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Notiziario 2014 - settembre

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del mese di settembre 2014. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna Google su tutto il sito.

Qui le ultime notizie dal mondo dell'astronautica di agosto 2014.
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30/09/2014 - L'ASI alla 65esima edizione dello IAC -

La 65esima edizione dello IAC (International Astronautical Congress) si è aperta a Toronto, in Canada e si protrarrà sino al 3 ottobre 2014, presso il Metro Toronto Convention Centre. L'evento è ospitato dal Canadian Space Institute già co-organizzatore di due passate edizioni canadesi del congresso: Montreal nel 1991 e Vancouver nel 2004.
Il motto dell’edizione 2014 è 'Our world needs Space' ed è dedicata ai temi delle ricadute spaziali, del trasferimento tecnologico e, dunque, all’importanza dei legami che la Terra ha con lo Spazio.
"Il sistema Italia rappresentato dall'ASI nella realtà dello IAC suscita grande interesse - ha commentato il Presidente dell'ASI Roberto Battiston durante l'apertura dei lavori - che si tratti di COSMO-SkyMed, del trapano di Exomars o della macchina per il caffè Espresso, il nostro Paese si caratterizza per la tecnologia più avanzata,".
Lo IAC, e il contestuale expo dello spazio rappresentano la kermesse del settore aerospaziale più importante al mondo. L'iniziativa, promossa dalla IAF (International Astronautical Federation), si svolge ogni anno in una nazione diversa.
Come di consueto, la manifestazione si articola in una cinque giorni densa di appuntamenti. Il programma prevede conferenze, seminari, sessioni plenarie e tecniche. L’ASI è presente con una delegazione e uno stand istituzionale, che è stato visitato personalità di eccellenza quali l'Amministratore Generale della NASA Charles Bolden e il Direttore dell'UNOOSA Simonetta Di Pippo.
Sono stati ospiti dello stand ASI anche l'Ambasciatore italiano in Canada Gian Lorenzo Cornado, il Generale di Divisione Aerea Giovanni Fantuzzi, il Ministro della Scienza, della Tecnologia e dello Spazio di Israele Yaakov Peri e Isaac Ben Israel, Presidente dell'Agenzia Spaziale Israeliana (ISA).
L’evento attrae ogni anno più di 3.000 partecipanti e, trattando tutti gli aspetti del settore spaziale, mette a disposizione degli addetti ai lavori le informazioni più aggiornate e i più recenti sviluppi in ambito accademico e industriale.
L’essere una manifestazione itinerante - ogni anno si tiene in una nazione diversa - rafforza l’aspetto internazionale del settore spaziale e consente ad ogni Paese di essere parte della scena spaziale globale.
Nella foto (Credit: ASI) Battiston, Bolden e Di Pippo osservano incuriositi la macchina per caffè espresso presentata dalla Lavazza e che volerà presto sulla ISS.

Fonte: ASI

30/09/2014 - Europa, Canada e Giappone rinviano la decisione per l'estensione al 2024 della ISS -

I capi delle tre agenzie spaziali di Europa, Canada e Giappone, hanno dichiarato il 29 settembre, che non verrà presa nessuna decisione, almeno fino al 2016, sulla partecipazione al progetto della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) oltre il 2020.
Nella sessione dei 'Capi delle Agenzie' che si è svolta durante il 65esimo Congresso Internazionale Astronautico in corso a Toronto, Canada, e nella conferenza stampa che ne è seguita il leader della Canadian Space Agency (CSA), dell'European Space Agency (ESA) e della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) hanno detto che le priorità a breve termine sono di massimizzare l'attuale utilizzo della ISS, prima di considerare il prolungamento proposto dagli Stati Uniti ad inizio anno.
Tutti e tre i capi delle agenzie coinvolte hanno confermato che una decisione non sarà presa prima del 2016.
A gennaio la Casa Bianca aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero cercato di estendere le operazioni sulla ISS dal 2020 almeno fino al 2024. Inoltre funzionari dell'agenzia avevano indicato che, dal punto di vista tecnico, la ISS avrebbe potuto continuare ad operare fino al 2028.
Le tensioni geopolitiche che avevano coinvolto i rapporti fra la Russia e i Paesi occidentali non hanno avuto effetti a breve termine sulle operazioni della ISS ma hanno gettato un'ombra sul futuro della stazione a lungo termine. Il vice primo ministro russo Dmitry Rogozin aveva detto all'inizio dell'anno che la Russia avrebbe cessato la sua partecipazione alla iSS nel 2020, sebbene da allora la Roscosmos (l'agenzia spaziale russa, ndr) ha indicato che stanno considerando i piani per proseguire oltre il 2020.
Denis Lyskov, vice capo di Roscosmos, avrebbe dovuto fare un intervento alla conferenza di Toronto ma è stato uno dei delegati di Russia e Cina che non sono potuti presenziare a causa di problemi con i loro visti di ingresso in Canada.
Nella foto (Credit: Spaceref) la sessione dei 'Capi delle Agenzie' durante lo IAC 2014 a Toronto.

Fonti: Space News - Spaceref

30/09/2014 - Pionieri dell'Europa: ESRO-1A e 1B -

Quarantacinque anni fa, questa settimana, venne lanciato il satellite ESRO-1B. Uno dei due satelliti che formarono le basi del programma scientifico di ESRO (European Space Research Organisation, uno degli enti antenati di ESA, ndr), ESRO-1B partì per il cielo il primo ottobre 1969.
Il programma principale ESRO-1 era frutto di una collaborazione NASA e ESRO. La NASA forniva il veicolo di lancio Scout, così come le strutture di lancio del Poligono della base dell'Air Force di Vandenberg, in California, per ESRO-1A. Invece per ESRO-1B il veicolo di lancio venne acquistato da ESRO dalla NASA.
La missione ESRO-1 e il suo carico utile vennero definiti nel 1963 durante l'incontro scientifico COPERS (European Preparatory Commission for Space Research), la punta di ESRO. ESRO lanciò una richiesta nel 1964 per la progettazione, sviluppo e realizzazione di ESRO-1. Nell'aprile del 1965 il contratto venne affidato alla Laboratoire Central de Telecommunications, di Parigi, come primo appaltatore in associazione con la Contraves AG, di Zurigo e la Bell Telephone Manufacturing Company, di Antwerp. Il progetto del veicolo spaziale era sotto l'autorità di ESRO.
ESRO-1A ('Aurora') e ESRO-1B ('Boreas') erano progettati per studiare come le zone delle aurore rispondevano all'attività geomagnetica e solare. I due satelliti avrebbero preso le misure dirette di queste particelle cariche ad alta energia dalla magnetosfera esterna e dall'atmosfera. Avrebbero permesso lo studio della struttura dettagliata delle aurore boreali e quelli correlati sulle particelle delle aurore, la loro luminosità, la composizione ionosferica e gli effetti di riscaldamento.
ESRO-1A venne lanciato il 3 ottobre 1968 e rientrò il 26 giugno 1970. ESRO-1B venne lanciato il primo ottobre 1969 e rientrò il 23 novembre 1969. ESRO-1B, il quarto satellite lanciato con successo da ESRO, venne immesso su un'orbita bassa circolare per fornire misure complementari a quelle di ESRO-1A, ma questa quota inferiore avrebbe causato inevitabilmente il rientro dopo solo poche settimane.
La forma base di ogni satellite era un piccolo cilindro con un diametro di 76 cm e un'altezza di 93 cm, che gli permetteva di stare all'interno dell'ogiva protettiva del veicolo di lancio Scout. Questi non erano satelliti stabilizzati, pesavano attorno agli 85 kg, portavano esperimenti molto semplici progettati per misurare le radiazioni ambientali attorno al veicolo spaziale. Si trattava di satelliti diretti discendenti dell'esperienza acquisita con i precedenti esperimenti sui razzi sonda.
ESRO-1B trasportava otto esperimenti provenienti da quattro paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia e Regno Unito). La progressiva accensione degli esperimenti avvenne con calma e venne completata sette giorni dopo il lancio.
Gli esperimenti erano concepiti come complementari fin dall'inizio del programma coprendo una vasta gamma di effetti e sono stati destinati a produrre informazioni più complete e significative di quanto si sarebbe ottenuto se fossero stati in orbita separatamente. Questa politica è stata fruttuosamente premiata dal funzionamento di ESRO-1A.
I primi satelliti ESRO sono stati la base della esplorazione scientifica che l'ESA ha ereditato da ESRO. Questi piccoli pionieri hanno consentito all'ESA di basarsi sull'esperienza dei programmi ESRO e aprire la strada per le missioni scientifiche che dovevano aver luogo nel corso dei successivi 50 anni: COS-B, EXOSAT, Giotto, Cassini-Huygens, Mars Express e la più spettacolare fino ad oggi, Rosetta, con l'atterraggio su una cometa previsto per novembre 2014.

Ulteriori letture di approfondimento: to Ariane and beyond, Brian Harvey, Springer 2003
Fifty years of European cooperation in space, John Krige, Beauchesne 2014
Boreas launched, ESRO Bulletin, October 1969, p. 18

Nella foto (Credit: ESA/ESRO) il satellite ESRO-1B durante i test di vibrazione.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: NASA) Bolden, a sinistra, e Radhakrishnan, mentre siglano a Toronto l'accordo di collaborazione.

30/09/2014 - Stati Uniti e India assieme per studiare la Terra e Marte -

Durante il Congresso Internazionale Astronautico (IAC) che si stà svolgendo a Toronto, in Canada, l'Amministratore della NASA Charles Bolden e il capo della ISRO (Indian Space Research Organisation) K. Radhakrishnan, hanno firmato due documenti, rispettivamente, per il lancio di una missione satellitare congiunta NASA/ISRO per osservare la Terra e per stabilire un percorso comune per l'esplorazione di Marte.
I due leader delle rispettive agenzie spaziali hanno approfittato dello IAC 2014 per incontrarsi e discutere come stabilire un gruppo di lavoro che studi la possibile cooperazione dei due Paesi nell'esplorazione di Marte. Inoltre i due hanno firmato l'accordo internazionale che definisce come le due agenzie spaziali lavorino assieme per la missione congiunta NASA/ISRO chiamata NISAR (NASA-ISRO Synthetic Aperture Radar), il cui lancio è previsto per il 2020.
"La firma di questi due documenti riflette i forti rapporti fra la NASA e la ISRO nei campi di scienza avanzata e miglioramento della vita sulla Terra," ha dichiarato l'Amministratore NASA Bolden. "Questa collaborazione darà dei benefici tangibili ad entrambi i nostri Paesi ed al mondo intero."
Il Mars Working Group congiunto identificherà e implementerà obiettivi scientifici, programmatici e tecnologici che la NASA e la ISRO hanno in comune riguardo l'esplorazione di Marte. Il gruppo si incontrerà una volta all'anno per pianificare le attività cooperative, comprese le potenziali future missioni verso Marte di NASA e ISRO.
Entrambe le agenzie hanno appena raggiunto Marte con le proprie sonde spaziali. La MAVEN della NASA, giunta in orbita marziana il 21 settembre, e la Mars Orbiter Mission (MOM) dell'ISRO, giunta il 23 settembre. La MAVEN è la prima sonda dedicata allo studio della tenue atmosfera superiore marziana mentre la MOM è la prima sonda indiana lanciata verso il Pianeta Rosso e studierà la superficie e l'atmosfera di Marte oltre a dimostrare le tecnologie necessarie per le missioni interplanetarie.
Uno degli obiettivi del gruppo di lavoro sarà quello di esplorare le potenziali osservazioni coordinate e le analisi scientifiche fra MAVEN e MOM, così come altri attuali e future missioni verso Marte.
"Gli scienziati della NASA e quelli indiani hanno una lunga storia di collaborazione in campo scientifico," ha detto John Grunsfeld, amministratore associato NASA per la scienza. "Questi nuovi accordi fra NASA e ISRO nella scienza della Terra e nell'esplorazione di Marte significano il rafforzamento dei nostri rapporti e che la scienza sarà capace di produrre risultati."
La missione di osservazione terrestre congiunta NISAR eseguirà misurazioni globali delle cause e delle conseguenti modifiche delle terre di superficie. Le potenziali aeree di ricerca comprendono i disturbi all'ecosistema, il calo della banchisa ghiacciata e i pericoli naturali. La missione NISAR è ottimizzata per misurare i sottili cambiamenti della superficie terrestre associati ai movimenti della crosta e della superficie di ghiaccio. NISAR migliorerà la nostra comprensione degli impatti più importanti sui cambiamenti climatici e migliorerà la nostra conoscenza sui pericoli naturali.
NISAR sarà il primo satellite che utilizzerà, a questo scopo, due differenti frequenze radar (la banda L e la banda S) per misurare i cambiamenti della superficie del nostro pianeta di meno di un centimetro. Questo permetterà alla missione di osservare un vasto spettro di cambiamenti, dal flusso dei ghiacciai e dei movimenti della banchisa fino alle dinamiche dei terremoti e di vulcani.
Nei termini del nuovo accordo, la NASA fornirà il radar in banda L ad apertura sintetica (SAR), un sottosistema per comunicazioni ad alta velocità per i dati scientifici, i ricevitori GPS, un registratore allo stato solido e un sottosistema per i dati del carico utile. L'ISRO, dal canto sui, fornirà la struttura del satellite, il radar in banda S e il veicolo di lancio ed i servizi ad esso associati.
La NASA ha iniziato gli studi per una missione SAR in risposta alla sollecitazione della National Academy of Science, del 2007, per il programma scientifico decennale NASA dedicato alla Terra. L'agenzia ha sviluppato la collaborazione con la ISRO che ha portato a questa missione congiunta. La collaborazione con l'India ha permesso così di raggiungere molti degli obiettivi scientifici della missione.
Il contributo della NASA a NISAR viene gestito e implementato dal Jet Propulsion Laboratory dell'agenzia, a Pasadena, California.
La NASA e la ISRO hanno così collaborato sotto questi termini grazie ad un primo accordo siglato nel 2008. Questa cooperazione comprende una serie di attività nelle scienze spaziali come i due carichi utili NASA - il Mini-Synthetic Aperture Radar (Mini-SAR) e il Moon Mineralogy Mapper - ospitati sulla missione Chandrayaan-1 dell'ISRO che ha raggiunto la Luna nel 2008. Durante la fase operativa di quella missione, lo strumento Mini-SAR rivelò depositi di ghiaccio vicini al polo nord lunare.
Per ulteriori informazioni sul programma di Esplorazione di Marte della NASA, visitate: http://www.nasa.gov/mars.
Per ulteriori informazioni sulla missione NISAR, visitate: http://nisar.jpl.nasa.gov/.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il satellite NISAR. Nella foto in alto (Credit: NASA) Bolden, a sinistra, e Radhakrishnan, mentre siglano a Toronto l'accordo di collaborazione.

Fonte: Spaceref

30/09/2014 - Completato l'Ariane 5 per la prossima missione -

In Guyana Francese il razzo Ariane 5 completo è stato spostato mentre proseguono i preparativi di Arianespace per la missione con doppio carico utile per Intelsat, DIRECTV e ARSAT.
Il vettore pesante Ariane 5 per il prossimo lancio di Arianespace - designato Volo VA220 - si trova ora all'interno dell'edificio chiamato Final Assembly Building dopo il suo trasferimento per rotaia con la sua rampa di lancio mobile dal Launcher Integration Building.
Con Ariane 5 ora sotto la responsabilità di Arianespace, questo lanciatore di razza si trova nella posizione per ricevere i suoi carichi utili ISDLA-1 e ARSAT-1, alla quale poi seguiranno le verifiche finali e il successivo rollout al complesso di lancio ELA-3 dello Spazioporto per il decollo previsto il 16 ottobre.
Intanto le altre attività per il volo VA220 sono in corso allo Spazioporto con il rifornimento del satellite ARSAT-1 di ARSAT nell'edificio di preparazione S5. Il completamento di questo passo spianerà la strada al trasferimento del satellite, prodotto dalla INVAP, al Finel Assembly Building, dove verrà integrato con l'Ariane 5.
Assieme all'ARSAT-1, con il quinto volo del 2014 di un Ariane 5, vi sarà anche ISDLA-1 - che verrà portato in orbita per i clienti Intelsat e DIRECTV ed è stato costruito dalla SSL (Space System/Loral).
Nella foto (Credit: Arianespace) il vettore completo durante il trasferimento verso l'edificio finale di assemblaggio.

Fonte: Arianespace

29/09/2014 - Dieci anni fa il primo volo dell'Ansari X Prize -

Dieci anni fa, oggi, Mike Melvill compiva il primo dei due voli suborbitali a bordo della SpaceShipOne richiesti per vincere i 10 milioni di dollari in palio per l'Ansari X Prize. Quello divenne un volo 'selvaggio' quando il veicolo iniziò a ruotare rapidamente mentre percorreva la sua via verso lo spazio.
Brian Binnie fece il secondo volo suborbitale il 4 ottobre 2004, permettendo alla Scaled Composites di vincere l'Ansari X Prize. Per potersi aggiudicare i 10 milioni di dollari era infatti necessario eseguire due voli suborbitali, che superassero quindi il limite dei 100 km di quota, nell'arco di due settimane.
Nell'immagine (Credit: Courtesy of Scaled Composites, LLC) la SpaceShipOne mentre stà per toccare la pista.

VIDEO DEL PRIMO VOLO SUBORBITALE PER L'ANSARI X PRIZE - 29/09/2004 - (Credit: SCALED COMPOSITES LCC) - dur.min. 10:00 - LINGUA INGLESE

Fonte: Parabolic Arc

29/09/2014 - Una contaminazione del banco prova fa rinviare i test dei motori di SLS -

Una contaminazione delle condutture del banco prova A-1 presso lo Stennis Space Center della NASA costringerà a rinviare di mesi i primi test dei motori RS-25 del nuovo vettore pesante Space Launch System (SLS).
I team di tecnici di Stennis, prima di iniziare i test sui motori RS-25, alcuni dei quali hanno già volato nello spazio utilizzati nel programma Space Shuttle, hanno eseguito un'ispezione, per mezzo di un boroscopio, di tutte le condutture di propellente del banco prova A-1. Sono state così scoperte una serie di fibre tessili appiccicate all'interno delle condutture che portano l'ossigeno liquido al motore.
Le fibre si sono rivelate così inglobate nel rivestimento interno delle tubazioni che ogni tentativo di rimuoverle non ha avuto successo. A questo punto i tecnici dello Stennis hanno deciso di sostituire tutta la conduttura contaminata, circa 10 metri, ma per far questo il motore RS-25 che si trovava già installato sul banco prova dovrà essere rimosso. Questo porterà ad un ritardo di 'mesi' e la NASA spera di poter iniziare i test di accensione dei motori RS-25 entro la fine dell'anno.
Questo rinvio non mette comunque a rischio la tabella di marcia del programma SLS che vede il suo primo volo per il 2018.
Al momento il componente critico per la tempistica di lancio di SLS rimane Orion e, più nello specifico, il contributo dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) al programma con il suo coinvolgimento nel Modulo di Servizio.
Al momento le esatte cause che hanno portato alla contaminazione delle tubature non sono conosciute ma pare più probabile un problema sorto in fase di produzione dei pezzi.
Nella foto (Credit: NASA/SSC) alcune delle tubazioni dell'ossigeno liquido del banco di prova A-1 di Stennis, come quelle trovate contaminate al loro interno.

Fonte: Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA/Twett @Astro_Reid) il Canadarm2 e il veicolo cargo Dragon.

29/09/2014 - Sulla ISS si fa scienza e ci si prepara a due passeggiate spaziali -

L'equipaggio di Spedizione 41 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che ha raddoppiato il numero di esseri umani nello spazio dopo l'arrivo, la scorsa settimana, dei tre nuovi membri dell'equipaggio, ha iniziato lunedì la sua prima settimana lavorativa con l'equipaggio di sei persone eseguendo ricerca biologica e preparandosi per un paio di passeggiate spaziali USA.
Gli Ingegneri di Volo Barry Wilmore, Alexander Samokutyaev e Elena Serova si sono riuniti con i loro compagni di Spedizione 41 nelle prime ore di venerdì dopo un viaggio di sei ore, equivalenti a quattro orbite, a bordo della capsula Soyuz TMA-14M lanciata dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Wilmore, Samokutyaev e la Serova dovranno trascorrere cinque mesi e mezzo a bordo della stazione. Il Comandante Max Suraev e gli Ingegneri di Volo Reid Wiseman e Alexander Gerst, arrivati il 28 maggio, torneranno sulla Terra a novembre.
Dopo la sveglia, avvenuta come di solito verso le 2 a.m. EDT (le 8 ora italiana), l'intero equipaggio ha condotto le misurazioni della massa corporea, ispezionato la loro casa orbitale e partecipato alla conferenza giornaliera di pianificazione con le squadre dei controllori di volo attorno al mondo e che serve per controllare le attività giornaliere.
Per Wiseman, Gerst e Wilmore, gran parte delle attività odierne sono state incentrate nella preparazione delle imminenti attività extraveicolari (EVA). Durante l'escursione prevista per il 7 ottobre all'esterno della stazione, Wiseman e Gerst trasferiranno una pompa, precedentemente assicurata in una posizione temporanea, alla External Stowage Platform-2 (EXP-2). I due spacewalker installeranno inoltre il Mobile Transporter Relay Assembly che aggiungerà la capacità di tenere 'attivo' il sistema Mobile Servicing System quando il Mobile Transporter (una specie di vagoncino le cui rotaie scorrono lungo tutto il traliccio principale della ISS, ndr) è in movimento fra due postazioni di lavoro.
Wiseman e Gerst hanno trascorso del tempo ricontrollando le procedure per quell'EVA e, in seguito, hanno partecipato a una conferenza con gli specialisti di passeggiate spaziali che si trovano a Terra.
Wilmore ha poi iniziato a 'ripulire' i sistemi di raffreddamento delle tute USA, compreso il Liquid Cooling and Ventilation Garment, che indosserà sotto la sua tuta spaziale quando andrà a raggiungere Wiseman per la seconda passeggiata spaziale di Spedizione 41, prevista per il 15 ottobre. Wiseman ha poi completato nel pomeriggio il ricambio dell'acqua nella tuta.
Gerst ha controllato lo studio Zebrafish Muscle e si è assicurato che le condizioni dell'acqua all'interno dell'Aquatic Habitat, utilizzato per ospitare un branco di pesci che viaggiano nello spazio, popolarmente conosciuta nel commercio acquatico come danio zebra. L'obiettivo dello studio è quello di determinare se i muscoli di questi pesci si indeboliscono in ambiente di micro-gravità in modo simile a quelli degli esseri umani e, se così fosse, isolare la causa. I risultati dello studio Zebrafish Muscle potrebbero aiutare nell'identificare i cambiamenti molecolari coinvolti nel deterioramento dei muscoli esposti alla micro-gravità. Di queste scoperte potrebbero beneficiarne i pazienti costretti a lunghe degenze a letto o con limitata mobilità. Inoltre queste informazioni dovrebbero aiutare i ricercatori a sviluppare contromisure contro l'indebolimento dei muscoli negli astronauti che vivono in micro-gravità durante lunghe missioni.
Dalla parte russa del complesso orbitale, Serova ha trasferito i campioni di prova dell'esperimento di coltivazione cellulare Kaskad, mentre Samokutyaev ha eseguito uno studio sulla progettazione di attrezzature che potrebbero fornire condizioni asettiche per gli esperimenti biotecnologici.
Intanto il Comandante Suraev ha stivato i rifiuti e altro materiale non più necessario e da smaltire all'interno del veicolo cargo Progress 56 attualmente ormeggiato al compartimento di aggancio Pirs. Il cargo russo, che ha portato quasi tre tonnellate di merci quando si è agganciato alla stazione il 23 luglio scorso, lascerà la ISS alla fine di ottobre per un rientro distruttivo sopra l'Oceano Pacifico.
Tutti e sei i membri dell'equipaggio si sono riuniti nel pomeriggio per una revisione dei loro ruoli e per la definizione delle responsabilità durante un'emergenza a bordo della stazione.
Tutti i più recenti membri dell'equipaggio, Wilmore, Samokutyaev e Serova hanno inoltre avuto un'ora in deroga per imparare i segreti della loro nuova casa orbitante.
Mentre l'equipaggio lavorava all'interno della stazione, l'ufficio di robotica presso il Centro Controllo Missione di Houston ha manovrato il braccio robotico Canadarm2 e il suo Special Purpose Dexterous Manipulator (DEXTRE) verso il 'bagagliaio' della nave cargo, recentemente attraccata, Dragon della SpaceX che si trova ormeggiata al boccaporto che guarda verso la Terra del nodo Harmony. Qui il braccio è stato comandato per afferrare ed estrarre un adattatore dal bagagliaio di Dragon e installarlo nella parte frontale del modulo Columbus. Martedì l'ISS-Rapid Scatterometer, o RapidScat, verrà rimosso roboticamente dalla stiva del Dragon e installato sull'adattatore.
Progettato per monitorare i venti oceanici dal punto privilegiato della stazione, RapidScat è uno scatterometro spaziale che utilizza gli impulsi radar riflessi dalla superficie degli oceani con angoli differenti per calcolare i venti superficiali e la loro direzione. Queste informazioni verranno utilizzate per le previsioni meteorologiche e in monitoraggio degli uragani.
Nella foto (Credit: NASA/Twett @Astro_Reid), postata su Twitter dall'Ingegnere di Volo Reid Wiseman, gli Ingegneri di Volo Barry Wilmore (a sinistra) e Alexander Gerst al lavoro nel laboratorio Kibo della ISS. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/Twett @Astro_Reid), postata su Twitter dall'Ingegnere di Volo Reid Wiseman, il Canadarm2 e il DEXTRE si preparano a rimuovere il cargo esterno del veicolo di rifornimento Dragon della SpaceX.

Fonte: NASA

29/09/2014 - Cassini osserva una misteriosa 'isola' nel mare di metano di Titano -

La sonda Cassini della NASA stà monitorando l'evoluzione di una misteriosa struttura che si trova nel grande mare di idrocarburi della luna Titano del sistema di Saturno. La strutture copre un'area di circa 260 km quadrati nel Ligea Mare, uno dei mari più grandi di Titano. Finora è stata osservata due volte dall'esperimento radar di Cassini ma la sua forma è cambiata fra le due apparizioni.
Le immagini della struttura riprese durante i sorvoli di Titano da parte della sonda Cassini sono disponibili presso: http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA18430.
La misteriosa struttura, che appare luminosa alle immagini radar in confronto allo sfondo scuro del mare liquido, venne per prima ripresa durante il sorvolo di Titano da parte della sonda Cassini nel luglio 2013. Precedenti osservazioni della stessa zona non mostravano segni di strutture luminose nel Ligea Mare. Gli scienziati sono perplessi di vedere, grazie al radar a bassa risoluzione e la fotocamera infrarossa, una struttura che scompare e poi riappare nuovamente dopo diversi mesi. Alcuni scienziati a capo del team suggeriscono che potrebbe trattarsi di una struttura transiente. Ma durante il sorvolo di Cassini del 21 agosto 2014, la struttura era ancora visibile, ed era ancora cambiata nell'apparenza rispetto ad 11 mesi prima, l'ultima volta che era stata vista.
Gli scienziati che si occupano del radar sono fiduciosi che la struttura non è un artefatto, uno 'scherzo' dei loro dati, come poteva sembrare una delle spiegazioni più semplici. E questa apparizione non poteva essere il frutto dell'evaporazione del mare, dato che la linea costiera complessiva di Ligea Mare non è cambiata di molto.
Il team suggeriva che questa struttura potrebbe essere formata da onde di superficie, bolle che riemergono, parti solide che galleggiano, solidi sospesi appena sotto la superficie o forse qualcosa di ancora più strano.
I ricercatori sospettano che l'apparizione di questa struttura potrebbe essere legata ai cambiamenti stagionali di Titano, ora che l'estate si avvicina all'emisfero nord della luna di Saturno. Il monitoraggio dei cambiamenti globali è uno dei principali obiettivi della missione estesa di Cassini.
"La scienza ama il mistero, e con questa enigmatica struttura, abbiamo un esempio interessante di quello che può cambiare su Titano," ha detto Stephen Wall, vice capo del team radar della sonda Cassini, presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Speriamo di essere in grado di continuare ad osservare questi mutamenti e scoprire che cosa accade in quel mare alieno."
La missione Cassini/Huygens è frutto della collaborazione fra NASA, ESA e ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana. Il JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, e gestisce la missione per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington. Lo strumento radar è stato costruito dal JPL e dall'ASI, lavorando con i membri del team degli Stati Uniti e di diversi paesi europei.
Per ulteriori informazioni sulla missione Cassini visita: http://www.nasa.gov/cassini e http://saturn.jpl.nasa.gov/
Nelle immagini (Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell) la struttura indicata nell'ovale durante diverse osservazioni.

Fonte: NASA

Nell'immagine (Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM) la zona indicata come 'J' per l'atterraggio del lander Philae.

29/09/2014 - Stabilita la data di atterraggio di Philae -

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko si sta avvicinando rapidamente al Sole e, tra poche settimane, sarà a meno di 3 unità astronomiche da esso, distanza alla quale storicamente questa cometa comincia a manifestare segni evidenti di attività. Per questo motivo, nelle ultime due settimane il "flight dynamics and operations team" dell' agenzia spaziale europea ESA ha fatto una dettagliata analisi delle traiettorie e delle tempistiche necessarie per effettuare l'atterraggio del Lander prima che l'attività cometaria possa raggiungere livelli pericolosi.
Sono stati sviluppati due robusti scenari, uno per il sito primario di atterraggio e l'altro per il sito di riserva; entrambi prevedono che l'operazione di separazione Rosetta-Philae avvenga il 12 Novembre 2014.
Nel caso di atterraggio sul sito primario J, Rosetta rilascerà Philae alle 08:35 GMT (09:35 ora italiana) a una distanza di 22.5 km dal centro del nucleo. Dato che il lander impiegherà 7 ore a raggiungere il nucleo e dato che i segnali impiegheranno quasi mezz'ora per giungere a Terra, la conferma dell'avvenuto atterraggio arriverà poco dopo le 17.
Se invece si opterà per il sito C di "backup", lo sganciamento è previsto per le 14.04 ora italiana e stavolta il viaggio di 12.5 km durerà solo 4 ore, perciò la conferma è prevista per le 18.30. In entrambi i casi, Philae si dovrebbe posare sul nucleo con una velocità di circa 3.2 km/h ovvero 0.9 m/s.
La decisione finale sulla scelta del sito verrà resa nota il 14 Ottobre, sulla base dell'analisi delle immagini ad alta risoluzione inviate da Rosetta; nella stessa settimana, verrà indetta una competizione pubblica per la scelta del nome da dare al sito di atterraggio. Si noti che, dato il periodo di rotazione di 12.4 ore della cometa, nel caso dell'atterraggio sul sito primario quest'ultimo sarà praticamente sul lato opposto del nucleo, completamente invisibile a Rosetta! E siccome Philae non è in grado di correggere in alcun modo la traiettoria durante le 7 ore di tragitto, questo dà un'idea della criticità della manovra e della precisione richiesta.
L'immagine qui a sinistra (Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM) ritrae la regione attorno al sito "J"; è stata scattata il 21 Settembre da una distanza di 27.8 km e copre un'area di circa 2.0 × 1.9 km. Il punto di atterraggio è situato immediatamente sopra la caratteristica depressione circolare, con all'interno una scarpata e svariati massi lunghi fino a 25 m. Questo sito è stato scelto unanimamente perchè, su una superficie di 1 chilometro quadrato, le regioni con pendenza sopra i 30° sono relativamente poche e anche i massi sono rari; inoltre, l'illuminazione è ottimale per assicurare il funzionamento delle batterie solari una volta che Philae avrà esaurito l'energia degli accumulatori, dopo le prime 64 ore di attività.
Intanto, mercoledì Rosetta ha completato la seconda semi-orbita a 30 km dal nucleo ed ha finalmente attraversato il piano del terminatore che separa idealmente la zona illuminata da quella in ombra. Adesso inizia la fase "notturna" di mappatura ma Rosetta non verrà comunque mai eclissata dalla cometa, poichè l'orbita forma un angolo di 60° con i raggi solari. Inoltre, grazie ai due "mini-burn" del 24 e 29 Settembre, la quota dell'orbita verrà abbassata a circa 20 km, mentre la decisione di abbassare ulteriormente la quota a soli 10 km deve essere ancora vagliata.
Nella foto in copertina (Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM) il nucleo della 67P ripreso dalla fotocamera NAVCAM di Rosetta il 24 settembre.

Fonti: Alive Universe Images - ESA

29/09/2014 - Il primo laboratorio spaziale cinese in orbita da oltre 1000 giorni -

Il Tiangong-1, il primo laboratorio spaziale della Cina, si trova in orbita da 1.092 giorni, tre anni, fin da quando è stato lanciato nello spazio il 29 settembre 2011. Secondo quanto riportato da Wang Zhaoyao, direttore dell'Ufficio del Programma Spaziale Abitato Cinese, il laboratorio spaziale, che appare in buone condizioni, è stato in grado di completare diverse operazioni in orbita.
Un'accurata manutenzione e monitoraggio ha permesso di assicurare che il laboratorio spaziale, inizialmente progettato per rimanere in orbita due anni, sia ancora operativo.
Il Tiangong-1, del peso di 8,5 tonnellate e con un diametro massimo di 3,35 metri, fornisce uno spazio di 15 metri cubi per la vita e il lavoro di tre astronauti.
Ad esso si è attraccato, per primo nel 2011, il veicolo spaziale Shenzhou-8 senza equipaggio ed a questo è seguita la Shenzhou-9, con tre astronauti a bordo, nel giugno 2012. Nel giugno 2013 è stata la volta della Shenzhou-10 raggiungere il laboratorio con altri tre astronauti che hanno tenuto lezioni di fisica da bordo del Tiangong-1.
Secondo Wang, il laboratorio spaziale Tiangong-2 verrà lanciato nel 2016 e ad esso seguiranno il veicolo spaziale Shenzhou-11 e il cargo automatico Tianzhou-1, destinati ad attraccare ad esso. Attorno al 2022 la prima stazione spaziale del Paese sarà completata.
Fin dall'approvazione, nel 2010, del programma di una stazione spaziale abitata questo stà progressivamente crescendo con lo sviluppo di diversi moduli, veicoli spaziali e infrastrutture al suolo.
Nell'illustrazione artistica (Credit: CCTV) il modulo laboratorio Tiangong-1.

Fonte: Spacedaily

29/09/2014 - La sonda indiana riprende le tempeste di polvere su Marte -

Nella foto (Credit: ISRO), l'attività delle tempeste di polvere regionali sull'emisfero nord di Marte - ripresa con la Mars Color Camera che si trova a bordo della sonda Mars Orbiter Mission (MOM) dell'India - da un'altezza di 74.500 km, il 28 settembre 2014.

Fonte: Spaceref

28/09/2014 - La Cina lancia un altro satellite sperimentale -

La Cina ha lanciato con successo, dal Centro di Lancio Satellite Jiuquan, un satellite sperimentale nell'orbita prefissata.
Il satellite Shijian-11-07 è stato lanciato grazie al razzo vettore Lunga Marcia-2C (CZ-2C) decollato alle 1:13 p.m. ora di Pechino (le 7:15 ora italiana). Il satellite, sviluppato dalla China Spacesat Co Ltd su mandato della Corporazione Cinese Tecnologia e Scienza Aerospaziale, verrà utilizzato per condurre esperimenti scientifici nello spazio.
Si è trattato del 194esimo volo di un razzo vettore della serie Lunga Marcia.
Si è trattato del secondo lancio Shijian-11-07 dell'anno ma altri dettagli della missione non sono stati annunciati dalla autorità cinesi. Osservatori occidentali pensano che il satellite pesi meno di una tonnellata, data la capacità orbitale quasi-polare dei razzi del tipo CZ-2C.
Sul sito Nasaspaceflight viene riportato che il satellite potrebbe far parte di una costellazione di satelliti operativi di 'primo allarme' dotati di sensori infrarossi per rilevare i lanci di missili ostili.
Tutti i satelliti del tipo Shijian opererebbero su orbite tipiche di 705x690 con inclinazione di 98,1°.
Anche se la Cina ha impiegato tre mesi per eseguire il suo primo lancio orbitale dell'anno, questo ritmo inizierà a salire rapidamente dato che le informazioni parlano di almeno altre 18 missioni prima della fine del 2014.
Quello di oggi è stato il 60esimo lancio orbitale del 2014, il 58esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Xinhua/www.news.cn) il razzo Lunga Marcia-2C in volo con il satellite Shijian-11-07.

Fonti: Xinhua - Nasaspaceflight

27/09/2014 - Il Proton riprende i voli dopo l'ultimo incidente -

Un vettore russo Proton è decollato domenica mattina alle 2:23 a.m. locali (le 6:23 ora italiana) dall'Area 81, rampa 24, del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. A bordo del razzo russo un satellite militare segreto che segna la ripresa dei voli di questo vetusto vettore dopo quattro mesi e mezzo di interruzione dopo il lancio fallito di maggio.
Il Proton ha rilasciato lo stadio superiore Breeze M circa dieci minuti dopo il decollo e quest'ultimo ha iniziato così una serie di manovre per portare il carico utile sull'orbita prevista. Il Breeze M ha rilasciato il satellite segreto militare russo 'Luch' dopo quasi nove ore di missione che hanno visto quattro o cinque accensioni del motore dello stadio superiore.
La Russia ha rivelato poco sulla missione - conosciuta anche come Olymp - oltre al fatto che il veicolo spaziale è stato costruito dalla ISS Reshtnev, una compagnia russa che si occupa della costruzione di satelliti.
Il satellite è stato probabilmente inserito su un'orbita geostazionaria a circa 36.000 km di altezza, la quota classica usata dai satelliti per telecomunicazioni, dove i veicoli spaziali hanno la stessa velocità di rotazione della Terra.
Il lancio di domenica è stato il primo volo di un razzo Proton dopo il fallimento di maggio causato da un prematuro spegnimento del terzo stadio del vettore. Le notizie dopo quel lancio parlarono di un'anomalia nel sistema di guida del terzo stadio.
Il prossimo Proton è ora previsto per il 12 ottobre con il satellite civile per telecomunicazioni Express AM6, della Russian Satellite Communications. Invece i voli commerciali, gestiti dalla statunitense ILS (International Launch Services) riprenderanno più avanti con il satellite per telecomunicazioni ASTRA 2G della SES del Lussemburgo.
I problemi relativi al deterioramento delle relazioni fra la Russia e i governi occidentali per la crisi in Ucraina, hanno costretto la compagnia ILS ad annunciare ad agosto un taglio del 25% dei propri dipendenti per allinearsi con una riduzione del mercato di lanci.
Phil Slack, presidente della ILS, ha detto che il calo della forza lavoro è consistente con i tre o quattro lanci commerciali di Proton all'anno, contro i più di otto delle missioni compiute negli anni scorsi.
Le prestazioni del razzo Proton si adattano bene ai grandi satelliti per telecomunicazioni che pesano fino a circa 6 tonnellate. Ma gran parte dei contratti di lancio per i satelliti commerciali di quelle dimensioni sono andati quest'anno alla SpaceX e all'Arianespace.
Quello di oggi è il 59esimo lancio orbitale del 2014, il 57esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Roscosmos) il Proton per la missione di oggi in attesa sulla rampa di lancio di Baikonur.

