logo astronautica.us

Missione Orion EFT-1

Stemma della missione Orion EFT-1

linea gialla

Questa pagina è dedicata alla prima missione della capsula Orion MPCV (Multi-Purpose Crew Vehicle) della NASA definita Exploration Flight Test 1. Si tratta di una missione che si è svolta il 5 dicembre del 2014 e che ha visto il primo test orbitale senza equipaggio di una capsula Orion MPCV. La missione è stata eseguita con un razzo vettore Delta 4 Heavy lanciato dalla rampa SLC-37 di Cape Canaveral. La missione prevedeva due orbite con un apogeo molto alto durante la seconda in modo da poter fornire una alta velocità di rientro, circa 32.000 km/h, che è servita a testare vari sistemi di Orion, compresa l'avionica, lo scudo termico ed i paracadute prima del suo debutto con lo Space Launch System (SLS) previsto per il dicembre 2017. Qui sotto una illustrazione (Credit: NASA - modifiche MM) della missione EFT-1 nelle sue fasi principali.

Riepilogo Missione Complessiva

linea gialla



Volo: missione Test Orion EFT-1 senza equipaggio.
Lancio: 5 dicembre 2014 alle 7:05 a.m. EST (13:05 ora italiana) : Cape Canaveral rampa LC37B. Primo tentativo fissato per il 4 dicembre afflitto da diversi problemi meteo e tecnici con le valvole dei motori del razzo Delta IV H.
Razzo vettore: Delta IV Heavy.
Durata della missione: circa 4,5 ore.
Numero di orbite: 2.
Altezza Massima raggiunta: 5.790 km. all'apogeo.
Atterraggio: Alle 11:29 a.m. EST (le 17:29 ora italiana) Oceano Pacifico a circa 960 km a Sud-Ovest di San Diego, in California.
Obiettivi della missione: testare il comportamento complessivo della capsula Orion, la sua avionica, lo scudo termico ed i paracadute.

Vai in fondo alla pagina

Cronologia pre-volo

(i piu' recenti in fondo alla pagina)
Tecnici al lavoro su un modello in scala reale di Orion al Kennedy Space Center 30/11/2010 - La capsula Orion potrebbe fare il primo volo nel 2013 - La Lockheed Martin Space Systems sta negoziando con la United Launch Alliance (ULA) l'acquisto un razzo vettore Delta 4 Heavy per un test senza equipaggio del Veicolo di Esplorazione per Equipaggio (CEV) Orion nel 2013 anche se la NASA non dovesse fornire i fondi per la dimostrazione. La NASA ufficialmente sta rivedendo i costi e gli scopi del volo dimostrativo Orion in automatico nel contesto della nuova legislazione che richiede lo sviluppo per il 2016 di una capsula spaziale e di un razzo pesante capace di portare gli astronauti fuori dall'orbita terrestre. Ma John Stevens, vicepresidente della sviluppo per il programma Orion della Lockheed Martin, ha dichiarato che la compagnia di Denver semplicemente non ha tempo di aspettare che la NASA completi la sua revisione. "Se vogliamo raggiungere la data di volo del 2016 specificata nell'autorizzazione di spesa dobbiamo avere un volo di prova nel 2013," Ha dichiarato a Space News il 23 novembre riferito al linguaggio nel suo Atto di Autorizzazione del 2010 che il Presidente Barack Obama ha firmato trasformandolo in legge l'11 di ottobre. "Siamo costretti a mettere dei fondi in modo da poter riservare una possibilità di lancio per il test del 2013, perchè questo ci è richiesto per poter raggiungere la data del 2016 fissata dal Congresso" Stevens non ha voluto dire quanti soldi la Lockheed Martin ha messo nella negoziazione con ULA, la società che offre servizi di lancio e che appartiene dalla Lockeed Martin e Boeing. Stevens dice che finchè la NASA ha approvato i fondi per il volo dimostrativo, "tutti i soldi messi lì sono a rischio." Il portavoce della ULA, Chris Chavez non ha commentato sul volo test, ma dice che i soldi depositati sono divisi equamente fra la Lockeed Martin e la Boeing e che vuol dire che la Lockeed potrebbe perdere metà del suo deposito se non fosse capace di raggiungere un accordo contrattuale per il lancio. La Lockeed Martin, che aveva battuto la Northrop Grumman Corp. e la sua alleata Boeing, nel 2009 per il contratto da 3,9 miliardi di dollari per la progettazione e la costruzione di Orion, si aspetta di completare un test di volo senza equipaggio, anche se il futuro di Orion è stato messo in discussione fin da febbraio quando Obama ha proposto la cancellazione della capsula a sei posti assieme a tutto il resto del Programma Constellation per la Luna. Sebbene l'agenzia ancora preveda la cancellazione della famiglia di razzi vettori Ares, sebbene questo dipenda ancora dall'approvazione del Congresso della legge di spesa del 2011, Orion ha avuto una sospensione della pena in aprile quando Obama ha annunciato i piani per utilizzarla come scialuppa di salvataggio per la Stazione Spaziale Internazionale. La proposta della scialuppa di salvataggio di Obama vista più come una concessione politica che di una necessità tecnica, ha incontrato resistenze anche all'interno della NASA, delle industrie ed alla fine anche del Congresso. L'Atto di Autorizzazione della NASA che il Presidente ha firmato e trasformato in legge in ottobre ha finito per trasformare lo sviluppo di un veicolo multiruolo per equipaggio, MPCV in breve, pronta per il 2016 per portare gli astronauti in missione nello spazio profondo, e non solo come scialuppa di ritorno dalla stazione spaziale. Sebbene la legge non specifichi che debba essere Orion il MPCV questo dirige comunque la NASA a sviluppare l'hardware e la progettazione di Orion. Inoltre il disegno di spesa legislativa del Senate Appropriations Committee approvato in luglio includeva 1,1 miliardi di dollari per proseguire il lavoro su Orion, lo stesso ammontare autorizzato per l'MPCV. La legge di spesa della NASA è stata approvata completamente dal Senato ma alcuni elementi faranno parte di un altro pacchetto di spesa del 2011 che arriverà nelle prossime settimane. Ufficialmente la NASA intanto è determinata a procedere con Orion e il suo sviluppo per implementarlo nelle specifiche di MPCV delineate nell'Atto di Autorizzazione del 2010. "Molto del lavoro relativo a MPCV può proseguire sotto il contratto esistente ma, come appropriato la NASA dovrà condurre una strategia per determinare se sono necessari altri passi per raggiungere gli scopi di MPCV, i suoi requisiti e gli obbiettivi dei test principali. Ha dichiarato il portavoce della NASA, Michael Braukus, in una e-mail del 19 novembre, aggiungendo che il volo di prova di Orion del 2013 è ancora sotto revisione per determinare se sono disponibili fondi sufficienti. "A questo punto la NASA non ha ancora anticipato le specifiche per un particolare veicolo agli appaltatori; l'agenzia si dovrà focalizzare su un incontro per decidere gli obiettivi principali del test," ha scritto Braukus. Nonostante l'approccio non ortodosso della Lockeed Martin all'acquisto di un veicolo di lancio per il test del 2013, Stevens dice che la mossa si addice alla nuova visione di Obama della NASA, che cerca di forzare il mercato per un razzo commerciale e altre attrezzature in una combinazione di investimenti pubblici e privati. Stevens dice che la parte originale dei test di Orion prevedeva dei voli di prova della capsula senza equipaggio in orbita terrestre sulla sommità di un razzo Ares 1. Con i piani della NASA di dare discontinuità alla famiglia dei razzi Ares in favore di un servizio di trasporto privato, gli scopi e gli obiettivi del test per Orion sono cambiati. "Nel piano originale del test di volo doveva essere un anticipo di missione per la stazione spaziale," ha detto. "Ora dobbiamo fare un test più completo del veicolo, in qualche senso dobbiamo farlo prima del previsto." Stevens dice che il volo di prova del 2013 della Lockheed dovrebbe lanciare Orion su un'alta orbita ellittica con un apogeo di 17.000 km., simulando il rientro della capsula nell'atmosfera Una illustrazione della missione definita Plymouth Rock di Orion ad un asteroide terrestre alla velocità che incontrerebbe ritornando da una missione nello spazio profondo. Scendendo da un'orbita altemente ellittica si produce una grande velocità di rientro simile a quella di rientro dall'orbita lunare. La variante lunare di Orion potrebbe essere quella utilizzata per il test del 2013 che volerà su un Delta 4 Heavy capace di portare 25 tonnellate in orbita bassa. Ad esempio la capsula potrebbe volare con una versione modificata del sistema di aborto al lancio (LAS), solo con un motore di espulsione progettato per portare via il sistema dalla capsula una volta attivato, ha proseguito Stevens. Perchè non è una missione abitata non ci sarà il sistema di aborto al lancio (LAS) ma, per motivi aerodinamici vi sarà un simulacro," aggiungendo che il veicolo spaziale non avrà nemmeno i pannelli solari per questa missione. Stevens dice che la Lockheed Martin non prevede di acquistare altri Delta 4 Heavy per le missioni Orion dopo il test di volo senza equipaggio del 2013, principalmente perchè la NASA prevede di iniziare la costruzione ed i test di un veicolo pesante di lancio come indicato dall'Atto di Autorizzazione. "Possiamo anticipare che ci potrebbero essere altri test di volo prima del 2016 e che devono sincronizzarli con questi test di volo," prosegue Stevens "Questa sarebbe l'opzione preferita piuttosto che utilizzare (Delta 5 o Altas 5) se il veicolo di lancio pesante fosse disponibile," conclude. Mentre la Lockheed Martin preferisce vedere Orion lanciato con il nuovo razzo pesante della NASA, la ULA non fa segreto delle sue ambizioni per lanciare veicoli abitati, sia con la NASA che con clienti commerciali. Ad esempio il capo esecutivo della ULA Michael Gass, aveva spinto il Delta 4 Heavy nel 2009 di fronte alla Commissione Augustine, il comitato creato dalla Casa Bianca per rivedere i piani del volo abitato umano NASA. "Già ora il Delta 4 Heavy è il solo razzo nella flotta degli Stati Uniti con le possibilità di carico richieste," ha detto George Sowers, vicepresidente dello sviluppo economico della ULA, durante un simposio, "Questo prevede un volo di prova senza equipaggio al più presto nel 2013 e volo con equipaggio nel 2014 o 2015. Sowers dice che una volta che Orion vola tutto quello di cui ha bisogno per facilitare le missioni oltre l'orbita bassa terrestre è la sua capacità di rifornire lo stadio superiore Centaur nello spazio. "Un rifornimento significa che la capacità di andare verso un punto Lagrangiano del sistema Terra-Luna o di fare un sorvolo lunare tipo Apollo 8," ha detto. La ULA è una delle cinque compagnie che la NASA ha scelto a febbraio per partecipare al primo round del progetto CCD (Commercial Crew Development) inteso per supportare le iniziative di equipaggi commerciali di Obama. La compagnia ha utilizzato i suoi 7,6 milioni di dollari per lavorare sul sistema di segnalazione di emergenza necessario per rendere i razzi Atlas 5 e Delta 4 pronti per il volo abitato. Gass aveva detto alla Commissione Augustine nel 2009 che la ULA aveva bisogno di quattro anni e mezzo per rendere idenei al volo umano i razzi Delta 4 Heavy al costo di 500 milioni di dollari più 300 milioni di dollari per ogni lancio. Sebbene uno studio della compagnia Aerospace Corp. che aveva esaminato i costi e le applicazioni dell'agenda associate per rendere idonei al volo umano il lanciatore Delta 4 Heavy potrebbe durare da cinque anni e mezzo a sette anni per completarsi. Per quanto riguarda il Delta 4, la Lockheed Martin dice che la proposta più memorabile della NASA al momento è il volo di prova proposto per Orion nel 2013. "Sarebbe prematuro per me fare una dichiarazione se faremo o meno una prova di lancio di umani con un Orion a bordo di un Delta 4," ha concluso Gass. Nella foto in alto (Credit: NASA) i tecnici al lavoro su un modello in scala reale di Orion al Kennedy Space Center. Nella illustrazione a destra (Credit: Lockheed Martin) una illustrazione della missione definita 'Plymouth Rock' di Orion ad un asteroide proposta dalla Lockheed Martin.

Fonte: Space.com

La configurazione in orbita del test OFT-1 con la capsula Orion posta sullo stadio superiore del Delta IV-H 09/08/2011 - OFT-1: la NASA si prepara al debutto di Orion nel 2013 con il Delta IV Heavy - Gli sforzi relativi al lancio inaugurale di Orion - conosciuto anche come Multi-Purpose Crew Vehicle (MPCV) - per un volo di prova di qualche ora stanno impegnando i dirigenti in discussioni sugli obiettivi principali, che potrebbero includere una versione del veicolo spaziale con 'capacità umana' da testare. E' stata anche fissata una data di lancio indicativa nel luglio 2013 ed è stato assegnato un razzo vettore Delta IV per questo compito. Il prossimo veicolo della NASA con capacità di equipaggio ha sofferto un'infanzia difficile, con miliardi di dollari già spesi su un veicolo che era stato afflitto dai problemi del suo veicolo di lancio originale - Ares I - e che ha causato diversi sforzi per alleggerire la capsula prima di finire essa stessa nel taglio del Programma Constellation (CxP). Poi ad un certo punto Orion era stato ripescato come possibile scialuppa di salvataggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed infine, grazie al supporto politico dell'Atto di Autorizzazione 2010 aveva ripreso un ruolo più importante, come veicolo di esplorazione Oltre l'Orbita Terrestre (BEO - Beyond Earth Orbit). Orion è stato progettato per volare con lo Space Launch System (SLS) - un veicolo pesante di lancio derivato dallo Shuttle e che utilizza elementi comuni del programma Constellation e Shuttle. Sebbene lo stato del veicolo rimanga poco chiaro con i dirigenti della NASA che continuano a rinviare l'annuncio del design scelto dagli studi - e più recentmente - nell'attesa di una revisione dei costi, nello stesso momento il quartier generale dell'agenzia rilasciava un documento dove si mostrava un impossibile tempistica dove il primo lancio con equipaggio era fissato per il tardo 2021 - sebbene si trattasse del 'peggiore scenario possibile'. Inizialmente si era sperato che Orion avrebbe volato con una prima versione di SLS, prima però che la tempistica mostrasse che il vettore pesante non avrebbe avuto un programma di test a tappe, invece di iniziare la sua vita operativa come lanciatore da 70 tonnellate in orbita bassa nella seconda metà del decennio e che sarebbe servito come configurazione base fino a che non fosse arrivata la versione da 130 tonnellate. Dato che Orion è significativamente avanti nel processo di sviluppo rispetto al vettore SLS, un test senza equipaggio richiede qualcosaltro per portarlo in orbita e la scelta del Delta IV-Heavy come opzione preferita permette un test in LEO (Low Earth Orbit - Orbita bassa terrestre) già nel 2013 con un 'veicolo esistente' mentre Orion prosegue il suo programma di test. "Il veicolo spaziale Multi-Purpose Crew Vehicle (MPCV) sta facendo grandi progressi. Recentemente si è svolto un test di rilascio del veicolo Orion per le prove a Terra al LaRC (Langley Research Center). Questi test utilizzano un impatto a basso angolo che permetterà di verificare uno dei carichi maggiori per lo scudo termico e i picchi di accelerazione negli assi X del veicolo. Questo sarà un punto cruciale di analisi del La configurazione del vettore Delta IV-H che verrà utilizzata nel volo di prova OFT-1 di Orion MPCV modello per test successivi," secondo quanto riportato nelle note del MOD di Orion. Conosciuto come OFT-1 (Orion o Orbitale - dato il cambio di nome in MPCV - Flight Test) la missione verrà condotta in cooperazione fra il Mission Operations Directorate (MOD) della NASA ed il primo appaltatore di Orion, la Lockheed Martin e permetterà al veicolo spaziale di effettuare diverse orbite del pianeta prima di effettuare un ammaraggio nel Pacifico. Orion dovrebbe viaggiare agganciato allo stadio superiore del Delta IV-H e sarà senza pannelli solari utilizzando le batterie interne. "Nei prossimi mesi vi sarà un crescendo di attività nel programma MPCV. Per prima cosa il nuovo programma MPCV utilizzerà il veicolo Orion ed il contratto esistente per il veicolo di esplorazione con equipaggio. Il MOD ha inserito l'MPCV nel proprio finanziamento per il 2012 e 2013. Questo budget nel '12 e '13 è dedicato all'Orion Flight Test 1 (OFT-1) previsto per il luglio 2013. Si tratterà di un test orbitale di alcune ore del veicolo spaziale Orion. Dall'avionica allo scudo termico alle performance del paracadute, questo test di volo validerà molti sistemi ad alto rischio del veicolo spaziale Orion. Il MOD è pesantemente coinvolto in questo test di volo." Con i manager del MOD inseriti nel team di test e verifica della Lochkeed Martin sono state create delle posizioni a capo dell'integrazione dei sistemi del MOD alla base della LockMart di Denver. Simili posizioni sono state create anche a Houston ed in Florida, dove i responsabili si insedieranno ad ottobre, prima dell'arrivo di Orion OFT-1 al Kennedy Space Center (KSC) un anno e mezzo dopo. Il progetto Orion ha, al momento, tre veicoli. Il primo veicolo test Orion ha completato le prime prove di rilascio a Langley, il secondo si trova a Denver e verrà sottoposto a breve a prove acustiche e di carico. I risultati di questi test ricadranno sul terzo veicolo Orion, quello destinato al volo OFT-1, il cui arrivo in Florida è previsto per il marzo del 2012 e la cui costruzione inizierà alla fine di questo mese al MAF (Michoud Assembly Facility) di New Orleans. A differenza del test di lancio Ares I-X che è avvenuto con un modello di Orion chiamato 'boilerplate' (in pratica le stesse dimensioni e pesi della capsula e nientaltro) il lancio OFT-1 non avverrà al KSC - dato che verrà utilizzato un razzo Delta IV-H - e quindi Orion verrà trasportato dall'edificio di controllo delle operazioni al Complesso di Lancio 37 (SLC-37) per essere integrato con il veicolo di lancio. "Il team di Test e Verifiche della LockMart sarà a capo dell'integrazione dei sistemi per il veicolo del volo di prova. Il veicolo volante di prova Orion si trova al MAF e l'inizio delle saldature inizieranno il 22 agosto. Una volta che la struttura verrà saldata il Flight Test Vehicle verrà trasportato all'O&C Building del KSC dove verrà assemblato per il Volo OFT-1," Alcuni elementi del veicolo sono ancora in discussione, in riferimento alla 'capacità umana' della versione di Orion, potenzialmente risultante in OFT-1, compreso il Sistema di Aborto al Lancio (Launch Abort System - LAS) che si trova ancora nella fase di test. "I preparativi sono in corso per l'integrazione del Sistema di Aborto al Lancio di Orion MPCV con il modulo equipaggio per i test acustici. Il test verrà condotto nel Reverberant Acoustic Laboratory (RAL) presso l'installazione Waterton della Lockheed Martin vicino a Denver, nel Colorado." aggiungono le note del MOD. "Il complesso di Orion verranno esposti ad una serie di test acustici che incrementano i decibel per simulare i livelli di pressione del suono che il veicolo incontrerà durante il lancio e che possono superare i 160 decibel. La squadra di Denver sta discutendo la strategia per OFT-1: l'opzione 'Capacità di Volo' (quella attuale) contro la 'Capacità Umana'." Con una capacità di supportare gli esseri umani Orion supererebbe il punto raggiunto dalla SpaceX con il debutto al lancio della capsula Dragon lo scorso anno, che non disponeva di un sistema di aborto al lancio. Al momento non è sicuro che il LAS di Orion sarà pronto in tempo per essere sul volo di prova. Più facilmente ci potrebbe essere un sistema attivo di C&W (Caution & Warming) durante il volo. Questa configurazione fornirà dati utili al team combinato MOD/Lochkeed Martini, che condurranno assieme il test, compreso l'utilizzo del Centro Controllo Missione (MCC - Mission Control Center) di Houston. "Una volta che il veicolo di prova verrà assemblato e sarà al KSC, il MOD farà parte dei test finali e della squadra di verifica ed anche il MCC sarà connesso per verificare i comandi nominali e di contingenza." viene riportato in un aggiornamento delle note. "Le operazioni in tempo reale per questo volo di prova verranno condotte fuori dal MCC, con un team congiunto di MOD, MCPV e LockMart. Le modifiche richieste per il MCC per questo volo sono in corso, i dirigenti siederanno assieme nel FOP (Flight Operation Panel) durante l'OFT-1." Nessun altro test - come OFT-2 - sono al momento previsti per Orion, sebbene nelle note del MOD viene menzionato che il test previsto verrà valutato entro qualche mese. "Questo autunno il MOD inizierà un lavoro sui finanziamenti di MPCV per definire i voli futuri. Questa attività aiuterà il MOD a definire il supporto per il programma dopo OFT-1 e per l'anno fiscale '14 e seguenti." Tutti i test saranno senza equipaggio, dato che il Delta IV-H non è classificato come veicolo di lancio per esseri umani. Nelle illustrazioni (Credit: Nasaspaceflight) in alto Orion agganciato allo stadio superiore del vettore ed a destra la configurazione del razzo Delta IV-Heavy per la missione OFT-1.

Fonti: Nasaspaceflight

La fase di saldatura per attrito del primo pezzo del veicolo spaziale Orion 09/09/2011 - Il primo Orion destinato ad andare nello spazio prende forma - Questa settimana è iniziata la costruzione della prima nuova nave spaziale della NASA che porterà gli astronauti in orbita fin da quando la navetta spaziale Endeavour ha lasciato la fabbrica nel 1991. Gli ingegneri al Michoud Assembly Facility di New Orleans della NASA hanno iniziato a saldare assieme i primi pezzi dell'Orion Multi-Purpose Crew Vehicle. "Questo segna l'inizio del primo passo della NASA nell'invio di esseri umani oltre l'orbita terrestre," ha dichiarato il direttore del programma Orion, Mark Geyer. "La squadra di Orion ha fatto molti progressi ed ora ha iniziato a costruire la nave spaziale. Con questo passo decisivo ci avviamo sulla strada per eseguire il primo volo spaziale di questo nuovo veicolo." Il team di tecnici ed ingegneri ha utilizzato un metodo conosciuto come 'friction stir welding' (saldatura per attrito). Questa tecnica è stata utilizzata la prima volta dalla NASA per costruire il serbatoio esterno della navetta spaziale e crea delle saldature senza la fusione del metallo, producendo delle unioni più resistenti e più durature di quelle prodotte con le tecniche di saldatura convezionali. Questo processo utilizza il calore sviluppato dall'attrito per trasformare la lega di litio ed alluminio dallo stato solido ad uno stato plastico prima di raggiungere il punto di fusione e poi unire assieme i pezzi per mezzo di una pressione che completa il legame. Questo tipo di saldatura assicura un'ottima integrità strutturale per l'ambiente ostile dello spazio. Dopo che la saldatura sarà completata a Michoud il veicolo orbitale di prova Orion verrà inviato al Kennedy Space Center della NASA dove vi verrà installato lo scudo termico. Al Kennedy inoltre verrà effettuato l'assemblaggio finale e le operazioni di controllo per il volo. Questo primo esemplare di Orion dovrebbe effettuare il volo di prova OFT-1 (Orbital Test Flight-1) previsto per l'estate del 2013 a bordo di un razzo vettore Delta IV Heavy. Intanto a Denver la Lockheed Martin prosegue i test acustici con l'esemplare GTA (Ground Test Article) di Orion. Nella foto (Credit: NASA) la fase di saldatura per attrito del primo pezzo del veicolo spaziale Orion destinata a volare nello spazio.
Per ulteriori informazioni sulla missione OFT-1 di Orion vai alla nostra notizia del 9 agosto 2011

Fonte: NASA

08/11/2011 - La NASA propone un primo volo test di Orion MPCV per il 2014 - La NASA ha previsto l'aggiunta di un volo senza equipaggio per il veicolo spaziale Orion agli inizi del 2014 nel contratto di progettazione, sviluppo, test e valutazione con la Lockheed Martin Space Systems per il veicolo multi-ruolo per equipaggio. Il test è in supporto al nuovo Space Launch System (SLS) che porterà gli astronauti più lontano nello spazio di quanto fatto prima, creerà posti di lavoro negli Stati Uniti e fornirà la pietra miliare negli sforzi del futuro del volo spaziale Americano. Questo Exploration Flight Test, EFT-1, effettuerà due orbite con un alto apogeeo ed un rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre. Orion effettuerà un ammaraggio e verrà recuperato utilizzando le procedure previste per le missioni esplorative abitate. La missione di prova verrà lanciata da Cape Canaveral, in Florida, per acquisire importanti dati delle prestazioni del rientro e dimostrare le prime capacità di integrazione di cui beneficerà Orion, il SLS ed il programma dei sistemi di terra del 21° secolo. L'Agenzia ha postato un riepilogo che spiega le intenzioni della NASA sul suo sito. "La parte di ritorno in atmosfera dovrà fornirci dati importanti per sviluppare la capacità del veicolo spaziale di superare velocità maggiori di 32.000 km/h e di permettere un ritorno sicuro degli astronauti da oltre l'orbita terrestre." ha dichiarato l'Amministratore Associato per le Operazioni e l'Esplorazione Umana William Gerstenmaier. "Questo è molto importante per dettagliare il progetto in termini di dati che ci aspettiamo di raccogliere." Inoltre la NASA si appresta a richiedere all'industria un progetto per i booster a propellente liquido per l'SLS e per l'ogiva e le attrezzature necessarie alle missioni cargo e con equipaggio. La NASA sta sviluppando la navicella Orion per lanciare astronauti verso gli asteroidi, la Luna, Marte ed altre destinazioni per mezzo dei veicoli SLS, il nuovo lanciatore pesante dell'agenzia. Un primo test orbitale come EFT-1 fornirà i dati necessari ad influenzare le decisioni sul progetto e servirà a spianare la strada a modi innovativi di approcciare i sistemi spaziali in sviluppo. L'obiettivo è quello di ridurre i costi ed i rischi associati alle missioni esplorative. Intanto la NASA ha rilasciato un video realizzato in computer grafica per illustrare la missione EFT-1 e lo potete vedere qui sotto. Durante il test Orion eseguirà due orbite raggiungendo un'altezza mai più raggiunta dagli esseri umani fin dal 1973, e rientrerà ed ammarerà nell'Oceano Pacifico al largo della costa Ovest degli Stati Uniti. Nel video si nota che il modulo di rientro di Orion MPCV si sgancerà dallo stadio superiore del razzo Delta IV solo prima del rientro nell'atmosfera (ndr).

