale Shijian 11-08 è decollato alle 2:59 p.m. ora di Pechino (le 7:59 ora italiana) di lunedì dal Complesso di Lancio 43, rampa 603, di Jiuquan, nel nord-ovest dei deserto cinese del Gobi, per mezzo di un razzo Lunga Marcia 2C (Chang-Zheng 2C), per entrare su un'orbita sincrona solare a circa 692 km di altezza sopra la Terra, con inclinazione di 98,22°.
Il razzo a due stadi a propellente liquido avrebbe funzionato regolarmente rilasciando il satellite nell'orbita prevista. La Cina, come succede spesso, non aveva annunciato il lancio in anticipo.
L'agenzia di stato Xinhua ha riportato che il satellite condurrà esperimenti scientifici nello spazio, non rivelando altri dettagli circa lo scopo della missione.
Secondo la Xinhua, il veicolo spaziale, del peso di circa una tonnellate, è stato sviluppato dalla China Spacesat Co. Ltd sotto la supervisione della statale China Aerospace Science and Technology Corp.
Il carico lanciato lunedì è l'ottavo membro della serie dei satelliti Shijian 11 andati nello spazio fin dal 2009, e il terzo Shijian 11 lanciato quest'anno.
Alcuni analisti credono che i satelliti Shijian facciano parte di una costellazione militare di satelliti per l'allerta sui lanci di missili.
La missione di lunedì è il terzo lancio spaziale cinese in una settimana, dopo il decollo del satellite militare Yaogan 22, avvenuto il 20 ottobre, della sonda lunare del 23 ottobre. In totale, il lancio del Shijian 11-08 segna il nono lancio spaziale cinese del 2014. Si tratta inoltre del 67esimo lancio orbitale globale dell'anno, il 64esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: www.news.cn) il lancio del vettore CZ-2C con il satellite Shijian 11-08.

Fonti: Spaceflight Now - Space Launch Report

27/10/2014 - Un'imbarcazione costringe al rinvio il lancio di Cygnus -

A causa del rinvio di lunedì, la Orbital Sciences Corporation - con la loro nuova versione del razzo Antares - dovrà attendere 24 ore per iniziare la quarta missione di rifornimento cargo Cygnus verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il decollo, dal Mid-Atlantic Regional Spaceport di Wallops Island, in Virginia, non è avvenuto a causa di una barca che non ha lasciato in tempo la Zona di Sicurezza, estesa nella fascia di Oceano Atlantico che si affaccia di fronte al centro di lancio.
Il lancio è stato fissato nuovamente per domani, 28 ottobre, alle 6:22 p.m. EDT (le 23:22 ora italiana).
La missione Orb-3, vedrà il primo volo di una versione aggiornata del razzo Antares 130, che ospita un secondo stadio più potente in grado di accomodare carichi utili più grandi.
Inoltre sarà anche l'ultimo volo dell'attuale configurazione del Cygnus, con il più grande Enhanced Cygnus che verrà introdotto dalla prossima missione.
Questa nuova versione si avvantaggerà dell'incremento di capacità di Antares 130 in grado di portare un maggiore carico utile verso la stazione spaziale.
L'introduzione di Antares 130 era stata prevista fin dall'inizio del programma con l'aumento di capacità del secondo stadio.
Nella foto (Credit: NASA TV) il razzo Antares per la missione Orb-3 al momento del rinvio del lancio.

Fonte: Nasaspaceflight

27/10/2014 - Il Sole continua a produrre forti brillamenti dalla regione attiva AR2192 -

La più grande macchia solore mai osservata sul Sole negli ultimi 20 anni ha proseguito l'emissione di forti brillamenti per tutta la scorsa settimana e sta ancora producendo forti tempeste solari.
Oggi, 27 ottobre, la gigantesca macchia solare ha eruttato un grosso brillamento, con un picco attorno alle 14:47 GMT (le 15:47 ora italiana) classificato di classe X2. Il brillamento ha causato forti blackout radio sulla Terra, secondo quanto riportato dallo Space Weather Prediction Center del National Weather Service degli Stati Uniti. Si tratta del quarto brillamento di classe X (il tipo più potente di queste tempeste solari) degli ultimi giorni.
Domenica 26 ottobre infatti, la gigantesca macchia solare (conosciuta come AR2192) aveva emesso un altro brillamento con un picco attorno alle 10:56 a.m. GMT (le 11:56 ora italiana) e classificato di classe X2.
Anche sabato vi era stato un brillamento, classificato classe X1 e venerdì quello più potente che aveva raggiunto il grado di X3.1
La regione attiva AR2192 è stata inoltre responsabile di almeno due brillamenti di classe M, moderata tempesta solare, da venerdì. A volte i grandi brillamenti solari sono seguiti da gigantesche emissioni di plasma caldissimo conosciute come CME (Coronal Mass Ejections). Grossi CME possono causare tempeste geomagnetiche e grandi aurore sulla Terra, ma, secondo l'astronomo Tony Phillips, i precedenti brillamenti rilasciati dall'attuale macchia solare non sono stati accompagnati da nessun evidente CME.
Se raggiungesse la Terra, un brillamento di classe X potrebbe mettere in pericolo gli astronauti in orbita attorno al pianeta. La radiazione può interrompere i segnali radio e di comunicazione. Ma, fortunatamente i brillamenti solari non possono mettere a repentaglio la vita delle persone sulla Terra grazie alla protezione dell'atmosfera.
La classe X denota i brillamenti più intensi, mentre il numero fornisce maggiori informazioni sulla sua forza. Un brillamento X2 è il doppio più intenso di uno X1 e un X3 è tre volte più intenso del primo.
Nella foto (Credit: NASA/SDO) il brillamento di lunedì fotografato dal satellite NASA dedicato all'osservazione continua del Sole, SDO.

Fonte: Space.com

27/10/2014 - Progress M-24M lascia la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) -

Il veicolo cargo automatico Progress M-24M ha lasciato lunedì la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), segnando il completamento di tre mesi di permanenza all'avamposto orbitale.
Distaccandosi dal modulo Pirs alle 5:38 UTC (le 6:38 ora italiana), il Progress M-24M ha lasciato il posto al Progress M-25M il cui lancio è previsto dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, mercoledì per mezzo di un razzo Soyuz 2-1A che invierà il veicolo in traiettoria per un rendezvous dopo sei ore.
Il Progress M-24M (56P) era decollato a bordo di un razzo Soyuz U partito dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, il 23 luglio ed aveva completato un perfetto rendezvous automatico sei ore dopo con la stazione spaziale. Il successo dell'aggancio ha segnato l'arrivo di 2.322 kg di materiali, compresi 1.324 kg di rifornimenti, 530 kg di propellente, 420 kg di acqua e 84 kg di gas compressi.
Al momento della partenza del Progress M-24M, i veicoli spaziali stavano sorvolando l'Asia. Il Progress si è allontanato lentamente dal modulo Pirs spinto dalle molle del meccanismo di aggancio. Dopo circa tre minuti, il Progress M-24M ha attivato i suoi propulsori per 12 secondi eseguendo un primo allontanamento alla velocità di 0,66 metri al secondo. In seguito una serie di accensioni del motore immetteranno il veicolo cargo su un'orbita indipendente per un volo di tre o quattro settimane che permetterà l'esecuzione di due esperimenti: Radar Progress e Otrazhenie.
Lo studio Otrazhenie prevede l'utilizzo di un sensore ottico sulla sezione anteriore del veicolo per osservare le proprietà atmosferiche. Questo tipo di esperimento era già stato eseguito dalle missioni Progress M-05M e M-04M nel 2010.
Radar Progress invece è un esperimento geofisico che valuta la densità, le dimensioni e la riflettività dell'ambiente nella ionosfera attorno al veicolo spaziale - causato dalle accensioni dei motori dei veicoli. Le Distorsioni del Plasma causate dalle accensioni dei motori possono estendersi per diversi chilometri attorno al veicolo spaziale ed essere presenti per oltre dieci minuti.
Questo tipo di esperimento è già stato condotto su diverse missioni Progress dal 2010 al 2014.
Il Progress M-24M concluderà la sua missione verso il 20 novembre quando l'accensione del motore principale rallenterà il veicolo spaziale fino a farlo precipitare nell'atmosfera dove brucerà sopra una remota zona dell'Oceano Pacifico, conosciuta anche come Cimitero delle Astronavi, lontano da ogni terra emersa popolata.
Nella foto (Credit: NASA TV) la ISS ripresa dalla telecamera di attracco anteriore del Progress M-24M durante la partenza.

Fonte: Spaceflight101

25/10/2014 - ExoMars Press Tour -

La ricerca di tracce di vita passata e presente su Marte, la caratterizzazione geochimica del pianeta, la conoscenza dell’ambiente marziano e dei suoi aspetti geofisici sono alcuni dei compiti della missione ExoMars. L’avvio della missione, che vede coinvolte l’ESA, l’ASI e le industrie aerospaziali di punta, è previsto per il 2016.
L’evento ExoMars Press Tour, organizzato da Thales Alenia Space a Torino il 30 ottobre prossimo, sarà l’occasione per fare il punto su ExoMars e per osservare da vicino uno dei moduli della missione. Si tratta di EDM – Descent Demonstrator Module, ovvero il veicolo che si poserà sul Pianeta Rosso e vi rimarrà per due anni per svolgere le sue ricerche.
All’evento saranno presenti esponenti dell’ESA, dell’ASI e di Thales Alenia Space. A rappresentare l’ASI saranno Enrico Flamini, Chief Scientist, e Delfina Bertolotto, Responsabile Unità Volo Umano.
Nella foto (Credit: Thales Alenia Space) l'allestimento dei componenti elettronici del modulo EDM.

Fonte: ASI

Nell'immagine (Credit: NASA/TV) il momento del rilascio di Dragon dal Canadarm2 della ISS.

25/10/2014 - Dragon lascia la ISS e ammara nell'Oceano Pacifico -

Il veicolo spaziale cargo Dragon della SpaceX è ammarato alle 3:39 p.m. EDT (le 21:29 ora italiana) di sabato 25 ottobre, nell'Oceano Pacifico, approssimativamente a 482 km al largo di Baja California, riportando 1.485 kg di campioni scientifici e materiali della NASA provenienti dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
La partenza della capsula era iniziata con lo sblocco dei 16 bulloni che la tenevano saldamente fissata al boccaporto CBM (Common Berthing Mechanism) che guarda verso Terra del Nodo 2. Poi il Dragon, agganciato al braccio robotico della stazione, comandato dagli astronauti Reid Wiseman e Barry Wilmore della NASA che si trovavano alla consolle di controllo all'interno del modulo Cupola, è stato spostato a circa 10 metri dalla stazione al cosiddetto 'punto di rilascio'.
Il Dragon della missione CRS-4/SpX-4 era stato quindi rilasciato dal braccio robotico canadese della ISS alle 9:57 a.m. EDT (le 15:57 ora italiana) e la capsula aveva iniziato una serie di accensioni dei propulsori e manovre per allontanarsi oltre i 200 metri della cosiddetta 'sfera vietata' attorno alla stazione e iniziare il suo viaggio di ritorno verso la Terra.
Dopo l'ammaraggio una barca porterà il Dragon a un porto vicino a Los Angeles, dove alcuni materiali verranno rimossi e torneranno alla NASA entro 48 ore. Il Dragon verrà poi preparato per iniziare il suo viaggio fino alla struttura della SpaceX che si trova a McGregor, in Texas, per essere sistemato.
"Questa missione ha permesso lo svolgimento di cruciali ricerche per raggiungere l'obiettivo della NASA per il volo spaziale umano di lunga durata nello spazio profondo," ha detto Sam Scimemi, direttore della divisione per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) presso la sede centrale della NASA. "La consegna dell'ISS RapidScatterometer migliorerà la nostra comprensione della Terra, e la stampante 3D ci permetterà di eseguire una cruciale dimostrazione tecnologica. Gli studi nel materiale rientrato potrebbero aiutarci allo sviluppo di celle solari e semiconduttori elettronici più efficienti, lo sviluppo di piante meglio adattabili alle condizioni dello spazio e il miglioramento nell'agricoltura sostenibile."
Alcuni degli studi rientrati erano parte dell'esperimento Rodent-Research-1, che era stato lanciato lo scorso mese a bordo dello stesso Dragon. Questo studio supporta le ricerche su come la micro-gravità ha effetti sugli animali, fornendo informazioni rilevanti sul volo spaziale umano, scoperte sulla biologia di base e la conoscenza di quello che potrebbe avere effetto diretto nella salute qui sulla Terra. La NASA e il Center for the Advancement of Science in Space (CASIS) stanno sviluppando degli esperimenti da eseguire nel volo spaziale che utilizzeranno il Rodent Research Hardware System.
Quando rientrati, i dati degli studi Fundamental and Applied Studies of Emulsion Stability (FASES) saranno trattati per aiutare a determinare i principi fisici che svolgono un ruolo nella stabilizzazione delle diverse emulsioni e composti che hanno influenzato tali emulsioni mentre erano in orbita. Le emulsioni sono miscele di due o più liquidi dove un liquido è presente in forma di goccioline e distribuito in tutto l'altro liquido; emulsioni comuni sono il latte, la maionese e la vernice.
Anche il NanoRacks-Girl Scouts per lo studio della crescita delle piante di Hawai'i-Rucola è stato riportato sulla Terra. Questo studio si propone di determinare l'impatto che le varie sostanze nutritive e la micro-gravità hanno sulla crescita e sul valore nutritivo delle piantine di rucola coltivate nello spazio. L'obiettivo dello studio è quello di sviluppare modi migliori per far crescere le piante con un elevato contenuto nutrizionale in un'ambiente spaziale. Se i campioni di tale studio hanno un alto valore nutrizionale, questo potrebbe consentire alla NASA e agli astronauti di far crescere e consumare cibo sano e fresco per i futuri viaggi nello spazio.
Dragon è il solo veicolo di rifornimento alla stazione spaziale in grado di riportare sulla Terra un peso significativo di cargo. Il veicolo spaziale era decollato dall'Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida, il 21 settembre con quasi 2.267 kg di rifornimenti e elementi per supportare i 255 esperimenti che i membri dell'equipaggio di Spedizione 41 e 42 condurranno. Questa missione è la quarta dei 12 viaggi di rifornimento che la SpaceX deve eseguire verso la stazione spaziale entro il 2016 grazie al contratto Commercial Resupply Services (CRS) con la NASA.
Nella foto (Credit: SpaceX) il Dragon mentre scende verso l'Oceano Pacifico al termine della missione CRS-4/SpX-4. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/TV) il momento del rilascio di Dragon dal Canadarm2 della ISS.

Fonti: Nasaspaceflight - NASA Blog

24/10/2014 - Potente brillamento dalla più grossa macchia solare degli ultimi 24 anni -

Il Sole ha emesso un potente brillamento, classe X3.1, con un picco alle 5:41 p.m. EDT (le 23:41 ora italiana) del 24 ottobre.
Il Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA, che osserva il sole continuamente, ha ripreso l'immagine dell'evento. I brillamenti solari sono potenti emissioni di radiazioni. Le letali radiazioni dei brillamenti non possono superare l'atmosfera terrestre ed avere effetti sugli esseri umani al suolo, benché - se abbastanza potenti - possano disturbare l'atmosfera nello strato dove viaggiano i segnali delle comunicazioni radio e GPS.
Il brillamento è stato emesso da una particolare regione attiva - etichettata AR12192 - del Sole che è la più grande degli ultimi 24 anni. L'ultima volta che una macchia solare era più grande di questa era il novembre 1990. Il gruppo di macchie solari AR12192 è il più grande dell'attuale ciclo undecennale solare, conosciuto come Ciclo 24.Il gruppo di macchie è così esteso da essere visibile ad occhio nudo, naturalmente con accorgimenti di protezione adeguati come i filtri solari. Quello di oggi è inoltre il quarto brillamento emesso con particolare forza da questa regione attiva fin dal 19 ottobre. Dopo il brillamento del 19 ottobre, di classe X1.1, ne era seguito uno di M8.7 il giorno successivo e un X1.6 qualche ora più tardi.
La classe X denota i brillamenti più intensi, mentre il numero fornisce maggiori informazioni sulla sua forza. Un brillamento X2 è il doppio più intenso di uno X1 e un X3 è tre volte più intenso del primo.
Nonostante la potenza emessa, il brillamento X3.1 di venerdì non è stato il più forte dell'anno. Il 24 febbraio il Sole eruttò un mostruoso brillamento X4.9.
Nella foto (Credit: NASA/SDO) il brillamento del 24 ottobre. L'immagine è stata ripresa da SDO e mostra la luce dell'ultravioletto estremo centrato su 171 e 304 angstroms.

Fonti: Space.com - NASA

24/10/2014 - Il prossimo Falcon 9 tenterà l'atterraggio del primo stadio su una piattaforma galleggiante -

La Space Exploration Technologies Corp. (SpaceX) tenterebbe di far atterrare il primo stadio del suo veicolo di lancio Falcon 9 su una piattaforma galleggiante nell'Oceano Atlantico, nel corso della prossima missione, sebbene il capo esecutivo della compagnia avvisi di quanto potenzialmente basse siano le possibilità di riuscita.
Durante un'intervista sul palco, avvenuta il 24 ottobre durante un simposio tenutosi al Massachusetts Institute of Technology, per celebrare il centenario del dipartimento di aeronautica ed astronautica dell'ateneo, Elon Musk ha rivelato che la compagnia sta costruendo una grande piattaforma galleggiate che verrà utilizzata come piazzola di atterraggio per il primo stadio del Falcon 9.
"Stiamo attualmente costruendo una grossa piattaforma presso i cantieri navali in Louisiana," ha detto Musk nell'intervista che è stata trasmessa in diretta sul web. Egli ha descritto la piattaforma con le dimensioni di 90x50 metri . "Ci proveremo ad atterrarci in questo o nel prossimo volo."
Se lo stadio riuscisse ad atterrare con successo sulla piattaforma, dice Musk, potrebbe potenzialmente volare di nuovo. Egli ha detto che le possibilità di successo non sono maggiori del 50 percento in questo particolare tentativo, ma è più ottimista sulle possibilità di atterraggio sulla piattaforma nelle missioni successive.
"Vi sono almeno una dozzina di lanci nel corso dei prossimi 12 mesi," dice Musk. "I penso che è facile - probabilmente 80/90 percento facile - che uno di questi voli sia in grado di atterrare e volare di nuovo.
Musk non ha specificato quale sarà la missione del prossimo volo della compagnia. Secondo la lista disponibile di voli, la SpaceX prevede di lanciare un altro veicolo cargo Dragon diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ai primi di dicembre. La compagnia ha utilizzato i precedenti voli di Dragon per testare il potenziale recupero dei primi stadi.
Il test di atterraggio fa parte della strategia a lungo termine dela SpaceX di rendere il primo stadio del vettore Falcon 9 completamente riutilizzabile. Musk ha detto di non aspettarsi che lo stadio superiore del Falcon 9 possa essere riutilizzato, ma la prossima generazione di veicoli di lancio della compagnia, sebbene ancora nelle prime fasi di progetto, dovrebbe essere completamente riutilizzabile.
Nella foto (Credit: MIT/AeroAstro video capture) Elon Musk durante l'intervista.

Fonte: Space News

24/10/2014 - Battuto il record di caduta libera da un pallone stratosferico -

In un volo attraverso la stratosfera, un alto funzionario di Google, ha battuto oggi (24 ottobre) il record mondiale di altezza per un salto con paracadute.
Alan Eustace, un vice presidente anziano di Google, ha raggiunto la velocità supersonica mentre cadeva da oltre 40 km sopra il New Mexico, stracciando il record di altezza dell'austriaco Felix Baumgartner fissato due anni fa con il suo famoso 'salto spaziale' Red Bull Stratos. L'epico salto di Eustace è stato preparato dal team Stratospheric Explorer (StratEx) al Paragon Space Development Corporation.
Indossando una tuta spaziale pressurizzata realizzata appositamente, Eustace è stato sollevato in aria questa mattina per mezzo di un pallone scientifico gonfiata ad elio. Dopo un viaggio di 2 ore e 9 minuti, egli ha tagliato il cavo che lo teneva agganciato al pallone ad un'altezza senza precedenti di 41.419 metri. Egli ha raggiunto la velocità di 1.322 km/h. Questo ha permesso a Eustace di superare il muro del suono e, nel momento di massima velocità di caduta, raggiungere Mach 1,23. "Il corpo di Eustace ha creato un bang sonico avvertito distintamente dal team di recupero al suolo," ha detto Grant Anderson, Amministratore Delegato della Paragon.
Baumgartner aveva fissato il precedente record il 14 ottobre 2012, quando era saltato da una speciale capsula che aveva portato il pallone a 39.000 metri sopra la Terra. Eustace non ha viaggiato all'interno di una capsula ma era agganciato direttamente al pallone. La sola cosa che lo proteggeva dall'ambiente esterno estremo era la sua tuta spaziale, costruita dalla ILC Dover, una compagnia conosciuta per aver realizzato le tute spaziali per gli astronauti NASA.
Eustace, 57 anni, era già un paracadutista e pilota esperto quando è arrivato alla Paragon, dice Anderson, ma si è reso necessario un ulteriore addestramento prima del salto di oggi. Eustace ha dovuto anche imparare a muoversi con questa tuta altamente tecnica a pressione, del peso di circa 181 kg.
"Non è proprio da indossare quando vuoi portare a passeggio il cane attorno all'isolato," ha detto Anderson.
Il team ha deciso di non utilizzare una capsula perché avrebbe aggiunto complicazioni - ulteriore peso per il pallone e due sistemi di supporto vitale.
"Progettare una tuta che lo avrebbe tenuto in vita in modo confortevole per l'intero periodo di tempo è sembrata la cosa più semplice da fare," ha aggiunto Anderson a Space.com.
Eustace è rimasto in caduta libera per circa 4 minuti e mezzo prima di aprire il suo paracadute, secondo i responsabili della Paragon. Durante quel tempo, egli è diventato la seconda persona ad aver mai superato il muro del suono all'esterno di un velivolo. (Baumgartner è stato il primo). Dopo altri 14 minuti trascorsi a scendere verso la superficie della Terra appeso al paracadute, Eustace ha toccato il suolo regolarmente a circa 113 km dal suo punto di lancio a Roswell, New Mexico. Anderson ha detto a Space.con che il paracadutista era "in perfetta forma." Eustace ha anche battuto il record di caduta libera sotto un paracadute frenante così come il record nazionale di maggiore altezza di rilascio e velocità verticale, secondo la Paragon.
"Mi sono sempre chiesto: che cosa succederebbe se si potesse progettare un sistema che permettesse all'uomo di esplorare la stratosfera con la stessa facilità e sicurezza con la quale lo facciamo con l'oceano?" ha detto Eustace in una dichiarazione. "Con l'aiuto del team di classe mondiale Stratex, spero che abbiamo incoraggiato altri a esplorare questa parte del mondo di cui sappiamo ancora così poco."
Il salto dalla stratosfera ha richiesto 34 mesi di preparativi da parte delle squadre della Paragon e della StratEx, che hanno sviluppato il pallone, la tuta spaziale e i sistemi di supporti associati.
Uno dei fondatori della Paragon, Jane Poynter, è ora anche Amministratore Delegato della World View, una compagnia che spera di trovare clienti paganti per un viaggio con un pallone fino ai confini dello spazio, comodamente seduti all'interno di una capsula sigillata.
Nella foto (Credit: Paragon Space Development Corporation®) Alan Eustace vede la curvatura della Terra da un'altezza di oltre 41 km.

Fonte: Space.com

Nell'imamgine (Credit: ESA/Platige Image) un fotogrmma tratto dal cortometraggio 'Ambition'.

24/10/2014 - Rosetta: l'ambizione di trasformare la fantascienza in fatto scientifico -

Chi accede oggi al sito dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) vedrà partire un film di fantascienza... no, non è un problema con Internet...
L'ESA ha deciso di realizzare un video in un ambiente fantascientifico per spiegare in modo coinvolgente, spettacolare ed appassionate la scienza, quella vera.
Immaginate: con un deserto come loro tela, un Maestro e il suo giovane Apprendista possono trasformare le macerie in pianeti e lune, asteroidi e comete. Essi fanno levitare i mondi sopra le loro teste, li mettono in orbita attorno al loro simbolico Sole.
"Qual'è la chiave della vita sulla Terra?" chiede il Maestro.
L'Apprendista scuote la testa. La risposta è ovvia: l'acqua.
"Per lungo tempo, le origini dell'acqua, e quindi della vita sul nostro pianeta sono rimaste un mistero assoluto. Così abbiamo iniziato a cercare la risposta oltre la Terra," prosegue il Maestro.
"Poi abbiamo cominciato a guardare alle comete. Un trilione di oggetti celesti formati di polvere, ghiaccio, molecole complesse, residui della nascita del nostro Sistema Solare. Una volta credute messaggeri di condanne e distruzioni, e pure così affascinanti.
E ora stiamo per catturarne una: un piano incredibilmente ambizioso."

Fantascienza? No, fatti scientifici.
Quello che in Ambition, il cortometraggio di Tomek Bagiński è chiaro, è l'essenza di cosa vuole dire essere umani, tentare le cose difficili, per raggiungere obiettivi che paiono impossibili, per imparare, adattarsi ed evolvere.
E al cuore del film c'è Rosetta, la vera missione dell'ESA che ha eseguito un rendezvous, scorterà ed atterrerà su una cometa. Una missione iniziata come un sogno, ma che ha richiesto decenni per essere pianificata, costruita e fatta volare attraverso il Sistema Solare, fino ad giungere a destinazione.
Il suo obiettivo? Svelare i segreti nascosti all'interno della cassa del tesoro di ghiaccio vecchia di 4,6 miliardi di anni. Per studiare la sua formazione e la sua storia. Per la ricerca di indizi utili a capire le nostre origini.
Da una distanza di 100 km, poi 50, 30 e, infine, battendo tutte le previsioni, da appena 10 km, Rosetta continua ad affascinare e intrigare ad ogni immagine e ogni pacchetto di dati che invia.
Grazie a lei dovremo riscrivere i libri di testo sulla scienza cometaria. Ma c'è di più, e anche la sfida più grande, un'altra prima ambiziosa: atterrare sulla cometa.
Il momento è fissato. La data: 12 novembre 2014.
"Come scrittore di fantascienza, è difficile pensare ad un tema che metta più agitazione che l'origine e il destino ultimo della vita nell'Universo," dice Alastair Reynolds.
"Con l'arrivo di Rosetta a 67P/Churyumov-Gerasimenko - una sorprendente, audace realizzazione tecnica, letteralmente roba da fantascienza -. Siamo sull'orlo di un nuovo capitolo audace nella comprensione del nostro posto nell'Universo."
"Rosetta è a meno di 10 km dalla cometa, ed entrambe corrono attraverso lo spazio a oltre 60.000 km/h," dice Matt Taylor, scienziato del progetto Rosetta dell'ESA.
"Il mese prossimo tenteremo di atterrare sulla cometa, e con il nostro veicolo spaziale orbitante, resteremo assieme alla cometa per un altro anno o più, osservando la sua evoluzione nel tempo. E tutto questo è unico e mai tentato prima d'ora. Potrebbe sembrare fantascienza, ma è realtà per le squadre che hanno dedicato le loro intere vite a questa missione, guidati dal superare i limiti delle nostre tecnologie per il beneficio della scienza e per la ricerca alle più grandi domande riguardanti le origini del nostro Sistema Solare."
Ambition è un progetto in collaborazione fra ESA e Platige immagine. Diretto da Tomek Baginski e interpretato da Aiden Gillen e Aisling Franciosi, è stato girato in location in Islanda, e proiettato il 24 ottobre durante la celebrazione del British Film Institute di Fantascienza: Giorni di Paura e Meraviglia, al Southbank, Londra.
Nell'immagine (Credit: ESA/Platige Image) un fotogramma del cortometraggio 'Ambition'. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: ESA/Platige Image) un altro fotogramma tratto dal cortometraggio 'Ambition'.

FILM CORTOMETRAGGIO 'AMBITION' - 24/10/2014 - (Credit: ESA/PLATIGE IMAGE) - dur.min. 06:39 - LINGUA INGLESE

Fonte: ESA

24/10/2014 - Rinviato il volo di Vega VV04 con il veicolo dimostrativo IXV -

All'interno degli scopi per la preparazione della missione VV04, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), in collaborazione con l'agenzia spaziale francese CNES, hanno deciso di eseguire ulteriori analisi della traiettoria di volo per il previsto volo del razzo Vega con a bordo il veicolo dimostrativo IXV.
Il lancio, originariamente previsto per il 18 novembre 2014, è stato quindi rinviato in modo da permettere ulteriore tempo necessario per completare queste analisi.
Una nuova data di lancio verrà annunciata quanto prima.
Le tempistiche per i lanci seguenti non sono soggette a cambiamenti.
Nella foto (Credit: Arianespace) l'IXV mentre sta per essere integrato con l'interfaccia di Vega, presso la struttura della sala pulita S1B dello Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese.