Fonti: Spaceflight Now - Space Launch Report

26/09/2014 - La Sierra Nevada protesta formalmente contro la decisione NASA di escluderla dal contratto Commercial Crew -

La Sierra Nevada Corp. (SNC) ha confermato la protesta ufficiale contro la decisione della NASA di escluderla dal contratto Commercial Crew Trasportation Capability (CCtCap). Anche con la protesta in corso la SNC ha deciso di proseguire nello sviluppo del suo spazioplano Dream Chaser cercando appoggi internazionali e decidendo di concorrere per il prossimo turno di contratti cargo diretti alla ISS.
La NASA aveva annunciato la sua decisione, il 16 settembre scorso, di affidare a Boeing, con la sua capsula CST-100, ed alla SpaceX con il Dragon Version 2, il trasporto dei propri equipaggi diretti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a cominciare dal 2017.
Al momento la NASA non ha ancora reso pubblici i criteri con i quali ha scartato la Sierra Nevada. La decisione NASA ha comunque avuto impatti immediati sui dipendenti della SNC, 90 dei quali sono stati licenziati, si tratta di circa il 10% di tutta la forza lavoro della compagnia che è impegnata anche in diversi altri progetti.
Il Dream Chaser deve ancora completare alcuni step del contratto precedente con NASA, il CCiCap, che prevede una nuova serie di voli di prova dopo quello conclusosi rovinosamente al Dryden Flight Research Center della NASA nel 2013.
"Prevediamo di continuare a lavorare con il Dream Chaser per completare l'iniziativa CCiCap con NASA," ha dichiarato un portavoce della compagnia. "La SNC ha un team sufficiente per eseguire il programma Dream Chaser." Ma la SNC guarda oltre il completamento del CCiCap e spera comunque, un giorno, di poter attraccare alla ISS. "La SNC ha preso la decisione di proseguire lo sviluppo di volo di Dream Chaser, compresa la sua partecipazione al CRS2 della NASA (un nuovo contratto per portare materiali alla ISS)," ha fatto notare la compagnia, puntando al potenziale ruolo cargo del veicolo.
Al momento il CRS1 è in corso con i veicoli Dragon di SpaceX e Cygnus di Orbital che, per conto NASA, portano materiali e rifornimenti alla ISS.
La NASA venerdì scorso ha rilasciato una richiesta di proposte per il proseguo del contratto dato che quelli attuali con SpaceX e Orbital coprono le missioni solo fino al 2016, mentre quello nuovo dovrebbe coprire fino al 2020, con possibilità di ulteriori missioni fino al 2024.
Nella foto (Credit: SNC) il modello di Dream Chaser per i test di atterraggio durante le prove del 2013 a Dryden.

Fonte: Nasaspaceflight

Nell'immagine (Credit: NASA/Ben Smegelsky) un tecnico della ULA controlla i progressi sui booster.

26/09/2014 - Il Delta IV Heavy per Orion EFT-1 è ormai quasi completato -

Gli ingegneri hanno fatto un altro passo avanti nella preparazione del primo volo di prova, previsto a dicembre, della nuova nave spaziale Orion della NASA. I tre nuclei comuni del razzo Delta IV Heavy della ULA (United Launch Alliance) sono stati recentemente integrati, formando il primo stadio del veicolo di lancio che invierà Orion lontano dalla Terra permettendo alla NASA di valutare le prestazioni dell'astronave nello spazio.
I tre Common Booster Core (CBC) del Delta IV sono stati collegati presso la struttura Horizontal Integration Facility (HIF) che la ULA ha presso l'Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida. L'edificio HIF è situato vicino al complesso di lancio 37 da dove la missione prenderà il via.
Il primo booster era stato agganciato al razzo centrale a giungo ed il secondo ai primi di agosto.
"Le operazioni giornaliere sono gestite da ULA," dice Merri Anne Stowe del Launch Services Program (LSP) che fa parte del Fleet Systems Integration Branch di NASA. "Il ruolo della NASA è quello di osservare attentamente tutto e dare aiuto per i problemi che potrebbero insorgere."
Stowe spiega che durante i test principali gli esperti del Launch Services Program della NASA monitorizzano il lavoro alle console dell'Hangar AE presso la Air Force Station di Cape Canaveral. L'Hangar AE è la sede del Launch Vehicle Data Center presso il Kennedy Space Center della NASA. La struttura permette agli ingegneri di tenere sotto controllo l'audio, i dati, la telemetria e il sistema video che supporta le missioni dei veicoli di lancio a perdere. Lo Spazioporto Florida della NASA è anche dove Orion è stato costruito e viene preparato.
Gli stadi del razzo Delta IV sono invece assemblati presso l'impianto della ULA a Decatur, in Alabama, a circa 32 km da Huntsville. Dopo il loro completamento, i componenti del razzo sono stati spediti attraverso il fiume Tennessee e il canale Tombigbee Waterway fino al Golfo del Messico. Da qui hanno viaggiato fino a Cape Canaveral, dove sono arrivati il 6 maggio. Gli elementi del primo stadio del razzo sono poi stati trasportati all'HIF per la loro preparazione pre-volo.
"Tutti e tre i nuclei comuni hanno superato le ispezioni iniziali e il processamento, vi sono state saldate le apposite strutture per collegare i booster al cuore centrale," dice Stowe. "Tutto questo è avvenuto orizzontalmente."
I tre nuclei comuni sono lunghi 41 metri ed hanno un diametro di 5,2 metri. Ognuno ha un motore RS-68 che utilizza idrogeno ed ossigeno liquido come propellenti producendo 297 tonnellate di spinta, Tutti assieme i tre booster Delta IV generano 889 tonnellate di spinta.
"Il secondo stadio è stato preso in carico dal Delta Operations Center per essere processato appena dopo il suo arrivo," ha detto Stowe. "Il secondo stadio è stato spostato nell'HIF il 29 agosto ed è stato collegato orizzontalmente con il primo stadio il 12 settembre."
Lo stesso stadio superiore verrà utilizzato per la versione Block 1 del nuovo super-razzo pesante della NASA, lo Space Launch System (SLS). Il più potente di ogni razzo mai costruito prima, l'SLS sarà in grado di inviare gli esseri umani, a bordo di Orion, verso le destinazioni nello spazio profondo come un asteroide o Marte.
"I componenti per Exploration Flight Test-1 sono stati uniti assieme," dice Stowe. "Non abbiamo avuto nessun problema serio. Tutta la pianificazione svolta in anticipo sembra averci ripagato."
Una volta che tutti gli stadi del veicolo di lancio saranno stati assemblati assieme e controllati, il prossimo passo sarà la revisione Test Readiness Review.
"Questi incontri sono tenuti per portare assieme tutte le parti interessate ad essere sicure che il razzo Delta IV sia pronto per essere spostato alla rampa di lancio dove Orion verrà installato sulla sua sommità," dice Stowe.
L'imminente volo di prova utilizzerà il Delta IV Heavy per lanciare Orion e inviarlo a 5.800 km di altezza oltre la superficie terrestre. Durante le quattro ore (due orbite) di missione, gli ingegneri valuteranno i sistemi cruciali per la sicurezza dell'equipaggio, il sistema di aborto al lancio, lo scudo termico e il sistema di paracadute. I dati ottenuti durante la missione influenzeranno le decisione di progettazione e valideranno gli attuali modelli al computer. Il volo ridurrà inoltre i rischi ed i costi associati ai voli successivi di Orion.
La capsula rientrerà nell'atmosfera terrestre alla velocità di circa 32.000 km/h, generando una temperatura di circa 2.200° Celsius, prima di eseguire un ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
La Lockheed Martin ha progettato e costruito Orion per inviare gli esseri umani più lontano di dove sono arrivati finora. L'astronave servirà come veicolo esplorativo che porterà gli astronauti nello spazio e fornirà un sicuro rientro dalle missioni nello spazio profondo. Attualmente Orion si trova nelle fasi finali di assemblaggio presso il Neil Armstrong Operations and Checkout Building del Kennedy.
Stowe si sente coinvolta in prima persona nel successo del volo di prova.
"Perlopiù guardo avanti," dice. "a quando recupereremo la capsula Orion dal Pacifico."
Nella foto (Credit: NASA/Daniel Casper) il secondo stadio del razzo Delta IV Heavy mentre sta per essere agganciato al resto del vettore. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/Ben Smegelsky) un tecnico della ULA controlla i progressi sui booster del razzo Delta IV Heavy destinato a EFT-1.

Fonte: NASA

26/09/2014 - Curiosity esegue la prima trivellazione sul monte marziano -

Il rover marziano Curiosity ha preso il suo primo 'morso' della gigantesca montagna per la quale ha fatto un viaggio interplanetario per esplorarla.
Il 24 settembre, il rover Curiosity da una tonnellata, ha eseguito una perforazione di 6,7 cm di profondità su un'affioramento che si trova alla base di Monte Sharp, che si eleva per 5,5 km nel cielo di marziano. Curiosity ha raccolto campioni di polvere della roccia, con l'intenzione di consegnarla agli strumenti di bordo del rover per analizzarla.
"Questo obiettivo si trova nella parte più bassa dello strato di base della montagna, e da qui abbiamo intenzione di esaminare gli strati superiori più giovani esposti nelle vicine colline," ha detto in una dichiarazione Ashwin Vasavada, scienziato del progetto Curiosity presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena, in California. "Questo primo sguardo alle rocce alla base di Mount Sharp pensiamo che sia emozionante perché si inizierà a creare un quadro dell'ambiente nel momento in cui si è formata la montagna, e ciò che ha portato alla sua crescita."
Il Monte Sharp (in realtà si chiama ufficialmente Aeolis Mons, ndr) è stata la destinazione scientifica primaria di Curiosity fin da prima del suo lancio nel novembre del 2011. Gli scienziati della missione volevano che il Curiosity scalasse le colline ai piedi della montagna, leggendo le rocce alla ricerca di indizi sul perché Marte si è trasformato da un mondo caldo e umido del passato nel freddo e arido pianeta che conosciamo oggi.
Curiosity non si diresse subito verso la montagna dopo il suo atterraggio all'interno del cratere Gale nell'agosto del 2012. Invece Curiosity trascorse quasi un anno esaminando le rocce vicino al sito di atterraggio.
Questo lavoro, che comprese tre separate operazioni di perforazione e raccolta campioni, venne ripagato perché le osservazioni del rover permisero agli scienziati di determinare che quell'area ospitava un sistema di torrenti e laghi miliardi di anni fa e che questo ambiente, se vi fosse stato, avrebbe potuto ospitare la vita.
Curiosity ha iniziato nel luglio 2013 un viaggio verso Monte Sharp lontano 8 km a raggiungere gli affioramenti alla base della montagna chiamati 'Pahrump Hills' la scorsa settimana. L'arrivo segna il principale cambiamento nella missione negli ultimi 15 mesi che aveva la priorità nel raggiungimento del Monte Sharp.
"Stiamo mettendo i freni allo studio di questa straordinaria montagna," ha detto Jennifer Trosper vice project manager di Curiosity al JPL. "Curiosity ha percorso centinaia di milioni di chilometri per fare questo."
Lunedì 22 settembre il rover ha eseguito una perforazione di prova su una roccia scelta su Pahrump Hills per valutare la sua idoneità alla raccolta dei campioni. Questo processo è andato bene e così il team di missione è andato avanti mercoledì con un'operazione di trivellazione completa.
Il team della missione procederà presto alla consegna del campione dalla paletta aperta di Curiosity, dove può essere osservato per determinare che sia sicuro inviarlo agli strumenti interni del rover, conosciuti come SAM (Sample Analysis at Mars) e CheMin (Chemistry and Mineralogy).
Nell'immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS), ripresa dalla fotocamera Mars Hand Lens Imager, si vede la prima perforazione per la raccolta di campioni del Monte Sharp.

Fonte: Space.com

Nell'immagine (Credit: NASA/TV) l'equipaggio di Spedizione 41 al completo appena dopo l'arrivo dei tre nuovi membri dell'equipaggio.

26/09/2014 - La Soyuz raggiunge la Stazione nonostante un pannello solare chiuso -

Nonostante uno dei due pannelli solari della Soyuz TMA-14M non si fosse dispiegato, la capsula russa ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in perfetto orario, circa sei ore dopo il lancio da Baikonur, nel Kazakhstan.
A bordo della capsula russa vi era l'equipaggio composto dal Comandante Alexander Samokutyaev, l'Ingegnere di Volo della NASA Barry Wilmore, e Elena Serova, la prima cosmonauta russa a viaggiare verso la ISS.
Il decollo del razzo vettore Soyuz-FG era avvenuto alle 20:25 UTC (le 22:25 ora italiana) dalla rampa 5 dell'Area 1 del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan. Nove minuti più tardi la capsula Soyuz TMA-14M aveva raggiunto l'orbita ma è sorto un problema con uno dei due pannelli solari del veicolo spaziale che non si era aperto. I controllori di volo decidevano che, anche con solo un pannello esteso, non vi erano problemi immediati e davano il via libera all'equipaggio di fare rotta verso la ISS. Il volo rapido, della durata di quattro orbite, si è concluso con successo alle 10:11 p.m. EDT (le 4:11 ora italiana) quando la Soyuz TMA-14M si è agganciata al boccaporto del modulo Poisk della stazione. "Contatto e cattura confermata," è stato detto via radio. "Congratulazioni." è stato risposto dal centro di controllo russo.
Circa mezz'ora dopo l'aggancio, forse aiutati dal leggero scossone del contatto in fase di aggancio, il pannello solare del lato sinistro si è improvvisamente aperto, facendo svanire così i problemi che avrebbero avuto durante il ritorno sulla Terra, previsto per il prossimo marzo.
"E' completamente aperto ed è bellissimo come dovrebbe essere," ha detto il Comandante della Soyuz, Alexander Samokutyaev. "Ora il vostro veicolo è completamente sveglio, finalmente." gli ha risposto un controllore missione.
Dopo estensivi controlli di tenuta per verificare la perfetta aderenza dei due veicoli, i portelli sono stati aperti poco dopo la mezzanotte (le 6 ora italiana). L'equipaggio di Spedizione 41, composto dal Comandante Max Suraev dell'agenzia spaziale federale russa, Roscosmos, e gli Ingegneri di Volo Reid Wiseman della NASA e Alexander Gerst dell'European Space Agency (ESA), hanno così potuto dare il benvenuto ai tre nuovi arrivati.
Con l'arrivo della Soyuz TMA-14M vi sono ora cinque astronavi agganciate alla stazione, la massima capacità possibile di veicoli in visita. Vi sono infatti due veicoli Soyuz, il vascello Progress 56 di rifornimento, il veicolo cargo “Georges Lemaître” ATV-5 dell'ESA e la nave cargo Dragon della SpaceX arrivata martedì mattina.
Dopo gli scambi di saluti e le chiamate ai familiari ed amici rimasti a Baikonur, tutto l'equipaggio ha tenuto la rituale riunione di sicurezza per orientare i nuovi arrivati e farli familiarizzare con le vie di fuga, le procedure e le postazioni di sicurezza.
Nell'immagine (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-14M in avvicinamento alla ISS con un pannello solare ripiegato. Wilmore ha così iniziato la sua seconda visita alla ISS. Egli aveva infatti pilotato lo Space Shuttle Atlantis nel novembre 2009 quando vennero consegnate due piattaforme logistiche e riportarono l'Ingegnere di Volo di Spedizione 20/21, Nicole Stott, sulla Terra. Samokutyaev è invece al suo secondo turno al laboratorio orbitante avendo fatto parte di Spedizione 23/24 come Ingegnere di Volo. Serova è alla sua prima missione come cosmonauta ed è la prima donna russa a vivere e lavorare sulla ISS.
Parte del carico che ha volato sulla Soyuz assieme agli astronauti verrà utilizzato per studi di ricerca, come dei questionari che dovranno raccogliere i dati in volo sulle caratteristiche dei membri dell'equipaggio, come i cambiamenti giornalieri nella salute o nell'incidenza della sofferenza o pressione in microgravità.
I ricercatori utilizzeranno inoltre i kit per la raccolta dei campioni biologici, trasportati sulla Soyuz, per ottenere campioni di sangue, saliva o urine. La raccolta dei campioni biologici dei membri dell'equipaggio aiuterà gli scienziati a determinare se il calo del sistema immunitario causato dal volo spaziale possa aumentare le possibilità di infezioni o ponga significativi rischi per la salute durante la vita a bordo della Stazione Spaziale.
L'equipaggio di Spedizione 41/42 è previsto per il ritorno a casa l'11 marzo 2015. Una volta sganciati inizierà ufficialmente Spedizione 43 con il Comandante Anton Shkaplerov e gli Ingegneri di Volo Terry Virts e Samantha Cristoforetti.
Quello di oggi è stato il terzo volo abitato del 2014, il 58esimo lancio orbitale globale del 2014 e il 56esimo a raggiungere con successo l'orbita.
Nell'immagine (Credit: NASA/Joel Kowsky) il decollo del razzo Soyuz con la capsula Soyuz TMA-14M. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/TV) l'equipaggio di Spedizione 41 al completo appena dopo l'arrivo dei tre nuovi membri dell'equipaggio. Nell'immagine a destra (Credit: NASA/TV) la Soyuz TMA-14M in avvicinamento alla ISS con un pannello solare ripiegato.

Fonti: Spaceflight Now - NASA

Nell'immagine (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello di Orion issato con la gru.

25/09/2014 - Completato il terzo test di recupero della capsula Orion -

La NASA, la Lockheed Martin e la U.S. Navy hanno completato con successo la terza serie di simulazioni di recupero della capsula equipaggio Orion dopo il suo ammaraggio al largo delle coste di San Diego a conclusione del volo di prova di dicembre. La serie di test di metà settembre, guidata al programma GSDO (Ground Systems Development and Operations) ha continuato a perfezionare le tecniche ed assicurare che tutto il team sia pronto quando Orion tornerà sulla Terra dopo aver viaggiato fino a oltre 5.800 km di altezza dal nostro pianeta.
Due navi della marina, un modello di prova di Orion, diverse barche di supporto, due elicotteri e tutte le attrezzature e l'equipaggiamento associato sono state utilizzate durante i test URT-3 (Underway Recovery Tests-3).
Le squadre hanno fatto pratica con due metodi di recupero di Orion. il primo test è iniziato l'11 settembre presso la Base Navale di San Diego, con il carico del veicolo di prova, le attrezzature e l'equipaggiamento a bordo della USNS Salvor (T-ARS 52), un vascello di salvataggio e recupero. A bordo si sono imbarcati uomini della Marina USA e civili. La nave è salpata il 12 settembre per testare un metodo di recupero di emergenza utilizzando la gru stazionaria del vascello.
"Il test è stato un successo grazie all'esperienza degli uomini della Salvor, dei sommozzatori della Marina e del Dipartimento della Difesa," ha detto Marcos Pena, capo integrazione tecnica del GSDO per il recupero con la gru. "Il recupero del modulo equipaggio di Orion è essenziale per il successo del volo di prova e per le missioni successive di Orion e dello Space Launch System."
Iniziando con un mare calmo, il team ha utilizzato una gru della portata di 40 tonnellate piazzata sulla nave per recuperare il veicolo di prova Orion, del peso di circa 9 tonnellate, dall'acqua. Poi gli sforzi sono proseguiti con il mare più agitato per determinare i limiti di sicurezza con i quali tentare un recupero utilizzando la gru.
Durante le prove, i sommozzatori della Marina hanno fatto pratica agganciando un 'collare da cavallo' attorno a Orion e quattro cavi che aiutano a controllare i movimenti laterali e longitudinali durante il recupero con la gru. Il team ha anche valutato un cesto tipo ascensore, composto da 10 imbracature che sono state collocate intorno a Orion durante le operazioni di sollevamento con la gru.
"Il cesto era stato testato precedentemente con la USS Anchorage," ha detto Pena. "Siamo stati in grado di fare il passo successivo e dimostrare che il cesto e il collare possono essere utilizzati per sollevare il veicolo di prova da un lato della nave e poi, grazie alla gru, traslarlo sul ponte, e tutto mentre manteniamo il controllo del movimento."
Dei cavi provenienti dalla nave sono stati agganciati a Orion per un test di traino a diverse velocità e potrebbero essere utilizzati per trainare la capsula verso acque più calme per il recupero.
Il 15 settembre la USNS Salvor ha eseguito un incontro con la USS Anchorage in mare aperto ed ha passato il veicolo di prova per la fase successiva di test di recupero.
Durante la settimana, il team ha eseguito una simulazione di recupero dall'inizio alla fine utilizzando il ponte allagabile della nave, due gommoni Zodiac della Marina, quattro scafi rigidi gonfiabili, due elicotteri e le attrezzature e le procedure che sono già state utilizzate durante la serie di test in agosto.
Nell'immagine (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello di Orion trainato all'interno del ponte allagabile della USS Anchorage. I sommozzatori della Marina, a bordo degli Zodiac e un altro team con le barche a scafo rigido gonfiabili hanno stazionato in mare vicino al veicolo di prova. Gli stabilizzatori arancioni posti sulla sommità del veicolo sono stati gonfiati per simulare il sistema che verrà utilizzato per raddrizzare Orion in mare dopo l'ammaraggio.
Utilizzando i cavi agganciati al veicolo di prova, la squadra ha guidato Orion all'interno della nave. All'interno del ponte coperto, i tecnici di NASA e Lockheed Martin hanno sistemato la rete di cattura, la culla di recupero del modulo equipaggio, fasce parabordi, ed utilizzato un verricello di recupero, il collare e i cavi in Kevlar tendente di tensione per stabilizzare Orion sul ponte.
Durante la settimana si è inoltre proceduto a recuperare un modello della parte superiore di Orion, una copertura che protegge il modulo equipaggio di Orion durante il lancio, il volo orbitale e il rientro.
"Il successo nel completamento di questa serie di test segna un significativo passo avanti nella collaborazione fra la NASA e la U.S. Navy per il recupero del modulo equipaggio di Orion dopo il suo ammaraggio nell'Oceano Pacifico a dicembre," ha detto Jeremy Graeber, direttore del recupero NASA del GSDO. "Il team integrato ha fatto un eccellente lavoro per definire le procedure che faranno di questa missione un successo. Sono fiducioso che il nostro team e le attrezzature sono pronte per supportare l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1)."
Altri obiettivi del test erano di valutare le trasmissioni della nave e fra la nave e la costa, così come registrare i tempi delle attività di recupero per aiutare a fornire ulteriori informazioni per i metodi da utilizzare nelle successive missioni con equipaggio.
La USS Anchorage è tornata alla base navale di San Diego, California, il 19 settembre. Il veicolo di prova Orion e le attrezzature di recupero sono state scaricate dalla nave.
Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello per le prove di Orion galleggia nell'Oceano Pacifico, vicino alla nave USS Anchorage, il 17 settembre scorso, durante il terzo giorno delle simulazioni di recupero in mare aperto. Nell'immagine in alto a sinistra(Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello di Orion issato con la gru. Nell'immagine a destra (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello di Orion trainato all'interno del ponte allagabile della USS Anchorage.

Fonte: NASA

25/09/2014 - Da MAVEN la prima foto dell'atmosfera di Marte -

E' stata rilasciata oggi la prima immagine dell'atmosfera superiore di Marte catturata dalla sonda Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN), arrivata in orbita intorno al pianeta il 22 settembre alle 4:24 ora italiana. L'Imaging Ultraviolet Spectrograph (IUVS) ha ottenuto queste foto in falsi colori (Credit: Laboratory for Atmospheric and Space Physics, University of Colorado; NASA) otto ore dopo aver completato l'inserimento in orbita.
Le immagini mostrano il pianeta da un'altezza di 36.500 km nelle tre bande di lunghezza d'onda dell'ultravioletto. Il blu mostra la luce ultravioletta del Sole dispersa dall'idrogeno atomico in una nube che si estende fino a migliaia di chilometri sopra la superficie del pianeta. Il verde è una diversa lunghezza d'onda della luce ultravioletta che mostra principalmente la luce solare riflessa dall'ossigeno atomico, una nube meno estesa rispetto alla precedente. Il rosso mostra la luce solare ultravioletta riflessa dalla superficie del pianeta. Il punto luminoso in basso a destra è la luce riflessa dal ghiaccio polare e dalle nuvole.
Ossigeno ed idrogeno derivano dalla ripartizione dell'acqua e dell'anidride carbonica nell'atmosfera di Marte. In pratica, il primo rimane più vicino alla superficie per gravità, mentre il secondo, più leggero, si estende fino a quote più elevate.
Nel corso della sua missione di un anno MAVEN utilizzerà osservazioni come queste per determinare il tasso di perdita di questi gas dall'atmosfera marziana, permettendo anche di determinare la quantità di acqua sfuggita dal pianeta nel corso del tempo.
MAVEN è la prima sonda dedicata all'esplorazione della tenue atmosfera superiore di Marte.

Fonti: NASA - Alive Universe Images

24/09/2014 - La sonda indiana scatta la prima foto ravvicinata di Marte -

Poche ore dopo l'entrata in orbita attorno a Marte, la sonda indiana Mars Orbiter Mission (MOM) ha inviato a Terra questa prima immagine ravvicinata della superficie del Pianeta Rosso (Credit: ISRO).
La foto è stata scattata da un'altezza di circa 7.300 km, con una risoluzione spaziale di 376 metri per pixel. Qui, la versione completa ad alta risoluzione.
Nell'immagine vi è una superficie arancione piena di crateri e zone più scure. "La fotocamera a colori a bordo della sonda ha iniziato a lavorare poco dopo che l'Orbiter ha stabilizzato la sua orbita ellittica attorno a Marte ed ha già ripreso dozzine di immagini di qualità della superficie." ha dichiarato V. Koteswara Rao, scienziato anziano dell'ISRO, l'agenzia spaziale indiana, alla AFP.
"Tutti i parametri del veicolo spaziale sono a posto e tutte le funzioni essenziali sono svolte normalmente." ha aggiunto Rao. L'India è diventato mercoledì il primo paese asiatico a raggiungere Marte quando la sua sonda Mangalyaan è entrata in orbita attorno al pianeta dopo un viaggio di 10 mesi.
Non solo l'India ha battuto il Giappone e la Cina al suo primo tentativo ma lo ha fatto con una missione costata 'appena' 74 milioni di dollari, meno della stima del costo del film di fantascienza di successo 'Gravity'.

Fonti: ISRO - Spacedaily

24/09/2014 - La Russia finanzierà lo sviluppo della ISS fino al 2025 -

Martedì il vice Primo Ministro russo Dmitry Rogozin ha affermato che la Russia prevede di allocare circa 321 miliardi di rubli (circa 8,2 miliardi di dollari) per lo sviluppo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) fino al 2025.
"Il programma federale del periodo 2016-2025 richiede di stanziare 321 miliardi di rubli per lo sviluppo e le operazioni della ISS, compreso i nuovi moduli per il veicolo spaziale senza equipaggio," ha detto Rogozin durante una visita al centro di addestramento cosmonauti.
"La Russia è decisa a finanziare considerevolmente lo sviluppo di quest'area della scienza spaziale russa. Stiamo anche pensando a progetti di ricerca ideati per esplorare lo spazio esterno, così come nuovi progetti per la cosmonautica abitata," ha detto Rogozin.
Rogozin ha specificato che un nuovo veicolo spaziale senza equipaggio verrà tenuto in efficienza presso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e verrà utilizzato per esperimenti nelle condizioni di vuoto profondo.
"Tutti gli esperimenti spaziali che si tengono a bordo della ISS sono stati condotti grazie al programma a lungo termine della Russia per le ricerche scientifiche applicate," prosegue Rogozin. Questi esperimenti comprendono ricerche scientifiche applicate, lo studio dei processi fisici e chimici, dei materiali esposti alle condizioni spaziali, allo studio della Terra dallo spazio, all'uomo nello spazio, alla biologia spaziale, alle biotecnologie e alle tecnologie legate all'esplorazione spaziale.
Nella foto (Credit: ITAR-TASS) l'equipaggio della Soyuz TMA-14M destinato a raggiungere la ISS il 25 settembre 2014. Da sinistra Yelena Serova, Aleksandr Samokutyayev e Barry Wilmore durante una fase dell'addestramento di sopravvivenza in caso di rientro in zone impervie.

Fonte: ITAR-TASS

Nell'immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/National Geospatial Intelligence Agency) un esempio della differenza fra le due risoluzione di SRTM.

24/09/2014 - La NASA renderà pubblici i dati della missione SRTM del 2000 -

La Casa Bianca ha annunciato che i dati topografici ad alta risoluzione ottenuti dalla missione Shuttle Radar Topographt Mission (SRTM) della NASA, eseguita durante il volo STS-99 della navetta Endeavour, e precedentemente disponibili solo per gli Stati Uniti, verranno resi pubblici globalmente il prossimo anno. L'annuncio è stato fatto durante la riunione dei capi di stato che si sta tenendo alle Nazioni Unite, a New York.
Questo rilascio pubblico iniziale dei dati topografici per l'Africa aiuteranno le autorità locali a pianificare meglio gli impatti dei drammatici cambiamenti climatici come la siccità, il ritiro dei ghiacciai, le inondazioni, le frane e le ondate di tempeste costiere. La serie di dati dei restanti continenti verranno resi disponibili entro un anno, con il prossimo rilascio incentrato sull'America Latina e i Caraibi.
I dati tipografici di SRTM a bassa risoluzione (90 metri per pixel) erano stati resi pubblici nel 2003 per gran parte del mondo, fornendo uno standard globale per molte applicazioni. I nuovi dati aumenteranno la risoluzione a 30 metri per pixel, rivelando il mondo con maggiore dettaglio come originariamente misurato da SRTM.
"Della disponibilità pubblica dei dati topografici migliorati di SRTM potranno beneficiarne gli sforzi internazionali per comprendere meglio i processi naturali che modellano il nostro pianeta, prepararci per le risposte ai rischi naturali, e anticipare la preparazione agli impatti dei cambiamenti globali," ha detto Ellen Stofan, capo scienziato alla NASA. "La NASA è orgogliosa di aver giocato un ruolo cruciale nel creare questa serie di dati dei quali beneficerà la società attraverso una condivisione aperta dei dati."
SRTM era un progetto congiunto fra NASA e le agenzie spaziali di Germania e Italia, e della National Geospatial-Intelligence Agency. I nuovi dati topografici da 30 metri rilasciati verranno distribuiti dalla USGS (U.S. Geological Survey) assieme ai dati da 90 metri. Questi dati saranno disponibili attraverso un'interfaccia semplificata disponibile sul sito Earth Explorer dell'USGS.
La missione SRTM ha volato a bordo dello Space Shuttle Endeavour nel febbraio 2000, mappando la topografia della Terra fra i 56° Sud e i 60° Nord dell'equatore. Durante la missione, della durata di 11 giorni, SRTM ha utilizzato un radar per immagini per mappare la superficie della Terra numerose volte con differenti prospettive. La combinazione di questi dati radar è stata poi elaborata dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena, California, per produrre una mappa topografica globale originata dai rimbalzi dei segnali radar fra la Terra ed la navetta.
Dei dati topografici potranno beneficiare una vasta serie di attività, dalla sicurezza dell'aviazione ai progetti di ingegneria civile. La topografia è fortemente influenzata da molti processi naturali, come la distribuzione delle comunità vegetali e gli animali che da esse dipendono, gli schemi delle condizioni meteo e delle piogge, e il flusso e l'immagazzinamento delle acque di superficie. I dati aiuteranno a comprende meglio, prevedere e rispondere alle inondazioni causate dalle tempeste più forti e le minacce delle inondazioni costiere associate alle tempeste, tsunami e innalzamento del livello dei mari.
Diversi seminari riunioni multiple per i dati di SRTM sono previste per gli utenti in Africa. Il programma SERVIR, una collaborazione fra la NASA e la U.S. Agency for International Development, stà pianificando i seminari in Africa orientale e meridionale con il Regional Centre for Mapping of Resources for Development e in Africa occidentale con organizzazioni ambientaliste chiave. La Secure World Foundation in collaborazione con NASA, USGS e altri membri del Comitato internazionale per l'Osservazione della Terra da Satelliti, offre un addestramento online e seminari regionali agli ulteriori utenti che potranno fare buon uso di questa risorsa di dati.
Per ulteriori informazioni sulla Shuttle Radar Topografy Mission visita: http://www.jpl.nasa.gov/srtm.
Nella foto (Credit: NASA) il vano di carico della navetta Endeavour con il traliccio del radar che sporge in fuori durante la missione STS-99. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/JPL-Caltech/National Geospatial Intelligence Agency) un esempio di un terreno della Tanzania ottenuto con i dati da SRTM. A sinistra, quella da 90 metri per pixel e accanto quella da 30 metri per pixel.

Fonte: NASA

24/09/2014 - Lo spazioplano dell'ESA in viaggio verso il sito di lancio -

L'Intermediate eXperimental Vehicle (IXV) è pronto al volo ed ha lasciato l'Olanda diretto al sito di lancio in Guyana Francese.
In preparazione al suo arrivo, il primo stadio del razzo Vega che porterà IXV è stato portato alla rampa di lancio. Questo segna l'inizio della campagna per il quarto volo di Vega, previsto per metà novembre.
Una volta che Vega sarà completamente assemblato, l'IXV verrà piazzato all'interno dell'ogiva protettiva.
Lo spazio-plano raggiungerà un'altezza di circa 420 km prima di iniziare la sua discesa. Utilizzando la sua forma aerodinamica, propulsori e due flap di coda, tornerà attraverso l'atmosfera proveniente dall'orbita bassa.
Le misurazioni raccolte durante il volo ipersonico e supersonico di IXV fino al suo ammaraggio nell'Oceano Pacifico avranno un grande valore per progettare i futuri veicoli di rientro. Queste informazioni non sono ottenibili in laboratorio.
Test molto approfonditi eseguiti presso il centro tecnico dell'ESA di Noordwijk, nel periodo di luglio e agosto, hanno mostrato che IXV può sopportare le condizioni estreme che incontrerà durante la discesa.
Il veicolo è stato esposto al rumore ed alle vibrazioni che incontrerà durante il lancio e allo shock della separazione da Vega. Poi è stato eseguito un controllo complessivo per essere sicuri che i sistemi e le strutture non fossero rimasti danneggiati dai test.
Una serie di missioni simulate ha verificato che la guida, la navigazione, i sistemi di controllo e tutte le funzioni gestite dal computer di bordo funzionassero bene. Una simulazione ha coinvolto anche il Centro di Controllo Missione di Torino che ha monitorato la telemetria.
Nella foto (Credit: ESA) l'imbarco del container con IXV sull'aereo da trasporto che lo condurrà da Schiphol, in Olanda, fino alla Guyana Francese.

Fonte: Spacedaily

Nella foto (Credit: AFP) lo staff indiano della ISRO osserva i monitor al momento dell'inserzione in orbita di Marte.

24/09/2014 - Anche l'India è arrivata su Marte, un momento storico -

La prima missione interplanetaria dell'India è entrata in orbita attorno a Marte nella tarda serata di martedì, facendo balzare il Paese asiatico nel ristretto olimpo delle nazioni che sono riuscite con successo ad inviare una missione verso il Pianeta Rosso.
Accendendo i propri motori per 24 minuti, la sonda costruita in India ha guidato autonomamente se stessa in orbita attorno a Marte mentre gli ingegneri sulla Terra osservavano il veicolo spaziale che cessava le comunicazioni, una prevista perdita di segnale quando è transitata dietro al pianeta.
Perfettamente alle 7:41 a.m. ora Indiana Media del 24 settembre (le 4:11 ora italiana) la Mars Orbiter Mission (MOM), ma conosciuta anche come Mangalyaans ('Veicolo per Marte, in sanscrito), è entrata in orbita attorno a Marte ma la tensione del centro di controllo indiano di Bangalore è stata spezzata dagli applausi soltanto 18 minuti più tardi quando la telemetria della sonda ha raggiunto la Terra, confermando il successo della manovra.
"L'India ha raggiunto Marte con successo!" ha dichiarato il Primo Ministro Narendra Modi, che osservava l'evento dalla gallaria di osservazione del centro controllo di Bangalore.
La missione marziana rende l'India la quarta entità a mettere con successo un veicolo spaziale in orbita attorno a Marte dopo gli Stati Uniti, l'Unione Sovietica e l'Agenzia Spaziale Europea.
"Siamo andati oltre i confini dell'immaginazione e delle imprese umane," ha detto Modi. "Abbiamo portato con precisione il nostro veicolo spaziale a navigare su una rotta conosciuta da pochi e lo abbiamo fatto da una distanza così grande che i segnali di comando che inviamo impiegano più tempo di quanto ci mettano i raggi del Sole a raggiungerci."
La Mars Orbiter Mission (MOM) è arrivata a Marte dopo un viaggio di 666 milioni di km fin dalla sua partenza, avvenuta nel novembre 2013 per mezzo di un razzo vettore indiano Polar Satellite Launch Vehicle.
Il controllo missione ha ricevuto i segnali di MOM 12 minuti dopo che la sonda li aveva inviati, il tempo che la luce impiega a percorrere i 223 milioni di km che separano la Terra da Marte.
Il motore principale della sonda avrebbe dovuto rallentare la MOM di circa 3.950 km/h, abbastanza per la gravità marziana di catturare il satellite in orbita.
Un aggiornamento postato dalla Indian Space Research Organization (ISRO) sulla propria pagina Facebook ha confermato che il veicolo ha eseguito l'accensione esattamente come previsto.
"Oggi abbiamo fatto la storia," ha rimarcato Modi al team di controllo dell'ISRO. "Abbiamo osato spingerci verso l'ignoto e abbiamo raggiunto il quasi impossibile. Mi congratulo con tutti gli scienziati ISRO così come con tutti i miei connazionali indiani in questa occasione storica."
La Mars Orbiter Mission dovrebbe scendere a spirale su un'orbita con il punto più lontano a 80.000 km da Marte. Nel momento di massimo avvicinamento al Pianeta Rosso, la MOM potrebbe volare ad un'altezza di appena 423 km.
Il veicolo spaziale alimentato ad energia solare - grande circa come una piccola utilitaria - va a raggiungere le altre sei missioni operative su Marte. I due rover Opportunity e Curiosity della NASA che scorrazzano sulla superficie polverosa del Pianeta Rosso, oltre ai tre orbiter dell'agenzia spaziale USA che orbitano sopra Marte - Odyssey, Mars Reconnaissance Orbiter e il MAVEN. L'europea Mars Express si trova in orbita attorno a Marte fin dal dicembre 2003.
"L'ISRO si unisce all'élite delle sole altre tre agenzie spaziali al mondo ad aver raggiunto con successo il Pianeta Rosso," ha detto Modi. "L'India, di fatto, è il solo Paese ad aver avuto successo al suo primo tentativo. Abbiamo messo assieme il veicolo spaziale in tempi record, in soli tra anni dai primi studi di fattibilità."
Oltre la metà dei tentativi al mondo di inviare astronavi su Marte è fallito, compresa la più recente missione marziana russa nel 2011 e la Nozomi del Giappone che ha perso l'occasione di entrare in orbita attorno a Marte nel 1999.
Nella foto (Credit: AFP) il Primo Ministro indiano Narendra Modi ringrazia l'ISRO per il successo della missione MOM. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA ha fornito il supporto per le comunicazioni e la navigazione per i controllori della missione in India.
Gli scienziati hanno costruito cinque strumenti da portare verso Marte a bordo dell'orbiter indiano, che ufficialmente è una missione tecnologica dimostrativa. Ora che la sonda si trova in orbita attorno a Marte, l'attenzione verrà dedicata verso le osservazioni scientifiche.
La missione ospita circa 15 kg di strumenti scientifici per raccogliere dati sulla storia del clima marziano e sulla composizione minerale della sua superficie.
La missione trasporta una fotocamere a colori per riprendere immagini a media risoluzione della superficie marziana, uno spettrometro termico infrarosso per misurare la composizione chimica delle rocce e del suolo e strumenti per valutare l'atmosfera di Marte, compreso un sensore per il metano.
Le valutazioni scientifiche del metano nell'atmosfera di Marte hanno, finora, dato risultati contrastanti. Il metano è un potenziale indicatore di attuale attività microbica su Marte, ma anche alcuni tipi di attività geologica possono produrre livelli di tracce di quel gas.
Modi ha detto che l'India ha sviluppato la missione MOM al costo di 72 milioni di dollari, circa un decimo della missione MAVEN della NASA da 671 milioni di dollari, che ha completato il suo viaggio verso il Pianeta Rosso con una perfetta manovra di inserimento orbitale nella notte di domenica.
Il basso costo della missione indiana verso Marte è inferiore a molti film di Hollywood, dice Modi, utilizzando il progetto per dimostrare la serie di successi del programma spaziale indiano nonostante i modesti finanziamenti.
"L'India è un popolo fiero," ha detto Modi. "Nonostante le molte limitazioni, aspiriamo al successo. Il successo del nostro programma spaziale è un simbolo luminoso di quello di cui siamo capaci come nazione. La nostra nave spaziale è stato un esempio realizzato. Ispira il resto di noi a lottare per eccellere."
Il programma spaziale indiano è principalmente finalizzato per i satelliti con applicazioni terrestri, come i veicoli di lancio e i satelliti per telecomunicazioni, navigazione e ricerche sul clima.
La Mars Orbiter Mission è il secondo progetto di esplorazione spaziale di ISRO, dopo la sonda Chandrayaan 1 che venne lanciata in orbita attorno alla Luna nel 2008. Al momento l'India non ha in programma altre sonde verso Marte, ma gli ingegneri stanno lavorano per una missione rover lunare.
Nell'illustrazione artistica (Credit: ISRO) l'arrivo della sonda Mars Orbiter Mission in orbita attorno a Marte. Nella foto a sinistra in alto (Credit: AFP) lo staff indiano della ISRO a Bangalore osserva i monitor al momento dell'inserzione in orbita di Marte. Nella foto a destra (Credit: AFP) il Primo Ministro indiano Narendra Modi ringrazia l'ISRO per il successo dell'entrata in orbita attorno a Marte della sonda MOM.

