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Notiziario 2017 - aprile

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In questa pagina troverete le ultime notizie dal mondo dell'astronautica del mese di aprile 2017. Assieme alla notizia anche il link originale da dove è stata tratta. Qui sotto ho inserito una ricerca interna Google su tutto il sito.

Qui le ultime notizie dal mondo dell'astronautica di marzo 2017.
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28/04/2017 - Anna Fisher, prima mamma nello spazio, lascia la NASA -

Anna Lee Tingle Fisher, un membro della prima classe di astronauti NASA che comprendeva donne e la prima mamma a volare nello spazio, è andata in pensione dopo oltre tre decenni di servizio nell'agenzia spaziale americana.
Anna è nata il 24 agosto 1949 a St. Albans, New York, si sposò con il futuro astronauta William Frederick Fisher nel 1977 con il quale ebbe due figli e dal quale divorziò nel 2000. Anna aveva ottenuto una laurea in chimica e medicina presso l'Università della California e svolse anche il lavoro di medico di emergenza negli ospedali di Los Angeles. Venne selezionata nel Gruppo 8 di astronauti NASA il 16 gennaio 1978. Di questo numeroso gruppo, 35 astronauti, vi erano le prime sei donne. Fisher fu la prima astronauta a diventare mamma, nel 1983.
Nell'agosto 1979, Anna completò il primo anno di valutazione ed addestramento, diventando candidabile come Specialista di Missione per lo Space Shuttle. Dopo aver svolto diversi compiti di preparazione ai primi voli Shuttle, venne assegnata come medico a bordo dell'elicottero di recupero in caso di procedure di emergenza. La Fisher svolse il ruolo di CAPCOM (COMunicatore con la CAPsula) per la missione STS-9.
Fisher venne assegnata come Specialista di Missione di STS-51A, lanciata dal Kennedy Space Center, l'8 novembre 1984. Si trattava del secondo volo dell'orbiter Discovery. Durante la missione l'equipaggio rilasciò due satelliti per telecomunicazioni e ne recuperò altrettanti che riportò sulla Terra. STS-51A completò 127 orbite prima di rientrare al KSC il 16 novembre 1984. Con il completamento del volo Fisher raggiunse un totale di 192 ore nello spazio.
In seguito Fisher venne assegnata, sempre come Specialista di Missione ad STS-61H, prima dell'incidente del Challenger. Dopo l'incidente ebbe degli incarichi presso l'Ufficio Astronauti, occupandosi anche di far parte degli esaminatori della classe astronauti 1987. Inoltre Fisher servì anche part-time nella sezione che si è occupata delle operazioni per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Dal 1989 al 1995 rimase con la sua famiglia per tornare alla NASA nel 1996. Dal 1996 al 2002, durante le prime fasi di costruzione della ISS, è stata a capo della branca Space Station. Dal gennaio 2011 all'agosto 2013 Fisher ha svolto il ruolo di CAPCOM per la ISS lavorando presso il Mission Control Center ed è stata capo CAPCOM per Spedizione 33. Negli ultimi tempi alla NASA si è occupata dello sviluppo degli schermi per la capsula Orion ed al supporto dei carichi utili europei per l'integrazione con la ISS.
Nella foto (Credit: NASA) Anna Lee Tingle Fisher in un'immagine del 2002.

Fonti: NASA Twitter / NASA/JSC bio / Wikipedia

28/04/2017 - Passo avanti per Solar Orbiter -

Importante tappa, quella odierna, per la missione dell’Agenzia Spaziale Europea, Solar Orbiter, il cui lancio è previsto per la fine del 2019.
Thales Alenia Space, joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%, ha infatti annunciato oggi il completamento dello scudo termico realizzato per conto di Airbus Defence and Space e la consegna dello strumento Metis (Multi Element Telescope for Imaging and Spectroscopy) dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Solar Orbiter investigherà in dettaglio i principali fenomeni legati al Sole ed alla corona solare. Inserito nell’orbita ellittica intorno al Sole, questo satellite così avanzato osserverà per la prima volta il Sole e il suo ambiente circostante ad una distanza molto ravvicinata Terra-Sole, inferiore alla distanza dal Sole del pianeta Mercurio.
Solar Orbiter ospiterà dieci strumenti scientifici, tra cui Metis, promosso da un consorzio scientifico internazionale a guida INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, prodotto Thales Alenia Space Italia in consorzio con la società OHB Italia. Per la prima volta questo strumento innovativo produrrà immagini della corona solare ad alta risoluzione in luce visibile polarizzata e nell’ultravioletto. Queste informazioni acquisite da Metis permetteranno agli scienziati di caratterizzare completamente due delle più importanti componenti del plasma della corona solare e del 'vento solare' (elettroni e protoni) e di rispondere a questioni fondamentali sull’origine e sui meccanismi di riscaldamento ed accelerazione del 'vento solare', l’origine delle particelle energetiche del Sole, nonché l’eruzione e la prima evoluzione della massa delle eruzioni coronali.
Lo scudo termico sarà spedito verso il centro ESA IABG, in Germania, dove saranno eseguite le prove finali di termo-meccanica. La sfida tecnologica dello scudo consiste proprio nella sua funzione, quella di proteggere il satellite dalla intensissima radiazione solare presente ad una distanza cosi ravvicinata, creando un ambiente termico favorevole ad operare la strumentazione di bordo. Le sue dimensioni sono tali da mantenere in ombra tutto il satellite, irradiando il calore accumulato verso lo spazio profondo. In particolare, lo strato più esterno in Titanio è progettato per resistere a temperature fino a 600 ºC.
Nel 2010 intervistammo il Prof. Marco Velli che lavora sia alla missione Solar Orbiter di ESA che Solar Probe Plus di NASA.
Nella foto (Credit: Thales Alenia Space) lo strumento METIS (Multi-Element Telescope for Imaging and Spectroscopy) negli stabilimenti Thales Alenia Space.

Fonti: ASI - Redazione / Thales Alenia Space

Nell'immagine artistica (Credit: NASA) il telescopio spaziale Spitzer.

27/04/2017 - Scoperto un pianeta coperto di ghiaccio -

Gli scienziati hanno scoperto un nuovo pianeta, con la massa della Terra, che orbita attorno alla propria stella alla stessa distanza della Terra dal Sole.
Il pianeta è, molto probabilmente, troppo freddo per poter ospitare forme di vita come noi le conosciamo, dato che la sua stella è molto debole. Ma la scoperta aggiunge agli scienziati la comprensione dei diversi tipi di sistemi planetari che esistono oltre al nostro.
"Questo pianeta 'palla di neve' è quello con la massa minore scoperto grazie alla tecnica chiamata 'microlensing' (micro-obiettivo, ndt)," dice Yossi Shvartzvald, un borsista postdottorato presso il JPL della NASA, a Pasadena, California, e principale autore di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Astrophysical Journal Letters.
La tecnica del microlensing facilita la scoperta di oggetti distanti utilizzando le stelle di sfondo come fossero delle torce. Quando una stella passa esattamente di fronte ad una stella brillante sullo sfondo, la gravità della stella in primo piano concentra la luce della stella di sfondo, facendola apparire più luminosa. Un pianeta che orbita attorno alla stella sullo sfondo potrebbe causare un'ulteriore aumento di luminosità della stella. In questo caso questo spunto di luminosità potrebbe durare alcune ore. Questa tecnica ha permesso di scoprire i più distanti esopianeti, e permette di captare pianeti con massa inferiore che sono sostanzialmente più lontani dalla loro stella che la Terra dal nostro Sole.
Il nuovo pianeta scoperto, chiamato OGLE-2016-BLG-1195Lb, aiuta gli scienziati nella loro ricerca per la comprensione della distribuzione dei pianeti nella nostra galassia. Una domanda ancora aperta è se vi è una differenza nella frequenza dei pianeti nel nucleo centrale della Via Lattea rispetto a quelli che si trovano nel disco, la regione schiacciata che circonda il centro. OGLE-2016-BLG-1195Lb è situata nel disco, dove altri due pianeti sono stati precedentemente scoperti attraverso il microlensing grazie al Telescopio Spaziale Spitzer della NASA.
"Sebbene abbiamo solo una manciata di sistemi planetari con distanze ben determinate che si trovano molto oltre il nostro Sistema Solare, la mancanza di scoperte di Spitzer nel nucleo suggerisce che i pianeti potrebbero essere meno comuni verso il centro della nostra galassia piuttosto che nel disco," dice Geoff Bryden, astronomo presso il JPL e co-autore dello studio.
Per questo nuovo studio, i ricercatori sono stati allertati da i primi eventi di microlensing attraverso l'osservazione compiuta grazie all'Optical Gravitational Lensing Experiment (OGLE) con base al suolo, gestito dall'Università di Varsavia, in Polonia. Gli autori dello studio hanno quindi utilizzato il Korea Microlensing Telescope Network (KMTNet), gestito dall'Istituto Coreano di Scienze Spaziali ed Astronomia e Spitzer, per seguirne gli eventi dalla Terra e dallo Spazio.
KMTNet comprende tre telescopi a largo campo: uno in Cile, uno in Australia ed uno in Sud Africa. Quando gli scienziati del team Spitzer hanno ricevuto l'allerta di OGLE, hanno compreso il potenziale per una scoperta planetaria. L'evento di microlensing è stato dato solo un paio di ore prima che gli obiettivi settimanali di Spitzer venissero impostati, ma ci sono riusciti. Con KMTNet e Spitzer che osservavano l'evento gli scienziati avevano due punti di vista dai quali studiare l'oggetto coinvolto, così come due paia di occhi separati da grandi distanza. Avendo i dati da questi due punti prospettici diversi ha permesso di scoprire il pianeta con il KMTNet e calcolare la massa della stella e del pianeta utilizzando i dati di Spitzer.
"Siamo stati in grado di conoscere i dettagli di questo pianeta grazie alla sinergia fra KMTNet e Spitzer," ha dichiarato Andrew Gold, professore emerito di astronomia presso la Ohio State University di Columbis, co-autore dello studio. Sebbene OGLE-2016-BLG-1195Lb abbia circa la stessa massa della Terra e la distanza della propria stella sia simile a quella della Terra dal Sole, le somiglianze finiscono qui. OGLE-2016-BLG-1195Lb si trova a quasi 13.000 anni luce ed orbita attorno ad una stella molto piccola, e gli scienziati non sono nemmeno sicuri si tratti proprio di una stella. Potrebbe infatti essere una nana bruna, un oggetto simile ad una stella che però non raggiunge una temperatura sufficiente per generare energia attraverso la fusione nucleare. Questo tipo particolare di stella ha soltanto il 7,8 percento della massa del nostro Sole, giusto al confine fra essere una stella e non esserlo.
In alternativa potrebbe trattarsi di una stella nana ultra-fredda simile a TRAPPIST-1, che Spitzer e telescopi al suolo hanno recentemente portato alla ribalta con la scoperta di sette pianeti di dimensioni terrestri. Questi sette pianeti sono tutti molti vicini a TRAPPIST-1, anche più vicini delle orbite di Mercurio con il Sole, e tutti hanno temperature che permettono l'acqua liquida in superficie. Ma OGLE-2016-BLG-1195Lb, alla distanza della Terra dal Sole, con una stella molto debole, sarebbe estremamente freddo - probabilmente più freddo di Plutone nel nostro Sistema Solare, e quindi ogni forma di acqua sulla sua superficie potrebbe essere gelata. Un pianeta necessita di orbitare molto più vicino alla propria stella se questa e piccola per ricevere abbastanza luce e calore per mantenere l'acqua liquida in superficie.
I telescopi terrestri disponibili oggi non sono in grado di trovare pianeti più piccoli di questo utilizzando il metodo del microlensing. Un telescopio spaziale molto sensibile sarebbe necessario per scoprire corpi più piccoli durante eventi di microlensing. L'imminente telescopio spaziale WFIRST (Wide Field Infrared Survey Telescope), il cui lancio è previsto nella metà degli anni '20, avrebbe queste capacità.
"Uno dei problemi con la stima di quanti pianeti come questo sono là fuori è che abbiamo raggiunto il limite inferiore della massa del pianeta che possiamo attualmente rilevare con il microlensing," ha detto Shvartzvald. "WFIRST potrà cambiarlo."
Il JPL gestisce la missione Spitzer Space Telescope per la Direzione Missioni Scientifiche di NASA, a Washington. Le operazioni scientifiche sono condotte presso lo Spitzer Science Center di Caltech a Pasadena, in California. Le operazioni del veicolo spaziale sono compiute dalla sede della Lockheed Martin Space Systems Company, a Littleton, in Colorado. I dati vengono archiviati presso l'Archivio Infrarossi di Architettura alloggiati presso il Centro di elaborazione e analisi ad infrarossi del Caltech. Il Caltech gestisce il JPL per la NASA. Per ulteriori informazioni su Spitzer, visitare: http://spitzer.caltech.edu/ oppure http://www.nasa.gov/spitzer.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) il pianeta OGLE-2016-BLG-1195Lb scoperto con la tecnica del microlensing. Nell'immagine artistica a sinistra (Credit: NASA) il telescopio spaziale Spitzer.

Fonti: NASA - Elizabeth Landau E Tony Greicius / Media INAF - Elisa Nichelli

27/04/2017 - Tianzhou-1 ha completato il rifornimento di propellente -

Il veicolo cargo cinese Tianzhou-1 ed il laboratorio spaziale Tiangong-2 hanno completato la loro prima operazione di rifornimento orbitale il 7:07 p.m. ora di Pechino (le 13:07 italiane), un altro successo della missione Tianzhou-1.
Padroneggiare le tecniche di rifornimento nello spazio aiuterà il Paese a costruire la prima stazione spaziale permanente. La Cina è il terzo Paese, dopo Russia e Stati Uniti, a padroneggiare la tecnica di rifornimento orbitale. La procedura di rifornimento orbitale, tenuta sotto controllo da parte dei tecnici sulla Terra, è durata circa cinque giorni. Un secondo test di rifornimento nello spazio verrà condotto a giugno.
Il Tianzhou-1, primo veicolo cargo automatico della Cina, è stato lanciato il 20 aprile dal Centro Spaziale Wenchang, che si trova nella provincia meridionale di Hainan, Cina. Esso ha compiuto l'attracco automatico con il laboratorio orbitante Tiangong-2 il 22 aprile.
Nell'immagine (Credit: Xinhua) un rendering digitale del Tianzhou-1 e del Tiangong-2 agganciati assieme.

Fonte: Xinhua

27/04/2017 - La Cina vorrebbe collaborare con l'Europa per la base lunare -

La Cina starebbe discutendo con l'Agenzia Spaziale Europea riguardo la costruzione del Moon Village, la base lunare il cui progetto viene caldamente proposto dal direttore generale dell'ESA, Johann-Dietrich Wörner, fin dal suo insediamento.
La notizia è stata rivelata da Tian Yulong, capo ingegnere dell'Amministrazione Statale per la Scienza, Tecnologia ed Industria e segretario generale della CNSA (China National Space Administration), l'agenzia spaziale cinese, il 24 aprile a Xi'an.
L'esplorazione dello spazio profondo è la chiave dello sviluppo spaziale della Cina, ha dichiarato Tian durante la Giornata Spaziale della Cina 2017. Tian ha aggiunto che la missione Chang'e-5, che prenderà il via a fine 2017, permetterà di raggiungere l'obiettivo principale della raccolta di campioni dalla Luna ed il loro rientro sulla Terra. La missione Chang'e-4, nel 2018, atterrerà invece sul lato nascosto della Luna ed esplorerà l'ambiente fisico e le risorse minerarie di quell'area - un risultato senza precedenti nella storia dell'umanità.
Inoltre, Tian ha affermato che il prossimo passo nello sviluppo spaziale della Cina sarà quello di realizzare un veicolo più sicuro, conveniente ed affidabile in modo da poter inviare le persone nello spazio in modo meno costoso. In effetti la Cina ha iniziato lo sviluppo di un veicolo di lancio pesante per stabilire un sistema di trasporto che permetta di raggiungere questi scopi. "Il costo del volo da e per lo spazio deve essere ridotto se vogliamo raggiungere questo scopo. Se il prezzo fosse attorno ai 7.000 Euro per un viaggio, potrebbe essere alla portata delle persone qualsiasi, ed ora stiamo provando a rendere questo una realtà," ha detto Bao Weimin, direttore del comitato scientifico e tecnologico sotto la Corporazione di Scienza e Tecnologia Aerospaziale Cinese.
Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA) un concetto di Moon Village, la base lunare ESA, stampata in 3D.

Fonti: Sputnik News / en.huanqiu.com

Nell'immagine (Credit: NASA) una delle prime immagini di Cassini durante il primo tuffo.

27/04/2017 - Cassini supera il primo tuffo fra Saturno e gli anelli -

La sonda Cassini è tornata in contatto con la Terra dopo il successo del primo 'tuffo' nello stretto spazio fra il pianeta Saturno ed i suoi anelli, compiuto il 26 aprile 2017.
La sonda sta inviando i dati scientifici ed ingegneristici raccolti durante il suo passaggio, attraverso le antenne Deep Space Network del Complesso di Goldstone della NASA, nel deserto Mojave della California. La DSN ha acquisito il segnale di Cassini alle 11:56 p.m. PDT del 26 aprile (le 8:56 italiane del 27 aprile) ed i dati hanno cominciato a fluire circa 10 minuti dopo.
"Nella migliore tradizione dell'esplorazione, la sonda Cassini della NASA ha ancora una volta segnato un percorso, mostrandoci nuove meraviglie e dimostrando dove la nostra curiosità ci permette di arrivare," ha dichiarato Jim Green, direttore delle Divisione Scienze Planetarie presso la sede NASA di Washington. Mentre volava attraverso il divario, Cassini si è avvicinata a circa 3.000 chilometri delle nuvole di Saturno (dove la pressione dell'aria è di 1 bar - paragonabile alla pressione atmosferica della Terra al livello del mare) ed a circa 300 chilometri dal bordo interno più visibile degli anelli.
Sebbene i responsabili della missione fossero fiduciosi che Cassini potesse superare il passaggio con successo, avevano preso comunque delle precauzioni ulteriori per questo primo 'tuffo', dato che questa regione non era mai stata esplorata. "Nessun veicolo spaziale era mai stato così vicino a Saturno finora. Potevamo basarci soltanto su previsioni, acquisite con la nostra esperienza con gli anelli esterni di Saturno, e di come avrebbe potuto essere questo divario fra gli anelli e Saturno," dice Earl Maize, Cassini Project Manager presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California. "Sono felicissimo di segnalare che Cassini ha attraversato il divario proprio come previsto ed è spuntata dall'altra parte in forma eccellente."
Il divario fra gli anelli e la parte superiore dell'atmosfera di Saturno è largo appena 2.000 km. I migliori modelli per quella regione suggerivano che, se vi fossero state presenti particelle nell'area dove Cassini doveva attraversare il piano degli anelli, essi sarebbero stati piccoli, sulla scala di particelle di fumo. La sonda è sfrecciata attraverso questa regione alla velocità di circa 124.000 km/h relativa al pianeta, con la quale anche particelle piccole, colpendo un'area delicata potevano potenzialmente mettere fuori uso la sonda.
Come misura protettiva, la sonda ha utilizzato la sua grande, antenna parabolica ad alto guadagno (di 4 metri di diametro) come scudo, orientandola nella direzione di arrivo delle particelle degli anelli. Questo però ha significato che la sonda non è stata in collegamento con la Terra durante il passaggio nel piano degli anelli, che è avvenuto alle 2 a.m. PDT (le 11 italiane) del 26 aprile. Cassini era programmata per raccogliere dati scientifici mentre si trovava vicino al pianeta e poi riposizionarsi verso la Terra per riprendere i contatti circa 20 ore dopo il passaggio.
Il prossimo tuffo di Cassini attraverso il divario è previsto per il 2 maggio.
Lanciata nel 1997, Cassini è arrivata a Saturno nel 2004. Dopo il suo ultimo sorvolo della grande luna Titano, il 22 aprile, Cassini ha iniziato i piani di missione che chiamano la sua "Grand Finale". Durante questo capitolo finale, Cassini si avvicina a Saturno circa una volta alla settimana, facendo così un totale di 22 tuffi tra gli anelli ed il pianeta. I dati di questo primo tuffo aiuteranno gli ingegneri a capire se e di cosa avranno bisogno per proteggere la nave spaziale sui suoi futuri incroci anulari. La sonda è in una traiettoria che finirà per portarla ad immergersi nell'atmosfera di Saturno - concludendo la missione di Cassini - il 15 settembre 2017.
Ulteriori informazioni sul Grand Finale di Cassini, comprese immagini e video, sono disponibili a: https://saturn.jpl.nasa.gov/grandfinale.
La missione Cassini/Huygens è un progetto in collaborazione fra NASA, ESA ed Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, gestisce la missione per lo Science Mission Directorate della NASA di Washington. Il JPL ha progettato, sviluppato ed assemblato l'orbiter Cassini.
Ulteriori informazioni della Cassini a: http://www.nasa.gov/cassini e http://saturn.jpl.nasa.gov/.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) Cassini mentre si avvia al passaggio fra il pianeta e gli anelli. Nell'immagine in alto (Credit: NASA) una delle immagini riprese di Cassini durante il primo tuffo fra il pianeta e gli anelli.

Fonte: NASA - Preston Dyches, Dwayne Brown, Laurie Cantillo e Tony Greicius

Nelle immagini (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) alcuni esempi di frane sulla superficie di Cerere.

26/04/2017 - Dawn perde una terza ruota di reazione -

La sonda spaziale Dawn della NASA si sta preparando ad osservare Cerere il 29 aprile da una posizione di 'opposizione', direttamente fra il misterioso cratere Occator del pianeta nano e del Sole. Quest'unica geometria permetterà di avere nuove intuizioni sul materiale brillante che si trova al centro del cratere.
Mentre si preparava per quest'osservazioni, una delle due ruote di reazione rimanenti ha smesso di funzionare il 23 aprile. Modificando elettricamente la velocità di questi strumenti simili a giroscopi, permette di controllare l'orientamento a gravità zero, senza attrito nelle condizioni dello spazio.
La squadra ha scoperto la situazione durante una sessione di comunicazioni prevista il 24 aprile, diagnosticando il problema, e riportando il veicolo spaziale nella configurazione di volo standard, ancora con i controlli di idrazina, il 25 aprile. Il guasto è avvenuto dopo che Dawn ha completato il proprio segmento di cinque ore di accensione dei motori agli ioni il 22 aprile per aggiustare l'orbita, ma prima di manovre più brevi previste per il 23/24 aprile. L'orbita permetterà comunque a Dawn di eseguire le misurazioni all'opposizione. Il malfunzionamento delle ruote di reazione non avranno effetti significativi sul resto della missione estesa a Cerere.
Dawn ha completato la sua missione principale nel giugno 2016, ed ora è impegnata nella missione estesa. La sonda sta studiando Cerere da oltre due anni, e prima di questo, ha orbitato attorno all'asteroide gigante Vesta, inviando a terra dati ed immagini di grande valore. Dawn è stata lanciata nel 2007.
La squadra operativa di Dawn era ben preparata per rispondere alla perdita della ruota di reazione. La sonda era fornita di quattro ruote a reazione e il guasto della prima si era verificato nel 2010, un anno prima dell'entrata in orbita attorno a Vesta, ed un'altra nel 2012, quando stava completando l'esplorazione di quel mondo affascinante. Quando una terza ruota a reazione ha interrotto il funzionamento questa settimana, la sonda ha risposto correttamente entrando nella modalità di sicurezza ed assegnando il controllo dell'orientamento ai propulsori ad idrazina.
Oggi, l'orbita ellittica di Dawn la porterà da una quota di 30.300 km ad una di 27.900 km sopra Cerere.
La missione Dawn è gestita dal Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, per la Direzione Scientifica della NASA di Washington. Dawn è un progetto del programma Discovery della Direzione, gestito dal Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, in Alabama. La UCLA è responsabile della scienza generale della missione Dawn. La Orbital ATK Inc., a Dulles, Virginia, ha progettato e costruito la nave spaziale. Il centro aerospaziale tedesco, l'Istituto Max Planck per la ricerca nel Sistema Solare, l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto nazionale astrofisico sono partner internazionali del team di missione. Per un elenco completo dei partecipanti alla missione, visitare: https://dawn.jpl.nasa.gov/mission.
Ulteriori informazioni su Dawn sono disponibili presso i seguenti siti: https://www.nasa.gov/dawn e https://dawn.jpl.nasa.gov/.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) la Dawn mentre manovra sopra Cerere con i suoi propulsori ad ioni. Nelle immagini in alto a sinistra (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA) alcuni esempi di frane sulla superficie di Cerere.

Fonti: NASA - Elizabeth Landau e Tony Greicius / Alive Universe Today - Marco Di Lorenzo

Nell'immagine (Credit: NASA) il Telescopio Spaziale Hubble in orbita.

26/04/2017 - Hubble Space Telescope, 27 anni e non sentirli -

Questa stupefacente coppia cosmica (Credit: STSCI) di due galassie a spirale, la NGC 4302 e la NGC 4298, sono state riprese dal Telescopio Spaziale Hubble.
L'immagine è stata utilizzata dagli astronomi per festeggiare il 27esimo anniversario del lancio di HST di NASA, avvenuto il 24 aprile 1990. L'immagine cattura brillantemente il loro caldo bagliore stellare e le polveri. Come una perfetta dimostrazione delle funzionalità di Hubble, questa spettacolare vista è stata rilasciata come parte delle celebrazioni del 27esimo anniversario del telescopio. Fin dal suo lancio Hubble ha rivoluzionato l'astronomia. Come primo osservatorio orbitante di questo tipo, per 27 anni il telescopio ha esplorato le meraviglie del cosmo. Gli astronomi ed il pubblico sono stati testimoni di cose che non erano mai state viste prima nella storia dell'umanità. Oltre a rivelare le bellezze del cosmo, Hubble ha dimostrato di essere una vera miniera del tesoro di dati scientifici che sono stati resi disponibili agli astronomi.
ESA e NASA celebrano il compleanno di Hubble ogni anno con un'immagine spettacolare. L'immagine di quest'anno mostra queste due galassie a spirale, situate a 55 milioni di anni luce di distanza, nella costellazione della Chioma di Berenice. Il paio, scoperto dall'astronomo William Herschel nel 1784, forma parte dell'ammasso Virgo, un gruppo di quasi 2.000 galassie legate gravitazionalmente. La NGC 4302, sul bordo, è un pò più piccola della nostra galassia Via Lattea. La ruotata NGC 4298 è anche più piccola, circa la metà della sua compagna.
Nel punto più vicino, le due galassie sono separate l'una dall'altra da appena 7.000 anni luce. Data questa disposizione, gli astronomi sono interessati dall'apparente mancanza di ogni interazione gravitazionale; solo un debole ponte di gas idrogeno neutro - non visibile in quest'immagine - che appare svolgersi fra di esse. La lunga coda e deformazione nella loro struttura sono tipiche di galassie che si trovano così vicine le une alle altre che qui sono completamente assenti.
Gli astronomi hanno trovato delle code di gas molto deboli che scorrono fra le due galassie, puntando approssimativamente la stessa direzione - lontano dal centro dell'ammasso Virgo. Essi hanno proposto che la coppia galattica sia arrivata recentemente nell'ammasso e sia attualmente in discesa verso il centro di esso con la galassia Messier 87 in agguato lì vicino - una delle galassie più massicce conosciute. Durante il loro viaggio, le due galassie incontrano gas caldo - il mezzo fra gli ammassi - che agisce come un vento forte, spogliando strati di gas e polvere dalle galassie per formare i flussi di code.
Anche nel suo ventisettesimo anno di attività, Hubble continua a fornire immagini veramente spettacolari del cosmo, ed anche se la data di lancio del suo compagno - NASA / ESA / CSA James Webb Space Telescope - si avvicina, Hubble non rallenta. Invece, il telescopio continua a tenere alta la barra, mostrando che ha ancora abbastanza osservazioni da fare per molti altri anni a venire. Infatti, gli astronomi aspettano che Hubble e James Webb possano essere operativi contemporaneamente ed utilizzare le loro capacità combinate per esplorare l'Universo.
Nell'immagine a sinistra (Credit: NASA) il Telescopio Spaziale Hubble in orbita.

Fonti: Spaceref / NASA - Ann Jenkins, Ray Villard e Kart Hille

26/04/2017 - Dal San Marco alla Space Economy -

Era il 26 aprile del 1967 quando il San Marco B partiva alla volta dello spazio diventando il primo satellite italiano a prendere il volo dalla base di Malindi, in Kenya .
Sono passati 50 anni da quel giorno e la facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università "La Sapienza" ha celebrato la ricorrenza ospitando l’evento "L'Italia dal progetto San Marco alla Space Economy".
Completata nel 1967, la base di Malindi è stata la prima al mondo a dotarsi di una piattaforma oceanica ed è stata realizzata in soli due anni da un gruppo di docenti universitari e ufficiali dell'Aeronautica. La giornata si è articolata in due sessioni: la prima dedicata alla celebrazione del lancio, e la seconda centrata sulla Space Economy con particolare attenzione al ruolo che l'Italia ha in questo settore.
Nel dettaglio, si sono valutati i progressi che il mondo scientifico e industriale nazionale ha compiuto in mezzo secolo, dalle origini fino ad arrivare alle recenti attività nel settore lanciatori, veicoli di rientro e applicazioni satellitari. All’evento hanno preso parte diverse personalità del mondo accademico istituzionale e industriale e in rappresentanza dell'ASI il presidente Roberto Battiston: "Se oggi possiamo parlare di spazio italiano è grazie a pionieri come Luigi Broglio e dalle lungimiranti scelte politiche fatte nei decenni."
I lavori sono stati aperti dal saluto del rettore Eugenio Gaudio e da un’introduzione curata da Marcello Onofri, direttore del Centro di Ricerca Aerospaziale della Sapienza. La prima sessione ha visto la partecipazione di testimoni dell’epoca, con la proiezione di filmati e immagini che hanno mostrato i luoghi e le persone legate a quell'esperienza. La sessione sulla Space Economy ha visto protagonisti gli amministratori delegati delle maggiori aziende del comparto aerospaziale che hanno illustrato i progetti cui l’Italia partecipa. "La nostra sfida - ha detto Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio - è traghettare il nostro settore verso l'economia moderna, rendere lo spazio sempre più accessibile, con costi competitivi e con tecnologie affidabili."
Nella foto (Credit: Wikipedia) la piattaforma di lancio San Marco con un razzo Scout sulla rampa.

Fonte: ASI - Fulvia Croci

25/04/2017 - Falcon 9 della SpaceX compie il test statico di accensione -

Nove motori Merlin 1D alla base del prossimo razzo Falcon 9 di SpaceX si sono accesi martedì sulla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center in Florida.
Il consueto test di accensione pre-lancio è l'ultima fase prima del decollo, previsto domenica, con a bordo un carico utile segreto per l'agenzia di spionaggio satellitare degli Stati Uniti. La sequenza, controllata dai computer, ha visto il rifornimento dei due stadi del razzo con l'ossigeno liquido ed il kerosene super-raffreddato nel pomeriggio di martedì. I vapori provenienti dal razzo erano il segnale che il test statico di accensione era imminente, la SpaceX non pubblicizzava le attività pre-lancio della compagnia. I nove motori Merlin 1D del primo stadio del razzo Falcon 9 (033) si sono accesi alle 3:02 p.m. EDT (le 21:02 italiane), spargendo una nube fuori dalla trincea di scarico che si trova a nord della rampa di lancio. La SpaceX ha poi confermato il completamento del test su Twitter alcuni minuti dopo.
Durante questi test pre-lancio i motori del primo stadio vengono portati alla massima potenza per alcuni secondi. Dopo lo spegnimento i serbatoi vengono svuotati, il razzo riportato in posizione orizzontale e ritorna nell'hangar della SpaceX che si trova al confine meridionale della rampa 39A, dove le squadre di tecnici agganciano al vettore il suo carico utile.
Nello stesso tempo, gli ingegneri della SpaceX analizzeranno i dati ottenuti nel test prima di dare il via libera per il lancio, attualmente fissato per domenica con l'apertura della finestra di lancio (di due ore) fissata alle 7 a.m. EDT (le 13:00 italiane). Trattandosi di un carico utile classificato il momento esatto del lancio non è stato reso noto.
Questo lancio, il primo di SpaceX dopo lo storico successo del volo di un primo stadio riutilizzato, verrà compiuto con un vettore tutto nuovo. Si tratterà del 33esimo lancio di un Falcon 9 fin dal 2010 ed il quinto per quest'anno. Si tratta inoltre del primo lancio di SpaceX per la NRO (National Reconnaissance Office), che tipicamente utilizza i razzi Atlas 5 e Delta 4 della United Launch Alliance (ULA). La SpaceX prevede di far atterrare il primo stadio a Cape Canaveral meno di dieci minuti dopo il decollo. Si tratterebbe del terzo recupero di un Falcon 9 sulla terraferma. Gli altri tentativi di atterraggio sono stati compiuti su una speciale chiatta galleggiante posta al largo, nell'Oceano Atlantico. Il ritorno sulla terraferma richiede un consumo maggiore di propellente rispetto all'atterraggio nell'Oceano, suggerendo che il carico utile di questa missione potrebbe raggiungere una quota bassa oppure sia molto leggero.
La SpaceX ha dichiarato in precedenza che la trasmissione della sequenza di lancio terminerà poco dopo il decollo, come avviene sempre nel caso di missioni NRO dei razzi di ULA. Ma la SpaceX proseguirà la trasmissione video fino all'atterraggio del primo stadio a Cape Canaveral.
Nell'immagine (Credit: SpaceX) l'attimo dell'accensione dei motori del primo stadio del Falcon 9 sulla rampa per il test statico.