Fonte: Arianespace

24/10/2014 - Genova: Festival della Scienza - European Space Expo -

La città della Lanterna sarà protagonista di due importanti manifestazioni scientifiche che si terranno ambedue dal 24 ottobre al 2 novembre 2014: il Festival della Scienza e lo European Space Expo.
'Tempo' è il tema portante dell’edizione 2014 del Festival della Scienza, giunto alla sua dodicesima edizione. Come di consueto la manifestazione avrà lo scopo di rendere la scienza accessibile a tutti - con particolare riguardo ai giovani - in maniera innovativa e accattivante.
Occasione di incontro per una vasta platea che comprende ricercatori, studenti, famiglie e appassionati, il Festival della Scienza è uno dei più grandi eventi di divulgazione scientifica a livello internazionale e si articola in convegni, laboratori, spettacoli, attività interattive e conferenze per raccontare la scienza senza confini tra le sue varie discipline.
La presenza di grandi ospiti internazionali arricchisce un programma che ogni anno è centrato sui temi più attuali del dibattito scientifico.
L’Agenzia Spaziale Italiana sarà presente alla kermesse nell’ambito delle conferenze. Nello specifico, il 27 ottobre 2014 il Presidente dell’ASI Roberto Battiston terrà una lectio magistralis – insieme a Riccardo Musenich dell’INFN – sul tema 'Scudi magnetici per viaggi interplanetari' e il 30 ottobre 2014 Alessandro Coletta (Responsabile Unità Gestione Missione e Utilizzo COSMO-SkyMed) terrà una conferenza dal titolo 'COSMO Sky-Med: Un occhio sui cambiamenti del mare e della Terra.
Contemporaneamente al Festival si svolgerà lo European Space Expo, che ritorna in Italia dopo la tappa di Roma nell’agosto 2013.
Illustrare al grande pubblico come lo spazio e le sue applicazioni siano presenti nella vita quotidiana dei cittadini europei ed evidenziare il ruolo dell’Unione Europea nel settore delle tecnologie spaziali sono le tematiche principali su cui si baserà lo European Space Expo.
L’expo è itinerante e, da maggio 2012, si è tenuto in 18 differenti città europee, accogliendo oltre 360.000 visitatori.
A Genova l’Expo si terrà presso il Porto Antico – Piazzale Mandraccio. La mostra ospiterà applicazioni interattive che permetteranno ai cittadini e agli studenti di scoprire, da un lato, i principali progetti spaziali europei (EGNOS, Galileo, Copernicus) e, dall’altro, di familiarizzare con le applicazioni e i servizi disponibili nei diversi settori grazie a questi ultimi.
L’Agenzia Spaziale Italiana prenderà parte anche a questo evento, come avvenuto per l’edizione di Roma, e nello specifico, il Presidente dell'ASI Roberto Battiston terrà un intervento il 27 ottobre 2014.
Ulteriori informazioni su ambedue le manifestazioni sono reperibili alla pagina dell'ASI che trovate qui sotto linkata.
Nella foto (Credit: ESA) l'interno della tensostruttura che ospita l'European Space Expo.

Fonte: ASI

23/10/2014 - Hubble fotografa la cometa Siding Spring vicino a Marte -

Il Telescopio Spaziale Hubble ha prodotto questa eccezionale immagine della cometa Siding Spring mentre eseguiva il suo passaggio ravvicinato, come mai visto prima, con Marte.
La Siding Spring, ufficialmente conosciuta come Cometa C/2013 A1, ha eseguito il passaggio più ravvicinato con Marte alle 2:28 p.m. EDT del 19 ottobre (le 20:28 ora italiana), ad una distanza di circa 140.000 km. Si tratta di circa un terzo della distanza fra la Terra e la Luna. In quel momento, la cometa e Marte si trovavo a circa 239 milioni di km dalla Terra.
L'immagine della cometa è una composizione di esposizioni prese fra le 8:06 a.m. EDT (le 13:06 ora italiana) del 18 ottobre e le 11:17 p.m. EDT del 19 ottobre (le 5:17 ora italiana del 20 ottobre). Hubble ha poi ripreso Marte con un'immagine separata alle 10:37 p.m. del 18 ottobre (le 4:37 ora italiana del 19 ottobre).
Le immagini della cometa e di Marte sono state montate assieme per creare una singola foto che illustra la separazione angolare, o la distanza, fra la cometa e Marte nel momento di massimo avvicinamento. La separazione è di circa 1,5 minuti d'arco, o un ventesimo del diametro angolare della Luna piena. Le stelle sullo sfondo in questa immagine sono sintetizzate basandosi sui dati del telescopio forniti dal Palomar Digital Sky Survey, che sono state ri-processate per approssimarle alla risoluzione di Hubble.
Il nucleo solido ghiacciato della cometa è troppo piccolo per essere risolto nell'immagine di Hubble. La brillante chioma della cometa, una diffusa nube di polvere nasconde il nucleo mentre una coda di polveri è chiaramente visibile.
E' stata realizzata un'immagine composita perché una singola esposizione delle stelle di sfondo, della cometa Siding Spring e di Marte sarebbe stata problematica. Marte è, al momento, 10.000 volte più luminoso della cometa e quindi non potrebbe essere esposto in modo appropriato per mostrare i dettagli del Pianeta Rosso. La cometa e Marte inoltre si stavano muovendo l'una rispetto all'altra e non potrebbero essere state riprese simultaneamente in una sola esposizione senza che uno degli oggetti venisse mosso. Hubble è stato programmato per seguire la cometa e Marte separatamente in due differenti osservazioni.
La NASA ha utilizzato intensivamente la flotta di attrezzature scientifiche, in particolare quelle che orbitano e che si muovono su Marte, per riprendere e studiare questo sorvolo che avviene una volta sola nella vita. In preparazione del flyby della cometa, la NASA ha manovrato il suo orbiter Mars Odyssey, Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) e l'ultimo arrivato nella flotta marziana, il Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN (MAVEN), per cercare di ridurre i rischi di impatti ad alta velocità delle particelle di polvere rilasciate dalla cometa. Altri osservatori spaziali della NASA hanno eseguito le osservazioni assieme ad Hubble, così come i telescopi al suolo.
La Siding Spring è la prima cometa proveniente dalla Nube di Oort del Sistema Solare che viene studiata così da vicino. La Nube di Oort, ben oltre i confini dei pianeti esterni che circondano il Sole, è una regione sferica di oggetti ghiacciati che si crede siano formati dal materiale residuo dalla formazione del Sistema Solare.
Nella foto (Credit: NASA, ESA, PSI, JHU/APL, STScI/AURA) l'immagine composta ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble della cometa Siding Spring e di Marte durante il momento del passaggio ravvicinato.

Fonte: NASA

Nell'illustrazione artistica (Credit: CCTV) il veicolo spaziale Chang'e-5 T1 nello spazio.

23/10/2014 - Partita la prima sonda cinese destinata a tornare dalla Luna -

La Cina ha lanciato giovedì una sonda dimostrativa per un volo attorno alla Luna per testare lo scudo termico e la capsula di atterraggio prevista per essere utilizzata nella missione di prelievo dei campioni lunari del 2017.
L'agenzia di stampa ufficiale di stato della Cina, Xinhua, ha dichiarato che il veicolo senza equipaggio è decollato grazie ad un razzo Lunga Marcia 3C (Chang-Zheng 3C), versione G2, dal centro spaziale Xichang situato nel sud-ovest della provincia cinese dello Sichuan.
La Xinhua non ha fornito l'ora di lancio ma le immagini riprese nel centro controllo missione cinese indicavano le 2 a.m. ora di Pechino (le 20 ora italiana).
Aiutato al decollo da un paio di booster a propellente liquido, il vettore Lunga Marcia 3C, alto come un palazzo di 18 piani, ha spedito una sonda lunare di prova su un'orbita a 413.000 km dalla Terra.
I mass-media statali riportano che il veicolo spaziale si è separato dallo stadio superiore del razzo Lunga Marcia come previsto, citando un comunicato dell'Amministrazione Statale di Scienza, Tecnologia e Industria per la Difesa Nazionale della Cina.
Questo volo di prova è un precursore della missione di ritorno dei campioni lunari prevista per Chang'e-5.
Non ufficialmente chiamata Chang'e-5 T1, il dimostratore girerà attorno al lato nascosto della Luna, utilizzando la gravità lunare per essere rispedita verso la Terra.
Progettata dalla Corporazione di Scienza Aerospaziale e Tecnologia della Cina, la sonda è in rotta per il suo sorvolo lunare previsto per lunedì, con il volo che dovrebbe terminare con un rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre per il 31 ottobre, tempo USA.
Viaggiando verso la Terra a circa 11,2 km al secondo, la capsula di rientro si tufferà nell'atmosfera diverse volte per rallentare il veicolo prima di atterrare nella regione autonoma della Mongolia Interna, in Cina.
La velocità di rientro è molto più elevata di quella sperimentata dagli astronauti cinesi quando sono rientrati dall'orbita a qualche centinaio di km dalla superficie terrestre.
Il rientro 'rimbalzante' aiuterà a diminuire il calore che subisce la capsula di atterraggio, hanno confermato gli esperti al giornale China Daily Newspaper.
Funzionati ufficiali cinesi hanno dichiarato che la capsula di rientro atterrerà grazie a un paracadute per essere recuperata.
"La missione serve per ottenere dati sperimentali e validare le tecnologie di rientro come la guida, la navigazione ed il controllo, lo scudo termico e le traiettorie designate per il futuro atterraggio della sonda Change'e-5 sulla Luna, nel 2017, e dell'invio sulla Terra dei campioni di suolo raccolti," ha riportato la Xinhua.
Se avrà successo questo volo di prova attorno alla Luna precederà l'avvio della terza fase del programma di esplorazione lunare cinese.
La Cina ha lanciato due sonde attorno alla Luna - Chang'e-1 e Cahng'e-2, rispettivamente nel 2007 e nel 2010, per osservare la superficie lunare.
La sonda lunare Chang'e-3 atterrò il 14 dicembre 2013, facendo della Cina la terza nazione ad aver raggiunto l'obiettivo di un atterraggio morbido sulla Luna dopo gli Stati Uniti e l'ex-Unione Sovietica.
Nella foto (Credit: CCTV) il modulo di rientro durante le fasi di integrazione con il veicolo spaziale. La Chang'e-3 rilasciò un piccolo rover chiamato Yutu, che si mosse attorno alla piattaforma di atterraggio stazionaria, raccogliendo immagini, studiando la composizione del suolo e delle rocce lunari e sondando la struttura sotto la superficie con un radar di penetrazione del suolo.
Ufficialmente i cinesi hanno detto che Yutu ha sofferto di un guasto al sistema di controllo a gennaio, con il risultato di rendere immobile il rover ed esporlo alle fredde temperature durante le notti lunari, che durano due settimane alla volta.
All'inizio di questo mese la Xinhua aveva riportato che il rover Yutu stava perdendo le funzionalità ma che era ancora vivo da 10 mesi sulla Luna, superando il progetto originale che prevedeva una vita di tre mesi.
"Yutu si sta congelando nelle fredde notti lunari e le sue funzioni stanno gradualmente deteriorandosi," aveva detto Yu Dengyun, capo progettista della missione della sonda lunare cinese, alla Xinhua.
"Speravamo che il rover lunare durasse più a lungo e vogliano scoprire le ragioni per le quali non l'ha fatto." ha aggiunto Yu.
La Cina ha sviluppato una missione di riserva per il lander lunare Chang'e-3. Il veicolo di riserva, chiamato Chang'e-4 aiuterà ora a mettere alla prova i sistemi richiesti per la più ambiziosa missione Change'e-5.
I dettagli sugli specifici obiettivi e la previsione della data di lancio per Chang'e-4 non sono ancora stati divulgati dalla Cina.
La missione Chang'e-5 seguirà con il lancio nel 2017 per la raccolta di campioni del suolo lunare e il loro ritorno sulla Terra. La Cina ha anche in programma una missione di ritorno di campioni, Chang'e-6, da svolgersi prima del 2020.
Secondo i vari articoli dei media locali la Cina sta studiando l'invio di astronauti in missioni lunari dopo aver esplorato il satellite con i veicoli robotici.
I piani del programma abitato della Cina a medio termine sono invece concentrati sulla costruzione di una stazione spaziale in orbita bassa terrestre.
A bordo dell'ultimo stadio del razzo Lunga Marcia 3C/G2 si trova anche un carico utile privato, la missione '4M' (Manfred Memorial Moon Mission) dedicata al fondatore della LuxSpace, il professor Manfred Fuchs, scomparso all'inizio dell'anno.
Il veicolo, pesante solo 14 kg, eseguirà un sorvolo della Luna trasmettendo segnali per i radioamatori e dati sulle radiazioni nell'ambiente attorno alla Luna. L'orbita è quella di ritorno libero che vedrà il veicolo rientrare nell'atmosfera terrestre dopo circa 196 ore di missione e bruciare. Quello di oggi è stato il 66esimo lancio orbitale del 2014, il 64esimo a concludersi con successo. La versione del CZ-3C utilizzata oggi, la G2, è dotata di un primo stadio più lungo e di due soli booster a propellenti liquidi per aiutare il decollo.
Nella foto (Credit: www.news.cn) il momento del decollo del razzo vettore Lunga Marcia-3C (CZ-3C) con il veicolo spaziale destinato a raggiungere e tornare dalla Luna. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: CCTV) il veicolo spaziale Chang'e-5 T1 nello spazio. Nella foto a destra (Credit: CCTV) il modulo di rientro durante le fasi di integrazione con il veicolo spaziale.

Fonti: Xinhua - Spaceflight Now - LuxSpace

22/10/2014 - Confermato il 27 ottobre per il lancio di Cygnus Orb-3 -

Dopo un'ispezione alla stazione di tracciamento delle Bermuda, utilizzata per i lanci del vettore Antares, a seguito del passaggio dell'uragano Gonzalo, la Orbital e la NASA hanno fissato il 27 ottobre come data di lancio della missione Orb-3 Commercial Resupply Services (CRS) diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
La missione prenderà il via dal Mid-Atlantic Regional Spaceport (MARS) presso la Wallops Flight Facility della NASA nella Virginia occidentale. Il decollo di Antares è previsto per le 6:45 p.m. EDT (le 0:45 ora italiana del 28 ottobre), con rendezvous e ormeggio alla ISS nelle prime ore del mattino del 2 novembre.
Grazie alle capacità operative di Cygnus, la Orbital lancerà la missione Orb-3 in orbita diversi giorni prima del necessario per mantenere una flessibilità e il tempo del suo arrivo alla stazione in conformità con altre operazioni di veicoli in visita.
Il veicolo spaziale Cygnus è stato caricato, rifornito e agganciato con il razzo Antares che lo lancerà in orbita bassa terrestre. Le ultime cose più critiche verranno imbarcate domani, appena prima della chiusura del veicolo nell'ogiva protettiva. Venerdì 24 ottobre il razzo verrà spostato dall'hangar Horizontal Integration Facility alla rampa pad 0A del MARS che si trova a circa 1,6 km di distanza.
Il veicolo Cygnus per la missione Orb-3 è stato battezzato SS Deke Slayton in onore del decorato pilota dell'U.S. Air Force e poi astronauta NASA Donald 'Deke' K. Slayton. Slayton, uno dei primi sette astronauti selezionati dalla NASA nel 1959, fu costretto a rinunciare al secondo volo Mercury già assegnato quando, durante una delle tante visite mediche, gli venne scoperto un problema al cuore. Ma Slayton non si arrese e lavorò per mantenere lo status di astronauta. Durante gli anni seguenti ebbe il ruolo importantissimo di capo dell'ufficio astronauti ai tempi delle missioni Gemini e Apollo, in pratica era colui che sceglieva gli equipaggi da inviare nello spazio. Nel 1970, grazie alla sua perseveranza nel fare una vita sana e assumendo farmaci dedicati, le sue fibrillazioni al cuore cessarono e così venne scelto per la missione Apollo ASTP (Apollo-Soyuz Test Project) del 1975, che vide il primo rendezvous e attracco fra due veicoli spaziali abitati di Stati Uniti e Unione Sovietica.
Slayton morì il 13 giugno 1993 per un tumore maligno al cervello all'età di 69 anni.
Nella foto (Credit: Orbital Sciences) il veicolo cargo Cygnus 'SS Deke Slayton' mentre viene connesso al razzo Antares.

Fonti: Orbital Sciences - Wikipedia

Nella foto (Credit: NASA/TV) i due cosmonauti dell'EVA del 22 ottobre.

22/10/2014 - I cosmonauti della ISS eseguono la terza passeggiata spaziale di ottobre -

I cosmonauti russi Max Suraev e Alexander Samokutyaev hanno chiuso il portello del compartimento di aggancio Pirs alle 1:06 p.m. EDT (le 19:06 ora italiana) concludendo la terza attività extra-veicolare (EVA-40) di Spedizione 41.
I cosmonauti avevano iniziato la passeggiata spaziale alle 9:28 a.m. EDT (le 15:28 ora italiana) e sono stati fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per tre ore e 38 minuti. L'EVA di oggi avrebbe dovuto durare circa sei ore la i cosmonauti hanno completato tutti i compiti assegnati in poco più della metà del tempo. Due passeggiate spaziali degli USA hanno avuto luogo lo scorso 7 e 15 ottobre.
Il primo compito dei due cosmonauti è stato di rimuovere l'esperimento Radiometriya che venne installato sul modulo di servizio Zvezda nel 2011 e i cui dati non sono più da tempo raccolti. Una volta rimosso, l'esperimento è stato lanciato per un rientro nell'atmosfera che lo brucerà. L'esperimento aveva fornito i dati che hanno aiutato gli scienziati a prevedere gli eventi sismici e i terremoti.
I due cosmonauti veterani si sono spostati ad un altro esperimento esterno e ne hanno rimosso la copertura protettiva. Sono state eseguite delle fotografie dell'esperimento Expose-R prima di prendersi una pausa durante il periodo notturno orbitale.
Dopo l'alba orbitale sono state scattate foto dell'area di lavoro, spostandosi di nuovo verso il Pirs e piazzando le coperture protettive al suo interno. Lo studio dell'Agenzia Spaziale Europea espone campioni biologici e organici all'ambiente estremo dello spazio e osserva come questi vengono colpiti dalle radiazioni cosmiche, dal vuoto e dai cicli giorno-notte.
Suraev e Samokutyaev hanno rimosso l'attrezzatura dal Pirs e raccolto campioni di materiale dall'esterno del compartimento di aggancio. Chiamato l'esperimento TEST, i campioni saranno analizzati al suolo alla ricerca di contaminazioni tossicologiche compresi i microbi.
I due spacewalker russi si sono poi portati sopra il modulo di mini-ricerca Poisk sul lato che guarda lo spazio del segmento russo. Una volta li i due hanno raggiunto un paio di antenne per il rendezvous non più necessarie e che stavano bloccando il percorso per le future passeggiate spaziali. Le antenne sono state rimosse e lanciate lontano dal laboratorio orbitante.
Infine i cosmonauti hanno condotto una dettagliata osservazione fotografica delle superfici esterne dei moduli russi.
Questa è stata la seconda attività extra-veicolare nella carriera di Suraev. La sua prima fu nel gennaio 2010 durante Spedizione 22 quando trascorse cinque ore e 44 minuti all'esterno della stazione preparando Poisk per i futuri attracchi dei veicoli. Le due passeggiate spaziali portano Suraev ad un totale di 9 ore e 22 minuti trascorsi all'esterno della ISS.
Anche per Samokutyaev quella di oggi è stata la seconda EVA. Egli aveva lavorato fuori della stazione nell'agosto del 2011 per sei ore e 23 minuti installando attrezzature scientifiche e di comunicazioni e riposizionando un traliccio cargo durante Spedizione 28. Le due passeggiate spaziali portano il totale EVA di Samokutyaev a 10 ore e 1 minuto.
La passeggiata spaziale di mercoledì è stata la settima ed ultima prevista dall'equipaggio della ISS per il 2014 e la 184esima in supporto all'assemblaggio e manutenzione della stazione.
Nella foto (Credit: NASA/TV) Max Suraev e Alexander Samokutyaev fuori dal compartimenti di aggancio Pirs durante l'attività extra-veicolare del 22 ottobre. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/TV) i due cosmonauti Suraev e Samokutyaev.

Fonti: NASA - Spaceflight Now

Nella foto (Credit: NASA/Chris Gunn) il modulo ISIM del Telescopio Spaziale James Webb mentre viene calato all'interno della camera a vuoto.

21/10/2014 - Il James Webb supera il test del super-freddo -

Dopo essere stato per 116 giorni soggetto all'estreme glaciali temperature come nello spazio, il cuore del James Webb Space Telescope, il modulo ISIM (Integrated Science Instrument Module) e i suoi sensibili strumenti, sono emersi illesi dalla camera a vuoto termico presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Maryland.
Squadre di ingegneri e tecnici hanno monitorato il cuore senza sosta fin da quando la complessa struttura era stata infilata nella camera per questo lungo test estivo.
L'ingegnere Mike Drury, il Lead Integration e Test Engineer di ISIM, uno dei direttori del test che avrebbe dovuto assicurare che il Webb sarebbe sopravvissuto alle rigide condizioni della sua destinazione finale nello spazio a circa un milione e 600 mila chilometri dalla Terra. "Il telescopio dovrà andare a L2, o Punto 2 di Lagrange, dove vi è un ambiente di condizioni estreme," ha detto Drury. "Il cuore di Webb, chiamato ISIM, è una parte molto importante dell'osservatorio e fornirà tutte le immagini del telescopio."
Queste immagini potranno rivelare le prime galassie in formazione circa 13,5 miliardi di anni fa. Il telescopio scruterà inoltre fra le nubi di polvere interstellare per scovare le stelle e i pianeti che si formano nella nostra galassia. Gestire un telescopio potente abbastanza da completare questi incarichi richiede delle temperature incredibilmente fredde.
Quanto fredde? Proviamo -232° Celsius. Si tratta di 126° Celsius più freddo di ogni posto sulla superficie terrestre. Per arrivare a temperature così basse sulla Terra, il team ha utilizzato la massiccia camera del vuoto presso il Goddard, chiamata Space Environment Simulator, o SES, che ricrea il vuoto e le temperature estreme dello spazio. Questa camera cilindrica alta 12 metri e dal diametro di 8,20 elimina le più piccole tracce di aria grazie a delle pompe del vuoto e utilizza azoto liquido e perfino il più freddo elio liquido per abbassare la temperatura simulando l'ambiente spaziale.
"Abbiamo completato questi test per essere sicuri che quando questo telescopio si raffredderà, le quattro parti del cuore siano ancora meticolosamente posizionate in modo che la luce che entrerà nel telescopio sia catturata nel modo giusto," ha detto Paul Geithner, vice capo del progetto Webb. "Lo stress principale per questo telescopio si avrà quando si raffredderà. Quando la struttura del telescopio passa dalla temperatura ambiente a queste temperature super-fredde, avremo maggiori stress dalla dilatazione che quelli delle violente vibrazioni durante il lancio," ha detto Geithner.
La fotografa della NASA, Desiree Stover, ha scattato questa foto (Credit: NASA/Desiree Stover) dell'ISIM mentre veniva inserito nella camera per il test. Il cuore del telescopio pesa circa come un elefante. All'interno della sua struttura nera in materiali compositi si trovano quattro strumenti scientifici strettamente compattati e progettati specificatamente per riprendere specifiche informazioni sulla luce proveniente dalla stelle lontane nell'universo.
"Quando abbiamo iniziato qui a Goddard, la struttura ISIM era completamente spoglia," dice Stover che è stato al Goddard per due anni. "Poi abbiamo integrato gli strumenti, assieme con i sistemi di fissaggio, le imbracature e le coperture."
Stringere i bulloni e mettere tutto assieme richiede un team molto preparato. "Quando l'ISIM è stato calato nella camera, all'inizio del test, è stato un momento molto emozionante perché rappresentava una grossa mole di lavoro," ha detto Marc Sansebastian, un tecnico per l'assemblaggio meccanico, integrazione e test. "Dopo che ISIM ci è passato sopra siamo tornati professionali e tecnici perché vi erano milioni di cose che potevano accadere mentre non guardavi."
In ogni momento del giorno, durante il test, nella sala di controllo vi erano rappresentanti dei team di tutti e quattro gli strumenti. Ogni strumento aveva un capo ingegnere, che si assicurava che la prova procedesse bene e analizzava i dati ottenuti. Queste squadre hanno testato le migliaia di connessioni elettriche e i programmi per computer che daranno vita al cuore di Webb. "E' come tenere un auto in garage per l'inverno. Vuoi controllare la macchina per essere sicuro che funzioni ancora," dice Alistair Glasse, scienziato dello strumento Mid-Infrared Instrument (MIRI).
"Quest'anno il tempo (meteo, ndt), è stato fenomenale per il test. Quando il tempo è brutto, quando è umido e quando vi è temporale ecco che arrivano i problemi con la camera," dice Ray Lundquist, Capo Ingegneri dei Sistemi di ISIM. "All'inizio del test, abbiamo avuto un paio di temporali e l'edificio è stato colpito da un fulmine che ha spento tutto il sistema per 30 minuti, ma poi da allora abbiamo avuto tempo buono."
Una volta che il test è terminato, il team ha riportato la temperatura a livelli normali e completato i test funzionali e una serie di analisi dei dati prima di aprire la camera.
"Siamo stati molto fortunati con questo test. Abbiamo lavorato con tutte le squadre differenti. Abbiamo tutti lavorato alternandoci ai turni," dice Drury. "Sono molto impressionato di come tutti siamo andati bene assieme. Abbiamo un sacco di persone disposte a dare una mano."
Il James Webb Space Telescope è il successore scientifico del Telescopio Spaziale Hubble della NASA. Sarà il più potente telescopio spaziale mai costruito. Webb è un progetto internazionale guidato dalla NASA in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Agenzia Spaziale Canadese (CSA).
Per saperne di più sul Webb Telescope, visita: http://www.jwst.nasa.gov/, oppure http://www.nasa.gov/webb.
Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/Chris Gunn) la vista dall'interno della camera a vuoto con il JWST che viene calato al suo interno.

Fonte: NASA

21/10/2014 - La Boeing completa il contratto CCiCap con la NASA -

La Boeing ha completato con successo l'ultimo punto del suo contratto CCiCap (Commercial Crew Integrated Capability) con la NASA. Il completamento del lavoro sotto questo accordo è risultato nella significativa maturazione del sistema di trasporto equipaggi della Boeing, compreso il veicolo spaziale CST-100 e il razzo Atlas 5.
La NASA a luglio ha approvato il punto definito Critical Design Review Board per il sistema di trasporto equipaggi della Boeing, confermando il progetto dettagliato e i piani per i test e le valutazioni su base soddisfacente per procedere con la fabbricazione, assemblaggio, integrazione e test di un veicolo completo.
Questo è il culmine di quattro anni di lavoro di sviluppo della Boeing iniziato quando la compagnia era in collaborazione con la NASA durante il primo turno di accordi per i sistemi di trasporto equipaggi commerciali. A questo punto, i sistemi, i sottosistemi e il progetto integrato del veicolo sono stati completati, assieme ad una serie intensa di prove in galleria del vento dei vari componenti.
La Boeing è una delle otto compagnie che hanno collaborato con la NASA negli ultimi quattro anni per sviluppare un sistema di trasporto adatto agli esseri umani per portarli in orbita bassa terrestre e alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La collaborazione con Boeing inizia nel 2010 quanto la NASA sceglie la compagnia assieme ad altre cinque per la prima fase dello sviluppo degli equipaggi commerciali. Il secondo round dello sviluppo si è tenuto nell'aprile del 2011 ed ha visto la Boeing essere prescelta con il suo veicolo di trasporto CST-100.
L'iniziativa CCiCap, la terza fase di sviluppo, è iniziata nell'agosto del 2012 quando la NASA ha annunciato l'accordo con Boeing per un totale di 460 milioni di dollari per portare avanti il progetto integrato di trasporto. La NASA ha poi aggiunto un ulteriore passo nel 2013, portando il livello totale di investimenti della NASA nel progetto Boeing per il CCiCap a 480 milioni di dollari.
Il contratto ha visto coinvolti il software di volo, comprese le manovre di lancio, aggancio, permanenza in orbita, rientro e manovre di atterraggio. Le squadre di ingegneri della Boeing hanno condotto missioni simulate per portare avanti la pianificazione delle comunicazioni e delle operazioni. Modelli del CST-100 e del veicolo di lancio Atlas sono stati messi alla prova nei tunnel del vento. I propulsori di aborto e di manovra sono stati fatti funzionare e sono stati svolti tutti i lavori per portare il progetto della nave spaziale e del modulo di servizio alle modifiche richieste per essere capaci di sostenere degli esseri umani attraverso l'esistente razzo vettore Atlas 5 della United Launch Alliance.
La progettazione dei sistemi di terra comprendeva anche le modifiche al sito di lancio in modo da permettere l'accesso degli astronauti e del personale di appoggio. Sono stati inoltre concepiti, revisionati, testati ed approvati i dettagli di atterraggio e recupero. Tutti questi lavori hanno assicurato che il sistema di trasporto equipaggi della Boeing sia maturato quanto basta per arrivare alla costruzione del primo veicolo di volo.
La prossima ed ultima fase dello sviluppo degli equipaggi commerciali è stata annunciata recentemente con l'aggiudicazione dei contratti CCtCap (Commercial Crew Transportation Capability) a Boeing e SpaceX. Con questi nuovi contratti l'obiettivo della NASA di un sistema di trasporto equipaggi di tipo commerciale nel 2017 permetterà il ritorno alla capacità di lancio dei propri astronauti dal suolo Americano verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) utilizzando navi spaziali costruite privatamente.
Nell'illustrazione (Credit: NASA) un rendering al computer di un veicolo spaziale con equipaggio CST-100 sulla sommità di un razzo Atlas 5 in rampa di lancio.

Fonte: Parabolic Arc

Nell'immagine (Credit: SpaceX) il logo della missione CRS-4 della SpaceX.

