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Intervista a Samantha Cristoforetti,
astronauta italiana che ha trascorso 200 giorni nello spazio durante la missione Futura a bordo della ISS.

Rilasciata via e-mail a www.astronautica.us, il 29 giugno 2016

Samantha Cristoforetti (Credit: ESA) a bordo della ISS

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Ecco una breve biografia di Samantha Cristoforetti:



L'ingegnere di Volo Samantha Cristoforetti (ESA - Italia) è nata a Milano il 26 aprile 1977. Fra i suoi interessi vi sono trekking, immersioni, yoga, leggere e viaggiare. Altri interessi includono la tecnologia, la nutrizione e la lingua cinese. Samantha ha completato il Liceo Scientifico a Trento nel 1996, dopo aver trascorso un anno di scambio studenti negli Stati Uniti. Nel 2001 si laurea alla Technische Universität di Monaco, in Germania, con un master in ingegneria meccanica con specializzazione in propulsione aerospaziale e strutture ultraleggere. Come parte dei suoi studi trascorre quattro mesi presso Ecole Nationale Supérieure de l’Aéronautique et de l’Espace di Tolosa, in Francia, lavorando su un progetto sperimentale di aerodinamica. Lei scrive la sua tesi sui razzi a propellenti solidi durante una ricerca della durata di 10 mesi presso l'Università di Tecnologia Chimica di Mendeleev, in Russia. Come parte del suo addestramento per l'Accademia delle Forze Aeree Italiane, completa anche una laurea in scienze aeronautiche presso l'Università Federico II di Napoli, in Italia, nel 2005. Nel 2001 Samantha entra all'Accademia Militare Aeronautica di Pozzuoli e si diploma nel 2005. Ha servito come leader di classe e si è aggiudicata la Spada d'Onore per il miglior rendimento scolastico. Dal 2005 al 2006, è viene inviata alla Sheppard Air Force Base in Texas, USA. Dopo aver completato il Joint Jet Pilot Training Euro-NATO, è diventata un pilota di caccia e venne assegnata alla 132esima Squadriglia, 51esimo Bombardieri con sede a Istrana, Italia. Nel 2007 Samantha completa l'introduzione all'addestramento Fondamentale Caccia. Dal 2007 al 2008, vola sugli MB-339 e serve nella Sezione Operativa e Piani del 51esimo Bombardieri di Istrana. Nel 2008 entra nel 101esimo Squadrone, 32esimo Bombardieri, di base a Foggia dove completa il suo addestramento operativo per i caccia da attacco al suolo AM-X. Samantha ha il grado di Capitano dell'Aviazione Militare Italiana ed ha volato oltre 500 ore con sei tipi di aerei militari: SF-260, T-37, T-38, MB-339A, MB-339CD e AM-X. Samantha è stata selezionata come astronauta ESA nel maggio del 2009 ed è entrata in ESA a settembre dello stesso anno. Il suo corso base è stato completato nel novembre 2010. Quando non è in addestramento negli Stati Uniti, Russia, Canada o Giappone, Samantha risiede al Centro Astronauti Europeo di Colonia, in Germania. A lei piace interagire con gli appassionati di spazio su Twitter con il nome di @AstroSamantha. Nel luglio 2012 le è stata assegnata una missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale verso la quale è stata lanciata con un veicolo spaziale Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, il 23 novembre 2014. Questa è stata l'ottava missione di lunga durata di un astronauta ESA a bordo della ISS, la terza per un Italiano. La sua permanenza a bordo della ISS, nel corso della missione 'Futura' e come parte degli equipaggi di Spedizione 42 e 43, è durata 199 giorni, 7 ore e 31 minuti. Il suo rientro sulla Terra è avvenuto l'11 giugno 2015.

Innanzitutto un doveroso ringraziamento all'ESA (Agenzia Spaziale Europea) ed all'astronauta Samantha Cristoforetti per il prezioso tempo che ci è stato concesso per porle alcune domande. Abbiamo atteso così tanto tempo dopo il suo rientro dallo spazio perché immaginavamo che Samantha fosse troppo impegnata nel debriefing, nelle PR e magari anche ormai stanca nel sentirsi fare sempre le stesse domande.
Porre dei quesiti che non siano scontati alla più famosa astronauta italiana non sarà facile, ma noi ci proviamo lo stesso:

Ecco le domande:


D. - Conosciamo bene la sua passione per la fantascienza, ma questa quanto ha veramente influito sulla sua scelta di seguire la carriera di pilota prima e di astronauta in seguito?

R. - Non credo che abbia influito sulle scelte, le scelte sono basate su tutt’altre considerazioni. Ma credo che abbia contribuito molto, nell’infanzia e nella prima giovinezza, al formarsi di una passione per la scienza e per l’esplorazione spaziale. Ovviamente è difficile quantificare: quanto la fantascienza? quanto altri fattori? Sono cose che necessariamente rimangono aneddotiche.

D. - L'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea, nella quale Lei svolge il ruolo di astronauta può essere ancora un simbolo di cooperazione fra popoli nonostante questi tempi così difficili nei quali crescono i muri, il filo spinato fra nazioni vicine e sembra di essere tornati indietro di decenni?

R. - Proprio perché questi “ritorni al passato” risultano inquietanti per tante persone, credo che le nostre società abbiano gli anticorpi giusti per evitare che diventino permanenti. O almeno voglio essere fiduciosa. Comunque la collaborazione in ambito spaziale difficilmente viene messa in discussione: gli interessi comuni sono molto forti. Inoltre, alla fine i soldi dedicati all’esplorazione spaziale non sono POI molti, quindi il tema difficilmente diventa oggetto di dibattiti pubblici in cui i fatti vengono distorti.

