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Notiziario 2014 - maggio

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del mese di maggio 2014. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna Google su tutto il sito.

Qui le ultime notizie dal mondo dell'astronautica di aprile 2014.
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30/05/2014 - Dopo dieci anni il Drago si rafforza -

Mentre ESA e Cina segnano un decennio di cooperazione, le immagini del lago Poyang, in Cina, sono un segno tangibile delle promesse dei nuovi satelliti Sentinel di proseguire l'acquisizioni radar per una moltitudine di applicazioni.
Il lago Poyang si trova nella provincia meridionale cinese di Jiangxi ed è il lago di acqua dolce più grande del Paese.
Questo lago è un importante habitat per la migrazione delle gru siberiane - molte delle quali vi trascorrono l'inverno. Il bacino è anche in una delle più importanti regioni produttrici di riso della Cina, anche se gli abitanti locali devono vedersela con enormi variazioni stagionali del livello dell'acqua.
Oltre ai cambiamenti stagionali, un team di scienziati ha lavorato con il programma Drago dell'ESA che ha identificato un abbassamento dei livelli del lago durante l'ultimo decennio.
Guidato dal Professor Huang Shifeng dell'Instituto di Pechino per l'Acqua e le Risorse Idrauliche e dal Dottor Hervé Yesou del SERTIT francese, il team ha utilizzato le immagini ottiche e radar principalmente provenienti dal satellite Envisat dell'ESA, integrati con dati provenienti da terze parti di ESA e da missioni cinesi.
La missione Envisat si è conclusa nel 2012, ma il satellite Sentinel-1A, lanciato recentemente, continua l'eredità fornendo dati radar ad alta risoluzione per il monitoraggio degli specchi d'acqua interni, più ad altre applicazioni.
Gli scienziati stanno utilizzando i dati per migliorare la loro comprensione delle dinamiche della superficie dei laghi - informazioni utili per la mitigazione delle inondazioni, la mappatura degli habitat, la caratterizzazione ecologica e per misurare l'impatto del ciclo dell'acqua sulla salute umana.
Il progetto si concentra anche su una valorizzazione sinergica unica di dati provenienti da diversi tipi di sensori spaziali - radar ad apertura sintetica, ottiche e altimetro - per il monitoraggio delle acque. Appena i nuovi dati radar di Sentinel-1 sono stati disponibili, combinando questi nuovi dati con 20 anni di misurazioni da missioni radar satellitari precedenti sarà fondamentale per mappare i cambiamenti a lungo termine di questa e di altre aree in tutto il mondo.
Poyang è solo una delle tante aree di progetto del Programma di collaborazione cinese-europeo Drago, che segna il suo decimo anniversario di questa settimana.
Con un impegno congiunto tra l'ESA e il National Remote Sensing Center of China (NRSCC), sotto il Ministero della Scienza e della Tecnologia (MOST) cinese, il programma promuove l'uso di ESA, Third Party Mission e dati satellitari di osservazione della Terra cinesi in Cina per la scienza e le applicazioni.
Negli ultimi dieci anni, il programma è notevolmente cresciuto. Al simposio Drago annuale che si tiene questa settimana a Chengdu, in Cina, hanno partecipato il Vice Ministro MOST, il dottor Cao Jianlin, e ha visto oltre 300 partecipanti - raddoppiati di numero rispetto al simposio inaugurale nel 2004. Questo programma è stato riconosciuto sia da NRSCC che da ESA come un modello di cooperazione scientifica di successo tra Europa e Cina.
Nella foto di copertina (Credit: ESA) l'immagine del lago Poyang ripresa con il radar ad apertura sintetica imbarcato su Sentinel-1A, acquisita il 12 maggio 2014 in doppia polarizzazione.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: NASA/TV) l'astronauta ESA Alexander Gerst al lavoro nel modulo giapponese Kibo.

30/05/2014 - Sulla ISS primi giorni del nuovo equipaggio al completo -

L'equipaggio di Spedizione 40 che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), è tornato al numero completo di sei persone questa settimana, dopo l'arrivo di tre nuovi Ingegneri di Volo, e venerdì ha svolto attività di ricerca scientifica, trasferito del carico ed eseguito delle attività di orientamento.
Il Comandante Steve Swanson, che si trova a bordo della stazione fin dallo scorso 27 marzo assieme agli Ingegneri di Volo Oleg Artemyev e Alexander Skvortsov, hanno iniziato la giornata lavorativa all'interno del laboratorio Kibo riconfigurando il boccaporto scientifico dell'Experiment Module giapponese. Swanson ha utilizzato giovedì il boccaporto e il suo ripiano scorrevole per trasferire una nuova telecamera all'esterno della stazione. Qui lo speciale Dextre (Special Purpose Dexterous Manipulator), è stato guidato dal team robotico al suolo per recuperare la telecamera e installarla vicina al giunto di snodo del braccio robotico canadese Canadarm2. Come parte dell'operazione iniziata la scorsa settimana con il trasferimento della telecamera nel sistema base mobile, che assieme a Dextre e Canadarm2 compone il Mobile Servicing System, Dextre è diventato il primo robot che ha riparato se stesso nello spazio.
In seguito Swanson ha spacchettato dei kit di accessori medici arrivati mercoledì a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMA-13M che trasportava gli Ingegneri di Volo Reid Wiseman, Max Suraev e Alexander Gerst alla stazione.
Come i più recenti membri dell'equipaggio di Spedizione 40, Wiseman, Suraev e Gerst avevano una serie di compiti da eseguire venerdì progettati per aiutarli a imparare il più possibile di quella che sarà la loro nuova casa per i prossimi cinque mesi e mezzo.
Wiseman ha utilizzato l'attrezzo Velocicalc per misurare il flusso d'aria, la temperatura e l'umidità all'interno del segmento USA della stazione. Misurare e mantenere il flusso d'aria nei moduli è essenziale per la salute dell'equipaggio perché si potrebbero formare delle pericolose sacche di anidride carbonica nell'ambiente se mancasse un'adeguata ventilazione.
Wiseman ha poi svuotato il serbatoio del Water Recovery System (WRS) della stazione. Facente parte del sistema di controllo ambientale e di supporto vitale della stazione, il WRS, ricicla la condensazione e l'urina in acqua da bere, riducendo così l'ammontare di acqua fresca che deve essere portata all'equipaggio per mezzo dei veicoli di rifornimento. Dato che la NASA lavora per l'invio degli esseri umani nello spazio profondo, quindi oltre il raggio dei possibili voli di rifornimento, la stazione spaziale viene utilizzata come un campo di prova per sviluppare attrezzature rigenerative del supporto vitale.
Intanto nel laboratorio Kibo, Gerst ha riconfigurato il Clean Bench 'Saibo' dopo il completamento dell'ultima sessione dell'esperimento Resist Tubule, che osserva i meccanismi di resistenza alla gravità delle piante. Inoltre, per prendere dimestichezza con le riparazioni, Gerst ha sostituito una lampada allo Xenon che non si era accesa come previsto durante la sessione Resist Tubule il 23 maggio scorso.
Gerst e Wiseman hanno poi raggiunto Swanson per essere informati maggiormente dei sistemi e dei carichi utili del segmento USA della stazione.
Suraev ha trascorso gran parte della giornata scaricando le merci dalla Soyuz attraccata al Mini-Research Module-1 'Rassvet'. Ha inoltre partecipato a uno studio virtuale, dove si osserva ai cambiamenti nell'orientamento spaziale dei cosmonauti durante l'esposizione alle missioni spaziali di lunga durata.
Suraev, Gerst e Wiseman hanno poi trascorso ognuno circa un'ora per familiarizzare con il complesso orbitale che è più grande di una casa con sei camere da letto.
Artemyev ha aggiornato il software per l'esperimento Napor-mini della RSA, che utilizza un telescopio ottico e un piccolo sistema radar per monitorare l'ambiente terrestre.
Nel pomeriggio Artemyev ha controllato la ventilazione nel segmento russo della stazione e scaricato i dati dal micro-acceleratore per l'esperimento Identification che fornisce uno sguardo ai carichi dinamici della stazione.
Nel fine settimana i residenti avranno un pò di tempo libero per rilassarsi, parlare con i loro familiari sulla Terra e prendersi cura della pulizia settimanale. I sei astronauti e cosmonauti continuano inoltre ogni giorno il regime di due ore di esercizio fisico per prevenire la perdita di massa muscolare e densità ossea che colpisce il volo spaziale umano di lunga durata.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) da sinistra, Gerst, Swanson e Wiseman a bordo della ISS. Nella foto in alto (Credit: NASA/TV) l'astronauta ESA Alexander Gerst al lavoro nel modulo giapponese Kibo.

Fonte: NASA

30/05/2014 - Si è svolta la sesta edizione del Convegno internazionale AgroSpazio -

Si è svolto a Sperlonga (LT), nei giorni 22 e 23 maggio 2014, il 6° Convegno Internazionale AgroSpazio, organizzato da Aero Sekur con la collaborazione scientifica dell’Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) e dell’Università dell’Arizona di Tucson.
Lo scopo del convegno è stato quello di connettere i due importanti settori delle agrotecnologie e dei sistemi di supporto alla vita per le missioni spaziali, accomunati da notevoli sinergie, tecnologiche, sociali e di mercato.
L’edizione di AgroSpazio 2014 si è concentrata sulla possibilità di utilizzare per la produzione di cibo nello spazio le tecniche di coltivazione terrestri più innovative, come le colture idroponiche in ambiente controllato, investigando al contempo le ricadute positive degli avanzamenti tecnologici necessari.
Sono state analizzate le più recenti innovazioni scientifiche e tecnologiche nel settore delle colture protette, dalla fisiologia vegetale ai sistemi di produzione a ciclo chiuso, e presentato lo stato dell’arte della ricerca internazionale sui sistemi per la coltivazione di piante in ambiente spaziale, con particolare attenzione ai sistemi biorigenerativi che, utilizzando le piante, sono in grado di assicurare anche la rimozione dei contaminanti nell’aria ed il trattamento igienico delle acque.
Al Convegno hanno partecipato i maggiori esponenti scientifici del settore a livello mondiale ed i rappresentanti delle più importanti agenzie spaziali quali ASI, ESA, DLR e NASA. Per l'ASI era presente Salvatore Pignataro (Unità Volo Umano) che ha illustrato il programma e lo stato del gruppo di coordinamento nazionale per i sistemi di supporto ambientale e alla vita degli astronauti di tipo biorigenerativo e ha partecipato alla tavola rotonda che ha concluso il convegno.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Steckler Space Grant Prototype Lunar Greenhouse Program, University of Arizona) una serra spaziale.

Fonte: ASI

30/05/2014 - Applicato lo scudo termico di Orion -

Il più grande scudo termico al mondo, che misura oltre 5 metri di diametro, è stato applicato con successo al veicolo spaziale Orion. Lo scudo termico è stato realizzato da un singolo pezzo di materiale ablativo Avcoat. Questo verrà testato con il primo volo di Orion previsto per il dicembre 2014 e proteggerà la nave spaziale dalle temperature che arriveranno a 2.200° Celsius al momento del rientro nell'atmosfera terrestre.
Il volo senza equipaggio, definito Exploration Flight Test-1 (EFT-1), dovrà mettere alla prova il veicolo spaziale che potrà essere utilizzato in seguito per un'eventuale missione che porterà gli astronauti verso un asteroide e, più avanti, su Marte. EFT-1 verrà lanciato con una capsula Orion senza equipaggio fino a 5.800 km nello spazio per una missione della durata di quattro ore che testerà alcuni dei sistemi più cruciali. Dopo aver compiuto due orbite, Orion rientrerà sulla Terra alla velocità di 32.000 km/h, prima che i suoi paracadute lo rallentino verso un ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) lo scudo termico di Orion agganciato alla capsula presso l'edificio di assemblaggio del Kennedy Space Center in Florida.

Fonte: NASA

30/05/2014 - IRIS osserva una gigantesca eruzione di materiale solare -

Un'emissione di massa coronale (CME), è emersa da un lato del Sole il 9 maggio 2014 e il più recente osservatorio solare della NASA l'ha ripresa con un dettaglio straordinario. Questo è stato il primo CME osservato tramite IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph), lanciato il 28 giugno 2013 per sondare nei livelli più profondi l'atmosfera solare con la migliore risoluzione mai raggiunta fino ad ora. Osservate il video per vedere come una muraglia di materiale solare erutta ad una velocità di circa 670 km al secondo.
IRIS deve essere puntato su una certa area del Sole almeno un giorno prima dell'evento, in modo da catturare il CME grazie a delle ipotesi plausibili e un pò di fortuna.
"Avevamo puntato su una regione attiva per vedere dei brillamenti o dei CME," dice Bart De Pontieu, lo scienziato a capo del progetto IRIS presso il Lockheed Martin Solar & Astrophysics Laboratory di Palo Alto, in California. "E poi abbiamo atteso nella speranza di poter riprendere qualcosa. Questo è il primo CME molto nitido ripreso da IRIS e la squadra è molto emozionata."
Le immagini di IRIS si sono messe a fuoco sul materiale avente una temperatura di 30.000° Kelvin alla base, il piede, del CME. La linea che si muove attraverso la parte centrale del filmato è la fessura di accesso allo spettrografo di IRIS, uno strumento che può dividere la luce nelle sue molte lunghezze d'onda - una tecnica che permette in definitiva agli scienziati di misurare la temperatura, velocità e densità del materiale solare dietro la fessura.
Il campo di visuale di quest'immagine è di circa cinque volta la Terra in altezza e sette volte e mezza in larghezza.
Il Lockheed Martin Solar & Astrophysics Laboratory ha progettato l'Osservatorio IRIS e gestisce la missione. L'Ames Research Center della NASA a Moffett Field, in California, fornisce le operazioni di missione e i sistemi di dati a terra. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, gestisce il Programma Explorers for Science Mission Directorate della NASA a Washington, DC.
Nell'immagine di copertina (Credit: NASA/Goddard Space Flight Center) il confronto dello stesso CME ripreso dall'osservatorio solare SDO e IRIS.

VIDEO DELL'EMISSIONE CME RIPRESA IN DETTAGLIO DA IRIS - 30/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 0:41 - MUSICA

Fonte: NASA Goddard Space Flight Center

30/05/2014 - Ecco il video del volo libero notturno di Morpheus -

Il team di Morpheus/ALHAT ha completato con successo il Volo Libero n.14 (FF14) presso il Kennedy Space Center SLF mercoledì, 29 maggio 2014. Si è trattato del 12esimo volo libero del veicolo Bravo e del quinto di ALHAT - e il primo volo notturno mai eseguito prima nel corso del programma di test.
I dati iniziali indicano prestazioni nominali di tutti i sistemi del veicolo. L' Hazard Detection System ALHAT (HDS) ha funzionato bene, ma ha individuato un sito sicuro appena a 50 cm al di fuori dei limiti fissati prudenzialmente attorno al centro della pista di atterraggio. ALHAT ha poi guidato il veicolo in modalità a circuito chiuso attraverso l'intero avvicinamento, con il veicolo che ha ripreso il controllo della navigazione durante la fase di discesa della traiettoria quando ALHAT aveva quasi terminato i calcoli. Se i limiti della la posizione di errore fossero stati meno conservatori avrebbero permesso ad ALHAT di continuare a guidare verso l'atterraggio e il veicolo sarebbe giunto regolarmente sul pad di atterraggio.
La squadra ha superato alcuni problemi di verifica preliminare, tra cui una accensione non riuscita a causa di un superamento dei valori limite non critici della temperatura, che sono stati corretti con successo per il secondo tentativo.
Segui Morpheus su Twitter @MorpheusLander e su Facebook a Facebook.com/MorpheusLander
Nella foto in copertina (Credit: NASA/Morpehus) il lander nelle fasi pre-lancio notturno.

VIDEO DEL VOLO LIBERO N.14 DI MORPHEUS/ALHAT - 28/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 1:59 - LINGUA INGLESE

Fonte: NASA Morpheus

30/05/2014 - Stabilito il contatto con la sonda 'zombie' ISEE-3 -

Il Progetto Reboot ISEE-3 è lieto di annunciare che il 29 maggio 2014 il nostro team ha ristabilito le comunicazioni a due vie con la sonda ISEE-3 ed ha iniziato l'invio di comandi per le funzioni specifiche. Nei prossimi giorni e settimane la nostra squadra farà una valutazione delle condizioni complessive del veicolo spaziale e definirà le tecniche richieste per accendere i suoi motori e riportarla in orbita vicina alla Terra.
Il primo contatto con la ISEE-3 è stato stabilito con il Radio Osservatorio di Arecibo, Porto Rico. Non saremo stati in grado di raggiungere questo obiettivo senza l'assistenza deliziosa dell'intero staff di Arecibo. Oltre allo staff di Arecibo la nostra squadra ha ricevuto il supporto simultaneo di AMSAT-DL del Bochum Observatory in Germania, lo Space Science Center della Morehead State University in Kentucky, e l'Allen Telescope Array del SETI Institute in California.
Ovviamente questo sforzo non sarebbe stato possibile senza l'assistenza della NASA e dello Space Act Agreement stipulato con il quartier generale della NASA, l'Ames Research Center e il Solar System Exploration Research Virtual Institute (SSERVI).
Per ulteriori informazioni del Progetto Reboot ISEE-3 visita il nostro sito web a http://spacecollege.org/isee3. Una descrizione più dettagliata del nostro Primo Contatto e dei piani futuri verrà pubblicato sul nostro sito la prossima settimana.
Per rimanere aggiornato sui nostri progressi ci puoi seguire anche su Twitter: http://twitter.com/isee3reboot. Una descrizione del progetto l'avevamo raccontata nella news del 25 maggio 2014. Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: Space College Foundation) come è stata accolta la notizia sul sito della Space College Foundation.

Fonti: Space College - Spaceref

30/05/2014 - I voli spaziali della Virgin ricevono il via libera dalla FAA -

Il sogno di Richard Branson di voli commerciali spaziali ha fatto un passo avanti verso l'avverarsi dopo che la Virgin Galactic ha siglato un accordo con le autorità dell'aviazione degli Stati Uniti che le permettono di inviare passeggeri paganti nello spazio.
L'accordo con la Federal Aviation Administration (FAA) prepara la strada per le missioni spaziali di routine dallo Spaceport America, che si trova nello Stato del New Mexico, e che saranno coordinate con il normale sistema del controllo del traffico aereo.
I voli commerciali dovrebbero iniziare verso la fine di quest'anno e oltre 600 persone hanno già pagato ognuna 250.000 dollari per fare un giro sulla SpaceShipTwo.
"La nostra squadra stà lavorando duramente per iniziare i lanci spaziali di routine e affidabili dallo Spazioporto America e questo accordo ci porta un altro passo più vicini a quest'obbiettivo," ha detto George Whitesides, Amministratore Delegato della Virgin Galactic.
"Siamo grati alla FAA e al New Mexico per la loro collaborazione a raggiungere questo importante passo." Nella foto di copertina (Credit: Virgin Galactic) il velivolo suborbitale SpaceShipTwo appeso sotto l'aereo madre WhiteKnightTwo.

Fonte: Spacedaily

Nella foto (Credit: SpaceX) Elon Musk al posto di pilotaggio del Dragon V2.

30/05/2014 - La SpaceX svela il Dragon V2, l'astronave del 21esimo secolo -

Elon Musk, l'imprenditore miliardario che ha creato la compagnia privata per il volo spaziale SpaceX, ha svelato il suo ultimo prodotto - la nave spaziale abitata Dragon V2 - durante una presentazione eseguita con stile giovedì notte per il debutto del taxi spaziale per astronauti del 21esimo secolo.
La versione abitata del Dragon V2 della SpaceX ha un design interno elegante, completo con un grande schermo tipo computer che scorre di fronte ai seggiolini rivestiti di pelle. La capsula abitata può trasportare fino a sette astronauti da e per destinazioni come la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha detto Musk durante la presentazione, che la SpaceX ha trasmesso in diretta dal suo quartier generale di Hawthorne, in California.
"Penso che sia veramente un grande salto nella tecnologia," ha detto Musk. "Con questo ci portiamo veramente al prossimo livello."
"Quando creammo per prima il Dragon Versione 1, non sapevamo come realizzare una nave spaziale," dice Musk. "Non avevamo mai progettato una nave spaziale prima di allora... è una gran bella nave spaziale, ed è stata una grande prova di idee. Ha dimostrato che riportare qualcosa indietro dall'orbita è una cosa molto difficile da realizzare. Di solito quando qualcosa rientra con velocità orbitali, brucia come una grande palla di fuoco. Ma venendo dal Dragon Versione 1 abbiamo voluto fare un grande balzo tecnologico."
La SpaceX ha lanciato la versione senza equipaggio del Dragon Versione 1 verso la stazione spaziale fin dal 2012 utilizzando i razzo Falcon 9. La compagnia ha già compiuto tre missioni cargo delle 12 previste dal contratto con la NASA del valore di 1,6 miliardi di dollari. Il Dragon V2 è la proposta della SpaceX alla NASA per portare gli astronauti alla stazione come parte del programma commerciale equipaggi dell'agenzia.
Anche le compagnie rivali Boeing e Sierra Nevada stanno sviluppando le loro navi spaziali commerciali taxi come parte della competizione. Il programma commerciale equipaggi della NASA dovrebbe prendere una decisione a luglio o agosto su quali veicoli potranno accedere alla prossima fase di selezione, con l'obiettivo del primo volo abitato entro il 2017.
Anche il Dragon V2 potrebbe condurre, come tutti gli altri contendenti del programma commerciale abitato, un test di volo con un equipaggio della propria compagnia entro il 2016, anche se, con un maggior apporto politico e l'aumento dei finanziamenti una missione di prova potrebbe essere realizzata anche entro il prossimo anno.
Il nuovo Dragon V2 è una versione aggiornata della capsula robotica Dragon attualmente utilizzata per consegnare merci alla stazione e riportare materiali sulla Terra. Un'altra compagnia, la Orbital Sciences della Virginia ha un contratto da 1,9 miliardi di dollari per consegnare cargo alla stazione ma il suo veicolo Cygnus viene intenzionalmente distrutto al termine della missione.
La nuova astronave della SpaceX è progettata per essere riutilizzabile e dovrebbe essere in grado di atterrare al suolo con la precisione di un elicottero, ha aggiunto Musk.
"Questo è come dovrebbe atterrare un'astronave del 21esimo secolo," ha detto.
A differenza della versione senza equipaggio del Dragon, che utilizza il braccio robotico della stazione per essere ormeggiata all'avamposto orbitale, la Versione 2 sarà in grado di agganciarsi in modo autonomo alla stazione spaziale. Un pilota potrà anche parcheggiare la nave spaziale utilizzando i controlli manuali, se necessario, ha detto Musk.
Il Dragon V2 dimostrerà anche nuove tecnologie. Gli ingegneri della SpaceX hanno aggiornato lo scudo termico della capsula e la nave spaziale è stata dotata dei propulsori SuperDraco che possono essere utilizzati per spostare la capsula e i suoi occupanti a distanza di sicurezza se qualcosa andasse storto durante il lancio. I propulsori SuperDraco saranno inoltre di ausilio per l'atterraggio, rallentando il veicolo spaziale fino a fargli toccare il suolo.
Questi potenti motori sono disposti a 4 gruppi di due attorno al perimetro della capsula, racchiusi in speciali celle. I serbatoi del propellente sono di forma sferica e disposti tutti attorno alla base del veicolo e coperti dalla struttura dello stesso.
Musk ha però precisato che la capsula sarà dotata comunque di paracadute, come la versione precedente, per motivi di sicurezza nel caso i propulsori per l'atterraggio dovessero avere qualche problema. Dragon V2 sarà comunque in grado di eseguire un atterraggio propulsivo sicuro anche nel caso di guasto a due SuperDraco sugli otto di cui è dotato il veicolo spaziale.
Musk ha fondato la SpaceX nel 2002 con l'intento di abbassare i costi del volo spaziale con tecnologie affidabili, riutilizzabili e meno costose. Secondo Musk la Dragon Versione 2 sarà rapidamente riutilizzabile dopo ogni volo.
"Possiamo appena rifornirla di propellente e volare di nuovo," ha detto Musk. "Questo è estremamente importante per rivoluzionare l'accesso allo spazio perché fino a che continuiamo a buttare via razzi e navi spaziali, non avremo mai un vero accesso allo spazio. Sarà sempre qualcosa di incredibilmente costoso."
Durante la presentazione Musk ha mostrato dal vivo dei SuperDraco specificando che gran parte di questi nuovi e potenti propulsori sono stati realizzati con la stampa 3D, una delle nuove tecnologie più promettenti anche nel campo spaziale, che permette di realizzare componenti, anche molto complessi, con una frazione del tempo e dei costi necessari con le tecniche tradizionali.
Durante la presentazione Musk ha mostrato un video in computer grafica (vedi qui sotto) che fa vedere le fasi salienti di una missione con il Dragon V2. Fra le novità, oltre al già citato sistema di attracco automatico è stato notato che il cosiddetto 'trunk', una specie di modulo non pressurizzato che nel Dragon V1 ospita i pannelli solari e può contenere del carico esterno, nella versione 2 vede i pannelli solari ricoprire lo scafo, anziché essere disposti nelle due ali come con la capsula non abitata. Inoltre, sempre nel video, si possono notare delle piccole alette alla base del 'trunk'. Di queste differenze però Musk non ha parlato nella breve presentazione concentrandosi soprattutto sulla capsula.
Nella foto di copertina (Credit: SpaceX) il momento della presentazione del veicolo spaziale Dragon V2 da parte di Elon Musk, fondatore e capo progettista della SpaceX. Nella foto in alto (Credit: SpaceX) Elon Musk all'interno del Dragon V2, seduto al posto di pilotaggio.

ANIMAZIONE IN COMPUTER GRAFICA DI UNA MISSIONE DRAGON V2 - 30/05/2014 - (Credit: SPACEX) - dur.min. 2:10 - MUSICA

Fonti: Space.com - Nasaspaceflgiht - SpaceX

29/05/2014 - La XCOR piazza 14 milioni di dollari di azioni -

La XCOR Aerospace, compagnia che sta sviluppando lo spazio-plano suborbitale commerciale Lynx, ha venduto 14,2 milioni di azioni al suo partner strategico, l'olandese Space Expedition Corp., che ora avrà anche due rappresentanti, sui sette totali, del consiglio dirigente.
Il Dipartimento del Tesoro per gli Investimenti Esteri degli Stati Uniti ha approvato la transazione.
La XCOR, con sede a Mojave, California, spera di poter iniziare a breve i primi voli di prova della prima versione del velivolo suborbitale a due posti Lynx, il cui obiettivo sarà poi quello di iniziare voli commerciali sia per le persone che per gli esperimenti, a partire dal 2015.
La XCOR ha dichiarato che utilizzerà questi fondi per proseguire lo sviluppo di Lynx. La compagnia ha aggiunto che anche un piccolo aumento di capitale è previsto per questa estate.
La Space Expedition Corp. (SXC) di Amsterdam era già la principale agente di vendita della XCOR.
Michiel Mol, capo esecutivo della SXC ha detto che con l'ultimo acquisto del patrimonio netto, "stiamo chiudendo i ranghi con il nostro partner più strategico. Faremo il passo successivo insieme al nostro primo volo spaziale commerciale."
La XCOR ha dichiarato che oltre a SXC, anche il co-proprietario della squadra di baseball dei Chicago Cubs, Pete Ricketts, e l'investitore già presente Esther Dyson, uno dei membri fondatori della compagnia di investimento Space Angels Network, hanno acquistato azioni durante questa transazione.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: XCOR) il velivolo suborbitale biposto Lynx.

Fonte: Space News

29/05/2014 - Eseguito un altro volo libero di Morpheus, questa volta notturno -

Il prototipo di lander del progetto Morpheus della NASA ha eseguito un altro volo libero, il quattordicesimo, ma questa volta l'ha compiuto di notte.
Il decollo del volo di prova FF14 è avvenuto dalla speciale area allestita al termine della Shuttle Landing Facility, la pista dove atterravano le navette spaziali, presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Morpheus) il decollo notturno del lander Morpheus in due scatti successivi.

Fonte: Twitter Morpheus NASA

Nella foto (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-13M in avvicinamento alla ISS.

29/05/2014 - L'equipaggio della Soyuz TMA-13M raggiunge alla Stazione Spaziale Internazionale -

Una nave spaziale Soyuz lanciata la scorsa notte dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, si è agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nelle prime ore di questa mattina. A bordo vi è l'astronauta Alexander Gerst dell'ESA e i suoi compagni della missione Spedizione 40/41, che ora vivranno e lavoreranno nello spazio per i prossimi sei mesi.
Assieme ad Alexander vi era il cosmonauta russo Maxim Suraev e l'astronauta Gregory Reid Wiseman della NASA, dimostrando il valore della cooperazione internazionale nello spazio.
Il volo di Alexander è la terza visita di un astronauta di nazionalità tedesca all'avamposto orbitale e la sesta missione di lunga durata per un astronauta ESA.
Il veicolo spaziale Soyuz TMA-13M è decollato da Baikonur alle 19:57 GMT (21:57 ora italiana) del 28 maggio ed ha raggiunto regolarmente l'orbita nove minuti dopo. Dopo quattro orbite attorno alla Terra la Soyuz ha raggiunto il modulo Rassvet della stazione per l'attracco.
La Soyuz si è agganciata come previsto alle 1:44 GMT (03:44 ora italiana) del 29 maggio pilotata manualmente da Suraev mentre i due veicoli spaziali sorvolavano le coste al largo del Perù settentrionale. Dopo un completo controllo per assicurare che la tenuta fosse perfetta, i portelli fra le due astronavi sono stati aperti alle 03:52 GMT (le 5:52 ora italiana). Ai tre è stato dato il benvenuto a bordo da parte dei cosmonauti Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev l'astronauta Steven Swanson della NASA, che hanno condiviso parte della missione come membri dell'equipaggio di Spedizione 39/40. Ora la ISS è tornata con l'equipaggio al completo composto da sei astronauti.
Durante la prima settimana sulla stazione, Alexander e i nuovi arrivati familiarizzeranno con la loro nuova casa prima di iniziare la serie completa di attività di ricerca e tecniche.
La missione di 166 giorni di Alexander è stata chiamata 'Blue Dot' (punto blu, nrd) dopo che l'astronomo americano Carl Sagan descrisse la Terra lontana come un 'pallido punto blu' fotografato dalla sonda Voyager della NASA lontana sei miliardi di km dal nostro pianeta.
In linea con la politica dell'ESA di massimizzare l'utilità pratica della ricerca nello spazio, più di 40 esperimenti sono di valore scientifico o prepareranno per ulteriori missioni di esplorazione.
Nella foto (Credit: NASA/TV) tutto l'equipaggio al completo di Spedizione 40 dopo l'arrivo dei nuovi residenti Gli esperimenti riguarderanno materie di fisica, fisiologia umana, della biologia radiazioni, ricerca solare, biotecnologia, fisica dei fluidi e astrofisica, oltre a una serie di dimostrazioni tecnologiche.
Un punto culminante di Blue Dot è il forno levitatore elettromagnetico, destinato a migliorare i processi di fusione industriali e permettere la fusioni di metalli più delicati.
Sospendendo il metallo fuso in assenza di peso, gli scienziati possono ottenere misurazioni molto più precise delle caratteristiche del metallo rispetto a quanto possibile sulla Terra, dove le letture sono in genere contaminate dal contenitore.
Tutti gli esperimenti scientifici sulla Stazione Spaziale stanno spingendo le frontiere della conoscenza, alimentando direttamente l'innovazione sul pianeta Terra.
Come Ingegnere di Volo, Alexander assisterà anche l'avvicinamento del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell'ESA, Georges Lemaitre, il cui lancio è programmato per il 25 luglio.
Questi ATV sono i mezzi di approvvigionamento più capaci che servono la stazione, consegnando merci essenziali, eseguendo i reboosts orbitali e capaci di manovrare il complesso di 420 tonnellate, in caso di necessità, fuori dalla traiettoria di pericolosi detriti spaziali.
L'ATV-5 metterà alla prova un nuovo sensore laser per riprese a raggi infrarossi Liris che permetterà in futuro alle navi di attraccare con obiettivi quali capsule spaziali e detriti orbitali.
Alexander sarà inoltre strettamente coinvolto nell'attracco di altre navi da rifornimento che dovrebbero arrivare nel corso della sua missione.
Altri punti salienti della missione comprendono una prevista passeggiata spaziale. Come altri astronauti dell'ESA prima di lui, Alexander condurrà anche un programma educativo per ispirare i bambini. Durante l'estate l'equipaggio di Spedizione 40 sarà molto impegnato dovendo affrontare due passeggiate spaziali dal lato russo, tre da parte americana, l'arrivo di un veicolo di rifornimento Progress russo, il già citato ultimo ATV europeo e due veicoli americani, un Cygnus della Orbital e una capsula Dragon della SpaceX.
Segui la missione Blue Dot sul blog: http://blogs.esa.int/alexander-gerst/ e Alexander Gerst su Twitter a @Astro_Alex.
Quello di oggi è stato il 32esimo lancio orbitale del 2014, il 31esimo a concludersi con successo. Inoltre si è trattato anche del secondo lancio abitato del 2014.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) il momento del decollo del razzo Soyuz con la capsula TMA-13M sulla sua sommità. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-13M in avvicinamento alla ISS. Nella foto a destra (Credit: NASA/TV) tutto l'equipaggio al completo di Spedizione 40 dopo l'arrivo dei nuovi residenti.

VIDEO LANCIO DELLA SOYUZ TMA-13M - 28/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 1:29 - AUDIO AMBIENTE

VIDEO ARRIVO DELLA SOYUZ TMA-13M ALLA ISS - 29/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 8:02 - LINGUA INGLESE

VIDEO ENTRATA DELL'EQUIPAGGIO DELLA SOYUZ TMA-13M NELLA ISS - 29/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 4:15 - LINGUA INGLESE/RUSSO

Fonti: ESA - Spaceflight Now - NASA

28/05/2014 - Sentinel-1A aiuta nell'alluvione che ha colpito i Balcani -

Sebbene non ancora operativo, il nuovo satellite Sentinel-1A ha fornito i dati radar per la mappatura delle inondazioni in Bosnia Herzegovina.
Forti piogge associate con vasti allagamenti e smottamenti hanno colpito gran parte dei Balcani, uccidendo dozzine di persone e lasciandone centinaia di migliaia senza tetto.
Jan Kucera del Centro Congiunto di Ricerca della Commissione Europea sta supervisionando l'aspetto tecnico del Servizio di Gestione delle Emergenze Copernico (EMS). Mentre veniva eseguita una mappatura delle inondazioni nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, l'ESA gli ha consegnato una scansione radar da Sentinel-1A: "Ho dato un primo sguardo e ho scoperto che ci mancava una importante area allagata visibile al centro dell'immagine."
Sebbene il radar di Sentinel-1A debba ancora essere calibrato, la nuova informazione poteva essere integrata con le mappe EMS di Copernicus delle inondazioni del fiume Sava nella zona di Baltun, in Bosnia Herzegovina.
"In situazioni di emergenza come queste, è importante ottimizzare tutti i dati disponibili per produrre le migliori mappe da fornire per gli aiuti nei disastri."
Il radar di Sentinel-1A è capace di 'vedere' attraverso le nubi, la pioggia e le tenebre, rendendosi così particolarmente importante nel monitoraggio delle inondazioni. Le immagini acquisite prima e dopo l'alluvione offrono immediate informazioni sull'estensione dell'inondazione e forniscono supporto per una valutazione dei danni alle proprietà e all'ambiente.
Il Sentinel-1A è stato lanciato il 3 aprile ed è il primo di una flotta di satelliti Sentinel sviluppati per il programma di monitoraggio ambientale Europeo Copernicus.
Anche se il satellite è ancora in fase di entrata in servizio, questa copertura dei Balcani è uno dei primi esempi del genere di dati operativi che la missione fornirà per la risposta alle emergenze.
Una volta operativo, Sentinel-1 rivoluzionerà l'uso dei satelliti nelle valutazioni di rischio e nella gestione in risposta alle emergenze con la sua grande abbondanza di dati radar in modo sistematico.
Le nuove scansioni sono inoltre state utilizzate dall'International Charter Space and Major Disasters, che è stato attivato dalle autorità di gestione rischio russe coinvolte nella risposta alle inondazioni in Serbia.
La 'Charter' è una collaborazione internazionale di gestori e operatori delle missioni di sorveglianza terrestre che forniscono rapido accesso ai dati da satellite per aiutare le autorità nella gestione dei disastri.
Nell'immagine di copertina (Credit: ESA/European Commission) la mappa delle inondazioni in Bosnia-Herzegovina realizzata con i dati radar inviati dal satellite Sentinel-1A.

Fonte: ESA

28/05/2014 - Ultime notizie dal rover lunare cinese Yutu -

Il rover lunare cinese Yutu si è svegliato ancora per il sesto giorno lunare. I rapporti indicano che un segnale proveniente dal rover Yutu è stato captato dal gruppo 'HUF_Satcom' che stà seguendo i progressi della missione fin dall'inizio e che è diventata l'unica fonte di informazioni della missione Chang'e-3/Yutu dopo che la Cina è rimasta silenziosa nelle passate settimane.
Il Sole è tramontato sul sito di atterraggio di Chang'e-3 il 23 aprile scorso e, sia il lander che il rover Yutu sono rimasti in modalità dormiente per diversi giorni dopo quella data. Yutu rimane danneggiato dopo il guasto al circuito che ha bloccato la mobilità del rover avvenuto ai primi di gennaio. Il Sole, all'interno del Mare Imbrium, è sorto a mezzogiorno del 9 maggio mentre i raggi solari hanno iniziato a illuminare sia i pannelli solari di Yutu che di Chang'e-3.
Il 12 maggio, @uhf_satcom ha segnalato che Yutu stava trasmettendo un segnale portante su una frequenza di 8463,038 MHz - confermando che il rover era sopravvissuto a un'altra notte lunare. Dato per morto a febbraio e costruito originariamente per tre notti lunari, Yutu si era svegliato nel suo sesto giorno lunare, superando la vita operativa originariamente prevista.
Il 13 maggio, @uhf_satcom confermava che da una stazione al suolo della Cina era stato inviato un segnale al rover. Il fatto che la Cina stava tentando di inviare dei comandi a Yutu lo si era capito dal fatto di aver ricevuto il segnale rimbalzato sulla Luna. Al momento non è dato sapere se Yutu ha ricevuto questo segnale e ha risposto. Nessun segnale inviato o ricevuto da Chang'e-3 è stato riportato. Pochissime informazioni ufficiali sui progressi della missione o immagini sono state rilasciate dalla Cina nel corso degli ultimi giorni lunari.
Il 15 aprile la missione Chang'e-3 era stata testimone di una eclisse totale di Sole e il 18 aprile Wang Jianyu, vice segretario generale della Società Cinese per la Ricerca Spaziale aveva detto che il guasto non era di origine meccanica ma elettrica e che gli ingegneri stavano tentando di bypassarlo. Inoltre aveva spiegato: "Le temperature sulla Luna sono considerevolmente più basse di quanto stimato in precedenza," aggiungendo che alcuni componenti potrebbero essersi congelati.
Nel 2009 la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA aveva misurato le temperature più basse nei crateri del polo sud con -238° Celsius e nel cratere Hermite, al polo nord con -247° Celsius.
In ogni caso la Cina considera la missione un successo dato che erano passati quasi quarant'anni dall'atterraggio dell'ultimo veicolo spaziale sulla Luna, il Luna 24 dell'allora Unione Sovietica, nel 1976. Ad oggi solo Stati Uniti, Russia e Cina sono stati in grado di atterrare dolcemente sulla superficie lunare.
Nella foto di copertina (Credit: Xinhua) il rover Yutu sulla superficie lunare, bloccato a 20 metri dal lander per un guasto, dopo la prima notte lunare.

Fonte: Spaceflight 101 - South China Morning Post - BBC News

28/05/2014 - La Orbital Sciences rinvia il lancio del cargo Cygnus -

La Orbital ha riprogrammato il lancio del suo razzo Antares per la missione Orb-2 a una data non prima del (NET) 17 giugno 2014.
Orb-2 è la seconda delle otto missioni di rifornimento dedicate alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sotto il contratto CRS (Commercial Resupply Services) stipulato con la NASA.
La nuova data di lancio è stata decisa per fare in modo che le squadre di ingegneri del fornitore dello stadio propulsivo, la Aerojet Rocketdyne e della Orbital studino le cause del guasto di un motore AJ26 avvenuto la scorsa settimana presso lo Stennis Space Center della NASA durante un test di accettazione.
Quel motore era designato per una missione prevista nel 2015 e stava eseguendo un test di accensione a caldo al quale tutti i motori AJ26 di Antares sono sottoposti per assicurare le prestazioni nominali e di accettazione per essere utilizzati nelle missioni dei razzi Antares.
Il (NET) 17 giugno è una data provvisoria e quella finale verrà fissata una volta che il team di indagine avrà fatto progressi, pertanto venite a controllare questa pagina spesso per ulteriori aggiornamenti.
Il lancio della missione Orb-2 avverrà dalla rampa 0A del MARS (Mid-Atlantis Regional Spaceport) di Wallops Island, in Virginia. Il veicolo spaziale cargo automatico Cygnus verrà portato in orbita grazie ad un razzo Antares a due stadi, anch'esso di fabbricazione Orbital.
Una volta in orbita, il Cygnus dispiegherà i suoi pannelli solari ed inizierà una serie di controlli. Il veicolo condurrà una serie di accensioni dei propulsori che gli permetteranno di alzare l'orbita e portarlo a circa 4 km dalla ISS prima di ricevere l'autorizzazione per il rendezvous autonomo alla stazione. Quando il veicolo si troverà a circa 12 metri dall'avamposto orbitale gli astronauti a bordo utilizzeranno il braccio robotico della stazione per catturare il Cygnus e ormeggiarlo al nodo Harmony della ISS.
Il Cygnus è previsto rimanga ormeggiato alla ISS per circa 40 giorni durante i quali l'equipaggio lo scaricherà dai materiali consegnati e, successivamente, vi imbarcherà dei materiali da smaltire. Al termine della missione il Cygnus partirà dalla stazione e rientrerà nell'atmosfera terrestre dovre brucerà per l'attrito.
Nella foto di copertina (Credit: Orbital Scieces Corp.) il razzo Antares destinato alla missione Orb-2 nell'hangar del MARS. A sinistra il primo stadio destinato alla Orb-3, la missione cargo successiva.