Fonti: Spaceflight Now - The Times of India - Space.com

23/09/2014 - Anche l'ATK con i motori a solido per sostituire gli RD-180 russi -

La compagnia ATK, costruttrice di motori a propellente solido, ha chiesto all'U.S. Air Force di considerare i suoi motori per sostituire quelli di costruzione russa che spingono il razzo Atlas 5 della United Launch Alliance.
E' una risposta formale alla richiesta dell'Air Force di informazioni per futuri opzioni di lancio. La ATK Aerospace, con sede a Promontory, Utah, ha dichiarato di essere in grado di sostituire in breve tempo i motori RD-180 che spingono il razzo Atlas 5, citando il recente rapido sviluppo di sei nuovi motori a propellente solido, alcuni dei quali sono stati completati in meno di due anni.
Il Presidente di ATK Aerospace, Bruce Larson, ha rilasciato una dichiarazione il 23 settembre dicendo che: "Combinando la nostra lunga esperienza con le nuove tecnologie, siamo in grado di fornire ai nostri clienti soluzioni commerciali che progrediscono dal progetto al volo di prova nel giro di mesi. Utilizzando un approccio simile potremo fornire all'U.S. Air Force la sostituzione degli RD-180 rapidamente ed a un costo competitivo."
I motori a propellente liquido richiedono generalmente più tempo per essere sviluppati. La scorsa settimana, Tory Bruno, capo esecutivo di ULA, aveva affermato che ci sarebbero voluti da 7 a 10 anni per sviluppare un motore a propellente liquido e circa 1 miliardo di dollari di spesa.
Questo era uno dei motivi che avevano portato la ULA ad accordarsi con la Blue Origin per il completamento del loro motore BE-4, un propulsore a metano liquido progettato in segreto dalla compagnia di proprietà di Jeff Bezos, fondatore di Amazons.com, ed al quale stanno lavorando da tre anni. Durante una conferenza stampa congiunta ULA/Blue Origin, tenutasi il 17 settembre, Bruno aveva dichiarato che il primo volo di un Atlas 5 spinto da due motori BE-4 è previsto per il 2019.
Comunque, mentre ULA e Blue Origin lavorano per sostituire l'RD-180 con il loro motore, il Dipartimento della Difesa aveva ripetuto ufficialmente nelle scorse settimane che rimanevano aperti anche alla soluzione a propellente solido.
Nel documento rilasciato da ATK si fa notare che il propellente solido è particolarmente adatto per il primo stadio del lanciatore al fine di fornire un avvio liscio del carico utile, molto importante per i carichi sensibili per la sicurezza nazionale. Inoltre questo tipo di motori richiede minori infrastrutture di lancio al suolo.
Nella foto (credit: ATK) un test a terra di un booster a propellente solido per il programma, ora cancellato, Ares.

Fonte: SpaceNews

23/09/2014 - Dragon arriva alla ISS -

Alle 6:52 a.m. EDT (le 12:52 ora italiana) Alexander Gerst, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), ai comandi del braccio robotico canadese Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha catturato il veicolo cargo Dragon SpX-4 della SpaceX. In quel momento il complesso orbitale volava ad un'altezza di 418 km sopra l'Oceano Pacifico.
Si è così conclusa una 'caccia' verso la stazione, da parte del veicolo automatico Dragon, iniziata due giorni fa con il decollo, per mezzo di un razzo Falcon 9 v1.1 dalla base di Cape Canaveral, in Florida.
"E' fatta, un gran volo di Dragon verso la stazione e siamo lieti di avere un nuovo veicolo a bordo," ha comunicato via radio Gerst al controllo di missione a manovra conclusa.
Mentre Gerst manovrava il braccio robotico, l'astronauta NASA Reid Wiseman controllava la posizione del Dragon dai finestrini della Cupola e si teneva pronto ad agire con il pannello dei comandi manuali per ordinare al veicolo cargo di allontanarsi in caso insorgessero dei problemi. Nel frattempo il terzo membro dell'equipaggio, il Comandante di Spedizione 41, Max Suraev, cosmonauta della Roscosmos, eseguiva operazioni di routine all'interno della sezione russa della stazione.
Dopo la cattura il Dragon è stato poi spostato, sempre grazie al Canadarm2, fino a ormeggiarlo al boccaporto del modulo Harmony della stazione ed infine i 16 bulloni automatici del meccanismo comune di aggancio sono stati inseriti creando un collegamento solido fra il veicolo spaziale e la stazione.
A bordo del Dragon si trovano oltre 2,3 tonnellate di rifornimenti, parti di ricambio ed esperimenti per la stazione.
L'arrivo di oggi segna la quinta volta che un veicolo spaziale Dragon raggiunge la stazione spaziale, il 72esimo veicolo cargo ad arrivare al complesso e la 152esima missione in totale a raggiungere l'avamposto.
Ma il Dragon non è il solo veicolo che raggiungerà la ISS questa settimana. La Soyuz TMA-14M eseguirà un lancio previsto per mercoledì pomeriggio per un volo di sei ore, solo quattro orbite, per raggiungere il modulo Poisk della stazione. A bordo della Soyuz vi saranno il Comandante Alexander Samokutyaev e gli Ingegneri di Volo Barry Wilmore della NASA e Elena Serova della Roscosmos che entreranno a far parte dell'equipaggio di Spedizione 41 e riporteranno il numero complessivo dei membri dell'equipaggio a sei, il numero completo.
Nell'immagine (Credit: NASA/TV) il veicolo spaziale cargo Dragon della SpaceX ormeggiato ad uno dei boccaporti del modulo Harmony della ISS.

VIDEO DELL'ARRIVO DELLA CAPSULA DRAGON CRS-4/SPX-4 ALLA ISS - 23/09/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 5:29 - LINGUA INGLESE

Fonti: NASA - Spaceflight Now

Nella foto (Credit: THE BROWNSVILLE HERALD, YVETTE VELA — AP Photo) Musk (al centro) e Perry.

22/09/2014 - La SpaceX posa la prima pietra del sito di lancio in Texas -

All'estremo sud del Texas i lanci commerciali di razzi spaziali potrebbero iniziare entro il 2016, e saranno un passo decisivo per stabilire un giorno la presenza umana su Marte, ha detto Elon Musk, fondatore di SpaceX lunedì.
Con le onde del Golfo del Messico che si infrangevano appena dietro le dune dove è stato eretto un tendone per la cerimonia della posa della prima pietra, Musk ha detto che la SpaceX investirà, entro i prossimi tre/quattro anni, circa 100 milioni di dollari nel primo spazioporto orbitale commerciale del mondo.
I guadagni ottenuti con il lancio dei satelliti commerciali dal sito di Boca Chica Beach, a est di Brownsville, in Texas, serviranno per alimentare i reali obiettivi della SpaceX. "L'obiettivo a lungo termine è quello di creare la tecnologia necessaria a portare l'umanità oltre la Terra," ha detto Musk. "Per portare l'umanità su Marte e stabilirvi una base. Sò bene che la prima persona che partirà per un altro pianeta decollerà da questo posto."
Al più presto entro la fine del 2016, Musk si aspetta che lo spazioporto possa gestire fino a 12 lanci di razzi all'anno. La SpaceX continuerà ad utilizzare per i lanci governativi i siti di Florida e California, ma Musk dice che le missioni già previste potrebbero essere maggiori alle finestre di lancio disponibili nei siti esistenti.
Il Governatore Rick Perry, presente alla cerimonia, ha annunciato la disponibilità di fondi, per un totale di 4,4 milioni di dollari, da parte del Texas Emerging Technology per l'Università del Texas a Brownsville che verranno utilizzati per testare e commercializzare un nuovo sistema di comunicazioni presso i laboratori della SpaceX a Boca Chica.
"Il futuro del sud Texas decollerà proprio dietro di me," ha detto Perry.
Perry inoltre fornirà altri 2,3 milioni di dollari dal Texas Enterprise Fund verso lo spazioporto e ulteriori 13 milioni di dollari dal fondo fiduciario Spaceport.
Il Dipartimento del Commercio statunitense ha annunciato lunedi che aveva assegnato 1,2 milioni dollari per l'Università del Texas a Brownsville per un impianto di incubazione d'impresa ad alta tecnologia in grado di promuovere un cluster di imprese del settore spaziale.
La SpaceX si attende la creazione di 300 posti di lavoro presso il sito e Musk spera di attrarre altre compagnie a stabilirsi qui.
La SpaceX fornisce già le missioni di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale con la sua capsula senza equipaggio Dragon, la più recente partita domenica. La scorsa settimana poi la SpaceX e la Boeing si sono aggiudicate il contratto per portare gli astronauti NASA verso la stazione spaziale a partire dal 2017. Musk dice che queste missioni NASA continueranno a partire dalla Florida. La NASA non ha più lanciato i propri equipaggi fin dal termine del programma Space Shuttle nel 2011.
Musk ha detto che vorrebbe un giorno andare su Marte ma che il suo obiettivo non è il turismo. Egli dice che la questione è se gli esseri umani vogliono diventare meno vulnerabili come specie.
"Penso che sia importante sviluppare le tecnologie che permetteranno a chiunque di spostarsi su Marte se veramente lo vorranno," ha detto Musk.
Nella foto (Credit: VALLEY MORNING STAR, DAVID PIKE — AP Photo) il cartello posto sul luogo dove sorgerà il primo spazioporto orbitale commerciale di SpaceX. Nella foto in alto a sinistra (Credit: THE BROWNSVILLE HERALD, YVETTE VELA — AP Photo) Elon Musk (al centro) e il senatore Perry a destra, durante la cerimonia svoltasi a Boca Chica Beach, a Brownsville, Texas.

Fonte: Newsobserver

22/09/2014 - L'aeroporto Midland International riceve dalla FAA la licenza di Spazioporto -

In un comunicato congiunto di Midland International Airport, Midland Development Corporation, XCOR e Orbital Outfitters è stato annunciato che la Federal Aviation Administration (FAA - l'ente USA preposto alla gestione e alla sicurezza del traffico aereo) ha approvato la licenza di Commercial Space Launch Site (Spazioporto) per il Midland International Airport (MAF). Il MAF si trova in Texas, nella contea di Midland, a circa 14 km a sud-ovest dalla cittadina di Midland, e a nord-est di Odessa. L'aeroporto si trova a 875 metri sul livello del mare ed è dotato di quattro piste di atterraggio delle quali la più lunga misura 2,9 km.
"Questo è un giorno importante non solo per il Midland, ma per l'intera Nazione, e vedremo così il settore spaziale privato diventare una parte vitale della nostra futura economia," ha detto Robert Rendall, Midland Development Corporation Board Chairman.
"Lo spazioporto sarà situato assieme al nostro aeroporto commerciale e questo permetterà a Midland di attrarre ulteriori compagnie aerospaziali nella comunità." ha aggiunto Rendall.
La XCOR Aerospace è stato un partner decisivo nell'assicurare la licenza di spazioporto a Midland. Il veicolo suborbitale pilotato a due posti Lynx della XCOR avrà la sua sede principale per il volo spaziale e la ricerca e sviluppo in uno degli hangar da ristrutturare dell'aeroporto.
"Ora che la licenza è stata ottenuta possiamo fare i prossimi passi per completare la ristrutturazione dell'hangar e sviluppare tutte le procedure necessarie per integrare il volo spaziale all'interno delle operazioni aeroportuali," ha detto Jeff Greason, Capo Esecutivo della XCOR.
Ma la crescita del nuovo spazioporto è già in corso. La Orbital Outfitters, una compagnia che realizza tute spaziali e, come attività secondaria produzione di modelli di veicoli spaziali in scala reale, è l'ultima compagnia, in ordine di tempo, ad aver annunciato il suo trasferimento presso il Midland International Air and Space Port.
"La Orbital Outfitters è estremamente emozionata di vedere lo spazioporto di Midland raggiungere questo obiettivo." ha detto Jeff Feige, Capo Esecutivo della Orbital Outfitters. La compagnia realizzerà un complesso per la produzione di nuove tute spaziali e una struttura di prova per simulare le grandi altezze adiacente a quello della XCOR e sarà una delle principali di questo tipo al mondo.
Nella foto (Credit: Midland International Airport) l'aeroporto internazionale di Midland.

Fonte: Spacedaily

21/09/2014 - Il Giappone vuole l'ascensore spaziale per il 2050 -

Secondo la ABC News Australia, la compagnia di costruzioni giapponese Obayashi, ha annunciato il suo progetto di costruire un ascensore spaziale entro il 2050.
Se costruito, l'ascensore potrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali, riducendo in modo esponenziale i costi dell'immissione di materiali nello spazio.
La compagnia punta sull'incremento della tecnologia dei nanotubi di carbonio, che stà lentamente portando il sogno verso la realtà. Un ricercatore, Yoji Ishikawa, ha detto che i nanotubi hanno "la loro forza di resistenza alla tensione centinaia di volte maggiore di quella di un cavo di acciaio e questo rende possibile l'idea dell'ascensore spaziale. Al momento non possiamo realizzare un cavo abbastanza lungo. Possiamo solo realizzare dei nanotubi di 3 cm di lunghezza ed a noi ne accorre molto di più... circa 96.000 km, ma pensiamo che verso il 2030 saremo in grado di realizzarli."
La compagnia lavora in collaborazione con l'Università del Giappone per lo sviluppo dei nanotubi di carbonio e delle attrezzature necessarie per costruirli. Ishikawa ha aggiunto che "Non credo che una sola compagnia possa realizzarlo, abbiamo bisogno di un'organizzazione internazionale per fare questo grande progetto."
Se la compagnia avesse successo nella costruzione di un ascensore spaziale, i costi per l'invio dei materiali nello spazio sarebbero ridotti drasticamente. Al momento, secondo la ABC News, ci vogliono circa 22.000 dollari per inviare un kg di cargo in orbita. Con l'ascensore spaziale il costo potrebbe scendere attorno ai 200 dollari per kg.
L'ascensore spaziale funzionerebbe utilizzando piccoli 'arrampicatori' che salgono e scendono lungo il cavo fatto di nanotubi di carbonio. Il cavo dovrebbe essere abbastanza lungo per controbilanciare l'energia di rotazione con quella attrattiva della Terra. Una parte sarebbe ancorata a Terra, o ad una piattaforma marina, in una zona dell'equatore mentre una massa bilanciata al capo opposto terrebbe in equilibrio il sistema. Una persona che facesse un passo al di fuori del punto più alto raggiunto dall'ascensore entrerebbe in orbita geostazionaria attorno al pianeta.
Se costruito realmente l'ascensore spaziale rivoluzionerebbe come noi vediamo lo spazio e il suo accesso. La Obayashi è fiduciosa di poter realizzare un veicolo che possa salire lungo il cavo e portare 30 passeggeri alla volta di una stazione spaziale, costruita appositamente all'estremità del cavo, con un viaggio della durata di circa sette giorni.
Nell'illustrazione artistica (Credit: Obayashi) il veicolo scorre lungo il cavo dell'ascensore spaziale.

Fonte: RIA Novosti

21/09/2014 - AMS mette alla prova i raggi cosmici -

Con due articoli pubblicati su Physical Review Letters il cacciatore di antimateria Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) mette in evidenza le proprie potenzialità.
Lo strumento, agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dal maggio del 2011, ha fin qui raccolto 41 miliardi di raggi cosmici, grazie ai quali gli autori degli articoli descrivono alla comunità internazionale i risultati nella misura di positroni fino a energie di 500 GeV ed elettroni a energie fino a 700 GeV. Questi risultati estendono e migliorano le prime osservazioni pubblicate nella primavera dello scorso anno.
Le nuove misure raggiungono un limite di energia finora inesplorato per queste componenti della radiazione cosmica e, grazie anche alla loro precisione, aprono nuovi orizzonti nella ricerca di fenomeni ancora sconosciuti in atto nel nostro universo.
È passato quasi un secolo da quando Carl Anderson identificò il primo positrone, la prima particella di anti-materia tra la miriade di particelle che costituiscono i raggi cosmici. Da allora, numerosi esperimenti hanno dato la caccia a elettroni e positroni, per cercarne le origini e capire i meccanismi con cui arrivano alla Terra viaggiando nello spazio della nostra galassia. L’identificazione diretta dei positroni è particolarmente significativa per lo studio di fenomeni non ancora noti. Deboli quantità di antimateria possono, infatti, essere generate nell’urto tra le particelle che compongono la radiazione cosmica e le polveri interstellari, ma la loro presenza è attesa scemare rapidamente al crescere dell’energia. Invece, la frazione di positroni osservata da AMS cresce rapidamente a partire da un’energia di 8 GeV, indicando l’esistenza di una nuova sorgente di questa componente di antimateria rispetto a quanto previsto dalla loro produzione 'standard' nella radiazione cosmica. L’eccesso osservato di positroni appare isotropo entro un’incertezza del 3% suggerendo che non ci siano direzioni particolari da cui nasce questo eccesso di positroni. Un’analisi dettagliata del tasso di crescita della frazione di positroni con l’energia esclude strutture fini, e per la prima volta indica chiaramente il raggiungimento di un valore massimo della frazione a energie attorno ai 275 GeV. Un punto importante da affrontare per l’interpretazione di questo risultato è se questo aumento della frazione di positroni sia dovuto a una sorgente aggiuntiva di positroni o a una 'sparizione' di elettroni.
Oltre all’eccesso di positroni, il secondo risultato che AMS pubblica riguarda lo studio del flusso separato di elettroni e positroni, ovvero la misura del numero di queste particelle che arriva nell’unità di tempo alla sommità dell’atmosfera terrestre, e ne caratterizza con estrema precisione l’andamento con l’energia. I risultati indicano chiaramente che non ci sono brusche variazioni nello spettro dei flussi di elettroni, confermando quindi che l’andamento con l’energia della componente dei positroni richiede la presenza di nuovi fenomeni per la loro produzione.
Questi risultati sono di estrema importanza per tracciare un identikit di possibili sorgenti di antimateria e discriminare il contributo della materia oscura. Collisioni di materia oscura producono, infatti, antimateria (positroni, antiprotoni) e, a seconda del tipo di materia oscura considerato, sono attesi diversi andamenti in dipendenza dall’energia dei flussi di particelle prodotte.
I risultati pubblicati oggi in Physical Review Letters definiscono con alta precisione le caratteristiche dell’eccesso di positroni in funzione dell’energia e sono consistenti con particelle di materia oscura (neutralini) di massa dell’ordine di 1 TeV. Tuttavia, per stabilire se l’origine dell’eccesso dei positroni sia realmente legato alla materia oscura o se sia dovuto a sorgenti astrofisiche, ad esempio pulsar, dovrà essere esteso ulteriormente l’intervallo di energia della misura per determinare le modalità con cui la frazione di positroni decresce dopo aver raggiunto il suo massimo.
Di particolare importanza sarà anche il confronto dell’effetto osservato con quello misurato in altre componenti di antimateria, ad esempio gli antiprotoni. Queste misure sono attualmente in corso in AMS e saranno oggetto delle prossime pubblicazioni.
"L’Universo è il laboratorio per eccellenza, dove materia ed energia coesistono – sottolinea il presidente dell’ASI, Roberto Battiston – in condizioni che spesso non possono essere riprodotte sulla Terra. Le misure di AMS-02 sono un indizio dell’esistenza di nuovi fenomeni fisici, la cui natura deve essere ulteriormente chiarita. Questi risultati sono stati resi possibili grazie alla precisione dei dati di AMS-02 che, cento anni dopo la scoperta dei raggi cosmici da parte di Victor Hess, ne permette lo studio con una accuratezza ineguagliabile. L’ASI con INFN e l’industria nazionale hanno dato un contributo determinante nel corso degli ultimi venti anni a questo successo della ricerca nazionale."
"Questo risultato rappresenta un importante passo avanti nello studio di un fenomeno (l’eccesso di positroni) che era stato riscontrato per la prima volta nell’esperimento spaziale PAMELA, e che oggi viene misurato da AMS-02 con una precisione e un’estensione nell’intervallo di energia senza precedenti," commenta il presidente dell’INFN, Fernando Ferroni. "La sinergia tra INFN, ASI e industria italiana coglie con il nuovo risultato di AMS-02 un frutto importante, migliorando significativamente la conoscenza di un fenomeno che presenta ancora risvolti misteriosi e quindi con potenzialità di nuove scoperte," conclude Ferroni.
AMS è frutto di una collaborazione internazionale a cui l’Italia ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione: la maggior parte dei rivelatori a bordo di AMS sono stati realizzati nel nostro paese grazie all’INFN e alle Università coinvolte in questo esperimento e al contributo delle principali industrie aerospaziali italiane sotto il coordinamento dell’ASI.
Nella foto (Credit: NASA) lo strumento AMS-02 piazzato sulla ISS.

Fonte: INAF News

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) la sonda MAVEN in orbita attorno a Marte.

21/09/2014 - La sonda MAVEN della NASA entra in orbita attorno a Marte -

La sonda MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA è entrata con successo in orbita attorno a Marte alle 10:24 p.m. EDT di domenica (le 4:24 ora italiana di lunedì 22 settembre), da dove ora si preparerà per studiare l'atmosfera superiore del Pianeta Rosso come mai fatto prima. MAVEN è il primo veicolo spaziale dedicato allo studio della tenue atmosfera superiore di Marte.
L'inserimento orbitale è avvenuto con una precisa accensione del motore di bordo della sonda per la durata di 34 minuti e 26 secondi, servito a rallentare la velocità di MAVEN permettendo alla gravità del Pianeta Rosso di fare il resto. L'accensione del motore era prevista per le 9:37 p.m. EDT (le 3:37 ora italiana) ma i controllori di volo hanno dovuto attendere 12 minuti prima di avere la conferma che l'operazione aveva avuto successo. Infatti la telemetria di MAVEN, alla velocità della luce, impiega quel tempo per coprire i quasi 140 milioni di km che separano la Terra da Marte.
L'accensione del motore ha piazzato la sonda su un'orbita altamente ellittica con il punto più distante dal pianeta a 44.500 km e quello più vicino 380 km. Il periodo orbitale è vicino alle 35 ore previste.
"Come primo orbiter dedicato allo studio dell'atmosfera superiore di Marte, MAVEN permetterà di migliorare grandemente la nostra comprensione della storia dell'atmosfera marziana, come il clima è cambiato nel corso del tempo e come questo abbia influenzato l'evoluzione sulla superficie e la potenziale abitabilità del pianeta," ha detto l'Amministratore della NASA Charles Bolden. "Questa missione ci darà inoltre ulteriori informazioni per le missioni future destinate ad inviare gli esseri umani sul Pianeta Rosso per il 2030."
Dopo un viaggio di 10 mesi, la conferma dell'avvenuto inserimento in orbita è stata ricevuta dai dati di MAVEN arrivati presso il centro operazioni della Lockheed Martin di Littleton, in Colorado, e dai dati di tracciamento monitorati dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA di Pasadena, California. La telemetria e i dati di tracciamento sono stati raccolti dall'antenna della rete Deep Space Network della NASA a Canberra, in Australia.
"La NASA ha una lunga storia di scoperte scientifiche su Marte e l'arrivo sana e salva di MAVEN apre un altro capitolo," ha detto John Grunsfeld, astronauta e amministratore associato dello Science Mission Directorate della NASA presso la sede principale dell'agenzia a Washington. "MAVEN sarà complementare agli altri esploratori robotici marziani - e di quelli dei nostri partner di tutto il mondo - per rispondere alle domande fondamentali su Marte e sulla vita oltre la Terra."
Dopo l'inserzione in orbita marziana, MAVEN inizierà una fase di sei settimane di commissionamento che comprende le manovre per raggiungere la sua orbita finale per le attività scientifiche e la prova degli strumenti e dei comandi per la mappatura scientifica. Per i primi di novembre la sonda dovrebbe raggiungere l'orbita operativa fra i 150 e i 6.200 km di altezza e da qui MAVEN potrà poi iniziare la sua missione primaria della durata di un anno terrestre, prendendo le misure della composizione, la struttura e i gas che sfuggono dall'atmosfera superiore di Marte e le loro interazioni con il Sole e il vento solare.
"Ci sono voluti 11 anni dall'idea iniziale di MAVEN ad avere la sonda in orbita attorno a Marte," dice Bruce Jakosky, scienziato a capo della missione MAVEN per il Laboratory for Atmospheric and Space Physics della University of Colorado, a Boulder (CU/LASP). "Sono felicissimo che siamo arrivati sani e salvi e ora guardiamo con fiducia all'inizio della missione scientifica."
La missione principale comprende cinque campagne definite 'deep-dip', nelle quali il periapsi di MAVEN, il punto più basso dell'orbita, verrà abbassato da 150 km a circa 125 km. Queste misurazioni forniranno informazioni sul profilo completo dell'atmosfera, da quella più bassa a quella più alta.
"Questo è stato un grande giorno per MAVEN," ha detto David Mitchell, project manager di MAVEN presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Maryland. "Siamo emozionati di entrare a far parte della costellazione di veicoli spaziali che si trovano in orbita e sulla superficie del Pianeta Rosso. La fase di commissionamento ci terrà occupati per le prossime sei settimane ed dopo potremo dare il via alla fase scientifica della missione. Congratulazioni a tutto il team per il gran lavoro fatto oggi."
La MAVEN venne lanciata il 18 novembre 2013 dalla Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida, imbarcando tre serie di strumenti. Il Particles and Fields Package costruito dall'University of California di Berkeley con il supporto di CU/LASP e il Goddard, contiene sei strumenti che permetteranno lo studio del vento solare e della ionosfera del pianeta. Il Remote Sensing Package, costruito da CU/LASP, identificherà le caratteristiche presenti attraverso l'atmosfera superiore e la ionosfera. Il Neutral Gas and Ion Mass Spectrometer fornito dal Goddard, misurerà la composizione e gli isotopi delle particelle atomiche.
Lo studio principale di MAVEN è tenuto da CU/LASP. L'università fornisce due strumenti scientifici e guida le operazioni relative alla scienza, così come la parte educativa e di pubblico dominio della missione. Lo Space Science Laboratory della University of California di Berkeley fornisce quattro strumenti per la missione. Il Goddard gestisce il progetto MAVEN. La Lockheed Martin ha costruito il veicolo spaziale ed è responsabile per le operazioni della missione. Il JPL fornisce il supporto per la navigazione e il Deep Space Network così come il sistema di telecomunicazioni Electra e le sue operazioni.
Con l'arrivo di MAVEN il numero di missioni operative su Marte arriva a sei (in orbita Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Odyssey della NASA e Mars Express di ESA e sulla superficie i rover Opportunity e Curiosity della NASA) ma questo numero è destinato a crescere perché MOM (Mars Orbiter Mission), la prima sonda interplanetaria indiana dovrebbe arrivare in orbita mercoledì 24 settembre. Per maggiori informazioni sulla missione MAVEN, fai riferimento presso: http://www.nasa.gov/maven
Nella foto (Credit: Lockheed Martin) i membri del team della missione MAVEN celebrano l'avvenuto inserimento della sonda in orbita marziana. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: NASA) la sonda MAVEN in orbita attorno a Marte.

Fonti: NASA - Spaceflight Now

21/09/2014 - La cometa 67P stà per rompersi? -

Il team di Rosetta, la sonda ESA in orbita attorno alla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, ha pubblicato un nuovo spettacolare mosaico, ripreso venerdì mattina da soli 28,6 km di distanza dal centro del nucleo della cometa. Qui, potete vedere l'immagine elaborata, e in dimensioni maggiori, da Elisabetta Bonora e Marco Di Lorenzo sul blog Alive Universe Images.
L'immagine mostra in maniera evidente l'aumento di attività dal nucleo, soprattutto nella zona del 'collo'. Ma non è tutto, c'è un preoccupante dettaglio in queste nuove immagini, qualcosa che era stato intravisto già in precedenza ma che adesso è molto più evidente: un lungo crepaccio si sta aprendo proprio a metà del 'collo', nella regione più attiva del nucleo. E' probabile che, proprio da qui, stia uscendo una parte dei gas e delle polveri e la forza di questa spinta endogena, confrontata con la bassissima forza gravità della cometa, potrebbe portare in futuro alla rottura e alla separazione dei due pezzi, 'la testa' e il 'corpo' del nucleo.
Eventi del genere sono già stati osservati su altre comete in precedenza ma, nel caso di 67P, la separazione non sarebbe imminente, forse tra un anno, dopo il passaggio della cometa al perielio. Ma nel caso avvenisse prima questo potrebbe creare non pochi problemi alla sonda in orbita ma, soprattutto al lander Philae la cui discesa sulla 'testa' della cometa è prevista tra circa 50 giorni.
Ulteriori informazioni ed immagini sull'evoluzione della cometa e su questa spettacolare missione sul sito di Alive Universe Images al link qui sotto.
Nella foto (Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM; processing: 2di7 & titanio44) la cometa 67P il 19 settembre scorso ripresa dallo strumento NavCam imbarcato su Rosetta.

Fonte: Alive Universe Images

Nella foto (Credit: NASA/TV - SpaceX) il momento del distacco del Dragon dal secondo stadio del razzo Falcon 9.

21/09/2014 - Dragon in viaggio verso la Stazione Spaziale -

Un'eruzione di fuoco e fumo ha spedito la nave spaziale Dragon della SpaceX nel cielo con il suo carico di 2,3 tonnellate di attrezzature scientifiche e rifornimenti destinati ad essere utilizzati dall'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
"Questo lancio si inserisce in un momento molto trafficato per la Stazione Spaziale," dice Sam Scimeni, direttore NASA per la Stazione Spaziale Internazionale, con il prossimo arrivo della Soyuz e il relativo equipaggio della stazione e i lanci di veicoli spaziali cargo entro un mese.
Il decollo è avvenuto alle 1:52:03 a.m. EDT (le 7:52 ora italiana) di domenica 21 settembre dal Launch Complex-40 della Air Force Station di Cape Canaveral, Florida, per il razzo Falcon 9 v1.1 con il Dragon che ha lasciato un arco giallo e bianco attraverso il cielo mentre volava parallelo alla costa Est Americana. I nove motori Merlin 1D del primo stadio si sono spenti come previsto circa 2 minuti e 41 secondi dall'inizio del volo e il singolo Merlin del secondo stadio che poi ha portato il Dragon per il resto della via verso l'orbita.
Gli applausi sono scrosciati quando il video ha mostrato il Dragon lasciare il secondo stadio e, poco dopo, l'apertura del paio di pannelli solari che servono a ricaricare le batterie interne del veicolo spaziale cargo.
"Non c'è niente di meglio di un bel lancio, è stato fantastico," ha detto Hans Koenigsman, vice presidente per la Mission Assurance di SpaceX. "Da quello che posso dire, tutto è andato perfettamente."
Il secondo stadio del razzo ha rilasciato la capsula Dragon su un'orbita di 199x359 km con inclinazione 51,644°.
Il lancio dà il via all'inseguimento di due giorni della stazione spaziale che si concluderà martedì mattina quando l'astronauta Alexander Gerst, dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'astronauta della NASA Reid Wiseman cattureranno il Dragon senza equipaggio grazie al braccio robotico della stazione e manovreranno la capsula per ormeggiarla a un boccaporto della ISS. In seguito l'equipaggio scaricherà le attrezzature e i rifornimenti dall'interno di Dragon, compreso un contenitore che ospita 20 topolini che verranno utilizzati per le ricerche in micro-gravità sulla densità ossea.
Il Dragon trasporta gli elementi necessari per circa 225 studi scientifici che i membri dell'Equipaggio di Spedizione 41 e 42 dovranno condurre. Uno strumento chiamato ISS-RapidScat che misurerà i venti sugli oceani terrestri ha fatto il viaggio imbullonato all'interno del vano non pressurizzato di Dragon. Questo strumento, per poter eseguire le sue osservazioni, verrà poi collegato all'esterno del modulo Columbus della stazione spaziale. I dati ottenuti si spera possano migliorare le previsioni meteorologiche e il monitoraggio degli uragani.
Assieme ai topi e al RapidScat, il carico utile di Dragon ospita la prima stampante 3D a volare nello spazio. L'esperimento servirà per dimostrare il potenziale di produrre parti in orbita in modo meno costoso e su richiesta invece di dover attendere che siano costruiti sulla Terra e poi inviati in orbita con un veicolo cargo. Questa tecnologia potrebbe essere molto importante per i futuri viaggi verso lo spazio profondo. Le scoperte in micro-gravità potranno inoltre migliorare le stampanti 3D sulla Terra.
Un altro esperimento portato in orbita valuterà la crescita e lo sviluppo dei semi di Arabidopsis thaliana nello spazio dove non subiscono l'effetto del vento, del loro stesso peso e delle altre forze che incontrano sulla Terra. Le piante cresceranno all'interno di un contenitore chiamato BRIC-19, abbreviazione di Biological Research in Canisters.
A bordo del veicolo cargo si trovano anche un esperimento che potrebbe migliorare le mazze da golf, una cinepresa IMAX e due nuove batterie elettriche per sostituire quelle delle tute spaziali USA prima di un paio di attività extra-veicolari (EVA) previste in ottobre.
Questa missione è il quarto volo cargo per la stazione da parte di un veicolo spaziale Dragon, non contando il primo volo di prova del maggio 2012. Il Dragon e il Cygnus della Orbital Sciences Corp. sono diventati visitatori regolari della stazione spaziale portando i rifornimenti e le attrezzature che permettono di eseguire ricerche innovative in vari campi scientifici. Il Dragon lascerà la stazione a metà ottobre per un tuffo nell'atmosfera terrestre ed un ammaraggio con paracadute nell'Oceano Pacifico dove verrà recuperato.
Quello di oggi è stato il 57esimo lancio orbitale del 2014, il 55esimo a concludersi con successo. Inoltre si è trattato del 13esimo lancio di un Falcon 9, l'ottavo della versione v1.1, l'ottavo negli ultimi 12 mesi e il quarto negli ultimi due mesi.
Nella foto (Credit: NASA/Frankie Martin) il decollo del Falcon 9 v1.1 con Dragon per la missione CRS-4/SpX-4 diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Nella foto (Credit: NASA/TV - SpaceX) il momento del distacco del Dragon dal secondo stadio del razzo Falcon 9. Quello che si vede è l'interno del vano non pressurizzato posteriore di Dragon, chiamato 'trunk', che ospita lo strumento RapidScat.

VIDEO DEL LANCIO DEL FALCON 9 V1.1 CON LA CAPSULA DRAGON CRS-4/SPX-4 - 21/09/2014 - (Credit: SPACEX) - dur.min. 29:20 - LINGUA INGLESE

Fonti: NASA - Space Launch Report

Nella foto (Credit: Wikipedia) Berezovoy nel 2011.

20/09/2014 - E' morto il pilota-cosmonauta Anatoly Berezovoy, Eroe dell'Unione Sovietica -

Il sito della Roscosmos, l'agenzia spaziale russa ha pubblicato il seguente comunicato:
"Il 20 settembre 2014 è scomparso, all'età di 73 anni, il cosmonauta Anatoly Berezovoy, che fece parte dell'equipaggio 1 della stazione spaziale Salyut-7.
Anatoly era un rappresentante della leggendaria generazione di cosmonauti - un uomo di grande forza di volontà e coraggio, professionista di prim'ordine, che ha fatto molto per lo sviluppo dei programmi spaziali nazionali e dei grandi progetti di ricerca.
Anatoly era attivamente impegnato in attività sociali, con particolare attenzione rivolta a diffondere le conquiste della scienza russa. La sua biografia veramente eroica è un primo esempio di una nuova generazione di cosmonauti russi. La sua competenza, qualità professionali e personali si sono guadagnati di merito il rispetto dei colleghi e amici.
Il suo ricordo vivrà per sempre nei cuori di coloro che conoscevano e amavano Anatoly Nikolayevich.
Esprimo le mie più sincere condoglianze alla famiglia, agli amici ed ai colleghi di AN Berezovoy. Firmato Oleg Ostapenko, capo della Roscosmos."


Anatoly N. Berezovoy era nato l'11 aprile 1942 nel villaggio di Enem Adygea, nella Regione Autonoma di Krasnodar Krai. Nel 1970 venne selezionato come cosmonauta. Dal 13 maggio al 10 dicembre 1982 eseguì il suo primo ed unico volo spaziale come comandante della prima spedizione alla stazione orbitale permanente "Salyut-7", insieme con l'ingegnere di volo Valentin V. Lebedev.
Il 30 luglio Berezovoy e Lebedev eseguirono un'EVA, della durata di 2 ore, 33 minuti. Durante l'uscita i cosmonauti installarono il dispositivo "Sorgente". Dalla camera di compensazione della stazione vennero lanciati i satelliti "Iskra-2" e "Iskra-3", realizzati dagli studenti della IIA.
Durante la spedizione, i cosmonauti condussero un gran numero di esperimenti biomedici, geofisici e astrofisici, tecnici e di ricerca. In particolare, riuscirono ad ottenere fotografie multispettrali delle diverse regioni della superficie della Terra, per gli studi astronomici utilizzarono un telescopio a raggi X RT-4M e un telescopio a raggi gamma "Elena". Con l'aiuto delle particolari attrezzature riuscirono a coltivare cristalli ​​di semiconduttori. Vennero inoltre condotti anche esperimenti sulla coltivazione delle piante.
A bordo della "Salyut-7" Anatoly Berezovoy e il suo collega ricevettero le visite dell'equipaggio sovietico-francese di V. Janibekov, A. Ivanchenkov e Jean-Loup Chretien (Francia) e di quello composto da: Leonid Popov, Aleksandr Serebrov e Svetlana Savitskaya.
Berezovoy e Lebedev a quel tempo batterono il record di permanenza nello spazio con 211 giorni.
Dopo aver lasciato il corpo astronauti nel 1992 per ragioni mediche, a seguito di un ferimento durante un tentativo di rapina, ricoprì il ruolo di vice Presidente della Federazione Spaziale Russa dal 1992 al 1999. Lascia una moglie e due figli.
Nella foto (Credit: Spacefacts.de) Berezovoy, a sinistra, e Lebedev a bordo della stazione spaziale sovietica Salyut-7. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Wikipedia) Berezovoy nel 2011.

Fonti: Roscosmos - Spacefacts.de

Nella mappa topografica (Credit: ESA/DLR/FU Berlin) la regione del bacino Argyre.

