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Missione Orion EM-1

Stemma della missione Orion generica

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Questa pagina è dedicata alla seconda missione della capsula Orion MPCV (Multi-Purpose Crew Vehicle) della NASA definita Exploration Mission-1 (EM-1). Si tratta di una missione che si svolgerà nel 2018 e vedrà il debutto del super-razzo Space Launch System (SLS) della NASA con una capsula Orion. La missione verrà eseguita con un razzo vettore SLS modello base (Block 1) lanciato dalla rampa 39B del Kennedy Space Center, in Florida. La missione prevede l'invio di Orion verso la Luna con l'inserimento su un'Orbita Distante Retrograda. La durata complessiva della missione dovrebbe essere di 22 giorni. Al termine della missione la capsula ammarerà nell'Oceano Pacifico.
Questa missione sarà la copia di quella che affronteranno i primi astronauti NASA con la missione successiva, EM-2, prevista alcuni anni dopo. Qui sotto una illustrazione più specifica (Credit: NASA) della missione EM-1 nelle sue fasi principali.

Riepilogo Missione Complessiva

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Volo: missione Exploration Mission-1 senza equipaggio.
Lancio previsto: Novembre 2018: Kennedy Space Center rampa 39B.
Razzo vettore: SLS Block-1.
Durata prevista della missione: circa 22 giorni.
Numero di orbite previste: n.c.
Altezza Massima prevista: 70.000 km oltre la Luna.
Atterraggio previsto: Oceano Pacifico.
Obiettivi della missione: testare il nuovo razzo SLS e il comportamento complessivo della capsula Orion in una missione nello spazio profondo. Testare lo scudo termico per un rientro con velocità interplanetarie (11 km/s).

VIDEOCLIP IN GRAFICA DIGITALE DELLA MISSIONE EM-1 - 09/12/2015 - (Credit: NASA/JOHNSON) - dur.min. 3:08 - MUSICA


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Cronologia pre-volo

(i piu' recenti in fondo alla pagina)
Nella foto (Credit: NASA/MAF) i vari pezzi che comporranno il Modulo Equipaggio di Orion EM-1.

16/04/2015 - Comincia a prendere forma Orion per la missione EM-1 -

La storica 'prima saldatura' del veicolo spaziale Orion destinato alla missione EM-1 (Exporation Mission-1) è previsto per il 1° maggio presso il Michoud Assembly Facility (MAF) di New Orleans.
Costruito sull'esperienza maturata sull'Orion che ha volato per la missione Exploration Flight Test-1 (EFT-1) nel 2014, questo nuovo veicolo spaziale sarà costruito per un volo di prova decisivo durante la missione inaugurale del super-razzo Space Launch System (SLS) della NASA, previsto ora nel novembre 2018.
Questo importante evento per EM-1 Orion ripercorre la strada già fatta per il veicolo di EFT-1. Però il veicolo Orion destinato alla missione EM-1 disporrà di una serie di migliorie basate sull'esperienza acquisita con il volo di prova del 2014.
La 'prima saldatura' dell'Orion per EFT-1 fu un grande segnale per la transizione della NASA verso il ritorno dell'esplorazione umana oltre l'orbita terrestre. La NASA citò quel passo iniziale del 2011 come l'avvio della costruzione del primo veicolo spaziale per il volo umano fin dalla nascita della navetta Endeavour.
Come già per EFT-1, anche l'Orion destinato a EM-1 verrà saldato assieme utilizzando la nuova tecnologia chiamata 'frictin stir welding', ovvero una saldatura per attrito, un processo sviluppato appositamente per la costruzione di Orion come parte della transizione del MAF dalla costruzione dei Serbatoi Esterni per lo Shuttle ai componenti di Orion e SLS.
La saldatura per attrito crea un legame senza soluzione di continuità con una perfetta tenuta che si è dimostrata più forte e più alta in qualità di quella che può essere realizzata con la saldatura tradizionale.
Il successo del volo di EFT-1 nello spazio ha fornito agli ingegneri la prova del concetto dell'integrità strutturale della capsula e i controllo eseguiti dopo il volo hanno mostrato un veicolo in perfetta forma. Secondo informazioni trapelate le ispezioni finali della capsula rientrata da EFT-1 sono quasi terminate. Fra queste ispezioni post-volo vi è anche la rimozione dello scudo termico che è stata inviata al Marshall Space Flight Center (MSFC) per ulteriori valutazioni.
I rapporti preliminari segnalano che l'intero Thermal Protection System (TPS) ha superato le aspettative e questo permetterà di realizzare uno scudo termico per EM-1 più leggero.
L'Orion per EM-1 dovrà completare una missione senza equipaggio fino a 70.000 km oltre la Luna e della durata di diversi giorni. I lavori per l'assemblaggio di questo nuovo veicolo spaziale sono iniziati in vari luoghi degli USA. Tutti i pezzi principali che faranno parte dello scafo di Orion EM-1 sono pronti o sono nelle fasi finali di produzione. Anche i progetti per i computer e le unità dati della capsula sono in fase di revisione e, una volta superati questi controlli, potranno entrare in produzione.
Una volta terminato il Modulo Equipaggio (CM) verrà unito al Modulo di Servizio (SM) che verrà realizzato dall'Agenzia Spaziale Europea sull'esperienza tecnologica maturata con il proprio veicolo cargo Automated Transfer Veichle (ATV).
Dopo l'inizio della costruzione a Michoud, il prossimo grande passo sarà l'invio della capsula al Kennedy Space Center, dove verrà completata, così come già successo per l'Orion di EFT-1. Questo lavoro verrà eseguito nella 'sede' di Orion in Florida, l'edificio O&C (Operations e Checkout) appositamente modificato per servire da struttura di processamento multipla.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) Orion composto dal Modulo Equipaggio e dal Modulo di Servizio. Nella foto in alto a sinistra (Credit: NASA/MAF) i vari pezzi che comporranno il Modulo Equipaggio di Orion EM-1.

Fonte: Nasaspaceflight

Nella foto (Credit: Lockheed Martin) il tunnel del veicolo spaziale Orion precursore.

