Logo di Astronautica US 2015

SLS - Space Launch System

linea gialla

Questa pagina è dedicata al nuovo sistema di lancio della NASA che, nato sulle ceneri del Constellation, dovrebbe riportare gli astronauti USA oltre l'orbita terrestre con l'obiettivo finale di mettere piede su Marte. Invece per il trasporto di equipaggi verso la Stazione Spaziale Internazionale verranno utilizzate esclusivamente le capsule ed i vettori privati al momento in preparazione. Lo Space Launch System (SLS - Sistema di Lancio Spaziale) è un vettore pesante da lancio spaziale fortemente derivato dallo Space transportation System, e progettato dalla NASA, in seguito alla cancellazione del programma Constellation, per portare l'uomo oltre l'orbita terrestre. L'atto di approvazione del 2010 del Congresso degli Stati Uniti d'America prevede la trasformazione dei missili Ares I ed Ares V in un singolo vettore impiegabile per equipaggi umani e merci. Inizialmente avremo una versione da 77 tonnellate (Block I) di immissione in orbita bassa (LEO) fino ad arrivare a quella finale (Block II) di 130 tonnellate. I motori del primo stadio saranno derivati da quelli utilizzati per lo Space Shuttle (RS-25), così come i due booster a propellente solido utilizzati per i primi due minuti di volo della navetta spaziale. Invece il secondo stadio del vettore SLS utilizzerà, per la prima versione da 77 tonnellate la Block I, l'Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) con un singolo motore RL-10B-2. Le versioni Block IB e Block II invece avranno a disposizione l’Exploration Upper Stage (EUS) dotato di quattro motori RL-10. Inizialmente si voleva far volare il Block I con un motore J-2X (derivato da quello utilizzato dal razzo Saturno) sul secondo stadio, ma tuttavia, per questioni economiche il progetto venne annullato. Qui un'immagine di queste prime versioni del lanciatore SLS con lo stadio superiore J-2X. Invece qui ulteriori versione aggiornate.
Qui sotto invece, le quattro versioni di SLS a confronto, dopo il CDR, con il primo stadio arancione dovuto alla schiuma isolante. Questo vettore porterà nello spazio la capsula spaziale Orion del programma Constellation ora chiamata MPCV ( Multi-Purpose Crew Vehicle).

Le quattro versioni di SLS a confronto, dopo il CDR, con il primo stadio arancione.

Calendario preliminare missioni previste (dicembre 2016)

Missione Razzo Data Prevista Note
SLS-1 (EM-1) Block I Novembre 2018 Invio di un Orion/MPCV senza equipaggio attorno alla Luna. Durata prevista 7-10 giorni
SLS-2 (EM-2) Block IB Agosto 2021 Invio di un Orion/MPCV con equipaggio attorno alla Luna.
SLS-3 EMFM Block IB 2022 Europa Multiple-Flyby Mission. Invio della sonda Europa Clipper verso Giove. Test del nuovo stadio superiore.
SLS-4 (ARCM) Block IB 2026 L'invio di un equipaggio di quattro astronauti a visitare un asteroide catturato roboticamente e portato nell'orbita lunare nel 2025 (Asteroid Redirect Mission - ARM).
Vai in fondo alla pagina

linea gialla

Notizie su SLS del 2017. All'archivo notizie degli anni passati si può accedere dal fondo pagina