Fonte: Orbital Sciences Corp.

27/05/2014 - Il tramonto su Titano rivela la complessità degli esopianeti nebbiosi -

Gli scienziati al lavoro con i dati della missione Cassini della NASA hanno sviluppato un nuovo modo di comprendere le atmosfere dei pianeti extrasolari utilizzando come supporto la luna Titano di Saturno ricoperta di smog.
Questa nuova tecnica mostra l'influenza notevole che i cieli nebbiosi potrebbero avere nella nostra capacità di comprendere questi mondi alieni orbitanti attorno a stelle lontane.
Il lavoro è stato eseguito da una squadra di ricercatori guidati da Tyler Robinson, un post-dottorato borsista dell'Ames Research Center della NASA a Moffett Field, California. Le scoperte sono state pubblicate il 26 maggio sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
"E' successo che abbiamo un sacco di cose da imparare dall'osservare un tramonto," dice Robinson.
Al tramonto, la luce delle stelle e dei pianeti può essere separata nei suoi colori componenti per creare gli spettri, come fanno i prismi con la luce del Sole, al fine di ottenere informazioni nascoste. Negli ultimi anni, nonostante le distanze impressionanti degli altri sistemi planetari, i ricercatori hanno cominciato a sviluppare tecniche per la raccolta degli spettri dei pianeti extrasolari. Quando uno di questi mondi transita, passa davanti, alla sua stella ospite osservandola dalla Terra, un pò di luce della stella viaggia attraverso l'atmosfera del pianeta extrasolare, dove viene modificata in modo impercettibile, ma misurabile. Questo processo imprime informazioni del pianeta che possono essere raccolte dai telescopi. Gli spettri risultanti sono un segno di tale impronta.
Gli spettri permettono agli scienziati di rivelare alcuni dettagli di come può essere il pianeta extrasolare, come la sua temperatura e la composizione e struttura della sua atmosfera.
Robinson e i suoi colleghi hanno sfruttato una somiglianza tra i transiti dei pianeti extrasolari e i tramonti testimoniati dalla sonda Cassini su Titano. Queste osservazioni, chiamate occultazioni solari, hanno effettivamente permesso agli scienziati di osservare Titano come fosse un pianeta extrasolare in transito, senza però dover lasciare il Sistema Solare. Nel processo, i tramonti di Titano hanno rivelato quanto possano essere drammatici gli effetti delle nebbie.
Diversi mondi nel nostro Sistema Solare, tra cui Titano, sono ricoperti da nubi e foschie d'alta quota. Gli scienziati si aspettano che molti pianeti extrasolari possano essere stati oscurati in modo simile. Nuvole e nebbie creano una varietà di effetti complessi che i ricercatori devono comprendere per districare la firma di questi ambienti alieni, e quindi presentano un ostacolo importante per capire le osservazioni dei transiti. A causa della complessità e potenza di calcolo necessaria per affrontare le nebbie, i modelli utilizzati per capire gli spettri di un esopianeta, di solito, esemplificano i loro effetti.
"Precedentemente non era chiaro esattamente come le nebbie avessero influenza sulle osservazioni dei transiti degli esopianeti," dice Robinson. "Così abbiamo guardato a Titano, il pianeta più nebbioso del nostro Sistema Solare che è stato studiato approfonditamente dalla sonda Cassini."
Il team ha utilizzato quattro osservazioni di Titano eseguite fra il 2006 e il 2011 con lo strumento VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) di Cassini. Le loro analisi hanno fornito i risultati che comprendono l'effetto complesso causato dalle nebbie, che ora può essere paragonato ai modelli e alle osservazioni degli esopianeti.
Con Titano come loro esempio, Robinson e colleghi hanno scoperto che le nebbie alte sopra alcuni pianeti extrasolari in transito potrebbero limitare rigorosamente ciò che i loro spettri possono rivelare agli osservatori del pianeta in transito. Le osservazioni potrebbero essere in grado di raccogliere informazioni solo sull'alta atmosfera di un pianeta. Su Titano, questo corrisponde a circa 150-300 chilometri sopra la superficie della luna, più in alto rispetto alla maggior parte della sua atmosfera densa e complessa.
Un'ulteriore scoperta dallo studio è che le nebbie di Titano incidono più fortemente sulle lunghezze d'onda più corte o più blu, dei colori della luce. Gli studi degli spettri di pianeti extrasolari avevano comunemente assunto che le nebbie interesserebbero tutti i colori della luce in modi simili. Ma lo studio dei tramonti attraverso le nebbie di Titano ha rivelato che non è questo il caso.
"La gente aveva immaginato che vi fossero regole su come sarebbero apparsi i pianeti durante un transito, ma Titano ha buttato tutto all'aria," dice Mark Marley, co-autore dello studio presso l'Ames della NASA. "Non c'è niente come nelle precedenti previsioni e tutto per colpa delle nebbie."
Le tecniche applicate funzionano egualmente per osservazioni simili prese dall'orbita attorno ad ogni mondo, non solo Titano. Questo significa che i ricercatori possono studiare le atmosfere dei pianeti come Marte e Saturno così come quelle degli esopianeti.
"E' gratificante vedere che lo studio di Cassini del Sistema Solare stia aiutando a comprendere meglio gli altri sistemi solari," ha detto Curt Niebur, scienziato del programma Cassini alla NASA di Washington.
La missione Cassini-Huygens è un progetto in collaborazione fra NASA, l'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana. Il JPL, una divisione del California Institute of Technology, di Pasadena, California, gestisce la missione per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA a Washington. Il team di VIMS è basato presso l'University of Arizona di Tucson.
Maggiori informazioni su Cassini presso questi siti: http://www.nasa.gov/cassini e http://saturn.jpl.nasa.gov/.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: NASA) la sonda Cassini transita vicino alla luna Titano.

Fonte: Spaceref

Nella foto (Credit: http://www.kyivpost.com) la caduta del meteorite di Chelyabinsk.

27/05/2014 - Il meteorite di Chelyabinsk era parte di un corpo celeste più grande -

Il meteorite che esplose il 15 febbraio 2013, nella zona di Chelyabinsk, faceva parte di un corpo celeste più grosso e si è formato a causa di un impatto. Questa conclusione è stata pubblicata sul sito web Scientific Reports da un team di scienziati, compresi ricercatori russi, che hanno condotto questo studio.
Gli scienziati hanno studiato la composizione chimica dei frammenti del meteorite e scoperto che essi contenevano giada. Questo minerale si forma in condizioni di alta pressione e temperatura. Inoltre la struttura dei frammenti di giada scoperti mostra che si sono formati dal risultato di una collisione di due asteroidi.
L'asteroide, dal quale proviene il meteorite, doveva essere di almeno 190 metri. Gli scienziati stanno ancora cercando di risalire alla traiettoria di entrambi gli asteroidi e pensano che la collisione possa essere avvenuta 250 milioni di anni fa.
"L'impatto potrebbe aver spezzato il meteorite di Chelyabinsk da un corpo celeste più grande ed averlo diretto verso la Terra. Di questo corpo proveniente dallo spazio circumterrestre che ha colpito la Terra conosciamo bene la sua traiettoria," ha detto Sin Ozawa dalla Tohoku University.
Gli scienziati pensano che questi nuovi dati scoperti possano aiutarli a prevedere meglio i corpi celesti che rischiano di colpire la Terra. Il team comprendeva anche scienziati russi della Novosibirsk State University, l'Istituto di Mineralogia del dipartimento RAS Urali e il VS Sobolev Istituto di Geologia e Mineralogia della Filiale siberiana della RAS.
L'area di Chelyabinsk fu testimone dell'esplosione di un meteorite il 15 febbraio 2013. Il lampo dell'esplosione venne osservato dalla popolazione di Sverdlovsk, delle zone di Kurgan e della Repubblica del Bashkortostan.
Il meteorite aveva un diametro di 17 metri e pesava circa 10.000 tonnellate con una velocità di 10/28 km al secondo. Oltre 1.500 persone rimasero ferite dagli effetti dell'esplosione: l'unico caso nella storia. In seguito, ad ottobre, il frammento più grande del meteorite, pesante circa 650 kg venne recuperato dal fondo del lago Chebarkul.
Nella foto di copertina (Credit: Reuters) il frammento più grande recuperato del meteorite di Chelyabinsk esposto presso il Chelyabinsk Regional History Museum nel Sud degli Urali. Nella foto a destra (Credit: http://www.kyivpost.com) la caduta del meteorite di Chelyabinsk.

Fonte: Spacedaily

27/05/2014 - Il più recente acquisto NASA di posti sulle Soyuz potrebbe essere l'ultimo -

Il più recente acquisto, da parte della NASA, di ulteriori sei posti sulle capsule russe Soyuz, un accordo da 458 milioni di dollari, potrebbe essere l'ultimo di questo tipo per l'agenzia spaziale. La NASA è infatti costretta fin dal 2011, una volta messa a terra la flotta degli orbiter Space Shuttle, a pagare la Russia per il trasporto da e per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dei propri astronauti. Negli ultimi tempi inoltre, a causa dell'inflazione in Russia, i prezzi sono aumentati ancora.
L'ultimo accordo, finalizzato ad aprile, ha assicurato agli astronauti americani di poter raggiungere la stazione spaziale fino alla fine del 2017, con la previsione del rientro nel 2018.
La NASA vuole passare quanto prima ad utilizzare navi spaziali costruite negli Stati Uniti per il trasporto dei propri astronauti all'avamposto orbitale. La gara per il trasporto commerciale degli equipaggi vede in lizza tre compagnie private: Boeing, SpaceX e Sierra Nevada Corp. ma la prima missione dimostrativa diretta alla ISS non sarà pronta prima dell'autunno 2017.
I lanci operativi degli equipaggi verso la ISS seguiranno solo dopo un volo dimostrativo svoltosi con successo.
Il contratto di aprile prevede sei posti e i servizi associati per il calendario 2017 con il rientro entro la primavera 2018. L'accordo, del valore di 457,9 milioni di dollari, è di circa 76,3 milioni di dollari a persona, un incremento notevole rispetto a cinque anni fa, quando un sedile sulla Soyuz veniva pagato dalla NASA 51 milioni di dollari.
Inoltre i responsabili della NASA per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) devono essere certi di non acquistare sedili sulle Soyuz di cui poi non avranno bisogno come di ritrovarsi senza nessun mezzo per raggiungere l'avamposto orbitale in caso di ritardi da parte dei fornitori commerciali USA.
Infatti le Soyuz devono essere ordinate tre anni prima del lancio per poter essere pronte nei tempi giusti.
Nella foto di copertina (Credit: ESA-S.Corvaja) l'interno del modulo di rientro della nave spaziale Soyuz.

Fonte: Spaceflight Now

27/05/2014 - ESA-UE, si riparte da Bruxelles -

Un nuovo importante passo, formale e sostanziale, è stato compiuto ieri a Bruxelles verso il riassetto dei rapporti tra l'Unione Europea e l'Agenzia Spaziale Europea. Il Consiglio dell'UE, riunitosi nella sessione competente dedicata alla Competizione, ha infatti adottato la risoluzione che pone le basi all'approfondito confronto di tutte le parti in campo.
Confronto all'interno del quale l'Italia e l'ASI, in virtù dell'imminente avvio del semestre di Presidenza UE, giocheranno un ruolo centrale, di mediazione e di proposta allo stesso tempo. Il testo votato ieri - come ha sottolineato, intervenendo nel corso della sessione, il ministro dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini, accompagnata a Bruxelles dal presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston - rappresenta un equilibrato compromesso e consentirà alla Presidenza italiana - ha rimarcato il ministro - di proseguire nell'identificazione di una soluzione condivisa e l'avvio di una nuova fase in grado di massimizzare i ritorni degli investimenti a beneficio dei cittadini dell'Unione. Sull'impatto di ciascuno degli scenari in campo - ha in ogni caso assicurato il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani - verrà condotta a Bruxelles una attenta valutazione.
"La coincidenza del semestre di Presidenza italiano e la ricca e stimolante discussione in seno all'ESA in vista della Ministeriale del dicembre prossimo - ha dichiarato Battiston - rappresentano per il nostro paese una opportunità straordinaria, confermatami in diverse occasioni in questi giorni a Bruxelles."
"Anche il prestigioso ruolo di Luca Parmitano come nostro ambasciatore - ha continuato il presidente dell'ASI - è allo stesso tempo il segno della grande responsabilità che ci aspetta e di quanto il governo italiano intenda impegnarsi nel corso di questo semestre."
La risoluzione, adottata sulla base del documento presentato dalla presidenza di turno greca e sostanzialmente concepita nel corso dell'ultima sessione del Consiglio UE sulla Competitività a febbraio scorso, si intitola 'Conclusioni verso una visione condivisa ESA-UE per la crescita della competitività nel settore spaziale'.
Il documento fa innanzitutto riferimento all'importanza strategica dello Spazio e al rafforzamento del ruolo dell'Europa in questo settore, elencando i risultati ottenuti dai programmi spaziali frutto della collaborazione tra UE ed ESA. Ricorda, inoltre, il forte impulso dato dal Trattato di Lisbona a tutto il comparto (laddove dispone espressamente che "L'Unione instaura tutti i collegamenti utili con l'Agenzia spaziale europea" - art. 189). Ed elenca le comunicazioni della Commissione e le conclusioni del Consiglio che fanno riferimento alle relazioni tra UE ed ESA, così come la dichiarazione politica approvata dall'ultimo Consiglio ESA a livello ministeriale (Napoli, 20-21 novembre 2012) e la Relazione della Commissione sui progressi compiuti nelle definizione di adeguate relazioni tra UE ed ESA, adottata il 6 febbraio 2014.
La risoluzione adottata ieri, infine, condivide espressamente la valutazione della Commissione secondo cui trasformare l'ESA in una agenzia dell'UE "richiederebbe un consenso politico che può essere difficile da raggiungere nel prossimo futuro" e la sua intenzione di concentrare la propria valutazione sulle opzioni 2 e 3, proposte nella Relazione della Commissione del 6 febbraio 2014.
Indica dunque sostanzialmente come strada da seguire la valorizzazione dell'attuale modello intergovernativo - come essenziale per la realizzazione di programmi multilaterali di rilevante complessità, che includano anche Stati non membri dell'ESA e che consentano al contempo l'attuazione di politiche nazionali - oppure la creazione di un apposito comitato in ambito ESA per la gestione dei programmi delegati ad ESA dall'Unione Europea.
Nell'immagine di copertina (Credit: Wikipedia) la bandiera dell'Unione Europea.

Fonti: ASI - Europe Union

27/05/2014 - Presto i primi test di DragonFly in Texas -

La Federal Aviation Administration (FAA) ha pubblicato una relazione di impatto ambientale in base alla richiesta della SpaceX di una licenza sperimentale da utilizzare presso la propria struttura di prova di McGregor, in Texas, per il DragonFly. Questo veicolo è un prototipo a razzo, da testare a bassa quota, progettato per mostrare il potenziale propulsivo all'atterraggio del veicolo spaziale Dragon.
Seguendo la tradizione di sicurezza e continuo miglioramento, la SpaceX sta attualmente sviluppando nuove tecnologie che le permettano il recupero e la riutilizzabilità dei propri sistemi spaziali - compreso il primo stadio del razzo Falcon 9 e della capsula Dragon - nel quadro delle missioni con equipaggio.
La compagnia, dopo aver testato le tecnologie con il Grasshopper e ora con l'F9R, si accinge quindi a passare a provare il DragonFly.
Semplicemente il DragonFly è un sistema a razzo che permetterà alla capsula Dragon di eseguire degli atterraggi propulsivi assistiti, o meno, dai paracadute.
In tutto il DragonFly utilizzerà otto motori ipergolici SuperDraco capaci di produrre una spinta ognuno fino a 7,5 tonnellate. Per i test DragonFly questi motori opereranno con una spinta leggermente inferiore e bruceranno una combinazione di tetrossido d'azoto (NTO) e monometilidrazina (MMH).
La SpaceX ha proposto, e sottoposto alla FAA una richiesta di sperimentazione commerciale, per un totale di 30 test del DragonFly a McGregor. Quattro vedranno il DragonFly sganciato da un elicottero dalla quota di 3.000 metri con due atterraggi propulsivi assistiti dai paracadute e due solo propulsivi (senza paracadute).
I restanti 26 voli di prova saranno lanciati da una speciale piazzola, che verrà costruita in 1/2 settimane, e consisteranno in otto atterraggi propulsivi assistiti dal paracadute e 18 solo propulsivi.
Per poter eseguire questi test la SpaceX ha dovuto chiedere il permesso speciale alla FAA che ha esaminato, fra le altre cose, l'impatto ambientale di questi test sull'ambiente circostante il poligono della compagnia. I risultati dello studio hanno determinato che non vi sarà impatto ambientale né per quanto riguarda la qualità dell'aria, né per quanto riguarda il rumore.
A questo punto la SpaceX attende la concessione della licenza da parte della FAA a breve per poter iniziare i primi voli di prova di DragonFly entro il 2014 e per tutto il 2015.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: SpaceX) come apparirà un atterraggio propulsivo della capsula Dragon.

Fonte: Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Massimo Martini) il frammento di meteorite marziano DAG670.

27/05/2014 - Mostra 'Meteoritica' e Museo di Scienze Planetarie di Prato -

Sabato 17 maggio, alle ore 16.30 è avvenuta l'inaugurazione della mostra temporanea "METEORITICA" allestista presso Palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia di Prato. Un'esposizione interamente dedicata alle meteoriti con la collaborazione del Museo di Mineralogia dell'Università La Sapienza di Roma ed il Museo Civico di Storia naturale di Milano. L'ingresso è libero e gratuito.
Esposti si possono ammirare, coadiuvati da cartelli esplicativi semplici ma esaurienti, campioni di meteoriti provenienti da tutto il mondo. Un’esposizione davvero unica che vede raccolti i più significativi campioni appartenenti alle tre principali collezioni di meteoriti presenti nei musei italiani.
La mostra, patrocinata dalla Provincia di Prato e realizzata con il contributo del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) è allestita con la collaborazione degli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Buricchi di Prato e con gli studenti delle classi quinte della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Via Linneo di Milano e delle classi prime del Liceo Darwin di Roma. Una mostra raccontata dunque dagli studenti che, dopo aver visitato i tre musei e preso confidenza con questi campioni, hanno predisposto tutte le informazioni, dai pannelli ai video, dai filmati ai giochi, per rendere il più piacevole possibile la visita e la fruibilità della mostra alle diverse età dei visitatori!
Ma c'è da sbrigarsi perché la mostra si chiude il 2 giugno con orari di apertura dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19:30. Un'occasione veramente da non perdere!
Sempre a Prato ricordiamo la presenza del Museo di Scienze Planetarie, il cui scopo principale è la didattica. Partendo dal presupposto che una buona didattica non può prescindere da un'attività di ricerca, il Museo di Scienze Planetarie si dedica attualmente allo studio ed alla caratterizzazione di meteoriti, tectiti, impattiti e minerali, nella prospettiva di ampliare lo spettro della ricerca anche su altri settori.
Per quanto concerne gli aspetti legati alla conservazione, sono state utilizzate tecnologie di microclimatizzazione che sono in grado di garantire condizioni ottimali per mantenere inalterato nel tempo il materiale presente nelle collezioni.
Si rimane veramente affascinati dall'ambiente moderno e dall'architettura degli interni strutturata in modo da ricreare un percorso continuo che, partendo dalla nascita dell'Universo e del Sistema Solare conduce, attraverso le meteoriti, fino alla Terra, rappresentata dai minerali.
Ciò viene realizzato per mezzo di una parete curva sulla quale sono collocate, nella parte iniziale, la rappresentazione di una porzione della Via Lattea effettuata con fasci di fibre ottiche ed un modello in scala del Sistema Solare, dove i pianeti sono realizzati in dimensioni proporzionali alle loro grandezze reali. Il tutto corredato da mezzi multimediali all'avanguardia.
Proseguendo, trovano posto nella parete grandi spazi espositivi a vetri concavi e convessi, con ripiani interni che ospitano sia campioni che grandi pannelli descrittivi delle diverse tipologie degli oggetti esposti: meteoriti condritiche, meteoriti differenziate, diorami dei deserti caldi e freddi, rocce da impatto e minerali.
Ma una parte molto interessante è quella di 'Esperimenta con Galileo' dove in un laboratorio interattivo vi sono riprodotte alcune delle tematiche esplorate dallo stesso Galileo Galilei. Hanno collaborato all'allestimento del laboratorio il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Firenze ed il Museo di Storia naturale ed archeologica di Montebelluna.
Da appassionato di astronautica ho trovato molto interessante un modello scala 1/5 della capsula Mercury, un modello della Stazione Spaziale Internazionale e un modello virtuale della ISS che si può ruotare in tutte le posizioni ed esplorare tutti i vari moduli che la compongono. Inoltre nelle bacheche si possono ammirare modelli di varie sonde ESA.
Anche questo museo, molto diverso da quelli di vecchia impostazione che siamo abituati a vedere, dovrebbe essere una tappa da non mancare se passate dalle parti di Prato. Sul sito orari e come arrivare al museo.
Ringrazio l'amico Michele Martellini, astrofilo del Gruppo Astronomico Viareggio, per avermi segnalato l'interessante mostra 'Meteoritica' dalla quale ho poi saputo del Museo di Scienze Planetarie.
Nella foto di copertina (Credit: Massimo Martini) l'interno del Museo di Scienze Planetarie di Prato. Nella foto in alto (Credit: Massimo Martini) il frammento di meteorite marziano DAG670, ritrovato in Libia.

Fonte: Museo Scienze Planetarie di Prato

26/05/2014 - La Virgin Galactic sceglie il propellente del motore per i voli commerciali -

La Virgin Galactic, la prima linea spaziale commerciale al mondo, di proprietà del Gruppo Virgin di Sir Richard Branson e del fondo di investimento aabar di Abu Dhabi, ha scelto una miscela di grani di propellente basato sul poliammide (una specie di nylon, ndr) per alimentare il suo motore a razzo ibrido per il resto dei voli di prova e per l'inizio dei voli commerciali. La decisione segue i numerosi test di accensione al suolo ed è stata supportata dai dati raccolti nell'esteso programma di sviluppo.
Nel 2008, la Scaled Composite, il costruttore principale per Virgin Galactic, aveva richiesto ad una compagnia specializzata in propulsione a razzo, la Sierra Nevada Corp. (SNC) di sviluppare un motore ibrido progettato per il veicolo suborbitale SpaceShipTwo. Come parte del programma, la Virgin Galactic ha poi sviluppato due varianti di questo motore utilizzando due tipi di miscele solide: HTPB, un tipo di gomma (il propellente utilizzato per il motore a razzo di SpaceShitOne) e il poliammide, una categoria di termoplastica utilizzata dagli ingegneri della Scaled. Entrambe le miscele erano stato progettate per poter essere interscambiate nel motore ibrido, ed entrambe sono state testate ripetutamente.
La Virgin Galactic ha ora determinato che utilizzerà la versione poliammide per i suoi voli spaziali. Entrambi i partner industriali proseguiranno il programma di sviluppo dei motori mentre la compagnia continuerà a progredire verso il servizio commerciale.
"Delle numerose sfide che la Virgin Galactic ha dovuto affrontare nella missione, senza precedenti, di creare la prima linea commerciale spaziale al mondo, la sfida tecnologica principale è stata quella di sviluppare il motore ibrido operativo più grande al mondo, per spingere la SpaceShipTwo e i suoi occupanti in modo sicuro, regolare ed efficiente nello spazio," ha detto l'amministratore delegato di Virgin Galactic George Whitesides. "E' un grande riconoscimento al lavoro dei nostri partner della Scaled e della SNC se abbiamo potuto completare quest'importante pietra miliare."
Per vedere un'accensione al suolo di un motore ibrido alimentato da poliammide, clicca qui.
Nella foto di copertina (Credit: Virgin Galactic) un momento di un test di accensione al suolo del motore ibrido al poliammide, svoltosi l'8 maggio di quest'anno.

Fonte: Virgin Galactic

Nella foto (Credit: NASA/Joel Kowsky) la Soyuz saldamente piazzata sulla rampd di lancio.

26/05/2014 - La Soyuz TMA-13M arriva sulla rampa di lancio -

Aprendo un nuovo capitolo di una tradizione che risale agli albori dell'Era Spaziale, un razzo russo Soyuz è stato trasportato lunedì dall'hangar del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, per un breve viaggio ferroviario fino alla rampa di lancio.
Il vettore a tre stadi verrà lanciato alle 2:57 a.m. locali di giovedì 29 maggio (le 22:57 ora italiana di mercoledì) con il prossimo equipaggio di tre persone destinate a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il lanciatore Soyuz è partito dall'edificio di assemblaggio sopra un vagone ferroviario speciale appena dopo l'alba di lunedì, arrivando alcune ore dopo alla rampa di lancio n.1, da dove il cosmonauta russo Yuri Gagarin venne lanciato nel primo volo spaziale abitato, il 12 aprile 1961.
Le squadre di ingegneri e tecnici hanno innalzato il razzo in posizione verticale in cima alla rampa di lancio, poi le piattaforme di accesso hanno racchiuso il Soyuz permettendo così ai tecnici di completare gli ultimi controlli pre-volo.
Il Comandante della Soyuz, Maxim Suraev, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Alexander Gerst e l'Ingegnere di Volo della NASA Reid Wiseman saliranno a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-13M circa tre ore prima del lancio.
Suraev, che occuperà il seggiolino centrale all'interno della capsula Soyuz, è un veterano di 169 giorni trascorsi nello spazio nel 2009/2010 mentre sia Gerst che Wiseman sono novellini.
Il terzetto dovrebbe attraccare alla stazione spaziale in meno di sei ore dopo il lancio, iniziando un soggiorno di cinque mesi e mezzo sull'avamposto orbitale prima di rientrare sulla Terra a metà novembre.
L'equipaggio raggiungerà il Comandante della stazione Steve Swanson e gli Ingegneri di Volo Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev che si trovano già a bordo del complesso, riportando così l'equipaggio della ISS al completo, con sei persone.
Nella foto di copertina (Credit: ESA/S. Corvaja) il razzo Soyuz con la capsula Soyuz TMA-13M mentre raggiunge su rotaia la rampa di lancio di Baikonur. Nella foto a sinistra (Credit: NASA/Joel Kowsky) la Soyuz saldamente piazzata sulla rampa di lancio e racchiusa dalle passerelle di accesso.

Fonte: Spaceflight Now

26/05/2014 - La Sea Launch immette con successo in orbita il satellite Eutelsat 3B -

La Sea Launch è tornata con il razzo Zenit 3SL alle attività di lancio oceaniche inserendo lunedì il satellite Eutelsat 3B in orbita. Il decollo è avvenuto dalla piattaforma di lancio Odyssey alle ore 21:10 GMT (le 23:10 ora italiana) all'apertura della finestra di lancio. Questo è stato il primo lancio della Sea Launch fin dal febbraio 2013, quando la missione vide il fallimento del primo stadio del razzo.
Il razzo Zenit-3SL è un vettore ibrido sviluppato dalla RSC Energia. Il razzo a due stadi Zenit ospita uno stadio superiore Block DM di costruzione russa.
Il primo stadio è spinto da un motore RD-171M mentre il secondo dall'RD-120. Le operazioni della Sea Launch sono sotto una nuova gestione, dopo che la vecchia compagnia mollò appena un anno dopo il loro ritorno al volo nel gennaio 2007, in seguito al disastroso incidente al lancio occorso con il satellite di telecomunicazioni NSS-8. Il veicolo infatti esplose sulla rampa di lancio, distruggendo sia il veicolo che il satellite.
Un anno dopo avvenne il ritorno al volo con il lancio del satellite per telecomunicazioni Thuraya 3. Dopo la riforma e il passaggio del controllo completo alla RSC Energia, la nuova compagnia ha lanciato con successo i satelliti Atlantic Bird 7, l'Intelsat 19, l'Intelsat 21 e l'Eutelsat 70B dalla loro piattaforma di lancio Odyssey posta nell'Oceano Pacifico.
Però un altro incidente colpì il veicolo nel febbraio 2013 con la perdita del vettore e del satellite Intelsat 27. La missione partita oggi era prevista per aprile ma, durante una fase di integrazione del veicolo di lancio si era formata una discrepanza fra il movimento nominale del cavo ombelicale e la piastra laterale sul razzo Zenit-3SL. Questo aveva causato un danneggiamento della piastra laterale posta su l'interstadio del razzo. Era stata così presa la decisione di disassemblare di nuovo il razzo per risolvere il problema.
Una volta risolto il problema la nave che agisce come centro di controllo e assemblaggio del razzo, la Sea Launch Commander, e la piattaforma di lancio Odyssey erano salpate per la posizione a 154° di longitudine Ovest sull'equatore nell'Oceano Pacifico. I preparativi per il lancio non hanno incontrato nessun problema significativo.
Basato sulla piattaforma Eurostar 3000, il satellite è stato costruito dall'Airbus Defence and Space ed è progettato per operare con tre sistemi, le bande C, Ku e Ka. La copertura sarà sopra l'America Latina, l'Europa, l'Africa, il Medio Oriente e l'Asia Centrale con una vita operativa di 15 anni.
Per portare il satellite nella sua orbita di trasferimento designata il razzo, dopo 150 secondi di volo con il primo stadio e sei minuti con il secondo stadio, lo stadio superiore Block DM-SL ha eseguito due accensioni separate da 30 minuti di fase non propulsa. La separazione fra lo stadio superiore e il satellite è stata confermata un'ora e un minuto dopo il decollo, sopra l'Oceano Indiano, segnando così il successo dello Zenit-3SL della Sea Launch alle operazioni di lancio.
Quello di oggi è stato il 31esimo lancio orbitale del 2014, il 30esimo a concludersi con successo.
Nella foto di copertina (Credit: Sea Launch) il momento del decollo del vettore Zenit-3SL dalla piattaforma oceanica Odyssey.

Fonte: Nasaspaceflight

26/05/2014 - Rinviato il lancio Ariane VA218 -

La Optus Networks Pty. Ltd. ha informato Arianespace che il suo satellite OPTUS 10, uno dei due carichi utili trasportati dal volo Arianespace VA218, originariamente previsto per il 6 giugno, richiede ulteriori verifiche.
La data di lancio di Ariane 5 viene quindi rinviata di conseguenza e una nuova data per la partenza verrà annunciata al più presto possibile.
Il satellite è progettato per operare in banda Ku con la copertura di Australia, Nuova Zelanda e regioni Antartiche. Secondo la Optus, il satellite, che dovrebbe avere una vita operativa di 15 anni, fornirà un incremento alla flotta e aumenterà significativamente le capacità di larga banda per i suoi clienti. L'OPTUS 10 è stato costruito dalla SSL (Space System/Loral)
Nella foto di copertina (Credit: Optus Networks Pty. Ltd.) il satellite OPTUS 10 durante i test pre-volo.

Fonti: Spaceref - Arianespace - The Australian.com

26/05/2014 - Tutto pronto per l'avvio di Spedizione 40 -

Dall'addestramento insolito fino a sostenere le tradizioni più care, tutto è stato fatto per garantire che l'astronauta dell'ESA Alexander Gerst e i suoi compagni arrivino alla Stazione Spaziale Internazionale giovedì in modo sicuro e in buona salute - compreso l'essere capovolti a testa in giù e di fare pipì sulla ruota di un autobus.
L'equipaggio è giunto al sito di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, due settimane prima dell'avvio della missione, previsto per il 28 maggio ed ha proseguito i preparativi per poter vivere il disorientamento dell'assenza di peso.
I medici russi credono che piazzare l'astronauta a testa in giù e farlo ruotare su una sedia possa dare all'organismo un primo assaggio del senso di confusione che proveranno in assenza di peso.
La gran parte degli astronauti soffre di mal di spazio i primi giorni in orbita fino a che i loro corpi non si adattano al nuovo ambiente, in modo simile al mal di mare.
Il cervello e gli altri organi ricevono segnali contrastanti dall'assenza di peso - gli occhi di Alexander segnaleranno che si muove intorno alla Stazione Spaziale, ma il suo senso del movimento segnalerà il contrario.
Tuttavia, gli equipaggi devono operare la Soyuz subito dopo il lancio e poi iniziare a lavorare non appena salgono a bordo della Stazione Spaziale. Durante i primi giorni nello spazio molti esperimenti di fisiologia umana studiano come il corpo si adatta al nuovo ambiente.
Gli equipaggi vengono messi in quarantena prima del lancio, il contatto con persone diverse da medici e personale chiave è ridotto al minimo. Un semplice raffreddore metterebbe tutta la missione a rischio - e Alexander si è allenato 2 anni e mezzo per il suo volo.
Molte tradizioni si sono sviluppate negli anni per arrivare all'ascesa della Soyuz. L'equipaggio dorme nel 'cosmonaut hotel' e firma la porta della loro stanza lasciandola per l'ultima volta prima di raggiungere la rampa.
In precedenza, ognuno ha piantato un albero dietro l'hotel per lasciare un'eredità vivente quando gireranno attorno al nostro pianeta. Il giorno prima del lancio, guardano il classico film russo 'Bianco Sole del Deserto'.
Il giorno stesso un autobus caricherà Alexander, il comandante russo Maxim Suraev e l'astronauta della NASA Reid Wiseman, per portarli al sito di lancio. Una fermata per espletare i loro bisogni è d'obbligo lungo la strada perché è quello che ha fatto anche Yuri Gagarin prima di diventare il primo essere umano a raggiungere lo spazio.
E, come precauzione finale, un'ultima benedizione da parte di un prete Ortodosso, perché non si sa mai.
Un ascensore porterà il terzetto alla cima del razzo, a 45 metri di altezza, e poi saliranno nella loro astronave. Dovranno attendere circa due ore nell'angusta capsula mentre i tecnici completeranno i preparativi per il razzo che consumerà le 274 tonnellate di propellenti mentre raggiunge l'orbita.
In meno di dieci minuti percorreranno 1.640 km e accelereranno alla stupefacente velocità di 28.000 km/h prima di arrivare, sei ore dopo, alla loro nuova casa che li ospiterà per sei mesi, la Stazione Spaziale Internazionale.
Seguite il lancio e la missione Blue Dot con la diretta che inizierà la sera del 28 maggio; ulteriori dettagli seguiranno.
Nella foto in copertina (Credit: ESA) l'equipaggio di Spedizione 40/41 composto da Wiseman, Suraev e Gerst durante la tradizionale cerimonia durante la quale hanno piantato un albero ciascuno.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: University of Arizona) Jacob Gold al computer.

25/05/2014 - ISEE-3, la sonda zombie -

Jacob Gold, uno studente di ingegneria dell'Università dell'Arizona, stà scrivendo un codice per il computer che potrebbe aiutare a contattare una sonda spaziale. Oltre 25 anni fa, un veicolo spaziale della NASA venne abbandonato dopo aver completato la sua missione, e rimase silenziosa girando attorno al Sole da qualche parte fra la Terra e Marte. Ora gli studenti di ingegneria dell'Università dell'Arizona vogliono provare e risvegliarla.
Jacob Gold, uno studente universitario laureando in ingegneria aerospaziale, è in corsa contro il tempo. Se lui non può entrare in contatto con la sonda spaziale delle dimensioni di un SUV, quando si avvicinerà alla Luna quest'estate, scomparirà nelle profondità dello spazio, per non tornare fino a quando Gold avrà 50 anni.
"Speriamo di stabilire il contatto questa settimana," dice Gold, che ha viaggiato fino all'Ames Research Center della NASA a Mountain View, in California, assieme ad altri cinque appassionati di spazio che lavorano assieme allo stesso obiettivo: riportare in vita una sonda abbandonata e permetterle di fare scienza per un'ultima volta.
"Abbiamo un sacco di cose da fare e non molto tempo per farlo." Lanciata dalla NASA nel 1978, la International Sun/Earth Explorer (ISEE) è stato il primo oggetto costruito dall'uomo a raggiungere la zona chiamata 'orbita anello L-1', un punto nello spazio dove le forze gravitazionali della Terra e del Sole si bilanciano l'un l'altra, portando il veicolo spaziale con loro attorno al Sole. La sonda ISEE misurò con successo l'interazione con il vento solare - le particelle di alta energia espulse dal Sole - con il campo magnetico terrestre.
Nel 1982 la NASA riassegnò la sonda per una missione che nessun veicolo spaziale aveva mai tentato prima: attraversare la coda di una cometa. Rinominata ICE per International Cometary Explorer, venne fatta passare nella coda della cometa di Halley ed eseguì alcune misurazioni.
Nel 1999, i tagli al bilancio NASA, costrinsero a tagliare i sistemi di comunicazione con la sonda la quale venne lasciata al suo destino.
Gold e i suoi compagni membri del team vogliono che la ISEE/ICE possa riprendere le misurazioni del vento solare che urta contro la magnetosfera terrestre - la zona di spazio attorno al quale le particelle cariche finiscono sotto l'influenza del campo magnetico del pianeta.
In mancanza di finanziamenti NASA, il team di Gold, che ha fissato il quartier generale della Skycorp Inc. presso l'Ames Research Center, ha raccolto 132.000 dollari con una campagna di autofinanziamento.
"Non si tratta di un progetto costoso, e stiamo lavorando con una tempistica molto breve," dice Gold. "Con più soldi, potremmo avere successo più facilmente potendo accedere a strumenti più costosi."
"La NASA ci è stata di incredibile aiuto," aggiunge. "Appena abbiamo espresso il nostro interesse, ci hanno fornito tutte le informazioni necessarie."
"Questo satellite può ancora fare scienza,"
prosegue Gold. "Possiamo farla tornare al lavoro con il decimo del costo di una nuova missione."
Gold dice che il suo team prevede di collegare gli strumenti della sonda a una pagina web in modo che ognuno possa scaricare i dati da essa.
Ma prima di fare questo Gold e i suoi colleghi devono riuscire a parlare con la sonda, controllare i suoi sistemi ed essere sicuri che possano fornire ancora dati dopo tutti questi anni. Mentre Gold e i suoi compagni stanno lavorando al codice per comunicare con la sonda, altri stanno preparando l'antenna a disco di 305 metri dell'Osservatorio di Arecibo, a Porto Rico, che verrà utilizzata per inviare il segnale alla sonda.
Il 10 agosto la sonda passerà a soli 16 km dalla superficie della Luna e questo permetterà alla sua gravità di deviarla su una nuova traiettoria. Il team dovrà essere in grado di inviare il comando alla sonda per farle eseguire l'accensione dei suoi propulsori che la indirizzeranno sull'orbita desiderata. "Più aspettiamo e più propellente sarà necessario," conclude Gold. "e il propellente è limitato. Una volta che la sonda avrà superato la Luna, sarà perduta."
Nella foto di copertina (Credit: NASA) la sonda ISEE durante gli ultimi preparativi prima del lancio. Nella foto in alto (Credit: University of Arizona) Jacob Gold al computer.

Fonte: Spaceref

25/05/2014 - Viaggio nello spazio con DiCaprio venduto per 1 milione di dollari -

Come se il volo nello spazio non fosse abbastanza emozionante di suo, qualcuno ha voluto metterci quasi 1 milione di dollari per fare il viaggio assieme alla stella cinematografica Leonardo DiCaprio.
DiCaprio volerà a bordo dello spazioplano suborbitale SpaceShipTwo della Virgin Galactic nel 2015. Un posto sullo stesso volo dell'attore venduto per 954.000 dollari (circa 700.000 Euro) durante l'annuale asta di beneficenza amfAR svoltasi a Cannes, Francia, per la ricerca sull'AIDS.
Il volo del 2015 con DiCaprio stà per essere completato, infatti lo scorso anno, sempre durante l'asta dell'amfAR, tre altri posti vennero assegnati per un totale di 3,8 milioni di dollari. La SpaceShipTwo può ospitare fino a sei passeggeri e due piloti.
Il veicolo spaziale di linea SpaceShipTwo è stato progettato per essere portato all'altezza di 15.000 metri appeso ad un'aereo madre chiamato WhiteKnightTwo. Dopo essere stato rilasciato il razzo dello spazioplano verrà acceso sparando il veicolo nello spazio suborbitale.
I passeggeri a bordo di SpaceShipTwo potranno vedere la Terra sullo sfondo nero dello spazio e sperimentare alcuni minuti di assenza di peso prima di tornare sulla Terra atterrando su una normale pista aeroportuale.
I biglietti regolari per i voli di linea vengono venduti a 250.000 dollari, e al momento oltre 700 persone hanno versato un deposito per riservare un posto. DiCaprio non è la sola celebrità che prevede di volare; anche gli attori Ashton Kutcher e Angelina Jolie hanno acquistato dei biglietti, così come il cantante Justin Bieber.
Anche il fondatore di Virgin Galactic, il miliardario britannico Richard Branson, ha detto che lui e la sua famiglia saranno a bordo del primo volo commerciale di SpaceShipTwo.
Lo storico decollo dovrebbe avvenire entro il 2014. La Virgin Galactic ha già condotto dozzine di voli di prova con la SpaceShipTwo, compresi tre nei quali il motore a razzo del veicolo è stato acceso una volta sganciato dal WhiteKnightTwo.
La SpaceShipTwo è il successore di SpaceShipOne, che vinse il primo premio di 10 milioni di dollari dell'Ansari X Prize nel 2004 diventando il primo veicolo spaziale privato a volare nello spazio due volte nel corso di due settimane.
La Virgin Galactic non è la sola compagnia che offre voli suborbitali. La XCOR Aerospace, ad esempio, sta vendendo posti il posto singolo per il suo razzo plano Lynx al prezzo di 95.000 dollari. Il Lynx potrebbe iniziare le operazioni commerciali all'incirca nello stesso periodo di SpaceShipTwo.
Nell'immagine di copertina (Credit: Warner Bros.) Leonardo DiCaprio interprete de 'Il grande Gatsby' e, nel riquadro lo spazioplano della Virgin Galactic.