11/05/2015 - Iniziate le saldature per il precursore di Orion -

Il 7 maggio gli ingegneri della NASA presso il Michoud Assembly Facility di New Orleans, hanno iniziato a saldare assieme i primi pezzi della struttura del modulo equipaggio del precursore di Orion.
Questo precursore è una versione in scala reale dell'attuale veicolo spaziale Orion. Questo modello verrà utilizzato per dimostrare le procedure di costruzione e assemblaggio che poi verranno utilizzate per produrre il veicolo destinato al volo.
Utilizzare un precursore permette agli ingegneri di essere sicuri che tutte le procedure funzionino correttamente e che il processo possa essere migliorato prima di iniziare a produrre il modello destinato al volo. Questo precursore aiuterà la NASA a preparare Orion per la sua prossima missione nello spazio profondo assieme al razzo Space Launch System (SLS) della NASA. Gli elementi che faranno parte del modello che volerà nella missione EM-1 (Exploration Mission-1) inizieranno ad essere assemblati assieme quest'estate.
La struttura principale del modulo equipaggio di Orion è composta da sette parti realizzate in alluminio che devono poi essere saldate assieme in un ordine ben preciso. I primi pezzi del precursore che verranno saldati assieme sono il tunnel e la copertura superiore, che si trovano sulla sommità del modulo equipaggio. Il tunnel, una volta connesso con il boccaporto di attracco, permette i rendezvous e l'aggancio con altri veicoli spaziali, e fornisce il passaggio per gli astronauti fra il modulo equipaggio e gli altri veicoli spaziali.
"Iniziare a mettere assieme la struttura principale del modulo equipaggio di Orion è una grande soddisfazione per noi perché ci permette di controllare che tutto sia in ordine prima di iniziare a saldare il modello destinato al volo," ha detto Scott Wilson, manager di produzione e operazioni per il Programma Orion. "Alcuni aggiornamenti nella struttura del modulo equipaggio sono stati compiuti fin dal primo volo di Orion, alcuni mesi fa, e quindi mettere alla prova i nostri attrezzi e modificare il progetto è una vera chiave di svolta."
Per ridurre la massa e migliorare i tempi di produzione, gli ingegneri hanno lavorato per diminuire il numero totale di saldature necessarie per unire la struttura del modulo equipaggio. La struttura del primo modulo equipaggio, che era stata costruita ed utilizzata per prove e valutazioni, richiese 33 saldature. Attraverso la collaborazione delle squadre di progettazione e di costruzione di Orion, il numero di saldature richiesto per la struttura Orion che ha voltato nel volo di prova del 2014 è stata ridotta a 19. Ulteriori innovazioni e collaborazione hanno ridotto ulteriormente il numero di saldature per il veicolo spaziale di EM-1 a solo 15.
Nella foto (Credit: Lockheed Martin) le parti in questione sul modulo equipaggio utilizzato per EFT-1. La produzione del modulo equipaggio a Michoud, che viene eseguita dall'appaltatore principale della NASA, la Lockheed Martin, andrà oltre alla saldatura della struttura.
"Noi verniceremo il modulo equipaggio in modo da proteggerlo dalla corrosione, installeremo della strumentazione che fornirà informazioni durante le fasi di saldatura e il nostro team eseguirà l'assemblaggio meccanico della struttura vitale, le pareti di ECLSS (Environmental Control and Life Support System) così come altri componenti di Orion," ha detto Mark McCloskey, a capo della produzione del modulo equipaggio presso la Lockheed Martin a Michoud. Una delle ragioni più importanti per la quale produciamo questo precursore è quella di incorporare nella produzione le lezioni imparate andando avanti."
I pezzi del modulo equipaggio Orion sono uniti assieme utilizzando un metodo chiamato saldatura per attrito. Questo tipo di saldatura produce legami incredibilmente forti trasformando il metallo da solido a una consistenza 'come la plastica', e poi, utilizzando uno strumento rotante forgia dei legami fra i due componenti di metallo e si ottengono delle saldature uniformi, un requisito vitale per la prossima generazione di attrezzature spaziali.
L'Orion che ha volato nel dicembre 2014 è stato il primo veicolo spaziale realizzato con la saldatura per frizione che abbia mai compiuto un volo nello spazio. Questa tecnica viene utilizzata, sempre a Michoud, per saldare i massicci serbatoi dello stadio principale di SLS che sarà alto oltre 60 metri.
Il precursore dovrebbe essere ultimato entro l'estate e poi verrà completato per dimostrazioni ingegneristiche. Pezzi della struttura del veicolo per EM-1 sono già arrivate presso Michoud, e le loro saldature inizieranno entro fine luglio. Dopo che sarà stata completata la saldatura del modello che volerà nello spazio, questo verrà inviato presso il Kennedy Space Center, in Florida, per l'assemblaggio finale e i preparativi prima del lancio.
Nella foto (Credit: Lockheed Martin) il pezzo di scafo superiore del modulo equipaggio Orion precursore. Nella foto in alto a sinistra (Credit: Lockheed Martin) il tunnel del veicolo spaziale Orion precursore. Nella foto a destra (Credit: Lockheed Martin) le parti in questione indicate sul modulo equipaggio utilizzato per EFT-1.

Fonti: NASA - Space Daily

Nella foto (NASA/ESA), il modello strutturale di ESM durante i test in Italia.

03/08/2015 - Per la NASA il debutto di SLS/Orion è dovuto ai ritardi del Modulo di Servizio Europeo -

Durante un'audizione della Commissione di Controllo del sottocomitato dell'esplorazione spaziale umana della NASA, Bill Hill, vice amministratore associato per lo sviluppo dei sistemi di esplorazione, ha dichiarato che il primo volo del nuovo Space Launch System (SLS) si potrebbe tenere fra luglio e settembre del 2018.
Mancano poco meno di tre anni," ha detto alla commissione. La missione, conosciuta come EM-1 (Exploration Mission-1) vedrà l'invio di un veicolo spaziale Orion senza equipaggio in orbita lunare per una missione della durata di circa 20 giorni con il rientro sulla Terra ed ammaraggio con l'aiuto dei paracadute volta a testare tutti i sistemi vitali prima del debutto in volo abitato previsto per il 2021.
La NASA sta lavorando al razzo e alla capsula per l'esplorazione dello spazio profondo con un budget annuo di circa 3 miliardi di dollari. Bill Gerstenmaier, capo della direzione del volo spaziale umano della NASA, ha detto ai membri della commissione che il Modulo di Servizio Europeo (ESM) della capsula Orion, sviluppato dalla Airbus Defence and Space, sarà probabilmente l'ultimo pezzo ad essere completato per il cruciale debutto del sistema.
I funzionari di NASA e ESA, assieme agli appaltatori di Orion, la Lockheed Martin e l'Airbus, hanno discusso sulla spedizione del modulo di servizio di Orion al Kennedy Space Center (KSC) in Florida, anche prima che sia stato ultimato. In questo caso gli ingegneri europei volerebbero al KSC per completare la costruzione del modulo di servizio prima che venga integrato con la capsula equipaggio Orion. L'operazione si svolgerà all'interno dell'Armstrong Operations and Checkout Building della Lockheed Martin che si trova al KSC, in Florida.
Gli ingegneri hanno previsto di introdurre delle modifiche al modulo equipaggio di Orion dopo il successo del volo orbitale eseguito nel dicembre 2014. Questi aggiornamenti comprenderanno il cambio dello scudo termico da un solo pezzo monolitico costituito di Avcoat ablativo a blocchi dello stesso materiale, una modifica che migliorerà la produzione del sistema termico di protezione.
Il Modulo di Servizio di Orion, che non ha volato nel test EFT-1, comprenderà serbatoi di propellente, batterie, scafo pressurizzato, quattro ali di pannelli solari e un motore ipergolico per le accensioni principali da compiere durante la missione. La NASA ha fornito all'ESA un motore proveniente dall'Orbital Maneuvering System dello Space Shuttle per spingere Orion, e l'invio del motore in Europa è previsto per gli inizi del 2016, secondo la tabella di marcia presentata da Hill.
L'ESA è incaricata di realizzare la struttura del modulo di servizio, i sistemi elettrici e i serbatoi di propellente. E' la prima volta che la NASA si affida a un partner internazionale per un componente cruciale del programma di volo spaziale umano.
Senza la parte di ESA, i responsabili della NASA hanno detto che il primo volo di SLS/Orion - EM-1 - sarebbe stato rinviato ancora a causa delle ristrettezze di bilancio degli Stati Uniti. Prima di accordarsi con ESA, la NASA non aveva fondi per completare lo sviluppo del modulo di servizio in tempo per un volo nel 2017, l'originale data di lancio di EM-1.
Lo sviluppo del modulo di servizio di Orion da parte di ESA copre il contributo europeo ai costi annuali di esercizio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dal 2017 al . L'ESA ha interrotto i suoi voli cargo con l'Automated Transfer Vehicle (ATV) nel 2014.
Il modulo di servizio di Orion volerà con tecnologie ereditate proprio dalle missioni di rifornimento di ATV alla ISS.
Gerstenmaier ha detto che il programma per il modulo di servizio di Orion è sempre stato stretto. La NASA non ha avuto l'accordo con l'ESA per produrre gli elementi di propulsione ed energia fino all'inizio del 2013, dopo che gli Stati Membri europei si sono impegnati formalmente nel programma.
Nell'immagine (NASA/ESA), le varie parti che compongono il veicolo spaziale Orion. Gli altri componenti del volo di prova EM-1 sono stati progettati con anni di anticipo. Come nel caso del modulo equipaggio di Orion, dove gli astronauti vivranno una missione abitata prevista per il 2021, il contratto venne firmato fra NASA e Lockheed Martin nel 2006 per il programma lunare, poi cancellato, Constellation.
Anche la costruzione dello stadio principale di SLS, con la gigantesca riserva di ossigeno e idrogeno liquidi che alimenterà i quattro motori a razzo RS-25, guida il programma per il volo del 2018.
Lo stadio centrale, costruito dalla Boeing, avrà un diametro di oltre 8 metri per un'altezza di 60 metri. Delle speciali apparecchiature sono state installate presso il Michoud Assembly Facility (MAF) della NASA a New Orleans per assemblare i serbatoi del razzo e la struttura cilindrica principale.
I tempi sono troppi ristretti per costruire un modello di prova completo, così lo stadio principale che dovrà volare con EM-1 verrà inviato al vicino Stennis Space Center in Mississippi nella metà del 2017 per un test completo di accensione dei quattro motori RS-25. Se le verifiche al suolo andranno bene il razzo verrà spedito alla base di lancio del Kennedy Space Center nei primi mesi del 2018.
"Credo che l'integrazione e i test dello stadio principale a Stennis siano una delle sfide più grandi," ha detto Hill al sottocomitato consultivo della NASA. "Penso che il modulo equipaggio di Orion ce la farà, solo perché abbiamo eseguito EFT-1. Sarà probabilmente il Modulo di Servizio Europeo l'elemento più stimolante per il lancio."
Secondo Greg Williams, vice amministratore associato per la politica e i piani, la revisione di conferma del programma Orion, un passo decisivo in ogni progetto NASA, è quasi completato. L'esito del riesame di conferma porterà chiarezza sul costo totale del programma Orion e sul calendario.
Williams ha detto al Consiglio Consultivo della NASA che la guida dell'agenzia ha dichiarato il programma Orion tecnicamente pronto a proseguire verso la prossima fase di sviluppo. La previsione formale e gli impegni di costo sono ancora in fase di elaborazione.
Sempre secondo Hill, i tecnici di Michoud prevedono di iniziare a saldare i pezzi dello scafo pressurizzato per il prossimo modulo equipaggio Orion a settembre. Le saldature finali saranno completate entro dicembre, e la Lockheed Martin trasporterà il veicolo al KSC a gennaio per testare la tenuta e installare i computer, i serbatoi di propellente, i propulsori, lo scudo termico e altri sistemi.
La Thales Alenia Space, un sub-appaltatore di Airbus per il modulo di servizio di Orion, sta testando in Italia un modello strutturale dell'elemento. Il modello di prova verrà poi inviato a ottobre alla Plum Brook Station della NASA, in Ohio per i test di vibrazione.
Una volta che il modulo equipaggio e il modulo di servizio di Orion saranno completati, la NASA invierà le unità a Plum Brook nel 2017 per una serie di test combinati all'interno della gigantesca camera termica a vuoto che simula le condizioni dello spazio. Una volta terminati i test i veicoli ritorneranno al KSC per i preparativi finali al volo.
La ULA sta iniziando la produzione della prima unità per lo stadio superiore di SLS, che sarà spinto da un motore Aerojet Rocketdyne RL10. Il razzo è uno stadio superiore provvisorio del lanciatore pesante, ed è basato sul secondo stadio del vettore Delta 4, di 5 metri di diametro.
I preparativi per i due booster a propellente solido di SLS sono anch'essi partiti in anticipo presso la struttura della Orbital ATK, nello Utah. Un'accensione di qualifica finale di un booster è prevista per l'aprile 2016.
Sempre secondo Hill anche i lavori di SLS sul terreno del KSC proseguono.
Le modifiche strutturali della piattaforma mobile di lancio di SLS, originariamente costruita per lo sfortunato razzo Ares-1, sono terminate a luglio grazie a un contratto del valore di 20 milioni di dollari con una compagnia di costruzioni della Florida.
Un nuovo contratto dovrebbe essere firmato entro alcune settimane per l'aggiunta dei bracci di supporto alla piattaforma mobile di lancio, che si trova attualmente all'esterno del Vehicle Assembly Building (VAB) del KSC. L'aggiunta di nuove piattaforme di lavoro all'interno della gigantesca High Bay 3 del VAB sono completate al 30%.
Undici progetti di costruzione sono in corso alla rampa 39B, da dove le missioni SLS prenderanno il via. I lavori comprendono la ristrutturazione della trincea di fiamma e sistema d'insonorizzazione idrico.
Hill ha concluso dicendo che i sistemi a terra del KSC saranno pronti entro la fine del 2017.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) Orion in volo oltre la Luna. Nella foto in alto a sinistra (NASA/ESA), il modello strutturale di ESM durante i test in Italia.Nell'immagine in alto a destra (NASA/ESA), le varie parti che compongono il veicolo spaziale Orion.

