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Intervista esclusiva a Marco Villa, Director of Mission operations alla SpaceX

Rilasciata via e-mail direttamente a www.astronautica.us, il 14 giugno 2012

Abbiamo avuto la preziosa opportunità di poter intervistare il Dr. Marco Villa, Direttore delle Operazioni di Missione della SpaceX. L'intervista è avvenuta per mezzo di e-mail dato che il Dr. Villa vive e lavora in California. Nella foto al centro dell'articolo il Dr. Villa mentre si trova di fronte agli schermi della sala di controllo della SpaceX a Hawthorne, in California, da dove ha gestito tutte le fasi la missione Dragon C2+ della SpaceX dove, per la prima volta, un veicolo commerciale, ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale consegnando del materiale. La missione ha avuto luogo dal 22 al 31 maggio 2012.

Ecco una breve biografia di Marco Villa:



Il Dr. Villa è il Direttore delle Operazioni di Missione della SpaceX. Egli è entrato nella compagnia nel 2007 e svolge il ruolo chiave nelle operazioni di lancio, in orbita e nel recupero dei veicoli spaziali della SpaceX. Il Dr. Villa è responsabile per la pianificazione e l'esecuzione delle missioni ed agisce come importante interfaccia con le molteplici agenzie governative come la NASA e molte compagnie commerciali nel settore satelliti ed aerospazio. Come Direttore di Missione della SpaceX, il Dr. Villa ha ricoperto il delicato incarico durante la storica missione del primo veicolo commerciale a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale. Il Dr. Villa ha una profonda conoscenza nell'esecuzione dei complessi programmi aerospaziali. Prima di entrare alla SpaceX, il Dr. Villa ha lavorato come Program Manager ed Ingegnere Capo dei Sistemi in programmi per satelliti tecnologici dimostrativi sia attraverso compagnie commerciali che governative. Il Dr. Villa ha una laurea, un master ed un dottorato in ingegneria aerospaziale ed un master in gestione ingegneristica. Inoltre il Dr. Villa è anche attivamente coinvolto negli sforzi di far crescere e sviluppare piccole ma innovative società. Attraverso questi sforzi il Dr. Villa è stato attivamente coinvolto nella pianificazione strategica e finanziaria come anche nel supporto della gestione ingegneristica sia per programmi commerciali che governativi, sia nazionali che internazionali.

Ed ora le domande:


D. - Come si è sviluppato il suo interesse per questa professione e come è approdato alla SpaceX?

R. - Sono sempre stato un appassionato di tutto cio’ che ha a che fare con aerei e spazio. Da quando avevo 14 anni ho conseguito tutti i miei diplomi (da liceo a dottorato) nel campo aerospaziale o manageriale con enfasi spaziale. SpaceX l’ho conosciuta nel 2006, mentre lavoravo come project manager per la NASA e l’Air Force. Dopo che il progetto di cui mi occupavo e’ stato lanciato sul secondo volo del Falcon1, SpaceX mi ha assunto… mentre eravamo ancora sull’isola di Kwajalein. Quell’ episodio ha cambiato la mia vita.

D. - Di che cosa si occupa esattamente all'interno della SpaceX?

R. - Il mio titolo e’ Direttore delle Operazioni di Missione (Director of Mission operations) e come tale io gestisco il team che e’ responsabile per la pianificazione e l’esecuzione delle missioni di Dragon. Noi gestiamo tutte le fasi, dalla timeline della missione, alla certificazione degli operatori, procedure, simulazioni, istruzione agli astronauti, comunicazione con Dragon (attraverso la ISS e le nostre ground stations), e il recupero della navicella una volta ammarata. Noi siamo anche l’interfaccia principale con il centro di controllo a Houston per i periodi in cui la missione e’ integrata. Durante la missione, il mio ruolo diventa equivalente a quello del direttore di volo per una missione Shuttle o per la ISS, e io divento responsabile per l’esecuzione della missione. Insieme agli operatori nel centro di controllo di SpaceX, monitoriamo la salute della navicella, mandiamo i necessari comandi, coordiniamo con gli operatori della NASA e con l’equipaggio della ISS per le fasi di cattura, berthing, trasferimento cargo e partenza.