Fonte: Space.com

Nella foto (Credit: ASI) il nuovo Presidente dell'ASI, Roberto Battiston.

24/05/2014 - Battiston-Sandulli, 'passaggio di consegne' informale -

Sono probabilmente anche più di quanti ci sarebbe aspettato, i punti di contatto tra i discorsi di Roberto Battiston, nominato alla presidenza dell’ASI da una settimana esatta, e Aldo Sandulli, che lascia l’incarico di Commissario straordinario dopo tre mesi di mandato. Ma è su uno che hanno insistito con particolare forza, rivolgendosi alla platea dello staff dell’Agenzia Spaziale Italiana di questa mattina, il primo per presentarsi e il secondo per congedarsi: "fare squadra", per citare testualmente entrambi.
"Bisogna sedersi tutti attorno a un tavolo e concentrare i propri sforzi sui prossimi anni, che saranno decisivi per la vita dell’Ente," ha sottolineato Sandulli, invitando per il futuro "a superare divisioni che non servono." Parole cui hanno fatto eco quelle del nuovo presidente dell’Agenzia, che ha ricordato la propria esperienza nella Ricerca per sottolineare la capacità di quel mondo di ‘fare squadra’ per lunghissimi periodi attorno ad un progetto e un obbiettivo comune: "Mi rendo conto – ha detto Battiston – che l’ASI è una realtà un po’ diversa, che non fa direttamente Ricerca (…) e semmai la finanzia, ma ha il compito di ‘fare sistema’ con il paese e si occupa di un tema fantastico e affascinante come lo Spazio… e questa è fonte di grande motivazione."
Sandulli si è dunque congedato, salutando la platea con toni decisamente commossi: "E’ stato un grande onore – ha detto – ed è con affetto che vi do un grande abbraccio." E dichiarandosi rasserenato di passare – idealmente - il testimone ad 'un grande scienziato'. Testimone che Battiston ha definito "un mandato di una ampiezza impressionante, un impegno grandissimo, in cui non si può fallire (…) ma siccome amo le sfide, ne sono sempre più contento."
E testimone che il neo-presidente ha raccolto fin dal primo giorno. Il decreto di nomina al vertice dell’Agenzia riporta la data di venerdì scorso, 16 maggio, e la notizia ha cominciato a diffondersi sui media solo a partire dal tardo pomeriggio: ma per il professor Battiston il lavoro è cominciato subito con due importantissimi impegni internazionali.
All’inizio della settimana, infatti, ha prima rappresentato l’Italia al vertice ESA di Colonia, focalizzato sui lanciatori, e si è poi recato all’ILA di Berlino – il salone dell’Aerospazio della capitale tedesca - dove è stato celebrato il primo mezzo secolo di vita dell’Agenzia Spaziale Europea.
Due appuntamenti che il neo-presidente ha ricordato alla platea dell’ASI sottolineando come, andando all’estero in questi primi giorni "per dare un segnale immediato che l’Italia c’è e continua a giocare il suo ruolo," abbia avuto la conferma che il nostro paese "è ritenuto un player fondamentale" sottolineando come, proprio per questo, sia fondamentale "far tornare l’ASI alla piena operatività quanto prima," con un nuovo Consiglio di Amministrazione che si augura "verrà costituito a breve."
Ma anche due occasioni non solo formali, in cui Battiston ha voluto marcare con chiarezza la posizione del nostro paese su diversi aspetti. A Colonia, in particolare, Battiston ha sottolineato la necessità di implementare lo sviluppo dei lanciatori Vega (programma VECEP) e Ariane (Ariane 6 o 5ME) creando quante più sinergie possibili. In uno scenario profondamente mutato e segnato dalla sempre più aggressiva concorrenza internazionale da parte di nuovi ‘player’ come India e Cina.
Ma allo stesso tempo ha anche rimarcato l’importanza del programma di esplorazione Exomars, definito 'flagship' per l’ESA, cui l’Italia ha contribuito coerentemente con i propri impegni ma che "non ha ancora raggiunto il livello richiesto di contribuzioni dai membri ESA," per la scadenza del 2018.
Sullo sfondo, in un anno che si annuncia ‘denso’ di appuntamenti strategici (come ad esempio i nuovi due lanci del programma Galileo e il via alla missione della nostra Samantha Cristoforetti), la doppia prospettiva del semestre di presidenza italiana nel Consiglio UE (da luglio) e della Ministeriale ESA in Lussemburgo a dicembre.
Prospettiva che Battiston, proprio a Colonia, ha voluto porre in risalto, sottolineando che "l’Italia giocherà un ruolo importante per la preparazione della Ministeriale di dicembre" e che, in particolare, "il dossier sulla evoluzione delle relazione ESA-UE sarà oggetto di una attenta analisi, sia a Parigi che a Bruxelles, proprio durante il semestre di Presidenza italiana."
Nella foto di copertina (Credit: ASI) la stretta di mano fra Roberto Battiston (a sinistra) e Aldo Sandulli che sigla il passaggio di consegne ufficiale della direzione dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Nella foto in alto (Credit: ASI) il nuovo Presidente dell'ASI, Roberto Battiston.

Fonte: ASI

24/05/2014 - Il Modulo di Servizio europeo di Orion è in orario -

Ufficialmente il governo e le industrie europee hanno dichiarato che il lavoro per il Modulo di Servizio per la capsula Orion della NASA ha risolto la gran parte, se non tutti, i ritardi per la consegna che preveda il lancio nel 2017.
Mentre la data di consegna di ESM (European Service Module) rimane una sfida, i problemi sul peso eccessivo del modulo sono stati risolti e il costruttore ha fatto i tripli turni di lavoro per riuscirci.
"La revisione preliminare del progetto del modulo di servizio è stata conclusa con successo e questa è un punto fermo nella consolidazione della tabella di marcia," ha detto Jean-Jaques Dordain, direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea il 20 maggio durante il Berlin Air Show.
L'Amministratore della NASA, Charles Bolden, ha detto che gli Stati Uniti rimangono sicuri di una collaborazione di lungo termine con l'Europa su Orion che si estenderà ben oltre l'attuale accordo, che prevede un modulo di servizio completo e parti di ricambio per il secondo.
Il modulo di servizio di Orion, che sarà dotato della propulsione, dei sistemi vitali ed energetici per la capsula abitata, fa parte di un accordo fra NASA e ESA nella quale l'agenzia spaziale europea, fornirà questo servizio in cambio di finanziamenti per l'utilizzo dell'8 percento delle risorse della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel periodo 2017-2020. Fino al 2017 questo accordo ha visto l'ESA eseguire cinque missioni di rifornimento con il veicolo spaziale robotico ATV, il quinto ed ultimo volo è previsto per quest'estate.
Per coprire il periodo fino al 2020 l'ESA spenderà circa 455 milioni di Euro per la fornitura di un modulo di servizio completo per Orion e parti per il secondo. A causa di contrasti fra le nazioni ESA, principalmente Germania, Francia e Italia su chi dovrebbe pagare per i costi operativi della stazione fino al 2020, i governi hanno autorizzato al momento l'ESA a spendere solo 250 milioni di Euro per il lavoro di Orion. I restanti 205 milioni di Euro verranno decisi dalla conferenza ministeriale dei governi ESA prevista per il prossimo dicembre in Lussemburgo.
Dordain rimane fiducioso che questi governi finanzieranno il resto delle richieste per il modulo di servizio per completare il contratto con la divisione di Brema, in Germania, dell'Airbus Defence and Space, principale appaltatore di ESM.
La Germania è, al momento, la più interessata a proseguire il prolungamento dell'attività della ISS mentre la Francia preferirebbe concentrarsi sul programma del lanciatore Ariane.
Nella foto di copertina (Credit: ESA) Dordain, a destra, e il Primo Ministro della Germania Angela Merkel, al centro, di fronte a un modello di Orion durante il Berlin Air Show 2014.

Fonte: Space News

24/05/2014 - La SpaceX svelerà il 29 maggio il suo Dragon abitato -

Il mondo stà per dare la prima occhiata al nuovo taxi per astronauti della SpaceX.
Il prossimo giovedì, 29 maggio, la compagnia svelerà la versione per equipaggio del suo veicolo spaziale Dragon, che la SpaceX spera di poter utilizzare per trasferire gli astronauti da e per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) entro pochi anni da ora.
"Mi pare che potrebbe essere il momento giusto per svelare la nave spaziale Dragon Mk 2 alla quale sta lavorando la SpaceX assieme alla NASA. E senza bisogno di trampolini" così aveva scritto in un Tweet il miliardario fondatore e amministratore delegato della SpaceX, Elon Musk, il mese scorso. "Il telo verrà scoperto il 29 maggio e si tratterà di vero hardware di volo di un Dragon abitato, non un modello."
Il veicolo per equipaggio è una versione migliorata della capsula cargo robotica Dragon della SpaceX, già utilizzata in tre missioni di rifornimento alla stazione spaziale per conto della NASA. La compagnia ha un contratto del valore di 1,6 miliardi di dollari per eseguire 12 voli di questo tipo per l'agenzia.
La SpaceX sta sviluppando il Dragon abitato con l'aiuto finanziario del Commercial Crew Program della NASA, che si prefigge di portare in volo almeno un sistema taxi di trasporto di propri astronauti entro il 2017. Il programma vuole concludere la dipendenza dal veicolo spaziale russo Soyuz, che è il solo mezzo di trasporto astronauti da e per il laboratorio orbitale fin dal ritiro della flotta di navette NASA, nel 2011.
Il programma commerciale equipaggi della NASA finanzia anche gli sforzi di altre compagnie. Ad esempio, Boeing e Sierra Nevada Corp. hanno anche loro ricevuto fondi per lo sviluppo dei loro veicoli- rispettivamente la capsula CST-100 e lo spazioplano chiamato Dream Chaser.
Mentre Musk spera che la SpaceX vinca il contratto per portare gli astronauti alla stazione spaziale per la NASA, egli ha sogni ancora più grandi per la sua compagnia. Musk ha affermato che la SpaceX ha, come scopo principale, quello di aiutare l'umanità a diventare una specie multiplanetaria - e specificatamente - giocare un ruolo principale nello stabilire una colonia marziana permanente.
La compagnia inoltre sta lavorando alacremente per sviluppare razzi completamente e rapidamente riutilizzabili, che Musk afferma potrebbero ridurre il costo dei voli spaziali di un fattore 100. Durante il lancio del mese scorso di un Dragon verso la stazione spaziale, ad esempio, la SpaceX ha avuto successo nel riportare il primo stadio del suo vettore Falcon 9 sulla Terra per un dolce ammaraggio assistito dai motori a razzo.
Nella foto di copertina (Credit: SpaceX) un modello della capsula abitata Dragon della SpaceX, ripresa all'interno dello stabilimento della compagnia nel 2013.

Fonte: Space.com

24/05/2014 - Il Giappone lancia satellite radar per l'osservazione terrestre -

Un razzo vettore H-2A, volo F-24, è decollato oggi alle 3:05 UTC (le 5:05 ora italiana) dal complesso di lancio n.1 Yoshinobu del centro spaziale di Tanegashima, portando il satellite ALOS-2 (Advanced Land Observation Satellite) su un'orbita bassa solare sincrona.
Il satellite fornito di un radar per l'osservazione della superficie terrestre, del peso di 2,12 tonnellate, è stato inserito regolarmente su un'orbita alta 628 km con inclinazione di 98° circa 16 minuti dopo il decollo, a seguito di una singola accensione del secondo stadio LE-5B.
ALOS-2, chiamato anche Daichi-2 (daichi è la parola giapponese per 'suolo') va a sostituire l'ALOS-1 che si era guastato nel 2011 dopo una missione di cinque anni.
La nuova missione sarà in grado di rilevare aree più piccole e con area di osservazione più vasta del suo predecessore. Invece di passare 46 giorni per sorvolare nuovamente la stessa zona sulla Terra, come nel caso della prima missione ALOS, questo veicolo volerà sullo stesso punto ogni due settimane.
Il suo radar in banda L permette una risoluzione fra 1 e 3 metri ovvero capace di risolvere oggetti grandi come camion e case.
I responsabili della missione prevedono di utilizzare i dati di ALOS-2 per applicazioni che comprendono la risposta ai disastri ed alle emergenze, al monitoraggio dei cambiamenti climatici, al controllo della deforestazione e alla localizzazione di navi e ghiaccio in mare per le autorità di sicurezza.
Il Giappone ha dichiarato che le immagini di ALOS-2 saranno distribuite globalmente in base ad accordi siglati con i governi internazionali.
Quattro micro-satelliti si sono separati dopo ALOS-2. Si tratta del veicolo SPROUT (Space Research On Unique Technology) del peso di 7,1 kg, Raijin-2 di 50 kg, UNIFORM (University International Formation Mission), anch'esso di 50 kg e di SOCRATES (Space Optical Communications Research Advanced Technology Satellite) del peso di 48 kg.
La missione F24 è stata eseguita con la variante 202 del vettore H-2A che è dotata di due booster a propellente solido. I booster bruciano per circa 115 secondi assieme allo stadio principale LE-7A. Lo stadio principale si spegne dopo circa 4,5 minuti dal decollo e il secondo stadio ha eseguito una singola accensione della durata di 8 minuti e 24 secondi.
Questo di oggi è stato il 24esimo lancio di un vettore H-2A fin dal 2001, il secondo del 2014. Questo inoltre è stato il 30esimo lancio orbitale del 2014, il 29esimo a concludersi con successo.
Nell'immagine di copertina (Credit: JAXA) il momento del decollo del vettore H-2A con il satellite ALOS-2 a bordo.

Fonti: Space Launch Report - Spaceflight Now

23/05/2014 - Rockot lancia tre satelliti militari russi -

La Russia ha immesso in orbita venerdì tre satelliti per telecomunicazioni militari a bordo di un veicolo di lancio Rockot, un missile balistico modificato per i lanci spaziali.
Il Rockot è decollato dal Cosmodromo di Plesetsk alle 9:27 ora di Mosca (le 7:27 ora italiana) di venerdì 23 maggio 2014. Lo stadio superiore Breeze KM del vettore Rockot ha rilasciato i tre veicoli spaziali in orbita ad oltre 1.450 km sopra la Terra meno di due ore dopo, secondo quanto riportato dal costruttore del veicolo di lancio Khrunichev State Research and Production Space Center.
"Il decollo è avvenuto nominalmente," ha detto la Khrunichev in un comunicato stampa. "Le fasi seguenti dell'iniezione del carico pagante nell'orbita prevista è stato completato dallo stadio superiore Breeze KM. I satelliti si sono separati regolarmente dallo stadio superiore nei tempi previsti."
I satelliti fanno parte del sistema militare russo Rodnik, o Strela 3M, progettato per trasmettere messaggi fra gli utilizzatori posti in località remote. I veicoli spaziali verranno designati Kosmos 2496, 2497 e 2498 sotto lo schema militare dei satelliti russi.
I dati di tracciamento indicano che un quarto carico utile sia stato rilasciato nello spazio. La sua identità e scopo non è stata riconosciuta dai funzionari russi.
Il volo di venerdì è stato il 21esimo lancio di un veicolo Rockot con lo stadio superiore Breeze KM fin dal maggio 2000.
Il Rockot è un missile a due stadi a propellente liquido costruito per portare testate nucleari su obiettivi distanti. Gli ingegneri hanno convertito quest'arma di distruzione, conosciuta dagli osservatori occidentali con SS-19, in un lanciatore spaziale aggiungendo un terzo stadio per portare i satelliti in orbita.
La missione è stato il 29esimo lancio spaziale a raggiungere l'orbita questo anno, e l'11esimo lancio russo, compreso quello fallito di un razzo Proton il mese scorso.
Nella foto di copertina (Credit: TV Zvezda) il decollo del razzo Rockot da Plesetsk.

Fonte: Spaceflight Now

23/05/2014 - La Russia prepara un futuro spaziale umano non legato alla ISS -

Sergei Savelyev, il vice capo della Roscosmos, l'Agenzia Spaziale Federale Russa, ha dichiarato che sta sviluppando una strategia per un proprio programma nazionale di volo spaziale umano per sostituire quello della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo il 2020.
"Lo sviluppo di una strategia nazionale per il volo spaziale umano è in corso proprio adesso. Assieme all'Accademia Russa delle Scienze e il settore industriale, stiamo preparando alcune idee che vadano oltre la ISS," ha detto Savelyev intervistato dalla Interfax-AVN nel corso del Forum Economico Internazionale svoltosi giovedì a San Pietroburgo.
La Roscosmos vede la Cina e l'Europa come potenziali partner in questa nuova strategia, con un ruolo chiave spettante alla Russia, ha aggiunto Savelyev. "La componente nazionale sarà predominante in questa strategia, ma implicherà anche la collaborazione internazionale. Noi vediamo la Cina e l'Agenzia Spaziale Europea come potenziali partner." ha concluso.
Il Vice Primo Ministro russo Dmitry Rogozin aveva detto in precedenza che la Russia non stava prevedendo di prolungare le operazioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale oltre il 2020, contrariamente alla proposta fatta dagli Stati Uniti, mentre intende utilizzare le sue risorse su progetti spaziali più promettenti.
Nella foto in copertina (Credit: NASA) la ISS fotografata dall'astronauta Paolo Nespoli nel 2011.

Fonte: Spacedaily

Nella foto (Credit: ESA–S. Corvaja, 2014) Alexander Gerst durante l'addestramento in Giappone.

22/05/2014 - Monaco ad Alexander: tutti i sistemi sono 'go' -

Un'atmosfera di emozione sta salendo nel centro di controllo: ogni cosa è pronta per il viaggio dell'astronauta ESA, Alexander Gerst, verso la Stazione Spaziale Internazionale prevista per il prossimo mercoledì.
Il Centro Controllo Columbus a Oberpfaffenhofen, vicino a Monaco, in Germania ha seguito molti lanci fin dalla sua inaugurazione 10 anni fa - ma nessuna missione è routine.
I centri di Baikonur, nel Kazakhstan, e Korolev in Russia sono la prima linea ma il sito ESA - nominativo 'Munich' - è responsabile del modulo Columbus e di tutti gli esperimenti europei.
"Collaboriamo con i nostri partner internazionali per assicurarci che la Stazione Spaziale sia pronta a ricevere la navicella Soyuz e il suo equipaggio," dice l'astronauta dell'ESA Pedro Duque, ora a capo dell'Ufficio operazioni di volo.
Se la stazione ha bisogno di essere ruotata per permettere alla Soyuz di attraccare, ad esempio, alcune attrezzature europee devono essere spente per non rischiare che possano interferire con l'aggancio.
"Le nostre squadre eseguono simulazioni alcune volte all'anno, compresi gli scenari di emergenza," spiega Pedro.
Gli operatori devono anche essere pronti a riconfigurare il laboratorio europeo Columbus, se il previsto volo di sei ore passa a un approccio in due giorni, come è successo al precedente volo della Soyuz a seguito di un guasto minore.
L'esperienza di Pedro come un astronauta viene in aiuto: "Posso riferire all'equipaggio, e aiutare i controllori di volo a capire meglio la prospettiva degli astronauti.
"Possiamo sentire la pressione e l'entusiasmo crescere intorno a noi," commenta Laura Zanardini, controllore di volo dei sistemi di Columbus. Seduti dietro una miriade di schermi pieni di dati di telemetria, la squadra fa in modo che Columbus funzioni senza intoppi.
Giorno e notte, senza sosta, 'Col-CC' sarà il contatto diretto con Alexander in orbita. Le squadre sono qui per aiutarlo a compiere la sua missione.
Alexander ha visitato la sala di controllo all'inizio di quest'anno e ha parlato con le persone con le quali lavorerà dallo spazio. "Lavorare come il nuovo astronauta europeo è grande - loro sono giovani, molto entusiasti e si prendono cura di quello che devono fare," dice Laura.
Alexander sarà l'11esimo cittadino tedesco a volare nello spazio, e il terzo a visitare la stazione. Pedro la vede così, questa sarà "una fantastica opportunità per mostrare il lavoro che abbiamo fatto con orgoglio per anni. Vogliamo che il pubblico possa capire quanto sia importante il nostro ruolo."
Il lancio è solo l'inizio. Il vero lavoro inizierà quando Alexander partirà con gli esperimenti scientifici per la sua missione Blue Dot.
I pianificatori dedicati faranno in modo che tutte le attività si inseriscano nel suo programma, mentre i ricercatori sul campo saranno in grado di monitorare gli esperimenti in corso di esecuzione su Columbus dai loro uffici.
Passando le informazioni agli scienziati e agli astronauti, mentre si assicurano che i moduli europei e gli esperimenti del complesso orbitale funzionino senza problemi in tutti i momenti - il lavoro di un controllore di missione non finisce mai, ma è sempre affascinante.
Nella foto di copertina (Credit: ESA - S. Corvaja) il Centro Controllo Columbus (COL-CC) dell'ESA. Nella foto in alto (Credit: ESA–S. Corvaja, 2014) Alexander Gerst durante l'addestramento in Giappone, presso il Tsukuba Space Center della JAXA, nel 2014.

Fonte: ESA

Nelle immagini (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS) di MARCI la zona dell'impatto prima e dopo.

22/05/2014 - Un nuovo grosso cratere di Marte scoperto dalla sonda MRO della NASA-

Un veicolo spaziale della NASA dotato di un 'occhio di falco' ha visto un nuovo cratere su Marte grande abbastanza da ricoprire metà di un campo di calcio, e si tratta del più grande nuovo cratere mai osservato prima sul Pianeta Rosso utilizzando le foto dell'orbiter.
Il potente Mars Reconnaissance Orbiter ha ripreso la foto del nuovo cratere marziano dopo che è apparso improvvisamente nel marzo 2012. Gli scienziati della missione dicono che si tratta del più grande cratere da impatto recente mai osservato su un altro pianeta utilizzando le immagini scattate prima e dopo.
Il cratere sembra essere stato scolpito da un asteroide delle dimensioni di un'autovettura in un impatto simile a quello della meteora che lo scorso anno è esplosa sopra Chelyabinsk, in Russia, e che ha frantumato finestre, danneggiato centinaia di edifici e lasciato oltre 1.000 persone ferite.
La nuova cicatrice di Marte venne osservata per la prima volta circa due mesi dopo da Bruce Cantor, uno scienziato del Malin Space Science System che mette assieme i rapporti meteo settimanali del Pianeta Rosso. Cantor aveva notato una strana macchia scura mentre stava guardando le tempeste di polvere e altri eventi utilizzando le immagini riprese con il MARCI (Mars Color Imager), una fotocamera per il monitoraggio delle condizioni meteo e costruita dalla Malin Space Science System che si trova a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA.
"Non era quello che stavamo cercando," ha detto Cantor in un comunicato. "Stavo facendo il mio solito monitoraggio meteorologico e qualcosa ha attirato la mia attenzione. Sembrava usuale, con i raggi provenienti da un punto centrale,"
Guardando negli archivi delle immagini quotidiane del sito, Cantone ha individuato la data nella quale si è verificato l'evento dell'impatto. Il cratere era assente il 27 Marzo 2012, e poi è comparso qualche tempo prima dell'opportunità fotografica del 28 marzo 2012.
Le immagini successive scattate con la Context Camera dell'orbiter (CTX) e l'High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) hanno rivelato che ci sono in realtà due crateri principali nel sito. Questi fori sono circondati da più di una dozzina di butteri più piccoli, probabilmente creati dai pezzi dell'asteroide o da materiale espulso dai crateri principali. Pendii oscurati nella zona di 8 km attorno ai crateri suggeriscono che le onde d'urto dalla collisione cosmica hanno innescato delle frane marziane.
Il più grande cratere è piuttosto basso e si estende per 48.5 metri per 43.5 metri. E 'stato probabilmente creato da un oggetto 3-5 metri di lunghezza, ha stimato Alfred McEwen, Principal Investigator di HiRISE della University of Arizona, di Tucson. Questo è meno di un terzo della lunghezza dell'asteroide che ha colpito l'atmosfera terrestre vicino a Chelyabinsk. L'atmosfera di Marte, tuttavia, è molto più sottile di quella che circonda la Terra, rendendo il Pianeta Rosso più vulnerabile agli attacchi di asteroidi. Uno studio dello scorso anno ha rilevato che Marte probabilmente viene colpito da più di 200 asteroidi ogni anno.
Nelle immagini di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS) la zona prima e dopo la formazione del cratere da impatto. La foto a sinistra è stata scattata dalla CTX il 16 gennaio 2012 mentre quella di destra il 6 aprile 2014. Nelle immagini in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS) eseguite con lo strumento MARCI la zona dell'impatto ripresa ad un giorno di distanza.

Fonte: Space.com

22/05/2014 - Un motore a razzo di Antares danneggiato durante un test -

Un motore a razzo di costruzione russa, assegnato per un lancio della Orbital Sciences Corp. destinato a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale ai primi del 2015, è stato danneggiato giovedì durante un incidente avvenuto nel corso di un test presso lo Stennis Space Center della NASA, in Mississippi.
"Un'anomalia durante un test è avvenuta nelle prime ore di oggi a Stennis durante un test di accettazione di un motore AJ26 destinato a volare nel 2015," ha detto Barry Beneski, portavoce della Orbital. "Al momento le cause del guasto sono sconosciute."
Il veicolo di lancio Antares è spinto da due motori AJ26 al primo stadio. La compagnia con sede a Dulles, Virginia, ha un contratto di 1,9 miliardi di dollari per otto voli di rifornimento entro il 2016 utilizzando il vettore Antares e la capsula logistica Cygnus.
La Orbital ha completato la prima missione di rifornimento facente parte di questo contratto e il secondo volo è previsto con la partenza il 10 giugno dalla Wallops Flight Facility della NASA, in Virginia.
"Non sappiamo ancora se questo avrà conseguenze sui prossimi lanci previsti di Antares," ha scritto Beneski in una e-mail.
La SpaceX ha un contratto simile con la NASA per trasportare rifornimenti da e per la stazione spaziale utilizzando il razzo Falcon 9 e la capsula Dragon della compagnia.
La Aerojet Rocketdyne fornisce i motori AJ26 per il veicolo di lancio Antares della Orbital. Un portavoce dell'azienda fornitrice dei propulsori ha detto che non vi sono feriti dall'incidente di giovedì e che la compagnia sta guidando un'investigazione per determinare le cause del guasto.
L'Aerojet acquistò 43 motori NK-33 dalla Kuznetsov Design Bureau della Russia, negli anni '90 e li ha integrati con i razzi USA. Il primo appaltatore di lanci americano che ha utilizzato questi motori è stata la Orbital Sciences, che ha preso 20 motori per soddisfare 10 voli, consistenti in due lanci di prova e otto missioni cargo alla stazione spaziale.
La Aerojet Rocketdyne ha convertito i 20 NK-33 nella configurazione conosciuta come AJ26 aggiungendo l'elettronica USA, qualificando i motori per i propellenti americani, aggiungendo le attrezzature che permettono ai motori di essere orientati e aggiungendo valvole attuatrici elettromeccaniche.
I motori AJ26 consumano ossigeno liquido e kerosene di alta qualità. Ogni motore genera oltre 158 tonnellate di spinta al livello del mare.
Funzionari hanno detto che il motore AJ26 che ha fallito giovedì ha subito un'anomalia dopo circa 30 secondi di un test della durata di 54. Il motore si è spento prematuramente, con il risultato di danneggiarsi gravemente.
Una squadra di ingegneri della NASA, della Aerojet Rocketdyne, Orbital Sciences e Lockheed Martin sottopongono ogni motore AJ26 ai test di accettazione sul banco di prova E-1 presso lo Stennis Space Center nel sud del Mississippi, prima di inviarli al sito di lancio di Antares, sulle coste della Virginia.
I motori per i prossimi due lanci di Antares, attualmente previsti per il 10 giugno e i primi di ottobre, hanno completato i test di accettazione e sono pronti per il volo. Ma ufficialmente è stato detto giovedì che è troppo presto per dire se questi lanci verranno rinviati a causa dell'incidente al motore avvenuto a Stennis.
Secondo Frank Culbertson, vice presidente esecutivo e general manager del gruppo programmi avanzati della Orbital, le strutture del primo stadio per i prossimi tre voli sono già stati consegnati negli Stati Uniti dalla Yuzhmash di Dnipropetrovsk, in Ucraina.
In un'intervista concessa mercoledì, Culbertson aveva detto che altri due stadi ucraini erano in previsione di arrivare negli Stati Uniti nel corso dell'anno.
Nella foto di copertina (Credit: Aerojet Rocketdyne) un motore AJ26 mentre viene installato sul banco di prova E-1 di Stennis.

Fonte: Spaceflight now

22/05/2014 - Morpheus della NASA esegue un nuovo volo libero -

Un volo libero di prova del lander prototipo Morpheus è stato condotto il 22 maggio presso la Shuttle Landing Facility (SLF) al Kennedy Space Center della NASA, in Florida.
Il Free Flight numero 13 (FF13) ha avuto una durata di 97 secondi ed è iniziato alle 2:30 p.m. EDT (le 20:30 ora italiana) con il lander Morpheus che è decollato dalla sua piazzola di lancio, è salito per oltre 240 metri ed è poi atterrato dolcemente dopo aver coperto approssimativamente 400 metri in orizzontale.
Si è trattato dell'11esimo volo del veicolo Bravo e il quarto libero con ALHAT Nel volo di oggi, il sistema autonomo per evitare gli ostacoli in fase di atterraggio, ALHAT, ha preso il comando del veicolo nella fase finale del volo e lo ha portato a toccare il suolo a 50 centimetri dal punto 'ideale', ma sempre in una zona sicura e libera da rocce e pietre che fanno parte del terreno simulato.
Nell'immagine di copertina (Credit: NASA) un momento del volo di prova n.13 del lander robotico Morpheus.

VIDEO DEL VOLO LIBERO DI PROVA N.13 DI MORPHEUS - 22/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 2:09 - LINGUA INGLESE

Fonti: NASA Morpheus/YouTube - Morpheus Blog

22/05/2014 - Il lancio del Falcon 9 rinviato almeno fino all'11 giugno -

La SpaceX e la Orbcomm hanno dichiarato ufficialmente che la data fissata per il lancio del prossimo razzo Falcon 9 sarà non prima dell'11 giugno per dare il tempo necessario agli ingegneri di rintracciare le cause della perdita di elio che ha bloccato l'opportunità di lancio ai primi di maggio.
Il razzo si trovava alla vigilia del lancio del 10 maggio con a bodo i sei satelliti di comunicazione per Orbcomm, una società con sede nel New Jersey che fornisce monitoraggio e collegamenti dati machine-to-machine per i clienti di tutto il mondo.
Ma il team di lancio incontrò una perdita di elio durante una simulazione di conto alla rovescia il 9 maggio, forzando la SpaceX a rinviare per ispezionare il primo stadio del razzo e scoprire le cause della pardita.
"Il problema è stato una perdita di elio in una posizione differente che non era presente durante i test precedenti," ha detto Emily Shanklin, una portavoce di SpaceX. ""Stiamo esaminando attentamente lo stadio prima di accettarlo per il volo, come vogliamo fare in modo che nessun ulteriore problema si verifichi."
Il razzo Falcon 9 utilizza l'elio per pressurizzare il suo serbatoio di ossigeno liquido del primo stadio, ed è qui che gli ingegneri pensano si trovi localizzato il problema. L'elio viene immagazzinato all'interno di serbatoii ad alta pressione ospitati nel primo stadio.
Il razzo brucia ossigeno liquido e kerosene di alta qualità per alimentare i nove motori Merlin 1D per quasi tre minuti durante la prima fase di volo.
Fonti dicono che la SpaceX sta ancora analizzando i dati per determinare le precise cause della perdita, e istituire le azioni correttive, con la preoccupazione che i serbatoi ad alta pressione di elio possano perdere o rompersi in volo.
I funzionari che hanno familiarità con l'analisi dei dati descrivono la data di lancio 11 giugno come un obiettivo, con la possibilità di ulteriori ritardi se la SpaceX e il suo cliente non raggiungono una rapida conclusione dell'inchiesta.
La SpaceX ha riservato l'11 e 12 giugno per il poligono Eastern Range dell'U.S. Air Force.
Gli ingegneri hanno smontato il razzo a due stadi e la sezione dell'ogiva protettiva che ospita i satelliti, dopo il rinvio del lancio. In un aggiornamento postato sul sito web, la Orbcomm dice che gli ingegneri dei satelliti torneranno a Cape Canaveral nella prima settimana di giugno per rincapsulare i sei veicoli Orbcomm all'interno dell'ogiva del diametro di 5,2 metri della SpaceX, assumendo che il decollo rimanga fissato per l'11 giugno.
Un'altra simulazione di conto alla rovescia, che culminerà con una breve accensione sulla rampa di lancio, è prevista due o tre giorni prima del lancio.
Questo rinvio sarà facilmente la causa di un effetto a cascata sui lanci della SpaceX previsti quest'estate. Due satelliti per telecomunicazioni AsiaSat si trovano immagazzinati nella loro sede della Space System/Loral in attesa di un'opportunità di lancio e la NASA ha prenotato la SpaceX per un lancio l'8 agosto con la prossima missione commerciale di rifornimento Dragon destinata alla Stazione Spaziale Internazionale.
Nella foto di copertina (Credit: SpaceX) un dettaglio del primo stadio del vettore Falcon 9 v1.1 della SpaceX.

Fonte: Spaceflight now

22/05/2014 - L'Airbus Defence and Space costruirà il modulo di servizio di Orion -

L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha scelto il progetto della seconda più grande compagnia aerospaziale al mondo, l'Airbus Defence and Space, per il Modulo di Servizio Europeo (ESM) del veicolo spaziale Americano abitato Multi-Purpose Crew Vehicle (MPCV) Orion, che conterrà la propulsione, la fornitura di energia e i componenti per i sistemi di supporto vitale del veicolo spaziale.
Quest'approvazione dà la luce verde per la fase di implementazione, la quale significa che i primi pezzi del modulo possono ora essere costruiti per formare un primo modello strutturale di prova.
Questo modello verrà inizialmente utilizzato per i test statici che dovrebbero iniziare nei prossimi mesi. I test dinamici e le simulazioni dei carichi durante il lancio seguiranno nel corso del prossimo anno.
Questa è la prima volta che l'Europa produce un componente spaziale cruciale per la missione Orion americana. Nel dicembre 2012, l'agenzia spaziale NASA, degli Stati Uniti e l'ESA si accordarono per certificare il nuovo Orion MPCV assieme all'ESM.
Questo modulo è basato sul progetto e l'esperienza acquisita con l'Automated Transfer Vehicle (ATV) sviluppato e costruito da Airbus Defence and Space su incarico di ESA e utilizzato per portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
"L'approvazione del nostro sistema di progetto da parte di ESA assieme alla NASA e del principale appaltatore, la Lockheed Martin Space System è un significativo passo avanti nel programma. Abbiamo dimostrato la maturità del progetto e ora siamo in grado di passare dallo stadio della carta a quello di produrre i primi componenti," ha detto Francois Auque, capo di Space System.
"Il fatto che la NASA abbia affidato all'Europa un sistema di elementi così critici è un chiaro segno della fiducia nella collaborazione transatlantica e delle capacità dei partner europei. Airbus Defence and Space e i suoi collaboratori hanno, con ATV, sviluppato e costruito un progetto tecnologico di vetrina, spianando la strada a questa collaborazione," ha detto Thomas Reiter, Direttore del Volo Spaziale Umano e Operazioni dell'ESA.
L'intenzione è di utilizzare Orion MPCV per le missioni umane verso la Luna, gli asteroidi e lo spazio profondo. La Lockheed Martin Space System sta sviluppando e costruendo la capsula spaziale che ospiterà quattro astronauti per conto della NASA.
Il MPCV-ESM, che verrà sviluppato e costruito da Airbus Defence and Space e basato su ATV, fornirà la propulsione al veicolo spaziale, l'energia e i sistemi di supporto vitale.
Una prima missione di Orion, 'Exploration Mission 1' è prevista senza equipaggio verso i lontani punti lagrangiani della Luna.
Lo scopo di questa missione non è solo quello di dimostrare le prestazioni e le capacità del veicolo spaziale prima che ospiti gli astronauti, ma anche di fornire la qualificazione del nuovo razzo Space Launch System (SLS) della NASA. Come parte della 'Exploration Mission 2', l'Orion MPCV verrà lanciato nello spazio fra il 2021 e il 2022 con astronauti a bordo.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: ESA) Orion e il modulo di servizio europeo ESM in orbita lunare.

Fonte: Spacedaily

Nella foto (Credit: James Murati/Bionetics Photo Services) l'ogiva protettiva del satellite lanciato giovedì da Cape Canaveral con un Atlas 5.

21/05/2014 - Atlas 5 mette in orbita un carico utile classificato -

Completando un paio di missioni nel corso di una settimana, come anche fatto il mese scorso, la United Launch Alliance (ULA) ha fatto decollare un razzo Atlas 5 giovedì mattina.
Il decollo è avvenuto alle 9:09 a.m. EDT (le 15:09 ora italiana) dalla rampa SLC-41 di Cape Canaveral, ad appena sei giorni dopo il rilascio del satellite GPS da parte di un razzo Delta 4, anch'esso partito da Cape Canaveral.
Si sa poco o nulla del carico segreto, classificato NROL-33, lanciato oggi per la National Reconnaissance Office (NRO), ma vi sono speculazioni che si tratti di un satellite di telecomunicazioni.
Una volta che l'Atlas 5 (AV-046), variante AV-401, ha lasciato lo spazioporto della Florida, il razzo si è diretto verso est ed ha rilasciato il satellite nella sua orbita prevista a 36.000 km di altezza.
L'NRO ha inviato nello spazio veicoli chiamati Satellite Data System (SDS) fin dalla metà degli anni '70 per ricevere le trasmissioni dai satelliti di sorveglianza posti su orbite più basse e dirottare le informazioni alle stazioni di terra. La costellazione SDS permette ai dati di raggiungere gli analisti molto più rapidamente che dover attendere che il satellite spia stesso passi sopra il relativamente basso numero di antenne al suolo.
"I primi satelliti di spionaggio scattavano foto su pellicola e vi erano due metodi per inviarle al suolo: la pellicola stessa veniva inviata sulla Terra per essere sviluppata, spesso fornendo ritardi inaccettabili per le necessità di spionaggio. Inoltre, una volta terminata la pellicola a bordo, il satellite era completamente inutile," dice il rispettato osservatore di satelliti Ted Molczan.
"I satelliti elettro-ottici KH-11, il primo lanciato nel 1976, risolvevano questi problemi sviluppando a bordo la pellicola che poi veniva ripresa in modo elettronico, come nelle moderne macchine fotografiche digitali. La trasmissione delle immagini riduceva il tempo richiesto a fornirle all'intelligence, ma, dato che il KH-11 operava in orbita bassa terrestre, doveva prima arrivare nel raggio delle stazioni al suolo. Una soluzione sarebbe stata quella di immagazzinare i dati per una trasmissione successiva, ma anche questo avrebbe indotto un ritardo significativo. Invece il KH-11 venne dotato di una serie dedicata di satelliti di ri-trasmissione, chiamati SDS."
E' la moderna rete SDS che il lancio dell'Atlas di giovedì si pensa abbia supportato il lancio per la sostituzione di un satellite in orbita geostazionaria sopra l'equatore.
Gli appassionati che osservano i satelliti hanno seguito, nel corso degli anni, tre satelliti SDS. Il primo venne lanciato dalla navetta Atlantis nel novembre 1990. Un paio con i razzi Atlas 2AS nel dicembre 2000 e ottobre 2001. Altri due vennero inviati con i razzi Delta 4 e Atlas 5, rispettivamente nel 2011 e 2012.
Quello di oggi è stato il 28esimo lancio orbitale del 2014, il 27esimo a concludersi con successo.
Nella foto di copertina (Credit: ULA) il decollo del razzo vettore Atlas 5 con il satellite segreto NROL-33 del servizio di intelligence USA. Nella foto a sinistra (Credit: James Murati/Bionetics Photo Services) l'ogiva protettiva del carico utile classificato NROL-33 lanciato giovedì da Cape Canaveral con un Atlas 5.