Fonti: Spaceflight Now - Stephen Clark / NASAspaceflight - Chris Bergin

25/04/2017 - Riprendono le operazioni allo Spazioporto di Kourou -

Lo Spazioporto della Guyana Francese ha ripreso i lavori per l'impegnativa lista di missioni di Arianespace nel 2017, le operazioni sono iniziate per i tre lanci successivi - due che utilizzeranno gli Ariane 5 ed uno il Soyuz.
Il primo della lista è il Volo VA236, previsto ora per il 4 maggio, che porterà in orbita due satelliti: SGDC per VISIONA Tecnologia Espacial S.A. per l'operatore brasiliano Telebras S.A. ed il KOREASAT-7 per l'operatore della Corea del Sud ktsat.
Il SGDC ha una massa al decollo di 5.735 kg ed è il passeggero superiore della missione. Invece nella posizione inferiore di lancio si trova il KOREASAT-7, con una massa al decollo di 3.680 kg. Per questo quarto lancio di Arianespace per il 2017, entrambi i carichi utili sono basati sulla serie piattaforma satellitare Spacebus di Thales Alenia Space. Una volta nella posizione orbitale di 75° Ovest con i trasmettitori in banda Ka ed X, SGDC a doppio utilizzo fornirà servizi di sicurezza per il governo brasiliano e comunicazioni per la difesa strategica, così come servizi Internet per tutti i territori brasiliani come parte del Piano Nazionale di Larga Banda.
Il KOREASAT-7 verrà invece posizionato a 116° Est, fornendo una vasta serie di servizi video e dati - compreso l'accesso Internet, trasmissioni tv dirette nelle case (DHT), comunicazioni governative e connettività alle reti VSAT (Very Small Aperture Terminal). La sua area di copertura sarà la Corea, le Filippine, la penisola Indonesiana, India ed Indonesia.
Le attività dello Spazioporto Europeo sono state bloccate per cinque settimane dalle proteste e scioperi degli abitanti e lavoratori del territorio francese oltreoceano. Venerdì i rappresentanti del governo francese e degli attivisti locali avevano siglato un accordo per 1,2 miliardi di aiuti immediati alla Guyana Francese per migliorare la sicurezza pubblica, l'istruzione, i trasporti e rispondere alle altre richieste portate avanti dai dimostranti. Dopo la firma dell'accordo gli attivisti hanno rimosso le barricate che avevano piazzato sulle strade, permettendo allo Spazioporto il ritorno alla normalità dei lavori a partire da lunedì. Lo sciopero e le proteste erano iniziate il 20 marzo appena prima che il razzo Ariane 5 venisse trasferito alla rampa di lancio. Il volo VA236 avrebbe dovuto avvenire il 21 marzo ma Arianespace era stata costretta a rinviarlo fino a che le barricate che impedivano l'accesso al complesso di lancio non sono state rimosse.
Problemi di scioperi avevano già colpito lo Spazioporto e costretto al rinvio di lancio già due volte, nel 1989 e, più recentemente nel 2011, quando gli operatori dei sistemi di inseguimento radar della Guyana Francese erano entrati in sciopero, ritardando il volo di un Ariane 5 di 24 ore.
Con lo Spazioporto di nuovo operativo, Arianespace ha annunciato che il volo di Ariane 5 è ora fissato per il 4 maggio con una finestra di lancio che si apre alle 5:31 p.m. locali (le 22:31 italiane). Il 3 maggio il razzo con i due satelliti sarà trasferito sulla rampa di lancio ELA-3 per i preparativi finali. Nonostante il ritardo di oltre un mese Arianespace spera ancora di poter mantenere i 12 voli previsti per il 2017 da Kourou.
Nell'immagine (Credit: Arianespace) i due satelliti che voleranno su VA236, mentre vengono sottoposti agli ultimi preparativi prima dell'incapsulamento nell'ogiva protettiva del razzo Ariane 5.

Fonti: Arianespace / Spaceflight Now - Stephen Clark

24/04/2017 - Il Lussemburgo continua la corsa agli asteroidi -

Il Lussemburgo prosegue la ricerca delle norme giuridiche necessarie per la messa a punto di Prospector-X, una missione sperimentale nell’orbita bassa terrestre che metterà alla prova le tecnologie chiave per l’estrazione mineraria dagli asteroidi.
A tal proposito, alcuni esponenti del governo del Lussemburgo hanno incontrato i funzionari della NASA e gli impreditori della Silicon Valley per discutere della missione. Attraverso il suo istituto di credito pubblico, il governo partecipa allo sviluppo del prototipo di una navicella per la futura esplorazione degli oggetti celesti, ideata da uno dei precursori sul mercato, la Deep Space Industries, l'azienda della Silicon valley che ha già aperto nel 2015 una sede europea in Lussemburgo, dove saranno sviluppate attività di ricerca nell’ambito di questo progetto.
L’obiettivo è duplice: da una parte il possibile sfruttamento minerario degli asteroidi più vicini alla Terra e dall’altra lo sviluppo di una tecnologia a basso costo per l’accesso allo spazio, da immettere sul mercato. "Stiamo cercando di estendere e costruire nuovi legami, forti e reciprocamente vantaggiosi," ha dichiarato il principe Guillaume. Nel 2016, il Lussemburgo ha coinvolto diverse personalità del mondo aerospaziale nella sua campagna denominata SpaceResources.lu, tra cui Planetary Resources, società finanziata dal cofondatore di Google Larry Page, Ispace Inc, società spaziale robotica con sede a Tokyo e OHB Venture Capital, in Germania. La campagna si concentra sui problemi finanziari, regolamentari e legali che le imprese si trovano ad affrontare per lo sfruttamento dello spazio, e punta a promuovere e sostenere l'utilizzo commerciale delle risorse ricavate da corpi celesti, quali gli asteroidi o la Luna.
A tal proposito, Étienne Schneider, vice primo ministro e ministro per l'economia del Lussemburgo, ha presentato un disegno di legge il cui obiettivo è quello di fissare un quadro per dare sicurezza giuridica alla proprietà di minerali e di altre risorse preziose nello spazio, in particolare sugli asteroidi, e per regolare l'autorizzazione e la sorveglianza sia delle missioni di esplorazione che di estrazione mineraria.
In un parere formale pubblicato il 7 aprile, il Consiglio ha osservato che le rivendicazioni di proprietà privata sono illegali, o almeno non giuridicamente vincolanti, nella maggior parte dei trattati e accordi internazionali relativi allo spazio e ai corpi celesti.
Il Trattato sullo spazio del 1967 vieta ai Paesi di possedere qualsiasi corpo extraterrestre, come ad esempio un asteroide o un pianeta. Tuttavia, sempre nel trattato si afferma che tutti gli Stati possono esplorare liberamente lo spazio, e questa frase lascia un margine di manovra sufficiente, secondo il Granducato, per rivendicare questo progetto. L’obiettivo di Schneider è chiedere una revisione della questione della proprietà nel Trattato sullo spazio extra-atmosferico (Outer Space Treaty), affinchè le Nazioni Unite possano creare un quadro giuridico che permetterebbe alle aziende in tutto il mondo di agire in questo settore. Schneider ha ora intenzione di rivedere il suo disegno di legge, per affrontare le preoccupazioni e i dubbi del Consiglio.
Nella foto (Credit: Jean-Christophe Verhaegen via Spaceresources.lu) l'amministratore delegato di Planetary Resources Chris Lewicki, a sinistra, mentre incontra il Principe Guillaume, il granduca di Lussemburgo, durante la sua visita a Seattle, il 13 aprile.

Fonti: ASI - Ilaria Marciano / SpaceNews - Debra Werner

Nell'immagine (Credit: NASA TV) Whitson e Fischer durante il collegamento con il presidente Trump.

24/04/2017 - Il Presidente Trump chiama la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) -

Il Presidente Trump ha chiamato lunedì la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per una videochiamata vista da migliaia di scolari, nella quale si è congratulato con il Comandante Peggy Whitson che è diventata la più esperta astronauta NASA e scherzando ha promesso di portare gli americani su Marte "durante il mio primo mandato, o al peggio, durante il mio secondo."
Nella sala ovale della Casa Bianca, assieme all'astronauta Kate Rubins e la figlia Ivanka, il presidente ha detto che il record appena stabilito dalla Whitson ha segnato "un giorno molto speciale nella gloriosa storia del volo spaziale americano."
"Oggi, Comandante Whitson, lei ha infranto il record del maggior tempo totale trascorso nello spazio da un astronauta americano, con 534 giorni ed oltre," ha detto. "Questo è un'incredibile record da battere, e con l'auspicio della nostra nazione e francamente di tutto il mondo, mi voglio congratulare con lei, questo è veramente qualcosa. Come ci si sente ad aver infranto un record così importante? La Whitson, al suo terzo volo spaziale ed il secondo come Comandante nello spazio, ha detto che è "un onore per me rappresentare tutte le persone della NASA che rendono possibile il volo spaziale e che mi hanno permesso di battere questo record."
Lunedì, attorno alle 1:27 a.m. (le 19:27 italiane), la Whitson è diventata la più esperta astronauta NASA come tempo totale trascorso nello spazio superando Jeff Williams che aveva il record di 534 giorni, 2 ore e 48 minuti. Quando tornerà sulla Terra il 3 settembre prossimo, lei avrà totalizzato 666 giorni, spostandosi all'ottavo posto nel mondo. Il record mondiale è detenuto dal cosmonauta russo Gennady Padalka, che ha trascorso 878 giorni nel corso di cinque missioni di lunga durata. Durante l'intervista un grande striscione dietro Jack Fischer e Peggy Whitson diceva: "Congrats Peggy! New U.S. High-Time Space Ninja." e sotto un avvertimento per Padalka: "Occhio Gennady, lei sta arrivando."
Il presidente Trump ha poi chiesto alla Whitson se pensa che gli americani siano pronti per un volo verso il Pianeta Rosso. "Potrebbe essere approssimativamente verso gli anni '30," ha risposto la Whitson. "Sfortunatamente, il volo spaziale richiede un sacco di tempo e denaro. Quindi dovrà richiedere un qualche tipo di collaborazione internazionale in modo che sia un approccio da parte di tutto il pianeta per far si che abbia successo, solo perché è un'impresa molto costosa. Ma così sarà possibile farla."
Trump ha poi chiesto agli astronauti sulle opportunità d'impresa nello spazio, dicendo "Ho molti amici che sono così eccitati sullo spazio che vogliono essere coinvolti dal punto di vista dell'imprenditorialità e del business." Fischer ha risposto che il programma spaziale americano è pronto per "un'esplosione di attività" sul fronte commerciale spaziale.
Nell'immagine (Credit: Bill Ingalls/NASA) il presidente Donald Trump mentre parla con gli astronauti della ISS. Accanto a lui, a sinistra, l'astronauta Kate Rubins e la figlia ed assistente Ivanka Trump. Nell'immagine a sinistra (Credit: NASA TV) Whitson e Fischer durante il collegamento con il presidente Trump.

Fonti: Spaceflight Now - William Harwood / NASA Video

Nella foto (Credit: Alexander Vilf / Sputnik) l'onorificenza belga a Padalka.

22/04/2017 - Il veterano cosmonauta Gennady Padalka lascia la Roscosmos -

Il cosmonauta russo Gennady Padalka, che detiene il record di giorni cumulativi trascorsi nello spazio, ha annunciato le sue volontarie dimissioni dal corpo cosmonauti della Russia.
Padalka, 58 anni, ha già fatto richiesta per uscire dal corpo cosmonauti dell'agenzia spaziale russa Roscosmos che dovrebbe avere effetto dal 28 aprile. Il CTC (Centro Addestramento Cosmonauti) ha già confermato di aver ricevuto la richiesta e che questa verrà sottoposta al comitato inter-dipartimentale.
Padalka stesso ha spiegato la propria decisione con il fatto che vi sono piccole possibilità di compiere un altro volo spaziale nell'immediato futuro. "Io mi sono dimesso. Sono stanco di non fare niente. Non vi sono prospettive che io potessi volare verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS)," ha detto alla TASS, spiegando la decisione presa. Allo stesso tempo, ha espresso l'opinione di essere pronto a quella che sarebbe stata la sua sesta missione e poter così superare il proprio stesso record di giorni sulla ISS. Egli ha anche detto che avrebbe voluto fissare un nuovo record arrivando a 1.000 giorni in orbita.
Nello stesso tempo, l'ufficio capo operazioni per i voli spaziali abitati della Roscosmos, e precedente detentore del record mondiale di giorni cumulativi nello spazio, Sergey Krikalev, ha espresso il proprio rammarico della decisione di Padalka. "Mi dispiace molto che un così talentuoso, esperto ed altamente motivato uomo si sia dimesso dal corpo cosmonauti," ha dichiarato all'agenzia di stampa RIA.
Come Colonnello delle Forze Aeree Russe, Padalka era entrato nel corpo cosmonauti nel 1991 ed aveva compiuto la sua prima missione spaziale nell'agosto del 1998. A quel tempo, egli fece parte della spedizione 26 della stazione spaziale russa MIR lanciata dall'Unione Sovietica ed in seguito gestita dalla Russia. Padalka ha preso parte a cinque missioni spaziali, comprese quattro alla ISS nel 2004, 2009, 2012 e 2015. Egli ha trascorso in totale 879 giorni nello spazio, superando il record di Krikalev di 803 giorni. Il record cumulativo di giorni nello spazio per gli Stati Uniti è stato recentemente superato dall'astronauta Peggy Whitson, che ha trascorso 534 giorni nello spazio e che si trova ancora a bordo della stazione spaziale.
Il cosmonauta ha inoltre compiuto 10 passeggiate spaziali durante le sue missioni alla ISS, la metà delle quali hanno superato le cinque ore ognuna. In totale Padalka ha trascorso oltre 33 ore nello spazio aperto. Nel 2015, egli ha compiuto la sua decima attività extraveicolare (EVA), che è durata 5 ore e 34 minuti con una telecamera GoPro. Il video, che mostra Padalka accompagnato da un altro cosmonauta russo, Mikhail Kornienko, che lavorano all'esterno della ISS, è stato trasmesso dall'agenzia spaziale federale russa Roscosmos.
Il cosmonauta è stato insignito della più alta onorificenza della Russia - Eroe della Federazione Russa - assieme alla medaglia Stella d'Oro, un emblema che onora coloro che identificano i detentori di questo titolo. Egli è stato inoltre insignito dell'Ordine del Comandante della Corona dal Principe Belga Filippo, Duca di Brabant.
Ma Padalka non ha preso solo parte a missioni spaziali, egli si è occupato di molte altre attività. Egli ha volato per oltre 1.300 ore su sei tipi di velivoli come Pilota di Prima Classe delle Forze Aeree Russe. Inoltre egli ha eseguito oltre 300 salti con il paracadute come Istruttore. Nel 2016 ha scalato il monte Elbrus, una cima di 5.642 metri che è la montagna più alta della Russia ed Europa, situata sulle Montagne del Caucaso, nel sud della Russia, vicino al confine con la Georgia.
Nel 2009 Astronautica.us incontrò il Colonnello Padalka a Lucca, durante la conferenza pubblica "Vivere nello spazio e ritornare sulla Terra: La medicina termale integrata per il recupero psicofisico dell'astronauta ed il benessere dell'uomo" tenuta presso la Fiera "Italia, Terme e Benessere". Qui un breve video di quell'evento.
Secondo fonti dell'industria spaziale russa, sarebbero altri i cosmonauti pronti a lasciare il team di volo dell'agenzia spaziale russa. Lunedì, la commissione interdipartimentale per la selezione dei cosmonauti ha preso la decisione di escludere i cosmonauti Sergei Volkov, Alexander Samokutyayev e Sergei Revin dal team di volo. Volkov avrebbe chiesto le dimissioni mentre gli altri due cosmonauti sarebbero stati esclusi per motivi medici. Volkov ha compiuto tre voli spaziali per un totale di 547 giorni, compiendo quattro passeggiate spaziali per un totale di 23 ore e 26 minuti. Il cosmonauta ha compiuto il primo volo nel 2008, seguito da un secondo nel 2011 ed il terzo nel 2015/2016.
Samokutyayev ha compiuto due voli spaziali - uno nel 2011 ed uno nel 2014 - per un totale di 331 giorni nei quali ha compiuto due passeggiate spaziali. Revin ha compiuto un solo volo spaziale nel 2012, per un totale di 125 giorni trascorsi nello spazio.
Nella foto (Credit: Sputnik) il cosmonauta russo Gennady Padalka. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Alexander Vilf / Sputnik) l'onorificenza belga a Padalka insignita dalla Principessa Belga Mathilde e dal Principe Filippo.

Fonti: RT / ITAR TASS

Nell'illustrazione artistica (ESA/ID&Sense/ONiRiXEL, CC BY-SA 3.0 IGO) un satellite che si spezza in orbita.

22/04/2017 - Un futuro sostenibile per lo spazio -

Con oltre 750.000 pezzi di pericolosi detriti adesso in orbita attorno alla Terra, la necessità urgente di coordinare un'azione internazionale per assicurare la sostenibilità a lungo termine per il volo spaziale è stata il tema della più grande conferenza tenuta in Europa per il problema della spazzatura spaziale.
"Richiediamo una soluzione coordinata mondiale a quello che è, dopo tutto, un problema globale che ha ripercussioni cruciali sul servizio dei satelliti di tutti noi," ha detto Brigitte Zypries, Ministro tedesco degli affari economici e dell'energia, durante la conferenza stampa tenuta il giorno di chiusura della conferenza a Darmstadt, in Germania.
Il direttore generale dell'ESA, Jan Woerner, ha invitato i protagonisti delle aree spaziali a mantenere l'ambiente orbitale della Terra il più possibile pulito. Sviluppare ed attuare il programma di consapevolezza dello stato dello spazio ESA (Space Situational Awareness - SSA), come deciso durante l'ultimo Consiglio dei ministri dell'ESA nel 2016, sarà un fattore chiave.
"Al fine di consentire servizi innovativi per i cittadini e gli sviluppi futuri nello spazio, dobbiamo cooperare ora per garantire un flusso spaziale economicamente vitale. Dobbiamo sostenere il sogno di una futura esplorazione," ha detto. L'invito all'azione internazionale è arrivato nell'ultima giornata dell'European Conference on Space Debris, un'incontro di oltre 350 partecipanti fra scienziati, accademici, agenzie spaziali, industrie di tutto il mondo che si sono tenuti presso il centro di controllo missioni ESA, dove l'ufficio responsabile, lo Space Debris Office dell'ESA, ed il SSA hanno sede.
I risultati della riunione settimanale sono stati presentati ai media di fronte al Ministro Zypries, che è anche il coordinatore nazionale aerospaziale tedesco, e al direttore generale Woerner dai responsabili anziani ESA e dai rappresentanti delle agenzie spaziali nazionali d'Italia, Francia, Germania e Regno Unito, così come il Comitato per la Ricerca sullo Spazio e l'Accademia Internazionale dell'Astronautica.
Sono state presentate le ultime ricerche sui detriti, specialmente sui metodi sicuri di smaltimento di satelliti ritirati dal servizio e stadi di razzi e sull'incerta sfida posta dalle mega costellazioni di satelliti che vengono attualmente considerate dagli operatori commerciali. "Solo il 60 percento dei satelliti saranno smaltiti al termine delle loro missioni secondo le linee guida, e quindi, gestiti in modo appropriato," ha notato Holger Krag, capo dell'ufficio detriti di ESA.
I ricercatori hanno anche confermato che vi è ora la cruciale necessità di rimuovere i satelliti defunti dall'orbita prima che si disintegrino e generino molti altri detriti. "Ciò significa di sviluppare urgentemente i mezzi per eliminare attivamente i detriti, con l'obiettivo di circa 10 grandi satelliti defunti ogni anno, partendo il più presto possibile - cominciare più tardi non sarà quasi altrettanto efficace," ha detto il dottor Krag.
Fin dal 1957, oltre 5.250 lanci hanno portato la popolazione di oggi ad oltre 23.000 detriti conosciuti e tracciati in orbita. Di questi solo circa 1.200 sono satelliti funzionanti - il resto sono detriti senza nessuno scopo utile. Molti veicoli abbandonati sono esplosi e si sono spezzati, generando una stima di 750.000 pezzi più grandi di un cm e di circa 166 milioni più grandi di un millimetro.
"In orbita, questi oggetti hanno tremende velocità relative, più veloci di un proiettile, e possono danneggiare o distruggere strutture spaziali funzionanti, come economicamente vitali satelliti per telecomunicazioni, meteo, navigazione, trasmissione e monitoraggio ambientale," ha detto Krag.
Avviato nel 2009, l'SSA ha sviluppato software, tecnologie e sistemi precursori per testare una rete completa Europea di sorveglianza che assicurerà dati indipendenti sulle infrastrutture spaziali. Inoltre, l'agenzia spaziale europea sta sviluppando nuove tecnologie grazie all'iniziativa 'Clean Space' che promette una significativa riduzione della creazione di inquinamento spaziale a tutti i livelli delle attività spaziali.
"I detriti spaziali mettono a rischio tutti i satelliti funzionanti, compresi i Sentinel ed i Galileo per la navigazione, ed ogni perdita di infrastrutture spaziali ha ricadute pesanti sulla società moderna," ha ribadito il professor Krah. "L'uso sostenibile dello spazio è stato messo a rischio, e la situazione non è ovviamente più accettabile. Dobbiamo iniziare a rimuovere i satelliti fuori uso."
Nella foto (Credit: ESA/J. Mai), da sinistra, il capo dell'ufficio detriti spaziali di ESA, Holger Krag; il direttore generale di ESA Jan Woerner ed il ministro tedesco degli affari economici e dell'energia Brigitte Zypries. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (ESA/ID&Sense/ONiRiXEL, CC BY-SA 3.0 IGO) un satellite che si spezza in orbita.

Fonte: ESA

22/04/2017 - L'accordo in Guyana Francese prepara la ripresa dei voli Arianespace -

Un accordo fra le autorità francesi ed i territori della Guyana Francese, in Sud America, sede dello Spazioporto dell'Europa, ha risolto una lunga protesta, durata oltre un mese, che ha impedito ogni attività di lancio fin dalla metà di marzo.
Grazie a 'Accord de Guyane', firmato il 21 aprile fra il governo Francese e le autorità della Guyana Francese, il fornitore di servizi di lancio Arianespace afferma che sarà in grado di riprendere le attività di lancio e recuperare i ritardi utilizzando i tempi di inattività dei prossimi due mesi. Questi lanci da recuperare sono un doppio lancio con Ariane 5, il VA236 originariamente previsto per il 21 marzo, con i satelliti per la KT Sat della Corea del Sud e Visiona Tecnologia Espacial del Brasile, un Soyuz con il satellite per telecomunicazioni SES-15 ed un altro Ariane 5 con i satelliti ViaSat-2 ed Eutelsat-172b.
La compagnia non ha però ancora definito esattamente quando riprenderanno le operazioni di lancio. Arianespace ha comunque confermato che intende rispettare lo stesso numero di lanci programmato per il 2017, nonostante questo ritardo di oltre quattro settimane dovuto all'estese proteste e scioperi causati dalle condizioni di vita e lavoro degli abitanti della Guyana.
Finora Arianespace ha eseguito tre, dei dodici lanci fissati per quest'anno, un Vega, un Souyuz ed un Ariane 5. La compagnia ha ancora da compiere sei altri lanci di Ariane 5, due di Vega ed un altro Soyuz prima che l'anno si concluda.
Nella foto di archivio (Credit: Arianespace) un razzo vettore Ariane 5 sulla rampa di lancio.

Fonte: SpaceNews - Caleb Henry

Nell'immagine (NASA) la configurazione dei veicoli in visita alla ISS dopo l'arrivo del Cygnus OA-7.

22/04/2017 - Cygnus raggiunge la ISS -

Un veicolo commerciale Cygnus che permetterà di compiere tanta scienza, è arrivato oggi alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), portando un carico di circa 3.400 kg di cargo per l'avamposto sotto il programma di invii logistici privatizzato da NASA.
Il veicolo Cygnus S.S. John Glenn è stato catturato, grazie al braccio robotico Canadarm2 guidato dall'astronauta francese dell'ESA Thomas Pesquet, alle 6:05 a.m. EDT (le 12:05 italiane), dopo un volo di quattro giorni dalla rampa di lancio. Il decollo del Cygnus era avvenuto martedì da Cape Canaveral per mezzo di un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance (ULA). Le manovre orbitali aveva accorciando la distanza nel corso degli ultimi giorni, portando i due veicoli ad appena pochi km di distanza nelle prime ore del mattino di sabato.
Il Cygnus si è avvicinato in modo automatico alla ISS da dietro e sotto, guadagnando lentamente mentre gli astronauti a bordo dell'avamposto orbitale monitoravano con attenzione, pronti a comandare l'allontanamento, se necessario. Ma tutti i vari punti di riferimento venivano raggiunti nei tempi prefissati portando il veicolo ad appena 12 metri dal complesso orbitale, la distanza dove il braccio lo può raggiungere, poi ha spento i propri propulsori rimanendo in uno stato di attesa per la cattura.
Alle 10:02 GMT (le 12:02 italiane), l'Ingegnere di Volo di Spedizione 51, Pesquet, ha guidato il Canadarm2 allineandolo con lo speciale perno di cattura che si trova sul Cygnus. Una volta preso, i cavi posti all'interno dello strumento finale del braccio robotico hanno strettamente bloccato il perno. La cattura è avvenuta a circa 402 km di quota mentre i due veicoli spaziali sorvolavano la Germania, a 3 giorni, 18 ore e 54 minuti dal decollo da Cape Canaveral.
In seguito i controllori di volo hanno inviato i comandi al braccio per spostare il Cygnus nella parte inferiore del modulo Unity dove lo hanno ancorato al boccaporto. Sedici bulloni elettricamente comandati si sono avvitati definendo la stretta unione con la stazione, avvenuta alle 12:39 GMT (le 14:39 italiane). Il portello di Cygnus verrà aperto entro la giornata. Due particolari cose da scaricare sono una grossa scatola di derivazione elettrica ed un cavo ponte, entrambi sono necessari per la passeggiata spaziale (EVA USA-43) prevista il 12 maggio dal Comandante Peggy Whitson e dall'Ingegnere di Volo Jack Fischer.
Il primo obiettivo dell'EVA è la sostituzione della scatola di derivazione elettrica su una delle piattaforme ExPRESS Logistic Carrier, originariamente lanciate a bordo degli Space Shuttle con parti di ricambio montate sopra. Ma la struttura sarà in grado di accogliere anche carichi scientifici dopo questo aggiornamento.
Poi i due spacewalker dovranno collegare, con il cavo arrivato col Cygnus, l'Alpha Magnetic Spectrometer in modo da permettere ai controllori al suolo di determinare se un attacco dell'era Shuttle è ancora in funzione dopo quasi sei anni nello spazio. Se così sarà potrà essere utilizzato per comandare e controllare una nuova pompa di raffreddamento la cui installazione è prevista in futuro. Se la porta non sarà più funzionante sarà necessario ideare un nuovo progetto.
Cygnus rimarrà ormeggiato alla stazione per tre mesi, e dopo che l'equipaggio lo avrà scaricato dal materiale verrà riempito di rifiuti e materiali non più necessari sull'avamposto che finirà la sua missione bruciando nell'atmosfera terrestre. Oltre ai rifornimenti per l'equipaggio e le attrezzature scientifiche, a bordo del Cygnus, all'esterno si trovano anche dei CubeSat che verranno rilasciati una volta che il veicolo avrà lasciato la ISS e prima di finire bruciato nell'atmosfera.
Per coincidenza oggi, per la prima volta nella storia dell'astronautica, due veicoli cargo automatici hanno raggiunto due avamposti orbitali separati. Infatti alcune ore prima il Tianzhou-1 cinese aveva attraccato al laboratorio spaziale Tiangong-2.
Nell'immagine (Credit: NASA TV) il Cygnus 'S.S. John Glenn' ha raggiunto la ISS. Nell'immagine (NASA) a sinistra la configurazione dei veicoli in visita alla ISS dopo l'arrivo del Cygnus OA-7.

Fonti: Spaceflight Now - Justin Ray / NASA - Mark Garcia

22/04/2017 - Noi siamo lì, visti da Saturno -

Una nuova immagine, trasmessa dalla sonda Cassini della NASA, mostra il pianeta Terra come un punto di luce fra gli anelli ghiacciati di Saturno.
Il veicolo spaziale ha ripreso quest'immagine (Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute) il 12 aprile 2017, alle 10:41 p.m. PDT (le 7:41 italiane del 13 aprile) quando si trovava a 1,4 miliardi di km dalla Terra. Sebbene sia troppo piccola per essere visibile nell'immagine, la parte di Terra che ha visto Cassini in quel momento era l'Oceano Atlantico meridionale. Nella versione ritagliata ed ingrandita dell'immagine, in alto a sinistra, si può vedere anche la Luna.
La missione Cassini/Huygens è un progetto in collaborazione fra NASA, ESA ed Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, gestisce la missione per lo Science Mission Directorate della NASA di Washington. Il JPL ha progettato, sviluppato ed assemblato l'orbiter Cassini.

Fonte: NASA - Preston Dyches e Tony Greicius

22/04/2017 - Da Roma uno sguardo al pianeta vivente -

La Terra è a 149,6 milioni di chilometri dal Sole, ha circa quattro miliardi e mezzo di anni, è l'unico pianeta noto che ospita la vita. È diversa da tutti gli altri pianeti del Sistema Solare.
Josef Aschbacher, Direttore ESA dei Programmi di Osservazione della Terra: "La Terra è un pianeta piuttosto particolare - un pianeta affascinante. Il 70% della superficie è coperto dall'acqua, ci sono i continenti che sono in realtà in movimento (placche tettoniche). Abbiamo un'atmosfera ricca di ossigeno, azoto, vapore acqueo. Tutto questo è fondamentale per avere la vita su un pianeta cosi'."
A Roma ci sono ricordi concreti dell'acqua come liquido fondamentale per il pianeta. Diversamente da Marte e da Venere, la Terra ha la giusta temperatura e la pressione atmosferica corretta per consentire all'acqua di scorrere sulla sua superficie. E ci sono i flussi sotterranei. Presso Villa Medici si trova l'unico acquedotto che è stato in uso costante fin dall'epoca romana.
Gabriele Scarascia-Mugnozza, Professore di ingegneria geologica, Università La Sapienza, Roma: "Siamo qui nell'acquedotto Vergine. Questo è un tratto di uno dei più importanti acquedotti che rifornisce Roma, fin dal primo secolo prima di Cristo." Il flusso d'acqua è essenziale alla vita e svolge un ruolo vitale nella geologia del nostro pianeta, nel sottosuolo profondo.
Gabriele Scarascia-Mugnozza: "L'acqua è un componente fondamentale nei magmi, è un componente fondamentale di tutti quanti i processi genetici delle rocce, sia vulcaniche, sia metamorfiche, sia sedimentarie. Quindi è di primaria importanza per tutta quanta l'evoluzione del nostro pianeta Terra." Roma, detta la Città Eterna, con i suoi antichi monumenti sembra esistere da sempre. E già i materiali che i romani hanno usato per le costruzioni, un tempo scorrevano in fusione nelle viscere della Terra.
Gabriele Scarascia_Mugnozza: "Roma è costruita in gran parte su rocce vulcaniche. I famosi Sette Colli non sono altro che i resti dei rilievi costituiti da questo tipo di rocce. Questa in particolare si chiama 'tufo lionato' proprio grazie al suo colore che sembra come quello della criniera di un leone.".
Quel che abbiamo usato per forgiare le nostre civiltà viene dalla terra sotto i nostri piedi. A guardar bene ci sono solo 3 elementi chiave.
Gabriele Scarascia-Mugnozza: "Il nostro pianeta è fatto principalmente di ferro, silicio e ossigeno che praticamente costituiscono i tre quarti di tutti gli elementi in peso della Terra." La Terra ha un diametro di 12.742 chilometri, un po' più grande di Venere e il doppio della stazza di Marte. Molte delle nostre conoscenze sulla Terra sono recenti. Quando 500 anni fa questi globi presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica italiano venivano concepiti, ancora si discuteva se il sole orbitasse attorno alla Terra.
Nichi D'Amico, Prediente dell'Istituto Nazionale Italiano di Astrofisica: "Tutta la comprensione di come funziona il Sistema Solare, quindi di come funziona un sistema solare in generale, ovviamente è molto recente. Parliamo di Galileo e di Newton, e poi di tutti gli altri. Ovviamente questo ci ha dato una visione completamente differente: anticamente si pensava che la Terra fosse al centro dell'Universo, adesso invece si è visto che c'è il Sole al centro di un sistema planetario che si trova alla periferia di una galassia che a sua volta si trova alla periferia di una parte sperduta dell'Universo. Questo ci ha dato subito una visione differente di dove siamo e cosa siamo."
La nostra visione di chi siamo e dove andiamo è migliorata dalla ricerca spaziale.
L'ESA dispone di 15 satelliti di osservazione della Terra che forniscono dati al suo centro di controllo vicino Roma. Offrono una visione globale su tutto, dall'umidità del suolo alla forza di gravità, e rivelano anche un sottile cambiamento nei poli magnetici. Michael Rast, Responsabile ESA Strategia della Scienza di Osservazione della Terra: "Stiamo entrando nella sala di controllo della nostra rete di stazioni di terra. Quello che vedete qui sono le stazioni di terra di Kiruna, in Svezia, di Matera, nell'Italia del sud, e di Svalbard, in Norvegia. Attualmente il polo magnetico sta migrando di 40 km l'anno, potrebbe generare una inversione polare. Ne abbiamo una ogni 700.000 anni e potrebbe essercene una fra poche migliaia di anni."
Anche le più remote aree del pianeta possono essere misurate in modo molto preciso dallo spazio.
Questo satellite, Cryosat, lanciato nel 2010, ha dimostrato il vero impatto del riscaldamento climatico sulle regioni polari. Michael Rast: "Lo scorso anno abbiamo avuto l'estate polare più calda. Stiamo rapidamente perdendo i ghiacci polari. Al momento perdiamo ogni anno quasi 125 chilometri cubi di ghiaccio in Antartide e tre volte tanto in Groenlandia."
La Terra è un pianeta molto dinamico, e molti dei cambiamenti che vediamo rientrano nei cicli naturali.
Eppure è diventato chiaro fin dal secolo scorso che l'umanità impatta sulla Terra, le nostre emissioni di gas serra stanno alterando il clima. Josef Aschbacher, Direttore ESA dei Programmi di Osservazione della Terra: "Abbiamo trasformato il pianeta. È un fatto. La domanda adesso è: come possiamo capire meglio cosa succede e possibilmente evitare il danno maggiore - per non distruggere completamente il pianeta?"
Il pianeta Terra continuerà ad evolversi e cambiare per miliardi di anni. Ma qual è il nostro ruolo e per quale futuro?
Nella foto (Credit: ESA) la Terra ripresa dal satellite Meteosat-2 nel 2002.

Fonte: ESA/EURONEWS

Nell'immagine (CCTV-4) l'interno del veicolo cargo Tianzhou-1.