Fonte: Spaceflight Now

25/09/2015 - L'Airbus Defence and Space ha costruito i primi pezzi del modulo di servizio di Orion -

L'Airbus Defence and Space, fornitore principale per l'European Service Module (ESM) del veicolo spaziale Orion della NASA, ha completato quattro grandi serbatoi in titanio per il modulo che verranno consegnati per i test iniziali.
I serbatoi rappresentano i primi pezzi forniti per il veicolo spaziale Orion. Ogni serbatoio è lungo 2,67 metri con un diametro di 1,15 metri. Ogni serbatoio pesa approssimativamente 100 kg a vuoto e ha un volume di 2.100 litri che gli conferisce una capacità totale di carico di quasi nove tonnellate di propellente (monometilhidrazina - MMH - e ossidi misti di azoto -MON -). Gran parte della massa totale di ESM di appena 13 tonnellate sarà data dal propellente.
Per prima cosa i serbatoi saranno trasferiti in Italia, dove il modello strutturale di prova del modulo verrà assemblato prima di essere spedito negli Stati Uniti. L'obiettivo primario di questi test iniziali sarà di verificare se i componenti strutturali possono sopportare gli enormi carichi, specialmente durante il decollo. Il prossimo passo sarà quello di costruire il modello ingegneristico che verrà assemblato e testato presso l'Airbus DS di Brema. Questo modello verrà utilizzato per testare il funzionamento interno dei serbatoi, che devono assicurare un flusso continuo di propellente, senza la formazione di bolle, nei motori a gravità zero. I serbatoi per il modello volante di ESM - che verrà utilizzato per la prima volta con il lancio di Exploration Mission-1 (EM-1) nel 2018 - saranno costruiti, sempre dall'Airbus DS di Brema a metà del 2016.
L'ESM fornisce la propulsione, l'energia e il controllo termico del veicolo spaziale Orion e inoltre erogherà ai membri dell'equipaggio l'acqua e l'ossigeno di cui avrà bisogno durante le missioni verso la Luna, gli asteroidi e, in seguito, anche verso Marte.
Nella foto (Credit: Airbus Defence and Space) uno dei quattro serbatoi di propellente del modulo di servizio di Orion.

Fonti: Spacedaily - Airbus Defence and Space

19/10/2015 - Completati oltre 50 parti dei serbatoi di SLS -

I tecnici presso il Michoud Assembly Facility della NASA a New Orleans, hanno completato oltre 50 parti dei serbatoi di ossigeno e idrogeno liquidi destinati al razzo Space Launch System (SLS) per il modello di volo e quello di qualifica e ora sono pronti per passare alla saldatura.
L'SLS sarà il più potente veicolo di lancio mai costruito per le missioni nello spazio profondo, compreso un asteroide piazzato in orbita lunare e, infine, Marte.
Lo stadio principale, alto 60 metri, conterrà i propellenti criogenici idrogeno e ossigeno liquidi che alimenteranno i quattro motori RS-25 del veicolo. Le parti di qualificazione saranno utilizzate per realizzare una versione di prova dei serbatoi. Una volta completata, la versione di prova del serbatoio verrà spedita, a bordo della chiatta Pegasus della NASA, al Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alambama, per prove di carico strutturale presso il nuovo banco di prova attualmente in costruzione.
Le parti per il modello di volo verranno utilizzate nel volo di debutto di SLS, chiamato Exploration Mission-1 (EM-1).
Guarda un video dei progressi fatti a Michoud.
Nella foto (Credit: NASA) le varie parti che faranno parte dei serbatoi di propellente di SLS all'interno dell'enorme struttura di Michoud.