Fonti: Spaceflight Now - Space Launch Report

21/05/2014 - MIRA, completata la prima fase di test -

Si è svolto con successo il primo test del dimostratore MIRA, prototipo di motore ad ossigeno-metano nella classe delle 10 tonnellate, progettato e realizzato su contratto dell’Agenzia Spaziale Italiana e gestito dalla società ELV, nell’ambito di una collaborazione tra Avio e la russa KBKhA. Il progetto è stato sviluppato sotto l’egida di un accordo intergovernativo tra Italia e Russia per l’uso pacifico dello spazio e di uno specifico accordo dedicato alla propulsione spaziale tra ASI e Roscosmos.
I due partner industriali hanno condiviso la responsabilità della concezione del sistema motore e della realizzazione del Dimostratore. In particolare Avio ha appositamente sviluppato i due componenti maggiormente innovativi del sistema: la piastra di ignizione Ossigeno-Metano, ed il sistema della turbopompa a metano, utilizzando per la realizzazione della turbina l’innovativa tecnologia dell'Additive Layer Manufacturing (ALM), con la quale è possibile realizzare componenti meccanici con geometrie tridimensionali particolarmente complesse ed altamente efficienti.
Il test si è tenuto presso gli impianti della società russa nella città di Voronezh: il dimostratore si è acceso al primo tentativo, dimostrando la funzionalità dell’intero sistema, mantenendo le condizioni di funzionamento stazionario per oltre 60 secondi, con prestazioni all’interno della fascia di previsione. Il motore utilizza la tecnologia innovativa del Metano fino ad oggi non disponibile in Europa per questa classe di prestazioni. Nelle prossime settimane la campagna di prova del dimostratore proseguirà con l’obiettivo di verificarne sperimentalmente il comportamento in un ampio range di funzionamento nonché alcune funzionalità specifiche, quali la regolazione e le accensioni multiple.
L’attività sul motore MIRA fa parte di un insieme di iniziative che l’ASI ha avviato da diversi anni per preparare lo sviluppo futuro del lanciatore Vega. Secondo gli studi di configurazione effettuati da ELV, sempre su finanziamento dell’ASI, MIRA è infatti pensato per equipaggiare un terzo stadio di una futura evoluzione del lanciatore europeo sostituendo gli attuali 3° (Zefiro 9) e 4° stadio (Avum). La sola sostituzione della parte alta del lanciatore consentirebbe un aumento di circa il 30% rispetto alle attuali capacità di payload.
MIRA, con una spinta pari a 7,5 tonnellate e una capacità di effettuare accensioni multiple, è progettato, costruito e testato da AVIO e KBKhA. Con questo successo, l’Italia raggiunge la prima importante ‘milestone’ in una tecnologia nuova e promettente, che potrà vedere in un prossimo futuro ulteriori sviluppi ed applicazioni al settore della propulsione dei lanciatori e ai sistemi di esplorazione, con il coinvolgimento di competenze che includono centri di ricerca e università nazionali.
VEGA è il lanciatore italiano di ultima generazione studiato per portare in orbita bassa (a circa 700 km dalla terra) satelliti per uso istituzionale e scientifico, per l’osservazione della Terra e il monitoraggio dell’ambiente. Sviluppato da AVIO nell’ambito del programma spaziale europeo e realizzato per il 65% nello stabilimento di Colleferro, nell’attuale configurazione è in grado di mettere in orbita satelliti di massa fino a 1500 Kg e completa la famiglia dei lanciatori europei. Ad aprile 2014 ha completato con successo la sua terza missione.
Nella foto di copertina (Credit: AVIO) il motore MIRA.

Fonti: ASI - Aviation Report

21/05/2014 - La capsula Dragon ha subito infiltrazioni d'acqua -

L'acqua di mare si è infiltrata all'interno della capsula di rifornimento Dragon della SpaceX quando è ammarata domenica nell'Oceano Pacifico. Si è trattato della seconda volta fin da quando il veicolo cargo ha iniziato i voli di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel 2012. Ma i responsabili della stazione spaziale di NASA hanno dichiarato mercoledì che non vi sono indicazioni che l'incidente abbia danneggiato alcuno dei sensibili campioni di ricerca stivati all'interno della capsula.
Dan Hartman, uno dei responsabili NASA della ISS ha dichiarato che "sebbene non vi siano stati danni di alcun tipo al materiale trasportato la NASA eseguirà un briefing con la SpaceX per definire le azioni correttive prima di dare il via libera al prossimo veicolo Dragon diretto all'avamposto orbitale."
La capsula Dragon, di 3,65 metri di diametro, era discesa nell'Oceano Pacifico domenica a circa 480 km al largo di Baja California, dopo una missione di 30 giorni alla ISS. Una squadra di recupero della SpaceX aveva recuperato la capsula dall'oceano e trasportata al porto di Long Beach, in California, dove è arrivata martedì. La SpaceX trasporterà poi la capsula alla sua sede di prova in Texas per le ispezioni post-volo, compreso sondare come possa essere entrata l'acqua al suo interno.
La SpaceX ha già scaricato i materiali più delicati e deperibili come i campioni biologici di studio e li ha consegnati subito alla NASA, che è responsabile della distribuzione dei materiali agli scienziati.
Il resto di oltre 1.500 kg di cargo riportato sulla Terra a bordo di Dragon verrà consegnato alla NASA venerdì.
Fra questo materiale vi sono attrezzature di una tuta spaziale e campioni di acqua che dovrebbero aiutare gli ingegneri a determinare cosa ha causato l'entrata dell'acqua nell'elmetto dell'astronauta italiano dell'ESA, Luca Parmitano, durante una passeggiata spaziale del luglio 2013.
Inizialmente i tecnici avevano creduto che l'acqua trovata all'interno della capsula provenisse da una delle sacche di campioni che si fosse bucata ma la successiva ispezione delle sacche dei campioni aveva confermato che erano tutte intatte.
"Quando abbiamo iniziato a scaricare il materiale abbiamo notato che tutte le nostre sacche erano intatte," dice Hartman. "Ci deve essere stata qualche tipo di infiltrazione attraverso un portello o una valvola di sfogo. Stiamo investigando per cercare la causa."
Hartman ha precisato anche che Dragon è rientrato con il mare agitato e questo potrebbe aver contribuito a far entrare l'acqua al suo interno.
Anche nella prima missione di rifornimento della SpaceX, nell'ottobre del 2012, all'interno del cargo Dragon entrò un pò d'acqua quando ammarò nell'Oceano Pacifico, causando l'interruzione dell'alimentazione elettrica al frigorifero GLACIER che conteneva campioni di sangue e urina. La NASA però confermò che i campioni non erano stati compromessi dall'evento.
Due altri frigoriferi simili di quella missione Dragon non persero energia dopo l'ammaraggio e preservarono regolarmente il materiale al loro interno.
Nelle missioni seguenti la SpaceX installò delle coperture di rinforzo attorno ai frigoriferi in modo da prevenire la loro inondazione da parte dell'acqua di mare.
Nella foto di copertina (Credit: Michael Altenhofen, SpaceX) la capsula Dragon dopo l'ammaraggio della prima missione di prova del 2012.

Fonte: Spaceflight Now

Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL) i due strumenti principali di InSight sulla superficie di Marte.

21/05/2014 - Iniziata la costruzione del lander marziano NASA che verrà lanciato nel 2016 -

La NASA e i suoi partner internazionali hanno dato il via alla costruzione del nuovo lander marziano dopo aver superato con successo venerdì la cruciale revisione Mission Critical Design Review.
La missione InSight (Interior Exploration Using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) della NASA scruterà sotto la superficie marziana per studiare il suo interno. La missione studierà come si sono formati i pianeti simili alla Terra ed hanno sviluppato la struttura interna del nucleo, del mantello e della crosta e raccoglierà informazioni su queste zone interne utilizzando strumenti mai sfruttati prima su Marte.
InSight verrà lanciata dalla Vandenberg Air Force Base, sulla costa centrale della California, vicino a Lompoc, nel marzo 2016. Questa sarà la prima missione interplanetaria mai lanciata dalla California. La missione fornirà inoltre informazioni utili per l'obiettivo dell'agenzia di inviare una missione umana su Marte negli anni '30.
Il capo del team di InSight ha presentato i risultati della progettazione della missione la scorsa settimana a una commissione di revisione della NASA, che ha approvato l'avvio del prossimo stadio della preparazione.
"I nostri partner in tutto il mondo hanno fatto significativi progressi per arrivare a questo punto e sono pronti per inviare le loro apparecchiature per l'inizio dell'integrazione dei sistemi che inizierà a novembre, e che è il prossimo principale obiettivo del progetto," ha detto Tom Hoffman, project manager di InSight presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Noi ora passeremo dalla progettazione ed analisi alla costruzione e test dell'hardware e del software che utilizzeremo su Marte per raccogliere i dati scientifici di cui abbiamo bisogno per ottenere il successo della missione."
Per studiare l'interno del pianeta, il lander stazionario sarà dotato di un braccio robotico che sarà in grado di portare alla superficie gli strumenti forniti da Francia e Germania. Le agenzie spaziali nazionali di Francia e Germania - il Centre National d'Etudes Spatiales (CNES) e lo Deutsches Zentrum fur Luft- und Raumfahrt (DLR) - collaborano con la NASA fornendo a InSight i due principali strumenti scientifici.
Il Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS) verrà costruito dal CNES in collaborazione con la DLR e le agenzie spaziali di Svizzera e Regno Unito. Questo strumento misurerà il movimento delle onde di movimento nel terreno attraverso l'interno del pianeta, dai 'terremoti marziani' o dagli impatti meteoritici. L'Heat Flow and Physical Properties Package della DLR, misurerà il calore che, dall'interno del pianeta, arriva in superficie.
"Marte offre al momento un vantaggio rispetto alla Terra stessa per la comprensione di come una superficie planetaria abitabile si possa essere formata," dice Bruce Banerdt, ricercatore principale di InSight per il JPL-. "Entrambi i pianeti sono stati sottoposti agli stessi processi iniziali. Ma Marte, dato che era più piccolo si è raffreddato più rapidamente ed è diventato meno attivo mentre la Terra si è mantenuta calda. Così MArte ha preservato meglio le prove dei primi momenti dello sviluppo dei pianeti rocciosi."
Il lander a tre zampe andrà in una zona vicino all'equatore marziano e fornirà informazioni per la missione prevista di 720 giorni - circa due anni. InSight adotta un design dal lander di successo Phoenix della NASA, che ha esaminato il ghiaccio e il suolo nell'estremo nord di Marte nel 2008.
Incorporeremo su InSight molte strutture del nostro veicolo spaziale Phoenix, ma le differenze fra le missioni richiederanno alcune differenze nel veicolo spaziale InSight," dice Stu Spath, il program manager di InSight, della Lockheed Martin Space Systems Company, di Denver, in Colorado. "Ad esempio la missione di InSight è 630 giorni più lunga di quella di Phoenix, e questo significa che il lander deve sopportare una varietà più grande di condizioni ambientali sulla superficie."
Guidato dalle immagini dei dintorni riprese dal lander, il braccio robotico di InSight piazzerà il sismometro sulla superficie e vi piazzerà una copertura protettiva per minimizzare gli effetti del vento e delle temperature sullo strumento sensibile. Il braccio piazzerà anche la sonda per misurare il flusso di calore in posizione e la spingerò nel terreno fino a una profondità di circa 2,7/4 metri.
Un altro esperimento utilizzerà il collegamento radio fra InSight e le antenne del Deep Space Network della NASA sulla Terra per misurare con precisione un'oscillazione nella rotazione del pianeta che potrebbe rivelare se Marte ha un nucleo fuso o solido. I sensori di vento e temperatura dal Centro de Astrobiologia della Spagna e un sensore di pressione monitoreranno le condizioni meteo presso il sito di atterraggio, mentre un magnetometro misurerà i disturbi magnetici provocati dalla ionosfera marziana.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: NASA/JPL) il lander InSight ha posto i suoi strumenti sul suolo marziano. Nell'illustrazione (Credit: NASA/JPL) i due strumenti principali di InSight sulla superficie di Marte.

Fonti: NASA - JPL

20/05/2014 - La Cina testa un modulo bio-rigenerativo per 105 giorni -

Tre volontari cinesi hanno completato martedì un esperimento che li ha visti vivere per 105 giorni all'interno di una capsula sigillata, mangiando soltanto le piante cresciute all'interno del laboratorio e insetti.
I tre volontari sono stati il Capitano Xie Beizhen e i membri dell'equipaggio Wang Minjuan e Dong Chen. Questo è stato il primo test abitato della Cina chiamato 'Moon Palace 1', un modulo di 500 metri cubi che è il primo sistema bio-rigenerativo della Cina e il terzo al mondo.
Il laboratorio sigillato che si trova all'interno del campus dell'Università di Beihang, a Pechino, è una biosfera virtuale, dove le persone possono alimentarsi con il cibo da loro coltivato e che vede cereali, vegetali, frutta e insetti. Il sistema può anche produrre acqua e fertilizzanti, riciclare i rifiuti e rigenerare l'aria.
Liu Hong, capo progettista del sistema, che è composto da una cabina e due laboratori di coltivazione, dice che si tratta di una versione in miniatura della biosfera terrestre. Questo potrà aiutare gli astronauti a vivere nelle stazioni spaziali senza che arrivino rifornimenti di cibo per lunghi periodi.
Liu dice che il team di ricerca ha selezionato cinque cereali, 15 varietà di verdure, un tipo di frutta, nonché una verme giallo della farina, che hanno fornito le proteine ​​per i volontari durante l'esperimento.
Egli spera che questo sistema di supporto vitale possa ulteriormente facilitare le missioni spaziali abitate cinesi.
Lo scorso giugno, tre astronauti cinesi hanno trascorso 12 giorni nel Tiangong-1 (Palazzo celeste 1) la più lunga missione spaziale con equipaggio del Paese.
Le missioni spaziali con equipaggio della Cina sono entrate nel loro secondo decennio con ambiziosi piani di costruzione di una stazione spaziale permanente e di un veicolo lunare con equipaggio.
Nella foto di copertina (Credit: Xinhua/Gong Lei) l'equipaggio dell'esperimento Lunar Palace 1 esce dal modulo al termine dei 105 giorni di permanenza.

Fonte: Xinhua

20/05/2014 - Russia e Cina stabiliranno un gruppo di lavoro per la cooperazione spaziale -

Russia e Cina hanno raggiunto un accordo su tre nuovi meccanismi di cooperazione, compreso un gruppo di lavoro per i progetti in collaborazione nel campo spaziale. L'accordo, finalizzato venerdì durante l'incontro fra il Ministro dello Sviluppo Economico russo Aleksei Ulyukayev e il Ministro del Commercio cinese Gao Hucheng è stato reso pubblico da Yelena Lashkina, segretaria alla stampa di Ulyukayev.
""La questione all'ordine del giorno è la creazione di un gruppo di lavoro congiunto di alto livello per progetti strategici di cooperazione spaziale russo-cinese. La Russia ha suggerito di inserire in questa lista alcuni progetti che toccano il potenziale interesse della Russia, la cooperazione nei sistemi di navigazione e progetti congiunti nel settore dell'alluminio," ha detto la Lashkina.
Inoltre, Ulyukayev e Gao hanno discusso altri due meccanismi di cooperazione in materia di investimenti, ha detto, aggiungendo che la Russia e la Cina avrebbe istituito una commissione bilaterale di investimento.
"Ulyukayev e Gao ritengono che gli investimenti reciproci si riveleranno un nuovo punto di crescita per le economie di Russia e Cina. I progetti all'ordine del giorno possono aumentare gli investimenti diretti della Cina nell'economia russa di sette volte entro il 2020," ha detto Lashkina.
La terza traccia proposta prevede azioni volte a potenziare la cooperazione nell'Estremo Oriente della Russia.
"Come ha detto Aleksei Ulyukayev, le forme di partecipazione delle società cinesi potranno variare a comprendere investimenti, prestiti, lavori contrattuali e la partecipazione a progetti in tutto il loro ciclo di vita. Inoltre, i due uomini hanno discusso le prospettive per il funzionamento di aziende cinesi e il controllo delle zone economiche speciali e dei territori superando lo sviluppo, in fase di creazione in Estremo Oriente. Il ministro cinese del commercio ha sottolineato l'importanza del sostegno della Russia per l'iniziativa cinese di creare una zona di libero scambio Asia-Pacifico nel quadro della Cooperazione economica Asia-Pacifico entro il 2025," ha sottolineato la Lashkina.
Ulyukayev e Gao si sono incontrati alla vigilia del forum ministeriale dell'APEC, che si è aperto a Qingdao il 17 maggio. L'APEC comprende 21 paesi e territori della regione, tra cui Russia, Cina, Stati Uniti, Corea del Sud, il Giappone e gli stati del sud-est asiatico. Questa regione produce più della metà del PIL mondiale. La Russia partecipa al forum APEC dal 1997.

Fonte: The Voice of Russia

20/05/2014 - Il rover della NASA guadagna la vista da Ridgeline -

Il bordo che circonda il cratere Endeavour su Marte si perde verso sud mentre verso est spazia una vista ottenuta dal Mars Exploration Rover Opportunity della NASA. La vista è dall'alto sul lato sud della parte 'Murray Ridge' sul bordo occidentale del cratere.
L'immagine è stata messa assieme da esposizioni multiple, eseguite in aprile, da parte della fotocamera panoramica (Pancam) di Opportunity. Quest'immagine mostra le località lungo il bordo che il rover ha già raggiunto e quelle che potrebbe esplorare in futuro.
La vista panoramica completa è visibile online qui: http://www.jpl.nasa.gov/spaceimages/details.php?id=PIA18093.
Il Mars Exploration Rover della NASA ha trascorso diversi mesi esplorando porzioni della Murray Ridge. Sin da quando ha raggiunto il punto locale più in alto del crinale dal quale è stato ripreso questo panorama, il rover ha proceduto verso sud per raggiungere una zona esposta di argilla ricca di alluminio segnalata dall'orbita.
Durante il primo decennio di Opportunity su Marte e la carriera, 2004-2010, del suo gemello Spirit, il progetto Mars Exploration Rover della NASA ha scoperto una serie di reperti attestanti le condizioni ambientali umide nel passato di Marte - alcune molto acide, altri più miti e più favorevoli a sostenere la vita.
Il JPL gestisce il Progetto Mars Exploration Rover per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Il California Institute of Technology di Pasadena, California, gestisce il JPL per la NASA.
Per ulteriori informazioni su Spirit e Opportunity visita: http://www.nasa.gov/rovers e http://marsrovers.jpl.nasa.gov/.
Puoi inoltre seguire il progetto su Twitter e su Facebook. Nella foto di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.) un dettaglio della foto panoramica ottenuta da Opportunity il 18 aprile 2014. A metà maggio il rover si è avvicinato all'affioramento scuro visibile sul fianco della collina.

Fonte: NASA

20/05/2014 - La fantasia diventa realtà: presto i primi semi piantati su Marte -

Il primo esperimento che si prefigge di far crescere dei semi sul Pianeta Rosso verrà presto lanciato verso Marte. MPX (Mars Plant Experiment) è una piccola serra cubica trasparente che verrà agganciata all'esterno del nuovo rover marziano, il quale verrà lanciato nella metà del 2020 e atterrerà sul Pianeta Rosso nei primi mesi del 2021. Gli scienziati sperano che questo studio possa essere utile nello sviluppo del programma di esplorazione marziana.
Durante l'estate marziana nelle zone equatoriali del pianeta di giorno si possono toccare i 20° C. Potremmo provare a piantare i semi direttamente nel terreno scoperto, anche se racchiusi in una copertura trasparente e bagnati con acqua portata dalla Terra. Ma anche se la pianta non congelasse la notte, morirebbe comunque.
L'atmosfera del pianeta è composta di biossido di carbonio con l'assenza di ossigeno che è essenziale alle piante per crescere nel buio. Inoltre, la pressione è circa 160 volte inferiore a quella sulla Terra. Nel vuoto lo scambio dei gas è quasi impossibile. Comunque, se la serra venisse aperta, sarebbe possibile il 'rilascio' della vita terrestre all'esterno, violando l'ambiente marziano.
Pertanto, la serra sarà completamente sigillata, e l'esperimento verrà condotto nel seguente modo. Aria terrestre, acqua e 200 semi di Arabidopsis saranno ermeticamente chiusi all'interno del cubo. Questa erba senza pretese è stata a lungo utilizzata dagli scienziati.
Dopo l'atterraggio del rover inizierà la produzione di calore e acqua all'interno del cubo. In 10-15 giorni appariranno le piccole piante. Durante tutto questo tempo il rover rimarrà fermo sul posto. Gli scienziati prenderanno fotografie dei germogli e confronteranno il loro sviluppo con il gruppo di controllo sulla Terra.
Sarà interessante vedere come la gravità marziana, la luce e le radiazioni influiranno sul processo. Tra l'altro, il livello di radiazione sulla superficie di Marte si è rivelato non essere così alta, la stessa che si trova in orbita terrestre, dove vola la ISS. Una volta che gli operatori riceveranno i dati necessari, la serra non sarà più riscaldata, e le piante congeleranno inevitabilmente.
Tale studio avrebbe dovuto essere effettuato molto tempo fa, dice Elena Vorobyova, biologa e scienziato del suolo di MSU: "Sono necessari tali tipi di esperimenti. Non saremo mai in grado di creare una combinazione di fattori assoluti in laboratorio come fosse sul pianeta. Se tale opportunità fosse disponibile, l'esperimento biologico potrebbe essere utilizzato in tutte le missioni future."
Perché non prendere i piselli, invece dell'erba, che potrebbero essere utilizzati come alimento dai futuri coloni? Elena Vorobyova spiega che i piselli non sono così resistenti ai fattori sfavorevoli. Tuttavia, i risultati dell'esperimento con l'erba potrebbe essere applicati ad altri tipi di piante che hanno molto in comune.
Dopo aver completato l'esperimento con le piante, il rover, 'Mars 2020' inizierà la sua missione primaria - la ricerca di tracce di vita, così come la raccolta di campioni di terreno per altre spedizioni verso la Terra con altri dispositivi. La piattaforma di base utilizzata per il futuro 'Mars 2020' sarà quella di Curiousity.
Tuttavia, i dettagli interni potrebbero essere diversi e il pacchetto completo è ancora da chiarire. La NASA ha annunciato un concorso per i dispositivi e ha già ricevuto 58 proposte da gruppi di ricerca provenienti da diversi paesi. Gli esperti selezioneranno circa 10 strumenti fra quelli che entreranno a far parte del futuro sistema. L'elenco sarà reso noto entro il mese di giugno. Gli scienziati russi hanno offerto il loro rivelatore di neutroni che è sensibile alla presenza d'acqua.
Nell'illustrazione di copertina (Credit: NASA) una futura serra di un'avamposto marziano abitato.

Fonte: Spacedaily

Nella foto (Credit: ESA) Wubbo Ockels in un'immagine del 2005.

19/05/2014 - L'ex-astronauta ESA, Wubbo Ockels, ci ha lasciato -

L'ex-astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea, Wubbo Ockels, è deceduto ieri in un ospedale dei Paesi Bassi. Wubbo è stato il secondo astronauta ESA e il primo cittadino olandese a volare nello spazio, nel 1985. Durante la sua missione Spacelab-D1 orbitò attorno alla Terra 110 volte in 168 ore.
Nato il 28 marzo 1946 a Almelo, nei Paesi Bassi, Wubbo ottenne una laurea in fisica e matematica dall'Università di Groningen, nel 1973, e completò il suo dottorato in fisica nucleare nel 1978.
Nello stesso anno, Wubbo venne selezionato dall'ESA come uno dei tre astronauti scientifici da addestrare per le missioni Spacelab, assieme a Ulf Merbold e Claude Nicollier.
Durante la prima missione Spacelab, svolse il compito di comunicazione a terra e collegamento scientifico per l'equipaggio di STS-9.
Tra il 30 ottobre e 6 novembre 1985 Wubbo Ockels ha volato come specialista del carico utile con il volo STS-61A con lo Space Shuttle Challenger. STS-61A era la missione D1 Spacelab tedesca.
Wubbo vide la fama ricevuta come astronauta come una responsabilità da utilizzare per il bene. Ha sostenuto la sostenibilità, l'innovazione e la gioventù per tutta la sua vita.
Dal 1986 ha lavorato presso il Centro Tecnologico ESTEC dell'ESA, a Noordwijk, nei Paesi Bassi, dove ha seguito le attività del volo spaziale umano e in seguito è diventato capo dell'Ufficio Relazioni e Educazione dell'ESA. Durante questo periodo ha inoltre tenuto la cattedra aerospaziale part-time presso la Delft University of Technology.
Nel 2003 è diventato professore a tempo pieno di Aerospace for Sustainable Engineering and Technology presso l'Università TU Delft, che riguarda la ricerca di fonti di energia alternative.
La squadra di Wubbo ha vinto il World Solar Challenge nel 2001, 2003, 2005, 2007 e 2013 con la loro vettura da corsa alimentata a energia solare Nuna che ha percorso oltre 3.000 km attraverso l'Australia. Wubbo ha continuato con progetti campione sostenibili come la nave Ecolution.
L'ESA ha perso un ambasciatore fantastico e un caro amico.
Nella foto di copertina (Credit: ESA/NASA) l'astronauta Ockels all'interno del modulo Spacelab durante la missione D-1. Nella foto (Credit: ESA) Wubbo Ockels in un'immagine del 2005.

Fonte: ESA

19/05/2014 - Tecnici esperti di Langley aiutano il team del Dream Chaser -

Con perizia e attenzione ai dettagli, il tecnico della NASA Rick Hall incolla a mano 250 granelli di sabbia sulla superficie del modello lungo 55 cm del veicolo spaziale Dream Chaser della Sierra Nevada Corp. (SNC). Ogni singolo granello di sabbia creerà un flusso di turbolenza lungo il veicolo simulando quello che il veicolo reale subirà durante il volo.
Dopo oltre quattro ore di lavoro preparatorio, il modello era pronto per il test nella galleria del vento Unitary Plan Wind Tunnel presso il Langley Research Center della NASA a Hampton, in Virginia.
Come parte dell'accordo con l'agenzia per l'utilizzo della galleria del vento che fa parte di uno degli obiettivi da raggiungere durante la CCiCap (Commercial Crew Integrated Capability), l'iniziativa della NASA per il Programma Equipaggio Commerciale, la SNC ha trascorso sei settimane osservando come i flussi turbolenti influivano sul modello del Dream Chaser in differenti angoli e posizioni. L'uso della struttura di Langley così come la squadra di ingegneri con esperienza, è stata integrata nei progressi della SNC fatti per il Dream Chaser fino ad ora.
"Lo sforzo NASA/SNC rende questa relazione solida e complementare," ha detto Andrew Robinson, capo dei test aerodinamici della SNC. "E 'una scelta naturale. Le strutture della NASA e il grande lavoro che hanno fatto con il predecessore del Dream Chaser, l'HL-20, combinato con l'ingegneria di SNC, fornisce sinergia e grandi risultati."
Basato sul progetto del veicolo a corpo portante HL-20, il veicolo spaziale Dream Chaser combina anni di analisi svolte della NASA e ricerca nella galleria del vento con lo sviluppo ingegneristico della SNC che stà sviluppando un veicolo spaziale riutilizzabile che potrà trasportare equipaggi e carichi cruciali da e per l'orbita bassa terrestre.
Durante i test, le squadre di ingegneri di Langley e della SNC hanno lavorato ininterrottamente per raccogliere più rapidamente i dati richiesti.
Secondo l'ingegnere dei test NASA, Bryan Falman, tutti i dati acquisiti verranno utilizzati per validare i modelli al computer e popolare il database delle prestazioni del veicolo spaziale Dream Chaser.
Gli ingegneri hanno confrontato i dati ottenuti dai test presso la galleria del vento Unitary Plan Wind Tunnel con i modelli esistenti al computer per determinare se c'è bisogno di aggiustamenti o se le prevision sono state accurate.
I dati sembrano essere accurati. E così quelle notti hanno valso la pena per lo sviluppo continuo e per il miglioramento delle prestazione del veicolo spaziale Dream Chaser.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/David C. Bowman) l'ingegnere della NASA applica i granelli di sabbia al modello in scala del Dream Chaser.

Fonte: NASA

19/05/2014 - Lo Spitzer nel mirino dei tagli NASA -

Nella sfida di poter mantenere lo sviluppo del multimiliardario programma James Webb Space Telescope la NASA sarà costretta a cessare l'attività del Telescopio Spaziale Infrarosso Spitzer, uno dei famosi Grandi Osservatori dell'agenzia. Lo ha deciso un consiglio indipendente di scienziati concludendo che non vi sono abbastanza finanziamenti per estendere ulteriormente la missione.
Il cacciatore di pianeti Kepler della NASA, assieme ad altre otto missione operative, hanno invece ricevuto notizie migliori. La NASA ha approvato il finanziamento di questi progetti più altri due anni di analisi dei dati delle osservazioni della sonda cosmologia Europea, Planck.
Il consiglio di revisione anziano dell'agenzia spaziale, pur riconoscendo ancora la produzione di ottimi risultati da parte di Spitzer, ha deciso che i costi sono troppo onerosi per proseguire il progetto.
Il consiglio di revisione, composto da dieci scienziati ha riconosciuto le capacità di Spitzer 'uniche e importanti' che spaziano dalla caratterizzazione dei pianeti attorno ad altre stelle, alle nane brune e le galassie nell'universo primordiale. "Certamente dispiace che sia deciso che una missione alla quale stai lavorando venga chiusa. Ma la speranza è che sia stata una revisione scientifica eseguita da una commissione utilizzata dalla NASA per risolvere questo dilemma," ha detto George Helou, direttore dello Spitzer Science Center presso il California Institute of Technology.
La missione primaria di Spitzer si concluse nel 2009 quando terminò l'elio criogenico per raffreddare lo strumento principale. Da allora Spitzer ha proseguito solo due delle immagini nelle lunghezze d'onda più corte che non hanno bisogno di essere raffreddate per operare. Spitzer venne lanciao nell'agosto del 2003 come l'ultimo dei Grandi Osservatori NASA, un quartetto di missioni che comprendeva il Telescopio Spaziale Hubble, l'Osservatorio per raggi X Chandra e il Compton Gamma Ray Observatory, quest'ultimo deorbitato nel 2000.
Le missioni che invece hanno superato la scure della commissione e verranno finanziati per almeno due anni di operazioni sono le seguenti: Hubble Space Telescope, Fermi Gamma-ray Space Telescope, Chandra X-ray Observatory, Kepler Space Telescope, Nuclear Spectroscopic Telescope Array, o NuSTAR, Swift Gamma-ray Burst Explorer, X-ray Multi-Mirror Mission-Newton, o XMM-Newton (missione ESA), Planck (missione ESA) e Suzaku/Astro E2 (missione del Giappone). Hubble e Chandra hanno ricevuto un'estensione di quattro anni.
La NASA prevede di rilasciare i risultati di una revisione da parte della commissione di esperti anche per quanto riguarda le missioni planetarie a fine giugno, primi di luglio. La situazione dei finanziamenti della divisione planetaria della NASA fa temere che alcune missioni potrebbero essere chiuse.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech) il Telescopio Spaziale Spitzer.

Fonte: Spaceflight Now

18/05/2014 - Il veicolo a forma di disco della NASA pronto al volo di prova -

Il progetto LDSD (Low-Density Supersonic Decelerator) della NASA, un veicolo di prova a forma di disco spinto da un razzo, ha completato la fase finale del suo assemblaggio presso il poligono missilistico della U.S. Navy a Kauai, alle Hawaii, nel Pacifico.
Questo volo di prova sperimentale è progettato per studiare le tecnologie innovative dalla quali potrebbero trarre beneficio le future missioni marziane, comprese quelle che coinvolgeranno l'esplorazione umana. Tre settimane di test, simulazioni e prove sono previste prima dell'opportunità di lancio della mattina del 3 giugno. L'LDSD è stato costruito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, e inviato a Kauai per gli ultimi assemblaggi e preparativi.
"Il nostro Supersonic Flight Dynamics Test Vehicle numero 1 è arrivato presso il poligono della U.S. Navy il 17 aprile," ha detto Mark Adler, project manager del progetto LDSD presso il JPL. "Fin da allora lo abbiamo preparato al volo. Uno degli ultimi grossi assemblaggi è avvenuto il 30 aprile, quando abbiamo abbinato il veicolo al suo motore a razzo Star-48."
Durante il volo sperimentale di giugno, un pallone porterà il veicolo di prova dalla struttura della Navy nelle Hawaii ad un'altezza di circa 36.000 metri. Da lì verrà sganciato e il suo motore a razzo lo accelererà fino a Mach 4 ed una quota di 55.000 metri. Una volta raggiunta l'aria molto rarefatta sopra il Pacifico, il disco inizierà una serie di test automatici delle due tecnologie innovative di cui è dotato.
Per trasportare grandi carichi su Marte, e preparare la strada per i futuri esploratori umani, le tecnologie all'avanguardia come LDSD sono cruciali. Assieme ad altre applicazioni, questa nuova tecnologia spaziale permetterà di inviare rifornimenti e materiali necessari per le missioni di lunga durata sul Pianeta Rosso.
Gli strati più esterni della stratosfera della Terra sono l'ambiente più simile alle proprietà della sottile atmosfera di Marte. La missione del Supersonic Decelerator Low Density ha sviluppato questo metodo di prova al fine di garantire le migliori prospettive di effettiva sperimentazione di nuove e migliori tecnologie qui sulla Terra.
Chiunque abbia accesso a Internet sarà in grado di vedere dal vivo in video il test di giugno trasmessa dal veicolo al suolo. Le immagini a bassa risoluzione del disco mostreranno il veicolo che cadrà dalla sua alta quota rilasciato dal pallone e poi portato dal razzo fino al limite della stratosfera. Il veicolo di prova gonfierà quindi un tubo Kevlar intorno a sé, chiamato Supersonic Inflatable Aerodynamic Decelerator (SIAD). Dopo che SIAD si sarà gonfiato, il veicolo di prova aprirà un grande paracadute chiamato Supersonic Disk Sail Parachute.
Mentre la gente a casa potrà essere affascinata dal vedere come funzionano queste due nuove tecnologie, il team di volo della NASA si starà effettivamente concentrando su una questione più fondamentale - "Il veicolo di prova funzionerà come previsto?"
"Questo primo test sarà un vero test di volo sperimentale," ha detto Ian Clark, il ricercatore principale LDSD del JPL. "Il nostro obiettivo è quello di ottenere il primo veicolo di prova, nel suo genere, che funzioni correttamente ad altezze e velocità molto elevate."
Anche se non vi è alcuna garanzia che questo primo test avrà successo, a prescindere dal risultato, la squadra LDSD si aspetta di imparare molto da questo volo. La NASA ha altri due veicoli di prova a forma di disco, ed ha l'intenzione di testarli entrambi dalle Hawaii entro l'estate del 2015.
"Stiamo spingendo lo sviluppo su ciò che sappiamo," ha detto Clark. "Stiamo accettando il rischio più alto con questi voli di prova di quanto avremmo con una missione spaziale, come il Mars Science Laboratory. Impareremo molto, anche se questi test, condotti qui nell'atmosfera terrestre a costi relativamente bassi, non riescono a centrare alcuni degli obiettivi della missione."
Mentre la NASA prevede sempre più ambiziose missioni robotiche su Marte, ponendo le basi per ancora più complesse spedizioni umane future, il veicolo spaziale necessario per atterrare in sicurezza sulla superficie del Pianeta Rosso diventerà più grande e più pesante. Questa nuova tecnologia permetterà di compiere queste importanti missioni.
Ulteriori informazioni su LDSD presso: http://www.nasa.gov/mission_pages/tdm/ldsd/.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech) il veicolo a forma di disco LDSD completamente assemblato nel Missile Assembly Building presso il Poligono della U.S. Navy presso Kauai, nelle Hawaii.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: SpaceX) il momento dell'ammaraggio del veicolo cargo Dragon.

18/05/2014 - Dragon completa la missione con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico -

Il veicolo spaziale cargo Dragon della SpaceX, carico di campioni scientifici refrigerati, attrezzatura di tuta spaziale e altri strumenti dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha concluso la sua missione della durata di 30 giorni sabato con un ammaraggio assistito dal paracadute nell'Oceano Pacifico.
Il Dragon è stato sganciato dal modulo Harmony, con l'ausilio del braccio robotico Canadarm2 manovrato dall'interno della Cupola dall'astronauta Steve Swanson, alle ore 9:26 a.m. EDT (le 15:26 ora italiana) per iniziare il viaggio verso la Terra.
Swanson e il cosmonauta Alexander Skvortsov hanno monitorato la partenza del Dragon che, con una serie di accensioni dei suoi propulsori hanno piazzato il veicolo spaziale a distanza di sicurezza dalla stazione spaziale.
La capsula spaziale Dragon era stata caricata di 1.700 kg di materiali da riportare sulla Terra. Infatti il veicolo della SpaceX è l'unico che può riportare sulla Terra una notevole quantità di cargo. Fra i vari materiali vi erano sacche refrigerate e congelate contenenti campioni di sangue e urine, più degli esperimenti che hanno esaminato i batteri resistenti ai farmaci nello spazio, i danni al DNA delle cellule umane in microgravità e l'utilizzo dell'agricoltura sostenibile come fonte di alimentazione per gli equipaggi delle missioni spaziali di lunga durata.
Anche una tuta spaziale necessaria di riparazioni è stata infilata nel veicolo cargo Dragon, assieme a campioni di acqua che alla NASA sono necessari per completare lo studio sul motivo del riempimento di acqua nel casco dell'astronauta Luca Parmitano durante una passeggiata spaziale avvenuta lo scorso anno.
Le accensioni dei motori Draco del veicolo spaziale sono iniziate alle 2:12 p.m. EDT (le 20:12 ora italiana) riducendo così l'altezza del suo perigeo e permettere così di ricadere nell'atmosfera per un rientro bruciante.
Il veicolo ha rilasciato il modulo non pressurizzato (il 'trunk') che ospita i pannelli solari e alcuni minuti dopo è entrato nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico con traiettoria da nord-ovest a sud-est.
Lo scudo termico sviluppato da NASA e SpaceX ha difeso il Dragon dall'estreme temperature sviluppate dall'attrito con l'atmosfera mentre si avvicinava alla zona di atterraggio a circa 500 km al largo delle coste di Baja California.
Dopo aver aperto i tre paracadute di 35 metri di diametro ha fatto scendere dolcemente la capsula Dragon nell'Oceano Pacifico alle 3:05 p.m. EDT (le 21:05 ora italiana). I tecnici della SpaceX erano in attesa su alcune barche vicino alla zona di atterraggio per recuperare il veicolo spaziale e portarlo al porto di Long Beach, in California, dove l'arrivo è previsto per le prime ore di martedì.
La SpaceX passerà immediatamente alla NASA il carico più deperibile appena il Dragon giungerà a Long Beach. La compagnia poi trasporterà il Dragon alla struttura della SpaceX a McGragor, in Texas, per le procedure di post-volo.
Il prossimo volo di rifornimento della SpaceX verso la ISS è previsto per agosto, mentre un nuovo equipaggio composto da tre persone provenienti da Stati Uniti, Russia e Germania è pronto al decollo il 28 maggio a bordo di una Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan.
Nella foto di copertina (Credit: NASA TV) il cargo Dragon mentre stà per essere rilasciato dal braccio robotico della stazione spaziale. Nella foto in alto (Credit: SpaceX) il momento dell'ammaraggio del veicolo cargo Dragon.

Fonti: NASA - Spaceflight Now

16/05/2014 - Roberto Battiston è il nuovo Presidente dell'ASI -

Roberto Battiston è il nuovo presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. Fisico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Battiston è stato nominato dal ministro per l'Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini.
Succede al professor Aldo Sandulli, commissario straordinario all'ASI dopo le inchieste della magistratura che hanno portato alle dimissioni del precedente presidente dell'Agenzia, l'ingegner Enrico Saggese.
Ordinario di fisica sperimentale all'Università di Trento, città dove è nato nel 1956 e tuttora vive, Battiston ha alle spalle una lunga e prestigiosa carriera accademica e scientifica, ricca di riconoscimenti internazionali, cominciata subito dopo la laurea con lode in Fisica alla Normale di Pisa, nel 1979. E' presidente della Commissione II dell'Infn per la Fisica Astroparticellare, e membro del Tifpa (Trento Institute for Fundamental Phisycs and Application) - il nuovo Centro Nazionale dell'Infn.
Nel corso di oltre 30 anni ha svolto la sua attività di ricerca in collaborazioni scientifiche internazionali e negli ultimi 20 anni nel settore spaziale, studiando con altissima precisione i raggi cosmici dallo spazio. In particolare, nel 1994 assieme al Premio Nobel Samuel C.C. Ting ha proposto la realizzazione di uno spettrometro magnetico per effettuare misure di precisione dei raggi cosmici nello spazio: si tratta dell’esperimento AMS, portato in orbita con lo shuttle nel 2011 e da allora operativo sulla Stazione Spaziale Internazionale.
"Ringrazio il ministro per la fiducia accordatami - ha dichiarato Battiston subito dopo aver avuto notizia della sua nomina al vertice dell'ASI -: la soddisfazione è legata alla coscienza della responsabilità che questo incarico comporta. Naturalmente il mio impegno sarà perché l'Agenzia, dopo il momento di difficoltà, riprenda il proprio ruolo nel settore spaziale e torni ad essere il punto di snodo importante per lo sviluppo di attività industriali e scientifiche nello Spazio."
La nomina, ha dichiarato il ministro Giannini, dimostra che "facciamo le cose al tempo giusto, con la concretezza e la rapidità necessaria, ma anche con l'attenzione all'eccellenza. Battiston è stato tra l'altro un eccellente fisico all'Università di Perugia. Penso che questo sia un punto di partenza e di rilancio di un settore, quello aerospaziale, che ha un valore strategico incalcolabile."
"L'Italia ha una grande tradizione in questo settore e la dovrà mantenere anche in futuro. Desidero particolarmente ringraziare il commissario straordinario, il professor Aldo Sandulli, per l'impegno e le capacità profuse in questi mesi." Ha concluso Battiston.
Nella foto di copertina (Credit: Gravità Zero) il Professor Roberto Battiston.