22/04/2017 - Tianzhou-1 attracca regolarmente con Tiangong-2 -

Il Centro di Controllo Aerospaziale di Pechino ha informato che il veicolo cargo Tianzhou-1 ha completato con successo l'attracco completamente automatico con il laboratorio orbitante Tiangong-2 alle 12:23 p.m. ora locale (le 6:23 italiane).
Si tratta del primo aggancio fra il veicolo spaziale ed il laboratorio orbitante. Il Tianzhou-1, primo veicolo spaziale cargo della Cina, era stato lanciato giovedì sera dal Centro Spaziale di Lancio di Wenchang, nella provincia meridionale di Hainan, ed aveva iniziato l'avvicinamento automatico al Tiangong-2 alle 10:02 a.m. (le 4:02 italiane) di sabato ed eseguito il contatto con il laboratorio spaziale alle 12:16 p.m. (le 6:16 italiane).
Il veicolo cargo Tianzhou-1 ed il laboratorio spaziale Tiangong-2 eseguiranno altri due agganci. Il secondo verrà condotto facendo arrivare il Tianzhou-1 da una direzione diversa, per testare la capacità della nave cargo di attraccare con la futura stazione spaziale arrivando da differenti posizioni. Nel terzo aggancio il Tianzhou-1 utilizzerà la tecnologia di attracco rapido. Infatti, normalmente, ci vogliono circa due giorni per arrivare ed attraccare, mentre invece il sistema rapido lo permette in appena sei ore dal lancio.
Inoltre verrà condotto un test di rifornimento, un processo in 29 passaggi che richiederà diversi giorni. Il Tiangong-2, che si trova nello spazio dal 15 settembre 2016, è il primo laboratorio spaziale 'nel senso stretto del termine' ed un passo cruciale nella costruzione della prima stazione spaziale permanente cinese. I veicoli cargo giocano un ruolo decisivo nel mantenere funzionante la stazione spaziale nel trasportare rifornimenti e propellenti in orbita.
Intanto, a bordo del Tianzhou-1, si trovano esperimenti di cultura di cellule staminali per studiare la possibilità di riproduzione umana. Gli esperimenti comprendono lo studio della proliferazione e differenziazione delle cellule staminali, la differenziazione delle cellule germinali e l'impatto dell'ambiente di micro-gravità sulle cellule ossee, ha detto Li Xuzhi, vice capo ingegnere dei sistemi di applicazione spaziale per il programma abitato cinese.
Gli scienziati comanderanno in remoto le attrezzature di ricerca, e riceveranno le immagini delle cellule sotto il microscopio. Gli esperimenti in microgravità forniscono base teorica e supporto tecnico per gli studi sulla riproduzione umana nello spazio, aggiunge Li. Altri esperimenti a bordo del Tianzhou-1 comprendono la ricerca sull'evaporazione dei fluidi e condensazione in ambiente di microgravità, test in orbita di accelerometri di alta precisione e diversi altri.
Il Tianzhou-1 rimarrà in orbita per un totale di cinque mesi, prima di scendere nell'atmosfera terrestre per una distruzione controllata.
Nell'immagine (Credit: CCTV-4) il Tianzhou-1 a pochi metri dal laboratorio spaziale Tiangong-2. Nell'immagine a sinistra (CCTV-4) l'interno del veicolo cargo Tianzhou-1 con i vari contenitori di materiali ed esperimenti. Sullo sfondo il portello di attracco.

VIDEO DEL PRIMO ATTRACCO AUTOMATICO DEL TIANZHOU-1 AL TIANGONG-2 - 22/04/2011 - (Credit: CCTV4/SCINEWS) - dur.min. 1:26 - LINGUA CINESE

Fonti: Xinhua / Xinhua

21/04/2017 - Anche SpaceIL fuori gioco dal Google Lunar X Prize -

Sembra proprio che la squadra israeliana SpaceIL non sarà in grado di lanciare il proprio lander/rover sulla Luna a bordo del razzo Falcon 9 di SpaceX fino al prossimo anno - troppo tardi per rientrare nella data di scadenza, fine 2017, richiesta per vincere il premio del Google Lunar X Prize.
Il sito web 'Quartz', cita problemi nell'integrazione del veicolo spaziale della SpaceIL con gli altri carichi utili a bordo del Falcon 9, come causa del ritardo. La competizione ha un premio principale di 20 milioni di dollari per il primo team privato che riesca a far atterrare un rover o un altro veicolo in grado di muoversi sulla Luna, viaggiare di almeno 500 metri ed inviare video in alta definizione sulla Terra.
Due premi minori da 5 milioni di dollari sono destinati ad altri traguardi. Il ritiro di SpaceIL lascia quattro squadre in gara: Moon Express, Team Indus, HAKUTO e Synergy Moon. Ma tutti e quattro i contenenti stanno affrontando grosse sfide mentre la scadenza si avvicina sempre più.
La Moon Express ha dichiarato di avere tutti i finanziamenti necessari per condurre la missione lunare ma il razzo che ha scelto, l'Electron della Rocket Lab, non ha ancora eseguito il volo inaugurale dal sito in Nuova Zelanda. Il team indiano Indus, di contro, ha scelto un razzo ben sperimentato, il PSLV per un lancio a fine dicembre In quel volo verrà anche trasportato il rover giapponese HAKUTO. Ma Quartz riporta che il Team Indus deve ancora raccogliere i 70 milioni di dollari necessari a pagare il volo. La Synergy Moon, infine, ha in programma di compiere la missione con un razzo della Interorbital System, ancora in fase di sviluppo nel deserto del Mojave, California.
Il Google Lunar X Prize aveva una prima data di scadenza nel 2012 che però è stata prorogata diverse volte fin da quando la competizione ha avuto inizio nel 2007. I responsabili del premio hanno precisato che la scadenza del 2017 non verrà prorogata ed al momento le possibilità che qualcuno possa aggiudicarsi i premi si assottigliano man mano che la data del 31 dicembre si avvicina.
Nel dicembre scorso anche l'Astrobotic, uno dei team favoriti per la vittoria, aveva abbandonato la gara dicendo che i suoi progetti erano più ambiziosi della competizione e prevedono diverse missioni lunari commerciali a partire però dal 2019.
Nell'illustrazione artistica (Credit: ) il lander della SpaceIL.

Fonti: Parabolic Arc - Doug Messier / Quartz

20/04/2017 - Opportunity prosegue instancabile -

In funzione da oltre 13 anni, il rover Opportunity della NASA, dopo aver superato la distanza di una maratona classica ha di fronte a se nuovi obiettivi e traguardi scientifici da raggiungere.
Il rover infatti lascia, dopo averlo esplorato fin dalla fine del 2014, 'Cape Tribulation' per dirigersi verso sud alla sua prossima destinazione: 'Perseverance Valley'. Opportunity esplorerà questa vallata, che taglia da ovest ad est il bordo occidentale di Endeavour, che è stata scelta come meta dal team della missione in quanto fortemente modellata da processi erosivi, di cui però non si conosce ancora l’origine.
Opportunity dovrà quindi raccogliere dati che possano consentire agli studiosi di comprendere quale agente erosivo, miliardi di anni fa, abbia ‘scolpito’ la valle: l’acqua, il vento, oppure detriti trascinati dall’acqua. Perseverance Valley è grande circa come due campi di calcio ed il rover si trova a meno di 400 metri per raggiungere la parte superiore della vallata.
Nei 68 mesi fin da quando ha raggiunto il cratere Endeavour, Opportunity ha esplorato 'Cape York', 'Solander Point' e 'Murray Ridge' prima di raggiungere 'Cape Tribulation', circa 30 mesi fa. 'Cape Byron', il prossimo segmento rialzato verso sud, ospita Perseverance Valley ed è separata da Tribulation da una zona di terreno piatto. Cinque spostamenti, totalizzando circa 98 metri di percorso, fin dall'inizio di aprile hanno portato Opportunity nell'area confinante dove Cape Tribulation incontra la piana attorno al cratere.
Prima di lasciare Cape Tribulation, il rover ha immortalato un particolare settore della zona con un panorama (qui un dettaglio) (Credit: NASA/JPL-CALTECH/CORNELL UNIV./ARIZONA STATE UNIV.), creata con un collage di immagini riprese con la sua Pancam: si tratta della cresta Rocheport che, ritenuta di grande interesse per il livello di erosione, potrebbe fornire anche una chiave di lettura per l’imminente studio di Perseverance Valley.
Lanciato il 7 luglio 2003 con un vettore Delta II, Opportunity ha raggiunto Marte - nello specifico, il cratere Eagle - dopo poco più di sei mesi di viaggio. La missione era inizialmente programmata per durare solo tre mesi, ma i risultati positivi conseguiti dal vigoroso 'escursionista' marziano, ne hanno prorogato la vita operativa fino ad oggi. Il suo gemello Spirit, invece, è rimasto insabbiato a fine 2009 e la sua ultima comunicazione con la Terra è stata inviata il 22 marzo 2010.
Qui potete ammirare il panorama in tutto il suo splendore... e dimensioni! Si tratta di oltre 43 Mb di immagine... caricatela con pazienza... ma il risultato è veramente spettacolare.

Fonti: ASI - Valeria Guarnieri / NASA - Guy Webster, Laurie Cantillo e Dwayne Brown

Nell'immagine (NASA TV) il razzo Soyuz-FG con la capsula Soyuz MS-04 vola nel cielo del Kazakhstan.

20/04/2017 - Completo l'equipaggio di Spedizione 51 -

Con l'arrivo oggi del veterano cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin e l'astronauta americano debuttante Jack Fischer l'equipaggio di Spedizione 51, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è al completo, anche se con soltanto cinque membri dell'equipaggio anziché i soliti sei.
La Soyuz MS-04, con a bordo i due astronauti, è decollata con il razzo Soyuz FG dalla rampa Area 1 Pad 5 del Cosmodromo Baikonur, nel Kazakhstan, questa mattina alle 7:14 UTC (le 9:14 italiane, le 1:13 p.m. locali). Si è trattato del primo lancio abitato dell'anno. Il veicolo è entrato su un'orbita iniziale di 200 km di altezza ed inclinazione di 51,6°. Dopo soltanto sei ore di viaggio, utilizzando per la prima volta, sul modello Soyuz MS, il volo da quattro sole orbite, ha attraccato in automatico alla ISS alle 13:18 UTC (le 15:18 italiane). Yurchikhin e Fischer hanno così raggiunto i loro colleghi Peggy Whitson, Comandante di Spedizione 51 della NASA, Thomas Pesquet dell'ESA ed Oleg Novitskiy della Roscosmos russa.
Nel tradizionale video post-attracco gli astronauti hanno potuto parlare con le loro famiglie ed amici che si trovavano presso il Cosmodromo di Baikonur. La moglie di Fischer, Elizabeth, ha ringraziato il marito per la sorpresa di un mazzo di fiori che le ha regalato prima di partire per lo spazio. "Beh, ho imparato dal maestro," ha replicato l'astronauta. "Fyodor mi ha detto che avrei dovuto fare un gesto, come regalarle dei fiori." Poi, con entusiasmo non comune, il pilota collaudatore ha descritto l'esperienza di essere lanciato nello spazio per la prima volta come "un burrito ripieno di una salsa fantastica. Ragazzi, è così meraviglioso!"
Una delle figlie adolescenti di Fischer, Sariah, ha detto al padre "Sono così fiera di te quaggiù sulla piccola vecchia Terra. E sono orgogliosa di te, del tuo sogno fin da quando avevi sei anni, ed ai progressi che hai fatto da allora," ha proseguito. "E' veramente un'ispirazione per Bethany (la sorella minore) ed i ragazzi della nostra età e delle generazioni che verranno. Quindi grazie per questo. Spero che tu possa trascorrere degli ottimi mesi, che siano l'esperienza migliore della tua vita."
Ha aggiunto Bethany: "Ehi, Papà. Ora sei fra le stelle, così puoi provare ad ognuno che se credi nel tuo sogno puoi far si che si avveri. Grazie. Ti Amo."
Questo è il primo lancio di un veicolo abitato Soyuz con solo due passeggeri fin dal 2003. La Russia ha infatti tagliato il normale equipaggio da tre cosmonauti a due in questa missione per motivi di risparmio. Del carico ha sostituito il membro dell'equipaggio mancante. Saranno necessari così un numero minore di missioni cargo Progress in supporto al ridotto equipaggio Roscosmos. Yurchikhin e Fischer rimarranno in orbita per 135 giorni, tornando sulla Terra il 3 settembre. Assieme a loro vi sarà la Whitson, la cui missione è stata recentemente prolungata. I due colleghi di Whitson, Novitskiy e Pesquet, invece, torneranno sulla Terra, come previsto il 2 giugno a chiusura di una permanenza di 196 giorni nello spazio. L'estensione della missione di Whitson assicura la presenza di due astronauti USA a bordo della stazione quest'estate invece che del solo Fischer, mantenendo quindi la ricerca americana a bordo in piena funzione. Inoltre questo permette di essere pronti nel caso si rendesse necessaria una passeggiata spaziale urgente per problemi al segmento USA della stazione.
Questo è stato il primo volo del vettore R-7 con i motori sostituiti fin da quando uno stadio superiore dotato di motore RD-0110 del Soyuz-U aveva sofferto un guasto alla turbopompa il primo dicembre 2016 mentre tentava di piazzare in orbita il Progress MS-04. Le indagini su quell'incidente avevano scoperto dei difetti e leghe utilizzate non corrispondenti in altri motori dello stesso lotto di produzione. I risultati delle indagini avevano costretto alla sostituzione di tutti i motori di quel lotto.
Questo di oggi è stato il 22esimo lancio orbitale globale dell'anno, il 21esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: NASA TV) l'equipaggio al completo di Spedizione 51 con i due nuovi arrivati. Nell'immagine a sinistra (NASA TV) il razzo Soyuz-FG con la capsula Soyuz MS-04 vola nel cielo del Kazakhstan.

LANCIO SOYUZ MS-04 - 20/04/2011 - (Credit: NASA TV/ROSCOSMOS/THE SPACE PROGRAM) - dur.min. 10:23 - LINGUA INGLESE

ATTRACCO SOYUZ MS-04 ALLA ISS - 20/04/2011 - (Credit: NASA TV/ROSCOSMOS/SPACE VIDEOS) - dur.min. 50:28 - LINGUA INGLESE

ENTRATA EQUIPAGGIO SOYUZ MS-04 NELLA ISS - 20/04/2011 - (Credit: NASA TV/ROSCOSMOS/THE SPACE PROGRAM)- dur.min. 02:01 - LINGUA INGLESE

Fonti: Spaceflight - Stephen Clark / NASA ISS Blog - Mark Garcia / Space Launch Report - Ed Kyle

Nell'immagine (CCTV) il Tianzhou-1 mentre viene rilasciato dal secondo stadio del razzo CZ-7.

20/04/2017 - La Cina piazza in orbita il primo veicolo cargo, il Tianzhou-1 -

La Cina ha compiuto un altro passo significativo sulla strada della presenza permanente nello spazio, con il lancio, con il vettore Lunga Marcia-7 (TZ-1), del primo veicolo logistico cargo.
Il lancio è avvenuto alle 11:40:45 UTC (le 13:41 italiane) dal Complesso di Lancio LC201 del Centro di Lancio Spaziale di Wencheng, nell'isola meridionale di Hainan.
Il veicolo cargo non pilotato Tianzhou-1 è diretto verso la mini stazione orbitale Tiangong-2 dove condurrà diversi mesi di dimostrazioni robotiche, per fare pratica sull'assemblaggio e manutenzione del futuro complesso orbitale permanente. Il razzo, alto 53 metri ed alimentato a kerosene, è decollato regolarmente all'orario fissato, poco dopo il tramonto del Sole sul sito di lancio. Illuminando il cielo serale con una luce brillante arancione ed applaudito da folle di turisti e di alte cariche pubbliche, dalla struttura tropicale dell'isola di Hainan, il razzo è schizzato attraverso le nubi allineandosi con la traiettoria del laboratorio spaziale cinese Tiangong-2, dove il veicolo dovrà attraccare sabato.
Il Lunga Marcia-7 Y2 aveva un solo minuto di finestra di lancio odierna, giusto nel momento del passaggio orbitale sopra la base Wenchang del Tiangong-2. Secondo la rete televisiva governativa CCTV, le squadre di tecnici avevano imbarcato 170.000 litri di kerosene raffinato nel razzo Lunga Marcia-7 nelle ore precedenti il lancio, mentre l'ossigeno liquido criogenico era stato imbarcato sul lanciatore dopo il kerosene.
I quattro booster laterali, ognuno spinto da un motore YF-100 che brucia kerosene ed ossigeno liquido, sono stati sganciati dallo stadio centrale del Lunga Marcia-7 circa tre minuti dopo il decollo per ricadere nel Mar Cinese Meridionale. Circa dieci secondi dopo, il motore YF-100 del primo stadio è stato spento e rilasciato, poi il secondo stadio ha acceso i quattro motori YF-115 per spingere il veicolo cargo Tianzhou-1 in orbita.
Il rilascio del veicolo cargo è avvenuto a circa 10 minuti dal decollo. Alcuni minuti dopo i pannelli solari del veicolo cargo Tianzhou-1 sono stati dispiegati ed i responsabili della CNSA (l'agenzia spaziale cinese) hanno confermato la riuscita del lancio ed il perfetto inserimento nell'orbita prevista dell'astronave. Il Tianzhou-1 misura circa 10,6 metri di lunghezza ed ha un diametro di 3,4 metri. Esso è basato sui laboratori spaziali Tiangong e con un peso complessivo di quasi 13 tonnellate è in grado di trasportare 6.500 kg di rifornimenti. Oltre ai beni per l'equipaggio, questo numero comprende anche il propellente per rifornire i serbatoi del modulo Tiangong-2, ed in futuro la stazione spaziale permanente cinese.
La missione di Tianzhou-1 dovrebbe durare circa 5 mesi, due trascorsi con il Tiangong-2 e che vedrà tre manovre di attracco, e tre in volo in solitaria, prima del rientro distruttivo nell'atmosfera terrestre. Tianzhou significa 'vascello del cielo' in cinese, ed è il nome di una nuova serie di navi cargo progettate per consegnare rifornimenti e propellente per la stazione spaziale cinese, il cui completamento in orbita è previsto per il 2022 in modo da poter supportare un equipaggio di tre persone in missioni di sei mesi alla volta.
Questo di oggi è stato il 21esimo lancio orbitale globale dell'anno, il 20esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Xinhua) il decollo del razzo Lunga Marcia-7 con a bordo il primo veicolo cargo automatico cinese Tianzhou-1. Nell'immagine a sinistra (CCTV) il Tianzhou-1 mentre viene rilasciato dal secondo stadio del razzo CZ-7.

LANCIO DEL CZ-7/TIAMZHOU-1 - 20/04/2011 - (Credit: NEW CHINA TV) - dur.min. 32:59 - LINGUA CINESE

Fonti: Xinhua / Spaceflight Now - Stephen Clark / NASAspaceflight.com - Rui C. Barbosa

Nell'immagine (ESO/IAU and Sky & Telescope) l'ubicazione della debole stella rossa LHS 1140, nella costellazione della Balena.

19/04/2017 - Esopianeta appena scoperto ottimo candidato per la vita -

Un esopianeta in orbita intorno a una nana rossa a circa 40 anni luce dalla Terra potrebbe essere il nuovo detentore del titolo "miglior luogo in cui cercare segni di vita al di là del Sistema Solare".
Con lo strumento HARPS dell'ESO a La Silla e altri telescopi in tutto il mondo, un'equipe internazionale di astronomi ha scoperto una "super-Terra" in orbita nella zona abitabile che circonda la debole stella LHS 1140. Questo mondo è poco più grande e molto più massiccio della Terra e probabilmente ha mantenuto la maggior parte della sua atmosfera. Questo, insieme al fatto che il pianeta passa di fronte alla propria stella durante l'orbita, lo rende uno degli obiettivi più interessanti per gli studi delle atmosfere planetarie. I risultati del lavoro verranno pubblicati sul numero del 20 aprile 2017 della rivista Nature.
La super-Terra LHS 1140b appena scoperta orbita nella zona abitabile che circonda una debole nana rossa, LHS 1140, nella costellazione della Balena. Le nane rosse sono molto più piccole e più fredde del Sole e, anche se LHS1140 è dieci volte più vicino alla propria stella di quanto non sia la Terra al Sole, riceve solo metà della luce rispetto alla Terra e si trova al centro della zona abitabile. Dalla Terra, vediamo l'orbita quasi perfettamente di taglio e vediamo il transito una volta ogni 25 giorni, che l'esopianeta, quando passa di fronte alla propria stella, ne blocca in piccola parte la luce.
"È il pianeta extrasolare più esaltante che io abbia mai visto nell'ultimo decennio!" afferma l'autore principale della ricerca Jason Dittmann dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Cambridge, USA). "È difficile sperare in un migior candidato per una delle indagini più appassionanti nella scienza - la ricerca di prove dell'esistenza di vita oltre la Terra."
"Le condizioni attuali della nana rossa sono particolarmente favorevoli - LHS 1140 ruota più lentamente e emette meno radiazione ad alta energia di altre stelle simili di piccola massa." spiega un altro membro dell'equipe, Nicola Astudillo-Defru dell'Osservatorio di Ginevra, Svizzera. Perchè la vita come la conosciamo possa sostenersi, un pianeta deve avere acqua superficiale allo stato liquido e possedere un'atmosfera stabile. Le stelle di tipo nana rossa, quando sono giovani, emettono radiazioni che possono danneggiare l'atmosfera dei pianeti che le orbitano. In questo caso, la grande dimensione del pianeta implica che un oceano di magma avrebbe potuto esistere sulla superficie per milioni di anni. Questo ribollente oceano di lava avrebbe emesso vapore acqueo nell'atmosfera per un tempo molto lungo dopo che la stella si fosse calmata fino a raggiungere la sua emissione energetica attuale, costante, continuando così a rifornire il pianeta di acqua.
La scoperta è stata fatta inizialmente dalla struttura MEarth, che ha scovato il primo indizio rivelatore: diminuzioni caratteristiche nella luce della stella quando l'esopianeta le passava di fronte, cioè durante il transito. Lo strumento HARPS dell'ESO (HARPS è acronimo di High Accuracy Radial velocity Planet Searcher: il cercatore di pianeti per mezzo della determinazione della velocità radiale con elevata precisione) ha quindi svolto alcune cruciali osservazioni supplementari che hanno confermato la presenza della super-Terra. HARPS ha anche contribuito a determinare il periodo orbitale e ha permesso di ricavare la massa e la densità del pianeta.
Gli astronomi stimano che l'età del pianeta sia di circa cinque miliardi di anni e hanno derivato un diametro pari a 1,4 volte quello della Terra - quasi 18 000 chilometri. Con una massa circa 7 volte maggiore di quella terreste, e dunque una densità molto maggiore, l'esopianeta è dunque probabilmente roccioso con un nucleo denso di ferro.
Questa super-Terra potrebbe essere il miglior candidato finora per osservazioni future che ne studino e caratterizzino l'atmosfera, se presente. Due dei membri europei dell'equipe, Xavier Delfosse e Xavier Bonfils entrambi al CNRS e IPAG di Grenoble, Francia, concludono: "Il sistema LHS 1140 potrebbe rivelarsi un bersaglio ancora più importante di Proxima b o TRAPPIST-1 per la futura caratterizzazione dei pianeti nelle regioni abitabili. Questo è stato un anno eccezionale per le scoperte sugli esopianeti!"
In particolare, osservazioni pianificate per il prossimo futuro con il telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA potranno valutare esattamente quanta radiazione ad alta energia cade su LHS 1140b, così che si possa definire meglio la sua possibilità di sostenere la vita. Ancora più in là nel futuro - quando i nuovi telescopi come l'E-ELT (Extremely Large Telescope dell'ESO) e JWST di NASA/ESA saranno in funzione - è probabile che saremo in grado di osservare in dettaglio le atmosfere degli esopianeti e LHS 1140b è un candidato eccezionale per questo tipo di studi.
Nell'illustrazione artistica (Credit: ESO/spaceengine.org) dell'esopianeta LHS 1140b, in orbita attorno ad una nana rossa a circa 40 anni luce dalla Terra. Nell'immagine a sinistra (ESO/IAU and Sky & Telescope) l'ubicazione della debole stella rossa LHS 1140, nella costellazione della Balena.

Fonti: Media INAF - Corrado Ruscica / ESO Italia - Anna Wolter, Jason Dittman ed altri / Nature

19/04/2017 - Nuove immagini del gigantesco velivolo di Stratolaunch -

La Stratolaunch ha aggiornato il proprio sito web con alcune nuove foto del gigantesco aereo madre che si trova in costruzione presso il Mojave Air and Space Port.
L'aereo a doppia fusoliera lo renderà l'aereo più grande al mondo, con la sua apertura alare di 117 metri. Spinto da sei motori provenienti da Boeing 747, l'aereo avrà una capacità di carico di oltre 226 tonnellate ed un raggio operativo di circa 3.715 km.
L'aereo della Stratolaunch è progettato per lanciare veicoli razzo in volo. La compagnia ha un accordo con la Orbital ATK per l'utilizzo dei piccoli razzi Pegasus. A marzo il miliardario Paul Allen aveva detto che sperava che l'aereo madre eseguirà il suo primo volo di prova entro la fine dell'anno.
Nell'immagine (Credit: Stratolaunch) due foto del gigantesco aereo madre della Stratolaunch in fase di costruzione.

Fonti: Parabolic Arc - Doug Messier / Stratolaunch.com

18/04/2017 - Lisa Pathfinder a caccia di detriti -

Lisa Pathfinder, il dimostratore tecnologico dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), potrebbe tornare utile anche per mappare la distribuzione delle polveri di asteroidi e comete. Un team di ricercatori della NASA ha proposto di utilizzare le incredibili capacità della sonda per tracciare le posizioni di queste piccole particelle, che sfrecciano per il Sistema Solare a grandi velocità, oltre i 35 mila km orari. Le nuove misure potrebbero aiutarci a comprendere meglio la fisica della formazione dei pianeti ed i rischi di impatto per i veicoli spaziali attuali e del futuro.
L’obiettivo primario di Lisa Pathfinder è verificare che Lisa, la missione congiunta NASA ed ESA, possa funzionare. Lisa costituirà il primo osservatorio spaziale per le onde gravitazionali e sarà composto da una costellazione di tre sonde poste a milioni di km di distanza tra loro, le cui posizioni reciproche saranno monitorate con grande accuratezza.
E' proprio questa particolarità di Lisa Pathfinder, la quale, nel momento che riceve una pressione proveniente dal Sole o da impatti dovuti a grani di polvere, compensa automaticamente per ridurre al minimo gli spostamenti. Lo scorso anno, nei primi mesi di funzionamento, ha dimostrato di funzionare con una precisione cinque volte superiore rispetto ai requisiti della missione. "Ogni volta che un grano di polvere colpisce Lisa Pathfinder, i suoi propulsori annullano la piccola quantità di moto trasferita alla navicella," spiega Diego Janches del Goddard Space Flight Center. "Possiamo convertire le informazioni raccolte per conoscere meglio le particelle che impattano sulla sonda. Quello che per un team è rumore, diventa dati per un altro."
Per poter estrapolare i dati relativi ai piccoli impatti, Tyson Littenberg del Marshall Space Flight Center della NASA, ha adattato un algoritmo originariamente sviluppato per la ricerca dei segnali di onde gravitazionali. Per ricostruire i segnali più probabili, il team ha sviluppato milioni di diversi scenari possibili, e li ha poi confrontati con ciò che la sonda rileva nella realtà. Queste informazioni permettono ai ricercatori di ricostruire la posizione dell’impatto e la traiettoria originale dell’oggetto che ha colpito la sonda. In questo modo i ricercatori possono ricostruire i flussi di detriti, e magari associarli ad asteroidi o comete note.
"Si tratta di una bella collaborazione," racconta Paul McNamara, project scientist di Lisa Pathfinder alla sede dell’Esa di Noordwijk. "Sono dati che noi utilizziamo per fare misure scientifiche di altro tipo, e a partire da quelle altri ricercatori sono in grado di studiare le microparticelle che colpiscono il veicolo spaziale." La posizione così lontana, la sensibilità a particelle di piccola massa e la capacità di misurare con precisione l’impatto ricevuto fanno di Lisa Pathfinder uno strumento unico per lo studio dei micrometeoriti nel Sistema Solare interno.
Nella foto (Credit: ESA/Massimo Martini) un modello di Lisa Pathfinder durante l'Open Day Estec del 2015.

Fonte: Media INAF - Elisa Nichelli

Nell'immagine (CGTN/China 24) il Tianzhou-1 durante le fasi di preparazione al lancio.

18/04/2017 - Il primo veicolo cargo cinese arriva sulla rampa di lancio -

Gli ingegneri cinesi hanno trasferito lunedì il razzo Lunga Marcia-7 al complesso di lancio, che si affaccia sul mare, dell'isola di Hainan, e si trova nel Mar Cinese meridionale, in preparazione all'invio del primo veicolo cargo robotico destinato a testare le tecnologie necessarie per le future stazioni spaziali cinesi.
Il veicolo spaziale Tianzhou-1, montato sulla sommità del lanciatore Lunga Marcia-7, alto 53 metri, dovrà attraccare al laboratorio spaziale Tiangong-2 circa due giorni dopo il decollo, la prima di queste tre manovre previste durante la missione cargo. Le autorità ufficiali cinesi hanno detto che il lancio è previsto fra giovedì 20 e lunedì 24 aprile.
Montato sopra una piattaforma mobile di lancio, il Lunga Marcia-7 è emerso dall'edificio di assemblaggio verticale lunedì verso le 7:30 a.m. ora di Pechino (le 1:30 italiane) ed ha compiuto il tragitto di circa 2,7 km, nel corso di due ore e mezza, diretto al punto di lancio. Il razzo e la sua piattaforma mobile dotata di 32 ruote, pesanti in totale 1.800 tonnellate, hanno eseguito il percorso verso la rampa di lancio senza problemi. Se i preparativi finali di lancio proseguiranno senza intoppi, il decollo avverrà verso le 7:40 p.m. ora di Pechino di giovedì (le 13:40 italiane) dal centro spaziale Wechang , una struttura tropicale che si trova sulla costa nord-occidentale dell'isola di Hainan e che ospiterà il suo primo lancio spaziale dell'anno.
Il lancio è fissato al momento esatto che il Tiangong-2 sorvolerà sopra la rampa di Wechang, permettendo al veicolo cargo Tianzhou-1 di raggiungere il laboratorio abitabile dopo essere stato rilasciato dallo stadio superiore del Lunga-Marcia-7. Tianzhou significa 'vascello del cielo' in cinese, ed è il nome di una nuova serie di navi cargo progettate per consegnare rifornimenti e propellente per la stazione spaziale cinese, il cui completamento in orbita è previsto per il 2022 in modo da poter supportare un equipaggio di tre persone in missioni di sei mesi alla volta.
Gli equipaggi della stazione spaziale cinese hanno bisogno di attrezzature nuove, esperimenti ed altri rifornimenti durante le loro missioni di lunga durata. Il volo spaziale cinese più lungo finora è stato quello dell'equipaggio della Shenzhou-11 che ha visitato il laboratorio spaziale Tiangong-2 lo scorso anno, e che è durata approssimativamente 32 giorni.
"Ad esempio, le razioni giornaliere per un astronauta, compreso cibo e vestiario, tute extraveicolari, così come acqua da bere con speciali taniche," ha detto Bai Mingsheng, capo progettista del veicolo spaziale Tianzhou-1 del CASC (China Aerospace Science and Technology Corp.). "Vedremo se il veicolo spaziale Tianzhou-1 risponderà alle necessità di trasporto e rifornimento dei veri beni durante questo lancio." I responsabili cinesi hanno dichiarato che il vascello Tianzhou-1, pesante quasi 13 tonnellate, è il più grande e pesante veicolo spaziale mai costruito e lanciato dalla Cina. Mao Wanbiao, vice comandante del sito di lancio del Tianzhou-1, ha detto lunedì che il trasferimento di lunedì alla posizione di lancio segna l'avvio delle fasi finali di preparazione al decollo. "Tutto il lavoro si è svolto senza problemi, e siamo pronti a rifornire e lanciare il razzo," ha dichiarato Mao alla televisione di stato cinese CCTV.
Dopo che il razzo ha raggiunto la rampa di lancio, un complesso posizionato a circa 600 metri dalla spiaggia, le piattaforme di lavoro hanno ruotato attorno al Lunga Marcia-7 per dare al personale l'accesso al veicolo per i controlli finali. Il Tianzhou-1 aveva raggiunto il centro spaziale di Wechang il 13 febbraio scorso, ed i componenti del razzo Lunga Marcia-7 a marzo per essere assemblati all'interno dell'hangar di integrazione verticale. Progettato per ospitare fino a 6.500 kg di carico, il veicolo spaziale Tinazhou ha un compito simile ai veicoli cargo che volano verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) come le russe Progress ed i veicoli commerciali Cygnus e Dragon realizzati da Orbital ATK e SpaceX.
Nella foto (Xinhua/Ju Zhenhua) l'ogiva del razzo CZ-7, che protegge il Tianzhou-1, è arrivato sulla rampa di lancio con la Luna sullo sfondo. Nel progetto e nelle capacità, il Tianzhou è più come i Progress russi e l'ATV europeo oramai in pensione, che trasportano beni solidi, acqua e propellenti per l'avamposto orbitante. Le navi commerciali di rifornimento USA ed il vascello logistico giapponese HTV non trasportano propellenti per rifornire la stazione spaziale. "Questo è un nuovo esperimento," ha detto Bai in un'intervista alla CCTV. "Se avrà successo, avremo anche il veicolo di attracco abitato e quello cargo che utilizzeranno questa tecnologia."
Il Tianzhou-1 misura circa 10,6 metri ed ha un diametro di 3,4 metri. Una volta in orbita il veicolo spaziale estenderà i suoi pannelli solari per una larghezza complessiva di 15 metri. "La capacità di carico del Tianzhou-1 è ideata in scala con la stazione spaziale, permettendo di raggiungere la maggiore quantità di carica, con il più basso peso strutturale," dice Bai. "Vi è un fattore di capacità di carico (il rapporto fra il peso del veicolo ed il carico che può imbarcare) che raggiunge il valore di 0,48, uno dei più alti al mondo."
Egli afferma che la missione Tianzhou-1 dovrebbe durare almeno due mesi, durante i quali il vascello attraccherà al Tiangong-2 tre volte e rifornirà i serbatoi di propellente liquido del modulo. L'agenzia di stampa governativa cinese, Xinhua, ha precedentemente riportato che il Tianzhou-1 volerà poi da solo per circa tre mesi prima di rientrare nell'atmosfera terrestre. Il lancio di giovedì sarà il secondo volo del razzo Lunga Marcia-7 (Chang Zheng-7, CZ-7), una nuova classe media di lanciatori cinesi che ha debuttato nel volo di prova del giugno 2016.
Il CZ-7 utilizza uno stadio principale del diametro di 3,35 metri spinto da due motori a combustione YF-100 alimentati a kerosene ed ossigeno liquido capaci di una spinta di 122,5 tonnellate ognuno. Vi sono inoltre quattro booster di accelerazione iniziale del diametro di 2,25 metri e con un motore YF-100 ognuno che portano la spinta totale a 734 tonnellate al decollo. Infine quattro motori YF-115, sempre a kerosene ed ossigeno, da 18 tonnellate di spinta sono montati sul secondo stadio, sempre del diametro di 3,35 metri. Il razzo pesa complessivamente 594 tonnellate al decollo ed è alto 53,1 metri.
Il CZ-7 è in grado di piazzare circa 13,5 tonnellate di carico utile in orbita bassa terrestre, ed oltre 5,5 tonnellate in orbita polare solare sincrona a 700 km di quota. La Cina prevede di lanciare il nucleo della propria staziona spaziale da 60 tonnellate il prossimo anno, seguita da ulteriori moduli di ricerca ed abitativi. Le navi con equipaggi e veicoli cargo inizieranno a visitare il complesso spaziale poco dopo il lancio del Tianhie-1, il modulo centrale, che verrà portato in orbita dal razzo pesante Lunga Marcia-5, sempre partendo da Wechang.
Costruito fra il 2009 ed il 2014, il centro di lancio Wechang si trova a 19° di latitudine nord, più vicino all'equatore di ogni altro sito di lancio cinese, dando alla Cina il miglior accesso per piazzare satelliti in orbita geostazionaria. Questo permette ai razzi di far cadere i propri stadi spenti nell'oceano invece che sulla superficie, come avviene nel caso di tutti gli altri siti di lancio cinesi. Il Lunga Marcia-5 è necessario per piazzare in orbita i moduli più pesanti della stazione, ed ha compiuto il proprio debutto in volo a novembre. Un secondo lancio di Lunga Marcia-5 è previsto a giugno, quando decollando da Wechang, piazzerà in orbita un satellite sperimentale per telecomunicazioni.
Il terzo volo del Lunga Marcia-5, fissato a novembre, porterà sulla Luna il veicolo robotico per la raccolta di campioni della superficie, Chang'e-5, che allunerà e riporterà i campioni raccolti sulla Terra.
Nella foto (Credit: Xinhua/Ju Zhenhua) il rollout (trasferimento, ndr) del razzo Lunga Marcia-7/Tianzhou-1 verso la rampa di lancio. Nella foto a destra (Xinhua/Ju Zhenhua) l'ogiva del razzo CZ-7, che protegge il Tianzhou-1, è arrivato sulla rampa di lancio con la Luna sullo sfondo.