Fonte: NASA

17/11/2015 - Prende forma il secondo Orion, più leggero, destinato allo spazio -

Come ridurre il peso della struttura di una nave spaziale utilizzando gli stessi materiali di una versione più pesante mantenendo però gli stessi tempi di costruzione?
Questo mese gli ingegneri che hanno aiutato a rispondere a questa domanda stanno vedendo ripagato il loro duro lavoro. I tecnici hanno saldato assieme i tre pannelli semiconici che fanno parte della sezione del modulo equipaggio di Orion destinato a volare oltre la Luna durante l'Exploration Mission-1 (EM-1).
La parte pressurizzata del vascello Orion è composta da sette grandi parti di alluminio, tre dei quali sono i pannelli semiconici. La parte pressurizzata mantiene l'atmosfera per gli astronauti e li protegge dal vuoto dello spazio, formando il compartimento equipaggio. I tre pannelli assieme formano la sezione tronco-conica della capsula dove sono localizzati gli oblò e il portello. La saldatura di questi tre pannelli è stata una grossa sfida per le difficoltà tecniche incontrate nel tentativo di ridurre il peso totale del modulo equipaggio di Orion.
"Vedendolo da fuori il modulo equipaggio di Orion per EM-1 sembrerà uguale a quello utilizzato nell'Exploration Flight Test-1 (EFT-1)," dice Charlie Lundquist, responsabile dei moduli di servizio ed equipaggio di Orion. "Ma la nave spaziale che stiamo costruendo per la nostra prossima missione incorpora un sacco di trovate ingegneristiche e miglioramenti del processo produttivo. Questi miglioramenti hanno contribuito a ridurre il peso complessivo dell'intero veicolo."
La prima versione della struttura di Orion costruita era pesante e la sezione tronco-conica era formata da sei pannelli e sei longheroni che richiedevano 12 saldature e questo prendeva parecchio tempo. Inoltre le saldature aggiungono peso considerevole per assicurare che siano abbastanza resistenti.
Quando gli ingegneri hanno rifinito il progetto di Orion, prendendo spunto dalla costruzione dal primo modello di prova e della capsula di EFT-1, hanno eseguito ulteriori analisi e trovato i modi per ridurre il numero dei pannelli e delle saldature portando alla necessaria riduzione del peso per EM-1.
Ovviamente ridurre il numero dei pannelli, mantenendo la forza per resistere agli stress della missione, ha richiesto un grande sforzo inventivo per il team degli ingegneri di Orion. Dopo aver standardizzato i passi tecnici per rendere i pezzi conformi alle specifiche richieste li hanno inviati ognuno ad una compagnia diversa esperta nel settore per la loro produzione. Questo ha accelerato i tempi. Poi sono stati individuati con cura i processi di saldatura dei nuovi pezzi per non perdere la resistenza.
Questo lavoro permetterà una riduzione di peso dei futuri moduli equipaggio di Orion fino a 1.800 kg più leggero di quello utilizzato in EFT-1.
I tecnici, nei prossimi giorni, eseguiranno le ultime due saldature della struttura principale e poi invieranno il modulo al Kennedy Space Center, in Florida, dove verrà completato e preparato per il suo lancio con il razzo Space Launch System (SLS) della NASA.
Nella foto (Credit: NASA) i tecnici della Lockheed Martin nella fase di saldatura dei pannelli che formano il modulo pressurizzato di Orion.

Fonte: NASA

19/11/2015 - Cambia l'aspetto del prossimo Orion: sarà argenteo -

La NASA si sta preparando per la prossima missione di una capsula Orion, la Exploration Mission-1 (EM-1) prevista per il 2018 e lo scudo termico della capsula dovrà incorporare diverse modifiche per superare stress maggiori di quelli della prima missione.
Gli ingegneri hanno sviluppato delle importanti modifiche sia allo scudo termico principale inferiore che a quello che ricoprirà la superficie della capsula, definita 'back shell'. La temperatura in fase di rientro nell'atmosfera e la velocità saranno molto maggiori di quelle incontrate durante l'Exploration Flight Test-1 (EFT-1) del dicembre 2014.
"Il sistema di protezione termico di Orion è essenziale per il successo delle future missioni," dice John Koval, capo del sistema di protezione termico di Orion per la NASA. "Mentre andiamo avanti nella realizzazione del sistema per EM-1, siamo in grado di avvantaggiarci di quello che abbiamo imparato nella costruzione e nel volo del primo Orion."
Per queste missioni future di Orion è stato sviluppato un rivestimento del sistema di controllo termico metallico di colore argenteo che sarà applicato sopra le mattonelle nere del sistema di protezione dello scafo. La copertura, simile a quella utilizzata per lo scudo termico principale, ridurrà la perdita di calore durante le fasi nelle quali Orion si troverà orientato verso lo spazio e pertanto subirà temperature più fredde, così come limiterà le alte temperature del modulo equipaggio quando il veicolo spaziale è orientato verso il Sole. Il rivestimento aiuterà a mantenere la temperatura dello scafo di Orion fra i -100°C e i 278°C prima della fase di rientro e inoltre proteggerà le superfici esterne dalle cariche elettriche nello spazio e durante il rientro.
Gli ingegneri hanno inoltre rifinito il progetto in modo da poter migliorare il processo produttivo e ridurre la massa del veicolo spaziale per le prossime missioni esplorative. Invece di un blocco monolitico esterno, lo scudo termico sarà composto da circa 180 blocchi che possono essere realizzati simultaneamente agli altri componenti dello scudo termico per snellire gli elaborati processi di produzione.
Inoltre gli ingegneri hanno trovato dei modi per ridurre la massa della struttura che sostiene lo scudo termico, composta da uno scheletro di titanio e uno strato protettivo in fibra di carbonio. Le squadre hanno ottimizzato lo spessore dello scheletro e del rivestimento basandosi sulla pressione che le differenti aree subiscono durante il volo e il rientro, aggiungendo maggiore resistenza all'intera struttura ma permettendo alla stessa di essere più leggera.
La Lockheed Martin, prima appaltatrice di NASA per Orion, ha recentemente completato la produzione di uno scudo termico che gli ingegneri utilizzeranno per verificare i miglioramenti dei processi produttivi prima che questi vengano utilizzati per quello destinato al volo. Le squadre hanno già iniziato la costruzione dello scudo termico di Orion per la missione EM-1.
La EM-1 vedrà Orion volare, per la prima volta, con il razzo Space Launch System (SLS) sviluppato dalla NASA, in una missione di oltre due settimane che porterà la capsula senza equipaggio su un'orbita oltre la Luna. In questo modo verranno testati molti sistemi che poi saranno necessari nelle future missioni abitate nello spazio profondo.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il nuovo rivestimento termico esterno di Orion che lo fa assomigliare alle capsule del glorioso programma Apollo.

Fonte: NASA

17/01/2016 - Gli ingegneri della NASA completano lo scafo pressurizzato di Orion -