21/10/2014 - Rinviato il ritorno del Dragon della SpaceX dalla ISS -

Il mare grosso nell'Oceano Pacifico terrà la capsula cargo Dragon della SpaceX ancora nello spazio alcuni giorni in più di quanto previsto, con il rientro del veicolo spaziale non pilotato sulla Terra, previsto ora per sabato, carico di campioni risultati delle ricerche eseguite a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
La NASA ha detto lunedì che l'atterraggio era previsto per giovedì con la zona di ammaraggio nell'Oceano Pacifico al largo di Baja California, ma i responsabili hanno preferito rinviare il ritorno a sabato a causa del mare agitato nella zona.
Ormeggiato al modulo Harmony fin dallo scorso 23 settembre, il cargo della SpaceX, ha consegnato quasi 2.270 kg di rifornimenti ed esperimenti, compresa una stampante 3D, batterie di ricambio per le tute spaziali, un piccolo dispensatore di satelliti e uno strumento della NASA del costo di 26 milioni di dollari per aiutare i meteorologi a studiare l'intensificazione degli uragani.
Nel suo viaggio verso la Terra, la cabina pressurizzata del veicolo spaziale conterrà campioni di sangue, urine e saliva congelata, assieme agli ambienti con 10 roditori, le piante cresciute sulla stazione spaziale, campioni di materiali, esperimenti degli studenti, fotocamere e altre attrezzature prescelte per il rientro sulla Terra al fine di essere ispezionate e ripristinate.
Nel viaggio di ritorno del Dragon vi saranno a bordo approssimativamente 1.500 kg di materiale della stazione imbarcati dagli astronauti.
Il cargo della SpaceX è il solo veicolo spaziale capace di riportare a Terra un significativo quantitativo di materiale. Le capsule russe Soyuz possono atterrare con poco carico e gli altri veicoli di rifornimento alla stazione della Orbital Sciences Corp, della Russia, dell'Europa e del Giappone sono progettate per bruciare durante il rientro e fungere da smaltimento rifiuti.
Guidato dal centro controllo missione, nelle prime ore di sabato il braccio robotico della stazione afferrerà la capsula cargo Dragon e la toglierà dal boccaporto del modulo Harmony che guarda verso la Terra.
Gli astronauti Reid Wiseman e Barry 'Butch' Wilmore controlleranno il rilascio dal braccio robotico del Dragon previsto per le 9:56 a.m. EDT (le 15:56 ora italiana) di sabato.
I propulsori Draco del veicolo cargo Dragon eseguiranno tre accensioni per lasciare le vicinanze della stazione spaziale e poi il veicolo chiuderà e fisserà saldamente lo sportello del suo vano di navigazione prima di iniziare l'accensione finale di uscita dall'orbita, fissata per le 2:43 p.m. EDT (le 20:43 ora italiana).
L'astronave sgancerà la sezione non pressurizzata dotata dei pannelli solari che alcuni minuti dopo inizierà a bruciare al rientro nell'atmosfera mentre il modulo principale ricoperto di uno speciale scudo termico ablativo sviluppato dalla NASA e dalla SpaceX, sosterrà la temperatura di quasi 1.650° Celsius mentre si avvicinerà a velocità ipersonica alla zona di atterraggio al largo di Baja California.
I due paracadute di frenata verranno aperti quando la capsula scenderà sotto i 13.700 metri di altezza e poi i tre paracadute principali, del diametro di 35 metri, verranno aperti per rallentare la discesa del veicolo fino a 16 km/h per l'ammaraggio previsto alle 3:39 p.m. EDT (le 21:39 ora italiana).
Un team navale si troverà in attesa della capsula nell'Oceano Pacifico e la trasporterà fino al porto di Long Beach, California, dove la SpaceX passerà i campioni più delicati alla NASA per la consegna ai gruppi scientifici in attesa in tutto il mondo.
L'ammaraggio del Dragon segnerà la fine del quarto volo commerciale di rifornimento della SpaceX alla stazione spaziale, iniziato con un lancio notturno il 21 settembre a bordo di un razzo Falcon 9 da Cape Canaveral.
La prossima missione cargo della SpaceX verso il laboratorio orbitante è prevista per il lancio attorno al 9 dicembre.
La Orbital Sciences, l'altro fornitore di trasporto merci per la NASA, sta preparando la sua terza missione operativa alla stazione spaziale con il decollo previsto, al più presto, per il 27 ottobre.
Nella foto (Credit: SpaceX) il veicolo cargo Dragon CRS-4 ormeggiato alla ISS. Nell'immagine in alto (Credit: SpaceX) il logo della missione CRS-4 della SpaceX.

Fonte: Spaceflight Now

21/10/2014 - Un razzo Proton mette in orbita satellite per telecomunicazioni -

La Russia ha lanciato martedì un satellite per telecomunicazioni della serie Express a bordo di un razzo vettore Proton-M dal centro spaziale di Baikonur, nel Kazakhstan, lo ha annunciato l'Agenzia Spaziale Federale Roscosmos.
"Il decollo è avvenuto alle 7:09 p.m. ora di Mosca (le 17:09 ora italiana)," ha detto un portavoce di Roscosmos alla RIA Novosti.
"La separazione del satellite dallo stadio superiore Briz-M è avvenuta alle 4:31 a.m. ora di Mosca del 22 ottobre (le 2:31 ora italiana)," ha confermato in seguito la Roscosmos.
Basato sulla piattaforma di classe pesante Express-2000, il veicolo spaziale avrà una vita operativa di 15 anni ed è dotato di 11 antenne e 72 trasmettitori in banda C. Ku, Ka e L, secondo quanto comunicato dalla compagnia russa Reshetnev, che ha progettato e costruisce i satelliti della serie Express.
Il satellite per telecomunicazioni Express-AM6 verrà gestito dalla RSCC (Compagnia Russa di Comunicazioni via Satellite) che fornirà una serie di servizi di comunicazione e trasmissione per il territorio russo.
Quello di oggi era il 65esimo lancio orbitale del 2014, il 63esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: RIA Novosti. Oleg Urusov) il momento del decollo del vettore russo Proton con il satellite per telecomunicazioni Express-AM6.

Fonte: RIA Novosti

20/10/2014 - Il Sole ha emsso un potente brillamento di classe X -

Il Sole ha emesso un significativo brillamento il 19 ottobre 2014 con il suo picco alle ore 1:01 a.m. EDT (le 7:01 ora italiana). Il Solar Dynamics Observatory della NASA, che osserva costantemente il Sole, ha ripreso questa immagine (Credit: NASA/Solar Dynamics Observatory) dell'evento nella lunghezza d'onda dell'ultravioletto estremo a 131 Angstroms - una lunghezza d'onda che si può vedere grazie all'estremo calore del brillamento e che è tipicamente colorata di verde-acqua.
Questo brillamento è stato classificato come X1.1. La classe X denota i brillamenti più intensi, mentre il numero fornisce maggiori informazioni sulla sua forza. Un brillamento X2 è il doppio più intenso di uno X1 e un X3 è tre volte più intenso.
I brillamenti solari sono potenti emissioni di radiazioni. Le letali radiazioni di un brillamento non possono superare l'atmosfera terrestre ed avere effetti fisici sugli esseri umani al suolo ma, quando abbastanza intensi, possono disturbare lo strato atmosferico dove viaggiano i segnali di comunicazione e dei GPS.

Fonte: NASA

20/10/2014 - La Cina invia un nuovo satellite di sorveglianza in orbita -

La Cina ha inviato lunedì un satellite di sorveglianza in orbita. Il decollo del razzo Lunga Marcia 4C con il satellite Yaogan 22 è avvenuto dal centro spaziale Taiyuan e lo scopo è quello di espandere la rete di veicoli spaziali di sorveglianza e intelligence del Paese asiatico.
Il razzo CZ-4C è decollato alle 2:31 p.m. ora di Pechino (le 8:31 ora italiana) dalla piattaforma di lancio LC901 del complesso LC9 della base situata nella provincia settentrionale cinese di Shanxi. La Cina non aveva annunciato in anticipo il lancio, un'abitudine per quasi tutti i voli spaziali della Cina.
Secondo i dati di tracciamento dello Space Surveillance Network dell'U.S. Air Force, il satellite sarebbe stato immesso su un'orbita alta 1.200 km con inclinazione di circa 100° sull'equatore.
"Il satellite verrà utilizzato per esperimenti scientifici, sorveglianza delle risorse naturali, stima della crescita dei raccolti e monitoraggio dei disastri," ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
Invece, secondo gli analisti occidentali, i satelliti della serie Yaogan Weixing conducono sorveglianza globale con un carico utile che permette la ripresa di immagini ad alta risoluzione per le autorità militari e di intelligence cinesi.
Il lancio di Yaogan 22 è molto simile ai precedenti lanci del dicembre 2009, maggio 2012 e novembre 2013, che hanno utilizzato lo stesso tipo di razzo vettore, la stessa struttura di lancio e messo il satellite quasi nella stessa identica orbita. Il nome 'Yaogan' potrebbe essere una copertura per le missioni di satelliti spia della Cina.
Quello di lunedì segna il settimo lancio spaziale cinese del 2014, il 64esimo lancio orbitale dell'anno ed il 62esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Xinhua/Wang Xiao) il momento del lancio del vettore Lunga Marcia-4C (Chang Zheng-4C) con il satellite Yaogan 22 a bordo.

Fonti: Spaceflight Now - Nasaspaceflight - Space Launch Report

Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./ASU/TAMU) il rover Opportunity ha scattato questa foto della cometa Siding Spring 
nel cielo di Marte.

20/10/2014 - Su Marte superato con successo l'incontro con la cometa Siding Spring -

Una flotta di veicoli spaziali orbitanti attorno a Marte erano in prima fila per un avvenimento storico nella storia dello spazio, e sono sopravvissute per raccontarlo, dando agli scienziati una prima occhiata ad una nuova cometa proveniente dalla nube di primordiali mini-mondi che si trovano ai confini del Sistema Solare.
Tutte e cinque le sonde operanti attorno a Marte hanno ripreso regolarmente domenica i collegamenti con la Terra dopo il sorvolo ravvicinato (flyby) della cometa C/2013 A1 - conosciuta anche come Siding Spring - a 139.500 km dal Pianeta Rosso, una mancata collisione in termini cosmici.
La sonda Odyssey, il Mars Reconnaissance Orbiter e l'appena arrivata MAVEN, tutte della NASA, hanno sfruttato questa possibilità più unica che rara di riprendere immagini e dati della cometa e dei suoi effetti sul Pianeta Rosso. Anche la sonda Mars Express dell'ESA e la MOM indiana sono sopravvissute indenni al passaggio della cometa.
Con la sua fotocamera telescopica ad alta risoluzione, MRO ha ripreso la migliore immagine finora della Siding Spring, catturando le prime immagini di una cometa di lungo periodo che arriva nel Sistema Solare interno.
La fotocamere HiRISE di MRO, gestita dagli scienziati dell'Università dell'Arizona, hanno scattato un'immagine della Siding Spring da una distanza di 138.000 km. Questa mostra il nucleo della cometa, un nucleo di ghiaccio e roccia, che potrebbe essere più piccolo di quanto previsto. L'immagine ha una scala di soli 138 metri per pixel e il nucleo sembra riempire solo due o tre pixel più luminosi, probabilmente corrispondenti al nucleo.
Le osservazioni telescopiche avevano stimato il nucleo della cometa di circa un km di diametro ma le immagini di HiRISE mostrano che potrebbe essere circa la metà di quella stima. Gli scienziati dicono che la Siding Spring sta compiendo il suo primo passaggio vicino al Sole dopo aver trascorso milioni di anni bloccata nei confini congelati del Sistema Solare, una regione conosciuta come Nube di Oort, il punto più lontano, quasi un anno luce di distanza, dove arriva l'influenza del campo gravitazionale del Sole.
La cometa Siding Spring, come tutti gli altri corpi congelati confinati nella Nube di Oort, sono i resti della formazione del Sistema Solare, dove la polvere e la roccia si sono aggregate formando i pianeti. A causa di un effetto gravitazionale di uno dei pianeti esterni l'orbita della cometa è stata influenzata ed ha iniziato il suo lunghissimo viaggio fino al Sistema Solare interno.
Lo studio di una cometa di questo tipo, che fa visita per la prima volta nei nostri paraggi, ha un'importanza eccezionale per gli scienziati permettendogli di studiare un corpo celeste rimasto immutato fin dalla formazione del nostro Sistema Solare. E' come poter guardare indietro e 4,5 miliardi di anni fa.
Sebbene la cometa sia passata a migliaia di km di distanza dal pianeta, i funzionari erano preoccupati dell'impatto delle particelle che formano la coda di Siding Spring e che viaggiano alla velocità relativa di quasi 200.000 km/h, o 56 km al secondo. L'impatto di un solo piccolo granello di polvere con una delle sonde in orbita avrebbe potuto avere effetti distruttivi ed è per questo che la NASA ha predisposto un piano per far si che le sonde si trovassero dietro al pianeta nel momento di massimo avvicinamento della cometa. Anche i due robot semoventi che si trovano in funzione sulla superficie di Marte, Opportunity e Curiosity, sebbene non in pericolo perché protetti dall'atmosfera del pianeta, erano programmati per eseguire riprese della cometa.
La NASA ha rilasciato lunedì un'immagine, ripresa con la fotocamera panoramica di Opportunity, nella quale si vede la cometa nel cielo di Marte.
Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona) due immagini del nucleo della cometa Siding Spring ripresa dalla fotocamera HiRISE della sonda MRO della NASA, in orbita attorno a Marte. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./ASU/TAMU) il rover Opportunity ha scattato questa foto della cometa Siding Spring nel cielo di Marte.

Fonti: Spaceflight Now - NASA - Alive Universe Images

18/10/2014 - Per la ISS verrà sviluppato un veicolo per il rientro rapido dei campioni sulla Terra -

La Intuitive Machines in collaborazione con la NASA è stata scelta dal CASIS (Center for the Advancement of Science in Space) per lo sviluppo del Terrestrial Return Vehicle (TRV) che permetterà a richiesta, il rientro rapido degli esperimenti dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) Laboratorio Nazionale.
Attraverso questo servizio commerciale, la Intuitive Machines permetterà ai ricercatori di avere regolarmente e rapidamente il ritorno di piccole quantità di campioni di esperimenti e di componenti dalla ISS verso la Terra.
Le tempistiche di invio di campioni critici o deperibili sono essenziali per la riuscita di nuove ed eccitanti ricerche a bordo del Laboratorio Nazionale ISS. Attualmente, il rientro e ritorno dei risultati di esperimenti dalla ISS sono ristretti a solo un paio di volte l'anno e richiedono un lungo processo di pianificazione. A differenza di questo, le prestazioni del TRV di Intuitive Machines permetterà opportunità di invio più frequenti con la consegna, entro lo stesso giorno, di campioni dalla ISS ai laboratori di ricerca.
Intuitive Machines fornirà questo servizio a una vasta gamma di utenti come scienziati, accademici, commerciali e governativi. Questa nuova capacità permetterà di incrementare l'utilizzo della ISS come laboratorio nazionale e migliorerà le opportunità di commercializzazione degli esperimenti per il beneficio terrestre.
Il primo volo di un TRV dalla ISS è previsto per il 2016.
"La Stazione Spaziale Internazionale (ISS), con i suoi unici laboratori e l'equipaggio in microgravità, permette le ricerche su una vasta serie di discipline dalla fisica alla biologia. Questa capacità di rientro di piccoli carichi utili fornirà condizioni controllate e scelte flessibili per le analisi di campioni nei tempi prestabiliti. Il team scientifico sarà in grado di aggiustare in modo più efficiente i parametri degli esperimenti in risposta ai risultati, offrendo risultati unici e correggendo i problemi incontrati," ha detto il professor David Wolf, scienziato ricercatore ed ex-astronauta.
Come parte di questa nuova impresa la Intuitive Machines sarà responsabile dell'intero progetto e certificazione del veicolo di rientro, così come dei servizi di rientro dei carichi utili agli utenti. CASIS fornirà l'integrazione di TRV nel veicolo commerciale di lancio per l'accesso alla ISS, così come dei servizi operativi in orbita.
Il TRV sarà progettato per rimanere in deposito nel volume abitato della ISS e poi rilasciato su richiesta dal boccaporto del Japanese Experiment Module (JEM) per mezzo del meccanismo di spinta Cyclops con l'assistenza del Robotic Manipulator System del JEM. Il veicolo sarà fornito di sistemi di propulsione e controllo di volo, con i quali potrà eseguire le manovre propulsive di uscita dall'orbita, guida e rientro, e discesa nell'atmosfera terrestre.
Il rapporto tra portanza e resistenza dello scafo di TRV permette una capacità di crociera maggiore rispetto alle capsule e quindi un maggior numero di opportunità di atterraggio con un ridotto carico di g.
A bordo di TRV vi saranno tutti i sotto-sistemi necessari per proteggere il carico utile durante il ritorno e la consegna in un luogo preciso di atterraggio come, ad esempio, il fondo di un lago prosciugato, dove potrà essere rapidamente recuperato.
Una volta recuperato, il carico utile verrà rimosso dal TRV e consegnato agli utenti.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) un TRV nella fase di rientro dalla ISS verso la Terra.

Fonte: Intuitive Machines

Nella foto (Credit: ESA–N. Imbert-Vier, 2014) la cerimonia della firma dei contratti per MetOp-SG.

18/10/2014 - L'Europa si assicura la prossima generazione di satelliti meteorologici -

Il 16 ottobre sono stati siglati i contratti per la costruzione di tre paia di satelliti MetOp di Seconda Generazione, assicurando così la continuità delle informazioni essenziali per le previsioni meteorologiche essenziali e per il monitoraggio climatico per i decenni a venire.
MetOp-SG è un programma in cooperazione fra ESA e Eumetsat, l'organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici.
Questi nuovi satelliti offriranno miglioramenti e continuità con gli attuali MetOp, la principale fonte odierna di dati meteo globali.
Comprendendo sei satelliti in totale, la missione è basata su un paio di satelliti che trasportano differenti strumenti in modo da fornire informazioni meteorologiche complementari.
I satelliti della serie A saranno equipaggiati con ricevitori atmosferici così come fotocamere ottiche e infrarosse, mentre quelli di serie B si concentreranno sui sensori di microonde.
Dopo che era stato firmato un primo documento presso il Berlin Air Show all'inizio dell'anno, il contratto completo per la costruzione dei sei satelliti MetOp-SG è stato siglato dall'ESA e dalla Airbus Defence and Space.
La cerimonia si è tenuta nella sede principale di ESA, a Parigi, in Francia, dove erano presenti Geneviève Fioraso, il Ministro francese per l'educazione e la ricerca e il Directore Generale di Eumetsat, Alain Ratier.
Airbus Defence and Space France ha ora preso il ruolo di primo appaltatore per i satelliti A e l'Airbus Defence and Space Germany di quelli B. Sebbene i differenti satelliti saranno sviluppati e costruiti rispettivamente a Tolosa, in Francia e a Friedrichshafen, in Germania, un largo consorzio di molte compagnie europee verrà coinvolto sotto la guida di Airbus Defence and Space.
Volker Liebig, Direttore dei Programmi di Osservazioni della Terra di ESA, ha detto, "Questi contratti segnano un importante pietra miliare nel mantenere la guida dell'Europa sullo sviluppo dei sistemi meteorologici e per la fornitura di previsioni meteo e di servizi di monitoraggio."
"I satelliti MetOp-SG continueranno e incrementeranno le osservazioni essenziali dall'orbita polare che sono necessarie per le previsioni meteo numeriche." Alain Rarier sottolinea, "La firma dei contratti MetOp-SG è un nuovo segnale nella nostra cooperazione altamente di successo con ESA."
"I satelliti MetOp-SG miglioreranno tutte le osservazioni della prima generazione di MetOp e, inoltre, potranno osservare le precipitazioni e le nuvole cirri. Questo migliorerà ulteriormente le previsioni meteo e il monitoraggio del clima dallo spazio in Europa e nel resto del mondo.
"I MetOp-SG porteranno la cooperazione di grande successo con ESA fino alla prossima decade. I satelliti costituiranno la vera pietra miliare per un sistema innovativo che porterà i benefici dal 2022 in avanti con ulteriore miglioramento delle previsioni."
Come sforzo cooperativo, l'ESA finanzia lo sviluppo dei primi satelliti e fornisce quelli successivi a nome di Eumetsat. Eumetsat poi finanzierà i satelliti gemelli, svilupperà il segmento di terra, gestirà i satelliti e il processamento dei dati.
Come per la prima generazione, i satelliti forniranno agli utenti cruciali informazioni sulle temperature atmosferiche e dei profili delle acque, la scoperta delle nubi e la loro analisi, le temperature superficiali marine e i venti, l'estensione dell'aerosol, le tracce di gas e della qualità dell'aria.
I nuovi strumenti osserveranno maggiori frequenze e spettri che permetteranno la raccolta di nuove misurazioni ambientali,
Inoltre, la seria A trasporterà gli strumenti Copernicus Sentinel-5 a nome della Commissione Europea. Sentinel-5 comprende cinque 'spettrometri' per l'ultravioletto e le onde corte infrarosse, per monitorare la composizione atmosferica e supportare le previsioni sulla qualità dell'aria.
Ogni satellite verrà lanciato separatamente. Ci si immagina che il primo satellite A verrà lanciato nel 2021, seguito dal primo B nel 2022.
I satelliti MetOp-SG orbiteranno la Terra ad una quota media di 831 km su un'orbita polare che permetterà la copertura globale del pianeta.
Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA–P. Carril) due satelliti della serie MetOp-SG in orbita terrestre. Nella foto in alto a sinistra (Credit: ESA–N. Imbert-Vier, 2014) la cerimonia della firma dei contratti per MetOp-SG. Alla firma era presente anche il Direttore Generale dell'ESA, Jean-Jacques Dordain (nella foto seduto a destra).

Fonte: ESA

18/10/2014 - Un corpo nuovo per New Horizons -

Non è neppure giunto a destinazione, ma gli hanno già trovato un’altra commissione da sbrigare. Sbirciando nelle propaggini del Sistema Solare, il Telescopio Spaziale Hubble ha scoperto tre oggetti della Fascia di Kuiper (in breve KBO, Kuiper Belt Object) che la sonda spaziale New Horizons potrebbe potenzialmente visitare dopo avere esplorato Plutone, dove giungerà nel luglio 2015.
La Fascia di Kuiper è un vasto anello di detriti primordiali che circonda il nostro Sistema Solare. I KBO appartengono a una classe unica di oggetti del Sistema Solare, mai visitati da sonde spaziali e considerati come scrigni ancestrali contenenti preziosi indizi sull’origine del nostro sistema planetario.
A differenza degli asteroidi “classici”, i KBO non sono mai stati riscaldati dal Sole. Per questo motivo gli scienziati pensano che rappresentino un campione incontaminato – se si vuole, un’istantanea congelata – di come era fatto il Sistema Solare esterno subito dopo la sua nascita, 4,6 miliardi anni fa. I KBO scovati da Hubble sono circa 10 volte più grandi di una tipica cometa, ma solo l’1-2 per cento delle dimensioni di Plutone.
Dall’aggregazione di KBO simili a questi, secondo gli scienziati, prendono origine i pianeti nani, come Plutone o come Haumea, Makemake ed Eris, scoperti nell’ultimo decennio.
Il team di New Horizons ha iniziato a cercare KBO idonei nel 2011 con alcuni dei più grandi telescopi terrestri, trovandone sì diverse dozzine, ma nessuno raggiungibile con la riserva di carburante disponibile a bordo della sonda spaziale. "Avevamo seriamente iniziato a preoccuparci di non trovare niente di adatto. Fortunatamente, alla fine il telescopio spaziale è venuto in nostro aiuto," ha detto John Spencer del Southwest Research Institute in Colorado, membro del team scientifico di New Horizons. "Abbiamo tirato un enorme sospiro di sollievo quando abbiamo trovato KBO adeguati nelle immagini di Hubble. Siamo al settimo cielo per questa scoperta."
Per la squadra di New Horizons è stato come cercare un ago nel pagliaio, perché i KBO sono estremamente piccoli, deboli e difficili da distinguere sul tappeto particolarmente folto di stelle nella costellazione del Sagittario che fa attualmente da sfondo a Plutone. I tre KBO individuati sono ciascuna a oltre un miliardo e mezzo di chilometri oltre Plutone; due sono stimati essere grandi attorno alla cinquantina di chilometri, mentre il terzo si dovrebbe assestare sui 25 chilometri.
Il team ha identificato un KBO che è 'assolutamente raggiungibile', mentre il giudizio sugli altri due KBO 'potenzialmente accessibili' è ancora sospeso perché richiedono un tracking di diversi mesi per sapere se si trovano su un’orbita compatibile con l’autonomia residua di New Horizons dopo la sua missione principale, il tour del sistema plutoniano.
Ecco il KBO 'assolutamente raggiungibile', grande qualche decina di chilometri e denominato 1110113Y o 'PT1' (da Potential Target 1), individuato grazie ad esposizioni multiple effettuate dal Telescopio Spaziale Hubble, che permettono di distinguerlo dall’affollato campo di stelle retrostante. (Credit: NASA, ESA, SwRI, JHU/APL, New Horizons KBO Search Team).
La sonda New Horizons, lanciata nel 2006 dalla Florida, è la prima missione del programma NASA New Frontiers. Una volta che una missione della NASA completa la sua missione principale, l’agenzia conduce un’approfondita revisione tecnica e scientifica per determinare se può essere garantita l’estensione delle operazioni. Il team di New Horizons prevede di presentare una proposta alla NASA a fine 2016 per estendere la missione e volare fino a uno dei KBO di nuova identificazione. Se tale proposta verrà accettata, la sonda New Horizons raggiungerà nel suo punto più lontano la distanza di oltre 6 miliardi e mezzo di chilometri dal Sole, circa tre o quattro anni dopo l’incontro con Plutone del luglio 2015. Non resta che attendere, fiduciosi, il primo incontro ravvicinato con i misteriosi 'oggetti' della Fascia di Kuiper.

Fonti: INAF News - NASA

17/10/2014 - I test di rientro della SpaceX potranno aiutare la NASA con i futuri atterraggi su Marte -

La NASA è riuscita con successo a riprendere immagini termiche di un razzo Falcon 9 della SpaceX mentre discendeva dopo il suo lancio avvenuto a settembre dalla Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida. I dati di queste immagini termiche potrebbero fornire importanti informazioni per le future missioni sulla superficie di Marte.
"Dato che le tecnologie richieste per far atterrare grandi carichi su Marte sono significativamente differenti da quelle utilizzare qui sulla Terra, gli investimenti in queste tecnologie sono cruciali," ha detto Robert Braun, capo studioso del progetto PDT (Propulsive Descent Technologies) della NASA e professore presso la Georgia Institute of Technology di Atlanta. "Questo è la prima serie di dati in alta fedeltà che mostrano un razzo che accende i propulsori nella direzione del moto mentre viaggia a velocità supersoniche in condizioni simili a quelle di Marte. Le analisi di questi dati unici permetteranno agli ingegneri di sistema di estrarre importanti lezioni per l'applicazione e infusione della retro-propulsione nelle future missioni NASA."
La NASA ha dotato due aerei di avanzata strumentazione per documentare il rientro del primo stadio del razzo. Il primo stadio è la parte del razzo che viene accesa al decollo e brucia per tutto il tempo dell'ascesa del razzo fino all'esaurimento del propellente, ed a questo punto viene scaricato dal secondo stadio e rientra verso la Terra. Durante questo ritorno, o discesa, la NASA ha catturato delle immagini infrarosse ad alta definizione e monitorato i cambiamenti nella scia di fumo mentre i motori venivano accesi e spenti.
"La NASA è interessata nella costruzione di capacità di entrata, discesa ed atterraggio su Marte e le operazioni sperimentali della SpaceX per il sistema di trasporto riutilizzabile permettono l'acquisizione di questi dati a basso costo, senza dover dedicare un progetto di volo proprio," ha detto Charles Campbell, project manager di PDT presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, Texas.
Il team SCIFLI (Scientifically Calibrated In-Flight Imagery) della NASA di stanza presso il Langley Research Center della NASA ad Hampton, Virginia, aveva i propri occhi, telecamere e telescopi per inseguire il Falcon con l'aiuto di due aerei a lungo raggio forniti alla NASA dalla U.S. Navy.
Un WB-57 della NASA, un velivolo a doppio jet per le ricerche in alta quota, decollato dal Johnson era stato equipaggiato con un sistema ottico infrarosso a lungo raggio utilizzato per riprendere queste immagini. Si tratta di uno speciale sistema di telecamera, posto sul muso del WB-57, che può muoversi e seguire il soggetto. Queste riprese vengono registrate in alta definizione a colori e nell'infrarosso.
Un NP-3D Orion della Navy dell'Air Test and Evaluation Squadron-30 di stanza presso la Naval Air Systems Command Weapons Division di Point Mugu, California, era dotato di un sistema ottico infrarossi a lungo raggio ed anch'esso ha ripreso immagini termiche del lancio.
Il giorno del lancio, il WB-57 e l'NP-3D Orion hanno raggiunto le loro zone di osservazione situate a circa 80 km dalla traiettoria prevista dal razzo. Dopo il lancio, il razzo ha emesso abbastanza energia termica da permettere alle telecamere all'infrarossi degli aerei di puntarlo. Entrambi gli equipaggi di volo hanno lavorato per ottenere i dati della discesa a velocità supersonica del primo stadio al largo delle coste della Georgia.
"Grazie alla nostra collaborazione con la SpaceX siamo stati in grado di accedere ai dati di prova del mondo reale sul progetto avanzato di uno stadio a razzo e della retro-propulsione," ha detto Michael Gazarik, amministratore associato NASA per la Space Technology presso la sede principale della NASA a Washington."Attraverso questa collaborazione possiamo risparmiare milioni di dollari dei contribuenti che altrimenti sarebbero stati spesi per sviluppare test e razzi entro l'agenzia. Questo è un altro grande esempio che la collaborazione con le compagnie commerciali americane con la NASA ci permetterà di raggiungere gli obiettivi esplorativi futuri."
Questa ricerca e gli sforzi tecnologici sono finanziati dal programma Game Changing Development della NASA per lo Space Technology Mission Directorate (STMD). STMD costruisce, prova e fa volare le tecnologie necessarie per le missioni aerospaziali del domani e continua a sollecitare l'aiuto delle migliori e luminose menti nel campo accademico, industriale e governativo per trainare l'innovazione e permettere soluzioni in vari importanti campi tecnologici. Questi investimenti pianificati rispondono alle sfide altamente prioritarie per raggiungere un'esplorazione dello spazio profondo sicura e conveniente.
Per ulteriori informazioni sulla Space Technology Mission Directorate della NASA, visitate: http://www.nasa.gov/spacetech. Nell'immagine, tratta dal video visibile al sito della fonte, (Credit: NASA) l'immagine termica del primo stadio del Falcon 9 di SpaceX mentre esegue la discesa propulsiva controllata, lo scorso 21 settembre.