20/09/2014 - L'inverno ad Argyre -

Miliardi di anni fa, gli altipiani meridionali di Marte sono stati butterati da numerosi impatti, che spesso si sono sovrapposti. Una di queste strutture è il cratere Hooke, mostrato in questa gelida immagine (Credit: ESA/DLR/FU Berlin) ripresa dalla sonda Mars Express durante l'inverno nell'emisfero sud del Pianeta Rosso.
Il cratere Hooke si trova sul margine settentrionale del bacino Argyre - uno delle più impressionanti strutture da impatto di Marte, scavato da una gigantesca collisione circa 4 miliardi di anni fa.
Situato nella regione piatta del bacino, conosciuto come Argyre Planitia, il cratere Hooke ha un diametro di 138 km e una profondità massima di 2,4 km. Il suo nome deriva dal famoso fisico e astronomo Inglese, Robert Hooke (1625-1703).
Il cratere Hooke comprende due differenti strutture da impatto, con una più piccola depressione fuori centro situata sul fondo del più grande, e preesistente, cratere. Il cratere più recente ha il suo interno riempito con una grande quantità di detriti con sulla sommità dei campi di dune scure. Il cumulo appare essere composto da materiale stratificato, probabilmente alternando strati di sabbia con strati di ghiaccio.
Le dune scure si estendono verso meridione (a sinistra nelle immagini topografiche, a colori e 3D) verso un più piccolo cratere, parzialmente ricoperto sul fondo del cratere principale. La topografia locale modifica il flusso dell'aria creando una trappola per la sabbia ed i sedimenti portati dal vento.
In queste immagini, molte delle basse regioni a sud, così come il tumulo centrale all'interno del cratere Hooke, è coperto da un sottile, bianco strato di biossido di carbonio gelato. A quote più elevate e sulle pareti del cratere esposte a nord, il gelo è in gran parte assente e appare solo nelle aree ombreggiate dalla luce solare diretta sulle pareti dei crateri più piccoli.
All'esterno del cratere, vi sono un numero di strutture lineari visibili sul fondo di Argyre Planitia, sul lato sud (sinistro) delle immagini topografiche, a colori e 3D. Questi sono esempi di 'yardangs', strutture rocciose lineari che sono state modellate dalla prolungata erosione del vento. Grandi parti delle yardangs sono orientate verso il cratere Hooke, indicando la direzione prevalente del vento.
Sempre visibile sul fondo del bacino Argyre vi sono piccole aree di terreno caotico, che assomigliano alle depressioni contenenti mesas piatte, duomi e colline. Nelle immagini in colore principale, topografica e in 3D, una di queste regioni può essere vista sul bordo superiore, a circa un terzo della strada da sinistra, e un altro nella parte medio-bassa, giù dal bordo del cratere più a sinistra.
I terreni caotici come questi si pensa siano stati formati quando una gran porzione di terreno gelato si è sciolto causando il collasso del terreno. Quando un terreno non è collassato completamente, le grande mesas potrebbero ancora contenere ghiaccio d'acqua.
Chiaramente questa regione è stata grandemente modificata dalle forze naturali fin dal drammatico impatto di miliardi di anni fa che ha formato il bacino Argyre e, in seguito il paio di crateri Hooke.
Nella mappa topografica in alto a sinistra (Credit: ESA/DLR/FU Berlin) la regione del bacino Argyre. In bianco e rosso i rilievi e in blu e viola le depressioni. L'immagine è stata acquisita con la High Resolution Stereo Camera di Mars Express il 20 aprile 2014 durante l'orbita 13.082. La risoluzione al suolo è di circa 63 metri/pixel. Il Nord è a destra e l'Est in basso.

Fonte: ESA

20/09/2014 - Spettacolare cielo stellato dalla ISS -

Per chi si chiedesse come appare il cielo stellato agli astronauti in orbita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale la NASA ha dato una risposta.
La foto che vedete qui (Credit: NASA) è stata scattata da uno dei membri dell'equipaggio di Spedizione 41 lo scorso 13 settembre. Il pannello chiaro a sinistra fa parte del veicolo spaziale ATV-5, che si trova attraccato all'avamposto orbitale, e che copre parzialmente la costellazione dello Scorpione.
La stella Antares è direttamente alla sinistra in basso del secondo pannello di ATV partendo dall'alto.
Le due stelle che si trovano vicine sull'angolo sinistro della foto comprendono Shaula, sulla coda dello Scorpione. L'ammasso aperto vicino a Shaula è M7. La struttura nella parte basse a destra fa parte di uno dei pannelli solari della stazione.

Fonte: NASA Images

20/09/2014 - Incidente fatale nelle grotte sarde -

L'organizzazione nazionale italiana di soccorso alpino e spelologico, CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ) ha reso noto che il 18 settembre si è verificato un incidente fatale in una grotta della Sardegna. Si tratta dello stesso luogo dove si era svolto il corso di addestramento CAVES dell'ESA.
Le operazioni di soccorso sono cominciate immediatamente ma senza riuscire a salvare la vita dello speleologo locale, che è stato vittima di una caduta fatale. Gli specialisti sono al lavoro per recuperare il corpo.
La grotta aveva fatto da sito per il corso di addestramento astronauti dell'ESA, ma gli astronauti avevano già lasciato la grotta parecchie ore prima dell'incidente. La vittima, Luigi Mereu, 32 anni, era membro di un gruppo speleologico locale, Gruppo Grotte Nuorese, che stava aiutando a trasferire l'attrezzatura fuori dalla grotta.
Tutti i partecipanti al corso ESA sono immensamente addolorati per l'incidente.
In rispetto della vittima, ESA ha interrotto le regolari attività di comunicazione di CAVES. L'ESA valuterà con attenzione i risultati investigativi sull'incidente prima di prendere ulteriori decisioni o azioni.
Ci uniamo al dolore della famiglia e degli amici della vittima per la tragica perdita.
Nella foto (Credit: ESA/V.Crobu) l'ultimo briefing prima di entrare nella grotta.

Fonte: ESA Italia

20/09/2014 - Il maltempo costringe al rinvio il lancio di Dragon -

Piogge e nubi persistenti presso la base di lancio della SpaceX, a Cape Canaveral, hanno costretto sabato a tenere il razzo Falcon 9 a terra, rinviando la missione di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) di almeno un giorno.
Nonostante una previsione meteo avversa, i team al suolo di SpaceX hanno preparato il razzo per il lancio notturno, pompando i propellenti liquidi formati da kerosene e ossigeno nel vettore Falcon 9 v1.1 mentre il conto alla rovescia si portava verso il decollo previsto per le 2:14 a.m. EDT (le 8:14 ora italiana).
Ma Madre Natura aveva altri piani e una pioggia battente sopra la Space Coast della Florida, accompagnata da spesse nubi violavano i criteri di lancio.
La SpaceX ha dichiarato lo stop al lancio circa 30 minuti prima del via ed ha iniziato le procedure per svuotare i serbatoi di carburante del razzo e configurare i sistemi per un altro tentativo domani, domenica alle 1:52 a.m. EDT (le 7:52 ora italiana).
I meteorologi si aspettano che le condizioni migliorino nel corso di sabato ma che poi saranno seguite da un nuovo peggioramento per domenica con una percentuale del 60% sfavorevole al lancio per le nubi e le precipitazioni.
Se il tempo o problemi tecnici impediranno il lancio di domenica, il prossimo tentativo sarebbe martedì.
Il razzo ospita sulla sua sommità una capsula cargo Dragon, costruita sempre dalla SpaceX, carica di oltre 2.300 kg fra esperimenti, e rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il volo segnerà la quarta missione operativa della SpaceX (CRS-4/SpX-4) per il contratto commerciale siglato con la NASA che ne prevede 12, per un valore di 1,6 miliardi di dollari.
La merce comprende un ambiente con 20 topolini che servirà per testare come la microgravità causa l'atrofia muscolare, una stampante 3D per dimostrare la produzione di componenti nello spazio ed uno strumento da 26 milioni di dollari della NASA per misurare i venti sopra gli oceani della Terra.
Se il lancio avverrà domenica il Dragon raggiungerà la ISS martedì, con un inseguimento che culminerà con un avvicinamento finale guidato dal laser prima che il veicolo, in volo libero, venga catturato dal braccio robotico Canadarm2 dell'avamposto.
Dopo circa un mese di ormeggio alla ISS, il veicolo automatico lascerà la stazione e tornerà sulla Terra per un ammaraggio nell'Oceano Pacifico assieme a campioni di varie ricerche e materiali vari.
Nella foto (Credit: NASA/TV) il razzo sulla rampa durante il primo tentativo di lancio rinviato sabato.

Fonte: Spaceflight Now

18/09/2014 - La missione Blue Dot è a metà strada -

Ormai a metà della missione 'Blue Dot' di sei mesi, l'astronauta dell'ESA Alexander Gerst, la stà ora trascorrendo sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) assieme ai suoi due soli colleghi: Maxim Suraev e Reid Wiseman.
Gli astronauti di Spedizione 40 hanno lasciato l'avamposto orbitale la scorsa settimana e sono atterrati felicemente sulla Terra. Max, Alexander e Reid avranno la Stazione Spaziale tutta per loro fino all'arrivo della prossima nave spaziale Soyuz prevista per il 25 settembre con l'astronauta NASA Barry Wilmore e i cosmonauti Elena Serova e Alexander Samoukutyaev.
Ma il lavoro di ricerca non si è fermato durante queste due settimane nelle quali la Stazione ha avuto un equipaggio dimezzato.
Il 22 settembre Alexander e Reid utilizzeranno il braccio robotico per catturare e ormeggiare l'ultimo veicolo cargo di rifornimento Dragon. I due hanno iniziato a preparare la postazione di lavoro deviando cavi e sistemando i controlli nella Cupola, l'osservatorio dotato di sei finestre. Alexander ha inoltre raccolto diversi oggetti che dovranno tornare sulla terra con il traghetto Dragon.
Alexander e Reid continuano a raccogliere i dati dell'esperimento Energy dell'ESA che annota precisamente di quante calorie hanno bisogno gli astronauti nello spazio. Il duo ha poi preso campioni di sangue e urine e le ha preparate per le analisi che saranno svolte sulla Terra.
Per l'agenzia spaziale giapponese, JAXA, Alexander ha lavorato sugli esperimenti di crescita di semi-conduttori in microgravità e come le cellule animali sentono la gravità.
Alexander ha poi continuato la sua esperienza come volontario vigile del fuoco per l'esperimento NASA di accensione delle gocce di carburante. I risultati miglioreranno la nostra comprensione di come il fuoco si comporta nello spazio ed aiuterà a migliorare l'efficienza dei motori al suolo.
All'inizio di questo mese, Alexander aveva lavorato su MagVector, un esperimento europeo che studia come il campo magnetico terrestre interagisce con i conduttori elettrici. Questa ricerca non solo aiuterà a migliorare gli esperimenti sulla ISS ma offrirà anche l'occasione di vedere come i campi magnetici influenzano i conduttori in generale - l'ossatura della tecnologia terrestre.
Nel suo tempo libero, Alexander ha scattato fantastiche immagini del nostro pianeta e prosegue il lavoro con gli esperimenti scientifici. Il grande Electromagnetic Levitator, arrivato sulla Stazione con l'Automated Transfer Vehicle (ATV-5) in agosto, ma un bullone che lo fissava saldamente per il lancio era bloccato. Alexander è riuscito a segare il bullone, ingegnosamente trattenendo i residui di metallo con della schiuma da barba per impedirgli di galleggiare liberamente. Tutto questo in un giorno di lavoro per un astronauta.
L'Electromagnetic Levitator è una fornace capace di fondere i metalli fino a 2.100° Celsius e poi raffreddarli rapidamente. Osservare i metalli liquidi che si raffreddano in assenza di peso aiuta e svelare i processi fisici chiave. Il levitatore riesce a farlo sospendendo il metallo a mezz'aria mentre si fonde e si solidifica nuovamente.
Segui la missione di Alexander su: http://alexandergerst.esa.int/.
Nella foto (Credit: ESA/NASA) Alexander Gerst mentre taglia il bullone bloccato che fissava l'esperimento EML all'interno di ATV-5.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: NASA/JPL) un test del motore ionico della sonda Deep Space 1.

18/09/2014 - La sonda Dawn torna a funzionare normalmente -

La sonda spaziale Dawn, della NASA, ha ripreso a funzionare con i suoi motori a ioni dopo che la spinta si era inaspettatamente interrotta e il veicolo spaziale era entrato in modalità protetta l'11 settembre scorso.
L'anomalia era avvenuta appena dopo la prevista comunicazione del mattino con il Deep Space Network della NASA. La sonda non stava eseguendo nessuna particolare attività in quel momento.
Gli ingegneri hanno iniziato immediatamente a lavorare per riportare la sonda al funzionamento normale. Il team ha determinato la causa del problema, lo ha corretto, e ha ripristinato la normale propulsione ionica.
"Quest'anomalia ha posto il team di fronte ad un intricato ed elaborato rompicapo da risolvere," ha detto Robert Mase, project manager di Dawn presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California.
Dopo un'indagine svolta per scoprire che cosa abbia portato la sonda ad entrare in modalità protetta, il team di Dawn ha determinato che probabilmente si è trattato dello stesso fenomeno occorso a Dawn tre anni fa durante l'avvicinamento al protopianeta Vesta: un componente elettrico nel sistema di propulsione ad ioni è stato disabilitato da una particella radioattiva ad alta energia.
"Abbiamo seguito la stessa strategia che abbiamo implementato tre anni fa per recuperare la sonda da un simile colpo di radiazioni - scambiare ad uno degli altri motori ad ioni e con un differente sistema di controllo elettronico e così siamo stati in grado di riprendere la propulsione rapidamente," ha detto Marc Rayman, direttore della missione Dawn e capo ingegnere al JPL.
"Abbiamo un piano approntato per riavviare, entro l'anno, questo componente disabilitato."
Ma a complicare il problema il team ha scoperto che la sonda ha subito non una, ma due anomalie, e che la seconda ha colpito la capacità di puntare l'antenna principale di comunicazione verso la Terra. Dato quindi che la sonda non può usare l'antenna principale il team ha dovuto utilizzare un'altra antenna, molto più debole, che ha rallentato i progressi.
Inoltre Dawn si trova così lontana dalla Terra che i segnali radio impiegato 53 minuti per andare e tornare.
Sebbene non sia stato accertato che cosa abbia causato il problema al puntamento dell'antenna, una possibile spiegazione potrebbe essere quella di una particella ad alta energia che ha corrotto il software che girava nel computer principale. Alla fine il team ha resettato il computer, e il puntamento dell'antenna è tornato normale.
Come risultato di cambiamenti sul piano propulsivo, Dawn entrerà in orbita attorno al pianeta nano Cerere nell'aprile del 2015, un mese dopo quanto previsto inizialmente. I piani per l'esplorazione di Cerere, una volta che la sonda sarà entrata in orbita, non sono stati comunque modificati.
Dawn ha orbitato attorno a Vesta, il secondo oggetto più massiccio che si trova nella fascia principale degli asteroidi, da luglio 2011 a settembre 2012. Il sistema propulsivo ionico ha permesso di allontanarsi a spirale da Vesta e puntare verso Cerere, l'oggetto più massiccio di quella regione. Grazie alla potenza della propulsione ionica, Dawn è l'unica missione mai inviata prima ad orbitare attorno a due destinazioni nello spazio profondo.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/McREL) Dawn si avvicina al Pianeta Nano Cerere. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/JPL) un test del motore ionico della sonda Deep Space 1. Un'evoluzione di quel propulsore si trova a bordo di Dawn.

Fonti: Spacedaily - Dawn/JPL

18/09/2014 - MAVEN e MOM: si avvicina l'appuntamento con Marte -

Due sonde spaziali, il Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN) della NASA e il Mars Orbiter Mission (MOM) dell'ISRO stanno per raggiungere Marte nei prossimi giorni.
MAVEN si inserirà in orbita marziana questo week-end, il 21 settembre (approssimativamente all'1:50 UTC del 22 settembre), dopo aver completato un viaggio interplanetario di 10 mesi e circa 711 milioni di chilometri percorsi. Il centro di controllo della Lockheed Martin Space Systems di Littleton, Colorado, sarà responsabile delle operazioni.
E mentre MAVEN avrà avuto appena un paio di giorni per ambientarsi, anche l'orbiter della missione indiana MOM si inserirà in orbita marziana.
Se tutto andrà per il verso giusto, MOM si troverà, il 24 settembre, in orbita attorno a Marte su un'ellisse che varia tra i 423 e gli 80 mila chilometri dalla superficie.
Informazioni più dettagliate su queste due manovre, con immagini e video, le potete trovare sul blog Alive Universe Images grazie alla competenza di Elisabetta Bonora. Un sito veramente ricco e professionalmente preparato soprattutto sulle sonde robotiche a spasso per il Sistema Solare.
Nella foto (Credit: NASA) una spettacolare immagine di Marte ripresa con il telescopio spaziale Hubble.

Fonte: Alive Universe Images

18/09/2014 - Il Falcon 9 di SpaceX esegue con successo il test statico di accensione -

La SpaceX è in orario per un altro lancio di un razzo vettore Falcon 9 v1.1 dopo solo 13 giorni dal precedente che ha portato il satellite AsiaSat-6 in orbita. La prossima missione, la CRS-4/SpX-4, che porterà il veicolo spaziale Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) carico di importanti rifornimenti, rimane prevista per le prime ore del 20 settembre, dopo che si è svolto con successo un test statico di accensione dei motori condotto mercoledì notte.
Dopo il successo del lancio della missione AsiaSat-6 del 7 settembre scorso, molti osservatori credevano che la missione CRS-4 sarebbe facilmente slittata più avanti. Invece, senza grosse riparazioni da eseguire alla rampa di lancio SCL-40 e con il vettore Falcon 9 e la capsula Dragon già presenti in Florida, la SpaceX ha preso la decisione di andare avanti per un lancio previsto al 19 settembre, che poi è slittato solo di un giorno.
Il test statico di accensione prevede che, al termine di una simulazione completa di lancio, vengano accesi tutti e nove i motori Merlin 1D del primo stadio del vettore posto saldamente ancorato sulla rampa. L'accensione dura pochi secondi nei quali però tutti i parametri tecnici vengono registrati e controllati dai tecnici prima di dare il via libera per il lancio.
Gli osservatori del test statico di accensione, che si è svolto attorno alla mezzanotte (le 6 ora italiana del 18 settembre) confermano che si è trattato di un buon test anche se la SpaceX non ha ancora dato conferma al momento della pubblicazione di questo articolo.
Il decollo del Falcon 9 v1.1 è previsto per le 2:16 a.m. EDT (le 8:16 ora italiana) dalla rampa SLC-40 di Cape Canaveral, in Florida. Nella foto (Credit: NASA/TV) il razzo Falcon 9 v1.1 con la capsula Dragon per la missione CRS-4/SpX-4 sulla rampa per il test statico di accensione.

Fonte: Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Blue Origin) il test in scala del motore BE-3 presso la struttura della Blue Origin in Texas.

17/09/2014 - United Launch Alliance e Blue Origin insieme per il motore a razzo del futuro -

La United Launch Alliance (ULA) ha annunciato mercoledì che si è accordata con la Blue Origin, una compagnia spaziale molto riservata guidata da Jeff Bezos, fondatore di Amazon.com, per lo sviluppo di un nuovo motore a razzo costruito negli Stati Uniti con il quale sostituire il motore russo che spinge il primo stadio del vettore Atlas 5.
L'accordo deriva dai timori, sempre più crescenti, sulla dipendenza di ULA dal propulsore di costruzione russa per l'invio in orbita di satelliti dedicati alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. Il capo esecutivo di ULA ha dichiarato mercoledì che la scelta di Blue Origin come nuovo fornitore del motore fa parte di una potenziale revisione della flotta di vettori Atlas e Delta utilizzati per i clienti del Pentagono, della NASA e commerciali.
"Credo sia chiaro che è il momento per l'arrivo di motori del 21esimo secolo," ha detto Bezos ai giornalisti presenti al National Press Club di Washington. "I grandi motori del passato sono state macchine eccezionali. I motori che ci ricordiamo costruiti negli anni '50, '60 e '70 sono stati meccanismi incredibili, ma ora abbiamo gli strumenti e le capacità, le simulazioni al computer, potenza di calcolo che i loro costruttori avrebbero potuto solo sognare."
Fondata nel 2006 con una joint venture al 50% fra la Boeing Co. e la Lockheed Martin Corp., la United Launch Alliance aveva già annunciato a giugno una revisione dei progetti per un nuovo motore a razzo.
La scelta di ULA del motore BE-4 (Blue Engine-4) della Blue Origin, ha lasciato fuori il suo principale fornitore di motori, la Aerojet Rocketdyne che costruisce gli impianti propulsivi per gli stadi superiori di Delta e Atlas così come il motore, alimentato a idrogeno RS-68, del primo stadio del razzo Delta 4 di ULA.
"Abbiamo scelto Blue Origin per diversi motivi," ha detto Tory Bruno, Presidente e Amministratore Delegato di ULA. "Prima di tutto sono avanti... inoltre hanno una tecnologia veramente innovativa che ci permette di modernizzare, incrementando le prestazioni ed abbassando i costi fissi."
La Blue Origin ha già completato tre anni di sviluppo del motore BE-4.
"Con la sua spinta di 250 tonnellate, questo motore ha dei costi fissi e di funzionamento molto bassi," dice Bezos. "Il costo è un fattore molto importante nello spazio, ecco che i costi e l'affidabilità sono i due fattori principali. Questo motore è alimentato a gas naturale liquefatto (GNL - una forma commercialmente disponibile di metano ndr), è riutilizzabile, ed è costruito, testato, progettato e assemblato al 100% negli Stati Uniti."
Bruno ha detto che il motore potrebbe essere integrato nel lanciatore di ULA entro quattro anni, nella metà del tempo previsto dagli esperti.
"Non ci sono modi per accelerare il processo di sviluppo di un razzo," aggiunge Bezos. "Non puoi trovare scorciatoie. C'è bisogno di metodo e di attenzione, e quindi il motivo per cui possiamo accelerare i tempi è che BE-4 si trova già da tre anni in questa fase di progettazione."
Bezos ha detto che ULA ha compiuto un "molto significativo investimento in dollari" per completare lo sviluppo del motore BE-4, che la Blue Origin aveva finora finanziato internamente e che intende utilizzare per il proprio lanciatore spaziale.
"Questa è la seconda cosa che è molto diversa dal solito - probabilmente la cosa più rara che potrete mai scoprire su un motore a razzo - e che il BE-4 è completamente finanziato," ha detto Bezos.
Un decreto legislativo per lo stanziamento è in fase di considerazione da parte del Congresso e darebbe all'Air Force l'autorità di finanziare un nuovo motore a razzo gestendo una partecipazione pubblico/privato. Invece il programma BE-4 annunciato mercoledì è uno sforzo completamente commerciale, ha detto Bruno di ULA - presumibilmente anche l'Air Force, il maggiore cliente della compagnia - vorrà essere informato dell'iniziativa motoristica privata.
La Casa Bianca aveva rilasciato a giugno una dichiarazione politica contro un programma di finanziamento, da parte del governo, di un nuovo motore. Citando uno studio indipendente commissionato dal Pentagono, la Casa Bianca aveva detto che la costruzione, negli USA, di un nuovo motore a razzo sarebbe costata circa 4,5 miliardi di dollari ed avrebbe richiesto circa 8 anni per la progettazione, test e primo volo.
I funzionari di ULA e Blue Origin non hanno rivelato i dettagli finanziari dell'accordo fra le due compagnie.
Il deterioramento dei rapporti fra gli Stati Uniti e la Russia dopo la ribellione in Ucraina ha riacceso i dubbi sulla fattibilità di proseguire l'uso dei motori RD-180 per i lanci di satelliti militari degli USA.
Costruito dalla NPO Energomash, vicino Mosca, il motore RD-180 brucia uno speciale tipo di kerosene raffinato e genera circa 390 tonnellate di spinta al livello del mare.
Detenendo un perfetto record di successi l'RD-180 spinge il primo stadio del razzo Atlas 5 della ULA, uno dei due lanciatori che sono l'ossatura per il lancio dei carichi per la sicurezza nazionale del governo. Inoltre la ULA costruisce e lancia il Delta 4, che dispone di un motore costruito negli USA.
L'importazione dei motori RD-180 negli Stati Uniti è continuata nonostante la minaccia, fatta a maggio, dal vice primo ministro Dmitry Rogozin che la Russia avrebbe interrotto la fornitura dei motori per le missioni di lancio militari.
La ULA ha ricevuto due motori RD-180 in agosto e altri tre motori sono previsti entro l'autunno.
Le preoccupazioni sull'utilizzo dei motori a razzo della Russia sul vettore Atlas 5 si sono amplificati in aprile quando la SpaceX, rivale di ULA, ha contestato all'U.S. Air Force di aver siglato un contratto, del valore di 11 miliardi di dollari con la ULA, senza altri concorrenti per il lancio di 28 missioni fino alla fine del decennio.
Guidata da Elon Musk, un pioniere di Internet come Bezos, la SpaceX ha dichiarato che avrebbe potuto eseguire lei quasi tutti quei lanci ad una frazione del costo di ULA, ma la U.S. Air Force ha invece ribattuto che la SpaceX non aveva ancora ottenuto le certificazioni tecniche quando la ULA si è aggiudicata il contratto.
Il Generale John Hyten, capo dell'Air Force Space Command, ha detto martedì che il razzo Falcon 9 della SpaceX potrebbe ottenere la certificazione per poter competere nei contratti per il lancio delle più importanti missioni militari dal primo dicembre.
Un giudice della Corte Federale degli Stati Uniti aveva dichiarato di non avere la capacità di scavalcare la legge, la quale è ora sotto arbitrato.
Il motore BE-4 della Blue Origin utilizza un ciclo di combustione ricco di ossigeno, impiega un unico ugello e brucia ossigeno liquido e gas naturale liquefatto, un propellente che rende il motore meno costoso, meno complesso e più facile da riutilizzare, secondo quanto riportato dalla Blue Origin.
"E' un motore con una singola turbopompa, una sola marcia," dice Bezos. "E' semplice e nonostante tutto è capace di alte prestazioni e di grande affidabilità."
"Il BE-4 non è solo un sostituto per l'RD-180, che brucia kerosene," dice Bruno. "Quello che intendiamo fare con questo motore è che sia la base per i nostri veicoli Atlas e, utilizzandone due alla volta, ci forniranno maggiori prestazioni - al livello del mare - di quelle che abbiamo adesso."
Un nuovo razzo con due motori BE-4 potrebbe produrre quasi 500 tonnellate di spinta.
"Intendiamo piazzarlo assieme ai componenti comuni che abbiamo per gli stadi superiori dei componenti Atlas e Delta della nostra famiglia," dice Bruno. "In questo modo modificheremo i razzi inserendo il nuovo motore e raggiungendo i benefici di queste alte prestazioni."
La ULA non ha quantificato i costi associati al motore BE-4, ma Bruno ha detto che "ci è chiaro che sarà sostanzioso. Stiamo per subentrare per i nostri clienti."
Il team ingegneristico della Blue Origin, con sede a Kent, stato di Washington e che dispone di una struttura di prova a West Texas, ha testato i componenti in scala del BE-4, compreso il pre-bruciatore e messo alla prova il ciclo di combustione del pre-bruciatore e della struttura di iniettori. I prossimi test riguarderanno la turbopompa del motore e le valvole principali.
La Blue Origin ha inoltre completato la costruzione di un banco di prova per motori a West Texas per ospitare fino a 500 tonnellate di spinta. I test a grandezza naturale dovrebbero iniziare nel 2016 con un primo volo del motore BE-4 entro il 2019.
Secondo Bruno, la ULA sta lavorando a studi di progettazione per i lanciatori della compagnia di prossima generazione. "Siamo a quattro anni dal primo volo, e dobbiamo superare il processo di certificazione che è necessario per il tipo di modifiche che vogliamo apportare al veicolo," dice Bruno. E così per un certo numero di anni avremo Atlas e Delta con i motori esistenti che voleranno prima che BE-4 sia pronto, e questo potrebbe anche creare una sovrapposizione per un certo periodo nel futuro."
"Questo sarà un solo motore per un solo tipo di veicolo? Gli accordi sono ancora in valutazione," dice Bruno.
Egli ha poi detto ai giornalisti che la ULA intende svelare il progetto di una nuova famiglia di veicoli entro la fine dell'anno, lasciando aperta la possibilità di cambiamenti per il razzo Delta 4 della compagnia.
"Il nostro obiettivo è quello di rendere il motore così funzionale, a basso costo e affidabile che alla ULA sarebbero pazzi se usassero qualcos'altro," ha concluso Bezos.
Nella foto (Credit: Win McNamee/Getty Images) Jeff Bezos, a destra, e Tony Bruno accanto al modello in scala del motore BE-4, durante la presentazione alla stampa. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Blue Origin) il test in scala del motore BE-3 presso la struttura della Blue Origin in Texas. Questo motore permette una spinta di 50 tonnellate, molto inferiore quindi a quella del futuro BE-4.

Fonti: Spaceflight Now - Blue Origin

16/09/2014 - Mani libere nello spazio e sotto il mare -

L'astronauta Andreas Mogensen dell'ESA guarda verso il suo volo alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) del prossimo anno ma fino a ieri era sott'acqua provando un nuovo strumento che poi utilizzerà nello spazio.
La missione di addestramento sottomarina della NASA si è tenuta al largo della Florida ed ha inviato gli astronauti 20 metri sotto il mare per vivere in una base che ne simula una nello spazio dove i membri dell'equipaggio hanno condotto regolari 'waterwalks' (passeggiate acquatiche) in tuta subacquea.
Oltre a servire per addestrare gli astronauti, l'habitat Aquarius è il posto ideale per mettere alla prova le nuove attrezzature spaziali.
La 19esima missione NEEMO (NASA Extreme Environment Mission Operations) ha un grande coinvolgimento europeo, con l'addestratore ESA Hervé Stevenin che si è unito all'astronauta NASA Randy Bresnik e quello canadese Jeremy Hansen per testare alcune nuove tecnologie spaziali ESA.
Un prototipo indossabile di 'mobile procedure viewer' - mobiVP - darà agli astronauti la possibilità di ricevere istruzioni con audio e video senza impegnare le mani e che solo loro possono vedere...
"miniVP è basato tu apparecchi commerciali: Google Glass, uno smartphone e un tablet," spiega Mikael Wolff dell'ESA.
"L'ESA ha fornito l'apposito software che vi gira, permettendo un'estremamente alta affidabilità. Lo scopo principale era quello di valutare come mobiVP possa migliorare le prestazioni degli astronauti eliminando la necessità di interrompere un'operazione per consultare le istruzioni."
MobiVP inoltre intende incrementare l'aiuto che i team a terra possono dare agli astronauti in tempo reale.
"Un controllore di volo che indossi una versione terrestre di mobiVP sarebbe connesso con uno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), vedendo esattamente quello che l'astronauta vede," aggiunge Mikael.
Il capo ingegnere David Martinez Oliveira spiega: "lo scopo è quello di permettere la collaborazione con le squadre a terra come se potessero guardare da sopra le spalle degli astronauti, permettendo di lavorare con un supporto guidato passo passo dagli esperti del centro di controllo."
Per poterlo testare in modo realistico durante NEEMO, all'equipaggio è stato chiesto di procedere con l'esperimento Skin-B di fisiologia umana che valuta le modifiche delle condizioni della loro pelle. Skin-B viene già utilizzato dagli astronauti a bordo della stazione spaziale.
Nel centro di controllo di NEEMO, un esperto ESA ha seguito il procedere dei lavori, compreso l'osservazione del punto di vista di un video generato con una telecamera sui Google Glass.
Ovunque sia richiesta l'assistenza, gli esperti possono prendere il controllo visivo per guidare il lavoro in remoto. Video e immagini possono essere trasmesse direttamente allo smartphone giù in Aquarius. Gli acquanauti valuteranno le dimostrazioni riempiendo un questionario, il cui scopo è quello di migliorare ulteriormente mobiVP per una versione dedicata alla Stazione, che verrà sottoposto a prove da Andreas, questa volta in orbita, il prossimo anno.
Vivete con noi la missione NEEMO 19 e vedete il sistema in azione attraverso i diari giornalieri di Andreas, questa volta sott'acqua.
Nella foto (Credit: NASA) i quattro 'acquanauti' di NEEMO 19: da sinistra l'astronauta canadese Jeremy Hansen, l'addestratore ESA Hervé Stevenin, l'astronauta ESA Andreas Mogensen e l'astronauta NASA Randy Bresnik.

Fonte: ESA

16/09/2014 - Misterioso satellite lanciato con un Atlas 5 dalla Florida -

Alle 8:10 p.m. EDT del 16 settembre (le 2:10 ora italiana del 17 settembre), un razzo vettore Atlas 5, variante AV-401, è decollato dalla rampa SLC-41 di Cape Canaveral, in Florida, con a bordo il carico utile CLIO, un satellite di una non-identificata agenzia governativa USA.
Il motore RD-180, di costruzione russa, ha portato il razzo oltre uno strato di nubi che aveva fatto rinviare di 2 ore e 26 minuti il lancio previsto. Era quasi la chiusura della finestra di lancio quando, finalmente, le spesse nubi si sono dissipate permettendo il decollo.
Dopo oltre quattro minuti di funzionamento, il primo stadio completava il suo compito accelerando l'Atlas 5 ai confini dello spazio e veniva spento prima di ricadere verso Terra, lasciando allo stadio superiore Centaur il compito di manovrare il misterioso carico utile su un'orbita sconosciuta.
Lo stadio superiore Centaur, propulso dal motore RL10 della Aerojet Rocketdyne, ha finito le due accensioni previste a circa 18 minuti dal decollo ed a questo punto la diretta del lancio da parte di ULA (United Launch Alliance) è terminata. Il razzo ha iniziato una fase di deriva senza motore della durata di circa due ore e mezzo, al termine della quale si pensa che il motore RL10 sia stato riacceso una volta per circa 70 secondi prima di rilasciare il satellite, chiamato CLIO, nell'orbita prevista.
Quest'ultima fase del lancio dell'Atlas 5 pare essere andata come previsto e la ULA ha dichiarato il volo un successo, durante una conferenza stampa tenutasi martedì notte. Lo scopo del satellite CLIO non è stato rivelato ma funzionari hanno confermato che è stato costruito dalla Lockheed Martin con un accordo commerciale per conto di una non specificata agenzia governativa.
Questo livello di segretezza è inusuale per i lanci spaziali americani. Il National Reconnaissance Office, che gestisce i satelliti spia governativi, dichiara quando uno dei suoi carichi utili è spedito nello spazio. Il livello di segretezza che circonda il lancio di martedì è simile a quello di un altro lancio satellitare avvenuto nel settembre del 2009, quando un veicolo spaziale chiamato PAN decollò da Cape Canaveral. Anche in quel caso, come con CLIO, il veicolo spaziale PAN era stato costruito dalla Lockheed Martin e lanciato con un Atlas 5 per un non-specificato cliente governativo. La Lockheed Martin ha detto che il satellite CLIO è basato su tecnologia commerciale, compreso il bus A2100, un tipo di piattaforma utilizzata per i satelliti commerciali, quelli di comunicazione per il Dipartimento della Difesa e i sistemi infrarossi dell'U.S. Air Force per rilevare gli attacchi dei missili nemici.
Quella di oggi è stata l'11esima missione di ULA e l'88esima di successo fin da quando la ULA è stata creata nel dicembre 2006. Inoltre quello di oggi (AV-049) è anche il 56esimo lancio orbitale del 2014, il 53esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: ULA) il momento del decollo dalla base di lancio di Cape Canaveral, in Florida.

VIDEO DEI MOMENTI SALIENTI DELLA MISSIONE AV049 DI ATLAS 5 CON IL SATELLITE CLIO - 16/08/2014 - (Credit: ULA) - dur.min. 2:24 - LINGUA INGLESE/MUSICA

Fonte: Spaceflight Now

16/09/2014 - Boeing e SpaceX porteranno gli astronauti NASA alla ISS -

Durante un evento trasmesso in diretta dal Kennedy Space Center, in Florida, alle ore 16:00 p.m. EDT (le 22 ora italiana), l'Amministratore della NASA, Charles Bolden ha annunciato i nomi delle compagnie che si sono aggiudicate il contratto definito CCtCap (Commercial Crew Transportation Capability) per il trasporto degli astronauti americani verso la Stazione Spaziale Internazionale a partire dal 2017. Si tratta della Boeing con la sua capsula CST-100 e della SpaceX con la sua capsula Dragon Version 2. La capsula della Boeing verrà messa in orbita dal razzo vettore Atlas 5 della United Launch Alliance (di cui è proprietaria al 50% la Boeing e al 50% la Lockheed Martin) mentre la SpaceX utilizzerà il proprio vettore Falcon 9 v1.1 Il contratto sarà rispettivamente del valore di 4,2 miliardi di dollari per la Boeing e di 2,6 miliardi di dollari per la SpaceX.
Questo contratto prevede il completamento di cinque punti di sviluppo uguali per entrambe le compagnie e il primo volo diretto alla ISS. Anche nel primo volo di prova orbitale abitato vi sarà un astronauta NASA fra i membri dell'equipaggio. Il contratto prevede poi ulteriori, da un minimo di due ad un massimo di sei, voli alla ISS con equipaggio di quattro astronauti NASA. I lanci delle missioni avverranno dal KSC e i veicoli svolgeranno il ruolo di navicelle di salvataggio una volta attraccate alla ISS.
Delle tre pretendenti quindi è stata scartata la Sierra Nevada Corp. l'unica che aveva presentato uno spazio-plano, il Dream Chaser.
Ulteriori informazioni verranno rilasciate più avanti.
Nella foto (Credit: NASA/TV) un momento del breve evento nel quale sono stati annunciati i vincitori del CCtCap. Il secondo da sinistra è l'Amministratore Bolden, poi troviamo Robert Cabana, direttore del KSC, Kathy Lueders program manager del Commercial Crew Program e l'astronauta Mike Fincke.

Fonte: NASA

15/09/2014 - La Soyuz TMA-14M è pronta per le operazioni finali prima del lancio -

Presso il sito di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, proseguono i preparativi per il lancio del veicolo di trasporto spaziale umano Soyuz TMA-14M come parte del programma della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il veicolo spaziale Soyuz TMA-14M, rifornito dei propellenti e del gas compresso è stato inviato alla struttura di test e assemblaggio navi spaziali per le ultime operazioni.
Il lancio della Soyuz TMA-14M è previsto per il 26 settembre con a bordo Aleksandr Samokutyaev (Roscosmos, Russia), Elena Serova (Roscosmos, Russia) e Barry Wilmore (NASA, USA). Il loro arrivo alla ISS è previsto circa tre ore e mezzo dopo il decollo.
Nella foto (Credit: Energia) la capsula all'interno dell'edificio di assemblaggio in procinto di essere inserita nell'ogiva protettiva per il lancio.

Fonte: Energia

15/09/2014 - Un giocatore di golf si aggiudica un volo gratis nello spazio con un colpo singolo -

Un colpo da maestro ha appena lanciato un giocatore di golf nello spazio suborbitale.
Andy Sullivan ha vinto un viaggio gratis a bordo del razzo-plano Lynx della XCOR dopo aver raggiunto il par-3 nella fase finale del torneo di golf KLM Open nei Paesi Bassi. Il Lynx da un passeggero è progettato per portare persone ed esperimenti scientifici fino ad un'altezza di circa 100 km, il confine accettato generalmente dove inizia lo spazio.
"Dovrò trovare qualche spunto di coraggio, ma mi piacerebbe farlo," ha detto Sullivan, 28 anni, alla BBC e descrive se stesso come "non sono il migliore viaggiatore aereo."
"Non ho giocato alla grande per passare il turno, ma poi ho colpito un colpo perfetto come quello," ha aggiunto il golfista britannico. "Che esperienza. il mio caddy ha gridato, 'Andiamo nello spazio.'"
Attualmente i biglietti del Lynx sono venduti a circa 75.000 Euro. Un viaggio a bordo dello spazio-plano del concorrente, lo SpaceShipOne della Virgin Galactic, è invece attorno ai 194.000 Euro. Entrambi i veicoli potrebbero iniziare i voli commerciali il prossimo anno, secondo quanto affermato dalle rispettive compagnie.
La BBC ha riportato che Sullivan ha completato con 67 colpi, finendo il torneo al terzo posto.
Nella foto (Credit: KLM Open via Twitter) il golfista Andy Sullivan tiene in mano un modellino del razzo-plano Lynx dopo aver vinto un viaggio nello spazio grazie ad un colpo singolo in buca durante il torneo KLM Open, tenutosi il 14 settembre 2014.