ANIMAZIONE DELLA MISSIONE EFT-1 (CREDIT: Collectspace/NASA) - dur.min.2:25



Fonte: NASA

Il primo modello volante di Orion MPCV durante le fasi di saldatura a freddo 14/11/2011 - Aggiornamenti sullo sviluppo di Orion MPCV - Proseguono i lavori attorno al nuovo veicolo spaziale della NASA Orion MPCV. Nell'edificio di assemblaggio di Michoud (MAF) a New Orleans, è stato saldato il pannello della capsula che ospita il portello di ingresso. Anche altri pezzi dello scafo stanno rapidamente prendendo forma mentre alcuni hanno mostrato delle crepe dopo le saldature ed i tecnici hanno potuto eseguire una serie di studi per eliminare il problema. Questo veicolo in costruzione sarà il primo a volare nello spazio con la missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1). Il lancio è ufficialmente previsto dalla NASA per i primi del 2014 per mezzo di un razzo vettore Delta IV-Heavy che decollerà da Cape Canaveral. A causa della struttura della rampa del Delta IV la capsula non potrà essere accessibile ai tecnici una volta che la torre mobile di servizio verrà ritratta alcune ore prima del lancio. Questo a differenza di quanto avverrà quando Orion MPCV verrà lanciato con il nuovo razzo SLS dalla rampa 39A e che, grazie ad una passerella di accesso dalla torre mobile di lancio, permetterà l'accesso alla capsula fino agli ultimi istanti prima del decollo. Durante la missione EFT-1 verrà utilizzato lo stadio superiore del vettore Delta IV che rimarrà agganciato alla capsula per quasi tutta la missione. Anche per il primo volo di Orion MPCV con SLS in missione orbitale lunare del 2017 è previsto l'utilizzo di questo stadio superiore. Intanto il modello statico GTA (Ground Test Article) della capsula Orion si trova presso la sede della Lockheed-Martin di Denver dove ha completato i test acustici di simulazione lancio assieme al Launch Abort Vehicle (LAV). Ora il GTA verrà sottoposto ai test di vibrazione. Un altro modello di Orion MPCV, il BTA (boileplate test article), si trova invece presso il Centro Ricerche Langley della NASA dove vengono eseguite le prove di rientro in acqua della capsula utilizzanto una speciale struttura chiamata Hydro Impact Basin che permette il rilascio del veicolo da varie altezze, inclinazioni e velocità, dentro una grande piscina per valutarne gli effetti. Dopo una prima serie di test effettuati questa estate e chiamati Fase 0, ora sono iniziati quelli definiti Fase 1 e che si svolgeranno fino alla fine dell'anno. Nella Fase 1 il BTA è stato modificato per essere più simile nella distribuzione dei pesi e nelle risposte di flessibilità dello scudo termico al veicolo finale. Invece il progetto del modulo di servizio di Orion (Service Module -SM) è ancora in fase di valutazione e le discussioni includono anche una versione del SM derivata dall'ATV (Automated Tranfer Vehicle) dell'Agenzia Spaziale Europea. Nella immagine (Credit: NASA) il primo modello volante di Orion MPCV durante le fasi di saldatura a freddo.

Fonti: Nasaspaceflight - NASA

Nella foto (Credit: NASA) l'interno dell'edificio OCB presso il Kennedy Space Center dove verrà assemblato Orion. 23/02/2012 - In Florida sono pronti per assemblare il primo Orion - Una squadra di tecnici provenienti dal programma Space Shuttle sono al Kennedy Space Center in attesa di iniziare i lavori sulla prima nave spaziale Orion destinata ad eseguire un primo volo di prova in orbita terrestre al più presto nel 2013. Il primo modello di veicolo Orion MPCV in costruzione presso gli stabilimenti della Lockheed Martin in Louisiana sarà ultimato ed inviato in Florida a maggio. Al KSC la nuova astronave della NASA verrà ospitata all'interno dell'edificio Operation and Checkout Building dove i tecnici gli assembleranno lo scudo termico, i computer di volo e tutte le attrezzature dell'avionica. I primi componenti di volo di Orion cominceranno ad arrivare al KSC a marzo, compreso il modulo di servizio. Un modello strutturale del modulo di servizio volerà con la prima missione nel 2013 o 2014. Jim Kemp, direttore dell'assemblaggio, i test e le operazioni di lancio di Orion per la Lockheed Martin ha detto che al momento vi sono 150 dipendenti che lavorano al programma al KSC ma che il numero è destinato ad aumentare fino a 400 nel 2014 quando Orion comincierà ad essere preparato per un secondo volo senza equipaggio previsto per il 2017. In quell'occasione Orion MPCV volerà attorno alla Luna e tornerà sulla Terra in preparazione di un volo analogo ma con a bordo gli astronauti e previsto, per il momento, per il 2021. Le missioni del 2017 e del 2021 saranno svolte dal nuovo lanciatore pesante SLS al momento in progettazione presso la NASA. Prima di arrivare in FLorida il modulo equipaggio di Orion vedrà il completamento dello scafo pressurizzato presso lo stabilimento di Michoud, a New Orleans, dove si assemblavano i serbatoi esterni della navetta spaziale. La NASA si attende di poter eseguire il primo volo orbitale di Orion nel 2014 ma la Lockheed Martin sta cercando di accelerare la produzione per poter essere pronta al lancio già nell'ottobre del 2013. Se fosse possibile eseguire un primo volo di prova entro il 2013 gli ingegneri avrebbero più tempo per controllare i dati ottenuti e, una volta ricondizionata la capsula Orion che ha volato, provare una nuova missione test nel 2016. Questi primi voli di prova saranno eseguiti utilizzando un razzo vettore Delta 4-Heavy. La missione, battezzata Exploration Flight Test 1 prevede una traiettoria molto ellittica in modo da poter effettuare un rientro nell'atmosfera terrestre con velocità simili ad un rientro lunare o dallo spazio profondo e testare le prestazioni dello scudo termico, dei paracadute, dei computer di volo e di altri sistemi. Dopo questa missione la Lockheed prevede di utilizzare questa capsula anche per i test di aborto del lancio. Questi test verranno eseguiti dopo ETF-1 in modo da non pregiudicare il veicolo. Nella foto (Credit: NASA) l'interno dell'edificio Operations and Checkout Building presso il Kennedy Space Center dove verrà assemblato e preparato Orion.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA) il modello di Orion mentre scende appeso ai suoi tre paracadute principali. 01/03/2012 - La NASA conduce un nuovo test del paracadute di Orion - Il 29 febbraio la NASA ha condotto con successo un altro test di caduta di un veicolo per equipaggio Orion, mettendo alla prova il sistema di paracadute che si occupano della discesa e dell'atterraggio della capsula. Il test è avvenuto sopra il deserto dell'Arizona e preclude ai preparativi per il primo volo orbitale del veicolo previsto per il 2014. L'Orion trasporterà gli astronauti più lontano nello spazio di quanto non sia mai stato fatto in precedenza, fornendo anche la capacità di salvataggio di emergenza, sostenendo l'equipaggio durante il viaggio spaziale ed assicurando un sicuro rientro ed atterraggio. Un aereo da trasporto C-17 dell'Air Force ha sganciato la versione di prova di Orion da un'altezza di circa 6.600 metri sopra il poligono dell'Esercito USA di Yuma, in Arizona. I paracadute di frenata di Orion sono stati dispiegati fra i 6.000 ed i 4.500 metri, seguiti dai paracadute pilota e poi da quelli principali. Orion è atterrato nel deserto alla velocità di circa 27 km/h, ben sotto la velocità massima prevista per il contatto del veicolo spaziale. Il test ha esaminato il comportamento di Orion, i disturbi del flusso d'aria dietro il veicolo ed i loro effetti sulle prestazioni del sistema di paracadute. I paracadute svolgono ottimamente il loro lavoro quando l'aria è tranquilla e permette un appropriato sostentamento. Una scia di aria instabile è in grado di ridurre l'apertura del paracadute. Il test è stato il primo a creare una scia che simula il veicolo Orion a grandezza naturale e il sistema completo. Fin dal 2007, il programma Orion ha condotto una serie di test dei paracadute sia in volo che al suolo ed ha fornito anche i paracadute del test di aborto sulla rampa svolto dalla NASA con successo nel 2010. Tutti questi test servono per comprendere le prestazioni tecniche dei paracadute per un'eventuale certificazione al volo umano. Nella foto (Credit: NASA) il modello di Orion mentre scende appeso ai suoi tre paracadute principali.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/Frankie Martin) John Livingston, un ingegnere della United Space Alliance 
mostra una immagine digitale di una mattonella dello scudo termico che verrà utilizzata su Orion. 09/03/2012 - Inizia la produzione delle prime mattonelle di Orion - Sono iniziati recentemente i lavori di taglio e verniciatura delle prime mattonelle del sistema di protezione termico che fanno parte dello scudo termico che proteggerà il veicolo spaziale Orion durante il prossimo test di volo che simulerà la velocità di rientro ed il riscaldamento del ritorno dallo spazio profondo, l'EFT-1. Le mattonelle sono fatte dello stesso materiale e verniciate allo stesso modo di quelle che furono utilizzate per la parte inferiore dello Space Shuttle. Su Orion però le mattonelle saranno installate lungo i lati e sulla cima dell'astronave conica. Uno scudo termico separato composto di materiale ablativo come quello utilizzato durante le missioni Apollo verrà sviluppato per proteggere la parte inferiore del veicolo spaziale, quella che incontrerà le temperature più alte. Il lavoro di costruzione al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, segna un momento importante nel progresso nello sviluppo della capsula, dopo il ritiro delle navette avvenuto nel 2011, dicono gli ingegneri del Sistema di Protezione Termico, o TPS, Joy Huff e Sarah Cox. "Stiamo costruendo qualcosa che volerà di nuovo, e che è quello a cui abbiamo lavorato per anni," dice Huff. Al momento vi sono circa 40 persone coinvolte nel lavoro delle mattonelle: 20 alla fabbricazione e 20 per l'installazione. "Siamo alla linea di partenza," dice la Cox. "Ci vorrà del tempo prima di averle fabbricate tutte." Lo stesso complesso che ha costruito le mattonelle dello Space Shuttle ora realizzerà le 1.300 mattonelle che occorrono per il volo di Orion. Non è un lavoro rapido. Infatti le maestranze impiegheranno 11 mesi per dare la forma ai blocchi isolanti e poi a stendere lo strato resistente al calore di tipo ceramico. Viene utilizzata una macchina a controllo numerico a 5 assi dove vengono tagliate con dimensioni precise le mattonelle nere nella loro forma desiderata. Al momento sono state realizzare le prime 33 mattonelle. Molte di queste mattonelle avranno speciali fori per far si che gli strumenti possano raccogliere i dati durante il test. Nelle prossime missioni altri intagli saranno necessari. Nell'avanzamento tecnologico rispetto ai giorni delle navetta ora le dimensioni di ogni mattonella vengono inviate digitalmente dalla Lockheed Martin, il costruttore di Orion e la mattonella finale viene fotografata in 3D in modo che i computer possano virtualmente controllare che vada bene prima di installarla Nella foto (Credit: NASA/Frankie Martin) Frank Pelkey, un tecnico della United Space Alliance, 
mentre vernicia una delle mattonelle di Orion. fisicamente, dice Huff. I dettagli sono molto più precisi che in passato. "Abbiamo avuto un così buon successo che i tecnici elimineranno uno dei passaggi da fare prima del piazzamento," dice Huff. In confronto con il lavoro necessario con le mattonelle dello Space Shuttle questa è una passeggiata. Ad esempio, le mattonelle più piccole utilizzate su Orion misurano circa 20x20cm contro quelle da 15x15cm della navetta. Inoltre il design di Orion permette di utilizzare molte delle stesse mattonelle della stessa forma con lo stesso numero di serie mentre ognuna delle mattonelle dello Shuttle erano diverse una dall'altra con un numero individuale per ognuna. "Questo è un grosso miglioramento rispetto alla navetta," dice Huff. "Anche averne nove su dieci della stessa forma è un grosso miglioramento." Ma forse il confronto più evidente è quello del numero di mattonelle complessive. Lo scudo termico dello Space Shuttle richiedeva oltre 23.000 mattonelle mentre Orion 1.300. "E' più piccolo e quindi ci sono meno pezzi," dice la Cox. Sebbene le mattonelle di Orion potranno essere utilizzate una sola volta a causa del rientro nell'Oceano e della proprietà assorbente delle mattonelle. Questo significa che i tecnici dovranno installare nuovamente tutte le 1.300 mattonelle fra un volo di Orion e l'altro. La navetta richiedeva soltanto il ricambio di 100/150 mattonelle fra un volo e l'altro. Gli stessi tecnici che applicavano le mattonelle sullo Shuttle lo faranno anche con Orion. Questo lavoro inizierà in estate. Le mattonelle verranno applicate ai nove pannelli che saranno agganciati al veicolo spaziale per realizzare lo scafo esterno dell'astronave. Sebbene questa sia una nuova nave spaziale con una nuova missione è stata richiesta al Kennedy una forza lavoro con le stesse capacità utilizzate per 30 anni di preparativi di navette. Ci si attende che Orion esegua un rientro molto più caldo a causa del rallentamento che dovrà eseguire dalla velocità di oltre 40.000 km/h quando tornerà dalla Luna o da altre destinazioni lontane. Lo Space Shuttle utilizzava il suo scudo termico per rallentare da circa 27.300 km/h, la velocità acquisita per rimanere in orbita attorno alla Terra. "Lo scudo termico è stata una vera sfida tecnologica e continua ad esserlo," dice Huff che ha lavorato allo sviluppo del TPS di Orion fin dal 2005. Arrivati a questo punto, quando le mattonelle che sono state ritagliate e verranno utilizzate in missione nello spazio ha dato al progetto un senso di essere più reale, dicono gli ingegneri. Loro sanno che c'è ancora tanto lavoro da fare ma sono felici di vedere la partenza. Conclude Huff, "Siamo al momento dello scatto, ma la maratona è ancora lunga." Nella foto in alto (Credit: NASA/Frankie Martin) John Livingston, un ingegnere della United Space Alliance, mostra una immagine digitale di una mattonella dello scudo termico che verrà utilizzata su Orion. Nella foto a destra (Credit: NASA/Frankie Martin) Frank Pelkey, un tecnico della United Space Alliance, mentre vernicia una delle mattonelle di Orion.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA) il momento del rilascio del sistema di prova dei paracadute di Orion 20/04/2012 - La NASA effettua un altro test dei paracadute di Orion - La NASA ha condotto oggi con successo un test dei paracadute di rientro, discesa ed atterraggio del veicolo per equipaggi Orion. Il test si è svolto sopra il deserto dell'Arizona in preparazione del primo volo orbitale di prova, Exploration Flight Test-1 (ETF-1) previsto per il 2014. Orion potrà portare gli astronauti più lontano nello spazio di quanto mai fatto prima, sarà fornito di capacità di aborto di emergenza, sosterrà l'equipaggio durante il viaggio spaziale ed assicurerà un sicuro rientro ed atterraggio. Un aereo C-130 ha sganciato un veicolo di prova a forma di dardo con un compartimento paracadute simulato di Orion da un'altezza di 7.300 metri sopra lo Yuma Proving Ground, un poligono dell'Esercito degli Stati Uniti. Il paracadute di estrazione si è aperto a circa 6.000 metri, seguito dai paracadute pilota che poi hanno estratto i paracadute di atterraggio principali. Il veicolo di prova è atterrato nel deserto ad una velocità di circa 7,6 metri al secondo, ben sotto la velocità massima prevista di atterraggio del veicolo spaziale. Questo particolare test aveva due obiettivi principali. Il primo era quello di determinare come l'intero sistema avrebbe reagito se uno dei paracadute principali si fosse gonfiato troppo velocemente, cosa che potrebbe accadere se il dispositivo che permette l'apertura graduale del paracadute non funzionasse. Il secondo obiettivo era di validare il progetto del paracadute di estrazione testato per una pressione dinamica molto simile a quella che ci si aspetta durante il rientro di EFT-1. Questo volo, previsto per il 2014, è ideato per testare un gran numero dei sistemi di Orion, compresa l'avionica, i sistemi di navigazione e di protezione termica ed invierà Orion ad oltre 4.800 km di distanza dalla Terra. Fin dal 2007 il programma Orion ha condotto un deciso programma di test al suolo ed in volo del sistema dei paracadute ed ha fornito un successo con il pad abort eseguito dalla NASA nel 2010. Questi test servono a comprendere bene le prestazioni tecniche per un'eventuale certificazione all'utilizzo in voli abitati. Il prossimo test di paracadute è previsto per questa estate. Nella foto (Credit: NASA) il momento del rilascio del sistema di prova dei paracadute di Orion dall'aereo in volo sopra il deserto dell'Arizona.

Fonte : NASA

24/04/2012 - Una versione di Orion per i test è giunta al KSC - Il Ground Test Vehicle (GTV) di Orion è arrivato sabato 21 aprile all'interno dell'edificio O&C (Operations & Checkout) che si trova presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida. Il veicolo ha viaggiato per quasi 2.300 km dall'impianto di Waterton della Lochkeed Martin che si trova vicino a Denver dove ha superato con successo una serie rigorosa di test che hanno simulato il lancio e l'ambiente spaziale. Il GTV verrà ora utilizzato come apripista per le operazioni presso il O&C in preparazione del veicolo Orion destinato al primo volo spaziale ed il cui arrivo al KSC è previsto per questa estate. Il veicolo spaziale che si trova al momento in costruzione presso l'impianto MAF (Michoud Assembly Facility) della NASA che si trova a New Orleans, è destinato all'Exploration Flight Test (EFT-1) della NASA previsto per il 2014. Il team di Orion è vicino al completamento delle saldature del modulo equipaggio di Orion utilizzando un sistema innovativo di saldatura mediante un processo di attrito. L'Orion verrà completamente assemblato ed integrato presso il KSC, una nuova capacità che fornirà un significativo risparmio di tempi e costi. L'O&C ha 27.000 metri quadrati di spazio fornito di uno speciale sistema di cuscinetti ad aria sul pavimento che permettono ad una piccola squadra di addetti di spostare con poco sforzo i veicoli spaziali all'interno dell'edificio. Dopo che le operazioni di test saranno completate verranno installati qui presso l'O&C sul veicolo per i test al suolo (GTV) dei nuovi pannelli di copertura prima di inviarlo presso il Langley Research Center in Virginia dove verranno eseguiti i test di ammaraggio presso l'enorme piscina Hydro Impact Basin della NASA. In questa foto foto (Credit: NASA) il modello GTV di Orion arrivata al KSC.

Fonte : NASA

Nella foto (Credit: NASA/Gianni Woods) il primo vascello pressurizzato 
di Orion mentre viene delicatamente sistemato nell'edificio O&C del Kennedy Space Center. 29/06/2012 - Arrivato al Kennedy Space Center il primo Orion destinato a volare nello spazio - E' arrivato al Kennedy Space Center, in Florida, e subito trasferito all'interno dell'apposito edificio Operations and Checkout Building (O&C) il primo modello della capsula Orion MPCV destinata a volare nello spazio con la missione EFT-1 nel 2014. La costruzione della struttura del veicolo spaziale è stata terminata presso gli stabilimenti della NASA a Michoud, in Louisiana, e subito trasferita al KSC dove verrà integrata con lo scudo termico, l'avionica ed il resto dei sottosistemi. Questo veicolo volerà con la missione EFT-1 (Exploration FLight Test-1), un volo di prova senza equipaggio che avverrà fra due anni. L'EFT-1 porterà Orion ad un'altezza di oltre 5.000 km, 15 volte più lontano dalla Terra della Stazione Spaziale Internazionale. Orion rientrerà poi a casa alla velocità di 40.000 km/h, quasi 8.000 km/h più veloce di ogni veicolo spaziale abitato. Questo simulerà le condizioni di rientro che gli astronauti dovranno subire al ritorno da viaggi oltre l'orbita bassa terrestre. Quando Orion rientrerà nell'atmosfera dovrà resistere ad una temperatura di circa 2.200 gradi Celsius, più di ogni altro veicolo spaziale fin dal ritorno degli astronauti dalla Luna. Il primo Orion volerà con un razzo Delta IV Heavy, un razzo gestito dalla United Launch Alliance. Mentre questo vettore fornirà sufficiente spinta per il volo di prova EFT-1, la NASA avrà bisogno del più potente razzo SLS per le future missioni esplorative. Dopo EFT-1 il primo volo integrato di prova con un Orion senza equipaggio con un razzo vettore SLS è previsto per il 2017. Quel test porterà nello spazio tutto il sistema integrato completo di Orion. Il veicolo spaziale Orion avrà la capacità di portare gli astronauti sulla Luna, sugli asteroidi, Marte ed altre destinazioni nello spazio profondo. Intanto, sempre in preparazione per EFT-1, presso il Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama, sono in costruzione gli adattatori per connettere Orion con il vettore Delta IV Heavy. Sebbene si tratti di un progetto per il razzo SLS questo adattatore verrà utilizzato anche per la missione EFT-1 del 2014. Questo permetterà anche un risparmio di tempo e di risorse. Lo stadio superiore che spingerà Orion sia nella missione di prova EFT-1 che nella successiva EM-1 (Exploration Mission-1) del 2017 è all'incirca lo stesso modello derivato da quello utilizzato dal vettore Delta IV. L'Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) è infatti lo stadio superiore che verrà utilizzato nelle prime due missioni di SLS, quella senza equipaggio del 2017 e la prima con equipaggio del 2021. Gli anelli di connessione fra il primo stadio ed il secondo stadio sono quelli in costruzione ora presso il Marshall. Nella foto (Credit: NASA/Gianni Woods) il primo vascello pressurizzato di Orion mentre viene delicatamente sistemato nell'edificio O&C del Kennedy Space Center.

Fonte : NASA - NASA Photo

Nella foto (Credit: CollectSPACE/Robert Z. Pearlman) il direttore del KSC, Cabana, mentre illustra Orion. 02/07/2012 - Orion svelato al Kennedy Space Center - La capsula Orion che eseguirà il primo volo di prova nello spazio è stata celebrata lunedì mattina come una pietra miliare di una nuova era di esplorazione del programma spaziale Americano. Il modulo pressurizzato di alluminio del veicolo spaziale era arrivato al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, venerdì 29 giugno dove verrà trasformato in un veicolo spaziale pienamente funzionante in previsione del volo di prova del 2014. "Questa partenza è un nuovo, emozionante capitolo nella grande storia dell'esplorazione spaziale della nostra nazione," ha dichiarato Lory Garver, Vice-Amministratore della NASA. "Oggi portiamo i nostri spiriti a nuove altezze." Orion sarà il più avanzato veicolo spaziale mai progettato. Esso fornirà capacità di aborto di emergenza, sosterrà gli astronauti durante il viaggio spaziale e fornirà un sicuro rientro dallo spazio profondo. Il volo di prova senza equipaggio, chiamato Exploration Flight Test-1, o EFT-1, vedrà a bordo una serie di strumenti per valutare come il veicolo spaziale si comporta durante il lancio, nello spazio ed attraverso il grande calore del rientro. Più avanti Orion imbarcherà gli astronauti in missioni per destinazioni oltre la Terra, come gli asteroidi o Marte. "Signore e Signori, stiamo per andare su Marte," ha proclamato il Senatore degli Stati Uniti, Bill Nelson, Democratico dalla Florida, che era presente ufficialmente assieme alla Garver al benvenuto ad Orion. "Sappiamo che la capsula Orion è una parte critica di un sistema che ci porterà lassù." Progettata per gli astronauti, Orion porterà gli equipaggi lontano dall'orbita terrestre per la prima volta fin dal 1972, quando l'Apollo 17 completò l'ultimo allunaggio lunare. Lo Space Launch System (SLS) - un gigantesco razzo che ricorda il Saturno V che ha lanciato le capsule Apollo - è in corso di sviluppo per lanciare Orion in missioni nello spazio profondo. Il primo lancio di un SLS, con Orion sulla sua sommità, è previsto per il 2017. L'astronauta Rex Walheim, che ha volato sull'ultima missione della navetta spaziale ed ora ha un ruolo guida dello sviluppo di Orion, ha detto che la capsula sarà la principale astronave per l'esplorazione del Sistema Solare dei prossimi 30 anni. "E' la prima in una serie di veicoli che ci porteranno dove non siamo mai andati prima," dice Walheim. "Sarà il caposaldo, poi avremo un lander ed un modulo abitativo, ma noi cominciamo da questo." Sebbene il design ricordi la capsula Apollo che ha portato gli uomini sulla Luna, l'interno del veicolo spaziale è decisamente più avanzato. Il suo sistema di guida, di navigazione, le attrezzature di supporto vitale hanno compiuto decisivi miglioramenti nelle dimensioni e nelle capacità. "Questo veicolo spaziale è più grande di Apollo e può rimanere nello spazio più a lungo, ecco perché è migliore di Apollo," dice Bob Cabana, direttore del Kennedy ed ex-comandante di navetta spaziale. Per ora la concentrazione della NASA e della Lockheed Martin, il costruttore del veicolo, è di preparare questa capsula ad andare nello spazio nel 2014. Durante la missione EFT-1, un razzo Delta IV della United Launch Alliance, porterà la capsula in orbita. Il secondo stadio del razzo rimarrà agganciato alla capsula e verrà acceso per portare l'orbita di Orion a 5.000 km, circa 15 volte maggiore di quella della Stazione Spaziale Internazionale. La missione durerà soltanto alcune ore, abbastanza per compiere due orbite prima di ritornare verso l'atmosfera nel test delle velocità di rientro dalla spazio profondo. L'assemblaggio presso il Kennedy inizierà nella High Bay dell'edificio O&C (Operations and Checkout Building). L'O&C è stato pesantemente ri-condizionato nel 2006 con l'aggiunta di grandi attrezzature per piegare e saldare lo scafo di alluminio di Orion fino a trasformarlo in un funzionale veicolo spaziale completato da avionica, strumentazione e scudo termico. Il modulo pressurizzato di Orion è stato saldato presso il Michoud Assembly Facility della NASA a New Orleans, la stessa fabbrica che ha costruito i serbatoio esterni per le missioni dello Space Shuttle. Il programma GSDO (Ground Services Development and Operations Program) della NASA seguirà lo sviluppo del lanciatore mobile che servirà da rampa di lancio per le missioni di Orion con l'SLS. Il programma dovrà sistemare il Pad 39B, progettando una nuova struttura che enfatizzerà la flessibilità. "Un veicolo lanciato da questa rampa potrebbe avere qualsiasi forma e dimensioni," dice Pepper Phillips, capo del programma GSDO. Il programma Orion, basato presso il Johnson Space Center di Houston, coordinerà diversi centri della NASA per la realizzazione delle missioni, inclusa la EFT-1. "Alla fine dovremo volare come un'unica grande squadra," dice Dave Beaman, responsabile dell'integrazione del carico utile dello Space Launch System presso il Marshall Space FLight Center di Hunstville, Alabama. "Il fatto che si tratta di due programmi separati ed avere il programma GSDO qui al Kennedy ci permette di iniziare a coordinarci e darci la possibilità di rafforzare alcuni vincoli." Sebbene l'EFT-1 sarà lanciato con un razzo Delta IV Heavy utilizzerà un adattatore progettato per connettere Orion con l'SLS. "Noi abbiamo voluto che una parte progettata per il volo di Orion, come anche quelli con l'SLS, potesse essere progettata una volta sola," dice Beamen. "Questo ci darà le prestazioni in volo e ci aiuterà veramente." La nave spaziale è arrivata al Kennedy quasi 50 anni dopo che il centro è nato. Entrambe le occasioni hanno dato alla NASA una grande opportunità di preparare il futuro che verrà celebrato una volta raggiunto, ha detto la Garver. "E' un gran giorno ed un gran modo per celebrare 50 anni di successi e parlare dei prossimi 50 anni," ha concluso la Garver. Nella foto (Credit: CollectSPACE/Robert Z. Pearlman) il direttore del KSC, Cabana, mentre illustra Orion.