TIME-LAPSE DEL TRASFERIMENTO DI CZ-7/TIAMZHOU-1 SULLA RAMPA DI LANCIO - 17/04/2011 - (Credit: CGTN) - dur.min. 1:06 - MUSICA

Fonti: Spaceflight Now - Stephen Clark / Xinhua

18/04/2017 - Partito verso la ISS il veicolo cargo Cygnus OA-7 -

Dopo un conto alla rovescia senza problemi il razzo Atlas 5 (AV-070), configurazione 401, è decollato dalla rampa 41 dell'Air Force Station di Cape Canaveral, all'apertura della finestra di lancio, le 15:11 UTC (le 17:11 italiane).
A bordo il veicolo cargo Cygnus OA-7 battezzato S.S. John Glenn in onore dell'astronauta NASA che per primo entrò in orbita attorno alla Terra. La missione è destinata a consegnare oltre 3,5 tonnellate di rifornimenti ed esperimenti per l'equipaggio di Spedizione 51 che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il primo stadio ha compiuto regolarmente il proprio compito e, cinque minuti dopo il decollo, i suoi motori RD-180 sono stati spenti e lo stadio sganciato.Pochi secondi dopo è avvenuto il rilascio dell'ogiva che ha protetto il Cygnus nelle fasi di attraversamento dell'atmosfera ed il motore RL-10 dello stadio superiore Centaur è stato acceso.
Dopo circa 22 minuti dal decollo il Centaur ha raggiunto l'orbita prevista di 230 km, inclinata di 51,6° ed è avvenuto il distacco di Cygnus. Il veicolo cargo, dopo aver dispiegato i propri pannelli solari, inizierà l'inseguimento della ISS, che raggiungerà nelle prime ore del mattino di sabato. Alle 6:05 a.m. EDT (le 12:05 italiane), mentre sorvoleranno il sud della Francia, l'equipaggio della stazione, utilizzando il braccio robotico, catturerà il Cygnus e lo aggancerà ad uno dei boccaporti liberi del complesso orbitale.
Grazie al contratto Commercial Resupply Services della NASA, il Cygnus trasporterà oltre 3.450 kg di attrezzature per la ricerca scientifica, rifornimenti per l'equipaggio e strumenti per il laboratorio orbitante in supporto ai membri dell'equipaggio di Spedizione 51 e Spedizione 52. Fra i nuovi esperimenti vi sono uno studio sugli anticorpi che potrebbe migliorare l'efficacia dei medicinali utilizzati nella chemioterapia per il trattamento dei tumori ed un'avanzato ambiente per lo studio della fisiologia e crescita delle piante nello spazio ad utilizzo alimentare.
Un altro studio tenuto per l'U.S. National Laboratory darà un'occhiata alle cellule magnetizzate ed agli strumenti con i quali rendere più semplice maneggiarle e farle crescere, migliorando la riproducibilità degli esperimenti. Il Cygnus trasporta anche 38 CubeSat, compresi molti realizzati dagli studenti delle università di tutto il mondo come parte del programma QB50. I CubeSat saranno rilasciati, una parte dal veicolo spaziale stesso, ed una parte dalla stazione spaziale nel corso dei prossimi mesi.
Si tratta della terza missione Cygnus ad essere portata in orbita grazie all'affidabile razzo Atlas 5 della United Launch Alliance (ULA). La Orbital ATK, che costruisce il Cygnus, riprenderà i voli con il proprio vettore Antares a partire dalla prossima missione, la AO-8, il cui lancio è fissato, indicativamente, per il primo ottobre 2017 con partenza dal poligono di lancio della NASA a Wallops, in Virginia.
Quello di oggi è stato il 142esimo lancio di successo di seguito del programma Atlas nel corso di due decenni, il 71esimo per Atlas 5, il 70esimo di successo ed il 61esimo consecutivo senza problemi. Quello di oggi è stato anche il 20esimo lancio orbitale globale del 2017, il 19esimo a concludersi con successo. Il prossimo Atlas 5 decollerà, sempre da Cape Canaveral, in configurazione 401, senza booster di spinta iniziale, il 3 agosto per portare in orbita il satellite per trasmissioni spaziali TDRS-M (Tracking and Data Relay Satellite-M) per la NASA. Questo lancio era fissato, originariamente, per metà marzo, ma alcuni problemi con il razzo Atlas 5 avevano costretto la ULA a chiedere un rinvio di quasi un mese per sostituire delle parti guaste.
Nell'immagine (Credit: NASA TV) il momento del decollo del razzo Atlas 5 da Cape Canaveral per l'avvio della missione cargo AO-7.

Fonti: Spaceflight Now - Justin Ray / NASA Commercial Resupply Orbital ATK - Anna Heiney / Space Launch Report - Ed Kyle

Nello schema (NASA) la composizione delle finestre della Cupola sulla ISS.

15/04/2017 - L'equipaggio della ISS sostituisce un componente di una finestra della Cupola -

L'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha sostituito con successo un componente di una finestra nel modulo Cupola.
L'operazione è stata condotta senza rischi per l'equipaggio, grazie all'innovativo design dei moduli che compongono le finestre e che prevedono quattro strati. In questo modo la sostituzione di quello interno non provoca rischi di perdita di pressione per la stazione.
La Cupola venne installata sulla ISS durante la missione Shuttle STS-130 nel 2010, assieme al Nodo 3, ed è stata realizzata dall'ESA per fornire agli astronauti una visione senza precedenti dell'esterno della stazione ed aiutare l'arrivo dei veicoli e per la ripresa fotografica della Terra. Sebbene le finestre della Cupola abbiano sofferto nel tempo dell'impatto di alcuni piccoli micrometeoriti, questi non hanno causato finora nessun danno serio al modulo.
Le finestre sono composte di quattro strati, uno interno per proteggere dai graffi accidentali quello in pressione, due strati spessi 25mm che proteggono la pressione della cabina ed uno esterno a protezione dai detriti. Nell'evento di un danno più serio, la finestra è progettata per essere sostituita in orbita anche se questo richiede un'attività extra-veicolare (EVA). Diversi pannelli antigraffio interni si trovano a bordo della ISS nell'evento che uno di questi debba essere sostituito. Questo è quello che è successo, dopo che l'equipaggio ne aveva fatto richiesta.
Il pannello antigraffio n.7 della Cupola è stato quindi sostituito. Si tratta di quello circolare più grande che guarda verso la Terra e che gli astronauti utilizzano di più per scattare fotografie del nostro pianeta. Proprio a causa di questo, nel tempo, vi si sono accumulati vari segni e graffi che pregiudicavano sempre più la buona riuscita delle fotografie.
L'equipaggio di Spedizione 51 è ora in attesa di un veicolo cargo Cygnus, il cui decollo è previsto per il 18 aprile, e della Soyuz MS-04 con due membri dell'equipaggio, il cui decollo è previsto due giorni dopo.
Nella foto (Credit: NASA) l'astronauta NASA Tracy Caldwell Dyson osserva la Terra dalla Cupola, durante la missione Spedizione 23 del 2010. Nello schema in alto a sinistra (NASA) la composizione delle finestre della Cupola sulla ISS.

Fonte: NASAspaceflight - Chris Bergin

15/04/2017 - Le ripercussioni della Brexit su alcuni progetti spaziali Europei -

Sebbene la Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, non sia legata alla partecipazione inglese all'Agenzia Spaziale Europea ed ai vari progetti ai quali collabora l'isola, vi sono alcuni aspetti di altri progetti congiunti che sono messi in seria discussione.
I principali progetti europei ai quali il Regno Unito collaborava al di fuori di ESA sono il sistema di navigazione globale Galileo e la rete di monitoraggio ambientale Copernicus. Si tratta di due progetti multi-miliardari che comprendono dozzine di satelliti e l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea dovrà prevedere nuovi negoziati se gli inglesi vorranno continuare a beneficiarne. I responsabili europei si sono detti pronti a rilevare la produzione delle parti spettanti al Regno Unito e ridistribuirle nell'Unione.
Ad esempio, la Surrey Satellite Technology Ltd, con sede a Guilford, Inghilterra, ha costruito 22 carichi utili per la flotta dei satelliti di navigazione Galileo, analoga al GPS americano. L'Airbus Defence and Space della sede di Portsmouth ne ha forniti altri quattro, assicurando almeno 26 degli iniziali 30 satelliti della flotta con a bordo strumenti di navigazione costruiti dai britannici. Ora il ruolo del Regno Unito in questo progetto spaziale, gestito dalla Commissione Europea, dovrà entrare a far parte dei negoziati. E non è detto che, alla fine dei negoziati, previsti per il 2019, la Commissione Europea decida di affidare questo ruolo ad una compagnia di un altro Paese membro. Si tratta di commissioni per un valore futuro di circa 500 milioni di dollari.
Stessa questione per Copernicus, la più grande flotta al mondo di satelliti destinati al monitoraggio ambientale, dove però il ruolo industriale del Regno Unito è più limitato. La Airbus Defence and Space ha una sede a Stevenage, Inghilterra, responsabile per l'assemblaggio di uno dei satelliti che verrà lanciato entro l'anno, e numerose compagnie minori britanniche forniscono strumenti e componenti a molti dei veicoli spaziali polari Sentinel del programma Copernicus.
Una volta che il Regno Unito non farà più parte ufficialmente degli stati membri EU, il governo inglese dovrà siglare nuovi accordi di sicurezza per l'accesso ai dati criptati di Galileo e per quelli relativi al programma Copernicus. Insomma altri problemi dettati dalla Brexit che la popolazione britannica ha deciso così, forse senza troppa riflessione sulle conseguenze che avrebbe avuto in tutti i campi, compreso quello spaziale.
Nella foto (Credit: SSTL) gli ingegneri inglesi di Guilford mentre testano gli strumenti per un satellite della costellazione Galileo.

Fonte: Spaceflight Now - Stephen Clark

14/04/2017 - L'Orion che ha volato per EFT-1 è stato esposto dalla NASA -

Oltre due anni dopo il suo ammaraggio al ritorno dall'orbita, il primo modulo equipaggio Orion della NASA che ha volato nello spazio è atterrato per un'esposizione pubblica vicino a dove è stato lanciato.
La capsula senza equipaggio Orion si trova ora esposta presso il Centro Visitatori del Kennedy Space Center in Florida come la più recente aggiunta a 'NASA Now', una galleria dedicata a raccontare 'la storia dell'evoluzione del futuro dell'esplorazione spaziale'. Orion venne lanciato per la missione EFT-1 con un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance (ULA) il 5 dicembre 2014, orbitando attorno al pianeta due volte, il veicolo spaziale volò fino ad una distanza di 5.800 km dalla Terra - più lontano di ogni altro veicolo spaziale progettata per ospitare astronauti a volare fin dalla missione lunare Apollo 17 nel 1972. Lunedì 10 aprile il modulo è stato spostato dal Neil Armstrong Operation and Checkout Building presso il Kennedy Space Center, dove è stato costruito ed in seguito analizzato dopo il volo, al centro visitatori.
La capsula, costruita dalla Lockheed Martin, è stata trasportata con un camion verso l'edificio che ospita il cinema IMAX, dove si trova in questo momento l'esposizione. Ora il pubblico può ammirare Orion EFT-1 con la sua originale copertura termica di mattonelle nere, simili a quelle utilizzate nella parte inferiore degli orbiter Space Shuttle, che hanno protetto la capsula durante il suo rientro nell'atmosfera. Un telo nero nasconde invece la base di Orion dove è assente lo scudo termico, rimosso per ulteriori analisi post-volo. Il veicolo spaziale che ha compiuto l'EFT-1 avrebbe dovuto volare ancora durante un test di aborto in volo, mettendo alla prova il sistema di fuga progettato per proteggere gli astronauti in caso di problemi durante il lancio. Secondo la Lockheed Martin ora questo test sarà condotto utilizzando un altro modello di capsula. In questo modo Orion di EFT-1 rimarrà esposto al Centro Visitatori del KSC. Oltre ad Orion di EFT-1, a NASA Now si trovano esposti una capsula Dragon di SpaceX che ha volato verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nella seconda missione di rifornimento, la carlinga di un CST-100 Starliner della Boeing ed i modelli in scala del razzo Space Launch System (SLS) e il veicolo cargo Dream Chaser della Sierra Nevada. Recentemente al centro visitatori è in mostra anche il veicolo di lancio Vector-R.
Nella foto (Credit: Kennedy Space Center Visitor Complex) la capsula Orion che ha compiuto il volo EFT-1, esposto al KCS.

Fonte: Space.com - Robert Z. Pearlman

Nella foto (NASA/JPL/University of Arizona) ripresa dalla sonda Galileo, la caotica superficie di Europa.

14/04/2017 - La NASA approva gli strumenti per la missione europea JUICE -

La NASA, che collabora con l'ESA per prima missione europea diretta allo studio di Giove e delle sue lune, ha superato un passo decisivo portando la progettazione preliminare degli strumenti nella fase di implementazione.
Progettata per studiare l'emergere di mondi abitabili attorno ai giganti gassosi, la JUpiter ICy Moons Explorer (JUICE) sarà lanciata fra cinque anni, arrivando a Giove nell'ottobre del 2029. JUICE trascorrerà gran parte dei quattro anni di missione nel sistema gioviano a studiare la gigantesca magnetosfera e turbolenta atmosfera di Giove e le sue lune galileiane ghiacciate - Callisto, Ganimede ed Europa.
Il 6 aprile la NASA ha approvato l'entrata del progetto nella fase di realizzazione. Inoltre ha fornito la base per i tempi ed i finanziamenti necessari. Il costo totale per la NASA si aggira sui 114,4 milioni di dollari. Il prossimo passo decisivo per NASA sarà il CDR (Critical Design Review), che si terrà fra circa un anno. Il CDR complessivo ESA della missione JUICE è previsto invece per la primavera 2019.
JUICE è una missione di grandi dimensioni - la prima nel programma Cosmic Vision 2015-2025 di ESA ed ospita dieci strumenti scientifici. La NASA fornirà lo spettrografo ultravioletto UVS (Ultraviolet Spectrograph) ed anche i sottosistemi e componenti per due altri strumenti: Particle Environment Package (PEP) ed il Radar for Icy Moon Exploration (RIME),
L'UVS è stato selezionato per osservare le dinamiche e la chimica atmosferica del sistema gioviano, compresi i satelliti ghiacciati e la luna vulcanica Io. Con il pianeta Giove stesso, la squadra di scienziati che segue lo strumento spera di poter imparare molto sulle strutture verticali della sua stratosfera e determinare la relazione fra le condizioni di cambiamento della magnetosfera e le osservate aurore. Lo strumento è fornito dal Southwest Research Institute (SwRI), al costo di 41,2 milioni di dollari.
Il PEP è una serie di sei sensori, realizzati dall'Istituto Svedese di Fisica Spaziale (IRF), capace di fornire una mappa 3D del sistema di plasma che circonda Giove. Uno dei sei sensori è fornito dal Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory di Laurel, Maryland. Il costo totale del contributo NASA per lo strumento PEP si aggira sui 42,4 milioni di dollari.
RIME, un radar che può penetrare nel ghiaccio, è uno strumento chiave per eseguire della geologia, ed è sviluppato dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California, fornisce i sottosistemi dello strumento. RIME permetterà di penetrare sotto la superficie delle lune ghiacciate di Giove per comprenderne la loro struttura interna. Lo strumento si concentrerà su Callisto, Ganimede ed Europa, per determinare la formazione dei meccanismi e dei processi interni che occorrono per produrre corpi con acqua sotto la superficie. Su Europa lo strumento cercherà inoltre le aree più sottili di ghiaccio e le posizioni dove avviene la maggior parte dell'attività geologica come i pennacchi. Il costo totale del contributo NASA è di 30,8 milioni di dollari.
Ma come JUICE sarà complementare alla missione di sorvoli multipli Europa Clipper della NASA, sempre prevista per il lancio nei primi anni '20? "Le missioni sono compagni della stessa famiglia. Insieme esploreranno l'intero sistema gioviano," ha dichiarato Curt Niebur, scienziato del programma presso la sede centrale NASA di Washington. "Clipper è concentrata su Europa e nel determinare la sua abitabilità mentre JUICE osserverà per una comprensione complessiva di come l'intero gruppo di satelliti galileiani si è formato ed evoluto."
Niebur aggiunge che esaminando la complessità del sistema gioviano, impareremo molto su quanto sono abitabili queste zone del nostro Sistema Solare ed oltre."Abbiamo imparato che gli ambienti abitabili possono sorgere in luoghi sorprendenti ed in modi inaspettati. La vita potrebbe non essere limitata alla superficie dei mondi come la Terra che orbitano alla giusta distanza dai loro soli."
Nell'illustrazione artistica (Credi: ESA) la sonda europea JUICE nel sistema di Giove. Nell'immagine composita in alto a sinistra (NASA/JPL/University of Arizona), ripresa dalla sonda Galileo, la caotica superficie di Europa fotografata nel corso di tre orbite fra il 1996 e 1997.

Fonte: NASA - Kindra Thomas

14/04/2017 - Nuovi modi di stampa 3D con materiali extraterrestri -

Quando gli esseri umani inizieranno la colonizzazione di Luna e Marte, avranno bisogno di costruire tutto quello di cui avranno bisogno, dal più piccolo strumento fino a grandi edifici, utilizzando le limitate risorse del luogo.
Ramille Shah ed il suo laboratorio Tissue Engineering and Additive Manufacturing (TEAM) della Northwestern Engineering, hanno dimostrato la capacità di stampare strutture in 3D utilizzando repliche sintetiche della polvere lunare e marziana. Questo lavoro utilizza un'estensione del loro 'processo di pittura 3D', un termine che Shah ed i suoi collaboratori utilizzano per il nuovo modo di inchiostro 3D, che è stato impiegato in precedenza per stampare 'ossa' molto realistiche, utilizzando grafene, nanotubi di carbonio, metalli e leghe.
Sfruttando ciò che è disponibile su Marte, dove di polvere ce n’è davvero tanta, sarà possibile utilizzare particolari inchiostri per stampanti 3D. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports. Le particelle di polvere sintetiche usate in laboratorio hanno composizione, forma e grandezza molto simili a quelle lunari e marziane. La squadra di Shah ha creato l’inchiostro 3D utilizzando queste polveri, una serie di semplici solventi e un biopolimero. Gli oggetti 3D (attrezzi e mattoni) sono stati poi stampati con un semplice processo di estrusione. "Abbiamo perfino stampato mattoncini simili ai Lego," dice Shah, "che possono poi essere utilizzati come elementi costruttivi."
I ricercatori assicurano che gli utensili prodotti con questo metodo sono flessibili, elastici ma allo stesso tempo robusti. Il materiale può essere manipolato, tagliato o piegato ed è molto simile alla gomma. Insomma, potrebbe essere adatto all’utilizzo sul pianeta Marte. Il passo successivo sarà quello di rendere questo materiale duro come la ceramica e l’unico modo possibile è quello di cuocerlo come si fa sulla Terra dentro a dei forni.
Per mandare degli umani su Marte sicuramente dovremo aspettare anni, se non decenni, e questo è solo uno dei tanti passi da fare per rendere la spedizione possibile.
Nella foto (Credit: Northwestern University) alcuni degli oggetti stampati in 3D utilizzando un particolare biopolimero ricavato dalla polvere marziana creata in laboratorio.

Fonte: Spaceref / Northwestern University / Media INAF - Eleonora Ferroni

14/04/2017 - L'eterno dilemma: Luna o Marte ? -

Mentre la strategia a lungo termine della NASA per la missione verso Marte è ancora in divenire, i capi di diverse agenzie spaziali hanno detto che preferirebbero delle missioni iniziali sulla Luna, come pietra angolare prima di arrivare a Marte.
Durante un incontro pubblico, tenuto il 4 aprile scorso durante il 33esimo Space Symposium a Colorado Springs, gran parte dei rappresentanti delle 15 agenzie spaziali presenti hanno espresso il loro supporto per arrivare a Marte solo dopo aver fatto prima esperienza sulla Luna. "Pensiamo che la Luna sia un passo importante. Marte non è l'obiettivo finale," ha detto Jan Woerner, direttore generale dell'ESA (L'Agenzia Spaziale Europea=. "La Luna è un passo intermedio per arrivare a Marte, ma la Luna può anche offrire alcune speciali opportunità."
Woerner, come ha già fatto negli ultimi anni, ha promosso la propria visione del 'Moon Village', una base lunare che potrebbe accogliere il contributo di vari Paesi e compagnie private. "Moon Village fa parte della nostra strategia complessiva," ha ribadito. Il Moon Village ha ricevuto l'appoggio di Yulong Tian, segretario generale della CNSA (l'agenzia spaziale cinese). Egli ha spiegato i piani per una serie di missioni robotiche dirette alla Luna che avranno luogo nei prossimi anni, compresa la prima missione della Cina per il recupero di campioni dalla superficie, Chang'e-5, il cui lancio è previsto a novembre.
Le altre missioni, ha proseguito Tian, saranno dirette ai poli lunari, dove si pensa vi possano essere depositi di ghiaccio d'acqua che potrebbero sostenere le future basi umane. "Nei prossimi dieci anni avremo alcune missioni nelle regioni polari lunari, compreso l'insediamento di una base lunare, o come parte del Moon Village," ha concluso. Nella conferenza stampa tenuta sempre qui il 4 aprile, Igor Komarov, direttore generale della Roscosmos (l'agenzia spaziale russa), ha detto che ha avuto colloqui con l'ESA per la partecipazione a qualsiasi sforzo relativo al Moon Village. "Noi dobbiamo andare sulla Luna," ha detto, in parte per studiare i problemi associati con le missioni marziane. "E' meglio risolvere questi problemi sulla Luna prima di andare su Marte."
Anche agenzie spaziali più piccole, che hanno partecipato all'incontro, hanno espresso il desiderio di compiere, per prime, le missioni lunari. "Noi non consideriamo il volo verso Marte come un programma vitale o uno scopo," ha dichiarato Yuriy Radchenko, capo dell'Agenzia Spaziale Statale dell'Ucraina. "Attualmente stiamo prendendo in seria considerazione i compiti correlati all'esplorazione lunare."
I piani attuali per missioni umane NASA su Marte non hanno enfatizzato il ritorno dell'uomo sulla superficie lunare come passo intermedio. Invece la NASA ha pianificato delle missioni nello spazio attorno alla Luna ('cislunare'), che potrebbero durare anche un anno alla volta. L'agenzia ha, nelle scorse settimane, fornito maggiori dettagli su quest'idea, compresa la sequenza di missioni per realizzare quello che viene chiamato 'Deep Space Gateway'.
Questo avamposto orbitale potrebbe supportare le missioni sulla superficie lunare svolte dai partner internazionali della NASA o da compagnie private. "L'obiettivo è vedere quello che possiamo dimostrare nella zona intorno alla Luna e lavorare con i nostri partner internazionali su ciò che facciamo sulla sua superficie," ha detto il facente funzione di Amministratore NASA, Robert Lightfoot. Egli non ha escluso attività NASA sulla superficie della Luna, come il testare delle tecnologie per l'utilizzazione delle risorse sul posto. "Pensiamo che potremo fare qualche lavoro sulla Luna per portarci avanti quando andremo su Marte," ha detto.
Un capo di agenzia però, ha mostrato poco interesse nell'andare sulla Luna. Dobbiamo pensare che il futuro è Marte, piuttosto che la Luna," ha detto Roberto Battiston, presidente dell'agenzia spaziale italiana (ASI). Le missioni lunari, ha aggiunto, potrebbero aiutare a prepararci per Marte. "Ma il vero obiettivo futuro, a lungo termine, quello che sarà veramente la prossima sfida, è Marte."
Nella foto (Credit: Tom Kimmell) Robert Walker, ex-deputato USA ed ora consigliere per lo spazio del Presidente Donald Trump, durante l'incontro con i capi di 15 agenzie spaziali nazionali durante il 33esimo Space Symposium.

Fonte: Space.com - Jeff Foust

14/04/2017 - La Cina delinea la propria agenda di esplorazione dello spazio -

Yulong Tian, segretario generale della CNSA (China National Space Administration), ha parlato in pubblico il 5 aprile durante il 33esimo Space Symposium che si è tenuto a Colorado Springs, ed ha delineato l'agenda spaziale del proprio Paese per i prossimi anni, sia in campo robotico che abitato.
Yulong ha presentato i principali elementi del Piano Spaziale 2016 per la Cina per i prossimi cinque anni nel campo del volo spaziale umano e robotico. Per quanto riguarda il sistema di navigazione Beidou, ha dichiarato, "per il 2020 avremo 20 satelliti che forniranno servizi globali ai clienti," ha detto Yulong. "Inoltre la Cina prevede di inviare in orbita, entro il prossimo decennio, oltre 30 satelliti fra meteorologici, di monitoraggio degli oceani e dei suoli."
Per quanto riguarda la collaborazione con altri Paesi la Cina si è detta pronta a cooperare con tutti i governi del mondo sul cambiamento climatico, prevenzione disastri, sicurezza spaziale ed esplorazione dello spazio profondo. Yulong ha tenuto a precisare che la Cina ha già siglato oltre 100 accordi di collaborazione spaziale con 30 fra Paesi ed agenzie spaziali. La Cina sta sviluppando piani per l'esplorazione dello spazio profondo nel corso del prossimo decennio che coinvolge Giove, Venere ed asteroidi.
Per quanto riguarda il programma spaziale umano cinese, Yulong ha detto che un veicolo cargo è pronto per essere lanciato entro questo mese a bordo di un razzo Lunga Marcia 7. Questo veicolo, il Tianzhou-1, attraccherà in automatico con il laboratorio spaziale Tiangong-2 attualmente in orbita e disabitato, ma la missione è un passo avanti nella costruzione e rifornimento di una più grande stazione spaziale, prevista per il 2022.
Yulong ha detto che prosegue la preparazione della sonda lunare Chang'e-5 il cui decollo è previsto per fine novembre dal Centro di Lancio Spaziale Wechang con il razzo pesante Lunga Marcia-5. La Chang'e-5 è la prima sonda automatica di recupero di campioni dalla superficie lunare ed è composta di quattro parti: un orbiter, un lander, una di ascesa ed una di ritorno. Il lander piazzerà i campioni raccolti sulla Luna nel modulo di ascesa che lascerà la superficie lunare ed attraccherà con l'orbiter rimasto in orbita e da lì nella parte di ritorno. I campioni torneranno con quest'ultimo modulo sulla Terra.
Sempre nell'agenda esplorativa lunare della Cina, ha aggiunto Yulong, vi è la Chang'e-4, il cui lancio è previsto per il 2018. Questa sonda è destinata a compiere il primo atterraggio morbido mai tentato sul lato nascosto della Luna. Yulong ha aggiunto che la Cina ha approvato nel 2016 la missione di un lander marziano che verrà lanciato nel 2020, un altro passo verso il ritorno di campioni dal Pianeta Rosso, previsto per gli anni '30.
Nell'immagine (Credit: Space Foundation/Tom Kimmel Photography) Yulong Tian, a capo dell'agenzia spaziale cinese CNSA, mentre illustra al 33esimo Space Symposium le mosse future.

Fonte: Space.com - Leonard David

Nella grafica illustrata (NASA/JPL-Caltech) come gli scienziati pensano l'acqua interagisca con le rocce sul fondo dell'oceano sotterraneo di Encelado.

13/04/2017 - Ambienti adatti alla vita negli oceani del Sistema Solare -

Gli scienziati della NASA hanno annunciato giovedì che, grazie alle misurazioni eseguite dalla sonda Cassini, è stato rilevato idrogeno molecolare nei geyser che fuoriescono dalla superficie ghiacciata della luna Encelado, di Saturno, e che esso è prodotto da attività idrotermale.
L'idrogeno molecolare è una fonte chiave della vita microbiologica e, nel Sistema Solare, si forma in questo modo soltanto sulla Terra. Gli scienziati hanno inoltre osservato ulteriori prove di eruzioni di acqua anche dalla luna Europa, di Giove, ottenute con le osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble. Chiariamo subito che la scoperta, nell'oceano di Encelado, non è la vita, non sono tracce di vita passata e nemmeno si tratta di una novità assoluta. Infatti se ne parlò già nel 2015 su Nature, ma è il modo con il quale gli scienziati sono giunti a questa conclusione - che verrà riportata nel numero di domani di Science - ed annunciata questa sera, alle 20 italiane, in conferenza stampa internazionale dalla Nasa – vale da solo tutto il clamore che la notizia susciterà, fosse anche solo perché è un esempio avvincente dell’avventura intellettuale, scientifica e umana in corso in questi anni nel Sistema solare. Avventura della quale la sonda Cassini rientra a pieno titolo nella cinquina di candidati all’Oscar come migliore protagonista.
L'avventura inizia il 28 ottobre 2015, quando la sonda interplanetaria Cassini, ad oltre un miliardo di km dalla Terra si appresta a compiere il suo 21esimo sorvolo ravvicinato – flyby, in inglese – di Encelado, una delle tante lune del Signore degli anelli, la sesta per dimensioni, dal diametro di circa 500 km. Obiettivo del flyby, l’analisi delle sostanze presenti negli ormai celebri pennacchi (plumes), geyser che fuoriescono dalla calotta australe della luna e, alimentati da un oceano sotterraneo, sparano nello spazio circostante, per centinaia di km, centinaia di kg di materiale al secondo.
Per scoprire di quale materiale si tratta i responsabili della missione fanno scendere Cassini ad appena 49 km dalla superficie della luna, guidandola quasi esattamente sopra i pennacchi, ed attivando lo spettrometro di massa della sonda, lo INMS (Ion and Neutral Mass Spectrometer). Il team, guidato da Hunter Waite, vuole soprattutto conoscere le quantità assolute e relative dell'acqua (H2O) , dell'anidride carbonica (CO2) e dell'idrogeno molecolare (H2) presente nei pennacchi, così da poter fare ipotesi sul contenuto dell'oceano ed eventuali processi in atto sotto la superficie ghiacciata della luna.
Ma l'impresa è complessa. Infatti l'ostacolo maggiore è quello di rilevare le molecole dei pennacchi senza confonderle con altre che si trovano in quell'ambiente. "Abbiamo la necessità di eliminare le altre sorgenti di H2, per esempio le molecole d’acqua che si scontrano con la superficie dello strumento," spiega a Media Inaf – in un impeccabile italiano – il planetologo della Cornell University Jonathan Lunine, fra i coautori dello studio in uscita su Science. Per far questo gli scienziati si ingegnano e misurano, non solo la massa, ma anche la velocità relativa delle molecole rispetto allo strumento, ovviamente diversa a seconda dell'origine. Tutto questo, ricordiamo, su una sonda al lavoro a un miliardo e passa di km dalla Terra ed a una velocità relativa di 8,5 km al secondo.
Lo sforzo non delude ed il rapporto fra idrogeno molecolare ed acqua indica un tasso di produzione dell'H2 significativamente superiore a quello che sarebbe possibile in assenza di attività idrotermale. Scartate, una ad una, tutte le possibili alternative, quella rimasta vede la presenza di attività idrotermale. Una conclusione notevole, perché suggerisce la presenza, all’interno della luna, di condizioni di temperatura e di energia chimica analoghe a quelle necessarie a sostenere la vita anche in assenza di fotosintesi, proprio come avviene nelle profondità degli oceani terrestri.
Inoltre ieri i ricercatori hanno presentato anche nuove prove che su Europa, luna di Giove - grande oltre sei volte Encelado - potrebbe avere periodiche eruzioni simili a quelle della luna di Saturno. William Sparks, un astronomo che ha analizzato le immagini del Telescopio Spaziale Hubble, ha detto che la sua squadra di ricercatori ha collegato la posizione di un pennacchio scoperto da Hubble con la mappa termica ottenuta dalla sonda Galileo della NASA, che ha orbitato attorno a Giove e compiuto ripetuti flyby di Europa alla fine degli anni '90 e nei primi 2000.
E' stato scoperto che il pennacchio vicino all'equatore di Europa si trova nella stessa posizione di un punto caldo identificato da Galileo, dice Sparks, che lavora presso lo Space Telescope Science Institute in Baltimore, Maryland. Le ultime immagini di Hubble sono formate da precedenti osservazioni nel 2012 e 2014 che suggeriscono che Europa potrebbe avere avuto flussi di pennacchi alti fino a 100 km sopra la superficie. Questo è importante perchè rende possibile avere accesso all'acqua liquida che si trova sotto la superficie senza bisogno di trapanare attraverso km di ghiaccio.
"Nel 2016, nelle nuove osservazioni appena pubblicate, abbiamo visto candidati simili quasi identici all'apparenza, e nella stessa posizione di uno dei candidati del 2014," dice Sparks. "Questo è molto importante in un fenomeno intermittente per poterne stabilire la ripetibilità. Ci fornisce anche maggiore speranza nel fatto di poter ripetere le osservazioni. I pennacchi di Encelado sono associati con una sorgente calda, e questo è un segno distintivo, quindi potevamo vedere se lo scoprivamo nelle immagini termiche della superficie di Europa, e lo abbiamo fatto." aggiunge Sparks. "Il punto più caldo sul lato notturno di Europa è proprio dove avevamo il pennacchio indicato."
Le forti gravità di Giove e Saturno sono le responsabili dello stiramento e riscaldamento all'interno di Europa ed Encelado che mantengono gli oceani sotterranei allo stato liquido. Con la scoperta di Cassini annunciata giovedì gli scienziati ora sanno che Encelado possiede acqua e composti chimici necessari per supportare la vita. "Se vi è vita lì, sarebbe completamente differente dalla nostra, nel senso che essa si è generata in un modo che non è correlata alla nostra," dice Jim Green, capo dell divisione scienze planetarie della NASA. "La chiamiamo la seconda Genesi."
Nelle immagini composite (NASA/ESA/STScI/USGS) il sospetto pennacchio di materiale eruttante in due anni diversi dallo stesso luogo sulla luna ghiacciata di Giove, Europa. Concepita negli anni '80 e lanciata negli anni '90, la sonda Cassini non era progettata per cercare la vita su Encelado. Lo spettrometro di massa che ha rilevato l'idrogeno molecolare su Encelado era stato concepito originariamente per prendere campioni dell'atmosfera di Titano, la luna più grande di Saturno, ma i responsabili sono stati in grado di adattare lo strumento per esaminare i pennacchi di ghiaccio polari dopo che la sonda aveva scoperto i geyser che emettevano nello spazio nel 2005, poco dopo l'arrivo della sonda in orbita attorno al pianeta con gli anelli.
"Queste scoperte sono il risultato di 12 anni di studi di Cassini, e rappresentano veramente una pietra angolare della missione perché ora sappiamo che Encelado ha quasi tutti gli ingredienti necessari a supportare la vita come la conosciamo sulla Terra," dice Spilker. Cassini si trova ora nella fase finale della missione, che la vedrà tuffarsi nell'atmosfera di Saturno il 15 settembre dopo una serie di passaggi, che inizieranno questo mese, fra la sommità delle nubi del pianeta ed i suoi anelli interni.
"Quando Cassini venne costruita, nemmeno immaginavamo che avremmo visto un mondo di oceani attivi come Encelado su Saturno," aggiunge Spilker. "Quindi Cassini ha osservato l'abitabilità ma non possiede gli strumenti per rilevare la vita. Siamo arrivati così lontano ma ora rimane ad una futura missione rilevare la vita su Encelado." Al momento però la NASA non ha in agenda nuove missioni verso Saturno anche se gli scienziati stanno finalizzando le proposte per nuove missioni robotiche interplanetarie da sottoporre all'agenzia spaziale il 28 aprile prossimo.
Per Europa invece la NASA ha appena approvato ufficialmente la missione Europa Clipper che eseguirà una dozzina di sorvoli ravvicinati della luna ghiacciata di Giove ad un'altezza di appena 25 km. Il lancio di Europa Clipper è previsto attorno al 2022 con arrivo nei pressi di Giove a fine anni '20. Un team di scienziati ed ingegneri del Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, California, sta progettando anche un lander che potrebbe atterrare sulla superficie di Europa nei primi anni '30, sempre se il Congresso USA lo finanzi.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) la sonda Cassini mentre attraversa i pennacchi di Encelado nel 2015. Nella grafica illustrata a sinistra (NASA/JPL-Caltech) come gli scienziati pensano l'acqua interagisca con le rocce sul fondo dell'oceano sotterraneo di Encelado. Nelle immagini composite a destra (NASA/ESA/STScI/USGS) il sospetto pennacchio di materiale eruttante in due anni diversi dallo stesso luogo sulla luna ghiacciata di Giove, Europa, riprese con il Telescopio Spaziale Hubble.

