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Orion - Multi-Purpose Crew Vehicle

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Questa pagina è dedicata alla capsula Orion MPCV (Multi-Purpose Crew Vehicle) della NASA per l'esplorazione dello spazio oltre l'orbita terrestre che, nata dalle ceneri del programma Constellation, dovrebbe riportare gli astronauti USA oltre l'orbita terrestre con l'obiettivo finale di mettere piede su Marte. Invece per il trasporto di equipaggi verso la Stazione Spaziale Internazionale verranno utilizzate esclusivamente le capsule ed i vettori privati al momento in preparazione. Qui una grafica (Credit: Space.com) che riassumeva le caratteristiche principali di una delle prime versioni della capsula MPCV e la confrontava con gli altri veicoli spaziali abitati.
Qui sotto (Credit: NASA) l'ultima versione del veicolo spaziale Orion con indicati i vari componenti.

Capsula Orion MPCV

Calendario preliminare missioni previste (settembre 2015)

Missione Data Prevista Note
EFT-1 5 Dicembre 2014 Primo volo di un Orion/MPCV senza equipaggio in orbita terrestre per mezzo di un vettore Delta IV Heavy.
SLS-1 (EM-1) tdb 2019 Invio di un Orion/MPCV senza equipaggio attorno alla Luna. Ribattezzata Exploration Mission-1. Primo volo del razzo vettore SLS
SLS-2 (EM-2) Aprile 2023 Invio di un Orion/MPCV con equipaggio attorno alla Luna. Ribattezzate Exploration Mission-2. Primo volo di SLS con Orion abitato.
SLS-3 tdb
SLS-4 Agosto 2023
SLS-6 Agosto 2025 Missione 'Esplorativa' con Equipaggio
SLS-8 Agosto 2027 Missione con equipaggio
SLS-10 Agosto 2029 Missione con equipaggio
SLS-12 Agosto 2031 Missione con equipaggio
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Qui trovi l'archivio Notizie su Orion (quando era ancora nel Programma Constellation 2006-2010)

Qui sotto invece trovi le notizie più recenti su Orion MPCV. In fondo alla pagina gli archivi degli anni passati.

Nelle immagini (Credit: NASA), il confronto di risoluzione Earthrise fra Apollo 8 e LRO.

30/03/2017 - Comunicazioni laser per Orion -

La NASA sta lavorando per cambiare il modo con il quale gli astronauti comunicano da e per lo spazio utilizzando un avanzato sistema di comunicazione laser chiamato LEMNOS, che permetterà di accelerare esponenzialmente le trasmissioni più di quanto fatto finora.
Immaginate di poter guardare il primo essere umano mettere piede su un altro pianeta con la ultra-high-definition 4K. Oppure pensate ad un astronauta che possa prendere un telefono cellulare e fare una videochiamata con la propria famiglia ed i propri amici da una distanza di 54 milioni di km di distanza, proprio come se fosse sulla Terra. LEMNOS (Laser-Enhanced Mission and Navigation Operational Services) potrebbe rendere queste capacità una realtà nel futuro prossimo. Il progetto prende il nome dell'isola, Lemnos, dove il mitico eroe Orione, secondo la tradizione greca, riacquistò la vista. Similarmente, LEMNOS fornirà il veicolo spaziale di prossima generazione Orion della NASA una nuova vista.
Le comunicazioni laser, conosciute anche come comunicazioni ottiche, sono le più recenti tecnologie di comunicazione spaziale, capaci di fornire un flusso di dati centinaia di volte più veloce dei sistemi attuali. Questo significa, ad esempio, che gli astronauti potrebbero inviare e ricevere video in ultra-alta-definizione dalla superficie di Marte. Nessuna missione su Marte ha mai avutoi questa possibilità. In questo modo il pubblico americano potrebbe sentirsi più 'vicino' ai loro astronauti che esplorano lo spazio profondo e permettere inoltre scoperte scientifiche grazie alla maggiore risoluzione delle immagini e dei dati.
La divisione progetti Exploration and Space Communications (ESC) del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Maryland, è stata incaricata di costruire LEMNOS in collaborazione con il MIT Lincoln Laboratory in Lexington, Massachusetts. Inoltre essi lavorano assieme ad altri centri NASA per determinare gli specifici bisogni che il sistema potrebbe soddisfare. "Siamo partiti pensando alle possibilità che le comunicazioni laser potevano offrire ad Orion, e parlando con i controllori di volo del Johnson Space Center che stanno sviluppando i piani per le missioni di Orion nello spazio profondo. Essi ci hanno indicato che permettere di incrementare le comunicazioni sarebbe ideale sia per il valore scientifico che per la salute mentale degli astronauti, che magari potrebbero vedersi una partita del Super Bowl o seguire un'elezione," dice Mark Brumfield, vice responsabile del programma di implementazione per ESC.
Nei quasi 50 anni trascorsi dal programma Apollo alla missione Lunar Reconnaissance Orbiter, l'invio dei dati è migliorato moltissimo, come evidenziato nelle differenze fra le immagini della Terra che sorge vista dall'Apollo 8 con quella di LRO, che le ha inviate alla Terra con un sistema ad alta velocità. Mentre il sistema di comunicazioni dell'Apollo permetteva un flusso dati di 51 kb al secondo, LEMNOS sarebbe in grado di arrivare ad 80 Mb per secondo.
Il progetto è in corso di sviluppo presso il Goddard, con l'obiettivo di testare LEMNOS per la prima volta al secondo volo di Orion oltre la Luna. Previsto per una settimana di volo con l'opzione di estenderlo e trasformarlo in una missione più lunga, sarebbe l'occasione perfetta per testare le comunicazioni laser, operando continuativamente fino ad un'ora al giorno. Dopo la missione iniziale, Brumfield ipotizza che la NASA potrebbe aggiungere ulteriori terminali laser nelle future missioni esplorative di Orion. Questo aumenterebbe la capacità di comunicazioni dato il requisito di essere in linea di visuale per LEMNOS. Egli aggiunge che potrebbe esserci un cambiamento rivoluzionario nel modo NASA di fare le comunicazioni spaziali.
Per ulteriori informazioni su LEMNOS: NASA Interns Name New Orion Communications System e LEMNOS webpage.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA/ESA) il veicolo spaziale Orion nello spazio. Nelle immagini in alto a sinistra (Credit: NASA), il confronto di Earthrise fra Apollo 8 e LRO.