15/02/2017 - La NASA 'costretta' a studiare come mettere un equipaggio su EM-1 -

La NASA starebbe valutando l'idea di mettere un equipaggio a bordo del primo volo dello Space Launch System (SLS) - il gigantesco razzo dell'agenzia spaziale in fase di realizzazione per portare gli astronauti nello spazio profondo, fino a Marte.
La notizia 'bomba', e che va presa con la dovuta cautela, è stata pubblicata dal sito internet 'The Verge' che si occupa di tecnologia e media ma anche riportata da SpaceNews. Secondo quanto riportato dal sito i dipendenti della NASA, che sperano di poter far volare per la prima volta SLS nell'autunno del 2018 per una missione senza equipaggio, avrebbe ricevuto una nota interna sulla possibilità di trasformare EM-1 (Exploration Mission-1) in missione con equipaggio.
"Ho chiesto a Bill Gerstenmaier (amministratore associato per l'esplorazione umana NASA) di iniziare uno studio per valutare la possibilità di aggiungere un equipaggio alla EM-1, il primo volo integrato di SLS con la capsula Orion," avrebbe scritto in una nota Robert Lightfoot, facente veci di amministratore NASA, ottenuta da The Verge. "Conosco le sfide associate a questa proposta, come la revisione della fattibilità tecnica, le ulteriori risorse necessarie e chiaramente il lavoro extra richiesto per una differente data di lancio. Detto questo, voglio ascoltare le opportunità che si potrebbero presentare per accelerare lo sforzo per il primo volo con equipaggio e che cosa occorre per compiere il primo passo per portare gli esseri umani più lontano nello spazio."
L'idea è stata condivisa per la prima volta da Lightfoot durante una conferenza dei fornitori per lo Space Launch System/Orion che si teneva questa mattina a Washington. Il promemoria si pensa abbia causato una certa agitazione alla NASA anche se diverse persone si sono dette emozionate dall'idea. Se la NASA dovesse andare avanti con una missione abitata per EM-1, il lancio slitterebbe sicuramente a dopo il 2018.
Il programma attuale prevede che EM-1 sia lanciato con un SLS dal Kennedy Space Center il 30 settembre 2018. Il veicolo Orion verrebbe piazzato su un'orbita attorno alla Luna per un totale di tre settimane di missione, prima di ritornare sulla Terra ed ammarare con l'aiuto dei paracadute. Gli astronauti salirebbero invece su EM-2, il secondo volo di SLS, previsto finora non prima del 2021.
L'accelerazione sembra tutta un'idea del nuovo inquilino della Casa Bianca per potersi vantare di aver riportato l'uomo nei pressi della Luna nel corso del proprio mandato (che, guardacaso, termina nel 2020...). Tutto questo senza tenere conto del pericolo di piazzare un equipaggio sul primo volo del massiccio razzo SLS senza aver eseguito in precedenza un volo di prova, appunto come dovrebbe essere EM-1. Questa notizia va considerata anche alla luce del fatto che il GAO (Government Accountability Office, un gruppo di esperti governativi) l'anno scorso aveva presentato due rapporti che erano molto critici sullo sviluppo di SLS ed Orion ed affermava che con l'attuale tempistica i programmi non erano fattibili con il budget NASA in questi tempi.
Se il GAO considera 'aggressiva' la tempistica del 2018 per un volo senza equipaggio e del 2021 con astronauti, figuriamoci accelerare ancora di più i tempi...
Nell'illustrazione artistica (Credit: NASA) il mega-razzo SLS in volo.