Il veicolo spaziale Orion della NASA è ancora un passo più vicino al lancio della prima missione nello spazio profondo a bordo del razzo Space Launch System (SLS) dell'agenzia. Il 13 gennaio i tecnici presso l'impianto Michoud Assembly Facility di New Orleans hanno completato la saldatura della struttura principale del veicolo spaziale Orion destinato allo spazio profondo, compiendo un altro importante passo sul percorso che porta verso Marte.
"Abbiamo iniziato l'anno con un passo cruciale nel nostro processo di preparazione in vista di Exploration Mission-1 (EM-1), quando Orion e SLS assieme viaggeranno più lontano di ogni altro veicolo spaziale costruito per ospitare gli esseri umani finora," ha detto Mike Serafin, manager di Exploration Mission-1 presso la sede generale della NASA a Washington. "Questo ci porta più vicini al nostro obiettivo di testare i sistemi di esplorazione dello spazio profondo sul campo di prova in orbita cis-lunare prima di iniziare a inviare gli astronauti a giorni, o settimane, dalla Terra."
La saldatura dei sette grandi pezzi di alluminio di Orion, iniziati nel settembre 2015, hanno coinvolto un processo molto meticoloso. Gli ingegneri hanno preparato e fornito ogni elemento con estensimetri e cavi per monitorare il metallo durante il processo. I pezzi sono stati uniti assieme utilizzando un processo allo stato dell'arte chiamato 'saldatura per frizione', che produce un'incredibile forte legame che trasforma i metalli da solidi in uno stato semi-plastico, e poi utilizza una punta rotante per ammorbidire, stirare e forgiare il legame fra i due componenti di metalli che formano una saldatura unica, un requisito vitale per la prossima generazione di attrezzature spaziali.
"Il team di Michoud ha lavorato molto duramente per produrre una struttura di Orion leggera, ma anche incredibilmente resistente e pronta pe la sua missione a migliaia di km oltre la Luna," ha detto Mark Kirasich, responsabile del programma Orion. "Il lavoro che ci ha portato a questo punto era essenziale. Lo scafo pressurizzato di Orion è il fondamento di tutti i sistemi e sotto-sistemi del veicolo spaziale sul quale vengono integrati."
Lo scafo pressurizzato fornisce l'ambiente sigillato per gli astronauti e il supporto vitale per i futuri moduli adibiti per l'equipaggio. Dopo i controlli finali i tecnici prepareranno lo scafo pressurizzato per l'invio presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida, per mezzo di un aereo Super Guppy. Al Kennedy, lo scafo verrà sottoposto a diversi test per assicurare che la struttura sia in regola prima di iniziare l'integrazione degli altri elementi del veicolo spaziale.
La missione senza equipaggio Exploration Mission-1 aprirà la strada alle future missioni con gli astronauti. Durante questo volo, nel quale SLS e Orion saranno lanciati dal modernizzato spazioporto della NASA al Kennedy, il veicolo spaziale si avventurerà su una distante orbita retrograda attorno alla Luna. Questa prima missione di esplorazione permetterà alla NASA di utilizzare la vicinanza della Luna come banco di prova per testare tecnologie lontano dalla Terra e dimostrare che può essere raggiunta un'orbita stabile vicino alla Luna per supportare l'invio di esseri umani nello spazio profondo.
Nella foto (Credit: NASA) lo scafo pressurizzato di Orion per EM-1 completato al MAF.

Fonte: NASA

01/02/2016 - Il Modulo Equipaggio di Orion per EM-1 è arrivato al Kennedy Space Center -

Il modulo pressurizzato per l'equipaggio della capsula Orion della NASA destinata alla Exploration Mission-1 (EM-1) è arrivato oggi alla Shuttle Landing Facility, gestita dalla Space Florida, presso il Kennedy Space Center della NASA, in Florida. L'arrivo del modulo segna un passo importante verso il percorso dell'agenzia verso Marte.
Il modulo equipaggio è arrivato a bordo del velivolo Super Guppy dell'agenzia proveniente dal Michoud Assembly Facility (MAF) della NASA a New Orleans. Il lavoro di saldatura dello scafo pressurizzato, che fa parte della struttura principale del modulo equipaggio, si era svolto presso Michoud.
Il modulo equipaggio è stato scaricato dal Super Guppy e preparato per il trasporto verso il Neil Armstrong Operation and Checkout Building, per la sua preparazione. Nella struttura, chiamata 'High Bay', la NASA e il costruttore di Orion, la Lockheed Martin allestiranno il modulo con i sistemi e i sotto-sistemi necessari al volo, compreso lo scudo termico che fa parte del sistema di protezione termica.
Il razzo Space Launch System (SLS) della NASA sarà il razzo più grande mai costruito. Esso potrà trasportare il veicolo spaziale Orion nella missione EM-1, un volo di prova previsto per il 2018. Durante EM-1, Orion viaggerà migliaia di km oltre la Luna nel corso di una missione della durata di tre settimane.
Nella foto (Credit: NASA/Brittney Mostert) l'arrivo del Super Guppy sulla pista KLF del Kennedy Space Center.

Fonte: NASA

02/02/2016 - La NASA sceglie anche l'italiano ArgoMoon per volare verso la Luna -

Sarà ArgoMoon il nano satellite italiano a rappresentare l’Europa nella prossima Exploration Mission della NASA. L’agenzia spaziale statunitense ha infatti illustrato la prima missione dello Space Launch System (SLS) prevista a fine 2018. L’Exploration Mission 1 (EM-1) rappresenta il secondo volo di collaudo dell’Orion Multi-Purpose Crew Vehicle, un veicolo spaziale, attualmente in fase di sviluppo da parte della NASA, che sarà utilizzato nell'esplorazione umana degli asteroidi e degli spazi cislunari, in vista di un futuro sbarco su Marte.
Tra i CubeSat scelti dalla NASA per l’esplorazione dello spazio profondo c’è ArgoMoon, un nano-satellite che sarà interamente progettato e realizzato da Argotec, azienda ingegneristica italiana specializzata nella ricerca e sviluppo di sistemi aerospaziali. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) coordinerà il progetto ArgoMoon, l’unico selezionato dalla NASA tra quelli proposti a livello europeo, a dimostrazione della posizione di eccellenza che l’Italia ha conquistato nella ricerca spaziale.
"Nella grande sfida dell’esplorazione condivisa dalle agenzie spaziali mondiali – dice Gabriele Mascetti a capo dell’Unità Volo Umano e Microgravità dell’Agenzia Spaziale Italiana - il viaggio dell’uomo verso Marte, l’ASI continua a essere in prima linea, promuovendo e sostenendo le eccellenze scientifiche e tecnologiche del nostro Paese. La scelta di ArgoMoon da parte della NASA consolida ulteriormente il ruolo di prestigio dell’Italia a fianco dei maggiori paesi che conducono attività spaziali."
L’impiego dei nano-satelliti è aumentato in modo considerevole negli ultimi anni, grazie ai costi limitati dovuti alle dimensioni ridotte e all’utilizzo di alcuni componenti commerciali. La sfida degli ingegneri di Argotec sarà quella di ricercare e confinare in un volume ridotto soluzioni tecnologiche italiane che dovranno essere altamente affidabili per una missione nello spazio profondo.
ArgoMoon scatterà foto storicamente significative della missione EM-1 e testerà sistemi innovativi di comunicazione. Un’opportunità unica per la ricerca tecnologica sui nano-satelliti, i cui risultati permetteranno di ottenere nuove soluzioni volte ad estendere l’utilizzo dei nano-satelliti a future esplorazioni e supportare l’osservazione terrestre a costi contenuti.
"Un altro passo importante e significativo per una PMI italiana – dichiara David Avino, Managing Director di Argotec – che ha da sempre puntato sulla ricerca e sull’innovazione in campo spaziale. I nostri ingegneri sono al lavoro per sviluppare un nuovo concetto di nano-satellite utilizzando materiali innovativi e per integrare, in un volume grande quanto una scatola di scarpe, alcuni dei nostri sistemi e delle tecnologie italiane. I CubeSat sono i droni del futuro e saremo i primi a testarli così lontano dalla Terra, nelle condizioni estreme dell’orbita translunare."
Nell'illustrazione artistica (Credit: Argotec) ArgoMoon attorno alla Luna dopo il suo viaggio a bordo di SLS/EM-1.

Fonti: ASI - Argotec

Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) Lunar Flashlight esamina la superficie della Luna alla ricerca di depositi di ghiaccio.