Fonte: NASA - Ashley Hume e Rob Garner

22/02/2017 - Alla NASA viene chiesto di studiare l'utilizzo di Orion per la ISS -

Un disegno di legge per la NASA, passata al Senato degli Stati Uniti il 17 febbraio 2017, richiede all'agenzia spaziale USA di ri-esaminare la fattibilità di utilizzare il veicolo spaziale Orion per il trasporto di equipaggi da e per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
La clausola è uno dei cambiamenti principali apparso nel Transition Authorization Act NASA per il 2017 che il Senato ha approvato con consenso unanime. Nel nuovo linguaggio, è compresa una sezione del disegno di legge che riguarda lo Space Launch System, Orion ed i sistemi al suolo, che chiede alla NASA di preparare, entro 60 giorni, un rapporto che "risponda alla capacità di Orion di poter compiere la minima capacità richiesta nella sezione 303(b)(3) dell'Authorizatio Act del 2010 dell'Amministrazione Nazionale Aeronautica e Spazio."
Quella sezione dell'atto autorizzativo del 2010, l'ultimo a diventare legge, richiedeva che uno dei requisiti del Multi-Purpose Crew Vehicle (ora conosciuto come Orion) fosse quello di avere la capacità di fornire un mezzo alternativo per trasportare equipaggi e merci alla ISS, nell'eventualità che gli altri veicoli, sia commerciali o dei partner, non fossero in grado di svolgere quella funzione.
Il linguaggio del nuovo disegno di legge richiede alla NASA di confermare che Orion dispone di quella capacità. Il rapporto della NASA dovrà anche determinare quando Orion, lanciato con un veicolo che non sia l'SLS, sarà in grado di trasportare equipaggi e merci alla ISS. Inoltre dovrà essere mostrata una valutazione dei costi e dei tempi del programma per ricoprire quel ruolo, e come questo possa aver ripercussioni sui piani dell'utilizzo di Orion per le missioni nello spazio profondo.
Sebbene la legge del 2010 indicasse alla NASA di dare ad Orion la capacità di servire la ISS, l'Agenzia si è concentrata sull'utilizzo del veicolo spaziale oltre le missioni in orbita terrestre, lasciando l'accesso alla stazione ai fornitori commerciali. Negli ultimi anni l'argomento di utilizzare Orion per la ISS era stato abbandonato.
Far volare Orion verso la ISS coinvolge un numero di sfide, comprese l'adattamento ad un non meglio specificato veicolo di lancio alternativo. Il primo volo senza equipaggio di Orion, Exploration Flight Test 1 (EFT-1) nel 2014, venne lanciato con un Delta 4 Heavy, ma non vi sono progetti per rendere adatto all'uomo quel razzo. Orion è attualmente non progettato per trasportare astronauti a partire dal suo secondo volo su SLS, non prima del 2021, sebbene la NASA abbia annunciato la scorsa settimana uno studio per trasformare il primo volo di SLS in abitato, previsto per la fine del 2018. Quella missione slitterebbe facilmente nel 2019 o 2020 se la NASA decidesse di far volare astronauti a bordo di quella missione.
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) uno dei primi sviluppi di Orion, quando era ancora parte del programma Constellation, dove la NASA aveva studiato anche per fargli raggiungere la ISS.