Fonte: Space.com

Nella foto (Credit: ASI) il Presidente ASI, Battiston durante la cerimonia di venerdì.

15/09/2014 - Sitael, inaugurata sede a Mola di Bari -

Venerdì scorso, subito dopo la cerimonia di apertura della 78ma edizione della Fiera del Levante di Bari, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inaugurato il nuovo stabilimento della Sitael a Mola di Bari.
Alla cerimonia, cui hanno partecipato le massime autorità locali e nazionali, ha preso parte il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston. Erano presenti, tra gli altri, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il direttore dell’agenzia dell’Onu per gli Affari spaziali Simonetta Di Pippo, l'ad di Poste Italiane Francesco Caio, il presidente di Trenitalia Mario Zanichelli e il presidente del Cnr Luigi Nicolais.
"Credo sia una bellissima pagina non di speranza ma di concretezza per il Sud - ha detto, nel corso del suo intervento, il Capo del governo - che è molto più grande dei limiti che talvolta si autoimpone."
"Il sud – ha aggiunto Renzi - è in grado di guidare la scommessa della ripartenza non perchè diverso dal nord ma perchè è il terreno nel quale si gioca la partita più importante dei prossimi anni. Noi faremo la nostra parte come governo, ma senza realtà come questa sarà tutto più difficile."
Sitael, fondata dal cavalier Vito Pertosa e guidata dall’ad Nicola Zaccheo, è una azienda leader del settore aerospaziale, impegnata nella realizzazione di 'small satellite' di nuova generazione e strumenti innovativi per missioni spaziali. La nuova sede, estesa per 30mila metri quadrati e realizzata con un investimento di circa 20 milioni di euro, è una struttura su tre livelli composta da uffici, laboratori con strumentazioni ad alta tecnologia, un auditorium e spazi che accolgono circa 300 dipendenti (con proiezioni che prevedono di arrivare a mille lavoratori entro i prossimi 5 anni).
"Ringrazio il Cavalier Pertosa per la straordinaria opportunità rappresentata dal nuovo stabilimento Sitael – ha dichiarato il presidente dell’ASI - dimostrazione di una visione e di una volontà imprenditoriale basata su scienza, tecnologia e attaccamento al territorio che ha reso grande l’Italia del dopo guerra e del boom economico ma che oggi tende ad essere rara e deve essere sostenuta."
"Questa giornata – ha aggiunto Battiston, rivolgendosi direttamente al Primo ministro - è un esempio di come il sistema paese possa, se guidato con capacità e visione, competere facendo sistema, fatto testimoniato dalla presenza del premier Matteo Renzi e da quella di tanti autorevoli rappresentanti del governo regionale e nazionale."
Nella foto (Credit: Sitael) una precedente visita del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla sede della Sitael. Nella foto (Credit: ASI) il Presidente ASI, Battiston durante la cerimonia di venerdì.

Fonte: ASI

15/09/2014 - La SpaceX toglie le zampe al prossimo Falcon 9 -

La prossima missione di rifornimento della SpaceX diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il cui decollo è previsto al più presto sabato dopo un rapido recupero dall'ultimo lancio della compagnia avvenuto sempre da Cape Canaveral, non prevederà l'utilizzo del razzo Falcon 9 v1.1 con le zampe di atterraggio installate.
Il decollo del razzo Falcon 9, alto 63 metri, è previsto per sabato 20 settembre alle 2:16 a.m. EDT (le 8:16 ora italiana), un giorno dopo quanto precedentemente previsto per dare il tempo necessario ai preparativi di lancio dopo la missione della SpaceX eseguita il 7 settembre con il satellite commerciale AsiaSat 6.
Se i team al suolo riusciranno nell'impresa si tratterà di un record per la SpaceX fra un lancio e l'altro ma necessario alla compagnia per far fronte ad un'affollata lista di missioni in calendario.
Prima di questo, il tempo minore intercorso fra un lancio ed il successivo per la SpaceX era di 22 giorni con un paio di voli commerciali del Falcon 9 eseguiti da Cape Canaveral il 14 luglio e il 5 agosto.
Però, secondo Hannah Post, un portavoce della SpaceX, il Falcon 9 che eseguirà il volo di sabato non avrà installate le zampe di atterraggio. Comunque la compagnia proverà comunque a guidare il primo stadio per un'ammaraggio morbido controllato nell'Oceano Atlantico ma con "scarse probabilità di successo", e la compagnia non prevede di eseguire nessun tentativo di recupero.
La ragione di questa modifica non è stata divulgata. La SpaceX aveva fatto eseguire due voli quest'anno con le zampe installate sul vettore Falcon 9. Durante il decollo le quattro zampe in alluminio e fibra di carbonio sono ripiegate al primo stadio del razzo. Una volta che il vettore ha completato la sua sequenza di lancio principale, lo stadio cade giù ed utilizza il propellente rimasto per ri-accendere i suoi motori per una discesa controllata verso la Terra. Alcuni attimi prima di raggiungere il suolo, le zampe si aprono.
I lanci con le zampe di lancio compiuti quest'anno sono stati esercizi, culminati con ammaraggi nell'Oceano Atlantico a centinaia di km da Cape Canaveral.
Secondo la SpaceX, i prossimi due lanci tenteranno un atterraggio con le zampe su una superficie solida (una chiatta in mare aperto o direttamente al suolo non è stato chiarito).
Le ultime due missioni di Falcon 9 trasportavano pesanti satelliti per telecomunicazioni per orbite geostazionarie e quindi non lasciavano sufficiente propellente per una completa discesa controllata e atterraggio del primo stadio.
Nella missione della capsula Dragon, chiamata SpX-4 e la quarta operativa delle 12 stipulate con la NASA, verranno trasportati oltre 2.270 kg di rifornimenti per la ISS, compresi 20 topi per un esperimento sull'atrofia dei muscoli. Se il lancio avverrà il 20, l'arrivo alla ISS è previsto per lunedì 22 e l'ormeggio per mezzo del braccio robotico della stazione ad uno dei boccaporti. La capsula rimarrà alla ISS per circa un mese, prima di tornare sulla Terra ed ammarare nell'Oceano Pacifico con quasi 1,9 tonnellate di campioni di esperimenti e altri equipaggiamenti.
Nella foto (Credit: SpaceX) il Dragon si avvicina alla ISS nella missione SpX-3.

Fonti: Spaceflight Now - Spaceflight101

15/09/2014 - Presentato il Vertical Assembly Center della NASA -

Venerdì scorso, il più grande strumento al mondo per la saldatura dei veicoli spaziali, il Vertical Assembly Center (VAB), è stato ufficialmente presentato presso il Michoud Assembly Struttura a New Orleans. Il gigante, alto 51 metri e largo 23, è uno strumento completo per la saldatura di classe mondiale che verrà utilizzato per costruire il nucleo centrale del prossimo grande razzo americano, lo Space Launch System (SLS).
L'SLS sarà il più grande razzo mai costruito per le missioni nello spazio profondo, compreso un asteroide e infine Marte. Lo stadio principale, innalzandosi per oltre 60 metri e con un diametro di 8,4 metri, ospiterà i serbatoi di idrogeno e ossigeno liquidi a temperature criogeniche che alimenteranno i quattro motori RS-25.
"Questo razzo cambierà le regole del gioco in termini di esplorazione dello spazio profondo e lancerà gli astronauti NASA a studiare gli asteroidi ed esplorare la superficie di Marte mentre aprirà nuove possibilità per le missioni scientifiche," ha detto l'Amministratore della NASA, Charles Bolden, durante la cerimonia del taglio del nastro tenutasi a Michoud,.
Il VAC fa parte di tutti gli strumenti più avanzati progettati per saldare il nucleo centrale di SLS. Esso unirà assieme le cupole, gli anelli e le barre che completano i serbatoi o le strutture di sostegno. Inoltre verrà utilizzato per eseguire le valutazioni delle saldature completate. La Boeing è la capocommessa per lo stadio principale di SLS, compresa l'elettronica di guida.
"Il programma SLS continua a fare progressi significativi," ha detto Todd May, program manager di SLS. "Lo stadio principale e i booster hanno completato le revisioni cruciali di progetto, e la NASA ha recentemente approvato la progressione del programma SLS dalla sua formulazione allo sviluppo. Questo è uno dei passaggi più importanti per il programma e dimostra che il nostro primo progetto per SLS è maturo abbastanza per la produzione."
I lavori sono in corso su diversi strumenti di saldatura. Gli ingegneri hanno completato recentemente la saldatura di tutti gli anelli per il primo volo di SLS, utilizzando il Segmented Ring Tool. Dieci barre sono state inoltre saldate per lo stadio principale di SLS utilizzando il Vertical Weld Center. Gli anelli collegano e forniscono robustezza fra le cupole e le barre, che fanno parte dei cinque pezzi principali dello stadio centrale: la parte inferiore, il serbatoio dell'ossigeno liquido, l'intertank, il serbatoio dell'idrogeno liquido e la sezione motori.
L'SLS sarà il razzo più potente del mondo. Esso aprirà la strada per le nuove frontiere agli astronauti che viaggeranno a bordo della nave spaziale Orion della NASA e potrà anche offrire benefici per le missioni scientifiche che richiederanno il suo utilizzo e non possono volare su razzi commerciali. La scorsa settimana, gli ingegneri presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida, hanno completato il modulo equipaggio dell'astronave Orion che si avventurerà nello spazio per un volo di prova a dicembre. Il Ground Systems Development and Operations Program della NASA, che sta trasformando il Kennedy per supportare il lancio di SLS e di altri operatori, ha completato una revisione a livello di agenzia ed è stata approvata la sua progressione nello sviluppo.
Per ulteriori informazioni su SLS presso la NASA, visita: http://www.nasa.gov/sls.
Nella foto (Credit: NASA) solo una parte del Vertical Assembly Center presso Michoud, durante la cerimonia di inaugurazione.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA) un'immagine ingrandita del punto J.

15/09/2014 - Rosetta: scelto il punto di sbarco -

Il lander Philae a bordo di Rosetta sbarcherà sulla regione della superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko denominata 'J'. L’annuncio è stato dato oggi nel corso di una conferenza stampa da parte dell’agenzia spaziale europea. Il sito è stato scelto tra i cinque candidati per le sue caratteristiche strategiche: offre buone condizioni di osservazione dell’attività cometaria e il minore fattore di rischio per la sonda.
Il sito di approdo J, scelto all’unanimità dalla commissione di scienziati incaricata della selezione, si trova nella zona della “testa” della cometa 67P, ha una forma irregolare e un’ampiezza massima di circa 4 km. Il sito di backup è invece la regione C, che si trova lungo il “corpo” della cometa. Dal momento che il lander ha bisogno di luce solare per operare e per ricaricare le proprie batterie, la condizione primaria da garantire è l’illuminazione. Per questo motivo nessuno dei siti candidati si trova nella parte inferiore della cometa, che trascorre la maggior parte del tempo in ombra.
"Come abbiamo potuto vedere dalle immagini ravvicinate degli ultimi giorni, la superficie della cometa è scientificamente molto ricca ed emozionante, ma è anche una sfida dal punto di vista delle manovre di approdo," ha dichiarato Stephan Ulamec, responsabile del lander Philae presso il DLR German Aerospace Center.
Le comete sono corpi attivi e dinamici, pertanto è estremamente difficile prevederne il comportamento, specie mentre si avvicinano al Sole. Questo rappresenta l’elemento di maggiore rischio nel pianificare le operazioni di avvicinamento alla superficie.
L’arrivo di Philae sulla superficie della cometa è pianificato per il prossimo 11 novembre, data che verrà confermata nelle prossime settimane, a seguito di ulteriori analisi della traiettoria. Una volta sulla cometa, gli strumenti a bordo potranno attivarsi e cominciare a produrre scienza catturando immagini, trivellando la superficie e analizzandone la composizione. Tutto questo avverrà in assoluto per la prima volta nella storia dell’umanità. Approdare sulla superficie della cometa sarà la ciliegina sulla torta, andando ad aggiungersi agli strabilianti risultati ottenuti fino ad ora da Rosetta, già senza precedenti a poco più di un mese dall’arrivo alla cometa 67P.
Emozionante è la definizione che dà dell’annuncio il Presidente dell’INAF, Giovanni Bignami: "Mancano meno di due mesi al momento in cui il lander Philae approderà sulla cometa, sarà un evento memorabile per la storia dell’uomo e della sua evoluzione. Come presidente dell’ASI prima e ora dell’INAF (l’Italia ha un ruolo di primo piano sia nella realizzazione della sonda e del lander che degli strumenti scientifici che vi sono a bordo ndr) sono emozionato al pensiero di essere parte di questo importante momento della storia umana."
Nella foto (Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA) il sito J dove avverrà l'atterraggio del lander Philae. Nella foto in alto a sinistra (Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA) un'immagine ingrandita del punto J.

Fonti: INAF News - ESA

12/09/2014 - Il progettista della SpaceShipTwo lascia la Scaled Composites -

Jim Tighe, il capo aerodinamico della Scaled Composites che ha realizzato il progetto della SpaceShipOne e della SpaceShipTwo, ha lasciato la compagnia in un momento delicato per il programma gestito dalla Virgin Galactic, dato che i voli suborbitali passeggeri dovrebbero iniziare nei primi mesi del prossimo anno.
Diverse fonti hanno confermato giovedì che Tighe avrebbe lasciato la sua posizione di capo aerodinamico della Scaled entro due settimane per intraprendere un lavoro in un'altra compagnia aerospaziale non rivelata.
Tighe è sempre stato al centro dello sviluppo di SpaceShipTwo, che la Scaled Composites stà costruendo e testando per la Virgin Galactic. Inoltre Tighe aveva già svolto un ruolo cruciale nella progettazione, sviluppo e test del predecessore, la SpaceShipOne con la quale la Scales si aggiudicò l'Ansari X Prize nel 2004 come primo veicolo privato a raggiungere lo spazio due volte in quindici giorni.
L'annuncio della sua partenza ha lasciato molte persone della Scaled sorprese e dispiaciute. L'Amministratore Delegato della Virgin Galactic, George Whitesides, ha rilasciato un comunicato nel quale si dice dispiaciuto della partenza di Tighe ma, ora che il progetto è quasi in fase finale, questo non creerà nessun contraccolpo.
Comunque vi è preoccupazione sulla prosecuzione dei test di volo senza Tighe. La SpaceShipTwo stà per iniziare una nuova serie di voli di prova quest'autunno dopo una lunga interruzione dovuta alle modifiche eseguite dagli ingegneri per il passaggio ad un nuovo tipo di motore ibrido.
L'inizio dei primi voli commerciali dovrebbero iniziare il prossimo anno e Sir Richard Branson, fondatore della Virgin, spera di poter fare il primo volo commerciale sul veicolo in partenza da Spaceport America nel febbraio o marzo 2015.
Nella foto (Credit: Virgin Galactic) l'aereo madre WhiteKnightTwo sorvola lo Spazioporto America, in New Mexico, dove da questa settimana ha iniziato una serie di test per verificare le procedure integrate con le strutture e il personale di terra.

Fonte: Parabolic Arc

12/09/2014 - La Cina ha completato il suo nuovo sito di lancio e cerca astronauti ingegneri -

Yang Liwei, primo astronauta cinese e ora vice direttore dell'Agenzia Cinese per il Volo Spaziale Umano, ha dichiarato giovedì a Pechino, che la Cina ha completato la costruzione del suo quarto e più avanzato sito di lancio spaziale.
Il Centro di Lancio Satelliti Wenchang, che si trova nell'isola più meridionale della provincia di Hainan, è stato completato e presto diventerà operativo.
"Il centro è praticamente pronto per i lanci dei veicoli spaziali," ha detto Liwei. Yang ha inoltre aggiunto che il programma spaziale del suo Paese sta sviluppando il laboratorio spaziale Tiangong-2, il veicolo cargo Tianzhou, il veicolo abitato Shenzhou-11 e il razzo Lunga Marcia 2F-Y11 mentre gli astronauti e le strutture di supporto si stanno preparando per le nuove missioni.
La Cina dispone attualmente di tre centri di lancio nelle provincie Sichuan e Shanxi e nella regione autonoma della Mongolia Interna.
Secondo i primi resoconti, oltre 6.000 persone sono state trasferite per fare posto al nuovo centro di lancio di Wenchang. La costruzione del centro venne approvata dal Consiglio di Stato e dalla Commissione Centrale Militare nel 2007 e i lavori iniziarono nel 2009.
Secondo gli esperti il più grande vantaggio di Wenchang è la sua posizione a basse latitudini - 19° a nord dell'equatore - che permetterà ai razzi di poter risparmiare propellente rispetto agli altri centri della Cina.
Un satellite lanciato da Wenchang potrà avere una vita operativa più lunga dato il maggior risparmio di carburante nel trasferimento dall'orbita di transito a quella geosincrona.
Liu Jianzhong, vice capo progettista dei sistemi del razzo Lunga Marcia-5, il più potente razzo in fase di sviluppo in Cina, ha detto che il nuovo centro potrà ospitare i Lunga Marcia-5 grazie al fatto che il razzo più grande in diametro potrà essere trasportato via mare.
Tutti gli altri centri di lancio cinesi si trovano in regioni interne ed i razzi devono essere trasportati per ferrovia.
"Inoltre i lanci dalla struttura di Wenchang permetteranno ai detriti dei razzi di cadere in mare invece che su aree abitate," ha concluso Jianzhong.
Sempre durante la stessa occasione, il meeting annuale dell'Association of Space Explorers, che si è tenuto a Pechino, Huang Weifen, vice capo progettista dei sistemi per gli astronauti cinesi, ha detto che il Paese completerà una terza selezione di astronauti entro i prossimi due anni e che si prevede di inserire anche degli ingegneri.
"Gli attuali 21 astronauti cinesi provengono tutti dalla carriera di pilota militare." ha detto la Huang. "Durante il terzo turno di selezioni vogliamo provare a scegliere ingegneri dai dipartimenti di ricerca per il nostro programma spaziale e dare a loro il giusto addestramento."
I futuri astronauti cinesi dovranno lavorare sulla stazione spaziale e ricoprire compiti più complessi e quindi dovranno avere capacità più professionali e raggiungere più alti livelli fisici e psicologici, ha detto la Huang, aggiungendo che alcuni potrebbero anche essere selezionati dal settore medico.
Comunque, nel terzo turno di selezione, non vi saranno astronaute femmine dato che due sono già in servizio, ha detto la Huang.
La Cina prevede di stabilire la sua prima stazione spaziale attorno al 2022.
Nella foto (Credit: Digital Globe) il Centro di Lancio Satelliti di Wenchang ripreso dal satellite.

Fonte: Spacedaily

12/09/2014 - ASI nomina il nuovo Comitato Tecnico-scientifico -

Il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, costituitosi il 21 luglio scorso, si è riunito oggi, per la seconda volta, presso la sede dell’ente.
Tra le deliberazioni adottate dal Consiglio figura la nomina del nuovo Comitato Tecnico-scientifico, che, ai sensi dello Statuto dell’ASI, avrà compiti consultivi nei confronti del CdA, relativamente agli aspetti tecnico-scientifici dell'attività dell'Agenzia.
Il Comitato è costituito da sette componenti, scelti per le loro competenze nei vari settori della ricerca spaziale, il cui mandato durerà quattro anni.
Di seguito i componenti del nuovo CTS, in ordine alfabetico:

- Prof. Enrico Alleva, Direttore del reparto di Neuroscienze comportamentali del Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell'Istituto Superiore di Sanità, membro dell'Accademia dei Lincei;
- Dott. Simone Dell'Agnello, Primo Ricercatore presso INFN - LNF e Responsabile della collaborazione INFN-NASA per la Ricerca e l'Esplorazione del Sistema Solare;
- Prof.ssa Francesca Matteucci, presidente del Consiglio scientifico dell'INAF, docente ordinario dell'Università di Trieste, membro del gruppo di valutazione per l'area delle scienze fisiche per l'ANVUR, membro dell'Accademia dei Lincei;
- Prof. Andrea Monti Guarnieri, docente presso il Politecnico di Milano, esperto nel settore dell'Osservazione della Terra con tecniche SAR;
- Prof. Nicola Pugno, fondatore e Direttore del Laboratory of Bio-inspired and Graphene Nanomechanic presso l'Università di Trento;
- Ing. Giorgio Saccoccia, Responsabile della divisione di Propulsione e Aerotermodinamica dell'ESA;
- Tenente Colonnello Walter Villadei, esperto nel campo delle attività umane nello Spazio, delegato nazionale nel comitato "EC Space Surveillance and tracking support framework commettee".
Nella foto (Credit: AMI) il Tenente Colonnello Walter Villadei, durante il corso per attività extra-veicolare eseguito in Russia.

Fonte: ASI

Nella foto (Credit: NASA/SDO) il brillamento di classe X del 10 settembre.

12/09/2014 - L'impatto della tempesta solare sui veicoli spaziali sarà limitato -

Gli amanti del cielo con tempo sereno agli estremi nord di Stati Uniti ed Europa potrebbero osservare bellissime aurore in questo fine settimana, ma le fonti ufficiali dicono che la tempesta solare darà uno spettacolo di luci ma non dovrebbe avere conseguenze nelle operazioni sui satelliti e sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Dei brillamenti uno dietro l'altro nel corso di questa settimana, compreso quello di classe X emesso il 10 settembre, hanno sparato un'onda di energia verso la Terra. Le prime propaggini del brillamento sono arrivate attorno al mezzogiorno di venerdì, ora degli Stati Uniti, secondo lo Space Weather Prediction Center della NOAA a Boulder, in Colorado.
L'emissione di massa coronale (CME) proveniente dalla macchia solare che guarda verso la Terra, ha sparato una nube di radiazioni nello spazio alla velocità di 4 milioni di km/h.
Quando l'energia inizia ad interagire con il campo magnetico della Terra, la tempesta solare produce aurore nelle regioni alle medie latitudini. Con i cieli sereni, gli osservatori del nord Europa, Canada e Stati Uniti potranno vedere un raro evento nelle notti di venerdì e sabato.
Gli esperti della NOAA hanno catalogato l'evento come tempesta G3. Secondo Rob Navias, portavoce al Johnson Space Center della NASA di Houston, i controllori di volo tengono d'occhio la tempesta ma non si aspettano di prendere particolari precauzioni per la ISS.
La stazione spaziale e i satelliti, così come gli aerei che volano sopra i poli, possono essere minacciati dalle tempeste solari.
Sul sito della NOAA si dice che le tempeste geomagnetiche di forza G3 potrebbero causare sovraccarichi ai componenti dei satelliti, incrementare la resistenza aerodinamica di quelli in orbita bassa e potrebbero richiedere correzioni per problemi causati all'orientamento dei veicoli spaziali.
Un portavoce di Intelsat, il maggior operatore commerciale di satelliti per telecomunicazioni in orbita geostazionaria, ha detto che i loro veicoli spaziali sono progettati per resistere alle intemperie spaziali.
"Inoltre abbiamo vari processi di allarme al suolo che ci avvisano per ogni problema ai satelliti," ha deto Michele Logiudice, portavoce di Intelsat.
"Vi sono differenti tipi di fenomeni meteo spaziali. Abbiamo i grossi brillamenti - con associate le emissioni di massa coronale - che sono quelle che creano le tempeste geomagnetiche," ha detto William Murtagh, coordinatore del programma presso lo Space Weather Prediction Center della NOAA. "Poi abbiamo queste altre chiamate tempeste di radiazioni solari. Queste emettono le particelle energetiche - i protoni. Qui abbiamo il livello S1 di una scala che va da 1 a 5, con 1 il minimo e 5 l'estremo."
Le piccole tempeste di radiazioni solari non procurano rischi per gli astronauti o i sensibili strumenti elettronici dei veicoli spaziali, secondo quanto riporta il sito web della NOAA.
"I satelliti sono progettati per sopravvivere all'aumento atteso di radiazioni," dice Martin Halliwell, capo funzionario tecnologico per la SES del Lussemburgo, operatore di oltre 50 satelliti per telecomunicazioni in orbita geostazionaria.
"Tutti stiamo osservando la situazione, ma al momento non è necessario prendere nessuna seria azione," ha detto Murtagh.
"Se dovessero aumentare i livelli, il controllo missioni potrebbe ordinare agli astronauti di ripararsi nelle parti più solide della stazione," ha detto Murtagh giovedì ai giornalisti. "E potremo essere vulnerabili in qualche tipo di attrezzatura ed elettronica. Gli astronauti dovrebbero prendere delle precauzioni per proteggere questi circuiti più sensibili durante le grandi tempeste di radiazioni. Ma l'importante è che questa che abbiamo ora non è una grande tempesta di radiazioni."
Secondo Thomas Berger, direttore dello Space Weather Prediction Center, l'impatto terrestre delle tempesto potrebbe creare problemi alle comunicazioni radio e degradare i segnali di navigazione GPS a causa dalle irregolarità nella ionosfera della Terra.
"Tempeste di questo livello potrebbero anche causare alcune irregolarità nel voltaggio delle reti elettriche alle alte latitudini degli Stati Uniti," dice Berger. "Questi effetti ci attendiamo siano gestibili e non dovrebbero causare grosse interruzioni nelle forniture elettriche."
Berger ha detto giovedì che la macchia solare che ha prodotto il brillamento appare essere diminuita di intensità.
"Ha sviluppato un grande bel gruppo e ha prodotto alcuni grandi brillamenti," ha detto Berger. "Può essere il canto del cigno. Non possiamo dirlo con certezza, ma la macchia solare è ora in fase di rottura. La regione è come se si stesse allargando diventando meno complessa, e quindi meno pericolosa in termini di produzione di grandi brillamenti, ma queste cose possono sorprendere, così stiamo tenendo un occhio di riguardo su questo."
Nella foto (Credit: NASA/Reid Wiseman) una spettacolare aurora fotografata dall'astronauta Reid Wiseman a bordo della ISS. Nella foto (Credit: NASA/SDO) il brillamento di classe X del 10 settembre.

Fonte: Spaceflight Now

Nel diagramma (Credit: ESA/Gaia/DPAC/Z. Kostrzewa-Rutkowska (Warsaw University Astronomical 
Observatory) & G. Rixon (Institute of Astronomy, Cambridge)) l'incremento della curva di luce della galassia che ospita la supernova.

12/09/2014 - Gaia scopre la sua prima supernova -

Mentre scandagliava il cielo per misurare la posizione e i movimenti delle stelle della nostra galassia, Gaia ha scoperto la sua prima esplosione stellare in un'altra galassia, lontana, lontana.
Questo potente evento, ora chiamato Gaia14aaa, è avvenuto in una galassia distante circa 500 milioni di anni luce da noi, ed è stato rivelato a causa dell'improvviso aumento della luminosità della galassia fra due osservazioni di Gaia separate da un mese una dall'altra.
Gaia, che ha iniziato il lavoro scientifico il 25 luglio scorso, scansiona ripetutamente tutto il cielo, in modo che ognuna dei miliardi di stelle che apparirà nel catalogo finale sarà stata esaminata almeno 70 volte in media, durante i prossimi cinque anni.
"Questo tipo di osservazione ripetuta ci permette di studiare la natura mutevole del cielo," commenta Simon Hodgkin dell'Institute of Astronomy di Cambridge, nel Regno Unito.
Molte sorgenti astronomiche sono variabili: alcune esibiscono uno schema regolare, con un periodico aumento e calo della luminosità, mentre altre possono mostrare modifiche improvvise e drammatiche.
"Mentre Gaia osserva ogni zona del cielo ancora e ancora, abbiamo la possibilità di osservare migliaia di 'ospiti' sul fondo celeste," nota il Dr. Hodgkin. "Queste sorgenti transienti potrebbero essere segnali di alcuni dei più potenti fenomeni dell'Universo, come le supernove."
Il Dr. Hodgkin fa parte del team scientifico di Gaia, che comprende astronomi delle Università di Cambridge e di Varsavia, che hanno combinato le scansioni del cielo in cerca di cambiamenti inaspettati.
Non c'è voluto molto per scovare la prima 'anomalia' nella forma di un rapido salto nella luce proveniente da una lontana galassia, rilevato il 30 agosto. La stessa galassia appariva molto più debole quando Gaia l'aveva osservata solo un mese prima.
"Abbiamo pensato immediatamente che potesse trattarsi di una supernova, ma avevamo bisogno di maggiori prove prima di fare il nostro annuncio," spiega Lukasz Wyrzykowski, dell'Università Osservatorio Astronomico di Varsavia, in Polonia.
Altri potenti eventi cosmici possono sembrare una supernova in una distante galassia, come un'esplosione causata dalla massa ingoiata da un buco nero super-massiccio al centro della galassia.
Ma nel caso di Gaia14aaa, la posizione del punto di luce era leggermente spostata dal centro della galassia e suggeriva che non potesse essere in relazione ad un buco nero centrale. Così gli astronomi hanno cercato altre informazioni sulla luce proveniente dalla nuova sorgente. Oltre a registrare la posizione e la luminosità delle stelle e delle galassie, Gaia divide anche la loro luce per creare uno spettro. In realtà, Gaia utilizza due prismi che coprono le regioni di lunghezza d'onda rosse e blu per produrre uno spettro a bassa risoluzione che permette agli astronomi di cercare le firme dei vari elementi chimici presenti nella fonte di quella luce.
"Nello spettro di questa fonte, potemmo già vedere la presenza di ferro e di altri elementi che sono noti per essere nelle supernove," dice Nadejda Blagorodnova, uno studente di dottorato presso l'Istituto di astronomia a Cambridge.
Inoltre, la parte blu dello spettro appare significativamente più luminosa la parte rossa, come previsto in una supernova. E non solo qualsiasi supernova: gli astronomi sospettavano già che poteva essere una supernova di 'Tipo Ia' - l'esplosione di una nana bianca bloccata in un sistema binario assieme ad una stella compagna.
Mentre altri tipi di supernove sono il finale esplosivo di stelle massicce, diverse volte più grandi del Sole, le supernove di Tipo Ia sono il prodotto finale delle loro meno massicce controparti.
Stelle di piccola massa, simili al Sole, finiscono la loro vita con delicatezza, gonfiando i loro strati esterni e lasciando dietro di sé una nana bianca compatta. La loro alta densità significa che le nane bianche possono esercitare una intensa attrazione gravitazionale su una vicina stella compagna, accrescendo la loro massa prelevandola da essa, fino a quando la nana bianca raggiunge una massa critica che poi scatena una violenta esplosione.
Per confermare la natura di questa supernova, gli astronomi hanno completato i dati di Gaia con più osservazioni da terra, utilizzando l'Isaac Newton Telescope (INT) e il telescopio robotico Liverpool di La Palma, nelle Isole Canarie, Spagna.
Uno spettro ad alta risoluzione, ottenuto il 3 settembre con l'INT, non solo ha confermato che l'esplosione corrisponde a una supernova di Tipo Ia, ma anche fornito una stima della sua distanza. Questo ha rivelato che la supernova è esplosa nella galassia in cui è stata osservata.
"Questa è la prima supernova in ciò che ci aspettiamo possa essere una lunga serie di scoperte con Gaia," dice Timo Prusti, Gaia Project Scientist dell'ESA.
Le supernove sono eventi rari: solo un paio di queste esplosioni avviene ogni secolo in una galassia tipica. Ma non sono così rari su tutto il cielo, se prendiamo in considerazione le centinaia di miliardi di galassie che popolano l'Universo.
Gli astronomi dello Science Alert Team stanno attualmente acquisendo familiarità con i dati, testando e ottimizzando il loro software di rilevamento. In pochi mesi, si aspettano da Gaia la scoperta di tre nuove supernove ogni giorno.
Oltre alle supernove, Gaia scoprirà migliaia di fonti transitori di altra natura - esplosioni stellari su scala più piccola di supernove, brillamenti da stelle giovani che vengono alla vita, esplosioni causate da buchi neri che sconvolgono e divorano una stella vicina, e forse alcuni fenomeni completamente nuovi mai visti prima.
"Il cielo è illuminato da sorgenti particolari di luce, e non vediamo l'ora di poterli sondare con Gaia nei prossimi anni," conclude il dottor Prusti.
Nelle immagini (Credit: M. Fraser/S. Hodgkin/L. Wyrzykowski/H. Campbell/N. Blagorodnova/Z. Kostrzewa-Rutkowska/Liverpool Telescope/SDSS) la galassia SDSS J132102.26+453223.8 che ospita la supernova Gaia14aaa. Nella prima immagine la galassia con il punto di luce decentrato della supernova, nell'immagine centrale una foto della stessa galassia eseguita diversi anni fa e in quella a destra è stata sottratta, per differenza, la galassia ed è rimasta solo la supernova. Nel diagramma (Credit: ESA/Gaia/DPAC/Z. Kostrzewa-Rutkowska (Warsaw University Astronomical Observatory) & G. Rixon (Institute of Astronomy, Cambridge)) l'incremento della curva di luce della galassia che ospita la supernova.

Fonte: ESA

12/09/2014 - Rosetta si fa un autoscatto con la cometa -

Utilizzando la macchina fotografica CIVA del lander Philae, la sonda si è fatta un autoscatto con la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko sullo sfondo.
L'immagine è stata scattata il 7 settembre scorso da una distanza di circa 50 km dal nucleo della cometa e riprendendo un lato della sonda Rosetta e uno dei suoi due pannelli solari lunghi 14 metri, con la 67P/Churyumov–Gerasimenko sullo sfondo.
Le due immagini con differenti tempi di posa sono poi stati combinati assieme per far risaltare i deboli dettagli in questa situazione di alto contrasto.
Nel febbraio del 2007 la sonda, durante il sorvolo ravvicinato di Marte (utilizzato per acquisire ulteriore velocità) aveva eseguito un altro 'scatto' simile ma con il Pianeta Rosso sullo sfondo.
Nella foto (Credit: ESA/Rosetta/Philae/CIVA) il 'selfie' della missione Rosetta.

Fonte: ESA

Nella mappa (Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona) la mappa del percorso modificato di Curiosity per arrivare alle pendici di Monte Sharp.

12/09/2014 - Curiosity ha raggiunto la montagna marziana -

Il rover marziano Curiosity della NASA ha raggiunto le pendici del Monte Sharp, sul Pianeta Rosso, una montagna alta come il Monte Rainer (circa 4.392 metri e che si trova nello stato di Washington, USA. ndt) che si trova al centro del cratere Gale e destinazione a lungo termine del rover.
"Curiosity potrà ora iniziare un nuovo capitolo dopo averci dato un'incredibile introduzione di questo mondo," ha detto Jim Green, direttore della Divisione Scienza Planetaria della NASA presso la sede centrale di Washington D.C. "Dopo uno storico ed innovativo atterraggio, assieme a una lunga serie di scoperte, il seguito scientifico è di fronte a noi."
La scalata di Curiosity alla montagna inizierà con uno studio delle pendici più basse del monte. Il rover ha iniziato il suo processo di ingresso in un punto vicino ad un affioramento chiamato Pahrump Hills, piuttosto che proseguire nel percorso precedentemente previsto, verso un punto di ingresso più avanti conosciuto come Murray Buttes. Entrambi i punti di ingresso si trovano lungo il confine dove lo strato della base meridionale della montagna incontra i depositi del cratere portati dal bordo nord.
"E' stato un lungo e storico viaggio verso questa montagna marziana," ha detto John Grotzinger, scienziato del progetto Curiosity presso il California Institute of Technology di Pasadena, California. "La natura del terreno a Pahrump Hills è appena dietro Murray Buttes come miglior posto per comprendere il significato di questo contatto. Le esposizioni a contatto sono migliori a causa del maggior rilievo topografico."
La decisione di procedere a salire subito, invece di proseguire per Murray Butts, deriva anche da una migliore comprensione della geografia della regione fornita dagli esami del rover dei diversi affioramenti durante l'anno passato. Curiosity è attualmente posizionata alla base del monte, lungo una caratteristica geologica peculiare pallida chiamata Formazione Murray. Rispetto al vicino terreno pianeggiante del cratere, la roccia della Formazione Murray è più morbida e non conserva le cicatrici di impatto. Come osservato dall'orbita, non è così stratificata, come le altre zone alla base del Monte Sharp.
Curiosity ha eseguito un primo studio ravvicinato di due affioramenti della Formazione Murray, ed entrambi hanno rivelato notevoli differenze dai terreni esplorati dal rover durante l'anno passato. Il primo affioramento, chiamato Bonanza King, si è rivelato troppo instabile per la trivellazione, ma è stato esaminato dagli strumenti del rover scoprendo un alto contenuto di silicio. Un secondo affioramento, esaminato con il teleobiettivo della Mast Camera, ha rivelato una superficie lamellare a grana fine attraversata da venature ricche di solfati.
Mentre alcune di queste differenze non apparivano nelle osservazioni fatte dalle sonda NASA in orbita, il team del rover si basa ancora fortemente sulle immagini prese dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) dell'agenzia per pianificare itinerari e luoghi per lo studio da parte di Curiosity.
Ad esempio le immagini di MRO hanno aiutato il team a localizzare altipiani che sono poco più di 18 metri in altezza nella zona appena oltre Pahrump Hills, che rivela un'esposizione della Formazione Murray in salita e verso sud. Il team prevede di utilizzare il trapano di Curiosity per acquisire un campione da questo sito per l'analisi con strumenti all'interno del rover. Il sito si trova all'estremità meridionale di una valle nella quale Curiosity entrerà questa settimana da nord.
Anche se questa valle ha un fondo sabbioso della lunghezza di due campi da calcio, la squadra si aspetta che sarà un percorso più facile che il terreno sabbioso di Hidden Valley, dove, lo scorso mese, le ruote di Curiosity scivolavano troppo per essere un attraversamento sicuro.
Curiosity ha raggiunto la sua posizione attuale dopo che il suo percorso è stato modificato all'inizio di quest'anno, in risposta ad una eccessiva usura delle ruote. Alla fine del 2013, il team ha viaggiato su una regione di terreno marziano disseminata di rocce taglienti, che hanno causato buchi in quattro delle sei ruote del rover. Questo danno ha accelerato il tasso di usura più di quanto il team rover aveva pianificato. In risposta, il team ha modificato il percorso del rover verso un terreno più mite, portando il rover più a sud, verso la base del Monte Sharp.
"Il problema alle ruote ha contribuito a portare il rover più a sud prima del previsto, ma questo non è un fattore principale nella decisione, guidata dalla scienza, di iniziare a salire qui piuttosto che continuare prima verso Murray Buttes," ha detto Jennifer Trosper, Deputy Project Manager di Curiosity presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA di Pasadena, in California. "Abbiamo guidato con difficoltà per molti mesi per raggiungere il punto di ingresso al Monte Sharp," ha detto Trosper. "Ora che ce l'abbiamo fatta, stiamo adattando lo stile delle operazioni da una priorità sulla guida a una priorità sulle indagini necessarie in ogni livello della montagna."
Dopo l'atterraggio all'interno Gale Crater nell'agosto 2012, Curiosity ha soddisfatto, nel primo anno di attività, il suo principale obiettivo scientifico che era quello di determinare se Marte avesse mai offerto le condizioni ambientali favorevoli per la vita microbica. Lo strato argilloso di rocce sedimentarie sul fondo del cratere, in una zona chiamata Yellowknife Bay, ha dato la prova che, miliardi di anni fa, l'ambiente era simile a quello del fondo di un lago, con acqua fresca e tutti gli ingredienti elementari essenziali per la vita, e una fonte di energia chimica per i microbi.
Il progetto Mars Science Laboratory della NASA prosegue la valutazione dell'antico ambiente abitabile e dei principali cambiamenti climatici di Marte. Le destinazioni al Monte Sharp offrono una serie di strati geologici che hanno registrato i differenti capitoli dell'evoluzione ambientale di Marte.
Il Progetto Mars Exploration Rover è uno degli elementi chiave della NASA per la preparazione delle prossime missioni umane sul Pianeta Rosso previste per gli anni 2030. Il JPL ha costruito Curiosity e gestisce il progetto e MRO per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA di Washington D.C.
Nella foto intera (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS) la vista panoramica di 'Amargosa Valley' alle pendici del Monte Sharp. Nella mappa in alto (Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona) la mappa del percorso modificato di Curiosity per arrivare alle pendici di Monte Sharp. Nel riquadro piccolo il percorso compiuto in questi primi due anni di missione.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: Arianespace) un dettaglio dell'ogiva protettiva di Ariane 5 prima del decollo.