Fonte : NASA -

Nella foto (Credit: NASA) la versione di prova di Orion mentre sta per toccare il suolo appesa ai tre grossi paracadute. 18/07/2012 - La NASA completa con successo un altro test dei paracadute di Orion - La NASA ha completato con successo mercoledì un test dei paracadute del veicolo per equipaggi Orion sopra il deserto dell'Arizona in preparazione del volo orbitale di prova del 2014. Orion trasporterà gli astronauti più lontano nello spazio di quanto fatto prima, fornirà capacità di salvataggio di emergenza in caso di aborto del lancio, sosterrà l'equipaggio durante il viaggio spaziale ed permetterà un sicuro rientro ed atterraggio. Un aereo C-17 ha rilasciato una versione di prova di Orion da un'altezza di circa 7,6 km sopra il poligono dell'U.S. Army di Yuma, nel deserto del sudovest dell'Arizona. Questo test è stato il secondo ad utilizzare una versione di prova di Orion, chiamata PTV (Parachute Test Vehicle) che risponde alle stesse dimensioni e pesi del veicolo spaziale. I paracadute di frenata di Orion sono stati aperti ad un'altezza fra i 4,5 ed i 6 km, seguiti dai paracadute pilota che poi hanno estratto i paracadute principali di atterraggio. Orion è disceso a circa 7,6 m/s, ben sotto la velocità massima di atterraggio, quando ha toccato il suolo del deserto. "In tutto il Paese, la NASA e le industrie si stanno muovendo velocemente nello sviluppo del più avanzato veicolo spaziale mai progettato, conducendo test di rilascio e di splashdown, preparando i sistemi di terra, progettando il software ed i computer che spianeranno la strada all'esplorazione del futuro," ha detto William Gerstenmaier, amministratore associato per la Direzione dell'Esplorazione Umana ed Operazioni di Missione presso la sede della NASA a Washington. "Il test dei paracadute di oggi nello Yuma è un importante promemoria dei progressi fatti da Orion per la sua missione primaria - permettere alla NASA di centrare l'obiettivo di inviare gli esseri umani sugli asteroidi e su Marte." I paracadute di Orion hanno quelle che vengono chiamate 'reefing lines' le quali vengono tagliate da uno strumento pirotecnico, che permette al paracadute di aprirsi gradualmente, gestendo il carico iniziale di resistenza e di forza del paracadute. L'obiettivo principale dell'ultimo test di rilascio era quello di determinare come l'intero sistema risponde se una di queste 'reefing lines' venisse tagliata prematuramente causando ai tre paracadute principali di gonfiarsi troppo rapidamente. Fin dal 2007 il programma Orion ha condotto una vigorosa serie di test sia in aria che al suolo ed ha fornito i paracadute per il successo del test di aborto sul pad eseguito dalla NASA nel 2010. Tutti questi test servono per comprendere le prestazioni tecniche dei paracadute per un'eventuale certificazione all'utilizzo con esseri umani. Nel 2014 un veicolo spaziale Orion senza equipaggio verrà lanciato dalla Air Force Station di Cape Canaveral in Florida per l'Exploration Flight Test-1. Il veicolo spaziale viaggerà fino a 5.700 km dalla superficie terrestre. Questa distanza è 15 volte maggiore dell'orbita della Stazione Spaziale Internazionale e più lontana di ogni veicolo spaziale progettato per trasportare esseri umani in oltre 40 anni. Gli obiettivi principali del volo sono lo studio delle prestazioni dello scudo termico di Orion alle velocità generate durante un ritorno dallo spazio profondo. Nel 2017 Orion verrà lanciato dallo Space Launch System della NASA, un razzo pesante che fornirà un'intera nuova capacità di esplorazione umana oltre l'orbita bassa terrestre. Progettato per essere flessibile per lanciare veicoli spaziali con equipaggio o missioni cargo, l'SLS permetterà nuove missioni esplorative ed espanderà la presenza umana attraverso il Sistema Solare. Nella foto (Credit: NASA) la versione di prova di Orion mentre sta per toccare il suolo appesa ai tre grossi paracadute durante il test svoltosi oggi nel deserto dell'Arizona.

Fonte : NASA -

23/01/2013 - I tecnici installeranno dei rinforzi su Orion - Gli ingegneri della NASA hanno deciso di rinforzare la struttura del primo modello di veicolo spaziale Orion dopo aver scoperto delle 'cricche' (una fenditura sottile e profonda in un materiale metallico) durante un test svolto lo scorso anno. Il lavoro necessario per riparare il veicolo non dovrebbe però aggiungere del ritardo alla preparazione della capsula per il suo primo volo orbitale del 2014. I tecnici installeranno un supporto nella zona della cricca lavorando in parallelo alle normali operazioni di preparazione del veicolo spaziale. Il primo Orion viene assemblato all'interno dell'OCB (Operations and Checkout Building) presso il Kennedy Space Center, in Florida. Questa capsula verrà lanciata nello spazio nel settembre del 2014 per mezzo di un razzo vettore Delta 4 Heavy della United Launch Alliance, raggiungendo una distanza di 5.800 km dalla Terra con lo scopo di testare l'avionica, lo scudo termico ed altri sistemi. La missione, chiamata Exploration Flight Test-1 (EFT-1) culminerà con un'ammaraggio assistito dai paracadute nell'Oceano Pacifico. Nel novembre scorso, durante un test di integrità della capsula alla pressione, si erano formate tre piccole crepe nella paratia di poppa della parte bassa del veicolo. Le cricche si erano materializzate in tre costole radiali adiacenti della paratia di alluminio. I tecnici avevano fermato il test dopo aver sentito un rumore attribuito alla formazione delle crepe. Secondo Mark Geyer, program manager di Orion per la NASA, le crepe hanno misure di poco superiori al centimetro e mezzo e non sono penetrate fino all'interno del vascello. Gli ingegneri hanno progettato un pezzo di rinforzo che verrà applicato sopra la cricca ed assicurerà il mantenimento dei carichi di pressione che verranno sopportati dalla capsula nelle fasi di lancio e rientro. Le riparazioni avverranno prima di metà febbraio per quando è previsto un altro test di carico alla pressione. Se la riparazione supererà il test i tecnici proseguiranno entro l'anno con l'installazione dell'avionica, dei paracadute, dello scudo termico e del resto dei sistemi. La prima accensione dei sistemi di volo è prevista attorno alla metà dell'anno. Le maestranze stanno fabbricando anche un modulo di servizio fittizio ed un sistema di aborto al lancio parzialmente inerte che verranno utilizzati nel volo di prova del 2014. L'assemblaggio completo di Orion e le varie prove dei sistemi dovrebbero terminare entro la fine del 2013 in modo da avere diversi mesi di margine prima del lancio, previsto per il settembre 2014.

Fonte : SpaceflightNow

Nella foto (Credit: NASA) la struttura secondaria installata sulla capsula Orion destinata al volo EFT-1. 09/04/2013 - Installata la struttura secondaria sulla capsula Orion per EFT-1 - Il primo veicolo spaziale Orion/MPCV che verrà lanciato nello spazio assomiglia ora un poco di più ad una vera nave spaziale, da quando gli ingegneri hanno installato la struttura secondaria attorno alla capsula. La missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1) rimane al momento sempre indicata per l'estate prossima grazie ad un veicolo di lancio Delta IV Heavy. Mentre il ruolo di Orion all'interno del programma SLS (Space Lauch System) diventa sempre più coinvolgente, dopo le apparenti modifiche della sua seconda missione oltre l'orbita terrestre - conosciuta come EM-2 (Exploration Mission-2) - che potrebbe diventare la 'cattura di un asteroide' nei dintorni della Luna - la missione EFT-1 procede a tutta velocità. La missione EFT-1 sarà un test critico per i sistemi di Orion, fornendo dati vitali per la CDR (Critical Design Review) dell'aprile del 2015 - anch'essa un grosso passo verso il debutto di Orion con SLS nel 2017. La parte più importante della missione EFT-1 sarà il rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre che metterà a dura prova il suo Sistema di Protezione Termico (Thermal Protection System - TPS). Lo scudo termico che avrà il compito di proteggere Orion durante il rientro (quando verranno raggiunte temperature esterne elevatissime mai sopportate dalle navette spaziali) è stato trasportato recentemente dalla struttura della Lockheed Martin di Waterton, vicino Denver, alla Textron Defense System di Wilmington per mezzo di uno speciale aereo Super Guppy che è atterrato a Boston alla fine di marzo. Qui, nei prossimi mesi, gli ingegneri della Textron applicheranno il materiale ablativo termico avcoat sullo scudo termico, prima di inviarlo al Kennedy Space Center (KSC). Il modulo equipaggio (CM) di EFT-1 si trova al momento all'interno dell'edificio O&C (Operation and Checkout) del KSC dove sta prendendo forma ed ora la sua forma è molto più familiare ad un modello completo del veicolo spaziale Orion. Il CM è stato recentemente riposizionato su una speciale struttura che facilita l'installazione dello scafo esterno. Inoltre sono state riparate le crepe che si erano formate nella parte inferiore del telaio del CM durante un test di tenuta alla pressione. Mentre il CM prende forma i lavori proseguono anche sul modulo di servizio (SM) per EFT-1, sempre all'interno dell'edificio O&C. Gli ingegneri hanno completato l'allineamento laser dei pannelli mentre la trapanatura dei pannelli e dei longheroni è in corso. Intanto al Michoud Assembly Facility (MAF), dove Orion è nato, gli ingegneri stanno progredendo con la struttura ogivale del LAS (Launch Abort System). L'hardware costruito dalla ATK per il LAS si trova già presso il KSC ed ora quello che manca sulla Costa dello Spazio è soltanto il vettore Delta IV-H stesso. La ULA (United Launch Alliance, che fornisce il razzo Delta IV-H) invierà questa primavera al KSC una sezione completa del lanciatore per permettere agli ingegneri di provare come l'adattatore si integra con la combinazione Delta IV-H/Orion. Lo stesso adattatore verrà utilizzato anche con il razzo SLS. I lavori nell'edificio 4755 presso il MSFC (Marshall Space Flight Center) stanno procedendo per l'assemblaggio dei due adattatori. Per modellare questi pezzi vengono utilizzate due speciali macchine per la saldatura a freddo avanzatissime. Il volo dell'adattatore nella missione EFT-1 fornirà dati importantissimi agli igegneri sulle sue prestazioni prima di volare con SLS-1. Nella foto (Credit: NASA) la struttura secondaria installata sulla capsula Orion destinata al volo EFT-1.

Fonte : Nasaspaceflight

08/05/2013 - L'Aerojet consegna l'ultimo RCS di Orion - La compagnia Aerojet ha annunciato oggi di aver consegnato l'ultimo pod del Crew Module Reaction System (CM-CRS) alla NASA per il veicolo spaziale Orion destinato alla missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1). Il CM-CRS è arrivato presso l'edificio di controllo ed operazioni (O&C - Operations and Checkout Building) del Kennedy Space Center (KSC) della NASA, in Florida. I pod CM-CRS della Aerojet forniranno i controlli principali e di riserva che sono richiesti per la manovra critica del rientro ad alta velocità nell'atmosfera terrestre. Quest'apparecchiature specifiche verranno integrate nel veicolo spaziale Orion destinato alla missione EFT-1, al momento prevista per il 2014. "Noi prendiamo il nostro record di successo di missioni al 100% molto sul serio," ha detto Julie Van Kleeck, vice presidente dei sistemi di lancio spaziali della Aerojet. "Noi mettiamo il nostro cuore nei nostri prodotti ed il lavoro di integrazione al KSC chiuderà oltre tre anni di attività di progettazione e sviluppo in supporto di EFT-1" I due assemblaggi si aggiungeranno ai sei già presso il KSC. Si tratta di due pod con un singolo motore a razzo per l'alto, due pod a singolo motore a razzo per il basso, due pod per il rollio composti da due razzi ciascuno e due pod destra e sinistra d'imbardata, ognuno con un singolo motore a razzo. All'inizio di giugno, presso la NASA, i pod verranno sottoposti a test di pressione e di tenuta, prove di perdita delle valvole e test funzionali dei motori a razzo. L'Aerojet seguirà le attività di test che coinvolgeranno i motori a razzo dei pod con procedure di revisione, ingegneri sul posto e supporto durante l'installazione e test sul modulo equipaggio. I complessi pod CM-CRS sono stati progettati da team multi-disciplinari che hanno utilizzato le varie esperienze delle sedi Aerojet sparse nel Paese. Il sistema di propulsione utilizza i motori monopropellenti Aerojet MR-105G 160 libbre di spinta che sono configurati in quattro principali varianti di assemblaggio. Il lavoro di sviluppo dei pod è culminato con la costruzione ed assemblaggio finale della serie completa per EFT-1 nella sede Aerojet di Redmond, Washington. La Aerojet ha eseguito il lavoro per i CM-CRS sotto contratto con la Lockheed Martin, principale fornitore di Orion per la NASA. La Aerojet fa parte della corporation GenCorp degli Stati Uniti che è un leader mondiale del settore aereospazio e difesa.

Fonte : Aerojet

Nell'illustrazione artistica (Credit: ULA/NASA) il razzo vettore Delta IV-H rappresentato nella missione EFT-1. 27/05/2013 - Il Delta IV-H per la missione EFT-1 di Orion verrà inviato a marzo in Florida - La United Launch Alliance (ULA), costruttrice del razzo vettore Delta IV-H destinato al lancio della missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1) di Orion il prossimo anno, ha reso noto che il processo di fabbricazione di questo specifico razzo ha superato il 50% del totale. La costruzione si svolge nello stabilimento ULA dell'Alabama ed il veicolo Delta IV-H completo verrà inviato presso la Costa Spaziale della Florida il prossimo marzo, in previsione del suo lancio a settembre 2014. La missione di prova EFT-1 svolgerà un ruolo decisivo per lo sviluppo della capsula equipaggio Orion prima che questa possa volare per la prima volta con il suo vettore predestinato SLS nel 2017. EFT-1 prevede infatti il test della capsula al lancio, del suo sistema di salvaggio LES, dello scudo termico e dei paracadute di rientro. Se la missione EFT-1 si svolgerà regolarmente l'Orion potrà affrontare la revisione critica di progetto (Critical Design Review - CDR) della metà del 2015. Dopo la CDR il prossimo veicolo spaziale Orion verrà preparato per la Exploration Mission-1 (EM-1) che vedrà il debutto del razzo vettore pesante Space Launch System (SLS) per un sorvolo lunare senza equipaggio. Al momento la missione EM-1 è prevista per il dicembre 2017 ma potrebbe slittare facilmente nella primavera del 2018 a causa di una finestra di lancio notturna che i tecnici vorrebbero evitare, per motivi di visibilità, trattandosi di un primo volo. La prima missione con equipaggio di Orion con SLS sarà Exploration Mission-2 (EM-2) prevista per il 2020-2021. Questa EM-2 potrebbe essere un poco più ambiziosa del mero sorvolo della Luna e potrebbe portare gli astronauti ad un incontro con un asteroide e successiva raccolta campioni. Comunque, con la conferma della ULA, la missione EFT-1 ha ora una data di lancio più sicura dopo che, nei mesi scorsi, si era vociferato di un possibile ritardo nella consegna del vettore destinato alla missione. Se il vettore raggiungerà la Florida a marzo 2014 potrà essere già assemblato sulla rampa di lancio entro luglio dello stesso anno, con largo anticipo quindi per l'avvio della missione.

Fonte : Nasaspaceflight

06/06/2013 - L'Orion della NASA sottoposto ad una serie di test cruciali - Dopo un mese nel quale è stato pungolato, spronato e pressurizzato in modo da simulare lo stress di un volo spaziale, il modulo equipaggio Orion della NASA ha superato con successo anche il suo test di carico statico. Quando Orion verrà lanciato nell'Exploration Flight Test-1 (EFT-1), previsto per settembre 2014, viaggerà lontano dalla Terra più di ogni altro veicolo spaziale costruito per gli esseri umani negli ultimi 40 anni. L'astronave volerà fino a 5.800 km sopra la superficie terrestre e ritornerà alla velocità approssimativa di 40.000 km/h. Durante il test, Orion sperimenterà una serie di sforzi, o carichi, compreso il lancio ed il rientro, il vuoto dello spazio e diversi eventi dinamici come il rilascio di hardware lontano dal veicolo spaziale e l'apertura dei paracadute. Per assicurare che Orion sia pronto per questo volo di prova del prossimo anno, gli ingegneri della NASA al Kennedy Space Center in Florida, hanno costruito una struttura metallica alta 6 metri dove il modulo è stato fissato e dei cilindri idraulici lo spingono e lo tirano lentamente causando otto differenti tipi di stress che Orion subirà durante EFT-1. Oltre 1.600 estensimetri registreranno come risponde il veicolo. I carichi vanno da poco meno di 6,3 ad oltre 108 tonnellate. "La campagna di test statici di carico è il nostro sistema migliore per verificare che nello spazio tutto funzionerà come sulla carta," ha detto Charlie Lundquist, il responsabile della NASA per il modulo di servizio ed equipaggio di Orion presso il Johnson Space Center dell'agenzia a Houston. "Questo è come noi validiamo il nostro progetto." Oltre ai vari carichi sostenuti, il veicolo spaziale Orion è stato anche pressurizzato per simulare gli effetti del vuoto dello spazio. La simulazione ha permesso agli ingegneri di confermare come terrà la sua pressurizzazione nel vuoto e di verificare le riparazioni effettuate sulle crepe superficiali della paratia posteriore del veicolo causati da precedenti prove di pressione a novembre. Il test di novembre aveva rilevato un margine insufficiente nell'aerea della paratia che non aveva resistito allo sforzo della pressurizzazione. Armati dei dati ottenuti da quel test, gli ingegneri hanno rinforzato il progetto per assicurare integrità strutturale e validare la riparazione con il test di questa settimana. Per riparare la crepa, gli ingegneri hanno progettato delle staffe che distribuiscono lo sforzo della zona pressurizzata su altre aree del modulo che sono strutturalmente più resistenti. Durante questi test Orion è stato pressurizzato con successo al 110% di quanto subirà nello spazio, dimostrando la sua capacità delle prestazioni richieste durante EFT-1. Per ulteriori informazioni su Orion visita: http://www.nasa.gov/orion.

Fonte : Spaceref

Nella foto (Credit: Space.com/Imelda B. Joson and Edwin L. Aguirre) lo scudo termico di Orion in lavorazione presso la Textron. 22/07/2013 - Primo sguardo ravvicinato allo scudo termico di Orion per la prima missione EFT-1 del 2014 - I lavori sullo scudo termico del veicolo spaziale Orion della NASA - l'astronave della prossima generazione destinata a portare gli astronauti fino a Marte - proseguono verso l'ambizioso obiettivo del lancio di prova previsto nel 2014. Fin dalla primavera, una squadra di tecnici ed ingegneri della Textron Defense System del Massachusetts, hanno meticolosamente applicato l'Avcoat, un materiale isolante termico di loro produzione, sullo scudo termico che proteggerà la capsula Orion ed il suo equipaggio dalle temperature estreme generate durante il rientro ad alta velocità nell'atmosfera dopo un viaggio nello spazio profondo. Due giornalisti di Space.com ed altri rappresentanti dei media hanno potuto dare una prima occhiata ravvicinata allo scudo termico lo scorso 17 luglio durante una visita della stampa presso l'impianto di produzione della Textron. Responsabili e dirigenti della NASA, della Lockheed Martin (la prima azienda appaltatrice del programma Orion) e della Textron hanno risposto alle domande sul progetto fatte da quasi 100 persone arrivate all'impianto. Il veicolo spaziale Orion eseguirà un primo lancio nello spazio senza equipaggio nel settembre del 2014 come parte dell'Exploration Flight Test-1 (EFT-1). Il volo inaugurale dovrà valutare le prestazioni ed i sistemi del progetto del veicolo spaziale, che è stato pensato per inviare gli esseri umani nelle future esplorazioni di asteroidi, Luna ed infine Marte. Con i suoi 5 metri di diametro, lo scudo termico di Orion è lo scudo termico in materiale composito più grande e più avanzato mai costruito. La Textron ha già sviluppato il materiale ablativo Avcoat negli anni '60 per utilizzarlo sul modulo di comando Apollo. Costituito di una resina epossidica novolac all'interno di una matrice a nido d'ape in fibra di vetro, l'Avcoat si consuma mentre si riscalda, dissipando l'energia termica lontano dalla struttura della capsula. Il materiale ha raggiunto il 100% di successi durante i programmi Apollo, Skylab ed Apollo-Soyuz. Durante 15 ammaraggi di successo ha portato sempre gli astronauti a casa ed è per questo che è stato scelto per il lavoro di protezione di Orion e dei suoi futuri equipaggi di ritorno da luoghi mai visitati dagli esseri umani. "L'Avcoat è il solo materiale ablativo valutato per il volo spaziale umano che esista oggi, " ha detto Ian Walsh, vice presidente anziano e manager della Textron Defense System, a Space.com. "Siamo orgogliosi di fornire questa tecnologia all'avanguardia alla NASA per aiutare il Paese a spostare le frontiere dell'esplorazione spaziale al prossimo livello con il nostro materiale di protezione termica." Dopo che la Textron avrà completato l'applicazione dell'Avcoat, lo scudo termico verrà inviato in volo a Cape Canaveral, Florida, dove verrà assemblato con la parte inferiore del modulo equipaggio di Orion per il suo volo di prova orbitale del 2014. Durante quella missione, la capsula Orion verrà sistemata sulla sommità di un razzo Delta IV Heavy e lanciata dalla Air Force Base di Cape Canaveral, in Florida, fino ad una distanza di 5.954,5 km dalla Terra - più lontano di ogni veicolo spaziale costruito per l'uomo fin dall'Apollo 17 nel 1972. Dopo aver completato due orbite, lo scudo termico di Orion verrà messo alla prova quando l'astronave tornerà verso la Terra, raggiungendo una velocità di oltre 32.187 km/h - più veloce dello Space Shuttle o di ogni attuale astronave. Lo scudo dovrà sostenere temperature fino a 3.316° Celsius, oltre la metà della temperatura della superficie del Sole, mentre rientrerà nell'atmosfera terrestre. A differenza dello Space Shuttle, che atterrava su una pista come un aereo commerciale, la capsula Orion verrà paracadutata sulla Terra in stile Apollo, ammarando nell'Oceano Pacifico al largo delle coste della California. Se tutto andrà come previsto, il primo volo senza equipaggio completo avverrà nel 2017, con il lancio per mezzo del nuovo razzo pesante Space Launch System della NASA. Nella foto (Credit: Space.com/Imelda B. Joson and Edwin L. Aguirre) lo scudo termico di Orion, destinato alla missione EFT-1, in lavorazione presso la Textron.

Fonte : Space.com

24/07/2013 - Il decimo test dei paracadute di Orion aggiunge altri 3.000 metri al successo - Un test complesso ad alta quota eseguito mercoledì ha dimostrato che il nuovo veicolo spaziale Orion della NASA può atterrare in sicurezza anche sulla terraferma e con uno dei suoi paracadute non aperto. Il decimo, in una serie di valutazioni e controlli per il sistema di paracadute del veicolo equipaggio multiruolo Orion si è svolto con il rilascio di una capsula di prova da un aereo C-17 dalla quota record di 10.668 metri sopra il deserto dell'Arizona. Uno dei tre grandi paracadute era stato eliminato con lo scopo di lasciare il veicolo spaziale atterrare con due soltanto. Il test che si è svolto presso il poligono dell'U.S. Army di Yuma è stato quello eseguito da maggiore altezza per un veicolo spaziale destinato agli esseri umani fin dai tempi del Programma Apollo della NASA. Durante i precedenti test, un modello di capsula era stato sganciato da 7.630 metri ed i paracadute si erano aperti a non più di 6.700 metri. I 3.000 metri in più di altitudine all'inizio del test di mercoledì sono la dimostrazione migliore del funzionamento dei paracadute di Orion in volo ed in atterraggio. "Più ci avviciniamo alle attuali condizioni di volo, e maggiore confidenza prendiamo con il sistema," dice Chris Johnson, project manager per il sistema dei paracadute della capsula Orion presso il Johnson Space Center della NASA a Houston. "Quello che abbiamo visto oggi - a parte il guasto che abbiamo messo apposta - è molto simile a quello che dovrà superare Orion quando tornerà sulla Terra, il prossimo anno, al termine del volo l'Exploration Flight Test-1." Durante il suo ritorno dallo spazio, il sistema di paracadute di Orion dovrà iniziare ad aprirsi a circa 7.620 metri sopra il terreno. Gli ingegneri volevano ottenere dati sugli effetti di perdita di uno dei tre paracadute durante la fase di discesa. Il team ha già provato a far atterrare Orion con solo due dei tre paracadute di cui è dotato ma questa è la prima opportunità di studiare come un paracadute che si sgancia a metà del volo possa avere effetti sugli altri due. "Vogliamo sapere che cosa sarebbe successo se un cavo si agganciasse intorno ad un bordo tagliente e si strappasse quando i paracadute di dispiegavano," ha detto Stu McClung, responsabile del sistema di atterraggio e recupero di Orion al Johnson. "Non pensiamo che potrebbe mai accadere, ma se lo facesse, sarebbe la causa di altri guasti? Vogliamo sapere tutto ciò che potrebbe andare storto, in modo che possiamo risolvere il problema prima che accada." Il test fa parte di una serie di prove dei paracadute che permetteranno alla NASA di certificare Orion per il trasporto umano nello spazio. Il sistema ha già soddisfatto le richieste necessarie per la prima missione di Orion, l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1), prevista per il settembre 2014. Durante quel volo, Orion arriverà in orbita fino a 5.793 km e quando rientrerà sulla Terra lo farà ad oltre 32.000 km/h, permettendo così di testare ancora il sistema dei paracadute quando ammarerà nell'Oceano Pacifico.

Fonte : NASA

24/10/2013 - Prove della capsula Orion al Kennedy Space Center - Presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida, un veicolo di prova di Orion è stato sollevato da una gru per essere trasferito all'interno del Vehicle Assembly Building. Il veicolo per le prove a terra viene utilizzato per simulare le operazioni, comprese la costruzione, l'assemblaggio e le procedure di impilamento sul vettore. Orion è un veicolo spaziale per l'esplorazione progettato per portare gli astronauti a destinazioni non ancora visitate dagli esseri umani, compresi gli asteroidi e Marte. Il veicolo avrà capacità di aborto di emergenza, di sostegno di un equipaggio durante il viaggio spaziale e di fornire un rientro sicuro con velocità dallo spazio profondo. Il primo volo non pilotato di Orion, l'Exploration Flight Test (EFT)-1 è previsto per il lancio nel 2014. EFT-1 sarà la prima missione di Orion, con la quale verrà inviato un veicolo spaziale senza equipaggio in un'orbita fino a 5.800 km dalla Terra. Come parte del test di volo, Orion ritornerà sulla Terra alla velocità di circa 32.000 km/h per un ammaraggio nell'Oceano Pacifico. "Siamo sulla buona strada," ha dichiarato Larry Price, vice program manager di Orion per la Lockheed Martin, la compagnia aerospaziale che costruisce Orion per la NASA. "Gli ultimi controlli dell'avionica e del software, i test strutturali del veicolo ed una miriade di altri particolari per la riduzione del rischio ci dicono che siamo alla fine della strada." ha detto Price. Nel corso dei prossimi mesi il cammino verso l'EFT-1 sarà pieno di punti da raggiungere per essere pronti con Orion, prosegue Price. "Ed ora siamo in linea per settembre. Siamo in linea per quella data anche se vi sono ancora molte cose emozionanti da fare." La Lockheed ha dichiarato che durante il recente 'shutdown' governativo, che ha forzato la NASA a fermare la maggior parte dei lavori dal 1° al 16 ottobre, questo non ha alterato la programmazione per EFT-1. Durante lo shutdown tutti i lavoratori di Orion, personale inviato presso i centri NASA è stato indirizzato a luoghi alternativi di lavoro dove hanno continuato i progressi sul veicolo spaziale. Lo scudo termico di Orion si trova nella fasi finali di assemblaggio presso la Textron Defense Systems in Massachusetts, mentre l'ogiva viene testata presso la Lockheed Martin di Sunnyvale, Calif. Inoltre il sistema di controllo dell'assetto è stato testato dalla Aerojet di Sacramento, Calif., ed il sistema di lancio Delta è stato assemblato presso la fabbrica della United Launch Alliance di Decatur, Alabama. Nella foto (Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis) il modello di prova GTA (ground test article) di Orion mentre viene spostato con la gru all'interno del VAB al Kennedy Space Center.