Fonte: SpaceNews - Jeff Foust

15/02/2017 - La NASA 'costretta' a studiare come mettere un equipaggio su EM-1 -

La NASA starebbe valutando l'idea di mettere un equipaggio a bordo del primo volo dello Space Launch System (SLS) - il gigantesco razzo dell'agenzia spaziale in fase di realizzazione per portare gli astronauti nello spazio profondo, fino a Marte.
La notizia 'bomba', e che va presa con la dovuta cautela, è stata pubblicata dal sito internet 'The Verge' che si occupa di tecnologia e media ma anche riportata da SpaceNews. Secondo quanto riportato dal sito i dipendenti della NASA, che sperano di poter far volare per la prima volta SLS nell'autunno del 2018 per una missione senza equipaggio, avrebbe ricevuto una nota interna sulla possibilità di trasformare EM-1 (Exploration Mission-1) in missione con equipaggio.
"Ho chiesto a Bill Gerstenmaier (amministratore associato per l'esplorazione umana NASA) di iniziare uno studio per valutare la possibilità di aggiungere un equipaggio alla EM-1, il primo volo integrato di SLS con la capsula Orion," avrebbe scritto in una nota Robert Lightfoot, facente veci di amministratore NASA, ottenuta da The Verge. "Conosco le sfide associate a questa proposta, come la revisione della fattibilità tecnica, le ulteriori risorse necessarie e chiaramente il lavoro extra richiesto per una differente data di lancio. Detto questo, voglio ascoltare le opportunità che si potrebbero presentare per accelerare lo sforzo per il primo volo con equipaggio e che cosa occorre per compiere il primo passo per portare gli esseri umani più lontano nello spazio."
L'idea è stata condivisa per la prima volta da Lightfoot durante una conferenza dei fornitori per lo Space Launch System/Orion che si teneva questa mattina a Washington. Il promemoria si pensa abbia causato una certa agitazione alla NASA anche se diverse persone si sono dette emozionate dall'idea. Se la NASA dovesse andare avanti con una missione abitata per EM-1, il lancio slitterebbe sicuramente a dopo il 2018.
Il programma attuale prevede che EM-1 sia lanciato con un SLS dal Kennedy Space Center il 30 settembre 2018. Il veicolo Orion verrebbe piazzato su un'orbita attorno alla Luna per un totale di tre settimane di missione, prima di ritornare sulla Terra ed ammarare con l'aiuto dei paracadute. Gli astronauti salirebbero invece su EM-2, il secondo volo di SLS, previsto finora non prima del 2021.
L'accelerazione sembra tutta un'idea del nuovo inquilino della Casa Bianca per potersi vantare di aver riportato l'uomo nei pressi della Luna nel corso del proprio mandato (che, guardacaso, termina nel 2020...). Tutto questo senza tenere conto del pericolo di piazzare un equipaggio sul primo volo del massiccio razzo SLS senza aver eseguito in precedenza un volo di prova, appunto come dovrebbe essere EM-1. Questa notizia va considerata anche alla luce del fatto che il GAO (Government Accountability Office, un gruppo di esperti governativi) l'anno scorso aveva presentato due rapporti che erano molto critici sullo sviluppo di SLS ed Orion ed affermava che con l'attuale tempistica i programmi non erano fattibili con il budget NASA in questi tempi.
Se il GAO considera 'aggressiva' la tempistica del 2018 per un volo senza equipaggio e del 2021 con astronauti, figuriamoci accelerare ancora di più i tempi...
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il mega-razzo SLS in volo.