Fonti: The Verge - Loren Grush / SpaceNews - Jeff Foust

09/02/2017 - Completate nel VAB le piattaforme per l'SLS -

La NASA ha raggiunto un obiettivo decisivo all'interno del gigantesco Vehicle Assembly Building (VAB) presso il Kennedy Space Center in Florida. Si è concluso il lavoro di un anno con l'installazione, a gennaio, dell'ultima piattaforma per il mega-razzo Space Launch System (SLS) all'interno della High Bay 3.
L'istallazione della piattaforma più alta completa i dieci livelli di lavoro, 20 mezze piattaforme che, unite assieme, racchiuderanno SLS e il veicolo spaziale Orion e permetteranno l'accesso al personale durante la preparazione delle missioni, compreso il primo volo senza equipaggio per testare Orion sopra il razzo dell'agenzia. "Appena un anno fa, stavamo incontrando le sfide per mettere al posto la prima metà della piattaforma installata," ha detto Mike Bolger, responsabile del programma GSDO (Ground Systems Development and Operations). "E' un grande lascito alla creatività, persistenza e duro lavoro della squadra, ed un grande indicatore che il GSDO è in orario per preparare SLS ed Orion alla prima missione di prova."
La piattaforma A fornirà l'accesso al sistema di salvataggio LAS (Launch Abort System) del veicolo spaziale Orion permettendo la rimozione e la chiusura dei pannelli. Anche la LAS Antenna Testing verrà raggiunta da questo livello. Le piattaforme sono state assemblate con due rotaie da 27 tonnellate che le permettono di muoversi avanti ed indietro verso il veicolo, così come l'intero sistema della struttura del VAB. Ogni piattaforma si sposta su quattro sistemi di ruote Hillman poste su ogni lato - un po come una griglia di un forno scorre dentro e fuori. Il processo di installazione di ogni piattaforma ha richiesto circa quattro ore. Ogni piattaforma persa oltre 136 tonnellate e misura circa 11 metri di lunghezza e chiusa fino a 18 metri.
"Sono molto fiero della quantità di lavoro che il team ha compiuto," dice Jose Perez Morales, senior project manager GSDO per gli elementi del VAB. "Sono inoltre molto soddisfatto di tutti i lavori eseguiti dalla NASA e dalle ditte fornitrici." Gli ingegneri avevano iniziato l'installazione delle prime due mezze-piattaforme, quelle del livello K, circa un anno fa, seguite dalle J, H e G. Nel luglio 2016 l'installazione delle piattaforme ha raggiunto la metà, con il quinto livello, la piattaforma F, completata.
Le restanti piattaforme installate sono state le E, D, C, B ed A. Ogni livello delle piattaforme è strategicamente piazzato in modo da permettere ai tecnici ed ingegneri di avere accesso a differenti sistemi del razzo, del veicolo spaziale Orion e del LAS durante la preparazione e le operazioni di montaggio sul lanciatore mobile.
"Questo è un gran giorno per noi," ha detto Darrell Foster, capo della Divisione Gestione Progetti GSDO. "Applaudiamo a questa pietra miliare. Tutti abbiamo lavorato per arrivare al successo di questa giornata." Il GSDO, con il supporto del centro Direzione Ingegneria, supervisiona gli aggiornamenti del VAB, compresa l'installazione delle piattaforme di lavoro. La NASA ha affidato il contratto per modificare l'High Bay 3 alla Hensel Phelps Construction Co. di Greeley, in Colorado, nel marzo 2014. La Hensel Phelps, assieme ai suoi fornitori, Institutional Services Contract, Engineering Services Contract, ed il Test and Operation Support Contractor, e con il loro aiuto per le operazioni delle gru, l'innalzamento delle piattaforme, la loro installazione e l'ispezione iniziale di ogni piattaforma.
Il gigantesco edificio VAB, realizzato nel 1965 per la corsa alla Luna, è suddiviso all'interno in quattro High Bay, ognuna di circa 2.500 metri quadri al suolo ed alto 139 metri. Visto dall'esterno il VAB ha lo stesso aspetto da oltre 50 anni ma, all'interno, dopo il programma Apollo, ha subito una grossa trasformazione per ospitare l'assemblaggio dello Space Shuttle, ed ora, per l'SLS. Il debutto di SLS è attualmente previsto per il 2018, sebbene ci si aspetta che potrà slittare al 2019 dopo la revisione principale del programma.
Nella foto (Credit: NASA/Frank Michaux) vista all'interno del VAB con tutte le piattaforme di accesso per SLS installate all'interno della High Bay 3.

Fonti: NASA - Linda Herridge / NASAspaceflight - Chris Bergin

Nell'immagine (Credit: NASA/MSFC/Emmett Given) l'ingegnere Tara Marshall, a sinistra, e Mike Nichols discutono sull'installazione dei pannelli di pressurizzazione di controllo dello Test Stand 4693.