03/02/2016 - Il primo volo di SLS porterà nello spazio anche 13 nano-satelliti -

Il primo volo del nuovo razzo della NASA, lo Space Launch System (SLS) nel 2018, trasporterà anche 13 CubeSat per testare idee innovative assieme al veicolo spaziale Orion senza equipaggio.
Questi piccoli satelliti, carico utile secondario, imbarcheranno studi tecnologici e ricerche scientifiche che potranno aiutare a preparare la strada per l'esplorazione umana futura dello spazio profondo, compreso il percorso verso Marte. Il debutto di SLS, riferito come Exploration Mission-1 (EM-1), fornirà la rara opportunità per questi piccoli esperimenti di raggiungere destinazioni nello spazio profondo, mentre la maggior parte delle opportunità di volo dei CubeSat è limitata all'orbita bassa terrestre.
"I 13 CubeSat che voleranno nello spazio profondo come carico utile secondario a bordo di SLS per EM-1 mostreranno l'incrocio di scienza e tecnologia, e ci faranno avanzare nel nostro percorso verso Marte," ha detto il vice amministratore della NASA, Dava Newman.
I carichi utili secondari sono stati selezionati attraverso una serie di annunci di opportunità, un concorso della NASA e con negoziati con partner internazionali.
"L'SLS ci fornisce l'incredibile opportunità di condurre missioni scientifiche e testare tecnologie chiave oltre l'orbita terrestre," dice Bill Hill, vice amministratore associato per l'Exploration System Development presso la sede centrale della NASA a Washington. "Questo razzo ha una potenza senza precedenti che permette di inviare Orion nello spazio profondo e permette anche di ospitare 13 piccoli satelliti - carichi utili che avanzeranno le nostre conoscenze dello spazio profondo a costi minimi."
La NASA ha selezionato due carichi utili attraverso l'annuncio Next Space Technologies for Exploration Partnerships (NextSTEP):

- Skyfire - La Lockheed Martin Space Systems Company, di Denver, in Colorado, svilupperà un CubeSat che eseguirà un sorvolo della Luna, catturando dati tramite i sensori durante il fly-by che miglioreranno la nostra comprensione della superficie lunare.
- Lunar IceCube - La Morehead State University, del Kentucky, costruirà un CubeSat per cercare il ghiaccio d'acqua e altre risorse da un'orbita bassa di appena 100 km sopra la superficie della Luna.

Tre carichi utili sono stati selezionati dalla Direzione delle Missioni e Operazioni di Esplorazione Umana:

- Near-Earth Asteroid Scout, or NEA Scout - eseguirà una ricognizione di un asteroide, prenderà immagini e osserverà la sua posizione nello spazio.
- BioSentinel - utilizzerà un lievito per captare, misurare e comparare gli impatti delle radiazioni nello spazio profondo sugli organismi viventi durante lunghe permanenze.
- Lunar Flashlight - osserverà i depositi di ghiaccio e identificherà le zone dove queste risorse potrebbero essere estratte dalla superficie lunare.

Due missioni sono state scelte dalla Science Mission Directorate della NASA:
- CuSP - una 'stazione meteo spaziale' per misurare le particelle e i campi magnetici nello spazio, testando la praticità di una rete di stazioni per monitorare il meteo spaziale.
- LunaH-Map - mapperà l'idrogeno all'interno dei crateri e altre regioni perennemente in ombra al polo sud lunare.

Tre ulteriori carichi utili saranno determinati attraverso un concorso NASA chiamato 'Cube Quest Challenge' - sponsorizzato dalla Direzione Missioni Tecnologiche Spaziali della NASA e progettato per favorire l'innovazione nelle tecnologie di propulsione e telecomunicazioni nei piccoli veicoli spaziali. I costruttori dei CubeSat avranno la loro possibilità di lancio a bordo della prima missione SLS con una gara composta da quattro turni, riferiti come 'tornei al suolo', che porteranno alla selezione, nel 2017, dei carichi utili che voleranno nella missione.
La NASA ha inoltre riservato tre posti per i carichi utili ai partner internazionali. I colloqui per la scelta di questi tre carichi utili sono in corso e l'annuncio verrà fatto più avanti (Ma il CubeSat ArgoMoon italiano è fra uno dei tre prescelti, l'unico nano-satellite europeo per questo volo, ndr).
In questo primo volo di SLS verrà lanciato un veicolo spaziale Orion su un'orbita stabile oltre la Luna per dimostrare le prestazioni dei sistemi integrati di Orion e del razzo SLS prima che un equipaggio possa volarci sopra. La prima configurazione di SLS che volerà con EM-1 viene definita Block I e avrà una capacità minima di 70 tonnellate di carico e verrà spinta da una coppia di booster e quattro motori RS-25. I CubeSat verranno rilasciati dopo la separazione di Orion dallo stadio superiore e una volta che Orion si troverà a distanza di sicurezza. Ogni carico utile verrà rilasciato con un meccanismo a molla da un espositore posto nell'adattatore dello stadio di Orion. Dopo il rilascio, verranno accesi i trasmettitori dei CubeSat e le stazioni al suolo ascolteranno i loro segnali per determinare il funzionamento di questi piccoli satelliti.
Per ulteriori informazioni sulle missioni dimostrative scientifiche e tecnologiche che voleranno su EM-1, visita:
http://www.nasa.gov/launching-science-and-technology.html.
Per ulteriori informazioni sul Percorso della NASA verso Marte, visita: http://www.nasa.gov/journeytomars.
L'immagine (Credit: NASA) è tratta da un'animazione della sequenza di lancio di SLS/EM-1. Nell'illustrazione artistica in alto a sinistra (Credit: NASA) Lunar Flashlight esamina la superficie della Luna alla ricerca di depositi di ghiaccio.

Fonte: NASA

18/02/2016 - Il modulo propulsivo di Orion arriva a Stoccolma per l'integrazione -

Un altro pezzo importante del Modulo di Servizio Europeo del veicolo spaziale Orion (ESM) è pronto per i test. Il Modulo Propulsivo di Qualificazione assicurerà che i propulsori e il sistema dei propellenti di Orion funzionino a dovere. Questi sistemi verranno utilizzati per orientare il veicolo spaziale e riportarlo sulla Terra.
Le aziende OHB Sweden e Airbus DS eseguiranno l'integrazione finale di questa parte sul modulo di prova del veicolo spaziale a Stoccolma, in Svezia. L'immagine (Credit: ESA) mostra i classici serbatoi di propellente che conterranno la miscela di ossido di azoto (MON) monometil idrazina (MMH) - due serbatoi per ogni propellente. I serbatoi sono stati costruiti a Brema e inviati in Svezia per essere inseriti nel Modulo Propulsivo di Qualificazione.
Il modulo di qualificazione verrà poi spedito alla struttura di prova di White Sands della NASA, negli USA, quest'estate e lì i motori verranno accesi per la prima volta a settembre.
Intanto in Svizzera la compagnia RUAG ha inviato l'unità Solar Array Drive Electronics per i test. I pannelli solari per il modello di qualifica sono già completati, costruiti dalla Airbus DS in Olanda.
Il Modulo di Servizio dell'ESA è frutto di una vera collaborazione che comprende compagnie provenienti da tutt'Europa con l'Airbus Defence and Space come capo-commessa. Qui il logo dell'ESM per la prima missione con Orion. La prima missione con il modulo di servizio ESA sarà l'Exploration Mission-1 (EM-1). Questo logo mostra il veicolo spaziale Orion che esplora il nostro Sistema Solare, con sul retro, in evidenza il modulo di servizio. Il logo include stilizzati la Terra, la Luna e Marte - alcune delle destinazioni di Orion. Il bordo comprende la scritta con l'abbreviazione ESM per European Services Module. Fra i distintivi pannelli solari sulla destra si trovano i caratteri 'fm-1' che denotano il primo Modello di Volo (Flight Model-1) nella missione inaugurale.

Fonte: ESA blog Orion

18/04/2016 - La NASA completa le saldature del primo 'pezzo' di SLS per il volo del 2018 -

Il primo componente di volo dello stadio principale dello Space Launch System (SLS), il più potente razzo al mondo, della NASA ha completato le saldature finali ed è stato spostato all'interno dell'edificio Vertical Assembly Center (VAC) dell'impianto di Michoud, a New Orleans. Il componente è la sezione motori ed è il più grande pezzo di SLS ad aver completato le saldature presso il VAC.
La sezione motori è localizzata nella parte inferiore dello stadio principale di SLS ed ospiterà i quattro motori RS-25 per il primo volo di SLS con la nave spaziale Orion nel 2018. Lo stadio principale di SLS sarà alto oltre 60 metri ed ospiterà i serbatoi criogenici dell'idrogeno e dell'ossigeno liquidi che alimenteranno i motori RS-25. Una versione di qualifica della sezione motori, che è stata completata anch'essa presso il VAC di Michoud, verrà inviata nei prossimi mesi presso il Marshall Space Flight Center della NASA a Huntsville, Alabama, per essere sottoposta a test strutturali su un'apposita struttura in fase di costruzione.
Tutte le saldature dello stadio principale nella configurazione Block I di SLS - compresi i componenti di modello, qualifica e volo - verranno completati entro quest'estate. Il viaggio nello spazio profondo richiede un grande veicolo che possa trasportare carichi giganteschi e l'SLS avrà la capacità richiesta per portare equipaggi e cargo per queste missioni esplorative, anche fino a Marte.
Nella foto (Credit: NASA/Michoud) il componente della sezione motori dello stadio principale di SLS dopo essere stato completato nella fase di saldatura.