Fonti: - Felicia Chou, Preston Dyches, Donna Weaver, Ray Villard e Karen Northon / - / Media INAF - Marco Malaspina / Science - J. Hunter Waite et altri

12/04/2017 - Due lanci nel 2017 per Vostochny -

Il capo della Roscosmos ha dichiarato oggi a Rossiiskaya Gazeta che la Russia intende tenere, entro dicembre, due lanci dal suo nuovo cosmodromo di Vostochny, nell'estremo oriente del Paese.
Se tutto procede secondo i piani, prevediamo due lanci a dicembre del razzo Soyuz-2 per i programmi statali con la messa in orbita dei satelliti di sorveglianza remota Canopus-V e Meteor-M," ha detto Igor Komarov nell'intervista pubblicata nella Giornata Cosmonautica che si è festeggiata il 12 aprile.
I capi ingeneri di Vostochny avevano annunciato in precedenza che la struttura di lancio era pronta per ospitare due lanci a fine 2017, senza fornire però ulteriori dettagli. La corporazione di stato si aspetta di poter tenere fino a dieci lanci spaziali, compresi quelli commerciali, annualmente da Vostochny, che si trova ancora in fase di costruzione. I primi lanci commerciali dal nuovo centro spaziale di Vostochny dovrebbero iniziare nel 2018, secondo quanto confermato dal capo della Roscosmos. I lanci commerciali comprendono quelli del progetto OneWeb che prevedono la creazione di una costellazione di microsatelliti per coprire l'intera superficie terrestre per l'accesso a larga banda di Internet. "Due o tre lanci commerciali sono previsti per il 2018, sei o sette per il 2019," ha specificato il capo della Roscosmos.
Nel 2015 la Russia ha siglato un contratto con la nuova compagnia OneWeb per il lancio di un totale di 21 razzi Soyuz per i satelliti della costellazione OneWeb fra il 2017 ed il 2019. La OneWeb aveva previsto inizialmente il dispiegamento di 882 satelliti, che saliranno ad oltre 2.000 nella seconda fase del progetto. I razzi russi sarebbero utilizzati per i lanci più corposi.
Il centro spaziale di Vostochny è stato realizzato per ridurre la dipendenza della Russia dal sito di lancio di Baikonur, che si trova nel Kazakhstan, ora stato indipendente. La sua posizione geografica a 51° di longitudine nord significa che i razzi che partono da lì sono in grado di trasportare quasi lo stesso carico utile di quelli lanciati da Baikonur, che si trova a 46° nord.
La costruzione di Vostochny è iniziata nel 2012 ed al momento vi è una sola rampa di lancio operativa, quella dei vettori Soyuz, mentre quella per i razzi Angara sarà pronta nel 2021 e nel 2023 potrà avere luogo la prima missione abitata. Al momento l'unico lancio compiuto da Vostochny ha avuto luogo nell'aprile 2016, quasi un anno fa, quando un razzo Soyuz-2.1a aveva portato in orbita tre satelliti.
Nella foto (Credit: Marina Lystseva/TASS) il razzo Soyuz-2.1a pronto al lancio inaugurale del cosmodromo, lo scorso anno.

Fonti: ITAR TASS / Parabolic Arc - Doug Messier

12/04/2017 - La Svezia collabora alla missione lunare cinese -

Esaminare l’interazione del vento solare con la superficie lunare: questo è il compito di ASAN - Advanced Small Analyzer for Neutrals, strumento realizzato dallo Swedish Institute of Space Physics, che sarà protagonista della missione lunare Chang’e 4 dell’Agenzia Spaziale Cinese (CNSA), costituita da un orbiter, un lander e un rover.
Lo strumento segna dunque il ritorno degli svedesi sulla Luna, dopo le famose fotocamere Hasselblad utilizzate durante le missioni Apollo negli anni '70. Prevista per la fine del 2018, la missione - secondo i programmi della Chinese Academy of Science - porterà il primo lander sul lato nascosto della Luna, dove studierà l’ambiente circostante per almeno tre mesi. Montato sul rover, ASAM effettuerà le misurazioni ad una distanza di soli 60 cm dalla superficie.
L'accordo per ospitare lo strumento svedese sul lander cinese venne siglato fra il Centro Nazionale di Scienza Spaziale (NSSC) di Pechino e l'Istituto Svedese di Fisica Spaziale (IRF) di Kiruna, nell'estremo nord del Paese nordico. Lo strumento, sviluppato da Martin Wieser e colleghi di Kiruna, è un sensore per gli atomi energetici neutri. Esso rivelerà come il vento solare interagisce con la superficie lunare e forse anche con i processi che stanno dietro la formazione dell'acqua lunare. Una precedente versione dello strumento aveva volato a bordo dell'orbiter indiano Chandrayaan-1, lanciato nel 2008.
Se durante le prime fasi della corsa alla Luna i protagonisti indiscussi sono stati l'America e l'ex Unione Sovietica, oggi è l’Oriente ad avanzare sempre più nell’esplorazione del nostro satellite. Le missioni cinesi senza pilota dirette sulla Luna sono iniziate nel 2007, con il lancio del satellite circumlunare Chang'e 1, rimasto in orbita attorno alla Luna fino al 2009. Una seconda sonda di tipo orbitale, Chang'e 2, è stata lanciata nel 2010 e ha fornito una mappa lunare più dettagliata rispetto alla precedente.
Ma il vero balzo tecnologico lo abbiamo avuto nel 2013, quando è partita Chang'e 3, il cui rover Yutu è stato la prima navicella cinese a toccare il suolo lunare, il 14 dicembre 2013. Conosciuto come 'Coniglio di Giada', Yutu ha realizzato una serie di affascinanti ritratti del nostro satellite. Prossima missione lunare dell’Agenzia spaziale cinese (CNSA), vedrà il lancio della sonda Chang'e-5 previsto a fine 2017, con l'ambizioso obiettivo di riportare campioni di suolo lunare sulla Terra.
Nella foto (Credit: M. Wieser, IRF) lo strumento ASAN che volerà sul lato nascosto della Luna a bordo del rover cinese Chang'e-4.

Fonti: ASI - Ilaria Marciano / GBTimes - Andrew Jones

12/04/2017 - Presto i nomi dei primi astronauti a volare sui veicoli commerciali -

Robert Behnken, uno dei quattro astronauti della NASA che si stanno addestrando per volare nelle missioni di prova dei veicoli commerciali per equipaggio, ha dichiarato che i nomi prescelti verranno fatti entro quest'estate.
Al momento, oltre a Behnken, che in passato ha compiuto due voli Shuttle con sei passeggiate spaziali, e che ha svolto anche il compito di capo dell'Ufficio Astronauti della NASA, vi sono Eric Boe, Douglas Hurley e Sunita Williams. I quattro si stanno addestrando con entrambi i simulatori dei veicoli spaziali commerciali in fase di sviluppo: il CST-100 Starliner di Boeing ed il Crew Dragon di SpaceX.
In un colloquio tenuto con i giornalisti il 6 aprile, durante il 33esimo Space Symposium di Colorado Springs, Behnken ha detto che l'imminente assegnazione degli equipaggi per i voli di prova permetteranno agli astronauti, che finora si sono addestrati con entrambi i veicoli, di specializzarsi con uno solo. "Penso che siamo a circa un anno dal lancio," ha risposto quando gli è stato chiesto quando pensa che saranno fatte le assegnazioni per gli equipaggi. "Se la pianificazione prosegue, penso che sia possibile che quest'estate potremmo avere la certezza delle persone identificate per questi voli."
Entrambe le compagnie prevedono un test di volo per la metà del 2018. La SpaceX prevede, ottimisticamente, il primo volo abitato di prova del Crew Dragon diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per maggio 2018, sei mesi dopo il debutto senza equipaggio della capsula. La Boeing invece si aspetta di poter compiere il volo di prova con equipaggio verso la ISS nell'agosto 2018, due mesi dopo il volo inaugurale senza equipaggio dello Starliner.
I tempi, secondo la NASA, sono molto stretti e vi sono dubbi che le due compagnie possano rispettare queste date. Almeno tre, dei quattro astronauti destinati ai voli commerciali di prova, saranno assegnati realmente a questi voli. Infatti la SpaceX prevede di utilizzare due astronauti NASA sul volo di prova a bordo del Crew Dragon, mentre la Boeing accoppierà un astronauta NASA con un pilota collaudatore della compagnia ancora da identificare. Alcune voci ufficiose, non confermate, speculano che si tratti di Chris Ferguson, ex astronauta NASA ora direttore delle operazioni e missioni Starliner con equipaggio per la Boeing, possa essere quel pilota collaudatore.
I quattro astronauti NASA sono stati addestrati con entrambi i veicoli fin dall'annuncio, ognuno imparando le operazioni delle due astronavi e fornendo consigli per le compagnie. Essi sono stati coinvolti in tutti gli aspetti dei veicoli, senza specializzarsi in nessuno dei due specifici sottosistemi. Ora, per le missioni di prova, sarà invece necessario che i prescelti si concentrino sul veicolo specifico. In futuro, quando prenderanno il via i voli regolari di rotazione equipaggi per la ISS, tutti gli astronauti assegnati dovranno conoscere bene entrambi i veicoli.
Nella foto (Credit: SpaceNews/Jeff Foust) l'astronauta NASA Robert Behnken di fronte al simulatore di volo di CST-100 Starliner della Boeing.

Fonte: SpaceNews - Jeff Foust

12/04/2017 - La Cina lancia satellite sperimentale per le telecomunicazioni -

I cinesi sono tornati a lanciare piazzando in orbita un nuovo satellite sperimentale per telecomunicazioni decollato dal Centro Lancio Satelliti di Xichang.
Il lancio è stato compiuto alle 19:04 locali (le 13:04 italiane) con il razzo vettore Lunga Marcia 3B G2 (Chang-Zheng-3B/G2 Y43) dalla rampa LC3 del Complesso di Lancio che si trova nella Provincia meridionale cinese di Sichuan. Il satellite Shijian-13 (che al termine della fase di test verrà rinominato ChinaSat-16) del peso di 4,6 tonnellate è stato sviluppato dal CAST (l'Accademia Cinese di Tecnologia Spaziale) ed è basato sulla piattaforma DFH-3B. Secondo l'agenzia di stampa governativa Nuova Cina (Xinhua), il nuovo satellite verrà utilizzato per provare nuovi sistemi di propulsione elettrica utilizzata per alzare l'orbita e mantenere la posizione geostazionaria definita. A bordo di Shijian-13 si trova anche il primo carico utile ad alta velocità di trasmissione (HST) sviluppato dalla Cina. Il satellite ospita un sistema di telecomunicazioni a larga banda Ka capace di trasmettere fino 20 Gb di dati al secondo, rendendolo il più potente satellite per telecomunicazioni sviluppato dal Paese finora.
Secondo Wang Min, vice capo dell'Istituto di Satelliti per Telecomunicazioni del CAST, il ChinaSat-16 fornirà migliore accesso ad Internet dagli aerei e dai treni ad alta velocità, con l'incremento della potenza di trasmissione del nuovo satellite situato in orbita geostazionaria a 110,5° di longitudine Est. Inoltre il satellite sarà in grado di fornire 26 fasci per coprire la Cina e le aree al largo permettendo inoltre di aggiungere comunicazioni operative e di emergenza per navi ed aerei.
Con una vita operativa prevista di 15 anni, il satellite sarà gestito dalla China Satcom. Inoltre il satellite condurrà esperimenti di comunicazione laser spazio-terra. La piattaforma DFH-3 (Dongfanghong-3) è di media capacità ed è stata progettata e sviluppata dal CAST. Con una massa di 2.100 kg il modello DFH-3 può ospitare 220 kg di carico utile. Si tratta inoltre del primo satellite cinese dotato di un sistema di propulsione ionica-elettrica.
Il razzo Lunga Marcia-3B è al momento il più potente veicolo di lancio della flotta attualmente in funzione in Cina. Il razzo è in grado di lanciare un satellite pesante fino a 11.200 kg in orbita bassa terrestre (LEO) o 5.100 kg su un'orbita di trasferimento geostazionario (GTO). La versione G2 (Versione Potenziata) del CZ-3B dispone di un primo stadio allungato e booster di spinta iniziale incrementando il carico utile in GTO fino a 5.500 kg.
Il lancio di oggi segna il 40esimo lancio consecutivo di successo del vettore CZ-3B e si tratta del 19esimo lancio orbitale del 2017, il 18esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: Xinhua) il decollo del razzo CZ-3B/G2 con il satellite per telecomunicazioni Shijian-13.

LANCIO DEL RAZZO CINESE LUNGA MARCIA-3B/G2 CON IL SATELLITE SHIJIAN-13 - 12/04/2011 - (Credit: SCINEWS) - dur.min. 1:27 - LINGUA CINESE

Fonti: NASAspaceflight - Rui C. Barbosa / Space Lacunch Report - Ed Kyle / Xinhua

Nella foto (NASA) il Cygnus S.S. John Glenn poco prima di essere racchiuso nell'ogiva protettiva del razzo Atlas 5.

12/04/2017 - La NASA si prepara al volo cargo della Orbital ATK verso la ISS -

Uno dei fornitori commerciali cargo della NASA, la Orbital ATK, si prepara alla settima missione di rifornimento diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il cui decollo è previsto per le 11:11 a.m. EDT di martedì (le 17:11 italiane) 18 aprile. La diretta del lancio inizierà circa un'ora prima su NASA TV e sul sito web dell'agenzia spaziale.
Due riunioni informative saranno tenute il giorno prima del lancio. Alle 10:30 a.m. (le 16:30 italiane) i responsabili della missione forniranno una panoramica della situazione delle operazioni di lancio ed alle 1 p.m. (le 19 italiane) gli scienziati ed i ricercatori discuteranno di alcuni esperimenti scientifici che verranno consegnati alla stazione.
Battezzato S.S. John Glenn, il nome del veicolo spaziale Cygnus è un omaggio all'ex astronauta e senatore USA dell'Ohio. Il veicolo cargo verrà lanciato con un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance (ULA) dal Complesso di Lancio 41 dell'U.S. Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida. L'apertura dei pannelli solari inizierà alle 12:40 p.m. del 18 aprile (le 0:40 italiane del 19 aprile) e sarà seguita da una conferenza stampa con i responsabili della missione.
Grazie al contratto Commercial Resupply Services della NASA, il Cygnus trasporterà oltre 3.450 kg di attrezzature per la ricerca scientifica, rifornimenti per l'equipaggio e strumenti per il laboratorio orbitante in supporto ai membri dell'equipaggio di Spedizione 51 e Spedizione 52. Fra i nuovi esperimenti vi sono uno studio sugli anticorpi che potrebbe migliorare l'efficacia dei medicinali utilizzati nella chemioterapia per il trattamento dei tumori ed un'avanzato ambiente per lo studio della fisiologia e crescita delle piante nello spazio ad utilizzo alimentare.
Un altro studio tenuto per l'U.S. National Laboratory darà un'occhiata alle cellule magnetizzate ed agli strumenti con i quali rendere più semplice maneggiarle e farle crescere, migliorando la riproducibilità degli esperimenti. Il Cygnus trasporta anche 38 CubeSat, compresi molti realizzati dagli studenti delle università di tutto il mondo come parte del programma QB50. I CubeSat saranno rilasciati, una parte dal veicolo spaziale stesso, ed una parte dalla stazione spaziale nel corso dei prossimi mesi.
Quando arriverà alla stazione spaziale, il Comandante di Spedizione 51, Peggy Whitson della NASA, e l'Ingegnere di Volo Thomas Pesquet dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) cattureranno Cygnus. Pesquet utilizzerà il braccio robotico Canadarm2 della stazione per agguantare il veicolo spaziale. Dopo che il Canadarm2 avrà catturato Cygnus, comandi inviati dal centro controllo al suolo faranno ruotare il braccio robotico e permetteranno l'installazione del veicolo al boccaporto inferiore del modulo Unity della stazione. Il Cygnus rimarrà alla stazione fino a luglio, quando ripartirà con diverse tonnellate di rifiuti per un rientro fiammeggiante nell'atmosfera terrestre. Prima del rientro, un terzo esperimento verrà condotto per studiare come brucia il fuoco nello spazio.
Questo della Orbital ATK è il terzo lancio da Cape Canaveral. Le missioni dal Wallops Flight Facility della NASA, in Virginia, dovrebbero riprendere per l'ottavo ed i voli successivi. Per un aggiornamento sulle informative pre-lancio, eventi e copertura della NASA TV, visita: https://www.nasa.gov/content/orbital-atk-crs-7-briefings-and-events.
Per le informazioni trasmesse da NASA TV, programmazione e collegamento allo streaming video, visita: https://www.nasa.gov/nasatv.
Seguite il conto alla rovescia sul nostro blog del lancio: https://blogs.nasa.gov/orbital.
Nell'immagine (Credit: NASA) del 23 ottobre 2016, il braccio robotico Canadarm2 cattura il veicolo cargo Cygnus della sesta missione alla stazione. Nella foto a sinistra (NASA) il Cygnus S.S. John Glenn poco prima di essere racchiuso nell'ogiva protettiva del razzo Atlas 5.

Fonte: NASA - Cheryl Warner, Amber Philman, Stephanie Martin e Karen Northon

12/04/2017 - Nuove tecnologie per gli scudi termici -

Un approccio innovativo per la progettazione e realizzazione dei sistemi di protezione termica (TPS - Thermal Protection System) per i veicoli spaziali è stato sviluppato e testato, promettendo di realizzare mattonelle più grandi riducendo nel contempo il lavoro, i costi e gli sprechi.
Il TPS, conosciuto anche come aeroshell, così viene chiamato il rivestimento rigido che protegge le sonde dal calore e dalla pressione della fase di entrata in atmosfera, è una tecnologia fondamentale per garantire il successo di qualsiasi missione. Le attuali procedure di assemblaggio di questo scudo, però, sono piuttosto lunghe e onerose: ogni piastrella deve essere montata singolarmente e le fughe tra di esse vanno riempite accuratamente per evitare danni alla struttura.
Una delle tipologie più usate è lo scudo ablativo di tipo flessibile, che può essere modellato durante la lavorazione assumendo la forma del veicolo spaziale. Una delle proposte sviluppate dalla NASA prevede la produzione di ablatori attraverso il Vacuum Infusion Process (VIP), un procedimento che snellirebbe le fasi di sviluppo e assemblaggio dello scudo. Questi nuovi ablatori sono più facili da installare e consentono una buona riduzione degli scarti da lavoro, mentre l’utilizzo del VIP permette la produzione dei materiali in un ambiente sigillato, che migliora il livello di protezione delle resine e consente il controllo dei composti volatili.
Il Vacuum Infusion Process è impiegato da anni nel settore della produzione di materiali compositi, ma è la prima volta che viene usato per gli ablatori. I primi test in laboratorio hanno dimostrato un buon livello di efficienza e di implementazione. I ricercatori dell’Ames Research Center della NASA, impegnato in questo settore di studio, ritengono che in futuro sarà possibile applicare questa tecnologia ad una vasta gamma di materiali e scudi termici. La ricerca potrà avere uno sbocco nel campo dei lander con destinazione Marte e anche per quelli che si avventureranno sulle lune di Giove e Saturno.
Nell'immagine (Credit: Joe Brock, NASA Ames Research Center) una simulazione al computer del calore sviluppato durante un rientro atmosferico.

Fonti: ASI - Fulvia Croci / NASA - Loura Hall

12/04/2017 - Oggi, 56 anni fa, iniziava l'esplorazione umana dello spazio -

In quella giornata del 12 aprile 1961, Yuri Gagarin, si imbarcava a bordo della capsula sovietica Vostok 1 che lo avrebbe portato nel breve, ma storico, volo di appena solo 108 minuti, attorno alla Terra. Da quella data nasce l'esplorazione umana dello spazio che ci ha portato a camminare sulla Luna, gestire una gigantesca stazione spaziale internazionale e prepararci per il balzo futuro nello spazio profondo. Sono stati 56 anni di conquiste eccezionali e di tragiche sciagure ed è anche per tutti coloro che hanno dato .
Il 9 aprile 1962, in commemorazione dell'anniversario del primo volo spaziale al mondo con equipaggio un decreto del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS instaurò la celebrazione della Giornata della Cosmonautica. In seguito, secondo il protocollo della Conferenza generale 61 della Federazione Aeronautica Internazionale, che si tenne nel mese di novembre 1968 e poi adottato nell'aprile del 1969 su proposta della Federazione degli Sport dell'aviazione gli venne data importanza internazionale e divenne nota come la Giornata Mondiale dell'aviazione e della cosmonautica. Mezzo secolo più tardi, il 7 aprile 2011, durante la sessione plenaria dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite venne adottata la risoluzione che proclamava ufficialmente il 12 aprile Giornata Internazionale del Volo Umano nello Spazio. I co-autori della risoluzione furono più di 60 stati. Oggi in molte città della Federazione Russa, così come in diversi Paesi, a questo evento verranno dedicate delle celebrazioni. Sia al Cosmodromo di Baikonur che sulla Stazione Spaziale Internazionale verranno ricordati gli eventi di oltre mezzo secolo fa. In ricordo del sogno di un popolo che ha aperto la strada dello spazio all'umanità.
Come da qualche anno a questa parte si tengono, in giro per il mondo, feste a nome di 'Yuri's Night', una celebrazione, spesso solo di divertimento ma in altre occasioni più di riflessione, su questa giornata. Per il 2017 l'evento principale in Italia della Yuri's Night si terrà a Milano, presso il LOfficina del Planetario - Civico Planetario di Milano in Corso Venezia 57 dalle 21. Qui Paolo Amoroso, divulgatore di astronomia e spazio, consigliere di ISAA (Associazione Italiana per l’Astronautica e lo Spazio) e fra i conduttori di AstronautiCAST, il primo podcast italiano di spazio, terrà una conferenza dal titolo A SCUOLA DI SPAZIO: COME S’IMPARA A DIVENTARE ASTRONAUTI nella quale racconterà il percorso professionale di Samantha Cristoforetti e mostrerà come si diventa astronauti e cosa accade dietro le quinte dell’addestramento ai voli spaziali. L'evento permetterà di conoscere anche i requisiti richiesti agli astronauti e scopriremo come si impara ad affrontare le incognite e i rischi di un ambiente insolito e ostile come lo spazio.
Ma sempre il 12 aprile si ricorda un'altra data storica dell'astronautica: il debutto dello Space Shuttle, l'indimenticabile navetta spaziale riutilizzabile della NASA che, proprio oggi 36 anni fa decollava dal Kennedy Space Center, in Florida, per la missione STS-1 con a bordo l'equipaggio composto dal Comandante John Young, un veterano della NASA, e dal debuttante Robert Crippen. Lo Shuttle ha ormai chiuso da quasi 6 anni la propria gloriosa carriera ma quei 30 anni di spazio-plano riutilizzabile abitato sono ancora tutti nei nostri occhi e nelle nostre menti a ricordarci un futuro, in parte, non realizzato.
Qui la nostra pagina dedicata al 12 aprile.
Nella foto (Credit: Corriere della Sera) la prima pagina del quotidiano 'Corriere della Sera' con la notizia del volo di Gagarin.

SERVIZIO DI EURONEWS SUL VOLO DI GAGARIN - 12/04/2011 - (Credit: EURONEWS) - dur.min. 12:00 - LINGUA ITALIANA

Fonti: Roscosmos / NASA

Nella foto (Space Foundation) Igor Komarov, capo della Roscosmos.

11/04/2017 - NASA e Roscosmos potrebbero portare la ISS fino al 2028 -

I più alti responsabili di NASA e Roscosmos, l'agenzia spaziale russa, potrebbero decidere presto di mantenere operativa la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) fino almeno al 2028, quattro anni dopo l'attuale data di ritiro del laboratorio di ricerca.
Il capo della Roscosmos ha raccontato ai giornalisti giovedì che l'agenzia spaziale russa è pronta a discutere i piani per mantenere operativo il gigantesco complesso di ricerca per altri quattro anni fino al 2028. "Pensiamo che dovremmo proseguire a lavorare in orbita bassa terrestre," ha detto Igor Komarov, capo della Roscosmos durante una conferenza stampa tenuta giovedì durante il 33esimo Space Symposium tenuto a Colorado Spring. Il commento di Komarov è arrivato dopo che Bill Gerstenmaier, responsabile anziano del volo spaziale umano NASA, aveva dichiarato il 29 marzo che una decisione del Congresso e che l'amministrazione Trump potrebbe chiedere la prosecuzione delle operazioni della stazione spaziale fino al 2028, in un modo o nell'altro, creando così certezze negli scienziati, ingegneri ed aziende commerciali che lavorano al programma.
"Prendere la decisione su cosa fare della stazione oltre il 2024 è molto importante," aveva detto Gerstenmaier in una presentazione al comitato del Consiglio Consultivo della NASA (NAC) per l'esplorazione umana. Con un'occhio alla costruzione dell'ambiente per lo spazio profondo attorno alla Luna a metà anni '20, la NASA intende testare un nuovo sistema di supporto vitale, a bordo della stazione spaziale, che non si guasti e che non richieda molta manutenzione rispetto alle tecnologie attualmente in funzione sull'avamposto.
L'obiettivo della NASA è di testare a fondo questo nuovo tipo di supporto vitale ed imparare molto su come gli esseri umani rispondono ai lunghi voli spaziali, prima di abbandonare la stazione spaziale e rivolgere la propria attenzione all'esplorazione dello spazio profondo.
"Il sistema di supporto vitale che si trova sulla stazione oggi non ha l'affidabilità o la bassa manutenzione che è necessaria per una missione di classe marziana," aveva detto Gerstenmaier il 30 marzo. "Dobbiamo veramente fare il salto. Un gran posto per fare prove, in effetti il solo posto per testare questo tipo di cose, è a bordo della stazione spaziale." L'amministrazione Obama aveva annunciato ai primi del 2014 l'intenzione di estendere l'impegno degli Stati Uniti nella stazione spaziale fino al 2024, una decisione che Gerstenmaier aveva lodato in quanto permetteva alla NASA di rafforzare i piani di sviluppo di nuove tecnologie e sviluppare nuovi esperimenti per la stazione spaziale.
La decisione inoltre aveva aiutato le compagnie commerciali che lavoravano a capsule cargo e per equipaggi da far volare verso la stazione spaziale, dando ai fornitori di servizi un flusso di lavoro fino a quando non saranno realizzate le potenziali stazioni spaziali commerciali in orbita terrestre. "Prima lo sappiamo e meglio sarà, ed attendere fino a quattro anni prima della fine della stazione, penso che non sia utile quando possiamo deciderlo un pò prima, anche presto," aveva detto Gerstenmaier.
Egli aveva poi aggiunto che vi erano piccoli margini per completare la lista di esperimenti biologici e tecnologici necessari per le missioni nello spazio profondo a partire dal 2024. Ci sono voluti tre anni perché tutti i partner nella stazione spaziale accettassero l'ultima estensione, con l'Agenzia Spaziale Europea, l'anno scorso, l'ultima partecipante ad impegnarsi dal 2020 al 2024.
La Russia aveva annunciato nel 2015 che avrebbe supportato la ISS fino al 2024, mentre Komarov ha detto giovedì che il governo russo è intenzionato a mantenere un complesso in orbita bassa terrestre nel corso degli anni '20, sia che si tratti della ISS, che di un veicolo completamente russo. "Visto da quanto tempo abbiamo questo strumento, la ISS, è logico che continuiamo a lavorare con esso." aveva dichiarato Komarov.
Egli ha ribadito che il governo russo, come gli altri partner della stazione, vogliono "più esperimenti, più risultati e più efficienza," dalla stazione spaziale. La Roscosmos ha un piano alternativo che prevede il distacco dei propri moduli più recenti dalla ISS, compreso il laboratorio di ricerca il cui lancio è previsto il prossimo anno, in modo da formare un avamposto indipendente. "Questo non significa che non vogliamo più continuare la cooperazione," dice Komarov. "Vogliamo solo tenerci al sicuro e, in ogni caso, e con ogni decisione, continuare con le ricerche in orbita bassa terrestre."
Komarov ha ripetuto la preoccupazione di Gerstenmaier sull'utilizzo della ISS per valutare la salute e la schermatura dalle radiazioni di astronauti e cosmonauti prima di una missione abitata verso Marte. Secondo Gerstenmaier la NASA ha speso finora circa 67 miliardi di dollari per la stazione spaziale. Con il contributo dei partner internazionali il costo totale del laboratorio di ricerca orbitante raggiunge facilmente i 100 miliardi di dollari.
"E' nostro dovere pianificare, da un punto di vista politico, un approccio che ci permetta di massimizzare l'utilizzo dei 67 miliardi di dollari di investimento nell'orbita bassa terrestre, e non fissare una data arbitraria di cessazione per altri motivi," ha dtto Gerstenmaier. La NASA spende, ogni anno, oltre 3 miliardi di dollari per tenere operativa la stazione spaziale e gran parte di questi costi sono per i trasporti di merci ed equipaggi al complesso orbitale. Gerstenmaier ha confermato che il budget annuale per le operazioni di 'sostentamento' dell'avamposto sono vicine al miliardo di dollari annui.
Sempre Gerstenmaier aveva detto che gli ingegneri avevano concluso che la stazione spaziale potrebbe volare, da un punto di vista strutturale, fino al 2028. Alcune riparazioni, come la sostituzione dei più vecchi pannelli solari della ISS, potrebbero permettere addirittura al programma di superare il 2028. Una volta che i responsabili decideranno di ritirare e mettere fuori servizio la stazione, una serie di veicoli cargo Progress verranno attraccati all'avamposto per abbassarne gradualmente l'orbita, ed infine guidare il complesso verso un rientro distruttivo sopra l'Oceano Pacifico meridionale.
Oltre le giustificazioni scientifiche, Gerstenmaier ha posto due altre considerazioni per i responsabili governativi USA. Circa il 15 percento dei lanci orbitali globali nel 2015 e 2016 ha avuto come obiettivo la ISS. "Se mettiamo fine a tutto questo il mercato globale di lancio cadrà del 15 percento. Possiamo pensare di rendere possibile questo? Probabilmente no."
"L'altra carta è che dal 2023 i cinesi disporranno potenzialmente di una loro stazione spaziale," dice Gerstenmaier. "E' ovvio che se gli Stati Uniti lasceranno la stazione spaziale nel 2024, i cinesi avranno da allora in avanti l'unico avamposto operativo in orbita bassa terrestre. E' il momento giusto di cedere la mano ed il volo spaziale umano globale ad un altro Paese? Dobbiamo pensare bene a queste cose."
Nella foto (Credit: NASA) l'esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ripreso durante una passeggiata spaziale nel settembre 2016. Nella foto in alto a sinistra (Space Foundation) Igor Komarov, capo della Roscosmos.

Fonte: Spaceflight Now - Stephen Clark

11/04/2017 - MAVEN rivela metalli nell'atmosfera di Marte -

La sonda MAVEN della NASA, che orbita attorno al Pianeta Rosso, ha rilevato atomi di metallo caricati elettricamente (ioni) nella sua atmosfera.
Nonostante la rarefatta atmosfera di Marte, la sonda ha rilevato ioni di metalli quali ferro, magnesio e sodio individuati nel tenue manto gassoso che avvolge il Pianeta rosso grazie al suo strumento Neutral Gas and Ion Mass spectrometer.
"MAVEN ha realizzato la prima rilevazione diretta della presenza permanente di ioni metallici nella ionosfera di un pianeta oltre alla Terra," dice Joseph Grebowsky del Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, Maryland, primo autore di un articolo che descrive la scoperta, appena pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters il 10 aprile. "Gli ioni metallici sono molto stabili e vengono trasportati a grandi distanze dalla loro regione d’origine da venti neutri e campi elettrici, così possono essere utilizzati per ricostruire i moti nella ionosfera, un po’ come facciamo noi sulla Terra quando usiamo una bandierina per conoscere la direzione del vento."
MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution Mission) esplora l'atmosfera superiore di Marte per comprendere come il pianeta ha perso gran parte della sua aria, trasformandosi da un mondo che potrebbe aver supportato la vita miliardi di anni fa al caldo pianeta desertico di oggi. Comprendere l'attività ionosferica potrebbe portare alla luce come l'atmosfera marziana è stata dispersa nello spazio.
Questi metalli dispersi nell’atmosfera marziana provengono dalla costante pioggia di piccoli meteoriti che precipita su Marte. Quando un meteoroide entra ad alta velocità nell’atmosfera marziana, si vaporizza per l’effetto del grande attrito prodotto. Gli atomi metallici dispersi nell’impatto perdono alcuni dei loro elettroni in successive interazioni con altri atomi e molecole dell’atmosfera, trasformandosi così in ioni elettricamente carichi. "Abbiamo rilevato ioni metallici associati al passaggio ravvicinato della cometa Siding Spring nel 2014, ma quello era un evento unico e non ci ha dato informazioni sulla presenza a lungo termine degli ioni nell’atmosfera di Marte," aggiunge Grebowsky.
Secondo i ricercatori questo processo di interazione con le polveri interplanetarie che disperde ioni metallici in atmosfera sarebbe comune anche in altri ambienti planetari del nostro Sistema Solare. Alcune prove indirette in questo senso erano state raccolte da sonde spaziali che vedevano degradate le loro comunicazioni con la Terra quando i segnali attraversavano gli strati dell’atmosfera del corpo celeste attorno al quale erano in orbita. Questo degradamento delle comunicazioni è stato attribuito alla presenza di ioni metallici nella ionosfera. Le misurazioni effettuate da MAVEN rappresentano però la prima, decisiva prova che questi ioni sono stabilmente presenti nell’atmosfera di un altro pianeta ed aiuteranno gli scienziati a capire meglio le interazioni della polvere interplanetaria con le atmosfere dei corpi celesti nel Sistema Solare. "Osservare gli ioni metallici su un altro pianeta ci fornisce dati da comparare e contrapporre a quelli della Terra e ci consentirà di conoscere con maggiore precisione la ionosfera e la chimica atmosferica."
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA's Goddard Space Flight Center) la sonda MAVEN orbita sopra Marte.