Fonti: NASA - Space.com


Nell'illustrazione (Credit: NASA) le varie componenti del veicolo spaziale Orion. 28/10/2013 - Attivati per la prima volta i sistemi di Orion - Orion, la prima astronave della NASA per lo spazio profondo, è stata accesa per la prima volta, segnando un punto importante nell'ultimo anno di preparazione per il volo. La scorsa settimana i sistemi avionici di Orion sono stati installati nel modulo equipaggio ed accesi per una serie di test presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida. I dati preliminari indicano che il computer che gestisce Orion, così come il suo innovativo sistema di distribuzione dati ed elettrico - che utilizzano capacità di rete allo stato dell'arte - si sono comportati come previsto. Tutti sistemi avionici di Orion saranno presenti durante la sua prima missione, l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1), il cui lancio è previsto per l'autunno del 2014. "Orion porterà gli esseri umani più lontano di quanto mai fatto finora e ci troviamo a solo un anno dall'invio del veicolo di prova Orion nello spazio, " ha detto Dan Dunbacher, vice amministratore associato per lo sviluppo dei sistemi esplorativi della NASA a Washington. "Il lavoro che stiamo eseguendo adesso, lo sforzo che abbiamo compiuto, ci porterà verso il primo passo su un asteroide e poi su Marte. Nessun altro veicolo al momento in costruzione può farlo, ma Orion si, e l'EFT-1 è il primo passo." Orion fornirà agli Stati Uniti tutta una nuova capacità esplorativa per gli esseri umani - un sistema flessibile che può lanciare missioni con equipaggio o cargo, estendere la presenza umana oltre l'orbita bassa terrestre e permettere nuove missioni esplorative attraverso il Sistema Solare. L'EFT-1 è una missione di due orbite, quattro ore, che invierà Orion senza equipaggio ad oltre 5.800 km dalla superficie terrestre - 15 volte più lontano della Stazione Spaziale Internazionale. Durante il test, Orion rientrerà verso la Terra sperimentando temperature di oltre 2.200° C mentre viaggerà ad oltre 32.000 km/h, più veloce di ogni attuale veicolo spaziale per il trasporto di esseri umani. I dati acquisiti durante il volo si rifletteranno sul progetto, valideranno i modelli al computer e guideranno a nuovi approcci per lo sviluppo dei sistemi spaziali. Le informazioni acquisite con questo test inoltre ridurranno i rischi ed i costi dei successivi voli di Orion. "E' stato un lavoro emozionante fino ad ora ma adesso arriva la parte migliore," dice Mark Geyer, program manager di Orion. "Qui è da dove cominciamo a vedere la linea del traguardo. Le nostre squadre in tutto il Paese hanno lavorato duramente per costruire i componenti che andavano su Orion, ed ora il veicolo e tutti i nostri piani stanno prendendo vita." Durante lo scorso anno, i componenti progettati appositamente sono arrivati al Kennedy per l'installazione sul veicolo spaziale - oltre 66.000 parti fino ad ora. La parte del modulo equipaggio è già stata sottoposta a test per assicurare che possa sostenere gli estremi dell'ambiente spaziale. I preparativi proseguono con il modulo di servizio e con il sistema di aborto al lancio che verranno integrati il prossimo anno con il modulo equipaggio di Orion per il volo di prova. Il veicolo spaziale Orion completo verrà installato poi sul razzo vettore Delta IV Heavy per EFT-1. La NASA sta anche sviluppando un nuovo razzo, lo Space Launch System, che potrà supportare le missioni successive nello spazio profondo ad iniziare con l'Exploration Mission-1 nel 2017. Per ulteriori informazioni su Orion e EFT-1 visita: http://www.nasa.gov/orion. Nella foto (Credit: Lockheed Martin) tecnici al lavoro all'interno del modulo equipaggio di Orion presso il Kennedy Space Center per la prima accensione dei sistemi. Nell'illustrazione in alto (Credit: NASA) le varie componenti del veicolo spaziale Orion.

Fonte: NASA


07/11/2013 - Orion supera il secondo test di separazione delle protezioni - I tre grandi pannelli protettivi di un veicolo per equipaggio Orion di prova si sono separati con successo dal veicolo spaziale mercoledì durante una prova del sistema che proteggerà Orion durante il primo viaggio nello spazio il prossimo anno. I pannelli, chiamate carenature, racchiudono il modulo di servizio di Orion e lo schermano dal calore, dal vento e dalle onde sonore che subirà durante la salita del veicolo spaziale verso lo spazio. Il modulo di servizio, situato direttamente sotto la capsula equipaggio, conterrà i sistemi propulsivi per i trasferimenti orbitali, i controlli di assetto e di emergenza per l'ascesa a grandi altezze quando Orion inizierà a trasportare gli esseri umani nel 2021. Inoltre il modulo di servizio genererà ed immagazzinerà l'energia e fornirà il controllo termico, l'acqua e l'aria per gli astronauti. Il modulo di servizio rimarrà collegato con il modulo equipaggio fino a poco prima che la capsula rientrerò sulla Terra. Durante l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1), il volo di prova del veicolo spaziale previsto il prossimo anno, un modulo di servizio di prova verrà agganciato alla capsula. "La separazione della struttura è un evento assolutamente critico per la missione ed un dei più complessi da fare," ha detto Mark Geyer, program manager di Orion presso il Johnson Space Center della NASA di Houston. "Vogliamo sapere se il progetto è giusto e che ci possiamo contare prima di lanciarlo nello spazio." A differenza delle carenature convenzionali dei razzi, questi pannelli sono progettati per sopportare metà del peso del modulo equipaggio Orion e del sistema di aborto al lancio durante le fasi di lancio ed ascesa, con migliori prestazioni, risparmio di peso e massimizzazione delle dimensioni e della capacità del veicolo spaziale. Ogni pannello è alto 4,26 metri e largo 3,96. Una volta che la carenatura ha fatto il suo lavoro deve essere espulsa quando Orion raggiunge una quota di circa 170 km. Per rendere questo possibile, sei giunti fragili e sei bulloni di separazione esplosivi vengono utilizzati per connettere i pannelli della carenatura al razzo l'uno con l'altro. In una precisa sequenza, i giunti vengono separati, seguiti subito dopo dai bulloni. Una volta che tutti i dispositivi pirotecnici sono stati detonati, sei molle spingono lontano i tre pannelli, lasciando il modulo di servizio e quello equipaggio esposti allo spazio mentre proseguono il viaggio. Questo test, condotto dal principale costruttore di Orion, presso la Lockheed Martin, a Sunnyvale, California, è la seconda prova di separazione del sistema. La prima era stata svolta a giugno ma uno dei tre pannelli non si era completamente staccato. Gli ingegneri hanno determinato che il problema era stato causato dal fatto che il bordo superiore della carenatura veniva in contatto con l'anello adattatore e gli impediva di ruotare e lasciarlo andare via dal veicolo spaziale. Dato che gli ingegneri erano sicuri di aver eliminato l'interferenza, hanno mantenuto i piani di incrementare il test di questa settimana simulando i carichi termici sperimentati dalle carenature durante l'ascesa. Per fare questo hanno utilizzato delle strisce di resistenze che hanno scaldato le carenature fino a 93° Celsius simulando così le temperature che i pannelli subiranno nel volo reale. L'ETF-1 è previsto per il settembre 2014. Durante quel volo, un Orion senza equipaggio verrà lanciato ad una distanza dalla Terra di circa 5.800 km, oltre 15 volte più lontano nello spazio della Stazione Spaziale Internazionale. Il veicolo orbiterà attorno alla Terra due volte prima di rientrare nell'atmosfera alla velocità di circa 32.000 km/h. I dati acquisiti durante quel volo influenzeranno le decisioni finali del progetto, autenticheranno gli esistenti modelli al computer, e l'innovativo nuovo approccio allo sviluppo di nuovi sistemi spaziali che permetterà la riduzione complessiva dei rischi e dei costi delle missioni successive di Orion verso un asteroide ed eventualmente Marte. Per ulteriori informazioni su Orion e EFT-1 visita: http://www.nasa.gov/orion. Nella foto di copertina (Image Credit: Lockheed Martin) il test svoltosi presso la struttura della Lockheed Martin a Sunnyvale, in California.

Fonte : NASA

03/12/2013 - Completata la Torre di Fuga per la prima missione di Orion - Gli ingegneri della NASA e le aziende che lavorano per l'agenzia hanno completato con successo la torre di fuga LAS (Launch Abort System) di Orion, segnando un passo importante per la NASA, l'invio del veicolo spaziale a 5.800 km nello spazio per la missione senza equipaggio EFT-1 (Exploration Flight Test-1), prevista per il settembre 2014. Orion è il veicolo spaziale Americano di nuova generazione che porterà gli astronauti a destinazioni oltre l'orbita bassa terrestre. Il LAS è progettato per proteggere gli astronauti se un grave problema sorgesse durante il lancio, portando il veicolo spaziale Orion lontano dal razzo in caduta. La torre ora attende l'arrivo dell'ogiva che formerà uno scudo aerodinamico attorno ad Orion e proteggerà il modulo equipaggio durante il lancio. Sia il LAS che l'ogiva verranno messi alla prova durante EFT-1 - una missione che non solo permetterà un avanzamento dell'esplorazione spaziale, ma porterà anche dei balzi tecnologici in avanti per la Nazione. Dato che la missione EFT-1 è senza equipaggio, solo il motore di separazione sarà attivo sul LAS. La struttura della torre si sgancerà dal modulo equipaggio come durante una normale ascesa. Questo volo di prova fornirà informazioni sulle prestazioni del sistema di salvataggio durante il volo del veicolo verso lo spazio. "Il programma Orion utilizza le tecnologie più innovative ed allo stato dell'arte," ha detto Kevin Rivers, project manager LAS della NASA. "A esempio, il LAS sarà il primo sistema di fuga controllato attivamente che abbia mai volato, ed incorpora un motore a propellente solido per il controllo dell'assetto che può essere regolato, un motore di aborto con spinta rovesciata, propellenti solidi avanzati e materiali compositi ultraleggeri utilizzati per il motore di aborto e l'ogiva." Oltre 60 impiegati dl Langley Research Center della NASA in Virginia, del Marshall Space Flight Center della NASA in Alabama e del partner Lockheed Martin hanno collaborato per realizzare il LAS. "E' stato divertente lavorare a questo progetto con diverse squadre provenienti da varie parti del Paese," dice Rivers. "Senza ogni persona, tutto questo non sarebbe stato possibile." Il LAS, costruito e preparato presso il Kennedy Space Center in Florida, è composto da tre motori: quello di aborto, controllo di assetto e quello di separazione. Nello scenario peggiore, il motore di aborto dovrà portare il modulo equipaggio lontano dalla rampa di lancio. Il controllo di assetto sarà utilizzato per orientare il veicolo, producendo circa tre tonnellate di spinta. Il motore di separazione verrà utilizzato durante EFT-1 per sganciare il LAS lontano dal modulo equipaggio, permettendo ai suoi paracadute di aprirsi ed al veicolo di atterrare. "Sono emozionato per questa missione perché stiamo per dare agli Stati Uniti la possibilità di tornarne nello spazio con la capacità di esplorare oltre l'orbita bassa terrestre ed eventualmente fino a Marte," ha dichiarato il Professor Roger McNamara, direttore della missione EFT-1 per la Lockheed Martin. "Questo sarà il volo che precederà le future missioni Orion. E' molto emozionante fare parte di tutto questo." Nella foto di copertina (Credit: ) il LAS destinato a EFT-1 riceve gli ultimi ritocchi dai tecnici della NASA e della Lockheed Martin.

Fonte: NASA

26/12/2013 - I progressi di Orion in vista del debutto nel 2014 - Alla prima missione di Orion, l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1), manca ormai meno di un anno ed il team che costruisce il veicolo spaziale sta svolgendo passi cruciali a destra e manca per la preparazione del veicolo al suo debutto. Il modulo equipaggio di Orion, che volerà fino a 5.800 km dalla Terra nella sua prima missione prosegue il suo assemblaggio all'interno dell'edificio Operations and Checkout Building presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida. Da quando lo scudo termico, che dovrà proteggere Orion dalle temperature di quasi 2.200 gradi Celsius, è stato consegnato al Kennedy ai primi di dicembre, la squadra di tecnici ed ingegneri si sta preparando per la sua installazione. Al momento lo scudo è stato sistemato su uno speciale supporto e sono iniziate le perforazioni dei buchi necessari per agganciarlo al modulo. Lo scudo termico verrà sistemato al suo posto in primavera. Una volta che lo scudo termico avrà eseguito il suo compito portando Orion attraverso l'atmosfera dopo le due orbite attorno alla Terra, toccherà al paracadute sostenere, letteralmente, il peso maggiore. Un totale di 11 paracadute verranno utilizzati nelle varie funzioni, ma i tre paracadute principali che assieme possono ricoprire quasi un campo di calcio, saranno quelli che rallenteranno la discesa di Orion a meno di 32 km/h per il finale: un relativamente morbido splashdown nell'Oceano Pacifico. I tre paracaduti principali che verranno utilizzati in EFT-1 sono stati installati nel veicolo questo mese. Una gru ha sollevato ognuno dei paracadute principali, del peso di circa 135 kg, e lo ha piazzato sulla sommità della capsula, dove i tecnici in tute bianche lo hanno inserito nel compartimento dedicato. Questi paracadute principali saranno rilasciati utilizzando tre piccoli paracadute pilota che li tireranno fuori dopo che dei precedenti paracadute di frenata avranno fatto il lavoro iniziale di rallentare il veicolo. Mentre queste attività di preparazione si svolgono in Florida, i razzi che lanceranno Orion nello spazio sono quasi ultimati presso Decatur, Alabama, sede della struttura di assemblaggio finale della United Launch Alliance. Il blocco centrale ed i booster di destra e sinistra del razzo pesante Delta IV Heavy che verranno utilizzati per EFT-1 sono ai preparativi finali con la sezione di dritta quasi completata. Al momento sono in corso i test di accettazione, mentre il motore RS-68 è stato recentemente installato nel nucleo centrale e le strutture e i cavi della propulsione sono stati integrati nel booster di sinistra. Il razzo verrà completato ed inviato in Florida in primavera. Con tutte queste attività di arrivi, installazioni e test, il 2013 è stato un buon anno per il Programma Orion. Infatti la sola cosa che potrà essere migliore nel 2014 sarà il lancio di EFT-1. Nella foto di copertina (Credit: NASA/Mike Chambers) lo scudo termico per Orion EFT-1 presso il Kennedy Space Center.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: NASA) il modello di prova di Orion appeso ai due paracadute di frenata prima del dispiegamento dei tre principali.

17/01/2014 - La NASA testa il sistema di paracadute di Orion sopra l'Arizona -

Gli ingegneri hanno testato il 16 gennaio il sistema di paracadute della nave spaziale Orion della NASA, aggiungendo nella prova la complessità della struttura progettata per riparare la parte superiore della capsula durante il volo.
Il test è il primo di questo tipo che ha dato agli ingegneri i dati in volo delle prestazioni del sistema che espelle la copertura superiore di Orion. Questa copertura è un guscio che ricopre la parte superiore del modulo equipaggio di Orion per proteggere il veicolo spaziale durante il lancio, il volo orbitale e il rientro nell'atmosfera terrestre. Quando Orion ritorna dallo spazio, la copertura deve essere espulsa per far si che i paracadute del veicolo spaziale si possano aprire. Il rilascio deve avvenire molto in alto per far si che i paracadute abbiano il tempo di dispiegarsi.
""Questo è stato un test difficile," ha dichiarato Mark Geyer, responsabile del programma Orion. "Avevamo fatto il nostro dovere, naturalmente, ma c'erano elementi qui che potrebbero essere testati solo in aria, con l'intero sistema che lavorava assieme. E' uno dei test più complicati che abbiamo fatto, quindi eravamo tutti emozionati a vederlo lavorare così come era stato concepito."
I precedenti test dei paracadute svoltisi presso il poligono Yuma Proving Ground dell'esercito USA, in Arizona, avevano messo alla prova le prestazioni dei paracadute nelle varie condizioni ma senza la copertura superiore. Aggiungendo la copertura e la sua espulsione, così come il dispiegamento dei tre paracadute aggiuntivi che servono per portare via la copertura lontana dal modulo equipaggio e farla scendere al suolo, ha aggiunto un livello di complessità a tutto il test.
"Il dispiegamento dei paracadute e l'espulsione della copertura superiore sono due delle cose più difficili da simulare con modelli al computer," ha detto Chris Johnson, project manager per i paracadute. "Ecco perché lo testiamo così a fondo. Questi sistemi devono funzionare con Orion e portarlo al sicuro al suolo, e ogni bit di dati che possiamo ottenere da test come questi ci aiutano a migliorare i nostri modelli e guadagnare confidenza con quelli che facciamo nella realtà, e che possiamo contarci."
La copertura superiore viene espulsa utilizzando un sistema di separazione a spinta costruito dalla Systima Technologies Inc. di Bothell, Wash. La Lockheed Martin, primo appaltatore per Orion, ha testato il sistema al suolo, per la prima volta, a dicembre. Due altri test al suolo simuleranno differenti tipi di stress sulla copertura, come un potenziale guasto al paracadute o carichi sulla nave spaziale. La NASA prevede anche un secondo test in volo con la copertura superiore per valutare le prestazione con un paracadute guasto.
Orion verrà testato nello spazio durante la sua prima missione. Exploration Flight Test-1 (EFT-1), a settembre. EFT-1 vedrà un Orion senza equipaggio lanciato in orbita fino a 5.800 km sopra la Terra, ben oltre la distanza alla quale hanno viaggiato gli esseri umani negli ultimi 40 anni. Dopo aver orbitato due volte attorno alla Terra, Orion rientrerà nell'atmosfera alla velocità di circa 32.000 km orari prima che il sistema di paracadute lo rallenti per un ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Per informazioni su Orion e EFT-1 visita: http://www.nasa.gov/orion.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) il momento del contatto con il suolo del veicolo Orion di prova utilizzato per il test dei paracadute il 16 gennaio 2014. Nella foto a sinistra (Credit: NASA) il modello di prova di Orion appeso ai due paracadute di frenata prima del dispiegamento dei tre principali.

Fonte: NASA

22/01/2014 - Completato il modulo di servizio per il primo volo di Orion -

Il secondo delle tre parti principali del veicolo spaziale che verrà lanciato in orbita con la prima missione Orion prevista quest'autunno, è stato completato.
Il lavoro sta procedendo progressivamente su tutte e tre le parti principali di Orion - il modulo di servizio, il modulo equipaggio e il sistema di aborto al lancio - e questo mese sia il modulo di servizio che il sistema di aborto stanno per attraversare la linea del traguardo.
Il modulo di servizio di Orion si trova al di sotto del modulo equipaggio e sopra il razzo che lancerà Orion nella spazio. Il modulo di servizio recentemente completato, che volerà durante il primo volo di prova di Orion, è una rappresentazione strutturale e non possiede gran parte delle capacità del modulo di servizio finale. I moduli di servizio dei voli successivi forniranno l'energia, la dissipazione del calore, la propulsione spaziale per i trasferimenti orbitali, i controlli di assetto e il controllo durante le fasi di aborto a grandi altezze. Inoltre conterranno l'acqua, l'ossigeno e l'azoto necessari per il viaggio.
Ma dato che questa prima missione di Orion sarà solo un viaggio di prova di quattro ore, senza equipaggio, molti di questi sistemi non sono assolutamente necessari. Invece la responsabilità principale di questo primo modulo di servizio sarà il supporto strutturale che dovrà sopportare il peso del modulo equipaggio e del sistema di aborto al lancio mentre saranno lanciati verso lo spazio.
Visto che il modulo equipaggio e il sistema di aborto al lancio pesano assieme oltre 16 tonnellate, il compito non sarà facile. Il modulo equipaggio sarà sostenuto da tre massicci pannelli chiamati 'fairings', che racchiudono il modulo di servizio e e lo protegge dal calore, dal vento e dalle onde acustiche. Questi pannelli sorreggono metà del peso del modulo equipaggio e del sistema di aborto al lancio durante il lancio e l'ascesa, prima che siano espulsi ad oltre 160 km di altezza. Dopo quello i carichi di Orion sono molto più bassi e possono essere sopportati bene anche dal modulo di servizio da solo.
Per assicurarsi che il modulo di servizio e i suoi fairings sopportino la sfida trascorreranno due settimane a febbraio di intensi test. Gli ingegneri applicheranno piccoli carichi di stress sulla struttura per mettere alla prova la sua robustezza e verificare se reagisce come previsto. Se lo farà alzeranno la posta e li sottoporranno a spinte e torsioni da più direzioni.
Se sarà in grado di sopportare lo sforzo, gli ingegneri sapranno che è pronto per il volo.
Il sistema di aborto al lancio è stato completato a dicembre, e il modulo equipaggio lo seguirà fra poco. Gli ingegneri al Kennedy Space Center ha recentemente completato le complesse saldature richieste per essere sicuri che i sistemi di propulsione e i fluidi di supporto vitale siano a prova di tenuta.
Per minimizzare il numero di giunti meccanici, che sono degli inviti per le perdite, i sistemi dei fluidi sono saldati insieme come un pezzo unico in una ciotola di spaghetti virtuale che circonda lo scafo a pressione di Orion. Il processo richiede più di 260 saldature individuali in geometrie complesse, ognuna delle quali è stata poi passata ai raggi X per assicurarsi che fosse riuscita bene.
Nei prossimi tre mesi, verrà installato il sistema di protezione termico di Orion - le mattonelle sulla parte superiore del modulo equipaggio e il più grande scudo termico di questo tipo mai costruito prima. Con queste parti al loro posto, il modulo equipaggio, il modulo di servizio e il sistema di aborto al lancio saranno pronti per essere accoppiati questa primavera.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) gli ingegneri stanno installando le coperture del modulo di servizio.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: NASA/MSFC/David Olive) gli addetti del Marshall preparano l'adattatore per il test.

07/02/2014 - Lo stadio adattatore per il primo volo di Orion sottoposto a test strutturali -

Un modello di prova dello stadio adattatore che collegherà il veicolo spaziale Orion al razzo Delta IV della United Launch Alliance (ULA) per la sua prima missione, Exploration Flight Test-1 (EFT-1), è stato sottoposto a carichi strutturali lo scorso 30 gennaio. Ora lo stadio adattatore che volerà con il Delta IV è ufficialmente pronto per il viaggio verso il suo esame finale - un volo nello spazio profondo ad oltre 15 volte la distanza della Stazione Spaziale Internazionale.
Per il test di carico strutturale, l'hardware è stato appeso a cavi che lo tiravano in direzioni diverse. E' stata aggiunta poco a poco la pressione idraulica che ha fatto tirare i cavi con il risultato di valutare l'integrità dell'adattatore. Questo test era simile al recente 'can-crush' eseguito su un serbatoio di propellente del razzo, ma l'adattatore non è stato schiacciato di proposito per il test strutturale come accaduto per il serbatoio di propellente. Su quel modello di adattatore sono stati completati venticinque test.
"I carichi posti sull'adattatore sono simili alle condizioni che sperimenterà in volo," ha detto Brent Gaddes, manager di Spacecraft & Payload Integration Adapter Subsystem presso il Marshall Space Flight Center della NASA a Hunstville, Alabama dove è stato condotto il test. "Questo test ci ha mostrato che l'adattatore può sopportare carichi anche maggiori di quelli a cui verrà sottoposto in volo, senza nessuna compromissione dell'hardware, come pieghe o rotture."
"C'è voluto un sacco di lavoro da parte di squadre diverse per mettere assieme un test a scala reale come questo," dice Dee VanCleave, capo ingegnere per i test dei carichi strutturali presso il Marshall. "Ora siamo in grado di comparare i dati del test con le previsioni di analisi dello stress in tempo reale per risultati immediati."
L'adattatore per il volo verrà spedito a metà marzo presso la struttura della ULA a Decatur, Alabama, dove il Delta IV viene costruito. Da li viaggerà via nave verso Cape Canaveral, in Florida, da dove, a settembre, partirà il volo inaugurale di Orion.
Durante quella missione, Orion viaggerà fino a circa 5.800 km dalla superficie terrestre prima di rientrare nell'atmosfera a quasi 32.000 km/h, generando temperature vicine ai .200° Celsius. Il volo senza equipaggio fornirà agli ingegneri dati importanti sul comportamento dello scudo termico di Orion e di altri elementi, comprese le prestazioni dell'adattatore, prima di volare nel 2017 come parte della prima missione che prevede lo Space Launch System (SLS).
L'SLS sarà in grado di spingere gli esseri umani e potenziali carichi scientifici nello spazio profondo. Esso ha le capacità di carico più grandi di ogni altro sistema di lancio mai costruito, minimizzando i costi e i rischi dei viaggi nello spazio profondo.
"Sarà gratificante vedere l'adattatore volare nel test di Orion quest'autunno e sapere che abbiamo contribuito con una piccola parte anche noi." conclude VanCleave.
Il Marshall gestisce il programma SLS per l'Agenzia spaziale.
Per ulteriori informazioni su Orion, visitate: http://www.nasa.gov/orion.
Per ulteriori informazioni su SLS, visitate: http://www.nasa.gov/exploration/systems/sls/.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/MSFC/David Olive) il modello di prova dell'adattatore mentre viene alzato sopra il banco di prova nella East Test Area del Marshall. Nella foto a sinistra (Credit: NASA/MSFC/David Olive) gli addetti del Marshall preparano l'adattatore per il test.