Fonte: NASA - Jennifer Harbaugh

20/05/2016 - Iniziato l'assemblaggio del Modulo di Servizio di Orion -

L'Airbus Defence and Space, la seconda più grande compagnia spaziale al mondo, ha iniziato l'assemblaggio dell'ESM (European Service Module), un elemento chiave del veicolo spaziale di prossima generazione Orion, della NASA, che trasporterà gli astronauti nello spazio profondo per la prima volta fin dai tempi del programma Apollo.
Nel novembre 2014, Airbus Defence and Space venne scelta dall'ESA (European Space Agency) come capocommessa per lo sviluppo e la costruzione di ESM, che dovrà fornire propulsione, energia, controllo termico, aria ed acqua per gli astronauti nelle missioni oltre la Luna e fino a Marte. L'ESM sarà posizionato sotto il Modulo Equipaggio (CM - Crew Module).
L'integrazione di oltre 20.000 parti e componenti nel modello di volo dell'ESM, che vanno dalle attrezzature elettriche ai motori a razzo, dai pannelli solari, ai serbatoi per il propellente, i materiali di consumo così come migliaia di metri di cavi e tubi, segnano un'importante passo avanti nel programma Orion. Dopo l'arrivo della struttura del modello di volo dalla Thales Alenia Space Italia, l'assemblaggio avrà luogo presso il sito di Brema, in Germania, della Airbus Defence and Space. Qui i dirigenti di ESA, NASA, Airbus ed altri partner hanno dato, il 19 maggio, un aggiornamento dei progressi sul programma Orion.
"Con l'Orion Service Module, siamo parte di una storica missione spaziale," ha detto François Auque, capo dei sistemi spaziali. "Vogliamo essere sicuri che questa missione sia un successo, lavorando mano nella mano con i nostri clienti ESA e NASA ed i nostri partner industriali dei Sistemi Spaziali della Lockheed Martin." Il secondo modello di volo del veicolo Orion sarà il primo ad essere issato sulla cima del nuovo razzo Space Launch System (SLS) della NASA per una missione conosciuta come EM-1 (Exploration Mission-1). Questa missione, che si svolgerà nel 2018, vedrà una capsula Orion senza equipaggio volare fino a 64.000 km oltre la Luna per dimostrare le prestazioni del veicolo spaziale. La prima missione con equipaggio, Exploration Mission-2, verrà lanciata entro il 2021.
Il veicolo spaziale Orion è stato progettato per portare gli esseri umani più lontano di quanto siano mai stati prima. Il veicolo di esplorazione trasporterà l'equipaggio nello spazio, fornirà capacità di aborto di emergenza, sosterrà l'equipaggio durante il viaggio spaziale e fornirà un rientro sicuro dalle velocità di un viaggio nello spazio profondo. Orion aprirà una nuova era dell'esplorazione spaziale, con missioni previste oltre la Luna, verso un asteroide trasportato in orbita lunare e fino a Marte.
L'ESM ha una forma cilindrica di circa 4 metri di diametro e di altezza. Egli dispone dei distintivi quattro pannelli solari derivati dall'ATV (lunghi 19 metri una volta dispiegati) che genereranno sufficiente energia per alimentare due abitazioni. Le 8,6 tonnellate di propellenti alimenteranno un motore principale e 32 piccoli propulsori. L'ESM ha una massa totale di poco sopra le 13 tonnellate. Oltre a fornire la capacità propulsiva per Orion, l'ESM sarà in grado di eseguire manovre orbitali e funzioni di controllo dell'assetto. Inoltre fornirà i principali elementi per i sistemi di supporto vitale come acqua ed ossigeno per l'equipaggio mentre sarà in grado di erogare energia e controllo termico mentre è agganciato al modulo equipaggio. Il modulo di servizio non pressurizzato potrà anche essere utilizzato per trasportare ulteriori carichi.
Nella foto (Credit: Airbus Defence and Space) l'ESM per la missione EM-1 di Orion.

Fonte: Spaceref / Airbus Defence and Space

26/07/2016 - Rimane ancora nel mirino l'autunno del 2018 per la prima missione di SLS -

Il primo lancio del razzo pesante Space Launch System (SLS) della NASA rimane in linea per l'autunno del 2018, nonostante i ritardi di un elemento chiave del veicolo spaziale Orion che dovrà lanciare.
Responsabili dell'agenzia, parlando durante un incontro del comitato di Consulenza per l'esplorazione umana ed operazioni della NASA, avvenuto il 25 luglio a Cleveland, hanno detto che stanno facendo progressi complessivi nello sviluppo dei vari componenti del veicolo di lancio, del veicolo spaziale e delle strutture al suolo necessarie per supportare il lancio di Exploration Mission-1 (EM-1).
"Crediamo che possiamo ancora beccare le finestra di lancio fra settembre e novembre 2018, e stiamo lavorando con quell'obiettivo," ha detto Bill Hill, vice-amministratore associato per lo sviluppo dei sistemi esplorativi, durante l'incontro.
Una sfida per questo programma è il ritardo nella consegna del modulo di servizio di Orion, che deve essere fornito dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Mentre il modulo di servizio ha superato recentemente la revisione cruciale del progetto, vi sono ancora alcuni problemi tecnici che devono essere studiati, ha dichiarato al meeting Bill Gerstenmaier, amministratore associato per l'esplorazione umana e le operazioni. "Avevamo previsto di avere il modulo di servizio dagli europei verso gennaio," ha detto. "Ora invece lo riceveremo, più probabilmente, verso aprile e ci stiamo preparando anche per qualcosina dopo."
La NASA sta considerando di anticipare alcune operazioni che possono essere eseguite anche senza che Orion sia completo, come, ad esempio una 'Wet Dress Rehearsal' (una simulazione completa di rifornimento del razzo sulla rampa fino a poco prima del decollo). Gerstenmaier dice di aspettarsi problemi anche quando inizieranno a sistemare la sezione motori dello stadio centrale. "Ma qui abbiamo un ragionevole margine sulla nostra tabella di marcia." prosegue Gerstenmaier.
Oltre ai problemi tecnici vi sono apprensioni per i finanziamenti, soprattutto per la parte delle infrastrutture di terra.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) l'SLS che esce dal VAB per raggiungere la rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center.