Fonti: ASI - Gravità Zero

16/05/2014 - Venus Express pronta a fare il tuffo -

Dopo otto anni in orbita, la sonda Venus Express dell'ESA ha completato le osservazioni scientifiche di routine e si prepara per un ardito tuffo nell'ostile atmosfera del pianeta.
Venus Express venne lanciata per mezzo di un vettore Soyuz-Fregat dal Cosmodromo russo di Baikonur, nel Kazakhstan, il 9 novembre 2005 e arrivò a Venere l'11 aprile 2006.
Ha orbitato attorno a Venere con una traiettoria ellittica della durata di 24 ore da una distanza massima di 66.000 km sopra il polo sud - con una visione globale spettacolare - fino alla distanza minima attorno ai 250 km sopra la superficie del polo nord, vicino alla parte superiore dell'atmosfera del pianeta.
Con una serie di sette strumenti, la sonda ha fornito uno studio completo della ionosfera, atmosfera e superficie del pianeta.
"La Venus Express ci ha insegnato quanto sia stato variabile il pianeta nel corso di tutti i tempi e, inoltre, ci ha fornito indizi su come potrebbe essere cambiato fin dalla sua formazione 4,6 miliardi anni fa," afferma Håkan Svedhem, scienziato ESA del progetto.
"Queste informazioni ci aiuteranno a decifrare come la Terra e Venere sono riuscite a condurre una vita così radicalmente diversa, ma abbiamo anche notato che ci sono alcune somiglianze fondamentali".
Venere ha una temperatura superficiale di oltre 450°, molto più caldo di un normale uovo cotto, ed estremamente densa, con una soffocante miscela di gas nocivi per l'ambiente. Ma dal sondaggio a infrarossi della composizione chimica della superficie rocciosa, abbiamo imparato che Venere potrebbe avere una volta avuto un sistema di tettonica a zolle come la Terra, e persino un oceano di acqua.
Proprio come la Terra, Venere sta perdendo parte della sua atmosfera superiore nello spazio e Venus Express ha misurato il doppio degli atomi di idrogeno che sfuggono fuori dall'atmosfera di ossigeno. Poiché l'acqua è fatta di due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno, la fuga osservata indica che l'acqua è stata separata in atmosfera.
Oggi il totale di acqua presente sulla Terra è 100.000 volte quella di Venere. Ma dato che i due pianeti hanno circa le stesse dimensioni e si sono formati nello stesso momento, entrambe dovevano avere nei primi tempi lo stesso quantitativo del prezioso liquido.
Nel frattempo, le telecamere della navicella hanno monitorato migliaia di strutture sulla cima delle nubi a circa 70 km sopra la superficie del pianeta, tra cui un enorme vortice che turbina al polo sud del pianeta e che condivide la somiglianza con gli uragani sulla Terra. La sonda ha anche registrato raffiche di fulmini - identificati dalla loro firma elettromagnetica - generati nelle nuvole di acido solforico.
Ora, dopo otto anni in orbita, il propellente necessario per mantenere l'orbita ellittica si stà esaurendo e presto sarà terminato. Così, prima che questo avvenga gli ingegneri dell'ESA tenteranno un'ultima missione per Venus Express, scendere negli strati superiori dell'atmosfera in quella che viene definita 'aerofrenata'. "Abbiamo eseguito precedenti campagne di brevi aerofrenate quando siamo scesi negli spessi strati superiori dell'atmosfera a circa 165 km di quota, ma questa volta tenteremo di arrivare a 130 km, forse anche meno," ha detto Patrick Martin, il mission manager di Venus Express.
In questo modo la sonda avrà accesso a regioni mai esplorate prima e i tecnici potranno vedere come reagiranno i componenti della sonda ad un ambiente così ostile. La fase di aerofrenata sperimentale è prevista dal 18 giugno all'11 luglio e gli strumenti di bordo saranno tutti pronti a registrare le condizioni che sperimenterà il veicolo spaziale.
"La campagna prevede anche la possibilità di sviluppare e mettere in pratica le operazioni tecniche critiche necessarie per l'aerofrenata, un'esperienza che sarà preziosa per la preparazione delle future missioni planetarie che potrebbero richiedere questa manovra operativamente," spiega Paolo Ferri, capo delle operazioni della missione.
L'aerofrenata può essere anche usata come un modo per entrare in orbita intorno a pianeti senza dover portare così tanto carburante, riducendo così la massa lancio.
Se Venus Express sopravviverà a questo tuffo nell'atmosfera di Venere potrà poi essere alzata di nuovo di quota e proseguire le operazioni per alcuni mesi. Comunque, per la fine dell'anno è previsto che la sonda esegua il tuffo finale nell'atmosfera di Venere, portando a termine questa fantastica impresa scientifica.
Prima e durante la campagna di aerofrenata brevi aggiornamenti verranno pubblicati, appena saranno disponibili, da @esaoperations e/o Rocket Science Blog. Sul portale ESA sarà pubblicato un rapporto finale poco dopo il termine della campagna di aerofrenata.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: ESA–C. Carreau) la Venus Express mentre si tuffa nell'atmosfera venusiana.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: ULA) il momento dell'accensione dei motori del Delta 4.

16/05/2014 - Nuovo satellite GPS messo in orbita con un razzo Delta IV -

Un nuovo satellite del Global Positioning System (GPS), la più conosciuta costellazione per la navigazione satellitare, è salito in orbita venerdì notte a bordo di un razzo Delta IV in uno spettacolare lancio al tramonto.
L'accensione del motore principale e dei due booster gemelli a propellente solido è avvenuto alle 8:03 p.m. EDT (le 2:03 ora italiana di sabato 17 maggio) e il veicolo alto 62 metri è decollato grazie alle spinta di 544 tonnellate. Il lancio era stato rinviato di un giorno a causa delle condizioni meteo inclementi.
Tracciando un arco verso nord-est, il razzo Delta IV ha accelerato fino a Mach 1 in meno di un minuto, sganciando i booster un minuto dopo e proseguendo con lo stadio principale per quattro minuti.
Lo stadio superiore criogenico ha poi inserito il veicolo su un'orbita di trasferimento raggiungendo il punto di spegnimento del motore sopra il Nord Atlantico 15 minuti dal decollo. Dopo tre ore di deriva, che è iniziata quanto il razzo volava sopra l'Europa, il Medio Oriente e l'Oceano Indiano, è stato riacceso il motore RL10B-2 per circolarizzare l'orbita a 20.370 km e inclinata di 55° sull'equatore.
"Il nostro team ha lanciato ogni moderno satellite GPS da qui presso la Cape Canaveral Air Force Station. Siamo orgogliosi della nostra abilità di consegnare queste capacità ai nostri cittadini e militari," ha detto il Tenente Colonnello Paul Konyha, comandante del 45esimo Launch Support Squadron. "Rimango sempre impressionato della quantità di dedizione e rigore che mettiamo sempre in ogni lancio."
Si è trattato di un'ascesa con inserzione diretta, che ha piazzato il satellite GPS 2F-6, del costo di 245 milioni di dollari, nella rete di navigazione tre ore e 15 minuti dopo il decollo.
"Il successo nel lancio di oggi dimostra che le nostre squadre combinate del governo e dell'industria forniscono successi, assicurando che il GPS sia lo standard spaziale principale per la navigazione, il posizionamento e la fornitura dell'orario," ha detto il Colonnello Bill Cooley, direttore dello Space and Missile System Center Global Positioning System Directorate.
"Voglio riconoscere gli sforzi senza sosta del 45esimo e del 50esimo stormo Spaziale, della United Launch Alliance, della Boeing e delle squadre del programma GPS 2F e del Delta 4 presso SMC. Sono estremamente orgoglioso del team, ognuno ha lavorato assieme agli altri per rendere questo giorno un gran successo. Gli utilizzatori potranno confidare oggi, domani e in futuro sul GPS."
Il GPS 2F-6 sostituirà un vecchio veicolo conosciuto come GPS 2A-23 sul Piano D, Slot 4 della costellazione. Il GPS 2A-23 venne lanciato a bordo di un Delta 223 nell'ottobre del 1993. Ora prenderà il ruolo di riserva nella rete per il resto della sua vita utile.
"La sostituzione dei nostri satelliti assicura sia il mantenimento che la modernizzazione della costellazione GPS fornendo un incremento nella potenza del segnale, miglioramento della precisione e capacità anti-disturbo per i clienti GPS di tutto il mondo," ha detto il Colonnello Steve Steiner, capo della GPS Space System Division.
Si è trattato del sesto dei 12 veicoli Block 2F costruiti dalla Boeing che formeranno l'ossatura della flotta GPS per i prossimi 15 anni. Tutti e 12 i satelliti saranno lanciati entro la metà del 2016.
"Il team apposito della Boeing che si occupa del GPS è orgoglioso ed emozionato di aver raggiunto la metà nella consegna di questa nuova generazione che stà entrando in servizio," ha detto Munzir Badawi, program manager del GPS 2F per la Boeing.
Si è trattato del secondo GPS lanciato fin da febbraio, con due altri previsti per la fine di luglio e entro ottobre a bordo di razzi Atlas 5 da Cape Canaveral per rafforzare ulteriormente la costellazione.
L'attuale costellazione comprende sette GPS-2A, una dozzina di GPS 2R, sette 2R-M e quattro GPS 2F. Quello lanciato a febbraio ha quasi completato i test di navigazione e diventerà il 31esimo membro della costellazione entro la fine del mese. Il GPS 2F-6 sostituirà il suo obiettivo entro un mese dal lancio.
"La costellazione GPS sta servendo in modo affidabile gli utenti globali con i segnali più precisi e stabili di sempre, e la navigazione, i tempi di precisione e la disponibilità migliorerà così come gli sforzi di modernizzazione del GPS continuano," ha detto il Colonnello Bill Cooley, direttore dello Space and Missile Systems Center's Global Positioning Systems Directorate.
Il prossimo lancio di un vettore Delta 4 è previsto per il 23 luglio con a bordo due satelliti per il programma Geosynchronous Space Situational Awareness dell'Air Force. Il prossimo lancio da Cape Canaveral è fra meno di una settimana. Un Atlas 5 lancerà un carico utile segreto della National Reconnaissance Office, giovedì mattina fra le 8:45 e le 10:15 a.m. EDT (le fra le 14:45 e le a6:15 ora italiana).
Quello di oggi era il 26esimo lancio di un razzo Delta 4, tutti eseguiti con successo, e il 27esimo lancio orbitale del 2014, il 26esimo conclusosi regolarmente.
Nell'immagine di copertina (Credit: ULA) il lancio del Delta 4 con il satellite GPS 2F-6 da Cape Canaveral, in Florida. Nella foto in alto (Credit: ULA) il momento dell'accensione dei motori del Delta 4 durante il lancio di oggi.

VIDEO DELLE FASI PRINCIPALI DEL LANCIO DEL DELTA 4 CON GPS 2F-6 - 17/05/2014 - (Credit: ULA) - dur.min. 2:19 - MUSICA

Fonti: Spaceflight Now - Space Launch Report

15/05/2014 - La NASA tiene una cerimonia in onore a due leggende aerospaziali -

Due leggende aerospaziali e i loro familiari hanno avuto l'onore di una cerimonia formale tenutasi lo scorso 13 maggio, e che ha segnato la nomina di 'Armstrong Flight Research Center' della NASA quello che era conosciuto precedentemente come Dryden Flight Research Center presso la Edwards Air Force Base, in California.
Una legge era passata al Congresso lo scorso gennaio per rinominare il centro dopo la scomparsa di Neil A. Armstrong, un ex pilota collaudatore del centro e il primo uomo a camminare sulla Luna durante la storica missione Apollo 11 nel 1969. Armstrong aveva volato con aerei sperimentali, compreso l'aereo-razzo X-15, durante i sette anni nel quale aveva lavorato presso il centro dal 1955 al 1962.
La legislazione aveva anche ordinato di nominare il poligono di prova aeronautico del centro come Hugh L. Dryden, il nome detenuto dal centro fin dal 1976. Un brillante ingegnere ricercatore aeronautico per il National Bureau of Standards dagli anni '20 agli anni '40, Dryden ha servito come direttore della NACA (National Advisory Committee for Aeronautics) dal 1949 al 1958 e poi come vice amministratore NASA dal 1958 fino alla sua morte avvenuta nel 1965.
Alla cerimonia di nomina erano esposti una replica del razzo-plano X-15 n.3 e del secondo Lunar Landing Research Vehicle (LLRV). Armstrong aveva pilotato l'X-15 n.3 cinque volte ed era stato una figura chiave nello sviluppo dell'LLRV e del suo successore, il Lunar Landing Training Vehicle che preparò gli astronauti agli atterraggi lunari. Armstrong dimostrò la sua abilità nell'addestramento con l'LLTV quando eseguì l'allunaggio manuale del modulo lunare Eagle sulla Luna il 20 luglio 1969.
Fra coloro che hanno preso la parola alla cerimonia vi erano l'Amministratore della NASA, Charles Bolden, il direttore del Centro Armstrong, David McBride, il Senatore dello Stato Steve Knight della California e il Repubblicano Kevin McCarthy del 23esimo Distretto della California. Dei brevi discorsi sono stati tenuti anche dai figli di Armstrong, Rick e Mark e da Eric, nipote di Dryden e dalla nipote di Armstrong, Kali, che ha cantato l'inno nazionale. L'evento è stato sorvolato da un aereo F-18A sperimentale della NASA proprio quando veniva svelata l'insegna con il nome di Armstrong sul principale edificio amministrativo del centro.
"Questo meraviglioso centro continuerà a tracciare nuove vie nell'aeronautica e nelle tecnologie che supporteranno la nostra strada verso Marte," ha detto Bolden. "Il suo lavoro nelle Scienze della Terra ha un valore immediato per capire il nostro pianeta che cambia e supporta anche il nostro portafoglio scientifico più ampio e il programma di volo spaziale umano, che ancora adesso sta per raggiungere le nuove destinazioni."
Il Senatore Repubblicano McCarthy, il cui distretto comprende il centro, è l'autore della legislazione per rinominare la struttura in onore di Armstrong.
"Essere qui oggi compie un atto del Congresso," ha detto McCarthy. "Con tutto quello che si sente dire di Washington, sono orgoglioso di dire che nessuno ha votato contro. Siamo qui per onorare due uomini e le loro realizzazioni incredibili."
Il disegno di legge di McCarthy di riqualificare il centro della NASA di eccellenza per la ricerca nel volo atmosferico, un impianto nato 68 anni fa, in onore di Armstrong è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti all'inizio del 2013, dal Senato l'8 gennaio, ed è stato ratificato in legge con la firma del Presidente Obama il 16 gennaio 2014. La modifica del nome divenne ufficiale il 1° marzo.
"Siamo qui oggi per onorare il contributo di due uomini che hanno reso un ruolo significativo nel porre l'America come leader preminente," ha detto McCarthy. "Le loro azioni e contributi per l'aeronautica, l'aerospazio e l'esplorazione saranno ricordati per sempre."
Per vedere una serie di immagini della cerimonia vai all'album fotografico NASA Armstrong su Facebook qui: http://on.fb.me/1jI5yKL. Nella foto di copertina (Credit: NASA) il momento nel quale è stata scoperto il nuovo nome del Neil A. Armstrong Flight Research Center, al termine della cerimonia in onore della nuova designazione del centro NASA.

Fonte: NASA

15/05/2014 - Le condizioni meteo avverse rinviano di 24 ore il lancio del Delta 4 con un satellite GPS -

Il lancio del razzo Delta IV della United Launch Alliance che trasporta il satellite GPS IIF-6 è stato rinviato oggi a causa delle violazioni molteplici dei criteri meteo di lancio.
Il lancio è stato ri-programmato per venerdì 16 maggio, dal Complesso di Lancio Spaziale-37 presso la Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida. L'ora prevista per il lancio sono le 8:03 p.m. EDT (le 2:03 ora italiana di sabato). Le previsioni meteo per il 16 maggio mostrano un 90% di probabilità di condizioni meteo positive per il decollo.
Il razzo è un Delta IV M+ che lancerà il satellite GPS IIF-6 per l'US Air Force. Il sistema GPS fornisce l'esatta posizione al suolo in tutto il mondo grazie alla serie di satelliti posti su differenti orbite.
Nella foto di copertina (Credit: Spaceflight Now) il Delta IV destinato alla missione GPS IIF-6 sulla rampa di lancio 37 di Cape Canaveral.

Fonte: ULA

Nella foto (Credit: Khrunichev) il satellite Express AM4R mentre viene rimosso dal container con il quale è arrivato per iniziare i preparativi al lancio da Baikonur.

15/05/2014 - Satellite distrutto durante il fallimento di un razzo russo Proton -

Un avanzato satellite per telecomunicazioni è stato distrutto giovedì quando il suo razzo Proton si è guastato pochi minuti dopo il decollo dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan.
Il veicolo Express AM4R, del costo approssimato di 200 milioni di dollari, avrebbe dovuto iniziare una missione della durata di 15 anni trasmettendo servizi radio, televisivi, internet a larga banda e telefonici sulla Russia e i Paesi limitrofi.
Ma alcuni minuti dopo che il satellite Express AM4R, del peso di 5.770 kg, era stato lanciato da Baikonur, la principale base spaziale russa, il suo razzo Proton ha incontrato dei problemi.
Il guasto è avvenuto durante l'ascensione del terzo stadio del Proton verso l'orbita, secondo quanto riportato dalla Khrunichev State Research and Production Space Center, la compagnia con sede a Mosca che costruisce il vettore Proton.
Il commentatore della diretta TV ha dichiarato un'emergenza e la Khrunichev ha descritto l'incidente come 'una situazione di emergenza'. La compagnia ha dichiarato che gli esperti stanno analizzando la telemetria del razzo per determinare le cause del guasto.
Un report della Interfax ha detto che detriti del razzo potrebbero essere caduti sulle regioni di Altai e Amur, all'estremo oriente della Russia.
Il razzo alimentato a idrazina, decollato alle 1:42 di venerdì ora di Mosca (le 23:42 ora italiana di giovedì) dalla rampa 39, Area 200, di Baikonur, era scomparso dalle immagini delle telecamere di inseguimento alcuni minuti dopo il decollo senza nessun visibile segno di problemi. Ma l'incidente sarebbe avvenuto a circa 545 secondi, circa 9 minuti, dopo il decollo, secondo un rapporto semi-ufficiale dell'agenzia Itar-Tass.
Un'altra notizia riportata dalla Interfax dice che il momento del guasto sarebbe avvenuto a circa 500 secondi dal lancio. Tutte le notizie sono però concordi con l'affermare che l'anomalia sarebbe avvenuta durante l'accensione del terzo stadio del Proton, che è spinto da un motore principale RD-0213 che genera 60 tonnellate di spinta. Il terzo stadio è inoltre dotato di quattro ugelli vernieri utilizzati per orientare il terzo stadio nella giusta direzione durante il volo.
I sistemi di guida, navigazione e controllo sono digitali con triplice ridondanza e si trovano nel terzo stadio.
Il fallimento di giovedì è il quinto di un razzo Proton o del suo stadio superiore Breeze M in 36 voli fin dal dicembre 2010. Un altro Proton/Breeze M spedì il satellite per telecomunicazioni russo Yamal 402 nell'orbita sbagliata anche se poi il veicolo spaziale riuscì da solo a correggere la posizione.
La lista di fallimenti ha puntato sulle procedure di controllo qualità della Khrunichev e dei suoi fornitori, con l'operatore spaziale russo che ha annunciato l'aumento delle ispezioni, il monitoraggio video delle sue industrie e altre misure per migliorare l'affidabilità del Proton.
Il lancio di giovedì era la 397esima missione di un Proton fin dal 1965. Complessivamente il razzo ha una serie di successi che lo portano comunque fra i primi lanciatori di satelliti al mondo.
I funzionari hanno detto che il Proton rimarrà a terra fino a che gli investigatori non scopriranno le cause del fallimento di giovedì e troveranno le misure correttive. Dopo che un Proton aveva perso il controllo pochi istanti dopo il lancio, nel luglio 2013, una commissione d'inchiesta aveva scoperto che i tecnici avevano installato a rovescio gli accelerometri nel razzo, con il risultato di due mesi di messa a terra del Proton.
La International Launch Services (ILS), una compagnia con sede in Virginia (USA) e detenuta dalla Khrunichev, gestisce le missioni commerciali del Proton. Il volo di giovedì era condotto sotto gli auspici della Khrunichev come parte del programma federale spaziale russo.
I cinque fallimenti Proton o Breeze M fin dal dicembre 2010 sono avvenuti tutti durante missioni federali russe. Solo il parziale fallimento della missione Yamal 402 era un volo gestito dalla ILS.
La ILS ha dichiarato ufficialmente che loro offrono servizi ulteriori di assicurazione sui lanci Proton sotto la loro responsabilità. Il Proton ILS è uno dei tre razzi principali del mercato mondiale, assieme all'europeo Ariane 5 e il Falcon 9 della SpaceX.
Costruito dalla Airbus Defence e Space, l'Express AM4R avrebbe dovuto fornire copertura di servizi di telecomunicazioni sulla Russia e i suoi vicini con quattro bande di comunicazione e 10 antenne. Il satellite era fornito di 63 trasmettitori nelle bande C, Ku, Ka e L e basato sulla piattaforma Eurostar 3000 dell'Airbus. L'Express AM4R era gestito dalla Russia Satellite Communications Co. (RSCC), un'operatore di stato che serve un mix di clienti governativi e commerciali.
Lo stadio superiore Breeze M del Proton avrebbe dovuto prendere il controllo della missione 11 minuti dopo il decollo con una serie di cinque accensioni per immettere il satellite Express AM4R su un'orbita alta di trasferimento geostazionario, con l'apogeo a 36.000 km sopra l'equatore.
Ma il razzo a tre stadi Proton, progettato per inserire il Breeze M e il suo carico utile su una traiettoria suborbitale non è stato in grado di completare il suo lavoro.
L'Express AM4R era stato ordinato dalla RSCC all'Airbus, quando era ancora conosciuta come Astrium Satellite, nel 2012 per sostituire un satellite perso in un precedente incidente di un Proton/Breeze M. Il satellite, una volta raggiunta l'orbita geostazionaria sarebbe stato posizionato a 80° di longitudine Est.
Il lancio di Express AM4R faceva parte dell'espansione strategica della RSCC, che prevedeva di lanciare otto satelliti fra il 2013 e il 2015, raddoppiando la capacità di trasmissione della compagnia.
Quello di oggi era il 26esimo lancio orbitale del 2014, il primo a concludersi con un fallimento.
Nell'immagine di copertina (Credit: TASS TV) un fotogramma del video del lancio del Proton di giovedì. Nella foto (Credit: Khrunichev) il satellite Express AM4R mentre viene rimosso dal container con il quale è arrivato per iniziare i preparativi al lancio da Baikonur.

Fonti: Spaceflight Now - Space Launch Report - Itar Tass

15/05/2014 - SpaceShipTwo non potrà raggiungere i 100 km di quota -

Una delle rivelazioni più interessanti della storia apparsa alcuni giorni fa sul quotidiano britannico London Sunday Times, oltre alle crepe nelle ali dell'aereo madre WhiteKnightTwo, è che il veicolo suborbitale SpaceShipTwo della Virgin Galactic non sarà in grado di raggiungere i limiti riconosciuti dello spazio che sono i 100 km di altezza.
E quindi quanto in alto potrà arrivare la prima versione di SpaceShipTwo? La Virgin ora afferma che il veicolo potrà superare gli 80 km mentre altre fonti sono meno sicure che potrà arrivare tanto in alto.
La ragione è semplice: il motore ibrido gomma-protossido di azoto della Sierra Nevada Corp. che stanno utilizzando ha delle prestazioni molto basse. Le vibrazioni e le oscillazioni della versione utilizzata per i primi tre test di volo a motore avrebbero spezzato il veicolo se fosse stato tenuto acceso per tutta la durata prevista di un minuto.
Ma la Virgin Galactic ha un piano per sistemare le cose. Da fonti interne non confermate la SpaceShipTwo verrebbe modificata con un ulteriore serbatoio di elio per ridurre le vibrazioni e le oscillazioni e il peso potrebbe essere ridotto portando i posti per i passeggeri paganti da sei a quattro.
Anche così la nave spaziale sarà in grado di raggiungere gli 80 km? In teoria si, in pratica... dovremo attendere i voli di prova che verranno ripresi entro l'anno per saperlo.
In breve, dopo quasi un decennio di sforzi, la Virgin Galactic si ritrova una nave che nemmeno potrà raggiungere la quota del suo predecessore, la SpaceShipOne. Questo nonostante sia stato pubblicizzato e venduto i biglietti sulla promessa di raggiungere i 100 km e quasi cinque minuti di assenza di peso.
Comunque la Virgin si dice convinta di poter raggiungere, in futuro, l'obiettivo dei 100 km di quota. Intanto la compagnia si aspetta che i propri clienti siano felici di superare gli 80 km, che comunque sarà un significativo traguardo.
Questa è l'astronautica, e non sorprende che cose come questa possano accadere. Ma come la prenderanno i clienti apprendendo questo dai giornali?
Nella foto di copertina (Credit: Virgin Galactic) la SpaceShipTwo durante il terzo volo propulso.

Fonte: Parabolic Arc

15/05/2014 - La cometa obiettivo di Rosetta si è risvegliata -

L'obiettivo della missione Rosetta dell'ESA ha iniziato a rivelare la sua vera personalità di cometa, con un velo di polveri sviluppato nelle ultime sei settimane.
La sequenza di immagini mostrata qui della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko è stato ripreso fra il 27 marzo e il 4 maggio, quando la distanza fra il veicolo spaziale e la cometa andava dai 5 ai 2 milioni di km.
Alla fine della sequenza, il velo di polveri della cometa, la chioma, si estende per circa 1.300 km nello spazio. In confronto, il suo nucleo è di appena 4 km di diametro e non può essere 'risolto'.
La chioma si sviluppa come risultato dell'avvicinamento progressivo della cometa al Sole lungo la sua orbita della durata di 6,5 anni. Anche se si trova ancora a oltre 600 milioni di km dal Sole - quattro volte la distanza fra la Terra e il Sole - la sua superficie ha iniziato a riscaldarsi, e questo causa la sublimazione del ghiaccio superficiale e il gas a sfuggire dal suo nucleo misto di roccia e ghiaccio.
Mentre il gas sfugge, questo porta con se una nuvola di piccole particelle di polvere che si disperdono nello spazio, e che lentamente si espandono formando la chioma.
Mentre la cometa prosegue il suo avvicinamento al Sole, il calore continuerà a far aumentare l'attività e la pressione del vento solare causerà ad alcuni dei materiali emessi di formare una scia che diventerà la coda.
Rosetta e la cometa si troveranno nel punto più vicino al Sole nell'agosto del 2015, fra le orbite della Terra e di Marte.
L'inizio dell'attività offrirà agli scienziati l'opportunità di studiare le strutture di produzione della polvere all'interno della chioma prima di arrivare molto più vicino.
"Comincia a assomigliare ad una vera cometa," dice Holger Sierks, principale studioso per OSIRIS, l'Optical, Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System, del Max Planck Institute for Solar System Research, in Germania.
"E' difficile credere che fra solo pochi mesi da adesso, Rosetta si tufferà all'interno di questa nube di polveri in rotta verso l'origine dell'attività cometaria."
Inoltre, i periodici cambiamenti di luminosità hanno rivelato che il nucleo ruota ogni 12,4 ore, circa 20 minuti meno di quanto precedentemente pensato.
"Queste prime osservazioni ci stanno aiutando a sviluppare i modelli della cometa che saranno essenziali per navigarci attorno una volta che saremo vicini," dice Sylvain Lodiot, il manager delle operazioni spaziali di Rosetta per ESA.
OSIRIS e le fotocamere dedicate alla navigazione del veicolo spaziale stanno acquisendo regolarmente immagini per determinare l'esatta traiettoria di Rosetta relativa alla cometa. Utilizzando questa informazione, il veicolo spaziale ha iniziato una serie di manovre che la porteranno lentamente ad allinearsi con la cometa prima di eseguire il rendezvous previsto per la prima settimana di agosto.
Le dettagliate osservazioni scientifiche aiuteranno a trovare il luogo migliore sulla superficie della cometa dove far scendere il lander Philae, a novembre 2014.
Nella foto di copertina (Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA) la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko (all'interno del rettangolino al centro) ripresa il 30 aprile 2014 con lo strumento OSIRIS della sonda Rosetta mentre transita vicino all'ammasso globulare M107, nella costellazione di Ofiuco.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: NASA) il ghiacciaio Thwaites.

14/05/2014 - Uno studio della NASA indica che i ghiacciai dell'Antartico si stanno ritirando -

Un nuovo studio dei ricercatori della NASA e dell'Università della California, di Irvine, hanno scoperto che il rapido scioglimento della banchisa di ghiaccio dell'Antartico occidentale sembra essere in irreversibile declino, con niente che possa fermare i ghiacciai di questa zona dallo sciogliersi in mare.
Lo studio presenta molteplici prove, incorporando 40 anni di osservazioni i quali indicano che i ghiacciai nel mare di Amundsen, nell'Antartico occidentale, 'hanno superato il punto di non ritorno', secondo il glaciologo e capo autore Eric Rignot della UC Irvine e del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, di Pasadena, California. Il nuovo studio è stato accettato per la pubblicazione sulla rivista Geophysical Research Letters.
Questi ghiacciai contribuiranno significativamente all'innalzamento dei livelli dei mari, rilasciando annualmente una quantità di ghiaccio come l'intera banchisa della Groenlandia. Essi contengono abbastanza ghiaccio per innalzare il livello del mare di 1,2 metri e si stanno sciogliendo molto più rapidamente di quanto gli scienziati si aspettassero. Rignot dice che queste scoperte richiederanno una revisione verso l'alto delle precedenti previsioni di innalzamento dei livelli dei mari.
"Questa zona darà il contributo maggiore all'innalzamento dei mari nei decenni e secoli che verranno," dice Rignot. "Una stima conservativa ci dice che ci vorranno diversi secoli per far si che tutto il ghiaccio si sia sciolto nel mare."
Tre prove principali puntano sulla scomparsa eventuale dei ghiacciai: il cambiamento della velocità del loro flusso, quanto di ogni ghiacciaio galleggia nell'acqua di mare e i canaloni nel terreno dove scorrono che hanno profondità che vanno anche sotto il livello del mare. In un articolo apparso ad aprile, il gruppo di ricerca guidato da Rignot ha discusso dell'aumento della velocità di scorrimento di questi ghiacciai nel corso degli ultimi 40 anni. Questo nuovo studio esamina le altre due prove.
I ghiacciai scorrono dalle terre verso gli oceani, con i loro bordi avanzati che galleggiano nell'acqua di mare. Il punto dove il ghiacciaio perde, per la prima volta, il contatto con la terra è chiamato 'linea terrestre'. Quasi tutti i ghiacciai in scioglimento sono oltre questa linea e la sezione più avanzata galleggia sull'acqua.
Proprio come una barca che fatta scendere in acqua galleggia meglio come fosse più leggera, anche il ghiacciaio galleggia sopra la zona dove si è spostato come se diventasse più leggero, e questo è dovuto allo scioglimento e agli effetti di assottigliamento del ghiaccio. I ghiacciai antartici studiati dal gruppo di Rignot si sono assottigliati così tanto che ora stanno galleggiando sopra le zone dove erano soliti strisciare saldamente sul terreno, il che significa che le loro 'linee di terra' si stanno ritirando verso l'interno.
"La linea di terra è sepolta sotto mille o più metri di ghiaccio, quindi è incredibilmente difficile per un osservatore umano sulla superficie della calotta di ghiaccio capire esattamente dove si trova la transizione," ha detto Rignot. "Questa analisi è meglio eseguirle con tecniche satellitari."
Il team ha utilizzato le osservazioni radar acquisite tra il 1992 e il 2011 dai satelliti Remote Sensing Terra (ERS-1 e -2) europei per mappare il ritiro delle linee di terra nell'entroterra. I satelliti utilizzano una tecnica chiamata interferometria radar, che permette agli scienziati di misurare con estrema precisione - in meno di 6 millimetri - quanta superficie terrestre si sta muovendo. I ghiacciai si muovono orizzontalmente mentre scorrono a valle, ma le loro porzioni galleggianti salgono e scendono verticalmente con i cambiamenti delle maree. Rignot e il suo team hanno mappato come nell'entroterra questi moti verticali si estendono per individuare le linee di terra.
L'accelerazione nella velocità di flusso e la ritirata delle linee di terra si rafforzano a vicenda. Come i ghiacciai scorrono veloci, si allungano e si assottiglino, questo riduce il peso e li solleva più lontano dal substrato roccioso. Come la linea di messa a terra si ritira più del ghiacciaio e diventa via d'acqua, c'è meno resistenza sotto, e in questo modo il flusso accelera.
Per rallentare o fermare questi cambiamenti è necessario avere dei punti fermi - urti o colline che dal letto del ghiacciaio intoppano il ghiaccio da sotto. Per individuare questi punti, i ricercatori hanno prodotto una mappa più precisa di elevazione del letto che combina i dati di velocità del ghiaccio ottenuti da ERS-1 e 2 con i dati e lo spessore del ghiaccio misurata dalla missione Operation IceBridge della NASA e di altre campagne aeree. I risultati confermano che non vi sono punti d'intoppo presenti a monte delle attuali linee di terra in cinque dei sei ghiacciai. Solo Haynes Glacier ha importanti ostacoli di roccia a monte, ma drena un piccolo settore e si sta ritirando più rapidamente degli altri ghiacciai.
La conformazione delle rocce è un'altra chiave per il destino del ghiaccio in questo bacino. Tutto il pendio del letto del ghiacciaio più profondo si trova sotto il livello del mare e si estende più all'interno. Mano a mano che i ghiacciai si ritirano, non potranno sfuggire alla portata del mare, e l'acqua calda non mancherà di aumentare la fusione ancora più rapidamente.
La portata dell'accelerazione, la mancanza di punti di intoppo e la pendenza della roccia puntano tutte a una conclusione, ha detto Rignot.
"Il collasso di questo settore dell'Antartico occidentale appare senza freno," ha detto. "Il fatto che il ritiro è avvenuto simultaneamente su un largo settore suggerisce che è stato innescato da una causa comune, come l'incremento del calore oceanico sotto la porzione galleggiante del ghiacciaio. A questo punto la fine di questo settore appare inevitabile."
Data l'importanza di questa parte dell'Antartico occidentale, l'Operazione IceBridge della NASA proseguirà per monitorare la sua evoluzione più da vicino durante la fase di distribuzione Antartica di quest'anno, che inizierà a ottobre. IceBridge utilizza una flotta specializzata di aerei con la più sofisticata serie di strumenti scientifici mai messi assieme per caratterizzare i cambiamenti nello spessore dei ghiacciai, della banchisa e del ghiaccio marino.
Per ulteriori immagini e video relative a questa nuova scoperta, visita :http://go.nasa.gov/1m6YZSf.
Per ulteriori informazioni sulla banchisa dell'Antartico occidentale e del suo potenziale contributo all'innalzamento del livello dei mari, visita: http://go.nasa.gov/1oIfSlO.
Per ulteriori informazioni sull'Operazione IceBridge, visita: http://www.nasa.gov/icebridge.
Il California Institute of Technology di Pasadena gestisce il JPL per la NASA.
La NASA monitora i segni vitali della Terra dal suolo, dall'aria e dallo spazio con una flotta di satelliti e ambiziose campagne di osservazione aeree e terrestri. La NASA sviluppa nuovi modi per osservare e studiare i sistemi naturali della Terra interconnessi con le serie di dati a lungo termine e gli strumenti di analisi del computer per vedere meglio come il nostro pianeta sta cambiando. L'agenzia condivide questa conoscenza unica con la comunità globale e con le opere delle istituzioni negli Stati Uniti e in tutto il mondo che contribuiscono alla comprensione e alla protezione del nostro pianeta.
Per ulteriori informazioni sulle attività scientifiche dedicate alla Terra da parte della NASA nel 2014, visita: http://www.nasa.gov/earthrightnow.
Nell'illustrazione di copertina (Credit: NASA) la zona interessata dallo scioglimento rapido dei ghiacciai Antartici. Nella foto (Credit: NASA) il ghiacciaio Thwaites.

Fonte: NASA

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) i quattro motori RS-25 sullo stadio principale di SLS.

14/05/2014 - Selezionati i quattro motori per il debutto di SLS -

I quattro motori RS-25 selezionati per il debutto al lancio dello Space Launch System (SLS) sono veterani motori Space Shuttle Main Engines (SSME) che hanno una ricca storia di voli di successo. I quattro motori verranno inviati presso il Michoud Assembly Facility (MAF) nella seconda metà del 2015, per essere installati nello stadio principale per l'Exploration Mission-1 (EM-1) di SLS.
Gli RS-25D, o SSME come sono più comunemente conosciuti, hanno aiutato la flotta di Space Shuttle a salire durante i 30 anni di carriera con il risultato di solo un grosso guasto durante la loro storia di volo, durante l'STS-51F, con il risultato di un sicuro Abort To Orbit (ATO).
Dopo la decisione di ritirare lo Shuttle, una volta completato l'assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), i motori vennero dedicati allo stadio superiore di Ares I. Però i problemi di avviamento in volo dei motori del secondo stadio alterarono la decisione della NASA che si orientò verso il J-X2.
Con il Programma Constellation (CxP) abbattuto nel percorso della NASA, il riallineamento degli obiettivi verso l'esplorazione dello spazio profondo richiedeva un Veicolo di Lancio Pesante (Heavy Lift Launch Vehicle - HLV), utilizzando il miglior hardware del defunto CxP e dello stimato programma Shuttle.
Come tale, il set rimanente degli RS-25D dal Programma Shuttle hanno avuto un ruolo decisivo, per lanciare l'SLS prima di terminare la propria vita quando lo stadio principale sarà distrutto dopo il lancio attraverso un rientro distruttivo.
Un totale di 15 RD-25D hanno lasciato il Kennedy Space Center (KSC) per il loro nuovo ruolo, arrivando allo Stennis Space Center nel 2012.
I motori inviati comprendevano tutti e nove gli ultimi SSME che hanno volato nello Space Shuttle. Questi motori si sono comportati in modo mirabile. Il primo motore che verrà testato allo Stennis sarà il n.0525, che non ha mai volato nello spazio e che è stato uno dei due motori sviluppati per testare il banco di prova Stand A-2.
Il completamento del motore E0525 avverrà il 22 maggio con l'installazione sul banco di prova Stand A-1 il 2 giugno e la prima prova di accensione l'8 luglio. Questo segnerà ufficialmente il primo test dal vivo degli RS-25 nel loro nuovo ruolo con SLS, in preparazione al debutto del vettore pesante il 15 dicembre 2017.
Come segnale dell'avanzamento verso il primo lancio il Liquid Engine Office della NASA ha confermato la scelta dei primi quattro motori che permetteranno il decollo del mostruoso razzo. I quattro motori sono ME-2035, ME-2056, ME-2058 e ME-2060. Tutti e quattro i motori hanno un passato di missioni di successo. ME-2045 ha volato nelle missioni STS-89, STS-95, STS-92, STS102, STS-105, STS-110, STS-113, STS-121, STS-118, STS-127, STS-131 e con la missione finale della navetta Atlantis con STS-135. Il motore ME-2056 ha volato con STS-104, STS-109, STS-114 ed STS-121. L'ME-2058 ha volato con STS-116, STS-120, STS-124, STS-119, STS-129 e STS-133 mentre l'ME-2060 ha aiutato STS-127, STS-131 e STS-135 a raggiungere l'orbita.
Questi quattro motori verranno inviati dalla corrente casa a Stennis al MAF ad intervallo di un mese a partire da settembre 2015. L'SLS vedrà i motori installati nello stadio principale presso il MAF, prima di essere inviati al Kennedy Space Center. Dopo che l'ultimo di questi motori sarà inviato nel dicembre 2015, altri quattro motori verranno preparati come motori di riserva, per essere disponibili nel caso che uno o più dei primi quattro motori debba essere sostituito.
I motori scelti per essere di riserva sono ME-2047, ME-2059, ME-2062 e ME-2063. Se non vi saranno problemi con i primi quattro motori la seconda serie di quattro diventerà quella dedicata alla seconda missione nello spazio di SLS.
Secondo le ultime indicazioni dopo la EM-1 vi sarebbe una missione intermedia che verrebbe utilizzata per far debuttare il nuovo Exploration Upper Stage (EUS) prima della terza missione, conosciuta come Exploration Mission-2 (EM-2) prevista per il 2021 con il primo veicolo Orion con equipaggio destinato a esplorare un asteroide catturato vicino alla Luna.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) uno dei 15 motori RS-25 ereditati dal programma Space Shuttle e pronti per volare con SLS. Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) i quattro motori RS-25 sullo stadio principale di SLS.