Fonte: NASA

17/10/2014 - La Lockheed Martin starebbe lavorando a un reattore a fusione compatto -

Fra lo scetticismo della maggior parte dei fisici nucleari mondiali, la Lockheed Martin, una delle principali aziende mondiali nel campo militare e spaziale, ha dichiarato che un suo team sta lavorando ad un reattore a fusione nucleare compatto il cui prototipo potrebbe essere pronto entro cinque anni e la commercializzazione entro dieci.
La LM dichiara che il suo reattore a fusione compatto potrebbe essere dieci volte più piccolo di quelli attualmente allo studio e quindi potrebbe tranquillamente stare nel rimorchio di un camion, dentro un palazzo, a bordo di una nave e, infine, su un veicolo spaziale.
L'utilizzo in campo spaziale potrebbe permettere, sempre secondo la LM, di viaggiare fino a Marte in un solo mese contro i sei attuali.
La fusione nucleare, a differenza della fissione che alimenta le centrali nucleari fin dagli anni '50, prevede il riscaldamento di un gas e di separare i suoi ioni ed elettroni. Una volta raggiunto un numero sufficiente di ioni, possono essere fatti scontrare gli uni contro gli altri fino a fondersi assieme. Quando questo accade vi è una liberazione di molta energia - circa un milione di volte più potente di una reazione chimica e 3/4 volte quella di una reazione di fissione.
La fusione nucleare è il processo per il quale funziona il nostro Sole. L'idea della LM è di riprodurre quel processo all'interno di un compatto campo magnetico e rilasciare l'energia in modo controllato per produrre energia che possiamo utilizzare.
Con alle spalle oltre 60 anni di ricerca sulla fusione, il laboratorio Skunk Work della Lockheed Martin si è avvicinata alla fusione compatta in modo nuovo. Questa idea usa una frazione della pressione del campo magnetico o tutto il suo potenziale, in modo da poter ridurre l'apparecchiatura di 10 volte nei confronti dei progetti precedenti.
Ad esempio, un reattore piccolo abbastanza da entrare sul rimorchio di un camion potrebbe fornire abbastanza energia per una piccola città di 100.000 abitanti.
Se questo 'spot' della LM fosse basato su fatti concreti potremmo trovarci di fronte ad un salto tecnologico inimmaginabile. Ora non resta da vedere che cosa accadrà e se la notizia si rivelerà con solide fondamenta o meno. Intanto alcuni fisici fanno notare che non vi sono pubblicazioni scientifiche a riguardo da parte degli scienziati che lavorano al progetto della LM, e questo mette seriamente in dubbio le loro affermazioni non suffragandole da cifre, dati, numeri.
Nella foto (Credit: Lockheed Martin) uno scienziato della LM al lavoro nel progetto del reattore a fusione compatto.

Fonti: Lockheed Martin - Le Scienze

Nella foto (Credit: Boeing) l'X-37B al termine della missione OTV-3 con il personale di terra.

17/10/2014 - L'X-37B è tornato sulla Terra dopo quasi due anni di missione -

Lo spazio-plano X-37B dell'Air Force degli Stati Uniti è rientrato sulla Terra dopo aver trascorso quasi due anni in una missione orbitale segreta.
Lo spazio-plano X-37B ha toccato la pista della base dell'aeronautica di Vandenberg, in California, giovedì 17 ottobre alle 9:24 ora del Pacifico (le 18:24 ora italiana), concludendo una missione iniziata nel dicembre del 2012 e che ha visto il veicolo senza equipaggio girare attorno alla Terra per un record di 675 giorni.
Alcuni osservatori sul posto hanno potuto vedere le fasi finali dell'atterraggio del veicolo spaziale descrivendolo come tranquillo ed aggiungendo che non vi erano segni visibili di danni alle piastrelle dello scudo termico dello scafo. Il veicolo appariva abbastanza pulito, tranne alcune ombre scure nella parte finale dei portelli del vano di carico al lato della fusoliera prima delle ali.
"Sono estremamente fiera del nostro team che ha eseguito questo terzo atterraggio in completa sicurezza," ha detto il Colonnello Keith Balts, comandante del 30esimo Space Wing, che ha la sede principale a Vandenberg, in un documento. "Tutti coloro che si trovavano alle console operative, ai manager del campo di aviazione fino agli ingegneri civili devono essere orgogliosi di questa missione unica e di come hanno svolto in modo eccellente la sua esecuzione."
Che cosa lo spazio-plano abbia fatto in tutto questo lungo tempo rimane oscuro; i dettagli delle missioni degli X-37B - compreso il loro carico utile in orbita - sono ufficialmente classificate.
L'X-37B assomiglia ad una versione in miniatura dello Space Shuttle della NASA, ora in pensione. Proprio come lo Shuttle, lo spazio-plano robotico viene lanciato verticalmente e, quando ha completato la missione nello spazio, ritorna atterrando su una pista aeroportuale.
L'X-37B è lungo circa 8,8 e alto 2,9 metri con un'apertura alare di 4,6 metri ed un vano di carico delle dimensioni di un pianale di un pick-up. L'U.S. Air Force possiede due spazio-plani X-37B, entrambi costruiti dalla divisione Phantom Works della Boeing. Questi due veicoli alimenti da pannelli solari hanno volato un totale di tre missioni, conosciute come OTV-1, OTV-2 e OTV-3 (OTV sta per Orbital Test Vehicle).
L'OTV-1 venne lanciato nell'aprile del 2010 e atterrò nel dicembre di quell'anno, rimanendo 225 giorni in orbita. OTV-2, che impiegò un differente X-37B, decollò nel marzo del 2011 e orbitò attorno alla Terra per 469 giorni. OTV-3 ha superato questo record di longevità di oltre 200 giorni, decollando l'11 dicembre 2012 e inviando lo stesso veicolo di OTV-1 nello spazio per 22 mesi.
La segretezza che avvolge le missioni ha scatenato le fantasie degli appassionati che hanno immaginato che il veicolo potrebbe testare armi spaziali, catturare o disabilitare satelliti di altre nazioni. L'Air Force ha insistito che questi non sono i suoi scopi e che l'X-37B è soltanto un banco di prova tecnologico spaziale.
Gli osservatori amatoriali di satelliti hanno rivelato che l'X-37B ha volato in relativa orbita bassa a circa 350 km di quota con inclinazione da 43,5° di latitudine Nord a 43,5° di latitudine Sud.
Fonti ufficiali dell'Air Force hanno dichiarato che la quarta missione di un X-37B verrà lanciata nel 2015.
Al momento non sono state diffuse né foto né immagini dell'atterraggio di oggi. Nella foto (Credit: Boeing) l'atterraggio dell'X-37B sulla pista della Base Aerea di Vandenberg, in California, al termine della missione OTV-3 il 17 ottobre 2014. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Boeing) l'X-37B al termine della missione OTV-3 con il personale di terra.

VIDEO DELL'ATTERRAGGIO DI X-37B AL TERMINE DELLA MISSIONE OTV-3 - 17/10/2014 - (Credit: U.S. AIR FORCE) - dur.min. 00:33 - AUDIO AMBIENTE

Fonti: Space.com - Nasaspaceflight

Nell'illustrazione artistica (Credit: ARSAT) il satellite ARSAT 1 nella configurazione operativa.

16/10/2014 - Due satelliti dell'America Latina lanciati con Ariane 5 -

Un lanciatore Ariane 5 ha piazzato giovedì nello spazio due satelliti commerciali destinati a trasmettere programmi televisivi sull'America Latina.
Il razzo è decollato alle 21:43:52 GMT (le 23:43 ora italiana) dal Centro Spaziale della Guyana Francese, lo spazioporto dell'Europa situato sulle coste orientali del Sud America.
Il vettore Ariane 5, alto circa 54 metri ha acceso il suo motore principale Vulcain 2, alimentato a idrogeno liquido, alcuni secondi prima dell'accensione dei due potenti booster laterali a propellente solido che hanno permesso al veicolo di lasciare la rampa ELA-3 della Guyana Francese.
Il decollo è stato rinviato di quasi 44 minuti, rispetto al previsto, a causa di un temporale che si è abbattuto sullo spazioporto.
Il vettore ha superato la velocità del suono dopo 42 secondi dal decollo, sottoponendolo all'intensa pressione aerodinamica, prima di raggiungere la stratosfera e rilasciare i due booster ormai esauriti.
Lo stadio principale del razzo ha continuato a funzionare fino a nove minuti di missione, prima di essere spento e lasciato cadere nell'Oceano Atlantico. Lo stadio superiore HM7B si è quindi acceso per quasi 16 minuti portando il veicolo su un'orbita ovale di 249x35.785 km sopra la Terra.
Il rilascio del primo satellite, posto nella parte superiore del sistema duale del carico utile, Intelsat 30/DLA-1 è avvenuto 28 minuti dopo il lancio. Il razzo ha poi espulso una copertura rivelando il più piccolo Arsat 1 che ha rilasciato alcuni minuti più tardi.
I funzionari all'interno della sala controllo principale del Centro Spaziale Guyana sono esplosi in un applauso quando è stata data la conferma del rilascio dei satelliti, e gli ingegneri che hanno lavorato al progetto Arsat 1 - il primo satellite per telecomunicazioni geostazionario costruito dal Paese sud-americano - si sono messi in posa con la bandiera Argentina durante la trasmissione in diretta dallo spazioporto.
Stephane Israel, capo e amministratore delegato della compagnia francese di lancio Arianespace, ha dichiarato la missione un successo, portando così a 62 voli di seguito la serie positiva del razzo vettore Ariane 5.
"I due satelliti messi in orbita questa notte serviranno i clienti dell'America Latina, una regione che ha sempre avuto un posto speciale nel cuore di Arianespace, perché è da qui che i nostri lanci prendono il via e anche perché il nostro mercato nella regione supera il 50%," ha detto Israel.
I controllori di volo hanno ricevuto conferma dell'acquisizione dei segnali di entrambi i satelliti alcuni minuti dopo il lancio, sottolineando che i veicoli spaziali erano sopravvissuti al viaggio nello spazio.
Costruito dalla Space System/Loral di Palo Alto, California, il satellite Intelsat 30, del peso di 6.320 kg, aprirà i suoi pannelli solari tre ore circa dopo il lancio, poi una serie di accensioni dei suoi propulsori, nel corso della prossima settimana, alzerà la quota fino a raggiungere un'orbita circolare geostazionaria a 36.000 km sopra l'equatore.
Dopo l'apertura delle antenne e il completamento di alcune settimane di test, i funzionari Intelsat hanno detto che il satellite entrerà in servizio alla fine di novembre a 95° di longitudine Ovest.
Fornito di 72 trasmettitori in banda Ku e di 10 in banda C, Intelsat 30 è progettato per una missione della durata di 15 anni, affiancandosi al satellite Galaxy 3C di Intelsat nella copertura dell'America Latina.
DirectTV Latin America ha affittato il carico utile in banda Ku per fornire segnali diretti televisivi a casa dei 18 milioni di abbonati in America Centrale, Sud America e Caraibi.
"Il satellite Intelsat 30/DLA-1 è vitale e molto importante per i nostri clienti e anche per la nostra compagnia," ha detto Ken Lee, vice presidente anziano dei sistemi spaziali di Intelsat. "Questo è il primo di quattro nostri satelliti che verranno lanciati nei prossimi 12 mesi. Tutti e quattro questi satelliti forniranno servizi per l'America Latina. Siamo onorati che il primo di questi quattro satelliti ospiti la strumentazione DLA-1 che fornirà i servizi al nostro affezionato cliente DirecTV Latin America."
Un satellite gemello, chiamato Intelsat 31/DLA-2 è stato costruito con lo stesso tipo di accordo e verrà lanciato il prossimo anno.
Il satellite Arsat 1, del peso di 2.982 kg, lanciato giovedì è il primo grande satellite per telecomunicazioni costruito in Argentina.
"Dopo sette anni di lavoro sul progetto e molte ore di arduo lavoro di squadra, oggi il primo satellite argentino di telecomunicazioni è nello spazio," ga detto Matias Bianchi, capo di Arsat, la compagnia nazionale Argentina di telecomunicazioni e operatore di Arsat 1.
Con un costo dichiarato di circa 250 milioni di dollari, il satellite Arsat 1 ospita 24 trasmettitori in banda Ku per trasmettere segnali televisivi, dati, voce e accesso Internet nelle zone di Argentina, Cile, Paraguay, Uruguay e parte di Brasile e Bolivia.
L'Argentina affidò alla compagnia Arsat nel 2006 i diritti di sfruttamento orbitale alla porzione assegnata dall'Unione Internazionale di Telecomunicazioni. Senza avere un nuovo veicolo spaziale che utilizzasse la posizione orbitale assegnata alla ITU, l'Argentina rischiava di perdere i diritti per utilizzare i suoi satelliti per telecomunicazioni.
"Il lancio di oggi è il risultato di una politica di stato implementata dall'ex Presidente Nestor Kirchner nel 2006 con la creazione di Arsat, che ora raccoglie i suoi importanti frutti," ha detto Julio de Vido, ministro argentino della pianificazione pubblica. "Penso che sia un passo scientifico e tecnologico molto importante per l'Argentina."
Con una vita operativa prevista di 15 anni, il veicolo è stato costruito in Patagonia dalla INVAP, un'azienda argentina di alta tecnologia. INVAP sta lavorando ad altri due satelliti Arsat, con il prossimo previsto per il lancio nel 2015.
"Arsat 1 ha un'eredità per noi e per le future generazioni argentine," ha detto Bianchi. "Questa non è la fine del progetto ma piuttosto l'inizio di una lunga storia."
Quello di oggi è stato il 63esimo lancio orbitale del 2014, il 61esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Arianespace) il decollo della missione VA220 con l'Ariane 5 che ha portato nello spazio i satelliti Intelsat 30 e Arsat 1. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: ARSAT) il satellite ARSAT 1 nella configurazione operativa.

VIDEO DEL LANCIO DI ARIANE 5 VA220 - 16/10/2014 - (Credit: ARIANESPACE) - dur.min. 04:00 - LINGUA INGLESE

Fonti: Spaceflight Now - Arianespace

16/10/2014 - Dai un nome al sito J -

Dopo un viaggio lungo dieci anni, il lander Philae a bordo di Rosetta è ormai prossimo all’atterraggio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, previsto per il 12 novembre.
Considerata l’importanza di questo evento, L’ESA e i suoi partner, hanno organizzato un concorso aperto al pubblico per dare un nome significativo al sito di atterraggio, al momento denominato 'J'. Il concorso è organizzato dall’ESA ma le agenzie nazionali e gli istituti di ricerca di Germania, Francia e Italia coordinano la competizione a livello nazionale. L’ASI e l'INAF partecipano congiuntamente al contest, che si apre ufficialmente oggi e si concluderà il 22 ottobre alle ore 23.59.
Una giuria composta da esperti coinvolti nella missione Rosetta si occuperà della valutazione delle proposte e sceglierà un vincitore che sarà annunciato il 3 novembre sulla pagina del sito web e sui social network dell’ESA.
Per il vincitore, c’è in palio la possibilità di vivere in prima persona l’atterraggio del lander sulla superficie della cometa, durante un evento esclusivo che si svolgerà al centro di controllo dell’ESOC di Darmstadt, in Germania il prossimo 12 novembre.
Partecipare al contest è semplice, di seguito le principali regole da seguire:
Come partecipare
I partecipanti dovranno compilare in tutti i suoi campi, il form sul sito dell’INAF reperibile a questo link, non verranno accettate proposte presentate via social network. Una volta compilato il form, riceverete una mail che confermerà la ricezione della proposta. L’età minima per partecipare è 13 anni (compiuti entro il 16 ottobre).
La scelta del nome
Tutti i nomi possono essere proposti, ad eccezione dei nomi di persona. Il nome dovrà essere accompagnato da una breve descrizione (circa 200 parole) che motiva la scelta.
Il premio
Le spese per il viaggio e l'alloggio saranno coperte interamente da ESA, il vincitore verrà contattato da ESA dopo l'annuncio del 3 novembre per gli ulteriori dettagli. Nel caso in cui il vincitore fosse un minore, l'ESA provvederà alla copertura delle spese per un adulto accompagnatore.
E' possibile consultare il regolamento completo in tutte le sue parti (in lingua inglese) a questa pagina Nella foto (Credit: ESA/Rosetta/Philae/CIVA) un autoscatto eseguito il 7 ottobre da Philae, il lander a bordo di Rosetta, a soli 16 km dal nucleo della cometa 67P/C-G.

Fonti: ASI - ESA

15/10/2014 - Gonzalo, il più grande uragano Atlantico degli ultimi tre anni -

L'uragano Gonzalo ha visto il suo status balzare alla tempesta di Categoria 4, nella scala Saffir -Simpson. Il satellite GOES-Est della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Agency) ha fornito le immagini della tempesta. Secondo il Centro Nazionale Uragani, Gonzalo è il primo uragano di Categoria 4 che si sviluppa nell'Oceano Atlantico fin da Ophelia nel 2011.
Il satellite GOES-Est della NOAA fornisce immagini nel visibile e nell'infrarosso del tempo dalla sua orbita che lo pone fisso su una zona della Terra. Il 15 ottobre alle 15:15 UTC (le 17:15 ora italiana) il GOES ha visto Gonzalo che aveva bande di temporali a spirale strettamente avvolti al centro della sua circolazione. L'occhio della tempesta è stato oscurato, nell'immagine, da nubi alte. I dati degli aerei della NOAA e le immagini a microonde mostrano chiaramente muraglie di nubi concentriche, con il raggio interno dei venti più forti ora solo a circa 4-5 miglia nautiche dal centro.
La NOAA gestisce i satelliti GOES, mentre il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, in Maryland, elabora le immagini. Il progetto GOES di NASA/NOAA si occupa della realizzazioni delle immagini e delle animazioni utilizzando i dati dei GOES.
Alle 11 a.m. EDT (le 17 ora italiana) del 15 ottobre i venti più forti di Gonzalo aumentavano fino a 215 km/h e il Centro Nazionale Uragani (NHC) notava che fluttuazioni nell'intensità saranno attese nel prossimo paio di giorni. L'occhio di Gonzalo, ora coperto di nubi alte, si trovava a 23,5° di latitudine Nord e 68° longitudine Est, a circa 1.025 km a Sud-sudovest di Bermuda. Gonzalo si muove verso Nord-Ovest a circa 19 km/h. Il centro minimo di pressione, riportato da un aereo da ricognizione dell'Air Force, si attestava sui 949 millibar.
Sono possibili condizioni di tempesta tropicale su Bermuda nella tarda serata di giovedì e le condizioni di uragano per il giorno seguente, venerdì 17 ottobre.
Sebbene il gonfiarsi dell'Oceano, potrebbe interessare un'area più vasta, raggiungendo le coste orientali degli Stati Uniti il 16 ottobre. L'ingrossamento del mare generato da Gonzalo avranno effetti su parte delle Isole Vergini, le coste settentrionali di Porto Rico e della Repubblica Domenicana e porzioni delle Bahamas. Le grosse onde raggiungeranno gran parte della costa orientali degli Stati Uniti e delle Bermuda nella giornata di giovedì.
Per le ultime ore di giovedì si prevede che Gonzalo possa virare verso Nord-Est e il suo centro si avvicinerà a Bermuda il 17 ottobre.
Nell'immagine (Credit: NASA/NOAA GOES Project) l'uragano Gonzalo ripreso dal satellite GOES-Est il 15 ottobre 2014.

Fonte: NASA

15/10/2014 - L'India lancia con successo il satellite di navigazione IRNSS 1C -

L'ISRO (l'agenzia spaziale indiana) ha lanciato con successo il satellite IRNSS 1C, il terzo membro di una costellazione di sette veicoli spaziali che fanno parte del sistema regionale di navigazione Indian Regional Navigation Satellite System (IRNSS).
Il razzo Polar Satellite Launch Vehicle (PSLV) - C26, con a bordo IRNSS 1C, è decollato dalla rampa del Satish Dhawan Space Centre a Sriharikota alle 1:32 a.m. ora locale di giovedì (le 22:02 ora italiana di mercoledì sera). Il satellite ha lasciato il veicolo di lancio circa 20 minuti dopo il decollo ad un'altezza di 499,63 km ed una velocità di 9,6 km/s.
K Radhakrihnan, il capo della ISRO, ha detto, "Questo è un lancio perfetto. Il team composto di 1.000 persone ha lavorato per quasi 60 giorni a renderlo possibile."
Inizialmente il satellite è stato posto su un'orbita di trasferimento sub-sincrono con perigeo a 284 km (il punto più vicino alla Terra) ed un'apogeo di 20.650 km (quello più lontano). In seguito il satellite verrà innalzato su un'orbita geo-stazionaria.
Il satellite, simile ai suoi predecessori 1A e 1B, imbarca il carico utile di navigazione. Questo giocherà un ruolo vitale nelle operazioni IRNSS di guidare i conducenti di auto nelle strade cittadine, nella navigazione aerea, nella gestione dei disastri, nella mappatura e sorveglianza delle attività.
L'IRNSS 1C, con un raggio operativo di 1.500 km renderà l'India autosufficiente nella navigazione e sorveglianza dallo spazio esterno e ci si aspetta che possa coprire la regione asiatica. Questo sistema sarà utilizzato per due servizi - un servizio di posizionamento standard (SPS) utilizzabile per tutti i clienti e uno riservato (RS) che verrà criptato.
Radhakrihnan ha detto che la prossima missione della ISRO sarà il volo sperimentale del razzo GSLV Mark III a dicembre. A bordo del GSLV Mark III vi sarà un modulo equipaggio non abitato.
Quello di oggi è stato il 28esimo lancio del vettore PSLV, il 24esimo volo senza problemi di questo vettore. Quello di oggi è stato il 62esimo lancio orbitale del 2014, il 60esimo eseguito con successo.
Nella foto (Credit: ISRO) il momento del decollo del vettore PSLV C-26.

Fonte: The Times of India

Nell'immagine (Credit: NASA TV) Barry Wilmore, in primo piano, assieme a Reid Wiseman durante l'EVA di mercoledì.

15/10/2014 - Eseguita la seconda passeggiata spaziale USA di Spedizione 41 -

Due astronauti della NASA hanno completato la passeggiata spaziale dopo 6 ore e 34 minuti, alle 2:50 p.m. EDT di mercoledì (le 20:50 ora italiana) per sostituire un regolatore elettrico che si era guastato. L'Ingegnere di Volo Reid Wiseman e Barry Wilmore, membri dell'equipaggio di Spedizione 41 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) hanno anche spostato delle apparecchiature all'esterno della stazione in preparazione della riconfigurazione del complesso orbitale per accogliere futuri veicoli commerciali.
Wiseman, a capo dell'attività extra-veicolare dell'escursione di mercoledì, e Wilmore hanno acceso le batterie delle loro tute alle 8:16 a.m. EDT (le 14:16 ora italiana), segnalando l'inizio della passeggiata spaziale.
Per il compito di primaria importanza dell'attività extra-veicolare, Wiseman e Wilmore sono usciti dalla camera di decompressione Quest e si sono spostati sul lato destro del traliccio principale. Qui hanno sostituito un regolatore elettrico conosciuto come unità di derivazione sequenziale, che si era guastato a maggio. L'unità regola l'energia dal pannello solare 3A. La stazione ha operato da allora normalmente con sette delle otto linee elettriche, ma la sostituzione dell'unità fornisce al team della stazione maggiore flessibilità e ridondanza nella gestione del sistema elettrico principale e assicurano abbastanza energia per tutta la scienza prevista.
Le tempistiche erano il fattore chiave per la sostituzione dell'unità di derivazione sequenziale. I due astronauti dovevano rimuovere l'unità, delle dimensioni di una valigetta, e installare il sostituto mentre la stazione attraversava l'ombra della Terra e l'elettricità non veniva più generata dai pannelli solari.
Il resto della passeggiata spaziale si è concentrata sullo spostamento di attrezzature installate nel lato sinistro del traliccio della stazione in preparazione della rilocazione del Leonardo Permanent Multipurpose Module, o PMM, al momento previsto per la prossima estate. La rilocazione del PMM e l'installazione dell'adattatore internazionale di aggancio previsto nel 2015 per configurare la stazione all'arrivo dei futuri veicoli commerciali e fornire un ulteriore boccaporto per i veicoli cargo commerciali.
Wiseman e Wilmore hanno rimosso una telecamera esterna dalla parte inferiore del segmento P1 del traliccio. Dato che la telecamera aveva perso la sua capacità di zoom, i due astronauti l'hanno sostituita sulla sommità del P1 con una nuova telecamera.
Gli astronauti hanno staccato un attrezzo, utilizzato per fissare i piedi degli astronauti durante le EVA, e altri strumenti dal P1 e li hanno spostati nella parte centrale del traliccio, S0, in modo da essere disponibili per la rilocazione di Leonardo.
Infine, il Wireless Video System External Transceiver Assembly (WETA), che riceve tutti i segnali video dai membri dell'equipaggio durante le attività extra-veicolari, è stato trasferito dal traliccio P1 alla parte superiore del nodo Harmony.
La passeggiata spaziale di mercoledì è stata la 183esima in supporto all'assemblaggio e alla manutenzione della stazione. Questa è stata la prima EVA per Wilmore. Wiseman, che aveva eseguito la passeggiata spaziale con l'Ingegnere di Volo Alexander Gerst dell'Agenzia Spaziale Europea del 7 ottobre per una durata di 6 ore e 13 minuti, ha completato la sua seconda attività extra-veicolare.
Nell'immagine (Credit: NASA TV) l'astronauta Wiseman (a sinistra) e Wilmore preparano il lavoro sul nodo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Nell'immagine a sinistra (Credit: NASA TV) Barry Wilmore, in primo piano, assieme a Reid Wiseman durante l'EVA di mercoledì.

VIDEO RIASSUNTIVO DELL'EVA USA28 SVOLTATI IL 15 OTTOBRE 2014 - 15/10/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 04:35 - LINGUA INGLESE

Fonti: NASA - Spaceflight Now

14/10/2014 - La missione russa Luna-25 costerà miliardi di rubli -

La missione esplorativa Luna-25 costerà decine di miliardi di rubli (centinaia di milioni di Euro, ndt), lo ha confermato l'Agenzia Spaziale Federale Russa venerdì scorso.
"Stiamo parlando di decine di miliardi di rubli perché è un progetto che richiede pesanti risorse, complesse anche in termini di flessibilità tecnica."
ha detto il capo della pianificazione strategica di Roscosmos, Yuri Makarov, in una conferenza stampa a Mosca.
La Russia tornerà sulla Luna per la fine del prossimo decennio con le missioni lunari, o i progetti Luna-Glob, Luna-25, 26, 27, 28 e Luna-29, dedicate all'esplorazione ulteriore della Luna.
La missione sulla Luna è diventata una delle priorità della Russia nello spazio. I piani della Russia sono di lanciare tre sonde lunari - due per la superficie della Luna e una in orbita - per la fine del decennio.
A settembre, l'agenzia spaziale russa Roscosmos ha dichiarato che stava preparando il lancio di un programma di esplorazione lunare in grande stile.
Il programma sarebbe realizzato in gran parte dal Programma Spaziale Federale Russo per il periodo 2016-2025. La Russia sta anche guardando lo sviluppo dei piani di esplorazione spaziale per il 2050 ed oltre.
Nella foto (Credit: Gruppo Astronomico Viareggio) la Luna, il satellite naturale della Terra, prossimo obiettivo dell'esplorazione spaziale russa.

Fonti: Spacedaily - RIA Novosti

14/10/2014 - AstronautiCON 7: astronautica e spazio alla convention ISAA di Lecco -

Dal 24 al 26 ottobre 2014 si svolgerà al Planetario di Lecco AstronautiCON 7 “Operations Edition”, la settima convention nazionale dell’Associazione Italiana per l’Astronautica e lo Spazio (ISAA) in collaborazione con il Gruppo Astrofili Deep Space di Lecco.
L’evento comprenderà conferenze, relazioni tecniche, momenti di incontro e spazi espositivi per parlare di spazio.
L’ingresso a tutte le attività è libero e aperto a tutti. L’elenco dettagliato delle iniziative è consultabile nel programma della manifestazione.
AstronautiCON è un’occasione di incontro fra appassionati e professionisti del settore per parlare di spazio, conoscersi, condividere esperienze e informarsi.
Il tema di AstronautiCON 7 è “Mission Operations”, cioè le attività di gestione operativa e controllo delle missioni spaziali automatiche e con equipaggio. Ne parleranno Erik Kuulkers, ESA Project Scientist del satellite astrofisico INTEGRAL (European Space Astronomy Centre; Villafranca, Spagna), e Sergio Palumberi, ESA Flight Director del laboratorio Columbus della Stazione Spaziale Internazionale (Columbus Control Centre; Oberpfaffenhofen, Germania).
Nella foto (Credit: Paolo Amoroso) il Planetario di Lecco, la sede di AstronautiCON.
Sono in programma diverse conferenze e relazioni tecniche sul’attività solare e i satelliti, la storia dell’astronautica, l’ascolto radioamatoriale dei veicoli spaziali, i rover lunari, la didattica dello spazio, l’osservazione satellitare della Terra, la medicina spaziale e altro. L’elenco completo è nel programma dell’evento.
Nel corso di tutta la manifestazione rimarrà esposto un modello a dimensione reale del rover lunare AMALIA, realizzato dal team DIANA del Politecnico di Torino per il Google Lunar X PRIZE.
Ad AstronautiCON 7 sarà possibile conoscere alcuni articolisti di AstronautiNEWS, gli appassionati volontari che curano il sito di notizie sullo spazio, e i conduttori di AstronautiCAST, il primo podcast italiano sullo spazio. AstronautiNEWS e AstronautiCAST sono iniziative di ISAA.
AstronautiCON è nata nel 2006 a Montecatini come occasione annuale di incontro della comunità degli utenti di ForumAstronautico.it, il primo e più grande forum italiano di appassionati di spazio. Nelle edizioni successive l’organizzazione della convention è stata curata dall’Associazione ISAA, costituitasi per coordinare le numerose iniziative di divulgazione dell’astronautica nate da ForumAstronautico.it, e la sede si è spostata a Lecco.
AstronautiCON ha avuto fra gli ospiti d’onore diversi astronauti ESA e NASA e professionisti del settore spaziale.