12/09/2014 - Altri due satelliti in orbita con Ariane 5 -

Il lanciatore Ariane 5 ECA di Arianespace ha eseguito oggi un'altra missione di successo immettendo regolarmente in orbita due satelliti commerciali per gli operatori della zona Asia-Pacifico MEASAT e Optus con il volo VA218.
Il decollo del razzo vettore è avvenuto alle 22:05 GMT dell'11 settembre (le 00:05 ora italiana del 12 settembre) dalla rampa ELA-3 dello Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese. Il decollo è avvenuto 44 minuti dopo l'inizio della finestra di lancio, che si estendeva per 61 minuti, a causa di un problema i cui dettagli non sono stati rilasciati da Arianespace.
Il conto alla rovescia è stato fermato per due volte, compresa un'interruzione a soli 27 secondi dal lancio quando il team di controllo ha resettato l'orologio a -7 minuti. I funzionari hanno detto che il team di terra aveva bisogno di maggior tempo per configurare una stazione di tracciamento in Kenia.
Una volta che il problema è stato risolto, il conto alla rovescia è ripreso regolarmente sotto la sequenza controllata dal computer. I serbatoi di propellente di Ariane 5 sono stati pressurizzati ed è stato acceso il motore principale Vulcain 2 quando il conteggio è arrivato allo zero.
Sette secondi più tardi, dopo aver superato un controllo dei sistemi, il razzo ha acceso i due booster a propellente solido ed è decollato su una colonna di fiamme arancioni. Il motore dello stadio principale alimentato a idrogeno liquido di Ariane 5 e i suoi booster a propellente solido hanno spinto il vettore nel cielo notturno, facendogli superare la velocità del suono 41 secondi più tardi mentre stava piegando ad est verso l'Oceano Atlantico
I due booster hanno consumato il loro propellente per circa due minuti prima di essere sganciati e ricadere in mare, 65 km più in basso. Lo stadio principale di Ariane 5 ha continuato il volo propulso mentre veniva rilasciata l'ogiva protettiva del carico utile, mentre il razzo volava negli strati esterni dell'atmosfera terrestre.
Il motore Vulcain 2 ha funzionato per i nove minuti previsti e poi è stato sganciato, permettendo l'accensione del secondo stadio HM7B che ha eseguito una sola, lunga, accensione della durata di 16 minuti. Al termine di questa è stato rilasciato per primo il satellite Measat 3b, poi ha espulso la copertura SYLDA del secondo carico, ed infine ha rilasciato Optus 10 all'incirca alle 22:39 GMT (le 00:39 ora italiana) facendo scoccare gli applausi che hanno rotto la tensione all'interno della sala controllo di Kourou.
"Arianespace ha appena ricevuto conferma dalla telemetria di bordo che Measat 3b e Optus 10 si sono separati come previsto," ha detto Stephane Israel, capo e Amministratore Delegato di Arianespace, la compagnia francese che gestisce le operazioni di lancio e vendita di Ariane 5.
L'orbita di trasferimento geostazionario nel quale sono stati rilasciati i due satelliti è di 249,8x35.786 km con inclinazione di 6° sull'equatore.
Measat 3b, del peso di 5.897 kg al lancio, costruito dalla Airbus Defence and Space sulla piattaforma 3000L, è dotato di 48 trasmettitori in banda Ku ed uno sperimentale in banda S che saranno utilizzati per fornire trasmissioni dirette televisive nelle case della Malesia, Indonesia, India e Australia. Verrà posizionato a 91,5° Est con una vita operativa di 15 anni.
Optus 10, del peso di 3,270 kg al lancio, costruito dalla Space System/Loral su piattaforma serie 1300, utilizzerà i suoi 24 transponder in banda Ku per la trasmissione televisiva diretta, Internet, telefoni e dati su Australia, Nuova Zelanda e le regioni Antartiche. Verrà posizionato a 164° Est ed avrà una vita operativa prevista di 15 anni.
Ora i due satelliti, nel corso delle prossime settimane, utilizzando i propri propulsori circolarizzeranno l'orbita e si porteranno nelle posizioni geostazionarie previste.
Questo di oggi è stato il 61esimo lancio consecutivo di successo di un vettore Ariane 5, il 45esimo della versione ECA. Inoltre i due satelliti messi in orbita oggi sono il 99esimo e 100esimo carico utile consecutivo immesso regolarmente in orbita dal vettore pesante europeo. Quello di oggi è stato il 55esimo lancio orbitale globale del 2014, il 53esimo a raggiungere regolarmente l'orbita.
Nella foto (Credit: Arianespace) il momento del decollo di Ariane 5 VA218. Nella foto in alto (Credit: Arianespace) un dettaglio dell'ogiva protettiva di Ariane 5 a pochi secondi del decollo.

VIDEO DEL DECOLLO DI ARIANE 5 ECA MISSIONE VA218 - 12/08/2014 - (Credit: ARIANESPACE) - dur.min. 4:13 - LINGUA FRANCESE/INGLESE

Fonti: Arianespace - Spaceflight Now - Space Launch Report

11/09/2014 - L'astronave Orion della NASA è pronta per il rifornimento -

La NASA sta facendo passi da gigante con l'astronave Orion, completando diverse operazioni questa settimana presso il Kennedy Space Center in Florida, in preparazione per il primo volo della capsula nello spazio, a dicembre.
Gli ingegneri hanno completato il modulo equipaggio Orion, lo hanno agganciato al quasi-completo modulo di servizio e il tutto all'adattatore che unirà Orion al suo razzo e trasportato il veicolo spaziale in un altro edificio per il rifornimento.
"Niente nel costruire il primo di una nuova serie di sistemi di trasporto spaziale è facile," ha detto Mark Geyer, Orion program manager. "Ma il modulo equipaggio è, senza dubbio, il componente più complesso che volerà a dicembre. Lo scafo pressurizzato, lo scudo termico, il sistema di paracadute, l'avionica - messi tutti assieme per far si che l'astronave lavori come previsto. Vederlo volare fra tre mesi sarà strabiliante."
Il completamento del modulo equipaggio di Orion è uno dei tre maggiori componenti del veicolo spaziale. Gli altri due, l'inerte modulo di servizio e il sistema di aborto al lancio - saranno completati a gennaio e dicembre, rispettivamente. Il modulo equipaggio è stato agganciato al modulo di servizio a giugno in modo da permettere i test prima dei ritocchi finali al modulo equipaggio.
L'adattatore che connetterà Orion al razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance (ULA) è stato costruito presso il Marshall Space Flight Center della NASA a Hunstsville, in Alabama. Questo componente verrà testato in questa prima missione per esser poi utilizzato dal razzo Space Launch System dell'agenzia per le future missioni nello spazio profondo.
Il primo costruttore di Orion per la NASA è la Lockheed Martin mentre la ULA ha gestito lo spostamento di giovedì dal Neil Armstrong Operations and Checkout Building al Payload Hazardous Servicing Facility del Kennedy, dove verrà rifornito di ammoniaca e propellenti ipergolici per il volo di prova. Una volta che il rifornimento sarà completato, verrà installato il sistema di aborto al lancio. A quel punto l'astronave sarà completa e pronta per essere issata sul Delta IV Heavy.
Orion è stato costruito per portare gli esseri umani più lontano di quanto mai fatto prima, compreso un asteroide e Marte. Sebbene il veicolo spaziale sarà senza equipaggio per il volo di prova a dicembre, il modulo equipaggio verrà utilizzato per trasportare gli astronauti in sicurezza nello spazio e ritorno nelle missioni future. Orion è in grado di fornire ambienti vivibili fino a 21 giorni, mentre per missioni più lunghe verranno incorporati degli ambienti addizionali che forniranno lo spazio in più. Molti dei sistemi cruciali di sicurezza di Orion verranno valutati durante la missione di dicembre, designata Exploration Flight Test-1 (EFT-1), quando l'astronave viaggerà fino a circa 5.790 km nello spazio.
Nella foto (Credit: NASA/Dan Casper) il modulo equipaggio di Orion agganciato al modulo di servizio inerte durante lo spostamento da un edificio all'altro del KSC.

Fonte: NASA

11/09/2014 - L'astronauta Frank Culbertson, testimone degli attacchi dell'11 settembre, dallo spazio -

L'ex-astronauta della NASA, Frank Culbertson è stato l'unico americano a non essere sul pianeta quando avvennero gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, tredici anni fa.
Culbertson si trovava infatti a circa 400 km sopra la Terra - all'interno della Stazione Spaziale Internazionale ancora in costruzione, assieme a due cosmonauti russi - quando vide le gigantesche colonne di fumo provenire da Lower Manhattan, dove le Torri Gemelle erano cadute. Culbertson riprese un video e scattò delle foto dallo spazio per la NASA, mentre anche i satelliti osservavano l'attacco dall'orbita.
Ora, nel tredicesimo anniversario dell'11 settembre 2001, l'ex astronauta ha riflettuto su quel giorno. In un nuovo video rilasciato dal Visitor Complex del Kennedy Space Center della NASA, Culbertson descrive la sua chiamata fatta a terra di quella mattina, solo un mese da quando era giunto a bordo della stazione, per dare alcuni risultati di esami fisici al suo medico di volo presso il Controllo Missione di Houston, Steve Hart. "Frank, oggi qui sulla Terra non abbiamo avuto una bella giornata," gli disse Hart.
A quei tempi, gli astronauti non avevano la TV in diretta o Internet nella stazione spaziale. Ma Culbertson vedeva sulla mappa che l'avamposto orbitale era sopra il Canada del sud e sarebbe passato sopra il New England. Prese la telecamera e si spostò ad un oblò della parte russa della stazione spaziale, dove ebbe una visuale libera del fumo scuro sopra New Tork. Più tardi, Culbertson poté vedere anche lo spacco nel lato del Pentagono. Egli seppe quel giorno che il suo caro amico e compagno di classe dell'Accademia Navale degli Stati Uniti, Charles "Chic" Burlingame, era il pilota del volo American Airlines 77, quello che colpì il Pentagono.
"Ad ogni orbita cercavamo di vedere di più di quello che era successo," dice Culbertson. "Uno degli effetti più scioccanti lo vedemmo dopo circa due orbite, quando tutte le scie degli aerei che normalmente solcavano gli Stati Uniti erano scomparse a causa dell'interruzione di tutto il traffico aereo sopra gli Stati Uniti - eccetto per un aereo che stava lasciando una scia verso Washington provenendo dagli Stati centrali, ed era l'Air Force One che riportava il Presidente Bush nella capitale. E' stato un momento che ci ha fatto riflettere."
"Le nostre preghiere e i nostri pensieri a tutte le persone che si trovano lì e da ogni parte," disse il Comandante della Spedizione 3, Frank Culbertson, dopo gli attacchi terroristici.
Come ex-pilota collaudatore, Culbertson venne scelto come candidato astronauta dalla NASA nel 1984. Nel corso di tre missioni spaziali ha trascorso un totale di 146 giorni nello spazio prima di lasciare l'agenzia spaziale. Ora è il vice presidente esecutivo della Orbital Sciences Corp, una compagnia commerciale di volo spaziale che ha un contratto del valore di 1,9 miliardi di dollari con la NASA per fornire otto missioni di rifornimento senza equipaggio alla stazione spaziale.
Nella foto (Credit: NASA/Frank Culbertson) New York la mattina dell'11 settembre 2001 con il fumo proveniente dai crolli al World Trade Center nei quali perirono quasi 2.900 persone.

Fonti: Space.com - NASA

11/09/2014 - E' ufficiale, la Cina lancerà il suo secondo laboratorio orbitante nel 2016 -

La Cina lancerà il suo secondo laboratorio orbitante abitabile entro due anni, ha dichiarato mercoledì un alto funzionario, il prossimo passo nell'ambizioso programma spaziale di Pechino che vuole arrivare, un giorno, a far atterrare un cittadino cinese sulla Luna.
L'astronauta Yang Liwei, che nel 2003 divenne il primo cinese a volare nello spazio, e ora direttore del programma spaziale umano del Paese, ha fatto questo annuncio durante il congresso ASE (Association of Space Explorers) in corso a Pechino.
"Lanceremo il laboratorio spaziale Tiangong-2 nel 2016, e poi vi invieremo la Shenzhou-11 e in seguito il veicolo cargo Tianzhou-1 ad attraccarvi," ha dichiarato Liwei.
E' la prima volta che la Cina ospita l'incontro annuale, che ha portato quasi 100 astronauti provenienti da 18 Paesi a Pechino, nel segno del progresso scientifico della nazione asiatica.
Pechino vede nel programma spaziale miliardario un simbolo della sua crescita e il Partito Comunista un successo sulle fortune di una nazione, una volta, povera.
Yang ha aggiunto che Pechino prevede di lanciare il primo nucleo sperimentale della stazione spaziale nel 2018 e di completare la sua costruzione attorno al 2022. Circa nello stesso periodo la rivale Stazione Spaziale Internazionale (ISS), gestita da Stati Uniti, Russia, Giappone, Canada ed Europa, sarà vicina al ritiro.
"Crediamo che gli esseri umani proseguiranno l'attività esplorativa nello spazio e sulla Luna," ha detto Liwei.
La Cina dispone di dieci astronauti - otto uomini e due donne - che hanno volato nello spazio in cinque missioni diverse ed ha lanciato un modulo laboratorio orbitante, il Tiangong-1. Inoltre la Cina ha inviato la missione robotica Chang'è-3, compreso il rover Yutu, sulla superficie lunare.
Altre donne entreranno a far parte degli astronauti cinesi, ha aggiunto Liwei mercoledì. L'invio di Tiangong-2 rappresenta un leggero ritardo, dato che l'agenzia di stato Xinhua aveva detto lo scorso anno che il nuovo laboratorio orbitale sarebbe stato lanciato attorno al 2015.
Il programma spaziale cinese è gestito dai militari e quindi è molto riservato.
Liwei ha concluso dicendo che diversi Paesi sono in contatto con Pechino per una possibilità di collaborazione in campo spaziale e Liwei ha detto che la cooperazioni internazionale ha un 'grande significato'. "Stiamo attivamente avendo scambi e cooperazione con altre nazioni... saremo un poco più aperti per questo," ha concluso Liwei senza aggiungere altri dettagli.
Nella foto (Credit: Wikipedia) una possibile configurazione del modulo laboratorio Tiangong-2.

Fonte: Spacedaily

11/09/2014 - L'ESA sviluppa un telescopio che rivela gli asteroidi pericolosi -

Individuare gli asteroidi che minacciano la Terrà non è facile, in parte perché il cielo è così vasto. Ma gli insetti offrono una risposta, dato che, già da molto tempo, hanno trovato il modo di guardare contemporaneamente in diverse direzioni.
Come parte dell'impegno globale per trovare gli oggetti celesti come asteroidi o comete, l'ESA sta sviluppando un sistema di telescopio automatizzato che può eseguire sondaggi notturni del cielo.
Questo telescopio è il primo di un prossimo sistema di sondaggio che potrà scansionare tutto il cielo ed identificare in modo automatico nuovi possibili oggetti pericolosi (NEO - Near Earth Objects, oggetti vicini alla Terra) da seguire ed essere successivamente controllati dall'uomo.
Tuttavia, un sistema comprendente telescopi tradizionali sarebbe complesso e costoso per via del numero di telescopi necessari. Un altro problema, è che il sistema deve essere in grado di scoprire gli oggetti molto meno luminosi di quello che l'occhio nudo può percepire.
Anche se nessun sistema può individuare tutti i potenziali oggetti pericolosi, questo, in condizioni favorevoli, dovrebbe rilevare tutti gli oggetti fino a 40 metri di diametro almeno tre settimane prima dell'impatto.
La risposta è un nuovo telescopio europeo, soprannominato 'occhio della mosca', che divide l'immagine in 16 sotto-immagini più piccole per espandere il campo visivo, simile alla tecnica impiegata dall'occhio composto della mosca.
Il progetto è modulare, e permette una produzione di massa, più economica, e minori costi di manutenzione. Sarà utilizzato per la costruzione del prototipo, per essere presentato dal programma SSA (Space Situational Awareness - monitoraggio dell'ambiente spaziale) dell'ESA, all'inizio del prossimo anno.
"Questa nuova tecnologia è la chiave per la futura rete di sondaggio NEO," spiega Gian Maria Pinna, dell'Ufficio del programma SSA.
Questi telescopi basati su disegno ad occhio di mosca offrono prestazioni equivalenti ad un telescopio di un metro di diametro, fornendo un campo visivo molto vasto, a 6.7° x 6.7° o circa ~45 gradi quadrati; 6.7° equivale a circa 13 volte il diametro della luna visto dalla Terra.
"I nuovi telescopi offrirebbero la risoluzione necessaria ad identificare le orbite di un qualsiasi oggetto rilevato," aggiunge Pinna. "Se il prototipo conferma le prestazioni previste, esso aprirà la strada ad un completo approvvigionamento e messa in opera di una rete operativa di telescopi."
Questa estate, l'ESA ha firmato un contratto da circa un milione di Euro con un consorzio capitanato dall'italiana CGS S.p.a. (Compagnia Generale per lo Spazio), che comprende la Creotech Instruments S.A. (Polonia), la SC EnviroScopY SRL (Romania) e la PRO OPTICA S.A. (Romania) per realizzare il progetto dettagliato del telescopio avanzato.
Si prevede che il progetto dettagliato sarà seguito da numerosi altri contratti con l'industria europea del valore fino a 10 milioni di Euro per la costruzione e l’impiego del primo prototipo di telescopio per indagine.
"Lo sviluppo del primo sensore ottico specifico per le attività di ricerca NEO dell'ESA è un passo fondamentale verso il contributo dell'Europa per la salvaguardia del nostro pianeta da possibili collisioni con oggetti pericolosi," ha detto Nicolas Bobrinsky, Capo del Programma SSA.
Per informazioni sul programma SSA Near Earth Objects segment.
Nell'illustrazione (Credit: ESA - P.Carril) i pericolosi asteroidi Near Earth.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) l'equipaggio di Spedizione 40 pochi minuti dopo l'atterraggio.

11/09/2014 - Rientrato regolarmente dalla ISS l'equipaggio di Spedizione 40 -

Con ai comandi il cosmonauta Alexander Skvortsov, affiancato a sinistra dall'Ingegnere di Volo Oleg Artemyev e, a destra, l'astronauta NASA e comandante della stazione spaziale Steve Swanson, il modulo di discesa della Soyuz TMA-12M è atterrato vicino alla città di Dzhezkazgan, nel Kazakhstan, alle 8:23 a.m. locali (le 4:23 ora italiana) dell'11 settembre 2014.
I tre membri dell'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sono rientrati giovedì dopo 169 giorni trascorsi nello spazio durante i quali hanno effettuato attività di ricerca scientifica e tecnologica, compreso un record di 82 ore settimanali di ricerca in una sola settimana, a luglio.
Gli ultimi minuti del loro ritorno sulla Terra sono stati seguiti in diretta televisiva fornita dalle squadre di recupero che si trovavano vicino alla zona di atterraggio. La capsula è scesa lentamente, appesa al suo paracadute arancione e bianco, ed a pochi metri dal suolo i piccoli propulsori a combustibile solido si sono accesi per rallentare ulteriormente il veicolo e permettere un 'atterraggio morbido'.
Come al solito i tecnici e i medici russi, assieme al personale di supporto della NASA sono giunti al luogo dell'atterraggio ed hanno aiutato all'uscita dei tre astronauti che hanno trascorso cinque mesi e mezzo di assenza di peso in orbita bassa terrestre.
Skvortsov è stato il primo ad essere fatto uscire, trovandosi nel sedile centrale, ed è stato fatto subito accomodare su una speciale poltrona reclinabile. Swanson è stato il secondo seguito infine da Artemyev. Tutti e tre apparivano in buone condizioni fisiche e di spirito mentre i tecnici ed i medici eseguivano i primi controlli e gli venivano date delle mele fresche mentre chiacchieravano con il personale di supporto.
Dopo una breve telefonata satellitare alle famiglie e agli amici, tutti e tre sono stati portati sotto una tenda allestita per eseguire ulteriori esami medici, prima di essere imbarcati a bordo degli elicotteri per un volo fino alla vicina Karaganda, dove i funzionari Kazakhi li aspettavano per una cerimonia di benvenuto.
Dopo di questo l'equipaggio si è diviso, con Skviortsov e Artemyev che sono stati portati al centro addestramento cosmonauti di Città delle Stelle, vicino Mosca, mentre Swanson si imbarcava su un jet della NASA per il lungo volo che lo separa da Houston e il Johnson Space Center.
La discesa verso la Terra era iniziata alle 7:01 p.m. EDT (le 1:01 ora italiana) quando la Soyuz TMA-12M aveva sbloccato il meccanismo di aggancio che la teneva ancorata al modulo Poisk della stazione, mentre il complesso orbitale sorvolava la Mongolia occidentale a 418 km di altezza.
"Arrivederci, stazione," aveva detto Skvortsov mentre la Soyuz si allontanava.
Dopo essersi portata a distanza di sicurezza, Skvortsov e Artemyev hanno tenuto sotto controllo un'accensione automatica di 4 minuti e 40 secondi dei motori di frenata del veicolo spaziale Soyuz iniziata alle 9:31 p.m. (le 3:31 ora italiana) che ha rallentato la nave spaziale di circa 460 km/h e indirizzata verso il tuffo nell'atmosfera.
Dopo un'ora e mezza di caduta libera, il modulo superiore e il modulo propulsivo si sono sganciati e separati dal compartimento centrale equipaggio appena iniziato ad apprezzare gli strati più esterni dell'atmosfera, a circa 100 km di altezza. Il paracadute principale si è aperto attorno alle 10:10 p.m. (le 4:10 ora italiana) ad un'altezza di circa 10.400 metri ed il veicolo spaziale ha toccato il suolo, assistito dai retrorazzi, circa 13 minuti dopo.
Nella foto (Credit: NASA/TV) il momento dell'atterraggio della capsula Soyuz TMA-12M. Il Comandante di Spedizione 40 Steve Swanson, della NASA, e gli Ingegneri di Volo Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev della Roscosmos (l'agenzia federale spaziale russa), durante il loro tempo trascorso a bordo della ISS hanno partecipato a numerosi tipi di ricerca dall'osservazione remota della Terra, alle condizioni umane e alle prestazioni e studi sulle ossa e sulla muscolatura.
Una delle chiavi di ricerca durante Spedizione 40 è stata la gestione della salute umana in vista delle missioni di lunga durata mentre la NASA e la Roscosmos si preparano ad inviare i due loro membri dell'equipaggio a trascorrere un intero anno a bordo del laboratorio orbitante a partire dal 2015.
Durante il loro tempo trascorso sulla stazione i membri dell'equipaggio hanno orbitato attorno alla Terra oltre 2.700 volte, viaggiato per oltre 115 milioni di km e dato il benvenuto a cinque veicoli spaziali cargo. Due Progress russi hanno portato scorte alla stazione in aprile e luglio. Poi è arrivato il quinto e ultimo Veicolo di Trasferimento Automatico (ATV) dell'ESA, lanciato a luglio, a cui è stato dato il nome del fisico belga Georges Lemaitre, considerato il padre della teoria del Big Bang.
La SpaceX ha lanciato verso la stazione un veicolo cargo Dragon in aprile, il terzo di almeno 12 missioni commerciali previste. A luglio un veicolo cargo della Orbital Sciences Corp. ha completato il suo terzo di almeno otto missioni di rifornimento previste entro il 2016, sotto il contratto Commercial Resupply Services siglato con la NASA.
Durante la permanenza al complesso orbitale, Swanson è uscito fuori dai confini della stazione spaziale per una passeggiata durante la quale è stata sostituita un'apparecchiatura elettronica che si era guastata. Durante Spedizione 40 Skvortsov e Artemyev hanno invece condotto due attività extra-veicolari, totalizzando 12 ore e 34 minuti all'esterno.
Avendo completato la sua terza missione alla Stazione Spaziale, Swanson ha trascorso un totale di 196 giorni nello spazio. Skvortsov ha accumulato 345 giorni nello spazio nel corso di due voli mentre Artemyev ha raggiunto i 169 giorni in orbita con la sua prima missione spaziale.
Ora a bordo della ISS si trova Spedizione 41 con il cosmonauta russo Max Suraev della Roscosmos. Suraev e i suoi compagni, gli Ingegneri di Volo Reid Wiseman della NASA e Alexander Gerst dell'ESA, manterranno la stazione con solo tre persone di equipaggio fino all'arrivo, fra due settimane, degli altri tre membri dell'equipaggio: Barry Wilmore della NASA e Alexander Samokutyaev e Elena Serova (prima cosmonauta a compiere una missione di lunga durata sulla ISS) della Roscomos. Wilmore, Samokutyaev e Serova hanno il lancio previsto dal Kazakhstan per giovedì 25 settembre.
Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) la zona di atterraggio della capsula Soyuz TMA-12M, nelle steppe del Kazakhstan. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/Bill Ingalls) l'equipaggio di Spedizione 40 pochi minuti dopo l'atterraggio, attorniato dalle squadre di recupero. Da sinistra Artemyev, Skvortsov e Swanson. Nella foto a destra (Credit: NASA/TV) il momento dell'atterraggio della capsula Soyuz TMA-12M.

VIDEO DELL'IMBARCO DELL'EQUIPAGGIO DI SPEDIZIONE 40 SULLA SOYUZ TMA-12M - 10/08/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 2:08 - LINGUA INGLESE



VIDEO DELLA PARTENZA DELLA SOYUZ TMA-12M DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE - 10/08/2014 - (Credit: NASA) - dur.min. 2:35 - LINGUA INGLESE

Fonti: Spaceflight Now - NASA

10/09/2014 - Brillamento di classe X dal Sole -

Il Sole ha emesso un significativo brillamento, con un picco alle 1:48 p.m. EDT del 10 settembre (le 19:48 ora italiana). Il Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA ha ripreso l'immagine in copertina l'evento.
I brillamenti solari sono potenti emissioni di radiazioni. Le pericolose radiazioni di un brillamento non possono attraversare l'atmosfera terrestre ed avere effetti fisici sugli esseri umani al suolo. Sebbene, quando abbastanza intesi, possano disturbare lo strato atmosferico dove viaggiano i segnali GPS e delle telecomunicazioni.
Per vedere come questo evento possa aver effetti sulla Terra, visitate lo Space Weather Prediction Center della NOAA all'indirizzo http://spaceweather.gov/, la fonte ufficiale del governo degli Stati Uniti per le previsioni meteo spaziali, gli avvisi, le allerte e gli allarmi.
Questo brillamento è stato classificato di classe X 1.6 e si è formato dalla zona attiva 2158, che si trova ora al centro del disco solare. I brillamenti di 'classe X' indicano quelli più intensi, mentre il numero fornisce l'informazione sulla forza. Un X2 è il doppio più intenso di un X1, un X3 tre volte e così via.
Al momento l'evento si prevede non avrà conseguenze per le attività terrestri. Aggiornamenti verranno forniti, se necessario.
Cos'è un brillamento solare? Per la risposta a questa ed altre domande sul meteo spaziale visitate la pagina Spaceweather Frequently Asked Questions.
Per vedere invece la passata attività solare, visitate: http://www.nasa.gov/mission_pages/sunearth/multimedia/Solar-Events.html.

Fonte: NASA

10/09/2014 - Un pezzo di satellite spia russo sarebbe precipitato sopra gli Stati Uniti -

Secondo lo storico del volo spaziale, Jonathan McDowell, il satellite Kosmos-2495, è stato fatto rientrare il 2 settembre 2014 e il suo modulo di discesa, che ospita le pellicole fotografiche utilizzate per spiare aree della superficie terrestre, sarebbe atterrato nel Kazakhstan alle 20:18 ora italiana dopo una missione di 119 giorni. La zona sarebbe quella non lontana dal confine russo nella regione di Oremburg, dove di solito vengono fatti rientrare i satelliti militari russi.
Però un altro misterioso oggetto sarebbe rientrato nell'atmosfera sopra gli Stati Uniti la sera seguente. Secondo McDowell, il tracciato dell'oggetto combacerebbe perfettamente con quello del Kosmos-2495, se solo il satellite o alcuni dei suoi frammenti fosse stato in grado di eseguire altre sei orbite attorno alla Terra prima di rientrare sopra lo Stato del Colorado attorno alle 6:33 ora italiana del 3 settembre.
Il satellite Kosmos-2495, uno della serie Kobalt-M da ricognizione fotografica militare, era stato lanciato lo scorso 6 maggio, nel bel mezzo della crisi con l'Ucraina, dalle Forze Spaziali russe con un razzo vettore Soyuz-2.1a dal Cosmodromo settentrionale di Plesetsk.
Nel disegno (Credit: TsSKB Progress) il satellite Kobalt-M.

Fonti: Russia Space Web - Spaceflight101

10/09/2014 - Rosetta a meno di 30 km dalla cometa 67P -

Fin da quando è arrivata, lo scorso 6 agosto, nei pressi della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, la sonda Rosetta dell'ESA ha iniziato una serie di manovre destinate ad abbassare sempre di più la sua distanza dalla superficie del nucleo.
In effetti la sonda non è ancora 'in orbita' attorno alla cometa ma ha eseguito dei percorsi triangolari. Nel Video allegato appare più chiaro quello che è successo.
Oggi, 10 settembre, alle 11 ora italiana, verrà eseguita un'accensione dei motori che la porteranno dai 50 km di distanza attuali ai 30, o meno. Questa fase che stà per iniziare viene definita GMP (Global Mapping Phase).
"Lo scopo della GMP è quello di avvicinarci il più possibile ed acquisire dati scientifici di alto valore in modo da caratterizzare al meglio i potenziali siti di atterraggio del lander Philae," ha detto Fred Jansen, Mission Manager di Rosetta per ESA.
"Si tratta di una vera sintesi di operazioni, scienza ed analisi che sono una 'prima' per molti versi."
Alle ore 11:00 del 10 settembre la sonda passerà al piano del terminatore (il piano che passa attraverso il centro della cometa e perpendicolare alla direzione del Sole) ed eseguirà un'accensione dei motori per un cambio di velocità di 19 cm/s per inserire Rosetta su un'orbita circolare di 30 km di quota.
"Il piano orbitale è 60° di fronte alla direzione del Sole e in questo modo potremo orbitare su zone della cometa nelle loro 'ore del mattino'," dice Andrea Accomazzo, Direttore di Volo di Rosetta. ""Ciò si traduce in orbite con periodi di esattamente 14 giorni. Tuttavia, noi non voleremo tutto questo tempo di ogni orbita!"
Andrea spiega che, invece, dopo 7 giorni (ovvero quando la sonda si troverà nuovamente sul piano del terminatore) verrà eseguita una nuova manovra (accensione dei propulsori) che modificheranno il piano orbitale ma che avranno le stesse caratteristiche dell'orbita precedente - solo volando sopra le zone 'pomeridiane' della cometa.
Questa sarà l'ultima volta che la sonda volerà di fronte alla cometa. Al termine del suo secondo arco alla quota di 30 km, la sonda verrà portata sul lato notturno, appena prima dell'alba, in modo che gli strumenti possano dare un'occhiata alle caratteristiche termiche della cometa.
Appena prima di entrare nell'arco notturno, verrà eseguita un'altra picola manovra per abbassare ancora l'orbita che la farà attraversare il piano del terminatore cinque giorni dopo ad appena 20 km dalla superficie.
Questa manovra verrà eseguita il 29 settembre con una decisione se eseguirla o meno il 18 settembre, questo per attendere come si comporta la sonda e come sono le condizioni dell'incontro a 30 km.
Una volta raggiunti i 20 km verrà eseguita ancora una valutazione delle condizioni e, se tutto sarà ok, verrà deciso di procedere per l'abbassamento finale a 10 km di quota, previsto per il 15 ottobre, con relativa circolarizzazione. Questa orbita verrà mantenuta almeno fino al 26 ottobre quando inizieranno le fasi di rilascio del lander.
Nella foto di copertina (Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA) una delle ultime immagini ravvicinate della cometa 67P da parte di Rosetta, scattate il 5 settembre da 51 km di distanza con lo strumento OSIRIS. Nella foto ad alta risoluzione un pixel corrisponde a poco più di un metro.

VIDEO DELLE VARIE MANOVRE ESEGUITE DA ROSETTA PER AVVICINARSI SEMPRE PIU' ALLA COMETA 67P - 05/08/2014 - (Credit: ESA) - dur.min. 2:08 - NO AUDIO

Fonte: ESA Rosetta Blog

Nella foto (Credit: NASA/Reid Wiseman) l'Italia dalla Stazione Spaziale Internazionale.

09/09/2014 - La scienza continua sulla Stazione mentre si chiude Spedizione 40 -

Una parte dell'equipaggio di Spedizione 40 stà lavorando su avanzati esperimenti di scienza in micro-gravità mentre il resto si prepara a concludere la sua permanenza nello spazio.
L'astronauta Reid Wiseman della NASA ha iniziato questa mattina con un paio di esperimenti di fisica dei fluidi. All'inizio ha fotografato i campioni di colloidi, ovvero microscopiche particelle sospese in un liquido, per una versione dell'esperimento Binary Colloid Alloy Test chiamata Low Gravity Phase Kinetics-Critical Point (BCAT-KP-1). I risultati potranno contribuire alla creazione di prodotti commerciali più avanzati con proprietà uniche e più lunga data di scadenza.
Wiseman ha poi settato i satelliti a forma di pallone conosciuti come SPHERES ((Synchronized Position Hold Engage Reorient Experimental Satellites) all'interno del laboratorio Kibo per lo studio di come i liquidi si comportano all'interno di contenitori in micro-gravità. L'esperimento, chiamato SPHERES-Slosh, manovra questi piccoli satelliti in modo simile ad un vero veicolo spaziale con un serbatoio montato all'esterno e osserva le interazioni fra il fluido che sballotta e le dinamiche del veicolo/serbatoio.
L'astronauta tedesco Alexander Gerst dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha trascorso il suo pomeriggio installando un microscopio per l'esperimento Cell Mechanosensing-2. L'esperimento giapponese, che si trova nel rack Koibaro all'interno del modulo Kibo, cerca di identificare le cellule che fungono da sensori di gravità e che potrebbero cambiare l'espressione delle proteine chiave e dei geni che forzano i muscoli ad atrofizzarsi nell'ambiente di micro-gravità.
L'Ingegnere di Volo Max Suraev ha assistito i suoi compagni cosmonauti Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev ad indossare le tute Lower Body Negative Pressure, durante la loro serie di esercizi fisici. Le tute anti-gravità alleviano gli effetti del ritorno alla gravità prevenendo che il sangue scorra verso le estremità più basse durante il rientro.
Suraev ha poi spostato alcune attrezzature scientifiche russe prima di recuperare un esperimento per l'esposizione alle radiazioni. Wiseman ha portato i dosimetri dal segmento russo a Suraev in modo che potesse raccogliere i dati per lo studio Matryoshka, che osserva a quante radiazioni dell'ambiente della stazione viene esposto un manichino composto di materiali che simulano i tessuti umani.
Skvortsov e Artemyev hanno poi trascorso del tempo occupandosi di compiti scientifici poco impegnativi e di manutenzione mentre lavoravano per la loro partenza. Artemyev ha rilevato dei campioni d'aria all'interno del modulo Zvezda per l'ammoniaca e monitorato il suo stato sanitario ed epidemiologico. Skvortsov ha lavorato assieme a Suraev raccogliendo e preparando i sensori di Matryoshka per il loro ritorno sulla Terra.
Il Comandante Steve Swanson, come una delle prime cose fatte nella mattinata, ha raccolto i campioni di urine e li ha immagazzinati nel surgelatore scientifico. Poi ha riposto il kit medico e ripulito gli alloggi equipaggio del lato sinistro prima di andare ad eseguire della manutenzione all'attrezzatura Combustion Integrated Rack.
Swanson ha passato il comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a Suraev, martedì alle 5:15 p.m. EDT (le 23:15 ora italiana) nella tradizionale cerimonia di Cambio di Comando. Lui e i suoi compagni di Spedizione 39/40, Skvortsov e Artemyev si sganceranno dal mini-modulo di ricerca Poisk mercoledì alle 7:01 p.m. (le 1:01 ora italiana dell'11 settembre) segnando ufficialmente la conclusione della loro missione. I tre atterreranno in Kazakhstan circa 3 ore e mezza più tardi.
Potrete seguire le fasi in diretta della partenza della Soyuz TMA-12M su NASA television mercoledì a partire dalle 3:15 p.m. (le 21:15 ora italiana) con i saluti fra gli equipaggi e la chiusura dei portelli previsti circa venti minuti dopo. La NASA tornerà poi in diretta alle 6:45 p.m. (le 0:45 ora italiana) per seguire la partenza della capsula. Infine verrà seguito l'atterraggio a partire dalle 9:15 p.m. (le 3:15 ora italiana) con l'accensione dei motori per l'uscita dall'orbita e l'atterraggio previsto attorno alle 10:23 p.m. (le 4:23 ora italiana).
Nella foto di copertina (Credit: NASA/TV) un momento del cambio di comando fra Spedizione 40 e Spedizione 41 a bordo della ISS. Nella foto in alto (Credit: NASA/Reid Wiseman) la nostra penisola fotografata dall'astronauta Wiseman che l'ha così commentata su Twitter: "L'italia è il più fotogenico dei Paesi, sia di giorno che di notte."