Fonte: NASA

21/02/2014 - I test sul recupero di Orion forniscono dati ed importanti lezioni -

La prima serie di test congiunti fra la NASA e l'U.S. Navy per le procedure di recupero della capsula Orion, svoltisi al largo delle coste della California, sono stati sospesi dopo che le squadre avevano incontrato dei problemi maneggiando i cavi che assicuravano la versione di prova di Orion all'interno del ponte allagabile della nave USS San Diego.
La NASA e l'U.S. Navy stanno conducendo dei test in preparazione del recupero di Orion dopo l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico al termine del suo primo volo spaziale, l'Exploration Flight Test-1, previsto a settembre. I test previsti erano stati preparati per far si che i team dimostrassero e valutassero il processo, le procedure, le attrezzature ed il personale che sarà necessario per le operazioni di recupero.
I cavi non sono stati in grado di reggere la tensione causata dal movimento del modulo equipaggio mentre veniva guidato dalla turbolenza delle onde all'interno del ponte sommerso della nave. Il team ha interrotto i test rimasti da completare nella settimana permettendo così agli ingegneri di valutare i prossimi passi da intraprendere.
La sfida che è stata incontrata dimostra perché è così importante sottoporre Orion a prove nell'ambiente reale che il veicolo spaziale incontrerà.
"Anche pensando che il test non è andato come previsto, abbiamo imparato delle lezioni che ci aiuteranno ad essere meglio preparati a recuperare Orion dopo che avrà viaggiato fino a circa 5.800 km lontano dalla Terra prima di tornare a casa," ha detto Bill Hill, vice assistente amministratore associato per lo sviluppo dei sistemi di esplorazione della NASA a Washington. "Il test di Orion ha funzionato nell'aiutarci a lavorare verso l'invio degli esseri umani nello spazio profondo."
I test hanno fornito dati importanti che verranno utilizzati per migliorare le procedure e le attrezzature prima che, questo autunno, avvenga il primo volo di Orion. Diversi obiettivi del test sono stati compiuti prima che i restanti venissero annullati, compreso il recupero con successo della copertura superiore e del paracadute a dimostrazione della coordinazione richiesta fra i team a bordo della nave e del controllo missione di Houston.
Orion è il nuovo veicolo spaziale dell'America che porterà gli astronauti verso destinazioni mai raggiunte dagli esseri umani, compresi gli asteroidi e Marte. Questo veicolo avrà la capacità di aborto di emergenza, sosterrà l'equipaggio durante il viaggio spaziale e fornirà un rientro sicuro dallo spazio profondo. Durante l'Exploration Flight Test-1, un veicolo senza equipaggio viaggerà 15 volte più lontano della Stazione Spaziale Internazionale prima di rientrare sulla Terra ad oltre 32.000 km/h e con temperature oltre i 2.200° Celsius che permetteranno di valutare lo scudo termico dell'astronave ed altri sistemi.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) il modello in scala reale di Orion mentre galleggia all'interno del ponte allagato della USS San Diego durante i test di questi giorni.

Fonte: NASA

25/02/2014 - Completati i primi due booster per il primo volo di Orion -

Due dei tre booster che porteranno la capsula Orion della NASA nello spazio per la prima volta sono in viaggio per la Florida.
Orion verrà lanciato sulla sommità di un razzo Delta IV quest'autunno, e due dei tre razzi sono usciti dall'impianto della ULA (United Launch Alliance) di Decatur, Alabama, e sono stati caricati su una chiatta Mariner il 21 febbraio.
La ULA sta costruendo il Delta IV per il test di volo di Orion, chiamato Esploration Flight Test-1 (EFT-1). Per la ULA i booster arriveranno a Cape Canaveral, in Florida, ai primi di marzo per iniziare la preparazione finale prima del lancio. Un terzo booster è in corso di assemblaggio presso l'impianto di Decatur.
"E' un momento molto emozionante per la NASA, " ha detto Bill Hill, vice amministratore associato NASA per i sistemi di esplorazione. "EFT-1 è un gran passo avanti per noi, e segnerà l'inizio del nostro avventurarci più lontano nello spazio di quanto mai fatto prima. Vedere questi razzi prendere la strada di Cape Canaveral è un segno del duro lavoro che ci porterà a raggiungere gli obiettivi spaziali della NASA."
Durante il volo di prova, Orion viaggerà fino a 5.300 km nello spazio, più lontano di ogni nave spaziale per gli esseri umani degli ultimi 40 anni, ed orbiterà attorno alla Terra due volte. La capsula rientrerà nell'atmosfera terrestre avvicinandosi a 32.000 km/h, generando una temperatura di 2.200° Celsius, prima di ammarare nell'Oceano Pacifico.
Il volo senza equipaggio fornirà agli ingegneri dati importanti sullo scudo termico di Orion e su altri elementi, comprese le prestazione dell'adattatore del veicolo spaziale. L'adattatore che connetterà Orion al Delta IV sarà dello stesso tipo che connetterà Orion al nuovo razzo della NASA, lo Space Launch System (SLS), la cui prima missione è fissata per il 2017. L'adattatore è stato completato agli inizi di febbraio presso il Marshall Space Flight Center e verrà inviato alla ULA a metà marzo. L'SLS, il nuovo razzo NASA, sarà in grado di portare gli esseri umani nelle missioni dirette allo spazio profondo, compreso Marte.
"La NASA ed i nostri partner hanno lavorato molto duramente per rendere Orion pronto a EFT-1," ha detto Paul Marshall, assistente manager al programma Orion della NASA. "Quello che è stato presentato oggi è stato veramente un lavoro di squadra. Davvero non vedo l'ora di vedere Orion volare questo autunno sul Delta IV, e utilizzare questi dati per renderci pronti per il primo volo di SLS nel 2017."
Nella foto di copertina (Credit: NASA/MSFC/Emmett Given) uno dei due booster del razzo Delta IV, destinati al volo EFT-1, mentre escono dallo stabilimento della ULA.

Fonte: NASA

11/03/2014 - Arrivati a Port Canaveral i razzi per il primo volo di Orion -

Una chiatta coperta ha ormeggiato al molo U.S. Army Outpost di Port Canaveral, in Florida, trasportando due, dei tre booster del razzo Delta Heavy IV della United Launch Alliance (ULA) destinati all'imminente missione Exploration Flight Test-1 (EFT-1) del veicolo spaziale Orion.
La chiatta Mariner aveva iniziato il suo viaggio, con il prezioso carico, dallo stabilimento della ULA a Decatur, in Alabama, lo scorso 21 febbraio.
Il booster centrale e quello di destra verranno scaricati e poi trasportati verso l'Horizontal Integration Facility (HIF), presso il Complesso di Lancio Spaziale 37 della Air Force Station di Cape Canaveral. Il booster di sinistra e lo stadio superiore verranno inviati a Cape Canaveral in aprile. Presso l'HIF, i tre booster verranno preparati e controllati prima di essere spostati presso la rampa di lancio e lì innalzati in posizione verticale.
Orion è il veicolo spaziale esplorativo progettato per trasportare gli astronauti verso destinazioni nello spazio profondo, compresi gli asteroidi e Marte. Il veicolo sarà dotato di capacità di aborto di emergenza, sosterrà l'equipaggio durante il viaggio spaziale e fornirà un rientro sicuro dallo spazio profondo a velocità elevate.
Durante il volo senza equipaggio EFT-1, Orion viaggerà fino alla distanza di 5.800 km dalla Terra - più lontano di ogni veicolo spaziale costruito per il trasporto di esseri umani negli ultimi 40 anni - ed orbiterà due volte attorno al nostro pianeta.
La capsula rientrerà nell'atmosfera terrestre a velocità prossime ai 32.000 km/h, generando temperature fino a 2.200° Celsius, prima di ammarare nell'Oceano Pacifico. I dati acquisiti durante il volo influenzeranno le decisioni finali del progetto, confermeranno i modelli al computer e lo sviluppo innovativo dei nuovi sistemi spaziali, oltre a ridurre il rischio complessivo delle missioni Orion successive.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) i due booster destinati a EFT-1 arrivati a Cape Canaveral.

Fonte: NASA

Nell'illustrazione artistica (Credit: Boeing) Orion nello spazio durante la missione EFT-1.

14/03/2014 - Rinvio di un paio di mesi per il debutto di Orion -

Orion sta marciando sempre più verso il suo primo viaggio nello spazio con un volo che preparerà l'esplorazione umana verso nuove destinazioni nel Sistema Solare.
Il team di Orion continua a lavorare in modo da completare il veicolo spaziale alla data di lancio prevista per settembre-ottobre. Però la data di decollo di Exploration Flight Test-1 (EFT-1) è ora slittata da settembre-ottobre ai primi di dicembre in modo da fare spazio ad altre opportunità di lancio per quest'anno. Completando il veicolo spaziale secondo il programma originale permetterà a molti ingegneri e tecnici di continuare il lavoro di transizione del veicolo spaziale Orion che poi volerà sulla sommità dello Space Launch System dell'agenzia. Questo assicurerà che i partner della NASA siamo pienamente pronti per il lancio di EFT-1 alla prima occasione che si presenterà.
A questo scopo, i booster centrale e sinistro del razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance (ULA) che porteranno Orion nello spazio per la prima volta, sono arrivati alla Cape Canaveral Air Force Station questo mese. Questo lascia un solo booster ancora in produzione presso la struttura della compagnia a Decatur, Alabama. Quest'ultimo booster è previsto arrivi in Florida ad aprile assieme al suo stadio superiore, e poi sarà accoppiato agli altri booster all'interno della struttura d'integrazione orizzontale della ULA per la preparazione e i test.
Intanto, nell'edificio di assemblaggio presso il Kennedy Space Center, l'Operations and Checkout Facility, Orion stesso sta facendo ulteriori progressi.
Dopo il completamento del modulo di servizio a gennaio, gli ingegneri del Kennedy lo hanno spostato in una struttura dove è stato messo alla prova dell'ambiente che incontrerà durante il lancio e nello spazio. Il modulo di servizio si trova appena sotto il modulo equipaggio di Orion e sopra il razzo, e normalmente fornirebbe energia e propulsione oltre ad ospitare un gran numero di altri sistemi che però non sono necessari in questo primo volo. Nonostante sia stato spinto e ruotato in diverse direzioni, il modulo di servizio è uscito dai test non solo senza un graffio, ma meglio di quanto previsto.
Una volta che i test al modulo di servizio sono terminati è toccato a quello dell'equipaggio.
Quasi tutti i componenti dell'avionica del veicolo spaziale sono stati installati, e sistema dopo sistema, gli ingegneri li hanno accesi. Questo è un processo metodico deliberato, nel quale ogni connettore è controllato individualmente prima di essere collegato e il sistema acceso per essere sicuri che ogni batteria, riscaldatore, fotocamera e processore - tanto per nominarne alcuni - lavorino come previsto, prima che l'intero sistema sia acceso tutto assieme. Altrimenti, un cavo danneggiato potrebbe danneggiare l'intero sistema di quel tipo.
Questo tipo di operazione è chiamata 'test funzionale' ed una volta completato e che tutti e 59 i sistemi sono stati verificati, gli ingegneri aumenteranno gradualmente le prestazioni del test, nel quale tutti i sistemi lavoreranno assieme per far funzionare il modulo equipaggio come un tutt'uno. Infine, saranno in grado di accendere tutti i computer di volo, le radio e gli altri sistemi uno alla volta e daranno ai sensori del veicolo le indicazioni simulate che l'astronave stia volando nello spazio.
Il modulo equipaggio verrà testato fino ad aprile, ed in seguito verrà installato lo scudo termico di Orion, il più grande di questo tipo mai costruito. Con quest'ultimo pezzo, al suo posto, il modulo equipaggio, il modulo di servizio e il sistema di aborto al lancio, saranno pronti per essere montati assieme questa primavera. Il lancio, verso la fine dell'anno corrente, porterà Orion a 5.800 km sopra la Terra per un volo della durata di due orbite dando agli ingegneri la possibilità di verificare il suo progetto e testare alcuni dei sistemi più critici per la sicurezza degli astronauti che voleranno con esso in futuro. Dopo aver viaggiato 15 volte più lontano nello spazio della Stazione Spaziale Internazionale, Orion rientrerà sulla Terra alla velocità di quasi 32.000 km/h, generando temperature fino a 2.200° Celsius, prima di ammarare nell'Oceano Pacifico.
Fonti non confermate ufficialmente affermano che le 'ulteriori possibilità di lancio' a cui fa riferimento la NASA' che avrebbero causato il rinvio del lancio di Orion devono e essere ricercate con il bisogno del Comando Spaziale USA di lanciare nello stesso periodo, originariamente previsto per EFT-1, due satelliti GSSAP (Geosynchronous Space Situational Awareness Program) con un Delta 4. Il programma GSSAP è stato declassificato a febbraio e si tratta di satelliti che rintracciano e seguono gli oggetti orbitanti che popolano l'arco dell'orbita geosincrona alla quota di 36.000 km.
Inizialmente il lancio dei due GSSAP era previsto per la fine del 2014, dopo il test di Orion, ma ora saranno fatti volare prima.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) il modulo di servizio di Orion per il volo EFT-1, pronto per l'installazione dei pannelli protettivi al lancio. Nell'illustrazione artistica a sinistra (Credit: Boeing) Orion nello spazio durante la missione EFT-1. Qui è ancora agganciato allo stadio superiore del razzo Delta IV Heavy.

Fonti: NASA - Spaceflight now

07/04/2014 - Acceso il cervello di Orion -

La capsula Orion per la missione Exploration Flight Test-1 (EFT-1) ha completato i test dei suoi sistemi avionici all'interno dell'edificio Operation & Checkout (O&C). I test seguono l'attivazione del computer di volo, per il quale i sistemi avionici hanno la funzione degli occhi, orecchie e cervello del veicolo spaziale. L'EFT-1 è previsto per il lancio alla fine dell'anno.
La missione di dicembre sarà il debutto spaziale di Orion, e sarà portato nello spazio da un razzo vettore Delta IV-Heavy della United Launch Alliance.
Durante EFT-1, Orion verrà portato ad un'altezza di oltre 5.800 km, prima di tornare verso la Terra alla velocità di oltre 32.000 km/h, con i risultati che alimenteranno il passo cruciale della CDR (Critical Design Review) previsti per metà 2015.
Il recente rinvio della missione dall'estate a dicembre - causata dalla priorità di lancio di un satellite militare - non dovrebbe avere ripercussioni sulla data del CDR.
Mentre gli elementi principali del veicolo di lancio sono cominciati ad arrivare al famoso spazioporto lo scorso mese, gli ingegneri e tecnici di Orion EFT-1 hanno proseguito il loro lungo lavoro di preparazione all'interno dell'edificio O&C.
Il veicolo ha attraversato una lunga strada fin dai primi pannelli saldati presso il MAF (Michoud Assembly Facility) di New Orleans, dove l'Orion per EFT-1 ha cominciato a prendere forma.
A ottobre dello scorso anno Orion è stato acceso per la prima volta, dopo un'iniziale test del sistema software dell'avionica del veicolo. Durante i test iniziali, gli operatori del TLCC (Test Launch and Control Center) hanno introdotto il testo del software nei computer di controllo principali attraverso centinaia di cavi e di attrezzature di supporto elettrico attivi durante la fase di accensione.
Questo ha portato ad un controllo completo dell'avionica, avendo acceso oltre venti sistemi critici installati all'interno del modulo equipaggio del veicolo spaziale.
"Dopo l'accensione iniziale del Vehicle Main Computer (computer di controllo principale) avvenuta in ottobre, gli ingegneri hanno installato ulteriore rifiniture, cavi ed attrezzature elettroniche all'interno del modulo equipaggio - completando i sistemi avionici che fungono da occhi, orecchi e cervelli del veicolo spaziale," ha fatto notare la Lockheed Martin lunedì.
Durante questi test, gli ingegneri hanno attivato ed inviato comandi ad ogni apparecchiatura: dai sistemi pirotecnici, alle batterie, al controllo termico, alle telecamere, ai sistemi di guida e navigazione, alla propulsione e ai sistemi di supporto vitale, e per ognuno valutando la qualità dei segnali, le risposte dei sistemi di bordo e la produzione dei dati.
"Ognuno di questi sistemi è critico per il successo della missione, e devono funzionare egregiamente per assicurare la sopravvivenza degli equipaggi futuri," ha puntualizzato Cleon Lacefield, program manager di Orion per la Lockheed Martin.
"Ora che abbiamo terminato i test funzionali, il team condurrà dei test sulle prestazioni e accenderà tutti i sistemi assieme, simulando le operazioni che il veicolo spaziale dovrà eseguire durante EFT-1."
Dopo EFT-1, Orion dovrà svolgere il primo volo a bordo dello Space Launch System (SLS). Conosciuto come Exploration Mission-1 (EM-1) il veicolo spaziale dispiegherà le vele per il primo viaggio nello spazio profondo.
Quella missione porterà Orion a oltre 70.000 km oltre la Luna per un volo della durata di 25 giorni.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) il modulo equipaggio di Orion racchiuso in una sala pulita provvisoria dell'edificio O&C presso il Kennedy Space Center, in Florida.

Fonte: Nasaspaceflight

25/04/2014 - Orion supera le vibrazioni durante il test al Kennedy Space Center -

Una prova per simulare le vibrazioni che il veicolo spaziale Orion della NASA subirà durante il suo primo viaggio nello spazio e che si è svolta all'interno dell'edificio Operations and Checkout del Kennedy Space Center è stata un successo. Il completamento della prova ha segnato un altro passo avanti verso il volo senza equipaggio di Orion previsto a dicembre e che ha testato il veicolo spaziale che in futuro porterà gli astronauti verso un asteroide ed infine verso Marte.
"E' stato un grande risultato per la squadra di prova in preparazione dell'Exploration Flight Test-1 (EFT-1) previsto alla fine dell'anno," ha detto Rafael Garcia, il capo del programma verifiche e test di Orion presso il Johnson Space Center della NASA di Houston. "Dopo mesi di preparativi e analisi, il test di vibrazioni casuali multi-punto è stato condotto senza nessun grosso problema e completato due giorni prima del previsto."
Per prepararlo alle prove di vibrazione, condotte dal 17 al 24 aprile, una squadra di ingegneri e tecnici della NASA e della Lockheed Martin hanno trasferito il modulo equipaggio dalla postazione di assemblaggio ad una struttura speciale portatile per le vibrazioni. Il veicolo spaziale è stato isolato dal pavimento e sostenuto da speciali appoggi. I propulsori di Orion erano stati isolati dal test mentre le finestre, i paracadute e i paracadute frenanti coperti con protezioni.
Accelerometri ed estensimetri erano stati piazzati in vari punti attorno al modulo equipaggio. Questi strumenti sono stati utilizzati per misurare le accelerazioni misurate e i livelli di deformazione della struttura di Orion.
Due agitatori elettromagnetici, ognuno capace di circa 1.800 kg di spinta, erano attaccati ai lati opposti di Orion. Il test è iniziato con frequenze di cinque hertz e gradualmente è aumentato fino a circa 500 hertz (il sito NASA riportava erroneamente 'megahertz' ma, come giustamente mi fatto notare da alcuni appassionati italiani di astronautica, questo non avrebbe avuto senso perché si sarebbe trattato di radiofrequenze. Ringrazio Francisco Bordin per la segnalazione. ndr). Dopo ogni serie di prove, gli agitatori erano posizionati in punti differenti di Orion e gli specialisti dei sistemi controllavano ogni cambiamento o anomalia nella struttura dell'astronave.
Garcia ha detto che le analisi preliminari dei dati del test confermano che la struttura di Orion si è comportata come previsto.
Prima di ognuno dei test della durata di trenta secondi, l'avionica, le batterie e i sistemi elettrici di Orion erano accesi e i serbatoi di ammoniaca ed elio pressurizzati a circa 200 psi.
Il test era monitorato da una sala di controllo separata vicina alla high bay, e i dati dopo ognuno dei cicli di 30 secondi erano analizzati alla ricerca di imperfezioni o difetti e di come rispondeva il modulo equipaggio. Un team che seguirà il volo si trovava nella Firing Room 1 presso il Centro Controllo Lancio del Kennedy Space Center e da lì ha seguito i periodi dei test durante i quali era accesa la strumentazione del veicolo spaziale.
"Sono state stabilite delle procedure di spegnimento nel caso le vibrazioni superassero i limiti," dice Trevor Kott, il responsabile dei test a terra per il modulo equipaggio e di servizio di Orion al Johnson Space Center. "Questo di test può essere molto complicato. La scienza è quella di trovare il giusto bilanciamento."
Durante i test di vibrazione altre strumentazioni di Orion sono state monitorare per controllare il loro stato di salute.
"Il completamento di queste prove sono un grande obiettivo raggiunto per il team di test del Programma Orion della NASA in preparazione per EFT-1," ha detto Garcia.
Per il primo volo di Orion verrà lanciata una capsula senza equipaggio fino a 5.800 km nello spazio per una missione di quattro ore che prevede il test dei diversi sistemi chiave del veicolo. Dopo aver eseguito due orbite, Orion tornerà verso la Terra alla velocità di circa 32.000 km/h e subirà temperature vicine ai 2.200° Celsius, prima che i paracadute lo rallentino per l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Daniel Casper) Orion sottoposto ai test di vibrazione.

Fonte: NASA

30/05/2014 - Applicato lo scudo termico di Orion -

Il più grande scudo termico al mondo, che misura oltre 5 metri di diametro, è stato applicato con successo al veicolo spaziale Orion. Lo scudo termico è stato realizzato da un singolo pezzo di materiale ablativo Avcoat. Questo verrà testato con il primo volo di Orion previsto per il dicembre 2014 e proteggerà la nave spaziale dalle temperature che arriveranno a 2.200° Celsius al momento del rientro nell'atmosfera terrestre.
Il volo senza equipaggio, definito Exploration Flight Test-1 (EFT-1), dovrà mettere alla prova il veicolo spaziale che potrà essere utilizzato in seguito per un'eventuale missione che porterà gli astronauti verso un asteroide e, più avanti, su Marte. EFT-1 verrà lanciato con una capsula Orion senza equipaggio fino a 5.800 km nello spazio per una missione della durata di quattro ore che testerà alcuni dei sistemi più cruciali. Dopo aver compiuto due orbite, Orion rientrerà sulla Terra alla velocità di 32.000 km/h, prima che i suoi paracadute lo rallentino verso un ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) lo scudo termico di Orion agganciato alla capsula presso l'edificio di assemblaggio del Kennedy Space Center in Florida.

Fonte: NASA

11/06/2014 - Accoppiati i moduli Equipaggio e Servizio di Orion -

Dopo il completamento dell'installazione dello scudo termico, la Lockheed Martin ha eseguito lunedì l'accoppiamento del modulo equipaggio di Orion sopra il modulo di servizio. L'operazione è avvenuta all'interno della cella FAST (Final Assembly and System Test) che si trova nell'edificio Operations and Checkout (O&C) del Kennedy Space Center della NASA, in Florida.
Come parte del processo di preparazione dell'accoppiamento dei moduli equipaggio e servizio, dei pesi di zavorra sono stati aggiunti al veicolo per assicurare che il centro di gravità del modulo equipaggio rientrasse nelle specifiche di progetto. Tali specifiche assicurano che il veicolo possa raggiungere le appropriate prestazioni di rientro e discesa ed assicurare che il veicolo atterri con il corretto orientamento per ridurre i carichi strutturali dovuti all'impatto.
Ora i modulo di equipaggio e servizio verranno imbullonati assieme e verranno collegate le interfacce elettriche e delle linee dei fluidi fra i due, chiamate ombelicali. Una volta compiute queste operazioni l'interno complesso spaziale verrò sottoposto a test elettrici, avionici e di radio-frequenza.
Una volta completati questi test il team dovrà seguire le seguenti operazioni per arrivare al lancio dell'Exploration Flight Test-1 (EFT-1):
- Installazione delle mattonelle protettive e della copertura superiore sul modulo equipaggio.
- Il modulo equipaggio e di servizio verranno installati sopra l'adattatore del secondo stadio del razzo Delta 4 Heavy.
- Il veicolo spaziale verrà rifornito e preparato presso il Payload Hazardous Servicing Facility del Kennedy Space Center.
- Il sistema di aborto al lancio (LAS) verrà installato sulla sommità del veicolo spaziale.
- Il veicolo spaziale verrà preparato e trasportato alla rampa di lancio 37 dove la Lockheed Martin e la United Launch Alliance eseguiranno le integrazioni sulla rampa e le operazioni di lancio.
Durante EFT-1, un veicolo Orion MPCV senza equipaggio verrà lanciato per mezzo di un razzo Delta 4 Heavy e viaggerà fino a 5.800 km oltre l'orbita bassa terrestre, ovvero 15 volte più lontano della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Nello stesso giorno Orion tornerà verso la Terra ad una velocità di circa 32.000 km/h per un'ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
ETF-1 fornirà agli ingegneri i dati sui sistemi cruciali per la sicurezza dell'equipaggio come le prestazioni dello scudo termico, gli eventi di separazione, le prestazioni dell'avionica e del software, il controllo e la guida, il rilascio dei paracadute e le operazioni di recupero che valideranno il progetto del veicolo spaziale prima che possa trasportare degli esseri umani verso nuove destinazioni nello spazio profondo.
Nella foto in copertina (Credit: NASA) il momento del montaggio del modulo equipaggio di Orion sopra il suo modulo di servizio.

Fonti: Spacedaily - NASA

Nella foto (Credit: NASA) il modello di Orion imbarcato sull'aereo per il test dei paracadute.

25/06/2014 - Nuovo test dei paracadute di Orion svolto senza problemi -

La NASA ha completato mercoledì con successo il più complesso test dei sistemi dei paracadute dell'astronave Orion dell'Agenzia.
Una versione di prova di Orion ha toccato in sicurezza il suolo del deserto dell'Arizona dopo essere stata sganciata da un aereo da trasporto C-17 a 10.600 metri sopra il poligono militare Yuma Proving Ground dell'U.S. Army.
E' stata la prima volta che alcuni paracadute del sistema sono stati messi alla prova a così alta quota. Gli ingegneri hanno inoltre aggiunto stress ai paracadute lasciando che il modello di prova di Orion scendesse in caduta libera per 10 secondi incrementando così la velocità del veicolo e la pressione aerodinamica.
"Noi abbiamo sottoposto questi paracadute in test in volo e al suolo in ogni modo concepibile prima di iniziare ad inviarlo nello spazio con l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1) previsto prima della fine dell'anno," ha detto Mark Geyer, program manager di Orion. "La serie di test ha provato che il sistema assicurerà che l'equipaggio e il veicolo potranno volare senza problemi in futuro."
Dopo la caduta libera di Orion, la sua copertura superiore è stata rilasciata allontanandosi dal veicolo, una parte cruciale del test del sistema che si è svolta come previsto.
La copertura superiore è uno schermo protettivo che rimane agganciato al veicolo spaziale fino a che questi non è rientrato nell'atmosfera terrestre. I paracadute che rallentano Orion fino a una velocità di atterraggio sicura, sono posti sotto la copertura e quindi questa deve essere rimossa prima che i paracadute si possano dispiegare.
Gli ingegneri hanno anche modificato uno dei principali paracadute perché saltasse la seconda fase del processo in tre fasi del dispiegamento di ogni paracadute, chiamato reefing. Questo ha testato se uno dei principali paracadute si potesse andare direttamente ad aprire completamente senza una fase intermedia, dimostrando che il sistema può tollerare potenziali guasti.
Il test ha inoltre segnato anche l'ultima volta che l'intera sequenza di apertura dei paracadute veniva testata prima del lancio di Orion a dicembre per il suo primo volo spaziale, l'EFT-1.
Durante questo volo un veicolo spaziale Orion senza equipaggio viaggerà fino a 5.800 km nello spazio, più lontano di ogni astronave costruita per trasportare esseri umani in oltre 40 anni. Orion viaggerà alla velocità necessaria per testare molti dei sistemi cruciali che serviranno alla NASA per riportare gli astronauti sani e salvi sulla Terra dopo le missioni nello spazio profondo, compreso un asteroide e fino a Marte.
Durante il suo ritorno sulla Terra, Orion raggiungerà la velocità di 32.000 km/h e subirà temperature di oltre 2.200° Celsius. Una volta che Orion sarà entrato nell'atmosfera, il sistema di paracadute, con due paracadute di frenata e tre grandi paracadute principali che assieme coprono quasi per intero un campo di calcio saranno i responsabili del rallentamento del veicolo fino ad appena 32 km/h per un sicuro ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Il prossimo test dei paracadute di Orion è previsto per agosto e metterà alla prova un guasto combinato di un paracadute di frenata e uno principale, così come testerà delle nuove strutture del progetto.
Questo è uno dei tre test rimasti per dimostrare la capacità del sistema per le missioni umane, ma non sono necessari che siano completati prima del volo di Orion previsto per la fine dell'anno.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Rad Sinyak) il veicolo spaziale Orion di prova scende verso il deserto dell'Arizona appeso ai suoi tre paracadute principali al termine del test di mercoledì. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) il modello di Orion imbarcato sull'aereo per il test dei paracadute.