Fonte: Astronautinews

13/10/2014 - Proposti i CubeSat per la missione su Europa -

La NASA ha scelto le proposte di 10 università per lo studio di un progetto che coinvolge i CubeSat che potrebbero incrementare la missione 'Europa' al momento allo studio dell'agenzia spaziale americana.
L'idea dei CubeSat verrà incorporata nello studio del Jet Propulsion Laboratory (JPL), di Pasadena, California, che descrive come piccole sonde possono essere trasportate come carico utile ausiliario.I CubeSat potrebbero essere rilasciati nel sistema gioviano per fare misurazioni e migliorare la comprensione della luna Europa di Giove.
I CubeSat sono satelliti piccoli, leggerissimi ed a basso costo, spesso con un lato di appena dieci centimetri. Con il supporto della NASA, il JPL sta lavorando per inserire i piccoli veicoli spaziali nelle missioni di esplorazione dello spazio profondo come complemento al veicolo principale.
Il concetto della missione ad Europa, chiamata Europa Clipper, condurrebbe analisi dettagliate della luna ghiacciata dove vi potrebbero essere le condizioni ideali per la vita. I vincitori riceveranno fino a 25.000 dollari per sviluppare le idee dei loro CubeSat per includerli nello studio, che verrà completato la prossima estate.
Le idee proposte per i CubeSat scelte dall'ufficio Planetary CubeSat del JPL provengono dalle seguenti università:

-- Arizona State University, Tempe
-- Georgia Tech Research Corporation, Atlanta
-- Stanford University, Stanford, California
-- The Regents of New Mexico State University, Las Cruces, New Mexico
-- The Regents of the University of Colorado, Boulder
-- The Regents of the University of Michigan, Ann Arbor
-- University of Alaska, Fairbanks
-- University of Southern California, Los Angeles
-- University of Illinois, Urbana
-- University of Washington, Seattle

Gli obiettivi scientifici per i CubeSat delle università potrebbero comprendere la sorveglianza per i futuri siti di atterraggio, i campi gravitazionali, i campi magnetici, scienza atmosferica e dei getti di materiale e la misurazione delle radiazioni.
"Abbiamo visto alcune idee innovative e sorprendenti per i CubeSat proposti da parte di queste università, " ha detto Barry Goldstein, pre-project manager per lo studio di Europa Clipper. "L'utilizzo dei CubeSat per l'esplorazione planetaria sta diventando ora possibile, così vogliamo studiare come una futura missione su Europa potrebbe avvantaggiarsi di questo."
Il California Institute of Technology di Pasadena gestisce il JPL per la NASA.
Per ulteriori informazioni su Europa, visita: http://solarsystem.nasa.gov/europa
Per ulteriori informazioni su Europa Clipper, visita: http://www.jpl.nasa.gov/missions/europa-clipper
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/ASU) CubeSat nell'orbita di Giove.

Fonte: Spaceref

Nell'immagine (Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM) la zona chiamata 'Giza' con i grandi macigni fra i quali spicca 'Cheope'.

13/10/2014 - Rosetta fotografa 'Cheope' -

Il 9 ottobre l'ESA ha pubblicato quella che è, finora, l'immagine a più alta risoluzione del nucleo della 67P. Si tratta in verità di una ripresa non recentissima, dato che risale al 19 Settembre quando la sonda stava compiendo il primo tratto dell'orbita iniziale a 28.6 km dal centro della cometa; tuttavia, a differenza della stragrande maggioranza delle immagini pubblicate e provenienti dalla "Navigation Camera" a largo campo, questa è stata ripresa con la camera ad alta risoluzione (Narrow Angle Camera) e mostra dettagli 5.5 volte più piccoli, in questo caso solo 50 cm/pixel (una risoluzione leggermente migliore di quella delle migliori immagini satellitari su Google Earth).
La regione inquadrata è situata in una vasta pianura disseminata di massi e con un grande crepaccio, sul lobo principale del nucleo (diametralmente opposta al lobo inferiore o "testa" della cometa, dove dovrebbe posarsi Philae tra 1 mese).
L'enorme macigno è grande quanto un palazzo (45 metri lungo l'asse maggiore) e appare costituito da materiale più chiaro e lucido rispetto al terreno circostante; quest'ultimo appare molto liscio, apparentemente coperto da materiale con una "grana" piuttosto fine che maschera parzialmente delle scarpate appena accennate; sulla sinistra si intravede una scia di materiale più grossolano. Una lieve depressione sembra estendersi a partire dal macigno verso l'angolo in basso a destra mentre sulla parte anteriore il materiale sembra essere smosso, come se il masso fosse rotolato andando verso l'alto, accumulando materiale davanti a se (si tenga sempre presente che la gravità superficiale della cometa è debolissima, alcuni milionesimi di g).
La presenza di altri massi più piccoli nella zona ha richiamato alla fantasia il complesso delle piramidi di Giza e per questo il rappresentante più grande ha preso il nome dalla piramide di Cheope; per mantenere una assonanza con il nome della missione, anche altre strutture verranno battezzate con i nomi dell'antico Egitto.
Si tenga presente che, in questo momento, Rosetta è su un'orbita ellittica che si avvicina a meno di 10 km dal nucleo e quindi le riprese della Narrow-Cam (che speriamo vengano presto pubblicate) dovrebbero mostrare dettagli dell'ordine di 18 centimetri!
Nella foto (Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA) il macigno chiamato 'Cheope'. Nell'immagine a sinistra (Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM) la zona chiamata 'Giza' con i grandi macigni fra i quali spicca 'Cheope'.
Al sito Alive Universe Images altre immagini della zona dove si trova il macigno elaborate da Marco Di Lorenzo.

Fonti: Alive Universe Images - ESA Rosetta/Blog

12/10/2014 - Per la Luna si devono riscrivere i libri di testo -

Guardate sulla Luna. Sembrava che la superficie del satellite della Terra non sia mai cambiata. Invece, gli scienziati planetari hanno a lungo creduto che i fenomeni vulcanici della Luna si fossero fermati circa un miliardo di anni fa e ci fossero stati solo piccoli cambiamenti da allora. Il 12 Ottobre la Nasa ha annunciato le prove del contrario. Una fotocamera a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha trovato i segni di una eruzione che è avvenuta non più di 100 milioni di anni fa.
100 milioni di anni sembrano un tempo molto ungo ma in termini geologici sono solo uno sbattere di ciglia. Il cratere vulcanico trovato ha eruttato durante il periodo Cretaceo: l'era dei dinosauri terrestri. Alcune eruzioni sembrano anche più giovani, solo 50 milioni di anni: il tempo in cui, sulla Terra, i mammiferi prendevano il posto dei dinosauri come forma di vita dominante.
"Questo significa che la scienza dovrà riscrivere i testi riguardanti la Luna," dice John Keller, scienziato progettista di LRO al Goddard Space Flight Center.
Usando l'alta risoluzione della macchina fotografica di LRO ha trovato tracce di queste "giovani" eruzioni. Queste tracce sono troppo piccole per essere viste dalla Terra, in quanto misurano meno di 500 metri.
I dettagli della scoperta sono stati pubblicati online nell'edizione domenicale della rivista Nature Geoscience.
"Queste giovani eruzioni vulcaniche saranno i primi obiettivi delle future esplorazioni sia umane che robotiche," dice Mark Robinson, principale investigatore della Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC), lo strumento che ha permesso la scoperta, presso l'Univeristà Statale dell'Arizona.
Nella foto (Credit: NASA/GSFC/Arizona State University) la struttura chiamata Maskelyne, uno dei molti giovani depositi vulcanici lunari appena scoperti.

Fonti: NASA - Spaceweather.com

10/10/2014 - Vikingo spaziale: Andreas Mogensen svela i loghi della sua missione -

L'astronauta dell'ESA, Andreas Mogensen, ha svelato oggi i simboli che lo accompagneranno nella sua missione 'iriss' il prossimo anno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Andreas verrà lanciato dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, a bordo di una Soyuz nel settembre del 2015 e ritornerà sulla Terra entro due settimane. Questa breve missione offre eccellenti opportunità di testare nuove tecnologie e riportare rapidamente campioni e risultati agli scienziati.
Un astronauta ESA ha di solito un logo per missione ma Andreas ne ha aggiunto un altro per enfatizzare il suo programma educativo che utilizzerà iriss per ispirare le giovani generazioni.
Una competizione nel paese di provenienza di Andreas, la Danimarca, ha spinto 500 persone ad inviare i loro disegni, due dei quali sono stati scelti da una giuria di esperti per rappresentare iriss e Andreas.
Il vincitore per il logo della missione, Poul Rasmussen, si è ispirato alla divinità della mitologia Greca, Iris, che viene spesso ritratto con le ali. Le ali nel disegno inoltre rappresentano una nave vichinga come quelle utilizzate per esplorare il mondo e cercare orizzonti sconosciuti.
Il nome iriss è scritto in due colori per sottolineare che Andreas sta lasciando la Terra per la Stazione Spaziale Internazionale, o ISS. Le stelle e i pianeti appaiono sopra il nome in orbite stilizzate.
Mentre la Stazione Spaziale insegna agli ingegneri e agli scienziati del mondo attorno a noi e come vivere e lavorare nello spazio, Andreas utilizzerà questa missione per ispirare i bambini a continuare ad imparare.
Il suo logo educativo è stato disegnato dalla diciannovenne Louise Nielsen, che ha adottato gli stessi colori del logo della missione. Il disegno mostra Andreas che si dirige nello spazio a bordo di un razzo.
Intanto Andreas prosegue la preparazione per la sua missione, viaggiando il mondo per allenarsi in Russia, USA, Giappone, Canada ed Europa per questa sua esperienza fuori dal mondo. Questa estate ha trascorso una settimana sotto il mare presso una missione di addestramento NASA per testare alcune delle tecnologie che utilizzerà nello spazio il prossimo anno.
Puoi seguire i progressi dell'avventura di Andreas nei video regolarmente pubblicati presso il canale YouTube di ESA. Nella foto (Credit: ESA) Andreas Mogensen durante una sessione di addestramento per attività extraveicolare ed i due loghi di missione che lo accompagneranno.

Fonte: ESA

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) la cometa Siding Spring si dirige verso Marte.

09/10/2014 - Una flotta di sonde marziane per osservare il passaggio ravvicinato di una cometa -

La NASA ha dichiarato oggi che una flotta internazionale di cinque orbiter e due rover marziani si troverà in prima fila quando una cometa, delle dimensioni di una montagna, passerà il 19 ottobre prossimo a meno di 140.000 km dal Pianeta Rosso alla velocità di 202.000 km/h.
Anche se 140.000 km sembrano un margine sufficientemente confortevole, in termini astronomici è come essere sfiorati, dando agli astronomi emozionati una rara opportunità di studiare una cometa proveniente dalla remota Nube di Oort, un vasto sciame di detriti ghiacciati resti della nascita del Sistema Solare, circa 4,6 miliardi di anni fa.
"L'apparizione di questa cometa è così vicina a Marte che se la mettessimo nel nostro sistema, arriverebbe a un terzo della distanza tra la Terra e la Luna," ha dichiarato Carey Lisse, astrofisico presso la Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory. "La coda si estenderebbe dalla Terra alla Luna e la sua chioma riempirebbe circa la metà della distanza dalla Terra alla Luna. Sono queste le dimensioni di questi tipi di oggetti."
La cometa Siding Spring, che ha preso il nome dell'osservatorio australiano dove è stata scoperta nel gennaio 2013, seguirà il suo massimo avvicinamento a Marte alle 2:27 p.m. EDT (le 20:27 ora italiana) del 19 ottobre. La cometa dovrebbe essere visibile agli osservatori terrestri dell'emisfero Sud utilizzando binocoli o telescopi.
Ma le sonde spaziali marziane avranno i posti di osservazione migliori.
"Quello che stiamo per vedere è un evento che avviene forse una volta ogni milione di anni," ha detto Jim Green, direttore della divisione di scienze planetarie della NASA, ai giornalisti. "Ed è qui che una cometa proveniente dalle più lontane zone sottoposte alla gravità del Sole arriverà alla parte interna del nostro Sistema Solare. Questa cometa volerà proprio di fronte al pianeta Marte. Marte sarà ricoperto da materiale cometario."
La Mars Reconnaissance Orbiter della NASA utilizzerà la sua fotocamera ad alta risoluzione per riprendere il nucleo, mappare la forma e la rotazione, la sua luminosità o la sua mancanza, la composizione della sua chioma - la tenue nube di materiale attorno al nucleo che è stata riscaldata dal Sole - e osservare ogni cambiamento nell'atmosfera marziana causato dal passaggio della cometa.
L'orbiter Mars Odyssey studierà la chioma e la coda della cometa nella luce visibile ed infrarossa mentre l'ultima arrivata della NASA, l'orbiter MAVEN, è progettato per studiare l'atmosfera superiore di Marte, ed eseguirà osservazioni nell'ultravioletto per fornire anche maggiore dettaglio sulla possibile interazione di Siding Spring con l'atmosfera marziana.
I rover Opportunity e Curiosity, della NASA, che si trovano sulla superficie saranno anche loro in azione tentando di fotografare la cometa mentre si sposta nel cielo del Pianeta Rosso. Le loro fotocamere non sono progettate per riprendere oggetti deboli come una cometa ma gli ingegneri sono speranzosi.
La sonda Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea prenderà parte anch'essa alle osservazioni così come la nuova arrivata indiana, la MOM o Mars Orbiter Mission, che tenterà di eseguire osservazioni con la sua principale fotocamera a colori. In un recente Tweet spedito il progetto MOM dice che "ci uniamo alla festa di benvenuto per la cometa #SidingSpring. Anche @MarsCuriosity, @MAVEN2Mars, @HiRISE, #MarsOdyssey & #MarsExpress sono emozionati!"
I telescopi sulla Terra e una varietà di altri veicoli spaziali saranno in funzione durante l'incontro della cometa con Marte, compreso il Telescopio Spaziale Hubble, assieme agli appassionati astrofili di tutto il mondo.
"Ci stiamo preparando per una spettacolare serie di osservazioni," ha detto Green.
Siding Spring, conosciuta più formalmente come C/2013 A1, si sta avvicinando a Marte da sotto il piano dei pianeti. Dato che il suo movimento è retrogrado, ovvero opposto al movimento dei pianeti attorno al Sole, la sua velocità relativa a Marte sarà molto alta, circa 56 km al secondo. A quella velocità, anche un grano di polvere pone seri rischi ai veicoli spaziali in orbita attorno a Marte.
"Così tutto ciò che viene espulso dalla cometa e colpisce Marte o un veicolo spaziale raccoglie una grande quantità di energia cinetica, un vero e propria cazzotto," dice Lisse. "Questa è una delle cose che davvero ci preoccupano."
Per stare sul sicuro, i satelliti della NASA sono stati manovrati da poco per assicurarsi che essi saranno sul lato più lontano di Marte subito dopo il passaggio ravvicinato della cometa, quando la minaccia degli impatti di polvere dalla sua coda sarà più alto.
"Il pericolo non è un impatto con il nucleo della cometa stessa, ma con la coda di detriti in arrivo da essa," ha detto Rich Zurek, capo scienziato del Mars Exploration Program presso il Jet Propulsion Laboratory, in un comunicato. "I modelli ci indicano che il pericolo non è grande quanto anticipato in precedenza. Marte sarà appena al confine della nube di detriti, e quindi potrebbe incontrare alcune particelle, ma anche nessuna."
Gli orbiter attorno a Marte e i rover sulla superficie studieranno la cometa per tutta la fase dell'incontro, ma ci vorranno da ore a giorni perché le immagini giungano a Terra per essere processate e rese pubbliche.
"Di solito noi mandiamo una sonda verso una cometa. In questo caso, la cometa sta raggiungendo le sonde spaziali," ha detto Kelly Fast, uno scienziato del programma presso il quartier generale della NASA.
"Noi abbiamo tutte queste sonde che sono progettate per studiare Marte, ma che possono riconfigurarsi per avvantaggiarsi di questa affascinante opportunità di studiare una cometa e cosa accade quanto la cometa interagisce con Marte, quale materiale verrà depositato nella sua atmosfera, l'interazione con i gas della chioma cometaria, se vi sarà un riscaldamento dell'atmosfera, un'espansione o delle meteore? E' un'opportunità fantastica."
Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL-Caltech) la posizione delle sonde della NASA in orbita attorno a Marte ma dietro il pianeta dopo il passaggio ravvicinato della cometa C 2013/A1 Siding Spring, il 19 ottobre prossimo. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: NASA) la cometa Siding Spring si dirige verso Marte.

Fonte: Spaceflight Now

09/10/2014 - La NASA studia un modulo abitato per la Missione all'Asteroide -

La NASA stà studiando l'ipotesi di aggiungere un modulo abitato alla proposta missione Asteroid Redirect Mission (ARM) in modo da permettere agli astronauti di rimanere nei pressi dell'asteroide per diverse settimane.
Chris Moore, vice direttore dell'Advanced Exploration Systems Division presso il Quartier Generale della NASA, ha detto, in una presentazione tenutasi durante il 65esimo International Astronautical Congress tenutosi a Toronto il 3 ottobre scorso, che il modulo servirebbe come prototipo di habitat per le future missioni nello spazio profondo e potrebbe essere pronto per la prima missione con equipaggio a visitare un asteroide catturato nella metà degli anni '20.
"Stiamo facendo uno studio su differenti tipi di moduli e di quando potrebbero essere lanciati," ha detto Moore. "Potrebbe essere utilizzato anche per la prima missione, se fosse pronto in tempo."
Secondo l'attuale piano della NASA per ARM, un equipaggio di due persone volerebbe in una missione di 26 giorni a bordo di un veicolo spaziale Orion alla volta di un asteroide catturato che si troverà in orbita retrograda lontana attorno alla Luna. In questo modo solo cinque giorni dell'intera missione sarebbero trascorsi nei pressi dell'asteroide, permettendo due sole passeggiate spaziali di quattro ore l'una, mentre il resto della missione passerebbe nel transito fra l'asteroide e la Terra.
Questi tempi sono obbligati dalle capacità di supporto vitale della nave spaziale Orion. Moore ha detto che l'utilizzo di quello che la NASA chiama Exploration Augmentation Module (EAM) permetterebbe all'intera missione di raggiungere i 60 giorni. "Questo modulo fornirebbe il supporto vitale extra e le scorte per estendere la missione di Orion."
Un lato del modulo sarebbe agganciato al veicolo spaziale robotico che ha deviato l'asteroide catturato nell'orbita lunare, con Orion ormeggiato al lato opposto. Il modulo potrebbe inoltre comprendere un boccaporto aggiuntivo in modo da permettere a navi spaziali logistiche di agganciarsi quando è presente Orion e un modulo di decompressione per far si che gli astronauti eseguano le passeggiate spaziali senza depressurizzare Orion, come attualmente previsto.
Moore descrive l'EAM come simile, nelle dimensioni, al veicolo spaziale Cygnus, un confronto che potrebbe non essere una coincidenza. La Orbital Sciences Corp. ha espresso il suo interesse nel trovare nuove applicazioni per il suo veicolo cargo Cygnus, compreso il suo utilizzo come modulo abitato per le missioni attorno alla Luna e nello spazio profondo.
"Cygnus è candidato per altre missioni. Noi crediamo che abbia un grande potenziale per il suo uso in missioni oltre l'orbita terrestre," ha detto Frank Culbertson, vice presidente esecutivo della Orbital Sciences, in una presentazione separata tenutasi alla conferenza il 30 settembre. Questo comprenderebbe servire da modulo aggiuntivo per Orion e come destinazione per Orion nello spazio lunare.
Moore ha detto che l'intero sviluppo di ARM prosegue nei tempi previsti, con la NASA che dovrà prendere una decisione entro la metà di dicembre per le due opzioni della missione. Una opzione prevede l'utilizzo di una sonda robotica che devii un asteroide, largo fino a dieci metri, nell'orbita lunare. Nella seconda opzione il veicolo spaziale dovrebbe prelevare un masso di alcuni metri di diametro dalla superficie di un asteroide più grande e portarlo in orbita lunare.
Mentre i tempi specifici della missione dipendono dalle orbite dell'asteroide prescelto, Moore dice che il veicolo spaziale robotico per ARM dovrebbe essere lanciato attorno al 2019, e la missione con equipaggio nel 2025.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il veicolo spaziale Orion, a sinistra, ormeggiato al veicolo robotico che ha catturato il piccolo asteroide.

Fonte: Space News

09/10/2014 - Installato sul razzo Ariane 5 il primo satellite della prossima missione -

La fase finale di integrazione per la missione del 16 ottobre del lanciatore pesante di Arianespace è iniziata, con ARSAT-1 installato sul vettore Ariane 5 presso lo Spazioporto della Guyana Francese.
Il veicolo spaziale è stato posizionato sulla sommità dello stadio principale criogenico di Ariane 5 questa settimana durante le attività svoltesi all'interno del Final Assembly Building (FAB) dello Spazioporto - dato che questo è il passeggero più in basso, e verrà rilasciato per secondo nella sequenza di volo dopo il suo compagno, l'Intelsat 30, che ospita il carico utile DLA-1.
ARSAT-1 sarà il primo satellite geostazionario costruito dall'Argentina, prodotto dalla compagnia INVAP per l'operatore ARSAT (Empresa Argentina de Soluciones Satelitales Sociedad Anonima) che assieme a Airbus Defence and Space e Thales Alenia Space sono stati i fornitori principali delle apparecchiature.
Dopo il suo rilascio da Ariane 5, l'ARSAT-1 opererà da una posizione orbitale di 71,8° Est - dalla quale potrà fornire una vasta gamma di servizi per telecomunicazioni, trasmissioni dati, telefonia e televisione per tutta l'Argentina, il Cile, l'Uruguay e il Paraguay.
Assieme ad ARSAT-1 nella prossima missione - designata Volo VA220 nel sistema di numerazione della famiglia di lanciatori di Arianespace - vi sarà Intelsat 30, che ospita il carico utile DLA-1, costruito dalla SSL (Space System/Loral) per due clienti di lungo tempo di Arianespace: Intelsat e DIRECTV. Una volta in orbita, Intelsat 30/DLA-1 espanderanno grandemente le offerte di svago della televisione diretta alle case nell'America Latina, e forniranno servizi di riserva e di recupero.
Nella foto (Credit: Arianespace) il satellite ARSAT-1 viene abbassato sulla sommità del razzo vettore Ariane 5.

Fonte: Arianespace

Nell'illustrazione artistica (Credit: Sierra Nevada Corp.) il Dream Chaser sulla rampa di lancio.

09/10/2014 - La NASA chiede ai fornitori di riprendere i lavori sulle capsule commerciali -

La NASA ha dichiarato giovedì che la Boeing e la SpaceX, selezionate dall'Agenzia il mese scorso per trasportare gli astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), possono riprendere i lavori di sviluppo dei loro veicoli spaziali.
La NASA aveva infatti fermato i lavori di Boeing e SpaceX riferiti al contratto CCtCap (Commercial Crew Transportation Capability) dopo che la Sierra Nevada aveva fatto ricorso al GAO (Government Accountability Office) degli Stati Uniti contro la decisione di escluderla dal contratto.
Le agenzie governative spesso sospendono i lavori dei nuovi contratti in caso di proteste presentate al GAO. In un documento postato sul sito giovedì, la NASA ha detto di aver deciso di procedere con i contratti di Boeing e SpaceX nonostante la sfida lanciata dalla Sierra Nevada.
"L'agenzia riconosce che il fallimento nel fornire un servizio di trasporto CCtCap al più presto possibile mette a rischio l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), mette in crisi le operazioni continue sulla ISS, potrebbe ritardare cruciali incontri per le dimensioni dell'equipaggio e potrebbe risultare anche nella caduta di prestazioni nell'adempiere con gli accordi internazionali," dice la NASA nel post.
Il GAO non ha ancora preso in esame il ricorso della Sierra Nevada ma i controllori del congresso hanno comunque tempo fino al 5 gennaio per dare una raccomandazione in merito.
Se il GAO dovesse decidere in favore della Sierra Nevada, la NASA potrebbe modificare la sua decisione oppure lanciare una nuova competizione per i contratti di trasporto commerciale equipaggi. La NASA non deve obbligatoriamente seguire le raccomandazioni del GAO, ma di solito la commissione fa poi rapporto al Congresso se un'agenzia non accoglie le richieste del GAO.
La Sierra Nevada ha detto che vi sono "seri dubbi e incongruenze nel processo di selezione" che hanno costretto ad inoltrare la protesta al contratto. La compagnia ha detto che la sua proposta alla NASA era meno costosa di quella di Boeing e 'quasi equivalente' a Boeing e SpaceX per quanto riguarda il merito tecnico e i giudizi delle passate prestazioni.
Ma l'annuncio di giovedì della NASA significa che Boeing e SpaceX possono riprendere i lavori per i contratti CCtCap, in modo da poter produrre dei veicoli spaziali certificati e lanciare le astronavi con equipaggio entro la fine del 2017.
"Queste considerazioni hanno spinto la NASA ad utilizzare la sua autorità per evitare significative conseguenze se i contratti fossero rimasti sospesi," ha detto la NASA. "La NASA ha determinato che la migliore soluzione per servire gli Stati Uniti era di proseguire i contratti CCtCap che permetteranno un sicuro ed affidabile modo di viaggiare da e per la ISS dagli Stati Uniti su navi spaziali Americane e terminare la dipendenza dalla Russia per questo tipo di trasporto."
L'agenzia spaziale aveva annunciato il 16 settembre scorso di aver scelto la Boeing e la SpaceX per costruire, testare e far volare dei veicoli spaziali commerciali con equipaggio chiudere così la dipendenza dalle astronavi Soyuz della Russia per il trasporto degli astronauti verso la stazione spaziale entro la fine del 2017.
Anche la Sierra Nevada aveva partecipato alla gara, ma la NASA aveva escluso il suo corpo portante Dream Chaser in favore delle capsule di Boeing e SpaceX progettate per atterrare al suolo con l'aiuto di paracadute, airbag e razzi frenanti.
Il 26 settembre la Sierra Nevada aveva presentato protesta ufficiale al GAO, cercando "un'ulteriore revisione dettagliata e valutazione delle proposte presentate e delle capacità," aveva detto la compagnia in una dichiarazione.
La proposta Dream Chaser, che prevede il decollo sulla sommità di un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance e l'atterraggio su una pista aeroportuale, sarebbe costata circa 900 milioni di dollari meno del contratto del CST-100 della Boeing, afferma la Sierra Nevada.
La Boeing riceverà fino a 4,2 miliardi di dollari per il suo contratto CCtCap contro i 2,6 della SpaceX.
Entrambi i contratti prevedono lo sviluppo, i test di volo e fino a sei missioni operative per trasportare gli astronauti NASA e dei suoi partner fra la Terra e la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La NASA garantisce ad ogni compagnia almeno due voli completi con profitto.
La capsula equipaggio CST-100 della Boeing - proprio come il Dream Chaser della Sierra Nevada - sono progettati per decollare a bordo dei razzi Atlas 5.
La SpaceX stà lavorando alla sua capsula Dragon altamente modificata di seconda generazione piena di modifiche ed aggiornamenti - compresi nuovi propulsori a razzo, computer, differente linea esterna e pannelli solari ri-progettati - del veicolo cargo Dragon della compagnia che già vola verso la stazione spaziale.
Nell'illustrazione artistica (Credit: Boeing/SpaceX) i due veicoli equipaggio della SpaceX e della Boeing che sono stati scelti dalla NASA per portare gli astronauti alla ISS a partire dal 2017. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: Sierra Nevada Corp.) il Dream Chaser sulla rampa di lancio.

Fonti: Spaceflight Now - NASA

09/10/2014 - Il debutto di Angara-5 entro la fine dell'anno -

Il primo volo del veicolo di lancio Angara nella versione pesante, Angara-5, potrebbe avere luogo fra il 20 e il 30 dicembre di quest'anno.
Al momento tutti i lavori preparatori della campagna di lancio sono allineati alla tabella di marcia, lo ha annunciato ai giornalisti martedì, il capo delle Forze di Difesa Aeree e Spaziali, il Tenente-Generale Alexander Golovko.
"Tutti i lavori allo spazioporto di Plesetsk si stanno svolgendo secondo programma. Per il 20 dicembre dovremmo completare un test completo in rampa," ha detto Golovko.
Rispondendo ad una domanda del corrispondente della RIA Novosti sulla prevista data di lancio, Golovko ha detto che una decisione finale spetta alla Commissione di Stato e che, per il momento, la finestra di lancio è definita in un periodo che va dal 20 al 30 dicembre 2014.
Nella foto (Credit: RIA Novosti) i tre modelli del vettore Angara, da sinistra l'1.2, poi il 3 ed infine il 5.

Fonte: RIA Novosti

09/10/2014 - Rosetta abbassa ancora l'orbita: a meno di 10 km dalla superficie di 67P -

Dopo aver trascorso l'ultima settimana a circa 20 chilometri di distanza dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, ora la sonda Rosetta dell'ESA si avvicinerà ancora di più orbitando a soli 10 chilometri dalla superficie.
Una serie di manovre abbasserà l'orbita dagli attuali 18,6 chilometri, con un periodo di 7 giorni, ad una intermedia di circa 18.6 x 9.8 chilometri, con un periodo di 5 giorni.
A questo punto, per il prossimo 15 ottobre, l'orbita diventerà circolare con un raggio di 9,8 chilometri e un periodo di 66 ore, dando il via alla fase della missione chiamata "Close Observation Phase (COP)".
La nuova orbita permetterà agli strumenti di Rosetta di analizzare i gas e le polveri più vicine al nucleo e offrirà la possibilità di catturare immagini veramente dettagliate del sito di atterraggio per prepararsi al meglio allo sbarco di Philae il prossimo 12 novembre.
Rosetta rimarrà nella COP a 10 chilometri fino al 28 ottobre, quando inizierà il trasferimento in un'orbita di "pre-consegna", leggermente ellittica, a circa 30 chilometri di distanza dal centro cometa.
Dopo un altro cambiamento orbitale, che si terrà circa due ore prima della separazione, la sonda sarà finalmente pronta a consegnare Philae da una distanza di 22,5 chilometri, alle 08:35 UTC del 12 novembre. Questo se l'atterraggio avverrà effettivamente sul sito primario J.
Nell'immagine (Credit: ESA/Rosetta/NavCam - Processing by 2di7 & titanio44) un mosaico di quattro immagini che mostrano il 'collo' del nucleo della cometa 67P ripreso con la Navcam lo scorso 2 ottobre. Elaborazione di Elisabetta Bonora e Marco Faccin di Alive Universe Images. Al link della fonte approfondimenti e altre immagini del nucleo della cometa.