Fonte: SpaceNews - Jeff Foust

20/09/2016 - Lo scudo termico per Orion EM-1 è giunto al Kennedy Space Center -

Lo scudo termico di Orion, che proteggerà il modulo equipaggio del veicolo spaziale Orion durante il rientro dopo il primo volo senza equipaggio con il razzo Space Launch System (SLS), è arrivato presso il Kennedy Space Center della NASA ad agosto. Esso è stato trasportato, per mezzo di un velivolo Super Guppy della NASA, sulla pista Shuttle Landing Facility, ora gestita dalla Space Florida.
Il container per la spedizione dello scudo termico all'interno è stato scaricato dallo speciale aereo e trasportato all'interno dell'edificio 'Neil Armstrong Operation and Checkout (O&C) dove i tecnici lo hanno sollevato ed assicurato su un'apposita struttura dove poter iniziare i lavori di preparazione per il prossimo volo di Orion, conosciuto come Exploration Mission-1 (EM-1).
"Siamo molto emozionati che lo scudo termico di EM-1 sia giunto qui, presso l'edificio di assemblaggio di Orion, in un primo passo di un percorso che ci porterà oltre la Luna e ritorno," ha detto Scott Wilson, responsabile delle operazioni di produzione del Programma Orion della NASA. Lo scudo termico è stato progettato dalla Lockheed Martin e dal team NASA per Orion e costruito dalla Lockheed presso lo stabilimento vicino a Denver. Con i suoi 5 metri di diametro è il più grande di questo genere.
La struttura principale in titanio ha uno substrato in materiali compositi che lo avvolge. Lo scudo termico sarà in grado di sostenere temperature fino a 2.760° Celsius, durante il rientro di Orion nell'atmosfera terrestre. "L'arrivo della struttura dello scudo termico per EM-1 al Kennedy segna un significativo passo avanti e ci porta sempre più vicini all'obiettivo finale della NASA, inviare esseri umani su Marte e farli ritornare sani e salvi sulla Terra," dice Jules Schneider, senior manager per le operazioni Orion al KSC per la Lockheed Martin.
Nell'O&C, i tecnici applicheranno l'Avcoat, un tipo di protezione termica di tipo ablativo (in pratica scaldandosi si consumerà lentamente), in modo differente da quanto fatto con l'Orion che affrontò il primo volo di prova nel 2014. Dei blocchi di Avcoat saranno applicati sullo scudo termico invece che riempire celle a nido d'ape in modo individuale. In questo modo la struttura che verrà applicata al modulo equipaggio per lo scudo termico di EM-1 sarà semplificata. Diversi tipi di strumenti saranno posizionati sullo scudo termico per acquisire dati sul calore e sulle prestazioni complessive.
Dopo che la protezione termica sarà stata applicata ed ispezionata, gli ingegneri ed i tecnici sottoporranno lo scudo termico ad un ciclo termico di prova. I cicli termici di prova assicureranno che i blocchi di protezione termica siano stati applicati regolarmente e che si comporteranno come previsto una volta esposti all'estreme temperature nel corso della missione. Lo scudo termico verrà infine applicato al modulo equipaggio Orion nell'estate del 2017.
Durante EM-1, Orion viaggerà più lontano di quanto abbia mai fatto un veicolo spaziale adibito al trasporto degli esseri umani. Esso viaggerà per migliaia di km oltre la Luna e poi ritornerà verso la Terra. Durante questa missione, della durata di tre settimane, gli ingegneri monitoreranno i sistemi di Orion nell'ambiente dello spazio profondo e poi nel ritorno verso la Terra. Orion è il veicolo spaziale che trasporterà gli astronauti verso le destinazioni nello spazio profondo mentre la NASA prepara il suo Viaggio verso Marte. Orion sarà equipaggiato con i sistemi energetici, di comunicazione e di supporto vitale per sostenere i viaggiatori spaziali durante le loro missioni ed il ritorno al sicuro sulla Terra.
Nella foto (Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis) lo scudo termico di Orion per EM-1 mentre viene movimentato all'interno dell'O&:C Neil Armstrong, al Kennedy Space Center.

Fonte: NASA - Linda Herridge

01/10/2016 - La NASA completa il primo serbatoio per SLS/EM-1 -

Completata la saldatura del più grande componente dello stadio principale che fornirà il carburante per il primo volo del nuovo razzo NASA, lo Space Launch System (SLS), con la nave spaziale Orion nel 2018.
Il serbatoio di idrogeno liquido dello stadio principale è stato completato presso il Vertical Assembly Center (VAC) dell'impianto Michoud Assembly Facility di New Orleans. Alto oltre 40 metri, il serbatoio di idrogeno liquido è il più grande di questo tipo mai realizzato per un razzo al mondo. Il serbatoio di idrogeno e di ossigeno liquidi faranno parte dello stadio principale - l'ossatura del razzo SLS che sarà alto oltre 60 metri. Assieme i due serbatoi conterranno 2.774.000 litri di propellenti che alimenteranno i quattro motori RS-25 per produrre una spinta totale di 900 tonnellate.
Questo è il secondo pezzo principale dello stadio centrale per il volo ad essere completato nelle saldature presso il VAC. La sezione motori dello stadio principale è stata saldata ad aprile. Oltre 2.700 metri di saldature sono state completate per lo stadio principale presso Michoud. Viaggiare nello spazio profondo richiede un grande razzo che possa trasportare un gigantesco carico utile e l'SLS avrà la capacità necessaria per trasportare equipaggi e cargo per le future missioni esplorative, comprese il viaggio verso Marte.
Nella foto (Credit: NASA/MAF/Steven Seipel) il serbatoio di idrogeno liquido dello stadio principale di SLS completamente saldato.

Fonte: NASA - Jennifer Harbaugh

15/02/2017 - La NASA 'costretta' a studiare come mettere un equipaggio su EM-1 -

La NASA starebbe valutando l'idea di mettere un equipaggio a bordo del primo volo dello Space Launch System (SLS) - il gigantesco razzo dell'agenzia spaziale in fase di realizzazione per portare gli astronauti nello spazio profondo, fino a Marte.
La notizia 'bomba', e che va presa con la dovuta cautela, è stata pubblicata dal sito internet 'The Verge' che si occupa di tecnologia e media ma anche riportata da SpaceNews. Secondo quanto riportato dal sito i dipendenti della NASA, che sperano di poter far volare per la prima volta SLS nell'autunno del 2018 per una missione senza equipaggio, avrebbe ricevuto una nota interna sulla possibilità di trasformare EM-1 (Exploration Mission-1) in missione con equipaggio.
"Ho chiesto a Bill Gerstenmaier (amministratore associato per l'esplorazione umana NASA) di iniziare uno studio per valutare la possibilità di aggiungere un equipaggio alla EM-1, il primo volo integrato di SLS con la capsula Orion," avrebbe scritto in una nota Robert Lightfoot, facente veci di amministratore NASA, ottenuta da The Verge. "Conosco le sfide associate a questa proposta, come la revisione della fattibilità tecnica, le ulteriori risorse necessarie e chiaramente il lavoro extra richiesto per una differente data di lancio. Detto questo, voglio ascoltare le opportunità che si potrebbero presentare per accelerare lo sforzo per il primo volo con equipaggio e che cosa occorre per compiere il primo passo per portare gli esseri umani più lontano nello spazio."
L'idea è stata condivisa per la prima volta da Lightfoot durante una conferenza dei fornitori per lo Space Launch System/Orion che si teneva questa mattina a Washington. Il promemoria si pensa abbia causato una certa agitazione alla NASA anche se diverse persone si sono dette emozionate dall'idea. Se la NASA dovesse andare avanti con una missione abitata per EM-1, il lancio slitterebbe sicuramente a dopo il 2018.
Il programma attuale prevede che EM-1 sia lanciato con un SLS dal Kennedy Space Center il 30 settembre 2018. Il veicolo Orion verrebbe piazzato su un'orbita attorno alla Luna per un totale di tre settimane di missione, prima di ritornare sulla Terra ed ammarare con l'aiuto dei paracadute. Gli astronauti salirebbero invece su EM-2, il secondo volo di SLS, previsto finora non prima del 2021.
L'accelerazione sembra tutta un'idea del nuovo inquilino della Casa Bianca per potersi vantare di aver riportato l'uomo nei pressi della Luna nel corso del proprio mandato (che, guardacaso, termina nel 2020...). Tutto questo senza tenere conto del pericolo di piazzare un equipaggio sul primo volo del massiccio razzo SLS senza aver eseguito in precedenza un volo di prova, appunto come dovrebbe essere EM-1. Questa notizia va considerata anche alla luce del fatto che il GAO (Government Accountability Office, un gruppo di esperti governativi) l'anno scorso aveva presentato due rapporti che erano molto critici sullo sviluppo di SLS ed Orion ed affermava che con l'attuale tempistica i programmi non erano fattibili con il budget NASA in questi tempi.
Se il GAO considera 'aggressiva' la tempistica del 2018 per un volo senza equipaggio e del 2021 con astronauti, figuriamoci accelerare ancora di più i tempi...
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il mega-razzo SLS in volo.

Fonti: The Verge - Loren Grush / SpaceNews - Jeff Foust

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Aggiornato il 17/02/2017



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