Fonte: Nasaspaceflight

14/05/2014 - Rosetta è pronta per l'azione -

Il team di missione ha raccolto ieri gli ultimi ‘go’ definitivi, per dare finalmente questa mattina l’annuncio ufficiale che tutti attendevano: ogni sottosistema e ciascun strumento scientifico della ‘cacciatrice di comete’ Rosetta - da quelli dell’orbiter a quelli del lander Philae - ha superato indenne il lungo periodo di ibernazione ed è pienamente operativo e pronto ad entrare nel ‘vivo’ dei propri compiti.
Lo switch-on completo era in realtà stato ultimato con successo già alla fine di aprile, ma mancava la completa analisi dei dati e non era quindi possibile dichiarare ufficialmente ultimata la fase di 'commissioning'.
"Un paio di strumenti sembravano all’inizio leggermente ‘assonnati’ – ha dichiarato il mission manager Fred Jansen - ma siamo molto soddisfatti, e anche sollevati, nel prendere atto che ora sono tutti in buone condizioni e perfettamente funzionanti, pronti ad analizzare la cometa e il suo ambiente".
Ad un milione e mezzo di km di distanza dalla sua ‘meta’, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, Rosetta entra dunque nella sua piena operatività.
"La soddisfazione è grande, soprattutto nella comunità scientifica in cui crescono le aspettative - commenta per l'Agenzia Spaziale Italiana Mario Salatti, co-project manager del lander Philae - ma occorre ricordare che altri decisivi passi devono ancora essere fatti perché la missione abbia successo. E’ iniziata, infatti, la delicatissima 'fase di incontro”', costellata da 10 manovre per un deltaV totale di 775 m/s, necessarie perché la sonda si affianchi alla cometa e da lì la accompagni nel suo viaggio di avvicinamento al sole."
Potete visitare il blog di Rosetta, oppure la sua scheda tecnica ed infine gli strumenti di bordo.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: ESA) la sonda Rosetta.

Fonte: ASI

14/05/2014 - La Russia minaccia di chiudere la ISS nel 2020 -

Il vice Primo Ministro russo Dmitry Rogozin ha dato martedì una risposta alle sanzioni degli Stati Uniti, rifiutando l'estensione della vita operativa della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024 e annunciando i piani di bloccare le esportazioni dei motori a razzo costruiti in Russia e utilizzati per lanci spaziali militari dagli USA.
La dichiarazione rilasciata da Rogozin e l'ultima nella vicenda che vede gli Stati Uniti e la Russia attaccarsi dopo l'annessione della Crimea e le vicende dell'Ucraina e che si ripercuote nel volo spaziale umano, nell'industria spaziale USA e nel commercio dei satelliti.
"Avevamo ripetutamente avvisato i nostri colleghi che tutti i livelli politici e professionali delle sanzioni sono sempre un boomerang," ha detto Rogozin. "Le sanzioni tornano sempre al mittente e sono semplicemente appropriate in tali settori sensibili come la cooperazione nell'esplorazione spaziale, la produzione di motori spaziali, e la navigazione, per non parlare dei voli spaziali con equipaggio."
La Russia fornisce i motori RD-180 per il primo stadio del razzo Atlas 5 della United Launch Alliance e la Soyuz russa è il solo veicolo spaziale capace di trasportare gli astronauti da e per la stazione spaziale.
In un twitter pubblicato ieri, Rogozin ha detto che l'Agenzia Spaziale Federale Russa (Roscosmos) non ha piani per proseguire la cooperazione con gli Stati Uniti nella Stazione Spaziale Internazionale dopo il 2020. La NASA ha subito rilasciato un comunicato nel quale afferma di non avere ricevuto nessuna notifica ufficiale dal Governo Russo sui cambiamenti in merito alla cooperazione spaziale.
La Casa Bianca aveva annunciato a gennaio che avrebbe proposto ai suoi partner internazionali l'estensione della vita operativa della ISS dal 2020 al 2024. Oleg Ostapenko, il capo della Roscosmos, che si trovava assieme a Rogozin alla conferenza stampa tenutasi ieri, ha affermato che dopo il 2020 la Russia vuole dedicare le proprie risorse in progetti spaziali più promettenti e che potrebbe instaurare una collaborazione più stretta con i partner dell'aerea Asia-Pacifico. Rogozin ha poi emesso un twitter nel quale conferma che incaricati ufficiali russi parleranno di collaborazione bilaterale con la Cina durante la prossima visita del Presidente Vladimir Putin, prevista il 19 maggio nel paese asiatico.
Oltre ai motori e alla cessazione della ISS, Rogozin ha anche annunciato che, a partire dal 1° giugno verranno revocati i permessi di costruzione di 11 stazioni GPS in territorio russo a meno che gli Stati Uniti non accettino la richiesta di stazioni GLONASS sul suolo americano, fino ad ora rifiutate dal governo di Washington.
Nella foto di copertina (Credit: theoccidentalobserver.net) Dmitry Rogozin, il vice Primo Ministro russo.

Fonti: Spaceflight Now - Ria Novosti

Nella foto (Credit: Sea Launch) l'ogiva protettiva che racchiude il satellite Eutelsat.

14/05/2014 - L'equipaggio di Spedizione 39 rientrato sulla Terra dopo sei mesi sulla ISS -

L'equipaggio di Spedizione 39 è tornato sulla Terra mercoledì dopo aver trascorso 188 giorni nello spazio, completando un viaggio lungo 127 milioni di km e oltre 3.000 orbite attorno al nostro pianeta fin dal loro lancio verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), nel novembre scorso.
La Soyuz TMA-11M con a bordo il Comandante di Spedizione 39 Koichi Wakata della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), il Comandante della Soyuz Mikhail Tyurin della Roscosmos, l'Agenzia Federale Spaziale Russa e l'Ingegnere di Volo Rick Mastracchio della NASA sono atterrati nelle steppe del Kazakhstan, a sud-est di Dzhezkazgan alle 7:58 a.m. ora locale (le 3:58 ora italiana). Gli elicotteri con a bordo le squadre di recupero e il personale della NASA hanno raggiunto il punto di atterraggio subito dopo per assistere l'equipaggio e condurre i primi esami medici.
La Soyuz si era sganciata dal modulo Rassvet della stazione, dal lato che guarda verso la Terra, alle 6:36 p.m. EDT (le 0:36 ora italiana) mentre la ISS sorvolava la Mongolia a una quota di 420 km. L'accensione dei motori della capsula, della durata di 4 minuti e 41 secondi, necessari per far uscire il veicolo spaziale dall'orbita è avvenuto alle 9:04 p.m. EDT (le 3:04 ora italiana) rallentando la Soyuz per la sua discesa nell'atmosfera terrestre e il suo atterraggio assistito dal paracadute.
Lo sgancio dalla stazione ha segnato la fine di Spedizione 39 e l'inizio di Spedizione 40 sotto il comando dell'astronauta NASA Steve Swanson. Wakata, il primo comandante giapponese della stazione, aveva ceduto il controllo del complesso orbitante a Swanson durante una cerimonia ufficiale avvenuta lunedì pomeriggio. Dopo aver fatto i saluti finali, Wakata, Mastracchio e Tyurin sono saliti a bordo della loro Soyuz e gli equipaggi hanno chiuso i rispettivi portelli fra i veicoli alle 3:26 p.m. EDT di martedì (le 21:26 ora italiana).
A bordo della Soyuz TMA-11M sono rientrati sulla Terra anche i campioni dello studio dei microbi. Questo studio osserva gli effetti dei viaggi spaziali sul sistema immunitario e sui microbi umani - microbi che vivono all'esterno e all'interno del corpo umano. Campioni dai corpi dei membri dell'equipaggio e dall'ambiente della stazione spaziale sono raccolti periodicamente per monitorare i cambiamenti nel sistema immunitario e dei microbi. I risultati di questi studi potrebbero aggiungersi alle ricerche sulla salute delle persone che vivono e lavorano in ambienti estremi sulla Terra, e aiutare i ricercatori a scoprire in anticipo le malattie, le funzioni metaboliche e le deficenze del sistema immunitario.
Mastracchio ha ora trascorso un totale di 228 giorni nello spazio nel corso di quattro missioni. Anche Wakata ha compiuto quattro missioni per un totale di 348 giorni nello spazio. Tyurin ha trascorso 532 giorni nello spazio durante tre missioni e si trova al 13esimo posto nella classifica di maggiore permanenza nello spazio.
Durante Spedizione 39 l'equipaggio ha partecipato in una serie di attività di ricerca compreso lo studio dell'attivazione e della soppressione del sistema immunitario e della crescita dei cristalli di proteine. Questi studi ricercano le proteine responsabili della malattia di Huntington e di altre condizioni neurodegenerative. L'equipaggio ha inoltre installato una nuova serra per espandere le capacità di crescita di piante da alimentazione in orbita.
Spedizione 39 ha assistito all'arrivo di tre veicoli cargo verso il complesso orbitale, il Progress russo, il Cygnus della Orbital Science e il Dragon della SpaceX.
Mastracchio ha compiuto tre passeggiate spaziali non previste durante la sua permanenza alla stazione. Le prime due sono state compiute per rimuovere e sostituire una pompa del sistema di raffreddamento che si era guastata, e la terza per rimuovere e sostituire una scatola computer di riserva in avaria.
La stazione spaziale è più di una piattaforma di ricerca scientifica. Essa serve anche come campo di prova per testare nuove tecnologie. Con l'arrivo di SpaceX-3, l'equipaggio di Spedizione 39 ha scaricato le nuove gambe per il robot umanoide Robonaut 2 della NASA. Progettato per eseguire compiti pericolosi o di routine al posto degli astronauti, Robonaut farà i suoi primi passi verso la mobilità nei prossimi mesi, dopo che le gambe gli saranno attaccate e testate. I controllori di volo della stazione hanno poi utilizzato il braccio robotico della stazione per installare un nuovo sistema di telecamere ad alta risoluzione puntate verso la Terra, chiamate HDEV, sull'esterno del modulo Columbus. HDEV è dotato di quattro telecamere HD commerciali che inviano un flusso video diretto sulla Terra visibile on-line in tutto il mondo.
Swanson e i suoi compagni, Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev della Roscosmos, gestiranno la stazione come equipaggio di tre persone per due settimane fino all'arrivo dei tre nuovi membri dell'equipaggio - Reid Wiseman della NASA, Max Suraev della Roscosmos e Alexander Gerst dell'Agenzia Spaziale Europea. Il terzetto dei nuovi Ingegneri di Volo, che sta completando le attività pre-volo presso la Città delle Stelle, in Russia, volerà giovedì al Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, per iniziare gli ultimi preparativi per il lancio del 28 maggio diretto alla stazione.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Bill Ingalls) il momento dell'atterraggio della capsula Soyuz TMA-11M nella steppa del Kazakhstan. Nel riquadro (Credit: NASA TV) l'equipaggio appena estratto dalla capsula. Nella foto in alto (Credit: NASA TV) il momento della partenza della Soyuz dal complesso orbitale.

VIDEO DELL'IMBARCO DELL'EQUIPAGGIO DI SPEDIZIONE 39 A BORDO DELLA SOYUZ - 13/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 6:00 - LINGUA INGLESE

VIDEO DEL DISTACCO DELLA SOYUZ TMA-11M DALLA STAZIONE SPAZIALE - 14/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 3:11 - LINGUA INGLESE

VIDEO DELL'ARRIVO DEI TRE ASTRONAUTI ALL'AEROPORTO DI KARAGANDA E INTERVISTA A RICK MASTRACCHIO- 14/05/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 7:53 - LINGUA INGLESE

Fonte: NASA

12/05/2014 - Il Telescopio Spaziale Hubble entra nel 25esimo anno di servizio -

Il 24 aprile del 1990, la navetta spaziale Discovery decollò dalla Terra con il Telescopio Spaziale Hubble saldamente assicurato all'interno del suo vano di carico. Il giorno successivo, Hubble venne rilasciato nello spazio pronto per sondare le vastità sconosciute dello spazio.
Il Telescopio Spaziale Hubble della NASA ha recentemente raggiunto i 24 anni nello spazio e per celebrare il suo 25esimo anno, la NASA ha dato un'occhiata ad alcune delle statistiche incredibili generate dal telescopio di fama mondiale.
Hubble ha rinvigorito e rimodellato la nostra percezione dello spazio e scoperto un universo dove quasi tutto sembra possibile entro le leggi della fisica. Hubble ha rivelato le proprietà dello spazio e del tempo che, per la maggior parte della storia umana, sono stati sondati solo nella fantasia di scienziati e filosofi allo stesso modo. Oggi, Hubble continua a fornire vedute di meraviglie cosmiche mai viste prima ed è in prima linea in molte nuove scoperte.
Poco dopo che Hubble è stato rilasciato nel 1990, venne scoperto che uno specchio primario dell'osservatorio aveva un difetto che afflisse le prime immagini del telescopio. Gli astronauti ripararono Hubble nel dicembre 1993. Compreso quel viaggio, ci sono state cinque missioni di servizio per Hubble. La prima missione di manutenzione si è tenuta dal 02 al 13 dicembre 1993 e quelle successive avvennero fra l'11 e il 21 febbraio 1997; fra il 19 e il 27 dicembre 1999; fra il 1° e 12 marzo 2002 e fra l'11 e il 24 maggio 2009.
Qui ci sono alcune statistiche di Hubble al 24esimo anniversario del 24 aprile 2014:

- Hubble riprende immagini di stelle, pianeti e galassie dalla sua orbita attorno alla Terra mentre si muove a 28.163 km/h.
- Hubble ha eseguito oltre un milione di osservazioni fin dall'inizio della missione iniziata nel 1990.
- Hubble ha osservato 38.000 obiettivi celesti.
- Hubble ha orbitato attorno alla Terra 4,8 miliardi di km in orbita bassa terrestre a circa 400 km di altezza.
- Al momento del suo 24esimo anniversario nell'aprile 2014, le osservazioni di Hubble hanno raccolto oltre 100 Terabytes di dati.
- Hubble attualmente genera circa 844 gigabytes di dati al mese.
- Circa 4.000 astronomi provenienti da tutto il mondo hanno utilizzato il telescopio per sondare l'Universo.
- Gli astronomi, utilizzando i dati di Hubble, hanno pubblicato oltre 11.000 articoli scientifici, rendendolo uno dei più produttivi strumenti scientifici mai costruiti.
- Hubble pesa 11 tonnellate, più di due elefanti adulti.
- Lo specchio principale di Hubble ha un diametro di 2,4 metri.
- Hubble è lungo 13,3 metri, la lunghezza di un grande bus scolastico.

Il Telescopio Spaziale Hubble è un progetto di cooperazione internazionale tra la NASA e l'Agenzia spaziale europea. Il Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, gestisce il telescopio. La Space Telescope Science Institute (STScI) a Baltimora effettua le operazioni scientifiche di Hubble. STScI è gestito per la NASA da parte dell'Association of Universities for Research in Astronomy Inc., di Washington.
Per immagini ed altre informazioni su Hubble, visitate: http://www.nasa.gov/hubble. Nella foto di copertina (Credit: NASA) il Telescopio Spaziale Hubble ripreso dallo Space Shuttle missione STS-125, nel maggio 2009, durante la quinta ed ultima missione di manutenzione dell'osservatorio orbitante.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: Sea Launch) l'ogiva protettiva che racchiude il satellite Eutelsat.

12/05/2014 - La piattaforma di lancio Odyssey salpa verso il sito di lancio -

La piattaforma di lancio mobile Odyssey della Sea Launch ha lasciato il porto del sud della California in rotta verso l'Oceano Pacifico equatoriale per il decollo del satellite Eutelsat 3B a fine maggio.
La piattaforma oceanica ha lasciato il porto di Long Beach, casa della Sea Launch, in California e ci vorranno circa due settimane per viaggiare da Long Beach alla posizione di lancio lungo l'equatore a 154° di longitudine Ovest a circa 2.250 km a Sud delle Hawaii.
Il veicolo Eutelsat 3B, rifornito ed inserito all'interno dell'ogiva protettiva del razzo Zenit 3SL della Sea Launch, fornirà servizi a larga banda, multimediali e televisivi sopra l'America Latina, l'Europa, l'Africa, il Medio Oriente e l'Asia Centrale. Il satellite è di proprietà della compagnia Eutelsat con sede a Parigi ed è progettato sulla piattaforma Eurostar E3000 costruita dall'Airbus Defence and Space.
La Odyssey, una piattaforma petrolifera del Mare del Nord riconvertita, arriverà al sito di lancio in tempo per iniziare il conto alla rovescia della durata di 72 ore per il lancio del razzo Zenit.
Il decollo è fissato per il 26 maggio alle 2:10 p.m. PDT (le 23:10 ora italiana). La maggior parte del team di lancio ha lasciato Long Beach questa settimana a bordo della Sea Launch Commander, che serve da hangar di assemblaggio del razzo e centro di controllo della compagnia.
Il volo con Eutelsat 3B segnerà la 36esima missione della Sea Launch fin dal 1999. Sarà inoltre la prima missione della Sea Launch dopo il fallimento a febbraio 2013, a pochi secondi dal decollo, con la distruzione del razzo Zenit 3SL e del satellite per telecomunicazioni Intelsat 27.
La missione di ritorno al volo per il razzo Zenit avvenne nell'agosto del 2013 con un satellite per telecomunicazioni Israeliano lanciato dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan.
La Sea Launch piazza in orbita i satelliti per telecomunicazioni commerciali utilizzando i razzi Zenit 3SL che utilizzano il primo e secondo stadio di costruzione Ucraina e lo stadio superiore Block DM-SL fornito dalla russa RSC Energia.
Il 95 percento delle azioni della Sea Launch sono detenute da una sussidiaria di Energia.
Il lancio di Eutelsat 3B è stato rinviato dal 15 aprile dopo che un componente del razzo è stato danneggiato durante i test prevolo presso la sede di Long Beach. L'errore si è verificato durante un rollout a 'secco' del razzo, nel quale i tecnici hanno piazzato il razzo Zenit sulla rampa della piattaforma Odyssey prima di recarsi verso il sito di lancio.
L'errore ha causato un danno meccanico della piastra laterale sull'interstadio del razzo Zenit, che connette il primo e secondo stadio della parte ucraina del lanciatore.
I lavoratori hanno riparato il danno e hanno condotto un secondo test di rollout a 'secco' il 9 maggio prima della partenza della Odyssey da Long Beach.
Il razzo Zenit 3SL della Sea Launch deporrà i 5.967 kg del satellite Eutelsat 3B in un'orbita di trasferimento geostazionaria con un apogeo, o punto più alto, di 35.630 km e un perigeo, o punto più basso, di 384 km.
L'orbita sarà allineata sopra l'equatore, un vantaggio del sito di lancio di Sea Launch a 0 gradi di latitudine, riducendo il carburante necessario per spingere il veicolo spaziale alla sua orbita operativa di 36.000 km sopra l'intersezione tra l'equatore e 3 gradi di longitudine est.
Nella foto di copertina (Credit: Sea Launch) la piattaforma Odyssey in navigazione verso il sito di lancio oceanico. Nella foto (Credit: Sea Launch) l'ogiva protettiva che racchiude il satellite Eutelsat.

Fonti: Spaceflight Now - Sea Launch

12/05/2014 - Iris per la sicurezza dei viaggi aerei -

Gli incidenti aerei a volte evidenziano quanto ancora facciamo affidamento all'antico contatto radio con i piloti e quanto siano vulnerabili al tracciamento i sistemi di inseguimento. Ma i satelliti stanno per cambiare la sicurezza in cielo, grazie alla collaborazione internazionale.
Il programma Iris dell'ESA vuole rendere l'aviazione più sicura attraverso le moderne comunicazioni. Il collegamento satellitare mondiale di dati via satellite, offre una capacità molto più elevata, e diventerà lo standard per gli equipaggi ai comandi, con comunicazione vocale tenuta come riserva.
Iris fa parte di una più vasta operazione di modernizzare il traffico aereo gestito in collaborazione con la Singe European Sky della Commissione Europea, Eurocontrol, i gestori degli aeroporti, i fornitori di navigazione aerea e le compagnie aerospaziali.
Primo il servizio Precursore Iris, che fornirà le comunicazioni aria-suolo per il controllo delle rotte di volo 4D a partire dal 2018, potrà seguire un aereo nelle quattro dimensioni: latitudine, longitudine, altitudine e tempo.
Secondo, a partire dal 2028, il servizio a lungo termine Iris permetterà una gestione completa 4D sopra gli spazi aerei di tutto il globo e la trasmissione dati diventerà la modalità principale di comunicazione fra i controllori e gli equipaggi in cabina.
Controllare le rotte di volo in 4D è sicuro e molto affidabile. Per aiutare a raggiungere quest'obiettivo, l'ESA stà sviluppando un nuovo standard globale per le comunicazioni via satellite che verrà adottato in tutto il mondo, e che progetterà le infrastrutture per rendere il servizio disponibile in Europa.
Per soddisfare le norme di sicurezza, gli aeromobili nello spazio aereo europeo volano in media 42 km in più di quanto farebbero su un percorso ottimale, incorrono in costi inutili e con ulteriori emissioni di anidride carbonica. Le rotte in 4D consentiranno il monitoraggio preciso dei voli e una gestione più efficiente del traffico.
Un vantaggio fondamentale di 4D è che permette un rapido cambio di rotta, il che significa un minor numero di cancellazioni di voli e ritardi e viaggi aerei più sicuri - possibile in parte perché tutti gli aerei saranno costantemente monitorati e la loro posizione riferita periodicamente ai centri di controllo.
Le compagnie aeree hanno accettato di passare ai servizi digitali e alcuni servizi satellitari sono già pronti sopra lo spazio aereo oceanico.
Le modifiche richiederanno un certo tempo perché i programmi di produzione per gli aeromobili vengono impostati con anni di anticipo. I piani esistenti richiedono modifiche per installare il nuovo hardware, e la convenienza richiede che i costi siano ridotti al minimo.
"Questo programma porterà miglioramenti essenziali per la sicurezza del trasporto aereo, nonché enormi benefici economici," osserva Magali Vaissière, Direttore dell'ESA per le telecomunicazioni e applicazioni integrate. "Possiamo solo farlo se uniamo le forze, e siamo pronti ad affrontare questa sfida passo dopo passo."
Nella foto di copertina (Credit: ESA) un aereo passeggeri in atterraggio.

Fonte: ESA

12/05/2014 - Trapelano indiscrezioni di crepe nelle ali del WhiteKnightTwo -

E' apparso un articolo sul quotidiano britannico London Sunday Times il quale afferma che sarebbero state scoperte delle crepe nelle ali del velivolo WhiteKnightTwo della Virgin Galactic che trasporta l'aereo suborbitale passeggeri SpaceShipTwo.
Non vi sono dettagli molto specifici nell'articolo ma si racconta che le crepe sarebbero state scoperte durante un'ispezione condotta dopo che, in febbraio, la Virgin Galactic aveva preso possesso del WhiteKnightTwo dal costruttore Scaled Composites.
Fonti ufficiose affermano le crepe sarebbero lungo i longheroni che corrono per tutta la lunghezza delle ali. In particolare, si troverebbero dove i longheroni si collegano con la fusoliera. Le fonti dicono che le crepe hanno causato un pò di preoccupazione tra gli ingegneri della Virgin e della Scalded. Un aspetto particolarmente preoccupante sarebbe che nessuno sa perché o quando si sarebbero verificate.
La Virgin Galactic ha negato che vi siano crepe nelle ali del WK2 ed ha solamente ammesso che vi sono delle imperfezioni che sono state riparate e che non avranno nessuna conseguenza sull'aereo. Ma, nonostante questa dichiarazione, tutte le fonti non ufficiali parlano espressamente di crepe e nessuno utilizza la parola 'imperfezioni' per descrivere il problema riscontrato.
Al momento i progetti della Virgin Galactic per l'avvio dei voli commerciali suborbitali per mezzo di SpaceShipTwo sono per settembre anche se i test in volo a motore sono fermi da quasi quattro mesi e vengono eseguiti solo test dei motori al suolo.
Nella foto di copertina (Credit: Virgin Galactic) il WhiteKnightTwo in volo con appeso fra le due fusoliere il velivolo suborbitale SpaceShipTwo.

Fonte: Parabolic Arc

12/05/2014 - Nuova piattaforma per la ricerca spaziale pronta ai primi test -

La United States Rocket Academy ha annunciato la consegna del primo Lynx Cub Payload Carrier, una nuova piattaforma di ricerca che promette di ridurre drasticamente i costi di accesso allo spazio per piccoli carichi scientifici ed educativi.
Il Lynx Cub Carrier volerà con il veicolo spaziale Lynx della XCOR, ora in fase di costruzione presso il Mojave Air and Space Port.
"Il Lynx Cub Carrier è un sistema versatile che verrà installato nella cabina del Lynx, dietro il seggiolino del pilota, permettendo a piccoli esperimenti di volare come carichi utili secondari su ogni volo del velivolo," dice Edward Wright, presidente della United States Rocket Academy. Il Cub Carrier potrà essere installato e rimosso rapidamente per opportunità di volo frequenti e a basso costo."
Il Lynx Cub Carrier è una piattaforma ideale per il processamento di piccoli materiali, fisica dei fluidi, biologia ed esperimenti tecnologici. Ricerca e insegnamento universitario, educazione delle scuole medie, Citizen in Space, ricerca e sviluppo governativa e industriale che avrà tutti i benefici di una conveniente e semplice interfaccia, rapida integrazione e affidabilità degli esperimenti eseguiti grazie e Lynx Cub." aggiunge Wright.
Il Lynx Cub Carrier è stato sviluppato dalla United States Rocket Academy e dallo Space Engineering Research Center, parte della Texas A and M Engineering Experiment Station (TEES), con il supporto della XCOR Aerospace. La progettazione e la fabbricazione del Lynx Cub Carrier è stato eseguito dalla facoltà e dagli studenti della Texas A and M e dai ricercatori della TEES.
'Citizen in Space' è un progetto della United States Rocket Academy, che utilizzerà il Lynx Cub Carrier in 10 missioni Lynx ma questa piattaforma sarà disponibile anche per gli altri clienti XCOR, come hardware pronto al volo o come progetto open-source. Il Lynx Cub Carrier farà anche parte del programma di voli di prova del velivolo Lynx, che dovrebbero iniziare entro l'anno.
Nella foto di copertina (Credit: USRA) come si presenterà il Lynx Cub Carrier con i suoi esperimenti all'interno.

Fonti: Spacedaily - Citizens in Space

Nella foto (Credit: NASA/TV) sostituzione la pompa di ventilazione del separatore a una tuta spaziale EMU.

12/05/2014 - Dopo sei mesi sulla ISS tre astronauti pronti al rientro -

Dopo sei mesi nello spazio, tre membri dell'equipaggio di Spedizione 39 della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) stanno per rientrare sulla Terra. Ma anche in queste ultime ore di permanenza al laboratorio orbitale non sono mancati i lavori di manutenzione delle tute spaziali così come le ricerche biomediche da parte del comandante della stazione in partenza.
Il Comandante Koichi Wakata della Japan Exploration Aerospace Agency (JAXA), l'Ingegnere di Volo della NASA Rick Mastracchio e il comandante della Soyuz Mikhail Tyurin della Roscosmos, l'Agenzia Federale Spaziale Russa, concluderanno i loro 188 giorni nello spazio quando partiranno martedì a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-11M che li aveva portati alla ISS a novembre. Il terzetto sgancerà la loro Soyuz dalla stazione alle 6:36 p.m. EDT di martedì (le 0:36 ora italiana di mercoledì) per un atterraggio nella remota località di Dzhezkazgan, in Kazakhstan, alle 7:58 a.m. ora locale (le 3:58 ora italiana).
La NASA/TV fornirà la diretta completa del ritorno dell'equipaggio di Spedizione 39 sulla Terra, dai saluti al resto dell'equipaggio fino all'atterraggio.
La Spedizione 40, sotto il comando dell'astronauta NASA Steve Swanson, prenderà formalmente il comando della stazione quando la Soyuz con a bordo Wakata, Mastracchio e Tyurin si sgancerà dal complesso orbitale. Swanson e i suoi compagni, gli Ingegneri di Volo Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev della Roscosmos, gestiranno la stazione come un equipaggio di tre persone per due settimane fino all'arrivo di altri tre membri dell'equipaggio. Reid Wiseman della NASA, Max Suraev della Roscosmos e Alexander Gerst dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) il cui lancio è previsto dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, il 28 maggio.
Wakata ha trascorso gran parte dell'ultimo giorno completo nello spazio lavorando all'interno del laboratorio Columbus della stazione partecipando all'esperimento BP Reg. Si tratta di uno studio medio dell'Agenzia Spaziale Canadese (CSA) che ricerca le cause di svenimenti e vertigini osservate in alcuni astronauti rientrati sulla Terra a seguito di una missione di lunga durata. I risultati di questo esperimento non solo aiuterà i ricercatori a capire e mitigare questi effetti indesiderati per il ritorno degli astronauti, ma avrà anche benefici diretti per le persone sulla Terra - in particolare quelli predisposti a cadute e lesioni derivanti, come si è visto, negli anziani.
Intanto Mastracchio e Swanson, all'interno della camera di equilibrio Quest, hanno sostituito una pompa di ventilazione del separatore di una delle tute spaziali USA. La contaminazione di una pompa di ventilazione del separatore in un'altra tuta indossata dall'Ingegnere di Volo Luca Parmitano durante una passeggiata spaziale nel luglio 2013 causò un incidente che aveva costretto a interrompere quell'uscita. Questa contaminazione aveva intasato diversi piccoli fori impedendo all'acqua di fluire correttamente, e facendola finire nel flusso del sistema di aria della tuta spaziale fino ad arrivare nel casco di Luca.
Nel segmento russo della stazione, Tyurin ha completato la sua sessione finale del Lower Body Negative Pressure Training, in preparazione all'atterraggio di martedì. Artemyev ha assistito il cosmonauta veterano ad indossare uno speciale abbigliamento che simula gli effetti della gravità drenando i fluidi nella parte bassa del corpo. Oltre a questo condizionamento dei cosmonauti per il loro rientro a casa, questo vestiario fornisce ai ricercatori russi dati per prevedere come i cosmonauti reagiranno alla forza di gravità terrestre alla fine della loro missione.
Dopo questo Tyurin si è dedicato a sistemare i bagagli dell'equipaggio e il carico scientifico all'interno della loro Soyuz per il ritorno sulla Terra. Artemyev intanto ha inizializzato e implementato i nuovi dosimetri per l'esperimento Matrioska. Chiamato così come le tradizionali bambole russe a nidificazione, Matryoshka analizza l'ambiente delle radiazioni a bordo della stazione. Skvortsov ha scaricato i dati da un esperimento per il monitoraggio dei terremoti noto come Seismoprognoz ed ha anche fotografato i campioni dello studio sulle crescite di cristalli nelle proteine chiamato Struktura.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/TV) il momento della cerimonia del cambio di comando della ISS da Wakata a Swanson. Nella foto in alto (Credit: NASA/TV) Mastracchio e Swanson mentre sostituiscono la pompa di ventilazione del separatore a una tuta spaziale EMU (Extravehicular Mobility Unit) a bordo della ISS.

Fonte: NASA

10/05/2014 - Giudice Federale USA annulla il blocco all'acquisto dei motori russi da parte della ULA -

Giovedì, un giudice federale USA ha annullato il blocco imposto alla United Launch Alliance di acquistare i motori a razzo per il suo vettore Atlas 5 dalla Russia.
Il giudice Susan G. Braden ha annullato l'ingiunzione fatta il 30 aprile, due giorni dopo che la SpaceX aveva denunciato alla Corte Federale degli Stati Uniti l'Air Force per l'acquisto di 28 lanci con razzi della ULA.
La SpaceX non aveva richiesto esplicitamente un'azione contro la ULA per l'acquisto dei motori russi RD-180, ma i dubbi della compagnia erano sul pagare i motori con soldi di cui avrebbe potuto beneficiare il vice primo ministro russo Dmitry Rogozin, che è anche a capo delle industrie della difesa e dello spazio della Russia.
Rogozin infatti si trova sulla lista dei più alti funzionari russi che sono sotto sanzioni da parte della Casa Bianca per la situazione in Ucraina.
La Corta aveva così emesso il 30 aprile un'ingiunzione alla ULA di fermare immediatamente i pagamenti e gli acquisti alla NPO Energomash o ogni altro soggetto controllato da Rogozin. La NPO Energomash è la compagnia con sede a Mosca che costruisce i motori a razzo RD-180 utilizzati sul primo stadio del lanciatore Atlas 5 della ULA. I motori vengono forniti alla ULA tramite la RD-AMROSS, una compagnia con sede in Florida detenuta congiuntamente dalla NPO Energomash e dalla United Technologies Corp.
I razzi Atlas 5 vengono utilizzati regolarmente per inviare nello spazio satelliti militari USA, carichi governativi per lo spionaggio e sonde scientifiche della NASA. Fondata nel 2006 unendo i programmi Boeing Delta IV e Lockheed Martin Atlas 5, la United Launch Alliance (ULA) ha scritto una lettera al Dipartimento del Tesoro assicurando che l'acquisto dei motori RD-180 rispettava le sanzioni contro la Russia.
Rappresentanti del Dipartimento del Tesoro e del Dipartimento di Stato avevano consegnato la lettera alla corte federale assicurando che, secondo le loro risultanze, la NPO Energomash non ricadeva nelle sanzioni che gli Stati Uniti avevano comminato ai funzionari russi, compreso Rogozin. A questo punto il giudice federale, visti questi documenti, aveva deciso di annullare l'ingiunzione che bloccava l'acquisto dei motori dalla Russia.
La SpaceX si è detta contrariata da questa decisione ed ha nuovamente puntualizzato che l'acquisto in blocco da parte dell'U.S. Air Force di 36 stadi principali da utilizzare in 28 lanci di Delta IV verrà a costare ai contribuenti americani il 75% in più che se fossero eseguiti con razzi della SpaceX. Inoltre questa decisione è stata presa impedendo alla SpaceX di partecipare all'aggiudicazione dei lanci. La ULA ha ribattuto a queste accuse che, nelle 28 missioni che utilizzeranno gli stadi acquisiti, non sarebbero potuti essere eseguite dai razzi della SpaceX per la loro potenza inferiore rispetto a quanto necessario per immettere in orbita i carichi utili previsti. Inoltre il contratto in questione era stato autorizzato ed annunciato oltre due anni fa, senza allora l'obiezione della SpaceX, e questo acquisto in blocco, invece che uno per lancio, aveva permesso di risparmiare circa 4 miliardi di dollari ai contribuenti.
I razzi vettori Atlas 5 e Delta IV vennero sviluppati grazie ad una collaborazione pubblica-privata fra l'U.S. Air Force e le industrie negli anni '90 sotto il programma chiamato EELV (Evolved Expendable Launch Vehicle). La SpaceX, con il suo vettore Falcon 9 v1.1 ha richiesto di poter accedere ai lanci del Dipartimento della Difesa, i più cruciali satelliti per la sicurezza nazionale. Ma una miriade di revisioni tecniche richieste non hanno ancora permesso la certificazione del Falcon 9 che, i funzionari dell'Air Force, prevedono completato per il marzo 2015.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/ULA) l'innalzamento in verticale del primo stadio di un vettore Atlas 5. In primo piano i motori RD-180 di costruzione russa.

Fonte: Spaceflight Now

09/05/2014 - Fervono a Kourou i preparativi per l'ultimo ATV -

L'Automated Transfer Vehicle (ATV) della prossima missione di rifornimento di Arianespace alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si trova presso lo Spazioporto e i preparativi continuano per il suo lancio con il vettore pesante Ariane 5 per il Volo VA219.
L'attività di questa settimana nella Guyana Francese, comprende l'accoppiamento dei due componenti primari - il suo Integrated Cargo Carrier e il Modulo di Servizio - completando il processo di assemblaggio e portare così il veicolo di rifornimento ai controlli finali e l'integrazione con l'Ariane 5.
Con questi due elementi ora accoppiati, il Veicolo di Trasferimento Automatico ha una lunghezza complessiva di 10,7 metri. All'aggancio di ATV seguirà il completamento della prima fase di imbarco del carico all'interno del Cargo Carrier, che avverrà presso la struttura di preparazione S5 dello Spazioporto.
Il quinto ed ultimo ATV europeo - designato Georges Lemaître come il fisico belga e padre della teoria del Big Bang - dovrà rifornire la Stazione Spaziale Internazionale, così come eseguire le manovre per mantenere la struttura nell'orbita nominale e testare nuovi sensori nello spazio. Oltre al propellente e all'aria da portare alla stazione spaziale l'ATV Georges Lemaître consegnerà circa 2.600 kg di merci.
Il Programma ATV è parte del contributo Europeo alle operazioni della Stazione Spaziale Internazionale, ed è gestito dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il costruttore principale è l'Airbus Defence and Space, che guida un team di industrie europee. L'Airbus Defence and Space è anche l'azienda che realizza l'Ariane 5.
Arianespace ha inserito l'ATV Georges Lemaître come parte della sua lista di lanci previsti peri l 2014. Questa missione è designata Volo VA219 nel sistema di numerazione della compagnia, che significa che si tratta del 219esimo lancio di un veicolo della famiglia Ariane.
Tutti gli ATV sono stati portati in orbita per mezzo di vettori Ariane 5 a cominciare da 'Jules Verne' nel marzo 2008, seguito da 'Johannes Kepler' nel febbraio 2011, 'Edoardo Amaldi' nel marzo 2012 e nel giugno scorso dal volo di 'Albert Einstein'.
Nella foto di copertina (Credit: Arianespace) le fasi di accoppiamento delle due parti di ATV-5.

Fonte: Arianespace

Nella foto (Credit: NASA) un test di prelievo campioni con la tuta ACES modificata.

09/05/2014 - La NASA testa le tecniche per la missione all'asteroide -

La NASA stà pianificando l'invio di astronauti verso un asteroide negli anni '20, e i preparativi sono già iniziati.
Stan Love e Steve Bowen assieme hanno trascorso oltre 62 ore nel vuoto dello spazio durante nove passeggiate spaziali eseguite in missioni Shuttle, e ora stanno mettendo la loro esperienza al servizio qui, sulla Terra, per aiutare gli ingegneri a determinare di cosa gli astronauti avranno bisogno per il prossimo passo della NASA verso lo spazio profondo.
Indossando una versione modificata della tuta arancione utilizzata per il lancio e rientro con gli Space Shuttle, i due si sono immersi il 9 maggio nella piscina Neutral Buoyancy Laboratory che si trova presso il Johnson Space Center. Questa speciale vasca profonda 12 metri viene utilizzata dagli astronauti per allenarsi alle passeggiate spaziali in assenza di gravità. Al suo interno si trova un modello in scala del veicolo spaziale Orion che trasporterà gli astronauti verso l'asteroide, agganciato ad un simulacro del veicolo spaziale robotico che verrà utilizzato per catturare l'asteroide e portarlo su un'orbita stabile vicino alla Luna. Tutto questo forniva lo sfondo per l'attività extra-veicolare simulata.
"Stiamo lavorando con le tecniche e gli attrezzi che potranno essere utilizzati un giorno per esplorare un piccolo asteroide catturato da un'orbita attorno al Sole e portato, per mezzo di una nave spaziale robotica, in orbita attorno alla Luna," ha detto Love. "Una volta lì potremo inviare delle persone a raccogliere campioni e dagli un'occhiata più da vicino. Questo è il nostro compito principale; stiamo vedendo quali attrezzi potremo utilizzare e come raccogliere questi campioni."
Ad esempio, uno degli scopi primari della visita all'asteroide sarà quello di ottenere un campione dell'interno con i suoi strati intatti - come un campione che potrebbe fornire informazioni sull'età del Sistema Solare e dirci come si è formato. Ma gli attrezzi che utilizzano i geologi per raccogliere campioni interni o schegge di roccia non sono una buona idea nello spazio - oscillare un martello di fronte al tuo viso non è sicuro quando la lastra di vetro che si trova di fronte a te è necessaria per mantenerti in vita. Invece Love e Bowen hanno provato un martello pneumatico e verificando se una versione a batteria potrebbe essere utile.
E mentre lo hanno fatto, hanno anche valutato una versione della tuta spaziale che potrebbe essere indossata per lavorare su un asteroide. Gli astronauti di Orion avranno già bisogno di una tuta per il lancio e l'ingresso a proteggerli durante le fasi più dinamiche dei loro voli. Quindi, piuttosto che aggiungere del peso a Orion da portare in orbita e occupare spazio aggiuntivo all'interno del modulo equipaggio, gli ingegneri hanno lavorato per trasformare le ACES (Advanced Crew Escape Suit) utilizzate per le navette, in qualcosa di adatto anche per le passeggiate spaziali.
Gli stivali, i guanti ed i cuscinetti provenienti dalla tuta utilizzata sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sono un aiuto per gli astronauti che hanno necessità di muoversi in una passeggiata spaziale e danno alla ACES modificata una nuova vita. Ma queste probabilmente non saranno le ultime modifiche, e il lavoro attraverso alcune delle attività che la tuta dovrà eseguire su un asteroide aiuta gli astronauti a consigliare gli ingegneri su ciò che si deve ancora migliorare.
"Dobbiamo apportare ancora delle modifiche significative per rendere facile gli spostamenti," dice Bowen. "Non posso allungare le braccia come nella tuta della ISS. Il luogo di lavoro è molto ristretto. Ecco a cosa dobbiamo pensare quando guardiamo a questi compiti. Queste operazioni ci aiuteranno anche a sviluppare quello di cui abbiamo bisogno per modificare la tuta."
La NASA sta già lavorando per identificare un asteroide che potrebbe essere raggiunto da una missione robotica che lo catturi e lo porti in un'orbita stabile intorno alla Luna. Una volta lì, il veicolo spaziale Orion, lanciato per mezzo del razzo Space Launch System, porterà un equipaggio di astronauti ad esplorarlo e raccogliere campioni. La strategia fa buon uso delle capacità che la NASA ha già, ma permette anche di studiare una serie di tecnologie necessarie per i piani a lungo termine: l'invio di esseri umani su Marte negli anni '30.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) l'astronauta Steve Bowen nella NBL di Houston mentre testa la tuta spaziale e gli attrezzi per la missione all'asteroide.