Fonti: The Verge - Loren Grush / SpaceNews - Jeff Foust

24/01/2017 - Simulate le condizioni di lancio su Orion -

All'interno di un laboratorio della NASA al Johnson Space Center, gli ingegneri stanno simulando le condizioni che gli astronauti in tuta spaziale incontreranno quando una capsula Orion vibrerà durante il lancio sulla sommità del potente razzo Space Launch System (SLS) dell'agenzia mentre volerà verso le destinazioni nello spazio profondo. Una serie di test è in corso questo mese al Johnson per aiutare gli ingegneri a valutare il fattore umano e come l'equipaggio interagirà con i pannelli dei comandi e controlli che utilizzeranno per monitorare i sistemi di Orion e guidare il veicolo spaziale se necessario.
I soggetti dei test indossavano tute di salvataggio avanzate che sono in corso di sviluppo per gli astronauti di Orion, e sedevano sull'ultimo modello dei sedili fissato su di un sistema di attenuazione dell'impatto. Questa era la prima volta che queste parti cruciali erano messe assieme per valutare come le vibrazioni del lancio potrebbero avere effetti negativi sull'abilità degli astronauti di vedere gli schermi ed i controlli. Mentre la prima missione di Orion nel 2018 sarà senza equipaggio, gli ingegneri stanno lavorando duramente per eseguire tutte le valutazioni necessarie per essere sicuri che il veicolo spaziale sia pronto per le missioni con equipaggio che dovrebbero iniziare nel 2021.
Nella foto (Credit: NASA/Rad Sinyak) i test per i comandi di Orion.

Fonte: NASA - Rad Sinyak e Sarah Loff

03/01/2017 - I motori orbitali dello Shuttle inviati in Europa per EMS -

Un motore per la manovra orbitale (OMS) di uno Space Shuttle è stato inviato in Germania per essere applicato al modulo di servizio costruito dagli europei per il veicolo spaziale Orion della NASA destinato a volare intorno alla Luna per un volo di prova senza equipaggio a fine 2018.
L'ESA fornirà almeno due moduli di servizio alla NASA, il primo per la Exploration Mission-1 (EM-1) che vedrà anche il debutto del razzo pesante Space Launch System (SLS) dell'agenzia e previsto per fine 2018, e la prima missione Orion con astronauti a bordo, per i primi del 2021. Con questa fornitura l'ESA si assicura la quota di mantenimento della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) almeno fino al 2024.
Il motore è stato revisionato e ri-assemblato presso il White Sands Test Facility della NASA in New Mexico, poi inviato al Johnson Space Center di Houston, in Texas per test di vibrazione e poi rispedito a White Sands per un test di tenuta, secondo quanto riportato su un blog dell'ESA.
Dopo aver superato queste prove il motore è stato imbarcato su un'aereo che è atterrato all'aeroporto di Francoforte e poi ha proseguito il suo viaggio a bordo di un camion che lo ha consegnato all'impianto di Brema, in Germania, dell'Airbus Defence and Space. Il modulo di servizio sarà dotato di 33 motori che forniranno spinta per le manovre del veicolo spaziale su tutti gli assi. Il motore principale della prima missione è un vecchio Orbital Maneuvering System (OMS) dello Space Shuttle che ha volato 19 volte nello spazio prima con Challenger, Discovery ed Atlantis. Il motore fornirà 25,7 kN di spinta, abbastanza per sollevare un furgone e può ruotare in beccheggio ed imbardata.
Il motore, propulso da idrazina e tetrossido d'azoto, era stato progettato per poter eseguire 100 missioni e riaccendersi molteplici volte per ogni volo. La Aerojet Rocketdyne ha costruito i motori OMS. Il motore che verrà utilizzato per la missione EM-1 ha compiuto il primo volo nello spazio nell'ottobre 1984 (STS-41G) e l'ultimo nell'ottobre 2002 (STS-112), secondo quanto segnalato da Rachel Kraft, portavoce NASA.
Il modulo di servizio, una volta completato in Germania, verrà inviato al Kennedy Space Center, in Florida, ad aprile 2017. Al KSC, i team di ingegneri collegheranno il modulo di servizio al modulo equipaggio di Orion, e poi invieranno l'intero complesso alla Plum Brook Station della NASA, in Ohio, entro la fine dell'anno. Qui verrà sottoposto alle condizioni estreme di temperatura e vuoto che incontrerà nello spazio. Il veicolo spaziale ritornerà al KSC ai primi del 2018 per le ultime fasi di assemblaggio, compreso il rifornimento del propellente e l'aggiunta del sistema di aborto al lancio prima di essere montato sulla sommità dell'SLS, all'interno del VAB per il successivo viaggio verso la rampa di lancio 39B.
Nella foto (Credit: NASA) il motore principale del Modulo di Servizio Europeo (EMS) di Orion.

Fonti: Spaceflight Now - Stephen Clark / ESA blogs

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Archivio Notizie Orion MPCV

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Aggiornato il 13 maggio 2017 - ore 11:04

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a cura di

Massimo Martini

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