D. - Quando è stata a bordo della ISS, oltre ai messaggi per e-mail, per le comunicazioni personali ai familiari utilizzate anche una specie di telefono? Nel senso che dovete per forza passare da un filtro oppure avete un minimo di privacy?

R. - È possibile chiamare al telefono qualsiasi numero terrestre: è un sistema VOIP. Nessuno ascolta le conversazioni, naturalmente!

D. - Con quale tipo di cibo, in orbita, ha trovato maggiore difficoltà ad assumerlo? Ed anche Lei ha sperimentato un calo nel senso del gusto?

R. - Per la verità no, il mio senso del gusto mi è sembrato restare lo stesso. E non ho avuto nessuna difficoltà ad assumere cibo. Non ho neanche mai sentito raccontare da altri astronauti di difficoltà di questo tipo: la deglutizione funziona senza problemi anche in assenza di peso.

D. - Questa domanda l'ho fatta anche al suo collega Paolo Nespoli... Lei quando era in orbita ha visto niente di 'strano'? Quello che viene comunemente definito Oggetto Volante non Identificato? Chiaramente non il classico disco volante. Però qualcosa che non avrebbe pensato di poter vedere lassù?

R. - Beh... una volta mi è capitato di vedere qualcosa di davvero inatteso, anche se non si tratta di un oggetto. Guardando fuori dalla Cupola, qualche giorno prima del rientro, ho notato che stavano funzionando i motori di controllo d’assetto della nostra Soyuz, che era proprio davanti alla “finestra”. Una cosa molto strana, per un attimo ho pensato di sbagliarmi. Ma pochi secondi dopo è suonato uno degli allarmi che indica un problema con il controllo d’assetto della Stazione. E in effetti, per un comando inviato per errore da Mosca durante un test di routine in vista dell’undocking, la nostra Soyuz aveva acceso i suoi motori per cercare di mettersi in un certo orientamento: ovviamente, essendo la Soyuz attraccata, si è innescato il controllo d’assetto della ISS per neutralizzare gli inputs della Soyuz e mantenere il nostro assetto “normale”. Questo finché non si sono saturati i giroscopi ed è suonato l’allarme. Insomma, per quanto fosse strano, avevo visto bene: davvero i motori della nostra Soyuz si erano accesi!

Samantha Cristoforetti (Credit: NASA/ESA, su Flickr) durante una delle ultime interviste prima del lancio



D. - La convivenza di persone provenienti da culture diverse in luoghi ristretti ed 'estremi', come può essere una stazione spaziale, può essere difficile. Come si viene addestrati, se ce ne bisogno, a convivere con gli altri membri dell'equipaggio per periodi così lunghi e senza nessuna 'via d'uscita'?

R. - Per la verità non è una cosa così drammatica come molte persone sembrano pensare. Anche se veniamo da culture diverse, siamo un gruppo piuttosto omogeneo per formazione, siamo tutti persone adulte e mature e abbiamo tutti investito molto nella riuscita della missione. Ho visto durante la mia vita molte più situazioni di conflitto in altri contesti!

D. - Dopo il rientro sulla Terra al termine della lunga permanenza sulla ISS come ha reagito il suo fisico? E stato difficile ritornare allo stato 'normale' ?

R. - Non direi che sia stato difficile, ma sicuramente ci vuole un po’ di pazienza. È stato certamente molto più facile adattarsi all’assenza di peso!

D. - Il prossimo anno dovrebbero iniziare le prime missioni con le capsule commerciali NASA, la CST-100 Starliner di Boeing e Crew Dragon di SpaceX. In ESA avete già iniziato l'addestramento, o almeno una prima occhiata, per queste nuove navi spaziali?

R. - No, al momento solo alcuni astronauti NASA si addestrano su questi veicoli. In realtà, più che un vero e proprio addestramento, per il momento si tratta per loro di contribuire a finalizzare il design, soprattutto per quello che riguarda gli aspetti ergonomici e di interfaccia equipaggio-macchina. Noi astronauti ESA saremo coinvolti solo quando inizieremo ad essere assegnati a missioni su questi veicoli.

D. - Non posso esimermi da farle una domanda sulla sua carriera futura. La fase del volo spaziale umano con la ISS si avvia ormai verso la conclusione, fissata nel 2024, in campo astronautico, dietro l'angolo. Lei cosa preferirebbe nel suo futuro di astronauta? Una partecipazione all'esplorazione nello spazio profondo, magari sulla base lunare che ESA pare preferire; lo sbarco su Marte che la NASA sogna o magari un volo sulla futura stazione spaziale cinese?

R. - Credo che un volo su Marte sia fuori dall’orizzonte temporale degli astronauti della mia generazione. Una missione lunare sarebbe naturalmente una cosa eccezionale: se ne parlerà però non prima della fine del prossimo decennio. Nel frattempo nutro la speranza di poter tornare nello spazio prima, o di nuovo sulla ISS oppure, perché no, sulla Stazione Spaziale Cinese.

Non sappiamo se siamo riusciti a fare domande realmente inedite ma siamo molto soddisfatti e felici di aver potuto finalmente sentire la 'nostra' Samantha. Speriamo di poterla avere di nuovo presto con noi, magari quando sarà stata selezionata per la prossima missione. Ringraziamo nuovamente Samantha per la gentilezza e la cortesia del tempo dedicatoci.
Infine rinnoviamo il ringraziamento ad ESA, nella persona di Alessandra Vallo, per la cortese collaborazione e che ha reso possibile questo 'incontro' virtuale.


(Image Credit: ESA/NASA)





Aggiornato il 30 giugno 2016

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a cura di

Maxi

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