Fonti: Spacedaily - NASA

Nella foto (Credit: NASA) lo stemma di Apollo 11 che ha volato sulla Luna.

21/07/2014 - La NASA rinomina lo storico edificio di assemblaggio in onore a Neil A. Armstrong -

Lunedì 21 luglio la NASA ha pagato un tributo al primo uomo a mettere piede sulla Luna dando il suo nome all'edificio dello spazioporto della Florida dove fervono i lavori per inviare gli astronauti su Marte.
Il 'Neil Armstrong Operation and Checkout Building', presso il Kennedy Space Center (KSC) della NASA, ha aggiunto il nome di Armstrong a questo storico edificio dove proprio lui e i suoi colleghi hanno visto preparare il loro veicolo spaziale destinato alla missione Apollo 11, proprio 45 anni fa. Oggi quello stesso edificio viene utilizzato per preparare Orion, la capsula di prossima generazione della NASA sviluppata per inviare gli astronauti oltre l'orbita terrestre per la prima volta fin dai tempi degli allunaggi Apollo.
E' stato Charlie Bolden, Amministratore della NASA, a presiedere la cerimonia alla quale hanno partecipato, fra gli altri, Buzz Aldrin e Michael Collins, compagni di Armstrong in quella storica missione. "Egli, assieme a Aldrin e Collins sono il ponte fra lo storico viaggio della NASA sulla Luna di 45 anni fa e il nostro sentiero verso Marte di oggi." ha detto Bolden.
Erano presenti anche il Comandante di riserva di quella missione, l'astronauta James Lovell, i figli di Armstrong, Rick e Mark. Il direttore del Kennedy Space Center, Robert Cabana, ha presentato un emblema della missione Apollo 11, firmato da tutto l'equipaggio, che volò sulla Luna nel 1969 e che è stato dedicato al primo equipaggio che volerà verso Marte.
L'edificio O&C, alto cinque piani, venne inaugurato nel 1964 con il nome di Manned Spacecraft Operations Building e ospitava gli alloggi degli astronauti che si trovavano al KSC prima del lancio. L'edificio comprendeva anche un hangar dedicato dove venivano preparati prima del volo il modulo di comando e di servizio di Apollo e quello lunare, prima di essere installati sulla sommità del razzo Saturno 5.
Gli alloggi per gli equipaggi nell'O&C vennero utilizzati per tutto il programma Apollo e i successivi Skylab, Apollo-Soyuz e Space Shuttle. Ai primi anni '80 l'hangar venne utilizzato in supporto dei moduli europei Spacelab che volavano sullo Shuttle.
Il Neil Armstrong Operation and Checkout Building viene utilizzato oggi per assemblare la nave spaziale Orion della NASA che l'agenzia prepara per il 'prossimo balzo gigantesco' nell'esplorazione spaziale, inviare astronauti fino a un asteroide e Marte. La struttura, al momento, ospita la capsula Orion che verrà lanciata a dicembre per l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1).
"Sono molto felice che questo edificio abbia preso il nome di Armstrong," ha detto Collins. "Egli non avrebbe cercato questo onore, non era nel suo stile, ma penso che sarebbe stato fiero che il suo nome fosse associato così da vicino con il cuore e lo spirito del settore spaziale." "A nome di Neil, grazie per quello che fate ogni giorno."
ha concluso Collins. Nella foto di copertina (Credit: collectSPACE.com/Robert Pearlman) Robert Cabana, a sinistra sul palco presiede la cerimonia del 21 luglio 2014. Seduti da sinistra, l'Amministratore NASA Charles Bolden, i figli di Armstrong, l'astronauta James Lovell e i compagni di Apollo 11 Buzz Aldrin e Michael Collins. Sullo sfondo il veicolo Orion in preparazione per la missione EFT-1 di dicembre 2014. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) lo stemma di Apollo 11 che ha volato sulla Luna e che verrà portato su Marte dalla prima missione con equipaggio diretta a scendere su quel pianeta.

Fonte: Space.com

Nella foto (Credit: NASA) i controllori di volo al JSC durante i test di Orion.

29/07/2014 - Orion si prepara alla missione -

La nave spaziale Orion della NASA non è ancora decollata ma lei crede già di aver compiuto sei missioni.
Fin da quando, a giugno, il modulo equipaggio di Orion è stato installato sopra il modulo di servizio, il veicolo è stato sottoposto ad una serie di test ideati per verificare che tutti i sistemi funzionino per conto loro nella nuova configurazione e lavorino tutti assieme come un tutt'uno durante il volo.
Il modo migliore per fare questo è far credere al veicolo che stà volando, così che possa eseguire esattamente le stesse funzioni che dovrà affrontare a dicembre, quando Orion verrà lanciato nello spazio per la prima volta.
In quell'occasione, Exploration Flight Test-1 (EFT-1), Orion viaggerà fino a 5.800 km sopra la Terra - più lontano di ogni altra nave spaziale costruita per trasportare esseri umani abbia viaggiato in oltre 40 anni - e ritornerà verso casa alla velocità di oltre 32.000 km/h, superando temperature vicine ai 2.200° Celsius. Sarà, letteralmente, una prova del fuoco, pensata per dimostrare che Orion può trasportare gli astronauti nello spazio profondo e riportarli al sicuro a casa. Ma per assicurare che Orion raggiunga questo successo, il team qui a terra vuole scovare ora ogni possibile problema.
"Abbiamo delle unità di simulazione al suolo che fanno credere al veicolo quello che non c'è," dice Scott Wilson, manager per le operazioni di produzione di Orion. "Forniamo al veicolo comandi di misurazioni inerziali e GPS che simulano il volo. Ad esempio, possiamo simulare l'espulsione del sistema di aborto al lancio, e le misurazioni di pressione dell'aria alle sonde. Vogliamo che il veicolo creda che tutto quello che vede siano cose sperimentate durante il volo."
Nel fare questo, gli ingegneri e i tecnici che hanno costruito Orion presso il Kennedy Space Center, in Florida, sono in grado di verificare che quando il veicolo vede gli eventi che ci si aspetta incontri durante il volo, possa rispondere in modo adeguato. Le simulazioni non sono un sostituto per il volo nello spazio, ma sono le cose più simili che si possono fare prima del lancio.
"Questa è la nostra prima opportunità per vedere come si comporta nella realtà la nave spaziale," ha detto il Direttore di Volo, Mike Sarafin. "Puoi progettare ogni cosa su carta o in laboratorio, ma fino a che non metti tutto assieme e vedi come funziona puoi avere solo un'idea di come avverrà. Solo quando metti alla prova un sistema reale sai quello che farà."
Come capo Direttore di Volo di Exploration Flight Test-1, Sarafin ha seguito i test con speciale interesse. Assieme con il suo team di controllo del volo, che supervisionerà il volo dal Centro Controllo Missione presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, ha utilizzato queste prove come un'opportunità di testare le sue capacità.
All'inizio sono partiti con una simulazione di volo di Orion senza problemi e poi hanno iniziato ad aggiungerne per vedere come si comportava il veicolo spaziale. Come primo volo di un nuovo tipo di veicolo, i controllori di volo devono essere preparati a tutte le cose che possono andare storte. Se Orion fallisce la separazione automatica dallo stadio superiore del veicolo di lancio prima del rientro, che succede? Se le forti radiazioni che Orion incontrerà mentre viaggia attraverso la Fasce di Van Allen colpiscono l'elettronica di bordo, che farà Orion e come risponderà il team del controllo di volo? In questo modo sono stati eseguiti dozzine di scenari comprendenti guasti o problemi.
"Questi scenari ci hanno aiutato non solo a comprendere la nave spaziale stessa, ma anche i componenti al suolo," dice Sarafin. "Le due cose devono funzionare assieme, e con questi test, abbiamo acquistato molta fiducia che saremo in grado di farlo."
In tutto, il veicolo e i suoi ingegneri, tecnici e team di controllo di volo hanno superato sei missioni simulate assieme - la prima senza sfide e le altre cinque con vari guasti simulati. Attraverso tutto questo, Sarafin e Wilson sono concordi, sia Orion che il team, hanno risposto bene, e questo dà la fiducia di poter andare avanti verso il prossimo passo nel completamento di Orion: le protezioni esterne.
Le mattonelle nere di protezione termica che compongono lo scafo esterno di Orion sono l'ultimo elemento che rimane da installare prima che il modulo equipaggio sia completo. Le parti che compongono lo scafo esterno della sezione superiore di Orion, e la loro installazione, avrebbero impedito l'accesso ai sistemi che potrebbero aver avuto bisogno di essere riparati nelle passate settimane di prove. Il team ora può aggiungere la copertura esterna e quella superiore che lo proteggerà fino al termine della missione, prima di iniziare la prossima serie di test.
Nella foto di copertina (Credit: NASA) gli astronauti Doug Hurley e Rex Walheim esaminano Orion e la sezione con le mattonelle nere che verranno installate sul veicolo spaziale ora che i test e l'installazione del modulo di servizio sono stati completati. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) i controllori di volo al JSC durante i test di Orion.

Fonte: NASA

Nelle foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello per le prove di Orion e l'attrezzatura per il recupero mentre viene imbarcata sul ponte inferiore della USS Anchorage.

04/08/2014 - Eseguito il secondo test di recupero di Orion -

Nel fine settimana dal 1° al 4 agosto la NASA, la Lockheed Martin e la U.S. Navy e lo Human Space Flight Support Detachment 3 del Dipartimento della Difesa hanno eseguito una serie di test di recupero del veicolo spaziale Orion.
Il test, chiamato Underway Recovery Test 2 (URT 2) si è svolto al largo delle coste di San Diego, in California.
URT 2 è ricominciato da dove si era concluso URT 1, svoltosi lo scorso febbraio quando le condizioni marine avevano costretto a concludere prima che tutti gli obiettivi del test venissero completati. Fin da allora, il team ha lavorato sulle idee che sono scaturite in modo da permettere il recupero in sicurezza di Orion nonostante condizioni marine non perfette.
"Durante questo test, il team studierà le procedure alternative ai metodi di recupero," aveva detto Mike Generale, Orion Recovery Operations manager e direttore del Recovery Test presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida. "Uno degli obiettivi del test è quello di avere dei modi di recupero primari e alternativi del modulo equipaggio di Orion per l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1) che si svolgerà alla fine dell'anno."
I dati acquisiti durante EFT-1 influenzeranno le decisioni finali di progettazione, valideranno i modelli al computer e i nuovi metodi di approccio per lo sviluppo del sistema spaziale, riducendo i rischi complessi della missione nei voli successivi di Orion. Il recupero del veicolo sarà solo una delle cose che verranno testate durante quel volo e i test che si sono svolti hanno preparato i team congiunti di NASA, Lockheed Martin e U.S. Navy all'operazione.
Per URT 2, Orion è stato imbarcato sulla USS Anchorage (LPD-23) e il team è salpato verso il largo di San Diego, alla ricerca di condizioni del mare che supportassero le necessità del test. Delle nuove attrezzature sviluppate appositamente per URT 2 accompagnavano il veicolo di prova.
Le nuove attrezzature comprendevano un sistema di air bag per il Crew Modulo Recovery Cradle e un collare per la distribuzione dei carichi da piazzare attorno al modulo equipaggio. I tecnici del Kennedy hanno ideato un nuovo prototipo da laboratorio chiamato Line Load Attenuation Mechanical Assembly (LLAMA) che limita le forze di tensione per i cavi della nave mentre Orion viene guidato verso il ponte inferiore del vascello.
E' stato testato inoltre anche una sorta di ammortizzatori in gomma, disponibili in commercio, che i marinai utilizzano per tendere i cavi. Nel caso in cui il mare sia troppo agitato per fissare il modulo dell'equipaggio nella culla di recupero ed è necessario un ripristino di emergenza, un insieme di paraurti in gomma sono stati sviluppati per fornire una striscia sul ponte della nave di recupero. Un sistema di sollevamento è stato a disposizione per il recupero con la gru.
"Ognuno dei nuovi pezzi di attrezzatura verrà valutato per i propri meriti, e le migliori soluzioni saranno messe alla prova durante URT 3, a settembre, per scoprire i limiti delle loro capacità e l'impiego durante EFT-1 di Orion a dicembre," aveva detto Generale prima dell'inizio del test.
Tutti questi test assicurano che la NASA possa recuperare la capsula Orion in sicurezza e che il team sappia come regolarsi alle varie condizioni del mare e ai possibili scenari.
Per ulteriori informazioni su Orion alla NASA, visita: http://www.nasa.gov/orion.
Nella foto di copertina (Credit: U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 1st Class Gary Keen) il modello di prova di Orion galleggia verso l'interno del ponte della USS Anchorage, il 2 agosto scorso, durante i test di recupero della capsula. Nelle foto in alto a sinistra (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello per le prove di Orion e l'attrezzatura per il recupero mentre viene imbarcata sul ponte inferiore della USS Anchorage.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: NASA) i fori praticati nelle mattonelle termiche della protezione laterale di Orion.

22/08/2014 - Installate su Orion le protezioni termiche laterali -

Lo scudo termico del veicolo spaziale Orion della NASA avrà il suo momento di gloria quando dovrà proteggere l'astronave dall'intensa temperatura del rientro. Sebbene lo scudo protettivo ablativo inferiore sarà quello che dovrà sopportare le temperature più alte - fino a 2.200° Celsius nel suo primo volo a dicembre - il resto del veicolo spaziale non rimarrà al freddo.
Gli ingegneri e i tecnici del Kennedy Space Center della NASA hanno completato l'installazione della copertura conica sullo scafo del modulo equipaggio di Orion - la protezione sui lati che ricopre la forma a cono della capsula. Costituita da 970 mattonelle di colore nero che ci sembrano molto familiari - sono infatti lo stesso tipo di mattonelle che proteggevano la pancia dello Space Shuttle quando tornava dallo spazio.
Ma lo Space Shuttle viaggiava a 27.300 km/h mentre Orion arriverà a 32.186 km/h nel suo primo volo di prova. Più veloce una nave spaziale viaggia attraverso l'atmosfera e maggiore sarà il calore generato. E così sebbene le mattonelle più calde dello Space Shuttle raggiungessero circa 1.260° Celsius, la copertura laterale di Orion arriverà a 1.732° Celsius, nonostante si trovi nell'aerea più fredda del veicolo.
E il calore non è il solo problema. Mentre si trova nello spazio, Orion sarà vulnerabile ai continui impatti dei micrometeoriti detriti orbitali. Sebbene questi detriti orbitali siano troppo piccoli da individuare e quindi da evitare, possono creare danni immensi alla nave spaziale - ad esempio potrebbero perforare una mattonella della copertura laterale. Sotto le mattonelle la struttura del veicolo non può scaldarsi oltre 150° Celsius, ma se un detrito facesse breccia nella mattonella il calore attorno al veicolo durante il rientro potrebbe insinuarsi nel foro creato, danneggiando il veicolo.
I danni da detriti possono essere riparati nello spazio grazie alle tecniche pioneristiche testate dopo l'incidente della navetta Columbia. Una buona dose di informazioni venne raccolta e su che tipo di danni potevano essere riparati. Ma il calore ambientale che Orion dovrà subire è differente da quello dello Shuttle e i vecchi modelli qui non si possono applicare.
Gli ingegneri inizieranno a verificare i nuovi modelli quando Orion tornerà a dicembre dal suo primo volo di prova. Prima di installare le protezioni laterali, gli ingegneri hanno eseguito di proposito lunghi fori in due mattonelle simulando il danno di impatti di micrometeoriti. Ognuno di questi fori ha il diametro di circa 2,5 cm ma uno è profondo 3,5 cm e l'altro 2,5 cm. Le due mattonelle che simulano l'impatto dei micrometeoriti hanno uno spessore di 3,7 cm e sono posizionate sulle protezioni laterali, al lato opposto di dove si trovano i finestrini e i propulsori del sistema di assetto di Orion.
"Vogliamo sapere quanto del gas caldo entrerà nelle due cavità," dice Joseph Olejniczak, uno dei manager della parte aereo-scientifica di Orion. "Abbiamo modelli che stimano quanto calore arriverà per essere fiduciosi di volare in sicurezza, ma i dati che acquisiremo da queste mattonelle che attraverseranno l'atmosfera terrestre renderanno i nuovi modelli molto più precisi."
Una migliore comprensione dell'ambiente riscaldato per i danni allo scudo termico di Orion guideranno le decisioni future su che tipo di danno potrà essere riparato nello spazio.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis) l'installazione delle coperture laterali sul modulo equipaggio Orion. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) i due fori trapanati nelle mattonelle della protezione laterale di Orion per simulare un danno da impatto di micrometeorite. I sensori di cui sarà dotato il veicolo registreranno quanto calore e che temperature raggiungeranno l'interno dei fori durante il ritorno di Orion attraverso l'atmosfera terrestre nel primo volo di prova di dicembre.

Fonte: NASA

07/09/2014 - Completato il primo modulo equipaggio di Orion -

Il primo modulo equipaggio Orion della NASA è stato completato sopra il suo modulo di servizio all'interno della struttura Neil Armstrong Operations and Checkout Facility presso il Kennedy Space Center in Florida.
I moduli di servizio ed equipaggio verranno trasferiti assieme mercoledì in un'altra struttura per essere riforniti, prima di essere spostati nuovamente per l'installazione del sistema di aborto del lancio.
A quel punto, il veicolo spaziale sarà completo e pronto per essere issato sulla sommità del razzo Delta IV Heavy che lo porterà nello spazio per il suo primo volo, a dicembre.
Per quel volo, l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1) Orion viaggerà fino a 5.800 km sopra la Terra - più lontano di ogni altro veicolo spaziale costruito per trasportare esseri umani che abbia viaggiato negli ultimi 40 e passa anni - e ritornerà verso casa alla velocità di 32.180 km/h, mentre affronterà temperature di quasi 2.200° Celsius.
Nella foto di copertina (Credit: NASA/Rad Sinyak) il modulo equipaggio di Orion per EFT-1 completo.

Fonte: NASA

11/09/2014 - L'astronave Orion della NASA è pronta per il rifornimento -

La NASA sta facendo passi da gigante con l'astronave Orion, completando diverse operazioni questa settimana presso il Kennedy Space Center in Florida, in preparazione per il primo volo della capsula nello spazio, a dicembre.
Gli ingegneri hanno completato il modulo equipaggio Orion, lo hanno agganciato al quasi-completo modulo di servizio e il tutto all'adattatore che unirà Orion al suo razzo e trasportato il veicolo spaziale in un altro edificio per il rifornimento.
"Niente nel costruire il primo di una nuova serie di sistemi di trasporto spaziale è facile," ha detto Mark Geyer, Orion program manager. "Ma il modulo equipaggio è, senza dubbio, il componente più complesso che volerà a dicembre. Lo scafo pressurizzato, lo scudo termico, il sistema di paracadute, l'avionica - messi tutti assieme per far si che l'astronave lavori come previsto. Vederlo volare fra tre mesi sarà strabiliante."
Il completamento del modulo equipaggio di Orion è uno dei tre maggiori componenti del veicolo spaziale. Gli altri due, l'inerte modulo di servizio e il sistema di aborto al lancio - saranno completati a gennaio e dicembre, rispettivamente. Il modulo equipaggio è stato agganciato al modulo di servizio a giugno in modo da permettere i test prima dei ritocchi finali al modulo equipaggio.
L'adattatore che connetterà Orion al razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance (ULA) è stato costruito presso il Marshall Space Flight Center della NASA a Hunstsville, in Alabama. Questo componente verrà testato in questa prima missione per esser poi utilizzato dal razzo Space Launch System dell'agenzia per le future missioni nello spazio profondo.
Il primo costruttore di Orion per la NASA è la Lockheed Martin mentre la ULA ha gestito lo spostamento di giovedì dal Neil Armstrong Operations and Checkout Building al Payload Hazardous Servicing Facility del Kennedy, dove verrà rifornito di ammoniaca e propellenti ipergolici per il volo di prova. Una volta che il rifornimento sarà completato, verrà installato il sistema di aborto al lancio. A quel punto l'astronave sarà completa e pronta per essere issata sul Delta IV Heavy.
Orion è stato costruito per portare gli esseri umani più lontano di quanto mai fatto prima, compreso un asteroide e Marte. Sebbene il veicolo spaziale sarà senza equipaggio per il volo di prova a dicembre, il modulo equipaggio verrà utilizzato per trasportare gli astronauti in sicurezza nello spazio e ritorno nelle missioni future. Orion è in grado di fornire ambienti vivibili fino a 21 giorni, mentre per missioni più lunghe verranno incorporati degli ambienti addizionali che forniranno lo spazio in più. Molti dei sistemi cruciali di sicurezza di Orion verranno valutati durante la missione di dicembre, designata Exploration Flight Test-1 (EFT-1), quando l'astronave viaggerà fino a circa 5.790 km nello spazio.
Nella foto (Credit: NASA/Dan Casper) il modulo equipaggio di Orion agganciato al modulo di servizio inerte durante lo spostamento da un edificio all'altro del KSC.

Fonte: NASA

Nell'immagine (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello di Orion issato con la gru.

25/09/2014 - Completato il terzo test di recupero della capsula Orion -

La NASA, la Lockheed Martin e la U.S. Navy hanno completato con successo la terza serie di simulazioni di recupero della capsula equipaggio Orion dopo il suo ammaraggio al largo delle coste di San Diego a conclusione del volo di prova di dicembre. La serie di test di metà settembre, guidata al programma GSDO (Ground Systems Development and Operations) ha continuato a perfezionare le tecniche ed assicurare che tutto il team sia pronto quando Orion tornerà sulla Terra dopo aver viaggiato fino a oltre 5.800 km di altezza dal nostro pianeta.
Due navi della marina, un modello di prova di Orion, diverse barche di supporto, due elicotteri e tutte le attrezzature e l'equipaggiamento associato sono state utilizzate durante i test URT-3 (Underway Recovery Tests-3).
Le squadre hanno fatto pratica con due metodi di recupero di Orion. il primo test è iniziato l'11 settembre presso la Base Navale di San Diego, con il carico del veicolo di prova, le attrezzature e l'equipaggiamento a bordo della USNS Salvor (T-ARS 52), un vascello di salvataggio e recupero. A bordo si sono imbarcati uomini della Marina USA e civili. La nave è salpata il 12 settembre per testare un metodo di recupero di emergenza utilizzando la gru stazionaria del vascello.
"Il test è stato un successo grazie all'esperienza degli uomini della Salvor, dei sommozzatori della Marina e del Dipartimento della Difesa," ha detto Marcos Pena, capo integrazione tecnica del GSDO per il recupero con la gru. "Il recupero del modulo equipaggio di Orion è essenziale per il successo del volo di prova e per le missioni successive di Orion e dello Space Launch System."
Iniziano con un mare calmo, il team ha utilizzato una gru della portata di 40 tonnellate piazzata sulla nave per recuperare il veicolo di prova Orion, del peso di circa 9 tonnellate, dall'acqua. Poi gli sforzi sono proseguiti con il mare più agitato per determinare i limiti di sicurezza con i quali tentare un recupero utilizzando la gru.
Durante le prove, i sommozzatori della Marina hanno fatto pratica agganciando un 'collare da cavallo' attorno a Orion e quattro cavi che aiutano a controllare i movimenti laterali e longitudinali durante il recupero con la gru. Il team ha anche valutato un cesto tipo ascensore, composto da 10 imbracature che sono state collocate intorno a Orion durante le operazioni di sollevamento con la gru.
"Il cesto era stato testato precedentemente con la USS Anchorage," ha detto Pena. "Siamo stati in grado di fare il passo successivo e dimostrare che il cesto e il collare possono essere utilizzati per sollevare il veicolo di prova da un lato della nave e poi, grazie alla gru, traslarlo sul ponte, e tutto mentre manteniamo il controllo del movimento."
Dei cavi provenienti dalla nave sono stati agganciati a Orion per un test di traino a diverse velocità e potrebbero essere utilizzati per trainare la capsula verso acque più calme per il recupero.
Il 15 settembre la USNS Salvor ha eseguito un incontro con la USS Anchorage in mare aperto ed ha passato il veicolo di prova per la fase successiva di test di recupero.
Durante la settimana, il team ha eseguito una simulazione di recupero dall'inizio alla fine utilizzando il ponte allagabile della nave, due gommoni Zodiac della Marina, quattro scafi rigidi gonfiabili, due elicotteri e le attrezzature e le procedure che sono già state utilizzate durante la serie di test in agosto.
Nell'immagine (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello di Orion trainato all'interno del ponte allagabile della USS Anchorage. I sommozzatori della Marina, a bordo degli Zodiac e un altro team con le barche a scafo rigido gonfiabili hanno stazionato in mare vicino al veicolo di prova. Gli stabilizzatori arancioni posti sulla sommità del veicolo sono stati gonfiati per simulare il sistema che verrà utilizzato per raddrizzare Orion in mare dopo l'ammaraggio.
Utilizzando i cavi agganciati al veicolo di prova, la squadra ha guidato Orion all'interno della nave. All'interno del ponte coperto, i tecnici di NASA e Lockheed Martin hanno sistemato la rete di cattura, la culla di recupero del modulo equipaggio, fasce parabordi, ed utilizzato un verricello di recupero, il collare e i cavi in Kevlar tendente di tensione per stabilizzare Orion sul ponte.
Durante la settimana si è inoltre proceduto a recuperare un modello della parte superiore di Orion, una copertura che protegge il modulo equipaggio di Orion durante il lancio, il volo orbitale e il rientro.
"Il successo nel completamento di questa serie di test segna un significativo passo avanti nella collaborazione fra la NASA e la U.S. Navy per il recupero del modulo equipaggio di Orion dopo il suo ammaraggio nell'Oceano Pacifico a dicembre," ha detto Jeremy Graeber, direttore del recupero NASA del GSDO. "Il team integrato ha fatto un eccellente lavoro per definire le procedure che faranno di questa missione un successo. Sono fiducioso che il nostro team e le attrezzature sono pronte per supportare l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1)."
Altri obiettivi del test erano di valutare le trasmissioni della la nave e fra la nave e la costa, così come registrare i tempi delle attività di recupero per aiutare a fornire ulteriori informazioni per i metodi da utilizzare nelle successive missioni con equipaggio.
La USS Anchorage è tornata alla base navale di San Diego, California, il 19 settembre. Il veicolo di prova Orion e le attrezzature di recupero sono state scaricate dalla nave.
Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello per le prove di Orion galleggia nell'Oceano Pacifico, vicino alla nave USS Anchorage, il 17 settembre scorso, durante il terzo giorno delle simulazioni di recupero in mare aperto. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/Kim Shiflett) il modello di Orion trainato all'interno del ponte allagabile della USS Anchorage.

Fonte: NASA

Nell'immagine (Credit: NASA/Ben Smegelsky) un tecnico della ULA controlla i progressi sui booster.