Fonti: NASA - Bill Steigerwald e Nancy Jones / Media INAF - Marco Galliani / GRL - J. M. Grebowsky et altri

11/04/2017 - Come affrontare i detriti spaziali -

La Terra è circondata da una nube di detriti spaziali. Questi materiali spaziano da satelliti ormai morti a stadi di razzi a frammenti di materiali e persino schegge di vernice... e tutta questa spazzatura potrebbe creare enormi danni ai satelliti in funzione.
Durante il 18/21 aprile prossimo, gli esperti di tutto il mondo si incontreranno presso l'European Space Operations Centre (ESOC) di Darmstadt, in Germania, per la settima Conferenza Europea sui Detriti Spaziali. I delegati discuteranno l'aumento del problema detriti e cosa può essere fatto per assicurare come possano andare avanti - fornendoci servizi come quelli di navigazione, trasmissioni televisive e previsioni meteorologiche - operando al sicuro per il futuro.
Gli invitati a parlare risponderanno ad alcune annose questioni sulle pratiche attuali per evitare i detriti, concetti innovativi per la loro rimozione ed il dispiegamento previsto di larghe costellazioni composte da migliaia di satelliti per telecomunicazioni. La conferenza sarà aperta dal direttore generale dell'ESA Jan Woerner e dal capo scienziato NASA per i detriti orbitali, Donald Kessler.
Il 18 ed il 24 aprile, verranno trasmesse in webcast, rispettivamente, l'apertura e l'incontro con la stampa. I dettagli attraverso esa.int/debris.
Per maggiori informazioni: ESA Space Debris http://www.esa.int/debris e ESA CleanSpace http://www.esa.int/CleanSpace.
Nell'immagine artistica (Credit: ESA) una delle idee per eliminare i detriti in orbita attorno alla Terra.

Fonte: ESA Space in Videos

10/04/2017 - La ULA potrebbe fare un nuovo ordine di motori RD-180 russi -

Il nuovo capo esecutivo della joint-venture USA/Russia, che fornisce i motori a razzo RD-180 alla United Launch Alliance (ULA), ha detto il 6 aprile che spera di aggiudicarsi un nuovo ordine di motori.
Durante un'intervento sulla collaborazione internazionale tenutosi durante il 33esimo Space Symposium, Michael Baker, amministratore delegato della RD Amross, ha detto che attende prossimamente una decisione di ULA per l'acquisto di ulteriori motori per far fronte ad ogni possibile ritardo nello sviluppo del nuovo razzo Vulcan della compagnia. "Vorremmo fare altri motori e venderli negli Stati Uniti," ha detto Baker, un ex-astronauta NASA che è diventato amministratore delegato a gennaio, dopo aver lasciato la NASA.
L'utilizzo dei motori RD-180 è diventata una patata bollente nel 2014, dopo che l'annessione della Crimea da parte della Russia aveva portato i legislatori USA a chiedere la chiusura degli acquisti del motore. Quel dibattito politico, che ad un punto ha portato ad una legge che riduceva drasticamente il numero di motori RD-180 disponibili ad ULA per le missioni di sicurezza nazionale, venne risolto lo scorso anno con il passaggio dell'autorizzazione di finanziamenti per l'anno fiscale 2017 che concedeva alla ULA l'accesso fino a 18 motori RD-180 per le missioni di sicurezza nazionale fino al 2022.
Per il 2022 la ULA spera di avere il veicolo di lancio Vulcan già certificato per alcune missioni dell'U.S. Air Force, sia utilizzando il motore BE-4 della Blue Origin che l'AR-1 della Aerojet Rocketdyne al posto dell'RD-180. Baker però suggerisce che ulteriori motori RD-180 potrebbero fornire una sicurezza in caso di ritardi nella certificazione del Vulcan.
"Questi sviluppi possono avere un sacco di problemi, così sarebbe meglio che decidessero di aver bisogno o meno di ulteriori motori," ha detto di ULA. "Penso che la decisione debba essere presa presto, probabilmente per l'acquisto di ulteriori motori."
La ULA non ha mostrato interesse pubblico nell'acquisto di ulteriori RD-180. L'uso di ulteriori motori potrebbe richiedere un nuovo linguaggio in una futura autorizzazione di spesa, sebbene ULA sia libera di utilizzare i motori di fornitori commerciali così come per le agenzie governative civili come la NASA. Baker ha detto che la ULA dovrebbe prendere rapidamente una decisione, dato il tempo di circa due anni occorrente per produrre nuovi motori. Gli ultimi motori RD-180 acquisiti sotto l'attuale accordo saranno inviati alla ULA nel 2019. Un ordine ulteriore, ha detto Baker, potrebbe facilmente spostare la consegna finale al 2020 o 2021, supportare lanci fino al 2024.
Anche con un'ulteriore ordine di motori, il futuro a lungo termine di RD-Amross non è chiaro. La compagnia russa NPO Energomash, che costruisce gli RD-180, e la United Technologies Corp. che collaborano nella joint-venture, fondata alla fine degli anni '90 per importare gli RD-180 per il razzo Atlas 5 e, infine, produrli negli Stati Uniti. Però la produzione americana degli RD-180 non è mai stata finanziata.
L'Atlas 5 è attualmente il solo veicolo di lancio ad utilizzare gli RD-180. La NPO Energomash fornisce infatti i motori RD-181 alla Orbital ATK che li utilizza per il razzo Antares, ma questi vengono venduti direttamente dalla compagnia russa e non attraverso RD Amross.
Nella foto (Credit: ULA) i motori RD-180 montati sul primo stadio del razzo Atlas 5.

Fonte: SpaceNews - Jeff Foust

10/04/2017 - La Russia metterà in pensione il razzo Rockot -

Il veicolo di lancio russo Rockot si avvia sul viale del tramonto.
Al missile balistico intercontinentale (ICBM) riconvertito rimangono soltanto due missioni in lista prima che il programma venga definitivamente chiuso. Nei prossimi mesi verranno lanciati i satelliti di osservazione terrestre Sentinel 5P e Sentinel 3B per ESA e la Commissione Europea.
Il lancio del satellite Sentinel 5P è previsto a giugno. La TASS segnala invece che il volo di Sentinel 3B potrebbe avvenire entro la fine dell'anno o agli inizi del 2018. Il Rockot verrà sostituito dai nuovi razzi Angara-1.2 e Soyuz-2.1v, che sono capaci di lanciare carichi utili più leggeri.
Il Rockot deriva dall'ICBM SS-19 riconvertito costruito dalla Khrunichev e gestito dall'Eurockot Launch Services. I voli sono condotti dal Cosmodromo di Plesetsk, in Russia. Il razzo a tre stadi è in grado di portare 1.950 kg in orbita bassa terrestre (LEO) e 1.200 kg su un'orbita solare sincrona (SSO). Il Rockot è stato lanciato 30 volte, con 27 successi, due fallimenti completi ed uno parziale. L'ultimo lancio si è tenuto il 4 giugno 2016
Il ritiro del Rockot termina il secondo programma russo che ha utilizzato i missili ICBM dell'era Sovietica riconvertendoli in lanciatori di satelliti. Nel 2015 il Paese ha terminato il programma congiunto con l'Ucraina che convertiva i missili SS-18 nel veicolo di lancio Dnepr. Il Dnepr era in grado di portare 4.500 kg in LEO e 2.300 in SSO. Il razzo Dnepr venne lanciato 22 volte, con 21 successi ed un fallimento. L'ultimo volo si tenne il 25 marzo 2015. Il Dnepr veniva lanciato da Yasnym in Russia e da Baikonur, nel Kazakstan.
Nella foto di archivio (Credit: ITAR-TASS/Alexander Babenko) un Rockot mentre viene trasportato al sito di lancio.

Fonti: Parabolic Arc - Doug Messier / TASS

10/04/2017 - Debutto positivo in borsa per AVIO -

AVIO Spa, l'azienda spaziale italiana che realizza il razzo VEGA ed i booster di spinta iniziale dell'Ariane 5, oggi ha esordito nel tempio della Borsa italiana.
A palazzo Mezzanotte, all’esordio sul mercato dei capitali, le contrattazioni di Avio sono partite in netto rialzo, mettendo a segno un incremento di circa l’11% sul listino. Agli investitori privati la società di Colleferro è piaciuta immediatamente tanto che già i primi scambi hanno raggiunto una quota pari al 10,98% con un prezzo per azione di 13,95 euro, assestatisi poi su un +8,1% a quota 13,58 euro per azione, per quasi 200mila pezzi passati di mano in meno di mezz’ora. Un vero successo per una matricola che rappresenta la prima società di lanciatori spaziali che si quota sul mercato dei capitali nel segmento STAR di MTA (mercato telematico di azionario) di Borsa.
Ad accompagnare il debutto nella piazza finanziaria italiana c’erano, oltre i vertici, anche il presidente dell’ASI Roberto Battiston, l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti, una folta delegazione di dipendenti della società in qualità di azionisti e l’editore Urbano Cairo, intervenuto a titolo personale come investitore della Spac Space2, il veicolo di investimento con cui Avio si è fusa per procedere alla quotazione.
"È una giornata molto importante per noi - ha dichiarato l'Ad di Avio, Giulio Ranzo - voglio innanzitutto ringraziare le istituzioni italiane, l’ASI, qua rappresentata dal presidente Battiston, a testimonianza della nostra collaborazione molto proficua. E sono poi molto onorato della presenza di Samantha Cristoforetti, entrambi simbolo dell'eccellenza italiana nello spazio. Il decollo sul mercato dei capitali ha un significato particolare ed è il frutto - ha proseguito Ranzo - di anni e anni di lavoro che ci hanno permesso di conseguire una leadership tecnologica."
La quotazione di Avio permetterà di accelerare gli investimenti per la crescita e lo sviluppo di nuovi prodotti, ad iniziare soprattutto dal nuovo lanciatore VEGA C e dai motori del primo stadio di Ariane 6, che voleranno, rispettivamente tra il 2019 ed il 2020, fino alla realizzazione della versione E di VEGA, prevista al lancio nel 2025.
Nella foto (Credit: ASI) le varie personalità presenti al debutto di Avio Spa alla Borsa di Milano.

Fonte: ASI - Giuseppina Piccirilli

Nell'immagine (NASA/TV) la Soyuz MS-02 lascia la stazione spaziale.

10/04/2017 - Rientrato sulla Terra l'equipaggio della Soyuz MS-02 -

L'astronauta NASA Shane Kimbrough ed i suoi due colleghi russo - il Comandante della Soyuz MS-02 Sergey Ryzhikov e l'Ingegnere di Volo Andrey Borisenko - si sono sganciati dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e sono rientrati sulla Terra lunedì, atterrando nelle steppe del Kazakhstan a chiusura di una missione di 173 giorni nello spazio.
Lanciati il 19 ottobre dal Cosmodromo di Baikonur, Kimbrough ed i suoi colleghi della Soyuz hanno lasciato il modulo Poisk alle 3:57 a.m. EDT (le 9:57 italiane), lasciando dietro di loro i colleghi della Soyuz MS-03 Oleg Novitskiy, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Thomas Pesquet e l'astronauta NASA Peggy Whitson.
Dopo aver portato la Soyuz MS-02 a distanza di sicurezza dalla stazione, Ryzhikov e Borisenko hanno monitorato un'accensione automatica dei motori a razzo, della durata di 4 minuti e 38 secondi, che ha rallentato la nave spaziale di circa 460 km/h, abbastanza per far si che l'altro lato dell'orbita rientrasse nell'atmosfera terrestre. Dopo circa 25 minuti, appena prima di toccare gli strati superiori dell'atmosfera terrestre, il modulo centrale equipaggio si è separato dal compartimento orbitale e dal modulo propulsivo inferiore.
Orientandosi con lo scudo termico in avanti, la capsula ha colpito i primi strati dell'atmosfera ad una quota di circa 100 km, iniziando il picco di riscaldamento e decelerazione per i successivi sei minuti. I paracadute della capsula si sono dispiegati regolarmente a circa 10.000 metri, quindici minuti dopo, ed il veicolo spaziale ha toccato il suolo, assistito da un colpo di retrorazzi nell'ultimo metro, alle 5:20 locali (le 13:20 italiane), vicino alla città di Dzhezkazgan.
Le spettacolari immagini video hanno ripreso quasi tutta la discesa coi paracadute, mostrando anche il momento dell'accensione dei retrorazzi un istante prima del contatto con il suolo e poi la capsula che si è rovesciata su un lato prima che le funi dei paracadute venissero tagliate. Le squadre di recupero russe, i medici ed il personale di supporto della NASA che stazionavano nei pressi del luogo di atterraggio sono arrivati in pochi minuti nei pressi della capsula per aiutare gli astronauti ad uscire dall'angusto modulo di discesa prima di iniziare a riadattarsi al poco familiare peso della gravità terrestre dopo oltre cinque mesi e mezzo nello spazio.
Trasportati di peso fino a delle sdraio piazzate nei pressi, tutti e tre gli astronauti apparivano di buon umore, sorridendo e parlando con il personale di recupero e godendosi il confortevole meteo del tardo pomeriggio nelle steppe del Kazakhstan. Dopo il primo controllo medico, e le telefonate satellitari alle famiglie, tutti e tre sono stati caricati in elicottero e trasportati alla vicina Karaganda. Da qui Ryzhikov e Borisenko voleranno in jet a Città delle Stelle, nei pressi di Mosca, mentre Kimbrough salirà a bordo di un aereo della NASA per il lungo ritorno al Johnson Space Center di Houston, nel Texas.
Al momento dell'atterraggio, Ryzhikov ha completato il suo primo volo spaziale, trascorrendo 173 giorni 3 ore e 15 minuti fuori dal pianeta. Il veterano Borisenko ha raggiunto un totale di 337,3 giorni trascorsi nello spazio mentre Kimbrough, veterano di un volo Shuttle nel 2008, ha accumulato 188,9 giorni in orbita nel corso dei due voli. Nel corso della missione Kimbrough ed i suoi due colleghi hanno completato 2.768 orbite percorrendo 118 milioni di km. Hanno dato il benvenuto a quattro veicoli in visita all'avamposto orbitale e Kimbrough ha partecipato a quattro passeggiate spaziali. Comprese le due EVA durante il volo con la navetta, Kimbrough ha passato 34 ore di tempo in attività extraveicolare.
Durante una breve cerimonia tenutasi sabato a bordo della ISS, Kimbrough ha passato il comando della stazione a Whitson, che è al suo terzo volo, dando l'avvio a Spedizione 51. Ella ha servito come Comandante della stazione durante la sua seconda visita nel 2008 ed attualmente detiene il record mondiale di maggior tempo trascorso in attività extraveicolare per un'astronauta femmina con 53 ore e 22 minuti.
Nella foto (NASA/Bill Ingalls) l'equipaggio della Soyuz MS-02 dopo essere stato estratto dalla capsula. Con la partenza dell'equipaggio di Soyuz MS-02, Whitson, Novitskiy e Pesquet avranno la stazione tutta per loro per circa 10 giorni prima dell'arrivo dell'equipaggio di Soyuz MS-04, il Comandante, cosmonauta Fyodor Yurchikhin e l'Ingegnere di Volo NASA Jack Fischer il 20 aprile prossimo. Quattro giorni dopo, Whitson segnerà il nuovo record di maggior tempo trascorso nello spazio da un astronauta USA, superando Jeff Williams che aveva raggiunto i 534 giorni, 2 ore e 48 minuti nel corso di quattro missioni. Inoltre la Whitson parteciperà in un'altra passeggiata spaziale fissata ai primi di maggio, portando ancora più avanti il proprio tempo totale in EVA, il terzo al mondo, con quasi 60 ore trascorse all'esterno nel corso di 9 escursioni.
Whitson avrebbe dovuto originariamente rientrare sulla Terra il 2 giugno assieme ai colleghi di Soyuz MS-03. Invece la NASA e la Roscosmos (l'agenzia spaziale russa), hanno trovato un accordo per estendere di altri tre mesi la permanenza e massimizzare la ricerca USA. Come risultato di quest'accordo, Novitskiy e Pesquet torneranno per un'atterraggio nel Kazakhstan con un sedile della Soyuz vuoto, lasciando Whitson sulla stazione con Yurchikhin e Fischer. I veicoli spaziali Soyuz ospitano normalmente tre membri di equipaggio da e per la stazione ma i russi hanno deciso di ridurre, nel breve termine, i componenti dei loro equipaggi per risparmiare denaro. Quindi la Soyuz MS-04 verrà lanciata con un sedile vuoto riempito di rifornimenti. Whitson prenderà quel posto quando tornerà sulla Terra assieme a Yurchikhin e Fisher il 3 settembre prossimo.
Un nuovo equipaggio di tre persone - il Comandante della Soyuz MS-05 Sergey Ryazanskiy, l'astronauta NASA Randy Bresnik e l'astronauta italiano dell'ESA Paolo Nespoli - verranno lanciati il 28 luglio.
Fra il 2 giugno, quando Whitson ed i suoi colleghi della Soyuz MS-03 atterreranno, e l'arrivo dell'equipaggio di Ryazanskiy, la stazione sarà abitata da un russo (Yurchikhin), e due americani (Whitson e Fischer). Questo permetterà la prosecuzione delle ricerche scientifiche nel segmento americano del laboratorio che altrimenti sarebbe stato costretto a fermarsi con un solo astronauta disponibile.
In ogni caso, assumendo un atterraggio il 3 settembre, Whitson avrà trascorso 289 giorni fin dal lancio dello scorso novembre, portando il record totale USA a ben 666 giorni nel corso di tre missioni e portandola al sesto posto nella classifica mondiale dietro a cinque cosmonauti russi. Il record di durata del singolo volo di un'astronauta americano rimane a Scott Kelly che ha trascorso 340 giorni nel 2015/16. "Fissare un nuovo record indica che il nostro programma spaziale incrementa le proprie capacità," aveva dichiarato Whitson in un'intervista. "Penso si tratti di punti fissi per l'esplorazione futura," ha detto. E' importante per noi comprendere e conoscere che cosa accade al corpo umano, durante le lunghe permanenze nello spazio, e solo con questi dati possiamo arrivare alle soluzioni. In questa prospettiva, si, è importante. Ma è anche importante continuare a proseguire dopo di questo."
Anche la missione di Kimbrough è stata allungata dopo che un veicolo di rifornimento Progress era rimasto distrutto durante il lancio dello scorso primo dicembre, a causa di un malfunzionamento del razzo Soyuz. Il flusso di lanci verso la stazione era stato rinviato fino a che i russi non avevano completato un'indagine sull'accaduto. I russi riprendevano con successo i voli il 22 febbraio con il lancio di un altro cargo Progress spianando la strada all'atterraggio di Kimbrough e dei suoi colleghi ed il lancio di Yurchikhin e Fisher. Durante la sua permanenza alla stazione, Kimbrough ed i suoi colleghi hanno dato il benvenuto a tre veicoli cargo ed una Soyuz. Kimbrough ha partecipato a quatto attività extraveicolari, due con Pesquet ed una con Whitson, per continuare i preparativi per la sistemazione del secondo boccaporto di attracco per le navi commerciali equipaggio costruite da Boeing e SpaceX.
Kimbrough, Pesquet e Whitson, che ha un dottorato in biochimica, hanno tenuto una vasta serie di ricerche scientifiche, dagli studi medici alle basi di fisica e biologia, compresi esperimenti di sequenziamento dei geni. "Il nostro ritmo è stato davvero buono, credo che tutti abbiamo lavorato duramente per tutto il tempo, non abbiamo davvero avuto pause," ha detto Kimbrough qualche settimana fa. "Avevamo preso un bel ritmo come equipaggio, e credo che siamo stati in grado di realizzare molte più cose di quanto le persone pensavano."
Nella foto (Credit: NASA/Bill Ingalls) il momento dell'atterraggio del modulo di rientro della capsula Soyuz MS-02 nella steppa del Kazakstan. Nell'immagine in alto a sinistra (NASA/TV) la Soyuz MS-02 lascia la stazione spaziale. Nella foto a destra (NASA/Bill Ingalls) l'equipaggio della Soyuz MS-02 dopo essere stato estratto dalla capsula.

Fonti: NASA ISS blog - Mark Garcia / Spaceflight Now - William Harwood / NASA ISS Blog - Mark Garcia

Nella foto (Credit: Wikipedia) Georgy Grenchko nel 2011.

08/04/2017 - Ci ha lasciato il cosmonauta Georgy Grechko -

Il leggendario cosmonauta dell'era sovietica Georgy Grechko, è deceduto l'8 aprile.
Grechko, che era stato insignito due volte della medaglia di Eroe dell'Unione Sovietica ha partecipato allo sviluppo dei primi satelliti sovietici e stazioni interplanetarie. Egli è morto all'età di 86 anni dopo gli effetti di alcune malattie croniche. Ha lasciato la moglie Lyudmila e la figlia Olga.
Georgy Grechko ha eseguito tre voli spaziali: Soyuz 17 nel 1975, Soyuz 26 nel 1978 ed infine Soyuz T-14 nel 1985 per un totale di 134 giorni, 20 ore e 32 minuti. Grechko ha compiuto la prima attività extraveicolare di una tuta spaziale Orlan il 20 dicembre 1977, durante la missione EO-1 a bordo della stazione spaziale Salyut 6. La durata di quell'EVA, compiuta assieme al compagno di missione Yuri Romanenko, fu di appena 1 ora e 28 minuti.
Grechko è morto alcuni giorni prima della sua festa professionale. Infatti il 12 aprile si festeggia per la Russia il Giorno della Cosmonautica. Anche un piccolo asteroide, scoperto da un astronomo sovietico, ha preso il nome di Georgy Grechko.
Georgy Mikhaylovich Grechko era nato il 25 maggio 1931 a Leningrado. Grechko si era laureato presso l'Istituto di Meccanica di Leningrado con un dottorato in matematica. Egli fu membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Grechko entrò a lavorare presso l'ufficio di progettazione di Sergei Korolev, il 'padre' dell'astronautica russa, e venne selezionato per l'addestramento cosmonauti del programma lunare sovietico. Quando il programma venne cancellato, Grechko passò a lavorare per le stazioni spaziali Salyut. Dopo le tre missioni spaziali, Grechko lasciò il corpo cosmonauti il primo marzo 1992.
Nella foto (Credit: TASS / Albert Pushkarev) il cosmonauta Grechko negli anni '80. Nella foto a sinistra (Credit: Wikipedia) Georgy Grenchko nel 2011.

Fonti: Sputnik News / Wikipedia / Spacefacts - Joachim Wilhelm Josef Becker e Heinz Hermann Janssen

07/04/2017 - Lo Starliner di Boeing acceso per la prima volta -

Gli ingegneri hanno dato energia per la prima volta al veicolo spaziale CST-100 Starliner che volerà nel volo di prova inaugurale dell'astronave di nuova generazione.
Lavorando all'interno del Commercial Crew and Cargo Processing Facility della Boeing, che si trova presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida, il team di prova ha attivato i sistemi avionici dello Starliner conosciuto come 'Spacecraft 1'. Il sistema è lo stesso che gli astronauti utilizzeranno in tutte le missioni Starliner.
L'avionica è una serie completa di attrezzature, strumenti e software che lavorano assieme per manovrare il veicolo spaziale in orbita, permettendo di condurre il rendezvous e l'attracco con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e comunicare con il Controllo Missione al suolo. Sia che operi sotto il controllo manuale da parte dell'equipaggio che in modalità automatica, i computer di volo devono lavorare senza soluzione di continuità con i propulsori, i sistemi di guida e navigazione e gli altri sottosistemi per compiere regolarmente la missione e poi tornare in sicurezza sulla Terra.
Lo Starliner è stato costruito con una metà superiore ed una inferiore che saranno poi unite assieme dopo il successo della prova dei sistemi. Una volta completato, lo Spacecraft 1 verrà lanciato senza equipaggio per un volo dimostrativo delle proprie capacità di abortire una missione dalla rampa di lancio nello sfortunato evento di un'emergenza. Altri test di volo successivi dovranno dimostrare la capacità dello Starliner di compiere le missioni orbitali verso la stazione senza equipaggio e poi con gli astronauti a bordo.
I test di volo daranno un'anteprima delle missioni future di rotazione degli equipaggi che Starliner eseguirà portando fino a quattro astronauti alla volta verso il laboratorio orbitante per far si che la ricerca tenuta lassù possa incrementare.
Nella foto (Credit: Boeing) il CST-100 acceso per la prima volta.

Fonte: Parabolic Arc - Doug Messier

Nell'illustrazione (Credit: NASA) il piano per la realizzazione dell'avamposto cislunare DSG.

06/04/2017 - Ecco finalmente svelato il piano NASA verso Marte -

Dopo anni senza concrete missioni dopo EM-2 (Exploration Mission-2), la NASA ha finalmente rivelato un piano per utilizzare diverse missioni del razzo pesante Space Launch System (SLS) sviluppato dall'agenzia.
Il piano prevede un approccio composto da diversi passi per l'esplorazione umana nello spazio attorno alla Luna mentre, simultaneamente sviluppa l'architettura che permetterà le missioni abitate su Marte - questo ovviamente sempre dipendendo da quanti finanziamenti il Congresso USA è disposto a sborsare.
Come parte degli aggiornamenti standard dell'agenzia presso il Consiglio Consultivo della NASA (NAC), Bill Gerstenmaier, amministratore associato per la Direzione Missioni Operative ed Esplorative Umane della NASA (HEOMD), ha presentato il Deep Space Gateway (DSG) ed il Transport Plan. Questi due obiettivi guideranno l'espansione della presenza umana nello spazio profondo del Sistema Solare attraverso un programma sostenibile umano/robotico.
Il programma si basa su cinque fasi che si sviluppano da ora agli anni '30. La prima fase, Fase 0, prevede l'utilizzo attuale della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) risolvendo le sfide delle missioni e testando i sistemi sulla stazione spaziale. Inoltre la Fase 0 aiuterà la NASA a "comprendere se e dove sono disponibili le risorse lunari." Per l'aspetto delle risorse lunari Gerstenmaier ha parlato al NAC del Lunar Resource Prospector, alla ricerca di zone della superficie lunare ricche di elementi volatili. La missione potrebbe anche essere svolta dall'orbita.
La Fase 1, negli anni '20, vedrà la NASA intraprendere le missioni nello spazio cislunare per la costruzione del nuovo avamposto orbitale Deep Space Gateway (DSG) dell'agenzia. La Fase 2 vedrà la costruzione del Deep Space Transport (DTS) e del successivo debutto e verifica. Negli anni '30 le fasi 3 e 4 - che nella presentazione HEOMD non sono ben distinti - vedranno l'utilizzazione del DST per "missioni nel sistema di Marte e verso la superficie di Marte" Si presume che il 'sistema di Marte' si riferisca a missioni dirette verso le lune Phobos e Deimos, prima di passare all'atterraggio vero e proprio sulla superficie del Pianeta Rosso.
Delle cinque fasi, la presentazione HEOMD fatta al NAC è entrata nello specifico dettaglio delle Fasi 1 e 2 del piano.
Il DSG "potrà avere supporto multiplo da parte di NASA, aziende commerciali e partner internazionali per gli obiettivi della Fase 1 ed oltre." Nello specifico DSG sarà progettato per l'ambiente dello spazio profondo in modo da supportare missioni di 4 astronauti fino a 42 giorni, mentre la capsula Orion sarà attraccato ad esso. Secondo Gerstenmaier, "Lo scopo di questo Deep Space Gateway sarà il supporto alle attività verso la superficie lunare. Potrebbe essere un nodo di trasporto verso la superficie della Luna. Il DSG potrebbe anche manovrare verso un'orbita lunare più ellittica. In pratica è un punto di sosta per andare oltre il sistema Terra-Luna."
Gerstenmaier ha fatto inoltre notare che il DSG sarà uno strumento che rimarrà nello spazio per diversi decenni. Nella Fase 1 del piano la NASA utilizzerà il razzo SLS per quattro missioni dedicate alla costruzione della stazione. Questo ci permette di vedere, per la prima volta, una concreta rappresentazione delle potenziali missioni SLS dopo l'attuale EM-2 pianificata. In tutto, la Fase 1, comprende sei voli del razzo SLS.
La prima missione SLS, la EM-1, secondo la presentazione HEOMD del 28 marzo 2017, mostra una missione senza equipaggio lanciata con un veicolo SLS Block 1 nel 2018. Questa missione durerebbe da 26 a 40 giorni in un'orbita distante retrograda attorno alla Luna. Questa è significativamente più lunga della EM-1 discussa finora dalla NASA che non andava oltre le tre settimane di missione. Al momento è allo studio la possibilità di trasformare EM-1 in missione abitata ma gli studi NASA non sono ancora conclusi e questa presentazione non ne tiene conto.
In base al piano della Fase 1, la EM-1 sarebbe seguita nel periodo fino al 2022 dal primo volo cargo SLS 1B. Questo volo vedrebbe il lancio della missione Europa Clipper della NASA in volo diretto verso Giove. Questo darebbe alla NASA l'opportunità di dimostrare le capacità cargo di SLS per le missioni robotiche nel Sistema Solare e, contemporaneamente, di verificare lo stadio superiore Exploration Upper Stage (EUS) in volo prima di imbarcarci le missioni con equipaggio.
Dopo la missione SLS Europa Clipper, i successivi quattro anni vedrebbero un volo SLS con equipaggio per anno. Il primo, chiamato EM-2 nel piano, vedrebbe SLS con una capsula Orion abitata da quattro persone a bordo lanciato per una missione "Multi-TLI Lunar Free Return della durata di 8-21 giorni con il rilascio del primo elemento della stazione cislunare DSG. Il componente DSG, del peso di circa 8/9 tonnellate sarebbe il Power and Propulsion Bus - lo stesso che sarebbe stato utilizzato sulla oramai defunta missione Asteroid robotic Redirect Mission (ARM) - e capace di generare 40 kW di potenza. Il PPB sarebbe dotato inoltre di propulsori elettrici da 12 kW ed alcuni a propulsione chimica per le manovre. In questa missione Orion con l'equipaggio ed il PPB non attraccheranno.
La missione successiva, EM-3, seguirebbe nel 2024, con un equipaggio di 4 persone per aggiungere il modulo abitativo, da circa 10 tonnellate, al DSG - che a questo punto avrebbe manovrato in un'orbita definita Near Rectilinear Halo Orbit (NRHO), ellittica. EM-3 durerebbe dai 16 ai 26 giorni e sarebbe il primo volo capace di conseguire obiettivi scientifici sul DSG. Questa missione sarebbe seguita da un volo commerciale di supporto definito Cislunar Support Flight (CSF). "Il Deep Space Gateway non preclude alle industrie commerciali di utilizzare i propri veicoli per portare rifornimenti all'avamposto," ha fatto notare Gerstenmaier.
La missione EM-4, che avverrebbe nel 2025 con un equipaggio di 4 persone vedrebbe l'aggiunta di un modulo logistico, sulle 10 tonnellate, all'avamposto (compreso un braccio robotico di costruzione canadese) DSG. A questo punto il DSG potrebbe sostenere un equipaggio di quattro persone fino a 42 giorni ed avere la capacità di spostarsi su altre orbite cislunari. EM-4 sarebbe seguito da un'altra missione commerciale di rifornimento CSF prima dell'ultimo volo della Fase 1, l'EM-5 del 2026 che porterà il modulo con la camera di decompressione, di circa 10 tonnellate, al DSG.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) Deep Space Transport ed il Deep Space Gateway della Fase 2. Così come l'EM-4, anche EM-5 avrà la stessa capacità di rimanere per 26-46 giorni e spostarsi fra le orbite attorno alla Luna. Secondo Gerstenmaier le missioni estese EM-4 ed EM-5 sostituiranno la missione abitata Asteroid Redirect con l'obiettivo di voli di maggiore durata in queste missioni cislunari. Gerstenmaier ha poi fatto notare che l'agenzia spaziale giapponese JAXA ha espresso interesse nell'aggiungere un ulteriore modulo al DSG.
La Fase 2 inizierebbe nel 2027 attraverso una serie di tre voli - iniziando con uno commerciale CSF. Dopo questo il 2027 vedrebbe due voli dell'SLS. La prima missione, chiamata EM-6 anche se trattasi di volo cargo senza equipaggio, porterebbe il Deep Space Transport (DST), del peso di circa 41 tonnellate, nello spazio cislunare. Il DST attraccherebbe in automatico con il DSG. A questo seguirebbe la missione EM-7 che vedrebbe un equipaggio di 4 persone ed un modulo logistico, lanciati da SLS, raggiungere il complesso orbitale DSG/DST. Oltre a portare rifornimenti al DSG/DST, l'equipaggio di EM-7 eseguirebbe una missione di prova della durata di 191-221 giorni per il DST (che rimarrebbe comunque agganciato al DSG).
Nel 2028, altro volo commerciale CSF prima della missione EM-8, un volo logistico senza equipaggio destinato a rifornire il DST e svolto da un razzo SLS Block 1B. L'anno successivo, vedrebbe l'introduzione della variante Block 2 del SLS, con razzi laterali migliorati. Questo primo volo del Block 2 porterebbe la missione EM-9, un volo con 4 astronauti, ad attraccare al complesso DSG/DST ed eseguire una missione di 300-400 giorni nello spazio cislunare. Secondo Gerstenmaier "Questa missione servirà a verificare che il veicolo sia pronto ad operare su Marte da solo per un anno dopo un viaggio di tre anni verso il pianeta." L'obiettivo è di verificare che la missione possa funzionare senza bisogno di altri rifornimenti diretti dalla Terra per un periodo simile a quello di una vera missione marziana. Inoltre, se ve ne fosse bisogno, la missione potrebbe essere conclusa rapidamente e prima del termine data la distanza dalla Terra certamente molto inferiore a quella di Marte. In questa missione di un anno il DST rimarrebbe agganciato al DSG sebbene vi sia un'opzione di sganciarlo per eseguire un volo di prova in solitaria.
A questo punto secondo la presentazione HEOMD e Gerstenmaier, questi passi avranno preparato la NASA al primo volo umano verso Marte. Prima della missione EM-10, un volo cargo SLS, oltre il 2030, un altro volo commerciale CSF avrebbe portato rifornimenti al complesso DSG/DST. Con EM-11, un'equipaggio salirebbe a bordo del DST che si staccherebbe dal DSG e partirebbe per una missione di transito verso Marte. Secondo la NASA il DST sarà a quel punto in grado di supportare un equipaggio di quattro astronauti per una missione di 1.000 giorni su Marte. Prima di essere sostituito il DST potrebbe affrontare fino a tre missioni marziane.
Chiaramente tutto questo dipende dai finanziamenti che il Congresso degli Stati Uniti è pronto a fornire e non tiene conto di ulteriori partecipazioni di partner internazionali per la divisione dei compiti e delle spese. "Siamo in una fase cruciale dello sviluppo ed abbiamo bisogno di certezze nei finanziamenti in modo che possiamo iniziare la pianificazione e firmare i contratti per l'hardware." ha tenuto a ribadire Gerstenmaier al NAC.
Comunque il fatto che la NASA abbia annunciato un'architettura multi-missione per SLS così come un approccio a passi successivi con l'obiettivo finale di inviare gli esseri umani su Marte negli anni '30 è un passo promettente per l'agenzia ed il ruolo che SLS giocherà nelle iniziative esplorative robotiche ed abitate per i prossimi due decenni.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il Deep Space Gateway, l'avamposto in orbita lunare. Nell'illustrazione in alto a sinistra (Credit: NASA) il piano per la realizzazione dell'avamposto cislunare DSG.Nell'illustrazione artistica a destra (Credit: NASA) Deep Space Transport ed il Deep Space Gateway della Fase 2.