Fonte: NASA

08/09/2014 - La NASA cerca il sito giusto per far atterrare il rover di Mars 2020 -

La NASA stà cercando su Marte un luogo adatto per farvi atterrare il prossimo rover, Mars 2020.
Il lancio di questa nuova missione avverrà nel 2020 e l'agenzia spaziale USA ha chiesto agli scienziati dove vorrebbero farlo atterrare sulla superficie di Marte. Ufficialmente sono state sottoposte oltre 50 potenziali zone di atterraggio dalla comunità scientifica durante un congresso svoltosi a maggio. Ora la NASA stà iniziando a lavorare per scremare questi candidati e trovare il migliore luogo ove far atterrare Mars 2020.
"Abbiamo 55 proposte di zone di atterraggio," ha dichiarato George Tahu, program executive per il rover Mars 2020, durante una teleconferenza tenuta di fronte al Sotto-comitato di Scienza Planetaria lo scorso 3 settembre. "Stiamo dando una prima occhiata e nessuna proposta è stata, al momento, eliminata."
Vi sono alcuni limiti tecnici che devono essere rispettati per il sito di atterraggio. Ad esempio la regione non deve essere troppo rocciosa o troppo elevata, e lavorando entro questi parametri che gli scienziati devono trovare il punto migliore dove far scendere il rover nel 2020 e raggiungere i suoi obiettivi scientifici.
Questo rover è progettato per cercare segni di vita nel passato di Marte, seguendo le scoperte fatte dal suo predecessore Curiosity per le quali il Pianeta Rosso potrebbe essere stato abitabile miliardi di anni fa.
Per cercare le possibili forme di vita del passato, il rover 2020 eseguirà trivellazioni delle rocce più interessanti e raccoglierà dei campioni, immagazzinandoli per il giorno in cui potranno essere inviati sulla Terra dove gli scienziati potranno esaminarli di persona.
La NASA utilizzerà le immagini raccolte dalle sonde in orbita attorno al pianeta per raccogliere il maggior numero di informazioni sui potenziali siti di atterraggio. La NASA spera di far atterrare il nuovo rover in una zona ricca di differenti tipi di rocce.
Michael Meyer, capo scienziato del programma Marte della NASA, ha dichiarato che il team incaricato della ricerca possa scegliere il luogo di atterraggio finale del rover almeno due anni prima del lancio.
Il rover di Mars 2020 sarà uno stretto parente dell'attuale Curiosity, che è atterrato su Marte nel 2012. Anche questo nuovo rover peserà circa una tonnellata e disporrà di sei ruote. Sebbene il cratere Gale, dove è sceso Curiosity, si sia rivelato il posto giusto per scoprire l'ambiente, in passato, favorevole alla vita non è detto che una zona simile sia ideale anche per il nuovo rover.
"Questa missione, proprio per la ricerca di segni di vita e la raccolta campioni, ha obiettivi differenti di quelli di Curiosity," ha detto Meyer. "Pertanto, anche se i quattro luoghi di sbarco che erano in corsa per Curiosity - tra cui Gale - sono molto interessanti e considerati i migliori luoghi di sbarco, essi potrebbero non esserlo per Mars 2020."
Alcuni scienziati vorrebbero dei luoghi simili a quelli dove sono scesi i gemelli Spirit e Opportunity, perché lì potrebbero imparare più cose di quante apprese durante la missione iniziale. "Questo in parte perché ora, con una serie di strumenti imbarcati sul rover diversi da quelli dei primi due rover, potremmo rispondere ad un numero maggiore di domande rimaste senza risposta negli studi iniziali," conclude Meyer.
La NASA continuerà a tenere delle riunioni di lavoro per restringere i possibili siti candidati utilizzando i nuovi dati man mano che arrivano dalle sonde e dai rover su Marte.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) gli strumenti che saranno imbarcati su Mars Rover 2020.

Fonte: Space.com

08/09/2014 - E' stato un meteorite a formare il cratere scoperto vicino alla capitale del Nicaragua? -

Una piccola roccia spaziale sarebbe esplosa appena fuori dalla capitale del Nicaragua nella tarda nottata di sabato. I residenti locali hanno detto di aver udito un grosso boato appena prima di mezzanotte, e i funzionari hanno trovato un cratere, largo 12 metri e profondo 4,8, vicino all'aeroporto internazionale di Managua.
La scorsa settimana la NASA aveva confermato che un "piccolo asteroide designato 2014 RC" sarebbe passato molto vicino alla Terra nel corso del fine settimana. Ora sembra che il buco nel terreno appena fuori Managua sia il risultato di un piccolo pezzo di roccia staccatosi da 2014 RC.
"Un pezzo potrebbe essersi staccato, " afferma l'astronomo britannico Heather Couper intervistato da BBC News. "Questi impatti avvengono in media una volta l'anno, e questo potrebbe essere stata la nostra punta."
Ufficialmente il Nicaragua non ha confermato se il meteorite è esploso all'impatto o caduto al suolo intatto. Nessuno è stato ferito nella collisione.
Fonti nicaraguensi hanno dichiarato che tutte le prove confermerebbero che il sito corrisponde esattamente al luogo di impatto del meteorite e a nessun altro tipo di evento. "Abbiamo le registrazioni sismiche che coincidono con il momento dell'impatto ed hanno le caratteristiche tipiche della produzione del cono nel posto di caduta." ha detto Jose Millan, uno scienziato di Ineter (Istituto per gli Studi Terrestri del Nicaragua). Invece vi sono diversi astronomi statunitensi che pongono seri dubbi possa trattarsi di un meteorite. Infatti per lasciare un cratere di quelle dimensioni, dice l'esperto di meteore Peter Jenniskens del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence Institute) di Mountain View, in California, si sarebbero dovuti trovare frammenti in fondo e tutto intorno. Nessun pezzo è stato raccolto e non se ne vede nelle foto del cratere. "Ecco perché sono scettico sull'origine meteorica di questo cratere," aggiunge Bill Cooke, capo del Meteoroid Environment Office presso il Marshall Space Flight Center della NASA in Huntsville, Alabama. Inoltre non è stata segnalata una sfera di fuoco che avrebbe dovuto essere stata prodotta dal meteorite che attraversava l'atmosfera e il cielo era limpido. Managua poi è una grande città con un gran numero di potenziali testimoni oculari ma non è stato segnalato nessun avvistamento notturno. Anche la possibilità che possa trattarsi di un frammento di 2014 RC non trova riscontro dato che, secondo gli astronomi USA, non tornerebbero i tempi e le direzioni. Nella foto di copertina (Credit: AFP) il cratere formatosi vicino all'aeroporto di Managua, presidiato dell'esercito nicaraguense.

Fonti: Spacedaily - BBC News - Space.com

Nell'illustrazione (Credit: Noah Kroese, I.NK) uno schema di come si pensa avvenga il processo di subduzione su Europa.

08/09/2014 - Scoperta la tettonica a placche su Europa, luna di Giove -

Gli scienziati hanno scoperto le prove di tettonica a placche su Europa, una delle più grandi lune di Giove. Queste indicazioni sono il primo segno di questo tipo di attività geologica di spostamento su un mondo che non sia la Terra.
I ricercatori hanno visto con chiarezza le prove che la crosta ghiacciata di Europa si espande. Al momento però non hanno trovato le zone dove la vecchia crosta viene distrutta per fare posto a quella nuova. Mentre esaminavano le immagini riprese dall'orbiter Galileo della NASA nei primi anni 2000, i geologi planetari Simon Katternhorn dell'Università dell'Idaho, Mosca, e Louise Prockter, dell'Applied Physics Laboratory presso la John Hopkins University di Laurel, nel Maryland, hanno scoperto alcuni contorni geologici inusuali.
"Ci siamo chiesti per anni come questi nuovi terreni si potessero formare, ma non ci eravamo arrivati," ha detto Prockter. "Ora pensiamo finalmente di aver trovato la risposta."
La tettonica a placche è una teoria scientifica che spiega come lo strato superficiale sia composto da zolle o blocchi che si muovono, e questo rappresenta il motivo per il quale si formano le montagne, i vulcani e i terremoti.
La superficie di Europa - una della quattro più grandi lune di Saturno e leggermente più piccola della Luna - è cosparsa di fratture e bordi. I blocchi in superficie si sono mossi nello stesso modo sulla Terra, nei pressi della faglia di San Andreas, in California. Molte parti della superficie di Europa mostrano segni di estensione, dove strisce larghe chilometri formate mentre la superficie si apre e materiale fresco ghiacciato viene trasferito dal guscio sottostante nello spazio appena creato - un processo simile a quello che avviene sui fondali marini della Terra.
Sulla Terra i nuovi materiali che fuoriescono in superficie formano le dorsali medio-oceaniche, il vecchio materiale viene distrutto nelle zone di subduzione, regioni dove due placche tettoniche convergono e si accavallano mentre una delle due viene forzata sotto l'altra. Nonostante il livello di estensione evidente sulla superficie di Europa, i ricercatori non sono stati in grado di determinare come la superficie possa ospitare tutto il nuovo materiale.
Gli scienziati che studiano Europa spesso ricostruiscono i blocchi nelle loro originali configurazioni - come in un puzzle - per avere un quadro di ciò che la superficie sembrava prima che si verificasse l'interruzione. Quando Kattenhorn e Prockter hanno riorganizzato il terreno ghiacciato nelle immagini, hanno scoperto che circa 20.000 chilometri quadrati di superficie mancavano nelle alte latitudini settentrionali della luna.
Ulteriori indizi suggeriscono che il terreno mancante si è mosso sotto una seconda placca superficiale - uno scenario comune sulla Terra nei confini delle placche tettoniche. Kattenhorn e Prockter hanno visto i vulcani ghiacciati sulla piastra prevalente, possibilmente formatasi attraverso la fusione e l'assorbimento della lastra che si tuffò sotto la superficie, e la mancanza di montagne nella zona di subduzione, implicando che il materiale è stato spinto verso l'interno piuttosto che accartocciato come due piastre schiacciate l'una contro l'altra.
Gli scienziati pensano che l'area di subduzione sia stata assorbita nel guscio ghiacciato di Europa, spesso circa 30 km, piuttosto che aver sfondato nell'oceano sottostante. La relativamente giovane superficie di Europa - circa 40/90 milioni di anni in media - gli scienziati hanno visto la prova del materiale in movimento da sotto il guscio, ma, fino ad ora, nessun meccanismo era stato trovato per il materiale in movimento di nuovo nel guscio, e eventualmente nel grande oceano sotto il ghiaccio.
"Europa può essere più simile alla Terra di quanto avessimo immaginato, se dispone di un sistema tettonico a placche globale," dice Kattenhorn. "Non solo questa scoperta lo rende uno degli organismi geologicamente più interessanti del Sistema Solare, ma implica anche la comunicazione bidirezionale tra l'esterno e l'interno - un modo per spostare il materiale dalla superficie al mare - un processo che ha implicazioni significative per il potenziale di Europa come mondo abitabile."
I risultati del team sono apparsi nell'edizione online della rivista Nature Geoscience.
A luglio la NASA ha pubblicato un annuncio di Opportunity (AO) per presentare proposte per gli strumenti scientifici che potrebbero essere imbarcati a bordo di una futura missione su Europa.
"Europa continua a rivelarsi come un mondo dinamico che rappresenta avvincenti similarità con il nostro pianeta Terra," dice Curt Niebur, scienziato del programma Pianeti Esterni alla sede di Washington della NASA. "Lo studio di Europa affronta questioni fondamentali su questa luna ghiacciata potenzialmente abitabile e per la ricerca della vita oltre la Terra."
Precedenti prove scientifiche avevano confermato la presenza di un oceano di acqua liquida sotto la crosta ghiacciata della luna. Questo oceano copre Europa completamente e contiene più acqua liquida di tutti gli oceani della Terra messi assieme.
La sonda spaziale Galileo della NASA, lanciata nel 1989, è stata la sola missione spaziale ad aver visitato ripetutamente Europa, passando vicino alla luna una dozzina di volte.
Fra le varie 'prime' di Galileo si annovera la scoperta dell'esistenza di un oceano salato sotto la superficie di Europa. La missione si concluse ufficialmente quando Galileo si gettò nell'atmosfera di Giove nel settembre 2003 in modo da impedire un suo impatto con Europa. La missione era gestita dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA a Washington.
Per ulteriori informazioni su Europa e immagini delle tettoniche a placche, visita: http://solarsystem.nasa.gov/europa.
Informazioni sulla missione Galileo sono disponibili online a: http://www.jpl.nasa.gov/missions/galileo/.
Nell'immagine di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona) un mosaico di foto scattate dalla sonda Galileo alla superficie della luna Europa. Nell'illustrazione in alto a destra (Credit: Noah Kroese, I.NK) uno schema di come si pensa avvenga il processo di subduzione su Europa.

Fonte: NASA

08/09/2014 - Nuovo lancio 'a sorpresa' della Cina -

Un satellite segreto è stato lanciato grazie ad un razzo Lunga Marcia 4B (CZ-4B) lunedì per raccoglierà informazioni per l'intelligence del governo cinese.
Il satellite Yaogan 21, secondo quanto diramato dall'agenzia di stampa Xinhua, è decollato alle 11:22 a.m. ora di Pechino (le 5:22 ora italiana) dalla rampa 9 del centro spaziale Taiyuan, situato nel nord della Cina, nella provincia dello Shanxi.
Il lanciatore Lunga Marcia 4B ha inoltre portato in orbita un carico secondario, chiamato Tiantuo 2 progettato e costruito dalla Università della Difesa Nazionale.
Il lancio di lunedì segna il quarto lancio spaziale cinese in un mese dopo una scarsità di missioni nella prima metà dell'anno.
La Cina aveva infatti lanciato un terzetto di satelliti per la sorveglianza navale il 9 agosto con un Lunga Marcia 4C. Poi un Lunga Marcia 4B aveva immesso in orbita il satellite civile per osservazione terrestre Gaofen 2 il 19 agosto e un Lunga Marcia 4D aveva piazzato due satelliti nello spazio il 4 settembre.
Il volo di lunedì non era stato ufficialmente annunciato in anticipo, come di consueto per la maggior parte dei lanci spaziali eseguiti dalla Cina.
"Yaogan 21 verrà utilizzato per esperimenti scientifici, controllo delle risorse naturali, stima delle crescite agricole e monitoraggio disastri," ha riportato la Xinhua.
Ma secondo gli esperti occidentali la serie di satelliti Yaogan servirebbe principalmente alle autorità militari cinesi per ottenere informazioni dai loro sensori ottici e radar. I dati di inseguimento della rete di sorveglianza spaziale dell'U.S. Air Force, indicano che Yaogan 21, lanciato in orbita lunedì, è stato immesso su un'orbita di circa 480 km sopra la Terra con inclinazione di 97,4° sull'equatore.
Anche i due precedenti lanci con vettori Lunga Marcia 4B dalla base spaziale di Taiyuan, nel 2008 e 2011, avevano immesso satelliti Yaogan su orbite simili.
La Xinhua riporta che il satellite Tiantuo 2, del peso di 67 kg, ospita quattro videocamere capaci di seguire e registrare i movimenti di oggetti al suolo ed inviare i dati in tempo reale. Citando una dichiarazione dell'Università Nazionale di Difesa, la Xinhua afferma che il veicolo testerà le tecnologie necessaire a preparare lo sviluppo di più avanzati satelliti per le osservazioni video.
Quello di oggi è stato il 54esimo lancio orbitale del 2014, il 52esimo a concludersi con successo ed il 193esimo della famiglia di razzi Lunga Marcia (Chang-Zheng).
Nella foto di copertina (Credit: Xinhua) il decollo del razzo vettore Lunga Marcia 4B con il satellite Gaofen 21 e Tiantuo 2.

Fonti: Spaceflight Now - Space Launch Report

07/09/2014 - Completato il primo modulo equipaggio di Orion -

Il primo modulo equipaggio Orion della NASA è stato completato sopra il suo modulo di servizio all'interno della struttura Neil Armstrong Operations and Checkout Facility presso il Kennedy Space Center in Florida.
I moduli di servizio ed equipaggio verranno trasferiti assieme mercoledì in un'altra struttura per essere riforniti, prima di essere spostati nuovamente per l'installazione del sistema di aborto del lancio.
A quel punto, il veicolo spaziale sarà completo e pronto per essere issato sulla sommità del razzo Delta IV Heavy che lo porterà nello spazio per il suo primo volo, a dicembre.
Per quel volo, l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1) Orion viaggerà fino a 5.800 km sopra la Terra - più lontano di ogni altro veicolo spaziale costruito per trasportare esseri umani che abbia viaggiato negli ultimi 40 e passa anni - e ritornerà verso casa alla velocità di 32.180 km/h, mentre affronterà temperature di quasi 2.200° Celsius.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Rad Sinyak) il modulo equipaggio di Orion per EFT-1 completo.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: SpaceX) il Falcon 9 lascia la scia nel cielo dopo il decollo.

07/09/2014 - Nuovo successo per il Falcon 9 della SpaceX -

Questa mattina alle ore 1:00 a.m. EDT (le 7 ora italiana) si sono accesi i 9 motori Merlin 1D del primo stadio del razzo vettore Falcon 9 v1.1 e si è illuminato il cielo notturno di Cape Canaveral, in Florida.
Il primo stadio ha funzionato perfettamente fino a circa tre minuti dopo il decollo, quando ha passato le consegne al secondo stadio, dotato di un solo motore Merlin 1D appositamente modificato per funzionare nel vuoto. Questa è stata la prima di un paio di accensioni necessarie per portare il satellite AsiaSat-6, del peso di cinque tonnellate, in orbita di trasferimento geostazionario di 185 x 35,786 km con inclinazione di 25.3° sull'equatore.
La SpaceX ha dichiarato il lancio un successo appena dopo le 1:30 a.m. EDT (le 7:30 ora italiana), quando il Falcon 9 era programmato al rilascio del satellite su un'orbita di trasferimento di forma ovale.
AsiaSat, un'operatore commerciale satellitare con sede a Hong Kong, ha poi confermato che i controllori di volo hanno stabilito le comunicazioni con il satellite AsiaSat-6, verificando la sua funzionalità dopo il lancio di domenica.
La missione è valutata in 190 milioni di dollari, compreso il lanciatore, il satellite e l'assicurazione, secondo quanto riportato da William Wade, Presidente e Amministratore Delegato di AsiaSat.
Costruito dalla Space System/Loral di Palo Alto, California, nei prossimi giorni AsiaSat-6 dovrebbe alzare la sua orbita fino alla quota geosincrona, e da lì stazionario sopra l'equatore inizierà la sua vita operativa di 15 anni.
Questo lancio di un Falcon 9 arriva dopo solo un mese dal precedente, sempre per l'immissione in orbita di un satellite di AsiaSat. Si tratta del settimo lancio di un Falcon 9 v1.1, il dodicesimo per il Falcon 9 e il quinto per la SpaceX nel 2014. Questa missione, inizialmente prevista il 27 agosto scorso, era stata rinviata dopo l'incidente che ha visto la distruzione del veicolo di prova F9R presso il sito della SpaceX a McGregor, in Texas, per evitare che vi potessero essere elementi comuni fra i due veicoli. Una volta scartata questa possibilità, la SpaceX ha dato il via libera per il lancio di oggi.
La prossima missione della SpaceX è prevista non prima del 19 settembre, sempre da Cape Canaveral, con una capsula cargo Dragon destinata a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Quello di oggi è stato il 53esimo lancio orbitale globale, il 51esimo a concludersi con successo.
Nell'immagine di copertina (Credit: SpaceX) il momento del decollo del razzo Falcon 9 v1.1 della SpaceX dalla rampa 40 di Cape Canaveral, in Florida.

Fonti: Spaceflight Now - AsiaSat - SpaceX

06/09/2014 - Il rover cinese Yutu sarebbe ancora vivo dopo nove notti lunari -

Il lander Chang'è-3 e il rover Yutu cinesi hanno superato i 250 giorni di missione sulla superficie lunare, dopo l'atterraggio avvenuto lo scorso dicembre, ma la situazione dei due veicoli rimane confusa a causa del persistente silenzio dei funzionari cinesi.
Il rover Yutu sarebbe ancora vivo prima di affrontare la sua nona notte lunare, anche se il 'Coniglio di Giada' (questa la traduzione di Yutu, dal cinese) non è più in grado di muoversi da sette mesi dopo che un problema lo ha colpito ai sistemi dei motori di guida.
La situazione del lander è sconosciuta e le sole notizie sui due veicoli provengono da radio-amatori come quelli di UHF_Satcom che si tengono in ascolto per captare i segnali inviati e ricevuti dalla Luna.
Il rover Yutu ha esplorato i dintorni della zona di atterraggio, all'interno del Mare Imbrium, durante i primi due giorni lunari di dicembre e gennaio. Poi un problema tecnico ha impedito le operazioni previste in vista della notte lunare lasciando il veicolo vulnerabile alle tremende condizioni delle due settimane di buio. Ma, sebbene, riuscisse a superare la notte un altro problema colpiva i suoi circuiti del movimento e il rover rimaneva fermo. Ogni tentativo da parte dei tecnici a Terra non era in grado di risolvere il problema. Una delle ipotesi è che le ruote di Yutu abbiano colpito un masso e danneggiato i circuiti o i connettori elettrici o dei dati.
Yutu avrebbe dovuto funzionare per almeno tre mesi e quindi il rover, ancora funzionante ma stazionario, avrebbe superato brillantemente quella scadenza.
Invece i segnali del lander Chang'è-3 non sono stati captati così di frequenza come quelli del rover anche se, l'agenzia spaziale cinese CNSA aveva confermato il 23 maggio scorso che il veicolo era in buone condizioni prima di entrare nella sua sesta notte lunare.
Il lander era stato progettato per funzionare almeno un anno ed è dotato di due strumenti, un telescopio ultravioletto (LUT) e una fotocamera nell'estremo ultravioletto (UEV). Sempre secondo la CNSA il lander aveva inviato a Terra 118,5 Gb di dati nel corso dei primi quattro mesi di missione sulla superficie mentre Yutu ne aveva raccolti 32 Gb. Lo strumento EUV del lander ha scattato oltre 600 immagini e il LUT oltre 32.000 immagini durante i primi quattro mesi di missione.
Fonti ufficiali cinesi hanno confermato che le prestazioni di Yutu sono degradate col passare dei mesi ma non sono stati forniti altri dettagli. Le squadre continuerano a seguire il rover il più al lungo possibile per acquisire ulteriori dati ingegneristici utili per lo sviluppo delle future missioni, compreso il volo di ritorno di campioni lunari, previsto per il 2017.
Nella foto di copertina (Credit: China National Space Administration) una delle immagini della superficie lunare riprese dal rover Yutu.

Fonte: Spaceflgiht101

05/09/2014 - Le ultime immagini di Rosetta rivelano getti provenire dalla cometa 67P -

L'ESA ha rilasciato in settimana un'altra serie di immagini della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, ottenute dalla NavCam della sonda Rosetta dove si possono vedere dei getti di materiale che fuoriescono dalla zona centrale del corpo celeste. Insomma la cometa comincia a sembrare... una vera cometa!
Per poter evidenziare i getti le immagini sono state sovraesposte modificando luminosità e contrasto. Sul sito della fonte Emily spiega dettagliatamente come ha proceduto con l'elaborazione dell'immagine per evidenziare i getti.
I getti sgorgano dalla strozzatura centrale che collega il corpo principale della cometa a quello secondario.
Nella foto di copertina (Credit: ESA/Rosetta/NavCam/Emily Lakdawalla) un mosaico di quattro immagini della 67P scattate il 2 settembre 2014, che mostrano almeno due getti che si sprigionano dalla strozzatura centrale e puntano verso l'alto.

Fonte: Emily Lakdawalla blog

05/09/2014 - L'eruzione del vulcano Bardarbunga -

I satelliti hanno mostrato le nubi di anidride solforosa emesse dall'irrequieto vulcano Bardarbunga, in Islanda.
Il VAST (Volcanic Ash Strategic Initiative Team) e il SACS (Support to Aviation Control Service) dell'ESA stanno monitorando la situazione molto attentamente, e hanno rilevato le emissioni di anidride solforosa fin dai primi di settembre. Una piccola nube di anidride solforosa è alla deriva verso L'Europa dalla scorsa notte.
Il vulcano Bardarbunga ha mostrato una ripresa dell'attività da metà agosto, causando migliaia di terremoti locali, fuoriuscite di lava e minacce alla navigazione aerea. L'allerta per i voli aerei è alta, fluttuando fra l'arancio e il rosso se le eruzioni aumentassero.
"L'attuale attività vulcanica è tipicamente effusiva e finora dai satelliti non è stata rilevata cenere," ha detto Nicolas Theys dell'Istituto Belga di Aeronautica e Spazio.
"SACS, VAST e ESA collaborano continuamente per monitorare le emissioni del vulcano Bardarbunga e fornire servizi a valore aggiunto, nel caso l'eruzione diventasse esplosiva, la produzione di cenere avrebbe possibili conseguenze per il traffico aereo nello spazio dell'Europa."
La presenza di cenere nell'atmosfera può mettere a rischio i motori degli aerei a getto, e quindi le informazioni in tempo reale sulle nubi di anidride solforica e la loro dispersione sono cruciali per allertare le autorità dell'aviazione civile.
Le osservazioni terrestri da satellite possono fornire questo tipo di informazioni, specialmente per i gas tossici come l'anidride solforosa, che non può essere vista ad occhio nudo. Con le frequenti misurazioni su tutto il globo delle nubi di cenere e delle emissioni di anidride solforosa, i satelliti aiutano a migliorare la sicurezza dell'aviazione.
SACS e VAST utilizzano diversi satelliti - comprese le missioni europee MetOp e Meteosat - per fornire informazioni di allerta sulle eruzioni vulcaniche.
Con un'eruzione in corso, viene diramata un'allerta ai clienti interessati, soprattutto ai centri Volcanic Ash Advisory Centres e alle compagnie aeree, e le mappe pubbliche sono generate per mostrare l'estensione e l'intensità dei pennacchi vulcanici.
Nell'immagine di copertina (tratta da un'animazione visibile presso la fonte della notizia - Credit: BIRA/IASB) l'emissione di anidride solforosa prodotta dal vulcano islandese Bardarbunga.

Fonte: ESA

Nella foto (Credit: NASA) l'Ingegnere di Volo Wiseman galleggia nel nodo Unity della stazione.

05/09/2014 - Spedizione 40 si avvia alla conclusione -

Mentre i membri dell'equipaggio di Spedizione 40 sono entrati nella loro ultima settimana assieme a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), i sei astronauti e cosmonauti hanno trascorso il venerdì preparandosi per l'arrivo di un veicolo cargo e per la partenza, prevista mercoledì, di tre compagni dopo quasi sei mesi trascorsi nello spazio.
Gli Ingegneri di Volo Alexander Skvortsov, e Oleg Artemyev hanno iniziato presto la giornata, svegliandosi una mezz'ora prima del solito, alle 2 a.m. EDT (le 8 ora italiana) per condurre un test del sistema di controllo movimento del veicolo spaziale Soyuz TMA-12M. Il Comandante della Soyuz, Skvortsov e il Comandante di Spedizione 40 Steve Swanson sganceranno la loro Soyuz dal boccaporto del modulo Poisk mercoledì 10 settembre alle 7:02 p.m. (le 1:02 ora italiana di giovedì 11 settembre) per un atterraggio assistito dal paracadute nelle steppe del Kazakhstan, meno di 3 ore e mezzo più tardi. Questi tre membri dell'equipaggio si trovano a bordo della stazione fin dallo scorso 27 marzo.
Dopo la riunione giornaliera di pianificazione con i team di controllo del volo sparsi per il mondo, Skvortsov e Artemyev hanno trascorso il resto della mattina conducendo gli esercizi per il Lower Body Negative Pressure. I due cosmonauti hanno indossato a turno uno speciale abbigliamento che simula gli effetti della gravità drenando i fluidi verso la parte bassa del corpo. Oltre ad aiutare i cosmonauti per il ritorno a casa, quest'apparecchiatura fornisce ai ricercatori russi i dati di previsione di come i cosmonauti reagiranno alla forza di gravità terrestre al termine della missione.
Swanson e gli Ingegneri di Volo Reid Wiseman, Alexander Gerst e Max Suraev hanno iniziato la giornata con la raccolta di campioni medici. Per tutto il corso della loro missione, i membri dell'equipaggio forniscono campioni di saliva e sangue per vari esperimenti che studiano gli effetti dei voli spaziali di lunga durata sul corpo umano.
Dopo che Swanson ha immagazzinato i campioni di sangue all'interno di MELFI (Minus Eighty-degree Laboratory Freezer for ISS), per ulteriori studi, ha osservato che gli sportelli del meccanismo di rilascio NanoRacks dei CubeSat erano aperti. Il meccanismo, attualmente agganciato nella parte finale del braccio robotico giapponese, all'esterno del modulo Kibo, è progettato per espellere i CubeSat in orbita. I controllori di volo hanno determinato che, inavvertitamente, due CubeSat sono stati rilasciati. Nessun membro dell'equipaggio o controllore di volo ha osservato il rilascio, e non vi sono immagini dell'evento registrate dalle telecamere della stazione. Il rilascio sembra essere avvenuto nel corso della notte o nelle ore successive ai tentativi dei controllori di volo giapponesi di far dondolare il braccio robotico nel tentativo di aprire gli sportelli.
Il meccanismo di rilascio è stato fuori sul braccio dalla fine del mese scorso, quando gli sforzi precedenti per distribuire i CubeSats non hanno avuto successo. I controllori di volo stanno valutando se riportare tale meccanismo nella camera di compensazione del modulo Kibo o se fare un altro tentativo di rilascio dei restanti CubeSat.
Wiseman e Gerst hanno poi svolto un pò di pratica con le simulazioni al computer per la cattura del veicolo cargo Dragon della SpaceX utilizzando il braccio robotico Canadarm2. La missione commerciale di rifornimento SpaceX-4 è prevista per il lancio dalla Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida, non prima del 19 settembre, con il risultato di un rendezvous con la stazione il 20 settembre. Lo SpaceX-4 consegnerà rifornimenti per l'equipaggio e materiale scientifico, compreso lo strumento ISS-RapidScat, un sostituto del satellite QuikScat Earth della NASA utilizzato per monitorare i venti oceanici per ricerche sul clima, previsioni meteo e monitoraggio uragani.
Intanto Suraev ha raccolto campioni dalla superficie interna del segmento russo della stazione per lo studio della degradazione biologica dei materiali utilizzati per la costruzione del complesso orbitale. I ricercatori russi stanno guardando quale tipo di microrganismi possono colonizzare queste superfici e determinare i metodi migliori per prevenire la corrosione e i danni.
Dopo una sosta per il pranzo, Swanson, Skvortsov e Artemyev hanno trascorso il pomeriggio conducendo simulazioni della discesa della Soyuz e ricontrollando le operazioni previste mercoledì per la partenza e l'atterraggio. La loro partenza segnerà la fine di Spedizione 40 e l'inizio di Spedizione 41, che avrà al comando Suraev.
Suraev, Wiseman e Gerst, che rimarranno a bordo della stazione fino a novembre, hanno rivisto assieme i loro compiti e responsabilità nell'evento di un'emergenza a bordo del complesso.
Nella foto (Credit: NASA/Stephanie Stoll) i tre astronauti di Spedizione 41 uniscono le mani durante la conferenza stampa del 5 settembre. Dopo di questo, Wiseman ha controllato brevemente il BCAT (Binary Colloidal Alloy Test) e scaricato le immagini e fissato i timer per questo esperimento che studia i colloidi - miscele di piccole particelle distribuite in un liquido. Wiseman ha ispezionato i componenti del Combustion Integrated Rack e rimosso le guide di allineamento per preparare il rack per ulteriori comandi dai ricercatori al suolo nello scopo di studiare le proprietà dell'accensione dei carburanti in microgravità.
Wiseman ha inoltre recuperato un paio di dosimetri acustici e scaricato i loro dati registrati in modo che i team a terra possono controllare i livelli di rumore al quale l'equipaggio è sottoposto tutto il giorno.
Gerst ha trascorso ulteriore tempo rimuovendo e sostituendo una tanica di acqua dal sistema di recupero dell'Environmental Control and Life Support System.
Suraev intanto compiva delle operazioni di manutenzione di routine del sistema di supporto vitale nel modulo di servizio Zvezda. Egli ha passato la giornata con l'esperimento di osservazione della Terra chiamato Uragan, che cerca di documentare e prevedere lo sviluppo dei disastri naturali e di quelli creati dall'uomo.
Durante il fine settimana, i sei membri dell'equipaggio della stazione si prenderanno cura dell'interno pulendo e mettendo in ordine come ogni settimana. Inoltre proseguiranno le solite due ore e mezza di esercizi fisici per rimanere in forma ed evitare la perdita di massa muscolare e di densità ossea che avviene in microgravità.
Intanto sulla Terra, i tre Ingegneri di Volo di Spedizione 41 che riporteranno il numero dell'equipaggio della stazione al completo, dopo la partenza di Swanson, Skvortsov e Artemyev hanno superato i loro ultimi esami di qualifica presso il Centro Addestramento Cosmonauti Gagarin a Città della Stelle, nei pressi di Mosca, in Russia. L'astronauta Butch Wilmore della NASA e i cosmonauti russi Alexander Samokutyaev e Elena Serova verranno lanciati a bordo della loro astronave Soyuz TMA-14M dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, il prossimo 25 settembre. Il trio ha partecipato venerdì ad una conferenza stampa prima di fare il tradizionale viaggio a Mosca per visitare la Piazza Rossa e lasciare un mazzo di fiori al memoriale delle leggende spaziali russe sepolte lì.
Nella foto di copertina (Credit: NASA), da sinistra l'astronauta Swanson, comandante di Spedizione 40, assieme ai cosmonauti russi Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev, entrambi Ingegneri di Volo, in posa all'interno del nodo Harmony della ISS. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) l'Ingegnere di Volo Reid Wiseman galleggia nel nodo Unity della stazione. Nella foto a destra (Credit: NASA/Stephanie Stoll) i tre astronauti di Spedizione 41 uniscono le mani durante la conferenza stampa del 5 settembre.

Fonte: NASA

04/09/2014 - Circa metà delle stelle che ospitano pianeti sono doppie -

Immaginate di vivere su un esopianeta con due soli. Uno dei due è molto luminoso, un vicino prossimo incombente e grande nel vostro cielo.
Con il 'secondo sole' nel cielo, la notte potrebbe essere un evento raro, forse arriverebbe solo stagionalmente sul vostro pianeta. Un nuovo studio suggerisce che questo potrebbe essere molto più comune di quanto si pensasse fino ad ora.
Il telescopio spaziale Kepler della NASA ha confermato circa 1.000 esopianeti, con migliaia di altre stelle che sono considerati 'oggetti Kepler di interesse', chiamati KOI (Kepler Objects of Interest), ovvero stelle che potrebbero ospitare pianeti. Fino ad ora, rimane una domanda senza risposta sulle stelle che ospitano pianeti; quante stelle di questo tipo sono binarie? E' da lungo tempo che sappiamo che le stelle binarie sono molto comuni - circa metà delle stelle nel cielo si pensa consistano in due stelle che orbitano una attorno all'altra.
Quindi le stelle con pianeti sono distribuite equamente fra quelle con un compagno o senza, o è la stella compagna che influisce sulla formazione dei pianeti? Un team di astronomi, guidati dal Dottor Elliott Horch, della Southern Connecticut State University, ha mostrato che le stelle con esopianeti è probabile che abbiano una binaria compagna: dal 40 al 50% delle stelle con pianeti sono stelle binarie. Il Dottor Horch ha detto: "E' interessante ed emozionante che i sistemi stellari con esopianeti siano molto più comuni di quanto pensassimo solo alcuni anni fa."
Per i loro studi sono state utilizzate osservazioni con altissima risoluzione spaziale ottenute con il telescopio WIYN che si trova sul Kitt Peak, nel sud dell'Arizona, e del telescopio Gemini Nord sul Mauna Kea, nelle Hawaii. La tecnica utilizzata dal team combinata nel software utilizzando una serie di algoritmi, ottenendo un'immagine finale della stella con una risoluzione migliore di quella dello Hubble Space Telescope.
Utilizzando questa tecnica, il team può scovare le stelle compagne che siano fino a 125 volte meno luminose dell'obiettivo ma a solo 0,05 secondi d'arco di separazione. Per la maggior parte delle stelle osservate da Kepler, questo significa che le stelle compagne hanno una separazione reale di poco più di un centesimo della distanza Sole-Terra. Con questo tasso si può facilmente calcolare che le stelle binarie reali si possono estendere per circa la metà delle stelle che ospitano i pianeti.
Il co-autore dello studio, il Dottor Steve B. Howell (dell'Ames Research Center della NASA), ha commentato: "Un'interessante conseguenza di questa scoperta è che la metà delle stelle che ospitano esopianeti sono binarie e noi non possiamo sapere attualmente attorno a quale delle due orbita un pianeta."
Se le due stelle sono molto vicine ed un loro pianeta è lontano potrebbero ricordare Tatooine di Guerre Stellari. Se invece l'esopianeta orbita attorno ad una sola delle due stelle che sono separate, la stella compagna potrebbe apparire solo come una più luminosa del cielo notturno. "Poi ci saranno le vie di mezzo da entrambe le situazioni, " dice Howell, "Ma siamo lontani dal sapere dove."
Questo studio è stato accettato per la pubblicazione dalla rivista Astrophysical Journal e gli altri autori sono il Dr. Mark E. Everett, del National Optical Astronomy Observatory e il Dr. David R. Ciardi, NASA Exoplanet Science Institute, California Institute of Technology.
Il telescopio WIYN è gestito dal Consorzio WIYN, che consiste della University of Wisconsin, Indiana University e del National Optical Astronomy Observatory (NOAO). Il Kitt Peak National Observatory è una divisione di NOAO, che è gestito dalla Associazione delle Università per la Ricerca in Astronomia Inc. nell'ambito di un accordo di cooperazione con la National Science Foundation.
Nell'immagine di copertina (Credit: NOAO) il campo di osservazione di Kepler, situato fra le due stelle più luminose del triangolo estivo, sorgono sopra il telescopio WIYN del sud dell'Arizona.

Fonte: Spaceref

04/09/2014 - Nuovo rinvio di 24 ore per il lancio del Falcon 9 v1.1 -

Il lancio del prossimo razzo Falcon 9 della SpaceX con il satellite per telecomunicazioni AsiaSat-6 è ora stato spostato a domenica, come minimo.
La finestra di lancio rimane identica con l'apertura alle 12:50 a.m. EDT (le 6:50 ora italiana) e prosegue fino alle 4:04 a.m. EDT (le 10:04 ora italiana).
Le previsioni delle condizioni meteorologiche rimangono per il 60% favorevoli durante l'opportunità di lancio di domenica mattina, migliorando sensibilmente al 70% per lunedì.
La principale preoccupazione meteo per domenica è lo spessore delle nuvole associato ai resti della tempesta tropicale che è transitata sulla costa spaziale della Florida.
La SpaceX non ha ufficialmente spiegato il motivo del nuovo rinvio di 24 ore nel tentativo di lancio.
Nella foto di copertina (Credit: SpaceX) il razzo Falcon 9 v1.1 con il satellite AsiaSat-6 nell'hangar di fronte alla rampa di lancio.

Fonte: Spaceflight Now

04/09/2014 - La prossima missione di un Ariane 5 entra nella fase di integrazione del carico utile -

E' in corso l'integrazione del carico utile per la prossima missione di un lanciatore pesante Ariane 5 di Arianespace, prevista per la prossima settimana dalla Guyana Francese con due satelliti commerciali di telecomunicazioni: MEASAT-3b e Optus 10.
Le recenti attività allo Spazioporto comprendono i passi iniziali per la creazione del complesso di 'doppio carico' con il MEASAT-3b nella posizione in alto. Questo coinvolge la piattaforma di rilascio - costruita dalla Airbus Defence and Space - sulla sommità del sistema dispenser SYLDA di Ariane 5 e svolta all'interno dell'edificio Final Assembly Building del lanciatore.
MEASAT-3b è stato incapsulato nell'ogiva protettiva di Ariane 5, completando la parte superiore del complesso del carico utile e tenendo la posizione sopra Optus 10 dopo che il veicolo spaziale è stato installato sulla sommità del lanciatore.
Durante la missione di Ariane 5, che è fissata per la sera dell'11 settembre, MEASAT-3b verrà rilasciato per primo nell'orbita geostazionaria di trasferimento, seguito dalla separazione del dispenser SYLDA - che permetterà così il successivo rilascio di Optus 10.
MEASAT-3b è dotato di 48 trasmettitori ad alta potenza in banda Ku per espandere le trasmissioni dirette alle case e per il servizio VSAT (Very Small Aperture Terminal) sulla Malesia, India, Indonesia e Australia. Gestito dalla MEASAT - un fornitore di servizi satellitari internazionali con sede in Malesia - il MEASAT-3b verrà collocato nella posizione orbitale di 91,5° EST accanto ai satelliti MEASAT-3 e MEASAT-3a.
Optus 10, costruito dalla SSL (Space System/Loral) per il fornitore di servizi per telecomunicazione Australiano Optus, è già stato rifornito presso la struttura di preparazione del carico utile S5 dello Spazioporto. Questo satellite è dotato di 24 trasmettitori in banda Ku che forniranno trasmissione diretta tv, connettività internet, telefonia e trasmissione dati per l'Australia e la Nuova Zelanda.
La missione di Ariane 5 con MEASAT-3b e Optus 10 è designata VA218 nel sistema di numerazione della famiglia di lanciatori di Arianespace. Si tratterà del quarto lancio del vettore pesante dalla Guyana Francese nel 2014.
Nelle immagini di copertina (Credit: Arianespace) a sinistra MEASAT-3b mentre viene inserito nell'ogiva di lancio, sopra il dispenser SYLDA. A destra il satellite Optus 10 nella delicata fase di rifornimento del propellente.