D. - E' stato difficile per Lei lasciare l'Italia ed ambientarsi negli Stati Uniti?

R. - E’ sempre difficile lasciare famiglia, amici, etc… e tutt’ora sento la loro mancanza, ma devo dire che gli Stati Uniti mi hanno dato veramente tanto e oramai e’ diventata casa.

D. - La SpaceX non esisteva dieci anni fa... come avete fatto in così breve tempo a raggiungere i grandi risultati che sono sotto gli occhi di tutti?

R. - Passione, dedizione, il giusto approccio, gente in gamba, attenzione ai dettagli, e consapevolezza che solo provandoci e credendoci fino in fondo si puo’ avere successo.

Il Dr. Marco Villa (Credit: La Stampa) alle consolle di controllo durante la missione Dragon C2+



D. - La lista lanci della SpaceX si allunga ogni giorno di più però avete effettuato 'solo' tre lanci di Falcon 9 nel giro di tre anni... pensate che sarete capaci di poter mantenere il ritmo di lanci che avete programmato?

R. - Assolutamente si. Non succede da un giorno al’altro, ma ogni decisione che abbiamo fatto negli ultimi anni considerava quei bisogni.

D. - Il Falcon Heavy sembra un altro 'colpo' della SpaceX. Un razzo vettore pesante come non ve ne sono in giro al momento. Pensa che vi sia bisogno un lanciatore così pesante, NASA a parte? Oppure è stato pensato proprio per appoggiare i programmi di esplorazione con equipaggio oltre l'orbita terrestre?

R. - Si, bisogno per soddisfare le richieste che riceviamo dai nostri client e potenziali clienti. E fondamentale per raggiungere il gol di avere un basso, bassissimo costo per ogni chilogrammo in orbita.

D. - Sono molto incuriosito dei progetti di riutilizzo del primo e secondo stadio del Falcon 9 ... Mi può dire qualcosa di più di quello che si trova sul sito della SpaceX? Volete davvero risolvere uno dei più grandi problemi cha ha l'astronautica fin dagli albori?

R. - Purtroppo non posso commentare.

D. - Hai qualche curiosità, aneddoto, della vita alla SpaceX?

R. - Tanti, tanti… e tutti positivi. Magari un giorno ceniamo insieme e te ne racconto qualcuno.

D. - Un Suo pensiero sull'astronautica del 21° secolo... possiamo ancora sognare?

R. -Abbiamo mai smesso di sognare? Io credo, spero proprio di no. Mai smettere, mai cedere, mai dire “non si puo’ fare”, mai accontentarsi dello status quo perche’ “e’ sempre stato fatto cosi’”. Chi lavora in astronautica ha il dovere di guardare in alto, di guardare verso lo spazio, e di guardare indietro verso la Terra quando in orbita. Ogni punto di vista deve essere usato per migliorare la vita di tutti. Mi ripeto: e’ un nostro dovere sognare e continuare ad osare. Altrimenti tanto vale fare qualcos’altro.

La ringrazio Dr. Villa, è stato molto gentile per averci concesso una parte del suo prezioso tempo e la sua disponibilità! Speriamo di poterla ancora disturbare in futuro per ascoltare le sue impressioni quando la SpaceX raggiungerà altri traguardi importanti. Un augurio di buon lavoro a Lei ed a tutta la squadra della SpaceX.

Ciao, Marco.



Qui di seguito i link agli articoli pubblicati sul quotidiano La Stampa e nei quali il Dr. Villa veniva intervistato dal giornalista Roberto Giovannini:

intervista La Stampa dopo il rientro di Dragon C2+

intervista La Stampa a novembre 2011




Aggiornato il 15 giugno 2012

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a cura di

Maxi

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