Fonte: Alive Universe Images

08/10/2014 - Eseguito un nuovo volo planato, senza motore, per SpaceShipTwo -

Lo spazio-plano suborbitale della Virgin Galactic ha solcato di nuovo i cieli giovedì (7 ottobre), appena tre giorni dopo le celebrazioni del grande anniversario per il veicolo suo predecessore.
La SpaceShipTwo ha completato un volo senza motore sul Mojave Air and Spaceport della California, ha confermato un rappresentante della Virgin Galactic. Il veicolo ha ruotato la sua coda ed ali in alto durante il test, nella posizione chiamata 'feather' che permette di incrementare la stabilità durante la fase di discesa al termine del volo suborbitale.
"#SpaceshipTwo è rientrato perfettamente al suolo dopo il suo 54esimo volo di prova, compreso il suo decimo test del sistema feather," ha scritto ufficialmente la compagnia per mezzo del suo account twitter @virgingalactic. "Assieme ai diversi ottimi test del motore a razzo di SS2 svoltisi nelle ultime settimane, il volo di oggi ci porta sempre più vicini allo spazio."
Tre giorni fa la Virgin Galactic aveva segnato il decimo anniversario della data più importante per la compagnia. Infatti il 4 ottobre 2004, la SpaceShipOne - progettata e costruita dalla Scalded Composites del famoso ingegnere aerospaziale Burt Rutan - vinceva i 10 milioni di dollari dell'Ansari X Prize dopo essere diventata il primo veicolo privato a raggiungere lo spazio due volte nel periodo di due settimane.
Dalla SpaceShipOne, il miliardario britannico Sir Richard Branson aveva acquisito la tecnologia e costruito la Virgin Galactic attorno ad essa. La SpaceShipOne si era evoluta nella più capiente SpaceShipTwo, un velivolo per sei passeggeri che Branson ha dichiarato inizierà i voli commerciali nel prossimo anno. Al momento un posto a bordo della SS2 costa circa 195.000 Euro.
La SS2 è progettata per essere portata in quota da un aereo madre, il WhiteKnightTwo, e rilasciata ad una quota di circa 15.000 metri. A quel punto lo spazio-plano accende il suo motore a razzo e accelera verso lo spazio. Molti dei primi voli di prova di SS2 si sono svolti appesi sotto le ali del WhiteKnightTwo.
La SS2 ha completato 34 voli liberi, la maggior parte dei quali senza motore. Il veicolo ha acceso il motore per tre volte, il più recente nel gennaio del 2014.
Nella foto (Credit: Scaled Composites/Jason DiVenere) la SpaceShipTwo al momento dell'atterraggio dopo il volo di prova senza motore di giovedì.

Fonte: Space.com

08/10/2014 - Pronto al debutto il più potente secondo stadio di Antares -

Il veicolo spaziale Cygnus della Orbital Sciences Corp. inizierà il suo prossimo volo verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il 24 ottobre prossimo, grazie ad un razzo vettore Antares - al suo quinto lancio in 18 mesi di operazioni. La missione ORB-3/CRS-3 vedrà anche il debutto in volo del più potente motore a propellente solido del secondo stadio, il Castor 30XL, fornito dalla ATK.
Nonostante che uno dei futuri motori AJ-26 che spingono il primo stadio del razzo Antares sia esploso al banco prova di Stennis, la carriera del vettore della Orbital si è svolta, finora, senza nessun problema.
La missione ORB-3/CRS-3 prevede un ulteriore aumento del carico a bordo del veicolo spaziale automatico Cygnus, circa 2.290 kg di merci verranno infatti consegnate all'avamposto orbitale.
L'aumento di prestazioni è stato un obiettivo incrementale per Antares, che nella missione ORB-2 ha utilizzato uno stadio Castor 30B, sostituendo il meno potente Castor 30A usato per le prime due missioni di Antares. Ora il 30B verrà sostituito a sua volta dal più potente Castor 30XL.
Questo nuovo stadio più potente permetterà la transizione verso la versione maggiorata di Cygnus dotata di maggiore capacità di carico. Questo Cygnus 'maggiorato' eseguirà le ultime cinque missioni CRS, delle otto previste, portando il carico utile fino a 2,7 tonnellate.
Il motore a propellente solido Castor 30XL ha un diametro di 2 metri e 30, una lunghezza di 6 metri e pesa approssimativamente 26 tonnellate.
Nella foto (Credit: Rick Goodfriend) il motore Castor 30XL durante i test svoltisi presso la Arnold Air Force Base nel 2013.

Fonte: Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: SSAI/NASA, Hal Pierce) il super tifone Vongfong ripreso dal satellite TRMM.

08/10/2014 - Due satelliti NASA raccolgono i dati sul super-tifone Vongfong -

Due satelliti della NASA stanno raccogliendo i dati sulle nuvole, sulle piogge e del diametro dell'occhio del super-tifone Vongfong che ha virato verso Nord nell'Oceano Pacifico Nord-occidentale.
Il tifone Vongfong si è formato il 2 ottobre 2014 a Sud-Est di Guam. Il tifone Phanfone, che recentemente ha colpito il Giappone, si era formato vicino alla stessa area dell'Oceano Pacifico occidentale.
Vongfong aveva venti con velocità di circa 138 km/h quando il Tropical Rainfall Measuring Mission, il satellite TRMM, lo ha sorvolato mentre l'occhio del tifone alle 08:00 UTC (le 10 ora italiana) del 7 ottobre 2014 mentre si intensificava. Lo strumento PR (Precipitation Radar) di TRMM ha mostrato che la potente tempesta nelle pareti dell'occhio del ciclone stava producendo forti piogge. Lo strumento TMI (TMRR Microwave Imager) invece ha mostrato le multiple bande di pioggia che spiraleggiavano spandendo forti piogge su una vasta area.
L'8 ottobre alle 2:15 UTC (le 4:15 ora italiana) lo strumento MODIS a bordo del satellite Terra della NASA ha ripreso un'immagine, nel visibile, del vasto gruppo di nubi che si estende attorno all'occhio del super tifone Vongfong.
L'8 ottobre alle 15:00 UTC (le 17 ora italiana) i venti di Vongfong hanno toccato la velocità massima di 268 km/h facendolo passare alla categoria 5 dei super tifoni sulla scala Saffir-Simpson. Esso era centrato vicino a 18,7° Nord e 130,7° Est. Si trovava a circa 944,5 km a Sud-sudest della base Kadena, dell'Air Force, a Okinawa, in Giappone. Vongfong si sta spostando verso Nord alla velocità di circa 13 km/h e sta formando onde molto forti nel mar delle Filippine, fino a 15,2 metri di altezza.
Secondo la base area degli Stati Uniti a Kadena, l'8 ottobre delle squadre di recupero congiunte US Air Force/Giappone hanno recuperato il corpo del terzo aviere che era stato sbalzato in mare il 5 ottobre dal tifone Phanfone.
Il centro Joint Typhoon Warning Center, prevede che Vongfong si indebolisca leggermente mentre si sposta verso le isole meridionali del Giappone.
Nella foto (Credit: NASA Goddard MODIS Rapid Response Team) il super tifone Vongfong fotografato dal satellite Terra della NASA l'8 ottobre 2014. Nella foto a sinistra (Credit: SSAI/NASA, Hal Pierce) il super tifone Vongfong ripreso dal satellite TRMM il 7 ottobre 2014. Le zone di colorazione maggiore sono quelle con le più pesanti precipitazioni di pioggia.

Fonte: NASA

08/10/2014 - La NASA collabora con il Programma X-37B -

Il Kennedy Space Center della NASA, in Florida, ha raggiunto un accordo con il Programma X-37B dell'U.S. Air Force per utilizzare gli edifici Orbiter Processing Facility (OPF) 1 e 2 per preparare gli Orbital Test Vehicle X-37B per il lancio.
Le sale OPF sono state utilizzate per l'ultima volta durante il Programma Space Shuttle della NASA. Con la transizione dell'agenzia verso il razzo Space Launch System (SLS) e l'astronave Orion, al momento l'agenzia non ha un utilizzo previsto per queste strutture. Questo accordo assicura che gli edifici possano essere ancora utilizzati per lo scopo per il quale sono stati realizzati - preparare i veicoli spaziali.
"Il Kennedy si posiziona per il futuro, trasformandosi in una struttura di lancio per diversi utilizzatori sia commerciali che governativi, mentre la NASA si imbarca nei nuovi piani di esplorazione dello spazio profondo," ha detto Robert Cabana, direttore del Kennedy Space Center. "Una struttura dinamica stà prendendo forma, progettata per ospitare molti tipi di astronavi e razzi."
Oltre alla preparazione per il lancio, il Programma X-37B condurrà test sulla Shuttle Landing Facility (SLF) del Kennedy per dimostrare che l'atterraggio del veicolo sulla ex-pista delle navette è un'opzione tecnicamente fattibile.
La Boeing Company si occupa degli aggiornamenti costruttivi degli OPF su mandato del Programma X-37B. Questi aggiornamenti saranno completati entro dicembre.
L'X-37B è uno spazioplano orbitale senza equipaggio di piccole dimensioni dell'U.S. Air Force, lanciato dalla sommità di un razzo vettore Atlas V e capace di rimanere in orbita per lunghissimi periodi. Al momento la terza missione, OTV-3 lanciata l'11 dicembre 2012, ha superato abbondantemente i 600 giorni in orbita.
Per maggiori informazioni sulle collaborazioni con il Kennedy Space Center della NASA, visitate: http://www.nasa.gov/centers/kennedy/business/index.html. Nella foto (Credit: Parabolic Arc) l'X-37B dopo il suo rientro dallo spazio nella seconda missione orbitale, durata 469 giorni.

Fonte: Parabolic Arc

Nella foto (Credit: ESA - A. Cavallini) l'astronauta italiano Paolo Nespoli alla Notte dei Ricercatori 2014.

08/10/2014 - ESRIN, la notte dei ricercatori 2014: cooperescion! -

La cooperazione spaziale era il tema portante di questa edizione della Notte dei Ricercatori all'ESA-ESRIN in omaggio al cinquantennale dell'Agenzia Spaziale Europea.
E cooperazione è stata anche sulla Terra perchè ai visitatori è stato proposto un ricco programma di attivià, coordinate alla perfezione dall'impeccabile staff che ha progettato, curato e accompagnato l'evento. I due poli della attività sono state la Big Hall e il Building-1. Nella grande sala si è voluto sfruttare il megaschermo e le proiezioni 3D per raccontare le nostre avventure spaziali, da come difenderci dagli asteroidi che passano nelle nostre vicinanze all'emozione di vedere la Terra dallo spazio - starring l'astronauta Paolo Nespoli. Nella palazzina principale invece le attività si sono svolte in contemporanea, in un'area non a caso ribattezzata per l'occasione "Space Rock Cafè". Mentre sulla terrazza della sala Magellan si osserva il cielo al telescopio, al piano di sotto si può sapere tutto sul cibo degli astronauti con, come colonna sonora, una playlist di canzoni famose che parlano rigorosamente tutte di astronomia e missioni spaziali.
Proviamo allora a raccontare la nottata in maniera "cooperativa": protagonista il nostro pianeta, a cui tra l'altro è dedicata la mostra "Il mio Pianeta dallo Spazio: Fragilità e Bellezza" appena inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma e che durerà fino al 2 novembre. L'osservazione della Terra dallo spazio, di cui l'ESRIN è un centro di eccellenza, entra infatti in un momento magico per l'Europa: la prima delle "sentinelle" della Terra è da poco in orbita e ha dato così simbolicamente il via al grande programma europeo di monitoraggio ambientale battezzato Copernicus. Si tratta di inviare in orbita dei satelliti artificiali che terranno continuamente sotto controllo ciò che accade sulla superficie del nostro pianeta, che si tratti di fenomeni naturali o creati dall'uomo, nel bene e nel male. Lo stato delle coltivazioni, la deforestazione, il livello dei mari, la temperatura del pianeta, la distribuzione dei ghiacci, i processi di urbanizzazione, le costruzioni abusive, il supporto alla protezione civile, sono solo alcune delle tematiche per le quali il contributo delle osservazioni spaziali è già oggi importante e diventerà sempre più fondamentale.
Dall'epoca pionieristica dei primi satelliti meteorolgici a oggi lo spazio è entrato letteralmente nelle nostre tasche: basti pensare che due delle applicazioni più diffuse sugli smartphones – la navigazione e la localizzazione satellitare – non sarebbero possibili se non ci fossero i satelliti artificiali che ci dicono dove siamo e ci mostrano le immagini di dove vogliamo andare, che sia all'interno della nostra città oppure all'altro capo del mondo. Ma, al di là delle applicazioni, l'avventura umana nello spazio non smette mai di affascinare e non a caso le prime parole di Yuri Gagarin, quando per primo potè ammirare il nostro pianeta dall'oblò della sua capsula, furono "La Terra è blu, meravigliosa, stupefacente!". Una emozione a cui non ci si può abituare, dato che gli astronauti che vivono e lavorano sulla Stazione Spaziale Internazionale passano gran parte del loro tempo libero nella "Cupola" - che con i suoi finestroni a 360 gradi offre una vista mozzafiato del nostro pianeta - fotografando incessantemente i paesaggi che scorrono veloci sotto i loro occhi. Una volta tornati parlano entusiasticamente di "natura allo stato puro", di "colori vivissimi" e di "orizzonti illimitati". Trasmettere quell'entusiasmo è proprio quello che ha fatto Paolo Nespoli con la usuale maestria, chiamando il pubblico a commentare insieme le sue foto, inserendo qui e là discretamente qualche osservazione più tecnica e arricchendo il tutto con l'infinita serie di aneddoti che solo chi ha passato sei mesi nello spazio può raccontare: "nello spazio si cammina con le mani e si sta fermi con i piedi: è proprio un posto fuori dal mondo!"
Ma se è vero che lo spazio permea in maniera capillare la nostra vita quotidiana, chi protegge le infrastrutture spaziali da cui ormai dipendiamo? I rischi sono quelli causati dai detriti spaziali, che, per quanto piccoli, viste le velocità in gioco sono dei proiettili micidiali (in caso di emergenza gli astronauti della Stazione Spaziale si radunano nelle capsule Soyuz, pronti a una evacuazione rapida), dalle tempeste magnetiche innescate da una attività solare particolarmente intensa (un vero incubo per le telecomunicazioni) e dalla possibilità che un piccolo asteroide entri nell'atmosfera terrestre esplodendo in volo, come accaduto nel 2013 sulla città russa di Chelyabinsk, oppure schiantandosi al suolo. Di questa ultima eventualità hanno parlato gli esperti del Centro di Coordinamento sul rischio asteroidale ospitato proprio all'ESRIN, coinvolgendo il pubblico in una improvvisata "caccia all'asteroide" tra i campi stellari fotografati dai grandi telescopi con cui l'ESA collabora. Ma dato che nulla può sostituire l'esperienza diretta, ecco la possibilità di osservare al telescopio, grazie agli strumenti e all'esperienza messi a disposizione dall'Associazione Tuscolana di Astronomia. Analogamente, guidati da Argotec, cioè la società che si occupa di preparare i manicaretti per i nostri astronauti, si può non solo sapere tutto sulla loro alimentazione direttamente dalla voce di uno "chef spaziale", ma anche acquistarne una porzione da portare a casa!
A fornire una colonna sonora in tema con gli argomenti trattati ci ha pensato "Rock Around the Planets", una conferenza-spettacolo interattiva che nasce da una riflessione difficile da contestare: una intera generazione di astronomi, scienziati e astronauti è cresciuta insieme al rock mentre molte rock star hanno raggiunto l'apice del successo in piena era spaziale. Non stupisce quindi che canzoni famose come "Rocket Man" di Elton John, "Space Oddity" di David Bowie parlino di scienze spaziali, ne' che la tradizione continui fino ai nostri giorni (e.g. Caparezza e il suo "Vengo dalla Luna"). Ma cosa c'è di vero, di visionario, di fantasioso oppure di completamente sbagliato nei testi "astronomici" del rock. Rock Around the Planets è un viaggio tra pianeti, satelliti, asteroidi e comete, è uno sguardo nelle profondità del cosmo tra nebulose e galassie, è il racconto di chi nello spazio c'è stato per davvero. Ma è anche una playlist che riprende l'antico parallelo tra musica e astronomia e che il pubblico sceglie in che ordine suonare, proprio come in un vecchio jukebox. Per concludere degnamente la serata, a ritmo di rock.
Nel menù che si trova nel sito della fonte, i link per rivedere alcuni momenti della Notte dei Ricercatori 2014 all'ESA-ESRIN - attraverso la galleria immagini ed i video.
Nella foto (Credit: ESA - A. Cavallini) un momento dello Space Rock Cafè alla Notte dei Ricercatori 2014 all'ESA-ESRIN di Frascati. Nella foto a sinistra (Credit: ESA - A. Cavallini) l'astronauta italiano Paolo Nespoli alla Notte dei Ricercatori 2014.

Fonte: ESA Italia

Nella foto (Credit: NASA TV) Reid Wiseman mentre ripulisce il sito di lavoro dopo lo spostamento del modulo pompa guasto.

07/10/2014 - L'equipaggio della Stazione completa una passeggiata spaziale di manutenzione -

Lavorando all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), l'astronauta Reid Wiseman della NASA e il suo collega Alexander Gerst dell'Agenzia Spaziale Europea, hanno spostato con successo martedì un modulo pompa dell'ammoniaca guasto su una piattaforma esterna di stivaggio, completando così un'operazione prevista durante una passeggiata spaziale di riparazione dello scorso dicembre.
Inoltre i due hanno anche sostituito un faretto rotto di una telecamera, utilizzata durante gli arrivi e le partenze delle astronavi, e istallato un sistema elettrico di riserva sul trasportatore mobile utilizzato per spostare il braccio robotico della stazione che movimenta le attrezzature da un sito di lavoro all'altro.
L'attività extraveicolare (EVA), la 182esima fin dall'inizio della costruzione della stazione nel 1998, è iniziata alle 8:30 a.m. EDT (le 14:30 ora italiana) e si è conclusa sei ore e tredici minuti dopo quanto Gerst e Wiseman sono rientrati nel modulo di decompressione Quest ed hanno iniziato le procedure di pressurizzazione alle 2:43 p.m. EDT (le 20:43 ora italiana). Si è trattata della quinta delle sette passeggiate spaziali previste quest'anno dagli astronauti della stazione e la prima per Gerst e Wiseman.
"Alex, sembra che qui fuori vi sia quasi una Luna piena," ha esclamato meravigliato mentre galleggiava fuori dal boccaporto. "E' bellissima."
Alcuni minuti dopo, Gerst ha detto semplicemente: "E' maestosa."
"Si, è sorprendente," ha concordato Wiseman.
L'obiettivo principale della U.S. EVA-27 era quello di spostare una pompa di raffreddamento dell'ammoniaca guasta dal trasportatore mobile verso uno spazio riservato sulla External Stowage Platform-2 (ESP-2) vicino al boccaporto. La pompa si era guastata lo scorso dicembre e venne sostituita durante due attività extraveicolari eseguite nel corso del mese. Ma l'equipaggio che eseguì la riparazione non ebbe tempo per spostare l'unità guasta su ESP-2.
Gerst, ancorato per i piedi alla parte finale del braccio robotico canadese, ha portato manualmente l'ingombrante scatola del modulo pompa dalla parte anteriore del traliccio solare del laboratorio fino alla piattaforma di stoccaggio. Barry 'Butch' Wilmore, operando il braccio dall'interno della stazione, ha spostato Gerst in posizione in modo che lui e Wiseman potessero far scivolare la pompa nel suo alloggiamento.
Utilizzando uno strumento elettrico, Gerst ha avvitato quattro bulloni per bloccare la pompa al suo posto. Wiseman vi ha assicurato una protezione isolante e, per completare il lavoro, ha riposto un rampino di fissaggio che era stato agganciato al modulo pompa.
Con questo lavoro completato, Wilmore ha spostato Gerst sul lato destro del modulo laboratorio Destiny per sostituire un faretto del complesso di telecamere. La luce viene utilizzata per fornire l'illuminazione necessaria quando i veicoli cargo si avvicinano alla stazione durante la fase in ombra dell'orbita.
L'ultimo compito importante della U.S. EVA-27 era quello di installare l'attrezzatura conosciuta come il Mobile Transporter Relay Assembly, o MTRA.
Il trasportatore mobile si sposta lungo i binari che si trovano sulla parte anteriore del traliccio principale per posizionare il braccio robotico ai vari punti di lavoro. Esso è fornito di un rampino di fissaggio per i carichi utili dove i componenti possono essere momentaneamente posti ed ha una presa del sistema elettrico della stazione. Il modulo pompa era montato in quella posizione fino alla sua rimozione avvenuta martedì, nella prima parte dell'EVA.
Il MTRA permetterà ai controllori di volo di convogliare l'energia ai carichi agganciati anche se un problema di qualche tipo impedisse al trasportatore mobile di ottenerlo da una data postazione di lavoro.
Installare il MTRA e i sui cavi ha richiesto la gran parte del tempo residuo previsto per la passeggiata spaziale. Ma non vi sono stati problemi significativi di qualche tipo e dopo aver considerato brevemente di anticipare altri due compiti, i controllori hanno chiesto a Wiseman e Gerst di riporre i loro attrezzi e di chiudere la giornata.
""Davvero, davvero un bel lavoro oggi, solo un grande lavoro," ha replicato via radio l'astronauta Douglas Wheelock dal controllo missione di Houston.
"Grazie, Wheels," ha risposto Wiseman. "Alex ed io vorremmo solo esprimere la nostra grande gratitudine per averci fatto eseguire questa EVA in tutta sicurezza al di fuori e poi di averci riportato di nuovo al sicuro. E' un buon giorno per la NASA, è sicuramente un buon giorno per l'Agenzia Spaziale Europea."
Ha aggiunto Gerst: "Vogliamo dire grazie a tutte le squadre di addestramento, sia della NASA che dell'ESA per tutto il duro lavoro ... che ci ha portati a questo punto."
Se tutto andrà come previsto, Wiseman e Wilmore si avventureranno all'esterno della stazione il prossimo mercoledì 15 ottobre per sostituire un componente elettrico del sistema energetico solare che si è guastato all'inizio dell'anno, mettendo fuori uso uno dei canali di alimentazione della stazione spaziale.
Il complesso orbitale è dotato di otto grandi pannelli solari forniti dalla NASA che generano l'energia elettrica su otto canali di alimentazione. Ogni pannello è dotato con un'apparecchiatura chiamata unità di derivazione sequenziale, o SSU (Sequential Shunt Unit) che regola il voltaggio. La SSU del canale elettrico 3A si è guastata a maggio, forzando i controllori di volo a deviare l'energia su un altro canale per una varietà di componenti.
Wiseman e Wilmore prevedono di rimuovere e sostituire la SSU guasta durante il passaggio notturno quando i pannelli non generano energia. Una volta che questo lavoro sarà completato, gli astronauti riposizioneranno lo speciale strumento per fissare i piedi durante le passeggiate spaziali, ripareranno una telecamera sul lato sinistro del traliccio principale sposteranno un'altra telecamera dalla sommità del segmento 1 di sinistra sul lato superiore del modulo Harmony.
Due cosmonauti russi - il Comandante della ISS Maxim Suraev e Alexander Samokutyaev - eseguiranno anche loro una passeggiata spaziale il 22 ottobre per sostituire degli esperimenti all'esterno e compiere dei lavori di manutenzione ordinaria.
Con il completamento della passeggiata spaziale martedì di Wiseman e Gerst, il tempo totale delle EVA della stazione, compiute da 118 fra astronauti e cosmonauti rappresentanti nove nazioni, ha raggiunto 1.142 ore e 15 minuti, pari a 47,6 giorni.
Nella foto (Credit: NASA TV) Alexander Gerst cavalca il Canadarm2 spostando il modulo pompa all'esterno della ISS. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA TV) Reid Wiseman mentre ripulisce il sito di lavoro dopo lo spostamento del modulo pompa guasto. A questo indirizzo alcune foto spettacolari dell'EVA di martedì.

Fonte: Spaceflight Now

07/10/2014 - Samantha Cristoforetti presenta gli esperimenti della missione Futura -

Una sala gremita di giornalisti ha atteso lunedì mattina nella sede dell'Agenzia Spaziale Italiana, l’astronauta Samantha Cristoforetti, per la presentazione degli esperimenti della missione Futura.
Questa non è stata una tradizionale conferenza stampa ma un vero e proprio incontro-esposizione, dove sono stati presentati dai vari responsabili con l’ausilio di pannelli e riproduzioni i 9 esperimenti che faranno parte del ‘bagaglio’ scientifico che accompagnerà Samantha nei suoi cinque mesi e mezzo di missione.
Ad aprire la mattinata, il presidente dell’ASI Roberto Battiston che ha sottolineato il valore della scienza e tecnologia italiana a bordo della ISS.
"L’Italia attraverso l’ASI ha un ruolo unico sulla ISS – ha detto Battiston - la nostra partecipazione è infatti duplice: tramite l’ESA in quanto stato membro e tramite la NASA, in virtù dell’accordo bilaterale per la fornitura di moduli pressurizzati. Grazie al grande impegno profuso, abbiamo contribuito a straordinari esperimenti di eccezionale valore scientifico, coinvolgendo più di 120 scienziati, 20 payload e 2 facilities scientifiche attive a bordo. Questo coinvolgimento è stato possibile anche grazie al contributo degli astronauti italiani del corpo dell’ ESA, quattro dei quali sono attualmente in servizio."
Subito dopo è stato il turno di Samantha che ha parlato del valore della ricerca nello spazio: "La condizione di microgravità ci permette di studiare il comportamento degli elementi da un punto di vista privilegiato, lo spazio può rivelarci molte sorprese sul comportamento del corpo umano e dei fluidi in assenza di gravità." Samantha, ha poi descritto in modo più approfondito i nove esperimenti di ricerca scientifica e dimostrazione tecnologica italiani, che verranno svolti nei mesi di permanenza a bordo della ISS: cinque progetti saranno dedicati allo studio di vari aspetti della fisiologia umana in condizioni di assenza di peso, due effettueranno analisi biologiche su campioni cellulari portati in microgravità; verrà infine portato e sperimentato a bordo della ISS un dimostratore per un processo di produzione automatizzato per la realizzazione di oggetti 3D in assenza di gravità (stampa 3D).
I progetti sono stati ideati da Università, centri di ricerca, aziende e PMI (Piccole Medie Aziende, ndr) italiane, e selezionati dall'ASI attraverso i Bandi nazionali di Volo Umano per l'utilizzazione della ISS.
L'evento di lunedì, fa parte di una serie di incontri istituzionali e con il pubblico a cui Samantha ha preso parte questa settimana, come l'intervento, sempre nella stessa giornata, al Maker Faire di Roma, una fiera dove gli innovatori del terzo millennio mostrano i progetti a cui stanno lavorando e condividono il sapere tecnologico e artigiano.
Samantha Cristoforetti era stata selezionata nella nuova classe di astronauti europei del 2009 assieme al collega Luca Parmitano. Grazie all'accordo bilaterale che lega l’Agenzia Spaziale Italiana e la NASA, Samantha volerà il 23 novembre, dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove resterà per cinque mesi e mezzo quale membro effettivo dell’equipaggio di Spedizione 42/43.
Nella foto (Credit: ASI) il Presidente ASI, Battiston con l'astronauta Cristoforetti durante la presentazione degli esperimenti italiani che voleranno con la missione 'Futura'.

Fonte: ASI

07/10/2014 - La NASA pensa al sonno profondo per la missione marziana? -

Uno studio finanziato dalla NASA esplora la possibilità innovativa di tagliare drasticamente i costi di una spedizione umana verso Marte - mettendo l'equipaggio in stasi.
Il sonno profondo, chiamato torpore, potrebbe ridurre le funzioni metaboliche degli astronauti attraverso procedure mediche già esistenti. Il torpore viene anche attivato naturalmente in casi di ipotermia.
"Il torpore terapeutico è stato una teoria fin dagli anni '80 e poi realtà dal 2003 quando ha iniziato ad essere utilizzato per cure di traumi critici nei pazienti degli ospedali," ha detto l'ingegnere Mark Schaffer della SpaceWorks Enterprises di Atlanta durante il congresso astronautico tenutosi la scorsa settimana. "I protocolli esistono già nei grandi centri medici e inducono una ipotermia terapeutica nei pazienti per tenerli essenzialmente in vita fino a che non possono affrontare il tipo di trattamento di cui hanno bisogno."
Accoppiato all'alimentazione intravenosa, un equipaggio potrebbe essere messo in ibernazione per il tempo del suo viaggio verso Marte, che, anche nel migliore dei casi, richiede almeno 180 giorni di sola andata.
Ma finora la durata dello stato di torpore indotto nei pazienti è stato limitato a circa una settimana.
"Non siamo mai stati in grado di mantenere qualcuno nel torpore terapeutico per più di sette giorni," ha detto Schaffer. "Per una missione umana su Marte, dobbiamo arrivare a 90, 180 giorni. Questi sono i tempi di missione dei quali stiamo parlando."
Economicamente il guadagno sembra impressionante. L'equipaggio potrebbe vivere in navi più piccole con meno servizi come la cambusa, gli attrezzi ginnici, l'acqua, il cibo e il vestiario. Un progetto prevede un habitat in rotazione in modo da fornire un ambiente a bassa gravità che aiuti a ridurre le perdite muscolari e ossee.
Lo studio della SpaceWorks, finanziato dalla NASA, mostra una riduzione fino a cinque volte dello spazio pressurizzato necessario per un equipaggio ibernato e di tre volte nella massa totale richiesta, compresi i materiali di consumo come cibo e acqua.
In tutto, mettere un equipaggio in stasi taglierebbe i requisiti base della missione da circa 400 tonnellate a circa 220.
"Un pò più di un veicolo di lancio pesante," ha concluso Schaffer.
Nell'illustrazione (Credit: SpaceWorks) un equipaggio spaziale in stasi che riceve anche impulsi elettrici di basso livello ai muscoli per prevenire l'atrofia muscolare.

Fonte: Space.com

Nella foto (Credit: ASI) il Presidente ASI, Battiston con il capo dell'ISRO, il Dr. K. Radhakrishnan.