Fonte: Arianespace

04/09/2014 - Nel 2015 la Russia investirà quasi 1,5 miliardi di dollari nel nuovo cosmodromo di Vostochny -

Durante una visita lampo del Presidente russo Vladimir Putin al nuovo Cosmodromo di Vostochny è stata annunciata un'accelerazione dei lavori per il completamento dell'impianto e una spesa prevista, solo per il 2015, di quasi 50 miliardi di rubli (pari a circa 1,5 miliari di dollari).
"Stiamo investendo enormi capitali in questa struttura. Fin dal 2011 abbiamo speso quasi 100 miliardi di rubli e altri 50 miliardi verranno sborsati il prossimo anno," ha detto Putin.
"E' essenziale eliminare ogni ritardo e problema finanziario. Inoltre le spese devono rimanere sotto stretto controllo. Non vi dovranno essere sforamenti del bilancio," ha aggiunto.
Putin ha inoltre affermato che i lavori di costruzione del sito dello spazioporto russo di Vostochny sono indietro di 30-55 giorni sulla tabella di marcia. Secondo le fonti del presidente al momento vi sono circa 6.000 lavoratori presenti sul sito di costruzione ogni giorno. "L'attuale richiesta, e il capo della Roscosmos me lo ha confermato, è per almeno 12.000-15.000 impiegati," ha detto Putin confermando che le verifiche delle tempistiche e delle strutture completate verranno controllate con attenzione.
Putin ha detto anche che il prossimo anno Vostochny sarà pronto per il primo lancio di un veicolo spaziale di classe media Soyuz-2 e il programma spaziale abitato arriverà nel 2018. Ha poi aggiunto che le capacità a lungo termine prevedono la costruzione di strutture di lancio per veicoli pesanti e super-pesanti per l'esplorazione della Luna, Marte e altri corpi celesti.
Putin si è detto conscio della colossale mole di lavoro che deve essere fatta.
"Abbiamo appena camminato nel cantiere. Molto è stato fatto. Voglio sottolinearlo," ha detto, aggiungendo che c'era ancora margine di miglioramento per rendere i lavori di costruzione meglio coordinati.
Nella foto di copertina (Credit: ITAR-TASS) uno degli edifici di assemblaggio dei razzi in costruzione a Vostochny, nell'estremo oriente della Russia.

Fonte: ITAR-TASS

04/09/2014 - La SpaceX tenterà sabato il lancio del Falcon 9 -

La SpaceX sembra aver completato una valutazione delle potenziali cose in comune fra il fallimento di un veicolo di prova e la sua flotta di razzi Falcon 9, dopo che è stata approvata la sua richiesta al poligono Eastern Range per un lancio, sabato mattina, della missione AsiaSat-6. Il lancio, che verrà condotto da un razzo Falcon 9 v1.1 della SpaceX, era stato rinviato la scorsa settimana, appena prima del rifornimento di propellente, per ordinare un triplo controllo del sistema di sensori.
Il lancio della scorsa settimana sembrava andare come previsto dopo che il team della SpaceX era entrato nella Delta Launch Readiness Review (LRR).
L'iniziale LRR aveva dichiarato di proseguire con il rullaggio del razzo verso la rampa, dopo aver rivisto alcune cose, fra le quali la sostituzione di due valvole dell'elio prima del breve viaggio del razzo fino alla rampa SLC-40 di Cape Canaveral, in Florida.
La decisione di annullare il lancio era arrivata poche ore dopo che a McGregor, in Texas, il veicolo di prova F9R Dev 1 era andato distrutto durante un test di volo. Sebbene non vi fossero problemi comuni fra i due veicoli la SpaceX ha preferito essere sicura al 100% prima di tentare il lancio del satellite AsiaSat-6.
Dopo le prime indagini la colpa dell'incidente nel Texas era stata attribuita ad un guasto a un singolo sensore. Questo stesso guasto però non avrebbe causato la perdita di un razzo completo Falcon 9 perché qui vi sono più di un sensore e un algoritmo di controllo che avrebbe escluso il sensore guasto evitando così l'incidente.
La SpaceX ha richiesto la disposizione del poligono per sabato 6 settembre dalle ore 00:50 alle 04:04 a.m. locali (dalle 6:50 alle 10:50 ora italiana) con ulteriore data di riserva il giorno successivo con la stessa finestra di lancio. Al momento il meteo per l'ora di lancio è 60% accettabile. Ora manca soltanto l'approvazione dei responsabili del poligono di Cape Canaveral.
Anche per questa missione, come la precedente con AsiaSat-8, non verrà utilizzato il razzo con le quattro zampe di atterraggio. Infatti, a causa della necessità di inserire il satellite su un'orbita di trasferimento geostazionario, non vi sarà abbastanza propellente residuo per tentare un rientro controllato.
Il prossimo tentativo di ammaraggio del primo stadio potrebbe essere realizzato dalla SpaceX nella missione successiva, la CRS-4/SpX-4 destinata a portare una capsula Dragon carica di rifornimento per la NASA alla ISS, e previsto entro il mese.
Nella foto di copertina (Credit: SpaceX) il razzo Falcon 9 v1.1 con il satellite AsiaSat-6 nell'hangar di fronte alla rampa di lancio.

Fonte: Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: NASA/JPL/SSI) uno dei 'Propeller' scoperti all'interno dell'anello A di Saturno.

04/09/2014 - La sonda Cassini verrà finanziata fino al 2017 -

Lo scorso anno, erano trapelate voci non confermate che la NASA avrebbe tagliato i fondi alla missione Cassini costringendo ad una chiusura anticipata del programma. Oggi invece la missione a Saturno è stata ufficialmente ri-finanziata fino alla sua fine già prevista, nel 2017.
Il costo è di circa 60 milioni di dollari l'anno che equivalgono a circa 200 milioni, considerando anche la fase finale di raccolta e archiviazione dati.
Ma cosa potrà fare esattamente la sonda Cassini in questi ultimi tre anni che non avrebbe potuto fare una nuova sonda con gli stessi finanziamenti? Per poter giustificare una estensione ulteriore della missione il team deve identificare delle domande scientifiche e spiegare come una vecchia sonda possa rispondere a queste domande.
In tempi magri di bilanci come questi perché dovremmo spendere così tanti soldi in un vecchio veicolo spaziale invece che costruirne uno nuovo?.
I componenti della missione Cassini hanno riposto con una lista di grandi, nuovi e differenti aspetti scientifici che prevedono di far indagare alla sonda in questi ultimi anni.
Il più importante è far osservare l'atmosfera e la magnetosfera di Saturno esattamente nello stesso momento che un altro veicolo spaziale osserverà Giove. Avremo infatti la Cassini che osserva Saturno nello stesso periodo che la sonda Juno lo farà con Giove e i dati potranno essere messi a confronto per vedere come entrambi questi pianeti giganti rispondono in differenti stagioni alla stessa attività solare e, più in generale, come i pianeti giganti interagiscono con la loro stella. Onestamente, solo questo potrebbe giustificare la spesa della missione estesa di Cassini, il resto è tutto gratis.
La missione primaria e la prima missione estesa di Cassini hanno permesso di osservare un quarto di anno di Saturno ma estendendo ancora la missione fino al 2017 avremo un quadro completo di un interno anno del pianeta con gli anelli, grazie anche ai dati delle missioni Pioneer e Voyager. Infatti quando al polo nord è inverno in quello sud è estate e viceversa. Giove non ha le stagioni come Saturno e questa è la nostra ultima occasione di vedere un'evoluzione stagionale di un pianeta gigante da vicino fino a che future missioni non saranno lanciate verso Saturno, Urano e Nettuno. I cambiamenti stagionali inoltre modificano l'illuminazione che influisce sul tempo e le piogge di Titano. In effetti questo è un altro obiettivo scientifico.
Fino ad ora la Cassini ha studiato per lo più la zona dei laghi di Titano nella notte invernale polare, con il radar. L'arrivo recente della primavera ha reso i laghi molto più visibili nelle fotocamere di bordo. Cassini è appena stata testimone delle prime nuvole al polo nordi di Titano, un possibile inizio di un tempo estivo. Vi saranno altre tempeste? I laghi si rimpiccioliranno con il Sole estivo? Dovremo solo aspettare e vedere! Cassini ha recentemente sviluppato una nuova tecnica per la misurazione della profondità dei laghi di Titano, ma solo per il lago principale, Kraken Mare, e prevede di testare la profondità degli altri laghi per vedere se sono interconnessi.
Durante la missione primaria e la sua estensione, Cassini ha scoperto i pennacchi che fuoriescono dalla luna Encelado e che variano a seconda della gravità impressa da Saturno. Nei prossimi tre anni la Cassini eseguirà tre sorvoli ravvicinatissimi con Encelado che le permetteranno di studiare queste strutture. I sorvoli sono previsti per il 14 e 18 ottobre e 19 dicembre 2015.
Al momento una mappa globale di tutti i corpi che compongono il sistema di Saturno non è completa ma, a cominciare dal marzo 2015, l'inclinazione dell'orbita della sonda permetterà di ottenere i dati mancanti. Verranno compiuti dei flyby ravvicinati (da 10.000 a 100.000 km di distanza) delle lune. Due sorvoli estremamente ravvicinati con Dione verranno eseguiti il 16 giugno e il 17 agosto 2015.
La Cassini ha scoperto delle strutture, all'interno degli anelli, che sono stati chiamati 'Propeller', corpi a metà strada fra le piccole lune e gli oggetti che compongono gli anelli. Poterli studiare più da vicino ci permetterà di comprendere meglio come il nostro Sistema Solare si è modificato da un disco disorganizzato ai pianeti.
Per comprendere meglio gli anelli la Cassini, nel suo avvicinamento graduale al pianeta, eseguirà, il 26 novembre 2016, un sorvolo a soli 10.000 km dall'anello F. Questo permetterà di eseguire, per la prima volta, una misurazione radar del materiale che compone l'anello dalla quale ricavare la loro massa.
Ma non è finita, perché il 22 aprile 2017, l'ultimo sorvolo di Titano sparerà la sonda fra l'anello D e il pianeta con Cassini che sorvolerà a solo 4.000 km la coltre di nubi del pianeta gigante. Questa parte della missione, chiamata 'proximal orbit' ma ora ribattezzata 'Grand Finale' prevede 20 orbite sempre più ravvicinate che si concluderanno, il 15 settembre 2017, con l'entrata distruttiva all'interno dell'atmosfera di Saturno.
Quel giorno segnerà la fine della missione ma non sarà una giornata triste perché dovremo celebrare i successi raggiunti. Il giorno veramente triste sarà un mese o due più tardi quando anche la missione Juno arriverà a completamento e dal quel momento, per la prima volta dagli anni '70 la Terra non avrà nessuna missione attiva ad esplorare i pianeti giganti. E non vi sono nemmeno missioni in preparazione. I Voyager e la New Horizons saranno (speriamo!) ancora attive oltre Nettuno, ma Giove, Saturno, Urano e Nettuno saranno visibili solo con i telescopi da Terra.
Anche questa è una delle importanti ragioni per le quali Cassini doveva riuscire ad essere finanziata fino al termine della missione prevista.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: NASA/JPL) la sonda Cassini nel sistema di Saturno. Nella foto in alto (Credit: NASA/JPL/SSI) uno dei 'Propeller' scoperti all'interno dell'anello A di Saturno.

Fonte: Emily Lakdawalla blog

04/09/2014 - La sonda indiana MOM si trova a soli 20 giorni da Marte -

La prima sonda indiana destinata a esplorare Marte, la MOM (Mars Orbiter Mission), o più informalmente Mangalyaan, si trova a meno di 6 milioni di km dal Pianeta Rosso.
Il suo arrivo a Marte è previsto per il 24 settembre prossimo quando verrà eseguita la decisiva operazione di inserzione orbitale (MOI-Mars Orbit Insertion). In quel momento, il suo motore a propellente liquido, rimasto spento per 297 giorni, dovrà riaccendersi per frenare la sonda e farla entrare in orbita attorno al Pianeta Rosso. La velocità del veicolo spaziale è, al momento, di 22,33 km/sec e tutti gli strumenti a bordo della sonda sono in buone condizioni.
La MOM si trova ad oltre 200 milioni di km dalla Terra e le trasmissioni radio impiegano una ventina di minuti a raggiungere la sonda e tornare indietro.
A bordo del veicolo spaziale si trovano cinque strumenti scientifici, del peso totale di 15 kg, per lo studio di Marte: un fotometro Lyman Alpha (LAP), un sensore per il Metano MSM), un analizzatore di composizione atmosferica (MENCA), una fotocamera a colori (MCC) e uno spettrometro termico infrarosso (TIS).
Nella foto di copertina (Credit: ISRO) la sonda MOM prima del lancio, avvenuto lo scorso 5 novembre dalla base di lancio Satish Dhawan, a Sriharikota, per mezzo del razzo vettore PSLV-C25.

Fonte: ISRO

04/09/2014 - La Cina mette in orbita due satelliti con lo stesso razzo -

Un razzo vettore Lunga Marcia-2D (CZ-2D) con a bordo il satellite Chuangxin-1-04, è decollato dalla rampa di lancio LC43/603 del Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan, nel nord-ovest della Provincia cinese del Gansu, il 4 settembre 2014.
La Cina ha immesso con successo in orbita due satelliti con un solo razzo partito alle 8:15 a.m. di giovedì ora di Pechino (le 2:15 ora italiana).
Uno dei satelliti, designato Chuangxin-1-04, è progettato per raccogliere e trasmettere dati sull'idrologia, il tempo, l'energia elettrica e il recupero dai disastri. L'altro è un 'satellite intelligente', chiamato Ling Qiao, che condurrà esperimenti di comunicazioni multimediali per la Tsinghua University.
Quello di oggi è stato il quarto lancio orbitale di un vettore CZ nel 2014, il 21esimo complessivo per la versione CZ-2D e il 52esimo globale, il 50esimo a concludersi con successo.
Nella foto di copertina (Credit: Xinhua) il vettore Lunga Marcia-2D in volo.

Fonti: Xinhua - Space Launch Report

03/09/2014 - Domenica un piccolo asteroide sfiorerà la Terra -

Un piccolo asteroide, designato 2014 RC, sfiorerà senza pericoli la Terra domenica 7 settembre. Al momento del massimo avvicinamento, secondo i calcoli più aggiornati, saranno le 18:18 UTC (le 20:18 ora italiana) e l'asteroide sarà sopra la Nuova Zelanda. Dalla sua luminosità riflessa gli astronomi hanno stimato che l'asteroide sia grande circa 20 metri.
L'asteroide 2014 RC è stato scoperto inizialmente la notte del 31 agosto dal Catalina Sky Survey, vicino a Tucson, Arizona, e rilevato indipendentemente la notte seguente dal telescopio Pan-STARRS 1, che si trova sulla sommità di Haleakalā, a Maui, nelle Hawaii. Entrambi hanno riportato la loro osservazione al Minor Planet Center di Cambridge, Massachusetts. Ulteriori osservazioni successive del Catalina Sky Survey e del telescopio da 2,2 metri dell'Università delle Hawaii a Mauna Kea hanno confermato l'orbita di 2014 RC.
Al momento del massimo avvicinamento, 2014 RC si troverà approssimativamente a un decimo della distanza che separa il centro della Terra dalla Luna, circa 40.000 km. La magnitudine apparente dell'asteroide in quel momento sarà di circa 11,5 rendendolo invisibile ad occhio nudo. Tuttavia gli astrofili con piccoli telescopi potrebbero catturare il suo rapido movimento di questo asteroide vicino alla Terra.
L'asteroide passerà appena sopra l'anello di satelliti geosincroni di comunicazioni e meteo che orbitano a 36.000 km sopra la superficie del pianeta. Mentre il corpo celeste non sembra creare nessuna minaccia per la Terra o i suoi satelliti, questo avvicinamento fornisce un'opportunità unica per gli studiosi di osservare e imparare qualcosa di più sugli asteroidi.
Sebbene questa volta 2014 RC non colpirà la Terra, la sua orbita lo riporterà in futuro nelle vicinanze del nostro pianeta. Il movimento futuro dell'asteroide verrà monitorato con attenzione ma al momento non sono state identificati avvicinamenti minacciosi alla Terra.
Per una vista eliocentrica dell'orbita dell'asteroide 2014 RC, rispetto alla Terra e gli altri pianeti, visita: http://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi?sstr=2014+RC&orb=1.
Nel tracciato di copertina (Credit: NASA/JPL-Caltech) la traiettoria dell'asteroide 2014 RC.

Fonte: NASA

02/09/2014 - Putin approva lo sviluppo del razzo super-pesante da 150 tonnellate di carico -

Martedì, il vice primo ministro russo Dmitry Rogozin, ha detto che il Presidente della Russia, Vladimir Putin ha approvato lo sviluppo del razzo super-pesante con una capacità di carico fino a 150 tonnellate.
"Mi è stato detto oggi che il presidente ha dato la sua approvazione preliminare per iniziare questo lavoro (sulla creazione di razzi super-pesanti). Ciò significa che dopo lo sviluppo di tutta la serie di razzi leggeri, medie e pesanti del vettore Angara, passeremo alla creazione di razzi vettori di una classe completamente nuova: non solo con capacità di carico di 7, 15, o 25 tonnellate, ma da 120 a 150 tonnellate", ha detto Rogozin.
I razzi super-pesanti sono necessari per inviare veicoli spaziali oltre l'orbita terrestre.
Il vice primo ministro ha anche osservato che l'avvio immediato del progetto è fondamentale anche se il progetto non è ancora stato predisposto ed approvato dal Presidente e dal governo.
"Non possiamo stare senza razzi super-pesanti. Dobbiamo iniziare la costruzione di questi complessi per il 2020." ha proseguito Rogozin.
Secondo i rapporti precedenti, un progetto per costruire un nuovo razzo vettore super-pesante è stato incluso nel nuovo progetto del programma federale spaziale (FSP) per il periodo 2015-2025, ma il programma non è ancora stato approvato. Si prevede che il progetto sarà attuato in due fasi. La prima fase comprende la costruzione di un razzo capace di sollevare dalle 70 alle 80 tonnellate. La seconda, la costruzione di un razzo vettore capace di sollevare da 100 a 120 tonnellate in orbita bassa terrestre.
Il Rocket and Space Corporation "Energia", il Khrunichev Space Center e Rocket Space Center "Progress" sono stati tutti interpellati per essere coinvolti nella realizzazione del progetto.
Il razzo modulare Angara è in corso di sviluppo e arriverà in diverse versioni, la più potente potrà portare 35 tonnellate in orbita.
Nella foto di copertina (Credit: RIA Novosti/Sergei Mamontov) il vice primo ministro russo Rogozin.

Fonti: RIA Novosti - Spacedaily

Nella foto (Credit: NASA) Swanson, Skvortsov e Artemyev all'interno della Soyuz per il controllo delle tute Sokol.

02/09/2014 - L'equipaggio della Stazione alle prese con scienza e partenze -

Il Comandante di Spedizione 40, Steve Swanson della NASA e i suoi cinque colleghi Ingegneri di Volo hanno affrontato martedì una serie di esperimenti scientifici e supportato un aggiornamento dei computer della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), e il tutto mentre si preparavano per il viaggio della prossima settimana che riporterà sulla Terra metà dell'equipaggio dopo quasi sei mesi nello spazio.
Swanson ha iniziato la giornata lavorativa settando alcuni dosimetri acustici che lui e il cosmonauta Max Suraev indosseranno per registrare il livello di rumore al quale saranno esposti nelle prossime 24 ore.
Il comandante è poi passato allo studio Skin B testando sul suo braccio diversi attrezzi dermatologici. Skin B studia l'invecchiamento accelerato della pelle che sembra colpire durante i voli spaziali. I risultati di questo studio miglioreranno la comprensione dei meccanismi dell'invecchiamento della pelle fornendo un'interessante approfondimento sui processi di invecchiamento di tessuti simili del corpo umano.
Dopo di questo, Swanson ha raggiunto i cosmonauti Alexander Skvortsov e Oleg Artemyev all'interno della loro Soyuz TMA-12M attraccata al Mini-Research Module 2 'Poisk' per condurre controlli di tenuta delle tute di lancio e rientro Sokol che i tre indosseranno per il ritorno sulla Terra. Swanson, Skvortsov e Artemyev si sganceranno dalla stazione il 10 settembre alle 7:02 p.m. EDT (le 1:02 ora italiana dell'11 settembre) per un atterraggio assistito dal paracadute nelle steppe del Kazakhstan meno di 3 ore e mezza dopo. I tre si trovano a bordo della stazione fin dallo scorso 27 marzo.
Con un occhio alla partenza, Skvortsov e Artemyev hanno inoltre trascorso del tempo nella mattinata per condurre alcuni esercizi preliminari con il Lower Body Negative Pressure. I due cosmonauti hanno indossato a turno uno speciale abbigliamento che simula gli effetti della gravità facendo scendere i fluidi verso la metà inferiore del corpo. Oltre al condizionamento dei cosmonauti per il loro ritorno a casa, quest'attrezzatura fornisce ai ricercatori russi i dati che permettono di prevedere come i cosmonauti reagiranno alla completa forza di gravità della Terra al termine della loro missione.
L'astronauta Reid Wiseman della NASA ha iniziato la sua giornata trasferendo alcune immagini dall'ultima sessione della versione canadese del Binary Colloidal Alloy Test, o BCAT-C1, e riposto l'attrezzatura. I risultati di questo studio sui colloidi - una miscela di piccole particelle distribuite in un liquido - aiuteranno gli scienziati dei materiali a sviluppare nuovi prodotti di consumo con proprietà uniche e maggiore durata.
Dopo di questo, Wiseman, ha spacchettato alcuni hard disk già caricati arrivati per mezzo del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV-5) dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e li ha installati all'interno di alcuni computer portatili. Il team al suolo ha iniziato la transizione dei computer di comando e controllo della stazione.
Suraev ha intanto inizializzato alcune bolle dosimetro di Matryoshka e le ha passate all'astronauta Alexander Gerst dell'ESA, che le ha installate nel nodo Harmony dove serviranno per misurare il livello di radiazioni nell'ambiente a bordo della stazione per lo studio RaDI-N.
Dopo di questo Gerst ha parlato con i giornalisti della RTL-TV di Colonia, in Germania, dando agli spettatori del suo Paese un'aggiornamento della missione.
Dopo la pausa pranzo, Swanson ha preparato il Portable Pulmonary Function System per la sessione Sprint VO2max che lui e Wiseman condurranno questa settimana. L'esperimento Sprint misura l'utilità degli esercizi fisici a bassa intensità, basso volume, per minimizzare la perdita di massa muscolare e densità ossea che avviene durante il volo spaziale. I membri dell'equipaggio della Stazione lavorano circa 2 ore e mezza ogni giorno e il team di Sprint cerca ogni modo per ridurre il tempo totale trascorso nel fare esercizi mantendo però l'equipaggio in forma.
Durante i preparativi dell'attrezzatura di Sprint, un ritardo di 50 secondi è stato aggiunto nella rete di comunicazione fra Swanson e il team di terra. L'esperimento Communications Delay Assessment simula il ritardo nelle comunicazioni che esisterà fra la Terra e un veicolo in missione nello spazio profondo.
Intanto Wiseman ha continuato a sostituire gli hard disk dei computer per aggiornarli e settando le attrezzature per un altro esperimento sui colloidi, il Binary Colloidal Alloy Test-Kinetics Platform.
Wiseman e Swanson hanno poi fatto una pausa per parlare con gli studenti riuniti presso lo INFINITY Science Center, che è il centro visitatori associato allo Stennis Space Center della NASA in Mississippi.
Gerst ha completato la sua giornata preparando un bracciale monitor e altro hardware per l'esperimento ENERGY a cui parteciperà questa settimana. Nel tentativo di contribuire alla salute dell'equipaggio e alle prestazioni, nonché per garantire che i membri dell'equipaggio stiano ottenendo la giusta quantità di cibo ed esercizio fisico, i ricercatori stanno misurando quanta energia gli astronauti utilizzano durante le loro missioni spaziali e rilevano le modifiche nel loro bilancio energetico.
Intanto, nel lato russo del complesso, Suraev si è concentrato sulle attività di routine compresa la manutenzione del sistema di supporto vitale nel modulo di servizio Zvezda.
Skvortsov e Artemyev hanno trascorso il loro pomeriggio sistemando le tute Sokol e i guanti che loro e Swanson indosseranno. Inoltre i due hanno anche impacchettato delle cose per il ritorno sulla Terra con la loro Soyuz.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) una spettacolare foto della Terra scattata dall'Ingegnere di Volo Wiseman, della NASA. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) Swanson, Skvortsov e Artemyev all'interno della Soyuz per il controllo delle tute Sokol.

Fonte: NASA

02/09/2014 - La Boeing prosegue l'aggiornamento del sistema di attracco della Stazione Spaziale -

La Boeing ha iniziato la costruzione di un nuovo sistema di aggancio per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), avendo recentemente completato la revisione critica del progetto per il Docking System Block-1 (NDSB-1) della NASA. In conformità con gli standard International Docking System, l'NSDB-1 sarà compatibile con ogni veicolo spaziale.
"Questo nuovo sistema di attracco è una pietra angolare mentre volgiamo lo sguardo al futuro dell'esplorazione nello spazio profondo," ha detto John Shannon, program manager Boeing per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). "Con questo passo decisivo, il nostro team rimane in perfetto orario per supportare gli attracchi dei veicoli NASA a partire dal 2016."
Il sistema di aggancio comprende un nuovo design che permette ai veicoli spaziali odierni e futuri di collegarsi con la ISS ad uno dei due International Docking Adapters, anch'essi costruiti dalla Boeing. Il sistema comprende anche un tunnel per lo spostamento di uomini e materiali fra i due veicoli.
L'NDSB-1 verrà collegato al nuovo boccaporto progettato per la ISS e chiamato International Docking Adaptor, o IDA. Una volta in orbita il sistema di aggancio darà all'equipaggio di rimanere attraccati alla ISS fino a sette mesi.
La Boeing prosegue inoltre gli studi per futuri aggiornamenti del sistema NDSB-1 per l'opportunità di migliorare altre missioni, compresi i rendezvous con i veicoli di grandi dimensioni dello Space Launch System (SLS).
"Sebbene la Stazione Spaziale sia stata completata da tempo, proseguiamo il miglioramento e l'aggiornamento in supporto alle attuali e future missioni NASA, permettendo così delle ricerche d'avanguardia." dice Shannon.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: Boeing) un veicolo equipaggi commerciale CST-100 della Boeing in avvicinamento per l'attracco con il nuovo sistema NDSB-1 posto sul boccaporto della ISS.

Fonte: Boeing

02/09/2014 - L'Europa investirà un miliardo di Euro nella ricerca metallurgica -

L'industria europea ha deciso di 'premere l'acceleratore' creando il più grande consorzio di ricerca al mondo nel settore della ricerca dei metalli e della produzione. I rappresentanti della stampa sono invitati a venire a conoscere il nuovo programma in una conferenza stampa che si terrà presso il Museo della Scienza di Londra il 9 settembre.
Giustamente chiamato Metallurgia Europa, il programma di ricerca e sviluppo sarà finanziato per la somma di un miliardo di euro in sette anni.
Il programma è stato recentemente selezionato come nuovo progetto Eureka Cluster, ed integrerà le capacità, l'ingegno e l'energia di oltre 170 compagnie e laboratori da oltre 20 Paesi.
Alcune delle più grandi società di ingegneria in Europa hanno unito le forze, tra cui società del calibro di Airbus Group, BP, Siemens, Daimler, Rolls-Royce, BMW, Thales, AvioAero, PSA Group, BAE Systems, Philips, Ruag, Sener, Bombardier, OHB Systems, Linde Group, ESI, Rolex, Richemont, ArcelorMittal, Sandvik, Bruker, SKF, Johnson Matthey, Tata Steel, GKN, Boston Scientific, ThyssenKrupp, Outokumpu, Haldor Topsøe e Fiat tanto per citare solo alcuni tra i principali attori a bordo.
Oltre 60 piccole e medie imprese stanno inoltre collaborando.
L'ESA ed un numero di organizzazioni europee come ESRF (European Synchrotron Radiation Facility), l'Istituto Laue Langevin (ILL), l'EPMA (European Powder Metallurgy Association) ed il CCFE-ITER (Culham Centre for Fusion Energy) stanno inoltre portando innovazione e la propria esperienza unica, a questa iniziativa.
Molte scoperte rivoluzionarie sono attese in questo settore che potrebbero significare miliardi di euro per l'economia europea. Diverse start-up tecnologiche e nuove fabbriche sono già state create in preparazione per la produzione di massa di nuove leghe e prodotti.
"Questo nuovo programma ci permette di entrare nell'era dei metalli high-tech," ha detto il Prof. David Jarvis, Presidente di Metallurgia Europa e Capo delle Tecnologie Emergenti e Strategiche dell'ESA.
"I vertici dell'industria si sono uniti per la prima volta su questo importante argomento, e c’è una sensazione fiduciosa che Metallurgia Europa fornirà molte tecnologie uniche, interessanti e remunerative," ha proseguito il Prof. Jarvis.
Il team ritiene che il programma abbia il potenziale per creare oltre 100.000 nuovi lavori nei settori dei materiali, della produzione e dell'ingegneria.
Nella foto di copertina (Credit: ESA) cristalli di bismuto semi-metallico utilizzati nei componenti termoelettrici.

Fonte: ESA Italia

Nell'illustrazione artistica (Credit: Akihiro Ikeshita/JAXA) Hayabusa 2 sull'asteroide 1999 JU3.

01/09/2014 - Il Giappone vicino al lancio di una sonda per il recupero di campioni di un asteroide -

La sonda Hayabusa 2, in calendario per il lancio questo inverno, verrà inviata all'isola dove si trova la base di lancio alla fine di settembre per gli ultimi preparativi al fine di iniziare la più audace missione esplorativa spaziale mai tentata dal Giappone.
La missione partirà dalla sommità di un vettore H-2A al più presto in dicembre, volerà verso un asteroide che gli scienziati sperano possa essere un resto della genesi del nostro Sistema Solare, calerà un lander costruito in Europa e ritornerà sulla Terra con campioni di rocce extra-terrestri.
La Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) ha rivelato domenica Hayabusa 2 ai media quando è quasi al taglio del traguardo di uno sforzo durato quattro anni per la progettazione, la costruzione e i test del veicolo spaziale.
I funzionari giapponesi non hanno ancora annunciato la data esatta di lancio, ma dicono che la missione potrebbe partire al più presto in dicembre quando vi sarà una stretta finestra con la Terra e l'asteroide obiettivo nella giusta posizione per rendere il viaggio possibile.
Altre finestre di lancio di riserva sono disponibili in giugno e dicembre 2015.
La sonda, ormai quasi completamente assemblata per il volo, completerà presto i suoi test presso il campus Sagamihara della JAXA, nei pressi di Tokio, secondo quanto dichiarato da Hitoshi Kuninaka, project manager di Hayabusa 2.
"Alla fine di settembre, il veicolo spaziale, verrà trasportato a Tanegashima," dice Kuninaka.
Il lancio di Hayabusa 2 sarà il prossimo nella lista dei decolli dal Centro Spaziale di Tanegashima - situato nell'isola di Tanegashima, nell'occidente meridionale del Giappone - dopo il lancio del 7 ottobre del satellite meteorologico Himawari 8.
Una volta che il veicolo spaziale arriverà al sito di lancio, Kuninaka dice che i tecnici installeranno le cariche pirotecniche per questa missione, che includono gli esplosivi per scavare il materiale da sotto la superficie dell'asteroide. Le squadre di tecnici, inoltre, aggiungeranno le batterie di volo e la riforniranno di gas Xenon e di propellente idrazina.
La JAXA ha dichiarato che la missione Hayabusa 2 costerà 28,9 miliardi di Yen, circa 275 milioni di dollari.
Il lancio di Hayabusa 2 segue di quattro anni la missione precedente, la problematica Hayabusa, che tornò sulla Terra con microscopici campioni raccolti sull'asteroide Itokawa.
Gli ingegneri hanno progettato Hayabusa con aggiornamenti per espandere il suo ritorno scientifico e aumentare le possibilità di successo.
Hayabusa 2 è dotata quattro propulsori a ioni alimentati a Xenon per il suo viaggio verso l'asteroide 1999 JU3, un oggetto del diametro di circa un km che i ricercatori pensano sia formato di roccia primitiva resto dell'antico Sistema Solare.
Dopo un sorvolo della Terra alla fine del 2015 per prendere una spinta gravitazionale, la sonda del peso di 600 kg, arriverà a 1999 JU3 nel giugno 2018 e ruoterà attorno all'asteroide per circa 18 mesi.
Una volta giunta a 1999 JU3, Hayabusa 2, osserverà il sasso con una serie di strumenti, comprese le fotocamere, uno spettrometro, e un altimetro per mappare il suolo.
La sonda rilascerà un piccolo rover giapponese chiamato MINERVA che salterà sulla superficie dell'asteroide e il lander MASCOT, sviluppato dalla DLR, l'agenzia spaziale tedesca.
Hayabusa aveva trascorso circa tre mesi ad esplorare Itokawa, un asteroide grande circa la metà di 1999 JU3.
La destinazione di Hayabusa 2 è un mondo in miniatura differente da Itokawa. L'asteroide 1999 JU3 è di tipo 'C', una classificazione nella quale rientrano gli oggetti primitivi fatti di materiali organici e idratati.
Itokawa invece era un asteroide di tipo 'S' composto di roccia e metalli riscaldati e modificati nel corso della storia, lunga 4,5 miliardi di anni, del Sistema Solare, che causa ai materiali la perdita dei marcatori chimici lasciati all'alba del Sistema Solare.
Gli scienziati si attendono che i campioni raccolti da Hayabusa 2 possano svelare una fase iniziale tumultuosa della formazione del Sistema Solare, compresi i blocchi base della vita come gli aminoacidi.
Hayabusa 2 raccoglierà tre campioni da 1999 JU3, compreso il materiale fatto saltare da sotto la superficie dell'asteroide grazie ad un impattatore esplosivo rilasciato dalla nave madre.
A secondo del tipo di struttura delle rocce di 1999 JU3, Hayabusa 2 sarà in grado di prelevare da uno a diversi grammi di campioni.
Dopo i tre avvicinamenti per acquisire i campioni, Hayabusa 2 lascerà l'asteroide nel dicembre 2019 e rilascerà una capsula di rientro contenente i preziosi campioni, nell'atmosfera terrestre nel dicembre 2020.
Nella foto di copertina (Credit: JAXA/Koumei Shibata) la Hayabusa 2 quasi completata. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: Akihiro Ikeshita/JAXA) Hayabusa 2 sull'asteroide 1999 JU3.

Fonti: Spaceflight Now - Emily Lakdawalla blog

01/09/2014 - Un nuovo sito in Australia per tracciare i detriti orbitali -

Grazie ad un nuovo accordo strategico di cooperazione la Lockheed Martin e la Electro Optic System Pty Ltd stanno sviluppando un nuovo sito, per il tracciamento degli oggetti spaziali, nell'Australia Occidentale che fornirà un'immagine più dettagliata dei detriti spaziali sia per i clienti governativi che per quelli commerciali.
Il sito utilizzerà una combinazione di laser e sistemi ottici sensibili come quelli dei telescopi per tracciare e caratterizzare gli oggetti e i detriti creati dall'Uomo. Le tecnologie elettro-ottiche permetteranno di zoomare su specifici oggetti come complemento ai sistemi basati sui radar come lo Space Fence dell'U.S. Air Force che spazzerà il cielo e potrà seguire 200.000 oggetti.
Sviluppati su sensori e software avanzati, il nuovo sito si concentrerà su specifici oggetti e determinerà quanto velocemente si muovono, in quale direzione stanno ruotando e di che cosa sono fatti.
"Le valutazioni della situazione spaziale dal suolo stanno assumendo un'importanza sempre maggiore per i governi e le organizzazioni commerciali di tutto il mondo che hanno la necessità di proteggere i propri investimenti nello spazio," ha detto Rick Ambrose, vice presidente esecutivo dei Sistemi Spaziali della Lockheed Martin.
"Grazie a questo accordo con la Electro Optic System potremo offrire ai nostri clienti una chiara immagine degli oggetti che possono mettere a rischio i loro satelliti, e nel farlo con una grande precisione ed efficacia nei costi."
"La collaborazione con la Lockheed Martin aiuta entrambe le organizzazioni a stabilire una rete globale di sensori spaziali, mentre simultaneamente incrementeremo il mercato raggiunto nei servizi dati dei partner," ha detto Ben Greene, Funzionario capo esecutivo della Electro Optic System.
"Noi consideriamo la collaborazione strategica con la Lockheed Martin un passo principale verso il raggiungimento della massa critica di sensori, dati e servizi, tutti quanti sono cruciali nel fornire un'immagine dettagliata e facilmente utilizzabile delle informazioni sui detriti spaziali."
La Electro Optic System sviluppa e produce una vasta gamma di tecnologie spaziali compresi telescopi e direttori di fascio. Essi sono anche i più grandi produttori di telescopi ottici del mondo, e attualmente operano presso lo Space Research Center, una struttura di inseguimento laser satellitare, presso Monte Stromlo, nell'Australian Capital Territory.
Nell'illustrazione artistica di copertina (Credit: ESA) i satelliti e i detriti più grandi in orbita bassa terrestre.

Fonte: Spacedaily

01/09/2014 - Rientrato il Foton-M4, tutti i gechi sono morti -

Oggi alle 13:18 ora di Mosca (le 11:18 ora italiana) è atterrata, nella zona prestabilita della regione di Orenburg, in Russia, la capsula Foton-M4.
Dopo l'estrazione degli oggetti biologici dalla capsula per effettuare una valutazione iniziale, si è constatato che le mosche Drosophila hanno sopportato bene il volo spaziale e sono sopravvissute sviluppandosi e crescendo. Purtroppo invece tutti e cinque i gechi sono deceduti. Le cause della morte dovranno essere ora studiate dagli esperti.
Attualmente le attrezzature scientifiche con gli esperimenti imbarcati sulla capsula vengono preparati per il loro trasporto agli istituti di ricerca e i laboratori sparsi per la Russia. Oltre 100 militari del personale del TsVO (Distretto Centrale Militare) hanno partecipato alle operazioni di recupero assieme con dieci elicotteri Mi-8 e un aereo Antonov An-26.
Il satellite, lanciato lo scorso 19 luglio dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, avrebbe dovuto raggiungere un'orbita alta 575 km ma, a causa di un problema con il motore di bordo del Foton-M4 l'orbita reale era stata più bassa e, invece dei 60 giorni di missione programmati era stato deciso un accorciamento a 44 giorni.
A bordo decine di esperimenti biologici ma anche sulla crescita di cristalli semiconduttori nell'ambiente di microgravità.
Il primo satellite di questa serie venne lanciato nel 1985 e funzionò per 13 giorni. Nel 2005, il Foton-M2 trasportò in orbita circa 20 esperimenti scientifici per la Russia e l'Europa. Il satellite successivo, il Foton-M2, il cui lancio avvenne nel 2007, ospitava 45 esperimenti fra russi e di altre nazioni.
Nella foto di copertina (Credit: Roscosmos) la capsula Foton-M4 dopo l'atterraggio.

Fonti: Roscosmos - Russia Space Web

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