26/09/2014 - Il Delta IV Heavy per Orion EFT-1 è ormai quasi completato -

Gli ingegneri hanno fatto un altro passo avanti nella preparazione del primo volo di prova, previsto a dicembre, della nuova nave spaziale Orion della NASA. I tre nuclei comuni del razzo Delta IV Heavy della ULA (United Launch Alliance) sono stati recentemente integrati, formando il primo stadio del veicolo di lancio che invierà Orion lontano dalla Terra permettendo alla NASA di valutare le prestazioni dell'astronave nello spazio.
I tre Common Booster Core (CBC) del Delta IV sono stati collegati presso la struttura Horizontal Integration Facility (HIF) che la ULA ha presso l'Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida. L'edificio HIF è situato vicino al complesso di lancio 37 da dove la missione prenderà il via.
Il primo booster era stato agganciato al razzo centrale a giungo ed il secondo ai primi di agosto.
"Le operazioni giornaliere sono gestite da ULA," dice Merri Anne Stowe del Launch Services Program (LSP) che fa parte del Fleet Systems Integration Branch di NASA. "Il ruolo della NASA è quello di osservare attentamente tutto e dare aiuto per i problemi che potrebbero insorgere."
Stowe spiega che durante i test principali gli esperti del Launch Services Program della NASA monitorizzano il lavoro alle console dell'Hangar AE presso la Air Force Station di Cape Canaveral. L'Hangar AE è la sede del Launch Vehicle Data Center presso il Kennedy Space Center della NASA. La struttura permette agli ingegneri di tenere sotto controllo l'audio, i dati, la telemetria e il sistema video che supporta le missioni dei veicoli di lancio a perdere. Lo Spazioporto Florida della NASA è anche dove Orion è stato costruito e viene preparato.
Gli stadi del razzo Delta IV sono invece assemblati presso l'impianto della ULA a Decatur, in Alabama, a circa 32 km da Huntsville. Dopo il loro completamento, i componenti del razzo sono stati spediti attraverso il fiume Tennessee e il canale Tombigbee Waterway fino al Golfo del Messico. Da qui hanno viaggiato fino a Cape Canaveral, dove sono arrivati il 6 maggio. Gli elementi del primo stadio del razzo sono poi stati trasportati all'HIF per la loro preparazione pre-volo.
"Tutti e tre i nuclei comuni hanno superato le ispezioni iniziali e il processamento, vi sono state saldate le apposite strutture per collegare i booster al cuore centrale," dice Stowe. "Tutto questo è avvenuto orizzontalmente."
I tre nuclei comuni sono lunghi 41 metri ed hanno un diametro di 5,2 metri. Ognuno ha un motore RS-68 che utilizza idrogeno ed ossigeno liquido come propellenti producendo 297 tonnellate di spinta, Tutti assieme i tre booster Delta IV generano 889 tonnellate di spinta.
"Il secondo stadio è stato preso in carico dal Delta Operations Center per essere processato appena dopo il suo arrivo," ha detto Stowe. "Il secondo stadio è stato spostato nell'HIF il 29 agosto ed è stato collegato orizzontalmente con il primo stadio il 12 settembre."
Lo stesso stadio superiore verrà utilizzato per la versione Block 1 del nuovo super-razzo pesante della NASA, lo Space Launch System (SLS). Il più potente di ogni razzo mai costruito prima, l'SLS sarà in grado di inviare gli esseri umani, a bordo di Orion, verso le destinazioni nello spazio profondo come un asteroide o Marte.
"I componenti per Exploration Flight Test-1 sono stati uniti assieme," dice Stowe. "Non abbiamo avuto nessun problema serio. Tutta la pianificazione svolta in anticipo sembra averci ripagato."
Una volta che tutti gli stadi del veicolo di lancio saranno stati assemblati assieme e controllati, il prossimo passo sarà la revisione Test Readiness Review.
"Questi incontri sono tenuti per portare assieme tutte le parti interessate ad essere sicure che il razzo Delta IV sia pronto per essere spostato alla rampa di lancio dove Orion verrà installato sulla sua sommità," dice Stowe.
L'imminente volo di prova utilizzerà il Delta IV Heavy per lanciare Orion e inviarlo a 5.800 km di altezza oltre la superficie terrestre. Durante le quattro ore (due orbite) di missione, gli ingegneri valuteranno i sistemi cruciali per la sicurezza dell'equipaggio, il sistema di aborto al lancio, lo scudo termico e il sistema di paracadute. I dati ottenuti durante la missione influenzeranno le decisione di progettazione e valideranno gli attuali modelli al computer. Il volo ridurrà inoltre i rischi ed i costi associati ai voli successivi di Orion.
La capsula rientrerà nell'atmosfera terrestre alla velocità di circa 32.000 km/h, generando una temperatura di circa 2.200° Celsius, prima di eseguire un ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
La Lockheed Martin ha progettato e costruito Orion per inviare gli esseri umani più lontano di dove sono arrivati finora. L'astronave servirà come veicolo esplorativo che porterà gli astronauti nello spazio e fornirà un sicuro rientro dalle missioni nello spazio profondo. Attualmente Orion si trova nelle fasi finali di assemblaggio presso il Neil Armstrong Operations and Checkout Building del Kennedy.
Stowe si sente coinvolta in prima persona nel successo del volo di prova.
"Perlopiù guardo avanti," dice. "a quando recupereremo la capsula Orion dal Pacifico."
Nella foto (Credit: NASA/Daniel Casper) il secondo stadio del razzo Delta IV Heavy mentre sta per essere agganciato al resto del vettore. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/Ben Smegelsky) un tecnico della ULA controlla i progressi sui booster del razzo Delta IV Heavy destinato a EFT-1.

Fonte: NASA

01/10/2014 - Il razzo destinato al primo volo di Orion è sulla rampa di lancio -

Il nuovo veicolo spaziale Orion della NASA e il razzo Delta IV Heavy che lo porterà nello spazio sono agli ultimi passi in Florida nel cammino per il volo di prova di dicembre.
Orion è stato spostato domenica nel Payload Hazardous Servicing Facility del Kennedy Space Center della NASA in Florida e il razzo Delta IV Heavy, costruito dalla United Launch Alliance, ha fatto la sua mossa martedì notte, verso il vicino Space Launch Complex 37 della Air Force Station di Cape Canaveral. Poi mercoledì è stato issato dalla posizione orizzontale e quella verticale in configurazione di lancio.
"Stiamo lavorando a questo lancio da mesi, e siamo alle batture finali," ha detto Bob Cabana, il direttore del Kennedy. " Orion è quasi completato e il razzo che lo porterà nello spazio si trova sulla rampa di lancio. Siamo a 64 giorni dal fare il prossimo passo nell'esplorazione dello spazio profondo."
Orion è pronto per l'installazione del suo ultimo componente - il sistema di aborto al lancio (LAS - Launch Abort System). Questo sistema è progettato per proteggere gli astronauti nel caso insorgesse un problema durante il lancio e porterebbe il veicolo spaziale lontano dal razzo in caduta. Durante dicembre, nel volo senza equipaggio, verrà testato il motore di separazione che è incaricato di portare via il sistema di aborto al lancio dal modulo equipaggio sia durante le normali operazioni che in caso di emergenza.
Una volta che il LAS sarà stato installato sui moduli equipaggio e servizio, e tutti e tre i componenti verranno testati assieme, la nave spaziale Orion potrà essere considerata completa. Essa dovrà attendere all'interno della struttura LAS fino a metà novembre, quando il razzo Delta IV Heavy sarà pronto per l'integrazione con il veicolo spaziale.
I tre Common Booster Core del razzo sono stati testati, processati e attaccati l'uno all'altro per formare il primo stadio che poi verrà connesso al modulo di servizio di Orion.
Dopo il lancio, previsto il 4 dicembre, il Delta IV Heavy spedirà Orion a 5.800 km sopra la Terra per testare i sistemi più cruciali del veicolo spaziale riguardo alla sicurezza dell'equipaggio. Dopo aver orbitato attorno alla Terra due volte, Orion rientrerà nell'atmosfera terrestre alla velocità di 32.000 km/h, generando una temperatura di quasi 2.200° Celsius, prima di ammarare nell'Oceano Pacifico.
Orion è stato costruito per inviare gli esseri umani più lontano di quanto fatto finora, compreso un asteroide e Marte. Sebbene l'astronave sarà senza equipaggio nel volo di dicembre, designato Exploration Flight Test-1 (EFT-1), il modulo equipaggio verrà utilizzato per trasportare gli astronauti in sicurezza da e per lo spazio nelle missioni successive. Orion fornirà uno spazio vivibile fino a 21 giorni, mentre in missioni più lunghe verrà dotato di un modulo abitativo che fornirà spazio supplementare.
Per informazioni su Orion e il suo primo volo, visita il sito NASA: http://www.nasa.gov/orion.
Nella foto (Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis) il razzo vettore Delta IV Heavy della ULA che dovrà eseguire il primo volo dell'astronave Orion si trova ora sulla rampa di lancio 37 presso Cape Canaveral.

Fonte: NASA

04/11/2014 - Orion è ad un passo dalla rampa di lancio -

Kevin Rivers non faceva altro che girare la testa mentre se ne stava dietro la porta chiusa del Launch Abort System Facility al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, in attesa di vedere il veicolo spaziale Orion che un giorno porterà gli esseri umani nel viaggio verso Marte. Dopo pochi minuti che sembravano una vita, Rivers, il responsabile del progetto Launch Abort System ha attraversato la porta dell'impianto.
Di fronte a lui si stagliavano i 24 metri del veicolo spaziale Orion in corso di preparazione per il suo test di volo a dicembre, con i quattro pannelli di protezione recentemente installati che compongono l'Ogiva. L'Ogiva riduce la resistenza e il carico acustico del modulo equipaggio e rende una guida più fluida per il veicolo spaziale.
"Quello che i miei colleghi ed io siamo testimoni è stato un momento storico significativo nel nostro sforzo di andare oltre l'orbita bassa terrestre ed esplorare oltre la Luna," ha detto Rivers.
Il 4 dicembre Orion decollerà in cima ad un razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance dal Complesso di Lancio 37 della Base Aerea di Cape Canaveral, in Florida. Durante il test Orion viaggerà fino a 5.800 km di altezza sopra la Terra. 4 ore e mezzo più tardi il veicolo spaziale rientrerà nell'atmosfera a 32.180 km/h e ammarerà nell'Oceano Pacifico. Il primo volo di Orion dovrà verificare i sistemi di lancio e rientro ad alta velocità così come l'avionica, il controllo di assetto, i paracadute e lo scudo termico.
Barry Meredith, che lavora con Rivers presso il Langley Research Center della NASA in Virginia, ha espresso un timore simile. "Il test di volo di Orion è un passo importante verso l'esplorazione oltre l'orbita bassa terrestre," ha detto. "Anche se un equipaggio non occuperà il primo volo, è davvero fondamentale che testiamo i sistemi spaziali."
L'installazione dell'Ogiva è stato uno dei pezzi del puzzle per Orion prima di essere spostato alla rampa di lancio il 10 novembre. Una volta li verrà sollevato e attaccato al razzo per il suo lancio a dicembre.
"C'è molto impegno e preparazione per un'occasione così importante," ha detto l'ingegnere Langley Jose Ortiz. "Ci sono molte discipline, specialisti lontani geograficamente e gli sviluppi, i test, le analisi elaborate, la caratterizzazione dei materiali, e altre iniziative da parte dei centri NASA e del partner contraente. Lo sforzo a livello nazionale è rivolto verso un obiettivo comune e stimolante in mente: Il volo spaziale umano."
Orion è gestito dal Johnson Space Flight Center della NASA in Texas, e il progetto del Launch Abort System è gestito da Langley. Centri NASA e partner del settore provenienti da tutto il Paese hanno svolto un ruolo fondamentale nella progettazione, sviluppo e test di Orion.
Nella foto (Credit: Lockheed Martin) il modulo equipaggio e servizio racchiusi nell'ogiva sormontata dal Launch Abort System.

Fonte: NASA

06/11/2014 - Il Delta IV supera una simulazione di lancio per il volo di Orion -

Una simulazione di conto alla rovescia compreso il rifornimento dei propellenti è stato completato giovedì presso Cape Canaveral a circa un mese dal lancio del modulo equipaggio Orion della NASA che sarà montato sulla sommità di un razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance.
Conosciuto come Wet Dress Rehearsal, il WDR ha visto la retrazione della torre mobile nelle prime ore del mattino e l'esecuzione completa di un conto alla rovescia per un lancio simulato nel corso della giornata.
"Ieri abbiamo appena completato con successo il Wet Dress Rehearsal. In pratica conduciamo il veicolo attraverso un conto alla rovescia per il lancio. Abbiamo riempito i serbatoi, operato tutti i sistemi. E' stato un ottimo esercizio per verificare che tutto funzioni bene," ha detto Ron Fortson, direttore della gestione missione per la United Launch Alliance.
Il vero decollo è previsto per il 4 dicembre.
Spinto da tre motori principali RS-68, il razzo pesante verrà lanciato dalla rampa 37B di Cape Canaveral, per l'Exploration Flight Test n.1, o EFT-1.
La missione spingerà Orion in due orbite attorno alla Terra e metterà alla prova tutti i sistemi in un test senza equipaggio.
Il prossimo passo importante nella campagna di lancio è previsto per lunedì notte, quando il veicolo spaziale Orion, alto 22 metri e pesante quasi 22 tonnellate, verrà portato alla rampa per essere accoppiato al Delta IV Heavy.
Nell'immagine (Credit: NASA) il vettore Delta IV Heavy sulla rampa di lancio durante il WDR di giovedì mattina.

Fonte: Spaceflight Now

10/11/2014 - Il maltempo costringe il rinvio di Orion verso la rampa di lancio -

Il maltempo ha costretto la NASA a rinviare di 24 ore il trasporto della capsula di nuova generazione Orion alla rampa di lancio in preparazione alla missione previste per il mese prossimo.
Lo spostamento è ora previsto per martedì sera alle 8:30 p.m. EST (le 2:30 ora italiana di mercoledì 12 novembre).
Orion è destinato a raggiungere il Complesso 37B della Air Force Station di Cape Canaveral dove un razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance è in attesa della capsula che vi verrà issata sulla sommità.
Il vettore pesante lancerà Orion il 4 dicembre per l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1) - una missione senza equipaggio della durata di due orbite attorno alla Terra per controllare tutti i sistemi del modulo destinato ad ospitare gli astronauti.
"Le previsioni meteo di lunedì indicavano venti e fulmini che violavano i parametri prescritti per lo spostamento di Orion," ha dichiarato la NASA in un comunicato.
Il ritardo non avrà nessun effetto sulla data di lancio prevista per il 4 dicembre di Orion con il razzo Delta IV Heavy della ULA.
Nell'immagine (Credit: NASA TV) la pioggia all'esterno dell'edificio di assemblaggio dove Orion, che si intravede al riparo al suo interno è in attesa di poter essere trasferito alla rampa di lancio.

Fonti: Spaceflight Now - NASA

Nella foto (Credit: NASA/Frankie Martin) il convoglio che trasporta il veicolo Orion mentre passa nei pressi del VAB.

12/11/2014 - La prima capsula Orion è alla rampa di lancio -

Alle 3:07 a.m. EST (le 9:07 ora italiana) il primo veicolo spaziale Orion, destinato a raggiungere lo spazio, ha raggiunto lo Space Launch Complex 37 dell'Air Force Station di Cape Canaveral concludendo così il viaggio, iniziato alle 08:54 p.m. EST (le 2:54 ora italiana) dal Launch Abort System Facility presso il Kennedy Space Center della NASA. Nel corso della mattinata il l'intero complesso, che comprende anche il Launch Abort System (LAS), verrà sollevato e agganciato sulla sommità del razzo vettore Delta IV Heavy che si trova già sulla rampa di lancio.
Il trasporto, avvenuto sopra uno speciale mezzo di movimentazione e con il supporto del personale e di veicoli che scortavano il convoglio con attenzione ha impiegato oltre sei ore per arrivare alla rampa di lancio.
Il decollo della missione Exploration Flight Test-1 (EFT-1) con il primo veicolo spaziale Orion senza equipaggio è fissato per il 4 dicembre 2014.
Nella foto (Credit: NASA/Kim Shiflett) il complesso Modulo di Servizio, Modulo Equipaggio e LAS nei pressi della rampa di lancio 37B di Cape Canaveral, in Florida. Nella foto a sinistra (Credit: NASA/Frankie Martin) il convoglio che trasporta il veicolo Orion mentre passa nei pressi del VAB.

Fonte: NASA Blog Orion

Nell'immagine (Credit: NASA) l'ogiva protettiva che racchiude la capsula Orion è stata installata sul razzo.

24/11/2014 - Fervono a Cape Canaveral i preparativi per EFT-1 -

A Cape Canaveral, in Florida, fervono i preparativi per il lancio, previsto per il 4 dicembre alle ore 7:05 a.m. EST (le 13:05 ora italiana), della prima capsula Orion per la missione di prova Exploration Flight Test-1 (EFT-1).
La finestra di lancio sarà di due ore e 39 minuti.
Oggi, presso il Complesso di Lancio 37, tutto il personale non essenziale è stato allontanato dalla rampa in modo da poter verificare i sistemi di batterie che dovranno attivare gli elementi pirotecnici di Orion. I sistemi di lancio utilizzano speciali bulloni che collegano gli stadi e l'ogiva protettiva assieme come un unico veicolo di lancio.
Una volta in volo, molti di questi elementi si devono separare in momenti differenti della missione e quindi una carica elettrica viene utilizzata per far saltare il bullone in due parti. Questo permette, ad esempio, di fare in modo che gli stadi ormai vuoti possano cadere dal razzo mentre quelli ancora pieni prendono il loro posto. Nel caso di Orion, i connettori dell'ogiva protettiva che si trova sopra il veicolo spaziale e le sue connessioni al secondo stadio sono dotati di questi bulloni speciali.
Il 20 novembre la NASA e la Lockheed Martin hanno completato la Flight Readiness Review (FRR) per l'imminente volo di prova di Orion permettendo, di fatto, di procedere con il lancio previsto per il 4 dicembre. L'FRR è un rigoroso controllo della situazione del veicolo spaziale, dei sistemi, delle operazioni di missioni e delle funzioni di supporto necessarie a far si che il primo volo di Orion nello spazio sia un completo successo.
Intanto nel lontano occidente, le squadre della NASA, dell'U.S. Navy e della Lockheed Martin che si occuperanno del recupero della capsula Orion dopo il suo ammaraggio nell'Oceano Pacifico a circa 1.000 km a Sud-Ovest di San Diego continuano i preparativi e le attrezzature necessarie. Presso la base navale di San Diego, due navi della marina militare USA, la USS Anchorage e la USNS Salvor, sono state fornite delle attrezzature ed equipaggiamenti necessari per il ritorno di Orion sulla Terra dopo il volo di prova.
La NASA ha inoltre postato un press kit con molti dettagli su Orion, sul volo di prova, sulle operazioni di recupero e sul personale coinvolto nel test qui: http://1.usa.gov/11KfbD0.
Il commento del lancio da parte di NASA TV inizierà alle 4:30 a.m. EST (le 10:30 ora italiana) e proseguirà fino all'ammaraggio nell'Oceano Pacifico. Una conferenza stampa post-volo verrà trasmessa da NASA TV circa due ore dopo l'ammaraggio.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) la capsula Orion in orbita ancora agganciata al secondo stadio del razzo vettore Delta IV Heavy. Nell'immagine a sinistra (Credit: NASA) l'ogiva protettiva che racchiude la capsula Orion è stata installata sul razzo.

Fonte: NASA ORION Blog

26/11/2014 - Il razzo Delta IV Heavy pronto per la missione con Orion -

Al Complesso di Lancio 37 di Cape Canaveral il razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance (ULA) è pronto per supportare il volo inaugurale di Orion, la nuova capsula della NASA destinata a portare gli astronauti oltre l'orbita terrestre fino agli asteroidi e Marte.
Il lancio di EFT-1 (Exploration Flight Test-1) è fissato per le ore 7:05 a.m. EST (le 13:05 ora italiana) del 4 dicembre 2014.
Questa prima missione prevede un volo senza equipaggio in orbita terrestre. Durante le quattro ore di volo, pari a due orbite, la capsula arriverà ad una distanza dalla Terra mai raggiunta prima, negli ultimi 42 anni, da parte di un veicolo adatto al trasporto di esseri umani. La missione servirà per testare tutti i sistemi cruciali della capsula in vista dei primi voli con equipaggio previsti non prima del 2021.
Nella foto (Credit: ULA) il possente vettore Delta IV Heavy sulla rampa di lancio 37, ancora al riparo della torre di servizio che verrà rimossa poche ore prima del lancio.

Fonte: Spaceflight Now

01/12/2014 - Il meteo è 'go' al 60% per il debutto di Orion -

Benvenuti alla Settimana del Lancio per il Volo di Prova di Orion! Questa mattina le previsioni meteo danno un 60% di tempo accettabile per giovedì mattina al momento del decollo del veicolo spaziale Orion posto sulla sommità del razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance.
La preoccupazione è dovuta alle nubi basse e sporadiche piogge in movimento dall'Atlantico previste per questa settimana e che potrebbero violare i criteri di lancio previsti per impedire al razzo di volare attraverso le precipitazioni.
I meteorologi hanno detto che le condizioni potrebbero anche alzare dei venti troppo forti per un decollo sicuro. Orion avrà giovedì una finestra di lancio della durata di 2 ore e 39 minuti. I meteorologi stanno osservando anche le condizioni sulla costa Occidentale dove le navi della U.S. Navy sono in attesa di recuperare Orion dal Pacifico al termine del suo volo di quattro ore e mezza. Le condizioni dovrebbero essere accettabili con nessuna precipitazione attesa per giovedì.
Al Complesso di Lancio Spaziale 37, i tecnici e gli ingegneri stanno completando la chiusura del complesso Orion/Delta IV Heavy e finendo il lavoro all'interno del modulo equipaggio di Orion controllando che tutto sia pronto per lo spazio. Non vi sarà nessuno a bordo di Orion ma il veicolo spaziale trasporterà numerosi sensori per misurare le condizioni interne durante lo svolgimento della missione, comprese le temperature e le radiazioni all'interno della capsula quando raggiungerà i 5.800 km sopra la Terra e poi si tufferà nell'atmosfera terrestre prima di aprire i paracadute ed eseguire l'ammaraggio.
Nella foto (Credit: NASA) un dettaglio di Orion, racchiuso nell'ogiva protettiva, sulla sommità del razzo piazzato sulla rampa di lancio 37 al KSC, in Florida.

Fonte: NASA Blog Orion

04/12/2014 - Manca poco al debutto di Orion da Cape Canaveral -

Manca meno di un'ora al lancio del razzo vettore Delta IV Heavy con a bordo il primo veicolo spaziale Orion per la sua missione EFT-1. Il decollo è previsto dalla rampa 37 di Cape Canaveral, in Florida, alle 7:05 a.m. EST (le 13:05 ora italiana).
Al momento è stato completato il rifornimento dei propellenti, non sono segnalati problemi e anche il meteo è buono.
La missione prevede che la capsula, per questo volo di prova senza equipaggio, compia due orbite attorno alla Terra prima di ammarare nell'Oceano Pacifico. In tutto la missione dovrebbe durare quattro ore e mezza.
Potete seguire il lancio in diretta sul sito NASA TV oppure su Spaceflight Now.
Qui invece una tempistica dello svolgimento della missione corredata di immagini.
Nella foto (Credit: NASA TV) il razzo pronto al lancio.

Fonti: Nasaspaceflight - Spaceflight Now

Nella foto (Credit: NASA/JSC) il leggendario Direttore di Volo delle missioni Apollo, Gene Kranz, visita il Centro Controllo Missione di Orion.

04/12/2014 - Il debutto di Orion rinviato di 24 ore per un problema al razzo -

Il debutto di Orion, il nuovo veicolo spaziale per equipaggio della NASA, dovrà attendere altre 24 ore a causa di una serie di rinvii che hanno consumato tutte le due ore e mezzo della finestra di lancio odierna che si era aperta alle 7:05 a.m. EST (le 13:05 ora italiana).
Il veicolo spaziale Orion, la prima capsula della NASA fin dai tempi delle Apollo, avrebbe dovuto essere lanciata dalla rampa 37, presso la Cape Canaveral Air Force Station per mezzo di un razzo vettore Delta IV Heavy della United Launch Alliance (ULA), per una missione della durata di quattro ore e mezzo durante le quali avrebbe testato le funzioni principali della nave spaziale. Purtroppo il conto alla rovescia è stato afflitto da diversi problemi che non sono stati risolti in tempo prima della chiusura della finestra di lancio odierna.
Per primo un battello si era trovato nella zona proibita di fronte alla costa della Florida e questo aveva costretto i controllori di lancio a rinviare il decollo fino a quando la barca non aveva lasciato la zona. Poi erano stati i venti, superando i 38 km/h di limite di sicurezza, che avevano bloccato il decollo per ben due volte a pochi minuti dal via.
Infine quando la finestra di lancio si avvicinava all'ultima ora, una valvola del propellente del massiccio razzo Delta IV Heavy forzava i controllori di volo ad eseguire ulteriori test, costringendoli ad altri rinvii. Infine gli ingegneri non erano in grado di risolvere il problema con diverse valvole 'fill and drain' che non si chiudevano regolarmente, costringendo a tenere Orion a terra per oggi.
La prossima occasione per Orion sarà domani, venerdì 5 dicembre, dalle 7:05 a.m. EST (le 13:05 ora italiana) con il meteo che prevede un 60% di probabilità di condizioni buone per il lancio.
Costruito dalla Lockheed Martin per la NASA, il veicolo spaziale Orion è stato progettato per portare gli astronauti nello spazio profondo in missioni verso la Luna, Marte ed oltre. La NASA spera di poter catturare un asteroide di quelli che incrociano l'orbita terrestre ('Near Earth') e di trainarlo vicino alla Luna in modo da permettere agli astronauti di poterlo studiare da vicino nel 2025. Negli anni 2030, la NASA intende inviare gli astronauti su Marte e Orion è il veicolo giusto per entrambi i progetti.
Ma prima di poter far questo la NASA deve assicurarsi che le tecnologie di base di Orion - principalmente il gigantesco scudo termico e il vitale sistema di paracadute - possano funzionare bene quando gli astronauti ne avranno bisogno. Per questo è stato deciso di eseguire la missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1).
Il volo prevede l'invio di una capsula Orion senza equipaggio in una missione della durata di quattro ore e mezza simulando le condizioni di rientro sulla Terra del veicolo proveniente dalla Luna o Marte. Per far questo era necessario il razzo più potente, al momento, a disposizione degli Stati Uniti, il Delta IV Heavy della ULA. Il razzo sparerà la capsula fino a 5.800 km dalla Terra. Nel momento del rientro atmosferico la velocità di Orion sarà di circa 32.000 km/h forzando lo scudo termico a sostenere la temperatura di quasi 2.200° Celsius.
Dopo due orbite attorno alla Terra, Orion rientrerà nell'atmosfera ed aprirà i suoi paracadute per un ammaraggio nell'Oceano Pacifico a circa 966 km a Sud-Ovest di San Diego, California, dover un team della U.S. Navy, in collaborazione con la NASA, recupererà la capsula Orion di prova e la riporterà sulla terraferma.
Se tutto andrà bene il volo di prova di Orion preparerà la strada una missione ancora più ambiziosa nel 2017 o 2018, quando la capsula, verrà lanciata grazie al nuovo mega-razzo Space Launch System (SLS) della NASA. SLS e Orion voleranno poi con il primo equipaggio nel 2021.
Nella foto (Credit: NASA TV) il razzo Delta IV Heavy con Orion EFT-1 durante una delle interruzioni nel conto alla rovescia di oggi. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/JSC) il leggendario Direttore di Volo delle missioni Apollo, Gene Kranz, visita il Centro Controllo Missione di Orion, presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, Texas, durante il conto alla rovescia di oggi. A destra il Direttore di Volo di Orion, Mike Serafin.