Fonti: NASAspaceflight - Chris Gebhardt / NASA - Kathryn Hambleton

06/04/2017 - Un razzo Soyuz per la missione ESA dedicata allo studio degli esopianeti -

Un razzo russo Soyuz, gestito da Arianespace dallo Spazioporto dell'Europa a Kourou, nella Guyana Francese, porterà nello spazio il prossimo satellite dell'ESA per lo studio degli esopianeti.
CHEOPS (CHaracterising ExOPlanet Satellite), del peso di 250 kg, condividerà il lancio con un altro carico utile, il primo satellite Cosmo-SkyMed italiano della seconda generazione, del peso di 2.200 kg ed i due si separeranno a turno per raggiungere le loro orbite previste poco dopo l'ascesa. Arianespace ha confermato che fornirà i servizi di lancio mentre il contratto sarà siglato con l'ESA nelle prossime settimane.
Mentre l'esatta data di lancio rimane deve ancora essere confermata, CHEOPS dovrebbe essere pronto per la fine del 2018 per l'invio a Kourou, con tutti i test completati. Una volta nello spazio CHEOPS prenderà di mira le stelle luminose più vicine che si sappia abbiano pianeti che vi orbitano attorno. Attraverso un monitoraggio altamente preciso della luminosità delle stelle, gli scienziati esamineranno il transito dei pianeti che passano brevemente di fronte alla superficie della stella. Questo permetterà di misurare accuratamente il raggio del pianeta. Per questi pianeti di massa conosciuta, potremmo rivelare la densità che ci fornisce un'indicazione della struttura.
Questi dati cruciali potranno aiutarci a comprendere meglio la formazione dei pianeti di massa compresa fra quella della Terra fino a Nettuno. La missione contribuirà inoltre alle idee su come i pianeti cambiano orbite durante la loro formazione ed evoluzione. CHEOPS identificherà obiettivi per studi sull'abitabilità che verranno compiuti in futuro da telescopi con base terrestre o spaziale, compreso il James Webb Space Telescope che verrà lanciato il prossimo anno.
CHEOPS opererà a circa 700 km di quota attorno alla Terra con un angolo di 98° sull'equatore. Dato che circolerà da polo a polo il satellite si troverà sempre sul terminatore a cavallo fra il giorno e la notte in modo da essere sempre direttamente sopra il sorgere o tramontare del Sole. Questo tipo di orbita offre temperature stabili ed una costante illuminazione solare, tenendo i pannelli solari sempre illuminati e minimizzando gli effetti di raggi di luce che potrebbero colpire il telescopio di bordo.
CHEOPS è una missione ESA in collaborazione con la Svizzera e con l'importante contributo di 10 stati membri.
Nell'illustrazione artistica (Credit: ESA–C.Carreau) il satellite astronomico CHEOPS.

Fonti: ESA / Spaceflight Now - Stephen Clark

Nella foto (Credit: Stephen Clark/Spaceflight Now) Jeff Bezos mentre parla durante la convention spaziale di Colorado Spring.

06/04/2017 - Jeff Bezos finanzia con un miliardo di dollari annui la Blue Origin -

Parlando durante la convention dell'industria spaziale che si è tenuta a Colorado Springs, Jeff Bezos, la seconda persona più ricca al mondo e fondatore di Amazon, ha reso noto che finanzia con la sbalorditiva cifra di un miliardo di dollari la propria compagnia spaziale Blue Origin.
Di fronte al razzo New Shepard, che ha volato e tornato per cinque volte, e un simulacro della capsula suborbitale ad esso associata, Bezos ha detto che vuole aiutare a forgiare una nuova economia spaziale resa possibile dal taglio dei costi di trasporto orbitale.
La Blue Origin prevede di assumere diverse centinaia di dipendenti nel corso di quest'anno - in totale attualmente la compagnia è composta da oltre 1.000 lavoratori - mentre sta costruendo la propria flotta di nuovi razzi e capsule suborbitali New Shepard, testando un potente motore a razzo alimentato a metano, sviluppando il razzo di classe orbitale New Glenn e ridefinendo il concetto di un lander lunare robotico.
Nel lungo termine Bezos spera che Blue Origin possa "iniziare a stare sulle proprie gambe come un'impresa che crea profitto."
"Stiamo facendo grandi progressi," ha detto Bezos. "Io non voglio che Blue Origin sia una compagnia no-profit. Voglio che la Blue Origin sia una società fiorente ed aiuti ad aprire una porta per questa nuova generazione di persone che potranno portare quest'esplosione imprenditoriale nello spazio. Questo è quello che vogliamo. Questo può essere raggiunto solo se essa è sostenuta all'inizio," ha ribadito Bezos. E' una lunga strada ma sono felice di poterci investire."
La Blue Origin ha una serie di successi con il proprio razzo suborbitale New Shepard, che ha volato sei volte. In cinque di queste missioni è stato utilizzato lo stesso veicolo dopo che il primo razzo andò distrutto durante un primo tentativo di atterraggio. Il primo atterraggio di successo del New Shepard avvenne nel novembre 2015, segnando la prima volta che un veicolo ritornava sulla Terra grazie alla spinta dei motori a razzo dopo aver raggiunto lo spazio. Un mese dopo la SpaceX superava quell'impresa facendo atterrare un ben più grande razzo Falcon 9 a Cape Canaveral dopo aver portato una serie di satelliti in orbita.
Decollando ed atterrando verticalmente il New Shepard è la risposta della Blue Origin allo spazio-plano suborbitale SpaceShipTwo della Virgin Galactic. Il New Shepard è stato portato in esposizione a Colorado Spring ma presto avrà un posto in un museo dopo essere sopravvissuto con successo all'ultimo volo, durante il quale il prototipo della capsula equipaggio ha eseguito un test di abbandono del veicolo di lancio nel momento più delicato del volo.
Bezos ha confermato che i primi voli di prova del New Shepard con i propri dipendenti potrebbero avere luogo entro la fine del 2017, con i primi voli dei clienti paganti nel 2018. "Ricordo sempre alla mia squadra che non siamo in gara," spiega Bezos. "Questo veicolo trasporta esseri umani, e lo faremo quando saremo sicuri. Non vogliamo prendere scorciatoie e quindi faremo salire le persone su questo veicolo quando saremo pronti e non un secondo prima."
Anche Sir Richard Branson, il fondatore di la Virgin Galactic, ha detto ai giornalisti inglesi la scorsa settimana che spera che il proprio spazio-plano SpaceShipTwo possa iniziare ad imbarcare passeggeri entro la fine del 2018. Il programma della VG subì una grossa battuta d'arresto dovuta allo schianto del primo prototipo di SS2 nel 2014, che uccise il copilota e ferì gravemente il pilota. Un volo sullo SS2 costerà circa 250.000 dollari. La Blue Origin non ha ancora iniziato a vendere i biglietti per un volo sul New Shepard ed ufficialmente non ha rivelato il loro costo. Diverse ricerche per la microgravità provenienti da alcune università hanno volato a bordo del New Shepard nei test dello scorso anno.
Nella foto (Credit: Blue Origin) il decollo del New Shepard per il quarto volo, nel giugno 2016. L'architettura del veicolo New Shepard nasce completamente autonoma e quindi può volare anche senza esseri umani a bordo, a differenza della SS2 che ha bisogno di due persone di equipaggio. Gli ingegneri stanno aggiornando e migliorando il software e lo scudo termico della versione 2 del New Shepard, sostituendo un'isolante spray con un sistema di protezione termico metallico vicino al punto di aggancio con la capsula. Il razzo, spinto da un motore BE3 alimentato ad ossigeno ed idrogeno liquidi criogenici, sale fino ad una quota di circa 80 km e spegne il propulsore. Qui la capsula, posta sulla sommità del razzo, si sgancia, prosegue il proprio volo d'inerzia dando circa 4 minuti di assenza di peso ai 6 passeggeri che potranno sganciarsi le cinture di sicurezza dei sedili e volteggiare in cabina ammirando la curvatura del pianeta ed il nero del cielo attraverso le grandi finestre, progettate per resistere fino a 100 voli. Intanto il razzo scende verso Terra e, pilotato grazie a piccoli propulsori di manovra ed alette aerodinamiche rientra verso una piazzola posta vicino alla rampa di lancio ed, utilizzando ancora il proprio motore, atterra sulle proprie quattro zampe retrattili. La capsula, una volta terminata la spinta ricade verso la superficie, dove atterrerà morbidamente grazie ai paracadute. Al lancio i passeggeri subiranno un'accelerazione di circa 3g (tre volte la gravità terrestre) mentre in fase di discesa avranno un breve picco a 5,5g. L'intero volo durerà circa 11 minuti.
Ma il New Shepard è solo la prima pietra di ambizioni ben più grandi. Vicino al Kennedy Space Center è infatti in costruzione un grande edificio dove verrà realizzato il più grande razzo New Glenn, di classe orbitale e che sarà in grado di portare fino a 45 tonnellate in orbita a diverse centinaia di km di quota. Il razzo, spinto da sette potenti motori BE-4, alimentati da ossigeno liquido e metano, che decollerà dalla rampa 36 di Cape Canaveral. Il primo test completo di un motore BE-4 è previsto nelle prossime settimane al poligono di prova della Blue Origin nel Texas occidentale. Il BE-4 potrebbe spingere anche il primo stadio del razzo Vulcan, il sostituto di Delta 4 ed Atlas 5 di United Launch Alliance.
Utilizzando uno schema previsto da Blue Origin da anni - ma realizzato in pratica prima dalla SpaceX - il primo stadio del New Glenn tornerà indietro per atterrare su una chiatta galleggiante al largo per poter essere riutilizzato. "La riutilizzabilità è la chiave per portare milioni di persone a vivere e lavorare nello spazio. E deve essere un sistema operativo, non solo teorico." Al momento la SpaceX, del miliardario Elon Musk, è avanti alla Blue Origin nel raggiungere quest'obiettivo. Infatti un razzo Falcon 9, che aveva volato una prima volta nell'aprile 2016, è stato lanciato nuovamente con un satellite commerciale lo scorso 30 marzo, dopo essere stato ispezionato e revisionato profondamente. La SpaceX spera però di poter accorciare questo periodo fra un volo e l'altro nei futuri razzi usati.
"Se recuperi il razzo ma poi passi un sacco di tempo e spendi tanti soldi nel controllarlo ai raggi X, rivalidare ogni cosa e ripristinare tutto, non abbasserai di molto i costi," dice Bezos. "La cosa deve funzionare più come le operazioni di una linea aerea. Devi essere in grado di farlo atterrare, rifornirlo, compiere piccole ispezioni e poi farlo decollare di nuovo e questo è quello a cui puntiamo. Il crollo dei prezzi di lancio guiderà la crescita dell'industria spaziale." dice Bezos. "Se possiamo ridurre i costi di lancio di un fattore 10, e poi di un fattore 100 - credetemi, ci vorrà tempo ed un sacco di duro lavoro - ma se ci riusciremo potremmo vivere in un mondo completamente nuovo. Potrebbe essere l'età dell'oro dell'esplorazione spaziale."
Conclude il suo intervento Bezos "Io sono determinato ad abbassare i costi di accesso allo spazio e noi della Blue Origin abbiamo bisogno soltanto di tre cose perché questo accada: persone di talento, soldi e pazienza. E noi abbiamo tutto questo."
Come se non bastasse, Rob Meyerson, presidente della Blue Origin ha aggiunto, sempre durante la convention di Colorado Spring, che la compagnia è pronta a fornire alla NASA, se fosse interessata ad un ritorno sulla superficie lunare, il proprio sistema di atterraggio lunare automatico Blue Moon. "Il Blue Moon permette di far atterrare in modo morbido, a basso costo, grandi quantità di materiali sulla superficie lunare," ha detto Meyerson. "Ogni credibile avamposto lunare ha bisogno di queste capacità.". Il Blue Moon, del quale al momento non esistono immagini, potrebbe essere lanciato con il razzo pesante NASA Space Launch System (SLS) ma anche con l'Atlas 5 di ULA ed il nuovo New Glenn di Blue Origin. La capacità di carico del Blue Moon dovrebbe essere sulle 4 tonnellate e mezza.
Nella foto (Credit: Stephen Clark/Spaceflight Now) Jeff Bezos all'interno del modello della capsula suborbitale di Blue Origin. Sullo sfondo il razzo riutilizzabile, che ha volato nello spazio cinque volte, New Shepard, portato in mostra a Colorado Spring. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Stephen Clark/Spaceflight Now) Jeff Bezos mentre parla durante la convention spaziale di Colorado Spring. Nella foto a destra (Credit: Blue Origin) il decollo del New Shepard per il quarto volo, nel giugno 2016.

Fonti: Spaceflight Now - Stephen Clark / SpaceNews - Phillip Swarts e Jeff Foust

05/04/2017 - Fissato il 29 maggio per la ripresa dei voli del razzo Proton -

Il prossimo lancio di un razzo Proton-M è ora previsto per il 29 maggio 2017. Lo ha dichiarato Igor Burenkov, portavoce della Roscosmos, l'agenzia spaziale russa, per telefono alla TASS da Colorado Spring, dove sta prendendo parte ad una conferenza a carattere astronautico.
I lavori procedono secondo la tabella di marcia," ha detto. "Prevediamo di eseguire il primo lancio del Proton il 29 maggio per piazzare un satellite degli Stati Uniti in orbita." Commentando il richiamo dei motori Proton, il funzionario l'ha descritto come "senza precedenti"
"Noi seguiamo la politica della trasparenza," ha proseguito. "Noi non avevamo la certezza che tutti questi motori fossero difettosi. Semplicemente avevamo dei dubbi che alcuni di essi lo fossero," ha detto. "Il programma di lancio verrà implementato a pieno," ha aggiunto Burenkov. " Il lancio è stato rinviato ma non è stato annullato. Tutti i nostri obblighi saranno rispettati."
Il lancio di EchoStar 21 era previsto lo scorso anno ma venne rinviato dopo la scoperta di problemi ai motori che spingono i razzi Proton-M. Un totale di sette lanci di Proton sono previsti entro la fine dell'anno sia sotto il programma federale spaziale che per i clienti commerciali. La Corporazione Russa Spaziale di Stato, Roscosmos, aveva richiamato per sottoporli a test tutti i motori montati sul secondo e terzo stadio dei razzi Proton-M e prodotti presso l'impianto meccanico di Voronezh.
Nella foto di archivio un (Credit: ITAR-TASS/Roscosmos) un razzo Proton-M mentre viene innalzato sulla rampa di lancio.

Fonte: TASS

05/04/2017 - La missione Cassini si prepara al 'Grand Finale' -

La sonda Cassini, della NASA, in orbita attorno a Saturno dal 2004, sta per iniziare il capitolo finale della sua storia eccezionale. Mercoledì 26 aprile, la sonda eseguirà il primo di una serie di 'tuffi' nella zona, larga appena 2.400 km, che si trova fra Saturno ed i suoi anelli come parte del grande finale della missione.
"Nessun veicolo spaziale ha mai attraversato quella regione e noi tenteremo di farlo per 22 volte," ha detto Thomas Zurbuchen, amministratore associato per la Direzione Missioni Scientifiche presso il quartier generale della NASA a Washington. "Quello che potremo imparare dalle ultime orbite finali di Cassini ci aiuterà a comprendere come sono nati ed evoluti i pianeti giganti ed i sistemi planetari ovunque nello spazio. Questa è quel genere di scoperta che vedremo in azione alla fine."
Durante il suo tempo trascorso a Saturno, Cassini ha fatto numerose scoperte notevoli, compresa quella di un oceano globale che mostra segni di attività idrotermale all'interno della luna ghiacciata Encelado, e dei mari di metano liquido su Titano. Ora, a 20 anni dal suo lancio dalla Terra, e dopo 13 anni di orbite attorno al pianeta con gli anelli, Cassini sta esaurendo il propellente. Nel 2010 la NASA decise di terminare la missione quest'anno con un tuffo, che avesse uno scopo, dentro Saturno, anche per proteggere e preservare le lune del pianeta da future esplorazioni - specialmente per il potenziale abitabile Encelado.
Ma l'inizio della fine di Cassini è, per certi versi, come una nuova missione. Utilizzando l'esperienza acquisita nel corso dei molti anni di missione, gli ingegneri della Cassini hanno ideato un piano di volo che massimizzerà il valore scientifico dell'invio della sonda verso il suo destino di immergersi nel pianeta, il 15 settembre. Mentre compirà le sue ultime orbite, nel corso dei prossimi cinque mesi, la missione raccoglierà un'impressionante lista d'imprese scientifiche.
"La prevista conclusione del viaggio di Cassini è stata da lungo tempo la scelta preferita per gli scienziati della missione, " dice Linda Spilker, scienziata del progetto Cassini per il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena, California. "Cassini eseguirà alcune delle più straordinarie osservazioni proprio al termine della sua lunga vita." Il team della missione spera di poter acquisire molte informazioni sulla struttura interna del pianeta e sull'origine degli anelli, ottenendo il primo campione di atmosfera di Saturno e delle particelle degli anelli principali e riprendere le immagini più ravvicinate delle nubi di Saturno e degli anelli interni. La squadra sta attualmente eseguendo i controlli finali nella lista di comandi da inviare alla sonda robotica in modo che possa eseguire le sue osservazioni scientifiche, chiamata una sequenza, per l'inizio del finale. Questa sequenza di comandi verrà inviata alla sonda martedì 11 aprile.
Cassini poi manovrerà per raggiungere le orbite del grand finale, con l'ultimo sorvolo ravvicinato della gigantesca luna Titano, che compirà sabato 22 aprile. Così come molte volte nel corso della missione, la gravità di Titano curverà la traiettoria di Cassini. L'orbita di Cassini sarà quindi ristretta in modo che possa fare l'avvicinamento più breve a Saturno appena fuori degli anelli poi inizierà il passaggio fra il pianeta ed i confini interni dei suoi anelli.
"Secondo i nostri migliori modelli, ci aspettiamo che l'interruzione sia abbastanza libera da grandi particelle che possano danneggiare la sonda. Ma siamo anche cauti e nel primo passaggio utilizzeremo la grande antenna come uno scudo, così da determinare se è sicuro o meno esporre gli strumenti scientifici in quell'ambiente nei passaggi successivi," dice Earl Maize, capo progetto di Cassini al JPL. "Certamente vi sono alcune incognite, ma questa è una delle ragioni per la quale facciamo questo tipo di audace esplorazione al termine della missione."
A metà settembre, dopo un distante incontro con Titano, il percorso della sonda verrà deviato in modo che possa tuffarsi nel pianeta. Poi il 15 settembre Cassini compirà il salto finale nell'atmosfera di Saturno, ed invierà dati da diversi strumenti - principalmente per ottenere i dati sulla composizione dell'atmosfera di Saturno - fino alla perdita del segnale. "Il grande finale di Cassini è molto di più di un un ultimo tuffo," conclude Spilker. "E' un'emozionante capitolo finale del nostro intrepido veicolo spaziale, e così scientificamente ricco che era chiaramente la scelta ovvia per chiudere la missione."
Le risorse per il Grand Finale di Cassini, comprese immagini e video, sono disponibili presso: https://saturn.jpl.nasa.gov/mission/grand-finale/grand-finale-resources.
La missione Cassini/Huygens è stato un progetto in collaborazione fra NASA, ESA (Agenzia Spaziale Europea) ed ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Il JPL gestisce la missione per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA. Il JPL ha progettato, sviluppato ed assemblato l'orbiter Cassini.
Ulteriori informazioni su Cassini presso: http://www.nasa.gov/cassini ed http://saturn.jpl.nasa.gov/. Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/JPL-Caltech) la Cassini sopra l'emisfero nord di Saturno prima dei suoi ultimi 22 tuffi.

SIMULAZIONE AL COMPUTER DEL GRAND FINALE DI CASSINI A SATURNO - 04/04/2017 - (Credit: NASA) - dur.min. 3:40 - LINGUA INGLESE

Fonte: NASA - Dwayne Brown, Laurie Cantillo, Preston Dyches e Karen Northon

05/04/2017 - Si prolunga la permanenza di Peggy Whitson sulla ISS -

Mentre si trova già in corsa per battere il record cumulativo di tempo trascorso nello spazio per gli astronauti USA, Peggy Whitson si prepara ad estendere la propria missione con altri tre mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Quelle che fino ad oggi erano soltanto voci, sono state confermate oggi da NASA e Roscosmos, che hanno siglato un accordo per estendere la permanenza di Whitson a bordo della ISS anche per Spedizione 52. Invece che rientrare sulla Terra con i suoi colleghi di Spedizione 51, Oleg Novitskiy di Roscosmos e Thomas Pesquet dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea), a giugno, come inizialmente previsto, Whitson rimarrà sulla stazione spaziale e tornerà sulla Terra assieme Jack Fisher della NASA e Fyodor Yurchikhin, il cui atterraggio è previsto per settembre.
"Queste sono buone notizie," ha detto la Whitson. "Mi piace stare quassù. Vivere e lavorare a bordo della stazione spaziale mi fa sentire come se dessi un grande contributo, così cerco costantemente di spremere ogni momento che trascorro qui. Avere altri tre mesi da spremere è proprio quello che desideravo." L'accordo approfitta del vantaggio di un sedile Soyuz lasciato libero dalla Roscosmos con la decisione temporanea di ridurre il loro equipaggio a due soli cosmonauti. Il prolungamento di Whitson assicurerà un equipaggio completo di sei astronauti a bordo della stazione ed incrementerà il tempo astronauta disponibile per gli esperimenti sulla ISS.
"L'esperienza e le qualità di Peggy la rendono un'incredibile risorsa a bordo della stazione spaziale," ha dichiarato Kirk Shireman, responsabile del programma ISS per la NASA. "Aumentando la permanenza di uno degli astronauti NASA più veterano, ne trarranno beneficio le nostre ricerche, lo sviluppo tecnologico e la comunità dei partner internazionali e commerciali."
Questa è la terza permanenza di lunga durata di Whitson a bordo della stazione spaziale. E' stata lanciata il 17 novembre con già 377 giorni di permanenza nello spazio sulle sue spalle, ed il 24 aprile supererà il record degli Stati Uniti, appartenente a Jeff Williams con 534 giorni cumulativi nello spazio. Nel 2008 Whitson divenne anche la prima donna a comandare la stazione spaziale, ed il 9 aprile diventerà la prima donna a prendere il comando per la seconda volta. Inoltre Whitson detiene anche il record per numero ed ore di attività extra-veicolare per una femmina.
Segui la permanenza di Whitson sulla ISS attraverso i social media: http://www.twitter.com/AstroPeggy - http://www.facebook.com/NASAastronautPeggyWhitson - https://astropeggy.tumblr.com/.
Per saperne di più sulla stazione spaziale ed i suoi equipaggi: http://www.nasa.gov/station.
Nella foto (Credit: NASA) l'astronauta Peggy Whitson, della NASA, a bordo della ISS.

Fonte: NASA - Kathryn Hambleton, Brandi Dean, Dan Huot e Karen Northon

Nella foto di archivio (Credit: SpaceX) l'hangar di SpaceX al KSC con quattro primi stadi usati.

04/04/2017 - Gli impegnativi piani di SpaceX per il 2017 -

Vi sono un sacco di cose nell'agenda della SpaceX, se la compagnia riuscirà a compierle, per questo 2017, compreso l'affinamento delle procedure per rendere il razzo Falcon 9 sempre più rapido nelle operazioni di manutenzione fra un volo ed il successivo ed il debutto del Falcon Heavy, da troppo tempo rinviato.
Elon Musk, fondatore e capo della SpaceX, ha dichiarato giovedì, nella conferenza stampa tenuta dopo il successo nel lancio del primo razzo riutilizzato Falcon 9, che il volo inaugurale di Falcon Heavy è previsto per la fine dell'estate e si tratterà di una missione 'ad alto rischio' che la SpaceX considera puramente un volo dimostrativo.
Musk aveva svelato i piani per il razzo Falcon Heavy nell'aprile 2011, durante una conferenza stampa tenuta presso il National Press Club di Washington. In quella data Musk aveva detto che il razzo, composto da tre primi stadi Falcon 9 affiancati, avrebbe volato a partire dal 2013. La SpaceX aveva iniziato a siglare i contratti per le missioni Falcon Heavy nel 2012, ma i ritardi di sviluppo forzavano almeno due clienti - Inmarsat e ViaSat - a spostare i loro satelliti sul razzo rivale Ariane 5, mantendo delle prenotazioni per lanci futuri.
"Falcon Heavy è una di quelle cose che, all'inizio, sembra facile," ha detto Musk giovedì. "Prendiamo due primi stadi e li utilizziamo come booster di spinta. Invece no, è pazzescamente difficile, e richiede la ri-progettazione dello stadio centrale con una tonnellata di attrezzature differenti. E' stato di una difficoltà estrema passare da un singolo razzo ad uno a tre corpi," ha aggiunto Musk. La SpaceX dice che il Falcon Heavy è attualmente una priorità secondaria dietro a quella di mantenere il ritmo di lancio per il più piccolo Falcon 9. I responsabili danno la colpa a parte del ritardo del Falcon Heavy agli incidenti occorsi al Falcon 9 nel giugno 2015 e settembre 2016 che hanno costretto la flotta di razzi di SpaceX al suolo per diversi mesi alla volta.
Musk ha dichiarato che la SpaceX ha circa 20 missioni nella lista di lancio di quest'anno, e solo due potranno essere Falcon Heavy, prendendo per buono il debutto a fine estate. Musk ha aggiunto che i test principali del Falcon Heavy sono completati e gli ingegneri hanno terminato la fabbricazione dell'hardware destinato al volo. "Penso che avranno finito entro due o tre mesi," ha confermato Musk. Il volo inaugurale del Falcon Heavy decollerà dalla rampa 39A Kennedy Space Center, in Florida, una struttura realizzata per il razzo Saturn 5 del programma lunare Apollo, poi modificata per le missioni Space Shuttle. La SpaceX ha affittato la rampa dalla NASA nel 2014, ed ha accelerato gli aggiornamenti e le modifiche dopo che un razzo Falcon 9 esplose sulla vicina rampa 40 a settembre, lasciando quella struttura con danni significativi.
Alla SpaceX serviranno diversi mesi per riparare la rampa 40 poi la compagnia vi riporterà le operazioni di lancio dei Falcon 9 in modo da poter completare la 39A per il Falcon Heavy. I responsabili vogliono avere la rampa 40 disponibile nel caso che il Falcon Heavy danneggiasse la 39A, ha spiegato Musk. "Il Falcon Heavy, voglio veramente sottolinearlo, è un volo ad alto rischio - 27 motori che si accendono simultaneamente," dice Musk. "Sono un sacco di motori."
"Tecnicamente potevamo chiamarlo Falcon 27," ci scherza. "Forse sarebbe sembrato troppo spaventoso e così lo abbiamo chiamato Falcon Heavy (pesante, ndt)." La SpaceX non ha specificato la destinazione orbitale della prima missione Falcon Heavy, ma Musk ha detto che la compagnia farà volare 'la cosa più ridicola che possiate immaginare' sul volo inaugurale. La SpaceX aveva piazzato una forma di formaggio all'interno del veicolo spaziale Dragon per il suo primo volo orbitale in un'ode al gruppo comico dei Monty Python.
Nell'immagine (Credit: SpaceX) le alette stabilizzatrici a griglia dell'ultimo volo sono incadescenti per l'attrito. "Sarà una missione emozionante, in un modo o nell'altro," ha aggiunto Musk. "Speriamo nella giusta direzione" I due razzi laterali riutilizzati si sganceranno dallo stadio centrale alcuni minuti dopo il decollo e ritorneranno verso Cape Canaveral per l'atterraggio. Lo stadio centrale proseguirà lontano dal poligono ed atterrerà sulla piattaforma galleggiante della SpaceX, posta nell'Atlantico. "Due razzi laterali torneranno indietro in una specie di balletto aereo sincronizzato ed atterreranno," spiega Musk. "Due dei razzi laterali atterreranno a Cape. Sarà molto emozionante vederne due simultaneamente, mentre lo stadio centrale atterrerà lontano sulla nave drone."
La SpaceX potrebbe provare anche il recupero del secondo stadio nel primo volo del Falcon Heavy con una manovra mai tentata prima. Lo stadio superiore, che entra in orbita ad una velocità di oltre 8 km/s avrà bisogno di uno scudo termico più resistente di quello del primo stadio, che torna giù a velocità più basse. "Consideriamo di provare a riportare indietro lo stadio superiore nel volo dimostrativo del Falcon Heavy, per arrivare alla completa riutilizzabilità," ha twittato Musk. "Le possibilità di successo sono scarse, ma vale la pena provarci."
Se il primo volo del Falcon Heavy andrà bene, l'U.S. Air Force ha prenotato il secondo lancio per trasportare multipli satelliti di ricerca per i militari, NASA ed università. Lo Space Test Program-2 (STP-2) dovrà piazzare diversi carichi utili su orbite multiple a quote differenti.
Il volo di un primo stadio di Falcon 9 già utilizzato fa parte della lunga strada nell'obiettivo di SpaceX per recuperare e lanciare di nuovo e rapidamente i razzi, una conquista che secondo Musk potrebbe, teoricamente, ridurre i costi di lancio di un fattore 100. "Il progetto è che il razzo possa volare nuovamente con zero modifiche hardware," dice Musk. "In altre parole, la sola cosa che dovresti fare è di rifornirlo di propellente." L'obiettivo di SpaceX è di poter lanciare ogni primo stadio di un Falcon 9 fino a 10 volte senza ispezioni. "Poi, con moderati ripristini, che non hanno grosse ricadute sui costi, potrebbe rivolare per almeno 100 volte," ha dichiarato Musk.
Egli ha aggiunto che gli ingegneri della SpaceX sono 'incredibilmente paranoici' preparando il volo del razzo usato la scorsa settimana con il satellite per telecomunicazioni SES-10. Il razzo aveva volato la prima volta nell'aprile 2016, trasportando un veicolo cargo Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed era poi atterrato sulla piattaforma SpaceX al largo. Il razzo ha ripetuto l'impresa anche giovedì, sempre tornando sulla Terra a bordo della nave drone di SpaceX. "La struttura è rimasta la stessa," ha detto Musk. "I motori sono rimasti gli stessi, ma un componente ausiliario che pensavamo potesse essere leggermente problematico, lo abbiamo sostituito."
SpaceX prevede di compiere fino a sei voli di primi stadi di Falcon 9 usati per quest'anno, compresi i due laterali dedicati al primo Falcon Heavy. I responsabili non hanno identificato i clienti per gli altri lanci usati, ma il capo dell'ufficio tecnologico della SES, Martin Halliwell, ha detto ai giornalisti che i satelliti per telecomunicazioni SES-14 e SES-16, il cui lancio è fissato in autunno, sono i candidati per un volo su veicoli di lancio già utilizzati.
La SpaceX ha recentemente preso in affitto un edificio abbandonato dalla Spacehab vicino al cancello meridionale dell'Air Force Station di Cape Canaveral dove potrà eseguire la manutenzione dei razzi. La SpaceX ha recuperato finora otto primi stadi - compreso quello che è atterrato due volte - ma almeno tre di questi veicoli non voleranno più. Il primo razzo che atterrò a Cape Canaveral nel dicembre 2015 si trova ora esposto all'esterno della sede centrale di SpaceX, ad Hawthorne, California, mentre il primo stadio ri-lanciato la scorsa settimana con il SES-10 verrà esposto al pubblico da qualche parte dello spazioporto della Florida. Gli ingegneri hanno poi compiuto una fitta serie di test di accensione al suolo con il razzo che aveva portato un satellite giapponese in orbita lo scorso anno, rendendolo non adatto ad un secondo lancio.
Un altro aggiornamento nella famiglia dei lanciatori Falcon 9 arriverà più avanti nell'anno per facilitare il lavoro fra due voli dello stesso vettore, vedrà aumentata la potenza dei motori Merlin e verranno testati una serie di caratteristiche di sicurezza per i futuri lanci con astronauti. La configurazione chiamata 'Block 5' del Falcon 9 dovrà poi volare almeno sette volte con un design 'congelato' prima che la NASA vi faccia salire gli astronauti, secondo quanto riportato dall'agenzia spaziale.
La SpaceX è una delle due compagnie - assieme alla Boeing - che lavora su una nave spaziale commerciale per trasportare gli equipaggi da e per la stazione spaziale. La capsula Crew Dragon verrà lanciata dai razzi Falcon 9 dalla rampa 39A, e la SpaceX ha completato la costruzione di una nuova passerella di accesso che permetterà l'imbarco degli astronauti prima del decollo. La passerella di accesso verrà installata sulla rampa 39A entro l'anno durante un periodo di pausa nelle operazioni di lancio.
Nella foto (Credit: Walter Scriptunas II / Spaceflight Now) Elon Musk alla conferenza stampa post-lancio del SES-10. Un volo di prova di una nave spaziale Crew Dragon, senza astronauti a bordo, è fissato nel calendario della SpaceX a novembre, seguito da un volo dimostrativo con due membri dell'equipaggio non prima di maggio 2018. La NASA considera queste date ottimistiche ed assumendo che vada tutto bene, ha detto Kathy Lueders, responsabile del programma commerciale equipaggi della NASA, durante una presentazione la scorsa settimana presso il Consiglio Consultivo del Comitato Operazioni Esplorazioni Umane della NASA.
"La parte più importante del Block 5 sarà il funzionamento dei motori alla massima capacità di spinta, che è di circa il 7/8 percento - quasi 10 - di quello che abbiamo attualmente," dice Musk. Ed un numero di cose importanti che permetteranno un riutilizzo più semplice, come le griglie stabilizzatrici in titanio forgiato. Tutto questo ci porterà un sacco di altri fattori positivi."
Le nuove alette a griglia sostituiranno le quattro che si trovano attualmente sul primo stadio e che sono in alluminio, aiutando a stabilizzare e far virare il razzo durante la discesa. La SpaceX ha aggiunto le alette a griglia dopo che il primo stadio si era schiantato nel primo tentativo di far atterrare il razzo sulla nave drone, incorporando le alette dispiegabili per migliorare la manovrabilità. In un lancio tipico, il primo stadio viene rilasciato dallo stadio superiore del Falcon 9 a circa due minuti e mezzo dal decollo. Esso attiva dei piccoli propulsori a gas freddo (azoto) per ruotare e mettere la punta in avanti. Volando sopra i 100 km di altezza, il confine internazionalmente riconosciuto dove inizia lo spazio, un sottogruppo dei nove motori Merlin del razzo viene riacceso diverse volte per rallentere il veicolo e portarlo ad un atterraggio verticale.
"Alcuni degli elementi tecnici che sono più difficili, credo, per il riutilizzo, sono lo scudo termico di base del razzo (e) le alette a griglia," ha detto Musk. "Se avete visto il webcast (del lancio di SES 10), avrete notato che le alette della griglia stavano diventando roventi." Le alette in alluminio che volano attualmente con il Falcon 9 sono ricoperte di materiale che funge da scudo termico. "Per questo si sono accese come in fiamme e questo non è una gran cosa per il riutilizzo," ha detto Musk. "Le nuove griglie saranno in grado di arroventarsi e non avere danni." Il razzo aggiornato avrà anche maggiore controllo durante la discesa, aggiunge Musk. "Sarà effettivamente in grado di migliorare il carico utile verso l'orbita essendo in grado di volare ad un maggiore angolo di attacco, ed utilizzare gli elementi aerodinamici più efficacemente," ha detto Musk. Attualmente abbiamo un sollevamento contro la resistenza (ratio) di circa uno volando con il giusto angolo di attacco, ma è necessario un maggiore controllo, in particolare nel beccheggio."
Gli ingegneri vogliono aggiungere una pittura resistente al calore per sostituire quella utilizzata attualmente per il primo stadio, che può fondersi e formare delle bolle a causa del calore estremo del rientro. Lo scudo termico alla base del razzo protegge i motori e le tubazioni del sistema propulsivo del razzo. Attualmente viene sostituito ad ogni lancio dello stesso razzo. "Penso che dobbiamo pensare allo scudo termico di base," ha detto Musk. "Abbiamo un buon piano per le alette a griglia e come loro abbiamo bisogno di sistemare altre piccole cose." Ma Musk rimane ottimista che la SpaceX possa raggiungere l'obiettivo di far atterrare e rivolare il primo stadio del razzo entro 24 ore entro il prossimo anno. "Potremmo fare circa una mezza dozzina di voli con razzi usati entro quest'anno, e il prossimo potremmo raddoppiare questo numero," dice Musk. "Poi io mi aspetto che, con l'architettura del Falcon, nell'andar del tempo, possiamo avere circa tre quarti, o più, delle nostre missioni con razzi usati."
Gli ingegneri stanno anche sperimentando il recupero dell'ogiva protettiva del Falcon 9, una struttura in materiale composito che racchiude i satelliti durante i primi minuti di lancio, poi si apre in due metà e ricade in mare. Musk ha confermato che metà dell'ogiva del lancio di giovedì con il SES 10 è atterrata intatta, utilizzando piccoli propulsori e paracadute manovrabile per un ammaraggio morbido nell'Oceano Atlantico.
L'aggiornamento al BLock 5 - anche se Musk preferisce chiamarlo Versione 2.5 - comprenderà circa 100 modifiche al veicolo, secondo quanto dichiarato da Gwynne Shotwell, presidente e capo ufficio operativo di SpaceX. La Shotwell aveva detto a febbraio che le modifiche comprendevano una soluzione al problema delle crepe nelle turbine nei motori Merlin del Falcon 9 che era stato reso pubblico da un rapporto governativo.
L'obiettivo a lungo termine di Musk per la SpaceX è quello di inviare enormi navi da trasporto verso Marte, trasportando anche centinaia o migliaia di persone per colonizzare il Pianeta Rosso. Il riutilizzo del razzo "è la parte cruciale del piano di Marte, se consideriamo l'obiettivo... non stiamo parlando di una sola missione, ma di chi vuole stabilire una città auto-sostenibile su Marte." ha concluso Musk.
Nell'illustrazione artistica (Credit: SpaceX) il Falcon Heavy sulla rampa 39A pronto al decollo.