07/10/2014 - IAC2014, cala il sipario sulla 65esima edizione -

Si è conclusa a Toronto nei giorni scorsi la 65esima edizione dello IAC (International Astronautical Congress). L'evento, tenutosi dal 29 settembre al 3 ottobre presso il Metro Toronto Convention Centre, è stato ospitato dal Canadian Space Institute già co-organizzatore di due passate edizioni canadesi del congresso: Montreal nel 1991 e Vancouver nel 2004.
Il motto dell’edizione 2014 è stato "Our world needs Space" ed è stata dedicata ai temi delle ricadute spaziali, del trasferimento tecnologico e, dunque, all’importanza dei legami che la Terra ha con lo Spazio.
Bilancio pienamente in attivo per l'Agenzia Spaziale Italiana, che ha partecipato al congresso con una delegazione e uno stand istituzionale. Nello specifico, l'ASI ha visto le nomine del proprio Presidente Roberto Battiston a Vice Presidente della International Astronautical Federation (IAF) nel relativo bureau e quella di Gabriella Arrigo, Responsabile Unità Alta Formazione e Relazioni Internazionali, ad accademico della International Academy for Astronautics (IAA).
Nell'ambito della manifestazione l'ASI ha inoltre avuto dieci incontri bilaterali con altrettante agenzie spaziali e istituzioni del settore, potenziando così la propria visibilità internazionale e la promozione del 'sistema spazio' italiano. Le controparti degli incontri sono state: NASA, UK Space Agency, Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), Indian Space Research Organization (ISRO), Agencia Espacial Mexicana (AEM), Israeli Space Agency (ISA), Space Generation Advisory Council (SGAC), Women in Aerospace (WIA), IAA e IAF.
"Il sistema Italia rappresentato dall'ASI nella realtà dello IAC suscita grande interesse - ha commentato il Presidente dell'ASI Roberto Battiston durante l'apertura dei lavori - che si tratti di COSMO-SkyMed, del driller di Exomars o della macchina per il caffè Espresso, il nostro Paese si caratterizza per la tecnologia più avanzata."
Lo IAC, e il contestuale expo dello spazio rappresentano la kermesse del settore aerospaziale più importante al mondo. L'iniziativa, promossa dalla IAF, si svolge ogni anno in una nazione diversa.
Come di consueto, la manifestazione si è articolata in una cinque giorni densi di appuntamenti. Il programma, oltre all'exhibition, ha contemplato conferenze, seminari, sessioni plenarie e tecniche.
Lo stand istituzionale dell'ASI è stato visitato da personalità di eccellenza quali l'Amministratore Generale della NASA Charles Bolden, il Direttore dell'UNOOSA Simonetta Di Pippo, il Presidente della IAF Kiyoshi Higuchi, il Direttore Generale dell'ESA Jean-Jacques Dordain, il Presidente del CNES Jean-Yves Le Gall, il Presidente del DLR Johann-Dietrich Wörner e il Presidente e il Segretario Generale della IAA, Madhavan Nair e Jean-Michel Contant.
Sono stati ospiti dello stand ASI anche l'Ambasciatore italiano in Canada Gian Lorenzo Cornado, il Generale di Divisione Aerea Giovanni Fantuzzi, il Ministro della Scienza, della Tecnologia e dello Spazio di Israele Yaakov Perry e Isaac Ben Israel, Presidente dell'Agenzia Spaziale Israeliana (ISA).
L’evento attrae ogni anno più di 3.000 partecipanti e, trattando tutti gli aspetti del settore spaziale, mette a disposizione degli addetti ai lavori le informazioni più aggiornate e i più recenti sviluppi in ambito accademico e industriale.
L’essere una manifestazione itinerante - ogni anno si tiene in una nazione diversa - rafforza l’aspetto internazionale del settore spaziale e consente ad ogni Paese di essere parte della scena spaziale globale.
Nella foto (Credit: ASI) la cerimonia di consegna delle nomine ai nuovi accademici della IAA. Nella foto in alto a sinistra (Credit: ASI) il Presidente ASI, Battiston (a sinistra) assieme al capo dell'ISRO, l'Agenzia Spaziale Indiana, il Dr. K. Radhakrishnan.

Fonte: ASI

07/10/2014 - La Virgin Galactic pronta a riprendere i voli a motore di SpaceShipTwo -

Dopo un'interruzione durata circa nove mesi, la ripresa dei voli a razzo del veicolo suborbitale commerciale SpaceShipOne della Virgin Galactic sarebbero 'imminenti' mentre la compagnia starebbe per prendere possesso ufficiale del velivolo e ricevere la licenza di lancio.
"Stiamo per partire immediatamente, letteralmente molto imminente," ha detto Mike Moses, vice presidente delle operazioni alla Virgin Galactic durante un tour con i rappresentanti dei media presso il Final Assembly, Integration and Test Hangar (FAITH) della compagnia, dove sia SpaceShipTwo che il suo aereo da trasporto sono stati costruiti.
La SpaceShipTwo ha eseguito l'ultimo volo propulso il 10 gennaio. La compagnia aveva poi annunciato a maggio di aver deciso di sostituire il propellente del suo motore e combustibile ibrido, da una specie di gomma ad un poliammide a base di plastica.
La Virgin Galactic ha testato il nuovo motore in una serie di sviluppo e qualifiche, test 'uguali' al suolo, ma non l'ha ancora fatto volare sulla SpaceShipOne. "Ora abbiamo un ultimo test con il nuovo motore per raggiungere lo stesso numero di test eseguiti con quello precedente," dice Georges Whitesides, Amministratore Delegato della Virgin Galactic. Se il test avrà successo, egli ha affermato che sarà pronto per volare sullo SpaceShipTwo.
I precedenti test di volo dello SpaceShipOne si sono svolti sotto la responsabilità della Scaled Composites, che ha sviluppato il veicolo per la Virgin Galactic. Questi voli hanno utilizzato un permesso rilasciato dalla Federal Aviation Administration nel 2012.
"Vi saranno ancora alcuni voli di prova che verranno eseguiti dalla Scaled," dice Whitesides. "Poi passeranno i veicoli dalla Virgin Galactic e a quel punto faremo richiesta alla FAA di chiudere la loro licenza e di rilasciare la nostra."
I tempi per i passaggi di consegne dalla Scaled alla Virgin Galactic dipendono dai progressi che verranno fatti nei prossimi voli, che, secondo Whitesides, potrebbero anche contenere un volo suborbitale completo. Le due compagnie hanno già lavorato assieme in operazioni di volo, e la Virgin Galactic ha già acquisito il WhiteKnightTwo, l'aereo madre, agli inizi dell'anno.
Una volta che la Virgin Galactic avrà la licenza di lancio, Whitesides dice che inizieranno diversi voli di prova, compresi alcuni partendo dallo Spaceport America, in New Mexico, prima di iniziare il servizio commerciale. Whitesides non si sbilancia nel dare una data ma, a settembre, Sir Richard Branson, fondatore del Virgin Group., aveva detto, durante un'intervista televisiva, che si aspettava il primo volo commerciale di SpaceShipTwo a febbraio o marzo 2015.
Nella foto (Credit: SpaceNews photo by Jeff Foust) la fusoliera del secondo velivolo SpaceShipTwo in fase di costruzione presso l'edificio di assemblaggio finale, integrazione e test della Virgin Galactic.

Fonte: Space News

07/10/2014 - Salpare per il recupero dello spazio-plano ESA -

L'imbarcazione che recupererà lo spazio-plano senza equipaggio dell'ESA una volta ammarato nell'Oceano Pacifico dopo il suo volo di ricerca, il prossimo mese, è salpata sabato dal porto di Genova, in Italia.
La Nos Aries ha ricevuto una speciale festa di addio presso la 54esima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova prima di iniziare il suo lungo viaggio attraverso il Mediterraneo e l'Atlantico.
Una squadra di ingegneri della missione si imbarcheranno a Panama e da lì salperanno attraverso il Canale di Panama e nell'Oceano Pacifico.
Per prima cosa gli ingegneri testeranno che l'antenna e i ricevitori della nave funzionino regolarmente dopo il lungo viaggio. L'antenna di inseguimento automatico dovrà captare i segnali inviati dall'Intermediate eXperimental Vehicle (IXV) mentre torna verso la Terra e controllare i dati dai satelliti in orbita terrestre.
Sebbene il team abbia già fatto pratica con le manovre da utilizzare nel recupero di IXV dall'oceano, proseguiranno a migliorare le loro capacità in una vasta gamma di condizioni.
La Nos Aries, il Centro Controllo Missione a Torino e lo Spazioporto dell'ESA a Kourou, nella Guyana Francese, saranno collegati attraverso i satelliti Inmarsat durante una simulazione della missione di IXV utilizzando voce, dati e video.
L'equipaggio inoltre prenderà parte ad una simulazione del lancio, tre giorni prima di quello reale.
La nave raggiungerà la sua destinazione quattro giorni prima del volo, leggermente a nord dell'equatore, in una zona circolare di circa 25 km attorno al punto previsto di ammaraggio. Questa distanza garantisce la sicurezza dell'imbarcazione mentre permette la ricezione massima della telemetria e il rapido accesso a IXV appena dopo l'ammaraggio.
Il giorno del volo, la nave rilascerà dei palloni meteorologici per controllare le condizioni del vento sul Pacifico e fornire così informazioni sulla traiettoria di discesa di IXV.
Se le condizioni del mare lo permetteranno si andrà avanti con il lancio, e la Nos Aries riceverà le letture da parte di circa 300 sensori installati su IXV durante la sua fase di discesa e poi capterà il segnale dove il veicolo è sceso in acqua.
Subacquei con barche veloci si avvicineranno al veicolo galleggiante e si terranno a distanza controllando la presenza di residui dei fumi dei propellenti. Quando tutto sarà libero, le gru di recupero si avvicineranno e isseranno lentamente IXV a bordo prima che i serbatoi di propellente vengano svuotati e ripuliti per il viaggio di ritorno verso l'Europa.
Portato da un vettore Vega, IXV testerà le tecnologie e i sistemi cruciali per i futuri veicoli di rientro automatici dall'orbita bassa terrestre.
Nella foto (Credit: Neri-Livorno) la Nos Aries mentre salpa da Genova.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: Asahi.com) ripresa da un aereo in volo, il decollo del razzo H-2A con il satellite Himawari-8.

07/10/2014 - Il Giappone mette in orbita satellite meteorologico -

Il Giappone ha lanciato martedì il suo satellite geostazionario meteo di nuova generazione durante il 25esimo lancio del razzo H-2A. Il satellite fornirà un aggiornamento cruciale delle condizioni meteorologiche dei cicloni tropicali e di altre tempeste che attraversano la zona Asia-Pacifico.
Il razzo H-2A (202), dotato di due booster a propellente solido per aiutare il decollo del vettore del peso di 315 tonnellate, è decollato alle ore 2:16 p.m ora locale (le 7:16 ora italiana) dal Centro Spaziale Tanegashima, nel Sud-Ovest del Paese.
Il razzo, alto 53 metri, e ricoperto da una schiuma isolante arancione, ha lasciato la pittoresca isola sede della base spaziale e si è innalzato e diretto verso Est, superando la velocità del suono in meno di un minuto e accelerando nell'alta atmosfera prima di rilasciare i due booster a propellente solido ormai esauriti che sono ricaduti nell'Oceano Pacifico, 45 km più in basso.
Il motore principale LE-7A del vettore H-2A ha proseguito il suo funzionamento per oltre sei minuti e mezzo portando il veicolo alla velocità di circa 19.300 km/h prima di lasciare l'incarico al motore LE-5B del secondo stadio di guidare il satellite passeggero della missione - l'osservatorio meteorologico Himawari 8 - in orbita.
Lo stadio superiore del razzo, sempre bruciando i propellenti idrogeno e ossigeno liquidi super freddi, è stato acceso due volte per raggiungere l'orbita ellittica di trasferimento geostazionario, un punto intermedio per la posizione finale del satellite a 36.000 km di altezza sopra l'equatore.
Il satellite Himawari 8, del peso di 3,5 tonnellate al lancio, è stato rilasciato dal secondo stadio del razzo H-2A circa 28 minuti dopo il decollo da Tanegashima.
La Mitsubishi Electric Corp. l'azienda costruttrice e operatore commerciale del razzo, ha dichiarato il lancio un successo con l'inserimento del satellite su un'orbita con apogeo di 35.976 km, perigeo 250 km ed inclinazione di 22,4° sull'equatore.
Il satellite, è il primo di due nuovi veicoli costruiti dalla Mitsubishi per l'Agenzia Meteorologia Giapponese, JMA. Il sistema propulsivo di bordo di Himawari 8 spingerà il satellite su un'orbita circolare sopra l'equatore entro le prossime settimane raggiungendo la posizione operativa a 140° di longitudine Est.
Il satellite ospita un'avanzato sistema di ripresa, costruito negli Stati Uniti, che permette di osservare l'interno emisfero orientale ogni 10 minuti, raccogliendo immagini quasi in tempo reale di tifoni, cicloni, sistemi temporaleschi e nubi.
Costruito in Indiana dalla Exelis Geospatial Systems, il sensore meteo è il primo di una nuova famiglia di macchine fotografiche che possono vedere le tempeste con grande dettaglio e con un tempo di aggiornamento più rapido.
Uno strumento simile è previsto per il lancio a bordo del satellite GOES-R (Geostationary Operational Environmental Satellite R) della NOAA da Cape Canaveral a bordo di un vettore Atlas 5 nel 2016.
Lo strumento istallato sul satellite giapponese Himawari 8 può osservare le tempeste in 16 bande spettrali - cinque bande in più del satellite che va a sostituire - permettendo ai meteorologi di vedere con maggiore dettaglio le strutture e le evoluzioni dei sistemi nuvolosi.
Le 16 bande, 3 nel visibile, 3 nel vicino infrarosso e 10 nell'infrarosso - permetteranno di comprendere meglio le condizioni nuvolose della Terra.
Himawari 8 andrà a sostituire il satellite MTSAT 2 lanciato nel 2006, e fornirà dati ai meteorologi di Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Sud-Est Asiatico e regioni limitrofe.
Himawari 8 prenderà immagini complete dell'Asia orientale e del Pacifico occidentale ogni 10 minuti, un miglioramento dalla mezz'ora disponibile dai precedenti satelliti meteo del Giappone.
Inoltre il veicolo può ottenere immagini di alcune aree, come tutto il Giappone, anche con tempi inferiori, ogni 2 minuti e mezzo.
Un satellite identico, chiamato Himawari 9, è previsto per il lancio con un altro razzo H-2A per il 2016.
Il lancio di martedì segna il terzo volo di un razzo H-2A quest'anno, dopo i lanci di febbraio e maggio con il satellite congiunto Giappone/USA della missione Global Precipitation Measurement e con l'Advanced Land Observing Satellite 2.
Gli ingegneri giapponesi stanno preparando un altro vettore H-2A per il decollo previsto il prossimo 30 novembre con la sonda Hayabusa 2 dell'Agenzia Esplorazione Aerospaziale del Giappone (JAXA), per la missione di sei anni verso un asteroide e la raccolta di campioni da riportare sulla Terra.
Quello di oggi è stato il 61esimo lancio orbitale del 2014, il 59esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Asahi.com) il lancio del vettore H-2A con il satellite Himawari 8. Nella foto a sinistra (Credit: Asahi.com) ripresa da un aereo in volo, il decollo del razzo H-2A con il satellite Himawari-8.

Fonti: Spaceflight Now - Asahi.com

06/10/2014 - Samantha Cristoforetti a 'Che tempo che fa' -

Un'emozionata ed emozionante Samantha Cristoforetti ha partecipato ieri sera alla trasmissione 'Che tempo che fa' condotta da Fabio Fazio su RAI3 . A 18 minuti circa dell'intervento (per chi se lo fosse perso è possibile ritrovarlo sul sito di RAI3 alla pagina: della trasmissione) propone di fare il saluto vulcaniano di Star Trek durante il decollo. Tutti gli appassionati della serie Star Trek hanno esultato.
Battute a parte, che gesto potrebbe fare per salutarci al decollo, tenendo conto delle limitazioni della tuta e dei guanti? Non potrà parlare (le comunicazioni radio sono strettamente limitate al necessario), sarà legata dalle cinghie di sicurezza e avrà uno sbraccio limitato. Ci sarà una telecamera all'interno dell'abitacolo che la inquadrerà in diretta. Idee?
Adorabile, fra l'altro, la sua precisazione che il saluto vulcaniano non viene bene con i guanti della tuta: ci ha già provato. Perché se sei geek e ti capita d'indossare un guanto di una vera tuta spaziale, la tentazione del saluto Trek è irresistibile.
Durante l'intervista Samantha ha spiegato la missione che l'aspetta (Futura) e fatto un breve elenco di alcuni degli esperimenti che dovrà condurre durante la permanenza di sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Samantha ha poi illustrato il tema dell'alimentazione che utilizzerà per la parte 'didattica' della missione con l'ausilio anche del sito web 'Avamposto 42'. Fazio ha precisato che ogni sabato, da quando Samantha sarà nello spazio, vi saranno degli scambi di Tweet con lei durante la trasmissione del sabato 'Che fuori tempo che fa'.
Nell'immagine (Credit: Che tempo che fa/Il Disinformatico) il momento nel quale Samantha Cristoforetti esegue il saluto Vulcaniano.

Fonte: Il Disinformatico

Nella foto (Credit: Copernicus data (2014)/ESA/PPO.labs/Norut/COMET-SEOM Insarap study) l'immagine radar di Sentinel-1A del terremoto in California.

06/10/2014 - Il primo satellite Copernicus è operativo -

Con la fase di commissionamento di Sentinel-1A completata e il trasferimento del satellite al team incaricato delle sue operazioni, i suoi dati sono disponibili da oggi a tutti gli utilizzatori.
Questo segna l'inizio della vita operativa del satellite, che permetterà la copertura radar per una serie di applicazioni nelle zone degli oceani, ghiacci, cambiamenti del suolo e risposta alle emergenze.
Il Project Manager Ramón Torres, che ha guidato il team di sviluppo, ha formalmente passato il satellite nelle mani del Mission Manager, Pierre Potin.
"E' arrivato il momento che il satellite dimostri le sue qualità senza precedenti ed iniziare ad aiutare gli utilizzatori," ha detto Ramón.
"E' un salto avanti dal precedente Envisat dell'ESA, la qualità senza precedenti di Sentinel-1A assicurerà che gli utilizzatori verranno soddisfatti in tutte le loro necessità. Certo, dire arrivederci è sempre difficile, ma sono sicuro che si troverà in mani capaci e sicure per il prossimo stadio del suo viaggio."
Lanciato il 3 aprile, il Sentinel-1A ha completato la fase di commissionamento il 23 settembre - un processo importante il quale assicura che il satellite, i suoi strumenti, le procedure e l'acquisizione dei dati funzionino bene.
Non solo Sentinel-1A ha superato questi test ed ha raggiunto la sua orbita prevista il 7 agosto, sono state anche eseguite otto manovre anticollisione per evitare detriti spaziali durante questa fase.
Il satellite inizierà ora a inviare le scansioni radar per una serie di ricerche scientifiche e servizi operativi.
"Il mio obiettivo principale è assicurare che Sentinel-1A raggiunga in pieno le alte aspettative dei vari servizi operativi e dei fruitori scientifici," ha notato Pierre.
"Guardando alle prestazioni del segmento al suolo - come dimostrato durante la fase di commissionamento - così come i risultati preliminari raggiunti finora, sono fiducioso che la missione sarà un grande successo."
Il satellite continuerà ad essere monitorato, operato e controllato dal Centro Operazioni Spaziali dell'ESA a Darmstadt, in Germania.
I Sentinel sono una nuova flotta di satelliti ESA dedicati all'invio di dati e immagini che sono al centro del programma Copernicus dell'Europa.
Potendo offrire una serie di servizi informativi chiave per un vasto numero di applicazioni, questo programma di monitoraggio globale è un cambio di passo nel modo in cui possiamo gestire il nostro ambiente, comprendendo e affrontando gli effetti del cambiamento climatico e salvaguardando le vite ogni giorno.
Sentinel-1 - una costellazione composta di due satelliti - è la prima di una serie e trasporta un radar avanzato per fornire immagini della superficie della Terra in tutte le condizioni meteo, giorno e notte.
Anche durante la fase di commissionamento, Sentinel-1A ha dimostrato il suo potenziale nei vari domini delle sue applicazioni.
Appena alcuni giorni dopo il lancio, i suoi risultati sono stati inclusi nelle mappe delle alluvioni in Namibia, così in quelle dei Balcani il mese successivo. Queste informazioni sono state utilizzate dalle autorità coinvolte nella risposta agli allagamenti.
Le immagini radar sono state inoltre utilizzate per mappare le fratture causate dal terremoto che il 24 agosto aveva scosso la California del nord - l'area più vasta colpita negli ultimi 25 anni.
Anche il traino del transatlantico Costa Concordia al largo delle coste occidentali dell'Italia è stato ripreso dal radar, dimostrando la capacità di Sentinel-1A di sorvegliare l'ambiente marino.
Questi e molti altri servizi partiranno ora beneficiando delle condizioni operative di Sentinel-1A. Fra questi vi sono i servizi relativi al monitoraggio dell'estensione del ghiaccio nel mare Artico, la mappatura regolare del ghiaccio marino, la sorveglianza dell'ambiente marino, il monitoraggio delle superfici di suolo per i rischi di smottamento, mappatura delle foreste, gestione delle acque e dei suoli, mappatura per supportare aiuti umanitari e situazioni di crisi.
Il contributo alla missione avrà ulteriore incremento una volta che il suo satellite gemello, Sentinel-1B, verrà lanciato nel 2016.
Nella foto (Credit: ESA) la cerimonia ufficiale di trasferimento del satellite Sentinel-1A. Da sinistra, il Project Manager Ramón Torres passa al Mission Manager Pierre Potin (a destra), il 25 settembre 2014 il controllo del satellite alla presenza del Direttore delle Osservazioni Terrestri ESA, Volker Liebig (al centro).
Nella foto in alto a sinistra (Credit: Copernicus data (2014)/ESA/PPO.labs/Norut/COMET-SEOM Insarap study) l'immagine interferogramma ottenuta con i dati di Sentinel-1A del terremoto a Napa Valley, in California. Le deformazioni del terreno appaiono come strisce arcobaleno ed ogni ciclo di colore corrisponde ad una deformazione del terreno di 28mm.

Fonte: ESA

04/10/2014 - Sulla ISS sempre tanta scienza e preparativi per l'EVA di martedì -

L'equipaggio di sei persone di Spedizione 41 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha condotto venerdì una vasta serie di esperimenti scientifici con i quali potrà beneficiare la vita qui sulla Terra, chiudendo una settimana impegnativa concentrata principalmente sulla preparazione di un paio di passeggiate spaziali.
L'Ingegnere di Volo Alexander Gerst dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha lavorato con un esperimento che cerca un modo per trasformare una cura del diabete in una lotta contro il cancro. L'esperimento 'Drug Metabolism' studia le cellule di lievito per capire come i farmaci agiscono sui tumori per vedere se il metaformin, un farmaco comunemente usato per trattare il diabete di tipo 2, può servire come un farmaco anti-cancro. L'astronauta tedesco ha recuperato i campioni dal Commercial Generic Bioprocessing Apparatus e iniettato la medicina di prova nelle cellule.
Gerst ha anche trasferito un piatto di semi di piantine all'interno del Cell Biology Experiment Facility per l'incubazione. L'esperimento Plant Gravity Sensing sta esaminando i meccanismi cellulari e molecolari che permettono alle piante di percepire la gravità. I ricercatori che stanno dietro questo studio ipotizzano che la sensibilità alla gravità delle piante sulla Terra può essere modificata per rendere le colture più resistenti alle forze distruttive della natura, mantenendo così i rendimenti anche in aree colpite da inondazioni o forti venti.
Nel frattempo, nel laboratorio giapponese Kibo, l'Ingegnere di Volo Barry Wilmore della NASA ha eseguito un pò di manutenzione sull'Habitat Acquatico che attualmente ospita una classe di pesci popolarmente conosciuta come danio zebra per lo studio Muscle Zebrafish. L'obiettivo di questo esperimento è quello di determinare se i muscoli si indeboliscono negli zebrafish in microgravità in modo simile ai muscoli umani e, in caso affermativo, individuarne la causa. I risultati dell'indagine Muscle Zebrafish potrebbe aiutare a identificare i cambiamenti molecolari coinvolti nel deterioramento dei muscoli esposti alla microgravità, e questo potrebbe fornire benefici per i pazienti confinati a letto e gli astronauti in missioni spaziali di lunga durata.
L'Ingegnere di Volo Reid Wiseman ha eseguito dei controlli in diversi esperimenti che si svolgono a bordo del laboratorio orbitante. L'astronauta della NASA ha subito spostata le taniche di prova dell'esperimento Biological Research in Canisters-19 (BRIC-19) nel Minus Eighty-degree Laboratory Freezer per la ISS, o MELFI. Questo esperimento sta dando uno sguardo allo sviluppo in microgravità di piantine di Arabidopsis thaliana, comunemente indicato come arabetta.
Wiseman ha poi trasferito i campioni di prova per l'esperimento Micro-8, che sta indagando sul lievito Candida albicans, al fine di aiutare gli scienziati a comprendere meglio e controllare la natura infettiva di questo patogeno opportunistico.
Dopo una maratona di una settimana nella preparazione di un paio prossime passeggiate spaziali USA, i tre astronauti si sono presi venerdì anche del tempo libero.
Durante la prima attività extraveicolare (EVA) di Spedizione 41, che inizierà attorno alle 8:10 a.m. di martedì (le 14:10 ora italiana), Wiseman e Gerst usciranno dal modulo di decompressione Quest per un'escursione della durata stimata di sei ore e mezza per trasferire un modulo pompa guasto nella sua locazione di lungo termine presso la External Stowage Platform-2. I due astronauti installeranno inoltre il Mobile Transporter Relay Assembly che fornisce la possibilità di energia di riserva per il sistema del carrello del Mobile Transporter, che serve a spostare il Canadarm2 del Mobile Servicing System e lo Special Purpose Dexterous Manipulator alle postazioni di lavoro lungo il traliccio della stazione.
Wilmore, che si troverà all'interno della Cupola allo scopo di fornire supporto robotico per la prima passeggiata spaziale, eseguirà assieme a Wiseman il 15 ottobre un'altra escursione fuori dalla stazione. Wiseman e Wilmore si avventureranno sul traliccio destro della stazione per sostituire un regolatore di voltaggio, conosciuto come Unità di derivazione sequenziale, che si era guastata a maggio.
Dal lato russo del complesso, il Comandante Max Suraev ha eseguito della manutenzione di routine del sistema di supporto vitale nel modulo di servizio Zvezda. Più tardi ha stivato della spazzatura ed i materiali non più necessari nel veicolo cargo Progress ISS 56, il cui sgancio è previsto dal compartimento di aggancio Pirs il 27 ottobre per fare posto al prossima cargo spaziale - il Progress ISS 57 - che verrà lanciato il 29 ottobre.
L'Ingegnere di Volo Alexander Samukutyaev, che ha raggiunto Suraev nella sostituzione del Payload Interface Monitoring Unit, ha inoltre condotto una sessione con l'esperimento medico Cardiovector, che osserva l'adattamento del cuore al volo spaziale di lunga durata.
L'Ingegnere di Volo Elena Serova ha intanto miscelato manualmente dei campioni di prova all'interno del bioreattore nell'esperimento di coltivazione cellulare Kaskad. In seguito ha fotografato e sistemato dei nuovi campioni per l'esperimento Calcium, che esamina le cause della perdita di densità ossea che avviene nell'ambiente di micro-gravità. Per questo studio i ricercatori russi stanno guardando alla solubilità del fosfato di calcio e dei campioni ossei in acqua nello spazio.
Durante il fine settimana, gli astronauti e cosmonauti della stazione eseguiranno la cura settimanale delle pulizie e puliranno le superfici e passeranno l'aspirapolvere. Inoltre proseguiranno le loro due ore e mezza giornaliere di esercizio fisico per rimanere in forma e prevenire la perdita di massa muscolare e densità ossea che avviene in micro-gravità.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: Scaled Composites) l'aereo madre con la SpaceShipOne appesa sotto la fusoliera.