Fonti: NASA - NASA Technical Report Server

09/05/2014 - Rinviato il lancio del Falcon 9 -

Venerdì è stato deciso di rinviare il lancio, previsto per sabato, del vettore Falcon 9 della SpaceX con a bordo sei satelliti per telecomunicazioni della Orbcomm.
"Oggi il secondo tentativo di eseguire un test di accensione statico è stato nuovamente interrotto mentre il razzo veniva rifornito di propellente. Sia i satelliti OG2 che il razzo si trovano in condizioni di sicurezza e verranno abbassati nella posizione orizzontale e riportati nell'edificio di integrazione," ha dichiarato la Orbcomm in un comunicato.
"Questo impedisce di lanciare nel fine settimana. Vi terremo informati quando verrà deciso un nuovo tentativo di lancio ma è probabile che questo possa slittare più avanti nel mese."
Un primo test di accensione statica dei motori era previsto per il giovedì precedente il lancio, fissato per sabato alle 9:47 a.m. EDT (le 15:47 ora italiana) dalla rampa SLC-40 di Cape Canaveral. Le operazioni che precedono l'accensione si svolgono con la stessa procedura del giorno del lancio con il rifornimento del razzo e un conto alla rovescia fino all'accensione dei nove motori Merlin 1D per alcuni secondi. Quest'operazione serve per verificare che tutte le apparecchiature siano pronte al lancio. Ma ieri è sorto un problema, non specificato dalla SpaceX, che ha costretto a interrompere il test.
Per il lancio di sabato le condizioni meteo su Cape Canaveral erano favorevoli all80%. Questo sarebbe stato il decimo lancio di un vettore Falcon 9 della SpaceX, la quinta missione della versione potenziata v1.1, che ha debuttato a settembre 2013. Un razzo Delta 4 della United Launch Alliance è pronto per il lancio il 15 maggio e il poligono di Cape Canaveral darà la priorità a questa missione, che imbarca un satellite GPS dell'U.S. Air Force. Successivamente, il 22 maggio, è previsto anche il lancio di un Atlas 5 con un carico classificato e, considerato che ci vogliono almeno due giorni al poligono per prepararsi fra un altro lancio ed un altro nuovo tentativo di lancio del Falcon 9 slitterà sicuramente verso fine mese.
Nella foto di copertina (Credit: SpaceX) l'ogiva protettiva del razzo Falcon 9 v1.1 con i satelliti OG2 della Orbcomm.

Fonte: Spaceflight Now

08/05/2014 - L'impronta magnetica della Via Lattea rivelata in una nuova mappa -

Gli scienziati, utilizzando un telescopio spaziale europeo hanno creato la migliore mappa, fino ad ora, del campo magnetico della nostra galassia Via Lattea, una specie di 'impronta digitale' magnetica potrebbe portarci a comprendere meglio come si formano le stelle.
La mappa magnetica della Via Lattea è stata realizzata mettendo assieme le osservazioni dell'osservatorio spaziale Planck dell'Agenzia Spaziale Europea. La mappa di Planck mostra come è orientato in modo polarizzato la luce emessa dalla polvere interstellare.
"Questa è la migliore immagine mai avuta prima del campo magnetico della Via Lattea con una parte così grande di cielo," ha detto Charles Lawrence, scienziato del progetto Planck presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, in California.
Viaggiando come onde nei campi elettrici e magnetici, la luce vibra in direzioni ortogonali tra loro e nella direzione dello spostamento. Nella maggior parte dei casi, i campi vibrano in tutte le direzioni. Tuttavia, se qualcosa colpisce la luce la fa vibrare preferenzialmente in certe direzioni, diventando 'polarizzata.' Tale polarizzazione può verificarsi quando la luce rimbalza una superficie riflettente come uno specchio o sul mare. Filtri speciali possono assorbire la polarizzazione, come gli occhiali da Sole polarizzati eliminano l'abbagliamento.
Nello spazio, la luce emessa dal gas, dalla polvere e dalle stelle può esser polarizzata. Particelle di polvere ruotanti nelle nubi possono allinearsi con i campi magnetici, creando la polarizzazione che è stata misurata.
La nuova immagine da Planck rivela la grande organizzazione della polarizzazione della galassia. Turbinii, loop e archi, come impronte digitali giganti, tracciano la struttura dei campi magnetici della Via Lattea, che deriva dalle linee di campo che si allineano in prevalenza parallelamente al piano galattico. Le regioni più scure corrispondono a forte polarizzazione, con striature che indicano la direzione del campo magnetico sul piano del cielo.
L'immagine rivela anche le variazioni di polarizzazione degli oggetti vicini, come nubi di gas e polveri. Queste variazioni vengono rivelate dai caratteristici grovigli sopra e sotto il piano, in cui il campo magnetico locale è particolarmente disorganizzato.
Lo studio di Planck sulla polarizzazione galattica viene analizzato in quattro documenti recentemente presentati alla rivista Astronomy & Astrophysics. Altri dati basati sull'osservazione di Planck della luce polarizzata che copre il cielo di sette frequenze saranno rilasciati entro la fine dell'anno.
Anche se l'osservatorio spaziale Planck si è spento nel 2013 dopo aver consumato tutto di liquido di raffreddamento, i ricercatori continuano a studiare la ricchezza di dati che ha raccolto. L'osservatorio spaziale Planck venne lanciato nello spazio nel maggio 2009.
Oltre a studiare la struttura magnetica della Via Lattea, il veicolo ha anche raccolto informazioni sulla radiazione cosmica di fondo a microonde, la luce primordiale dell'Universo.
Nell'illustrazione di copertina (Credit: ESA and the Planck Collaboration) la mappa del campo gravitazionale della Via Lattea, la nostra galassia.

Fonte: Space.com

Nell'immagine (Credit: ESA) i punti luminosi sono le piattaforme petrolifere al largo della Norvegia.

08/05/2014 - Gli esperti dimostrano la versatilità di Sentinel-1 -

Dal monitoraggio dei cambiamenti climatici al supporto nelle situazioni di crisi e aiuto umanitario, i primi dati applicativi del primo mese di funzionamento del satellite Sentinel-1A mostrano come le osservazioni radar siano cruciali per tenere noi e il nostro pianeta al sicuro.
Lanciato dallo Spazioporto Europeo della Guyana Francese il 3 aprile scorso, il Sentinel-1A è il primo satellite della rete di monitoraggio globale Copernicus. La missione utilizza un radar per fornire immagini in tutte le condizioni meteo, giorno e notte, della superficie terrestre.
Durante un evento tenutosi oggi a Bruxelles, esperti che hanno accesso ai dati iniziali del radar di Sentinel-1A hanno presentato come una serie di applicazioni operative e scientifiche possono beneficiarne.
"Da queste immagini radar e dalle loro analisi beneficeranno i cittadini Europei, le compagnie e i responsabili decisionali, così come la comunità scientifica. Questo permetterà di proteggere meglio il nostro pianeta e migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini," ha detto Philippe Brunet, Direttore della Commissione Europea per l'Aereospazio, il Traffico Marittimo, la Sicurezza e le Industrie della Difesa.
Leif Toudal Pedersen dell'Istituto Meteorologico Danese e coinvolto nel cuore del servizio marittimo di Copernicus, MyOcean, ha presentato la prima 'mappa dei ghiacci' di Sentinel-1A, che mostra come il radar potrà essere utilizzato per mappare le condizioni del ghiaccio in mare per un passaggio sicuro dei vascelli.
Un'altra applicazione marina è quella dell'avvistamento di perdite di petrolio, come sottolineato da Machteld Price dell'Agenzia per la Sicurezza Marittima Europea. Le immagini di Sentinel-1A saranno uno strumento essenziale per supportare le politiche di sicurezza marittima dell'Unione Europea.
La diffusione di una fuoriuscita di petrolio può essere prevista utilizzando le informazioni sulle onde, sulle correnti e dai venti - e tali informazioni possono anche essere ricavate dai dati. Bertrand Chapron di Ifremer, Francia, può già vedere i benefici delle alte prestazioni fornite dal radar anche prima che il satellite sia perfettamente calibrato.
La missione ha inoltre molte applicazioni anche per la superficie terrestre. Christiane Schmullius dell'Università di Jena, utilizzando le prime immagini inviate per dimostrare il potenziale della mappatura delle aree sopra parte della Germania, differenziando le foreste, le aree agricole e quelle urbane.
L'osservazione remota utilizzando la tecnica della 'interferometria radar' venne sviluppata per la prima volta da Alessandro Ferretti della Tele-Rilevamento Europa, in Italia. Questo sistema combinava due o più scansioni radar della stessa area per rilevare movimenti del terreno anche di alcuni millimetri.
Oltre ad essere una risorsa preziosa per gli urbanisti, questo tipo di informazione è essenziale per il monitoraggio dei terremoti, le frane e del sollevamento vulcanico.
Il Dott. Ferretti ha inoltre discusso di come Sentinel-1A potrà favorire lo sviluppo delle industrie spaziali e di servizi europei, massimizzando le opportunità di crescita per le piccole e medie imprese.
La missione Sentinel-1 stà anche già sostenendo situazioni di aiuto e di crisi umanitaria. Appena 10 giorni dopo il suo lancio, il satellite ha catturato l'immagine di inondazioni nella pianura Caprivi del fiume Zambezi in Namibia. L'immagine è stata scaricata entro due ore ed i prodotti risultanti erano disponibili in meno di un'ora.
Jan Kucera dal Centro comune di ricerca ha sottolineato come queste tempestive informazioni offrono un quadro chiaro della portata delle inondazioni, e possono essere utilizzate per per valutare i danni alle cose e all'ambiente.
Sentinel-1 arricchisce più di 20 anni di immagini radar dai satelliti. Questo archivio è essenziale non solo per le applicazioni pratiche che necessitano di lunghe serie di dati, ma anche per comprendere gli effetti a lungo termine del cambiamento climatico, come quelli sulla copertura del ghiaccio marino Artico, strati di ghiaccio continentali e ghiacciai.
Andrew Shepherd, dell'Università britannica di Leeds, ha già utilizzato alcuni dei primi dati della missione per dimostrare il rapido movimento della calotta di ghiaccio Austfonna nelle Svalbard, in Norvegia.
Combinando la nuova copertura di Sentinel-1 con i dati della missione TerraSAR-X tedesca, è stata scoperta un'accelerazione nel movimento del ghiaccio nella parte sud-orientale, che ora scorre almeno 10 volte più velocemente di quanto misurato in precedenza.
Molti altri risultati iniziali del nuovo satellite sono stati presentati alla manifestazione di Bruxelles. Anche se il satellite non è ancora nella sua orbita operativa, né è calibrato per fornire i dati veri, le immagini offrono un assaggio di quello che arriverà nel prossimo futuro.
"E 'davvero sorprendente di aver ottenuto un riscontro così positivo, da parte della comunità degli utenti, in una fase così precoce nella missione," ha dichiarato Volker Liebig, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell'ESA.
"Ora aspettiamo il satellite nella 'fase operativa' per realizzare il suo pieno potenziale."
Dal 9 maggio, i campioni iniziali di Sentinel-1 prodotti prequalificati saranno accessibili attraverso un nuovo portale.
Nell'immagine di copertina (Credit: ESA/DLR/Gamma/University of Leeds/University of Edinburgh) lo spostamento della calotta di ghiaccio Austfonna, nelle Svalbard. Nell'immagine in alto (Credit: ESA) i punti luminosi sono le piattaforme petrolifere al largo della Norvegia. Le zone scure mostrano dove l'acqua leggermente oleosa viene rilasciata dalla piattaforma.

Fonte: ESA

Nell'illustrazione artistica (Credit: Mars One) il probabile interno di uno degli habitat della colonia marziana.

08/05/2014 - Mars One: rimasti in lizza 705 candidati -

Diverse centinaia di futuri coloni marziani hanno appena visto i loro sogni e speranze finire.
La compagnia privata no-profit olandese Mars One, che vuole stabilire una colonia sul Pianeta Rosso a partire dal 2025, ha annunciato lunedì 5 maggio che il numero di potenziali coloni si è appena ridotto da 1.058 a 705. I rimanenti candidati astronauti ora verranno sottoposti ad interviste da parte di un comitato di selezione di Mars One.
"Siamo incredibilmente emozionati di iniziare la prossima fase del Round 2, dove inizieremo a comprendere meglio i nostri candidati che aspirano a fare un viaggio così audace," ha dichiarato Norbert Kraft medico capo ufficiale in un comunicato. "Dovranno dimostrare la loro conoscenza, intelligenza, adattabilità e personalità."
Le 353 persone che non ce l'hanno fatta sono state eliminate per ragioni personali o mediche. I 418 uomini e 287 donne sopravvissute a questo ultimo taglio provengono da tutto il mondo, con 313 provenienti dalle Americhe, 187 dall'Europa, 136 dall'Asia, 41 dall'Africa e 28 dall'Oceania.
Mars One prevede di lanciare il suo primo equipaggio di quattro coloni verso Marte nel 2024, con l'arrivo sul ​​Pianeta Rosso nel 2025. Equipaggi supplementari partiranno ogni due anni, e così, a poco a poco, costruiranno l'insediamento fuori dal mondo. Al momento, non ci sono piani per riportare questi pionieri sulla Terra.
L'organizzazione invierà diverse missioni su Marte senza equipaggio nel prossimo decennio per dimostrare le tecnologie e prepararsi per l'arrivo delle persone. Ad esempio, si propone di lanciare un lander robotico e un orbiter nel 2018, un rover nel 2020 e sei missioni cargo nel 2022.
Mars One prevede di pagare per tutto questo organizzando un evento mediatico globale di tutto lo sforzo per la colonizzazione di Marte, dalla selezione degli astronauti fino all'arrivo dei coloni sul Pianeta Rosso. La compagnia starebbe già negoziando con le aziende dei media di mostrare il processo di selezione del Round 2 in tv, hanno dichiarato i rappresentanti della Mars One.
"Una volta che l'accordo con la televisione sarà finalizzato e le interviste iniziate, le storie dei 705 aspiranti marziani saranno condivise con il resto del mondo," ha detto lunedì la Mars One in un comunicato stampa.
Più di 200.000 persone si erano iscritte a diventare astronauti per Mars One. Nel mese di dicembre, l'organizzazione aveva già ridotto questo numero fino a 1.058 candidati.
Il round di colloqui taglieranno i ranghi ulteriormente, dai 705 potenziali coloni fino a rimanere solo una manciata - abbastanza per formare il personale "di alcune squadre internazionali composte da due donne e due uomini," afferma il comunicato stampa di Mars One. Queste squadre si alleneranno a tempo pieno per la loro eventuale missione su Marte.
"Squadre intere e singoli individui potranno essere esclusi durante la formazione se dimostreranno di non essere adatti per la missione,"> ha scritto la Mars One nel comunicato stampa. "Mars One ripeterà il processo di selezione regolarmente per allenare squadre addizionali per sostituire squadre eliminate e gli equipaggi dei coloni che lasceranno con successo la Terra per vivere su Marte."
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: Mars One) l'insediamento su Marte. Nell'illustrazione artistica (Credit: Mars One) il probabile interno di uno degli habitat della colonia marziana.

Fonte: Space.com

07/05/2014 - Venduta all'asta capsula Sovietica -

Una capsula spaziale dell'era Sovietica che poteva trasportare tre cosmonauti nello spazio negli anni '70 è stata battuta all'asta per un milione di Euro.
La capsula è stata aggiudicata ad uno sconosciuto compratore europeo dopo un'offerta telefonica, ha detto Christine de Schaetzen, a capo della casa d'asta tedesca Lempertz. Questo tipo di asta era la prima che si teneva in Europa.
Lo storico pezzo ha fatto parte della corsa allo spazio fra Unione Sovietica e Stati Uniti durante la Guerra Fredda ed il suo valore era stimato fra i 700.000 e il milione e 400.000 Euro.
La compagnia britannica Excalibur-Almaz aveva acquistato dai russi la capsula, assieme ad altre tre dello stesso tipo e due moduli Almaz (il cuore delle stazioni spaziali Salyut) una prima volta alcuni anni fa. Questo modello era stato utilizzato per due brevi missioni senza equipaggio nel 1977 e nel 1978 e poi per l'addestramento dei cosmonauti. La capsula è stata completamente restaurata dalle tracce di bruciature lasciate dal rientro nell'atmosfera e dipinta di un bel colore bianco.
Lempertz ha organizzato quest'asta per segnare l'apertura dei suoi nuovi uffici a Bruxelles, volendo attirare l'attenzione con un lotto molto particolare conosciuto come Vozvrashchayemi Apparat (VA), o 'capsula di rientro' in russo.
Questa capsula era stata sviluppata dall'URSS per far volare i cosmonauti attorno alla Luna, ma con la cancellazione del programma lunare sovietico ai primi degli anni '70, la capsula venne indirizzata verso altri progetti classificati. Durante la stessa asta sono state vendute anche due tute spaziali Sokol KV-2 più recenti, una indossata dall'astronauta anglo-Americano Michael Foale per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale ISS a bordo di una Soyuz nel 2003 e venduta per 70.000 Euro. L'altra era stata utilizzata dal cosmonauta Alexander Kalery per un volo verso la stazione MIR nel 1986 e battuta per 63.000 Euro.
Nella foto di copertina (Credit: Lempertz) la capsula e le due tute spaziali russe venduta all'asta mercoledì.

Fonti: Spacedaily - Space.com

06/05/2014 - Muore il pioniere aerospaziale William H. Dana -

Uno dei più rispettati pionieri aerospaziali degli Stati Uniti ci ha lasciato. Famoso come pilota collaudatore e ingegnere aeronautico William Harvey Dana è morto il 6 maggio 2014 all'età di 84 anni.
La sua lunga ed illustre carriera presso l'Armstrong Flight Research Center della NASA è durata oltre 48 anni, durante i quali Dana ha volato per 8.000 ore su 60 differenti tipi di velivoli dagli elicotteri ai deltaplani fino all'ipersonico X-15. Diversi aerei sui quali ha volato sono esposti presso il National Air and Space Museum di Washington, D.C.
Dopo quattro anni nell'Air Force, Dana venne assunto come ingegnere ricercatore aeronautico presso l'High Speed Flight Station (ora Armstrong Flight Research Center) della NASA il 1° ottobre 1958, lo stesso giorno nel quale venne creata l'Agenzia. Il suo primo incarico comprendeva lo sviluppo di un simulatore di prestazioni rudimentale per l'aereo-razzo X-15 e per la stabilità e la ricerca di controllo che riguardava il prototipo del caccia F-107A.
Nel settembre 1959 venne trasferito alla sezione operativa di volo come pilota collaudatore. Nei successivi tre decenni condusse voli sperimentali su una vasta gamma di aeromobili, compreso l'aereo-razzo X-15 e velivoli a corpo portante. Dana volò fino ai confini dello spazio con l'X-15 raggiungendo una velocità massima di Mach 5,53 ed un'altezza di oltre 93 km. Venne inoltre assegnato a far volare l'HL-10, l'M2-F3 e l'X-24B, tutti a corpo portante per validare le convinzioni degli ingegneri che questi velivoli avrebbero potuto avere un controllo preciso durante l'avvicinamento e l'atterraggio e fornirono alla NASA la sicurezza necessaria per procedere con la progettazione degli orbiter Space Shuttle.
Nel 1986 Dana divenne capo pilota con la responsabilità di reclutare, sviluppare ed addestrare i piloti collaudatori del centro Armstrong. Nel 1993 si ritirò dal volo e divenne capo ingegnere del centro Armstrong e mantenne questo ruolo fino al suo pensionamento nel maggio 1998. In seguito tornò a lavorare come consulente e in questo periodo di ristrettezze economiche rifiutò di percepire un salario e lavorò come volontario con l'Ufficio Storico.
Dana era nato a Pasadena, California, il 3 novembre 1930. Durante la sua lunga carriera ha ricevuto molti riconoscimenti e il 23 agosto 2005 venne insignito delle ali di astronauta per i suoi due voli con l'X-15 nei quali superò gli 80 km di quota. Questa onorificenza arrivò quasi 40 anni dopo i voli eseguiti nel programma X-15. La NASA non conferisce, di norma, le ali di astronauta ai suoi piloti.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) in posa di fronte al suo X-15 n.3 sul lago salato Rogers dopo un volo ipersonico nel 1967.

Fonte: Spaceref

06/05/2014 - La NASA compie un passo importante per i test dei motori RS-25 -

Gli ingegneri della NASA allo Stennis Space Center, vicino a Bay St. Louis, Miss. hanno compiuto il 1° maggio un importante passo in preparazione dei test dei motori a razzo RS-25 che daranno la spinta al nuovo Space Launch System (SLS) in missioni dirette verso destinazioni nello spazio profondo.
Gli operatori del Test Stand A-1 di Stennis hanno completato un test a freddo del nuovo sistema di tubazioni necessario per il motore RS-25, in preparazione dell'installazione del motore, prevista nelle prossime settimane e i primi test di accensione quest'estate. I motori RS-25 daranno la spinta allo stadio principale di SLS della NASA che verrà costruito per portare gli esseri umani più lontano nello spazio di quanto mai fatto prima, fino a destinazioni che comprendono gli asteroidi e Marte.
"Questo è un momento molto emozionante per la NASA," dice Gary Benton, responsabile del progetto dei test del motore a razzo RS-25. "Ci stiamo avvicinando sempre più a realizzare missioni di esplorazione spaziale senza precedenti."
Le operazioni di rinnovamento del Test Stand A-1 sono in corso fin dallo scorso autunno con l'installazione di nuovi equipaggiamenti e componenti necessari per ospitare i motori RS-25, compreso il sistema di tubazioni criogeniche testate il 1° maggio. Il sistema di tubazioni è una rete intricata che deve portare i propellenti del razzo a temperature estremamente fredde. L'ossigeno liquido scorre a circa -184° Celsius mentre l'idrogeno liquido è ancora più freddo, a -240°. I motori RS-25 bruciano la miscela dei due propellenti per generare la spinta.
Le tubazioni devono essere in grado di 'muoversi' mentre si espandono e contraggono a causa dei cambiamenti causati dall'estreme temperature del flusso di propellenti. I cambiamenti di temperatura possono arrivare anche a 295° durante un test di accensione. Per assicurare che il sistema di tubazioni permetta i movimenti necessari, gli ingegneri della NASA hanno fatto scorrere al loro interno dell'azoto liquido a temperatura di -195° Celsius e tenuto sotto controllo gli effetti. I dati verranno ora valutati ed eseguiti tutti gli aggiustamenti necessari.
"Un test di questo tipo potrebbe sembrare favorevole dato che nessun propellente infiammabile viene utilizzato, ma è molto significativo per essere sicuri che abbiamo il design appropriato e pronto per i test dei motori," dice Jeff Henderson, direttore del Test Stand A-1.
Oltre al test delle tubazioni, gli ingegneri hanno eseguito un controllo del sistema di ventilazione del serbatoio di ossigeno liquido. Inoltre è stata condotta una calibrazione del nuovo sistema di misurazione della spinta (Thrust Measurement System - TMS) che è cruciale per far si che gli ingegneri possano ottenere misurazioni accurate della spinta fornita dai motori durante i test.
Rimane un certo numero di azioni da compiere. Quelle più prossime comprendono l'installazione di ulteriori componenti TMS e varie sequenze dei controlli e delle attrezzature. Tutto questo lavoro porterà all'installazione del motore RS-25 numero di serie 0525 ai primi dell'estate. I test preliminari verranno eseguiti con il motore per raccogliere dati sulle prestazioni dei nuovi controlli e delle altre modifiche.
IL controllo del motore regola le valvole che permettono l'afflusso del propellente nel motore, il quale determina l'ammontare di spinta generato durante un test a caldo. In volo, l'afflusso del propellente e la spinta del motore determinano la velocità e la traiettoria del veicolo spaziale, permettendo di seguire la traiettoria indicata per il volo. Il controllo regola anche la sequenza di accensione del motore, compreso la posizione e la tempistica delle valvole. Questa sequenza è particolarmente importante per un motore così sofisticato come l'RS-25. Inoltre, il controllo determina la sequenza di spegnimento del motore, assicurandosi che avvenga in modo appropriato sia nelle condizioni normali che in quelle di emergenza. Le prove allo Stennis forniranno i dati per verificare le prestazioni del controllo e le sequenze di accensione e spegnimento del motore.
In seguito, la NASA condurrà i test per l'accettazione al volo di tutti i motori RS-25 previsti per l'utilizzo su SLS.
"Il morale è alto e continuiamo ad andare avanti," ha detto Henderson.
Il programma SLS è gestito dal Marshall Space Flight Center della NASA a Huntsville, Alabama. Per informazioni sul programma SLS della NASA visita :http://www.nasa.gov/sls/.
Per informazioni sullo Stennis Space Center, visita: http://www.nasa.gov/stennis.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) un tecnico della NASA controlla le tubazioni attraversate dall'azoto liquido durante il test a freddo del Test Stand A-1.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: Kayser Italia) l'apparecchiatura utilizzata dagli astronauti per trasmettere con Ham TV.

06/05/2014 - L'Italia porta la televisione amatoriale sulla Stazione Spaziale -

Gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) adesso possono comunicare con le persone a terra, grazie anche al contributo italiano, tramite video, usando dei semplici trasmettitori. Il sistema "Ham TV" è stato installato nel laboratorio Columbus dell'ESA ed è già utilizzato per parlare con il Controllo di terra.
Utilizzando un'attrezzatura radio standard, gli appassionati radio amatori sono stati in grado di seguire gli astronauti che orbitano intorno al nostro pianeta sin da quando la Stazione fu inaugurata, nel 2000. I segnali radio raggiungono facilmente l'avamposto orbitante - che vola a 350 Km sopra di noi – sui canali già disponibili per gli appassionati radio.
La nuova TV amatoriale aggiunge una dimensione visiva, permettendo al pubblico a terra di sentire e vedere gli astronauti.
L'hardware, sviluppato dalla Kayser Italia, è stato inviato sulla Stazione con il cargo spaziale giapponese nell'agosto dello scorso anno, e collegato ad un'antenna esistente, in banda S, al modulo Columbus.
L'astronauta della NASA Mike Hopkins ha avuto l'onore di essere il primo a provare l'unità ed a trasmettere via Ham TV. Si è trattato di una video chat con tre stazioni a terra in Italia: Livorno, Casale Monferrato e Matera. L'equipaggio ha terminato la messa a punto dell'installazione, per uso generico, il 12 aprile.
Proprio come la normale televisione, il segnale video è ad una via. Gli astronauti non possono vedere il loro pubblico ma sono sempre in grado di ascoltarli attraverso la tradizionale attrezzatura radio amatoriale presente a bordo della Stazione.
I contatti sono brevi – il collegamento richiede una linea di visibilità diretta e considerato che la Stazione viaggia a 28,800 km orari, essa passa velocemente attraverso il campo di visibilità delle stazioni amatoriali.
L'ESA ha fornito all'organizazzione dei Radio Amatori sulla Stazione Spaziale Internazionale cinque antenne di terra ed attrezzatura per ricevere il video dalla Stazione. Queste stazioni possono essere facilmente trasportate e posizionate per seguire il laboratorio orbitante mentre vola sopra le nostre teste. Unite in questo modo, le stazioni possono fornire fino a 20 minuti di contatto per volta.
La TV amatoriale, o Ham TV, si aggiunge ai contatti radio amatoriali per i fini di educazione spaziale, offrendo, con una semplice attrezzatura, la possibilità agli scolari di parlare e di vedere gli astronauti nello spazio.
Si può pure chiamare la Stazione via radio, se un astronauta è in volo con il ricevitore aperto potrebbe alzare il ricevitore e rispondere alla chiamata.
Per maggiori informazioni su come essere coinvolti e su come organizzare un evento di formazione, contattare l'organizzazione Radio Amatori sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Nell'immagine di copertina (Credit: ESA/NASA) un fotogramma di Mike Hopkins durante la prima trasmissione amatoriale video Ham TV dalla ISS e con le stazioni di terra in Italia. Nella foto in alto (Credit: Kayser Italia) l'apparecchiatura utilizzata dagli astronauti per trasmettere con Ham TV.

Fonte: ESA Italia

06/05/2014 - Curiosity perfora la terza roccia su Marte -

Il rover marziano Curiosity della NASA ha raccolto, per la terza volta, campioni dall'interno di una roccia del Pianeta Rosso.
Il rover Curiosity, del peso di una tonnellata, ha perforato lunedì pomeriggio una roccia chiamata 'Windjana' creando un buco largo 1,6 e profondo 6,5 centimetri. Nei prossimi giorni il rover utilizzerà i suoi strumenti scientifici per analizzare la polvere raccolta durante l'operazione di trapanazione.
"I campioni estratti da questa roccia sono più scuri e meno rossi di quanto abbiamo visto nei due siti di perforazione precedenti," ha dichiarato Jim Bell dell'Arizona State University, vice ricercatore principale per la Mast Camera di Curiosity (MastCam).
"Questo suggerisce che le dettagliate analisi chimiche e minerali che verranno eseguite dagli altri strumenti di Curiosity potrebbero rivelare materiali differenti che non abbiamo mai visto prima," ha aggiunto. "Siamo ansiosi di vedere i risultati!"
Il team ha scelto di perforare in Windjana, in parte anche per indagare il materiale che lega i grani di sabbia a grandezza naturale insieme nella roccia. Il foro appena eseguito è vicino a un buco di prova superficiale che Curiosity ha scavato la settimana scorsa per avere un'anteprima degli interni di Windjana.
Nelle sue due attività di perforazione precedenti, Curiosity aveva trovato argille a grana fine in un sito chiamato Yellowknife Bay, che si trova vicino al punto in cui il rover è atterrato nel mese di agosto 2012. Le analisi dei campioni risultanti avevano rivelato che, miliardi di anni fa, Yellowknife Bay ospitava un antico ambiente lacustre in grado di sostenere la vita microbica.
La roccia Windjana si trova a circa 4 km a sud-ovest di Yellowknife Bay, sul percorso verso i primi contrafforti del Monte Sharp, che si eleva per circa 5 km nel cielo di Marte.
La base del Monte Sharp è da lungo tempo destinazione finale scientifica di Curiosity. I membri del team di missione vogliono che il robot scali i primi rilievi della montagna, leggendo la storia del Pianeta Rosso e dei suoi cambiamenti ambientali fino alle condizioni odierne. Secondo gli scienziati tale lavoro potrebbe fare luce su come e perché Marte si è trasformato da un mondo relativamente caldo e umido di tanto tempo fa nel luogo freddo e asciutto che è oggi.
Il campione di polvere estratto da Windjana verrà setacciato e poi inviato ai due mini-laboratori che si trovano all'interno di Curiosity: lo strumento CheMin (Chemistry and Mineralogy) e SAM (Sample Analysis at Mars).
CheMin e SAM eseguiranno le analisi approfondite della composizione della polvere. Alcune di queste operazioni potranno essere eseguite anche in movimento, mentre Curiosity prosegue il suo lungo viaggio verso il Monte Sharp.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech) i due fori in alto al centro nella roccia Windjana eseguiti da Curiosity il 6 maggio 2014 per prelevare campioni di polvere dall'interno.

Fonte: Space.com

06/05/2014 - Russia lancia satellite militare in orbita -

Il ministero della difesa della Russia ha lanciato martedì un razzo vettore dal suo centro spaziale nord di Plesetsk per immettere in orbita un satellite militare ribattezzato Kosmos-2495 nella nomenclatura russa.
Il razzo Soyuz-2.1A con un satellite classificato a bordo è decollato alle 5:49 p.m. ora di Mosca (le 15:49 ora italiana), secondo quanto riferito dal Colonnello Alexei Zolotukhin, portavoce delle Forze di Difesa Aerospaziali Russe. Secondo un radar occidentale l'orbita del satellite è fra i 176 e i 285 km di altezza con inclinazione di 81,4° che gli permette di sorvolare quasi tutto il pianeta.
Si è trattato del secondo lancio di un Soyuz-2.1A da Plesetsk quest'anno. Il primo lancio avvenne lo scorso 24 marzo e portò un satellite di navigazione Glonass-M in orbita.
Il razzo Soyuz-2.1A è un vettore a tre stadi con sistema digitale di controllo del volo, e il suo primo volo avvenne nel 2011. Viene utilizzato dal Cosmodromo di Plesetsk per inviare satelliti militari in orbita.
Secondo esperti occidentali il carico a bordo del razzo dovrebbe essere un satellite da ricognizione fotografica Kobal't-M. Si tratterebbe del penultimo satellite della serie Kobal't che verrà ritirato presto in favore di una più moderna serie di satelliti Persona.
Il Kobal't-M, anche conosciuto come Yantar-4K2M è un raro esempio di satellite di ricognizione che utilizza ancora la vecchia pellicola fotografica. Una volta scattate le foto della zona terrestre interessata le pellicole ritornano fisicamente sulla Terra grazie a una o più piccole capsule recuperabili.
Questa tecnologia era la prima che venne utilizzata a partire dagli anni '60 ma è stata poi soppiantata a partire dalla metà degli anni '80 in favore dell'era digitale.
Quello di oggi è stato il 25esimo lancio orbitale del 2014.
Nella foto di copertina (Credit: RIA Novosti/Oleg Urusov) il razzo Soyuz con il satellite militare prima di essere portato sulla rampa di lancio.

Fonti: RIA Novosti - NASAspaceflight - Spaceflight Now

Nella foto (Credit: NASA) Dextre, montato sulla parte finale del braccio robotico della stazione si avvicina a Dragon.

05/05/2014 - Il veicolo spaziale cargo della SpaceX scaricato da robot e astronauti -

Lunedì, il robot Dextre, della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha rimosso un terminale laser per telecomunicazioni di alta tecnologia dalla stiva del veicolo commerciale Dragon, completando così due settimane di scarico delle oltre due tonnellate di esperimenti e rifornimenti della nave di SpaceX.
Il cargo aveva i materiali caricati sia nella parte pressurizzata della cabina che montati nella parte posteriore del 'trunk', una piattaforma esterna logistica progettata per ospitare grandi strutture sperimentali o parti di ricambio che devono operare al di fuori della ISS.
Il veicolo spaziale Dragon era arrivato alla stazione spaziale lo scorso 20 aprile, due giorni dopo il lancio per mezzo di un razzo Falcon 9 dalla Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida. Il veicolo senza equipaggio è il terzo operativo della SpaceX ad essere inviato verso la ISS e facente parte del contratto di 1,6 miliardi di dollari con la NASA.
Gli astronauti della stazione spaziale erano incaricati di scaricare il materiale che si trovava immagazzinato all'interno di Dragon mentre il lavoro di estrarre il materiale dalla stiva della capsula spettava al sistema robotico canadese dell'avamposto.
L'equipaggio, la scorsa settimana, ha terminato il trasferimento del materiale dalla sezione pressurizzata, comprendente, fra l'altro le gambe del robot umanoide Robonaut 2 , una ricerca per lo studio della crescita di vegetali in un habitat a bordo del complesso e un esperimento finanziato dal National Institutes of Health che si prefigge di scoprire le cause della soppressione del sistema immunitario durante i voli spaziali di lunga durata. Gli scienziati sperano che questa ricerca possa aiutare a trattare le malattie auto immuni come l'artrite e il diabete.
Per la prima volta la SpaceX ha imbarcato esperimenti tecnologici all'interno del bagagliaio esterno di Dragon: HDEV (High-Definition Earth Viewing) e OPALS (Optical Payload for Lasercomm Science).
Il robot Dextre, alto tre metri e 60 e dotato di una miriade di attrezzi per riparazioni e compiti di manutenzione, il 1° maggio ha rimosso l'HDEV e lo ha sistemato su una piattaforma posta sul modulo laboratorio europeo Columbus. Il sistema di telecamere è stato attivato ed ha iniziato a trasmettere immagini in alta definizione dell'esterno della stazione il giorno successivo. Una trasmissione diretta video delle HDEV si può seguire qui.
Sviluppato dagli ingegneri del Johnson Space Center di Houston, il sistema HDEV comprende quattro telecamere commerciali ad alta definizione. L'esperimento aiuterà la NASA a capire quale tipo di telecamere funziona meglio nell'ambiente ostile dello spazio.
Lunedì Dextre è tornato al lavoro e questa volta ha estratto OPALS dalla stiva di Dragon. Un piccolo disallineamento aveva impedito a Dextre di rimuovere OPALS la scorsa settimana, ma una correzione del software inviata alla stazione spaziale ha risolto il problema. Agganciato alla parte terminale del lungo braccio robotico della ISS, Dextre si è allontanato dal veicolo spaziale Dragon con OPALS strettamente agganciato alle sue appendici.
OPALS rimarrà nelle 'mani' di Dextre fino al montaggio finale previsto mercoledì su una piattaforma logistica esterna. Le operazioni robotiche sono comandante dagli ingegneri canadesi e americani dal Johnson Space Center della NASA di Houston.
OPALS servirà per dimostrare la tecnologia di invio dati ad altissima velocità utilizzando una connessione laser fra la stazione e la Terra. Quando la ISS sorvolerà Wrightwood, in California, vicino a Los Angeles, OPALS invierà un video formattato utilizzando il suo raggio laser. I laser offrono un modo molto più rapido per l'invio di dati rispetto ai tradizionali sistemi radio, potenzialmente di un fattore da 10 a 100 volte superiore.
OPALS è stato progettato e costruito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. L'esperimento OPALS ha una durata prevista di 90 giorni.
Intanto gli astronauti a bordo della stazione hanno iniziato a riempire Dragon con gli equipaggiamenti che devono tornare sulla Terra, circa 1,8 tonnellate di attrezzature e campioni di esperimenti. L'ammaraggio di Dragon nell'Oceano Pacifico è previsto per il 18 maggio.
Il rilascio di Dragon dalla stazione, per mezzo del braccio robotico, è previsto per il 18 maggio alle 9:30 a.m. EDT (le 15:30 ora italiana) mentre l'ammaraggio avverrà alle 3:05 p.m. EDT (le 21:05 ora italiana) a circa 480 km a largo di Baja California, dove le barche di recupero saranno in attesa della capsula.
Nella foto di copertina (Credit: Oleg Artemyev/Roscosmos) Dragon mentre viene scaricato da Dextre. Nella foto in alto (Credit: NASA) Dextre, montato sulla parte finale del braccio robotico della stazione si avvicina a Dragon.

Fonte: Spaceflight Now

05/05/2014 - Astrobotic partner NASA per il lander lunare -

La Astrobotic Technology ha annunciato una nuova collaborazione con la NASA per lo sviluppo delle capacità robotiche lunari.
L'Astrobotic è stata scelta come partner della nuova iniziativa CATALYST (Lunar Cargo Transportation and Landing by Soft Touchdown) della NASA. Con questa iniziativa la NASA ricerca proposte per lo sviluppo di capacità robotiche commerciali a basso costo che permettano di inviare carichi sulla superficie lunare.
Le capacità commerciali di trasporto lunare potranno supportare gli obiettivi scientifici e di esplorazione, come il ritorno di campioni, il dispiegamento di reti geofisiche, la ricerca delle risorse e le dimostrazioni tecnologiche.
"Una volta l'allunaggio simbolizzava l'apice della tecnologia umana," ha detto William 'Red' Whittaker, capo dell'Astrobotic. "CATALYST ora evolve in un'impresa e con l'importante sinergia che è possibile con una collaborazione pubblico/privata. CATALYST costruirà un brillante futuro combinando un mix di nuova intraprendenza con l'eredità e l'innovazione."
L'Astrobotic è stata selezionata da un gruppo di esperti della NASA, assieme a Masten Space Systems, Inc., di Mojave, California e Moon Express, Inc., di Moffett Field, California, basandosi sulle loro proposte di sviluppare un sistema di consegne cargo lunari in modo commerciale.
Le proposte sono state giudicate in base alle possibilità di realizzare un lander e con le probabilità di successo. Astrobotic sta ora negoziando uno Space Act Agreement con la NASA che renda il personale, le strutture e l'esperienza dell'agenzia utilizzabili dalla compagnia in supporto dello sviluppo del lander lunare.
Secondo John Thornton, Amministratore Delegato di Astrobotic, "Questa collaborazione con la NASA, modellata sul successo del programma di trasporto commerciale orbitale COTS (Commercial Orbital Transportation Services), sarà estesa per raggiungere capacità commerciali lunari. L'Astrobotic sta rendendo possibile acquistare servizi di consegna e di utilità ad una frazione dei costi. Assieme alla NASA, creeremo una nuova era che renderà lo spazio disponibile a tutti."
Questo tipo di accordo con la NASA non prevede fondi per le tre aziende ma l'agenzia fornirà personale, strutture e l'esperienza nel campo.
L'Astrobotic è nata presso la Carnegie Mellon University nel 2008 e la sua sede principale si trova a Pittsburgh, PA.
Nella foto in copertina (Credit: Astrobotic) il prototipo lander Griffin dell'Astrobotic.

Fonte: Spacedaily

Nella foto (Credit: NASA) Alan Shepard parla con Gus Grissom (a sinistra di spalle) prima di salire a bordo della sua capsula Freedom 7.