Fonti: Space.com - Spaceflight Now - NASA_Johnson

05/12/2014 - Orion parte regolarmente per la sua prima, storica, missione -

Questa volta niente ha fermato il debutto della prima capsula Orion della NASA. Alle 07:05 a.m. EST (le 13:05 ora italiana), esattamente all'apertura della finestra di lancio, della durata di due ore e mezza, il razzo vettore Delta IV Heavy ha acceso i suoi tre motori RS-68 del primo stadio ed ha lasciato rombando la rampa di lancio 37 della Cape Canaveral Air Force Base, in Florida.
I tre Common Booster Cores (CBS) hanno funzionato assieme per i primi 4 minuti e 3 secondi, quando è avvenuto lo spegnimento dei CBS laterali e il successivo distacco. Il CBS centrale ha proseguito il funzionamento fino a T+5 minuti, 40 secondi. Una volta spento, il CBS centrale si è staccato e, pochi secondi dopo, è stato avviato il motore RL10B-2 del secondo stadio per la prima accensione prevista durante la missione di oggi.
A T+6 minuti, 46 secondi i pannelli aerodinamici e la torre di fuga sono state rilasciate dal veicolo spaziale Orion, lasciandolo esposto, per la prima volta al vuoto dello spazio.
A T+17 minuti,21 secondi è avvenuto lo spegnimento del secondo stadio che ha piazzato Orion su un'orbita di inserimento di 891 x 185 km. La seconda accensione del motore del secondo stadio avverrà alle 9 a.m. ESt (le 15 ora italiana) per spingere Orion fino a 5.800 km di distanza dalla Terra.
Una volta raggiunto il punto più lontano dalla Terra, il veicolo spaziale inizierà la fase di rientro che si concluderà con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico al largo delle coste della California del Sud. Durante la fase di rientro verrà messo alla prova lo scudo termico e poi il sistema di paracadute.
La missione EFT-1 (Exploration Flight Test-1) è il battesimo dello spazio per il nuovo veicolo spaziale con il quale la NASA intende riprendere l'esplorazione umana dello spazio profondo fino agli asteroidi e Marte.
Il conto alla rovescia di oggi si è svolto senza nessuno dei problemi che avevano assillato il tentativo di ieri.
Questo di oggi è stato l'80esimo lancio orbitale del 2014, il 76esimo a concludersi con successo.
Nella foto (Credit: NASA) il momento del decollo del vettore Delta IV H con a bordo Orion.

VIDEO DEL LANCIO DI ORION/EFT-1 CON IL RAZZO VETTORE DELTA IV HEAVY - 05/12/2014 - (Credit: NASA/TV) - dur.min. 4:23 - LINGUA INGLESE

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: NASA TV) la Terra ripresa da una delle telecamere installate nel modulo equipaggio di Orion durante il volo di oggi.

05/12/2014 - Orion/EFT-1: missione compiuta! -

Per la prima volta dal 1981 la NASA ha eseguito un volo di prova di un nuovo veicolo spaziale destinato a portare gli astronauti nello spazio. La Exploration Flight Test-1 (EFT-1), il volo inaugurale del veicolo spaziale Orion della NASA, è stato lanciato con successo nel secondo tentativo grazie ad un razzo Delta IV Heavy da Cape Canaveral ed è ammarato, quattro ore e mezzo dopo, nell'Oceano Pacifico.
La missione ha visto Orion compiere due orbite attorno alla Terra raggiungendo, durante la seconda, l'altezza massima di 5.790 km. Il Modulo Equipaggio di Orion ha dimostrato di poter superare con successo le fasi di lancio così come quelle di rientro ed ammaraggio.
Soltanto tre anni dopo che lo Space Shuttle Atlantis ha toccato terra al termine di STS-135, questo lancio segna un grosso passo avanti della NASA per la ripresa del programma spaziale umano USA.
La missione EFT-1 ha permesso di testare dei sistemi cruciali del veicolo spaziale Orion anni prima di quanto altrimenti non sarebbe accaduto.
Orion è progettato per trasportare quattro astronauti nello spazio e di riportarli sani e salvi sulla Terra. Quando sarà operativo verrà portato in orbita dal nuovo razzo della NASA, lo Space Launch System (SLS), ancora in fase di progettazione.
Per la missione EFT-1 è stato utilizzato un modulo equipaggio quasi completo mentre il modulo di servizio era soltanto rappresentato con un modello ricalcante i pesi e le misure di quello che verrà utilizzato veramente.
Il decollo di EFT-1 è avvenuto dalla rampa 37B di Cape Canaveral, in Florida, la stessa dalla quale fece il suo primo lancio orbitale il razzo Saturno, nel gennaio del 1964, con la versione 1.
Durante gli anni delle missioni Apollo la rampa 37B ha visto i lanci di sei Saturno I e di due Saturno IB.
Dopo l'esecuzione di una prima orbita, il secondo stadio del Delta IV Heavy ha compiuto una seconda accensione del proprio motore che ha portato Orion alla quota massima prima di farlo tornare velocemente verso la Terra. Questa particolare traiettoria è stata disposta per far si che la nave spaziale acquisisse circa l'80% della velocità che avrebbe avuto al ritorno da una missione lunare. In questo modo lo stress sullo scudo termico e sui paracadute sarà molto utile per le valutazioni dei progettisti per le future missioni.
A circa T+3 ore, 5 minuti, Orion ha raggiunto l'apogeo (il punto più lontano dell'orbita a 5.790 km dalla superficie terrestre) dopo aver superato senza problemi alla strumentazione le fasce di Van Allen. Per precauzione sia le telecamere di bordo che altra strumentazione è stata spenta per ridurre le probabilità di avere danni dalle radiazioni che permeano questa zona.
A circa T+3 ore, nove minuti, il secondo stadio del Delta IV ha ri-orientato se stesso ed ha rilasciato il veicolo Orion quattordici minuti dopo.
Il veicolo spaziale ha superato nuovamente la regione interna delle fasce di Van Allen impiegandovi circa 35 minuti. Mentre si trovava all'interno della fascia radioattiva, Orion ha nuovamente condotto un'accensione, della durata di dieci secondi, dei suoi propulsori di manovra per aggiustare la traiettoria di rientro.
Quest'accensione si è tenuta a T+3 ore, 57 minuti di missione. Dopo la separazione da Orion, il secondo stadio del Delta IV ha invece eseguito una terza ed ultima accensione del suo motore RL10B-2, della durata di un minuto, che lo ha diretto verso l'atmosfera prima di Orion. Il DCSS è stato distrutto, come previsto, nel rientro atmosferico.
Nella foto (Credit: NASA TV) il modulo equipaggio di Orion dopo l'ammaraggio. Orion ha iniziato a sentire gli strati superiori dell'atmosfera (la cosiddetta 'entry interface', o EI) a T+4 ore, 13 minuti mentre viaggiava a circa 32.000 km/h. Sei secondi dopo l'EI, Orion ha sperimentato circa due minuti e mezzo di interruzioni delle comunicazioni dovute all'effetto del rientro.
Il veicolo ha sperimentato il punto di maggior stress termico con circa 2.000° Celsius sul suo scudo termico. Dopo la ripresa delle comunicazioni Orion ha proseguito la discesa nell'atmosfera. A questo punto il drone Ikhana, della NASA, che sorvolava la zona prevista di ammaraggio, ha iniziato a trasmettere le immagini della capsula che scendeva veloce nel cielo dell'Oceano Pacifico. Cinque minuti e 44 secondi dopo l'EI, il veicolo spaziale ha sganciato la copertura superiore, che protegge il naso della capsula nella fase di rientro. Due secondi dopo sono stati rilasciati i due paracadute di frenata. I tre paracadute principali si sono aperti regolarmente 69 secondi dopo e l'ammaraggio è avvenuto due minuti e 49 secondi più tardi, a T+4 ore, 23 minuti e 29 secondi di missione.
Orion è ammarato nell'Oceano Pacifico a circa 1.000 km al largo della California alle 11:29 a.m. CST (le 17:29 ora italiana). Due navi della U.S. Navy, la USS Anchorage e la USNS Salvor, hanno inviato sul luogo dell'ammaraggio un elicottero H-60 e dei fuoribordo con il personale necessario al recupero della capsula. Orion è stato poi trainato fino ad una delle navi e fatto entrare nel ponte allagabile. Il veicolo spaziale verrà quindi riportato sulla terraferma per essere analizzato.
Il Direttore di Volo della missione EFT-1, Mike Serafin, dal Centro Controllo Missione di Houston ha chiuso la giornata storica così: "Oggi è stato un gran giorno per l'America. Sebbene questa missione fosse senza equipaggio, eravamo tutti a bordo di Orion."
Nella foto (Credit: NASA TV) Orion, ripreso dal drone IKhana, mentre scende verso l'oceano appeso ai paracadute. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA TV) la Terra ripresa da una delle telecamere installate nel modulo equipaggio di Orion durante il volo di oggi. Nella foto a sinistra (Credit: NASA TV) il modulo equipaggio di Orion dopo l'ammaraggio.

VIDEO DELL'AMMARAGGIO DI ORION/EFT-1 RIPRESO DALLA USS ANCHORAGE - 05/12/2014 - (Credit: NASA/TV) - dur.min. 1:59 - AUDIO AMBIENTE

Fonti: Nasaspaceflight - NASA Orion Blog

Nella foto (Credit: NASA) la capsula Orion posizionata all'interno del ponte allagabile della USS Anchorage dopo l'ammaraggio di venerdì.

09/12/2014 - Orion è tornata sulla terraferma -

La nave da trasporto della U.S. Navy con a bordo la prima capsula Orion della NASA è arrivata lunedì pomeriggio nel porto di San Diego, in California, dove gli uomini incaricati dell'operazione scaricheranno il veicolo spaziale per il suo invio al Kennedy Space Center, in Florida.
La capsula Orion tornerà al KSC entro la fine della prossima settimana, trasportata per mezzo di un camion in un viaggio che durerà circa 10 giorni.
La USS Anchorage ha raggiunto la base navale di San Diego nel tardo lunedì dopo un viaggio di quasi 900 km dal luogo dove è ammarata Orion, nell'Oceano Pacifico al largo di Baja California. La capsula, del diametro di 5 metri, era stata recuperata da un squadra congiunta di esperti sommozzatori della U.S. Navy e della NASA che stazionavano sul vascello.
Il test di volo EFT-1, compiuto venerdì, ha portato la capsula Orion a 5.800 km dalla Terra in quasi quattro ore e mezza dal decollo all'ammaraggio. Funzionari della NASA e della Lockheed Martin, l'azienda costruttrice e responsabile di questo volo di prova, hanno detto che la missione è stata quasi impeccabile.
La NASA sta sviluppando il veicolo spaziale Orion per portare gli astronauti nello spazio profondo per la prima volta dopo la fine del programma lunare Apollo nel 1972. I volo di Orion potranno arrivare a destinazioni come un asteroide, un'avamposto nello spazio profondo o l'orbita lunare prima di lanciarsi eventualmente in missione su Marte.
Il primo volo con astronauti di Orion è fissato per il 2021, dopo un altro test senza equipaggio prevista per il 2018.
Le lezioni imparate nel test di volo di venerdì diranno agli ingegneri se devono eseguire delle modifiche sull'astronave Orion del futuro.
I responsabili di Orion dovranno affrontare una revisione critica del progetto alla fine del 2015 - un passo importante che determinerà se il veicolo spaziale è pronto per iniziare la costruzione in serie.
"Avevamo 1.200 sensori - migliaia di dati - che dobbiamo controllare e sono sicuro che troveremo qualcosa di molto interessante," ha detto Mark Geyer, program manager del programma Orion. E' molto importante per noi quando saremo pronti per la prossima missione."
Prima che la capsula Orion lasci San Diego, i tecnici prevedono di aprire il portello del veicolo ed estrarre i registratori di volo che hanno raccolto i dati delle strumentazione della nave durante la missione di venerdì.
Le squadre al suolo potranno inoltre prendere un campione dello scudo termico di Orion per una veloce analisi del rientro cocente nell'atmosfera. Gli ingegneri si aspettano che l'astronave abbia affrontato temperature fino a 2.200° Celsius mentre colpiva l'atmosfera superiore ad oltre 32.000 km/h.
Mike Hawes, program manager di Orion presso la Lockheed Martin, ha detto che il suo team dovrà sottoporre un completo rapporto dei risultati del volo di venerdì entro 90 giorni.
"Questo perché vogliamo avere i dati della capsula il prima possibile una volta che è in porto in modo da poter iniziare subito a lavorare su queste informazioni," ha detto Hawes.
Una volta che la capsula raggiungerà la Florida, ritornerà nel suo edificio all'interno del Neil Armstrong Operations and Checkout Building, dove i tecnici ed ingegneri avevano assemblato la capsula e preparata per il volo.
Hawes dice che uno dei primi lavori che verranno eseguiti una volta che Orion sarà al KSC sarà la rimozione dello scudo termico che verrà inviato presso altre strutture per ulteriori valutazioni.
Il veicolo spaziale Orion che ha volato venerdì dovrà volare ancora fra qualche anno piazzato sulla sommità di uno stadio di missile Peacekeeper avanzato donato dall'U.S. Air Force. Il volo di prova è previsto per il 2018 e metterà alla prova la capacità della capsula di abbandonare un razzo con dei problemi durante l'intensa fase di pressione aerodinamica al lancio.
Nella foto (Credit: NASA) la USS Anchorage mentre si avvicina ai molo del porto della base navale di San Diego. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) la capsula Orion posizionata all'interno del ponte allagabile della USS Anchorage dopo l'ammaraggio di venerdì.

Fonte: Spaceflight Now

Nella foto (Credit: NASA) il modulo equipaggio di Orion appena spacchettato al Kennedy Space Center.

19/12/2014 - La capsula Orion della NASA è tornata al Kennedy Space Center -

Dopo aver viaggiato per oltre 5.800 km lontano dalla Terra e 965 km via mare, il veicolo spaziale Orion della NASA ha completato l'ultimo tratto del suo viaggio via terra giovedì, tornando al Kennedy Space Center, in Florida.
Il ritorno della capsula ha richiesto un viaggio attraverso tutto il Paese, con 4.350 km dalla Base Navale di San Diego fino al Kennedy, dove è atteso per una profonda analisi dei dati ottenuti durante il viaggio di Orion nello spazio e fornirà agli ingegneri dettagliate informazioni su come la nave spaziale si è comportata durante le due orbite, per un totale di 4 ore e mezza di volo di prova, completate il 5 dicembre scorso.
Una parte dei dati erano stati acquisiti in tempo reale durante il volo di prova e molti altri sono stati rimossi dal veicolo quando è arrivato sulla terraferma, a San Diego, prima del viaggio stradale fino alla Florida.
"Il volo stesso è stato un grande successo, ma è solo l'inizio della storia," ha detto Mark Geyer. "Ora dobbiamo scavare a fondo per scoprire se il nostro progetto si è comportato come pensassimo facesse. Questo è il motivo per il quale abbiamo eseguito il volo. Con il volo del 5 dicembre abbiamo dimostrato che Orion è un veicolo molto capace. Ora dobbiamo provare e migliorare per iniziare a costruire il prossimo Orion."
Una prima ispezione del veicolo non ha rivelato niente di inaspettato. Vi sono indicazioni che alcuni micrometeoriti orbitali abbiano colpito i lati di Orion, come previsto.
Con il veicolo spaziale di nuovo al Kennedy, dove era stato assemblato e preparato al lancio, gli ingegneri saranno in grado di rimuovere le coperture ed eseguire un'ispezione dei cablaggi, delle tubazioni dei fluidi, dei sistemi di propulsione e delle scatole della strumentazione avionica. Campioni dello scudo termico sono già stati rimossi ed inviati ad un laboratorio dove verrà esaminato il loro spessore, resistenza ed il livello di carbonizzazione.
Le informazioni acquisite verranno utilizzate per migliore il progetto di Orion prima del prossimo volo, l'Exploration Mission-1 (EM-1) che vedrà il lancio di un veicolo senza equipaggio per mezzo del nuovo Space Launch System (SLS) della NASA per la prima volta in una grande orbita attorno alla Luna.
Mentre vengono raccolte le informazioni del test di volo le prove proseguono anche sulla Terra. Il 18 dicembre gli ingegneri hanno sganciato una versione di prova della capsula Orion da un aereo da trasporto C-17 in volo a 7.620 metri sopra il poligono militare Yuma Proving Ground dell'U.S. Army, in Arizona. Le ultime serie di test prevedono di certificare il sistema dei paracadute con un guasto ad uno dei tre paracadute principali di Orion. Questo test è stato eseguito per dimostrare i miglioramenti nelle prestazioni dopo una serie di modifiche eseguite sul sistema dei paracadute.
Intanto i pannelli del vascello a tenuta di pressione della struttura interna per il prossimo modulo equipaggio di Orion sono in produzione e verranno saldati assieme entro la fine dell'estate del 2015. Intanto l'Agenzia Spaziale Europea (ESA)sta costruendo il primo modello di prova del modulo di servizio di Orion che dovrà supplire all'Exploration Mission-1. L'assemblaggio del sistema di aborto al lancio (LAS) per questo secondo volo inizierà in aprile.
Il modulo equipaggio che ha eseguito l'EFT-1 verrà ri-sistemato ed utilizzato per l'Ascent Abort-2 previsto per il 2018, un test del sistema di aborto al lancio di Orion.
Per ulteriori informazioni sul Ground Systems Development and Operations Program del Kennedy, visita: http://go.nasa.gov/groundsystems.
Per ulteriori informazioni NASA su Orion, visita: http://www.nasa.gov/orion.
Nella foto (Credit: NASA) l'autoarticolato che trasporta Orion mentre arriva al Kennedy Space Center al termine del suo lungo viaggio. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA) il modulo equipaggio di Orion appena spacchettato al Kennedy Space Center, al termine del viaggio di ritorno.

Fonte: NASA

Nella foto (Credit: NASA/Cory Huston) l'astronave Orion presso la Base Navale di San Diego, prima del suo invio in Florida.

09/01/2015 - La Lockheed Martin comincia a smontare il primo Orion -

La nave spaziale Orion della NASA ha fallito solo due, degli 87 obiettivi del primo volo orbitale eseguito lo scorso mese, ma i dettagli delle prestazioni della capsula richiedono lo smantellamento della copertura esterna del veicolo spaziale. Questa operazione dovrà però essere condotta con cautela in modo da lasciare gran parte del prototipo di Orion intatto per un test futuro.
Gli ingegneri e le squadre di produzione di Orion sono tornate al lavoro questa settimana presso il Kennedy Space Center dopo la chiusura annuale dello spazioporto per le festività. Secondo Jules Schneider, operation manager di Orion per la Lockheed Martin al KSC, gli ingegneri della Lockheed Martin, il costruttore principale di Orion, raccoglieranno i dati registrati durante il test di volo dello scorso 5 dicembre e presenteranno un rapporto finale della missione alla NASA entro il 5 marzo.
I loro compiti iniziali saranno quelli di svuotare il pericoloso mono-propellente idrazina e l'ammoniaca di raffreddamento rimasta nella capsula dopo il volo di prova della durata di quattro ore e mezza.
Dopo il lancio da Cape Canaveral a bordo di un razzo Delta IV Heavy della United Launch Alliance, il veicolo spaziale ha raggiunto un'altitudine massima di 5.800 km ed ha volato per due volte attorno al mondo prima di ammarare nell'Oceano Pacifico al largo delle coste di Baja California.
Il volo di prova era ideato per testare le prestazioni dello scudo termico di Orion, i suoi computer, gli eventi di separazione e altri sistemi.
Una squadra di sommozzatori della U.S. Navy di stanza a bordo della nave da trasporto anfibio USS Anchorage ha recuperato la capsula dal Pacifico e l'ha riportata al porto di San Diego. Qui i tecnici l'hanno imballata in un container per un viaggio di otto giorni su strada verso il Kennedy Space Center, dove è arrivata il 18 dicembre.
I piani dei funzionari prevedono che, nei prossimi mesi, l'astronave Orion sia spostata in diverse strutture del KSC. Ha trascorso l'interruzione festiva all'interno del Launch Abort System Facility presso il KSC e il suo prossimo trasferimento sarà al Payload Hazardous Servicing Facility, dove gli operatori in speciali tute sigillate decontamineranno la capsula dopo averne svuotato le riserve di idrazina ed ammoniaca.
Nelle settimane successive, il team Orion della Lockheed Martin rimuoverà i pannelli di copertura in mattonelle di ceramica nera dallo scafo della capsula, esponendo la struttura in alluminio-litio color verde oliva, i cavi passanti e le tubature sottostanti e le scatole dell'avionica in modo da poterle ispezionare.
Lo scudo termico ablativo nero di 5 metri di diametro verrà anch'esso rimosso per essere meglio analizzato.
Gli ingegneri sono combattuti nello smontare ulteriormente la capsula oltre questo punto. "Vi sono ancora dibattiti in corso fra i responsabili su quanto dobbiamo smontare del veicolo," ha detto Schneider. "Perché il veicolo si è comportato così bene che vi sono persone che stanno ripensando a quanto sia necessario smontarlo - e quanto vorrebbero smontarlo - in modo da poter andare avanti con i test."
Il veicolo spaziale Orion che ha volato il 5 dicembre non dovrebbe eseguire un'altra missione spaziale, ma la NASA e la Lockheed Martin prevedono di utilizzarlo per un test di aborto in ascesa previsto per il 2018. La capsula verrebbe lanciata con un motore a razzo modificato da un missile balistico Peacekeeper prima di iniziare una sequenza di aborto per convalidare l'abilità di Orion di sfuggire ad un fallimento del lancio.
Il solo fallimento tecnico del volo del 5 dicembre è stato negli airbags gonfiabili del veicolo spaziale, che avrebbero dovuto rigirare la capsula in caso fosse ammarata a testa in giù."
Quattro dei cinque airbags si sono pressurizzati ma due hanno perso rapidamente aria, lasciando due sfere arancioni sgonfie.
"Questo è stato l'unico obiettivo dell'intero volo che non abbiamo raggiunto," dice Schneider.
"Tutti siamo incredibilmente compiaciuti delle prestazioni del veicolo,"
dice Schneider. "Penso che abbiamo affrontato la prova del fuoco molto bene."
Schneider dice che lo scheletro metallico del prossimo veicolo spaziale Orion arriverà al KSC, proveniente dalla struttura di saldatura di New Orleans, nel novembre 2015. Qui verrà completato con i computer, un modulo propulsivo ed energetico di costruzione europea ed altri strumenti prima del suo lancio previsto per il 2018.
Come nel volo di prova di Orion del 5 dicembre, la missione del 2018 non porterà astronauti ma decollerà a bordo del nuovo mega-razzo pesante Space Launch System della NASA in un volo attorno alla Luna. Una prima missione di Orion con equipaggio seguirà attorno al 2021.
Mentre gli osservatori spesso si soffermano chiedendosi se il veicolo spaziale Orion e lo SLS saranno pronti per il prossimo volo, i responsabili dicono che anche i preparativi per le strutture di terra del KSC stanno facendo una corsa contro il tempo.
La lunga strada di fronte a noi è come una spada a due lame," dice Phil Weber, senior technical integration manager per il programma Ground Systems Development and Operations del KSC, che supervisiona gli aggiornamenti del poligono per supportare le missioni SLS e Orion.
"Abbiamo la configurazione di base di come l'SLS e Orion apparivano nel 2011, quasi tre anni fa," dice Weber. "Abbiamo altri tre anni prima di EM-1 (Exploration Mission-1 nel 2018)... Siamo a metà proprio ora."
I lavori principali che devono essere completati prima del lancio del 2018 comprendono le modifiche alla piattaforma di lancio mobile originariamente costruita per il razzo Ares 1, ora cancellato. Le squadre della NASA e delle ditte appaltatrici stanno aggiornando le gru all'interno del gigantesco Vehicle Assembly Building (VAB) ed installando nuove piattaforme all'interno della baia alta dove SLS ed Orion saranno accoppiati per il lancio.
"Abbiamo un tremendo lavoro da completare nei prossimi tre anni, quindi anche se vogliamo fare il lancio, non appena sarà possibile, dobbiamo mettere assieme tutti i sistemi di terra, convalidarli, pronti a ricevere l'hardware di volo e poi fare i preparativi per il lancio," ha detto Weber. "Si può guardare in entrambe le direzioni. Vogliamo lanciare presto, ma abbiamo avuto modo di avere il tempo per essere pronti."
"E' spaventoso per me sapere che abbiamo solo tre anni per fare tutto questo lavoro," ha detto Weber.
Nella foto (Credit: NASA/Cory Huston) il veicolo spaziale Orion all'interno della LASF presso il Kennedy Space Center, in Florida.
Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/Cory Huston) l'astronave Orion presso la Base Navale di San Diego, prima del suo invio in Florida.

Fonte: Spaceflight Now

03/09/2015 - Il modulo equipaggio di Orion EFT-1 è arrivato in Colorado -

Il modulo equipaggio di Orion che ha volato fino a 5.000 km nello spazio durante la missione Exploration Flight Test-1 (EFT-1) è arrivato presso la sede centrale della Lockheed Martin Space Systems Company di Littleton, in Colorado.
Una volta qui, gli ingegneri eseguiranno la decontaminazione finale del modulo equipaggio, proseguiranno le analisi post-volo dei componenti prescelti e valuteranno una nuova tecnologia acustica chiamata DFA (Direct Field Acoustic). La valutazione dei test DFA determinerà se questo metodo potrà produrre abbastanza energia per simulare i carichi acustici che Orion sperimenterà durante il lancio e l'ascesa con il razzo Space Launch System (SLS).
I punti salienti del test saranno:
- Altoparlanti ad alta energia appositamente progettati che utilizzano uno speciale algoritmo per controllare quanta energia raggiunge il veicolo.
- Gli altoparlanti saranno configurati in cerchio attorno al veicolo.
- Il totale degli altoparlanti necessari al test riempiranno tre rimorchi di camion.
- I test si dovrebbero concludere agli inizi del 2016.
Se il metodo fornirà un'accurata rappresentazione dei carichi acustici di lancio e ascesa di SLS, verrà utilizzato per valutare e verificare la capacità di Orion di sostenere i carichi durante la prossima missione, Exploration Mission-1 (EM-1).
La Lockheed Martin ha sede centrale a Bethesda, nel Maryland, ed è una compagnia globale di sicurezza e aerospazio che impiega circa 112.000 persone in tutto il mondo. I suoi campi principali sono la ricerca, la progettazione, lo sviluppo, la produzione, l'integrazione e la manutenzione di avanzati sistemi, prodotti e servizi tecnologici. Il fatturato complessivo della Corporazione nel 2014 si è aggirato sui 45,6 miliardi di dollari.
Nella foto (Credit: LM) il modulo equipaggio di EFT-1 arrivato a Littleton, in Colorado.

Fonte: Spaceref

Vai in cima alla pagina

linea gialla

Torna alla pagina dedicata ad Orion MPCV

Torna alla Home Page

Aggiornato il 28/10/2015



Valid XHTML 1.0 Transitional

Valid CSS!