Fonte: Spaceflight Now - Stephen Clark

04/04/2017 - New Horizons a metà strada dal prossimo obiettivo -

La sonda New Horizons della NASA, viaggiando alla sbalorditiva velocità di 51.500 km/h, prosegue il suo viaggio nelle regioni esterne del Sistema Solare ed ora si trova a metà strada dal suo prossimo obiettivo, l'oggetto della Fascia di Kuiper 2014 MU69, che raggiungerà il primo gennaio 2019.
Il veicolo spaziale ha raggiunto questa pietra miliare alla mezzanotte (UTC) del 3 aprile, quando si trovava 782,45 milioni di km oltre Plutone ed alla stessa distanza da MU69. "E' fantastico aver completato metà del percorso che ci separa dal nostro prossimo sorvolo, che segnerà un record per il mondo più distante mai esplorato nella storia della civiltà," ha dichiarato Alan Stern, scienziato a capo della missione New Horizon per il Southwest Research Institute di Boulder, in Colorado.
Il 7 aprile, alle 21:24 UTC (le 23:24 italiane) New Horizons si troverà anche a metà del tempo trascorso fra il massimo avvicinamento a Plutone, alle 7:48 a.m. ET (le 13:48 italiane) del 14 luglio 2015, ed MU69, previsto per le 2 a.m. ET (le 8 italiane) del capodanno 2019. I quasi cinque giorni di differenza fra il tempo e la distanza del punto di mezzo sono causati dall'attrazione gravitazionale del Sole. La sonda attualmente viene leggermente rallentata dalla forza di gravità solare, e questo ha causato che abbia superato il punto mediano della distanza un po prima di quello temporale.
New Horizons inizierà ora un nuovo periodo di ibernazione. I 157 giorni previsti di ibernazione mettono a riposo la sonda che è 'sveglia' da quasi due anni e mezzo, fin dal 6 dicembre 2014. Fin da allora, oltre allo storico incontro con Plutone ed i successivi 16 mesi di trasmissione dei dati raccolti durante il breve flyby, la New Horizons ha compiuto osservazioni di una dozzina di oggetti della Fascia di Kuiper (KBO), raccogliendo dati unici sulla polvere e le particelle cariche dell'ambiente attorno ad essa, studiato il gas idrogeno che permea la vastità dello spazio attorno al Sole, chiamata eliosfera.
"Il sorvolo di MU60 nel gennaio 2019 sarà il nostro prossimo grande evento, ma New Horizons è una missione che esplora profondamente la Fascia di Kuiper," aggiunge Hal Weaver, scienziato del progetto New Horizons press l'APL di Laurel, nel Maryland. "Oltre ad MU69, prevediamo di studiare da lontano oltre due dozzina di KBO e misurare le particelle cariche e l'ambiente di polveri che si trovano a metà strada nella Fascia di Kuiper."
New Horizons si trova attualmente a 5,7 miliardi di km dalla Terra e, a quella distanza, un segnale radio inviato dal team operazioni - viaggiando alla velocità della luce - impiega circa 5 ore e 20 minuti per raggiungere la sonda. Tutti i sistemi di bordo sono in buone condizioni ed operano normalmente, mentre il veicolo spaziale è in rotta per il flyby con MU69.
Nell'immagine (Credit: NASA/JHUAPL/SWRI) una ripresa del 28 gennaio 2017 con lo strumento LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) a bordo di New Horizons che, sullo sfondo di stelle, ha inquadrato la zona dove dovrebbe trovarsi 2014 MU69 che, a questa distanza, è ancora troppo piccolo per mostrarsi. New Horizons dovrebbe iniziare a 'vedere' MU69 a partire dal settembre 2018.

Fonte: Spacedaily - Staff Writers

04/04/2017 - Un satellite rimandato in Francia per gli scioperi in Guyana -

A causa degli scioperi di protesta che sono ancora in corso nello Spazioporto europeo del Sud America, l'Airbus Defence and Space è stata costretta e far tornare in Francia il suo primo satellite a propulsione completamente elettrica fino a che Arianespace non potrà riprendere i lanci.
L'Airbus aveva inviato il satellite Eutelsat-172B in Cayenna, Guyana Francese, il mese scorso in vista del lancio imminente. Ma poi Arianespace è stata costretta a sospendere i lanci spaziali dal Centro Spaziale Guyana a causa di scioperi dei lavoratori, blocchi stradali ed interruzione del commercio.
"Abbiamo deciso con Airbus che, date le circostanze, era meglio rimandare Eutelsat-172b indietro a Tolosa," ha detto la portavoce di Eutelsat Vanessa O'Connor a SpaceNews il 3 aprile. "Ora si trova presso l'Airbus in attesa di una nuova data di lancio da parte di Arianespace."
L'Airbus ha confermato che il satellite è tornato a Tolosa, in Francia, il 30 marzo.
Le proteste erano iniziate a fine marzo a causa delle condizioni di vita dei lavoratori della Guyana Francese ed avevano impedito lo spostamento del razzo Ariane 5 nella zona di lancio, previsto per il 21 marzo con i satelliti SGDC del Brasile ed Koreasat-7 per la compagnia Sud Coreana KT. Dopo aver per primo chiesto un rinvio di 24 ore, Arianespace era stata costretta a bloccare tutto il 23 marzo senza poter stilare una nuova data di lancio per il Volo VA236. Eutelsat-172b sarebbe stato il secondo nella lista di lancio.
I rappresentanti del CNES, l'agenzia spaziale francese che gestiscono il poligono di lancio, hanno rifiutato di commentare la situazione dello spazioporto. Secondo France 24, gli attivisti della Guyana Francese hanno chiesto 2,5 miliardi di Euro alla Francia, dopo aver rifiutato un'offerta del governo di Parigi pari a 1,085 miliardi di Euro nel fine settimana. La Guyana Francese ha una popolazione di 250.000 abitanti.
Per Arianespace il rinvio dei lanci mette a rischio le previste 12 missioni per quest'anno. Anche Eutelsat, con il rinvio della messa in orbita di Eutelsat-172b sarà costretta a rinviare l'entrata in servizio del satellite per telecomunicazioni. Dato che il satellite dovrà poi portarsi nella posizione geostazionaria utilizzando i propri motori elettrici, il tempo impiegato è di circa quattro mesi, costringerà a far slittare tutte le operazioni successive.
In questo momento i principali operatori di veicoli di lancio hanno dei problemi e sono costretti a ritardi e rinvii: Arianespace con gli scioperi in Guyana, la ULA con l'Atlas 5 destinato al lancio del veicolo cargo Cygnus OA-7 rinviato al 18 aprile per problemi al motore principale ed il razzo russo Proton fermo ormai dallo scorso anno dopo la scoperta di difetti in tutti i motori pronti per le missioni. Solo SpaceX è al momento operativa e, dopo lo storico volo di un primo stadio già usato e rientrato integro sulla chiatta oceanica, prevede un nuovo lancio il prossimo 16 aprile da Cape Canaveral con un satellite classificato USA.
Nella foto (Credit: Airbus Defence and Space) del 20 marzo scorso l'Eutelsat-172b che viene imbarcato sull'aereo da trasporto Antonov AR-124 per raggiungere la Guyana Francese per poi tornare indietro dieci giorni dopo.

Fonte: SpaceNews - Caleb Henry

04/04/2017 - Completato il sistema di fuga emergenza dalla rampa 41 per lo Starliner -

Alla rampa di lancio Space Launch Complex-41 di Cape Canaveral è stato completato il sistema di fuga di emergenza EES (Emergency Egress System), in preparazione ai lanci dei razzi Atlas 5 con i veicoli spaziali abitati Starliner della Boeing. L'EES è un elemento vitale di tutti i veicoli di lancio con equipaggio e sulla SLC-41 funziona con il tradizionale concetto di 'teleferica'.
I motivi per avere un EES non sono solo quelli per evacuare rapidamente gli astronauti dalla rampa di lancio ma anche per le squadre di ingegneri che lavorano a stretto contatto con il razzo negli ultimi giorni di preparazione del veicolo. La ULA aveva iniziato le valutazioni per un sistema di evacuazione di emergenza della rampa quando vi erano come opzioni ancora due sistemi abitati, il CST-100 Starliner di Boeing ed il Dream Chaser della Sierra Corporation che avrebbero potuto volare con l'Atlas 5.
Una volta rimasto il solo Starliner in lizza la ULA si è concentrata sul sistema più semplice e rapido, ricalcando quello delle teleferiche già utilizzato sulle rampe 39A e B per le navette spaziali. Gli ingegneri hanno installato i cavi delle teleferiche al livello 12 della CAT (Crew Access Tower - la Torre di servizio), ad un'altezza di circa 52 metri che permetteranno l'evacuazione rapida fino ad una zona di atterraggio posta a circa 400 metri dal veicolo di lancio. L'EES può ospitare fino a 20 persone, compreso il team di lancio e l'equipaggio di volo. Dato che la velocità raggiunta dalla teleferica, che funziona per gravità, può raggiungere anche i 65 km/h, alla fine del cavo si trova una speciale zona di rallentamento. Il sistema è stato realizzato dalla compagnia Terra-Nova che si occupa di progettare e costruire funi a scopo ricreativo per i parchi giochi, utilizzando sistemi già ben collaudati.
Chiaramente se l'emergenza dovesse avvenire con l'equipaggio pronto al lancio all'interno della capsula, e la rampa già evacuata dal personale, ci penserebbe il LAS (Launch Abort System), di cui è dotato lo Starliner, ad allontanare rapidamente con gli appositi razzi, il veicolo lontano dal razzo ed al sicuro.
Nella foto (Credit: ULA) il test finale del sistema di evacuazione di emergenza della rampa 41 di Cape Canaveral.

Fonti: NASAspaceflight - Chris Bergin / ULA

04/04/2017 - Il risveglio del Sole -

La sonda SDO (Solar Dynamics Obersavatory) della Nasa osserva il Sole attentamente e senza sosta dal 2010.
Due giorni fa ha assistito allo spettacolo di ben 3 brillamenti solari in 30 ore. Si tratta di esplosioni di radiazioni che si verificano sulla superficie della nostra stella madre, quando l’intreccio dei campi magnetici si riorganizza in maniera improvvisa ed esplosiva. Sono talmente potenti che le radiazioni arrivano fino sulla Terra, ma vengono schermate dalla nostra spessa atmosfera. Anche se effettivamente non sono nocive per l’uomo o per gli altri esseri viventi, le radiazioni solari creano parecchi problemi con i sistemi GPS e di comunicazione satellitare in generale.
Il primo flare (così si chiamano in inglese) è apparso alle 10:02 (ora italiana) di domenica 2 aprile e il secondo dopo pochi minuti, alle 10:33. Il terzo, invece, si è fatto attendere fino alle 16:29 di lunedì 3 aprile. I tre eventi sono stati 'fotografati' dal telescopio spaziale SDO e sono tutti di classe media: rispettivamente M5.3, M5.7 e M5.8. La classe M è circa un decimo della classe X (che sta per Extreme, estremo), cioè la più intensa per classificare i brillamenti solari.
Nell'immagine (Credit: NASA/SDO) il terzo e più potente brillamento solare del 3 aprile 2017.

Fonti: Media INAF - Redazione / NASA SDO - Sarah Frazier e Rob Garner

03/04/2017 - Farmaci spaziali -

Far crescere cristalli proteici in condizioni di microgravità, per sviluppare nuovi farmaci. È uno dei principali filoni sperimentali a bordo dell’avamposto umano nello spazio, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Gli astronauti inizieranno nei prossimi giorni a condurre degli esperimenti, della durata di alcuni mesi, per migliorare la comprensione del modo in cui le proteine si ripiegano per raggiungere la conformazione tridimensionale corretta, che permetta loro di svolgere la propria funzione biologica.
Un errato ripiegamento, infatti, può portare a forme anomale, che possono determinare l’insorgenza di gravi patologie. Basti pensare, ad esempio all’Alzheimer o al cosiddetto morbo della mucca pazza.
Sulla Terra, per studiare queste biomolecole, è necessario prima cristallizzarle. Un processo che si sta adesso tentando di perfezionare nello spazio. Lo scopo di questo filone sperimentale è studiare alcuni gruppi di proteine di particolare interesse. Come ad esempio il lisozima, una molecola in grado di demolire la parete di alcuni batteri, contenuta ad esempio nelle lacrime e nella saliva. O proteine convolte in alcune distrofie muscolari.
Due, in particolare, gli esperimenti che verranno condotti con l’apparato di microscopia ottica a bordo della ISS, il Light Microscopy Module (LMM): LMM Biophysics 1 e LMM Biophysics 3. Cercheranno, ad esempio, di comprendere perché i cristalli che crescono in condizioni di microgravità contengono minori imperfezioni rispetto a quelli terrestri (un video della NASA sul processo di cristallizzazione in microgravità), e di sfruttare questa caratteristica per disegnare nuovi possibili molecole d’interesse farmacologico.
Nell'immagine (Credit: NASA) il confronto di crescita di cristalli di proteine nello spazio e sulla Terra.

Fonte: ASI - Davide Patitucci

Nella foto (Credit: U.S. Mission Geneva/Eric Bridiers) di archivio, Michael Freilich, direttore della divisione scienza della Terra alla NASA.

02/04/2017 - La NASA affronta il calo delle missioni dedicate allo studio della Terra -

La NASA ha confermato ad un gruppo di consiglieri che nel prossimo futuro si aspetta di avere meno missioni sullo studio del pianeta Terra.
Un piano per i finanziamenti NASA proposto dall'amministrazione Trump vede la cancellazione di quattro missioni scientifiche per lo studio della Terra che si trovavano già nella lista dell'agenzia spaziale ed il taglio dei progetti futuri. I responsabili NASA avevano detto che la proposta, se passasse, ridurrebbe lo scopo del programma scientifico del pianeta Terra, ma che continua a sviluppare molte missioni chiave.
"Ho detto che i finanziamenti scientifici sono stabili al livello alto," ha confermato Robert Lightfoot, il facente funzioni di amministratore NASA. "Alcune missioni in fase di sviluppo non andranno chiaramente avanti nel campo della scienza della Terra."
Il budget NASA, rilasciato lo scorso 16 marzo, aveva pochi dettagli, ma l'amministrazione Trump ha proposto un finanziamento di 19,1 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2018, che inizia il primo ottobre. La divisione scienza della Terra avrebbe circa 1,8 miliardi di dollari, quasi un 6 percento meno di quanto riservato nell'anno fiscale precedente.
"Noi continuiamo a commissionare lo studio del nostro pianeta natale," ha detto Lightfoot giovedì rispondendo al Consiglio Consultivo della NASA. Stiamo riformando i nostri obiettivi basandoci sulle risorse che abbiamo, e sui finanziamenti, che si abbassano, ma sono sempre buoni per noi e per quello che dobbiamo fare nella scienza della Terra."
Quattro missioni dedicate alla scienza della Terra sono sull'orlo della cancellazione, secondo il budget preliminare presentato.
Il componente per l'osservazione della Terra che si trova sul DSCOVR (Deep Space Climate Observatory), una missione guidata dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), è fra i tagli. Il veicolo spaziale DSCOVR, stazionato nel punto di Lagrange L1 a milioni di km dalla Terra, viene principalmente utilizzato dalla NOAA per produrre avvisi sul meteo spaziale, ma ospita anche due strumenti per la scienza della Terra che ricadono sotto la gestione NASA.
Un'occhiata al budget rilasciato lo scorso mese propone la fine delle analisi e nel lavoro di supporto per la gestione NASA dei sensori scientifici per lo studio della Terra a bordo di DSCOVR, che comprende una fotocamera puntata verso il nostro pianeta che fornisce immagini a colori multiple della 'biglia blu' ogni giorno. Il DSCOVR venne lanciato nel febbraio 2015 a bordo di un razzo Falcon 9.
Le analisi condotte dalla NASA grazie agli strumenti per lo studio della Terra che si trovano a bordo di DSCOVR comprendono il 'monitoraggio e la calibrazione delle operazioni di missione', dice Michael Freilich, direttore della divisione scienza della Terra per la NASA.
Le altre tre missioni per la scienza della Terra che sarebbero cancellate comprenderebbero l'Orbiting Carbon Observatory-3 (OCO-3), uno strumento costruito con le parti di ricambio sviluppate per il satellite OCO-2. Lo strumento OCO-3, pianificato al lancio il prossimo anno all'interno di un veicolo di rifornimento commerciale, sarebbe stato attaccato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ed era progettato per monitorare le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera terrestre.
Un'altra missione, recentemente approvata per l'inizio dello sviluppo dalla NASA sarebbe chiusa.
Un sensore dimostratore tecnologico per il Climate Absolute Radiance and Refractivity Observatory (CLARREO), era previsto per il lancio sulla ISS nel 2020. Il progetto precursore CLARREO, identificato per la cancellazione nel budget proposto dalla Casa Bianca, avrebbe ridotto i rischi tecnologici per una missione di un futuro satellite negli anni '20 che si prefiggeva di monitorare i cambiamenti climatici.
Il quarto progetto che cadrebbe sotto la scure dell'amministrazione Trump è PACE, acronimo per missione Plankton, Aerosol, Cloud and ocean Ecosystem, prevista al lancio nel 2022. PACE era stato sviluppato come un satellite che avrebbe esaminato l'interazione fra l'atmosfera terrestre e gli oceani, con enfasi nel monitoraggio del colore dei mari per studiare la catena alimentare, le fioriture algali nocive ed altri organismi acquatici.
La divisione planetaria della NASA, che gestisce le sonde robotiche dell'agenzia inviate nel Sistema Solare, avrebbero un fato migliore nel budget del presidente Trump, con 1,9 miliardi di dollari di finanziamenti per il prossimo anno, un incremento di quasi il 17 percento su quello approvato dal Congresso nell'anno fiscale 2016. La NASA vedrebbe comunque una riduzione complessiva dello 0,8 percento nei suoi finanziamenti per quest'anno, secondo la proposta Trump.
Thomas Zurbuchen, capo della direzione missioni scientifiche NASA, ha dichiarato il 28 marzo che il budget proposto potrebbe ancora offrire un livello 'considerevole' di finanziamenti per la scienza della Terra. "Quello che vediamo è il primo passo in un processo che è appena iniziato," ha detto Zurbuchen ai membri del Comitato dell'Accademia Nazionale per lo Studio delle Scienze Spaziali. "Il primo passo di un processo che, basato sulle normali circostanze del passato, cambia."
L'ufficio dei finanziamenti della Casa Bianca dovrebbe essere sottoposto ad una richiesta più dettagliata per il Congresso, previsto a maggio. Lo scarno documento di budget rilasciato lo scorso mese offre pochi dettagli sulla visione di Trump dei finanziamenti federali, ma comunque vede un taglio indiscriminato sui programmi di spesa tranne un aumento di 54 miliardi di dollari delle spese militari.
La proposta di spesa non menziona nessuna modifica nei finanziamenti NASA di altre principali missioni di scienza della Terra, come il satellite ICESat 2 il cui lancio a fine 2018 permetterà di seguire i cambiamenti nelle calotte polari terrestri. Anche la nuova divisione NASA, chiamata 'Earth Venture' per ricerche a basso costo da selezionare attraverso una competizione rimane non toccata nei finanziamenti. Il programma Earth Venture è stato pioniere nello sviluppo e lancio dell'ottavo satellite per la ricerca sugli uragani, CYGNSS della NASA, lo scorso dicembre.
I responsabili NASA non hanno offerto informazioni su ulteriori tagli alla scienza della Terra potrebbe essere proposto per il rilascio della versione definitiva nella richiesta di maggio. Freilich non esclude però che altre missioni della sua divisione possano essere tagliate al momento dell'approvazione finale del budget al Congresso e poi diventato legge.
Nella foto (Credit: NASA’s Earth Observatory) la crescita del plankton nel mare di Barents è un esempio della vita microscopica dell'oceano che il satellite PACE era progettato di osservare globalmente. Nella foto in alto a sinistra (Credit: U.S. Mission Geneva/Eric Bridiers) di archivio, Michael Freilich, direttore della divisione scienza della Terra alla NASA.

Fonte: Spaceflight Now - Stephen Clark

Nell'immagine (Credit: NASA’s Earth Observatory), il vulcano Erebus ripreso con lo strumento Hyperion di EO-1.

02/04/2017 - La NASA celebra i 17 anni di un piccolo, ma importante, satellite -

Il satellite era piccolo, delle dimensioni di un piccolo frigorifero, e ci volle solo un anno per costruirlo e gestirlo con un budget limitato - ma essi perseverarono. Oggi, dopo 17 anni di operazioni, con oltre 1.500 articoli di ricerca generati grazie ad esso ed oltre 92.000 immagini riprese da ognuno dei suoi strumenti fotografici, il satellite Earth Observing-1 (EO-1) ha superato tutte le aspettative della propria tecnologia, obiettivi della ricerca e longevità.
EO-1 era una missione di validazione tecnologica per testare i progressi al limite della tecnologia dell'epoca che sarebbero poi stati implementati nelle future missioni di satelliti. Il veicolo spaziale venne lanciato nel 2000 con 13 nuove tecnologie, compresi tre nuovi strumenti, che non erano mai volati prima di allora. Assieme a questi compiti, il satellite è stato un innovatore nell'osservare i costituenti biochimici della Terra con un dettaglio senza precedenti, un'apripista per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per il flusso di comunicazioni da satellite e precursore per il volo ravvicinato fra satelliti in orbita.
Il 30 marzo 2017, il satellite è stato spento a causa dell'esaurimento del propellente, ma non rientrerà sulla Terra fino al 2056 quando si disintegrerà nell'atmosfera. Per celebrare il successo della missione, la NASA ha presentato alcuni dei momenti significativi di alcune delle ricerche che si sono potute effettuare grazie al suo prezioso contributo per la ricerca scientifica, l'avanzamento del volo spaziale e la società.
Gli spettrometri ad immagini Advanced Land Imager (ALI) ed Hyperion hanno permesso di misurare l'energia riflessa dai materiali al suolo, sia nel visibile che nell'infrarosso. ALI ha misurato energia in dieci diverse lunghezze d'onda e migliorato le osservazioni di foreste, coltivazioni, acque costiere e le piccole particelle sospese in aria conosciute come aerosol. La progettazione e la tecnologia dello strumento ALI è servita per modellare il progetto dell'Operational Land Imager (OLI) che si trova attualmente a bordo del satellite Landsat 8.
Hyperion ha permesso un gran livello di dettaglio per la misurazione dei costituenti biochimici della superficie terrestre. Il livello di sofisticazione di questo strumento non solo mostra la presenza di piante ma riesce a coglierne la specie. Hyperion, un sistema di raccolta immagini multispettrali misura molte lunghezze d'onda della luce - come passare da un televisore in bianco e nero degli anni '40 ad un televisore a colori ad alta definizione di oggi. Coprendo lo stesso range di lunghezze d'onda di ALI, Hyperion utilizza 196 canali contigui che vengono combinati in un'unica immagine spettrale, una specie di 'impronta'. Da questa gli scienziati possono arrivare a capire di quale materiale si tratti. Sebbene sia in orbita da 17 anni, questa rimane una tecnologia insuperata in questo campo.
EO-1 è stato uno dei primi satelliti a riprendere le immagini dopo gli attacchi al World Trade Center e dell'inondazione di New Orleans dopo l'uragano Katrina. EO-1 ha osservato uno sversamento tossico in Ungheria, avvenuto nell'ottobre 2010, ed una grossa perdita di metano nel sud della California nell'ottobre 2015. Tutte queste riprese, che EO-1 ha fornito rapidamente, con immagini ad alta risoluzione degli eventi, sono state fornite su richiesta degli utilizzatori. EO-1 aveva la capacità di poter rispondere alle richieste di ripresa di una particolare zona della Terra e questo ha aiutato molto nel caso di emergenze di vario tipo.
EO-1 è stato il primo satellite ad essere programmato con una forma di software di Intelligenza Artificiale (AI), che permetteva al satellite di prendere decisioni in seguito ai dati raccolti. Ad esempio, se gli scienziati comandavano ad EO-1 di prendere immagini dell'eruzione di un vulcano, il software poteva decidere autonomamente di riprendere altre immagini dell'evento al prossimo passaggio. L'Autonomous Sciencecraft Experiment era stato sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, ed era stato caricato su EO-1 tre anni dopo il lancio. Prima l'acquisizione di un'immagine da parte di EO-1 richiedeva 67 passaggi da parte degli ingegneri di volo. Il software AI prendeva automaticamente l'immagine con un solo comando. Inoltre il software 'intelligente' permette anche a gruppi di satelliti e sensori al suolo di comunicare fra di loro e coordinarsi l'uno con l'altro senza l'intervento umano. Chiamato 'sensor web', se un satellite è testimone di una scena interessante, potrà allertare altri satelliti della rete e raccogliere i dati durante i loro passaggi su quell'area. Assieme essi possono osservare più rapidamente e trasmettere i dati della scena senza attendere ordini umani, riducendo i tempi da settimane a giorni fino a poche ore. Tutto questo è di grande utilità soprattutto nel caso di emergenze.
EO-1 è stato anche il pioniere nel 'volo in formazione' che gli permette di orbitare esattamente un minuto dietro a Landsat 7, ancora in orbita. Prima di EO-1 nessun satellite aveva volato così vicino ad un altro satellite sulla stessa orbita. EO-1 utilizza il volo in formazione per riprendere immagini a distanza ravvicinata da quelle del Landsat 7 e permettere una comparazione dei prodotti delle due immagini.
Questi elencati sono solo alcuni dei successi nella vita di EO-1, una maggiore e completa lista può essere trovata alla pagina web del progetto EO-1.
EO-1 è stato supportato da NASA, U.S. Geological Surveys, NOAA, NRO, NRL. La Orbital ATK, precedentemente Swales Aerospace nel 2000, è stata il fornitore principale, ha seguito l'integrazione e lo sviluppo del veicolo spaziale della missione EO-1.
Sebbene da ora EO-1 non sia più operativo, agli scienziati rimane molto lavoro da svolgere. Gli scienziati della NASA si sono imbarcati in un nuovo studio per archiviare oltre 200 Terabytes di immagini raccolte su tutto il mondo dallo strumento Hyperion durante il volo. I ricercatori hanno acquisito oltre 20.000 luoghi che sono stati mappati con precisione nel corso degli ultimi 17 anni. Questo archivio immagini potrà anche servire come supporto per la calibrazione degli strumenti e studi scientifici di successive missioni NASA.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il satellite EO-1. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA’s Earth Observatory), il vulcano Erebus ripreso con lo strumento ALI dopo quella ad emissione termica di Hyperion. Il satellite aveva dato a se stesso l'ordine di riprendere una seconda immagine diverse ore dopo il primo passaggio.

Fonte: NASA - Kasha Patel e Rob Garner

02/04/2017 - La ULA si aggiudica tre missioni governative -

Le più potenti varianti dei razzi Atlas 5 e Delta 4 sono state acquistate dall'U.S. Air Force per il lancio di veicoli spaziali dell'intelligence per il governo americano, mentre la NASA ha selezionato un Atlas 5 per dispiegare un cruciale satellite meteo polare.
La prima missione è prevista per il luglio 2020 dall'Air Force Base di Vandenberg, in California, utilizzando un razzo Delta 4 Heavy per lanciare il carico utile NROL-82 per il National Reconnaissance Office. Questo veicolo dovrebbe essere il secondo della prossima generazione di satelliti spia di sorveglianza elettro-ottica necessari a rinforzare la costellazione della NRO in orbita polare.
L'altro lancio appena ordinato avverrà solo un mese dopo, nell'agosto 2020, utilizzando un razzo Atlas 5-551, dotata di cinque booster laterali che permettono la spinta massima al decollo. Esso metterà in orbita il carico utile NROL-101 da Cape Canaveral. L'identità del veicolo non è stata rivelata, e nemmeno l'orbita prevista.
Entrambi i razzi fanno parte dell'attuale EELV Block Buy fra l'Air Force e la United Launch Alliance (ULA). L'assegnazione delle missioni è stata annunciata venerdì dal Pentagono. Le missioni superano le prestazioni di carico dei razzi Falcon 9 di SpaceX che sono stati certificati dall'Air Force per i carichi utili destinati dalla sicurezza nazionale, facendo di ULA il solo fornitore disponibile ad eseguire questi pesanti lanci.
Un'altra notizia per lanci governativi, è stata comunicata dalla NASA il mese scorso dicendo che il secondo satellite di prossima generazione per l'osservazione meteo civile degli Stati Uniti verrà lanciato con un razzo Atlas 5-401. L'Atlas 5 ha battuto il Falcon 9 in una competizione per aggiudicarsi i diritti di lancio del veicolo spaziale Joint Polar Satellite System n.2 (JPSS-2) dall'Air Force Base di Vandenberg. La NASA aveva emesso un contratto di richiesta che comprendeva l'Atlas 5, il Delta 4-Heavy, Antares, Falcon 9 ed il futuro Falcon Heavy.
Il primo JPSS è previsto per il lancio questo settembre a bordo dell'ultima versione del razzo Delta 2 dotato di nove motori a solido di spinta iniziale. Ma con il Delta 2 che andrà in pensione il prossimo anno, il lancio del JPSS-2 verrà eseguito con la più modesta versione del razzo Atlas 5, la più frequente utilizzata 401 senza booster solidi. Il JPSS è il prossimo satellite americano meteo polare che permetterà di prevedere il tempo a lungo raggio e seguirà i cambiamenti ambientali. Si tratta di una collaborazione fra la NASA e la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). Da una quota di 823 km, inclinata di 98,7° sull'equatore, viaggiando da polo a polo, i satelliti JPSS sorveglieranno l'intero globo due volte al giorno con il loro gruppo di sensori. Il veicolo fornirà immagini, profili delle temperature ed umidità atmosferica, e le temperature superficiali di terre ed oceani, tutti ingredienti chiave per le previsioni meteo. Inoltre il satellite misurerà i livelli di ozono e la riflessione della radiazione solare del pianeta.
L'Air Force ha aggiudicato due lanci GPS al Falcon 9. I militari stanno valutando la ULA a differenza di SpaceX per la missione Space Test Program 3, ed ha in previsione di farli competere per una dozzina di lanci poco pesanti.
Nell'immagine (Credit: ULA), da sinistra, il Delta Heavy, Atlas 5-551 ed Atlas 5-401.

Fonti: Spaceflight Now - Justin Ray / ULA

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Ultimo aggiornamento il 28 aprile 2017 - ore 23:59

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Massimo Martini

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