05/05/2014 - 53 anni fa il primo astronauta USA nello spazio -

Dagli antichi astronomi alla fantasia degli autori fino a quella degli scienziati moderni, i visionari hanno sognato per secoli sui viaggi oltre la Terra nello spazio. In un giorno di primavera del 1959, la neonata agenzia spaziale americana presentò sette piloti collaudatori militari che avrebbero trasformato la fantascienza nella 'stoffa giusta', lanciando la nazione verso il futuro.
Negli anni successivi questi nuovi astronauti avrebbero fatto frequenti viaggi nella Space Coast della Florida e nell'Air Force Station di Cape Canaveral per addestrarsi ai voli verso la 'nuova frontiera'. Tutti questi sarebbe diventati i primi eroi dell'esplorazione dello spazio e nella competizione della Guerra Fredda con l'Unione Sovietica.
In una conferenza stampa tenutasi a Washington DC il 9 aprile 1959, 55 anni fa, il dottor Keith Glennan, primo Amministratore della NASA, annunciò i nomi del primo gruppo tanto atteso degli astronauti. Ora conosciuto come gli 'Original Seven', comprendeva tre piloti navali, M. Scott Carpenter, Walter M. Schirra Jr. e Alan B. Shepard; tre piloti dell'Air Force, L. Gordon Cooper Jr., Virgil I. (Gus) Grissom, e Donald K. (Deke) Slayton; insieme con l'aviatore del Corpo del Marine John H. Glenn Jr.
"Oggi presentiamo a voi e al mondo questi sette uomini che sono stati selezionati per iniziare la formazione per il volo spaziale orbitale," disse Glennan. "Questi uomini, gli astronauti del Progetto Mercury, sono qui dopo una lunga, e forse senza precedenti, serie di valutazioni che ha rivelato ai nostri consulenti medici e scienziati la loro superba adattabilità ai prossimi voli."
Il 7 ottobre 1958, l'agenzia spaziale aveva annunciato l'intenzione di lanciare degli esseri umani nello spazio. Il Progetto Mercury divenne la prima grande impresa della NASA. Gli obiettivi del programma sembrano semplici per gli standard odierni, ma richiese un notevole impegno per mettere una navicella spaziale abitata in orbita attorno alla Terra, osservare la prestazioni dell'astronauta in queste condizioni ed assicurarsi di recuperare sia l'astronauta che la navicella.
La decisione del Presidente Dwight D. Eisenhower che i servizi militari fornissero i piloti semplificarono il processo di selezione degli astronauti. Su un totale di 508 curriculum di servizio presentati nel gennaio del 1959, 110 uomini soddisfacevano i requisiti minimi. Questo elenco di nomi comprendeva cinque Marines, 47 aviatori navali e 58 piloti dell'Air Force.
I funzionari della NASA erano contenti che così tanti avessero accettato di partecipare al progetto man-in-space. Alla conferenza stampa introduttiva, Shepard disse che non vedeva l'ora di partecipare, non appena apprese che la NASA stava cercando piloti per il volo spaziale.
"Penso di essere stato entusiasta del programma fin dall'inizio e io entusiasticamente mi presentai volontario," disse.
Carpenter sottolineò che il suo desiderio era condiviso dalla moglie.
"Quando mi venne comunicato che ero stato prescelto per il secondo e terzo giorno del programma competitivo, ero in servizio in mare," disse Carpenter, "così mia moglie ha chiamato il quartier generale della NASA a Washington e mi iscrisse al mio posto."
Quando al gruppo venne chiesto perché volevano viaggiare nello spazio, Slayton spiegò che la sua idea era che l'aviazione si era estesa in tutto il mondo ed ora era il momento di iniziare a guardare più in alto.
"Sento che questo è il futuro non solo di questo paese, ma per il mondo," disse. "E' una estensione del volo e dobbiamo andare da qualche parte e questo è tutto ciò che resta. Questa è un'ottima opportunità per essere in qualcosa di nuovo."
Alla serie iniziale delle prove scritte, dei rilievi tecnici e delle storie mediche vennero sottoposti 56 piloti nel mese di febbraio 1959. Coloro che lasciarono o vennero eliminati ridussero il totale all'inizio di marzo a 36. Vennero poi invitati a sottoporsi a esami fisici straordinari presso il Lovelace Clinic di Albuquerque, NM, e per le estreme prove ambientali fisiche e mentali presso la Wright Air Development Center a Dayton, Ohio.
Quando venne chiesto di nominare la prova più dura a cui erano stati sottoposti durante le ampie valutazioni, Glenn indicò gli esami fisici.
Durante la conferenza stampa introduttiva, Schirra indicò che suo padre era stato un pioniere nei primi tempi del volo. Lo Schirra anziano andò in Canada durante la Prima Guerra Mondiale e conseguì il punteggio di pilota, per poi diventare un acrobata volante.
Nella foto (Credit: NASA) il razzo Mercury Redstone 3 di Alan Shepard decolla da Cape Canaveral. "Mio padre è stato uno dei primissimi aviatori," disse Schirra "quindi mi sento che andare nello spazio è come un'espansione in un'altra dimensione, così come l'aviazione era una espansione dalla superficie della Terra."
Grissom disse che essersi presentato come volontariato per diventare astronauta era come un altro modo per aiutare l'America come ufficiale dell'Air Force.
"La mia carriera è stata al servizio della Nazione, al servizio del Paese ed ecco un'altra occasione in cui hanno bisogno dei miei talenti," disse Grissom. "Sono solo grato per l'opportunità di servire con le mie capacità."
Cooper si è affrettato a esprimere la fede nelle migliaia di persone che avrebbero progettato, costruito e preparato i veicoli di lancio e i veicoli spaziali per il volo.
"Ho fiducia nelle persone che stanno lavorando a questo programma," disse Cooper, "e so che sarà un successo."
Glenn paragonò il Progetto Mercury al primo volo aereo a motore dei fratelli Wright in North Carolina nel 1903.
"Le mie sensazioni sono che l'intero progetto per quanto riguarda lo spazio è come quello che misero in piedi i fratelli Wright a Kitty Hawk circa 50 anni fa, con Orville e Wilbur che lanciarono una moneta per vedere chi doveva spingere l'altro giù per la collina," disse Glenn. "Penso che ci troviamo sull'orlo di qualcosa di così grande ed espansivo come in quel momento."

- Alan B. Shepard Jr. (1923-1998)
Mercury Redstone-3 (Freedom 7) – 5 maggio 1961 – Primo volo pilotato di una Mercury nella quale Shepard divenne il primo Americano a volare nello spazio.
Apollo 14 – 31 gennaio-9 febbraio, 1971 – Comandante del terzo allunaggio e quinta persona a camminare sulla Luna.

- Virgil I. (Gus) Grissom (1926–1967)
Mercury Redstone-4 (Liberty Bell 7) - 21 luglio 1961– Secondo volo suborbitale della Mercury; Liberty Bell 7 affonda dopo l'ammaraggio e venne ripescata il 20 luglio 1999.
Gemini 3 (Molly Brown) – 23 marzo 1965 – Pilota Comandante per la prima missione Gemini. E' stato il primo volo spaziale ha cambiare il proprio piano orbitale. Grissom diventa la prima persona a volare la seconda volta nello spazio.
Apollo 1 – 27 gennaio 1967 – Comandante per il primo volo pilotato delle missioni Apollo. Lui assieme a Edward H. White II e Roger B. Chaffee vengono uccisi in un incendio durante un test sulla rampa di lancio un mese prima del decollo.

- John H. Glenn Jr. (Nato nel 1921)
Mercury Atlas-6 (Friendship 7) – 20 febbraio 1962 – Glenn diventa il primo Americano in orbita, girando attorno alla Terra tre volte.
Eletto nel Senato degli Stati Uniti ha rappresentato lo stato dell'Ohio dal 1974 al 1999. STS-95 Discovery – 29 ottobre-27 novembre 1998 - Specialista del Carico Utile a bordo della navetta. All'età di 77 anni, Glenn diventa la persona più anziana ad aver volato nello spazio.

- M. Scott Carpenter (1925–2013)
Nella foto (Credit: NASA) Werher von Braun guarda Gordon Cooper che funge da Capcom nel volo di Shepard. Mercury Atlas-7 (Aurora 7) – 24 maggio 1962 – Secondo volo di tre orbite per la missione Mercury.

- Walter M. (Wally) Schirra Jr. (1923–2007)
Mercury Atlas-8 (Sigma 7) – 3 ottobre 1962 – Volo di sei orbite del Mercury.
Gemini 6 - 15/16 dicembre 1965 – Comandante pilota del primo rendezvous nello spazio. Gemini 6 volò a 30 cm dalla Gemini 7, già in orbita.
Apollo 7 - 11/22 ottobre 1968 – Comandante della prima missione pilotata Apollo. Schirra divenne la prima persona ad essere stata lanciata nello spazio tre volte e la sola ad aver volato con le missioni Mercury, Gemini e Apollo.

- L. Gordon (Gordo) Cooper Jr. (1927–2004)
Mercury Atlas-9 (Faith 7) – 15-16 maggio 1963 – Ultima missione Mercury che diventa il primo volo spaziale umano Americano a durare più di un giorno, totalizzando 22 orbite.
Gemini 5 - 21-29 agosto 1965 – Comandante pilota della prima missione spaziale di 8 giorni e la prima ad utilizzare le celle a combustibile.

- Donald K. (Deke) Slayton (1924–1993)
Mentre si addestrava per la seconda missione orbitale Mercury, venne messo a terra per una fibrillazione atriale idiopatica, un problema cardiaco. Svolse il ruolo di direttore delle operazioni con equipaggio della NASA e in seguito tornò al completo stato operativo
Apollo-Soyuz Test Project – 15-24 luglio 1975 – Pilota del modulo di aggancio della prima missione spaziale congiunta USA/URSS, il primo aggancio di un veicolo Americano e Russo nello spazio.

Nella foto di copertina (Credit: NASA) i sette astronauti scelti per il Progetto Mercury alla conferenza stampa di presentazione quando gli venne chiesto chi avrebbe voluto essere il primo uomo ad essere lanciato nello spazio e tutti e sette alzarono le mani. Walter Schirra e John Glenn alzarono tutte e due le mani. Da sinistra Donald Slayton, Alan Sherpard, Schirra, Gus Grissom, Glenn, Gordon Cooper e Scott Carpenter. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) Alan Shepard parla con Gus Grissom (a sinistra di spalle) prima di salire a bordo della sua capsula Freedom 7 per la missione Mercury-Redstone 3 del 5 maggio 1961. John Glenn (dietro Shepard) attende di aiutare Shepard ad entrare nel veicolo spaziale. Nella foto in alto a destra (Credit: NASA) il razzo Mercury Redstone 3 di Alan Shepard decolla da Cape Canaveral. Nella foto in basso a destra (Credit: NASA) Wernher von Braun guarda Gordon Cooper che funge da Capcom nel volo di Shepard durante il conto alla rovescia.

Fonte: NASA

04/05/2014 - NASA e CNES firmano un accordo per un satellite per lo studio degli oceani -

La NASA e l'agenzia spaziale francese, CNES, hanno firmato venerdì un accordo per sviluppare, lanciare e operare il satellite SWOT (Surface Water and Ocean Topografy), il cui lancio è previsto per il 2020 e continuare così la serie di missioni USA/Francia di monitoraggio degli oceani mondiali.
La missione SWOT sorveglierà i fiumi, i laghi, le alluvioni e gli oceani con una precisione più grande di ogni suo predecessore.
L'Amministratore della NASA, Charles Bolden, e il Presidente del CNES Jean-Yves Le Gall hanno firmato venerdì a Washington l'accordo per la missione congiunta.
L'accordo prevede che la NASA fornisca il carico utile del satellite, compreso il radar interferometro in banda Ka, un radiometro e un'antenna a microonde, un laser riflettore e un ricevitore GPS. La NASA è inoltre incaricata di selezionare e pagare per il veicolo di lancio di SWOT.
La Francia fornirà il bus della missione, una unità radio frequenza per l'interferometro radar di SWOT, costruito dagli USA, un altimetro nadir a doppia frequenza in banda Ku e C, uno strumento Doppler per l'inseguimento, funzioni di comando e di controllo del satellite e le infrastrutture dell'elaborazione dei dati, secondo un comunicato stampa della NASA.
La divisione delle responsabilità è simile a quella nei ruoli di USA e Francia con la serie dei satelliti Jason, nel quale la Francia costruiva il satellite, la NASA forniva il lanciatore e i due Paesi congiuntamente sviluppavano gli strumenti di bordo della missione.
Due satelliti per la topografia della superficie marina Jason sono stati lanciati nel 2001 e nel 2008, mentre la terza missione è prevista al lancio ai primi del 2015. Le missioni Jason seguivano a loro volta il satellite TOPEX/Poseidon, un'altra missione congiunta NASA/CNES, lanciata nel 1992.
Come i satelliti Jason, SWOT misurerà la topografia della superficie marina ma espanderà le misurazioni satellitari delle zone alluvionate, i fiumi, i laghi e piccoli vortici oceanici che guidano gran parte del clima terrestre, che aiutano a disperdere l'inquinamento e che sono cruciali per la navigazione marina.
SWOT coprirà il 90% del globo, e gli scienziati dicono che la missione migliorerà la gestione dell'acqua e dei modelli di circolazione degli oceani. Le missioni di misurazione delle risorse dell'acqua fresca che aiuteranno gli idrologi i quali potranno stimare lo scarico dell'acqua dei fiumi assistendoli nelle previsioni delle alluvioni.
Secondo la NASA i sensori della missione copriranno una serie più vasta delle precedenti missioni di topografia, e misureranno la superficie degli oceani con dieci volte la risoluzione delle attuali tecnologie.
"Con questa missione, la NASA si basa su un patrimonio di ricerca di scienze della Terra e il nostro forte rapporto con CNES per sviluppare nuovi modi di osservare e comprendere le nostre mutevoli risorse climatiche e di acqua," ha detto l'amministratore della NASA Charles Bolden in un comunicato. "La conoscenza che guadagneremo da SWOT aiuterà i responsabili ad analizzare meglio, prevedere e agire per influenzare gli eventi che interesseranno noi e le generazioni future."
Il team completerà il progetto preliminare della missione SWOT nel 2016, per il lancio del satellite nel 2020.
La Francia ha dichiarato ufficialmente che il loro budget per SWOT è approssimativamente pari a 170 milioni di Euro, mentre il Government Accountability Office afferma che quello della NASA è fra i 642 e i 742 milioni di dollari.
Il Jet Propulsion Laboratory gestisce il ruolo NASA nella missione SWOT.
Secondo quanto riportato dal GAO ad aprile il costo complessivo di SWOT, accoppiato ai contributi di partner minori come il Canada, dovrebbe raggiungere il miliardo di dollari.
Nell'illustrazione artistica in copertina (Credit: CNES) il satellite SWOT.

Fonte: Spaceflight Now

03/05/2014 - I lanci spaziali Russia/USA non subiscono effetti dalle sanzioni -

Lyudmilla Chernova, rappresentante delle compagnie Sea Launch e Inmarsat ha detto alla Ria Novosti che i lanci spaziali congiunti Russia/USA non subiranno effetti dall'ultima serie di sanzioni contro la Russia.
La Sea Launch, la sola compagnia di lancio spaziale eseguito dall'oceano, non prevede nessun effetto sulle operazioni nell'immediato futuro.
"Tutte le necessarie licenze sono già state acquisite dal capocommessa della Sea Launch statunitense, la Energia Logistics Ltd. e resteranno in vigore. E' nostra opinione che i servizi di lancio commerciale forniti da Sea Launch non rispondono ai criteri stabiliti dalle più recenti sanzioni del dipartimento di Stato USA," ha detto il portavoce della Sea Launch Peter Stier alla RIA Novosti.
Stier ha aggiunto che, sebbene alcune operazioni congiunte con la Russia potrebbero essere in questione, il programma di lancio EUTELSAT 3B non sarà influenzato a seguito dell'ultimo round di sanzioni americane annunciate il 28 aprile.
Anche la Inmarsat aveva anticipato di non subire l'effetto delle sanzioni. Un portavoce della Inmarsat, Jonathon Sinnatt ha dichiarato alla RIA Novosti che la compagnia rimane in corsa per il lancio del loro secondo e terzo satellite Global Xpress entro la fine dell'anno.
Lunedì gli Stati Uniti avevano annunciato l'allargamento della lista dei sanzionati, aggiungendo sette alti funzionari e 17 compagnie russe alla lista nera.
Mentre annunciavano le sanzioni, Jay Carney, segretario alla stampa per la Casa Bianca, accusava la Russia di non riuscire a far fronte ai propri impegni di Ginevra e di essere dietro alle recenti violenze nella parte orientale dell'Ucraina.
Il ministero degli Esteri russo ha più volte avvertito che parlare nel linguaggio delle sanzioni è "inadeguato e controproducente" e ha avvertito i suoi partner occidentali circa "l'effetto boomerang" che le sanzioni potrebbero avere.
La Sea Launch è una compagnia di lancio spaziale internazionale non governativa fondata nel 1995 da un consorzio di quattro compagnie provenienti da Norvegia, Russia, Ucraina e Stati Uniti. L'azienda utilizza una piattaforma mobile marittima al largo della costa di Los Angeles per il lancio equatoriale di carichi commerciali.
Dopo che la Sea Launch uscì dalla bancarotta nel mese di ottobre 2010, una società russa divenne la proprietaria di maggioranza del soggetto riorganizzato, con la Boeing e altre società americane di sostegno con quote di minoranza.
Fondata nel 1979 dall'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), l'Inmarsat offre soluzioni di comunicazione che le reti di telecomunicazioni terrestri non possono raggiungere. Inmarsat sta lavorando con una rete globale Xpress alimentata da tre satelliti Inmarast-5 lanciati con i razzi Proton dall'International Launch Services dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan.
Nella foto di copertina (Credit: Sea Launch) un'immagine di repertorio della piattaforma Odyssey con un razzo Zenith pronto al lancio.

Fonte: Spacedaily

03/05/2014 - Le dune attive di Nili Patera -

Nili Patera è uno dei più attivi campi di dune su Marte. Così viene continuamente monitorizzata con HiRISE, con una nuova immagine acquisita ogni sei settimane.
Controllando i cambiamenti delle dune di sabbia, possiamo determinare come i venti variano stagionalmente e da anno ad anno. Questa osservazione visibile nella foto di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona) è una delle più recenti (1° marzo 2014). Comparata con un'immagine acquisita il 22 novembre 2012, i cambiamenti sono ovvi. Le increspature sulle dune si sono spostate, come alcuni dei confini dunali, come quello in alto a sinistra. Sono evidenti inoltre nuove frane sul lato sottovento della duna centrale.
Alcuni cambiamenti, in appena 16 mesi (e cambiamenti di scala più fine sono stati visti in appena un paio di settimane) dimostrano l'effettiva modifica da parte del vento dei panorami marziani.
HiRISE è una dei sei strumenti che si trovano a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. L'Università dell'Arizona di Tucson, gestisce la fotocamera HiRISE, costruita dalla Ball Aerospace & Technologies Corp. di Boulder, Colorado. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, una divisione del California Institute of Technologies di Pasadena, gestisce il Mars Reconnaissance Orbiter Project per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington.

Fonte: NASA JPL

Nell'immagine (Credit: NASA) un fotogramma tratta dalla trasmissione diretta delle telecamere in HD installate sulla ISS.

02/05/2014 - Controlli della vista per l'equipaggio della ISS mentre il trasferimento robotico da Dragon è stato interrotto -

All'interno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) i sei membri dell'equipaggio di Spedizione 39 hanno condotto degli esami della vista oltre agli esperimenti scientifici di routine, la manutenzione e gli esercizi fisici. All'esterno del laboratorio orbitante, il trasferimento robotico del cargo di SpaceX è stato temporaneamente sospeso a causa dell'importanza nelle misurazioni.
Gli astronauti della stazione stanno partecipando in un paio di esperimenti sulla visione mentre i dottori cercano di comprendere come la microgravità ha effetti negativi sulla visione dell'occhio così come con la sua forma. Lo studio Ocular Health indaga sui rischi e definisce i cambiamenti nei sistemi di visione, vascolari e nervosi dei membri dell'equipaggio. L'Optical Coherence Tomography Technology Demonstration riprende immagini della retina, delle fibre nervose e delle altre strutture e strati dell'occhio.
Intanto tre membri dell'equipaggio si stanno preparando per il loro viaggio verso la Terra del 13 maggio a bordo del loro veicolo spaziale Soyuz TMA-11M. Il Comandante della Soyuz, Mikhail Tyurin, il Comandante di Spedizione 39 Koichi Wakata e l'Ingegnere di Volo Rick Mastracchio stanno raccogliendo campioni del loro sangue e urine come parte dei controlli medici standard che vengono fatti agli astronauti, prima, durante e dopo le missioni spaziali di lungo periodo.
Il trio ha inoltre stivato cargo e oggetti personali all'interno della Soyuz. Una volta che si sganceranno dalla stazione inizierà la Spedizione 40 con l'astronauta NASA Steve Swanson che assumerà il comando del laboratorio internazionale. Assieme a lui rimarranno a bordo i cosmonauti Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev.
Wakata ha partecipato venerdì all'evento 'Music in Space' con gli studenti del Texas e i musicisti che hanno suonato dal Johnson Space Center. L'evento Digital Learning Network vuole migliorare la comprensione della stazione spaziale e fornire istruzione interattiva.
In attesa di unirsi a Spedizione 40, per proseguire le attività con l'equipaggio al completo di sei persone, vi sono il Comandante della Soyuz Maxim Suraev, l'astronauta NASA Reid Wiseman e quello europeo, il tedesco Alexander Gerst. Ora i tre si trovano a Star City, in Russia, preparandosi per gli esami finali di qualificazione prima del loro lancio previsto per il 28 maggio a bordo del veicolo spaziale Soyuz TMA-13M.
Nel segmento russo della stazione, il cosmonauta veterano Tyurin ha trasferito del carico dal veicolo di rifornimento Progress ISS-55. Dopo questo compito ha raggiunto i colleghi cosmonauti Skvortsov e Artemyev che lavoravano ad una serie di esperimenti russi.
Un paio di questi esperimenti comprendono l'osservazione delle condizioni sulla Terra, i suoi oceani e i risultati dei disastri naturali e di quelli causati dall'uomo. Per lo studio Seiner, gli scienziati utilizzano le fotografie e i video per analizzare la produttività della pesca negli oceani. Lo studio Uragan, o uragano, utilizza un sistema fotospettrale per documentare le catastrofi terrestri aiutando a predire i futuri disastri.
Un esperimento agganciato all'interno della 'bauliera' del veicolo spaziale Dragon della SpaceX rimarrà ancora al suo posto mentre i controllori del braccio robotico eseguiranno le misure necessarie per rimuovere il nuovo laser sperimentale. Il Canadarm2 con il Dextre rimarrà nella posizione stabile prima di rimuovere l'attrezzatura OPALS ed assicurare il giusto allineamento per il delicato lavoro robotico.
OPALS è il secondo dei due esperimenti esterni consegnati con il Dragon. L'investigazione studierà la flessibilità di utilizzare i raggi laser per inviare i dati scientifici al suolo.
Il primo esperimento consegnato da Dragon è già stato installato sul modulo Columbus e sta inviando online una trasmissione diretta video delle osservazioni terrestri. Lo studio High Definition Earth Viewing (HDEV) consiste in quattro videocamere che puntano in diverse direzioni all'esterno della stazione e forniscono trasmissioni video in tempo reale. Osserva la trasmissione in diretta dalla ISS con il sistema HDEV a questo indirizzo: http://www.ustream.tv/channel/iss-hdev-payload.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/TV) il Comandante di Spedizione 39, il giapponese della JAXA, Koichi Wakata durante l'evento 'Music In Space' mentre spiega uno strumento musicale del suo Paese. Nell'immagine in alto (Credit: NASA) un fotogramma tratto dalla trasmissione diretta delle telecamere in HD installate sulla ISS.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: Orbcomm) quattro satelliti Orbcomm OG2 arrivano a Cape Canaveral via camion.

02/05/2014 - Fissato al 10 maggio il prossimo lancio di un Falcon 9 -

Ad appena due settimane dal lancio del razzo Falcon 9 con i rifornimenti destinati alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), gli ingegneri della SpaceX stanno affrettandosi a preparare un altro vettore per il decollo da Cape Canaveral al più presto il 10 maggio con sei satelliti della Orbcomm.
I tempi sono ristretti, ma i tecnici vogliono avere i veicoli spaziali e il razzo Falcon 9 pronto al lancio dalla rampa 40 di Cape Canaveral per le 9:39 a.m. EDT (le 15:39 ora italiana) del 10 maggio. La finestra di lancio si estende per 54 minuti.
Con un lancio il 10 maggio sarebbero trascorsi soltanto 22 giorni dal precedente volo di un Falcon 9, segnando un record per la SpaceX, che in precedenza aveva condotto due lanci separati da 34 giorni a dicembre e gennaio. Mantenere un breve periodo fra le missioni è cruciale per la SpaceX se vuole raggiungere il suo obiettivo di 10 lanci quest'anno. Diverse compagnie che avevano carichi utili non prenotati erano stati scavalcati dopo i ritardi incontrati nel lancio della versione aggiornata del Falcon 9 lo scorso anno e il volo di rifornimento alla ISS, decollato solo il 18 aprile.
Questi sei satelliti di seconda generazione Orbcomm, sono arrivati a Cape Canaveral la scorsa settimana, pronti per i controlli finali e il rifornimento di idrazina, il propellente per i loro motori eseguito nell'hangar di preparazione della SpaceX, situato vicino alla rampa di lancio.
I satelliti sono stati costruiti dalla Sierra Nevada Corp. di Louisville, Colorado.
La SpaceX prevede un test di accensione statico sulla rampa del razzo Falcon 9 per la prossima settimana, durante il quale tutti e nove i motori principali Merlin 1D verranno accesi per alcuni secondi alla fine di una simulazione di conto alla rovescia.
Il lancio del 10 maggio segnerà il decimo volo di un razzo Falcon 9 e la quinta missione della versione aggiornata Falcon 9 v1.1, che ha debuttato nel settembre 2013.
La SpaceX ha pochi giorni per lanciare dopo il 10 maggio, altrimenti dovrà attendere dopo il volo di un razzo Delta 4 della United Launch Alliance con un satellite di navigazione satellitare GPS dell'U.S. Air Force. Il lancio del Delta 4 è previsto per il 15 maggio che prenderebbe la precedenza nel poligono occidentale dell'Air Force, che opera sulla base di chi prima arriva, prima viene servito.
Nella foto di copertina (Credit: SNC) uno dei satelliti Orbcomm OG2 nello stabilimento della Sierra Nevada Corp. Nella foto in alto (Credit: Orbcomm) quattro satelliti Orbcomm OG2 mentre arrivano a Cape Canaveral via camion.

Fonte: Spaceflight Now

02/05/2014 - Una capsula del tempo verso Marte -

La compagnia americana no-profit 'Explorer Mars' ha rilasciato il seguente comunicato stampa:
Fin dal primo momento nel quale è stato fondato Explore Mars, abbiamo promosso i progetti educativi STEM (Science, Technology, Engineering e Math). Ora abbiamo previsto di intraprendere ambiziosi progetti e ispirare progetti tecnici che portino avanti l'obiettivo di inviare esseri umani su Marte.
Siamo emozionati nell'annunciare che l'iniziativa Time Capsule to Mars è diventato ufficialmente parte del progetto Explore Mars. Questa missione realizzata dagli studenti porterà a far atterrare una capsula del tempo digitale sferica, contenente milioni di immagini e suoni delle persone di ogni angolo della Terra, su Marte. Questa capsula del tempo rappresenterà l'umanità nel momento nel quale cerchiamo di colonizzare il nostro primo pianeta esterno, Marte. "Siamo così emozionati di entrare a far parte della famiglia Explore Mars," ha detto Emily Briere, Direttore di Missione per Time Capsule to Mars. "Per i nostri sostenitori, questo mostra ancora di più lo sforzo delle industrie per accelerare la nostra missione su Marte e ci dà l'accesso alle grandi risorse dell'estesa 'Rete di Marte' che Explore Mars ha forgiato negli ultimi anni."
Diventando parte di Explore Mars, il progetto Time Capsule to Mars trarrà benefici dal rispetto e dalla continuità stabilita da questa organizzazione no-profit. Allo stesso tempo questa rimarrà una missione realizzata dagli studenti che potrà ispirarli ad essere coinvolti in una storica missione.
"Siamo estremamente lieti di dare il benvenuto al team di Time Capsule to Mars in Explore Mars," ha detto il Direttore Esecutivo, Chris Carberry. "Il progetto della capsula del tempo venne concepito nel 2013 durante il summit 'Humans to Mars' ed Explore Mars è stato un consulente chiave di questo progetto. Quindi è stato naturale per noi invitarli a unirsi alla nostra organizzazione."
Entro il prossimo mese, Explore Mars e Time Capsule to Mars terranno una formale conferenza stampa per annunciare gli impressionanti partner che questo progetto ha messo assieme, così come potrà fornire alcuni emozionanti dettagli aggiornati della missione.
Per ulteriori informazioni sul progetto Time Capsule to Mars e come imparare a supportarlo, segui il link: http://www.timecapsuletomars.com/.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: Business Wire) il veicolo spaziale che porterebbe le tre capsule del tempo su Marte.

Fonti: Time Capsule to Mars - Spaceref

02/05/2014 - Il più recente satellite Galileo arriva al centro di prova dell'ESA -

L'ultimo satellite di navigazione del sistema europeo Galileo è arrivato presso il centro tecnico dell'Agenzia Spaziale Europea nei Paesi Bassi, per essere sottoposto ad una serie di test, mentre i precedenti due satelliti sono preparati per l'invio in Guyana Francese per il lancio di quest'estate.
Il nuovo satellite ha viaggiato al sicuro racchiuso all'interno di un container controllato ambientalmente e condizionato dallo stabilimento della OHB, in Germania, fino al Centro Tecnico ESTEC dell'ESA a Noordwijk, nei Paesi Bassi.
Il container è stato aperto solo quando il satellite ha completato il suo viaggio stradale all'interno di una sala pulita del centro, il sito di prova dei veicoli spaziali più grande d'Europa.
Intanto i due precedenti satelliti Galileo hanno completato la loro lunga campagna di test e sono stati preparati per la spedizione allo Spazioporto Europeo nella Guyana Francese, per essere lanciati, assieme, con un razzo Soyuz.
I primi quattro satelliti europei Galileo sono già in orbita, il numero minimo necessario per fissare una posizione. Questo quartetto iniziale ha dimostrato che l'intero sistema funzione come previsto, ed inoltre servirà come nucleo centrale operativo dell'intera costellazione.
Poi verranno i 22 satelliti a piena capacità costruiti dalla OHB, che incorporano le apparecchiature di navigazione prodotte dalla Surrey Satellite Technology Ltd del Regno Unito.
I tre satelliti attualmente a ESTEC sono i primi di questa serie di 22 ad essere testati per il lancio - anche tutti i successivi passeranno attraverso questo sito nei prossimi anni lungo la via che li porterà nello spazio.
L'ultimo arrivato verrà ora sottoposto a dei test di accettazione, per controllare che la lavorazione rientri negli standard fissati. I controlli chiave comprendono scuotimenti acustici che riproducono le violenti forze del lancio, ed una sessione nella camera a vuoto per sottoporre il satellite all'assenza di aria ed alle temperature estreme che dovrà sopportare nel corso della sua vita operativa, prevista in 12 anni.
Questo ultimo round sarà più rapido e meno approfondito di quello completo a cui sono stati sottoposti i primi due satelliti nel corso dell'anno scorso, dato che ora l'intero progetto del satellite è stato validato.
Un quarto satellite dovrebbe arrivare all'ESTEC a giugno - la struttura di prova permette di ospitare due Galileo alla volta.
Questo cambio fra i satelliti che arrivano e quelli che sono stati approvati per il lancio diverrà una prassi comune nei prossimi anni, mentre l'Europa costruirà la sua costellazione.
Ed in futuro i lanci di due satelliti alla volta con la Soyuz verranno affiancati da lanci di quattro satelliti alla volta con Ariane 5 che impiegherà una versione appositamente preparata del lanciatore.
Nella foto di copertina (Credit: ESA-Anneke Le Floc'h) il terzo satellite Galileo FOC (Full Operational Capability) mentre viene estratto, all'ESTEC a fine aprile, dal suo container di viaggio.

Fonte: ESA

02/05/2014 - Il Falcon 9R ha eseguito un test fino a 1.000 metri di altezza -

La SpaceX ha pubblicato un video del secondo volo di prova di F9R in Texas, il razzo riutilizzabile sviluppato dalla compagnia. Questa volta F9R ha quadruplicato l'altezza raggiunta nel suo volo inaugurale raggiungendo i 1.000 metri.
Il veicolo è decollato dalla piazzola di lancio, ha raggiunto la quota prefissata e poi è ridisceso, sempre utilizzando il motore a razzo, fino ad atterrare nuovamente in verticale sulla piazzola da dove era partito.
I primi voli di F9R hanno visto le zampe di atterraggio fissate in posizione estesa. Ma presto, nei successivi voli di prova, dopo il decollo queste verranno ripiegate lungo il razzo e poi estese nuovamente appena prima dell'atterraggio.
Il programma di voli di prova di F9R è il passo successivo verso la riutilizzabilità dopo il completamento del programma Grasshopper lo scorso anno. I prossimi test, compresi quelli in New Mexico, che verranno condotti utilizzando il primo stadio di un F9R come quello mostrato qui, che è essenzialmente un primo stadio del razzo Falcon 9 v1.1 con le zampe.
I voli di prova di F9R in New Mexico permetteranno di testare il veicolo ad altitudini maggiori di quelle permesse nel nostro sito in Texas, per poter avere condizioni di volo anche senza motore e realizzare atterraggi molto più vicini a quelli reali.
Nell'immagine di copertina (Credit: SpaceX) l'F9R durante il test nel quale ha raggiunto la quota di 1.000 metri di altezza.

VOLO DEL VEICOLO DI PROVA F9R DELLA SPACEX CHE HA RAGGIUNTO I 1.000 METRI - 02/05/2014 - (Credit: SPACEX) - dur.min. 2:39 - AUDIO AMBIENTE

Fonte: SpaceX Twitter

Nella foto (Credit: Bigelow) il modulo BA 330 presentato nella struttura della Bigelow Aerospace a Las Vegas.

02/05/2014 - La Boeing presenta gli interni di CST-100 -

La Boeing ha svelato l'interno della sua capsula abitata commerciale Crew Space Transportation (CST-100) di nuova generazione che mostra come le persone, oltre che gli astronauti NASA, potranno un giorno viaggiare nello spazio.
La Boeing e il suo partner Bigelow Aerospace hanno messo in luce l'interno della futura capsula commerciale che stanno sviluppando per la NASA, mentre la Bigelow ha mostrato un modello a grandezza naturale del suo habitat spaziale commerciale gonfiabile BA 330.
"Ci stiamo muovendo in un vero mercato spaziale commerciale e dobbiamo considerare i nostri potenziali clienti - oltre alla NASA - e quello che loro necessitano all'interno di un futuro veicolo spaziale commerciale," ha detto Chris Ferguson, ex comandante dello Space Shuttle Atlantis ed attuale direttore Crew and Mission Operations per il Commercial Crew Program della Boeing.
Gli ingegneri della Boeing hanno sfruttato i decenni di esperienza nella progettazione di interni di capsule commerciali e governative.
"Le squadre della Boeing hanno progettato interni innovativi per i nostri aerei fin dagli albori dell'aviazione commerciale," ha detto Rachelle Ornan, direttore regionale di Vendite e Marketing della Boeing Commercial Airplanes.
"Progettare gli interni di nuova generazione per lo spazio commerciale è una progressione naturale. Un familiare cielo azzurro aiuterà i passeggeri a mantenere la loro connessione con la Terra."
Il gigante aerospaziale ha mostrato questi interni illuminati di azzurro molto simili ai propri aerei di linea commerciali. Basato sulle necessità della NASA per il veicolo, la Boeing ha sviluppato una cabina fornita di quattro seggiolini per i membri dell'equipaggio, riservandosi un quinto spazio sia per un passeggero che per del cargo addizionale.
Oltre all'illuminazione azzurra che la Boeing ha integrato nella versione della capsula non destinata alla NASA, il nuovo interno si è focalizzato sulla riprogettazione dei sedili. "Vi è la possibilità di avere nove sedili nella sezione più bassa, con un sedile rialzato per la postazione del pilota - e questo porta ad un totale di 10," dice Rick Fraker, un architetto industriale della Boeing.
Il numero di sedili che potrà poi effettivamente volare dipende da diversi fattori, compresi i desideri dei clienti per lo spazio di stoccaggio, aggiunge Fraker. Oltre a questo il confort dei sedili è stato sacrificato in favore di poter disporre di maggiore spazio libero una volta in assenza di peso.
Un'ulteriore distinzione della capsula Boeing, proveniente dalla progettazione aerea, è l'utilizzo delle finestre. Come mostrano le nuove illustrazioni le finestre della capsula sono dislocate vicino alla postazione del pilota mentre per i passeggeri vi sono a disposizione dei grandi schermi digitali.
Il CST-100, sviluppato come parte dell'iniziativa Commercial Crew Integrated Capability (CCICap) della NASA, è ideato per trasportare fino a sette membri dell'equipaggio o un mix di persone e merci per le destinazioni in orbita bassa terrestre come la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e le previste stazioni Bigelow.
A Las Vegas, oltre alla presentazione degli interni della capsula della Boeing, è stato mostrato un modulo a grandezza naturale dell'habitat BA 330 della Bigelow Aerospace, che potrebbe essere una delle possibili destinazioni del CST-100. Jay Ingram, vice Presidente e program manager della Bigelow per il BA 330, ha detto "I nostri piani prevedono di avere due moduli BA 330 pronti per essere inviati al sito di lancio per la fine del 2016."
La Bigelow ha già lanciato due moduli di prova, chiamati Genesis I e II, in orbita da alcuni anni e tuttora in buone condizioni.
La Bigelow però sta collaborando con la NASA per l'invio di un piccolo modulo chiamato BEAM (Bigelow Expandable Activity Module) alla Stazione Spaziale Internazionale nel luglio 2015. Questo darà la possibilità, per la prima volta, agli astronauti della ISS di provare nell'ambiente spaziale un modulo gonfiabile.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: Boeing) l'interno futuristico della capsula CST-100. Nella foto a sinistra (Credit: Bigelow) il modulo BA 330 presentato nella struttura della Bigelow Aerospace a Las Vegas.

Fonti: Spacedaily - Space.com

01/05/2014 - La Corte Federale USA blocca l'acquisto di motori a razzo dalla Russia -

Una Corte Federale degli Stati Uniti ha ordinato un'ingiunzione temporanea che proibisce alla United Launch Alliance l'acquisto di motori e attrezzature dalla Russia per i suoi razzi Atlas 5, dopo il caso sollevato dalla SpaceX che questo violerebbe le sanzioni imposte dagli USA alla Russia per la situazione in Ucraina.
Lunedì la SpaceX aveva denunciato il contratto stipulato fra l'Air Force e la ULA per l'acquisto di 27 razzi per i vettori Atlas 5 e Delta 4, un acquisto in blocco del valore di 11 miliardi di dollari. Secondo la compagnia californiana questa decisione avrebbe dovuto essere aperta alla competizione.
Portavoce della ULA avevano risposto che il Falcon 9 della SpaceX non è ancora completamente certificato per le missioni di sicurezza nazionale come lo sono i Delta e gli Atlas e che il contratto venne stipulato lo scorso dicembre quando questi vettori erano ancora i soli disponibili al momento per le esigenze cruciali dei militari.
Il razzo Delta 4 utilizza il motore principale RS-68, un motore alimentato a idrogeno e ossigeno liquidi costruito negli Stati Uniti dalla Aerojet Rocketdyne
La SpaceX sta sviluppando un razzo più potente del Falcon 9, il Falcon Heavy ma questo non potrà entrare in servizio prima del 2015, nell'ipotesi migliore.
La ULA aveva proceduto con l'acquisto dei razzi in blocco dicendo che avrebbe fatto risparmiare 4 miliardi di dollari ai militari invece di comprarli uno alla volta. Ma la SpaceX non è d'accordo su questo e proclama che i suoi Falcon 9 sarebbero costati molto ai contribuenti americani. Inoltre Elon Musk, fondatore e amministratore delegato della SpaceX, aveva fatto notare che era quantomeno poco opportuno utilizzare motori a razzo russi per lanciare satelliti spia americani. Il motore RD-180, costruito dalla NPO Energomash, alimenta il primo stadio del razzo Atlas 5 e la ULA dichiara di averne comunque già un numero sufficiente in patria per soddisfare le missioni fino al 2016. La potenza sviluppata dal motore RD-180, alimentato a kerosene non ha, al momento, rivali in termini di potenza sviluppata con prodotti costruiti negli Stati Uniti. Inoltre l'RD-180 ha una prestazione perfetta di 51 lanci consecutivi fin dal 2000.
A complicare le cose il vettore Atlas 5 è stato scelto dalla Boeing e dalla Sierra Nevada nella competizione che li vede gareggiare con la SpaceX per portare i propri veicoli spaziali con equipaggi NASA alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a partire dal 2017.
Infine una legge proposta a Washington ieri imporrebbe al Pentagono di sviluppare un motore a razzo come alternativa nazionale al russo RD-180 utilizzato dall'Atlas 5. Se la legge venisse approvata i militari potrebbero spendere il prossimo anno 220 milioni per sviluppare un motore, che però, non sarebbe pronto prima del 2019. Il motore sarebbe sviluppato attraverso una competizione aperta e dovrebbe essere disponibile per l'acquisto da tutti i fornitori di lanciatori degli Stati Uniti. Una stima del costo totale per lo sviluppo di un nuovo motore di questa categoria si aggirerebbe sul miliardo di dollari
Nella foto in copertina una serie di motori RD-180 presso la sede della NPO Energomash, in Russia.

Fonti: Spaceflight Now - Spaceflight Now

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Aggiornato il 31 maggio 2014 - ore 19:29

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