04/10/2014 - Grazie a SpaceShipOne il volo spaziale commerciale compie dieci anni -

Dieci anni fa, oggi, il 4 ottobre 2004, l'era del volo spaziale commerciale decollava sul serio.
Quel giorno del 2004, il veicolo suborbitale SpaceShipOne raggiungeva lo spazio per la seconda volta in meno di una settimana, aggiudicandosi i 10 milioni di dollari dell'Ansari X Prize che sarebbero andati al team che costruì il veicolo spaziale suborbitale ed avrebbe fatto fare alla nascente industria un bel salto.
Si è trattato di un evento molto importante," dice Michael Lopez-Alegria, presidente della Commercial Spaceflight Federation ed ex-astronauta NASA, a Space.com. "Non sarei sorpreso se fra 50 anni da adesso, le persone guardando indietro potessero identificare quello il momento nel quale è iniziata l'era del volo spaziale commerciale."
L'Ansari X Prize era la prima competizione organizzata dalla fondazione senza scopo di lucro X Prize Foundation, che cercava di spingere il progresso tecnologico offrendo grandi premi in denaro.
La competizione, lanciata nel 1996 semplicemente come 'X Prize', venne ribattezzata nel 2004 dopo una sostanziosa donazione della famiglia Ansari - compresa Anousheh Ansari, che fece la storia nel 2006 diventando la prima donna a compiere un viaggio finanziato privatamente alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
L'Ansari X Prize vide sfidarsi team privati provenienti da tutto il mondo per costruire un veicolo abitato, riutilizzabile e capace di portare tre persone all'altezza di 100 km - il confine accettato generalmente che segna dove inizia lo spazio esterno - e tornare due volte nell'arco di due settimane.
Venticinque team parteciparono alla sfida. Uno di questi era la Mojave Aerospace Ventures, guidata dal famoso progettista Burt Rutan e dalla sua compagnia Scaled Composites, e dal banchiere e miliardario co-fondatore della Microsoft, Paul Allen.
Il team di Rutan presentò un veicolo, lungo circa 8,5 metri, chiamato SpaceShipOne che veniva portato alla quota di 15.000 metri da un aereo madre e qui rilasciato, utilizzando poi il suo motore a razzo per raggiungere lo spazio suborbitale.
La SpaceShipOne fece la storia il 21 giugno 2004, diventando la prima compagnia privata a raggiungere lo spazio con un veicolo abitato, dopo aver volato all'altezza di 100 km. Il veicolo spaziale poi vinse l'Ansari X Prize ripetendosi il 29 settembre e il 4 ottobre dello stesso anno, con Mike Melvill ai comandi del primo volo e Brian Binnie a quelli del secondo.
L'X Prize non fu il solo responsabile dell'avvento del volo spaziale commerciale, infatti vi fu il primo volo abitato finanziato privatamente verso la ISS nel 2001, con il miliardario Dennis Tito e, ancora più importante, l'entrata in campo di miliardari di successo come Elon Musk, che fondò la SpaceX nel 2002 e il fondatore di Amazon.com, Jeff Bezos che stabilì la molto riservata Blue Origin nel 2000.
Ma l'Ansari X Prize fu quella che attirò l'attenzione del mondo. "Vi era una grande foto su ogni giornale del mondo che mostrava quell'evento," dice George Whitesides, Amministratore Delegato della compagnia di volo spaziale commerciale Virgin Galactic. "E' stato una sorta di campanello squillato per il mondo. E penso che quello che è venuto dopo sia stato un flusso ancora più grande di capitali privati​​, il vero combustibile per razzi per tutto questo lavoro che si è svolto negli ultimi 10 anni."
Infatti, l'esistenza stessa di Virgin Galactic è una testimonianza dell'impatto a lungo termine dell'Ansari X Prize: il miliardario britannico Sir Richard Branson prese in licenza la tecnologia della SpaceShipOne e vi costruì attorno la sua azienda per il volo spaziale.
"Richard aveva cercato un investimento nello spazio e, credo, non l'aveva trovato fino a quando avvenne l'X Prize," ha detto Whitesides. "Mentre penso che il marchio Virgin Galactic sia stato registrato prima del X Prize, in sostanza la società è stata sostanzialmente formulata grazie al successo del concorso, e l'ingresso di Scaled."
La Virgin Galactic svelò il successore dello SpaceShipOne, il sei passeggeri SpaceShipTwo, nel 2009. Il veicolo ha completato con successo diversi voli a razzo e dovrebbe iniziare a portare i suoi clienti nello spazio suborbitale e ritorno - al prezzo attuale di 250.000 dollari a posto - nel 2015, secondo quanto dichiarato da Branson stesso.
Ma anche altre compagnie sono in campo. Ad esempio la XCOR Aerospace sta sviluppando un razzo plano suborbitale, per un passeggero, chiamato Lynx che potrebbe iniziare a volare all'incirca quando lo farà la SpaceShipTwo.
La Virgin Galactic ha ripetutamente spostato in avanti le sue operazioni commerciali nel corso degli anni. Ad esempio, nel 2004, Branson prevedeva che i voli della compagnia spaziale sarebbero iniziati nel 2007.
Ma questi rinvii sono comprensibili, dice Lopez-Alegria, chiarendo che spedire le persone nello spazio e farle ritornare sane e salve rimane una complessa sfida tecnica.
"Sono sulla strada giusta," dice Lopez-Alegria della Virgin Galactic. "Si stanno prendendo i loro tempi. Vogliono essere sicuri. Stanno facendo in modo da avere tutti i puntini sulle i"
E la Virgin Galactic sta costruendo una linea spaziale commerciale, non solo una nave spaziale, dice Whitesides. Così l'azienda ha dovuto sviluppare strategie e soluzioni in diverse aree, dalla progettazione dei posti di SpaceShipTwo ai programmi di volo di formazione per i loro clienti ai requisiti di licenza della Federal Aviation Administration.
"Vi sono migliaia di cose differenti che devono funzionare," ha aggiunto.
Lopez-Alegria dice che si aspetta che il 2015 sia un grande anno per il volo spaziale suborbitale commerciale. Ma a prescindere da quando la SpaceShipTwo e il Lynx lasceranno il suolo, il settore del volo spaziale privato, ha fatto, nel suo complesso passi da gigante.
Ad esempio la SpaceX e la Orbital Sciences Corp. stanno già fornendo voli robotici cargo verso la ISS grazie ad un contratto con la NASA. L'agenzia spaziale inoltre ha recentemente affidato alla SpaceX e alla Boeing il compito di far nuovamente volare gli astronauti americani da e verso il laboratorio orbitale, a partire dal 2017. Con questo ultimo accordo commerciale la Boeing ha acquisito un contratto del valore di 4,2 miliardi di dollari mentre la SpaceX ne riceverà 2,6.
"L'industria è davvero qui," ha detto Lopez-Alegria. "Questo è più un desiderio di qualcuno o un sogno. Questa è la realtà, e ora è solo a sfornarlo, farlo funzionare e farci i soldi."
Nella foto (Credit: X Prize Foundation) il pilota Brian Binnie in piedi sopra la SpaceShipOne con la quale la Scaled Composites vinse l'Ansari X Prize nel 2004. Nella foto in alto a sinistra(Credit: Scaled Composites) l'aereo madre con la SpaceShipOne appesa sotto la fusoliera.

VIDEO DEL SECONDO VOLO SUBORBITALE PER L'ANSARI X PRIZE - 04/10/2004 - (Credit: X PRIZE FOUNDATION) - dur.min. 08:40 - NO AUDIO

Fonte: Space.com

04/10/2014 - 4 ottobre di 57 anni fa il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1 -

Oggi ricorre una data basilare per l'astronautica mondiale. Il 4 ottobre del 1957 veniva messo in orbita il primo satellite artificiale della Terra. Era lo Sputnik 1 lanciato dall'Unione Sovietica alle 19:28:34 UTC (le 21:28 ora italiana) dalla base di Baikonur con un razzo vettore derivato dal missile balistico intercontinentale R-7 Semyorka.
Il satellite, pesante soltanto 83,6 kg venne immesso su un'orbita di 223x950 km con un'inclinazione di 65,1° ed un periodo di 96,2 minuti. A bordo una trasmittente che inviava un segnale radio in modo che fosse ricevibile da ogni parte del mondo.
Il progetto del primo satellite artificiale era stato voluto con forza dal capo progettista dell'Unione Sovietica, Sergei Korolev. La notizia che l'URSS aveva messo in orbita prima degli Americani un satellite artificiale creò lo sconcerto in occidente che credeva di essere notevolmente avanti nella tecnologia spaziale.
Da questo lancio sarebbe iniziata la sfida fra USA ed URSS che avrebbe portato alla fine alla conquista della Luna solo dodici anni dopo. In tutto il mondo questa settimana si celebra la "World Space Week", istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite con una serie di eventi e celebrazioni che servono a educare la popolazione del mondo sui benefici del volo spaziale e dell'esplorazione, incoraggiano l'utilizzo dello spazio per uno sviluppo sostenibile, mostrano che i programmi spaziali hanno bisogno del supporto pubblico, aiutano i giovani ad appassionarsi alla scienza ed incoraggiano la cooperazione internazionale per scopi spaziali ed educativi.
Il tema di quest'anno del World Space Week è "Lo Spazio guida la nostra strada" con oltre 1.400 eventi sparsi in quasi 80 Paesi che metteranno in luce l'importanza della navigazione assistita dai satelliti.
Nella foto (Credit: Wikipedia/U.S. Air Force photo) un modello dello Sputnik 1 in esposizione presso il National Air and Space Museum.

Fonti: World Space Week - Wikipedia

02/10/2014 - Un vortice al polo sud di Titano è bello ma velenoso -

Bello a vedersi ma estremamente tossico e anche molto freddo, così viene descritto negli ultimi risultati, il vortice apparso al polo sud di Titano a maggio 2012.
La coreografica nube roteante sarebbe in realtà composta da particelle ghiacciate di acido cianidrico (HCN), un composto molto reattivo ed estremamente tossico.
"La scoperta suggerisce che l'atmosfera del sud di Titano si raffredda molto più velocemente di quanto ci aspettassimo," ha detto Remco de Kok del Leiden Observatory and SRON Netherlands Institute for Space Research, autore dello studio pubblicato ieri sulla rivista Nature.
Titano è l'unica luna del nostro Sistema Solare avvolta da una densa atmosfera.
Come il nostro pianeta il suo clima è governato dall'alternarsi delle stagioni ma, dato che impiega circa 29 anni a compiere il suo percorso intorno al Sole, insieme a Saturno, ogni stagione dura circa circa sette anni terrestri.
L'ultimo passaggio è avvenuto nel 2009, quando la primavera è subentrata all'inverno nell'emisfero settentrionale e l'estate si è trasformata in autunno nell'emisfero meridionale.
A maggio 2012, le immagini della sonda Cassini rilevarono la presenza di una nube vorticosa sul polo sud della luna, forse legata proprio ai cambiamenti stagionali. A prima vista, sembrava una concentrazione di foschia ad alta quota, con un tipo di convezione cellulare simile a quello che avviene sopra gli oceani della Terra.
Cassini aveva visto qualcosa di simile nel 2004, appena giunta intorno a Saturno ma al polo nord di Titano, quando nell'emisfero settentrionale era ancora inverno.
Grazie alle immagini nel visibile e nell'infrarossi ottenute con lo spettrometro VIMS a bordo di Cassini, sono stati rilevati i composti chimici che formano la struttura. Kok ha trovato la firma inequivocabile delle molecole congelate di acido cianidrico, generalmente già presente in forma volatile e in piccole quantità nell'atmosfera della luna ma una sorpresa sotto forma di ghiaccio.
Ulteriori approfondimenti ed immagini, all'articolo su Alive Universe Images, redatto da Elisabetta Bonora.
Nella foto (Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI/University of Arizona/SSI/Leiden Observatory and SRON) l'immagine di Titano e del vortice al polo sud ripresa dallo strumento VIMS della sonda Cassini. In arancio la superficie di Titano, la nebbia atmosferica lungo in limbo in verde e il vortice polare in blu.

Fonti: ESA - Alive Universe Images

Nella foto (Credit: Bettmann) l'orologio segna l'ultimo secondo prima del decollo di Apollo 12.

01/10/2014 - Lo storico orologio del conto alla rovescia al Kennedy va in pensione -

Il conto alla rovescia è iniziato per la rimozione e sostituzione dello storico orologio che scandiva il countdown per i lanci spaziali presso il Kennedy Space Center, in Florida.
Il grande orologio digitale, che si trovava da oltre quattro decenni presso il sito di osservazione della stampa al KSC, segnando quante ore, minuti e secondi mancassero al prossimo lancio, verrà sostituito da un più capace e moderno display come gli schermi utilizzati negli stadi o a New York in Times Square.
"Stiamo cercando di installare uno schermo più grande con un aspetto più moderno," ha detto Lisa Malone, direttore degli affari pubblici del KSC. "Sarà più flessibile in modo da mostrare il conto alla rovescia ma avrà anche spazio per mostrare, ad esempio, i programmi di NASA TV."
L'orologio originale utilizzava lampade da 40 watt per formare i numeri digitali e i segni più e meno del conto alla rovescia per il lancio. Dipinto di nero, l'orologio misurava otto metri di lunghezza per tre di altezza.
La decisione di sostituirlo non è stata dettata solo da questioni estetiche o di capacità, spiega Malone. Sebbene storico - nel corso degli anni l'orologio è stato frequentemente visto in primo piano nelle foto dei razzi e dello Space Shuttle - era diventato estremamente difficile da mantenere.
"L'orologio è costituito da pezzi che non sono più da tempo in produzione e così è sempre più difficile mantenerlo in funzione," spiega la Malone intervistata da collectSPACE.
Sebbene alcune fonti NASA indichino che l'orologio è datato 1967, le foto di archivio non lo mostrano fino al lancio di Apollo 12, la seconda missione lunare abitata, nel novembre del 1969. Poi è stato utilizzato per i restanti sei lanci del Saturno 5, quattro lanci di Saturno 1B e tutti e 135 i lanci delle missioni Shuttle fino al 2011.
Negli anni scorsi, l'orologio è stato anche utilizzato per mostrare il tempo delle numerose sonde planetaria e i lanci NASA senza equipaggio. Più recentemente è stato utilizzato per il decollo del 25 settembre di una missione commerciale di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Ma al momento del prossimo lancio NASA dalla Florida, lo storico orologio potrebbe essere sostituito. L'agenzia ha previsto per il 4 dicembre il volo di prova Exploration Flight Test-1 (EFT-1) della sua nuova generazione di capsule equipaggio, Orion.
"Il nostro obiettivo è di avere il nuovo display per EFT-1," dice Malone. "Spero che saremo in grado di installare il nuovo orologio per quell'occasione."
Data l'importanza storica del vecchio orologio la NASA si assicurerà di rimuoverlo intatto e, sebbene i curatori del Museo Smithsonian di Washington D.C. abbiano espresso il loro interesse nell'avere il pezzo, la NASA prevede di trasferirlo al Centro Visitatori del KSC e di piazzarlo alla visione pubblica.
Nella foto (Credit: NASA) il vecchio orologio per il conto alla rovescia dei lanci presso il Kennedy Space Center, in Florida. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Bettmann) l'orologio segna l'ultimo secondo prima del decollo di Apollo 12.

Fonte: Space.com

01/10/2014 - I due satelliti Galileo 'fregati' da una tubatura congelata -

Una tubatura congelata nello stadio superiore del vettore Soyuz è stata probabilmente la causa del fallimento, il mese scorso, dell'inserimento nella giusta orbita dei due satelliti di navigazione europei della costellazione Galileo.
Confermando un articolo apparso sul quotidiano francese Le Monde, una fonte vicina alla commissione, ha detto che la sospetta conduttura, che conteneva l'idrazina utilizzata dal motore dello stadio superiore Fregat come propellente per inserire i satelliti nelle loro orbite, si sarebbe congelata durante il lancio.
La fonte ha detto che la tubatura dell'idrazina si trova vicina ad un'altra conduttura dove circola l'elio liquido super-raffreddato.
I due satelliti, lanciati dalla base europea di Kourou, nella Guyana Francese, avrebbero dovuto essere i primi due veicoli operativi del nuovo sistema di navigazione Galileo.
Altri due satelliti avrebbero dovuto essere lanciati entro la fine del 2014, aprendo la strada alla prima fase dei servizi di Galileo prevista per il 2015, comprese le applicazioni per gli smartphone, i navigatori da auto e la localizzazione di ricerca e recupero.
Per il 2017, secondo quanto previsto nel programma di Galileo, tutti e 24 i satelliti dovrebbero essere al loro posto.
Sei satelliti di riserva si aggiungeranno alla flotta entro il 2020 e a quel punto il sistema sarà pienamente operativo.
Lanciati con un Soyuz russo, i satelliti avrebbero dovuto raggiungere un'orbita circolare ad un'altezza di 23.500 km con inclinazione di 56° sull'equatore. Invece sono stati piazzata su un'orbita ellittica inutilizzabile con un'altezza di 17.000 km.
Il guasto si aggiunge alla lunga lista di problemi incontrati dal programma, dal costo di 5,4 miliardi di dollari, progettato per dare all'Unione Europea l'indipendenza nella navigazione satellitare dal sistema Global Positioning System (GPS) degli Stati Uniti.
Galileo, secondo i difensori del progetto, sarebbe molto più preciso e disporrebbe di maggiore segnale, particolarmente in alcune aree, rispetto ai suoi concorrenti.
Nella foto (Credit: CNES) un modello dello stadio superiore Fregat utilizzato per le prove in Guyana Francese.

Fonte: Spacedaily

01/10/2014 - A causa del ricorso della Sierra Nevada la NASA ha fermato le attività di Boeing e SpaceX -

La NASA ha ordinato alla Boeing e alla SpaceX di fermare le attività legate ai contratti acquisiti il mese scorso per la costruzione dei veicoli commerciali di trasporto equipaggi verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Questo a causa del ricorso che la Sierra Nevada Corp. ha fatto al Government Accountability Office (GAO) degli Stati Uniti contro la decisione dell'agenzia spaziale.
La Boeing e la SpaceX avevano battuto la Sierra Nevada per i contratti, del valore complessivo di 6,8 miliardi di dollari che coprono lo sviluppo, i test e i voli operativi fino al 2019, se la NASA decidesse di esercitare tutte le opzioni di entrambi gli accordi.
La NASA aveva annunciato i vincitori del contratto Commercial Crew Transportation Capability, o CCtCap, il 16 settembre e la Sierra Nevada ha sollevato la protesta ufficiale al GAO il 26 settembre chiedendo "ulteriore revisione dei dettagli e delle valutazioni sottoposte per le proposte e le capacità," come si legge nel documento della compagnia.
La sfida legale ha quindi costretto la NASA a fermare ogni lavoro, relativo al contratto in discussione, di Boeing e SpaceX. Il GAO ha ora tempo fino al 5 gennaio 2015 per dare un giudizio. Se il GAO dovesse accogliere il ricorso di Sierra Nevada la NASA dovrebbe modificare la sua decisione oppure avviare una nuova competizione per il contratto degli equipaggi commerciali.
La Sierra Nevada ha sollevato dei seri dubbi sui processi di selezione che l'hanno classificata dietro a Boeing e SpaceX ed inoltre la NASA, al momento, non ha ancora reso note le ragioni per la scelta delle due capsule CTS-100 e Dragon V2 della concorrenza rispetto allo spazioplano Dream Chaser della SNC.
Nell'illustrazione (Credit: NASA) il poster del Programma Commerciale Equipaggi.

Fonte: Spaceflight Now

Nell'immagine (Credit: ESA/DLR/FU Berlin & NASA MGS MOLA Science Team) il sito candidato Oxia Planum.

01/10/2014 - Quattro luoghi candidati per l'atterraggio del rover ExoMars 2018 dell'ESA -

Quattro possibili candidati sono stati considerati per il luogo di atterraggio della missione ExoMars 2018. Il suo rover cercherà le prove della vita marziana, passata o presente.
ExoMars è una missione congiunta fra l'ESA e l'agenzia spaziale russa Roscosmos. Il Trace Gas Orbiter ed un modulo dimostrativo di entrata, discesa ed atterraggio, chiamato Schiapparelli, verrà lanciato nel gennaio del 2016, arrivando su Marte nove mesi dopo. Il Rover e la Surface Platform partiranno nel maggio 2018 con l'atterraggio sul Pianeta Rosso nel gennaio 2019.
La ricerca di un sito di atterraggio per la seconda missione è iniziato nel dicembre del 2013, quando alla comunità scientifica è stato chiesto di proporre dei candidati.
Le otto proposte sono state vagliate durante un seminario tenuto dal Landing Site Selection Working Group in aprile. Alla fine del seminario erano emersi chiaramente quattro siti. Dopo ulteriori valutazioni compiute da una commissione ESA questa ha raccomandato formalmente i quattro siti in oggetto: Mawrth Vallis, Oxia Planum, Hypanis Vallis e Aram Dorsum - tutti localizzati relativamente vicini all'equatore.
"Al giorno d'oggi la superficie di Marte è un ambiente ostile agli organismi viventi, ma forme primitive di vita potrebbero averne approfittato quando il clima era più caldo e umido, fra i 3,5 e i 4 miliardi di anni fa," ha dichiarato Jorge Vago, scienziato del progetto ExoMars di ESA.
"Comunque, il nostro sito di atterraggio dovrà essere in una zona con rocce antiche dove, una volta, l'acqua liquida era abbondante. Le nostre valutazioni iniziali hanno chiaramente identificato quattro siti di atterraggio che sono adatti ai nostri obiettivi scientifici della missione."
L'area attorno alla Mawrth Vallis e la vicina Oxia Planum contengono una delle più grandi esposizioni di rocce di Marte che sono più vecchie di 3,8 miliardi di anni e ricche di argilla, le quali indicano che l'acqua una volta ha giocato un ruolo importante in quel punto. La Mawrth Vallis giace vicino al confine fra gli altopiani e le pianure ed è uno dei più vecchi canali di deflusso di Marte.
Le rocce esposte di Mawrth Vallis e Oxia Planum hanno una composizione varia, che indica una varietà di depositi in ambienti umidi. Inoltre, il materiale di interesse è stato esposto all'erosione solo nelle ultime centinaia di milioni di anni, e quindi le rocce sono state ben preservate dai danni dell'ambiente altamente radioattivo e all'ossidazione.
Al contrario, Hypanis Vallis si trova su un letto fluviale riesumato, che si pensa possa essere il residuo di un antico delta del fiume alla fine di una grande rete di valli. Strati distinti di rocce sedimentarie a grana fine forniscono l'accesso al materiale depositato circa 3,45 miliardi anni fa.
Infine, il sito di Aram Dorso riceve il suo nome dal canale omonimo, che curva da nord-est a ovest attraversando la zona. Le rocce sedimentarie di tutto il canale si pensa siano sedimenti alluvionali depositati molto simili a quelli intorno al fiume Nilo terrestre.
Questa regione ha sperimentato sia l'attività dell'acqua sostenuta seguita dalla sepoltura, che ha fornito la protezione dalle radiazioni e dall'ossidazione per la maggior parte della storia geologica di Marte, rendendo così anche questo un luogo con un forte potenziale per la ricerca di segnali biologici conservati.
"Mentre tutti i quattro siti sono chiaramente interessanti scientificamente, devono anche tener conto delle esigenze operative e di ingegneria per un atterraggio sicuro e per il movimento del rover in superficie," aggiunge Jorge.
"I vincoli tecnici sono soddisfatti in misura diversa in ciascuno di questi luoghi e, anche se la nostra valutazione preliminare indica che Oxia Planum ha meno problemi rispetto agli altri siti, la verifica è ancora in corso."
Il prossimo passo nelle analisi comprenderà delle simulazioni per vedere le probabilità di atterraggio con successo basandosi sul profilo di ingresso nell'atmosfera e delle proprietà del terreno per ognuno dei siti candidati.
Lo scopo è di completare la certificazione di almeno un sito per la seconda metà del 2016, con la decisione finale del sito di atterraggio del rover ExoMars 2018 nel 2017.
Nella cartina (Credit: ESA/Roscosmos/LSSWG) i quattro punti di atterraggio fra i quali verrà scelto quello finale per il rover di ExoMars 2018. Le zone in verde sono con elevazione accettabile, quelle in grigio troppo alte e quelle nere con troppa polvere. Nell'immagine (Credit: ESA/DLR/FU Berlin & NASA MGS MOLA Science Team) il sito candidato Oxia Planum. Le ellissi ovali sono le zone di atterraggio a seconda della finestra di lancio, sia per l'opportunità del 2018 che per il 2020.

Fonte: ESA

Nell'illustrazione artistica (Credit: Sierra Nevada Corp.) la mininavetta Dream Chaser in volo nello spazio.

01/10/2014 - Il Dream Chaser potrebbe avere un futuro con Stratolaunch -

Il Dream Chaser della Sierra Nevada Corporation - che al momento combatte per il suo futuro nel programma commerciale equipaggi della NASA - potrebbe unire le forze assieme al sistema aviolanciato Stratolaunch, il cui sviluppo è in una fase di grande ridefinizione. La SNC ha annunciato questa settimana che ha progettato una versione scalata del Dream Chaser che potrebbe volare con equipaggio o in missioni automatiche grazie al vettore di lancio aeronautico.
Annunciato alla fine del 2011, Stratolaunch si è rivelata un'idea in collaborazione fra l'inventore, imprenditore e filantropo Paul G. Allen e la Scaled Composite fondata da Burt Rutan.
Questo sistema prevede che un razzo venga lanciato da un gigantesco aereo, la cui apertura alare di 117 metri, sarebbe la più grande che abbia mai volato. L'aereo sarebbe spinto da 6 motori a getto prelevati da due vecchi Boeing 747-400. Questi due aerei verranno cannibalizzati non solo per i loro motori ma anche per l'avionica, il ponte di volo, i carrelli e altri sistemi ben provati che possono essere riciclati abbassando drasticamente i costi di sviluppo.
Il primo aereo è in fase di costruzione e sarebbe stato completato al 50% presso la sua base del Mojave Air and Space Port. Una volta terminato la sua base di lancio potrebbe diventare il Kennedy Space Center e la sua pista che ha ospitato in passato gli atterraggi delle navette Space Shuttle della NASA, la Shuttle Landing Facility. Questo grazie alle sue generose dimensioni di 90 metri di larghezza e 4,5 km di lunghezza.
La mininavetta Dream Chaser della SNC è stata appena esclusa dalla fase finale del contratto NASA per il trasporto degli astronauti alla ISS e la compagnia stà cercando, oltre al ricorso contro la decisione presa, dei partner commerciali ed internazionali per proseguire il progetto.
Utilizzare una versione ridotta del 75% del Dream Chaser permetterebbe di poterlo installare sul razzo che viene trasportato dal velivolo Stratolaunch. In questo modo, dice la SNC, si potrebbero eseguire missioni dirette verso l'orbita bassa terrestre con un equipaggio di 2/3 astronauti, oppure missioni in automatico e, persino, voli suborbitali da un punto all'altro della Terra.
Queste notizie arrivano a sorpresa, dato che Stratolaunch ha in corso una grande revisione del programma. Innanzitutto il razzo, che verrebbe fornito dalla Orbital Sciences Corp., sarebbe dotato di un primo e secondo stadio realizzati in materiali compositi con lo stesso diametro esterno dei booster dello Space Shuttle. Questi due stadi potrebbero utilizzare un nuovo propellente solido sviluppato da ATK (che è in fase di fusione con la Orbital). Alcune informazioni dicono che il primo stadio potrebbe essere recuperabile e riutilizzabile dopo l'ammaraggio.
Dopo che i due stadi a propellenti solidi hanno terminato il loro lavoro sarebbe la volta di uno stadio superiore criogenico a completare l'inserimento in orbita del carico utile. Questo stadio utilizzerebbe due motori Aerojet Rocketdyne (PWR) RL-10 alimentati a idrogeno e ossigeno liquido.
Comunque sarebbe in corso di valutazione anche una configurazione del razzo tutta a propellenti solidi. Tutte queste considerazioni progettuali dovrebbero essere completate entro la fine dell'anno in modo da poter essere pronti per un primo volo di prova del sistema Stratolaunch per il 2018.
Nell'illustrazione artistica (Credit: Sierra Nevada Corporation) come apparirebbe il Dream Chaser installato sul razzo portato in quota dal gigantesco aereo della Stratolaunch. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: Sierra Nevada Corp.) la mininavetta Dream Chaser in volo nello spazio.

Fonti: Sierra Nevada Corp. - Nasaspaceflight

01/10/2014 - Il razzo destinato al primo volo di Orion è sulla rampa di lancio -

Il nuovo veicolo spaziale Orion della NASA e il razzo Delta IV Heavy che lo porterà nello spazio sono agli ultimi passi in Florida nel cammino per il volo di prova di dicembre.
Orion è stato spostato domenica nel Payload Hazardous Servicing Facility del Kennedy Space Center della NASA in Florida e il razzo Delta IV Heavy, costruito dalla United Launch Alliance, ha fatto la sua mossa martedì notte, verso il vicino Space Launch Complex 37 della Air Force Station di Cape Canaveral. Poi mercoledì è stato issato dalla posizione orizzontale e quella verticale in configurazione di lancio.
"Stiamo lavorando a questo lancio da mesi, e siamo alle batture finali," ha detto Bob Cabana, il direttore del Kennedy. " Orion è quasi completato e il razzo che lo porterà nello spazio si trova sulla rampa di lancio. Siamo a 64 giorni dal fare il prossimo passo nell'esplorazione dello spazio profondo."
Orion è pronto per l'installazione del suo ultimo componente - il sistema di aborto al lancio (LAS - Launch Abort System). Questo sistema è progettato per proteggere gli astronauti nel caso insorgesse un problema durante il lancio e porterebbe il veicolo spaziale lontano dal razzo in caduta. Durante dicembre, nel volo senza equipaggio, verrà testato il motore di separazione che è incaricato di portare via il sistema di aborto al lancio dal modulo equipaggio sia durante le normali operazioni che in caso di emergenza.
Una volta che il LAS sarà stato installato sui moduli equipaggio e servizio, e tutti e tre i componenti verranno testati assieme, la nave spaziale Orion potrà essere considerata completa. Essa dovrà attendere all'interno della struttura LAS fino a metà novembre, quando il razzo Delta IV Heavy sarà pronto per l'integrazione con il veicolo spaziale.
I tre Common Booster Core del razzo sono stati testati, processati e attaccati l'uno all'altro per formare il primo stadio che poi verrà connesso al modulo di servizio di Orion.
Dopo il lancio, previsto il 4 dicembre, il Delta IV Heavy spedirà Orion a 5.800 km sopra la Terra per testare i sistemi più cruciali del veicolo spaziale riguardo alla sicurezza dell'equipaggio. Dopo aver orbitato attorno alla Terra due volte, Orion rientrerà nell'atmosfera terrestre alla velocità di 32.000 km/h, generando una temperatura di quasi 2.200° Celsius, prima di ammarare nell'Oceano Pacifico.
Orion è stato costruito per inviare gli esseri umani più lontano di quanto fatto finora, compreso un asteroide e Marte. Sebbene l'astronave sarà senza equipaggio nel volo di dicembre, designato Exploration Flight Test-1 (EFT-1), il modulo equipaggio verrà utilizzato per trasportare gli astronauti in sicurezza da e per lo spazio nelle missioni successive. Orion fornirà uno spazio vivibile fino a 21 giorni, mentre in missioni più lunghe verrà dotato di un modulo abitativo che fornirà spazio supplementare.
Per informazioni su Orion e il suo primo volo, visita il sito NASA: http://www.nasa.gov/orion.
Nella foto (Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis) il razzo vettore Delta IV Heavy della ULA che dovrà eseguire il primo volo dell'astronave Orion si trova ora sulla rampa di lancio 37 presso Cape Canaveral.

Fonte: NASA

Vai in cima alla pagina

linea gialla

Archivi notizie periodi passati

2014 - settembre

2014 - agosto

2014 - luglio

2014 - giugno

2014 - maggio

2014 - aprile

2014 - marzo

2014 - febbraio

2014 - gennaio

2013 - nov/dic

2013 - set/ott

2013 - lug/ago

2013 - mag/giu

2013 - mar/apr

2013 - gen/feb

2012 - ott/dic

2012 - lug/set

2012 - apr/giu

2012 - gen/mar

2011 - ott/dic

2011 - lug/set

2011 - apr/giu

2011 - gen/mar

2010 - ott/dic

2010 - lug/set

2010 - apr/giu

2010 - gen/mar

2009 - lug/dic

2009 - gen/giu

2008 - lug/dic

2008 - gen/giu

2007 - lug/dic

2007 - gen/giu

2006 - lug/dic

2006 - gen/giu

2005 - lug/dic

2005 - gen/giu

Archivio 2004

Archivio 2003

Archivio 2002

Archivio 2001

Archivio 2000

linea gialla

Glossario Minimo

linea gialla

Aggiornato il 1° novembre 2014 - ore 18:48

Torna alla pagina iniziale del sito

a cura di

Massimo Martini

Valid XHTML 1.0 Transitional

Valid CSS!