10/01/2017 - Completato il banco di prova per il serbatoio di SLS -

E' stata completata la costruzione della struttura di prova più grande per lo Space Launch System (SLS) della NASA, e gli ingegneri stanno installando le attrezzature necessarie per testare il più grande serbatoio del razzo. Il banco di prova è cruciale per assicurare che il serbatoio dell'idrogeno liquido possa sostenere le forze estreme del lancio e l'ascesa per il primo volo, ed in seguito per il secondo volo, che porterà quattro astronauti a bordo del veicolo spaziale Orion in un viaggio verso la Luma, nello spazio profondo come terreno di prova per le tecnologie necessarie per il Viaggio verso Marte.
"Non esistono altre strutture che possano maneggiare qualcosa di così grande come il serbatoio di idrogeno dell'SLS," ha detto Sam Stephens, ingegnere di SLS che lavora ai test presso il Marshall Space Flight Center della NASA ad Huntsville, Alabama. "Ci sono altri posti al mondo come il Michoud Assembly Facility della NASA che possono costruire queste cose, e solo alcune che possono testarli."
Dopo che il progetto era iniziato nel maggio 2014, Test Stand 4693 ha cambiato il panorama del Marshall mentre le due sue torri svettavano fino a 67,4 metri. A dicembre gli appaltatori e gli operai hanno passato il banco prova agli ingegneri del Marshall, che ora sono impegnati ad installare complesse reti di cavi, tubature, valvole, sistemi di controllo, telecamere, illuminazione e speciali attrezzature progettate per i test.
"La scala e la capacità di questo banco prova sono uniche, e realizzate da persone provenienti da tutto il Paese, da tutti i ceti sociali - i fornitori di calcestruzzo ed i rifinitori, i costruttori in acciaio e montatori, o produttori di bulloni e così via," ha detto Robert Bobo, che ha gestisce i test della resistenza strutturale di SLS al Marshall. "Tutti coloro che stanno toccando questo sono orgogliosi dello Space Launch System, un razzo americano che invierà gli astronauti più lontano nello spazio di quanto gli esseri umani hanno abbiamo mai fatto."
Il banco prova simulerà le potenti dinamiche del lancio e del volo spingendo, tirando e piegando il modello di qualificazione dell'idrogeno liquido di SLS, recentemente costruito dalla Boeing presso il Michoud Assembly Facility della NASA a New Orleans. Il modello, alto 45,4 metri, consiste nel serbatoio di idrogeno liquido e delle apparecchiature fissate ad ogni lato che simulano le altre parti dello stadio principale, alto 64,6 metri, del razzo. Assieme, i serbatoi di idrogeno ed ossigeno liquido di SLS conterranno quasi 3 milioni di litri di propellenti super-raffreddati per alimentare i quattro motori RS-25, producendo una spinta totale di 907 tonnellate alla base dello stadio principale.
Il serbatoio dell'idrogeno liquido per i test viaggeranno sopra una chiatta da Michoud a Marshall. Quando inizieranno le prove, il modello di serbatoio sarà posizionato fra le due torri, sospeso sotto una traversa. Un totale di 38 cilindri idraulici o 'linee di carico' (ognuno pesante dai 230 ai 1.500 kg) che saranno calibrati individualmente, dotati con celle appositamente costruite per inviare e ricevere istruzioni e dati, e poi posizionati su diversi punti del serbatoio. Alla base, 24 di questi grandi cilindri, pesanti ognuno 1,5 tonnellate - il peso di un'autovettura media - simuleranno la spinta prodotta dai motori RS-25.
Durante questi test, i cilindri si estenderanno e ritrarranno, spingendo e tirando in differenti combinazioni contro il modello di prova, il banco prova e le torri, applicando centinaia di tonnellate di spinta e di forze di schiacciamento fino a circa di 1,5 milioni di Newton condivisi con le forze laterali. Durante 30 o più di questi scenari di prova gli strumenti cattureranno oltre 3.500 misure di deformazione e di rilevazione, di temperatura, pressione, immagini ad alta definizione e altre informazioni.
La cura particolare che è stata applicata alla costruzione del banco prova e dei test complessivi è vitale perché ogni saldatura, bullone, ogni connessione, ogni misurazione è importante. "Tutti coloro che hanno lavorato a questo sanno che anche la cosa più piccola ha importanza in progetti così grandi," dice Stephens.
Lì vicino, una preparazione simile è in corso fin dal settembre 2016 presso il Test Stand 4697, dove il modello del serbatoio di ossigeno liquido di SLS (alto 21,3 metri) sarà ancorato ad un braccio a forma di 'L'. A causa del tempo necessario per i serbatoi criogenici a raggiungere la temperatura e la pressione ottimale richiesta, i team stanno anche preparando alcune sessioni senza interruzione. Una serie completa di test dei serbatoi inizieranno fra circa quattro mesi.
Mentre i nuovi banchi di prova superano la fase di costruzione principale, così fa il lavoro di Phil Hendrix. E' stato il direttore del progetto di costruzione del Marshall Center Operations per il banco prova sin da quando erano solo idee su carta nel 2012, e continuerà a fornire il suo supporto giorno per giorno mentre sposta la sua attenzione verso altri bisogni e progetti del Center Operations. Mentre gli stand prendevano forma, Hendrix ha detto che ha visto i metalmeccanici ed i saldatori da tutto il paese sviluppare un senso della missione mentre lavoravano e consegnavano il tutto.
"Penso che la NASA tiri fuori il meglio nelle persone," ha detto. "E' il senso di stupore e meraviglia di ciò che si trova là fuori, nell'esplorazione, immaginazione, l'orgoglio e il patriottismo. E' quello che succede con la nostra missione."
Nella foto (Credit: NASA/MSFC/Emmett Given) Robert Bobo, a sinistra, e Mike Nichols di fronte al Test Stand 4693 completato in Alabama per mettere alla prova il serbatoio di idrogeno di SLS. Nell'immagine in alto a sinistra (Credit: NASA/MSFC/Emmett Given) l'ingegnere Tara Marshall, a sinistra, e Mike Nichols discutono sull'installazione dei pannelli di pressurizzazione di controllo dello Test Stand 4693.

Fonte: NASA - Tracy McMahan e Lee Mohon

Vai in cima alla pagina

linea gialla

Archivio Notizie Space Lauch System

linea gialla

Glossario Minimo

linea gialla

Aggiornato il 17 febbraio 2017 - ore 17:04 CET

Torna alla pagina iniziale del sito

a cura di

Massimo Martini

Valid XHTML 1.0 Transitional

Valid CSS!